Giordania:
corteo islamici per riforme
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
Abstract: (ANSA) -
AMMAN - Centinaia di attivisti del movimento islamico giordano hanno dato vita
oggi ad una manifestazione nel centro di Amman per chiedere riforme politiche e
una lotta alla corruzione. L' area era presidiata da un ingente schieramento di
polizia e il raduno si e' concluso senza incidenti. La manifestazione era
organizzata dal Fronte di
Scoperta l'
origine delle stelle in fuga
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"unita.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 18 NOV - E' stata scoperta l' origine delle stelle in fuga dalla Via
Lattea: astri giganteschi che, contro le teorie piu' accreditate, sono nate da
catastrofi cosmiche generate dalla collisione di tre stelle. Lo indica una
simulazione condotta da Simon Portegies Zwart e Michiko Fujii dell' universita'
olandese di Leida e della
Scoperta l'
origine delle stelle in fuga
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SCIENZE E TECNOLOGIE.
Abstract: (ANSA) -
ROMA - E' stata scoperta l' origine delle stelle in fuga dalla Via Lattea:
astri giganteschi che, contro le teorie piu' accreditate, sono nate da
catastrofi cosmiche generate dalla collisione di tre stelle. Lo indica una
simulazione condotta da Simon Portegies Zwart e Michiko Fujii dell' universita'
olandese di Leida e della giapponese
Pitruzzella
nuovo presidente dell' Antitrust
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"avvenire.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: NOMINA.
Abstract: Giovanni
Pitruzzella approda all' Antitrust dalla presidenza della Commissione di
Garanzia sugli Scioperi. Nato a Palermo il 15 luglio 1959, è professore
ordinario di Diritto Costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'
Università degli Studi di Palermo. Avvocato cassazionista, esperto nel Diritto
dei pubblici appalti,
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di di Emiliano
Fittipaldi. |
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"espresso.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Inchiesta.
Sottotitolo: Lo scorso anno la presidenza del
Consiglio ha speso 4,7 miliardi. Con un aumento record tra staff, viaggi, show,
indennità, mobili, jet e auto blu. Ecco la lista inedita.
Abstract: Mario Monti
ha promesso "sacrifici". Ma ha detto pure che chi governa deve avere
il coraggio di metter finalmente mano ai "privilegi". Da premier
incaricato non ha specificato a chi o cosa si riferisse, ma è assai probabile
che ce l' avesse con le lobby, le corporazioni, gli evasori fiscali e,
soprattutto, con i politici e le loro prebende.
I cattolici
che imitano Beppe Grillo
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"ilgiornale.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: È
ufficialmente partita la corsa a Tursi di Simonetta Saveri e del movimento da
lei rappresentato: Primavera Politica. La giovane avvocato genovese ha sciolto
la riserva sul nome della lista civica solo mercoledì sera, in un convegno
organizzato presso l' istituto Ravasco, andando così a dare continuità a tutte
le
Nell' ora
di Goldman l' idea web di Costamagna
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"ilgiornale.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Al momento
giusto. Il via libera al governo a trazione «bancaria» di Mario Monti
rappresenta una delle migliori occasioni di ottenere la visibilità giusta per
nuove imprese finanziarie. È il caso dell' ex numero uno dell' investment
banking europeo di Goldman Sachs, Claudio Costamagna, che lunedì a Milano
Ora servono
le mosse di Berlino e della Bce
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"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' ANALISI.
Abstract: Walter
Riolfi Solo tre minuti dopo che Mario Monti ha preso la parola per spiegare al
Senato il suo programma, il rendimento dei Btp comincia a scendere rapidamente
e con esso lo spread sul Bund. Neanche 15 minuti dopo, l' euro risale e calano
anche gli spread dei titoli francesi, spagnoli, austriaci (in ordine
cronologico). Gli scettici
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: dopo il voto di ficucia al governo
monti.
Abstract: dopo il voto
di ficucia al governo monti I passi necessari Da liberale e convinto
sostenitore della società aperta Mario Monti ha scelto di intestare il suo
governo ai giovani e alle donne. Ha sostenuto che la loro attuale marginalità
non è solo un gigantesco spreco di capitale umano ma una delle cause della
mancata crescita.
Brasile,
piaga corruzione Il governo è «decimato»
|
"Avvenire" del 18-11-2011 |
MONDO |
Pagina: 21 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Brasile,
piaga corruzione Il governo è «decimato» gli scandali Già cinque i ministri
finiti nei guai per le mazzette: ne salta uno ogni 70 giorni Il presidente
Rousseff: non voglio che i Mondiali 2014 diventino una «festa privata» DA RIO
DE JANEIRO GHERARDO MILANESI L' ultimo della lista a crollare sotto il
«Convertiamo
in Btp i gettoni di presenza»
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"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 18-11-2011 |
Cronaca di Roma |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La proposta di Enrico Folgori,
consigliere provinciale Pdl.
Abstract: Titoli di
stato al posto dei gettoni di presenza. È la proposta, lanciata dal
vicecapogruppo del Pdl alla Provincia Enrico Folgori ai suoi colleghi di
Palazzo Valentini, compreso il presidente Nicola Zingaretti. Una sorta di «Btp
day», che Folgori ha già inaugurato: «Stamattina - dice il pidiellino - mi sono
recato
Chiudere
Levaldigi «Uno spreco sicuro»
|
di TULLIO PONSO
CONSIGLIERE REGIONALECUNEO. |
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"La Stampa (ed. Cuneo)" del 18-11-2011 |
Cuneo |
Pagina: 76-77 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Se ci
fermassimo all' analisi fatta dal collega Biolè, diventa difficile non dargli
ragione. I dati, nudi e crudi, mettono in evidenza che l' aeroporto di
Levaldigi è ancora in perdita. Gli stessi dati, però, confermano che la
struttura cuneese è tra quelle che in Italia hanno maggiormente incrementato il
traffico
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"Corriere della Sera" del 18-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: di DARIO DI VICO.
Abstract: Da liberale
e convinto sostenitore della società aperta Mario Monti ha scelto di intestare
il suo governo ai giovani e alle donne. Ha sostenuto che la loro attuale
marginalità non è solo un gigantesco spreco di capitale umano ma una delle
cause della mancata crescita. Da qui l' enfasi che il primo ministro ha voluto
mettere
Il duplice
addio al dottor Grillo
|
di [R. C.] |
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"La Stampa (ed. Alessandria)" del 18-11-2011 |
Alessandria |
Pagina: 72-73 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Valenza.
Abstract: Tante
presenze alla camera ardente allestita nella sala consiliare di Valenza, dove
il sindaco Sergio Cassano ne ha commemorato la figura, poi i funerali con il
Duomo gremito. E' stato dato così l' ultimo saluto a Giovanni Grillo,
consigliere comunale, eletto nel 2010 nella lista Per Valenza un futuro, con
candidato sindaco Costanza
Subito
tagli a Palazzo Chigi Le Province tornano in bilico
|
di FRANCESCO
SEMPRINI. |
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"La Stampa" del 18-11-2011 |
Italia |
Pagina: 12-13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Dossier / Costi della politica.
Sottotitolo: Il premier vuole completare la
riforma delle amministrazioni.
Abstract: Il riscatto
economico dell' Italia non può prescindere da una gestione virtuosa della
politica e della sua contabilità. Mario Monti lo ha detto a chiare lettere ieri
in Senato spiegando che se ai cittadini sono richiesti sacrifici, gli organi
elettivi saranno soggetti a «ineludibili interventi volti a contenerne i costi
di
PER
DIFENDERSI DAL CINISMO È BELLO FARE LA MORALE
|
di BENEDETTA TOBAGI. |
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"La Repubblica" del 18-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Un saggio raccoglie una serie di
interventi di Stefano Rodotà dedicati a questo tema.
Sottotitolo: La degenerazione dei
comportamenti induce l´autore a rimpiangere il vecchio valore della
'rispettabilità´
Abstract: Non si
arrende, Stefano Rodotà, e invita tutti a fare altrettanto: il volume Elogio
del moralismo (Laterza), una selezione ragionata di articoli e contributi dal
1991 a oggi, è l´orgogliosa risposta di un "vecchio, incallito, mai
pentito moralista" alla lunga stagione in cui una martellante campagna
mediatica della destra ha
Aifa: si è
insediato Luca Pani, nuovo Dg
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"ilsole24ore.com (Sanita)" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Si è
insediato oggi il nuovo direttore generale dell' Agenzia Italiana del Farmaco,
Luca Pani. Medico, specialista in psichiatria, esperto di farmacologia e
biologia molecolare, Pani, tra gli altri numerosi incarichi, dal 2010 è
rappresentante permanente (Alternate) per l' Italia presso il Comitato per i
medicinali a uso umano e
Per la
stampa Usa i nuovi leader a Roma e Atene sono "credibili" ma questo
non basta
|
di Elysa Fazzino. |
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"ilsole24ore.com" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Cresce negli
Stati Uniti la preoccupazione per la crisi europea del debito. In un editoriale
intitolato "Contagio europeo", il New York Times, pur definendo
"promettenti" i cambi di governo in Italia e in Grecia e
"credibili" i nuovi leader in carica, considera indispensabile un
nuovo accordo tra i partner eurozona per rallentare il contagio. "C'
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"lastampa.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Le tappe della Campagna per la
proclamazione del 2013 ad Anno europeo contro lo spreco alimentare.
Abstract: L' Europa si
occupa di spreco alimentare, e di qui al mese di dicembre sapremo se la
campagna per la proclamazione del "2013, Anno europeo contro lo spreco
alimentare" godrà dell' ampio supporto al Parlamento Europeo che tutti si
aspettano, vista l' importanza dell' argomento trattato. L' obiettivo proposto
dalla campagna, promossa a
|
di di Uri Dadush. |
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"espresso.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Senza Frontiere.
Sottotitolo: I politici italiani. I mercati.
E la banca centrale europea. Tutti seduti allo stesso tavolo e con la stessa
posta...
Abstract: Mario Draghi
L' Italia è coinvolta, come la Grecia, in un programma di salvataggio stile
Fondo Monetario Internazionale, solo che non lo sa. gli elementi del dramma ci
sono tutti: il panico nel mercato dei titoli di Stato, la caduta della borsa, l'
allarme di Bruxelles e Washington, le dimissioni del premier e la crisi
politica. Meno
Gingrich
prese 1,8 milioni di dollari dal gigante dei mutui Freddie Mac
|
"lastampa.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Imbarazzo ma nessun illecito per
il candidato: aveva contratti di consulenza con la società che è stata fra le
principali responsabili della crisi dei mutui subprime.
Abstract: Non ha fatto
in tempo a raggiungere (con il 28% nel sondaggio Ppp e pure con una rilevazione
della Cnn) la vetta nei consensi nazionali tra i Repubblicani che voteranno
alla primarie per la nomination, che per Newt Gingrich sono iniziati i guai.
Niente di illegale, ma è sicuramente imbarazzante che sia uscita la notizia di
due contratti
il Piano
Giarda contro i 10 «Grandi Sprechi»
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"Corriere della Sera" del 17-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 23 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Dagli acquisti a caro prezzo
alle infrastrutture, le vie per riqualificare la spesa pubblica.
Abstract: Il professor
Piero Giarda è da ieri ministro per i Rapporti con il Parlamento ma è
unanimemente considerato il miglior analista della spesa pubblica italiana in
circolazione. Se, come auspicabile, riusciremo a ricostruire un meccanismo di
spending review , come per altro previsto dall' articolo 1 della manovra
approvata in agosto, lo
C' è
festival del gol nel Csi dai Grilli agli Juniores
|
di [G. FO.] |
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"La Stampa (ed. Asti)" del 17-11-2011 |
Asti |
Pagina: 74-75 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CALCIO A CINQUE. CAMPIONATI
GIOVANILI.
Abstract: In campo
Sopra i Drughi astigiani, a destra il Mombercelli e accanto i Grilli dell' Asti
calcio a 5 Hanno preso il via, anche se un po' a scartamento ridotto, i
campionati giovanili di calcio a 5 organizzati dal Csi di Asti. C' è stato
qualche problema legato all' utilizzo degli impianti, in particolar modo quello
del Country, ma si
"Aiutiamo
il cliente a conoscersi"
|
di [R. E. S.] |
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"La Stampa" del 17-11-2011 |
Pagine speciali |
Pagina: 38-39 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista.
Sottotitolo: Prunotto (Unicredit): servono
consapevolezza dei rischi e tanta chiarezza.
Abstract: Dario
Prunotto responsabile del Private Banking di Unicredit Dario Prunotto è il
responsabile del Private Banking di UniCredit in Italia. Secondo lei, la crisi
che stiamo affrontando ha modificato il mercato? «Gli anni che stiamo
affrontando sono stati e sono tuttora difficili per tutti, dal mercato, ai
clienti, al settore finanziario
Vitalizi,
indennità e organici quanto ci costa la Regione
|
di PIERO RICCI. |
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 17-11-2011 |
Bari |
|
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Oltre 2600 dipendenti, il doppio
della Lombardia Conti e polemiche Possibili risparmi di 65 milioni: una società
lavora per rivedere la pianta organica.
Abstract: Con una
burocrazia «modello Lombardia», la Regione Puglia potrebbe risparmiare 65
milioni di euro. Se si aggiungessero i 12 milioni di euro che si potrebbero
risparmiare se, per ogni consigliere regionale, il contribuente pugliese
sborsasse quanto il contribuente lombardo (8 euro invece di 12) i milioni
diventerebbero 77, il doppio del
Rogo
Thyssen, riparte l´inchiesta sui testimoni
|
"La Repubblica (ed. Torino)" del 17-11-2011 |
Torino |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il processo.
Abstract: Con il
deposito della sentenza, ripartono anche le inchieste bis sulla Thyssen:
saranno ascoltati di nuovo i vari indagati dei tre fascicoli aperti. Il primo
riguarda l´ingegner Berardino Queto, consulente della difesa: è accusato di
omicidio colposo, incendio e omissione colposa di cautele contro gli incidenti
perché nel 2006
Variazione
per pagare i missionari del Corecom
|
di PAOLO RUSSO. |
|
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 17-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: 30 MILA EURO IN PIÙ DI QUANTO
PREVENTIVATO PER GLI SPOSTAMENTI DEL PERSONALE.
Sottotitolo: L´ufficio di presidenza
costretto alla quinta variazione di bilancio.
Abstract: Ognuno ha i
suoi missionari. Quelli del Corecom hanno costretto l´ufficio di presidenza ad
approvare in tutta fretta la quinta variazione al bilancio di via Capruzzi. I
viaggi e gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti del Comitato regionale per
le comunicazioni sono costati 30mila euro in più di quanto preventivato. Il
comitato che
|
di VATICANISTA DE LA
STAMPA. |
|
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"lastampa.it" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Un prete al
di fuori dagli schemi. Lo si vede già dall' abito: grisaglia da manager,
camicia bianca e cravatta. È don Luigi Verzè, 91 anni, fondatore del
prestigioso ospedale e dell' Università Vita e Salute, indagato nell' ambito
dell' inchiesta per la bancarotta sulla Fondazione San Raffaele del Monte
Tabor, avviata
Per il
Riesame Tarana concusso si aggrava la posizione di Bernini
|
"larepubblica.it (Parma)" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Secondo il Tribunale della
Libertà l' amministratore arrestato nell' operazione Easy Money è vittima dei
ricatti perpetrati dall' ex assessore ai Servizi educativi.
Abstract: Nuovi guai
in vista per l' ex assessore ai Servizi per l' infanzia Giovanni Paolo Bernini?
E' probabile, se il pm Paola Dal Monte deciderà di cambiare l' impianto
accusatorio dell' inchiesta Easy Money accogliendo la motivazione del Tribunale
del Riesame di Bologna: il manager Mauro Tarana è stato vittima della
concussione del
Tangenti su
protesi udito, 6 arresti
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"corriere.it" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
Abstract: (ANSA) -
UDINE - I Carabinieri del Nas di Udine hanno arrestato sei persone, tre medici
pubblici e tre imprenditori del settore delle protesi acustiche, con l' accusa
di corruzione e comparaggio. Centinaia di pazienti residenti nel nordest
sarebbero stati indotti ad usufruire di specifiche ditte per l' acquisto di
protesi per l' udito, dietro
«Politici,
fate meno convegni e lavorate di più per il rilancio»
|
"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 16-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 15 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: INTERVISTAPaolo Andreani
Presidente Confindustria Marche.
Sottotitolo: Allarme credit crunch ma gli
investimenti non si sono fermati.
Abstract: ANCONA
Ilaria Vesentini Ai politici chiede meno chiacchiere e public relation e più
impegno istituzionale, a partire dai temi del credito e degli investimenti,
emergenze assolute per le imprese marchigiane in piena crisi. Agli industriali
chiede invece meno campanilismi e più fiducia, anche nell' associazionismo, per
rimettersi col
Unità di
crisi con «gettone» per rispondere
|
"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
Inchiesta |
Pagina: 15 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LA CONTROMOSSA.
Abstract: «Verificato»
che «un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che
interagiscono fra loro con una certa regolarità», e che «per realizzare una
concreta collaborazione all' interno del gruppo di lavoro è necessario il
confronto tra i singoli componenti», il Comune di
A giorni i
primi rinvii a giudizio
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
In primo piano |
Pagina: 3 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Al centro del sistema consulenti,
informatici e decine di imprese grandi e piccole.
Sottotitolo: Progetti. Da 20 a 80mila euro l'
importo delle domande sotto esame in procura 50% Fondo perduto. I bandi
prevedevano l' assegnazione di risorse a fondo perduto - 80mila.
Abstract: TORINO Tra
gli indagati ci sono aziende insospettabili, titolari di grosse commesse
pubbliche, e piccoli artigiani. Carrozzieri, negozi di ogni tipo, ristoranti,
tv locali, centri benessere, elettricisti. E ancora, un vigile urbano, pizzicato
per colpa di fatture gonfiate destinate al finanziamento di un sito internet
per la sua discoteca della
Mistero
sull' ingaggio di Vieri a "Ballando con le stelle"
|
"corriere.it" del 16-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL CASO.
Sottotitolo: Viale Mazzini tace sul possibile
compenso di 800 mila euro. Rizzo Nervo (Pd): "In cda non passerebbe"
Abstract: IL CASO
Mistero sull' ingaggio di Vieri a "Ballando con le stelle" Viale
Mazzini tace sul possibile compenso di 800 mila euro. Rizzo Nervo (Pd):
"In cda non passerebbe" MILANO - L' ex calciatore Christian Vieri a
"Ballando con le stelle" per 800 mila euro? Possibile? Il direttore
di Rai1 Mauro Mazza sceglie la strada dell' ironia: "Non ne so
|
"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 16-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 15 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: «Politici, fate meno convegni e
lavorate di più per il rilancio» Allarme credit crunch ma gli investimenti non
si sono fermati.
Abstract: ANCONA
Ilaria Vesentini Ai politici chiede meno chiacchiere e public relation e più
impegno istituzionale, a partire dai temi del credito e degli investimenti,
emergenze assolute per le imprese marchigiane in piena crisi. Agli industriali
chiede invece meno campanilismi e più fiducia, anche nell' associazionismo, per
rimettersi col
|
"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
In primo piano |
Pagina: 3 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: TORINO Tra
gli indagati ci sono aziende insospettabili, titolari di grosse commesse
pubbliche, e piccoli artigiani. Carrozzieri, negozi di ogni tipo, ristoranti,
tv locali, centri benessere, elettricisti. E ancora, un vigile urbano,
pizzicato per colpa di fatture gonfiate destinate al finanziamento di un sito
internet per la sua discoteca della
|
"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Doppia inchiesta della procura di
Torino su 3 misure regionali: in 200 indagati per fatture gonfiate.
Sottotitolo: Sotto la lente 4 milioni versati
a fondo perduto, già resi 400mila euro.
Abstract: Quasi
duecento indagati, 3,7 milioni di contributi regionali al vaglio degli
inquirenti, altri 600mila messi sotto sequestro: sono i numeri delle inchieste
- due per il momento - in corso a Torino. Procura e procura generale stanno
indagando per il reato di truffa (art. 640 bis) in relazione a finanziamenti a
fondo perduto gestiti da Finpiemonte
|
"Il Tempo" del 16-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 18 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Nomine cinema.
Abstract: Vespaio
prevedibile o sollevato ad arte quello che circonda la poltrona che il ministro
per i Beni Culturali e lo Spettacolo sta abbandonando? Il tema del contendere,
le nomine nella nuova Commissione per la Cinematografia, l' organismo che
distribuisce fondi ai film considerati «di interesse culturale». Il decreto,
firmato il 2
Caserta,
camorra e appalti in cella consigliere regionale
|
"Avvenire" del 16-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 13 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Caserta,
camorra e appalti in cella consigliere regionale Fabozzi, ex Pd, avrebbe
favorito imprese vicine ai casalesi DA NAPOLI P er l' accusa Enrico Fabozzi,
consigliere regionale della Campania, indipendente ma eletto nelle liste del Pd
e già sindaco di Villa Literno, un comune del Casertano al confine con la
provincia di Napoli, avrebbe
|
"Corriere della Sera" del 16-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 8 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il commento.
Abstract: SEGUE DALLA
PRIMA Gli buttano addosso l' accusa di essere già dentro la Casta? Se ne liberi
rinunciando alle prebende pubbliche. Scelga di chiamarsi fuori da quelle
posizioni di rendita, spalanchi le finestre, imponga la massima trasparenza,
mostri ai cittadini tagli veri a una politica ingorda che in trent' anni ha
moltiplicato per 41
Mistero
sull' ingaggio di Vieri a «Ballando con le stelle»
|
"Corriere della Sera" del 16-11-2011 |
Spettacoli |
Pagina: 55 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il caso Viale Mazzini tace sul
possibile compenso di 800 mila euro.
Abstract: MILANO - L'
ex calciatore Christian Vieri a «Ballando con le stelle» per 800 mila euro?
Possibile? Il direttore di Rai1 Mauro Mazza sceglie la strada dell' ironia:
«Non ne so niente. Io sono della Lazio, ho contattato Chinaglia». L' azienda
sceglie la linea del silenzio: nessun comunicato ufficiale per smentire una
cifra
In scadenza
il presidente di Finaosta
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"La Stampa (ed. Aosta)" del 16-11-2011 |
Aosta |
Pagina: 56-57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Nomine.
Abstract: Tre
presidenze di nomina della Regione in consigli di amministrazione di importanti
aziende a partecipazione regionale saranno «sul mercato» nel primo semestre
2012. In evidenza c' è l' incarico di presidente del Cda di Finaosta Spa. Per
l' incarico, in scadenza il 30 giugno, il compenso annuo lordo è di 35.000 euro
Cna,l'
associazione al fianco degli artigiani
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"La Stampa" del 16-11-2011 |
Pagine speciali |
Pagina: 74-75 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ANCHE PER LE PICCOLE E LE MEDIE
IMPRESE.
Abstract: La
Confederazione Nazionale dell' Artigianato e della Piccola e Media Impresa
(Cna) è la più grande Associazione di rappresentanza del mondo dell'
artigianato, del commercio e della piccola e media impresa a Torino e
provincia: ha oltre 13.500 soci, più di 30 mila in Piemonte e 650 mila in
Italia. Dal 1946, anno della sua
Ordini
professionali a tutela dei cittadini
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"La Stampa" del 16-11-2011 |
Pagine speciali |
Pagina: 74-75 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: UNA CATEGORIA ORIENTATA AL
RISPETTO DELLA LEGALITÀ.
Abstract: Lo Stato ha
istituito gli Ordini professionali al fine di garantire, attraverso il
superamento di un rigoroso esame di Stato, la preparazione di coloro che
pongono la propria attività a disposizione della collettività, per l'
adempimento di compiti complessi e di interesse sociale. Ai Consulenti del
lavoro, nati nel 1939, è
Rossi:
"Ambiente, ora divieti ferrei non chiederò più sacrifici ai toscani"
|
di SIMONA POLI. |
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"La Repubblica (ed. Firenze)" del 16-11-2011 |
Firenze |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il presidente della Regione torna
sul fenomeno delle alluvioni: l´uso del territorio va ripensato.
Sottotitolo: La Toscana e il governo Monti:
"Mi aspetto che finanzi di nuovo il trasporto pubblico"
Abstract: (segue dalla
prima di cronaca) Sono le dieci di mattina, il presidente della Regione sta per
partire per l´Elba per una nuova ricognizione dei danni e un incontro con i
sindaci dell´isola. Ma non è solo l´emergenza che lo preoccupa: «Quello che è
accaduto a Marina di Campo e in Lunigiana potrebbe ripetersi. E
La
"Cavalleria rusticana" un´opera per pupi catanesi
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 16-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Museo delle Marionette.
Abstract: Dopo il
"Trovatore" di Verdi e "Don Giovanni" di Mozart, tocca a
"Cavalleria rusticana" di Pietro Mascagni essere riveduta e riletta
con la tecnica delle marionette. Stasera alle 21 al museo internazionale delle
marionette "Antonio Pasqualino", nell´omonima piazzetta, va in scena
la riduzione per opera dei pupi, curata dalla Marionettistica
Assicurazioni
alle stelle, aumenti del 22 per cento
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di ISABELLA NAPOLI. |
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 16-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Dossier di Federconsumatori:
"Automobilisti, attenti alle disdette immotivate" Su Internet
raccolta di firme per una petizione da inviare al Parlamento europeo Un
centinaio le segnalazioni allo sportello di consulenza dell´associazione.
Abstract: ASSICURARE
per la prima volta una Citroen C3 1100 con la compagnia Sara può costare
all´anno 718 euro. Con la Carige, la tariffa prima classe per un´auto di media
cilindrata arriva a 1082 euro, con un aumento rispetto al 2010 di oltre 30
euro. Ma il caro Rc auto è scattato all´inizio del 2011 a Palermo e provincia
Bufera
Ares, il direttore replica "Risponderemo a tutte le accuse"
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 16-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il responsabile Franco Bux:
"Eravamo pronti, ma c´erano impegni dell´assessore"
Abstract: «Hanno detto
che la mia assenza in commissione rafforzava le denunce arrivate a carico
dell´Ares. Ma se sono stato io, la scorsa settimana, a chiedere di essere
ascoltato in commissione visto il clima velenoso attorno all´agenzia. Purtroppo
però l´audizione è stata rimandato a causa degli impegni
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"iltempo.com" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Cultura e Spettacoli
16/11/2011, 05:30 Nomine cinema.
Sottotitolo: Vespaio prevedibile o sollevato
ad arte quello che circonda la poltrona che il ministro per i Beni Culturali e
lo Spettacolo sta abbandonando? Il tema del contendere, le nomine nella nuova
Commissione per la Cinematografia, l' organismo che distribuisce fondi ai film
considerati "di interesse culturale".
Abstract: Il decreto,
firmato il 2 novembre, è stato pubblicato ieri e ha suscitato una levata di
scudi da parte dei 100 Autori, l' ala barricadera dei registi e degli
sceneggiatori che hanno a lungo contestato i tagli al Fus. Accusano Galan di
aver distribuito incarichi a tempo scaduto. Ma chi sono i nuovi entrati?
Eccoli. Nella sezione
Radio 24,
speciale Salvadanaio piccoli risparmiatori
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"ilsole24ore.com" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Mercoledì 16
novembre ore 12.00 con: Ascosim, l' associazione che riunisce le SIM di
consulenza indipendente, tra cui il presidente dell' associazione Zeno D'
Acquarone, il segretario generale Massimo Scolari, e Massimo Fortuzzi. dalle
13.00 alle 15.00 gli ascoltatori possono fare le domande al numero 02 46 52 24
44 o salvadanaio@radio24.it.
I Pirati:
anche noi alle elezioni
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di di Alessandro
Longo. |
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"espresso.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Fenomeni.
Sottotitolo: Dopo il successo degli omologhi
berlinesi, i sostenitori dell' open source e della centralità del web decidono
di candidarsi al prossimo giro pure in Italia: "Nessun partito si
interessa davvero ai temi che ci stanno a cuore", spiegano. Beppe Grillo
furioso: "E' una lista di disturbo contro di noi"
Abstract: Il Partito
Pirata Tedesco Alle prossime elezioni gareggerà il primo partito tutto
focalizzato sulla libertà di Internet, in nome di una società più equa e
aperta: il Partito Pirata Italiano. "Ma mi raccomando scrivi
Internazionale del Partito Pirata, presente in molti Paesi del mondo. Noi
italiani sono stati tra i
Supertruffa
a FinPiemonte Danni per due milioni
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"larepubblica.it (Torino)" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: La procura generale chiude le
indagini per 100 persone che gonfiavano le fatture per siti internet e
consulenze ricevendo finanziamenti a fondo perduto.
Abstract: Gonfiavano
le fatture per siti internet, consulenze e partecipazioni a fiere ricevendo
dall' ente regionale finanziamenti a fondo perduto anche dieci volte superiori
al sito web realizzato. Oggi la Procura generale di Torino ha chiuso le
indagini per 100 persone. Sono 200 gli episodi su cui la magistratura torinese
aveva aperto un fascicolo con
Crisi:
consulente Merkel, Italia vicina rischio sistema
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"unita.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 15 NOV - La situazione del debito italiana "sta diventando davvero
seria, credo che ci stiamo avvicinando ad una sorta di crisi sistemica che
ricorda il 2008". L' allarme arriva da Peter Bofinger, uno dei 'saggi'
consulenti del cancelliere tedesco Angela Merkel, in un' intervista a Bloomberg
Television.
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"ilgiornale.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Anche Luca
Cordero di Montezemolo espone la sua visione delle priorità per il futuro
governo Monti. In un' intervista alla «Frankfurter Allgemeine Zeitung» il
presidente della Ferrari spiega: «Innanzitutto si dovrebbe immediatamente e
drasticamente ridurre la spesa pubblica e contenere lo spreco, a iniziare dai
costi della
È derby
dell' antipolitica Grillo all' arrembaggio
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"ilgiornale.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: In questa
fase confusa può capitare di tutto, anche che il bue dia del cornuto all'
asino. Tra le nuove formazioni politiche la cui missione è pescare tra gli
scontenti c' è chi ha deciso di scontrarsi frontalmente con Beppe Grillo. È il
partito dei Pirati, che lo scorso fine settimana a Trento ha annunciato di
voler
Bce inerte
in nome del dogma teutonico
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"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' ANALISI.
Abstract: Walter
Riolfi Si sono tentate due spiegazioni alla inaspettata brutta reazione dei
mercati , ieri. La prima è che, facendo risalire gli spread Btp/Bund e scendere
la Borsa, gli investitori abbiano voluto mandare un messaggio alla classe
politica italiana. Non diversamente dalla pressione esercitata nelle ultime due
settimane su Berlusconi,
Tre vie per
spingere gli accordi integrativi
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"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Bonus. Le istruzioni del
ministero.
Sottotitolo: IL «DIVIDENDO» - Tagli a
consulenze e sponsor, piani di razionalizzazione e strette aggiuntive possono
essere destinate agli aumenti «selettivi»
Abstract: MILANO
Risparmi che si trasformano in premi: è la filosofia del «dividendo dell'
efficienza» previsto dalla manovra 2008, che ora prova a entrare nella piena
fase applicativa con l' ultima circolare firmata nei giorni scorsi da Renato
Brunetta. Il provvedimento, varato l' 11 novembre ma ancora non diffuso
ufficialmente,
Scaffale
digitale de l' Unità Già migliaia gli ebook scaricati
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"L'Unità" del 15-11-2011 |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: L' iniziativa.
Abstract: GIUSEPPE
RIZZO Oltre 6mila download in un solo giorno. La piccola rivoluzione della
prima collana italiana di collaterali digitali lanciata ieri da l' Unità nasce
sotto una buona stella. Quella di migliaia di lettori che hanno scaricato
gratuitamente (sui propri pc, tablet, smartphone) follia finanziaria"
degli economisti Carmen M. Reinhart
È già
battaglia tra grillini e pirati
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"Il Tempo" del 15-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso Il partito, dopo i
successi in Svezia e Germania, pronto a lanciarsi in Italia.
Abstract: Non hanno
rappresentanza parlamentare e per ora, almeno a giudicare dal lavoro avviato
dal professor Mario Monti, non hanno in programma di scontrarsi in una contesa
elettorale. Eppure è già lotta aperta tra coloro che puntano a raccogliere i
consensi dell' antipolitica. Il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è infatti
Quei
privilegi non più tollerabili
|
di MARIO CALABRESI. |
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"lastampa.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Mario Monti
ha pochissimo tempo davanti, l' Italia non può stare a lungo senza un governo
in questa situazione, ma per cominciare la sua navigazione deve riuscire a
conquistarsi un patrimonio di credibilità con i cittadini e a costruirsi una
tenuta politica che ne eviti il naufragio precoce. Una sfida difficile in un
Paese che ancora
La metro
che «riunisce» gli ex An
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"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 15-11-2011 |
Cronaca di Roma |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Piazza Annibaliano Il sindaco e i
«futuristi» del presidente della Camera: «Auspico una ricomposizione»
Sottotitolo: Fini e Alemanno visitano il
cantiere della B1: «Esempio da seguire»
Abstract: La metro
come l' Italia, il cantiere di piazza Annabaliano come quello del centrodestra
nel post-Berlusconi. Se la politica è fatta (anche) di simboli, uno è di ieri
mattina: il presidente della Camera Gianfranco Fini che lascia, per mezza
giornata, la crisi di governo e si cala nella realtà romana per una visita,
programmata
Registrazione
«rubata» È bufera
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Capigruppo.
Abstract: «Metto a
disposizione dell' aula le registrazioni dell' incontro tra maggioranza e
opposizione». È bastata questa frase del giovane Mattia Calise, capogruppo del
Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, per provocare il pandemonio in aula. «È un'
intercettazione ambientale», tuona il Pdl. «È una
Meglio
tagliare le commissioni
|
di GIOVANNI
BONIFAZIOIMPERIA. |
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"La Stampa (ed. Imperia)" del 15-11-2011 |
Imperia |
Pagina: 60-61 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Viviamo
tempi difficili. La situazione economica generale, le incertezze del quadro
politico nazionale e le scelte di finanza pubblica di questi ultimi anni,
concorrono, insieme agli esagerati costi della politica, a formare un quadro
sicuramente delicato e difficile per quegli amministratori locali che devono
scegliere come allocare le poche
La Spezia e
la carica dei cinquanta consulenti
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Cronache |
Pagina: 27 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Liguria La Provincia: sono a
prezzi stracciati. Ma la Regione frena.
Sottotitolo: Incarichi dopo l' alluvione.
Contestato Burlando.
Abstract: GENOVA -
Dopo l' alluvione, la pioggia delle consulenze. Se i Comuni dello spezzino,
dalle Cinque Terre alla val di Vara, travolti dalla bomba d' acqua del 25
ottobre, stanno lavorando per riconquistare la normalità, la fase della
ricostruzione comincia a registrare le prime polemiche. Quella che ha scosso la
Provincia di Spezia e la
Fondo Sud,
l' immobilismo pagato 7 milioni (dallo Stato)
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Economia/Mercati Finanziari |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (m.sid.)
Benefici privati, soldi pubblici. Il vecchio algoritmo da Prima Repubblica fa
sempre scuola, anche di questi tempi. Il fondo per il Sud che doveva investire
i 153 milioni di euro, metà pubblici e metà raccolti dal privato, per aiutare
le startup digitali nel Mezzogiorno non spende. Come documentato dal Corriere a
due anni e
Stile
lombardo per risparmiare 785 milioni
|
"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Regioni a confronto.
Sottotitolo: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO
STELLA.
Abstract: N on è vero
che tutti i giudici sono schiacciati dagli arretrati. Nicola Durante, ad
esempio, al Tar di Salerno deve avere un mucchio di tempo libero. Infatti fa
anche il dirigente alla Regione Calabria. Due lavori, due stipendi, benefit
deluxe. A partire dall' auto blu. Prova provata che nelle Regioni, se Mario
Monti userà le
«Solo Monti
può salvarci dall' abisso»
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Montezemolo.
Abstract: MILANO - «Un
eventuale governo sotto la guida del professor Mario Monti, con più ampio
appoggio politico, sarebbe la soluzione ideale che potrebbe salvare l' Italia
dall' abisso. Così sarebbe possibile una ripartenza per l' Italia»: lo ha detto
il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo. Il fondatore del
Marene
vuole estendere la "rete" dei percorsi ciclabili in campagna
|
di PIERO BERTOGLIO. |
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"La Stampa (ed. Cuneo)" del 15-11-2011 |
Cuneo |
Pagina: 66-67 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: TEMPO LIBERO. ALLEANZA CON IL
FOSSANESE, NARZOLE E CHERASCO.
Sottotitolo: Il Comune parteciperà a un bando
della Regione.
Abstract: La prima
tappa A inizio anno erano stati presentati gli «Itinerari marenesi» Dopo gli
«Itinerari marenesi», il progetto presentato all' inizio di quest' anno per
valorizzare una serie di percorsi nelle campagne intorno al paese, il Comune
proseguirà in questa direzione, partecipando ad un bando regionale per la
QUEI
PRIVILEGI NON PIÙ TOLLERABILI
|
di MARIO CALABRESI. |
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"La Stampa" del 15-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 32-33 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Illustrazione
di Irene Bedino Se tende ancora l' orecchio allora gli sarà chiaro che, per
conquistarsi un ampio consenso e il sostegno della maggioranza degli italiani,
dovrebbe mettere al primo punto del suo programma un intervento vero sui costi
e sui privilegi della politica. In tempi di sacrifici e di tagli l' esempio
deve venire dall'
Il giallo
delle dimissioni (smentite) di Grilli
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"La Stampa" del 15-11-2011 |
Italia |
Pagina: 6-7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ministero dell' Economia.
Abstract: Mentre
infuria il totoministri la giornata di ieri ha registrato anche un piccolo
giallo che ha riguardato il direttore generale del ministero dell' Economia,
Vittorio Grilli. A metà giornata su un sito Internet di informazione
finanziaria si sosteneva che «Secondo attendibili indiscrezioni il direttore
generale del ministero dell'
E sul
bancomat dell´amico Divani resta in piedi l´accusa di corruzione
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"La Repubblica (ed. Bologna)" del 15-11-2011 |
Bologna |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Nel terzo filone d´inchiesta
contro l´ex sindaco, gli appalti al consulente Cup, la pista bulgara e i
rapporti col Cipea.
Abstract: la tessera
bancomat in uso a Cinzia Cracchi, messa a disposizione di Flavio Delbono dal
consulente del Cup Mirco Divani. I soldi che l´ex sindaco poi giurò di aver
avuto dalla madre, ereditati da una zia. I rapporti con il presidente di Cipea,
Gianluca Muratori. Il viaggio a Parigi, con lui e la moglie e con l´ex
fidanzata e
Consulenze
d´oro e clientele: bufera Ares
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 15-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La scheda Battaglia di esposti
incrociati: indaga Lecce.
Sottotitolo: Trani, lite fra giudici gup
trasferita dal Csm Sanità, il centrodestra: scandalosa assenza di Fiore e Bux
in commissione Denunce e lettere anonime contro dirigenti, nuovi assunti e
collaboratori.
Abstract: Due
magistrati che si denunciano a vicenda per ragioni strettamente personali
(Michele Nardi e Maria Grazia Caserta) e che finiscono in un fascicolo alla
procura di Lecce. Una di loro (Caserta) che viene trasferita a Matera dal
Consiglio superiore magistratura. In mezzo una storia di carte bollate e accuse
che diventa un caso nel tribunale di
la politica
locale e il denaro mondiALE
|
di MOISÉS NAÌM. |
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"La Repubblica" del 15-11-2011 |
Commenti |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: La crisi
dell´Eurozona è la manifestazione più recente ed eclatante dello scontro fra
due delle tendenze più importanti del nostro tempo, una molto antica e l´altra
molto nuova. La tendenza più antica è che sono gli interessi e le passioni
locali a determinare gli orientamenti politici. Quella nuova
Il
"grillino" ago della bilancia "Ma io punto al 51 per cento"
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 15-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il grande capo ancora in silenzio:
"L´ho già detto mille volte, della mia città non parlo"
Abstract: Il Grande
Capo, raggiunto all´ora di pranzo nella sua casa di Sant´Ilario, oppone il
solito rifiuto: «L´ho già detto mille volte, di Genova non parlo». Beppe
Grillo, ha visto il sondaggio di Repubblica, che dà il suo movimento, nella sua
città, al sette per cento? «Ooooh, di Genova non
Eppure è
già lotta aperta tra coloro che puntano a raccogliere i consensi dell'
antipolitica.
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"iltempo.com" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Politica 15/11/2011,
05:30 Il caso Il partito, dopo i successi in Svezia e Germania, pronto a
lanciarsi in Italia.
Sottotitolo: Non hanno rappresentanza
parlamentare e per ora, almeno a giudicare dal lavoro avviato dal professor
Mario Monti, non hanno in programma di scontrarsi in una contesa elettorale.
Abstract: Eppure è già
lotta aperta tra coloro che puntano a raccogliere i consensi dell'
antipolitica. Il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è infatti scagliato
contro il Partito pirata che, dopo i successi in Svezia e Germania, vorrebbe
ripetersi in Italia. "Abbiamo deciso - ha affermato il presidente del
Partito pirata italiano
Merkel:
completare Unione monetaria e costruire quella politica
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"ilsole24ore.com" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: La
cancelliera Angela Merkel , questa mattina, ha tenuto un discorso al Congresso
del suo partito, la Cdu, e ha voluto rilanciare il progetto europeo con alcuni
punti chiari e netti. Primo obiettivo: completare il processo di unità politica
ed economica con un "passaggio dirompente verso una nuova Europa".
Difendere l' euro, "simbolo di
Tesoro:
Ministero, infondate voci dimissioni di Grilli
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 14 NOV - ''Le notizie riportate dalla stampa e dalle agenzie circa
imminenti dimissioni dall' incarico di Direttore Generale del Tesoro del
Professor Vittorio Grilli, sono infondate e generano inutile confusione in
giorni cosi' delicati per il nostro Paese''. Lo afferma il ministero dell'
Economia in un comunicato.(ANSA).
Tesoro/
smentisce voci dimissioni del direttore generale Grilli
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Roma, 14
nov. (TMNews) - "Le notizie riportate dalla stampa e dalle agenzie circa
imminenti dimissioni dall' incarico di direttore generale del Tesoro del
professor Vittorio Grilli, sono infondate e generano inutile confusione in
giorni così delicati per il nostro Paese". Lo rende noto l' ufficio stampa
del ministero dell' Economia.
Moto:
Capirossi consulente per la sicurezza
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA)-ROMA,
14 NOV- L' ex pilota italiano della MotoGp Loris Capirossi e' stato nominato
consulente per questioni riguardanti la sicurezza nel Mondiale della MotoGP. Lo
rende noto il sito della Dorna. Con l' introduzione della nuova capacita'
1000cc, delle nuove regole CRT e della nuova classe Moto3 - ricordano gli
organizzatori del motomondiale
Moto:
Capirossi consulente per sicurezza
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"corriere.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SPORT.
Abstract: (ANSA) -
ROMA - L' ex pilota italiano della MotoGp Loris Capirossi e' stato nominato
consulente per questioni riguardanti la sicurezza nel Mondiale della MotoGP. Lo
rende noto il sito della Dorna. Con l' introduzione della nuova capacita'
1000cc, delle nuove regole CRT e della nuova classe Moto3 - ricordano gli
organizzatori del motomondiale - si
Altro che
tagli ai politici Monti costa più del Cav: stipendi per 4,9 milioni
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"ilgiornale.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: "Taglierò
i costi e i privilegi della politica". Firmato: Mario Monti . La promessa
dell presidente incaricato rischia di fare acqua da tutte le parti. Perché lo
scherzetto del governo tecnico ci costerà salato. Più salato che gli italiani
fossero stati chiamati al voto anticipati. Il tutto grazie a una legge fatta
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"ilgiornale.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: I pirati
attaccano Beppe Grillo e il suo movimento. Nonostante in Italia si attende l'
insediamento del governo Monti e le elezioni anticipate sembrano ormai una
chimera, c' è chi ha già affilato le armi ed è pronto a scendere in campo. Quel
qualcuno è appunto il Partito pirata . L' obiettivo? Rubare consensi a quell'
Metro,
Alemanno e Fini al cantiere "Linea B1 pronta a dicembre"
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"larepubblica.it (Roma)" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL SOPRALLUOGO.
Sottotitolo: Visita alla stazione
Annibaliano. Tra un mese finiranno i lavori da piazza Bologna a Conca d' Oro.
Presidente della Camera: "Un bell' esempio per la città di Roma e per la
politica"
Abstract: I lavori per
la realizzazione della linea B1 da piazza Bologna a Conca d' Oro si
concluderanno tra un mese, nel dicembre del 2011 come da cronoprogramma. E,
dopo i collaudi, entrerà in funzione a febbraio 2012. Per la tratta Conca d'
Oro-Jonio la chiusura del cantiere è prevista per il Natale 2012. A confermare
i tempi per la
«L'
emergenza vera è il blocco del credito»
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"L'Unità" del 14-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista a Giuliano Poletti.
Sottotitolo: Il presidente di Legacoop: il
costo del denaro è raddoppiato. Sempre più difficile ottenere prestiti.
Abstract: BIANCA DI
GIOVANNI La priorità? Risolvere i problemi del credito, della liquidità delle
aziende, dei pagamenti della pubblica amministrazione». Questa l' emergenza
numero uno che il futuro governo dovrà affrontare secondo il presidente di
Legacoop Giuliano Poletti. Le cooperative italiane, insieme ad altre
organizzazioni
i Primi
Tagli: Iniziare dalla Politica Ecco Dove
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"Corriere della Sera" del 14-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' inchiesta.
Sottotitolo: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO
STELLA.
Abstract: L' agenda di
governo di Mario Monti non può che cominciare dalla B. Berlusconi? No:
Burocrazia. Racconta il progettista della stazione Tiburtina di Roma di una
conferenza dei servizi, «decisa per accelerare», con 38 partecipanti:
trentotto! Un delirio: i 456 mila euro per dare le fotocopie del progetto a
tutti gli invitati sono
Centrosinistra
a galla nel fango
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di RAFFAELE NIRI. |
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 14-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il confronto L´ago della bilancia.
Sottotitolo: Il Pd tiene anche
nell´emergenza, il centrodestra arranca. E volano i "grillini" Il
sondaggio Rispetto al sondaggio Ipsos del mese scorso, il Pd perde solo un
punto: l´alluvione ha investito la Vincenzi ma non ha travolto il suo partito
Il Movimento 5 Stelle raggiunge i 7 punti, più di Rifondazione, Pdci Sel e
Verdi messi assieme. E rischia di essere determinante.
Abstract: (segue dalla
prima di cronaca) La sorpresa, se di sorpresa è lecito parlare, si chiama Beppe
Grillo: il Movimento 5 Stelle raggiunge i sette punti secchi (più di
Rifondazione, Pdci, Sel e Verdi messi assieme, leggermente sotto l´Italia dei
Valori) e - come già accaduto in Piemonte con Mercedes Bresso o nelle recenti
Così
Berlusconi ha perso credibilità
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"lastampa.it" del 13-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Con la crisi più debito e
nessuna riforma. Addio alla fiducia: prima dei mercati, poi dell' intero Paese.
Abstract: Trent' anni:
tanto ci ha messo l' Italia sfiancata dalla Seconda guerra mondiale per portare
il reddito procapite sui valori del resto d' Europa. Nel 1950 eravamo al 75%
della media europea, nel 1980 sopra il 99%. Altri trent' anni (qualcosa in più)
e il resto d' Europa guarda a noi come il paese più pericoloso, quello che
rischia di
IL GOVERNO.
E LE VECCHIE RITROSIE DI SINISTRA
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"Il Riformista" del 13-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: gettive,
legate principalmente al fatto che mai la Dc avrebbe mai potuto accettare di
veder attribuita la guida dell' esecutivo a un esponente del Pci, principale
partito di opposizione. Non contribuì neppure a rasserenare il clima e ad
aiutare un confronto sereno tra le correnti democristiane, la netta presa di
posizione del segretario del
Lillianes,
mano tesa tra giunta e minoranza
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di [D. G.] |
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"La Stampa (ed. Aosta)" del 13-11-2011 |
Aosta |
Pagina: 60-61 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: COMUNI/1. VARATA UNA COMMISSIONE.
Abstract: Consigliere
Mirko Billet è tra i promotori dell' iniziativa di dialogo politico Da una
mozione presentata dalla minoranza, il Consiglio comunale di Lillianes ha
istituito una Commissione permanente per i regolamenti, lo statuto e gli affari
generali composta di sette consiglieri di maggioranza e tre di minoranza:
Milena Clos, Barbara
Da
negozianti gettoni sosta peril parking sotterraneo
|
di [G. FO.] |
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"La Stampa (ed. Alessandria)" del 13-11-2011 |
Alessandria |
Pagina: 58-59 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: MOVICENTRO.
Abstract: «Vieni in
centro e il posteggio lo paga il negoziante». E' stato raggiunto l' altro ieri
l' accordo tra il Cit e il consorzio Il cuore di Novi, al termine di una
riunione che ha sancito la prossima applicazione del parcheggio a pagamento «a
scalare». «Non sarà una tessera con microchip - spiega il presidente
Spezia,
esplode l´affaire-consulenti
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 13-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La polemica.
Abstract: E´ un vero e
proprio caso che sta creando discussioni e imbarazzi quello dei 50 consulenti
incaricati dalla Provincia della Spezia di una prima verifica dei danni causati
sul territorio dall´alluvione. Specie se si pensa che Claudio Burlando, presidente
della Regione e Commissario per l´alluvione, in queste ore, ha invece
"La
vittoria della disillusione"
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 13-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Antonio Noto, direttore di Ipr
Marketing che ha effettuato la rilevazione: "Una città spaccata in due.
Come sempre"
Abstract: Primo, la
disillusione. «In tutti i sondaggi che ho effettuato a Genova, la Vincenzi ha
sempre diviso la città in due. O la ami o la odi. E´ ovvio che l´alluvione ha
fatto andare alle stelle il partito degli odiatori». Secondo: Grillo profeta in
patria. «E´ una costante: dove il centrosinistra non
"Aspettiamo
i soldi della Regione"
|
di PAOLO DE LUCA. |
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 13-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ciro Cacciola traccia il bilancio
di tre anni di attività della struttura museale nonostante i mancati
finanziamenti.
Abstract: Tre anni di
attività alle spalle, oltre 200 mila visitatori, per un ex edificio scolastico
al centro di Ercolano riconvertito a polo culturale. Eppure, alla vigilia del
suo completo "Restyling 2.0", il Mav, pur riconfermandosi come terzo
museo più visitato della Campania, continua a lamentare un bilancio in rosso,
dovuto
Dossier
Acer, la procura al legale di Rizzo "Chiediamo rispetto per il nostro
lavoro"
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"La Repubblica (ed. Bologna)" del 13-11-2011 |
Bologna |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: «La procura
chiede rispetto per il proprio lavoro. Preciso inoltre che abbiamo fissato
l´interrogatorio del presidente Rizzo con urgenza su espressa richiesta
dell´avvocato Gamberini». Lo ha detto il procuratore aggiunto Valter
Giovannini, replicando alle dichiarazioni di Alessandro Gamberini, difensore di
Enrico Rizzo,
Moda:
Bridal Sunday Cartier,coppie scelgono anelli su misura
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"unita.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 12 NOV - Promessa d' amore eterno, l' anello di fidanzamento e' forse il
gioiello piu' desiderato dalle donne. Per questo Cartier lancia il Bridal
Sunday, speciale iniziativa che vede aprire le porte di domenica della
prestigiosa maison francese alle coppie che vogliono scegliere l' anello di
fidanzamento. Domani tocca a Roma, alla
Lo spread
rallenta l' industria
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di Fabio Pavesi. |
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"ilsole24ore.com" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: La tempesta
finanziaria che si è abbattuta sull' Italia ha effetti dirompenti non solo
sulla sostenibilità del debito pubblico, ma sulla possibilità delle imprese di
continuare ad attingere al mercato del credito. Fare e ricevere prestiti è
diventato molto più costoso e complicato. Nessuno parla, nessuno si
Scandalo a
corte Sospetto corruzione sul genero di Juan Carlos
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"ilgiornale.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Uno scandalo
di corruzione tocca la casa reale spagnola in piena campagna elettorale per le
politiche anticipate del 20 novembre. Nel mirino dei magistrati spagnoli è
finito Inaki Urdangarin, duca di Palma, 43 anni, marito dell' Infanta Cristina,
la figlia più giovane di re Juan Carlos di Borbone e della regina Sofia. È
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"ilgiornale.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Marco
Melgrati, consigliere regionale del Pdl, ha chiesto la devoluzione del gettone
di presenza in consiglio provinciale di Savona a favore degli alluvionati della
Liguria, come già avvenuto per il consiglio regionale. «Ho aderito con
entusiasmo a questa proposta, presentata in consiglio comunale ad Alassio da un
iscritto del Pdl
|
di Fabio Pavesi. |
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"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Lo spread rallenta l' industria
Più che raddoppiati rispetto ad un anno fa i costi di finanziamento per le
imprese.
Abstract: u Continua
da pagina 1 Già perché bussare alle porte delle banche rischia di riservare
cattive sorprese. Non perché le banche siano particolarmente arcigne. Anche
loro devono far girare il denaro per guadagnare. Il perché è che il costo del
denaro (la materia prima da prestare alle imprese e famiglie) è
Quanto
costa lo spread all' impresa
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"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: La tempesta
finanziaria che si è abbattuta sull' Italia ha effetti dirompenti non solo
sulla sostenibilità del debito pubblico, ma sulla possibilità delle imprese di
continuare ad attingere al mercato del credito. Fare e ricevere prestiti è
diventato molto più costoso e complicato. Nessuno parla, nessuno si
Il
ventennio antipolitico nato all' Hotel Raphael è finito a Palazzo Grazioli
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"L'Unità" del 12-11-2011 |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Berlusconi è stato veicolo di un
cambiamento anche del linguaggio che ha coinvolto tutti, dalla Lega all' Idv,
dal «pannellismo» al «grillismo» All' austerità dei comportamenti si accompagni
ora quella delle parole.
Abstract: FRANCESCO
BENIGNO Trenta aprile 1993. Un nugolo di monetine lanciate da una folla
indignata colpiva Bettino Craxi all' uscita dall' Hotel Raphael. Quel giorno,
forse, finiva la cosiddetta Prima Repubblica, quella che è stata chiamata anche
la «Repubblica dei partiti». Craxi aveva cercato in quei mesi di sottrarre se
stesso e il
«Voto
anticipato? Un rischio, anzi un lusso»
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"Avvenire" del 12-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 6 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: «Voto
anticipato? Un rischio, anzi un lusso» DA ROMA GIANNI SANTAMARIA G ianfranco
Fini boccia il ricorso a elezioni anticipate e indica alcune misure urgenti che
si prospettano per un governo tecnico, quello per il quale ci sarebbe Mario
Monti in pole position: una nuova legge elettorale e il dimezzamento dei
parlamentari. «Il
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"Corriere della Sera" del 12-11-2011 |
Pagina: 35 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ore 20 di sabato Gastronomia
premiata.
Abstract: Cena
stellata al ristorante Sissi di Andrea Fenoglio che ha ottenuto la stella
Michelin: un ambiente d' altri tempi, elegante e raffinato, con portate come
guancetto di vitello brasato al vino e mezzelune di patate ripiene di funghi o
al Kallmunz nel giardino del Castello al centro di Merano, un ambiente
essenziale, minimalista, molto piacevole. E
Crisi e
risparmio famigliare I consigli dell' esperto
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"La Stampa (ed. Biella)" del 12-11-2011 |
Biella |
Pagina: 62-63 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: VOLONTARIATO.
Abstract: L'
associazione culturale «Civitas sociale», in virtù del suo impegno a fianco dei
cittadini, è lieta di comunicare che nella sede di via Pajetta 5 a Biella,
tutti i martedì pomeriggio mette a gratuitamente a disposizione un consulente
professionista del settore finanziario per offrire una bussola di orientamento
UN'
OPPORTUNITÀ PER LA POLITICA
|
di LUIGI LA SPINA. |
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"La Stampa" del 12-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 34-35 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Disegno di
Koen Ivens Di fronte a queste compunte e sdegnate preoccupazioni si oppongono,
in genere, due rilievi. Il primo riguarda il fatto che qualsiasi governo, di
qualsiasi natura, deve trovare l' approvazione del Parlamento e, con ciò,
ottiene la qualifica di «governo politico». Il secondo ricorda che i dieci anni
passati
Un'
opportunità per la politica
|
di LUIGI LA SPINA. |
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"lastampa.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: S' ode a
destra uno squillo e a sinistra risponde uno squillo: allarme, la democrazia è
in pericolo. In questi giorni, mentre Mario Monti si appresta a formare un
nuovo governo, dai lati estremi degli schieramenti politici e giornalistici
italiani si è levato davvero un coro, come quello di manzoniana memoria, che
denuncia il deficit
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 12-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: «L a satira
deve avere dei limiti, ma la realtà di più. Soprattutto in un Paese non molto
normale come questo». Così Enzo Costa, giornalista, editorialista di Repubblica
e scrittore, che ha presentato ieri alla Feltrinelli il suo libro "Col
senno di prima. Affreschi in tempo reale di un Paese surreale" (Editori
QUANDO LA
POLITICA VINCE SULLA FINANZA
|
di ALESSANDRO
PENATI. |
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"La Repubblica" del 12-11-2011 |
Economia |
Pagina: 24 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL MERCATO IL MERCATO.
Sottotitolo: I paesi in crisi hanno violato
la fiducia dei mercati e perso ogni credibilità proprio a causa dei loro
governi.
Abstract: «Fino a che
punto le regole dell´economia mondiale sono compatibili con l´esercizio della
democrazia?», si è domandato Gad Lerner (Repubblica, 3/11), sull´onda delle
reazioni al referendum greco proposto da Papandreu. Una domanda che molti si
pongono anche oggi, con un economista-banchiere, Papademos, al posto
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"La Repubblica" del 12-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I bulli La parola Il mio amico Il
raffreddore.
Sottotitolo: Girano tanti soldi e secondo me
c´entrano anche i politici. Sembrano delle persone normali ma non lo sono.
Abstract: Girano tanti
soldi e secondo me c´entrano anche i politici. Sembrano delle persone normali
ma non lo sono Vorrei sapere se i mafiosi da piccoli si comportavano come i
bulli che fanno i prepotenti La parola mafia non l´ho mai sentita nominare da
nessuno Un mio amico è stato ucciso. Sognava di fare il camorrista. E tutto per
un
Dalla Fiera
all´Amtab, caccia alla poltrona
|
di PAOLO RUSSO. |
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 12-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I punti.
Sottotitolo: Il Comune apre i bandi per 11
posti nei consigli d´amministrazione Gaffe della Consigliera di Parità che ha
dovuto sospendere la selezione per assumere un giornalista espressamente donna.
Abstract: Si apre la
stagione delle poltrone. Sono undici quelle messe a bando ieri dal Comune di
Bari che ha aperto la caccia a politici trombati, amici degli amici, tecnici di
area e quanti altri solitamente rientrano nel variegato universo dei consigli
di amministrazione. In tempi di crisi finalmente una buona notizia per chi
aspira al gettone di
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di di Alberto
Alesina. |
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"espresso.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La ricerca.
Sottotitolo: Una serie di studi hanno
dimostrato che la corruzione in politica scende quando a governare è l' altra
metà del cielo. Mentre sale l' efficienza della cosa pubblica. Forse l' Italia
ha bisogno (anche) di una rivoluzione di genere.
Abstract: Molti
Italiani sono esasperati, e con ragione, dalla nostra classe politica. accusano
la "casta" di corruzione, le attribuiscono gli sprechi di denaro
pubblico e la ritengono interessata solo ai propri privilegi. Come fare,
allora, per migliorare la qualità dei nostri politici? Ecco una risposta
semplice: eleggiamo più donne. Non
Di Pietro
vuole il voto, la base Idv lo processa
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"ilgiornale.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: RomaNon si
sarebbe mai aspettato la rivoluzione. Non la rivolta che piace a lui, di pancia
e urla e indignazione contro Berlusconi o contro la casta. Ma la ribellione
contro s´ medesimo, Antonio Di Pietro, montata proprio dai suoi elettori, dai
fan, dai votanti della prima ora. Il leader dell' Italia dei Valori ieri non ha
passato una
Vaccarezza
«rifà il tagliando» alla giunta
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"ilgiornale.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Nel giorno
del 22° anniversario della caduta del Muro di Berlino, a Savona a «cadere» è la
giunta provinciale. Così ha deciso il presidente Vaccarezza, per una sorta di
«tagliando di metà mandato». Mercoledì, in un inedito consiglio serale, gli
ordini del giorno dibattuti sono stati solo due:
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"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Ho un mutuo
a tasso variabile. Come mi devo aspettare che cambino le rate visto quello che
sta accadendo? Ci sono vari fattori da prendere in considerazione. La crisi del
debito sovrano europeo ha determinato una nuova politica monetaria da parte
della Banca centrale europea volta a ridurre il costo del denaro. Il taglio al
tasso ufficiale dello
PLUS24
Istruzioni anticrisi: i consigli da chiedere a promotori e agenti
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"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Ogni sabato
in allegato con Il Sole 24 Ore è in edicola Plus24, settimanale di finanza e di
risparmio: questa settimana la copertina sarà dedicata alla crisi finanziaria e
alle istruzioni per i risparmiatori. In particolare, sotto i riflettori ci sono
il ruolo svolto da promotori e agenti e le domande da porre ai consulenti per
non
Consulenze
e seminari nella settimana della psicologia
|
di [R. S.] |
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"La Stampa (ed. Biella)" del 11-11-2011 |
Biella |
Pagina: 64-65 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SALUTE.
Abstract: L' Ordine
degli Psicologi del Piemonte organizza la «Settimana del benessere
psicologico». Dal 14 al 19 novembre, su tutto il territorio piemontese, 900
psicologi aprono i loro studi ai cittadini per una consulenza gratuita e
organizzano, con la supervisione dell' Ordine, 50 incontri seminariali per
parlare di psicologia. Sul sito
Dopo l'
impresa di Budapest la Rari ritrova il Panionios
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"La Stampa (ed. Savona)" del 11-11-2011 |
Savona |
Pagina: 88-89 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: PALLANUOTO GIA' EFFETTUATI IERI I
SORTEGGI PER I QUARTI DI FINALE IN EURO LEN CUP.
Sottotitolo: Honved castigata da firme
savonesi: decisivi Angelini, Aicardi e Rizzo.
Abstract: La sassata
di Alberto E' stato Angelini, il più esperto, a firmare la rete che ha bloccato
la rimonta ungherese tagliando le gambe alla Honved La forza dei nervi saldi ha
permesso alla Rari di eliminare una delle favorite, se non la squadra più
accreditata ad alzare la vecchia Coppa Len. Niente da fare per la Honved
Budapest che deve
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"Avvenire" del 11-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: LA STIMA
«SENZA L' EURO IL PIL DELL' UE SAREBBE SUBITO DIMEZZATO» Il crollo della zona
dell' euro avrebbe costi elevatissimi che il presidente della Commissione
europea, Josè Manuel Barroso, calcola «nella fase iniziale al 50% del Pil
nazionale dei vari paesi dell' Unione Europea». La portavoce del leader europeo
ha
Revisori e
consulenti, oltre 1.700 assunzioni
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"Corriere della Sera" del 11-11-2011 |
Economia |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Nel mirino i laureati in
economia, informatica, matematica e fisica Le ricerche di Kpmg, PwC, McKinsey,
Ernst&Young, Capgemini e Accenture.
Abstract: Curriculum
perfetto, alte potenzialità, esperienze all' estero, ottimo inglese, vivacità
intellettuale, capacità di relazione e grandi ambizioni: ecco il profilo del
candidato ideale per il mondo della consulenza. Comparto che nonostante la
crisi continua a inserire neolaureati, con un' attenzione maggiore rispetto al
passato
"Non
ho mai fatto la spia ma la mia Polonia è corrotta"
|
di MASSIMILIANO
NEROZZI. |
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"La Stampa" del 11-11-2011 |
Sport |
Pagina: 56-57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista.
Sottotitolo: L' ex portiere Tomaszewski:
"Abbiamo stadi troppo costosi e un ct imbroglione"
Abstract: Rivali nel
Mondiale 1974 in Germania Dino Zoff e Jan Tomaszewski: grazie alle parate del
suo numero uno la Polonia, dopo aver eliminato l' Inghilterra, passò il girone
del torneo finale proprio a spese dell' Italia e arrivò terza Deputato
conservatore Nato a Wroclaw nel 1948, terzo al Mondiale 1974 e argento ai
Giochi di Montreal
La Procura
non trova consulenti
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di [AL. GA.] |
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"La Stampa" del 11-11-2011 |
Cronaca di Torino |
Pagina: 68-69 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Giallo della valvola.
Abstract: Mauro
Rinaldi primario di cardiochirurgia E' imminente la richiesta di rinvio a
giudizio per Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia delle Molinette,
Massimo Boffini, numero due della struttura, e per la cardioanestesista Daniela
Pasero. Si può dare per scontato che le accuse restino quelle del provvedimento
di chiusura delle
Proposta
bipartisan a Sala delle Lapidi "Parte dell´indennità alle attività
sociali"
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 11-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L´iniziativa.
Abstract: CIRCA 30
euro in meno per ogni seduta di Consiglio comunale: Alberto Mangano e Francesco
Scorza del Gruppo Misto, Antonella Monastra, Un´Altra Storia e Paolo Caracausi
del Pid hanno presentato una delibera bipartisan di iniziativa consiliare per
ridurre del 20 per cento il gettone di presenza degli inquilini di Sala delle
Lapidi. Quello dei
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 11-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: D ebutta
alla Sala Diana del Teatro Garage (oggi e domani ore 21, domenica ore 17) Io,
Giacomo Leopardi di Lorenzo Costa , che ne è regista e, affiancato da Federica
Ruggero, interprete. Scene Enrico Musenich, consulenza musicale Francesco
Nardi, luci Doriana Barbè. Un lavoro «sulle emozioni e le sofferenze di un
uomo, di un
Monti, i sì
e i no dei partiti di opposizione SCHEDA
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"unita.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Governo
tecnico affidato a Mario Monti. Come si orientano i partiti di opposizione?
Ricordando che la situazione è in movimento e che singole personalità possono
differenziarsi dalla linea di partito, nel primo pomeriggio di oggi giove10 le
linee sono quelle che seguono sotto. Ripetiamo: la situazione è però
fluttuante.
Costa d'
Avorio, chiese sotto tiro
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"avvenire.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LE CRISI AFRICANE.
Abstract: A sei mesi
dall' insediamento del nuovo governo, la strada per la ricostruzione della
Costa d' Avorio sembra tutt' altro che in discesa. La battaglia post-elettorale
per il potere, vinta dal presidente Alassane Ouattara - sostenuto dalla Francia
e gran parte delle Nazioni Unite - ha lasciato il Paese spaccato da profonde
divisioni sociali e
|
di Matteo De Santis. |
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 10:18.
Sottotitolo: Oltre a puntare sul talento dei
giovani arrivati dal mercato estivo il tecnico ha rianimato giocatori per certi
versi già dimenticati.
Abstract: A Trigoria
non si butta via nulla. Se «rottamare» va tanto di moda negli ultimi tempi, c'
è anche chi non si dimentica di riciclare quello che, volente o nolente, si è
ritrovato dentro casa. È un po' quello che ha fatto Luis Enrique, apprendista
rottamatore di un certo tipo di calcio ma anche provetto riciclatore
|
"ilgiornale.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Giancarlo
Stagnaro, consigliere del Popolo della libertà nel Comune di Sestri Levante,
avanza una proposta a favore delle popolazioni e delle attività economiche
colpite dalle alluvioni: l' iniziativa mira a far devolvere agli alluvionati
tutti i gettoni di presenza spettanti di qui a fine anno ai componenti di tutte
le assemblee
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"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011 |
Prima quotidiano |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I FONDI PER IL RILANCIO.
Abstract: Parlare di
ricerca, di crescita in queste giornate campali, dove non si sa bene cosa
succederà il minuto seguente potrà apparire un lusso. Ma proprio nei momenti
più difficili non bisogna perdere la prospettiva lunga. Paradossalmente, non
poteva esserci momento migliore per tenere la Giornata dell' innovazione e
della ricerca
Costa d'
Avorio, chiese sotto tiro
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"Avvenire" del 10-11-2011 |
MONDO |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Costa d'
Avorio, chiese sotto tiro In due mesi 40 attacchi di bande armate a strutture
religiose DA ACCRA MATTEO FRASCHINI KOFFI A sei mesi dall' insediamento del
nuovo governo, la strada per la ricostruzione della Costa d' Avorio sembra
tutt' altro che in discesa. La battaglia post-elettorale per il potere, vinta
dal presidente Alassane Ouattara
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"Avvenire" del 10-11-2011 |
POLITICA |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Limitati e
grandi segue dalla prima pagina D i questo passo, la catena dell' euro si
spezzerà presto, con costi altissimi e non prevedibili. Ma non è un esito
ineluttabile. A patto che l' Europa apra, subito e con decisione, una fase
costituente per la revisione dei Trattati che porti a una nuova e diversa unità
politica, a
Le
consulenze d´oro dell´Amia sul lastrico
|
di SARA SCARAFIA. |
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 10-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La città Incarichi esterni per 200
mila euro in un mese. I sindacati minacciano scioperi.
Abstract: Duecentomila
euro per consulenze: tra agosto e settembre l´Amia in amministrazione
straordinaria ha affidato incarichi a diversi professionisti. La fetta più
grossa riguarda incarichi tecnici per Bellolampo, che saranno pagati con i
fondi Cipe. Oggi Comune e commissari discutono del nuovo contratto di servizio.
L´Amia chiede 15
Samp, il
ritorno della legione straniera
|
di LORENZO MANGINI. |
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 10-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: A Brescia cinque giocatori non
italiani, nel recente passato tante delusioni Le avventure fuori Italia quasi
sempre evitate dalla società Dal 2003 gli arrivi sono stati 25.
Abstract: Una
Sampdoria alla straniera. A Brescia i blucerchiati si sono affidati, fin
dall´inizio, a ben cinque stranieri: il brasiliano Da Costa, l´ungherese
Laczko, lo svizzero Padalino, lo spagnolo Obiang e l´uruguayano Fornaroli. A
questi possiamo anche aggiungere Roberto Soriano, natali e scuola calcistica
tedesca, ma genitori ed
GOVERNO
RIFORMISTA atene, ULTIMO TRENO
|
di M. JACOBIDES R. PORTES D. VAYANOS. |
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"La Repubblica" del 10-11-2011 |
Economia |
Pagina: 32 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: EUROINTELLIGENCE.
Abstract: Il tentativo
fallito di George Papandreou di indire un referendum ha avuto come obiettivo
raccogliere un più robusto sostegno popolare al salvataggio e al pacchetto di
riforme. I drammatici eventi ad Atene lo hanno trasformato nello sforzo comune
di un arco trasversale di partiti di insediare al potere un governo transitorio
in grado di
"Con
questi tassi non investiamo" Aziende in ginocchio per la crisi
|
di TIZIANA COZZI. |
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 10-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La bufera dei mercati sulle
imprese campane: "I mutui sono troppo onerosi"
Sottotitolo: "Subito un governo di
salute pubblica, Berlusconi lasci" Noi siamo identificati con l´immagine
del paese e se questa è negativa, ne facciamo le spese Più sale lo spread più
si restringe il credito, così chi ha il raffreddore rischia una polmonite.
Abstract: Tassi di
interesse bancari alle stelle, difficoltà di accesso al credito, minore
credibilità delle imprese a livello internazionale. Gli effetti delle
tempestose giornate dei mercati non restano confinati nei palazzi
dell´economia. Appaiono già concreti nella vita quotidiana delle aziende
campane, incidono sulle loro
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30
Volley Le azzurre viaggiano a punteggio pieno in vetta al mondiale. Domani la
Corea.
Sottotitolo: Matteo De Santis A Trigoria non
si butta via nulla.
Abstract: Se
"rottamare" va tanto di moda negli ultimi tempi, c' è anche chi non
si dimentica di riciclare quello che, volente o nolente, si è ritrovato dentro
casa. È un po' quello che ha fatto Luis Enrique, apprendista rottamatore di un
certo tipo di calcio ma anche provetto riciclatore di uomini. Il paradosso è
servito:
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
(ANSA) - AMMAN - Centinaia di attivisti
del movimento islamico giordano hanno dato vita oggi ad una manifestazione nel
centro di Amman per chiedere riforme politiche e una
lotta alla corruzione. L' area era presidiata da un
ingente schieramento di polizia e il raduno si e' concluso senza incidenti. La
manifestazione era organizzata dal Fronte di azione islamica (Fai), braccio politico dei Fratelli musulmani in Giordania, che lo scorso
mese non ha voluto entrare in un nuovo governo nominato dal re Abdallah.
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"unita.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 18 NOV - E' stata scoperta
l' origine delle stelle in fuga dalla Via Lattea:
astri giganteschi che, contro le teorie piu' accreditate, sono nate da
catastrofi cosmiche generate dalla collisione di tre stelle.
Lo indica una simulazione condotta da Simon Portegies Zwart e Michiko Fujii
dell' universita' olandese di Leida e della giapponese Kagoshima e pubblicata
su Science. Nella maggior parte dei casi le stelle in
fuga nascono da forti interazioni gravitazionali fra singole stelle
e sistemi di stelle binari.(ANSA).
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SCIENZE E TECNOLOGIE.
(ANSA) - ROMA - E' stata scoperta l'
origine delle stelle in fuga dalla Via Lattea: astri
giganteschi che, contro le teorie piu' accreditate, sono nate da catastrofi
cosmiche generate dalla collisione di tre stelle. Lo
indica una simulazione condotta da Simon Portegies Zwart e Michiko Fujii dell'
universita' olandese di Leida e della giapponese Kagoshima e pubblicata su
Science. Nella maggior parte dei casi le stelle in
fuga nascono da forti interazioni gravitazionali fra singole stelle
e sistemi di stelle binari.
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"avvenire.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: NOMINA.
Giovanni Pitruzzella approda all'
Antitrust dalla presidenza della Commissione di Garanzia sugli Scioperi. Nato a
Palermo il 15 luglio 1959, è professore ordinario di Diritto Costituzionale
nella Facoltà di Giurisprudenza dell' Università degli Studi di Palermo.
Avvocato cassazionista, esperto nel Diritto dei pubblici appalti, in Giustizia Costituzionale e nel Diritto Pubblico dell' Economia, svolge
la professione forense davanti alle giurisdizioni superiori (Corte Suprema di
Cassazione, Corte Costituzionale, Consiglio di Stato, Corte dei Conti). Presidente della
Commissione paritetica per la Regione siciliana. È stato consulente della Commissione dell' Assemblea Regionale Siciliana per la
riforma dello Statuto speciale della Regione oltre che consulente della Commissione bicamerale per le questioni regionali
del Parlamento italiano. Ha partecipato a diverse commissioni di studio per la
elaborazione di disegni di legge, di Statuti e regolamenti di enti locali. È
autore, fra gli altri, di numerosi saggi, quattro
monografie e (insieme a R. Bin) del manuale di Diritto Costituzionale
e del manuale di Diritto pubblico.
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di di Emiliano
Fittipaldi. |
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"espresso.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Inchiesta.
Sottotitolo: Lo scorso anno la presidenza del
Consiglio ha speso 4,7 miliardi. Con un aumento record tra staff, viaggi, show,
indennità, mobili, jet e auto blu. Ecco la lista inedita.
Mario Monti ha promesso "sacrifici".
Ma ha detto pure che chi governa deve avere il coraggio di metter finalmente
mano ai "privilegi". Da premier incaricato non ha specificato a chi o
cosa si riferisse, ma è assai probabile che ce l' avesse con le lobby, le
corporazioni, gli evasori fiscali e, soprattutto, con i politici
e le loro prebende. "Monti non è uno stupido, e sa che se vuole far
trangugiare l' amara medicina agli italiani, dovrà innanzitutto tagliare le
franchigie e gli sperperi della Casta", chiedono in coro commentatori ed economisti.
Qualcuno consiglia l' abolizione immediata delle Provincie, altri puntano sul
dimezzamento dei parlamentari, ma di sicuro il professore potrebbe cominciare a
fare le grandi pulizie cominciando dalla sua nuova casa. Palazzo Chigi è
infatti un mostro succhiasoldi, l' istituzione più costosa
d' Italia: "l' Espresso" ha letto le spese (inedite) della presidenza
del Consiglio del 2010, scoprendo che la corte di Silvio Berlusconi è costata oltre 4,7 miliardi di euro in 12 mesi, con un
aumento del 46 per cento rispetto alle uscite registrate nel bilancio 2006. La
crescita può in parte essere spiegata con la decisione di Romano Prodi di
trasferire alcune competenze sotto la presidenza del Consiglio (che così ha
inglobato le politiche per lo Sport, per la Famiglia e
la Gioventù), né bisogna dimenticare che una grande fetta dello stratosferico
budget viene mangiata dagli interventi "attivi" dei vari
dipartimenti, Protezione civile su tutti: nel 2010 l' emergenza per il
terremoto in Abruzzo ha pesato sui conti per oltre 800 milioni di euro. Ma l'
anno scorso - come, va detto, succedeva anche ai tempi dei governi di
centrosinistra - una valanga di denaro è servita anche a far sopravvivere il
Palazzo: centinaia di milioni di euro sono partiti per il funzionamento dell'
ufficio del presidente Berlusconi e del sottosegretario Gianni Letta, dell'
ufficio stampa retto da Paolo Bonaiuti e dei vari "servizi"
controllati dal segretariato generale, senza dimenticare le strutture di
diretta collaborazione e i dipartimenti guidati da sottosegretari e ministri
senza portafoglio. Alla fiera degli sprechi hanno
partecipato tutti. Andiamo con ordine. Per il solo "funzionamento" di
Palazzo Chigi nel 2010 lo Stato ha impegnato quasi mezzo miliardo di euro, che
se ne vanno in stipendi ai dipendenti, indennità, missioni, affitti e comitati
di ogni forma e specie. Eppure, nel maggio di un anno fa, in piena crisi
economica, il Cavaliere aveva promesso solennemente di ridurre la spesa
pubblica. "La spesa è ingente, capillare e non più sostenibile, soggetta a
pessime gestioni e malversazioni". La colpa? "I governi
consociativi" della Prima Repubblica e "il governo della
sinistra" che avrebbe fatto esplodere i costi.
Che fare, dunque? La ricetta migliore, spiegava l' ex capo
del governo, è semplice: "Limare gli sprechi degli
enti, dell' amministrazione pubblica e della politica". Se
l' ex presidente del Consiglio predicava bene, la sua presidenza del Consiglio
ha razzolato male. Per fare un confronto tra le spese di Berlusconi e
quelle dell' ultimo governo di centrosinistra basta prendere il bilancio del
2007, l' ultimo gestito da Prodi e il suo staff. Per il segretariato generale
(l' ufficio comandato da Manlio Strano che gestisce le funzioni istituzionali,
le spese di rappresentanza, i voli blu, la biblioteca di Palazzo Chigi e il
servizio per "il raccordo organizzativo tra le varie strutture della
Presidenza") nel 2010 la spesa corrente è arrivata a 631 milioni di euro,
di cui 363 milioni inghiottiti dai costi fissi per
stipendi e uffici vari. Sono cifre degne di una reggia imperiale, che non
conoscono freni: così l' anno scorso per il funzionamento del segretariato il
Cavaliere ha speso 80 milioni in più rispetto al 2007. L' ufficio stampa di
Palazzo Chigi, che già con Prodi costava mezzo milione
l' anno, con il Cavaliere è schizzato a quota 645mila: i comunicati di Paolo
Bonaiuti e dei vari collaboratori per diffondere il credo di "Silvio"
e le opere del primo ministro ci sono costati in
pratica 1.700 euro al giorno. Altri 81 mila euro sono finiti nell' acquisto di
giornali, 77 mila per le pubblicazioni on line della Biblioteca Chigiana.
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"ilgiornale.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
È ufficialmente partita la corsa a Tursi
di Simonetta Saveri e del movimento da lei rappresentato: Primavera Politica.
La giovane avvocato genovese ha sciolto la riserva sul nome della lista civica
solo mercoledì sera, in un convegno organizzato presso l' istituto Ravasco,
andando così a dare continuità a tutte le iniziative che si sono susseguite
dalla presentazione della propria candidatura, avvenuta lo scorso 30 giugno nel
chiostro della chiesa di San Matteo. In un momento in cui a livello locale,
così come a livello nazionale, il bipolarismo sta conoscendo una profonda
crisi, con spaccature a destra e a sinistra, le uniche quotazioni in ascesa
sono quelle dei cosiddetti outsider, come il Movimento Cinque Stelle (attestato al 7% a Genova dall' ultimo sondaggio Ipr
Marketing). Primavera Politica vuole proprio entrare in quest' ottica,
presentandosi come una proposta alternativa capace di richiamare moderati e
cattolici disillusi dai grandi partiti. «Vogliamo fare qualcosa per questa
città intraprendendo un nuovo percorso educativo nel nome della speranza - ha
spiegato Simonetta Saveri alle tante persone accorse mercoledì sera nell' aula
magna dell' istituto Ravasco -. La domanda dalla quale siamo voluti partire è:
?Come sogni la tua città??, perch´ questo è il tempo di sognare, di creare e di
costruire». Se da un lato può sembrare un «usato garantito» di stampo
democristiano della Prima Repubblica, occorre altresì sottolineare che in
questo nuovo movimento sono presenti delle interessanti innovazioni. In primis
il fatto che Primavera Politica sia rappresentata da persone giovani, preparate
come l' avvocato Saveri ma al tempo stesso consapevoli di non avere in mano la
soluzione a tutti i mali, e quindi aperti ad accogliere proposte di tecnici,
esperti e gente comune attraverso i periodici laboratori tematici che
organizzano sul territorio.
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"ilgiornale.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Al momento giusto. Il via libera al
governo a trazione «bancaria» di Mario Monti rappresenta una delle migliori
occasioni di ottenere la visibilità giusta per nuove imprese finanziarie. È il
caso dell' ex numero uno dell' investment banking europeo di Goldman Sachs, Claudio Costamagna, che lunedì a Milano presenterà la sua ultima iniziativa. Si
tratta di Advise Only, il primo servizio online per la gestione degli
investimenti finanziari personali. Suggerimenti gratis ma consulenza a
pagamento a costo
fisso non elevato e senza commissioni. Costamagna,
dopo i successi della sua boutique CC & soci, si è lanciato in questa nuova
avventura su Internet con un blog e una pagina Facebook interamente dedicati
all' analisi economica. Sì, è proprio il momento dei «Goldman boys».
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"Il Sole 24 Ore" del 18-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' ANALISI.
Walter Riolfi Solo tre minuti dopo che
Mario Monti ha preso la parola per spiegare al Senato il suo programma, il
rendimento dei Btp comincia a scendere rapidamente e con esso lo spread sul
Bund. Neanche 15 minuti dopo, l' euro risale e calano anche gli spread dei
titoli francesi, spagnoli, austriaci (in ordine cronologico). Gli scettici
attribuiscono il mezzo miracolo alla Bce che sarebbe opportunamente scesa sul
mercato a comprare titoli di Stato. Ma siccome la banca centrale aveva iniziato
a intervenire già in mattinata, e senza esiti, preferiamo credere che l'
inversione dei mercati, tra le 13.15 e le 13.30, sia dovuta soprattutto alle
confidate virtù del nascente Governo italiano. Ma, come sottolinea la nota di
Fitch, anche le virtù di Monti sortirebbero scarsi risultati se non fossero «supportate da un' azione politica europea e da un intervento della Bce». Per funzionare, il mezzo
miracolo ha dunque bisogno di una riflessione da parte della
Germania e di una maggior duttilità da parte della banca
centrale: cose che al momento appaiono ancor più ardue della pressione
esercitata congiuntamente dai mercati e da Bruxelles nel promuovere il
cambiamento politico italiano. Siccome la Bce non può
per statuto e non vuole per cultura comprare titoli di Stato a dosi massicce,
come ha fatto la Fed e sta facendo la Banca d' Inghilterra, si sarebbe
escogitata la bizzarra proposta di far comprare i titoli dal Fmi finanziato dalla banca centrale europea. Al di là del
tentativo di aggirare (a fin di bene) le regole della Bce, c' è qualcosa di
farisaico in questa idea: perché se il problema sono i regolamenti, tanto
valeva trasformare il fondo di stabilità (Efsf) in banca; e se la questione è
invece la paura di creare inflazione e moral hazard, non si vede come la sostanza
possa cambiare. Avendo la Germania rigettato la proposta di trasformare l' Efsf
in banca, non si capisce perché Berlino dovrebbe adesso accettare questo
sotterfugio. La soluzione migliore sarebbe che i politici
tedeschi si rendano conto che il fallimento dell' eurozona avrebbe costi e conseguenze più gravi che stampare eccezionalmente
un po' di moneta. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"corriere.it" del 18-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: dopo il voto di ficucia al governo
monti.
dopo il voto di ficucia al governo monti
I passi necessari Da liberale e convinto sostenitore della società aperta Mario
Monti ha scelto di intestare il suo governo ai giovani e alle donne. Ha
sostenuto che la loro attuale marginalità non è solo un gigantesco spreco di
capitale umano ma una delle cause della mancata crescita. Da qui l' enfasi che
il primo ministro ha voluto mettere nel proporre la piena inclusione delle
donne in ogni ambito lavorativo/ sociale e persino l' idea di una tassazione
differenziata. Dalla scelta pro outsider è emerso anche l' impegno a combattere
il dualismo del mercato del lavoro che vede una parte degli occupati
ipertutelata e l' altra priva di diritti e condannata all' invisibilità. Con
questa impostazione Monti nel suo primo messaggio ha parlato ai senatori ma
idealmente si è rivolto al Paese reale identificando i segmenti della società
più interessati al cambiamento. Gli stessi più volte evocati nei discorsi e
nell' analisi di Mario Draghi nella sua veste di governatore della Banca d'
Italia. Spenta l' eco degli applausi è lecito però raccomandare al governo, in
nome dell' efficacia dell' azione di contrasto all' emergenza finanziaria, di
non limitarsi al consenso della platea sociale di intonazione riformista. Il
successo del percorso di risanamento non può prescindere dall' orientamento del
ceto medio e dai riflessi che ha sui comportamenti dei partiti dell' ex
maggioranza. Non a caso il presidente del Consiglio ha escluso tra le misure
indicate ieri quella tassa patrimoniale che avrebbe creato sconcerto in larghi
settori dell' elettorato di centrodestra e non solo in un ristretto circolo di
super ricchi. La stessa precauzione, però, è bene che valga anche in materia di
liberalizzazioni delle professioni. Se per riformare il mercato del lavoro il
primo ministro ha promesso di ricercare l' accordo con il sindacato,
simmetricamente nel procedere alla riforma degli Ordini sarebbe vantaggioso
scommettere sul coinvolgimento e la maturità del mondo dei professionisti. Per
portare a compimento anche solo una parte dei provvedimenti che Monti ha
illustrato ieri, il nuovo esecutivo dovrà evitare che alle preoccupazioni e
alle riserve largamente presenti nei gruppi del Pdl si saldi il mugugno di un
ceto medio allarmato dalla somma di misure come la reintroduzione dell' Ici, l'
abolizione degli Ordini e l' azzeramento dei privilegi nel trattamento
previdenziale. Bisognerà porre, dunque, molta attenzione alla tempistica dei
provvedimenti e all' efficacia della comunicazione. Ben venga il completamento
della spending review ma i tempi del consenso non sono quelli dell' accademia e
di conseguenza i tagli al budget statale e un segnale forte
in materia di lotta all' evasione è bene che anticipino eventuali aumenti delle
entrate. Resta il grande tema della riduzione dei costi della politica che
rappresenta quasi un impegno elettivo per un governo composto da tecnici.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno su questo giornale a più riprese
identificato le aree sulle quali intervenire con celerità e in maniera
tangibile. Sia l' elettorato del Pdl sia quello del Pd sono largamente
favorevoli e quindi si tratta solo di agire.
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"Avvenire" del 18-11-2011 |
MONDO |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Brasile, piaga corruzione
Il governo è «decimato» gli scandali Già cinque i ministri finiti nei guai per
le mazzette: ne salta uno ogni 70 giorni Il presidente Rousseff: non voglio che
i Mondiali 2014 diventino una «festa privata» DA RIO DE JANEIRO GHERARDO
MILANESI L' ultimo della lista a crollare sotto il peso delle accuse di corruzione e concussione è stato il ministro Orlando Silva,
capo del dicastero dello Sport, e militante del Partito
comunista Brasiliano (PCdoB). Da quando Dilma Rousseff ha assunto la
presidenza, lo scorso primo gennaio, cinque ministri hanno perso la carica
coinvolti in giri di tangenti o malversazione di fondi pubblici e un altro (il
ministro della Difesa Nelson Jobim) ha lasciato il governo per aver criticato
il capo dello Stato. E la lista potrebbe allungarsi ulteriormente: il
responsabile del Lavoro, Carlos Lupi, è accusato dai media di aver preso
"mazzette". La sua uscita di scena sembra imminente. Nonostante le
dimissioni forzate di Orlando Silva assegnassero al governo in carica il triste
primato di un ministro dimissionario ogni 70 giorni, la Rousseff non ha voluto
rischiare a soli due anni e mezzo dall' inaugurazione dei Mondiali di calcio.
«Non voglio che la Coppa del Mondo si trasformi in una festa privata», ha
dichiarato. Dilma (come la chiama tutto il Brasile), ex guerrigliera e pupilla
dell' ex presidente Ignacio Lula, teme che gli appalti finanziati
dalla Fifa siano visti come l' albero della cuccagna da parte
di molte aziende interessate a partecipare ai lavori e
che alla «festa privata» partecipino anche uomini del
suo governo disposti, come troppo spesso accade in Brasile, a favorire questa o
quella società a seconda di chi garantisce la tangente più ghiotta. Il Brasile
ha già perso la faccia in occasione dei Giochi Panamericani del 2007, quando la
stampa denunciò un buco di quasi due miliardi di euro e i dirigenti dell'
organizzazione vennero accusati di aver intascato circa un quarto della torta.
I Giochi Panamericani a Rio de Janeiro sono costati
dieci volte più del previsto e dodici volte più di quanto siano costate le quattro edizioni precedenti nei Paesi che li
hanno organizzati. Ricorrendo anche ai finanziamenti
del settore privato, nonostante l' inflazione, il Messico ha speso quest' anno
la metà di quello che il Brasile spese 4 anni fa. «In
Brasile, buona parte del denaro proveniente dal super-fatturazione delle opere di
infrastruttura durante i Giochi venne utilizzato per finanziare
campagne politiche e comprare favori», ha denunciato recentemente il prestigioso
quotidiano Folha de São Paulo. Il procuratore, Marinus Marisco del Tribunale
dei Conti dell' Unione ha spiegato senza giri di parole che «i Panamericani del
2007 sono stati una dimostrazione di incompetenza amministrativa, di
pianificazione ed è evidente che un' enormità di spese sono state
super-fatturate». Dilma Rousseff - che a giugno non ha esitato ad esigere le
dimissioni del suo braccio destro (il ministro della Casa Civile Antonio
Palocci), del ministro dei Trasporti a luglio, del ministro dell' Agricoltura
Wagner Rossi ad agosto e di quello del turismo a settembre - per comandare il
dicastero dello Sport ha scelto adesso Aldo Rebelo, ex presidente della Camera
e uomo forte del Partito comunista brasiliano. Il
PCdoB, alleato del governo, ha fatto della guerra alla corruzione
il suo cavallo di campagna elettorale. Ma gli scandali che hanno travolto il
ministro dello Sport Orlando Silva hanno portato alla luce che il 73 per cento
dei fondi deviati erano destinati a Ong e altre entità (spesso di facciata)
legate al Partito comunista. La pratica è di fatto
endemica a tutti i livelli della politica brasiliana,
ma non si salvano nemmeno magistrati, poliziotti, funzionari di ogni livello
compresi quelli di importanti organismi regolatori come l' Agenzia nazionale
del petrolio (Anp) anch' essa al centro di un recente scandalo per tangenti. La
situazione è così grave che è nuovamente scesa in campo la Chiesa cattolica.
«Quando non siamo più capaci di reagire e indignarci di fronte alla corruzione, è perché anche il nostro senso etico è rimasto
corrotto», ha ammonito il cardinale di San Paolo, Odilo Scherer esortando i
fedeli a protestare contro le malefatte dei politici.
Alle parole del porporato hanno fatto eco quelle di Raimundo Damasceno,
cardinale di Aparecida e presidente della Conferenza episcopale brasiliana
(Cnbb): «Sappiamo che sono in corso manifestazioni di protesta organizzate
anche attraverso le reti sociali e difendiamo il diritto della popolazione a
vigilare sulla condotta dei nostri politici». Ma i
brasiliani, nonostante qualche manifestazione di piazza, sembrano aver ceduto
alla rassegnazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA Dilma Rousseff ha finora usato la
mano pesante contro i ministri corrotti (Reuters)
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"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 18-11-2011 |
Cronaca di Roma |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La proposta di Enrico Folgori,
consigliere provinciale Pdl.
Titoli di stato al posto dei gettoni di presenza. È la proposta,
lanciata dal vicecapogruppo del Pdl alla Provincia Enrico Folgori ai suoi
colleghi di Palazzo Valentini, compreso il presidente Nicola Zingaretti. Una
sorta di «Btp day», che Folgori ha già inaugurato: «Stamattina - dice il
pidiellino - mi sono recato presso la mia banca per sottoscrivere buoni del
tesoro, convinto come sono che occorre reagire in questo difficilissimo momento
che stiamo attraversando. E, per primi, spetta a chi ricopre ruoli istituzionali
e di una certa visibilità dare il buon esempio». La proposta è convertire in
Btp sei mesi di gettoni. Chissà chi accetterà.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di TULLIO PONSO
CONSIGLIERE REGIONALECUNEO. |
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"La Stampa (ed. Cuneo)" del 18-11-2011 |
Cuneo |
Pagina: 76-77 |
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Argomenti: Costi della
politica
Se ci fermassimo all' analisi fatta dal
collega Biolè, diventa difficile non dargli ragione. I dati, nudi e crudi,
mettono in evidenza che l' aeroporto di Levaldigi è ancora in perdita. Gli
stessi dati, però, confermano che la struttura cuneese è tra quelle che in
Italia hanno maggiormente incrementato il traffico passeggeri senza dimenticare
che, grazie ad una più saggia e oculata amministrazione, si prevede un netto
miglioramento dei conti entro il 2013, come da piano industriale illustrato
dalla Geac. A ciò aggiungiamo che la Regione sta finalmente lavorando, in modo
concreto e fattivo, a un sistema aeroportuale integrato che vedrebbe la
collaborazione tra Caselle e Levaldigi, con quest' ultimo destinato a
«specializzarsi» nei voli low cost e nel traffico
merci. Se Levaldigi chiudesse, e ad un passo dal mettere a posto attività e
conti, allora sì, che si potrebbe parlare di spreco di
risorse, perché verrebbero letteralmente buttati al vento gli investimenti
fatti, in anni, da molti enti locali, Regione, Provincia e principali comuni
della Granda compresi. Non penso che il valore dato all' aeroporto di Levaldigi
dai politici cuneesi, come dice Biolè, sia più
elettorale che effettivo, perché non credo che questo argomento porti voti e
trovi molto favore tra i cittadini. E' probabile che sia più elettorale cantare
fuori dal coro, anche con una certa dose di populismo, invece di fare squadra
insieme ai consiglieri regionali che hanno votato a favore del mio ordine del
giorno, a dimostrazione di un interesse trasversale per il mantenimento della
struttura, interesse che va ben oltre gli schieramenti politici.
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"Corriere della Sera" del 18-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: di DARIO DI VICO.
Da liberale e convinto sostenitore della
società aperta Mario Monti ha scelto di intestare il suo governo ai giovani e
alle donne. Ha sostenuto che la loro attuale marginalità non è solo un
gigantesco spreco di capitale umano ma una delle cause della mancata crescita.
Da qui l' enfasi che il primo ministro ha voluto mettere nel proporre la piena
inclusione delle donne in ogni ambito lavorativo/sociale e persino l' idea di
una tassazione differenziata. Dalla scelta pro outsider è emerso anche l'
impegno a combattere il dualismo del mercato del lavoro che vede una parte
degli occupati ipertutelata e l' altra priva di diritti e condannata all'
invisibilità. Con questa impostazione Monti nel suo primo messaggio ha parlato
ai senatori ma idealmente si è rivolto al Paese reale identificando i segmenti
della società più interessati al cambiamento. Gli stessi più volte evocati nei
discorsi e nell' analisi di Mario Draghi nella sua veste di governatore della
Banca d' Italia. Spenta l' eco degli applausi è lecito però raccomandare al
governo, in nome dell' efficacia dell' azione di contrasto all' emergenza
finanziaria, di non limitarsi al consenso della platea sociale di intonazione
riformista. Il successo del percorso di risanamento non può prescindere dall'
orientamento del ceto medio e dai riflessi che ha sui comportamenti dei partiti
dell' ex maggioranza. Non a caso il presidente del Consiglio ha escluso tra le
misure indicate ieri quella tassa patrimoniale che avrebbe creato sconcerto in
larghi settori dell' elettorato di centrodestra e non solo in un ristretto
circolo di super ricchi. La stessa precauzione, però, è bene che valga anche in
materia di liberalizzazioni delle professioni. Se per riformare il mercato del
lavoro il primo ministro ha promesso di ricercare l' accordo con il sindacato,
simmetricamente nel procedere alla riforma degli Ordini sarebbe vantaggioso
scommettere sul coinvolgimento e la maturità del mondo dei professionisti. Per
portare a compimento anche solo una parte dei provvedimenti che Monti ha
illustrato ieri, il nuovo esecutivo dovrà evitare che alle preoccupazioni e
alle riserve largamente presenti nei gruppi del Pdl si saldi il mugugno di un
ceto medio allarmato dalla somma di misure come la reintroduzione dell' Ici, l'
abolizione degli Ordini e l' azzeramento dei privilegi nel trattamento
previdenziale. Bisognerà porre, dunque, molta attenzione alla tempistica dei
provvedimenti e all' efficacia della comunicazione. Ben venga il completamento
della spending review ma i tempi del consenso non sono quelli dell' accademia e
di conseguenza i tagli al budget statale e un segnale forte in materia di lotta
all' evasione è bene che anticipino eventuali aumenti delle
entrate. Resta il grande tema della riduzione dei costi della politica che
rappresenta quasi un impegno elettivo per un governo composto da tecnici.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno su questo giornale a
più riprese identificato le aree sulle quali intervenire con celerità e in
maniera tangibile. Sia l' elettorato del Pdl sia quello del Pd sono
largamente favorevoli e quindi si tratta solo di agire. twitter@dariodivico
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di [R. C.] |
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"La Stampa (ed. Alessandria)" del 18-11-2011 |
Alessandria |
Pagina: 72-73 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Valenza.
Tante presenze alla camera ardente
allestita nella sala consiliare di Valenza, dove il sindaco Sergio Cassano ne
ha commemorato la figura, poi i funerali con il Duomo gremito. E' stato dato
così l' ultimo saluto a Giovanni Grillo, consigliere
comunale, eletto nel 2010 nella lista Per Valenza un futuro, con candidato
sindaco Costanza Zavanone, medico di famiglia a Valenza per 30 anni. Si era
sentito male tre settimane fa e gli esami avevano evidenziato che non c' erano
speranze. E' morto all' Hospice di Alessandria.
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di FRANCESCO
SEMPRINI. |
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"La Stampa" del 18-11-2011 |
Italia |
Pagina: 12-13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Dossier / Costi della politica.
Sottotitolo: Il premier vuole completare la
riforma delle amministrazioni.
Il riscatto economico dell' Italia non
può prescindere da una gestione virtuosa della politica
e della sua contabilità. Mario Monti lo ha detto a chiare lettere ieri in
Senato spiegando che se ai cittadini sono richiesti sacrifici, gli organi
elettivi saranno soggetti a «ineludibili interventi volti a contenerne i costi di funzionamento». Un richiamo «ad agire con sobrietà
e attenzione», al fine di dare alla cittadinanza «un segnale concreto e
immediato». Nessuno è esente: devono attenersi «i soggetti che ricoprono
cariche elettive o i dirigenti designati politicamente
nelle società di diritto privato finanziate con
risorse pubbliche, più in generale chiunque rappresenti le istituzioni a
livello politico e amministrativo». L' obiettivo è
«allinearci rapidamente alle "best practices" europee», i sistemi politici virtuosi del Vecchio Continente. Una terapia a base
di lotta a sprechi e privilegi, articolata su tre direttrici: «spending review»
del Fondo unico della presidenza del Consiglio, razionalizzazione funzionale
degli enti locali, e abolizione delle Province. L' ex commissario europeo parte proprio da casa sua, da Palazzo Chigi, l' istituzione
più costosa d' Italia, con un budget in veloce ascesa
agevolato dalla dimensione autonoma, o meglio svincolata dal controllo degli
apparati statali di «auditing». Nonostante i tentativi di Giulio Tremonti, la
gestione a briglia sciolta della presidenza ha fatto lievitare i costi a carico della cittadinanza, con 4,7 miliardi di euro
spesi nel 2010, l' 8% in più del 2008 e il 46% rispetto al 2006, come riporta
l' Espresso. Un tesoretto di cui quasi mezzo miliardo speso in stipendi,
indennità, affitti, missioni e comitati vari. E questo pur tenendo conto dell'
emergenza per il terremoto in Abruzzo che ha pesato per 800 milioni di euro.
Certo sarebbe diverso se si potessero ricondurre i conti di Palazzo Chigi sotto
il controllo della Ragioneria, come accadeva prima del 1999 quando l' allora
governo di centrosinistra li rese completamente autonomi. Non è chiaro se
questa sarà la strada che Monti vuole percorrere ma da parte
sua l' impegno è categorico e imperativo per tutti: «sobrietà». Il secondo
pilastro della terapia prevede la razionalizzazione operativa degli enti locali
di minori dimensioni per «ridurre le sovrapposizioni tra i livelli decisionali
e favorire la gestione integrata dei servizi». Al contempo per garantire la
riduzione strutturale delle spese dei ministeri, il premier del tecno-governo
auspica una definizione celere della legge di stabilità, e l' armonizzazione
dei conti di tutte le pubbliche amministrazione anche in vista dell'
introduzione del vincolo di bilancio in pareggio prevista da una legge costituzionale giacente in Parlamento. La terza direttrice
punta sulle Province, o meglio alla loro estinzione. L' 8 settembre 2011 il
Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale
che prevede l' abolizione di questi enti locali, a cui però non ha fatto
seguito l' iter attuativo. L' impasse può essere superata, secondo Monti,
attraverso una doppia azione. «Le competenze delle Province possono essere
riviste anche con legge ordinaria, mentre la riforma costituzionale
potrà completare il suo percorso per la totale eliminazione» delle stesse. È
così che il neo presidente intende rispondere alla Bce che tra i 39 punti della
missiva inviata al precedente governo chiedeva di «descrivere gli accordi per
il trasferimento nelle Regioni e nei Comuni del personale occupato nelle
Province». Una richiesta alla quale Berlusconi non ha potuto dare seguito, ma
che Monti è determinato a fare e nei tempi imposti a un governo di emergenza.
Attraverso la revisione con legge ordinaria, infatti, funzioni e competenze
delle Province potranno essere compresse al tal punto da svuotare quasi del
tutto questi enti locali, dichiarandone l' abolizione di fatto. REVIEW SPENDING
La spending review, «revisione della spesa», ha l' obiettivo di migliorare
efficacia ed efficienza della spesa pubblica. Fu il cavallo di battaglia dell'
ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa nel 2007 4,7 miliardi di euro È il totale
delle spese della presidenza del Consiglio nel 2010 con un aumento dell' 8 per
cento sul 2008 e del 46 per cento rispetto al 2006 6,8 milioni di euro È il costo degli eventi organizzati da Palazzo Chigi nel 2010,
cui vanno aggiunti 5,6 milioni per incontri e convegni del presidente del
Consiglio.
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di BENEDETTA TOBAGI. |
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"La Repubblica" del 18-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Un saggio raccoglie una serie di
interventi di Stefano Rodotà dedicati a questo tema.
Sottotitolo: La degenerazione dei
comportamenti induce l´autore a rimpiangere il vecchio valore della
'rispettabilità´
Non si arrende, Stefano Rodotà, e invita
tutti a fare altrettanto: il volume Elogio del moralismo (Laterza), una
selezione ragionata di articoli e contributi dal 1991 a oggi, è l´orgogliosa
risposta di un "vecchio, incallito, mai pentito moralista" alla lunga
stagione in cui una martellante campagna mediatica della destra ha ridotto
questa parola a insulto e indicatore di invidia o impotenza politica.
Nel solco ideale di Berlinguer, Rodotà ripulisce il termine dalle recenti
incrostazioni, per restituirgli la scintillante durezza delle origini. Puro e
pratico insieme, il moralista "attivo" non è un ingenuo né un´anima
bella, ma neppure si arrende al machiavellismo di bassa lega, né alle versioni
deteriori della "razionalità del reale" hegeliana. Continuamente teso
verso la realtà, presente e responsabile, è attento ai fatti, tallona gli
"immorali", denuncia gli scandali e propone alternative. L´orizzonte
di riferimento di Rodotà è una "moralità costituzionale",
l´insieme di principi e "virtù repubblicane" iscritti nella Carta
come deterrente in primo luogo dei "mostruosi connubi" tra affari e politica. La sezione più interessante è infatti quella che
riunisce analisi e riflessioni sulla crisi di Tangentopoli,
dalle origini (che poté seguire da vicino come deputato) fino alle riflessioni
sulla nuova corruzione del 2011. Rodotà si sofferma sul meccanismo perverso, maturato
nel corso della storia repubblicana, per cui il ceto politico
(quand´era ancora forte dell´immunità) ha affidato ai giudici il compito di
"decisori finali", sbarazzandosi del pesante onere di sanzionare
i comportamenti che, seppure privi di rilevanza penale, devono essere
stigmatizzati perché sono sbagliati e dannosi, e azzerando così i propri
vincoli di moralità e responsabilità. La "giurisdizionalizzazione" e
la parallela deresponsabilizzazione della politica
hanno privato l´Italia dei normali meccanismi autocorrettivi del sistema che
altrove (Francia, Germania, Regno Unito, Usa) supportano e affiancano l´azione
della magistratura. Ma non tutto può passare per i tribunali: il moralismo deve
tornare a svolgere la sua salutare funzione pubblica. Il libro dichiara
l´ambizione di rafforzare gli anticorpi democratici contro ritornelli micidiali
come "non si può cedere al moralismo", "tanto lo fanno
tutti" e "non è penalmente rilevante". Leggendo, ripercorriamo
l´impegno di Rodotà come giurista, uomo politico,
intellettuale, editorialista, contro "gli inaccettabili silenzi di una
cultura alla quale non si chiede di essere militante, bensì di essere parte di
una difficile discussione pubblica". Il "moralista" usa le armi
della persuasione, argomentazioni chiare e rigorose ed esempi storici per
portare avanti una pedagogia democratica. La "moralità delle regole"
è la chiave di volta: senza di esse, l´interazione diventa quasi impossibile.
Chi si siederebbe al tavolo con un baro o uno chef avvelenatore? Ritroviamo
l´ex presidente dell´Autorità garante per la protezione dei dati personali
spiegare passo passo perché la privacy dell´uomo politico,
quando la sua condotta privata interferisce col ruolo pubblico che riveste, non
può prevalere sul diritto dei cittadini di vigilare sull´esercizio concreto del
potere e su chi li governa. Ritroviamo il giurista che aiuta i non addetti ai
lavori a intendere la pericolosità oggettiva del processo di "decostituzionalizzazione"
in atto da anni o interviene sul tema spinoso del testamento biologico. La
degenerazione progressiva dei comportamenti induce lui (e molti altri) a
rimpiangere paradossalmente il vecchio valore della "rispettabilità":
per quanto detestabile fosse l´ipocrisia che l´accompagnava, era comunque
preferibile alla versione perversa della "trasparenza", intesa come
esibizione (con avallo implicito o esplicito) dell´illegalità o della
violazione di valori e principi della moralità costituzionale.
Condotte che danno il cattivo esempio ed erodono la legittimazione sociale del
ceto politico. Contro l´acquiescenza nei confronti del
ricorso sistematico alla menzogna, memore degli scritti di Arendt, che
mettevano bene a fuoco come essa sia in certa misura connaturata alla politica, ricorre a un argomento "realista": essa
ha effetti distruttivi sullo spazio della politica,
perché corrode la fiducia dei cittadini "in tempi in cui la produzione di
fiducia è indispensabile" per garantire la coesione sociale così come per
favorire la stabilità del sistema finanziario. La sensibilità del laicissimo
Rodotà converge con quella evangelica: lo scandalo, come da etimo, skandalon, è
una pietra d´inciampo, che ostruisce il cammino e il funzionamento regolare del
corpo politico e sociale. Sconcerta riscoprire
l´attualità di alcuni vecchi scritti, ma questo dato, avverte il professore,
non deve diventare il pretesto per accasciarsi nello sterile fatalismo di
quanti considerano la corruzione un dato antropologico
a cui arrendersi impotenti. Cresce nei cittadini la fame di
"moralismo" per temprare gli eccessi di cinismo e uscire dalla
"logica del supermercato". Rodotà esorta a collocarsi in una
prospettiva temporale più lunga, raccogliendo la sfida di un lavoro lento e
faticoso. Non vi è azione morale senza la consapevolezza e la tentazione del
male. L´esistenza, ineliminabile, del negativo è il dato da cui parte l´azione
degli uomini di buona volontà: cosciente di essere sempre insufficiente, ma,
proprio per questo, sempre necessaria.
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"ilsole24ore.com (Sanita)" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Si è insediato oggi il nuovo direttore
generale dell' Agenzia Italiana del Farmaco, Luca Pani. Medico, specialista in
psichiatria, esperto di farmacologia e biologia molecolare, Pani, tra gli altri
numerosi incarichi, dal 2010 è rappresentante
permanente (Alternate) per l' Italia presso il Comitato per i medicinali a uso
umano e membro eletto del Gruppo di lavoro sul sistema nervoso centrale e del
Gruppo di lavoro per la consulenza scientifica dell' Agenzia europea dei
medicinali. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche e di numerosi volumi, e già dirigente di ricerca nell' Istituto
di farmacologia traslazionale del Consiglio nazionale delle ricerche di
Pula(Cagliari), ha sviluppato la sua attività professionale lungo diverse
direttrici tra cui l' attività regolatoria nazionale e internazionale per la
Comunità europea; la redazione, valutazione e coordinamento di progetti di
ricerca; la pianificazione strategica e partnership con gruppi di ricerca
nazionali ed internazionali; la partecipazione a organismi e comitati di
consultazione internazionali, ed una intensa attività di insegnamento e
clinica.
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di Elysa Fazzino. |
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"ilsole24ore.com" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Cresce negli Stati Uniti la
preoccupazione per la crisi europea del debito. In un editoriale intitolato
"Contagio europeo", il New York Times, pur definendo
"promettenti" i cambi di governo in Italia e in Grecia e
"credibili" i nuovi leader in carica, considera indispensabile un
nuovo accordo tra i partner eurozona per rallentare il contagio. "C' è
pochissimo tempo rimasto per evitare la catastrofe finanziaria", avverte
il Nyt. I punti chiave, secondo il quotidiano newyorchese, sono in sintesi due:
dare un ruolo più ampio della Bce e varare pacchetti di riforma in grado di
stimolare la crescita. L' editoriale del Nyt sferza i due anni di "cattiva
gestione" della crisi del debito dell' eurozona, responsabile di "una più ampia crisi di fiducia dei mercati che ora
minaccia l' intera eurozona". La formazione di nuovi governi di tecnocrati
in Grecia e in Italia "non ha calmato le paure". Praticamente ogni
Paese dell' eurozona - tranne per ora la Germania - "sta pagando il prezzo
dei maggiori costi dei tassi d' interesse e della crescita in declino",
afferma il quotidiano. I leader tedeschi - aggiunge - si sbagliano se pensano
che il loro Paese possa restare indenne. E la Germania avrebbe molto da perdere
da una frantumazione dell' Unione europea, possibilità che ai mercati appare
più realistica di quanto non sia mai stata. Il problema è che, secondo i
mercati, il cancelliere tedesco Angela Merkel e i suoi partner dell' eurozona
"non sono riusciti ad trovare un piano adeguato, la volontà politica sufficiente o il denaro sufficiente per fermare il
contagio". E in questo, secondo il Nyt, i mercati "hanno
ragione". "I cambiamenti politici ai vertici
di Grecia e Italia sono promettenti", afferma il Nyt. Lucas Papademos e
Mario Monti sono "economisti internazionalmente credibili", impegnati
a fare riforme dolorose ma "molto necessarie", tra cui l' editoriale
cita la liberalizzazione dei mercati del lavoro, lo snellimento di una
burocrazia eccessiva, la cessione di beni dello Stato e lo sradicamento della corruzione. "Vista la loro formazione - prosegue -
sicuramente capiscono che le loro economie non sono abbastanza forti da poter
assorbire più austerità, come nuove ampie tasse o ulteriori radicali tagli ai
servizi". Papademos e Monti, devono premere sugli altri leader europei per
"un nuovo e migliore accordo", esorta il Nyt. "Anche con la
migliore leadership, né Atene né Roma riusciranno, da sole, a ripristinare
buone condizioni fiscali e contribuire a rallentare il contagio finanziario.
Ciò richiederà il sostanziale e immediato aiuto dei partner dell' eurozona, a
cominciare dalla Merkel", sottolinea il quotidiano Usa.
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"lastampa.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Le tappe della Campagna per la
proclamazione del 2013 ad Anno europeo contro lo spreco alimentare.
L' Europa si occupa di spreco
alimentare, e di qui al mese di dicembre sapremo se la campagna per la
proclamazione del "2013, Anno europeo contro lo spreco
alimentare" godrà dell' ampio supporto al Parlamento Europeo che tutti si
aspettano, vista l' importanza dell' argomento trattato. L' obiettivo proposto
dalla campagna, promossa a partire dal 2010 da quella Last Minute Market
fondata dal professor Andrea Segrè, non si ferma certo al pur importante
aspetto informativo dell' istituzione dell' Anno europeo, ma è di quelli
davvero ambiziosi (ma "non utopico", come sottolineano i promotori):
arrivare a dimezzare lo spreco alimentare entro il
2025, invertendo una tendenza che, secondo dati elaborati dai primi Anni '70 ad
oggi, ha visto invece aumentare del 50% lo spreco di
cibo nel mondo. "Lo spreco di alimenti
perfettamente commestibili", ha dichiarato al Fatto Alimentare l'
eurodeputato Salvatore Caronna, relatore del Rapporto di iniziativa sullo spreco alimentare, "ha assunto una dimensione che non
può più venire ignorata. Secondo gli studi a nostra disposizione, i livelli di spreco raggiungono un terzo della produzione mondiale di
cibo". Uno spreco che non si limita certamente
solo al cibo, ma si allarga all' acqua (tema della campagna di questo 2011) e
all' energia, che rappresenterà il tema dominante per l' anno 2012. A volte
sono proprio i freddi numeri a far comprendere al meglio l' entità della
questione. Ecco allora che uno studio commissionato dalla FAO ha evidenziato
come europei e nordamericani sprechino a testa all'
incirca tra i 95 e i 115 chilogrammi di cibo all' anno, per cause che, come
sottolineato nella relazione, vanno "dalle perdite nella raccolta e nello
stoccaggio, al trasporto in condizioni poco sicure, agli errori nell'
imballaggio, fino alle cattive abitudini dei consumatori finali nell' acquisto
e nell' utilizzo dei prodotti alimentari". Anche se nei paesi
industrializzati più in generale "la maggior parte dello spreco si concentra nelle ultime fasi, ossia quelle della
distribuzione e del consumo". Per non parlare dell' acqua! Considerando i
dati italiani, a fronte dei 3 litri d' acqua potabile consumati quotidianamente
per bere, se ne utilizzano invece ben 213 litri al giorno, un dato che ci pone
al vertice per consumo di acqua per usi domestici in tutta l' Unione Europea.
E, spreco nello spreco, solo
nel 2009 in Italia sono rimaste sul campo 177.479 tonnellate di mele, per la
cui produzione sono stati utilizzati 124.235.300 m3 di acqua, 378.312
tonnellate di arance (189.156.000 m3 di acqua), e ben 3.470.273 tonnellate di
pomodori (644.479.272 m3 di acqua). L' impatto di un cambiamento radicale nella
direzione del riutilizzo e della gestione più consapevole delle varie fasi
della filiera avrebbe ripercussioni certamente etiche, ma in particolar modo
economiche e perché no ambientali, visto che "si stima che le circa 89 milioni di tonnellate di cibo gettato in Europa producano 170
milioni di tonnellate di equivalente CO2 all' anno". "La lotta allo spreco alimentare deve diventare una priorità all' interno dell' agenda
politica europea", conclude la relazione, e "occorre promuovere
una cultura scientifica e civile orientata ai principi della sostenibilità
e solidarietà al fine di incoraggiare i comportamenti più virtuosi".
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di di Uri Dadush. |
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"espresso.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Senza Frontiere.
Sottotitolo: I politici italiani. I mercati.
E la banca centrale europea. Tutti seduti allo stesso tavolo e con la stessa
posta...
Mario Draghi L' Italia è coinvolta, come
la Grecia, in un programma di salvataggio stile Fondo Monetario Internazionale,
solo che non lo sa. gli elementi del dramma ci sono tutti: il panico nel
mercato dei titoli di Stato, la caduta della borsa, l' allarme di Bruxelles e
Washington, le dimissioni del premier e la crisi politica.
Meno compreso è che le varie parti del programma di
salvataggio del Fmi sono state messe in atto, con una differenza fondamentale.
Tra gli elementi standard c' è la lettera d' intenti esplicita inviata da
Berlusconi a Barroso e contenente le misure che l' Italia intende adottare per
rimettere in ordine i conti dello Stato e per rendere competitiva l' economia,
con le relative scadenze. altrettanto tipica E' La richiesta dell' Italia all'
Fmi (e alla Ue) di un monitoraggio severo del programma di riforme proposto con
l' obiettivo di rendere l' implementazione disciplinata, di potersi avvalere
della collaborazione degli esperti e, soprattutto, di rassicurare i mercati. i
programmi dell' Fmi sono sempre vincolati a queste due condizioni. La
differenza fondamentale è che, diversamente dai programmi ordinari del Fondo ,
nel caso italiano non è stato elargito alcun prestito per aiutare il Paese a finanziare il deficit nei tre anni che solitamente
occorrono, quando tutto va bene, perché esso torni ad avere accesso ai mercati
a tassi ragionevoli. Per una semplice ragione: né l' Fmi né l' European
Financial Stability Facility (Efsf) hanno risorse sufficienti per salvare l'
Italia. Nessuna delle due istituzioni è strutturata per salvare un' economia
gigante che richiederebbe prestiti per un ammontare vicino
ai mille miliardi di euro. E qui entra in gioco la Bce. L' Italia potrebbe
contare su acquisti di emergenza delle sue obbligazioni da parte della Banca centrale europea (Bce), che impedirebbero che gli
interessi sui titoli italiani tocchino livelli che porterebbero il costo del finanziamento
a livelli insostenibili. Dati, tuttavia, il tasso di crescita, l' inflazione e
le previsioni del surplus primario, quel limite (7 per cento circa sui Btp
decennali) è già stato superato, si spera, solo temporaneamente. Sorgono dunque
due domande: innanzitutto, che cosa deve aspettarsi l' Italia ora che è
soggetta, seppure virtualmente, a un programma dell' Fmi? Secondo, quali sono
le implicazioni del dover contare sulla Bce invece che su un prestito? La
risposta alla prima domanda è che l' Italia non potrà probabilmente evitare una
recessione prolungata e profonda. La fiducia del mercato, una volta persa, è
difficile da riconquistare e se lo Stato per finanziarsi
dovrà pagare un interesse del 7 per cento, potranno le aziende e i privati
sperare di pagare di meno? La condizione dell' economia italiana è migliore di
quella greca e il sistema bancario italiano è in uno stato di salute migliore
di quello del sistema bancario irlandese. Tuttavia appare di buon senso
ricordare che in Grecia e in Irlanda il consumo delle famiglie è sceso dal
picco del 2007 rispettivamente del 15 e del 20 per cento. Se il programma
italiano non avrà successo, come nel caso greco, il risultato potrebbe essere
la bancarotta e una possibile uscita dall' eurozona. Quanto alla seconda
domanda non esiste il precedente di un salvataggio di un paese delle dimensioni
dell' Italia da parte di una banca centrale
internazionale - una banca che, inoltre, è limitata a farlo dal suo stesso
mandato. Di certo c' è che solo gli acquisti di obbligazioni sovrane da parte della Bce in questo momento evitano che l' Italia (e
l' intera Eurozona) precipiti nel disastro. Inoltre, nessuno sa se l' Italia
può contare sugli acquisti di titoli di Stato da parte
della Bce, a differenza dell' erogazione periodica di nuove tranche di prestiti
come nel caso della Grecia. Osservatori qualificati come Martin Wolf sostengono
che una garanzia della Bce estesa a tutte le obbligazioni sovrane dei paesi
membri dell' eurozona porrebbe fine alla crisi. A mio avviso ciò è sognare a
occhi aperti: se gli acquisti di emergenza della Bce saranno considerati una
sorta di soluzione permanente, i problemi fiscali e di competitività non vengono
affrontati e, nei fatti, si rimuovono gli incentivi perché lo faccia la politica. Una tale strategia minerebbe inevitabilmente il
sostegno politico all' Unione monetaria nei paesi del
nocciolo dell' euro, i cui cittadini sanno bene che si starebbe svalutando la
moneta e che la loro banca centrale starebbe assumendo dei rischi straordinari
il cui peso ricadrebbe su di loro. La conseguenza di una mancata reazione
rapida alla crisi è che il futuro dell' Italia ora è la posta in gioco di un
poker tra la Bce, i leader politici italiani e i
mercati. traduzione di Guiomar Parada Uri Dadush è associato senior del
Carnegie Endowment for International Peace.
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"lastampa.it" del 17-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Imbarazzo ma nessun illecito per
il candidato: aveva contratti di consulenza con la società che è stata fra le
principali responsabili della crisi dei mutui subprime.
Non ha fatto in tempo a raggiungere (con
il 28% nel sondaggio Ppp e pure con una rilevazione della Cnn) la vetta nei
consensi nazionali tra i Repubblicani che voteranno alla primarie per la
nomination, che per Newt Gingrich sono iniziati i guai. Niente di illegale, ma
è sicuramente imbarazzante che sia uscita la notizia di due contratti firmati
dalla sua società di consulenza, Gingrich Group, per una cifra tra 1,6 e 1,8
milioni di dollari, con un nome oggi "tossico" della finanza
americana, Freddie Mac. La seconda società di finanziamento dei mutui dopo
Fannie Mae è indicata, con la sorella, tra i maggiori responsabili dello sboom
immobiliare e della crisi finanziaria provocata dai mutui subprime nel
2007-2008. E il suo salvataggio, con successiva nazionalizzazione, sta costando ai contribuenti diverse decine di miliardi di
dollari. Il solo accostamento di Gingrich a Freddie, su una base consensuale e
venale, è una brutta tegola. Il primo contratto è del 1999, cinque mesi dopo
che il deputato del GOP aveva lasciato la Camera, di cui occupava la carica più
alta, quella di Speaker. Per circa 30mila dollari al mese, fino al 2002, l' ex
politico diede la sua consulenza a Freddie Mac su come sviluppare gli affari
della società quotata ma parapubblica. Mitchell Delk, capo lobbista di Freddie
Mac, ha raccontato a "Bloomberg" di aver discusso con Gingrich l'
estensione del programma dei mutui agevolati "alla comunità ispanica e dei
benefici che potevano venire ai Repubblicani". Nella prima metà del
decennio scorso, George Bush aveva sostenuto la filosofia della "ownership
society", indicando come obiettivi l' ampliamento del numero
dei proprietari di case e la riforma della pensione pubblica con l'
introduzione dei "conti individuali". Il primo, una diretta
continuazione della politica clintoniana di sostegno pubblico alle famiglie
degli Anni Novanta attraverso Fannie e Freddie, tradizionalmente feudo dei
Democratici, fu raggiunto. Il secondo no. Oggi è chiaro che l' America starebbe
molto meglio se fosse avvenuto l' opposto, e Gingrich deve arrampicarsi sugli
specchi per giustificare un rapporto politicamente impresentabile. La difesa di
Gingrich è che fece una consulenza da "storico". A proposito della
pratica facile dei prestiti, senza garanzie e senza verifiche sulla
affidabilità dei debitori, allora in auge e nota a tutti, ha detto in un
dibattito Tv e ripetuto alle agenzie che disse a quelli di Freddie:
"Questa è una bolla. Questa è una follia. E' impossibile che duri. Diedi
loro il consiglio preciso di non fare quello che stavano facendo". Ma
dalla società replicano che la relazione era quella che era, mantenere una
liaison con il Gop. E se quelle di Gingrich sono parole, quelli dati da Freddie
sono soldi.
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"Corriere della Sera" del 17-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Dagli acquisti a caro prezzo
alle infrastrutture, le vie per riqualificare la spesa pubblica.
Il professor Piero Giarda è da ieri
ministro per i Rapporti con il Parlamento ma è unanimemente considerato il
miglior analista della spesa pubblica italiana in circolazione. Se, come
auspicabile, riusciremo a ricostruire un meccanismo di spending review , come
per altro previsto dall' articolo 1 della manovra approvata in agosto, lo
dovremo principalmente a lui. Il dossier L' ex ministro dell' Economia Giulio
Tremonti lo aveva coinvolto negli ultimi mesi mettendolo a capo di una delle
commissioni di studio per la riforma fiscale e il professore Giarda al termine
di un lavoro di gruppo ha prodotto di recente un «Rapporto preliminare sulla
dinamica, struttura e criteri di governo della spesa pubblica». Un documento
che, è facile indovinare, è destinato a diventare una piccola Bibbia del
governo Monti. Cinquanta cartelle che contengono tra le tante cose una storia
dell' evoluzione del budget italiano addirittura dagli anni 50 ad oggi, una
classificazione degli sprechi più ricorrenti e infine
una proposta di riforma del patto di stabilità interno che oggi lega le mani
agli enti locali. Giarda sostiene che avanzare proposte è un compito che
appartiene al governo e al Parlamento ma per gli enti locali il professore ha
fatto una (lodevole) eccezione. Dieci categorie Vediamo però prima l'
altrettanto interessante catalogazione degli sprechi,
esercizio importante perché rappresenta la condizione necessaria per realizzare
la spending review. Il professor Giarda suddivide la spesa inefficiente in 10
fattispecie. Lo Spreco di Tipo 1 è l' utilizzo di
fattori produttivi in una misura eccedente la quantità necessaria. L' esempio è
quando due impiegati vengono incaricati di fare un lavoro per il quale uno di
loro sarebbe sufficiente oppure quando una macchina costosa
e ad alto potenziale viene sistematicamente sotto-utilizzata. Lo Spreco di Tipo 2 corrisponde all' acquisto di fattori
produttivi pagando prezzi superiori a quello di mercato o all' effettivo
valore. La casistica ricorrente è quella che si verifica nell' acquisto di
farmaci laddove le diverse Asl pagano prezzi differenti per lo stesso prodotto.
Lo Spreco di Tipo 3 è, secondo l' analisi del
professor Giarda, l' adozione di tecniche di produzione sbagliate rispetto ai prezzi dei fattori produttivi impiegati. Lo Stato ha una
tendenza inarrestabile a utilizzare quelle tecniche che richiedono la più alta
intensità di lavoro, così facendo però produce servizi ad extra-costi. Inefficienze Anche i ritardi tecnologici generano sprechi. Infatti nella catalogazione di Tipo 4 troviamo l'
utilizzo di modi di produzione «antichi», chiaramente più inefficienti e costosi di quelli che si avrebbero utilizzando le tecnologie
più avanzate e innovative. «Ciò è notoriamente associato - chiosa Giarda - all'
incapacità delle strutture pubbliche di investire e innovare nelle tecnologie
di produzione utilizzate». Ma oltre al gap di innovazione, a produrre ulteriori
sprechi (di Tipo 5) sono modi di produzione che
impiegano attori incompatibili tra loro, in concreto significa che si utilizza
lavoro non specializzato applicato al funzionamento di macchine innovative ed
evolute. Welfare Fin qui abbiamo parlato di produzione dei servizi che lo Stato
offre ai cittadini e che come abbiamo visto generano numerose inefficienze ma
gli sprechi sono in agguato anche in quelle che gli
addetti ai lavori chiamano «politiche redistributive»
ovvero quando lo Stato si preoccupa di aiutare i più deboli. Secondo il
professor Giarda c' è «un' errata identificazione dei soggetti meritevoli di
essere aiutati nei programmi di sostegno del reddito disponibile». Il motivo?
Semplice: le procedure di selezione si caratterizzano «per spreco
e inefficienza». In sostanza quando lo Stato si occupa del welfare butta via i
soldi malamente. E quando investe in opere pubbliche che accade? Arriviamo allo
Spreco di Tipo 7 ovvero la progettazione di opere
incomplete, il mancato completamento di quelle iniziate, i tempi di esecuzione
molto superiori ai tempi programmati. Ma non è tutto. Sprechiamo
anche progettando opere di dimensione eccessiva rispetto alla capacità
realisticamente sfruttabile e a volte usiamo materiali troppo pregiati.
Infrastrutture Lo Spreco di Tipo 8 riguarda l' avvio
di nuovi programmi di spesa non preceduti o che non passano i test di benefici
superiori ai costi. L' esempio classico è quello delle
infrastrutture. Troppe volte si sono assunte decisioni in violazione del
criterio che il valore dei benefici netti futuri dovrebbe superare il costo di costruzione. Lo Spreco di Tipo 9 è rappresentato da un mix dei programmi di
spesa che non si adegua ai mutamenti della domanda e dei bisogni della
collettività. Vengono mantenuti in attività programmi/strutture/enti per i
quali non sussistono più le ragioni che avevano portato al loro avvio. Infine
arriviamo allo spreco di Tipo 10 e troviamo le
iniziative di spesa avviate in funzione anti-ciclica e realizzate con budget di
durata permanente anziché con programmi di spesa a termine. Enti locali
Terminata la catalogazione delle inefficienze il paper redatto dal gruppo di lavoro
guidato dal professor Giarda si avventura a formulare un' ipotesi di revisione
del patto di stabilità interno che ha l' obiettivo di ridurre la differenza tra
spese finali e entrate proprie di Comuni, province e Regioni. Il criterio di
fondo è quello di dare agli enti locali regole certe e garantite nel tempo, le
stesse che governano le relazioni tra Roma e la Ue nell' ambito dell' obiettivo
di riduzione del rapporto deficit-Pil (Maastricht per capirci). Oggi invece
sindaci e governatori devono fare i conti con una totale aleatorietà delle
regole che le porta a cambiare di anno in anno. Giarda propone di definire un
saldo di bilancio che si configura «come differenza tra prelievi diretti sull'
economia e uscite verso il sistema economico». «Deve essere definito in termini
di sola cassa, non considerare entrate e uscite connesse a movimenti sulle
attività finanziarie, non considerare le entrate per compartecipazione a
tributi che sono nella sovranità di altri livelli di governo e, infine, non
considerare tutti i trasferimenti da/per altri enti dell' amministrazione
locale o per altri livelli di governo». Risanamento Una volta definito il saldo
bisogna prevedere per ciascun Comune, provincia o regione una regola e un
percorso di aggiustamento che «deve essere fatto operando sulle spese e sulle
entrate proprie». Giarda articola l' ipotesi di risanamento per singoli
comparti e singoli enti che compongono la galassia delle amministrazioni locali
e conclude che «il rispetto del riaggiustamento dei saldi tra entrate proprie e
spese finali valorizza il ruolo del decentramento e attribuisce al sistema
delle autonomie un ruolo importante nella politica di
risanamento della finanza pubblica del Paese». Ora però se l' ipotizzata
reintroduzione dell' Ici sulla prima casa sembra sposarsi alla perfezione con i
suggerimenti di Giarda più dubbia è la compatibilità degli stessi con il
federalismo fiscale alla Calderoli. Ma siamo solo all' inizio e non sappiamo
che uso farà il governo di questo paper. Dario Di Vico twitter@dariodivico
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di [G. FO.] |
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"La Stampa (ed. Asti)" del 17-11-2011 |
Asti |
Pagina: 74-75 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CALCIO A CINQUE. CAMPIONATI
GIOVANILI.
In campo Sopra i Drughi astigiani, a
destra il Mombercelli e accanto i Grilli dell' Asti
calcio a 5 Hanno preso il via, anche se un po' a scartamento ridotto, i
campionati giovanili di calcio a 5 organizzati dal Csi di Asti. C' è stato
qualche problema legato all' utilizzo degli impianti, in particolar modo quello
del Country, ma si è giocato regolarmente alla palestra «Brofferio». Le squadre
iscritte ai vari tornei sono una quarantina (circa 200 i ragazzini coinvolti) e
si sfidano nelle categorie Allievi, Esordienti, Pulcini, Grilli
e Juniores e coprono tutte le età dagli 8 ai 18 anni, a conferma del «peso»
sempre maggiore che il Csi sta trovando nel «radunare» giovani calciatori di
Asti e Provincia. I tornei proseguiranno fino alla primavera. Questi tutti i
risultati delle partite disputate nell' ambito della prima giornata. Grilli: Mombercelli-Avis Isola 6-2; Asti Calcio a
5-Cantarana 2-2. Pulcini: Mombercelli-Asti Calcio a 5 2-5; Cantarana-Scuola
Calcio 4-1; Avis Isola-Cmc Montiglio 8-0. Esordienti: Scuola Calcio Drughi-Asti
Calcio a 5 5-2; Libertas Antignano-Pralormo 4-3; Mombercelli-Avis Isola 1-0.
Nel prossimo turno, alla palestra «Dalla Chiesa», si giocheranno domenica dalle
14 le partite Avis Isola-Stella Azzurra (categoria
Allievi), Scuola Calcio-Pro Valversa (Allievi), Pralormo-Oblati San Giuseppe
(Allievi) e Oblati San GiuseppeRonzi (Juniores).
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di [R. E. S.] |
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"La Stampa" del 17-11-2011 |
Pagine speciali |
Pagina: 38-39 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista.
Sottotitolo: Prunotto (Unicredit): servono
consapevolezza dei rischi e tanta chiarezza.
Dario Prunotto responsabile del Private
Banking di Unicredit Dario Prunotto è il responsabile del Private Banking di
UniCredit in Italia. Secondo lei, la crisi che stiamo affrontando ha modificato
il mercato? «Gli anni che stiamo affrontando sono stati e sono tuttora
difficili per tutti, dal mercato, ai clienti, al settore finanziario nel suo
complesso, all' economia reale. Ritengo però che questi momenti ci chiamino ad
un' ulteriore sforzo per fornire risposte pronte, efficaci e competenti ai
clienti, che sono sempre più consapevoli dei rischi e che richiedono
trasparenza e chiarezza nella relazione e nelle soluzioni proposte». La crisi è
quindi una sfida a migliorare che porterà, alla fine, benefici per il cliente?
Secondo me, sì. Innanzitutto le sfide a cui le banche sono chiamate a
rispondere sono molteplici. Quelle che provengono dal mercato, che ci impongono
di traghettare il cliente verso un nuovo contesto, valorizzando nuove
opportunità e nuovi rischi da definire con dati oggettivi e sempre aggiornati.
La competenza chiave è la capacità di servire il cliente
nel lungo periodo, identificando le esigenze personali e proponendo un servizio
di consulenza coerente con il mercato e i bisogni degli individui, valorizzando
il servizio Private Banking proprio nella gestione della complessità. In
maniera concreta, cosa ha fatto e fa UniCredit Private Banking per i
suoi clienti? Innanzitutto, ci siamo resi conto che non c' è più spazio per
offrire soluzioni inutilmente sofisticate. La semplicità e la protezione, quest'
ultima in particolare, sono diventate sempre più i criteri di scelta. Nel
rispondere prontamente a queste esigenze abbiamo affiancato, e continuiamo a
farlo, qualità e competenza nella proposta ai clienti, che può essere ottenuta
solo tramite specialisti del settore: i nostri Private Banker e l' intera
struttura di supporto che lavora "dietro le quinte". La necessità di
avere una consulenza chiara, qualificata e competente aumenta sempre di più,
considerando anche che la quota degli investimenti che è finalizzata a
obiettivi di programmazione è in aumento, in una tendenza ormai consolidata.
Per questo il nostro servizio, già da alcuni anni, si è spostato verso quello
che gli inglesi chiamerebbero "trust advisory", ovvero la capacità di
offrire consulenza personalizzata completamente slegata dalla dimensione
commerciale. In tal senso stiamo investendo molto in MyGlobe, il nostro
servizio di consulenza, che ci permette di gestire un rapporto costante e trasparente con il cliente. Come funziona
MyGlobe? MyGlobe include tutta l' operatività della Banca ad un solo costo, predefinito e chiaro. Con un canone percentuale,
rapportato al patrimonio del cliente, tutte le commissioni di acquisto e
vendita di titoli obbligazionari e azionari, e di sottoscrizione di fondi
comuni sono state azzerate, così come tutti i principali servizi di una Banca
Private: black card, conto corrente e servizio di Internet Banking. Le faccio
un esempio, in generale il costo dell' operazione
dipende dal tipo di strumento (azioni, obbligazioni, titoli di stato), il
Mercato in cui si effettua la negoziazione (Italia, estero), il Canale
(filiale, web, telefono), il Tipo di commissione di negoziazione (%, minimi,
massimi) e dai diritti fissi. Con MyGlobe le voci relative alle operazioni costano sempre €0, essendo già ricomprese nel canone
trimestrale, così il cliente conosce con assoluta trasparenza il costo dei servizi che utilizza. Come funziona il servizio di
consulenza? Il servizio parte da una definizione chiara della situazione
finanziaria del Cliente e dalla conoscenza del suo profilo di rischio: questo
ci permette di fare proposte personalizzate e di costantemente
monitorarle nel tempo. I nostri Private Banker sono continuamente supportati
nella loro attività da un team europeo che fornisce la visione dei mercati
finanziari e collabora con le dieci società di Asset Management nostre partner.
Non da ultimo desidero sottolineare una peculiarità della nostra Banca: da
oltre un anno è presente nella nostra struttura una figura specialistica molto
innovativa per il mondo del Private Banking: i Portfolio Quality Analyst. Un
team di professionisti, dei veri e propri "supervisori finanziari"
dedicati al monitoraggio della qualità dei portafogli e al controllo del
rischio della nostra clientela. Alla base della nostra organizzazione rimane in
ogni caso il Private Banker, che attraverso le sue competenze specifiche e la
sua professionalità è in grado di comprendere le esigenze della clientela e
tradurle in soluzioni operative. SEMPLICITÀ E PROTEZIONE «Non c' è più spazio
per soluzioni inutilmente sofisticate» LA PROPOSTA «Una personalizzata
completamente slegata dal fronte commerciale»
|
di PIERO RICCI. |
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 17-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Oltre 2600 dipendenti, il doppio
della Lombardia Conti e polemiche Possibili risparmi di 65 milioni: una società
lavora per rivedere la pianta organica.
Con una burocrazia «modello Lombardia»,
la Regione Puglia potrebbe risparmiare 65 milioni di euro. Se si aggiungessero
i 12 milioni di euro che si potrebbero risparmiare se, per ogni consigliere
regionale, il contribuente pugliese sborsasse quanto il contribuente lombardo
(8 euro invece di 12) i milioni diventerebbero 77, il doppio del gettito previsto nel 2011 con l´introduzione del ticket di un
euro per ricetta rossa. Altro che abolizione dei vitalizi dalla prossima
legislatura. I parametri disegnati da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, applicati alla burocrazia pugliese
dicono che l´esercito dei travet pugliesi è sovradimensionato. Se le
funzioni sono le stesse a Milano come a Bari, perché la Regione Puglia ha più
dipendenti della Regione Lombardia quando ne basterebbero 1384? «Posso dire che
non sempre le Regioni hanno le stesse funzioni perché tutto dipende dal livello
di decentramento che è stato attuato», spiega il direttore dell´area personale
della Regione, Bernardo Notarangelo. «In Puglia - aggiunge - quel processo è
cominciato ma non è ancora finito». I numeri in suo possesso dicono che secondo
la pianta organica del 2006, la Regione Puglia dovrebbe avere 3902 dipendenti,
invece ne ha in servizio 2629 e di questi 208 sono dirigenti, 59 in meno del
previsto. Le piante organiche, si sa, si fanno e si disfano. E anche quella del
2006 sembra ormai datata. L´assessorato guidato da Maria Campese ha affidato a
una società specializzata il monitoraggio dei carichi di lavoro in vista di una
nuova organizzazione interna. Qualche sforbiciata ci sarà perché nel frattempo
il decentramento avrà fatto qualche altro passo in avanti e si sarà portato via
qualche altro dipendente. Ma difficilmente si potrà arrivare ai numeri imposti
dal «modello lombardo» anche perché su una buona fetta di burocrazia pugliese
pesa la vicenda delle 561 retrocessioni per un concorso fatto negli anni ´90 ma
diventato illegittimo con sentenza della Corte costituzionale. Più facile
sarebbe applicare il «parametro 8 euro» sui costi della casta.
Per portare da 42 a 30 milioni di euro, il capitolo di bilancio previsto ogni
anno per pagare la casta basterebbe abolire con un
tratto di penna i 120 vitalizi e una cinquantina di assegni di reversibilità
per i quali nel 2011 è stata prevista una spesa di undici milioni e 780mila
euro sotto la voce «Competenze dovute per assegni vitalizi e di reversibilità».
Ma quelli - si dice - sono diritti acquisiti. Quando si tratta di mettere le
mani nelle proprie tasche, ai consiglieri regionali pugliesi non sfugge alcun
dettaglio. Come nel 2006, quando la Camera decurtò del 10% l´indennità di
mandato del deputato portandolo da 12.434 a 11.190 euro, in Consiglio
regionale, pur di neutralizzare il più possibile quel taglio, decisero che la
base di calcolo dei propri stipendi non dovesse essere più l´indennità del
deputato ma quella più ricca del senatore così da incassare non più 10.533 euro
ma 272 euro in più al mese. Pochi, nel 2007, si accorsero che nella busta paga
quell´aumento previsto per legge non fu conteggiato fino al 2009. Così che
qualcuno ha cominciato a chiedere gli arretrati su quella differenza che si
aggira sui seimila euro. Non una grossa cifra, considerate le indennità, ma i
diritti acquisiti sembrano avere gli anni contati.
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"La Repubblica (ed. Torino)" del 17-11-2011 |
Torino |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il processo.
Con il deposito della sentenza, ripartono
anche le inchieste bis sulla Thyssen: saranno ascoltati di nuovo i vari
indagati dei tre fascicoli aperti. Il primo riguarda l´ingegner Berardino Queto, consulente della difesa: è accusato di omicidio colposo, incendio e
omissione colposa di cautele contro gli incidenti perché nel 2006 collaborò
alla stesura del documento di valutazione del rischio, che secondo i giudici
"presenta numerose lacune". Un altro indagato è un dirigente della
Thyssenkrupp, Frank Kruse, addetto alle finanze e all´amministrazione, la cui
testimonianza in merito alle decisioni prese dal "board" aziendale
non aveva convinto la corte. Altre due persone sono state indagate per false
dichiarazioni, mentre il terzo filone riguarda i tentativi di condizionare gli
operai chiamati a testimoniare al processo: qui gli indagati sono una decina,
anche se alcuni hanno già ritrattato e, quindi, potrebbero essere prosciolti.
(s.mart)
|
di PAOLO RUSSO. |
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 17-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: 30 MILA EURO IN PIÙ DI QUANTO
PREVENTIVATO PER GLI SPOSTAMENTI DEL PERSONALE.
Sottotitolo: L´ufficio di presidenza
costretto alla quinta variazione di bilancio.
Ognuno ha i suoi missionari. Quelli del
Corecom hanno costretto l´ufficio di presidenza ad
approvare in tutta fretta la quinta variazione al bilancio di via Capruzzi. I
viaggi e gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti del Comitato regionale per
le comunicazioni sono costati 30mila euro in più di
quanto preventivato. Il comitato che nei giorni scorsi è stato additato da
alcuni consiglieri regionali come simbolo di spreco
della politica pugliese è al centro di un caso
contabile alquanto singolare. Le spese per i viaggi infatti rientrano tra
quelle che l´ormai ex ministro delle Finanze Tremonti aveva ridotto al 50 per
cento. Ovvero il consiglio regionale pugliese che nel 2009 aveva speso 11mila
euro per far viaggiare i membri del comitato per le comunicazioni per
quest´anno non avrebbe potuto spendere più di 5mila euro. Tanto era stato
appostato infatti in sede di bilancio. Ma dopo le sollecitazioni dei membri del
Corecom l´ufficio di presidenza ha rimediato alla decurtazione. Triplicando il
fondo che doveva essere dimezzato con un espediente. La decurtazione imposta da
Tremonti - si legge nella delibera - riguarda i rimborsi spese ma non le
indennità di missioni. Per questo è stato sufficiente sparare i due capitoli di
spesa per concedere ai missionari Corecom questo bonus di 30mila euro. Ma per
l´ufficio di presidenza non si tratta di un´operazione inedita. Nei mesi scorsi
il fonda da decurtare per i missionari di via Capruzzi era stato rimpinguato
con 250mila euro rastrellati da altri capitoli di spesa, compreso il fondo di
riserva. Nei giorni scorsi il Corecom era stato al centro
della polemica sui costi della politica. Il capogruppo della Puglia prima di tutto Francesco Damone
aveva puntato l´indice contro gli sprechi del
Corecom proponendo l´abolizione del cda che - aveva accusato - è composto da
cinque persone che percepiscono in un anno più di centomila euro.
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di VATICANISTA DE LA
STAMPA. |
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"lastampa.it" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Un prete al di fuori dagli schemi. Lo si
vede già dall' abito: grisaglia da manager, camicia bianca e cravatta. È don
Luigi Verzè, 91 anni, fondatore del prestigioso ospedale e dell' Università
Vita e Salute, indagato nell' ambito dell' inchiesta per la bancarotta sulla
Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, avviata dalla Procura della Repubblica
di Milano. Don Verzè, che si è laureato in Lettere classiche e filosofia nel
1947 presso l' Università Cattolica di Milano, è stato ordinato sacerdote nel
1948. A Milano, negli anni del dopoguerra, è stato molto attivo come
organizzatore di scuole di avviamento professionale e nel 1950 ha fondato il
San Raffaele. Un attivismo, il suo, non sempre apprezzato dalle autorità
ecclesiastiche, infatti nel 1964 la Curia milanese gli ha comminato «la
proibizione di esercitare il Sacro ministero» e nel 1973, la sospensione a
divinis. Entrambe le "condanne" sono state in seguito revocate. Al
San Raffaele è stato capace di riunire ricercatori di fama mondiale così come
all' Università Vita e Salute dove nel dipartimento di filosofia sono arrivati
pensatori come Massimo Cacciari, Emanuele Severino e
Roberta de Monticelli. Quella sulla bancarotta non è la prima inchiesta che
vede don Verzè indagato. In passato ha subito diverse condanne per corruzione, istigazione alla corruzione e
ricettazione anche se dopo tutti i gradi di giudizio, grazie alle prescrizioni,
non ha mai subito una condanna definitiva. In molti lo hanno definito
'prete amico del poterè. Di certo ha sempre reso pubblica la sua ammirazione
per personaggi come Fidel Castro e Gheddafi. Ma il vero amico è stato ed è
Silvio Berlusconi: «Nel '94 - ha detto una volta don Verzè - al tempo della sua
discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono
di Dio all' Italia». Berlusconi ha sempre ricambiato l' affetto e in occasione
del novantesimo compleanno del sacerdote, dopo averlo lodato per la ricerca
avviata al San Raffaele per allungare la vita media delle persone fino a 120
anni, aveva raccontato: «Mi confessa e mi dà l' assoluzione senza neppure
sentire i miei peccati perchè, conoscendomi, già li conosce. Io a don Luigi
auguro l' eternità perchè se c' è uno che se la merita è proprio lui». Un
affetto ricambiato, in quell' occasione infatti don Luigi aveva replicato: «A
lui rivolgo un mio elogio personale e non solo politico.
Da giovane faceva il cantautore da crociera, poi è diventato un imprenditore
affermatissimo, il più grande di questo Paese. Infine solo per amore, solo per
amore della Patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama
mondiale». E ricordando le disavventure giudiziarie di Berlusconi aveva
sottolineato: «Costa, caro Silvio. Anch' io sono
passato sulle strade e sulle scale che sanno di sale. E da sacerdote dico che
bisogna essere sempre buoni con tutti, anche con gli avversari, ma ognuno al
suo posto». Ha sempre sostenuto che il San Raffaele non è una sua opera «ma un'
evidenza del Cristianesimo vissuto non a parole». Negli anni di Tangentopoli ha
polemizzato con Francesco Saverio Borrelli, capo della Procura e più
recentemente con Rosy Bindi che aveva accusato di essersi opposta alla presenza
del San Raffaele a Roma e per questo condannato dal tribunale civile a
risarcire i danni per 60 mila euro.
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"larepubblica.it (Parma)" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Secondo il Tribunale della
Libertà l' amministratore arrestato nell' operazione Easy Money è vittima dei
ricatti perpetrati dall' ex assessore ai Servizi educativi.
Nuovi guai in vista per l' ex assessore
ai Servizi per l' infanzia Giovanni Paolo Bernini? E' probabile, se il pm Paola
Dal Monte deciderà di cambiare l' impianto accusatorio dell' inchiesta Easy
Money accogliendo la motivazione del Tribunale del Riesame di Bologna: il
manager Mauro Tarana è stato vittima della concussione del politico, non complice di un sistema di corruzione. Lo
scorso 14 ottobre il Riesame ha rimesso in libertà l' amministratore unico
della società di ristorazione Parma Multiservizi del gruppo Copra finito in
carcere il 26 settembre per corruzione perché, secondo le accuse,
avrebbe pagato una tangente da 8mila euro a Bernini, tramite il suo braccio
destro Paolo Signorini, per il rinnovo di un appalto di ristorazione
scolastica. L' avvocato difensore Paolo Fiori del foro di Piacenza ha impugnato
l' ordinanza di custodia cautelare davanti al tribunale della Libertà,
sostenendo che il suo assistito è stato costretto a
pagare per non vedere sfumare tutte le possibilità della sua azienda di poter
lavorare con il Comune di Parma. Dalle intercettazioni telefoniche tra
Signorini e Tarana emerge che l' amministatore è stato fortemente
"pressato" dall' assistente dell' assessore perché consegni la
mazzetta. "Il Riesame ha accolto in pieno la nostra tesi" spiega il
legale. Nelle motivazioni dell' ordinanza che ha annullato gli arresti di
Tarana, il collegio bolognese scrive che il reato di corruzione
"risulta non seriamente contestabile" in quanto "la consegna di
denaro effettuata dal Tarana è stata determinata dal timore dell' indagato che
se non avesse acconsentito alla richiesta dell' uomo politico
la società di cui era amministratore avrebbe subito un serio pregiudizio a
seguito della mancata proroga del contratto che aveva concluso con il Comune di
Parma". E conclude "risulta quindi nella specie delineato il delitto
di concussione e non di corruzione". Buone
notizie per Tarana, bruttissime per Bernini. Anche se il giudizio del Riesame
non è vincolante per l' accusa, che può anche decidere di impugnarlo in
Cassazione o di procedere comunque secondo le prime ipotesi di reato, in vista
della chiusura dell' indagine e in fase di udienza preliminare può avere un
peso notevole. Se il pm Dal Monte decidesse di chiedere l' archiviazione delle
accuse per Tarana è scontata una nuova contestazione a carico di Bernini:
questa volta si tratterebbe di concussione non solo tentata (perché c' è stato
lo scambio di denaro), un reato più grave della corruzione.
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"corriere.it" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
(ANSA) - UDINE - I Carabinieri del Nas di
Udine hanno arrestato sei persone, tre medici pubblici e tre imprenditori del
settore delle protesi acustiche, con l' accusa di corruzione
e comparaggio. Centinaia di pazienti residenti nel nordest sarebbero stati indotti
ad usufruire di specifiche ditte per l' acquisto di protesi per l' udito,
dietro compensi in denaro ed altri benefici che gli imprenditori versavano ai
medici. Nell' inchiesta risultano indagate anche altre quattro persone tra
medici e imprenditori.
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 16-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: INTERVISTAPaolo Andreani
Presidente Confindustria Marche.
Sottotitolo: Allarme credit crunch ma gli
investimenti non si sono fermati.
ANCONA Ilaria Vesentini Ai politici chiede meno chiacchiere e public relation e più
impegno istituzionale, a partire dai temi del credito
e degli investimenti, emergenze assolute per le imprese marchigiane in piena
crisi. Agli industriali chiede invece meno campanilismi e più fiducia, anche
nell' associazionismo, per rimettersi col vento in poppa. Paolo Andreani, 69
anni a dicembre, presidente di Confindustria Marche, ha convocato ieri una
conferenza stampa per fotografare la situazione economica regionale e le
aspettative degli imprenditori e fa il punto con «Il Sole-24 Ore CentroNord»
sulle priorità in agenda. Partiamo dai dati
congiunturali: nel terzo trimestre i motori dell' industria marchigiana si sono
quasi fermati e Bankitalia Ancona conferma una revisione degli investimenti al
ribasso. Che prevede da qui a fine anno? In realtà il nostro centro studi
evidenzia che sta salendo la domanda del manifatturiero per finanziare
non solo scorte e ristrutturazione del debito, ma anche investimenti. Le
aziende internazionalizzate e brandizzate non solo continuano a investire, ma
anche ad assumere, al di là del -0,4% di occupati tra luglio e settembre. Lo
conferma anche l' ultimo bando ricerca della regione, che ha coperto solo il
30% delle domande arrivate, 9 milioni sui 30 richiesti. Il problema è che
indebitarsi sta diventando sempre più proibitivo tra costi
che aumentano e irrigidimento delle condizioni del credito. La soluzione? Non è
certo locale. Il credito credo sarà il problema numero uno per il nuovo governo.
C' è un evidente problema di liquidità delle banche, che Basilea 2 e 3 non
fanno che peggiorare. A ciò si sommano gli insostenibili ritardi di pagamento
della Pa: il rischio di insolvenza delle imprese è altissimo. Le banche locali
stanno facendo il possibile per farci respirare, grazie al dialogo diretto, in
filiale. Ma qui sono a rischio anche i fidi a sei mesi per pagare le
tredicesime ai dipendenti. Come valuta la risposta politica
locale ai 5 punti del manifesto di Confindustria? Con la Regione abbiamo un
confronto aperto continuo, ma non particolarmente
fruttuoso. Troppe buone intenzioni e basta. E i tempi della burocrazia e delle
imprese restano incompatibili. Abbiamo presentato a marzo scorso in Giunta il
progetto "adotta un giovane", contro la disoccupazione giovanile, e
ancora non abbiamo ricevuto conferme definitive. Il bando innovazione chiuso ad
aprile non è ancora decollato perché, per cause interne, non hanno avuto modo di guardare i progetti. Sul taglio dei costi, la Regione
ha fatto la sua parte? Non sono certo entusiasta, ci sono leggi che vanno modificate:
si privano delle auto blu ma può nascere un gruppo consiliare con un solo
componente i cui costi annullano il risparmio ottenuto. Servirebbero snellezza e
tempestività, questo sarebbe il taglio dei costi
migliore. Si stima che solo accelerando la giustizia di qualche anno si
potrebbe portare il Pil dall' 1,2 al 2% a costo zero.
È in quest' ottica che lancio la provocazione ai politici
di dimezzare la loro partecipazione a convegni e tavole
rotonde - ce ne sono 3 o 4 al giorno, e per etica e rispetto degli
organizzatori sono sempre presenti - e di dedicare più tempo al loro lavoro.
Anche così si tagliano costi. Calano però anche le
risorse: quali priorità dare? La Regione ha fatto molto con gli ammortizzatori
sociali, estesi anche alle piccole aziende, per mantenere la pace sociale, ma
ha puntato tutto sulla crescita del turismo, quando invece il traino dell'
economia marchigiana resta il manifatturiero. L' assessore Giannini dovrebbe aver
recuperato un altro milione per il bando ricerca, tra le pieghe del bilancio,
ma non basta. Siamo in attesa di conoscere il bilancio preventivo regionale
2012 per verificare dove trovare le risorse per aiutare le attività produttive.
Così come già stiamo collaborando con Palazzo Raffaello per migliorare il testo
di legge sulla pianificazione urbana, il piano infrastrutturale, quello per l'
internazionalizzazione e il Tu del commercio. Ultimo capitolo: gli screzi,
specie nel Fermano, a livello associativo. È in crisi anche il ruolo dell'
associazionismo? Assolutamente no. Il valore dell' associazionismo è ancora più
forte nei momenti di difficoltà. Quando come Confindustria parliamo al mondo politico e bancario o portiamo avanti istanze lo facciamo a
nome di tutte le imprese, non solo delle associate. Non è giusto vivere sulle
spalle degli altri. E pur consapevole che anche il nostro sistema ha bisogno di
snellire struttura e processi, reputo le defezioni di associati degli ultimi
mesi, scaramucce e piccole gelosie animate più che altro da campanilismi, che
mi auguro passeranno con la stagione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
Inchiesta |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LA CONTROMOSSA.
«Verificato» che «un gruppo di lavoro è
costituito da un insieme di individui che interagiscono fra loro con una certa
regolarità», e che «per realizzare una concreta collaborazione all' interno del
gruppo di lavoro è necessario il confronto tra i singoli componenti», il Comune
di Alessandria ha messo al lavoro una sorta di «unità di crisi» di nove persone
per rispondere alla Corte dei conti. Ad essere curiosa non è solo la prosa
dell' atto ufficiale di costituzione del gruppo di lavoro, ma anche il suo contenuto.
Evidentemente il consiglio comunale, che ha deciso con una mozione di creare l'
unità di crisi, ha pensato che sindaco e assessore al Bilancio non bastassero
per motivare alla Corte dei conti le scelte contabili del Comune. Non solo: il
consiglio ha ritenuto che non fossero sufficienti alla
bisogna nemmeno il segretario generale, il direttore della finanza comunale, l'
avvocatura (non si sa mai) e i tre revisori dei conti, e ha deciso di chiamare
tre consulenti esterni. Risultato: gettone di presenza (una tantum) da 500 euro per ciascuno dei tre, più spese di
funzionamento da determinare ex post. Ma c' è un problema: a quanto
risulta al «Sole 24 Ore Nord-Ovest», il gruppo di lavoro non è mai decollato di
fatto, e i docenti universitari indicati dal sindaco come componenti non sono
mai entrati all' opera. L' idea che il Comune chieda a consulenti esterni di
aiutarlo a «elaborare proposte di chiarimento, approfondimento e
controdeduzioni» su scelte contabili che lo stesso Comune ha compiuto è
particolare, ma il lavoro da fare è molto.Tra i tanti aspetti che gli
amministratori di Palazzo Rosso saranno chiamati a chiarire domani, per
esempio, c' è probabilmente anche l' andamento estremamente volatile delle
principali poste di bilancio. Com' è possibile, per esempio, che le spese
correnti siano balzate dagli 88 milioni rendicontati nel 2010 ai 123 milioni
messi a preventivo a inizio anno, con un aumento del 40% in un anno solo? Com'
è stato possibile cancellare nell' ultimo consuntivo circa 8 milioni di impegni
di spesa senza colpo ferire? Domande impegnative, e per risponderle forse di
professori universitari ne occorre più d' uno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
In primo piano |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Al centro del sistema consulenti,
informatici e decine di imprese grandi e piccole.
Sottotitolo: Progetti. Da 20 a 80mila euro l'
importo delle domande sotto esame in procura 50% Fondo perduto. I bandi
prevedevano l' assegnazione di risorse a fondo perduto - 80mila.
TORINO Tra gli indagati ci sono aziende
insospettabili, titolari di grosse commesse pubbliche, e piccoli artigiani.
Carrozzieri, negozi di ogni tipo, ristoranti, tv locali, centri benessere,
elettricisti. E ancora, un vigile urbano, pizzicato per colpa di fatture
gonfiate destinate al finanziamento di un sito internet per la sua discoteca della
cintura torinese, che con quanto incassato aveva sistemato il locale. E c' è
pure un sacerdote. Alcuni di loro erano pronti a scommettere sulle opportunità
dell' e-business, altri stuzzicati dalla possibilità di presentarsi in giro per
il mondo con uno stand nelle fiere più improbabili, altri ancora si dicevano
fortemente interessati a dotarsi dei parametri previsti da Basilea 2 per
accedere al credito. Tutti, nella sostanza, erano attratti da finanziamenti a
fondo perduto per il 50% dell' importo richiesto, talvolta fino al 70 per
cento. L' ultima trovata valeva, sulla carta, 80mila euro: un sito per vendere
pentole on line. A far gola e a far scattare i meccanismi truffaldini sono due
elementi chiave dei bandi messi in campo dalla Regione Piemonte tra il 2003 e
il 2010, e gestiti da Finpiemonte: il primo, i finanziamenti a fondo perduto;
il secondo, la possibilità di acquisire per le imprese beni
"immateriali" come consulenze o la realizzazione di siti internet e
per l' e-commerce. Con "sovrafatturazione" e senza alcuna
corrispondenza a un reale valore di mercato. Progetti garantiti da perizie
"asseverate", stilate da professionisti amici, che sancivano la
coerenza delle fatture con il progetto presentato, senza però alcun riferimento
alla congruità e al valore di mercato. Inadeguato, poi, si è rivelato il
sistema dei controlli. Concluse le indagini, si tirano le somme: a Natale i
primi rinvii a giudizio. Gli indagati Il reato ipotizzato è
il "concorso in truffa aggravata", numerosi i filoni
d' inchiesta, due quelli principali, che hanno portato tanto la Procura
generale di Torino quanto quella ordinaria a comunicare a due maxi consulenti la chiusura delle indagini, a cui probabilmente seguirà il
rinvio a giudizio. Il primo, Fabrizio Milanesio, titolare dello Studio
Fasi di Torino, specializzato in consulenza finanziaria aziendale. Nome
conosciuto in città, con alle spalle collaborazioni importanti. Accanto al suo
nome ci sarebbe quello di Giorgio Bagnasco, titolare della Alex Sistemi di
Torino, società di consulenza informatica, e quello di Fabio Montrucchio, della
Nethouse, una seconda società di consulenza informatica coinvolta nell'
inchiesta. Poi una corte di almeno 5 «cartiere», il nucleo duro rintracciato
dalla procura, che avevano il compito di fornire i servizi a prezzi gonfiati.
Il secondo consulente, al centro dell' inchiesta,
quella coordinata dal sostituto procuratore Destito, è Claudio Fanfano,
responsabile della Zeta sistemi. La dinamica-tipo Si presentavano ai clienti,
come sembra emergere dall' inchiesta, offrendo un pacchetto chiavi in mano: la
realizzazione di un sito (nel caso della misura e-business) o la consulenza per
un processo di ottimizzazione aziendale finalizzato a ottenere un avvicinamento
ai parametri di Basilea 2, come previsto dal bando voucher. Il tutto a prezzi
"gonfiati": fatture fino a 80mila euro per ottenere risorse a fondo
perduto, dal 50 al 70% del costo sostenuto. Una volta
intascate le risorse da Finpiemonte, una quota restava alle imprese, una parte
veniva trasferita in contanti ai consulenti che
seguivano le pratiche e ai fornitori che emettevano materialmente le fatture.
Il tutto formalmente quasi ineccepibile. La reazione Accuse rigettate da
Milanesio che attraverso il suo avvocato, Andrea Aliprandi, sostiene di aver
agito con correttezza, di avere fatture regolari per i progetti seguiti e di
non aver in alcun modo partecipato alla truffa. In merito alle confessioni di numerosi beneficiari delle misure, raccolte dalla procura,
l' avvocato Aliprandi dichiara: «Se siano accaduti fatti del genere, noi non ne
siamo a conoscenza». Insomma, nessuna ammissione. Quindi, niente restituzione
fondi. In concomitanza con la chiusura delle indagini, Milanesio si è visto
recapitare, esattamente come Bagnasco, una lettera di richiesta danni da parte
di Finpiemonte, per circa un milione di euro, lettera respinta al mittente
senza troppe spiegazioni. Posizioni in campo Tra le decine di indagati, naturalmente,
ci sono le imprese beneficiarie degli interventi. E tra loro c' è davvero di
tutto: grandi aziende, con nomi noti, che hanno deciso di restituire il
"maltolto" e di uscire in punta di piedi dall' inchiesta. Aziende
note che invece hanno scelto di prendere tempo, con il rischio di vedersi
recapitare tra un mese un rinvio a giudizio per truffa. E ancora piccoli
artigiani, magari in buona fede, ma sicuramente incauti nell' accettare una
proposta poco chiara, e aziende che invece hanno approfittato dell' occasione
per intascare qualche migliaio di euro senza troppe complicazioni. C' è chi ha
confessato, ha accettato le sue responsabilità e ha restituto, tal quale,
quanto ottenuto da Finpiemonte, per un totale di circa 350mila euro. Altri sono
pronti a transare con Finpiemonte, una volta chiuse le indagini, e sperare così
di cavarsela senza troppi danni di immagine. Ci sono poi gli
"irriducibili", in questo caso i maggiori indagati del reato di
truffa, che ribadiscono la loro estraneità e restano fermi nella loro
posizione. Si andrà a processo, in questi casi. Comunque, si tenterà di andare
fino in fondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"corriere.it" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL CASO.
Sottotitolo: Viale Mazzini tace sul possibile
compenso di 800 mila euro. Rizzo Nervo (Pd): "In cda non passerebbe"
IL CASO Mistero sull' ingaggio di Vieri a
"Ballando con le stelle" Viale Mazzini tace
sul possibile compenso di 800 mila euro. Rizzo Nervo
(Pd): "In cda non passerebbe" MILANO - L' ex calciatore Christian
Vieri a "Ballando con le stelle" per 800
mila euro? Possibile? Il direttore di Rai1 Mauro Mazza sceglie la strada dell'
ironia: "Non ne so niente. Io sono della Lazio, ho contattato
Chinaglia". L' azienda sceglie la linea del silenzio: nessun comunicato
ufficiale per smentire una cifra che in tempo di crisi sarebbe da esprimere in
neuro. Ma i corridoi sono sempre bene informati. Da Viale Mazzini si sussurra
che la composizione del cast artistico del programma
non è stata ancora definita e quindi portata a conoscenza dei vertici aziendali
e che comunque quel valore economico, qualora venisse confermato, non sarebbe
compatibile con le attuali politiche gestionali della Rai. Tesi confermata
anche dalla produzione del programma condotto da Milly Carlucci: tante le
trattative in corso, ma nessuna ancora chiusa. Parla con la sua voce invece il
consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo
(Pd): "Mi sono informato e questa cifra me l' hanno smentita. E poi i contratti
di "Ballando con le stelle" vengono
sottoposti al consiglio di amministrazione perché nella somma superano i 2
milioni 550 mila euro. E in cda oggi una cosa di questo tipo non passerebbe.
Due anni fa il contratto di Emanuele Filiberto era sopra i 500 mila euro, ma
glielo abbiamo fatto rimangiare. Una proposta del genere verrebbe respinta con
ignominia". Per una volta sareste tutti compatti? "Ne sono
convinto". Parole che dovrebbero tranquillizzare l' inorridito senatore
della Lega Stiffoni e il segretario Usigrai Verna: "Bobo Vieri può mai
valere 800 mila euro?". Poi c' è la dietrologia. Milly Carlucci aveva
avviato l' azione legale nei confronti di Canale 5 per prevenire la messa in
onda del programma fotocopia "Baila!", poi riconosciuto colpevole di
plagio dal Tribunale. C' è chi si chiede: è un caso che la notizia esca su Tv
Sorrisi e Canzoni , settimanale del gruppo Mondadori dunque legato a doppio
filo con Mediaset?
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 16-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: «Politici, fate meno convegni e
lavorate di più per il rilancio» Allarme credit crunch ma gli investimenti non
si sono fermati.
ANCONA Ilaria Vesentini Ai politici chiede meno chiacchiere e public relation e più
impegno istituzionale, a partire dai temi del credito
e degli investimenti, emergenze assolute per le imprese marchigiane in piena
crisi. Agli industriali chiede invece meno campanilismi e più fiducia, anche
nell' associazionismo, per rimettersi col vento in poppa. Paolo Andreani, 69
anni a dicembre, presidente di Confindustria Marche, ha convocato ieri una
conferenza stampa per fotografare la situazione economica regionale e le
aspettative degli imprenditori e fa il punto con «Il Sole-24 Ore CentroNord»
sulle priorità in agenda. Partiamo dai dati congiunturali:
nel terzo trimestre i motori dell' industria marchigiana si sono quasi fermati
e Bankitalia Ancona conferma una revisione degli investimenti al ribasso. Che
prevede da qui a fine anno? In realtà il nostro centro studi evidenzia che sta
salendo la domanda del manifatturiero per finanziare
non solo scorte e ristrutturazione del debito, ma anche investimenti. Le
aziende internazionalizzate e brandizzate non solo continuano a investire, ma
anche ad assumere, al di là del -0,4% di occupati tra luglio e settembre. Lo
conferma anche l' ultimo bando ricerca della regione, che ha coperto solo il
30% delle domande arrivate, 9 milioni sui 30 richiesti. Il problema è che
indebitarsi sta diventando sempre più proibitivo tra costi
che aumentano e irrigidimento delle condizioni del credito. La soluzione? Non è
certo locale. Il credito credo sarà il problema numero uno per il nuovo
governo. C' è un evidente problema di liquidità delle banche, che Basilea 2 e 3
non fanno che peggiorare. A ciò si sommano gli insostenibili ritardi di
pagamento della Pa: il rischio di insolvenza delle imprese è altissimo. Le
banche locali stanno facendo il possibile per farci respirare, grazie al
dialogo diretto, in filiale. Ma qui sono a rischio anche i fidi a sei mesi per
pagare le tredicesime ai dipendenti. Come valuta la risposta politica
locale ai 5 punti del manifesto di Confindustria? Con la Regione abbiamo un
confronto aperto continuo, ma non particolarmente
fruttuoso. Troppe buone intenzioni e basta. E i tempi della burocrazia e delle
imprese restano incompatibili. Abbiamo presentato a marzo scorso in Giunta il
progetto "adotta un giovane", contro la disoccupazione giovanile, e
ancora non abbiamo ricevuto conferme definitive. Il bando innovazione chiuso ad
aprile non è ancora decollato perché, per cause interne, non hanno avuto modo
di guardare i progetti. Sul taglio dei costi, la
Regione ha fatto la sua parte? Non sono certo
entusiasta, ci sono leggi che vanno modificate: si privano delle auto blu ma
può nascere un gruppo consiliare con un solo componente i cui costi annullano il risparmio ottenuto. Servirebbero
snellezza e tempestività, questo sarebbe il taglio dei costi
migliore. Si stima che solo accelerando la giustizia di qualche anno si
potrebbe portare il Pil dall' 1,2 al 2% a costo zero.
È in quest' ottica che lancio la provocazione ai politici
di dimezzare la loro partecipazione a convegni e
tavole rotonde - ce ne sono 3 o 4 al giorno, e per etica e rispetto degli
organizzatori sono sempre presenti - e di dedicare più tempo al loro lavoro.
Anche così si tagliano costi. Calano però anche le
risorse: quali priorità dare? La Regione ha fatto molto con gli ammortizzatori
sociali, estesi anche alle piccole aziende, per mantenere la pace sociale, ma
ha puntato tutto sulla crescita del turismo, quando invece il traino dell'
economia marchigiana resta il manifatturiero. L' assessore Giannini dovrebbe
aver recuperato un altro milione per il bando ricerca, tra le pieghe del
bilancio, ma non basta. Siamo in attesa di conoscere il bilancio preventivo
regionale 2012 per verificare dove trovare le risorse per aiutare le attività
produttive. Così come già stiamo collaborando con Palazzo Raffaello per
migliorare il testo di legge sulla pianificazione urbana, il piano
infrastrutturale, quello per l' internazionalizzazione e il Tu del commercio.
Ultimo capitolo: gli screzi, specie nel Fermano, a livello associativo. È in
crisi anche il ruolo dell' associazionismo? Assolutamente no. Il valore dell'
associazionismo è ancora più forte nei momenti di difficoltà. Quando come
Confindustria parliamo al mondo politico e bancario o
portiamo avanti istanze lo facciamo a nome di tutte le imprese, non solo delle
associate. Non è giusto vivere sulle spalle degli altri. E pur consapevole che
anche il nostro sistema ha bisogno di snellire struttura e processi, reputo le
defezioni di associati degli ultimi mesi, scaramucce e piccole gelosie animate
più che altro da campanilismi, che mi auguro passeranno con la stagione. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
In primo piano |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Costi della
politica
TORINO Tra gli indagati ci sono aziende
insospettabili, titolari di grosse commesse pubbliche, e piccoli artigiani.
Carrozzieri, negozi di ogni tipo, ristoranti, tv locali, centri benessere,
elettricisti. E ancora, un vigile urbano, pizzicato per colpa di fatture
gonfiate destinate al finanziamento di un sito internet per la sua discoteca
della cintura torinese, che con quanto incassato aveva sistemato il locale. E
c' è pure un sacerdote. Alcuni di loro erano pronti a scommettere sulle
opportunità dell' e-business, altri stuzzicati dalla possibilità di presentarsi
in giro per il mondo con uno stand nelle fiere più improbabili, altri ancora si
dicevano fortemente interessati a dotarsi dei parametri previsti da Basilea 2
per accedere al credito. Tutti, nella sostanza, erano attratti da finanziamenti
a fondo perduto per il 50% dell' importo richiesto, talvolta fino al 70 per
cento. L' ultima trovata valeva, sulla carta, 80mila euro: un sito per vendere
pentole on line. A far gola e a far scattare i meccanismi truffaldini sono due
elementi chiave dei bandi messi in campo dalla Regione Piemonte tra il 2003 e
il 2010, e gestiti da Finpiemonte: il primo, i finanziamenti a fondo perduto;
il secondo, la possibilità di acquisire per le imprese beni "immateriali"
come consulenze o la realizzazione di siti internet e per l' e-commerce. Con
"sovrafatturazione" e senza alcuna corrispondenza a un reale valore
di mercato. Progetti garantiti da perizie "asseverate", stilate da
professionisti amici, che sancivano la coerenza delle fatture con il progetto
presentato, senza però alcun riferimento alla congruità e al valore di mercato.
Inadeguato, poi, si è rivelato il sistema dei controlli. Concluse le indagini,
si tirano le somme: a Natale i primi rinvii a giudizio. Gli indagati Il reato
ipotizzato è il "concorso in truffa aggravata", numerosi
i filoni d' inchiesta, due quelli principali, che hanno portato tanto la
Procura generale di Torino quanto quella ordinaria a comunicare a due maxi consulenti la chiusura delle indagini, a cui probabilmente
seguirà il rinvio a giudizio. Il primo, Fabrizio Milanesio, titolare dello
Studio Fasi di Torino, specializzato in consulenza finanziaria aziendale. Nome
conosciuto in città, con alle spalle collaborazioni importanti. Accanto al suo
nome ci sarebbe quello di Giorgio Bagnasco, titolare della Alex Sistemi di
Torino, società di consulenza informatica, e quello di Fabio Montrucchio, della
Nethouse, una seconda società di consulenza informatica coinvolta nell'
inchiesta. Poi una corte di almeno 5 «cartiere», il nucleo duro rintracciato
dalla procura, che avevano il compito di fornire i servizi a prezzi gonfiati.
Il secondo consulente, al centro dell' inchiesta,
quella coordinata dal sostituto procuratore Destito, è Claudio Fanfano,
responsabile della Zeta sistemi. La dinamica-tipo Si presentavano ai clienti,
come sembra emergere dall' inchiesta, offrendo un pacchetto chiavi in mano: la
realizzazione di un sito (nel caso della misura e-business) o la consulenza per
un processo di ottimizzazione aziendale finalizzato a ottenere un avvicinamento
ai parametri di Basilea 2, come previsto dal bando voucher.
Il tutto a prezzi "gonfiati": fatture fino a 80mila euro per ottenere
risorse a fondo perduto, dal 50 al 70% del costo sostenuto.
Una volta intascate le risorse da Finpiemonte, una quota restava alle imprese,
una parte veniva trasferita in contanti ai consulenti che
seguivano le pratiche e ai fornitori che emettevano materialmente le
fatture. Il tutto formalmente quasi ineccepibile. La reazione Accuse rigettate
da Milanesio che attraverso il suo avvocato, Andrea Aliprandi, sostiene di aver
agito con correttezza, di avere fatture regolari per i progetti seguiti e di
non aver in alcun modo partecipato alla truffa. In merito alle confessioni di numerosi beneficiari delle misure, raccolte dalla procura,
l' avvocato Aliprandi dichiara: «Se siano accaduti fatti del genere, noi non ne
siamo a conoscenza». Insomma, nessuna ammissione. Quindi, niente restituzione
fondi. In concomitanza con la chiusura delle indagini, Milanesio si è visto
recapitare, esattamente come Bagnasco, una lettera di richiesta danni da parte
di Finpiemonte, per circa un milione di euro, lettera respinta al mittente
senza troppe spiegazioni. Posizioni in campo Tra le decine di indagati, naturalmente,
ci sono le imprese beneficiarie degli interventi. E tra loro c' è davvero di
tutto: grandi aziende, con nomi noti, che hanno deciso di restituire il
"maltolto" e di uscire in punta di piedi dall' inchiesta. Aziende
note che invece hanno scelto di prendere tempo, con il rischio di vedersi
recapitare tra un mese un rinvio a giudizio per truffa. E ancora piccoli
artigiani, magari in buona fede, ma sicuramente incauti nell' accettare una
proposta poco chiara, e aziende che invece hanno approfittato dell' occasione
per intascare qualche migliaio di euro senza troppe complicazioni. C' è chi ha
confessato, ha accettato le sue responsabilità e ha restituto, tal quale,
quanto ottenuto da Finpiemonte, per un totale di circa 350mila euro. Altri sono
pronti a transare con Finpiemonte, una volta chiuse le indagini, e sperare così
di cavarsela senza troppi danni di immagine. Ci sono poi gli
"irriducibili", in questo caso i maggiori indagati del reato di
truffa, che ribadiscono la loro estraneità e restano fermi nella loro
posizione. Si andrà a processo, in questi casi. Comunque, si tenterà di andare
fino in fondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Ovest)" del 16-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Doppia inchiesta della procura di
Torino su 3 misure regionali: in 200 indagati per fatture gonfiate.
Sottotitolo: Sotto la lente 4 milioni versati
a fondo perduto, già resi 400mila euro.
Quasi duecento indagati, 3,7 milioni di
contributi regionali al vaglio degli inquirenti, altri 600mila messi sotto
sequestro: sono i numeri delle inchieste - due per il
momento - in corso a Torino. Procura e procura generale stanno indagando per il
reato di truffa (art. 640 bis) in relazione a finanziamenti a fondo perduto
gestiti da Finpiemonte su almeno tre linee: la misura per e-business e
internazionalizzazione del Docup 2000-2006 e il bando voucher della legge sulla
ricerca (Lr 4/2006). In questi giorni stanno arrivando gli avvisi di
conclusione delle indagini, entro fine anno i primi rinvii a giudizio. Al
centro dell' inchiesta consulenti che dettavano,
secondo gli inquirenti, il modus operandi: proponevano alle
aziende un pacchetto chiavi in mano per la creazione di siti internet o per
consulenze, grazie a fornitori conniventi che emettevano fatture gonfiate. Fino
a 80mila euro di costi per realizzare, caso limite, un sito per la vendita on line di
padelle. La metà delle risorse era a fondo perduto: una volta arrivati i
contributi, secondo la procura, una parte andava a consulenti
e fornitori, una parte alle imprese beneficiarie. Tra gli indagati c' è di
tutto, da piccoli artigiani a imprese importanti che hanno restituito tutto pur
di evitare scandali fino ad aziende, altrettanto importanti, che invece
prendono tempo e rischiano il rinvio a giudizio. Finpiemonte, parte lesa, ha
collaborato con la Procura generale per recuperare i fondi: finora quasi
400mila euro. Ferrando e Greco u pagine 2 e 3.
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"Il Tempo" del 16-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Nomine cinema.
Vespaio prevedibile o sollevato ad arte
quello che circonda la poltrona che il ministro per i Beni Culturali e lo
Spettacolo sta abbandonando? Il tema del contendere, le nomine nella nuova
Commissione per la Cinematografia, l' organismo che distribuisce fondi ai film
considerati «di interesse culturale». Il decreto, firmato il 2 novembre, è
stato pubblicato ieri e ha suscitato una levata di scudi da parte dei 100
Autori, l' ala barricadera dei registi e degli sceneggiatori che hanno a lungo
contestato i tagli al Fus. Accusano Galan di aver distribuito incarichi a tempo
scaduto. Ma chi sono i nuovi entrati? Eccoli. Nella sezione lungometraggi
entrano Valeria Licastro Scardino, Enrico Magrelli, Rosaria Marchese, Antonia
Postorivo, Dario Viganò, Alessandro Voglino; in quella opere prime e
cortometraggi, Carlo Cozzi, Anselma Dell' Olio, Antonio Ferraro, Gianvito
Casadonte. Quanto alla promozione e i film d' essai, Valerio Caprara, Luigi
Marzullo, Carlo Puca, Ivo Rapa giudicano in tema di promozione; Laura Delli
Colli, Paola Poli, Sara Cortellazzo, Maria Teresa De Gregorio per l' ammissione
ai benefici di legge. I 100 Autori si dicono "esterrefatti" e
rimproverano a Galan di non aver avuto il buon gusto di rinunciare alle nomine,
come fatto per la presidenza della Biennale di Venezia, dove a Baratta sarebbe
dovuto subentrare Malgara. Replica Galan: «Le nomine scadevano a luglio, le ho
fatte con un po' di ritardo e sono state ratificate dalla Conferenza Stato
Regioni ad ottobre. Solo ora la notizia viene riscoperta artatamente. Sono
indignato». Poi, sulle professionalità dei componenti della commissione: «Gigi
Marzullo è responsabile dei programmi culturali della Rai. E gli altri cosa
avrebbero che non va? Quali geni hanno messo la Melandri o
Veltroni?. Oltretutto sono commissioni consultive, retribuite con un gettone di presenza. E ho riconfermato l' 80% dei componenti».Li. Lom.
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"Avvenire" del 16-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Caserta, camorra e appalti in cella
consigliere regionale Fabozzi, ex Pd, avrebbe favorito imprese vicine ai
casalesi DA NAPOLI P er l' accusa Enrico Fabozzi, consigliere regionale della
Campania, indipendente ma eletto nelle liste del Pd e già sindaco di Villa
Literno, un comune del Casertano al confine con la provincia di Napoli, avrebbe
favorito imprese vicine ai casalesi per procurarsi appoggi elettorali. A farlo
emergere è stata un' inchiesta sulla gestione degli appalti, condotta dai
carabinieri coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di
Napoli. Le accuse formulate, a vario titolo, vanno dal concorso esterno in
associazione mafiosa all' estorsione, dalla turbativa d' asta alle operazioni
di voto mediante violenza; dalla corruzione al
reimpiego di denaro di provenienza illecita. E nella stessa giornata di ieri la
Guardia di Finanza ha dato esecuzione ad un
provvedimento di sequestro di beni (si tratta di società e conti correnti) per
circa 10 milioni di euro. Tra i destinatari lo stesso Fabozzi e i titolari di
alcune ditte edili i cui titolari sono coinvolti nell'
inchiesta. I fatti contestati al politico, eletto
al consiglio regionale della Campania col Pd ma sospeso dal partito, risalgono a quando lo stesso Fabozzi era sindaco di Villa
Literno (carica ricoperta dal 2003 al mese di aprile del 2009). Secondo le
indagini il politiico avrebbe avviato una stagione di controlli 'a monte' degli
appalti: non più estorsioni, ritenute particolarmente
rischiose e meno remunerative, ma gare pilotate o tangenti. L' arresto di
Fabozzi ha suscitato clamore. Il Pd della Campania, attraverso il segretario
regionale ed il capogruppo al consiglio regionale della Campania, ha voluto
ricordare che «da quando i mezzi di informazione avanzarono sospetti sul
possibile coinvolgimento di Enrico Fabozzi in indagini su rapporti tra politica e criminalità», fu decisa la sospensione dello
stesso dal partito e dal gruppo regionale della
Campania e che «sui legami tra politica e camorra
tutti i partiti hanno il dovere di alzare barriere
invalicabili». Il sindaco, da quanto emerge dall' inchiesta avrebbe inoltre
chiesto due contributi da 10mila euro per la squadra di calcio e per il
carnevale. Non solo: circa duemila euro per le cartoline augurali e tremila
euro per poter pagare il concerto tenuto da Katia Ricciarelli, ovviamente del
tutto estranea alla vicenda. Soldi che gli imprenditori Giuseppe e Pasquale
Mastrominico - due dei destinatari delle ordinanze eseguite ieri - inizialmente
non avrebbero voluto sborsare. Per far fronte alle richieste del sindaco le
imprese, sostengono i magistrati della Procura di Napoli, avrebbero utilizzato
dei materiali diversi da quelli stabiliti con l' intento di risparmiare sui costi e poter così pagare le tangenti senza contraccolpi finanziari per le proprie attività. Le indagini non si
fermano, e in attesa che il principale indagato possa chiarire la sua
posizione, gli investigatori stanno cercando di ricostruire l' intera rete di
contatti dell' uomo politico. Dalle carte dell' inchiesta
su politica e camorra a Villa Literno spunta anche il
nome dell' ex assessore regionale alle attività produttive, Andrea Cozzolino,
oggi europarlamentare del Pd. Un aspetto, questo, ancora tutto da approfondire.
Da quanto trapela, a lanciare sospetti su Cozzolino è Achille Natalizio,
dirigente del Pd casertano in stretto contatto con l' imprenditore edile
Giovanni Malinconico, arrestato ieri. Carabinieri in azione a Villa Literno.
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"Corriere della Sera" del 16-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il commento.
SEGUE DALLA PRIMA Gli buttano addosso l'
accusa di essere già dentro la Casta? Se ne liberi
rinunciando alle prebende pubbliche. Scelga di chiamarsi fuori da quelle
posizioni di rendita, spalanchi le finestre, imponga la massima trasparenza,
mostri ai cittadini tagli veri a una politica ingorda che in trent' anni ha
moltiplicato per 41 volte i costi degli affitti di Montecitorio, punti su
uomini che, non cercando consensi elettorali, sgobbino dove devono sgobbare e
non passino le giornate (i dati sono dell' Osservatorio di Pavia) andando in
tre anni 38 volte a Porta a porta e spostandosi come trottole da un convegno a
una inaugurazione, da un meeting a una sagra della zucca, della castagna o del peperoncino. Se la giochi fino in fondo. E
vedrà che, rovesciando tutto, forse avrà più possibilità che non rovescino lui.
Gian Antonio Stella RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 16-11-2011 |
Spettacoli |
Pagina: 55 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il caso Viale Mazzini tace sul
possibile compenso di 800 mila euro.
MILANO - L' ex calciatore Christian Vieri
a «Ballando con le stelle» per 800 mila euro?
Possibile? Il direttore di Rai1 Mauro Mazza sceglie la strada dell' ironia:
«Non ne so niente. Io sono della Lazio, ho contattato Chinaglia». L' azienda
sceglie la linea del silenzio: nessun comunicato ufficiale per smentire una
cifra che in tempo di crisi sarebbe da esprimere in neuro . Ma i corridoi sono
sempre bene informati. Da Viale Mazzini si sussurra che la composizione del cast artistico del programma non è stata ancora definita e
quindi portata a conoscenza dei vertici aziendali e che comunque quel valore
economico, qualora venisse confermato, non sarebbe compatibile con le attuali
politiche gestionali della Rai. Tesi confermata anche dalla produzione del
programma condotto da Milly Carlucci: tante le trattative in corso, ma nessuna
ancora chiusa. Parla con la sua voce invece il consigliere di amministrazione
Rai Nino Rizzo Nervo (Pd): «Mi sono informato e questa
cifra me l' hanno smentita. E poi i contratti di «Ballando con le stelle» vengono sottoposti al consiglio di amministrazione
perché nella somma superano i 2 milioni 550 mila euro. E in cda oggi una cosa
di questo tipo non passerebbe. Due anni fa il contratto di Emanuele Filiberto
era sopra i 500 mila euro, ma glielo abbiamo fatto rimangiare. Una proposta del
genere verrebbe respinta con ignominia». Per una volta sareste tutti compatti?
«Ne sono convinto». Parole che dovrebbero tranquillizzare l' inorridito
senatore della Lega Stiffoni e il segretario Usigrai Verna: «Bobo Vieri può mai
valere 800 mila euro?». Poi c' è la dietrologia. Milly Carlucci aveva avviato
l' azione legale nei confronti di Canale 5 per prevenire la messa in onda del
programma fotocopia «Baila!», poi riconosciuto colpevole di plagio dal Tribunale.
C' è chi si chiede: è un caso che la notizia esca su Tv Sorrisi e Canzoni ,
settimanale del gruppo Mondadori dunque legato a doppio filo con Mediaset?
Renato Franco RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"La Stampa (ed. Aosta)" del 16-11-2011 |
Aosta |
Pagina: 56-57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Nomine.
Tre presidenze di nomina della Regione in
consigli di amministrazione di importanti aziende a partecipazione regionale
saranno «sul mercato» nel primo semestre 2012. In evidenza c' è l' incarico di
presidente del Cda di Finaosta Spa. Per l' incarico, in scadenza
il 30 giugno, il compenso annuo lordo è di 35.000 euro omnicomprensivo. Da
nominare anche 2 consiglieri di amministrazione per i quali il compenso è di
6.200 euro l' anno oltre un gettone di presenza di 130
euro. Finaosta rinnoverà inoltre il presidente del collegio sindacale, 2
sindaci effettivi e due supplenti. Il 30 aprile «scade» il presidente del Cda
di Sitrasb Spa, società che gestisce il traforo del Gran San Bernardo. Il
compenso annuo lordo è di 30.987 euro e un gettone di presenza di 155 euro. Da nominare inoltre 3 consiglieri di
amministrazione, compensati con 6.000 euro annui e un gettone
di presenza di 155 euro. Fine mandato, il 30 aprile,
per il presidente del Cda di Rav Spa, società che gestisce l' autostrada
Aosta-Courmayeur. Il compenso annuo lordo è di 15.500 euro più un gettone di presenza di 125 euro e
un rimborso spese piè di lista o una diaria giornaliera di 186 euro. Da
nominare anche 2 consiglieri di amministrazione cui spetta un compenso annuo
lordo di 11.000 euro, un gettone di presenza
di 125 euro e un rimborso piè di lista o una diaria giornaliera di 186 euro.
Tra le nomine regionali in scadenza nel primo semestre 2012 anche i ruoli di
presidente e componenti effettivi e supplenti del collegio sindacale di Casinò
Spa, con compensi fissati dalle tariffe professionali dei commercialisti. E [A.
C.] Il prossimo semestre saranno da rinnovare anche i rappresentanti della
Sitrasb e della Rav.
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"La Stampa" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ANCHE PER LE PICCOLE E LE MEDIE
IMPRESE.
La Confederazione Nazionale dell'
Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna) è la più grande Associazione
di rappresentanza del mondo dell' artigianato, del commercio e della piccola e
media impresa a Torino e provincia: ha oltre 13.500 soci, più di 30 mila in
Piemonte e 650 mila in Italia. Dal 1946, anno della sua fondazione, Cna è al
fianco degli artigiani, delle piccole industrie del manifatturiero, del
commercio, del turismo e dei servizi e dei nuovi lavoratori autonomi, dando
voce alle loro richieste di fronte alle istituzioni, alle pubbliche
amministrazioni e ai sindacati dei lavoratori. Con la Cna gli imprenditori
trovano inoltre tutte le risposte per una efficiente gestione aziendale, grazie
ad un sistema di servizi che va dalla contabilità alla
consulenza in materia ambientale, per arrivare alla formazione rivolta a soci e
dipendenti e alla consulenza al credito. Cna significa, infine, opportunità di
incontro e di confronto con gli altri imprenditori del proprio settore, un
riferimento che continua anche dopo il pensionamento, con i servizi di
assistenza e consulenza previdenziale erogati dal patronato Epasa/Cna e con la
Cna Pensionati, la Federazione nazionale artigiani pensionati (circa 3900 Soci
in provincia di Torino e quasi 9000 in Piemonte). All' enorme diffusione dell'
artigianato, nelle grandi città e nei piccoli comuni, corrisponde una presenza
capillare della Cna: ottomila addetti in oltre 1.200 sedi distribuite su tutto
il territorio nazionale (106 associazioni provinciali organizzate in 20
associazioni regionali) che non offrono soltanto servizi, consulenze ed
informazioni, ma che hanno la credibilità, la professionalità e la forza di
sentirsi compartecipi e co-protagonisti del successo della piccola impresa e
dello sviluppo di un comparto che, da solo, continua a creare occupazione e
nuove imprese. I Soci Cna operano in tutti i principali settori economici e in
particolare: abbigliamento e accessori moda, acconciature uomo-donna,
alimentare, artigianato artistico, autoriparazioni, autotrasporto, bellezza
estetica e fitness, costruzioni edili, fotografia,
grafica e comunicazione, impiantistica elettrica e termo-gasidraulica, legno e
arredamento, metalmeccanica, odontotecnica, pellicceria, pulizie civili e
industriali, tappezzeria in stoffe, trasporto persone, tintolavanderia. La sede
della Cna per la provincia di Torino è in via Millio 26, a Torino. Per
qualsiasi domanda, informazione o chiarimento il numero
verde Cna è al vostro ascolto. Non esitate a chiamare al numero
(gratuito) 800.81.20.40.
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"La Stampa" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: UNA CATEGORIA ORIENTATA AL
RISPETTO DELLA LEGALITÀ.
Lo Stato ha istituito gli Ordini
professionali al fine di garantire, attraverso il superamento di un rigoroso
esame di Stato, la preparazione di coloro che pongono la propria attività a
disposizione della collettività, per l' adempimento di compiti complessi e di
interesse sociale. Ai Consulenti del lavoro, nati nel
1939, è riconosciuta e riservata, assieme ai soggetti previsti dall' art.1
della legge 11/1/1979 n°12, specifica competenza nell' amministrazione del
personale e nell' assistenza previdenziale e fiscale. L' iscrizione all' Albo
professionale è consentita ai possessori di specifica laurea almeno triennale
ed un biennio di pratica presso studi abilitati, solo dopo il superamento di un
esame di Stato: 2 prove scritte in materia di diritto del lavoro e diritto
tributario, successiva prova orale su 5 materie in ambito giuridicoeconomico,
avanti una commissione di 7 membri. È necessario per il professionista
aggiornare la preparazione fornendone attestazione all' Ordine con il
conseguimento di crediti ottenuti partecipando a corsi o convegni. Il mancato
raggiungimento del numero minimo di crediti biennali,
attualmente 50, comporta l' assunzione di provvedimenti disciplinari. Ogni
iscritto, a cui si applica l' art.351 del codice di procedura penale, è vincolato
al segreto professionale e al rispetto delle norme del codice deontologico
(pena sanzioni disciplinari fino alla radiazione), nonché alla stipula dell'
assicurazione professionale a tutela di eventuali danni economici provocati al
cliente. Nel corso degli anni la professionalità della categoria ha ottenuto
riconoscimenti tali che il legislatore ne ha autorizzato la rappresentanza
anche avanti le commissioni tributarie, la possibilità di ricerca e selezione
del personale, e ha demandato agli stessi Ordini compiti quali la
certificazione dei contratti e la conciliazione delle vertenze di lavoro. In
questo periodo di crisi e deindustrializzazione tutte le Istituzioni hanno
attribuito ai Consulenti del lavoro di Torino e
provincia e del Piemonte il merito di attivare gli ammortizzatori sociali per
cui molte famiglie non si sono trovate prive di reddito ed occupazione.
Servendosi di un professionista iscritto all' Ordine ogni azienda avrà la
garanzia di una corretta applicazione delle leggi e dei
contratti di lavoro con la drastica riduzione, se non l' annullamento, del
contenzioso, che talvolta costituisce parte rilevante dei costi di gestione. L' elenco completo e aggiornato di tutti gli
iscritti è all' indirizzo www.cdltorino.it Ordine dei Consulenti del Lavoro,
via della Consolata 1/bis, Palazzo Paesana, Torino; telefono
011/52.16.426; segreteria@cdltorino.it I Consulenti
del lavoro sono iscritti all' Albo professionale solo dopo un esame di Stato.
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di SIMONA POLI. |
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"La Repubblica (ed. Firenze)" del 16-11-2011 |
Firenze |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il presidente della Regione torna
sul fenomeno delle alluvioni: l´uso del territorio va ripensato.
Sottotitolo: La Toscana e il governo Monti:
"Mi aspetto che finanzi di nuovo il trasporto pubblico"
(segue dalla prima di cronaca) Sono le
dieci di mattina, il presidente della Regione sta per partire
per l´Elba per una nuova ricognizione dei danni e un incontro con i sindaci
dell´isola. Ma non è solo l´emergenza che lo preoccupa: «Quello che è accaduto
a Marina di Campo e in Lunigiana potrebbe ripetersi. E io devo lavorare per
impedirlo, in fretta», dice. «Servono nuove regole e divieti ferrei». Le
cosiddette "bombe d´acqua" non sono prevedibili a giudizio degli
esperti, come può funzionare la prevenzione? «La politica
sull´ambiente deve compiere una svolta decisa, l´uso del territorio va
completamente ripensato, non ci si può stracciare le vesti dopo ogni alluvione.
Questa volta ho dovuto chiedere un sacrificio a tutti i cittadini toscani che
per un anno pagheranno più cara la benzina. Ma una seconda volta non ci sarà,
non pretenderò contributi di solidarietà senza prima aver imposto vincoli
severissimi». Vuol dire che la distruzione poteva essere prevista ed evitata?
«Voglio dire che si sono fatte case in posti dove non dovevano essere costruite. La maggior parte dei
danni ad Aulla e in Lunigiana sono stati provocati dal fatto che sotto gli
edifici c´erano garage e magazzini pieni di merci, devastati dalla furia
dell´acqua. Tutto questo deve finire per sempre, è una follia». L´iter delle
leggi è lento, però. E le piogge non aspettano. «Sarà un iter rapidissimo
invece. Nella legge finanziaria che il consiglio
regionale voterà tra breve ho inserito una serie di articoli che entreranno in
vigore subito: niente più edificazioni in alveo, in golena, a dieci metri dal
ciglio o dall´argine e soprattutto stop ai tombamenti dei fiumi. Nessun corso
d´acqua verrà più chiuso, eccetto che per creare dei passaggi. Mulazzo è stata
travolta per questo motivo. Nei fiumi e nei torrenti tombati in caso di piena
la sezione idraulica non fa passare materiale e acqua, sono pericolosissimi.
Bisogna cambiare passo e abituarsi a vivere nella cultura del rischio». Intanto
fate i conti della ricostruzione. Quanto costerà? «Per la Lunigiana lo Stato ha
stanziato 25 milioni e noi 57. Per l´Elba mettiamo a disposizione 5 milioni e
mezzo di euro. Ho chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza,
mi aspetto che contribuisca con un finanziamento
almeno uguale al nostro. I primi rilievi ci dicono che servono almeno 15
milioni». Cosa si aspetta la Toscana dal governo Monti? «Che ridefinisca il
patto per la salute, finanzi di nuovo il trasporto
pubblico locale e discuta con Regioni e Comuni il patto di stabilità che blocca
gli investimenti». Lei ha detto che "in un paese normale quando cade una
maggioranza si va al voto". Lo pensa ancora? «Certo. Si sarebbe dovuti
andare al voto ma non rischiando il fallimento e a questa emergenza ci ha
portato Berlusconi. Mi ha fatto molto piacere sentire Monti parlare di lavoro,
impresa, giovani, donne. Finalmente torna la politica
e si cambia musica. Bobbio definiva la mitezza "la più impolitica delle
virtù" e oggi invece dovrebbe diventare la più politica.
Cambiare stile nella comunicazione è il primo passo per riaprire un confronto
democratico al servizio del bene comune».
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 16-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Museo delle Marionette.
Dopo il "Trovatore" di Verdi e
"Don Giovanni" di Mozart, tocca a "Cavalleria rusticana" di
Pietro Mascagni essere riveduta e riletta con la tecnica delle marionette.
Stasera alle 21 al museo internazionale delle marionette "Antonio
Pasqualino", nell´omonima piazzetta, va in scena la riduzione per opera
dei pupi, curata dalla Marionettistica dei Fratelli Napoli di Catania, prodotta
dallo stesso Museo. Si tratta di una prima nazionale, che i fratelli Alessandro
e Fiorenzo Napoli hanno curato per pupi catanesi, con la
consulenza musicale di Rosana Lo Bosco. «Presenteremo l´opera quasi per intero
- dice Alessandro Napoli - ma solo per esigenze di palcoscenico: abbiamo tolto
una parte dei cori e segmentato l´ambiente scenico del melodramma in quattro
microambienti». Si replica domani alle 21. Il biglietto intero costa 15 euro e 10 il ridotto. Info allo 091328060.
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di ISABELLA NAPOLI. |
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 16-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Dossier di Federconsumatori:
"Automobilisti, attenti alle disdette immotivate" Su Internet
raccolta di firme per una petizione da inviare al Parlamento europeo Un
centinaio le segnalazioni allo sportello di consulenza dell´associazione.
ASSICURARE per la prima volta una Citroen
C3 1100 con la compagnia Sara può costare all´anno 718
euro. Con la Carige, la tariffa prima classe per un´auto di media cilindrata
arriva a 1082 euro, con un aumento rispetto al 2010 di oltre 30 euro. Ma il
caro Rc auto è scattato all´inizio del 2011 a Palermo e provincia un po´ per
tutte le compagnie assicurative, facendo lievitare le tariffe in media in un
anno del 22 per cento. E Palermo si conferma tra le città più care per
assicurare un veicolo, come altre del Sud Italia (Napoli, Reggio Calabria,
Bari) con aumenti ben oltre la media nazionale del 12 per cento. L´allarme lo
lancia la Federconsumatori Sicilia che ha attivato uno sportello presso gli
uffici di via Roma 72 e offre consulenza legale ai conducenti alle prese con
tariffe sempre più esose e disdette senza preavviso, o maggiorazioni
immotivate. Negli ultimi due mesi, sono arrivate allo sportello più di cento
segnalazioni di palermitani vessati dalle compagnie assicurative. Tanto che
Federconsumatori ha aderito alla campagna "Mò bast" partita dalla
Campania: una petizione anche online sul sito www. federconsumatorisicilia. it
da inviare al Parlamento europeo invitandolo a intervenire sulla
discriminazione tariffaria delle compagnie a danno dei palermitani. L´obiettivo
è quello di toccare quota 10 mila firme entro l´anno. I dati elaborati
dall´ufficio studi di Federconsumatori mettono a confronto alcune polizze in
prima e seconda classe di merito per auto di media cilindrata, sulla base dei
preventivi forniti dalle compagnie e dei prezzi segnalati dagli utenti dello
sportello. Ma perché questi rincari colpiscono di più Palermo e il Sud Italia?
«Le compagnie usano come pretesto quello dei maggiori sinistri registrati in
Sicilia e nelle altre regioni meridionali - dice Lillo Vizzini, presidente
regionale di Federconsumatori - oppure lamentano numerosi
casi di truffe e di finti sinistri per intascare la liquidazione del danno».
Federconsumatori ha confrontato i dati dell´ultimo rapporto Aci-Istat sui
sinistri in Sicilia rispetto ad una regione del Nord Italia come la Lombardia:
ebbene, il numero dei sinistri nell´Isola è 14.255,
tre volte inferiore a quello della Lombardia con 39.322 incidenti. A Palermo,
inoltre, gli incidenti sono in calo: 3390 nel 2010 contro i 3521 del 2009. A Milano
invece, nel 2010 sono stati 18.226, anche se in calo rispetto all´anno
precedente. Eppure i listini sono stati ritoccati e in alcuni casi gli
incrementi arrivano a oltre 38 euro per una polizza semestrale in seconda
classe. «Aumenti ingiustificati - incalzano i legali di Federconsumatori
Maurizio Alleri e Mauro Maruca - che costringono
alcuni automobilisti a rinnovare le polizze ogni sei mesi o addirittura a
rinunciare. Ci sono poi parecchi casi di disdette immotivate all´assicurato con
l´invito a rinnovare a prezzi maggiori, da nuovo utente. Una pratica vietata
dall´Isvap l´istituto per la vigilanza delle assicurazioni. La compagnia deve
comunicare la disdetta almeno 30 giorni prima».
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 16-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il responsabile Franco Bux:
"Eravamo pronti, ma c´erano impegni dell´assessore"
«Hanno detto che la mia assenza in
commissione rafforzava le denunce arrivate a carico dell´Ares. Ma se sono stato
io, la scorsa settimana, a chiedere di essere ascoltato in commissione visto il
clima velenoso attorno all´agenzia. Purtroppo però l´audizione è stata
rimandato a causa degli impegni dell´assessore Fiore». Il direttore dell´Ares
Franco Bux non ha gradito gli attacchi personali arrivati da alcuni consiglieri
regionali di centrodestra. «Avrei voluto chiarire tutto il prossimo lunedì, ma
viste le accuse mi vedo costretto ad anticipare parte della mia relazione». In
merito all´accusa di assunzioni di parenti e amici in seno all´Ares Bux
precisa: "Il reclutamento delle risorse umane
necessarie a sostenere le attività straordinarie è affidato a personale
interinale per pochi mesi e con scarsi risultarti in termini di fidelizzazione
e di qualità". Sul nucleo di valutazione pagato con gettoni di presenza da mille euro il direttore sottolinea: "L´utilizzo di
grandi professionalità anche a costi inferiori ai minimi ordinistici sta
consentendo risultati sin qui mai raggiunti, anche in altre a Regioni in
termini di riduzione degli sprechi". Infine, in merito alla consulenza da
100 euro l´ora prestata dal direttore amministrativo Guerra all´Oncologico, Bux
evidenzia: «L´incarico alle cifre pattuite è durato solo un mese poi il dottor
Guerra mi ha manifestato l´impossibilità di proseguire nell´incarico, perché
troppo oneroso, accettando di aiutare l´Oncologico durante le ore di servizio
dell´Ares a titolo gratuito".
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"iltempo.com" del 16-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Cultura e Spettacoli
16/11/2011, 05:30 Nomine cinema.
Sottotitolo: Vespaio prevedibile o sollevato
ad arte quello che circonda la poltrona che il ministro per i Beni Culturali e
lo Spettacolo sta abbandonando? Il tema del contendere, le nomine nella nuova
Commissione per la Cinematografia, l' organismo che distribuisce fondi ai film
considerati "di interesse culturale".
Il decreto, firmato il 2 novembre, è
stato pubblicato ieri e ha suscitato una levata di scudi da parte dei 100
Autori, l' ala barricadera dei registi e degli sceneggiatori che hanno a lungo
contestato i tagli al Fus. Accusano Galan di aver distribuito incarichi a tempo
scaduto. Ma chi sono i nuovi entrati? Eccoli. Nella sezione lungometraggi
entrano Valeria Licastro Scardino, Enrico Magrelli, Rosaria Marchese, Antonia
Postorivo, Dario Viganò, Alessandro Voglino; in quella opere prime e
cortometraggi, Carlo Cozzi, Anselma Dell' Olio, Antonio Ferraro, Gianvito
Casadonte. Quanto alla promozione e i film d' essai, Valerio Caprara, Luigi
Marzullo, Carlo Puca, Ivo Rapa giudicano in tema di promozione; Laura Delli Colli,
Paola Poli, Sara Cortellazzo, Maria Teresa De Gregorio per l' ammissione ai
benefici di legge. I 100 Autori si dicono "esterrefatti" e
rimproverano a Galan di non aver avuto il buon gusto di rinunciare alle nomine,
come fatto per la presidenza della Biennale di Venezia, dove a Baratta sarebbe
dovuto subentrare Malgara. Replica Galan: "Le nomine scadevano a luglio,
le ho fatte con un po' di ritardo e sono state ratificate dalla Conferenza
Stato Regioni ad ottobre. Solo ora la notizia viene riscoperta artatamente.
Sono indignato". Poi, sulle professionalità dei componenti della commissione: "Gigi Marzullo è responsabile dei
programmi culturali della Rai. E gli altri cosa avrebbero che non va? Quali
geni hanno messo la Melandri o Veltroni?. Oltretutto sono commissioni
consultive, retribuite con un gettone di presenza. E ho
riconfermato l' 80% dei componenti".Li. Lom.
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"ilsole24ore.com" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Mercoledì 16 novembre ore 12.00 con:
Ascosim, l' associazione che riunisce le SIM di consulenza indipendente, tra
cui il presidente dell' associazione Zeno D' Acquarone, il segretario generale
Massimo Scolari, e Massimo Fortuzzi. dalle 13.00 alle 15.00 gli ascoltatori
possono fare le domande al numero 02 46 52 24 44 o
salvadanaio@radio24.it.
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di di Alessandro
Longo. |
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"espresso.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Fenomeni.
Sottotitolo: Dopo il successo degli omologhi
berlinesi, i sostenitori dell' open source e della centralità del web decidono
di candidarsi al prossimo giro pure in Italia: "Nessun partito si
interessa davvero ai temi che ci stanno a cuore", spiegano. Beppe Grillo
furioso: "E' una lista di disturbo contro di noi"
Il Partito Pirata Tedesco Alle prossime
elezioni gareggerà il primo partito tutto focalizzato sulla libertà di
Internet, in nome di una società più equa e aperta: il Partito Pirata Italiano.
"Ma mi raccomando scrivi Internazionale del Partito Pirata, presente in
molti Paesi del mondo. Noi italiani sono stati tra i fondatori", dice
Athos Gualazzi, presidente dell' Associazione Partito Pirata, un passato come gestore
di tv private pirata, prima della legge Mammì del 1990. La loro speranza è
ripetere il successo del Partito Pirata tedesco a Berlino ( 9 per cento dei
voti ottenuti ), anche se l' Italia non è la capitale tedesca, sia per
attenzione a Internet sia per età degli elettori. Il fattore anagrafico si
sente persino all' interno dell' associazione. Gualazzi è un pensionato 63enne
di Trento, "ma speriamo che alla prossima assemblea dei soci, intorno a
metà dicembre, emergano giovani disposti a metterci la faccia. Io l' ho fatto
solo perché per ragioni burocratiche un' associazione doveva avere un
presidente". I soci: "Difficile quantificarli. Quelli effettivi che
hanno pagato la quota sono duecento. Quelli in mailing list sono 300-400".
I soci decideranno anche le modalità della discesa in campo, "ma l' idea è
di farlo da soli, come gruppo autonomo". Una decisione presa dopo cinque
anni di vita come associazione, "perché nessun partito si interessa
davvero ai temi che ci stanno a cuore. Per cinque anni abbiamo fatto tutte le
pressioni politiche possibili, ma alla fine è servito solo ad arginare i
tentativi, delle proposte di legge, di limitare la libertà in rete".
"Se vogliamo che la rete cresca, che per esempio i fondi pubblici vadano
davvero alla banda larga , dobbiamo intervenire e sporcarci le mani". Il
partito ha già messo online il proprio programma . Ma per prima cosa, un
chiarimento: "Non siamo i pirati nel senso di chi viola il diritto d'
autore su Internet", dice Gualazzi. "Ci vediamo piuttosto come i pirati
della Malesia: nessun capo, rapporti orizzontali e paritari tra i membri".
E ancora: "Siamo anzi dalla parte degli autori di opere. Ma siamo contro
le major che hanno deformato il diritto d' autore a favore dei grandi
trascurando i piccoli autori". I temi del programma parlano di diritto di
accesso al web e alla cultura. Necessità di riformare il copyright "per
ripristinare l' equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori
economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società
nel suo complesso" si legge. Promossi anche i diritti dei consumatori, ad
"avere la più totale liberta di scelta nell' acquisto di Beni e Servizi e
nel loro uso dopo l' acquisto". Diritto alla privacy su Internet e al
tempo stesso alla libera espressione, contro ogni forma di censura. E per i
temi extra tecnologici? "Dobbiamo ancora decidere e focalizzare bene il
programma. Ma certo siamo per una migliore distribuzione del reddito,
condizione necessaria perché tutti abbiano un accesso veloce a Internet".
Il Partito Pirata non si vede vicino a nessuna forza politica in particolare
("anche se certo mai potremmo associarci al Centrodestra"), ma
"i soci sono accumunati da un generale disprezzo dell' attuale classe
politica". Sarà per questo che Beppe Grillo si è
sentito minacciato sul proprio terreno e ha subito stigmatizzato il Partito
Pirata: "I partiti e le lobby meritano un encomio per la loro opera
infaticabile nel creare movimenti di distrazione politica di massa. Lo scopo è
fin troppo evidente, quello di generare confusione e di impedire un'
affermazione a livello nazionale del Movimento 5 Stelle", ha scritto sul blog del movimento. "Quelli del
Partito Pirata oggi sono più vicini al fenomeno Grillo di quanto
dichiarino", afferma Alessandro Bottoni, segretario uscente del Partito.
"Mi sto per dimettere perché io sono vicino a Sinistra e Libertà, mentre
ormai i soci del Partito Pirata si stanno rivelando un gruppo di
anarcoidi che vogliono rifare la politica da zero. Proprio come Grillo", aggiunge. Insomma, è già polemica.
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"larepubblica.it (Torino)" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: La procura generale chiude le
indagini per 100 persone che gonfiavano le fatture per siti internet e
consulenze ricevendo finanziamenti a fondo perduto.
Gonfiavano le fatture per siti internet,
consulenze e partecipazioni a fiere ricevendo dall' ente regionale
finanziamenti a fondo perduto anche dieci volte superiori al sito web
realizzato. Oggi la Procura generale di Torino ha chiuso le indagini per 100
persone. Sono 200 gli episodi su cui la magistratura torinese aveva aperto un
fascicolo con 130 persone indagate per truffa aggravata. Gli episodi sono
avvenuti a partire dal 2003 ai danni di Finpiemonte, finanziaria della Regione
Piemonte che erogava i contributi. Un meccanismo che ha permesso ai
"furbetti" del finanziamento pubblico di avere contributi a fondo
perduto con un danno stimato per le casse pubbliche sui 2 milioni di euro.
Diversi i filoni seguiti dai magistrati, partiti da un episodio del 2003. Soldi
"facili" e senza troppi controlli che hanno fatto gola a ristoratori,
elettricisti, carrozzieri, albergatori e gioiellieri che si sono fatti dare
anche 50mila euro per realizzare siti internet del valore di 3mila. Tra loro
anche un vigile che ha chiesto un finanziamento di 21mila euro per realizzare
il sito della sua discoteca (costato in realtà 3mila
euro) e un sacerdote oltre a diverse grosse aziende.
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"unita.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 15 NOV - La situazione del
debito italiana "sta diventando davvero seria, credo che ci stiamo
avvicinando ad una sorta di crisi sistemica che ricorda il 2008". L'
allarme arriva da Peter Bofinger, uno dei 'saggi' consulenti
del cancelliere tedesco Angela Merkel, in un' intervista a Bloomberg
Television.
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"ilgiornale.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Anche Luca Cordero di Montezemolo espone
la sua visione delle priorità per il futuro governo Monti. In un' intervista
alla «Frankfurter Allgemeine Zeitung» il presidente della Ferrari spiega:
«Innanzitutto si dovrebbe immediatamente e drasticamente ridurre la spesa
pubblica e contenere lo spreco, a iniziare
dai costi della politica». Quindi, via libera alla «privatizzazione dei beni pubblici, la
riduzione del prelievo per le aziende e lotta all' evasione fiscale per ridurre
l' aliquota».
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"ilgiornale.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
In questa fase confusa può capitare di
tutto, anche che il bue dia del cornuto all' asino. Tra le nuove formazioni
politiche la cui missione è pescare tra gli scontenti c' è chi ha deciso di
scontrarsi frontalmente con Beppe Grillo. È il partito
dei Pirati, che lo scorso fine settimana a Trento ha annunciato di voler
prendere parte alle prossime elezioni «con forme e metodi che decideremo tutti
assieme, in rete». La formula somiglia tanto a quella grillina
tanto che Grillo sul suo blog ha
scritto di «movimenti di distrazione politica» che vogliono «impedire un'
affermazione a livello nazionale del Movimento 5 Stelle». A volte
l' immaginazione supera la realtà: siamo oltre l' imitazione, siamo alla copia
«piratata» del rapporto tra Grillo e il Pd.
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"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' ANALISI.
Walter Riolfi Si sono tentate due
spiegazioni alla inaspettata brutta reazione dei mercati , ieri. La prima è
che, facendo risalire gli spread Btp/Bund e scendere la Borsa, gli investitori
abbiano voluto mandare un messaggio alla classe politica italiana. Non diversamente dalla pressione esercitata nelle
ultime due settimane su Berlusconi, i mercati avrebbero fatto capire ad alcuni partiti che l' appoggio al nascituro Governo Monti doveva essere pieno e
senza condizioni. La seconda spiegazione è che sia stato il governatore
della Bundesbank Jens Weidmann a gelare l' incipiente entusiasmo dei mercati.
Perché, verso le 10.20 della mattinata, mentre le borse stavano rimbalzando e
scendevano i rendimenti dei titoli di Stato, il banchiere tedesco è uscito con
una lapidaria affermazione: «La politica monetaria non
può e non deve risolvere i problemi degli Stati e delle banche». La prima
spiegazione è poco convincente, visto che sono scese tutte le borse e gli
spread dei titoli di stato francesi, spagnoli, belgi e austriaci sono saliti
anche più di quelli italiani. La seconda è assai più persuasiva, poiché
Weidmann, conformandosi al mandato della Bce, ha concluso che tutti i guai finanziari dei Paesi a rischio e delle loro banche sono una
questione interna ai singoli Paesi. Addio intervento della banca centrale e
addio anche al soccorso del fondo Efsf. Come se non bastasse, anche Moody' s ci
ha messo del suo per troncare le residue speranze dei mercati: i 3 miliardi di
bond decennali emessi dal Efsf, fa notare l' agenzia, hanno visto una domanda
ben più scarsa di quella del giugno scorso e rendimenti di 177 punti più alti
rispetto al Bund tedesco. Cinque mesi fa il differenziale era stato di appena
51 punti. Di conseguenza anche Moody' s, quasi allineandosi alla rigida
ortodossia tedesca, commenta che è in dubbio «la capacità del fondo Efsf di finanziarsi a basso costo» e che
risulta compromesso lo sforzo di «utilizzare il fondo come strumento per
stabilizzare i debiti sovrani». La conclusione che ne hanno tratto i mercati è
che ogni Stato s' arrangi come può. A sgombrare ogni dubbio residuo arrivano
anche le dichiarazioni del ministro delle Finanze
tedesco: «Le banche centrali non possono finanziare
gli Stati», ha detto Wolfgang Schäuble, aggiungendo che in questa convinzione
la Germania è «piuttosto sola». E piuttosto unica al mondo è pure l'
ostinazione della Bce a difendere la zona euro da un' inflazione che pare
destinata a scendere sotto il 2% a causa di un' economia quanto meno stagnante.
Di certo la Bce è rimasta l' unica banca a non voler stampar moneta, dopo che
la troppo disinvolta politica monetaria della Fed ha costretto Giappone, Svizzera e Inghilterra a imitarla. Di
certo la Bce è rimasta l' unica banca a sostenere di fatto la propria valuta,
indebolendo la competitività di gran parte dei Paesi membri,
già schiacciati da una crisi finanziaria senza
precedenti e da un forte rallentamento economico. E forse è l' unica banca
centrale al mondo che, davanti ai seri sforzi di cambiamento politico
mostrati dalla Grecia e soprattutto dall' Italia di Mario Monti, finisce per
agire contro l' interesse degli Stati membri in nome del dogma teutonico. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 15-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Bonus. Le istruzioni del
ministero.
Sottotitolo: IL «DIVIDENDO» - Tagli a
consulenze e sponsor, piani di razionalizzazione e strette aggiuntive possono
essere destinate agli aumenti «selettivi»
MILANO Risparmi che si trasformano in
premi: è la filosofia del «dividendo dell' efficienza» previsto dalla manovra
2008, che ora prova a entrare nella piena fase applicativa con l' ultima
circolare firmata nei giorni scorsi da Renato Brunetta. Il provvedimento,
varato l' 11 novembre ma ancora non diffuso ufficialmente, individua i tre
canali che serviranno a finanziare la contrattazione integrativa. Il meccanismo
è ancora più importante rispetto a quando è nato, perché nel frattempo le
misure di contenimento della spesa hanno bloccato gli stipendi pubblici. In
questo quadro «congelato», quindi, il dividendo dell' efficienza diventa l'
unica via per sperare di guadagnare un po' di più. Uno strumento, questo, che
potrebbe servire anche per «valorizzare il potenziale inespresso» della Pa,
come chiede fra gli altri l' associazione giovani dirigenti pubblici, che oggi potrebbe
essere fra le «rappresentanze dei giovani» chiamate a presentare le proprie
proposte a Mario Monti: il pacchetto dell' associazione comprende riduzione dei
ministeri, accorpamento di enti e snellimento degli uffici di diretta
collaborazione. Il primo canale per finanziare i contratti integrativi è quello
dei risparmi prodotti dai tagli alle spese di consulenza, relazioni pubbliche,
sponsorizzazioni e dall' altra raffica di sforbiciate alla spesa pubblica
imposte dall' articolo 17 della manovra 2008. Le risorse così raggranellate si
dividono in più filoni, uno dei quali porta al fondo per la contrattazione
integrativa. A questo scopo, prosegue la circolare individuando
il secondo filone di alimentazione del fondo, può essere destinato anche il 50
per cento dei risparmi aggiuntivi rispetto a quelli preventivati dalle norme,
rimodulate con i tagli aggiuntivi a organi collegiali, indennità, compensi e gettoni di presenza portati dalla manovra estiva 2010. L' ultimo strumento è
invece quello portato dalla prima manovra estiva del 2011, che propone alle
amministrazioni pubbliche di mettere in piedi piani triennali di
razionalizzazione della spesa. Il 50% delle risorse può finire ai contratti
integrativi e in questo capitolo, secondo le indicazioni offerte da Palazzo
Vidoni nella circolare, possono rientrare i risparmi prodotti dalle misure
aggiuntive ipotizzate dalla manovra di luglio (dal blocco ulteriore del turn
over alla digitalizzazione delle procedure, che però al momento sono solo
ipotesi) e dalle nuove regole sulla gestione degli immobili. © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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"L'Unità" del 15-11-2011 |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: L' iniziativa.
GIUSEPPE RIZZO Oltre
6mila download in un solo giorno. La piccola rivoluzione della prima collana
italiana di collaterali digitali lanciata ieri da l' Unità nasce sotto una
buona stella. Quella di migliaia di lettori che hanno
scaricato gratuitamente (sui propri pc, tablet, smartphone) follia
finanziaria" degli economisti Carmen M. Reinhart e Kenneth S. "Questa
volta è diverso. Otto secoli di Rogoff e "Ripartiamo! Discorsi per «Il
mondo deve sapere» di Michela Murgia «Il terrore dell' inutilità è peggio che
non avere soldi, e per questo per molto tempo nessuno ha discusso il
meccanismo, (...) è comunque sempre meglio che sentire la temperatura sociale
che si abbassa di colpo quando ti chiedono "che lavoro fai?", e tu
devi rispondere: nessuno...». Parla Michela Murgia. «Il mondo deve sapere» è il
suo primo libro, concepito come un blog, che descrive la realtà degli operatori
telemarketing all' interno del call center di una importante multinazionale. Un
diario lungo trenta giorni, un "diario tragicomico di una telefonista precaria"
che sottolinea lo sfrutuscire dalla crisi" di Franklin Delano Roosevelt.
Un assaggio della biblioteca digitale che l' Unità propone ai lettori a un
prezzo rivoluzionario: 2 ebook a 3 euro. Ideata da l' Unità, in collaborazione
con Bookrepublic e Readmelibri. com, l' iniziativa "Abbiamo tutti i titoli
per fare una rivoluzione" conta 60 libri digitali, 30 tra saggi e romanzi
d' attualità e 30 grandi classici. Dal 14 novembre, e per un mese, ogni giorno
potrà essere scaricata una coppia tamentodei lavoratoriprecari nei call center.
E il «lavaggio del cervello» tra aziendalismo spinto e religione del lavoro,
tecniche di vendita e riunioni motivazionali - a cui sono sottoposti gli
addetti al telemarketing. Il libro ha ispirato la sceneggiatura di "Tutta
la vita davanti" di Paolo Virzì. di ebook - più, chiaramente, le
precedenti uscite. Basta collegarsi a www. bookrepublic.it/books/bookpack/
unita-2011,registrarsi,e il gioco èfatto. Oggi tocca a Michela Murgia e Italo
Svevo e ai loro "Il mondo deve sapeinvece, sarà la volta de "La linea
d' ombra" di Joseph Conrad e di to Ambrosoli, che, a trent' anni dall'
omicidio del padre, ripropone re" e "La coscienza di Zeno".
Domani, "Qualunque cosa succeda" di UmberLa «vita attuale è inquinata
alle radici» e rendersene conto è segno di
saluteenondimalattia.CosìItaloSvevodescrivelaconvinzionediZenoCosini,lasua«coscienza».Nellungopercorso
verso la guarigione e verso la sua «ultima sigaretta», Zeno analizza la sua
malattia, l' inadeguatezza che gli impedisce di identificarsi con il mondo
normale e nelle sicurezze che cristallizzano il mondo dei «sani»,
impermeabilealcambiamentoeallamutazione. Agiato tanto da poter vivere nell'
ozio,Zenoèinquieto,siconsidera un inetto ma vorrebbe sperimentare «nuove forme
di esistenza». Per lui una storia di straordinario impegno civile. Valerio, uno
degli oltre seimila lettori che ieri hanno scaricato i primi due titoli, così
commenta su Unita.it: «Grandiosi gli e-book! Risparmi spazio, non abbatti
alberi, non usiinchiostro, e nonservono neppure macchinari e grandi consumi
energetici!!! E poi questi due libri ci aiutano a capire meglio la crisi che
stiamovivendo: grazie».Mentresulla pagina Facebook (www.facebook. creato per
dare la possibilità a tutti di confrontarsi sui testi della collana, Anna
scrive: «Bellissima iniziativa! Diffondiamo il virus della lettura con tutti
gli strumenti possibili e su ogni piattaforma disponibile!».? com/2ebook3euro)
che abbiamo «La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allospecchio.
Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi». La sua difficoltà a
governare la propria vita, aver chiari i propri desideri e trasformarli in
azioniè quel che chiama «inettitudine», il suo male di vivere.
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"Il Tempo" del 15-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso Il partito, dopo i
successi in Svezia e Germania, pronto a lanciarsi in Italia.
Non hanno rappresentanza parlamentare e
per ora, almeno a giudicare dal lavoro avviato dal professor Mario Monti, non hanno in programma di scontrarsi in una contesa elettorale.
Eppure è già lotta aperta tra coloro che puntano a raccogliere i consensi dell'
antipolitica. Il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è infatti scagliato contro il Partito pirata che, dopo i
successi in Svezia e Germania, vorrebbe ripetersi in Italia. «Abbiamo
deciso - ha affermato il presidente del Partito pirata italiano Athos Gualazzi
- di prendere parte al prossimo appuntamento elettorale. Con forme e metodi che
decideremo tutti assieme, in rete». Immediata la "scomunica" di Beppe
Grillo: «I partiti e le lobby meritano un encomio per
la loro opera infaticabile nel creare movimenti di distrazione politica di
massa. Lo scopo è fin troppo evidente, quello di generare confusione e di
impedire un' affermazione a livello nazionale del MoVimento 5 Stelle. Qualcuno puntualmente abbocca. Prima venne il Popolo
Viola, poi gli Indignados, ora i Pirati italiani. Rick Falkvinge, uno dei
fondatori de Pirati svedesi, tenne a battesimo la nascita del MoVimento 5 Stelle due anni fa a Milano...In futuro, prima delle
elezioni nazionali, non ci faranno mancare niente, ci sarà il Partito dei
Bucanieri, il Movimento Italo-Lituano dei Filibustieri e, per i votanti della
terza età, Le Nonne dei Corsari Neri. Loro non si arrenderanno mai (ma gli
conviene?). Noi neppure. Arrivederci in Parlamento...». Al di là degli anatemi
dei grillini, va ricordato che il neo partito di
Gualazzi, alle ultime amministrative aveva inserito qualche candidato tra
Sinistra ecologia libertà, Verdi e liste civiche.
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di MARIO CALABRESI. |
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"lastampa.it" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Mario Monti ha pochissimo tempo davanti,
l' Italia non può stare a lungo senza un governo in questa situazione, ma per
cominciare la sua navigazione deve riuscire a conquistarsi un patrimonio di
credibilità con i cittadini e a costruirsi una tenuta politica che ne eviti il
naufragio precoce. Una sfida difficile in un Paese che ancora oggi mostra di
non avere consapevolezza delle difficoltà che affrontiamo: lo dimostrano quei
leader politici che continuano a giocare e a opporre veti e tutti quei
cittadini che sono pronti ad accettare ogni sacrificio, basta che tocchi
qualcun altro e non loro. Il premier incaricato però, pur con quella sua aria
distante e un po' lunare, ha mostrato ieri sera di essere un attento
ascoltatore degli umori degli italiani, ha capito che stava crescendo il
malessere per un governo che si prevedeva composto solo da uomini e di grande
esperienza. Così ha corretto l' impressione sottolineando che la sua squadra
sarà orientata a dare risposte ai bisogni delle donne e dei giovani, che perseguirà
la crescita e l' equità e non avrà come motto: «Lacrime e sangue». Se tende
ancora l' orecchio allora gli sarà chiaro che, per conquistarsi un ampio
consenso e il sostegno della maggioranza degli italiani, dovrebbe mettere al
primo punto del suo programma un intervento vero sui costi e sui privilegi
della politica. In tempi di sacrifici e di tagli l' esempio deve venire dall'
alto, da chi ci governa: solo se si hanno le carte in regola allora si può
chiedere agli italiani di fare rinunce o pagare nuove tasse. La maggioranza
uscente ha sottovalutato il problema in questi anni, non ha capito quanto fosse
grande nel Paese l' insofferenza verso la cosiddetta «casta»,
e anche per questo ha perso il consenso di chi l' aveva
votata. E' necessario un gesto di discontinuità, le possibilità sono moltissime
perché moltissimi sono i privilegi e i costi delle burocrazie e della politica
(lo hanno spiegato con grande chiarezza ieri Sergio Rizzo e Gian
Antonio Stella sul Corriere della Sera , ricordandoci tra l' altro che a
Palazzo Chigi ci sono ben più del triplo dei dipendenti che nella sede
del primo ministro britannico). Molte sono le cose inaccettabili, per esempio
non si capisce perché ogni cittadino italiano abbia una trattenuta sulla
liquidazione del 23 per cento (fino a 15 mila euro, perché sopra questa cifra
l' aliquota sale al 27) mentre i parlamentari invece non pagano tasse sulla
loro indennità di fine mandato. E, come abbiamo raccontato in un' inchiesta di
Carlo Bertini, dopo una sola legislatura l' indennità è di ben 46 mila euro
netti. E' chiaro che i tagli alla politica non faranno la differenza nel
bilancio dello Stato e non saranno certo determinanti per ridurre il nostro
debito, ma è certo che faranno un' immensa differenza nella percezione dei cittadini
e nella loro propensione ad accettare i sacrifici necessari a rimettere in
equilibrio il Paese. E' un' impresa difficile e coraggiosa a ogni latitudine
(ieri i parlamentari francesi hanno rigettato la proposta di tagliarsi gli
stipendi del dieci per cento, preferendo un ben più modesto 3 per cento e non
da subito), ma è il necessario punto di partenza. Ma se ha bisogno dei
cittadini, Monti ha bisogno anche del sostegno convinto del Parlamento, per
questo ieri sera è stato attento a mostrare rispetto per la politica, i suoi
tempi e i suoi percorsi necessari. Anche se non può sfuggire che se la giornata
è stata nuovamente drammatica ciò è accaduto perché non c' è ancora un nuovo
governo e non ci sono certezze sui tempi. Alla politica l' ex commissario europeo
si è rivolto mostrando la possibilità di trasformare un momento difficile in
una vera opportunità di rilancio e speranza. Dovrebbe essere chiaro a tutti i
nostri leader di partito che Monti è l' ultima scialuppa di salvataggio sia per
loro sia per l' Italia. Ma non tutti l' hanno capito e questa mattina sarà
cruciale per misurare la reale volontà dei due partiti maggiori di sostenere il
nuovo governo. Monti avrebbe voluto avere nel suo esecutivo esponenti di peso
legati alle tre maggiori forze politiche del Parlamento, non voleva dire
tornare indietro o chiedere ai segretari di partito di farne parte, ma
costruire un filo diretto con il Parlamento che desse maggiore tenuta al nuovo
esecutivo. Si parlava di Gianni Letta e Giuliano Amato, ma questa soluzione è
rimasta schiacciata tra i veti incrociati di Pd e Pdl, che non riescono a
uscire dalla stagione della contrapposizione e della battaglia. Monti non ha
ancora abbandonato la speranza di rafforzare il suo governo, cosciente insieme
al Presidente della Repubblica che ad un governo puramente tecnico è più facile
«staccare la spina», e ai partiti ha detto chiaramente che è «indispensabile un
appoggio convinto». Quest' uomo, che appare un marziano delle scene politiche
per come risponde o non risponde - alle domande, sembra avere presente meglio
di quasi tutti noi la gravità del momento. Intorno a lui, nei partiti e nell'
opinione pubblica, la memoria sembra essere brevissima, non più lunga di una
giornata. Accade perché il cambiamento non ce lo siamo conquistato, perché
questa situazione è figlia di spinte esterne più che di una consapevolezza
maturata all' interno. Ora abbiamo davanti una seconda occasione, dopo quella
seguita al crollo della Prima Repubblica, per riformare il sistema, per
ripartire e per ricostruire. Una terza probabilmente non ce la darà nessuno.
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"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 15-11-2011 |
Cronaca di Roma |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Piazza Annibaliano Il sindaco e i
«futuristi» del presidente della Camera: «Auspico una ricomposizione»
Sottotitolo: Fini e Alemanno visitano il
cantiere della B1: «Esempio da seguire»
La metro come l' Italia, il cantiere di
piazza Annabaliano come quello del centrodestra nel post-Berlusconi. Se la politica è fatta (anche) di simboli, uno è di ieri mattina:
il presidente della Camera Gianfranco Fini che lascia, per mezza giornata, la
crisi di governo e si cala nella realtà romana per una visita, programmata da
tempo, al tratto della metropolitana B1, quella che va da piazza Bologna a
Conca d' Oro. Un «giro» che la terza carica dello Stato non ha voluto
cancellare dalla sua agenda, mai come in questi giorni zeppa di appuntamenti.
Il leader di Fli arriva puntualissimo, cinque minuti dopo - quando l' ad di
Roma Metropolitane Federico Bortoli ha già iniziato ad illustrare i lavori -
ecco il sindaco Gianni Alemanno. Per il Campidoglio, presenti anche l'
assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma e la presidente del II Municipio
Sara De Angelis. Fini si mette il caschetto bianco, indossa il giaccone
arancione della municipalizzata: «L' alto tasso di visibilità è un fattore di
sicurezza», gli dice Bortoli. Fini, in attesa di Alemanno, chiede informazioni:
«Scenderemo a 40 metri sotto terra, presidente. Sono quattro atmosfere»,
illustra un tecnico. Fini, sub esperto, coglie al volo: «Ecco, così è più
chiaro». Poi arriva Alemanno: stretta di mano, foto, si va giù. Un signore, fan
di Fini che lo segue sempre, butta là la battuta: « A preside', ve posso
rivede' insieme? ». Il numero uno della Camera sorride: «Eh, siamo qui». Fini
racconta: «È il mio spacciatore di caramelle. Ogni volta me ne dà una». Anche
stavolta il rito si compie. Di una reunion tra i «finiani» e una parte degli ex An (quelli vicini ad Alemanno e al senatore
Augello) si parla da tempo e a rendere esplicito il desiderio è il sindaco:
«Auspico - dice - che ci sia una grande ricomposizione del centrodestra
attraverso il Pdl, mettendo insieme tutti quelli che si sentono alternativi
alla sinistra». Fini non si sbilancia. Ma, raccogliendo le parole pronunciate
poco prima da Aurigemma («il Paese segua l' esempio di Roma: su questa metro la
politica si è mossa nell' interesse dei cittadini,
superando anche gli schieramenti di parte», dice l'
assessore), il presidente della Camera lancia un messaggio: «I cittadini danno e tolgono fiducia in base ai risultati. Se la politica saprà dare tempi certi, stanziamenti e rispetto delle regole
questa fiducia si può riconquistare. Non è usuale sentir dire che si sono
rispettati tempi e costi: quando si parte col piede giusto, e c' è
collaborazione istituzionale e fra le varie forze politiche
(la B1 è nata sotto il centrosinistra, ndr ), si raggiungono obiettivi che
sembrano impediti ad altre amministrazioni». Proprio il sindaco fa riferimento
alla tempistica: «A febbraio 2012, come previsto, i cittadini useranno questa
linea. E non abbiamo speso un euro in più dei 220 finanziati».
Le altre linee? Risponde Bortoli: «Sulla C la Regione ha confermato l' impegno finanziario. Per la D c' è un problema di valorizzazioni col
Comune e chiederemo di inserirla in una legge obiettivo dal nuovo governo». Ernesto
Menicucci RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Capigruppo.
«Metto a disposizione dell' aula le
registrazioni dell' incontro tra maggioranza e opposizione». È bastata questa
frase del giovane Mattia Calise, capogruppo del Movimento 5 stelle
di Beppe Grillo, per provocare il pandemonio in aula.
«È un' intercettazione ambientale», tuona il Pdl. «È una violazione del
galateo», attacca il Terzo polo. Si chiede al presidente dell' aula, Basilio Rizzo, di intervenire. Qualcuno chiede la denuncia penale.
Un inferno. Alla fine tocca a Calise mettere fine alla polemica. «Cancellerò la
registrazione il prima possibile. Sono abituato a registrare le lezioni all'
università con l' iPad. E la registrazione serviva solo per mio uso personale.
Chiedo scusa». M. Gian. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di GIOVANNI BONIFAZIOIMPERIA. |
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"La Stampa (ed. Imperia)" del 15-11-2011 |
Imperia |
Pagina: 60-61 |
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Argomenti: Costi della
politica
Viviamo tempi difficili. La situazione
economica generale, le incertezze del quadro politico
nazionale e le scelte di finanza pubblica di questi
ultimi anni, concorrono, insieme agli esagerati costi della
politica, a formare un quadro sicuramente delicato e
difficile per quegli amministratori locali che devono scegliere come allocare
le poche risorse disponibili e, soprattutto, dove trovare le molte risorse
necessarie a garantire la stabilità del bilancio comunale, e poter offrire
servizi di eccellenza ai cittadini. Proprio per questo, essendo informato delle
difficoltà, conoscendo i lacci e lacciuoli di quest' Amministrazione, un
bilancio comunale deve essere obbligatoriamente all' insegna dell' abbattimento
dei costi della politica, non
dei servizi, come la chiusura delle mense scolastiche. Per questo domando all'
amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Sterscino, se non sarebbe il
caso di iniziare a dare tagli ai costi della politica, iniziando a sciogliere quelle commissioni
consiliari a dir di molti giudicate poco utili, a seconda di quanto scrivono i
vari organi d' informazione, come per esempio, la commissione
viabilità-mobilità. Le proposte a tutt' oggi sono aria fritta, progetti fantasiosi
come i «parcheggi rosa», per legge non realizzabili poiché non previsti dal
codice della strada. I cittadini da questa Commissione si aspettavano risposte
certe e competenti, per risolvere problematiche serie sui disagi della mobilità
cittadini principalmente dovuti alle mancanze dei mezzi pubblici di trasporto,
e/o orari delle corse, che non soddisfano le esigenze nelle frazioni e nei
giorni festivi.
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Cronache |
Pagina: 27 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Liguria La Provincia: sono a
prezzi stracciati. Ma la Regione frena.
Sottotitolo: Incarichi dopo l' alluvione.
Contestato Burlando.
GENOVA - Dopo l' alluvione, la pioggia
delle consulenze. Se i Comuni dello spezzino, dalle Cinque Terre alla val di
Vara, travolti dalla bomba d' acqua del 25 ottobre, stanno lavorando per
riconquistare la normalità, la fase della ricostruzione comincia a registrare
le prime polemiche. Quella che ha scosso la Provincia di Spezia e la Regione
Liguria è relativa alle consulenze: la Provincia spezzina ne ha messe in
cantiere una cinquantina. Incarichi esterni affidati a ingegneri e geologi per
valutare i danni dell' alluvione, soprattutto relativi alle strade. Sono
troppi, è il messaggio partito dalla Regione. Pd il presidente della Regione
Claudio Burlando, pd anche il presidente della Provincia Marino Fiasella, ma la
comune militanza non ha attenuato l' irrigidimento del governatore appena
nominato commissario per l' alluvione. «Le consulenze sono qualche decina -
spiega Fiasella - e comunque abbiamo concordato con l' ordine degli ingegneri
delle parcelle orarie a prezzi stracciati, qualcuno i primi rilievi nelle zone
alluvionate li ha fatti perfino gratis. Il problema è che abbiamo centinaia di
frane e di situazioni critiche sul territorio, non possiamo stimarle tutte con
il solo personale tecnico della Provincia, non abbiamo abbastanza forze». Ma ci
si può avvalere delle forze che altre Province hanno messo a disposizione, ad
esempio la Provincia di Trento che è dotata di attrezzature tecnologiche
sofisticate soprattutto per quanto riguarda le foto aeree, molto utili proprio
per la valutazione dei danni provocati dalle frane e per mappare il territorio
e le strade interrotte. Contatti proprio con la Provincia
di Trento erano stati presi dalla Regione per una collaborazione a costo zero (si era concordato il solo rimborso delle spese vive). «Le
nostre sono solo piccole consulenze», dice Fiasella, ma moltiplicate per le
centinaia di frane possono diventare cifre imbarazzanti. E ieri a tarda
sera in una riunione nella Prefettura della Spezia cui hanno partecipato tutti
i soggetti impegnati nel dopo-alluvione, a partire da Regione, Provincia e
sindaci, si è discusso anche del problema consulenze esterne. Una riunione che
si è svolta in un clima non propriamente sereno, anche a causa della
contestazione che ha accolto l' arrivo del presidente Burlando in Prefettura.
Alcune centinaia di manifestanti di Fiumaretta e Bocca di Magra, le aree alla
foce del fiume Magra esondato il 25 ottobre, lo hanno accusato al grido di
«vergogna» di aver abbandonato il territorio a un destino di allagamenti e
disastri che ormai si ripetono con sempre maggiore frequenza. E, soprattutto,
gli alluvionati chiedono interventi e finanziamenti subito. Ma i soldi sono
pochi: al momento 280 milioni di euro fra lo spezzino e Genova a fronte di
danni stimati ieri dalla Regione in un miliardo e mezzo di euro. Il «caso
consulenze» è già sul tavolo della Regione ma ce ne sono altri che stanno
creando qualche imbarazzo politico. Ieri durante il consiglio regionale
dedicato alla doppia alluvione, quella spezzina e quella genovese del 4
novembre, il presidente Burlando e l' assessore all' ambiente Renata Briano
hanno risposto a chi puntava il dito contro il regolamento regionale appena
approvato che riduce la distanza dagli argini in cui si può edificare da dieci
a tre metri. «Adotteremo - ha detto Burlando - una norma di salvaguardia per il
territorio. La questione delle distanze edificabili sarà riesaminata anche se gli
uffici tecnici hanno spiegato che la modifica era in realtà una tutela: la
distanza di dieci metri prevedeva infinite deroghe e di fatto era quasi
inapplicata». Erika Dellacasa RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Economia/Mercati Finanziari |
Pagina: 39 |
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Argomenti: Costi della
politica
(m.sid.) Benefici privati, soldi
pubblici. Il vecchio algoritmo da Prima Repubblica fa sempre scuola, anche di
questi tempi. Il fondo per il Sud che doveva investire i 153 milioni di euro,
metà pubblici e metà raccolti dal privato, per aiutare le startup digitali nel
Mezzogiorno non spende. Come documentato dal Corriere a due anni e mezzo dalla
partenza del fondo (ma soprattutto a un anno e mezzo dal giugno 2013 quando i
soldi investiti torneranno indietro per chissà quale nuova storia
di spreco pubblico alla Rizzo e Stella) le 4 società di venture capital a cui erano stati assegnati gli
investimenti, Quantica, Vertis, Vegagest e Atlante (Intesa Sanpaolo) ne hanno
usati una piccola parte. Qualche ulteriore operazione è in cantiere per tutte
le società tranne Vegagest, sostanzialmente ferma. Ma anche considerando
le nuove mosse non si arriva al 20% del totale. Un sostanziale fallimento dello
strumento. Sembra lecito chiedersi come mai delle Sgr di venture capital per le
quali i 153 milioni sono un capitale importante non si sbraccino per chiudere
contratti. Le società in oggetto si difendono sottolineando di non volersi
piegare all' odioso e anti-mercato finanziamento a pioggia. Giusto. Peccato che
le prime ad essere assai lontane dal normale meccanismo concorrenziale del
mercato siano esse: alle Sgr viene infatti retrocessa anno per anno commissioni
di gestione dal 2 al 2,8% sull' intero ammontare della raccolta, anche quella
non utilizzata. In 4 anni su 153 milioni fanno circa 14 milioni. Certo nel
private equity una commissione di questo genere non è inusuale. Ma in questo
caso 7 milioni sono pubblici. Un bell' incentivo a non sbattersi poi più di
tanto. Come uccidere le startup e ingrassare la finanza. RIPRODUZIONE RISERVATA
L' investimento cinese di Prada ( c.d.c. ) Lo avevano fatto intendere Miuccia
Prada e Patrizio Bertelli quando avevano deciso di quotarsi a Hong Kong:
mercato più ricco e con investitori più motivati al lusso. Ma ora sono loro, a
pochi mesi da quella che è stata per dimensioni, la prima offerta pubblica
dell' anno sulla piazza di Hong Kong, a voler investire in un' azienda cinese.
Prada rileverà una quota tra il 4 e il 6% del capitale di Sitoy group, un
produttore cinese di borse e pelletteria, che sta per quotarsi alla Borsa di
Hong Kong. L' Ipo è un' operazione da circa 130 milioni di dollari e avverrà
attraverso un aumento di capitale. Lunedì prossimo partirà il
"bookbuilding", mentre il 29 novembre sarà fissato il prezzo delle
azioni di Sitoy. Prada dovrebbe sottoscrivere il 20% circa dei titoli in
offerta diventando quindi azionista della società, con una quota compresa tra
il 4 e il 6% a seconda del valore che verrà fissato per le azioni della
matricola. Ma Sitory non è una società qualunque: l' azienda cinese è infatti
un licenziatario di Prada, che per il gruppo toscano realizza alcune parti
delle sue borse in pelle. RIPRODUZIONE RISERVATA Verona vs Parma, il calcio
creativo finisce nei tribunali (m.sid.) L' appuntamento è davanti al tribunale
civile di Parma ancor prima che dentro: la causa è quella promossa dall' Hellas
Verona contro il Parma A.S., che non sta per Associazione Sportiva ma per
Amministrazione Straordinaria. Vecchie storie di giocatori acquistati e poi
riceduti con il metodo dell' elastico, plusvalenze "vendute" ancora prima
di farle, accordi da 12 milioni come quello sul calciatore Alberto Gilardino
firmati su carta semplice, senza nemmeno un bollo, peraltro da soggetti forse
non del tutto titolati a farlo, come l' allora general manager del Parma
Calcio, Arrigo Sacchi. Gli avvocati delle due parti - Enrico Bondi e il
proprietario del Verona, Giovanni Martinelli - si annuseranno prima di salire i
pochi scalini del tribunale civile di Parma. Una transazione extragiudiziale
era stata quasi raggiunta per poi svanire incomprensibilmente poche settimane
fa. Per il Parma A.S. sarebbe la soluzione migliore: vorrebbe dire archiviare
l' ultima pagina importante del crac dell' impero di Calisto Tanzi. Ma
probabilmente anche il Verona avrebbe da guadagnare da un' intesa in extremis .
Tra le carte che potrebbero comparire oggi nel processo c' è il 415 bis della
procura di Parma in cui si rimette in discussione la proprietà del Verona
stesso all' epoca di Giambattista Pastorello. E come nel gioco dell' Oca si
ripartirebbe daccapo. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Regioni a confronto.
Sottotitolo: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO
STELLA.
N on è vero che tutti i giudici sono
schiacciati dagli arretrati. Nicola Durante, ad esempio, al Tar di Salerno deve
avere un mucchio di tempo libero. Infatti fa anche il dirigente alla Regione
Calabria. Due lavori, due stipendi, benefit deluxe. A partire dall' auto blu.
Prova provata che nelle Regioni, se Mario Monti userà le forbici, c' è da
tagliare, tagliare, tagliare. CONTINUA A PAGINA 17.
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"Corriere della Sera" del 15-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Montezemolo.
MILANO - «Un eventuale governo sotto la
guida del professor Mario Monti, con più ampio appoggio politico,
sarebbe la soluzione ideale che potrebbe salvare l' Italia dall' abisso. Così
sarebbe possibile una ripartenza per l' Italia»: lo ha
detto il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo. Il fondatore
del think tank ha anche illustrato la sua ricetta per il Paese: «Si dovrebbe
immediatamente e drasticamente ridurre la spesa pubblica e contenere lo spreco», a «iniziare dai costi di politica e partiti».
Montezemolo individua «tre priorità»: «privatizzazione dei beni pubblici»
inutilizzati, «riforma delle pensioni», «riduzione del prelievo per le
aziende». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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di PIERO BERTOGLIO. |
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"La Stampa (ed. Cuneo)" del 15-11-2011 |
Cuneo |
Pagina: 66-67 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: TEMPO LIBERO. ALLEANZA CON IL
FOSSANESE, NARZOLE E CHERASCO.
Sottotitolo: Il Comune parteciperà a un bando
della Regione.
La prima tappa A inizio anno erano stati
presentati gli «Itinerari marenesi» Dopo gli «Itinerari marenesi», il progetto
presentato all' inizio di quest' anno per valorizzare una serie di percorsi
nelle campagne intorno al paese, il Comune proseguirà in questa direzione, partecipando ad un bando regionale per la realizzazione di
piste ciclabili. L' iniziativa vedrà Marene unito all' Unione del Fossanese e
ai Comuni di Bene Vagienna, Narzole e Cherasco. Il progetto è stato approvato
dal Consiglio comunale e consiste nella realizzazione di una pista ciclabile in
via Fossano, protetta da una staccionata in legno per rendere più sicura la
circolazione delle biciclette. «Abbiamo aderito al progetto dell' Unione del Fossanese
- dice il sindaco Eoardo Pelissero, sindaco di Marene, paese che per altre
iniziative e servizi fa invece parte dell' Unione
Terre di Pianura, insieme a Savigliano e Monasterolo - perché i nostri percorsi
ciclabili costituiscono una
prosecuzione di quelli previsti, appunto, nei Comuni del Fossanese e in quelli
di Narzole e Cherasco». Se il progetto marenese verrà approvato, il costo dell' intervento sarà di 10 mila euro, finanziati per il
60 per cento dalla Regione. Un tassello che va ad aggiungersi alla politica di valorizzazione anche turistica del territorio,
iniziato poco meno di un anno fa con la presentazione di sei percorsi, gli
«Itinerari marenesi», che vengono illustrati e descritti in un apposito
opuscolo, al quale è allegata una utile cartina, e che sono percorribili a
piedi, magari praticando il sempre più diffuso nordic walking (la camminata con
i bastoncini) o in bici. «Si tratta di percorsi molto semplici - ha illustrato
il vice-sindaco Roberta Barbero -, tutti ad anello, con un dislivello quasi
nullo, lungo i quali sono sistemate delle panchine. Per ogni tragitto è segnata
la sua lunghezza e il tempo di percorrenza a seconda del mezzo prescelto.
Troviamo così gli anelli dei Ramè, della lunghezza di 3 chilometri; della
Moglia di 6,3; della Sperina di 5,5; di Boscomallone di 7; della Valle di 6,3
e, infine, l' anello più lungo, quello denominato «esterno», che misura 25
chilometri. «Noi ci auguriamo - conclude il primo cittadino - che grazie a
tutte queste iniziative Marene possa entrare nel circuito dei Comuni che fanno parte di un ciclo di itinerari transazionali». 10 mila euro
il costo Se il progetto verrà approvato, il 60% dell'
intervento sarà finanziato dalla Regione.
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di MARIO CALABRESI. |
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"La Stampa" del 15-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 32-33 |
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Argomenti: Costi della
politica
Illustrazione di Irene Bedino Se tende
ancora l' orecchio allora gli sarà chiaro che, per conquistarsi un ampio
consenso e il sostegno della maggioranza degli italiani, dovrebbe mettere al
primo punto del suo programma un intervento vero sui costi e sui privilegi
della politica. In tempi di sacrifici e di tagli l' esempio deve venire dall'
alto, da chi ci governa: solo se si hanno le carte in regola allora si può
chiedere agli italiani di fare rinunce o pagare nuove tasse. La maggioranza
uscente ha sottovalutato il problema in questi anni, non ha capito quanto fosse
grande nel Paese l' insofferenza verso la cosiddetta «casta»,
e anche per questo ha perso il consenso di chi l' aveva votata. E' necessario
un gesto di discontinuità, le possibilità sono moltissime perché moltissimi
sono i privilegi e i costi delle burocrazie e della
politica (lo hanno spiegato con grande chiarezza ieri Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera ,
ricordandoci tra l' altro che a Palazzo Chigi ci sono ben più del triplo dei
dipendenti che nella sede del primo ministro britannico). Molte sono le cose
inaccettabili, per esempio non si capisce perché ogni cittadino italiano
abbia una trattenuta sulla liquidazione del 23 per cento (fino a 15 mila euro,
perché sopra questa cifra l' aliquota sale al 27) mentre i parlamentari invece
non pagano tasse sulla loro indennità di fine mandato. E, come abbiamo
raccontato in un' inchiesta di Carlo Bertini, dopo una sola legislatura l'
indennità è di ben 46 mila euro netti. E' chiaro che i tagli alla politica non
faranno la differenza nel bilancio dello Stato e non saranno certo determinanti
per ridurre il nostro debito, ma è certo che faranno un' immensa differenza
nella percezione dei cittadini e nella loro propensione ad accettare i
sacrifici necessari a rimettere in equilibrio il Paese. E' un' impresa
difficile e coraggiosa a ogni latitudine (ieri i parlamentari francesi hanno
rigettato la proposta di tagliarsi gli stipendi del dieci per cento, preferendo
un ben più modesto 3 per cento e non da subito), ma è il necessario punto di
partenza. Ma se ha bisogno dei cittadini, Monti ha bisogno anche del sostegno
convinto del Parlamento, per questo ieri sera è stato attento a mostrare
rispetto per la politica, i suoi tempi e i suoi percorsi necessari. Anche se
non può sfuggire che se la giornata è stata nuovamente drammatica ciò è
accaduto perché non c' è ancora un nuovo governo e non ci sono certezze sui
tempi. Alla politica l' ex commissario europeo si è rivolto mostrando la
possibilità di trasformare un momento difficile in una vera opportunità di
rilancio e speranza. Dovrebbe essere chiaro a tutti i nostri leader di partito
che Monti è l' ultima scialuppa di salvataggio sia per loro sia per l' Italia.
Ma non tutti l' hanno capito e questa mattina sarà cruciale per misurare la
reale volontà dei due partiti maggiori di sostenere il nuovo governo. Monti
avrebbe voluto avere nel suo esecutivo esponenti di peso legati alle tre
maggiori forze politiche del Parlamento, non voleva dire tornare indietro o
chiedere ai segretari di partito di farne parte, ma costruire un filo diretto
con il Parlamento che desse maggiore tenuta al nuovo esecutivo. Si parlava di
Gianni Letta e Giuliano Amato, ma questa soluzione è rimasta schiacciata tra i
veti incrociati di Pd e Pdl, che non riescono a uscire dalla stagione della
contrapposizione e della battaglia. Monti non ha ancora abbandonato la speranza
di rafforzare il suo governo, cosciente insieme al Presidente della Repubblica
che ad un governo puramente tecnico è più facile «staccare la spina», e ai
partiti ha detto chiaramente che è «indispensabile un appoggio convinto».
Quest' uomo, che appare un marziano delle scene politiche per come risponde o
non risponde - alle domande, sembra avere presente meglio di quasi tutti noi la
gravità del momento. Intorno a lui, nei partiti e nell' opinione pubblica, la
memoria sembra essere brevissima, non più lunga di una giornata. Accade perché
il cambiamento non ce lo siamo conquistato, perché questa situazione è figlia di
spinte esterne più che di una consapevolezza maturata all' interno. Ora abbiamo
davanti una seconda occasione, dopo quella seguita al crollo della Prima
Repubblica, per riformare il sistema, per ripartire e per ricostruire. Una
terza probabilmente non ce la darà nessuno. SEGUE DALLA PRIMA PAGINA.
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"La Stampa" del 15-11-2011 |
Italia |
Pagina: 6-7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ministero dell' Economia.
Mentre infuria il totoministri la
giornata di ieri ha registrato anche un piccolo giallo che ha riguardato il
direttore generale del ministero dell' Economia, Vittorio Grilli.
A metà giornata su un sito Internet di informazione finanziaria si sosteneva
che «Secondo attendibili indiscrezioni il direttore generale del ministero
dell' Economia e delle Finanze Vittorio Grilli lascerà
il suo incarico per trasferirsi al vertice di una banca privata». Grilli era salito agli onori delle cronache nell' ultimo
mese perché indicato come candidato del ministro Tremonti alla successione di
Mario Draghi al vertice della Banca d' Italia. In serata però il Ministero
dell' Economia diramava un secco comunicato in cui si smentivano le voci di un
addio al ministero: «Le notizie riportate dalla stampa e dalle agenzie circa le
dimissioni dall' incarico di Direttore Generale del Tesoro del Professor
Vittorio Grilli, sono infondate e generano inutile
confusione in giorni delicati per il nostro Paese».
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"La Repubblica (ed. Bologna)" del 15-11-2011 |
Bologna |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Nel terzo filone d´inchiesta
contro l´ex sindaco, gli appalti al consulente Cup, la pista bulgara e i
rapporti col Cipea.
la tessera bancomat in uso a Cinzia
Cracchi, messa a disposizione di Flavio Delbono dal consulente
del Cup Mirco Divani. I soldi che l´ex sindaco poi giurò di aver avuto dalla
madre, ereditati da una zia. I rapporti con il presidente di Cipea, Gianluca
Muratori. Il viaggio a Parigi, con lui e la moglie e con l´ex fidanzata e
segretaria. Incassato l´assenso della procura al patteggiamento bis, con una
somma di condanne che gli consentirebbe di stare sotto il limite per la
sospensione condizionale della pena, Delbono resta sulla scena delle indagini
ancora in corso. Pende sulla sua testa la spada di Damocle dei filoni
investigativi incernierati sull´ipotesi di reato in sospeso. La presunta
corruzione. La procura è andata a scandagliare, restando dietro le quinte, i
contatti tra Delbono e Gianluca Muratori, presidente di Confartigianato e
direttore di Cipea e numero uno di Cipea Holding
Gianluca Muratori. Noto è l´episodio dei biglietti pagati dall´interlocutore
per un viaggio aereo a Parigi, «che poi - è la linea di difesa - furono
rimborsati». Ulteriori accertamenti riguardano i flussi di denaro tra l´ex
sindaco e la madre, e le giustificazioni date, e le modalità di acquisto di
casa. Poi c´è la faccenda della tessera bancomat utilizzata dalla compagna,
alimentata dai quattrini di Mirco Divani, il consulente
del Cup che aveva appalti dalla Regione ed è finito tra gli indagati. Altre
storie, altro capitolo. Quello che sta per chiudere con il patteggiamento bis,
l´abuso d´ufficio per il bonus di stipendio all´ex fidanzata, secondo i
difensori Paolo Trombetti e Gaetano Insolera è in linea con previsioni e
scelte. «L´accordo sulla pena non è frutto di un calcolo processuale - spiegano
- ma delle ragioni esposte dallo stesso Delbono nella lettera mandata alla
città». Un anno fa, in occasione di una udienza per il filone viaggi e della
prima pena concordata, l´ex sindaco scrisse ai bolognesi: «Dei miei errori, per
i quali chiedo scusa, ho pagato il prezzo politico dimettendomi a febbraio. Ho
pagato il prezzo economico risarcendo la Regione, danno di immagine incluso.
Pago il conto con la giustizia patteggiando una condanna. Patteggiare - sempre
parole di Delbono - equivale ad un´ammissione di colpevolezza. Per quel che mi
riguarda, ciò è vero solo in parte. In realtà su questa decisione hanno pesato
da una parte il rischio che i tempi lunghi dell´iter giudiziario possano
compromettere ulteriormente la mia fisionomia professionale, dall´altro la
volontà di restituire rapidamente un po´ di serenità ai miei cari». (l. pl.)
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 15-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La scheda Battaglia di esposti
incrociati: indaga Lecce.
Sottotitolo: Trani, lite fra giudici gup
trasferita dal Csm Sanità, il centrodestra: scandalosa assenza di Fiore e Bux
in commissione Denunce e lettere anonime contro dirigenti, nuovi assunti e
collaboratori.
Due magistrati che si denunciano a
vicenda per ragioni strettamente personali (Michele Nardi e Maria Grazia
Caserta) e che finiscono in un fascicolo alla procura di Lecce. Una di loro
(Caserta) che viene trasferita a Matera dal Consiglio superiore magistratura.
In mezzo una storia di carte bollate e accuse che diventa un caso nel tribunale
di Trani dove i due giudici lavorano o hanno lavorato. Proprio per questo
motivo il Csm, dopo una richiesta esplicita dello stesso giudice, ha deciso di
trasferire il magistrato in Basilicata per evitare ogni ulteriore motivo di dissidio.
Agli atti del Consiglio, così come a quelli di Lecce che indaga per competenza,
è finita infatti tutta una serie di esposti anonimi contro il magistrato,
esposti che per il momento non hanno trovato riscontri. Alcune denunce sono
state però presentate direttamente da Nardi, ex gip a Trani e poi
all´ispettorato del ministero. Denunce che devono essere ancora esaminate: è
possibile quindi che la storia non sia ancora finita. Un faldone di mail,
lettere e denunce tutte rigorosamente anonime. I grandi accusati, invece, hanno
i nomi e i cognomi di alcuni dirigenti, consulenti e
nuovi assunti dell´Ares, l´agenzia regionale per la salute. Un nuovo presunto
capitolo di scandali all´interno della sanità pugliese che il centrodestra
avrebbe voluto portare all´attenzione del consiglio regionale. Ma l´audizione
in terza commissione dell´assessore alla Sanità Tommaso Fiore e del direttore
dell´Ares Franco Bux è saltata all´ultimo momento per la contemporanea assenza
dei due rappresentanti. A puntare l´indice contro la mancata audizione dei due
rappresentanti istituzionali è stato il vice capogruppo del Pdl alla Regione,
Massimo Cassano: «Contratti di consulenza pagati a peso d´oro, concorsi interni
per scorrere graduatorie predisposte per mandare funzionari e impiegati in
posti apicali nelle Asl, bandi per assumere parenti stretti di dirigenti
dell´assessorato alla Sanità. Uno scandalo documentato da infinite denunce,
lettere, mail che raccontano storie di consulenze, promozioni, sedute del
nucleo per gli investimenti che fruttano ai componenti fino a mille euro alla
volta, assunzioni politiche, contratti da decine di migliaia di euro. Uno
scandalo - denuncia Cassano - quasi sottolineato dall´inspiegabile assenza,
ieri davanti alla commissione regionale Sanità, del direttore dell´Ares, Bux, e
dell´assessore alle politiche per la salute, Fiore». Nelle denunce finite sulle
scrivanie dei consiglieri regionali c´è il caso del nucleo di valutazione per
gli investimenti dell´agenzia i cui componenti percepirebbero gettoni di
presenza da mille euro. Nel mirino delle segnalazioni anonime anche il
direttore amministrativo dell´ente, Claudio Guerra, che avrebbe percepito 100
euro l´ora per una consulenza prestata all´Oncologico di Bari per sei mesi di
lavoro. «Una prestazione retribuita con 11mila euro aggiuntivi tutti a carico
dell´Ares» accusa il Pdl irritato per i mancati chiarimenti sull´argomento. Un
capitolo a parte delle numerose segnalazioni arrivate
in via Capruzzi merita la presunta parentopoli dell´Ares. I figli di alcuni
dipendenti dell´agenzia regionale sarebbero stati assunti e trasferiti fuori
Bari in mobilità per non destare troppi sospetti. «L´audizione in commissione è
solo rimandata - sottolinea il capogruppo del Pdl Rocco Palese - ma occorre
verificare subito le segnalazioni arrivate dall´interno dell´agenzia. In un
momento in cui la Regione chiude gli ospedali e chiede ai pugliesi 340 milioni
di euro di tasse aggiuntive la gestione della sanità deve essere improntata
alla massima trasparenza». (p. rus.)
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di MOISÉS NAÌM. |
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"La Repubblica" del 15-11-2011 |
Commenti |
Pagina: 44 |
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Argomenti: Costi della
politica
La crisi dell´Eurozona è la
manifestazione più recente ed eclatante dello scontro fra due delle tendenze
più importanti del nostro tempo, una molto antica e l´altra molto nuova. La
tendenza più antica è che sono gli interessi e le passioni locali a determinare
gli orientamenti politici. Quella nuova è che il
denaro è diventato globale. Questo scontro scuote l´economia e la politica europea e i suoi effetti sono evidenti anche in
altre regioni e Paesi. «La politica è sempre locale»,
è la famosa frase del politico statunitense Tip
O´Neill. Ed è vero: il successo di un politico dipende
dalla sua capacità di captare gli interessi e le preoccupazioni più concrete
dei suoi elettori e di promettere soluzioni per i loro problemi quotidiani.
Sono questi problemi locali, e perfino personali, che smuovono l´interesse della maggioranza delle persone, non le idee, grandi ma
intangibili. Sono in pochi a pensare al di là delle loro frontiere quando si
tratta di votare o decidere quale politico, quale partito o quale causa sostenere. La frase di O´Neill sulla politica è in contrasto con un´altra altrettanto diffusa: «Il denaro
è diventato globale». Basta premere un tasto su un computer per investire o
risparmiare in qualsiasi altro Paese o quasi, alla velocità consentita da
internet. I numeri sono straordinari: il mercato valutario mondiale oggi è otto
volte più grande di appena vent´anni fa. In questo intervallo di tempo, le
somme destinate all´acquisto di imprese e beni fisici in altri Paesi si sono
moltiplicate per quattro, con una crescita più rapida nei Paesi poveri. Questa
esplosione del movimento mondiale di denaro è un´arma a doppio taglio. Ha
creato nuove e abbondanti fonti di finanziamento e di
occupazione, e Paesi come la Cina (che nel 2010 ha attirato 185 miliardi di
dollari di investimenti) o il Brasile (48 miliardi) non sarebbero riusciti a
sottrarre alla povertà così tanta gente nell´ultimo decennio se non fosse stato
per gli investimenti esteri. Però… il denaro è codardo, spietato e veloce. Come
stiamo vedendo adesso in Europa, quando si spaventano gli investitori se ne
vanno con la stessa rapidità con cui sono arrivati, lasciando le nazioni in
gravissime difficoltà. E poi ci sono gli speculatori, che puntano su queste
crisi a fini di lucro, contribuendo a destabilizzare economie e governi. Ma non
sono gli speculatori che creano le crisi, semplicemente ne approfittano, quando
i governi lasciano che le loro economie diventino vulnerabili. Ma se il denaro
è mondiale e la politica è locale, il commercio
internazionale è regionale. Sorprendentemente, la globalizzazione non è
arrivata al commercio di beni lavorati. I volumi di importazioni ed
esportazioni di prodotti lavorati sono molto maggiori all´interno di una stessa
area del pianeta che tra Paesi lontani. Se escludiamo dal conto le materie
prime (petrolio, ferro, riso ecc.), vediamo che gli europei e gli asiatici
commerciano più tra loro che con le altre aree, e lo stesso vale per gli
americani. È un dato molto rilevante, visto che le esportazioni di manufatti
sono un´importante fonte di occupazione ben remunerata. E la forza lavoro, come
sappiamo, è quasi inamovibile. Gli emigranti rappresentano un infimo tre per
cento dell´umanità. Certo, gli impatti occupazionali della globalizzazione
avvengono per il tramite del commercio (quando i prodotti locali sono più cari
dei prodotti importati) o degli investimenti esteri (quando una fabbrica si
trasferisce in un Paese dove il costo del lavoro è più
basso). E non c´è nulla che influisca sulla politica
locale quanto un disoccupato. O milioni di disoccupati. Come dimostrano gli
eventi europei, la miscela tra politica locale e
denaro globale è tossica. E lo è ancora di più se aggiungiamo al cocktail il
commercio regionale e la scarsa mobilità della forza lavoro. Purtroppo non
abbiamo antidoti per questo cocktail. Proteggere le economie dai saliscendi del
denaro globale suona allettante, e certamente qualcosa si può fare per renderli
meno traumatici. Ma è un compito difficile, costoso e
che porta spesso a prendere decisioni che suonano bene ma fanno male. Anche
«globalizzare» di più la politica, rendendola meno
locale, è un progetto attraente quanto complicato. È chiaro che i politici devono impegnarsi molto più di quanto non facciano
ora per far prendere coscienza ai loro elettori che ciò che succede fuori dalle
frontiere del loro Paese (o della loro città) influisce su quello che succede
dentro le case della gente. In Europa ora questo lavoro è più facile: per
milioni di cittadini europei questa crisi si è trasformata in un corso
accelerato e doloroso sui legami tra «là fuori» e «qui dentro». Nonostante
tutti questi problemi, non abbiamo alternativa: bisogna globalizzare di più la politica locale e rendere più locale la finanza
globale. È molto difficile? Ovviamente sì. È indispensabile? Altrettanto.
(Traduzione di Fabio Galimberti)
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 15-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il grande capo ancora in silenzio:
"L´ho già detto mille volte, della mia città non parlo"
Il Grande Capo, raggiunto all´ora di
pranzo nella sua casa di Sant´Ilario, oppone il solito
rifiuto: «L´ho già detto mille volte, di Genova non parlo». Beppe Grillo, ha visto il sondaggio di Repubblica, che dà il suo movimento,
nella sua città, al sette per cento? «Ooooh, di Genova non parlo. Chiaro?».
Paolo Putti, lei che è il candidato sindaco per il Movimento 5Stelle,
non si sente il killer della sinistra? In fondo, se il centrosinistra rischia
di perdere Genova dopo quarant´anni, è perché voi gli portate via una fetta
così grossa. «Posso rispondere con una battuta di Beppe Grillo?
Non hanno bisogno di noi, per perdere. Ci riescono benissimo da soli». Insisto:
a Torino il presidente della Regione è il leghista Cota invece della pidiessina
Mercedes Bresso perché il movimento di Grillo ha
sottratto voti al centrosinistra. Nelle scorse settimane il Molise ha
confermato un presidente di centrodestra perché al candidato di sinistra sono
mancati i diecimila voti andati al candidato del Movimento 5Stelle. Moltissimi
di voi vengono dalla sinistra: possibile che non abbiate sensi di colpa, che
non vi agghiacci l´idea di far vincere un leghista, un berlusconiano? «Il senso
di colpa è un concetto che non mi sconvolge. Cerco di essere razionale: le
alluvioni sono di destra o di sinistra? Da molti decenni questa città è
governata dalla sinistra. La parte giusta è quella che rispetta il territorio.
La destra l´ha rispettato? No. La sinistra la rispettato? Neanche». Anche il
Movimento 5Stelle fa parte del coro che indica la Vincenzi colpevole di tutto?
«Non mi piace una Vincenzi capro espiatorio, colpevoli lo siamo tutti. E
continueremo ad esserlo se non sapremo abbandonare lo sfruttamento del
territorio. Per dire, pulire i greti porta molto lavoro e non si vede, inaugurare
grandi opere permette di finire sui giornali. Secondo noi c´è una continuità
netta tra tutte le varie giunte, da Burlando a Pericu alla Vincenzi». Col 7 per
cento, comunque, a qualcuno dovrete pur allearvi se volete governare la città.
«Siamo al 7, dite? Ma noi puntiamo al 51». Dai, Putti, cerchiamo di essere
seri. «Ho letto il sondaggio di Repubblica mentre, come tutti gli anni,
lavoravo alla Festa della Zucca, su a Murta. La gente commentava il dato del 7
per cento scrollando la testa: la sensazione è che, questa volta, i genovesi
possano diventare protagonisti sul serio. I partiti non permettono di
esprimersi, decidono tutto loro. La gente, che invece vuole contare, si
avvicina a noi e sente che c´è un´altra strada possibile». Mi spiega le
differenze? «Io, Paolo Putti, cercherò di fare il sindaco. Comunque vada, tra
cinque anni, lascerò il posto ad altri. E tornerò dai miei bambini, tornerò al
mio lavoro di educatore. Verranno altri ai quali io trasmetterò la mia
esperienza. Da eletto sei gratificato, hai i benefit, gli sconti, le prebende.
E´ bene che la vicinanza col potere duri il meno possibile. Per noi cinque anni
bastano». Insisto. L´accusa più frequente, al Movimento 5Stelle, è che,
semplicemente, non esista. C´è Beppe Grillo e dietro
c´è una società di marketing, la Casaleggio, che tutto decide, le scelte e i
candidati. «Rispondo con ordine. Beppe è giusto che stia fuori, anche se molti
nel nostro movimento - soprattutto a Genova - vorrebbero un suo coinvolgimento
in prima persona. Ho incontrato quelli della Casaleggio: è gente che affianca,
al proprio lavoro normale, una quota di volontariato per il bene comune.
Capisco che è strano. Capisco i sospetti. Mi spiace, ma è così». (r.n.)
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"iltempo.com" del 15-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Politica 15/11/2011,
05:30 Il caso Il partito, dopo i successi in Svezia e Germania, pronto a
lanciarsi in Italia.
Sottotitolo: Non hanno rappresentanza
parlamentare e per ora, almeno a giudicare dal lavoro avviato dal professor
Mario Monti, non hanno in programma di scontrarsi in una contesa elettorale.
Eppure è già lotta aperta tra coloro che
puntano a raccogliere i consensi dell' antipolitica. Il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si è infatti scagliato contro il Partito pirata che, dopo i
successi in Svezia e Germania, vorrebbe ripetersi in Italia. "Abbiamo
deciso - ha affermato il presidente del Partito pirata italiano Athos Gualazzi
- di prendere parte al prossimo appuntamento elettorale. Con forme e
metodi che decideremo tutti assieme, in rete". Immediata la
"scomunica" di Beppe Grillo: "I partiti
e le lobby meritano un encomio per la loro opera infaticabile nel creare
movimenti di distrazione politica di massa. Lo scopo è fin troppo evidente,
quello di generare confusione e di impedire un' affermazione a livello
nazionale del MoVimento 5 Stelle. Qualcuno
puntualmente abbocca. Prima venne il Popolo Viola, poi gli Indignados, ora i
Pirati italiani. Rick Falkvinge, uno dei fondatori de Pirati svedesi, tenne a
battesimo la nascita del MoVimento 5 Stelle due anni
fa a Milano...In futuro, prima delle elezioni nazionali, non ci faranno mancare
niente, ci sarà il Partito dei Bucanieri, il Movimento Italo-Lituano dei
Filibustieri e, per i votanti della terza età, Le Nonne dei Corsari Neri. Loro
non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Arrivederci in
Parlamento...". Al di là degli anatemi dei grillini,
va ricordato che il neo partito di Gualazzi, alle ultime amministrative aveva
inserito qualche candidato tra Sinistra ecologia libertà, Verdi e liste
civiche.
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"ilsole24ore.com" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
La cancelliera Angela Merkel , questa
mattina, ha tenuto un discorso al Congresso del suo partito,
la Cdu, e ha voluto rilanciare il progetto europeo con alcuni punti chiari e
netti. Primo obiettivo: completare il processo di unità politica
ed economica con un "passaggio dirompente verso una nuova Europa".
Difendere l' euro, "simbolo di pace, libertà e prosperità", è l'
altro ambizioso obiettivo, ma Merkel, consapevole di una crescente diffidenza
da parte dell' opinione pubblica tedesca verso la
crisi dei debiti sovrani e la sua gestione comunitaria, ha ribadito che va
anche tutelata l' indipendenza della Banca centrale europea, sottolineando che
la Bce va tenuta lontana dal finanziamento diretto
della crisi del debito.
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 14 NOV - ''Le notizie
riportate dalla stampa e dalle agenzie circa imminenti dimissioni dall'
incarico di Direttore Generale del Tesoro del Professor Vittorio Grilli, sono infondate e generano inutile confusione in
giorni cosi' delicati per il nostro Paese''. Lo afferma il ministero dell'
Economia in un comunicato.(ANSA).
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Roma, 14 nov. (TMNews) - "Le notizie
riportate dalla stampa e dalle agenzie circa imminenti dimissioni dall'
incarico di direttore generale del Tesoro del professor Vittorio Grilli, sono infondate e generano inutile confusione in
giorni così delicati per il nostro Paese". Lo rende noto l' ufficio stampa
del ministero dell' Economia.
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"unita.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA)-ROMA, 14 NOV- L' ex pilota
italiano della MotoGp Loris Capirossi e' stato nominato consulente
per questioni riguardanti la sicurezza nel Mondiale della MotoGP. Lo rende noto
il sito della Dorna. Con l' introduzione della nuova capacita' 1000cc, delle
nuove regole CRT e della nuova classe Moto3 - ricordano gli organizzatori del
motomondiale - si preannuncia un nuovo ed emozionante capitolo della storia del
Campionato del Mondo. La Dorna ha anche chiesto alla Fim il ritiro del n.65, in
omaggio a Capirossi.
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"corriere.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SPORT.
(ANSA) - ROMA - L' ex pilota italiano
della MotoGp Loris Capirossi e' stato nominato consulente
per questioni riguardanti la sicurezza nel Mondiale della MotoGP. Lo rende noto
il sito della Dorna. Con l' introduzione della nuova capacita' 1000cc, delle
nuove regole CRT e della nuova classe Moto3 - ricordano gli organizzatori del
motomondiale - si preannuncia un nuovo ed emozionante capitolo della storia del
Campionato del Mondo. La Dorna ha anche chiesto alla Fim il ritiro del n.65, in
omaggio a Capirossi.
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"ilgiornale.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
"Taglierò i costi
e i privilegi della politica". Firmato: Mario
Monti . La promessa dell presidente incaricato rischia di fare acqua da tutte
le parti. Perché lo scherzetto del governo tecnico ci costerà salato. Più
salato che gli italiani fossero stati chiamati al voto anticipati. Il tutto grazie
a una legge fatta dall' ex premier Romano Prodi. "Il governo tecnico
snello costerà 4,8 milioni di stipendi - scrive il vicedirettore di Libero ,
Franco Bechis, su Twitter - il governo uscente costava
2,9 milioni". Mica bruscolini. Quasi il doppio. Che in tempi di crisi, non
è certo poco. Basta fare un giro sul sito della Ragioneria territoriale dello
Stato per capire che Bechis fa sul serio. L' inghippo è semplice. Con le
dimissioni di Silvio Berlusconi tornano a casa 23 ministri, tre viceministri e
ben 38 sottosegretari. Numeri da capogiro, certo. Ma i loro stipendi costavano all' erario pubblico tra i 40 e i 50mila euro all'
anno per un totale di 2,8 milioni di euro. Monti ha, invece, parlato di un
esecutivo snello con solo tecnici (niente politici).
Qui snello sta per magro e non per "a buon mercato". Guai a loro se
per una volta si risparmia un nichelino. Macchè! Grazie a una legge del 1997
firmata dal Professor Prodi, i nuovi titolari dei dicasteri - in cambio della
mancata indennità parlamentare - metteranno in saccoccia 132mila euro lordi
annui. Insomma, come spiega lo stesso Bechis, "il governo tecnico snello
costerà 4,8 milioni di stipendi", mentre "il governo uscente costava 2,9 milioni". Se questo è l' inizio non siamo
certo messi male. A questo "spreco" va ad
aggiungersi, come denunciato nei giorni scorsi dal Giornale , il lauto
stipendio dello stesso SuperMario. Grazie alla scelta di Giorgio Napolitano di
nominarlo senatore a vita, Monti "aggiunge 12.005,95 euro lordi di
indennità , più 12.680 euro netti di rimborsi, al costo
mensile dei senatori italiani. In un anno (12 mensilità) fanno 144mila euro
lordi di stipendio, e 152mila di rimborsi: circa 300mila euro l' anno di costo per Monti senatore a vita". Alla faccia della
crisi. Come se non bastasse l' ingresso in politica
dell' economista della Bocconi garantirà a 350 parlamentari di prima nomina e
ad altri 264 veterani un vitalizio mica da ridere. I primi raggiungeranno la
cifra di 2.412 euro al mese al compimento del 65esimo anno di età con un costo aggiuntivo per le casse dello Stato di oltre 172
milioni di euro. Grazie a SuperMario i parlamentari eletti nel 2006 e
rinominati due anni dopo, invece, andranno invece in pensione a 60 anni con
4.202 euro al mese. Una spesa di oltre 465 milioni di euro. Alla faccia dei
tagli dei costi della politica,
insomma. La dieta firmata da Mario Monti inizia con una grande abbuffata . A
questa seguirà, con buona probabilità, una dieta ferrea. Ma quella dovranno
farla i cittadini sui quali peseranno la reintroduzione dell' Ici e la patrimoniale. Tag: sprechi della politica, mario monti, vitalizi, indennità, governo tecnico, costo Il presidente incaricato Mario Monti Ingrandisci immagine.
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"ilgiornale.it" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
I pirati attaccano Beppe Grillo e il suo movimento. Nonostante in Italia si attende
l' insediamento del governo Monti e le elezioni anticipate sembrano ormai una
chimera, c' è chi ha già affilato le armi ed è pronto a scendere in campo. Quel
qualcuno è appunto il Partito pirata . L' obiettivo? Rubare consensi a quell'
area che è ha sempre rappresentato il bacino preferito dal comico genovese: gli
indecisi e quelli che fanno dell' antipolitica il proprio vessillo. A testimoniare
il timore nei confronti del Partito pirata basta osservare l'
attenzione che Grillo gli ha riservato. Un post nel suo blog dal titolo "Le nonne
dei corsari". "I partiti e le lobby - si legge sul blog del leader
del Movimento 5 Stelle - meritano un encomio per la loro opera infaticabile nel creare
movimenti di distrazione politica di massa. Lo scopo è fin troppo
evidente, quello di generare confusione e di impedire un' affermazione a
livello nazionale del Movimento 5 Stelle. Qualcuno puntualmente
abbocca. Prima venne il Popolo Viola, poi gli Indignados, ora i Pirati
italiani. Rick Falkvinge, uno dei fondatori de Pirati svedesi, tenne a
battesimo la nascita del M5S due anni fa a Milano...In futuro, prima delle
elezioni nazionali, non ci faranno mancare niente, ci sarà il Partito dei
Bucanieri, il Movimento Italo-Lituano dei Filibustieri e, per i votanti della
terza età, Le Nonne dei Corsari Neri. Loro non si arrenderanno mai (ma gli
conviene?). Noi neppure. Arrivederci in Parlamento...". Il Partito pirata
ha riscosso successo nel Nord Europa, Svezia e Germania e adesso punta al
Belpaese. Nell' ultimo weekend a Trento, nel corso del meeting IGF (Internet
governance forum), il Partito pirata ha annunciato infatti la svolta:
"Abbiamo deciso - afferma il gruppo guidato da Athos Gualazzi - di
prendere parte al prossimo appuntamento elettorale. Con forme e metodi che
decideremo tutti assieme, in rete". Al forum è giunta anche la benedizione
di Rick Falkvinge , fondatore del Partito pirata svedese. Quello stesso
Falkvinge che è stato scomunicato da Grillo nel
suddetto post. E come se non bastasse, a complicare il panorama politico per Grillo ma soprattutto per il Partito pirata si aggiunge la
denuncia che il leader del Partito ha lanciato dal suo sito. Perché al di là
degli anatemi dei grillini , il neo partito di
Gualazzi, che alle ultime amministrative ha collocato qualche candidato tra
Sinistra ecologia libertà, Verdi e liste civiche, deve vedersela con altri
pirati. Falsi però. "Mentre il Presidente Napolitano deve ancora stabilire
una data per la consultazione elettorale e, purtroppo, tutto fa capire che
quella data non sia vicina, dobbiamo registrare che già crescono i tentativi di
imitazione. Insomma - sostengono quelli del Partito-pirata - non siamo neanche
in campagna elettorale e già sono nate le liste clone. Si chiamano pirati ma
sono gli avversari dei pirati, non che abbiano un grosso peso ma intanto vale
la pena mettere in guardia tutti: quei finti pirati potrebbero fare danni alla
causa delle libertà digitali. Ci faremo rispettare in ogni sede, anche
legale". Insomma, tra pirati falsi e pirati veri, il timore che qualche grillino possa diventare un corsaro sembra che attanagli non
poco Grillo. Tag: partito pirata, movimento cinque stelle, campagna elettorale, beppe grillo
Beppe Grillo Ingrandisci immagine.
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"larepubblica.it (Roma)" del 14-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL SOPRALLUOGO.
Sottotitolo: Visita alla stazione
Annibaliano. Tra un mese finiranno i lavori da piazza Bologna a Conca d' Oro.
Presidente della Camera: "Un bell' esempio per la città di Roma e per la
politica"
I lavori per la realizzazione della linea
B1 da piazza Bologna a Conca d' Oro si concluderanno tra un mese, nel dicembre
del 2011 come da cronoprogramma. E, dopo i collaudi, entrerà in funzione a
febbraio 2012. Per la tratta Conca d' Oro-Jonio la chiusura del cantiere è
prevista per il Natale 2012. A confermare i tempi per la chiusura dei lavori
della linea B1 sono stati, dopo un sopralluogo al cantiere, il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, il presidente di RomaMetropolitane, Giovanni Ascarelli e l'
ad, Federico Bortoli. Ospite d' onore delle future stazioni Libia e Annibaliano
è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sindaco e autorità sono
scesi nel cantiere Annibaliano, sono poi saliti su un trenino, passando nei
tunnel che tra pochi mesi sarà utilizzato dai convogli della B1, e sono
risaliti in superficie nella stazione Libia-Gondar. "Qui - ha spiegato
Alemanno al termine della visita - siamo alla frontiera avanzata della
trasformazione della città. Un' opera frutto di una grande integrazione tra pubblico
e privato". Il sindaco ha poi fatto un appello "alla politica nazionale". Qui, ha detto, "si sono
rispettati tempi ma dobbiamo fare uno sforzo per superare difficoltà
burocratiche, legislative e i conflitti di potere. Va fatto uno sforzo per
rendere le normative più chiare e i tempi certi per le opere pubbliche, come
questa metro". Bortoli ha ricordato che "l' opera sarà consegnata nel
rispetto dei tempi e nei costi", mentre l'
assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, ha parlato del futuro:
"Nonostante la crisi siamo già al lavoro di progettazione per la tratta
Jonio-Bufalotta". Fini ha concluso la scaletta degli interventi:
"Questa opera - ha detto - può essere presa a esempio per la
collaborazione che c' è stata tra amministrazioni capitoline
e tra autorità locali e statali. Ero curioso di visitare questo cantiere e
tornerò perché voglio vedere la talpa in azione". La linea B1 costerà
complessivamente 733 milioni, di cui 494 finanziati da Roma
Capitale e 239 dallo Stato. Le nuove fermate, oltre al nodo Bologna che già
serve la linea B, saranno quattro: Annibaliano, Libia-Gondar, Conca d'
Oro e Jonio. L' intera tratta, fino a Jonio, sarà lunga circa 6 chilometri. La
metropolitana di Roma è "un bell' esempio per la città di Roma e per la politica, che se crede nella possibilità di lavorare in modo
coeso e nella possibilità di raggiungere gli obiettivi che si prefigge, deve
anche credere nella possibilità di riavere la fiducia da parte
dei cittadini che danno o tolgono la fiducia in ragione di quel che vedono, in
ragione dei risultati - ha aggiunto il presidente della Camera - Sono certo che
se la politica sarà capace, ognuno al proprio livello
di responsabilità, di fare quello che qui è stato fatto, vale a dire tempi
certi, stanziamenti certi e rispetto delle regole, la politica
sarà capace di tornare ad avere la fiducia complessiva del nostro popolo".
"Quando si parte con il piede giusto e ci si
affida ad amministrazioni, aziende e persone serie, si riescono a raggiungere
quegli obiettivi che per una sorta di luogo comune in tante circostanze in
Italia sembrano impediti ad altre amministrazioni e aziende. Non è usuale
sentir dire 'stiamo rispettando i tempi e i costi' -
ha continuato Fini - una delle piaghe, ahimè antiche, dell' amministrazione
italiana nel suo complesso è proprio quella di non riuscire, agli occhi del
cittadino, a onorare quegli impegni determinando non soltanto un aumento dei costi, ma dando per assodato che la politica
quando si impegna non mantiene e che l' onere che va a gravare sulle spalle del
cittadino alla fine è molto più gravoso di quello preventivato. E' di rilievo
il fatto di poter presentare a Roma questa opera che migliorerà la qualità
complessiva della vita dei romani". La metropolitana di Roma "non è
soltanto un' opera che abbellirà la città, ma può essere presa a esempio in una
dimensione generale" grazie alla "collaborazione che vi è stata tra
le istituzioni. Si sono alternate delle amministrazioni - ha ricordato - ma l'
amministrazione Alemanno non ha pensato di azzerare, cancellare o rivedere il
lavoro della giunta precedente che era di diverso colore politico".
E poi, Fini ha concluso, la collaborazione "con i cittadini che, dopo un
iniziale e più che comprensibile fase di timore, quando hanno visto che si
faceva sul serio e si rispettavano i tempi, hanno preso atto che le cose si
possono fare bene e si può migliorare la qualità della vita in una città così
complessa. C' è una eccellenza italiana, nel senso pieno del termine, di cui
nonostante tanti problemi dobbiamo essere fieri". Inevitabile un
riferimento alla situazione politica nazionale. E a un
riavvicinamento del sindaco Alemanno al leader di Fli. "Auspico che ci sia
una grande ricomposizione del centrodestra attraverso il Pdl, una ricostruzione
che metta insieme tutti quelli che si sentono alternativi alla sinistra",
ha risposto il primo cittadino. In questo senso, un riavvicinamento a Fini, è
un "auspicio che non può non essere positivo". La linea B1 della
metropolitana è una infrastruttura nata nel 2005 dall' accordo tra l' allora
governo Berlusconi e l' amministrazione comunale guidata all' epoca dal centrosinistra.
"La giunta Alemanno ha portato avanti questa opera fondamentale per la
mobilità della città, finanziandola con 220 milioni di
euro, a testimonianza che quando la politica si muove
nell' interesse dei cittadini si possono superare anche differenze di schieramento
all' apparenza insormontabili. Mi auguro che anche a livello nazionale, in una
fase così delicata per il nostro Paese, si possa seguire l' esempio di quanto
fatto a Roma: il contributo di tutte le forze politiche
che hanno a cuore gli interessi dell' Italia è indispensabile per assicurare un
futuro sereno alla nostra nazione", ha osservato Aurigemma. L' ad di
RomaMetropolitane ha poi precisato: "Il problema del finanziamento
regionale della linea C è stato finalmente risolto. Per questo contiamo a fine
gennaio di aprire il cantiere. Da un lato la Regione ha versato al Comune la
prima tranche dei pagamenti di cui era debitrice nei confronti della stessa
Roma Capitale sulle prime tratte cantierate da Pantano a San Giovanni - ha
spiegato Bortoli - inoltre ha confermato impegno a finanziare
anche tratta San Giovanni Colosseo per il suo 12 per cento. Roma Capitale lo ha
fatto a maggio. La Regione lo sta facendo ora".
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"L'Unità" del 14-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista a Giuliano Poletti.
Sottotitolo: Il presidente di Legacoop: il
costo del denaro è raddoppiato. Sempre più difficile ottenere prestiti.
BIANCA DI GIOVANNI La priorità? Risolvere
i problemi del credito, della liquidità delle aziende, dei pagamenti della
pubblica amministrazione». Questa l' emergenza numero uno che il futuro governo
dovrà affrontare secondo il presidente di Legacoop Giuliano Poletti. Le
cooperative italiane, insieme ad altre organizzazioni datoriali, alle banche,
alle assicurazionie ai sindacati hanno già da tempo stilato un «decalogo per la
crescita» (ignorato dal governo Berlusconi). «Voglio sottolineare che queste
associazioni hanno fatto uno sforzo comune per il bene del Paese - spiega
Poletti - facendo ciascuno un passo indietro, e dimenticando i propri egoismi.
Non è poco». Nei giorni «caldi» della caduta dell' esecutivo di
centrodestrahanno diffuso uncomunicato chiarissimo: serve un governo tecnico,
perché andare alle urne sarebbe letale. Documento da cui ha preso le distanze
la Cgil. Come mai un documento così? «Lo abbiamo scritto quando la situazione politica era ancora confusa e l' Italia si trovava sotto un
attacco speculativo senza precedenti. La scelta delle elezioni anticipate
avrebbe messo il Paese in una situazione ancora più incerta, con effetti
nefasti sui mercati. Per questo abbiamo sentito il bisogno di prendere subito
una posizione chiara». Pensachel' esclusionedellaCgilpossa avere degli effetti
sull' andamento del confronto con il futuro governo? «Miauguro di no.Comprendo
lacautela della Cgil, che intende dare un giudizio su atti concreti. Ma una
volta che questi atti saranno noti, le cose cambieranno. Per parte
mia, sono convinto che un governo Monti dovrà sicuramente tenere la barra anche
sull' equità. A quel punto il confronto sarà apertissimo, e anche la Cgil sarà
chiamata a valutare gli atti di governo. Naturalmente la stessa cosa vale per
noi. Mi pare di capire che i temi più delicati, quelli che riguardano il
mercato del lavoro, per ora sono stati messi da parte
in vista di un doveroso confronto con le parti sociali. E le parti saranno all' altezza della
situazione: negli ultimi mesi si sono già fatti parecchi accordi importanti».
Quantopotràfareilgovernoitaliano sul credito, in un momento così turbolento sui
mercati? «Per noi il costo del denaro è quasi raddoppiato se non triplicato, e
abbiamo difficoltà crescenti a ottenere prestiti. Siamo certi che con una
gestione più oculata del debito e con una maggiore credibilità sui mercati, per
le banche italiane sarà più facile finanziarsi e
quindi anche allentare la stretta sul credito. Oggi siamo vicini al credit
crunch, e sappiamo che al 30 dicembre le banche dovranno fare la fotografia del
loro stato patrimoniale per rassicurare la comunità finanziaria.
Questo non aiuta». Certo, un allentamento delle tensioni sui titoli italiani
aiuterebbe, ma cos' altro potrà fare Monti? «Per noi l' altra priorità è il
recupero dei crediti che vantiamo con la pubblica amministrazione. Se non ci
pagano e non ci prestano i soldi, alla fine chiudiamo. E allora i costi saranno salatissimi. Chi perde il lavoro dovrà essere
coperto da ammortizzatori sociali. Se chiude un' impresa di servizi, allora
sarà lo Stato a dover fornire quei servizi. Questo vale soprattutto per il
settore della sanità. Non è che se una società di servizi chiude gli assistiti
scompaiono». Si parla di circa 70 miliardi. «Noi proponiamo che almeno in parte questi crediti siano compensati con le tasse da
pagare. Sarebbe una boccata d' ossigeno per molte piccole e medie imprese sull'
orlo della chiusura». ?
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"Corriere della Sera" del 14-11-2011 |
Prima |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' inchiesta.
Sottotitolo: di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO
STELLA.
L' agenda di governo di Mario Monti non
può che cominciare dalla B. Berlusconi? No: Burocrazia. Racconta il progettista
della stazione Tiburtina di Roma di una conferenza dei servizi, «decisa per
accelerare», con 38 partecipanti: trentotto! Un delirio: i 456 mila euro per
dare le fotocopie del progetto a tutti gli invitati sono o no un costo della
politica? Sì. Ed è lì che, per fare le altre riforme necessarie, il nuovo
premier dovrà mettere mano. Anzi, proprio per toccare il resto, dovrà «prima»
affondare il bisturi lì: nel grasso della cattiva politica. CONTINUA A PAGINA
15.
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di RAFFAELE NIRI. |
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 14-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il confronto L´ago della bilancia.
Sottotitolo: Il Pd tiene anche
nell´emergenza, il centrodestra arranca. E volano i "grillini" Il
sondaggio Rispetto al sondaggio Ipsos del mese scorso, il Pd perde solo un
punto: l´alluvione ha investito la Vincenzi ma non ha travolto il suo partito
Il Movimento 5 Stelle raggiunge i 7 punti, più di Rifondazione, Pdci Sel e
Verdi messi assieme. E rischia di essere determinante.
(segue dalla prima di cronaca) La
sorpresa, se di sorpresa è lecito parlare, si chiama Beppe Grillo:
il Movimento 5 Stelle raggiunge i sette punti secchi
(più di Rifondazione, Pdci, Sel e Verdi messi assieme, leggermente sotto
l´Italia dei Valori) e - come già accaduto in Piemonte con Mercedes Bresso o
nelle recenti elezioni del Molise - rischia di diventare determinante e quindi,
nei fatti, di far pendere l´ago verso il centrodestra. Il sondaggio
commissionato da Repubblica-Genova ad Ipr Marketing ed effettuato a metà della
scorsa settimana quando più furibonde erano le polemiche, pur penalizzando
pesantemente i rappresentanti del centrosinistra, ne "salva" i
partiti. L´unica candidata che - secondo il nostro sondaggio - vincerebbe al
primo turno, cioè la senatrice Roberta Pinotti accreditata da Ipr Marketing del
50,5 per cento sarebbe sopra la propria coalizione di ben quattro punti (il
centrosinistra nel suo complesso, ovviamente senza il Movimento 5 Stelle, arriva al 47,5). E molto sopra la propria alleanza è
parallelamente Enrico Musso: i partiti che potrebbero appoggiarlo in una prima
fase (cioè Udc, Rutelli, Futuro e Libertà, la stessa Lista Oltremare) si
fermano al 12 per cento, la coalizione del centrodestra arriva al 32 per cento
e quindi, insieme, al 44. Musso, in cinque ballottaggi su sei, secondo Ipr
Marketing, supererebbe invece ampiamente il cinquanta per cento. Ma andiamo con
ordine. Ipr Marketing ha chiesto ad un ampio campione di genovesi (per la
precisione 1.003) le intenzioni di voto, indipendentemente dal candidato
prescelto. Primo partito della città si conferma il Pd, col 32 per cento: nelle
comunali di cinque anni fa aveva il 34,5 e nelle regionali dell´anno scorso il
31,7, ma in entrambi i casi c´era una lista del candidato (rispettivamente
Vincenzi e Burlando). Un confronto serio e diretto piò essere quello col
sondaggio commissionato dal Pd nazionale, il mese scorso, alla Ipsos di
Pagnoncelli, sondaggio che finora era rimasto chiuso in cassaforte. Ebbene il 6
ottobre il Pd genovese era quotato 33,4, quindi l´ondata di fango sulla città,
se tradotta in mere statistiche, "picchia" per un punto e mezzo.
Decisamente poco, se pensiamo invece quanto distrugge l´immagine del sindaco
Vincenzi che finisce addirittura ventidue punti sotto la Pinotti, quando solo
due settimane fa era alla pari o leggermente davanti. Ma se il Pd tutto sommato
tiene, ad essere danneggiata è l´intera coalizione: secondo Ipr Marketing oggi
Sel è al 3,5 (per Pagnoncelli era un mese fa al 5,4), Italia dei Valori è al
7,5 (Pagnoncelli la dava un po´ più bassa, ma alle regionali dello scorso anno
in città era oltre al 10), vanno malissimo tutti i minori, dai Verdi a
Rifondazione. Il dato finale dice 47,5, che è comunque sotto il cinquanta.
Facile prevedere le polemiche con il Movimento 5 Stelle:
secondo Ipr Marketing è al 7, secondo Pagnoncelli era al 7,1%, in tutti i casi
sono voti in gran parte "di sinistra" che rischiano di far vincere il
candidato di destra. Non è questa la sede per sviluppare il ragionamento, ma
risulta evidente che questo sarà uno dei nodi della campagna elettorale per le
comunali di primavera. E veniamo al centrodestra: rispetto a tutte le ultime
elezioni è in caduta libera. Per Ipr Marketing è al 25 per cento, oltre otto
punti sotto le ultime politiche e oltre sette rispetto alle regionali (sommando
Pdl più lista Biasotti). La Lega Nord perde di brutto rispetto alle regionali
(era a 8,5) e guadagna un punto sulle comunali, quando era ferma al 3,7. Destra
inesistente, curioso l´effetto di cannibalizzazione della lista Musso nei
confronti del centro: per Ipr Marketing prende il 4,5%, secondo Pagnoncelli era
al 5,5%, in tutti i casi "annulla" tanto l´Udc quanto Futuro e
Libertà, che sono i partiti di riferimento del senatore. Chissà se i dirigenti
locali dei due partiti centristi saranno contenti.
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"lastampa.it" del 13-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Con la crisi più debito e
nessuna riforma. Addio alla fiducia: prima dei mercati, poi dell' intero Paese.
Trent' anni: tanto ci ha messo l' Italia
sfiancata dalla Seconda guerra mondiale per portare il reddito procapite sui
valori del resto d' Europa. Nel 1950 eravamo al 75% della media europea, nel
1980 sopra il 99%. Altri trent' anni (qualcosa in più) e il resto d' Europa
guarda a noi come il paese più pericoloso, quello che rischia di far saltare
tutto il sistema. Quello in cui - come per la Grecia - bisogna affidare l'
agenda politica all' economia per evitare di
sprofondare. E pensare che nel 1994 il volto nuovo-Berlusconi si presentò agli
italiani forte delle sue capacità di imprenditore, all' indomani del fallimento
della Prima Repubblica, dello choc dell' Italia uscita dal sistema monetario
europeo e della manovra lacrime e sangue firmata da Giuliano Amato nel 1992.
Gli indicatori economici raccontano bene il tentato rimbalzo. Il parametro nel
mirino, oggi, è il debito (vedi grafico 3). Berlusconi lo aumentò durante il
suo primo governo. Nel secondo - anche se tra alti e bassi - riuscì però a
continuare sulla linea di abbassamento del debito portata avanti dai governi di
Prodi, D' Alema e dello stesso Amato tra il 1996 e il 2001. La vera impennata
del debito coincide con l' ultimo governo Berlusconi, e con l' anno in cui è
esplosa la grande crisi. Tutti i paesi hanno reagito alla crisi aumentando il
loro debito, il problema italiano è che nessuno ha messo sull' altro piatto
della bilancia programmi di rilancio dell' economia. Riforme, liberalizzazioni,
demolizione di privilegi e sacche di spesa inutile. Ed ecco che mentre cresceva
il debito, non crescevano l' occupazione giovanile (grafico 4), né la capacità
di risparmio delle famiglie (grafico 2), né la fiducia dei consumatori (grafico
1). Della miniripresa che il resto del mondo ha visto tra fine 2010 e inizio
2011 in Italia non è arrivato nulla. L' altro grande imputato è lo spread
(grafico 5), la differenza tra gli interessi chiesti dal mercato per prestare
denaro all' Italia e alla Germania (il paese considerato più solido dell'
Eurozona). Quando era premier Massimo D' Alema lo spread viaggiava intorno a 25
punti base. La settimana scorsa abbiamo toccato quota 500. Con Giuliano Amato
il valore oscillava fra i 30 ed i 40 punti base. Il secondo governo Berlusconi
segna un periodo di tranquillità, con lo spread a 13 punti nel 2005 e di nuovo
intorno ai 30 nel 2006. In quell' anno però il rallentamento della crescita
italiana pesa sui mercati. Prodi succede a Berlusconi. Due anni dopo lascia e
lo spread è a quota 47 punti. Dal 2008 in poi la spirale non si è ferma, anzi ha accelerato negli ultimi mesi. Il vero costo della politica va oltre auto blu, megastipendi e sprechi. Il vero costo sta nelle riforme mancate, quelle che dovrebbero incoraggiare i
mercati a considerare l' Italia un paese affidabile e ad investirci senza
timori. Le riforme costano in termini di consenso, un conto che la politica cerca di rinviare. Solo che, di rinvio in rinvio,
quel conto diventa sempre più salato. Un aumento dello spread di 20 punti,
consolidato per un anno, costerebbe all' Italia 3,6
miliardi. Tra giovedì e venerdì l' aumento è arrivato a 100 punti, mentre la politica discuteva di cavilli.
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"Il Riformista" del 13-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
gettive, legate principalmente al fatto
che mai la Dc avrebbe mai potuto accettare di veder attribuita la guida dell'
esecutivo a un esponente del Pci, principale partito di
opposizione. Non contribuì neppure a rasserenare il clima e ad aiutare un
confronto sereno tra le correnti democristiane, la netta presa di posizione del
segretario del Pds, Achille Occhetto, che propose di incaricare Mario Segni
(oramai in aperta rottura con il suo partito, la Dc) o
in alternativa Napolitano. È di fronte a questo stallo, che Scalfaro matura una
sorta di "mossa del cavallo": fa nascere un governo misto (politici e tecnici) guidato per di più dal Governatore della
Banca d' Italia. «Sia io che Spadolini incoraggiammo Scalfaro in quella
direzione - scrive Giorgio Napolitano con parole che potrebbero tranquillamente
essere usate oggi per la figura di Mario Monti Conoscevamo e apprezzavamo Carlo
Azeglio Ciampi, per il rigore e la limpidezza con cui esercitava da molti anni
il suo ruolo, per il suo disinteresse e la sua misura. La sensibilità di quell'
esecutivo per la fondamentale esigenza di riguadagnare credibilità e prestigio
alle istituzioni democratiche e di avviare il passaggio a un nuovo sistema politico era garantita proprio dal suo presidente, Ciampi».
L' altra rilevante novità del governo Ciampi fu la nomina di tre ministri
tecnici graditi al Pds (Augusto Barbera ai Rapporti con il Parlamento, Luigi
Berlinguer all' Università e Ricerca Scientifica e Vincenzo Visco alle Finanze), oltre al verde Rutelli (Ambiente). Il famoso
episodio dell' esito negativo dell' autorizzazione a procedere nei confronti
del segretario socialista Bettino Craxi (con la famosa coda del lancio delle
monetine di fronte all' albergo Raphael, divenuta una delle icone di
Tangentopoli), determinò, però, un brusco cambiamento di rotta e i tre ministri
in quota Pds giurarono il 28 aprile e si dimisero il 4 maggio 1993. La
decisione dirompente di Occhetto e dei vertici di Botteghe Oscure fu dettata
dalla preoccupazione di non apparire troppo "compromessi"
con il vecchio sistema di governo del pentapartito. Una scelta che costò molto
cara al partito e all' intero schieramento progressista, anche perché contribuì
non poco ad accentuare quella sensazione di vuoto politico e di
deficit di affidabilità della sinistra, su cui, di lì a pochi mesi,
impernierà buona parte della sua strategia politica e di comunicazione Silvio Berlusconi e il nuovo
soggetto politico da lui fondato, Forza Italia. Quelle
dimissioni finirono dunque per far prevalere l' idea di quanto fosse ancora
presente e radicata l' atavica ritrosia di una certa sinistra massimalista ad
assumersi responsabilità di governo e alimentare, nel popolo della sinistra, la
(fallace) convinzione che una simile tattica sarebbe stata poi premiata dagli
elettori. «E fu errore grave - è sempre una annotazione critica del presidente
Napolitano tratta dal suo libroautobiografia - perché così il Pds, che giorni
dopo si astenne nella fiducia al ministero Ciampi, sarebbe arrivato alle
elezioni del 1994 non essendo più partito di
opposizione e non essendo ancora partito di governo».
È proprio vero che per la sinistra riformista gli esami (da Ciampi a Monti) non
finiscono mai.
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di [D. G.] |
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"La Stampa (ed. Aosta)" del 13-11-2011 |
Aosta |
Pagina: 60-61 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: COMUNI/1. VARATA UNA COMMISSIONE.
Consigliere Mirko Billet è tra i
promotori dell' iniziativa di dialogo politico Da una mozione presentata dalla
minoranza, il Consiglio comunale di Lillianes ha istituito una Commissione
permanente per i regolamenti, lo statuto e gli affari generali composta di
sette consiglieri di maggioranza e tre di minoranza: Milena Clos, Barbara
Lazier, Enrica Cretaz, Monica Omenetto, Velia Longis, Federico Giacosa, Aurelio
Vallomy, Fabrizio Sesano, Gianpaolo Gassino e Mirko Billet.
L' esigenza era sorta a seguito di alcune considerazioni: «Il Consiglio
comunale si trova spesso ad essere un organo di semplice ratifica di indirizzi
- ha detto il consigliere di minoranza Billet -. Abbiamo richiesto una
commissione perché avesse un peso istituzionale, rinunciando ai gettoni di presenza».
Presieduta da Barbata Lazier, la commissione affronterà per primo il problema
del nuovo regolamento di polizia mortuaria. «Abbiamo accolto con positiva
consapevolezza la proposta, poiché risponde alle esigenze di "buon
governo" - ha detto il sindaco Daniele De Giorgis -. Invece di tante
piccole commissioni, meglio una sola che affronti tutte le problematiche». Il
Consiglio ha poi approvato il progetto preliminare per interventi di raccolta e
regimazione delle acque lungo la strada comunale che porta a Vers-Barottaz, Les
Tournons e Les Courts. I lavori che in un primo progetto avrebbero dovuto
costare 900 mila euro, sono scesi a 450 mila. «Non è più tempo di opere
faraoniche - ha detto il sindaco - Il primo progetto prevedeva opere sofisticate
di alta ingegneria. Abbiamo scelto un tipo di intervento più semplice che costa
meno, allungando anche il tratto di strada su cui intervenire».
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di [G. FO.] |
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"La Stampa (ed. Alessandria)" del 13-11-2011 |
Alessandria |
Pagina: 58-59 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: MOVICENTRO.
«Vieni in centro e il posteggio lo paga
il negoziante». E' stato raggiunto l' altro ieri l' accordo tra il Cit e il
consorzio Il cuore di Novi, al termine di una riunione che ha sancito la
prossima applicazione del parcheggio a pagamento «a scalare». «Non sarà una
tessera con microchip - spiega il presidente del consorzio novese, Fabrizio
Stasi - ma un gettone, utilizzabile dai posteggiatori.
Il metodo non cambia però la sostanza e siamo contenti dell' accordo stabilito
con il Cit che ci ha proposto questa soluzione. Loro acquisteranno la
macchinetta emettitrice funzionante a gettoni che sarà
posizionata nel parcheggio sotterraneo del Movicentro e noi acquisteremo i gettoni che offriremo alla clientela dei negozi aderenti al
consorzio. Avremo quindi un filo diretto tra cliente e negozio, poiché con un
minimo di spesa sarà garantito il posteggio nel centro di Novi. Questo sistema
è già da qualche tempo attuato in diverse parti d' Italia». Chi acquisterà nei
negozi del Cuore di Novi (sono circa 120 al momento) potrà ricevere il gettone caricato in euro. «Ci sono delle condizioni a cui il
Cit dovrà attenersi - conclude Stasi - come fornire la massima visibilità al
Movicentro anche attraverso la cartellonistica, magari posizionando insegne
sulla rampa del posteggio sotterraneo stesso e in superficie, recante il logo
della Novicard. Non si tratta di posteggiare l' auto e toglierla quando si
vuole. Offriremo la possibilità di posteggiare per almeno un' ora e mezza,
grazie a questi gettoni che acquisteremo come
consorzio o come singoli negozianti». L' operazione dovrebbe partire prima dei
saldi, probabilmente durante le vacanze natalizie. Beneficiari i clienti dei
punti vendita in centro L' iniziativa partirà nel periodo natalizio.
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 13-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La polemica.
E´ un vero e proprio caso che sta creando
discussioni e imbarazzi quello dei 50 consulenti
incaricati dalla Provincia della Spezia di una prima verifica dei danni causati
sul territorio dall´alluvione. Specie se si pensa che Claudio Burlando, presidente
della Regione e Commissario per l´alluvione, in queste ore, ha invece affidato
lo stesso incarico - a costo zero - alla Provincia di
Spezia affiancandole quella di Trento, che dispone di mezzi conoscenze
specifiche in materia, specie nell´esame di foto aeree. La scelta del
presidente della Provincia Marino Fiasella sarebbe legata alla mancanza di
personale. La questione consulenti (ingeneri e
geologi) sarà affrontata lunedì pomeriggio in prefettura a Spezia durante una
riunione di tutti i sindaci dei comuni colpiti con rappresentanti provinciali e
regionali. (m. p.)
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 13-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Antonio Noto, direttore di Ipr
Marketing che ha effettuato la rilevazione: "Una città spaccata in due.
Come sempre"
Primo, la disillusione. «In tutti i
sondaggi che ho effettuato a Genova, la Vincenzi ha sempre diviso la città in due. O la ami o la odi. E´ ovvio che l´alluvione ha fatto
andare alle stelle il partito degli odiatori». Secondo: Grillo profeta in
patria. «E´ una costante: dove il centrosinistra non convince, il Movimento 5 Stelle esplode. Ora che il centrosinistra genovese arranca, Beppe Grillo fa sfracelli nella sua città». Terzo, il boom del voto
disgiunto: «E´ una costante di tutte le ultime elezioni, vedi Napoli con De
Magistris: maggiore è il caos politico, più facile è l´allontanamento
dell´elettore dal partito, a favore del candidato. Nel nostro sondaggio il dato
emerge clamorosamente: il Terzo Polo a Genova è molto debole, il candidato
Enrico Musso è molto forte». Antonio Noto, il motore di Ipr Marketing, la
società di sondaggi che viene utilizzata molto spesso da Repubblica per
monitorare il termometro politico del Paese, conosce a fondo Genova. E non è
molto sorpreso dai dati che emergono, con chiarezza, dal suo lavoro di questi
giorni. Una premessa: Repubblica-Genova e Ipr Marketing avevano scelto, da
tempo, la prima settimana di novembre come momento più indicato per effettuare
un sondaggio sulle intenzioni di voto. L´alluvione ha spostato di qualche
giorno la rilevazione ma, ovviamente, ha condizionato (negativamente) il
gradimento del sindaco. «Per questo - spiega Antonio Noto - mi pare
particolarmente interessante lo scostamento tra giudizio precedente e giudizio
successivo all´alluvione. Prima i pro-Vincenzi e gli anti-Vincenzi, grosso
modo, si bilanciavano. Dopo è enorme il numero dei disillusi. Del resto accade
sempre con le personalità forti, e la Vincenzi, indubbiamente, lo è. Un dato su
tutti è il cosiddetto "approval" su come il sindaco ha gestito
l´emergenza: solo il 14% la giudica positivamente, dato che sale al 32% fra gli
elettori di centrosinistra». Un centrosinistra che annaspa... «All´interno del
centrosinistra la candidatura più forte, oggi, è quella di Roberta Pinotti che,
al momento, staccherebbe l´attuale sindaco (al secondo posto) di 22 punti.
Passando invece alle intenzioni di voto alle amministrative, abbiamo ipotizzato
diversi scenari. Anche in questo caso il candidato più forte del centrosinistra
risulta essere Roberta Pinotti che, peraltro, è l´unica, nelle simulazioni, a
vincere al primo turno (50,5%) mentre il resto dei potenziali concorrenti di
area cede consensi verso Putti (5 stelle) o verso
Musso, raggiungendo fra il 40 ed il 43% dei consensi». Davvero Musso è
imbattibile? «All´interno degli altri schieramenti Enrico Musso sembra essere
il vero outsider, essendo in grado di raccogliere molti più consensi della sua
coalizione di riferimento mentre, al secondo turno, risulterebbe addirittura
vincitore in quasi tutti gli scontri grazie ai flussi di voto provenienti dagli
elettori del centrodestra al primo turno. Solo contro Roberta Pinotti, il
Senatore Musso risulterebbe perdente». Una domanda più tecnica: quanto può
incidere l´alluvione sul giudizio relativo a partiti e candidati? «I dati che
emergono risentono, emotivamente, dei recenti eventi che hanno colpito la città
ma, indipendentemente da ciò, indicano che i cittadini hanno la volontà e la
forza di guardare oltre, cercando fra le candidature prospettate quelle che, in
qualche modo, danno maggiori garanzie per la città e per quanti,
quotidianamente, ci vivono». La sfida finale sarà Pinotti-Musso? «Sette mesi,
in politica, sono un tempo enorme. Diciamo che oggi la sfida sarebbe quella.
Ma, sul domani, i sondaggisti preferiscono esprimersi il meno possibile».
(r.n.)
|
di PAOLO DE LUCA. |
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 13-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ciro Cacciola traccia il bilancio
di tre anni di attività della struttura museale nonostante i mancati
finanziamenti.
Tre anni di attività alle spalle, oltre
200 mila visitatori, per un ex edificio scolastico al centro di Ercolano
riconvertito a polo culturale. Eppure, alla vigilia del suo completo
"Restyling 2.0", il Mav, pur riconfermandosi come terzo museo più
visitato della Campania, continua a lamentare un bilancio in rosso, dovuto
principalmente ad uno scoperto di 600 mila euro, di fondi non erogati da
Regione e Provincia. «Un´empasse istituzionale che oggi sembra finalmente
rientrare», getta acqua sul fuoco il direttore del museo Ciro Cacciola,
annunciando l´arrivo dei 300 mila euro della Provincia entro fine mese. Dottor
Cacciola, rimangono tuttavia sospesi ancora i finanziamenti
regionali… «Effettivamente mancano quelli del 2010 e 2011, sia della giunta
Bassolino che Caldoro. Ed è un evento bizzarro, poiché il Mav è una struttura
che funziona e piace, con un bilancio più che positivo di visitatori anche per
quest´anno, assestati intorno alle 60 mila unità, e che esclude la paventata
chiusura dei mesi scorsi. Semplicemente, ci atteniamo ad una rigida politica di contenimento spese: dal personale (9 funzionari),
impiegato part time al 50%, alla vigilanza essenziale.
Attendiamo che Regione, Provincia e Comune decidano una volta per tutte se
valga la pena continuare ad impegnarsi a mantenere viva questo
progetto. La Provincia ci ha dimostrato di volerlo fare». Dove avete recuperato
i fondi per "Mav 2.0"? «Fanno parte di un finanziamento Por Campania presentato nel 2009. "Mav 2.0" è costato meno di 700 mila euro, di cui 550mila regionali. Organizzeremo a
dicembre il secondo festival di animazione "AniMav",
coordinato da Mario Serenellini, che prevederà l´anteprima nazionale al
Grenoble del terzo episodio della saga dei "Minimei"di Luc Besson.
Entro primavera, organizzeremo una "Rassegna di cinema e
archeologia", gemellati con Rovereto». Il Mav non colma il divario coi 200
mila ingressi annui agli scavi di Ercolano a poche centinaia di metri. Cosa
manca? «L´assenza di una governance che colleghi le molte realtà culturali del
territorio. Abbiamo convenzioni con trenta tour operator che attirano turisti,
soprattutto francesi spagnoli e russi, ma non basta. Da tempo chiediamo alla
Soprintendenza di inserire un sistema di bigliettazione che includa in una
unica card l´ingresso all´area archeologica, al museo e alla Reggia di
Portici».
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"La Repubblica (ed. Bologna)" del 13-11-2011 |
Bologna |
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Argomenti: Costi della
politica
«La procura chiede rispetto per il
proprio lavoro. Preciso inoltre che abbiamo fissato l´interrogatorio del
presidente Rizzo con urgenza su espressa richiesta
dell´avvocato Gamberini». Lo ha detto il procuratore aggiunto Valter
Giovannini, replicando alle dichiarazioni di Alessandro Gamberini, difensore di
Enrico Rizzo, presidente dell´Acer, indagato insieme
al direttore generale dell´Acer Larocca per abuso di ufficio. Gamberini aveva
parlato «di un surplus, un´overdose di iniziativa, di aggressività accusatoria
da parte della polizia giudiziaria». Ha rubato, in treno, il portafogli a un
politico che s´era appisolato, poi è sceso a Bologna e, con la carta di credito
del derubato, ha speso più di 2.000 euro da Prada. A. B., messinese di 50 anni,
per gli investigatori "Arsenio Lupin dei treni", è stato denunciato
dalla Polfer di Bologna, dopo che l´uomo (che ha svariati precedenti) è stato
incastrato dalle telecamere di sicurezza. Il politico era intanto stato
svegliato da un sms che l´avvisava di una spesa da 2.160 euro con la sua carta
di credito. Il ladro infine intendeva vendere i capi firmati per pagare debiti
di gioco.
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"unita.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Promessa d' amore
eterno, l' anello di fidanzamento e' forse il gioiello piu' desiderato dalle
donne. Per questo Cartier lancia il Bridal Sunday, speciale iniziativa che vede
aprire le porte di domenica della prestigiosa maison francese alle coppie che
vogliono scegliere l' anello di fidanzamento. Domani tocca a Roma, alla
boutique di via Condotti. Oltre a scoprire la collezione Bridal di fedi nuziali
e anelli di fidanzamento, viene presentato il servizio Mon
diamant par Cartier. Ovvero la possibilita' di ordinare un anello di
fidanzamento 'su misura', scegliendo tra sette montature e un gran numero di diamanti taglio brillante di qualita' eccezionale e di
carature diverse. Mon diamant par Cartier permette cosi' di veder realizzato in
poche settimane il proprio solitario, dopo aver scelto montature e
pietra con la consulenza degli esperti Cartier.
|
di Fabio Pavesi. |
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"ilsole24ore.com" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
La tempesta finanziaria
che si è abbattuta sull' Italia ha effetti dirompenti non solo sulla
sostenibilità del debito pubblico, ma sulla possibilità delle imprese di
continuare ad attingere al mercato del credito. Fare e ricevere prestiti è diventato molto più costoso e
complicato. Nessuno parla, nessuno si espone, ma se interpelli i banchieri
tutti ti dicono la stessa cosa. Le richieste di nuovi finanziamenti da parte delle imprese sono ferme, congelate, ai minimi storici. Di fatto
chi ha bisogno di rinnovare il debito, aspetta, rinvia, attende fin che
può momenti migliori. Già perché bussare alle porte delle banche rischia di
riservare cattive sorprese. Non perché le banche siano particolarmente
arcigne. Anche loro devono far girare il denaro per guadagnare. Il perché è che
il costo del denaro (la materia prima da prestare alle
imprese e famiglie) è fortemente aumentato. Spread su, costo
della raccolta fuori controllo Più sale lo spread sul Bund (e un anno fa era a
quota 174 punti base, oggi dopo i massimi a 550 è a quota 462) più aumenta il costo della raccolta per le banche. E se le banche non
vogliono lavorare in perdita devono trasferire i maggiori costi
del denaro su imprese e famiglie. Difficile quantificare di quanto sia esploso,
con la crisi drammatica italiana, il costo dei
prestiti per le imprese. Difficile perché ogni banca ha la sua politica di marketing, ogni impresa ha un suo merito di
credito, e qualche banca può decidere di lavorare in perdita (temporaneamente)
pur di mantenere i volumi erogati. E qualche altra banca può decidere di non
rischiare di vedere finire in sofferenza i suoi prestiti e tiene lontane le
imprese chiedendo tassi appena sotto la soglia di usura. Ecco perché nessuno
parla. Ecco anche perché le stime della stessa Banca d' Italia non aiutano più
di tanto, perché fatte su una media e gli ultimi dati pubblici sono fermi all'
estate. Per la banca centrale solo ad agosto, prima dell' ultima impennata
drammatica dello spread, il costo medio dei finanziamenti alle imprese è aumentato di mezzo punto
percentuale al 3,4%. Queste le statistiche ufficiali, ma la realtà sembra più
drammatica. Spiega un responsabile dei crediti corporate di una grande banca:
"Per un' azienda media con un merito di credito buono e un finanziamento a 5 anni, lo spread da fine 2010 a oggi è più
che raddoppiato passando da 180-200 punti base a quota 400 punti base".
Cosa vuol dire? Che applicato all' Euribor a 3 mesi, il tasso finito supera il
5,5%, quando solo un anno fa era al 3%. Sembrano spiccioli e invece no.
|
"ilgiornale.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Uno scandalo di corruzione
tocca la casa reale spagnola in piena campagna elettorale per le politiche anticipate del 20 novembre. Nel mirino dei
magistrati spagnoli è finito Inaki Urdangarin, duca di Palma, 43 anni, marito
dell' Infanta Cristina, la figlia più giovane di re Juan Carlos di Borbone e
della regina Sofia. È sospettato di avere stornato fondi pubblici attraverso la
Fondazione Noos di Barcellona, di cui è stato presidente fino al 2006. Lo
scandalo sembra avere irritato il monarca. La «Casa Reale si svincola dalla
difesa di Urdangarin» riferiva ieri El Mundo. Se sarà incriminato il duca d'
Alba dovrà difendersi «come qualsiasi altro cittadino» hanno fatto sapere fonti
di Casa del Re, confermando «rispetto scrupoloso per le procedure giudiziarie
in corso». Urdangarin è sospettato fra l' altro di avere emesso fatture false o
gonfiate nel quadro di un contratto da 2,3 milioni di euro con il governo
regionale delle Baleari per l' organizzazione da parte della Fondazione Noos da
lui presieduta di due conferenze su turismo e sport a Palma nel 2005 e nel
2006. L' ex giocatore di pallamano del Barcellona e della nazionale spagnola
aveva conosciuto l' Infanta ai giochi olimpici di Atlanta. L' anno dopo, nel
1997, il matrimonio con la principessa e la nomina a Duca d' Alba.
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"ilgiornale.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Marco Melgrati, consigliere regionale del
Pdl, ha chiesto la devoluzione del gettone di presenza in consiglio provinciale di Savona a favore degli
alluvionati della Liguria, come già avvenuto per il consiglio regionale. «Ho
aderito con entusiasmo a questa proposta, presentata in consiglio comunale ad
Alassio da un iscritto del Pdl ancorchè in maggioranza, e ho applaudito alla
decisione del consiglio regionale di destinare 1.000 euro per ogni consigliere
e assessore a valere sullo stipendio di novembre. Il presidente del consiglio
Parodi è intervenuto chiedendo ai Consiglieri Provinciali di aderire in forma
volontaria a questa mia istanza». «Sono certo», continua Melgrati, «che tutti i
Consiglieri Provinciali aderiranno».
|
di Fabio Pavesi. |
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"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 15 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Lo spread rallenta l' industria
Più che raddoppiati rispetto ad un anno fa i costi di finanziamento per le
imprese.
u Continua da pagina 1 Già perché bussare
alle porte delle banche rischia di riservare cattive sorprese. Non perché le
banche siano particolarmente arcigne. Anche loro
devono far girare il denaro per guadagnare. Il perché è che il costo del denaro (la materia prima da prestare alle imprese
e famiglie) è fortemente aumentato. Spread su, costo della
raccolta fuori controllo Più sale lo spread sul Bund (e un anno fa era a quota
174 punti base, oggi dopo i massimi a 550 è a quota 462) più aumenta il costo della raccolta per le banche. E se le banche non
vogliono lavorare in perdita devono trasferire i maggiori costi
del denaro su imprese e famiglie. Difficile quantificare di
quanto sia esploso, con la crisi drammatica italiana, il costo dei prestiti per le imprese. Difficile perché ogni banca ha la
sua politica di marketing, ogni impresa ha un suo merito di credito, e
qualche banca può decidere di lavorare in perdita (temporaneamente) pur di
mantenere i volumi erogati. E qualche altra banca può decidere di non
rischiare di vedere finire in sofferenza i suoi prestiti e tiene lontane le
imprese chiedendo tassi appena sotto la soglia di usura. Ecco perché nessuno
parla. Ecco anche perché le stime della stessa Banca d' Italia non aiutano più
di tanto, perché fatte su una media e gli ultimi dati pubblici sono fermi all'
estate. Per la banca centrale solo ad agosto, prima dell' ultima impennata
drammatica dello spread, il costo medio dei finanziamenti alle imprese è aumentato di mezzo punto
percentuale al 3,4%. Queste le statistiche ufficiali, ma la realtà sembra più
drammatica. Spiega un responsabile dei crediti corporate di una grande banca:
«Per un' azienda media con un merito di credito buono e un finanziamento
a 5 anni, lo spread da fine 2010 a oggi è più che raddoppiato passando da
180-200 punti base a quota 400 punti base». Cosa vuol dire? Che applicato all'
Euribor a 3 mesi, il tasso finito supera il 5,5%, quando solo un anno fa era al
3%. Sembrano spiccioli e invece no. Si raddoppia la spesa per interessi Il Sole
24 Ore ha provato a calcolare qual è l' impatto del raddoppio di fatto del costo dei prestiti nella spesa per interessi. Su un milione
di euro di debito contratto un anno fa si pagavano interessi per 28.500 euro.
Oggi con lo spread sul finanziamento a 350 punti dopo
il calo dello spread sui Bund a 462, si pagano 50mila euro, il 75% in più. E con
lo spread BTp-Bund ai massimi dei giorni scorsi a 550, il costo
sarebbe lievitato a 54.700 euro. Ma questo vale per la clientela cosiddetta
prime, la migliore quella che dà affidabilità al sistema creditizio. Per le
imprese già molto indebitate e con margini di redditività in calo lo spread
applicato arriva anche a toccare e superare i 600 punti base, portando il costo complessivo su un tasso variabile al 7,5-8%. In questo
caso la simulazione, sempre su quel milione di euro di nuovo prestito, vede la
spesa per interessi salire dai 28.500 euro del 2010 ai 70mila di ieri fino ai
74.700 euro del picco massimo dello spread BTp-Bund. «Non c' è correlazione
lineare, spiega un altro banchiere, tra il differenziale tra titoli italiani e
tedeschi e costo del debito alle imprese, ma c' è una
buona approssimazione». Ovvio che solo il rientro della tensione sul debito
sovrano può fare di nuovo respirare le imprese che a queste condizioni di
onerosità del credito bancario rischiano di non sopravvivere. Se il debito costa oltre il 5,5% per i migliori e il 7,5-8% per chi è
messo meno bene, la redditività del capitale delle imprese deve superare queste
soglie perché abbia senso attingere a nuovo credito. Se no non diventa
conveniente fare impresa. Meglio investire altrimenti i propri denari. E con la
frenata economica in atto, difficile per le imprese tenere questi livelli di
redditività sul capitale. E allora meglio non chiedere prestiti fin che si può.
Si chiama credit crunch da qualunque parte lo si
guardi, ed è già qui tra noi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 12-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
La tempesta finanziaria
che si è abbattuta sull' Italia ha effetti dirompenti non solo sulla
sostenibilità del debito pubblico, ma sulla possibilità delle imprese di
continuare ad attingere al mercato del credito. Fare e
ricevere prestiti è diventato molto più costoso e
complicato. Nessuno parla, nessuno si espone, ma se interpelli i banchieri
tutti ti dicono la stessa cosa. Le richieste di nuovi finanziamenti da parte delle imprese sono ferme, congelate, ai minimi storici. Di fatto
chi ha bisogno di rinnovare il debito, aspetta, rinvia, attende fin che
può momenti migliori. Già perché bussare alle porte delle banche rischia di
riservare cattive sorprese. Non perché le banche siano particolarmente
arcigne. Anche loro devono far girare il denaro per guadagnare. Il perché è che
il costo del denaro (la materia prima da prestare alle
imprese e famiglie) è fortemente aumentato. Spread su, costo
della raccolta fuori controllo Più sale lo spread sul Bund (e un anno fa era a
quota 174 punti base, oggi dopo i massimi a 550 è a quota 462) più aumenta il costo della raccolta per le banche. E se le banche non
vogliono lavorare in perdita devono trasferire i maggiori costi
del denaro su imprese e famiglie. Difficile quantificare di quanto sia esploso,
con la crisi drammatica italiana, il costo dei
prestiti per le imprese. Difficile perché ogni banca ha la sua politica di marketing, ogni impresa ha un suo merito di
credito, e qualche banca può decidere di lavorare in perdita (temporaneamente)
pur di mantenere i volumi erogati. E qualche altra banca può decidere di non
rischiare di vedere finire in sofferenza i suoi prestiti e tiene lontane le
imprese chiedendo tassi appena sotto la soglia di usura. Ecco perché nessuno
parla. Ecco anche perché le stime della stessa Banca d' Italia non aiutano più
di tanto, perché fatte su una media e gli ultimi dati pubblici sono fermi all'
estate. Per la banca centrale solo ad agosto, prima dell' ultima impennata
drammatica dello spread, il costo medio dei finanziamenti alle imprese è aumentato di mezzo punto percentuale
al 3,4%. Queste le statistiche ufficiali, ma la realtà sembra più drammatica.
Spiega un responsabile dei crediti corporate di una grande banca: «Per un'
azienda media con un merito di credito buono e un finanziamento
a 5 anni, lo spread da fine 2010 a oggi è più che raddoppiato passando da
180-200 punti base a quota 400 punti base». Cosa vuol dire? Che applicato all'
Euribor a 3 mesi, il tasso finito supera il 5,5%, quando solo un anno fa era al
3%. Sembrano spiccioli e invece no. Si raddoppia la spesa per interessi Il Sole
24 Ore ha provato a calcolare qual è l' impatto del raddoppio di fatto del costo dei prestiti nella spesa per interessi. Su un milione
di euro di debito contratto un anno fa si pagavano interessi per 28.500 euro.
Oggi con lo spread sul finanziamento a 350 punti dopo
il calo dello spread sui Bund a 462, si pagano 50mila euro, il 75% in più. E
con lo spread BTp-Bund ai massimi dei giorni scorsi a 550, il costo sarebbe lievitato a 54.700 euro. Ma questo vale per la
clientela cosiddetta prime, la migliore quella che dà affidabilità al sistema
creditizio. Per le imprese già molto indebitate e con margini di redditività in
calo lo spread applicato arriva anche a toccare e superare i 600 punti base,
portando il costo complessivo su un tasso variabile al
7,5-8%. In questo caso la simulazione, sempre su quel milione di euro di nuovo
prestito, vede la spesa per interessi salire dai 28.500 euro del 2010 ai 70mila
di ieri fino ai 74.700 euro del picco massimo dello spread BTp-Bund. «Non c' è
correlazione lineare, spiega un altro banchiere, tra il differenziale tra
titoli italiani e tedeschi e costo del debito alle
imprese, ma c' è una buona approssimazione». Ovvio che solo il rientro della
tensione sul debito sovrano può fare di nuovo respirare le imprese che a queste
condizioni di onerosità del credito bancario rischiano di non sopravvivere. Se
il debito costa oltre il 5,5% per i migliori e il
7,5-8% per chi è messo meno bene, la redditività del capitale delle imprese
deve superare queste soglie perché abbia senso attingere a nuovo credito. Se no
non diventa conveniente fare impresa. Meglio investire altrimenti i propri
denari. E con la frenata economica in atto, difficile per le imprese tenere
questi livelli di redditività sul capitale. E allora meglio non chiedere
prestiti fin che si può. Si chiama credit crunch da qualunque parte lo si guardi, ed è già qui tra noi. © RIPRODUZIONE
RISERVATAQuanto costa un milione di euro Scenari
diversificati a seconda dei soggetti di riferimento 1 ANNO FA MASSIMO IERI
ITALIA A fine del 2010 la situazione era ancora sotto controllo. Il
differenziale di rendimento dei titoli italiani con il Bund tedesco era a quota
174 punti base Le tensioni crescenti sulla tenuta del Governo Berlusconi e
sulle dimissioni «annunciate» hanno scatenato, mercoledì scorso,l' offensiva
dei mercati con la chiusura dello spread a quota 550 L' ipotesi che prende
sempre più corpo di un Governo presieduto da Mario Monti ha placato la tensione
sui mercati. Lo spread sul Bund ha cominciato a rientrare chiudendo a quota 462
Spread Btp/Bund 174 462 550 In punti base IMPRESE Non c' è una correlazione
lineare tra spread sovrani e margini applicati dalle banche sui crediti, ma i
due fattori si muovono in parallelo. Un anno fa lo spread alla clientela migliore
era di 180 punti La forte tensione degli ultimi giorni ha trascinato con sè
anche il costo dei prestiti bancari. Il margine sull'
Euribor è schizzato a 400 punti per le imprese migliori e a 600 punti per le
più indebitate Con il rientro da quota sopra 550, si può ipotizzare che anche i
margini chiesti dalle banche siano lievemente diminuiti: si va dal 3,56% per le
società a più alto merito di credito al 5,5% per le altre 180 356 556 400 600
Spread applicato in più sull' Euribor a tre mesi Interessi annui In euro.
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"L'Unità" del 12-11-2011 |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Berlusconi è stato veicolo di un
cambiamento anche del linguaggio che ha coinvolto tutti, dalla Lega all' Idv,
dal «pannellismo» al «grillismo» All' austerità dei comportamenti si accompagni
ora quella delle parole.
FRANCESCO BENIGNO Trenta aprile 1993. Un
nugolo di monetine lanciate da una folla indignata colpiva Bettino Craxi all'
uscita dall' Hotel Raphael. Quel giorno, forse, finiva la cosiddetta Prima
Repubblica, quella che è stata chiamata anche la
«Repubblica dei partiti». Craxi aveva cercato in quei mesi di sottrarre se stesso e il partito socialista alla marea di protesta che coinvolgeva l' intero ceto
politico, e lo aveva fatto anche il giorno prima in Parlamento,
riprendendo la sfida da lui lanciata già mesi indietro alla classe politica, invitando colui che si considerasse alieno dal peccato
di finanziamento occulto al sistema dei partiti a scagliare la prima pietra. Allora un fragoroso
silenzio aveva accolto nell' aula la chiamata di correità, mentre il suo più
recente intervento era stato accolto alla Camera dal grido di «ladri, ladri»
lanciato dai banchi del Msi. Le pietre, in forma di monetine, erano alfine
giunte, insieme ai polsi incrociati esibiti per strada, a mimare le auspicate
manette, e in certosenso pronosticando il prossimo esilio. Oggi, che l'
imminente caduta del governo Berlusconi - unito alla sua dichiarazione di non
ricandidarsi - sembra configurare la fine di un secondo ciclo della storia
repubblicana, la cosiddetta Seconda Repubblica, è importante domandarsi che
cosa abbia caratterizzato l' epoca che forse stiamo per lasciarci alle spalle;
e in particolare se il suo distinguersi e contrapporsi
alla «repubblica dei partiti» sia segnato oltre che
dal protagonismo di Silvio Berlusconi e dal disfacimento della forma-partito quale aveva dominato la vita politica
nell' epoca 1945-92, anche dalla persistenza di una retorica antipolitica di
cui lo stesso Berlusconi è stato il principale portatore. frontare il momento
che viviamo e Puòforseessereutileallora conquei giorni del 1993. E farlo oggi
che l' indignazione collettiva sembra di nuovo inghiottire la classe politica, identificata come casta irriformabile. Oggi che da
sinistra a destra sembra diffusa la tentazione di smarcarsi da quella che una
volta usava chiamare la politica di responsabilità
nazionale e che, invero, dopo l' apparizione di uno sciagurato gruppo di soi
disant «responsabili», appare quasi osceno chiamare così. Oggi che il motto
«opposizione è bello», già slogan assai diffuso tra la sinistra estrema, sembra
dilagare di fronte alla paurosa prospettiva dei sacrifici da imporre al paese;
oscurando ed eclissando il celeberrimo aforisma andreottiano della Prima
Repubblica: il potere logora chi non ce l' ha. Le analogie potrebbero
continuare, identificando allora come ora le continuità sistemiche: come ad
esempio l' irrisolta questione del costo della politica e l' evidente somiglianza del secondo governo
Berlusconi con la fase declinante del craxismo, quella apertasi nel 1989 con la
creazione dell' asse Forlani-Andreotti e la nascita del cosiddetto CAF. Oppure
ancora confrontando certi aspetti del secondo craxismo e quelli del
berlusconismo successivo: culto della personalità, estetizzazione della politica (la famosa Piramide dell' architetto Filippo
Panseca), configurazione cortigiana che viene a strutturarsi attorno al potere
del «ca.
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"Avvenire" del 12-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 6 |
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Argomenti: Costi della
politica
«Voto anticipato? Un rischio, anzi un
lusso» DA ROMA GIANNI SANTAMARIA G ianfranco Fini boccia il ricorso a elezioni
anticipate e indica alcune misure urgenti che si prospettano per un governo
tecnico, quello per il quale ci sarebbe Mario Monti in pole position: una nuova
legge elettorale e il dimezzamento dei parlamentari. «Il voto in democrazia
rappresenta la sovranità popolare ma oggi sarebbe un grave rischio», anzi
addirittura «un lusso che non possiamo permetterci», dice il presidente della
Camera, rispondendo ai ragazzi delle scuola durante l' iniziativa Dire giovani,
dire futuro, svoltasi ieri a Roma. Fini sottolinea ai giovani presenti che con
la legge elettorale di oggi c' è «anche il rischio di non avere la maggioranza
in una delle due Camere». Per lui, dunque, in questo momento di crisi il Paese
non può «permettersi 60 o 70 giorni di paralisi », quelli necessari per il
voto. Quindi, «il rischio è talmente grave che bisogna dire basta ad ogni
delegittimazione tra le parti politiche e lavorare su
due o tre punti importanti» con alla guida una «personalità di indubbia
credibilità internazionale ». Il presidente della Camera auspica una nuova
legge elettorale, «con le preferenze o comunque con un legame più stretto tra
elettori ed eletti». Fini risponde ai quesiti sul governo, dopo che uno dei
giovani gli aveva fatto presente che in un 'referendum' fra studenti
risulterebbe vincitore un 'partito del voto'. Poi la terza
carica dello Stato affronta l' argomento dei costi della politica. Questa «non può essere considerata un costo, altrimenti
si metterebbe in discussione la democrazia stessa, ma quello che è necessario
tagliare è certamente il costo degli apparati politici», a cominciare dal numero
dei parlamentari «che è un dovere dimezzare ». Dopo aver messo in
guardia i giovani dal prestare orecchio a chi spara nel mucchio contro la politica, Fini fa un esempio concreto, di quelli che
finiscono facilmente sulle pagine dei giornali, come i prezzi della buvette
della Camera: «Spesso si chiede che venga aumentato il prezzo del caffè alla
buvette. Non è un problema, aumentiamolo pure. Semmai dobbiamo cancellare
alcuni sprechi che fanno gridare di indignazione». A
questo punto rivendica quanto fatto a Montecitorio sotto la sua guida e ricorda
che «l' ufficio di presidenza della Camera in questa legislatura ha deciso di
dare mandato ai Questori di studiare un meccanismo per il quale il vitalizio
dei deputati sia abolito, sostituendolo con un meccanismo analogo a quello
degli altri lavoratori. Lo dico da diverse settimane speriamo che ora qualcuno
se ne accorga...», conclude. L' agenda del presidente della Camera: subito
nuova legge elettorale e dimezzare le poltrone Il leader di Fli, Gianfranco
Fini.
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"Corriere della Sera" del 12-11-2011 |
Pagina: 35 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Ore 20 di sabato Gastronomia
premiata.
Cena stellata al
ristorante Sissi di Andrea Fenoglio che ha ottenuto la stella
Michelin: un ambiente d' altri tempi, elegante e raffinato, con portate come
guancetto di vitello brasato al vino e mezzelune di patate ripiene di funghi o
al Kallmunz nel giardino del Castello al centro di Merano, un ambiente
essenziale, minimalista, molto piacevole. E se la cena deve essere veloce, c' è
il Bistrò Seven, sotto i portici.
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"La Stampa (ed. Biella)" del 12-11-2011 |
Biella |
Pagina: 62-63 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: VOLONTARIATO.
L' associazione culturale «Civitas
sociale», in virtù del suo impegno a fianco dei cittadini, è lieta di
comunicare che nella sede di via Pajetta 5 a Biella, tutti i martedì pomeriggio mette a gratuitamente a disposizione un consulente professionista del settore finanziario per offrire una bussola
di orientamento nella salvaguardia del risparmio famigliare, in questi periodi
quanto mai burrascosi. Per accedere al servizio è necessario fissare un
appuntamento al numero 328/73.12.115.
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di LUIGI LA SPINA. |
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"La Stampa" del 12-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 34-35 |
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Argomenti: Costi della
politica
Disegno di Koen Ivens Di fronte a queste
compunte e sdegnate preoccupazioni si oppongono, in genere, due rilievi. Il
primo riguarda il fatto che qualsiasi governo, di qualsiasi natura, deve
trovare l' approvazione del Parlamento e, con ciò, ottiene la qualifica di
«governo politico». Il secondo ricorda che i dieci
anni passati da Monti come commissario europeo attribuiscono al candidato in
pectore di Napolitano (e di tutta la comunità internazionale) una caratura politica indubbia e collaudata. Le due osservazioni, però,
non possono mettere a tacere quella preoccupazione, perché
essa coglie un punto di assoluta verità ed esprime un timore del tutto fondato.
Perché la politica, non solo in Italia, si è dimostrata incapace di governare i
meccanismi dell' economia e della finanza
internazionale e impotente davanti agli effetti sconvolgenti di quelle
dinamiche sulla vita dei cittadini. Per limitarci al nostro Paese, tutti ormai
conoscono le ricette per adeguare la nostra struttura economica, sociale, ma
anche politica, alle trasformazioni compiute nel
mondo, sul piano della competitività e alla luce dello straordinario
allargamento dei mercati avvenuto negli ultimi vent' anni. Ma le forze politiche, nello stesso periodo di tempo, hanno dimostrato
una patente inadeguatezza culturale e una manifesta debolezza rispetto a quello
che avrebbe dovuto essere il loro compito fondamentale: per dirla come l' ha
chiamata Monti, «la riforma dei privilegi e delle rendite nazionali». Quell'
Italia corporativa e immobile che ha sconfitto sempre la politica
nei suoi timidi e confusi sforzi di cambiamento. I partiti
si sono completamente arresi davanti alla forza degli interessi clientelari che
rappresentavano. I leader hanno ristretto, sempre di più, la loro visione alle
convenienze e ai risarcimenti del presente, rinunciando a qualsiasi ambizione
di un progetto futuro. Condannandosi così all' irrilevanza e, appunto, all'
impotenza, rispetto alle esigenze di un veloce adeguamento del «sistema Italia»
alle sconvolgenti novità delle mutazioni che, nel frattempo, avvenivano sul
palcoscenico del mondo. Se questa diagnosi è corretta, la terapia deve
ricorrere necessariamente a quell' intervento, più o meno esterno al sistema partitico italiano, che sovente nella storia d' Italia ha
permesso, sia il superamento di emergenze economico-sociali drammatiche, sia
una modifica, più o meno profonda, della struttura politica
e, magari, istituzionale dell' Italia. Per superare il vero e proprio circolo
vizioso dell' immobilismo nazionale: l' impossibilità dell' autoriforma della politica. Come si fa davvero a credere che i parlamentari si
dimezzino, che i cosiddetti «costi della democrazia»
si riducano drasticamente, che si aboliscano privilegi e arroganze di quella
che viene comunemente chiamata «la casta» solo con la miracolosa bacchetta
magica delle elezioni? Per di più, con una legge elettorale che toglie ai
cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentanti, consegnando tutto il
potere alle segreterie romane? Come si fa a sperare ancora che si possano
superare i veti di sindacati e partiti che continuano
a privilegiare, nel mercato del lavoro, le garanzie degli iperassistiti,
rispetto ai diritti dei giovani e dei precari? O che difendono, come un tabù,
quelle pensioni d' anzianità che i mutati andamenti demografici rendono
impossibili da sostenere, tanto è vero che costituiscono
l' ennesima specialità italiana rispetto ai sistemi previdenziali stranieri.
Ecco perché non si tratta di «abolire la politica», o
di «sospendere la democrazia», ma di approfittare di una gravissima crisi
italiana per avviare un ciclo di politica diversa,
capace, proprio per le sue caratteristiche di maggiore libertà rispetto alle
esigenze clientelari o semplicemente elettorali, di sconfiggere le
«circoscrizioni» che, finora, hanno impedito quei cambiamenti che tutti ormai
hanno capito come necessari e urgenti. A questo proposito, è evidente il
vantaggio che otterrebbe Monti se riuscisse a contare, nel suo governo, su
ministri il più possibile sganciati da esigenze o rappresentanze partitiche. Ma, a pensarci bene, tale distacco
avvantaggerebbe anche gli stessi partiti. Non tanto
perché eviterebbe le sconvenienze «estetiche» di quelle foto del giuramento
davanti a Napolitano, con volti di ex acerrimi nemici costretti
agli obbligati sorrisi di una doverosa collaborazione nella nuova squadra
ministeriale: l' ipocrisia delle convenienze politiche
è sempre più forte di qualsiasi decenza e di qualsiasi coscienza. Quanto perché
le impopolari misure che, purtroppo, si preparano nel futuro prossimo degli
italiani dovrebbero consigliare una certa lontananza dei protagonisti della
nostra politica dai quadretti del «totoministri» che
ormai si affacciano da giornali e tv. SEGUE DALLA PRIMA PAGINA.
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di LUIGI LA SPINA. |
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"lastampa.it" del 12-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
S' ode a destra uno squillo e a sinistra
risponde uno squillo: allarme, la democrazia è in pericolo. In questi giorni,
mentre Mario Monti si appresta a formare un nuovo governo, dai lati estremi
degli schieramenti politici e giornalistici italiani
si è levato davvero un coro, come quello di manzoniana memoria, che denuncia il
deficit di consenso democratico della soluzione alla crisi che si va
profilando. Alcuni, dotati di maggiore vis polemica o di maggiore
immaginazione, si sono spinti addirittura a lanciare il grido d' allarme per un
presunto «golpe» contro le istituzioni democratiche del nostro Paese. Di fronte
a queste compunte e sdegnate preoccupazioni si oppongono, in genere, due
rilievi. Il primo riguarda il fatto che qualsiasi governo, di qualsiasi natura,
deve trovare l' approvazione del Parlamento e, con ciò, ottiene la qualifica di
«governo politico». Il secondo ricorda che i dieci
anni passati da Monti come commissario europeo attribuiscono al candidato in
pectore di Napolitano (e di tutta la comunità internazionale) una caratura politica indubbia e collaudata. Le due osservazioni, però,
non possono mettere a tacere quella preoccupazione, perché
essa coglie un punto di assoluta verità ed esprime un timore del tutto fondato.
Perché la politica, non solo in Italia, si è dimostrata incapace di governare i
meccanismi dell' economia e della finanza
internazionale e impotente davanti agli effetti sconvolgenti di quelle
dinamiche sulla vita dei cittadini. Per limitarci al nostro Paese, tutti
ormai conoscono le ricette per adeguare la nostra struttura economica, sociale,
ma anche politica, alle trasformazioni compiute nel
mondo, sul piano della competitività e alla luce dello straordinario
allargamento dei mercati avvenuto negli ultimi vent' anni. Ma le forze politiche, nello stesso periodo di tempo, hanno dimostrato
una patente inadeguatezza culturale e una manifesta debolezza rispetto a quello
che avrebbe dovuto essere il loro compito fondamentale: per dirla come l' ha
chiamata Monti, «la riforma dei privilegi e delle rendite nazionali». Quell'
Italia corporativa e immobile che ha sconfitto sempre la politica
nei suoi timidi e confusi sforzi di cambiamento. I partiti
si sono completamente arresi davanti alla forza degli interessi clientelari che
rappresentavano. I leader hanno ristretto, sempre di più, la loro visione alle
convenienze e ai risarcimenti del presente, rinunciando a qualsiasi ambizione
di un progetto futuro. Condannandosi così all' irrilevanza e, appunto, all'
impotenza, rispetto alle esigenze di un veloce adeguamento del «sistema Italia»
alle sconvolgenti novità delle mutazioni che, nel frattempo, avvenivano sul
palcoscenico del mondo. Se questa diagnosi è corretta, la terapia deve
ricorrere necessariamente a quell' intervento, più o meno esterno al sistema partitico italiano, che sovente nella storia d' Italia ha
permesso, sia il superamento di emergenze economico-sociali drammatiche, sia
una modifica, più o meno profonda, della struttura politica
e, magari, istituzionale dell' Italia. Per superare il vero e proprio circolo
vizioso dell' immobilismo nazionale: l' impossibilità dell' autoriforma della politica. Come si fa davvero a credere che i parlamentari si
dimezzino, che i cosiddetti «costi della democrazia»
si riducano drasticamente, che si aboliscano privilegi e arroganze di quella
che viene comunemente chiamata «la casta» solo con la miracolosa bacchetta
magica delle elezioni? Per di più, con una legge elettorale che toglie ai
cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentanti, consegnando tutto il
potere alle segreterie romane? Come si fa a sperare ancora che si possano
superare i veti di sindacati e partiti che continuano
a privilegiare, nel mercato del lavoro, le garanzie degli iperassistiti,
rispetto ai diritti dei giovani e dei precari? O che difendono, come un tabù,
quelle pensioni d' anzianità che i mutati andamenti demografici rendono
impossibili da sostenere, tanto è vero che costituiscono
l' ennesima specialità italiana rispetto ai sistemi previdenziali stranieri.
Ecco perché non si tratta di «abolire la politica», o
di «sospendere la democrazia», ma di approfittare di una gravissima crisi
italiana per avviare un ciclo di politica diversa,
capace, proprio per le sue caratteristiche di maggiore libertà rispetto alle
esigenze clientelari o semplicemente elettorali, di sconfiggere le
«circoscrizioni» che, finora, hanno impedito quei cambiamenti che tutti ormai
hanno capito come necessari e urgenti. A questo proposito, è evidente il
vantaggio che otterrebbe Monti se riuscisse a contare, nel suo governo, su
ministri il più possibile sganciati da esigenze o rappresentanze partitiche. Ma, a pensarci bene, tale distacco
avvantaggerebbe anche gli stessi partiti. Non tanto
perché eviterebbe le sconvenienze «estetiche» di quelle foto del giuramento
davanti a Napolitano, con volti di ex acerrimi nemici costretti
agli obbligati sorrisi di una doverosa collaborazione nella nuova squadra
ministeriale: l' ipocrisia delle convenienze politiche
è sempre più forte di qualsiasi decenza e di qualsiasi coscienza. Quanto perché
le impopolari misure che, purtroppo, si preparano nel futuro prossimo degli
italiani dovrebbero consigliare una certa lontananza dei protagonisti della
nostra politica dai quadretti del «totoministri» che
ormai si affacciano da giornali e tv.
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 12-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
«L a satira deve avere dei limiti, ma la
realtà di più. Soprattutto in un Paese non molto normale come questo». Così
Enzo Costa, giornalista, editorialista di Repubblica e
scrittore, che ha presentato ieri alla Feltrinelli il suo libro "Col senno
di prima. Affreschi in tempo reale di un Paese surreale" (Editori
riuniti), insieme alla vignettista Aglaja, alla docente e consulente
del Comune per il tavolo di promozione della città Margherita Rubino e al
regista Giorgio Gallione. Ha confessato: «La satira non può avere limiti. Io
sono uno Schwarzenegger della satira, un segugio!», e ha regalato alcune
chicche del suo libro: dalla gaffe sulla "Mercegaglia" al sonnellino
del superattivo ministro Renato Brunetta. (e.m.)
|
di ALESSANDRO
PENATI. |
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"La Repubblica" del 12-11-2011 |
Economia |
Pagina: 24 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL MERCATO IL MERCATO.
Sottotitolo: I paesi in crisi hanno violato
la fiducia dei mercati e perso ogni credibilità proprio a causa dei loro
governi.
«Fino a che punto le regole dell´economia
mondiale sono compatibili con l´esercizio della democrazia?», si è domandato
Gad Lerner (Repubblica, 3/11), sull´onda delle reazioni al referendum greco
proposto da Papandreu. Una domanda che molti si pongono anche oggi, con un
economista-banchiere, Papademos, al posto di Papandreu; e un altro economista,
Monti, candidato a guidare un´Italia in crisi finanziaria.
Nelle piazze si grida "No alla dittatura dei banchieri", "No
alla politica serva della finanza".
Sono le stesse argomentazioni, solo meno articolate, dei tanti articoli che
hanno denunciato il "commissariamento" dell´Italia, con gli ispettori
del Fmi, o la sovranità limitata imposta dalla lettera della Bce, e dai 39
quesiti dell´Europa. Ma la risposta alla domanda di Lerner non è quella che
sembrerebbe. La possibilità di indire un referendum, di fatto, su una
dichiarazione unilaterale di default, attesta che il futuro della Grecia è
deciso dal suo popolo e dai suoi governanti. Il default è un´opzione che ogni
Stato ha a disposizione: la sceglie se e quando i costi
sociali di onorare il debito eccedono quelli del default. È già successo
centinaia di volte. Nessun banchiere, Stato estero, o organismo internazionale
gli può togliere, o limitare, questo privilegio, certificando che, per gli
Stati sovrani, è la politica a prevalere sulle ragioni
della finanza internazionale. La Grecia non ha
rinunciato al referendum perché la Bce o la Merkel glielo hanno impedito, ma
perché il default, oggi, non le conviene. La minaccia è stata usata
efficacemente come arma per negoziare meglio il piano di salvataggio. Se e
quando le dovesse convenire, la Grecia dichiarerà default. Ed è proprio la
sovranità degli Stati sul debito estero a indurre i creditori a richiedere un
premio per il rischio "paese". Un premio che non esisterebbe se, in
una dittatura della finanza, i banchieri potessero costringere gli Stati a onorare il debito, imponendogli
qualsiasi aumento di imposte o espropriandoli delle loro attività. Così non è.
Anzi nella crisi del debito sovrano europeo è la politica
ad aver prevalso sulla finanza. Con l´euro si è costituita un´unione monetaria, non politica
e fiscale. In pratica, si è concessa una linea di credito ai Paesi membri, a un
costo uguale per tutti, a prescindere dalla
credibilità dei loro governi o dalla loro struttura economica. A parte la Germania, tutti i Paesi dell´Eurozona l´hanno
abbondantemente utilizzata, sviluppando disavanzi della bilancia dei pagamenti
di parte corrente, misura dell´importazione netta di
capitali. Ogni Paese ha utilizzato questo nuovo credito come la politica locale ha stabilito, senza che i creditori
internazionali, o l´Europa, ponessero condizioni; e senza fornire garanzie.
Sono le politiche nazionali ad aver sperperato queste
risorse. In Grecia e Portogallo è stata la politica a usare l´indebitamento a basso costo per far
crescere a dismisura un´amministrazione pubblica clientelare e inefficiente; a
permettere il finanziamento di una colossale bolla immobiliare in Spagna e Irlanda. E in
Italia è sempre la politica che ha sperperato il credito ottenuto grazie all´euro,
senza attuare le riforme necessarie per far uscire il Paese dalla stagnazione,
ridurre l´evasione e cancellare la corruzione. L´euro
è stato un grande esercizio di democrazia: per oltre un decennio, in ogni Paese
le ragioni della politica hanno prevalso su quelle
della finanza internazionale. Ma il credito agli Stati
dell´Eurozona aveva come unica garanzia la credibilità dei loro governi
nell´esercitare la sovranità sul debito. I paesi oggi in crisi sono quelli che
hanno violato la fiducia dei mercati e perso ogni credibilità, a causa delle
loro politiche. E ora non trovano più chi sia disposto
a finanziari, se non pagando forti premi, per
compensarli del rischio che, per l´ennesima volta, gli Stati esercitino la loro
sovranità, dichiarando default. Questo lo definirei dominio della politica sui mercati finanziari.
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"La Repubblica" del 12-11-2011 |
Cultura |
Pagina: 51 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I bulli La parola Il mio amico Il
raffreddore.
Sottotitolo: Girano tanti soldi e secondo me
c´entrano anche i politici. Sembrano delle persone normali ma non lo sono.
Girano tanti soldi e secondo me c´entrano
anche i politici. Sembrano delle persone normali ma
non lo sono Vorrei sapere se i mafiosi da piccoli si comportavano come i bulli
che fanno i prepotenti La parola mafia non l´ho mai sentita nominare da nessuno
Un mio amico è stato ucciso. Sognava di fare il camorrista. E tutto per un
motorino e una maglietta firmata La mafia è come un raffreddore: se si fa poco
alla volta, con una sola medicina al giorno, esso torna sempre La mafia è un
movimento illegale, molto illegale.
La mafia è un castello fatto di menzogne.
|
di PAOLO RUSSO. |
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"La Repubblica (ed. Bari)" del 12-11-2011 |
Bari |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I punti.
Sottotitolo: Il Comune apre i bandi per 11
posti nei consigli d´amministrazione Gaffe della Consigliera di Parità che ha
dovuto sospendere la selezione per assumere un giornalista espressamente donna.
Si apre la stagione delle poltrone. Sono
undici quelle messe a bando ieri dal Comune di Bari che ha aperto la caccia a
politici trombati, amici degli amici, tecnici di area e quanti altri
solitamente rientrano nel variegato universo dei consigli di amministrazione.
In tempi di crisi finalmente una buona notizia per chi
aspira al gettone di presenza. Dopo sei mesi l´amministrazione Emiliano ha deciso di
archiviare la breve stagione dei commissari. Nel 2012 i vertici dell´Amtab e
della Multiservizi torneranno in mano ai partiti della città. A giugno e luglio
il sindaco aveva affidato agli ex prefetti, Giovanni D´Onofrio, e
Michele Lepri Gallerano, il compito di bonificare, in qualità di amministratori
unici, Multiservizi e Amtab. Il loro compito può considerarsi concluso. Per il
momento nessuna dichiarazione ufficiale a riguardo ma la pubblicazione di un
bando che ha destato molte attenzioni anche per la forma, un po´ velata, in cui
è stato proposto. Il vicesindaco con delega alle Aziende Alfonso Pisicchio ha
emanato un avviso pubblico legato al rinnovo del consiglio di amministrazione
della Fiera del Levante. Al Comune spettano il vicepresidente e due componenti.
Ma la notizia è in fondo al documento. Per ragioni di "economicità"
con la stessa delibera il Comune mette sul mercato anche le poltrone di
presidente e consiglieri dei cda di Amtab e Multiservizi. «Per presentare le
domande c´è tempo fino al prossimo 5 dicembre. A fine anno scade il mandato
degli ex prefetti e vogliamo farci trovare pronti» spiega Pisicchio. A
scalpitare sono in tanti. Soprattutto tra le fila di Sel e Idv rimaste a secco
nella precedente tornata di nomine per Amgas e Amiu. Anche in Regione è tempo
di poltrone. La figura più di moda resta quella dell´addetto stampa. Ma dopo la
controversa vicenda del comunicatore "esperto in protezione civile"
ancora una volta è l´intervento del presidente dell´Assostampa Raffaele Lorusso
a far revocare il bando. A farla grossa è stata Serenella Molendini,
consigliera di Parità della Regione che ha aperto e sospeso nel giro di poco
tempo una selezione per un giornalista espressamente donna. Alla faccia delle
pari opportunità.
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di di Alberto
Alesina. |
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"espresso.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La ricerca.
Sottotitolo: Una serie di studi hanno
dimostrato che la corruzione in politica scende quando a governare è l' altra
metà del cielo. Mentre sale l' efficienza della cosa pubblica. Forse l' Italia
ha bisogno (anche) di una rivoluzione di genere.
Molti Italiani sono esasperati, e con
ragione, dalla nostra classe politica. accusano la
"casta" di corruzione, le attribuiscono gli sprechi di denaro pubblico e la ritengono interessata solo
ai propri privilegi. Come fare, allora, per migliorare la qualità dei nostri politici? Ecco una risposta semplice: eleggiamo più donne.
Non è una battuta. Una serie di paper sui governi locali in India e in Brasile
lo dimostra. In particolare un lavoro di Ugo Troiano, un mio studente di
dottorato a Harvard (di cui sono molto orgoglioso), e di Fernanda Brollo, una
ricercatrice brasiliana, ha studiato le elezioni comunali in Brasile
("Women, corruption and politics" si può
leggere qui ). Questo paper dimostra che i sindaci- donna brasiliani commettono
meno crimini legati alla corruzione, come per esempio
l' allocazione irregolare di appalti pubblici, o atti di falso in bilancio.
Inoltre riescono a ottenere maggiori trasferimenti discrezionali dall'
amministrazione centrale. Insomma ricevono più fondi e li spendono meglio.
Sembrano più efficienti e più oneste dei loro colleghi sindaci uomini. Sorge
però un dubbio: come facciamo a sapere se l' effetto è dovuto al sesso del
sindaco o ad eventuali altri fattori? Per esempio, forse i sindaci-donna sono
più istruiti, sono stati eletti con maggioranze più forti, hanno più potere
locale a disposizione? I due autori usano una metodologia molto intelligente.
Si concentrano su elezioni molto combattute "tra un uomo e una
donna", quelle in cui il sindaco è stato eletto con una maggioranza
risicata. Questa scelta elimina la possibilità che, per esempio, le donne
sindaco considerate nello studio siano quelle che sono state elette da un
elettorato più illuminato. I due autori poi, eliminando dal campione elezioni
molto sbilanciate, trascurano tutti quei casi in cui è più probabile che i
candidati fossero molto diversi fra loro al di là del loro sesso. Inoltre,
procedendo così, si assicurano che in queste elezioni combattute le
caratteristiche di donne e uomini, come istruzione, età, esperienza politica fossero in media molto simili. Ovvero escludono
che, per esempio, le donne avessero più esperienza degli uomini. Sembrerebbe
proprio che l' essere donna riduca la propensione alla corruzione.
Del resto questo risultato è consistente con il fatto che le donne commettono
molti meno crimini, di ogni tipo, degli uomini e questo non solo in Brasile.
Perché ciò sia così, non lo so, forse è una questione di testosterone o di come
sono state educate le donne, ovvero a essere più remissive e meno aggressive.
Ma il fatto è che, almeno in Brasile, eleggere donne riduce la corruzione politica. Si badi che
questi risultati non possono esser interpretati come una glorificazione delle
quote rosa in politica. Le donne che sono state elette
sindaco in Brasile sono entrate in politica
autonomamente e senza aiuti. Non è affatto detto che, entrando grazie alla
"spinta" delle quote, le donne avrebbero le stesse caratteristiche di
quelle che sfondano senza quote. Non lo sappiamo. Quello che possiamo dire
(sulla base del paper sul Brasile) è che quando le donne non aiutate dalla
discriminazione anti-maschile delle quote rosa entrano in politica
riducono la corruzione. Vogliamo provare allora anche
in Italia a eleggere più donne senza essere obbligati da vincoli di legge?
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"ilgiornale.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
RomaNon si sarebbe mai aspettato la
rivoluzione. Non la rivolta che piace a lui, di pancia e urla e indignazione
contro Berlusconi o contro la casta. Ma la ribellione
contro s´ medesimo, Antonio Di Pietro, montata proprio dai suoi elettori, dai
fan, dai votanti della prima ora. Il leader dell' Italia dei Valori ieri non ha
passato una giornata facile, e non solo per una gaffe sugli omosessuali che gli
ha sollevato contro mezzo Pd e tutta comunità gay-lesbo. È partito con uno
scatto da centometrista, un «no» robusto, fulmineo, al governo Monti: «Al buio
non daremo la fiducia a nessuno. Vogliamo che si vada al più presto alle
elezioni». Ma a metà pomeriggio, dei millequattrocentosettantotto messaggi che
aveva ricevuto su Facebook, un buon milletrecentocinquanta o lo rimproveravano
o addirittura lo minacciavano: «Non avrai più il mio voto!». Apriti cielo,
Tonino ha dovuto fermarsi a metà corsa, un' azione che non gli piace per
niente. Si è messo a ragionare, perch´ ora rischia di finire all' angolo, in un
vicolo davvero cieco: all' opposizione con la «Lega che ha sostenuto Berlusconi
e ha mire secessioniste», come lo accusava ieri il fan Adolfo Carlo, e
screditato dai suoi (ex) appassionati seguaci. Di Pietro aveva chiarito in
mattinata che il partito si sarebbe riservato di votare «provvedimento per
provvedimento». Qualche ora dopo in rete, sulla sua pagina personale, gli
davano anche del «populista». Una frase per tutti, scritta da Mary Porreca: «Un
politico guarda alle elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione».
E a Di Pietro sentire dire che Berlusconi in questo momento è più statista di
lui vengono i brividi di terrore. Però c' è anche la voce della coerenza che
chiama Tonino: uno dei volti guida del popolo viola che si allea con le banche
e dà credito a un esecutivo di burocrati? E poi c' è il rischio che questo sarà
il governo delle misure impopolari, dei sacrifici estremi chiesti agli
italiani. Altri brividi di orrore. Alla fine, comprensibilmente disorientato
dalle migliaia di proteste sul blog e su Facebook, Di Pietro ha lanciato un
sondaggio via web: «Governo tecnico, io la penso così e voi?», chiarendo di
rispettare Monti «come persona e come economista», ma aggiungendo che l' Italia
dei Valori non voterà la fiducia anche perch´ il nuovo esecutivo sarà
appoggiato «da Berlusconi e la sua squadra». E però la rivolta è continuata.
«Ma stiamo scherzando? Si vergogni, e io sono un suo sostenitore!», scriveva un
altro dipietrista, Federico Rossi. E non si contavano i «Di Pietro non ti
voterò più» e i «pensi più al tuo tornaconto che all' Italia». Tanto che in
serata tra i dipietrini è iniziata a circolare nientemeno che la teoria del
Grande Complotto: «C' è puzza di bruciato lontano un miglio dietro questa
campagna anti Di Pietro», valutava Salvo. Poi ancora messaggi apocalittici.
«If», sul blog: «Pensavo che foste l' espressione più alta della responsabilità
e del senso dello Stato. Provvederò anche a cancellare il
sito dai miei preferiti. Hai perso oltre al mio voto anche quello dei miei
familiari. Addio». Giuseppe Troccoli: « Shifteremo in maggior parte alle 5 stelle di Beppe Grillo. Addio». Dove per «shifteremo» si intende ci sposteremo, in
massa. Insomma, da ieri l' Italia dei Valori è alla ricerca di un centro
di gravità. In serata Di Pietro ha ribadito, smussandole, le sue perplessità.
Non ha più parlato di elezioni anticipate, ma ha reso la sua posizione una
forma di resistenza ascetica: «L' Italia dei Valori è come San Tommaso, non
appoggerà a prescindere un governo di cui non si conoscono le parole e il
programma». Il voto alla fiducia per il momento è comunque «no». Anche se in
serata, sul blog, si profilava una strada intermedia: almeno l' astensione,
chiedevano gli elettori più concilianti. Tra perdere la base e perdere la
faccia, forse per Di Pietro questo potrebbe essere l' unico salvagente
possibile.
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"ilgiornale.it" del 11-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Nel giorno del 22° anniversario della
caduta del Muro di Berlino, a Savona a «cadere» è la giunta provinciale. Così
ha deciso il presidente Vaccarezza, per una sorta di «tagliando di metà
mandato». Mercoledì, in un inedito consiglio serale, gli ordini del giorno
dibattuti sono stati solo due: l' approvazione del verbale della seduta del 29
settembre e la verifica delle linee programmatiche nel corso del mandato. In
apertura di consiglio, dopo il minuto di silenzio per le vittime dell'
alluvione, il consigliere del Pdl Marco Melgrati ha
proposto di devolvere i gettoni di presenza fino a fine anno agli alluvionati. Richiesta accolta dagli
uffici che hanno subito dato disponibilità a coordinare la raccolta per chi
vuole aderire all' iniziativa. Approvato il verbale del 29 settembre all'
unanimità, il consiglio è entrato subito nel vivo con la discussione
delle linee programmatiche dell' Amministrazione e le dimissioni di tutti gli
assessori. «È giusto chiudere un ciclo amministrativo con un cambio di squadra
(il terzo dopo il rimpasto degli assessori Guarnieri e Villani) a metà mandato
- ha spiegato Vaccarezza -. Quattro assessori mi chiedevano di essere liberati
per fare dell' altro. La nuova giunta, invece, arriverà fino a fine mandato».
Fuori il vicepresidente Luigi Bussalai e gli assessori Paolo Marson, Carla
Mattea, Giorgio Garra, Pietro Santi, Livio Bracco e Silvano Montaldo. Di
questi, gli ultimi tre sono in odore di riconferma mentre per le new entry si
vocifera l' ingresso di Santiago Vacca (capogruppo Pdl) al posto di Marson, di
Paolo Ripamonti (segretario provinciale della Lega) al posto di Villani, e
dell' ingauno Schneck (ex vicesindaco di Albenga).
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"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Costi della
politica
Ho un mutuo a tasso variabile. Come mi
devo aspettare che cambino le rate visto quello che sta accadendo? Ci sono vari
fattori da prendere in considerazione. La crisi del debito sovrano europeo ha
determinato una nuova politica monetaria da parte della Banca centrale europea volta a ridurre il costo del denaro. Il taglio al tasso ufficiale dello 0,25%,
operato una settimana fa dalla Bce potrebbe teoricamente determinare una
riduzione della rata mensile per chi ha aperto un mutuo a tasso variabile.
Questo insieme di fattori influenza indirettamente anche l' andamento dell'
Euribor, cui è indicizzata la maggior parte dei mutui
a tasso variabile. Il trend attuale è al ribasso: ieri i tassi a 3, 6 e a 12
mesi sono scesi rispettivamente dello 0,41%, dello 0,12% e dello 0,15% a quota
1,464%, 1,689% e 2,033 per cento. Per il prossimo futuro è atteso un ulteriore
ribasso dei tassi, con rate dei mutui più leggere per chi ha scelto l' opzione
variabile. Per chi ha contratto in passato un mutuo a tasso fisso, viceversa,
lo scenario attuale dell' economia internazionale non sortirà effetti di sorta,
essendo le condizioni del finanziamento (costi in primis) determinate esclusivamente dal contratto
iniziale con la banca. - BASSO Devo sottoscrivere un nuovo mutuo. Conviene o
rischio qualcosa? I tassi per i nuovi mutui sono particolarmente
elevati a causa dello spread applicato dalle banche. Il costo
della raccolta bancaria è aumentato negli ultimi mesi per via della crisi del
debito, anche se i tassi di interesse di base (Euribor e Irs) sono a livelli
minimi e continuano a scendere. Gli istituti di credito scaricano in parte le maggiori oneri di raccolta sui clienti, alzando il costo finale dei mutui attraverso i quali ricollocano il
denaro presso i clienti. Dovendo sottoscrivere oggi un nuovo mutuo, bisogna
tenere presente che nonostante lo spread alto i tassi variabili sono tuttora
più convenienti rispetto ai tassi fissi; difficilmente la distanza tra i due in
termini di costi si colmerà prima di 2-3 anni. La
scelta di un tasso fisso, però, ha il vantaggio di mettere al riparo dai rialzi
futuri del costo del denaro; l' Irs a 10 e 20 anni,
inoltre, è ben al di sotto del 3%, determinando buone possibilità di ottenere
mutui a prezzi relativamente accessibili anche considerando gli spread elevati.
- MEDIO Cosa succede al mutuo se la banca fallisce? Va detto in primo luogo che
si tratta di un' ipotesi remota e che in ogni caso comporta poche conseguenze
per il mutuatario, che in questo caso non deve preoccuparsi di recuperare un credito
ma mantiene semplicemente l' obbligo di pagare il debito contratto. Se una
banca si indebolisce a tal punto da rischiare il fallimento, è possibile che
venga acquisita da un altro gruppo bancario, che a quel punto ne rileva gli
asset e di conseguenza anche il credito verso il titolare del mutuo. Oppure la
banca in questione può essere sottoposta ad amministrazione straordinaria e a
liquidazione coatta da parte della Banca d' Italia.
Anche in questo caso il mutuatario è tenuto a proseguire nel pagamento delle
rate del mutuo. Non è mai possibile che il fallimento della banca comporti in
sé un peggioramento delle condizioni originarie del finanziamento,
che restano quelle fissate nel contratto iniziale. Il rischio di una
revocatoria del mutuo potrebbe riguardare i debitori morosi, ma resta comunque
minimo. - BASSO ? Posso rinegoziare il mutuo per avere rate più leggere La
rinegoziazione è garantita solo ai titolari di un mutuo a tasso variabile di
importo non oltre i 200mila euro, in regola con i pagamenti e con un indicatore
Isee inferiore a 35mila euro, che vogliano passare a un tasso annuo nominale
fisso pari al valore più basso tra l' Irs a 10 anni e l' Irs pari alla durata
residua del mutuo, maggiorato dello spread applicato dalla banca.
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"Il Sole 24 Ore" del 11-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Costi della
politica
Ogni sabato in allegato con Il Sole 24
Ore è in edicola Plus24, settimanale di finanza e di risparmio: questa
settimana la copertina sarà dedicata alla crisi finanziaria
e alle istruzioni per i risparmiatori. In particolare, sotto i riflettori ci
sono il ruolo svolto da promotori e agenti e le domande da porre ai consulenti per non rischiare sui propri investimenti. Nel numero in edicola grande spazio anche ad approfondimenti sui principali
temi d' attualità per l' investitore, inchieste sui mercati e sulle
professioni della finanza, oltre alle analisi degli strumenti d' investimento.
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di [R. S.] |
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"La Stampa (ed. Biella)" del 11-11-2011 |
Biella |
Pagina: 64-65 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: SALUTE.
L' Ordine degli Psicologi del Piemonte
organizza la «Settimana del benessere psicologico». Dal 14 al 19 novembre, su
tutto il territorio piemontese, 900 psicologi aprono i loro studi ai cittadini
per una consulenza gratuita e organizzano, con la supervisione dell' Ordine, 50
incontri seminariali per parlare di psicologia. Sul sito dell' Ordine (
www.ordinepsicologi.piemonte.it ) è possibile trovare l' elenco dei
professionisti che hanno aderito all' iniziativa, con gli indirizzi degli studi
e i recapiti telefonici per concordare giorno e orario della consulenza
gratuita, oltre al calendario degli eventi. Con questa iniziativa l' Ordine
degli Psicologi del Piemonte intende offrire una opportunità per migliorare il
benessere personale del singolo cittadino.
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"La Stampa (ed. Savona)" del 11-11-2011 |
Savona |
Pagina: 88-89 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: PALLANUOTO GIA' EFFETTUATI IERI I
SORTEGGI PER I QUARTI DI FINALE IN EURO LEN CUP.
Sottotitolo: Honved castigata da firme
savonesi: decisivi Angelini, Aicardi e Rizzo.
La sassata di Alberto E' stato Angelini,
il più esperto, a firmare la rete che ha bloccato la rimonta ungherese
tagliando le gambe alla Honved La forza dei nervi saldi ha permesso alla Rari
di eliminare una delle favorite, se non la squadra più accreditata ad alzare la
vecchia Coppa Len. Niente da fare per la Honved Budapest che deve riporre nel
cassetto il sogno di aggiudicarsi un trofeo cui mirava dichiaratamente. Gli
ungheresi a un certo punto della partita sembravano a un passo dalla
qualificazione. Le reti in sequenza di Szivos a 13 secondi dalal fine del terzo
tempo ma soprattuto l' uno-due in 60 secondi firmato Matyas e Salamon (gol del
12-8) lasciavano presagire un finale quasi scritto. Sono momenti come questo in
cui esce la classe del campione: è stata la «sassata» di Alberto Angelini a
stroncare gli ungheresi. Il suo gol a 3 minuti e 20 secondi dalla fine ha
piegato le ginocchia della Honved. Il gigante ha vacillato e l' ultimo colpo è
stato inferto da un Matteo Aicardi in forma mondiale, come il compagno di
squadra Valerio Rizzo. Non per niente i due si
terranno buona compagnia nella convocazione per la partita di World League con
la Nazionale, il 15 novembre a Civitavecchia contro la Russia... Ed ecco chi
sono le eurorivali dei savonesi: Medvescak (Croazia), Szolnoki (Ungheria),
Sintez Kazan (Russia), Sabadell (Spagna), Stella Rossa
Belgrado (Serbia), Panionios (Grecia) e Posillipo (Italia). Ieri l' urna ha poi
detto Panionios: bene, evitati gli spagnoli del Sabadell (chiedere al
Posillipo), ma si conosce anche la forza dello Szolnoki che ha battuto i
biancorossi nel girone preliminare di Nizza. Le altre erano potenziali pericoli
sullo stesso piano, dal Panionios finalista 2011 proprio contro la Rari alle
quotate Stella Rossa e Sintez Kazan. Il Savona ritrova
dunque gli ellenici: andata ad Atene il 26 o 27 novembre, ritorno alla Zanelli
il 14 dicembre. Ma ecco i risultati di Euro Cup (ottavi finale):
Medvescak-Dinamo Mosca 12-10 (and. 12-11), SzolnokiShturm Chehov 7-5 (13-13),
Sintez Kazan-Chios 7-9 (11-8), Mornar-Posillipo 8-10 (4-7), Schuurman-Sabadell
11-18 (5-10), Oradea-Stella Rossa 6-8 (9-9),
Panathinaikos-Panionios 14-13 ai supplem. (6-8), Honved-Savona 12-10 (8-12).
Ora, oltre alla Rari, Stella Rossa-Posillipo,
Medvescak-Sabadell e Szolnoki-Sintez.
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"Avvenire" del 11-11-2011 |
ECONOMIA |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
LA STIMA «SENZA L' EURO IL PIL DELL' UE
SAREBBE SUBITO DIMEZZATO» Il crollo della zona dell' euro avrebbe costi elevatissimi che il presidente della Commissione
europea, Josè Manuel Barroso, calcola «nella fase iniziale al 50% del Pil
nazionale dei vari paesi dell' Unione Europea». La portavoce del leader europeo
ha riferito che Barroso ha tratto questa cifra da uno studio tedesco, secondo
il quale una spaccatura della zona euro costerebbe
alla sola Germania il 3% del suo Pil e un milione di posti di lavoro. «Il
presidente si basa su questo studio per rimarcare il costo
enorme che avrebbe la fine della zona dell' euro, senza
stimare i costi politici», ha detto la portavoce. Mercoledì sera a Berlino, Barroso aveva
detto che la vera «sfida è come approfondire l' integrazione della zona dell'
euro senza creare divisioni con i Paesi che non ne fanno ancora parte».
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"Corriere della Sera" del 11-11-2011 |
Economia |
Pagina: 43 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Nel mirino i laureati in
economia, informatica, matematica e fisica Le ricerche di Kpmg, PwC, McKinsey,
Ernst&Young, Capgemini e Accenture.
Curriculum perfetto, alte potenzialità,
esperienze all' estero, ottimo inglese, vivacità intellettuale, capacità di
relazione e grandi ambizioni: ecco il profilo del candidato ideale per il mondo
della consulenza. Comparto che nonostante la crisi continua a inserire
neolaureati, con un' attenzione maggiore rispetto al passato alle donne e al
loro sviluppo di carriera. Ai neoassunti si prospetta una crescita interessante
e stimolante; destino che però si rivela non da tutti. Non sono infatti pochi
quelli che nel corso dei primi anni lasciano la strada intrapresa, alcuni
perché più interessati al mondo aziendale, altri stremati da una vita
professionale competitiva e dai ritmi intensi. "Per un neolaureato l'
inserimento in una società di consulenza come la nostra -ci dice Francesco
Spadaro, partner responsabile delle risorse umane di KPMG Italia- è un volano
di carriera e un moltiplicatore di esperienze. I nostri consulenti
infatti nel giro di un anno si trovano coinvolti in 5/10 progetti diversi,
situazione che li porta ad esporsi ad aziende, problematiche, capi e perfino
gruppi di lavoro diversi". Ed è proprio da KPMG che stanno per arrivare
250 inserimenti per laureati in economia, ingegneria e giurisprudenza (550
nell' intero anno fiscale) per la revisione e organizzazione contabile, la
consulenza manageriale e i servizi fiscali e legali (www.kpmg.it). Opportunità
di qualità anche in PricewaterhouseCoopers che, con un aumento di 100
inserimenti rispetto all' anno scorso, entro giugno conta di assumere 600
persone fra neolaureati (la maggior parte) e professionisti con esperienza.
Questi opereranno nella revisione e nell' advisory (laureati in economia e
commercio o ingegneria gestionale) e nel tax & legal (avvocati e
commercialisti). La ricerca è valida per tutte le 18 sedi PwC in Italia. I neo
inseriti vengono seguiti, sotto la guida di un tutor, con un attento programma
di inserimento, che prevede fra l' altro anche verifiche periodiche per
valutare in itinere le loro capacità tecniche e relazionali. Il contratto di
ingresso, come in generale nelle altre grandi società di consulenza, è
generalmente di apprendistato e prevede un programma di formazione in aula e direttamente
presso il cliente (www.pwc.com). 65 consulenti
Opportunità dalla chiara impronta internazionale in McKinsey in cui almeno la
metà dei neoassunti si trova a svolgere da subito una esperienza di lavoro in
uno dei paesi emergenti del mediterraneo. La società prevede di inserire 65
persone nel 2012, con l' obiettivo di aumentare del 50% il numero
delle donne. Venti di questi ingressi sono però di ex dipendenti che, dopo aver
terminato un master in business administration all' estero finanziato dalla stessa
azienda, vengono riassunti stabilmente. Gli altri inserimenti sono per la
maggioranza dei casi di neolaureati ma anche di professionisti con 2/3 anni di
esperienza. Le aree operative sono nell' IT, marketing, finanza e operations
(www.mckinsey.it). 150 neolaureati Centocinquanta nuove assunzioni stanno per
arrivare anche da Capgemini. Si tratta di neolaureati in ingegneria, economia,
informatica e matematica per le sedi di Roma, Milano, Torino, La Spezia e
Bergamo. Opereranno in per tre aree di inserimento: consulting, technology e
application services (www.capgemini.com). Opportunità interessanti per laureati
e laureandi specialistici in economia, ingegneria e giurisprudenza anche in
Ernst & Young che programma 700 nuove risorse lungo l' intero anno e per
tutte le sue 15 sedi italiane, con focus particolare per gli uffici di Milano e
Roma. Due terzi dei nuovi inserimenti sono per l' assurance, 200 nella
consulenza e 50 nel fiscale e legale. Lo stage, con rimborso spese, è il canale
di ingresso privilegiato e nella gran parte dei casi si trasforma in un'
assunzione (www.ey.com/IT/it). Infine, ma non certo per ultima, Accenture entro
agosto prevede di inserire diverse centinaia di persone, nella grande
maggioranza dei casi si tratta di neolaureati in ingegneria, informatica,
matematica, fisica e economia e giovani professionisti con competenze
funzionali e tecniche, capacità di project management, abilità nell'
interazione con il cliente e nella gestione di gruppi di lavoro
(www.accenture.com/it-it). Luisa Adani RIPRODUZIONE RISERVATA.
|
di MASSIMILIANO
NEROZZI. |
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"La Stampa" del 11-11-2011 |
Sport |
Pagina: 56-57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Intervista.
Sottotitolo: L' ex portiere Tomaszewski:
"Abbiamo stadi troppo costosi e un ct imbroglione"
Rivali nel Mondiale 1974 in Germania Dino
Zoff e Jan Tomaszewski: grazie alle parate del suo numero uno la Polonia, dopo
aver eliminato l' Inghilterra, passò il girone del torneo finale proprio a
spese dell' Italia e arrivò terza Deputato conservatore Nato a Wroclaw nel
1948, terzo al Mondiale 1974 e argento ai Giochi di Montreal 1976, l' ex
portiere è deputato per «Diritto e Giustizia» Da fenomenale portiere della
Polonia terza ai Mondiali 1974 ne parava molte, da commentatore televisivo e
neo deputato conservatore per «Diritto e Giustizia» ne spara troppe. Contro
tutti: la Nazionale, il suo ct e la corruzione negli
appalti di Euro 2012. Per Jan Tomaszewski, nato a Wroclaw 63 anni fa, è questo
il motivo dell' accusa che hanno rovesciato su di lui: essere stato un
informatore della «Sluzba Bezpieczeñstwa», l' SB, la polizia segreta della
Polonia comunista. Da eroe di Wembley, quando con i suoi voli vietò all'
Inghilterra il pass per la fase finale di quel Mondiale, a spia. «Ma non è
vero, in quegli anni della politica non m' importava
nulla. E poi il regime vietava fino ai trent' anni di andare a giocare all'
estero. Potevi collaborarci?». Jan Tomaszewski, le piace la nazionale italiana?
«Sì, da sempre siete tra i migliori, e anche ora vi state rinnovando bene.
Penso possiate fare un bell' Europeo». Da esperto, Buffon è ancora il migliore
al mondo? «Per me, sì. Come copre lui lo specchio della porta, non c' è
nessuno. E poi dà grande fiducia ai compagni: quando sai di avere dietro uno
così, giochi più traquillo». Pare le piaccia meno la sua Polonia: perché?
«Calcio spazzatura. E poi ci sono tanti stranieri: gente che ha preso il
passaporto polacco solo perché con la Francia o la Germania non avrebbe mai
giocato». Come il difensore Damien Perquis: perché la vuole querelare? «Forse
perché una volta ho detto che era spazzatura francese. Ma nel senso che dicevo
prima: lui è nato in Francia, ma con quella nazionale non avrebbe mai trovato posto.
Io li tratto come traditori: del calcio, ma traditori». Chissà che dirà di
Osvaldo o degli altri «oriundi» chiamati da Prandelli. «Nulla, perché nel
vostro caso è diverso. Quelli sono giocatori che hanno vissuto molti anni in
Italia, e che ci hanno giocato. Lì si sono formati». Ha criticato anche il
granata Glik: non l' hanno neppure convocato. «Il postino che porta i
telegrammi per me è più veloce». Ha stroncato Przemyslaw Tyton, portiere del
Psv: che ha fatto di male? «Quando ha giocato, ogni tiro era un gol.
Fortunatamente per noi l' arbitro ne ha visto solo uno». È ancora arrabbiato
con Franciszek Smuda, il ct? «È uno che ha imbrogliato. Le cose sono semplici:
le regole dicono che dovrebbe avere un diploma di scuola superiore, e così non
è. Punto. Non potrebbe fare il selezionatore». Il calcio polacco è il più
corrotto del mondo, ha detto. «Le faccio solo un esempio. La scorsa stagione,
per la finale della Coppa di Polonia, il ministero dello Sport ha premiato tre
giocatori che erano stati condannati per episodi di corruzione.
A me non sembra una cosa normale». C' è stata corruzione
negli appalti per le opere di Euro 2012? «Secondo lei? Abbiamo gli stadi più costosi d' Europa. Se in Ucraina ne hanno fatti di bellissimi a 50-60
milioni di euro (in realtà la cifra è molto più alta, ndr) quello di Poznan è costato circa 200. E quello di Varsavia 500». Negli anni 80 ha fatto la
spia? «No. È un' accusa che hanno costruito gli
avversari politici, da quando sono entrato, indipendente, in "Diritto e
Giustizia". Forse per le cose che dico. Ma in quella storia non c' è nulla
di vero». E allora qual è la verità? «Che da giovane amavo solo il calcio e la politica non m' interessava». Però è stato scritto che
collaborasse con l' SB. «È vero, sono un collaborante: ma da qualche anno, e di
calcio, per la televisione. In fondo sto collaborando anche ora, con lei».
NATURALIZZATI «Giocano col nostro passaporto perché rifiutati a casa loro» IL
GRANATA GLIK «Non è stato neppure convocato, il mio postino è più veloce» 500 Milioni
di euro Il costo - secondo Tomaszewski - dello stadio
di Varsavia per Euro 2012 Per quello di Poznan ne sarebbero stati spesi 200,
molto più che in Ucraina.
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di [AL. GA.] |
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"La Stampa" del 11-11-2011 |
Cronaca di Torino |
Pagina: 68-69 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Giallo della valvola.
Mauro Rinaldi primario di cardiochirurgia
E' imminente la richiesta di rinvio a giudizio per Mauro Rinaldi, direttore
della Cardiochirurgia delle Molinette, Massimo Boffini, numero
due della struttura, e per la cardioanestesista Daniela Pasero. Si può dare per
scontato che le accuse restino quelle del provvedimento di chiusura delle
indagini: omicidio preterintenzionale e peculato per tutti, frode processuale e
falso per i primi due. Sugli ultimi sviluppi di indagine la procura ha
contattato 3 cardiochirurghi per avere una nuova consulenza. Nessuno si è reso
disponibile: «Gli impegni non me lo consentono». Gli ultimi sviluppi di
indagine toccano la tesi dell' embolo su cui hanno convenuto i periti
superpartes nel caso di morte della signora Pasqualina Amodeo, paziente di 67
anni entrata alle Molinette per farsi impiantare una protesi cardiaca il 20
maggio 2008 e deceduta sotto i ferri del trapianto di cuore il successivo
giorno 27. Gli investigatori hanno scoperto che Boffini avrebbe manomesso il
diario operatorio del terzo dei sette interventi sulla paziente, dando atto di
un flusso regolare del sangue attraverso l' ostio coronarico il 22 maggio, il
giorno prima che una coronografia accertasse la completa occlusione della
coronaria sinistra. L' accusa: in questo modo Boffini voleva dimostrare che
aveva impiantato bene la valvola cardiaca il 20 e che non era stata causa della
successiva occlusione. Fra le «13 stranezze» su cui punta la procura vi sono il
fatto che Pasero noti una ripresa della paziente senza indicarla nella cartella
clinica, che con ciò si arrivi al trapianto e che con il trapianto sparisca
proprio quella valvola, «primo caso alle Molinette».
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 11-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L´iniziativa.
CIRCA 30 euro in meno per ogni seduta di
Consiglio comunale: Alberto Mangano e Francesco Scorza del Gruppo Misto, Antonella Monastra, Un´Altra Storia e Paolo Caracausi del Pid
hanno presentato una delibera bipartisan di iniziativa consiliare per ridurre
del 20 per cento il gettone di presenza degli inquilini di Sala delle Lapidi. Quello dei consiglieri di
Palermo - 156 euro lordi per un massimo di 21 sedute al mese - è lo
stipendio più alto di Italia. «Il nostro vuole essere un gesto di buona
politica», dice Alberto Mangano primo firmatario della delibera, che aggiunge:
«È un atto di responsabilità nei confronti di una città che sta soffrendo.
L´obiettivo è destinare il 20 per cento del compenso alle attività sociali.
Nella stessa proposta di delibera, chiediamo alla giunta di impegnarsi a fare altrettanto:
ridurre i compensi agli assessori e al sindaco ma anche ai componenti dei cda
delle società partecipate e ai consiglieri di circoscrizione». I promotori
hanno già ricevuto il sostegno del capogruppo dell´Udc Salvo Italiano. «Il
nostro non è un gesto anti-casta - dice Antonella Monastra - ma una assunzione
di responsabilità davanti alla crisi». sa.s.
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 11-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
D ebutta alla Sala Diana del Teatro
Garage (oggi e domani ore 21, domenica ore 17) Io, Giacomo Leopardi di Lorenzo Costa , che ne è regista e, affiancato da Federica Ruggero,
interprete. Scene Enrico Musenich, consulenza musicale Francesco Nardi, luci
Doriana Barbè. Un lavoro «sulle emozioni e le sofferenze di un uomo, di un
grande letterato che, in anticipo di almeno un secolo, mette a nudo quel
"male di vivere" poi cardine di tanta letteratura e poesia del '900».
E sempre oggi, all' Instabile di via Cecchi 19r, Rubik teatro porta in scena
Catch-lo scontro brutale all' ultima battuta nuovo "combattimnento clandestino"
di improvvisazione teatrale. Ore 21, ingresso ? 7. Teatro Garage via Paggi,
ingresso ? 12- ? 9.
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"unita.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Governo tecnico affidato a Mario Monti.
Come si orientano i partiti di opposizione? Ricordando che la situazione è in
movimento e che singole personalità possono differenziarsi dalla linea di
partito, nel primo pomeriggio di oggi giove10 le linee sono quelle che seguono
sotto. Ripetiamo: la situazione è però fluttuante. PD: SI' GOVERNO EMERGENZA,
NO RIBALTONE Il Partito democratico: è per il sì a un governo tecnico, di
emergenza, purché la Destra non lo blocchi. Se deve esserci un ribaltone, ha
detto Bersani, allora è meglio votare subito. Il Pd si è sempre detto pronto ad
andare alle urne anche subito. IDV: NO, MA POLEMICHE DALLA BASE Di Pietro non
appoggerà un eventuale governo Monti, ma non ha escluso di sostenere in
Parlamento provvedimenti che dovesse condividere. Ma si sono scatenate
polemiche tra gli elettori dell' Italia dei valori, per cui il leader vuole
lanciare un sondaggio tra i sostenitori. «Governo tecnico, io la penso così e
voi?», SEL: MONTI A 4 CONDIZIONI Sinistra ecologia e libertà, messa anche sotto
pressione del Pd, non ha chiuso a un' ipotesi di esecutivo a guida Monti, ma ha
messo nero su bianco quattro paletti precisi. Primo, nessuna «ipoteca
berlusconiana» sui nomi. Secondo, una patrimoniale. Terzo, tempi brevi che
preludano, ed è la quarta condizione, a elezioni presto. UDC: SI' A MONTI
Casini è stato netto: sì a un governo di emergenza dell' Unione di centro. E
aggiunge: è la fine del bipolarismo, lui dice di non essere disposto a entrare
in un governo di centrodestra, "Noi - sostiene - non dobbiamo trattare
alleanze con la destra o con la sinistra; noi dobbiamo essere la cerniera della
grande coalizione». FLI: SI' A MONTI "Il nome di Monti appagherebbe quella
credibilità internazionale da quasi tutti richiesta per il rilancio del Paese».
Lo ha affermato Giuseppe Consolo, deputato di Futuro e Libertà, dell' ufficio
di presidenza del partito. API: PAZZO CHI VUOLE VOTO Per Francesco Rutelli,
deputato e presidente dell' Alleanza per l' Italia, "c' è bisogno di
grande unità, altro che voto, mentre abbiamo dei pazzi che
parlano di questo" GRILLO: NE' MONTI, NE' ELEZIONI Beppe Grillo, leader del
Movimento 5 stelle: la data delle elezioni, attacca, l' hanno decisa tedeschi e
francesi, è il 2013. E accomuna la fine di Berlusconi a quella di Mussolini nel
1943 attaccando anche Napolitano (lo paragona - provocando - al re
Vittorio Emanuele II): "Il successore venne scelto dal regnante. Ieri fu
Badoglio, adesso è Monti".
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"avvenire.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LE CRISI AFRICANE.
A sei mesi dall' insediamento del nuovo
governo, la strada per la ricostruzione della Costa d'
Avorio sembra tutt' altro che in discesa. La battaglia post-elettorale per il
potere, vinta dal presidente Alassane Ouattara - sostenuto dalla Francia e gran
parte delle Nazioni Unite - ha lasciato il Paese
spaccato da profonde divisioni sociali e drammatiche condizioni economiche. La
spirale di violenza non risparmia nemmeno le strutture religiose. Gli scontri
armati che hanno portato le forze di Ouattara a sconfiggere i sostenitori dell'
ex presidente Laurent Gbagbo, ora agli arresti domiciliari, hanno lasciato
dietro di sé una popolazione povera e rabbiosa. «In due mesi e mezzo, circa
quaranta chiese e case di religiosi sono state attaccate nella capitale
economica Abidjan da banditi armati a scopo di rapina», ha raccontato ieri all'
agenzia <+corsivo>Fides<+tondo> padre Augustin Obrou, responsabile dell'
Ufficio comunicazioni per l' arcidiocesi di Abidjan. «È vero che dopo la fine
della guerra civile c' è ancora un' impressionante insicurezza generale - ha
continuato padre Obrou - ma il fatto che un così gran numero di luoghi di culto
cattolici siano stati attaccati in così poco tempo lascia adito a sospettare
che vi siano anche altre motivazioni oltre alla semplice rapina». Secondo il
sacerdote non è ancora chiaro se dietro alle violenze ci siano motivazioni di
carattere politico o confessionale, ma gli attacchi, che da agosto continuano tuttora in varie parti di Abidjan, sono la prova di un generale malcontento popolare.
Il livello di disoccupazione è altissimo e il commercio basato principalmente
sul cacao, di cui la Costa d' Avorio era il primo esportatore africano, fatica a
riprendersi. «Abbiamo raccolto meno profitto di quelli che ci
aspettavamo», ha dichiarato Wayne Camard, rappresentante del Fondo monetario
internazionale (Imf) con cui il Paese si è accordato per cancellare il suo
debito entro la fine del 2012. «Le principali ragioni di queste difficoltà sono
la situazione di post-crisi e il fatto che diverse società stanno ricominciando
le loro attività lentamente». Il ministero delle Finanze
sta infatti discutendo una serie di riforme economiche volte ad avvantaggiare
gli investitori stranieri, tornando quindi alla politica
liberale praticata dal governo del primo presidente ivoriano Félix
Houphouët-Boigny. Il tempo però corre veloce, e in gran parte
del Paese si temono ancora violenze poiché il progetto di disarmo nei confronti
di ribelli ed ex soldati non è ancora stato avviato, una mancanza che ha
permesso il formarsi di milizie anarchiche difficili da controllare anche per
il governo. «Dopo l' ultima crisi politica e dieci
anni d' instabilità generale - ha commentato Claude Gueant, ministro dell'
Interno francese in una recente cerimonia ad Abidjan dove la Francia ha donato
computer e trenta veicoli blindati - è fondamentale per la Costa
d' Avorio affrontare l' ovvio problema di equipaggiamenti per la sicurezza e la
protezione della società civile». E proprio pochi giorni fa Papa Benedetto XVI
aveva lanciato un accorato appello alla «pacificazione nel Paese» ricevendo il
nuovo ambasciatore della Costa d' Avorio presso la
Santa Sede.
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di Matteo De Santis. |
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 10:18.
Sottotitolo: Oltre a puntare sul talento dei
giovani arrivati dal mercato estivo il tecnico ha rianimato giocatori per certi
versi già dimenticati.
A Trigoria non si butta via nulla. Se
«rottamare» va tanto di moda negli ultimi tempi, c' è anche chi non si
dimentica di riciclare quello che, volente o nolente, si è ritrovato dentro
casa. È un po' quello che ha fatto Luis Enrique, apprendista rottamatore di un
certo tipo di calcio ma anche provetto riciclatore di uomini. Il paradosso è
servito: rottamare riciclando. La famosa rivoluzione culturale passa anche per
un rimpasto di giocatori che sembravano rimasti a Trigoria solo per caso e
invece si sono rivelati utili e compatibili alla causa del nuovo corso
giallorosso. » un po' il caso di Rosi, diventato in pochi mesi il primo nella
scala gerarchica dei terzini destri e, con 5 presenze e 372 minuti giocati in cui la Roma non ha mai perso e ha
incassato solo due reti, anche una sorta di talismano. Merito dei primi segnali
di germogliazione e di una buona dose di sfortuna capitata al due volte
infortunato Cicinho, quello che dai primi piani estivi di Luis Enrique
sembrava dovesse essere il vero beneficiario dell' opera di riciclaggio
asturiana. Rosi titolare, Greco quasi ma comunque contento e ben all' interno
delle vorticose rotazioni (12 formazioni diverse in altrettante partite e un
totale di 29 giocatori utilizzati) di questo inizio di stagione. E se non fosse
stato infortunato per un bel po', lo sarebbe stato molto di più che per lo
scampolo di gara con il Genoa e il gettone da titolare
conquistato a Novara. Luis Enrique, infatti, lo ritiene un jolly prezioso per
il centrocampo a tre della Roma. Un vice-Pizarro capace di poter fare anche
altro. A proposito di Pizarro, il cileno è forse il portabandiera di questo
strano ma molto utile plotone di riciclati. Le chiacchiere del calcio di mezza
estate lo raccontavano molto fuori dal progetto Roma, poco adatto al ìcalcio
associativo" di Luis Enrique e offerto al Palermo. Una sorta di zavorra,
insomma. Le parole, però, sono state smentite dai fatti: Pizarro gioca felice e
contento, urla pubblicamente di amare il progetto di gioco della nuova Roma e
giura fedeltà, anche in virtù di un contratto, fino al 2013. Perrotta, a
prescindere dagli allenatori, è e resta una certezza. Giocava con Prandelli,
Voeller, Delneri, Conti, Spalletti e Ranieri e ha continuato a farlo pure con
Luis Enrique. L' unica novità, però, riguarda il ruolo: interno di centrocampo
o terzino destro a tutto campo (invenzione particolarmente gradita dal
tecnico). Nell' operazione di riciclaggio ha trovato posto anche Taddei,
reinventato terzino sinistro a 32 anni. Due presenze
(contro Inter e Novara) nella nuova posizione al posto del rampante Josè Angel,
la stessa voglia di sempre e i complimenti pubblici di Luis Enrique. Tra i
«tesori» che il tecnico asturiano si è ritrovato in casa c' è anche Lobont,
secondo portiere portafortuna. Il ruolino delle sue quattro presenze
al posto del titolarissimo Stekelenburg, comunque, parla di 2 vittorie, 2
pareggi, 2 reti incassate e 8 punti guadagnati. Ci sarebbe anche Simplicio, un
gol in 103 minuti giocati. Miracoli e misteri del riciclaggio.
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"ilgiornale.it" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Giancarlo Stagnaro, consigliere del
Popolo della libertà nel Comune di Sestri Levante, avanza una proposta a favore
delle popolazioni e delle attività economiche colpite dalle alluvioni: l'
iniziativa mira a far devolvere agli alluvionati tutti i gettoni
di presenza spettanti di qui a fine anno ai componenti
di tutte le assemblee istituzionali della regione. A partire, ovviamente, da
Sestri Levante.
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"Il Sole 24 Ore" del 10-11-2011 |
Prima quotidiano |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: I FONDI PER IL RILANCIO.
Parlare di ricerca, di crescita in queste
giornate campali, dove non si sa bene cosa succederà il minuto seguente potrà
apparire un lusso. Ma proprio nei momenti più difficili non bisogna perdere la
prospettiva lunga. Paradossalmente, non poteva esserci momento migliore per
tenere la Giornata dell' innovazione e della ricerca di Confindustria. Mentre
si rifonda e riorganizza il quadro politico, è ora di
avviare una fase di proposta di misure di politica
economica serie e concrete per il rilancio della crescita. E a questo esercizio
devono contribuire tutti, parti sociali in testa. Il
dato di sintesi è che la spesa in ricerca nel nostro paese non è all' altezza
delle altre economie avanzate. Gli investimenti in R&S rispetto al Pil in
Italia sono più bassi della media europea di quasi un punto percentuale e
addirittura inferiori alla Cina. E questo vale sia per la spesa pubblica che
per quella privata. Il che non vuol dire, come ha ricordato Diana Bracco, che
non ci siano eccellenze diffuse in tutto il paese. Il problema è che queste
eccellenze non si traducono in una massa critica di scoperte e innovazioni
sufficiente ad accelerare la crescita. Allora, che si deve fare? E in una fase
in cui il governo non ha più un soldo bucato, come indurre le imprese ad investire
di più? Quello della ricerca è un campo dove il privato non può fare a meno del
pubblico. Per la ragione che gli elevati rischi degli investimenti in ricerca e
la natura di bene pubblico della conoscenza che questa genera portano le
imprese ad investire meno di quanto sarebbe ottimale per l' economia e la
società. Ma questo interfaccia tra pubblico e privato, in Italia può migliorare
moltissimo anche a costi decisamente bassi. Per
esempio gli strumenti di incentivazione possono essere razionalizzati, semplificati
e i tempi per l' ottenimento delle agevolazioni ridotti. Allo stesso modo il
rapporto tra imprese ed Università può essere migliorato a parità di risorse
esistenti. La proposta della Giornata dell' Innovazione di creare la figura del
ricercatore industriale che affianchi quello accademico solleva il problema ben
più ampio di come tradurre la ricerca di base in innovazioni che abbiano
applicazioni economiche. Detto questo, però, è evidente che il deficit di
risorse pubbliche in questo settore crea un problema competitivo serio. Il
credito di imposta per gli investimenti in ricerca dovrebbe
essere strutturale come negli altri paesi. Ma questa misura, come molte altre
che sarebbe necessario varare in questo campo, costa e può essere
finanziata solo riorientando le priorità complessive della spesa pubblica,
ossia trovando risorse altrove. Stabilizzare i conti dello Stato
richiede di ridurre le spese, ma anche di utilizzare meglio risorse sempre più
scarse per crearne di nuove. Porre oggi il problema della ricerca significa
anche chiedersi come avviare e subito questo indispensabile esercizio.
barba@unimi.it.
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"Avvenire" del 10-11-2011 |
MONDO |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Costa d' Avorio, chiese sotto tiro In due mesi 40 attacchi di bande
armate a strutture religiose DA ACCRA MATTEO FRASCHINI KOFFI A sei mesi dall'
insediamento del nuovo governo, la strada per la ricostruzione della Costa d' Avorio sembra tutt' altro che in discesa. La
battaglia post-elettorale per il potere, vinta dal presidente Alassane Ouattara
- sostenuto dalla Francia e gran parte delle Nazioni
Unite - ha lasciato il Paese spaccato da profonde divisioni sociali e
drammatiche condizioni economiche. La spirale di violenza non risparmia nemmeno
le strutture religiose. Gli scontri armati che hanno portato le forze di
Ouattara a sconfiggere i sostenitori dell' ex presidente Laurent Gbagbo, ora
agli arresti domiciliari, hanno lasciato dietro di sé una popolazione povera e
rabbiosa. «In due mesi e mezzo, circa quaranta chiese e case di religiosi sono
state attaccate nella capitale economica Abidjan da banditi armati a scopo di
rapina», ha raccontato ieri all' agenzia Fides padre Augustin Obrou,
responsabile dell' Ufficio comunicazioni per l' arcidiocesi di Abidjan. «È vero
che dopo la fine della guerra civile c' è ancora un' impressionante insicurezza
generale - ha continuato padre Obrou - ma il fatto che un così gran numero di
luoghi di culto cattolici siano stati attaccati in così poco tempo lascia adito
a sospettare che vi siano anche altre motivazioni oltre alla semplice rapina».
Secondo il sacerdote non è ancora chiaro se dietro alle
violenze ci siano motivazioni di carattere politico o
confessionale, ma gli attacchi, che da agosto continuano tuttora in varie parti di Abidjan, sono la prova di un generale malcontento popolare.
Il livello di disoccupazione è altissimo e il commercio basato principalmente
sul cacao, di cui la Costa d' Avorio era il
primo esportatore africano, fatica a riprendersi. «Abbiamo raccolto meno
profitto di quelli che ci aspettavamo», ha dichiarato Wayne Camard,
rappresentante del Fondo monetario internazionale (Imf) con cui il Paese si è
accordato per cancellare il suo debito entro la fine del 2012. «Le principali
ragioni di queste difficoltà sono la situazione di post-crisi e il fatto che
diverse società stanno ricominciando le loro attività lentamente ». Il
ministero delle Finanze sta infatti discutendo una
serie di riforme economiche volte ad avvantaggiare gli investitori stranieri,
tornando quindi alla politica liberale praticata dal
governo del primo presidente ivoriano Félix Houphouët-Boigny. Il tempo però
corre veloce, e in gran parte del Paese si temono
ancora violenze poiché il progetto di disarmo nei confronti di ribelli ed ex
soldati non è ancora stato avviato, una mancanza che ha permesso il formarsi di
milizie anarchiche difficili da controllare anche per il governo. «Dopo l'
ultima crisi politica e dieci anni d' instabilità
generale - ha commentato Claude Gueant, ministro dell' Interno francese in una
recente cerimonia ad Abidjan dove la Francia ha donato computer e trenta
veicoli blindati - è fondamentale per la Costa d'
Avorio affrontare l' ovvio problema di equipaggiamenti per la sicurezza e la
protezione della società civile». E proprio pochi giorni fa Papa Benedetto X-VI
aveva lanciato un accorato appello alla «pacificazione nel Paese» ricevendo il
nuovo ambasciatore della Costa d' Avorio presso la
Santa Sede. Una chiesa devastata a Agboville, in Costa
d' Avorio (Epa)
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"Avvenire" del 10-11-2011 |
POLITICA |
Pagina: 2 |
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Argomenti: Costi della
politica
Limitati e grandi segue dalla prima
pagina D i questo passo, la catena dell' euro si spezzerà presto, con costi altissimi e non prevedibili. Ma non è un esito
ineluttabile. A patto che l' Europa apra, subito e con decisione, una fase costituente per la revisione dei
Trattati che porti a una nuova e diversa unità politica, a una
comune politica monetaria e fiscale, e anche all' emissione di bond europei
(magari per finanziare grandi investimenti, che non appesantiscano gli esausti debiti
pubblici dei singoli Stati, che però hanno un estremo bisogno di
investimenti per rilanciare la crescita). Nessuno, né la politica,
né l' economia, né gli speculatori, ha interesse a un crollo dell' euro e dell'
Italia. Sarebbe un errore troppo grave, che impoverirebbe tutti e ciascuno. La
storia, però, è piena di errori, anche gravi, che nessuno individualmente
voleva ma che collettivamente abbiamo commesso, quando le crisi hanno superato
una soglia critica. Facciamo allora di tutto perché oggi questa soglia non si
oltrepassi. Diamoci obiettivi limitati - o, meglio, precisi - e grandi. Luigino
Bruni.
|
di SARA SCARAFIA. |
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"La Repubblica (ed. Palermo)" del 10-11-2011 |
Palermo |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La città Incarichi esterni per 200
mila euro in un mese. I sindacati minacciano scioperi.
Duecentomila euro per consulenze: tra
agosto e settembre l´Amia in amministrazione straordinaria ha affidato
incarichi a diversi professionisti. La fetta più grossa riguarda incarichi
tecnici per Bellolampo, che saranno pagati con i fondi Cipe. Oggi Comune e
commissari discutono del nuovo contratto di servizio. L´Amia chiede 15 milioni
all´anno in più. I sindacati sul piede di guerra: «Sì all´aumento o sarà
sciopero». A PAGINA IX.
|
di LORENZO MANGINI. |
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"La Repubblica (ed. Genova)" del 10-11-2011 |
Genova |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: A Brescia cinque giocatori non
italiani, nel recente passato tante delusioni Le avventure fuori Italia quasi
sempre evitate dalla società Dal 2003 gli arrivi sono stati 25.
Una Sampdoria alla straniera. A Brescia i
blucerchiati si sono affidati, fin dall´inizio, a ben cinque stranieri: il
brasiliano Da Costa, l´ungherese Laczko, lo svizzero Padalino, lo spagnolo
Obiang e l´uruguayano Fornaroli. A questi possiamo anche aggiungere Roberto
Soriano, natali e scuola calcistica tedesca, ma genitori ed origini italiane.
Atzori ha in pratica utilizzato subito tutto il suo contingente di
oltreconfine, con l´esclusione di Romero, Koman ed il duo Rossini-Krsticic, che
finora non ha mai trovato spazio. Tra questi, quattro sono passati dal settore
giovanile (Koman, Obiang, Rossini e Krsticic), ma si tratta comunque di
un´anomalia nella recente storia blucerchiata. Ormai da anni, la Sampdoria ha
quasi sempre evitato avventure fuori Italia, anche a costo di perdere qualche
occasione. Il ricorso agli stranieri è spesso stata l´arma della disperazione.
Alla sesta stagione in serie A, 2008-2009, i blucerchiati avevano cercato di
cambiare politica e si ritrovarono ad avere in rosa sei giocatori di origini
non italiane: gli argentini Campagnaro e Bottinelli, gli svizzeri Padalino e
Ziegler, l´uruguayano Fornaroli e Stankevicius, il primo lituano a vestire la
maglia blucerchiata. Non era mai successo nella storia recente, quando Walter
Novellino aveva spesso schierato delle formazioni composte interamente da
italiani. Il bilancio non fu, però, positivo. Fornaroli e Bottinelli passarono
senza lasciare traccia e così la Sampdoria chiuse nuovamente le frontiere. Dopo
questo tentativo si è tornati alla normalità. La stagione successiva è
arrivato, infatti, solo Tissone, che, dal punto di vista calcistico, può essere
considerato italiano. Lo scorso gennaio si è puntato nuovamente sugli
stranieri. Sono arrivati Biabiany (Inter), Martinez (Brescia) e Laczko (Debrecen).
Sommati a Koman, Obiang, Ziegler, Padalino, Tissone e Da Costa, ingaggiato
l´estate precedente, il contingente salì a nove unità, ma il rendimento
complessivo fu deludente. Solo Ziegler mantenne costantemente il posto nella
formazione base. Quest´anno si è ripartiti con lo stesso numero, impreziosito,
però, da un fuoriclasse, titolare dell´Argentina, il portiere Sergio Romero.
Sono complessivamente venticinque gli stranieri utilizzati dalla Sampdoria a
partire dall´ultimo ritorno in serie A. Insieme hanno totalizzato 583 presenze e diciannove gol (Kutuzov 7, Ziegler, Padalino e
Stankevicius 3, Tissone, Biabiany ed Edusei 1). Sei hanno esordito dopo aver
maturato delle esperienze, anche brevi, nel settore
giovanile (Job, Kalu, Da Mota, Koman, Scepovic ed Obiang). Con 94 presenze, Reto Ziegler è il più fedele, seguito a 62 da Vitalii Kutuzov.
Degli altri diciassette, dieci, oltre la metà, non hanno raccolto neppure dieci
gettoni (Zivkovic 9, Bottinelli 8, Fornaroli e Kalu 5, Koman e
Miglionico 4, Job 3, Da Costa e Scepovic 2, Da Mota 1).
|
di M. JACOBIDES R.
PORTES D. VAYANOS. |
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"La Repubblica" del 10-11-2011 |
Economia |
Pagina: 32 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: EUROINTELLIGENCE.
Il tentativo fallito di George Papandreou
di indire un referendum ha avuto come obiettivo raccogliere un più robusto
sostegno popolare al salvataggio e al pacchetto di riforme. I drammatici eventi
ad Atene lo hanno trasformato nello sforzo comune di un arco trasversale di
partiti di insediare al potere un governo transitorio in grado di garantire la
realizzazione delle riforme concordate. Tuttavia, se non si affronteranno le
cause all´origine della crisi del debito, l´opposizione dell´opinione pubblica
non si attenuerà e ogni aggiustamento del debito sarà temporaneo. L´enormità
del debito greco Grecia è conseguenza delle inefficienze che caratterizzano
l´amministrazione pubblica greca e l´attuale modello economico del Paese. La
Grecia non deve sprecare questa opportunità. Le
riforme strutturali, tra cui un energico ridimensionamento
dell´evasione fiscale, ridurrebbero la necessità di impopolari misure di
austerità e, soprattutto, ripristinerebbero la fiducia nel governo. Riducendo
gli sprechi, la corruzione e le rendite dei gruppi di interesse privati e pubblici, si
attenuerebbe anche la sensazione di iniquità. Recentemente abbiamo
suggerito di concentrare gli sforzi della riforma in 4 settori chiave: evasione
fiscale, Pubblica Amministrazione, privatizzazioni e sistema finanziario. La
riforma dovrebbe mirare a rendere la Pubblica Amministrazione indipendente
dalla politica, con incentivi e una maggiore
responsabilizzazione dei funzionari. Nell´ambito della raccolta fiscale, la
mancanza di incentivi e di responsabilizzazione dei funzionari hanno generato
un sistema inefficiente e corrotto, che resiste con forza ai cambiamenti.
Proponiamo di abolire gli attuali uffici delle tasse e di incaricare del
controllo e della raccolta una nuova authority indipendente, alla quale si
affiancherebbero altre tre incaricate del monitoraggio delle riforme
strutturali, della gestione della sanità e della riduzione della corruzione. Queste authority, condotte da tecnocrati capaci
che rispondessero al Parlamento, dovrebbero dare una forte spinta allo sforzo
di cambiamento del governo e delle istituzioni. La nostra proposta prevede uno
spostamento del fulcro del programma dalle vendite e dalle altre operazioni
immediate a uno schema sostenuto da un ammontare moderato di finanziamento
debitorio che utilizzi gli attivi come garanzia. Questa è l´ultima opportunità
della Grecia di utilizzare la crisi come un´occasione per cambiare la struttura
dell´economia e di rimettersi nella carreggiata della crescita. Un governo
formato da un vasto arco di partiti dovrebbe avere un mandato non limitato alle
ristrutturazioni, ma cercare un vasto consenso per riforme di grande portata
che nessun partito oserebbe intraprendere da solo. Limitando il mandato di un
governo di transizione e concentrandolo sulle elezioni si manderebbe un
messaggio sbagliato e si minerebbe il sempre più debole sostegno dei creditori
e dei partner della Ue, rischiando una rapida espulsione dall´eurozona del
Paese. Se le forze politiche sprecheranno
l´opportunità, dovrebbero essere ritenute responsabili dai cittadini del
collasso del settore finanziario, della distruzione delle forze produttive,
della ricchezza e della ridistribuzione (dai ricchi ai poveri) che
comporterebbe l´inflazione e un ritorno alla dracma. *Presidente dell´associazione
Sir Donald Gordon Professore di Economia alla London Business School Professore
di Finanza e di Scienze politiche all´Lse Traduzione
di Guiomar Parada SEGUE A PAGINA 5.
|
di TIZIANA COZZI. |
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"La Repubblica (ed. Napoli)" del 10-11-2011 |
Napoli |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La bufera dei mercati sulle
imprese campane: "I mutui sono troppo onerosi"
Sottotitolo: "Subito un governo di
salute pubblica, Berlusconi lasci" Noi siamo identificati con l´immagine
del paese e se questa è negativa, ne facciamo le spese Più sale lo spread più
si restringe il credito, così chi ha il raffreddore rischia una polmonite.
Tassi di interesse bancari alle stelle,
difficoltà di accesso al credito, minore credibilità delle imprese a livello
internazionale. Gli effetti delle tempestose giornate dei mercati non restano
confinati nei palazzi dell´economia. Appaiono già concreti nella vita
quotidiana delle aziende campane, incidono sulle loro azioni finanziarie.
La voce dal mondo degli industriali del territorio è unanime: subito un governo
che restituisca fiducia al paese. «La credibilità nel mondo degli affari è
tutto - spiega il presidente dell´Unione industriali Paolo Graziano - in questo
momento ci danneggia la mancanza di decisione del governo. Anche se c´è una
chiara speculazione, i risultati così altalenanti delle borse non fanno bene a
nessuno, tantomeno a chi deve investire. Le aziende sono identificate con
l´immagine del paese e se questa è negativa, sono anche le imprese a farne le
spese». Il risultato è accesso al credito bancario più difficile e pagamenti
bloccati. «Se quattro banche valgono 12 miliardi di capitalizzazione, quando
fino a poco fa ne valevano 60, diventano oggetto di speculazione e si rivalgono
delle perdite con i clienti». In balia dell´incertezza restano le imprese.
«Così, chi ha un raffreddore rischia la polmonite - aggiunge Graziano - è un
dato di fatto. Purtroppo abbiamo dato prova di non saper gestire la crisi. Ora
bisogna agire: subito un governo di salute pubblica fatto dalle migliori
risorse». Il coro di voci è unanime contro l´ostinazione del premier Silvio
Berlusconi. «Ogni giorno in più del premier - spiega Giorgio Fiore, presidente
Confindustria Campania - peggiora la nostra situazione economica. Lo spread che
cresce non è ininfluente all´economia campana. Più sale lo spread più si
restringe il credito, da agosto è aumentata la crisi, soprattutto per le
piccole e medie imprese, più del 90 per cento in Campania, che di quel credito
vivono». La difficoltà investe anche chi lavora con le imprese: negli ultimi
mesi, annaspano anche studi professionali, avvocati,
commercialisti che lavorano a stretto contatto con le aziende in crisi. «È un
effetto a catena - sottolinea Fiore - e il giudizio politico del mondo
economico non lo cambi. Berlusconi deve andarsene al più presto. La mia non è
una posizione politica, è una constatazione di fatto. La fiducia è importante,
non si può comprare». Nel trimestre luglio-settembre di quest´anno il centro
studi dell´Unione industriali ha registrato investimenti stagnanti, leggera
diminuzione nella formazione del personale, il costo
del credito è aumentato di un punto e mezzo, la disoccupazione è rimasta
stabile ma problematica, il fatturato in media ha subito un lieve aumento, più
cari i costi di produzione. «Ma quello che sta
capitando adesso è uno tsunami - commenta Ambrogio Prezioso, vice di palazzo Partanna e consigliere delegato centro studi - significa
lavorare alla soglia del 7 per cento, investire con questi tassi non è
sopportabile da parte di nessuno. Tra l´altro tutto va
a innestarsi in un Sud abbandonato a se stesso, dove nemmeno i fondi Fas si
spendono». Una situazione problematica che da tempo espone alla sofferenza il
comparto industriale. Anche per chi si prepara a nuove commesse: «Chi ha
accettato nuove commesse deve rivolgersi alle banche - aggiunge Antonello
Baratto, consigliere sezione metalmeccanica - e, in questa crisi prolifera il
lavoro nero». «La mia azienda produce materiali per l´edilizia - interviene
Gennaro Moccia, delegato dell´Unione per le politiche
industriali - e il mondo delle costruzioni vive del
credito bancario, sono l´unica fonte di approvvigionamento con i ritardi dei
pagamenti del pubblico. Negli ultimi 4 mesi lo spread sui mutui è cresciuto in
maniera spropositata, da 2 a 5-6 punti. Vuol dire che il denaro invece di costare 2-3 per cento, costa l´8
per cento. E chi fa un mutuo di 10 anni quel tasso se lo porta indietro a vita.
Non c´è nulla da stare allegri». Preoccupazione condivisa dai giovani
industriali. «Le banche che stringono i cordoni vuol dire imprese a rischio
fallimento - spiega Carlo Barbagallo, presidente giovani industriali Campania -
siamo in un momento di massima sofferenza, le banche non concedono finanziamenti facilmente e hanno innalzato i tassi di
interesse di un punto e mezzo. Insostenibile. Lo Stato ci ha portato sull´orlo
del tracollo». «Pagheremo tra pochi mesi le conseguenze delle ultime 48 ore -
conclude Vincenzo Caputo, presidente giovani industriali Napoli - già ora è
aumentato lo spread sulle operazioni finanziarie, il costo del debito raddoppia e l´accesso al credito per noi è
vitale».
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"iltempo.com" del 10-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Notizie - Sport 10/11/2011, 05:30
Volley Le azzurre viaggiano a punteggio pieno in vetta al mondiale. Domani la
Corea.
Sottotitolo: Matteo De Santis A Trigoria non
si butta via nulla.
Se "rottamare" va tanto di moda
negli ultimi tempi, c' è anche chi non si dimentica di riciclare quello che,
volente o nolente, si è ritrovato dentro casa. È un po' quello che ha fatto
Luis Enrique, apprendista rottamatore di un certo tipo di calcio ma anche
provetto riciclatore di uomini. Il paradosso è servito: rottamare riciclando.
La famosa rivoluzione culturale passa anche per un rimpasto di giocatori che
sembravano rimasti a Trigoria solo per caso e invece si
sono rivelati utili e compatibili alla causa del nuovo corso giallorosso.
" un po' il caso di Rosi, diventato in pochi mesi il primo nella scala
gerarchica dei terzini destri e, con 5 presenze e 372
minuti giocati in cui la Roma non ha mai perso e ha incassato solo due
reti, anche una sorta di talismano. Merito dei primi segnali di germogliazione
e di una buona dose di sfortuna capitata al due volte infortunato Cicinho,
quello che dai primi piani estivi di Luis Enrique sembrava dovesse essere il vero
beneficiario dell' opera di riciclaggio asturiana. Rosi titolare, Greco quasi
ma comunque contento e ben all' interno delle vorticose rotazioni (12
formazioni diverse in altrettante partite e un totale di 29 giocatori
utilizzati) di questo inizio di stagione. E se non fosse stato infortunato per
un bel po', lo sarebbe stato molto di più che per lo scampolo di gara con il
Genoa e il gettone da titolare conquistato a Novara.
Luis Enrique, infatti, lo ritiene un jolly prezioso per il centrocampo a tre
della Roma. Un vice-Pizarro capace di poter fare anche altro. A proposito di
Pizarro, il cileno è forse il portabandiera di questo strano ma molto utile
plotone di riciclati. Le chiacchiere del calcio di mezza estate lo raccontavano
molto fuori dal progetto Roma, poco adatto al ìcalcio associativo" di Luis
Enrique e offerto al Palermo. Una sorta di zavorra, insomma. Le parole, però,
sono state smentite dai fatti: Pizarro gioca felice e contento, urla
pubblicamente di amare il progetto di gioco della nuova Roma e giura fedeltà,
anche in virtù di un contratto, fino al 2013. Perrotta, a prescindere dagli
allenatori, è e resta una certezza. Giocava con Prandelli, Voeller, Delneri,
Conti, Spalletti e Ranieri e ha continuato a farlo pure con Luis Enrique. L'
unica novità, però, riguarda il ruolo: interno di centrocampo o terzino destro
a tutto campo (invenzione particolarmente gradita dal tecnico). Nell'
operazione di riciclaggio ha trovato posto anche Taddei, reinventato terzino
sinistro a 32 anni. Due presenze (contro Inter e
Novara) nella nuova posizione al posto del rampante Josè Angel, la stessa
voglia di sempre e i complimenti pubblici di Luis Enrique. Tra i
"tesori" che il tecnico asturiano si è ritrovato in casa c' è anche
Lobont, secondo portiere portafortuna. Il ruolino delle sue quattro presenze al posto del titolarissimo Stekelenburg, comunque,
parla di 2 vittorie, 2 pareggi, 2 reti incassate e 8 punti guadagnati. Ci
sarebbe anche Simplicio, un gol in 103 minuti giocati. Miracoli e misteri del
riciclaggio.