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LA
MATTANZA SUBPRIME E' SOLO ALL' INIZIO
( da "Wall Street Italia"
del 05-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In America il
valore delle case è diminuito del 7-10% nel
Case,
mutui in lieve calo ma a Trapani è sboom
( da "MF
Sicilia" del
05-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: affare il
proprietario è disposto a rivedere verso il basso il prezzo iniziale di
vendita. La bolla immobiliare è pronta a scoppiare? Gli addetti ai lavori lo
escludono, ma di certo siamo in presenza di una crisi del mattone. A dare
segnali di rallentamento, poi, c'è anche il mercato creditizio che, si sa, va a
paso doble con quello immobiliare.
SPAGNA/
BOOM ECONOMICO SI RIDIMENSIONA A VIGILIA ELEZIONI -focus
( da "Virgilio
Notizie" del
05-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: esplosione della
bolla immobiliare avevano indotto gli esperti internazionali a preannunciare la
crisi prima dell'arrivo dei segnali negativi delle ultime settimane. Il premier
socialista Jose Luis Rodriguez Zapatero, gia dalla
fine del 2006, aveva annunciato un mutamento di strategia dell'esecutivo al
fine di stimolare la "definitiva modernizzazione"
( da "Wall Street Italia" del 05-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Di Vincenzo Sciarretta Finora le
perdite legate al debito subprime ammontano a circa $150 miliardi. Ma il buco
finale rischia di essere ben più grande, addirittura superiore ai $1.000
miliardi, quando si include l'intero mondo del credito. E in borsa... -->Il
contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore
e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall
Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI)
? Finora le perdite legate al debito subprime ammontano a circa 150 miliardi di
dollari, ma il buco finale rischia di essere ben più grande, addirittura
superiore ai 1.000 miliardi quando si include l'intero
mondo del credito. Insomma, la bomba ha la miccia lunga, e potrebbe deflagrare
in modo clamoroso nei prossimi 18 mesi. D'altronde, fioccano le peggiori
previsioni persino da parte di quelle istituzioni che negli anni scorsi
indulgevano a una visione ottimistica, come le agenzie di rating. In settimana
la Standard & Poors ha annunciato che le
passività generate dai subprime minacciano di superare i 265 mld di dollari, mano a mano che la "cancrena" si
estende alle banche regionali e alle aziende di credito estere. Va ricordato
che in altre crisi del passato, la portata delle svalutazioni apparve intereramente solo a posteriori. Viene in mente il
terremoto delle casse di risparmio, fra gli anni '80 e '90. Inizialmente, la
stima delle perdite convergeva sui 10 mld di dollari,
poi se ne contarono 200. Non è facile in questo momento trovare fonti
autorevoli e trasparenti che possano parlare di credito. Su troppi analisti
aleggia il sospetto di un radicale conflitto di interessi. Non per Bob McKee, capo economista della Independent Strategy, influente
società di consulenza con sede a Londra. Mercato ricco di insidie e di opportunita'. E con news gratis, non vai da nessuna parte.
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riservate, clicca sul link INSIDER Dr. McKee, il
pasticcio dei subprime ha causato perdite di 150 miliardi di dollari. Quale
sarà il resoconto tra un paio d'anni? Noi pensiamo che il consuntivo oscillerà
fra i 500 e i 1.300 miliardi, se guardiamo a tutta
l'economia globale. Lo sbocco più inquietante si avrà in caso di recessione in
Nord America, perché allargherebbe il perimetro dei problemi ai derivati, al
consumo e alle istituzioni creditizie europee. Sono cifra
iperboliche. Come ci si arriva? Un passo per volta. Intanto analizziamo
i finanziamenti subprime, vero epicentro della crisi. Questo tipo di debito
vale negli Stati Uniti circa 1.500 miliardi di dollari. Se le perdite fossero
nell'ordine del 15%, la cifra è di 225 miliardi, non lontana da altri calcoli
in circolazione. Poi c'è il segmento "prime",
i mutui di prim'ordine. Teme anche qui un'emorragia? Non un'emorragia,
ma qualche ammaccatura. In America il valore delle case è diminuito del 7-10% nel
( da "MF Sicilia" del
05-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
MF Sicilia Case, mutui in lieve calo ma a Trapani è sboom
I dati unicredit sul mercato creditizio in sicilia. Ormai è assodato, il mercato immobiliare
è in fase riflessiva. A confermare il rallentamento sono alcuni dati di fatto:
il numero delle compravendite è diminuito, i tempi per le trattative si sono
allungati e, spesso e volentieri, pur di chiudere l'affare
il proprietario è disposto a rivedere verso il basso il prezzo iniziale di
vendita. La bolla
immobiliare è pronta a scoppiare? Gli addetti
ai lavori lo escludono, ma di certo siamo in presenza di una crisi del mattone.
A dare segnali di rallentamento, poi, c'è anche il mercato creditizio che, si
sa, va a paso doble con quello immobiliare. Se il mutuo costa troppo, è evidente, le famiglie
comprano meno. E le cose per ora vanno proprio così. Secondo le ultime stime di
Bankitalia riferite al 2006, per acquistare un tetto sono necessari 12 anni di
stipendio contro gli 8,4 anni che servivano nel 1995, con un incremento del
43%. Non c'è da stupirsi, dunque, se il mercato creditizio sia in calo, persino
in Sicilia, regione tradizionalmente incline all'indebitamento per l'acquisto
della casa.I numeri: da
gennaio a settembre del
( da "Virgilio Notizie" del
05-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
05-02-2008 19:47 Occupazione, indice prezzi
e produzione industriale negativi Madrid, 5 feb. (Apcom)
- I primi dati economici del 2008 ridimensionano il boom economico spagnolo.
Notizie che arrivano come una tegola sulla campagna elettorale del Partito
Socialista (Psoe) al governo: 132.378 nuovi disoccupati
a gennaio, stime di crescita per il 2008 ridotte al 3% ma passibili, secondo
indiscrezioni crescenti, di un'ulteriore riduzione fino al 2,6%, aumenti
inusuali dei prezzi dei beni di prima necessita' e infine un calo della produzione industriale a dicembre
pari al 2,4%. Un quadro critico a cui si e' aggiunto il dato negativo sulla
fiducia dei consumatori, arrivata ai minimi storici, e il secondo 'crollo'
dall'inizio dell'anno dell'indice di riferimento della borsa di Madrid, l'Ibex 35, con un calo del 5,19%. L'economia, gia' negli ultimi mesi del 2007, aveva sostituito il
terrorismo come tema principale della campagna elettorale in vista delle
elezioni politiche del 9 marzo 2008. E il Partito Popolare (Pp)
all'opposizione aveva cambiato la propria strategia schierando Manuel Pizarro,
ex presidente di Endesa e economista che gode della
stima dell'opinione pubblica spagnola, al fianco di Mariano Rajoy
nel ticket elettorale conservatore. La crisi a cui sembra andare incontro la
Spagna nei prossimi mesi segue, secondo alcuni osservatori, la minaccia di una
crisi alimentata dai subprime statunitensi e dalle previsioni di recessione
mondiale. Ma le avvisaglie di un rallentamento dell'economia iberica, finora
cresciuta a ritmi doppi rispetto alle altre economie dell'eurozona, arrivano da
'lontano': il peso del settore della costruzione sulla composizione del Pil
spagnolo, equivalente a circa un 20% del totale, e l'esplosione della bolla immobiliare avevano indotto gli esperti internazionali
a preannunciare la crisi prima dell'arrivo dei segnali negativi delle ultime
settimane. Il premier socialista Jose Luis Rodriguez Zapatero, gia' dalla fine del 2006, aveva annunciato un mutamento di
strategia dell'esecutivo al fine di stimolare la "definitiva
modernizzazione" dell'economia spagnola e la fine della 'dipendenza
storica' della stessa dal 'mattone'. E i socialisti
avevano introdotto nella finanziaria considerevoli aumenti degli investimenti
pubblici per lo sviluppo della ricerca e di nuovi settori dell'industria,
mentre i colossi della costruzione confermavano le previsioni di crisi
differenziando i propri investimenti nei settori dei servizi e dell'energia.
Ieri, il vicepremier, Maria Teresa Fernandez de la
Vega aveva sottolineato il carattere "congiunturale" dei dati,
invitando a non dare credito alla sfiducia nel futuro alimentata
dall'opposizione. Ma il Pp insiste sui dati
criticando la passivita' del governo e lo stesso Psoe approfitta della recente polemica con la Conferenza
Episcopale spagnola per distogliere l'attenzione dai dati negativi e attirare
il voto dell'elettorato di sinistra indeciso tra l'astensione e il voto ai
socialisti. La crescita della disoccupazione, secondo gli esperti, e' in gran
parte imputabile alla frenata del 'mattone'. Sono 8930
i nuovi disoccupati che erano impiegati nel settore, ma a questi andrebbero
aggiunti anche tutti i lavoratori delle agenzie immobiliari o di altre attivita' legate al mattone. I "cattivi", per
stessa ammissione del governo, dati su inflazione e occupazione potrebbero aver
superato anche le stesse previsioni del governo. Zapatero, secondo fonti vicine al Psoe citate dalla
stampa spagnola, avrebbe infatti scartato la proposta di anticipare le elezioni
avanzata prima della scorsa estate da quanti nel Psoe
temevano una scalata di dati economici negativi durante la campagna elettorale:
una situazione che puo' costare cara a un premier
che, stando agli ultimi sondaggi, godrebbe ancora di un margine sicuro di
vittoria, ma pur sempre in balia dei rapidi movimenti dei cosiddetti
'indecisi'.