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DOSSIER “CLASS ACTION”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Rifiuti, la Provincia striglia i Comuni Ucchielli e Capponi: Siamo gli ultimi ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: LA RACCOLTA differenziata è un dovere collettivo ? ha esordito Ucchielli ? ed è in tal senso che noi amministratori dobbiamo educare la popolazione. Sensibilizzare i cittadini, parlare con la gente affinché tutti imparino a differenziare i rifiuti nel quotidiano: dev'essere questo l'impegno principale dei sindaci e di tutti gli enti pubblici della provincia.

Voltri, emergenza senza fine ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La strada è quella della Class Action, l'azione collettiva appena approvata dal governo e che gli autotrasportatori genovesi hanno quantificato ieri in cinque milioni di euro. Gli spedizionieri stanno invece ancora raccogliendo la corposa documentazione e si sono affidati a uno degli studi legali più competenti nel mondo dello shipping,

Il primo obiettivo è la risoluzione dell'emergenza Vte ( da "Stampa, La" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: le operazioni sono bloccate e spedizionieri e trasportatori hanno avviato class action per ottenere risarcimenti di parecchi milioni di euro. L'ufficio del presidente è uno dei pochi locali dissequestrati, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Giovanni Novi, l'ex presidente. Qui, ieri pomeriggio, ha iniziato a incontrare i dipendenti.

La tv pubblica è la palude della politica ( da "Libero" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Anche si ci fa ridere, la class action di tutti i dipendenti che il vertice Rai vorrebbe animare nei nostri confronti, pagando per tutti gli avvocati. In caso di azione temeraria, quando perderanno di fronte al giudice, gli amministratori Rai si esporranno così ad azioni di responsabilità da parte dell'azionista.

ROMA - Il quotidiano Libero pubblica una lista di 650 giornalisti e dirigenti di via le Mazzini ( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Querele a parte, si sollecitano i dipendenti ad avviare una class action contro il giornale assicurando che l'azienda si farà carico delle spese legali per questa e altre iniziative. Il presidente Claudio Petruccioli assicura poi che, almeno sotto la sua gestione, in Rai non ci sono state assunzioni lottizzate.

Carta dei diritti: terapia-urto, ma democratica ( da "Denaro, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettiva e di agibilità civile e sociale. Ancora più evidente e grave è la questione Sanità, dal diritto alla assistenza primaria qualificata, dal domicilio allo ospedale, alla cura e riabilitazione. Con poche eccezioni in Campania per i cittadini, la Sanità è una vera e propria dolorosa "Via Crucis",

Campania, danni all'ambiente ( da "Napoli.com" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Noi proponiamo in questo momento altre azioni collettive possibili a tutela degli interessi diffusi in materia ambientale, al fine di consentire a qualsiasi cittadino o associazione,di qualunque centro della Campania, utilizzando i propri legali di fiducia, anche i giovani praticanti abilitati, un'ampia e gratuita partecipazione alle azioni risarcitorie tecnicamente possibili"

Azione collettiva risarcitoria, ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Azione collettiva risarcitoria, nuovi scenari. Il nostro Paese deve confrontarsi da anni con un sistema giustizia che non riesce ad esprimere adeguati livelli di efficienza e qualità. Secondo i dati recenti, per esempio, abbiamo un record europeo di circa 200 mila procedimenti prescritti all'anno.

ANCORA BLOCCHI E PROTESTE NEL NAPOLETANO ( da "TGCom" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a Napoli prima class action 18/01/2008Rifiuti, presidio al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'

"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini (2) ( da "Velino.it, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la class action dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima risata

"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini ( da "Velino.it, Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la class action dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima risata

UNICREDIT/ ADUSBEF VALUTA CLASS ACTION CONTRO BANCHE SU DERIVATI ( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di una class action "contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Così l'associazione dei consumatori commenta la vicenda riportata dall'Espresso di un imprenditore pugliese "strangolato dai derivati" che ha fatto causa all'istituto chiedendo 280 milioni di euro di danni,

Il popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile elettronico ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: FEDERCONSUMATORI Il popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile elettronico CLASS ACTION oppure seguire uno per uno i tanti ricorsi individuali contro le multe del vigile elettronico? E' questo il nodo che ieri il collegio dei vari legali di Federconsumatori - l'associazione che si riferisce al sindacato Cgil - ha tentato di dipanare.

Questa legge è uno tsunami ( da "Milano Finanza" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Quindi la raffica di azioni collettive già annunciate, da Cirio a Parmalat, fino all'anatocismo, potrebbero davvero arrivare nelle aule dei tribunali. A mettere in guardia società e istituti di credito, in questa intervista a Milano Finanza, è Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, e ordinario di istituzioni di diritto privato all'

Vittoria contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni Il Comitato Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "Vittoria contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni" Il Comitato Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva - -->.

Vte, stopper altrenovegiornate ( da "Secolo XIX, Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: anche gli agenti marittimi stanno pensando a "strumenti legali per tutelare le agenzie e gli armatori rappresentati", dice Massimo Moscatelli, segretario generale di Assagenti. In arrivo un'altra class action? "Stiamo valutando anche questa ipotesi". Dal Vte e dall'Autorità portuale no comment su tutta la linea. quarati >> 12 09/02/2008.

" stangati" da banche e aziende consumatori pronti alla riscossa ( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni collettive di risarcimento dei consumatori in Toscana potrebbero riguardare tutti questi settori. E' la nuova legge sulla class action in vigore dal prossimo luglio: una normativa che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità di vincere una causa ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima condizione il relativo risarcimento.

Tutti i colori della Rai ( da "Unita, L'" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Presidente della Rai Petruccioli annuncia a tamburo battente querele modello "class action" da parte dell'azienda vilipesa nei confronti della "Feltri List". Feltri replica: dirò tutto al magistrato. Fan, come sono, della "class action", solo oggi e con difficoltà introdotta dall'ultima legge Finanziaria, mi dico che non posso perdere l'occasione.

Sono fallito per colpa dei derivati . Unicredit: Non è vero Sull'Espresso la storia di Divania, un'azienda pugliese, finita in una difficile crisi. Le accuse alla banca di Profumo ( da "Unita, L'" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: associazione che tutela gli utenti di servizi bancari, sta "valutando la fondatezza giuridica" di una class action "contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Tradotto, potrebbe costituirsi parte civile nel processo tra Divania e l'istituto di piazza Cordusio.

Consumatori al contrattacco un cartello delle associazioni - lorenza pleuteri ( da "Repubblica, La" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: interno della stessa sede dell'Istituto, per dirimere e risolvere le controversie tra cittadini e aziende. Quanto alle class action, si vedrà di volta in volta. "Sperando che il nuovo governo non faccia marcia indietro prima dell'entrata in vigore, in estate, della possibilità di intentare cause risarcitorie collettive". (l. pl.).

A voi la bolletta, a noi la vendetta - stefano bartoli ( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, approvata il 21 dicembre 2007 e pronta ad entrare in vigore il 1º luglio, l'elenco appare sterminato. Una casistica che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità, per la prima volta in Italia, di vincere una causa (a parte spieghiamo come funziona il meccanismo legale) ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima condizione

Sangue infetto alla sbarra ( da "Corriere della Sera" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Non si tratta di una class action perché il tribunale di Chicago ha negato questa forma giuridica, ma di un'azione collettiva che sta avviandosi verso la sentenza. Le accuse si basano su una mole sconfinata di documenti: 11.949.219 pagine che riempiono interi corridoi.

RAFFICA DI RICORSI, MA IL DIFENSORE CIVICO FRENA: NO ALLA RIVOLTA FISCALE, PER IL BILANCIO DEL COMUNE SAREBBE UNA CATASTROFE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: il Codacons sta portando avanti anche una causa collettiva per risarcimento danni, qualcosa di simile a una "class action". Per ora ha raccolto un'ottantina di adesioni. Vista la malaparata, il difensore civico Giuseppe Pedersoli è passato al contrattacco: "La Tarsu va pagata regolarmente e considero sbagliato incitare i cittadini a una rivolta fiscale contro il Comune".

DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA ( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: STA VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale l'Espresso,

Draghi: sui mutui meno rischi per Italia, Spagna e Giappone ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: intraprendere azioni appropriate, individualmente e collettivamente, per assicurare la stabilità e la crescita". La sfera dell'azione "collettiva" pare restare in realtà limitata a coincidenze temporali nelle mosse di alcune banche centrali per garantire abbondante liquidità ai mercati: ogni ipotesi di coordinamento delle politiche monetarie o di stimolo fiscale è stata accantonata.


Articoli

Rifiuti, la Provincia striglia i Comuni Ucchielli e Capponi: Siamo gli ultimi (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Rifiuti, la Provincia "striglia" i Comuni Ucchielli e Capponi: "Siamo gli ultimi" "LA SITUAZIONE, così com'è, è inaccettabile. Bisogna educare i cittadini ad incrementare la raccolta differenziata". Anche perché ci sono Comuni nel pesarese che non raggiungono nemmeno il 10%". E' stato questo il richiamo formale rivolto dal presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli, alla platea di sindaci e assessori dei 67 Comuni e delle comunità montane che ieri si sono riuniti in via Gramsci per fare il punto sui rifiuti e la loro gestione. Attraverso il riciclo dei rifiuti infatti, si allungherebbe sostanzialmente anche il "ciclo di vita" delle discariche e sembra che le intenzioni emerse ieri in Provincia siano proprio quelle di estendere di almeno due anni la vita delle discariche minori, mentre per quelle maggiori (Pesaro, Fano e Urbino) si punta ad arrivare almeno fino al 2013. "LA RACCOLTA differenziata è un dovere collettivo ? ha esordito Ucchielli ? ed è in tal senso che noi amministratori dobbiamo educare la popolazione. Sensibilizzare i cittadini, parlare con la gente affinché tutti imparino a differenziare i rifiuti nel quotidiano: dev'essere questo l'impegno principale dei sindaci e di tutti gli enti pubblici della provincia. Bisogna arrivare a raddoppiare, a triplicare le percentuali, ancora troppo basse". Secondo Ucchielli, infatti, "non è solo una questione di costi o di programmazione: il Piano dei rifiuti è stato fatto nel 2001, ma bisogna rispettarlo e applicarlo, cosa che ancora non avviene con sistematicità nei vari comuni del territorio. Ecco perché, come amministrazione provinciale, abbiamo predisposto anche un servizio di vigilanza affidato a volontari che avranno il compito di controllare le aree in cui potrebbero essere smaltiti rifiuti in modo illecito. Mi riferisco, ad esempio, ai fiumi e dintorni. Ebbene, chiunque metta in atto simili azioni a danno dell'ambiente e della collettività, sappia che vedrà aumentare il rischio di denuncia". UN MESSAGGIO chiaro, quello di Ucchielli, rafforzato anche dalle parole dell'assessore provinciale all'Ambiente, Sauro Capponi: "L'obiettivo, nell'immediato, è arrivare quantomeno al 40% di raccolta differenziata in tutto il territorio di Pesaro e Urbino. Ci sono Comuni che, attualmente, non raggiungono neppure il 10%: ciò significa che, dal 2001 ad oggi, non sono state applicate a dovere le misure programmate dal Piano provinciale sui rifiuti". In effetti, basta un dato per avere il polso della situazione: "Dalla prima provincia marchigiana ? incalza Capponi ? siamo passati agli ultimi posti, nella classifica regionale degli enti locali che effettuano la raccolta differenziata". fra.pe. - -->.

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Voltri, emergenza senza fine (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Genova IL CASO Ieri un altro incontro fra i vertici del Vte e le associazioni che già hanno deciso di chiedere i danni Voltri, emergenza senza fine Export bloccato fino alla prossima settimana, categorie furenti Zero. Il paradigma dell'emergenza senza fine che si sta vivendo ormai da due settimane al porto di Voltri si sintetizza in un numero, zero. E' il dato quotidiano che identifica il numero di container movimentati in esportazione. Andrà avanti così sicuramente per qualche giorno. I manager del Vte anche ieri lo hanno spiegato ai rappresentanti delle categorie nel corso di un incontro, chiarendo che il sistema informatico "Cosmos" non può ancora funzionare e che partirà solo quando sarà in grado di garantire piena efficienza. Il problema è che con il passare dei giorni, il danno economico che il porto subisce si allarga sempre di più. Non a caso, il neopresidente dell'authority Gigi Merlo ha indicato la crisi di Voltri come la prima emergenza. "Il Vte è in una situazione a mio giudizio gravissima e inaccettabile e per il quale voglio affrontare le questioni secondo gli strumenti che sono dati all'autorità portuale" ha spiegato ieri. Già oggi si metterà in contatto con i vertici della società che fa capo al colosso mondiale Psa (la port authority di Singapore) e che, per inciso, già usa il sistema informatico Cosmos nei suoi terminal europei di Anversa e di Zeebrugge. Quasi scontato dire che ciò avviene con risultati eccellenti. Che cosa, allora, impedisce a Voltri un analogo risultato? Dall'azienda arriva un cortese, ma secco "no comment". C'è chi parla di problemi legati all'apprendimento del nuovo sistema e chi aggiunge che dentro al Vte già qualche dirigente che era stato chiamato a sovrintendere alle operazioni sia stato invitato a uscire dal gruppo. Voci incontrollate frutto di una situazione ormai al limite? Ciò che per il momento è certa è l'ira delle categorie economiche coinvolte nella paralisi delle attività in export (l'import funziona attorno ai mille container al giorno, quindi con discreti risultati). Gli armatori, costretti a lunghe attese in rada, stanno progressivamente spostando le loro navi in altri porti del Tirreno, in accordo con gli agenti marittimi che li rappresentano. Gli spedizionieri, rappresentanti della merce, pagano direttamente il costo dello stop così come gli autotrasportatori, già costretti a lunghi giorni di fermo. Un danno economico incalcolabile o, meglio, calcolabile per poter intentare una causa al Vte. class="hilite">La strada è quella della Class Action, l'azione collettiva appena approvata dal governo e che gli autotrasportatori genovesi hanno quantificato ieri in cinque milioni di euro. Gli spedizionieri stanno invece ancora raccogliendo la corposa documentazione e si sono affidati a uno degli studi legali più competenti nel mondo dello shipping, lo studio Riccomagno. La soluzione potrebbe anche essere quella di un piano di emergenza per il terminal container messo a dura prova non solo dal blocco del nuovo sistema informatico, ma anche dal maltempo delle scorse settimane e dallo sciopero bianco da parte dei dipendenti delle agenzie delle dogane. A chiederlo è la Fedespedi che stima i danni fin qui subiti dai trasportatori a oltre 70 milioni di euro e chiede la revoca della concessione. "L'intero sistema del trasporto sull'orlo del collasso. Ad oggi sono fino a 500 containers in attesa di verifica doganale. E' necessario rivedere l'agenda politica e collocare la logistica ai primi posti" dichiara Alessandro Trapolino presidente Fedespedi (Federazione Nazionale delle imprese di spedizioni internazionali). Per Fedespedi è necessaria una terapia d'urto: la creazione di un immediato piano di emergenza che preveda la revoca della concessione, dieci giorni per ristabilire la normalità operativa arrivando per assurdo a fermarsi per rimettere le cose a posto, la definizione di una nuova politica di gestione del terminal.

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Il primo obiettivo è la risoluzione dell'emergenza Vte (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Palazzo San Giorgio Il primo obiettivo è la risoluzione dell'emergenza Vte Luigi Merlo, si è insediato ufficialmente ieri mattina a Palazzo San Giorgio, come nuovo presidente, il più giovane della storia con i suoi 44 anni, dell'Autorità Portuale. E ha annunciato di voler immediatamente occuparsi dell'emergenza del Vte, dove ormai, da tempo, class="hilite">le operazioni sono bloccate e spedizionieri e trasportatori hanno avviato class="term">class class="term">action per ottenere risarcimenti di parecchi milioni di euro. L'ufficio del presidente è uno dei pochi locali dissequestrati, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Giovanni Novi, l'ex presidente. Qui, ieri pomeriggio, ha iniziato a incontrare i dipendenti. Tra i propositi del presidente Merlo, quello di arrivare a una scelta definitiva relativa al waterfront disegnato da Renzo Piano, in base alla quale avviare lavori e progetti. Merlo ha anche annunciato di volere avviare "un rapporto stabile e di collaborazione con il Comune di Genova, rispondendo così al gradito invito della sindaco Marta Vincenzi, perché la pianificazione del porto e della città coincidono". \.

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La tv pubblica è la palude della politica (sezione: Class action)

( da "Libero" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Italia 08-02-2008 La tv pubblica è la palude della politica di OSCAR GIANNINO Il presidente e il direttore generale della Rai ieri hanno respinto come falso e calunnioso il documento con centinaia e centinaia di dirigenti Rai incasellati per colore politico che Libero ha pubblicato. Hanno annunciato querela. Di più, hanno messo a disposizione di tutti i dipendenti che volessero querelarci l'ufficio legale della Rai. Il sindacato dei giornalisti solidarizza con l'azienda pubblica. Il consigliere Curzi si chiede a chi giovi questo falso, e conclude che si tratta di una manina maliziosa che in campagna elettorale vuole impedire l'accordo bipartisan a difesa della Rai pubblica. Benissimo. Purtroppo, qui a Libero non ci aspettavamo niente di diverso. E sono particolarmente fiero di rispondere ale accuse a nome di noi tutti. Petruccioli e Curzi si sono rivolti a Vittorio Feltri con parole di stima e considerazione. Lo stesso facciamo noi, perché la diversità anche radicale di opinioni non ci impedisce affatto di considerarli persone perbene. Proprio per questo, la nostra replica prescinde da ogni valutazione personale. È basata su semplici fatti. E i fatti parlano da soli. Primo. Il documento proviene in maniera inoppugnabile dall'interno dell'azienza. È lì, ai piani di comando della Rai, che ci si prende la briga di incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando colorandoli in rosso, per coloro considerati di centrosinistra, blu se di centrodestra, e verde - non più di uno su 30 - se tecnici indipendenti. Credere che siamo stati noi a fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare: credeteci per primo voi che ci leggete, visto che alla Rai preferiscono sia il giudice a dirlo. Abbiamo pubblicato il documento come ci è arrivato, a costo di renderne la lettura poco agevole, proprio per evitare che cambiandone formato e risoluzione potessimo essere anche solo sospettati di averlo eleborato o manipolato noi. Non abbiamo toccato né una casella, né un nome, né un solo colore di presunta ascrizione politica. Quell'uovo ve lo abbiamo servito è come è uscito dalla gallina Rai. E la frittata l'ha fatta chi usa quel tipo di menu lottizzatori per sfamarsi, non certo noi che vi spieghiamo come mangiano nella Rai di Stato. Secondo. Comprendiamo il vertice Rai che è a fine mandato, e il suo tentativo di farsi interprete dell'orgoglio aziendale. class="hilite">Anche si ci fa ridere, la class="term">class class="term">action di tutti i dipendenti che il vertice Rai vorrebbe animare nei nostri confronti, pagando per tutti gli avvocati. In caso di azione temeraria, quando perderanno di fronte al giudice, gli amministratori Rai si esporranno così ad azioni di responsabilità da parte dell'azionista. Ma, detto tutto questo, è in Rai che si compilano liste di lottizzazione politica. Dunque il sindacato avrebbe dovuto insorgere contro l'euge netica partitico-razzista dei compilatori aziendali interni alla Rai, non contro di noi che facciamo il nostro mestiere, rendendo la lista della vergogna di pubblico dominio. È purtroppo solo l'ennesima conferma di quale sia il vero ruolo svolto dal sindacato dei giornalisti. Terzo. Il presidente Petruccioli ci ha invitato a "rompere l'omertà", e a dichiarare "il mascalzone" che ci avrebbe allungato il documento. Notiamo che è assai singolare definire "omertà" la tutela della riservatezza delle fonti, che sta scritta nella legge stessa che disciplina la professione giornalistica. Ma stiano tranquilli, ai vertici del pachiderma pubblico radiotelevisivo. Non invocheremo il segreto pofessionale, questa volta. Al giudice, quando vedremo chi dovrà pagare chi per aver sofferto calunnie, Libero dirà qual è la fonte. Interna all'azienda, ai suoi uffici di vertice. Così vedremo chi conta balle. E noi ci faremo l'ennesima risata. Quarto. Una parola di solidarietà vera, da parte nostra, a colleghi giornalisti e a dirigenti Rai che molto si sono doluti, ieri, anche chiamandoci per telefono e scrivendoci, per aver letto il loro nome schedato e colorato politicamente. È una prassi che azzera parabole umane e professionali, opinioni e talenti che non possono essere livellati e annichiliti in una tessera, in un voto o anche solo in una pretesa o presunta simpatia elettorale. A molti di loro abbiamo spiegato che siamo del tutto d'ac cordo. Ma non ce ne dobbiamo scusare noi. Perché quel documento non l'abbia mo scritto noi. È la lista della vergogna del metodo di governo Rai, integralmente ricalcato su supine logiche politiche. Quinto. La maggioranza della lista della vergogna è rossa. Rossa come il mar Rosso, che si chiude sull'armata del faraone. E, da ieri, anche rossa di vergogna. Vedete, carissimi e stimatissimi presidente, direttore generale e consiglieri tutti della Rai attualmente in carica: noi ce ne siamo semplicemente fatti un baffo, di chi oggi abbia la maggioranza "politica" nel cda, di chi l'abbia avuta e per quanti anni negli ultimi decenni. Non ce ne può importare di meno. Di fronte a quel documento che attesta meglio di ogni editoriale o discorso di principio come venga considerata, contesa, conquistata e governata ogni minima superficie di comando della Rai, il nostro elementare dovere era quello di superare ogni considerazione di parte. Per questo abbiamo scritto e ripetiamo: a nostro modesto giudizio, la questione scolpita in quella lista di vergogna non è affatto quella di riequilibrare con un po' di blu in più, vero o presunto che sia, il mar Rosso che tanto prevale. No. Dopo decenni di chiacchiere su presunte bonifiche della Rai dai partiti e dalle maggioranze protempore, bisogna semplicemente prendere atto che il servizio pubblico non c'entra un fico secco, con questi criteri di spartizione bruta. L'abbiamo detto e lo ripetiamo. Caro Curzi lo sappiamo, che non sarai mai d'ac cordo, e con te continueremo a parlarne con rispetto, ora e sempre. Ma, per noi, bisogna pri-va-tiz-za-re. E basta. Per questa Rai specchio di refoli e correnti politiche in lotta peggio della vecchia Jugoslavia in crisi, l'unico rimedio è smontarla e venderla. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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ROMA - Il quotidiano Libero pubblica una lista di 650 giornalisti e dirigenti di via le Mazzini (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

ROMA - Il quotidiano Libero pubblica una lista di 650 giornalisti e dirigenti di via"le Mazzini attribuendo a quasi tutti una coloritura politica di sinistra (prevalentemente) e di destra. Un esercizio in cui molti potrebbero cimentarsi, ma il giornale assicura che si tratterebbe di un documento redatto e utilizzato ai piani alti di viale Mazzini. La reazione del vertice Rai è molto decisa. L'esistenza del documento viene assolutamente negata. class="hilite">Querele a parte, si sollecitano i dipendenti ad avviare una class="term">class class="term">action contro il giornale assicurando che l'azienda si farà carico delle spese legali per questa e altre iniziative. Il presidente Claudio Petruccioli assicura poi che, almeno sotto la sua gestione, in Rai non ci sono state assunzioni lottizzate. E qui il presidente della Vigilanza Mario Landolfi parla di "reazione spropositata". Intanto Oliviero Beha chiama la Rai a rispondere penalmente della sua mancata utilizzazione e si attendono con crescente ansia le regole per la campagna elettorale. Al.Gu.

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Carta dei diritti: terapia-urto, ma democratica (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Enti Locali & Cittadini le autonomie Carta dei diritti: terapia-urto, ma democratica Nando Morra Le drammatiche implosioni politiche, sociali ed istituzionali che in questo periodo hanno colpito in modo diretto e specifico i cittadini campani costituiscono un rilevante ed irrisolto punto politico che sollecita considerazioni ed interventi adeguati. Dietro e dentro la dolorosa e contorta "questione rifiuti" come sulla "sicurezza", sulla efficienza, produttività e trasparenza della Pa e delle macchine burocratiche erogatrici di "servizi" ai cittadini, ci sono nodi complessi e difficili che condizionano i "diritti dei cittadini". A parte ogni considerazione sul diritto inalienabile dei singoli e della collettività comunque "strutturata", aziende, comunità, scuole, ecc., di non essere sommersi dai RSU, pur pagando tariffe esorbitanti, c'è il primario "diritto alla salute" connesso al "diritto alla vivibilità" con normali standards di civiltà. La stessa impostazione vale per la "questione sicurezza" che oltre a colpire l'insieme della collettività e del territorio con il mancato sviluppo, riduce lo spazio di libertà dei cittadini singola, collettiva e di agibilità civile e sociale. Ancora più evidente e grave è la questione Sanità, dal diritto alla assistenza primaria qualificata, dal domicilio allo ospedale, alla cura e riabilitazione. Con poche eccezioni in Campania per i cittadini, la Sanità è una vera e propria dolorosa "Via Crucis", segnata dall'arbitrio, dai tempi biblici per ricoveri ed indagini, dal barellamento come sistema e, in troppe occasioni, da una malasanità che costringe tanti campani alla emigrazione sanitaria in Italia ed all'estero. A questi elementari e prioritari "diritti sociali" vanno aggiunti un complesso di altri problemi e altri diritti. Dal campo dei servizi diretti ed indiretti, ai cosiddetti "diritti democratici", alla informazione e accesso a documentazioni, alla programmazione, alle strutture di servizio, alla complessiva macchina politica-burocratica-operativa della Pa. Anche questi problemi attengono ai diritti specifici, singoli e collettivi che si sostanziano nei "diritti di cittadinanza". Si tratta di un tema-problema sottovalutato dalla Pa a tutti i livelli. Un nodo politico sul quale dovrebbero riflettere gli addetti ai lavori. In primo luogo, le forze e gli operatori politici, gli "eletti", le istituzioni locali e nazionali. Un tema-problema che impegna direttamente il sistema delle Autonomie Locali e connota qualitativamente il rapporto tra Enti Locali, strutture pubbliche e cittadini-elettori. Era ed è necessario, dunque, partire dai principi fondativi dei "diritti di cittadinanza" e del ruolo della P.A. in rapporto alla comunità sul piano nazionale e locale. In questa direzione va sottolineata positivamente la proposta e l'iniziativa di Legautonomie e del Forum P.A. che si sono fatti promotori di una "Carta di principi" sui diritti dei cittadini ad essere informati, con puntualità e trasparenza, sulle attività svolte e sulle risorse impiegate dai governi locali. Obiettivo è favorire la diffusione tra gli amministratori locali della cultura della rendicontazione e della informazione, condizioni fondamentali per garantire un rapporto di fiducia e di consapevolezza tra cittadini ed istituzioni. L'impegno dei promotori è quello di affrontare a livello di sistema la diffusione dei principi contenuti nella "Carta di Belluno" e la collaborazione tra gli Enti Locali per la definizione dei migliori modelli per misurare, valutare e rendere conto alla comunità locale. La "Carta" è stata presentata nel corso di un convegno svoltosi lo scorso 21 gennaio a Belluno, organizzato dal Forum P.A. e dalla Provincia di Belluno, che ha avuto tra i relatori, il Presidente di Legautonomie, Oriano Giovanelli. Un ulteriore esempio viene dagli scandali veri o presunti denunciati dalla Magistratura e dalla stampa, sui costi complessivi del Commissariato Rifiuti in Campania e sulle retribuzioni abnormi erogate. E' una danza macabra di nomi e di cifre miliardarie. Di quelle cifre, vere o presunte, i cittadini solo ora hanno notizie. Come non avevano notizie dello esercito di "consulenti" della Regione Campania e dei ben 65 "consulenti speciali" lautamente retribuiti per un costo complessivo di oltre 3 milioni di euro l'anno. Un "battaglione" che il Prefetto Pansa ha doverosamente e saggiamente azzerato ma che è costato un'enormità al Paese e, dunque, ai cittadini. E per quali servizi resi al paese ed ai cittadini se la Campania ha il vergognoso primato mondiale della inefficienza e della catastrofe ambientale? Una informazione ai cittadini corretta, puntuale e trasparente non avrebbe consentito che Rifiutopoli mettesse radici, che la malapianta dei Rsu e dei Commissariati diventasse prima e comunque uno scandalo, a prescindere dalle conclusioni della Magistratura che auspichiamo positive e assolutorie per gli indagati, e poi l'emblema della incapacità politica istituzionale programmatica ed operativa. Da qui la "Carta di Belluno": misurare, valutare, render conto per una cultura della cittadinanza. Che non può che fondarsi sulla cultura della trasparenza e della partecipazione. Come funziona? Gli Enti sottoscrittori ritengono sia dovere delle Amministrazioni pubbliche rendere conto ai cittadini ed alle imprese con chiarezza, tempestività, coerenza e sistematicità dell'utilizzo dei soldi pubblici che i contribuenti versano. Obiettivo della attività di rendicontazione è costruire le condizioni per la fiducia e per scelte democratiche consapevoli e informate. Per ottenere questo risultato gli Enti sottoscrivono la Carta di impegni e scelgono di lavorare insieme per individuare strumenti, modelli e metodi di misurazione, valutazione e rendicontazione coerenti con essa. Parallelamente, gli enti accettano di farsi promotori attivi della "Carta di Belluno" affinchè ogni altra amministrazione, di grande o piccola dimensione, che opera attivamente su queste tematiche, possa in breve tempo aderire alla iniziativa e contribuire così alla formazione di un movimento di pensiero, il più ampio possibile, finalizzato a rafforzare integrità e trasparenza nell'amministrazione pubblica locale. Punto di partenza: garantire i diritti. Gli Enti sottoscrittori riconoscono e si impegnano a garantire i seguenti diritti: - informazione: il diritto dei cittadini ad essere informati con completezza e regolare periodicità sull'andamento dell'amministrazione sia dal punto di vista dei risultati che dell'impiego delle risorse; - diffusione: il diritto dei cittadini alla chiara e leggibile esposizione dei documenti di rendicontazione e alla loro divulgazione in molteplici canali fisici e virtuali in modo da raggiungere con facilità la più ampia popolazione possibile; - identificazione: il diritto dei cittadini a poter identificare nei documenti di rendicontazione le risorse impiegate per le singole categorie di portatori di interesse (ad es. giovani, anziani, donne, fasce deboli, imprese, commercio, ecc.); - confronto: il diritto dei cittadini a poter confrontare i documenti di rendicontazione sia in forma diacronica, garantendo quindi una sostanziale uniformità nel tempo che permetta di leggere e confrontare l'andamento dei capitoli nei vari esercizi, anche mediante confronti tra amministrazioni omogenee. Di particolare rilievo sono due punti: Primo. La valutazione di coerenza: il diritto dei cittadini a poter leggere facilmente gli elementi di coerenza tra le linee di mandato, la relazione revisionale e programmatica, eventuali documenti di pianificazione volontaria (es. Piano Strategico) e gli strumenti di rendicontazione. Ogni punto esplicitato nei documenti sopraccitati dovrà trovare uno specifico riscontro nei documenti di rendicontazione, anche a fronte di azioni non attivate o sviluppate solo parzialmente. Secondo. La partecipazione: il diritto dei cittadini a conoscere per tempo e in forma completa, chiara e leggibile i documenti di programmazione e i bilanci preventivi dell'ente e di poter contare su un canale interattivo per far sentire la propria voce nelle scelte relative . Decisive le modalità per misurare e valutare le politiche di gestione. Per rendere effettivi tali diritti gli Enti sottoscrittori si impegnano a studiare principi comuni nella riclassificazione dei documenti di rendicontazione per portatori di interessi in modo che sia: 1) comprensibile al maggior numero di cittadini possibile; 2) confrontabile nel tempo; 3) confrontabile rispetto ad amministrazioni omogenee e quindi stilato secondo specifiche comuni e condivise almeno per i principali capitoli e per i principali portatori di interessi; Fondamentale il ricorso alle tecnologie informative per mettere in comune gli indicatori di performance effettivamente usati in ogni Ente in modo da costituire un utile database di indicatori che facciano leggere con chiarezza "cosa" si misura e "come", nonchè la pubblicazione dei documenti di rendicontazione riclassificati su un sito Internet. Importante anche la decisione di istituire un marchio che contrassegni le amministrazioni che adottano la "Carta" per costruire e rafforzare la corretta informazione ed un più profondo legame con la Pa. A Belluno è stata delineata una strategia ed una cultura politica e di obiettivi che investe sia la P.A. ed il sistema delle Autonomie, sia i cittadini. Una strada obbligata anche se non facile ma da percorrere con determinazione. Una strada giusta se davvero si vuole cambiare in positivo la partecipazione ed il rapporto istituzioni governo cittadini. Una democrazia malata ha bisogno assoluto di terapie d'urto ed innovative. del 08-02-2008 num.

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Campania, danni all'ambiente (sezione: Class action)

( da "Napoli.com" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Nasce il fronte unico dei consumatori Napoli - L'obiettivo è duplice: evitare la polverizzazione delle azioni giudiziarie per danni ambientali e bloccare l'ennesimo sperpero in danno dei con-tribuenti italiani, rappresentato dall'accordo di programma per la col-mata di Bagnoli, attraverso un ricorso urgente al Capo dello Stato. Per fare questo Gaetano Montefusco, l'avvocato scrittore, presidente dell'associazione ambientalista "L'Avvocato del mare", ha riunito ieri i rappresentanti delle principali organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti dei consumatori per dare vita ad un coordinamento pronto a gestire le cause che i cittadini vogliono intentare. "La Class Action in Italia non potrà essere avviata prima di questa e-state ? ha spiegato Montefusco -. Noi proponiamo in questo momento altre azioni collettive possibili a tutela degli interessi diffusi in materia ambientale, al fine di consentire a qualsiasi cittadino o associazione,di qualunque centro della Campania, utilizzando i propri legali di fiducia, anche i giovani praticanti abilitati, un'ampia e gratuita partecipazione alle azioni risarcitorie tecnicamente possibili". Un metodo questo per dare più peso ai cittadini che vogliono essere risarciti per i danni morali e patrimoniali subiti a causa della "mala" amministrazione pubblica. E di questo e altro si è parlato ieri al Caffè Gambrinus dove Ermanno Corsi ha moderato il dibattito al quale han-no partecipato Raffaele Raimondi, presidente del Comitato giuridico di difesa ecologica, Vincenzo Vitiello dell'Unione Consumatori, Giusep-pe Ursini per il Codacons, Angelo Pisani di Noi Consumatori, Gianlu-ca Bozzelli del Movimento di Soccorso Popolare Antiusure, Gennaro Capodanno, presidente comitato valori collinari, nonché esponenti di altre associazioni ambientaliste e di tutela degli interessi diffusi dei cittadini tra cui  l'Arca e Bagnara che vive di Castelvolturno, l'associa-zione Mare blu di Quarto, l'Unsic di Giugliano, il Comitato Bagnoli punto e a capo, Costa dei Sogni, l'Unicel Unione Casalinghe e Lavora-trici Europee, l'Associazione donne Architetto, Insorgenza civile, e personaggi del mondo della cultura e delle professioni. Un piccolo e combattivo esercito deciso a difendere la propria dignità colpita da anni di malgoverno a Napoli e in Campania. In attesa di raccogliere firme per promuovere azioni collettive e pre-sentare il conto alle istituzioni, grande attenzione è stata messa sulla vicenda della cosiddetta colmata di Bagnoli. "Mentre la Campania affoga per i rifiuti ? ha spiegato l'avvocato Vale-rio Barone ? i protagonisti negativi della gestione dell'emergenza han-no approvato lo scorso  dicembre l'accordo di programma per l'elimi-nazione della colmata a mare di Bagnoli che sarà trasferita a Piombino con un costo di mille euro per ogni abitante della città di Napoli, inclu-si vecchi e bambini". Un'operazione che dal costo iniziale di trenta milioni è lievitata a un miliardo di euro comportante pericoli enormi. "Quello che non tutti sanno ?  ha spiegato Barone ?  è che nel pro-gramma è stabilito che, qualora i sedimenti non dovessero essere con-formi a legge, toccherà, nonostante il pagamento di quasi 700 milioni di euro al Comune di Piombino, al Commissario campano per le boni-fiche, retto da Antonio Bassolino, pagare l'intervento". Per questo i comitati hanno deciso di proporre ricorso straordinario al Presidente Giorgio Napolitano e impugnare l'accordo di programma firmato a Roma: "Dobbiamo bloccare uno scempio che peserà per anni sui napoletani e sugli italiani". Tutte le iniziative promosse sono consultabili sul sito "www.oltregli schemi.com". Tra le azioni previste anche la costituzione di parte civi-le nel processo penale che vede imputati, dinanzi al GUP del Tribunale di Napoli, Antonio Bassolino, i fratelli Romiti e altri che in questi anni hanno operato nel e con il Commissariato straordinario per l'emergen-za rifiuti in Campania. L'intero convegno è su radio radicale al link http://www.radioradicale.it/scheda/246701/conferenza-stampa-di-presentazionedi-un-codice-etico-e-comportamentale-.

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Azione collettiva risarcitoria, (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Azione collettiva risarcitoria, nuovi scenari. Il nostro Paese deve confrontarsi da anni con un sistema giustizia che non riesce ad esprimere adeguati livelli di efficienza e qualità. Secondo i dati recenti, per esempio, abbiamo un record europeo di circa 200 mila procedimenti prescritti all'anno. Da anni per i politici la giustizia è un terreno di scontro con la magistratura ed il solo tema di riforma che la classe politica ha messo in campo è quella del controllo sull'autonoma iniziativa di indagine dei giudici quando diretta verso esponenti politici. Il diritto della giustizia presenta oramai una doppia faccia: per chi ha disponibilità economiche e per chi non le ha, una faccia per i potenti ed un'altra per le vittime. Il sistema penale ad esempio è fondamentalmente incentrato intorno ad un sistema di garanzie per l'imputato, una filosofia imputato centrica che deve spostarsi verso un ruolo di maggior garanzia anche per le vittime dei reati. Da questo punto di vista mentre per l'imputato la durata del processo gioca un ruolo positivo, per la vittima la durata gioca un ruolo esattamente opposto fino a quasi una vanificazione della domanda di giustizia. A fronte di una classe politica che a che fare con la Giustizia, per vari e non sempre encomiabili motivi, e non sa provvedere all'interesse generale, movimenti di cittadini si propongono ormai con la consapevolezza di essere parte di una nuova classe dirigente. In questa direzione la novità introdotta dalla legge finanziaria che disciplina l'azione collettiva risarcitoria può sicuramente aprire nuovi e per ora impensabili scenari.Avv. Carlo Mursia.

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ANCORA BLOCCHI E PROTESTE NEL NAPOLETANO (sezione: Class action)

( da "TGCom" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

Rifiuti, blocchi nel Napoletano Commissario De Gennaro da procuratore Nuove proteste degli abitanti di Arco Felice e Monterusciello, nell'area flegrea. I residenti, esasperati dai rifiuti non raccolti da settimane, hanno messo in atto blocchi. Dopo alcune ore i manifestanti si sono spostati sulla Domiziana, rovesciando cassonetti e utilizzando autobus come barriere. Intanto il commissario straordinario De Gennaro è stato ricevuto dal procuratore generale della Repubblica di Napoli, Vincenzo Galgano. Risultato dei blocchi: traffico totalmente in tilt e via Campana, utilizzata quale ultima uscita della tangenziale di Napoli, paralizzata. Risultano interrotti i collegamenti tra Pozzuoli e Bacoli, Pozzuoli e Castelvolturno lungo la variante Anas della Domiziana.Gli automobilisti fatti uscire a via Campana dalla tangenziale stanno provando a proseguire in direzione Castelvolturno, Roma per via Campana in direzione Montagna Spaccata. Una delegazione di quattro manifestanti aveva incontrato il Commissario prefettizio Bagnato senza avere certezze sui tempi di rimozione. Subito dopo la gente è scesa in strada mentre altri dimostranti si sono diretti presso gli uffici dell'anagrafe e dell'acquedotto comunale che si trovano nella zona di Monterusciello 1, facendo uscire fuori tutti gli impiegati. Intorno alle 12 è scoppiata la rivolta dei residenti di Lucrino. Erano scesi già mercoledì in strada a protestare, ma non soddisfatti delle promesse per la rimozione dei cumuli di spazzatura sono tornati a manifestare. Anche qui si sono ripetute le solite scene di sacchetti dispersi e cassonetti a ostruire le carreggiate. De Gennaro dal Procuratore Generale Vertice tra il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti De Gennaro e il procuratore generale della Repubblica di Napoli Vincenzo Galgano. In "un lungo e cordiale colloquio" il prefetto De Gennaro - si legge in una nota - ha colto l'occasione per rappresentare al procuratore l'attuale situazione relativa all'emergenza rifiuti illustrando lo stato delle iniziative che ha avviato". L'emergenza rifiuti in Campania Tgcom 04/02/2008Ryanair, spot sui rifiuti 04/02/2008Rifiuti, ancora decine di roghi 02/02/2008Rifiuti, "Nessun pericolo salute" 31/01/2008Rifiuti, secondo avvertimento Ue 31/01/2008Rifiuti, blocchi nel Napoletano 29/01/2008Rifiuti, scontri a Marigliano 28/01/2008Rifiuti, Grillo organizza M-day 28/01/2008Rifiuti, aprono discariche e siti 25/01/2008Rifiuti, nuovo ultimatum della Ue 25/01/2008Rifiuti, nuove proteste a Benevento 23/01/2008Rifiuti, operazione Cc a Napoli 22/01/2008Rifiuti, ancora proteste a Napoli 19/01/2008Rifiuti:class="hilite">a Napoli prima class="term">class class="term">action 18/01/2008Rifiuti, presidio al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti, l'esercito entra in azione 10/01/2008Milano, dai rifiuti energia pulita 10/01/2008Rifiuti,squadre intervento a Napoli 09/01/2008Rifiuti,assalto ai vigili del fuoco 08/01/2008Rifiuti,ancora guerriglia a Pianura 07/01/2008Rifiuti, situazione in tempo reale 06/01/2008Rifiuti,continua presidio a Pianura 05/01/2008Rifiuti, a Pianura ancora scontri 04/01/2008Crisi rifiuti, "presidio va avanti" 04/01/2008A Napoli è emergenza rifiuti 03/01/2008Napoli,continua l'emergenza rifiuti 02/01/2008Rifiuti Napoli, protesta a Pianura 28/12/2007Rifiuti, resta emergenza a Napoli 26/12/2007Rifiuti, ridotti i disagi a Napoli 25/12/2007Rifiuti, raccolta record a Napoli 24/12/2007Napoli, piano rifiuti straordinario Invia ad un amico.

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"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini (2) (sezione: Class action)

( da "Velino.it, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

(POL) "Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini Roma, 8 feb (Velino) - è stallo nell'accesa polemica tra la Rai e Libero sulla pubblicazione dell'organigramma dei dirigenti con tanto di presunta collocazione politica. Nel the day after, infatti, le parti si arroccano. Il compito di replicare ai vertici Rai sulle colonne del giornale è di Oscar Giannino che alle parole preferisce cinque fatti. “Il documento proviene in maniera inoppugnabile dall'interno dell'azienda”, è il primo. “è lì che ci si prende la briga di incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando colorandoli in rosso (coloro considerati di centrosinistra), blu (se di centrodestra) e verde – non più di 1 su 30 – se tecnici indipendenti. Credere che siamo stati noi a fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare. Quell'uovo – sottolinea Giannino - è così com'è uscito dalla gallina Rai”. Il secondo fatto è che “class="hilite">la class="term">class class="term">action dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima risata”. Quarto fatto è che il giornale non deve “nessuna scusa ai dipendenti Rai, la lista della vergogna del metodo di governo Rai integralmente ricalcato su supine logiche politiche non l'abbiamo scritta noi”. Quinto fatto – chiosa Giannino – “privatizzare la Rai, l'unico rimedio è smontarla e venderla”. Nessun passo indietro, insomma, come prevedibile da parte di Libero, anzi. E la Rai? In Viale Mazzini è caccia aperta alla spia, circolano “molti indizi sull'autore” – così come li ha chiamati ieri Nino Rizzo Nervo – e c'è anche chi sta pensando a indagini telematiche per smascherare “il mascalzone”: rintracciare gli accessi con password (e quindi indirizzo Ip e matricola) a quella parte della intranet aziendale utilizzata solo dall'ufficio del personale e con all'interno informazioni, spesso personali, su diecimila lavoratori. Solo gli accessi prolungati, però, perché il lavoretto ha portato via parecchio tempo. Nel frattempo la Rai sottolinea in una nota che “le iniziative giudiziarie da essa promosse in sede civile e penale – si legge in una nota - non riguardano solo chi ha pubblicato il documento, ma contemporaneamente – e ovviamente – qualunque persona anche ignota interna o esterna all'Azienda che avesse formato il documento, incorrendo nei reati di concorso in diffamazione mediante commissione di falso materiale e ideologico, di abuso di ufficio e di trattamento illecito di dati sensibili concernenti le opinioni politiche dei lavoratori, in violazione – conclude la Rai - degli articoli 113 e 171 del Codice privacy”. (Gianluca Vacchio) 8 feb 17:42.

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"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini (sezione: Class action)

( da "Velino.it, Il" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

(POL) "Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini Roma, 8 feb (Velino) - è stallo nell'accesa polemica tra la Rai e Libero sulla pubblicazione dell'organigramma dei dirigenti con tanto di presunta collocazione politica. Nel the day after, infatti, le parti si arroccano. Il compito di replicare ai vertici Rai sulle colonne del giornale è di Oscar Giannino che alle parole preferisce cinque fatti. “Il documento proviene in maniera inoppugnabile dall'interno dell'azienda”, è il primo. “è lì che ci si prende la briga di incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando colorandoli in rosso (coloro considerati di centrosinistra), blu (se di centrodestra) e verde – non più di 1 su 30 – se tecnici indipendenti. Credere che siamo stati noi a fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare. Quell'uovo – sottolinea Giannino - è così com'è uscito dalla gallina Rai”. Il secondo fatto è che “class="hilite">la class="term">class class="term">action dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima risata”. Quarto fatto è che il giornale non deve “nessuna scusa ai dipendenti Rai, la lista della vergogna del metodo di governo Rai integralmente ricalcato su supine logiche politiche non l'abbiamo scritta noi”. Quinto fatto – chiosa Giannino – “privatizzare la Rai, l'unico rimedio è smontarla e venderla”. Nessun passo indietro, insomma, come prevedibile da parte di Libero, anzi. E la Rai? In Viale Mazzini è caccia aperta alla spia, circolano “molti indizi sull'autore” – così come li ha chiamati ieri Nino Rizzo Nervo – e c'è anche chi sta pensando a indagini telematiche per smascherare “il mascalzone”: rintracciare gli accessi con password (e quindi indirizzo Ip e matricola) a quella parte della intranet aziendale utilizzata solo dall'ufficio del personale e con all'interno informazioni, spesso personali, su diecimila lavoratori. Solo gli accessi prolungati, però, perché il lavoretto ha portato via parecchio tempo. Nel frattempo la Rai sottolinea in una nota che “le iniziative giudiziarie da essa promosse in sede civile e penale – si legge in una nota - non riguardano solo chi ha pubblicato il documento, ma contemporaneamente – e ovviamente – qualunque persona anche ignota interna o esterna all'Azienda che avesse formato il documento, incorrendo nei reati di concorso in diffamazione mediante commissione di falso materiale e ideologico, di abuso di ufficio e di trattamento illecito di dati sensibili concernenti le opinioni politiche dei lavoratori, in violazione – conclude la Rai - degli articoli 113 e 171 del Codice privacy”. (Gianluca Vacchio) 8 feb 17:42.

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UNICREDIT/ ADUSBEF VALUTA CLASS ACTION CONTRO BANCHE SU DERIVATI (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 08-02-2008)

Argomenti: Class Action

08-02-2008 19:02 Chiederà di essere parte civile a processo Bari Roma, 8 feb. (Apcom) - Adusbef, con l'ausilio di primari giuristi indipendenti, sta "valutando la fondatezza giuridica" class="hilite">di una class="term">class class="term">action "contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Così l'associazione dei consumatori commenta la vicenda riportata dall'Espresso di un imprenditore pugliese "strangolato dai derivati" che ha fatto causa all'istituto chiedendo 280 milioni di euro di danni, dopo aver video-registrato di nascosto alcuni suoi incontri con i funzionari di UniCredit. Oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo all'articolo pubblicato oggi da L'Espresso (dal titolo 'Derivati bugie e videotape'), l'Adusbef chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari, per "sostenere l'imprenditore raggirato". L'associazione prende spunto dal 'caso' denunciato dal settimanale per riportare l'attenzione sul tema dei derivati. Adusbef, come ricorda l'associazione in una nota, aveva denunciato a dieci procure della Repubblica "i derivati truffa piazzati da UniCredit a decine di migliaia di imprese".

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Il popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile elettronico (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

FEDERCONSUMATORI Il popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile elettronico CLASS ACTION oppure seguire uno per uno i tanti ricorsi individuali contro le multe del vigile elettronico? E' questo il nodo che ieri il collegio dei vari legali di Federconsumatori - l'associazione che si riferisce al sindacato Cgil - ha tentato di dipanare. Attorno a un tavolo si sono seduti gli avvocati Marco Bianchi, presidente di Federconsumatori Rimini - sede in via Caduti di Marzabotto -, e i colleghi Luca Zamagni, Daniele Marino, Semprini, Maselli. Per ora non si è deciso per una o l'altra strada. La scelta sarà lasciata ai singoli cittadini. I legali spiegheranno la possibilità di class action, e relativi tempi (non prima di luglio). Da un lato sarebbe più "semplice" attuare una "class action". Ovvero un'azione collettiva di contenzioso giudiziario, da anni praticata - anche con clamorosi successi (si veda il caso delle multinazionali del tabacco) negli Stati Uniti. E dal primo gennaio introdotta anche in Italia, non senza polemiche, dal governo. Ma la praticabilità della class action non è ancora piena. In soldoni, si dovrebbe attendere verosimilmente sino al mese di giugno o luglio. Nel frattempo, multati "semplici" e plurimultati dovrebbero pagare le contravvenzioni. Che in non pochi casi, com'è noto, ammontano a parecchie migliaia di euro. Federconsumatori segnala di non avere "mai ricevuta risposta dall'amministrazione comunale" in merito alla lettera inviata dall'associazione a Palazzo Garampi, lo scorso 7 gennaio, a firma del presidente Marco Bianchi. Eccola. "Oggetto: Vigile Elettronico - Richiesta incontro. Egregio Sig. Sindaco, negli ultimi giorni la scrivente Associazione è stata sollecitata da un numero sempre crescente di cittadini che hanno subito multe in seguito all'entrata in vigore del cosiddetto vigile elettronico a presidio della zona a traffico limitato nel nostro Comune. Federconsumatori fornisce la propria disponibilità ad avviare un tavolo di confronto con il Comune ed individua come prioritari i seguenti punti: a) prevalenza del messaggio informativo-educativo e non esclusivamente punitivo (o, peggio ancora, finalizzato a "fare cassa") delle sanzioni elevate per mezzo del vigile elettronico; b) valutazione in ordine alla possibilità di introdurre misure alternative-sostitutive alla sanzione pecuniaria (o di parte di essa) in ben individuate fattispecie peculiari (ad es. per coloro i quali abbiano subito diverse sanzioni per uno stesso comportamento ripetuto); c) possibilità di rateizzazione degli importi; d) revisione degli importi richiesti ai cittadini per le spese di notifica a mezzo posta della sanzione. Restiamo in fiduciosa attesa... ad essere convocati dall'Amministrazione Comunale allo scopo di approfondire i sopra enunciati punti". Federconsumatori esorta il Comune a "evitare un colossale conflitto giudiziario con migliaia di cittadini". Insomma, si chiede una soluzione politica. Mario Gradara - -->.

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Questa legge è uno tsunami (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Milano Finanza Questa legge è uno tsunami CLASS ACTION La norma è un mostro giuridico, ma siccome di sicuro è retroattiva potrebbe provocare seri danni a banche e grandi aziende. Pertanto, meglio che il prossimo governo la cambi. Parla Guido Alpa, presidente degli avvocati italiani. Attenti, i giudici potrebbero mettere in ginocchio banche e grandi aziende. Tutta colpa della class action italiana, un vero "mostro giuridico". Anche perché la norma è retroattiva, non ci sono dubbi. Quindi la raffica di azioni collettive già annunciate, da Cirio a Parmalat, fino all'anatocismo, potrebbero davvero arrivare nelle aule dei tribunali. A mettere in guardia società e istituti di credito, in questa intervista a Milano Finanza, è Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, e ordinario di istituzioni di diritto privato all'Università La Sapienza di Roma.Domanda. La class action è o non è retroattiva?Risposta. La questione non è stata risolta dal legislatore. Quindi, se non dovesse intervenire una modifica o un chiarimento della normativa, la sua soluzione sarà affidata ai giudici. Comunque, se si ritiene che la norma abbia introdotto un nuovo strumento processuale, anche se in questo caso non nel codice di procedura civile ma nel codice del consumo, non si può non evidenziare che ogni nuovo strumento processuale riguarda anche i fatti pregressi, quindi è retroattiva. Se invece si ritiene che non siano stati introdotti nuovi strumenti ma che si sia prevista la tutela di nuovi interessi, allora la legge vale solo per il futuro.D. Queste sono le due interpretazioni possibili. Ma il suo giudizio qual è?R. è che non ci sono nuovi interessi da tutelare. Questo è uno sforzo interpretativo che mi sembra molto arduo sostenere davanti ai giudici. Secondo la mia opinione si è introdotto un nuovo strumento processuale, quindi la norma è senz'altro retroattiva.D. Dunque dobbiamo attenderci una raffica di class action su Cirio, Parmalat, Tango bond e anatocismo, come annuncia l'Adusbef?R. Il rischio c'è. Ma ciò è dovuto anche al fatto che la normativa per la tutela degli interessi superindividuali è un mostro giuridico che, se lo si vuole mantenere in vita, deve essere completamente riscritto, pena lo scardinamento del sistema processuale vigente e l'accelerazione della crisi della macchina della giustizia.D. Perché dice questo?R. Perché la norma mette insieme, come se fossero situazioni equipollenti, small claims e altre azioni risarcitorie. Le small claims richiedono una disciplina a sé, un filtro molto rigido per evitare frivole rivendicazioni, o manovre ricattatorie, e pure per evitare che modestissimi danni pur moltiplicati per migliaia di persone si convertano nella distruzione di servizi o apparati produttivi utili per il paese e rilevanti per il mercato.D. Quindi teme che la class action possa mettere in ginocchio i grandi gruppi?R. Episodi sconcertanti come i danni da black-out o da lievi ritardi dei treni, assecondati da qualche giudice di pace, dovrebbero costituire un monito per il legislatore, perché class action promosse contro le Fs o contro l'Enel rischierebbero di privare l'intero Paese di due servizi essenziali, attesi gli ingenti danni che i due enti dovrebbero subire, se fossero tenuti a risponderne già sulla base di una valutazione preliminare della fondatezza della domanda. Ma ci sono anche questioni di ambito a non essere chiare nella normativa appena approvata.D. A che cosa si riferisce?R. Mi riferisco per esempio ai settori in cui l'azione collettiva è ammessa. Uno di essi, per la formulazione ricevuta, è indecifrabile: "Illeciti commessi nell'ambito di rapporti giuridici relativi a contratti cosiddetti per adesione che all'utente non è dato contrattare e modificare", si legge. Val la pena di ricordare che l'illecito appartiene all'area extra-contrattuale. Un'altra anomalia è che nel codice al consumo si inseriscono anche aspetti che ora sono fuori dal codice stesso, come gli atti anticoncorrenziali o il credito al consumo.D. Quindi sarebbe auspicabile una modifica della legge?R. Il testo continua a creare incertezze, per questo mi auguro che sia rivisto al più presto. Poiché entrerà in vigore tra sei mesi, ci sarebbe il tempo per provvedere prima che la normativa diventi operante. (riproduzione riservata) Milano Finanza Numero 029, pag. 20 del 9/2/2008 Autore: Michele Arnese.

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Vittoria contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni Il Comitato Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva (sezione: Class action)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

"Vittoria contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni" Il Comitato Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva - -->.

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Vte, stopper altrenovegiornate (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Voltri terminal Prosegue il blocco dovuto al nuovo sistema informatico di controlli. Agenti marittimi pronti a chiedere i danni 09/02/2008 Genova. Il terminal portuale di Voltri non tornerà alla normalità prima del 18 febbraio. Fino a quella data, il traffico in esportazione non verrà accettato. In totale, saranno quindi tre le settimane in cui il Vte, il più grande terminal italiano, sarà bloccato per via del congestionamento creato dal nuovo sistema informatico di controlli. Una paralisi che sta producendo enormi danni economici. Dopo spedizionieri e autotrasportatori, anche gli agenti marittimi stanno pensando a "strumenti legali per tutelare le agenzie e gli armatori rappresentati", dice Massimo Moscatelli, segretario generale di Assagenti. In arrivo un'altra class="term">class class="term">action? "Stiamo valutando anche questa ipotesi". Dal Vte e dall'Autorità portuale no comment su tutta la linea. quarati >> 12 09/02/2008.

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" stangati" da banche e aziende consumatori pronti alla riscossa (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Prima Pagina " Stangati" da banche e aziende consumatori pronti alla riscossa Dai telefoni alle poste, dai treni alle banche, dalle aziende che forniscono acqua potabile a quelle dell'energia elettrica. Le azioni collettive di risarcimento dei consumatori in Toscana potrebbero riguardare tutti questi settori. E' la nuova legge sulla class action in vigore dal prossimo luglio: una normativa che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità di vincere una causa ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima condizione il relativo risarcimento. In 20 giorni sono già stati scaricati ventimila moduli dall'Adusbef. STEFANO BARTOLI a pagina 3.

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Tutti i colori della Rai (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Tutti i colori della Rai Oliviero Beha Lottizzazione In fondo è tutta una questione cromatica: Libero pubblica un documento riservato su 650 alti dirigenti di Viale Mazzini, colorandone i cognomi in base alla presunta lottizzazione. Rossi in quota al centrosinistra, blu al centrodestra,verdi come indipendenti (o difficilmente etichettabili). class="hilite">Il Presidente della Rai Petruccioli annuncia a tamburo battente querele modello "class="term">class class="term">action" da parte dell'azienda vilipesa nei confronti della "Feltri List". Feltri replica: dirò tutto al magistrato. Fan, come sono, della "class="term">class class="term">action", solo oggi e con difficoltà introdotta dall'ultima legge Finanziaria, mi dico che non posso perdere l'occasione. Tutto sommato anch'io pur molto modestamente "sono la Rai". segue a pagina 27.

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Sono fallito per colpa dei derivati . Unicredit: Non è vero Sull'Espresso la storia di Divania, un'azienda pugliese, finita in una difficile crisi. Le accuse alla banca di Profumo (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del "Sono fallito per colpa dei derivati". Unicredit: "Non è vero" Sull'Espresso la storia di Divania, un'azienda pugliese, finita in una difficile crisi. Le accuse alla banca di Profumo di Giuseppe Vespo Chi ha fatto il buco a Divania? È il quesito sul quale ruota la polemica tra il colosso del credito Unicredit e il colosso editoriale L'espresso, ieri in edicola con un pezzo a firma di Paolo Biondani, che accusa l'istituto guidato da Alessandro Profumo di aver mandato sul lastrico un'azienda che fino al 2003 "era tra le prime industrie della Puglia". Tutta colpa dei derivati, gli ormai famosi strumenti finanziari, che sarebbero stati proposti in modo poco chiaro all'imprenditore Francesco Saverio Parisi, titolare di Divania. In cinque anni, secondo quanto riporta il settimanale, l'azienda barese avrebbe puntato sui derivati "l'incredibile cifra di lorda di 219 milioni di euro". La banca smentisce, ma a incastrarla potrebbero essere i video registrati da Parisi durante gli incontri con i dirigenti dell'istituto, colpevoli di avergli fatto firmare contratti finanziari ad altissimo rischio. "Ci ho messo un anno a capire come i banchieri hanno distrutto la mia azienda - dice a L'espresso Parisi -. Ora li ho denunciati, per truffa e usura, e li ho citati a giudizio davanti al tribunale civile". La parola spetta ai giudici, quindi, che dovranno accertare le responsabilità di Unicredit nella vicenda. Divania chiede un risarcimento di 276 milioni di euro più gli interessi, ma per l'isituto di piazza Cordusio "non è sostenibile che i risultati dell'attività in derivati abbiano influenzato l'attività industriale o i risultati economici" dell'azienda. "Nelle stesse relazioni ai bilanci di Divania del 2003 e 2004 - scrive la banca in un comunicato - si dichiara che la crisi ha natura industriale e va ricondotta all'andamento del settore ed al brusco peggioramento delle ragioni di scambio derivanti dall'apprezzamento dell'euro sul dollaro a partire dal 2001". Ad ogni modo, per Unicredit "le cifre riportate nell'articolo (de L'espresso, ndr) rappresentano in modo fortemente distorto i rapporti intercorsi tra banca e impresa nel corso degli anni in relazione all'operatività in derivati e determinano una situazione di grave disinformazione". Il gruppo pertanto si riserva di "tutelare la propria immagine con tutti i mezzi previsti dalla legge". Intanto gli effetti innescati dal valzer di accuse e polemiche si sono registrati a Piazza Affari: Unicredit ha lasciato sul terreno il 2,85%, tra le peggiori performance di ieri. E, come non bastasse, a rincarare la dose ci ha pensato l'Asdusbef. L'class="hilite">associazione che tutela gli utenti di servizi bancari, sta "valutando la fondatezza giuridica" di una class="term">class class="term">action "contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Tradotto, potrebbe costituirsi parte civile nel processo tra Divania e l'istituto di piazza Cordusio.

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Consumatori al contrattacco un cartello delle associazioni - lorenza pleuteri (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Bari L'INIZIATIVA L'Ipc: sede in piazza Umberto e come programma l'informazione corretta e puntuale Consumatori al contrattacco un cartello delle associazioni LORENZA PLEUTERI Serrare i ranghi. Tessere alleanze. Accerchiare i nemici comuni senza sprecare risorse. Si chiama Ipc, acronimo che sta per Istituto pugliese per il consumo. E la sigla che riassume la strategia, nella lotta al carovita e agli abusi e alle vessazioni quotidiane, messa a punto dalle articolazioni regionali di quindici associazioni di consumatori. Adiconsum, Aduc, Codacons, Movimento consumatori e via elencando - in un mix di sigle storiche, formazioni legate ai sindacati, gruppi iperattivi anche sul piano mediatico - si sono cementati in una superfederazione di paladini di cittadini e famiglie, pronta a partire all'attacco con una raffica di iniziative. La sede è in piazza Umberto 40, nel cuore di Bari. Gli obbiettivi ambiziosi e semplici insieme. Lavorare insieme su una piattaforma di scopi di grande spessore, lasciando ai singoli associati le collaudate attività ordinarie e le specificità. Dice il neopresidente dell'Ipc, avvocato Antonio Pinto: "Solo unendo le energie possiamo produrre risultati di peso e di maggiore efficacia". Un esempio? è in rodaggio da poche settimane, in attesa del lancio ufficiale, lo Sportello del consumatore previsto dalla legge regionale 12 del 2006. "Questo servizio non vuole essere una duplicazione di quelli già esistenti presso le singole associazioni - spiega sempre Pinto - ma ha una mission specifica". Primo: raccogliere segnalazioni e dati sui diritti degli utenti dei servizi erogati o vigilati dalla Regione. Secondo: promuovere azioni comuni finalizzate ad ottenere il miglioramento delle prestazioni. Terzo: raccogliere indagini e studi necessari per verificare la corretta applicazione dei codici del consumo nazionali e locali. Quarto: formare e informare i soggetti portatori di diritti, usando come strumento anche la comunicazione esterna. Un nuovo business, che andrà a pesare sulle tasche - vuote - delle persone più vulnerabili e esposte a truffe e raggiri? L'impossibile tentativo di conciliare le diverse anime e matrici ideologiche differenti? O solo "lobbing" a fin di bene? "L'Istituto - risponde il neo presidente - non ha fini di lucro, ha una struttura democratica, le cariche sociali sono elettive. Basta andare a leggere lo statuto, per verificare contenuti, scopi, formule, garanzie. Le attività di autofinanziamento saranno quelle marginali ed editoriali. Lo Sportello per i consumatori, per tornare all'esempio fatto prima, è contattabile gratuitamente". Lunedì, è la prossima mossa, i rappresentanti del nuovo Istituto parteciperanno alla riunione convocata dal vicepresidente regionale e assessore al Commercio Sandro Frisullo. "Come Ipc appoggiamo in pieno l'idea di concordare con negozi e centri commerciali la definizione di un carniere di prodotti di largo consumo, si parla di cento beni, da vendere a prezzo bloccato per almeno sei mesi. Se l'operazione andrà in porto, come tutti sembrano volere, saremo poi noi a verificare che l'accordo sia applicato correttamente". Intanto si lavora su altri due obbiettivi. La fondazione di un Gas, un gruppo di acquisto solidale per la spesa comunitaria. E la creazione di una camera di conciliazione all'class="hilite">interno della stessa sede dell'Istituto, per dirimere e risolvere le controversie tra cittadini e aziende. Quanto alle class="term">class class="term">action, si vedrà di volta in volta. "Sperando che il nuovo governo non faccia marcia indietro prima dell'entrata in vigore, in estate, della possibilità di intentare cause risarcitorie collettive". (l. pl.).

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A voi la bolletta, a noi la vendetta - stefano bartoli (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Attualità A voi la bolletta, a noi la vendetta Consumatori alla riscossa: cause collettive per tariffe e servizi Conto alla rovescia per il nuovo strumento giuridico: i risarcimenti ottenuti da una sola persona spetteranno a tutti i danneggiati STEFANO BARTOLI Dai telefoni alle poste, dai treni alle banche, dall'acqua potabile all'elettricità. Insomma, se Erin Brockovich, la segretaria precaria di uno studio legale resa famosa dall'omonimo film con Julia Roberts, eroina dei consumatori di tutto il mondo per essere riuscita a strappare 330 milioni di dollari alla potente Pacific and Gas Company per l'inquinamento delle falde acquifere di una cittadina californiana, si trasferisse in Toscana avrebbe parecchio lavoro da fare. Sì, perché se si va dare un'occhiata a tutto ciò che potrebbe rientrare nella nuova legge sulla class action, l'azione collettiva, approvata il 21 dicembre 2007 e pronta ad entrare in vigore il 1º luglio, l'elenco appare sterminato. Una casistica che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità, per la prima volta in Italia, di vincere una causa (a parte spieghiamo come funziona il meccanismo legale) ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima condizione il relativo risarcimento. "Per rendersi conto dell'interesse suscitato - spiega al Tirreno Elio Lannutti, presidente dell'associazione per la difesa dei consumatori Adusbef - basta pensare che dalla metà di gennaio, cioè da quando cioè è stato messo in rete il relativo modulo (www.adusbef.it, www.adusbeftoscana.it), quest'ultimo è stato scaricato qualcosa come 20mila volte. E per la maggior parte si tratta di richieste che riguardano argomenti ormai classici come l'anatocismo (gli interessi sugli interessi applicati dalle banche, ndr) la Parmalat o i bond argentini". "Certo rispetto agli Usa, questa legge ci consente qualche possibilità in meno - conclude Lannutti -, ma basta vedere come si sono arrabbiate Confindustria e banche per rendersi conto della sua importanza". Treni e contatori. Dall'ufficio fiorentino del Difensore civico della Toscana, struttura nata per difendere i diritti e gli interessi dei cittadini, non hanno dubbi: sono i disservizi del treni (dai ritardi alla sporcizia, dall'aria condizionata sparata in pieno inverno al riscaldamento al massimo in luglio e agosto) a fare da padroni nelle proteste e nelle richieste di rimborso, tutte pratiche perfettamente inqudrabili in una situazione da class action. Ma l'ultima novità sono le controversie che riguardano l'installazione dei nuovi contatori elettronici dell'Enel al posto dei vecchi misuratori analogici. Proprio in questi ultimi mesi sono infatti cominciate ad arrivare le bollette di conguaglio, molto spesso con richieste di cifre astronomiche. "Il problema - spiegano da Firenze - è che al momento dell'installazione doveva essere fatta una fotografia del vecchio contatore e compilato un verbale firmato poi dal titolare dell'utenza o, in alternativa, da una persona che doveva essere facilmente identificabile. Ebbene, questo non è accaduto: la firme spesso sono scarabocchi e le foto molte volte non vengono fornite. Di conseguenza, è un fronte su cui ci aspettiamo un 2008 caldissimo". Acqua, un disastro. Nel campo delle forniture idriche è invece Publiacqua, il consorzio che gestisce il servizio nelle aree di Firenze, Prato e Pistoia, a fare la parte del leone, purtroppo in negativo. "Oggetto della disputa - spiegano dall'ufficio del Difensore civico - sono le letture anomale dei contatori, effettuate solo una volta ogni tanto, con l'ovvia conseguenza di pesanti conguagli. Il tutto mentre il regolamento le renderebbe obbligatorie almeno una volta all'anno. Non solo: sempre Publiacqua, di fronte ad un intero condominio in regola con i pagamenti, ma con un solo utente moroso, ha spesso proceduto con distacchi della fornitura che si sono prolungati fino a tre giorni, creando così una situazione intollerabile per gli utenti". Non appare simpatica neanche la situazione di Gaia, fornitrice dell'acqua in Versilia. A Forte dei Marmi non ci sono ad esempio contatori e i consumi vengono fatturati con il sistema del "limitatore a lente tarata" che, secondo il comitato "Acqua bollente", porta a cifre non corrispondenti alla realtà. Per questo lo stesso comitato, un paio d'anni fa, diede il via alla autoriduzione delle bollette: in pratica venivano pagate solo le tariffe del vecchio gestore aumentate del tasso d'inflazione. Gaia non ha accettato la decisione e ha minacciato di chiudere i rubinetti ai morosi, ma nel luglio scorso il giudice di pace di Pietrasanta ha dato ragione agli utenti dichiarando illegittimi gli aumenti. Poste e banche. Le raccomandate e la chiusura degli uffici postali sono un altro filone da tenere d'occhio in vista dell'entrata in vigore della legge. In questo caso le proteste riguardano, appunto, i tagli alle strutture e la necessità di andare a ritare la corrispondenza da firmare (accade in alcuni comuni della provincia di Firenze) perfino a trenta chilometri di distanza. Ma sul fronte finanziario qui in Toscana tiene ovviamente banco la situazione creata dalla Banca popolare di Lodi ai tempi di Giampiero Fiorani, proprietaria delle Casse di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, ai danni dei correntisti: prelievi forzosi (è in corso un processo) giustificati dal recupero delle spese amministrative. Pochi euro a testa, ma per un importo complessivo di almeno 8-9 milioni. "E sempre a proposito di istituti di credito - aggiunge Giulio Caselli, presidente regionale dell'Adusbef - bisogna ricordare anche la clonazione dei Bancomat che non viene riconosciuta subito, con il cliente che si vede prelevare i soldi per poi riaverli solo in tempi succesivi". Il telefono, la mia croce. Concludiamo con la telefonia, un caso eclatante le cui dimensioni hanno contorni sempre più larghi e confusi. Elisabetta Gonnelli del Corecom, il comitato regionale pre le comunicazioni, descrive l'ondata di richieste d'aiuto giunte al suo ufficio per il traffico non riconosciuto come un "fenomeno eclatante, in cui Telecom Italia ha avuto un atteggiamento ondivago". "Mi riferisco - prosegue la dirigente - agli 899 ed a tutti gli altri numeri speciali a cui ignari utenti vengono collegati soprattutto attraverso Internet. Si tratta del 70-80 per cento delle contestazioni telefoniche, che riguardano non solo la principale azienda italiana del settore, ma anche altre compagnie. Pensi che ci sono persone che guadagnano 800 euro di pensione ed hanno ricevuto bollette che superano i mille. E se prima la Telecom, davanti all'evidente buona fede soprassedeva sul pagamento (è comunque di questi giorni la notizia di un versamento volontario dellazienda di 6,5 milioni per i servizi non richiesti dopo una serie di rilievi sollevati dall'Authority per le comunicazioni, ndr), adesso, vista l'esplosione dei casi, pretende sempre di avere i soldi. In pratica, intere famiglie sono finite sul lastrico".

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Sangue infetto alla sbarra (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-02-09 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La storia Dopo più di vent'anni gli emofilici che hanno contratto Hiv e epatite cercano ancora giustizia Sangue infetto alla sbarra Usa, la causa collettiva di 500 italiani Gli imputati "Gullone contro Bayer": è il processo contro 4 aziende farmaceutiche. Sentenza vicina G ullone contro Bayer. E' la causa internazionale nella quale alcune migliaia di cittadini, italiani e non, agiscono negli Stati Uniti contro quattro big del farmaco. Tremila persone, di cui cinquecento italiani, che hanno contratto epatite C o virus dell'Aids tra il 1978 e il 1990 a causa di prodotti derivati da plasma infetto. Emoderivati infetti. I tremila sono tutti emofilici: un difetto ereditario impedisce al loro sangue di coagulare ma con l'emoderivato giusto (da prendere per tutta la vita) il difetto si annulla. Ebbene, un giorno qualsiasi di oltre vent'anni fa ognuna di queste persone si è ritrovata "infettata" da mali più gravi di quello che stavano curando. A causa di aziende che, secondo i documenti presentati in giudizio, avrebbero anteposto gli interessi di mercato alla salute dei cittadini. Gullone è una di queste persone, nato nel 1962 con l'emofilia, sieropositivo e con l'epatite C dal 1985. Ventidue anni di calvario, di vita a rischio, di biopsie al fegato per controllare l'evoluzione dell'infezione, di decine di farmaci (quelli per l'Aids sono stati fondamentali per la sua sopravvivenza fino ad oggi) oltre a quel fattore di coagulazione che era, e sarebbe dovuto restare, l'unico suo obbligo farmaceutico. Non solo, alcune di queste persone hanno poi contagiato loro familiari quand'erano ancora ignari di quello che era loro capitato. La storia del sangue infetto da Hiv (Aids), Hvc (epatite C), Hvb (epatite B) ha 20 anni e ancora se ne parla. In Francia finì alla sbarra anche il primo ministro Fabius, poi assolto. In Italia, il famoso "re Mida" della Sanità Duilio Poggiolini e altre decine tra industriali, funzionari e medici sono ancora sotto accusa: a Napoli ci sono due richieste di rinvio a giudizio, una per omicidio colposo. E un processo è in programma per il 29 febbraio. Negli ultimi sei mesi del 2007 sono morte altre 5 persone contagiate in quegli anni in Italia. In tutto ne sono morte 409 per Aids. E ci sono 924 sieropositivi da Hiv, 2.124 da epatite C, 443 da epatite B. Nel gennaio scorso, una sentenza della Cassazione ha condannato il ministero della Salute a risarcire tutti quei cittadini che hanno contratto malattie da trasfusione di sangue o da emoderivati indipendentemente dalla data del contagio. Una sentenza che risolve una volta per tutte dal punto di vista civilistico la questione delle persone danneggiate dal sangue infetto. Il primo vero ricorso contro i produttori è invece quello americano. Se Gullone apre la lista dei ricorrenti, la Bayer è la prima della lista degli accusati: con essa Baxter, Aventis Behring, Armour. La causa, cominciata formalmente nel 2003, ma solo ora, dopo una serie di rinvii e di cavilli tecnici, entrata nel vivo, segna una nuova era per questo tipo di azioni legali da parte degli emofilici che sono italiani, inglesi e tedeschi, con contagi da virus Hiv e Hcv (il 98% dei ricorrenti si è infettato con entrambi i virus) a seguito dell'assunzione di prodotti emoderivati. A loro si sono aggiunti successivamente anche malati argentini, israeliani e statunitensi. I 500 emofilici italiani sono rappresentati dallo studio legale Ambrosio e Commodo di Torino. class="hilite">Non si tratta di una class="term">class class="term">action perché il tribunale di Chicago ha negato questa forma giuridica, ma di un'azione collettiva che sta avviandosi verso la sentenza. Le accuse si basano su una mole sconfinata di documenti: 11.949.219 pagine che riempiono interi corridoi. E' stato calcolato che per tradurle tutte si spenderebbero circa 286 milioni di dollari e oltre 21 anni se 100 traduttori vi lavorassero simultaneamente (ci vorrebbero 7.966 giorni). Dice l'avvocato Stefano Bertone, che difende gli italiani: "In sostanza le industrie farmaceutiche sapevano che il plasma che utilizzavano per produrre i farmaci salvavita per gli emofilici era ad altissimo rischio. Lo sapevano perché andavano a ricercarlo nei luoghi più a buon mercato: lungo il confine con il Messico o nelle carceri di massima sicurezza". Vi sono, secondo i pazienti e i loro legali, documenti che provano tutto ciò. Ad esempio quando esplose la questione Aids le aziende produttrici di emoderivati avrebbero ritardato il ritiro dei vecchi stock che ancora trasmettevano, o potevano trasmettere, il virus dell'Hiv. "Abbiamo le prove. Sono depositate", dice Bertone. E si riferisce a un telex inviato dalla Cutter del gruppo Bayer alla sua filiale di Siena nel 1984 nel quale si spiega perché non viene introdotto anche in Italia il prodotto trattato al calore e quindi più sicuro. Il motivo, secondo i documenti e le testimonianze: con l'introduzione del nuovo prodotto sarebbero stati costretti a cessare le vendite di quello non trattato e a rischio Aids. In Italia le infezioni da Hiv tramite plasmaderivati commerciali si sono arrestate nei primi mesi del 1986. Quelle da Hcv nel 1988-1989. Fino ad allora nel nostro Paese l'epidemia ha contagiato migliaia di persone. Centinaia i morti tra gli emofilici. E' accertato che il problema principale era proprio nei donatori a pagamento diffusi negli Stati Uniti e in Nord Europa. Il donatore abituale italiano è volontario, selezionato e sicuro. Dati alla mano: nel centro emofilia di Castelfranco Veneto, il maggiore in Italia negli anni '80 e '90, i malati trattati esclusivamente con prodotti derivati da donatori italiani non contrassero mai l'Hiv, mentre chi fu sottoposto all'infusione di derivati commerciali sviluppò l'Aids nel 48% dei casi. I prodotti di queste industrie sono stati venduti in tutto il mondo. Per questo motivo, non solo negli Usa hanno accettato di pagare una mega transazione da circa 1.200 miliardi di vecchie lire con gli emofilici statunitensi contagiati dall'Hiv (100.000 dollari a testa), ma lo stesso hanno fatto in Giappone, e lì hanno pagato circa 235.000 dollari a ciascuna vittima, o famiglia di vittime. Esclusi però i casi americani di infezione da epatite C. Questi sono nella causa Gullone vs Bayer. Le quattro grandi multinazionali, fino a che non è intervenuta la causa Gullone, in Italia non avevano risarcito nessuno. Né avevano fatto proposte. Ma una volta portate in giudizio, una di loro (Baxter) decide di pagare circa 40.000 euro a ciascuno degli 800 e più emofilici italiani che hanno contratto l'Hiv. Ufficialmente si tratta di un Fondo di solidarietà. "Ma - dice l'avvocato Bertone - chiedono ai malati di firmare una rinuncia a qualunque azione giudiziaria, compresa la causa Gullone contro Bayer". Mario Pappagallo I morti Gli emofilici morti per Aids sono 409, gli ultimi cinque nel 2007 I sieropositivi sono 924 I malati Oltre duemila sono le persone che hanno contratto epatite C, 443 quelli con epatite B.

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RAFFICA DI RICORSI, MA IL DIFENSORE CIVICO FRENA: NO ALLA RIVOLTA FISCALE, PER IL BILANCIO DEL COMUNE SAREBBE UNA CATASTROFE (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

Raffica di ricorsi, ma il difensore civico frena: no alla rivolta fiscale, per il bilancio del Comune sarebbe una catastrofe PIETRO TRECCAGNOLI Per ora sono mille. Ma ai primi garibaldini che chiedono il rimborso della più odiosa e borbonica tassa, la Tarsu, quella della monnezza che fermenta per strada, se ne aggiungono centinaia di giorno in giorno. E il Palazzo è già entrato nel panico, prevedendo una catastrofe per il bilancio. Alla fine di gennaio il Codacons ha istituito un numero verde (800.911.111) per assistere chi individualmente rivuole indietro il sessanta per cento di quanto ha pagato per la mancata raccolta, facendo riferimento proprio al regolamento della Tarsu. Le linee, cinque, aperte dalle 15 alle 19, dal lunedì al venerdì, sono diventate subito roventi. "L'ottanta per cento dei cittadini che chiama" spiega Giuseppe Ursini dell'associazione per la tutela dei cittadini "ha già scaricato il modulo per il rimborso dal nostro sito Internet e ci chiede chiarimenti per la compilazione". Le richieste di rimborso sono state spedite, con una raccomandata, al Comune, a Equitalia e all'Asia. La maggior parte dei ricorsi riguarda la città di Napoli, ma molti sono indirizzati ai paesi della provincia. Mentre la diffida fa il suo corso (il Comune deve rispondere entro 30 giorni e poi ci sono 60 giorni per il ricorso alla Commissione tributaria) l'importante è pagare. "Non si può passare dalla parte del torto" ammonisce Ursini che è stato il primo a stupirsi del numero esorbitante di richieste: un'autentica tempesta che si sta abbattendo su Palazzo San Giacomo. "Chiamano anche commercianti, albergatori e ristoranti, imprenditori legati al turismo" aggiunge "che vogliono intraprendere azioni per il risarcimento danni. Lamentano perdite del trenta per cento". Accanto alle richieste individuali, class="hilite">il Codacons sta portando avanti anche una causa collettiva per risarcimento danni, qualcosa di simile a una "class="term">class class="term">action". Per ora ha raccolto un'ottantina di adesioni. Vista la malaparata, il difensore civico Giuseppe Pedersoli è passato al contrattacco: "La Tarsu va pagata regolarmente e considero sbagliato incitare i cittadini a una rivolta fiscale contro il Comune". È la sua risposta a quanti lo sollecitano a intervenire in favore dei cittadini per evitare o ridurre il pagamento della tassa che scatena bestemmie. "Al mio ufficio" spiega Pedersoli "continuano ad arrivare richieste per un intervento presso il sindaco, il Consiglio comunale, l'assessore competente per prevedere il pagamento in misura ridotta della Tarsu perché il servizio non viene svolto efficacemente. Qualcuno ha addirittura insistito affinché chiedessi al sindaco di annullare la Tarsu per il 2008". E lei che ha fatto? "Ho sempre invitato tutti a un maggiore senso di responsabilità". Una battaglia contro i mulini a vento. Ma è proprio il suo incarico che lo induce a un simile comportamento, provando a mantenere il carro per la discesa. "Se il Comune non dovesse incassare quanto previsto per la Tarsu" spiega vestendo i panni di Cassandra "l'impatto sul bilancio sarebbe catastrofico. E le conseguenze ricadrebbero sugli stessi cittadini". Perché i soldi da qualche parte li dovranno pur prendere. Pedersoli è scettico anche contro le ipotetiche "class="term">class class="term">action" e richieste di costituzione in giudizio contro i responsabili dell'emergenza della monnezza. Le soluzioni, secondo lui, non si trovano nelle aule giudiziarie: "Solleciterò il Comune a varare al più presto il piano per la raccolta differenziata ma so che il lavoro in tale direzione è già avviato e approderà entro i primi giorni di marzo in Consiglio". Ma le nuvole all'orizzonte sono nere.

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DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

(17:30) (9/2/2008 17:25) | DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA (Sesto Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - DERIVATI: GRAVISSIMI I COMPORTAMENTI DI UNICREDIT PER FRODARE GLI UTENTI E FAR FALLIRE FIOR DI IMPRESE. LA STORIA RACCONTATA DALL'ESPRESSO, CHE VEDRA' ADUSBEF COSTITUITA PARTE CIVILE, E' COMUNE AD ALTRE STORIE DI "DANNATI",CON BANCHE CHE CONTINUANO ANCORA OGGI A TRUFFARE I CONSUMATORI, CON LA COMPLICITA' DI BANKITALIA. ADUSBEF,CHE HA MESSO SUL SITO IL VIDEO DELL'ESPRESSO, INVITA TUTTI I CLIENTI INTERESSATI,A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA, class="hilite">STA VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale l'Espresso, è la storia di decine di migliaia di imprese,alle quali le banche hanno appioppato prodotti ad altissimo rischio,per guadagnare miliardi di euro sulla loro pelle e farla franca con la diretta complicità della Banca d'Italia. "Mi hanno rovinato. Ho dovuto chiudere l'azienda e licenziare tutti i miei 430 operai", denuncia Francesco Saverio Parisi, titolare di Divania, una fabbrica di divani che prima del 2003 era una delle prime industrie esportatrici della Puglia, con 65 milioni di euro di fatturato. "Ci ho messo un anno a capire come i banchieri hanno distrutto la mia impresa. Ora li ho denunciati, per truffa e usura, e li ho citati a giudizio davanti al tribunale civile. Come tutte le vittime dei derivati, posso sembrare Davide che sfida Golia. Ma invece della fionda ho la telecamera". La causa civile è tanto pesante che il colosso del credito ha dovuto avvisare tutti i risparmiatori: "Divania ha chiesto la condanna di Unicredit al pagamento di 276 milioni di euro più gli interessi", spiega la banca nel prospetto informativo della fusione con Capitalia. Adusbef,che aveva denunciato a dieci procure della Repubblica i derivati truffa piazzati da Unicredit a decine di migliaia di imprese, oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo all'articolo pubblicato oggi da L'espresso intitolato: "Derivati bugie e videotape", chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari, per sostenere l'imprenditore raggirato, invita tutti i cittadini frodati,a denunciare il dr. Alessandro Profumo, alle competenti Procure. Non è più possibile subire in silenzio le angherie ed i quotidiani soprusi di un sistema bancario che consegue utili sulla pelle dei cittadini,senza neppure rispettare le leggi dello Stato,come l'art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi. Adusbef, che ha raccolto migliaia di testimonianze di imprese strangolate sul forum del proprio sito, invita quindi a ribellarsi ad istituti di credito, contigui con il potere politico e con le conniventi autorità vigilanti,che stringono un cappio al collo a consumatori ed imprese sane,spolpate,raggirate e spogliate. Adusbef infine con l'ausilio di primari giuristi indipendenti, sta valutando la fondatezza giuridica di una class="term">class class="term">action,contro Unicredit ed altre banche,che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di miglia di consumatori ed imprese.

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Draghi: sui mutui meno rischi per Italia, Spagna e Giappone (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 09-02-2008)

Argomenti: Class Action

G-7 finanziario di Tokyo: la crescita frena, ma la recessione si può evitare Dall'inviato Stefano Carrer commenti - | | 9 febbraio 2008 TOKYO - Un messaggio che vuole essere di assicurazione, ma che finisce per suscitare non poche apprensioni: è quello che esce dal G-7 finanziario di Tokyo: uno scenario globale drasticamente peggiorato in pochi mesi rende probabile un rallentamento dell'economia mondiale nel breve termine, con "downside risks" che persistono. Tuttavia i sette Grandi sottolineano che "i fondamentali a lungo termine rimangono solidi" e si aspettano che "la crescita continui nel 2008". Inoltre si impegnano a "continuare a intraprendere azioni appropriate, individualmente e collettivamente, per assicurare la stabilità e la crescita". La sfera dell'azione "collettiva" pare restare in realtà limitata a coincidenze temporali nelle mosse di alcune banche centrali per garantire abbondante liquidità ai mercati: ogni ipotesi di coordinamento delle politiche monetarie o di stimolo fiscale è stata accantonata. Dal vertice è scaturito inoltre:1)un appello forte a una maggiore trasparenza delle istituzioni finanziarie, con una "piena e tempestiva" indicazione delle loro perdite accompagnata da misure di rafforzamento della loro base di capitale; 2)un appello all'Opec a gli altri Paesi produttori perché aumentino la produzione di petrolio; 3)una richiesta alla Cina di "accelerare" la flessibilità della sua valuta. Di particolare rilevanza è stato il rapporto preliminare del Working Group del Financial Stability Forum presieduto da Mario Draghi. Da esso si evince che siamo destinato a convivere con l'instabilità a lungo. Perciò occorrono misure a breve e a lungo:nell'immediato, trasparenza massima delle istituzioni finanziarie; più in là, forse un giro di vite sui criteri di Basilea-2. "La parola recessione si pronuncia mal volentieri: si preferisce parlare di forte rallentamento, di fortissimo rallentamento. Nel comunicato finale si esprime il fatto di una crescita che continua. Chi vivrà vedrà". ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, rispondendo nel corso di una conferenza stampa al termine del G7, se gli Usa possano essere considerati o meno in fase di recessione. Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, infine, ha dichiarato "I believe (credo proprio) che l'economia Usa continuerà a crescere", escludendo quindi ipotesi di recessione, tanto più dopo il maxipacchetto di stimolo approvato a tempo di record dal Congresso. Una manovra che Jean-Claude Juncker , presidente dell'Eurogruppo, ha detto che non è necessaria per l'Europa. Quanto ai tassi, il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, ha detto: "Da questo vertice non è uscita né una richiesta di alzare i tassi né una richiesta di abbassarli". E non ha voluto commentare sulle interpretazioni di mercato dopo che la Bce non ha tagliato i tassi ma è sembrata segnalare una maggiore attenzione epr le esigenze della crescita economica.

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