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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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top          ARTICOLI DELL’8-2-2008        #TOP


 

La Casta non molla E continua a 'intascare' ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 08-02-2008)

Abstract: Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. Si tratta di un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti. Secondo la legge 51, del 23 febbraio 2006 (che ha aggiornato la vecchia legge del giugno 1999,

Gli sconti Ici alle coop mettono in crisi i bilanci, ma i sindaci stanno zitti ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: intento di diminuire i costi della politica. Nei Comuni di Massa Lombarda e Conselice questa contrarietà è stata espressa con la rinuncia alla nomina di un rappresentante dei gruppi di minoranza; quindi, per esprimere solidarietà ai colleghi e per coerenza alle posizioni espresse, abbiamo deciso di nominare rappresentante Arianna Bragliani,

Incontro da non perdere oggi pomeriggio, alle 17,30, all'Auditorium di viale De Gasperi. Il pre ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-02-2008)

Abstract: Scaltritti, preannuncia l'incontro con Sergio Rizzo, giornalista de 'Il Corriere della Sera', coautore, con Gian Antonio Stella, de 'La Casta: così i politici italiani sono diventati intoccabili". Il libro - evento del 2007 sarà sviscerato nel faccia a faccia tra Rizzo e i soci del Rotary Club S.

Gettoni, niente aumenti a cascata ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 08-02-2008)

Abstract: Valgono i limiti di legge Se il sindaco o il presidente di provincia si aumenta lo stipendio non per questo aumenteranno di pari passo i gettoni di presenza percepiti dai consiglieri. Le somme che gli amministratori locali incassano per prendere parte a consigli e commissioni andranno infatti parametrate alle indennità di funzione, del sindaco o del presidente di provincia,

La Finanziaria punta sui revisori ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 08-02-2008)

Abstract: provvedere al recupero se la cartella di pagamento non è stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo (in precedenza erano cinque). Tra gli argomenti trattati al convegno, poi, è risaltato quello del contenimento dei costi della politica che produrrà una riduzione dei trasferimenti erariali.

Ridotto il gettone dei consiglieri provinciali anche per le sedute delle commissioni ( da "Provincia di Cremona, La" del 08-02-2008)

Abstract: Edizione di Venerdì 8 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Ridotto il gettone dei consiglieri provinciali anche per le sedute delle commissioni Si riduce ancora il gettone per i consiglieri provinciali, da 69 a 48,81 euro a seduta consiliare o di commissione.

Quel libro mi ha offeso ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-02-2008)

Abstract: La Casta" di Stella e Rizzo e mi sono offesa. E' una denuncia che non tiene conto di quanti amministrano la cosa pubblica con serietà. Io lavoro al completo servizio dei cittadini. Si è accennato alle stragi del sabato sera e si è detto che la precarietà, l'incertezza del futuro spingono i giovani a uno sfogo micidiale.

Le cose che voglio ( da "Nuova Venezia, La" del 08-02-2008)

Abstract: costi della politica attraverso il dimezzamento del numero dei parlamentari, l'abolizione di Province e Municipalità, l'accorpamento di piccoli comuni e di comunità montane, chiudere gli enti inutili, basta sovvenzioni e agevolazioni; destinare ad altre attività i tanti dirigenti e addetti agli uffici pubblici in modo da rendere più spedite e trasparenti tutte quelle farraginose

Il consiglio comunale dura solo un minuto ma scatta il gettone ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Abstract: aula e quelli di maggioranza erano troppo pochi. La seduta si è così sciolta, ma ai consiglieri che erano in aula (anche a quelli poi usciti) spetterà comunque il gettone di presenza visto che era stato già fatto l'appello. All'ordine del giorno c'era l'approvazione di tre progetti per il nodo ferroviario, l'opera (recentemente finanziata dal ministero)

Il gettone di presenza alle famiglie dei morti ( da "Settegiorni (Bollate)" del 08-02-2008)

Abstract: tutti i componenti del consiglio comunale di alzarsi in piedi in segno di solidarietà per il sacrificio profuso da questi lavoratori, di osservare un minuto di silenzio e di di devolvere il gettone di presenza alle famiglie dei lavoratori deceduti nel rogo della ThyssenKrupp. È bene chiarire - conclude Dibitonto - che non è stato possibile presentare questo documento subito dopo l'

Gettoni, stop non retroattivo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-02-2008)

Abstract: la Finanziaria salva i vecchi aumenti Gettoni, stop non retroattivo Gianni Trovati MILANO Il blocco agli aumenti dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali decretato dalla Finanziaria (articolo 2, comma 25, lettera b della legge 244/2007) non ha valore retroattivo, quindi "salva" gli incrementi stabiliti prima dell'entrata in vigore della manovra.

San BenedettoE' il giornalista Sergio Rizzo, autore con G ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-02-2008)

Abstract: San Benedetto E' il giornalista Sergio Rizzo, autore con Gian Antonio Stella, del libro La Casta, il protagonista dell'incontro letterario organizzato dal Rotary International di S. Benedetto presieduto da Gianluigi Scaltritti. L'appuntamento è per questo pomeriggio alle 17.30 presso l'Auditorium comunale di viale De Gasperi.

In Campania paga la Ue ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-02-2008)

Abstract: dei lavoratori (articoli 16 e 17 della Legge 626/94) intrapresa dallo specialista Eugenio Rogliani, segue un incarico da 50mila euro svolto dal sociologo Giovanni Crocco per il monitoraggio di progetti di istruzione e formazione. Un apprezzabile processo di tagli alle consulenze è quello che ha operato il Comune di Napoli che comincerà a mettere on line le liste dei collaboratori

Nei Consigli comunali il pieno di presenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 08-02-2008)

Abstract: per questa seconda tornata la percentuale di presenze (95,7%) è stata da record. "Qui da noi i costi della politica sono minimi – spiega il nuovo presidente, Rinaldo Roldo –: se per una seduta d'Aula il gettone di presenza supera di poco il centinaio di euro, per le Commissioni siamo ai 30 euro per seduta".

Bologna ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

Abstract: indennità del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14 consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due consigli di quartiere al mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro destinati a raddoppiare da giugno con il progetto comunale delle municipalità che delegherà al quartiere tutti i servizi alla persona) è destinato per l'

COSA CAMBIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

Abstract: ritenendo anticostituzionale la modifica di un organo rappresentativo, eletto quindi dai cittadini, in corso di legislatura. I nodi Tra gli aspetti oscuri della norma c'è il blocco degli aumenti progressivi dei gettoni di presenza dei consiglieri laddove non è chiaro se gli aumenti già maturati (che in alcuni comuni sono arrivati anche al triplo del gettone base di 35 euro lordi)

Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

Abstract: autonomia statutaria e regolamentare dei comuni. Come si conciliano queste riflessioni con la necessità di ridurre i costi della politica? Talvolta trovo rozzo il modo in cui viene affrontato il tema dei costi della politica nel senso che sono ben altri gli sprechi come i costi che si addossano al Paese per le inefficienze.

Senza sprint i tagli ai quartieri ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

Abstract: Il risparmio che se ne ricaverebbe sarebbe minimo considerato che il gettone di presenza dei consiglieri è di 17 euro lorde e l'indennità mensile dei presidenti è di 900 euro lorde. Auspichiamo un passo indietro del legislatore su questo punto. In caso contrario troveremo nuove forme di partecipazione a costo zero".

A margine dello scioglimento anticipato delle Camere diversi ( da "Tempo, Il" del 08-02-2008)

Abstract: Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. è un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti (quella legge, com'è noto, è stata eliminata da un referendum).

Sedute di Consiglio moltiplicate: polemizzano sindaco e opposizione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-02-2008)

Abstract: missioni e gettoni di presenza". Per il sindaco le cifre sono altre. "Nel 2007 - replica Giovanni Soru - abbiamo speso dai 120 ai 160 euro per consigliere, in media dodici euro al mese. Non mi sembrano costi da casta dalla politica. Il maggior numero di sedute è dovuto all'esigenza di discutere opere importanti,

Preoccupa l'effetto Grillo ( da "Manifesto, Il" del 08-02-2008)

Abstract: Ma Di Pietro ha dalla sua i sondaggi che lo indicano come il politico più popolare e il più affidabile, secondo solo al presidente della Repubblica Napolitano. Soprattutto a Veltroni interessa sterilizzare la possibilità di una lista dipietrista che finisca col ricevere l'appoggio dei sostenitori di Beppe Grillo.

Con la crisi i partiti ci guadagnano il doppio ( da "Tempo, Il" del 08-02-2008)

Abstract: Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. è un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti (quella legge, com'è noto, è stata eliminata da un referendum).

CAMERA DI COMMERCIO POLEMICA SUI COMPENSI FARINA RITIRA LA DELIBERA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-02-2008)

Abstract: a cui si deve sommare il gettone di presenza molto più pesante (da 223,11 a 360,00: lo stesso importo della presenza nelle commissioni). Un'impennata che coinvolgeva componenti del collegio dei revisori dei conti (15 mila euro) e del loro presidente (21 mila), presidente e componenti del nucleo di valutazione (rispettivamente,

Il Trentino dà 38 milioni ai bresciani ( da "Adige, L'" del 08-02-2008)

Abstract: il presidente Dellai firmerà infatti un accordo con il presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli, che prevede il finanziamento da parte del Trentino, con ben 38 milioni di euro - questa è la cifra che secondo indiscrezioni dovrebbe essere stabilita oggi - per gli interventi di costruzione della variante della ex statale 237 "del Caffaro", in territorio bresciano.

(m.g.) Tempo di bilanci anche per ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-02-2008)

Abstract: è rimasto per più di metà seduta, tempo che viene calcolato come minimo per avere il gettone di presenza.Lui invita a dare una lettura non superficiale del suo basso numero di presenze: "C'è una partecipazione quantitativa e una qualitativa - spiega -. Alle sedute in cui si discutono argomenti "pesanti" ci sono sempre,

Sergio Rizzo all'auditorium di San Benedetto del Tronto ( da "Quotidiano.it, Il" del 08-02-2008)

Abstract: auditorium conferenza di Sergio Rizzo, autore del libro scritto in collaborazione con Gian Antonio Stella: "la casta". di Cristian Ciarrocchi Auditorium pieno oggi per una conferenza organizzata dal Rotary Club di San Benedetto del Tronto, avente come ospite d'onore Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera esperto in economia ed autore del libro:


Articoli

La Casta non molla E continua a 'intascare' (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 08-02-2008)

 

LA POLEMICA La Casta non molla E continua a 'intascare' A MARGINE dello scioglimento anticipato delle Camere diversi lettori mi hanno segnalato due fatti. Il primo nasce anche da una denuncia dell'on. Roberto Calderoli ( sì proprio il parlamentare della Lega autore dell'attuale legge elettorale, che poi ha definito una "porcata"). Ora Calderoli ne ha fatto un'altra delle sue, dichiarando che la data del 13-14 aprile per le elezioni politiche ,invece di quella inizialmente ipotizzata del 6 aprile, sarebbe stata scelta per favorire i neo deputati e senatori che, in questo modo, potrebbero conquistare il vitalizio. La notizia però è stata prontamente smentita dai solerti questori della Camera e del Senato che si sono affrettati a precisare che la pensione è concessa solo dopo due anni e sei mesi e quindi soltanto in ottobre sarebbe stato possibile per un centinaio di neo parlamentari conquistare l'ambito traguardo. E' tutto vero, con un solo neo che potrebbe dare ragione anche all'on. Calderoli: il parlamento, anche se formalmente sciolto, ha il potere di approvare i decreti, compreso quell'indecoroso "milleproroghe" che può comprendere tutto, compreso un emendamento, in preparazione, che riduce da 2,6 a 2 soli anni il tempo minimo necessario per conquistare il diritto al vitalizio. Non sappiamo se questo obiettivo sarà realizzato, siamo certi però che il tentativo è in atto e più di un deputato ci sta provando. Continuiamo a definire tutto questo una vergogna? Ma c'è anche di peggio. L'altro fatto ci sembra infatti ancora più grave. E, purtroppo, dopo avere fatto le opportune verifiche, ci risulta assolutamente vero. Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. Si tratta di un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti. Secondo la legge 51, del 23 febbraio 2006 (che ha aggiornato la vecchia legge del giugno 1999, ovviamente sempre a favore dei partiti), il rimborso finanziario alle forze e movimenti politici non cessa con lo scioglimento anticipato delle Camere. Ciò significa che i partiti godranno sino al 2011 dei finanziamenti annuali (XV legislatura), a cui si aggiungeranno quelli derivanti dalla XVI. In altre parole, gli elettori italiani sborseranno per questo scherzetto, tenuto rigorosamente riservato, ben 300 milioni di euro. Una cifra impressionante che certo potrebbe essere utile per costruire ospedali, asili nido e migliorare le infrastrutture viarie. E invece finiscono per alimentare apparati e strutture di partiti e lobbies politiche. La Casta continua a godere del finanziamento pubblico senza alcun ritegno, sfruttando anche le opportunità offerte dallo scioglimento anticipato del parlamento. - -->.

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Gli sconti Ici alle coop mettono in crisi i bilanci, ma i sindaci stanno zitti (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-02-2008)
Pubblicato anche in:
(Resto del Carlino, Il (Faenza))

 

"Gli sconti Ici alle coop mettono in crisi i bilanci, ma i sindaci stanno zitti" LUNEDÌ 18 febbraio il consiglio comunale di Cotignola discuterà il bilancio di previsione 2008, un documento per il quale il gruppo consigliare d'opposizione 'Cotignola Libera' vuole segnalare ai cotignolesi "un passaggio che la maggioranza non ha citato in sede di presentazione del bilancio". La 'questione' riguarda, afferma Arianna Bragliani, capogruppo di 'Cotignola Libera', "la 'modica' cifra di 110mila euro che mancano al bilancio comunale a causa della di escludere le cooperative agricole dal pagamento dell'Ici. L'importo che viene a mancare incide in modo significativo sugli investimenti e ha costretto l'assessore al bilancio Ivo Pasquali ad ammettere che sarà costretto a utilizzare sempre più l'avanzo presunto per migliorare la parte corrente". Ecco quindi, sottolinea Glauco Calderoni di 'Cotignola Libera', "che sorgono alcune considerazioni: Quale famiglia a inizio anno può pensare di finanziarsi per le spese di prima necessità con incassi presunti? Non sarebbe più oculato ragionare su entrate certe? Non sarebbe meglio evitare spese superflue per un importo pari al mancato incasso? Inoltre ? aggiunge Calderoni ? non abbiamo visto nessun sindaco protestare in piazza contro l'esenzione Ici alle coop agricole, come invece avvenne per decisioni prese quando c'era il Governo Berlusconi". Allora, proseguono gli esponenti di 'Cotignola Libera', "fu fatto di tutto per mettere in cattiva luce il Governo e contestare mancati fondi statali. Addirittura, sostenendo il falso, si arrivò ad affermare che il Festival teatrale de 'Limprovvisa' non avrebbe più potuto svolgersi a causa di provvedimenti del Governo Berlusconi". Da segnalare poi che nell'ultimo consiglio comunale il gruppo 'Cotignola Libera' è stato protagonista di due 'passaggi politici'. Innanzitutto Stefano Musca si è dimesso da consigliere "non potendo conciliare più il proprio lavoro con l'impegno nella politica locale". Il suo posto è stato preso da Emanuele Tonini, primo dei non eletti, diventato il più giovane consigliere del consiglio comunale avendo solo 22 anni. Poi c'è stata la nomina dei rappresentanti del Comune di Cotignola nel consiglio dell'Unione dei Comuni. "Avevamo votato contro questo strumento istituzionale dell'Unione ? spiega Calderoni ? perché diminuirà ancor più il potere decisionale dei singoli consigli comunali. Inoltre una sovrapposizione di incarichi è in controtendenza con l'intento di diminuire i costi della politica. Nei Comuni di Massa Lombarda e Conselice questa contrarietà è stata espressa con la rinuncia alla nomina di un rappresentante dei gruppi di minoranza; quindi, per esprimere solidarietà ai colleghi e per coerenza alle posizioni espresse, abbiamo deciso di nominare rappresentante Arianna Bragliani, devolvendo però in beneficenza i gettoni di presenza delle riunioni del consiglio dell'Unione". Daniele Filippi - -->.

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Incontro da non perdere oggi pomeriggio, alle 17,30, all'Auditorium di viale De Gasperi. Il pre (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-02-2008)

 

Sidente del Rotary Club San Benedetto, l'on. Scaltritti, preannuncia l'incontro con Sergio Rizzo, giornalista de 'Il Corriere della Sera', coautore, con Gian Antonio Stella, de 'La Casta: così i politici italiani sono diventati intoccabili". Il libro - evento del 2007 sarà sviscerato nel faccia a faccia tra Rizzo e i soci del Rotary Club S. Benedetto. - -->.

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Gettoni, niente aumenti a cascata (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 08-02-2008)

 

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 033, pag. 17 del 8/2/2008 Autore: di Francesco Cerisano Visualizza la pagina in PDF       Le linee guida dell'Anci per l'applicazione dei tagli alle indennità dei consiglieri Gettoni, niente aumenti a cascata Il sindaco si gonfia lo stipendio? Valgono i limiti di legge Se il sindaco o il presidente di provincia si aumenta lo stipendio non per questo aumenteranno di pari passo i gettoni di presenza percepiti dai consiglieri. Le somme che gli amministratori locali incassano per prendere parte a consigli e commissioni andranno infatti parametrate alle indennità di funzione, del sindaco o del presidente di provincia, previste per legge (dal decreto ministeriale n. 119/2000). E non alle maggiori o minori somme (nel caso in cui il primo cittadino decida di ridursi lo stipendio) fissate dal sindaco. Dal 1° gennaio, inoltre, i consigli non possono più incrementare i gettoni di presenza, ma se l'hanno fatto prima dell'entrata in vigore della Finanziaria 2008, gli aumenti sono legittimi perché la stretta prevista dalla manovra non ha effetti retroattivi. Quello che conta è che l'ammontare complessivo dei gettoni incassati dal consigliere in un mese non superi il tetto di un quarto dell'indennità di funzione del sindaco. I chiarimenti arrivano dall'Anci che per facilitare la corretta applicazione delle nuove norme su gettoni e indennità introdotte dalla Finanziaria ha predisposto un vademecum che sarà diffuso oggi alle sedi regionali. L'Associazione guidata da Leonardo Domenici ha ritenuto opportuno ripercorrere tutte le novità introdotte dall'articolo 2, commi 24-25 della legge 244/2007 in modo da fugare gli ultimi dubbi interpretativi sollevati dagli amministratori. A partire, per esempio, dalle assenze per malattia. I gettoni, ha precisato l'Anci, andranno corrisposti solo se si prende parte davvero alla riunioni dei consigli e delle commissioni. Se il consigliere è assente giustificato per malattia non incasserà nulla. Ma le precisazioni più interessanti riguardano la quantificazione del gettone. Le linee guida dell'Anci ricordano che per effetto della Finanziaria (che ha modificato l'articolo 82 del Tuel) l'ammontare degli importi percepiti in un mese da un consigliere non potrà mai superare la soglia di un quarto dell'indennità mensile di carica del sindaco. Prima della manovra 2008 il tetto ai compensi era fissato a un terzo. Dal 1° gennaio i gettoni non potranno più essere aumentati, ma se l'incremento è stato deliberato prima dell'entrata in vigore della manovra resterà valido, fermo restando il rispetto della soglia di un quarto dello stipendio del sindaco. E a questo proposito l'Anci richiama quanto previsto dal dm 119/2000. Il provvedimento, all'art. 12, stabilisce che le percentuali in esso contenute vadano riferite agli importi delle indennità di funzione (del sindaco e del presidente di provincia) contenute nello stesso decreto ministeriale , senza tenere conto, dunque, "dell'indennità in concreto fissata in eventuale aumento o riduzione". I parametri di riferimento saranno perciò le indennità fissate per fasce di abitanti dalla tabella A del decreto 119 e le uniche maggiorazioni possibili saranno le percentuali (cumulabili) previste dall'art. 2 del dm: +5% per i comuni turistici, +3% se le entrate proprie degli enti sono superiori alla media regionale, +2% se la spesa corrente pro capite è superiore alla media regionale.

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La Finanziaria punta sui revisori (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 08-02-2008)

 

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Revisori Enti locali Numero 033, pag. 24 del 8/2/2008 Autore: di Massimo Venturato Visualizza la pagina in PDF       Dal monitoraggio del patto di stabilità ai costi della politica tutte le scadenze per i professionisti La Finanziaria punta sui revisori Si moltiplicano gli adempimenti, ma i compensi restano uguali è stato un mese intenso di convegni, quello appena trascorso, ove un po' in tutta Italia si sono dibattuti i temi riguardanti le novità per gli enti locali introdotte dalla legge finanziaria 2008. Uno degli appuntamenti che hanno riscosso un notevole successo, con la partecipazione di circa 300 persone, è stato quello, organizzato dall'Ancrel Veneto con la partecipazione del comune e della provincia di Vicenza, che si è tenuto lo scorso 18 gennaio nella Villa Cordellina di Montecchio Maggiore. Fin da subito la platea ha avuto un richiamo a questioni ancora aperte da parte degli amministratori vicentini, quali il presidente della provincia Attillio Schneck e l'assessore al bilancio Cristiano Sandonà e Marco Zocca e Angelo Macchia, rispettivamente assessore al bilancio e segretario generale del comune di Vicenza. Ha coordinato i lavori del convegno Marino Massaro, che ha introdotto i relatori Mauro Bellesia, dell'Osservatorio enti locali presso il ministero dell'interno, il sottoscritto e Gianfranco Vivian dell'Ancrel, Giancarlo Verde e Roberto Pacella, rispettivamente direttore centrale e responsabile Ufficio studi, della finanza locale del ministero dell'interno. La novità che ha suscitato maggiore interesse è stata quella del nuovo calcolo per il raggiungimento dell'obiettivo di miglioramento inerente al patto di stabilità, come sempre riguardante solo le province e i comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti. Cercherò di riassumerlo in sintesi. La norma prevede un duplice calcolo di riduzione del saldo: il primo sulla media triennale per il periodo 2003/2005 dei saldi finanziari di cassa desumibili dai rendiconti approvati dal Consiglio; il secondo sulla media triennale dei pagamenti del titolo I desumibili sempre dai rendiconti approvati dal Consiglio. Il saldo finanziario di cassa è determinato dalla differenza fra entrate finali (riscossioni dei titoli I, II, III e IV al netto della riscossione di crediti) e spese finali (pagamenti dei titoli I e II al netto della concessione di crediti). Se detto saldo è negativo deve essere migliorato per i comuni applicando i seguenti coefficienti decrescenti: - dello 0,205 per l'anno 2008; - dello 0,155 per l'anno 2009; - dello 0,155 per l'anno 2010. Se detto saldo è positivo non deve essere fatto alcun calcolo. Alla media triennale dei pagamenti del titolo I devono essere applicati per i comuni i seguenti coefficienti: - 0,017 per l'anno 2008; - 0,013 per l'anno 2009; - 0,013 per l'anno 2010. L'obiettivo del miglioramento del saldo (importo annuo della manovra) è pari alla somma dei due calcoli. Nel caso in cui l'incidenza percentuale dell'importo annuo della manovra per i comuni sia superiore all'8% della media 2003/2005 delle spese finali al netto della concessione crediti, deve essere considerato come obiettivo il solo importo corrispondente all'8% della media triennale. Gli enti che presentano un saldo di cassa positivo (entrate finali-spese finali) nella media del triennio 2003/2005, non devono concorrere alla manovra e quindi l'obiettivo programmatico è pari al saldo medio del triennio 2003/2005, calcolato in termini di competenza mista. Il saldo di competenza mista è costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni di parte corrente e dalla differenza fra incassi e pagamenti per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e dalle spese derivanti dalla concessione di crediti. Per la dimostrazione del rispetto degli obiettivi del patto, in sede di previsione, si deve allegare al bilancio un prospetto contenente le previsioni di competenza per la spesa corrente e di cassa per la gestione in conto capitale, con riferimento agli aggregati rilevanti ai fini del patto stesso. E qui intervengono i revisori, in quanto essendo il rispetto del patto un requisito di legittimità del bilancio, in caso di disallineamento tra i dati del bilancio e gli obiettivi del patto, l'organo di controllo è tenuto a segnalare al Consiglio la grave irregolarità e successivamente, se non sanata, alla Sezione di controllo della Corte dei conti. Anche gli enti che hanno già approvato il bilancio prima del 31/12/2007 sono tenuti a predisporre una variazione di bilancio alla quale allegare il prospetto di cui sopra. Gli enti dovranno eseguire un monitoraggio trimestrale, entro il mese successivo a ciascun trimestre, con trasmissione al ministero dell'economia e delle finanze, dipartimento della ragioneria generale dello stato e uno annuale entro il 31 marzo dell'esercizio successivo, pena la dichiarazione di inadempimento al patto di stabilità. Se dalla certificazione annuale risulterà che l'ente non ha rispettato il patto e non si sarà provveduto ad adottare i provvedimenti necessari entro il 30 giugno, i contribuenti saranno tenuti a versare l'addizionale Irpef con una maggiorazione dello 0,3% in più rispetto l'aliquota vigente. Chi fruirà del nuovo termine di approvazione del bilancio di previsione 2008, scadente il 31 marzo prossimo, dovrà tener conto, inoltre, di altre novità: le nuove detrazioni Ici e l'assoggettamento a Ici dei fabbricati ex rurali, ma anche l'esclusione dell'applicazione dell'imposta a fabbricati strumentali destinati alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all'art. 1, comma 2 del dlgs 228/01. E ancora, dei nuovi termini di prescrizione per il recupero di somme per violazione del codice della strada: non si potrà, infatti, provvedere al recupero se la cartella di pagamento non è stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo (in precedenza erano cinque). Tra gli argomenti trattati al convegno, poi, è risaltato quello del contenimento dei costi della politica che produrrà una riduzione dei trasferimenti erariali.

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Ridotto il gettone dei consiglieri provinciali anche per le sedute delle commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 08-02-2008)

 

Edizione di Venerdì 8 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Ridotto il gettone dei consiglieri provinciali anche per le sedute delle commissioni Si riduce ancora il gettone per i consiglieri provinciali, da 69 a 48,81 euro a seduta consiliare o di commissione. E' uno degli effetti delle disposizioni contenute nella finanziaria 2008 di cui è stata data comunicazione all'Ufficio di presidenza del consiglio provinciale. Modificato il regime di rimborso delle spese di trasferta, che ora comprenderà il ristoro delle spese di viaggio effettivamente sostenute e un rimborso forfetario onnicomprensivo.

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Quel libro mi ha offeso (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-02-2008)

 

I SINDACI: VELIA BEVILACQUA (BATTAGLIA TERME) "Quel libro mi ha offeso" Frazzarin: debole la reazione all'editto Bitonci PADOVA. Pur nell'apprezzamento dell'iniziativa estesa a tutti i sindaci della diocesi e ai parlamentari padovani, non è mancata nel confronto qualche vena polemica. Velia Bevilacqua, sindaco di Battaglia Terme, dice chiaramente che non è d'accordo con le osservazioni del professor Nepi e aggiunge: "Ho letto "La Casta" di Stella e Rizzo e mi sono offesa. E' una denuncia che non tiene conto di quanti amministrano la cosa pubblica con serietà. Io lavoro al completo servizio dei cittadini. Si è accennato alle stragi del sabato sera e si è detto che la precarietà, l'incertezza del futuro spingono i giovani a uno sfogo micidiale. Ma ci sono anche ragazzi che studiano e lavorano, come ci sono amministratori onesti". Franco Frazzarin, sindaco di Vigodarzere: "Mi aspettavo un atteggiamento più tranchant della diocesi di Padova nei confronti dell'amministrazione di Cittadella che fa professione di intolleranza verso gli extracomunitari". Il vescovo ha risposto che c'è stata una lettera frutto di studio in cui è stata presa una posizione di fermezza. Claudio Piron, assessore del Comune di Padova: "L'amministrazione comunale è il canale collettore dei bisogni dei cittadini e questo va bene. Ma nei confronti delle istituzioni c'è un atteggiamento di rivendicazione. Io mi occupo di scuole e trovo genitori che spalleggiano i loro figli in qualsiasi situazione. Trovo giusto l'appello a scoprire in noi la vocazione ad argomentare". Nel dibattito si cita una ricerca dell'Anci da cui risulta che nella Regione Sicilia c'è un dirigente ogni 7 impiegati mentre in Lombardia ce n'è uno ogni 70. Gianni Berno, presidente dell'Arca del Santo tocca un tasto delicato: come coniugare sicurezza e solidarietà in una città che ha paura. Occorre controllare il territorio mantenendo intatto il rispetto della persona".

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Le cose che voglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-02-2008)

 

Altre Le cose che voglio Le cose che voglio dai nuovi eletti Se il Governo è caduto vuol dire che bisogna farne immediatamente un altro secondo la volontà del popolo sovrano. La nuova legge elettorale si può fare dopo le elezioni e con il concorso di tutte le forze politiche. Intanto, per le esigenze di rinnovamento, appare doveroso che le segreterie dei partiti presentino per i vari collegi dei candidati del posto, e non gente calata dall'alto. Servono infatti figure nuove, giovani, colte e capaci. Insomma, chi vuole andare a Roma a governare deve avere esperienze di effettivo lavoro svolto, non essere indagato, avere la coscienza e la fedina penale pulita e conoscere l'informatica e almeno qualche lingua straniera. Ormai, chi non sa usare il computer è mentalmente vecchio e quindi fuori del giro immediato delle informazioni, delle elaborazioni dei dati, dei calcoli rapidi e delle programmazioni. Visto il degrado della situazione politica, sociale e morale nella quale ci troviamo e che è nota anche all'estero per essere stata denunciata su recenti servizi giornalistici libri come: "La casta", "Gomorra", "Impuniti" e "La Casta dei giornali" il nostro bel Paese ha bisogno di pulizia morale oltre a quella delle immondizie. Troppe discariche da smodato consumismo, e dai reflui e dai fumi delle attività produttive e dei veicoli, avvelenano il territorio, inquinano l'aria e compromettono la salubrità dei prodotti alimentari. E' tempo di tutela ecologica ambientale e paesaggistica secondo concetti di sviluppo ecocompatibile o di edilizia verticale attraverso il riciclo di tanti brutti e deturpanti edifici. Basta cemento a macchia d'olio. Meglio costruire pochi grattacieli con tanto verde intorno. Basta produzioni. Puntiamo di più sul turismo. Credo pertanto che le preferenze degli elettori andranno a quei partiti che ci proporranno una forte riduzione dei costi della politica attraverso il dimezzamento del numero dei parlamentari, l'abolizione di Province e Municipalità, l'accorpamento di piccoli comuni e di comunità montane, chiudere gli enti inutili, basta sovvenzioni e agevolazioni; destinare ad altre attività i tanti dirigenti e addetti agli uffici pubblici in modo da rendere più spedite e trasparenti tutte quelle farraginose pratiche burocratiche che sono delle autentiche palle al piede per i cittadini nonché potenziali fonti di corruzione; chiudere subito e privatizzare le quattromila aziende partecipate a carattere regionale e comunale perché troppe, improduttive e riproducenti il superato concetto del vecchio Iri; aiutare i paesi extracomunitari in via di sviluppo in modo che, per i nostri interessi di tanto autentico sfruttamento, non siano ulteriormente privati di loro valide forze lavoro; garantire la sicurezza dei cittadini anche con il salutare e dignitoso ripristino delle ronde militari. Solo riducendo spese e sprechi e ammodernando le Stato si possono ridurre le tasse, ridare ossigeno alle iniziative e dare paghe più giuste a chi lavora e produce per tutti; stop al voto dei senatoria vita; una sola legislatura o massimo due per ogni eletto; elezione diretta del Capo dello Stato. Ferruccio Falconi Lido di Venezia Cambiare la fermata della linea 1 a Rialto Con molto disappunto, dopo tante battaglie combattute in merito nel passato, ho riscontrato che la fermata della linea 1 a Rialto è stata spostata in corrispondenza dei vicini imbarcaderi previsti per i motoscafi di altre linee più veloci. Davanti all'ingresso della sede del Comune è stata predisposta arrivo e partenza della linea 3, che però arriva fino a San Marco. Ragion per cui quanti hanno residenza nel sestiere di Castello, S. Elena, Lido, Pellestrina, etc. non hanno più la possibilità di arrivare e ripartire dalla Fondamenta della sede del Comune e dell'area circostante, Campi S. Luca e Manin. In particolare sono stati penalizzati gli anziani, i disabili e quanti, per diverse motivazioni, hanno problemi al movimento. Per cultura e civiltà, anche nel rispetto della osservanza di leggi vigenti, riteniamo indispensabile che, e al più presto, la fermata della linea 1 vaporetto venga ripristinata dove era e cioè, davanti all'ingresso della Sede del Comune di Venezia. Enzo Cucciniello Archetica Venezia Aumentano le tasse diminuiscono i servizi Continua in queste settimane lo stillicidio "gabella" avviato da questa giunta contro le famiglie e gli imprenditori di questo comune. Una giunta che abbonda di continui aumenti di tasse verso i propri cittadini, e una maggioranza "incantata" che si stupisce di tutto ciò. E mentre si allocano risorse ingenti per un quarto ponte sul Canal Grande, i cui costi risultano a oggi lievitati del 400%, per un assessorato al Decoro di cui non si vedono i benefici, per espropri a carico della comunità per opere di riqualificazione urbana di dubbia efficacia, senza parlare di investimenti immobiliari per nuovi uffici comunali risultanti insufficienti e poi non vorrei ricordare il canile piuttosto che il campo nomadi, o risorse per le attività culturali senza un progetto complessivo per la città che vedrebbe maggiori sinergie e ottimizzazioni dei costi e sicuramente maggiore qualità, latitanza della manutenzione nel centro storico, manovre di alienazione che danneggiano la città favorendo la mono-cultura turistica e nessuna politica abitativa stà favorendo lo spopolamento, allontana i servizi e colpisce chi resta, e via così con altri tanti esempi. Siamo consapevoli che le famiglie non arrivano a fine mese? Che il trasporto incide sugli studenti, sui lavoratori? Che ci avevano detto che il ticket sui bus aveva anche lo scopo di scongiurare gli aumenti della tassa dei rifiuti? Il dramma è che aumentano le richieste di minimo vitale e di contributi straordinari per l'affitto e per il pagamento di bollette: cosa ne pensa questa giunta se nella prossima riunione invece di decidere per l'ennesimo balzello non rivede i criteri, fermi da oltre dieci anni, per aumentare gli importi di tali contributi che ad oggi sono ridicoli? Deborah Onisto consigliere F.I. Municipalità di Favaro Sfinito dai politici non andrò a votare Evitando ogni commento, comunico a questa classe politica opportunista, corrotta e menefreghista, impegnata a sfasciare l'Italia, che non darò il mio voto a nessuno, disertando le urne il 13-14 aprile in segno di protesta e dissenso. Vergogna. Gianpaolo Zane Musile di Piave.

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Il consiglio comunale dura solo un minuto ma scatta il gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

 

Pagina V - Bari An chiede la conta, la maggioranza non c'è Il Consiglio comunale dura solo un minuto ma scatta il gettone la polemica Consiglio comunale lampo ieri a Bari. Subito dopo l'appello, trascorso nemmeno un minuto dall'inizio della seduta, il capogruppo di Alleanza nazionale Filippo Melchiorre ha chiesto la conta. I consiglieri d'opposizione sono usciti dall'aula e quelli di maggioranza erano troppo pochi. La seduta si è così sciolta, ma ai consiglieri che erano in aula (anche a quelli poi usciti) spetterà comunque il gettone di presenza visto che era stato già fatto l'appello. All'ordine del giorno c'era l'approvazione di tre progetti per il nodo ferroviario, l'opera (recentemente finanziata dal ministero) che eliminerà i binari che tagliano in due la città. Tra i punti in discussione anche un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale di opposizione Fabio Cassano sui lavori in corso alla Fiera del Levante. Tutto, dunque, è stato rinviato alla prossima seduta. La per l'opposizione non si è trattato di un incidente di percorso ma di una dimostrazione dell'incapacità di governare della giunta. "Questa maggioranza non è in grado di amministrare questa città: in questo caso non si tratta di svogliatezza, ma è il frutto di spaccature interne al Pd sul nodo ferroviario" - attacca Melchiorre. Dall'altro lato però si minimizza l'accaduto. "Nessun problema reale. Al prossimo consiglio comunale, la città si accorgerà che quelle del Polo sono tutte chiacchiere e propaganda" - risponde il segretario provinciale del Pd, Dario Ginefra. "Sciogliamo il consiglio" è invece la proposta del consigliere Donato Cippone per il quale i baresi dovrebbero essere chiamati a votare il 13 e il 14 aprile in coincidenza con le elezioni politiche.

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Il gettone di presenza alle famiglie dei morti (sezione: Costi dei politici)

( da "Settegiorni (Bollate)" del 08-02-2008)

 

THYSSENKRUPP Dibitonto: un minuto di silenzio in Consiglio IL GETTONE DI PRESENZA ALLE FAMIGLIE DEI MORTI Baranzate - Tutti in piedi in segno di solidarietà per i sette operai morti nel rogo della ThyssenKrupp di Torino. La proposta è stata avanzata da Gianfranco Dibitonto, capogruppo del Polo di centro destra per Baranzate, che a nome di Alleanza nazionale ha protocollato una mozione con la quale chiede inoltre che tutti i consiglieri comunali devolvano il gettone di presenza della prossima seduta del parlamentino cittadino alle famiglie colpite dal lutto. L'incendio divampato nell'acciaieria torinese nella notte tra il 5 e il 6 dicembre scorso non è che l'ultimo e il più tragico episodio di una lunga catena di morti sul lavoro che ha funestato il nostro Paese nel corso del 2007 (è di questi giorni la notizia che l'Italia detiene il triste primato delle vittime sul lavoro in Europa). "Disgrazie del genere - spiega Dibitonto - sono dettate da fatti incidentali imputabili a una mancanza di prevenzione e quando esse raggiungono, come in questo caso, le dimensioni di vere e proprie tragedie si trascende totalmente dai valori della vita umana. Alleanza nazionale è protesa nel disegnare e difendere le linee guida per la prevenzione, la salute, i diritti sociali e la sicurezza dei lavoratori. Considerato che da questa tragedia dobbiamo ripartire per costruire una nuova e diversa etica sociale del lavoro e che nell'immediato futuro anche un nuovo governo dovrà attivarsi all'applicazione delle regole già dettate affinché con rigore siano effettuati tutti i doverosi controlli e siano sanzionati, senza remore e tolleranze, abusi e violazioni; si chiede a tutti i componenti del consiglio comunale di alzarsi in piedi in segno di solidarietà per il sacrificio profuso da questi lavoratori, di osservare un minuto di silenzio e di di devolvere il gettone di presenza alle famiglie dei lavoratori deceduti nel rogo della ThyssenKrupp. È bene chiarire - conclude Dibitonto - che non è stato possibile presentare questo documento subito dopo l'accaduto, in quanto quello in calendario per la prossima settimana è il primo consiglio comunale dopo l'accaduto (quello "aperto" del 20 dicembre aveva un solo argomento all'ordine del giorno: la Rho-Monza)". Articolo pubblicato il 08/02/08.

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Gettoni, stop non retroattivo (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-02-2008)

 

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-02-08 - pag: 33 autore: Enti locali. L'Anci: la Finanziaria salva i vecchi aumenti Gettoni, stop non retroattivo Gianni Trovati MILANO Il blocco agli aumenti dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali decretato dalla Finanziaria (articolo 2, comma 25, lettera b della legge 244/2007) non ha valore retroattivo, quindi "salva" gli incrementi stabiliti prima dell'entrata in vigore della manovra. Il taglio del 10% alle indennità degli amministratori locali previsto dalla Finanziaria 2006 (articolo 1, comma 54 della legge 266/2005), inoltre, "è da ritenersi implicitamente abrogato", perché quella norma non aveva "carattere ricorrente" e l'intera disciplina è innovata dalla manovra 2008. L'interpretazione è dell'Anci, che in una nota offre i propri chiarimenti sulla nuova normativa sui compensi degli amministratori locali dettata dalla legge di bilancio. La nuova formulazione dell'articolo 82,comma 11 del decreto legislativo 267/2000, cioè della norma che permetteva al consiglio di aumentare i compensi dei propri componenti, non impatta dunque sulle delibere già adottate, perché "l'annullamento di diritto" delle decisioni adottate in violazione del nuovo divieto non può intervenire prima dell'entrata in vigore del divieto stesso. Anche i gettoni aumentati negli anni scorsi, però, sono comunque sottoposti ai nuovi tetti, che non consentono al loro ammontare mensile di superare il 25% (prima il limite era fissato al 33%) dell'indennità prevista per il sindaco (o per il presidente della Provincia nel caso dei consigli provinciali). Il riferimento per questi parametri, sostiene ancora la nota Anci, non è all'indennità effettiva del sindaco o del presidente, ma a quella stabilita per gli amministratori delle diverse fasce demografiche dalla tabella A del decreto 119/2000 del ministero dell'Interno, ovviamente non dimagrita del 10% considerando abrogato il taglio della Finanziaria 2005. Lo stesso principio, infatti, si applica in tutti i casi in cui indennità e gettoni sono fissati da un parametro percentuale (ad esempio per gli assessori o i presidenti dei consigli). Allo stesso modo, di conseguenza, sono valide le eventuali maggiorazioni previste dall'articolo 2 del decreto, che riconoscono un'indennità aumentata del 5% agli amministratori dei Comuni turistici, del 3% a quelli che contano entrate proprie pro capite superiori alla media regionale e del 2% quando a superare la media regionale sia la spesa corrente. Secondo il decreto dell'Interno (articolo 2, comma 2) queste maggiorazioni sono cumulabili fra di loro: quindi per individuare il parametro corretto occorre considerare tutte e tre le variabili. gianni.trovati@ilsole24ore.com L'INTERPRETAZIONE Il riferimento da usare per definire i limiti sono le indennità originarie perché il taglio del 2005 va considerato abrogato.

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San BenedettoE' il giornalista Sergio Rizzo, autore con G (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-02-2008)

 

San Benedetto E' il giornalista Sergio Rizzo, autore con Gian Antonio Stella, del libro La Casta, il protagonista dell'incontro letterario organizzato dal Rotary International di S. Benedetto presieduto da Gianluigi Scaltritti. L'appuntamento è per questo pomeriggio alle 17.30 presso l'Auditorium comunale di viale De Gasperi. In questo periodo preelettorale un libro come La Casta dovrebbe fare aprire gli occhi a chi il prossimo 13 e 14 aprile si recherà alle urne per rinnovare Camera e Senato. Rizzo e Stella hanno tirato fuori dagli archivi tutto e di più sulla classe politica italiana e proprio per questo motivo il volume ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e di critica. Sarà anche l'occasione per discutere di politica.

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In Campania paga la Ue (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 08-02-2008)

 

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-06 - pag: 2 autore: In Campania "paga" la Ue La Regione conta 100 esperti di cui 60 a carico dei fondi europei Francesco Prisco NAPOLI. A Palazzo Santa Lucia la "miniera d'oro" per gli esperti si chiama Por: è il programma finanziato dalla Ue a pagare il 60% dei consulenti. La Regione Campania, che non ha pubblicato on line – come prescritto dalle ultime due Finanziarie – la lista degli incarichi a professionisti, al primo gennaio 2008 si avvale della collaborazione di 100 consulenti, per una spesa complessiva di 2,8 milioni. Cifre più esigue rispetto a qualche anno fa, quando la Giunta Bassolino si rivolgeva a piene mani ad esperti esterni pagati a peso d'oro, tanto da innescare anche indagini della magistratura. Sessanta di questi esperti hanno ricevuto incarichi per supporto all'attuazione del Por, al costo di 1,598 milioni della dote accordata da Bruxelles. Le 31 consulenze pagate con fondi regionali veri e propri valgono invece una spesa lorda di oltre 870mila euro. Si aggiungono 9 incarichi del nucleo di valutazione per la verifica degli investimenti pubblici che costano più di 351mila euro lordi ma a pagarli è il Cipe. Per completezza, alle 100 consulenze della Regione andrebbero in ultimo aggiunti gli incarichi per componenti di Commissioni, Comitati tecnico-scientifici e consultivi. Questi sono 167 e percepiscono gettoni di presenza a seduta variabili dai 77 a 500 euro o compensi fissati per l'intero incarico. La Provincia di Napoli ha reso reperibile on line, sul proprio sito istituzionale, i dati sulle consulenze: il prospetto pubblicato fa riferimento all'anno 2006 e soltanto nei prossimi mesi saranno inserite le informazioni relative all'annualità appena conclusa. Ammontano a 37 gli incarichi conferiti due anni fa dall'Ente, per un impiego di oltre 839mila euro. La consulenza più onerosa (61.974 euro) riguarda un'iniziativa per la sicurezza e la salute dei lavoratori (articoli 16 e 17 della Legge 626/94) intrapresa dallo specialista Eugenio Rogliani, segue un incarico da 50mila euro svolto dal sociologo Giovanni Crocco per il monitoraggio di progetti di istruzione e formazione. Un apprezzabile processo di tagli alle consulenze è quello che ha operato il Comune di Napoli che comincerà a mettere on line le liste dei collaboratori soltanto nei prossimi mesi. A fine 2007 si contavano 54 consulenti per una spesa di 1,67 milioni. Soltanto due anni prima gli esperti al servizio del capoluogo campano erano 99 e lo sforzo economico ad essi dedicato superava i 3 milioni. Il 2005, tuttavia, fu un anno particolare per il Municipio partenopeo: si registrarono il varo di grandi progetti come il restyling del Reale Albergo dei Poveri e la preparazione del Piano strategico cittadino, che resero necessario l'apporto di nuove figure professionali. In sostanza dal 2003 al 2005 le spese in consulenza del Comune di Napoli crescono del 104,9%, mentre dal 2005 al 2007 calano di 45,7 punti percentuali. In pratica, il costo delle consulenze oggi è pari allo 0,26% delle spese per prestazione di servizi e addirittura allo 0,11% del valore delle spese correnti nel bilancio del 2007. Un risultato positivo, stando alle stime di Palazzo San Giacomo. "Percentuali pari allo 0,26 –spiega il direttore generale del Comune Luigi Massa – rispetto al complesso delle spese per prestazioni di servizio e dello 0,11 per l'insieme delle spese correnti rappresentano una specie di minimo storico anche a confronto di molte aziende private". Il Comune di Salerno, secondo capoluogo di provincia della Campania, non ha invece contratto alcun rapporto con figure professionali che sia ascrivibile alla tipologia della consulenza. "Consulenze in quanto tali spiega l'assessore al Bilancio Francesco Picarone –non ne abbiamo adottate ". Si fa tuttavia ricorso alla formula del contratto a termine di collaborazione. "Le collaborazioni da noi sottoscritte- prosegue Picarone- hanno richiesto uno sforzo economico che si aggira intorno ai 400mila euro. Rispetto a questa cifra, 250 milioni sono serviti a mettere sotto contratto come direttore artistico del Teatro Municipale il maestro Daniel Oren, le cui indiscutibili doti artistiche e professionali hanno fatto compiere alla programmazione del Verdi un salto di qualità sul piano internazionale ". Antonio Bassolino Il governatore campano. IMAGOECONOMICA.

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Nei Consigli comunali il pieno di presenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 08-02-2008)

 

Nord-Est sezione: PROFESSIONI e LAVORO data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: FRIULI-V.G. Nei quattro capoluoghi solo Trieste sotto il 90% Nei Consigli comunali il pieno di presenze Mauro Pizzin Trieste e Udine da record nelle sedute (rispettivamente, ben 46 e solo 16), Gorizia virtuosa nelle presenze ( 95,7%), Pordenone iperproduttiva sul fronte delle interrogazioni (80). Sono, questi, alcuni dei numeri espressi nel 2007 dai quattro Consigli comunali dei capoluoghi provinciali del FriuliVenezia Giulia, i cui componenti sono stati generalmente molto presenti in Aula. Nel Consiglio di Trieste, come anticipato, sono state 46 le sedute effettuate, 128 le delibere prodotte, 133 le mozioni, mentre le interrogazioni si sono fermate a quota 63. "Abbastanza poche – spiega Sergio Pacor, presidente consiliare – perchè dipendono dalla presenze degli assessori in aula, che spesso arrivano dopo il question time". Per i 40 eletti più il sindaco Dipiazza il livello di presenze è stato dell'88,75 per cento. "Una percentuale comunque elevata che non deve stupire – chiarisce Pacor – dal momento che i consiglieri percepiscono solo dei gettoni di presenza, pari a 100 euro (lordi) a seduta". Numeri alla mano, un consigliere a Trieste può arrivare in alcuni mesi ad incassare fino a 1.000 euro lordi fra sedute in Aula e nelle Commissioni di appartenza. Proprio su queste ultime Pacor ha delle perplessità. "Esse – dice – dovrebbero rappresentare un momento istruttorio rispetto alle sedute in Aula, invece spesso sottraggono compiti ad un Consiglio che una volta esprimeva il sindaco, mentre ormai è stato depotenziato nelle sue funzioni". Secondo Pacor la soluzione rispetto a questo accavallamento di compiti, che può essere motivata anche dalla necessità di fare più cassa, potrebbe arrivare da una legge della Regione. "Basterebbe – spiega – stabilire un'indennità fissa mensile da un migliaio di euro per risolvere la situazione". Un'opinione, quest'ultima, sposata anche da Elvio Ruffino, presidente del Consiglio di Udine. Nel capoluogo friulano le presenze dei consiglieri nelle 16 sedute del 2007 sono state pari al 93,4%, le delibere 126, le mozioni 23, le interrogazioni 67. A colpire è lo scarso numero delle sedute, poco più di un terzo rispetto a Trieste. "Per la lunga tradizione –spiega Ruffino –il nostro Consiglio dedica poco tempo al dibattito politico, complice anche un regolamento restrittivo in tema di interventi, per concentrarsi maggiormente sull'approvazione delle delibere. Ed è chiaro che in questo modo i lavori si velocizzano. Diverso il discorso per quelli delle Commissioni, a Udine vero luogo di discussione e confronto. Per quanto concerne i gettoni di presenze – conclude il presidente – se dipendesse da me aumenterei quelli per il Consiglio a discapito delle Commissioni perchè i tempi di durata delle riunioni sono diversi ". Assenze con il contagocce anche nel Consiglio di Pordenone: il 93,5 per cento. Nelle 27 sedute del 2007 sono state 85 le delibere approvate, 47 le mozioni trattate e 80 le interrogazioni presentate. "Se non si sono riscontrati problemi di gestione – precisa il presidente consiliare, Vincenzo Romor – è merito anche dell'introduzione della e-democracy, che prevede la pubblicazione sul sito del Comune di tutti gli atti, in modo che consiglieri e cittadini possano essere al corrente dei lavori e informati sugli argomenti trattati per esercitare i controlli". A Gorizia, infine, le 22 sedute l'Aula complessive sono la somma dell'ultima parte del mandato Brancati (13) e dell'inizio della nuova Giunta Romoli (9): per questa seconda tornata la percentuale di presenze (95,7%) è stata da record. "Qui da noi i costi della politica sono minimi – spiega il nuovo presidente, Rinaldo Roldo –: se per una seduta d'Aula il gettone di presenza supera di poco il centinaio di euro, per le Commissioni siamo ai 30 euro per seduta". mauro.pizzin@ilsole24ore.com E-DEMOCRACY A PORDENONE Per il presidente Romor "positiva la pubblicazione sul sito municipale di tutti gli atti per informare i cittadini".

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Bologna (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

 

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: Bologna. Lo sforzo è assecondare la convivenza di 12 etnie con una forte incidenza scolastica e giovanile SanDonatopiù"straniero" BOLOGNA La sede del quartiere San Donato è una struttura di recente costruzione, terminata qualche mese fa, e situata vicino all'omonima arteria stradale che conduce alla periferia nordest della città e collega il centro con le zone industriali di Granarolo, Castenaso e Castel Maggiore. Il quartiere, costruito sin dai primi anni del 1900 e implementato per tutto il secolo scorso soprattutto con la costruzione di edifici di edilizia popolare, negli anni 60 e 70 (si pensi a tutta l'area del Pilastro, ormai quasi un ghetto per immigrati), raccoglie oggi circa 35mila abitanti, di cui il 10% stranieri e circa il 35% over 65 anni.è un'area dalla morfologia in continuo cambiamento sia dal punto di vista demografico, sia dal punto di vista strutturale. Conseguentemente sono tante e variegate le istanze di cui, la circoscrizione, nella sua qualità di organo di decentramento comunale, si fa foriera. "Qui la partecipazione è molto sentita. Sono decine i cittadini – spiega il presidente Riccardo Malagoli – che si rivolgono al quartiere quotidianamente per usufruire dei servizi delegati dal Comune, come lo Sportello lavoro, quello immigrazione o quello sicurezza, il servizio di assistenza agli anziani o il servizio anagrafe. Io personalmente ricevo su appuntamento 7-8 cittadini alla settimana ma il dialogo è continuo e va al di là dell'orario di lavoro". Una sorta di anello di congiunzione, insomma, tra i cittadini e il Palazzo che ha portato, in occasione del dibattito per la costruzione della nuova moschea, alla sperimentazione di una nuova forma di partecipazione. "Un modello di partecipazione che ci siamo praticamente inventati – continua Malagoli – coinvolgendo nel dibattito i rappresentanti dei cittadini (circoli, associazioni e parrocchie) e alla fine, sia pur faticosamente, siamo arrivati a un progetto condiviso". Ammonta a circa 200mila euro il costo politico del quartiere (indennità del presidente di circa 2.500 euro al mese e gettoni di presenza dei 14 consiglieri paria poco più di 35 euro lordi per due consigli di quartiere al mese). Il resto del bilancio (3 milioni di euro destinati a raddoppiare da giugno con il progetto comunale delle municipalità che delegherà al quartiere tutti i servizi alla persona) è destinato per l'80% (circa 2,4 milioni di euro) a offrire servizi di assistenza agli anziani non autosufficienti, il resto alla scuola e al sostegno delle libere forme associative. "Il nostro è un quartiere di periferia – conclude Malagoli –dove convivono 12 etnie diverse. Si pensi che il numero dei minori stranieri qui è il doppio di tutto il territorio. Per questo puntiamo molto sulla ripresa della socialità anche promuovendo, per i giovani, delle rassegne cultura-li estive, che offrano loro delle alternative nei periodi in cui la scuola rimane chiusa". M. L. IL FUNZIONAMENTO Tra indennità del presidente e dei consiglieri si spendono circa 200mila euro l'anno su un bilancio di 3 milioni.

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COSA CAMBIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

 

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: COSA CAMBIA Il testo normativo La Finanziaria 2007 ha modificato il Testo unico degli enti locali (Dlgs 267/2000) che ha istituito le circoscrizioni comunali. La principale novità riguarda la soglia demografica per l'istituzione delle circoscrizioni, ammesse solo in comuni con più di 250mila abitanti (prima la soglia era 100mila). La 244/07 stabilisce inoltre che i comuni con una popolazione compresa trai 100mila e i 250mila abitanti possono avere dei quartieri che però non raccolgano meno di 30mila abitanti ciascuno. I cambiamenti Nel Centro-Nord la riforma riguarderà 44 Comuni ricompresi nella fascia trai 30mila e i 100mila abitanti, che per il vecchio testo del Tuel potevano, invece, avere dei quartieri. A questo proposito l'Anci ha presentato un emendamento (che ha superato il vaglio della commissione Affari istituzionali della Camera e che attende l'esame in Parlamento) per prorogare l'entrata in vigore delle disposizioni della Finanziaria alle prossime elezioni amministrative ritenendo anticostituzionale la modifica di un organo rappresentativo, eletto quindi dai cittadini, in corso di legislatura. I nodi Tra gli aspetti oscuri della norma c'è il blocco degli aumenti progressivi dei gettoni di presenza dei consiglieri laddove non è chiaro se gli aumenti già maturati (che in alcuni comuni sono arrivati anche al triplo del gettone base di 35 euro lordi) siano salvi ovvero se debbano essere azzerati.

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Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

 

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: INTERVISTA Luciano Vandelli Amministrativista "Miope eliminare le sedi solo per ridurre i costi" BOLOGNA "Prima di chiedersi se abbia senso ridurre il numero delle circoscrizioni occorrerebbe chiedersi se sia una legge finanziaria a poterlo fare". Secondo Luciano Vandelli, ex assessore all'Innovazione istituzionale e amministrativa della regione Emilia- Romagna e docente di Diritto amministrativo all'Università di Bologna, la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha reso il Testo unico degli enti locali (Tuel) un testo superato perché tutta questa materia è andata a confluire nell'autonomia statutaria e regolamentare dei comuni. Come si conciliano queste riflessioni con la necessità di ridurre i costi della politica? Talvolta trovo rozzo il modo in cui viene affrontato il tema dei costi della politica nel senso che sono ben altri gli sprechi come i costi che si addossano al Paese per le inefficienze. Non credo che abolire i 32 euro lordi del gettone di presenza di in consigliere di quartiere (per due o tre riunioni al mese) risolva il problema. I quartieri devono riflettere la sostanza di una collettività di un territorio, quindi dare regole generali è sempre un atto azzardato che rischia di essere inadeguato rispetto alla varietà delle singole realtà. Che senso avrebbe mantenere le circoscrizioni? "Se da un lato si avverte la necessità di ridurre sovrapposizioni di competenze e inutili doppioni istituzionali dall'altro occorre anche interrogarsi intorno a quali esigenze assolvano. Ovvero: nelle grandi aree urbane il comune è troppo distante dalle esigenze dei cittadini, in particolare quelle che richiedono una valutazione puntuale delle singole zone dove le dinamiche si modificano giorno per giorno. E se questo problema c'è, le circoscrizioni sono lo strumento adatto per dare una risposta? Su questi temi occorrerebbe sviluppare un'attenta analisi e una valutazione che non sia meramente condizionata dall'ansia di dare una risposta al tema dei costi della politica. Quale ruolo potranno avere in futuro? Sono convinto che in questo momento, in cui il rapporto tra cittadini e politica è pessimo, occorra ripartire dal basso per coinvolgere strati di popolazione lontani dalla politica come i giovani e gli anziani. Soprattutto per i giovani occorrono delle sedi che siano palestre per la politica lontane dalla retorica istituzionale. Questa esigenza è maggiormente sentita nei grandi comuni. Cancellare con un tratto di penna tutto il tema della partecipazione nelle città è un cosa controproducente. Al contrario occorrerebbe svilupparla. Esistono dei modelli di decentramento di altri paesi a cui guardare? L'esperienza più importante e anche parecchio studiata in Italia, è quella di Barcellona. In questo caso la struttura di riferimento è articolata alla stregua di un consiglio comunale con delegati ai quali vengono attribuite delle nomine specifiche in relazione a singole aree. Attualmente il comune di Barcellona sta rilanciando il suo progetto di partecipazione con l'introduzione di una carta municipale che dovrebbe ridisegnare i ruoli delle municipalità. Generalmente quasi tutti i paesi hanno le circoscrizioni, questo ci dice che ogni realtà tende a costruire il proprio modo di operare in questa direzione. M. L. " Resta importante coinvolgere i cittadini per avvicinarli alle istituzioni" Scettico. Luciano Vandelli, docente di Diritto amministrativo a Bologna AGF.

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Senza sprint i tagli ai quartieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 08-02-2008)

 

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-06 - pag: 13 autore: Circoscrizioni. A rilento la razionalizzazione imposta dalla Finanziaria alle città sotto 100mila abitanti Senza sprint i tagli ai quartieri Bologna decide di ridurli da 9 a 6, Modena è propensa all'aumento Mariangela Latella Procede a rilento la riforma delle circoscrizioni nei comuni del Centro-Nord prevista nell'ultima Finanziaria che impone, entro le prossime amministrative, la riduzione del numero dei quartieri sulla base di determinati parametri demografici: quartieri non più piccoli di 30mila abitanti per i comuni compresi tra i 100mila e i 250mila abitanti e nessun quartiere per i comuni con meno di 100mila abitanti. Ciò significa che i 44 sindaci del Centro-Nord con una popolazione tra le 30mila e le 100mila unità (cui la precedente normativa del Tuel permetteva l'istituzione di quartieri) dovranno dare un taglio netto alla partecipazione politica locale: si tratta di 18 comuni in Toscana, 12 in Emilia- Romagna, 10 nelle Marche e 4 in Umbria. In controtendenza con lo scarso gradimento della riforma che, di fatto, produrrebbe tagli ai costi poco significativi (circa il 10% della spesa per le funzioni decen-trate), il comune di Bologna – che per avere una popolazione superiore ai 250mila abitanti non dovrebbe procedere ad alcuna riorganizzazione – annuncia, a sorpresa, la riduzione dei propri quartieri da 9 a 6 entro giugno 2009. "Con la delibera consiliare dell'ottobre scorso abbiamo attivato un trasferimento massiccio di funzioni ai quartieri che saranno trasformati in veri e propri municipi- spiega Libero Mancuso, assessore agli Affari generali e istituzionali del Comune di Bologna –. Lo snellimento e la riduzione dei quartieri comporteranno anche una riduzione delle relative voci di spesa (attualmente il 40% del bilancio comunale) ". La discussione si è aperta in questi giorni, ma tra i quartieri interessati alla riorganizzazione potrebbe esserci quello di Borgo Panigale (che non raggiunge, di poco, la soglia dei 30mila abitanti) di cui si vocifera l'accorpamento con il quartiere Reno. A rallentare il processo di riorganizzazione sono innanzitutto le difficoltà interpretative del testo normativo, in attesa di chiarimenti dal legislatore, ma anche problemi legati alla redistribuzione degli equilibri politici all'interno dei nuovi consigli di quartiere. "Sono organi che rappresentano i partiti di maggioranza e minoranza – spiega Stefania Ragnetti, assessore al Decentramento del Comune di Ancona – secondo gli equilibri stabiliti dal voto. Diminuendo i parlamentini si diminuirà la loro rappresentanza". La forte tradizione di partecipazione nei Comuni dell'area è un altro dei motivi che rende difficile il processo di riforma. Tra i 44 enti sotto la scure della Finanziaria anche grossi agglomerati urbani come Piacenza (che al momento non prevede diete), Lugo (che a fronte di 32mila abitanti ha 16 quartieri che continuerà a mantenere su base volontaria), Cesena (che pure li manterrà a costo zero), Pesaro (che non rinuncerà alle circoscrizioni riducendone però il numero, da 8 a 3) e ancora, Siena, Massa, Carrara, Lucca, Pisa, Arezzo. "Siamo in fase di approvazione della modifica al regolamento delle circoscrizioni – spiega Elio Cappellini, assessore alla Partecipazione del Comune di Lucca –. Dovremo eliminare tutte le nove circoscrizioni entro il 2012. Il risparmio che se ne ricaverebbe sarebbe minimo considerato che il gettone di presenza dei consiglieri è di 17 euro lorde e l'indennità mensile dei presidenti è di 900 euro lorde. Auspichiamo un passo indietro del legislatore su questo punto. In caso contrario troveremo nuove forme di partecipazione a costo zero". In taluni casi la Finanziaria ha condotto a risultati opposti da quelli voluti. Come a Modena dove porterà, al contrario, a un aumento delle circoscrizioni. "Noi abbiamo ridotto il numero dei quartieri (da 7 a 4) già dal 1995 – spiega Simona Arletti, assessore comunale agli Affari generali –e il nostro modello di decentramento si basa tutto sul ruolo del presidente di quartiere, individuato come punto di riferimento delle circoscrizioni. A seguito della Finanziaria, che elimina la possibilità dell'aspettativa dal lavoro per i dipendenti che svolgono la funzione di presidente di quartiere (e che ne ha già fatto rientrare uno al lavoro) saremo costretti a rivedere il nostro progetto di riorganizzazione prevedendo anche la possibilità di riaumentare il numero dei quartieri, dato che per legge ne possiamo avere sei". "Il paradosso della Finanziaria è che impone di tagliare i quartieri ma nulla osta all'apertura, ad esempio, di dieci sportelli anagrafe – spiega Roberto Montagnani, dirigente servizio Decentramento del Comune di Reggio Emilia –. Stessa cosa dicasi nel caso in cui, pur riducendo il numero dei consigli, si decida di aumentare il numero dei consiglieri". Così, a Perugia che dovrebbe ridurre gli attuali 13 quartieri, si prospetta la possibilità di redistribuire l'attuale bilancio sui cinque ammissibili in previsione di un ampliamento delle loro funzioni. NEI CENTRI MINORI Municipi come Lucca devono eliminare tutti i parlamentini entro il 2012. In alternativa si studiano nuove forme di democrazia senza oneri In controtendenza. Modena aumenterà i propri quartieri in seguito alla Finanziaria. Qui il serivzio anagarafe della circoscrizione n.3.

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A margine dello scioglimento anticipato delle Camere diversi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 08-02-2008)

 

Stampa A margine dello scioglimento anticipato delle Camere diversi ... A margine dello scioglimento anticipato delle Camere diversi lettori mi hanno segnalato due fatti. Il primo nasce anche da una denuncia dell'on. Roberto Calderoli (sì proprio il parlamentare della Lega autore dell'attuale legge elettorale, che poi ha definito una "porcata"). Ora Calderoli ne ha fatto un'altra delle sue, dichiarando che la data del 13-14 aprile per le elezioni politiche, invece di quella inizialmente ipotizzata del 6 aprile, sarebbe stata scelta per favorire i neo deputati e senatori che, in questo modo, potrebbero conquistare il vitalizio. La notizia però è stata prontamente smentita dai solerti questori della Camera e del Senato che si sono affrettati a precisare che la pensione è concessa solo dopo due anni e sei mesi e quindi soltanto in ottobre sarebbe stato possibile per un centinaio di neo parlamentari conquistare l'ambito traguardo. è tutto vero, con un solo neo che potrebbe dare ragione anche all'on. Calderoli: il parlamento, anche se formalmente sciolto, ha il potere di approvare i decreti, compreso quell'indecoroso "milleproroghe" che può contenere tutto, compreso un emendamento, in preparazione, che riduce da 2,6 a 2 soli anni il tempo minimo necessario per conquistare il diritto al vitalizio. Non sappiamo se questo obiettivo sarà realizzato, siamo certi però che il tentativo è in atto e più di un deputato ci sta provando. Continuiamo a definire tutto questo una vergogna? Ma c'è anche di peggio. L'altro fatto ci sembra infatti ancora più grave. E, purtroppo, dopo avere fatto le opportune verifiche, ci risulta assolutamente vero. Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. è un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti (quella legge, com'è noto, è stata eliminata da un referendum). Secondo la legge 51, del 23 febbraio 2006 (che ha aggiornato la vecchia legge del giugno 1999, ovviamente sempre a favore dei partiti), il rimborso finanziario alle forze e movimenti politici non cessa con lo scioglimento anticipato delle Camere. Ciò significa che i partiti godranno sino al 2011 dei finanziamenti annuali (XV legislatura), a cui si aggiungeranno quelli derivanti dalla XVI. In altre parole, gli elettori italiani sborseranno per questo scherzetto, tenuto rigorosamente riservato, ben 300 milioni di euro. Una cifra impressionante che certo potrebbe essere utile per costruire ospedali, asili nido e migliorare le infrastrutture viarie. E invece finisce per alimentare apparati e strutture di partiti e lobbies politiche. La Casta continua a godere del finanziamento pubblico senza alcun ritegno, sfruttando anche le opportunità offerte dallo scioglimento anticipato del parlamento. Noi siamo convinti che le forze politiche siano le colonne portanti della democrazia parlamentare, ma la proliferazione di partiti e partitini, anche ad personam, sia estremamente negativa.

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Sedute di Consiglio moltiplicate: polemizzano sindaco e opposizione (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-02-2008)

 

Prov Ogliastra Pagina 6024 Ulassai Sedute di Consiglio moltiplicate: polemizzano sindaco e opposizione Ulassai --> Il sindaco di Ulassai Giovanni Soru convoca a ripetizione il Consiglio comunale, la minoranza protesta, diserta la seduta e affida al suo capogruppo Paolo Boi la lettura di una lettera in cui esprime tutto il suo dissenso. Secondo l'opposizione, la proliferazione di sedute (flash) sarebbe inutile e comporterebbe per giunta un aggravio di spese. Il sindaco, in aula, rispedisce le accuse al mittente e replica lapidario: più sedute significano più opportunità di espressione e dibattito, anche per la minoranza. Attraverso la stessa comunicazione letta mercoledì sera in aula da Paolo Boi, si capisce però che le giustificazioni del sindaco non convincono l'opposizione. Che non ha partecipato alla seduta "in segno di rispetto per tutti quei cittadini - dice il capogruppo - che onestamente lavorano e contribuiscono alla crescita di questo paese". La minoranza contesta il fatto che "per la terza volta consecutiva" sia stato convocato il Consiglio "per affrontare un solo o pochi punti all'ordine del giorno, non urgenti e che solo una programmazione più attenta al rispetto del lavoro altrui e alla riduzione dei costi della democrazia avrebbe evitato". Secondo l'opposizione, la strategia della maggioranza risponderebbe a più a "esigenze di carattere "privatistico e personalistico che a esigenze di economa, efficace e trasparente gestione". Paolo Boi, per rafforzare la sua tesi sforna in aula anche diverse cifre. "Ogni riunione di consiglio comunale - osserva Boi - costa alla collettività circa 12 giornate lavorative, oltre rimborsi, missioni e gettoni di presenza". Per il sindaco le cifre sono altre. "Nel 2007 - replica Giovanni Soru - abbiamo speso dai 120 ai 160 euro per consigliere, in media dodici euro al mese. Non mi sembrano costi da casta dalla politica. Il maggior numero di sedute è dovuto all'esigenza di discutere opere importanti, non di ordinaria amministrazione: il centro matrice che sbloccherà l'edilizia a Ulassai, parco dei Tacchi, il progetto Domos già finanziato dalla Regione".

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Preoccupa l'effetto Grillo (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 08-02-2008)

 

E con Di Pietro l'accordo si farà A. Fab. Roma L'operazione recupero di Antonio Di Pietro è quasi compiuta. Ieri Walter Veltroni ha ottenuto il via libera del partito democratico. In contemporanea il ministro delle infrastrutture uscente ha riunito l'esecutivo nazionale della sua Italia dei valori. Dove è stato deciso che Idv correrà alle elezioni con il suo simbolo e con Di Pietro candidato presidente del Consiglio. Ma solo nel caso il Pd dovesse rifiutare un accordo elettorale. Cosa che al momento è molto improbabile. Veltroni sta facendo studiare un sistema per allearsi con l'Italia dei valori senza rinunciare alla sua decisione-manifesto: "Il Pd correrà da solo". La soluzione più semplice, cioè la candidatura di una serie di parlamentari in quota Di Pietro nelle liste dei democratici, è esclusa dalla volontà dell'ex pm di avere la sua visibilità elle elezioni di aprile. Non a caso ieri Di Pietro ha annunciato: "Ci presenteremo con il nostro simbolo". L'opzione B per Veltroni sarà quella di trovare uno spazio nel simbolo del Pd per l'Italia dei valori. Soluzione poco estetica. Ma preferibile a quella di una vera e propria alleanza con Idv. A quel punto infatti diventerebbe più difficile giustificare il veto alle intese con radicali e socialisti. E soprattutto Veltroni diventerebbe il candidato di una coalizione - per quanto a due, cioè molto piccola - e non più il leader di una lista come da settimane dichiara di voler fare. Guardando ai risultati del 2006 di Di Pietro è difficile comprendere quest'ansia veltroniana di arrivare in qualche modo ad un'annessione di Italia dei valori. Allora il partito aveva raccolto solo un due virgola, ben sotto la soglia di sbarramento fissata al quattro che anche quest'anno dovrebbe determinare l'esclusione dei dipietristi dal parlamento. Ma Di Pietro ha dalla sua i sondaggi che lo indicano come il politico più popolare e il più affidabile, secondo solo al presidente della Repubblica Napolitano. Soprattutto a Veltroni interessa sterilizzare la possibilità di una lista dipietrista che finisca col ricevere l'appoggio dei sostenitori di Beppe Grillo. A chi lavora con il sindaco di Roma non sfugge la sinergia che c'è tra il blog del ministro delle infrastrutture e quello del comico genovese. Sul sito di Grillo, poi, abbondano gli attestati di stima per Di Pietro. Veltroni sa bene che un'ipotetica lista "anti casta" costruita intorno all'ex pm finirebbe per drenare consensi soprattutto al Pd. Di Pietro poi non si trattiene nei suoi post quotidiani dal lusingare gli amici di Grillo. Ieri ha detto che sosterrà il prossimo Vaffanculo-day, quello che lancerà un referendum contro il finanziamento alla "casta dei giornali", V-day che però per disgrazia di Grillo era già stato indetto per il 25 aprile, a giochi elettorali abbondantemente compiuti. Il "confronto conclusivo" richiesto da Di Pietro con Veltroni ci sarà nei prossimi giorni. La linea ufficiale rilanciata da Dario Franceschini ieri sera è quella che il Pd andrà avanti con il suo programma e "se ci saranno fatte delle proposte le valuteremo". La bicicletta con Italia dei valori verrà dunque presentata come l'adesione di un piccolo partito al programma dei democratici. In realtà Di Pietro ieri ha lanciato anche i suoi "punti irrinunciabili". Si tratta di propositi già condivisi da Grilllo: un non meglio precisato taglio ai costi della politica, la soluzione del conflitto di interessi e l'impegno a non candidare persone condannate con sentenza definitiva. L'originale proposta di Grillo era più radicale e puntava ad escludere anche i condannati in primo grado. Di Pietro l'ha ammorbidita così facendola combaciare con le regole che il Pd si è già dato autonomamente. L'intesa dunque non sarà un problema.

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Con la crisi i partiti ci guadagnano il doppio (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 08-02-2008)

 

Stampa scandalosa casta Con la crisi i partiti ci guadagnano il doppio A margine dello scioglimento anticipato delle Camere diversi lettori mi hanno segnalato due fatti. Il primo nasce anche da una denuncia dell'on. Roberto Calderoli (sì proprio il parlamentare della Lega autore dell'attuale legge elettorale, che poi ha definito una "porcata"). Ora Calderoli ne ha fatto un'altra delle sue, dichiarando che la data del 13-14 aprile per le elezioni politiche, invece di quella inizialmente ipotizzata del 6 aprile, sarebbe stata scelta per favorire i neo deputati e senatori che, in questo modo, potrebbero conquistare il vitalizio. La notizia però è stata prontamente smentita dai solerti questori della Camera e del Senato che si sono affrettati a precisare che la pensione è concessa solo dopo due anni e sei mesi e quindi soltanto in ottobre sarebbe stato possibile per un centinaio di neo parlamentari conquistare l'ambito traguardo. è tutto vero, con un solo neo che potrebbe dare ragione anche all'on. Calderoli: il parlamento, anche se formalmente sciolto, ha il potere di approvare i decreti, compreso quell'indecoroso "milleproroghe" che può contenere tutto, compreso un emendamento, in preparazione, che riduce da 2,6 a 2 soli anni il tempo minimo necessario per conquistare il diritto al vitalizio. Non sappiamo se questo obiettivo sarà realizzato, siamo certi però che il tentativo è in atto e più di un deputato ci sta provando. Continuiamo a definire tutto questo una vergogna? Ma c'è anche di peggio. L'altro fatto ci sembra infatti ancora più grave. E, purtroppo, dopo avere fatto le opportune verifiche, ci risulta assolutamente vero. Si tratta del finanziamento dei partiti politici, anzi come viene chiamato da alcuni anni, del rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie. è un modo nuovo per denominare l'antico finanziamento ai partiti (quella legge, com'è noto, è stata eliminata da un referendum). Secondo la legge 51, del 23 febbraio 2006 (che ha aggiornato la vecchia legge del giugno 1999, ovviamente sempre a favore dei partiti), il rimborso finanziario alle forze e movimenti politici non cessa con lo scioglimento anticipato delle Camere. Ciò significa che i partiti godranno sino al 2011 dei finanziamenti annuali (XV legislatura), a cui si aggiungeranno quelli derivanti dalla XVI. In altre parole, gli elettori italiani sborseranno per questo scherzetto, tenuto rigorosamente riservato, ben 300 milioni di euro. Una cifra impressionante che certo potrebbe essere utile per costruire ospedali, asili nido e migliorare le infrastrutture viarie. E invece finisce per alimentare apparati e strutture di partiti e lobbies politiche. La Casta continua a godere del finanziamento pubblico senza alcun ritegno, sfruttando anche le opportunità offerte dallo scioglimento anticipato del parlamento. Noi siamo convinti che le forze politiche siano le colonne portanti della democrazia parlamentare, ma la proliferazione di partiti e partitini, anche ad personam, sia estremamente negativa.

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CAMERA DI COMMERCIO POLEMICA SUI COMPENSI FARINA RITIRA LA DELIBERA (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-02-2008)

 

IL CASO Camera di commercio polemica sui compensi Farina ritira la delibera ANTONIO PASTORE Alla fine, alla Camera di Commercio, è prevalsa la prudenza. Così, sulla proposta - portata ieri sera in consiglio dal presidente Mario Farina - di "rideterminazione degli emolumenti degli organi camerali", in pratica quasi un raddoppio delle indennità percepite, c'è stato un nulla di fatto. "Abbiamo deciso di soprassedere, di rinviare ogni decisione per approfondire, di fronte alle posizioni di chi aveva un'interpretazione diversa dalla nostra - spiega Farina al termine dell'incontro - alcuni aspetti giuridici". In effetti nella riunione l'ex commissario della Camera di Commercio Gustavo Ascione aveva fatto sbarramento, citando norme e leggi - oltre i motivi di ordine etico - che rendevano illegittimo un simile aumento delle indennità. Perché se è vero che i consigli camerali dovrebbero, come dice il Dpr del 2001, adeguare i compensi dei componenti, la legge 266 del 2005 - al comma 58 - aveva successivamente congelato gli esborsi imponendo anzi una riduzione del 10 per cento "rispetto agli importi risultanti al 30 settembre 2005". E il 30 marzo 2006 la Camera di Commercio aveva rideterminato gli importi alla luce della nuova normativa: quindi per il successivo triennio - questo il ragionamento di Ascione - non è possibile più modificarli. "Noi pensiamo invece che, essendo passato il nostro organo camerale in un'altra fascia per numero di imprese iscritte (al 31 dicembre dell'anno sorso erano 96.482, ndr), i parametri vanno necessariamente aggiornati", ribatte Farina. Che comunque ha ritirato la delibera già pronta. E sulla cui base l'indennità di presidente passava da 37.184,90 euro annui a 60 mila, così come il suo vice: avrebbe fatto un balzo da 5.577,73 a 21 mila euro. Non basta. Perché a leggere attentamente le cifre si scopre che l'indennità per i dodici membri della giunta saliva da 3.718,49 a 9 mila, a cui si deve sommare il gettone di presenza molto più pesante (da 223,11 a 360,00: lo stesso importo della presenza nelle commissioni). Un'impennata che coinvolgeva componenti del collegio dei revisori dei conti (15 mila euro) e del loro presidente (21 mila), presidente e componenti del nucleo di valutazione (rispettivamente, 12 mila e 8 mila e 700), e anche le aziende speciali. Che avrebbero beneficiato di 20 mila euro per il presidente e 6 mila per il capo dei collegi dei revisori.

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Il Trentino dà 38 milioni ai bresciani (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 08-02-2008)

 

Dellai firma un patto per finanziare una strada LUISA MARIA PATRUNO L'aveva già annunciato, il governatore Lorenzo Dellai, che dopo aver siglato a maggio l'intesa con il collega veneto Giancarlo Galan, per il finanziamento di progetti di sviluppo nei comuni confinanti con il Trentino, avrebbe rivolto lo sguardo verso la Lombardia. E non ha perso tempo. Questa mattina, a Condino, nella sede del Bim del Chiese, il presidente Dellai firmerà infatti un accordo con il presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli, che prevede il finanziamento da parte del Trentino, con ben 38 milioni di euro - questa è la cifra che secondo indiscrezioni dovrebbe essere stabilita oggi - per gli interventi di costruzione della variante della ex statale 237 "del Caffaro", in territorio bresciano. La possibilità di intervenire finanziariamente su opere stradali che si realizzano all'esterno del territorio trentino, ma che servono per migliorare la viabilità di collegamento fra la nostra provincia e altre regioni, è prevista da una legge provinciale del 2000, che già è stata utilizzata per finanziare la sistemazione di alcune strade del Feltrino, che sono utilizzate soprattutto per raggiungere il Primiero. Su questo fronte, il Trentino ha già impegnato nel corso degli ultimi anni circa 30 milioni. Ora, invece, in un sol colpo, piazza Dante, ancora più generosa, tira fuori quasi 40 milioni di euro per la variante alla statale del Caffaro, la strada bresciana che porta nella valle del Chiese. L'iniziativa del presidente Dellai rientra dunque in quella politica di "buon vicinato" che il governatore trentino ha rafforzato nel maggio dell'anno scorso con un'intesa siglata a Castel Ivano con il collega governatore del Veneto, Giancarlo Galan, con cui si è stabilito l'impegno a sostenere progetti di cooperazione che interessano 32 comuni veneti a confine con il Trentino e altri 27 comuni trentini. Per finanziare gli interventi, la Provincia di Trento ha stanziato 10 milioni di euro per il 2008, mentre il Veneto ne ha messi due. "Se le regioni a statuto speciale - aveva detto il presidente Dellai in occasione della firma dell'accordo con Galan - anziché arroccarsi nella difesa delle loro prorogative, pensano anche ad aprirsi e costruire reti di rapporti con altri territori, saranno meno "antipatiche" al resto d'Italia". Il proposito di Dellai è di arrivare alla firma di un accordo analogo anche con il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Ma questo non impedisce che nel frattempo possa venire incontro alle esigenze delle aree di confine, in modo ancora più prodigo rispetto a quanto fatto per il Veneto. Il presidente della Provincia, assediato dalle rivendicazioni di molti comuni di confine che chiedono di passare al Trentino per poter godere degli stessi benefici finanziari garantiti dall'autonomia speciale, è convinto che la politica migliore per placare la rabbia di chi si sente discriminato sia quello di condividere almeno un po' di questa ricchezza. E pensa così di tenerli buoni e salvare l'autonomia dagli assalti di chi la vuole mettere in discussione. 08/02/2008.

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(m.g.) Tempo di bilanci anche per (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-02-2008)

 

(m.g.) Tempo di bilanci anche per il consiglio comunale di Treviso: nel 2007 l'organo consiliare del Comune si è riunito 16 volte e la stragrande maggioranza dei consiglieri ha risposto "presente" a quasi tutte le sedute. In fondo alla classifica, con 9 presenze, si trova anche in questo caso il leghista Luca Zaia. Il vicepresidente della Regione era già risultato la "maglia nera" del consiglio provinciale, e continua a pagare pegno ai numerosi impegni e alle cariche che ricopre. Solo in cinque occasioni, inoltre, è rimasto per più di metà seduta, tempo che viene calcolato come minimo per avere il gettone di presenza.Lui invita a dare una lettura non superficiale del suo basso numero di presenze: "C'è una partecipazione quantitativa e una qualitativa - spiega -. Alle sedute in cui si discutono argomenti "pesanti" ci sono sempre, come la discussione del Bilancio. Il risultato del mio lavoro è sotto gli occhi di tutti. Per non parlare del fatto che garantisco un ottimo collegamento tra la Regione e l'amministrazione. Le mie risposte sono i tre cavalcavia sulla Tangenziale, l'interesse continuo per le istanze di Treviso, seguire le indicazioni che emergono anche in consiglio. Per Treviso ho sempre avuto un occhio di riguardo. Credo che nessuno possa dire che faccio il "paraculo" nelle amministrazioni: chi mi conosce sa come amministro e conosce il lavoro che ho fatto in questi anni".Tra i partiti sempre presenti in consiglio comunale ci sono Forza Marca - che contra tre consiglieri: oltre a Mirco Visentin e Antonio Gentilini c'è anche il presidente del consiglio Giancarlo Iannicelli -, Treviso aperta e civile con Alberto Cocco e la consigliera del Gruppo Misto Bertilla Faggian. Altri consiglieri che hanno totalizzato l'en plein di presenze sono i leghisti Andrea Beraldo, Enrico Chinellato, Franco Colombo, Giampietro Corazza, Germano Da Re, Walter Frandoli, Armando Mazzobel, Franco Moretto, Sandro Zampese ed Erich Zanata, ai quali va aggiunto Guerrino Zanini della Margherita. Da notare che il consiglio comunale di Treviso vede ancora l'esistenza di due gruppi consiliari separati in Ds e Margherita, anziché un gruppo unico sotto il nome di Partito democratico, nonostante siano passati mesi dalla fusione.Hanno totalizzato meno presenze di Zaia i leghisti Roberto Loschi (7) e Paola Fiorotto (6), per il semplice motivo che Loschi ha lasciato l'incarico di consigliere a maggio, e a lui è subentrata la Fiorotto. Complessivamente la Lega si attesta su una media presenze di 14,65 su 16 sedute. Un valore da cui si discostano di poco le altre forze politiche: Forza Italia conta 14 presenze di Stefano Bastianetto; il Pne 15 presenze di Paolo Bresolini; l'Udc 15 presenze e mezzo di Arnaldo Compiano (considerando come "mezzo" la presenza che dura meno della metà della seduta), passato quest'anno ad Alleanza nazionale; An 13 presenze e mezzo di Andrea De Checchi.Sul fronte del centrosinistra la Margherita fa leggermente meglio della Lega con una media di 14,66 presenze (oltre alle 16 di Zanini ci sono Francis Contessotto con 15 e Donata Demattè con 13), i Ds si attestano su una media di 15,25 presenze (Ernesto Brunetta 15, Germano Zanetti 15 e mezzo), la Lista Campagner 13,9 (Maria Luisa Campagner 15, Bruno Cescon 14, Giuliano Renosto 12, Franco Rosi 14 e mezzo, Alberto Tuzzi 15) e la Rosa nel Pugno conta 15 presenze di Giampaolo Sbarra.

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Sergio Rizzo all'auditorium di San Benedetto del Tronto (sezione: Costi dei politici)

( da "Quotidiano.it, Il" del 08-02-2008)

 

San Benedetto del Tronto | Oggi, presso l'auditorium conferenza di Sergio Rizzo, autore del libro scritto in collaborazione con Gian Antonio Stella: "la casta". di Cristian Ciarrocchi Auditorium pieno oggi per una conferenza organizzata dal Rotary Club di San Benedetto del Tronto, avente come ospite d'onore Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera esperto in economia ed autore del libro: La casta. Nel libro, in cui gli scrittori non risparmiano attacchi all'intero mondo politico italiano, vengono trattati argomenti dolenti se non dire vergognosi; il panorama politico descritto è un immenso mondo di tangenti, favoritismi e sprechi. Coordinatore dell'evento, ex membro della cosiddetta "casta", l'onorevole Scaltritti, che dopo aver introdotto il libro ha lasciato la parola al professore Sergio Rizzo. "Più che un dito nella piaga, un dito negli occhi" - così il giornalista si è espresso riguardo al fenomeno che questo libro ha portato con sé, accusando non solo il costo eccessivo della politica italiana, ma anche la qualità di questa. Grande l'attenzione del pubblico, formato da giovani e non, il quale ha seguito in silenzio per tutto il tempo i ragionamenti e le accuse che Rizzo ha rivolto verso tutte le categorie politiche: dal Quirinale alle Camere. La grande affluenza di oggi, sommata alla popolarità che questo best seller ha raggiunto in così poco tempo, mostra come, al contrario di ciò che dicono le statistiche, la popolazione sia sempre più attenta alla sfera politica. 08/02/2008.

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