Bari:
processo missione Arcobaleno, udienza rinviata si va verso prescrizione (2)
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"libero.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
Abstract: (
(Adnkronos) - Le indagini furono avviate dopo la denuncia del settimanale
Panorama: in un servizio fu riferito il caso di numerosi container carichi di
aiuti misteriosamente rimasti fermi al porto di Bari. Successivamente, il tg
satirico 'Striscia la notizia' mise in luce i presunti sprechi nel campo
profughi italiano di Valona e la cassetta fu
Oltre ad
assumere i suoi amici De Magistris gli dà l' aumento
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"libero.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Libero smaschera il sindaco di
Napoli che supera il confine dell' aritmetica: secondo Giggino 50mila euro sono
meno di 40mila.
Abstract: E' è un
luogo comune che vuole che a Napoli accadano cose fuori dalla logica. Un po' è
vero e un po' no. Ma che venisse superato il confine dell' aritmetica ancora
non s' era sentito. Invece è successo. Cinquantamila euro sono meno di
quarantamila, chi non ci crede non capisce certe finezze e come minimo è un
Al salotto
mancano solo i fondi
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"Il Sole 24 Ore (Sud)" del 09-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Distretti. Tecnicamente chiuso l'
accordo di programma contro la crisi, atteso da otto anni.
Sottotitolo: Caccia a 80 milioni, si temono i
tagli del decreto sviluppo - Imprese tiepide.
Abstract: ALTAMURA
(BA) Francesco Clemente Dopo otto anni di attesa, è tecnicamente concluso l'
accordo di programma per la crisi del distretto del mobile imbottito tra Puglia
e Basilicata. Il ministero dello Sviluppo economico (Mise) il 27 settembre ha
ultimato lo schema degli interventi insieme a quello del Lavoro, alle Regioni,
a Italialavoro (la
Si comincia
da apprendisti: conferme al 95%
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL CONTRATTO.
Abstract: Nelle
società di consulenza il primo contratto è nella grande maggioranza dei casi di
apprendistato. A seconda del tipo di laurea, triennale o specialistica, la
durata è di 36 o 24 mesi e come spiegano i partner responsabili delle risorse
umane di diverse grandi società, nella consulenza il contratto di apprendistato
si
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"Libero" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: QQQ La
confusione è padrona del campo in politica, economia, finanza. Da luglio a oggi
ogni accadimento della vita quotidiana si è intriso di un' incertezza che ha
alimentato la sfiducia. In questo scenario il governo annaspa e Berlusconi da
uomo del destino riconosciuto dalla maggioranza degli italiani per oltre tre
lustri sta
Oltre ad
assumere gli amici suoi De Magistris gli dà pure l' aumento
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"Libero" del 09-11-2011 |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: particolare
in questa storia, tipica di quella stessa casta che Santoro voleva azzerare
sullo schermo tv e che De Magistris dice di aver già spazzato via. Un
particolare tirato fuori dal Corriere del Mezzogiorno: a Lorenzo Diana è stato
riconosciuto uno stipendio annuo superiore a quello di chi l' ha preceduto, di
diecimila euro.
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 09-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Credito. Bankitalia: offerta più
rigida per il 47% di ditte edili Agli sportelli bancari spettro credit crunch
Trimarchi: «Le sofferenze aumenteranno»
Abstract: BOLOGNA
Andrea Biondi Trovare un finanziamento sta diventando sempre più difficile. E
nei prossimi mesi il compito rischia di rivelarsi ancora più arduo. Le imprese
dell' Emilia-Romagna confermano di iniziare ad avvertire più marcatamente il
bruciore della stretta creditizia, che si è fatta più soffocante dopo i
«Spread,
così non si va avanti»
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Rischio Italia e mercati - LE
RICHIESTE DEGLI IMPRENDITORI.
Sottotitolo: Marcegaglia: con o senza
Berlusconi, bisogna realizzare le riforme - PERICOLO CREDIT CRUNCH - «Con un
rendimento al 6% il sistema bancario farà sempre più fatica a finanziarsi e
così anche imprese forti e capaci»
Abstract: ROMA
«Chiediamo, vogliamo, esigiamo risposte. Sono necessarie soluzioni chiare. Con
uno spread a 500 punti base non si può andare avanti a lungo». È sempre più
preoccupata Emma Marcegaglia per il futuro dell' economia italiana. «Siamo un
Paese forte, abbiamo un' eccellenza imprenditoriale, marchi
Toscana.
Consulenza agli enti montani Commercialisti in aiuto di Uncem
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 09-11-2011 |
Professioni e lavoro |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: FIRENZE
Jacopo Chiostri L' Ordine dei dottori commercialisti di Firenze ha firmato un
protocollo d' intesa con Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti
montani). Al centro dell' accordo lo sviluppo dei territori montani, un tema
molto sentito in Toscana vista la presenza di numerosi comuni dislocati in aree
morfologicamente
IL
CONTRATTO Si comincia da apprendisti: conferme al 95%
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Nelle
società di consulenza il primo contratto è nella grande maggioranza dei casi di
apprendistato. A seconda del tipo di laurea, triennale o specialistica, la
durata è di 36 o 24 mesi e come spiegano i partner responsabili delle risorse
umane di diverse grandi società, nella consulenza il contratto di apprendistato
si
«I miei sei
colloqui prima di entrare nel team»
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di Cristina Casadei. |
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: L' AVVIO Milano, sede di Roland
Berger, aula ad anfiteatro Per prima cosa mi chiedono: perché vuole questo
lavoro? E perché proprio da noi? MOMENTO CHIAVE È il momento del
"caso": il business plan per una società di trasporto urbano Ragiono
a voce alta, imposto, correggo e supero l' esame.
Abstract: Casa
Galimberti dell' architetto Bossi è uno dei pezzi più brillanti del liberty a
Milano. Anche a passarci di fronte mille volte le sue facciate continuano a
catturare sempre, magari per un momento, l' attenzione. E meno male che lo
fanno anche questa volta, l' ennesima, in cui quel palazzo diventa la mia
bussola mentre sono alla
Follett, il
fascino del Medioevo
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"Corriere della Sera" del 09-11-2011 |
Tv |
Pagina: 62 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: PER DISTRARSI.
Abstract: Questa
serie, soprattutto dedicata a chi ama il Medioevo, tratta dall' omonimo libro
di Ken Follett, arriva per la prima volta in chiaro su una tv generalista. The
Pillars of the Earth (titolo originale della miniserie) - che ha un cast
stellare: Donald Sutherland, Ian McShane, e la coppia Rufus Sewell-Natalia
Woerner nella foto - si dipana nell'
Macedonia:
un bimbo costa 5-60.000 euro
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"corriere.it" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
Abstract: (ANSA) -
BELGRADO - In Macedonia e' fiorente il mercato nero delle adozioni e i prezzi
per un bambino sano e bello vanno dai 5 mila ai 60 mila euro. La Ong
'Costruiamo il futuro' afferma che i prezzi sono praticamente raddoppiati nell'
ultimo anno, e il governo - a causa dell' aumento dei casi di corruzione - ha
ordinato lo scioglimento della
L izi
'opposone va da Fini a preparare la sfiducia
|
"Libero" del 08-11-2011 |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Lo scandalo del presidente della
Camera che guida la minoranza. Riceve Bersani e Casini e vara una linea comune:
astensione sul Rendiconto e poi mozione contro il Cav.
Abstract: Guardia di
Finanza di Milano arrivò a rintracciare cinquanta milioni di lire in titoli di
Stato finiti in mano alla ormai ex soubrette. La quale, ignara di tutto, spiegò
di avere ricevuto quel denaro come «prestito» da parte dell' amico Cirino
Pomicino. Quei soldi sarebbero poi stati utilizzati per pagare l' affitto annuo
«I pilastri
della terra» di Follett su Rete4
|
"Avvenire" del 08-11-2011 |
SPETTACOLI |
Pagina: 28 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: «I pilastri
della terra» di Follett su Rete4 MILANO. La serie evento «I pilastri della
Terra», tratta dall' omonimo best-seller di Ken Follett, arriva su Rete4, da
domani in prima serata, per quattro appuntamenti. «The Pillars of the Heart»
(titolo originale ) è una co-produzione Germania-Canada costata
Strage
Viareggio, le Fs licenziano dipendente consulente della Cgil
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"Avvenire" del 08-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 12 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Strage
Viareggio, le Fs licenziano dipendente consulente della Cgil VIAREGGIO.
Riccardo Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente di parte
civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese sulla strage alla
stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) è stato licenziato dalle
Ferrovie. Il licenziamento - reso noto
Strage,
consulente Cgil licenziato dalle Fs
|
"Corriere Fiorentino" del 08-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Viareggio.
Abstract: VIAREGGIO -
È stato licenziato con una raccomandata il ferroviere Riccardo Antonini, prima
consulente di un familiare di una delle 32 vittime della strage del 29 giugno
2009, e poi della Cgil. Il motivo, secondo Rfi, società del gruppo Fs, le
«gravi ingiurie e i pesanti insulti rivolti all' Ad di Fs Mauro Moretti» che
Tasse giù a
Berlino una Mini Riforma Pensando al Voto
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 19 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Merkel: resta la politica di
controllo.
Abstract: DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE BERLINO - Alla fine si sono messi d' accordo, anche se c' è chi
la definisce soltanto una mini riforma che serve soprattutto a riportare «la
pace domestica» nella coalizione tra cristiano-democratici, cristiano-sociali e
liberali che appoggia Angela Merkel. Ma resta il fatto che la Germania abbassa
le
La colletta
per Ai Weiwei? «È illegale»
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Esteri |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Cina.
Abstract: PECHINO - La
colletta per aiutare Ai Weiwei a pagare una megamulta per evasione fiscale
potrebbe causare nuovi guai all' artista-dissidente cinese. Un quotidiano - il
Global Times , un tabloid populista tradizionalmente legato al partito
comunista - ieri ha ipotizzato che Ai Weiwei, accettando le donazioni di
migliaia di sostenitori, stia in
Auto blu
della Regione Stop al super-rimborso
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il caso La lettera del gruppo pd:
pronti a rinunciare. Poi la decisione di Boni.
Sottotitolo: Pirellone, l' ufficio di
presidenza si taglia l' indennizzo.
Abstract: Solo tre
settimane fa avevano detto no a una (lieve) autoriduzione del rimborso. Ieri
invece la linea «radicale» è passata in un amen. Stop a al rimborso da 51 mila
euro (lordi) ai cinque consiglieri regionali che compongono l' ufficio di
presidenza del Pirellone e che «rinunciano» all' auto blu. Lasciare la macchina
Atac:
Onorato (Udc), politica faccia passo indietro
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"libero.it" del 07-11-2011 |
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Pubblicato
anche in:
"libero.it" |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
Abstract: R oma, 7
nov. (Adnkronos) - ''Il sindaco Alemanno e la Presidente Polverini devono
capire che la gestione dissennata dell' Atac, gli sprechi e gli scandali non
possono certo ricadere sulle spalle dei lavoratori, con i tagli agli stipendi,
o dei cittadini, con l' aumento del biglietto. Considerando la qualita' del
servizio, poi, quest' ultima mi
Macedonia:
comprare un bambino costa da 5.000 a 60.000 euro
|
"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
BELGRADO, 7 NOV - In Macedonia e' fiorente il mercato nero delle adozioni e i
prezzi per un bambino sano e bello vanno dai 5 mila ai 60 mila euro. La Ong
'Costruiamo il futuro' afferma che i prezzi sono praticamente raddoppiati nell'
ultimo anno, e il governo - a causa dell' aumento dei casi di corruzione - ha
ordinato lo scioglimento
Washington
Post,Berlusconi come Houdini
|
"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 7 NOV - Silvio Berlusconi e' come un politico alla Houdini, che sinora e'
riuscito a sopravvivere a tutto, dagli scandali sessuali alle accuse di
corruzione. Ma ora sta affrontando una pressione senza precedenti. Lo scrive il
sito on-line del Washington Post in un articolo dal titolo: ''La crisi travolge
l' Italia: Berlusconi sotto
Washington
Post,Berlusconi come Houdini
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"corriere.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
Abstract: (ANSA) -
ROMA - Silvio Berlusconi e' come un politico alla Houdini, che sinora e'
riuscito a sopravvivere a tutto, dagli scandali sessuali alle accuse di
corruzione. Ma ora sta affrontando una pressione senza precedenti. Lo scrive il
sito on-line del Washington Post in un articolo dal titolo: ''La crisi travolge
l' Italia: Berlusconi sotto
Strage
Viareggio: licenziato ferroviere-consulente Cgil
|
"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
FIRENZE, 7 NOV - Riccardo Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di
consulente di parte civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese
sulla strage alla stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) e' stato
licenziato dalle Ferrovie. Lo rende noto lo stesso Antonini, ricordando di aver
gia' ricevuto in passato una
Strage
Viareggio, licenziato ferroviere
|
"corriere.it" del 07-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
Abstract: (ANSA) -
FIRENZE - Riccardo Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente di
parte civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese sulla strage
alla stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) e' stato licenziato dalle
Ferrovie. Lo rende noto lo stesso Antonini, ricordando di aver gia' ricevuto in
passato una lettera di
Viareggio:
Fs licenzia ferroviere consulente Cgil in processo strage
|
"libero.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
Abstract: F irenze, 7
nov. - (Adnkronos) - Le Ferrovie dello Stato hanno licenziato Riccardo
Antonini, ferroviere e consulente di parte civile della Cgil nel processo per
la strage di Viareggio, che causo' 32 morti il 29 giugno 2009. Lo rende noto lo
stesso Antonini, che spiega che gli e' arrivata, mentre si trovava al lavoro,
una raccomandata in cui Rfi
Mutui Il
taglio rischia di evaporare subito
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 27 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Trend Dal 2007 risparmi di 9.000
euro con i variabili.
Sottotitolo: Sui nuovi prestiti i maxi-spread
annullano i mini-tassi DI GINO PAGLIUCA.
Abstract: L a tempesta
finanziaria non è un dramma per tutti: non solo sta solo arricchendo gli
speculatori, ma aiuta anche le famiglie che stanno ripagando un mutuo a tasso
variabile. Gli effetti Il taglio di 25 centesimi del costo del denaro deciso
dalla Bce giovedì scorso dovrebbe portare, a seconda del tasso a cui viene
effettuato l'
Pomicino,
Berlusconi grande finanziatore I Repubblica
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"unita.it" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 6 NOV - "Ragazzi, ma che vi succede? Ieri l' uno e oggi l' altro mi
avete fatto lo stesso identico attacco politico utilizzando la solita arma
dell' ingiuria e tentando di coinvolgere anche Casini mettendoci insieme":
lo scrive PAolo Cirino Pomicino in una lettera a Maurizio Belpietro e Vittorio
Feltri. "A proposito, non dimenticate
Pomicino,
Premier finanziò I Repubblica
|
"corriere.it" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
Abstract: (ANSA) -
ROMA - "Ragazzi, ma che vi succede? Ieri l' uno e oggi l' altro mi avete
fatto lo stesso identico attacco politico utilizzando la solita arma dell'
ingiuria e tentando di coinvolgere anche Casini mettendoci insieme": lo
scrive PAolo Cirino Pomicino in una lettera a Maurizio Belpietro e Vittorio
Feltri. "A proposito, non dimenticate mai
|
"Il Sole 24 Ore" del 06-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Qual è l'
effetto del taglio dei tassi della Bce di giovedì scorso sul mio mutuo? Una
riduzione del costo del denaro di 25 punti base (tanto vale il taglio dall'
1,5% all' 1,25%) comporta in media un risparmio annuo compreso fra i 100 e i
150 euro per ogni 100mila euro presi a prestito. L' impatto è tanto più
1 Il
potenziamento del fondo salva-Stati
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"Il Sole 24 Ore" del 06-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 10 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Il Consiglio
europeo del 26 ottobre ha deciso di incrementare la dotazione del fondo
salva-Stati (Efsf), attualmente di 440 miliardi (di cui una parte già
impegnati) in due modi: fornendo un' assicurazione al nuovo debito emesso dagli
Stati membri, riducendo così i loro costi di finanziamento; massimizzando le
modalità di
PREVENIRE E
FINANZIARE SALVIAMO IL TERRITORIO
|
"Corriere dell'Alto Adige" del 06-11-2011 |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso di Enrico Franco.
Abstract: Egregio
direttore, prevedere, finanziare e prevenire: non è un gioco di parole, sono
solamente i tre verbi necessari per la gestione del rischio idrogeologico. In
seguito a eventi catastrofici come quelli in corso a Genova non si dovrebbe
scrivere d' istinto, cercando magari di dare spiegazioni indagando sulle
responsabilità o
Tubi d'
acciaio e buio "santoriano" No, non è la Rai e nemmeno la Bbc
|
"Liberazione" del 05-11-2011 |
VUOTA |
Pagina: 6 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Maria R.
Calderoni No non è la Rai e nemmeno la Bbc. Il Servizio Pubblico di Santoro
andato in onda giovedì era installato in un teatro, lo studio 3 di Cinecittà e
quello che ne è venuto fuori è stato proprio quello, un pezzo di teatro. E,
come tale, un successone: visto da 3 milioni, secondo i dati Auditel,
Il
giornalismo di Santoro è il neorealismo di oggi
|
di di Toni Jop |
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|
"unita.it" del 05-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: D ella
Valle, l' estremista, giura che nemmeno gli industriali sono tutti uguali. È
una notizia? Sì che lo è, anzi due, perché in tempi di semplificazioni
brucianti, un imprenditore dice: io sono io e gli altri sono gli altri, non
sbattetemi in una foto di gruppo in cui farei fatica a riconoscermi. Per
esempio: c'
""Italia
società senza Stato"? Ecco gli otto punti deboli
|
"unita.it" del 05-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: L' Italia
sarebbe più forte se avesse avuto, fin dal principio, «una Costituzione
'efficiente', esecutivi duraturi, un severo minimo di governo, leggi che
dettano regole e non deroghe, vertici amministrativi scelti in base al merito e
autenticamente imparziali, istituzioni capaci di creare fiducia nello Stato
come agente della
Il
giornalismo di Santoro è il neorealismo di oggi
|
"L'Unità" del 05-11-2011 |
Pagina: 28 |
||
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il suo programma non
generalizza, illumina impietosamente la realtà L' accusa di antipolitica
ricorda le polemiche contro i maestri del cinema.
Abstract: "antipatico"
anche Travaglio.Li detestano a destra, li tollerano a denti stretti in qualche
parterre di sinistra doveosservano chei duepunterebbero "al sangue",
vendicativi, piuttosto crudeli, giustizialisti. Questo potrebbe aiutare a
capire perché non ricordiamo barricate in Rai e fuori dalla Rai per impedire
che Santoro fosse espulso
«Colpo
mortale alla rete elettrica»
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"Il Sole 24 Ore" del 05-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Energia. Cattaneo (Terna) attacca
il maxiemendamento del Governo.
Abstract: TORINO Nel
settore dell' energia, la politica tariffaria deve essere materia esclusiva
dell' Authority, autonoma e indipendente. Ogni intervento esterno, anche
legislativo, che leda questa autonomia, provocherà ingenti danni e romperà un
sistema che ha finora funzionato, ridotto i costi per i consumatori, aumentato
la sicurezza del
«La lettera
alla Bce? Nella spazzatura»
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"Avvenire" del 05-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: «La lettera
alla Bce? Nella spazzatura» retroscena Di Pietro sferra l' attacco: «È
macelleria sociale». Poi procede con l' idea della contro-lettera da spedire
all' Ue.Dopo il no dell' Udc, spera di convincere Pd e Sel DA ROMA L a lettera
del governo all' Europa è «carta buona per il cestino della
Santoro
sulle tv locali, esordio al 14%
|
"Avvenire" del 05-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 14 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Santoro
sulle tv locali, esordio al 14% DA MILANO DAVIDE RE I l nuovo format di Michele
Santoro "Servizio Pubblico" fa il botto al debutto, conquistando tra
il 12% e il 14% di share. Un record considerando che la trasmissione va in onda
su multi piattaforma tv, web e radio. Le sole tv locali hanno ottenuto una
media di 1.750.000 telespettatori.
Murdoch:
Gb, arrestato giornalista del 'Sun'
|
"unita.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
LONDRA, 4 NOV - Il tabloid-gate si allarga oltre News of the World: un
giornalista del Sun, rotocalco ad alta tiratura del gruppo Murdoch, e' stato
arrestato oggi perche' accusato di aver pagato la polizia in cambio di
informazioni. L' inchiesta sulla corruzione dei poliziotti da parte dei
giornalisti e' una 'costola' dello
Murdoch:
Gb, arrestato giornalista 'Sun'
|
"corriere.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
Abstract: (ANSA) -
LONDRA - Il tabloid-gate si allarga oltre News of the World: un giornalista del
Sun, rotocalco ad alta tiratura del gruppo Murdoch, e' stato arrestato oggi
perche' accusato di aver pagato la polizia in cambio di informazioni. L'
inchiesta sulla corruzione dei poliziotti da parte dei giornalisti e' una
'costola' dello
|
"unita.it" del 04-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: I costi
della politica nella crisi, il caso Tarantini-Lavitola-Berlusconi, poi il
racconto di Chiara sulle feste di Arcore. Sono i temi affrontati da
"Servizio pubblico" di e con Michele Santoro finito dopo la
mezzanotte. A un certo punto il conduttore ha rimesso gli argomenti in
carreggiata perché con Lavitola aveva preso una piega sul
GiàVisti Il
servizietto di Santoro: solita solfa Rivivi la prima puntata con gli sms di
Bechis
|
"libero.it" del 04-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Scilipoti, Caimano e precari:
sempre le stesse cose. Ci rifila anche le repliche. E Travaglio rielenca per
mezz' ora i privilegi della casta.
Abstract: C ome primo
miracolo, Michele Santoro ha scelto di far resuscitare i morti. Servizio
Pubblico inizia così, con l' evocazione dei trapassati Enzo Biagi e Indro
Montanelli: «So che ci state seguendo», dice il conduttore, come se i due non
avessero di meglio da fare che scomodarsi per guardare il suo programma. Per il
resto della
|
"Libero" del 04-11-2011 |
Pagina: 13 |
||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: visto cento
volte e letto sui giornali. Intervista a Valter Lavitola, già vista da Mentana
. Cambiamo canale per un attimo: su La7 l' ex sodale Corrado Formigli con
Piazzapulita è molto più divertente. Gli ospiti sono Diego Della Valle e Luigi
De Magistris, anche loro abusatissimi, come Stella&Rizzo che arrivano poi.
Il meglio
Altro che
risparmi: la Casta assume
|
di Michele De
Bellis. |
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"Libero" del 04-11-2011 |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: QUANTI SPRECHI.
Abstract: Tutti dicono
che bisogna tagliare le spese per la politica ma non ho ancora sentito da dove
incominciare. Ho invece sentito, e ne sono scandalizzato, che la lista delle
spese si allunga. Si sta per concludere un concorso per assumere sei ragionieri
per il Quirinale, quella specie di reggia che ci costa il doppio di Buckingam
Palace. Possibile che
Atene e le
scelte della democrazia
|
"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Luigi Guiso
e Massimo Morelli Il tentativo di Papandreou di indire un referendum salva-euro
sembra per ora tramontato. La scelta era stata male accolta: dai mercati e dai
politici europei. Dai politici perché si frapponeva alla strategia di gestione
della crisi greca che con molta fatica i governi dell' Europa avevano messo a
punto; dai
La «piccola
rivoluzione» di Michele Santoro comincia dall' anti-casta
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"L'Unità" del 04-11-2011 |
Pagina: 20 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Gli ospiti: De Magistris, Della
Valle, Mieli. Lavitola dall' estero: «Berlusconi ignora le istituzioni» Debutta
«Servizio Pubblico» sul multimediale. Il modello è Annozero. Boom su Facebook.
Sottotitolo: Proposte informazione A RaiDue
resta il vuoto, per RaiTre Annunziata alle 20 e Costamagna.
Abstract: Ha esordito
ieri «Servizio publico»: Michele Santoro torna sulvideo su Sky, tvlocali eweb.
La gru in studio, talk con servizi modello Annozero. Dalla maggioranza in
agonia all' Italia sull' orlo del precipizio, ai festini del premier. NATALIA
LOMBARDO Servizio pubblico parte con un' ambizione piccola piccola: «Facciamo
la
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Perché la
Bce ha tagliato i tassi d' interesse dall' 1,5% all' 1,25%? Il motivo per cui
la Bce ha ridotto i tassi d' interesse è legato principalmente alla frenata
dell' economia europea. Già all' ultima conferenza stampa di ottobre, tenuta
dall' ex presidente Jean-Claude Trichet, la banca centrale aveva messo in
guardia su
Finanziamenti
legati al rischio-Paese
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Le imprese.
Abstract: Teoria vuole
che se una Banca centrale taglia i tassi ufficiali (come ha fatto ieri la Bce
portandoli all' 1,25%), a cascata scendano i tassi su tutto il mercato: per le
banche prima, per le imprese e le famiglie poi. Il tasso Bce influenza infatti
(al ribasso) i tassi cosiddetti interbancari: cioè quelli che le banche
applicano quando si
Famiglie e
imprese, resta il nodo Euribor
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Tassi e misure per l' Italia - LE
RICADUTE SULL' ECONOMIA.
Sottotitolo: Il beneficio sull' economia
reale del taglio dei tassi Bce rischia di essere annullato dalla crisi dell'
euro.
Abstract: PAGINA A
CURA DI Maximilian Cellino Morya Longo A giudicare dalla reazione delle Borse
(che sono salite mediamente del 2,45% in Europa), il taglio dei tassi deciso
dalla "nuova" Bce di Mario Draghi ha centrato il segno. Abbassare i
tassi ufficiali dall' 1,50% all' 1,25% significa solitamente favorire l'
accesso al credito, a tassi più
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"Avvenire" del 04-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: LA DENUNCIA
«L' ESPRESSO»: LA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA SI È AUMENTATA LE INDENNITÀ Tempi
di crisi ma non per tutti i dipendenti pubblici. I magistrati del Tar e del
Consiglio di Stato si sarebbero «(auto) approvati nuove e ricche indennità»,
che «vanno dai 20mila ai 50mila euro l' anno»,
Seab cambia
il logo Sindacati severi «Solo un capriccio»
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"Corriere dell'Alto Adige" del 04-11-2011 |
Bolzano e Provincia |
Pagina: 6 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Servizi pubblici «Soldi sprecati»
Abstract: BOLZANO -
Aspre critiche sindacali sulla Seab (acqua, igiene urbana, fognature e gas in
regime di monopolio a Bolzano e zona Laives) che oggi organiza una festa aperta
ai cittadini («e collaboratori, con un preciso ordine di servizio»,
sottolineano i rappresentanti dei lavoratori) per presentare il nuovo logo
dell' azienda
«Renzi come
Blair? Ma non è un' offesa»
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"Corriere Fiorentino" del 04-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' intervista Parla lo storico
inglese John Foot.
Abstract: John Foot
guarda al fenomeno Matteo Renzi da lontano. Lo storico inglese, autore (tra gli
altri) di «Fratture d' Italia«, mette le mani avanti: «Ora che l' Italia,
soprattutto per Berlusconi e l' incapacità di gestire il debito, è screditata,
quello che è successo a Firenze potrebbe avere un effetto positivo.
Boni ai
consiglieri: gettone di presenza agli alluvionati
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Pagina: 6 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Costi della politica, nuova
iniziativa del presidente del Consiglio regionale.
Abstract: «Devolviamo
il gettone di presenza della seduta di martedì agli alluvionati della Liguria».
La proposta è del presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni.
Centoventisei euro per ogni consigliere. Che in totale, assicura Boni,
farebbero quasi diecimila euro. «Soldi che potrebbero essere girati alla
Dieci
consulenti e 23 venditori
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Economia |
Pagina: 41 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: HrSkill.
Abstract: La società
di ricerca e consulenza organizzativa HrSkill desidera inserire nel proprio
organico 10 nuovi consulenti specializzati nell' area delle risorse umane. Per
i suoi clienti cerca invece fra l' altro: 15 addetti alla vendita esperti in
elettronica in Lazio, 3 in Sicilia con esperienza nell' abbigliamento e altri 5
in Trentino per la
Prova di
Modernità (a Ritmo Lento)
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Davanti al video.
Sottotitolo: di ALDO GRASSO.
Abstract: Santoro è
tornato, con passo lento e solenne, deciso a durare. Vecchio nella struttura
(il celebrante di una messa laica), ma nuovo nella distribuzione
multipiattaforma, là dove tv-web-radio allegramente convergono. «Centomila
persone hanno accesso le luci di stasera». Centomila persone hanno versato
dieci euro di
Santoro
apre Servizio pubblico «La nostra rivoluzione pacifica»
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: La prima puntata: licenziare la
casta. «Resistere non basta più»
Abstract: ROMA - Ore
21 e poco più di ieri sera, lo studio 3 di Cinecittà si illumina per «Servizio
pubblico» restando in una penombra che cita «Annozero», svelando due grandi gru
e tre torri di metallo, un cantiere aperto. Dominano rosso e blu. Irrompe la
musica composta dal premio Oscar Nicola Piovani. «Caro
Gli sprechi
e i tagli rinviati Regioni, ecco chi spende di più
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 19 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il consiglio lombardo costa un
sedicesimo (per cittadino) del valdostano.
Abstract: SEGUE DALLA
PRIMA Ma sono un po' tutti i parlamenti regionali a costare uno sproposito. Al
punto che se tutti pesassero pro capite quanto quelli lombardo o emiliano
potremmo risparmiare 606 milioni di euro l' anno. Mette spavento, confrontare i
bilanci delle Regioni. Perché proprio non si riesce a capire come l' autonomia
sia stata
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Economia |
Pagina: 41 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Openjob.
Abstract: L' agenzia
Openjob cerca 30 commerciali laureati e diplomati, a Milano. Si tratta di:
commerciali junior per una azienda in ambito energetico, con contratto a tempo
indeterminato; consulenti commerciali per una compagnia assicurativa,
retribuzione fissa più provvigioni; consulenti vendita spazi pubblicitari per
un magazine online.
Il ritorno
di Santoro, diretta sms di Bechis
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"libero.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Fine della prima puntata
rivoluzionaria: Michele, che bluff.
Abstract: M ichele
Santoro vuole 'Azzerare la casta', questo il titolo della prima puntata di
Servizio pubblico, l' ultima fatica del teletribuno iniziata giovedì sera alle
21 e visibile in streaming su diversi siti e su un network di tv, da Sky al
digitale terrestre. Ma la trasmissione l' avete potuta seguire anche su
libero-news , grazie alla
Sostenibilita':
Four Cities Four Dev, Slow Food con 4 citta' europee per consumo responsabile
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
Abstract: T orino, 3
nov. (Adnkronos) - Slow Food e la citta' di Torino, insieme ad altre tre citta'
europee, sono protagoniste del porgetto Four cities for Dev(elopment). L'
obiettivo del progetto sviluppato con le quattro citta', oltre a Torino ci sono
Bilbao (Spagna), Riga (Lettonia) e Tours (Francia), e' promuovere la sana
alimentazione e incentivare le
Anche
Brignano contro la Casta "Politici andate tutti aff.."
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Durante la trasmissione di
Italia1 le Iene, il comico fa il suo show contro gli sprechi della politica:
"Scajola e Mastella...a bugiardi"
Abstract: I l vaffa
dei comici ai politici è diventato un po' un trend. E un comico di tutto
rispetto come Enrico Brignano , non poteva rimanere fuori dalla lista. Così,
durante la puntata dele Iene, la trasmissione di Italia1 in cui fa da
conduttore insieme ad Ilary Blasi e Luca Argentero, anche il Brignano fa il suo
Show contro i politici e
Bechis da
Santoro: segui la diretta sms
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Alle 21 prima puntata di
"Servizio pubblico" seguila su Libero-news.
Abstract: M ichele
Santoro pronto ad Azzerare la casta, questo il titolo definitivo della prima
puntata di Servizio pubblico che comincerà questa sera alle ore 21.00, in
streaming su diversi siti e su un network di tv e canali, da Sky al digitale
terreste. Ma soprattutto potrete seguire la trasmissione sul nostro sito
libero-news, grazie alla diretta
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"Libero" del 03-11-2011 |
Pagina: 3 |
||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Una cosa
però è assolutamente da evitare: ossia darla vinta a chi per calcolo politico o
paura di perdere la poltrona tende ad esagerare la situazione, descrivendo
scenari apocalittici e misure che mettono in fuga i capitali. L' unica cosa a
cui mirano costoro è il ribaltone. Cioè approfittare della confusione e della
Hollywood,
stella sulla Walk of Fame per John Lasseter
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"Avvenire" del 03-11-2011 |
SPETTACOLI |
Pagina: 33 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Hollywood, stella sulla Walk of Fame per
John Lasseter LOS ANGELES. Il regista due volte
vincitore premio Oscar John Lasseter, il padre della Pixar, ha ricevuto lunedì
una stella sulla Hollywood Walk of Fame. La stella di John Lasseter è la numero
2.453 sulla Hollywood Walk of Fame e si trova di fronte allo storico teatro El
Capitan
|
"Avvenire" del 03-11-2011 |
SPORT |
Pagina: 34 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: block notes
Monsignor Crociata al convegno dei consulenti Csi "L' asina di
Balaam". Questo il titolo del Convegno Nazionale dei Consulenti
Ecclesiastici del Csi, che si terrà a Roma l' 8 e il 9 novembre, presso la
"Domus Mariae". Ad aprire i lavori, alle 15 di martedì 8 novembre l'
incipit del consulente ecclesiastico nazionale,
LA CASTA
INCORREGGIBILE È COERENTE SOLO A SE STESSA
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"Corriere dell'Alto Adige" del 03-11-2011 |
Bolzano e Provincia |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso di Toni Visentini.
Abstract: Ancora una
volta la cosiddetta casta ha mostrato come possa essere coerente a se stessa.
Nessun taglio e nessun ripensamento sui suoi costi. Anzi, il ministero della
Difesa acquista 19 Maserati (sottolineo: 19, non una) per i suoi generali,
vantandosi anche di aver scelto, una volta tanto, macchine italiane. Ma non era
il caso di aspettare tempi
Faenza: nel
mio film americano la storia di un giovane Holden
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"Corriere della Sera" del 03-11-2011 |
Spettacoli |
Pagina: 57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Fuori gara «Un giorno questo
dolore ti sarà utile»
Sottotitolo: «In Italia troppi vincoli,
meglio girare negli Usa»
Abstract: ROMA - L'
America porta bene al nostro cinema. Dopo Sorrentino e il suo fortunato This
must be the place , adesso è la volta di Roberto Faenza con Someday this pain
will be useful to you , dal romanzo di Peter Cameron pubblicato da Adelphi come
Un giorno questo dolore ti sarà utile . Così suonerà anche il titolo
Tv:
Santoro, domani il debutto di Servizio pubblico
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"unita.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: (ANSA) -
ROMA, 2 NOV - Azzerare la casta e' il titolo della prima puntata di Servizio
pubblico, il programma di Michele Santoro che debutta domani su tv
territoriali, Sky, web e in esclusiva su Radio Capital. Diretta streaming anche
su Facebook. Ospiti Diego Della Valle e Luigi De Magistris; in collegamento
Valter Lavitola. In scaletta, il
Lodo
Mondadori: Cir, condanna giusta
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"corriere.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
Abstract: (ANSA) -
MILANO - La condanna di Fininvest al risarcimento ''non e' in alcun modo 'un
esproprio' bensi' la giusta riparazione di un danno sofferto da Cir oltre 20
anni fa per effetto di corruzione giudiziaria''. Commentano cosi' Cir e i suoi
avvocati, prendendo atto del preannunciato ricorso di Fininvest in Cassazione
per la vicenda Lodo
Casta
"delle stellette". La colf del generale costa 58mila euro
|
"libero.it" del 02-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Un bando da quasi 2 milioni e
mezzo di euro per assumere le donne delle pulizie delle case dei vertici dell'
Aeronautica.
Abstract: U na notizia
che in tempi bui come questi in cui ciascuno si interroga sul futuro dei propri
risparmi e del proprio stipendio, fa ancora più rabbia. "La colf del
generale? Ci costa 58mila euro". La pubblica il Corriere della Sera in
prima pagina a firma di Gian Antonio Stella. Per sistemare nove appartamenti
della alte sfere militari l'
C' è la
casta "delle stellette" La colf del generale? Costa 58mila euro
|
"libero.it" del 02-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Un bando da quasi due milioni e
mezzo di euro per assumere le donne delle pulizie delle case dei vertici dell'
Aeronautica.
Abstract: U na notizia
che in tempi bui come questi in cui ciascuno si interroga sul futuro dei propri
risparmi e del proprio stipendio, fa ancora più rabbia. "La colf del
generale? Ci costa 58mila euro". La pubblica il Corriere della Sera in
prima pagina a firma di Gian Antonio Stella. Per sistemare nove appartamenti
della alte sfere militari l'
I riassetti
spingono la consulenza
|
"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Riorganizzazione aziendale. La
livornese Lenovys assiste brand italiani.
Abstract: LIVORNO
Tommaso Massei Trovare il proprio successo nel successo degli altri. Il caso
della società Lenovys di Livorno (con sede anche a Milano) è esemplare.
Specialisti nelle trasformazioni "lean" nei prodotti, processi e
persone delle aziende, in meno di tre anni di attività hanno assunto un ruolo
di primo piano nel panorama
Nuovo
allarme sui conti. Basilio Rizzo: via alla revisione del catasto
|
"Libero" del 02-11-2011 |
Pagina: 42 |
||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: PREMONITORI?
Il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani in una manifestazione
elettorale per Giuliano Pisapia. Nei primi cinque mesi di governo della città,
la sinistra ha approvato una sventagliata di tasse mai vista nella storia di
Milano. E non finisce qui: in vista ci sono l' introduzione della tassa di
soggiorno e la revisione al
|
"Libero" del 02-11-2011 |
Pagina: 8 |
||
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: in grado di
spazzare via in poche settimane i teorici introiti di manovre economiche
spalmate su anni e anni. RIPERCUSSIONI SUI MUTUI Sale lo spread, sale il
rischio per le banche, costrette ad affrontare maggiori costi nella ricerca di
liquidità. Costi che si abbattono sul cliente che chiede un mutuo. Come? Il
tassodi unmutuo viene
«Ora
crescere» Il manifesto degli under 40
|
"Il Sole 24 Ore (Nord-Est)" del 02-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Le proposte dei giovani
imprenditori per lo sviluppo.
Sottotitolo: Le priorità: adozioni delle
start up, ricerca di nuovi investitori, più venture capital.
Abstract: Un manifesto
per la crescita che passa dalla riduzione dei costi della politica alla
necessità di investire nelle start up; dalla urgenza di un piano per la Tav
Venezia-Trieste alla abolizione delle pensioni di anzianità; dall' esigenza di
usare il project financing per rilanciare l' economia all' invito a potenziare
la formazione
Tassi, 1
punto in più costa 18 miliardi in 3 anni
|
"Il Sole 24 Ore" del 02-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 3 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' impatto sul debito. Si avvicina
la «soglia psicologica» di sostenibilità del 6,5-7 per cento.
Abstract: ROMA L'
effetto non è immediato, ma è chiaro che se il costo delle emissioni dovesse
mantenersi per diverse settimane sul livello di guardia, fino a lambire e
perfino superare la soglia psicologica del 6,5-7%, sarebbero guai seri. Poiché
la vita media del debito pubblico italiano è di poco superiore ai sette anni,
l'
|
"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
|
Argomenti: Costi della
politica
Abstract: LIVORNO
Tommaso Massei Trovare il proprio successo nel successo degli altri. Il caso
della società Lenovys di Livorno (con sede anche a Milano) è esemplare.
Specialisti nelle trasformazioni "lean" nei prodotti, processi e persone
delle aziende, in meno di tre anni di attività hanno assunto un ruolo di primo
piano nel panorama
I tagli
sviliscono il federalismo
|
di Giorgio del
Ghingaro. |
|
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Commenti e lettere |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Abstract: Da tempo
parliamo di federalismo. Dal 2001, quando il Governo introdusse il principio
della proporzionalità diretta con la riforma del titolo V della Costituzione.
In un esempio semplice, si ritenne giusto che le imposte che un territorio paga
vadano, almeno in parte, direttamente per il benessere di quel territorio, e
non al governo
Roma: Udc,
taglio scorte primo punto terzo patto per la sicurezza
|
"libero.it" del 01-11-2011 |
|||
Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
Abstract: R oma, 1
nov. (Adnkronos) - ''Solo 50 volanti in servizio di pattuglia contro 300
dedicate a servizi di scorta per 2000 personalita' ritenute a rischio. 6000
agenti per Roma e provincia contro 1000 di scorta per 2000 personalita'. Numeri
inaccettabili mentre a Roma si spara impunemente e si ammazza in centro ed in
periferia. Il terzo Patto per
Politica e
costi, tema sensibile
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"corriere.it (Milano)" del 01-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL COMMENTO.
Sottotitolo: Tre episodi indicativi in pochi
giorni: l' elicottero di Formigoni, i tagli di Boni, la protesta delle
consigliere.
Abstract: IL COMMENTO
Politica e costi, tema sensibile Tre episodi indicativi in pochi giorni: l'
elicottero di Formigoni, i tagli di Boni, la protesta delle consigliere di
MASSIMO REBOTTI Ogni volta che si sfiora il tema dei costi della politica la
discussione si accende. La questione non riguarda solo i palazzi di Roma, ma
attraversa in pieno le
|
"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La storia/2. Rizzo Umberto
(rubinetteria)
Abstract: DELHI. Dal
nostro inviato C onquistare un Paese da 1,2 miliardi di abitanti con un'
impresa di dieci dipendenti. È la sfida di una piccola ma consolidata azienda
metallurgica romana, la Rizzo Umberto srl (in attività dal 1959), che vuole
portare in India i suoi prodotti: apparecchiature di scarico, galleggianti e
accessori per la
Cento
proposte alla Keynes prima che fosse ...keynesiano
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"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Commenti e inchieste |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LA CONVENTION DI RENZI / 2.
Abstract: di
Alessandro De Nicola Nel 1919, John Maynard Keynes pubblicò un libro, The
economic consequences of peace che ebbe un tale successo da influenzare persino
l' atteggiamento degli Stati Uniti in politica internazionale. In breve, Keynes
attaccava il Trattato di Versailles e le sue clausole punitive nei confronti
della Germania come
Governo di
salute pubblica, dall' Udc sì a Montezemolo
|
"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Politica e societa' |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: CINQUE PRIORITÀ - Costi della
politica e istituzioni, riforma Ichino del lavoro, patrimoniale per ridurre l'
Irap, pensioni e liberalizzazioni.
Abstract: ROMA «Il
Presidente del consiglio deve rendersi conto che l' unica strada per il Paese
passa oggi attraverso un governo di salute pubblica». Luca Cordero di
Montezemolo ha tracciato, in una lettera a Repubblica, la road map degli
interventi che servirebbero per rilanciare la crescita economica del Paese, per
affrontare l' emergenza.
Wiki-Pd:
pensioni, ebook amnistia condizionata
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"L'Unità" del 01-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il sindaco di Firenze Matteo Renzi
durante il suo intervento finale alla convention "Big Bang"alla
stazione Leopolda.
Abstract: 5 Giorgio
Gori e l' economista Luigi Zingales) lascia nel mare di internet
(leopolda2011.it). Lariformadellapoliticasta alprimo posto, visto che l'
obiettivo del Big Bang fiorentino rimane pur sempre la rottamazione dei
"dinosauri". Tema che comprende l' elezione (dirittodi votoesteso ai
16enni) con collegi uninominali al posto delle liste
NOI RICCHI
CI LAMENTIAMO UN PO' TROPPO
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"Corriere dell'Alto Adige" del 01-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: DISPARITÀ SOCIALE IN CRESCITA.
Sottotitolo: di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI.
Abstract: Sono numeri
che ormai rimbalzano da mesi dentro e fuori le pagine di economia dei giornali
e che per forza di cose sconcertano, sbigottiscono, inducono a pensare che la
follia umana sia irreprimibile. Sono numeri che parlano, che gridano, anzi. Ed
eccoli, per chi ancora non li avesse presi in considerazione: il 10 per cento
della popolazione
POLITICA E
COSTI TEMA SENSIBILE
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"Corriere della Sera" del 01-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: TRE EPISODI INDICATIVI IN POCHI
GIORNI.
Sottotitolo: di MASSIMO REBOTTI.
Abstract: O gni volta
che si sfiora il tema dei costi della politica la discussione si accende. La
questione non riguarda solo i palazzi di Roma, ma attraversa in pieno le
istituzioni locali. Tre differenti episodi, in sole 24 ore, lo testimoniano. Il
presidente della Regione Lombardia Formigoni, per andare a Cernobbio dove si
svolgeva un meeting
|
"libero.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
( (Adnkronos) - Le indagini furono
avviate dopo la denuncia del settimanale Panorama: in un servizio fu riferito
il caso di numerosi container carichi di aiuti
misteriosamente rimasti fermi al porto di Bari. Successivamente, il tg satirico
'Striscia la notizia' mise in luce i presunti sprechi nel campo
profughi italiano di Valona e la cassetta fu acquisita dalla Procura di Bari.
Secondo l' accusa, durante e dopo la missione, il vertice e i funzionari
della Protezione civile diedero vita ad un' associazione per delinquere
finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione tra
cui peculato, concussione, corruzione, abuso d'
ufficio, turbata liberta' degli incanti. Oggi a giudizio ci sono 17 persone,
tra le quali l' ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri,
Franco Barberi, all' epoca dei fatti capo della Protezione civile.
|
"libero.it" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Libero smaschera il sindaco di
Napoli che supera il confine dell' aritmetica: secondo Giggino 50mila euro sono
meno di 40mila.
E' è un luogo comune che vuole che a
Napoli accadano cose fuori dalla logica. Un po' è vero e un po' no. Ma che
venisse superato il confine dell' aritmetica ancora non s' era sentito. Invece
è successo. Cinquantamila euro sono meno di quarantamila, chi non ci crede non
capisce certe finezze e come minimo è un «amico di Cosentino» se non una forza
oscura della reazione: parola dell' amministrazione De Magistris. Succede che
il sindaco di Napoli, in ossequio ad un rinomato costume della politica, abbia
nominato alla presidenza del Caan (Centro agro-alimentare napoletano) l' ex
senatore Idv Lorenzo Diana. Fin qui nulla di strano, De Magistris applica lo
spoil system come farebbe qualunque sindaco appena arrivato nella stanza dei
bottoni. Il nostro vicedirettore Franco Bechis glielo aveva pure fatto notare
durante la prima puntata del nuovo programma di Michele Santoro, chiedendo a De
Magistris: «Come mai al vertice di quell' azienda pubblica lei ha nominato un
suo compagno di partito, tra l' altro rimasto senza poltrona perché trombato
alle elezioni, che nel suo curriculum non vanta alcuna competenza specifica?».
Il sindaco, visibilmente infastidito dalla domanda, rispose da par suo evocando
le rivoluzioni appena concluse, quelle in atto e quelle del futuro. C' è però
un ulteriore - e gustoso - particolare in questa storia, tipica di quella
stessa casta che Santoro voleva azzerare sullo schermo tv e che De Magistris
dice di aver già spazzato via. Un particolare tirato fuori dal Corriere del
Mezzogiorno: a Lorenzo Diana è stato riconosciuto uno stipendio annuo superiore
a quello di chi l' ha preceduto, di diecimila euro. Cioè: il presidente del
Caan dell' era Bassolino-Iervolino guadagnava 40mila euro, quello del
pre-Termidoro napoletano 50mila. Il bello è che si sostiene con nonchalance che
«è solo apparenza, quei diecimila euro in più rappresentano
un risparmio per le casse pubbliche perché abbiamo messo il blocco ai gettoni di presenza delle sedute» come placidamente continua a sostenere "l'
uomo dei soldi" di De Magistris, cioè l' assessore al Bilancio Riccardo
Realfonzo, già in giunta con Rosetta Iervolino seppur per poco tempo. Bastano
pochi calcoli per scoprire che non è così e che a Diana, di professione
"professionista dell' Antimafia", è stato dato quell' incarico a
seguito di una disoccupazione democraticamente indotta dall' elettorato. Tra l'
altro si tratta di emolumenti che si cumulano con il suo vitalizio da ex
parlamentare anche se «io non cerco prebende», come ha di recente sostenuto
dopo la diffusione della notizia. Tutto chiaro dunque? Lorenzo Diana è stato
messo al Caan per risparmiare perché 50mila euro sono meno di 40mila, lui non è
a caccia di incarichi perché «mi basta il vitalizio» e De Magistris sta
scassando la casta. E l' aritmetica. di Peppe Rinaldi.
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"Il Sole 24 Ore (Sud)" del 09-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Distretti. Tecnicamente chiuso l'
accordo di programma contro la crisi, atteso da otto anni.
Sottotitolo: Caccia a 80 milioni, si temono i
tagli del decreto sviluppo - Imprese tiepide.
ALTAMURA (BA) Francesco Clemente Dopo
otto anni di attesa, è tecnicamente concluso l' accordo di programma per la
crisi del distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata. Il ministero
dello Sviluppo economico (Mise) il 27 settembre ha ultimato lo schema degli
interventi insieme a quello del Lavoro, alle Regioni, a Italialavoro (la partecipata del Tesoro che promuove le politiche del l' occupazione) e Invitalia (l' agenzia nazionale per l'
attrazione degli investimenti). La bozza è pronta da luglio 2010, ma è stata
presentata alle parti sociali solo il 7 settembre scorso: era sorto un dubbio
interpretativo su chi, tra Regioni e ministero, avrebbe dovuto
deliberare lo stato di crisi di una zona che, nel 2003, aveva 514 aziende e
14mila addetti con un fatturato di 2,2 miliardi. Il ministero ha stabilito che
ne ha solo facoltà e così si è mossa la Puglia, che il 26 luglio ha dichiarato
la crisi inserendo altri centri del Barese (Gravina, Cassano, Poggiorsini e
Modugno), oltre ad Altamura, Santeramo (Bari) e Ginosa e Laterza (Taranto). E
si attende la delibera della Basilicata, che, oltre a Matera, riguarderà
Ferrandina, Pisticci e Montescaglioso. L' ultima parola per definire i fondi a
disposizione e le fonti spetta ora al tavolo politico
tra il ministro Paolo Romani e i governatori. Si tratta di 80 milioni (40
statali e 20 da ciascuna Regione) da usare, tramite Invitalia, in un fondo per
la redditività a lungo termine, con contribuiti a fondo perduto fino al 40%
degli investimenti e mutui agevolati decennali fino al 30%. Ma, secondo fonti
ministeriali, vanno recuperati fondi mai utilizzati in altri bandi: il prossimo
decreto sviluppo potrebbe tagliare la dote. Comunque per il Mise l' accordo
avrebbe parte della copertura nel Fondo europeo di
adeguamento alla globalizzazione (Feg) che, con 500 milioni annui, sostiene i
piani d' azione degli Stati Ue per lavoratori in esubero con indennità per
ricerca di nuovo impiego, mobilità e formazione professionale. Quello del
salotto verrebbe finanziato per il 65% del costo (anticipato dalle Regioni), ma solo col sì di
Consiglio e Parlamento europeo e dopo l' ok della Commissione. Dal ministero
del Lavoro c' è una proposta più immediata per i 5mila dell' indotto in cassa
integrazione dal 2008: proroga di quella straordinaria anche in deroga se le
Regioni, come ipotizzato dalla Basilicata, li ricollocheranno su 30 iniziative finanziabili con la legge 181 e con norme regionali. Non è
soddisfatto Tito Di Maggio, presidente del distretto del mobile imbottito di
Matera: «È una battaglia di retroguardia. Non abbiamo chiesto l' accordo per
ricordarci della legge 181, ma per salvaguardare la competitività anche con
piccole misure per risparmiare il 2-3% del costo
finale del prodotto, a partire dall' energia. Si
interviene sulla spinta emotiva del vincolo sociale e non diciamo no alla
proroga della cassa integrazione. Ma vorrei capire fino a che punto è valida l'
ipotesi del Feg e non vorrei che anche questa volta sia un "accordo ad
personam" per Natuzzi». Il riferimento è al paletto del 30% del fatturato
destinare all' imbottito per avere gli aiuti. Un nodo che fa discutere anche
per Antonietta Majellaro, presidente del distretto produttivo Legno e arredo
pugliese e responsabile del settore di Confindustria Puglia: «Bisogna dare
valore aggiunto a tutti con investimenti in ricerca e innovazione. Ora sono
certi solo i fondi della 181 per superare le difficoltà nell' immediato. La
malattia invece è endemica e le richieste d' aiuto vanno avanti dal 2004 senza
risposte». © RIPRODUZIONE RISERVATA Tito Di Maggio PRES. DISTRETTO MATERA
Insoddisfatto. Non vogliamo l' accordo solo per un po' di fondi pubblici:
servono aiuti strutturali per risparmiare il 2-3% del costo
del prodotto Antonietta Maiellaro PRES. DISTRETTO PUGLIA Per tutti. Occorre
dare valore aggiunto a tutto il comparto, con investimenti in ricerca e
innovazione. È dal 2004 che attendiamo risposte TRA DUE REGIONI Le norme Il
rilancio delle zone industriali è regolato dalla legge 181/89 e dall' articolo
2 della legge 99/09 Il testo condiviso Definito il 27 settembre al dipartimento
per l' Impresa e l' internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo l'
accordo di programma per il polo del salotto Interessa 12 comuni (8 pugliesi, 4
lucani), ricalca il "protocollo Scajola" del 2004 firmato dall'
allora ministro con Regioni e parti sociali, ma mai
operativo La firma arriverà dopo la delibera della giunta De Filippo sulla
crisi lucana.
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL CONTRATTO.
Nelle società di consulenza il primo
contratto è nella grande maggioranza dei casi di apprendistato. A seconda del
tipo di laurea, triennale o specialistica, la durata è di 36 o 24 mesi e come
spiegano i partner responsabili delle risorse umane di diverse grandi società,
nella consulenza il contratto di apprendistato si trasforma in contratto di
assunzione a tempo indeterminato con percentuali che vanno dal 95 al 99% dei
casi. «L' investimento che facciamo sulla formazione dei nostri giovani è
talmente alto che l' assunzione è un passo fisiologico, a meno che non si
palesi una mancanza di attitudine alla professione» spiega Marco Sala di Pwc. I
contratti a cui fanno riferimento le società di consulenza sono il commercio,
in prima battuta, e per i dirigenti - a seconda del settore e del sistema di
rappresetnanza - il contratto Manageritalia oppure Federmanager. Fa eccezione
McKinsey che ai neolaureati offre un contratto da quadro (Commercio), mentre
per chi ha una specializzazione il contratto è quello del dirigente (Federmanager).
Secondo l' ultimo rapporto di Assoconsult le possibilità di guadagno sembrano
essere elevate, se è vero che il pricing medio a giornata per professional (che
non corrisponde al guadagno medio del consulente) è in
media pari a 745 euro in Italia. Comunque vada, il guadagno più alto per chi
entra in una di queste società non sta nella busta paga, ma nel salto che l' esperienza e la formazione ricevuta consentono di fare.
Diventando partner o entrando in una delle numerose aziende
per le quali si è lavorato da consulente esterno. © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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"Libero" del 09-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
QQQ La confusione è padrona del campo in politica, economia, finanza. Da
luglio a oggi ogni accadimento della vita quotidiana si è intriso di un'
incertezza che ha alimentato la sfiducia. In questo scenario il governo annaspa
e Berlusconi da uomo del destino riconosciuto dalla maggioranza degli italiani
per oltre tre lustri sta diventando il capro espiatorio perildeclino economico
del Paese. Le pressioni comunitarie e statunitensi assieme almonitoraggio dei
contiimposto daBce e Fondo monetario internazionale finiscono per accrescere il
rischio-Paese. Questo mentre l' op posizione ha fatto ben poco oltre a chiedere
insistentemente le dimissioni del premier. Ben poco oltre pochi slogan che
nelle intenzioni dei leader che la compongono dovrebbero trasformarsi in un
programmamiracoloso, capace difarci uscire dalla crisi. Certo il governo sta
girando a vuoto attorno ai problemi e quando riesce a decidere fa capire di
avere idee non proprio chiare. Lo ha fatto per esempio con l' energia. In un
Paese che paga una bolletta tra le più elevate al mondo, il provvedimento di
revisione delle tariffe elettriche penalizza la modernizzazione della rete. Gli
interventi annunciati, ritirati, modificati e poi ripresentati hanno tutti il
difetto di non guardare ai problemi concreti che l' intero sistema economico
italiano vive da anni. Manca una politica industriale
capace di fare scelte e fissare indirizzi. Alle banche, sicuramente lemeno
malate d' Europa,viene addossata una responsabilità che non hanno, per le
difficoltà nel concedere il credito e per i suoi costo.
In realtà le varie edizioni degli accordi di Basilea hanno definito chiaramente
i limiti per la concessione di prestiti, legandoli al patrimonio di chi chiede
(le aziende) e di chi offre i soldi (le banche). Il costo
poi è legato ai mercati: con un differenziale tra i nostri titoli di Stato e
quelli tedeschi a un soffio dai 500 punti base, non ci si può stupire se da noi
il denaro costa il 2 o il 3 per cento in più. Le
nostre imprese sonoper la stragrande maggioranza di dimensioni inadeguate per partecipare alle sfide dell' economia globale, hanno un
patrimonio insufficiente e capitale di rischio basso o nullo. E spesso hanno a
che fare con clienti chepagano conritardiabissali. Cosìsono costrette
ad approvvigionarsi di denaro a tassi insostenibili. Tutti problemi per i quali
il governo non ha fatto nulla. Le imprese fino a 30 milioni di fatturato sono
l' ossatura del Paese e rappresentano i maggiori portatori di consenso per il
Pdl: possibile che non si sia capito che da lì inizia la caduta del partito del premier? Eppure entrambi i problemi potrebbero
trovare soluzione se i soci delle imprese potessero dedurre dall' imponibile il
denaro conferito per ricapitalizzarle. Con i pagamenti basta imporre per legge
che entro 60-90 giorni dal ricevimento della fattura o la si respinge o la si
accetta e in tal caso il debitore deve asseverarla per consentire al debitore
di ricorrere al factoring, uno strumento bancario basato sulle garanzie
patrimoniali del debitore che consente condizioni di credito agevolate. Se poi
alla scadenza pattuita il debitore non paga si applicano gli stessi interessi
che impone Equitalia ai ritardatari.
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"Libero" del 09-11-2011 |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
particolare in questa storia, tipica di
quella stessa casta che Santoro voleva azzerare sullo schermo tv e che De
Magistris dice di aver già spazzato via. Un particolare tirato fuori dal
Corriere del Mezzogiorno: a Lorenzo Diana è stato riconosciuto uno stipendio
annuo superiore a quello di chi l' ha preceduto, di diecimila euro. Cioè: il
presidente del Caan dell' era Bassolino-Iervolino guadagnava 40mila euro,
quello del pre-Termidoro napoletano 50mila. Il bello è che
si sostiene con nonchalance che «è soloapparenza, queidiecimila euro in più
rappresentano un risparmio per le casse pubbliche perché abbiamo messo il
blocco ai gettoni di presenza delle sedute» come placidamente continua a sostenere "l'
uomo dei soldi" di De Magistris, cioè l' assessore al Bilancio Riccardo
Realfonzo, già in giunta con Rosetta Iervolino seppur per poco tempo. Bastano
pochi calcoliperscoprire che non è così e che a Diana, di professione
"professionista dell' Antima fia", è stato dato quell' incarico a
seguito di una disoccupazione democraticamente indotta dall' elettorato. Tral'
altrositratta diemolumenti che si cumulano con il suo vitalizio da ex
parlamentare anche se «io non cerco prebende», come ha di recente sostenuto
dopo la diffusione della notizia. Tutto chiaro dunque? Lorenzo Diana è stato
messo al Caan per risparmiare perché 50mila euro sonomeno di40mila,lui
nonèacaccia diincarichi perché «mi basta il vitalizio» e De Magistris sta
scassando la casta. E l' aritmetica.
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 09-11-2011 |
Economia e imprese |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Credito. Bankitalia: offerta più
rigida per il 47% di ditte edili Agli sportelli bancari spettro credit crunch
Trimarchi: «Le sofferenze aumenteranno»
BOLOGNA Andrea Biondi Trovare un finanziamento sta diventando sempre più difficile. E nei
prossimi mesi il compito rischia di rivelarsi ancora più arduo. Le imprese
dell' Emilia-Romagna confermano di iniziare ad avvertire più marcatamente il
bruciore della stretta creditizia, che si è fatta più soffocante dopo i mesi
estivi. Del resto l' attesa svolta nella congiuntura economica internazionale
non c' è stata e, anzi, ha lasciato il passo ai timori del "double
dip". La recente tempesta finanziaria ha fatto
poi il resto. Le difficoltà emergono con chiarezza nel consueto aggiornamento
di Bankitalia sull' economia dell' Emilia-Romagna, diffuso ieri. La parte dello studio relativa al quadro congiunturale della
regione evidenzia un progressivo peggioramento. Fra le oltre 200 imprese
industriali e di servizi emiliano-romagnole con almeno 20 addetti -
interpellate tra fine settembre e la prima metà di ottobre in un sondaggio ad
hoc - la quota di chi immagina una fine 2011 e inizio 2012 in espansione è pari
a chi paventa un rallentamento dell' attività. A farne le spese saranno
soprattutto gli investimenti, che per il 70% delle imprese rimarranno sui
livelli del 2011 (già in calo del 5% rispetto al 2010) con oltre un quarto di
aziende che ne segnala addirittura una revisione al ribasso. In questa cornice
- particolarmente difficile per le imprese di costruzione (metà delle imprese interpellate in perdita e
valore della produzione in calo per oltre la metà delle ditte) - il conto agli
sportelli bancari non ha tardato a presentarsi. È vero infatti che nel primo
semestre dell' anno i prestiti hanno continuato a espandersi agli stessi ritmi
di fine 2010 (+4% annuo a giugno), ma già dopo l' estate c' è stato un
rallentamento (+2%). E comunque, vista dal versante della clientela, si è
presto diffusa la sensazione che la vita agli sportelli stesse diventando più
difficile. Un «irrigidimento» dell' offerta è segnalato così da circa il 35%
delle imprese interpellate nel sondaggio. La percentuale
sale al 47% per le sole imprese di costruzione. Si
parla di difficoltà a ottenere nuovi finanziamenti, ma
soprattutto di un aumento dei livelli dei tassi e dei costi accessori.
Anche vista dal lato degli intermediari bancari che operano in regione l'
impressione non viene smentita. Secondo la Regional bank lending survey
condotta nel mese di settembre, dal lato dell' offerta ci sarebbe stato un
irrigidimento (si veda la curva del "totale imprese" nel grafico a
lato "Condizioni di credito alle imprese"). E riguardo al settore
delle costruzioni prestiti erogati, spread e richieste
di garanzie sarebbero arrivati molto vicini ai livelli dell' ultimo trimestre
2008, a ridosso dell' insorgere della crisi. Nella «maggiore rischiosità
percepita nell' attività di prestito e, più che nei semestri precedenti, nei
maggiori costi di provvista», per il direttore della
sede bolognese della Banca d' Italia, Francesco Trimarchi, vanno individuati i
motivi che stanno guidando le banche nelle loro più restrittive politiche. L' accento va comunque sull'«incidenza di incagli
e crediti scaduti che si caratterizzano per un' alta probabilità di
trasformarsi in sofferenze» e che «è aumentata significativamente nel primo
semestre dell' anno». Del resto, sul fronte sofferenze, già gli ultimi dati
relativi al secondo trimestre 2011 indicano un livello elevato per gli standard
regionali (2,3% dei prestiti) con punte maggiori per imprese (2,6%),
soprattutto delle costruzioni (3,9%) e meno per le
famiglie (1,5%). C' è poi da pensare alle «turbolenze sui mercati finanziari, accentuatesi a partire
dall' estate, che continueranno a manifestare i loro effetti in termini di costi di raccolta». È quindi ragionevole attendersi, chiosa
il direttore regionale di Bankitalia, «che, anche nei prossimi mesi, le condizioni
di offerta continueranno a essere selettive». andrea.biondi@ilsole24ore.com ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Rischio Italia e mercati - LE
RICHIESTE DEGLI IMPRENDITORI.
Sottotitolo: Marcegaglia: con o senza
Berlusconi, bisogna realizzare le riforme - PERICOLO CREDIT CRUNCH - «Con un
rendimento al 6% il sistema bancario farà sempre più fatica a finanziarsi e
così anche imprese forti e capaci»
ROMA «Chiediamo, vogliamo, esigiamo
risposte. Sono necessarie soluzioni chiare. Con uno spread a 500 punti base non
si può andare avanti a lungo». È sempre più preoccupata Emma Marcegaglia per il
futuro dell' economia italiana. «Siamo un Paese forte, abbiamo un' eccellenza
imprenditoriale, marchi straordinari, siamo pronti a fare la nostra parte ma è necessario che il Paese vari le riforme
necessarie». Le riforme, appunto: quelle che la presidente di Confindustria
chiede ormai da mesi, con un pressing quasi quotidiano. E sulle quali ha
incalzato ancora ieri: vanno fatte, a prescindere dalle evoluzioni della
situazione politica. «Che ci sia ancora un governo
Berlusconi o no, quello che conta, anche per l' opposizione, è che tutta la
classe politica si metta nelle condizioni di
realizzare le riforme». La Marcegaglia ha parlato ieri mattina, durante l'
inaugurazione del Salone del motociclo, poco prima del voto alla Camera sul
rendiconto generale dello Stato. «Le sorti del governo Berlusconi sarano chiare
in queste ore e in questi giorni. Ma non è che i problemi si risolvono solo con
il fatto che il governo Berlusconi non ci sia più, le riforme sono urgenti».
Sulle soluzioni politiche da individuare la presidente
di Confindustria glissa: «Non sta a noi dire quali decisioni prendere, le sorti
del governo saranno decise in Parlamento, c' è il presidente della Repubblica
che se ci saranno le condizioni dovrà intervenire». Si sofferma a lungo,
invece, sull' emergenza economica e sui continui record dello spread tra titoli
di Stato italiani e quelli tedeschi. «L' andamento dello spread significa una
restrizione enorme del credito, che è già in corso, una credibilità molto
scarsa sui mercati, una situazione non sostenibile per i nostri conti
pubblici». E la Marcegaglia quantifica l' impatto: con questo trend il costo della spesa pubblica è di 8,7 miliardi di euro in più.
«Il Paese non può stare in questa condizione, dobbiamo trovare velocemente una
soluzione per mantenere le riforme fatte in Europa». Dopo la conclusione del
G20 di Cannes, il nostro Paese è stato messo sotto osservazione: «La
Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Bce ci controllano
perché siamo in parte commissariati. Ma l' Italia non
si merita questo, non siamo come Grecia e Spagna, siamo presi in giro da primi
ministri che non hanno il diritto di farlo». Banche e imprese già vivono una
mancanza di liquidità: «Con un rendimento intorno al 6% il sistema bancario
farà sempre più fatica a finanziarsi e così anche
imprese forti e capaci. Questo significa credit crunch, ci può portare a un
blocco dell' economia che non ci meritiamo». Una situazione, sottolinea la
Marcegaglia, che penalizza la competitività del mondo
imprenditoriale. L' Italia è il secondo Paese manifatturiero d' Europa, motore
della crescita: «Le aziende vogliono fare la propria parte, ma è
difficile se i competitor si finanziano con spread migliori.
Siamo pronti a lavorare con determinazione, ma è necessario che si
varino le riforme promesse alle istituzioni internazionali». La sollecitazione
della Marcegaglia è di arrivare ad avere «un Paese forte, in cui i mercati
abbiano fiducia, che crei benessere e occupazione». E alla domanda se in questo
momento acquisterebbe titoli di Stato (un appello lanciato dall' imprenditore
Giuliano Melani), la Marcegaglia ha risposto: «Li comprerei, ma allo stesso
tempo chiedo che le riforme promesse vengano fatte». Nel manifesto per la
crescita messo a punto dalle organizzazioni imprenditoriali si chiedono
interventi su cinque punti: spesa pubblica e pensioni, fisco, infrastrutture ed
energia, liberalizzazioni e semplificazioni, dismissioni del patrimonio
pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MANIFESTO DELLE IMPRESE DEL 30 SETTEMBRE
Pensioni Le aziende chiedono di alzare l' età di pensionamento delle
lavoratrici private a 65 anni dal 2012 e l' abolizione dell' attuale sistema di
pensioni di anzianità Fisco Le imprese propongono una patrimoniale dell' 1,5
per mille sui patrimoni da 1,5 milioni in su. Così da raddoppiare gli importi
forfettari della deduzione Irap per cuneo fiscale. In agenda anche l'
introduzione dell' aiuto alla crescita economica (Ace) Liberalizzazioni Il
pacchetto comprende sia l' aumento dei poteri di vigilanza dell' Antitrust
sulle liberalizzazioni degli enti locali sia l' abolizione delle tariffe minime
per i professionisti Infrastrutture ed energia Stop al calo di investimenti
pubblici in infrastrutture, aumento della capacità di spesa dei fondi Ue, sì
alla proroga del 55% sull' efficienza energetica Dismissioni Va ceduto il
patrimonio immobiliare di Stato ed enti locali: i proventi vanno tenuti fuori
dal patto di stabilità.
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 09-11-2011 |
Professioni e lavoro |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Costi della
politica
FIRENZE Jacopo Chiostri L' Ordine dei
dottori commercialisti di Firenze ha firmato un protocollo d' intesa con Uncem
(Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani). Al centro dell' accordo lo
sviluppo dei territori montani, un tema molto sentito in Toscana vista la
presenza di numerosi comuni dislocati in aree
morfologicamente disagiate. Uncem Toscana s' impegna a coinvolgere un
rappresentante dell' Ordine nelle commissioni o tavoli di lavoro che ne
richiedano la competenza. «Un protocollo che abbiamo voluto - afferma Oreste
Giurlani, presidente di Uncem Toscana - nell' ottica di un impegno per lo
sviluppo economico delle forze sociali ed imprenditoriali che operano sul
territorio montano. Coinvolgeremo l' Ordine in iniziative di carattere
economico, societario, tributario, fiscale e commerciale anche mediante la
partecipazione a commissioni, tavoli di contrattazione, gruppi di lavoro e
tavoli tecnici». Secondo Giurlani «su questo fronte sarà importante una
sinergia all' interno delle progettualità speciali come quella relativa alla
lotta all' evasione fiscale, poi sulla bonifica, sull' accesso alle banche dati
degli enti, e su tutti quei percorsi che mirano ad una semplificazione della
pubblica amministrazione, di cui i territori montani sono già ora protagonisti».
I professionisti contabili forniranno consulenza su più fronti: federalismo
fiscale, studi sui servizi di prossimità, green economy, e sul "Progetto
Elisa" di lotta all' evasione fiscale. L' intesa segue i protocolli con il
Comune di Firenze, la Provincia e il Comune di Sesto Fiorentino. «La nostra
collaborazione - dice Sandro Santi, presidente dell' Ordine - è importante
anche nelle zone considerate "minori" del paese, dove spesso vengono
dimenticate le attività delle imprese e dei professionisti. Affiancheremo Uncem
per applicare correttamente le norme introdotte dal federalismo fiscale». ©
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Nelle società di consulenza il primo
contratto è nella grande maggioranza dei casi di apprendistato. A seconda del
tipo di laurea, triennale o specialistica, la durata è di 36 o 24 mesi e come
spiegano i partner responsabili delle risorse umane di diverse grandi società,
nella consulenza il contratto di apprendistato si trasforma in contratto di
assunzione a tempo indeterminato con percentuali che vanno dal 95 al 99% dei
casi. «L' investimento che facciamo sulla formazione dei nostri giovani è
talmente alto che l' assunzione è un passo fisiologico, a meno che non si
palesi una mancanza di attitudine alla professione» spiega Marco Sala di Pwc. I
contratti a cui fanno riferimento le società di consulenza sono il commercio,
in prima battuta, e per i dirigenti - a seconda del settore e del sistema di
rappresetnanza - il contratto Manageritalia oppure Federmanager. Fa eccezione
McKinsey che ai neolaureati offre un contratto da quadro (Commercio), mentre
per chi ha una specializzazione il contratto è quello del dirigente
(Federmanager). Secondo l' ultimo rapporto di Assoconsult le possibilità di
guadagno sembrano essere elevate, se è vero che il pricing medio a giornata per
professional (che non corrisponde al guadagno medio del consulente)
è in media pari a 745 euro in Italia. Comunque vada, il guadagno più alto per
chi entra in una di queste società non sta nella busta paga, ma nel salto che l' esperienza e la formazione ricevuta consentono di fare.
Diventando partner o entrando in una delle numerose aziende
per le quali si è lavorato da consulente esterno. © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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di Cristina Casadei. |
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"Il Sole 24 Ore" del 09-11-2011 |
Job 24 |
Pagina: 29 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: L' AVVIO Milano, sede di Roland
Berger, aula ad anfiteatro Per prima cosa mi chiedono: perché vuole questo
lavoro? E perché proprio da noi? MOMENTO CHIAVE È il momento del
"caso": il business plan per una società di trasporto urbano Ragiono
a voce alta, imposto, correggo e supero l' esame.
Casa Galimberti dell' architetto Bossi è
uno dei pezzi più brillanti del liberty a Milano. Anche a passarci di fronte
mille volte le sue facciate continuano a catturare sempre, magari per un
momento, l' attenzione. E meno male che lo fanno anche questa volta, l'
ennesima, in cui quel palazzo diventa la mia bussola mentre sono alla ricerca
di una piccola via, via Sirtori, nelle trafficate e signorili stradine dietro
Porta Venezia. Quando mi fermo a guardare la facciata mi accorgo di aver già
conquistato, in bellezza, la via della meta: Roland Berger
è al 32. In questo crocevia di storia e storie ritrovo quell' ordine che è la
cifra sottesa o sotterranea di questa boutique della consulenza. E proprio
quell' ordine provo a dare alle mie conoscenze e idee prima di varcare la
soglia per il mio colloquio di lavoro. Ho studiato sui testi consigliati
per prepararmi, mi sono documentata sulla società attraverso il sito. Entro.
Una segretaria mi fa accomodare. Roland Berger è una società di consulenza
strategica fondata nel 1967 che opera nei servizi finanziari, engineered
products, transportation&logistics, retail, energy e Tlc. Oggi ha circa
2mila dipendenti, 42 uffici in 30 paesi e fattura oltre 600 milioni di euro. In
Italia è guidata da Roberto Crapelli, ha due sedi, Milano e Roma. Sono venuta
in via Sirtori perché la società ha un piano di potenziamento dell' organico
che prevede l' inserimento di nuovi talenti entro dicembre 2011. Mentre ripenso
alle dimensioni e alle aree di business della società, la segretaria mi chiama:
«Dottoressa Casadei?». Mi alzo, entro decisa nel piccolo anfiteatro - piccolo
sì, ma non abbastanza per diminuire la soggezione che genera - dove si svolgerà
il primo dei miei colloqui. In tutto saranno 6. Con 6 manager e partner della
società: devo conquistarli tutti, basta un solo responso negativo a fare
inceppare il meccanismo e mandare a monte il mio progetto di venire a lavorare
qui. Perché proprio 6 su 6? Cinque, ma anche 4 su 6 dovrebbero garantirmi la sufficienza
a rigor di logica. Ma capisco subito che qui si ragiona per squadra e nella
squadra non vogliono una che possa danneggiarne gli equilibri: che sia la
preparazione o l' approccio o la leadership o il senso di responsabilità o la
dedizione al lavoro non importa, ciò che importa è inserire nel gruppo qualcuno
che porti valore. Sarò io? Chi può dirlo. «Che cosa si aspetta dalla
consulenza?», mi chiede con molto garbo la manager che mi interroga nel primo
dei miei colloqui. È focalizzata su di me, sembra, sul mio tono di voce, sulle
mie parole, sulla mia capacità di gestire l' emotività. Un po' di tensione c' è
e tanto più la domanda sembra banale, tanto più è difficile che la mia risposta
non lo sia. Non posso dire molto lavoro e soldi: quale valore aggiunto sarebbe
il mio con una risposta così? Nei colloqui successivi, la domanda mi verrà
riproposta, sebbene con sfumature un po' diverse. E forse anche con un
obiettivo diverso. La pressione psicologica gradualmente aumenta, fino a
raggiungere il massimo negli ultimi due colloqui. Forse a causa mia perché
arrivata al rush finale della selezione non vorrei scivolare sull' emotività.
Forse a causa dell' atteggiamento molto meno avvolgente di chi mi sta
selezionando. Più severo, più pragmatico. «In team come è?», chiede la consulente. Non saprei cosa rispondere perché questo è il
mio primo colloquio di lavoro nella consulenza. Un particolare che non sfugge
alla mia "selezionatrice". Ma è lei stessa a togliermi dall'
imbarazzo e chiede: «Come la descrivono i suoi amici?». Gentile. In seguito non
sarà così perché i manager vogliono individuare delle evidenze del carattere
che siano in linea con quello che cercano. Andiamo avanti. La manager mi
riporta sul binario della consulenza e mi chiede «perché proprio Roland
Berger?». Vuole capire se mi sono documentata. È un passaggio, questo, che gli
altri selezionatori non faranno. Un colloquio in un' azienda di cui non si
conosce niente significa fallire il colloquio. «Ma lei sa cosa significa fare
consulenza? Mi dica, quali sono i lati positivi e negativi?». Mi mette alla
prova, la mia mancanza di esperienza non aiuta, le letture e la documentazione
dei mesi scorsi vengono in soccorso. Anche un po' di fantasia che alla fine non
guasta mai. È soprattutto negli ultimi colloqui che con questa domanda i
manager cercano di individuare evidenze di imprenditorialità, ma anche capacità
di lavorare in direzioni diverse. Non ho l' orologio e penso che comunque non
sarebbe un buon segno guardare che ore sono. Non ho fretta, del resto. La mia
giornata ruota tutta intorno all' obiettivo di salire sul primo step. Sbircio
l' orologio della manager. È già passata più di un' ora. Però, penso tra me e
me. «Però, a questo punto, passiamo al caso», mi dice la manager. Mi sorride.
Non che questo aiuti a risolvere il caso ma mi incoraggia. Comincia. «Siamo
nella città di Milano e il nuovo sindaco ha deciso di cambiare la
regolamentazione dei taxi: si potrà affidare non più solo a persone fisiche ma
anche a società giuridiche». Poi aggiunge: «Il nostro cliente è una società di
long term rental, la licenza costa 200mila euro, dura
10 anni e servizio è 24 ore su 24». Ho tutti gli elementi: il soggetto, il costo, la durata, il servizio, il cambiamento. Ecco allora
che arriva il mio compito che sarà «strutturare un business plan per capire se
ha senso o meno comprare la licenza e avviare questa attività». Per un minuto
ho la sensazione di non saper proprio da dove cominciare. Si vede, forse. Anzi,
di sicuro. La manager mi lascia un po' di tempo per ragionare. Qualche minuto e
iniziano ad arrivarmi le idee. Scrivo un po', poi mi lancio. Strutturo,
discuto. La manager mi guarda perplessa. Rimetto in discussione quel che ho
detto, perfeziono. Meglio, arriva un sorriso. È una guida silenziosa che a sguardi
mi aiuta a capire i passaggi che non vanno. Nel secondo colloquio la ritroverò
solo in parte. Nei successivi non più perché i selezionatori sono alla ricerca
delle mia dimostrazione di eccellenza nella soluzione del caso. E io resto da
sola, senza rete. Sono felice quando Roland Berger mi invita al secondo
colloquio. Poi al terzo. Al quarto. Al quinto. Al sesto. A mano a mano che il
percorso di selezione procede ho la sensazione che la difficoltà aumenti. Dal
terzo in poi sale anche la pressione psicologica che raggiunge l' apice nel
sesto. Le domande sono più sottili, il dettaglio delle risposte del caso
cresce. Così come anche la mia esperienza e la mia agilità. Son salita sul
sesto gradino. Da qui aspetto la risposta. Chissà se farò la consulente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 09-11-2011 |
Tv |
Pagina: 62 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: PER DISTRARSI.
Questa serie, soprattutto dedicata a chi
ama il Medioevo, tratta dall' omonimo libro di Ken Follett, arriva per la prima
volta in chiaro su una tv generalista. The Pillars of the Earth (titolo
originale della miniserie) - che ha un cast stellare: Donald Sutherland, Ian McShane, e la coppia Rufus
Sewell-Natalia Woerner nella foto - si dipana nell' Inghilterra del 1120.
Intorno alla costruzione di una Cattedrale nella cittadina di Kingsbridge,
ruotano le vite dei protagonisti tra scontri religiosi, lotte per il
potere e storie d' amore. I pilastri della terra Retequattro, ore 21.10.
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"corriere.it" del 08-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
(ANSA) - BELGRADO - In Macedonia e'
fiorente il mercato nero delle adozioni e i prezzi per un bambino sano e bello
vanno dai 5 mila ai 60 mila euro. La Ong 'Costruiamo il
futuro' afferma che i prezzi sono praticamente raddoppiati
nell' ultimo anno, e il governo - a causa dell' aumento dei casi di corruzione - ha ordinato lo scioglimento della speciale commissione
incaricata delle adozioni. I vari anelli della catena criminale sono ospedali,
comuni e responsabili del ministero di lavoro e politiche sociali.
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"Libero" del 08-11-2011 |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Lo scandalo del presidente della
Camera che guida la minoranza. Riceve Bersani e Casini e vara una linea comune:
astensione sul Rendiconto e poi mozione contro il Cav.
Guardia di Finanza
di Milano arrivò a rintracciare cinquanta milioni di lire in titoli di Stato
finiti in mano alla ormai ex soubrette. La quale, ignara di tutto, spiegò di
avere ricevuto quel denaro come «prestito» da parte
dell' amico Cirino Pomicino. Quei soldi sarebbero poi stati utilizzati per
pagare l' affitto annuo anticipato di un sontuoso appartamento romano, prima di
essere restituiti interamente «in contanti» e «in due o tre donazioni». Ma non
è solo Cirino Pomicino ad essere tacciabile di paternità dello strappo. E nel partitone azzurro i retroscena e le maldicenze si rincorrono
fuori da ogni controllo. Da più parti si mormora che
la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata versata dal ministro
dei Beni culturali Giancarlo Galan (storie di nomine nel settore della
cinematografia, pare). Altri spiegano che i dissidi in realtà partono da più lontano e datano alle ultime Amministrative,
in occasione delle quali sarebbero sorte frizioni territoriali col Pdl
pugliese. A un certo punto si diffonde la voce per cui lo strappo nascerebbe da
motivazioni, per così dire, logistiche: «È andata via perché le hanno levato la
stanza al partito». Qui le cose paiono stare
diversamente: la Carlucci avrebbe sì perso l' ufficio, ma
alla Camera. Più precisamente, in uno dei palazzi Marini (quelli che
Montecitorio affittava per dislocare gli uffici e le cui concessioni da quest'
anno non saranno rinnovate, a maggior gloria del taglio ai costi della politica). E la questione di spazio torna ad essere solo politica. F. C.
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"Avvenire" del 08-11-2011 |
SPETTACOLI |
Pagina: 28 |
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Argomenti: Costi della
politica
«I pilastri della terra» di Follett su
Rete4 MILANO. La serie evento «I pilastri della Terra», tratta dall' omonimo
best-seller di Ken Follett, arriva su Rete4, da domani in prima serata, per
quattro appuntamenti. «The Pillars of the Heart» (titolo
originale ) è una co-produzione Germania-Canada costata 40 milioni di dollari.
Prodotta da Ridley Scott, è stata diretta da Sergio Mimica-Gezzan. Stellare il cast:
Donald Sutherland, Rufus Sewell, Ian McShane e Hayley Atwell. La serie si dipana nell' Inghilterra del 1120, intorno alla costruzione di una Cattedrale nella
cittadina di Kingsbridge.
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"Avvenire" del 08-11-2011 |
CRONACA |
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Argomenti: Costi della
politica
Strage Viareggio, le Fs licenziano
dipendente consulente della Cgil VIAREGGIO. Riccardo
Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente
di parte civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese sulla
strage alla stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) è stato licenziato
dalle Ferrovie. Il licenziamento - reso noto da Antonini stesso - è senza
preavviso per giusta causa perchè, secondo Fs, si è «definitivamente
compromesso il rapporto fiduciario». Antonini è stato prima consulente
di un familiare delle vittime, poi della Cgil. Grazie al suo ruolo ha potuto
partecipare agli accertamenti avvenuti nell' ambito dell' incidente probatorio,
che si è concluso nei giorni scorsi al tribunale a Lucca, dove c' è stato uno
scontro tra esperti. I periti del gip e del gruppo Fs da una parte, i consulenti della procura e delle parti offese dall' altra.
Oggetto della contrapposizione la causa dello squarcio nella cisterna carica di
gpl che poi esplose. Rfi, in serata ha precisato che Antonini, consulente di parte civile nell' incidente probatorio per l'
inchiesta sulla strage alla stazione di Viareggio, è stato licenziato per «le
gravi ingiurie e i pesanti insulti rivolti direttamente all' amministratore
delegato Mauro Moretti» nel corso di una manifestazione organizzata dal Pd a
Genova il 9 settembre scorso.
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"Corriere Fiorentino" del 08-11-2011 |
Cronaca |
Pagina: 9 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Viareggio.
VIAREGGIO - È stato licenziato con una
raccomandata il ferroviere Riccardo Antonini, prima consulente
di un familiare di una delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009, e poi
della Cgil. Il motivo, secondo Rfi, società del gruppo Fs, le «gravi ingiurie e
i pesanti insulti rivolti all' Ad di Fs Mauro Moretti» che hanno «rotto il
rapporto fiduciario». Tra i motivi del rilievo, spiega Antonini, il «conflitto
di interessi» tra il ruolo di dipendente delle Ferrovie e quello di consulente, e la partecipazione a una manifestazione contro
l' Ad a Genova. «La decisione di licenziare Antonini è gravissima» è il
commento del senatore Pd Andrea Marcucci. «Moretti conferma di essere spietato»
dice il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli». di «atto grave»
parla il governatore Enrico Rossi. (Anna Benedetto) RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 19 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Merkel: resta la politica di
controllo.
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO - Alla
fine si sono messi d' accordo, anche se c' è chi la definisce soltanto una mini
riforma che serve soprattutto a riportare «la pace domestica» nella coalizione
tra cristiano-democratici, cristiano-sociali e liberali che appoggia Angela
Merkel. Ma resta il fatto che la Germania abbassa le tasse mentre esorta i partner europei a risparmiare. Certo, la cancelliera ha
ribadito che il governo rimane legato a una politica di rigoroso controllo delle finanze pubbliche
e che la Germania vuole continuare ad essere «un' ancora di stabilità» nella
crisi del debito che ha sconvolto l' eurozona. I provvedimenti varati dopo una
lunga riunione nella serata di domenica (che costeranno alle
casse tedesche sei miliardi di euro) vanno non solo nella direzione di
«una maggiore giustizia fiscale», dice la Merkel, ma anche del «rafforzamento
della crescita». Il governo ha voluto «ringraziare» i cittadini che hanno
subito il peso della crisi economica internazionale. Ma la verità è che a Berlino
si respira aria di elezioni, come dimostra anche il fatto che, con una mossa a
sorpresa, una larga parte della Cdu si sia espressa
una settimana fa per l' introduzione del salario minimo, misura esclusa nel
programma di governo. Si voterà tra due anni (se la maggioranza non andrà prima
in frantumi), ma la campagna è già cominciata. Questo spiega molte cose. Anche
i toni duri con cui, dall' opposizione, socialdemocratici e Verdi si sono
scagliati contro i tagli fiscali, minacciando di bloccare tutto al Bundesrat,
la Camera alta dove il governo non dispone della maggioranza. Il presidente
della Spd, Sigmar Gabriel, non ha escluso un possibile ricorso alla Corte Costituzionale perché le riduzioni delle imposte, a suo
giudizio, sono incompatibili con le politiche di
abbattimento del debito previste dalla Legge fondamentale. Il problema, poi,
sono i liberali, un partito che aveva fatto della
riduzione delle tasse la bandiera del suo evanescente successo nel 2009 e che
molto ha premuto in questa direzione. Prima o poi andava accontentato. L'
attuale leader, il ministro dell' Economia Philipp Rösler, ha detto che l'
accordo costituisce «l' inizio della fine» delle
polemiche all' interno della maggioranza. Questa è una buona notizia per la
cancelliera. Ma Thorsten Denkler, della Süddeutsche Zeitung , si chiede come
faccia la Fdp «ad accontentarsi di così poco». Poco o tanto, le misure messe a
punto dal governo «nero-giallo» si articoleranno in due fasi, una a partire dal primo gennaio 2013 (del costo
di due miliardi di euro) e la seconda un anno dopo (quattro miliardi di euro):
sarà elevato il tetto dell' area di reddito all' interno della quale non si
pagano imposte e si limiterà il meccanismo automatico che lega la crescita
della tassazione agli aumenti in busta paga. Il pacchetto prevede tra l' altro
un assegno per le famiglie che non mandano i bambini all' asilo nido. Anche la
Csu, l' ala bavarese del partito della Merkel, ha
ottenuto qualcosa. Paolo Lepri RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Esteri |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Cina.
PECHINO - La colletta per aiutare Ai
Weiwei a pagare una megamulta per evasione fiscale potrebbe causare nuovi guai
all' artista-dissidente cinese. Un quotidiano - il Global Times , un tabloid
populista tradizionalmente legato al partito comunista - ieri ha ipotizzato che
Ai Weiwei, accettando le donazioni di migliaia di sostenitori, stia in realtà
dando vita a una raccolta illegale di fondi «poiché
sta prendendo a prestito dal pubblico». La settimana scorsa le autorità cinesi
avevano ordinato al dissidente di pagare l' equivalente di 1,6 milioni di euro
in tasse e multe entro il 16 novembre anche se le accuse non sono mai state né provate
né formalizzate. A quel punto sul web, spontaneamente, migliaia di persone
hanno deciso di contribuire al pagamento della sanzione ed evitare così una
vendetta politica.
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"Corriere della Sera" del 08-11-2011 |
Pagina: 5 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il caso La lettera del gruppo pd:
pronti a rinunciare. Poi la decisione di Boni.
Sottotitolo: Pirellone, l' ufficio di
presidenza si taglia l' indennizzo.
Solo tre settimane fa avevano detto no a
una (lieve) autoriduzione del rimborso. Ieri invece la linea «radicale» è
passata in un amen. Stop a al rimborso da 51 mila euro (lordi) ai cinque
consiglieri regionali che compongono l' ufficio di presidenza del Pirellone e
che «rinunciano» all' auto blu. Lasciare la macchina di servizio nel garage di
via Fabio Filzi è - meglio, era - un benefit da trentamila euro (netti) all'
anno. È stato, un po' a sorpresa, lo stesso ufficio di presidenza a dire basta.
Abolendo «con effetto immediato» gli indennizzi nei confronti dei suoi cinque
componenti. La decisione è arrivata dopo che i due consiglieri in quota Pd (la
vicepresidente Sara Valmaggi e il segretario Carlo Spreafico) avevano informato
attraverso una lettera ufficiale il presidente dell' aula Davide Boni (Lega) di
voler autonomamente rinunciare al rimborso già dal primo gennaio. «Perché
aspettare così tanto? Facciamolo subito», la risposta arrivata a stretto giro
di posta dal presidente lumbard . Detto, fatto. «Ho voluto accelerare su questi
temi - ha spiegato poi Boni, ricordando le polemiche recenti coi consiglieri -
non per interferire col lavoro dei colleghi che stanno esaminando le varie
proposte di legge sul tema della riduzione dei costi della politica, ma per
chiudere più in fretta la partita». Per disciplinare l' assegnazione dei mezzi
di servizio bisognerà invece aspettate il nuovo anno. Addio ai super-rimborsi
(in ufficio di presidenza ne beneficiavano due consiglieri su cinque), addio
alle auto blu. Un primo timidissimo segnale che raccoglie consensi e
apprezzamenti bipartisan. Plaudono per primi i pd Maurizio Martina e Pippo
Civati. «Siamo stati noi a portare il tema dei costi della politica in
Consiglio regionale», osserva il segretario bersaniano. «Bene. Questo è il Pd
che ci piace», esulta l' ex «rottamatore». Secondo il dipietrista Stefano
Zamponi si tratta però di «una svolta» tutto sommato «tardiva». Spiega il
capogruppo dell' Idv: «Il nostro ordine del giorno per tagliare i rimborsi è
stato respinto in aula col pretesto che ad occuparsi della faccenda doveva
essere il comitato ristretto. Si trattava solo di fumo negli occhi; non serviva
alcuna legge regionale per raggiungere lo scopo dal momento che i rimborsi sono
regolati da una delibera dell' ufficio di presidenza che quindi può, in
qualsiasi momento, tagliarli. E oggi, finalmente, lo ha fatto. Bastava volerlo,
insomma». Il tema rimane caldissimo. Stamani, per dire, il gruppo di Sel ha in
agenda una conferenza stampa per illustrare il progetto di legge che dovrebbe
servire a eliminare in via definitiva dall' organigramma della giunta del
Pirellone la figura dei sottosegretari. «Si risparmierebbe un milione e mezzo
di euro all' anno», annunciano Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli. La «casta» e i suoi costi. E così, prima dell' avvio del Consiglio di
stamani, Boni proporrà ai colleghi di devolvere il gettone di presenza della seduta agli alluvionati di Genova. Le adesioni alla
«colletta» del Pirellone si conosceranno entro la fine della settimana. Andrea
Senesi RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"libero.it" del 07-11-2011 |
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anche in:
"libero.it" |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
R oma, 7 nov. (Adnkronos) - ''Il sindaco
Alemanno e la Presidente Polverini devono capire che la gestione dissennata
dell' Atac, gli sprechi e gli scandali non possono
certo ricadere sulle spalle dei lavoratori, con i tagli agli stipendi, o dei
cittadini, con l' aumento del biglietto. Considerando la qualita' del servizio,
poi, quest' ultima mi sembra un' ipotesi davvero ridicola''. Lo afferma in una
nota Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. ''Dove sono i tagli ai
benefit dei dirigenti? Che fine hanno fatto le indagini sulle assunzioni facili
o sugli appalti poco trasparenti? Dove sono la razionalizzazione dei costi e le riduzioni degli sprechi?
Fino a che non ci saranno risposte credibili per queste domande sara' difficile
chiedere altri sacrifici ai dipendenti o ai cittadini romani''. ''La politica - conclude il capogruppo Udc - deve fare un passo
indietro, e lasciare che l' azienda metta in campo un piano industriale che non
sia la mediazione tra questo o l' altro partito, ma che sia in grado di
restituire alla citta' quel servizio di mobilita' puntuale ed efficiente che i
cittadini meritano''.
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"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - BELGRADO, 7 NOV - In Macedonia
e' fiorente il mercato nero delle adozioni e i prezzi per un bambino sano e
bello vanno dai 5 mila ai 60 mila euro. La Ong 'Costruiamo
il futuro' afferma che i prezzi sono praticamente raddoppiati nell' ultimo
anno, e il governo - a causa dell' aumento dei casi di corruzione
- ha ordinato lo scioglimento della speciale commissione incaricata delle
adozioni. I vari anelli della catena criminale sono ospedali, comuni e
responsabili del ministero di lavoro e politiche
sociali.
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"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Silvio Berlusconi
e' come un politico alla Houdini, che sinora e'
riuscito a sopravvivere a tutto, dagli scandali sessuali alle accuse di corruzione. Ma ora sta affrontando una pressione senza
precedenti. Lo scrive il sito on-line del Washington Post in un articolo dal
titolo: ''La crisi travolge l' Italia: Berlusconi sotto pressione perche'
lasci''. Citando l' Ansa, il Washington Post scrive come Berlusconi abbia
negato i rumors e di non spiegarsi come siano nati.
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"corriere.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
(ANSA) - ROMA - Silvio Berlusconi e' come
un politico alla Houdini, che sinora e' riuscito a
sopravvivere a tutto, dagli scandali sessuali alle accuse di corruzione.
Ma ora sta affrontando una pressione senza precedenti. Lo scrive il sito
on-line del Washington Post in un articolo dal titolo: ''La crisi travolge l'
Italia: Berlusconi sotto pressione perche' lasci''. Citando l' Ansa, il
Washington Post scrive come Berlusconi abbia negato i rumors e di non spiegarsi
come siano nati.
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"unita.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - FIRENZE, 7 NOV - Riccardo
Antonini, il ferroviere che svolge un ruolo di consulente
di parte civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese sulla
strage alla stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) e' stato licenziato
dalle Ferrovie. Lo rende noto lo stesso Antonini, ricordando di aver gia'
ricevuto in passato una lettera di richiamo e un provvedimento di sospensione
legate alla sua attivita' di consulenza. Il licenziamento e' senza preavviso
per giusta causa.
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"corriere.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
(ANSA) - FIRENZE - Riccardo Antonini, il
ferroviere che svolge un ruolo di consulente di parte
civile nell' incidente probatorio per l' inchiesta lucchese sulla strage alla
stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti) e' stato licenziato dalle
Ferrovie. Lo rende noto lo stesso Antonini, ricordando di aver gia' ricevuto in
passato una lettera di richiamo e un provvedimento di sospensione legate alla
sua attivita' di consulenza. Il licenziamento e' senza preavviso per giusta
causa.
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"libero.it" del 07-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
F irenze, 7 nov. - (Adnkronos) - Le
Ferrovie dello Stato hanno licenziato Riccardo Antonini, ferroviere e consulente di parte civile della Cgil nel processo per la
strage di Viareggio, che causo' 32 morti il 29 giugno 2009. Lo rende noto lo
stesso Antonini, che spiega che gli e' arrivata, mentre si trovava al lavoro,
una raccomandata in cui Rfi comunica che ''si e' definitivamente compromesso il
rapporto fiduciario'' e per questo Antonini viene ''licenziato senza preavviso
per giusta causa''. Antonini, che ha annunciato che farra' ricorso, era gia'
stato sottoposto a provvedimenti disciplinari per un ''conflitto di interessi''
tra il ruolo di dipendente delle Ferrovie e quello di consulente
e per aver partecipato a una manifestazione di protesta a Genova contro l' ad
di Fs, Mauro Moretti.
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"Corriere Economia" del 07-11-2011 |
Pagina: 27 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Trend Dal 2007 risparmi di 9.000
euro con i variabili.
Sottotitolo: Sui nuovi prestiti i maxi-spread
annullano i mini-tassi DI GINO PAGLIUCA.
L a tempesta finanziaria
non è un dramma per tutti: non solo sta solo arricchendo gli speculatori, ma
aiuta anche le famiglie che stanno ripagando un mutuo a tasso variabile. Gli
effetti Il taglio di 25 centesimi del costo del denaro
deciso dalla Bce giovedì scorso dovrebbe portare, a seconda del tasso a cui
viene effettuato l' ammortamento del mutuo indicizzato e della durata residua,
a una riduzione della rata mensile tra i 10 e i 20 euro su un debito attuale da
100 mila euro. Il ricorso al condizionale è dovuto al fatto che la diminuzione
dell' esborso sarà automatica solo per i pochi prestiti parametrati al tasso
Bce, mentre la maggior parte è indicizzata all'
Euribor. Giovedì il fixing, che ha preceduto l' annuncio a sorpresa dato a
Francoforte, era di 1,38% per la durata mensile e di 1,60% per il trimestrale.
Venerdì i valori sono scesi rispettivamente a 1,26% e a 1,51%, recependo quindi
solo in maniera parziale il taglio della Bce (-12 e -9 centesimi). La riduzione
della rata per chi ha scelto a suo tempo il tasso variabile arriva al termine
di un anno che ha visto, contrariamente alle previsioni fosche della vigilia,
un incremento solo lieve degli interessi. Nella tabelle presentiamo la
simulazione dell' andamento di un prestito da 100 mila euro a tasso variabile
acceso alla fine del 2007, poco prima del precedente tsunami dei mercati, ed
indicizzato all' Euribor trimestrale +1,5%. A 20 anni dalla prima rata di 727
euro si è passati al top di 771 euro registrato a fine 2008 per scendere a
inizio gennaio 2012, se l' Euribor registrerà una diminuzione di 25 centesimi,
a 477 euro. Ovvero 250 euro in meno rispetto a quattro fa. A 30 anni si passa
da 612 euro della prima rata a 344 del prossimo gennaio; la riduzione rispetto
all' avvio del prestito è di 268 euro. Confrontando questi due mutui con due finanziamenti a tasso fisso accesi al 6% (valore standard a
fine 2007) si ricava che chi ha scelto il variabile a inizio gennaio 2012 avrà
risparmiato oltre 9.000 euro rispetto al fisso, sia a 20 che a 30 anni. Brutte
sorprese In teoria della riduzione dei tassi dovrebbe avvantaggiarsi anche chi
il mutuo lo sta per chiedere; ai valori attuali una discesa di 25 centesimi
porta a una riduzione della rata iniziale di 13 euro su 100
mila finanziati a 20 anni. Nella pratica bisogna confrontarsi con la politica delle banche, che stanno drasticamente riducendo l' accesso al
credito e che hanno rialzato, come abbiamo già documentato nelle scorse
settimane, gli spread, sia sui finanziamenti variabili sia
su quelli fissi. Anche i prodotti offerti a tassi più vantaggiosi oggi partono da spread superiori al 2% e ci sono istituti che
arrivano al 3%. E le scelte sui tassi sono solo una parte
del problema: gli istituti stanno anche drasticamente abbassando la percentuale
di finanziamento rispetto al valore dell' immobile,
mosse dalla previsione, fondata o meno che sia, di una caduta del mercato
residenziale e quindi di un deprezzamento dei beni ipotecati. Stando alle
ultime stime due terzi delle domande di mutuo si indirizzano sul variabile e il
trend presumibilmente si accentuerà nelle prossime settimane. L' Euribor
dovrebbe ancora scendere nei prossimi mesi: i future sul valore del trimestrale
scommettono su un livello dell' 1% entro settembre 2012, bisogna però rilevare
che, con gli spread attuali, una risalita dei tassi nei prossimi anni potrebbe
avere conseguenze pesanti sulla sostenibilità delle rate. L' Eurirs, il tasso
che parametra i prestiti fissi, attualmente è sceso sotto il 3%: significa che
se si hanno buoni requisiti di solvibilità è possibile trovare finanziamenti attorno al 5% che forse non faranno
risparmiare sul lungo periodo ma permettono con un esborso ragionevolmente
contenuto di guadagnare in tranquillità. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"unita.it" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 6 NOV - "Ragazzi, ma
che vi succede? Ieri l' uno e oggi l' altro mi avete fatto lo stesso identico
attacco politico utilizzando la solita arma dell'
ingiuria e tentando di coinvolgere anche Casini mettendoci insieme": lo
scrive PAolo Cirino Pomicino in una lettera a Maurizio Belpietro e Vittorio
Feltri. "A proposito, non dimenticate mai che Berlusconi à stato il più
grande finanziatore di una parte
della prima Repubblica".
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"corriere.it" del 06-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
(ANSA) - ROMA - "Ragazzi, ma che vi
succede? Ieri l' uno e oggi l' altro mi avete fatto lo stesso identico attacco politico utilizzando la solita arma dell' ingiuria e
tentando di coinvolgere anche Casini mettendoci insieme": lo scrive PAolo
Cirino Pomicino in una lettera a Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri. "A
proposito, non dimenticate mai che Berlusconi è stato il più grande finanziatore di una parte della
prima Repubblica".
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"Il Sole 24 Ore" del 06-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
Qual è l' effetto del taglio dei tassi
della Bce di giovedì scorso sul mio mutuo? Una riduzione del costo
del denaro di 25 punti base (tanto vale il taglio dall' 1,5% all' 1,25%)
comporta in media un risparmio annuo compreso fra i 100 e i 150 euro per ogni
100mila euro presi a prestito. L' impatto è tanto più
significativo quanto maggiori sono il debito residuo e la durata del mutuo.
Questo però vale in teoria, perché i finanziamenti per
la casa indicizzati direttamente al tasso Bce sono una minima parte. La maggioranza segue invece i valori del tasso Euribor, che si
adegua gradualmente alle decisioni prese a Francoforte (venerdì la
scadenza a 3 mesi è scesa dall' 1,58% all' 1,48%) e che in questo momento
staziona anche su livelli più elevati del «normale» per le difficoltà
attraversate dal sistema bancario. Non vi sono invece effetti su un mutuo a
tasso fisso. - MEDIO L' andamento dello spread BTp-Bund può influenzare la rata
che dovrò versare? In linea indiretta sì, almeno per i prodotti a tasso
variabile. La crisi del debito pubblico europeo e le difficoltà delle banche
hanno infatti costretto la Bce a invertire la politica monetaria e compiere un passo indietro con i tassi
di interesse facendo seguire un taglio ai due rialzi di aprile e luglio. Questo
ha provocato anche una discesa di quei tassi Euribor ai quali è indicizzata la
gran parte dei mutui variabili italiani. I tassi (sia
quello Bce, sia l' Euribor) sono previsti in ulteriore discesa, quindi le
famiglie potranno approfittare di rate «leggere» ancora per alcuni anni. - ALTO
Mi conviene dunque cambiare e passare al tasso variabile? La decisione sulla tipologia
di mutuo deve prescindere dalle considerazioni sui tassi nel breve periodo: il finanziamento si porta avanti per decenni e la situazione
del momento può cambiare. La scelta attiene ad altre considerazioni,
soprattutto alla situazione reddituale di un nucleo famigliare. Detto questo,
chi scegliesse di passare adesso al variabile potrebbe molto probabilmente
ottenere uno «sconto» sulla rata, visto che si possono trovare tassi a partire dal 3,5% (contro il 5-6% medio dei fissi in corso).
Il problema è che i prodotti in questo momento sul mercato hanno spread (cioè
il ricarico applicato dalla banca al tasso di base) molto elevati che, a meno
di nuove sostituzioni o surroghe, dovranno essere mantenuti per tutta la durata
del prestito e, nel caso del variabile, potrebbero mettere in difficoltà il
mutuatario quando i tassi torneranno inevitabilmente a salire. - MEDIO.
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"Il Sole 24 Ore" del 06-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 10 |
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Argomenti: Costi della
politica
Il Consiglio europeo del 26 ottobre ha
deciso di incrementare la dotazione del fondo salva-Stati (Efsf), attualmente
di 440 miliardi (di cui una parte già impegnati) in
due modi: fornendo un' assicurazione al nuovo debito emesso
dagli Stati membri, riducendo così i loro costi di finanziamento; massimizzando le modalità di finanziamento
dell' Efsf con una combinazione di risorse provenienti da istituti finanziari e investitori privati e pubblici, il che può essere realizzato
tramite società veicolo. In tal modo sarà possibile aumentare l'
ammontare delle risorse disponibili.
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"Corriere dell'Alto Adige" del 06-11-2011 |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso di Enrico Franco.
Egregio direttore, prevedere, finanziare e prevenire: non è un gioco di parole, sono
solamente i tre verbi necessari per la gestione del rischio idrogeologico. In
seguito a eventi catastrofici come quelli in corso a Genova non si dovrebbe
scrivere d' istinto, cercando magari di dare spiegazioni indagando sulle
responsabilità o semplicemente affermando, anche in modo abbastanza banale e
ovvio, che tutto era più o meno prevedibile. C' è chi ha scritto tutto e il
contrario di tutto, che era un «disastro imprevedibile in questa forma» ma
anche che «il Bisagno è un fiume a rischio da sempre». Io mi occupo per lavoro
di problematiche simili, anche se non posso considerarmi un esperto del
settore. Nel mio piccolo vorrei comunque stimolare la discussione su uno tra
gli aspetti meno popolari di queste sciagure: il finanziamento
delle opere di prevenzione dei rischi naturali. Sottolineo il termine
«prevenzione», cioè atte a prevenire gli effetti di un probabile evento
dannoso, escludendo quindi tutte le opere di «somma urgenza», generalmente
apportate in seguito al verificarsi del danno. Ebbene, in Italia, da
Prettau-Predoi, il comune in provincia di Bolzano più settentrionale d' Italia,
fino a Capo Passero in Sicilia, il territorio presenta un elevato rischio
idrogeologico: questa ovvietà viene riaffermata a ogni sciagura da geologi,
ingegneri e dottori forestali. Un evento come quello di Genova è ovviamente
«prevedibile», ma non si è sempre in grado di definirne la probabilità di
accadimento, calcolata in sostanza sul tempo di ritorno, cioè il tempo medio di
attesa tra il verificarsi di due eventi (prevedibili) successivi. Considerando
un' area a rischio, l' amministrazione pubblica che ne è responsabile dovrebbe
valutare tutti gli interventi possibili al fine di ridurre il pericolo sotto
una soglia ritenuta accettabile. Il problema, come sempre quando si affronta la
«gestione del rischio», è il rapporto costi/benefici
che in un' opera di «prevenzione» è sempre difficile da valutare, tecnicamente come politicamente. Sottolineo in particolare l' aspetto politico perché, se un' opera eseguita in «somma urgenza», cioè a
tragedia avvenuta, può a volte essere spesa politicamente da
un amministratore, diverso è guadagnare consenso finanziando un'
opera in «prevenzione», cioè quando tutto è ancora al suo posto. In quest'
ultimo caso il ritorno che un politico avrebbe sarebbe
povero se non addirittura negativo, perché andrebbe prima di tutto a intaccare
le magre finanze dell' amministrazione, e perlopiù in
un' ottica di lungo termine, poco gradita agli assessori del bilancio, sempre
presi con la riduzione della spesa corrente. Le opere di prevenzione sono
complesse tecnicamente e molto costose. Mantenere
elevato il loro grado di efficienza richiede una manutenzione costante, quindi risorse economiche sottratte ad altri investimenti.
Le opere di prevenzione a volte hanno anche un pessimo impatto paesaggistico:
uno dei motivi per cui spesso subiscono grossi ritardi è proprio perché le
conferenze dei servizi non di rado le bocciano sotto questo aspetto.
Ricordiamoci quindi che bisogna sempre fare i conti non solo con il contesto
geomorfologico locale, ma soprattutto con i nostri amministratori, con le
nostre finanze e con i nostri cittadini, abituati da
sempre a riparare i danni piuttosto che a fare vera prevenzione. Andrea Danzi,
www.rockfalldefence.com Caro Danzi, grazie per la sua accorata e utile
testimonianza. I bravi amministratori sono quelli non ossessionati dal
consenso, preoccupati dunque dal soddisfare il bene comune, prima che dalla
prossima scadenza elettorale. Merce rara, purtroppo, come sempre più rare in
larga parte della classe dirigente sono la virtù della
lungimiranza e il senso di responsabilità. Quanto ai cittadini, io credo che
lei sottovaluti la loro maturità. Sono convinto che un sindaco attento alla
cura del territorio, capace di spiegare le ragioni degli investimenti ritenuti
necessari, sia molto più popolare di chi spende fiumi di soldi in inutili
convegni, progetti che rimangono sulla carta o consulenze agli amici.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Liberazione" del 05-11-2011 |
VUOTA |
Pagina: 6 |
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Argomenti: Costi della
politica
Maria R. Calderoni No non è la Rai e
nemmeno la Bbc. Il Servizio Pubblico di Santoro andato in onda giovedì era
installato in un teatro, lo studio 3 di Cinecittà e quello che ne è venuto
fuori è stato proprio quello, un pezzo di teatro. E, come tale, un successone:
visto da 3 milioni, secondo i dati Auditel, almeno il 12% di share, battendo
persino X Factor (però Annozero faceva anche il 20-22). Scenografia
industriale, tubi d' acciaio e gru, sala immersa nel classico buio santoriano,
attori oltre che giornalisti, la musica da Oscar di Piovani, le strisce di
Vauro, l' editoriale (doppio) di Travaglio, Servizio pubblico è completo di
tutto, e fa la sua figura. Santoro compare dal buio, camminando (teatralmente,
s' intende); e di nuovo c' è che - a differenza dell' altra volta - non viene
in scena cantando "Bella Ciao" («oggi non basta più resistere
resistere resistere»), bensì evocando fantasmi (sia pure eccellenti): Indro
Montanelli ed Enzo Biagi; cercandoli con lo sguardo ispirato e chiamandoli a
sé, letteralmente: «Caro Enzo Biagi, caro Montanelli, so che siete molto in
apprensione per me, so che siamo molto diversi ma che ci state seguendo in
questo momento» (chissà se è vero). Un po' residuo di Annozero, un po' refrain
di Raiperunanotte, la trasmissione-evento non riesce a disperdere un senso di
già visto, sentito, anche applaudito. Compresi l' intervista a Lavitola
raggiunto nel suo buen retiro oltremare (ma non c' era già stato uno scoop di
La 7?), il vis à vis con la meteorina mancata Chiara Danese, il gancio su casa
e soldi con Scajola (che per la verità qui sfodera una faccia più brutta, se
possibile, del solito, buono a vedersi). Anche i ragazzi che
gridano la loro invettiva di precari condannati a vita non sono una novità, ma
loro fanno sempre impressione, sono veri e non recitano una parte nella
piece... Scassare la casta era il tema della prima puntata e non si può dire non centrato.
Presenti i due dioscuri-vendicatori Stella e Rizzo, che
aggiornano di nuovi dati anticastisti - sempre impietosi e precisi - il loro
munito e sacrosanto repertorio contro i previlegi e gli sprechi della politica,
dei Palazzi, dei Municipi, delle Regioni ecc ecc. Ospiti vip, Paolo Mieli
(anche lui molto in tema, se la prende col «senso morale relativo» di molti
parlamentari) e Diego Della Valle, che indossa per l' occasione una camicia
alla nouveau philosophes e tuttavia esibisce per tutto il tempo un' aria un po'
spaesata, come di uno che non sa bene perché è lì e infatti non riesce a dire
alcunché di rimarcabile (e un Aldo Grasso insolitamente perfido si azzarda a
scrivere sul Corriere che forse l' imprenditore delle belle scarpe «è in
overdose di visibilità»...). Ci sono Luisella Costamagna, Franco Bechis e Luigi
de Magistris, in una credibile veste di sindaco e di indignato. E a officiare -
non più "in basso, a sinistra" ma "dall' alto, in mezzo" -
c' è un prodigo Vauro che sforna strisce su strisce, travestito da prete a cui
«girano i cordoni». Lode a Travaglio, travestito da deputato, per il suo lungo,
ferratissimo monologo anti Palazzo, una fucilata. Peccato quella brutta
scivolata sui giornali giornaletti giornalini che, non riuscendo a vendere
copie, pensano di risolvere il problema «scrivendo una lettera a Napolitano».
Cento testate (anche la nostra) sono in pericolo se i fondi per l' editoria,
come è nei programmi governativi, saranno ulteriormente tagliati, 100 testate e
4 mila posti di lavoro abbattuti. Non c' è niente da sfottere, egregio
"mercatista" Travaglio. Niente da sfottere, anche se non è la Rai,
non è la Bbc e 100mila persone hanno sborsato 10 euro a testa - che fa la bella
somma di un milione, tanto di cappello - per permettere a Servizio Pubblico di
andare in onda giovedì (e per altri 24 giovedì filati).
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di di Toni Jop |
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"unita.it" del 05-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
D ella Valle, l' estremista, giura che
nemmeno gli industriali sono tutti uguali. È una notizia? Sì che lo è, anzi
due, perché in tempi di semplificazioni brucianti, un imprenditore dice: io
sono io e gli altri sono gli altri, non sbattetemi in una foto di gruppo in cui
farei fatica a riconoscermi. Per esempio: c' è chi ha a cuore la qualità del
prodotto, e chi ci passa sopra per far prima a guadagnare di più; c' è chi ha a
cuore l' intelligenza e la dignità dei suoi dipendenti e per questo stima le
relazioni sindacali; ma c' è anche chi prende i lavoratori per il collo e su
questa prova di forza costruisce un modello di governo d' azienda che tende a
inserire i sindacati tra i servizi supplementari ai quali i dipendenti possono
accedere ma fuori dall' azienda. La seconda notizia è che Della Valle sia stato
costretto a distinguere, a combattere la «riduzione della complessità» tra le
frasche di un albero piantato tra un' autostrada tv e l' altra e un' altra
ancora. Un albero pre-natalizio improvvisato, con i fili elettrici quasi a
vista che l' altra sera è stato "guardato" da due popoli a cavallo
del nostro tempo e allineati dalle tecnologie: da una parte la tradizione, la
gente che, per seguire «Servizio pubblico» ha surfato tra qualche decina di canali
tv locali, e dall' altra l' innovazione, centinaia di migliaia di brave persone
che sanno cos' è una "postazione", che viaggiano on line, che non
hanno mai visto una macchina da scrivere meccanica. Se l' occasione fa l' uomo
ladro, bisognerà ammettere che la necessità di sfuggire ai diktat del premier,
ai pantani della tv pubblica, alle convenienze politiche di quelle private, ha
spinto Santoro su un crinale davvero nuovo sotto il profilo della
comunicazione, almeno a questi livelli di massa, trasformandolo in un pioniere.
Ma è "antipatico", è "antipatico" anche Travaglio. Li
detestano a destra, li tollerano a denti stretti in qualche parterre di
sinistra dove osservano che i due punterebbero "al sangue",
vendicativi, piuttosto crudeli, giustizialisti. Questo potrebbe aiutare a
capire perché non ricordiamo barricate in Rai e fuori dalla Rai per impedire
che Santoro fosse espulso dall' azienda pubblica, nonostante le dichiarazioni
di rito. Del resto, la Rai non ha mai riaccolto l' innocente Daniele Luttazzi,
cacciato per far piacere al premier, e ogni volta che chiedi lumi su questo
anacoluto ai politici di qualunque orientamento ti guardano come se li avessi
svegliati dal sonno. Ma questa è storia, non è così? Il presente è questo
albero cui è stato dato il nome «Servizio pubblico» che pare uno schiaffo e lo
è davvero, mentre riedita i movimenti, le geometrie di
studio che furono di Annozero. Oltre a Della Valle, davanti alle telecamere,
Mieli, l' uomo che sa cose che noi umani no, De Magistris il gran sindaco, i Bravi
Giornalisti Luisella Costamagna e Franco Bechis, i giornalisti Molto Famosi
Gianantonio Stella e Sergio Rizzo. Un momento: anche di Stella e Rizzo
in qualche angolo pregiato della sinistra non si disse un gran bene quando se
ne uscirono con quel libro che immortalò il termine «Casta»;
facendo d' ogni erba un fascio, lamentarono i critici, e quindi artefici, per
questo sguardo limpidamente obliquo, del cancro dell' Antipolitica. Magnifico
parallelismo con la sorte capitata nel Dopoguerra al Neorealismo
cinematografico, accusato dalla politica democristiana di lavare in pubblico i
panni sporchi del paese e quindi di essere anti-italiano. Ma da Santoro non
sembra di casa il massimalismo: Della Valle distingue, infrange lo specchio che
banalizza la realtà scommettendo sul fatto che i politici, come gli
imprenditori, non sono tutti uguali, de Magistris risponde alle obiezioni di
Costamagna e Bechis che non subiscono la soggezione dell' uomo del destino
napoletano, intanto un servizio ammirevole ci mostra quanto sia scadente quel
fronte di ragionevoli pidiellini, come Scajola, con i quali qualcuno, a
sinistra, potrebbe immaginare un governo di salute pubblica, e ci raccontano
tante storie edificanti. Irrita il nome «casta»? Va
bene, cambiamolo, allora gli infastiditi potranno ascoltare serenamente queste
storie di ordinaria vergogna - magnifiche quelle siciliane "cantate"
da Giuseppe Arnone, un "Omero" che in consiglio comunale ad Agrigento
rappresenta, guarda un po', il Pd - che dimostrano come sia possibile sfondare
Stato e diritto e casse pubbliche mostrando una tessera di partito, un
tesserino da consigliere, da deputato. Il problema è arrendersi: il tempo delle
vacche magre reimposta una vecchia morale e tende ad attribuirle un ruolo
culturalmente egemone mentre illumina impietosa le ingiustizie e le sottrae a
quel giudizio morbido che ne ha permesso la sopravvivenza. «Servizio pubblico»
è la voce delle vacche magre, come deve essere sempre il giornalismo.
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"unita.it" del 05-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
L' Italia sarebbe più forte se avesse
avuto, fin dal principio, «una Costituzione 'efficiente',
esecutivi duraturi, un severo minimo di governo, leggi che dettano regole e non
deroghe, vertici amministrativi scelti in base al merito e autenticamente
imparziali, istituzioni capaci di creare fiducia nello Stato come agente della
collettività e di costituire il capitale sociale
assente». Insomma, sarebbe stata più forte «avesse avuto non meno, ma più
Stato». È uno dei passaggi di «L' Italia: una società senza Stato?», l' annuale
lettura del Mulino tenuta stamane a Bologna da Sabino Cassese, giurista e
giudice della Corte Costituzionale che ha tracciato
un' analisi del Paese dall' Unità a oggi. La 27^ lettura del Mulino ha riempito
la platea dell' Aula magna Santa Lucia dell' Ateneo. Nelle prime file, stamane,
c' erano il neo governatore della Banca d' Italia Ignazio Visco, il direttore
generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, Romano e Vittorio Prodi, Flavia
Franzoni, il parlamentare Pd Arturo Parisi, il prefetto Angelo Tranfaglia, la
presidente della Provincia Beatrice Draghetti, la vicesindaco Silvia Giannini,
il parlamentare Pdl Giancarlo Mazzuca,il rettore dell' Università Ivano
Dionigi, uno dei suoi predecessori e attuale presidente della Fondazione
Carisbo Fabio Roversi Monaco, il presidente Unipol Pieluigi Stefanini. L'
Italia, ha detto Cassese, ha una storia di successi. Ma questi si devono «in
misura molto limitata allo Stato italiano, che ha rivelato, in questo secolo e
mezzo, tutta la sua debolezza, nonostante il ruolo centrale avuto come agente
storico di quel lento processo di unificazione che iniziò nel 1861 e che
continua tuttora». Otto i punti deboli elencati da Cassese Tra questi, ad
esempio, «una costituzionalizzazione debole», il
«distacco tra società e Stato, Paese reale e Paese legale, cittadini e
autorità», con la maggioranza del Paese estranea allo Stato e con il problema
di doversi trasferire, prima all' estero, poi al Nord. Ancora oggi, peraltro,
nel Sud, rispetto al Nord, «sono inferiori prodotto pro-capite, produttività
del lavoro, tasso di occupazione, dotazioni infrastrutturali, qualità dei
servizi pubblici», mentre «sono maggiori le attività irregolari, l' illegalità,
l' incidenza del pubblico impiego sull' occupazione complessiva». E mentre il
saldo dei flussi migratori pure oggi vede il Sud perdere ogni anno 60.000
persone ed è frequente il ricorso di cittadini residenti nel Mezzogiorno a
servizi pubblici prodotti nel Centro-Nord, la malavita si è fatta spazio come
«agenzia di protezione». Cassese tocca poi un altro problema tutto italiano:
«L' endemica situazione di sfiducia in un' amministrazione inetta e in una
giustizia arbitraria», che ha portato a una «legislazione derogatoria», con
troppe leggi, norme speciali, straordinarie, eccezionali, derogatorie, «che
rappresentano altrettante evasioni ed erosioni del diritto codificato,
suggerendo sempre nuovi adattamenti a casi specifici». Senza contare l'
instabilità degli esecutivi, la natura corporativa dello Stato la «sua
incapacità di rendersi autonomo rispetto agli interessi costituiti,
quelli economici e quelli elettorali». Altra questione è l' alto numero degli
addetti alla politica, stimato in 1,3 milioni «con alti costi e frequenti casi di corruzione Tutti
questi problemi della macchina pubblica, nel corso della storia dello Stato
unitario, sono stati affrontato facendo ricorso «a rimedi esterni, che, però,
in qualche caso hanno ulteriormente indebolito la costruzione
statale». Alla fine, conclude Cassese, nel corso della storia italiana
si è spesso lamentato che vi fosse troppo Stato, un centro invadente, uniformità
di regole. «Non dovrebbe, invece, dirsi che abbiamo avuto troppo poco Stato,
con una costituzione debole, troppo a lungo separato
dai suoi cittadini, diviso in due, con un centro precario, senza un proprio
corpo, capace di emanciparsi dagli interessi particolari?».
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"L'Unità" del 05-11-2011 |
Pagina: 28 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il suo programma non
generalizza, illumina impietosamente la realtà L' accusa di antipolitica
ricorda le polemiche contro i maestri del cinema.
"antipatico" anche Travaglio.Li
detestano a destra, li tollerano a denti stretti in qualche parterre di
sinistra doveosservano chei duepunterebbero "al sangue", vendicativi,
piuttosto crudeli, giustizialisti. Questo potrebbe aiutare a capire perché non
ricordiamo barricate in Rai e fuori dalla Rai per impedire che Santoro fosse
espulso dall' azienda pubblica, nonostante le dichiarazioni di rito. Del resto,
la Rai non ha mai riaccolto l' innocente Daniele Luttazzi, cacciato per far
piacere al premier, e ogni volta che chiedi lumi su questoanacoluto ai politici
di qualunque orientamento ti guardano come se li avessi svegliati dal sonno. Ma
questa è storia, non è così? Il presente è questo albero cui è stato dato il
nome «Servizio pubblico» che pare uno schiaffo e lo è davvero, mentre riedita i
movimenti, le geometrie di studio che furono di Annozero. Oltre a Della Valle,
davanti alle telecamere, Mieli, l' uomo che sa cose che noi umani no, De
Magistris il gran sindaco, i Bravi Giornalisti Luisella
Costamagna e Franco Bechis, i giornalisti Molto Famosi Gianantonio Stella e Sergio Rizzo. Unmomento: anchedi Stella e Rizzo in qualche angolo pregiato della sinistra non si disse un gran
bene quando se ne uscirono con quel libro che immortalò il termine «Casta»; facendo d'
ogni erba un fascio, lamentarono i critici, e quindi artefici, per questo
sguardo limpidamente obliquo, del cancro dell' Antipolitica. Magnifico
parallelismo con la sorte capitata nel Dopoguerra al Neorealismo
cinematografico, accusato dalla politica democristiana dilavare in pubblico i
panni sporchi del paese e quindi di essere anti-italiano. Ma da Santoro non
sembra di casa il massimalismo: Della Valle distingue, infrange lo specchio che
banalizza la realtà scommettendo sul fatto che i politici, come gli
imprenditori, non sono tutti uguali, de Magistris risponde alle obiezioni di
Costamagna e Bechis che non subiscono la soggezione dell' uomo del destino
napoletano, intanto un servizio ammirevole ci mostra quanto sia scadente quel
fronte di ragionevoli pidiellini, come Scajola, coni quali qualcuno, a
sinistra, potrebbe immaginare un governo di salute pubblica, e ci raccontano
tante storie edificanti. Irrita il nome «casta»? Va
bene, cambiamolo, allora gli infastiditi potranno ascoltare serenamente queste
storie di ordinaria vergogna - magnifiche quelle siciliane "cantate"
da Giuseppe Arnone, un "Omero" che in consiglio comunale ad Agrigento
rappresenta, guarda un po', il Pd - che dimostrano come sia possibile sfondare
Stato e diritto e casse pubbliche mostrando una tesse.
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"Il Sole 24 Ore" del 05-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 25 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Energia. Cattaneo (Terna) attacca
il maxiemendamento del Governo.
TORINO Nel settore dell' energia, la politica tariffaria deve essere materia esclusiva dell'
Authority, autonoma e indipendente. Ogni intervento esterno,
anche legislativo, che leda questa autonomia, provocherà ingenti danni e
romperà un sistema che ha finora funzionato, ridotto i costi per i consumatori, aumentato la sicurezza del sistema elettrico
senza un euro di finanziamento pubblico. Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna,
ieri a Torino per il convegno dell' Ance, prende di mira le misure ipotizzate
dal Governo nel maxiemendamento al Ddl stabilità. Cattaneo parla di colpo
mortale al sistema elettrico: «Le ipotesi che circolano - dice -, se
confermate, saranno un colpo mortale allo sviluppo infrastrutturale elettrico
del Paese». Il riferimento è ad un possibile articolo del maxiemendamento che
conterrebbe indicazioni all' Autorità affinché verifichi che i sistemi di
remunerazione ed incentivazione delle attività di competenza di soggetti
regolati risultino in linea con i valori medi praticati in ambito europeo.
Insomma, un' intrusione della politica su un' Autorità
autonoma, contesta Flavio Cattaneo, unica referente in materia di tariffe.
Tanto che anche Alessandro Ortis, ex presidente dell' Autorità per l' energia e
il gas, commenta negativamente le indiscrezioni sul maxiemendamento al Ddl
stabilità. «Minare l' affidabilità dei quadri regolatori e interferire con l'
indipendenza dell' Autorità non favorisce certamente i necessari investimenti
da parte degli operatori regolati e la loro finanziabilità
a tassi contenuti. Con un danno finale per i consumatori». Il punto della
questione, ribadisce l' ad di Terna, è la credibilità di chi governa e cambia
le regole in corsa. Ai mercati, aggiunge Cattaneo, non piacciono gli interventi
«dalla sera alla mattina». Il rischio è di danneggiare un settore in sviluppo,
mettere in fuga gli investitori internazionali anche dalle società che
funzionano e innervosire gli analisti finanziari,
mettendo a rischio i rating delle aziende. Sul comparto peseranno comunque gli
effetti della Robin tax, l' imposta introdotta l' estate scorsa sull' energia.
Effetti, ha spiegato Cattaneo nei giorni scorsi, che non incideranno sui
dividendi 2011 ma piuttosto su quelli dell' anno prossimo. Il tema degli
investimenti resta in primo piano. Anche alla luce del fatto che che l'
articolo in questione definirebbe, tra le finalità dell' Autorità, anche quella
di ottenere una rapida esecuzione da parte di Terna e
dei gestori di reti di distribuzione dei potenziamenti delle reti elettriche
necessari a ridurre i costi del sistema. Cattaneo, da parte sua, ha confermato nelle settimane scorse il Piano di
investimenti per lo sviluppo della rete per 7,5 miliardi di euro, da qui al
2020, 4 negli ultimi 5 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Avvenire" del 05-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
«La lettera alla Bce? Nella spazzatura»
retroscena Di Pietro sferra l' attacco: «È macelleria sociale». Poi procede con
l' idea della contro-lettera da spedire all' Ue.Dopo il no dell' Udc, spera di
convincere Pd e Sel DA ROMA L a lettera del governo all' Europa è «carta buona
per il cestino della spazzatura». Le misure sollecitate dalla Bce arrivano da
«banchieri internazionali» che vogliono la «macelleria sociale». Antonio Di
Pietro si è espresso così mercoledì riunendo i suoi per fare il punto sulla posizione
da tenere di fronte alla crisi della maggioranza. Che non è ancora crisi di
governo. La linea è quella già annunciata. L' Italia dei valori tira dritto e,
nonostante non abbia ricevuto alcuna risposta da Bersani e Vendola (mentre è
arrivato un sonoro «no» dall' Udc per bocca di Pier Ferdinando Casini) prepara la celebre controlettera. Straordinari in vista per gli
uomini dei conti del partito: su tutti Antonio Borghesi, membro della Commissione Bilancio di
Montecitorio e il responsabile del Dipartimento Economia e Finanza del partito, Sandro Trento. «L' Europa ci chiede di far quadrare i conti
e su questo siamo d' accordissimo, ma ci opponiamo al fatto che dobbiamo farlo
con macelleria sociale », ha detto il leader dell' Idv Antonio Di Pietro ieri a
Perugia. Di Pietro ha evidenziato di non condividere il «metodo » e il «merito»
della strada che il governo vuole intraprendere per il risanamento. «In
Parlamento - annuncia - ci opporremo a qualsiasi provvedimento che non metta al
primo posto il buon esempio cioè i tagli dei costi
della politica, e una lotta fortissima all' evasione
fiscale, e un principio fondamentale: che a pagare questa volta il costo di questa manovra sia il 10% che detiene il 60% della
ricchezza, non più quel 90% che detiene il 40% della ricchezza e che diventa
sempre più povero. Questo è il leit motiv». Resta da capire come questa
posizione sarà accolta nella manifestazione di oggi da parte
del Pd, cui l' ex pm sarà presente. Se, infatti, le parole del leader dell' Idv
contro la Bce suonano sicuramente dolci alle orecchie di Nichi Vendola, parte dei compagni dell' altro leader della foto di Vasto,
Pierluigi Bersani, la pensano, invece, in modo diverso. Intanto Di Pietro
chiede il voto al più presto, ma non chiude le porte a priori a un governo di
transizione, «per ridare credibilità al Paese è necessario innanzi tutto
mandare a casa questo governo della vergogna e dell' umiliazione, e poi è
necessario andare alle urne al più presto perché solo un governo politico, che ha l' avallo dell' elettorato, può ridare
credibilità e può avere 5 anni davanti per una manovra economica di largo
respiro e di rilancio sia della credibilità sia per una economia più equa e
solidale». (G.San.)
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"Avvenire" del 05-11-2011 |
CRONACA |
Pagina: 14 |
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Argomenti: Costi della
politica
Santoro sulle tv locali, esordio al 14%
DA MILANO DAVIDE RE I l nuovo format di Michele Santoro "Servizio
Pubblico" fa il botto al debutto, conquistando tra il 12% e il 14% di
share. Un record considerando che la trasmissione va in onda su multi
piattaforma tv, web e radio. Le sole tv locali hanno ottenuto una media di
1.750.000 telespettatori. Risultati importanti anche sul web: le prime stime
parlano di 400mila utenti sui siti di Corriere della Sera e di Repubblica e
altri 400mila sui siti del Fatto Quotidiano e dell' associazione Servizio
Pubblico. Il sistema Auditel va «prontamente affinato e dettagliato» per meglio
interpretare le tendenze del pubblico dopo l' avvento del digitale terrestre».
È la proposta del direttore di Tv2000, Dino Boffo, secondo cui «sarebbe una
contraddizione inaccettabile che chi ha salutato quasi fosse un approdo di
libertà l' avvento del digitale terrestre segnasse ora resistenza, pretendendo
di congelare un sistema di misurazione grossolano e fin troppo empirico». «Caro
Biagi, caro Montanelli - ha detto Santoro all' apertura del programma, mentre
in studio sfumava la sigla, "I soliti" di Vasco Rossi -, so che siete
molto in apprensione. So che siamo molto diversi, ma so che ci seguite. Non se
ne può più di resistere, resistere, resistere. Bisogna fare la rivoluzione.
Questa è la nostra piccola rivoluzione civile, democratica, pacifica». Fra gli
ospiti Paolo Mieli, Diego Della Valle, Luigi De Magistris,
Franco Bechis, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. E c' è chi annuncia di seguire la via tracciata da Santoro.
Come Serena Dandini, non rinnovata in Rai, che ha spiegato come anche lei
punterà sulla rete, per ora con un blog. «La Rai ha un concorrente in più. Non
so se il suo sia il vero servizio pubblico, ma sicuramente è giornalismo
d' inchiesta, approfondimento e informazione. Altrettanto sicuramente Santoro è
di parte e non lo nasconde», ha detto il capogruppo dell' Udc in Commissione di
Vigilanza Rai, Roberto Rao. Via al nuovo format trasmesso anche via Internet
Michele Santoro.
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"unita.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - LONDRA, 4 NOV - Il tabloid-gate
si allarga oltre News of the World: un giornalista del Sun, rotocalco ad alta
tiratura del gruppo Murdoch, e' stato arrestato oggi perche' accusato di aver
pagato la polizia in cambio di informazioni. L' inchiesta
sulla corruzione dei poliziotti da parte dei giornalisti e' una 'costola' dello scandalo-intercettazioni fatte illegalmente da
News of the World, il domenicale che Murdoch ha chiuso in luglio. Un portavoce
di News International ha confermato l' arresto. (ANSA).
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"corriere.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: ESTERI.
(ANSA) - LONDRA - Il tabloid-gate si
allarga oltre News of the World: un giornalista del Sun, rotocalco ad alta
tiratura del gruppo Murdoch, e' stato arrestato oggi perche' accusato di aver
pagato la polizia in cambio di informazioni. L' inchiesta
sulla corruzione dei poliziotti da parte dei giornalisti e' una 'costola' dello scandalo-intercettazioni fatte illegalmente da
News of the World, il domenicale che Murdoch ha chiuso in luglio. Un portavoce
di News International ha confermato l' arresto. (ANSA).
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"unita.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
I costi della politica nella crisi, il
caso Tarantini-Lavitola-Berlusconi, poi il racconto di Chiara sulle feste di
Arcore. Sono i temi affrontati da "Servizio pubblico" di e con
Michele Santoro finito dopo la mezzanotte. A un certo punto il conduttore ha rimesso
gli argomenti in carreggiata perché con Lavitola aveva preso una piega sul
versante giudiziario che mal si combinava con la serata. Forte peso dato ai
contatti tramite social network e via web. Scenografia da impalcature da
spettacolo, con torri-ponteggio e gradinate. Lo stile ricorda naturalmente
"Annozero". Tra le differenze: non c' è stata sovrapposizione di voci
e di persone né di urla, non c' era la contrapposizione politica radicalizzata
del programma Rai, molte le voci. E un esperimento che può rafforzare l'
espansione del web in confronto alla tv tradizionale. Giovedì prossimo la
puntata successiva. "Come Monicelli, bisogna fare la rivoluzione, basta il
resistere resistere", esordisce il giornalista. Dice di sé: non sono un
guru come scrivono dei giornali. Parte dalla crisi economica e sui giovani. E
critica: le reazioni all' estromissione di "Annozero" sono state
debolissime, anche da parte dei partiti di opposizione. Mentre, aggiunge,
100mila persone che hanno deciso di seguire "Servizio pubblico"
accendono una lampadina diversa. Il pubblico è disposto sulle
"scalinate" stile ponteggi, ma non c' è il clima da stadio di
Annozero. Il format segue quello schema, con variazioni. Una pedana centrale,
degli ospiti come arena, attorniati da torri-ponteggi. Il tema: i costi (e i
privilegi) della politica. Una parte ricostruisce il caso
Lavitola-Tarantini-Berlusconi (con intervista al faccendiere tuttora
latitante), prende il binario 'giudiziario' e per un bel pezzo s' incastra male
con il resto. E' Infatti Santoro a un certo punto riporta l' argomento sui
binari prefissati: quella marea di soldi e mentre il resto d' Italia arranca.
Poi segue intervista a Chiara, una delle ragazze che voleva fare la
"meteorina" per 5mila euro a settimana. VAURO IN SAIO CON LE VIGNETTE
CONCLUDE 'SERVIZIO PUBBLICO' Vauro, vestito con un improbabile saio, conclude
con le sue vignette. In perfetto stile "Annozero". BATTIBECCO DE
MAGISTRIS GIORNALISTA De Magistris: la giornalista lo incalza dicendo che ha
più incarichi, che in Europa era assenteista. Lui ribatte: falso, mi sono
dimesso da magistrato. SONDAGGIO: ELEZIONI SUBITO MA CON NUOVA LEGGE ELETTORALE
Il sondaggio di "Servizio pubblico": elezioni subito (no quindi a
governo tecnico) ma con nuova legge elettorale. Mieli: così è il
galleggiamento. CHIARA: L' ASPIRANTE METEORINA SUL BUNGA BUNGA ALLE FESTE DI
ARCORE Altro argomento rispetto ai precedenti. Intervista a Chiara, l'
aspirante 'meteorina' che ha denunciato le feste ad Arcore insieme ad Ambra.
"Ci portò Fede". Il direttore, accusa, ci toccava le gambe. Il
premier, dice, "Portò una scultura come un pene enorme, le ragazze ci
giocavano". Ricostruisce la storia del "bunga bunga". Continua:
Berlusconi ci metteva le mani sul sedere. Perché non reagivate chiede la
giornalista. Risposta: non sapevamo come reagire, non sapevamo cosa fare, non
eravamo lucide. Parla della sala del bunga bunga, "la Minetti fece uno
spogliarello molto hot". E accusa: quando dicemmo di voler andar via, io e
Ambra, il direttore (cioè Fede, ndr) disse che potevamo scordarci delle
meteorine e anche Miss Italia. E lì tutte partecipavano a quel gioco. Poi in
auto, racconta, Fede ci disse che avevamo superato la prova, eravamo state
fantastiche, il premier ci avrebbe richiamato. Poi , dice, stavo male, mi
chiusi in me stessa, raccontai tutto alla mamma. Come il suo nome uscì nel
paese, racconta, mi bersagliarono, fui etichettata come escort. E allora andai
dai magistrati. Confessa di aver paura di mettersi contro persone così potenti,
ma vuole raccontare quello che ha visto, ognuno deve prendersi le sue
responsabilità. PAGINA FACEBOOK SU COMPENSI POLITICI Interviene Marco Savari,
un giovane che ha aperto una pagina facebook sugli stipendi dei politici:
chiediamo referendum per mantenere solo l' indennità parlamentare, ma via a
vitalizi, diaria. Prima di tutto bisogna tagliare i costi della politica. DELLA
VALLE: IMPRESE E POLITICI NON TUTTI UGUALI Della Valle: su molte cose - all'
indignata - hai ragione, ma le imprese non sono tutti uguali. E neanche i politici.
GIULIA L' INDIGNATA: NO A PRIVILEGI NON SOLO DEI POLITICI, ANCHE DI
IMPRENDITORI Giulia, l' indignata: felici che il governo Berlusconi non abbia
applicato le misure Ue perché noi ne pagheremo: tagliare su sanità, università,
pensioni è quello che non vogliamo. E si distanzia da Della Valle che dice
"la pensiamo uguale". "La classe imprenditoriale va a braccetto
con quella politica, voi volete la competività, il che vuol dire più
licenziamenti nelle imprese dove non riesco a entrare se non in stage gratuiti.
Non vogliamo essere schiavi". LAVITOLA: MI STO DECIDENDO A TORNARE SANTORO
CERCA DI TORNARE SUI BINARI Lavitola: mi sto decidendo a tornare, non ce la
faccio più qua, rientro e i magistrati mi mettono dentro e dimostro la verità.
Il programma ha preso una piega diversa rispetto all' inizio e Santoro l' ha
compreso e cerca di ricondurlo sui binari: com' è possibile che ci sia chi
spende tutti questi soldi e chi non ha futuro e non ha niente? LAVITOLA: CON
POLETTI DEI SERVIZI NELL' ASSOCIAZIONE MATO GROSSO De Magistris: perché
Lavitola parlava con i vertici dei servizi segreti? Lavitola: con il generale
Poletti apparteniamo a una associazione, Mato Grosso. Il faccendiere fa la
parte del "faccendiere" vittima di pessima reputazione. Era volontariato,
possono occuparsene solo chi fa il libro cuore o i comunisti? domanda Lavitola.
LAVITOLA: I PASSAGGI DI SOLDI DAI TARANTINI PRESSIONI SENSAZIONALI Lavitola con
uno schema disegnato cerca di ricostruire la sua versione dei passaggi di soldi
Berlusconi-Lavitola-Tarantini. Parla di aver dato 350mila euro in pochi mesi,
poi venduto tre barche, poi di aver 'immobilizzato' 500mila euro per i
Tarantini... E' la sua versione. Sembra una storia molto contorta. LAVITOLA: LE
RAGAZZE ALLE FESTE NON ERANO SUORE. IO SONO LO SFIGATO Intervista a Lavitola
sui 500mila euro dati a Tarantini. Non possono dire da dove: è ovvio che è
Panama. Si passa dai costi e privilegi della politica al caso escort.
"Erano escort quelle ragazze?" domanda la giornalista. Lavitola: "Non
erano suore. Non mi invitavano nemmeno alle feste. Ero lo sfigato della
situazione". Dichiara: ho tre telefonini, uno per parlare con mia moglie
in Italia, un blackberry, uno per non essere intercettato. CONSIGLIERE COMUNALE
PD: COMUNE USATO COME MANGIATOIA Arnone, consigliere comunale del Pd di
Agrigento, parla di un collega giovane che, da reddito zero, entrato in Comune,
è diventato direttore di una fondazione da lui diretta. Dove prende uno
stipendio di 3mila euro al mese. E poi ne incassa altri 2mila dal Comune. Più i
gettoni di presenza. Ora costa 4.500 euro al mese alle
casse pubbliche. DA STELLA, I PRIVILEGI DELLA POLITICA NON SONO CAMBIATI, MA A SINISTRA
ELETTORI SEVERI Dai libri del giornalista del Corsera Gian Antonio Stella "La casta". Che osserva: non è cambiato niente. Pèrò l' elettore di
sinistra ha punito i suoi eletti, quello di destra è di bocca buona e
non li ha puniti. Se Prodi andava a farsi un massaggio privato con l'
elicottero venivano giù i muri. E il collega Sergio Rizzo,
anche lui autore del libro "La casta":
potevano pensarci prima, prima di comprare le Maserati alla Difesa. E una di
quelle Maserati costano più dei contributi all' Accademia della Crusca che
veglia sulla nostra lingua. La sproporzione - sottintende - è eclatante e
vergognosa. FACEBOOK STRUMENTO DI CONTATTI Sulle pensioni la trasmissione
ricorre a facebook con un sondaggio: pensate che sia giusto allungare l' età
della pensione oppure no? Ma è l' uso dei social network che Servizio pubblico
adotta in misura robusta. IL CASO DELLA MOGLIE DI PISACANE Servizio pubblico
affronta il caso della moglie del parlamentare Pisacane che è consigliere
regionale e ha un doppio incarico. Dietro, c' è il ministro Saverio Romano. E
l' incarico alla signora - attacca il programma - l' ha dato il ministro dell'
Agricoltura. La signora, incalza Servizio pubblico, guadagna 140mila euro ma
domanda: ha i requisiti per gli incarichi ricevuti in aziende pubbliche?
SANTORO: BOSSI SULLE PENSIONI SI TIENE LE MANI LIBERE MIELI: SI GALLEGGERA'
ANCORA Santoro domanda a Mieli: Bossi non vuole la riforma delle pensioni per
tenersi le mani libere e in caso di governo tecnico con Monti, che dovrà fare
le riforme, lui può tirarsi fuori e tirarsi su. Mieli: purtroppo è possibile
che il galleggiamento continui a lungo, non ci sarà il governo Monti. DELLA
VALLE: NON INTENDO FAR POLITICA MA... Luisella Costamagna, giornalista, chiede
a Della Valle in cosa è diverso da Berlusconi se è imprenditore, è editore,
compra pagine sui giornali senza contradditorio, cosa vuol fare per l' Italia.
Il patron delle Tod' s: non intendo far politica. "La patrimoniale? Ben
venga". BECHIS-DE MAGISTRIS SU NOMINE NB: NON SI INTERROMPONO Bechis di
Libero a De Magistris: perché in un posto di responsabilità in una partecipata
avete messo uno dell' Idv non votato, cioè Diana a capo del mercato
ortofrutticolo? Il sindaco di Napoli replica: non è lottizzazione, abbiamo
messo uno che ha combattuto la mafia. Il clima è diverso però da Annozero:
molto meno concitato, non si sovrappongono le voci e le persone (e meno male, è
un aspetto pessimo dei talk show). TRAVAGLIO: QUANTI PRIVILEGI MA NON DITELO A
MIA MADRE: PENSA CHE FACCIA IL MAFIOSO Travaglio prosegue nella parodia. Ho
sistemato mia moglie a un posto locale, ho sistemato mio figlio alla dirigenza
della presidenza del Consiglio e il suo stipendio non subirà tagli. Prenderò
un' auto come la Mini regalata dal premier a una ucraina (valore 36mila euro,
la Mini, non l' ucraina). Dormirò in una casa a insaputa, come Scajola.
Conclusione della "confessione": oh, rimanga tutto tra noi, mia madre
pensa che io faccia ancora il mafioso. L' intervento, di satira, è sui costi
della politica che la politica, sostiene, non ridurrà mai. TRAVAGLIO: PARODIA
DEI COSTI DELLA POLITICA E DEL PARLAMENTARE-LEGALE PDL Interviene Marco
Travaglio. Il format rievoca quello di "Annozero". Seduto su una
sedia nella pedana dove ci sono Della Valle, De Magistris, Paolo Mieli e, in
piedi, Santoro. Travaglio parla dei costi della politica: dalle spese termali
ai dentisti pagati. Con parodia sull' Air force nano, olgettine & Co. E sui
prezzi del ristorante parlamentare. Al Senato, attacca, il taglio di
assenteismo è del 30% rispetto al 3% del Senato americano. Fa la parodia di un
avvocato del Pdl che va in tv e va alle Commissioni solo quando deve difendere
se stesso o il suo "capo". Sui finanziamenti ai politici attacca
anche D' Alema. E chi crea giornali legati a gruppi politici. Mette tutto
insieme a ironizza sulla lettera inviata a Napolitano paragonando tutto a l'
Avanti! di Lavitola che ha preso soldi pubblici. Non fa distinzioni. Giornali
come l' Unità, converrete, non hanno la stessa diffusione e stesso peso dell'
Avanti lavitoliano. DONNA DEI DRAGHI RIBELLI. NO ALLE CASTE
La ragazza dei "Draghi ribelli": sono precaria, parlo per tutti noi,
non possiamo mai scegliere, chiediamo di scegliere e partecipare. Quando è
possibile si può vincere, guardate i referendum. Non ci contrapponiamo alle
vecchie generazion,, a chi ha pensioni minime, né alla casta
ma alle caste, ce ne sono diverse. DE MAGISTRIS: C' E'
ANTICASTA, NON ANTIPOLITICA Il sindaco di Napoli De Magistris: non c' è
antipolitica, c' è tanta voglia di politica, c' è anticasta. E con il governo
non si può fare un governo tecnico ma serve una rivoluzione pacifica. MIELI E
DELLA VALLE COME OSPITI Gli ospiti: Paolo Mieli (che parla del parlamento che
non fa leggi e di Berlusconi e Tremonti che si odiano dietro le apparenze) e
Diego della Valle (sull' Italia in crisi, sull' Italia che lavora e quella
"paludata vicina al mondo della politica"). DEPUTATO FLI: M'
OFFRIRONO 1,5 MILIONI La seconda parte è sulla politica, il Parlamento, su
Scilipoti e i "Responsabili" che puntellano il governo Berlusconi. Un
deputato di Fli denuncia: mi offrirono 1,5 milione di euro, che sarebbero
andati a una fondazione che avrei creato, per passare e sostenere il governo.
Il servizio è sul passaggio di parlamentari alla maggioranza. LA CASA DI
SCAJOLA Un servizio tallona l' ex ministro Scajola che torna a dormire nella sua
casa con vista Colosseo. E assicura che non ci tornerà più dopo che l' avrà
venduta. LAVITOLA: BERLUSCONI NON CONOSCE VERTICI ISTITUZIONI Silvio Berlusconi
«non ha alcuna dimestichezza con il potere», ma ne ha una sorta di
«idiosincrasia», anzi, «non conosce nemmeno i vertici delle istituzioni». Lo
dice Valter Lavitola, l' ex direttore dell' Avanti, in un' intervista mandata
in onda da 'Servizio Pubblicò, la nuova trasmissione di Michele Santoro.
Berlusconi, secondo Lavitola, «non ha contatto con nessuna istituzione. Per
conto della presidenza del Consiglio - dice - i contatti li tiene tutti Gianni
Letta. A mio avviso, sarebbe invece necessario che il presidente del Consiglio
conoscesse i vertici delle istituzioni». Nel corso dell' intervista, inframezzata
da alcuni audio di intercettazioni tra il premier e Lavitola, l' ex direttore
dell' Avanti parla anche del caso del generale Spaziante e delle pressioni da
lui esercitate sul premier per farlo ricevere. «Spziante - dice a un certo
punto Lavitola, ripreso su un molo in maniche di camicia - era una delle
persone che io ritenevo necessario che lui conoscesse». VASCO ROSSI, MONTANELLI
E BIAGI COME NUMI Sceglie Vasco Rossi e «noi siamo i soliti» come sigla per la
sua nuova trasmissione Michele Santoro, ed elegge Enzo Biagi e Indro Montanelli
propri numi tutelari, «anche se siamo diversi so che siete in apprensione e ci
seguite». Parte così Servizio Pubblico, primo esperimento di trasmissione
multipiattaforma che il suo ideatore chiama «rivoluzione civile», retta dal
peso (e dai soldi) di «centomila persone», che «hanno acceso noi» ma che adesso
possono accendere «tutto quello che vogliono». E allora, via a elencare Daniele
Luttazzi, Adriano Celentano, Serena Dandini «e la stessa Rai che si sta
spegnendo», arrivando così a dar vita a «un vero servizio pubblico». «Come è
possibile che abbiamo scoperto così tardi di essere sull' orlo del baratro
economico? Quanto ci è costato arrivare così tardi arrivare a scoprire alla
verità? Se fossimo stati veramentte liberi, avremmo potuto decidere di cambiare
governo». Con queste parole Michele Santoro ha aperto il suo nuovo programma in
onda da oggi su una multipiattaforma tv e web. Lo segue da una torre di metallo
Vauro che manda varie persone 'affan bicchiere'. E l' ex dg Rai Masi all'
inferno a pulire cessi. LA SCENOGRAFIA: GRU E TORRI DI METALLO Due grandi gru e
tre torri di metallo per gridare dal pulpito il no alla casta
e alla televisione «che fa schifo». Sembra un cantiere lo studio che ospita
Servizio pubblico, la nuova avventura di Michele Santoro che parte stasera,
anzi in qualche modo lo è. È il cantiere della tv che il conduttore vuole
costruire per aggirare il blocco dei grandi network, attraverso la trasmissione
su una multipiattaforma composta da Sky, dal web, dalla radio e da una serie di
tv locali sul digitale terrestre. Lo studio, in uno dei grandi padiglioni di
Cinecittà, richiama la piazza di 'Raiperunanottè e soprattutto 'Tuttinpiedi':
niente tavolo con schermo stile Annozero, ma due grandi maxischermi sulle
gradinate in metallo. Sul palco romboidale, circondato dal pubblico, per gli
ospiti ci sono semplici sedie in legno, in netto contrasto con le poltroncine
in acciaio ai piedi della pedana sulle quali siedono Marco Travaglio e gli
altri della squadra. LA SFIDA ALLA RAI Stasera parte il nuovo programma di
Michele Santoro "Servizio pubblico". Nome esplicitamente polemico con
la Rai con diretta streaming sul web (su www.serviziopubblico.it), una rete di
tv locali su tutta Italia e siti on line. Con lo staff che vede sempre in prima
fila Sandro Ruotolo, il programma va in onda di giovedì e non a caso: era la
serata di Annozero su Rai2. Dove andava molto bene in termini di pubblico, ma
il premier non lo sopportava più. Il giornalista se n' è andato con una ricca e
robustissima buonuscita, certo, eppure in pratica il direttore generale di
Viale Mazzini Lorenza Lei è riuscita laddove il precedente Masi non era
riuscito. All' avventura on line e satellitare partecipano varie società,
editoriali e non, un editore, le quote date da gli appassionati, ogni puntata
costa 250mila euro. Il conduttore-giornalista aspira a raggiungere un milioni e
mezzo di spettatori: tanti. Ma se avrà un discreto risultato di spettatori (che
però è difficile quantificare con le tante televisioni locali) significherà due
cose: che la tv generalista vede la propria platea ulteriormente ridursi a
favore del satellite e della rete; che la Rai si è auto-inferta un colpo
ferale, un altro insieme al perdere programmi come Serena Dandini e "Parla
con me" (e per ragioni politiche) e come gli speciali Roberto
Saviano-Fabio Fazio consegnati alla concorrenza di La7. D' altronde, se la Rai
perde colpi potete facilmente immaginare che a Mediaset (e nelle case del suo
proprietario finale) non verseranno molte lacrime.
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"libero.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Scilipoti, Caimano e precari:
sempre le stesse cose. Ci rifila anche le repliche. E Travaglio rielenca per
mezz' ora i privilegi della casta.
C ome primo miracolo, Michele Santoro ha
scelto di far resuscitare i morti. Servizio Pubblico inizia così, con l' evocazione
dei trapassati Enzo Biagi e Indro Montanelli: «So che ci state seguendo», dice
il conduttore, come se i due non avessero di meglio da fare che scomodarsi per
guardare il suo programma. Per il resto della trasmissione a tornare dall'
aldilà sono i Fantasmi delle Puntate passate: quel che dovrebbe essere il nuovo
e strabiliante format santoresco si rivela, alla prova del video, il festival
del riciclo, una sfilata di repliche. Il ritorno di Santoro, diretta sms di
Bechis Solito studio buio, fin troppo. Si parte con il consueto editoriale, un
remake. San Michele attacca dicendo che bisogna fare una «rivoluzione». Dopo
appena un secondo, scatta la piangina: «Come si fa a cancellare una
trasmissione come Annozero?». Beh, Michele dovrebbe chiederselo allo specchio,
visto che ha lasciato viale Mazzini di sua volontà. Eppure se la prende ancora
con la maggioranza e l' opposizione, con i suoi persecutori che ormai non lo
perseguitano più. «La reazione alla cancellazione è stata fiacchissima». Per
fortuna che adesso ci sono centomila sostenitori, i quali «possono accendere
quel che vogliono, anche Celentano, Luttazzi e la Dandini». Ecco, concluso l'
immancabile martirologio, è il turno di Marco Travaglio. Non ha un pulpito, è
accomodato sugli spalti come uno del pubblico. Legge «la balla della settimana»
(e il titolo della rubrica ne indica il contenuto). Un editoriale in difesa del
pm «partigiano» Ingroia. Più o meno lo stesso uscito qualche giorno fa sul
Fatto. Si spera in Vauro per cavarsi di bocca una risata. Il vignettista si
presenta mascherato da frate («Padre Indignato della Santa Indignazione»), dice
che gli «girano i cordoni» poiché è infuriato con i politici, sciorina le
vignette e cerca di fare il comico. Peccato che non sia capace, tenta invano di
strappare sorrisi ripetendo le battute, il suo è un monologo sterminato. Adesso
che sono «liberi», che possono dire quel che vogliono senza il «bavaglio» Rai,
Santoro e i suoi discepoli non sanno frenarsi. Anche Travaglio, quello che si
lamentava di avere poco spazio in video ad Annozero, interviene una seconda
volta con un monologo di durata mastodontica, in cui elenca i privilegi degli
onorevoli. Forse pensa di essere a teatro: non la smette più, come l' amico
Vauro straparla. Scassare la casta è il titolo della
puntata: piuttosto però scassano i coglioni. Finalmente i servizi, ed è di
nuovo remake. Pezzo sulla casa di Scajola con assalto allo Scajola medesimo,
sembrano gli scarti degli anni precedenti. Altro servizio sul congresso di
Scilipoti, già visto cento volte e letto sui giornali. Intervista a Valter Lavitola, già vista da Mentana . Cambiamo canale per un attimo:
su La7 l' ex sodale Corrado Formigli con Piazzapulita è molto più divertente.
Gli ospiti sono Diego Della Valle e Luigi De Magistris, anche loro
abusatissimi, come Stella&Rizzo che arrivano poi. Il meglio viene con le famigerate fiction
sulle intercettazioni. Eliminati i divieti Rai, vanno in onda ricostruzioni
degne della peggior soap opera peruviana. Gli attori che s' impegnano per far
sembrare bestie i personaggi, le espressioni caricate all' inverosimile... Sono
ridicole. Insomma, è il vuoto assoluto. Come predetto, Michele parla solo di sé
e senza la carta del perseguitato è bolso. L' unico brivido della giornata
viene proprio da una polemica personale, fuori dalla trasmissione: il litigio
con Luca Telese. Nel cast del Divino Santoro (versione
piazzaiola del celebre Otelma) non poteva mancare la figliola prodiga, cioè
Luisella Costamagna, recentemente tagliata dal programma di La7 In onda, dove
ha lasciato a Nicola Porro il posto di co-conduttore al fianco di Telese.
Normale scelta editoriale, sembrerebbe, ma San Michele non l' accetta, secondo
lui c' è dietro qualcosa. Così, parlando alla Zanzara su Radio24, lancia l'
anatema: «Non sono come Vespa che stila classifiche di chi lavora meglio, però
posso dire che la sostituzione della Costamagna non si comprende. È una cosa
strana, è la linea che hanno gli editori oggi di contrapporre uno di destra con
uno di sinistra. Anche se Telese non mi sembra proprio di sinistra». Ancora una
volta, Santoro ha marcato il territorio: o con lui o contro di lui. Ma Telese
non se n' è rimasto zitto e ha affidato al suo blog una rispostina feroce: «A
quanto pare Michele Santoro pensa che per dirsi di sinistra si debba aver
militato nell' Unione marxisti leninisti di Aldo Brandirali e avere
"patteggiato" un seggio nell' eurocasta dal Parlamento europeo, per
poi dimettersi, e gridare in televisione battendosi il petto, "la sinistra
sono io". Evidentemente non rispondo a questi requisiti. Preferisco la mia
sinistra non talebana alla sua arcitaliana furbizia». Per fare notizia, a
Santoro serve un altro conduttore, di un' altra rete. Che peccato, Michele.
Volevi tutta la libertà possibile. E adesso che ce l' hai non sai che fartene.
Ti aspettiamo alla prossima puntata, sempre che non sia un' altra replica. di
Francesco Borgonovo.
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"Libero" del 04-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
visto cento volte e letto sui giornali.
Intervista a Valter Lavitola, già vista da Mentana . Cambiamo canale per un
attimo: su La7 l' ex sodale Corrado Formigli con Piazzapulita è molto più divertente. Gli ospiti sono Diego Della Valle e Luigi De
Magistris, anche loro abusatissimi, come Stella&Rizzo che arrivano poi. Il meglio viene con le famigerate fiction
sulle intercettazioni.
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di Michele De
Bellis. |
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"Libero" del 04-11-2011 |
Pagina: 23 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: QUANTI SPRECHI.
Tutti dicono che bisogna tagliare le
spese per la politica ma non ho ancora sentito da dove
incominciare. Ho invece sentito, e ne sono scandalizzato, che la lista delle
spese si allunga. Si sta per concludere un concorso per assumere sei ragionieri
per il Quirinale, quella specie di reggia che ci costa
il doppio di Buckingam Palace. Possibile che nella pletora degli impiegati
della pubblica amministrazione non ci fossero sei ragionieri da comandare al
Quirinale?
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Luigi Guiso e Massimo Morelli Il
tentativo di Papandreou di indire un referendum salva-euro sembra per ora
tramontato. La scelta era stata male accolta: dai mercati e dai politici europei. Dai politici
perché si frapponeva alla strategia di gestione della crisi greca che con molta
fatica i governi dell' Europa avevano messo a punto; dai mercati perché
iniettava nuova incertezza su una situazione già notevolmente incerta. Continua
u pagina 22 C' è però da chiedersi se la decisione di Papandreu vada vista effettivamente
come un fatto preoccupante per il salvataggio della Grecia e, di converso, per
la stabilità dell' euro o se, al contrario, non possa essere parte
della soluzione. A ben vedere è possibile che la proposta di Papandreu di
consultare i cittadini greci con un voto referendario possa costituire
un contributo positivo ad una situazione drammatica. Per cui potrebbe anche
essere riproposta. Vediamo perché. Oggi i cittadini greci si trovano di fronte
a un insieme di misure di austerity di fatto imposte dall' esterno. Quelle
misure probabilmente possono anche essere la soluzione dei problemi della
Grecia; esse possono cambiare in meglio l' equilibrio economico del paese,
aiutandolo a stabilizzare i propri conti pubblici, superare i problemi
strutturali che rendono le istituzioni economiche greche fragili, da ultimo far
riprendere la sua economia, gettando le basi perché si verifichi una inversione
nella tendenza del prodotto interno lordo a calare, magari non subito ma almeno
in prospettiva. Papandreu, come qualunque primo ministro che si rispetti, ha -
deve avere - piena coscienza della proprietà delle misure e ne capisce l'
importanza e le conseguenze benefiche per l' equilibrio economico del paese. Ma
i cittadini non sono primi ministri e non tutti sono in grado di ragionare
calandosi nei panni di Papandreu. Forse alcuni sì, ma la maggior parte no. I cittadini (ed elettori) greci vedono il problema
che investe il loro paese ma principalmente vedono il loro problema e ignorano
quello degli altri. Delle misure di risoluzione della crisi vedono il costo che loro devono sopportare ma non sono in grado,
diversamente da Papandreu, di calcolarne e verificarne i benefici, personali e
collettivi. Il fatto che queste misure siano "calate da fuori",
probabilmente le rende ancora più aliene agli occhi dei cittadini greci. Aliene
e quindi difficili da supportare e sopportare. Questa tendenza è ulteriormente
accentuata da un' altra caratteristica dei greci: quella di essere dominati da
una cultura che, ancor più che in altri paesi, li porta ad anteporre la difesa
degli interessi individuali rispetto a quella del bene collettivo. In uno
studio apparso su Science un paio di anni fa un team di ricercatori europei
contrasta greci e tedeschi nella loro disponibilità a contribuire al finanziamento di un bene comune: mentre i tedeschi cooperano
con gli altri e puniscono quelli che non cooperano, i greci non solo non partecipano alla costruzione del
bene comune ma, se possono puniscono quelli che lo fanno. Verosimilmente perché
il buon comportamento dei pochi mette a nudo quello cattivo dei molti. Questo
suggerisce che catalizzare consenso intorno al pacchetto di misure che il
governo Papandreu dovrebbe adottare è estremamente difficile, come dimostra il
successo populista dell' opposizione parlamentare. Questo per un leader politico è un problema. Senza un consenso più o meno
espresso dei suoi elettori è difficile per Papandreu passare quelle misure e
poi implementarle. Paradossalmente è lo stesso problema che la Merkel si trovò
a gestire quando la crisi greca era solo all' inizio, nei primi mesi del 2010.
Far accettare ai tedeschi un piano di aiuti alla Grecia: le norme culturali che
guidano i comportamenti dei tedeschi imponevano, come suggerisce lo studio su
Science, di punire i greci e la Merkel non poteva discostarsi da questi
sentimenti diffusi pena il fallimento delle sue stesse politiche.
Questo nonostante l' aiuto alla Grecia dato allora avrebbe evitato l' esplodere
della crisi a vantaggio anche dei tedeschi. Poteva cercare di convincere
lentamente i suoi concittadini, come ha fatto, che quelle politiche
erano la cosa giusta da fare. Il referendum chiamato da Papandreu era lo
strumento scelto da un politico intelligente come il
premier greco per far percepire in modo saliente ai suoi concittadini,
scavalcando l' opposizione in parlamento, quello che essi tendono oggi ad
ignorare: che non implementare quelle misure, opponendosi ad esse, farebbe
precipitare la loro economia e quindi loro stessi in una voragine ancora più
onerosa del costo che quelle misure impongono a
ciascuno di essi. Non è riuscito per ora in questo intento ma la sostanza della
proposta rimane e viene lasciata in eredità al governo che verrà, sia a quello
di transizione sia a quello che dovesse emergere da nuove elezioni. Luigi Guiso
e Massimo Morelli © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"L'Unità" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Gli ospiti: De Magistris, Della
Valle, Mieli. Lavitola dall' estero: «Berlusconi ignora le istituzioni» Debutta
«Servizio Pubblico» sul multimediale. Il modello è Annozero. Boom su Facebook.
Sottotitolo: Proposte informazione A RaiDue
resta il vuoto, per RaiTre Annunziata alle 20 e Costamagna.
Ha esordito ieri «Servizio publico»:
Michele Santoro torna sulvideo su Sky, tvlocali eweb. La gru in studio, talk
con servizi modello Annozero. Dalla maggioranza in agonia all' Italia sull'
orlo del precipizio, ai festini del premier. NATALIA LOMBARDO Servizio pubblico
parte con un' ambizione piccola piccola: «Facciamo la rivoluzione» come la
immaginava il regista Monicelli. Michele Santoro è tornato in diretta video
sull' onda multimedialecon un «caro Biagi, caro Montanelli...», nel nome della
libertà d' informazione per «Licenziare la casta». E
sfida la Rai con il modelloAnnozero, compresa la sigla di Nicola Piovani,
sfumata su Vasco. La gru rossa c' è davveronello studio 3 allestito a
Cinecittà, nel buio blu di una gabbia di tubi innocenti e pubblico
nel«cantiere». Marco Travaglio dà l' assaggio sul «partigiano» Ingroia. E
davanti a imprecisate palafitte caraibiche viene intervistato Valter Lavitola:
ora dice che «Berlusconi ha una sorta di «idiosincrasia» col potere e «non
conosce nemmeno i vertici delle istituzioni» ma delega i rapporti a Gianni
Letta. E conferma di aver anticipato 500mila euro per Tarantini su un conto in
Uruguay, poi restituiti a lui da Berlusconi. Peccato, Lavitola sfigato non era
invitato ai festini, dove «certo non c' erano suore». Liberodalle tenagliedella
Rai, Santoro mette in tele-scena le intercettazioni interpretate da attori che
l' ex Dg Masi aveva bandito. Arriva Fra' Vauro anzi «Padre Indignato» al quale
«girano i cordoni». Vignette e, subito, il primo (lungo) stacco pubblicitario,
risorsa garantita nei programmi del giornalista. Servizio pubblico ha un ritmo
serrato, sfrucuglia Scilipoti come Scajola, contrasta con la voce pacata di
Paolo Mieli che profetizza gli scenari politici. In studio la voce degli
«indignados»: una precariadei«draghi» parla dal castellodi
tubi che echeggia il teatro povero. Tornano alla ribalta i festini del premier
e il Rubygate, nell' intervista esclusiva a Chiara Danese, ex miss
diciannovenne che si è costituita parte civile nel processo contro Fede, Mora e
Nicole Minetti. Sotto accusa la casta nella «balla
della settimana» di Travaglio nei panni del senatore avvocato che si salva dal
carcere, al cui confronto «i parlamentari guadagnano bruscolini». Una sorta di
Cettolaqualunque più afLA VOCE DEGLI INDIGNADOS finato. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo fanno le pulci a ciò che non è stato fatto per ridurre sprechi e
privilegi. Ospiti in studio, sotto l' ombra della gru, Diego Della Valle e
Luigi De Magistris, l' imprenditore che accetta la patrimoniale e il sindaco
che marca la vicinanza ma anche una «sensibilità diversa» con Di Pietro;
le «domande difficili» di Franco Bechis e di Luisella Costamagna (tornata in
famiglia nella squadra di Santoro). Oggi il verdetto degli ascolti, con i
rilevamenti auditel delle tv locali e di Sky. Ma in tempo reale (stile Renzi) è
boom con 135mila «mi piace» su Facebook, tremila commenti e 26mila iscritti
alla discussione. Nella tv «normale» la concorrenza è un po' da beffa in famiglia
con Piazzapulita su La7di Formigli uscito dalla squadra santoriana. E RaiDue ha
chiamato all' Ultima Crociata della controprogrammazione Indiana Jones, dopo il
flop di StarAcademy. Annozero alzava la mediadella rete con uno share fino al
22 per cento, e garantiva entrate pubblicitarie attorno ai 18 milioni di euro
(dalla Sipra rassicurano: gli investitori si dirottano su altre
trasmissioni).Il vuotodiAnnozero non èstato colmato,si cercano invano pezzida
novanta (sembra pensino anche a Mentana), a meno che il direttore generale
LorenzaLei non diacorpo all' autocandidatura di Ferrara (fatta all' insaputa
del presidente Garimberti). Le novità arrivano invece per RaiTre dalle proposte
del direttore Antonio Di Bella: Luisella Costamagna, mandata via dall' Onda su
La7, potrebbe approdare in seconda serata, più che al posto dell' ironia di
Serena Dandini, con il taglio punzecchiante di Daria Bignardi. E alle 20 (ora
del tg di Mentana), potrebbe entrare in campo Lucia Annunziata. CorradinoMineo,
direttoredi RaiNews, lamenta che «Sky guadagni un punto» con Santoro e si dice
«stimolato dalla concorrenza, ma da dirigente Rai mi dispiace, noi
facciamoservizio pubblico». Dopoil consigliere Pd Rizzo
Nervo, anche l' Udc Raffaele De Laurentiis dissente dalla scelta della Dg: «Non
è possibile perdere una trasmissione che otteneva il 21% di share e 16 milioni
di euro di risorse pubblicitarie».?
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
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Argomenti: Costi della
politica
Perché la Bce ha tagliato i tassi d'
interesse dall' 1,5% all' 1,25%? Il motivo per cui la Bce ha ridotto i tassi d'
interesse è legato principalmente alla frenata dell' economia europea. Già all'
ultima conferenza stampa di ottobre, tenuta dall' ex presidente Jean-Claude
Trichet, la banca centrale aveva messo in guardia su questo rischio. Ieri il
nuovo presidente Mario Draghi l' ha ribadito: l' andamento economico sarà
rivisto al ribasso - avverte - e nel quarto trimestre dell' anno ci sarà una
mini-recessione. In effetti gli ultimi dati economici (a partire
da quelli sulla disoccupazione o sul settore manifatturiero in Europa) lo
dicono da tempo: l' economia del Vecchio continente è in frenata. La Bce ha
dunque deciso di intervenire. Tagliando i tassi d' interesse, solitamente si
incentiva il ricorso al credito da parte di famiglie e
imprese (perché il costo del denaro
diventa più basso): questo, solitamente, favorisce la ripresa degli
investimenti e dei consumi. Insomma: incentiva la ripresa economica. Ecco
perché si parla, in questo caso, di politica monetaria
«espansiva». Esattamente, quali tassi sono stati abbassati dalla Banca centrale
europea? La Bce ha tagliato di 0,25 punti percentuali tutto il corridoio
dei suoi tassi. È stato innanzitutto ridotto all' 1,25% il tasso di riferimento
dell' Eurozona: quello che si applica quando la Bce immette liquidità sul
sistema bancario attraverso le aste periodiche di rifinanziamento. È stato
invece portato al 2% il costo del "bancomat"
d' emergenza della Bce (la cosiddetta marginal lending facility dove le banche
possono prelevare denaro per una notte) ed è stato abbassato allo 0,5% il tasso
che gli istituti europei pagano sui depositi presso la Bce. Il motivo per cui i
livelli sono così differenti è semplice: da un lato la Bce cerca di
disincentivare le banche a depositare denari a Francoforte (perché così facendo
non fanno circolare la liquidità), dall' altro cerca anche di disincentivare i
"prelievi" di denaro a Francoforte (perché è più sano se i fondi
girano sul mercato interbancario). Ecco perché il tasso sui depositi è basso
(0,5%) e quello sui prestiti d' emergenza è alto (2%): per le banche è dunque
poco remunerativo depositare la propria liquidità in Bce, ed è d' altro canto costoso "prelevare" presso la Bce stessa. Questi
sono i soli tassi mossi dalla banca centrale. Francoforte non ha infatti alcun
potere sui tassi di mercato: quelli solitamente si adeguano alla politica monetaria, ma non è né automatico né scontato.
Quanto tempo ci vuole prima che il beneficio arrivi all' economia reale? Non
esistono automatismi. Anzi: questa volta, data la crisi finanziaria,
non è neppure detto che all' economia reale arrivi alcun beneficio. Per le
banche il costo dei finanziamenti
rischia quindi di restare elevato. Il tasso Euribor (quello che gli istituti di
credito applicano quando si prestano soldi gli uni con gli altri) è molto
influenzato ultimamente dalla crisi: resta elevato, seppur non ai livelli del
crack di Lehman Brothers, perché le banche tendono a fidarsi sempre meno l' una
dell' altra. Non è dunque detto che le banche riducano il costo
della loro raccolta. Solo una cosa è certa: per loro si abbassa di 0,25 punti
percentuali l' onere quando vanno a reperire finanziamenti
presso la Bce stessa. Ma questo non è un "canale" di mercato: per
dare agli istituti di credito un reale beneficio, devono scendere anche i tassi
sull' interbancario. Questo è il rischio: se le banche non riescono ad
abbassare il costo dei loro finanziamenti,
difficilmente potranno poi trasferire alcun beneficio alla clientela. Cioè a
imprese e famiglie. Ecco perché non è affatto scontato che il taglio dei tassi
della Bce porti un giovamento all' economia reale: il rischio è che questa
mossa sia una goccia nel mare della crisi degli Stati. Perché, allora, le Borse
hanno reagito così bene ieri, dopo il taglio dei tassi? Le Borse reagiscono
sempre bene al taglio dei tassi d' interesse: perché, comunque vada, questa
resta una mossa che ha come finalità il sostegno dell' economia. La Banca
centrale europea ha voluto dare un segnale al mercato: ha fatto capire di
essere presente, di essere pronta a sostenere l' economia. Questo non poteva
che creare, almeno psicologicamente, un effetto benefico. Tra l' altro il
mercato era convinto che il taglio dei tassi d' interesse sarebbe avvenuto più
avanti: la sorpresa, ieri, è stata dunque positiva. E gradita. Va però detto
che ieri le Borse hanno reagito bene anche per l' annullamento del referendum
greco, che avrebbe potuto aggravare la crisi dell' euro. Sono attesi altri
tagli dei tassi da parte della Bce? Sì. Il comunicato
della Bce non riporta la consueta frase che «i tassi sono appropriati»: questo
significa che la Bce resta orientata verso una politica
monetaria accomodante. Cioè espansiva. Quando è stato chiesto al presidente
Mario Draghi quale sarà il suo atteggiamento futuro, lui ha però risposto che
la Bce non prende pre-impegni. Questo lascia dunque la porta aperta a un
ulteriore taglio dei tassi: anche nel breve termine, già il mese prossimo. Il
livello «appropriato», sostengono gli economisti, potrebbe essere all' 1 per
cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Le imprese.
Teoria vuole che se una Banca centrale
taglia i tassi ufficiali (come ha fatto ieri la Bce portandoli all' 1,25%), a
cascata scendano i tassi su tutto il mercato: per le banche prima, per le
imprese e le famiglie poi. Il tasso Bce influenza infatti
(al ribasso) i tassi cosiddetti interbancari: cioè quelli che le banche
applicano quando si prestano i soldi l' una con l' altra. Se gli istituti di
credito si finanziano a tassi bassi, di conseguenza, possono a loro volta abbassare il
costo dei prestiti da erogare a imprese e famiglie. Il
meccanismo è, in fondo, lo stesso che lega le pompe di benzina al prezzo del
petrolio: se l' oro nero scende di valore, i benzinai possono abbassare il
prezzo alla pompa per i clienti. Le banche fanno solitamente lo stesso: se si finanziano a tassi più bassi, erogano prestiti a tassi più
bassi. Questo, però, accade in un mercato normale. Ma quello attuale tanto
normale non è. Se le banche italiane continuano a trovare finanziamenti
a tassi elevati (perché italiane e dunque percepite rischiose dal mercato), non
potranno mai abbassare i costi per i propri clienti. È
vero che da oggi possono ottenere liquidità dalla stessa Bce a un saggio più
vantaggioso di 0,25 punti percentuali, ma è anche vero che se non scendono i
tassi di mercato difficilmente le banche italiane potranno trasmettere i
benefici alle aziende. Esiste un indicatore, elaborato da Bnp Paribas, che
dimostra quanto i tassi d' interesse pagati dalle imprese italiane quando emettono
obbligazioni non siano più legati ai tassi di mercato delle imprese europee:
sono ormai al 90% influenzati dal rischio-Italia. Cioè dallo spread tra BTp e
Bund. Insomma: se un' impresa italiana emette un prestito obbligazionario, in
questo periodo non paga gli interessi in base ai suoi indicatori di bilancio o
in base ai tassi applicati ai concorrenti europei - come sempre accaduto -, ma
è costretta ad allineare il costo
del suo finanziamento a quello dei BTp. Questo ha un
significato preciso: che da tempo il costo del finanziamento delle imprese (sul mercato obbligazionario, ma
probabilmente anche su quello bancario) è influenzato quasi esclusivamente
dalla percezione che il mercato ha dell' Italia. Calcola Bankitalia che il
tasso medio dei finanziamenti alle imprese italiane
sia salito dal 2% di inizio 2010 al 3,5% attuale. Tutto questo rischia di
affievolire l' effetto benefico del taglio dei tassi da parte
della Bce. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 04-11-2011 |
Primo piano |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Tassi e misure per l' Italia - LE
RICADUTE SULL' ECONOMIA.
Sottotitolo: Il beneficio sull' economia
reale del taglio dei tassi Bce rischia di essere annullato dalla crisi dell'
euro.
PAGINA A CURA DI Maximilian Cellino Morya
Longo A giudicare dalla reazione delle Borse (che sono salite mediamente del
2,45% in Europa), il taglio dei tassi deciso dalla "nuova" Bce di
Mario Draghi ha centrato il segno. Abbassare i tassi ufficiali dall' 1,50% all'
1,25% significa solitamente favorire l' accesso al credito, a tassi più
convenienti, per famiglie e imprese: significa, dunque, dare una spinta all'
economia. Eppure, a parte l' euforia emotiva dei
mercati, il rischio è che questo effetto "benefico" sia più un'
illusione temporanea che una realtà duratura: perché è ormai chiaro che i tassi
d' interesse pagati da imprese e famiglie italiane, spagnole, irlandesi,
portoghesi o greche non dipendono più tanto dai tassi ufficiali della Bce, ma
da come gli investitori percepiscono il rischio dei loro Stati. Il timore,
insomma, è che l' effetto benefico del taglio dei tassi possa essere concreto solo
nella metà "forte" dell' Europa. Per i Paesi in
difficoltà, che insieme rappresentano il 36,5% del Pil dell' area euro, la
mossa della Bce rischia invece di essere neutra. La politica monetaria
si riverbera sull' economia reale attraverso le banche: se gli istituti di
credito trovano finanziamenti a costi più bassi, possono a loro volta prestare denaro a tassi
più contenuti. Il problema è che gli istituti di credito dei Paesi in crisi da
tempo faticano a trovare finanziamenti sul mercato a
tassi convenienti. Anzi: ormai faticano proprio a trovare denaro. Calcola
Société Générale che nel 2001, da gennaio ad oggi, le banche europee abbiano
emesso solo 119 miliardi di euro di obbligazioni: si tratta del minimo mai
registrato dalla nascita dell' euro. Anche il mercato interbancario è sempre
più ingessato. È per questo che le banche - soprattutto quelle dei paesi in
crisi - hanno dovuto rincarare il costo del credito a
imprese e famiglie. Calcola la Banca d' Italia che a inizio 2010 le aziende
italiane trovavano finanziamenti con un tasso medio
del 2%, mentre ora il costo sfiora il 3,5%. Questo
rincaro non è dovuto all' andamento dei tassi Bce, ma solo alla percezione del
mercato sul rischio-Italia: più i BTp soffrono, infatti, più le banche si finanziano a costi alti, più queste
scaricano il costo su imprese e famiglie. Ecco perché
il taglio dei tassi, deciso ieri dalla Bce, rischia di essere poco efficace.
Esistono decine di studi accademici, condotti sulle crisi dei Paesi emergenti,
che dimostrano quanto la politica monetaria possa
diventare inutile quando il rischio-Stato è elevato. Lo scrissero nel 1981
Sargent e Wallace, partendo dagli effetti deleteri di politiche fiscali squilibrate. Ma l' ha ribadito più
recentemente anche il professor Francesco Giavazzi, studiando il caso del
Brasile tra la fine degli anni '90 e i primi del 2000: «Il rischio di credito -
scrive - può far scattare un meccanismo attraverso il quale una banca centrale
che ha come target l' inflazione può perdere proprio il controllo dell' inflazione».
m.cellino@ilsole24ore.com m.longo@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Avvenire" del 04-11-2011 |
CRONACA |
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Argomenti: Costi della
politica
LA DENUNCIA «L' ESPRESSO»: LA
MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA SI È AUMENTATA LE INDENNITÀ Tempi di crisi ma non
per tutti i dipendenti pubblici. I magistrati del Tar e del Consiglio di Stato
si sarebbero «(auto) approvati nuove e ricche indennità», che «vanno dai 20mila
ai 50mila euro l' anno», da aggiungere allo stipendio base. A scriverlo è l'
Espresso. La novità, sostiene il settimanale, risale al 15 aprile, quando il
Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa avrebbe «aumentato,
talvolta del 200-300 per cento, gli emolumenti che competono a chi è investito di cariche interne». Invece dei gettoni di presenza, ora - secondo l' Espresso «tutti a prescindere dall' effettiva
partecipazione a lavori, prenderanno 50mila euro l' anno».
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"Corriere dell'Alto Adige" del 04-11-2011 |
Bolzano e Provincia |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Servizi pubblici «Soldi sprecati»
BOLZANO - Aspre critiche sindacali sulla
Seab (acqua, igiene urbana, fognature e gas in regime di monopolio a Bolzano e
zona Laives) che oggi organiza una festa aperta ai cittadini («e collaboratori,
con un preciso ordine di servizio», sottolineano i rappresentanti dei
lavoratori) per presentare il nuovo logo dell' azienda nonchè quali programmi
intende sviluppare per il futuro. «Siamo a criticare fortemente questa scelta
scellerata del cambio del logo poiché la riteniamo
inopportuna e con spreco irrecuperabile di denaro pubblico - spiegano Funzione pubblica
Cgil, Femca Cisl e Uilcem- 70.000 euro per il progetto e costo finale oltre i 250.000 euro per cambio vestiario, loghi sui
veicoli, insegne e così via. Un vero "capriccio". Le priorità ed
esigenze che l' azienda richiede sono ben altre del cambio logo. Per
esempio, dal marzo 2012 Seab, come tutte le aziende municipali locali, dovranno
mettere in gara di appalto europeo i servizi oggi conferiti in forma diretta
dal Comune, i così detti affidamenti "in house". Ebbene, questo
scenario è dietro la porta, ma notiamo una latitanza sia politica
come amministrativa, pensando che lo Statuto di Autonomia possa proteggere le
nostre aziende, ma la legge è chiara, sono interessate pure le nostre aziende
locali alle gare di appalto». E ancora: «Abbiamo l' impressione che, la sparata
d' estate del vicesindaco bolzanino Ladinser, ci stia portando proprio verso
questa direzione, e con una strategia appropriata, si renderebbe debole Seab a
favore delle aziende private, ed ecco che il pranzo è servito - dicono i
rappresentanti dei confederali - nella settimana dal 16 al 18 novembre abbiamo
calendarizzato le assemblee, ed assieme ai collaboratori di Seab, dovremmo
affrontare questa situazione con delle iniziative per ogni servizio, in quanto,
se la politica riposa in pace, otterranno una giusta
reazione da parte dei lavoratori», recita la nota, firmata da Agostino
Accarino, Maurizio Albrigo, Alfred Delmonego e Brigitta. I tre sindacati
sottolineano oltretutto come « il Comune insiste per il nuovo modello di
asporto rifiuti, non comprendendo che produrrà un' ulteriore problema di
performance a Seab, e crollo della soddisfazione del cliente/utente, con l'
effetto che perderà valore e potere contrattuale in occasione delle gare di appalto,
che ribadiamo, dovranno essere affrontate dal marzo del 2012». R. S.
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere Fiorentino" del 04-11-2011 |
Cronaca |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' intervista Parla lo storico
inglese John Foot.
John Foot guarda al fenomeno Matteo Renzi
da lontano. Lo storico inglese, autore (tra gli altri) di «Fratture d' Italia«,
mette le mani avanti: «Ora che l' Italia, soprattutto per Berlusconi e l'
incapacità di gestire il debito, è screditata, quello che è successo a Firenze
potrebbe avere un effetto positivo. Ma Renzi è ancora un fenomeno sconosciuto
all' estero. Ho dovuto leggere i quotidiani italiani per studiarlo». Quotidiani
dove il Big Bang ha sfondato. Come in tv ed internet. Se l' aspettava? «Ho visto
molto del primo "effetto Blair", del primo periodo di Tony Blair in
Inghilterra». Il Pd infatti dà a Renzi del «blairiano», come una critica. «In
molte cose sono simili. Renzi si propone come il nuovo, Blair lo fece con il
"New Labour", un tentativo di reimmaginare il partito laburista. La
principale differenza invece è che Renzi un programma ce l' ha, o dice di
averlo, Blair non ce lo aveva. Si può essere d' accordo o meno con Renzi, ma c'
è il tentativo di elaborare proposte fin troppo dettagliate. Il programma di
Blair era: "Essere nuovo". E cambiava spesso idea». C' è stato un
momento in cui la sinistra italiana si diceva «blairiana», basti pensare all'
incontro organizzato da D' Alema con Clinton e lo stesso Blair a Firenze nel
'99. Ora la usano come offesa. «È una cosa veramente buffa. Molti dirigenti del
Pd, allora, erano innamorati di Blair. E non tanto tempo fa: era il modello di
D' Alema, di Veltroni, Antonio Polito ne parlava bene in tv, c' ero anch' io e
ricordo. Sono i dirigenti degli ultimi 10 anni del Pds, Ds e Pd. Poi, c' è
stata una liberazione da Blair, diventato impopolare con la guerra in Iraq.
Prima anche Bersani era molto a favore delle liberalizzazioni, l' unica cosa
famosa del governo Prodi. Sinceramente, che essere come Blair fosse un' offesa
mi ha fatto ridere». Secondo Riccardo Barenghi, la Jena de La Stampa, il Pd non
è mai nato, e questo spiega la facilità di Renzi di sconvolgerne gli equilibri.
«Sono abbastanza d' accordo. Il Pd è ancora una somma di parti. In cosa crede
il Pd? Chiedetelo a 100 persone per strada, su un solo argomento, difficilmente
risponderebbero in modo univoco. Essere contro Berlusconi non basta per fare il
programma di un partito. In quel vuoto, qualcuno come Renzi che è giovane, dice
di essere nuovo, ha messaggi chiari, può avere un successo
pazzesco rispetto ai vecchi dirigenti del Pd visti come la vecchia politica».
Altra accusa: Renzi è di destra. «La prima parte dei 100 punti sono retorica
pura copiata da libri come "La Casta" di Rizzo e Stella, cose ovvie su cui ormai a parole sono d' accordo tutti, da
Rifondazione a Forza Nuova. Ma non sono le prime cose da fare, anche se
sono a costo zero non cambiano nulla o quasi». E le altre? «Sono tante, ed è
complicato districarsi. Ci sono cose tradizionalmente di destra, o forse solo
di radicale cambiamento, come le privatizzazioni. Altre sono minacce ai valori
della sinistra: per questo viene attaccato, minaccia per esempio il
collegamento tra sindacato e partito alla base della sinistra da sempre. Lui
invece dice: non sono prigioniero del sindacato. Parla di antipolitica, con
accenni retorici alla Grillo, ma lo dice da Palazzo
Vecchio, da sindaco. Altre sono di sinistra. È un misto di cose: e per questo
può essere un Berlusconi di sinistra, nel senso che che parla direttamente ai
cittadini, scavalcando il Pd. Questo lo porterà allo scontro col suo partito.
Perché ha fatto un' operazione intelligente». Tornerà in Italia per scrivere un
libro su Renzi? «Dovrei studiarlo di più. Vedo un po' un pregiudizio nei suoi
confronti. Ma mi domando: Bersani è di sinistra? D' Alema è di sinistra?
Vendola è di sinistra, ma come Renzi usa lo stesso modo di comunicare, di
parlare direttamente agli elettori, "saltando" i partiti. Sono
populisti. Renzi ha sfidato il Pd, ma ha abbastanza potere per farne a meno?
Dopo la Leopolda, credo tutto sia possibile, anche se oggi non credo vincerebbe
alla primarie. Ma è capace di usare slogan strani». Tipo? «La "Big
society" di Cameron. Non vuole dire niente, anche Cameron ha smesso di
parlarne, sembrava un modo per giustificare i tagli al welfare usando il
volontariato. Ma è la prova che Renzi pesca dappertutto. In questo, è proprio
"alla Blair": messaggi studiati con spin doctor, tutto fatto per la
televisione. E ora, per internet. Cosa che né il Pd né Berlusconi hanno capito.
Ma almeno il suo è un programma che qualcuno può leggere e criticare. Quello
del Pd, chi l' ha visto?». Marzio Fatucchi RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Costi della politica, nuova
iniziativa del presidente del Consiglio regionale.
«Devolviamo il gettone
di presenza della seduta di martedì agli alluvionati
della Liguria». La proposta è del presidente del Consiglio regionale, il
leghista Davide Boni. Centoventisei euro per ogni consigliere. Che in totale,
assicura Boni, farebbero quasi diecimila euro. «Soldi che potrebbero essere
girati alla raccolta fondi organizzata proprio dal Corriere ». «Un segnale
importante, doveroso». La proposta è però di quelle destinate a far discutere.
Perché proprio da Boni era arrivata settimana scorsa un' altra idea choc:
alzare l' età del vitalizio dei consiglieri, le pensioni del Pirellone. Da 60 a
65 anni. Una proposta buttata nella mischia di un dibattito già caldissimo. E in
faccia a un' assemblea intera impegnata già da settimane a discutere di
(auto)riduzioni di stipendi, liquidazioni, vitalizi e auto blu. Tanto che un
comitato ristretto è incaricato da qualche settimana di mettere ordine tra le
proposte arrivate negli scorsi mesi alla discussione dell' aula. Un dibattito
che stava procedendo. Tra mille lentezze e cautele, stava procedendo. Il
«blitz» di settimana scorsa, arrivato in contemporanea con una riunione proprio
del comitato ristretto, era servito solo a sollevare un mare di reazioni
stizzite. A cominciare da quella del capogruppo del Carroccio, Stefano Galli.
«Delle proposte di Boni non ce ne frega un c...o», sibilò allora il lumbard .
Ieri, intanto, è saltato anche il previsto incontro «chiarificatore» tra il presidente
Boni e i componenti del Comitato. Era stato proprio Boni, all' indomani delle
polemiche, a scrivere ai consiglieri spiegando il senso della proposta e
rassicurando sulle sue buone intenzioni. Ora la nuova «provocazione». I soldi
della «casta» alle Cinque Terre. Un' alluvione di polemiche in arrivo? Andrea
Senesi RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Economia |
Pagina: 41 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: HrSkill.
La società di ricerca e consulenza
organizzativa HrSkill desidera inserire nel proprio organico 10 nuovi consulenti specializzati nell' area delle risorse umane. Per
i suoi clienti cerca invece fra l' altro: 15 addetti alla vendita esperti in
elettronica in Lazio, 3 in Sicilia con esperienza nell' abbigliamento e altri 5
in Trentino per la telefonia.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Primo Piano |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Davanti al video.
Sottotitolo: di ALDO GRASSO.
Santoro è tornato, con passo lento e
solenne, deciso a durare. Vecchio nella struttura (il celebrante di una messa
laica), ma nuovo nella distribuzione multipiattaforma, là dove tv-web-radio
allegramente convergono. «Centomila persone hanno accesso le luci di stasera».
Centomila persone hanno versato dieci euro di sottoscrizione per il progetto
«Servizio pubblico». Più il supporto ideologico ed economico del «Fatto», più
la rete di tv locali di Sandro Parenzo e ieri sera Michele Santoro ha
dimostrato che si può fare tv al di fuori dei grandi network. Il medium è il
messaggio, diceva qualcuno. Santoro è sempre Santoro, in Rai come su Sky o su
TeleNorba. È fazioso, populista, presuntuoso (« Madame tv c' est moi! »), ma la
televisione la sa fare. Ragion per cui la Rai avrebbe fatto bene a tenerselo.
L' incongrua espulsione e il costringerlo a ruolo del reietto lo hanno caricato
ancora di più. Così, nel nome di Biagi e Montanelli, suffragata da poteri
paranormali («So che siamo molto diversi, ma so che ci seguite»), è iniziata la
«piccola rivoluzione civile e pacifica» della tv italiana. Lo studio 3 di
Cinecittà richiama la piazza di «Raiperunanotte» e soprattutto «Tuttinpiedi»:
niente tavolo con schermo stile «Annozero», ma due grandi maxischermi sulle
gradinate in metallo. I ritmi sono lenti, troppo lenti, ma qui non ci sono
problemi di tempo. Travaglio massacra i privilegi dei parlamentari, fingendo di
essere uno di loro e non c' è nemmeno una Santanchè a contraddirlo. La tira un
po' alla lunga e perde in efficacia. Gli ospiti sono di lusso, da Paolo Mieli
(parla del «senso morale relativo» di molti parlamentari) a Diego Della Valle
(forse è in overdose di visibilità, non può andare a farsi
prendere in giro da Crozza e subito dopo da Santoro), da Luigi de Magistris
(vuole trasformare l' indignazione in rivoluzione, nientemeno) a Franco Bechis
(un agnellino nella fossa dei leoni), da Stella a Rizzo. Da un programma così i Lavitola, gli Scilipoti, gli Scajola ne
escono stritolati, ma forse si sono già stritolati da soli, almeno per i
fan di Santoro. Oggi controlleremo gli ascolti (ieri sera in concorrenza c'
erano «Piazzapulita», «La versione di Banfi», «Mi manda Raitre», l' impressione
è che «Don Matteo» faccia incetta di spettatori), ma ormai «Servizio pubblico»
è a tutti gli effetti un appuntamento del giovedì. In genere, i talk politici
riparano agli errori degli altri scambiando i medesimi con una loro verità.
Perciò, per ora, la rivoluzione può attendere. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Primo Piano |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: La prima puntata: licenziare la
casta. «Resistere non basta più»
ROMA - Ore 21 e poco più di ieri sera, lo
studio 3 di Cinecittà si illumina per «Servizio pubblico» restando in una
penombra che cita «Annozero», svelando due grandi gru e tre torri di metallo,
un cantiere aperto. Dominano rosso e blu. Irrompe la musica composta dal premio
Oscar Nicola Piovani. «Caro Enzo Biagi, caro Montanelli, so che siete molto in
apprensione per me, so che siamo molto diversi ma che ci state seguendo in
questo momento». È il primo monologo di apertura del «nuovo» Santoro,
accompagnato nell' impresa (come si legge nei titoli) da centomila sostenitori
che valgono un milione di euro di sottoscrizioni, 10 euro a testa. Michele gira
pagina, si lascia la Rai alle spalle ed esordisce così aprendo «Servizio
pubblico», il nuovo appuntamento del giovedì sera trasmesso da Sky, da un
network di tv private via satellite, sul web ( www.serviziopubblico.it , su
www.corriere.it e sui siti di altri quotidiani incluso «Il fatto», principale
socio della nuova impresa) e da diverse radio. Il titolo è in aperta polemica
con «una Rai che si sta spegnendo», come dice il conduttore. Titolo della prima
puntata: «Licenziare la casta». Ancora Santoro: «Non
se ne può più di "resistere, resistere, resistere". C' è bisogno di
fare una rivoluzione, aveva ragione Monicelli. Noi iniziamo qui la nostra
rivoluzione civile, democratica, pacifica. Vogliamo chiedere: com' è stato
possibile scoprire così tardi che eravamo a un passo dal baratro economico. E
chiediamo come mai la cancellazione di uno dei principali programmi della Rai
abbia prodotto una reazione fiacchissima, anche dei partiti delle opposizioni».
Poi, tutta la squadra al lavoro: Marco Travaglio, Vauro, Sandro Ruotolo.
Travaglio, in due successivi interventi, difende il procuratore aggiunto di
Palermo, Antonio Ingroia, accusato di essersi definito «partigiano» («Ha detto
di essere un partigiano della Costituzione, la cosa cambia molto...») e poi
elenca il pesantissimo costo della classe politica paragonandola al bilancio di
quasi tutti i Paesi europei (e fa dire a un fantomatico senatore «non dite a
mia madre che faccio il politico, lei crede che io sia sempre un mafioso»).
Vauro si diverte a mandare all' inferno tutti i politici, partendo da
Berlusconi e Bossi per finire con Bersani e Matteo Renzi. L' unico a volare in
paradiso è Giorgio Napolitano. Molte ricostruzioni sceneggiate delle
intercettazioni (metodo vietato dai regolamenti interni della Rai) di Valter
Lavitola che parla con il generale Paolo Paoletti, vicedirettore del Servizio
segreto civile. Un attore interpreta il ruolo di Berlusconi, fuori campo e
dandogli solo la voce. Lungo servizio dedicato alla convention di Scilipoti e
alla compravendita di parlamentari («Ci contattano, ci offrono anche un milione
di euro per una fondazione, e poi "chiude" Verdini...») In studio
molti ospiti. L' imprenditore Diego Della Valle: «C' è un problema di
credibilità internazionale dell' Italia molto serio, assistiamo a una
situazione che degenera di giorno in giorno, nel governo c' è chi si salva come
Tremonti o Maroni, molti altri sono impresentabili». Paolo Mieli: «Il governo?
Potrebbe durare giorni, settimane, anche mesi, molti
parlamentari, il 10-20%, hanno interesse a mettersi in vendita». Luigi de
Magistris, sindaco di Napoli: «Bisogna far sì che l' indignazione non diventi
una rivoluzione». Intervengono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, autori di molti libri di denuncia, da «La casta» in poi: citano cifre su auto blu, doppi vitalizi,
tagli alla spesa pubblica annunciati e mai realizzati. E in chiusura parla la
meteorina Chiara Danese del caso Ruby: «Che imbarazzo quella sera ad Arcore».
Oggi grande attesa per gli ascolti, risultati probabili nella tarda mattinata.
Paolo Conti RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il consiglio lombardo costa un
sedicesimo (per cittadino) del valdostano.
SEGUE DALLA PRIMA Ma sono un po' tutti i
parlamenti regionali a costare uno sproposito. Al
punto che se tutti pesassero pro capite quanto quelli lombardo o emiliano
potremmo risparmiare 606 milioni di euro l' anno. Mette spavento, confrontare i
bilanci delle Regioni. Perché proprio non si riesce a capire come l' autonomia
sia stata interpretata così capricciosamente da creare squilibri abissali. Come
mai il presidente dell' assemblea calabrese ha a disposizione un budget di
spese di rappresentanza di 600 mila euro (e meno male che è stato
dimezzato...), cioè 54 volte più del suo collega dell' Emilia-Romagna, che ha
il doppio degli abitanti? E perché in Puglia e in Lombardia l' indennità di
fine mandato di un consigliere è due volte e mezzo più ricca rispetto a quella
delle altre Regioni? Non è facile leggere i dati. Ogni amministrazione,
infatti, compone i bilanci a modo suo. Senza curarsi minimamente di raccordare
le voci così da consentire ai cittadini di fare dei confronti. Anzi, l'
impressione è che il caos sia voluto proprio per rendere più complicato
possibile il lavoro di chi cerca di capirci qualcosa. Punto di partenza, la
proposta di Matteo Richetti, presidente del consiglio regionale dell' Emilia
Romagna (per inciso, il primo che ha deciso, sia pure dalle prossime elezioni,
di abolire i vitalizi): l' adozione del «parametro 8 euro». Cioè il costo pro capite più basso dei diversi parlamenti: se certe
assemblee come la lombarda o l' emiliana vivono con 8 euro per ogni cittadino,
perché altrove no? I divari, dicevamo, sono smisurati. Rispetto al numero degli
abitanti il consiglio regionale lombardo costa ogni
anno 7,7 euro pro capite. Quello altoatesino 14,27. Quello umbro 25,94. Quello
siciliano 34,77. Quello lucano 40,45. Quello sardo 50,87. Per non dire del
parlamentino valdostano, che in rapporto ai residenti costa
pro capite 124 euro e 74 centesimi: 16 volte più dell' assemblea milanese. E
sia chiaro: non sono soldi pagati dal cittadino ligure per l' assemblea ligure
e dal cittadino molisano per l' assemblea molisana. I soldi escono dalla stessa
cassa. Rendendo certe sfasature, agli occhi dei cittadini delle Regioni più
virtuose, insopportabili. C' è chi dirà che ci sono «spese fisse» di cui devono
farsi carico sia la piccola Val d' Aosta sia la grande Lombardia. Vero. Ma i
divari, anche tra Regioni comparabili, sono eccessivi. Tanto che se tutti i
parlamentini costassero appunto quegli otto euro a
cittadino, il risparmio sarebbe di 606.582.454,30 euro. Se poi applicassimo lo
stesso criterio a Palazzo Madama e a Montecitorio («Sono o no assemblee
legislative che fanno lo stesso lavoro?», ammicca Richetti) le cifre sarebbero
ancora maggiori. E il risparmio totale salirebbe a un miliardo molto
abbondante. Per l' esattezza 1.277.820.696 euro. Una somma che, dice il
presidente della Toscana Enrico Rossi, potrebbe essere usata per fare
finalmente un piano nazionale di sicurezza idrogeologica. O tamponare alcune
situazioni di disagio più pesante in questi mesi di crisi nerissima.
Immaginiamo l' obiezione: si tratta comunque, rispetto all' immensità dei
problemi, di cifre contenute. Può darsi. Proprio il fatto che il costo degli organismi politici è
una fettina della spesa delle Regioni (parliamo dello 0,52%: un miliardo e 103
milioni contro 209 miliardi di bilanci complessivi, stando ai dati del 2009)
può dare l' idea di quanto, con un po' di buon senso, si potrebbe risparmiare.
I costi della politica locale
debordano infatti dalle stanze dei consigli regionali, si spandono nei rivoli
delle assunzioni clientelari, delle poltrone inutili, degli sprechi
amministrativi, delle società partecipate... Non solo: nell'«angoscioso
presente» di cui parla Giorgio Napolitano, è impensabile che la classe
dirigente chieda ai cittadini dei sacrifici senza avere prima tagliato i costi della politica. Qualche
settimana fa, ad esempio, l' Ars di cui dicevamo all' inizio, ha deciso sì di
abolire alcune prebende assurde come una indennità di «aggiornamento politico e culturale» concessa agli ex deputati. Così come
ha stabilito il raddoppio della quota mensile di ogni consigliere al fondo di
solidarietà: da 100 a 200 euro. Quanto all' iniziativa di far pagare un conto
più salato agli onorevoli clienti della caffetteria-ristorante, dovremmo
fidarci sulla parola. L' avevano già deciso nel 2009, quando chiesero ai cuochi
di inserire nel menù qualcosa di esotico come il pollo al curry indiano, il
sushi giapponese o la enchilada messicana, ma poi quest' estate (grazie a un
gruppo di ragazzi riuniti nel movimento «Forchette rotte» che volevano pranzare
anche loro con 9 euro dall' antipasto al liquorino finale) era saltato fuori
che tutto era rimasto come prima. Anzi, con la gara indetta nel 2010 il costo del capitolo «caffetteria e servizi di ristorazione»
era schizzato da 700 mila a 950 mila euro con un rincaro del 35,7%: una
quindicina di volte più dell' inflazione. Con la speranza di risparmiare
affidata dai questori, dice la relazione di accompagnamento, alla buona sorte:
«L' onere di ristorazione dipenderà in gran parte, per quanto riguarda le
consumazioni, dall' andamento dell' attività parlamentare». Meno sedute, meno
fettuccine. Fatto sta che in rapporto al numero dei deputati regionali, il
servizio pro capite costa il triplo che al Senato:
10.555 euro l' anno contro 3.520. Quanto alla riduzione dei deputati regionali,
un paio di mesi fa il presidente Francesco Cascio assicurò che «il consiglio di
presidenza ha condiviso l' ipotesi di tagliare venti seggi» ma aggiunse: «Il
disegno di legge sarà valutato in una prossima riunione assieme ai capigruppo».
Tempi? Forse a dicembre. Ma essendo materia costituzionale,
servirà poi l' approvazione in doppia lettura (a distanza di tre mesi) da parte
di Montecitorio e di Palazzo Madama. Ciao. Anche le altre assemblee regionali,
del resto, non paiono aver tanta voglia di fare in fretta. Quella della
Sardegna ha già provveduto a tagliare il numero dei consiglieri, come prevede
la manovra: da 80 a 60. Ma anche lì la sforbiciata, per essere operativa, dovrà
essere ratificata dai due rami del Parlamento. Auguri. La Val D' Aosta, invece,
non ne vuole proprio sapere. Il presidente della Regione Augusto Rollandin ha
annunciato ricorso alla Corte costituzionale: «Su
questo decidiamo noi!» Lo stesso ha fatto la Toscana. Come si permette, Roma,
di toccare le competenze loro? Sergio Rizzo Gian Antonio Stella RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 04-11-2011 |
Economia |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Openjob.
L' agenzia Openjob cerca 30 commerciali
laureati e diplomati, a Milano. Si tratta di: commerciali junior per una
azienda in ambito energetico, con contratto a tempo indeterminato; consulenti commerciali per una compagnia assicurativa,
retribuzione fissa più provvigioni; consulenti vendita
spazi pubblicitari per un magazine online.
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"libero.it" del 04-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Fine della prima puntata
rivoluzionaria: Michele, che bluff.
M ichele Santoro vuole 'Azzerare la casta', questo il titolo della prima puntata di Servizio
pubblico, l' ultima fatica del teletribuno iniziata giovedì sera alle 21 e
visibile in streaming su diversi siti e su un network di tv, da Sky al digitale
terrestre. Ma la trasmissione l' avete potuta seguire anche su libero-news ,
grazie alla diretta sms del vicedirettore di Libero , Franco Bechis. In studio
con lui Luigi De Magistris, Diego Della Valle, Paolo Mieli e Luisella
Costamagna. La scenografia evocava l' immagine delle gru su cui lavoratori e migranti
"sono dovuti salire per riaffermare i diritti violati": la stessa gru
su cui - lo ha spiegato in conferenza stampa - vuole salire Santoro. Il
programma è stato trasmesso in diretta da Cinecittà, a Roma. Segui la diretta
sms di Bechis 00.20 - Va beh... Questa rivoluzione di Santoro è proprio un
bluff... Unica fortuna non mi ha fatto fare domande a Della Valle. Ogni volta
che scrivo di lui mi fa un causa da 30 milioni... Meglio così. Avevo domanda
cattiva, ma tengo famiglia ... Buona notte a tutti 00.05 - Beh... Se questa
ragazza dice la verità io sono Marlilyn Monroe.. 00.01 - Ah ecco! Ha la ragazza
acqua e sapone che racconta tutto quel che abbiamo già letto sui giornali... Na
truffa!!! 23.53 - Della valle messo ko dalla precaria valeva il prezzo del biglietto.
Ora ci tocca la pena del contrappasso. L' ennesima escort che svela (ormai poco
) su Silvio... 23.41 - La precaria sta dando lezioni a Della Valle 23.29 -
Lavitola è un gag irresistibile... E si vede che piace. Santoro... 23.19 -
Beh...Lavitola-Santoro è grande gag... Due artisti fra commedia e melodramma...
Sembrano fatti per lavorare inseme... 23.09 - Arriva pure
Lavitola in diretta. Quindi delle due l 'una: o Santoro è ricco e ha i soldi
per pagarsi il satellite. O Lavitola è latitante a Peretola e non in
Sudamerica... 23.07 - Ma come, Rizzo e Stella si
inchinano timidi a Travaglio. Hanno scritto loro la Casta!!! 22.46 -
Ahi... Mi stanno sabotando. Dieci minuti di blackout 22.35 - Toccava a
me, quindi scusate, pausa. Della Valle ha una missione: occuparsi di 50 milioni
di italiani meno uno: Berlusconi. Ripetuto 3 volte. Ma gli italiani sono 60
milioni 22.18 - Pausa tecnica. Nota della redazione: il nostro Franco Bechis
interviene in diretta. 22.04 - Doppia dose di Travaglio, in fondo ci mette i soldi
e paga un po' Santoro anche lui ... 21.55 - Ah, ecco...mancava la precaria alla
rivoluzione... E' arrivata. Evviva 21.52 - Dai che ora tocca al rivoluzionario
vero. De Magistris. Fa il napoletano contro la Lega. Mamma mia che fantasia
21.50 - Della Valle racconta le sue fatiche all' estero. Ogni problema che
risolve deve comprarsi un braccialetto. Ne ha una decina al polso 21.46 - Qui
in mezzo alla rivoluzione ecco sermone di Papa Mieli ... 21.37 - Della Valle
continua a sistemarsi la sciarpa... Non si sente abbastanza bello... Sistema di
continuo la mise... 21.33 - Ride di fianco a me Luisella Costamagna. Sembra
nervosa. In fondo anche per lei è un ritorno in tv. Nervosa ma in forma
strepitosa... 21.31 - Si vede che per non stare con le mani in mano ha girato
servizi in questi mesi. E li riciccia.. 21.29 - Gioca facile Santoro. Se la
prende con Scilipoti... Da un rivoluzionario mi aspettavo di piu'.. 21.25 -
Della Valle a momenti si strozza con sciarpa e microfono... 21.23 - C' e già
pubblicità. Entrano in studio Della Valle e De Magistris. Una signora dietro me
nota dello scassato re di Napoli: "Ma come si e' ingrossato..." 21.21
- Ecco Vauro. Spiritoso e un pizzico blasfemo 21.17 - Fra il pubblico
giornalisti e perfino amministratori de 'Il Fatto'... In fondo hanno messo i
loro soldi 21.15 - Ed ecco la docufiction che piace tanto a Santoro... Ma con
Lavitola la realtà è meglio della fiction... 21.14 - Ecco Valter Lavitola. Ma è
registrato, non in diretta. Qui non si hanno i mezzi di Enrico Mentana 21.13 -
E naturalmente Travaglio fa di Ingroia un santo... 21.12 - Anche Travaglio fa
la rivoluzione: attacca chi ha criticato il pm Antonio Ingroia. Che fa le
vacanze con lui... Rivoluzionario difendere un amico... 21.09 - Santoro dice di
non essere un martire. Ma un rivoluzionario. Pero continua a fare la stessa
trasmissione da piu di 20 anni... 21.05 - Qui siamo a casa dell' anti Silvio.
Ma non mancano le gnocche. Pure le cameramen... 21.03 - Lo studio e' il doppio
piu grande di quello Rai per Annozero. Il pubblico molto di piu'. E rumoreggia
già . Uno dietro me dice : la saboterò ... 21.00 - Ci siamo sta per iniziare.
E' venuta Bianca Berlinguer per gli auguri. Diego Della Valle si è fatto
accompagnare dal giornalista Rai Pascal Vicedomini. Paolo Mieli è convinto che
un addetto alla sicurezza sia Marco Milanese. Gli dico di no, ma lui è sicuro
20.36 - In viaggio verso Santoro. Roma è paralizzata e io sono quasi in
ritardo. La cronaca iniziera' in extremis...
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
T orino, 3 nov. (Adnkronos) - Slow Food e
la citta' di Torino, insieme ad altre tre citta' europee, sono protagoniste del
porgetto Four cities for Dev(elopment). L' obiettivo del progetto sviluppato con
le quattro citta', oltre a Torino ci sono Bilbao (Spagna), Riga (Lettonia) e
Tours (Francia), e' promuovere la sana alimentazione e incentivare le pratiche
di riduzione dello spreco di cibo. ''Mangiare e bere
bene, alimentarsi in modo sano, non e' solo un' aspirazione ma un diritto di
ogni persona. Ed e' compito delle Istituzioni perseguire politiche
che sostengano e promuovano benessere alimentare per tutti", ha detto il
sindaco di Torino Piero Fassino, in occasione della Giornata mondiale dell'
alimentazione, presentando questo pomeriggio il progetto 4cities4dev. L'
iniziativa, che avra' una durata di 26 mesi, e' cofinanziata per quasi un
milione di euro dall' Unione Europea per un costo
totale di oltre un milione e 300mila euro. Le Le quattro citta' lavoreranno su
progetti di cooperazione internazionale individuati da Slow
Food con alcune comunita' del cibo dell' Africa subsahariana: Senegal,
Mauritania, Etiopia, Madagascar, Kenya, Mali e Costa d' Avorio.
"La riduzione dello spreco e' uno degli obiettivi fondamentali nel mondo occidentale"
ha spiegato Carlin Petrini, presidente di Slow Food che ha sottolineato
che "sul pianeta si produce cibo per 14 miliardi di persone, la
popolazione ha appena raggiunto i 7 miliardi di individui: com' e' possibile
che ancora oltre un miliardo e mezzo di persone soffra la fame?''. Fassino ha
poi aggiunto che l' Expo 2015 "sara' l' occasione anche per Torino e il
Piemonte per un' ampia pagine di iniziative dedicate all' alimentazione''.
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Durante la trasmissione di
Italia1 le Iene, il comico fa il suo show contro gli sprechi della politica:
"Scajola e Mastella...a bugiardi"
I l vaffa dei comici ai politici è diventato un po' un trend. E un comico di tutto
rispetto come Enrico Brignano , non poteva rimanere fuori dalla lista. Così,
durante la puntata dele Iene, la trasmissione di Italia1 in cui fa da
conduttore insieme ad Ilary Blasi e Luca Argentero, anche il Brignano fa il suo
Show contro i politici e gli sprechi
della casta. Brignano se la prende un po' con tutti. Ma fa anche qualche nome.
Nel mirino del comico finisce Claudio Scajola per la storia della casa e accusa
anche Clemente Mastella di essere bugiardo per aver detto "Non so se
guadagnamo troppo, sicuramente guadagnamo meno di quanto meritiamo".
Guarda il video su LiberoTv: Brignano "Vaffa a Scajola e Mastella"
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"libero.it" del 03-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Alle 21 prima puntata di
"Servizio pubblico" seguila su Libero-news.
M ichele Santoro pronto ad Azzerare la casta, questo il titolo definitivo della prima puntata di
Servizio pubblico che comincerà questa sera alle ore 21.00, in streaming su
diversi siti e su un network di tv e canali, da Sky al digitale terreste. Ma
soprattutto potrete seguire la trasmissione sul nostro sito libero-news, grazie
alla diretta sms con il vicedirettore Franco Bechis , ospite in studio. Ospiti
in studio - Luigi De Magistris, Diego Della Valle, Paolo Mieli, Luisella
Costamagna e Franco Bechis. La scenografia evocherà l' immagine delle gru -
quelle dove lavoratori e migranti "sono dovuti salire per riaffermare
diritti violati". Della squadra fa parte anche Sandro Ruotolo. E infine,
visto che si parla di 'casta', due giornalisti che sul tema scrivono ormai da anni: Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Il programma è in diretta da
Cinecittà a Roma e si tratta di un' esperimento molto particolare più che per
il format, gli ospiti e i temi, per l' innovativa modalità di messa in onda.
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"Libero" del 03-11-2011 |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Costi della
politica
Una cosa però è assolutamente da evitare:
ossia darla vinta a chi per calcolo politico o paura
di perdere la poltrona tende ad esagerare la situazione,
descrivendo scenari apocalittici e misure che mettono in fuga i capitali. L'
unica cosa a cui mirano costoro è il ribaltone. Cioè approfittare della confusione e della paura
da crack per poter mettere le mani su Palazzo Chigi e far fuori gli avversari politici. Un' operazione il cui costo, se andasse
in porto, sarebbe pagato dal Paese intero. Non solo perché ogni volta
che si drammatizza la condizione delle finanze
nazionali salgono i tassi da versare a chi compra i.
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"Avvenire" del 03-11-2011 |
SPETTACOLI |
Pagina: 33 |
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Argomenti: Costi della
politica
Hollywood,
stella sulla Walk of Fame per John Lasseter LOS
ANGELES. Il regista due volte vincitore premio Oscar John Lasseter, il
padre della Pixar, ha ricevuto lunedì una stella sulla
Hollywood Walk of Fame. La stella di John Lasseter è
la numero 2.453 sulla Hollywood Walk of Fame e si trova di fronte allo storico
teatro El Capitan Theatre. Lasseter è stato regista di «Toy Story», il primo
lungometraggio di animazione computerizzata mai realizzato, «A Bug' s Life
-Megaminimondo», «Toy Story 2», «Cars - Motori ruggenti» e «Cars 2».
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"Avvenire" del 03-11-2011 |
SPORT |
Pagina: 34 |
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Argomenti: Costi della
politica
block notes Monsignor Crociata al
convegno dei consulenti Csi "L' asina di
Balaam". Questo il titolo del Convegno Nazionale dei Consulenti
Ecclesiastici del Csi, che si terrà a Roma l' 8 e il 9 novembre, presso la
"Domus Mariae". Ad aprire i lavori, alle 15 di martedì 8 novembre l'
incipit del consulente ecclesiastico nazionale,
monsignor Claudio Paganini. Nel pomeriggio gli interventi di monsignor Vittorio
Peri, e di Paola Del Toso, cui seguirà la Messa presieduta da monsignor
Crociata, Segretario Generale della Cei. Mercoledì 9, Messa in Vaticano
presieduta da monsignor Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i
Laici. Alle 9,45 interverrà al convegno don Marco Mori, presidente del Foi,
quindi lavori assembleari e conclusioni.
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"Corriere dell'Alto Adige" del 03-11-2011 |
Bolzano e Provincia |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Il caso di Toni Visentini.
Ancora una volta la cosiddetta casta ha mostrato come possa essere coerente a se stessa.
Nessun taglio e nessun ripensamento sui suoi costi. Anzi, il ministero della
Difesa acquista 19 Maserati (sottolineo: 19, non una) per i suoi generali,
vantandosi anche di aver scelto, una volta tanto, macchine italiane. Ma non era
il caso di aspettare tempi migliori? Aspettare di vedere come finisce almeno
questo periodo? Dilazionare e frazionare la spesa? Una qualsiasi casalinga
avrebbe saputo essere più rispettosa della crisi. Di tagli alle spese non si
parla. Anche nella lettera a Bruxelles, di severi passi per le spese della
Capitale e dintorni non sembra esservi grandi tracce. Una domanda banale ma
spontanea: il riferimento al pensionamento a 67 anni vale anche per il
vitalizio degli ex parlamentari? E la libertà di licenziamento per difficoltà
economiche dell' impresa vale anche per i grand commis di Stato e presidenti di
società in perdita? O rimangono il premio e la liquidazione milionari comunque
garantiti? Quello che la classe politica locale e nazionale non riesce proprio
a capire è lo scollamento tra noi cittadini e il loro sistema, il progressivo
disamore per una politica che si incarta su sé stessa. Non tutti i politici
sono uguali e sono autoreferenziali, è vero. È proprio però da questi che ci si
aspetterebbe un sussulto di dignità, di correttezza, di buona volontà. Tutti a
dire «non siamo tutti uguali», ed è vero, però, cari rappresentanti del popolo,
lo diventate nella misura in cui lasciate che l' andazzo continui, che regni l'
indifferenza, che la speranza che tutto passi e si acquieti sia la soluzione di
ogni problema. Il massimo della concessione vien fatto con il proporre il
dimezzamento dei parlamentari. Ipotesi sacrosanta e auspicabile. Ma quanto e
quando realizzabile? Ai cittadini basterebbe magari che per cominciare vi
toglieste i benefit tipo viaggi, teatro, cinema, autostrada, wellness gratis,
cure parentali, bolli, telefonini e altro ancora. E questo magari anche per gli
ex. Non si risparmierebbe molto, ma il messaggio sarebbe convincente. Ci vuole
un atto di coraggio e di coscienza per tirare fuori quei principi e valori che
una volta sembravano scontati e patrimonio della gente comune, quei principi
che superata la soglia di Palazzo Montecitorio o Madama o qualche sede
regionale sembrano fermarsi in portineria. Non per tutti? Allora dimostratelo
nei fatti. Rita Grisenti Gentile signora Grisenti, lei ha ragione. Dei costi
della politica e dei privilegi della casta non si
parla più. È il classico sistema: un po' di chiacchiere indignate quando monta
la protesta e l' indignazione dei cittadini, poi silenzio e nulla di fatto,
aspettando che passi la nottata. Sperando che la gente si dimentichi. Ma questa
volta i cittadini non dimenticheranno e non si accontenteranno di qualche
promessa con la faccia ipocritamente contrita. Naturalmente, come lei ricorda, non si parla solo di casta politica, ma
di qualcosa di ben più vasto. Il caso della partita di Maserati, riferito dal
Corriere della Sera, non è peraltro l' ultimo: c' è anche quello, raccontato
ieri da Gian Antonio Stella, delle cameriere superpagate per tenere a bada le abitazioni di
lusso e di servizio, dunque a carico della collettività, di un pugno di
generali dell' Aeronautica. Ogni giorno che passa vengono infatti alla luce
nuovi scandalosi sprechi. Intanto l' Italia affonda e non ha neppure la
consolazione di un qualche buon esempio, seppur tardivo, da parte di chi ha
gran parte della responsabilità di questo stato di cose. RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 03-11-2011 |
Spettacoli |
Pagina: 57 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Fuori gara «Un giorno questo
dolore ti sarà utile»
Sottotitolo: «In Italia troppi vincoli,
meglio girare negli Usa»
ROMA - L' America porta bene al nostro
cinema. Dopo Sorrentino e il suo fortunato This must be the place , adesso è la
volta di Roberto Faenza con Someday this pain will be useful to you , dal
romanzo di Peter Cameron pubblicato da Adelphi come Un giorno questo dolore ti
sarà utile . Così suonerà anche il titolo italiano, da febbraio nei cinema.
Girato in inglese, cast zeppo di premi Oscar, da
Marcia Gay Harden a Ellen Burstyn, alla costumista Milena Canonero, qui
coproduttore con Elda Ferri, il film è stato accolto con applausi al Festival.
E molti si sono chiesti perché mai non fosse in concorso. «Non ho più l' età e
non credo ai premi. I concorsi vanno bene per i giovani», risponde Faenza,
cuore ribelle di 68 anni. «È il secondo film che giro negli Usa - ricorda -.
Dopo Forza Italia , uscito nel '77 e sequestrato per 15 anni, non ho più potuto
lavorare qui perché i politici me l' hanno impedito. Così sono andato a New
York e ho realizzato Copkiller con Harvey Keitel». E
adesso, dopo Silvio Forever , sceneggiato da Stella e Rizzo, censurato dalla Rai fin dallo spot, Faenza ha varcato di nuovo
l' oceano. «Di nuovo a New York per una storia politica in senso lato, che
riguarda il fallimento del nostro mondo visto dagli occhi di un 17enne, un
giovane Holden di oggi. Che rifiuta le regole degli adulti e tenta di
reinventare un futuro diverso. Non sogna di diventare né ricco né famoso.
Piuttosto che finire a Wall Street preferirebbe fare l' artigiano in campagna.
Il prototipo di un indignado». D' altra parte James, il talentuoso Toby Regbo,
ha buone ragioni per resistere ai modelli della sua famiglia: una madre
gallerista che spaccia per arte bidoni della spazzatura e brucia un terzo
matrimonio in 48 ore, una sorella che flirta con un anziano prof sposato, un
padre liftato a caccia di ragazze, ossessionato dal dubbio che James sia gay
perché preferisce l' insalata a una «virile» costata al sangue… Una sarabanda
di folle normalità da cui stanno fuori solo un cagnolino e la nonna,
depositaria della ricetta della felicità: poter dire alla fine ho vissuto, ho
amato. «James è uno dei tanti ragazzi di oggi. Molto più intelligenti e sensibili
di quel che immaginiamo. Io insegno alla Sapienza, li conosco. Spesso
dovrebbero esser loro a salire in cattedra e noi a tornare sui banchi». Ma com'
è per un regista italiano fare un film in America? «Più facile che qui. Dopo l'
11 settembre, a New York la burocrazia è ferrea ma ferrea anche l'
organizzazione. Avevamo chiesto otto settimane di lavoro, ce ne hanno date sei.
Sono bastate perché si può girare senza i vincoli di orario in vigore in
Italia. Il cinema non va ingabbiato». Molti nomi italiani nel cast tecnico, dal direttore della fotografia Maurizio
Calvesi, a Massimo Fiocchi per il montaggio, da Andrea Guerra per le musiche,
alla voce di Elisa. «Molti meno nella troupe - ribatte -. Su 105 persone solo
un italiano. Il protezionismo delle Unions è implacabile. Quando Woody Allen
viene a fare un film in Italia gli spalanchiamo le porte con tutta la sua
troupe, quando noi andiamo negli Usa accade il contrario. Perché il nostro
ministero per lo Spettacolo non si dà da fare per regolamentare questi
rapporti? Abbiamo un potenziale di talenti di prim' ordine, ma il nostro
apparato politico li ignora». Giuseppina Manin RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"unita.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Azzerare la casta e' il titolo della prima puntata di Servizio pubblico,
il programma di Michele Santoro che debutta domani su tv territoriali, Sky, web
e in esclusiva su Radio Capital. Diretta streaming anche su
Facebook. Ospiti Diego Della Valle e Luigi De Magistris; in collegamento Valter
Lavitola. In scaletta, il racconto delle promesse non mantenute sui tagli alla casta con Stella e Rizzo e un' intervista a Chiara Danese, costituitasi parte civile nel
processo a carico di Fede, Mora e Minetti.
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"corriere.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: CRONACHE e POLITICA.
(ANSA) - MILANO - La condanna di
Fininvest al risarcimento ''non e' in alcun modo 'un esproprio' bensi' la
giusta riparazione di un danno sofferto da Cir oltre 20 anni fa per effetto di corruzione giudiziaria''. Commentano cosi' Cir e i suoi
avvocati, prendendo atto del preannunciato ricorso di Fininvest in Cassazione
per la vicenda Lodo Mondadori. A differenza di Fininvest, Cir ritiene che le
sentenze ''abbiano correttamente applicato il diritto e correttamente
ricostruito la realta' dei fatti''.
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"libero.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Un bando da quasi 2 milioni e
mezzo di euro per assumere le donne delle pulizie delle case dei vertici dell'
Aeronautica.
U na notizia che in tempi bui come questi
in cui ciascuno si interroga sul futuro dei propri risparmi e del proprio
stipendio, fa ancora più rabbia. "La colf del generale? Ci costa 58mila
euro". La pubblica il Corriere della Sera in prima pagina a firma di Gian
Antonio Stella. Per sistemare nove appartamenti della
alte sfere militari l' Aeronautica stanzia per quattro anni 2,3 milioni per
nove alloggi. Avviso da ridere - Il bando di gara è stato pubblicato sul web il
5 ottobre con scadenza il 20. Le mansioni richieste: servizi di pulizia e
rassetto camere e locali connessi, nonché i servizi di cucina, camera e
sguatteria". "Va da sè - scrive il Corriere - che viene chiesta una
particolare attenzione per il labvaggio e la lucidatura con idonei prodotti di
tutta la posateria in alpacca argentata\argento, di vassoi e di stoviglie di
ogni genere". In cucina l' aspirante colf "deve curare il servizio di
confezionamento e distrubuzione dei pasti". E provvedere alla pulizia ed
al riassetto di tutti i locali (cucina) ed attrezzature (piani cottura,
frigoriferi, congelatori, lavelli, elettrodomestici) nonché alla rammendatura,
cucitura, stiratura di tovagliato".
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"libero.it" del 02-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Un bando da quasi due milioni e
mezzo di euro per assumere le donne delle pulizie delle case dei vertici dell'
Aeronautica.
U na notizia che in tempi bui come questi
in cui ciascuno si interroga sul futuro dei propri risparmi e del proprio
stipendio, fa ancora più rabbia. "La colf del generale? Ci costa 58mila
euro". La pubblica il Corriere della Sera in prima pagina a firma di Gian
Antonio Stella. Per sistemare nove appartamenti della
alte sfere militari l' Aeronautica stanzia per quattro anni 2,3 milioni per
nove alloggi. Avviso da ridere - Il bando di gara è stato pubblicato sul web il
5 ottobre con scadenza il 20. Le mansioni richieste: servizi di pulizia e
rassetto camere e locali connessi, nonché i servizi di cucina, camera e
sguatteria". "Va da sè - scrive il Corriere - che viene chiesta una
particolare attenzione per il labvaggio e la lucidatura con idonei prodotti di
tutta la posateria in alpacca argentata\argento, di vassoi e di stoviglie di
ogni genere". In cucina l' aspirante colf "deve curare il servizio di
confezionamento e distrubuzione dei pasti". E provvedere alla pulizia ed
al riassetto di tutti i locali (cucina) ed attrezzature (piani cottura,
frigoriferi, congelatori, lavelli, elettrodomestici) nonché alla rammendatura,
cucitura, stiratura di tovagliato".
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Riorganizzazione aziendale. La
livornese Lenovys assiste brand italiani.
LIVORNO Tommaso Massei Trovare il proprio
successo nel successo degli altri. Il caso della società Lenovys di Livorno
(con sede anche a Milano) è esemplare. Specialisti nelle trasformazioni
"lean" nei prodotti, processi e persone delle aziende, in meno di tre
anni di attività hanno assunto un ruolo di primo piano nel panorama nazionale.
Telecom Italia, Lucart, Honda, Augusta, Laika, Merloni, Continental, Sacmi sono
solo alcuni dei nomi delle più importanti società che si sono fatte
"accompagnare" dal team di consulenti
guidato da Luciano Attolico nei propri processi di miglioramento aziendale.
Oltre 2.000 persone formate all' interno di imprese e in occasione di seminari.
Fatturato cresciuto dai 400mila euro del primo anno di attività (2009) al
milione e duecentomila euro del 2011. «Non sono i nostri numeri
a darci soddisfazione, ma i risultati generati nei gruppi di persone che hanno
lavorato al nostro fianco nelle aziende per raggiungere obiettivi e risultati
prima insperati», esordisce Attolico, 41enne ingegnere meccanico originario di
Bari, con alle spalle un' esperienza in aziende come Magneti Marelli e Siemens
Vdo Automotive e un percorso di formazione personale che lo ha portato a
diventare partner europeo della la società di consulenza statunitense di Jeffrey
Liker e John Drogosz, protagonisti indiscussi sulla scena mondiale di teoria ed
applicazione del "lean development" e del "lean office".
«In ogni fase, ma soprattutto in un momento di crisi - spiega dal suo ufficio
di Porta a Terra - la riduzione degli sprechi, che non vuol dire semplicemente
dei costi, dei tempi di produzione e più in generale
la ricerca dell' innovazione, è un imperativo per le imprese». Per fare esempi
concreti con il cliente Sacmi (3.795 addetti e un miliardo di ricavi nel comparto
della produzione di macchine e impianti per l' industria ceramica) è stato
sviluppato un nuovo macchinario in grado di cambiare lo stampo per la
produzione di piastrelle con un notevole risparmio di tempo. Un caso più vicino
a noi, la Toscana Laika, è altrettanto significativo: nel momento di maggiore
difficoltà per il settore sono stati ridotti i tempi di produzione dei camper,
con minore magazzino, più soddisfazione dei clienti e maggiore flessibilità
produttiva. «Laika - aggiunge - è rimasta la Ferrari del settore». Benessere
delle persone e produttività è la mission della Lenovys: sostenibilità dei
progetti dal punto di vista umano e delle aziende. «Non puntiamo alle
performance se non abbiamo dalla nostra parte la componente umana», aggiunge
Attolico, scelto recentemente da Telecom per formare i suoi 1.500 manager .
Uscire dalla crisi è la domanda più ricorrente nelle aziende in questo periodo.
Le risposte che fornisce l' amministratore di Lenovys non sono scontate: «Il
potenziale nelle aziende italiane è enorme e non possiamo sederci pensando ai
fattori esterni, come la burocrazia, le tasse e l' incertezza politica:
dobbiamo liberare le risorse di leadership e di innovazione che sono nelle
persone altrimenti rimarremo vittime delle nostre paure». © RIPRODUZIONE
RISERVATA Luciano Attolico GRUPPO LENOVYS Strategia. L' Italia è dotata di
importanti brand in campo economico ma in questa fase serve una profonda azione
di rilancio e rinnovamento L' AZIENDA 1,2 milioni Ricavi La società livornese è
in continua espansione grazie a importanti commesse che si è aggiudicata
recentemente nel campo dei riassetti e dei rilanci dei brand italiani. Il
gruppo ha saputo trasformare la crisi in un' opportunità per assistere il
tessuto produttivo.
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"Libero" del 02-11-2011 |
Pagina: 42 |
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Argomenti: Costi della
politica
PREMONITORI? Il segretario nazionale del
Pd Pierluigi Bersani in una manifestazione elettorale per Giuliano Pisapia. Nei
primi cinque mesi di governo della città, la sinistra ha approvato una
sventagliata di tasse mai vista nella storia di Milano. E non finisce qui: in
vista ci sono l' introduzione della tassa di soggiorno e la revisione al rialzo
degli estimi catastali [Ftg]
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"Libero" del 02-11-2011 |
Pagina: 8 |
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Argomenti: Costi della
politica
in grado di spazzare via in poche
settimane i teorici introiti di manovre economiche spalmate su anni e anni.
RIPERCUSSIONI SUI MUTUI Sale lo spread, sale il rischio per le banche, costrette ad affrontare maggiori costi
nella ricerca di liquidità. Costi che si abbattono sul
cliente che chiede un mutuo. Come? Il tassodi unmutuo viene determinato da
quello europeo - oggi stabile, se non in calo - e dallo spread bancario, ovvero
il ricarico applicato ai finanziamenti. Per una banca,
in una congiuntura negativa, il rifinanziamento è un azzardo: così lo spread
bancario schizza. Ne consegue che il tasso finale a cui viene concesso un
mutuo, pur calmierato dal tasso europeo, risulta in costante
crescita. Secondo l' ultimo bollettino dell' Abi, in agosto il tasso di
interesse medio si è attestato al 3,5% rispetto al 3,22% registrato il mese
precedente. Il costo medio di un mutuo spalmato sul
totale dei suoi anni è cresciuto così in media del 10,8 per cento. DOVE
INVESTIRE? Per assurdo (ma non troppo), la prima considerazione è che gli
investimenti su Btp a breve scadenza non sono mai stati tanto appetitosi. I
rendimenti sono altissimi e le possibilità di insolvenza comunque basse:
scommettere su un biennale che rende più del 5% ogni anno pare una puntata
vincente. Non accennano poi a diminuire i corsi di materie prime e
petrolio.Discorso a parte per l' oro, la cui bolla,
dopo più di due anni di crescita incontrollata, ha cominciato a sgonfiarsi. Gli
investitoripiùsmaliziati eacuipiace il rischio potrebbero puntare anche su
titoli bancari: cedole sulle montagne russe (ricordiamo SocGèn la scorsa
settimana) in grado di guadagnare - ma soprattutto di perdere - il 20% in una
singola seduta. Rimangono poi le valute, anche se i governi dei Paesi dove
circolano divise-rifugio (vedi Giappone e Svizzera) hanno varato politiche per scongiurare l' iper-valutazione della loro
moneta. IL BELPAESE COME LA GRECIA? Le cifre dicono chiaramente che l' Italia
ha superato la Spagna nella classifica dei Paesi più a rischio. Il timore è che
il Belpaese debbaadottare misuredraconiane come la Grecia: taglio a pensioni e
stipendi pubblici, sfoltimento con l' accetta degli statali, abbassamento della
soglia di esenzionie fiscale, prelievo di solidarietà. E ancora:
privatizzazioni di società statali disastrate possibili solo riducendo la forza
lavoro. Questi gli scenari peggiori ma non più così lontani. Scenari che
andrebbero a gravare pesantemente su stipendi e consumi.
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"Il Sole 24 Ore (Nord-Est)" del 02-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Le proposte dei giovani imprenditori
per lo sviluppo.
Sottotitolo: Le priorità: adozioni delle
start up, ricerca di nuovi investitori, più venture capital.
Un manifesto per la crescita che passa
dalla riduzione dei costi della politica alla
necessità di investire nelle start up; dalla urgenza di un piano per la Tav
Venezia-Trieste alla abolizione delle pensioni di anzianità; dall' esigenza di
usare il project financing per rilanciare l' economia all' invito a potenziare
la formazione pratica, anziché quella teorica. I giovani imprenditori di
Confindustria scendono in campo e chiedono con forza un cambio di passo per
potenziare l' imprenditoria giovanile e uscire dall' empasse della crisi.
«Funzionerebbe - dicono - il modello adottato nella silicon valley: imprese in costante contatto con fondi di venture capital, banche,
business angels, consulenti». Carbone u pagine 2 e 3.
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"Il Sole 24 Ore" del 02-11-2011 |
Primo piano |
Pagina: 3 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: L' impatto sul debito. Si avvicina
la «soglia psicologica» di sostenibilità del 6,5-7 per cento.
ROMA L' effetto non è immediato, ma è
chiaro che se il costo delle emissioni dovesse
mantenersi per diverse settimane sul livello di guardia, fino a lambire e perfino
superare la soglia psicologica del 6,5-7%, sarebbero guai seri. Poiché la vita
media del debito pubblico italiano è di poco superiore ai sette anni, l'
eventuale incremento del costo del debito di un punto
percentuale comporta in tre anni un maggior costo di
17,6 miliardi (0,2% del Pil nel primo anno, 0,4% nel secondo, 0,5% nel terzo).
Al momento, la previsione 2011 per quel che riguarda la spesa per interessi è
di 76,5 miliardi (il 4,8% del Pil), e già nel 2012 è prevista un' impennata a
quota 85,8 miliardi (il 5,3% del Pil). Nel 2013 si volerà
al 5,5% (90 miliardi). Ecco perché è assolutamente prioritario per un paese,
come il nostro, il cui debito pubblico ha raggiunto l' astronomica cifra del
120% del Pil (1.911 miliardi in valore assoluto), che il costo del finanziamento delle emissioni torni a scendere a livelli di normalità.
Anomalo è senza ombra di dubbio il picco di 459 punti raggiunto ieri nello
spread Btp-Bund, con il rendimento dei BTp al 6,33 per cento. Il 5 agosto, nel
pieno della tempesta, il tetto dei 416 punti di base ha innescato l' allarme
rosso. Il governo, su pressione della Bce, è stato costretto
a varare la nuova manovra correttiva che a regime, nell' effetto cumulato con
la manovra di luglio, si attesta attorno ai 60 miliardi. Si avvicina
pericolosamente quel livello di costo del debito che
ha decretato per Irlanda, Portogallo e Grecia il rischio di insostenibilità.
Eventualità da scongiurare con ogni mezzo. Occorrono misure immediate, e non è
detto che sia sufficiente, come è emerso chiaramente dalla reazione dei mercati
alla lettera di intenti inviata alla Ue (percepita evidentemente solo come
tale). Se la crisi è tutta di fiducia, è probabile che non basti nemmeno il
piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico per 5 miliardi,
da varare peraltro entro il 30 novembre. È evidente che, oltre alla variabile politica (in questo momento determinante) il tallone d'
Achille è la bassa crescita. Quest' anno non si andrà oltre lo 0,7%, contro l'
1,1% stimato in aprile e nel 2012 si scenderà allo 0,6%, rispetto all' 1,3%
delle precedenti stime (il Fmi prevede lo 0,3%). È chiaro che per abbattere
stabilmente il debito pubblico, e neutralizzare almeno in parte
l' aumento della spesa per interessi causato dal maggior costo
dei nostri titoli pubblici, quei tassi di crescita dovrebbero essere almeno
raddoppiati. Al momento la situazione è la seguente: debito pubblico al 120%
del Pil, pressione fiscale in salita verso il 44,5%, spesa per interessi che
nel 2013 volerà a quota 90,7 miliardi (il 5,5% del Pil). Ci dovrebbe soccorrere
un avanzo primario che, nelle previsioni del governo, è previsto attestarsi
allo 0,9% quest' anno per poi salire al 3,7% nel 2012, al 5,4% nel 2013 e al
5,7% nel 2014. Risultato però che presuppone l' assoluto controllo dei conti,
per garantire al deficit di non superare quest' anno il 3,9% del pil, per
ridursi all' 1,6% nel 2012 e allo 0,1% nel 2013. Una volta raggiunto il
pareggio di bilancio, occorre consolidarlo negli anni a venire. Il sentiero è
strettissimo, ma è l' unico modo per avviare la riduzione costante
del debito, che nel 2013 dovrebbe raggiungere quota 116,4% del Pil, per
raggiungere il 112,6% nel 2014. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 11 |
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Argomenti: Costi della
politica
LIVORNO Tommaso Massei Trovare il proprio
successo nel successo degli altri. Il caso della società Lenovys di Livorno
(con sede anche a Milano) è esemplare. Specialisti nelle trasformazioni
"lean" nei prodotti, processi e persone delle aziende, in meno di tre
anni di attività hanno assunto un ruolo di primo piano nel panorama nazionale.
Telecom Italia, Lucart, Honda, Augusta, Laika, Merloni, Continental, Sacmi sono
solo alcuni dei nomi delle più importanti società che si sono fatte
"accompagnare" dal team di consulenti
guidato da Luciano Attolico nei propri processi di miglioramento aziendale.
Oltre 2.000 persone formate all' interno di imprese e in occasione di seminari.
Fatturato cresciuto dai 400mila euro del primo anno di attività (2009) al
milione e duecentomila euro del 2011. «Non sono i nostri numeri
a darci soddisfazione, ma i risultati generati nei gruppi di persone che hanno
lavorato al nostro fianco nelle aziende per raggiungere obiettivi e risultati
prima insperati», esordisce Attolico, 41enne ingegnere meccanico originario di
Bari, con alle spalle un' esperienza in aziende come Magneti Marelli e Siemens
Vdo Automotive e un percorso di formazione personale che lo ha portato a
diventare partner europeo della la società di consulenza statunitense di
Jeffrey Liker e John Drogosz, protagonisti indiscussi sulla scena mondiale di
teoria ed applicazione del "lean development" e del "lean
office". «In ogni fase, ma soprattutto in un momento di crisi - spiega dal
suo ufficio di Porta a Terra - la riduzione degli sprechi, che non vuol dire
semplicemente dei costi, dei tempi di produzione e più
in generale la ricerca dell' innovazione, è un imperativo per le imprese». Per
fare esempi concreti con il cliente Sacmi (3.795 addetti e un miliardo di
ricavi nel comparto della produzione di macchine e impianti per l' industria
ceramica) è stato sviluppato un nuovo macchinario in grado di cambiare lo
stampo per la produzione di piastrelle con un notevole risparmio di tempo. Un
caso più vicino a noi, la Toscana Laika, è altrettanto significativo: nel
momento di maggiore difficoltà per il settore sono stati ridotti i tempi di
produzione dei camper, con minore magazzino, più soddisfazione dei clienti e
maggiore flessibilità produttiva. «Laika - aggiunge - è rimasta la Ferrari del
settore». Benessere delle persone e produttività è la mission della Lenovys:
sostenibilità dei progetti dal punto di vista umano e delle aziende. «Non
puntiamo alle performance se non abbiamo dalla nostra parte la componente
umana», aggiunge Attolico, scelto recentemente da Telecom per formare i suoi
1.500 manager . Uscire dalla crisi è la domanda più ricorrente nelle aziende in
questo periodo. Le risposte che fornisce l' amministratore di Lenovys non sono
scontate: «Il potenziale nelle aziende italiane è enorme e non possiamo sederci
pensando ai fattori esterni, come la burocrazia, le tasse e l' incertezza
politica: dobbiamo liberare le risorse di leadership e di innovazione che sono
nelle persone altrimenti rimarremo vittime delle nostre paure». © RIPRODUZIONE
RISERVATA.
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di Giorgio del
Ghingaro. |
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"Il Sole 24 Ore (Centro-Nord)" del 02-11-2011 |
Commenti e lettere |
Pagina: 7 |
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Argomenti: Costi della
politica
Da tempo parliamo di federalismo. Dal
2001, quando il Governo introdusse il principio della proporzionalità diretta
con la riforma del titolo V della Costituzione. In un
esempio semplice, si ritenne giusto che le imposte che un
territorio paga vadano, almeno in parte,
direttamente per il benessere di quel territorio, e non al governo centrale. Un
principio condiviso, al di là dell' appartenenza politica e partitica; che fosse un' esigenza questo cambiamento sembra essere
pensiero condiviso. La questione, casomai, verte e vede opinioni
differenti sul merito. I nodi da sciogliere sull' attuazione del federalismo
fiscale sono seri e fondamentali. Stiamo vivendo una situazione d' incertezza
che rende difficile, per un amministratore locale, compiere scelte lungimiranti
per il suo Comune. Fra i decreti attuativi del federalismo già approvati, vi è
quello sui fabbisogni standard, ovvero i nuovi parametri con cui stabilire il finanziamento delle spese fondamentali di Comuni, Città
metropolitane e Province, per assicurare il superamento del criterio della
spesa storica.Un principio che, sulla carta, potrebbe funzionare, poiché
incentrato sull' abbandono del sistema di finanza
derivata e sull' attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa a
enti locali e Regioni, nel rispetto dei principi di solidarietà e di coesione
sociale. I continui tagli ai bilanci regionali e comunali, affiancati dalla
mancanza di finanziamenti nazionali, fa vacillare l'
impostazione stessa del criterio dei fabbisogni standard, poiché l' incertezza
in cui ci muoviamo rischia di causare discriminazioni tra i territori e di
imporre ad alcuni Comuni di ridurre i servizi o di aumentare la pressione
fiscale. Un' ipotesi che potrebbe diventare concreta, viste le difficoltà degli
enti locali, costretti a fronteggiarsi fra continui
tagli e un patto di stabilità anacronistico data la delicata congiuntura
economica che il nostro Paese sta vivendo. Per questo, infatti, i sindaci di
tutta Italia protestano. Le risorse statali destinate al sostegno dei diritti
sociali sul territorio hanno subito continui tagli dal 2008 ad oggi; basti
pensare che, stando a un documento della commissione affari sociali e welfare
dell' Anci, il fondo nazionale per le politiche
sociali, nel 2008, era costituito da 656,45 milioni di
euro e nel 2011 è diventato di 178,58 milioni di euro. Il fondo per la famiglia
è passato da 339 milioni di euro a 51,47 di quest' anno. Il fondo per la non
autosufficienza sta andando verso l' esaurimento. Tagli significativi anche al
fondo per l' infanzia e l' adolescenza, per il servizio civile, per l' accesso
alle abitazioni in locazione e per la famiglia. Tagliare indiscriminatamente,
senza tenere conto delle peculiarità di alcuni servizi, delle caratteristiche
dei territori e della qualità che un sistema integrato e coordinato può mettere
in gioco non traduce in realtà un federalismo fiscale auspicabile. Auspicabile
è garantire qualità e quantità, competenza ed efficacia, a costi
contenuti. Fare di tutta un' erba un fascio, soprattutto quando si tratta di politiche sociali, risulta pericoloso. Per questo Anci e
Federsanità, in Toscana, stanno lavorando fianco a fianco con la Regione. In
Toscana abbiamo creato un sistema sociosanitario territoriale che rappresenta
una possibilità vera di sviluppo dei servizi e dell' adeguatezza degli stessi,
razionalizzando le risorse. Un processo che potrebbe rivelarsi virtuoso, ma che
a oggi si scontra, pure lui, con l' incertezza e l' impossibilità di compiere
passi in avanti significativi a causa del quando normativo nazionale in
continuo mutamento. Responsabile Welfare e Sanità Anci Toscana.
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"libero.it" del 01-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: Cronaca.
R oma, 1 nov. (Adnkronos) - ''Solo 50
volanti in servizio di pattuglia contro 300 dedicate a servizi di scorta per
2000 personalita' ritenute a rischio. 6000 agenti per Roma e provincia contro
1000 di scorta per 2000 personalita'. Numeri inaccettabili mentre a Roma si
spara impunemente e si ammazza in centro ed in periferia. Il terzo Patto per
Roma Sicura non potra' prescindere da un concreto mutamento di questa assurda
proporzione e si dovra' pretendere dal ministro Maroni uno
specifico impegno ed un preciso termine per tagliare le scorte inutili e per
assegnare piu' forze di polizia al controllo del territorio''. Lo afferma in
una nota Paolo Voltaggio, Consigliere Comunale di Roma Capitale, vicecapogruppo
Udc. ''Tra i costi della politica da riconsiderare - conclude -c' e' anche lo spreco di risorse umane e materiali per scorte non piu'
necessarie e servizi diversi dal presidio del territorio. Solo con un maggior
controllo del territorio e una giustizia veloce con pene certe e che vengono
scontate si potra' vincere la microcriminalita' e la criminalita' organizzata
che vuole impadronirsi di Roma e della sua economia".
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"corriere.it (Milano)" del 01-11-2011 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: IL COMMENTO.
Sottotitolo: Tre episodi indicativi in pochi
giorni: l' elicottero di Formigoni, i tagli di Boni, la protesta delle
consigliere.
IL COMMENTO Politica
e costi, tema sensibile Tre episodi indicativi in
pochi giorni: l' elicottero di Formigoni, i tagli di Boni, la protesta delle
consigliere di MASSIMO REBOTTI Ogni volta che si sfiora il tema dei costi della politica la discussione
si accende. La questione non riguarda solo i palazzi di Roma, ma attraversa in
pieno le istituzioni locali. Tre differenti episodi, in sole 24 ore, lo
testimoniano. Il presidente della Regione Lombardia Formigoni, per andare a
Cernobbio dove si svolgeva un meeting internazionale su Expo, sceglie come
mezzo di trasporto l' elicottero. L' assessore alla cultura di Milano Stefano
Boeri, che lo vede arrivare dal cielo, lo infilza appena tocca terra: "Qui
si discute di come debellare la fame nel mondo e lui arriva in
elicottero?". Il governatore risponde alle considerazioni di Boeri, che
definisce "sciocchine", facendo notare come quel tipo di viaggio sia
per la collettività più economico di un' auto blu. Dal suo entourage si
aggiunge poi che un "archistar", su questi temi, non è credibile.
Nelle stesse ore il presidente del Consiglio regionale Davide Bon i brucia sul
tempo tutti i suoi colleghi, che ci stanno lavorando da un po', e propone una
serie di misure per tagliare i costi della politica in Regione: dai vitalizi alle auto blu. Gli altri
consiglieri, compresi quelli del suo partito, se la prendono, i toni si alzano
e Boni viene accusato di protagonismo - intestare a sé una proposta che si
voleva di tutti - e di demagogia, aizzare i sentimenti anti "casta"
dei cittadini per fare bella figura. Lo stesso giorno due consigliere-mamme al
Comune di Milano, per aver chiesto di far iniziare in anticipo le sedute del
Consiglio, e potersi così dedicare di più ai figli, vengono
"massacrate" sui forum da decine di interventi contrari: "Avete
voluto la bicicletta, ora non lamentatevi". In ballo, in questo caso, non
ci sono elicotteri o vitalizi, ma il tono della maggior parte dei commenti
esprime un certo astio nei confronti di chi ricopre un incarico in politica, considerato un privilegiato a prescindere. Episodi
molto diversi l' uno dall' altro, ma quando l' onda contro la "casta"
sale non fa differenze e può colpire, senza troppe distinzioni, consigliere
mamme, governatori in elicottero e politici con
vitalizio. I palazzi della politica in Lombardia
qualche segnale di aver capito l' aria l' hanno dato e negli ultimi tempi si
sono dati da fare per rinforzare gli argini: se al Pirellone si sono messi a
studiare una legge che tagli le spese della Regione, dal Comune quasi ogni
giorno si racconta di progetti che non comportano oneri per l' Amministrazione
oppure di nuove collaborazioni "offerte alla città" a titolo gratuito.
Basteranno questi tentativi a rasserenare i cittadini? È sufficiente dire loro
che le spese della politica stanno ritornando sotto
controllo per recuperare credibilità? Difficile. Fino a quando la crisi
economica renderà tutti così sensibili, basterà un piccolo episodio - per non
parlare di un grande spreco - per mettere in crisi il
già fragile rapporto di fiducia tra i cittadini e chi "vive" di politica.
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"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Economia e imprese |
Pagina: 21 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: La storia/2. Rizzo Umberto
(rubinetteria)
DELHI. Dal nostro inviato C onquistare un
Paese da 1,2 miliardi di abitanti con un' impresa di dieci dipendenti. È la
sfida di una piccola ma consolidata azienda metallurgica romana, la Rizzo Umberto srl (in attività dal 1959), che vuole portare
in India i suoi prodotti: apparecchiature di scarico, galleggianti e accessori
per la rubinetteria. «Facciamo prodotti di alta qualità, molti dei quali
brevettati, e puntiamo sull' innovazione» racconta Anna Rizzo
che guida la società da sette anni: da quando i fratelli, subentrati al padre,
avevano deciso di interrompere l' attività. Una decisione alla quale si è
opposta prendendo le redini della società e guadagnandosi anche un
riconoscimento, attribuitole lo scorso ottobre dalla commissione Ue nella
Settima delle Pmi come esempio di successo di trasferimento di impresa. La Rizzo ha un fatturato di due milioni di euro, il 40% dei
quali è frutto di esportazioni. Nonostante le dimensioni è già presente in
Europa (Germania e Francia) ma anche in Gabon. Perché l' India? «È stata una
scelta di istinto. Grazie all' Ice abbiamo avuto la possibilità di contare su
una giovane che, dopo un master per l' internazionalizzazione, poteva essere la
nostra export manager. Avrei potuto optare per il Brasile ma ho preferito l'
India: ho l' impressione che sia un Paese che punta sulla qualità». L' azienda
è sbarcata in India (prima Mumbai, ora Delhi) da due mesi. Per il momento molti
contatti ma nessun contratto. «Siamo sereni - dice Anna Rizzo
-: la cultura indiana ci insegna che dobbiamo avere grande pazienza». ©
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"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Commenti e inchieste |
Pagina: 16 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: LA CONVENTION DI RENZI / 2.
di Alessandro De Nicola Nel 1919, John
Maynard Keynes pubblicò un libro, The economic consequences of peace che ebbe
un tale successo da influenzare persino l' atteggiamento degli Stati Uniti in politica internazionale. In breve, Keynes attaccava il
Trattato di Versailles e le sue clausole punitive nei confronti della Germania
come insensate e gravide di minacce per il futuro. Scrisse cose molto
equilibrate su inflazione, governo e controllo dei prezzi, da vero liberale
classico …non ancora influenzato del keynesismo. Ben sapendo che Bersani,
Vendola e D' Alema non possono essere paragonati a Clemanceau, Lloyd George e
Wilson e che la stazione della Leopolda è diversa dal salone degli specchi
della reggia di Versailles, si può forse azzardare un raffronto tra le cento
proposte scaturite dalla kermesse fiorentina organizzata dal sindaco Matteo
Renzi e il bestseller di Keynes, anche loro, peraltro, personaggi non proprio
comparabili. The Renzi' s list, ha l' ambizione di esporre quanto di sbagliato
c' è nelle politiche del Pd per sostituirle con una visione della società in cui competizione e merito siano
i valori fondanti. Partiamo dai costi della politica. Il sindaco ci va giù pesante: abolizione dei vitalizi; costi standard per i funzionamenti dei consigli regionali portandoli a
quelli più virtuosi; riduzione dei costi del
Parlamento alla media europea; abolizione delle provincie; accorpamento
dei piccoli comuni in modo da non andare mai sotto i 5mila abitanti; drastica
riduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti e azzeramento dei contributi alla stampa di partito (peccato rinunciare all' Avanti di Lavitola, però);
privatizzare i canali commerciali della Rai (i più importanti); dimezzare i
consiglieri di amministrazione (oggi 24mila) delle società a partecipazione
pubblica, sacrosanta eliminazione del Cnel e altro ancora. Ineccepibile,
soprattutto perché, oltre a far risparmiare alcuni miliardi di euro, si
ridurrebbe di molto il numero di appartenenti alla classe politica,
di coloro i quali, cioè, hanno un interesse costituito
all' intermediazione della politica nelle attività
economiche. Conti pubblici. Il primo punto della ricetta è la privatizzazione
del patrimonio immobiliare, delle società sia municipalizzate che controllate
dal Tesoro, salvo «ciò che serve effettivamente al servizio pubblico», concetto
un po' vago che è meglio precisare quanto prima, se no verrà fuori che
Fincantieri è essenziale per il pubblico interesse. Si propone poi l' imposta
sui grandi patrimoni. Ora, tale imposta è sicuramente più facile da riscuotere
e favorisce l' utilizzo produttivo dei beni. Tuttavia, se non accompagnata da
un abbattimento del carico fiscale sui redditi da lavoro e d' impresa, diventa
un ulteriore balzello in una situazione in cui - è bene ricordarlo - le entrate
statali sono pari a quasi il 60% del Pil emerso, un record. Leggendo tutte
insieme le proposte della Leopolda si ha l' impressione che tra tagli e alcuni
alleggerimenti ci sia spazio per la riduzione complessiva del prelievo
tributario, ma su questo è bene che Renzi non lasci spazio ad ambiguità. Sulle
pensioni si propone il sistema contributivo per tutti e l' eliminazione delle
pensioni di anzianità. Inoltre, si avanza l' idea di uno scambio tra taglio ai
sussidi alle imprese in cambio dell' eliminazione dell' Irap (un' ottima
riduzione delle tasse, più coraggiosa anche di Confindustria). Grande impulso
alle liberalizzazioni degli ordini professionali, dei servizi pubblici locali e
delle assicurazioni su infortuni e malattie. Ottima l' idea, spesso propugnata
da queste colonne, della effettiva concorrenza tra pubblico e privato nei
settori della scuola e della sanità. Strizzatina d' occhio alle donne con gli
sgravi fiscali rosa (distorcenti), compensata da una commendevole apertura sul
tema della flessibilità del mercato del lavoro. Può bastare. I 100 punti hanno
un' insolita coerenza e una buona chiarezza e precisione. Gli obiettivi sono
condivisibili e la Bce sarebbe molto contenta di un programma così. Se poi in
Italia un giovanotto dall' atteggiamento un po' guascone, osteggiato dai
mammasantissima del suo partito, possa farcela ad
attuarli, è tutt' altra questione, la cui risposta è affidata al Tempo,
perfetto gentiluomo che, scherzava Voltaire, arriva sempre troppo tardi.
adenicola@adamsmith.it © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Il Sole 24 Ore" del 01-11-2011 |
Politica e societa' |
Pagina: 18 |
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Argomenti: Costi della
politica
Sottotitolo: CINQUE PRIORITÀ - Costi della
politica e istituzioni, riforma Ichino del lavoro, patrimoniale per ridurre l'
Irap, pensioni e liberalizzazioni.
ROMA «Il Presidente del consiglio deve
rendersi conto che l' unica strada per il Paese passa oggi attraverso un governo
di salute pubblica». Luca Cordero di Montezemolo ha tracciato, in una lettera a
Repubblica, la road map degli interventi che servirebbero per rilanciare la
crescita economica del Paese, per affrontare l' emergenza. Primo punto, nella tabella di marcia proposta da Montezemolo, il taglio dei costi della politica «partendo dal numero dei parlamentari, dall' abolizione delle province e
degli altri enti inutili», anche con una «patrimoniale sullo Stato». Poi, in
linea con la proposta Ichino, abolizione dei contratti a termine e varo
di un contratto unico senza scadenze, ma con licenziamento possibile per motivi
economici e organizzativi e il posticipo dell' andata in pensione dei
lavoratori a tempo indeterminato per contribuire a finanziare
i nuovi ammortizzatori sociali. «Non possiamo più permetterci di avere un fisco
che premia rendite e patrimoni». Dunque sì a un' imposta permanente sulle
grandi fortune e all' abolizione degli incentivi alle imprese con l' obiettivo
di tagliare radicalmente l' Irap. Poi vincolare per legge i proventi della
lotta all' evasione alla diminuzione dell' Irpef, ad iniziare dai redditi medi
e bassi: «si creerebbero le condizioni per un positivo conflitto di interessi
tra chi paga e chi evade». Subito, inoltre, la riforma delle pensioni abolendo
quelle di anzianità e passando a un sistema interamente contributivo. Poi
liberalizzazioni e rafforzamento dell' Autorità antitrust. Provvedimenti che,
«se attuati simultaneamente e accompagnati da un grande piano di rilancio dell'
immagine internazionale dell' Italia, rappresenterebbero un valido argine alla
speculazione, ridarebbero una prospettiva di crescita al paese e opererebbero
nella direzione di una maggiore equità sociale». Ma «non c' è più un minuto da
perdere. Sono in gioco i risparmi degli italiani, la tenuta sociale e la
permanenza dell' Italia nel sistema Euro». Per Montezemolo da maggioranza e
opposizione non arrivano risposte adeguate. «Il Governo è paralizzato dai
conflitti interni. L' opposizione ha una linea di politica
economica confusa e non è in grado di garantire quanto richiesto dall' Europa».
Le elezioni non sarebbero «una soluzione e paralizzerebbero il paese». L'
opposizione concorda: il tempo è scaduto. Alla ricetta Montezemolo arriva il
pieno sostegno dell' Udc. Per il segretario Lorenzo Cesa, «quello che dice sul
Governo e sulle ricette per il paese è verbo ampiamente condivisibile e noi lo
diciamo da anni». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non commenta
direttamente la lettera, ma dice che per far ripartire l' Italia «c' é bisogno
di un colpo di reni, di discontinuità, di una chiara novità sul piano politico e di avviare decisioni di riforma vere e
immediate». Per Francesco Boccia (Pd) occorre «un esecutivo di unità nazionale
guidato da una personalità autorevole, indicata dal capo dello Stato, che abbia
la capacità e la volontà di mettersi al servizio del bene comune e di agire
solo in nome dell' interesse generale del Paese». Il senatore Enrico Morando
(Pd) traccia, poi, l' identikit di Mario Monti come la «persona più adatta» a
guidare un esecutivo di transizione. Ignazio Marino (Pd) approva il progetto
Montezemolo, ma chiede che prima si vada al voto. Per Linda Lanzillotta,
portavoce di Api, è importante e positivo che anche Montezemolo «indichi per un
governo di emergenza un' agenda che in larga parte
coincide con quella che il Terzo polo propose già per affrontare la crisi di
agosto». La soluzione, secondo l' Idv, Nello Formisano, sarebbe un governo di
emergenza aperto a tutte le opposizioni, a cui - secondo il deputato - Idv, Pd
e Sel, sarebbero disponibili. Boccia, invece, la lettera l' ex ministro Sandro
Bondi: è «il manifesto delle contraddizioni e delle velleità politiche
di una parte della cosiddetta classe dirigente di
questo Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA L' INTERVENTO Governo di salute
pubblica «Il Presidente del consiglio deve rendersi conto che l' unica strada
per il Paese passa oggi attraverso un governo di salute pubblica». Così Luca
Cordero di Montezemolo, in una lettera a Repubblica, ha tracciato la road map
degli interventi che servirebbero per rilanciare la crescita economica del
Paese, per affrontare l' emergenza. Primo punto, nella tabella di marcia
proposta da Montezemolo, il taglio dei costi della politica.
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"L'Unità" del 01-11-2011 |
Pagina: 13 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: Il sindaco di Firenze Matteo Renzi
durante il suo intervento finale alla convention "Big Bang"alla
stazione Leopolda.
5 Giorgio Gori e l' economista Luigi
Zingales) lascia nel mare di internet (leopolda2011.it).
Lariformadellapoliticasta alprimo posto, visto che l' obiettivo del Big Bang
fiorentino rimane pur sempre la rottamazione dei "dinosauri". Tema
che comprende l' elezione (dirittodi votoesteso ai 16enni) con collegi
uninominali al posto delle liste bloccate del Porcellum, l' addio al
bicameralismo perfetto con dimezzamento dei parlamentari e l' abolizione dei
vitalizi. Via anche province e Cnel. E per i corrotti amnistia condizionata (è
un' idea di Zingales): ammissione della colpa, denuncia dei complici,
restituzione del maltolto e via per sempre dalla politica.
Ma chi ricommette un reato sconterà anche la pena
amnistiata. Nei Consigli regionali ci saranno costi standard
(8-10 euro anno per abitante), i comuni piccoli accorpati, le poltrone dei cda
delle aziende pubbliche tagliate. Le auto blu vanno cambiate con quelle
"verdi" a basso consumo. E i canali pubblici Rai (via i partiti, il modello
è la Bbc) saranno finanziati da una tassa sul
televisore di casa, privatizzati gli altri (come Rai 1 e Rai 2) che vivranno
solo di pubblicità. I partiti dovranno fare a meno del
finanziamento pubblico (le agevolazioni vanno riviste
anche per le orga.
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"Corriere dell'Alto Adige" del 01-11-2011 |
Prima |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: DISPARITÀ SOCIALE IN CRESCITA.
Sottotitolo: di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI.
Sono numeri che
ormai rimbalzano da mesi dentro e fuori le pagine di economia dei giornali e
che per forza di cose sconcertano, sbigottiscono, inducono a pensare che la
follia umana sia irreprimibile. Sono numeri che
parlano, che gridano, anzi. Ed eccoli, per chi ancora non li avesse presi in
considerazione: il 10 per cento della popolazione mondiale «gode» il 55 per
cento dei consumi totali, e 70 milioni dei più ricchi e fortunati guadagnano
quanto 4.275 milioni dei più poveri e più sfortunati. Nella pratica, possiamo
vedere queste sproporzioni non soltanto nel divario siderale tra i formidabili
stipendi di certi manager, banchieri, uomini politici e i salari da fame di
innumerevoli giovani e meno giovani precari, ma anche confrontando il tenore di
vita medio nostro con quello, per esempio, della Somalia (per la quale
raccoglieva fondi il concerto di Noa domenica sera a Trento) dove l' ennesima
carestia sta finendo di distruggere il Paese. Non c' è bisogno di essere
animati da sentimento particolarmente cristiano per considerare queste
condizioni intollerabili, oltre che altamente incendiarie per l' economia del
mondo intero, per quello povero, ovviamente, ma anche per quello ricco. Perciò,
non necessariamente per spirito evangelico quanto piuttosto per senso di
equità, per ragionevolezza, per umanità o anche soltanto per convenienza,
sarebbe sommamente opportuno, dove fosse possibile, nel privato come nel
pubblico, cercare di riequilibrare, sia pure in minima parte, la tragica
disparità economica tra noi e loro. In che modo? Risparmiando, in pratica, del
nostro. Proprio adesso che in Trentino come in Alto Adige province e comuni
sono obbligati a tagliare le spese provocando un' infinità
di lamentele? Se riuscissimo davvero a realizzare la terribile portata dei numeri citati poco fa, la risposta non potrebbe che essere sì. Qualche
convegno in meno - nel pubblico - qualche progetto in meno, qualche generosa
consulenza in meno - per destinare le cifre stanziate a soccorrere
lontane miserie inenarrabili o almeno per far quadrare i conti - non dovrebbero
rappresentare una tragedia. Come non dovrebbero rappresentare una tragedia
certe possibili economie private - da tramutare in beneficenza - su numerosi accessori non davvero indispensabili. Viene in
mente, a questo proposito, una mamma che, intervistata pochi giorni fa in tv,
spiegava di aver fatto la coda tutta la notte davanti a uno shopping center per
essere sicura di riuscire a mettere le mani sul nuovissimo Iphone S4 (costo oltre 800 euro) tanto desiderato dalla figlia
quindicenne. Succedeva a Milano, ma è probabile che da noi non sarebbe stato
molto diverso; e, forse, almeno una parte di quei soldi avrebbe potuto essere
destinata meglio altrove. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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"Corriere della Sera" del 01-11-2011 |
Prima |
Pagina: 1 |
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Argomenti: Costi della
politica
Occhiello: TRE EPISODI INDICATIVI IN POCHI
GIORNI.
Sottotitolo: di MASSIMO REBOTTI.
O gni volta che si sfiora il tema dei costi della politica la discussione
si accende. La questione non riguarda solo i palazzi di Roma, ma attraversa in
pieno le istituzioni locali. Tre differenti episodi, in sole 24 ore, lo
testimoniano. Il presidente della Regione Lombardia Formigoni, per andare a
Cernobbio dove si svolgeva un meeting internazionale su Expo, sceglie come
mezzo di trasporto l' elicottero. L' assessore alla cultura di Milano Stefano
Boeri, che lo vede arrivare dal cielo, lo infilza appena tocca terra: «Qui si
discute di come debellare la fame nel mondo e lui arriva in elicottero?». Il
governatore risponde alle considerazioni di Boeri, che definisce «sciocchine»,
facendo notare come quel tipo di viaggio sia per la collettività più economico
di un' auto blu. Dal suo entourage si aggiunge poi che un «archistar», su
questi temi, non è credibile. Nelle stesse ore il presidente del Consiglio
regionale Davide Boni brucia sul tempo tutti i suoi colleghi, che ci stanno
lavorando da un po', e propone una serie di misure per tagliare i costi della politica in Regione:
dai vitalizi alle auto blu. Gli altri consiglieri, compresi quelli del suo
partito, se la prendono, i toni si alzano e Boni viene accusato di protagonismo
- intestare a sé una proposta che si voleva di tutti - e di demagogia, aizzare
i sentimenti anti «casta» dei cittadini per fare bella figura. Lo stesso giorno
due consigliere-mamme al Comune di Milano, per aver chiesto di far iniziare in
anticipo le sedute del Consiglio, e potersi così dedicare di più ai figli,
vengono «massacrate» sui forum da decine di interventi contrari: «Avete voluto
la bicicletta, ora non lamentatevi». In ballo, in questo caso, non ci sono
elicotteri o vitalizi, ma il tono della maggior parte dei commenti esprime un
certo astio nei confronti di chi ricopre un incarico in politica,
considerato un privilegiato a prescindere. Episodi molto diversi l' uno dall'
altro, ma quando l' onda contro la «casta» sale non fa differenze e può
colpire, senza troppe distinzioni, consigliere mamme, governatori in elicottero
e politici con vitalizio. I palazzi della politica in Lombardia qualche segnale di aver capito l' aria
l' hanno dato e negli ultimi tempi si sono dati da fare per rinforzare gli
argini: se al Pirellone si sono messi a studiare una legge che tagli le spese
della Regione, dal Comune quasi ogni giorno si racconta di progetti che non
comportano oneri per l' Amministrazione oppure di nuove collaborazioni «offerte
alla città» a titolo gratuito. Basteranno questi tentativi a rasserenare i
cittadini? È sufficiente dire loro che le spese della politica
stanno ritornando sotto controllo per recuperare credibilità? Difficile. Fino a
quando la crisi economica renderà tutti così sensibili, basterà un piccolo
episodio - per non parlare di un grande spreco - per
mettere in crisi il già fragile rapporto di fiducia tra i cittadini e chi
«vive» di politica. RIPRODUZIONE RISERVATA.