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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Fisco, l'agenda delle aziende non finisce mai: sette scadenze al mese ( da "Corriere Economia" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'altro grande nemico delle imprese risulta essere la burocrazia e l'enorme mole di norme in tema fiscale. "Nelle Pmi il socio di maggioranza è sempre il fisco", dice Giuseppe Bernoni, titolare dell'omonimo studio di commercialisti e vicepresidente dell'Osservatorio fiscale della Camera di Commercio di Milano.

<Con lei si può stringere un nuovo patto> ( da "Corriere Economia" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna liberalizzare il mercato e neutralizzare la burocrazia: da noi si gestisce il Paese con il triplo delle leggi presenti nelle altre nazioni. È un sistema che ingessa e paralizza le imprese ma anche la politica che diventa un ostaggio dei burocrati". Punti deboli su cui lavorare nel prossimo futuro?

Gullotta: <Recito l'ipocrisia e la diversità> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per il nostro cinema il problema non sono le agende degli attori e i loro impegni, ma i tempi della burocrazia". Non per questo si scoraggia. È salito per la prima volta sul palcoscenico quando aveva quattordici anni. "Allo Stabile di Catania, la mia città, dove sono rimasto per dieci anni, con maestri come Salvo Randone e Turi Ferro, prima di trasferirmi a Roma.

Fiumicino, i residenti manifestano lungo il "rettilineo della morte" ( da "Repubblica, La" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno esposto striscioni con su scritto "vittime della burocrazia", "chiediamo giustizia" e "meno parole, più fatti e sicurezza". Ieri mattina, intorno alle ore 9, decine di abitanti del quartiere Le Vignole hanno improvvisato una manifestazione in via Montanari a Fiumicino, la strada dove hanno perso la vita due donne e tre bambine.

L'alta velocità rallenta ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questo progetto si è impantanato tra le pastoie della burocrazia, anche perché non sono stati ancora individuati i finanziamenti necessari (circa 300 milioni di euro). Quindi, a tutt'oggi, per andare da Venezia Santa Lucia a Milano Centrale (267 chilometri) si viaggia in Alta velocità solo da Mestre a Padova e da Treviglio (provincia di Bergamo) a Milano Lambrate (31 chilometri)

I parametri della ricchezza fra i temi di a più voci ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eppure i problemi nei rapporti con la nostra burocrazia sono sempre gli stessi, se ne parla domani mattina con i rappresentanti della consulta degli immigrati di Trieste. Nel pomeriggio, intervista ad Eva Ciuk, autrice di un cortometraggio realizzato in Kosovo con i bambini del campo sfollati di Plementina, vicino a Pristina, presentato al teatro Miela di Trieste all'

Gobbo muto al parlamento della Padania ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli elettori del Pdl che nel week end si sono fermati al gazebo del Circolo Libertà per Treviso in piazza Borsa: 400 le firme raccolte e 200 le schede in cui i trevigiani hanno indicato le priorità elettorali. Al primo posto, dunque, la sicurezza. Poi la questione giovanile: premi per i meritevoli e inserimento nel mondo del lavoro. Al terzo posto la lotta alla burocrazia. (a.z.).

I parametri della ricchezza fra i temi di a più voci ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eppure i problemi nei rapporti con la nostra burocrazia sono sempre gli stessi, se ne parla domani mattina con i rappresentanti della consulta degli immigrati di Trieste. Nel pomeriggio, intervista ad Eva Ciuk, autrice di un cortometraggio realizzato in Kosovo con i bambini del campo sfollati di Plementina, vicino a Pristina, presentato al teatro Miela di Trieste all'

Economia in forte crescita ma democrazia ferma al palo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come ha ricordato lo stesso Putin recentemente ciò è dovuto a tre fattori: burocrazia, difficoltà di accesso al credito e corruzione. Purtroppo è anche vero che i tempi di evoluzione economica non corrono paralleli al processo democratico, ma certamente la dinamica economica contribuisce ad accelerare quei tempi lunghi che porteranno alla democrazia".

Fonni, laboratorio del fotovoltaico ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia azzerata e decisioni a tempo di record. Alcuni manager tedeschi giungono in Barbagia. Sbarcano Christopher Waldner, capo tecnico e Gustav Tunaj, montatore. Con loro anche un italiano, Alessandro Barbano, di San Giovanni Rotondo. Girano per il paese, tra il Convento dei Martiri e Bruncu Spina,

L'industriale che sognava di essere Montezemolo ( da "Unita, L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le infrastrutture e la burocrazia. Tanto che il presidente forzista della Regione lo ha accusato di essere un "tecnocrate mafioso" e Libero degli Angelucci lo ha paragonato a un dittatore perché avrebbe prolungato il suo mandato alla guida della Confindustra vicentina, la terza associazione di imprese più importante in Italia.

Sportello fantasma per gli imprenditori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quella burocrazia che spesso stritola sul nascere le iniziative imprenditoriali. L'assessore alle Attività produttive, Tino Tellini, scansando la polemica, non nasconde che c'è un buco nell'attività informativa verso le imprese e gli aspiranti imprenditori "che sarà colmato presto: nella finanziaria regionale sono previsti i fondi da destinare all'

Gli interventi a confronto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costi della burocrazia TOTALE 19,7-28,3 miliardi COPERTURA Unificazione uffici periferici dello Stato centrale Taglio delle province nelle aree metropolitane (costi di gestione) 35 milioni Valorizzazione quota non demaniale del patrimonio pubblico 10 miliardi Mezzo punto di Pil di riduzione della spesa 8 miliardi Accorpamento dei tribunali Tagli ai costi della politica TOTALE 18,

Artigiani fvg: carico fiscale eccessivo per chi manda avanti l'economia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con più di 31 mila imprese attive in regione e 85 mila addetti sono il "motore dell'economia". "Nonostante ciò - ha denunciato il presidente della Confartigianato, Graziano Tilatti - troppo spesso gli artigiani sono stati dimenticati, schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia".

Tasse, atto d'accusa degli artigiani ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri al teatro Nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la festa del lavoro artigiano, premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani, fra cui i pordenonesi erano la maggioranza.

FORNACETTE - UN CENTRO di eccellenza. E' così che l’ ( da "Nazione, La (Livorno)" del 03-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Spesso la burocrazia è troppo lenta, mi auguro che tutta la struttura entri in azione al più presto ? dice il sindaco Perini ? a Fornacette a giugno dovrebbe essere ultimato anche il centro di riabilitazione per l'età adulta nella nuova Pubblica Assistenza".

Ora la burocrazia per far rientrare la salma ( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Sono 13 gli artigiani isontini fra i 102 maestri in regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri, al Teatro nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la festa del lavoro artigiano. Premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani (fra cui 13 dell'Isontino).

Gli artigiani: dimenticati e schiacciati dalle tasse ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri al teatro Nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la Festa del lavoro artigiano. Premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani.

L'anno della rivincita per i ministeriali: crescono le presenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: crescono le presenze Con 23 giorni di assenza pro capite gli statali fanno meglio del 2005 L'immagine della burocrazia statale polverosa e lontana da ogni controllo va un po aggiornata. Non sono più gli uffici dell'amministrazione centrale a primeggiare per tassi di assenza, perché la moltiplicazione di scrivanie vuote corre molto più in fretta in periferia.

FEDERALISTI A PAROLE ( da "Corriere del Veneto" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse la funzione faceva un po paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo);

Anna Marcozzi, Stefania Misticoni ed Emanuela Loretone sono le tre donne proposte dal Pd pro ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi batterei per una politica riformista senza burocrazia - promette Emanuela - e per la tutela ambientale del territorio. I partiti devono essere promotori senza rallentare però le decisioni necessarie per il Paese. L'emergenza nella nostra provincia sono i rifiuti ma anche il sostegno alle imprese che non garantiscono più posti di lavoro".

FEDERALISTI A PAROLE ( da "Corriere del Veneto" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse la funzione faceva un po paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo);

L'università italiana non attrae gli stranieri ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Così inaspriamo regolamenti e burocrazia in modo indiscriminato. Senza capire che code negli uffici e lunghe attese non sono un deterrente per chi emigra per necessità; lo sono invece per l'elite degli studenti stranieri, che si può permettere di scegliere il Paese in cui specializzarsi.

A passo di lumaca contro le stragi ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vittime della burocrazia ", "tragedia, rabbia e delusione ". Chi ha partecipato a piedi, ha dato il suo contributo percorrendo in su e in giù senza sosta le strisce pedonali, fermando la circolazione. Non sono mancati momenti di tensione tra chi protestava e gli automobilisti che, senza sapere del "blocco", volevano andare a fare shopping passando per via Montanari.

Giorno di particolare interesse per il lavoro, carriera, affari. Sempre con molta attenzione agli as ( da "Messaggero, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Petti legali e alla burocrazia, ma siete a un passo da una importante conferma. E non manca l'amore, passione!.

Vignali: <Vogliamo un fisco a misura di famiglia> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece di restituire finanziamenti a pioggia dopo aver trattenuto a Roma il costo delle burocrazie, ancora secondo Vignali, che ha quindi sottolineato la necessità di "un impegno doveroso che porti il nostro a diventare un Paese europeo nella considerazione fiscale della spesa sostenuta dai genitori per mantenere ed educare la prole.

De-generazioni niente a che vedere con personaggi come attali ( da "Riformista, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraversare le barriere ignifughe della burocrazia accademica. Il risultato è che i tecnici italiani, per quanto competenti e autorevoli, tendono a ragionare in astratto, proprio allor quando sono convinti di stare producendo il massimo sforzo di concretezza possibile. Nel mondo reale, i problemi sociali e politici non esistono nel vuoto pneumatico di una provetta da laboratorio.

Volontariato, slittano le elezioni ma è dialogo ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se lo statuto nuovo prodotto nel 2006 era non legittimo per vizi di forma, c'è voluto un anno per svegliare la burocrazia agli ordini dell'assessore Valdegamberi quando tutto si sarebbe potuto risoltvere subito? Il presidente del comitato di gestione regionale Spiller: "Non ho mai chiesto che l'assemblea fosse annullata, ma che eliminasse le votazioni.

Dai mini check-up all'energia fai-da-te: le imprese italiane alla sfida efficienza ( da "ItaliaOggi Sette" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Investimenti e burocrazia. Quando dalla semplice revisione dell'impianto elettrico si passa all'autoproduzione di energia (e al ricorso alle energie rinnovabili) le cose si complicano. "I tempi e le pastoie burocratiche, per esempio per avviare un impianto fotovoltaico o eolico, sono ancora troppe", spiega a ItaliaOggi Sette Davide Tabarelli.

Adesso il nuovo obiettivo è la ricerca della massima efficienza ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempo prezioso nella gestione di processi di backoffice e nella gestione della burocrazia, sottraendolo alle necessità della clientela. L'ottimizzazione delle tecnologie passa per il monitoraggio delle attività in tempo reale, con l'individuazione dei colli di bottiglia che impediscono flussi regolari sia tra il vertice e la base, sia tra le strutture poste su un piano orizzontale.

CINA/ ASSEMBLEA NAZIONALE AL VIA, CON NUOVA CLASSE DIRIGENTE-focus ( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellire la burocrazia, aumentare l'efficenza in settori chiave e diminuire la corruzione. Attualmente il Consiglio di Stato è composto da 28 ministeri più alcune decine di agenzie e centri nazionali con rango ministeriale che si spartiscono competenze in settori comuni e producono un immobilismo della macchina del governo a tutto vantaggio della burocrazia e della corruzione.

Mille battaglie sindacali e politiche ( da "Libertà" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppure Gaetano Mantovani ricorda tutto, quando parla è un fiume in piena, la burocrazia di quel Partito Comunista, un viaggio in Unione Sovietica nel 1985 e la sensazione che quel mondo stesse per scoppiare. Il Psiup, cui ha dato anima e corpo in quegli anni, quando cambiare il mondo non era una speranza ma una consapevolezza.

2008 sotto il segno dell'incertezza ( da "Opinione, L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il contenimento dei costi e del peso della burocrazia; l'applicazione di un compiuto federalismo fiscale; la riforma del sistema elettorale per garantire una vera e duratura governabilità. "Dobbiamo tutti augurarci che i segnali di disponibilità al confronto, espressi in queste settimane dai maggiori raggruppamenti politici ?

LA NOSTRA AZIENDA SOFFOCATA DALLA BUROCRAZIA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra azienda soffocata dalla burocrazia" Sono un imprenditore agricolo dei Monti Lattari, la mia azienda suinicola si trova a Pimonte, comune di montagna di poche anime, da sempre vocato alla zootecnia che ben si salda con la tradizione cristiana e contadina. Qualche anno fa, con un altro socio, decidemmo di mettere su una piccola azienda per l'allevamento di suini,

<Attorno all'handicap ancora troppa solitudine> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, che complica la vita dei genitori rendendo il sostegno non un diritto ma un favore. Il 60\% ritiene che sia aumentata l'indifferenza nei loro confronti. La solitudine è fortemente avvertita dal 40\% delle famiglie. I preconcetti che esse avvertono sono anche verso le scelte cui sono chiamati - spiega Dalle Grave -

Senza l'artigianato non si va da ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è possibile che il sistema fiscale bruci metà dei nostri incassi, non è possibile che dobbiamo scontrarci con una burocrazia dispendiosa e complicata; non è possibile che le leggi ci facciano spendere tanto per i nostri dipendenti che, però, non hanno uno stipendio adeguato", ha scandito Graziano Tilatti, presidente Federazione regionale Confartigianato.

Tutti contro la sindrome NIMBY in campagna elettorale ( da "Blogosfere" del 03-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di ridurre la burocrazia eliminando il livello provinciale e di supportare grandi progetti come il ponte sullo Stretto". Mentre "anche l'energia nucleare sarà nell'agenda di un governo di centrodestra", il Partito Democratico, in ogni caso, "mantiene la sua posizione contraria ad un ritorno all'energia nucleare" in linea con i risultati del referendum del 1987 che hanno portato "


Articoli

Fisco, l'agenda delle aziende non finisce mai: sette scadenze al mese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario Le spine delle pmi Gli adempimenti tributari ostacolano la crescita Fisco, l'agenda delle aziende non finisce mai: sette scadenze al mese Norme che variano in corso d'anno. Pagamenti complicati. Confapi: detassiamo gli investimenti S correndo lo scadenzario fiscale di una tipica azienda italiana si scopre che gli adempimenti sono più di 80 l'anno, con una media di circa 7 al mese. Un'agenda infinita e ininterrotta che le Pmi italiane indicano come uno dei maggiori nemici dello sviluppo. "Non si può più rimandare. Il prossimo governo (qualunque sia la coalizione) dovrà alleggerire il fisco delle imprese". Per Paolo Galassi, presidente di Confapi, non ci sono differenze di schieramento, la ricetta per rilanciare l'impresa italiana è unica: defiscalizzare. "Al futuro governo ? conferma Galassi ? abbiamo già preparato il percorso in due tappe: la detassazione sugli utili investiti e la defiscalizzazione degli straordinari". Andiamo con ordine e cominciamo dal primo punto. "La defiscalizzazione degli utili è indispensabile se vogliamo imprimere un'accelerazione alla ricerca tecnologica, alla formazione del personale (che deve tenere il passo delle innovazioni), la trasformazione degli impianti per un minor impatto ambientale". E poi la defiscalizzazione degli straordinari per i dipendenti (concetto già sbandierato in qualche programma elettorale). "Ma noi ne parliamo da anni ? protesta Galassi ? nessuno può ignorare che ormai i lavoratori non vogliono più fare gli straordinari perché non convengono (a meno di non pagarli in nero). E poi si parla tanto di far ripartire i consumi, ma come si fa se non si aumenta il potere di spesa dei lavoratori?". Dopo il fisco, l'altro grande nemico delle imprese risulta essere la burocrazia e l'enorme mole di norme in tema fiscale. "Nelle Pmi il socio di maggioranza è sempre il fisco", dice Giuseppe Bernoni, titolare dell'omonimo studio di commercialisti e vicepresidente dell'Osservatorio fiscale della Camera di Commercio di Milano. "Le Pmi ? continua Bernoni ? chiedono una semplificazione della normativa perché trovano difficoltà nel gestire gli adempimenti che sono sempre più gravosi e rilevanti. Oltre alla quantità, c'è una difficoltà nell'interpretare e applicare le leggi: il legislatore non rispetta lo statuto del contribuente". Si tratta delle legge cardine del sistema tributario italiano che, tra l'altro, impone di emanare norme comprensibili. "Ad esempio, l'intero articolo di legge codificato e non solo estratti, come spesso avviene, che mettono in difficoltà anche gli addetti ai lavori". A peggiorare la situazione, c'è l'eccessiva produzione legislativa che sovrappone norme a norme, comportando una variazione continua dei vari adempimenti. "La retroattività mette in crisi la certezza del diritto", dice Bernoni, facendo riferimento al fatto che, anche se è scongiurata la vietata retroattività formale, c'è il rischio di una retroattività sostanziale. "Una Pmi che investe, ragiona in prospettiva, cioè facendo affidamento sul perdurare delle norme in vigore. La modifica che interviene, può annullare la convenienza dell'investimento", precisa Stefano Salvadeo, partner e responsabile Corporate finance dello studio Bernoni, che aggiunge: "Nei fatti capita che le Pmi anziché cercare opportunità di crescita tramite fusioni o acquisizioni, sono impegnate ad assolvere adempimenti fiscali con ripercussioni sulla crescita dimensionale dell'azienda. Si arriva al paradosso che è complicato anche pagare". Il riferimento è alla nuova procedura informatizzata obbligatoria dal 2007 che impone solo l'invio telematico della documentazione, elevando di molto i margini di errore involontario. A destare preoccupazione, poi, è l'elevatezza delle aliquote, ma anche la base su cui vengono calcolate, che è ben più ampia dell'utile dell'impresa. Oggi a fronte di un'aliquota Ires del 33% e Irap del 4,25%, l'aliquota effettiva è attorno al 42-44%.

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<Con lei si può stringere un nuovo patto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario Le altre organizzazioni Sangalli: "È un segnale di cambiamento generale". Resca: "Ora scelte coraggiose per sbloccare il sistema". Guerrini: "Basta con le divisioni" "Con lei si può stringere un nuovo patto" Confcommercio, Confartigianato, Confimprese chiedono un maggior coordinamento alla Marcegaglia I l nuovo corso di Confindustria, l'insediamento di un nuovo governo e magari anche un nuovo ruolo dell'associazionismo. C'è molta attesa per quelli che saranno i protagonisti e gli scenari dell'Italia che verrà. Il primo grande evento (in ordine di tempo) sarà sicuramente l'elezione di Emma Marcegaglia a presidente di Confindustria. "Il consenso pressoché plebiscitario sulla candidatura di Emma Marcegaglia alla presidenza di Confindustria ? commenta Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio ? sintetizza il riconoscimento dell'impegno di una imprenditrice, le cui capacità e il talento sono indiscutibili, insieme ad una forte volontà di cambiamento e innovazione all'interno dell'Associazione. E mi auguro che questo possa essere un segnale di un cambiamento generale di cultura nel nostro Paese oltre che un esempio per tutte le donne le cui capacità meritano di essere riconosciute e premiate". Ma il cambiamento non può fermarsi all'elezione di una donna a capo degli industriali, la "parte attiva" del Paese chiede di più, reclama un ruolo più incisivo nelle decisioni che riguardano il prossimo futuro del Paese. "Certo ? continua Sangalli ? le prossime sfide con cui il Paese dovrà confrontarsi richiederanno un grande sforzo da parte di tutti e soprattutto la definizione di un progetto forte e ambizioso in cui ciascuno sia chiamato, responsabilmente, a fare la sua parte. La politica innanzitutto, ma anche le imprese e chi le rappresenta perché il loro dinamismo e la capacità di innovare sono un'enorme risorsa per l'Italia. In particolare quelle che operano nel comparto dei servizi perché è proprio da questo settore che, nel futuro, potrà venire la spinta di crescita, di produttività e di occupazione, di cui il nostro Paese ha necessità. Per questo motivo, quindi, l'esigenza che avvertiamo di una "nuova" concertazione non potrà prescindere dal contributo delle rappresentanze d'impresa e in particolare di chi, come Confcommercio, rappresenta quell'economia dei servizi che, da sola, produce oltre il 60% del Pil e dell'occupazione". Il ruolo forte delle associazioni è rivendicato anche da Confimprese, associazione delle imprese del commercio moderno (franchising, Gdo e reti dirette). "Noi abbiamo già la ricetta per rendere più competitivo il Paese ? afferma Mario Resca, presidente di Confimprese ? bisogna liberalizzare il mercato e neutralizzare la burocrazia: da noi si gestisce il Paese con il triplo delle leggi presenti nelle altre nazioni. È un sistema che ingessa e paralizza le imprese ma anche la politica che diventa un ostaggio dei burocrati". Punti deboli su cui lavorare nel prossimo futuro? "Il costo del lavoro, la tassazione opprimente (gli Stati più floridi sono quelli in cui il fisco è più basso) e il nanismo delle imprese ? continua Resca ?. Le altre associazioni hanno imparato a conoscerci e rispettarci, ultimamente noto che tendono a considerarci un'avanguardia. Lo accettiamo, purché serva a raggiungere gli obiettivi fissati". Tra questi anche la coesione tra le associazioni. "Non c'è dubbio ? conferma Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato ?. L'immagine dei presidenti delle più importanti associazioni che parlano coesi dopo la consultazione con Marini credo debba accompagnarci nel prossimo futuro. A chi avrà l'onere di governare questo Paese chiediamo di ascoltare il mondo produttivo. Gli interessi tra le categorie non sono unici ma di fronte alle avversità abbiamo fatto fronte comune. Adesso ci attendiamo uno sforzo di modernità: noi non ci rassegniamo al declino anche a costo di scelte impopolari. Noi artigiani siamo stati i primi (e finora gli unici) a essere toccati dalle liberalizzazioni di Bersani, adesso proseguiamo, magari toccando settori come trasporti, energia e banche". ISIDORO TROVATO.

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Gullotta: <Recito l'ipocrisia e la diversità> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gullotta: "Recito l'ipocrisia e la diversità" alla corte da domani L'attore torna al teatro con "L'uomo, la bestia e la virtù" di Luigi Pirandello. Il prossimo anno inaugurerà la stagione dell'Eliseo 03/03/2008 "GLI ATTORI vanno sempre guardati dentro agli occhi, l'unica cosa che non possono truccare. E io sono sicuro che lo sguardo mi tradirebbe se ora sconfessassi vent'anni di Bagaglino - dice Leo Gullotta - Ne sono orgoglioso, invece: naturalmente da interprete che non deve sempre necessariamente condividere tutto quello che scrivono gli autori". Tutta colpa di una longevità televisiva senza pari nella storia dei varietà se Gullotta, tornato al teatro classico con "L'uomo, la bestia e la virtù" di Pirandello, in scena alla Corte da domani sera (ore 20.30), resta per una buona fetta di italiani la signora Leonida. Non sono serviti a scrollargliela di dosso "Nuovo cinema Paradiso" o "Il camorrista" di Tornatore. O atti di coraggio come aver dichiarato la propria omossessualità in tivù a "Niente di personale" o avere affrontato i fischi per una fiction come "Il cuore nel pozzo" di Alberto Negrin che parlava delle foibe prima che il presidente Napolitano facesse ammenda di certi silenzi. "Possibilmente - dice - scelgo gli spettacoli che trattano temi che mi stanno più a cuore: l'ipocrisia, il falso perbenismo, la diversità". Costi quel costi, anche equivoci e intolleranze. Se poi, come ne "L'uomo, la bestia e la virtù", non generano polemiche perché sono mascherati sotto la veste piccante del classico triangolo, tanto meglio. L'interpretazione, nella parte di Paolino, amante della signora Perella, sposata a un ammiraglio che la tradisce e la trascura, ha aggiunto premi teatrali a quelli già collezionati al cinema e gli ha garantito di poter inaugurare (con un dramma che non vuole svelare) la stagione 2008-2009 dell'Eliseo a Roma. A questo punto per il primo ciak di "Mistero", un film sul tema dell'emigrazione che sarà ambientato a Torino con regia di Maurizio Zaccaro, resterà soltanto l'estate. Ma Gullotta ci tiene a precisare: "Per il nostro cinema il problema non sono le agende degli attori e i loro impegni, ma i tempi della burocrazia". Non per questo si scoraggia. È salito per la prima volta sul palcoscenico quando aveva quattordici anni. "Allo Stabile di Catania, la mia città, dove sono rimasto per dieci anni, con maestri come Salvo Randone e Turi Ferro, prima di trasferirmi a Roma. Non ero un figlio d'arte ma uno dei dodici ragazzini selezionati dal teatro universitario per un progetto didattico. Venivo da una famiglia modesta ed ero il sesto di sei fratelli. Sognare una carriera artistica dai contorni che potevano sembrare incerti non era una cosa che ci potessimo permettere. Sarà anche per questo che la mia passione per l'arte, su un altro fronte, quello del disegno, l'ho finalizzata a un lavoro sicuro: di insegnante, anche se poi non ho mai esercitato perché la vita mi ha portato altrove". Silvana Zanovello zanovello@ilsecoloxix.it 03/03/2008.

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Fiumicino, i residenti manifestano lungo il "rettilineo della morte" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Roma Protesta vicino al centro commerciale. Auto costrette a passo d'uomo Fiumicino, i residenti manifestano lungo il "rettilineo della morte" Hanno bloccato la circolazione e hanno rallentato il traffico diretto ai vicini centri commerciali procedendo con le vetture a passo d'uomo. Poi, lungo quello che è stato soprannominato dagli stessi residenti come "il rettilineo della morte", hanno esposto striscioni con su scritto "vittime della burocrazia", "chiediamo giustizia" e "meno parole, più fatti e sicurezza". Ieri mattina, intorno alle ore 9, decine di abitanti del quartiere Le Vignole hanno improvvisato una manifestazione in via Montanari a Fiumicino, la strada dove hanno perso la vita due donne e tre bambine. "Quello che chiediamo- ha precisato Mirko Galatiotto, uno degli organizzatori della protesta- è che queste strade vengano riqualificate al più presto: non vogliamo altre vittime, scenderemo in piazza anche ancora anche in ricordo della tragedia dei giorni scorsi". (laura mari).

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L'alta velocità rallenta (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavori bloccati: sono funzionanti solo i tratti da Mestre a Padova e da Treviglio a Lambrate L'Alta velocità rallenta Linea Venezia-Milano, mancano i finanziamenti Si è arenato anche il progetto fino a Grisignano L'Alta velocità si è fermata a Padova. Ormai, infatti, è trascorso più di un anno dall'apertura del tratto di Alta capacità-Alta velocità fra Mestre e Padova (29 chilometri) ma, per una serie di motivi di non facile spiegazione, non riesce ancora a decollare il restante programma di realizzazione degli altri due binari sulla linea Padova-Vicenza-Verona-Brescia-Milano Lambrate. Un anno fa i tecnici di Rfi (la divisione delle Ferrovie dello Stato che si occupa degli impianti) avevano ipotizzato la continuazione della linea superveloce almeno sino a Grisignano di Zocco, in attesa che venisse deciso una volta per sempre se passare per la stazione di Vicenza o sotto i Colli Berici, ma anche questo progetto si è impantanato tra le pastoie della burocrazia, anche perché non sono stati ancora individuati i finanziamenti necessari (circa 300 milioni di euro). Quindi, a tutt'oggi, per andare da Venezia Santa Lucia a Milano Centrale (267 chilometri) si viaggia in Alta velocità solo da Mestre a Padova e da Treviglio (provincia di Bergamo) a Milano Lambrate (31 chilometri). Il tratto fra Treviglio e Brescia è stato già finanziato, ma mancano le risorse necessarie per costruire il tratto fra la città lombarda e Padova, passando per Verona Porta Nuova. Se tutto andrà bene, la nuova Venezia-Padova-Milano potrà essere inaugurata entro la fine del 2015. Una data troppo lontana per completare il tratto italiano del corridoio al di quà delle Alpi fra Lisbona e Kiev, che rischia di essere surclassato dall'altro corridoio, al di là delle Alpi, che collegherà Parigi con Mosca, via Berlino. "Bisogna fare presto - sottolinea Mario Vio, presidente regionale di AssoUtenti - Questo per due motivi essenziali. Uno: l'Alta Velocità è fondamentale per trasportare sulle medie e lunghe distanze sempre più passeggeri con treni veloci e di qualità, competitivi con le linee del settore già in funzione in Francia, Germania e Spagna. Due: costruendo gli altri due binari sull'intera linea da Padova a Milano si favoriscono, direttamente, i pendolari perché i treni locali non dovranno più fermarsi per dare la precedenza agli altri treni più veloci e potranno essere anche più frequenti. In tutti casi spetterà al prossimo Governo fare i conti immediatamente con l'Alta velocità e dare una forte accelerazione al programma degli investimenti e dei lavori, rimasti sulla carta da troppi anni". Intanto, nei giorni scorsi, un Etr 500 che eseguiva le prove tecniche sulla linea ad Alta velocità Milano-Rogoredo-Bologna, sul quale era a bordo anche il dirigente trevigiano di Rfi, Antonio Perrone, ha superato nel tratto fra Lodi e Parma i 355 chilometri orari. Un nuovo record italiano su rotaia che avvicina sempre di più i nostri treni ai famosi Shinkansen giapponesi su monorotaia. (f.pad.).

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I parametri della ricchezza fra i temi di a più voci (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia I parametri della ricchezza fra i temi di "A più voci" La settimana di "A più voci" comincia oggi alle 11: si parla ancora di Ogm e delle concentrazioni di polveri sottili in tutti i capoluoghi della regione. Alle 13.30 si discute della tristezza che colpisce a volte le neo mamme durante i primi mesi di vita col bambino, una depressione di cui spesso ci si vergogna. Alle 14.05 ritorna "Tracce" con una puntata dedicata alle invasioni barbariche in Italia e Friuli. Partecipano, fra gli altri, le archeologhe Serena Vitri, del museo archeologico di Cividale, e Isabel Ahumada e lo storico Umberto Roberto. Gli immigrati nella nostra regione non portano solo lavoro, ma talvolta conoscenze altamente qualificate; eppure i problemi nei rapporti con la nostra burocrazia sono sempre gli stessi, se ne parla domani mattina con i rappresentanti della consulta degli immigrati di Trieste. Nel pomeriggio, intervista ad Eva Ciuk, autrice di un cortometraggio realizzato in Kosovo con i bambini del campo sfollati di Plementina, vicino a Pristina, presentato al teatro Miela di Trieste all'interno del progetto "Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?". Mercoledì alle 11, si parla dell'affidabilità della sperimentazione dei farmaci, in particolare quelli pediatrici.Giovedì, alle 11, "Classics" narra in friulano Robinson Crusoe di Daniel Dafoe. A seguire, un tema di grande importanza: se, come sostengono molti sociologi ed economisti, il Pil non è più in grado di rappresentare il benessere delle nazioni, quali sono i nuovi parametri della ricchezza e come si vive nella nostra regione? Nel pomeriggio, alle 13.30 "Periscopio" si occupa, tra l'altro, del cuore artificiale. Subito dopo, "Jazz & Dintorni". Venerdì alle 11 presentazione dei volumi su "Trieste e il confine orientale tra guerra e dopoguerra" dal 1941 al 1954, scritti da Fabio Amodeo e Mario J. Cereghino. Alle 11.30, sarà ospite Casimira Grandi, autrice del libro "Donne fuori posto. L'emigrazione femminile rurale dell'Italia post unitaria". Sabato, alle 11.30, per Libri a nord est presentazione di "Luisito", l'ultimo lavoro di Susanna Tamaro. Domenica, alle 12.10 circa, "Bortolo racconta ancora le sue storie.", con la voce di Lino Savorani.

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Gobbo muto al parlamento della Padania (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pd in stallo, diviso tra Rosi e la candidatura a sindaco di un proprio uomo Elezioni comunali di Treviso: centrodestra e centrosinistra stanno vivendo una fase di stallo. Lega inquieta. E' stato l'unico veneto a non parlare dal palco del parlamento della Padania, ieri a Vicenza. Proprio lui, che pure è il segretario regionale per il Veneto del Carroccio. Eppure Gian Paolo Gobbo ha fatto, come sempre a modo suo, la parte del protagonista: nel giorno in cui Bossi ha presentato il programma elettorale della Lega ribadendo l'alleanza con il Pdl anche a livello territoriale, a Gobbo dietro le quinte della kermesse è stato rilanciato l'ordine di scuderia di via Bellerio: "Devi fare ancora il sindaco di Treviso". Controvoglia, ma Gobbo lo deve fare. Altrimenti salterà il preaccordo che la scorsa settimana a Padova la Lega ha stretto con Forza Italia e Alleanza nazionale, ossia il via libera per una lista civica padana di sostegno all'asse Lega-Pdl guidata da Giancarlo Gentilini. Una richiesta fatta dalla Lega che ha trovato la piena approvazione degli azzurri. Che così hanno quadrato il cerchio: evitare che lo sceriffo guidi una civica di disturbo, facendolo planare nella prossima giunta di Ca' Sugana ancora nel ruolo, da lui gradito, e per gli alleati più gestibile, di vice. Perché Gentilini accetta di fare solo il vice di Gobbo, se proprio non può fare il sindaco. E Gobbo, ricandidandosi sindaco per la seconda volta potrà garantire la tenuta di una giunta multicolore senza che Gentilini, con le sue intemperanze, la faccia saltare. Pd nel pantano. Dopo la tormentata riconferma (65 schede bianche da parte dei delegati) del segretario provinciale del Pd Enrico Quarello, il centrosinistra trevigiano deve affrettarsi per chiudere la partita delle comunali. Ad oggi, resta una situazione di stallo: la maggior parte del partito preme per la candidatura a sindaco di Franco Rosi, leader delle lista civica "Per Treviso", mentre una frazione minoritaria insiste nel dire che il Pd deve avere nel capoluogo un proprio candidato per Ca' Sugana, ossia un uomo di bandiera. Come finirà? Al momento una delle colonne degli ex Ds, Ernesto Brunetta, ha dato la propria disponibilità. Il programma dei cittadini Hanno firmato chiedendo al partito di occuparsi, prima di tutto, del tema della sicurezza. Sono gli elettori del Pdl che nel week end si sono fermati al gazebo del Circolo Libertà per Treviso in piazza Borsa: 400 le firme raccolte e 200 le schede in cui i trevigiani hanno indicato le priorità elettorali. Al primo posto, dunque, la sicurezza. Poi la questione giovanile: premi per i meritevoli e inserimento nel mondo del lavoro. Al terzo posto la lotta alla burocrazia. (a.z.).

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I parametri della ricchezza fra i temi di a più voci (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura e spettacoli I parametri della ricchezza fra i temi di "A più voci" La settimana di "A più voci" comincia oggi alle 11: si parla ancora di Ogm e delle concentrazioni di polveri sottili in tutti i capoluoghi della regione. Alle 13.30 si discute della tristezza che colpisce a volte le neo mamme durante i primi mesi di vita col bambino, una depressione di cui spesso ci si vergogna. Alle 14.05 ritorna "Tracce" con una puntata dedicata alle invasioni barbariche in Italia e Friuli. Partecipano, fra gli altri, le archeologhe Serena Vitri, del museo archeologico di Cividale, e Isabel Ahumada e lo storico Umberto Roberto. Gli immigrati nella nostra regione non portano solo lavoro, ma talvolta conoscenze altamente qualificate; eppure i problemi nei rapporti con la nostra burocrazia sono sempre gli stessi, se ne parla domani mattina con i rappresentanti della consulta degli immigrati di Trieste. Nel pomeriggio, intervista ad Eva Ciuk, autrice di un cortometraggio realizzato in Kosovo con i bambini del campo sfollati di Plementina, vicino a Pristina, presentato al teatro Miela di Trieste all'interno del progetto "Chi ha paura di Cappuccetto Rosso?". Mercoledì alle 11, si parla dell'affidabilità della sperimentazione dei farmaci, in particolare quelli pediatrici.Giovedì, alle 11, "Classics" narra in friulano Robinson Crusoe di Daniel Dafoe. A seguire, un tema di grande importanza: se, come sostengono molti sociologi ed economisti, il Pil non è più in grado di rappresentare il benessere delle nazioni, quali sono i nuovi parametri della ricchezza e come si vive nella nostra regione? Nel pomeriggio, alle 13.30 "Periscopio" si occupa, tra l'altro, del cuore artificiale. Subito dopo, "Jazz & Dintorni". Venerdì alle 11 presentazione dei volumi su "Trieste e il confine orientale tra guerra e dopoguerra" dal 1941 al 1954, scritti da Fabio Amodeo e Mario J. Cereghino. Alle 11.30, sarà ospite Casimira Grandi, autrice del libro "Donne fuori posto. L'emigrazione femminile rurale dell'Italia post unitaria". Sabato, alle 11.30, per Libri a nord est presentazione di "Luisito", l'ultimo lavoro di Susanna Tamaro. Domenica, alle 12.10 circa, "Bortolo racconta ancora le sue storie.", con la voce di Lino Savorani.

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Economia in forte crescita ma democrazia ferma al palo (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un'economia in forte crescita spinta dalla super-esportazione di petrolio e materie prime verso i Paesi emergenti, ma, dall'altra parte, un processo di democratizzazione fermo al palo. Ecco le due facce della medaglia della Russia che si avvicina al voto. Un tema al centro del dibattito "L'economia russa: non solo energia", che si è tenuto a Milano all'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). Al tavolo dei relatori, esperti di economia e finanza che in prima persona hanno sperimentato sul campo i cambiamenti in atto nel Paese dalla caduta del muro di Berlino ad oggi. "Nel decennio dal 1989 al 1998 il Pil pro capite in Russia era di 300 dollari, oggi è di 8.000-9.000 dollari - spiega Franco Zallio, direttore Global Watch dell'Ispi -. L'impennata è dovuta alla rapida crescita economica dopo il crollo del rublo nel 1998, che ha riattivato la produzione e la domanda interne, e al forte slancio del prezzo del petrolio, di cui il Paese è un produttore importante, con livelli simili ai sauditi, ma con riserve modeste". "Dopo la crisi economica del 1998, il settore bancario è in miglioramento - afferma Francesca Gori, segretario Generale di Unidea-UniCredit Foundation -, anche se è ancora poco trasparente e fortemente frammentato. In particolare si punta sulla classe media e alla popolazione della Russia orientale e meridionale. Nel 2008 aumenteranno i capitali di investimento (nonostante le barriere tariffarie), il settore immobiliare e i consumi di lusso, ma un grosso ostacolo è quello dell'arretratezza infrastrutturale". "Nel panorama manifatturiero sono assenti le piccole e medie imprese - interviene Gaetano Casalaina, capo rappresentanza Indesit Company in Russia - Come ha ricordato lo stesso Putin recentemente ciò è dovuto a tre fattori: burocrazia, difficoltà di accesso al credito e corruzione. Purtroppo è anche vero che i tempi di evoluzione economica non corrono paralleli al processo democratico, ma certamente la dinamica economica contribuisce ad accelerare quei tempi lunghi che porteranno alla democrazia". "Per la Russia è un vantaggio essere massimo produttore di petrolio e gas? - si chiede Anna Marra, rappresentante della Banca d'Italia a Mosca -. È storia che i Paesi ricchi di materie prime siano anche i meno democratici. Non resta che chiedersi: cambierà qualcosa con il nuovo governo? Temo di no, perché non vedo l'impegno dei vertici nella diversificazione economica e nell'aiuto alla popolazione; anzi si sostiene la maggiore concentrazione delle risorse e l'approccio all'economia è ancora di stampo sovietico". Gabriella Persiani.

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Fonni, laboratorio del fotovoltaico (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sardegna Fonni, laboratorio del fotovoltaico Il business di un quartetto di emigrati e un quartetto di barbaricini Salvatore Cugusi, la parabola di un pastorello diventato specialista della Mercedes Benz in energie alternative Fonni, paese della neve che non sempre garantisce business ai piedi di Monte Spada, ci prova col sole. Lo fa con un quartetto di emigrati e un altro quartetto tutto Barbagia. Squadra di otto, capitanata da uno dei leader storici del lavoro sardo Oltralpe, Salvatore Cugusi, 64 anni, primo maschio di nove figli di Cristoforo, noto Corròdda, pastore transumante con pecore al pascolo fra la Nurra e il Sulcis. Salvatore, per trovare una busta paga garantita, nel 1962 ("avevo 18 anni") lascia il Gennargentu per ritrovarsi sotto i monti della Foresta Nera del Baden Wuerttemberg, meccanico alla Daimler Benz-Mercedes del mito industriale automobilistico tedesco. Inizia da operaio al banco prova di tutti i motori ("dal 190 al 270"), passa al settore del cambio automatico per approdare allo sperimentale e alla ricerca. Ricerca diversificata e avanzata anche nelle energie alternative, tra questi il fotovoltaico. Parla con uno dei dirigenti del colosso automobilistico, Bruno Wehrer, responsabile del personale e col suo capo reparto Helmut Ulrichsen. "Stiamo facendo tante prove in Germania dove di sole non ce n'è tanto, perché non proviamo in Sardegna, terra del sole? Andate a Fonni, il mio paese, mille metri sul livello del mare. A Fonni c'è il triplo del sole di quello che vediamo qui a Stoccarda. E il nostro sole è più caldo, è di fuoco". Detto fatto. Per il fotovoltaico Daimler in Italia (con la sua società Ensaco) la prima sperimentazione, il battesimo ufficiale si celebra proprio a Fonni. Burocrazia azzerata e decisioni a tempo di record. Alcuni manager tedeschi giungono in Barbagia. Sbarcano Christopher Waldner, capo tecnico e Gustav Tunaj, montatore. Con loro anche un italiano, Alessandro Barbano, di San Giovanni Rotondo. Girano per il paese, tra il Convento dei Martiri e Bruncu Spina, tra Funtanedda e Logomache. Sono entusiasti: "Wunderschoen, Traumhaft" (magnifico, un posto da sogno, il massimo). Si tratta solo di passare alla pratica. Senza troppi tatticismi, basta la buona volontà e la voglia di fare. Occorre solo e subito installare gli impianti, pannelli e caldaie, spiegare la tecnica. Tempi da Speedy Gonzales non da burocrazia italico-nuragica. Miracolo fatto. Oggi in diverse case di Fonni i pannelli solari sono montati, senza alcun impatto né ambientale né visivo, scomparso quello sconcio di serbatoio di accumulo che vediamo su tanti altri tetti a rovinare il blu del cielo, a imbruttire ulteriormente i nostri paesi e le nostre città che di brutto ne vendono già all'ingrosso. Pannelli non invasivi né invadenti, non vi vedono proprio. Questi ritrovati di ultima generazione vanno poggiati su una superficie, sono allo stesso livello e con la stessa inclinazione delle tegole o di qualunque altro tipo di copertura. Garantiscono acqua calda e buon tepore dentro casa. Risparmiando sulla bolletta dell'Enel. Per chi è prudentemente scettico ed esige la prova di San Tommaso è sufficiente scendere nei rioni tra Santa Rughe e Cresiedda e solo intravedere - sulla casa Carboni - i pannelli made in Germany usati per l'acqua sanitaria. Idem a valle del paese con vista verso Corr'e boi, rione Tinghe Peddes, viale del Lavoro per la toponomastica italiana, casa Goria. "Sì, il risparmio c'è, in pochi anni dovremmo ammortizzare le spese di impianto". Storia imprenditoriale di emigrazione, si è detto. Con Cugusi in Germania e con un altro ex emigrato rientrato a Fonni, Salvatore Tolu, 62 anni, noto Cabài, ex dipendente della Nsu (quella che sfornava le geometriche Prinz). Oggi Tolu ha un'officina da gommista tutta tedesca all'ingresso del paese per chi arriva dal lago del Taloro, tra Ovodda e Gavoi, rione Logotza. Fra due agrifogli già con le bacche belle rosse, un'insegna Fulda (quella che commercializza le Goodyear), e poi una didascalia aggiunta con "German high technology". Officina però europea. Lo smontagomme, l'apparecchiatura per la convergenze e il ponte solleva-auto sono fortunatamente made in Italy (Corti). C'è un murale ("homo technologicus") firmato da Rina Cadau, fonnese, diplomata all'Istituto d'arte di Cagliari. In un ufficio foto di emigrazione sarda anni Sessanta, scudetti del Cagliari di Gigi Riva, un articolo su una visita dell'allora (1972) assessore al Lavoro Paolo Dettori ("quando i circoli venivamo finanziati"). E il sole? "Il sole come business - spiega Tolu - è stata una scoperta recente, dopo l'idea del nostro Cugusi della Daimler. Ci auguriamo di poter diffondere anche nei nostri paesi l'uso dell'energia fotovoltaica. In Germania è obbligatorio disporre del 20 per cento di energia alternativa, da noi è un risultato ancora lontano, ma ci daremo da fare". Si son già dati da fare, anzi, hanno fatto. A tempo di record. La società della Daimler-Mercedes che realizza gli impianti fotovoltaici si chiama Ensaco. Concede il marchio ai suoi emigrati. Trasferta a Nuoro dal notaio Roberto Goveani ed ecco sorgere una Srl, società a responsabilità limitata. Il nome dice tutto: "Ensaco Solare Fonni Srl". Con operai e professionisti. Otto soci. Affiatati. Fra loro un ingegnere, Mario Demelas, per dare e avvalorare le scelte tecnico-impiantistiche. Il team è formato dall'ideatore Salvatore Cugusi, il figlio di Corròdda. E con lui Tolu il gommista, Piero Angheleddu noto Arràmene (decenni di lavoro a Zurigo), Mario Goria, anche lui per anni in Svizzera dipendente di un'azienda tessile. E poi, oltre a Demelas l'ingegnere garante tecnologico, un impiantista installatore (Giuseppe Tatti) e una ricercatrice dell'università di Sassari, Maria Cugusi, laurea in Agraria. Prime realizzazioni in una casa con accumulo di 570 litri d'acqua, in un altro appartamento si arriva a 830 litri. Spiega Demelas l'ingegnere: "Questo tipo di impianto ha una resa superiore del trenta per cento a quelli similari. E gode di una detrazione Irpef del 30 per cento ma si può arrivare al 55 per cento". Ancora Demelas: "Sono impianti a tubi sottovuoto, tubi in vetro, spessore di 2,7 millimetri, due metri di lunghezza, diametro di dieci centimetri. Possono essere montati sui tetti, a una parete, in posizione orizzontale o verticale, spesso - in Germania - vengono usati sui balconi come ringhiera. Vengono predisposti a Weiblinger, a otto chilometri da Stoccarda". E i costi? Molto dipende dal tipo di casa, da quanti metri di tubo devono essere installati, dal locale da riservare alla caldaia. Mediamente - dicono i soci Ensaco di Fonni - per un appartamento sui cento metri quadrati si va da cinque a 12 mila euro. Una tecnologia che sta già interessando impianti industriali, in particolare alcuni biscottifici. Dicono:"In alcuni anni i costi si ammortizzano, in futuro sarà sempre più conveniente con i prezzi degli altri combustibili in costante aumento. Molti scelgono l'energia solare anche per aziende agrarie, in aperta campagna, soprattutto in quelle dove c'è un grosso consumo di acqua calda". Richieste? "Stiamo preparando i preventivi, i tempi di installazione sono veloci, il materiale arriva entro una settimana dalla richiesta, molto dipende dalla conformazione della casa, in quelle nuove consigliamo di far passare i tubi dell'acqua calda sotto la pavimentazione, il tepore è garantito, abbiamo tecnici capaci proprio qui, a Fonni". Tecnologia che si diffonderà? Secondo Legambiente "in Italia sono in esercizio 7.818 impianti fotovoltaici per una potenza di oltre 77 Megawat. Nelle prime otto settimane del 2008 sono stati installati in media 191 impianti. L'aspetto più eclatante è che nel 2007 è stata installata una potenza fotovoltaica maggiore di quanto non fosse il totale cumulativo presente in Italia, quindi quello installato nel precedente trentennio". Dietro tutto questo c'è il marchio di una emigrazione decisamente intraprendente, che si è fatta le ossa sul campo e di un paese che, dopo i biscotti e il pane, vuole investire sul sole. Basta ripercorrere due storie personali tutte sarde, quella di Cugusi - che ancora abita in Germania - e di Tolu, rientrato sotto Punta La Marmora. Storie del primo dopoguerra, degli anni della diaspora. Cugusi-Corròdda frequenta prima un corso professionale Inapli a Nuoro. Emigra nel 1962. "Ero già infatuato dalla Mercedes, anche da ragazzo mi passavano per le mani giornali con i modelli Mercedes. Parto con un coetaneo, Peppino Contu, entrambi avevamo il passaporto turistico. Prima destinazione è Neu Ulm, ai confini con la Baviera. Lavoravo in un'azienda che montava gli obiettivi fotografici intercambiabili della Pratika. Frequento corsi per imparare bene il tedesco e dopo alcuni mesi - il 18 agosto del 1963 - sono dipendente Mercedes. Ero felice. Allora le assunzioni erano facili, noi italiani eravamo ricercati e apprezzati, oggi può sembrare fantascienza. Abitavamo in baraccopoli più che in alloggi collettivi, ma ci si doveva arrangiare, era molto meglio la mia casa di Fonni a Logotza". Tuta blu da operaio. "Mi avevano quasi subito assegnato ai collaudi, dovevo accertare che i motori avessero la potenza giusta, sostituire gli eventuali pezzi difettosi, rimettere tutto a punto e poi inviare il tutto alla catena di montaggio. Vado avanti così per sei anni. Poi mi trasferiscono al reparto delle auto con cambio automatico, due anni di prove e controprove e così approdo dove mi trovo ora, alla sperimentazione e alla ricerca avanzata". Lavoro e famiglia. Sposa Michelina Masia, di Ossi. "L'avevo conosciuta in Svizzera, a Rehtobel, ero andato a trovare alcuni paesani che lavoravano in un'azienda tessile". Lavoro e politica. C'è la busta paga garantita ma anche episodi di razzismo, spesso umilianti. Cugusi diventa uno dei leader dei circoli degli emigrati, fonda quello di Stoccarda ("avevamo trecento iscritti, oggi non arrivano a trenta"). Ha due figli, Fabrizio di 33 anni, montatore di motori alla Mercedes ed Enrico, trent'anni, carrozziere. E vivere oggi nella Germania di Angela Merkel? "Considero i tedeschi non razzisti al 95 per cento se si considera un dato di fatto matematico: Stoccarda con i suoi 600 mila abitanti ne ha oltre 120 mila stranieri e oriundi, lo scorso anno contava oltre 180 gruppi linguistici che riescono a convivere civilmente. Si verificano ogni tanto incomprensioni e qualche fatto increscioso isolato, ma rientra nella normalità che non dovrebbe destare grandi preoccupazioni". Come vorrebbe Fonni? "Lo vorrei sempre più tranquillo e dedito solo al lavoro onesto": I suoi figli torneranno? "No, appartengono alla generazione che difficilmente farà le valigie per provare posti meno tranquilli e meno promettenti". E lei? "Io, appena posso, conto di rientrare". A piazzare pannelli solari? "E perché no?". Storia pressoché analoga di emigrazione anche per Salvatore Tolu. Emigrato per dieci anni, dal'63 al'73, partito a 17 anni per Heilbronn a 70 chilometri da Stoccarda, ininterrottamente tornitore e rettificatore alla Nsu-Prinz prima che venisse acquisita dalla Volkswagen. "Anch'io ho provato le stesse sofferenze di Salvatore Cugusi, erano anni di emigrazione molto politicizzata con tanti convegni durante i quali noi indicavamo la strada per un diverso sviluppo nella nostra Isola. Sono stati anni duri, ma in Sardegna non c'erano industrie, sono venute più tardi ma abbiamo visto in che modo le hanno malgestite, peccato. Ma per noi l'emigrazione è stata comunque una scuola di vita, ci ha fatto conoscere un mondo dal quale eravamo lontani anni luce". Luce che - per alcuni - splende oggi. In Germania e in Sardegna. Luce che arriva anche dal sole. Diventato risorsa naturale per creare energia pulita. Per fare affari col sole anche nel paese delle nevi.

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L'industriale che sognava di essere Montezemolo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del IL RITRATTOIl leader di Federmeccanica è un protagonista del Veneto industriale, è un uomo di potere e si è appena "allungato" il cognome L'industriale che sognava di essere Montezemolo di Rinaldo Gianola Le voci perfide che s'annidano abitualmente in Confindustria lo avevano già etichettato: "Calearo s'è allungato il nome perché non vuole essere da meno di Montezemolo...". Come sarebbe a dire, allungato il nome? Eh sì, Massimo Calearo, presidente della Federmeccanica, leader delle imprese vicentine e new entry del partito democratico, per l'anagrafe è Massimo Calearo Ciman, grazie a una recente estensione del cognome. Un cognome, a ben vedere, tanto lungo, anche se forse meno aristocratico, almeno quanto Cordero di Montezemolo. Ma le cattiverie confindustriali non devono scalfire il gesto dell'intraprendente industriale che, nei mesi scorsi, aveva ipotizzato una settimana lavorativa di 60 ore perché "in Italia si lavora dalle 300 alle 500 ore in meno di Stati Uniti e Giappone". Certo ci sono dei limiti europei all'orario settimanale, c'è ancora lo Statuto dei lavoratori, ma se la "modernità" ha un prezzo, Calearo ha già un'idea su chi lo deve pagare. Calearo sembra un duro, addirittura un "leghista" per linguaggio e comportamento. Ma ha un cuore e può risultare un progressista, un riformista. Certo bisogna guardare con estrema attenzione. Volete sapere perché si è allungato il cognome? Non certo per rafforzare la sua virilità. Ecco. L'anno scorso è venuto a mancare uno dei suoi tre zii gesuiti, zio materno col cognome (Ciman) della mamma. L'industriale ha deciso di utilizzare la legge che consente di aggiungere anche il nome della madre, per conservare così la discendenza familiare. Queste motivazioni dovrebbero aver messo a tacere le voci dei suoi colleghi industriali. Ma se finisce la storia del cognome, ne parte un'altra. E che storia, amici e compagni. Il Calearo, il duro degli industriali meccanici che giustificava lo sciopero fiscale dei leghisti perché "a mali estremi..." ("ma era una battuta" si è poi difeso), l'organizzatore dell'assemblea confindustriale di Vicenza che decretò il trionfo populista di Berlusconi mentre Montezemolo usciva dalla porta di sicurezza, bene, questo imprenditore del Nord-Est, si candida nel pd. Cercherà di raccogliere per Veltroni i voti della piccola e media impresa dell'area, assieme alla Lombardia, a maggior concentrazione di fabbriche e fabbrichette d'Italia. Calearo è un po' il paradigma dell'imprenditoria del Nord Est. Possiede e guida un'impresa di antenne per auto e telecomunicazioni, con 200 dipendenti, ricerca e alta tecnologia, sta a Vicenza ma è andato a produrre in Slovacchia perché lì gli operai e l'energia costano meno. Se davvero il pd vorrà cementare il patto dei produttori tra lavoratori e imprenditori, allora Calearo è il simbolo giusto. Certo, ora bisognerà convincere Cipputi e i suoi colleghi metalmeccanici ad andare a braccetto con Calearo, ma qui ci penserà la politica. E sarà una bella scommessa. Perché non tutti gli industriali sono uguali. Veltroni ha già messo in lista, a Milano, Matteo Colaninno, presidente dei giovani di Confindustria. Ma con Calearo il pd fa un salto in avanti, segna uno strappo, è l'autentica novità. Positiva o negativa si vedrà più avanti, quando si conteranno i voti. Perché il giovane Colaninno è un bravo imprenditore, ma era già sospettato di essere aperto al centrosinistra e poi il padre Roberto, si sa, ispirava simpatie a quella volpe di Massimo D'Alema. Il giovane Colaninno non si esprimerebbe mai come il leader di Federmeccanica. È fatto di un'altra pasta. Calearo è diverso. Non è un politico, non sta nei salotti, ma è un uomo di potere. È pragmatico come deve essere un capitano d'industria. Poco più che cinquantenne, laureato in economia e commercio, è un industriale che avrebbe voluto prendere il posto di Montezemolo in Confindustria, ma quando ha visto l'onda anomala che accompagnava la candidatura di Emma Marcegaglia si è accodato, forse puntando su una vicepresidenza, fino a quando è stato tentato dal pd. Perché ha scelto i democratici? Fino all'agosto scorso era innamorato di Berlusconi e della Brambilla tanto da dichiarare a Panorama (testuale): "Berlusconi ha una marcia in più e fantasia da vendere. Avrà capito che Forza Italia non è più un partito delle gente ma un'azienda trasformata in partito. E non va bene. La diffidenza e il sarcasmo dei Cicchitto e degli altri dirigenti sull'iniziativa della sciura Brambilla dimostrano che in Forza Italia c'è la casta". In questa parole c'è un po' la sintesi del suo "pensiero", almeno quello conosciuto finora: l'apprezzamento per Berlusconi perché è uno che fatto il "grano", la retorica anti-casta del Corriere della Sera, una spruzzatina di grillismo. Ma Calearo non va etichettato: è abile, capace di adeguare linguaggio e toni ai più diversi consessi. Interrogato dall'Unità nell'agosto 2006 dice che tra i politici stima Bersani "che vuole rompere certe lobby", ma, in un'altra intervista, spara su Rosy Bindi che "speriamo non riproduca a livello nazionale i disastri che ha fatto in Veneto quando militava nei Popolari". Eccolo, il mitico Veneto che ritorna, dalla dc di Rumor e Bisaglia ai secessionisti del "Leon che magna el terun". Nella sua terra Calearo influenza i giornali che può - è consigliere di Athesys che edita Il Giornale di Vicenza, l'Arena di Verona e Brescia Oggi - per le sue battaglie, pronto a litigare persino con il governatore Galan per le politiche sugli appalti, le infrastrutture e la burocrazia. Tanto che il presidente forzista della Regione lo ha accusato di essere un "tecnocrate mafioso" e Libero degli Angelucci lo ha paragonato a un dittatore perché avrebbe prolungato il suo mandato alla guida della Confindustra vicentina, la terza associazione di imprese più importante in Italia. Negli ultimi tempi Calearo temeva il "cesarismo": "Sarkozy da un parte, Chavez dall'altra. Allora meglio Montezemolo? Certamente...". Che dire ancora? La discesa in campo di Calearo col pd potrebbe spingere Antonio D'Amato ad accettare il corteggiamento di Berlusconi. Su D'Amato siamo preparatissimi.

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Sportello fantasma per gli imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7055 Porto Torres Sportello fantasma per gli imprenditori Porto Torres --> Sportello impresa, chi l'ha visto. Il direttivo della Democrazia cristiana per le autonomie (Dca) chiede spiegazioni per la scomparsa dal Comune del punto informativo per le imprese, che dovrebbe favorire lo snellimento dei processi burocratici per chi intende intraprendere un'attività imprenditoriale. "Le dichiarazioni programmatiche del sindaco Mura indicavano la creazione di uno sportello unico digitale che unificasse tutti i settori e mettesse in rete Enti, professionisti, imprenditori e associazioni di categoria. Nel Comune quest'ufficio non esiste". Lo sportello unico per le attività produttive aiuta a semplificare, cioè, quella burocrazia che spesso stritola sul nascere le iniziative imprenditoriali. L'assessore alle Attività produttive, Tino Tellini, scansando la polemica, non nasconde che c'è un buco nell'attività informativa verso le imprese e gli aspiranti imprenditori "che sarà colmato presto: nella finanziaria regionale sono previsti i fondi da destinare all'apertura dello sportello e contiamo di riscuotere i "crediti" quanto prima. Inoltre stiamo sopperendo all'assenza grazie al supporto degli operatori del Centro Siol, un servizio fondamentale anche per chi vive situazioni di disagio, che esiste da cinque anni e per cui stiamo cercando di reperire nuove risorse". (s. s.).

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Gli interventi a confronto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-02 - pag: 5 autore: Gli interventi a confronto Detrazione più alta per lavoro dipendente (300 euro in più per reddito 22-25mila euro) 3,5 miliardi Un punto Irpef in meno l'anno per tre anni 6,7-6,8 miliardi Credito d'imposta per donne lavoratrici 1-3 miliardi Dote fiscale 2.500 euro a figlio 1,2 miliardi Detrazione per affitto 1,7 miliardi Aliquota fissa sull'affitto percepito 2 miliardi Meno tasse sul salario aziendale (oggi circa 2 milioni di lavoratori) 500 milioni Compenso legale minimo di 1.000 euro netti mensili per i precari 3-9,1 miliardi Forfettone per aziende fino a 50mila euro 100-150 milioni Sconti per chi capitalizza Incentivi a energia alternativa Incentivi all'apprendistato Fondi di micro credito per giovani Indennità di accompagnamento da 455 a 600 euro Fondo per cure odontoiatriche Incentivi a pmi Incentivi per chi si quota Credito d'imposta di ricerca strutturale Credito d'imposta al 50% per nuovi costi della burocrazia TOTALE 19,7-28,3 miliardi COPERTURA Unificazione uffici periferici dello Stato centrale Taglio delle province nelle aree metropolitane (costi di gestione) 35 milioni Valorizzazione quota non demaniale del patrimonio pubblico 10 miliardi Mezzo punto di Pil di riduzione della spesa 8 miliardi Accorpamento dei tribunali Tagli ai costi della politica TOTALE 18,35 miliardi Veltroni e il salario minimo COSTI.

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Artigiani fvg: carico fiscale eccessivo per chi manda avanti l'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Festa del lavoro a Udine. Consegnati i premi alle aziende Artigiani Fvg: carico fiscale eccessivo per chi manda avanti l'economia I SERVIZI IN CRONACA UDINE. Con più di 31 mila imprese attive in regione e 85 mila addetti sono il "motore dell'economia". "Nonostante ciò - ha denunciato il presidente della Confartigianato, Graziano Tilatti - troppo spesso gli artigiani sono stati dimenticati, schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia".

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Tasse, atto d'accusa degli artigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Festa al teatro di Udine. Il plauso delle istituzioni alle oltre 31 mila imprese e 85 mila addetti del Friuli Venezia Giulia Tasse, atto d'accusa degli artigiani Riconosciuti come "il motore dell'economia", replicano: "Schiacciati dal Fisco" Pordenone è la provincia prima in regione per numero di maestri del lavoro Con più di 31 mila imprese attive in Regione e 85mila addetti sono il "motore dell'economia". Il sindaco di Udine, Sergio Cecotti li ha definiti la "precondizione per lo sviluppo e l'innovazione del tessuto produttivo" eppure - ha denunciato il presidente della Confartigianato friulana Graziano Tilatti - "troppo spesso gli artigiani sono stati dimenticati, schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri al teatro Nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la festa del lavoro artigiano, premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani, fra cui i pordenonesi erano la maggioranza. "Avevamo un debito morale - ha detto l'assessore alle Attività produttive, Enrico Bertossi - che abbiamo deciso di saldare celebrando il mondo artigiano, un mondo qualche volta trascurato e ostacolato dalla pressione fiscale, ma al quale deve essere restituito il prestigio sociale che merita. Perché troppi giovani sono vittime di una falsa rappresentazione della realtà e pensano che il lavoro in ufficio sia socialmente più bello. Dobbiamo combattere questa idea e ridare nobiltà a quella che giustamente Cecotti ha definito la cultura del saper fare". Alle sollecitazioni di Tilatti, del presidente dell'Unione regionale economia slovena, Davide Stupar e del presidente del Cna, Massimo Szalay (che hanno ricordato come pur riconoscendo all'artigianato il ruolo di "spina dorsale dell'economica del Friuli Venezia Giulia, si stenta nei fatti a volerlo riconoscere come tale"), ha risposto, concludendo la cerimonia, il presidente della Regione Riccardo Illy. Elencando le cose fatte (le leggi Bertossi e Cosolini, la riduzione selettiva dell'Irap, la politica per la formazione, il sostegno ai Congafi artigiani, le risorse messe a disposizione del settore), ma anche le cose da fare nella prossima legislatura: "La semplificazione burocratica amministrativa, almeno per quanto di nostra competenza - ha detto Illy - sarà, uno dei nostri principali obiettivi". Non solo, ringraziando gli artigiani del Fvg "per il lavoro che fanno ogni giorno". Illy ha anche lanciato un auspicio: "Oltre all'innovazione e alla ricerca - ha sottolineato - le imprese artigiane possono utilizzare un'altra arma potente, quella dell'associazionismo o dell'aggregazione su progetti specifici per vincere le sfida della globalizzazione. Li aiuteremo anche in questo". Un aiuto Tilatti l'ha domandato anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, per fare "prevenzione, formazione e riuscire così ad arginare un fenomeno che resta drammatico nei suoi numeri, sempre troppo grandi". A condurre la festa, voluta da Bertossi e dalle tre associazioni artigiane, è stata la giornalista, volto noto del Tg5, Cristina Parodi, perfettamente a suo agio anche nelle vesti di presentatrice. Gli applausi più calorosi però, oltre che ai numerosi premiati, sono andati al comico-albergatore-assessore comunale di Zelig, Paolo Cevoli che ha fatto ridere tutti gli artigiani. E non solo loro. Cristian Rigo.

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FORNACETTE - UN CENTRO di eccellenza. E' così che l’ (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 03-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Pisa)) (Nazione, La (Grosseto))

Argomenti: Burocrazia

? FORNACETTE ? UN CENTRO di eccellenza. E' così che l'assessore provinciale al territorio, Valter Picchi, descrive il centro di idrofisioterapia e riabilitazione, inaugurato l'altro ieri alla nuova Misericordia di Fornacette, sollecitando la società della salute ad impegnarsi nella struttura. La piscina di idro-fisiochinesiterapia opera già dall'estate in via privata. Ora è stato raggiunto un accordo per una convenzione tra regione, Asl e Misericordia, che ha ricevuto l'accredito per l'età evolutiva. I pazienti dell'età adulta potranno usufruire del trattamento in privato e la Misericordia si impegna a trovare una soluzione per ridurre i costi del servizio. "La terapia in acqua assicura molti più benefici della normale riabilitazione ? spiega la dottoressa Lucia Avila, consulente in Fisiatria della struttura ? ci sono altre strutture, come quella di Casciana, che intervengono in questo modo, ma questa è specifica per le patologie in età evolutiva". Tra le patologie che possono essere curate con questo metodo ci sono traumi cranici, lesioni midollari, sclerosi multipla e paralisi cerebrali infantili. "Non ci sono camici o barriere in acqua e si riesce a raggiungere una maggiore interazione con il paziente ? spiega il fisioterapista Gino Petri ? la terapia in acqua non è semplice esercizio ginnico, la sua efficacia deve essere riconosciuta nell'ambiente sanitario". A dirigere il centro sarà il professor Domenico Poggi. Oltre alla dottoressa Avila e al dottor Petri lo staff del centro è formato anche dalle altre due fisioterapiste Giada Rossi e Barbara Gardi. Per informazioni 0587/420333. Dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30 il personale è disponibile per prenotazioni. Il governatore Sergio Vanni annuncia che l'associazione sta lavorando anche alla casa famiglia per diversamente abili con l'aggiunta di posti semiresidenziali. "Spesso la burocrazia è troppo lenta, mi auguro che tutta la struttura entri in azione al più presto ? dice il sindaco Perini ? a Fornacette a giugno dovrebbe essere ultimato anche il centro di riabilitazione per l'età adulta nella nuova Pubblica Assistenza". Silvia Passetti - -->.

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Ora la burocrazia per far rientrare la salma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARANO. La data del rientro della salma di Andrea Ballotta non si conosce ancora. Perchè c'è un iter burocratico da seguire, che non sarà neppure dei più semplici. Gli investigatori ucraini che si occupano della morte, infatti, dovranno prima effettuare un esame sul corpo dell'imprenditore modenese, una sorta di autopsia per decretare le cause del decesso, che ancora non sono certe. Dovrà poi essere attivato il consolato italiano, per ottenere appoggio e una velocizzazione delle operazioni di via libera. Anche per questo Ruggero Ballotta, padre di Andrea, è volato in Ucraina. Operazioni del genere non sono mai semplici e gli imprevisti sono purtroppo all'ordine del giorno. Solo quando le autorità locali avranno sciolto ogni dubbio, il 33enne potrà tornare a casa. Solo in quel momento si procederà ad organizzare i funerali che comunque non avverranno prima di giovedì. Intanto a Marano lo sgomento non ha ancora lasciato spazio alla disperazione.

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Sono 13 gli artigiani isontini fra i 102 maestri in regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cerimonia ieri a Udine alla presenza del presidente Riccardo Illy e dell'assessore Enrico Bertossi Sono 13 gli artigiani isontini fra i 102 maestri in regione UDINE. Con più di 31 mila imprese attive in regione e 85 mila addetti sono il "motore dell'economia". Il sindaco di Udine, Sergio Cecotti, li ha definiti la "pre-condizione per lo sviluppo e l'innovazione del tessuto produttivo", eppure, ha denunciato il presidente della Confartigianato, Graziano Tilatti, "troppo spesso gli artigiani sono stati dimenticati, schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri, al Teatro nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la festa del lavoro artigiano. Premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani (fra cui 13 dell'Isontino). "Avevamo un debito morale - ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive, Enrico Bertossi -, che abbiamo deciso di saldare celebrando il mondo artigiano, un mondo qualche volta trascurato e ostacolato dalla pressione fiscale, ma al quale dev'essere restituito il prestigio sociale che merita. Perché troppi giovani sono vittime di una falsa rappresentazione della realtà e pensano che il lavoro in ufficio sia socialmente più bello. Dobbiamo combattere quest'idea e ridare nobiltà a quella che giustamente Cecotti ha definito la cultura del saper fare". Alle sollecitazioni di Tilatti, del presidente dell'Unione regionale economia slovena, Davide Stupar, e del presidente del Cna, Massimo Szalay (che hanno ricordato come, pur riconoscendo all'artigianato il ruolo di "spina dorsale dell'economica del Friuli Venezia Giulia, si stenta nei fatti a volerlo riconoscere come tale"), ha risposto, concludendo la cerimonia, il presidente della Regione, Riccardo Illy. Elencando le cose fatte (le leggi Bertossi e Cosolini, la riduzione selettiva dell'Irap, la politica per la formazione, il sostegno ai Congafi artigiani, le risorse messe a disposizione del settore), ma anche le cose da fare nella prossima legislatura: "La semplificazione burocratica amministrativa, almeno per quanto di nostra competenza - ha detto Illy -, sarà uno dei nostri principali obiettivi". Non soltanto: ringraziando gli artigiani del Fvg "per il lavoro che fanno ogni giorno", Illy ha anche formulato un auspicio: "Oltre all'innovazione e alla ricerca - ha sottolineato - le imprese artigiane possono utilizzare un'altra arma potente, quella dell'associazionismo o dell'aggregazione su progetti specifici per vincere le sfida della globalizzazione. Li aiuteremo anche in questo". Un aiuto Tilatti l'ha domandato anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, per fare "prevenzione, formazione e riuscire così ad arginare un fenomeno che resta drammatico nei suoi numeri, sempre troppo grandi". A condurre la festa, voluta da Bertossi e dalle tre associazioni artigiane, è stata la giornalista, volto noto del Tg5, Cristina Parodi, perfettamente a suo agio anche nelle vesti di presentatrice. Gli applausi più calorosi, però, oltre che ai numerosi premiati, sono andati al comico-albergatore-assessore comunale di Zelig, Paolo Cevoli, che ha fatto ridere tutti gli artigiani, e non soltanto loro. Cristian Rigo.

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Gli artigiani: dimenticati e schiacciati dalle tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente Illy ha ricordato quanto già fatto in favore del settore e si è impegnato anche per il futuro Gli artigiani: "Dimenticati e schiacciati dalle tasse" Le richieste del presidente Tilatti alla prima Festa dedicata alla categoria e organizzata dalla Regione Con più di 31mila imprese attive in Regione e 85mila addetti sono il "motore dell'economia". Il sindaco di Udine, Sergio Cecotti li ha definiti la "precondizione per lo sviluppo e l'innovazione del tessuto produttivo" eppure - ha denunciato il presidente della Confartigianato, Graziano Tilatti - "troppo spesso gli artigiani sono stati dimenticati, schiacciati da un carico fiscale eccessivo e penalizzati dalla lentezza della burocrazia". Ma ieri al teatro Nuovo Giovanni da Udine, i protagonisti sono stati proprio loro. La Regione, per la prima volta, ha organizzato infatti la Festa del lavoro artigiano. Premiando 27 aziende di "eccellenza artigiana" e 102 maestri artigiani. "Avevamo un debito morale - ha detto l'assessore alle Attività produttive, Enrico Bertossi - che abbiamo deciso di saldare celebrando il mondo artigiano, un mondo qualche volta trascurato e ostacolato dalla pressione fiscale, ma al quale deve essere restituito il prestigio sociale che merita. Perché troppi giovani sono vittime di una falsa rappresentazione della realtà e pensano che il lavoro in ufficio sia socialmente più bello. Dobbiamo combattere questa idea e ridare nobiltà a quella che giustamente Cecotti ha definito la cultura del saper fare". Alle sollecitazioni di Tilatti, del presidente dell'Unione regionale economia slovena Davide Stupar e del presidente del Cna Massimo Szalay (che hanno ricordato come pur riconoscendo all'artigianato il ruolo di "spina dorsale dell'economica del Friuli Venezia Giulia, si stenta nei fatti a volerlo riconoscere come tale") ha risposto, concludendo la cerimonia, il presidente della Regione Riccardo Illy. Elencando le cose fatte (le leggi Bertossi e Cosolini, la riduzione selettiva dell'Irap, la politica per la formazione, il sostegno ai Congafi artigiani, le risorse messe a disposizione del settore), ma anche le cose da fare nella prossima legislatura: "La semplificazione burocratica amministrativa, almeno per quanto di nostra competenza - ha detto Illy - sarà, uno dei nostri principali obiettivi". Non solo. Ringraziando gli artigiani del Fvg "per il lavoro che fanno ogni giorno" Illy ha anche lanciato un auspicio: "Oltre all'innovazione e alla ricerca - ha sottolineato - le imprese artigiane possono utilizzare un'altra arma potente, quella dell'associazionismo o dell'aggregazione su progetti specifici per vincere le sfida della globalizzazione. Li aiuteremo anche in questo". E un aiuto Tilatti l'ha domandato anche sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, per fare "prevenzione, formazione e riuscire così ad arginare un fenomeno che resta drammatico nei suoi numeri, sempre troppo grandi". A condurre la festa, voluta da Bertossi e dalle tre associazioni artigiane, è stata la giornalista, volto noto del Tg5, Cristina Parodi, perfettamente a suo agio anche nelle vesti di presentatrice. Gli applausi più calorosi però, oltre che ai numerosi premiati, sono andati al comico-albergatore-assessore comunale di Zelig, Paolo Cevoli che ha fatto ridere tutti gli artigiani. E non solo loro. Cristian Rigo.

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L'anno della rivincita per i ministeriali: crescono le presenze (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-03 - pag: 4 autore: L'anno della rivincita per i ministeriali: crescono le presenze Con 23 giorni di assenza pro capite gli statali fanno meglio del 2005 L'immagine della burocrazia statale polverosa e lontana da ogni controllo va un po' aggiornata. Non sono più gli uffici dell'amministrazione centrale a primeggiare per tassi di assenza, perché la moltiplicazione di scrivanie vuote corre molto più in fretta in periferia. Fino ad assumere l'aspetto di un esodo nei Comuni, dove i tassi di assenza sono cresciuti del 9,7% in un anno, e nelle Province, dove l'impennata in 12 mesi è a doppia cifra: +13,8 per cento. E il calcolo, basato sulle tabelle dell'ultima rilevazione ufficiale del ministero dell'Economia, riferita al 2006, non include le ferie, gli scioperi e le assenze non retribuite. Tutto compreso, le giornate senza scrivania di un dipendente comunale medio sono 56, il 22% delle giornate lavorative di un anno. Il suo alter ego in Provincia riesce a evitare i colleghi 50 giorni. Ma la palma assoluta del tempo passato lontano dalla noia delle incombenze d'ufficio spetta agli oltre 16mila dipendenti degli enti di ricerca, che riescono a evitare il posto di lavoro per 58 giorni all'anno:una performance da settimana corta perenne, che taglia una giornata di lavoro ogni cinque. Ovvio, la media statistica non dice tutto, e spesso andando a spulciare la realtà degli uffici si scopre che a ingigantire la colonna delle assenze sono specifici gruppi di persone, più o meno nu-triti, circondati naturalmente da impiegati attenti e anche appassionati. Come non ha mancato di rilevare puntualmente la Corte dei conti, stanando spesso drappelli di veri e propri monopolisti delle assenze. Un'indagine interna, forse, condurrebbe allo stesso risultato, visto che con 32,2 giorni a testa (in diminuzione, peraltro, rispetto ai risultati del 2005) i magistrati contabili svettano nel comparto dei ministeri. Solo i certificati medici assicurano 22 giorni a testa. Il resto è garantito da congedi parentali e varie altre forme di permesso ammesse dalla legge. Ma in generale i mini-steriali aumentano (non di molto) la loro presenza al lavoro, con l'eccezione del ministero dei Trasporti e di Viminale e Farnesina, che però partivano da livelli degni di medaglia e rimangono nelle parti basse delle graduatorie. Ciò che sembra latitare, comunque, è un apparato di contromisure in grado di abbattere in misura sensibile il fenomeno. Del pacchetto di norme annunciato dal Governo lo scorso anno, quando il tema occupò per qualche settimana le prime pagine dei giornali, quasi nulla è riuscito ad approdare in Gazzetta Ufficiale. Solo la "direttiva Nicolais", una circolare in cui il ministro della Funzione pubblica ha ribadito che lo scarso rendimento e le assenze ingiustificate possono essere punite e, in caso di recidiva, possono portare anche al licenziamento. Tutti principi già presenti nelle norme, ovviamente, perché una circolare non può mettere in campo strumenti assenti nella normativa, fino a qualche ovvietà come il divieto per i dipendenti di rifiutare "prestazioni a cui sono tenuti ". Più stringenti le previsioni del Ddl, che puntava sul tridente formato da sanzioni, incentivi alla produttività e snellimento degli organici. Ma le infinite discussioni sull'Authority nehanno rallentato il cammino parlamentare, e dopo il faticoso "sì" ottenuto alla Camera la fine anticipata della legislatura ne ha sbarrato la strada verso l'approvazione definitiva. Sono poche le novità anche nel nuovo contratto, che sull'onda del dibattito di queste settimane punta sui dipendenti "infedeli e corrotti" ma non dice parola sulla produttività. "Nella contrattazione del pubblico impiego – sottolinea Renato Ruffini, docente di Economia aziendale alla Liuc di Castellanza – ci sono due vizi di fondo. Si risponde alle emergenze mediatiche del momento e le risposte sono sbagliate, come capita spesso quando si sceglie la strada più semplice. Le norme sui cosiddetti dipendenti infedeli sono in continua revisione dal 1995 senza effetti apprezzabili e il resto è stato dimenticato. Sulla produttività, anzi, si fa un passo indietro. Se si pone come requisito per la progressione orizzontale un biennio di anzianità si crea di fatto un automatismo: chi ha superato i due anni sentirà la promozione come un diritto ". G.Tr. SENZA AFFANNO I dipendenti della Corte dei conti sono fra i meno virtuosi, ma in forte miglioramento rispetto al periodo precedente.

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FEDERALISTI A PAROLE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA GESTIONE DIRETTA DEL CATASTO FEDERALISTI A PAROLE di IVONE CACCIAVILLANI I n campagna elettorale si sta annegando nel federalismo parolaio; tutti dicono di volerlo, ma i fatti dicono che ben pochi sanno cosa sia e c'è anche chi lo rifiuta proprio, forse per aver motivo di rivendicarlo. M'accadde di partecipare al convegno organizzato dal Collegio dei geometri della Provincia di Venezia sul tema "Il decentramento catastale". Il catasto è uno strumento odioso: si pagano le tasse su quello che è scritto; se non è scritto o è scritto diverso dal vero, non si paga nulla o meno del dovuto. Questo spiega le secolari lotte dei nostri padri, sotto la Serenissima (che per prima al mondo introdusse il catasto come strumento di accertamento tributario), per ottenere che il catasto fosse tenuto dai Comuni; memorabile la cruenta rivolta di Arzignano del 1655 soffocata nel sangue. Ora l'aggiornamento del catasto avviene su denuncia degl'interessati soggetta al controllo dell'ufficio. L'Agenzia statale ha fornito questi dati: le rettifiche delle denunce si aggirano sul 25-30 per cento; ne deriva che il 70 per cento circa sono riscontrate esatte; di esse l'80 per cento sono presentate da geometri, che meritatamente si vantano della grande serietà professionale: gliene va dato atto. Ma sui dati del decentramento cascano veramente le braccia: costoro hanno la bocca piena di federalismo, ma l'anima del servo. Una legge del 2007 ha attribuito ai Comuni che ne facciano richiesta la possibilità della tenuta del catasto delle proprietà immobiliari oggetto d'imposizione tributaria, sia locale, l'Ici, che erariale, dello Stato e della Regione. Decentramento d'una funzione fondamentale per l'accertamento tributario: far pagare le tasse a chi le deve pagare. Forse il temine per la scelta fu troppo breve; forse la funzione faceva un po' paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo); Treviso 8, Verona 6 (ma non il capoluogo); Rovigo e Venezia 3. Potrebbero autogestirsi ma preferiscono stare sotto lo Stato-padrone. Sarà anche poca cosa la tenuta del catasto; più noie che vantaggi immediati, ma è un principio di autonomia nell'autogestione dell'accertamento tributario. I nostri Padri fecero la rivoluzione per rivendicare la possibilità della tenuta del loro catasto; ora che lo Stato gliel'offre. nemmeno allungano la mano per prendersela. E non si tratta solo d'un servizio statale, per cui il Comune sia servo esecutore, perché l'Ici è il principale cespite delle entrate comunali. Costoro continuano a blaterare di federalismo fiscale, rivendicando l'aumento della paghetta dal padre- padrone; ma quando si tratta di comportasi responsabilmente, di esercitare la funzione impositiva, far pagare le tasse ai propri cittadini accertandone i cespiti, si fa orecchio di mercante, si lascia passare il termine: bocca larga ma animo del servo. Il federalismo fiscale è ben altra cosa. Costoro l'autonomia non la vogliano proprio. Quanta rabbiosa nostalgia a ricordare ancora una volta il detto del nostro Sarpi: l'autonomia si professa non si rivendica. Bocche, solo bocche.

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Anna Marcozzi, Stefania Misticoni ed Emanuela Loretone sono le tre donne proposte dal Pd pro (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di TANIA BONNICI CASTELLI Anna Marcozzi, Stefania Misticoni ed Emanuela Loretone sono le tre donne proposte dal Pd provinciale. Tra queste, oggi, Veltroni individuerà la candidata di Teramo al Parlamento da inserire nella lista per l'Abruzzo. Fa un passo indietro e plaude alla scelta Manola Di Pasquale, ex segretaria comunale della Margherita, da anni "impegnata al sostegno di una presenza forte del capoluogo sulla scena politica nazionale". Cinquantenne, primario ginecologo all'ospedale Mazzini, grinta e umanità da vendere, Anna Marcozzi è data in pole position. Incarna "la vera novità", quella che il Partito democratico intende perseguire come obiettivo portante del nuovo modo di fare politica. Ancora un po' frastornata per la "nomination" autorevole che la vuole candidata eccellente e con ottime possibilità di essere inserita in posizione utile nella lista alla Camera, la dottoressa Marcozzi continua a pensare esclusivamente al suo reparto, alle sue pazienti con le quali ha un rapporto viscerale. "Sono lusingata da questo riconoscimento - commenta a caldo la Marcozzi - ma mi è difficile immaginare di lasciare il mio lavoro, le mie donne, per quali ho ancora tanto da fare. Vedremo. La cosa mi ha un tantino spiazzata e devo ancora condividerla con la mia famiglia tanto che - aggiunge ridendo - mio marito è appena tornato da un congresso e non sa ancora nulla". Stefania Misticoni è consigliere regionale e la sua è una candidatura istituzionale ma di quelle che hanno peso specifico per capacità, esperienza e spessore politico. "Non sarò io ad essere in lista - sostiene serenamente - ma sto lavorando per portare il miglior risultato elettorale possibile a questo grande partito". Ma se fosse proprio lei ad essere candidata? "Allora farei il parlamentare del territorio - risponde la Misticoni -. Raccoglierei le istanze dei cittadini e delle istituzioni per tradurle in azioni di Governo. L'emergenza della nostra provincia è legata principalmente all'occupazione. Per me è un vero assillo da quando sono in Regione. Mi impegnerei per portare sviluppo e lavoro". Anche il nome di Emanuela Loretone, 28 anni, capogruppo al Comune di Bellante è da oggi sul tavolo di Veltroni e magari domani in lista. "Mi batterei per una politica riformista senza burocrazia - promette Emanuela - e per la tutela ambientale del territorio. I partiti devono essere promotori senza rallentare però le decisioni necessarie per il Paese. L'emergenza nella nostra provincia sono i rifiuti ma anche il sostegno alle imprese che non garantiscono più posti di lavoro".

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FEDERALISTI A PAROLE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA GESTIONE DIRETTA DEL CATASTO FEDERALISTI A PAROLE di IVONE CACCIAVILLANI I n campagna elettorale si sta annegando nel federalismo parolaio; tutti dicono di volerlo, ma i fatti dicono che ben pochi sanno cosa sia e c'è anche chi lo rifiuta proprio, forse per aver motivo di rivendicarlo. M'accadde di partecipare al convegno organizzato dal Collegio dei geometri della Provincia di Venezia sul tema "Il decentramento catastale". Il catasto è uno strumento odioso: si pagano le tasse su quello che è scritto; se non è scritto o è scritto diverso dal vero, non si paga nulla o meno del dovuto. Questo spiega le secolari lotte dei nostri padri, sotto la Serenissima (che per prima al mondo introdusse il catasto come strumento di accertamento tributario), per ottenere che il catasto fosse tenuto dai Comuni; memorabile la cruenta rivolta di Arzignano del 1655 soffocata nel sangue. Ora l'aggiornamento del catasto avviene su denuncia degl'interessati soggetta al controllo dell'ufficio. L'Agenzia statale ha fornito questi dati: le rettifiche delle denunce si aggirano sul 25-30 per cento; ne deriva che il 70 per cento circa sono riscontrate esatte; di esse l'80 per cento sono presentate da geometri, che meritatamente si vantano della grande serietà professionale: gliene va dato atto. Ma sui dati del decentramento cascano veramente le braccia: costoro hanno la bocca piena di federalismo, ma l'anima del servo. Una legge del 2007 ha attribuito ai Comuni che ne facciano richiesta la possibilità della tenuta del catasto delle proprietà immobiliari oggetto d'imposizione tributaria, sia locale, l'Ici, che erariale, dello Stato e della Regione. Decentramento d'una funzione fondamentale per l'accertamento tributario: far pagare le tasse a chi le deve pagare. Forse il temine per la scelta fu troppo breve; forse la funzione faceva un po' paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo); Treviso 8, Verona 6 (ma non il capoluogo); Rovigo e Venezia 3. Potrebbero autogestirsi ma preferiscono stare sotto lo Stato-padrone. Sarà anche poca cosa la tenuta del catasto; più noie che vantaggi immediati, ma è un principio di autonomia nell'autogestione dell'accertamento tributario. I nostri Padri fecero la rivoluzione per rivendicare la possibilità della tenuta del loro catasto; ora che lo Stato gliel'offre. nemmeno allungano la mano per prendersela. E non si tratta solo d'un servizio statale, per cui il Comune sia servo esecutore, perché l'Ici è il principale cespite delle entrate comunali. Costoro continuano a blaterare di federalismo fiscale, rivendicando l'aumento della paghetta dal padre- padrone; ma quando si tratta di comportasi responsabilmente, di esercitare la funzione impositiva, far pagare le tasse ai propri cittadini accertandone i cespiti, si fa orecchio di mercante, si lascia passare il termine: bocca larga ma animo del servo. Il federalismo fiscale è ben altra cosa. Costoro l'autonomia non la vogliano proprio. Quanta rabbiosa nostalgia a ricordare ancora una volta il detto del nostro Sarpi: l'autonomia si professa non si rivendica. Bocche, solo bocche.

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L'università italiana non attrae gli stranieri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2008-03-03 - pag: 18 autore: Confronti nell'Ocse. Saldo negativo di cervelli dalla ricerca "Vision&value" L'università italiana non attrae gli stranieri Solo il 2% di iscritti contro il 12,5% della Germania Carlo Giorgi Se la capacità di attrarre studenti stranieri è un indicatore di buona salute, l'università italiana se la passa male. L'Italia infatti è l'unico Paese sviluppato in cui il numero degli studenti che emigra verso università straniere è superiore al numero di "cervelli" stranieri accolto: meno 4.251 studenti secondo l'ultima rilevazione comparativa disponibile; contro un saldo positivo di 198.469 della Germania, di 180.356 della Francia e anche della concorrenziale Spagna, che segna un più 14.127. Per considerare solo i Paesi non anglofoni. E nell'anno accademico 2006-2007, dei 41.351 posti resi disponibili per studenti stranieri dalle università italiane solo 10.778 hanno trovato un pretendente (Il Sole-24 Ore del 3 settembre 2007). Insomma, gli studenti stranieri, punta di diamante dei flussi migratori globali, non scelgono l'Italia."Attrarre studentiè un indicatore di performance fondamentale per ogni singolo ateneo e per il sistema nel suo complesso spiega Francesco Grillo, ad di Vision& value che ha appena pubblicato la ricerca dal titolo "Le università italiane nel mercato globale dell'innovazione " –; e purtroppo il confronto con gli altri Paesi Ocse parla da solo". Secondo la ricerca, l'Italia conta 7 studenti stranieri ogni 10mila abitanti, mentre sono 11 in Spagna, 20 in Germania e 39 in Francia; abbiamo il 2% di studenti stranieri sul totale degli iscritti all'università, contro il 2,5% della Spagna,l'11 della Francia e il 12,5 della Germania. "Il nostro Paese sembra vittima di una specie di adverse selection – commenta Grillo – attraverso cui riduciamo l'immigrazione, privandoci proprio della sua parte migliore. Abbiamo una legislazione tutta concepita pensando al caso del rumeno che uccide la signora romana. Così inaspriamo regolamenti e burocrazia in modo indiscriminato. Senza capire che code negli uffici e lunghe attese non sono un deterrente per chi emigra per necessità; lo sono invece per l'elite degli studenti stranieri, che si può permettere di scegliere il Paese in cui specializzarsi. In Italia gli studenti albanesi sono il doppio di tutti gli studenti provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia, Inghilterra, Spagna e dei tre grandi Paesi emergenti, Cina, India e Brasile, messi insieme. Ricevere studenti immigrati significa sviluppare rapporti economici futuri con i loro Paesi. L'Italia dovrebbe puntare di più a precise politiche migratorie". In parte questo si sta facendo. Nel 2004 infatti è partito il progetto Marco Polo, promosso da ministero dell'Università, Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e Confindustria. Obiettivo, attrarre in Italia un numero crescente di studenti cinesi. "I pre-iscritti dell'anno accademico 2008-2009, dovrebbero arrivare in Italia proprio tra pochi giorni – racconta Marina Cavallini, responsabile relazioni internazionali del Crui –. I risultati del nostro lavoro si iniziano a vedere: se prima del Marco Polo, nel 2003-2004, le matricole cinesi in Italia erano 95, l'ambasciata italiana di Pechino ci segnala ben 1.200 pre-iscrizioni per il prossimo anno accademico". Il progetto Marco Polo prevede per gli studenti cinesi una procedura diversa da quella di tutti gli altri studenti extracomunitari. Lo studente sceglie online tra le proposte formative di una quarantina di università italiane. Senza sostenere prima un esame di lingua, si pre-iscrive presso la nostra ambasciata e, con il documento di pre-iscrizione può venire qui a imparare l'italiano, con un corso della durata minima di sei mesi. "Ci siamo resi conto che è la lingua lo scoglio più grande per gli studenti cinesi – spiega Cavallini – e fino a quando non ci saranno corsi di italiano adeguati in Cina, la procedura resterà facilitata". Al di là del panorama generale, alcune università italiane dimostrano però che è possibilerichiamare studenti stranieri: "Abbiamo incentivato il processo di internazionalizzazione dell'ateneo – spiega Marco Gilli, pro-rettore del Politecnico di Torino –, puntando su studenti di Cina, India ed Est-europeo. La chiave di volta è stata proporre corsi in lingua inglese. Tutti gli esami del primo anno di ingegneria e architettura oggi sono in lingua inglese, come i tre anni del corso di ingegneria dell'autoveicolo ". Così gli iscritti stranieri sono passati in quattro anni dal 4 al 9%. "Seguire i primi anni in inglese permette allo studente di imparare con calma l'italiano – spiega Gilli –. Abbiamo anche proposto l'esenzione delle tasse scolastiche agli studenti italiani che avessero frequentato i corsi in inglese. Ottenendo il risultato di una buona omogeneità e di evitare ghetti linguistici". Scuola al test d'integrazione. Le seconde generazioni sono cresciute: + 25% le iscrizioni per prendere un diploma professionale o tecnico CORBIS.

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A passo di lumaca contro le stragi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-03 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La protesta Chiesta più sicurezza in via Montanari, dove sono morte 5 persone. Paralisi sulla Roma-Fiumicino A passo di lumaca contro le stragi Fiumicino, centinaia di automobilisti manifestano "al rallentatore" Slogan e striscioni contro il sindaco. Le macchine dei manifestanti a 10 chilometri orari (e non ferme) per non paralizzare il traffico Clacson strombazzanti, striscioni, cori arrabbiati. Liti con quelli che volevano assolutamente raggiungere i centri commerciali. Una fila di auto, circa 400, a passo d'uomo. Un serpentone lungo un chilometro che si è spostato avanti e indietro per tutta la domenica a cinque, dieci chilometri all'ora lungo via Montanari. La strada dove due mamme, una studentessa quattordicenne e due bimbe di 10 e 7 anni sono morte nell'incidente di martedì mentre attendevano lo scuolabus. E fino a tarda sera migliaia di romani sono rimasti bloccati in un maxi-ingorgo nella zona della Fiera di Roma, del "Central Market Da Vinci" e del "Parco Leonardo". Al punto che la Municipale ha permesso alle auto, sotto stretto controllo delle pattuglie, di defluire contromano sulla Roma- Fiumicino per raggiungere il centro. Ma ieri è stata anche la giornata della protesta degli abitanti delle "Vignole" per chiedere più attenzione ai problemi della sicurezza stradale. Dossi, rotatorie, semafori, piazzole per il transito dei pullman scolastici, la presenza dei vigili. Preoccupazioni che in molti avevano segnalato da almeno un paio d'anni, proprio dopo l'apertura del "Parco Leonardo" e del "Market". "Mall" giganteschi che richiamano migliaia di persone, ingolfando via Portuense e le strette strade del posto. Ieri c'è stata la "sfilata" al rallentatore, convocata via sms, telefonate e scampanellate al citofono dei vicini. Appuntamento alle 9: a ritrovarsi in strada è stata quasi l'intera borgata delle "Vignole", un susseguirsi di casali mescolati ad abitazioni condonate, ville eleganti e palazzine senza intonaco. Una manifestazione durata praticamente l'intera giornata, con un'interruzione all'ora di pranzo. Dal commissariato di Fiumicino e dalla questura erano stati chiarissimi: "La protesta si può fare solo se non blocca il traffico". Per questo circa quattrocento auto hanno sfilato a dieci, quindici chilometri all'ora tra la via Portuense e la via Muratella. Attaccati ai cofani, gli striscioni: "Strage delle Vignole", "vittime della burocrazia ", "tragedia, rabbia e delusione ". Chi ha partecipato a piedi, ha dato il suo contributo percorrendo in su e in giù senza sosta le strisce pedonali, fermando la circolazione. Non sono mancati momenti di tensione tra chi protestava e gli automobilisti che, senza sapere del "blocco", volevano andare a fare shopping passando per via Montanari. Nonostante Fiumicino sia in piena bagarre elettorale (il 13 e il 14 aprile si vota per il rinnovo del consiglio comunale) tutti giurano che la politica non c'entra nulla con la rivolta per la sicurezza. "Non voglio neanche saperne di destra e sinistra " sbotta Alessia Scalia, battagliera trentenne che ha collaborato alla mobilitazione. "E' solo che anch'io ho una figlia che va alla Marchiafava, e tutte le mattine aspetto con lei l'arrivo dello scuolabus", racconta la mamma squadernando segnalazioni e raccolte di firme che chiedevano una maggiore attenzione riguardo la sicurezza stradale alle Vignole. Lamentele indirizzate a polizia municipale e comune di Fiumicino, "rimaste praticamente senza risposta. Eppure il passaggio dei camion diretti ai cantieri dei centri commerciali è stato, sino a due anni fa, praticamente senza sosta. Su strade che vietano il transito a mezzi superiori alle 15 tonnellate, passavano di continuo betoniere che ne pesavano al minimo il doppio. Me lo dicevano irridenti gli stessi autisti". Conclusi i lavori "il traffico si è moltiplicato, diretto al parco Leonardo e al da Vinci - dice Paolo Gizzi, animatore di un comitato di quartiere - . Il rettilineo di campagna di via Montanari si è trasformato in un autodromo". Secondo Maria Velia Lapadula, dell'associazione Robin Hood, "per evitare l'incidente sarebbe bastato installare dei semafori, come sollecitato da tempo". Alessandro Fulloni "Rabbia e delusione" Il corteo di auto ieri mattina a Fiumicino (foto Umberto Faraglia).

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Giorno di particolare interesse per il lavoro, carriera, affari. Sempre con molta attenzione agli as (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Petti legali e alla burocrazia, ma siete a un passo da una importante conferma. E non manca l'amore, passione!.

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Vignali: <Vogliamo un fisco a misura di famiglia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 03-03-2008 INIZIATIVA E' APPRODATA IN PIAZZA LA RACCOLTA DI FIRME DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI DI ROMA Vignali: "Vogliamo un fisco a misura di famiglia" Il sindaco spiega perché appoggia la petizione sottoscritta in 130 città Antonella Del Gesso II "La famiglia è la prima agenzia per l'educazione nella società e va sostenuta in tutti i suoi aspetti". Con questa convinzione il sindaco Pietro Vignali ha sottoscritto, nell'apposito gazebo posto in piazza Garibaldi e a disposizione del pubblico tutta la giornata di ieri per la raccolta firme, la petizione per un "fisco a misura di famiglia". L'iniziativa, promossa dal Forum delle Associazioni familiari di Roma, si è tenuta in 130 città italiane per chiedere l'applicazione di un sistema fiscale basato non solo sulla equità verticale (chi più ha, più paga), ma anche sulla equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha più figli da mantenere non deve pagare, nella realtà, le stesse tasse di chi non ne ha, e Parma è stata la "piazza" di riferimento regionale dei 91 punti di raccolta allestiti in Emilia-Romagna. L'atto del primo cittadino come "un'ulteriore testimonianza dell'attenzione e dell'impegno concreto che il Comune sta dedicando alla famiglia, al centro dell'azione amministrativa. E' necessario riconoscere a questa istituzione la sua giusta sovranità: farlo significherebbe dare avvio a una vera rivoluzione culturale che, in un moderno sistema di welfare, vede la famiglia un soggetto attivo e non solo oggetto di politiche sociali". Ma perché tutto ciò avvenga bisognerebbe detassare quelle famiglie che fanno figli e li educano, che si prendono cura dei propri anziani, partecipando in modo fattivo alla costruzione del bene comune, invece di restituire finanziamenti a pioggia dopo aver trattenuto a Roma il costo delle burocrazie, ancora secondo Vignali, che ha quindi sottolineato la necessità di "un impegno doveroso che porti il nostro a diventare un Paese europeo nella considerazione fiscale della spesa sostenuta dai genitori per mantenere ed educare la prole. Una lacuna che contribuisce al grave abbassamento del tasso di natalità nel nostro Paese. I dati sono chiari: il fisco italiano si colloca agli ultimi posti in Europa, molto lontano da nazioni come la Germania, dove una famiglia può arrivare a dedurre fino a 15mila euro annui per un figlio. L'intero Paese ha bisogno di una sussidiarietà fiscale, che mantenga le risorse dove si generano: imprese, famiglie, territorio". Iniziative anche al Palazzetto Eucherio Sanvitale e al centro congressi dell'Auditorium Paganini. "Nel primo luogo è in corso la mostra 'Dove sei Piccolo Principe?' e nel secondo è stata pensata, per l'occasione, la presentazione del libro 'Tutti Vostri? Viaggio nel mondo delle famiglie numerose". Eventi che ben si sposano con l'iniziativa nazionale e inseriti nel progetto 'Per educare un fanciullo serve un intero villaggio' - ha spiegato Cecilia Greci, responsabile dell'Agenzia per la Famiglia del Comune di Parma -. Per noi collaborare con la associazioni familiari, che numerose e ben volentieri hanno risposto all'invito dell'Amministrazione che le ha volute come parte attiva nella costruzione delle politiche e dei progetti pensati per loro, è molto importante. Crediamo infatti che sia fondamentale aiutare le famiglie a sentirsi sempre più una risorsa, per formare, crescere e accogliere la vita". Associazioni familiari Il sindaco Vignali mentre firma la petizione.

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De-generazioni niente a che vedere con personaggi come attali (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

De-generazioni niente a che vedere con personaggi come attali I tecnici italiani? Bravi, competenti e privi di curiosità "Prima di discutere di come esportare il modello della commissione Attali, bisogna chiedersi se c'è un Jacques Attali in Italia" dixit Mario Monti, unico membro italiano - insieme a Franco Bassanini - della commissione per la liberazione della crescita voluta dal presidente francese Sarkozy. L'interrogativo può essere interpretato in due modi diversi e merita, di conseguenza, due risposte distinte. Il primo è, quasi certamente, quello al quale allude l'ex commissario europeo. Esso si riferisce al dato tecnico-politico e può essere tradotto più o meno in questi termini: "Esiste, nel nostro Paese, una personalità autorevole e competente che sia in grado di presiedere, all'indomani delle elezioni, una commissione bipartisan sugli strumenti da attivare per rendere più competitiva la nostra economia?". A questa domanda, la risposta non può che essere affermativa. In Italia, di figure autorevoli in grado di fare quel lavoro, ce n'è più d'una. A partire, beninteso, dallo stesso Mario Monti. C'è, però, un secondo modo di intendere la domanda, che attiene al profilo più specificamente esistenziale e culturale. Esiste, in Italia, una figura che sia paragonabile, per il suo percorso intellettuale e politico, a Jacques Attali? Su questo versante, la questione si fa assai più complicata. Sfogliando la bibliografia recente del francese, infatti, ci si accorge che, negli ultimi vent'anni, Attali ha pubblicato qualcosa come dodici saggi - consacrati a temi che spaziano dalla vita di Gandhi al rapporto tra gli ebrei e il denaro, dall'attualità di Marx al significato della metafora del labirinto - più sette romanzi, una pièce di teatro, un libro di racconti per bambini e quattro tomi di memorie. Il punto, beninteso, non è la quantità. Attali è sempre stato un workaholic , un drogato di lavoro, e quelli esistono anche da noi. Il punto non è neppure la qualità: sotto quel profilo ciascuno può avere le proprie opinioni. Il punto è la varietà - e ciò che essa rivela sulle caratteristiche della classe dirigente di un Paese. In Francia, la curiosità intellettuale non è considerata un handicap, per un "tecnico". Puoi essere un consulente aziendale potentissimo, e scrivere libri su Spinoza e su Luigi Napoleone. Puoi essere un esperto di welfare, e appassionarti ai viaggi di Joseph Conrad, o alla storia di Venezia. La cosa, è chiaro, non ha solo aspetti positivi. Il rischio è che i prodotti di questa varietà siano discontinui, talvolta francamente mediocri. Essi, però, testimoniano di una genuina curiosità intellettuale: del desiderio di continuare a divertirsi con le idee, anziché limitarsi ad amministrarle come un condominio. In Italia, al contrario, i tecnici sono, per definizione, gente priva di curiosità. O meglio, gente la cui curiosità dev'essere confinata all'interno di un ambito cognitivo il più ristretto possibile: le politiche del lavoro, la scienza delle finanze, il regime della concorrenza tra operatori di telefonia mobile. Altrimenti il rischio è di cadere nel "giornalismo": l'insulto supremo per una casta di professionisti dell'angustia mentale che bolla come dilettantistico qualunque tentativo di attraversare le barriere ignifughe della burocrazia accademica. Il risultato è che i tecnici italiani, per quanto competenti e autorevoli, tendono a ragionare in astratto, proprio allor quando sono convinti di stare producendo il massimo sforzo di concretezza possibile. Nel mondo reale, i problemi sociali e politici non esistono nel vuoto pneumatico di una provetta da laboratorio. La vera concretezza è quella che tiene conto della rete infinita delle interrelazioni, non quella che affronta tutte le questioni come se fossero equazioni matematiche da risolvere a tavolino. Per affrontare le grandi sfide politiche del nostro tempo ci vuole competenza, ma anche elasticità mentale. Da che mondo è mondo, il progresso della conoscenza cammina sulle gambe della contaminazione e della curiosità, mentre - nell'arena intellettuale proprio come in natura - i frutti puri impazziscono. O, per lo meno, muoiono di noia. 03/03/2008.

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Volontariato, slittano le elezioni ma è dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSEMBLEA AL PATRONATO. Pacato incontro condotto dal Collegio dei Sindaci con la proposta di tempi più lunghi Volontariato, slittano le elezioni ma è dialogo di Giulio Ardinghi Con una lunga, paziente assemblea il volontariato vicentino mette la testa fuori dalla crisi e scrive un'ipotesi futuribile per ridarsi veste e legittimità, entrambe gravemente compromesse dalle decisioni della Regione che ha commissariato il CSV, cancellato il Coordinamento provinciale e dato mandato a una sua commissione per scoprire la misura e la gravità di inadempienze formali ancora tutte da dimostrare. Con una votazione che ha sostituito quella destinata a indicare gli eletti del nuovo comitato, questa assemblea, condotta dal Collegio dei Sindaci ha deciso alla fine (43 favorevoli, 1 contrario 2 astenuti) che si cambia obbiettivo, si sfruttano tempi più lunghi per arrivare all'appuntamento elettorale vero e proprio. L'altro punto passato senza obiezioni riguarda lo statuto: contestato quello nuovo, si torna al vecchio, che della Regione aveva ricevuto ogni benedizione e timbro. Servono insomma maggiori certezze e soprattutto non si voterà prima di avere riavviato da una parte l'unità di obbiettivi delle associazioni, dall'altra il dialogo con la Regione. Il primo di questi punti è attorno alla domanda: perché a gennaio stata annullata l'assemblea di rinnovo delle cariche appena tre giorni prima della scadenza? E perché, se lo statuto nuovo prodotto nel 2006 era non legittimo per vizi di forma, c'è voluto un anno per svegliare la burocrazia agli ordini dell'assessore Valdegamberi quando tutto si sarebbe potuto risoltvere subito? Il presidente del comitato di gestione regionale Spiller: "Non ho mai chiesto che l'assemblea fosse annullata, ma che eliminasse le votazioni. Si poteva benissimo fare subito quello che si sta facendo oggi qui. Perché la Regione ci abbia messo tanto tempo, non lo so". Del resto proprio l'incontro di 70 associazioni all'assemblea di ieri al patronato Leone XIII ha dimostrato che c'è un solo vero obbiettivo riconoscibile ed è quello di riprendere a ragionare. Tra gli interventi, numerosi, ne spiccano tre: Bruno Zamberlan, che ha sostenuto con successo la sua tesi dello statuto da riadottare come riferimento, quello del 2001, e di rifiutare nettamente la cancellazione del Coordinamento; quello di Oscar Mazzocchin che ha ritirato come tutti gli altri undici nella sua stessa posizione la candidatura già depositata in Regione, dopo di che ha aggiunto che il suo ritiro, per conciliare. riconciliazioni, non elimina l'intenzione di agire nelle sedi appropriate per le calunnie e le altre piacevolezze che hanno accompagnato la crisi; infine l'intervento del presidente uscente Mario Zocche che utilizzando la corrispondenza tra concetto di responsabilità e capacità di render conto del proprio operato ha confermato l'assoluta correttezza di quanto deciso sempre collegialmente. La prossima tappa è tuttavia rivolta al solo Coordinamento provinciale. Del CSV si riparlerà quando tutte le operazioni di indagine ordinate dalla Regione si saranno concluse.

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Dai mini check-up all'energia fai-da-te: le imprese italiane alla sfida efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - efficienza energetica Numero 053, pag. 3 del 3/3/2008 Autore: di Silvana Saturno Visualizza la pagina in PDF       Confindustria stila un'analisi dei benefici per le aziende . Diagnosi e piccoli interventi utili al risparmio delle pmi Dai mini check-up all'energia fai-da-te: le imprese italiane alla sfida efficienza Non solo costosi pannelli solari o pale eoliche attivate dopo trafile burocratiche che possono durare dieci anni. Ma anche semplici lampadine anti-sprechi, motori elettrici in grado di tagliare in sei mesi le bollette di panificatori, officine, industrie, un buon condizionatore in un negozio o un impianto di refrigerazione più efficiente in un supermercato: passa anche da queste soluzioni la sfida per il risparmio e dell'efficienza energetica. Lo dimostra una guida appena diffusa dalla Task force efficienza energetica di Confindustria (che il 19 febbraio a Milano ha avviato un show che nei prossimi mesi attraverserà tutta l'Italia per sensibilizzare istituzioni e aziende). Ma anche nuove iniziative, di categoria e del mondo del credito, nate con l'obiettivo di informare e assistere le pmi che vogliano provare a risparmiare: sportelli energia per la consulenza alle imprese (Cna), finanziamenti a tasso agevolato per l'efficienza energetica (accordo quadro Legambiente-Federazione campana Banche di credito cooperativo firmato il 19 febbraio), tavoli di lavoro trasversali ("Pmi ed energia" creato qualche anno fa da Confapi, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti - www.energiaintelligentepmi.eu). Il segnale è chiaro: anche le piccole e medie aziende possono contribuire a realizzare gli obiettivi europei di risparmio energetico (-20% di consumi nel 2020), senza spendere troppo o senza per forza attendere troppi anni per raccogliere i risultati. L'efficienza passa anche dalle pmi. "L'impennata dei prezzi del petrolio e dunque dei costi dell'energia non consente più alle aziende italiane di rimanere inerti", spiega Tommaso Campanile, responsabile competitività e ambiente della Cna, "peraltro le pmi dello Stivale spendono tuttora almeno un 20% in più di elettricità e gas rispetto ai competitor europei. L'innovazione per l'efficienza rappresenta senz'altro un occasione per colmare questo gap e per ridurre di oltre il 20% gli attuali consumi". Ma come? "Non sempre occorre rinnovare i macchinari, possono bastare piccoli interventi o modifiche, un rifasamento elettrico, o anche una semplice riorganizzazione del lavoro, per far registrare dei risparmi. Prima, naturalmente, sarà necessario procedere a una diagnosi energetica, ma per le imprese più piccole questa fase non dovrebbe risultare troppo onerosa, non si dovrebbero superare i 1.000 euro di spesa. E comunque non mancano, all'interno delle associazioni di categoria, gli appositi servizi e sportelli d'assistenza alle imprese. Quello che è importante", prosegue Campanile, "è che continuino e le politiche di incentivazione che possono dare una grossa mano a chi vuole effettuare investimenti più consistenti, oppure passare alla vera e propria autoproduzione di energia (per esempio, fotovoltaico)". Anche gli esperti della Confapi sottolineano come quello dell'efficienza energetica possa rappresentare un'occasione anche per la piccola e media industria: esistono software sul mercato, sistemi di check-up da impiantare nei panel che collegano i macchinari e che consentono di controllare i flussi di energia per procedere a ottimizzarli. Rifasamento, sostituzione di motori elettrici acquisto di "inverter" possono portare a un risparmio di energia e denaro in pochi mesi (secondo la citata guida di Confindustria in questi casi i tempi di ritorno sugli investimenti sono di 6-18 mesi). Per le diagnosi-audit energetici, nel caso delle piccole e medie industrie, i prezzi lievitano: si va dai 4 mila a i 12 mila euro fra sopralluoghi, raccolta informazioni, computo estimativo, definizione di un contratto di lavoro ecc.. Una soluzione per reperire fondi e investire in efficienza, ricordano da Confapi, è rappresentata dal finanziamento tramite terzi, in particolare rivolgendosi a società di servizi energetici (Esco). Il meccanismo fatica però a decollare, poiché gli istituti di credito sono ancora tutt'altro che di manica larga nel rispondere alle richieste. L'efficienza energetica è ritenuta un'opportunità anche dalle imprese dell'agricoltura e dell'agroalimentare: nel corso di un convegno che si è tenuto la settimana scorsa a Cremona, il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ha sottolineato come "si debba puntare al risparmio" e come esistano "importanti possibilità di produrre energia non da carburanti fossili, partendo dal riciclo e dal recupero di scarti industriali e non". Investimenti e burocrazia. Quando dalla semplice revisione dell'impianto elettrico si passa all'autoproduzione di energia (e al ricorso alle energie rinnovabili) le cose si complicano. "I tempi e le pastoie burocratiche, per esempio per avviare un impianto fotovoltaico o eolico, sono ancora troppe", spiega a ItaliaOggi Sette Davide Tabarelli. presidente di Nomisma Energia, "al Sud vi sono progetti per l'eolico che attendono autorizzazioni da dieci anni, e non mancano i problemi con l'allacciamento delle reti". Ricorda Tabarelli che nel caso delle rinnovabili, i tempi di ritorno sugli investimenti sono almeno di 7-9 anni. Con un altro problema: i prodotti sono ancora tutti d'importazione (Germania, Cina). Anche i costi, perciò, sono ancora tutt'altro che appetibili.

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Adesso il nuovo obiettivo è la ricerca della massima efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Affari & Finanza > RAPPORTO/IMMOBILI E MUTUI Affari & Finanza > RAPPORTO/CALZATURE Affari & Finanza > RAPPORTO/BANCHE E TECNOLOGIE Affari & Finanza > RAPPORTO/RISPARMIO GESTITO Adesso il nuovo obiettivo è la ricerca della massima efficienza la sfida Più che nuovi acquisti in hardware e software, le banche hanno la necessità di far funzionare al meglio le dotazioni tecnologiche che hanno già in casa. Uno dei passaggi della ricerca Abi Lab è focalizzato sulla priorità dell'integrazione per gli istituti di credito. Negli ultimi anni, il mondo del credito ha investito massicciamente in innovazione tecnologica per far fronte alle esigenze di multicanalità, spingere sul fronte della moneta elettronica e favorire la nascita di gruppi con un peso internazionale. Il risultato è che spesso nelle direzioni informatiche si trovano a convivere tecnologie vecchie e nuove e sorgono problemi di dialogo e compatibilità. Interrogate sulle priorità di integrazione, le banche citano al primo posto i sistemi di core banking, da cui discendono poi tutte le altre applicazioni dell'attività di business. Spesso, infatti, i dipendenti degli istituti di credito si vedono costretti a spendere tempo prezioso nella gestione di processi di backoffice e nella gestione della burocrazia, sottraendolo alle necessità della clientela. L'ottimizzazione delle tecnologie passa per il monitoraggio delle attività in tempo reale, con l'individuazione dei colli di bottiglia che impediscono flussi regolari sia tra il vertice e la base, sia tra le strutture poste su un piano orizzontale. Tra le banche intervistate, l'83% dichiara di avere in corso un progetto per la mappatura dei processi, anche se rileva la complessità richiesta dal continuo aggiornamento di questo sistema. In particolare, la mappatura riguarda soprattutto le attività operative del credito, seguite da incassi e pagamenti e dai servizi tipici come la gestione del conto corrente, il deposito titoli e i libretti a risparmio. (l. d. o.).

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CINA/ ASSEMBLEA NAZIONALE AL VIA, CON NUOVA CLASSE DIRIGENTE-focus (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

03-03-2008 11:20 Incarichi di governo ai delfini e riforme politiche Pechino, 3 mar. (Apcom) - Con la sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), che si apre questa settimana a Pechino, nuove nomine ai vertici del governo cinese sono attese dopo i cambiamenti alla testa del Partito emersi dal 17mo Congresso del PCC lo scorso novembre. Nelle due settimane di sessione, a partire da mercoledì, i delfini scelti da Hu Jintao per la successione di Partito riceveranno incarichi ufficiali anche nell'organizzazione del governo, dislocati in posti chiave che permetteranno loro l'ascesa ai vertici nel 2012. Xi Jinping, 54 anni, dovrebbe essere nominato nuovo vice presidente, in sostituzione di Zheng Qinghong pronto al ritiro. Lavorerà così in stretto contatto con Hu Jintao e avvalorerebbe la tesi di chi lo vuole l'erede di Hu fra 5 anni alla guida del Partito e dello Stato. Per Li Keqiang, 52 anni, l'altro emergente della politica cinese, si profila il posto di primo vice premier, con importanti incarichi per la realizzazione delle riforme politiche previste. La nuova generazione di cinquantenni che sale seguendo la linea tracciata da Deng Xiaoping - che voleva una classe politica più giovane e meglio formata - sarà subito messa alla prova da quest'anno: Xi Jinping è appena stato designato alla testa di una commissione per la supervisione della preparazione delle Olimpiadi, chiamato a dirimere le spinose questioni dell'ambiente e dei diritti umani con gli osservatori internazionali, e Li Keqiang dovrà gestire le riforme del sistema politico all'interno del Consiglio di Stato che Hu e Wen Jiabao intendono mettere in atto prima di lasciare il potere. Infatti l'altro punto principale all'ordine del giorno dell'ANP è la costituzione dei cosiddetti "super-ministeri", ossia l'accorpamento di Ministeri e agenzie che hanno il rango ministeriale in grandi unità di interessi, con l'intenzione di snellire la burocrazia, aumentare l'efficenza in settori chiave e diminuire la corruzione. Attualmente il Consiglio di Stato è composto da 28 ministeri più alcune decine di agenzie e centri nazionali con rango ministeriale che si spartiscono competenze in settori comuni e producono un immobilismo della macchina del governo a tutto vantaggio della burocrazia e della corruzione. Con i super-ministeri l'attuale classe al governo intende anche riorganizzare competenze in aree strategiche quali l'energia, l'ambiente e i trasporti, per assicurare un controllo più efficace e centralizzato con la speranza di riuscire ad implementare misure finora rimaste sulla carta (standard ambientali, controllo della crescita etc). Almeno 3 di questi ministri dovranno vedere la luce entro un periodo che gli esperti stimano di quasi 5 anni: si tratta del Ministero dell'Energia, il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell'Ambiente e Costruzioni, che nasceranno dallo smembramento della potente Commissione per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC) e dell'Amministrazione di Stato per la Protezione dell'Ambiente (SEPA). L'Assemblea di quest'anno si apre in un momento delicato e significativo per la Cina, che celebra il 30esimo anniversario del lancio della politica di apertura e riforme da parte di Deng Xiaoping al terzo Plenum dell'11esimo Comitato Centrale del PCC del 1978. All'interno il paese deve far fronte oggi a un'inflazione montante che ha fatto salire i prezzi al consumo a livelli record negli ultimi mesi, mentre le turbolenze finanziarie rischiano di ripercuotersi sugli investimenti. Tutto ciò mentre Pechino ha puntati addosso gli occhi del mondo intero in vista delle Olimpiadi del prossimo agosto, e, prima ancora, nell'attesa dello spinoso referendum che si voterà a Taiwan fra qualche settimana.

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Mille battaglie sindacali e politiche (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 3 marzo 2008 > Il Sessantotto Mille battaglie sindacali e politiche E' critico sia col Cavaliere che con la sinistra Non gli chiedo quanti anni ha, ma il volto è rugoso, quasi portasse in faccia le mille battaglie sindacali che ha fatto dalla fine degli anni Sessanta fino a pochi anni fa. Quasi che per lui la vita politica abbia significato una delle ragioni della sua esistenza. L'espressione del suo viso è apparentemente dura; Pier Paolo Pasolini, lo avesse visto in faccia quando scrisse la poesia contro i giovani del Sessantotto, l'avrebbe scambiato per uno che stava dall'altra parte della barricata. Non un poliziotto, ma un giovane operaio o un figlio di gente povera. Tirato su tra stenti e fatica, perché l'Italia del Dopoguerra era questa. Eppure Gaetano Mantovani ricorda tutto, quando parla è un fiume in piena, la burocrazia di quel Partito Comunista, un viaggio in Unione Sovietica nel 1985 e la sensazione che quel mondo stesse per scoppiare. Il Psiup, cui ha dato anima e corpo in quegli anni, quando cambiare il mondo non era una speranza ma una consapevolezza. Non simpatizza certo per Silvio Berlusconi, al quale dà la responsabilità di avere prodotto, col sonno della ragione, tanti giovani che non hanno più il senso della storia, con pochi valori e poco senso della solidarietà, ma non risparmia neppure la sinistra, che a suo avviso poco ha fatto per trasmettere nuovi valori alle ultime generazioni. E' una persona onesta, Gaetano Mantovani. Lo si vede. Lui, nel Sessantotto stava nel Psiup, e la sua esperienza di quel periodo è fatta di picchetti davanti alle fabbriche, di volantinaggi in città e in provincia, di scontri, di denunce, fortunatamente per lui finite in prescrizione o nel nulla. [.

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2008 sotto il segno dell'incertezza (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 03 Mar 2008 Edizione 43 del 01-03-2008 Per Unindustria E' "fondamentale la risposta della politica" 2008 sotto il segno dell'incertezza di Alessia Severin L'andamento congiunturale è ancora positivo ma il trend favorevole iniziato nel 2006 si è raffreddato e le imprese industriali trevigiane di tutte le dimensioni hanno rallentato nel quarto trimestre del 2007. E' quanto emerge dalla periodica analisi di Unindustria Treviso, condotta con la collaborazione della Fondazione Nordest, attraverso interviste ad un campione di circa 350 aziende. Secondo l'associazione il risultato è in linea con tutte le maggiori indagini economiche nazionali ed internazionali, che hanno ridotto le previsioni di crescita per il 2008 a causa delle turbolenze dei mercati finanziari, del rapporto euro-dollaro e degli aumenti dei prezzi dell'energia e delle materie prime. Per quanto riguarda la produzione, le realtà che hanno segnalato un calo sono cresciute dal 15% di dodici mesi fa al 26% e quelle che prevedono migliore l'anno in corso scendono dal 36% al 29%. Fra il terzo ed il quarto trimestre del 2007, inoltre, le imprese che hanno registrato una flessione degli ordini sono passate dal 14% al 24% e scende di sei punti - dal 32% al 26% - la quota di chi si è detto ottimista sull'andamento del portafoglio commesse. "Il nostro Paese ? dichiara il Presidente di Unindustria Treviso Andrea Tomat - si trova, ancora una volta, alle prese con una scadenza elettorale determinata da quella stessa instabilità politica che, da quasi quindici anni, mina l'efficienza e la durata delle diverse maggioranze chiamate di volta in volta al governo". Tomat ha poi ribadito che Unindustria Treviso manterrà una netta distanza dalle diverse forze politiche continuando, tuttavia, a battersi per gli obiettivi che da tempo l'associazione persegue sul piano locale e nei diversi ambiti nazionali: la riduzione del carico fiscale per le imprese come per i lavoratori; il risanamento dei conti pubblici in un quadro di ripensamento del ruolo e del peso dello Stato nell'economia; l'incremento della dotazione infrastrutturale sia essa locale o nazionale; il contenimento dei costi e del peso della burocrazia; l'applicazione di un compiuto federalismo fiscale; la riforma del sistema elettorale per garantire una vera e duratura governabilità. "Dobbiamo tutti augurarci che i segnali di disponibilità al confronto, espressi in queste settimane dai maggiori raggruppamenti politici ? prosegue Tomat - possano rappresentare ? finalmente ? la premessa per una nuova stagione politica fondata sul fare e non sull'improduttivo scontro permanente che ha segnato negativamente l'ultimo decennio".

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LA NOSTRA AZIENDA SOFFOCATA DALLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RISPONDE PIETRO GARGANO "La nostra azienda soffocata dalla burocrazia" Sono un imprenditore agricolo dei Monti Lattari, la mia azienda suinicola si trova a Pimonte, comune di montagna di poche anime, da sempre vocato alla zootecnia che ben si salda con la tradizione cristiana e contadina. Qualche anno fa, con un altro socio, decidemmo di mettere su una piccola azienda per l'allevamento di suini, soprattutto per il fatto che in zona, il maiale è considerato un'icona della cultura mediterranea, in quanto simbolo della fecondità e del benessere, associandolo a divinità supreme. Orbene, istruite tutte le procedure burocratiche finalizzate al beneficio di fondi erogati dalla Comunità europea, i cosiddetti Por regionali, riuscimmo a ottenere il finanziamento per la ristrutturazione di vecchi ruderi adibiti nel passato all'allevamento di suini. L'Ufficio urbanistico del comune di Pimonte, a seguito di regolari richieste, rilasciò tutte le autorizzazioni per ristrutturare i vecchi manufatti, nonchè per costruire vasche in cemento armato ex novo, al servizio dell'azienda per la raccolta dei reflui zootecnici. Nel frattempo, proprio in considerazione delle autorizzazioni comunali ottenute e della circostanza che i lavori edili erano cominciati a spese dei committenti, la Comunità europea per conto della Provincia di Napoli, erogò il finanziamento richiesto. Nostro malgrado, nel febbraio 2006, il Dipartimento di prevenzione dell'Asl Na5 di Gragnano, competente per territorio, sollecitato da comune di Pimonte, effettuò un sopralluogo in azienda, constatando che la Fattorie Pimonte, nello svolgere l'attività di allevamento di suini, non si era munita dell'autorizzazione della Regione alla emissione in atmosfera delle esalazioni zootecniche provenienti dalle stalle dove erano stabulati i maiali, in violazione a quanto previsto dall'ex Dpr 203/88 ora D. Lgs. 152/06 parte quinta. Insomma l'Asl Na5 ha paragonato la nostra piccola azienda a un'industria chimica altamente inquinante, ritenendola soggetto meritevole di sequestro penale avvenuto il 14 febbraio 2006 con relativa notizia di reato, iscrivendo l'azienda al Registro generale della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. A seguito di ciò, per mettere al riparo i nostri sacrifici economici proprio per gli ingenti investimenti sostenuti, il 19 maggio 2006, penalizzando le nostre finanze dopo una serie di adempimenti tecnico-burocratici (relazioni chimiche, planimetrie, relazioni geologiche, versamenti di imposte regionali), abbiamo formulato istanza alla Giunta regionale Settore ecologia tutela ambiente, finalizzata a ottenere l'autorizzazione per l'emissione in atmosfera. Il Dipartimento regionale non ha dato mai evasione alla nostra richiesta, tanto che, dopo più di un anno di silenzio, il 22 giugno 2007, con raccomandata, abbiamo sollecitato alla Giunta regionale una risposta: purtroppo fino ad oggi non si sono degnati. Il 30 giugno 2008 l'ennesimo sequestro penale operato dall'Uopc e dai carabinieri Pimonte; si fa obbligo alla nostra azienda di impedire ad horas la riproduzione degli animali presenti nell'allevamento. Alla faccia dello sviluppo imprenditoriale delle nostre zone e ai tanti buoni propositi in favore dell'imprenditoria giovanile. I nostri amministratori regionali non si prendono cura nemmeno di dare rispondere a una richiesta finalizzata all'ottenimento di un'autorizzazione che permetterebbe di dare tranquillità economica a una famiglia da sempre impegnata nel mondo contadino? Evviva la disoccupazione. Giuseppe Iodice - PIMONTE (NA) Poco dopo aver inviato questa lettera, il rappresentante delle Fattorie Pimonte sas ha spedito un offensivo sollecito in cui chiede se abbiamo amici alla Regione e perciò censuriamo la sua protesta. Il fatto è che abbiamo tanti amici fra i lettori, la posta si accumula, molti interventi sono ritenuti urgenti dai mittenti e, salvo casi eccezionali, rispettiamo le date di invio. La lettera dello scostumato signor Iodice tuttavia non finisce nel cestino perché è interessante: dimostra quanto la burocrazia possa far male. Non sappiamo chi abbia torto o ragione, ma è evidente che è un dovere della Regione rispondere a una domanda: un ritardo di due anni è inammissibile.

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<Attorno all'handicap ancora troppa solitudine> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SOSPIROLO "Attorno all'handicap ancora troppa solitudine" SospiroloCresce l'indifferenza nei confronti dell'handicap. A lanciare l'ennesimo allarme, attraerso una lettera inviata al giornale, Franco Dalle Grave, residente a Santa Giustina ed esponente della Lega Nord in provincia di Belluno, che da diversi anni si occupa in prima persona di attività rivolte al sociale e che oggi si impegna affiché anche nel Comune di Sospirolo possa sorgere una struttura in grado di ospitare i disabili e persone affette da malattie rare. "Si parla troppo poco di queste famiglie segnate dal dolore - scrive Dalle Grave - nemmeno la politica se ne ricorda, sebbene sopportino un peso gravoso anche dal punto di vista economico. Per questo le famiglie hanno imparato a unirsi e a farsi rispettare: merito dell'associazionismo, passato dalla contrapposizione alla collaborazione critica con le istituzioni. Ma troppo silenzio circonda ancora i nuclei nei quali vive una persona con handicap, che in Italia sono oltre due milioni e mezzo, il 5 per cento, di cui un milione e mezzo con figli affetti da malattie rare, il 3 per cento cioè della popolazione. È stata realizzata recentemente - prosegue Dalle Grave - un'indagine con un gruppo di familiari, in cui è stata evidenziata l'importanza di poter far parte di un'associazione, con cui si possa condividere, trasmettere esperienze, aiutare a non ripetere gli stessi errori. Secondo tale indagine il 70 per cento delle famiglie con figlio disabile necessita di punti di riferimento, scambi di esperienze fra famiglie, maggiore attenzione da parte delle istituzioni e, soprattutto, meno burocrazia, che complica la vita dei genitori rendendo il sostegno non un diritto ma un favore. Il 60\% ritiene che sia aumentata l'indifferenza nei loro confronti. La solitudine è fortemente avvertita dal 40\% delle famiglie. I preconcetti che esse avvertono sono anche verso le scelte cui sono chiamati - spiega Dalle Grave - tanti genitori che affidano un figlio a una struttura residenziale dicono che la loro decisione viene giudicata come abbandono, non come una reale necessità di aiuto".Infatti per sostenere la presenza di un disabile dal punto di vista economico, il 45 per cento delle famiglie ammette che sono necessari due stipendi, oltre all'assegno d'invalidità. Il "dopo di noi" per le famiglie resta la preoccupazione maggiore. Anche in questo caso l'associazionismo ha fatto molto. Lo stesso Franco Dalle Grave si è impegnato perché nei prossimi anni in Comune di Sospirolo possa sorgere una struttura di accoglienza ed appoggio.Andrea Dassie.

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Senza l'artigianato non si va da (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Senza l'artigianato non si va da nessuna parte, soprattutto in una Regione come la nostra in cui questa voce produce il 13\% del Pil e mette a disposizione un valore aggiunto che supera i 4 miliardi di euro.Alla festa del lavoro artigiano - cui hanno preso parte i 129 premiati fra maestri artigiani ed eccellenze artigiane - la tradizione di un passato da tramandare si è coniugata con l'innovazione e con le richieste, pressanti, emerse da Confartigianato, Cna e Ures (Unione regionale economica slovena) di un'urgente semplificazione burocratica e di un riconoscimento ufficiale del ruolo fondamentale che l'artigianato ricopre in Friuli. In un Teatro Giovanni da Udine diventato per una mattina il palcoscenico vivente dello stato di affaticamento vissuto dal settore, si sono imposte sulla scena le domande di aiuto: "Non è possibile che il sistema fiscale bruci metà dei nostri incassi, non è possibile che dobbiamo scontrarci con una burocrazia dispendiosa e complicata; non è possibile che le leggi ci facciano spendere tanto per i nostri dipendenti che, però, non hanno uno stipendio adeguato", ha scandito Graziano Tilatti, presidente Federazione regionale Confartigianato.Anche gli altri protagonisti dell'evento - condotto da Cristina Parodi e intermezzato dalle gag del comico Paolo Cevoli - hanno ribadito la funzione vitale dell'artigianato che conta quasi 33mila imprese: mentre Davide Stupar (Ures) ha ricordato come sia stata proprio l'Unione slovena a proporre l'istituzione della figura di maestro artigiano (colui che tramanda il mestiere, ha una riconosciuta esperienza e sa innovare) e rilancia l'idea da estendere ad altri campi, Massimo Szalay, presidente Federazione regionale Cna ha sottolineato il patrimonio da valorizzare.Del resto le imprese costituiscono il 31\% di quelle attive in Regione, un dato che cresce al 38\% se si esclude il settore agricolo e l'intero comparto occupa oltre 85mila addetti, fra datori di lavoro, autonomi e dipendenti.Le tre sigle hanno chiesto a una sola voce al mondo politico di essere considerate per il peso che hanno. A spezzare più di qualche lancia a favore degli artigiani è stato il sindaco Sergio Cecotti: "Senza l'artigianato il sistema territoriale non va da nessuna parte; l'artigianato è la custodia del saper fare ed è il prerequisito fondamentale per l'innovazione".Il debito morale che l'assessore regionale alle Attività produttive Enrico Bertossi ha riconosciuto nei confronti del mondo artigiano è stato pagato al Giovanni da Udine: qui Bertossi ha dimostrato di condividere l'allarme degli artigiani pressati dal macigno fiscale e ha formulato un appello: "Dobbiamo restituire prestigio sociale all'artigianato".Dal canto suo, il governatore Riccardo Illy si è impegnato dal palco, in veste di candidato, a mettere in piedi ulteriori 'alleggerimenti', in particolar modo nel versante burocratico, e a continuare sulla strada tracciata dalle leggi Bertossi e Cosolini, dalla riduzione selettiva dell'Irap, dalla politica per la formazione e dal sostegno ai Congafi artigiani. Se non si tramanderanno i mestieri, si rischia l'estinzione e si va incontro a un duro colpo per l'asset economico del Friuli Venezia Giulia.Irene Giurovich.

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Tutti contro la sindrome NIMBY in campagna elettorale (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 03-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 08 3 Tutti contro la sindrome NIMBY in campagna elettorale Pubblicato da Massimo Brignolo alle 20:27 in Diario "Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili". Questo recita Wikipedia per descrivere quella che secondo il Financial Times "è stata una cultura diffusa nella vita italiana spesso identificata come una delle ragioni del declino economico e della carenza di infrastrutture". "I partiti italiani attaccano la sindrome Nimby": sembra essere secondo FT l'elemento nuovo di questa campagna elettorale. "Con Napoli che sguazza nei rifiuti non raccolti ed i responsabili dell'energia che allertano sulle possibili carenze di gas quest'inverno, entrambi i partiti principali della contesa dichiarano di voler cambiare il modo nel quale l'Italia funziona, o meglio non funziona" osserva il quotidiano finanziario. Secondo la prospettiva del Financial Times, "il Partito Democratico sta cercando di capitalizzare la sua decisione di mollare Verdi e Comunisti per le elezioni di metà aprile. I Democratici basano la loro campagna elettorale sulla promessa di centralizzare e rendere efficiente al massimo il processo decisionale sui grandi progetti infrastrutturali". Dall'altro lato dello scacchiere, osserva l'articolo, "Berlusconi ha promesso di ridurre la burocrazia eliminando il livello provinciale e di supportare grandi progetti come il ponte sullo Stretto". Mentre "anche l'energia nucleare sarà nell'agenda di un governo di centrodestra", il Partito Democratico, in ogni caso, "mantiene la sua posizione contraria ad un ritorno all'energia nucleare" in linea con i risultati del referendum del 1987 che hanno portato "l'Italia ad essere il solo paese del G8 a non produrre energia con centrali nucleari".

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