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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  2-10 agosto 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Allarme rosso l'Italia si sfascia ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 02-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini acconsente. La Lega non vuole l'integrazione degli immigrati regolari e cerca di seminarla di ostacoli. Sapete, cari lettori, quanti sono oggi gli immigrati regolari? Sono ormai cinque milioni, una massa di persone eguale agli abitanti del Lazio.

(AGR) DIALETTO, AUTILIO: BOCCIATE PROPOSTE BOSSI ( da "Basilicanet.it" del 02-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del Ministro Gelmini, e addirittura auspica un Festival di Sanremo con canzoni in dialetto, le Regioni sono fortemente impegnate ad affermare il principio di indirizzi unitari della pubblica istruzione del Paese per rafforzare la competitività dei nostri giovani in Europa e nel mondo e a sostenere una Legge Quadro sullo spettacolo che non ha niente a che fare con la â?

Quattro giovani trovati al volante delle loro auto ( da "Sicilia, La" del 02-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini nella nostra provincia e adesso i dati parlano da soli e sarebbe financo superfluo commentarli». Per Ingrao «gli effetti di questi tagli indiscriminati sono facilmente intuibili sul piano della qualità del servizio scolastico che sarà assicurato ai nostri alunni: classi sovraffollate, difficilmente gestibili dal punto di vista educativo e didattico in un contesto ambientale,

E la Cgil annuncia: ( da "Sicilia, La" del 02-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha autorizzato 16.000 ammissioni in ruolo; alla provincia di Caltanissetta, sulla base di questi dati, verrebbero assegnati non più di 80 posti per Ata e docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola». Una stima che, secondo Mimma Castronovo, appare del tutto inadeguata rispetto a quelli che sono i bisogni,

L'inventore casalese ricevuto dai ministri ( da "Stampa, La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ipsia Calvi di Sannazzaro de' Burgondi, dai ministri Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo a Palazzo Chigi: ha partecipato alla firma della carta di intenti che legherà i ministeri della Pubblica istruzione e dell'Ambiente alla scuola, per un maggiore impegno nell'educazione ambientale e nello sviluppo sostenibile.

A ROVATO La cava ed i tempi di autorizzazione nVorremmo portare all'... ( da "Giornale di Brescia" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 28 luglio 2009 dal ministro Gelmini, con oltre 6 mesi di ritardo. A dispetto degli annunci mediatici del «Pacchetto Università» del 24 luglio, in cui venivano annunciati criteri di valutazione basati sui tanto auspicati principi di trasparenza e meritocrazia, rimaniamo sconcertati di fronte ad un Decreto ministeriale che nulla cambia rispetto ai precedenti criteri di valutazione,

Un terzetto in cerca di riscatto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piccola variazione di nome per la seconda squadra che disputerà il campionato di C con la denominazione di Junior Bassa Bresciana. In panchina ancora Maurizio Bonaldo affiancato da Gian Angelo Gelminia . A Ospitaletto, come scritto nell'articolo in basso, la novità è l'allenatore: il figiano Vodo.

Università d'Italia Del domani non c'è certezza ( da "Unita, L'" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha detto il ministro Gelmini, ma non è chiaro chi e come ha stilato la classifica degli atenei. E i tagli favoriranno gli studenti più ricchi, specie al Sud. Ha fatto molto rumore l'annuncio dato dal ministro dell'università Mariastella Gelmini che il merito sarebbe stato finalmente premiato e, a partire da quest'anno, il 7% del Fondo di funzionamento ordinario (

Prove di accordo sull'assegno mensile ai precari della scuola ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, nel decreto anti-crisi, che è stato approvato ieri dal Senato. Martedì prossimo ci sarà un incontro tra ministro e sindacati, in occasione del quale verranno rivelati i dettagli del provvedimento. Non è escluso che in quell'occasione vengano fornite indicazioni anche sui contenuti della convenzione.

Fissate le nuove regole per la gestione dei concorsi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: combine introdotto dal decreto Gelmini che, per combattere abusi ed esiti pilotati, ha eliminato la prova orale e incaricato il ministerodi fissare i criteri per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni ( prima lasciatiall'autonomia delle commissioni). Il regolamento appena pubblicato dal Miur chiede alle commissioni di valutare «analiticamente »

Arrivano le immissioni in ruolo: una miseria secondo le organizzazioni dei precari ( da "Blogosfere" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Comunicato MIUR Gelmini: confermata linea del Governo. Risorse in cambio di riforme Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca rende noto che è stata autorizzata, per l'anno scolastico 2009/10, l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8.

Licei musicali Parma potrebbe fare da apripista ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite.

Nelle graduatorie c'è qualità e qualità ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: primi passi reali e i tecnici del ministero e delle università sonoal lavoro sulle classifiche diffuse dal ministro Gelmini la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio) e stilate in base ai parametri attualmente disponibili ed elencati in dettaglio nel grafico qui sopra. Come si può vedere, solo la metà di questi parametri rientra effettivamente sotto la voce «qualità».

Il tetto alle ore taglia le lauree inutili ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il tetto alle ore taglia le lauree inutili Al massimo 120 per ogni docente di ruolo: è la ricetta delle linee guida Gelmini PAGINA A CURA DI Gianni Trovati Nella sua lunga lotta contro i corsi di laurea "inutili", duplicati o disertati dagli studenti, contro i curricula fantasiosi e la moltiplicazione degli insegnamenti, il ministero dell'Università cambia strategia.

Il barone sfugge all'anagrafe ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo le previsioni del decreto Gelmini di novembre, avrebbe dovuto passare al setaccio l'attività di tutti i professori universitari, per mettere nel mirino chi da anni occupa una cattedra senza dare più notizia di sé con pubblicazioni scientifiche di qualche rilievo. A questi docenti "in sonno" il decreto Gelmini chiude le porte delle commissioni d'esame e,

Ecco i prof che insegnano gratis ( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ormai nota classifica resa pubblica dal ministro Gelmini - utilizza con buona "parsimonia" uno strumento amministrativo comunque abbastanza indecoroso. Se si sommano docenti e ricercatori esterni con i manager delle industrie che vengono a insegnare - mettendo in contatto studenti e mondo lavorativo - si arriva a un 16% di incarichi esterni gratuiti su un totale di 400 contratti.

Da Gelmini a Serracchiani, l'estate presa di petto ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha cominciato a mettere mano seriamente a scuole e università con provvedimenti anche rivoluzionari per il nostro paese (vedi la ripartizione dei fondi alle università virtuose), conquistando consensi e muovendosi con sicurezza. Non è da meno la sua collega, Stefania Prestigiacomo, alla quale Tremonti e Calderoli hanno provato a mettere i piedi in faccia infilando nel decreto

Lotta agli infortuni, l'Anmil applaude il decreto del Governo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Sacconi rappresenta un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso manifestando la volontà di impegnarsi concretamente sul fronte della lotta alla piaga degli

Atenei dimagriti, il Pdl approva ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: degli effetti della Riforma Gelmini, più volte contestata durante il periodo scolastico, sia dagli insegnanti, che dagli studenti. A un anno dai decreti è il momento di tirare le somme per un bilancio. A farlo sono i Giovani del Partito della Libertà che nel complesso danno una lettura positiva dei primi effetti della Riforma della scuola che sta riguardando ogni ordine e grado,

Licei musicali: Parma potrebbe fare da apripista ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite.

Nuovo piano scolastico, regione Marche contro Governo ( da "Sestopotere.com" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sollevato dalla Regione al Ministro Gelmini in ogni utile occasione, anche con una lettera ufficiale che ho inviato a marzo. Ma il Ministro resta chiusa a qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire ' non c'e` peggior sordo', a meno che non si tratti di disponibilita` finanziarie da mettere in campo per 'aiutare' sulla questione precari o personale gia` fuori dagli organici (

Se dovessero abortire gli uomini Come assistente sociale conosco il dramma di una donna ch... ( da "Stampa, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: VIGEVANO Libri costosi e portafoglio vuoto Credevo che la saggia disposizione del ministro Gelmini «i libri non devono essere cambiati ogni anno scolastico» fosse ormai cosa fatta. Nossignore: i professori, motivando la loro richiesta (ha stabilito un Tar), possono ora continuare a chiedere nuovi libri: da acquistare ovviamente a caro prezzo.

Officina e fornelli per i pluribocciati delle scuole medie ( da "Stampa, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiarazioni estive del ministro Gelmini vanno in questa direzione. Ma in Piemonte, un progetto regionale dedicato ai pluriripetenti - gli «irriducibili», ragazzi ai quali essere bocciati e ribocciati poco importa - va controcorrente: si ostina a cercare di recuperarli, di fargli prendere la licenza media, avviandoli al tempo stesso verso una formazione professionale che possa evolvere,

Scuola, Eccli torna a fare il preside ( da "Alto Adige" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il suo rapporto con Mariastella Gelmini è tra l'altro di notevole cordialità e il ministro è tornata di recente a farsi viva. Mariastella Gelmini, che da tempo ha chiesto a Durnwalder di trovare l'intesa su un altro nome, ha rispedito a Palazzo Widmann una lettera di questa primavera che contiene, tra l'altro, l'indicazione di alcuni nominativi che troverebbero il suo gradimento.

"Zingaro" della cattedra da otto anni ( da "Citta' di Salerno, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro le riforme Gelmini - Tremonti - Brunetta che "hanno confermato tutti i loro provvedimenti a danno della scuola pubblica statale, mantenendo i tagli, tornando indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico -pedagogico, diminuendo il tempo scuola e confermando l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula",

Il liceo linguistico cittadino attende notizie dal ministro ( da "Cittadino, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la partita è rimasta strettamente legata alla definizione della riforma Gelmini, al fine di non rischiare di puntare il tutto e per tutto su indirizzi a rischio di essere poi cancellati dalle nuove disposizioni ministeriali. Pertanto, se nei prossimi anni le occasioni potranno crescere, al momento non si sa ancora in che termini.

colazione all'aquila con le first ladies ( da "Centro, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mi ha fatto piacere il commento del ministro Gelmini: «Non ho mai mangiato un baccalà così strepitoso». E non mi è rimasto il complimento, ma la sua vera meraviglia di fronte a un ingrediente che probabilmente non aveva mai trovato molto avvicinabile. Anche in questo c'è l'Abruzzo: una terra rustica, forte, ma allo stesso tempo gentile, femminile quasi.

ripetenti, corsi di recupero a rischio - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dispersione scolastica è a rischio con la riforma Gelmini. Il progetto «Laboratori scuola formazione» dell´assessorato regionale all´Istruzione (obiettivo: seguire con corsi di recupero i pluri ripetenti della scuola media e aiutarli a conseguire la licenza), che è partito in forma sperimentale e con successo lo scorso anno, potrebbe subire già uno stop o un ridimensionamento nel 2009-

la scuola del dialetto non conosce la continuità - franco buccino ( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se non fosse che la Gelmini, pensando di ridimensionare le polemiche suscitate dalle posizioni della Lega sul test di dialetto agli insegnanti, ha detto che alla fine queste persone vogliono solo garantita dalla scuola la continuità didattica ai loro figli. Non si è resa conto, il ministro, che se fosse vera la sua interpretazione,

scontro comune-provveditore sui tagli alle sezioni tempo pieno - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Qui, oltre ai tagli del ministro Gelmini e del governo che sono drammatici, sono in gioco le relazioni istituzionali. A maggio ci hanno detto che sarebbero saltate dodici sezioni a tempo pieno alle elementari, un taglio che coinvolge trecento famiglie, ma da allora non abbiamo nessun dato».

Formazione per i futuri lavoratori ( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ai quali si sono riferiti i ministri Sacconi e Gelmini, dando risposte concrete ai numerosi interrogativi di chiarimento sull'articolato del decreto, riprendendo temi essenziali come la progettazione programmata di studi e sperimentazioni da far assumere negli istituti tecnico-professionali per formare alla sicurezza i futuri lavoratori.

Prevenzione infortuni sul lavoro, il T.u. è legge ( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e l'onorevole Sacconi, al termine del consiglio dei ministri, a richiamare la necessità di una preparazione specifica sul tema della prevenzione, sorretta da un ciclo formativo polivalente, nelle scuole di ogni ordine e grado». È questa, secondo il segretario generale, la via da seguire, nella quale non sono affatto estranei i programmi ministeriali e la didattica di riferimento.

Quattro studenti d'eccellenza ( da "Arena, L'" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Queste competizioni nate da una legge del 2007 e confermate dal recente decreto presentato dal ministro Maria Stella Gelmini, stabiliscono che vengano premiati gli studenti in considerazione della votazione conseguita nell'esame di Stato conclusivo del corso di studi, e in base alla migliore classificazione in «competizioni basate su procedure di confronto nazionali e internazionali».

I Vigili del fuoco al mondiale di rugby ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Grande l'apporto di Brescia alla nazionale con Piotti dal Desenzano, Gelmini dalla Bassa Bresciana e Romano dal Calvisano. In attesa di una maglia azzurra Mandelli in forza al Parma, Bosna, Gabba, Ravazzolo del Brescia e Costantini del Piacenza. Tra un anno Brescia dovrebbe ospitare il «6 nazioni» dei Vigili del fuoco.

La sinistra dica qualcosa sulla scuola ( da "Riformista, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: furbissima Gelmini fa le sue "riforme" a scuole rigorosamente chiuse, un po' perché, purtroppo, la centralità dell'istruzione (e della formazione) non è nelle sue corde. Centralità democratica e, secondo me, perfino di civiltà. L'ultima sortita del lascivo ministro (che ha appena fatto a pezzi quel che resta dell'università) è una sostanziale apertura alle ipotesi leghiste sul "

11:10 AGENDA APPUNTAMENTI ( da "Agi" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 AGOSTO - Roma: Scuola - Il ministro Maria Stella Gelmini incontra i Segretari generali dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda, Anp (Miur, ore 15). 7 AGOSTO - Rispescia (Grosseto): Festambiente - Si apre la 21.ma edizione del festival internazionale di ecologia e solidarieta' promossa da Legambiente.

SCUOLE ISOLA D'ELBA: ALLARME ORGANICI ( da "Blogosfere" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco allora scattare la lettera-denuncia indirizzata al Ministro Gelmini, agli Uffici scolastici di Livorno e della Toscana, ma anche ai Presidenti di Provincia e Regione e all?Assessore regionale all?istruzione Simoncini, decisa dal Consiglio d?Istituto dell?I.S.I.S. Foresi di Portoferraio, di cui Gaudenz è il presidente.

Bologna, tagli alla scuola: comune Bologna protesta ( da "Sestopotere.com" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo di evitare i disastri che i tagli della Gelmini sono destinati a produrre nel tempo, a partire dal 7 di settembre, giorno di apertura di nidi e materne>.

SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA ( da "Adnkronos" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA ultimo aggiornamento: 04 agosto, ore 18:20 commenta 0 vota 0 invia stampa Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - Assunzioni e immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno scolastico.

TAGLI ATA, PROVINCIA MT: PARI DIGNITÀ CON PROVINCIA PZ ( da "Basilicanet.it" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini sta debellando il fenomeno del precariato a spese dei lavoratori. Infatti, le pesanti riduzioni del personale metteranno in ginocchio il sistema scolastico insieme alle famiglie già colpite dalla recessione in atto. A sostegno dei diritti di queste persone e delle proprie famiglie, l'Amministrazione provinciale rivendica un trattamento di pari dignità

SCUOLA. GELMINI: "SEDICIMILA ASSUZIONI TRA DOCENTI E PERSONALE ATA" ( da "AgoPress" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha incontrato oggi i segretari generali dei sindacati della scuola. Nel corso della riunione il ministro ha confermato per il prossimo settembre l?assunzione di 647 dirigenti scolastici, l?immissione in ruolo di 8mila docenti e l?assunzione di 8mila unità di personale Ata.

Fondazione Biagi, fuori Tiraboschi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come consulente dei decreti di Brunetta e della Gelmini, ha sempre guardato con insofferenza il mondo degli economisti modenesi, schierati compattamente col centro sinistra. E una volta che le incomprensioni hanno superato il livello di guardia. la catena di dimissioni è stata una reazione scontata.

Nuovo sovrintendente, spunta anche Mariani ( da "Alto Adige" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rosa di nomi sottoposta dal ministro Gelmini al presidente Durnwalder per l'intesa sul nuovo sovrintendente. Con questo passaggio di carriera le sue quotazioni diventano più alte». La giunta provinciale nel luglio 2008 aveva scelto Ivan Eccli e la situazione non si sblocca. Secondo Michaela Biancofiore è già partita dal ministero una ulteriore lettera di sollecitazione a Durnwalder.

I sindacati: l'avvio scolastico sarà difficile ( da "Secolo XIX, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: gelmini ROMA. Sulla scuola italiana resta l'incognita dei tanti precari che rischiano di restare fuori dal mondo del lavoro, tanto che sia la Flc Cgil sia la Cisl Scuola parlano di rischio di avvio non facile per il prossimo anno scolastico. Un problema affrontato dal ministro Mariastella Gelmini proprio con i sindacati in un incontro nel quale sono emersi impegni per la ricerca

il decreto taglia una classe di terza media ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base al decreto Gelmini, verrà soppressa. Gli alunni sono meno di 18, così la classe non viene formata poiché dopo lo scrutinio è risultata avere il minor numero di alunni (15) rispetto alle altre due terze. «I nostri figli», dice un genitore, «sono stati penalizzati dal nuovo edificio scolastico.

Metà stipendio per chi sarà disoccupato dal 1 settembre ( da "Stampa, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciato il ministro Gelmini ai sindacati. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di «disponibilità» presentati alcuni mesi fa. «Manca ancora un testo scritto che definisca le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - anche se il ministro ci ha promesso che dopo l'

i soldi agli insegnanti ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il coordinamento sindacale ha scritto al ministro Gelmini, rivolgendo un appello anche al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro Tremonti. I 20 milioni di euro destinati al personale saranno utilizzati per i moduli provvisori. Il Comitato sindacale permanente creato dopo il sisma riunisce Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, Fed.

Atenei pronti al cambiamento ( da "Italia Oggi" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione e università Mariastella Gelmini.Domanda. Partiamo da questa novità.Risposta. Alla luce della prossima riforma che riguarderà le procedure di reclutamento e progressione di carriera, la semplificazione della governance, la Gelmini ci ha chiesto una revisione e riduzione dei settori: da 370 li abbiamo portati a circa 190, ognuno di questi inquadrato,

ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da t ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti i familiari, parenti e amici --> Mercoledì 05 Agosto 2009 AGENDA, pagina 46 e-mail print ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa

Laici, cattolici e la forza del dubbio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si laurea in Lombardia e va a fare l'esame di stato a Catanzaro (dove, in quegli anni, il tasso di promozione era del 90%). Forse il ministro dovrebbe astenersi dal pronunciare con tanta insistenza parole come merito, rigore, serietà.

Per i precari soluzione rinviata di un mese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, nell'incontro di ieri con i sindacati, preoccupati per la bocciatura dell'emendamento proposto dal ministro nel decreto anti-crisi, a causa dell'opposizione dell'Economia che temeva un aggravio per la spesa pubblica. Il provvedimento legislativo conterrà le regole per il riconoscimento del servizio e per la priorità sulle supplenze.

I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il

La nella scuola ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola BARI Prende spunto dal santino dedicato a Maria Stella Gelmini, attuale ministro della pubblica istruzione, il pamphlet Beata Ignoranza (edito da Fandango) che verrà presentato questa sera, alle 19.30, nella Taberna Libraria a Martina Franca. Autore dello scritto dai toni polemici è lo scrittore Cosimo Argentina, nato a Taranto nel 1963 e trasferitosi in Brianza dal 1990.

I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il

I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia ( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode ( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,

( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini in un modo sconcertante ha affermato che la scuola d'infanzia non è una scuola dell'obbligo e non si sente in dovere di finanziarla. Mi sembra oltremodo oltraggioso non solo per l'interesse dei cittadini ma anche per le istituzioni che rappresentano lo Stato sul territorio che si possano dare risposte di questo tipo »

tagliata una prima media a sant'onofrio ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onofrio Decreto Gelmini, proteste per lo spostamento degli alunni a Campli CAMPLI. Anche a Campli il decreto Gelmini taglia classi e insegnanti. In base ad una nota della direzione dell'istituto comprensivo di Campli, nell'anno scolastico 2009-2010 verrà a mancare una classe prima media nel plesso scolastico di Sant'Onofrio.

Gelmini, 16 mila assunzioni ma per i sindacati sono insufficienti ( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini, nel corso dell?incontro di oggi con i Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il prossimo settembre l?assunzione di 647 dirigenti scolastici, l?immissione in ruolo di 8mila docenti e l?assunzione di 8mila unità di personale Ata.

Pieni voti a 3.529 studenti: al Sud la gara dei voti più alti Gelmini: ( da "Corriere.it" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: posto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono inve­ce diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile an­che i voti più alti,

Col nuovo anno tornerà l'onda studentesca anti-Gelmini ( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

La maturità e il merito ( da "Blogosfere" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perchè il Ministro Gelmini coordinato dal Ministro Tremonti ha operato solo tagli, molti tra l'altro proprio dove c'era una scuola che non era così in ritardo con il resto d'Europa, la scuola primaria. Anche le università migliori utilizzano test e non i risultati della maturità per l'ammissione, così anche se hai preso cento non è detto che potrai accedere alla Bocconi,

Riforma, docenti di ruolo in esubero ( da "Denaro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetto dei tagli voluti dal ministro Gelmini: quattro le classi di concorso in esubero e 38 professori di ruolo che non trovano una sede nelle scuole medie e istituti comprensivi di Terra di Lavoro. In particolare gli insegnamenti in esubero dopo i movimenti sono: educazione fisica (classe di concorso A030), musica (A032), tecnologia (A033),

Scuola, ancora aperto il confronto sui prof precari ( da "Avvenire" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacale ha chiesto ieri al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. All'ordine del giorno le «problematiche relative alle assunzioni in ruolo e al precariato», che diventano sempre più urgenti alla luce dei tagli programmati dalla Finanziaria. E dal ministero è giunta la rassicurazione che «il governo sta lavorando per garantire continuità didattica agli studenti,

Trovata l'intesa per salvare i precari ( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso responsabile del dicastero di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un testo scritto che definisce le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega ad Apcom Domenico Pantaleo,

Il decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un grande passo avanti contro gli infortuni ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Sacconi rappresenta per l'Anmil non un punto di arrivo, ma anzi un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso fino ad oggi manifestando la volontà di impegnarsi

Maria Antonietta ha deciso ! Non pane, non brioches... solo Kleneex per asciugare le lacrime ( da "Blogosfere" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordato dal Mef, è stato comunicato ai sindacati dal ministro Gelmini durante il confronto tenuto a viale Trastevere il 4 agosto (quindi ad anno scolastico terminato e con il 90% del personale in ferie) per affrontare le problematiche connesse con le migliaia di precari che dal prossimo anno rimarranno disoccupati.

Modena, IV fase dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est ( da "Sestopotere.com" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: via Gelmini, via Gottardi, via Araldi e via Emilia, con successivo rientro in rotatoria, da cui sarà possibile proseguire in direzione Nord o verso Bologna. Il traffico in tangenziale direzione Nord - Sud verrà deviato sulla rotatoria e, insieme al traffico proveniente da Bologna in direzione Abetone/Vignola,

Sulla scuola mantovana arriva la scure dei tagli: mancano 140 insegnanti ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: convocato dal ministro Gelmini, i vertici del sindacato nazionale hanno ribadito l'inadeguatezza del numero di assunzioni in pianta stabile di insegnanti, bidelli e collaboratori scolastici. «A Mantova - spiega la componente della segreteria della Flc-Cgil - le assunzioni in ruolo dei docenti saranno 56 a fronte di 331 posti disponibili.

Tiraboschi fuori da ogni incarico ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: docente non è più direttore scientifico La direttrice Gelmini: «L'operatività non è in discussione» «La Fondazione Marco Biagi non interromperà il calendario delle sue attività istituzionali per le dimissioni del prof. Michele Tiraboschi». E' questo il primo punto fermo della querelle tra il docente di economia Michele Tiraboschi e la fondazione intitolata al suo maestro di studi,

Terme di Boario: Paola e Chiara ospiti del festival che cerca talenti ( da "Giornale di Brescia" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex Stefano Gelmini Band) di Sabbio Chiese, Federica Lonati di Brescia, Sara Rossi di Calvisano, Giulia Valotti di Lonato, Mario Soregaroli di Quinzano e Fabio Campedelli di Zevio (Verona). Al termine della serata, un concorrente verrà eliminato. Il concorso proseguirà, sempre nel parco delle Terme, il 21 agosto con Simone in qualità di ospite.

L'esempio del Trentino serve all'Italia ( da "Adige, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e Gelmini L'esempio del Trentino serve all'Italia TRENTO - A Roma il presidente del Coni Gianni Petrucci e la ministro Maria Stella Gelmini hanno annunciato - titolo sulla Gazzetta dello Sport di questo tenore «Sport dalle elementari il progetto decolla» - che è stato segnato lo storico passo per diffondere l'attività motoria ai più piccoli.

Chiusi i lavori per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone (nella foto, la sede) ( da "Adige, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gregorio Vivori Agostini, Andrea Gelmini, Nadia Zorzi, Luchak Nadiya, Elena Baron. Commissione informazione, gemellaggi e decentramento amministrativo. Presidente : Domenico Fadanelli. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Mariapia Fogarolli, Massimo Baldessari. Per la minoranza: Stefania Cerato.

Dialetto nelle scuole: facile a dirsi, meno a farsi ( da "Secolo XIX, Il" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini non veda male l'introduzione dei dialetti (ma perché non chiamarli lingue regionali?) nelle scuole. Ho già ricordato, su queste pagine, la dignità culturale di saperi linguistici, di tradizioni artistiche e letterarie, di costumi che lo Stato nazionale quasi aveva relegato in soffitta anche se non si lasciavano cancellare tanto facilmente.

sedioli: "docenti in più? no, solo precari stabilizzati" ( da "Repubblica, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti in Emilia Romagna come annunciato dalla Gelmini? Non proprio: sono precari che vengono assunti in ruolo. Una buona notizia, ma che non influirà sulla drammatica situazione dei tagli. «Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte - protesta l´assessore regionale alla scuola Giovanni Sedioli - i 616 insegnanti in più per l´

Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede l'espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha tolto alla scuola più di 8 mi- liardi di euro - ha spiegato -

Biancofiore dura ( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Vedendo i curricola, il ministro Gelmini ha ritenuto che Ivan Eccli avesse minori titoli di altri tuona Biancofiore Con la sua nomina politica, Tommasini rovina la scuola di lingua italiana. Durnwalder dovrebbe togliergli le deleghe» . A PAGINA

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha deciso di premiare il merito. Durnwalder dovrebbe togliere le deleghe al suo vice» BOLZANO Ora che è quasi ufficializzata la nomina di Ivan Eccli alla Sovrintendenza scolastica, lo scontro tra Michaela Biancofiore, la deputata del Pdl che si è messa di «traverso», e l'assessore competente Tommasini,

Bocciati record? I presidi: ( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tutta colpa della Gelmini» Indice puntato sulla riforma: l'anno prossimo andrà ancora peggio VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad un 2,6% di bocciati un aumento dei non ammessi all'

Bocciati record I presidi: ( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Colpa della Gelmini» VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad un 2,6 per cento di bocciati un aumento dei non ammessi all'esame, 259 in tutti gli istituti veronesi (

( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che chiede al ministro Maristella Gelmini quali misure adotterà «per garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di assistenza e di istruzione alle famiglie del Veneto ed alla popolazione scolastica dai tre ai sei anni per il prossimo anno scolastico». Secondo i parlamentari sarebbero 40 in tutta la regione le sezioni di scuola materna richieste e non accolte,

S ignor ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 Lettera al ministro Gelmini Dante e Verga? Non li voglio Mi son de Trieste di CLAUDIO MAGRIS S ignor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione ad ogni livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese,

Ministro, cambiamo i programmi: El moroso de la nona invece di Dante ( da "Corriere.it" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lettera aperta alla gelmini Dante e Verga? Basta. Mi son de Trieste Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso de la Nona» al posto della Divina Commedia Signor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione a ogni livello, dalla scuola elementare all'

Una scuola a lezione di merito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Prima ancora del riconoscimento del merito, però, la nostra Costituzione ha a cuore il diritto allo studio, il cui effettivo esercizio è evidentemente presupposto perché possa essere riconosciuto il merito. I provvedimenti adottati da questo governo stanno mettendo in discussione il diritto allo studio: l'aumento degli alunni per classe calpesta uno dei cardini della Repubblica

616 insegnanti in più per l'Emilia-Romagna , assessore Sedioli: "Solo stabilizzazioni di personale precario" ( da "Sestopotere.com" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Emilia-Romagna di cui ha dato annuncio nei giorni scorsi il ministro Gelmini sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro”. Così dichiara l?assessore regionale alla Scuola, Giovanni Sedioli. “I tagli per ora restano così come purtroppo erano stati programmati, con tutti i danni conseguenti.

PROVINCIA MT: NO AI TAGLI AL PERSONALE DELLA SCUOLA ( da "Basilicanet.it" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha forse poco chiara la situazione in cui rischia di far precipitare la scuola lucana, e più¹ in generale quella dell'intero Mezzogiorno, forse perché© troppo preoccupata a garantire risorse in più¹ al Veneto e alle altre regioni settentrionali.

Iscrizioni chiuse, ateneo a rischio ( da "Corriere Adriatico" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in seguito alla riforma del ministro Gelmini, e resta concentrato per garantire un futuro della struttura di via don Riganelli. Chiusura scongiurata Inizialmente, si era addirittura temuta la chiusura immediata dell'ateneo, perché il provvedimento ministeriale mette effettivamente a repentaglio le piccole sedi distaccate delle università,

SETTEMBRE NERO PER LA SCUOLA ( da "Azione, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è intanto la certezza che il taglio agli organici è tornato ai livelli previsti, in contraddizione con gli impegni del ministro Gelmini di attenuare la riduzione. Con un meno 5 mila posti, viene ribadito il taglio senza alcuno sconto rispetto all'ammontare complessivo a livello nazionale, né sul personale docente (meno 42 mila posti) né sul personale Ata (meno 15 mila posti).

Una poltrona per il "ribelle" Torretta ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma Torretta vorrebbe anche impegnarsi per studiare l'effetto che fa la riforma Gelmini sulle scuole udinesi. Il neo-delegato ha soprattutto un sogno: «Spero di poter far qualcosa per ricordare Riccardo Rinaldi. Mi piacerebbe che il Comune di Udine gli dedicasse una borsa di studio, visto che studiava al Marinelli, che è una scuola udinese».

Scuola, sit in contro i Sindacati, docenti e Ata ( da "Sicilia, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischi che i tagli operati dal ministro Gelmini potrebbero determinare per la scuola pubblica sia sul fronte occupazionale e su quello della didattica e quindi del diritto allo studio. Tagli notevoli, che in provincia di Caltanissetta sono 263 sull'organico di diritto per il personale docente, 92 per il personale Ata, 24 per il sostegno, 3 sui progetti per la dispersione scolastica.

Gas, intesa Russia-Turchia ( da "Sicilia, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il presidente Roberto Formigoni per la Regione Lombardia. L'intesa, complessa e articolata, nello specifico prevede la realizzazione di due distinte linee di attività ad elevato contenuto di innovazione tecnologica da 320 MWatt/anno nel periodo 2009-2010;

Quando il digitale fa flop: imparare la responsabilità! ( da "Blogosfere" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il secondo, sulla riforma Gelmini, dall'11 maggio 2009, 312 accessi e 2 voti! Per quello che vale, una conferma ulteriore di un modo sostanzialmente passivo, da spettatori, di accedere alla rete (siamo un paese «guardone e non toccone», mi scriveva in Facebook Roberto Maragliano).

Pochi docenti assunti, molte cattedre vuote ( da "Emilianet" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - per garantire continuità didattica e organizzativa a scuole e studenti'. I sindacati però denunciano che le assunzioni autorizzate sono del tutto insufficienti rispetto alle reali necessità. Secondo i dati della Cgil, negli asili statali le cattedre vacanti sono 50, il personale che sarà assunto equivale però solo a un a un terzo,

Immissioni in ruolo : solo il 2% dei precari.... ( da "Blogosfere" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini dimostra tutto il suo cinismo: è stata messa al ministero senza avere alcuna competenza e capacità con un compito ben preciso (distruggere la scuola pubblica, tacendo la questione sociale legata alle migliaia di famiglie di insegnanti precari pluriennali lasciati a casa).

La Padania alza il tiro ( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-08-2009) + 3 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo obiettivo è di più lungo termine.

Scuola: a Brescia 305 nomine di ruolo ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei sindacati col ministro Gelmini. «I pesanti disagi determinati dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un precariato che vede ridotte le opportunità di lavoro rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva: anche per questo è più che mai indispensabile l'attivazione di sedi permanenti di confronto, che aiutino a governare le emergenze con soluzioni efficaci e condivise.

La Statale boccia il Ministero Dopo la valutazione negativa del dicastero di viale Trastevere, il rettore Preti reagisce: Ben venga la valutazione del merito, ma i criteri devono ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il rettore Preti con il ministro Mariastella Gelmini «La valutazione non rende giustizia al lavoro e all'attività svolti nella nostra Università». È con queste parole che, dopo la «bocciatura» subìta dal Miur, il rettore dell'ateneo cittadino, Augusto Preti, «boccia» a sua volta i criteri utilizzati dal dicastero di viale Trastevere.

Ecco perchè Brescia non è da bocciare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università.

Mancano gli insegnanti A rischio la campanella ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dei mille posti assegnati dal ministero di Maria Stella Gelmini alla Lombardia, a Brescia ne sono venuti una novantina. Una «goccia nel mare», dice Franceschini, pari a un misero 11 per cento degli 802 posti vacanti in organico di diritto, tale da lasciare scoperti «ben 712 contratti a tempo indeterminato».

la padania alza il tiro ( da "Centro, Il" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo obiettivo è di più lungo termine.

intesa stato-regione sulla scuola soldi ue per salvare 1.500 supplenti - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. A settembre, degli oltre 4 mila supplenti isolani falciati dalla coppia Gelmini-Tremonti, mille e 500 saranno salvati dal baratro della disoccupazione. Seicento di loro saranno docenti di sostegno. Lo strumento che consente di addolcire la pillola è l´accordo biennale sottoscritto a Roma da Leanza e dal ministro Gelmini.

smettiamola con le zuffe e ascoltate gli scrittori - tiziano scarpa ( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha seguito la riforma Gelmini e l´Onda, ma i suoi articoli sono apparsi in Rete e su piccoli giornali militanti. Non abbiamo molti drammaturghi: uno dei più geniali, Vitaliano Trevisan, fa una lettura scenica di un suo nuovo testo teatrale su un politico in esilio ad Hammamet: credete che sia venuto ad ascoltarlo qualche critico,

La classe cambia il nome e parte con dieci iscritti ( da "Arena, L'" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo il decreto Gelmini, infatti, per fare una classe ci vogliono almeno 15 bambini. Ca' degli Oppi pare perciò uno strappo alla regola sulla quale molti altri istituti potrebbero rifarsi. Ma come ci si è riusciti? La soluzione messa a punto dal provveditore di Verona, Giovanni Pontara, e dal Comune è stata una specie di uovo di Colombo:

Silvio teme che la Rai gli sfugga di mano ( da "Stampaweb, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: russa e che rilanciavano spavaldamente antiche dicerie sui reali rapporti fra il premier e i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Dubbi sostenuti, dicono, dall?esistenza di registrazioni. Il presidente del Consiglio aveva le mani che gli prudevano, e non ha resistito alla tentazione di porre rimedio raccontando la sua versione dei fatti. E, soprattutto, non ha resistito all?

Le mille Italie e l'identità nazionale ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde,

IL FANTASMA MERITOCRATICO ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per effetto dei disposti del nuovo ministro, Mariastella Gelmini, che l'anno prossimo saranno ulteriormente modificati, l'esito degli esami di maturità si è concluso con un aumento del trenta per cento dei bocciati. Oltre che con lo schiacciamento in basso dei voti, soprattutto negli istituti professionali.

Le mille Italie e l'identità nazionale ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde,

scuola, fondi dirottati sull'edilizia ( da "Centro, Il" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, sollecitando un intervento del premier Berlusconi e del ministro Tremonti. Si è mosso anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, con pressioni sul governo per reperire altre risorse. Ma intanto il tempo passa: il 21 settembre suonerà la campanella per tutti gli studenti della regione e l'ufficio scolastico regionale deve fare i conti con una pesante carenza di personale.

Arriva la cassa integrazione per gli insegnanti precari ( da "Blogosfere" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: posti di lavoro a seguito dei tagli agli organici voluti da Gelmini e suggeritori vari...... ecco che arriva il provvedimento panacea per guarire tutti i mali...o l'elemosina ( così l'hanno definita le organizzazioni dei precari ) cioè la possibilità , da parte dei precari che non ritroveranno il posto di lavoro , di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio.

Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede l?espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha tolto alla scuola più di 8 miliardi di euro - ha spiegato -

( da "Brescia Oggi" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università.

Udine è, grazie all'ottimo lavoro del rettore Compagno e del suo staff, ovviame... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la quota da ripartire alle Università virtuose come già proposto in sede nazionale dal ministro Gelmini. In secondo luogo, anche la Regione deve aumentare il suo sostegno all'Ateneo friulano. Va riconosciuto che la nostra Università è riuscita a produrre risultati eccellenti in termini di didattica e di ricerca, sopperendo al sottofinanziamento cui accennavo sopra.

Il 15 maggio si celebrerà l'Autonomia. Lombardo: non solo vacanza ( da "Sicilia, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Grazie al protocollo d'intesa siglato tra Stato e Regione siciliana verranno garantiti 1.800 posti tra docenti e personale Ata; nella fattispecie a tirare un sospiro di sollievo saranno 900 docenti di tutti gli ordini e gradi di scuole, 600 insegnanti di sostegno e 300 collaboratori scolastici.

La scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una nuova riorganizzazione ( da "Stampa, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una nuova riorganizzazione

Portacomaro Stazione riscopre le sue radici ( da "Stampa, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che con la riforma Gelmini rischiava di sparire, cancellata dal vincolo dei 50 iscritti. «Si temeva che i genitori non iscrivessero i bambini in prima - spiega Pierino Trevisi, attuale presidente della Circoscrizione - Abbiamo offerto alcuni servizi importanti, come lo scuolabus fino a Valmaggiore e il doposcuola a prezzo scontato,

Note d'estate sul sagrato della chiesetta di Pontasio ( da "Giornale di Brescia" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Gelmini pianoforte, Laura Avanzini violoncello, con il supporto vocale di Orietta Barcellini. Il secondo appuntamento il 22 agosto, sul sagrato della chiesa di San Martino a Sonvico con recitativi, canti, danze e musiche della tradizione ebraica e klezmer (della diaspora) proposti da La Ghironda e dall'Ensemble Sesto Tono.

La raffica di bocciature apre un caso alle medie ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: registrata alle medie sia un effetto della scuola del rigore e della meritocrazia promossa dal ministro Maria Stella Gelmini o nasconda un disagio didattico e sociale più profondo. Il paese della Franciacorta è infatti decisamente controcorrente rispetto al trend provinciale, dove solo per citare il dato sugli esame di licenza media, la percentuale dei promossi ha raggiunto il 99,40%.

scuola, la scure del ministero si abbatte sui professori di ruolo e il personale ata ( da "Centro, Il" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in particolare del ministro Gelmini, pronta a dire sempre sì alle direttive impartite dal dicastero economico». Le organizzazioni sindacali sono state informate a cose fatte dei criteri relativi alla ripartizione dei contingenti. Ed è serrata la critica al governo da parte dei rappresentanti degli insegnanti.

La meritocrazia a scuola deve partire dall'alto ( da "Secolo XIX, Il" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione non sta a sproposito come una Letizia Moratti o una Mariastella Gelmini qualsiasi: «Come l'acqua e la corrente elettrica, come la salute, la risorsa scuola è per tutti e di tutti. Se ci sono sprechi, impariamo a ridurli. Ma certo non andremo lontani chiudendo condotte idriche, tagliando i cavi elettrici, lasciando ammalare la gente.

Cento e lode Brescia fa il pieno di geni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate.

Cento e lode Brescia fa il pieno di geni ( da "Brescia Oggi" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate.

Ma per l'associazione dei capi d'istituto ( da "Sicilia, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati con il ministro Gelmini del 4 agosto, è stato posto il problema dei nuovi concorsi che dovranno essere banditi con il regolamento varato due anni fa e finora non applicato. Nessuno ? ha aggiunto ? in quella sede ha parlato di novità nel regolamento». In merito alle ipotesi di Pittoni, Rembado rileva che, per quanto riguarda la necessità di mantenere la continuità didattica,

Preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-08-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, che prevede per gli istituti tecnici la riduzione degli indirizzi. L'Alto Friuli così si mobilita e cerca già di capire quale potrà essere il futuro dei suo centri studi. Giovedì a Tolmezzo, presso la sala della Provincia, oltre settanta persone tra dirigenti scolastici, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati del territorio,

Più di 30 ore per ottenere un posto letto ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 09-08-2009)
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Abstract: Ma il Tribunale per i diritti del malato contesta le scelte della direzione «volte sempre a ridurre le spese contraendo i posti letto - dice la presidente Adriana Gelmini - Sarebbe meglio tagliare i costosi contratti “ad personam” a dirigenti che magari restano al Maggiore solo pochi mesi».

Sapri, Ipsaa verso la chiusura ( da "Citta' di Salerno, La" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pur rientrando negli standard minimi richiesti dalla legge Gelmini (minimo 20 alunni per classe), «hanno avuto inspiegabilmente riposte negative dal Csa di Salerno», ovvero l'ex Provveditorato. " Quindi a loro dire «nel giro dei prossimi due anni ci sará la chiusura completa dei due istituti che - continuano -sono di fondamentale importanza non solo per il Vallo di Diano.

La cultura? Incapace di farsi politica rischia di diventare inutile piagnisteo ( da "Corriere della Sera" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, sono espressioni della migliore cultura politica nel senso vero del termine, cioè think tank che danno un sostegno alla politica, criticano l'esistente, producono progetti per il futuro. Scomparse le ideologie, i politici più seri sanno che non ci sarà possibilità alcuna di governo se l'azione politica non sarà sostenuta dalle idee a da una seria elaborazione culturale.

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2009)
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Abstract: il ministro Gelmini. Ecco in sintesi 4 anni di lavoro di Silvia Costa (Pd), da ieri ex assessore regionale a Scuola e formazione, che ha scelto la strada da europarlamentare. Nel 2005 la magistratura scoprì nei suoi uffici «corsi fantasma» che poi causarono quattro rinvii a giudizio per Giorgio Simeoni, allora assessore alla Formazione delle giunta Storace e attuale deputato Pdl.

Secondarie. ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scatterà la riforma Gelmini anche per loro. I nuovi percorsi liceali saranno sei (classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e coreutico, delle scienze umane) e daranno l'addio agli oltre 400 indirizzi sperimentali attivi fino a quest'anno. La novità più rilevante riguarda la possibilità delle scuole di attivare nel secondo biennio il percorso "

Doposcuola a pagamento, si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-08-2009) + 1 altra fonte
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Abstract: si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa Lunedì 10 Agosto 2009, La nuova riforma Gelmini riduce il tempo scuola innescando problemi impellenti soprattutto se entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. ma anche non c'è tempo per i ragazzini in difficoltà. Nessun problema, la scuola, come sempre, trova subito il rimedio.

PROVINCIA PZ, CONSIGLIO APPROVA SCHEMI CONVENZIONE POIS ( da "Basilicanet.it" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: posti in essere dalle riforme dei ministri Tremonti e Gelmini. La responsabilità e la gravità di quelle scelte ricade sullâ??operazione di vera e propria mattanza messa in campo in questi giorni dallâ??Ufficio scolastico regionale, con un taglio di circa 800 posti di lavoro, basato su parametri meramente ragionieristici, che non tengono conto delle specificità del territorioâ?


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Allarme rosso l'Italia si sfascia (sezione: Scuola)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 02-08-2009)

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Allarme rosso l'Italia si sfascia LE NOTIZIE sono tante ed emergono da vari fronti, ma il loro senso si racchiude in tre parole: implosione, disfacimento, secessione. Tre parole che non riguardano soltanto il governo, i partiti, l'economia, la scuola, il federalismo, l'immigrazione, la sicurezza, il Mezzogiorno, le mafie, ma riguardano l'intero sistema-paese. Riguardano l'Italia. Riguardano le istituzioni e lo Stato. Credo sia il momento di lanciare l'allarme rosso perché i segnali sono univoci: l'Italia, lo Stato italiano sono a rischio di implodere e non è uno scenario collocato in un futuro sia pur prossimo, ma già visibilmente in corso. Bombe a orologeria brillano una dopo l'altra. Alcune sono già esplose. Se le altre non saranno subito disinnescate, se non avrà inizio subito un'inversione virtuosa, tra qualche mese la conflagrazione sarà generale. Stiamo ballando sull'orlo di un vulcano e pochissimi se ne rendono conto. Tra quei pochissimi c'è sicuramente il Capo dello Stato. Se dovessi fare altri nomi significativi sarei molto imbarazzato. Il solo dato confortante è l'esistenza d'una massa cospicua di persone che percepiscono questa situazione di gravissima crisi e vorrebbero contribuire a spegnere gli incendi già appiccati e impedire che i focolai dilaghino; ma non hanno strumenti, non hanno punti di riferimento, hanno perso la fiducia o non sanno su chi riporla. Questa massa di persone, al di là degli schieramenti, della condizione sociale, della geografia, rappresenta un deposito di energie potenziali prezioso, ma purtroppo inerte; un esercito di riserva che nessuno è in grado di schierare; una sorta di vecchia e giovane guardia che se entrasse in linea oggi potrebbe capovolgere gli esiti di questa deriva. Sarebbe un miracolo. Io non credo nei miracoli ma in questo ancora ci spero. * * * Citerò un esempio dell'implosione in corso, tra i tanti che si possono fare: la penosa vicenda del decreto legge anticrisi che si è conclusa ieri dopo settimane e giorni di reiterati strappi istituzionali e costituzionali. Il governo emana un decreto che contiene misure urgenti per fronteggiare la crisi economica. Il presidente della Repubblica, al quale non compete di esaminare il merito di quelle misure ma soltanto la loro urgenza, ravvisa che questo requisito esiste e ne autorizza la presentazione in Parlamento. Il provvedimento di conversione del decreto, che deve compiersi entro 60 giorni, inizia alla Camera dei deputati. Le competenti commissioni lo esaminano ma mentre l'esame è già in corso cominciano a piovere emendamenti di estrema importanza presentati dal governo, sicché la materia da esaminare cambia in continuazione sotto gli occhi dei deputati e del presidente della Camera. Vengono introdotte norme su questioni di grande rilievo tra le quali lo scudo fiscale, la sanatoria per le badanti, spostamenti di risorse e di spese da un capitolo di bilancio ad un altro ed infine un complesso di norme che di fatto tolgono alla Corte dei Conti i poteri effettivi di indagine dei quali dispone. La pioggia degli emendamenti è talmente copiosa da trasformare il decreto in una sorta di "passe-partout" senza alcun riguardo né all'omogeneità delle norme né alla loro urgenza. La lista degli articoli, dei commi e degli allegati si allarga a dismisura. Il presidente della Camera cerca di arginare quel diluvio ma riesce solo ad aprire un ombrellino bucherellato. Alla fine, dopo l'ultimo emendamento inserito mezz'ora prima, il decreto va al voto su cui il governo ha posto la fiducia e passa con una stentata maggioranza, molto minore di quella di cui il governo dispone sulla carta. A questo punto il Capo dello Stato convoca al Quirinale il ministro Tremonti, autore del decreto e di gran parte degli emendamenti che l'hanno trasformato, e in un colloquio di tre ore gli segnala una serie di punti istituzionalmente e costituzionalmente irricevibili. Si augura che il Senato in seconda lettura li emendi, fa capire che in caso contrario rinvierà il decreto alle Camere per un secondo esame come la Costituzione gli dà il potere di fare. Tremonti ascolta, discute, controbatte; alla fine si impegna ad emendare il decreto. Ma poco dopo fa sapere che le correzioni suggerite da Napolitano non avverranno in Senato dove invece il decreto sarà approvato e convertito in legge con (ennesimo) voto di fiducia senza cambiare una sola virgola. La correzione avverrà subito dopo attraverso un decreto-bis (anch'esso da convertire in legge) che modificherà la legge appena approvata. Una procedura macchinosa al limite della Costituzionalità, voluta dal governo per un solo ma decisivo motivo: il timore che la maggioranza al Senato si sfaldi e la legge affondi. Con un nuovo decreto ci saranno invece altri due mesi di tempo. Il Capo dello Stato accetta questa procedura (che ha un precedente che può giustificarla) ma mette una condizione: il nuovo decreto dovrà essere emesso un minuto dopo il passaggio del vecchio decreto al Senato. Napolitano firmerà contemporaneamente la promulgazione della legge e il decreto-bis che la modifica, che è quanto finalmente è avvenuto ieri. Ho motivo di pensare che il presidente della Repubblica avrebbe di gran lunga preferito che gli emendamenti da lui sollecitati fossero decisi dal Senato. Ma ho anche motivo di pensare che a Napolitano stesse più a cuore che la legge fosse emendata piuttosto che la procedura per ottenere quel risultato. La morale che emerge da questa penosa vicenda è la seguente: il governo se ne infischia della Costituzione ed anzi opera in tutte le occasioni per svuotarla usando strumenti di urgenza anche dove l'urgenza non c'è e usandoli in modo da scavalcare filtri ed ostacoli. Si è arrivati al punto che una norma di legge fiscale, quella sul pagamento delle imposte da parte dei terremotati dell'Aquila, sia stata emendata con una circolare della Protezione civile anziché con un provvedimento legislativo perché il governo non si fida più della sua maggioranza se non vincolandola con il voto di fiducia. Questo è solo un esempio che dimostra il marasma istituzionale in cui ci troviamo. * * * La Lega nord è perfettamente consapevole di questo marasma come del resto lo siamo tutti. Ma la Lega non ne è affatto allarmata, anzi lo desidera. La Lega è un piromane che attizza l'incendio. Per mimetismo è spuntato un altro piromane in Sicilia. Se la Lega incendia anche la Sicilia incendierà. Se il governo si schiera con il leghismo di Bossi e di Tremonti, anche i siciliani adotteranno il metodo del ricatto e frantumeranno la maggioranza. Per evitare (per ora) l'incendio generale Berlusconi sgancia a Palermo quattro miliardi e (per ora) il leghismo siciliano rinfodera le armi. Quei 4 miliardi in realtà sono finti, prelevati da risorse già destinate alla Sicilia ma bloccate. Semplicemente sono state sbloccate anche se la cassa non ci sarà fino al 2010. A questo punto entrano in fibrillazione la Calabria, la Basilicata, la Puglia. Ma anche la Liguria, il Veneto, il Piemonte. Perché la Sicilia sì e gli altri no? Berlusconi promette un piano Marshall per il Sud ma se ne riparlerà a settembre e i fondi comunque sono sempre quelli già stanziati ma non disponibili. La cassa ci sarà, a dio piacendo, tra il 2010 e il 2013. Intanto la secessione silenziosa della Lega va avanti. * * * L'esercito italiano è un'espressione "nazionale" e come tale si dà carico di rappresentare il paese nei luoghi dove la pace è minacciata dal terrorismo o da altre emergenze. Ma alla Lega nulla importa che l'Italia sia presente come Stato e chiede il ritiro da tutte le missioni all'estero. Meglio impiegare i soldati per spazzare i rifiuti e per impedire gli sbarchi dei migranti. La scuola ha una missione culturale nazionale ma la Lega se ne infischia anzi non le piace affatto. Comincia col chiedere un esame di dialetto per i docenti destinati al nord, poi ripiega (ripiega?) su la nascita dei docenti nel territorio e su un esame di abilitazione per la storia e il linguaggio locale. Il ministro Gelmini acconsente. La Lega non vuole l'integrazione degli immigrati regolari e cerca di seminarla di ostacoli. Sapete, cari lettori, quanti sono oggi gli immigrati regolari? Sono ormai cinque milioni, una massa di persone eguale agli abitanti del Lazio. Ma non si fermeranno qui. Fanno figli, chiamano a raggiungerli altri membri della famiglia, pagano tasse, reclamano diritti. Quale politica si farà per integrare questo flusso? Quanto costerà? Quanto renderà? Nessuno se ne preoccupa. Così il federalismo. Così la Sanità. Quanto costerà il federalismo? Tremonti non dà cifre perché non le ha. Il costo del federalismo è come il budino: sapremo qual è solo dopo averlo mangiato. Intanto si procede alla cieca perché così vuole la Lega e così vuole Berlusconi che è sotto ricatto: se la Lega lo lasciasse cadrebbe il giorno dopo, anzi quel giorno stesso. Questa è l'implosione, il disfacimento, la secessione silenziosa. Questo è l'allarme rosso che è necessario lanciare. P. S. Ho chiesto domenica scorsa che fine avessero fatto i 35 miliardi di maggiori spese ordinarie fatte dal governo senza che se ne conosca la destinazione e il perché. Ovviamente il ministro dell'Economia non ha risposto. Né, nelle sedi istituzionali, è stato incalzato a rispondere. Ha risposto sulle minori entrate ma non sullo sfondamento sorprendente della spesa ordinaria. Mi permetto di domandare a Casini, a Franceschini, a Bersani, a Di Pietro, a Ferrero: a voi non interessa sapere perché uno sfondamento così sorprendente è avvenuto? La più pesante manovra finanziaria degli ultimi vent'anni fu quella fatta da Giuliano Amato nel 1992: novantamila miliardi di lire. Lo sfondamento della spesa di quest'anno (35 miliardi di euro) è pari a 70 mila miliardi di lire. Nessuno è interessato a capire in quale buco nero e perché sono finiti? 02/08/2009 - 11:15

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(AGR) DIALETTO, AUTILIO: BOCCIATE PROPOSTE BOSSI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 02-08-2009)

Argomenti: Scuola

DIALETTO, AUTILIO: BOCCIATE PROPOSTE BOSSI 02/08/2009 15.29.59 [Basilicata] (AGR) - “Mentre il Ministro Bossi rilancia il dialetto nei programmi delle scuole italiane, con la complicità  del Ministro Gelmini, e addirittura auspica un Festival di Sanremo con canzoni in dialetto, le Regioni sono fortemente impegnate ad affermare il principio di indirizzi unitari della pubblica istruzione del Paese per rafforzare la competitività  dei nostri giovani in Europa e nel mondo e a sostenere una Legge Quadro sullo spettacolo che non ha niente a che fare con la “barzelletta†del dialettoâ€. A sostenerlo è¨ l’assessore regionale della Basilicata Antonio Autilio, coordinatore della Commissione Beni e attività  culturali, costituita dagli assessori regionali alla Cultura. “A Bossi – dice Autilio – è¨ il caso di replicare che la giovanissima lucana Arisa non avrebbe mai vinto il Festival di Sanremo se avesse cantato in lucano, perché© una cosa è¨ tutelare il patrimonio culturale e linguistico delle comunità  locali e delle minoranze (è¨ il caso di ricordare che la Basilicata ha promosso il Festival nazionale delle minoranze linguistiche con una forte presenza di albanofoni), ed altra è¨ usare il dialetto come elemento di contrapposizione Nord e Sud e di discriminazione nei confronti dei docenti meridionali ai quali sarebbe imposto un test linguisticoâ€. Nel rilevare che la Commissione degli assessori regionali alla Cultura di recente ha esaminato la proposta di Legge quadro per lo spettacolo dal vivo e ha evidenziato alcune rilevanti questioni di principio da sottoporre all’attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Autilio ha ribadito la volontà  delle Regioni di un maggiore coinvolgimento nella elaborazione del testo del progetto di legge, tenuto conto della competenza concorrente alle stesse attribuita dal Titolo V della Costituzione in materia di spettacolo e riaffermata dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 255 e 256 del 2004 e n.285 del 2005. “Una legge di settore – ha evidenziato Autilio – è¨ attesa da oltre 60 anni. I lavoratori e le imprese dello spettacolo al Sud come al Nord vivono in uno stato di estremo disagio: non vi sono certezze normative e soprattutto economiche, specie se confrontiamo il divario esistente tra il nostro Paese e la Gran Bretagna, la Germania e la Spagna, per non parlare della Francia. Se proviamo a riflettere su che tipo di legislazione c'è¨ dal 1948, ci accorgiamo che c'è¨ stata una legislazione sulle Fondazioni lirico sinfoniche, delle leggi sulla musica, mentre sul teatro di prosa abbiamo solo circolari e norme di finanziamento che si sono stratificate. Inoltre non possono accedere ad alcun finanziamento tutti quei linguaggi legati alla contemporaneità  che si sono sviluppati nell'ultimo decennio, figuriamoci se ci sono soldi per l’esaltazione del dialettoâ€. “Cinque – ha sottolineato Autilio - i punti portanti della riforma che vogliono le Regioni: la definizione delle competenze delle realtà  territoriali; la conferma della centralità  dell’intervento pubblico, adeguando il Fus, Fondo unico dello spettacolo, alle reali esigenze dello spettacolo dal vivo, attraverso un ampliamento delle fonti di finanziamento (proventi del Lotto, fondi Arcus, ecc.), e assicurando alle attività  di spettacolo una adeguata copertura su base triennale; l’introduzione di forti agevolazioni fiscali a sostegno delle imprese, consentendo detrazioni anche agli investitori esterni al settore; la realizzazione di interventi di formazione e promozione del pubblico; introduzione di una governance efficace e di meccanismi di valutazione delle attività  collegati all’innovazione (ricerca, sperimentazione, nuovi talenti). Tra le altre novità  importanti della riforma, deve ritenersi l’istituzione di un fondo perequativo per i territori meno avvantaggiati, l’individuazione di nuove funzioni di promozione per l’Eti, Ente teatrale italiano nonché© l’istituzione del fondo per la creatività â€. (bas - 04)

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Quattro giovani trovati al volante delle loro auto (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-08-2009)

Argomenti: Scuola

Quattro giovani trovati «brilli» al volante delle loro auto Per il prossimo anno scolastico ci saranno nella provincia di Caltanissetta 421 posti in meno di cui 89 nella scuola primaria, 86 nella media, 88 nelle superiori, oltre 100 di personale Ata, 48 di sostegno e 3 per la dispersione scolastica. I dati sono stati forniti dal segretario provinciale della Cisl scuola Giuseppe Ingrao il quale ha detto: «Lo avevamo previsto, lo avevamo annunciato, abbiamo anche attivato tutte le iniziative di mobilitazione per evitare gli effetti devastanti della pseudo riforma Gelmini nella nostra provincia e adesso i dati parlano da soli e sarebbe financo superfluo commentarli». Per Ingrao «gli effetti di questi tagli indiscriminati sono facilmente intuibili sul piano della qualità del servizio scolastico che sarà assicurato ai nostri alunni: classi sovraffollate, difficilmente gestibili dal punto di vista educativo e didattico in un contesto ambientale, come il nostro, caratterizzato da forti condizionamenti socio-culturali in cui la scuola pubblica rappresenta l'agenzia in grado di rispondere alle esigenze formative delle nuove generazioni». Afferma poi: «È incontestabile che i tagli di 421 posti significano: 421 posti di lavoro in meno nella provincia il che significa che 421 famiglie non potranno più contare, dopo anni e anni, su questa risorsa lavorativa in quanto 421 lavoratori passeranno dallo stato di precari a quello di disoccupati» e sottolinea che «nelle sedi sindacali è una continua processione di gente disperata per le condizioni economiche in cui si verranno a trovare tra qualche mese». Ingrao annuncia che «la Cisl Scuola, assieme alle altre organizzazioni sindacali, continuerà la sua battaglia per cercare di ridimensionare i danni». Lamenta e accusa nel contempo che «quello che preoccupa è l'assoluta latitanza, in presenza della situazione descritta, dei soggetti istituzionali: sindaci, presidente della Provincia, deputati regionali e nazionali che sembrano voler guardare a questa realtà come se il problema non si ponesse». Il segretario provinciale della Cisl Scuola ce l'ha con tutti. Afferma infatti: «Se si possono capire, ma non giustificare, i comportamenti di coloro che sono costretti a difendere la cosiddetta riforma in quanto non si possono permettere di dissentire sulle scelte determinate dall'alto, anche se la loro terra continua ad essere saccheggiata, riesce più difficile comprendere il silenzio quasi assoluto da chi rappresenta l'opposizione». L. S.

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E la Cgil annuncia: (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-08-2009)

Argomenti: Scuola

E la Cgil annuncia: «Sono previste solo 80 nuove immissioni in ruolo» Sulla base dei dati recentemente diramati da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, appare del tutto inadeguata e non rispondente alle reali esigenze della scuola in provincia di Caltanissetta la stima relativa alle immissioni in ruolo in provincia da parte della segreteria provinciale della Cgil Flc. In questo senso, il segretario provinciale Mimma Castronovo è stata chiara: «Il ministro Gelmini ha autorizzato 16.000 ammissioni in ruolo; alla provincia di Caltanissetta, sulla base di questi dati, verrebbero assegnati non più di 80 posti per Ata e docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola». Una stima che, secondo Mimma Castronovo, appare del tutto inadeguata rispetto a quelli che sono i bisogni, in termini di organico per personale docente e Ata, della scuola in provincia di Caltanissetta. «Di queste sedicimila immissioni in ruolo, 8.000 riguardano il personale docente e 8.000 il personale Ata. La ripartizione - ha proseguito Castronovo - tra le regioni, gli ordini e gradi di scuole e le classi di concorso sarà effettuata la prossima settimana. Alla Sicilia - secondo il segretario provinciale della Cgil Flc - dovrebbero essere assegnati circa 1.500 posti; Caltanissetta potrebbe averne, complessivamente, non più di 80». «Ma tale copertura dei posti rispetto all'organico vacante è irrisoria e del tutto inadeguata», ha tuonato Mimma Castronovo: «Si tratta di un granello di sabbia nel deserto, di un provvedimento che non risponde in alcun modo a quelle che sono le reali esigenze di stabilità d'organico delle scuole e nemmeno a quelle dei precari storici che da anni attendono l'immissione in ruolo». «Tra l'altro - ha precisato Mimma Castronovo - considerato l'esubero diffuso, le nomine in ruolo potranno avvenire soltanto per pochissime tipologie di classi di concorso/posti». Infine, il segretario provinciale della Cgil Flc ha annunciato quella che sarà la strategia della sua sigla sindacale in occasione dell'incontro tra ministro della pubblica istruzione e sindacati in programma la prossima settimana: «La prossima settimana con il Ministro si andranno a definire i criteri di ripartizione, ma è evidente che, in quella sede, ribadiremo la richiesta, già avanzata in altre occasioni, di coprire tutti i posti vacanti». C. L.

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L'inventore casalese ricevuto dai ministri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

RISPARMI D'ENERGIA L'inventore casalese ricevuto dai ministri Davide Sorisio, il geniale inventore casalese di apparecchi realizzati con materiali riciclati per risparmio energetico o produzione di energia alternativa, è stato ricevuto con una rappresentanza della scuola in cui insegna, l'Ipsia Calvi di Sannazzaro de' Burgondi, dai ministri Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo a Palazzo Chigi: ha partecipato alla firma della carta di intenti che legherà i ministeri della Pubblica istruzione e dell'Ambiente alla scuola, per un maggiore impegno nell'educazione ambientale e nello sviluppo sostenibile. Sorisio, con i suoi studenti, rappresentava una delle due scuole selezionate in Italia per l'evento. L'altra è l'istituto Viviana di Napoli. Un termosifone ad aria realizzato con lattine usate, pannelli solari con lo stesso materiale riciclato, forni che raggiungono elevate temperature sfruttando l'energia solare, lavatrici a pedali sono solo alcune delle invenzioni del geniale professore, consigliere comunale nella passata amministrazione. Le ha sempre realizzate con gli studenti, trasmettendo loro la passione ecologista. Ha partecipato con la sua scuola a più edizioni di Energethica, la mostra specializzata a Genova, suscitando in interviste televisive e radiofoniche largo interesse. E la sua fama è arrivata fino al Quirinale, con la scelta della sua scheda tra le scuole che l'avevano inviata per partecipare all'evento. Gli impegni dei due ministri "rosa"? Da Gelmini una possibile visita a sorpresa alla scuola; da Prestigiacomo un possibile invito al Quirinale per l'inaugurazione del prossimo anno scolastico.

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A ROVATO La cava ed i tempi di autorizzazione nVorremmo portare all'... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 03-08-2009)

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Edizione: 03/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE A ROVATO La cava ed i tempi di autorizzazione nVorremmo portare all'attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione. Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S. M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari, nell'ultimo terreno a denominazione Docg dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi. Lunedì 13 luglio le Amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S. M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all'attività estrattiva. Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite. Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all'area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l'ultimo nel gennaio dello scorso anno ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista. Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall'apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni. La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l'Arpa che prevedeva l'invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall'Amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo. Nel frattempo giovedì 16 luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore, che mercoledì 15 luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina. Ci poniamo allora alcuni interrogativi: 1) Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po' come chiedere a un oste se il suo vino è buono. 2)Come è possibile che l'autorizzazione provinciale all'escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo? 3)In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due Amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l'emissione dell'atto stesso? 4)Prendiamo atto dell'impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un'area di «pregio agricolo» e che già oggi nell'arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave? 5)E l'approfondimento che l'Arpa ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza? 6)Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle Amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi ad attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l'atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato? Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte? 7)Presso il Tar Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l'apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle Amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un'attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili? Affinché spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell'area: anche per la Bonfadina è stato così. Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all'attenzione del Consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune. Eligio Costanzi Vicesindaco di Rovato Angelo Bergomi Consigliere comunale di Rovato RESPONSABILITÀ Piccola goccia nell'oceano della vita nSe mi consente, egregio Direttore, in merito alla simpatica lettera dell'agente di Polizia locale, lettera apparsa a pagina 47 del Giornale di Brescia, vorrei soddisfare la curiosità del vigile Luca quando mai gli dovesse «capitare di richiamare qualcuno di quelli che stanno a Roma (nella vita non si sa mai)». Secondo me gli direbbe di pensare alle mamme che attraversano la strada con il semaforo pedonale rosso per portare a scuola il proprio figlio... Qualunque cosa accada, è sempre vero che tutta la realtà è fatta da piccoli gesti... nel male e nel bene. Diceva, se non sbaglio, madre Teresa di Calcutta, «quello che di buono possiamo fare è una goccia nell'oceano della vita», eppure senza il nostro contributo, quell'oceano avrebbe una goccia in meno... E l'oceano è sempre un mare di gocce... E bravo Luca... Don Alberto Tomasini Cadignano di Verolanuova PROTESTA PRECARI Per la ricerca selezione non sul merito nL'Associazione dei Precari della Ricerca Italiani esprime forte rammarico e contrarietà rispetto al testo definitivo del Decreto ministeriale sui criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni per i concorsi da ricercatore, firmato il 28 luglio 2009 dal ministro Gelmini, con oltre 6 mesi di ritardo. A dispetto degli annunci mediatici del «Pacchetto Università» del 24 luglio, in cui venivano annunciati criteri di valutazione basati sui tanto auspicati principi di trasparenza e meritocrazia, rimaniamo sconcertati di fronte ad un Decreto ministeriale che nulla cambia rispetto ai precedenti criteri di valutazione, quelli del Dpr «Berlinguer», che tanti danni hanno fatto nel nostro sistema universitario. È sufficiente leggere il testo del Decreto per convincersi che le commissioni dei concorsi avranno una discrezionalità praticamente assoluta, sia relativamente al peso da dare ai titoli sia su come valutare le pubblicazioni. Inoltre, l'assenza di punteggi numerici o di altri accorgimenti (che pure avevamo puntualmente segnalato al Ministero) toglie alle procedure concorsuali la benché minima trasparenza. In particolare lascia interdetti la discrepanza tra il comunicato stampa del MIUR del 24 luglio ed il contenuto del Decreto ministeriale. Infatti scrive l'Ufficio stampa del MIUR: «nel Dm si segnala come indicazione che ogni titolo scientifico sarà valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi». Rimarchiamo con forza che nulla di tutto ciò è previsto nel Decreto ministeriale firmato dal ministro Gelmini ed i concorsi da ricercatore continueranno a svolgersi con quei «giudizi sommari» che il ministro a parole dice di voler eliminare! Ci chiediamo allora: il testo del Decreto è stato cambiato prima della firma definitiva del ministro, e per quale motivo? oppure siamo di fronte solamente ad una operazione di immagine? Rileviamo ancora che la maggior parte dei (pochi) bandi di concorso a posti da ricercatore banditi nelle ultime settimane continua a prevedere un limite massimo (solitamente molto basso) al numero di pubblicazioni che i candidati possono presentare, fatto incredibile visto che ora le pubblicazioni sono il «cuore» dei nuovi concorsi da ricercatore (non essendoci più le prove d'esame). Si conferma il chiaro intento di molti atenei di «tagliare le gambe» ai candidati più meritevoli, quelli con la maggiore produttività scientifica. A conferma di ciò, anche la presenza nei bandi di presunte «prove orali» in modo da poter attribuire all'illustrazione dei titoli un peso arbitrariamente alto nella valutazione. Con buona pace della meritocrazia! Tutto questo è illegittimo oltre che ingiusto. E chiediamo con forza al MIUR di intervenire urgentemente a riguardo. Beniamino Cappelletti Montano Vice presidente APRI Canosa di Puglia (Bari) VILLANUOVA E ROÈ Monte Covolo: una galleria pericolosa nSegnalo alla pubblica attenzione carenze di manutenzione alla strada statale 45 Bis, nel territorio dei comuni di Villanuova s/Clisi e Tormini di Roè Volciano, in particolare all'ingresso della Galleria di Monte Covolo, direzione Salò/Desenzano e all'interno di tutta la galleria stessa. Da tempo immemorabile, vale a dire qualche anno, all'ingresso della galleria c'è una sensibile cunetta, di vasta dimensione, probabilmente dovuta ad assestamento del terreno, alla quale non si vuole porre rimedio se non piazzando alcuni cartelli segnaletici di «cunetta». All'interno della galleria, durante le ore di punta di traffico, l'aria è talmente satura di gas della combustione degli automezzi che la trasparenza ne è offuscata: mai visto in funzione i ventilatori da far pensare che siano sprovvisti di impianto elettrico (come successe per le lampade delle gallerie della Gardesana Occidentale, rimaste per anni inattive). All'interno della galleria Monte Covolo i catarifrangenti, ai bordi della carreggiata, sono luridi e, per errato posizionamento, riflettono la luce solo con fari abbaglianti. Tutte queste manchevolezze costituiscono una grave minaccia alla sicurezza degli utenti della strada e ritengono utile informarne la Magistratura. Cesare Franchini Salò INDIFFERENZA Quando un morto diventa normalità nPotrebbe iniziare così questa lettera: riprendendo l'ultimo libro di Zygmunt Bauman, «L'arte della vita», a pag. 79, si cita Paul Ricoeur (filosofo) che dice testualmente: « Il fenomeno dell'identità si divide in due, il mantenersi distinti dagli altri, e il mantenersi identici a se stessi». Mi sono venute alla mente queste parole, quando, come molti di noi, ho visto sulla prima pagina di un quotidiano nazionale, la foto di un cadavere sulla spiaggia, a Napoli, e tutti intorno, passanti e bagnanti restare totalmente indifferenti. Era un uomo di settantatre anni. Si chiamava Antonio Sommaripa. «... i bagnanti hanno visto galleggiare il suo corpo. Invece di soccorrerlo hanno preso un telefonino e hanno chiamato il 118...» così si evidenzia nell'articolo. Il 17 maggio scorso, sempre a Napoli avviene una sparatoria, e un musicista rom di 32 anni, viene ucciso per sbaglio all'interno di una metropolitana. Ed anche in quel caso, nessuno è intervenuto in soccorso. Possono sembrare due episodi isolati. Eppure a me sembra che vi sia un comune denominatore e che abbia a che fare con la parola «Identità». Non solo non sappiamo più chi siamo, ma nemmeno, verrebbe da chiedersi, che cosa ci stiamo a fare in questo mondo. Ma chi è l'altro? Quel cadavere sulla spiaggia, con intorno bagnanti che si spalmano la crema o che si tuffano in mare come se nulla fosse accaduto intorno a loro, è la fotografia completa del nostro presente. Tanto maggiore è la nostra indifferenza, tanto più grande è il disinteresse per «l'arte della vita» stessa. Gli artefici del sopravvivere diranno che sono solo «luoghi comuni». Un cadavere, sia in una spiaggia, sia in una stazione del metro, non ci dice nulla perché non sappiamo più scindere gli accadimenti. Tutto è banale normalità nella nostra anormalità. Sembra che la vita stessa sia una fiction e un morto intorno è solo «paesaggio». Guardate quella foto: una signora continua inesorabile a spalmarsi la crema. Ciò che appare è allora l'analfabetismo emotivo in tutto il suo apparire. Il mondo emozionale non esiste più, perché non lo riconosciamo più. Già, l'abbiamo mai riconosciuto? Parafransando Bauman, uno dei più influenti pensatori al mondo, verrebbe da dire che accanto al nostro «mondo liquido» ci appare inesorabile ogni dì la nostra identità, ormai nel divenire, «liquida» anch'essa. Uomini e donne senza emozioni si apprestano a cavalcare l'onda del proprio modus vivendi disinteressati fino alla noia. Analfabeti emozionali, eccoli impavidi tollerare tutto come fosse «normalità». E allora se anche un morto diventa normalità in una spiaggia forse questo non è più «solo un mondo», ma «un mondo solo». Angelo Briscioli Capodiponte PROTESTA Caro parcheggi a Sirmione nVolevo chiedere ospitalità in questa rubrica per sfogare o meglio lamentarmi del caro prezzo dei parcheggi di Sirmione. Lunedì 27 luglio sono stata con amici in questa graziosa località essendo molto tempo che non ci andavamo. Ovviamente i parcheggi gratuiti sono a chilometri di distanza dal centro, perciò abbiamo optato per uno di quelli a pagamento. Bene, abbiamo speso 8,80 euro per 3 ore e 12 minuti. Una cosa scandalosa! Io posso capire la comodità di essere vicino al centro, ma anche a Brescia città i parcheggi sono a pagamento ma per esempio se la prima ora si paga 2 euro, la seconda il prezzo diminuisce e così a scalare per le altre. A Sirmione invece no! I prezzi raddoppiano perfettamente. Prima ora 2,20 e, seconda ora 4,40 e, terza ora 6,60 e, quarta ora 8,80 e. Il fatto è che noi non abbiamo sostato 4 ore bensì 3 e 12. Per quei 12 minuti è scattata la tariffa della quarta ora. È una cosa inaudita; ora prima di tornarci ci penseremo due volte. E poi si legge che Sirmione si lamenta della crisi. E ci credo! Comincino un po' a calare i prezzi dei parcheggi che forse qualche turista ci tornerà più spesso. Simona Spinoni Leno

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Un terzetto in cerca di riscatto (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 03 Agosto 2009 SPORT Pagina 42 SERIE B. ECCO ILCALENDARIO DEL CAMPIONATO 2009/10. ANCORA TRE LE COMPAGINI BRESCIANE AL VIA IL 5 OTTOBRE. DUE POSTI PER LE FINALI PROMOZIONE Un terzetto in cerca di riscatto Lumezzane, Bassa Bresciana e Ospitaletto arrivano da una stagione deludente Sono ancora tre le società bresciane ai nastri di partenza del campionato di serie B. Il terzetto dello scorso anno si era spezzato con la retrocessione dell'Ospitaletto, che aveva perduto sul filo di lana la corsa per la salvezza, ingaggiata con la Bassa Bresciana. Ma ci ha pensato la federazione riammettendo i franciacortini. Bassa Bresciana, Ospitaletto e Lumezzane hanno alle spelle una stgione grigia. Cominciano il 5 ottobre per finire il 3 maggio. Le finali sono il 23 e 30 maggio e vi saranno ammesse le prime due di ognuno dei 4 gironi; e le ultime due scendono in C. Quattro complessivamente le promozioni in serie A. Per assistere al primo derby bisognerà attendere la terza giornata: il 18 ottobre per Bassa Bresciana-Lumezzane. NONOSTANTE il passo indietro compiuto dal Calvisano non sono entrati molti giocatorinel circuito della B. E per il resto il mercato non ha visto gran fermento. Risultato: le squadre non sono molto diverse da quelle lasciate alla fine della scorsa stagione. E se questo è vero, anche i valori non dovrebbero essersi spostati granchè. A LUMEZZANE certo si è assistito ad un ridimensionamento della rosa, che era ricca. Alcuni atleti hanno lasciato il club che quest'estate ha molto ragionato su una stagione, quella trascorsa, dalla quale in Valgobbia si attendevano di più. Restano comunque giocatori come Corvino, Cenerini, Marini, arrivati all'inizio del campionato 2007/8. Partente invece Fabio Ghidini (al Cus Brescia) e forse qualche giovane che s'è sentito sottoutilizzato. Confermato in panchina Marco Ghidini, al secondo anno. CONFERMA pure per Cristiano Zanini alla Bassa Bresciana. Il tecnico mantovano sarà affiancato da Ivano Bonafede, fino a due anni fa in campo. L'organico rimane sostanzialmente quello dello scorso anno, che registrò l'utilizzo di molti giovani, politica che a Leno intendono ripetere. Piccola variazione di nome per la seconda squadra che disputerà il campionato di C con la denominazione di Junior Bassa Bresciana. In panchina ancora Maurizio Bonaldo affiancato da Gian Angelo Gelminia . A Ospitaletto, come scritto nell'articolo in basso, la novità è l'allenatore: il figiano Vodo.  

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Università d'Italia Del domani non c'è certezza (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Università d'Italia Del domani non c'è certezza Le università riceveranno fondi in base ai loro meriti, l'ha detto il ministro Gelmini, ma non è chiaro chi e come ha stilato la classifica degli atenei. E i tagli favoriranno gli studenti più ricchi, specie al Sud. Ha fatto molto rumore l'annuncio dato dal ministro dell'università Mariastella Gelmini che il merito sarebbe stato finalmente premiato e, a partire da quest'anno, il 7% del Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) sarà assegnato sulla base di una classifica degli atenei che promuove i più bravi e boccia i meno bravi. Occorre riconoscere che il passo portato dal ministro muove nella giusta direzione. Ma, dato atto di ciò, è difficile non rilevare alcune carenze di fondo della politica per l'università del ministro e del governo intero. La prima riguarda il metodo. In attesa che venga creata l'Agenzia per la valutazione (Anvur), non si capisce bene da chi e in base a quali criteri la classifica è stata elaborata. Tant'è che a tutt'oggi e fino a settembre - in una maniera non pubblica e quindi ancora una volta non trasparente - i rettori saranno impegnati a verificare che i dati su cui si fonda la classifica siano corretti. Questa mancanza di trasparenza sta provocando almeno due effetti negativi. Da un lato nessuno sa bene quando davvero questo 7% meritocratico dell'Fondo ordinario verrà assegnato. C'è chi dice in autunno, chi in primavera. Ma con questa incertezza, come si possono compilare i bilanci? Dall'altro lato la mancata trasparenza sta generando una rissa ben poco edificante tra università e tra rettori. La seconda carenza riguarda l'azione di governo. Da un lato si ridistribuiscono pochi spiccioli su base meritocratica, dall'altra si operano grandi tagli in maniera indiscriminata. In autunno le università pubbliche - tutte, le sane e le zoppe - non avranno soldi sufficienti per pagare gli stipendi. Dovranno chiudere strutture, ridimensionare i corsi e, molto probabilmente, aumentare le tasse di iscrizione. MERIDIONE PENALIZZATO La terza carenza riguarda la «questione meridionale». Con pochissime eccezioni, la parte bassa della classifica del ministro Gelmini, è costituita da università del Sud. Le cui disfunzioni sono reali. E, almeno in parte, chiamano in causa i loro dirigenti: quasi tutti escono male da questa valutazione. E non hanno scusanti. Tuttavia il ministro non può trascurare la recente denuncia del rapporto Svimez secondo cui oggi ben 140.000 laureati del Sud sono emigrati verso il Nord. Cui bisogna aggiungere una larga fetta di studenti meridionali iscritti alle università del Centro-Nord. Il Mezzogiorno è una delle regioni europee con il minor numero di laureati rispetto alla popolazione e con il minor numero di laureati in materie scientifiche. Ed esporta cervelli. Se il l'opera di governo consisterà solo in un brusco taglio di fondi, è facile prevedere gli effetti: il numero di laureati meridionali diminuirà; aumenteranno i bravi che emigreranno; la buona formazione diventerà sempre più un privilegio per pochi ricchi che possono pagarsi gli studi a Trento o a Oxford e il Sud vedrà minata l'unica possibilità di sviluppo che ha: entrare nell'economia della conoscenza. PIETRO GRECO scienza@unita.it

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Prove di accordo sull'assegno mensile ai precari della scuola (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-02 - pag: 22 autore: Istruzione. Vertice a inizio settimana Prove di accordo sull'assegno mensile ai precari della scuola ROMA L'appuntamento per firmare la convenzione tra ministero dell'Istruzione, Inps e regioni potrebbe essere già nei prossimi giorni. L'accordo, di cui da circa un mese circola una bozza, dovrebbe mettere a disposizione del ministero le risorse per finanziare il provvedimento salva-precari, che interessa circa 16mila docenti e ammini-strativi, tecnici e ausiliari della scuola che dal prossimo 1Úsettembre rimarranno senza lavoro. Questi lavoratori non percepirebbero l'indennità di disoccupazione (pari circa a metà dello stipendio) tra sei mesi ma, al contrario, ogni fine mese, come se venisse erogato uno stipendio normale. Quella della convenzione a tre è una soluzione che, se sviluppata, potrebbe ovviare alla «bocciatura» del piano da parte del ministero dell'Economia, e garantire le risorse con cui finanziare il provvedimento. Il piano non è stato incluso, come sperava il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel decreto anti-crisi, che è stato approvato ieri dal Senato. Martedì prossimo ci sarà un incontro tra ministro e sindacati, in occasione del quale verranno rivelati i dettagli del provvedimento. Non è escluso che in quell'occasione vengano fornite indicazioni anche sui contenuti della convenzione. I tecnici di viale Trastevere stanno intanto cercando di quantificare i docenti e i lavoratori Ata che quest'anno hanno svolto servizio attraverso una supplenza annuale e che nel prossimo rimarranno senza lavoro. Una volta quantificati, scatta la fase due, che consiste nel sondare la disponibilità economica all'Inps, che avrebbe messo già da parte una somma più che sufficiente per coprire la metà dello stipendio ai precari storici rimasti disoccupati. Ma l'Inps non sarebbe l'unico a mettere a disposizione del ministero le risorse «salva-precari ».Un'altra parte dell'indennità verrebbe garantita dalle Regioni: cinque (Marche, Campania, Lombardia, Sardegna e Puglia) sarebbero già d'accordo nello stipulare con i lavoratori della scuola progetti formativi o a supporto dell'attività scolastica. Altre due Regioni (Sicilia e Veneto) hanno già dato disponibilità a parlarne. «E tutte le altre Regioni spiega Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola - non credo che potranno rifiutarsi dal partecipare a questo tipo di accordo. Anche perché continua - non si tratta di erogare contributi altissimi: per esempio nelle Marche saranno non più di 400 le persone a rimanere senza lavoro». An.C. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Fissate le nuove regole per la gestione dei concorsi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-02 - pag: 22 autore: Ricercatori. Ma la soluzione divide governo e associazioni Fissate le nuove regole per la gestione dei concorsi Gianni Trovati MILANO Il ministero dell'università ha varato il decreto per la valutazione delle pubblicazioni nei nuovi concorsi da ricercatore, ma il via libera al provvedimento (ora alla Corte dei conti per la registrazione) non spegne la polemica fra governo e associazioni dei ricercatori. Oggetto del contendere è il grado di arbitrarietà assegnato alle commissioni che, fino a oggi, disciplinato dal «decreto Berlinguer», è stato troppo elevato e non ha garantito trasparenza nella scelta dei vincitori. Le nuove regole fanno parte del pacchetto anti-combine introdotto dal decreto Gelmini che, per combattere abusi ed esiti pilotati, ha eliminato la prova orale e incaricato il ministerodi fissare i criteri per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni ( prima lasciatiall'autonomia delle commissioni). Il regolamento appena pubblicato dal Miur chiede alle commissioni di valutare «analiticamente » il peso rivestito da una serie di fattori sulla qualità dell'attività del candidato: il possesso del titolo di dottore di ricerca, lo svolgimento delle attività di didattica e ricerca in Italia o all'estero, la presenza di contratti di ricerca con istituti pubblici o soggetti privati, l'organizzazione o il coordinamento di gruppi di ricerca e la titolarità di brevetti. I commissari devono esaminare originalità, congruenza, rilevanza di ciascuna pubblicazione, evitando valutazioni generiche sul complesso della produzione che prestano il fianco a un arbitrio più spinto. Laddove possibile, dovranno tener conto degli indici internazionali che misurano il peso scientifico delle pubblicazioni, a partire dal numero delle citazioni (soprattutto sulle riviste più rilevanti). Non arrivano, però, le valutazioni con punteggi numerici che, secondo molti aspiranti candidati, sarebbero state indispensabili per garantire trasparenza ma che per il ministero avrebbero richiesto un intervento legislativo. L'associazione precari della ricerca (Apri) rileva che gli atenei stanno fissando nei bandi limiti massimi molto bassi al numero di pubblicazioni da presentare. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Arrivano le immissioni in ruolo: una miseria secondo le organizzazioni dei precari (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 3 Arrivano le immissioni in ruolo: una miseria secondo le organizzazioni dei precari Pubblicato da Franca Corradini alle 07:59 in Scuola&Società Con un comunicato stampa il Ministero rende noto le immissioni ruolo. Comunicato che giunge con grande ritardo per le operazioni di avvio del nuovo anno scolastico. Forse non tutti sanno che il mese di agosto è un mese altamente lavorativo per l'apparato silente che deve mettere in moto la macchina organizzativa scolastica per l'anno che inizierà il 1 settembre. Prima le immissioni in ruolo, poi le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie ed ancora le nomine dei precari. Tutto deve essere concluso entro fine agosto. I precari giudicano insufficienti i numeri . Giustamente, ancorchè a tre zeri, sono cifre veramente piccole se si pensa che le scuole italiane sono poco più di diecimila.... Comunicato MIUR Gelmini: confermata linea del Governo. Risorse in cambio di riforme Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca rende noto che è stata autorizzata, per l'anno scolastico 2009/10, l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8.000 docenti e l'assunzione di 8.000 unità di personale ATA. "Nell'ambito del processo di riqualificazione del sistema scolastico - ha dichiarato il ministro Gelmini - è necessario eliminare gli sprechi ed investire con oculatezza tutte le risorse disponibili. Tuttavia l'assunzione definitiva di oltre 16mila unità di personale dimostra che, insieme alla razionalizzazione della spesa, c'è la determinazione a garantire la continuità didattica per gli studenti, ad assicurare stabilità al personale del mondo della scuola e a dare continuità organizzativa alle istituzioni scolastiche. Il Governo e il Miur quindi proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano applicando un principio che coerentemente è stato utilizzato fin dall'inizio: risorse solo in cambio di riforme.

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Licei musicali Parma potrebbe fare da apripista (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 03-08-2009 ISTRUZIONE CAMBIAMENTI IN VISTA PER LA SCUOLA Licei musicali Parma potrebbe fare da apripista Sarà sfruttata l'esperienza trentennale del liceo sperimentale del Conservatorio II Ancora aria di cambiamenti nella scuola italiana. E Parma potrebbe fare da esempio, stavolta, dato che si parla di Licei musicali e la città ducale ne vanta uno da più di trent'anni. Già con la riforma Moratti, nel 2005, si era giunti a definire gli obiettivi formativi e i percorsi didattici dei licei musicali e coreutici. Ma senza indicare in che modo tale architettura avrebbe potuto essere messa in atto in modo concreto. La riforma del 2010 Con la riforma dei licei, annunciata a partire dall'anno scolastico 2010-2011 dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite. Quello a cui si iscriveranno sarà un liceo a tutti gli effetti: potrà portare all'università, e non solo e non necessariamente al Conservatorio. Per il momento si sa che saranno quaranta i licei musicali che verranno istituiti in tutta Italia, secondo quanto previsto dalla bozza di decreto. Altri potranno essere attivati attraverso convenzioni con i conservatori. Insomma, il Liceo musicale e coreutico è l'attesa novità per l'anno scolastico 2010-2011. Il liceo includerebbe sia le materie generaliste comuni a tutti i licei, sia i primi cinque anni dell'attuale conservatorio musicale e dell'accademia di danza. Un progetto per ridare lustro alla nostra tradizione musicale. A Parma, il Liceo musicale sperimentale annesso al Conservatorio di Musica «Arrigo Boito » quest'anno ha compiuto 30 anni. Unico nel suo genere - insieme con il «Giuseppe Verdi» di Milano e il «Bonporti» di Trento, anche se quello ducale è stato istituito per primo - è nato prefiggendosi come scopo quello di evitare che lo studente musicista debba ricercare in una doppia scolarità la cultura indispensabile al completamento della propria formazione. I dubbi dei docenti Musica In alto il chiostro del conservatorio Boito, qui sopra lo svolgimento di una lezione di trombone.

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Nelle graduatorie c'è qualità e qualità (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: Nelle graduatorie c'è qualità e qualità Accorciare l'elenco dei corsi di laurea e utilizzare al meglio i docenti di ruolo paga. O, meglio, pagherà quando, probabilmente già a partire dal prossimo anno, anche i parametri fissati dalle nuove linee guida entreranno nei calcoli che distribuiranno fra le università il nuovo finanziamento «competitivo». Criteri di calcolo e "pesi" sono ancora da definire, ma saranno almeno tre i singoli indicatori che entreranno nel sistema dei giudizi ministeriali: un'offerta formativa proporzionata al numero dei docenti (secondo la regola delle 120 ore per professore di ruolo); l'utilizzo ottimale dei docenti in organico, a cui dovranno essere affidati almeno il 60% degli insegnamenti più importanti di ogni corso (oggi il limite minimo è il 50%, e si alzerà al 70% entro il 2013); e l'assenza di esami "mignon", quelli cioè che valgono meno di 6 crediti. Intanto che si affinano indicatori e conteggi, il finanziamento competitivo muove i primi passi reali e i tecnici del ministero e delle università sonoal lavoro sulle classifiche diffuse dal ministro Gelmini la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio) e stilate in base ai parametri attualmente disponibili ed elencati in dettaglio nel grafico qui sopra. Come si può vedere, solo la metà di questi parametri rientra effettivamente sotto la voce «qualità». Oltre ai 525 milioni di premi previsti dal decreto Gelmini di novembre, infatti, le tabelle contemplano anche la distribuzione dei 550 milioni del Patto per l'università, che sono in gran parte dedicati al finanziamento degli incrementi stipendiali degli anni scorsi. Il risultato finale ottenuto da ogni ateneo, di conseguenza, dipende solo per metà dai parametri fissati dal Dl Gelmini sulla qualità della didattica (crediti ottenuti dagli studenti, tasso di dispersione, successo occupazionale dei laureati in rapporto alle medie territoriali) e della ricerca (valutazioni Civr e successo nei programmi di ricerca nazionali ed europei). Per l'altra metà, invece, il "punteggio" è figlio delle assegnazioni per coprire costi del personale e affini. Questo spiega anche le differenze con le graduatorie stilate il 13 luglio scorso sul Sole 24 Ore, che hanno invece verificato l'attività degli atenei sulla base di 10 indicatori tutti concentrati sulla qualità accademica ( si veda sempre l'elenco nel grafico). Accanto ai parametri utilizzati anche dal ministero (attività degli studenti, successo occupazionale, risultati della ricerca) le graduatorie del Sole hanno misurato anche la capacità di attrarre studenti con alti voti di maturità e residenti fuori regione, la quota di laureati nei tempi legali e il tasso di dispersione degli studenti fra il primo e il secondo anno. I tratti principali del panorama universitariotornano in entrambe le graduatorie e sottolineano il successo dei Politecnici di Milano e Torino e il deterioramento della situazione nel Sud, con poche eccezioni (anche queste, in entrambe le classifiche) come il Politecnico di Bari, l'università di Benevento e quella della Calabria. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il tetto alle ore taglia le lauree inutili (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: Il tetto alle ore taglia le lauree inutili Al massimo 120 per ogni docente di ruolo: è la ricetta delle linee guida Gelmini PAGINA A CURA DI Gianni Trovati Nella sua lunga lotta contro i corsi di laurea "inutili", duplicati o disertati dagli studenti, contro i curricula fantasiosi e la moltiplicazione degli insegnamenti, il ministero dell'Università cambia strategia. Basta con le regole di dettaglio, con il florilegio di norme in burocratese stretto puntualmente accompagnate da altrettanto sofisticati meccanismi di elusione, e un taglio secco alla foresta di sconti ed eccezioni che salvavano più o meno tutti dall'applicazione dei requisiti. Con le linee guida diffuse nei giorni scorsi, il ministero cambia strada e promette una regola chiara, valida per tutti. Per garantire una didattica di qualità, coperta dai docenti dell'ateneo e non moltiplicata sui professori a contratto, ogni università dovrà rispettare un tetto di lezioni, pari a 120 ore per docente di ruolo. In pratica, un ateneo con 100 professori in organico potrà attivare non più di 12mila ore, ponendo in questo modo un limite invalicabile al numero dei corsi di laurea che possono essere proposti. Un limite valido per tutti, al di là delle scelte organizzative (curricula, indirizzi, corsi interfacoltà) che le università decideranno di seguire. I tempi di applicazione della nuova norma dipenderanno dalla trattativa con i rettori, ma l'intenzione del governo è quella di rispettare il calendario dei vecchi «requisiti necessari», che saranno obbligatori dal 2010/2011 (con qualche anno di tempo in più per gli atenei più giovani e per i non statali). Senza questa accelerazione, è il ragionamento di Viale Trastevere, non può entrare davvero a regime il sistema meritocratico degli incentivi alla qualità, che quest'anno distribuisce "premi" per 525 milioni di euro ma punta a superare entro il 2011 quota due miliardi. Ad alimentare l'urgenza è anche l'intensa capacità di resistenza che il sistema accademico ha dimostrato nei confronti dei tentativi precedenti di fermare la moltiplicazione delle cattedre e dei corsi. Solo le stesse linee guida ministeriali a certificare l'elusione quasi generalizzata dei parametri attuali, che chiedono di assicurare almeno quattro docenti di ruolo per anno di corso, ma sono poi aggirati dalle fusioni formali di vecchi corsi di laurea che subito dopo tornano a dividersi in "indirizzi" (curricula) di fatto autonomi (come mostrato sul Sole 24 Ore del 30 marzo). Le prove del fenomeno non mancano: la regola dei quattro docenti per anno ha fatto davvero diminuire i corsi, che nel 2009/2010 (quando il 70% dell'offerta formativa si sarà adeguata al requisito) saranno 4.842, cioè il 17% in meno rispetto a due anni prima. Se si guarda ai curricula, però, si scopre che le diminuzioni effettive dell'offerta formativa si fanno quasi impercettibili (-1,38% nel 2008/2009 rispetto all'anno prima) e la tendenza a dividere i corsi in indirizzi spopola (riguarda il 68% dei corsi, invece del 48% dell'anno scorso, e porta a 8.259 il numero di titoli realmente offerti dalle università). In media, i curricula all'interno di uno stesso corso differiscono per 52 crediti, cioè quasi un terzo del totale, segno che in molti casi il bivio tra un indirizzo e l'altro si presenta nei primi due anni di corso anziché, come sarebbe più logico, in prossimità del titolo. La passione dell'accademia per lo spezzatino didattico nasce spesso dal fatto che con i titoli aumentano le cattedre, anche quando la platea di studenti rimane stabile. Fenomeno puntualmente avvenuto nell'università italiana, dove tra 2000 e 2008 gli studenti sono cresciuti dell'8% e i docenti di ruolo del 20%, mentre i professori a contratto correvano a un ritmo più che triplo (+67%; nel 2007/2008 erano quasi 35mila). Con dinamiche come queste, risparmi e qualità della spesa diventano concetti lunari. Per invertire la rotta, le nuove linee guida targate Gelmini rimettono nel mirino tutti i capitoli classici nella lotta al gigantismo accademico. Dal 2010/2011, per ogni curriculum attivato le università dovranno garantire due docenti aggiuntivi per anno di corso, i curricula non potranno differenziarsi dal mainstream del corso di laurea per più di 40 crediti (30 nelle lauree magistrali) e i corsi attivati a cavallo fra più classi dovranno avere un blocco comune di 120 crediti (60 nelle magistrali). Stop anche alla frammentazione degli esami, ognuno dei quali non potrà offrire meno di sei crediti, e nuovo colpo (finale?) alle convenzioni con ordini professionali e affini: i riconoscimenti non potranno superare i 30 crediti, mentre gli altri 150 saranno sempre da conquistare sul campo. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA A pagina 18 Tutti i bandi per i collegi universitari l'articolo prosegue in altra pagina

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Il barone sfugge all'anagrafe (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: SLITTA IL CENSIMENTO Il «barone» sfugge all'anagrafe D oveva essere l'arma totale nella lotta ai "baroni fannulloni", che uniscono in un bersaglio unico le due categorie-zimbello delle polemiche dell'ultimo anno in fatto di dipendenti pubblici. Ma non è ancora nata, e nulla fa pensare a un battesimo imminente. L'anagrafe dei docenti, secondo le previsioni del decreto Gelmini di novembre, avrebbe dovuto passare al setaccio l'attività di tutti i professori universitari, per mettere nel mirino chi da anni occupa una cattedra senza dare più notizia di sé con pubblicazioni scientifiche di qualche rilievo. A questi docenti "in sonno" il decreto Gelmini chiude le porte delle commissioni d'esame e, dal 2011, toglie dalla busta paga gli scatti biennali che finora sono scattati automaticamente per tutti. Per il momento, però, tutto rimane nella teoria. Il calendario, sempre in teoria, incalza, perché il ministero ha appena sbloccato i 1.800 concorsi fermati a novembre. Ma senza anagrafe è impossibile formare le commissioni rispettando la legge.

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Ecco i prof che insegnano gratis (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ecco i prof che insegnano gratis Sono il 16% del totale: docenti esterni, manager o imprenditori A Pisa c'è chi protesta qui invece gli "0 euro" sono meno numerosi di Stefano Luppi Anche l'ateneo modenese ha "buoni samaritani" che insegnano gratis attraverso contratti gratuiti temporanei di insegnamento previsti da una legge dello scorso anno, ma qui per fortuna non ci sono state rivolte. Almeno pubblicamente, perché qualche "mal di pancia" si registra anche a Modena, ma nulla di lontanamente paragonabile a quanto accaduto nei giorni scorsi a Pisa dove molti precari sono scesi in piazza inferociti per la richiesta di tenere corsi senza percepire un euro. Lo scorso anno accademico su un totale di 60 insegnamenti conferiti a prof provenienti da altre università la percentuale di contratti gratuiti è piuttosto bassa, intorno all'8%, mentre l'anno precedente superava il 10%. Prendendo invece gli insegnamenti conferiti a personale proveniente dal mondo delle aziende gli "zero soldi" sono il 17% del totale: su 335 contratti di didattica, 59 sono gratis e 276 prevedono lo stipendio. Riassumendo, le cifre dicono che Modena - una delle università italiane più virtuose secondo l'ormai nota classifica resa pubblica dal ministro Gelmini - utilizza con buona "parsimonia" uno strumento amministrativo comunque abbastanza indecoroso. Se si sommano docenti e ricercatori esterni con i manager delle industrie che vengono a insegnare - mettendo in contatto studenti e mondo lavorativo - si arriva a un 16% di incarichi esterni gratuiti su un totale di 400 contratti. I numeri sono spiegati da Gabriella Brancolini, vice direttore amministrativo dell'università. Cos'è il contratto d'insegnamento a titolo gratuito? «L'ateneo, in base a una normativa dell'8 luglio 2008, può conferire incarichi di insegnamento a titolo gratuito oppure a titolo oneroso nei corsi di studio, attraverso bandi a cui possono partecipare sia dipendenti degli atenei italiani, in sostanza docenti e ricercatori, sia persone esterne come i rappresentanti del mondo del lavoro». Quanto durano e come sono divisi questi insegnamenti? «Gli incarichi di docenza si suddividono in docenze per corsi ufficiali e docenze per corsi integrativi dove vengono realizzate la didattica integrativa, le esercitazioni e le conduzioni di laboratorio. Si tratta di attività di supporto all'insegnamento principale o al corso di studio e sono finalizzate all'acquisizione di esperienze teoriche e pratiche di tipo specialistico. La durata di ciascun incarico è molto diversa, anche all'interno della medesima facoltà, perché dipende dall'attività didattica prevista. A titolo puramente indicativo posso dire che la durata media di un corso ufficiale è di circa 40 ore di lezione, oltre alle quali il docente è tenuto a svolgere le attività connesse come ricevimento degli studenti e gli appelli d'esame. La durata di un corso integrativo varia invece a seconda della tipologia di attività e del corso di Laurea e in questo caso la prestazione si esaurisce nelle ore di didattica e nell'eventuale partecipazione alle commissioni di esame della disciplina ufficiale nell'ambito della quale l'incarico è svolto». La situazione per il prossimo anno accademico? «I dati relativi al prossimo anno accademico sono ancora in fase di elaborazione, anche se si prevede comunque una lieve crescita del numero di attribuzioni gratuite, tenuto conto del fatto che l'Università ha provveduto a una razionalizzazione dei corsi di studio».

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Da Gelmini a Serracchiani, l'estate presa di petto (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-08-2009)

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Politica Dalla Serracchiani alla campionesse del nuoto, donne padrone dell'estate Lunedí 03.08.2009 07:49 Di Giuseppe Morello Un'estate rosa? Un po' sì, ma non nel senso dei rotocalchi, ma perché sembra un'estate in cui gli uomini se ne stanno in disparte o a leccarsi le ferite o perché oggettivamente loffi, mentre le donne spadroneggiano, spesso entusiasmano, quasi semprefanno bene e mostrano carattere. Ed è bello che ci diano la possibilità di sottolinearlo. Partiamo dalle cose serie. Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha cominciato a mettere mano seriamente a scuole e università con provvedimenti anche rivoluzionari per il nostro paese (vedi la ripartizione dei fondi alle università virtuose), conquistando consensi e muovendosi con sicurezza. Non è da meno la sua collega, Stefania Prestigiacomo, alla quale Tremonti e Calderoli hanno provato a mettere i piedi in faccia infilando nel decreto anti-crisi una norma che l'avrebbe esautorata dei poteri di autorizzazione ambientale in materia di energia, affidandoli ai commissari straordinari. Lei si è impuntata, e a quanto pare ha avuto ragione dei colleghi in pantaloni. Passiamo al centrosinistra. Nel Pd finalmente una donna che è stata in grado di far parlare di sé e di catturare l'attenzione, Debora Serracchiani, che ha provato a dare uno scossone magari ingenuo, ma fresco ai sepolcri imbiancati. Ha dimostrato carattere, generosità e piace a molti. E come si fa a dimenticare Federica Pellegrini, Alessia Filippi, Tania Cagnotto, Martina Grimaldi, Beatrice Adelizzi e Federica Vitale, le bravissime nuotatrici italiane che si stanno facendo onore ai Mondiali di nuoto (l'unica medaglia maschile finora è arrivata solo da Valerio Cleri). Poi c'è il gossip, campo nel quale Elisabetta Canalis ha messo tutti in secondo piano e conquistato la scena accoppiandosi nientemeno che con George Clooney (come avrà fatto, con la scusa del caffè?). E si può star certi che le "sciure" (ma anche molti maschietti) di questo parleranno e leggeranno sotto l'ombrellone. Infine c'è anche un protagonismo non proprio edificante, ma sempre protagonismo è, ed è quello che riguarda le donne a cui la professoressa di Filosofia Morale, Laura Boella, nella bella intervista ad Affaritaliani.it rimprovera una "perversa emancipazione". Parliamo naturalmente di Patrizia D'Addario, passata da sconosciuta escort a regina delle cronache politiche e giudiziarie, le cui parole ormai pesano più delle dichiarazioni di un ministro. Ma in tutto questo i maschi dove sono? In letargo? Ormai sono animali stagionali: li rivedremo forse riapparire coi primi freddi. giuseppe.morello@affaritaliani.it tags: donne pellegrini daddario canalis

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Lotta agli infortuni, l'Anmil applaude il decreto del Governo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

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Lotta agli infortuni, l'Anmil applaude il decreto del Governo Lunedì 3 Agosto 2009, Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro si muove nella giusta direzione: coinvolgimento delle parti sociali, formazione, informazione. Lo sostiene Franco Bettoni, presidente dell'Anmil (l'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro): «Il valore centrale nel contrasto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, non è certo, o solo, quello delle sanzioni, ma piuttosto la condivisa consapevolezza che la partita si gioca nell'azienda, sostenendo e promuovendo cultura, formazione, informazione con un impegno corale. Peraltro il decreto appena approvato contribuisce a ricomporre l'unità del processo di tutela delle vittime del lavoro, col riconoscimento di un chiaro obbligo dell'Inail per le cure e la rieducazione degli infortunati, a coronamento di una battaglia che noi per primi abbiamo sostenuto negli anni». L'Anmil ricorda tuttavia che «la promozione della cultura della sicurezza e salute negli ambienti di vita, studio e lavoro deve essere un'attività indirizzata prioritariamente nei confronti dei giovani, cittadini e lavoratori di domani. Su questa strada il protocollo d'intesa sottoscritto insieme ai ministri Gelmini e Sacconi rappresenta un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso manifestando la volontà di impegnarsi concretamente sul fronte della lotta alla piaga degli infortuni sul lavoro».

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Atenei dimagriti, il Pdl approva (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

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Atenei dimagriti, il Pdl approva Lunedì 3 Agosto 2009, Il raggruppamento dei corsi di laurea dei due storici atenei che insistono sul territorio pordenonese è solo uno degli effetti della Riforma Gelmini, più volte contestata durante il periodo scolastico, sia dagli insegnanti, che dagli studenti. A un anno dai decreti è il momento di tirare le somme per un bilancio. A farlo sono i Giovani del Partito della Libertà che nel complesso danno una lettura positiva dei primi effetti della Riforma della scuola che sta riguardando ogni ordine e grado, dalle primarie all'università. «Nel giro di tre anni verranno stoppate le immatricolazioni al corso di laurea sui Servizi sociali dell'Università di Trieste, e questo è positivo se pensiamo che sul territorio ci sono studi superiori che preparano già in queste materie; anche l'unificazione dei due corsi di Ingegneria per gli studenti sono un vantaggio, ovvero possono contare sui migliori docenti dei due atenei, Udine e Pordenone». L'analisi del vice coordinatore dei Giovani del Pdl, Enrico Paludet non trascura uno dei cardini della Riforma, il collegamento tra merito e finanziamenti. Non si parla, invece, di quegli insegnanti che si vedranno senza una cattedra. Ma la crisi del 2009 non risparmia proprio nessun settore, scuola, università e ricerca compresi. I giovani del Pdl valutano positivamente i tagli ai corsi universitari, ben il 20 per cento in tutto il Belpaese, se messi in relazione alle conseguenze sul piano della didattica. «L'unificazione di più corsi di laurea - ha fatto notare Paludet - rafforza l'offerta formativa come è accaduto a Pordenone». Il risparmio dovuto alla fusione dei corsi di laurea in Ingegneria di Udine e Trieste, come ha ricordato il presidente del Consorzio Universitario, Giovanni Pavan, fa risparmiare al centro di via Prasecco circa 150mila euro, circa il costo di un corso triennale. Voto positivo alle novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini secondo il gruppo giovani del Pdl anche sul versante delle scuole superiori. «L'aumento delle bocciature - ha indicato Paludet - sta a significare che si sta premiando chi veramente lo merita, inoltre trascinare uno studente con insufficienze fino all'esame di maturità non lo aiuta affatto. Il voto in condotta - rimarca il responsabile del Pdl giovani - premia l'impegno e incentiva gli studenti a fare meglio». A distanza di un anno, Paludet sostiene che i timori degli studenti per il voto in condotta che concorre a fare la media di tutte le materie era infondato, poiché i docenti non l'hanno usato come arma contro i ragazzi. Una garanzia dell'obiettività del giudizio lo dava la decisione presa dall'intero consiglio di classe. Semaforo verde pure per l'introduzione dei voti nelle scuole medie, un altro esempio di serietà nella valutazione a parere dei giovani del Partito della Libertà. Considerazioni queste che potranno essere oggetto di un prossimo acceso dibattito innescato da altre forze politiche giovanili locali interessate ai problemi della scuola. Si prepara, dunque, il terreno caldo prima delle ulteriori novità di settembre. Sara Carnelos

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Licei musicali: Parma potrebbe fare da apripista (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

03/08/2009 - Arte-Cultura Stampa Invia ad un amico Licei musicali: Parma potrebbe fare da apripista Ancora aria di cambiamenti nella scuola italiana. E Parma potrebbe fare da esempio, stavolta, dato che si parla di Licei musicali e la città ducale ne vanta uno da più di trent'anni. Già con la riforma Moratti, nel 2005, si era giunti a definire gli obiettivi formativi e i percorsi didattici dei licei musicali e coreutici. Ma senza indicare in che modo tale architettura avrebbe potuto essere messa in atto in modo concreto. La riforma del 2010 Con la riforma dei licei, annunciata a partire dall’anno scolastico 2010-2011 dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite. Quello a cui si iscriveranno sarà un liceo a tutti gli effetti: potrà portare all’università, e non solo e non necessariamente al Conservatorio. Per il momento si sa che saranno quaranta i licei musicali che verranno istituiti in tutta Italia, secondo quanto previsto dalla bozza di decreto. Altri potranno essere attivati attraverso convenzioni con i conservatori. Insomma, il Liceo musicale e coreutico è l’attesa novità per l’anno scolastico 2010-2011. Il liceo includerebbe sia le materie gene raliste comuni a tutti i licei, sia i primi cinque anni dell’attuale conservatorio musicale e dell’accademia di danza. Un progetto per ridare lustro alla nostra tradizione musicale. A Parma, il Liceo musicale sperimentale annesso al Conservatorio di Musica «Arrigo Boito» quest’anno ha compiuto 30 anni. Unico nel suo genere insieme con il «Giuseppe Verdi» di Milano e il «Bonporti» di Trento, anche se quello ducale è stato istituito per primo è nato prefiggendosi come scopo quello di evitare che lo studente musicista debba ricercare in una doppia scolarità la cultura indispensabile al completamento della propria formazione. I dubbi dei docenti Vantando un passato glorioso, i dubbi sulla positività della nuova riforma provengono proprio da chi conosce bene questo tipo di scuola: «In attesa del suo avvio - ha dichiarato Giordano Montecchi, docente di Storia della musica a Parma - sarebbe bene che si chiarisse come il ministero intenderebbe finanziarlo, considerati i risparmi che vuole attuare e visto inoltre che la bozza del quadro di orario prevede trentadue ore a settimana di cui venti generaliste e dodici di indirizzo, suddivise tra Esecuzione e interpretazione (quattro ore), Teoria e composizione (2 ore), Storia della musica (due ore) e Laboratorio musica d’insieme (due ore); nella sezione coreutica le dodici ore sono invece ripartite tra Teoria e storia della danza (dal terzo anno), Tecniche della danza (otto ore) e Laboratorio coreutico (quattro ore). Dal mio punto di vista posso dire che, se attuato in modo corretto, il Liceo musicale può diventare di grande livello e formare dei grandi musicisti, come è successo qui a Parma». «Con questo nuovo ordinamento, fra l’altro - ha continuato Montecchi -, ogni classe dovrebbe fruire anche di pratica strumentale individuale per quattro ore a settimana e, siccome le prime classi non potranno avere non meno di ventisette allievi, potrebbe significare una notevole implementazione di docenti: dove trovarli? Negli attuali conservatori? Dove e come sarà distribuito il nuovo Liceo, dato che, da quanto si è capito, non sarà più annes o al Conservatorio, ma in altra sede? Potrà accogliere tutte le richieste? E alla media non sarebbe il caso di rendere curricolare lo strumento musicale? Non ci resta che attendere» ha concluso Montecchi.

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Nuovo piano scolastico, regione Marche contro Governo (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-08-2009)

Argomenti: Scuola

Nuovo piano scolastico, regione Marche contro Governo (3/8/2009 20:22) | (Sesto Potere) - Ancona - 3 agosto 2009 - 'Purtroppo, piu` che una novita` e` una tragica conferma di quello che gia` sapevamo ed avevamo denunciato lo scorso 20 aprile nel tavolo interistituzionale appositamente convocato in Regione sulla questione tagli agli organici della Scuola.' Commenta cosi` l'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti la nota dei Sindacati che fanno appello anche alla Regione Marche per mobilitarsi contro la perdita di 1333 posti di lavoro nella Scuola. 'In quella riunione ' aggiunge l'assessore ' avevo avuto modo di sottolineare che nelle Marche il numero di persone interessate dai tagli equivale alla messa in mobilita` di una grande azienda in crisi. Ed e` stato un problema gia` sollevato dalla Regione al Ministro Gelmini in ogni utile occasione, anche con una lettera ufficiale che ho inviato a marzo. Ma il Ministro resta chiusa a qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire ' non c'e` peggior sordo', a meno che non si tratti di disponibilita` finanziarie da mettere in campo per 'aiutare' sulla questione precari o personale gia` fuori dagli organici ( come le Marche appunto che hanno gia` previsto misure di politiche attive in tal senso). Anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, gli assessori regionali all'Istruzione hanno chiesto al Presidente Errani di aprire una vertenza col Governo sui tagli alla Scuola e di porre sul tavolo le posizioni delle Regioni, ma il Ministro proprio non ci sente e non vuole interloquire con gli assessori. Fanno bene allora le parti sociali e i Sindacati - ha poi rimarcato Stefania Benatti - a risollevare il problema e a tenere comunque alta l'attenzione, perche` in effetti i posti persi, anche se si vogliono far passare per turn over, sono quelli e non verranno ricoperti dai precari, con un conseguente effetto negativo proprio sulla didattica.' Nella stessa riunione del tavolo interistituzionale di aprile, l'assessore Benatti aveva anche rimarcato il grave problema del sostegno didattico ai disabili, 'un problema nel problema, perche` non si tiene conto dell'aumento di alunni che hanno bisogno di sostegno e che nelle Marche raggiunge una quota di crescita pari a 300 all'anno. ' 'C'e` di piu` ' conclude l'assessore- il Ministro 'spaccia' ora per assunzioni ( 16 mila in tutta Italia ) previste dal Piano triennale legato alla Finanziaria 2007, quella che e` invece di fatto una riduzione della quota prevista di 50 mila assunzioni di insegnanti e 10 mila di personale ATA. Un modo come un altro di fare disinformazione.'

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Se dovessero abortire gli uomini Come assistente sociale conosco il dramma di una donna ch... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Se dovessero abortire gli uomini Come assistente sociale conosco il dramma di una donna che ricorre all'aborto e ai traumi che spesso si porta dietro per tutta la vita. Non sono contraria alla legge 194, ma sarebbe auspicabile che venisse applicata anche negli aspetti che prevede la prenvensione. Con la pillola abortiva RU486 la donna rischia di rimanere ancora più sola. Trovo singolare che siano soprattutto gli uomini a esultare ogni volta che si scopre una nuova tecnica per abortire, mi auguro che venga presto messo in commercio il «pillolo» che dovrebbe sterilizzare temporaneamente l'uomo. E voglio vedere come verrà accolto. LUCIA ESTRAN Pillola abortiva e baratti politici Se il governo interviene sulla legge Ru486, il caso escort sarà perdonato. Sinceramente, non riesco nemmeno ad immaginare quale potrebbe essere il prossimo baratto tra il Vaticano e il Governo italiano. Perdono dell'uxoricidio della moglie in cambio della messa obbligatoria la domenica per legge? ANTONELLO CONTE Sanatorie e xenofobia Apprendiamo del dibattito in corso sulla possibiltà di emanare una sorta di sanatoria che riguardi non solo badanti e colf ma anche altri stranieri senza un lavoro regolarizzato che risiedono in Italia. abbiamo purtroppo imparato che oggi come oggi dall'opinione pubblica del nostro Paese non ci si può aspettare un orientamento influenzato dalla tutela delle esigenze umane dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie. Il confronto che si va accendendo in questi giorni sembra dividere chi vorrebbe comunque una normativa che sia magari non altruistica ma quantomeno ragionevole - e vorrebbe perciò allargare le categorie di lavoratori stranieri da ricomprendere nella sanatoria - e chi invece rivela un atteggiamento pienamente, sinceramente, apertamente xenofobo. PAOLO BERSANI, ROMA Il dialetto va bene l'italiano va meglio Non sono contrario all'idea di Umberto Bossi di salvaguardare i dialetti, ma il problema è prima ancora quello di salvaguardare la lingua italiana. Si tratta di una vera emergenza. Molti laureati commettono grossolani errori grammaticali e sintattici, gli studenti non sanno che cosa sia l'analisi logica, si usano orripilanti neologismi come «detettare» (to detect), «cecchinare» (check in), «downloadare» (to download), «coattare» (to coat), ecc. I messaggi sms completano l'opera, abituando a parole e frasi smozzicate. Perfino in documenti ufficiali vengono usati termini come «privacy», «management», «training», «counseling», «setting», «assessment», «step», «prompt», «bias» e via dicendo, evitando con cura di utilizzare termini italiani di ugual significato. Più che lo studio dei dialetti, urge, a mio parere, la rifondazione della lingua italiana, che rischia di dover camminare con le stampelle anziché con le proprie gambe. OMAR VALENTINI SALÒ (BS) Il tacchino, a Natale è sempre stressato La lettrice Guigas di Torino auspicava un allevamento biologico che rispettasse gli animali e consentisse loro «una vita in ampi spazi aperti e non stressata in stalle e capannoni». Vorrei far notare che l'allevamento, fin dai suoi inizi primordiali, è stato sempre una sopraffazione sugli animali. Quanto agli ampi spazi aperti, le stalle in Italia (e in Europa) ci sono da sempre, perché non abbiamo gli spazi americani. Nella vita quotidiana solo una minima élite può permettersi di andare a comprare olio verdura e carne «dal contadino», tutti gli altri devono per forza avvalersi della grande distribuzione, che si avvale dei grandi allevamenti. Il che ovviamente non esime dal ricercare anche lì qualità e correttezza. Purtroppo però un tacchino sotto Natale sarà sempre stressato. PAOLO DONATI, TREVISO I fischi a Bondi una soluzione comoda Liquidare con una netta condanna i fischi al Ministro Bondi è forse la soluzione più semplice e anche la più praticata. Si è trattato di una manifestazione di rabbia, derivante dall'impotenza di fronte ad una maggioranza di governo che non perde occasione per stendere veli revisionisti su ogni evento imbarazzante. È vero ciò che ha detto il Ministro abbandonando il palco di Bologna: «c'è troppo odio», ma, forse, è giunto il momento di chiedersi seriamente chi ne sia il responsabile e perché. Così facendo, anche gesti criticabili come quello di Bologna troverebbero altre e più articolate motivazioni. GIORGIO GAI L'evasione fiscale sarà imbattibile Si parla tanto di evasione fiscale, ma se il mio dentista mi pone davanti all'alternativa di 8000 euro con fattura oppure di 5000 euro senza fattura, preferisco risparmiare subito 3000 euro. Con quei 3000 euro ci pago subito un po' di bollette arretrate, i libri di scuola di mio figlio e magari mi faccio qualche giorno di ferie a cui avrei dovuto sicuramente rinunciare. Ecco perché in Italia l'evasione fiscale non potrà mai essere combattuta. NICOLETTA SANA, VIGEVANO Libri costosi e portafoglio vuoto Credevo che la saggia disposizione del ministro Gelmini «i libri non devono essere cambiati ogni anno scolastico» fosse ormai cosa fatta. Nossignore: i professori, motivando la loro richiesta (ha stabilito un Tar), possono ora continuare a chiedere nuovi libri: da acquistare ovviamente a caro prezzo. In punta di diritto avranno pure ragione i Giudici del Tar, però al portafoglio dei genitori non ci pensano? GIULIANA PONS Alitalia: dare tempo al tempo In merito all'articolo apparso su La Stampa venerdì 31 luglio dal titolo «Alitalia, malumori fra gli azionisti - Bellavista Caltagirone: non ci sono più scuse», mi corre l'obbligo di contestare che il titolo non riflette in alcun modo il contenuto dell'intervista, dove più volte ho precisato che l'orizzonte temporale per dare un giudizio sull'operato Alitalia è ancora breve e bisogna dare tempo al tempo. FRANCESCO B. CALTAGIRONE

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Officina e fornelli per i pluribocciati delle scuole medie (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

L'ASSESSORE PENTENERO il caso Un progetto regionale anti-dispersione Alla conquista della licenza "impossibile" «Sono 620 i ragazzi che abbiamo recuperato nell'anno appena finito» Officina e fornelli per i pluribocciati delle scuole medie MARIA TERESA MARTINENGO Bocciatura, medicina che risana la scuola e restituisce dignità agli studenti: le dichiarazioni estive del ministro Gelmini vanno in questa direzione. Ma in Piemonte, un progetto regionale dedicato ai pluriripetenti - gli «irriducibili», ragazzi ai quali essere bocciati e ribocciati poco importa - va controcorrente: si ostina a cercare di recuperarli, di fargli prendere la licenza media, avviandoli al tempo stesso verso una formazione professionale che possa evolvere, l'anno successivo, in un corso biennale. Nell'anno appena concluso, lo ha detto ieri l'assessore regionale all'Istruzione Gianna Pentenero, sono stati 620 i ragazzi tra i 14 e i 16 anni (su 1300 stimati in analoghe condizioni e 33.000 studenti) iscritti alla scuola media coinvolti (147 a Torino e 71 in provincia). I maschi sono la schiacciante maggioranza nei «Laboratori scuola formazione», il 73%. Gli stranieri sono il 34%. Il successo, a fine anno, è stato raggiunto, con la licenza, dall'88% dei ragazzi (l'11,6% non è stato ammesso all'esame, lo 0,5% è stato bocciato ancora). «Questi ragazzi, il più delle volte con storie di vita complicate, hanno avuto la possibilità di recuperare gli anni perduti frequentando - spiega l'assessore Pentenero - laboratori di scuola-formazione presso le agenzie del territorio. Lo scorso anno abbiamo contato su finanziamenti della Finanziaria 2007 e dal contratto scuola, per il 2009/2010 saranno fondi regionali per 1,6 milioni di euro». Un investimento. «Senza questo intervento la società alla fine spenderebbe di più». Coinvolte nei 25 progetti distribuiti in tutto il Piemonte che fanno lavorare insieme insegnanti statali e della formazione professionale dei settori alberghiero-ristorazione, meccanico, estetica, giardinaggio ed altro ancora, sono 130 scuole e 40 agenzie. «Questa - aggiunge l'assessore - non è scuola di serie C, ma studiata in una logica inclusiva, di ricerca educativa. La risposta alla bocciatura fine a se stessa». Il modello, lo ha ricordato ieri Enzo Pappalettera, segretario della Cisl Scuola regionale, è stato il progetto "Provaci ancora Sam", che continua presso l'Istituto comprensivo Padre Turoldo (sostenuto dalla Compagnia di San Paolo). Gabriella Boeri e Piero Martina dell'assessorato regionale raccontano: «Dopo una doppia bocciatura, questi ragazzi possono ottenere una doppia promozione: la licenza media e crediti per un corso di formazione biennale. Aspetti importanti ai fini del successo, sono poi il trovarsi con coetanei e non con compagni che hanno 2-3 anni in meno. E che i docenti fanno una didattica "diversa". Per esempio, la matematica diventa concreta nei calcoli di officina».

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Scuola, Eccli torna a fare il preside (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

La giunta provinciale lo ha indicato nel luglio 2008, il governo non ratifica: «Ma non mi faccio da parte» Scuola, Eccli torna a fare il preside In attesa della nomina a Sovrintendente, riprende il posto in Bassa Atesina di Francesca Gonzato BOLZANO. Ivan Eccli torna a fare il preside. A settembre il sovrintendente designato riprenderà il posto di dirigente dell'Istituto comprensivo Bassa Atesina, lasciato libero dal pensionamento di Elisabetta Manzio. Il sovrintendente scolastico sostituto Claudio Vidoni ha firmato il decreto con gli incarichi dirigenziali validi dal prossimo anno scolastico al 2012-2013. Nell'elenco Ivan Eccli compare come dirigente dell'Istituto comprensivo Bassa Atesina. Lo scorso anno scolastico Eccli lo ha trascorso in Sovrintendenza, distaccato per la preparazione delle linee guida per l'organizzazione della scuola. Il lavoro è terminato, mentre continua il logoramento della mancata ratifica del ministro Gelmini alla nomina di Eccli come sovrintendente. La decisione della giunta provinciale su Eccli come successore di Bruna Rauzi risale al 21 luglio 2008. L'intesa governativa sembrava poco più di una formalità e invece ne è uscito un braccio di ferro tutto politico. Eccli nelle scorse settimane ha dovuto prendere una decisione sul suo futuro lavorativo. La Sovrintendenza ha chiesto a tutti i dirigenti scolastici di indicare la sede di lavoro richiesta per i prossimi quattro anni (vedi articolo sotto). Anche Eccli ha dovuto indicare la propria scelta. «Questa non è una rinuncia alla nomina a sovrintendente», ci tiene a chiarire Eccli, «Non c'è nulla di cambiato rispetto a poche settimane fa. Si trattava solo di indicare la sede di lavoro da settembre, visto che il mio lavoro in Sovrintendenza sulle linee guida è terminato». Nonostante continui il pressing dell'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini, che vuole scongiurare un inizio di anno scolastico con la Sovrintendenza ancora in regime di gestione reggente, la partita è ormai nelle mani di Luis Durnwalder. Il presidente da un lato non vuole scavalcare l'indicazione su Eccli uscita ufficialmente dal mondo della scuola italiana, dall'altro ha messo in chiaro che non intende creare un'ulteriore spaccatura con il governo. Il suo rapporto con Mariastella Gelmini è tra l'altro di notevole cordialità e il ministro è tornata di recente a farsi viva. Mariastella Gelmini, che da tempo ha chiesto a Durnwalder di trovare l'intesa su un altro nome, ha rispedito a Palazzo Widmann una lettera di questa primavera che contiene, tra l'altro, l'indicazione di alcuni nominativi che troverebbero il suo gradimento. Si tratta di Annamaria Corradi, Livio Liponi e Maria Rita Chiaramonte. Nell'elenco iniziale compariva anche Tullio Lott, che è andato però in pensione. Attorno a Tommasini c'è la convinzione che il mese di agosto sarà decisivo e Durnwalder potrebbe decidere di firmare il decreto di nomina di Eccli, preparandosi allo scontro giuridico-istituzionale con il governo. Ma la deputata Michaela Biancofiore (Pdl), tra le più accese avversarie della nomina («ma non c'è nulla di personale con Eccli»), torna a gelare: «Non credo che andrà così».

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"Zingaro" della cattedra da otto anni (sezione: Scuola)

( da "Citta' di Salerno, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

"Zingaro" della cattedra da otto anni Inizia il nostro viaggio tra gli insegnanti che nella scuola non hanno un posto fisso STORIE DI PRECARI/1 Paolo Caravano cambia sede continuamente. «La laurea? Ho guadagnato 3 punti...» E' celibe e vive con i genitori «Ora ci sará un altro periodo di grandi preoccupazioni» " Dire addio alla precarietá lavorativa, lasciarsi alle spalle i grandi sacrifici compiuti, respirare, finalmente, un'aria di sicurezza e stabilitá economica. Questi i sogni nel cassetto di Paolo Caravano, docente precario di sostegno che, da ben otto anni, "insegue" la cattedra di ruolo nella materia in cui si è specializzato. Sogni di molti precari. " Sempre in prima linea, Caravano, nelle battaglie dei Cobas Scuola, contro le riforme Gelmini - Tremonti - Brunetta che "hanno confermato tutti i loro provvedimenti a danno della scuola pubblica statale, mantenendo i tagli, tornando indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico -pedagogico, diminuendo il tempo scuola e confermando l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula", come ricordato dallo stesso insegnante. Una vita professionale, quella di Caravano, 37enne salernitano, celibe e ad oggi residente nell'abitazione dei suoi genitori, "intrappolata in una graduatoria ad esaurimento", come lui stesso ha sottolineato. Dopo essersi diplomato all'Isef ed essersi abilitato a Macerata nel 2002, infatti, il docente ha iniziato la sua corsa all'occupazione, frequentando il corso di sostegno e contemporaneamente, svolgendo il suo primo incarico a Pavia. L'anno successivo, poi, sognando di insegnare nel salernitano, scelse di inserirsi nella graduatoria della nostra provincia. "Da allora, ogni anno ho insegnato in un paese diverso del nostro territorio - racconta Caravano - Ho avuto una cattedra da precario a Buonabitacolo, a Roccadaspide e in tanti altri posti che distano oltre 100 km dalla mia residenza a Salerno". Caravano non si è mai lasciato scoraggiare, andando avanti a testa alta nel perseguire il suo obiettivo di essere inserito nella scuola da insegnante di ruolo. Due anni fa, il suo primo incarico a Scafati, luogo più facilmente raggiungibile dalla nostra cittá e, lo scorso anno, finalmente, l'incarico alla scuola "Giovanni XXIII" di Salerno. "Ho lavorato a Salerno grazie al finanziamento regionale - sottolinea il docente - ma quest'anno è ancora più dura perché non ci offriranno le briciole dello scorso anno e, così, ci tocca di nuovo fare i conti con le preoccupazioni di sempre." Poco è servito, all'insegnante, il titolo di laurea specialistica in Scienze Motorie conseguito quest'anno: "La laurea mi fornisce altri 3 punti in graduatoria, da aggiungere ai miei 139, ma non mi cambia nulla: quegli stessi tre punti, infatti, li hanno anche colleghi che hanno svolto master telematici annuali, a mio avviso, non paragonabili ai 23 esami conseguiti nell'arco di due anni di laurea specialistica." Amare, le riflessioni di Caravano contro il decreto della Lega sulla mobilitá in graduatoria: "La scuola si è trasformata in una sorta di giochino. Se si ha la fortuna di scegliere la provincia giusta, infatti, si ha la possibilitá di insegnare. Bossi non vuole docenti meridionali al Nord, senza accorgersi che l'80% degli insegnanti lì, proviene dal Meridione". Marilia Parente

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Il liceo linguistico cittadino attende notizie dal ministro (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il liceo linguistico cittadino attende notizie dal ministro n Sembra rimanere ferma l'intenzione di far crescere la scuola superiore di San Giuliano, ma a distanza di mesi non si è ancora sciolto l'interrogativo in merito all'indirizzo di studio che amplierà l'offerta. Del resto, nell'area dell'hinterland milanese che negli anni scorsi si è guadagnato il primato di "comune più giovane della provincia di Milano", l'apertura della prima scuola superiore come distaccamento del Primo Levi, ha aperto una nuova strada. E dal momento in cui, lotto dopo lotto, l'ex scuola elementare di via Trieste è stata adeguata per la nuova funzione che si è trovata a svolgere, si parla ormai da oltre un anno di nuovi sviluppi. Inizialmente l'attenzione era stata puntata su un liceo pedagogico, poi l'ex amministrazione comunale di San Giuliano lanciò l'alternativa di un istituto alberghiero, ma sembra che l'ipotesi non sia destinata a decollare, in quanto un indirizzo del genere sembrerebbe richiedere grandi investimenti in laboratori e strumentazione. Ma soprattutto, come ha ricordato in più occasioni il dirigente scolastico del liceo Primo Levi, Piervirginio Bagnacani, la partita è rimasta strettamente legata alla definizione della riforma Gelmini, al fine di non rischiare di puntare il tutto e per tutto su indirizzi a rischio di essere poi cancellati dalle nuove disposizioni ministeriali. Pertanto, se nei prossimi anni le occasioni potranno crescere, al momento non si sa ancora in che termini. È certo che l'intenzione di amministratori e dirigenti scolastici si pone l'obiettivo di procedere sulla strada imboccata, diversificando il panorama di offerta già presente nella zona, a vantaggio di chi si troverà a guardare verso il futuro. Così, come è ormai certo che la struttura di via Trieste si confermerà polo di scuola di superiore, con un possibile incremento del via vai di ragazzi che si muovono con gli zaini in spalla. In ogni caso qualsiasi alternativa venga presa in considerazione, dovrà passare per una serie di consultazioni, lungo un iter che deve essere ancora imboccato. Nel frattempo i sangiulianesi hanno dimostrato disinvoltura negli spostamenti, a cui sono abituati da sempre. Ma il quadro delle destinazioni degli studenti assume rilievo anche sotto il profilo dei trasporti, in quanto per alcune direzioni ci sono autobus appositi, piuttosto che rinforzi delle navette che tengono conto dell'orologio di chi si deve presentare puntuale per l'inizio delle lezioni.G. C.

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colazione all'aquila con le first ladies (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

SAPORI D'ABRUZZO Colazione all'Aquila con le First Ladies Niko Romito, il cuoco che ha fatto apprezzare la gastronomia abruzzese ai Grandi della Terra durante il G8 dell'Aquila, ha scritto l'articolo che segue sulla preparazione del pranzo per le First Ladies. L'articolo uscirà anche sul «Gambero Rosso». Cucinare per le First Ladies: bella sfida. Ma come procedere? Da una parte la voglia di tenere alta la bandiera della cucina italiana e abruzzese, dall'altra la tentazione di giocare un pochino, di provocare, di conquistare. Certo, di spazio non è che ce ne fosse molto: il protocollo rigidissimo e i controlli severi non permettevano di spaziare più di tanto - almeno così sembrava - nel grande libro della tradizione abruzzese. A partire dai divieti rigorosi che hanno presentato i responsabili della protezione civile prima che mettessi mano al menu: niente maiale, niente agnello, né capra, niente pecorino, niente insaccati e niente cacciagione e volatili. Insomma, niente Abruzzo! ho pensato inizialmente. E dire che con la mail di incarico, Bertolaso mi chiedeva proprio di rappresentare agli ospiti da tutto il mondo la tradizione e la cultura gastronomica abruzzese. Ma se a L'Aquila tutto gira intorno a pecore, agnelli e insaccati! Mi sono messo comunque al lavoro. E, piuttosto che provocare, ho pensato prima di tentare la carta sottile della seduzione cosa avrebbero preferito le signore nel mio ristorante? E da qui ho preso due piatti: i tortelli di piselli, pomodori e pecorino. E' uno dei piatti che le donne apprezzano di più: il ripieno del tortello, liquido fresco dolce e cremoso e l'acidità del pomodoro conquistano la sensibilità femminile. Così mi son permesso di farci cadere sopra un pizzico di (vietato) pecorino: una forma di Castel del Monte ben stagionato. E devo dire che è piaciuto a tutti, non è tornato indietro nulla, piatti pulitissimi! Poi, il baccalà che è un piatto invece che le donne non ordinano mai che quando lo assaggiano nel menu degustazione, poi lo adorano. Sì, perché la potenza del baccalà viene stemperata da una lunga marinatura in olio extravergine di oliva che lo rende cremoso, quasi dolcissimo. Mi ha fatto piacere il commento del ministro Gelmini: «Non ho mai mangiato un baccalà così strepitoso». E non mi è rimasto il complimento, ma la sua vera meraviglia di fronte a un ingrediente che probabilmente non aveva mai trovato molto avvicinabile. Anche in questo c'è l'Abruzzo: una terra rustica, forte, ma allo stesso tempo gentile, femminile quasi. Per il benvenuto, invece, mi ha aiutato una frase di Obama letta sui giornali qualche giorno prima del G8: diceva che non vedeva l'ora di assaggiare il gelato italiano. Quindi, anche se la moglie Michelle non c'era, ho fatto un gelato utilizzando le «reveje», un legume locale antico che lega insieme le caratteristiche delle lenticchie, dei ceci e dei piselli. Piatto forte, la vitella. Unica carne consentita! Però ho scelto un taglio «povero», per restare in linea con la nostra cucina contadina. Ho preso delle nocette di guancia e le ho cotte a lungo con olio, vino bianco, limoni e pomodoro. Dolcezza e freschezza. Ho fatto ridurre a glassa la salsa di cottura con cui ho condito le noci; accanto, foglie di orapi (spinaci selvatici) appena saltate in padella con olio, aglio dolce di Sulmona e peperoncino e uno sformatino di insalata di patate, condite con acciughe, capperi, menta, timo, erba cipollina. Devo dire che gli orapi hanno spopolato. Qui, abbiamo dovuto far fronte alla first lady indiana, vegetariana. Per lei, un primosale ai ferri con insalata di asparagi selvatici, spinaci e fragole fresche e in salsa caramellata. Pure questo nel solco della tradizione. Per chiudere, una provocazione: caldo freddo di cioccolato e finocchio. Un totem di lingue di gatto ripieno di cioccolato cremoso e un gelato di finocchio. Contrasti di temperature e consistenze, di sapori, forza e freschezza e sensualità. Anche la first lady egiziana che - si è saputo solo in extremis - era intollerante a zucchero e lattosio e per cui abbiamo preparato un dessert al volo, fatto con frutta e caramelli di frutta, decide di mangiarlo comunque: «Ho mangiato benissimo e per questa volta metto da parte le intolleranze: voglio il mio dolce, come tutte!». E non ha lasciato neppure un cucchiaino. Beh, alla fine l'Abruzzo ha vinto, anche a tavola! * Chef del ristorante Reale di Rivisondoli

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ripetenti, corsi di recupero a rischio - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Torino Ripetenti, corsi di recupero a rischio Il taglio dei prof ridimensiona il progetto contro la dispersione Fino allo scorso anno si sfruttavano le ore di esubero per aiutare i ragazzi in difficoltà OTTAVIA GIUSTETTI Un buon sistema contro la dispersione scolastica è a rischio con la riforma Gelmini. Il progetto «Laboratori scuola formazione» dell´assessorato regionale all´Istruzione (obiettivo: seguire con corsi di recupero i pluri ripetenti della scuola media e aiutarli a conseguire la licenza), che è partito in forma sperimentale e con successo lo scorso anno, potrebbe subire già uno stop o un ridimensionamento nel 2009-2010. Il sistema scuola regionale, infatti, sfruttava le ore in esubero dei docenti che nelle agenzie formative insegnavano anche a questi ragazzi fino a raggiungere l´orario previsto dal contratto. Ma con i tagli recenti delle cattedre e degli insegnanti di sostegno potrebbe non essere così semplice trovare docenti con ore libere da spendere in più. «Siamo preoccupati per la riforma Gelmini che ha asciugato molto le ore di sostegno - ha detto l´assessore Gianna Pentenero - temiamo possa gravare sui progetti come questo». Eppure lo scorso anno di 620 ragazzi tra i 14 e i 16 anni ancora iscritti alla scuola media inferiore, 539 hanno sostenuto e passato l´esame di terza media. L´88 per cento dunque degli studenti seguiti dalle agenzie formative è riuscito a superare uno scoglio che altrimenti pareva insormontabile e, o ha proseguito gli studi o ha scelto la strada della formazione professionale. Questi percorsi oltre a essere finalizzati al conseguimento del titolo di studio, svolgono una funzione di recupero, di motivazione e di orientamento, diventando quasi propedeutici a un ingresso con crediti nell´istruzione-formazione professionale o funzionali all´avvio di un contratto di apprendistato. Oltre alle aree disciplinari fondamentali come l´italiano, la matematica, l´inglese e la tecnologia, diversi sono infatti gli indirizzi professionali da scegliere, da quello meccanico a quello dei servizi per l´impresa, di estetica e per la lavorazione del legno, di ristorazione e giardinaggio. Saranno anche il prossimo anno le singole scuole a segnalare alle agenzie formative i ragazzi da iscrivere ai corsi, specificandone le particolari problematiche ed esigenze e richiedendone quindi la frequenza part-time o full-time.

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la scuola del dialetto non conosce la continuità - franco buccino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Napoli LA SCUOLA DEL DIALETTO NON CONOSCE LA CONTINUITà FRANCO BUCCINO A vere a Napoli per i nostri figli e nipoti insegnanti lombardi e veneti che escludessero il dialetto napoletano, le opere, gli autori e gli artisti, non ci farebbe stare tranquilli. E pur essendo ben consapevoli del valore universale della lingua napoletana, della canzone napoletana, del teatro napoletano, non siamo tuttavia così partigiani da non riconoscere pari dignità a tutti i dialetti del Bel Paese. Ma le cose non stanno così; il problema che si pone, per fortuna, prescinde dalla provenienza geografica degli insegnanti. La chiave per risolvere alla grande questo problema di conoscenza e valorizzazione delle tradizioni locali e del dialetto bisogna trovarlo nel rapporto di una scuola con il territorio. In particolare si prestano a dare risposte soddisfacenti a tali richieste le relazioni intergenerazionali. Nella famiglia non c´è più tempo; spostiamoci a scuola: i nonni nelle aule con i loro documenti, i loro strumenti, i propri racconti. Anche gli insegnanti, da qualunque parte d´Italia provengano, non possono non partire nella loro programmazione da un´analisi del contesto in cui vivono i propri alunni, per la quale analisi ci vuole studio e, magari, momenti di aggiornamento; e non possono non privilegiare nei programmi di studio la storia e la geografia del territorio in cui è ubicata la scuola. Se gli insegnanti è meglio che siano del posto oppure no, è francamente una questione accademica; si può immaginare che in certe regioni gli abitanti abbiano trovato altre attività e professioni da svolgere, magari più redditizie o più gratificanti. Non sarebbe il caso di insistere troppo in un´epoca di globalizzazione e di circolazione dei lavoratori nei paesi membri dell´Ue. Così come è giusto chiarire, contro ogni vena razzista di proposte estemporanee, che i contesti di cui la scuola deve rispettare e valorizzare l´identità non sono solo i contesti territoriali, ma anche quelli più ristretti di comunità che si aggiungono a quella esistente, siano esse italiane, comunitarie o extracomunitarie. Occorre infine ricordare che la scuola, imitando in ciò i ragazzi, per sua natura non separa ma unisce, non preserva ma mette a confronto, non è rigida ma tollerante. Potremmo chiuderla qui. Se non fosse che la Gelmini, pensando di ridimensionare le polemiche suscitate dalle posizioni della Lega sul test di dialetto agli insegnanti, ha detto che alla fine queste persone vogliono solo garantita dalla scuola la continuità didattica ai loro figli. Non si è resa conto, il ministro, che se fosse vera la sua interpretazione, la risposta a questi genitori dovrebbe darla proprio lei. Con qualche difficoltà, perché non solo non ha fatto niente in tale direzione, ma ha operato in senso diametralmente opposto. La continuità didattica, cioè il diritto dell´alunno ad avere gli stessi insegnanti per tutta la durata del corso di studi, è messa in discussione solo in minima parte dallo spostamento degli insegnanti da una provincia all´altra, da una regione all´altra. Dei cento e passa prèsidi idonei che dalla nostra regione sono andati al Nord con grande costernazione della Lega, torneranno a casa a settembre appena una decina. La continuità è vanificata da incarichi annuali ai precari, che ogni anno raggiungono una sede diversa per totale incapacità dell´Amministrazione di gestire tale processo, e dalle scellerate scelte politiche in materia di organici con i noti tagli. In Campania siamo vicini agli ottomila posti tagliati, più di un quinto del totale nazionale: ma, si sa, la continuità, rivendicata per i loro figli dai leghisti padani, da noi sarebbe un lusso. I tagli comportano la mancata riconferma sui loro posti di tanti precari, il soprannumero di numerosi docenti di ruolo costretti a cambiare scuola, la mancata immissione in ruolo di migliaia di precari che perciò non vengono stabilizzati su un posto fisso. Senza dimenticare che gli effetti della cosiddetta riforma della scuola, con il maestro unico nella primaria, la ridefinizione delle cattedre nella secondaria, l´eliminazione secca delle sperimentazioni nelle superiori, rappresenteranno il più grave attacco alla continuità didattica nella storia della scuola italiana. Avrebbe fatto meglio la Gelmini, anziché avventurarsi in questo terreno per lei minato della continuità, prendere le parole della Lega per quello che sono; anzi accettare la sua proposta e far fare agli insegnanti la prova di dialetto. Magari in Calabria. Come fece lei per l´esame di procuratore legale.

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scontro comune-provveditore sui tagli alle sezioni tempo pieno - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bologna Scontro Comune-provveditore sui tagli alle sezioni tempo pieno Lembi: "Mancano 12 classi e non ci dice niente" ILARIA VENTURI «FA come la scimmietta: non vede, non sente, non parla». Il neo assessore alla scuola Simona Lembi accusa il direttore dell´ufficio scolastico provinciale Vincenzo Aiello (e quindi il Ministero) di fare lo gnorri sulla scuola. Ed è scontro tra Palazzo d´Accursio e via de´ Castagnoli. Perché la replica, affidata a una nota della direzione generale dell´ufficio scolastico regionale, non si fa attendere. «Nessun gioco delle scimmiette e nessun fare lo gnorri. La scuola bolognese non ha bisogno di toni così fuori luogo e sgradevoli, bensì di quella collaborazione e confronto tra amministrazioni che ha connotato in questi anni il rapporto sul territorio». E voilà, è già scontro sulla scuola i primi di agosto, dopo l´offensiva dei sindacati di metà luglio e le proteste di Provincia e Regione sui tagli. «La situazione è grave, mancano trenta giorni all´apertura delle materne e quaranta all´avvio delle lezioni per la primaria e le medie e il Comune non è messo nelle condizioni di capire come apriranno queste scuole», attacca l´assessore comunale Lembi in conferenza stampa. Sul piatto, la mancata risposta del Ministero sulla statalizzazione di nove sezioni di materna al quartiere Porto e sull´apertura della nuova scuola in via Buon Pastore (tre sezioni). «Ci sembra una richiesta equa per riequilibrare il numero delle materne statali» sottolinea l´assessore, ricordando che a Bologna le materne statali sono solo il 17% contro il 46% della media regionale, «una disparità non più accettabile». Così, per portare avanti le proprie rivendicazioni, Lembi ha preannunciato «proteste e pretese da sottoporre al ministero» insieme a un piano della Giunta «salva-scuola». «Appena mi sono insediata ho chiesto un incontro ad Aiello, è stato spostato e poi non ho saputo più nulla», dice Simona Lembi. «Qui, oltre ai tagli del ministro Gelmini e del governo che sono drammatici, sono in gioco le relazioni istituzionali. A maggio ci hanno detto che sarebbero saltate dodici sezioni a tempo pieno alle elementari, un taglio che coinvolge trecento famiglie, ma da allora non abbiamo nessun dato». Il vice di Aiello, Andrea Panzardi, getta acqua sul fuoco: «Una difficoltà contingente, dovuta a un lutto in famiglia del direttore, tutto qui. Confidiamo nella collaborazione all´impronta del miglior dialogo». Nella nota l´ufficio scolastico smentisce «che non sia stata data nessuna risposta agli uffici dell´assessorato». Quello che rimangono sono i tagli. La direzione scolastica è netta: «Per la scuola dell´infanzia non vi sono quest´anno risorse aggiuntive per aprire nuove sezioni, completare quelle a tempo ridotto, statalizzarne altre». SEGUE A PAGINA V

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Formazione per i futuri lavoratori (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: cisal data: 04/08/2009 - pag: 30 autore: di Fulvio Fornaro* Sicurezza Formazione per i futuri lavoratori Vivere a cavallo di due millenni, o anche dei due secoli tra il '900 e il 2000, oppure di due culture non sempre antagoniste, può essere un privilegio. Certamente una fatica se si tratta di un intermezzo temporale, reso interminabile dalla lentezza dei legislatori (chiamati a occuparsi di cultura della prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro e nei luoghi di vita), che hanno varato un decreto ad hoc, n. 81/2008, non più una novità, pensando a un Istituto della sicurezza sul lavoro (focal point dell'Agenzia europea con sede a Bilbao, in Spagna) che si occupa da alcuni lustri della materia. Vero promotore, se non proprio unico in Italia, della Health promotion indirizzata ai giovani e giovanissimi, destinatari di numerose iniziative informative e formative, tra cui la Settimana europea della sicurezza sul lavoro. In questa fase, si tratta di riconoscere una peculiare funzione pubblica a un organismo tecnico-scientifico inspiegabilmente entrato in un cono d'ombra di notorietà mediatica, nonostante il crescente lavoro da svolgere nel campo antinfortunistico. Del resto, la memoria dà volto e consistenza all'identità di una istituzione: questa, in genere, è legittimata a garantire i collegamenti e i raccordi tra le diverse e molteplici esperienze nelle quali si articola l'unità degli interventi di prevenzione. Quest'ultima più è fatta di memoria, più ha lo slancio della profezia. Quella legata alla cultura della sicurezza che si vuole arricchire e diffondere con il dlgs 81/2008, attraverso percorsi scolastici seri ed efficienti, ai quali si sono riferiti i ministri Sacconi e Gelmini, dando risposte concrete ai numerosi interrogativi di chiarimento sull'articolato del decreto, riprendendo temi essenziali come la progettazione programmata di studi e sperimentazioni da far assumere negli istituti tecnico-professionali per formare alla sicurezza i futuri lavoratori. In coerenza con questo auspicio, e in connessione con una parte applicativa del T.u., è prevista la possibilità di una convenzione tripartita, welfare-istruzione-Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, per realizzare insieme programmi educativi secondo un approccio di competenza pedagogica che, già nella scuola primaria, vede in puero homo, cioè il futuro cittadino lavoratore.* Medico competente-Sail

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Prevenzione infortuni sul lavoro, il T.u. è legge (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: cisal data: 04/08/2009 - pag: 30 autore: di Vincenzo Lucarelli L'editoriale Cisal Prevenzione infortuni sul lavoro, il T.u. è legge Siamo ormai al cambio di passo e di voltaggio nell'applicazione del T.u. delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nell'ambiente di vita. L'acquisizione sostanziale avviene sotto la spinta di una lunga catena di infortuni e di malattie professionali, di cui siamo stati spettatori impotenti e per i quali il sindacato autonomo confederale ha destinato una parte degli spazi autogestiti nelle pagine di ItaliaOggi per mettere a nudo inadempienze e responsabilità, riferite anche alle dilazioni di ratifica di un corpus juris, provvidenzialmente approvato venerdì 31 luglio scorso dal consiglio dei ministri.«Al punto in cui siamo approdati», ha sottolineato Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, «dovrebbero essere accelerate le procedure applicative del decreto n. 81/2008, per modificare un sistema di sicurezza la cui natura ha lasciato dietro di sé una lunga scia di lutti».Ora viene introdotta una normativa tanto attesa, che dovrebbe rendere più funzionali i prescritti interventi di prevenzione, nell'ambito di un regime di tutele e finalità sociali. La tendenza fa perno su una cultura meno repressiva e sul territorio, affidando la prevenzione a strutture e professionisti di provata competenza e moralità. A riguardo, Cavallaro ha accennato alle preoccupazioni e alle speranze che, nel decreto 81, si incrociano. A suo parere «è facile, sull'esperienza del passato, immaginare l'apparire di quella spessa cortina di inconfessati interessi, che accompagna l'avvento di novità lungamente attese. Su cui grava lo scetticismo di una prospettiva, non sempre rigorosamente scientifica, fino a risultare contraddittoria». Per il rappresentante della Cisal, «pochi forse hanno avuto il coraggio di mettere in luce i limiti di una prevenzione, affrancata da interferenze di varia natura da non dimenticare, né da sottovalutare». Oltre a ciò, non bisognerebbe prendere sottogamba, per esempio, il modo con cui vengono plasmati (e reclutati) i tecnici diplomati e laureati con corsi di studio nei quali manca soprattutto il rapporto diretto con il mondo del lavoro e l'organizzazione produttiva territoriale.Emblematica, tra le tante, la mentalità delle professioni mediche, essenzialmente di ordine clinico e chirurgico. In minore spazio, di ordine igienico e profilattico. Mentre, per le professioni tecniche, è sufficiente esaminare le varie discipline di insegnamento. «Bene hanno fatto l'onorevole Gelmini e l'onorevole Sacconi, al termine del consiglio dei ministri, a richiamare la necessità di una preparazione specifica sul tema della prevenzione, sorretta da un ciclo formativo polivalente, nelle scuole di ogni ordine e grado». È questa, secondo il segretario generale, la via da seguire, nella quale non sono affatto estranei i programmi ministeriali e la didattica di riferimento. A cui si aggiunge una patente a punti di qualificazione per imprese e lavoratori autonomi nei settori di maggiore rischio, a cominciare dall'edilizia. Siamo di fronte a una proposta avanzata nel 1968, o giù di lì, che prevedeva per gli artigiani un attestato di affidabilità creativa e operativa. Il tardivo recupero, tuttavia, è un segnale di appezzamento del saper fare a livello locale.

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Quattro studenti d'eccellenza (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 04 Agosto 2009 CRONACA Pagina 13 GIOVANI «GENI». La cerimonia in Sala Rossa con Giovanni Pontara Quattro studenti d'eccellenza Primi alle gare nazionali post diploma Nella sala Rossa della Provincia, l'assessore alle Politiche per l'istruzione Marco Luciani e il dirigente dell'Usp (Ufficio scolastico provinciale) Giovanni Pontara hanno premiato, con una pergamena, quattro giovani veronesi che hanno conseguito il diploma di qualifica in tre istituti professionali della città nell'anno scolastico 2007/2008 e hanno vinto le gare nazionali indette dal Miur ministero dell'Istruzione, università, ricerca. Erano presenti la responsabile dell'ufficio Interventi educativi dell'Usp Laura Donà, il professore dell'istituto «Angelo Berti» Paolo Massagrande, la professoressa dell'istituto «Giovanni Giorgi» Renata Rossi, la professoressa dell'istituto «Enrico Fermi» Rosa Furioni e i quattro studenti premiati: Simone Vicentini del Giorgi, Stefano Agnoli del Berti, Michele Napoleone del Fermi e Alessio Ugolini del Giorgi. Gli studenti hanno tutti fra i 18 e i 20 anni, uno di loro è già occupato nel settore della qualifica specifica, mentre gli altri stanno proseguendo gli studi per ottenere il diploma quinquennale, oppure sono in attesa di occupazione e impegnati in stage. Le gare nazionali indette dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sono condotte su 22 qualifiche e tra queste quattro sono state vinte dagli studenti veronesi (ristorazione, elettronica, meccanica e chimico-biologica), mentre sui 66 premiati totali, ben 20 sono studenti veneti. Queste competizioni nate da una legge del 2007 e confermate dal recente decreto presentato dal ministro Maria Stella Gelmini, stabiliscono che vengano premiati gli studenti in considerazione della votazione conseguita nell'esame di Stato conclusivo del corso di studi, e in base alla migliore classificazione in «competizioni basate su procedure di confronto nazionali e internazionali». Per l'eccellenza in campo ristorativo-alimentare gli studenti devono rispondere a dei quesiti sull'alimentazione, allestire una sala e infine preparare dei cocktail da illustrare in lingua inglese agli esaminatori. In campo chimico-biologico le prove consistono invece in un test scritto, una prova pratica di laboratorio chimico e un'analisi microbiologica di alcuni composti. Per il settore elettronico, oltre a domande teoriche di elettrotecnica, anche una prova pratica di strutturazione di un software per macchine elettroniche. In campo meccanico infine, un test di disegno tramite Autocad, una prova pratica di tecnologia dei materiali e un'altra di movimentazione di macchine utensili. La scuola dei vincitori deve impegnarsi ad organizzare le gare dell'anno successivo. A Verona spetta quindi il compito dell'accoglienza. Il nome dei quattro studenti veronesi premiati, sarà inserito nell'Albo Nazionale delle Eccellenze, consultabile sul sito www.istruzione.it.  

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I Vigili del fuoco al mondiale di rugby (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 04 Agosto 2009 CRONACA Pagina 9 IN CANADA. In squadra ci sono anche bresciani I Vigili del fuoco al mondiale di rugby La nazionale di rugby dei Vigili del fuoco è arrivata in Canada per partecipare ai World Police & Fire Games, i mondiali delle forze di polizia e servizi antincendi che ha già vinto nel 2005. Sono sedici le formazioni in campo e l'Italia non fa mistero di puntare al podio. Si gioca a Vancouver. Il preparatore Luca Grandinetti crede in questa squadra che parla anche bresciano e dovrà affrontare campioni del livello di Sud Africa, Australia, Canada, Stati Uniti, Irlanda e Inghilterra. Grande l'apporto di Brescia alla nazionale con Piotti dal Desenzano, Gelmini dalla Bassa Bresciana e Romano dal Calvisano. In attesa di una maglia azzurra Mandelli in forza al Parma, Bosna, Gabba, Ravazzolo del Brescia e Costantini del Piacenza. Tra un anno Brescia dovrebbe ospitare il «6 nazioni» dei Vigili del fuoco.  

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La sinistra dica qualcosa sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

La sinistra dica qualcosa sulla scuola Come al solito, l'opposizione (e la sinistra?) sottovalutano radicalmente il problema della scuola. Un po' perché la furbissima Gelmini fa le sue "riforme" a scuole rigorosamente chiuse, un po' perché, purtroppo, la centralità dell'istruzione (e della formazione) non è nelle sue corde. Centralità democratica e, secondo me, perfino di civiltà. L'ultima sortita del lascivo ministro (che ha appena fatto a pezzi quel che resta dell'università) è una sostanziale apertura alle ipotesi leghiste sul "dialetto" - professori nati e cresciuti sul territorio dove impartiranno le loro lezioni, alla faccia dell'unità d'Italia e anche del lato progressivo, aperto, cosmopolitico della globalizzazione. Neanche su questo, da sinistra si è assistito a una replica adeguata, e di merito. Quanto ci voleva, per dire, a stigmatizzare un approdo tanto bigotto e regressivo della famosa proposta di Forza Italia? Dalla scuola delle tre "I" (Internet, Inglese, Impresa) si è arrivati alle scuolette per bergamaschi, riservate a prof orobici (come si legge sui cartelli degli agitprop leghisti), dove, suppongo, sarà obbligatorio il tifo per l'Atalanta. E guai a quel povere docente torinese che abbia, putacaso, vinto una cattedra in Val Brembana. Ma l'opposizione, dicevamo, non ha più alcuna idea propria sulla scuola - e su quale dovrebbe essere la sua "missione". L'unica idea che circola è quella del "merito" - "premiare il merito" sembra la formula magica con cui ogni volta tutti pensano di cavarsela. Lo dice, del resto, anche la Maria Stella Gelmini, quando toglie i soldi alla Sapienza di Roma e li offre all'Università delle "scienze motorie", in omaggio al primato della cultura. Ora, personalmente non avrei nulla contro il "merito", se solo qualcuno mi spiegasse che cosa vuol dire, come si valuta e come si scelgono i valutatori. Sono andata a controllare su un buon vocabolario, per chiarirmi le idee: "l'essere degno, l'aspirare a un riconoscimento, una lode o un castigo" recita il De Mauro, nella prima delle nove diverse definizioni che dà di questo benedetto sostantivo, - esso va, giust'appunto, dalla teologia ("valore particolare degli atti compiuti da chi è in grazia in Dio") al diritto e all'economia (merito significa anche "interesse, frutto di un capitale, usura"). Converrete che, quantomeno sul terreno linguistico, non ci si capisce niente. Non sarà, a questo punto, che "merito" è sinonimo, tout court, di "bravo"? Bravo come De Rossi, il primo della classe del Cuore, quello che recitava a memoria, e in un battibaleno, tutti i fiumi, i laghi e i borghi d'Italia. Ma vi rendete conto che oggi, con i criteri che corrono, quel giovane eroe deamicisiano rischierebbe la bocciatura, se capitasse in una scuola di Bergamo dove si parla solo bergamasco e, in omaggio al radicamento territoriale, gli si chiedesse conto esclusivamente del sistema idrico lombardo, comprensivo di ruscelli, torrenti e dighe? Fuor di paradosso, voglio dire che, se non si ha un'idea vera della scuola, anzi delle scuole, del loro ruolo, della loro "missione", non c'è merito che tenga. In sintesi: l'attuale sistema dell'istruzione è un non sistema, dove l'ordinamento gentiliano non è mai stato organicamente sostituito, è solo drammaticamente invecchiato tra contraddizioni e mille scelte contraddittorie, che si sono succedute negli anni, anzi nei decenni. A suo modo, la scuola di Gentile aveva una missione molto chiara: le elementari per tutti (l'alfabetizzazione di base-base per imparare a leggere, scrivere e far di conto), poi la separazione precoce in due distinti canali: di là, il liceo per formare i figli della borghesia, la futura classe dirigente e le professioni intellettuali, di qua l'istruzione tecnica per il popolo, i futuri operai e la massa piccolo-impiegatizia - alle donne, salvo eccezioni, erano riservate le magistrali, le professionali, gli istituti per infermiere e ostetriche. Era una scuola certo per nulla progressista, ma molto coerente. Ma oggi? Essendo acquisito (forse) che tutti, non uno escluso, dovrebbero frequentare una scuola almeno fino a sedici anni (a diciotto dico io), per non ricadere un attimo dopo nell'analfabetismo puro, sul percorso che segue le idee latitano e la confusione abbonda. E la zona più oscura è proprio quella che concerne l'istruzione superiore: licei che sfornano futuri laureati, magari molto "meritevoli", che però, nel Belpaese, non sanno proprio che farsene del loro "merito" (ogni anno, diecimila meritevolissimi devono emigrare in qualche parte dell'Europa, dell'America o dell'Asia, dato che l'Italia è alla coda del mondo civile nell'investimento in ricerca); istituti che diplomano frotte di ragionieri, geometri e periti, in genere destinati a ingrassare le file della disoccupazione; scuole professionali che (salvo eccezioni) non insegnano assolutamente nulla. Infine, arriva l'università, con la sua struttura demenziale di lauree brevi e di crediti, che somma ed esalta tutte le incongruenze dei "diplomifici" che le stanno sotto. Credetemi, è anzitutto a questa insensatezza d'insieme che bisognerebbe porre mano. di Rina Gagliardi 04/08/2009

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11:10 AGENDA APPUNTAMENTI (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

AGENDA APPUNTAMENTI Stampa Invia questo articolo (AGI) - Roma, 4 ago. - 4 AGOSTO - Roma: Scuola - Il ministro Maria Stella Gelmini incontra i Segretari generali dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda, Anp (Miur, ore 15). 7 AGOSTO - Rispescia (Grosseto): Festambiente - Si apre la 21.ma edizione del festival internazionale di ecologia e solidarieta' promossa da Legambiente. Fino al 16 agosto. .

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SCUOLE ISOLA D'ELBA: ALLARME ORGANICI (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 4 SCUOLE ISOLA D'ELBA: ALLARME ORGANICI Pubblicato da Franca Corradini alle 11:31 in Scuola&Società Allarme organici dalle scuole situate nelle isole minori: “Abbiamo rilevato una discriminazione nelle scuole dell’Elba rispetto alle realtà continentali –denuncia Jachen Gaudenz, Presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano- dove, forse per mantenere nella propria sede il personale di ruolo e non costringerlo a trasferimenti in sedi disagiate, sono stati operati tagli più ridotti”. Ecco allora scattare la lettera-denuncia indirizzata al Ministro Gelmini, agli Uffici scolastici di Livorno e della Toscana, ma anche ai Presidenti di Provincia e Regione e all’Assessore regionale all’istruzione Simoncini, decisa dal Consiglio d’Istituto dell’I.S.I.S. Foresi di Portoferraio, di cui Gaudenz è il presidente. Il Consiglio d’Istituto del Foresi ricorda alle autorità preposte che le Circolari ministeriali prot. 9027 del 17/6/09 e CM 63 prot. 10042 del 6/7/09, consentono deroghe a tagli indiscriminati e fa presente che l’Istituto è diviso in sedi plurime, ha attività in cui è indispensabile la presenza degli assistenti tecnici (istituti professionali), mentre il Liceo Scientifico è sede del Piano Nazionale d’Informatica PNI. Tutti i crismi insomma per mantenere quell’assistente tecnico indispensabile per il buon funzionamento della scuola, e rispettare la delibera della Giunta esecutiva dell’Istituto in merito. Degna di nota la lettura del Consiglio d’Istituto a proposito della dispersione scolastica: “La scuola elbana soffre da decenni di gravi carenze e decurtazioni pesanti e sistematiche di figure professionali indispensabili al regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative, essenziali per offrire una qualità minima di formazione scolastica –si afferma nella lettera- Da anni si parla di dispersione scolastica, di abbandono precoce della frequenza scolastica, della necessità di formazione e preparazione degli alunni. Tutto questo sembra abbia rilevanza solo per costruire progetti, fare seminari, istituire commissioni parlare, incontrasi, concertare un consumo ingentissimo di energie e risorse, ma poi, all'atto pratico, è minima la ricaduta sugli studenti”. “Per noi è indispensabile mantenere l’organico indipendentemente da chi lo potrà occupare – conclude Gaudenz- In sostanza siamo sempre i più penalizzati perché fino ad oggi avevamo personale precario ed oggi, grazie a questa particolare situazione, siamo i primi a subire i tagli”. arcipelagotoscano@age.it www.agetoscana.it

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Bologna, tagli alla scuola: comune Bologna protesta (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

Bologna, tagli alla scuola: comune Bologna protesta (4/8/2009 16:03) | (Sesto Potere) - Bologna - 4 agosto 2009 - Questa la posizione dell’assessore comunale alla scuola, Simona Lembi, che ieri ha criticato l’Ufficio scolastico regionale per non aver fornito al Comune le informazioni necessarie a organizzare le classi per il 2009-2010. Gelmini sono destinati a produrre nel tempo, a partire dal 7 di settembre, giorno di apertura di nidi e materne>. .

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SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA ultimo aggiornamento: 04 agosto, ore 18:20 commenta 0 vota 0 invia stampa Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - Assunzioni e immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno scolastico. Il ministro Mariastella Gelmini, nel corso dell'incontro di oggi con i Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il prossimo settembre l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8mila docenti e l'assunzione di 8mila unita' di personale Ata.

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TAGLI ATA, PROVINCIA MT: PARI DIGNITÀ CON PROVINCIA PZ (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

TAGLI ATA, PROVINCIA MT: PARI DIGNITÀ€ CON PROVINCIA PZ 04/08/2009 19.06.28 [Basilicata] “La scuola della provincia di Matera dovrà  fare i conti con un personale ATA decurtato di ben 87 unità .†A renderlo noto l'assessore provinciale Antonio Montemurro, con delega ai Rapporti con le scuole, dopo un incontro presso il Provveditorato agli studi di Matera con il dirigente dell'ufficio scolastico Mario Trifiletti. “I tagli in questione riguardano il personale ATA (Ausiliare Tecnico Amministrativo) - ha precisato l'assessore Montemurro – per il quale abbiamo ottenuto solo una deroga, cioè¨ ci è¨ stato riconosciuto un taglio in meno, a fronte delle 60 deroghe concesse alla scuola della provincia di Potenza. Una sproporzione inspiegabile e che non possiamo, in alcun modo, accettare, anche a fronte di quella che sarebbe dovuta essere la proporzione oggettiva e lecita: 2/3 per la provincia di Potenza e 1/3 per quella di Matera.†“Il personale ATA – ha sottolineato l'assessore provinciale – ricopre ruoli diversi e decisivi ai fini del buon andamento delle attività  scolastiche. Tra i numerosi compiti che questo personale espleta, rientrano anche competenze di tipo tecnico amministrativo (come l'elaborazione delle buste paga), che precedentemente erano in capo ai Provveditorati.†“In virtù¹ delle deroghe non concesse alla scuola della provincia di Matera, – ha precisato Montemurro – e ai cospicui tagli effettuati, l'anno scolastico 2009-2010 si contraddistinguerà , sin dal suo esordio, per ritardi e inefficienze gravi che peseranno su un sistema scolastico già  fortemente penalizzato. Il decreto Gelmini sta debellando il fenomeno del precariato a spese dei lavoratori. Infatti, le pesanti riduzioni del personale metteranno in ginocchio il sistema scolastico insieme alle famiglie già  colpite dalla recessione in atto. A sostegno dei diritti di queste persone e delle proprie famiglie, l'Amministrazione provinciale rivendica un trattamento di pari dignità  rispetto alla provincia di Potenza e chiede, pertanto, di rivedere subito le proporzioni e riformulare così¬ le deroghe.†“Un atto dovuto al territorio materano – ha concluso il presidente Stella – che chiede soltanto più¹ attenzione e maggior tutela della propria scuola.†(bas - 04)

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SCUOLA. GELMINI: "SEDICIMILA ASSUZIONI TRA DOCENTI E PERSONALE ATA" (sezione: Scuola)

( da "AgoPress" del 04-08-2009)

Argomenti: Scuola

(AGO PRESS) Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha incontrato oggi i segretari generali dei sindacati della scuola. Nel corso della riunione il ministro ha confermato per il prossimo settembre l’assunzione di 647 dirigenti scolastici, l’immissione in ruolo di 8mila docenti e l’assunzione di 8mila unità di personale Ata. “Il governo – ha dichiarato al termine dei colloqui il ministro - sta lavorando per garantire continuità didattica agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della scuola e la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche. L’assunzione di oltre 8mila docenti e 8mila unità di personale Ata è una dimostrazione concreta di questo impegno”.

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Fondazione Biagi, fuori Tiraboschi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Fondazione Biagi, fuori Tiraboschi Il docente si è dimesso dal CdA dopo essere stato socio fondatore Dissensi personali e anche politici Che farà ora l'ateneo? di Saverio Cioce La Fondazione Marco Biagi perde uno dei componenti principali nel consiglio d'amministrazione. Il docente Michele Tiraboschi, specialista in diritto del lavoro e collaboratore del giuslavorista ucciso dalle BR, si è dimesso dalla Fondazione di cui era anche vicepresidente e direttore scientifico. Una scelta che arriva dopo un crescendo di incomprensioni e polemiche iniziate già dopo l'omicidio e ora arrivate al capolinea con la scelta di uscire da un organismo a metà strada tra ricerca universitaria e ateneo. Con i soldi stanziati dal governo fu ristrutturata la ex caserma a ridosso di via Emilia ovest, a due passi dal Palazzo Europa, che dopo sessant'anni di abbandono è oggi una lussuosa sede di rappresentanza nonchè sede di convegni di rango, giusto di fianco alla facoltà di Economia e Commercio. Lì insegnava Marco Biagi prima di essere ucciso e lì Tiraboschi svolge ancora le sue funzioni di docente; la vicinanza con gli altri colleghi però diventa sempre più formale visto che persino il penultimo strappo è stato consumato in mezzo alle ripicche. Solo quattro mesi fa Tiraboschi si dimetteva, sbattendo la porta, dalla scuola di dottorato di Relazioni di Lavoro; con la posta elettronica di facoltà spedì ai colleghi scelta e motivazioni ma i risultati furono nulli perchè al momento di nominare il sostituto, Tiraboschi non ottenne neanche un voto. E a votare andarono la metà dei colleghi che ne avevano diritto. Pochi giorni fa l'ultimo passo. Il docente è uscito anche dalla Fondazione Biagi, dove il suo peso specifico era di rilievo visto che per statuto i consiglieri d'amministrazione dovevano essere nominati dall'ateneo, dalla famiglia Biagi e dall'Adapt, l'associazione fondata dallo stesso Biagi che raggruppa specialisti in diritto del lavoro e relazioni industriali, al cui vertice oggi c'è lo stesso Tiraboschi. Insomma, un intreccio di relazioni personali e professionali che aveva un punto fermo. L'ateneo si era seduto al tavolo assieme a Tiraboschi e alla vedova del docente assassinato per collaborare con pari dignità a valorizzare studi e studiosi della disciplina a cui lo Biagi aveva dedicato la sua esistenza. Ma dopo l'accordo iniziale sono emerse subito le differenze, con Tiraboschi sempre impegnato a rimarcare differenze e dimenticanze nei confronti del suo maestro da parte degli ex colleghi; da una presa di distanza all'altra il fossato è diventato incolmabile. C'è chi dice che il problema è di carattere piuttosto che di metodo, contestando al docente fuoriuscito la logica "O con me o contro di me". I suoi difensori d'ufficio invece sottolineano le diversità d'impostazione politica e culturale. Mentre Biagi dialogava a tutto campo con sindacati e ministeri, Tiraboschi, come consulente dei decreti di Brunetta e della Gelmini, ha sempre guardato con insofferenza il mondo degli economisti modenesi, schierati compattamente col centro sinistra. E una volta che le incomprensioni hanno superato il livello di guardia. la catena di dimissioni è stata una reazione scontata. Tiraboschi avrebbe confidato di concludere i lavori in corso a Modena e poi di non essere spendibile per ulteriori collaborazioni su progetti comuni. Il punto ora è quello che riguarda il futuro della Fondazione Biagi: come andrà avanti senza la presenza di uno dei soci fondatori, che è pure a capo dell'organismo che deve designare il sostituto? E la vedova Biagi che farà ora, resterà al suo posto distanziandosi da Tiraboschi o lo seguirà, paralizzando l'operatività della Fondazione? (Saverio Cioce)

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Nuovo sovrintendente, spunta anche Mariani (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Approvate le linee guida per elementari e medie: insegnamento veicolare e collaborazione tra insegnanti Nuovo sovrintendente, spunta anche Mariani BOLZANO. Spunta anche il nome di Marco Mariani nella corsa alla Sovrintendenza. Provvede come sempre la deputata Michaela Biancofiore (Pdl) a mettere pepe nella vicenda che dura da 13 mesi. Michaela Biancofiore legge che Marco Mariani lascerà la presidenza del liceo classico Carducci per diventare ispettore di italiano seconda lingua all'Intendenza scolastica tedesca e butta là: «Una bella notizia per il preside Mariani. Era già nella rosa di nomi sottoposta dal ministro Gelmini al presidente Durnwalder per l'intesa sul nuovo sovrintendente. Con questo passaggio di carriera le sue quotazioni diventano più alte». La giunta provinciale nel luglio 2008 aveva scelto Ivan Eccli e la situazione non si sblocca. Secondo Michaela Biancofiore è già partita dal ministero una ulteriore lettera di sollecitazione a Durnwalder. Intanto la giunta ha approvato nell'ultima seduta le «Indicazioni provinciali per la definizione dei curricoli relativi alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado negli istituti di lingua italiana». In sintesi, le linee guida per la scuola italiana, che si aggiungono a quelle per la scuola tedesca e ladina. La sezione dedicata alle linee organizzative è stata curata da Ivan Eccli, che anticipa le novità più importanti in vigore da settembre, sia pure con un biennio di sperimentazione. Si tratta della suddivisione in bienni degli otto anni di elementari e medie. In particolare, ci sarà il biennio «a scavalco» tra quinta elementare e prima media che obbligherà gli insegnanti di elementari e media, spiega Eccli, «a confrontarsi sulla programmazione, la conoscenza degli alunni e i criteri di valutazione. La collaborazione era sempre auspicata, ora viene istituzionalizzata. L'obiettivo è rendere il più fluido possibile per gli studenti il passaggio tra elementari e medie». Confermata, per elementari e medie, l'autonomia di ogni scuola nel proporre progetti per l'insegnamento veicolare del tedesco. Commentando le indicazioni su curricola e monte ore per ogni ciclo di studi, l'assessore Christian Tommasini sottolinea «Le scuole hanno ora la possibilità di potenziare e migliorare l'ambito logico-matematico, l'insegnamento delle lingue e lo sviluppo delle eccellenze». Regolamentati anche gli orari del tempo prolungato e quelli delle scuole secondarie con i corsi a indirizzo musicale. (fr.g.)

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I sindacati: l'avvio scolastico sarà difficile (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

I sindacati: l'avvio scolastico sarà difficile appello alla gelmini ROMA. Sulla scuola italiana resta l'incognita dei tanti precari che rischiano di restare fuori dal mondo del lavoro, tanto che sia la Flc Cgil sia la Cisl Scuola parlano di rischio di avvio non facile per il prossimo anno scolastico. Un problema affrontato dal ministro Mariastella Gelmini proprio con i sindacati in un incontro nel quale sono emersi impegni per la ricerca di una soluzione. E con una verifica tecnica fissata per il 25 agosto. Il ministro ha ricordato che da settembre ci sarà l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8 mila docenti e l'assunzione di 8 mila unità di personale Ata. Replica la Cisl: «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno scolastico, per ragioni che sono evidenti - ha detto il segretario Francesco Scrima -. Per questo è necessario un sovrappiù di attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze». Domenico Pantaleo, segretario Flc Cgil, parla di incontro in cui «è stato ribadito il nostro giudizio sull'inadeguatezza del numero di assunzioni in ruolo del personale docente e Ata a fronte delle disponibilità di posti vacanti». 05/08/2009

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il decreto taglia una classe di terza media (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

FOSSACESIA Il decreto taglia una classe di terza media FOSSACESIA. Il decantato polo scolastico di viale San Giovanni in Venere, inaugurato da un anno, si rivela una beffa per gli alunni che a settembre dovranno frequentare le terze medie. Delle tre classi esistenti, una, in base al decreto Gelmini, verrà soppressa. Gli alunni sono meno di 18, così la classe non viene formata poiché dopo lo scrutinio è risultata avere il minor numero di alunni (15) rispetto alle altre due terze. «I nostri figli», dice un genitore, «sono stati penalizzati dal nuovo edificio scolastico. Appresa la notizia della soppressione di una delle classi, tenuta in gran segreto da alcuni, ci siamo mobilitati ma senza fortuna. Se i ragazzi fossero rimasti nell'ex scuola media con le sue stanze malsane, avrebbero potuto prendere la licenza di media senza disagi. Tutto ciò è assurdo. Ancora più assurdo è che una cattedra verra' cancellata solo per un anno, in quanto nel 2010 la nuova classe si riformerà». «Nell'incontro all'Aquila col direttore dell'Ufficio scolastico regionale», dice Alessandro Marrone, vice sindaco e assessore all'Istruzione, «ho chiesto una diversa valutazione sul provvedimento. Ho ribadito la richiesta di consentire la frequenza degli alunni delle tre classi nl prossimo anno scolastico, conservando la deroga all'organico di diritto». (l.c.)

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Metà stipendio per chi sarà disoccupato dal 1 settembre (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, un'indennità per i precari Metà stipendio per chi sarà disoccupato dal 1° settembre Il ministero dell'Istruzione firmerà oggi una convenzione con l'Inps che permetterà l'anno prossimo a sedicimila docenti precari e ad altre migliaia di lavoratori non di ruolo della scuola (amministrativi, tecnici ed ausiliari), che dal 1° settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio. Lo ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di «disponibilità» presentati alcuni mesi fa. «Manca ancora un testo scritto che definisca le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - anche se il ministro ci ha promesso che dopo l'esclusione dal decreto salva-crisi verrà inserito nel decreto Ronchi di settembre». Per i sindacati l'approvazione del testo da parte del governo rimane fondamentale perché permetterebbe ai precari storici, che hanno lavorato quest'anno con una supplenza annuale, d'incamerare il punteggio nelle graduatorie e anche l'intera anzianità pensionistica, come se avessero stipulato un contratto reale.

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i soldi agli insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Altre «I soldi agli insegnanti» Tutti contrari ai fondi dati per i Musp L'AQUILA. «Occorre mettere il personale della scuola abruzzese nelle condizioni di lavorare». Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte, il coordinamento sindacale ha scritto al ministro Gelmini, rivolgendo un appello anche al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro Tremonti. I 20 milioni di euro destinati al personale saranno utilizzati per i moduli provvisori. Il Comitato sindacale permanente creato dopo il sisma riunisce Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, Fed.Gilda-Unams. Sotto accusa la decisione di dirottare i fondi riservati inizialmente al personale della scuola per la costruzione dei Musp, i moduli a uso scolastico provvisorio. «Non si tratta di una questione che possa essere affrontata tecnicamente», ribadisce Pierluigi Palmieri dello Snals «perché soltanto la politica può sancire principi inderogabili. E principi inderogabili, per far ripartire l'anno scolastico in Abruzzo, sono l'accoglienza e l'insegnamento ai ragazzi e le delicate procedure amministrative che ne determinano la funzionalità». La scuola - prosegue il documento - «è la prima istituzione che può provvedere a restituire la normalità dell'impegno quotidiano ai giovani provati dall'esperienza del terremoto». Alla Gelmini viene quindi sollecitata, per recuperare i circa 20 milioni di euro, una specifica ordinanza di concerto col ministro Tremonti. «Facciamo appello al presidente Berlusconi e al ministro dell'Economia», concludono i sindacati «affinchè riflettano sulla necessità di disporre, oltre che delle strutture, anche di un organico. L'Abruzzo ha bisogno di tutte e due le cose». (r.s.)

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Atenei pronti al cambiamento (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 05-08-2009)

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ItaliaOggi sezione: Lavoro e Previdenza data: 05/08/2009 - pag: 28 autore: Benedetta P. Pacelli Parla il presidente del Cun Atenei pronti al cambiamento Lenzi: la rivoluzione parte dalla nuova governance «L'università risponde, l'università è pronta al cambiamento. E lo dimostra il fatto che il movimento di riforma in atto, seppure dibattuto, è condiviso dal mondo accademico che, però, non è più in grado di reggere l'immobilismo in cui è tenuto da anni». Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale, parla così dell'università italiana in un'analisi a tutto tondo, non solo all'indomani del pacchetto di provvedimenti appena varato, ma soprattutto alla vigilia di una stagione di riforme. E annuncia le novità in cantiere, come la revisione dei settori scientifico-disciplinari, su cui il Cun sta lavorando dopo richiesta del ministro dell'istruzione e università Mariastella Gelmini.Domanda. Partiamo da questa novità.Risposta. Alla luce della prossima riforma che riguarderà le procedure di reclutamento e progressione di carriera, la semplificazione della governance, la Gelmini ci ha chiesto una revisione e riduzione dei settori: da 370 li abbiamo portati a circa 190, ognuno di questi inquadrato, a sua volta, in circa 80 macrosettori. Con questo lavoro ci siamo allineati alle classificazioni standard internazionali della ricerca scientifica.D. Che cosa vuol dire in concreto?R. Unificare aree della scienza a volte piccolissime fino a ora completamente autonome. I nuovi settori saranno il riferimento per le procedure di abilitazione nazionale, per i concorsi locali e per l'attribuzione della didattica. Questo sarà garanzia di equilibrio tra le esigenze didattiche e di ricerca, le competenze dei docenti e una maggiore ampiezza del gruppo disciplinare che esprimerà le commissioni concorsuali. D. La Gelmini ha annunciato la riduzione dei corsi, quanto è stato frutto del vostro lavoro?R. Fin dall'inizio della riforma il Cun ha indicato delle linee guida che, in collaborazione con gli atenei, hanno già ridotto il numero di corsi di circa il 20%. D. Solo pochi giorni fa il ministero ha reso noto un primo ranking italiano delle università suscitando grandi polemiche. Che cosa ne pensa?D. Che non è una graduatoria di qualità delle università: ci sono atenei che nelle classifiche internazionali fanno grande il nostro paese e che qui sono collocati in fondo alla classifica.D. Come è stato possibile?R. Sono stati utilizzati indicatori non sempre adeguati a valutare la complessità del sistema universitario italiano dove sono presenti differenze che non è possibile analizzare con un'unica tipologia di parametri né con un'unica graduatoria.D. Quindi?R. Credo che sia opportuno modificarli tenendo conto della specializzazione, della dimensione, della collocazione regionale, comparando in questo modo atenei simili e favorendo una premialità corretta.D. Favorevole comunque alla quota premiale e alla valutazione?R. Assolutamente sì. Anzi, secondo il Cun, la quota premiale andrebbe aumentata, non per punire le università ma per giungere a un rapporto costo-beneficio corretto. Quanto alla valutazione gli atenei la chiedono da sempre. D. Nessuna riforma però salverà l'università se questa rimarrà senza soldi.R. Il problema delle risorse è il problema vero dell'università. Per questo bisogna capire se il paese ha la volontà di investire nel sistema universitario. L'università sta facendo la sua parte, ora sta alla politica fare la propria.

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ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da t (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-08-2009)

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ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti i familiari, parenti e amici --> Mercoledì 05 Agosto 2009 AGENDA, pagina 46 e-mail print ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti i familiari, parenti e amici. 05/08/2009 nascosto-->

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Laici, cattolici e la forza del dubbio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-08-05 - pag: 10 autore: Laici, cattolici e la forza del dubbio Mi riferisco a quanto scritto da Salvatore Carrubba nella sua rubrica del 1Úagosto. Il problema non è di "irridere" le regole e la "ferma condanna" della chiesa cattolica sull'uso della pillola abortiva; il problema è che sempre più persone (e non solo laiche) sono stanche di vedere queste regole applicate più o meno rigidamente in base all'opportunità "politica". Divorziati e concubini, sfruttatori e frequentatori di prostitute partecipano a Family day senza non dico la scomunica, ma almeno una forte critica e presa di distanza da parte della chiesa. Mario Marchesini e-mail Mi sfugge un po'laposizione di Salvatore Carrubba e del Sole 24 Ore, che reputerei quasi una conseguenza, rispetto alle esternazioni della chiesa circa il governo dello stato italiano. Sono ateo. Lo dico volentieri perché quale premessa delle considerazioni di Carrubba mi piacerebbe leggere che è cattolico osservante. Mi dispiace che il mio giornale preferito copra i tentativi di restaurazione della chiesa attuale. Perché il parere della chiesa ha così tanto peso? Perché qualcuno decide al posto di chi ho eletto che cosa è morale e che cosa no? Spero di avere instillato almeno il tarlo del dubbio. Fabrizio Ceccatelli La Spezia I n effetti, non contento di appartenere a una cerchia ristretta, quella dei liberali, mi affascina una conventicola ancora più iniziatica, quella dei liberali cattolici. Sulla Ru486 il giornale si era espresso ufficialmente nella sede più consona, con un commento in questa stessa pagina. Non credo di poter essere accusato di lesa maestà per aver manifestato, su un tema così controverso, una mia opinione, discutibile come tutte le altre. A me comunque non preme difendere la chiesa, il papae l'episcopato, ma cercare d'instillare, come piace al lettore, qualche germe di dubbio presso i miei amici laici. Temo infatti che questi rinuncino spesso a valutare i termini e le conseguenze delle sempre più frequenti, e drammatiche, scelte relative alla vita e alla morte: un aborto resta una scelta tragica, indipendentemente dalle condanne del Vaticano. E i laici, tra i quali mi metto anch'io, s'indeboliscono, se non sono capaci di riflettere, di argomentare e di discernere su questo tipo di problemi. A meno di non ripiombare anch'essi nel dogma,quello dell'anticlericalismo. • Rigore e serietà Gaia Bonfiglio (si veda Il Sole 24 Oredel1Úagosto) silaureain giurisprudenza a Messina e vaa fare l'esame di stato a Brescia. Mariastella Gelmini si laurea in Lombardia e va a fare l'esame di stato a Catanzaro (dove, in quegli anni, il tasso di promozione era del 90%). Forse il ministro dovrebbe astenersi dal pronunciare con tanta insistenza parole come merito, rigore, serietà. Fabio Scaccia e-mail Il mago Obama A proposito del commento di Gianni Riotta «Il mago Obama ritorna sulla terra», sul Sole 24 Ore del1Úagosto, miparechesedurante le primarie democratiche e le elezioni presidenziali ero prondamente infastidita da quella sorta di "razzismo rovesciato" che aleggiava intorno alla figura di Obama, oggi quasi ne sono dimentica. Mi ha dato molto fastidio il fatto che, soprattutto certa stampa progressista europea e italiana, abbia taciuto e taccia tuttora i limiti politici del presidente. Pareva che il dato razziale potesse giustificare carenzae inadeguatezza. Chi si permetteva di sottolineare la vacuità, ma la pienezza retorica che nessuno nega, del "Change" o dello "Yes we can", veniva guardato storto e come risposta avrebbe ottenuto "Beh, è di colore. In fondo è un cambiamento". Purtroppo non è la mia idea di politica. Stessa ragione per cui fuggo a gambe levate dalle quote rosa. Stessa discriminazione dipinta di bei colori di fondo. Francesca Prosperi e-mail

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Per i precari soluzione rinviata di un mese (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-05 - pag: 25 autore: Scuola. Incontro ministro-sindacati Per i precari soluzione rinviata di un mese Giorgio Pogliotti ROMA Le norme "salva precari" – il meccanismo per garantire un sostegno a circa 16mila tra docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari che da settembre resteranno senza lavoro – saranno inserite nel decreto Ronchi alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva. Lo ha assicurato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nell'incontro di ieri con i sindacati, preoccupati per la bocciatura dell'emendamento proposto dal ministro nel decreto anti-crisi, a causa dell'opposizione dell'Economia che temeva un aggravio per la spesa pubblica. Il provvedimento legislativo conterrà le regole per il riconoscimento del servizio e per la priorità sulle supplenze. Il prossimo appuntamento è per il 26 agosto, quando in un nuovo incontro il ministero fornirà le cifre precise della platea interessata. Oggi sarà firmata la convenzione con l'Inps per assicurare continuità nel meccanismo d'erogazione dell'indennità di disoccupazione al personale docente, ogni volta che sarà chiamato per una supplenza ( attualmente viene interrotto e va ripristinato con la presentazione di una nuova domanda). Oltre che con l'Inps, il governo punta all'intesa con le regioni che hanno mostrato disponibilità a investire per potenziare l'offerta formativa e a intervenire a favore dei precari: un primo accordo è stato raggiunto con la Sardegna, e altri sono in procinto di essere conclusi con Marche, Campania, Lombardia e Puglia. Il ministro ha confermato l'immissione in ruolo di 8mila docenti, l'assunzione di 8mila unità di personale Ata e di 647 dirigenti scolastici. Ma per i sindacati si tratta di misure insufficienti: «Mancano all'appello 38mila docenti e 60mila Ata, - sostiene Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil)- anche perchè nei prossimi anni vi saranno pensionamenti e si produrranno tagli consistenti». Gli interventi a favore dei precari sono giudicati «ipotesi fumose» dalla Flc: «Non è chiaro quali strumenti legislativi il governo intenda utilizzare – aggiunge Pantaleo –,come saranno definite le normative di accompagnamento e i tempi per la loro applicazione. In mancanza di risposte in tempi rapidi il prossimo anno scolastico non potrà iniziare in modo regolare». Mobilitazioni minacciate anche dalla Cisl: «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno – spiega Francesco Scrima (Cisl-scuola) –. I pesanti disagi per i tagli di organico, uniti alle tensioni del precariato rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva». Mentre il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, sottolinea una novità positiva: «Le porte sembravano chiuse dopo la bocciatura dell'emendamento e si sono riaperte – sostiene –. Bisogna continuare a lavorare sul piano tecnico e legislativo». Sono stati, invece, sbloccati i fondi sul cosiddetto funzionamento scolastico, utili per la gestione quotidiana degli istituti e rivendicati per l'intero anno scolastico dai presidi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA SITUAZIONE Per le sigle dei lavoratori a rischio l'avvio delle lezioni Oggi la convenzione Inps per semplificare l'iter della disoccupazione

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I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi» con il 100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli «eccellenti» proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece 764 quelli usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole settentrionali (su 143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della Lombardia (210). Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e Basilicata (341 contro i 219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

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Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e lode, l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529 studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state 4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9% del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari, che da quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella, con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315. I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per l'attribuzione dei voti di maturità». Fonte: Ministero della Pubblica istruzione Antonio Castaldo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il 100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto (dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli «eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini . Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario ». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato. Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini, nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti, un'inversione di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando. L'eccellenza, le qualità individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al peso che il reddito ha sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale difficoltà che incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi meritevoli ma provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio nell'accertamento del reddito reale, impresa se non impossibile molto complicata di fronte a certe categorie. Il risultato è che il figlio dell'operaio e dell'impiegato statale, nonostante la busta paga dei genitori, finisce quasi sempre nella categoria dei «ricchi» e non ha diritto a nulla o quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella pagina Idee & Opinioni La proposta Il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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La nella scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: 1CULTURA data: 05/08/2009 - pag: 12 Pamphlet a Martina La «beata ignoranza» nella scuola BARI Prende spunto dal santino dedicato a Maria Stella Gelmini, attuale ministro della pubblica istruzione, il pamphlet Beata Ignoranza (edito da Fandango) che verrà presentato questa sera, alle 19.30, nella Taberna Libraria a Martina Franca. Autore dello scritto dai toni polemici è lo scrittore Cosimo Argentina, nato a Taranto nel 1963 e trasferitosi in Brianza dal 1990. Professore precario dal 1988, ha insegnato in diversi istituti italiani. Esordisce nel 1999 con il romanzo Il cadetto edito da Marsilio, vincitore del Premio Khilgren come migliore opera prima. Tema emergente del suo testo è quello di descrivere i problemi attuali della scuola italiana che si stanno verificando tra i docenti: i collegi degli insegnanti si trasformano in quotidiani inferni con risse per le nomine, nonnismo tra i professori, bullismo tra studenti, razzismo che serpeggia e, infine, disorganizzazione. Un caos costante che aumenta con l'avvento di riforme scolastiche continue e di una burocrazia che non sembra avere misericordia della formazione scolastica di un paese, dunque del suo futuro. Il professore precario traccia un quadro implacabile della scuola italiana in presa diretta, negli anni più difficili della sua storia. Il pamphlet, tra invettiva e narrazione, rientra tra gli appuntamenti organizzati dalla Taberna Libraria « Incontri sul far della sera performances in 6 movimenti letterari ». La performance sarà curata dal professore Antonio Scialpi, docente di filosofia presso il Liceo Classico «Tito Livio» di Martina Franca. L'idea condivisa da Taberna Libraria e Fucine Letterarie è quella di offrire brevi, ma intensi eventi di scrittura e lettura, orientati prevalentemente a dar spazio ad autori ed editori pugliesi. «L'obiettivo che stiamo attuando con gli Incontri sul far della sera ha dichiarato Michelangelo Zizzi, direttore artistico della Taberna è quello di trasformare la cultura da provinciale a centrale, da casuale a centrata, da affaticante a liberante. Non si tratta tanto di presentare dei libri, quanto di farli agire. L'idea di performance può sembrare persino antiquata, divisa com'è tra spettacolarizzazione anni '70 e prodotto di consumo artistico. La performance di azione è diversa poiché è condotta, in movimento appunto. Non intende essa tanto sorprendere o accontentare, quanto agire trasformando ». Giovanni Antonacci © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi» con il 100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli «eccellenti» proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece 764 quelli usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole settentrionali (su 143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della Lombardia (210). Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e Basilicata (341 contro i 219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

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Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e lode, l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529 studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state 4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9% del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari, che da quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella, con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315. I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per l'attribuzione dei voti di maturità». Fonte: Ministero della Pubblica istruzione Antonio Castaldo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il 100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto (dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli «eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini . Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario ». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato. Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini, nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti, un'inversione di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando. L'eccellenza, le qualità individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al peso che il reddito ha sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale difficoltà che incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi meritevoli ma provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio nell'accertamento del reddito reale, impresa se non impossibile molto complicata di fronte a certe categorie. Il risultato è che il figlio dell'operaio e dell'impiegato statale, nonostante la busta paga dei genitori, finisce quasi sempre nella categoria dei «ricchi» e non ha diritto a nulla o quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella pagina Idee & Opinioni La proposta Il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I 3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi» con il 100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli «eccellenti» proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece 764 quelli usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole settentrionali (su 143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della Lombardia (210). Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e Basilicata (341 contro i 219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10

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Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)

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Corriere del Veneto sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e lode, l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529 studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state 4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9% del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari, che da quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella, con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315. I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per l'attribuzione dei voti di maturità». Fonte: Ministero della Pubblica istruzione Antonio Castaldo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)

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Corriere del Veneto sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il 100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto (dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli «eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini . Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario ». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato. Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini, nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti, un'inversione di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando. L'eccellenza, le qualità individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al peso che il reddito ha sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale difficoltà che incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi meritevoli ma provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio nell'accertamento del reddito reale, impresa se non impossibile molto complicata di fronte a certe categorie. Il risultato è che il figlio dell'operaio e dell'impiegato statale, nonostante la busta paga dei genitori, finisce quasi sempre nella categoria dei «ricchi» e non ha diritto a nulla o quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella pagina Idee & Opinioni La proposta Il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA 05-08-2009 TRAVERSETOLO PROTESTA DEL SINDACO CONTRO IL GOVERNO «Niente fondi per la scuola: saltano i piani per Vignale» TRAVERSETOLO Pazzoni: «Non potremo creare una nuova sezione alla materna. E ora via alla protesta»   In una conferenza congiunta con l'assessore provinciale alle Politiche scolastiche Giuseppe Romanini e con l'assessore comunale alla scuola Emma Iovino, il sindaco di Traversetolo Alberto Pazzoni ha espresso tutta la sua amarezza sulle scelte del Governo relative alle scuole d'infanzia pubbliche. «Alcuni mesi fa - ha spiegato Pazzoni - l'Amministrazione, in accordo con il direttore scolastico di Traversetolo Luigi Ughetti ha proposto di portate a quattro le sezioni della scuola d'infanzia di Vignale perché le domande di iscrizione sono aumentate nell'ultimo anno tanto da avere una lista di attesa di oltre venti bambini. Quindi ci siamo mossi e abbiamo trovato i fondi necessari per sistemare la scuola. Ma abbiamo purtroppo appreso che non esistono fondi stanziati dal Governo per la scuola d'infanzia e che tutta l'Emilia non dovrebbe avere finanziamenti». «Lo stupore misto a rabbia - ha continuato il sindaco -deriva dal fatto che le problematiche sempre e comunque ricadono su territorio. Il Ministro Gelmini in un modo sconcertante ha affermato che la scuola d'infanzia non è una scuola dell'obbligo e non si sente in dovere di finanziarla. Mi sembra oltremodo oltraggioso non solo per l'interesse dei cittadini ma anche per le istituzioni che rappresentano lo Stato sul territorio che si possano dare risposte di questo tipo ». «Chiedere che le amministrazioni si sostituiscano a uno dei principali doveri del Governo - che è quello di sostenere e finanziare il campo della scuola, della sicurezza e della sanità - vuol dire spingere i Sindaci a prendere i soldi in tasca ai cittadini. Chiedere ulteriori esborsi a favore di progetti che spettano nel finanziamento unicamente allo Stato centrale è come richiedere le tasse due volte: è inaccettabile, inammissibile e incomprensibile ». «Traversetolo - conclude -sollecitato anche da altri comuni, sta lavorando per capire se una protesta civile ma ferma - anche disattendendo il patto di stabilità, se necessario - dei comuni virtuosi possa sortire effetti diversi da quelli di un tavolo di concertazione che non ha portato a nulla». Vignale Il sindaco Pazzoni e il dirigente scolastico Ughetti.

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tagliata una prima media a sant'onofrio (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Teramo Tagliata una prima media a Sant'Onofrio Decreto Gelmini, proteste per lo spostamento degli alunni a Campli CAMPLI. Anche a Campli il decreto Gelmini taglia classi e insegnanti. In base ad una nota della direzione dell'istituto comprensivo di Campli, nell'anno scolastico 2009-2010 verrà a mancare una classe prima media nel plesso scolastico di Sant'Onofrio. In pratica, come previsto dal decreto, le unità necessarie per la formazione di classi sono di 27 bambini. A Sant'Onofrio, dove è calato il numero di iscritti, si crea un "avanzo" di 5 bambini che per forza di cose dovranno, in base a quanto stabilito dall'Ufficio scolastico provinciale, essere trasferite nella scuola di Campli. Tale decisione comporta disagi soprattutto alle famiglie. La consigliera comunale Flavia Di Marco si è subito interessata alla vicenda. Secondo Di Marco, il taglio rappresenta un provvedimento inopportuno in quanto l'edificio che dovrebbe ospitare parte degli alunni di Sant'Onofrio non ha aule idonee. Gli alunni - osserva la consigliera - che andranno nella media di Campli, saranno ospiti infatti in locali angusti progettati per un asilo nido. Inoltre il Comune negli anni ha investito ingenti risorse nel polo scolastico di Sant'Onofrio, sarebbe uno spreco. Peraltro le difficoltà economiche degli enti locali, aggiunge Di Marco, fanno supporre che sarà difficile assicurare un adeguato trasporto da Sant'Onofrio a Campli.

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Gelmini, 16 mila assunzioni ma per i sindacati sono insufficienti (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Assunzioni e immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno scolastico. Il ministro Mariastella Gelmini, nel corso dell’incontro di oggi con i Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il prossimo settembre l’assunzione di 647 dirigenti scolastici, l’immissione in ruolo di 8mila docenti e l’assunzione di 8mila unità di personale Ata. «Il governo - ha affermato il ministro Gelmini - sta lavorando per garantire continuità didattica agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della scuola e la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche. L’assunzione di oltre ottomila docenti e ottomila unità di personale Ata è una dimostrazione concreta di questo impegno. Il Governo e il Miur quindi - ha concluso - proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano secondo un principio applicato fin dall’inizio: risorse solo in cambio di riforme». Le sedicimila immissioni in ruolo confermate dal ministro dell’Istruzione sono però insufficienti secondo i sindacati. «I vuoti di organici sono decisamente più ampi di 16mila unità - ha dichiarato il segretario nazionale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo - anche perché nei prossimi anni vi saranno pensionamenti e si produrranno tagli consistenti». «Registriamo positivamente l’autorizzazione del ministero dell’Economia all’immissione in ruolo ma non possiamo non denunciare l’esiguità dell’intervento rispetto alle esigenze della scuola e alle legittime aspettative del personale precario» commenta il segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima. «Non possiamo che manifestare preoccupazioni per il numero irrisorio delle immissioni in ruolo - sostiene Achille Massenti vicesegretario dello Snals - i posti vacanti nel corpo docente sono 38mila a cui si aggiungono tutti quelli del personale Ata. Per questo abbiamo chiesto un’integrazione». I sindacati si dicono inoltre non convinti dei tempi prospettati dal ministero per tutte le misure legate al problema dei precari: «Siamo ancora nell’alveo delle intenzioni - afferma Pantaleo - bisogna vedere cosa succederà a settembre. Abbiamo chiesto che le immissioni in ruolo e le supplenze annuali siano definite entro la fine di agosto per evitare che l’anno scolastico inizi in modo problematico. Presenta delle incertezze anche la convenzione con l’Inps che non può essere convertita prima dell’autunno. Infine anche sui finanziamenti alle scuole, bisogna chiarire la situazione dei debiti pregressi altrimenti c’è il rischio che l’intervento di oggi risulti aleatorio». «Sugli organici è la nota più dolente, perché si registrano sovraffollamenti, in particolare con due alunni diversamente abili per classe - sostiene Scrima - per questo ci ritorneremo a vederci il 25 agosto: vogliamo avere un quadro chiaro del problema dei tagli agli organici. Anche in merito alle risorse, si tratta di un intervento straordinario che non va a risolvere il problema pregresso dei crediti degli istituti». «Siamo preoccupati per la mancanza di certezze - spiega Massenti - se le promesse di oggi non si concretizzeranno siamo pronti ad entrare in azione».

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Pieni voti a 3.529 studenti: al Sud la gara dei voti più alti Gelmini: (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

la gara dei 100 e lode Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cen­to e lode, l'eccellenza della no­stra popolazione studentesca, esce leggermente ridimensio­nata dall'ultimo esame di ma­turità. Quest'anno i quadri af­fissi all'esterno delle scuole hanno certificato la promozio­ne a pieni voti di 3.529 studen­ti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state 4.008, ma il numero comples­sivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media per­centuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9% del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche il clima di maggior severità im­posto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono inve­ce diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile an­che i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova valutazione in cen­tesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioro­ni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un cre­dito di 25 punti riferito al cur­riculum e alle esperienze ex­trascolastiche dell'ultimo tri­ennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascu­na delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca all'esame ora­le che da solo vale 30 punti. In­fine i commissari, che da que­st'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in con­dotta, si riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lo­de, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diploma­ti. Sono invece 764 gli studen­ti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al diplo­ma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso sol­tanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle va­lutazioni viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, do­ve i maturati con 100 sono sta­ti 6.121. In media solo il 5% de­gli esaminati ottiene il punteg­gio più alto, in Sicilia si viag­gia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il set­tentrione a tenere bassa la me­dia. Il Piemonte è appena sot­to l'asticella, con il 4,8%, il Ve­neto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle lodi è la Pu­glia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazio­nale, molto più della la­boriosa Lombardia, do­ve gli esiti degli esami pubblicati qualche gior­no fa hanno incorona­to solo 210 studenti modello. E il dato risul­ta anche più impressio­nante se si considera che nel tacco d'Italia i di­plomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315. I dati delle altre regioni con­fortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo numero di promo­zioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esami­nati contro i 29.919 del Vene­to, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemonte­si, dove a fronte di 23.598 can­didati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scola­stico della Puglia, Lucrezia Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere ri­sultati eccellenti grazie alle lo­ro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non posso nasconde­re che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei di­scenti, ma anche ai diversi me­tri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docen­ti sono costretti a regolarsi cia­scuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per l'attribuzio­ne dei voti di maturità». Antonio Castaldo stampa |

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Col nuovo anno tornerà l'onda studentesca anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Con l’avvio del nuovo anno scolastico ed accademico riprenderà la contestazione studentesca contro la politica del governo e del Miur sul fronte scolastico e dell’istruzione: una mobilitazione nazionale è già stata collocata nella prima metà di ottobre. La decisione è stata presa dall’Unione degli studenti durante il “Riot Village”, il campeggio nazionale studentesco che si è concluso oggi a Frassanito, in provincia di Lecce. Alla base delle proteste le medesime motivazioni (tagli agli organici e ai finanziamenti, dirottamenti dei fondi agli istituti privati, distribuzione del budget sulla base di criteri meritocratici, inclusione nei consigli d’istituto e di facoltà di enti esterni di carattere privato) che durante lo scorso autunno, con un’insolita coda invernale, hanno portato nelle piazze italiane centinaia di migliaia di studenti: una protesta a cui in diverse occasioni si sino uniti anche docenti e genitori. Durante le due settimane di incontri pugliesi, cui hanno partecipato oltre 800 studenti di scuole e università, l’Uds ha anche approvato l’indizione di un referendum studentesco nazionale, una serie di rivendicazioni in tutte le regioni in difesa del diritto allo studio e una capillare campagna elettorale per il rinnovo dei rappresentanti degli studenti nelle scuole. Parte dal campeggio studentesco pugliese anche il percorso costituente di un innovativo network che rappresenterà tutti i soggetti in formazione italiani (studenti, dottorandi, ricercatori) che si sono dati appuntamento il 10 e 11 ottobre a Roma per una grande assemblea nazionale. Queste le altre attività svolte al “Riot Village”: dieci workhshop tematici, quattro talk show, quattro giorni di assemblee degli studenti di scuola, un’assemblea degli studenti universitari, un’assemblea generale dei soggetti in formazione. Durante gli incontri studenteschi si è discusso, oltre che di scuola e università, anche di ambiente, mafie, partecipazione, lotta alle discriminazioni, uguaglianza di genere. + Riot Village

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La maturità e il merito (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 5 La maturità e il merito Pubblicato da Andrea Garbin alle 11:43 in giovani e scuola Escono i nomi dei più bravi d'Italia, da nord a sud si sono diplomati alla maturità con 100. Subito c'è chi sottolinea le disparità di valutazioni tra nord e sud e tra la valutazione della maturità e l'effettivo merito. Quasi automaticamente ci si rifà alle valutazioni Ocse Pisa che ci hanno consegnato un paese in ritardo dal resto d'Europa, un paese però convinto di avere una cultura superiore al resto d'Europa e non è così. Sappiamo che non c'è stata nessuna riforma delle scuola, perchè il Ministro Gelmini coordinato dal Ministro Tremonti ha operato solo tagli, molti tra l'altro proprio dove c'era una scuola che non era così in ritardo con il resto d'Europa, la scuola primaria. Anche le università migliori utilizzano test e non i risultati della maturità per l'ammissione, così anche se hai preso cento non è detto che potrai accedere alla Bocconi, dove i test si fanno anche prima dell'esame di maturità.

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Riforma, docenti di ruolo in esubero (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Caserta Condividi scuola Riforma, docenti di ruolo in esubero Si preannuncia un'estate non facile per tanti docenti di ruolo della provincia di Caserta. E' questo l'effetto dei tagli voluti dal ministro Gelmini: quattro le classi di concorso in esubero e 38 professori di ruolo che non trovano una sede nelle scuole medie e istituti comprensivi di Terra di Lavoro. In particolare gli insegnamenti in esubero dopo i movimenti sono: educazione fisica (classe di concorso A030), musica (A032), tecnologia (A033), italiano (A043). Per quanto riguarda, invece, i docenti di ruolo soprannumerari, c'è da segnalare che la situazione è particolarmente critica per italiano (28 docenti senza sede definitiva) e tecnologia (8). Docenti che sperano ora in una sistemazione attraverso le utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie. del 05-08-2009 num.

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Scuola, ancora aperto il confronto sui prof precari (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 05-08-2009 Scuola, ancora aperto il confronto sui prof precari MILANO. Passare «dalle parole ai fatti». È quanto il fronte sindacale ha chiesto ieri al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. All'ordine del giorno le «problematiche relative alle assunzioni in ruolo e al precariato», che diventano sempre più urgenti alla luce dei tagli programmati dalla Finanziaria. E dal ministero è giunta la rassicurazione che «il governo sta lavorando per garantire continuità didattica agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della scuola e la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche». Parole a cui il ministro ha aggiunto l'impegno che le norme per aiutare i precari, vedranno «la convenzione con l'Inps per l'utilizzo delle indennità di disoccupazione del personale docente e Ata che ha avuto supplenze annuali», aggiungendo anche l'immissione in ruolo di 16mila unità tra docenti e personale tecnico-amministrativo, e 647 dirigenti scolastici, annunciata qualche giorno fa. Insomma, chiosa la Gelmini, «il governo e il Miur proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano secondo un principio applicato sin dall'inizio: risorse solo in cambio di riforme». Piuttosto cauto il fronte sindacale, che, a dire il vero, si attendeva le norme per i precari della scuola, che a settembre perderanno il posto, inserite già nel decreto anti-crisi, ma che pare dovranno aspettare il decreto Ronchi per vederle scritte nero su bianco. «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno scolastico, per ragioni che sono evidenti a tutti ha detto il segretario della Cisl scuola Francesco Scrima . Per questo è necessario un sovrappiù di attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze. I pesanti disagi determinati dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un precariato che vede ridotte le opportunità di lavoro, rischiano di dar luogo ad una miscela esplosiva». Da parte sua Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola ribadisce che «occorre fare tutto il possibile, non lasciare nulla di intentato ha aggiunto in modo da garantire a migliaia di persone che hanno lavorato, per molti anni con incarico annuale nelle scuole, di vedere riconfermati retribuzione e lavoro. Il prossimo anno, considerato il turn over, potrebbero essere nuovamente reimpiegati stabilmente». Le immissioni in ruolo, comunque, sono «una misura decisamente insufficiente rispetto al problema dei precari» commentano all'unisono Marco Paolo Nigi (Snals) e Domenico Pantaleo (Flc Cgil). Sindacati e ministro torneranno a incontrarsi il 25 agosto. E sindacati sin da ora parlano chiaro: servono fatti concreti. Enrico Lenzi Il ministero annuncia 16mila assunzioni. I sindacati: molti supplenti annuali rischiano di restare senza posto di lavoro E avvertono: fatti concreti o l'avvio d'anno è a rischio

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Trovata l'intesa per salvare i precari (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministero dell’Istruzione ha firmato una convenzione con l’Inps che permetterà l’anno prossimo a circa 16.000 docenti precari e ad altre migliaia di lavoratori non di ruolo della scuola (amministrativi, tecnici ed ausiliari) , che dal 1 settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio. Ad annunciarlo ai sindacati nazionali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda), convocati a viale Trastevere per fare il punto della situazione sull’emergenza precari, è stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso responsabile del dicastero di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un testo scritto che definisce le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega ad Apcom Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil -, anche se il ministro ci ha promesso che dopo l’esclusione dal decreto salva-crisi verrà inserito nel decreto Ronchi di settembre». Per i sindacati l’approvazione del testo da parte del governo rimane fondamentale perché permetterebbe ai precari storici, che hanno lavorato quest’anno con una supplenza annuale, di incamerare il punteggio nelle graduatorie ed anche l’intera anzianità pensionistica, esattamente come se avessero stipulato un contratto reale. «Lo slittamento di un mese - continua Pantaleo - ci preoccupa perché con i tempi del parlamento italiano si rischia di iniziare l’anno scolastico con questa situazione ancora tutta da definire. E questo è inaccettabile per le decine di migliaia di lavoratori che senza alcuna colpa rimarranno senza lavoro e senza certezze sul loro futuro». C’è inoltre un altro nodo ancora irrisolto: quella della partecipazione delle regioni al progetto attraverso il finanziamento di progetti si sostegno alla didattica che vedrebbero impegnati proprio i lavoratori precari rimasti senza supplenza. Solo un terzo delle regioni avrebbero dato già la disponibilità. Si fa così sempre più concreto il rischio di vedere realizzati dei contratti di ’disponibilità’ dalle entità economiche diverse, proprio a cauisa dei contributi non omogenei forniti dai governatori.«Gli interventi aggiuntivi che forniranno le regioni - sostiene Pantaleo non possono essere erogati con modalità parziali e del tutto autonome: è chiaro che serve un coordinamento nazionale che al momento non è stato ancora previsto. Siamo preoccupati perché ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico, con i tempi molti ristretti, mancano ancora tutti i provvedimenti legislativi necessari per attuare il piano di salvataggio predisposto per salvare i precari della scuola». A complicare le cose sarà anche la pausa estiva: i sindacati si riaffacceranno infatti al Miur, per l’allestimento di una serie di tavoli tecnici, solo dopo il 25 agosto. Dopo quella data verranno affrontati anche una serie di altri punti dolenti per cercare di far partire al meglio il nuovo anno scolastico. Ad iniziare dalla forte riduzione degli organici, che il governo sinora ha dimostrato di confermare in toto. «Oramai è chiaro - spiega Francesco Scrima, leader della Cisl Scuola, interpellato da Apcom - che la situazione organici sta diventando sempre più pesante: nelle classi vi saranno sempre più alunni e studenti, vi sarà un sovraffollamento che non potrà fare altro che ridurre la qualità della didattica. Per non parlare del rischio sicurezza derivante dall’abbattimento di collaboratori scolastico». «Stiamo cercando di trovare con il ministero - conclude Scrima - le modalità per ridurre l’impatto di questi provvedimenti. Ma se i numeri rimangono quelli di oggi, con i tagli devastanti approvati dall’attuale governo, non c’è molto da sperare». I sindacati sono tornati anche sul numero irrisorio di assunzioni concesse dal Mef ed autorizzate dal ministero dell’Istruzione: appena 16.000 a fronte di un numero almeno dieci volte maggiore di posti liberi. Una scelta che continuerà a mantenere precario, con tutte le problematiche connesse, ad iniziare dalla mancata continuità didattica, ben un docente su sei e addirittura un Ata su tre. Se la linea assunta dovesse essere confermata, si annuncia un’altra stagione di contestazioni già con l’inizio del prossimo anno scolastico. «Qualora non si provveda, in tempi brevi, a emanare i giusti provvedimenti, anche legislativi - ha detto senza mezzi termini Marco Paolo Nigi, segretario generale Snals-Confsal - a settembre, alla ripresa delle attività, ci riserviamo di avviare tutte le iniziative possibili a tutela dei legittimi interessi dei precari della scuola».

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Il decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un grande passo avanti contro gli infortuni (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un grande passo avanti contro gli infortuni di Maurizio Formenton * Mercoledì 5 Agosto 2009, Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro si muove nella giusta direzione: coinvolgimento delle parti sociali, formazione, informazione. Questi sono in effetti gli elementi che compongono la ricetta giusta per sconfiggere la piaga degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, creando un clima non di conflittualità, ma di collaborazione tra i vari attori coinvolti. Le dispute ideologiche non fanno bene alla sicurezza dei lavoratori, vincoli formali e sanzioni sono indispensabili, e il nuovo decreto comunque li prevede, ma il sistema sanzionatorio deve rappresentare una barriera "finale" e non il motore della riduzione drastica del fenomeno infortunistico. Il valore centrale nel contrasto agli infortuni sul lavoro ed alle malattie professionali, non è certo, o solo, quello delle sanzioni, ma piuttosto la condivisa consapevolezza che la partita si gioca nell'azienda, sostenendo e promuovendo cultura, formazione, informazione con un impegno corale. Peraltro il decreto approvato contribuisce a ricomporre l'unità del processo di tutela delle vittime del lavoro, col riconoscimento di un chiaro obbligo dell'Inail per le cure e la rieducazione degli infortunati, a coronamento di una battaglia che noi per primi abbiamo sostenuto negli anni, ma che in questi ultimi mesi ha visto la convinta ed attiva condivisione del ministro Maurizio Sacconi e dello stesso Parlamento che l'hanno fatto proprio, avendo colto il suo collegamento inscindibile con la fase della prevenzione. Occorre, però, acquisire anche la consapevolezza che la promozione della cultura della sicurezza e salute negli ambienti di vita, studio e lavoro deve essere un'attività indirizzata prioritariamente nei confronti dei giovani, cittadini e lavoratori di domani. In questa ottica, l'Anmil da anni è impegnata in una presenza-testimonianza nel mondo della scuola italiana per portare, attraverso esperienze concrete, un contributo alla crescita di una nuova cultura della sicurezza e negli ultimi tre anni sono stati oltre 110 mila i ragazzi ai quali i volontari Anmil hanno offerto la loro testimonianza, attraverso incontri promossi con la sensibilità e la collaborazione delle istituzioni scolastiche. Su questa strada il protocollo d'intesa sottoscritto insieme ai ministri Gelmini e Sacconi rappresenta per l'Anmil non un punto di arrivo, ma anzi un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso fino ad oggi manifestando la volontà di impegnarsi concretamente sul fronte della lotta alla piaga degli infortuni sul lavoro e che l'Associazione continuerà ad essere all'avanguardia nella sua opera di vigilanza. * presidente provinciale Anmil

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Maria Antonietta ha deciso ! Non pane, non brioches... solo Kleneex per asciugare le lacrime (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 5 Maria Antonietta ha deciso ! Non pane, non brioches... solo Kleneex per asciugare le lacrime Pubblicato da Franca Corradini alle 17:40 in Scuola&Società LEGGI TUTTO SU LA TECNICA DELLA SCUOLA Ma solo per gli istituti con più di 600 studenti; a quelli tra i 400 e 600 iscritti 6.000 euro; ai più piccoli 5.000 euro. Rimane però in piedi il credito di 900 milioni di euro degli anni precedenti: i sindacati temono che non arriveranno mai. Mentre dal Miur arrivano rassicurazioni per i 19 milioni destinati alla didattica dei terremotati dell’Aquila. Finalmente una buona notizia per gli oltre 10.000 istituti scolastici italiani: nei prossimi giorni riceveranno il budget relativo al funzionamento scolastico riguardante l’a.s. 2008/09. Quei soldi tanto rivendicati dalla maggior parte dei dirigenti scolastici che, con le casse scolastiche in rosso, mai come quest’anno hanno dovuto fare i salti mortali per riuscire anche ad acquistare bene e prodotti (come la carta igienica, i gessetti per la lavagna o i telegrammi per le nomine dei supplenti) utili per le prime necessità e l’ordinaria amministrazione. Lo sblocco dei fondi, accordato dal Mef, è stato comunicato ai sindacati dal ministro Gelmini durante il confronto tenuto a viale Trastevere il 4 agosto (quindi ad anno scolastico terminato e con il 90% del personale in ferie) per affrontare le problematiche connesse con le migliaia di precari che dal prossimo anno rimarranno disoccupati.

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Modena, IV fase dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 05-08-2009)

Argomenti: Scuola

Modena, IV fase dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est (5/8/2009 17:01) | (Sesto Potere) - Modena - 5 agosto 2009 -Prende il via la quarta fase dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est in corrispondenza della tangenziale Pasternak. Dalle 20.30 di venerdì 7 agosto 2009 alle 6 di lunedì 10, per consentire lo svolgimento di attività di completamento e regolazione delle strutture, sarà necessario chiudere il sottopasso in entrambe le direzioni di marcia, la rampa in uscita della rotatoria in direzione Abetone/Vignola, quella in entrata provenendo dalla stessa direzione, e le due corsie esterne che rispettivamente collegano la tangenziale, provenienza Sud, con via Emilia Est direzione Bologna, e la via Emilia, provenienza centro, con la tangenziale in direzione Abetone/Vignola. Per tutto il periodo di lavori il traffico in direzione Sud - Nord, insieme a quello diretto a Bologna, verrà deviato dalla rotatoria di via Vignolese sul percorso alternativo di via Vignolese direzione centro, via Gelmini, via Gottardi, via Araldi e via Emilia, con successivo rientro in rotatoria, da cui sarà possibile proseguire in direzione Nord o verso Bologna. Il traffico in tangenziale direzione Nord - Sud verrà deviato sulla rotatoria e, insieme al traffico proveniente da Bologna in direzione Abetone/Vignola, sarà convogliato su via Emilia, con svolta in via Araldi e rientro in tangenziale attraverso via Gottardi. Anche chi proviene dal centro di Modena, percorrendo via Emilia, potrà accedere alla tangenziale in direzione Abetone/Vignola dalla deviazione prevista di via Araldi e via Gottardi. Per alleggerire il traffico dell'incrocio di via Emilia con via Araldi sarà chiuso l'ultimo tratto di via Ponchielli, installato un semaforo temporaneo e presidiata la zona da operatori della Polizia Municipale durante le ore di punta. Anche l'incrocio di via Vignolese - via Gelmini sarà oggetto di presidio.

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Sulla scuola mantovana arriva la scure dei tagli: mancano 140 insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sulla scuola mantovana arriva la scure dei tagli: mancano 140 insegnanti La denuncia della Cgil: 331 supplenti sono troppi Bidelli e assistenti: solo l'11% avrà un posto fisso Nonostante l'incremento degli alunni, oltre un migliaio i nuovi iscritti, sulla scuola mantovana si sta per abbattere la scure dei tagli del personale. A denunciare le riduzioni di organico di insegnanti, amministrativi, bidelli e collaboratori scolastici, e la Flc, il sindacato dei lavoratori della conoscenza della Cgil di Mantova. «Di fatto - commenta Chiara Biagi - andiamo verso un peggioramento della didattica a causa dell'aumento degli alunni per classe». Al tavolo di martedì, convocato dal ministro Gelmini, i vertici del sindacato nazionale hanno ribadito l'inadeguatezza del numero di assunzioni in pianta stabile di insegnanti, bidelli e collaboratori scolastici. «A Mantova - spiega la componente della segreteria della Flc-Cgil - le assunzioni in ruolo dei docenti saranno 56 a fronte di 331 posti disponibili. Verrà quindi occupato solo il 17% dei posti disponibili dopo l'applicazioni dei tagli. I rimanenti posti verranno occupati con supplenti annuali. Ricordiamo - segnala ancora il sindacato - che, nonostante l'aumento di 1108 alunni, numero destinato a crescere ancora durante l'estate, c'è stato un taglio di 140 docenti. E questo, come abbiamo più volte ribadito, non può che portare ad un peggioramento della didattica sia per l'aumento di alunni per classe che per l'impossibilità di organizzare le attività in piccoli gruppi di recupero o di potenziamento». Numeri insufficienti, raggiunti dopo una continua mobilitazione culminata con il sit-in dei precari dello scorso luglio. Per dare certezze alla programmazione didattica, e garantire un normale avvio delle attività scolastiche, la Flc-Cgil ha chiesto che tutte le operazioni, sia le assunzioni in pianta stabile che le nomine annuali, vengano concluse entro fine mese. I timori sono legati anche al cosiddetto personale Ata (bidelli, collaboratori scolastici). «Il contingente provinciale per l'immissione in ruolo - spiega la Biagi - sarà definito nei prossimi giorni. Secondo i nostri calcoli, a fronte di 486 posti disponibili, le immissioni in ruolo potrebbero essere 58, l'11% cioè delle disponibilità». Secondo le stime del sindacato si tratterebbe di 16 amministrativi, 4 tecnici e 38 collaboratori scolastici.

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Tiraboschi fuori da ogni incarico (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Tiraboschi fuori da ogni incarico Fondazione Biagi, il docente non è più direttore scientifico La direttrice Gelmini: «L'operatività non è in discussione» «La Fondazione Marco Biagi non interromperà il calendario delle sue attività istituzionali per le dimissioni del prof. Michele Tiraboschi». E' questo il primo punto fermo della querelle tra il docente di economia Michele Tiraboschi e la fondazione intitolata al suo maestro di studi, assassinato dalle Brigate Rosse. La conferma dell'operatività e dei programmi già in corso arriva direttamente da Paola Reggiani Gelmini, già direttore amministrativo dell'Università di Modena e attualmente direttrice generale della fondazione di viale Storchi nonchè responsabile amministrativa della Scuola di Alta Formazione in Relazioni industriali. La rottura che si è consumata tra lo studioso di diritto del lavoro e i colleghi, nell'aria già da tempo, ha avuto un altro risvolto organizzativo. Dimettendosi dal consiglio d'amministrazione, Tiraboschi ha automaticamente ceduto gli incarichi operativi, ovvero quello di direttore scientifico e di vicepresidente della Fondazione Biagi. «Questo meccanismo è previsto dallo statuto - chiarisce la Gelmini - Gli incarichi sono collegati alla nomina e alla presenza nel consiglio d'amministrazione: se manca questo requisito non ci può essere nessun compito operativo». Il programma di lavoro della Fondazione Biagi dunque vanno avanti e i responsabili dopo la pausa d'agosto guardano alle prossime scadenze. Finora non ci sono state ripercussioni, o almeno non sono state rese note, con la famiglia del giuslavorista scomparso. Eppure Tiraboschi è sempre stato il referente di fiducia della vedova, che non si è mai dissociata dal docente nelle sue prese di posizioni pubbliche. Del resto Tiraboschi aveva da subito manifestato il suo disagio per alcune scelte strategiche, compresi i compensi di alcuni responsabili. Resta il fatto che il sito internet della Fondazione lo riporta ancora come direttore scientifico. Del resto non sono aggiornati neppure altri nomi, compreso quello dell'ex rettore Pellacani che figura ancora presente anche se non è più nel CdA da un anno, da quando è stato sostituito da Aldo Tomasi. (s.c.)

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Terme di Boario: Paola e Chiara ospiti del festival che cerca talenti (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 07/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:spettacoli Terme di Boario: Paola e Chiara ospiti del festival che cerca talenti Paola e Chiara DARFO BOARIO TERMEPaola & Chiara sono ospiti questa sera del Boario Summer Festival. Appuntamento alle 21 al parco delle Terme (ingresso libero). Le sorelle di «Vamos a bailar» si esibiranno nell'ambito della quarta tappa di un concorso per band e solisti emergenti che, in questo appuntamento, vedrà sfidarsi sul palco con cover i Sinnegans (ex Stefano Gelmini Band) di Sabbio Chiese, Federica Lonati di Brescia, Sara Rossi di Calvisano, Giulia Valotti di Lonato, Mario Soregaroli di Quinzano e Fabio Campedelli di Zevio (Verona). Al termine della serata, un concorrente verrà eliminato. Il concorso proseguirà, sempre nel parco delle Terme, il 21 agosto con Simone in qualità di ospite. Tra i personaggi attesi ci sono poi Jury Magliolo (il 4 settembre), Luisa Corna (alla semifinale dell'11 settembre) ed Enrico Ruggeri (alla finale del 18 settembre).

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L'esempio del Trentino serve all'Italia (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

scuola e sport. Il progetto è stato esaminato da Petrucci (Coni) e Gelmini L'esempio del Trentino serve all'Italia TRENTO - A Roma il presidente del Coni Gianni Petrucci e la ministro Maria Stella Gelmini hanno annunciato - titolo sulla Gazzetta dello Sport di questo tenore «Sport dalle elementari il progetto decolla» - che è stato segnato lo storico passo per diffondere l'attività motoria ai più piccoli. Un cambio culturale che in Trentino ha già sorpassato il momento sperimentale visto che in Vallagarina da qualche anno era stato introdotta la figura dell'insegnante di sciente motorie nel quinto anno di elementare, che dall'anno scorso è diventato obbligatorio e costante in tutti gli istituti di 5ª dell'intero Trentino. Così nei giorni scorsi al tavolo di Petrucci e della ministro Gelmini non poteva mancare il professor Andro Ferrari, l'artefice della rinascita dei Giochi Studenteschi in provincia con i perfetti crismi organizzativi e il promotore della presenza dell'insegnante in 5ª. Ferrari ha inoltre illustrato, a nome dei membri del tavolo dello sport trentino (Giunta di Dellai, Comuni, Coni e Sovrintendenza scolastica), il progetto che sta prendendo piede dalle elementari alle scuole superiori e denominato «Gioco, divertimento, sport... un progetto che cresce». Già al convegno di Folgaria, in occasione dei campionati italiani di sci di tutti gli studenti d'Italia, le linee direttive di Ferrari avevano trovato uan grande rispondenza negli esperti e nei tecnici dell'educazione e dell'attività fisica anche a livello universitario. Ora a Petrucci e alla Gelmini sono stati presentati i termini di un'ipotesi di lavoro avviata nelle scuole e che sa coinvolgere opportunamente anche famiglie e istituzioni. La sinergia tra scuola e sport garantisce in Trentino un trampolino di lancio con incisività sociale e organizzativa. Ferrari ha ricordati anche alle massime autorità dello Stato che il prossimo inverno sugli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna saranno ospitati i Mondiali Studenteschi di sci alpino e sci nordico. 07/08/2009

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Chiusi i lavori per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone (nella foto, la sede) (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Chiusi i lavori per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone (nella foto, la sede) Chiusi i lavori per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone (nella foto, la sede) . Di seguito i nomi. Commissione territorio, ambiente e attività economiche. Presidente: Roberto Cimadom Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Angela Baldessari, Massimo Baldessari, Angelo Cappelletti, Silvano Belli. Per la minoranza: Enzo Tomasi. Componenti esterni: Carlo Benigni, Marco Baldessari, Marco Todeschi, Franco Garzon, Mauro Segatta, Roberta Pedrotti, Sara Verones, Silvestro Dellantonio, Sergio Fedrizzi. Commissione politiche sociali. Presidente : Mauro Bressan. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Lucia Baldessari, Mario Rosatti. Per la minoranza: Stefania Cerato. Componenti esterni: Guido Nicolodi, Mariagrazia Pensabene, Franco Casarotto, Vittorio Pierantonio. Pierluigi La Spada, Sarah Carrozzini, Gregorio Vivori Agostini, Andrea Gelmini, Nadia Zorzi, Luchak Nadiya, Elena Baron. Commissione informazione, gemellaggi e decentramento amministrativo. Presidente : Domenico Fadanelli. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Mariapia Fogarolli, Massimo Baldessari. Per la minoranza: Stefania Cerato. Componenti esterni: Virgilio Linardi, Fabiano Segata, Roberta Carli, Letizia Tasin, Denis Cainelli, Sandro Botto, Sandra Aschieri, Gabriella Merz, Giuseppe Iero, Paolo Zampol, Maurizio Ferro. 07/08/2009

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Dialetto nelle scuole: facile a dirsi, meno a farsi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Dialetto nelle scuole: facile a dirsi, meno a farsi Dino Cofrancesco Sembra che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non veda male l'introduzione dei dialetti (ma perché non chiamarli lingue regionali?) nelle scuole. Ho già ricordato, su queste pagine, la dignità culturale di saperi linguistici, di tradizioni artistiche e letterarie, di costumi che lo Stato nazionale quasi aveva relegato in soffitta anche se non si lasciavano cancellare tanto facilmente. In prestigiosi Atenei come Padova, Napoli, Palermo mi è capitato spesso di sentire autorevoli colleghi rivolgersi la parola in dialetto, salvo poi tradurre cortesemente i loro discorsi all'ospite "straniero". Che in diversi casi le culture rimosse siano, lo ribadisco, patrimonio dell'umanitàè scontato. In diversi, beninteso, non in tutti. L'egualitarismo etno-culturale può essere congeniale ai tanti antropologi e sociologi che imperversano nelle nostre Università ma, sul "mercato", là dove vige la sovranità del consumatore di prodotti linguistici e artistici, non incide minimamente sulle scelte. Vi sono regioni, come la Campania, la Sicilia, l'Abruzzo, il Trentino che hanno prodotto, nei secoli, autentici capolavori in fatto di musica popolare, altre che ci hanno lasciato testimonianze assai più modeste. Forse quello della bellezza è un sorpassato criterio estetico che sa tanto di vecchia scuola crociana ma per chi acquista un cd quel criterio continua a valere: se deve scegliere tra le noiosissime nenie di protesta sociale dei braccianti del grossetano e i canti della montagna delle Dolomiti e del Gran Sasso, novantanove volte su cento, sceglie i secondi. E qui veniamo a un problema cruciale: posto che le civiltà regionali rientrano nei beni culturali da salvaguardare, in che misura vanno salvaguardate? In altre parole, quali risorse di tempo e di denaro debbono essere destinate a un sì nobile fine? Purtroppo, nella nostra perversa società mercantile e capitalista, nessun pasto è gratis: qualsiasi cosa si faccia si va incontro a costi più o meno elevati. In primo luogo, i dialettologi non s'improvvisano, come non si improvvisano i latinisti e gli anglisti. Bisogna istituire nuove cattedre universitarie, provvedere all'acquisto di patrimoni culturali di cui gli Atenei sono attualmente sprovvisti, bandire posti di ricercatori, associati, ordinari, assegni e borse di studio. Non si penserà mica di affidare al primo venuto compiti didattici così delicati? E una volta formati i plotoni di nuovi professori, a quali scuole o istituti vogliamo destinarli? A tutti indistintamente? Si consideri che i programmi scolastici sono a somma zero: le ore assegnate alle nuove materie di insegnamento vanno sottratte ad altre. Quali discipline verranno sacrificate o ridimensionate? Si potrebbe adottare un criterio elastico: ogni classe di istruzione dovrebbe decidere, in base alle sue esigenze, quale spazio fare alla lingua regionale, impedendo ad esempio ai licei scientifici di ridurre le ore di matematica e di fisica e a quelli artistici di ridurre le ore di disegno. E ciò non darà luogo ad altri inconvenienti? Concedere agli studenti (e alle famiglie) la libertà di iscriversi o non iscriversi al corso di dialetto, rinunciando ad altra materia d'insegnamento, non è privo di conseguenze. Si correrebbe il rischio, infatti, della lezione tenuta ai muri e ai banchi. Analogamente, sarebbe non poco umiliante ridurre la nuova cattedra a quella di religione - o di catechismo politico dei regimi autoritari e dittatoriali - che non incide affatto sulla valutazione complessiva dell'alunno e sulla sua promozione o bocciatura. Questa volta, infatti, il risultato sarebbero la battaglia navale o il ripasso della lezione in vista dell'interrogazione nell'ora successiva. Solo l' obbligatorietà dell'insegnamento, quindi, consentirebbe di prendere molto sul serio la proposta leghista. Sennonché tale obbligatorietà non è lesiva della libertà di scelta dei cittadini? Lo Stato moderno, riguardato oggi da una superficiale saggistica storica come l'origine di ogni nefandezza politica e di ogni arbitrio amministrativo, impartiva un sapere che era una sorta di moneta che consentiva la libera circolazione di tutti i cittadini sull'intero territorio nazionale. L'italiano - che spesso i colti borghesi napoletani sapevano meglio dei fiorentini, forse perché per i primi era una "lingua straniera" che andava appresa come si doveva - era un passaporto che permetteva di comunicare, di lavorare, di far carriera a Udine come a Bari. Oggi quel passaporto non sembra più sufficiente: se non sai il "furlan" non puoi fare il poliziotto, il professore, il medico, l'avvocato a Udine: proprio come accade a Bolzano, dove si richiede (e lì giustamente) la pratica del tedesco. Se non si comprende che si tratta di una imposizione che violerebbe i principi più elementari della libertà liberale e che sarebbe in contrasto con la nostra carta costituzionale, significa proprio che la nostra cultura politica è al lumicino. In una società aperta ognuno deve poter scegliere il tipo di scuola, le materia e i corsi che gli sono più congeniali. La scuola certo non è il mercato e l'istituzione di nuovi insegnamenti, in una struttura pubblica, non può dipendere dal gradimento dei consumatori. Se al corso di sanscrito si iscrivono meno di dieci alunni, una Facoltà di Lettere che si rispetti non può sopprimere la cattedra relativa. Ma neppure può imporre a tutti di imparare il sanscrito sicché non ci si possa laureare senza averne sostenuto l'esame. Nelle scuole medie superiori l'introduzione dello studio del dialetto dovrebbe essere riservata a determinate sezioni, così come un tempo avveniva per l'inglese, il francese, lo spagnolo: tutti potevano conseguire il diploma ma per la lingua straniera erano previste naturalmente prove diverse. Forse non è la soluzione che hanno in mente i leghisti. Dino Cofrancesco è docente di Storia del pensiero politico all'Università di Genova. 07/08/2009

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sedioli: "docenti in più? no, solo precari stabilizzati" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bologna Sedioli: "Docenti in più? No, solo precari stabilizzati" NUOVI insegnanti in Emilia Romagna come annunciato dalla Gelmini? Non proprio: sono precari che vengono assunti in ruolo. Una buona notizia, ma che non influirà sulla drammatica situazione dei tagli. «Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte - protesta l´assessore regionale alla scuola Giovanni Sedioli - i 616 insegnanti in più per l´Emilia Romagna di cui ha dato annuncio il ministro sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro. I tagli per ora restano, con tutti i danni conseguenti». A settembre in Emilia Romagna ci saranno 1.637 insegnanti in meno con settemila alunni in più. «E´ bene che il precariato degli insegnanti venga ridotto, ma questo non deve essere confuso con la dotazione degli organici» dice l´assessore. Intanto, denuncia Cub scuola, è a rischio l´organico già assegnato alle elementari. (il. ve.)

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Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>(sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 07-08-2009 SCUOLA A RISCHIO ANCHE 73 ADDETTI ATA. «TAGLI SENZA PROGRAMMI» Pd: «129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro» Caterina Zanirato   Sono 129 i docenti parmigiani che, secondo le stime del Partito Democratico, quest'anno perderanno il lavoro. Con loro, 73 addetti Ata. Il tutto mentre le richieste per frequentare le scuole sono in costante crescita e servirebbero 81 insegnanti in più. Questo è lo scenario che si presenta a un mese dall'inizio del nuovo anno scolastico per gli esponenti del partito parmigiano, in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede l'espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha tolto alla scuola più di 8 mi- liardi di euro - ha spiegato -. Il Pd ha fatto un'opposizione dura, ma il primo risveglio c'è stato quando l'opposizione si è iniziata a fare dentro alle scuole, con insegnanti e studenti. Per il momento abbiamo vinto solo su un punto: la competenza sulle decisioni di chiusura delle scuole spetta alle regioni, in base alle esigenze del territorio. Il problema sorge, però, dal fatto che non c'è il personale per tenere aperte le scuole. E così gli insegnanti li devono pagare i comuni. Senza contare che molte scuole avanzano crediti dal Ministero, quelle parmigiane arrivano anche a 200mila euro. Con che cosa possono pagare le supplenze?». Un grande flop anche l'idea di introdurre il maestro unico: «Meno dell'1% delle famiglie l'ha chiesto - ha continuato Soliani -. L'innovazione non si è quindi potuta apportare, ottenendo uno spezzatino: professori che si intercambiano per far quadrare le loro ore». L'unico antidoto, per il Pd, è quello «di creare una cabina di regia in Regione, per gestire quest'emergenza insieme alle Province». Per l'onorevole Carmen Motta, inoltre, «l'Emilia Romagna è particolarmente penalizzata perché aveva già apportato modifiche per razionalizzare la spesa. Una spesa che ora si vede tagliare ulteriormente. Vorrei sapere cosa ne pensano i nostri colleghi di centrodestra che hanno approvato la riforma, ora che si presenterà un problema occupazionale di grande portata». Preoccupato il neoassessore provinciale, Giuseppe Romanini: «Nelle scuole d'infanzia la richiesta è aumentata del 18%, alle elementari ci saranno 253 studenti in più, alle medie 223 e alle superiori 204. Si dovranno fare classi numerose, penalizzando la qualità». Pd Da sinistra: Baga, Soliani, Motta e Romanini.

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Biancofiore dura (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige sezione: PRIMA data: 07/08/2009 - pag: 1 Sovrintendente LA NOMINA DI ECCLI Biancofiore dura «Tommasini rovina la nostra scuola» BOLZANO Dura replica della deputata del Pdl, Michela Biancofiore a Christian Tommasini sulla nomina del sovrinntendente scolastico , che l'assessore del Pd intende fare anche senza l'intesa con Roma. «Vedendo i curricola, il ministro Gelmini ha ritenuto che Ivan Eccli avesse minori titoli di altri tuona Biancofiore Con la sua nomina politica, Tommasini rovina la scuola di lingua italiana. Durnwalder dovrebbe togliergli le deleghe» . A PAGINA 6

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 07/08/2009 - pag: 6 Nomina contestata La deputata Pdl attacca l'assessore «Così Tommasini rovina la scuola» Biancofiore: Eccli ha meno titoli «Il ministro Gelmini ha deciso di premiare il merito. Durnwalder dovrebbe togliere le deleghe al suo vice» BOLZANO Ora che è quasi ufficializzata la nomina di Ivan Eccli alla Sovrintendenza scolastica, lo scontro tra Michaela Biancofiore, la deputata del Pdl che si è messa di «traverso», e l'assessore competente Tommasini, raggiunge livelli mai visti. Il presidente Durnwalder ha chiesto per la prima volta «un passo indietro », chiedendo al Pd un altro nome. In realtà, avendo capito che Tommasini era pronto alla forzatura, il Landeshauptmann si è smarcato giusto in tempo per non ingaggiare un braccio di ferro in prima persona con il ministro Gelmini. Dal canto suo, il vicepresidente ha fatto sapere che non è sua intenzione fare nemmeno un passo indietro perché «il mondo della scuola ha scelto ripetutamente Eccli e non possiamo cedere ai ricatti della Biancofiore». Onorevole Biancofiore, come mai non è mai stato motivato il no ad Eccli? «La verità è che Tommasini ha deliberatamente scelto di rovinare la scuola italiana e di mettersi contro un ministro della Repubblica. Non è vero che il ministro non ha mai motivato il no ad Eccli. È stata la prima cosa che ha fatto. Vedendo i curricola ha ritenuto che Ivan Eccli avesse minori titoli di altri come Lott, Corradi, Marianied altri. Sono nomi che il ministro ha fatto e che non sono minimamente riconducibili al Pdl. Eccli, che è pure una persona stimabilissima, ha fatto il direttore di scuola elementare. Ci sono altri che hanno più titoli di lui e non hanno connotazioni politiche. Eccli una decina d'anni fa si candidò a sinistra e non è un mistero che abbia fatto la campagna elettorale per Tommasini. Sfido chiunque a dire che gli altri candidati siano riconducibili al Pdl o che io od altri li conosciamo personalmente. Il ministro ha semplicemente deciso di premiare il merito. Non ha imposto nulla, ha proposto una rosa di nomi fatti dall'associazione nazionale presidi, che mi sembra abbia i titoli per farli». Tommasini la accusa di fare dei ricatti. «Non capisco come possa pensare che io abbia il potere per ricattare qualcuno e come può pensare che Durnwalder si faccia ricattare da me. Io se fossi il presidente, dopo queste frasi, gli toglierei le deleghe ». Anche Durnwalder ha detto che il mondo della scuola italiano ha scelto Eccli. «È vero che ci sono stati quegli incontri, ma erano in buona parte con sindacalisti di sinistra vicino al Pd. Le indicazioni del ministero sono totalmente apartitiche». Fa. Go. ©RIPRODUZIONERISERVATA Proposta di gemellaggio Ironico Il consigliere Guido Margheri Battagliera Michaela Biancofiore deputata del Partito della libertà Margheri: «Deleghistizziamoci» BOLZANO Guido Margheri, consigliere comunale di Sinistra democratica ha presentato un'interpellanza alla giunta per sapere se non intenda accogliere la «civilissima e ironica iniziativa del primo Cittadino di Acquaformosa (Cosenza). Tale Comune ha approvato all'unanimità una delibera che prevede l'installazione di pannelli con l'indicazione di «Paese deleghistizzato». Margheri propone un gemellaggio istituzionale e la realizzazione di scambi culturali tra i due Comuni, in particolar modo dedicati agli studenti e ai giovani.

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Bocciati record? I presidi: (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 07/08/2009 - pag: 2 Scuola Il nodo maturità Bocciati record? I presidi: «Tutta colpa della Gelmini» Indice puntato sulla riforma: l'anno prossimo andrà ancora peggio VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad un 2,6% di bocciati un aumento dei non ammessi all'esame, 259 in tutti gli istituti veronesi (4,34%). Piuttosto, i dirigenti scolastici puntano il dito sulla riforma Gelmini, e sulle nuove norme da essa introdotte, tra cui figura anche la clausola della media del sei per poter essere ammessi all'esame. «La differenza con lo scorso anno si deve quasi esclusivamente a questo motivo - commenta Marcello Schiavo, preside dello scientifico Fracastoro e coordinatore, a livello di Ufficio scolastico provinciale, per quanto riguarda l'organizzazione degli esami di maturità -. Anzi, c'è da scommettere che l'anno prossimo sarà anche peggio, se sarà confermata l'intenzione di ammettere soltanto coloro che raggiungono la sufficienza in tutte le materie. Credo che il Veneto a livello nazionale non abbia nulla di che scusarsi, dato che poi i ragazzi reggono bene il confronto all'università, con studenti di altre realtà che hanno ottenuto magari un punteggio più alto alla maturità». Insomma, non sono necessari giri di vite. «Non c'è niente da vantare se una scuola boccia tanto; la scuola deve promuovere in tutti i sensi: oltretutto tanti bocciati sono anche un problema economico: dove li mettiamo? Così le classi finiscono per sovrappopolarsi e la qualità dell'insegnamento viene meno». Anche Antonio Pettinato, fino a luglio preside dell'Istituto per geometri Cangrande, e decano delle commissioni d'esame, pensa che gli studenti d'oggi non siano più svogliati dei loro precursori: «Sono cinquant'anni, perfino da quando ero a scuola io, che sento dire che si studia sempre di meno. Non è vero: anzi, gli studenti d'oggi dimostrano di maneggiare con disinvoltura gli strumenti multimediali, che possono rivestire un ruolo importante nella loro formazione». Il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara, riflette sull'altro dato che emerge dai risultati di questa maturità: il calo medio del voto finale. Si assottigliano i risultati della fascia alta, (35,3% degli studenti hanno preso un voto superiore all'80) mentre il 64,7% rimane tra il 60 e l'80. Quasi un dieci per cento degli studenti, inoltre, si diploma con il minimo dei voti, il 5,95% ha preso cento (lo 0,6% la lode). «È proprio nella fascia medio-bassa che occorre lavorare di più - sostiene Pontara - . Gli insegnanti si devono impegnare a stimolare gli alunni, a far crescere in loro la passione per lo studio. Allo stesso modo i ragazzi devono capire che non si possono accontentare del minimo risultato con il minimo sforzo. Nella vita non basta galleggiare». Davide Orsato © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bocciati record I presidi: (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: PRIMAPAGINA data: 07/08/2009 - pag: 1 Maturità Bocciati record I presidi: «Colpa della Gelmini» VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad un 2,6 per cento di bocciati un aumento dei non ammessi all'esame, 259 in tutti gli istituti veronesi (4,34 per cento). Piuttosto, i dirigenti scolastici puntano il dito sulla riforma Gelmini, e sulle nuove norme da essa introdotte, tra cui figura anche la clausola della media del sei per poter essere ammessi all'esame. E avvertono: «L'anno prossimo andrà peggio». A PAGINA 2 Orsato

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: VICENZA data: 07/08/2009 - pag: 8 Istruzione Il ministero comunica i docenti in ruolo: 137 sono nel Vicentino «Materne, 172 bambini in attesa» Il Pd denuncia la carenza di classi nelle scuole d'infanzia VICENZA Con 137 nuovi docenti (ma 544 posti disponibili), la provincia di Vicenza guida la classifica veneta delle nuove immissioni in ruolo concesse dal ministero dell'Istruzione. Supera di gran lunga Verona (ferma a 102 nuove immissioni), Padova (44), Venezia (77), Treviso (87), Belluno (25) e Rovigo (10). Aver ottenuto maggiori insegnanti di ruolo rispetto alle realtà vicine potrebbe essere una piccola consolazione rispetto ad una speranza generale che non si è concretizzata. A livello nazionale, infatti, era stato ipotizzato diventassero di ruolo circa ventimila insegnanti, invece, dati alla mano, sono 8000 in tutta Italia, di cui 4300 di sostegno. Nel Vicentino sono 19 le maestre della scuola dell'infanzia che dicono addio al precariato (contro una disponibilità di 59 posti), in buona compagnia con 7 insegnanti della primaria (su un totale di 81 posti vacanti), 18 della secondaria di primo grado (qui la disponibilità è di 222) e 13 delle superiori (182 disponibilità). Ottanta, invece, i posti di sostegno che diventano di ruolo. Intanto, per chi riesce a veder coronato dopo tanti sacrifici ed esperienze da precario il sogno della cattedra, ci sono altrettante I numeri persone che non potranno iscrivere i loro figli alla scuola d'infanzia pubblica. Il caso è stato sollevato dall'onorevole Daniela Sbrollini (con i colleghi veneti Simonetta Rubinato, Gianpaolo Fogliardi, Federica Mogherini Rebesani, Rodolfo Viola, Pier Paolo Baretta, Alessandro Naccarato, Delia Murer) che chiede al ministro Maristella Gelmini quali misure adotterà «per garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di assistenza e di istruzione alle famiglie del Veneto ed alla popolazione scolastica dai tre ai sei anni per il prossimo anno scolastico». Secondo i parlamentari sarebbero 40 in tutta la regione le sezioni di scuola materna richieste e non accolte, per un totale di 885 bambini iscritti nelle liste che, non potendo accedere alle strutture pubbliche, dovranno andare a bussare ad altri istituti. In particolare, in provincia di Vicenza (sempre secondo quanto denunciato dai firmatari dell'interrogazione parlamentare), nelle liste d'attesa si contano 172 nomi, pari a 7 sezioni non formate. «Per far fronte alle sezioni richieste del Veneto osserva Daniela Sbrollini e soddisfare bisogni primari delle famiglie, sarebbero necessari 80 posti (due insegnanti per ogni sezione), tenendo conto che la situazione riguarda le realtà locali in cui i Comuni hanno ristrutturato gli edifici scolastici proprio per poter accogliere i sempre più numerosi bambini che ogni anno chiedono di frequentare la scuola dell'infanzia; le realtà locali in cui non esiste il servizio, (nemmeno comunale o paritario o la scuola paritaria chiude per mancanza di fondi) e le scuole d'infanzia con sezioni già funzionanti ma che non sono in grado di accogliere altri bambini in quanto già sature». I parlamentari pongono all'attenzione del ministro all'Istruzione anche un'altra considerazione: «Mentre nel Centro sud scrivono le scuole dell'infanzia statali superano il 63 per cento sul totale, in Veneto costituiscono solo un terzo dell'offerta. Così la popolazione scolastica dai tre ai sei anni trova accoglienza per due terzi nelle scuole dell'infanzia paritarie, con i conseguenti maggiori esborsi a carico delle famiglie. Inoltre, in Veneto la percentuale di bambini stranieri è del 7,3 per cento». Elfrida Ragazzo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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S ignor (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno sezione: Prima Pagina data: 07/08/2009 - pag: 1 Lettera al ministro Gelmini Dante e Verga? Non li voglio Mi son de Trieste di CLAUDIO MAGRIS S ignor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione ad ogni livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese, ai criteri che ispirano la proposta della Lega di rivedere l'art. 12 della Costituzione, ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell'unità del Paese, affiancandogli bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto che già l'unità regionale assomiglia troppo a quella dell'Italia che si vuole disgregare. Ci sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le loro incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le loro canzonacce, scurrili ma espressione di un'identità ancor più compatta e pura. CONTINUA A PAGINA 10

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Ministro, cambiamo i programmi: El moroso de la nona invece di Dante (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

lettera aperta alla gelmini Dante e Verga? Basta. Mi son de Trieste Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso de la Nona» al posto della Divina Commedia Signor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione a ogni livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese, ai criteri che ispirano la proposta della Lega di rivedere l'art. 12 della Costituzione, ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell'unità del Paese, affiancandogli bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto che già l'unità regionale assomiglia troppo a quella dell'Italia che si vuole disgregare. Ci sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le loro incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le loro canzonacce, scurrili ma espressione di un'identità ancor più compatta e pura. Penso ad esempio che a Trieste l'Inno di Mameli dovrebbe venir sostituito, anche e soprattutto in occasione di visite ufficiali (ad esempio del presidente del Consiglio o del ministro per la Semplificazione) dall'Inno «No go le ciave del portòn», triestino doc. Ma bandiere e inni sono soltanto simbo­li, sia pur importanti, validi solo se esprimo­no un'autentica realtà culturale del Paese. È dunque opportuno che il Ministero da Lei diretto si adoperi per promuovere un'istru­zione e una cultura capaci di creare una ve­ra, compatta, pura, identità locale. La letteratura dovrebbe ad esempio esse­re insegnata soltanto su base regionale: nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono essere assolutamente sostitui­ti dalla conoscenza approfondita del Moro­so de la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune, frazione e rione. Anche la scienza deve esse­re insegnata secondo questo criterio; l'ope­ra di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombar­dia e in Sicilia. Tutt'al più la sua fisica po­trebbe costituire materia di studio anche in altre regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei avi. Le ronde, costituite notoriamente da pro­fondi studiosi di storia locale, potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizio­ne dei libri indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una biblioteca sco­lastica di Alessandria o di Caserta. Per quel che riguarda la Storia dell'Arte, che Michelangelo e Leonardo se lo tengano i maledetti toscani, noi di Trieste cosa c'en­triamo con il Giudizio Universale? E per la musica, massimo rispetto per Verdi, Mozart o Wagner, che come gli immigrati vanno be­ne a casa loro, ma noi ci riconosciamo di più nella Mula de Parenzo, che «ga messo su botega / de tuto la vendeva / fora che bacalà». Come ho già detto, non solo l'Italia, ma già la regione, la provincia e il comune rap­presentano una unità coatta e prevaricatri­ce, un brutto retaggio dei giacobini e di quei mazziniani, garibaldini e liberali che hanno fatto l'Italia. Bisogna rivalutare il rio­ne, cellula dell'identità. Io, per esempio, so­no cresciuto nel rione triestino di Via del Ronco e nel quartiere che lo comprende; perché dovrei leggere Saba, che andava inve­ce sempre in Viale XX Settembre o in Via San Nicolò e oltretutto scriveva in italiano? Neanche Giotti e Marin vanno bene, perché è vero che scrivono in dialetto, ma pretendo­no di parlare a tutti; cantano l'amore, la fra­ternità, la luce della sera, l'ombra della mor­te e non «quel buso in mia contrada»; si ri­volgono a tutti non solo agli italiani, che sarebbe già troppo, ma a tutti. Insomma, so­no rinnegati. Ma non occorre che indichi a Lei, Signor Ministro, esempi concreti di come meglio distruggere quello che resta dell'unità d'Ita­lia. Finora abbiamo creduto che il senso pro­fondo di quell'unità non fosse in alcuna con­traddizione con l'amore altrettanto profon­do che ognuno di noi porta alla propria cit­tà, al proprio dialetto, parlato ogni giorno ma spontaneamente e senza alcuna posa ideologica che lo falsifica. Proprio chi è pro­fondamente legato alla propria terra natale, alla propria casa, a quel paesaggio in cui da bambino ha scoperto il mondo, si sente pro­fondamente offeso da queste falsificazioni ideologiche che mutilano non solo e non tanto l'Italia, quanto soprattutto i suoi innu­merevoli, diversi e incantevoli volti che con­corrono a formare la sua realtà. Ci riconosce­vamo in quella frase di Dante in cui egli dice che, a furia di bere l'acqua dell'Arno, aveva imparato ad amare fortemente Firenze, ag­giungendo però che la nostra patria è il mondo come per i pesci il mare. Sbagliava? Oggi certo sembrano più attuali altri suoi versi: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!». Con osservanza Claudio Magris stampa |

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Una scuola a lezione di merito (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-08-07 - pag: 10 autore: Una scuola a lezione di merito «La meritocrazia è la più alta forma di democrazia»: è una frase che anche in questi giorni è spuntata sulle labbra della ministra Gelmini. Prima ancora del riconoscimento del merito, però, la nostra Costituzione ha a cuore il diritto allo studio, il cui effettivo esercizio è evidentemente presupposto perché possa essere riconosciuto il merito. I provvedimenti adottati da questo governo stanno mettendo in discussione il diritto allo studio: l'aumento degli alunni per classe calpesta uno dei cardini della Repubblica sorta nel 1946, il principio dell'uguaglianza sostanziale. . Giuseppe Barbanti Mestre (VE) Non ci sono sostanziali differenze tra la maturità di quest'anno e le precedenti edizioni se non la relativamente alta percentuale di non ammessi. Anche la differenza tra il numero di diplomati a pieni voti che esiste tra il nord e il sud continuaa mostrare una migliore preparazione degli studenti meridionali, vogliamo pensare che sia così per non insinuare dubbi perniciosi... Possibile che la Val d'Aosta,regione riccae capace di dare premi in denaro agli studenti più meritevoli, abbia avuto un solo 100? Propongo di mandare gli studenti valdostani in Puglia a ripetere l'esame,evidentemente gli esaminatori non sono tutti uguali. Margherita Capanna Alagna Val Sesia (VC) S inceramente, non credo che un maggiore affollamento delle classi basti a configurare un attentato al diritto allo studio. Sarà che appartengo alla generazione dei baby boomers, che hanno frequentato classi ben più affollate (e magari in scuole pubbliche coi doppi turni): gli insegnanti facevano più fatica, ma la nostra preparazione non neè stata compromessa. Piuttosto, oggi, il diritto allo studio è minacciato drammaticamente dal fenomeno dell'abbandono, provocato non dall'affollamento delle aule,ma dalla convinzione, diffusa in certi ambienti e in certe zone, che andare a scuola sia inutile. Perciò è fondamentale che a scuola il merito torni a essere coltivato: per costruire speranze che motivino all'impegno. E per questo è tanto più dannosa la sperequazione negli esiti tra le scuole del sud e quelle del nord: un fenomeno da non prendere sotto gamba, se vogliamo tutelare un residuodi solidarietà geografica e generazionale. • Il senso civico Ci lamentiamo spesso (giustamente) per lo scarso senso civico degli italiani. Poi vediamo continuamente che molti Comuni imbrogliano il cittadino con autovelox taroccati, che nel sistema bancario si aggirano personaggi piuttosto discutibili che si preoccupano solo di "tosare" i clienti, che mentre ai grandi evasori vengono concesse sanatorie e possibilità di negoziare, ai piccoli evasori viene pignorata la casa anche per debiti irrisori, che i politici, in gran parte, sono dediti esclusivamente alla conservazione di privilegi borbonici. Si potrebbe continuare. Di fronte a tanto sfacelo, nel cittadino "comune" i valori etici inevitabilmente tendono ad affievolirsi. Dante D'Alessandro e-mail Anche la lingua va in ferie La televisione italiana non solo approfitta delle vacanze estive per riciclare programmi vecchi che in altri periodi dell'anno (gennaio in particolare) provocherebbero l'immediato ammutinamento del canone. In questo periodo i servizi dei telegiornali vengono preparati dai cosiddetti ultimi arrivati, con risultati che fanno sorridere. Durante un servizio proveniente da un inviato a Pechino realizzato per la partita tra Inter e Lazio, ho ascoltato un congiuntivo che pensavo appartenesse alla saga di Fantozzi, un bel “stassero” sparato in onda in totale sprezzo di ogni dignità grammaticale. Non si tratta di licenza poetica, nel descrivere una competizione non serve la poesia. Vanna Mazzati Piccoli e-mail

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616 insegnanti in più per l'Emilia-Romagna , assessore Sedioli: "Solo stabilizzazioni di personale precario" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

616 insegnanti in più per l’Emilia-Romagna , assessore Sedioli: "Solo stabilizzazioni di personale precario" (7/8/2009 11:16) | (Sesto Potere) - Bologna - 7 agosto 2009 -“Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte. I 616 insegnanti in più per l’Emilia-Romagna di cui ha dato annuncio nei giorni scorsi il ministro Gelmini sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro”. Così dichiara l’assessore regionale alla Scuola, Giovanni Sedioli. “I tagli per ora restano così come purtroppo erano stati programmati, con tutti i danni conseguenti. Il prossimo anno scolastico in Emilia-Romagna ci saranno 1.637 insegnanti in meno, nonostante gli oltre 7 mila alunni in più rispetto all’anno scolastico appena concluso – spiega Sedioli - E’ sicuramente buona cosa che il precariato degli insegnanti venga ridotto, ma questo non deve essere confuso col tema della dotazione degli organici. Tra l’altro – aggiunge - i numeri di immissioni di ruolo di insegnanti precari di cui si parla, sia a livello regionale che nazionale, sono ben lontani dalle necessità complessive”. "La situazione della scuola in Emilia-Romagna continua ad essere critica – conclude Sedioli – chiediamo al Governo di riconsiderare i pesanti tagli e di garantire il corretto funzionamento del sistema scolastico”.

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PROVINCIA MT: NO AI TAGLI AL PERSONALE DELLA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA MT: NO AI TAGLI AL PERSONALE DELLA SCUOLA 07/08/2009 12.51.41 [Basilicata] “Il taglio degli organici impiegati nella scuola lucana sarà  più¹ pesante di quanto previsto.†La denuncia arriva dalla Provincia di Matera, dove l'assessore al ramo Antonio Montemurro, insieme all'assessore alle Politiche del lavoro Salvatore Auletta e al consigliere Michele Paterino (IdV ) che in una nota congiunta affermano: “Dopo l'annuncio dei tagli al personale Ata e quindi di 87 unità  la Direzione scolastica regionale ha comunicato che per raggiungere le aliquote dei tagli imposti dal Ministero, nell'organico di fatto, deve ridurre il numero dei docenti di ulteriori 120 unità . Una drammatica ed ennesima riduzione che graverà  principalmente sulla scuola primaria e in parte sugli ordini secondari. Una vergognosa operazione di distruzione della scuola pubblica – proseguono - a cui la Provincia non può² che dire noâ€. “Questi tagli –precisato l'assessore Auletta – colpiranno ben 1047 precari storici della scuola che hanno una carriera ultra decennale e che non riusciranno a trovare una sistemazione lavorativa e andranno, così¬, a incrementare la già  elevata percentuale di disoccupazione, soprattutto femminile, raggiunta nella flagellata regione lucana.†“L'anno scolastico 2009-2010 si contraddistinguerà  - aggiunge il consigliere Michele Paterino – per le gravi inefficienze. Molte scuole rischiano infatti, non avendo personale Ata a sufficienza, di non riuscire ad aprire o chiudere i propri plessi. Il ministro Gelmini ha forse poco chiara la situazione in cui rischia di far precipitare la scuola lucana, e più¹ in generale quella dell'intero Mezzogiorno, forse perché© troppo preoccupata a garantire risorse in più¹ al Veneto e alle altre regioni settentrionali.†“L'Amministrazione provinciale – sottolinea Stella – è¨ in prima linea nella difesa del diritto della propria provincia, e non solo, a una scuola pubblica efficiente. Non lasceremo soli i sindacati, né© tanto meno i lavoratori.â€

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Iscrizioni chiuse, ateneo a rischio (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Iscrizioni chiuse, ateneo a rischio L'attività prosegue solo con i corsi già avviati. "Lavoriamo per un rilancio" Fabriano Iscrizioni bloccate all'Unifabriano. Ma, intanto, si lavora per una riqualificazione dell'ateneo. Le due cose vanno a braccetto e non c'è da stupirsi più di tanto. Il Comune, infatti, non molla sulla problematica del mantenimento della sede universitaria in città, una questione che ha generato ansia e apprensione nei mesi scorsi, in seguito alla riforma del ministro Gelmini, e resta concentrato per garantire un futuro della struttura di via don Riganelli. Chiusura scongiurata Inizialmente, si era addirittura temuta la chiusura immediata dell'ateneo, perché il provvedimento ministeriale mette effettivamente a repentaglio le piccole sedi distaccate delle università, come appunto quella di Fabriano. Poi, però, la vicenda ha preso un'altra piega, che consente ancora di guardare avanti con una certa fiducia. In vista dell'anno accademico 2009-2010, non ci si potrà iscrivere al primo anno della facoltà di Ingegneria, ma proseguiranno le attività didattiche relative agli altri anni di corso. Novità in arrivo Una sospensione, insomma, del regime normale, che permetterà quest'anno di valutare la situazione con attenzione per capire le effettive potenzialità della struttura e verificare la possibilità di potenziarla, magari anche attraverso l'istituzione di altri corsi di laurea di diverso tipo. "Si stanno valutando altre opportunità per rilanciare l'ateneo - sottolinea il sindaco Roberto Sorci - poiché stiamo parlando di una struttura estremamente importante per la nostra città e il suo vasto comprensorio, soprattutto in riferimento alle peculiarità della stessa". Un discorso, questo, su cui il primo cittadino, che è anche presidente dell'Unifabriano, ha insistito molto in ogni circostanza possibile, rimarcando il rilievo dello stretto legame esistente fra ateneo e territorio: "A Fabriano la facoltà di Ingegneria ad indirizzo cartario e meccanico ha un senso forte, per il semplice fatto che la carta e la meccanica costituiscono da sempre due importanti caratteristiche del nostro comprensorio. Ritengo, cioè, che dove esistono vere e proprie specificità, lo Stato dovrebbe intervenire, garantendo la possibilità di portare avanti il corso di studio, impegno che in questi anni se lo sono invece assunto gli imprenditori, trovando sempre i fondi necessari per consentire lo svolgimento dell'attività". Parole chiare che testimoniano la volontà di continuare a lavorare per fare in modo che Fabriano non debba rinunciare anche alla sua università. AMINTO CAMILLI,

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SETTEMBRE NERO PER LA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "Azione, L'" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

L'AZIONE - Articoli - Settembre nero per la scuola SETTEMBRE NERO PER LA SCUOLA L'anno scolastico che inizierà il prossimo 14 settembre, come annunciato, sarà decisamente all'insegna della riduzione del personale ai vari livelli. A cui si aggiungerà anche la precarietà su organizzazione ed assegnazione del personale per decisioni prese all'ultimo momento, magari qualche giorno prima dell'apertura delle scuole, o addirittura non ancora prese. Questo è il quadro a tinte fosche che si profila per il prossimo anno scolastico, alla luce delle ultime indicazioni venute a livello ministeriale. In particolare il ministero della Pubblica Istruzione ha emanato lo scorso 6 luglio una circolare riguardante la definizione dell'organico di fatto sulla quale i sindacati della scuola hanno espresso il loro disappunto. Anche se solo alla prova dei fatti si potrà capire davvero quali cambiamenti e quali effetti negativi i tagli comporteranno scuola per scuola. Alla luce della recente circolare numero 63, tuttavia, c'è intanto la certezza che il taglio agli organici è tornato ai livelli previsti, in contraddizione con gli impegni del ministro Gelmini di attenuare la riduzione. Con un meno 5 mila posti, viene ribadito il taglio senza alcuno sconto rispetto all'ammontare complessivo a livello nazionale, né sul personale docente (meno 42 mila posti) né sul personale Ata (meno 15 mila posti). Il taglio sul personale Ata è ancor più intollerabile perché mette a rischio, nelle scuole, oltre alla funzionalità degli uffici amministrativi, la chiusura dei laboratori o addirittura di alcuni plessi. I dirigenti scolastici rispetto ad eventuali modifiche sono avvertiti: "L'attivazione di ulteriori posti nell'adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto non deve comportare, a livello provinciale, incrementi di posti del medesimo organico. Qualora necessario, le SS.LL., sulla base delle indicaz ioni e delle richieste formulate dai dirigenti scolastici, possono autorizzare eventuali incrementi di posti esclusivamente a mezzo di compensazione, a livello provinciale". Si tratta di una circolare che tenta disperatamente di nascondere la drammatica realtà dei fatti. Ecco in sintesi i contenuti della circolare 63, suddivisi per ordini scolastici. Scuole dell'infanzia statali Per la prima volta non si attribuirà nemmeno un posto in più e nemmeno in presenza di liste d'attesa. Scuole elementari è ribadito che la dotazione organica è determinata in ragione dei modelli a 27, 30 e 44 ore per le classi a tempo prolungato, invitando ad effettuare una ricognizione puntuale delle risorse di istituto per quanto concerne gli "spezzoni orario", la somma dei quali, rapportati a 22 ore, devono rientrare nella complessiva dotazione organica. Il tempo-mensa, finora garantito dalle compresenze ora soppresse, potrà esserci recuperando ore dagli insegnanti di inglese o di religione, pertanto con il dubbio che esso possa essere assicurato in tutti i plessi. Non è chiaro l'obbligo all'insegnamento dell'inglese per chi è in possesso del titolo, e cioè se è dovuto solo nell'ambito della classe (se a tempo pieno) o delle classi (sul tempo normale) su cui si presta servizio come docente comune. Questo chiarimento va fatto dal momento che a nessun docente può essere imposto d'ufficio di diventare specialista di seconda lingua. Scuole medie Viene ribadito l'obbligo di costituire tutte le cattedre a 18 ore di insegnamento, fatta eccezione solo per l'anno 2009-2010, quindi senza obblighi di "straordinario". Poco o nulla viene riportato per quanto concerne le modalità di attivazione dell'inglese potenziato, ribadendo, però, che le lingue comunitarie sono state computate in organico di diritto. Scuole superiori Viene ribadito che i regolamenti relativi alle scuole superiori saranno attuati dall'anno scolastico 2010-2011. La circolare precisa che tutte le cattedre devono essere ricondotte a 18 ore settimanali, salvaguardando solo l'unitarietà dell'insegnamento di ciascuna disciplina, fatta eccezione per quelle cattedre che, comunque, non è materialmente possibile costituirle a 18 ore, anche ricorrendo a moduli organizzativi diversi.

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Una poltrona per il "ribelle" Torretta (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Una poltrona per il "ribelle" Torretta Il sindaco Honsell gli ha affidato la delega alle problematiche del sistema scolastico Venerdì 7 Agosto 2009, Come si risolve l'algoritmo della maggioranza quando i numeri dei voti di scarto iniziano a essere risicati? Il sindaco Honsell, da vero matematico, sembra aver trovato il modo di sciogliere il busillis. Insegna il caso del "ribelle" Gregorio Torretta, passato dal Pd a "Per la sinistra" e quindi, con le dimissioni di Peratoner, uscito dalla maggioranza per approdare al gruppo misto: una posizione da battitore libero da cui non ha risparmiato staffilate (e voti scomodi) all'indirizzo della maggioranza. Ora Honsell ha trovato una delega "su misura" per il consigliere, che è vicepreside del Marinelli: Torretta svolgerà - si legge in una nota di Palazzo - «un'attività ausiliaria di studio, analisi, proposta e vigilanza» rispetto alle "Problematiche del sistema scolastico cittadino e analisi di possibili soluzioni operative, anche mediante l'istituzione di un apposito osservatorio". Torretta ha firmato l'accettazione dell'incarico ieri pomeriggio, dopo «il colloquio che ho avuto martedì con il sindaco». Significa che torna in maggioranza? «No, sono nel gruppo misto. Quella di tornare in maggioranza non è stata una condizione, non ne abbiamo parlato. Accetto la delega, ma continuo a sentirmi libero. Come ho detto al sindaco, fino a quando le delibere riguardano le cose contenute nel programma, non ho problemi a votare con la maggioranza. Ma se su alcune cose dissento, lo dirò». Torretta ricorda che non è mai stato a caccia di poltrone. Una prova? «Visto che, come componente del gruppo misto, partecipo a tutte le commissioni - dice -, per un anno devolverò tutti i gettoni di presenza da commissario all'associazione Agmen per i bambini affetti da malattie del sangue». Da neo-delegato Torretta mette come priorità in agenda la necessità di arginare il fenomeno dell'abbandono scolastico. «Intendo incontrare da subito i dirigenti delle scuole che registrano un alto tasso di bocciature e iniziare un percorso che recuperi il maggior numero di studenti possibile. Ho in mente tanti progetti, fra cui un concorso per premiare le eccellenze e delle borse di studio. Ovviamente, dovranno essere compatibili con le disponibilità di bilancio. Il problema delle bocciature va affrontato dal punto di vista politico. Come dimostrano i risultati nelle medie, spesso dietro l'abbandono c'è una condizione di disagio familiare. Da qui la necessità di costituire un osservatorio per l'analisi della situazione attuale». Ma Torretta vorrebbe anche impegnarsi per studiare l'effetto che fa la riforma Gelmini sulle scuole udinesi. Il neo-delegato ha soprattutto un sogno: «Spero di poter far qualcosa per ricordare Riccardo Rinaldi. Mi piacerebbe che il Comune di Udine gli dedicasse una borsa di studio, visto che studiava al Marinelli, che è una scuola udinese». La delega attribuita al consigliere, con finalità consultive, è «trasversale - spiega il sindaco -. È una materia che ha connessioni con molti referati. Torretta vanta una solida esperienza nella pubblica istruzione e avrà la possibilità di collaborare con tutta la giunta. Abbiamo le migliori scuole pubbliche d'Europa. Con questo incarico riusciamo a sviluppare un progetto che avevamo in mente da tempo: mettere a disposizione un garante che sappia accrescere e difendere questo patrimonio da quelle riforme che stanno mettendo a rischio il livello qualitativo del nostro sistema scolastico». Camilla De Mori

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Scuola, sit in contro i Sindacati, docenti e Ata (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, sit in contro i «tagli»Sindacati, docenti e Ata oggi per 2 ore davanti la Prefettura c. l.) Si svolgerà stamani, davanti alla Prefettura dalle ore 10 alle 12 un sit in di protesta contro i tagli che stanno investendo il mondo della scuola in generale e la scuola in provincia di Caltanissetta in particolare. L'iniziativa in programma stamani in viale Regina Margherita è stata organizzata in forma congiunta dalla Cgil Flc, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confal che saranno oggi in prima fila con i loro rispettivi segretari provinciali (Mimma Castronovo per la Cgil, Giuseppe Ingrao per la Cisl Scuola, Michele Milia per la Uil Scuola, Biagio Riggi per lo Snals Confal). Con loro numerosi docenti e personale Ata che rischiano seriamente di perdere il proprio posto di lavoro dopo anni di precariato nei quali avevano lavorato con incarico annuale ma a tempo determinato. Una mobilitazione forte, quella di oggi da parte dei sindacati che da tempo denunciano i rischi che i tagli operati dal ministro Gelmini potrebbero determinare per la scuola pubblica sia sul fronte occupazionale e su quello della didattica e quindi del diritto allo studio. Tagli notevoli, che in provincia di Caltanissetta sono 263 sull'organico di diritto per il personale docente, 92 per il personale Ata, 24 per il sostegno, 3 sui progetti per la dispersione scolastica. Da qui il sit in odierno di protesta davanti la Prefettura per chiedere allo stesso Prefetto di Caltanissetta di farsi portavoce presso il ministero per la pubblica istruzione e lo stesso il Governo regionale della necessità di aprire una trattativa che consenta la revoca dei tagli alla scuola che riguardano la Sicilia in generale e la provincia di Caltanissetta in particolare.

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Gas, intesa Russia-Turchia (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Per il gasdotto che bypasserà l'Ucraina Gas, intesa Russia-Turchia «grazie a Berlusconi» Rossella Jannello Dell'impulso al fotovoltaico nella Sicilia orientale, della possibilità cioè di far diventare il sole una risorsa energetica rinnovabile, si parlava da tempo. Come da tempo si parlava dell'interessamento di St Microelectronics verso il fotovoltaico. Ma solo pochi giorni fa, il 30 luglio scorso, il tema è stato messo «nero su bianco» grazie a un accordo sottoscritto a Roma dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il presidente Roberto Formigoni per la Regione Lombardia. L'intesa, complessa e articolata, nello specifico prevede la realizzazione di due distinte linee di attività ad elevato contenuto di innovazione tecnologica da 320 MWatt/anno nel periodo 2009-2010; un progetto pilota per la produzione di tecnologie avanzate per l'ottimizzazione dei tempi per la realizzazione integrata di celle e moduli ad elevato livello di efficienza; un programma di ricerca e sviluppo per l'evoluzione della tecnologia a film sottile con l'integrazione di materiali nano strutturali e la ricerca su tecnologie a film sottile su nuovi materiali. Nel periodo 2013-2014 si prevede un ulteriore investimento, in una nuova unità produttiva, per la produzione integrata di celle solari e moduli con capacità effettiva di 480 MWatt/anno. I finanziamenti pubblici impegnati nel progetto rispondono all'ammontare massimo consentito dalla normativa nazionale e dai regolamenti europei vigenti. La Regione Siciliana partecipa all'intesa con 17.000.000 di euro e con l'assegnazione di un sito industriale che ha un valore di mercato di 50.000.000 di euro in contrada Palma Torrazze, nell'area industriale catanese, dove sarà realizzato un nuovo fabbricato di 66.000 mq. Sarà utilizzato soprattutto lo stabilimento della St chiamato M6, attualmente di proprietà della Numonyx che però ha già dichiarato che non intende svolgere in Sicilia attività manifatturiera. Le infrastrutture e i servizi esistenti nella zona individuata agevoleranno e valorizzeranno l'insediamento che si prevede operativo entro 12 mesi dall'avvio della costruzione che potrebbe iniziare entro la fine dell'anno. La realizzazione dei componenti fotovoltaici ad alta resa energetica, nell'unità produttiva M6 di Catania, sarà possibile grazie alla collaborazione di Stm con Enel e Sharp, finalmente ufficializzata. La nuova società, secondo alcune anticipazioni, si chiamerà «Three sun», con evidente richiamo al sole e alla triplice proprietà. La nuova intesa permetterà, a regime, di salvaguardare il lavoro e la professionalità di 650 lavoratori siciliani e a creare ulteriori 500 nuovi posti a specializzazione medio-alta. E, soprattutto, di salvare il fatturato della multinazionale, ridotto di un preoccupante 17%.

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Quando il digitale fa flop: imparare la responsabilità! (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 7 Quando il digitale fa flop: imparare la responsabilità! Pubblicato da Paolo Beneventi alle 15:07 in EDUCAZIONE, SCUOLA, TECNOLOGIA E' di pochi giorni fa l'ultima statistica che ci informa che noi italiani siamo ancora gli ultimi in Europa per diffusione di pc e connessioni alla rete (pare che 30 milioni di nostri concittadini non abbiamo mai navigato in Internet !) e sempre assolutamente i primi per numero di telefonini pro capite! Altre statistiche ci informano che i giovani sono più allineati alle medie europee e che, sorprendentemente, leggono anche i libri! Il movimento difesa del cittadino junior si dedica «alla tutela dei cittadini più giovani». Sul loro sito troviamo due sondaggi: il primo, sul grado di soddisfazione riguardo ai centri estivi della Lombardia, dal 14 ottobre 2008 a oggi 7 agosto 2009 ha avuto 853 accessi e 4 voti; il secondo, sulla riforma Gelmini, dall'11 maggio 2009, 312 accessi e 2 voti! Per quello che vale, una conferma ulteriore di un modo sostanzialmente passivo, da spettatori, di accedere alla rete (siamo un paese «guardone e non toccone», mi scriveva in Facebook Roberto Maragliano). Sempre sullo stesso sito l'«intervista del mese» (di giugno), alla professoressa Gabriella Zonno è dedicata agli e-book . A proposito, nonostante l'obbligo previsto di sostituire i libri cartacei con i digitali a partire dall'anno 2011-2012, dati recenti ci informano che, per le adozioni in corso «in alcune scuole gli e-book non raggiungono neanche il 2% sul totale dei libri di testo» Ancora pochi pc nelle case, mancanza di connessione veloce in molte aree del paese, ma il problema credo sia più generalmente culturale. Ci hanno spesso proposto le macchine digitali per come ci «facilitano la vita» e il grosso equivoco è pensare che facciano loro per noi. E invece no, ti aiutano, e molto, ma solo se ti dai da fare, se impari a gestirle in prima persona. Se ci metti non meno, ma più responsabilità. Non essendo un insegnante in senso stretto e quindi non tenuto a dare voti o giudizi sulle attività che conduco, quando voglio «valutare» i miei allievi, non ho trovato un modo migliore che non osservarne la partecipazione: non misuro l'apprendimento di nozioni o tecniche, ma registro quanto ogni singolo si interessa e si impegna nel lavoro comune. E dalle risposte che ricevo soprattutto dai bambini, mi sono fatto l'idea che in questo modo si aiutino le persone ad essere migliori, e anche più preparate, perché capaci di assumersi responsabilità.

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Pochi docenti assunti, molte cattedre vuote (sezione: Scuola)

( da "Emilianet" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

venerdì, 07 agosto 2009 Pochi docenti assunti, molte cattedre vuote Il ministero dell'istruzione regolarizza a Reggio 60 insegnanti precari. La denuncia della Cgil: 'Ne servono cinque volte tanto'. Quaranta docenti che saranno regolarizzati, oltre a venti insegnanti di sostegno, ma i posti vacanti sono molti di più, sono 335. I precari che il prossimo anno scolastico diventeranno di ruolo nella nostra provincia copriranno appena il 12% delle cattedre disponibili. Il ministero della pubblica istruzione ha definito il quadro delle assunzioni: a livello nazionale saranno stabilizzati 8 mila precari. 'Il governo sta lavorando - ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - per garantire continuità didattica e organizzativa a scuole e studenti'. I sindacati però denunciano che le assunzioni autorizzate sono del tutto insufficienti rispetto alle reali necessità. Secondo i dati della Cgil, negli asili statali le cattedre vacanti sono 50, il personale che sarà assunto equivale però solo a un a un terzo, 17 unità. Nelle scuole elementari e medie il rapporto scende a un decimo: un'ottantina i posti da coprire, rispettivamente 8 e 7 le assunzioni. Nelle scuole superiori il divario tra il bisogno e l'effettiva risposta si fa ancora più forte: 119 le cattedre 'scoperte' a fronte di soli 8 insegnanti che verranno stabilizzati, appena il 6%. Numeri dietro ai quali ci sono persone che attendono da anni un posto in ruolo, scuole che aspettano un corpo docente stabile. Per di più, a settembre ci si troverà a fare i conti con i tagli previsti dalla riforma Gelmini: nelle classi reggiane ci saranno 245 insegnanti in meno, mentre gli studenti saranno almeno 500 in più rispetto all'ultimo anno scolastico. I sindacati si dicono pronti alla mobilitazione: la Cgil scuola ha proclamato lo stato di agitazione della categoria e prevede iniziative di protesta già a settembre, quando riprenderanno le lezioni. di MANUELA CATELLANI

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Immissioni in ruolo : solo il 2% dei precari.... (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 07-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 7 Immissioni in ruolo : solo il 2% dei precari.... Pubblicato da Franca Corradini alle 21:47 in Scuola&Società Comunicato stampa del Coordinamento Precari Scuola . Sono stati pubblicati i numeri relativi ai contingenti per le immissioni in ruolo. Numeri gravemente insufficienti, 8.000 docenti ed 8.000 ATA a fronte di circa 140.000 incarichi annuali e 300.000 iscritti in graduatoria. Si pensi, ad esempio, al fatto che in tutta la Liguria, in tutto il Molise, in tutta l'Umbria gli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado (le vecchie "scuole superiori) ammontano al numero di 2 (due) insegnanti assunti. Insignificante la percentuale delle assunzioni rispetto al numero di cattedre vacanti (eccetto per il sostegno, dove comunque rimarranno maggioritari gli incarichi assegnati ai precari con incarichi annuali, e scuola dell'infanzia), si parla del 10%, in molti casi anche molto meno. Delle 150.000 assunzioni previste dalla legge Finanziaria del 2006, ad oggi sono stati assunti 75.000 insegnanti e gli 8.000 previsti per le prossime settimane lasciano un vuoto di 67.000 assunzioni nel triennio che si conclude. La Gelmini dimostra tutto il suo cinismo: è stata messa al ministero senza avere alcuna competenza e capacità con un compito ben preciso (distruggere la scuola pubblica, tacendo la questione sociale legata alle migliaia di famiglie di insegnanti precari pluriennali lasciati a casa). Le sue riforme non hanno nulla di valido dal punto di vista pedagogico, servono solo a giustificare i tagli del vero ministro dell'Istruzione, Tremonti, che non ha nessun interesse alla qualità della scuola pubblica visto che un popolo ignorante è più facile da tenere sotto controllo da parte dei poteri forti. Né c'é coerenza alcuna tra le rivendicazioni sul "merito" e il suo ruolo ministeriale, noto il fatto che l'Avvocato Gelmini ha conseguito l'abilitazione a Reggio Calabria (e oggi sposa i test regionali di selezione per gli insegnanti: e per gli avvocati?). Eppure i soldi per assumere ci sarebbero: il governo ha appena stanziato miliardi di euro per l'inutile e costoso Ponte sullo Stretto, e si parla di una nuova Cassa del Mezzogiorno: la mafia ringrazia, mentre i precari della scuola sono alla disperazione. Del tutto insoddisfacenti le proposte del ministro di ammortizzatori sociali per i precari che non verranno mai realizzate visto che servono a tenere buoni i colleghi più ingenui che non hanno ancora capito il calvario che li aspetta: a settembre molti precari, oltre a non avere ottenuto l'immissione in ruolo, si troveranno senza lavoro. Il Coordinamento Precari Scuola invita alla mobilitazione tutto il popolo della scuola, docenti, genitori e studenti per dare vita ad un autunno non caldo, ma rovente !!!

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La Padania alza il tiro (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Reggio) (Alto Adige) (Citta' di Salerno, La)

Argomenti: Scuola

L'ANALISI La Padania alza il tiro di Gianfranco Pasquino C'è l'Italia di Berlusconi, apprezzata da Vladimir Putin e da Gordon Brown, in piena ripresa economica (anche se alla fine del 2009, il Pil sarà molto inferiore a quello del già poco brillante 2008) e c'è la Padania di Bossi. Ai leghisti, i cui gruppi parlamentari continuano a fregiarsi del nome «Lega Nord per l'Indipendenza della Padania», l'Italia di Berlusconi interessa soltanto nella misura in cui il governo di quell'Italia produce politiche che servono alla Padania. In vista del 150º anniversario dell'unità d'Italia, ma anche per contrastare, politicamente e culturalmente, il Partito del Sud, Bossi e Calderoli hanno alzato il tiro delle loro proposte. Si fanno forti del federalismo fiscale e procedono a vele spiegate. Non era imprevedibile che il federalismo fiscale diventasse un trampolino di lancio. Dimostrerà che le regioni del Sud sono spendaccione, poco efficienti e male governate. Consentirà alle regioni del Nord di avere più soldi e di allontanarsi ancora di più dal resto dell'Italia. Che i presidi non vengano dalle regioni meridionali, che i professori che insegnano in Padania conoscano storia, tradizione e dialetto locale, che ciascuna regione esibisca la sua bandiera e suoni il suo inno, non sono provocazioni. Molte di queste rivendicazioni sono abbastanza condivise nelle regioni settentrionali, non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo obiettivo è di più lungo termine. Si tratta di logorare il tessuto che ha finora tenuto insieme il paese. Qualsiasi tessuto nazionale è fatto di solidarietà che si esprime in trasferimenti di fondi, fra le aree ricche e quelle meno abbienti, ma è fatto anche di simboli, di miti, di riti. Quanto al Partito del Sud, alla Lega non fa né caldo né freddo. I leghisti sono il Partito del Nord, vanamente vagheggiato dal Partito Democratico (oramai ridotto a poco più di un Partito del Centro-Italia), elettoralmente forte, politicamente insediato e influente, destinato a durare. Non basta, anche se è importante, che l'unità nazionale venga difesa da Gianfranco Fini e da Pierferdinando Casini. Forse, se il Partito Democratico fosse meno autoreferenziale, dovrebbe porsi il problema di come rappresentare una nazione in declino.

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Scuola: a Brescia 305 nomine di ruolo (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 08/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scuola: a Brescia 305 nomine di ruolo Saranno 138 insegnanti e 167 non docenti In base alla distribuzione regionale effettuata giovedì, sono esattamente 305, tra insegnanti e non docenti (personale Ata: amministrativo, tecnico e ausiliario), coloro che, entro il 31 agosto, saranno nominati in ruolo (con incarico a tempo indeterminato) nelle scuole statali di Brescia e provincia. I docenti che, dopo anni di attesa, entreranno finalmente in ruolo sono in totale 138, di cui 90 su posto comune e 48 su posti di sostegno agli alunni disabili. I 90 sono così ripartiti: 28 nelle scuole materne; 33 nelle elementari; 18 nelle medie; 11 nelle superiori. Per il sostegno: 4 nelle materne; 23 nelle elementari; 16 nelle medie, 5 nelle superiori. I 167 non docenti sono invece così ripartiti, secondo i profili professionali: 53 assistenti amministrativi; 10 assistenti tecnici; 1 cuoco; 1 infermiere; 101 collaboratori scolastici (ex bidelli); 1 collaboratore scolastico tecnico (addetto alle aziende agrarie). Le nomine in ruolo, secondo i sindacati Scuola «sembrano una goccia nel mare». A fronte di 802 posti comuni vacanti in organico di diritto nel Bresciano, solo 90 (circa l'11%) saranno coperti con contratti a tempo indeterminato; ne rimarranno scoperti ben 712 sui quali verranno effettuate supplenze annuali. Le nomine degli Ata sono solo 167 su circa 1.400 posti vacanti. Molto critico in proposito Santo Gaffurini, segretario provinciale della Cgil Scuola: «La quantità di assunzioni del personale della scuola conferma la scarsa attenzione sul tema e il ridotto numero delle nomine in ruolo che, per i docenti, non copre nemmeno il 50% dei pensionamenti. Aumenta poi la drammaticità della condizione dei precari, che ormai da dieci anni garantiscono il funzionamento delle scuole». «I sindacati - aggiunge Gaffurini- sono impegnati a confermare e a ribadire a questo come ai precedenti governi il diritto a un posto stabile per i docenti e gli Ata come garanzia minima della qualità della scuola coniugata con la dignità del lavoro». Martedì 11 agosto i funzionari dell'Ufficio scolastico provinciale avranno una riunione con i sindacati per stabilire per quali classi di concorso dei docenti viene fatta l'assunzione in ruolo e da quali graduatorie si attingerà il contingente da assumere, se dalle graduatorie del concorso ordinario o dalle graduatorie ad esaurimento definitive (che sono state pubblicate oggi sul sito dell'ufficio scolastico provinciale). «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno scolastico, per ragioni che sono evidenti a tutti. Per questo è necessario un sovrappiù di attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze». Lo ha detto Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl-Scuola, dopo l'incontro di giovedì mattina dei sindacati col ministro Gelmini. «I pesanti disagi determinati dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un precariato che vede ridotte le opportunità di lavoro rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva: anche per questo è più che mai indispensabile l'attivazione di sedi permanenti di confronto, che aiutino a governare le emergenze con soluzioni efficaci e condivise. Ora va assicurata una gestione delle operazioni di assunzione in tempi tali da garantire il regolare avvio delle attività scolastiche e la puntuale attivazione dei contratti dal 1° settembre». Giovanni Spinoni

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La Statale boccia il Ministero Dopo la valutazione negativa del dicastero di viale Trastevere, il rettore Preti reagisce: Ben venga la valutazione del merito, ma i criteri devono (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 08/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città La Statale «boccia» il Ministero Dopo la valutazione negativa del dicastero di viale Trastevere, il rettore Preti reagisce: «Ben venga la valutazione del merito, ma i criteri devono essere più appropriati» Il rettore Preti con il ministro Mariastella Gelmini «La valutazione non rende giustizia al lavoro e all'attività svolti nella nostra Università». È con queste parole che, dopo la «bocciatura» subìta dal Miur, il rettore dell'ateneo cittadino, Augusto Preti, «boccia» a sua volta i criteri utilizzati dal dicastero di viale Trastevere. Il 24 luglio scorso, lo ricordiamo, il Miur ha pubblicato una graduatoria degli standard qualitativi delle università italiane, sulla base della quale si provvederà alla distribuzione del 7% dei fondi di finanziamento ordinario per il 2009. In questa speciale «classifica» la Statale bresciana si è piazzata solo al 28esimo posto, dietro persino a diversi atenei del Centro-Sud: da Roma «Tor Vergata» all'Università di Chieti e Pescara, dall'Università della Calabria al Politecnico delle Marche, passando per l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l'Università del Sannio di Benevento. E, oltre alla beffa, è arrivato puntuale anche il danno: Brescia riceverà dallo Stato circa 230-240mila euro in meno a fronte di un finanziamento complessivo di 79 milioni. Didattica come punto di forza «Ancorare a criteri meritocratici una parte del finanziamento - commenta Preti - è certamente una decisione coraggiosa e qualificante a cui va il nostro apprezzamento convinto, e spero che con l'Anvur, la nuova agenzia, potremo ricevere una valutazione più completa e appropriata». Quella che ha invece penalizzato la Statale si basa sostanzialmente su due gruppi di indicatori: cinque relativi alla didattica (che pesano solo per un terzo sul giudizio finale) e quattro sulla ricerca (che valgono i restanti due terzi). «Il giudizio riferito alla didattica - chiosa il rettore dati alla mano - è ampiamente positivo». Anche se non mancano alcune osservazioni: «Considerare quanti sono gli insegnamenti coperti da docenti di ruolo e quanti no sarebbe stato più opportuno che non prendere in esame il rapporto tra numero di docenti e di corsi». Inoltre, «Brescia è penalizzata da questo indicatore perché nei corsi di laurea delle professioni sanitarie (attivati in diverse città e comuni) prevale la docenza professionale». Sempre la Facoltà di Medicina, paradossalmente, incide negativamente sull'indicatore degli immatricolati che raggiungono i due terzi dei crediti formativi: «Per come è configurato il corso di laurea lo studente migliore raggiunge 34 crediti e non i 40 previsti dal ministero». Un altro indicatore riguarda il numero degli insegnamenti per i quali gli studenti frequentanti hanno espresso un parere sul corso: «La nostra Università - spiega Preti - presenta un valore di poco inferiore a quello del sistema. L'esito è seguente alla decisione assunta dal Nucleo di valutazione, ignorando l'uso che il ministero ne avrebbe fatto, di comunicare solo i giudizi su quegli insegnamenti per i quali vi fosse un numero statisticamente significativo di risposte, e dunque il cui valore fosse attendibile». «Meritiamo posizioni diverse» Quanto alla ricerca, da cui dipende l'esito negativo nella classifica ministeriale, la Statale ottiene buoni risultati nel campo dei progetti di ricerca di interesse nazionale e della capacità di valorizzazione applicativa della ricerca. Purtroppo, gli indicatori determinanti sono relativi alle risorse destinate alla ricerca e alla percentuale di finanziamenti ottenuti dall'Europa: «La qualità della ricerca - ammonisce però il rettore - è solo in piccola parte misurabile con la capacità di attrarre risorse: la nostra Università, se valutata con gli indicatori riconosciuti a livello internazionale, quali le valutazioni anonime di colleghi o gli indici di impatto, risulterebbe per molte aree scientifiche in posizione ben diversa». Marco Tedoldi

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Ecco perchè Brescia non è da bocciare (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 08 Agosto 2009 CRONACA Pagina 10 UNIVERSITA'. La classifica del Ministero dell'Istruzione considera due indicatori: la didattica (che vale un terzo sul giudizio finale) e la ricerca (che pesa per due terzi) «Ecco perchè Brescia non è da bocciare» Augusto Preti difende la qualità dell'ateneo «Respingiamo la valutazione del ministro» «Lo faccio per i miei studenti e per quelli che verranno». Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università. PER SPIEGARE come mai l'ateneo bresciano non sia stato inserito dal ministero fra i «virtuosi», il rettore ha indagato metodi e indicatori utilizzati nella valutazione. Ed è arrivato a una conclusione precisa: «La classifica non descrive la qualità degli atenei - sostiene - ma segnala soltanto gli scostamenti che si avranno rispetto ai finanziamenti dell'anno scorso se l'ammontare sarà distribuito in modo diverso, ovvero solo in base ai parametri della didattica e della ricerca». Che in un caso premiano Brescia e nell'altro no. All'Università degli Studi quest'anno arriveranno da Roma 250 mila euro in meno, una cifra pari allo 0,39 per cento dei 70 milioni di euro erogati dal ministero ogni anno. La questione, dunque, è più d'onore e d'immagine che di sostanza. Per questo Preti ci tiene così tanto: «La classifica non è altro che un rapporto matematico, non c'entra niente con la qualità», ribadisce. D'altra parte, proprio lui ha sempre considerato positivo il criterio della meritocrazia per il calcolo dei finanziamenti destinati a ogni singola facoltà. E anche oggi rinnova il suo totale apprezzamento all'iniziativa del ministro bresciano: «Ho sempre detto che uno dei mali maggiori dell'università italiana è l'aver avuto troppa autonomia senza una corrispondente dose di responsabilità», ricorda. Il problema, ora, è intendersi sui parametri di calcolo e di formazione del giudizio. Quelli del ministero si basano su due gruppi di indicatori: 5 relativi alla didattica (che incidono per un terzo sul giudizio finale) e 4 alla ricerca (che «pesano» il doppio). NELL'AREA della didattica il giudizio sulla statale di Brescia risulta positivo. Il primo indicatore «conta» i docenti di ruolo per corso di studi. Qui l'ateneo bresciano con un coefficiente del 12,159 per cento si colloca al di sotto del valore medio di sistema (14,764), ma sulla bilancia pesano negativamente i numerosi corsi di studio delle professioni sanitarie che si avvalogono in larga misura di medici e professionisti del sistema sanitario nazionale. «I corsi di infermieristica, fisioterapia, radiologia li facciamo perchè ce lo chiede la Regione, scaricando su di noi anche il peso di Cremona e di Mantova» spiega il rettore Preti, specificando che «tali corsi sono tenuti da professionisti nelle sedi periferiche dell'Ateneo». Il numero degli studenti che passano al secondo anno avendo acquisito almeno i due terzi dei crediti (40 in questo caso) è il secondo indicatore del ministero. Anche in questo parametro ciò che sfalsa i risultati è la presenza della facoltà di Medicina all'interno dell'Università degli studi di Brescia. « A Medicina esistono alcuni corsi biennali come, ad esempio, anatomia o biochimica, e lo studente è chiamato a fare l'esame nel secondo anno senza, quindi, riuscire a guadagnare i 40 crediti», riferisce il rettore Preti ricordando che a Medicina il primo anno si possono guadagnare solo 34 crediti. Posizione più che buona, invece, per quanto riguarda l'indicatore che calcola i crediti effettivamente acquisiti sul totale di quelli previsti e quello che calcola gli occupati a tre anni dalla laurea. L'ULTIMO parametro conta gli insegnamenti per i quali gli studenti frequentanti hanno espresso un parere sul corso. Un indicatore che non valuta il giudizio sull'insegnamento espresso dagli studenti, ma il numero degli insegnamenti valutati dagli studenti sul totale di quelli impartiti. «Che ci possiamo fare se gli studenti, una volta ricevuto il questionario, poi, non lo consegnano?» si domanda il rettore. Preti inoltre, precisa: «Abbiamo comunicato al ministero dell'Istruzione soltanto i giudizi su quegli insegnamenti per i quali vi fosse un numero statisticamente significativo di risposte».  

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Mancano gli insegnanti A rischio la campanella (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)

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Sabato 08 Agosto 2009 CRONACA Pagina 15 SCUOLA. Il direttore Usp Maria Rosa Raimondi ha dato rassicurazioni sulle tempistiche. Ma i nodi sono ancora molti «Mancano gli insegnanti A rischio la campanella» Franceschini (Cisl) attacca: «Insufficienti le immissioni in ruolo. Sos supplenze: nomine bloccate fino al 24» La scuola bresciana rischia di trovarsi spiazzata all'appuntamento con la prima campanella del 14 settembre. Non per colpa dell'Ufficio scolastico provinciale di via Sant'Antonio, ma per problemi romani. A lanciare l'allarme è il segretario provinciale Cisl-scuola Enrico Franceschini, che punta il dito sulla «assoluta insufficienza delle immissioni in ruolo previste per la nostra provincia», e sulla «impossibilità di nominare i supplenti annuali delle materne prima del 24 agosto». Tra una cosa e l'altra sarà difficile che per la fine del mese in via Sant'Antonio riescano a dare l'incarico annuale a duemila docenti e tremila Ata. Tanti ne calcola Franceschini, che vede il rischio di sconfinare a settembre. Rischio grave, perché in tal caso «docenti anche con 15 anni di servizio dovrebbero ricevere il Tfr a causa dell'interruzione momentanea del contratto, che va rinnovato entro il 31 agosto». Dei mille posti assegnati dal ministero di Maria Stella Gelmini alla Lombardia, a Brescia ne sono venuti una novantina. Una «goccia nel mare», dice Franceschini, pari a un misero 11 per cento degli 802 posti vacanti in organico di diritto, tale da lasciare scoperti «ben 712 contratti a tempo indeterminato». Nel dettaglio, sono arrivati 28 posti (più 4 di sostegno) alla scuola dell'infanzia, 33 (più 23) alla primaria, 18 (più 16) alle medie, 11 (più 5) alle superiori). Quanto l personale Ata, Brescia disporrà di 53 assistenti amministrativi, 10 assistenti tecnici, un cuoco, un infermiere, 101 collaboratori scolastici e un collaboratore tecnico. A FARE I CONTI con le necessità di fatto, serviranno ancora «oltre mille docenti e circa tremila Ata, per un totale di quasi 5 mila assunzioni annuali». A fronte di ciò, il calendario predisposto dall'Usp bresciano prevede il 13 agosto la pubblicazione dei calendari per l'assegnazione degli incarichi annuali e dal 19 le nomine. Il direttore Usp Maria Rosa Raimondi assicurava giorni fa che per il 31 sarebbe tutto finito. Ma è di ieri la novità - spiega Franceschini - che l'Usp di Varese, che gestisce una coda del concorso del Duemila per tutte le province lombarde - nominerà in ruolo le insegnanti delle materne solo a partire dal 24. E fino a quella data «non potranno essere assegnati incarichi annuali». Il che fa dire che «difficilmente i tempi saranno rispettati». Cinquemila incarichi annuali non sono una bazzecola. Anzi sono la spia di una situazione che si deteriora sempre di più. Il segretario Cisl-scuola ricorda che la Finanziaria 2007 prevedeva oltre 150 mila assunzioni di docenti, ma a tutt'oggi ne sono state fatte 85 mila. Nello stesso tempo sono stati tagliati 42 mila posti in organico ed è stata autorizzata l'immissione in ruolo di 16 mila precari, che «sono un decimo dei posti da coprire con supplenze annuali». La situazione nazionale, che replica pari pari a Brescia. Se non bastasse, resta l'incognita dei supplenti di altre province, che o sono in coda nelle graduatorie ma una sentenza del Tar Lazio li vuole inseriti in ordine di punteggio. Il Ministero è ricorso al Consiglio di Stato, e Gelmini ha dato ordine di procedere ignorando il Tar. Ma l'incognita resta.  

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la padania alza il tiro (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 08-08-2009)

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L'ANALISI La Padania alza il tiro di Gianfranco Pasquino C'è l'Italia di Berlusconi, apprezzata da Vladimir Putin e da Gordon Brown, in piena ripresa economica (anche se alla fine del 2009, il Pil sarà molto inferiore a quello del già poco brillante 2008) e c'è la Padania di Bossi. Ai leghisti, i cui gruppi parlamentari continuano a fregiarsi del nome «Lega Nord per l'Indipendenza della Padania», l'Italia di Berlusconi interessa soltanto nella misura in cui il governo di quell'Italia produce politiche che servono alla Padania. In vista del 150º anniversario dell'unità d'Italia, ma anche per contrastare, politicamente e culturalmente, il Partito del Sud, Bossi e Calderoli hanno alzato il tiro delle loro proposte. Si fanno forti del federalismo fiscale e procedono a vele spiegate. Non era imprevedibile che il federalismo fiscale diventasse un trampolino di lancio. Dimostrerà che le regioni del Sud sono spendaccione, poco efficienti e male governate. Consentirà alle regioni del Nord di avere più soldi e di allontanarsi ancora di più dal resto dell'Italia. Che i presidi non vengano dalle regioni meridionali, che i professori che insegnano in Padania conoscano storia, tradizione e dialetto locale, che ciascuna regione esibisca la sua bandiera e suoni il suo inno, non sono provocazioni. Molte di queste rivendicazioni sono abbastanza condivise nelle regioni settentrionali, non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo obiettivo è di più lungo termine. Si tratta di logorare il tessuto che ha finora tenuto insieme il paese. Qualsiasi tessuto nazionale è fatto di solidarietà che si esprime in trasferimenti di fondi, fra le aree ricche e quelle meno abbienti, ma è fatto anche di simboli, di miti, di riti. Quanto al Partito del Sud, alla Lega non fa né caldo né freddo. I leghisti sono il Partito del Nord, vanamente vagheggiato dal Partito Democratico (oramai ridotto a poco più di un Partito del Centro-Italia), elettoralmente forte, politicamente insediato e influente, destinato a durare. Non basta, anche se è importante, che l'unità nazionale venga difesa da Gianfranco Fini e da Pierferdinando Casini. Forse, se il Partito Democratico fosse meno autoreferenziale, dovrebbe porsi il problema di come rappresentare una nazione in declino.

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intesa stato-regione sulla scuola soldi ue per salvare 1.500 supplenti - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Intesa Stato-Regione sulla scuola soldi Ue per salvare 1.500 supplenti Il piano prevede il finanziamento di attività extradidattiche Emergenza occupazione L´accordo costa 50 milioni di euro Ripescati 600 insegnanti di sostegno SALVO INTRAVAIA La Regione tampona i tagli del governo Berlusconi alla scuola siciliana, raddrizza il tiro sui percorsi triennali a favore degli studenti in obbligo scolastico e annuncia l´imminente varo della legge sul diritto allo studio e interventi sull´edilizia scolastica. Per Giusto Scozzaro, leader della Flc Cgil regionale, che nelle scorse settimane aveva invitato il presidente della Regione «a fare la sua parte» si tratta «di un successo». Ieri mattina, l´assessore regionale alla Pubblica istruzione, Nicola Leanza, affiancato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, era visibilmente soddisfatto dell´incontro avuto il giorno prima con il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. A settembre, degli oltre 4 mila supplenti isolani falciati dalla coppia Gelmini-Tremonti, mille e 500 saranno salvati dal baratro della disoccupazione. Seicento di loro saranno docenti di sostegno. Lo strumento che consente di addolcire la pillola è l´accordo biennale sottoscritto a Roma da Leanza e dal ministro Gelmini. Il costo dell´operazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 milioni di euro, 40 dei quali a carico dei fondi Por Sicilia e la rimanente parte a carico dei Pon statali. Si tratta, insomma, di soldi derivanti dalla pianificazione 2007-2013 delle risorse europee. L´accordo salverà anche 300 unità di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario), delle oltre mille e 700 tagliate in Sicilia. Il piano prevede che la Regione finanzi attività aggiuntive alla didattica e di supporto ai disabili in orari extrascolastici. Verranno finanziate, tra le altre, azioni di «rinforzo volte a favorire il successo scolastico», «migliorare l´insegnamento della matematica, delle scienze, della tecnologia e delle competenze in lettura». Un po´ meno chiara è la modalità di reclutamento dei supplenti. Regione e ministero si impegnano a «ricorrere all´utilizzo del personale specializzato con esperienza pluriennale in materia di disabilità e recupero di soggetti a rischio di marginalità sociale e di ulteriore personale con professionalità nell´ambito della lingua italiana, delle lingue straniere e della matematica/scienza, individuato dalle graduatorie ad esaurimento». I prescelti riceveranno uno stipendio pari a quello dello scorso anno e, soprattutto, il punteggio. «è una iniziativa importante: siamo riusciti a salvare tutto il sostegno - commenta Lenza - più i supplenti annuali». Ma ci sono altri due punti che la cui importanza è stata sottolineata da Lombardo. «Per la prima volta - dice il presidente - in Sicilia i percorsi triennali di formazione professionale in favore dei soggetti in obbligo scolastico, coinvolgendo oltre 10 mila soggetti, saranno avviati a settembre e la legge sul diritto allo studio è in dirittura d´arrivo». Quest´ultimo provvedimento, per una serie di interventi che vanno dal buono-scuola ad interventi in materia di edilizia scolastica, prevede un impegno di 150 milioni di euro.

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smettiamola con le zuffe e ascoltate gli scrittori - tiziano scarpa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 38 - Cultura Dopo il botta e risposta con Scurati, l´intervento del vincitore dello Strega 2009 SMETTIAMOLA CON LE ZUFFE E ASCOLTATE GLI SCRITTORI TIZIANO SCARPA Come si chiama quel posto dove un cittadino senza potere può dire la sua su ciò che ritiene importante, dando alla comunità un contributo di bellezza, e a volte perfino di verità e giustizia? Risposta: si chiama letteratura. Ed è una cosa molto seria. è un´istituzione inestimabile. Dà voce a chi non la può esprimere altrove. Di qualunque classe sociale ed età (guardate gli autori attivi oggi in Italia: Andrea Camilleri ha ottantaquattro anni, Chiara Strazzulla diciannove). Oggi però si preferisce far finta che la letteratura sia una faccenduola mondana che riguarda il successo e le classifiche dei libri più venduti. Mettendo in scena giornalisticamente le baruffe tra chi ha vinto il Premione e chi no: ammanicato di qua, buffone di là... Galli che si azzuffano. I soliti letterati! Ma la letteratura è una conquista politica troppo importante per ridurla a una bega fra narcisi invidiosi. Ci sono voluti secoli per arrivarci. Noi veneriamo i tragici greci. Ebbene, un tempo Eschilo, Sofocle, Euripide dovevano presentarsi da un funzionario politico, l´arconte, a esporre la storia che volevano raccontare, e costui decideva se finanziarla o no. Oggi una ragazza di 19 anni o un signore di 84 scrivono quello che vogliono, trovano un editore, pubblicano. Ma proprio per questo la letteratura è delicata. Basta poco a sparigliare i suoi equilibri. Il mio caso personale forse è significativo. Vinco un premio letterario prestigioso, e da autore considerato di nicchia divento autore di un libro potenzialmente popolare. Se fosse successo ad altri libri, la loro sorte sarebbe stata esattamente la stessa. Dunque non è sempre vero che da una parte ci sono i libri per tutti e dall´altra quelli per pochi. Molto dipende dalla macchina propagandistica. Pubblicità, passaggi televisivi, premi. Ma che vuole questo Scarpa? Perché non se ne è rimasto tranquillo a godersi la vittoria del Premio Strega? Non è perché vendo qualche copia in più che adesso mi ritiro in beata ebetitudine, in un surrogato di Eden merceologico. Cerco di imparare da Dante: il suo Paradiso non è mica un ricettacolo di fattoni estatici in panciolle, è pieno di santi e beati piuttosto incazzosi per come va il mondo. Allora vi dico, cari amici dei grandi giornali, delle riviste, della radio, della televisione, dei media: che ne volete fare della letteratura? Ma davvero. Pensate che i singoli cittadini possano dare un contributo di bellezza, e perfino, a volte, di verità e giustizia anche dentro i vostri circuiti? O per arrivare a scrivere di argomenti importanti sulle vostre prime pagine è necessario aver venduto dieci fantastilioni di copie? Qualche esempio. Come è possibile che un grande giornale italiano si privi dei reportage di Mauro Covacich da tutto il mondo? E quanti saggi deve scrivere ancora sulle donne Silvia Ballestra per avere una rubrica fissa in un quotidiano ad alta diffusione? Giuseppe Caliceti è scrittore e maestro elementare: ha seguito la riforma Gelmini e l´Onda, ma i suoi articoli sono apparsi in Rete e su piccoli giornali militanti. Non abbiamo molti drammaturghi: uno dei più geniali, Vitaliano Trevisan, fa una lettura scenica di un suo nuovo testo teatrale su un politico in esilio ad Hammamet: credete che sia venuto ad ascoltarlo qualche critico, oltre a quelli dei giornali locali? E non è una questione generazionale, naturalmente: leggo Lettere a nessuno di Antonio Moresco, e ci ritrovo interventi usciti quasi soltanto in piccole riviste o in Rete. Nessuna grande testata che l´abbia intercettato e trattenuto, in quindici anni! In particolare, su questo giornale è stata avviata la bella iniziativa intitolata "Futuri maestri", in cui scommettete su pensatori e studiosi che avranno molto da insegnarci nei prossimi anni. Il futuro, certo. Ma nel frattempo? Dove sono i maestri del presente? Io ritengo che ce ne siano molti, ma sottovalutati, sottoutilizzati. Per l´arte contemporanea, penso al critico e filosofo Marco Senaldi. E se non ci fosse ogni tanto Gianluca Nicoletti che lo invita alla radio, l´antropologo e massmediologo Piero Vereni avrebbe solo i suoi libri e il suo blog. Davvero pensate che non sia un peccato non avvalersi della penna di Emanuele Trevi, Michele Mari, Carola Susani, Valerio Evangelisti, Simona Vinci, Roberto Ferrucci, Elena Stancanelli, Dario Voltolini, Giuseppe Culicchia, Aldo Nove? Ritenete che le pagine culturali dei giornali italiani più diffusi rispecchino davvero il fermento di idee e discussioni che si svolgono in Rete, nelle riviste, nei piccoli convegni autofinanziati? Uno dei punti dolorosi dell´Italia di oggi è la cosiddetta "fuga dei cervelli". Ma gli scrittori e le scrittrici non sono come gli scienziati che se ne possono andare in Usa a fare ricerca. Noi non possiamo fuggire dalla nostra lingua madre. è un grande spreco, quello che sta avvenendo nella cultura italiana. C´è un patrimonio di intelligenze, sguardi, fantasie che resta in disparte, disinnescato.

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La classe cambia il nome e parte con dieci iscritti (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 08 Agosto 2009 PROVINCIA Pagina 29 OPPEANO. La prima elementare di Ca' degli Oppi è sottodimensionata, ma è stata attivata chiamandola «gruppo» La classe cambia il nome e parte con dieci iscritti Il difficile incastro di orari e di maestri ha fatto il resto trovando una soluzione che forse chiederanno tutti La prima elementare di Ca' degli Oppi con soli 10 bambini potrebbe diventare la soluzione pilota per le tante altre classi della provincia, dalla materna in avanti, che non hanno i numeri sufficienti per partire. Secondo il decreto Gelmini, infatti, per fare una classe ci vogliono almeno 15 bambini. Ca' degli Oppi pare perciò uno strappo alla regola sulla quale molti altri istituti potrebbero rifarsi. Ma come ci si è riusciti? La soluzione messa a punto dal provveditore di Verona, Giovanni Pontara, e dal Comune è stata una specie di uovo di Colombo: prima di tutto non chiamarla classe, ma «classe-gruppo» e poi riorganizzare completamente gli orari dei docenti. Senza questo espediente, i 10 alunni correvano il rischio di essere accorpati ad una prima dell'elementare di Vallese o di Oppeano. Cosa che aveva messo in allarme i genitori dei remigini ed anche l'amministrazione comunale, che avrebbe avuto dei costi aggiuntivi per portarli negli altri plessi. Il problema è stato seguito ed affrontato fin da subito dall'amministrazione anche se già dall'anno scolastico 2010 - 2011 si sarebbe risolto perché ci saranno 16 iscritti alla prima di Ca' degli Oppi e 20 l'anno successivo. «Ho parlato di questa criticità con il ministro Maria Stella Gelmini», spiega il sindaco e deputato Alessandro Montagnoli, «e mi ha consigliato di chiedere a Carmela Palumbo, direttore generale dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, se fosse possibile una deroga. Cosa che non pareva possibile fino a quando non ci siamo rivolti al dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara. Con noi è stato anche Bovolone che aveva un problema opposto, una classe delle materne con troppi iscritti. Con il provveditore siamo riusciti a riorganizzare gli orari dei 36 docenti disponibili alla primaria di Oppeano». Ora il nuovo «piano» deve essere esaminato anche dal dirigente scolastico Bruno Bortolaso e messo nero su bianco. Ma Montagnoli è ottimista sulla prima di Ca' degli Oppi. Meno di buon umore per aver appreso che «qualcuno in Regione si dà meriti che non ha», dice. «Non c'è stato alcun intervento da Venezia sulla questione e quindi non si capisce perché arrivi da lì il benestare alla prima della frazione». Montagnoli si riferisce ai ringraziamenti che l'assessore regionale Giancarlo Conta ha rivolto alla collega Elena Donazzan e al consigliere provinciale Mattia Galbero per aver fatto quadrare il cerchio. Pronto alla replica il neo consigliere provinciale del Pdl, Mattia Galbero di Ca' degli Oppi che fa sapere di un suo «interessamento per risolvere la vicenda della prima elementare a livello regionale, attraverso l'assessore regionale Donazzan». Z.M.  

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Silvio teme che la Rai gli sfugga di mano (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

E poi, soddisfatti, se ne sono andati tutti a pranzo. Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello. Una lunga chiacchierata, fino alle quattro del pomeriggio, per dirsi quanto la conferenza stampa fosse andata bene, quanto siano mascalzoni i magistrati - monologo di Berlusconi ampiamente interrotto da Cicchitto, che ha i suoi guai in Abruzzo - e soprattutto per ragionare sulla ripartenza: arriva l’eterno autunno caldo e poi arriverà la campagna elettorale per le amministrative del prossimo anno, che il premier vorrebbe affrontare guadagnandosi il sostegno dell’Udc di Pierferdinando Casini. Se l’ottimismo è sparso e diffuso, molti si sono chiesti ieri per quale ragione il presidente del Consiglio abbia organizzato e affrontato un incontro con i giornalisti - annunciato da qualche settimana e regolarmente rinviato - con i toni bellicosi che da tempo non spendeva. Correva il rischio, e poi le cose sono effettivamente andate così, di chiudere prima delle vacanze infiammando l’opposizione e i giornalisti, e imbarazzando qualcuno degli alleati più disposti al famoso dialogo e alla pace repubblicana. Qualcuno ha osservato che, in fondo, le cose non gli andavano più tanto male: il grosso dello sputtanamento pare superato, e il successo del G8 (visti gli indici di gradimento che Berlusconi ha ricominciato a somministrare) ha spostato le attenzioni non del tutto ma non momentaneamente. Che bisogno aveva il premier di rimettere sul tavolo - e trasferirle così ai tg e alle prime pagine dei giornali - le peccaminose questioni che lui continua a considerare private, e soprattutto costruite dai complottisti? Chi gli è vicino, spiega che Berlusconi è convinto di averla scampata: appunto, il peggio è passato; alcuni quotidiani hanno mollato la presa e si limitano ad aggiornare i lettori. Altri, più agguerriti, tengono botta con l’aiuto della stampa internazionale. Però, proprio negli ultimi giorni, sono successi due fatti che hanno scosso di nuovo l’umore del capo. Si tratta dell’intervista concessa a Vanity Fair da Barbara, la maggiore dei figli avuti da Veronica, nella quale la ragazza ha velatamente messo in dubbio l’equità del padre in vista della spartizione dell’eredità e ha ricordato che l’uomo pubblico non è titolare del proprio privato. E poi ci sono stati gli articoli del Nouvel Observateur che sostenevano il dubbio che Berlusconi fosse ricattabile dalla mafia russa e che rilanciavano spavaldamente antiche dicerie sui reali rapporti fra il premier e i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Dubbi sostenuti, dicono, dall’esistenza di registrazioni. Il presidente del Consiglio aveva le mani che gli prudevano, e non ha resistito alla tentazione di porre rimedio raccontando la sua versione dei fatti. E, soprattutto, non ha resistito all’idea di andarsene in villeggiatura col privilegio di disporre dell’ultima parola. E’ nell’indole del personaggio, senza dubbio, come lo è spedire in giro qualche messaggio. La ramanzina rivolta alla giornalista del Tg3 (lo raccontano sempre i sodali) non conteneva certo la speranza di cambiare la linea editoriale di una redazione che ha lo scopo dichiarato di fare opposizione, e di farla nei modi che ritiene adeguati. Il vero problema di Berlusconi è che lui si sente poco garantito dalla dirigenza della Rai, sebbene negli ultimi mesi ci si sia applicato parecchio, piazzando qualche fedele con il compito di ammorbidire una politica dell’informazione che lui continua a ritenere troppo ostile. Sembra che le cose non stiano andando come sperava, ed è molto preoccupato da quello che possano mettere in piedi, in autunno, Michele Santoro e gli altri. L’avvertimento è partito e la guerra, a settembre, ripartirà tosta. Sempre che si fermi almeno ad agosto.

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Le mille Italie e l'identità nazionale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 08/08/2009 - pag: 33 Dibattito Il Paese surreale e ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde, bianco e rosso», ci sono i venti simboli regionali, dalla rosa camuna lombarda ai quattro mori bendati della Sardegna. Nelle occasioni ufficiali, al momento dell'inno, Trieste opta per la marcia di Radetzky, Milano per la Bella Gigogin e Napoli rispolvera le note borboniche di Paisiello. Nelle scuole, accanto all'italiano, si insegnano elementi di dialetto (nobilitato, va da sé, con l'espressione «lingua locale»). Nel frattempo la Costituzione si è adeguata, a partire da quell'articolo 12 che oggi, in omaggio al tempo che fu, continua a prescrivere l'uso esclusivo del bianco, del rosso e del verde. E così, tra fantasticherie e pretese, eccoci al Paese surreale-ironico tratteggiato ieri da Claudio Magris sul «Corriere». In una lettera aperta al ministro Gelmini vi si mettono sullo stesso piano le arie di Verdi e la «Mula de Parenzo», in realtà allo scopo di suscitare uno scatto d'orgoglio politico e civile. E infatti le reazioni non mancano, cominciando dagli intellettuali che più profondamente affondano le radici nelle culture locali. Non tutte comunque di segno uguale. Lo scrittore Massimo Valerio Manfredi, ad esempio, concilia il suo amore per i dialetti ancestrali (come il modenese venato di bolognese che proviene dal suo paese d'origine, Piumazzo) con una solida affermazione di italianità. «Sono convinto che inno e simbolo unitario non cancellino le identità locali. E questo è vero anche per l'impero romano, che ha sempre rispettato le diversità dei popoli e dei luoghi conquistati. Roma nasce multietnica: etrusca, sabina e latina». Curiosamente, Manfredi estende il suo amore per i dialetti al difficile bergamasco: «Lo sto studiando a causa dei miei lunghi soggiorni nel paese di Ardesio, dove ho terminato tanti dei miei romanzi». E vi include persino il ligure di Sestri Levante, dove soggiorna di tanto in tanto. Una cosa, però, è allargare le proprie conoscenze storiche e linguistiche, un'altra dare ufficialità a «dimensioni culturali piccole o microscopiche». «Spilamberto osserva con puntiglio linguistico ha un dialetto diverso da San Cesario sul Panaro. Ma se prendiamo la via dell'infinitamente piccolo, non ne usciamo vivi. Abbiano una lunga storia di sangue legata ai particolarismi, non è saggio imboccarla di nuovo». E però, osserva lo storico piemontese Aldo Mola, quando si parla di programmi scolastici «l'importante è insegnare». E per farlo «occorre mettersi dalla parte degli allievi, bimbi o ventenni che siano, e conoscerne il mondo. Perché mai se ne potrebbero ignorare la storia, i costumi, la mentalità, la lingua (o dialetto che dir si voglia)?». Oltretutto, ricorda Mola, «Vittorio Emanuele III, che si sentiva ed era re dei 'popoli d'Italia', con Giolitti e Badoglio parlava in piemontese, con Diaz discorreva in napoletano, con Salandra in pugliese, con Luzzatti in veneto e padroneggiava il romanesco come un 'romano de noantri'». Tuttavia un intellettuale come Raffaele La Capria non ci sta a mettere tutte le tradizioni regionali sullo stesso piano. «Un'identità forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è debole, invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini del localismo». Un esempio di identità forte? «Quella napoletana, che arriva fino ai Croce e ai Vico». Deboli invece quelle padane? «Non solo. Oltre a molte settentrionali, se ne trovano in quantità anche scendendo lo stivale fino alla Calabria». Fra quelle forti, secondo Pietrangelo Buttafuoco, c'è naturalmente quella siciliana, benché «il suo più bell'esempio sia stato quello di Giovanni Verga, che non cedette mai né al dialetto né al pittoresco». Forse, ipotizza Edoardo Sanguineti, è meglio farla finita con tutti questi «riti funerari fuori tempo». Certo, per lui, genovese di nascita, il dialetto è sempre stato estraneo ed esotico, appena orecchiato durante le vacanze sulla spiaggia di Bordighera. E tuttavia la questione di recuperare le radici locali, afferma, «mi spaventa. Per me sono reliquie passate, del tutto estranee al mondo moderno. Erano parlate un tempo, ma oggi... Con grande fatica questa nazione è riuscita, più o meno bene, a imporsi a tutti. C'è voluto il trasferimento degli insegnanti, il cameratismo nell'esercito, e quel capolavoro che fu la trasmissione Rai Non è mai troppo tardi , condotta da Alberto Manzi. Voler tornare indietro, oggi, è assolutamente rovinoso». Forse sarebbe il caso, osserva il filosofo piemontese Gianni Vattimo, di correre in avanti anziché voltarsi all'indietro. Nel senso, spiega, che «moltiplicare le identità locali, rendendole ufficiali, è insopportabile. Io, certo, parlo piemontese, ma se qualcuno mi obbliga a farlo mi insospettisco subito, sento puzza di ideologia. La verità è che le identità locali sono state superate da quella italiana, che a sua volta ormai è superata dall'Europa». Nel senso che non si sente più italiano, ma europeo? «Certo, salvo quando mangio gli spaghetti o guardo le partite della nazionale». E quando si ascolta, invece, l'irresistibile grammelot padanizzante di Dario Fo? «Si fa, o si tenta di fare risponde l'interessato un'operazione di arricchimento culturale. Non per sembrare strambi, ma per aumentare l'impatto espressivo. E che dire continua Fo delle radici latine del milanese? Tutte cose bellissime, che però devono essere studiate in proprio, senza creare accademie. Altrimenti si scade nell'utopia dell'insegnamento obbligatorio. Distinguendo tra classi per foresti e per locali: insomma, un'ira di Dio». © RIPRODUZIONE RISERVATA Claudio Magris. A destra, un disegno di Beppe Giacobbe Le voci Dall'alto: il poeta Edoardo Sanguineti, ligure; Gianni Vattimo, piemontese; il premio Nobel Dario Fo, lombardo; Valerio Massimo Manfredi, emiliano

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IL FANTASMA MERITOCRATICO (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno sezione: 1PAGINA data: 08/08/2009 - pag: 1 GLI ESAMI DI MATURITA' NEL SUD IL FANTASMA MERITOCRATICO di UGO PISCOPO E sami di maturità: qualcosa si muove, ma è nella direzione giusta? Cioè, secondo l'interesse generale dell'intera società, o è invece solo a vantaggio degli slogan? L'annunzio del nuovo cominciò già col ministro Fioroni. E fu una corbelleria singolare, messa in circolazione come conquista sociale. Si trattò dell'occultamento al pubblico, sui tabelloni esposti, dei risultati finali, in nome, si disse, del rispetto della privacy . In verità, in nome della privacy , per coerenza, bisognerebbe occultare l'intero processo formativo che si costituisce sul dialogo non solo fra alunno e docente, ma anche fra alunno e alunno in un confronto aperto e solare. Quest'anno, per effetto dei disposti del nuovo ministro, Mariastella Gelmini, che l'anno prossimo saranno ulteriormente modificati, l'esito degli esami di maturità si è concluso con un aumento del trenta per cento dei bocciati. Oltre che con lo schiacciamento in basso dei voti, soprattutto negli istituti professionali. Alla ministra Gelmini balza il cuore in gola dalla gioia. Dice che finalmente il Sessantotto è stato mandato in soffitta e che si è entrati in una nuova era, quella della meritocrazia. Anzi promette premi, non solo per quest'anno, ai ragazzi più bravi, cioè ai maturati con cento e lode. Contro tale ipotesi al Centro-Nord si obietta che, per questa via, si fanno semplicemente regali al Sud (il focus del Corriere della Sera del 5 agosto, ma anche gli articoli dei giorni successivi), perché al Sud, dove, secondo i rapporti internazionali, il grado di preparazione medio degli alunni equivale a quello dei paesi sudamericani, agli esami di maturità risultano molte più eccellenze che al Nord, dove invece i livelli medi degli allievi sono di gran lunga superiori a quelli del Sud. In Puglia, ad esempio, i cento e lode sono il doppio di quelli della Lombardia. Chi scrive ha sentito il parere di ispettori, di presidenti e commissari di esami, che vogliono conservare l'anonimato, i quali affermano, con vario stile e linguaggio, che a Napoli e nel Sud «ormai siamo alla frutta ed è tutta una pagliacciata». Io penso che questi cirenei dicano la verità. Per molte e interattive ragioni. Perché, innanzitutto, mancano una cultura e un'esperienza della meritocrazia negli stessi operatori scolastici, reclutati per oltre due terzi per sanatorie e concorsi irrituali. E perché la realtà scolastica del Sud è vischiosamente opaca. La situazione attuale complessiva è di grande sofferenza. Bisogna prendere atto, come dice Roger Abravanel ( Corriere della Sera del 5 agosto) che «il nostro sistema educativo è spaventosamente indietro» e adottare le misure opportune. Esso ha bisogno di un ridisegno di metodi, di fini, di strumenti ad altezza di un mondo che cambia, come appunto il nostro. Oltre che di grande e seria attenzione da parte della società. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Le mille Italie e l'identità nazionale (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno sezione: Terza Pagina data: 08/08/2009 - pag: 33 Dibattito Il Paese surreale e ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde, bianco e rosso», ci sono i venti simboli regionali, dalla rosa camuna lombarda ai quattro mori bendati della Sardegna. Nelle occasioni ufficiali, al momento dell'inno, Trieste opta per la marcia di Radetzky, Milano per la Bella Gigogin e Napoli rispolvera le note borboniche di Paisiello. Nelle scuole, accanto all'italiano, si insegnano elementi di dialetto (nobilitato, va da sé, con l'espressione «lingua locale»). Nel frattempo la Costituzione si è adeguata, a partire da quell'articolo 12 che oggi, in omaggio al tempo che fu, continua a prescrivere l'uso esclusivo del bianco, del rosso e del verde. E così, tra fantasticherie e pretese, eccoci al Paese surreale-ironico tratteggiato ieri da Claudio Magris sul «Corriere». In una lettera aperta al ministro Gelmini vi si mettono sullo stesso piano le arie di Verdi e la «Mula de Parenzo», in realtà allo scopo di suscitare uno scatto d'orgoglio politico e civile. E infatti le reazioni non mancano, cominciando dagli intellettuali che più profondamente affondano le radici nelle culture locali. Non tutte comunque di segno uguale. Lo scrittore Massimo Valerio Manfredi, ad esempio, concilia il suo amore per i dialetti ancestrali (come il modenese venato di bolognese che proviene dal suo paese d'origine, Piumazzo) con una solida affermazione di italianità. «Sono convinto che inno e simbolo unitario non cancellino le identità locali. E questo è vero anche per l'impero romano, che ha sempre rispettato le diversità dei popoli e dei luoghi conquistati. Roma nasce multietnica: etrusca, sabina e latina». Curiosamente, Manfredi estende il suo amore per i dialetti al difficile bergamasco: «Lo sto studiando a causa dei miei lunghi soggiorni nel paese di Ardesio, dove ho terminato tanti dei miei romanzi». E vi include persino il ligure di Sestri Levante, dove soggiorna di tanto in tanto. Una cosa, però, è allargare le proprie conoscenze storiche e linguistiche, un'altra dare ufficialità a «dimensioni culturali piccole o microscopiche». «Spilamberto osserva con puntiglio linguistico ha un dialetto diverso da San Cesario sul Panaro. Ma se prendiamo la via dell'infinitamente piccolo, non ne usciamo vivi. Abbiano una lunga storia di sangue legata ai particolarismi, non è saggio imboccarla di nuovo». E però, osserva lo storico piemontese Aldo Mola, quando si parla di programmi scolastici «l'importante è insegnare». E per farlo «occorre mettersi dalla parte degli allievi, bimbi o ventenni che siano, e conoscerne il mondo. Perché mai se ne potrebbero ignorare la storia, i costumi, la mentalità, la lingua (o dialetto che dir si voglia)?». Oltretutto, ricorda Mola, «Vittorio Emanuele III, che si sentiva ed era re dei 'popoli d'Italia', con Giolitti e Badoglio parlava in piemontese, con Diaz discorreva in napoletano, con Salandra in pugliese, con Luzzatti in veneto e padroneggiava il romanesco come un 'romano de noantri'». Tuttavia un intellettuale come Raffaele La Capria non ci sta a mettere tutte le tradizioni regionali sullo stesso piano. «Un'identità forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è debole, invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini del localismo». Un esempio di identità forte? «Quella napoletana, che arriva fino ai Croce e ai Vico». Deboli invece quelle padane? «Non solo. Oltre a molte settentrionali, se ne trovano in quantità anche scendendo lo stivale fino alla Calabria». Fra quelle forti, secondo Pietrangelo Buttafuoco, c'è naturalmente quella siciliana, benché «il suo più bell'esempio sia stato quello di Giovanni Verga, che non cedette mai né al dialetto né al pittoresco». Forse, ipotizza Edoardo Sanguineti, è meglio farla finita con tutti questi «riti funerari fuori tempo». Certo, per lui, genovese di nascita, il dialetto è sempre stato estraneo ed esotico, appena orecchiato durante le vacanze sulla spiaggia di Bordighera. E tuttavia la questione di recuperare le radici locali, afferma, «mi spaventa. Per me sono reliquie passate, del tutto estranee al mondo moderno. Erano parlate un tempo, ma oggi... Con grande fatica questa nazione è riuscita, più o meno bene, a imporsi a tutti. C'è voluto il trasferimento degli insegnanti, il cameratismo nell'esercito, e quel capolavoro che fu la trasmissione Rai Non è mai troppo tardi , condotta da Alberto Manzi. Voler tornare indietro, oggi, è assolutamente rovinoso». Forse sarebbe il caso, osserva il filosofo piemontese Gianni Vattimo, di correre in avanti anziché voltarsi all'indietro. Nel senso, spiega, che «moltiplicare le identità locali, rendendole ufficiali, è insopportabile. Io, certo, parlo piemontese, ma se qualcuno mi obbliga a farlo mi insospettisco subito, sento puzza di ideologia. La verità è che le identità locali sono state superate da quella italiana, che a sua volta ormai è superata dall'Europa». Nel senso che non si sente più italiano, ma europeo? «Certo, salvo quando mangio gli spaghetti o guardo le partite della nazionale». E quando si ascolta, invece, l'irresistibile grammelot padanizzante di Dario Fo? «Si fa, o si tenta di fare risponde l'interessato un'operazione di arricchimento culturale. Non per sembrare strambi, ma per aumentare l'impatto espressivo. E che dire continua Fo delle radici latine del milanese? Tutte cose bellissime, che però devono essere studiate in proprio, senza creare accademie. Altrimenti si scade nell'utopia dell'insegnamento obbligatorio. Distinguendo tra classi per foresti e per locali: insomma, un'ira di Dio». © RIPRODUZIONE RISERVATA Claudio Magris. A destra, un disegno di Beppe Giacobbe Le voci Dall'alto: il poeta Edoardo Sanguineti, ligure; Gianni Vattimo, piemontese; il premio Nobel Dario Fo, lombardo; Valerio Massimo Manfredi, emiliano

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scuola, fondi dirottati sull'edilizia (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Altre Scuola, fondi dirottati sull'edilizia I sindacati infuriati: con i tagli al personale persi 1.636 posti di lavoro In Abruzzo le immissioni in ruolo saranno soltanto 355 in Abruzzo Molti precari rischiano di non avere l'incarico L'AQUILA. Per la scuola d'Abruzzo i sindacati avevano chiesto il blocco degli organici, come avvenuto in Umbria e Marche dopo il terremoto del 1997. Una richiesta condivisa dal direttore scolastico regionale Carlo Petracca e contenuta anche in un documento approvato dal consiglio regionale. Il ministero dell'Istruzione è andato avanti con i tagli - 1.636 posti in meno tra docenti e personale Ata - ma ha stanziato circa 20 milioni di euro, per sostenere la ripresa dell'attività didattica, soprattutto nelle zone colpite dal sisma. «Fondi ora scippati», gridano a poco più di un mese dalla riapertura delle scuole i rappresentanti del Comitato sindacale permanente, che riunisce Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal e Fed.Gilda-Unams. I 20 milioni di euro per il personale sono stati infatti dirottati a suon di ordinanze verso l'edilizia scolastica: serviranno per realizzare i Musp, i moduli ad uso scolastico provvisorio, che sostituiranno, nel territorio aquilano e in altri comuni individuati da Bertolaso, gli istituti risultati inagibili. I SINDACATI. Tutte le sigle sono insorte: hanno già scritto al ministro Gelmini, sollecitando un intervento del premier Berlusconi e del ministro Tremonti. Si è mosso anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, con pressioni sul governo per reperire altre risorse. Ma intanto il tempo passa: il 21 settembre suonerà la campanella per tutti gli studenti della regione e l'ufficio scolastico regionale deve fare i conti con una pesante carenza di personale. L'effetto immediato dei tagli imposti dalla riforma Gelmini e dello «scippo» dei finanziamenti che avrebbero dovuto tamponare la situazione, è che circa 500 precari, tra docenti e personale Ata, rischiano, per il prossimo anno scolastico, di non lavorare. «Ma non solo», dice Paola Bonifaci, segretario regionale Flc-Cgil. «Se la situazione non cambia, oltre alla perdita di 500 posti di lavoro, non si riuscirà a garantire servizi essenziali, come l'ampliamento dell'offerta formativa nelle zone terremotate, oppure la pulizia delle scuole. Il governo deve capire che la dignità della ricostruzione passa in primis attraverso il lavoro. E che l'istituzione scolastica, per ripartire, ha bisogno di edifici, ma anche di personale adeguato». I numeri illustrati ieri dai sindacati disegnano bene la situazione: a fronte di 1.636 tagli all'organico per il 2009-2010, in Abruzzo ci sono stati 1.945 pensionamenti e 202 esuberi. Le immissioni in ruolo saranno solo 355. «I 36 milioni di euro riferiti al triennio 2009-2011, stanziati dalla Gelmini per la scuola abruzzese dopo il sisma», concludono i sindacati, «erano comunque insufficienti per risolvere il problema degli organici. Ora ci hanno tolto anche la prima trance di 20 milioni. Difficilmente, se le cose non cambiano, ci saranno a settembre le condizioni per far funzionare le scuole». DIRETTORE PETRACCA. Sulla stessa linea d'onda l'ufficio scolastico regionale. «Questi tagli che investiranno moltissimi precari», spiega il direttore Carlo Petracca, «rappresentano un grave danno al sistema scolastico abruzzese, che il prossimo anno potrebbe avere delle disfunzioni. Nonostante il terremoto, la regione è stata trattata come tutte le altre». Petracca, nei giorni immediatamente successivi al sisma, aveva richiesto al ministero di congelare l'organico della scuola abruzzese, evitando quindi il taglio di mille docenti e 400 ata (ex bidelli e segretari). La richiesta è stata tuttavia bocciata dal ministero dell'Economia perché sarebbe costata 45milioni di euro. In «cambio» è stato destinato alla scuola abruzzese un fondo straordinario che prevede l'erogazione di 19,4 milioni di euro per il 2009, 14 per il 2010 e due per il 2011. «Speravamo di poter utilizzare queste risorse per salvare almeno una parte dei posti di lavoro», continua Petracca, «ma un'ordinanza ministeriale ha dirottato i fondi esclusivamente sulle strutture scolastiche, impedendo di fatto che questi possano essere utilizzati a favore di personale docente e non». Una decisione che non è piaciuta all'ufficio scolastico che ha riaperto la trattativa con il ministero dell'Istruzione. «La Gelmini ci ha assicurato che cercherà di recuperare i fondi per i docenti, in modo da innalzare la qualità della scuola abruzzese», spiega Petracca, «spero sinceramente che ci riesca, altrimenti per la regione si tratterà di un'occasione perduta». Il direttore ha anche scritto formalmente al ministro dicendo che la destinazione dei fondi al personale docente è «una condizione essenziale per far ripartire il sistema scolastico abruzzese» e ha allegato un piano di utilizzo delle risorse. LE ASSUNZIONI. Intanto, nei giorni scorsi, il ministero ha diffuso i dati ufficiali sulle immissioni in ruolo. In Abruzzo saranno in totale 355, di cui 183 tra il personale Ata, 105 nel sostegno e 66 per i docenti. Queste ultime saranno così suddivise: 49 nella scuola dell'infanzia (sei all'Aquila, 20 a Chieti, 13 a Pescara e 10 a Teramo); una sola per la primaria (a Chieti); 12 alle medie (tre a Chieti, tre all'Aquila, quattro a Pescara e due a Teramo); 5 alle superiori (due a Chieti, una a Pescara, due a Teramo e nessuna all'Aquila) e 105 sul sostegno (34 a Chieti, 18 all'Aquila, 27 a Pescara e 26 a Teramo). Romana Scopano Michela Corridore

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Arriva la cassa integrazione per gli insegnanti precari (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 09 8 Arriva la cassa integrazione per gli insegnanti precari Pubblicato da Franca Corradini alle 08:23 in Scuola&Società Quando un'impresa è in difficoltà interviene la finanza pubblica ( previdenziale in questo caso ) con la Cassa Integrazione. Bene , dando per scontato che la Scuola Pubblica Italiana è in difficoltà ( dato ormai assodato e condiviso da tutti tranne da chi dovrebbe averne a cura le sorti ... ) dando per scontato che l'esercito dei precari da settembre sarà in notevoli difficoltà per la mancanza di posti di lavoro a seguito dei tagli agli organici voluti da Gelmini e suggeritori vari...... ecco che arriva il provvedimento panacea per guarire tutti i mali...o l'elemosina ( così l'hanno definita le organizzazioni dei precari ) cioè la possibilità , da parte dei precari che non ritroveranno il posto di lavoro , di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio. La solita soluzione all'italiana : un rammendo ad una coperta sempre più logora. Sempre a spese del contribuente italiano, ovviamente. Il contribuente previdenziale, quello che ha finanziato, ai tempi degli sprechi, baby pensionamenti di personale della scuola e di altri enti con soli 20 anni di servizio o 15 in caso di donne coniugate con prole. Il contribuente previdenziale che verrà mandato in pensione sempre più avanti nell'età proprio per coprire i "buchi" degli Enti Previdenziali. Una bella trovata non c'è che dire. E lei ( la Barbie ) ride contenta..... Ecco, qui sotto, l'articolo della stampa.it Il ministero dell’Istruzione ha firmato una convenzione con l’Inps che permetterà l’anno prossimo a circa 16.000 docenti precari e ad altre migliaia di lavoratori non di ruolo della scuola (amministrativi, tecnici ed ausiliari) , che dal 1 settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio. Ad annunciarlo ai sindacati nazionali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda), convocati a viale Trastevere per fare il punto della situazione sull’emergenza precari, è stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso responsabile del dicastero di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un testo scritto che definisce le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega ad Apcom Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil -, anche se il ministro ci ha promesso che dopo l’esclusione dal decreto salva-crisi verrà inserito nel decreto Ronchi di settembre». continua su la STAMPA.IT

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Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>(sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

08/08/2009 - Parma Stampa Invia ad un amico Pd: «129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro» di Caterina Zanirato Sono 129 i docenti parmigiani che, secondo le stime del Partito Democratico, quest’anno perderanno il lavoro. Con loro, 73 addetti Ata. Il tutto mentre le richieste per frequentare le scuole sono in costante crescita e servirebbero 81 insegnanti in più. Questo è lo scenario che si presenta a un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico per gli esponenti del partito parmigiano, in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede l’espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha tolto alla scuola più di 8 miliardi di euro - ha spiegato -. Il Pd ha fatto un’opposizione dura, ma il primo risveglio c'è stato quando l’opposizione si è iniziata a fare dentro alle scuole, con insegnanti e studenti. Per il momento abbiamo vinto solo su un punto: la competenza sulle decisioni di chiusura delle scuole spetta alle regioni, in base alle esigenze del territorio. Il problema sorge, però, dal fatto che non c'è il personale per tenere aperte le scuole. E così gli insegnanti li devono pagare i comuni. Senza contare che molte scuole avanzano crediti dal Ministero, quelle parmigiane arrivano anche a 200mila euro. Con che cosa possono pagare le supplenze?». Un grande flop anche l’idea di introdurre il maestro unico: «Meno dell’1% delle famiglie l’ha chiesto - ha continuato Soliani -. L'innovazione non si è quindi potuta apportare, ottenendo uno spezzatino: professori che si intercambiano per far quadrare le loro ore». L’unico antidoto, per il Pd, è quello «di creare una cabina di regia in Regione, per gestire quest’emergenza insieme alle Province». Per l’onorevole Carmen Motta, inoltre, «l'Emilia Romagna è particolarmente penalizzata perché aveva già apportato modifiche per razionalizzare la spesa. Una spesa che ora si vede tagliare ulteriormente. Vorrei sapere cosa ne pensano i nostri colleghi di centrodestra che hanno approvato la riforma, ora che si presenterà un problema occupazionale di grande portata». Preoccupato il neoassessore provinciale, Giuseppe Romanini: «Nelle scuole d’infanzia la richiesta è aumentata del 18%, alle elementari ci saranno 253 studenti in più, alle medie 223 e alle superiori 204. Si dovranno fare classi numerose, penalizzando la qualità».

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(sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

«Lo faccio per i miei studenti e per quelli che verranno». Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università. PER SPIEGARE come mai l'ateneo bresciano non sia stato inserito dal ministero fra i «virtuosi», il rettore ha indagato metodi e indicatori utilizzati nella valutazione. Ed è arrivato a una conclusione precisa: «La classifica non descrive la qualità degli atenei - sostiene - ma segnala soltanto gli scostamenti che si avranno rispetto ai finanziamenti dell'anno scorso se l'ammontare sarà distribuito in modo diverso, ovvero solo in base ai parametri della didattica e della ricerca». Che in un caso premiano Brescia e nell'altro no. All'Università degli Studi quest'anno arriveranno da Roma 250 mila euro in meno, una cifra pari allo 0,39 per cento dei 70 milioni di euro erogati dal ministero ogni anno. La questione, dunque, è più d'onore e d'immagine che di sostanza. Per questo Preti ci tiene così tanto: «La classifica non è altro che un rapporto matematico, non c'entra niente con la qualità», ribadisce. D'altra parte, proprio lui ha sempre considerato positivo il criterio della meritocrazia per il calcolo dei finanziamenti destinati a ogni singola facoltà. E anche oggi rinnova il suo totale apprezzamento all'iniziativa del ministro bresciano: «Ho sempre detto che uno dei mali maggiori dell'università italiana è l'aver avuto troppa autonomia senza una corrispondente dose di responsabilità», ricorda. Il problema, ora, è intendersi sui parametri di calcolo e di formazione del giudizio. Quelli del ministero si basano su due gruppi di indicatori: 5 relativi alla didattica (che incidono per un terzo sul giudizio finale) e 4 alla ricerca (che «pesano» il doppio). NELL'AREA della didattica il giudizio sulla statale di Brescia risulta positivo. Il primo indicatore «conta» i docenti di ruolo per corso di studi. Qui l'ateneo bresciano con un coefficiente del 12,159 per cento si colloca al di sotto del valore medio di sistema (14,764), ma sulla bilancia pesano negativamente i numerosi corsi di studio delle professioni sanitarie che si avvalogono in larga misura di medici e professionisti del sistema sanitario nazionale. «I corsi di infermieristica, fisioterapia, radiologia li facciamo perchè ce lo chiede la Regione, scaricando su di noi anche il peso di Cremona e di Mantova» spiega il rettore Preti, specificando che «tali corsi sono tenuti da professionisti nelle sedi periferiche dell'Ateneo». Il numero degli studenti che passano al secondo anno avendo acquisito almeno i due terzi dei crediti (40 in questo caso) è il secondo indicatore del ministero. Anche in questo parametro ciò che sfalsa i risultati è la presenza della facoltà di Medicina all'interno dell'Università degli studi di Brescia. « A Medicina esistono alcuni corsi biennali come, ad esempio, anatomia o biochimica, e lo studente è chiamato a fare l'esame nel secondo anno senza, quindi, riuscire a guadagnare i 40 crediti», riferisce il rettore Preti ricordando che a Medicina il primo anno si possono guadagnare solo 34 crediti. Posizione più che buona, invece, per quanto riguarda l'indicatore che calcola i crediti effettivamente acquisiti sul totale di quelli previsti e quello che calcola gli occupati a tre anni dalla laurea. L'ULTIMO parametro conta gli insegnamenti per i quali gli studenti frequentanti hanno espresso un parere sul corso. Un indicatore che non valuta il giudizio sull'insegnamento espresso dagli studenti, ma il numero degli insegnamenti valutati dagli studenti sul totale di quelli impartiti. «Che ci possiamo fare se gli studenti, una volta ricevuto il questionario, poi, non lo consegnano?» si domanda il rettore. Preti inoltre, precisa: «Abbiamo comunicato al ministero dell'Istruzione soltanto i giudizi su quegli insegnamenti per i quali vi fosse un numero statisticamente significativo di risposte». Silvia Ghilardi

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Udine è, grazie all'ottimo lavoro del rettore Compagno e del suo staff, ovviame... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 8 Agosto 2009, Udine è, grazie all'ottimo lavoro del rettore Compagno e del suo staff, ovviamente tra questi e già con i prossimi riparti riceverà 1,5 milioni di euro in più. Si tratta di un passo significativo verso modalità più meritocratiche di assegnazione delle risorse, anche se rimane molto ancora da fare. Innanzitutto vanno incrementate le risorse assegnate sulla base della valutazione qualitativa degli atenei, portando al 30% la quota da ripartire alle Università virtuose come già proposto in sede nazionale dal ministro Gelmini. In secondo luogo, anche la Regione deve aumentare il suo sostegno all'Ateneo friulano. Va riconosciuto che la nostra Università è riuscita a produrre risultati eccellenti in termini di didattica e di ricerca, sopperendo al sottofinanziamento cui accennavo sopra. Quel che a livello regionale si può concretamente fare è avviare un processo di perequazione nella distribuzione delle risorse regionali destinate al comparto universitario. Questo non per creare ulteriori e inefficaci competizioni con gli altri atenei del territorio ma per permettere e garantire processi di integrazione anche dell'offerta didattica che tengano conto dei reali meriti e delle reali eccellenze prodotte. Ciò, anche in vista di razionalizzazioni che, va detto, si rendono necessarie per evitare duplicazioni e scongiurare il rischio di disperdere risorse. La città di Udine, poi, ha il dovere di valorizzare meglio il ruolo del proprio Ateneo. Nonostante la grande crescita, anche numerica, dell'Università non vi è la percezione che Udine abbia una sua dimensione universitaria. E' come se, in questi anni, amministrazione comunale e Ateneo avessero viaggiato su binari paralleli: l'Università lanciata verso l'internazionalizzazione e la ricerca di nuovi e prestigiosi palcoscenici, magari lontani dal territorio, e le amministrazioni comunali che hanno percepito l'Università come un corpo estraneo rispetto al tessuto cittadino. Da un lato, sono evidenti le responsabilità di chi ha governato la città in questi anni e non ha mai ricercato un rapporto privilegiato con l'Ateneo cittadino. Dall'altro - e in questo senso ci pare vada l'attuale rettore - occorre fuggire la tentazione a chiudersi in una sorta di moderna turris eburnea del sapere o a ricercare, forse eccessivamente, la consacrazione in ambienti extra territoriali. Quando parliamo dell'Università del Friuli non dobbiamo dimenticare la genesi della sua nascita. A giustificare le lotte per l'ateneo friulano non ci sono, infatti, solo le esigenze di avere una sede universitaria che servisse la popolazione studentesca e la ricerca scientifica di un territorio ma rivendicazioni molto più profonde. In un Friuli duramente colpito dal terremoto e orgogliosamente rialzatosi con una ricostruzione modello per gli anni a venire, l'Ateneo rappresentava l'ideale approdo di un percorso di emancipazione e di autocoscienza che era stato prima economico e che diventava, grazie all'Università, anche culturale e sociale. L'ateneo nasce come il prodotto delle lotte di una terra e di un popolo e come uno strumento a servizio di quel Friuli che con così tanta caparbietà lo ha voluto. E' chiaro, quindi, che un'università come questa trovi la sua ragion d'essere e il suo principale elemento di sostegno nel territorio in cui opera e in cui deve integrarsi al meglio. I friulani devono percepire l'università come un elemento essenziale del proprio patrimonio culturale, sociale e latu sensu politco. Dobbiamo riflettere se non sia troppo labile il rapporto esistente oggi tra università e friulani. Un rapporto che si esaurisce, per gran parte di noi, al lato accademico ed istituzionale dell'università o alla frequenza dei corsi per chi studia a Udine. Già molto si fa in tema di trasferimento tecnologico e di conoscenza dall'Ateneo alle imprese ma forse ancora uno sforzo è necessario per rilanciare l'idea di un'università autentico motore per lo sviluppo culturale, economico e sociale del Friuli. Oltre a ciò va rafforzata la presenza "sociale" dell'ateneo e il suo dipanarsi sul territorio. Incontri, convegni, seminari: tutto ciò che può trasferire sapere e conoscenza e creare occasioni di contatto tra l'ateneo e i friulani va perseguito come un obbiettivo primario della nostra università. Solo un'Università radicata e fortemente identificata con il territorio sarà in grado di affrontare le sfide che ci attendono: la riconversione di alcuni settori produttivi, l'applicazione della ricerca tecnologica, il trasferimento del sapere al tessuto sociale ed economico come volano di crescita e di sviluppo. All'amministrazione regionale spetta il compito di sostenere con convinzione il nostro ateneo. Massimo Blasoni

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Il 15 maggio si celebrerà l'Autonomia. Lombardo: non solo vacanza (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 08-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il 15 maggio si celebrerà l'Autonomia. Lombardo: non solo vacanza Giuseppe Ippolito Palermo. Ridotta l'entità dei tagli al personale della scuola siciliana grazie ad un accordo biennale firmato dall'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Lino Leanza, e dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Grazie al protocollo d'intesa siglato tra Stato e Regione siciliana verranno garantiti 1.800 posti tra docenti e personale Ata; nella fattispecie a tirare un sospiro di sollievo saranno 900 docenti di tutti gli ordini e gradi di scuole, 600 insegnanti di sostegno e 300 collaboratori scolastici. Persone che fino all'anno scorso hanno lavorato con incarichi di supplenza annuale (al 30 giugno o al 31 agosto, ndr) e che dal primo settembre rischiavano di rimanere tagliate fuori a causa della mastodontica riduzione di personale che interessa il settore scuola. L'esercito dei 1.800 garantirà il diritto allo studio dei ragazzi disabili e a rischio di marginalità sociale grazie alle risorse finanziarie erogate dalla Regione siciliana e dallo Stato; somme che, impegnate per i prossimi due anni, comprendono 10 milioni di euro a carico dello Stato sui fondi Pon Fesr 2007-2013 e i 40 milioni di euro messi in campo dalla Regione siciliana con il Por 2007-2013. In base all'accordo biennale, nell'assegnazione dei programmi specifici per migliorare l'offerta formativa con il potenziamento dell'insegnamento della matematica, delle scienze, della tecnologia e della capacità di lettura, la priorità assoluta verrà data a tutti i docenti inseriti in graduatoria provinciale (ex permanente, ndr) che negli ultimi anni hanno sempre lavorato; a questi insegnanti saranno inoltre assegnate tutte le supplenze che si renderanno disponibili nelle scuole dove prestano servizio. Il protocollo d'intesa stabilisce inoltre che a questi docenti sarà riconosciuta, qualunque sia la durata dell'insegnamento, la valutazione dell'intero anno di servizio ai fini dell'attribuzione del punteggio nelle graduatorie ad esaurimento. "Siamo riusciti a scongiurare - ha dichiarato Leanza - che 1.800 famiglie, a brevissimo, si ritrovassero in grave difficoltà. Grazie all'accordo siglato con il ministro dell'Istruzione le ore verranno ripartite in base alle reali esigenze della scuola, saranno rispettate le graduatorie, la valutazione del servizio prestato, i punteggi e, ovviamente, i contratti di lavoro. Siamo molto soddisfatti - ha proseguito l'assessore alla Pubblica istruzione - perché in soli 15 giorni siamo riusciti a tutelare gli alunni disabili ed a permettere a molti insegnanti di proseguire il prezioso lavoro finora svolto. Un ruolo fondamentale è stato svolto dai sindacati, che hanno sempre fatto da sprone, ma devo ringraziare il ministro Gelmini per la sensibilità e la disponibilità dimostrate nei confronti della scuola siciliana". L'operazione ha incassato il plauso dei sindacati. Nella conferenza stampa di presentazione dell'accordo, Leanza ha anche annunciato l'avvio dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale e presentato la legge sul diritto allo studio. "Il 18 settembre - ha detto l'assessore alla Pubblica istruzione - i percorsi partiranno puntuali ed interesseranno, nelle due tipologie A e B, 34483 studenti". La legge sul diritto allo studio, già approvata dalla Giunta, arriverà all'Ars a settembre e dovrebbe vedere la luce entro la fine dell'anno secondo Leanza. "Particolare attenzione - ha aggiunto Leanza - mostriamo per l'edilizia scolastica: abbiamo appena stanziato 25 milioni di euro. A questi si aggiungeranno quelli contenuti nel Fas per un importo di circa 150 milioni di euro". E il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, presente alla conferenza stampa, ha ricordato che il 15 maggio sarà celebrata l'Autonomia siciliana, data inserita nel calendario scolastico. "Non dovrà essere solo una giornata di vacanza - ha affermato Lombardo - ma l'occasione per approfondire una realtà giuridica, istituzionale e storica, di cui purtroppo i siciliani spesso si dimenticano, ma che rappresenta, in vista del federalismo, una risorsa da far pesare nel confronto con le altre regioni italiane".

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La scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una nuova riorganizzazione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

La scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una nuova riorganizzazione

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Portacomaro Stazione riscopre le sue radici (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Viaggio nelle frazioni - 4 Portacomaro Stazione riscopre le sue radici Un borgo che rinasce, ma resta il nodo della sicurezza sull'ex statale [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Poche centinaia di metri lungo la ex statale per Casale: il concentrico di Portacomaro Stazione è tutto qui, con le case e i negozi affacciati uno di fronte all'altro. Eppure, a questi «campagnoli di città» non manca nulla: dalla scuola elementare alle due banche, 3 bar, il circolo della Società Operaia agricola di Mutuo soccorso, due carrozzieri, estetista, distributore, panetteria, pizzeria «da Silvio», ferramenta, casalinghi, negozio di sementi, fiorista, cartoleria, macelleria «Cascina Stella», il piccolo negozio di alimentari «La Bottega», l'asilo. L'elenco è lungo, ed è facile dimenticare qualcuna delle tante «ricchezze» di questo piccolo centro, il cui grande difetto rimane quello della sicurezza stradale. «Sono anni che cerchiamo di risolvere il problema - spiega l'ex presidente di Circoscrizione, Marcello Coppo - Una soluzione rapida sarebbe mettere un semaforo che diventi rosso se si superano i 50 km orari. In futuro, però, speriamo di costruire due rotonde all'ingresso e all'uscita del concentrico, per rallentare il traffico». Fra i problemi risolti, almeno per il momento, c'è il destino della scuola elementare, che con la riforma Gelmini rischiava di sparire, cancellata dal vincolo dei 50 iscritti. «Si temeva che i genitori non iscrivessero i bambini in prima - spiega Pierino Trevisi, attuale presidente della Circoscrizione - Abbiamo offerto alcuni servizi importanti, come lo scuolabus fino a Valmaggiore e il doposcuola a prezzo scontato, grazie ai contributi di associazioni, parrocchia e Circoscrizione». Il servizio di doposcuola costerà solo 40 euro al mese e la prima è ormai una certezza. «La scuola e l'asilo - aggiunge Barbara Basso, vicepresidente della Frazione - sono istituzioni fondamentali, che tengono vivo questo piccolo centro». La frazione però non si risolve tutta qui, anzi. Il suo territorio è molto esteso, dal Poggio, ai confini con Calliano e Castell'Alfero, a Caniglie, passando per Valmaggiore (anche qui al confine con Callianetto, sempre nel territorio di Castell'Alfero). La vocazione è agricola, e non mancano alcune importanti realtà produttive: dalla già citata «Cascina Stella», che vanta una rinomata macelleria dove sono in vendita carni allevate dalla stessa azienda agricola, ad alcune importanti aziende vitivinicole. Fra queste, si possono ricordare «Cascina Monsignore», al Poggio, l'azienda «Zonin», che qui ha alcune importanti vigne, e i produttori vinicoli «Caldera» e «Bersano». A Valmaggiore, in posizione leggermente decentrata rispetto al resto del territorio frazionale, si trova invece un punto di riferimento importante per molti astigiani: è il bar bottega, aperto tutti i giorni, compresa la domenica. Qui i «cittadini» sanno di poter sempre trovare pane fresco e generi alimentari: il negozio è gestito dalle sorelle Rita e Jole Cantino. In una zona ricca di chiese e un tempo anche di conventi, non si possono non ricordare Don Evasio Capra, ex parroco di Portacomaro Stazione, ora in pensione all'«Oasi», sostituito da Don Luigi Binello (fratello di Linus dei «Farinei d'la Brigna»). Da Caniglie, invece, è partito Jorge Giorgio Bergoglio, attuale Cardinale di Buenos Aires.

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Note d'estate sul sagrato della chiesetta di Pontasio (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:spettacoli «Note d'estate» sul sagrato della chiesetta di Pontasio PISOGNEAlla scoperta dell'entroterra montuoso pisognese concorre anche la rassegna «Musica sul sagrato», che vedrà impegnati musicisti professionisti - in maggioranza pisognesi - per due diverse serate, sui sagrati delle chiesette di Pontasio e Sonvico. Un tempo il sagrato delle chiese nei piccoli centri urbani di montagna, era luogo di incontro, spiegano gli organizzatori, in cui ci si trovava come in una piazza, condividendo momenti di vita quotidiana: «Ecco cosa intendiamo fare con la nostra rassegna: tornare a condividere un momento di gioia e musica insieme». La prima delle due serate musicali, a ingresso libero, si tiene oggi alle 21 con le «Note d'estate» alla Chiesa di San Vittore nel piccolo borgo di Pontasio. Ad esibirsi, il quintetto composto da Enrico Soardi flauto, Pino Magistri clarinetto, Giuseppe Gelmini pianoforte, Laura Avanzini violoncello, con il supporto vocale di Orietta Barcellini. Il secondo appuntamento il 22 agosto, sul sagrato della chiesa di San Martino a Sonvico con recitativi, canti, danze e musiche della tradizione ebraica e klezmer (della diaspora) proposti da La Ghironda e dall'Ensemble Sesto Tono. al. rom.

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La raffica di bocciature apre un caso alle medie (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Agosto 2009 PROVINCIA Pagina 26 CAPRIOLO. Respinto un allievo su sette. E fra le classi prime solo l'80% degli iscritti è stato promosso La raffica di bocciature apre un caso alle medie Trentasei alunni su 235 dovranno ripetere l'anno Il sindaco convoca d'urgenza il dirigente scolastico FABRIZIO RIGAMONTI Consegnate le pagelle ed esposti i voti degli esami, Capriolo si interroga: le istituzioni vogliono capire se la pioggia di respinti record registrata alle medie sia un effetto della scuola del rigore e della meritocrazia promossa dal ministro Maria Stella Gelmini o nasconda un disagio didattico e sociale più profondo. Il paese della Franciacorta è infatti decisamente controcorrente rispetto al trend provinciale, dove solo per citare il dato sugli esame di licenza media, la percentuale dei promossi ha raggiunto il 99,40%. [FIRMA]ALLA «ALDO MORO» di Capriolo i bocciati sono stati 36 su 253, 16 nelle classi prime, Un «boom» rispetto ai 6 alunni respinti nell'anno scolastico 2006-2007 e i quindici del 2007-2008. Le insufficienze che hanno determinato la maggior parte delle bocciature si concentrano in particolare su matematica, scienze, lingua straniera. Il sindaco non sottolavuta il fenomeno. «Molte famiglie si sono rivolte a me per manifestare sorpresa e preoccupazione per il record di bocciature alle medie - ricorda Fabrizio Rigamonti -. Ammetto di essere anche io meravagliato. In particolare non capisco come oltre il venti percento degli alunni delle prime classi sia stato bocciato: otto provengono da famiglie italiane, che non dovrebbero avere problemi di lingua che forse hanno contributo alle difficoltà incontrate dai respinti stranieri». RIGAMONTI NON INTENDE restare con le mani in mano. «Non non conosco le dinamiche degli scrutini e degli esami e per questo non entro nel merito del drastico giro di vite dei docenti - osserva il sindaco -, ma come assessore all'Istruzione non posso rimanere indifferente a questa raffica di bocciature. È inaccettabile che la scuola dell'obbligo perda alunni oggi, facendoci perdere in futuro cittadini preparati: il mondo dell'istruzione non è fatto solo di aule, palestre e uffici. Le scuole sono al servizio degli studenti, che le famiglie affidano a docenti e alle istituzioni, chiedendo un'istruzione adeguata, che garantisca il futuro dei propri figli». Rigamonti insomma vuole capire le origini di così tante bocciature. «Fin dal mio primo mandato, nel 1997, mi sono battuto per l'istruzione - racconta -: quando la preside ci fece notare che i nostri studenti erano all'ultimo posto in provincia abbiamo messo a disposizione più risorse. Abbiamo costruito una nuova biblioteca e una nuova scuola materna, con un progetto innovativo anche sul piano energetico: i nostri studenti hanno recuperato posizioni, Capriolo è diventato sede di sperimentazioni importanti, come l'introduzione della seconda lingua». IL SINDACO STA HA GIA' messo a punto un'agenda di colloqui per affrontare il problema. «Ho richiesto un incontro urgente al dirigente scolastico, quando torna dalle ferie, per capire cosa sia successo, tanto più che i sedici respinti in prima mettono in dubbio quanto fatto alle scuole elementari. Mi auguro che ci consenta di individuare le cause della pioggia di bocciature: le famiglie sono preoccupate, molte stanno portando i figli in scuole pubbliche o private di paesi vicini, con inevitabili ripercussioni a Capriolo, con classi più numerose e meno docenti». Le prossime iniziative? «Convocheremo una seduta di Giunta sul problema istruzione e un incontro con il parroco, che nell'oratorio ha organizzato le uniche proposte estive - annuncia Rigamonti -; poi consulterò associazioni ed esperti per progetti mirati a favorire l'istruzione, e organizzerò incontri con le famiglie, che devono diventare protagoniste, non succubi di un sistema che sembra non garantisca l'istruzione per tutti, fondamentale perché i cittadini siano consapevoli dei loro diritti e doveri. Non voglio entrare nel merito delle scelte didattiche; come ogni Comune investiamo molto, con spese poco considerate, come la costruzione, manutenzione e gestione delle scuole, vogliamo quindi capire come leggere i risultati, prima di investire sul prossimo piano per il diritto allo studio».  

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scuola, la scure del ministero si abbatte sui professori di ruolo e il personale ata (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pubblica istruzione. I tagli negli istituti di ogni ordine e grado. Protestano i sindacati Scuola, la scure del ministero si abbatte sui professori di ruolo e il personale Ata CHIETI. Una drastica riduzione di contratti a tempo indeterminato che fa pensare al taglio di una scure. Viene fotografata così la ripartizione degli organici - docenti e personale Ata - dopo la pubblicazione dei dati sul contingente provinciale per l'anno scolastico 2009-2010. A lanciare l'allarme a Chieti sono gli autonomi dello Snals, ma la protesta cova da mesi attorno ai tagli disposti dal ministero dell'istruzione. Nel Chietino, le conseguenze sono naturalmente in linea con quelle provocate su tutto il territorio nazionale. Tutti gli ordini di scuola sono colpiti: per la primaria (20 nomine in ruolo su 60 posti disponibili); nella scuola media (tre su 45); per le superiori (due su 67). «La scure di Tremonti», rimarca il segretario provinciale Snals, Nicola Mastrangelo, «continua a infierire sui precari con l'indifferenza del governo, in particolare del ministro Gelmini, pronta a dire sempre sì alle direttive impartite dal dicastero economico». Le organizzazioni sindacali sono state informate a cose fatte dei criteri relativi alla ripartizione dei contingenti. Ed è serrata la critica al governo da parte dei rappresentanti degli insegnanti. Dopo aver subito passivamente il taglio delle immissioni in ruolo nel 2008/09, affermano, il ministero per l'istruzione «persevera in scelte solo contabili, che non tengono in alcuna considerazione la funzionalità delle scuole e le aspettative dei precari che da anni garantiscono il servizio scolastico pubblico». Contestati i criteri di ripartizione, come le modalità di recupero dei posti assegnati al personale di ruolo. E' stato definito che non si facciano assunzioni di docenti sul posto singolo, modalità che negli anni scorsi aveva garantito più spazio ai precari che lavoravano su classi di concorso a bassa diffusione territoriale. Così le assunzioni per italiano e educazione tecnica alle medie sono in numero fortemente ridotto rispetto alle altre classi di concorso. «Di fronte a questo quadro», riprende Mastrangelo, «gli operatori scolastici e non solo i precari non possono non reagire. Dopo la grande manifestazione di ottobre, bisogna attuare forme di protesta che possono convincere il governo a incrementare almeno i contratti a tempo indeterminato, a fronte di disponibilità che esistono per alcune classi di concorso. Tutta la categoria deve impegnarsi al di là di quella che è la propria singola posizione con grande spirito di solidarietà, portando alla luce in ogni singola scuola lo stato precario di molti colleghi». La Flc Cgil ha ribadito assoluta contrarietà alle soluzioni prospettate. In Italia, le immissioni in ruolo riguardano ottomila docenti e altrettanti addetti del personale Ata. Numero che è di molto inferiore alle precedenti richieste e promesse. (f.c.)

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La meritocrazia a scuola deve partire dall'alto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

La meritocrazia a scuola deve partire dall'alto Manuela Cappello I recenti interventi sulla meritocrazia a scuola mi stimolano a prender parte al dibattito, tralasciando le questioni ideologiche e demagogiche, che inevitabilmente non hanno mai portato a risultati seri. Le scelte compiute con l'accetta dai ministri delle "Finanze" vengono elevate e sdoganate come indirizzi di carattere socio-pedagogico e politico, al punto da impegnare un ben nutrito campionario di politici e intellettuali a dibattimenti sul "maestro unico", piuttosto che sul grembiulino, indifferenti al contesto in cui ci troviamo, classi incredibilmente sempre più complesse e impegnative per qualità delle strutture, varietà e criticità dell'utenza, con crescita della popolazione straniera e con particolare riferimento alla crescita dei "bisogni educativi speciali". È un po' come fare l'elogio della dieta e della linea quando non si è in grado di dare il necessario a una decente sopravvivenza alimentare. E tanto vale il tema della reintroduzione della "meritocrazia" da parte di questo governo. Valore che, come la legalità, per ragioni di credibilità, vorrei vedere praticati dall'alto verso il basso e non viceversa. Al di là della clamorosa storia personale dell'attuale ministro, la maggior parte della classe dirigente, politica e professionale, non è certo lì per meriti, ma ovviamente per "qualità particolari" come il servilismo o altro. E questo è il livello di intervento più utile per attuare una credibile e condivisa piattaforma politica con la cittadinanza fondata sul merito, il vero cambiamento riformatore, quando c'è, parte dai livelli superiori e, la sua assenza, o addirittura inversione dei criteri, provoca ritardi innanzitutto nell'utilizzazione e valorizzazione del nostro capitale umano. Quante abilità e capacità acquisite vengono disperse o sottoutilizzate tra i nostri laureati, plurilaureati, specializzati, ricercatori?in una irraggiungibile collocazione professionale affidata a fantomatici criteri di merito? Il riferimento a un sistema di reclutamento scolastico folle che disincentiva, precarizza e taglia il personale più qualificato, motivato e generazionalmente più utile è solo il risultato più immediato per il tema di questa discussione. È questa la prima meritocrazia che dovrebbe interessare la scuola, avere il migliore personale per fare fronte a un emergenza educativa che dilaga anche nella popolazione adulta con un analfabetismo di ritorno sempre più significativo. La societàè cambiata radicalmente così pure molti presupposti di disuguaglianza delle situazioni di partenza, ma certamente non la loro iniqua esistenza, per cui mi paiono sempre validi, solo da ricontestualizzare, alcuni principi di don Milani: «Perché non c'è nulla che sia ingiusto quanto far parti eguali fra disuguali». E sulla pedagogia: «Ha da dirci una cosa sola, che i ragazzi son tutti diversi -non passava giorno che non s'entrasse in problemi pedagogici. Ma non con questo nome, per noi avevano sempre il nome preciso di un ragazzo». Alla faccia dell'egualitarsimo acritico di sinistra! I punti centrali di una integrazione scolastica di qualità: inclusione e individualizzazione. Le selezioni più o meno precoci invece appartengono non alla cultura del merito ma quella del privilegio e del classismo. La scuola ha bisogno di migliori investimenti di risorse umane e di conseguenza anche economici. Non credo che una classe dirigente, ancor più di governo, selezionata su principi di regole del tipo "per molti ma non per tutti", un'imprenditoria che plaude al più"furbo" come il più bravo, un Paese a crescenti livelli di inquinamento e commistione tra economia legale e illegale per negare ogni criterio di sana competizione concorrenziale di mercato, possano essere presi sul serio in una richiesta di meritocrazia che abbia come finalità l'espulsione dai percorsi educativi e formativi qualche ragazzo in più, certamente in peggiori situazioni di disagio; così facendo i più deboli vengono ulteriormente penalizzati con ovvie conseguenze di dispersione scolastica e derive sociali. È del tutto evidente che la scuola proprio come ambito educativo debba funzionare con meccanismi di riconoscimento o meno dei meriti acquisiti, ma anche come contesto di formazione di un senso di appartenenza comune, dove la propria individualità si ritrova arricchita in una dimensione sociale, dove l'idea di "bene comune" possa ancora trovare spazio al posto di una selezione sociale darwiniana basata sulle nozioni acquisite. E tanto perché accanto a fondate critiche trasversali si deve saper ben distinguere, mi piace concludere con una citazione di Tullio De Mauro, che alle questioni dell'istruzione non sta a sproposito come una Letizia Moratti o una Mariastella Gelmini qualsiasi: «Come l'acqua e la corrente elettrica, come la salute, la risorsa scuola è per tutti e di tutti. Se ci sono sprechi, impariamo a ridurli. Ma certo non andremo lontani chiudendo condotte idriche, tagliando i cavi elettrici, lasciando ammalare la gente. I danni colpirebbero tutti. Ogni soldo ben destinato a scuola e istruzione non è una spesa né per i privati né per lo Stato. È un investimento in salute, sicurezza, sviluppo di tutti e tutte».Manuela Cappello è assessore all'Istruzione e Politiche giovanili della Provincia di Genova. 09/08/2009

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Cento e lode Brescia fa il pieno di geni (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Agosto 2009 CRONACA Pagina 8 LA POLEMICA. Per il direttore dell'uffico scolastico regionale, Giuseppe Colosio, «non c'è uniformità di valutazione tra il nord e il sud d'Italia» Cento e lode Brescia fa il pieno di geni Sono 28 i bresciani con il massimo dei voti Per loro un bonus da mille euro dal Ministero dell'Istruzione. Lombardia, 210 «secchioni» Sono 28 su poco meno di settemila, gli studenti bresciani usciti dalla maturità 2009 con 100 e lode. E certo è, che se la sono meritata. Davanti alla commissione d'esame hanno fatto valere non solo la preparazione nelle materie, ma anche una personalità condita di tanti interessi. Sono le punte di eccellenza della scuola nostrana. Che non fa regali in sintonia con il resto della Lombardia, dove le lodi non sono state più di 210. Il classico Arnaldo e lo scientifico Calini confermano la loro «severità», e assegnano il massimo riconoscimento a un solo studente. Gli altri istituti arrivano fino a un massimo di tre, e per trovarne quattro bisogna andare al Don Milani di Montichiari, che comunque è una delle scuole più grosse della provincia. IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate. Quella lode la fa contenta perché significa «un riconoscimento alla persona, oltre che allo studio». E intanto si prepara al test per Medicina, a Brescia. Viene dalla quinta A sociopsicopedagogico e nei suoi sogni c'è una specializzazione in pediatria. «Se non si sanno ascoltare e capire le persone - dice - è difficile diventare un buon medico». Sono così, i 28 ragazzi bresciani della lode. In Lombardia fanno la pattuglia più numerosa, che si lascia alle spalle i 24 di Bergamo, i 18 di Milano (più i 33 di hinterland e provincia di Monza), i 17 di Cremona e via dicendo. Tutti insieme fanno un misero 0.4 per cento dei 51.315 esaminati lombardi. Altrove si è abbondato con il massimo riconoscimento. La Puglia ne ha dispensate ben 523, la Campania 388, la Sicilia 369, l'Emilia Romagna 309, la Calabria 289, il Lazio 263. Tra le grandi regioni solo il Piemonte ne ha date di meno, 189. VERREBBE da pensare che gli studenti più bravi si concentrino al Sud. Ma non è così. Per il direttore dell'ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, quei numeri non sono veritieri. «Le statistiche dicono semmai che non c'è uniformità di valutazione», sostiene l'ex provveditore bresciano da luglio promosso in Regione. La valutazione «è un'operazione delicata - aggiunge - e va adottata con equilibrio, altrimenti sembra che i bravi siano tutti al Sud mentre i dati internazionali dicono il contrario». Le ultime rilevazioni Ocse, per l'appunto, hanno presentato un'Italia scolastica spaccata in due, con un Meridione dalla preparazione molto scadente e un Nord grosso modo in linea con gli standard europei. Perciò riesce difficile pensare che di punto in bianco in Puglia gli studenti bravi siano diventati quattro volte più dei lombardi. COLOSIO parla piuttosto di «disparità dei criteri di giudizio», che tuttavia sono incardinati nell'autonomia didattica degli istituti, «sacrosanta e intoccabile». Piuttosto, proporrebbe un «giudice terzo» per l'attribuzione di lodi e giudizi, magari secondo lo standard del «Programme for international student assessment» dell'Ocse. E «non è detto che già dall'anno prossimo non ci siano novità in questo senso» anticipa Colosio. Intanto, i «bonus» ministeriali da mille euro sono andati per lo più nelle regioni meridionali. E c'è da scommettere che anche questo servirà ad alimentare le continue polemiche nord-sud.  

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Cento e lode Brescia fa il pieno di geni (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sono 28 su poco meno di settemila, gli studenti bresciani usciti dalla maturità 2009 con 100 e lode. E certo è, che se la sono meritata. Davanti alla commissione d'esame hanno fatto valere non solo la preparazione nelle materie, ma anche una personalità condita di tanti interessi. Sono le punte di eccellenza della scuola nostrana. Che non fa regali in sintonia con il resto della Lombardia, dove le lodi non sono state più di 210. Il classico Arnaldo e lo scientifico Calini confermano la loro «severità», e assegnano il massimo riconoscimento a un solo studente. Gli altri istituti arrivano fino a un massimo di tre, e per trovarne quattro bisogna andare al Don Milani di Montichiari, che comunque è una delle scuole più grosse della provincia. IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate. Quella lode la fa contenta perché significa «un riconoscimento alla persona, oltre che allo studio». E intanto si prepara al test per Medicina, a Brescia. Viene dalla quinta A sociopsicopedagogico e nei suoi sogni c'è una specializzazione in pediatria. «Se non si sanno ascoltare e capire le persone - dice - è difficile diventare un buon medico». Sono così, i 28 ragazzi bresciani della lode. In Lombardia fanno la pattuglia più numerosa, che si lascia alle spalle i 24 di Bergamo, i 18 di Milano (più i 33 di hinterland e provincia di Monza), i 17 di Cremona e via dicendo. Tutti insieme fanno un misero 0.4 per cento dei 51.315 esaminati lombardi. Altrove si è abbondato con il massimo riconoscimento. La Puglia ne ha dispensate ben 523, la Campania 388, la Sicilia 369, l'Emilia Romagna 309, la Calabria 289, il Lazio 263. Tra le grandi regioni solo il Piemonte ne ha date di meno, 189. VERREBBE da pensare che gli studenti più bravi si concentrino al Sud. Ma non è così. Per il direttore dell'ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, quei numeri non sono veritieri. «Le statistiche dicono semmai che non c'è uniformità di valutazione», sostiene l'ex provveditore bresciano da luglio promosso in Regione. La valutazione «è un'operazione delicata - aggiunge - e va adottata con equilibrio, altrimenti sembra che i bravi siano tutti al Sud mentre i dati internazionali dicono il contrario». Le ultime rilevazioni Ocse, per l'appunto, hanno presentato un'Italia scolastica spaccata in due, con un Meridione dalla preparazione molto scadente e un Nord grosso modo in linea con gli standard europei. Perciò riesce difficile pensare che di punto in bianco in Puglia gli studenti bravi siano diventati quattro volte più dei lombardi. COLOSIO parla piuttosto di «disparità dei criteri di giudizio», che tuttavia sono incardinati nell'autonomia didattica degli istituti, «sacrosanta e intoccabile». Piuttosto, proporrebbe un «giudice terzo» per l'attribuzione di lodi e giudizi, magari secondo lo standard del «Programme for international student assessment» dell'Ocse. E «non è detto che già dall'anno prossimo non ci siano novità in questo senso» anticipa Colosio. Intanto, i «bonus» ministeriali da mille euro sono andati per lo più nelle regioni meridionali. E c'è da scommettere che anche questo servirà ad alimentare le continue polemiche nord-sud. Mimmo Varone

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Ma per l'associazione dei capi d'istituto (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ma per l'associazione dei capi d'istituto «al momento non ci sono novità» Gianluca Vannucchi Roma. Reclutare i presidi con concorsi a «tutti gli effetti regionali», con prove di «carattere culturale e professionale» per la preselezione e fare effettuare loro un tirocinio di almeno tre mesi. Sono queste, secondo quanto ha reso noto Mario Pittoni, capogruppo Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, le nuove linee guida del ministero dell'Istruzione per «fermare – ha detto l'esponente leghista – l'invasione dei presidi dal Sud verso le regioni padane». Replica l'Associazione nazionale presidi: al momento non risultano iniziative ufficiali per modificare il reclutamento dei dirigenti scolastici e concorsi «blindati» sulla residenza regionale avrebbero un profilo di anticostituzionalità. Dieci giorni dopo le polemiche sul «test regionale» per i docenti, dalla Lega arrivano quelle che vengono presentate come novità, sull'onda dei dati presentati dallo stesso Pittoni: dei 647 presidi ancora presenti nelle graduatorie del Sud Italia, 104 andranno in Lombardia, 60 in Piemonte, 45 in Emilia Romagna, 39 in Veneto, 13 in Friuli e 8 in Liguria. Per Pittoni, le prossime direttive prevederanno concorsi «a tutti gli effetti regionali che assegneranno l'idoneità a un numero di candidati corrispondenti ai posti disponibili». Inoltre, la preselezione per titoli di studio verrà sostituita da «prove di carattere culturale e professionale». Alla preselezione seguiranno prove scritte e orali e «solo in seguito saranno valutati i titoli. I candidati che dimostreranno di aver frequentato corsi di specializzazione o master relativi alla funzione dirigenziale – ha concluso il senatore – avranno diritto a un punteggio maggiorato. Inoltre, i vincitori prima di ottenere l'incarico dirigenziale dovranno affrontare un tirocinio professionale di almeno tre mesi in una scuola». Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi, ha replicato che, «in occasione dell'incontro dei sindacati con il ministro Gelmini del 4 agosto, è stato posto il problema dei nuovi concorsi che dovranno essere banditi con il regolamento varato due anni fa e finora non applicato. Nessuno – ha aggiunto – in quella sede ha parlato di novità nel regolamento». In merito alle ipotesi di Pittoni, Rembado rileva che, per quanto riguarda la necessità di mantenere la continuità didattica, «già ora è possibile impedire il trasferimento prima dei tre anni di servizio, sia per i presidi sia per i docenti, con la possibilità di portare a 5 il periodo senza la necessità di interventi di legge. Basta volerlo». «Anche i concorsi su base regionale sono già previsti – ha ricordato Rembado – ma tutti i candidati provenienti da ogni regione possono parteciparvi. Cosa diversa sarebbe precludere la partecipazione a candidati provenienti dalle altre regioni: per prima cosa vedrei una evidente violazione della norma costituzionale e poi mi sembrerebbe difficile stabilire criteri per la provenienza. La mia famiglia è ligure da mille anni, ma io per ragioni di lavoro sono residente a Roma: dove partecipo al concorso: in Liguria o nel Lazio?». Infine, sulla preselezione con «prove a carattere culturale» Rembado non si pronuncia: «Si è parlato di dialetti, lingue, cultura ma non entro nel merito: quello che conta veramente è che presidi e docenti abbiano le giuste competenze manageriali e professionali».

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Preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

Argomenti: Scuola

Preoccupazione per la riforma degli istituti tecnici Domenica 9 Agosto 2009, Tolmezzo Fa paura la riforma scolastica del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, che prevede per gli istituti tecnici la riduzione degli indirizzi. L'Alto Friuli così si mobilita e cerca già di capire quale potrà essere il futuro dei suo centri studi. Giovedì a Tolmezzo, presso la sala della Provincia, oltre settanta persone tra dirigenti scolastici, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati del territorio, hanno partecipato all'incontro sulla riorganizzazione del servizio scolastico. Un incontro voluto dall'assessore provinciale alla montagna Ottorino Faleschini e a cui ha partecipato l'assessore regionale all'istruzione Roberto Molinaro. Il tutto per capire come muoversi con i cambiamenti in atto, dove il centro dei servizi per l'Alto Friuli può giocare un ruolo importante, capace di essere un punto di riferimento dove discutere dei propri problemi. E allora per non restare interdetti di fronte alla nuova riforma meglio muoversi in anticipo, capire quali indirizzi tecnici e professionali siano utili, quali i numeri attuali. Al momento Tolmezzo ha nell'Isis Solari il centro principale di formazione con oltre 600 ragazzi. Gli indirizzi tecnici sono quelli di Informatica sperimentale per il biennio, perito edile, elettronico e termotecnico per il triennio. Gli indirizzi professionali come operatore meccanico, elettronico, elettrico e biochimico. E infine l'indirizzo biologico, edilizia, meccanico macchine agricole e termomeccanico. Inoltre il particolare indirizzo di edilizia tecnologia del legno. Una peculiarità che andrà salvaguardata in vista della nuova riforma. Oltre all'Isis a Tolmezzo troviamo il Linussio con 300 ragazzi e gli indirizzi alberghiero, aziendale, commerciale, informatico e turistico. A Gemona con oltre 700 ragazzi il D'Aronco che rispetto all'Isis di Tolmezzo offre gli indirizzi di operatore termico, della moda e dei servizi sociali. Infine il Marchetti, con 300 alunni e gli indirizzi giuridico economico aziendale, informatico, linguistico, turistico e l'indirizzo Edile Territoriale. In una scuola in crisi d'identità e di iscritti proporre degli indirizzi chiari e in linea con le esigenze del territorio dovrà essere l'obiettivo futuro; a Tolmezzo si è ancora una volta ribadita la sinergia fra politica, scuola e mondo del lavoro. Massimo Radina

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Più di 30 ore per ottenere un posto letto (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 09-08-2009)

Argomenti: Scuola

09/08/2009 - Parma Stampa Invia ad un amico Più di 30 ore per ottenere un posto letto Trentun ore in attesa di un posto letto definitivo in stanza. E' la disavventura capitata martedì scorso al Maggiore a un paziente oncologico, che alle 9 ha chiamato l’ambulanza per forti aritmie e mancanza di respiro. «Arrivati al day hospital oncologico e fatti gli accertamenti del caso - spiega la moglie - mio marito è stato temporaneamente sistemato in una stanza. Verso le 11.30, visto l’aggravarsi della situazione, è stato trasportato, sempre in ambulanza, alla sala emergenze del Pronto Soccorso e messo sotto monitor dove è rimasto fino alle 17, dal momento che era stato deciso un ricovero. Messo su una barella nella stanza d’attesa sotto ossigeno e con flebo, è iniziata l’attesa per un posto letto. Attesa che si è risolta il giorno dopo, il 5 agosto, verso le 16. Nel frattempo - prosegue la lettera - mio marito è stato continuamente spostato con la barella, dal momento che altre persone venivano messe nella stanza: ho contato 12 persone (uomini e donne ) nello stesso ambiente dove ha passato anche la notte». La testimonianza prosegue con il colloquio, chiesto ed ottenuto dai familiari dell'uomo, con con il direttore del reparto. «Il primario, rendendosi partecipe della situazione, ci ha informato che purtroppo erano stati tolti circa 250 posti letto per le chiusure estive, cosa che non aiutava a trovare letti per questo tipo di emergenze. Il direttore del reparto ha, in presenza di mia sorella, chiamato anche la Direzione sanitaria facendo presente il caso e gli eventuali provvedimenti che avremmo preso come familiari se non si fosse risolta la situazione in tempi brevi. Chiedo pertanto - conclude la lettera - che si cerchi una soluzione adeguata alle situazioni che sempre si ripetono, soprattutto nel periodo estivo». «Effettivamente il percorso di questo paziente risulta anomalo - dice il direttore sanitario del Maggiore, Luca Sircana, riferendosi in particolare al trasferimento dal day hospital oncologico al pronto soccorso - Sarebbe stato più logico un suo trasferimento, ad esempio, dall'oncologia nella lungodegenza. C'è da rilevare, peraltro, che il ricovero è avvenuto il martedì successivo all'ultima tornata di chiusura estiva dei reparti, ed ha coinciso con uno dei periodi di maggiore emergenza». «Il reparto di oncologia ospita in questo periodo anche alcuni letti di ematologia, e questo può aver causato una situazione di difficoltà», spiega anche Gianfranco Cervellin, direttore del pronto soccorso. Insomma, una contrazione di posti letto che ricade sul servizio di emergenza (uno dei pochi, assieme a rianimazione, chirurgia d'urgenza e lungodegenze, a non aver subito i tagli estivi). Un servizio che - ferie o no - lavora a pieno ritmo tutto l'anno: «A luglio abbiamo avuto una media giornaliera di 237 accessi. La media giornaliera di tutto il 2008 è stata di circa 228 accessi - dice ancora Cervellin -. Molte patologie che colpiscono gli anziani con il caldo si acuiscono e causano pericolosi scompensi. E gli anziani sono la fascia di popolazione che va meno in ferie», ricorda il primario. «Ci tengo comunque a ribadire - aggiunge Sircana - come il paziente in questione sia stato curato con scrupolo, pur sistemato in un letto-barella temporaneo. Voglio sperare che questo caso sia sporadico. Finora questa estate è andata bene: il taglio dei posti-letto è iniziato il 20 giugno e ora siamo nel momento di maggior emergenza che durerà fino al 20 agosto. Poi le cose miglioreranno» promette il direttore sanitario. Ma il Tribunale per i diritti del malato contesta le scelte della direzione «volte sempre a ridurre le spese contraendo i posti letto - dice la presidente Adriana Gelmini - Sarebbe meglio tagliare i costosi contratti “ad personam” a dirigenti che magari restano al Maggiore solo pochi mesi».

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Sapri, Ipsaa verso la chiusura (sezione: Scuola)

( da "Citta' di Salerno, La" del 10-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sapri, Ipsaa verso la chiusura Genitori e docenti chiedono aiuto sul web " Sala Consilina. A rischio chiusura l'Ipsaa di Sala Consilina e di Sapri. Una nota di allievi, genitori, docenti e personale ata circola sul web. " Si sono affidati ad internet per tentare di scongiurare la chiusura del loro istituto. Infatti, con profonda amarezza, in una nota, scrivono che gli istituti l'Ipsaa di Sala Consilina e di Sapri, pur rientrando negli standard minimi richiesti dalla legge Gelmini (minimo 20 alunni per classe), «hanno avuto inspiegabilmente riposte negative dal Csa di Salerno», ovvero l'ex Provveditorato. " Quindi a loro dire «nel giro dei prossimi due anni ci sará la chiusura completa dei due istituti che - continuano -sono di fondamentale importanza non solo per il Vallo di Diano. Ed, inoltre, la loro chiusura creerá notevoli disagi anche agli studenti iscritti che devono terminare il loro percorso formativo, visto che l'Ipsaa più vicino dista oltre 80 chilometri da Sala Consilina». " Con questo grido di allarme, genitori, docenti e alunni intendono sensibilizzare ed informare «la cittadinanza, i rappresentanti istituzionali del Vallo di Diano». Ed infine chiedono ai cittadini un piccolo «impegno di solidarietá», per scongiurare la chiusura degli istituti che rappresentano «una delle poche risorse didattiche professionali ancora rimaste». Nei prossimi giorni, nel tentativo di ribaltare la situazione, verranno organizzate iniziative di sostegno a questo comitato nato sul web. Vincenzo Mazza

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La cultura? Incapace di farsi politica rischia di diventare inutile piagnisteo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 10/08/2009 - pag: 10 DOPO L'EDITORIALE DI GALLI DELLA LOGGIA / 1 La cultura? Incapace di farsi politica rischia di diventare inutile piagnisteo di SANDRO BONDI C aro direttore, in merito all'articolo di Ernesto Galli della Loggia dal titolo «Una politica senza cultura» uscito ieri come fondo del Corriere della Sera , mi permetta una breve risposta. In questi ultimi quattordici anni, da quando frequento la politica, ho sempre prestato molta attenzione alle acute critiche che il professor Galli della Loggia, e con lui numerosi altri intellettuali, ha dispensato a destra e a sinistra, debbo dire, con eguale vis polemica. Ma non ricordo, mi perdoni, nessuna proposta fattiva che si potesse dedurre da queste critiche e soprattutto poche idee nuove. Quasi che la cultura abbia abdicato alla sua funzione costruttrice e preferisca solo esercitarsi nella parte destruens . Certo, ammetto che la critica sia la principale funzione della cultura, specie di una cultura incapace, in generale, di slegarsi dai retaggi marxisti, tuttavia la grande cultura quella parola che Galli della Loggia dice debba pronunciarsi con cautela è stata sempre misurata in base ai successi ottenuti, alle cose realizzate, non solo alle demolizioni portate a compimento. Se potessi decidere il titolo di un contro editoriale penserei a: «Una cultura senza politica». Perché l'atteggiamento degli intellettuali in questi ultimi sessant'anni è stato o di sudditanza oppure di fiera opposizione, quasi mai di comprensione e collaborazione. E una cultura incapace di farsi politica rischia di volgersi al velleitarismo o farsi inutile e pedante piagnisteo. Galli della Loggia non sembra percepire, e neppure sembra voglia farne parte, lo stato nascente che contraddistingue la politica oggi. Anzi nega l'autonomia e il ruolo, pur embrionale, che molte fondazioni politiche a destra e a sinistra cominciano ad avere. E se queste fondazioni nascono in certi casi anche per espressione di un singolo politico, restano comunque luoghi di elaborazione autonomi in cui si sta preparando una nuova generazione di intellettuali e politici. Magna Carta di Gaetano Quagliariello, FareFuturo di Gianfranco Fini, la Free foundation di Renato Brunetta e Franco Frattini, Nova res publica animata anche da Giulio Tremonti, ma anche per esempio Formiche, o Arel di Enrico Letta, a settembre poi Erasmo3000 che seguirò in prima persona con Mariastella Gelmini, sono espressioni della migliore cultura politica nel senso vero del termine, cioè think tank che danno un sostegno alla politica, criticano l'esistente, producono progetti per il futuro. Scomparse le ideologie, i politici più seri sanno che non ci sarà possibilità alcuna di governo se l'azione politica non sarà sostenuta dalle idee a da una seria elaborazione culturale. Del resto il successo di un movimento politico come il Pdl non può spiegarsi senza tener conto anche dell'azione politica di un intellettuale nel senso più profondo del termine come Giulio Tremonti. Per quanto riguarda il resto, dico in succinto. Galli della Loggia cita alcune istituzioni storiche (la Treccani, la Crusca, i Lincei, la Dante Alighieri.) in grave difficoltà, il cui ruolo credo vada ripensato alla luce di come il mondo è cambiato. E su ogni proposta, lo ripeto, si può discutere. Secondo: Galli della Loggia si lamenta della mancanza di un progetto politico senza però tener conto dei risultati ottenuti in questo primo anno di governo. Innanzitutto, non ricorda la riforma del ministero dei Beni culturali, operante da pochi giorni, con l'istituzione di una Direzione per la valorizzazione, che va nel verso auspicato dal professore. Non più solo un'idea conservativo-museale, bensì un forte slancio verso la valorizzazione del nostro patrimonio. E poi, non apprezza il nostro tentativo di spezzare quel perverso legame tra cultura e politica, nel senso descritto sopra, che si fortifica attraverso il finanziamento diretto di alcuni settori della cultura (cinema, spettacolo.). Passare dal finanziamento diretto a quello indiretto mediante l'attivazione di sistemi di defiscalizzazione, muta radicalmente il panorama. Sono solo due esempi (e si potrebbe citare anche il settore della scuola e dell'università), ma da cui si può notare che le riforme dell'attuale governo non sono casuali, semmai sul solco di una cultura liberale e riformista che è sempre stata minoritaria e avrebbe bisogno di più comprensione, sia pure critica, anche da parte di quegli intellettuali che ne sono gli attenti custodi. Ne avremo bisogno, anche per fare meglio. Ministro per i Beni e le attività culturali © RIPRODUZIONE RISERVATA BEPPE GIACOBBE L'accusa L'atteggiamento degli intellettuali è stato o di sudditanza o di opposizione, mai di comprensione Le fondazioni A destra e a sinistra nascono think tank che danno sostegno alla politica, producono per il futuro I soldi Passare dal finanziamento diretto a quello indiretto di cinema e spettacolo muta radicalmente il panorama

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 10/08/2009 - pag: 2 L'intervista Silvia Costa, ex assessore regionale alla Formazione, eletta nel Parlamento europeo «Scuola, ora ci sono trasparenza e legalità» Dalle inchieste su corruzione e truffe ai rigidi controlli e alla trasparenza negli appalti. Ma anche tanti progetti contro la dispersione scolastica e per stimolare le donne ed i giovani a trovare lavoro. Senza dimenticare gli scontri con il ministro Gelmini. Ecco in sintesi 4 anni di lavoro di Silvia Costa (Pd), da ieri ex assessore regionale a Scuola e formazione, che ha scelto la strada da europarlamentare. Nel 2005 la magistratura scoprì nei suoi uffici «corsi fantasma» che poi causarono quattro rinvii a giudizio per Giorgio Simeoni, allora assessore alla Formazione delle giunta Storace e attuale deputato Pdl. Una situazione delicata. «È stato molto difficile riacquistare credibilità nelle istituzioni europee dopo gli scandali, ma credo che adesso ci sia un'aria nuova. Avevamo pesanti ritardi e carenze che oggi sono stati cancellati». Nel 2005 il Lazio era al penultimo posto in Italia (peggio aveva fatto solo la Calabria ndr) per la capacità di spesa e per la mancanza di trasparenza nell'uso delle risorse del Fondo sociale europeo. E oggi? «Oggi siamo tra le prime Regioni a spendere i fondi Ue e abbiamo moltiplicato i controlli e innalzato i parametri per accreditare gli enti di formazione. E c'è una task force di esperti che va a esaminare i requisiti: prima le verifiche avvenivano solamente on line ... ». È vero che la Ue aveva bloccato 200 milioni della programmazione 2000-2006 a causa delle truffe? «Sì, ma dopo avere controllato che era cambiato il metodo di programmazione e di assegnazione degli appalti, hanno sbloccato quelle risorse. E nella programmazione 2007-2013 abbiamo assegnato il 50% dei fondi per la formazione direttamente alla Province». Quali altre iniziative ha promosso con i fondi comunitari? «Abbiamo avviato progetti per la lotta alla dispersione scolastica e formativa attivando percorsi triennali integrati tra scuole superiori e professionali. In 4 anni abbiamo coinvolto 8 mila ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, che hanno ottenuto una qualifica professionale: così per loro sarà più facile trovare un lavoro. Inoltre in 4 mila sono tornati a scuola e si sono diplomati». Avete pensato al dopo laurea? «Abbiamo cercato di innalzare le competenze degli studenti nei settori dell'audiovisivo, nautica, logistica e turismo, attraverso la creazione di 13 poli formativi, composti da enti di ricerca, università, imprese e istituti tecnici e professionali». Di cosa hanno bisogno i giovani per trovare lavoro? «Hanno bisogno di tutela, ma soprattutto di opportunità e di formazione di qualità con politiche di accompagnamento e processi virtuosi per inserirsi». E la riforma del ministro Gelmini? «Quei tagli sono insopportabili. Così nell'istruzione la Regione si sta sostituendo al governo». Francesco Di Frischia © RIPRODUZIONE RISERVATA Strasburgo Silvia Costa, ex assessore

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Secondarie. (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-08-10 - pag: 9 autore: Secondarie. Il riordino di licei, istituti tecnici e professionali partirà dal 2010/2011 Ultimo anno per le «vecchie» superiori Le "vecchie" superiori hanno ancora un anno di vita, l'ultimo. Dall'anno scolastico 2010/2011, poi, scatterà la riforma Gelmini anche per loro. I nuovi percorsi liceali saranno sei (classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e coreutico, delle scienze umane) e daranno l'addio agli oltre 400 indirizzi sperimentali attivi fino a quest'anno. La novità più rilevante riguarda la possibilità delle scuole di attivare nel secondo biennio il percorso "scuola-lavoro" e gli stage in collaborazione con l'alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie). Un collegamento diretto al mondo del lavoro che darà la possibilità agli studenti delle superiori di mettere alla prova le proprie attitudini, come già avviene da diversi anni in altri paesi europei. Spariscono gli indirizzi sperimentali, ma vengono introdotte alcune opzioni: lo scientifico, per esempio, conterrà l'indirizzo "scientifico-tecnologico".All'artistico, invece, dopo un biennio di base si dovrà scegliere fra tre indirizzi: arti figurative; architettura, design e ambiente; audiovisivo, multimedia e scenografia. Nei licei delle scienze umane ( che sostituiscono il sociopsicopedagogico) potrà essere attivata una sezione economico-sociale. Gli studenti dei licei si troveranno, dal prossimo anno, alle prese con più ore di latino (al classico, allo scientifico, al linguistico e al liceo delle scienze umane) e più ore di matematica, fisica e scienze. Novità anche sul fronte delle lingue straniere: nei licei classici l'insegnamento sarà esteso a cinque anni, mentre al linguistico ci saranno tre lingue straniere. Dalla terza liceo, inoltre, un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera. L'anno scolastico 2010/2011 vedrà anche il riordino degli istituti tecnici: dagli attuali 10 settori e 39 indirizzi si passerà a due settori (economico e tecnologico), con rispettivamente due (amministrativo, finanza e marketing; turismo) e nove indirizzi (meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio). Anche chi si iscriverà a un istituto tecnico dovrà fare i conti con un maggiore numero di ore di inglese e di laboratorio. La riforma non dimentica gli istituti professionali, non risparmiati dal taglio-Gelmini, che ha sfrondato gli attuali 27 indirizzi. I nuovi istituti professionali si articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai due settori corrisponderanno in totale sei indirizzi: servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica; servizi socio- sanitari; servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; servizi commerciali; produzioni artigianali e industriali. Fr.Mi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Doposcuola a pagamento, si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Vicenza))

Argomenti: Scuola

Doposcuola a pagamento, si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa Lunedì 10 Agosto 2009, La nuova riforma Gelmini riduce il tempo scuola innescando problemi impellenti soprattutto se entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. ma anche non c'è tempo per i ragazzini in difficoltà. Nessun problema, la scuola, come sempre, trova subito il rimedio. In effetti a tutti gli alunni di quinta elementare e di 1. e 2. media, praticamente a quanti frequenteranno le medie l'anno prossimo, è stata consegnata una comunicazione in cui si avvertono le famiglie che è possibile organizzare per il prossimo anno un doposcuola, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18, compresa anche la mensa. Per avviare questa attività, è necessario raccogliere le possibili adesioni. "La proposta ci è stata offerta dalla cooperativa "La goccia" di Marostica - precisa Rachele Curto, dirigente scolastico del locale istituto comprensivo - che mette a disposizione un educatore professionale che sarà coadiuvato da due operatori competenti per assistere i ragazzi, suddivisi in gruppi da 12, nello svolgimento di compiti, nelle attività di studio e di laboratori, nei momenti ludici". Il costo di partecipazione alla attività sarà di 50 euro a settimana, esclusa la spesa per la mensa. "Prima di procedere allo studio di fattibilità organizzativa e finanziaria - spiega ancora la preside - è opportuno conoscere le eventuali adesioni, completando il questionario allegato all'informativa". Pio Brotto

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PROVINCIA PZ, CONSIGLIO APPROVA SCHEMI CONVENZIONE POIS (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 10-08-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA PZ, CONSIGLIO APPROVA SCHEMI CONVENZIONE POIS 10/08/2009 18.51.20 [Basilicata] Sono stati approvati all’unanimità , nella seduta di Consiglio provinciale di Potenza che si è¨ svolta oggi, gli schemi di convenzione per la costituzione e il funzionamento della partnership istituzionale dei Piani di offerta integrata di servizi (Pois). Nella sua relazione, l’assessore alla Edilizia scolastica Rosaria Vicino ha illustrato all’assemblea finalità , linee di intervento e ambiti territoriali dei Pois, soffermandosi, in particolare, sulla “Polifunzionalità  e l’allungamento dei tempi di apertura delle scuoleâ€, che prevede interventi di miglioramento strutturale e funzionale dei plessi scolastici esistenti per elevare l’accessibilità  e la fruibilità  da parte degli operatori e degli studenti, innalzare l’efficienza energetica e la sicurezza ambientale e sostenere l’introduzione di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Nel corso del dibattito, i consiglieri di maggioranza Vittorio Prinzi (Idv), Michele Sonnessa, Tommaso Samela e Gerardo Ferretti del Pd e Ivan Santoro (Sinistra per la Basilicata) hanno sottolineato l’importanza dei Pois come primo passo verso l’attuazione della idea delle città -comprensorio e quali strumenti per far assurgere alla Provincia un ruolo guida dei territori, che diventeranno sempre più¹ protagonisti delle proprie scelte, attraverso la realizzazione di progetti qualificanti e innovativi e la valorizzazione dell’apporto del privato-sociale. Sul fronte opposto, i consiglieri di minoranza Aurelio Pace (gruppo misto) e Antonino Capuano, Michele Destino e Severino Notarfrancesco del Pdl, pur esprimendo voto favorevole al provvedimento, hanno contestato l’individuazione degli ambiti territoriali ricalcati sulle vecchie Asl e la mancata previsione di organi di controllo e di indirizzi precisi su cui muoversi. Nella sua replica, il presidente della Giunta provinciale Piero Lacorazza ha rimarcato l’importanza di un voto unanime sui Pois, che “consentirà  alla Provincia di avere un ruolo chiave non solo sull’asse VI dell’inclusione sociale, ma nel prossimo futuro anche su quello riguardante il turismo. Credo sia necessario impiegare risorse, facendo i conti con la riorganizzazione del sistema scolastico. Questo confronto dovrà  assumere posizioni determinanti nella sfida contro i tagli posti in essere dalle riforme dei ministri Tremonti e Gelmini. La responsabilità  e la gravità  di quelle scelte ricade sull’operazione di vera e propria mattanza messa in campo in questi giorni dall’Ufficio scolastico regionale, con un taglio di circa 800 posti di lavoro, basato su parametri meramente ragionieristici, che non tengono conto delle specificità  del territorioâ€. Ha accolto il consenso unanime dell’assemblea anche l’istituzione della Commissione speciale per lo Statuto e il regolamento e la nomina dei relativi componenti. “Si tratta di una commissione paritetica che rimarrà  in carica un anno – ha spiegato il presidente del Consiglio provinciale Palmiro Sacco – composta da 7 rappresentanti della maggioranza e 7 della minoranza, che lavorerà  per ottimizzare regolamento e Statuto del Consiglio provinciale, in un’ottica di confronto e massima apertura possibileâ€. Fanno parte della Commissione, presieduta da Sacco, i consiglieri di maggioranza Sperduto, Gammone, Ferretti, Robortella, Nella, Calabrese e Tarantino e i consiglieri di minoranza Giannasio, Destino, Notarfrancesco, Dileo, Cupparo, Capuano e Costanzo. la presidenza affidata a Sacco. L’assemblea ha approvato all’unanimità  anche due ordini del giorno contro la chiusura dello stabilimento Lasme di San Nicola di Melfi che occupa 180 lavoratori e la Caserma del 91° Battaglione Lucania di Potenza, poiché© si tratta dell’unica struttura militare presenti in Basilicata. Si è¨ passati quindi alla discussione delle linee programmatiche di governo del presidente della Giunta provinciale, su richiesta dei gruppi di minoranza. Il capogruppo del Pdl Giuseppe Morero ha sollecitato l’Amministrazione provinciale per la messa in campo di azioni rivolte ai giovani “per bloccarne l’emigrazione, coltivare in loco i loro progetti, permettere a tutti l’accesso universale a internet veloce e garantire un sostegno economico a chi vada a studiare in scuole di eccellenze e poi torni in Basilicata per prestare la propria esperienza quiâ€. Il capogruppo Biagio Costanzo (Fdc), riprendendo il concetto della relazione programmatica della “eccellenza nella ordinarietà â€, ha preteso particolare attenzione su questo aspetto e un taglio degli sperperi. E ancora il consigliere Destino ha richiesto “un interesse particolare della Provincia sulle infrastrutture e viabilità , per favorire lo sviluppoâ€, mentre il consigliere Pace ha proposto “l’avvio di un contenzioso con la Regione per far sì¬ che questa lasci la gestione effettiva alla Provincia stessa, l’apertura della Biblioteca provinciale e di mettere in condizione l’Ente di puntare su energia, ecologia e government, magari rendendo le scuole autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso dei pannelli solariâ€. Il capogruppo Prinzi (Idv), da parte sua, ha ripreso l’allarme del presidente sul problema dei tagli alle scuole, chiedendo “una partecipazione di tutti per evitare la chiusura degli istituti scolastici che porterebbero alla fine dei comuni e della nostra civiltà , puntando sulla soluzione intelligente dei campusâ€. Nella sua replica, il presidente Lacorazza ha spiegato che “non dobbiamo porci nei confronti di Regione e Comuni con un contenzioso, ma realizzando dei progetti, in sinergia con il massimo Ente regionale, così¬ come abbiamo fatto in questo mese, per la viabilità  e l’edilizia scolastica. La stessa riapertura del primo e secondo lotto della strada Oraziana è¨ frutto di questo rapporto di collaborazione. Quanto alle scuole, câ€™è¨ già  l’idea di valorizzare gli istituti scolastici come leva per la bioedilizia, sia per la riduzione dei consumi, sia per l’approvvigionamento e l’efficienza energetica. Su questo settore, la relazione con l’Università  e i centri di ricerca può² consentire spazi di lavoro. Infine, riguardo al tema dei rifiuti – ha concluso Lacorazza - l'Amministrazione provinciale intende muoversi su due binari. Il primo riguarda il potenziamento dell'opera di controllo e vigilanza rigorosa nel rispetto dell'ambiente e il completamento dell'impiantistica per il ciclo integrato dei rifiuti, a cui la Provincia, grazie anche alle positive relazioni con Regione e Comuni, sta lavorando intensamente per accelerare l'attuazione del piano provinciale dei rifiuti. Il secondo obiettivo è¨ quello di utilizzare la leva straordinaria dell'arte e le risorse pubbliche ad essa destinate per promuovere una vera e propria cultura della raccolta differenziata''. Infine, l’assessore al Bilancio Vito Di Lascio ha dato comunicazione di un prelevamento dal fondo di riserva dell’esercizio finanziario 2009 per integrare degli stanziamenti di spesa corrente pari a oltre 300 mila. (bas - 04)

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