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Rifiuti,
la Provincia striglia i Comuni Ucchielli e Capponi: Siamo gli ultimi
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: LA RACCOLTA
differenziata è un dovere collettivo ? ha esordito Ucchielli ? ed è in tal senso
che noi amministratori dobbiamo educare la popolazione. Sensibilizzare i
cittadini, parlare con la gente affinché tutti imparino a differenziare i
rifiuti nel quotidiano: dev'essere questo l'impegno principale dei sindaci e di
tutti gli enti pubblici della provincia.
Voltri,
emergenza senza fine ( da "Repubblica, La"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La strada è quella
della Class Action, l'azione collettiva appena approvata dal governo e che gli
autotrasportatori genovesi hanno quantificato ieri in cinque milioni di euro.
Gli spedizionieri stanno invece ancora raccogliendo la corposa documentazione e
si sono affidati a uno degli studi legali più competenti nel mondo dello
shipping,
Il
primo obiettivo è la risoluzione dell'emergenza Vte
( da "Stampa,
La" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: le operazioni sono
bloccate e spedizionieri e trasportatori hanno avviato class action per
ottenere risarcimenti di parecchi milioni di euro. L'ufficio del presidente è
uno dei pochi locali dissequestrati, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato
all'arresto di Giovanni Novi, l'ex presidente. Qui, ieri pomeriggio, ha iniziato a incontrare i dipendenti.
La
tv pubblica è la palude della politica
( da "Libero"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Anche si ci fa ridere, la class action di tutti i dipendenti che
il vertice Rai vorrebbe animare nei nostri confronti, pagando per tutti gli
avvocati. In caso di azione temeraria, quando perderanno di fronte al giudice,
gli amministratori Rai si esporranno così ad azioni di responsabilità da parte
dell'azionista.
ROMA
- Il quotidiano Libero pubblica una lista di 650 giornalisti e dirigenti di via
le Mazzini ( da "Messaggero, Il"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Querele a parte,
si sollecitano i dipendenti ad avviare una class action contro il giornale
assicurando che l'azienda si farà carico delle spese legali per questa e altre
iniziative. Il presidente Claudio Petruccioli assicura poi che, almeno sotto la
sua gestione, in Rai non ci sono state assunzioni lottizzate.
Carta
dei diritti: terapia-urto, ma democratica
( da "Denaro,
Il" del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: collettiva e di
agibilità civile e sociale. Ancora più evidente e grave è la questione Sanità,
dal diritto alla assistenza primaria qualificata, dal
domicilio allo ospedale, alla cura e riabilitazione. Con poche eccezioni in
Campania per i cittadini, la Sanità è una vera e propria dolorosa "Via
Crucis",
Campania,
danni all'ambiente ( da "Napoli.com"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Noi proponiamo in
questo momento altre azioni collettive possibili a tutela degli interessi
diffusi in materia ambientale, al fine di consentire a qualsiasi cittadino o
associazione,di qualunque centro della Campania,
utilizzando i propri legali di fiducia, anche i giovani praticanti abilitati,
un'ampia e gratuita partecipazione alle azioni risarcitorie tecnicamente
possibili"
Azione
collettiva risarcitoria, ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Azione collettiva
risarcitoria, nuovi scenari. Il nostro Paese deve confrontarsi da anni con un
sistema giustizia che non riesce ad esprimere adeguati livelli di efficienza e
qualità. Secondo i dati recenti, per esempio, abbiamo un record europeo di
circa 200 mila procedimenti prescritti all'anno.
ANCORA
BLOCCHI E PROTESTE NEL NAPOLETANO
( da "TGCom"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: a Napoli prima
class action 18/01/2008Rifiuti, presidio al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti,
secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito
14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale"
13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo
in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'
"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale
Mazzini (2) ( da "Velino.it, Il"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la class action
dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non
invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al
giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo
l'ennesima risata”
"Libero", la Rai e l'uovo uscito dalla gallina di Viale
Mazzini ( da "Velino.it, Il"
del 08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la class action
dei dirigenti contro Libero ci fa ridere”. Terzo, “non
invocheremo il segreto professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al
giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo
l'ennesima risata”
UNICREDIT/
ADUSBEF VALUTA CLASS ACTION CONTRO BANCHE SU DERIVATI
( da "Virgilio
Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di una class
action "contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri
prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Così
l'associazione dei consumatori commenta la vicenda riportata dall'Espresso di
un imprenditore pugliese "strangolato dai derivati" che ha fatto
causa all'istituto chiedendo 280 milioni di euro di danni,
Il
popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile elettronico
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: FEDERCONSUMATORI
Il popolo dei supermultati minaccia un'azione collettiva contro il vigile
elettronico CLASS ACTION oppure seguire uno per uno i
tanti ricorsi individuali contro le multe del vigile elettronico? E' questo il
nodo che ieri il collegio dei vari legali di Federconsumatori - l'associazione
che si riferisce al sindacato Cgil - ha tentato di dipanare.
Questa
legge è uno tsunami ( da "Milano Finanza"
del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Quindi la raffica
di azioni collettive già annunciate, da Cirio a Parmalat, fino all'anatocismo,
potrebbero davvero arrivare nelle aule dei tribunali. A mettere in guardia
società e istituti di credito, in questa intervista a Milano Finanza, è Guido
Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, e ordinario di istituzioni di
diritto privato all'
Vittoria
contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni Il Comitato Semafolli
pensa ad un'azione legale collettiva
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del
09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: "Vittoria
contro i T-red Adesso vogliamo essere risarciti dei danni" Il Comitato
Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva - -->.
Vte,
stopper altrenovegiornate ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: anche gli agenti
marittimi stanno pensando a "strumenti legali per tutelare le agenzie e
gli armatori rappresentati", dice Massimo Moscatelli, segretario generale
di Assagenti. In arrivo un'altra class action? "Stiamo valutando anche
questa ipotesi". Dal Vte e dall'Autorità portuale no comment su tutta la
linea. quarati >> 12 09/02/2008.
"
stangati" da banche e aziende consumatori pronti alla riscossa
( da "Tirreno,
Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni collettive
di risarcimento dei consumatori in Toscana potrebbero riguardare tutti questi
settori. E' la nuova legge sulla class action in vigore dal prossimo luglio:
una normativa che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista
la possibilità di vincere una causa ed estendere a tutti coloro che si trovano
nella medesima condizione il relativo risarcimento.
Tutti
i colori della Rai ( da "Unita, L'"
del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Il Presidente
della Rai Petruccioli annuncia a tamburo battente querele modello "class
action" da parte dell'azienda vilipesa nei confronti
della "Feltri List". Feltri replica: dirò tutto al magistrato.
Fan, come sono, della "class action", solo oggi e con difficoltà
introdotta dall'ultima legge Finanziaria, mi dico che non posso perdere
l'occasione.
Sono
fallito per colpa dei derivati . Unicredit: Non è vero
Sull'Espresso la storia di Divania, un'azienda pugliese, finita in una
difficile crisi. Le accuse alla banca di Profumo
( da "Unita,
L'" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: associazione che
tutela gli utenti di servizi bancari, sta "valutando la fondatezza
giuridica" di una class action "contro UniCredit ed altre banche, che
hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di migliaia di consumatori ed
imprese". Tradotto, potrebbe costituirsi parte civile nel processo tra
Divania e l'istituto di piazza Cordusio.
Consumatori
al contrattacco un cartello delle associazioni - lorenza pleuteri
( da "Repubblica,
La" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: interno della
stessa sede dell'Istituto, per dirimere e risolvere le controversie tra
cittadini e aziende. Quanto alle class action, si vedrà di volta in volta.
"Sperando che il nuovo governo non faccia marcia indietro prima
dell'entrata in vigore, in estate, della possibilità di intentare cause
risarcitorie collettive". (l. pl.).
A
voi la bolletta, a noi la vendetta - stefano bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva,
approvata il 21 dicembre 2007 e pronta ad entrare in
vigore il 1º luglio, l'elenco appare sterminato. Una casistica che fa veramente
paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità, per la prima
volta in Italia, di vincere una causa (a parte spieghiamo come funziona il
meccanismo legale) ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima condizione
Sangue
infetto alla sbarra ( da "Corriere della Sera"
del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Non si tratta di
una class action perché il tribunale di Chicago ha negato questa forma
giuridica, ma di un'azione collettiva che sta avviandosi verso la sentenza. Le
accuse si basano su una mole sconfinata di documenti: 11.949.219 pagine che
riempiono interi corridoi.
RAFFICA
DI RICORSI, MA IL DIFENSORE CIVICO FRENA: NO ALLA RIVOLTA FISCALE, PER IL
BILANCIO DEL COMUNE SAREBBE UNA CATASTROFE
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: il Codacons sta
portando avanti anche una causa collettiva per risarcimento danni, qualcosa di
simile a una "class action". Per ora ha raccolto un'ottantina di
adesioni. Vista la malaparata, il difensore civico Giuseppe Pedersoli è passato
al contrattacco: "La Tarsu va pagata regolarmente e considero sbagliato
incitare i cittadini a una rivolta fiscale contro il Comune".
DERIVATI
TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA
( da "Sestopotere.com"
del 09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: STA VALUTANDO UNA
CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia dell'industriale
strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i suoi incontri
con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei contratti
finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale l'Espresso,
Draghi:
sui mutui meno rischi per Italia, Spagna e Giappone
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del
09-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: intraprendere
azioni appropriate, individualmente e collettivamente, per assicurare la
stabilità e la crescita". La sfera dell'azione
"collettiva" pare restare in realtà limitata a coincidenze temporali
nelle mosse di alcune banche centrali per garantire abbondante liquidità ai
mercati: ogni ipotesi di coordinamento delle politiche monetarie o di stimolo
fiscale è stata accantonata.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Rifiuti, la Provincia
"striglia" i Comuni Ucchielli e Capponi: "Siamo gli ultimi"
"LA SITUAZIONE, così com'è, è inaccettabile. Bisogna educare i cittadini ad incrementare la raccolta
differenziata". Anche perché ci sono Comuni nel
pesarese che non raggiungono nemmeno il 10%". E' stato questo il
richiamo formale rivolto dal presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli,
alla platea di sindaci e assessori dei 67 Comuni e delle comunità montane che
ieri si sono riuniti in via Gramsci per fare il punto sui rifiuti e la loro
gestione. Attraverso il riciclo dei rifiuti infatti,
si allungherebbe sostanzialmente anche il "ciclo di vita" delle
discariche e sembra che le intenzioni emerse ieri in Provincia siano proprio
quelle di estendere di almeno due anni la vita delle discariche minori, mentre
per quelle maggiori (Pesaro, Fano e Urbino) si punta ad arrivare almeno fino al
2013. "LA RACCOLTA differenziata è
un dovere collettivo ? ha esordito Ucchielli ? ed è in tal senso che noi
amministratori dobbiamo educare la popolazione. Sensibilizzare i cittadini, parlare con la gente affinché tutti
imparino a differenziare i rifiuti nel quotidiano: dev'essere questo l'impegno
principale dei sindaci e di tutti gli enti pubblici della provincia. Bisogna arrivare a raddoppiare, a triplicare le percentuali, ancora
troppo basse". Secondo Ucchielli, infatti,
"non è solo una questione di costi o di programmazione: il Piano dei
rifiuti è stato fatto nel 2001, ma bisogna rispettarlo e applicarlo, cosa che
ancora non avviene con sistematicità nei vari comuni del territorio.
Ecco perché, come amministrazione provinciale, abbiamo predisposto anche un
servizio di vigilanza affidato a volontari che avranno il compito di
controllare le aree in cui potrebbero essere smaltiti rifiuti in modo illecito.
Mi riferisco, ad esempio, ai fiumi e dintorni. Ebbene,
chiunque metta in atto simili azioni a danno dell'ambiente e della
collettività, sappia che vedrà aumentare il rischio di denuncia". UN MESSAGGIO chiaro, quello di Ucchielli, rafforzato anche dalle
parole dell'assessore provinciale all'Ambiente, Sauro Capponi:
"L'obiettivo, nell'immediato, è arrivare quantomeno al 40% di raccolta
differenziata in tutto il territorio di Pesaro e Urbino. Ci sono Comuni che, attualmente, non raggiungono neppure il 10%:
ciò significa che, dal 2001 ad oggi, non sono state applicate a dovere le
misure programmate dal Piano provinciale sui rifiuti". In effetti,
basta un dato per avere il polso della situazione: "Dalla prima provincia
marchigiana ? incalza Capponi ? siamo passati agli ultimi posti, nella
classifica regionale degli enti locali che effettuano la raccolta
differenziata". fra.pe. - -->.
( da "Repubblica, La" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Pagina VII - Genova IL CASO Ieri un altro incontro fra i
vertici del Vte e le associazioni che già hanno deciso di chiedere i danni
Voltri, emergenza senza fine Export bloccato fino alla prossima settimana,
categorie furenti Zero. Il paradigma dell'emergenza senza fine che si sta
vivendo ormai da due settimane al porto di Voltri si sintetizza in un numero,
zero. E' il dato quotidiano che identifica il numero di container movimentati
in esportazione. Andrà avanti così sicuramente per qualche giorno. I manager
del Vte anche ieri lo hanno spiegato ai rappresentanti delle categorie nel
corso di un incontro, chiarendo che il sistema informatico "Cosmos"
non può ancora funzionare e che partirà solo quando sarà in grado di garantire
piena efficienza. Il problema è che con il passare dei giorni, il danno
economico che il porto subisce si allarga sempre di più. Non a caso, il neopresidente dell'authority Gigi Merlo ha indicato la
crisi di Voltri come la prima emergenza. "Il Vte è in una situazione a mio
giudizio gravissima e inaccettabile e per il quale voglio affrontare le questioni secondo gli strumenti che sono dati
all'autorità portuale" ha spiegato ieri. Già oggi si metterà in contatto
con i vertici della società che fa capo al colosso mondiale Psa (la port authority
di Singapore) e che, per inciso, già usa il sistema informatico Cosmos nei suoi
terminal europei di Anversa e di Zeebrugge. Quasi scontato dire che ciò avviene
con risultati eccellenti. Che cosa, allora, impedisce a Voltri un analogo
risultato? Dall'azienda arriva un cortese, ma secco
"no comment". C'è chi parla di problemi legati all'apprendimento del
nuovo sistema e chi aggiunge che dentro al Vte già qualche dirigente che era
stato chiamato a sovrintendere alle operazioni sia stato invitato a uscire dal
gruppo. Voci incontrollate frutto di una situazione ormai al limite? Ciò che
per il momento è certa è l'ira delle categorie economiche coinvolte nella
paralisi delle attività in export (l'import funziona
attorno ai mille container al giorno, quindi con discreti risultati). Gli
armatori, costretti a lunghe attese in rada, stanno progressivamente spostando
le loro navi in altri porti del Tirreno, in accordo con gli agenti marittimi
che li rappresentano. Gli spedizionieri, rappresentanti della merce, pagano
direttamente il costo dello stop così come gli autotrasportatori, già costretti
a lunghi giorni di fermo. Un danno economico incalcolabile o, meglio,
calcolabile per poter intentare una causa al Vte. class="hilite">La
strada è quella della Class Action, l'azione collettiva
appena approvata dal governo e che gli autotrasportatori genovesi hanno
quantificato ieri in cinque milioni di euro. Gli spedizionieri stanno invece
ancora raccogliendo la corposa documentazione e si sono affidati a uno degli
studi legali più competenti nel mondo dello shipping, lo studio Riccomagno. La
soluzione potrebbe anche essere quella di un piano di emergenza per il terminal
container messo a dura prova non solo dal blocco del nuovo sistema informatico,
ma anche dal maltempo delle scorse settimane e dallo sciopero bianco da parte
dei dipendenti delle agenzie delle dogane. A chiederlo è la Fedespedi che stima
i danni fin qui subiti dai trasportatori a oltre 70 milioni di euro e chiede la
revoca della concessione. "L'intero sistema del
trasporto sull'orlo del collasso. Ad oggi sono fino a 500 containers in
attesa di verifica doganale. E' necessario rivedere l'agenda
politica e collocare la logistica ai primi posti" dichiara Alessandro
Trapolino presidente Fedespedi (Federazione Nazionale delle imprese di
spedizioni internazionali). Per Fedespedi è necessaria una terapia
d'urto: la creazione di un immediato piano di emergenza che preveda la revoca
della concessione, dieci giorni per ristabilire la normalità operativa
arrivando per assurdo a fermarsi per rimettere le cose a posto, la definizione
di una nuova politica di gestione del terminal.
( da "Stampa, La" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Palazzo San Giorgio Il primo obiettivo è la risoluzione
dell'emergenza Vte Luigi Merlo, si è insediato ufficialmente ieri mattina a
Palazzo San Giorgio, come nuovo presidente, il più giovane della storia con i
suoi 44 anni, dell'Autorità Portuale. E ha annunciato di voler immediatamente
occuparsi dell'emergenza del Vte, dove ormai, da tempo, class="hilite">le
operazioni sono bloccate e spedizionieri e trasportatori hanno avviato class="term">class class="term">action per ottenere risarcimenti
di parecchi milioni di euro. L'ufficio del presidente è uno dei pochi locali
dissequestrati, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di
Giovanni Novi, l'ex presidente. Qui, ieri pomeriggio, ha iniziato a incontrare
i dipendenti. Tra i propositi del presidente Merlo, quello di arrivare a una
scelta definitiva relativa al waterfront disegnato da Renzo Piano, in base alla
quale avviare lavori e progetti. Merlo ha anche annunciato di volere avviare
"un rapporto stabile e di collaborazione con il Comune di Genova,
rispondendo così al gradito invito della sindaco Marta
Vincenzi, perché la pianificazione del porto e della città coincidono". \.
( da "Libero" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Italia 08-02-2008 La tv pubblica è la
palude della politica di OSCAR GIANNINO Il presidente e il direttore generale
della Rai ieri hanno respinto come falso e calunnioso il documento con
centinaia e centinaia di dirigenti Rai incasellati per colore politico che
Libero ha pubblicato. Hanno annunciato querela. Di più, hanno messo a
disposizione di tutti i dipendenti che volessero querelarci l'ufficio legale
della Rai. Il sindacato dei giornalisti solidarizza con l'azienda pubblica. Il
consigliere Curzi si chiede a chi giovi questo falso, e conclude che si tratta
di una manina maliziosa che in campagna elettorale vuole impedire l'accordo
bipartisan a difesa della Rai pubblica. Benissimo. Purtroppo, qui a Libero non
ci aspettavamo niente di diverso. E sono particolarmente fiero di rispondere
ale accuse a nome di noi tutti. Petruccioli e Curzi si
sono rivolti a Vittorio Feltri con parole di stima e considerazione. Lo stesso
facciamo noi, perché la diversità anche radicale di opinioni non ci impedisce
affatto di considerarli persone perbene. Proprio per questo, la nostra replica
prescinde da ogni valutazione personale. È basata su semplici fatti. E i fatti
parlano da soli. Primo. Il documento proviene in maniera inoppugnabile
dall'interno dell'azienza. È lì, ai piani di comando della Rai, che ci si
prende la briga di incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando
colorandoli in rosso, per coloro considerati di centrosinistra, blu se di
centrodestra, e verde - non più di uno su 30 - se tecnici indipendenti. Credere
che siamo stati noi a fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare:
credeteci per primo voi che ci leggete, visto che alla Rai preferiscono sia il
giudice a dirlo. Abbiamo pubblicato il documento come ci è arrivato, a costo di
renderne la lettura poco agevole, proprio per evitare che cambiandone formato e
risoluzione potessimo essere anche solo sospettati di averlo eleborato o
manipolato noi. Non abbiamo toccato né una casella, né un nome, né un solo
colore di presunta ascrizione politica. Quell'uovo ve lo abbiamo servito è come
è uscito dalla gallina Rai. E la frittata l'ha fatta chi usa quel tipo di menu
lottizzatori per sfamarsi, non certo noi che vi spieghiamo come mangiano nella
Rai di Stato. Secondo. Comprendiamo il vertice Rai che è a fine mandato, e il
suo tentativo di farsi interprete dell'orgoglio aziendale. class="hilite">Anche si ci fa ridere, la
class="term">class
class="term">action di tutti i dipendenti
che il vertice Rai vorrebbe animare nei nostri confronti, pagando per tutti gli
avvocati. In caso di azione temeraria, quando perderanno di fronte al giudice,
gli amministratori Rai si esporranno così ad azioni di responsabilità da parte
dell'azionista. Ma, detto tutto questo, è in Rai che si compilano liste di
lottizzazione politica. Dunque il sindacato avrebbe dovuto
insorgere contro l'euge netica partitico-razzista dei compilatori aziendali
interni alla Rai, non contro di noi che facciamo il nostro mestiere, rendendo
la lista della vergogna di pubblico dominio. È purtroppo solo l'ennesima
conferma di quale sia il vero ruolo svolto dal sindacato dei giornalisti.
Terzo. Il presidente Petruccioli ci ha invitato a "rompere l'omertà",
e a dichiarare "il mascalzone" che ci avrebbe allungato il documento.
Notiamo che è assai singolare definire "omertà" la tutela della
riservatezza delle fonti, che sta scritta nella legge stessa che disciplina la
professione giornalistica. Ma stiano tranquilli, ai vertici del pachiderma
pubblico radiotelevisivo. Non invocheremo il segreto pofessionale, questa
volta. Al giudice, quando vedremo chi dovrà pagare chi per aver sofferto
calunnie, Libero dirà qual è la fonte. Interna all'azienda, ai suoi uffici di
vertice. Così vedremo chi conta balle. E noi ci faremo l'ennesima risata.
Quarto. Una parola di solidarietà vera, da parte nostra, a colleghi giornalisti
e a dirigenti Rai che molto si sono doluti, ieri, anche chiamandoci per
telefono e scrivendoci, per aver letto il loro nome schedato e colorato
politicamente. È una prassi che azzera parabole umane e professionali, opinioni
e talenti che non possono essere livellati e annichiliti in una tessera, in un
voto o anche solo in una pretesa o presunta simpatia elettorale. A molti di
loro abbiamo spiegato che siamo del tutto d'ac cordo. Ma non ce ne dobbiamo
scusare noi. Perché quel documento non l'abbia mo scritto noi. È la lista della
vergogna del metodo di governo Rai, integralmente ricalcato su supine logiche
politiche. Quinto. La maggioranza della lista della vergogna è rossa. Rossa
come il mar Rosso, che si chiude sull'armata del faraone. E, da ieri, anche
rossa di vergogna. Vedete, carissimi e stimatissimi
presidente, direttore generale e consiglieri tutti della Rai attualmente
in carica: noi ce ne siamo semplicemente fatti un baffo, di chi oggi abbia la
maggioranza "politica" nel cda, di chi l'abbia avuta e per quanti
anni negli ultimi decenni. Non ce ne può importare di meno. Di fronte a quel
documento che attesta meglio di ogni editoriale o discorso di principio come
venga considerata, contesa, conquistata e governata ogni minima superficie di
comando della Rai, il nostro elementare dovere era quello di superare ogni
considerazione di parte. Per questo abbiamo scritto e ripetiamo: a nostro
modesto giudizio, la questione scolpita in quella lista di vergogna non è
affatto quella di riequilibrare con un po' di blu in più, vero o presunto che
sia, il mar Rosso che tanto prevale. No. Dopo decenni di chiacchiere su
presunte bonifiche della Rai dai partiti e dalle maggioranze protempore,
bisogna semplicemente prendere atto che il servizio pubblico non c'entra un
fico secco, con questi criteri di spartizione bruta. L'abbiamo detto e lo
ripetiamo. Caro Curzi lo sappiamo, che non sarai mai d'ac cordo, e con te
continueremo a parlarne con rispetto, ora e sempre. Ma, per noi, bisogna pri-va-tiz-za-re. E basta. Per questa Rai specchio di refoli
e correnti politiche in lotta peggio della vecchia Jugoslavia in crisi, l'unico
rimedio è smontarla e venderla. Salvo per uso personale è vietato qualunque
tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Messaggero, Il" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
ROMA - Il quotidiano Libero pubblica una lista di 650
giornalisti e dirigenti di via"le Mazzini attribuendo a quasi tutti una coloritura politica di sinistra (prevalentemente)
e di destra. Un esercizio in cui molti potrebbero cimentarsi, ma il giornale
assicura che si tratterebbe di un documento redatto e utilizzato ai piani alti
di viale Mazzini. La reazione del vertice Rai è molto decisa. L'esistenza del
documento viene assolutamente negata. class="hilite">Querele a parte, si sollecitano i
dipendenti ad avviare una class="term">class class="term">action
contro il giornale assicurando che l'azienda si farà carico delle spese legali
per questa e altre iniziative. Il presidente Claudio Petruccioli assicura poi
che, almeno sotto la sua gestione, in Rai non ci sono state assunzioni
lottizzate. E qui il presidente della Vigilanza Mario Landolfi parla di
"reazione spropositata". Intanto Oliviero Beha chiama la Rai a
rispondere penalmente della sua mancata utilizzazione e si attendono con
crescente ansia le regole per la campagna elettorale. Al.Gu.
( da "Denaro, Il" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Enti Locali & Cittadini le autonomie Carta dei
diritti: terapia-urto, ma democratica Nando Morra Le
drammatiche implosioni politiche, sociali ed istituzionali che in questo
periodo hanno colpito in modo diretto e specifico i cittadini campani
costituiscono un rilevante ed irrisolto punto politico che sollecita
considerazioni ed interventi adeguati. Dietro e dentro la dolorosa e contorta
"questione rifiuti" come sulla "sicurezza", sulla efficienza, produttività e trasparenza della Pa e
delle macchine burocratiche erogatrici di "servizi" ai cittadini, ci
sono nodi complessi e difficili che condizionano i "diritti dei
cittadini". A parte ogni considerazione sul diritto inalienabile dei
singoli e della collettività comunque "strutturata", aziende,
comunità, scuole, ecc., di non essere sommersi dai RSU, pur pagando tariffe
esorbitanti, c'è il primario "diritto alla salute" connesso al
"diritto alla vivibilità" con normali standards di civiltà. La stessa
impostazione vale per la "questione sicurezza" che oltre a colpire
l'insieme della collettività e del territorio con il mancato sviluppo, riduce
lo spazio di libertà dei cittadini singola, collettiva e di
agibilità civile e sociale. Ancora più evidente e grave è la questione Sanità,
dal diritto alla assistenza primaria qualificata, dal
domicilio allo ospedale, alla cura e riabilitazione. Con poche eccezioni in
Campania per i cittadini, la Sanità è una vera e propria dolorosa "Via
Crucis", segnata dall'arbitrio, dai tempi biblici per ricoveri ed
indagini, dal barellamento come sistema e, in troppe occasioni, da una
malasanità che costringe tanti campani alla emigrazione
sanitaria in Italia ed all'estero. A questi elementari e prioritari
"diritti sociali" vanno aggiunti un complesso di altri problemi e
altri diritti. Dal campo dei servizi diretti ed indiretti, ai cosiddetti
"diritti democratici", alla informazione e
accesso a documentazioni, alla programmazione, alle strutture di servizio, alla
complessiva macchina politica-burocratica-operativa della Pa. Anche questi
problemi attengono ai diritti specifici, singoli e collettivi che si
sostanziano nei "diritti di cittadinanza". Si tratta di un
tema-problema sottovalutato dalla Pa a tutti i livelli. Un nodo politico sul
quale dovrebbero riflettere gli addetti ai lavori. In primo luogo, le forze e
gli operatori politici, gli "eletti", le istituzioni locali e
nazionali. Un tema-problema che impegna direttamente il sistema delle Autonomie
Locali e connota qualitativamente il rapporto tra Enti Locali, strutture
pubbliche e cittadini-elettori. Era ed è necessario, dunque, partire dai
principi fondativi dei "diritti di cittadinanza" e del ruolo della
P.A. in rapporto alla comunità sul piano nazionale e locale. In questa
direzione va sottolineata positivamente la proposta e l'iniziativa di
Legautonomie e del Forum P.A. che si sono fatti promotori di una "Carta di
principi" sui diritti dei cittadini ad essere informati, con puntualità e
trasparenza, sulle attività svolte e sulle risorse impiegate dai governi
locali. Obiettivo è favorire la diffusione tra gli amministratori locali della
cultura della rendicontazione e della informazione,
condizioni fondamentali per garantire un rapporto di fiducia e di
consapevolezza tra cittadini ed istituzioni. L'impegno dei promotori è quello
di affrontare a livello di sistema la diffusione dei principi contenuti nella
"Carta di Belluno" e la collaborazione tra gli Enti Locali per la
definizione dei migliori modelli per misurare, valutare e rendere conto alla
comunità locale. La "Carta" è stata presentata nel corso di un
convegno svoltosi lo scorso 21 gennaio a Belluno, organizzato dal Forum P.A. e
dalla Provincia di Belluno, che ha avuto tra i relatori, il Presidente di
Legautonomie, Oriano Giovanelli. Un ulteriore esempio viene dagli scandali veri
o presunti denunciati dalla Magistratura e dalla stampa, sui costi complessivi
del Commissariato Rifiuti in Campania e sulle retribuzioni abnormi erogate. E'
una danza macabra di nomi e di cifre miliardarie. Di quelle cifre, vere o
presunte, i cittadini solo ora hanno notizie. Come non
avevano notizie dello esercito di
"consulenti" della Regione Campania e dei ben 65 "consulenti
speciali" lautamente retribuiti per un costo complessivo di oltre 3
milioni di euro l'anno. Un "battaglione" che il Prefetto Pansa ha
doverosamente e saggiamente azzerato ma che è costato un'enormità al Paese e,
dunque, ai cittadini. E per quali servizi resi al paese ed ai cittadini se la
Campania ha il vergognoso primato mondiale della inefficienza
e della catastrofe ambientale? Una informazione ai
cittadini corretta, puntuale e trasparente non avrebbe consentito che
Rifiutopoli mettesse radici, che la malapianta dei Rsu e dei Commissariati
diventasse prima e comunque uno scandalo, a prescindere dalle conclusioni della
Magistratura che auspichiamo positive e assolutorie per gli indagati, e poi
l'emblema della incapacità politica istituzionale programmatica ed operativa.
Da qui la "Carta di Belluno": misurare, valutare, render conto per
una cultura della cittadinanza. Che non può che fondarsi sulla cultura della
trasparenza e della partecipazione. Come funziona? Gli Enti sottoscrittori
ritengono sia dovere delle Amministrazioni pubbliche rendere conto ai cittadini
ed alle imprese con chiarezza, tempestività, coerenza e sistematicità
dell'utilizzo dei soldi pubblici che i contribuenti versano. Obiettivo della attività di rendicontazione è costruire le condizioni
per la fiducia e per scelte democratiche consapevoli e informate. Per ottenere
questo risultato gli Enti sottoscrivono la Carta di impegni e scelgono di
lavorare insieme per individuare strumenti, modelli e metodi di misurazione,
valutazione e rendicontazione coerenti con essa. Parallelamente, gli enti
accettano di farsi promotori attivi della "Carta di Belluno" affinchè
ogni altra amministrazione, di grande o piccola dimensione, che opera
attivamente su queste tematiche, possa in breve tempo aderire alla iniziativa e contribuire così alla formazione di un
movimento di pensiero, il più ampio possibile, finalizzato a rafforzare
integrità e trasparenza nell'amministrazione pubblica locale. Punto di
partenza: garantire i diritti. Gli Enti sottoscrittori riconoscono e si
impegnano a garantire i seguenti diritti: - informazione: il diritto dei
cittadini ad essere informati con completezza e regolare periodicità
sull'andamento dell'amministrazione sia dal punto di vista dei risultati che
dell'impiego delle risorse; - diffusione: il diritto dei cittadini alla chiara
e leggibile esposizione dei documenti di rendicontazione e alla loro
divulgazione in molteplici canali fisici e virtuali in modo da raggiungere con
facilità la più ampia popolazione possibile; - identificazione: il diritto dei
cittadini a poter identificare nei documenti di rendicontazione le risorse
impiegate per le singole categorie di portatori di interesse (ad es. giovani,
anziani, donne, fasce deboli, imprese, commercio, ecc.); - confronto: il
diritto dei cittadini a poter confrontare i documenti di rendicontazione sia in
forma diacronica, garantendo quindi una sostanziale uniformità nel tempo che
permetta di leggere e confrontare l'andamento dei capitoli nei vari esercizi,
anche mediante confronti tra amministrazioni omogenee. Di particolare rilievo
sono due punti: Primo. La valutazione di coerenza: il diritto dei cittadini a
poter leggere facilmente gli elementi di coerenza tra le linee di mandato, la
relazione revisionale e programmatica, eventuali documenti di pianificazione
volontaria (es. Piano Strategico) e gli strumenti di rendicontazione. Ogni
punto esplicitato nei documenti sopraccitati dovrà trovare uno specifico
riscontro nei documenti di rendicontazione, anche a fronte di azioni non
attivate o sviluppate solo parzialmente. Secondo. La partecipazione: il diritto
dei cittadini a conoscere per tempo e in forma completa, chiara e leggibile i
documenti di programmazione e i bilanci preventivi dell'ente e di poter contare
su un canale interattivo per far sentire la propria voce nelle scelte relative . Decisive le modalità per misurare e valutare le politiche
di gestione. Per rendere effettivi tali diritti gli Enti sottoscrittori si
impegnano a studiare principi comuni nella riclassificazione dei documenti di
rendicontazione per portatori di interessi in modo che sia: 1) comprensibile al
maggior numero di cittadini possibile; 2) confrontabile nel tempo; 3)
confrontabile rispetto ad amministrazioni omogenee e quindi stilato secondo
specifiche comuni e condivise almeno per i principali capitoli e per i
principali portatori di interessi; Fondamentale il ricorso alle tecnologie
informative per mettere in comune gli indicatori di performance effettivamente
usati in ogni Ente in modo da costituire un utile database di indicatori che
facciano leggere con chiarezza "cosa" si misura e "come",
nonchè la pubblicazione dei documenti di rendicontazione riclassificati su un
sito Internet. Importante anche la decisione di istituire un marchio che
contrassegni le amministrazioni che adottano la "Carta" per costruire
e rafforzare la corretta informazione ed un più profondo legame con la Pa. A
Belluno è stata delineata una strategia ed una cultura politica e di obiettivi
che investe sia la P.A. ed il sistema delle Autonomie, sia i cittadini. Una
strada obbligata anche se non facile ma da percorrere con determinazione. Una
strada giusta se davvero si vuole cambiare in positivo la partecipazione ed il
rapporto istituzioni governo cittadini. Una democrazia
malata ha bisogno assoluto di terapie d'urto ed innovative. del
08-02-2008 num.
( da "Napoli.com" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Nasce il fronte unico dei consumatori Napoli - L'obiettivo
è duplice: evitare la polverizzazione delle azioni giudiziarie per danni
ambientali e bloccare l'ennesimo sperpero in danno dei con-tribuenti italiani,
rappresentato dall'accordo di programma per la col-mata di Bagnoli, attraverso
un ricorso urgente al Capo dello Stato. Per fare questo Gaetano Montefusco,
l'avvocato scrittore, presidente dell'associazione ambientalista
"L'Avvocato del mare", ha riunito ieri i rappresentanti delle
principali organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti dei consumatori
per dare vita ad un coordinamento pronto a gestire le cause che i cittadini
vogliono intentare. "La Class Action in Italia non potrà
essere avviata prima di questa e-state ? ha spiegato Montefusco -. Noi proponiamo in questo momento altre azioni collettive
possibili a tutela degli interessi diffusi in materia ambientale, al fine di
consentire a qualsiasi cittadino o associazione,di
qualunque centro della Campania, utilizzando i propri legali di fiducia, anche
i giovani praticanti abilitati, un'ampia e gratuita partecipazione alle azioni
risarcitorie tecnicamente possibili". Un metodo questo per dare più
peso ai cittadini che vogliono essere risarciti per i danni morali e
patrimoniali subiti a causa della "mala" amministrazione pubblica. E
di questo e altro si è parlato ieri al Caffè Gambrinus dove Ermanno Corsi ha
moderato il dibattito al quale han-no partecipato Raffaele Raimondi, presidente
del Comitato giuridico di difesa ecologica, Vincenzo Vitiello dell'Unione
Consumatori, Giusep-pe Ursini per il Codacons, Angelo Pisani di Noi
Consumatori, Gianlu-ca Bozzelli del Movimento di Soccorso Popolare Antiusure,
Gennaro Capodanno, presidente comitato valori collinari, nonché esponenti di
altre associazioni ambientaliste e di tutela degli interessi diffusi dei
cittadini tra cui l'Arca e Bagnara che vive di
Castelvolturno, l'associa-zione Mare blu di Quarto, l'Unsic di Giugliano, il
Comitato Bagnoli punto e a capo, Costa dei Sogni, l'Unicel Unione Casalinghe e
Lavora-trici Europee, l'Associazione donne Architetto, Insorgenza civile, e
personaggi del mondo della cultura e delle professioni. Un piccolo e combattivo
esercito deciso a difendere la propria dignità colpita da anni di malgoverno a
Napoli e in Campania. In attesa di raccogliere firme per promuovere azioni
collettive e pre-sentare il conto alle istituzioni, grande attenzione è stata
messa sulla vicenda della cosiddetta colmata di Bagnoli. "Mentre la
Campania affoga per i rifiuti ? ha spiegato l'avvocato Vale-rio Barone ? i
protagonisti negativi della gestione dell'emergenza han-no approvato lo scorso dicembre l'accordo di programma per l'elimi-nazione
della colmata a mare di Bagnoli che sarà trasferita a Piombino con un costo di
mille euro per ogni abitante della città di Napoli, inclu-si vecchi e
bambini". Un'operazione che dal costo iniziale di trenta milioni è
lievitata a un miliardo di euro comportante pericoli enormi. "Quello che
non tutti sanno ? ha spiegato Barone ? è
che nel pro-gramma è stabilito che, qualora i sedimenti non dovessero essere
con-formi a legge, toccherà, nonostante il pagamento di quasi 700 milioni di
euro al Comune di Piombino, al Commissario campano per le boni-fiche, retto da
Antonio Bassolino, pagare l'intervento". Per questo i comitati hanno
deciso di proporre ricorso straordinario al Presidente Giorgio Napolitano e
impugnare l'accordo di programma firmato a Roma: "Dobbiamo bloccare uno
scempio che peserà per anni sui napoletani e sugli italiani". Tutte le
iniziative promosse sono consultabili sul sito "www.oltregli
schemi.com". Tra le azioni previste anche la costituzione di parte civi-le
nel processo penale che vede imputati, dinanzi al GUP del Tribunale di Napoli,
Antonio Bassolino, i fratelli Romiti e altri che in questi anni hanno operato
nel e con il Commissariato straordinario per l'emergen-za rifiuti in Campania.
L'intero convegno è su radio radicale al link
http://www.radioradicale.it/scheda/246701/conferenza-stampa-di-presentazionedi-un-codice-etico-e-comportamentale-.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Azione collettiva
risarcitoria, nuovi scenari. Il nostro Paese deve confrontarsi da anni con un
sistema giustizia che non riesce ad esprimere adeguati livelli di efficienza e
qualità. Secondo i dati recenti, per esempio, abbiamo un record europeo di
circa 200 mila procedimenti prescritti all'anno. Da anni per i
politici la giustizia è un terreno di scontro con la magistratura ed il solo
tema di riforma che la classe politica ha messo in campo è quella del controllo
sull'autonoma iniziativa di indagine dei giudici quando diretta verso esponenti
politici. Il diritto della giustizia presenta oramai una doppia faccia: per chi
ha disponibilità economiche e per chi non le ha, una faccia per i potenti ed
un'altra per le vittime. Il sistema penale ad esempio è fondamentalmente incentrato
intorno ad un sistema di garanzie per l'imputato, una
filosofia imputato centrica che deve spostarsi verso un ruolo di maggior
garanzia anche per le vittime dei reati. Da questo punto di vista mentre per
l'imputato la durata del processo gioca un ruolo positivo, per la vittima la
durata gioca un ruolo esattamente opposto fino a quasi una vanificazione della
domanda di giustizia. A fronte di una classe politica che a che fare con la
Giustizia, per vari e non sempre encomiabili motivi, e non sa provvedere
all'interesse generale, movimenti di cittadini si propongono ormai con la
consapevolezza di essere parte di una nuova classe dirigente. In questa
direzione la novità introdotta dalla legge finanziaria che disciplina l'azione collettiva risarcitoria può sicuramente aprire nuovi e per
ora impensabili scenari.Avv. Carlo Mursia.
( da "TGCom" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Rifiuti, blocchi nel Napoletano Commissario De Gennaro da
procuratore Nuove proteste degli abitanti di Arco Felice e Monterusciello,
nell'area flegrea. I residenti, esasperati dai rifiuti non raccolti da
settimane, hanno messo in atto blocchi. Dopo alcune ore i manifestanti si sono
spostati sulla Domiziana, rovesciando cassonetti e utilizzando autobus come
barriere. Intanto il commissario straordinario De Gennaro è stato ricevuto dal
procuratore generale della Repubblica di Napoli, Vincenzo Galgano. Risultato
dei blocchi: traffico totalmente in tilt e via Campana, utilizzata quale ultima
uscita della tangenziale di Napoli, paralizzata. Risultano interrotti i
collegamenti tra Pozzuoli e Bacoli, Pozzuoli e Castelvolturno lungo la variante
Anas della Domiziana.Gli automobilisti fatti uscire a
via Campana dalla tangenziale stanno provando a proseguire in direzione
Castelvolturno, Roma per via Campana in direzione Montagna Spaccata. Una
delegazione di quattro manifestanti aveva incontrato il Commissario prefettizio
Bagnato senza avere certezze sui tempi di rimozione. Subito dopo la gente è
scesa in strada mentre altri dimostranti si sono diretti presso gli uffici
dell'anagrafe e dell'acquedotto comunale che si trovano nella zona di
Monterusciello 1, facendo uscire fuori tutti gli impiegati. Intorno alle 12 è
scoppiata la rivolta dei residenti di Lucrino. Erano scesi già mercoledì in
strada a protestare, ma non soddisfatti delle promesse per la rimozione dei
cumuli di spazzatura sono tornati a manifestare. Anche qui si sono ripetute le
solite scene di sacchetti dispersi e cassonetti a ostruire le carreggiate. De
Gennaro dal Procuratore Generale Vertice tra il commissario straordinario per
l'emergenza rifiuti De Gennaro e il procuratore generale della Repubblica di
Napoli Vincenzo Galgano. In "un lungo e cordiale
colloquio" il prefetto De Gennaro - si legge in una nota - ha colto
l'occasione per rappresentare al procuratore l'attuale situazione relativa
all'emergenza rifiuti illustrando lo stato delle iniziative che ha
avviato". L'emergenza rifiuti in Campania Tgcom 04/02/2008Ryanair,
spot sui rifiuti 04/02/2008Rifiuti, ancora decine di roghi 02/02/2008Rifiuti,
"Nessun pericolo salute" 31/01/2008Rifiuti, secondo avvertimento Ue
31/01/2008Rifiuti, blocchi nel Napoletano 29/01/2008Rifiuti, scontri a
Marigliano 28/01/2008Rifiuti, Grillo organizza M-day 28/01/2008Rifiuti, aprono
discariche e siti 25/01/2008Rifiuti, nuovo ultimatum della Ue
25/01/2008Rifiuti, nuove proteste a Benevento 23/01/2008Rifiuti, operazione Cc
a Napoli 22/01/2008Rifiuti, ancora proteste a Napoli 19/01/2008Rifiuti:class="hilite">a Napoli prima class="term">class class="term">action 18/01/2008Rifiuti, presidio
al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa
15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve
soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia
13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i
rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti, l'esercito entra in azione 10/01/2008Milano,
dai rifiuti energia pulita 10/01/2008Rifiuti,squadre intervento a Napoli
09/01/2008Rifiuti,assalto ai vigili del fuoco 08/01/2008Rifiuti,ancora
guerriglia a Pianura 07/01/2008Rifiuti, situazione in tempo reale
06/01/2008Rifiuti,continua presidio a Pianura 05/01/2008Rifiuti, a Pianura
ancora scontri 04/01/2008Crisi rifiuti, "presidio va avanti"
04/01/2008A Napoli è emergenza rifiuti 03/01/2008Napoli,continua l'emergenza
rifiuti 02/01/2008Rifiuti Napoli, protesta a Pianura 28/12/2007Rifiuti, resta
emergenza a Napoli 26/12/2007Rifiuti, ridotti i disagi a Napoli
25/12/2007Rifiuti, raccolta record a Napoli 24/12/2007Napoli, piano rifiuti
straordinario Invia ad un amico.
( da "Velino.it, Il" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
(POL) "Libero", la Rai e
l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini Roma, 8 feb (Velino) - è stallo
nell'accesa polemica tra la Rai e Libero sulla pubblicazione dell'organigramma
dei dirigenti con tanto di presunta collocazione politica. Nel the day after,
infatti, le parti si arroccano. Il compito di replicare ai vertici Rai sulle
colonne del giornale è di Oscar Giannino che alle parole preferisce cinque
fatti. “Il documento proviene in maniera inoppugnabile dall'interno
dell'azienda”, è il primo. “è lì che ci si prende la briga di
incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando colorandoli in rosso
(coloro considerati di centrosinistra), blu (se di centrodestra) e verde – non
più di 1 su 30 – se tecnici indipendenti. Credere che siamo stati noi a
fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare. Quell'uovo
– sottolinea Giannino - è così com'è uscito dalla gallina Rai”. Il
secondo fatto è che “class="hilite">la class="term">class class="term">action dei dirigenti contro Libero
ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto
professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima
risata”. Quarto fatto è che il giornale non deve “nessuna scusa ai
dipendenti Rai, la lista della vergogna del metodo di governo Rai integralmente
ricalcato su supine logiche politiche non l'abbiamo scritta noi”. Quinto fatto
– chiosa Giannino – “privatizzare la Rai, l'unico rimedio è smontarla e
venderla”. Nessun passo indietro, insomma, come prevedibile da parte di Libero,
anzi. E la Rai? In Viale Mazzini è caccia aperta alla spia, circolano “molti
indizi sull'autore” – così come li ha chiamati ieri Nino Rizzo Nervo – e c'è
anche chi sta pensando a indagini telematiche per smascherare “il mascalzone”:
rintracciare gli accessi con password (e quindi indirizzo Ip e matricola) a
quella parte della intranet aziendale utilizzata solo
dall'ufficio del personale e con all'interno informazioni, spesso personali, su
diecimila lavoratori. Solo gli accessi prolungati, però, perché il lavoretto ha
portato via parecchio tempo. Nel frattempo la Rai sottolinea in una nota che
“le iniziative giudiziarie da essa promosse in sede civile e penale – si legge
in una nota - non riguardano solo chi ha pubblicato il documento, ma
contemporaneamente – e ovviamente – qualunque persona anche ignota interna o
esterna all'Azienda che avesse formato il documento, incorrendo nei reati di
concorso in diffamazione mediante commissione di falso materiale e ideologico, di abuso di ufficio e di trattamento illecito di
dati sensibili concernenti le opinioni politiche dei lavoratori, in violazione
– conclude la Rai - degli articoli 113 e 171 del Codice privacy”. (Gianluca Vacchio) 8 feb 17:42.
( da "Velino.it, Il" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
(POL) "Libero", la Rai e
l'uovo uscito dalla gallina di Viale Mazzini Roma, 8 feb (Velino) - è stallo
nell'accesa polemica tra la Rai e Libero sulla pubblicazione dell'organigramma
dei dirigenti con tanto di presunta collocazione politica. Nel the day after,
infatti, le parti si arroccano. Il compito di replicare ai vertici Rai sulle
colonne del giornale è di Oscar Giannino che alle parole preferisce cinque
fatti. “Il documento proviene in maniera inoppugnabile dall'interno
dell'azienda”, è il primo. “è lì che ci si prende la briga di
incasellare centinaia e centinaia di posizioni di comando colorandoli in rosso
(coloro considerati di centrosinistra), blu (se di centrodestra) e verde – non
più di 1 su 30 – se tecnici indipendenti. Credere che siamo stati noi a
fabbricarcelo è pura calunnia. Abbiamo di meglio da fare. Quell'uovo
– sottolinea Giannino - è così com'è uscito dalla gallina Rai”. Il
secondo fatto è che “class="hilite">la class="term">class class="term">action dei dirigenti contro Libero
ci fa ridere”. Terzo, “non invocheremo il segreto
professionale, Libero la fonte la rivelerà, ma al giudice. Vedremo chi conta balle – affonda Giannino - e ci faremo l'ennesima
risata”. Quarto fatto è che il giornale non deve “nessuna scusa ai
dipendenti Rai, la lista della vergogna del metodo di governo Rai integralmente
ricalcato su supine logiche politiche non l'abbiamo scritta noi”. Quinto fatto
– chiosa Giannino – “privatizzare la Rai, l'unico rimedio è smontarla e
venderla”. Nessun passo indietro, insomma, come prevedibile da parte di Libero,
anzi. E la Rai? In Viale Mazzini è caccia aperta alla spia, circolano “molti
indizi sull'autore” – così come li ha chiamati ieri Nino Rizzo Nervo – e c'è
anche chi sta pensando a indagini telematiche per smascherare “il mascalzone”:
rintracciare gli accessi con password (e quindi indirizzo Ip e matricola) a
quella parte della intranet aziendale utilizzata solo
dall'ufficio del personale e con all'interno informazioni, spesso personali, su
diecimila lavoratori. Solo gli accessi prolungati, però, perché il lavoretto ha
portato via parecchio tempo. Nel frattempo la Rai sottolinea in una nota che
“le iniziative giudiziarie da essa promosse in sede civile e penale – si legge
in una nota - non riguardano solo chi ha pubblicato il documento, ma
contemporaneamente – e ovviamente – qualunque persona anche ignota interna o
esterna all'Azienda che avesse formato il documento, incorrendo nei reati di
concorso in diffamazione mediante commissione di falso materiale e ideologico, di abuso di ufficio e di trattamento illecito di
dati sensibili concernenti le opinioni politiche dei lavoratori, in violazione
– conclude la Rai - degli articoli 113 e 171 del Codice privacy”. (Gianluca Vacchio) 8 feb 17:42.
( da "Virgilio Notizie" del
08-02-2008)
Argomenti: Class
Action
08-02-2008 19:02 Chiederà di essere parte civile a
processo Bari Roma, 8 feb. (Apcom) - Adusbef, con l'ausilio di primari giuristi
indipendenti, sta "valutando la fondatezza giuridica" class="hilite">di una class="term">class class="term">action
"contro UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti
derivati a decine di migliaia di consumatori ed imprese". Così
l'associazione dei consumatori commenta la vicenda riportata dall'Espresso di
un imprenditore pugliese "strangolato dai derivati" che ha fatto
causa all'istituto chiedendo 280 milioni di euro di danni, dopo aver
video-registrato di nascosto alcuni suoi incontri con i funzionari di
UniCredit. Oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo all'articolo
pubblicato oggi da L'Espresso (dal titolo 'Derivati bugie e videotape'),
l'Adusbef chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari, per
"sostenere l'imprenditore raggirato". L'associazione prende spunto
dal 'caso' denunciato dal settimanale per riportare
l'attenzione sul tema dei derivati. Adusbef, come ricorda l'associazione in una
nota, aveva denunciato a dieci procure della Repubblica "i derivati truffa
piazzati da UniCredit a decine di migliaia di imprese".
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
FEDERCONSUMATORI Il popolo dei
supermultati minaccia un'azione collettiva
contro il vigile elettronico CLASS ACTION oppure seguire uno per uno i tanti ricorsi individuali contro le multe del vigile
elettronico? E' questo il nodo che ieri il collegio dei vari legali di
Federconsumatori - l'associazione che si riferisce al sindacato Cgil - ha
tentato di dipanare. Attorno a un tavolo si sono seduti gli avvocati Marco Bianchi, presidente di Federconsumatori
Rimini - sede in via Caduti di Marzabotto -, e i colleghi Luca Zamagni, Daniele
Marino, Semprini, Maselli. Per ora non si è deciso per una o l'altra strada. La
scelta sarà lasciata ai singoli cittadini. I legali spiegheranno la possibilità
di class action, e relativi tempi (non prima di luglio). Da un lato sarebbe più
"semplice" attuare una "class action". Ovvero un'azione collettiva di contenzioso giudiziario, da anni
praticata - anche con clamorosi successi (si veda il caso delle
multinazionali del tabacco) negli Stati Uniti. E dal primo gennaio introdotta
anche in Italia, non senza polemiche, dal governo. Ma la praticabilità della
class action non è ancora piena. In soldoni, si dovrebbe attendere
verosimilmente sino al mese di giugno o luglio. Nel frattempo, multati
"semplici" e plurimultati dovrebbero pagare le contravvenzioni. Che
in non pochi casi, com'è noto, ammontano a parecchie migliaia di euro.
Federconsumatori segnala di non avere "mai ricevuta risposta
dall'amministrazione comunale" in merito alla lettera inviata
dall'associazione a Palazzo Garampi, lo scorso 7 gennaio, a firma del
presidente Marco Bianchi. Eccola. "Oggetto: Vigile Elettronico - Richiesta incontro. Egregio Sig. Sindaco, negli ultimi
giorni la scrivente Associazione è stata sollecitata da un numero sempre
crescente di cittadini che hanno subito multe in seguito all'entrata in vigore
del cosiddetto vigile elettronico a presidio della zona a traffico limitato nel
nostro Comune. Federconsumatori fornisce la propria disponibilità ad avviare un
tavolo di confronto con il Comune ed individua come prioritari i seguenti
punti: a) prevalenza del messaggio informativo-educativo e non esclusivamente
punitivo (o, peggio ancora, finalizzato a "fare cassa") delle
sanzioni elevate per mezzo del vigile elettronico; b) valutazione in ordine
alla possibilità di introdurre misure alternative-sostitutive alla sanzione
pecuniaria (o di parte di essa) in ben individuate fattispecie peculiari (ad
es. per coloro i quali abbiano subito diverse sanzioni per uno stesso
comportamento ripetuto); c) possibilità di rateizzazione degli importi; d)
revisione degli importi richiesti ai cittadini per le spese di notifica a mezzo
posta della sanzione. Restiamo in fiduciosa attesa... ad
essere convocati dall'Amministrazione Comunale allo scopo di approfondire i
sopra enunciati punti". Federconsumatori esorta il Comune a
"evitare un colossale conflitto giudiziario con migliaia di
cittadini". Insomma, si chiede una soluzione politica. Mario Gradara -
-->.
( da "Milano Finanza" del
09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Milano Finanza Questa legge è uno tsunami CLASS ACTION La
norma è un mostro giuridico, ma siccome di sicuro è retroattiva potrebbe
provocare seri danni a banche e grandi aziende. Pertanto, meglio che il
prossimo governo la cambi. Parla Guido Alpa, presidente degli avvocati
italiani. Attenti, i giudici potrebbero mettere in ginocchio banche e grandi
aziende. Tutta colpa della class action italiana, un vero "mostro
giuridico". Anche perché la norma è retroattiva, non ci sono dubbi. Quindi la raffica di azioni collettive già annunciate, da Cirio a
Parmalat, fino all'anatocismo, potrebbero davvero arrivare nelle aule dei
tribunali. A mettere in guardia società e istituti di credito, in questa
intervista a Milano Finanza, è Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale
forense, e ordinario di istituzioni di diritto privato all'Università La
Sapienza di Roma.Domanda. La class action è o non è retroattiva?Risposta. La
questione non è stata risolta dal legislatore. Quindi, se non dovesse
intervenire una modifica o un chiarimento della normativa, la sua soluzione
sarà affidata ai giudici. Comunque, se si ritiene che la norma abbia introdotto
un nuovo strumento processuale, anche se in questo caso non nel codice di
procedura civile ma nel codice del consumo, non si può non evidenziare che ogni
nuovo strumento processuale riguarda anche i fatti pregressi, quindi è
retroattiva. Se invece si ritiene che non siano stati introdotti nuovi
strumenti ma che si sia prevista la tutela di nuovi interessi, allora la legge
vale solo per il futuro.D. Queste sono le due interpretazioni possibili. Ma il
suo giudizio qual è?R. è che non ci sono nuovi interessi da tutelare. Questo è
uno sforzo interpretativo che mi sembra molto arduo sostenere davanti ai
giudici. Secondo la mia opinione si è introdotto un nuovo strumento
processuale, quindi la norma è senz'altro retroattiva.D. Dunque dobbiamo
attenderci una raffica di class action su Cirio, Parmalat, Tango bond e
anatocismo, come annuncia l'Adusbef?R. Il rischio c'è. Ma ciò è dovuto anche al
fatto che la normativa per la tutela degli interessi superindividuali è un
mostro giuridico che, se lo si vuole mantenere in vita, deve essere
completamente riscritto, pena lo scardinamento del sistema processuale vigente
e l'accelerazione della crisi della macchina della giustizia.D. Perché dice
questo?R. Perché la norma mette insieme, come se fossero situazioni
equipollenti, small claims e altre azioni risarcitorie. Le small claims
richiedono una disciplina a sé, un filtro molto rigido per evitare frivole
rivendicazioni, o manovre ricattatorie, e pure per evitare che modestissimi
danni pur moltiplicati per migliaia di persone si convertano nella distruzione
di servizi o apparati produttivi utili per il paese e rilevanti per il
mercato.D. Quindi teme che la class action possa mettere in ginocchio i grandi
gruppi?R. Episodi sconcertanti come i danni da black-out o da lievi ritardi dei
treni, assecondati da qualche giudice di pace, dovrebbero costituire un monito
per il legislatore, perché class action promosse contro le Fs o contro l'Enel
rischierebbero di privare l'intero Paese di due servizi essenziali, attesi gli
ingenti danni che i due enti dovrebbero subire, se fossero tenuti a risponderne
già sulla base di una valutazione preliminare della fondatezza della domanda.
Ma ci sono anche questioni di ambito a non essere chiare nella normativa appena
approvata.D. A che cosa si riferisce?R. Mi riferisco per esempio ai settori in
cui l'azione collettiva è ammessa. Uno di essi, per la
formulazione ricevuta, è indecifrabile: "Illeciti commessi nell'ambito di
rapporti giuridici relativi a contratti cosiddetti per adesione che all'utente
non è dato contrattare e modificare", si legge. Val la pena di ricordare
che l'illecito appartiene all'area extra-contrattuale. Un'altra anomalia è che
nel codice al consumo si inseriscono anche aspetti che ora sono fuori dal
codice stesso, come gli atti anticoncorrenziali o il credito al consumo.D.
Quindi sarebbe auspicabile una modifica della legge?R. Il testo continua a
creare incertezze, per questo mi auguro che sia rivisto al più presto. Poiché
entrerà in vigore tra sei mesi, ci sarebbe il tempo per provvedere prima che la
normativa diventi operante. (riproduzione riservata)
Milano Finanza Numero 029, pag. 20 del 9/2/2008 Autore: Michele Arnese.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del
09-02-2008)
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Action
"Vittoria contro i T-red Adesso vogliamo essere
risarciti dei danni" Il Comitato Semafolli pensa ad un'azione legale collettiva - -->.
( da "Secolo XIX, Il" del
09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Voltri terminal Prosegue il blocco dovuto al nuovo sistema
informatico di controlli. Agenti marittimi pronti a chiedere i
danni 09/02/2008 Genova. Il terminal portuale di Voltri non tornerà alla
normalità prima del 18 febbraio. Fino a quella data, il traffico in
esportazione non verrà accettato. In totale, saranno quindi tre le settimane in
cui il Vte, il più grande terminal italiano, sarà bloccato per via del
congestionamento creato dal nuovo sistema informatico di controlli. Una
paralisi che sta producendo enormi danni economici. Dopo spedizionieri e
autotrasportatori, anche gli agenti marittimi stanno pensando a "strumenti
legali per tutelare le agenzie e gli armatori rappresentati", dice Massimo
Moscatelli, segretario generale di Assagenti. In arrivo un'altra class="term">class class="term">action? "Stiamo valutando
anche questa ipotesi". Dal Vte e dall'Autorità portuale no comment su
tutta la linea. quarati >> 12 09/02/2008.
( da "Tirreno, Il" del
09-02-2008)
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Action
Prima Pagina " Stangati" da banche e aziende
consumatori pronti alla riscossa Dai telefoni alle poste, dai treni alle
banche, dalle aziende che forniscono acqua potabile a quelle dell'energia
elettrica. Le azioni collettive di risarcimento dei
consumatori in Toscana potrebbero riguardare tutti questi settori. E' la nuova
legge sulla class action in vigore dal prossimo luglio: una normativa che fa
veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità di
vincere una causa ed estendere a tutti coloro che si trovano nella medesima
condizione il relativo risarcimento. In 20 giorni sono già stati
scaricati ventimila moduli dall'Adusbef. STEFANO BARTOLI a pagina 3.
( da "Unita, L'" del
09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Stai consultando l'edizione del Tutti i colori della Rai
Oliviero Beha Lottizzazione In fondo è tutta una questione cromatica: Libero
pubblica un documento riservato su 650 alti dirigenti di Viale Mazzini,
colorandone i cognomi in base alla presunta lottizzazione. Rossi in quota al
centrosinistra, blu al centrodestra,verdi come
indipendenti (o difficilmente etichettabili). class="hilite">Il Presidente della Rai
Petruccioli annuncia a tamburo battente querele modello "class="term">class class="term">action" da parte dell'azienda
vilipesa nei confronti della "Feltri List". Feltri replica: dirò
tutto al magistrato. Fan, come sono, della "class="term">class class="term">action",
solo oggi e con difficoltà introdotta dall'ultima legge Finanziaria, mi dico
che non posso perdere l'occasione. Tutto sommato anch'io pur molto modestamente
"sono la Rai". segue a pagina 27.
( da
"Unita, L'" del
09-02-2008)
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Action
Stai consultando l'edizione del "Sono fallito per
colpa dei derivati". Unicredit: "Non è vero" Sull'Espresso la
storia di Divania, un'azienda pugliese, finita in una difficile crisi. Le
accuse alla banca di Profumo di Giuseppe Vespo Chi ha fatto il buco a Divania?
È il quesito sul quale ruota la polemica tra il colosso del credito Unicredit e
il colosso editoriale L'espresso, ieri in edicola con un pezzo a firma di Paolo
Biondani, che accusa l'istituto guidato da Alessandro Profumo di aver mandato
sul lastrico un'azienda che fino al 2003 "era tra le prime industrie della
Puglia". Tutta colpa dei derivati, gli ormai famosi strumenti finanziari,
che sarebbero stati proposti in modo poco chiaro all'imprenditore Francesco
Saverio Parisi, titolare di Divania. In cinque anni, secondo quanto riporta il
settimanale, l'azienda barese avrebbe puntato sui derivati "l'incredibile
cifra di lorda di 219 milioni di euro". La banca smentisce, ma a
incastrarla potrebbero essere i video registrati da Parisi durante gli incontri
con i dirigenti dell'istituto, colpevoli di avergli fatto firmare contratti
finanziari ad altissimo rischio. "Ci ho messo un anno a
capire come i banchieri hanno distrutto la mia azienda - dice a L'espresso
Parisi -. Ora li ho denunciati, per truffa e usura, e
li ho citati a giudizio davanti al tribunale civile". La parola
spetta ai giudici, quindi, che dovranno accertare le responsabilità di
Unicredit nella vicenda. Divania chiede un risarcimento di 276 milioni di euro
più gli interessi, ma per l'isituto di piazza Cordusio "non è sostenibile
che i risultati dell'attività in derivati abbiano influenzato l'attività
industriale o i risultati economici" dell'azienda. "Nelle stesse
relazioni ai bilanci di Divania del 2003 e 2004 - scrive la banca in un
comunicato - si dichiara che la crisi ha natura industriale e va ricondotta
all'andamento del settore ed al brusco peggioramento delle ragioni di scambio
derivanti dall'apprezzamento dell'euro sul dollaro a partire dal 2001". Ad
ogni modo, per Unicredit "le cifre riportate nell'articolo (de L'espresso,
ndr) rappresentano in modo fortemente distorto i rapporti intercorsi tra banca
e impresa nel corso degli anni in relazione all'operatività in derivati e
determinano una situazione di grave disinformazione". Il gruppo pertanto
si riserva di "tutelare la propria immagine con tutti i mezzi previsti
dalla legge". Intanto gli effetti innescati dal valzer di accuse e
polemiche si sono registrati a Piazza Affari: Unicredit ha lasciato sul terreno
il 2,85%, tra le peggiori performance di ieri. E, come non bastasse, a
rincarare la dose ci ha pensato l'Asdusbef. L'class="hilite">associazione che tutela gli
utenti di servizi bancari, sta "valutando la fondatezza giuridica" di
una class="term">class
class="term">action "contro
UniCredit ed altre banche, che hanno piazzato allegri prodotti derivati a
decine di migliaia di consumatori ed imprese". Tradotto, potrebbe
costituirsi parte civile nel processo tra Divania e l'istituto di piazza
Cordusio.
( da "Repubblica, La" del
09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Pagina V - Bari L'INIZIATIVA L'Ipc: sede in piazza Umberto
e come programma l'informazione corretta e puntuale Consumatori al contrattacco
un cartello delle associazioni LORENZA PLEUTERI Serrare i ranghi. Tessere
alleanze. Accerchiare i nemici comuni senza sprecare risorse. Si chiama Ipc,
acronimo che sta per Istituto pugliese per il consumo. E la sigla che riassume
la strategia, nella lotta al carovita e agli abusi e alle vessazioni
quotidiane, messa a punto dalle articolazioni regionali di quindici
associazioni di consumatori. Adiconsum, Aduc, Codacons, Movimento consumatori e
via elencando - in un mix di sigle storiche, formazioni legate ai sindacati,
gruppi iperattivi anche sul piano mediatico - si sono cementati in una
superfederazione di paladini di cittadini e famiglie, pronta
a partire all'attacco con una raffica di iniziative. La sede è in piazza
Umberto 40, nel cuore di Bari. Gli obbiettivi ambiziosi e
semplici insieme. Lavorare insieme su una piattaforma di scopi di grande
spessore, lasciando ai singoli associati le collaudate attività ordinarie e le
specificità. Dice il neopresidente dell'Ipc, avvocato
Antonio Pinto: "Solo unendo le energie possiamo produrre risultati di peso
e di maggiore efficacia". Un esempio? è in
rodaggio da poche settimane, in attesa del lancio ufficiale, lo Sportello del
consumatore previsto dalla legge regionale 12 del 2006. "Questo servizio
non vuole essere una duplicazione di quelli già esistenti presso le singole
associazioni - spiega sempre Pinto - ma ha una mission specifica". Primo:
raccogliere segnalazioni e dati sui diritti degli utenti dei servizi erogati o
vigilati dalla Regione. Secondo: promuovere azioni comuni finalizzate ad
ottenere il miglioramento delle prestazioni. Terzo: raccogliere indagini e
studi necessari per verificare la corretta applicazione dei codici del consumo
nazionali e locali. Quarto: formare e informare i soggetti portatori di
diritti, usando come strumento anche la comunicazione esterna. Un nuovo
business, che andrà a pesare sulle tasche - vuote - delle persone più
vulnerabili e esposte a truffe e raggiri? L'impossibile tentativo di conciliare
le diverse anime e matrici ideologiche differenti? O solo "lobbing" a
fin di bene? "L'Istituto - risponde il neo presidente -
non ha fini di lucro, ha una struttura democratica, le cariche sociali sono
elettive. Basta andare a leggere lo statuto, per verificare contenuti,
scopi, formule, garanzie. Le attività di autofinanziamento saranno quelle
marginali ed editoriali. Lo Sportello per i consumatori, per
tornare all'esempio fatto prima, è contattabile gratuitamente".
Lunedì, è la prossima mossa, i rappresentanti del nuovo Istituto parteciperanno
alla riunione convocata dal vicepresidente regionale e assessore al Commercio
Sandro Frisullo. "Come Ipc appoggiamo in pieno l'idea di
concordare con negozi e centri commerciali la definizione di un carniere di
prodotti di largo consumo, si parla di cento beni, da vendere a prezzo bloccato
per almeno sei mesi. Se l'operazione andrà in porto,
come tutti sembrano volere, saremo poi noi a verificare che l'accordo sia
applicato correttamente". Intanto si lavora su altri due
obbiettivi. La fondazione di un Gas, un gruppo di acquisto solidale per la
spesa comunitaria. E la creazione di una camera di conciliazione all'class="hilite">interno
della stessa sede dell'Istituto, per dirimere e risolvere le controversie tra
cittadini e aziende. Quanto alle class="term">class class="term">action,
si vedrà di volta in volta. "Sperando che il nuovo governo non faccia
marcia indietro prima dell'entrata in vigore, in estate, della possibilità di
intentare cause risarcitorie collettive". (l.
pl.).
( da "Tirreno, Il" del
09-02-2008)
Argomenti: Class
Action
Attualità A voi la bolletta, a noi la
vendetta Consumatori alla riscossa: cause collettive per tariffe e servizi
Conto alla rovescia per il nuovo strumento giuridico: i risarcimenti ottenuti
da una sola persona spetteranno a tutti i danneggiati STEFANO BARTOLI Dai
telefoni alle poste, dai treni alle banche, dall'acqua potabile
all'elettricità. Insomma, se Erin Brockovich, la segretaria precaria di
uno studio legale resa famosa dall'omonimo film con Julia Roberts, eroina dei
consumatori di tutto il mondo per essere riuscita a strappare 330 milioni di
dollari alla potente Pacific and Gas Company per l'inquinamento delle falde
acquifere di una cittadina californiana, si trasferisse in Toscana avrebbe
parecchio lavoro da fare. Sì, perché se si va dare un'occhiata a tutto ciò che
potrebbe rientrare nella nuova legge sulla class action, l'azione
collettiva, approvata il 21 dicembre 2007 e pronta
ad entrare in vigore il 1º luglio, l'elenco appare sterminato. Una casistica
che fa veramente paura ad aziende e fornitori di servizi, vista la possibilità,
per la prima volta in Italia, di vincere una causa (a parte spieghiamo come
funziona il meccanismo legale) ed estendere a tutti coloro che si trovano nella
medesima condizione il relativo risarcimento. "Per
rendersi conto dell'interesse suscitato - spiega al Tirreno Elio Lannutti,
presidente dell'associazione per la difesa dei consumatori Adusbef - basta
pensare che dalla metà di gennaio, cioè da quando cioè è stato messo in rete il
relativo modulo (www.adusbef.it, www.adusbeftoscana.it), quest'ultimo è stato
scaricato qualcosa come 20mila volte. E per la maggior
parte si tratta di richieste che riguardano argomenti ormai classici come
l'anatocismo (gli interessi sugli interessi applicati dalle banche, ndr) la
Parmalat o i bond argentini". "Certo rispetto agli Usa, questa
legge ci consente qualche possibilità in meno - conclude Lannutti -, ma basta
vedere come si sono arrabbiate Confindustria e banche per rendersi conto della
sua importanza". Treni e contatori. Dall'ufficio fiorentino del Difensore
civico della Toscana, struttura nata per difendere i diritti e gli interessi
dei cittadini, non hanno dubbi: sono i disservizi del
treni (dai ritardi alla sporcizia, dall'aria condizionata sparata in pieno
inverno al riscaldamento al massimo in luglio e agosto) a fare da padroni nelle
proteste e nelle richieste di rimborso, tutte pratiche perfettamente
inqudrabili in una situazione da class action. Ma l'ultima novità sono le
controversie che riguardano l'installazione dei nuovi contatori elettronici
dell'Enel al posto dei vecchi misuratori analogici. Proprio in questi ultimi
mesi sono infatti cominciate ad arrivare le bollette
di conguaglio, molto spesso con richieste di cifre astronomiche. "Il
problema - spiegano da Firenze - è che al momento dell'installazione doveva
essere fatta una fotografia del vecchio contatore e compilato un verbale
firmato poi dal titolare dell'utenza o, in alternativa, da una persona che
doveva essere facilmente identificabile. Ebbene, questo non è accaduto: la firme spesso sono scarabocchi e le foto molte volte non
vengono fornite. Di conseguenza, è un fronte su cui ci
aspettiamo un 2008 caldissimo". Acqua, un disastro. Nel campo delle
forniture idriche è invece Publiacqua, il consorzio che gestisce il servizio
nelle aree di Firenze, Prato e Pistoia, a fare la parte del leone, purtroppo in
negativo. "Oggetto della disputa - spiegano dall'ufficio
del Difensore civico - sono le letture anomale dei contatori, effettuate solo
una volta ogni tanto, con l'ovvia conseguenza di pesanti conguagli. Il
tutto mentre il regolamento le renderebbe obbligatorie almeno una volta
all'anno. Non solo: sempre Publiacqua, di fronte ad un intero
condominio in regola con i pagamenti, ma con un solo utente moroso, ha spesso
proceduto con distacchi della fornitura che si sono prolungati fino a tre
giorni, creando così una situazione intollerabile per gli utenti".
Non appare simpatica neanche la situazione di Gaia, fornitrice dell'acqua in
Versilia. A Forte dei Marmi non ci sono ad esempio contatori e i consumi
vengono fatturati con il sistema del "limitatore a lente tarata" che,
secondo il comitato "Acqua bollente", porta a cifre non
corrispondenti alla realtà. Per questo lo stesso comitato, un paio d'anni fa, diede
il via alla autoriduzione delle bollette: in pratica
venivano pagate solo le tariffe del vecchio gestore aumentate del tasso
d'inflazione. Gaia non ha accettato la decisione e ha minacciato di chiudere i
rubinetti ai morosi, ma nel luglio scorso il giudice di pace di Pietrasanta ha
dato ragione agli utenti dichiarando illegittimi gli aumenti. Poste e banche.
Le raccomandate e la chiusura degli uffici postali sono un altro filone da
tenere d'occhio in vista dell'entrata in vigore della legge. In questo caso le
proteste riguardano, appunto, i tagli alle strutture e la necessità di andare a
ritare la corrispondenza da firmare (accade in alcuni comuni della provincia di
Firenze) perfino a trenta chilometri di distanza. Ma sul fronte finanziario qui
in Toscana tiene ovviamente banco la situazione creata dalla Banca popolare di
Lodi ai tempi di Giampiero Fiorani, proprietaria delle Casse di risparmio di
Lucca, Pisa e Livorno, ai danni dei correntisti: prelievi forzosi (è in corso
un processo) giustificati dal recupero delle spese amministrative. Pochi euro a
testa, ma per un importo complessivo di almeno 8-9 milioni. "E sempre a
proposito di istituti di credito - aggiunge Giulio Caselli, presidente
regionale dell'Adusbef - bisogna ricordare anche la clonazione dei Bancomat che
non viene riconosciuta subito, con il cliente che si vede prelevare i soldi per
poi riaverli solo in tempi succesivi". Il telefono, la mia croce.
Concludiamo con la telefonia, un caso eclatante le cui dimensioni hanno
contorni sempre più larghi e confusi. Elisabetta Gonnelli del Corecom, il
comitato regionale pre le comunicazioni, descrive l'ondata di richieste d'aiuto
giunte al suo ufficio per il traffico non riconosciuto come un "fenomeno
eclatante, in cui Telecom Italia ha avuto un atteggiamento ondivago". "Mi riferisco - prosegue la dirigente - agli 899 ed a tutti
gli altri numeri speciali a cui ignari utenti vengono collegati soprattutto
attraverso Internet. Si tratta del 70-80 per cento delle contestazioni
telefoniche, che riguardano non solo la principale azienda italiana del
settore, ma anche altre compagnie. Pensi che ci sono
persone che guadagnano 800 euro di pensione ed hanno ricevuto bollette che
superano i mille. E se prima la Telecom, davanti all'evidente buona fede
soprassedeva sul pagamento (è comunque di questi giorni la notizia di un
versamento volontario dellazienda di 6,5 milioni per i servizi non richiesti
dopo una serie di rilievi sollevati dall'Authority per le comunicazioni, ndr),
adesso, vista l'esplosione dei casi, pretende sempre di avere i soldi. In pratica, intere famiglie sono finite sul lastrico".
( da "Corriere della Sera" del
09-02-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota -
data: 2008-02-09 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE
La storia Dopo più di vent'anni gli emofilici che hanno contratto Hiv e epatite
cercano ancora giustizia Sangue infetto alla sbarra Usa, la causa collettiva di 500 italiani Gli imputati "Gullone contro
Bayer": è il processo contro 4 aziende farmaceutiche. Sentenza vicina G
ullone contro Bayer. E' la causa internazionale nella quale alcune migliaia di
cittadini, italiani e non, agiscono negli Stati Uniti contro quattro big del
farmaco. Tremila persone, di cui cinquecento italiani, che hanno contratto
epatite C o virus dell'Aids tra il 1978 e il
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 09-02-2008)
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Raffica di ricorsi, ma il difensore civico frena: no alla
rivolta fiscale, per il bilancio del Comune sarebbe una catastrofe PIETRO
TRECCAGNOLI Per ora sono mille. Ma ai primi garibaldini che chiedono il
rimborso della più odiosa e borbonica tassa, la Tarsu, quella della monnezza
che fermenta per strada, se ne aggiungono centinaia di giorno in giorno. E il
Palazzo è già entrato nel panico, prevedendo una catastrofe per il bilancio.
Alla fine di gennaio il Codacons ha istituito un numero verde (800.911.111) per
assistere chi individualmente rivuole indietro il sessanta per cento di quanto
ha pagato per la mancata raccolta, facendo riferimento proprio al regolamento
della Tarsu. Le linee, cinque, aperte dalle 15 alle 19, dal lunedì al venerdì,
sono diventate subito roventi. "L'ottanta per cento dei cittadini che
chiama" spiega Giuseppe Ursini dell'associazione per la tutela dei
cittadini "ha già scaricato il modulo per il rimborso dal nostro sito
Internet e ci chiede chiarimenti per la compilazione". Le richieste di
rimborso sono state spedite, con una raccomandata, al Comune, a Equitalia e
all'Asia. La maggior parte dei ricorsi riguarda la città di Napoli, ma molti
sono indirizzati ai paesi della provincia. Mentre la diffida fa il suo corso
(il Comune deve rispondere entro 30 giorni e poi ci sono 60 giorni per il
ricorso alla Commissione tributaria) l'importante è pagare. "Non si può
passare dalla parte del torto" ammonisce Ursini che è stato il primo a
stupirsi del numero esorbitante di richieste: un'autentica tempesta che si sta
abbattendo su Palazzo San Giacomo. "Chiamano anche
commercianti, albergatori e ristoranti, imprenditori legati al turismo"
aggiunge "che vogliono intraprendere azioni per il risarcimento danni.
Lamentano perdite del trenta per cento". Accanto
alle richieste individuali, class="hilite">il
Codacons sta portando avanti anche una causa collettiva per risarcimento danni,
qualcosa di simile a una "class="term">class class="term">action".
Per ora ha raccolto un'ottantina di adesioni. Vista la malaparata, il difensore
civico Giuseppe Pedersoli è passato al contrattacco: "La Tarsu va pagata
regolarmente e considero sbagliato incitare i cittadini a una rivolta fiscale
contro il Comune". È la sua risposta a quanti lo sollecitano a intervenire
in favore dei cittadini per evitare o ridurre il pagamento della tassa che
scatena bestemmie. "Al mio ufficio" spiega
Pedersoli "continuano ad arrivare richieste per un intervento presso il
sindaco, il Consiglio comunale, l'assessore competente per prevedere il pagamento
in misura ridotta della Tarsu perché il servizio non viene svolto efficacemente.
Qualcuno ha addirittura insistito affinché chiedessi al
sindaco di annullare la Tarsu per il 2008". E lei che ha fatto?
"Ho sempre invitato tutti a un maggiore senso di responsabilità". Una
battaglia contro i mulini a vento. Ma è proprio il suo incarico che lo induce a
un simile comportamento, provando a mantenere il carro per la discesa. "Se il Comune non dovesse incassare quanto previsto per la
Tarsu" spiega vestendo i panni di Cassandra "l'impatto sul bilancio
sarebbe catastrofico. E le conseguenze ricadrebbero
sugli stessi cittadini". Perché i soldi da qualche parte li
dovranno pur prendere. Pedersoli è scettico anche contro le ipotetiche "class="term">class class="term">action" e richieste di
costituzione in giudizio contro i responsabili dell'emergenza della monnezza.
Le soluzioni, secondo lui, non si trovano nelle aule giudiziarie:
"Solleciterò il Comune a varare al più presto il piano per la raccolta
differenziata ma so che il lavoro in tale direzione è già avviato e approderà
entro i primi giorni di marzo in Consiglio". Ma le nuvole all'orizzonte
sono nere.
( da "Sestopotere.com" del
09-02-2008)
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Action
(17:30) (9/2/2008 17:25) | DERIVATI
TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA
(Sesto Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - DERIVATI: GRAVISSIMI I COMPORTAMENTI
DI UNICREDIT PER FRODARE GLI UTENTI E FAR FALLIRE FIOR DI IMPRESE. LA STORIA
RACCONTATA DALL'ESPRESSO, CHE VEDRA' ADUSBEF COSTITUITA PARTE CIVILE, E' COMUNE
AD ALTRE STORIE DI "DANNATI",CON BANCHE CHE
CONTINUANO ANCORA OGGI A TRUFFARE I CONSUMATORI, CON LA COMPLICITA' DI
BANKITALIA. ADUSBEF,CHE HA MESSO SUL SITO IL VIDEO
DELL'ESPRESSO, INVITA TUTTI I CLIENTI INTERESSATI,A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO
ALLA MAGISTRATURA, class="hilite">STA
VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia
dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i
suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei
contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale
l'Espresso, è la storia di decine di migliaia di imprese,alle
quali le banche hanno appioppato prodotti ad altissimo rischio,per guadagnare
miliardi di euro sulla loro pelle e farla franca con la diretta complicità
della Banca d'Italia. "Mi hanno rovinato. Ho dovuto chiudere l'azienda e licenziare tutti i miei 430
operai", denuncia Francesco Saverio Parisi, titolare di Divania, una
fabbrica di divani che prima del 2003 era una delle prime industrie
esportatrici della Puglia, con 65 milioni di euro di fatturato. "Ci ho messo un anno a capire come i banchieri hanno distrutto
la mia impresa. Ora li ho denunciati, per truffa e usura, e li ho citati
a giudizio davanti al tribunale civile. Come tutte le vittime dei derivati,
posso sembrare Davide che sfida Golia. Ma invece della fionda
ho la telecamera". La causa civile è tanto pesante che il colosso
del credito ha dovuto avvisare tutti i risparmiatori: "Divania ha chiesto
la condanna di Unicredit al pagamento di 276 milioni di euro più gli
interessi", spiega la banca nel prospetto informativo della fusione con
Capitalia. Adusbef,che aveva denunciato a dieci
procure della Repubblica i derivati truffa piazzati da Unicredit a decine di
migliaia di imprese, oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo
all'articolo pubblicato oggi da L'espresso intitolato: "Derivati bugie e
videotape", chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari,
per sostenere l'imprenditore raggirato, invita tutti i cittadini frodati,a
denunciare il dr. Alessandro Profumo, alle competenti Procure. Non è più
possibile subire in silenzio le angherie ed i quotidiani soprusi di un sistema
bancario che consegue utili sulla pelle dei cittadini,senza
neppure rispettare le leggi dello Stato,come l'art.10 del decreto Bersani sulla
simmetria dei tassi. Adusbef, che ha raccolto migliaia di testimonianze di
imprese strangolate sul forum del proprio sito, invita quindi a ribellarsi ad
istituti di credito, contigui con il potere politico e con le conniventi
autorità vigilanti,che stringono un cappio al collo a
consumatori ed imprese sane,spolpate,raggirate e spogliate. Adusbef infine con
l'ausilio di primari giuristi indipendenti, sta valutando la fondatezza
giuridica di una class="term">class class="term">action,contro Unicredit ed altre banche,che hanno piazzato allegri
prodotti derivati a decine di miglia di consumatori ed imprese.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del
09-02-2008)
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Action
G-7 finanziario di Tokyo: la crescita
frena, ma la recessione si può evitare Dall'inviato Stefano Carrer commenti - |
| 9 febbraio 2008 TOKYO - Un messaggio che vuole essere di assicurazione, ma
che finisce per suscitare non poche apprensioni: è quello che esce dal G-7
finanziario di Tokyo: uno scenario globale drasticamente peggiorato in pochi
mesi rende probabile un rallentamento dell'economia mondiale nel breve termine,
con "downside risks" che persistono. Tuttavia i sette
Grandi sottolineano che "i fondamentali a lungo termine rimangono
solidi" e si aspettano che "la crescita continui nel 2008".
Inoltre si impegnano a "continuare a intraprendere
azioni appropriate, individualmente e collettivamente,
per assicurare la stabilità e la crescita". La sfera dell'azione "collettiva" pare restare in realtà limitata a coincidenze temporali
nelle mosse di alcune banche centrali per garantire abbondante liquidità ai
mercati: ogni ipotesi di coordinamento delle politiche monetarie o di stimolo
fiscale è stata accantonata. Dal vertice è scaturito inoltre:1)un
appello forte a una maggiore trasparenza delle istituzioni finanziarie, con una
"piena e tempestiva" indicazione delle loro perdite accompagnata da
misure di rafforzamento della loro base di capitale; 2)un appello all'Opec a gli altri Paesi produttori perché aumentino la produzione
di petrolio; 3)una richiesta alla Cina di "accelerare" la
flessibilità della sua valuta. Di particolare rilevanza è stato il rapporto
preliminare del Working Group del Financial Stability Forum presieduto da Mario
Draghi. Da esso si evince che siamo destinato a convivere con l'instabilità a
lungo. Perciò occorrono misure a breve e a lungo:nell'immediato,
trasparenza massima delle istituzioni finanziarie; più in là, forse un giro di
vite sui criteri di Basilea-2. "La parola recessione si
pronuncia mal volentieri: si preferisce parlare di forte rallentamento, di
fortissimo rallentamento. Nel comunicato finale si esprime il fatto di
una crescita che continua. Chi vivrà vedrà". ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, rispondendo nel corso di una conferenza stampa al termine del
G7, se gli Usa possano essere considerati o meno in fase di recessione. Il
segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, infine, ha dichiarato "I believe
(credo proprio) che l'economia Usa continuerà a crescere", escludendo
quindi ipotesi di recessione, tanto più dopo il maxipacchetto di stimolo
approvato a tempo di record dal Congresso. Una manovra che Jean-Claude Juncker , presidente dell'Eurogruppo, ha detto che non è necessaria
per l'Europa. Quanto ai tassi, il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, ha
detto: "Da questo vertice non è uscita né una richiesta di alzare i tassi
né una richiesta di abbassarli". E non ha voluto commentare sulle
interpretazioni di mercato dopo che la Bce non ha tagliato i tassi ma è sembrata
segnalare una maggiore attenzione epr le esigenze della crescita economica.