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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Allarme rosso
l'Italia si sfascia ( da "Borsa(
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini acconsente.
(AGR) DIALETTO,
AUTILIO: BOCCIATE PROPOSTE BOSSI
( da "Basilicanet.it" del 02-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del Ministro Gelmini, e addirittura auspica un Festival di Sanremo con canzoni in dialetto, le Regioni sono fortemente impegnate ad affermare il principio di indirizzi unitari della pubblica istruzione del Paese per rafforzare la competitività dei nostri giovani in Europa e nel mondo e a sostenere una Legge Quadro sullo spettacolo che non ha niente a che fare con la â?
Quattro giovani
trovati
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini nella nostra provincia e adesso i dati parlano da soli e sarebbe financo superfluo commentarli». Per Ingrao «gli effetti di questi tagli indiscriminati sono facilmente intuibili sul piano della qualità del servizio scolastico che sarà assicurato ai nostri alunni: classi sovraffollate, difficilmente gestibili dal punto di vista educativo e didattico in un contesto ambientale,
E la Cgil
annuncia:
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha autorizzato 16.000 ammissioni in ruolo; alla provincia di Caltanissetta, sulla base di questi dati, verrebbero assegnati non più di 80 posti per Ata e docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola». Una stima che, secondo Mimma Castronovo, appare del tutto inadeguata rispetto a quelli che sono i bisogni,
L'inventore
casalese ricevuto dai ministri
( da "Stampa, La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ipsia Calvi di Sannazzaro de' Burgondi, dai ministri Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo a Palazzo Chigi: ha partecipato alla firma della carta di intenti che legherà i ministeri della Pubblica istruzione e dell'Ambiente alla scuola, per un maggiore impegno nell'educazione ambientale e nello sviluppo sostenibile.
A ROVATO La cava
ed i tempi di autorizzazione nVorremmo portare all'...
( da "Giornale di Brescia" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 28 luglio 2009 dal ministro Gelmini, con oltre 6 mesi di ritardo. A dispetto degli annunci mediatici del «Pacchetto Università» del 24 luglio, in cui venivano annunciati criteri di valutazione basati sui tanto auspicati principi di trasparenza e meritocrazia, rimaniamo sconcertati di fronte ad un Decreto ministeriale che nulla cambia rispetto ai precedenti criteri di valutazione,
Un terzetto in
cerca di riscatto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piccola variazione di nome per la seconda squadra che disputerà il campionato di C con la denominazione di Junior Bassa Bresciana. In panchina ancora Maurizio Bonaldo affiancato da Gian Angelo Gelminia . A Ospitaletto, come scritto nell'articolo in basso, la novità è l'allenatore: il figiano Vodo.
Università
d'Italia Del domani non c'è certezza
( da "Unita, L'" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha detto il ministro Gelmini, ma non è chiaro chi e come ha stilato la classifica degli atenei. E i tagli favoriranno gli studenti più ricchi, specie al Sud. Ha fatto molto rumore l'annuncio dato dal ministro dell'università Mariastella Gelmini che il merito sarebbe stato finalmente premiato e, a partire da quest'anno, il 7% del Fondo di funzionamento ordinario (
Prove di accordo
sull'assegno mensile ai precari della scuola
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, nel decreto anti-crisi, che è stato approvato ieri dal Senato. Martedì prossimo ci sarà un incontro tra ministro e sindacati, in occasione del quale verranno rivelati i dettagli del provvedimento. Non è escluso che in quell'occasione vengano fornite indicazioni anche sui contenuti della convenzione.
Fissate le nuove
regole per la gestione dei concorsi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: combine introdotto dal decreto Gelmini che, per combattere abusi ed esiti pilotati, ha eliminato la prova orale e incaricato il ministerodi fissare i criteri per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni ( prima lasciatiall'autonomia delle commissioni). Il regolamento appena pubblicato dal Miur chiede alle commissioni di valutare «analiticamente »
Arrivano le
immissioni in ruolo: una miseria secondo le organizzazioni dei precari
( da "Blogosfere" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Comunicato MIUR Gelmini: confermata linea del Governo. Risorse in cambio di riforme Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca rende noto che è stata autorizzata, per l'anno scolastico 2009/10, l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8.
Licei musicali
Parma potrebbe fare da apripista
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite.
Nelle graduatorie
c'è qualità e qualità ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: primi passi reali e i tecnici del ministero e delle università sonoal lavoro sulle classifiche diffuse dal ministro Gelmini la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio) e stilate in base ai parametri attualmente disponibili ed elencati in dettaglio nel grafico qui sopra. Come si può vedere, solo la metà di questi parametri rientra effettivamente sotto la voce «qualità».
Il tetto alle ore
taglia le lauree inutili ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il tetto alle ore taglia le lauree inutili Al massimo 120 per ogni docente di ruolo: è la ricetta delle linee guida Gelmini PAGINA A CURA DI Gianni Trovati Nella sua lunga lotta contro i corsi di laurea "inutili", duplicati o disertati dagli studenti, contro i curricula fantasiosi e la moltiplicazione degli insegnamenti, il ministero dell'Università cambia strategia.
Il barone sfugge
all'anagrafe ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo le previsioni del decreto Gelmini di novembre, avrebbe dovuto passare al setaccio l'attività di tutti i professori universitari, per mettere nel mirino chi da anni occupa una cattedra senza dare più notizia di sé con pubblicazioni scientifiche di qualche rilievo. A questi docenti "in sonno" il decreto Gelmini chiude le porte delle commissioni d'esame e,
Ecco i prof che
insegnano gratis ( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ormai nota classifica resa pubblica dal ministro Gelmini - utilizza con buona "parsimonia" uno strumento amministrativo comunque abbastanza indecoroso. Se si sommano docenti e ricercatori esterni con i manager delle industrie che vengono a insegnare - mettendo in contatto studenti e mondo lavorativo - si arriva a un 16% di incarichi esterni gratuiti su un totale di 400 contratti.
Da Gelmini a
Serracchiani, l'estate presa di petto
( da "Affari Italiani (Online)" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha cominciato a mettere mano seriamente a scuole e università con provvedimenti anche rivoluzionari per il nostro paese (vedi la ripartizione dei fondi alle università virtuose), conquistando consensi e muovendosi con sicurezza. Non è da meno la sua collega, Stefania Prestigiacomo, alla quale Tremonti e Calderoli hanno provato a mettere i piedi in faccia infilando nel decreto
Lotta agli
infortuni, l'Anmil applaude il decreto del Governo
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Sacconi rappresenta un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso manifestando la volontà di impegnarsi concretamente sul fronte della lotta alla piaga degli
Atenei dimagriti,
il Pdl approva ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-08-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: degli effetti della Riforma Gelmini, più volte contestata durante il periodo scolastico, sia dagli insegnanti, che dagli studenti. A un anno dai decreti è il momento di tirare le somme per un bilancio. A farlo sono i Giovani del Partito della Libertà che nel complesso danno una lettura positiva dei primi effetti della Riforma della scuola che sta riguardando ogni ordine e grado,
Licei musicali:
Parma potrebbe fare da apripista
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio percorso di studi per non perdere le competenze acquisite.
Nuovo piano
scolastico, regione Marche contro Governo
( da "Sestopotere.com" del 03-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sollevato dalla Regione al Ministro Gelmini in ogni utile occasione, anche con una lettera ufficiale che ho inviato a marzo. Ma il Ministro resta chiusa a qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire ' non c'e` peggior sordo', a meno che non si tratti di disponibilita` finanziarie da mettere in campo per 'aiutare' sulla questione precari o personale gia` fuori dagli organici (
Se dovessero
abortire gli uomini Come assistente sociale conosco il dramma di una donna
ch... ( da "Stampa, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: VIGEVANO Libri costosi e portafoglio vuoto Credevo che la saggia disposizione del ministro Gelmini «i libri non devono essere cambiati ogni anno scolastico» fosse ormai cosa fatta. Nossignore: i professori, motivando la loro richiesta (ha stabilito un Tar), possono ora continuare a chiedere nuovi libri: da acquistare ovviamente a caro prezzo.
Officina e
fornelli per i pluribocciati delle scuole medie
( da "Stampa, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiarazioni estive del ministro Gelmini vanno in questa direzione. Ma in Piemonte, un progetto regionale dedicato ai pluriripetenti - gli «irriducibili», ragazzi ai quali essere bocciati e ribocciati poco importa - va controcorrente: si ostina a cercare di recuperarli, di fargli prendere la licenza media, avviandoli al tempo stesso verso una formazione professionale che possa evolvere,
Scuola, Eccli
torna a fare il preside ( da "Alto Adige" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il suo rapporto con Mariastella Gelmini è tra l'altro di notevole cordialità e il ministro è tornata di recente a farsi viva. Mariastella Gelmini, che da tempo ha chiesto a Durnwalder di trovare l'intesa su un altro nome, ha rispedito a Palazzo Widmann una lettera di questa primavera che contiene, tra l'altro, l'indicazione di alcuni nominativi che troverebbero il suo gradimento.
"Zingaro"
della cattedra da otto anni
( da "Citta' di Salerno, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro le riforme Gelmini - Tremonti - Brunetta che "hanno confermato tutti i loro provvedimenti a danno della scuola pubblica statale, mantenendo i tagli, tornando indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico -pedagogico, diminuendo il tempo scuola e confermando l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula",
Il liceo
linguistico cittadino attende notizie dal ministro
( da "Cittadino, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la partita è rimasta strettamente legata alla definizione della riforma Gelmini, al fine di non rischiare di puntare il tutto e per tutto su indirizzi a rischio di essere poi cancellati dalle nuove disposizioni ministeriali. Pertanto, se nei prossimi anni le occasioni potranno crescere, al momento non si sa ancora in che termini.
colazione
all'aquila con le first ladies
( da "Centro, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mi ha fatto piacere il commento del ministro Gelmini: «Non ho mai mangiato un baccalà così strepitoso». E non mi è rimasto il complimento, ma la sua vera meraviglia di fronte a un ingrediente che probabilmente non aveva mai trovato molto avvicinabile. Anche in questo c'è l'Abruzzo: una terra rustica, forte, ma allo stesso tempo gentile, femminile quasi.
ripetenti, corsi
di recupero a rischio - ottavia giustetti
( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dispersione scolastica è a rischio con la riforma Gelmini. Il progetto «Laboratori scuola formazione» dell´assessorato regionale all´Istruzione (obiettivo: seguire con corsi di recupero i pluri ripetenti della scuola media e aiutarli a conseguire la licenza), che è partito in forma sperimentale e con successo lo scorso anno, potrebbe subire già uno stop o un ridimensionamento nel 2009-
la scuola del
dialetto non conosce la continuità - franco buccino
( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se non fosse che
scontro
comune-provveditore sui tagli alle sezioni tempo pieno - ilaria venturi
( da "Repubblica, La" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Qui, oltre ai tagli del ministro Gelmini e del governo che sono drammatici, sono in gioco le relazioni istituzionali. A maggio ci hanno detto che sarebbero saltate dodici sezioni a tempo pieno alle elementari, un taglio che coinvolge trecento famiglie, ma da allora non abbiamo nessun dato».
Formazione per i
futuri lavoratori ( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ai quali si sono riferiti i ministri Sacconi e Gelmini, dando risposte concrete ai numerosi interrogativi di chiarimento sull'articolato del decreto, riprendendo temi essenziali come la progettazione programmata di studi e sperimentazioni da far assumere negli istituti tecnico-professionali per formare alla sicurezza i futuri lavoratori.
Prevenzione
infortuni sul lavoro, il T.u. è legge
( da "Italia Oggi" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e l'onorevole Sacconi, al termine del consiglio dei ministri, a richiamare la necessità di una preparazione specifica sul tema della prevenzione, sorretta da un ciclo formativo polivalente, nelle scuole di ogni ordine e grado». È questa, secondo il segretario generale, la via da seguire, nella quale non sono affatto estranei i programmi ministeriali e la didattica di riferimento.
Quattro studenti
d'eccellenza ( da "Arena, L'" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Queste competizioni nate da una legge del 2007 e confermate dal recente decreto presentato dal ministro Maria Stella Gelmini, stabiliscono che vengano premiati gli studenti in considerazione della votazione conseguita nell'esame di Stato conclusivo del corso di studi, e in base alla migliore classificazione in «competizioni basate su procedure di confronto nazionali e internazionali».
I Vigili del fuoco
al mondiale di rugby ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Grande l'apporto di Brescia alla nazionale con Piotti dal Desenzano, Gelmini dalla Bassa Bresciana e Romano dal Calvisano. In attesa di una maglia azzurra Mandelli in forza al Parma, Bosna, Gabba, Ravazzolo del Brescia e Costantini del Piacenza. Tra un anno Brescia dovrebbe ospitare il «6 nazioni» dei Vigili del fuoco.
La sinistra dica
qualcosa sulla scuola ( da "Riformista, Il" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: furbissima Gelmini fa le sue "riforme" a scuole rigorosamente chiuse, un po' perché, purtroppo, la centralità dell'istruzione (e della formazione) non è nelle sue corde. Centralità democratica e, secondo me, perfino di civiltà. L'ultima sortita del lascivo ministro (che ha appena fatto a pezzi quel che resta dell'università) è una sostanziale apertura alle ipotesi leghiste sul "
11:10 AGENDA
APPUNTAMENTI ( da "Agi"
del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4 AGOSTO - Roma: Scuola - Il ministro Maria Stella Gelmini incontra i Segretari generali dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda, Anp (Miur, ore 15). 7 AGOSTO - Rispescia (Grosseto): Festambiente - Si apre la 21.ma edizione del festival internazionale di ecologia e solidarieta' promossa da Legambiente.
SCUOLE ISOLA
D'ELBA: ALLARME ORGANICI ( da "Blogosfere" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ecco allora scattare la lettera-denuncia indirizzata al Ministro Gelmini, agli Uffici scolastici di Livorno e della Toscana, ma anche ai Presidenti di Provincia e Regione e all?Assessore regionale all?istruzione Simoncini, decisa dal Consiglio d?Istituto dell?I.S.I.S. Foresi di Portoferraio, di cui Gaudenz è il presidente.
Bologna, tagli
alla scuola: comune Bologna protesta
( da "Sestopotere.com" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: obiettivo di evitare i disastri che i tagli della
Gelmini sono destinati a produrre nel tempo, a partire dal 7 di settembre, giorno
di apertura di nidi e materne>.
SCUOLA: GELMINI,
DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA
( da "Adnkronos" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA: GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA ultimo aggiornamento: 04 agosto, ore 18:20 commenta 0 vota 0 invia stampa Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - Assunzioni e immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno scolastico.
TAGLI ATA,
PROVINCIA MT: PARI DIGNITÀ CON PROVINCIA PZ
( da "Basilicanet.it" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini sta debellando il fenomeno del precariato a spese dei lavoratori. Infatti, le pesanti riduzioni del personale metteranno in ginocchio il sistema scolastico insieme alle famiglie già colpite dalla recessione in atto. A sostegno dei diritti di queste persone e delle proprie famiglie, l'Amministrazione provinciale rivendica un trattamento di pari dignità
SCUOLA. GELMINI:
"SEDICIMILA ASSUZIONI TRA DOCENTI E PERSONALE ATA"
( da "AgoPress" del 04-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha incontrato oggi i segretari generali dei sindacati della scuola. Nel corso della riunione il ministro ha confermato per il prossimo settembre l?assunzione di 647 dirigenti scolastici, l?immissione in ruolo di 8mila docenti e l?assunzione di 8mila unità di personale Ata.
Fondazione Biagi,
fuori Tiraboschi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come consulente dei decreti di Brunetta e della Gelmini, ha sempre guardato con insofferenza il mondo degli economisti modenesi, schierati compattamente col centro sinistra. E una volta che le incomprensioni hanno superato il livello di guardia. la catena di dimissioni è stata una reazione scontata.
Nuovo
sovrintendente, spunta anche Mariani
( da "Alto Adige" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rosa di nomi sottoposta dal ministro Gelmini al presidente Durnwalder per l'intesa sul nuovo sovrintendente. Con questo passaggio di carriera le sue quotazioni diventano più alte». La giunta provinciale nel luglio 2008 aveva scelto Ivan Eccli e la situazione non si sblocca. Secondo Michaela Biancofiore è già partita dal ministero una ulteriore lettera di sollecitazione a Durnwalder.
I sindacati:
l'avvio scolastico sarà difficile
( da "Secolo XIX, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: gelmini ROMA. Sulla scuola italiana resta l'incognita
dei tanti precari che rischiano di restare fuori dal mondo del lavoro, tanto
che sia
il decreto taglia
una classe di terza media ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in base al decreto Gelmini, verrà soppressa. Gli alunni sono meno di 18, così la classe non viene formata poiché dopo lo scrutinio è risultata avere il minor numero di alunni (15) rispetto alle altre due terze. «I nostri figli», dice un genitore, «sono stati penalizzati dal nuovo edificio scolastico.
Metà stipendio per
chi sarà disoccupato dal 1 settembre
( da "Stampa, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: annunciato il ministro Gelmini ai sindacati. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di «disponibilità» presentati alcuni mesi fa. «Manca ancora un testo scritto che definisca le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - anche se il ministro ci ha promesso che dopo l'
i soldi agli
insegnanti ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il coordinamento sindacale ha scritto al ministro Gelmini, rivolgendo un appello anche al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro Tremonti. I 20 milioni di euro destinati al personale saranno utilizzati per i moduli provvisori. Il Comitato sindacale permanente creato dopo il sisma riunisce Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, Fed.
Atenei pronti al
cambiamento ( da "Italia Oggi" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione e università Mariastella Gelmini.Domanda.
Partiamo da questa novità.Risposta. Alla luce della prossima riforma che
riguarderà le procedure di reclutamento e progressione di carriera, la
semplificazione della governance,
ALME' Michael
Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in
matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con
immensa gioia da t ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti i familiari, parenti e amici --> Mercoledì 05 Agosto 2009 AGENDA, pagina 46 e-mail print ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa
Laici, cattolici e
la forza del dubbio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini si laurea in Lombardia e va a fare l'esame di stato a Catanzaro (dove, in quegli anni, il tasso di promozione era del 90%). Forse il ministro dovrebbe astenersi dal pronunciare con tanta insistenza parole come merito, rigore, serietà.
Per i precari soluzione
rinviata di un mese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, nell'incontro di ieri con i sindacati, preoccupati per la bocciatura dell'emendamento proposto dal ministro nel decreto anti-crisi, a causa dell'opposizione dell'Economia che temeva un aggravio per la spesa pubblica. Il provvedimento legislativo conterrà le regole per il riconoscimento del servizio e per la priorità sulle supplenze.
I 3.529 cento e
lode In Puglia il doppio che in Lombardia
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10
Maturità, ecco i
ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
La
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola BARI Prende spunto dal santino dedicato a Maria Stella Gelmini, attuale ministro della pubblica istruzione, il pamphlet Beata Ignoranza (edito da Fandango) che verrà presentato questa sera, alle 19.30, nella Taberna Libraria a Martina Franca. Autore dello scritto dai toni polemici è lo scrittore Cosimo Argentina, nato a Taranto nel 1963 e trasferitosi in Brianza dal 1990.
I 3.529 cento e
lode In Puglia il doppio che in Lombardia
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10
Maturità, ecco i
ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
I 3.529 cento e
lode In Puglia il doppio che in Lombardia
( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10
Maturità, ecco i
ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode
( da "Corriere del Veneto" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: certo peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate, dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Gelmini in un modo sconcertante ha affermato che la scuola d'infanzia non è una scuola dell'obbligo e non si sente in dovere di finanziarla. Mi sembra oltremodo oltraggioso non solo per l'interesse dei cittadini ma anche per le istituzioni che rappresentano lo Stato sul territorio che si possano dare risposte di questo tipo »
tagliata una prima
media a sant'onofrio ( da "Centro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onofrio Decreto Gelmini, proteste per lo spostamento degli alunni a Campli CAMPLI. Anche a Campli il decreto Gelmini taglia classi e insegnanti. In base ad una nota della direzione dell'istituto comprensivo di Campli, nell'anno scolastico 2009-2010 verrà a mancare una classe prima media nel plesso scolastico di Sant'Onofrio.
Gelmini, 16 mila
assunzioni ma per i sindacati sono insufficienti
( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini, nel corso dell?incontro di oggi con i Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il prossimo settembre l?assunzione di 647 dirigenti scolastici, l?immissione in ruolo di 8mila docenti e l?assunzione di 8mila unità di personale Ata.
Pieni voti a 3.529
studenti: al Sud la gara dei voti più alti Gelmini:
Argomenti: Scuola
Abstract: posto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,
Col nuovo anno
tornerà l'onda studentesca anti-Gelmini
( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La maturità e il
merito ( da "Blogosfere" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: perchè il Ministro Gelmini coordinato dal Ministro Tremonti ha operato solo tagli, molti tra l'altro proprio dove c'era una scuola che non era così in ritardo con il resto d'Europa, la scuola primaria. Anche le università migliori utilizzano test e non i risultati della maturità per l'ammissione, così anche se hai preso cento non è detto che potrai accedere alla Bocconi,
Riforma, docenti
di ruolo in esubero ( da "Denaro, Il" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto dei tagli voluti dal ministro Gelmini: quattro le classi di concorso in esubero e 38 professori di ruolo che non trovano una sede nelle scuole medie e istituti comprensivi di Terra di Lavoro. In particolare gli insegnamenti in esubero dopo i movimenti sono: educazione fisica (classe di concorso A030), musica (A032), tecnologia (A033),
Scuola, ancora
aperto il confronto sui prof precari
( da "Avvenire" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sindacale ha chiesto ieri al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. All'ordine del giorno le «problematiche relative alle assunzioni in ruolo e al precariato», che diventano sempre più urgenti alla luce dei tagli programmati dalla Finanziaria. E dal ministero è giunta la rassicurazione che «il governo sta lavorando per garantire continuità didattica agli studenti,
Trovata l'intesa
per salvare i precari ( da "Stampaweb, La" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso responsabile del dicastero di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un testo scritto che definisce le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega ad Apcom Domenico Pantaleo,
Il decreto sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro è un grande passo avanti contro gli infortuni
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Sacconi rappresenta per l'Anmil non un punto di arrivo, ma anzi un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo si è mosso fino ad oggi manifestando la volontà di impegnarsi
Maria Antonietta
ha deciso ! Non pane, non brioches... solo Kleneex per asciugare le lacrime
( da "Blogosfere" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordato dal Mef, è stato comunicato ai sindacati dal ministro Gelmini durante il confronto tenuto a viale Trastevere il 4 agosto (quindi ad anno scolastico terminato e con il 90% del personale in ferie) per affrontare le problematiche connesse con le migliaia di precari che dal prossimo anno rimarranno disoccupati.
Modena, IV fase
dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est
( da "Sestopotere.com" del 05-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: via Gelmini, via Gottardi, via Araldi e via Emilia, con successivo rientro in rotatoria, da cui sarà possibile proseguire in direzione Nord o verso Bologna. Il traffico in tangenziale direzione Nord - Sud verrà deviato sulla rotatoria e, insieme al traffico proveniente da Bologna in direzione Abetone/Vignola,
Sulla scuola
mantovana arriva la scure dei tagli: mancano 140 insegnanti
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: convocato dal ministro Gelmini, i vertici del
sindacato nazionale hanno ribadito l'inadeguatezza del numero di assunzioni in
pianta stabile di insegnanti, bidelli e collaboratori scolastici. «A Mantova -
spiega la componente della segreteria della Flc-Cgil - le assunzioni in ruolo
dei docenti saranno
Tiraboschi fuori
da ogni incarico ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: docente non è più direttore scientifico La direttrice
Gelmini: «L'operatività non è in discussione» «
Terme di Boario:
Paola e Chiara ospiti del festival che cerca talenti
( da "Giornale di Brescia" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex Stefano Gelmini Band) di Sabbio Chiese, Federica Lonati di Brescia, Sara Rossi di Calvisano, Giulia Valotti di Lonato, Mario Soregaroli di Quinzano e Fabio Campedelli di Zevio (Verona). Al termine della serata, un concorrente verrà eliminato. Il concorso proseguirà, sempre nel parco delle Terme, il 21 agosto con Simone in qualità di ospite.
L'esempio del
Trentino serve all'Italia ( da "Adige, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e Gelmini L'esempio del Trentino serve all'Italia TRENTO - A Roma il presidente del Coni Gianni Petrucci e la ministro Maria Stella Gelmini hanno annunciato - titolo sulla Gazzetta dello Sport di questo tenore «Sport dalle elementari il progetto decolla» - che è stato segnato lo storico passo per diffondere l'attività motoria ai più piccoli.
Chiusi i lavori
per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone
(nella foto, la sede) ( da "Adige, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gregorio Vivori Agostini, Andrea Gelmini, Nadia Zorzi, Luchak Nadiya, Elena Baron. Commissione informazione, gemellaggi e decentramento amministrativo. Presidente : Domenico Fadanelli. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Mariapia Fogarolli, Massimo Baldessari. Per la minoranza: Stefania Cerato.
Dialetto nelle
scuole: facile a dirsi, meno a farsi
( da "Secolo XIX, Il" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini non veda male l'introduzione dei dialetti (ma perché non chiamarli lingue regionali?) nelle scuole. Ho già ricordato, su queste pagine, la dignità culturale di saperi linguistici, di tradizioni artistiche e letterarie, di costumi che lo Stato nazionale quasi aveva relegato in soffitta anche se non si lasciavano cancellare tanto facilmente.
sedioli:
"docenti in più? no, solo precari stabilizzati"
( da "Repubblica, La" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti in Emilia Romagna come annunciato dalla Gelmini? Non proprio: sono precari che vengono assunti in ruolo. Una buona notizia, ma che non influirà sulla drammatica situazione dei tagli. «Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte - protesta l´assessore regionale alla scuola Giovanni Sedioli - i 616 insegnanti in più per l´
Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>(
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro
Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma
o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede
l'espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice
Albertina Soliani: «La legge
Biancofiore dura
Argomenti: Scuola
Abstract: «Vedendo i curricola, il ministro Gelmini ha ritenuto che Ivan Eccli avesse minori titoli di altri tuona Biancofiore Con la sua nomina politica, Tommasini rovina la scuola di lingua italiana. Durnwalder dovrebbe togliergli le deleghe» . A PAGINA
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha deciso di premiare il merito. Durnwalder dovrebbe togliere le deleghe al suo vice» BOLZANO Ora che è quasi ufficializzata la nomina di Ivan Eccli alla Sovrintendenza scolastica, lo scontro tra Michaela Biancofiore, la deputata del Pdl che si è messa di «traverso», e l'assessore competente Tommasini,
Bocciati record? I
presidi:
Argomenti: Scuola
Abstract: Tutta colpa della Gelmini» Indice puntato sulla riforma: l'anno prossimo andrà ancora peggio VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad un 2,6% di bocciati un aumento dei non ammessi all'
Bocciati record I
presidi:
Argomenti: Scuola
Abstract: Colpa della Gelmini» VERONA Maturità con record dei
bocciati? La colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che
non studiano. I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di
Stato che ha visto oltre ad un 2,6 per cento di bocciati un aumento dei non
ammessi all'esame,
Argomenti: Scuola
Abstract: che chiede al ministro Maristella Gelmini quali misure
adotterà «per garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di
assistenza e di istruzione alle famiglie del Veneto ed alla popolazione
scolastica dai tre ai sei anni per il prossimo anno scolastico». Secondo i
parlamentari sarebbero
S ignor
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 1 Lettera al ministro Gelmini Dante e Verga? Non li voglio Mi son de Trieste di CLAUDIO MAGRIS S ignor ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione ad ogni livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese,
Ministro, cambiamo
i programmi: El moroso de la nona invece di Dante
( da "Corriere.it" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lettera aperta alla gelmini Dante e Verga? Basta. Mi
son de Trieste Ministro, cambiamo i programmi: «El moroso de
Una scuola a
lezione di merito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Prima ancora del riconoscimento del merito, però, la nostra Costituzione ha a cuore il diritto allo studio, il cui effettivo esercizio è evidentemente presupposto perché possa essere riconosciuto il merito. I provvedimenti adottati da questo governo stanno mettendo in discussione il diritto allo studio: l'aumento degli alunni per classe calpesta uno dei cardini della Repubblica
616 insegnanti in
più per l'Emilia-Romagna , assessore Sedioli: "Solo stabilizzazioni di
personale precario" ( da "Sestopotere.com" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Emilia-Romagna di cui ha dato annuncio nei giorni scorsi il ministro Gelmini sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro”. Così dichiara l?assessore regionale alla Scuola, Giovanni Sedioli. “I tagli per ora restano così come purtroppo erano stati programmati, con tutti i danni conseguenti.
PROVINCIA MT: NO
AI TAGLI AL PERSONALE DELLA SCUOLA
( da "Basilicanet.it" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha forse poco chiara la situazione in cui rischia di far precipitare la scuola lucana, e più¹ in generale quella dell'intero Mezzogiorno, forse perché© troppo preoccupata a garantire risorse in più¹ al Veneto e alle altre regioni settentrionali.
Iscrizioni chiuse,
ateneo a rischio ( da "Corriere Adriatico" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in seguito alla riforma del ministro Gelmini, e resta concentrato per garantire un futuro della struttura di via don Riganelli. Chiusura scongiurata Inizialmente, si era addirittura temuta la chiusura immediata dell'ateneo, perché il provvedimento ministeriale mette effettivamente a repentaglio le piccole sedi distaccate delle università,
SETTEMBRE NERO PER
LA SCUOLA ( da "Azione, L'" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è intanto la certezza che il taglio agli organici è tornato ai livelli previsti, in contraddizione con gli impegni del ministro Gelmini di attenuare la riduzione. Con un meno 5 mila posti, viene ribadito il taglio senza alcuno sconto rispetto all'ammontare complessivo a livello nazionale, né sul personale docente (meno 42 mila posti) né sul personale Ata (meno 15 mila posti).
Una poltrona per
il "ribelle" Torretta
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma Torretta vorrebbe anche impegnarsi per studiare l'effetto che fa la riforma Gelmini sulle scuole udinesi. Il neo-delegato ha soprattutto un sogno: «Spero di poter far qualcosa per ricordare Riccardo Rinaldi. Mi piacerebbe che il Comune di Udine gli dedicasse una borsa di studio, visto che studiava al Marinelli, che è una scuola udinese».
Scuola, sit in
contro i
Argomenti: Scuola
Abstract: rischi che i tagli operati dal ministro Gelmini potrebbero determinare per la scuola pubblica sia sul fronte occupazionale e su quello della didattica e quindi del diritto allo studio. Tagli notevoli, che in provincia di Caltanissetta sono 263 sull'organico di diritto per il personale docente, 92 per il personale Ata, 24 per il sostegno, 3 sui progetti per la dispersione scolastica.
Gas, intesa
Russia-Turchia
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, il
presidente della Regione Raffaele Lombardo e il presidente Roberto Formigoni
per
Quando il digitale
fa flop: imparare la responsabilità!
( da "Blogosfere" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il secondo, sulla riforma Gelmini, dall'11 maggio 2009, 312 accessi e 2 voti! Per quello che vale, una conferma ulteriore di un modo sostanzialmente passivo, da spettatori, di accedere alla rete (siamo un paese «guardone e non toccone», mi scriveva in Facebook Roberto Maragliano).
Pochi docenti
assunti, molte cattedre vuote
( da "Emilianet" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - per garantire continuità didattica e organizzativa a scuole e studenti'. I sindacati però denunciano che le assunzioni autorizzate sono del tutto insufficienti rispetto alle reali necessità. Secondo i dati della Cgil, negli asili statali le cattedre vacanti sono 50, il personale che sarà assunto equivale però solo a un a un terzo,
Immissioni in
ruolo : solo il 2% dei precari....
( da "Blogosfere" del 07-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Padania alza il
tiro ( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-08-2009) + 3 altre
fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri
(come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da
un'opposizione senza bussola.
Scuola: a Brescia
305 nomine di ruolo ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei sindacati col ministro Gelmini. «I pesanti disagi determinati dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un precariato che vede ridotte le opportunità di lavoro rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva: anche per questo è più che mai indispensabile l'attivazione di sedi permanenti di confronto, che aiutino a governare le emergenze con soluzioni efficaci e condivise.
La Statale boccia
il Ministero Dopo la valutazione negativa del dicastero di viale Trastevere, il
rettore Preti reagisce: Ben venga la valutazione del merito, ma i criteri
devono ( da "Giornale di Brescia" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il rettore Preti con il ministro Mariastella Gelmini «La valutazione non rende giustizia al lavoro e all'attività svolti nella nostra Università». È con queste parole che, dopo la «bocciatura» subìta dal Miur, il rettore dell'ateneo cittadino, Augusto Preti, «boccia» a sua volta i criteri utilizzati dal dicastero di viale Trastevere.
Ecco perchè
Brescia non è da bocciare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università.
Mancano gli
insegnanti A rischio la campanella
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dei mille posti assegnati dal ministero di Maria Stella Gelmini alla Lombardia, a Brescia ne sono venuti una novantina. Una «goccia nel mare», dice Franceschini, pari a un misero 11 per cento degli 802 posti vacanti in organico di diritto, tale da lasciare scoperti «ben 712 contratti a tempo indeterminato».
la padania alza il
tiro ( da "Centro, Il" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non contrastate da Berlusconi e dai suoi ministri
(come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da
un'opposizione senza bussola.
intesa
stato-regione sulla scuola soldi ue per salvare 1.500 supplenti - salvo
intravaia ( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. A settembre, degli oltre 4 mila supplenti isolani falciati dalla coppia Gelmini-Tremonti, mille e 500 saranno salvati dal baratro della disoccupazione. Seicento di loro saranno docenti di sostegno. Lo strumento che consente di addolcire la pillola è l´accordo biennale sottoscritto a Roma da Leanza e dal ministro Gelmini.
smettiamola con le
zuffe e ascoltate gli scrittori - tiziano scarpa
( da "Repubblica, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha seguito la riforma Gelmini e l´Onda, ma i suoi articoli sono apparsi in Rete e su piccoli giornali militanti. Non abbiamo molti drammaturghi: uno dei più geniali, Vitaliano Trevisan, fa una lettura scenica di un suo nuovo testo teatrale su un politico in esilio ad Hammamet: credete che sia venuto ad ascoltarlo qualche critico,
La classe cambia
il nome e parte con dieci iscritti
( da "Arena, L'" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Secondo il decreto Gelmini, infatti, per fare una classe ci vogliono almeno 15 bambini. Ca' degli Oppi pare perciò uno strappo alla regola sulla quale molti altri istituti potrebbero rifarsi. Ma come ci si è riusciti? La soluzione messa a punto dal provveditore di Verona, Giovanni Pontara, e dal Comune è stata una specie di uovo di Colombo:
Silvio teme che la
Rai gli sfugga di mano ( da "Stampaweb, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: russa e che rilanciavano spavaldamente antiche dicerie sui reali rapporti fra il premier e i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Dubbi sostenuti, dicono, dall?esistenza di registrazioni. Il presidente del Consiglio aveva le mani che gli prudevano, e non ha resistito alla tentazione di porre rimedio raccontando la sua versione dei fatti. E, soprattutto, non ha resistito all?
Le mille Italie e
l'identità nazionale ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde,
IL FANTASMA
MERITOCRATICO ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per effetto dei disposti del nuovo ministro, Mariastella Gelmini, che l'anno prossimo saranno ulteriormente modificati, l'esito degli esami di maturità si è concluso con un aumento del trenta per cento dei bocciati. Oltre che con lo schiacciamento in basso dei voti, soprattutto negli istituti professionali.
Le mille Italie e
l'identità nazionale ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ironico raccontato ieri da Magris in una lettera aperta alla Gelmini Le mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore, il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in verde,
scuola, fondi
dirottati sull'edilizia ( da "Centro, Il" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, sollecitando un intervento del premier Berlusconi e del ministro Tremonti. Si è mosso anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, con pressioni sul governo per reperire altre risorse. Ma intanto il tempo passa: il 21 settembre suonerà la campanella per tutti gli studenti della regione e l'ufficio scolastico regionale deve fare i conti con una pesante carenza di personale.
Arriva la cassa
integrazione per gli insegnanti precari
( da "Blogosfere" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: posti di lavoro a seguito dei tagli agli organici voluti da Gelmini e suggeritori vari...... ecco che arriva il provvedimento panacea per guarire tutti i mali...o l'elemosina ( così l'hanno definita le organizzazioni dei precari ) cioè la possibilità , da parte dei precari che non ritroveranno il posto di lavoro , di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello stipendio.
Pd: <129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro>(
da "Gazzetta di Parma Online, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro
Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola senza un programma
o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -. Così, si prevede
l?espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice
Albertina Soliani: «La legge
Argomenti: Scuola
Abstract: Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università.
Udine è, grazie
all'ottimo lavoro del rettore Compagno e del suo staff, ovviame...
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la quota da ripartire alle Università virtuose come già
proposto in sede nazionale dal ministro Gelmini. In secondo luogo, anche
Il 15 maggio si
celebrerà l'Autonomia. Lombardo: non solo vacanza
( da "Sicilia, La" del 08-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Grazie al protocollo d'intesa siglato tra Stato e Regione siciliana verranno garantiti 1.800 posti tra docenti e personale Ata; nella fattispecie a tirare un sospiro di sollievo saranno 900 docenti di tutti gli ordini e gradi di scuole, 600 insegnanti di sostegno e 300 collaboratori scolastici.
La scuola è salva.
Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una
nuova riorganizzazione ( da "Stampa, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con una nuova riorganizzazione
Portacomaro
Stazione riscopre le sue radici
( da "Stampa, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che con la riforma Gelmini rischiava di sparire, cancellata dal vincolo dei 50 iscritti. «Si temeva che i genitori non iscrivessero i bambini in prima - spiega Pierino Trevisi, attuale presidente della Circoscrizione - Abbiamo offerto alcuni servizi importanti, come lo scuolabus fino a Valmaggiore e il doposcuola a prezzo scontato,
Note d'estate sul
sagrato della chiesetta di Pontasio
( da "Giornale di Brescia" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Gelmini pianoforte, Laura Avanzini
violoncello, con il supporto vocale di Orietta Barcellini. Il secondo
appuntamento il 22 agosto, sul sagrato della chiesa di San Martino a Sonvico
con recitativi, canti, danze e musiche della tradizione ebraica e klezmer
(della diaspora) proposti da
La raffica di
bocciature apre un caso alle medie
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: registrata alle medie sia un effetto della scuola del rigore e della meritocrazia promossa dal ministro Maria Stella Gelmini o nasconda un disagio didattico e sociale più profondo. Il paese della Franciacorta è infatti decisamente controcorrente rispetto al trend provinciale, dove solo per citare il dato sugli esame di licenza media, la percentuale dei promossi ha raggiunto il 99,40%.
scuola, la scure
del ministero si abbatte sui professori di ruolo e il personale ata
( da "Centro, Il" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in particolare del ministro Gelmini, pronta a dire sempre sì alle direttive impartite dal dicastero economico». Le organizzazioni sindacali sono state informate a cose fatte dei criteri relativi alla ripartizione dei contingenti. Ed è serrata la critica al governo da parte dei rappresentanti degli insegnanti.
La meritocrazia a
scuola deve partire dall'alto
( da "Secolo XIX, Il" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione non sta a sproposito come una Letizia Moratti o una Mariastella Gelmini qualsiasi: «Come l'acqua e la corrente elettrica, come la salute, la risorsa scuola è per tutti e di tutti. Se ci sono sprechi, impariamo a ridurli. Ma certo non andremo lontani chiudendo condotte idriche, tagliando i cavi elettrici, lasciando ammalare la gente.
Cento e lode
Brescia fa il pieno di geni
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate.
Cento e lode
Brescia fa il pieno di geni
( da "Brescia Oggi" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate.
Ma per
l'associazione dei capi d'istituto
Argomenti: Scuola
Abstract: sindacati con il ministro Gelmini del 4 agosto, è stato posto il problema dei nuovi concorsi che dovranno essere banditi con il regolamento varato due anni fa e finora non applicato. Nessuno ? ha aggiunto ? in quella sede ha parlato di novità nel regolamento». In merito alle ipotesi di Pittoni, Rembado rileva che, per quanto riguarda la necessità di mantenere la continuità didattica,
Preoccupazione per
la riforma degli istituti tecnici
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-08-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, che prevede per gli istituti tecnici la riduzione degli indirizzi. L'Alto Friuli così si mobilita e cerca già di capire quale potrà essere il futuro dei suo centri studi. Giovedì a Tolmezzo, presso la sala della Provincia, oltre settanta persone tra dirigenti scolastici, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati del territorio,
Più di 30 ore per
ottenere un posto letto ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 09-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma il Tribunale per i diritti del malato contesta le scelte della direzione «volte sempre a ridurre le spese contraendo i posti letto - dice la presidente Adriana Gelmini - Sarebbe meglio tagliare i costosi contratti “ad personam” a dirigenti che magari restano al Maggiore solo pochi mesi».
Sapri, Ipsaa verso
la chiusura ( da "Citta' di Salerno, La" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pur rientrando negli standard minimi richiesti dalla legge Gelmini (minimo 20 alunni per classe), «hanno avuto inspiegabilmente riposte negative dal Csa di Salerno», ovvero l'ex Provveditorato. " Quindi a loro dire «nel giro dei prossimi due anni ci sará la chiusura completa dei due istituti che - continuano -sono di fondamentale importanza non solo per il Vallo di Diano.
La cultura?
Incapace di farsi politica rischia di diventare inutile piagnisteo
( da "Corriere della Sera" del 10-08-2009)
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Abstract: Gelmini, sono espressioni della migliore cultura politica nel senso vero del termine, cioè think tank che danno un sostegno alla politica, criticano l'esistente, producono progetti per il futuro. Scomparse le ideologie, i politici più seri sanno che non ci sarà possibilità alcuna di governo se l'azione politica non sarà sostenuta dalle idee a da una seria elaborazione culturale.
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini. Ecco in sintesi 4 anni di lavoro di Silvia Costa (Pd), da ieri ex assessore regionale a Scuola e formazione, che ha scelto la strada da europarlamentare. Nel 2005 la magistratura scoprì nei suoi uffici «corsi fantasma» che poi causarono quattro rinvii a giudizio per Giorgio Simeoni, allora assessore alla Formazione delle giunta Storace e attuale deputato Pdl.
Secondarie.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scatterà la riforma Gelmini anche per loro. I nuovi percorsi liceali saranno sei (classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale e coreutico, delle scienze umane) e daranno l'addio agli oltre 400 indirizzi sperimentali attivi fino a quest'anno. La novità più rilevante riguarda la possibilità delle scuole di attivare nel secondo biennio il percorso "
Doposcuola a
pagamento, si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-08-2009) + 1 altra
fonte
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Abstract: si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana mensa esclusa Lunedì 10 Agosto 2009, La nuova riforma Gelmini riduce il tempo scuola innescando problemi impellenti soprattutto se entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. ma anche non c'è tempo per i ragazzini in difficoltà. Nessun problema, la scuola, come sempre, trova subito il rimedio.
PROVINCIA PZ,
CONSIGLIO APPROVA SCHEMI CONVENZIONE POIS
( da "Basilicanet.it" del 10-08-2009)
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Abstract: posti in essere dalle riforme dei ministri Tremonti e Gelmini. La responsabilità e la gravità di quelle scelte ricade sullâ??operazione di vera e propria mattanza messa in campo in questi giorni dallâ??Ufficio scolastico regionale, con un taglio di circa 800 posti di lavoro, basato su parametri meramente ragionieristici, che non tengono conto delle specificità del territorioâ?
(
da "Borsa(
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Scuola
Allarme rosso l'Italia
si sfascia LE NOTIZIE sono tante ed emergono da vari fronti, ma il loro senso
si racchiude in tre parole: implosione, disfacimento, secessione. Tre parole
che non riguardano soltanto il governo, i partiti, l'economia, la scuola, il
federalismo, l'immigrazione, la sicurezza, il Mezzogiorno, le mafie, ma
riguardano l'intero sistema-paese. Riguardano l'Italia. Riguardano le
istituzioni e lo Stato. Credo sia il momento di lanciare l'allarme rosso perché
i segnali sono univoci: l'Italia, lo Stato italiano sono a rischio di implodere
e non è uno scenario collocato in un futuro sia pur prossimo, ma già
visibilmente in corso. Bombe a orologeria brillano una dopo l'altra. Alcune
sono già esplose. Se le altre non saranno subito disinnescate, se non avrà inizio
subito un'inversione virtuosa, tra qualche mese la conflagrazione sarà
generale. Stiamo ballando sull'orlo di un vulcano e pochissimi se ne rendono
conto. Tra quei pochissimi c'è sicuramente il Capo dello Stato. Se dovessi fare
altri nomi significativi sarei molto imbarazzato. Il solo dato confortante è
l'esistenza d'una massa cospicua di persone che percepiscono questa situazione
di gravissima crisi e vorrebbero contribuire a spegnere gli incendi già
appiccati e impedire che i focolai dilaghino; ma non hanno strumenti, non hanno
punti di riferimento, hanno perso la fiducia o non sanno su chi riporla. Questa
massa di persone, al di là degli schieramenti, della condizione sociale, della
geografia, rappresenta un deposito di energie potenziali prezioso, ma purtroppo
inerte; un esercito di riserva che nessuno è in grado di schierare; una sorta
di vecchia e giovane guardia che se entrasse in linea oggi potrebbe capovolgere
gli esiti di questa deriva. Sarebbe un miracolo. Io non credo nei miracoli ma
in questo ancora ci spero. * * * Citerò un esempio dell'implosione in corso,
tra i tanti che si possono fare: la penosa vicenda del decreto legge anticrisi
che si è conclusa ieri dopo settimane e giorni di reiterati strappi
istituzionali e costituzionali. Il governo emana un decreto che contiene misure
urgenti per fronteggiare la crisi economica. Il presidente della Repubblica, al
quale non compete di esaminare il merito di quelle misure ma soltanto la loro
urgenza, ravvisa che questo requisito esiste e ne autorizza la presentazione in
Parlamento. Il provvedimento di conversione del decreto, che deve compiersi
entro 60 giorni, inizia alla Camera dei deputati. Le competenti commissioni lo
esaminano ma mentre l'esame è già in corso cominciano a piovere emendamenti di
estrema importanza presentati dal governo, sicché la materia da esaminare
cambia in continuazione sotto gli occhi dei deputati e del presidente della
Camera. Vengono introdotte norme su questioni di grande rilievo tra le quali lo
scudo fiscale, la sanatoria per le badanti, spostamenti di risorse e di spese
da un capitolo di bilancio ad un altro ed infine un complesso di norme che di
fatto tolgono alla Corte dei Conti i poteri effettivi di indagine dei quali
dispone. La pioggia degli emendamenti è talmente copiosa da trasformare il
decreto in una sorta di "passe-partout" senza alcun riguardo né
all'omogeneità delle norme né alla loro urgenza. La lista degli articoli, dei
commi e degli allegati si allarga a dismisura. Il presidente della Camera cerca
di arginare quel diluvio ma riesce solo ad aprire un ombrellino bucherellato.
Alla fine, dopo l'ultimo emendamento inserito mezz'ora prima, il decreto va al
voto su cui il governo ha posto la fiducia e passa con una stentata
maggioranza, molto minore di quella di cui il governo dispone sulla carta. A
questo punto il Capo dello Stato convoca al Quirinale il ministro Tremonti,
autore del decreto e di gran parte degli emendamenti che l'hanno trasformato, e
in un colloquio di tre ore gli segnala una serie di punti istituzionalmente e
costituzionalmente irricevibili. Si augura che il Senato in seconda lettura li
emendi, fa capire che in caso contrario rinvierà il decreto alle Camere per un
secondo esame come
(
da "Basilicanet.it"
del 02-08-2009)
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DIALETTO, AUTILIO:
BOCCIATE PROPOSTE BOSSI 02/08/2009 15.29.59 [Basilicata] (AGR) - “Mentre il Ministro
Bossi rilancia il dialetto nei programmi delle scuole italiane, con la
complicità del Ministro Gelmini, e addirittura auspica un Festival di Sanremo con
canzoni in dialetto, le Regioni sono fortemente impegnate ad affermare il
principio di indirizzi unitari della pubblica istruzione del Paese per
rafforzare la competitività dei nostri giovani in Europa e nel mondo e a
sostenere una Legge Quadro sullo spettacolo che non ha niente a che fare con la
“barzellettaâ€
del dialettoâ€. A sostenerlo è¨ l’assessore regionale della Basilicata
Antonio Autilio, coordinatore della Commissione Beni e attività culturali,
costituita dagli assessori regionali alla
Cultura. “A Bossi – dice Autilio – è¨ il caso di replicare che la
giovanissima lucana Arisa non avrebbe mai vinto il Festival di Sanremo se
avesse cantato in lucano, perché© una cosa è¨ tutelare il patrimonio culturale
e linguistico delle comunità locali
e delle minoranze (è¨ il caso di ricordare che
(
da "Sicilia, La"
del 02-08-2009)
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Scuola
Quattro giovani trovati
«brilli» al volante delle loro auto Per il prossimo anno scolastico ci saranno
nella provincia di Caltanissetta 421 posti in meno di cui 89 nella scuola
primaria, 86 nella media, 88 nelle superiori, oltre 100 di personale Ata, 48 di
sostegno e 3 per la dispersione scolastica. I dati sono stati forniti dal
segretario provinciale della Cisl scuola Giuseppe Ingrao il quale ha detto: «Lo
avevamo previsto, lo avevamo annunciato, abbiamo anche attivato tutte le
iniziative di mobilitazione per evitare gli effetti devastanti della pseudo
riforma Gelmini nella nostra
provincia e adesso i dati parlano da soli e sarebbe financo superfluo
commentarli». Per Ingrao «gli effetti di questi tagli indiscriminati sono
facilmente intuibili sul piano della qualità del servizio scolastico che sarà
assicurato ai nostri alunni: classi sovraffollate, difficilmente gestibili dal
punto di vista educativo e didattico in un contesto ambientale, come il
nostro, caratterizzato da forti condizionamenti socio-culturali in cui la scuola
pubblica rappresenta l'agenzia in grado di rispondere alle esigenze formative
delle nuove generazioni». Afferma poi: «È incontestabile che i tagli di 421
posti significano: 421 posti di lavoro in meno nella provincia il che significa
che 421 famiglie non potranno più contare, dopo anni e anni, su questa risorsa
lavorativa in quanto 421 lavoratori passeranno dallo stato di precari a quello
di disoccupati» e sottolinea che «nelle sedi sindacali è una continua
processione di gente disperata per le condizioni economiche in cui si verranno
a trovare tra qualche mese». Ingrao annuncia che «
(
da "Sicilia, La"
del 02-08-2009)
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Scuola
E
(
da "Stampa, La"
del 03-08-2009)
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RISPARMI D'ENERGIA
L'inventore casalese ricevuto dai ministri Davide Sorisio, il geniale inventore
casalese di apparecchi realizzati con materiali riciclati per risparmio
energetico o produzione di energia alternativa, è stato ricevuto con una
rappresentanza della scuola in cui insegna, l'Ipsia Calvi
di Sannazzaro de' Burgondi, dai ministri Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo a Palazzo Chigi: ha partecipato alla
firma della carta di intenti che legherà i ministeri della Pubblica istruzione
e dell'Ambiente alla scuola, per un maggiore impegno nell'educazione ambientale
e nello sviluppo sostenibile. Sorisio, con i suoi studenti,
rappresentava una delle due scuole selezionate in Italia per l'evento. L'altra
è l'istituto Viviana di Napoli. Un termosifone ad aria realizzato con lattine
usate, pannelli solari con lo stesso materiale riciclato, forni che raggiungono
elevate temperature sfruttando l'energia solare, lavatrici a pedali sono solo alcune
delle invenzioni del geniale professore, consigliere comunale nella passata
amministrazione. Le ha sempre realizzate con gli studenti, trasmettendo loro la
passione ecologista. Ha partecipato con la sua scuola a più edizioni di
Energethica, la mostra specializzata a Genova, suscitando in interviste
televisive e radiofoniche largo interesse. E la sua fama è arrivata fino al
Quirinale, con la scelta della sua scheda tra le scuole che l'avevano inviata
per partecipare all'evento. Gli impegni dei due ministri "rosa"? Da Gelmini una possibile visita a sorpresa alla scuola; da
Prestigiacomo un possibile invito al Quirinale per l'inaugurazione del prossimo
anno scolastico.
(
da "Giornale di Brescia"
del 03-08-2009)
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Scuola
Edizione:
03/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE A ROVATO La cava ed i tempi
di autorizzazione nVorremmo portare all'attenzione dei cittadini la difficoltà
anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica
amministrazione. Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di
Cazzago S. M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una
gigantesca cava di ghiaia e sabbia,
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 03-08-2009)
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Lunedì 03 Agosto
2009 SPORT Pagina 42 SERIE B. ECCO ILCALENDARIO DEL CAMPIONATO 2009/10. ANCORA
TRE LE COMPAGINI BRESCIANE AL VIA IL 5 OTTOBRE. DUE POSTI PER LE FINALI
PROMOZIONE Un terzetto in cerca di riscatto Lumezzane, Bassa Bresciana e
Ospitaletto arrivano da una stagione deludente Sono ancora tre le società
bresciane ai nastri di partenza del campionato di serie B. Il terzetto dello
scorso anno si era spezzato con la retrocessione dell'Ospitaletto, che aveva
perduto sul filo di lana la corsa per la salvezza, ingaggiata con
(
da "Unita, L'"
del 03-08-2009)
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Università d'Italia
Del domani non c'è certezza Le università riceveranno fondi in base ai loro
meriti, l'ha detto il ministro Gelmini, ma non è chiaro chi e come ha stilato la classifica degli
atenei. E i tagli favoriranno gli studenti più ricchi, specie al Sud. Ha fatto
molto rumore l'annuncio dato dal ministro dell'università Mariastella Gelmini che il merito sarebbe stato
finalmente premiato e, a partire da quest'anno, il 7% del Fondo di
funzionamento ordinario (Ffo) sarà assegnato sulla base di una
classifica degli atenei che promuove i più bravi e boccia i meno bravi. Occorre
riconoscere che il passo portato dal ministro muove nella giusta direzione. Ma,
dato atto di ciò, è difficile non rilevare alcune carenze di fondo della
politica per l'università del ministro e del governo intero. La prima riguarda
il metodo. In attesa che venga creata l'Agenzia per la valutazione (Anvur), non
si capisce bene da chi e in base a quali criteri la classifica è stata
elaborata. Tant'è che a tutt'oggi e fino a settembre - in una maniera non
pubblica e quindi ancora una volta non trasparente - i rettori saranno
impegnati a verificare che i dati su cui si fonda la classifica siano corretti.
Questa mancanza di trasparenza sta provocando almeno due effetti negativi. Da
un lato nessuno sa bene quando davvero questo 7% meritocratico dell'Fondo
ordinario verrà assegnato. C'è chi dice in autunno, chi in primavera. Ma con
questa incertezza, come si possono compilare i bilanci? Dall'altro lato la
mancata trasparenza sta generando una rissa ben poco edificante tra università
e tra rettori. La seconda carenza riguarda l'azione di governo. Da un lato si
ridistribuiscono pochi spiccioli su base meritocratica, dall'altra si operano
grandi tagli in maniera indiscriminata. In autunno le università pubbliche -
tutte, le sane e le zoppe - non avranno soldi sufficienti per pagare gli
stipendi. Dovranno chiudere strutture, ridimensionare i corsi e, molto
probabilmente, aumentare le tasse di iscrizione. MERIDIONE PENALIZZATO La terza
carenza riguarda la «questione meridionale». Con pochissime eccezioni, la parte
bassa della classifica del ministro Gelmini, è
costituita da università del Sud. Le cui disfunzioni sono reali. E, almeno in
parte, chiamano in causa i loro dirigenti: quasi tutti escono male da questa
valutazione. E non hanno scusanti. Tuttavia il ministro non può trascurare la
recente denuncia del rapporto Svimez secondo cui oggi ben 140.000 laureati del
Sud sono emigrati verso il Nord. Cui bisogna aggiungere una larga fetta di
studenti meridionali iscritti alle università del Centro-Nord. Il Mezzogiorno è
una delle regioni europee con il minor numero di laureati rispetto alla
popolazione e con il minor numero di laureati in materie scientifiche. Ed
esporta cervelli. Se il l'opera di governo consisterà solo in un brusco taglio
di fondi, è facile prevedere gli effetti: il numero di laureati meridionali
diminuirà; aumenteranno i bravi che emigreranno; la buona formazione diventerà
sempre più un privilegio per pochi ricchi che possono pagarsi gli studi a
Trento o a Oxford e il Sud vedrà minata l'unica possibilità di sviluppo che ha:
entrare nell'economia della conoscenza. PIETRO GRECO scienza@unita.it
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-08-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-02 - pag: 22 autore: Istruzione. Vertice
a inizio settimana Prove di accordo sull'assegno mensile ai precari della
scuola ROMA L'appuntamento per firmare la convenzione tra ministero
dell'Istruzione, Inps e regioni potrebbe essere già nei prossimi giorni.
L'accordo, di cui da circa un mese circola una bozza, dovrebbe mettere a
disposizione del ministero le risorse per finanziare il provvedimento
salva-precari, che interessa circa 16mila docenti e ammini-strativi, tecnici e
ausiliari della scuola che dal prossimo 1Úsettembre rimarranno senza lavoro.
Questi lavoratori non percepirebbero l'indennità di disoccupazione (pari circa
a metà dello stipendio) tra sei mesi ma, al contrario, ogni fine mese, come se
venisse erogato uno stipendio normale. Quella della convenzione a tre è una
soluzione che, se sviluppata, potrebbe ovviare alla «bocciatura» del piano da
parte del ministero dell'Economia, e garantire le risorse con cui finanziare il
provvedimento. Il piano non è stato incluso, come sperava il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel decreto anti-crisi, che è stato approvato ieri dal Senato.
Martedì prossimo ci sarà un incontro tra ministro e sindacati, in occasione del
quale verranno rivelati i dettagli del provvedimento. Non è escluso che in
quell'occasione vengano fornite indicazioni anche sui contenuti della
convenzione. I tecnici di viale Trastevere stanno intanto cercando di
quantificare i docenti e i lavoratori Ata che quest'anno hanno svolto servizio
attraverso una supplenza annuale e che nel prossimo rimarranno senza lavoro.
Una volta quantificati, scatta la fase due, che consiste nel sondare la
disponibilità economica all'Inps, che avrebbe messo già da parte una somma più
che sufficiente per coprire la metà dello stipendio ai precari storici rimasti
disoccupati. Ma l'Inps non sarebbe l'unico a mettere a disposizione del
ministero le risorse «salva-precari ».Un'altra parte dell'indennità verrebbe
garantita dalle Regioni: cinque (Marche, Campania, Lombardia, Sardegna e
Puglia) sarebbero già d'accordo nello stipulare con i lavoratori della scuola
progetti formativi o a supporto dell'attività scolastica. Altre due Regioni
(Sicilia e Veneto) hanno già dato disponibilità a parlarne. «E tutte le altre
Regioni spiega Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola - non credo che
potranno rifiutarsi dal partecipare a questo tipo di accordo. Anche perché
continua - non si tratta di erogare contributi altissimi: per esempio nelle
Marche saranno non più di 400 le persone a rimanere senza lavoro». An.C. ©
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-08-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-02 - pag: 22 autore: Ricercatori. Ma la
soluzione divide governo e associazioni Fissate le nuove regole per la gestione
dei concorsi Gianni Trovati MILANO Il ministero dell'università ha varato il
decreto per la valutazione delle pubblicazioni nei nuovi concorsi da
ricercatore, ma il via libera al provvedimento (ora alla Corte dei conti per la
registrazione) non spegne la polemica fra governo e associazioni dei
ricercatori. Oggetto del contendere è il grado di arbitrarietà assegnato alle
commissioni che, fino a oggi, disciplinato dal «decreto Berlinguer», è stato troppo
elevato e non ha garantito trasparenza nella scelta dei vincitori. Le nuove
regole fanno parte del pacchetto anti-combine introdotto
dal decreto Gelmini che,
per combattere abusi ed esiti pilotati, ha eliminato la prova orale e
incaricato il ministerodi fissare i criteri per la valutazione dei titoli e
delle pubblicazioni ( prima lasciatiall'autonomia delle commissioni). Il
regolamento appena pubblicato dal Miur chiede alle commissioni di valutare
«analiticamente » il peso rivestito da una serie di fattori sulla
qualità dell'attività del candidato: il possesso del titolo di dottore di
ricerca, lo svolgimento delle attività di didattica e ricerca in Italia o
all'estero, la presenza di contratti di ricerca con istituti pubblici o
soggetti privati, l'organizzazione o il coordinamento di gruppi di ricerca e la
titolarità di brevetti. I commissari devono esaminare originalità, congruenza,
rilevanza di ciascuna pubblicazione, evitando valutazioni generiche sul
complesso della produzione che prestano il fianco a un arbitrio più spinto.
Laddove possibile, dovranno tener conto degli indici internazionali che
misurano il peso scientifico delle pubblicazioni, a partire dal numero delle
citazioni (soprattutto sulle riviste più rilevanti). Non arrivano, però, le
valutazioni con punteggi numerici che, secondo molti aspiranti candidati,
sarebbero state indispensabili per garantire trasparenza ma che per il
ministero avrebbero richiesto un intervento legislativo. L'associazione precari
della ricerca (Apri) rileva che gli atenei stanno fissando nei bandi limiti
massimi molto bassi al numero di pubblicazioni da presentare.
gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Blogosfere"
del 03-08-2009)
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Ago 09 3 Arrivano
le immissioni in ruolo: una miseria secondo le organizzazioni dei precari
Pubblicato da Franca Corradini alle 07:59 in Scuola&Società Con un
comunicato stampa il Ministero rende noto le immissioni ruolo. Comunicato che
giunge con grande ritardo per le operazioni di avvio del nuovo anno scolastico.
Forse non tutti sanno che il mese di agosto è un mese altamente lavorativo per
l'apparato silente che deve mettere in moto la macchina organizzativa
scolastica per l'anno che inizierà il 1 settembre. Prima le immissioni in
ruolo, poi le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie ed ancora le nomine
dei precari. Tutto deve essere concluso entro fine agosto. I precari giudicano
insufficienti i numeri . Giustamente, ancorchè a tre zeri, sono cifre veramente
piccole se si pensa che le scuole italiane sono poco più di diecimila.... Comunicato MIUR Gelmini: confermata linea del Governo. Risorse in cambio di riforme Il
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca rende noto che è
stata autorizzata, per l'anno scolastico 2009/10, l'assunzione di 647 dirigenti
scolastici, l'immissione in ruolo di 8.000 docenti e l'assunzione di
8.000 unità di personale ATA. "Nell'ambito del processo di
riqualificazione del sistema scolastico - ha dichiarato il ministro Gelmini - è necessario eliminare gli sprechi ed investire
con oculatezza tutte le risorse disponibili. Tuttavia l'assunzione definitiva
di oltre 16mila unità di personale dimostra che, insieme alla razionalizzazione
della spesa, c'è la determinazione a garantire la continuità didattica per gli
studenti, ad assicurare stabilità al personale del mondo della scuola e a dare
continuità organizzativa alle istituzioni scolastiche. Il Governo e il Miur
quindi proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano applicando un
principio che coerentemente è stato utilizzato fin dall'inizio: risorse solo in
cambio di riforme.
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 03-08-2009)
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CRONACA 03-08-2009
ISTRUZIONE CAMBIAMENTI IN VISTA PER
(
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 03-08-2009)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: Nelle graduatorie
c'è qualità e qualità Accorciare l'elenco dei corsi di laurea e utilizzare al
meglio i docenti di ruolo paga. O, meglio, pagherà quando, probabilmente già a
partire dal prossimo anno, anche i parametri fissati dalle nuove linee guida
entreranno nei calcoli che distribuiranno fra le università il nuovo
finanziamento «competitivo». Criteri di calcolo e "pesi" sono ancora
da definire, ma saranno almeno tre i singoli indicatori che entreranno nel
sistema dei giudizi ministeriali: un'offerta formativa proporzionata al numero
dei docenti (secondo la regola delle 120 ore per professore di ruolo);
l'utilizzo ottimale dei docenti in organico, a cui dovranno essere affidati
almeno il 60% degli insegnamenti più importanti di ogni corso (oggi il limite
minimo è il 50%, e si alzerà al 70% entro il 2013); e l'assenza di esami
"mignon", quelli cioè che valgono meno di 6 crediti. Intanto che si
affinano indicatori e conteggi, il finanziamento competitivo muove i primi passi reali e i tecnici del ministero e delle università
sonoal lavoro sulle classifiche diffuse dal ministro Gelmini la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio) e
stilate in base ai parametri attualmente disponibili ed elencati in dettaglio
nel grafico qui sopra. Come si può vedere, solo la metà di questi parametri
rientra effettivamente sotto la voce «qualità». Oltre ai 525 milioni di
premi previsti dal decreto Gelmini di novembre,
infatti, le tabelle contemplano anche la distribuzione dei 550 milioni del
Patto per l'università, che sono in gran parte dedicati al finanziamento degli
incrementi stipendiali degli anni scorsi. Il risultato finale ottenuto da ogni
ateneo, di conseguenza, dipende solo per metà dai parametri fissati dal Dl Gelmini sulla qualità della didattica (crediti ottenuti
dagli studenti, tasso di dispersione, successo occupazionale dei laureati in
rapporto alle medie territoriali) e della ricerca (valutazioni Civr e successo
nei programmi di ricerca nazionali ed europei). Per l'altra metà, invece, il
"punteggio" è figlio delle assegnazioni per coprire costi del
personale e affini. Questo spiega anche le differenze con le graduatorie
stilate il 13 luglio scorso sul Sole 24 Ore, che hanno invece verificato
l'attività degli atenei sulla base di 10 indicatori tutti concentrati sulla
qualità accademica ( si veda sempre l'elenco nel grafico). Accanto ai parametri
utilizzati anche dal ministero (attività degli studenti, successo occupazionale,
risultati della ricerca) le graduatorie del Sole hanno misurato anche la
capacità di attrarre studenti con alti voti di maturità e residenti fuori
regione, la quota di laureati nei tempi legali e il tasso di dispersione degli
studenti fra il primo e il secondo anno. I tratti principali del panorama
universitariotornano in entrambe le graduatorie e sottolineano il successo dei
Politecnici di Milano e Torino e il deterioramento della situazione nel Sud,
con poche eccezioni (anche queste, in entrambe le classifiche) come il
Politecnico di Bari, l'università di Benevento e quella della Calabria. ©
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(
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 03-08-2009)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: Il tetto alle ore taglia le lauree inutili Al massimo 120 per
ogni docente di ruolo: è la ricetta delle linee guida Gelmini PAGINA A CURA DI Gianni Trovati Nella sua lunga lotta contro i
corsi di laurea "inutili", duplicati o disertati dagli studenti,
contro i curricula fantasiosi e la moltiplicazione degli insegnamenti, il
ministero dell'Università cambia strategia. Basta con le regole di
dettaglio, con il florilegio di norme in burocratese stretto puntualmente
accompagnate da altrettanto sofisticati meccanismi di elusione, e un taglio
secco alla foresta di sconti ed eccezioni che salvavano più o meno tutti dall'applicazione
dei requisiti. Con le linee guida diffuse nei giorni scorsi, il ministero
cambia strada e promette una regola chiara, valida per tutti. Per garantire una
didattica di qualità, coperta dai docenti dell'ateneo e non moltiplicata sui
professori a contratto, ogni università dovrà rispettare un tetto di lezioni,
pari a 120 ore per docente di ruolo. In pratica, un ateneo con 100 professori
in organico potrà attivare non più di 12mila ore, ponendo in questo modo un
limite invalicabile al numero dei corsi di laurea che possono essere proposti.
Un limite valido per tutti, al di là delle scelte organizzative (curricula,
indirizzi, corsi interfacoltà) che le università decideranno di seguire. I
tempi di applicazione della nuova norma dipenderanno dalla trattativa con i
rettori, ma l'intenzione del governo è quella di rispettare il calendario dei
vecchi «requisiti necessari», che saranno obbligatori dal 2010/2011 (con
qualche anno di tempo in più per gli atenei più giovani e per i non statali).
Senza questa accelerazione, è il ragionamento di Viale Trastevere, non può
entrare davvero a regime il sistema meritocratico degli incentivi alla qualità,
che quest'anno distribuisce "premi" per 525 milioni di euro ma punta
a superare entro il 2011 quota due miliardi. Ad alimentare l'urgenza è anche
l'intensa capacità di resistenza che il sistema accademico ha dimostrato nei
confronti dei tentativi precedenti di fermare la moltiplicazione delle cattedre
e dei corsi. Solo le stesse linee guida ministeriali a certificare l'elusione
quasi generalizzata dei parametri attuali, che chiedono di assicurare almeno
quattro docenti di ruolo per anno di corso, ma sono poi aggirati dalle fusioni
formali di vecchi corsi di laurea che subito dopo tornano a dividersi in
"indirizzi" (curricula) di fatto autonomi (come mostrato sul Sole 24
Ore del 30 marzo). Le prove del fenomeno non mancano: la regola dei quattro
docenti per anno ha fatto davvero diminuire i corsi, che nel 2009/2010 (quando
il 70% dell'offerta formativa si sarà adeguata al requisito) saranno 4.842,
cioè il 17% in meno rispetto a due anni prima. Se si guarda ai curricula, però,
si scopre che le diminuzioni effettive dell'offerta formativa si fanno quasi
impercettibili (-1,38% nel 2008/2009 rispetto all'anno prima) e la tendenza a
dividere i corsi in indirizzi spopola (riguarda il 68% dei corsi, invece del
48% dell'anno scorso, e porta a 8.259 il numero di titoli realmente offerti
dalle università). In media, i curricula all'interno di uno stesso corso
differiscono per 52 crediti, cioè quasi un terzo del totale, segno che in molti
casi il bivio tra un indirizzo e l'altro si presenta nei primi due anni di
corso anziché, come sarebbe più logico, in prossimità del titolo. La passione
dell'accademia per lo spezzatino didattico nasce spesso dal fatto che con i
titoli aumentano le cattedre, anche quando la platea di studenti rimane
stabile. Fenomeno puntualmente avvenuto nell'università italiana, dove tra 2000
e 2008 gli studenti sono cresciuti dell'8% e i docenti di ruolo del 20%, mentre
i professori a contratto correvano a un ritmo più che triplo (+67%; nel
2007/2008 erano quasi 35mila). Con dinamiche come queste, risparmi e qualità
della spesa diventano concetti lunari. Per invertire la rotta, le nuove linee
guida targate Gelmini rimettono nel mirino tutti i
capitoli classici nella lotta al gigantismo accademico. Dal 2010/2011, per ogni
curriculum attivato le università dovranno garantire due docenti aggiuntivi per
anno di corso, i curricula non potranno differenziarsi dal mainstream del corso
di laurea per più di 40 crediti (30 nelle lauree magistrali) e i corsi attivati
a cavallo fra più classi dovranno avere un blocco comune di 120 crediti (60
nelle magistrali). Stop anche alla frammentazione degli esami, ognuno dei quali
non potrà offrire meno di sei crediti, e nuovo colpo (finale?) alle convenzioni
con ordini professionali e affini: i riconoscimenti non potranno superare i 30
crediti, mentre gli altri 150 saranno sempre da conquistare sul campo.
gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA A pagina 18 Tutti i
bandi per i collegi universitari l'articolo prosegue in altra pagina
(
da "Sole 24 Ore, Il (Del
Lunedi)" del 03-08-2009)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-08-03 - pag: 7 autore: SLITTA IL
CENSIMENTO Il «barone» sfugge all'anagrafe D oveva essere l'arma totale nella
lotta ai "baroni fannulloni", che uniscono in un bersaglio unico le
due categorie-zimbello delle polemiche dell'ultimo anno in fatto di dipendenti
pubblici. Ma non è ancora nata, e nulla fa pensare a un battesimo imminente.
L'anagrafe dei docenti, secondo le previsioni del decreto Gelmini di novembre, avrebbe dovuto
passare al setaccio l'attività di tutti i professori universitari, per mettere
nel mirino chi da anni occupa una cattedra senza dare più notizia di sé con
pubblicazioni scientifiche di qualche rilievo. A questi docenti "in sonno"
il decreto Gelmini chiude
le porte delle commissioni d'esame e, dal 2011, toglie dalla busta paga
gli scatti biennali che finora sono scattati automaticamente per tutti. Per il
momento, però, tutto rimane nella teoria. Il calendario, sempre in teoria,
incalza, perché il ministero ha appena sbloccato i 1.800 concorsi fermati a
novembre. Ma senza anagrafe è impossibile formare le commissioni rispettando la
legge.
(
da "Gazzetta di
Modena,La" del 03-08-2009)
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Scuola
Ecco i prof che
insegnano gratis Sono il 16% del totale: docenti esterni, manager o
imprenditori A Pisa c'è chi protesta qui invece gli "0 euro" sono
meno numerosi di Stefano Luppi Anche l'ateneo modenese ha "buoni
samaritani" che insegnano gratis attraverso contratti gratuiti temporanei
di insegnamento previsti da una legge dello scorso anno, ma qui per fortuna non
ci sono state rivolte. Almeno pubblicamente, perché qualche "mal di
pancia" si registra anche a Modena, ma nulla di lontanamente paragonabile
a quanto accaduto nei giorni scorsi a Pisa dove molti precari sono scesi in
piazza inferociti per la richiesta di tenere corsi senza percepire un euro. Lo
scorso anno accademico su un totale di 60 insegnamenti conferiti a prof
provenienti da altre università la percentuale di contratti gratuiti è
piuttosto bassa, intorno all'8%, mentre l'anno precedente superava il 10%.
Prendendo invece gli insegnamenti conferiti a personale proveniente dal mondo
delle aziende gli "zero soldi" sono il 17% del totale: su 335
contratti di didattica, 59 sono gratis e 276 prevedono lo stipendio.
Riassumendo, le cifre dicono che Modena - una delle università italiane più
virtuose secondo l'ormai nota classifica resa pubblica dal
ministro Gelmini - utilizza
con buona "parsimonia" uno strumento amministrativo comunque
abbastanza indecoroso. Se si sommano docenti e ricercatori esterni con i
manager delle industrie che vengono a insegnare - mettendo in contatto studenti
e mondo lavorativo - si arriva a un 16% di incarichi esterni gratuiti su un
totale di 400 contratti. I numeri sono spiegati da Gabriella Brancolini,
vice direttore amministrativo dell'università. Cos'è il contratto d'insegnamento
a titolo gratuito? «L'ateneo, in base a una normativa dell'8 luglio 2008, può
conferire incarichi di insegnamento a titolo gratuito oppure a titolo oneroso
nei corsi di studio, attraverso bandi a cui possono partecipare sia dipendenti
degli atenei italiani, in sostanza docenti e ricercatori, sia persone esterne
come i rappresentanti del mondo del lavoro». Quanto durano e come sono divisi
questi insegnamenti? «Gli incarichi di docenza si suddividono in docenze per
corsi ufficiali e docenze per corsi integrativi dove vengono realizzate la
didattica integrativa, le esercitazioni e le conduzioni di laboratorio. Si
tratta di attività di supporto all'insegnamento principale o al corso di studio
e sono finalizzate all'acquisizione di esperienze teoriche e pratiche di tipo
specialistico. La durata di ciascun incarico è molto diversa, anche all'interno
della medesima facoltà, perché dipende dall'attività didattica prevista. A
titolo puramente indicativo posso dire che la durata media di un corso
ufficiale è di circa 40 ore di lezione, oltre alle quali il docente è tenuto a
svolgere le attività connesse come ricevimento degli studenti e gli appelli
d'esame. La durata di un corso integrativo varia invece a seconda della
tipologia di attività e del corso di Laurea e in questo caso la prestazione si
esaurisce nelle ore di didattica e nell'eventuale partecipazione alle
commissioni di esame della disciplina ufficiale nell'ambito della quale
l'incarico è svolto». La situazione per il prossimo anno accademico? «I dati relativi
al prossimo anno accademico sono ancora in fase di elaborazione, anche se si
prevede comunque una lieve crescita del numero di attribuzioni gratuite, tenuto
conto del fatto che l'Università ha provveduto a una razionalizzazione dei
corsi di studio».
(
da "Affari Italiani
(Online)" del 03-08-2009)
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Politica Dalla
Serracchiani alla campionesse del nuoto, donne padrone dell'estate Lunedí
03.08.2009 07:49 Di Giuseppe Morello Un'estate rosa? Un po' sì, ma non nel
senso dei rotocalchi, ma perché sembra un'estate in cui gli uomini se ne stanno
in disparte o a leccarsi le ferite o perché oggettivamente loffi, mentre le
donne spadroneggiano, spesso entusiasmano, quasi semprefanno bene e mostrano
carattere. Ed è bello che ci diano la possibilità di sottolinearlo. Partiamo
dalle cose serie. Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha cominciato a mettere mano seriamente a scuole e università
con provvedimenti anche rivoluzionari per il nostro paese (vedi la ripartizione
dei fondi alle università virtuose), conquistando consensi e muovendosi con
sicurezza. Non è da meno la sua collega, Stefania Prestigiacomo, alla quale
Tremonti e Calderoli hanno provato a mettere i piedi in faccia infilando nel
decreto anti-crisi una norma che l'avrebbe esautorata dei poteri di
autorizzazione ambientale in materia di energia, affidandoli ai commissari
straordinari. Lei si è impuntata, e a quanto pare ha avuto ragione dei colleghi
in pantaloni. Passiamo al centrosinistra. Nel Pd finalmente una donna che è
stata in grado di far parlare di sé e di catturare l'attenzione, Debora
Serracchiani, che ha provato a dare uno scossone magari ingenuo, ma fresco ai
sepolcri imbiancati. Ha dimostrato carattere, generosità e piace a molti. E
come si fa a dimenticare Federica Pellegrini, Alessia Filippi, Tania Cagnotto,
Martina Grimaldi, Beatrice Adelizzi e Federica Vitale, le bravissime nuotatrici
italiane che si stanno facendo onore ai Mondiali di nuoto (l'unica medaglia
maschile finora è arrivata solo da Valerio Cleri). Poi c'è il gossip, campo nel
quale Elisabetta Canalis ha messo tutti in secondo piano e conquistato la scena
accoppiandosi nientemeno che con George Clooney (come avrà fatto, con la scusa
del caffè?). E si può star certi che le "sciure" (ma anche molti
maschietti) di questo parleranno e leggeranno sotto l'ombrellone. Infine c'è
anche un protagonismo non proprio edificante, ma sempre protagonismo è, ed è
quello che riguarda le donne a cui la professoressa di Filosofia Morale, Laura
Boella, nella bella intervista ad Affaritaliani.it rimprovera una
"perversa emancipazione". Parliamo naturalmente di Patrizia
D'Addario, passata da sconosciuta escort a regina delle cronache politiche e
giudiziarie, le cui parole ormai pesano più delle dichiarazioni di un ministro.
Ma in tutto questo i maschi dove sono? In letargo? Ormai sono animali
stagionali: li rivedremo forse riapparire coi primi freddi.
giuseppe.morello@affaritaliani.it tags: donne pellegrini daddario canalis
(
da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 03-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Pordenone))
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Scuola
Lotta agli
infortuni, l'Anmil applaude il decreto del Governo Lunedì 3 Agosto 2009, Il
decreto approvato dal Consiglio dei ministri in materia di sicurezza nei luoghi
di lavoro si muove nella giusta direzione: coinvolgimento delle parti sociali,
formazione, informazione. Lo sostiene Franco Bettoni, presidente dell'Anmil
(l'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro): «Il valore centrale
nel contrasto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, non è
certo, o solo, quello delle sanzioni, ma piuttosto la condivisa consapevolezza
che la partita si gioca nell'azienda, sostenendo e promuovendo cultura,
formazione, informazione con un impegno corale. Peraltro il decreto appena
approvato contribuisce a ricomporre l'unità del processo di tutela delle
vittime del lavoro, col riconoscimento di un chiaro obbligo dell'Inail per le
cure e la rieducazione degli infortunati, a coronamento di una battaglia che
noi per primi abbiamo sostenuto negli anni». L'Anmil ricorda tuttavia che «la
promozione della cultura della sicurezza e salute negli ambienti di vita,
studio e lavoro deve essere un'attività indirizzata prioritariamente nei
confronti dei giovani, cittadini e lavoratori di domani. Su questa strada il
protocollo d'intesa sottoscritto insieme ai ministri Gelmini e Sacconi rappresenta un momento di più forte
responsabilizzazione e di stimolo per un impegno ancora più forte verso
l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile di prevenzione degli
infortuni e delle malattie professionali, con la consapevolezza che il Governo
si è mosso manifestando la volontà di impegnarsi concretamente sul fronte della
lotta alla piaga degli infortuni sul lavoro».
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 03-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Pordenone))
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Scuola
Atenei dimagriti, il
Pdl approva Lunedì 3 Agosto 2009, Il raggruppamento dei corsi di laurea dei due
storici atenei che insistono sul territorio pordenonese è solo uno degli effetti della Riforma Gelmini, più volte contestata durante il periodo scolastico, sia dagli
insegnanti, che dagli studenti. A un anno dai decreti è il momento di tirare le
somme per un bilancio. A farlo sono i Giovani del Partito della Libertà che nel
complesso danno una lettura positiva dei primi effetti della Riforma della
scuola che sta riguardando ogni ordine e grado, dalle primarie
all'università. «Nel giro di tre anni verranno stoppate le immatricolazioni al
corso di laurea sui Servizi sociali dell'Università di Trieste, e questo è
positivo se pensiamo che sul territorio ci sono studi superiori che preparano
già in queste materie; anche l'unificazione dei due corsi di Ingegneria per gli
studenti sono un vantaggio, ovvero possono contare sui migliori docenti dei due
atenei, Udine e Pordenone». L'analisi del vice coordinatore dei Giovani del
Pdl, Enrico Paludet non trascura uno dei cardini della Riforma, il collegamento
tra merito e finanziamenti. Non si parla, invece, di quegli insegnanti che si
vedranno senza una cattedra. Ma la crisi del 2009 non risparmia proprio nessun
settore, scuola, università e ricerca compresi. I giovani del Pdl valutano
positivamente i tagli ai corsi universitari, ben il 20 per cento in tutto il
Belpaese, se messi in relazione alle conseguenze sul piano della didattica.
«L'unificazione di più corsi di laurea - ha fatto notare Paludet - rafforza
l'offerta formativa come è accaduto a Pordenone». Il risparmio dovuto alla
fusione dei corsi di laurea in Ingegneria di Udine e Trieste, come ha ricordato
il presidente del Consorzio Universitario, Giovanni Pavan, fa risparmiare al centro
di via Prasecco circa 150mila euro, circa il costo di un corso triennale. Voto
positivo alle novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini
secondo il gruppo giovani del Pdl anche sul versante delle scuole superiori.
«L'aumento delle bocciature - ha indicato Paludet - sta a significare che si
sta premiando chi veramente lo merita, inoltre trascinare uno studente con
insufficienze fino all'esame di maturità non lo aiuta affatto. Il voto in condotta - rimarca il responsabile del Pdl giovani -
premia l'impegno e incentiva gli studenti a fare meglio». A distanza di un
anno, Paludet sostiene che i timori degli studenti per il voto
in condotta che concorre a fare la media di tutte le materie era
infondato, poiché i docenti non l'hanno usato come arma contro i ragazzi. Una
garanzia dell'obiettività del giudizio lo dava la decisione presa dall'intero
consiglio di classe. Semaforo verde pure per l'introduzione dei voti nelle
scuole medie, un altro esempio di serietà nella valutazione a parere dei
giovani del Partito della Libertà. Considerazioni queste che potranno essere
oggetto di un prossimo acceso dibattito innescato da altre forze politiche
giovanili locali interessate ai problemi della scuola. Si prepara, dunque, il
terreno caldo prima delle ulteriori novità di settembre. Sara Carnelos
(
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 03-08-2009)
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Scuola
03/08/2009 -
Arte-Cultura Stampa Invia ad un amico Licei musicali: Parma potrebbe fare da
apripista Ancora aria di cambiamenti nella scuola italiana. E Parma potrebbe
fare da esempio, stavolta, dato che si parla di Licei musicali e la città
ducale ne vanta uno da più di trent'anni. Già con la riforma Moratti, nel 2005,
si era giunti a definire gli obiettivi formativi e i percorsi didattici dei
licei musicali e coreutici. Ma senza indicare in che modo tale architettura
avrebbe potuto essere messa in atto in modo concreto. La riforma del 2010 Con
la riforma dei licei, annunciata a partire dall’anno scolastico
2010-2011 dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, la situazione forse cambierà. I
ragazzi potranno scegliere anche un liceo che diventerà uno sbocco naturale per
quegli studenti che hanno portato a termine le scuole medie con indirizzo
musicale (le Smim), e che finora non sapevano bene come proseguire il proprio
percorso di studi per non perdere le competenze acquisite. Quello a cui
si iscriveranno sarà un liceo a tutti gli effetti: potrà portare all’università, e non solo
e non necessariamente al Conservatorio. Per il momento si sa che saranno
quaranta i licei musicali che verranno istituiti in tutta Italia, secondo quanto previsto dalla bozza di decreto. Altri potranno
essere attivati attraverso convenzioni con i conservatori. Insomma, il Liceo
musicale e coreutico è l’attesa novità per l’anno scolastico 2010-2011. Il liceo includerebbe
sia le materie gene raliste comuni a tutti i licei,
sia i primi cinque anni dell’attuale conservatorio musicale e dell’accademia di danza. Un progetto
per ridare lustro alla nostra tradizione musicale. A Parma, il Liceo musicale
sperimentale annesso al Conservatorio di Musica «Arrigo Boito» quest’anno ha compiuto 30 anni. Unico nel suo genere insieme con il
«Giuseppe Verdi» di Milano e il «Bonporti» di Trento, anche se quello ducale è
stato istituito per primo è nato prefiggendosi come scopo quello di evitare che
lo studente musicista debba ricercare in una
doppia scolarità la cultura indispensabile al completamento della propria
formazione. I dubbi dei docenti Vantando un passato glorioso, i dubbi sulla
positività della nuova riforma provengono proprio da chi conosce bene questo
tipo di scuola: «In attesa del suo avvio - ha dichiarato Giordano Montecchi,
docente di Storia della musica a Parma - sarebbe bene che si chiarisse come il
ministero intenderebbe finanziarlo, considerati i risparmi che vuole attuare e
visto inoltre che la bozza del quadro di orario prevede trentadue ore a
settimana di cui venti generaliste e dodici di indirizzo, suddivise tra
Esecuzione e interpretazione (quattro ore), Teoria e composizione (2 ore),
Storia della musica (due ore) e Laboratorio musica d’insieme (due ore); nella sezione coreutica le dodici ore sono invece
ripartite tra Teoria e storia della danza (dal terzo anno), Tecniche della
danza (otto ore) e Laboratorio coreutico (quattro ore). Dal mio punto di vista
posso dire che, se attuato in modo corretto, il Liceo musicale può diventare di
grande livello e formare dei grandi musicisti, come è successo qui a Parma».
«Con questo nuovo ordinamento, fra l’altro - ha continuato Montecchi -, ogni classe
dovrebbe fruire anche di pratica strumentale individuale per quattro ore a settimana e, siccome le prime classi non
potranno avere non meno di ventisette allievi, potrebbe significare una
notevole implementazione di docenti: dove trovarli? Negli attuali conservatori?
Dove e come sarà distribuito il nuovo Liceo, dato che, da quanto si è capito,
non sarà più annes o al Conservatorio, ma in altra sede? Potrà accogliere tutte
le richieste? E alla media non sarebbe il caso di rendere curricolare lo
strumento musicale? Non ci resta che attendere» ha concluso Montecchi.
(
da "Sestopotere.com"
del 03-08-2009)
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Scuola
Nuovo piano scolastico,
regione Marche contro Governo (3/8/2009 20:22) | (Sesto Potere) - Ancona - 3
agosto 2009 - 'Purtroppo, piu` che una novita` e` una tragica conferma di
quello che gia` sapevamo ed avevamo denunciato lo scorso 20 aprile nel tavolo
interistituzionale appositamente convocato in Regione sulla questione tagli
agli organici della Scuola.' Commenta cosi` l'assessore regionale
all'Istruzione, Stefania Benatti la nota dei Sindacati che fanno appello anche
alla Regione Marche per mobilitarsi contro la perdita di 1333 posti di lavoro
nella Scuola. 'In quella riunione ' aggiunge l'assessore ' avevo avuto modo di
sottolineare che nelle Marche il numero di persone interessate dai tagli
equivale alla messa in mobilita` di una grande azienda in crisi. Ed e` stato un
problema gia` sollevato dalla Regione al Ministro Gelmini in ogni utile occasione, anche
con una lettera ufficiale che ho inviato a marzo. Ma il Ministro resta chiusa a
qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire ' non c'e` peggior sordo', a meno
che non si tratti di disponibilita` finanziarie da mettere in campo per
'aiutare' sulla questione precari o personale gia` fuori dagli organici (
come le Marche appunto che hanno gia` previsto misure di politiche attive in
tal senso). Anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, gli assessori regionali
all'Istruzione hanno chiesto al Presidente Errani di aprire una vertenza col
Governo sui tagli alla Scuola e di porre sul tavolo le posizioni delle Regioni,
ma il Ministro proprio non ci sente e non vuole interloquire con gli assessori.
Fanno bene allora le parti sociali e i Sindacati - ha poi rimarcato Stefania
Benatti - a risollevare il problema e a tenere comunque alta l'attenzione,
perche` in effetti i posti persi, anche se si vogliono far passare per turn
over, sono quelli e non verranno ricoperti dai precari, con un conseguente
effetto negativo proprio sulla didattica.' Nella stessa riunione del tavolo
interistituzionale di aprile, l'assessore Benatti aveva anche rimarcato il
grave problema del sostegno didattico ai disabili, 'un problema nel problema,
perche` non si tiene conto dell'aumento di alunni che hanno bisogno di sostegno
e che nelle Marche raggiunge una quota di crescita pari a 300 all'anno. ' 'C'e`
di piu` ' conclude l'assessore- il Ministro 'spaccia' ora per assunzioni ( 16
mila in tutta Italia ) previste dal Piano triennale legato alla Finanziaria
2007, quella che e` invece di fatto una riduzione della quota prevista di 50
mila assunzioni di insegnanti e 10 mila di personale ATA. Un modo come un altro
di fare disinformazione.'
(
da "Stampa, La"
del 04-08-2009)
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Scuola
Se dovessero
abortire gli uomini Come assistente sociale conosco il dramma di una donna che
ricorre all'aborto e ai traumi che spesso si porta dietro per tutta la vita.
Non sono contraria alla legge 194, ma sarebbe auspicabile che venisse applicata
anche negli aspetti che prevede la prenvensione. Con la pillola abortiva RU486
la donna rischia di rimanere ancora più sola. Trovo singolare che siano
soprattutto gli uomini a esultare ogni volta che si scopre una nuova tecnica
per abortire, mi auguro che venga presto messo in commercio il «pillolo» che
dovrebbe sterilizzare temporaneamente l'uomo. E voglio vedere come verrà
accolto. LUCIA ESTRAN Pillola abortiva e baratti politici Se il governo
interviene sulla legge Ru486, il caso escort sarà perdonato. Sinceramente, non
riesco nemmeno ad immaginare quale potrebbe essere il prossimo baratto tra il
Vaticano e il Governo italiano. Perdono dell'uxoricidio della moglie in cambio
della messa obbligatoria la domenica per legge? ANTONELLO CONTE Sanatorie e xenofobia
Apprendiamo del dibattito in corso sulla possibiltà di emanare una sorta di
sanatoria che riguardi non solo badanti e colf ma anche altri stranieri senza
un lavoro regolarizzato che risiedono in Italia. abbiamo purtroppo imparato che
oggi come oggi dall'opinione pubblica del nostro Paese non ci si può aspettare
un orientamento influenzato dalla tutela delle esigenze umane dei lavoratori
stranieri e delle loro famiglie. Il confronto che si va accendendo in questi
giorni sembra dividere chi vorrebbe comunque una normativa che sia magari non
altruistica ma quantomeno ragionevole - e vorrebbe perciò allargare le
categorie di lavoratori stranieri da ricomprendere nella sanatoria - e chi
invece rivela un atteggiamento pienamente, sinceramente, apertamente xenofobo.
PAOLO BERSANI, ROMA Il dialetto va bene l'italiano va meglio Non sono contrario
all'idea di Umberto Bossi di salvaguardare i dialetti, ma il problema è prima
ancora quello di salvaguardare la lingua italiana. Si tratta di una vera
emergenza. Molti laureati commettono grossolani errori grammaticali e
sintattici, gli studenti non sanno che cosa sia l'analisi logica, si usano
orripilanti neologismi come «detettare» (to detect), «cecchinare» (check in),
«downloadare» (to download), «coattare» (to coat), ecc. I messaggi sms
completano l'opera, abituando a parole e frasi smozzicate. Perfino in documenti
ufficiali vengono usati termini come «privacy», «management», «training»,
«counseling», «setting», «assessment», «step», «prompt», «bias» e via dicendo,
evitando con cura di utilizzare termini italiani di ugual significato. Più che
lo studio dei dialetti, urge, a mio parere, la rifondazione della lingua
italiana, che rischia di dover camminare con le stampelle anziché con le
proprie gambe. OMAR VALENTINI SALÒ (BS) Il tacchino, a Natale è sempre
stressato La lettrice Guigas di Torino auspicava un allevamento biologico che
rispettasse gli animali e consentisse loro «una vita in ampi spazi aperti e non
stressata in stalle e capannoni». Vorrei far notare che l'allevamento, fin dai
suoi inizi primordiali, è stato sempre una sopraffazione sugli animali. Quanto
agli ampi spazi aperti, le stalle in Italia (e in Europa) ci sono da sempre,
perché non abbiamo gli spazi americani. Nella vita quotidiana solo una minima
élite può permettersi di andare a comprare olio verdura e carne «dal
contadino», tutti gli altri devono per forza avvalersi della grande
distribuzione, che si avvale dei grandi allevamenti. Il che ovviamente non
esime dal ricercare anche lì qualità e correttezza. Purtroppo però un tacchino
sotto Natale sarà sempre stressato. PAOLO DONATI, TREVISO I fischi a Bondi una
soluzione comoda Liquidare con una netta condanna i fischi al Ministro Bondi è
forse la soluzione più semplice e anche la più praticata. Si è trattato di una
manifestazione di rabbia, derivante dall'impotenza di fronte ad una maggioranza
di governo che non perde occasione per stendere veli revisionisti su ogni
evento imbarazzante. È vero ciò che ha detto il Ministro abbandonando il palco
di Bologna: «c'è troppo odio», ma, forse, è giunto il momento di chiedersi
seriamente chi ne sia il responsabile e perché. Così facendo, anche gesti
criticabili come quello di Bologna troverebbero altre e più articolate
motivazioni. GIORGIO GAI L'evasione fiscale sarà imbattibile Si parla tanto di
evasione fiscale, ma se il mio dentista mi pone davanti all'alternativa di 8000
euro con fattura oppure di 5000 euro senza fattura, preferisco risparmiare
subito 3000 euro. Con quei 3000 euro ci pago subito un po' di bollette
arretrate, i libri di scuola di mio figlio e magari mi faccio qualche giorno di
ferie a cui avrei dovuto sicuramente rinunciare. Ecco perché in Italia
l'evasione fiscale non potrà mai essere combattuta. NICOLETTA SANA, VIGEVANO Libri costosi e portafoglio vuoto Credevo che la saggia
disposizione del ministro Gelmini «i libri non devono essere cambiati ogni anno scolastico» fosse
ormai cosa fatta. Nossignore: i professori, motivando la loro richiesta (ha
stabilito un Tar), possono ora continuare a chiedere nuovi libri: da acquistare
ovviamente a caro prezzo. In punta di diritto avranno pure ragione i
Giudici del Tar, però al portafoglio dei genitori non ci pensano? GIULIANA PONS
Alitalia: dare tempo al tempo In merito all'articolo apparso su La Stampa venerdì
31 luglio dal titolo «Alitalia, malumori fra gli azionisti - Bellavista
Caltagirone: non ci sono più scuse», mi corre l'obbligo di contestare che il
titolo non riflette in alcun modo il contenuto dell'intervista, dove più volte
ho precisato che l'orizzonte temporale per dare un giudizio sull'operato
Alitalia è ancora breve e bisogna dare tempo al tempo. FRANCESCO B. CALTAGIRONE
(
da "Stampa, La"
del 04-08-2009)
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Scuola
L'ASSESSORE
PENTENERO il caso Un progetto regionale anti-dispersione Alla conquista della
licenza "impossibile" «Sono 620 i ragazzi che abbiamo recuperato nell'anno
appena finito» Officina e fornelli per i pluribocciati delle scuole medie MARIA
TERESA MARTINENGO Bocciatura, medicina che risana la scuola e restituisce
dignità agli studenti: le dichiarazioni estive del ministro
Gelmini vanno in questa
direzione. Ma in Piemonte, un progetto regionale dedicato ai pluriripetenti -
gli «irriducibili», ragazzi ai quali essere bocciati e ribocciati poco importa
- va controcorrente: si ostina a cercare di recuperarli, di fargli prendere la
licenza media, avviandoli al tempo stesso verso una formazione professionale
che possa evolvere, l'anno successivo, in un corso biennale. Nell'anno
appena concluso, lo ha detto ieri l'assessore regionale all'Istruzione Gianna
Pentenero, sono stati 620 i ragazzi tra i 14 e i 16 anni (su 1300 stimati in
analoghe condizioni e 33.000 studenti) iscritti alla scuola media coinvolti
(147 a Torino e 71 in provincia). I maschi sono la schiacciante maggioranza nei
«Laboratori scuola formazione», il 73%. Gli stranieri sono il 34%. Il successo,
a fine anno, è stato raggiunto, con la licenza, dall'88% dei ragazzi (l'11,6%
non è stato ammesso all'esame, lo 0,5% è stato bocciato ancora). «Questi
ragazzi, il più delle volte con storie di vita complicate, hanno avuto la
possibilità di recuperare gli anni perduti frequentando - spiega l'assessore
Pentenero - laboratori di scuola-formazione presso le agenzie del territorio.
Lo scorso anno abbiamo contato su finanziamenti della Finanziaria 2007 e dal
contratto scuola, per il 2009/2010 saranno fondi regionali per 1,6 milioni di
euro». Un investimento. «Senza questo intervento la società alla fine
spenderebbe di più». Coinvolte nei 25 progetti distribuiti in tutto il Piemonte
che fanno lavorare insieme insegnanti statali e della formazione professionale
dei settori alberghiero-ristorazione, meccanico, estetica, giardinaggio ed
altro ancora, sono 130 scuole e 40 agenzie. «Questa - aggiunge l'assessore -
non è scuola di serie C, ma studiata in una logica inclusiva, di ricerca
educativa. La risposta alla bocciatura fine a se stessa». Il modello, lo ha
ricordato ieri Enzo Pappalettera, segretario della Cisl Scuola regionale, è
stato il progetto "Provaci ancora Sam", che continua presso
l'Istituto comprensivo Padre Turoldo (sostenuto dalla Compagnia di San Paolo).
Gabriella Boeri e Piero Martina dell'assessorato regionale raccontano: «Dopo
una doppia bocciatura, questi ragazzi possono ottenere una doppia promozione:
la licenza media e crediti per un corso di formazione biennale. Aspetti
importanti ai fini del successo, sono poi il trovarsi con coetanei e non con
compagni che hanno 2-3 anni in meno. E che i docenti fanno una didattica
"diversa". Per esempio, la matematica diventa concreta nei calcoli di
officina».
(
da "Alto Adige"
del 04-08-2009)
Argomenti:
Scuola
La giunta
provinciale lo ha indicato nel luglio 2008, il governo non ratifica: «Ma non mi
faccio da parte» Scuola, Eccli torna a fare il preside In attesa della nomina a
Sovrintendente, riprende il posto in Bassa Atesina di Francesca Gonzato
BOLZANO. Ivan Eccli torna a fare il preside. A settembre il sovrintendente
designato riprenderà il posto di dirigente dell'Istituto comprensivo Bassa
Atesina, lasciato libero dal pensionamento di Elisabetta Manzio. Il
sovrintendente scolastico sostituto Claudio Vidoni ha firmato il decreto con
gli incarichi dirigenziali validi dal prossimo anno scolastico al 2012-2013.
Nell'elenco Ivan Eccli compare come dirigente dell'Istituto comprensivo Bassa
Atesina. Lo scorso anno scolastico Eccli lo ha trascorso in Sovrintendenza,
distaccato per la preparazione delle linee guida per l'organizzazione della
scuola. Il lavoro è terminato, mentre continua il logoramento della mancata
ratifica del ministro Gelmini alla nomina di Eccli
come sovrintendente. La decisione della giunta provinciale su Eccli come
successore di Bruna Rauzi risale al 21 luglio 2008. L'intesa governativa
sembrava poco più di una formalità e invece ne è uscito un braccio di ferro
tutto politico. Eccli nelle scorse settimane ha dovuto prendere una decisione
sul suo futuro lavorativo. La Sovrintendenza ha chiesto a tutti i dirigenti
scolastici di indicare la sede di lavoro richiesta per i prossimi quattro anni
(vedi articolo sotto). Anche Eccli ha dovuto indicare la propria scelta.
«Questa non è una rinuncia alla nomina a sovrintendente», ci tiene a chiarire
Eccli, «Non c'è nulla di cambiato rispetto a poche settimane fa. Si trattava
solo di indicare la sede di lavoro da settembre, visto che il mio lavoro in
Sovrintendenza sulle linee guida è terminato». Nonostante continui il pressing
dell'assessore alla scuola italiana Christian Tommasini, che vuole scongiurare
un inizio di anno scolastico con la Sovrintendenza ancora in regime di gestione
reggente, la partita è ormai nelle mani di Luis Durnwalder. Il presidente da un
lato non vuole scavalcare l'indicazione su Eccli uscita ufficialmente dal mondo
della scuola italiana, dall'altro ha messo in chiaro che non intende creare
un'ulteriore spaccatura con il governo. Il suo rapporto con
Mariastella Gelmini è tra
l'altro di notevole cordialità e il ministro è tornata di recente a farsi viva.
Mariastella Gelmini, che da
tempo ha chiesto a Durnwalder di trovare l'intesa su un altro nome, ha
rispedito a Palazzo Widmann una lettera di questa primavera che contiene, tra
l'altro, l'indicazione di alcuni nominativi che troverebbero il suo gradimento.
Si tratta di Annamaria Corradi, Livio Liponi e Maria Rita Chiaramonte.
Nell'elenco iniziale compariva anche Tullio Lott, che è andato però in
pensione. Attorno a Tommasini c'è la convinzione che il mese di agosto sarà
decisivo e Durnwalder potrebbe decidere di firmare il decreto di nomina di
Eccli, preparandosi allo scontro giuridico-istituzionale con il governo. Ma la
deputata Michaela Biancofiore (Pdl), tra le più accese avversarie della nomina
(«ma non c'è nulla di personale con Eccli»), torna a gelare: «Non credo che
andrà così».
(
da "Citta' di Salerno,
La" del 04-08-2009)
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Scuola
"Zingaro"
della cattedra da otto anni Inizia il nostro viaggio tra gli insegnanti che nella
scuola non hanno un posto fisso STORIE DI PRECARI/1 Paolo Caravano cambia sede
continuamente. «La laurea? Ho guadagnato 3 punti...» E' celibe e vive con i
genitori «Ora ci sará un altro periodo di grandi preoccupazioni» " Dire
addio alla precarietá lavorativa, lasciarsi alle spalle i grandi sacrifici
compiuti, respirare, finalmente, un'aria di sicurezza e stabilitá economica.
Questi i sogni nel cassetto di Paolo Caravano, docente precario di sostegno
che, da ben otto anni, "insegue" la cattedra di ruolo nella materia
in cui si è specializzato. Sogni di molti precari. " Sempre in prima
linea, Caravano, nelle battaglie dei Cobas Scuola, contro
le riforme Gelmini -
Tremonti - Brunetta che "hanno confermato tutti i loro provvedimenti a
danno della scuola pubblica statale, mantenendo i tagli, tornando indietro di
più di 20 anni nell'impianto didattico -pedagogico, diminuendo il tempo scuola
e confermando l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula",
come ricordato dallo stesso insegnante. Una vita professionale, quella di
Caravano, 37enne salernitano, celibe e ad oggi residente nell'abitazione dei
suoi genitori, "intrappolata in una graduatoria ad esaurimento", come
lui stesso ha sottolineato. Dopo essersi diplomato all'Isef ed essersi abilitato
a Macerata nel 2002, infatti, il docente ha iniziato la sua corsa
all'occupazione, frequentando il corso di sostegno e contemporaneamente,
svolgendo il suo primo incarico a Pavia. L'anno successivo, poi, sognando di
insegnare nel salernitano, scelse di inserirsi nella graduatoria della nostra
provincia. "Da allora, ogni anno ho insegnato in un paese diverso del
nostro territorio - racconta Caravano - Ho avuto una cattedra da precario a
Buonabitacolo, a Roccadaspide e in tanti altri posti che distano oltre 100 km
dalla mia residenza a Salerno". Caravano non si è mai lasciato
scoraggiare, andando avanti a testa alta nel perseguire il suo obiettivo di
essere inserito nella scuola da insegnante di ruolo. Due anni fa, il suo primo
incarico a Scafati, luogo più facilmente raggiungibile dalla nostra cittá e, lo
scorso anno, finalmente, l'incarico alla scuola "Giovanni XXIII" di
Salerno. "Ho lavorato a Salerno grazie al finanziamento regionale -
sottolinea il docente - ma quest'anno è ancora più dura perché non ci offriranno
le briciole dello scorso anno e, così, ci tocca di nuovo fare i conti con le
preoccupazioni di sempre." Poco è servito, all'insegnante, il titolo di
laurea specialistica in Scienze Motorie conseguito quest'anno: "La laurea
mi fornisce altri 3 punti in graduatoria, da aggiungere ai miei 139, ma non mi
cambia nulla: quegli stessi tre punti, infatti, li hanno anche colleghi che
hanno svolto master telematici annuali, a mio avviso, non paragonabili ai 23
esami conseguiti nell'arco di due anni di laurea specialistica." Amare, le
riflessioni di Caravano contro il decreto della Lega sulla mobilitá in
graduatoria: "La scuola si è trasformata in una sorta di giochino. Se si
ha la fortuna di scegliere la provincia giusta, infatti, si ha la possibilitá
di insegnare. Bossi non vuole docenti meridionali al Nord, senza accorgersi che
l'80% degli insegnanti lì, proviene dal Meridione". Marilia Parente
(
da "Cittadino, Il"
del 04-08-2009)
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Scuola
Il liceo
linguistico cittadino attende notizie dal ministro n Sembra rimanere ferma
l'intenzione di far crescere la scuola superiore di San Giuliano, ma a distanza
di mesi non si è ancora sciolto l'interrogativo in merito all'indirizzo di
studio che amplierà l'offerta. Del resto, nell'area dell'hinterland milanese
che negli anni scorsi si è guadagnato il primato di "comune più giovane
della provincia di Milano", l'apertura della prima scuola superiore come
distaccamento del Primo Levi, ha aperto una nuova strada. E dal momento in cui,
lotto dopo lotto, l'ex scuola elementare di via Trieste è stata adeguata per la
nuova funzione che si è trovata a svolgere, si parla ormai da oltre un anno di
nuovi sviluppi. Inizialmente l'attenzione era stata puntata su un liceo
pedagogico, poi l'ex amministrazione comunale di San Giuliano lanciò
l'alternativa di un istituto alberghiero, ma sembra che l'ipotesi non sia
destinata a decollare, in quanto un indirizzo del genere sembrerebbe richiedere
grandi investimenti in laboratori e strumentazione. Ma soprattutto, come ha
ricordato in più occasioni il dirigente scolastico del liceo Primo Levi,
Piervirginio Bagnacani, la partita è rimasta strettamente
legata alla definizione della riforma Gelmini, al fine di non rischiare di puntare il tutto e per tutto su
indirizzi a rischio di essere poi cancellati dalle nuove disposizioni
ministeriali. Pertanto, se nei prossimi anni le occasioni potranno crescere, al
momento non si sa ancora in che termini. È certo che l'intenzione di
amministratori e dirigenti scolastici si pone l'obiettivo di procedere sulla
strada imboccata, diversificando il panorama di offerta già presente nella
zona, a vantaggio di chi si troverà a guardare verso il futuro. Così, come è
ormai certo che la struttura di via Trieste si confermerà polo di scuola di
superiore, con un possibile incremento del via vai di ragazzi che si muovono
con gli zaini in spalla. In ogni caso qualsiasi alternativa venga presa in
considerazione, dovrà passare per una serie di consultazioni, lungo un iter che
deve essere ancora imboccato. Nel frattempo i sangiulianesi hanno dimostrato
disinvoltura negli spostamenti, a cui sono abituati da sempre. Ma il quadro
delle destinazioni degli studenti assume rilievo anche sotto il profilo dei
trasporti, in quanto per alcune direzioni ci sono autobus appositi, piuttosto
che rinforzi delle navette che tengono conto dell'orologio di chi si deve
presentare puntuale per l'inizio delle lezioni.G. C.
(
da "Centro, Il"
del 04-08-2009)
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Scuola
SAPORI D'ABRUZZO Colazione
all'Aquila con le First Ladies Niko Romito, il cuoco che ha fatto apprezzare la
gastronomia abruzzese ai Grandi della Terra durante il G8 dell'Aquila, ha
scritto l'articolo che segue sulla preparazione del pranzo per le First Ladies.
L'articolo uscirà anche sul «Gambero Rosso». Cucinare per le First Ladies:
bella sfida. Ma come procedere? Da una parte la voglia di tenere alta la
bandiera della cucina italiana e abruzzese, dall'altra la tentazione di giocare
un pochino, di provocare, di conquistare. Certo, di spazio non è che ce ne
fosse molto: il protocollo rigidissimo e i controlli severi non permettevano di
spaziare più di tanto - almeno così sembrava - nel grande libro della
tradizione abruzzese. A partire dai divieti rigorosi che hanno presentato i
responsabili della protezione civile prima che mettessi mano al menu: niente
maiale, niente agnello, né capra, niente pecorino, niente insaccati e niente
cacciagione e volatili. Insomma, niente Abruzzo! ho pensato inizialmente. E
dire che con la mail di incarico, Bertolaso mi chiedeva proprio di
rappresentare agli ospiti da tutto il mondo la tradizione e la cultura
gastronomica abruzzese. Ma se a L'Aquila tutto gira intorno a pecore, agnelli e
insaccati! Mi sono messo comunque al lavoro. E, piuttosto che provocare, ho
pensato prima di tentare la carta sottile della seduzione cosa avrebbero
preferito le signore nel mio ristorante? E da qui ho preso due piatti: i
tortelli di piselli, pomodori e pecorino. E' uno dei piatti che le donne
apprezzano di più: il ripieno del tortello, liquido fresco dolce e cremoso e
l'acidità del pomodoro conquistano la sensibilità femminile. Così mi son
permesso di farci cadere sopra un pizzico di (vietato) pecorino: una forma di
Castel del Monte ben stagionato. E devo dire che è piaciuto a tutti, non è
tornato indietro nulla, piatti pulitissimi! Poi, il baccalà che è un piatto
invece che le donne non ordinano mai che quando lo assaggiano nel menu
degustazione, poi lo adorano. Sì, perché la potenza del baccalà viene
stemperata da una lunga marinatura in olio extravergine di oliva che lo rende
cremoso, quasi dolcissimo. Mi ha fatto piacere il commento
del ministro Gelmini: «Non
ho mai mangiato un baccalà così strepitoso». E non mi è rimasto il complimento,
ma la sua vera meraviglia di fronte a un ingrediente che probabilmente non
aveva mai trovato molto avvicinabile. Anche in questo c'è l'Abruzzo: una terra
rustica, forte, ma allo stesso tempo gentile, femminile quasi. Per il
benvenuto, invece, mi ha aiutato una frase di Obama letta sui giornali qualche
giorno prima del G8: diceva che non vedeva l'ora di assaggiare il gelato
italiano. Quindi, anche se la moglie Michelle non c'era, ho fatto un gelato
utilizzando le «reveje», un legume locale antico che lega insieme le
caratteristiche delle lenticchie, dei ceci e dei piselli. Piatto forte, la
vitella. Unica carne consentita! Però ho scelto un taglio «povero», per restare
in linea con la nostra cucina contadina. Ho preso delle nocette di guancia e le
ho cotte a lungo con olio, vino bianco, limoni e pomodoro. Dolcezza e
freschezza. Ho fatto ridurre a glassa la salsa di cottura con cui ho condito le
noci; accanto, foglie di orapi (spinaci selvatici) appena saltate in padella
con olio, aglio dolce di Sulmona e peperoncino e uno sformatino di insalata di
patate, condite con acciughe, capperi, menta, timo, erba cipollina. Devo dire
che gli orapi hanno spopolato. Qui, abbiamo dovuto far fronte alla first lady
indiana, vegetariana. Per lei, un primosale ai ferri con insalata di asparagi
selvatici, spinaci e fragole fresche e in salsa caramellata. Pure questo nel
solco della tradizione. Per chiudere, una provocazione: caldo freddo di
cioccolato e finocchio. Un totem di lingue di gatto ripieno di cioccolato
cremoso e un gelato di finocchio. Contrasti di temperature e consistenze, di
sapori, forza e freschezza e sensualità. Anche la first lady egiziana che - si
è saputo solo in extremis - era intollerante a zucchero e lattosio e per cui
abbiamo preparato un dessert al volo, fatto con frutta e caramelli di frutta,
decide di mangiarlo comunque: «Ho mangiato benissimo e per questa volta metto
da parte le intolleranze: voglio il mio dolce, come tutte!». E non ha lasciato
neppure un cucchiaino. Beh, alla fine l'Abruzzo ha vinto, anche a tavola! *
Chef del ristorante Reale di Rivisondoli
(
da "Repubblica, La"
del 04-08-2009)
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Scuola
Pagina VI - Torino
Ripetenti, corsi di recupero a rischio Il taglio dei prof ridimensiona il
progetto contro la dispersione Fino allo scorso anno si sfruttavano le ore di
esubero per aiutare i ragazzi in difficoltà OTTAVIA GIUSTETTI Un buon sistema
contro la dispersione scolastica è a rischio con la riforma
Gelmini. Il progetto
«Laboratori scuola formazione» dell´assessorato regionale all´Istruzione
(obiettivo: seguire con corsi di recupero i pluri ripetenti della scuola media
e aiutarli a conseguire la licenza), che è partito in forma sperimentale e con
successo lo scorso anno, potrebbe subire già uno stop o un ridimensionamento
nel 2009-2010. Il sistema scuola regionale, infatti, sfruttava le ore in
esubero dei docenti che nelle agenzie formative insegnavano anche a questi ragazzi
fino a raggiungere l´orario previsto dal contratto. Ma con i tagli recenti
delle cattedre e degli insegnanti di sostegno potrebbe non essere così semplice
trovare docenti con ore libere da spendere in più. «Siamo preoccupati per la
riforma Gelmini che ha asciugato molto le ore di
sostegno - ha detto l´assessore Gianna Pentenero - temiamo possa gravare sui
progetti come questo». Eppure lo scorso anno di 620 ragazzi tra i 14 e i 16
anni ancora iscritti alla scuola media inferiore, 539 hanno sostenuto e passato
l´esame di terza media. L´88 per cento dunque degli studenti seguiti dalle
agenzie formative è riuscito a superare uno scoglio che altrimenti pareva
insormontabile e, o ha proseguito gli studi o ha scelto la strada della
formazione professionale. Questi percorsi oltre a essere finalizzati al
conseguimento del titolo di studio, svolgono una funzione di recupero, di
motivazione e di orientamento, diventando quasi propedeutici a un ingresso con
crediti nell´istruzione-formazione professionale o funzionali all´avvio di un
contratto di apprendistato. Oltre alle aree disciplinari fondamentali come
l´italiano, la matematica, l´inglese e la tecnologia, diversi sono infatti gli
indirizzi professionali da scegliere, da quello meccanico a quello dei servizi
per l´impresa, di estetica e per la lavorazione del legno, di ristorazione e
giardinaggio. Saranno anche il prossimo anno le singole scuole a segnalare alle
agenzie formative i ragazzi da iscrivere ai corsi, specificandone le
particolari problematiche ed esigenze e richiedendone quindi la frequenza
part-time o full-time.
(
da "Repubblica, La"
del 04-08-2009)
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Scuola
Pagina VIII -
Napoli LA SCUOLA DEL DIALETTO NON CONOSCE LA CONTINUITà FRANCO BUCCINO A vere a
Napoli per i nostri figli e nipoti insegnanti lombardi e veneti che
escludessero il dialetto napoletano, le opere, gli autori e gli artisti, non ci
farebbe stare tranquilli. E pur essendo ben consapevoli del valore universale
della lingua napoletana, della canzone napoletana, del teatro napoletano, non
siamo tuttavia così partigiani da non riconoscere pari dignità a tutti i dialetti
del Bel Paese. Ma le cose non stanno così; il problema che si pone, per
fortuna, prescinde dalla provenienza geografica degli insegnanti. La chiave per
risolvere alla grande questo problema di conoscenza e valorizzazione delle
tradizioni locali e del dialetto bisogna trovarlo nel rapporto di una scuola
con il territorio. In particolare si prestano a dare risposte soddisfacenti a
tali richieste le relazioni intergenerazionali. Nella famiglia non c´è più
tempo; spostiamoci a scuola: i nonni nelle aule con i loro documenti, i loro
strumenti, i propri racconti. Anche gli insegnanti, da qualunque parte d´Italia
provengano, non possono non partire nella loro programmazione da un´analisi del
contesto in cui vivono i propri alunni, per la quale analisi ci vuole studio e,
magari, momenti di aggiornamento; e non possono non privilegiare nei programmi
di studio la storia e la geografia del territorio in cui è ubicata la scuola.
Se gli insegnanti è meglio che siano del posto oppure no, è francamente una
questione accademica; si può immaginare che in certe regioni gli abitanti
abbiano trovato altre attività e professioni da svolgere, magari più redditizie
o più gratificanti. Non sarebbe il caso di insistere troppo in un´epoca di
globalizzazione e di circolazione dei lavoratori nei paesi membri dell´Ue. Così
come è giusto chiarire, contro ogni vena razzista di proposte estemporanee, che
i contesti di cui la scuola deve rispettare e valorizzare l´identità non sono
solo i contesti territoriali, ma anche quelli più ristretti di comunità che si
aggiungono a quella esistente, siano esse italiane, comunitarie o
extracomunitarie. Occorre infine ricordare che la scuola, imitando in ciò i
ragazzi, per sua natura non separa ma unisce, non preserva ma mette a
confronto, non è rigida ma tollerante. Potremmo chiuderla qui. Se non fosse che la Gelmini, pensando di ridimensionare le polemiche suscitate dalle
posizioni della Lega sul test di dialetto agli insegnanti, ha detto che alla
fine queste persone vogliono solo garantita dalla scuola la continuità
didattica ai loro figli. Non si è resa conto, il ministro, che se fosse vera la
sua interpretazione, la risposta a questi genitori dovrebbe darla
proprio lei. Con qualche difficoltà, perché non solo non ha fatto niente in
tale direzione, ma ha operato in senso diametralmente opposto. La continuità
didattica, cioè il diritto dell´alunno ad avere gli stessi insegnanti per tutta
la durata del corso di studi, è messa in discussione solo in minima parte dallo
spostamento degli insegnanti da una provincia all´altra, da una regione
all´altra. Dei cento e passa prèsidi idonei che dalla nostra regione sono
andati al Nord con grande costernazione della Lega, torneranno a casa a
settembre appena una decina. La continuità è vanificata da incarichi annuali ai
precari, che ogni anno raggiungono una sede diversa per totale incapacità
dell´Amministrazione di gestire tale processo, e dalle scellerate scelte
politiche in materia di organici con i noti tagli. In Campania siamo vicini
agli ottomila posti tagliati, più di un quinto del totale nazionale: ma, si sa,
la continuità, rivendicata per i loro figli dai leghisti padani, da noi sarebbe
un lusso. I tagli comportano la mancata riconferma sui loro posti di tanti
precari, il soprannumero di numerosi docenti di ruolo costretti a cambiare
scuola, la mancata immissione in ruolo di migliaia di precari che perciò non
vengono stabilizzati su un posto fisso. Senza dimenticare che gli effetti della
cosiddetta riforma della scuola, con il maestro unico nella primaria, la ridefinizione
delle cattedre nella secondaria, l´eliminazione secca delle sperimentazioni
nelle superiori, rappresenteranno il più grave attacco alla continuità
didattica nella storia della scuola italiana. Avrebbe fatto meglio la Gelmini, anziché avventurarsi in questo terreno per lei
minato della continuità, prendere le parole della Lega per quello che sono;
anzi accettare la sua proposta e far fare agli insegnanti la prova di dialetto.
Magari in Calabria. Come fece lei per l´esame di procuratore legale.
(
da "Repubblica, La"
del 04-08-2009)
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Scuola
Pagina VI -
Bologna Scontro Comune-provveditore sui tagli alle sezioni tempo pieno Lembi:
"Mancano 12 classi e non ci dice niente" ILARIA VENTURI «FA come la
scimmietta: non vede, non sente, non parla». Il neo assessore alla scuola
Simona Lembi accusa il direttore dell´ufficio scolastico provinciale Vincenzo
Aiello (e quindi il Ministero) di fare lo gnorri sulla scuola. Ed è scontro tra
Palazzo d´Accursio e via de´ Castagnoli. Perché la replica, affidata a una nota
della direzione generale dell´ufficio scolastico regionale, non si fa attendere.
«Nessun gioco delle scimmiette e nessun fare lo gnorri. La scuola bolognese non
ha bisogno di toni così fuori luogo e sgradevoli, bensì di quella
collaborazione e confronto tra amministrazioni che ha connotato in questi anni
il rapporto sul territorio». E voilà, è già scontro sulla scuola i primi di
agosto, dopo l´offensiva dei sindacati di metà luglio e le proteste di
Provincia e Regione sui tagli. «La situazione è grave, mancano trenta giorni
all´apertura delle materne e quaranta all´avvio delle lezioni per la primaria e
le medie e il Comune non è messo nelle condizioni di capire come apriranno
queste scuole», attacca l´assessore comunale Lembi in conferenza stampa. Sul
piatto, la mancata risposta del Ministero sulla statalizzazione di nove sezioni
di materna al quartiere Porto e sull´apertura della nuova scuola in via Buon
Pastore (tre sezioni). «Ci sembra una richiesta equa per riequilibrare il
numero delle materne statali» sottolinea l´assessore, ricordando che a Bologna
le materne statali sono solo il 17% contro il 46% della media regionale, «una
disparità non più accettabile». Così, per portare avanti le proprie
rivendicazioni, Lembi ha preannunciato «proteste e pretese da sottoporre al
ministero» insieme a un piano della Giunta «salva-scuola». «Appena mi sono
insediata ho chiesto un incontro ad Aiello, è stato spostato e poi non ho
saputo più nulla», dice Simona Lembi. «Qui, oltre ai tagli
del ministro Gelmini e del
governo che sono drammatici, sono in gioco le relazioni istituzionali. A maggio
ci hanno detto che sarebbero saltate dodici sezioni a tempo pieno alle
elementari, un taglio che coinvolge trecento famiglie, ma da allora non abbiamo
nessun dato». Il vice di Aiello, Andrea Panzardi, getta acqua sul fuoco:
«Una difficoltà contingente, dovuta a un lutto in famiglia del direttore, tutto
qui. Confidiamo nella collaborazione all´impronta del miglior dialogo». Nella
nota l´ufficio scolastico smentisce «che non sia stata data nessuna risposta
agli uffici dell´assessorato». Quello che rimangono sono i tagli. La direzione
scolastica è netta: «Per la scuola dell´infanzia non vi sono quest´anno risorse
aggiuntive per aprire nuove sezioni, completare quelle a tempo ridotto,
statalizzarne altre». SEGUE A PAGINA V
(
da "Italia Oggi"
del 04-08-2009)
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Scuola
ItaliaOggi
sezione: cisal data: 04/08/2009 - pag: 30 autore: di Fulvio Fornaro* Sicurezza Formazione
per i futuri lavoratori Vivere a cavallo di due millenni, o anche dei due
secoli tra il '900 e il 2000, oppure di due culture non sempre antagoniste, può
essere un privilegio. Certamente una fatica se si tratta di un intermezzo
temporale, reso interminabile dalla lentezza dei legislatori (chiamati a
occuparsi di cultura della prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro e
nei luoghi di vita), che hanno varato un decreto ad hoc, n. 81/2008, non più
una novità, pensando a un Istituto della sicurezza sul lavoro (focal point
dell'Agenzia europea con sede a Bilbao, in Spagna) che si occupa da alcuni
lustri della materia. Vero promotore, se non proprio unico in Italia, della
Health promotion indirizzata ai giovani e giovanissimi, destinatari di numerose
iniziative informative e formative, tra cui la Settimana europea della
sicurezza sul lavoro. In questa fase, si tratta di riconoscere una peculiare
funzione pubblica a un organismo tecnico-scientifico inspiegabilmente entrato
in un cono d'ombra di notorietà mediatica, nonostante il crescente lavoro da
svolgere nel campo antinfortunistico. Del resto, la memoria dà volto e
consistenza all'identità di una istituzione: questa, in genere, è legittimata a
garantire i collegamenti e i raccordi tra le diverse e molteplici esperienze
nelle quali si articola l'unità degli interventi di prevenzione. Quest'ultima
più è fatta di memoria, più ha lo slancio della profezia. Quella legata alla
cultura della sicurezza che si vuole arricchire e diffondere con il dlgs 81/2008,
attraverso percorsi scolastici seri ed efficienti, ai quali
si sono riferiti i ministri Sacconi e Gelmini, dando risposte concrete ai numerosi interrogativi di
chiarimento sull'articolato del decreto, riprendendo temi essenziali come la
progettazione programmata di studi e sperimentazioni da far assumere negli
istituti tecnico-professionali per formare alla sicurezza i futuri lavoratori.
In coerenza con questo auspicio, e in connessione con una parte applicativa del
T.u., è prevista la possibilità di una convenzione tripartita,
welfare-istruzione-Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, per
realizzare insieme programmi educativi secondo un approccio di competenza
pedagogica che, già nella scuola primaria, vede in puero homo, cioè il futuro cittadino
lavoratore.* Medico competente-Sail
(
da "Italia Oggi"
del 04-08-2009)
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Scuola
ItaliaOggi sezione:
cisal data: 04/08/2009 - pag: 30 autore: di Vincenzo Lucarelli L'editoriale
Cisal Prevenzione infortuni sul lavoro, il T.u. è legge Siamo ormai al cambio
di passo e di voltaggio nell'applicazione del T.u. delle leggi sulla sicurezza
nei luoghi di lavoro e nell'ambiente di vita. L'acquisizione sostanziale
avviene sotto la spinta di una lunga catena di infortuni e di malattie
professionali, di cui siamo stati spettatori impotenti e per i quali il
sindacato autonomo confederale ha destinato una parte degli spazi autogestiti
nelle pagine di ItaliaOggi per mettere a nudo inadempienze e responsabilità,
riferite anche alle dilazioni di ratifica di un corpus juris,
provvidenzialmente approvato venerdì 31 luglio scorso dal consiglio dei
ministri.«Al punto in cui siamo approdati», ha sottolineato Francesco
Cavallaro, segretario generale della Cisal, «dovrebbero essere accelerate le
procedure applicative del decreto n. 81/2008, per modificare un sistema di
sicurezza la cui natura ha lasciato dietro di sé una lunga scia di lutti».Ora
viene introdotta una normativa tanto attesa, che dovrebbe rendere più
funzionali i prescritti interventi di prevenzione, nell'ambito di un regime di
tutele e finalità sociali. La tendenza fa perno su una cultura meno repressiva
e sul territorio, affidando la prevenzione a strutture e professionisti di
provata competenza e moralità. A riguardo, Cavallaro ha accennato alle
preoccupazioni e alle speranze che, nel decreto 81, si incrociano. A suo parere
«è facile, sull'esperienza del passato, immaginare l'apparire di quella spessa
cortina di inconfessati interessi, che accompagna l'avvento di novità
lungamente attese. Su cui grava lo scetticismo di una prospettiva, non sempre
rigorosamente scientifica, fino a risultare contraddittoria». Per il
rappresentante della Cisal, «pochi forse hanno avuto il coraggio di mettere in
luce i limiti di una prevenzione, affrancata da interferenze di varia natura da
non dimenticare, né da sottovalutare». Oltre a ciò, non bisognerebbe prendere
sottogamba, per esempio, il modo con cui vengono plasmati (e reclutati) i
tecnici diplomati e laureati con corsi di studio nei quali manca soprattutto il
rapporto diretto con il mondo del lavoro e l'organizzazione produttiva
territoriale.Emblematica, tra le tante, la mentalità delle professioni mediche,
essenzialmente di ordine clinico e chirurgico. In minore spazio, di ordine
igienico e profilattico. Mentre, per le professioni tecniche, è sufficiente
esaminare le varie discipline di insegnamento. «Bene hanno fatto l'onorevole Gelmini e l'onorevole Sacconi, al
termine del consiglio dei ministri, a richiamare la necessità di una
preparazione specifica sul tema della prevenzione, sorretta da un ciclo
formativo polivalente, nelle scuole di ogni ordine e grado». È questa, secondo
il segretario generale, la via da seguire, nella quale non sono affatto
estranei i programmi ministeriali e la didattica di riferimento. A cui
si aggiunge una patente a punti di qualificazione per imprese e lavoratori
autonomi nei settori di maggiore rischio, a cominciare dall'edilizia. Siamo di
fronte a una proposta avanzata nel 1968, o giù di lì, che prevedeva per gli
artigiani un attestato di affidabilità creativa e operativa. Il tardivo
recupero, tuttavia, è un segnale di appezzamento del saper fare a livello
locale.
(
da "Arena, L'"
del 04-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Martedì 04 Agosto 2009
CRONACA Pagina 13 GIOVANI «GENI». La cerimonia in Sala Rossa con Giovanni
Pontara Quattro studenti d'eccellenza Primi alle gare nazionali post diploma
Nella sala Rossa della Provincia, l'assessore alle Politiche per l'istruzione
Marco Luciani e il dirigente dell'Usp (Ufficio scolastico provinciale) Giovanni
Pontara hanno premiato, con una pergamena, quattro giovani veronesi che hanno
conseguito il diploma di qualifica in tre istituti professionali della città
nell'anno scolastico 2007/2008 e hanno vinto le gare nazionali indette dal Miur
ministero dell'Istruzione, università, ricerca. Erano presenti la responsabile
dell'ufficio Interventi educativi dell'Usp Laura Donà, il professore
dell'istituto «Angelo Berti» Paolo Massagrande, la professoressa dell'istituto
«Giovanni Giorgi» Renata Rossi, la professoressa dell'istituto «Enrico Fermi»
Rosa Furioni e i quattro studenti premiati: Simone Vicentini del Giorgi,
Stefano Agnoli del Berti, Michele Napoleone del Fermi e Alessio Ugolini del
Giorgi. Gli studenti hanno tutti fra i 18 e i 20 anni, uno di loro è già
occupato nel settore della qualifica specifica, mentre gli altri stanno
proseguendo gli studi per ottenere il diploma quinquennale, oppure sono in
attesa di occupazione e impegnati in stage. Le gare nazionali indette dal
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sono condotte su 22
qualifiche e tra queste quattro sono state vinte dagli studenti veronesi
(ristorazione, elettronica, meccanica e chimico-biologica), mentre sui 66
premiati totali, ben 20 sono studenti veneti. Queste
competizioni nate da una legge del 2007 e confermate dal recente decreto
presentato dal ministro Maria Stella Gelmini, stabiliscono che vengano premiati gli studenti in
considerazione della votazione conseguita nell'esame di Stato conclusivo del
corso di studi, e in base alla migliore classificazione in «competizioni basate
su procedure di confronto nazionali e internazionali». Per l'eccellenza
in campo ristorativo-alimentare gli studenti devono rispondere a dei quesiti
sull'alimentazione, allestire una sala e infine preparare dei cocktail da
illustrare in lingua inglese agli esaminatori. In campo chimico-biologico le
prove consistono invece in un test scritto, una prova pratica di laboratorio
chimico e un'analisi microbiologica di alcuni composti. Per il settore
elettronico, oltre a domande teoriche di elettrotecnica, anche una prova
pratica di strutturazione di un software per macchine elettroniche. In campo
meccanico infine, un test di disegno tramite Autocad, una prova pratica di
tecnologia dei materiali e un'altra di movimentazione di macchine utensili. La
scuola dei vincitori deve impegnarsi ad organizzare le gare dell'anno
successivo. A Verona spetta quindi il compito dell'accoglienza. Il nome dei
quattro studenti veronesi premiati, sarà inserito nell'Albo Nazionale delle
Eccellenze, consultabile sul sito www.istruzione.it.
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-08-2009)
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Scuola
Martedì 04 Agosto
2009 CRONACA Pagina 9 IN CANADA. In squadra ci sono anche bresciani I Vigili
del fuoco al mondiale di rugby La nazionale di rugby dei Vigili del fuoco è
arrivata in Canada per partecipare ai World Police & Fire Games, i mondiali
delle forze di polizia e servizi antincendi che ha già vinto nel 2005. Sono
sedici le formazioni in campo e l'Italia non fa mistero di puntare al podio. Si
gioca a Vancouver. Il preparatore Luca Grandinetti crede in questa squadra che
parla anche bresciano e dovrà affrontare campioni del livello di Sud Africa,
Australia, Canada, Stati Uniti, Irlanda e Inghilterra. Grande
l'apporto di Brescia alla nazionale con Piotti dal Desenzano, Gelmini dalla Bassa Bresciana e Romano
dal Calvisano. In attesa di una maglia azzurra Mandelli in forza al Parma,
Bosna, Gabba, Ravazzolo del Brescia e Costantini del Piacenza. Tra un anno
Brescia dovrebbe ospitare il «6 nazioni» dei Vigili del fuoco.
(
da "Riformista, Il"
del 04-08-2009)
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Scuola
La sinistra dica
qualcosa sulla scuola Come al solito, l'opposizione (e la sinistra?) sottovalutano
radicalmente il problema della scuola. Un po' perché la furbissima
Gelmini fa le sue
"riforme" a scuole rigorosamente chiuse, un po' perché, purtroppo, la
centralità dell'istruzione (e della formazione) non è nelle sue corde.
Centralità democratica e, secondo me, perfino di civiltà. L'ultima sortita del
lascivo ministro (che ha appena fatto a pezzi quel che resta dell'università) è
una sostanziale apertura alle ipotesi leghiste sul "dialetto"
- professori nati e cresciuti sul territorio dove impartiranno le loro lezioni,
alla faccia dell'unità d'Italia e anche del lato progressivo, aperto,
cosmopolitico della globalizzazione. Neanche su questo, da sinistra si è
assistito a una replica adeguata, e di merito. Quanto ci voleva, per dire, a
stigmatizzare un approdo tanto bigotto e regressivo della famosa proposta di
Forza Italia? Dalla scuola delle tre "I" (Internet, Inglese, Impresa)
si è arrivati alle scuolette per bergamaschi, riservate a prof orobici (come si
legge sui cartelli degli agitprop leghisti), dove, suppongo, sarà obbligatorio
il tifo per l'Atalanta. E guai a quel povere docente torinese che abbia,
putacaso, vinto una cattedra in Val Brembana. Ma l'opposizione, dicevamo, non
ha più alcuna idea propria sulla scuola - e su quale dovrebbe essere la sua
"missione". L'unica idea che circola è quella del "merito"
- "premiare il merito" sembra la formula magica con cui ogni volta
tutti pensano di cavarsela. Lo dice, del resto, anche la Maria Stella Gelmini, quando toglie i soldi alla Sapienza di Roma e li
offre all'Università delle "scienze motorie", in omaggio al primato
della cultura. Ora, personalmente non avrei nulla contro il "merito",
se solo qualcuno mi spiegasse che cosa vuol dire, come si valuta e come si
scelgono i valutatori. Sono andata a controllare su un buon vocabolario, per
chiarirmi le idee: "l'essere degno, l'aspirare a un riconoscimento, una
lode o un castigo" recita il De Mauro, nella prima delle nove diverse
definizioni che dà di questo benedetto sostantivo, - esso va, giust'appunto,
dalla teologia ("valore particolare degli atti compiuti da chi è in grazia
in Dio") al diritto e all'economia (merito significa anche
"interesse, frutto di un capitale, usura"). Converrete che,
quantomeno sul terreno linguistico, non ci si capisce niente. Non sarà, a
questo punto, che "merito" è sinonimo, tout court, di
"bravo"? Bravo come De Rossi, il primo della classe del Cuore, quello
che recitava a memoria, e in un battibaleno, tutti i fiumi, i laghi e i borghi
d'Italia. Ma vi rendete conto che oggi, con i criteri che corrono, quel giovane
eroe deamicisiano rischierebbe la bocciatura, se capitasse in una scuola di
Bergamo dove si parla solo bergamasco e, in omaggio al radicamento
territoriale, gli si chiedesse conto esclusivamente del sistema idrico
lombardo, comprensivo di ruscelli, torrenti e dighe? Fuor di paradosso, voglio
dire che, se non si ha un'idea vera della scuola, anzi delle scuole, del loro
ruolo, della loro "missione", non c'è merito che tenga. In sintesi:
l'attuale sistema dell'istruzione è un non sistema, dove l'ordinamento
gentiliano non è mai stato organicamente sostituito, è solo drammaticamente
invecchiato tra contraddizioni e mille scelte contraddittorie, che si sono
succedute negli anni, anzi nei decenni. A suo modo, la scuola di Gentile aveva
una missione molto chiara: le elementari per tutti (l'alfabetizzazione di
base-base per imparare a leggere, scrivere e far di conto), poi la separazione
precoce in due distinti canali: di là, il liceo per formare i figli della
borghesia, la futura classe dirigente e le professioni intellettuali, di qua
l'istruzione tecnica per il popolo, i futuri operai e la massa
piccolo-impiegatizia - alle donne, salvo eccezioni, erano riservate le
magistrali, le professionali, gli istituti per infermiere e ostetriche. Era una
scuola certo per nulla progressista, ma molto coerente. Ma oggi? Essendo
acquisito (forse) che tutti, non uno escluso, dovrebbero frequentare una scuola
almeno fino a sedici anni (a diciotto dico io), per non ricadere un attimo dopo
nell'analfabetismo puro, sul percorso che segue le idee latitano e la
confusione abbonda. E la zona più oscura è proprio quella che concerne
l'istruzione superiore: licei che sfornano futuri laureati, magari molto
"meritevoli", che però, nel Belpaese, non sanno proprio che farsene
del loro "merito" (ogni anno, diecimila meritevolissimi devono
emigrare in qualche parte dell'Europa, dell'America o dell'Asia, dato che
l'Italia è alla coda del mondo civile nell'investimento in ricerca); istituti che
diplomano frotte di ragionieri, geometri e periti, in genere destinati a
ingrassare le file della disoccupazione; scuole professionali che (salvo
eccezioni) non insegnano assolutamente nulla. Infine, arriva l'università, con
la sua struttura demenziale di lauree brevi e di crediti, che somma ed esalta
tutte le incongruenze dei "diplomifici" che le stanno sotto.
Credetemi, è anzitutto a questa insensatezza d'insieme che bisognerebbe porre
mano. di Rina Gagliardi 04/08/2009
(
da "Agi"
del 04-08-2009)
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Scuola
AGENDA
APPUNTAMENTI Stampa Invia questo articolo (AGI) - Roma, 4 ago. - 4 AGOSTO - Roma: Scuola - Il ministro Maria Stella Gelmini incontra i Segretari generali
dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda, Anp (Miur, ore
15). 7 AGOSTO - Rispescia (Grosseto): Festambiente - Si apre la 21.ma edizione
del festival internazionale di ecologia e solidarieta' promossa da Legambiente.
Fino al 16 agosto. .
(
da "Blogosfere"
del 04-08-2009)
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Scuola
Ago 09 4 SCUOLE ISOLA
D'ELBA: ALLARME ORGANICI Pubblicato da Franca Corradini alle 11:31 in
Scuola&Società Allarme organici dalle scuole situate nelle isole minori:
“Abbiamo rilevato una discriminazione nelle scuole dell’Elba rispetto alle
realtà continentali –denuncia Jachen Gaudenz, Presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano- dove, forse per
mantenere nella propria sede il personale di ruolo e non costringerlo a
trasferimenti in sedi disagiate, sono stati operati tagli più ridotti”. Ecco
allora scattare la lettera-denuncia indirizzata
al Ministro Gelmini, agli Uffici scolastici di Livorno
e della Toscana, ma anche ai Presidenti di Provincia e Regione e all’Assessore regionale
all’istruzione Simoncini, decisa dal Consiglio d’Istituto dell’I.S.I.S. Foresi
di Portoferraio, di cui Gaudenz è il
presidente. Il Consiglio d’Istituto del Foresi ricorda alle autorità preposte che le Circolari
ministeriali prot. 9027 del 17/6/09 e CM 63 prot. 10042 del 6/7/09, consentono
deroghe a tagli indiscriminati e fa presente che l’Istituto è diviso in sedi plurime, ha attività in cui è indispensabile
la presenza degli assistenti tecnici (istituti professionali), mentre il Liceo
Scientifico è sede del Piano Nazionale d’Informatica PNI. Tutti i crismi insomma per
mantenere quell’assistente tecnico indispensabile
per il buon funzionamento della scuola, e rispettare la delibera della Giunta
esecutiva dell’Istituto in merito. Degna di nota la lettura del Consiglio d’Istituto
a proposito della dispersione scolastica: “La scuola elbana soffre da decenni
di gravi carenze e
decurtazioni pesanti e sistematiche di figure professionali indispensabili al
regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative, essenziali per
offrire una qualità minima di formazione scolastica –si afferma nella lettera-
Da anni si parla di dispersione scolastica, di abbandono precoce della
frequenza scolastica, della necessità di formazione e preparazione degli
alunni. Tutto questo sembra abbia rilevanza solo per costruire progetti, fare
seminari, istituire commissioni parlare, incontrasi, concertare un consumo
ingentissimo di energie e risorse, ma poi, all'atto pratico, è minima la
ricaduta sugli studenti”. “Per noi è indispensabile mantenere l’organico
indipendentemente da chi lo potrà occupare – conclude Gaudenz- In sostanza siamo sempre i più penalizzati perché fino ad oggi
avevamo personale precario ed oggi, grazie a questa particolare situazione,
siamo i primi a subire i tagli”. arcipelagotoscano@age.it www.agetoscana.it
(
da "Sestopotere.com"
del 04-08-2009)
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Bologna, tagli
alla scuola: comune Bologna protesta (4/8/2009 16:03) | (Sesto Potere) -
Bologna - 4 agosto 2009 -
(
da "Adnkronos"
del 04-08-2009)
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SCUOLA:
GELMINI, DA SETTEMBRE ASSUNZIONI PER 16MILA TRA DOCENTI E PERSONALE ATA ultimo
aggiornamento: 04 agosto, ore 18:20 commenta 0 vota 0 invia stampa Roma, 4 ago.
- (Adnkronos) - Assunzioni e immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno
scolastico. Il ministro
Mariastella Gelmini, nel corso dell'incontro di oggi
con i Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il
prossimo settembre l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in
ruolo di 8mila docenti e l'assunzione di 8mila unita' di personale Ata.
(
da "Basilicanet.it"
del 04-08-2009)
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Scuola
TAGLI ATA,
PROVINCIA MT: PARI DIGNITÀ€ CON PROVINCIA PZ 04/08/2009
19.06.28 [Basilicata] “La scuola della provincia di Matera dovrà fare i conti con un
personale ATA decurtato di ben 87 unità .†A renderlo noto l'assessore
provinciale Antonio Montemurro, con delega ai Rapporti con le scuole, dopo un
incontro presso il
Provveditorato agli studi di Matera con il dirigente dell'ufficio scolastico
Mario Trifiletti. “I tagli in questione riguardano il personale ATA (Ausiliare Tecnico
Amministrativo) - ha precisato l'assessore Montemurro – per il quale abbiamo ottenuto solo una deroga, cioè¨ ci è¨ stato
riconosciuto un taglio in meno, a fronte delle 60 deroghe concesse alla scuola
della provincia di Potenza. Una sproporzione inspiegabile e che non possiamo,
in alcun modo, accettare, anche a fronte di quella che sarebbe dovuta essere la
proporzione oggettiva e lecita: 2/3 per la provincia di Potenza e 1/3 per
quella di Matera.†“Il personale ATA – ha sottolineato l'assessore provinciale –
ricopre ruoli diversi e decisivi ai fini del buon andamento delle attività scolastiche. Tra i numerosi
compiti che questo personale espleta, rientrano anche competenze di tipo
tecnico amministrativo (come l'elaborazione delle buste paga), che
precedentemente erano in capo ai Provveditorati.†“In virtù¹ delle
deroghe non concesse
alla scuola della provincia di Matera, – ha precisato Montemurro – e ai cospicui
tagli effettuati, l'anno scolastico 2009-2010 si contraddistinguerà , sin
dal suo esordio, per ritardi e inefficienze gravi che peseranno su un sistema scolastico già fortemente penalizzato. Il
decreto Gelmini sta debellando il fenomeno del precariato
a spese dei lavoratori. Infatti, le pesanti riduzioni del personale metteranno
in ginocchio il sistema scolastico insieme alle famiglie già colpite
dalla recessione in atto. A sostegno dei diritti di queste persone e delle
proprie famiglie, l'Amministrazione provinciale rivendica un trattamento di
pari dignità rispetto alla provincia di Potenza e chiede, pertanto, di
rivedere subito le proporzioni e riformulare così¬ le deroghe.†“Un atto dovuto al
territorio materano – ha concluso il presidente Stella – che chiede
soltanto più¹ attenzione e maggior tutela della propria scuola.†(bas - 04)
(
da "AgoPress"
del 04-08-2009)
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Scuola
(AGO PRESS) Il
ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha incontrato oggi
i segretari generali dei sindacati della scuola. Nel corso della riunione il
ministro ha confermato per il prossimo settembre l’assunzione di 647
dirigenti scolastici, l’immissione in ruolo di 8mila docenti e l’assunzione di
8mila unità di personale
Ata. “Il governo – ha dichiarato al termine dei colloqui il ministro - sta
lavorando per garantire continuità
didattica agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della
scuola e la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche. L’assunzione di oltre
8mila docenti e 8mila unità di personale Ata è una dimostrazione concreta di
questo impegno”.
(
da "Gazzetta di
Modena,La" del 05-08-2009)
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Scuola
Fondazione Biagi, fuori
Tiraboschi Il docente si è dimesso dal CdA dopo essere stato socio fondatore
Dissensi personali e anche politici Che farà ora l'ateneo? di Saverio Cioce La
Fondazione Marco Biagi perde uno dei componenti principali nel consiglio
d'amministrazione. Il docente Michele Tiraboschi, specialista in diritto del
lavoro e collaboratore del giuslavorista ucciso dalle BR, si è dimesso dalla
Fondazione di cui era anche vicepresidente e direttore scientifico. Una scelta
che arriva dopo un crescendo di incomprensioni e polemiche iniziate già dopo
l'omicidio e ora arrivate al capolinea con la scelta di uscire da un organismo
a metà strada tra ricerca universitaria e ateneo. Con i soldi stanziati dal
governo fu ristrutturata la ex caserma a ridosso di via Emilia ovest, a due
passi dal Palazzo Europa, che dopo sessant'anni di abbandono è oggi una
lussuosa sede di rappresentanza nonchè sede di convegni di rango, giusto di
fianco alla facoltà di Economia e Commercio. Lì insegnava Marco Biagi prima di
essere ucciso e lì Tiraboschi svolge ancora le sue funzioni di docente; la
vicinanza con gli altri colleghi però diventa sempre più formale visto che
persino il penultimo strappo è stato consumato in mezzo alle ripicche. Solo
quattro mesi fa Tiraboschi si dimetteva, sbattendo la porta, dalla scuola di
dottorato di Relazioni di Lavoro; con la posta elettronica di facoltà spedì ai
colleghi scelta e motivazioni ma i risultati furono nulli perchè al momento di
nominare il sostituto, Tiraboschi non ottenne neanche un voto. E a votare
andarono la metà dei colleghi che ne avevano diritto. Pochi giorni fa l'ultimo
passo. Il docente è uscito anche dalla Fondazione Biagi, dove il suo peso
specifico era di rilievo visto che per statuto i consiglieri d'amministrazione
dovevano essere nominati dall'ateneo, dalla famiglia Biagi e dall'Adapt,
l'associazione fondata dallo stesso Biagi che raggruppa specialisti in diritto
del lavoro e relazioni industriali, al cui vertice oggi c'è lo stesso
Tiraboschi. Insomma, un intreccio di relazioni personali e professionali che
aveva un punto fermo. L'ateneo si era seduto al tavolo assieme a Tiraboschi e
alla vedova del docente assassinato per collaborare con pari dignità a
valorizzare studi e studiosi della disciplina a cui lo Biagi aveva dedicato la
sua esistenza. Ma dopo l'accordo iniziale sono emerse subito le differenze, con
Tiraboschi sempre impegnato a rimarcare differenze e dimenticanze nei confronti
del suo maestro da parte degli ex colleghi; da una presa di distanza all'altra
il fossato è diventato incolmabile. C'è chi dice che il problema è di carattere
piuttosto che di metodo, contestando al docente fuoriuscito la logica "O
con me o contro di me". I suoi difensori d'ufficio invece sottolineano le
diversità d'impostazione politica e culturale. Mentre Biagi dialogava a tutto
campo con sindacati e ministeri, Tiraboschi, come
consulente dei decreti di Brunetta e della Gelmini, ha sempre guardato con insofferenza il mondo degli economisti
modenesi, schierati compattamente col centro sinistra. E una volta che le
incomprensioni hanno superato il livello di guardia. la catena di dimissioni è
stata una reazione scontata. Tiraboschi avrebbe confidato di concludere
i lavori in corso a Modena e poi di non essere spendibile per ulteriori
collaborazioni su progetti comuni. Il punto ora è quello che riguarda il futuro
della Fondazione Biagi: come andrà avanti senza la presenza di uno dei soci
fondatori, che è pure a capo dell'organismo che deve designare il sostituto? E
la vedova Biagi che farà ora, resterà al suo posto distanziandosi da Tiraboschi
o lo seguirà, paralizzando l'operatività della Fondazione? (Saverio Cioce)
(
da "Alto Adige"
del 05-08-2009)
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Scuola
Approvate le linee
guida per elementari e medie: insegnamento veicolare e collaborazione tra
insegnanti Nuovo sovrintendente, spunta anche Mariani BOLZANO. Spunta anche il
nome di Marco Mariani nella corsa alla Sovrintendenza. Provvede come sempre la
deputata Michaela Biancofiore (Pdl) a mettere pepe nella vicenda che dura da 13
mesi. Michaela Biancofiore legge che Marco Mariani lascerà la presidenza del
liceo classico Carducci per diventare ispettore di italiano seconda lingua
all'Intendenza scolastica tedesca e butta là: «Una bella notizia per il preside
Mariani. Era già nella rosa di nomi sottoposta dal ministro
Gelmini al presidente
Durnwalder per l'intesa sul nuovo sovrintendente. Con questo passaggio di
carriera le sue quotazioni diventano più alte». La giunta provinciale nel
luglio 2008 aveva scelto Ivan Eccli e la situazione non si sblocca. Secondo
Michaela Biancofiore è già partita dal ministero una ulteriore lettera di
sollecitazione a Durnwalder. Intanto la giunta ha approvato nell'ultima
seduta le «Indicazioni provinciali per la definizione dei curricoli relativi
alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado negli istituti di
lingua italiana». In sintesi, le linee guida per la scuola italiana, che si
aggiungono a quelle per la scuola tedesca e ladina. La sezione dedicata alle
linee organizzative è stata curata da Ivan Eccli, che anticipa le novità più
importanti in vigore da settembre, sia pure con un biennio di sperimentazione.
Si tratta della suddivisione in bienni degli otto anni di elementari e medie.
In particolare, ci sarà il biennio «a scavalco» tra quinta elementare e prima
media che obbligherà gli insegnanti di elementari e media, spiega Eccli, «a
confrontarsi sulla programmazione, la conoscenza degli alunni e i criteri di
valutazione. La collaborazione era sempre auspicata, ora viene
istituzionalizzata. L'obiettivo è rendere il più fluido possibile per gli
studenti il passaggio tra elementari e medie». Confermata, per elementari e
medie, l'autonomia di ogni scuola nel proporre progetti per l'insegnamento
veicolare del tedesco. Commentando le indicazioni su curricola e monte ore per
ogni ciclo di studi, l'assessore Christian Tommasini sottolinea «Le scuole
hanno ora la possibilità di potenziare e migliorare l'ambito logico-matematico,
l'insegnamento delle lingue e lo sviluppo delle eccellenze». Regolamentati
anche gli orari del tempo prolungato e quelli delle scuole secondarie con i
corsi a indirizzo musicale. (fr.g.)
(
da "Secolo XIX, Il"
del 05-08-2009)
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Scuola
I sindacati:
l'avvio scolastico sarà difficile appello alla gelmini ROMA.
Sulla scuola italiana resta l'incognita dei tanti precari che rischiano di
restare fuori dal mondo del lavoro, tanto che sia la Flc Cgil sia la Cisl
Scuola parlano di rischio di avvio non facile per il prossimo anno scolastico.
Un problema affrontato dal ministro Mariastella Gelmini proprio con i sindacati in un incontro nel quale sono emersi
impegni per la ricerca di una soluzione. E con una verifica tecnica
fissata per il 25 agosto. Il ministro ha ricordato che da settembre ci sarà
l'assunzione di 647 dirigenti scolastici, l'immissione in ruolo di 8 mila
docenti e l'assunzione di 8 mila unità di personale Ata. Replica la Cisl: «Non
sarà facile l'avvio del prossimo anno scolastico, per ragioni che sono evidenti
- ha detto il segretario Francesco Scrima -. Per questo è necessario un
sovrappiù di attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze».
Domenico Pantaleo, segretario Flc Cgil, parla di incontro in cui «è stato
ribadito il nostro giudizio sull'inadeguatezza del numero di assunzioni in ruolo
del personale docente e Ata a fronte delle disponibilità di posti vacanti».
05/08/2009
(
da "Centro, Il"
del 05-08-2009)
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Scuola
FOSSACESIA Il
decreto taglia una classe di terza media FOSSACESIA. Il decantato polo
scolastico di viale San Giovanni in Venere, inaugurato da un anno, si rivela
una beffa per gli alunni che a settembre dovranno frequentare le terze medie.
Delle tre classi esistenti, una, in base al decreto Gelmini, verrà soppressa. Gli alunni
sono meno di 18, così la classe non viene formata poiché dopo lo scrutinio è
risultata avere il minor numero di alunni (15) rispetto alle altre due terze.
«I nostri figli», dice un genitore, «sono stati penalizzati dal nuovo edificio
scolastico. Appresa la notizia della soppressione di una delle classi,
tenuta in gran segreto da alcuni, ci siamo mobilitati ma senza fortuna. Se i
ragazzi fossero rimasti nell'ex scuola media con le sue stanze malsane,
avrebbero potuto prendere la licenza di media senza disagi. Tutto ciò è
assurdo. Ancora più assurdo è che una cattedra verra' cancellata solo per un
anno, in quanto nel 2010 la nuova classe si riformerà». «Nell'incontro
all'Aquila col direttore dell'Ufficio scolastico regionale», dice Alessandro
Marrone, vice sindaco e assessore all'Istruzione, «ho chiesto una diversa
valutazione sul provvedimento. Ho ribadito la richiesta di consentire la
frequenza degli alunni delle tre classi nl prossimo anno scolastico,
conservando la deroga all'organico di diritto». (l.c.)
(
da "Stampa, La"
del 05-08-2009)
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Scuola
Scuola,
un'indennità per i precari Metà stipendio per chi sarà disoccupato dal 1°
settembre Il ministero dell'Istruzione firmerà oggi una convenzione con l'Inps
che permetterà l'anno prossimo a sedicimila docenti precari e ad altre migliaia
di lavoratori non di ruolo della scuola (amministrativi, tecnici ed ausiliari),
che dal 1° settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici
decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello
stipendio. Lo ha annunciato il ministro Gelmini ai sindacati. Il provvedimento,
tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di
«disponibilità» presentati alcuni mesi fa. «Manca ancora un testo scritto che
definisca le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega
Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - anche se il ministro ci ha
promesso che dopo l'esclusione dal decreto salva-crisi verrà inserito
nel decreto Ronchi di settembre». Per i sindacati l'approvazione del testo da
parte del governo rimane fondamentale perché permetterebbe ai precari storici,
che hanno lavorato quest'anno con una supplenza annuale, d'incamerare il
punteggio nelle graduatorie e anche l'intera anzianità pensionistica, come se
avessero stipulato un contratto reale.
(
da "Centro, Il"
del 05-08-2009)
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Scuola
Pagina 6 - Altre
«I soldi agli insegnanti» Tutti contrari ai fondi dati per i Musp L'AQUILA.
«Occorre mettere il personale della scuola abruzzese nelle condizioni di
lavorare». Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte, il
coordinamento sindacale ha scritto al ministro Gelmini, rivolgendo un appello anche al presidente del Consiglio
Berlusconi e al ministro Tremonti. I 20 milioni di euro destinati al personale
saranno utilizzati per i moduli provvisori. Il Comitato sindacale permanente
creato dopo il sisma riunisce Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal,
Fed.Gilda-Unams. Sotto accusa la decisione di dirottare i fondi
riservati inizialmente al personale della scuola per la costruzione dei Musp, i
moduli a uso scolastico provvisorio. «Non si tratta di una questione che possa
essere affrontata tecnicamente», ribadisce Pierluigi Palmieri dello Snals
«perché soltanto la politica può sancire principi inderogabili. E principi
inderogabili, per far ripartire l'anno scolastico in Abruzzo, sono
l'accoglienza e l'insegnamento ai ragazzi e le delicate procedure
amministrative che ne determinano la funzionalità». La scuola - prosegue il
documento - «è la prima istituzione che può provvedere a restituire la
normalità dell'impegno quotidiano ai giovani provati dall'esperienza del
terremoto». Alla Gelmini viene quindi sollecitata, per
recuperare i circa 20 milioni di euro, una specifica ordinanza di concerto col
ministro Tremonti. «Facciamo appello al presidente Berlusconi e al ministro
dell'Economia», concludono i sindacati «affinchè riflettano sulla necessità di
disporre, oltre che delle strutture, anche di un organico. L'Abruzzo ha bisogno
di tutte e due le cose». (r.s.)
(
da "Italia Oggi"
del 05-08-2009)
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Scuola
ItaliaOggi
sezione: Lavoro e Previdenza data: 05/08/2009 - pag: 28 autore: Benedetta P.
Pacelli Parla il presidente del Cun Atenei pronti al cambiamento Lenzi: la
rivoluzione parte dalla nuova governance «L'università risponde, l'università è
pronta al cambiamento. E lo dimostra il fatto che il movimento di riforma in
atto, seppure dibattuto, è condiviso dal mondo accademico che, però, non è più
in grado di reggere l'immobilismo in cui è tenuto da anni». Andrea Lenzi,
presidente del Consiglio universitario nazionale, parla così dell'università
italiana in un'analisi a tutto tondo, non solo all'indomani del pacchetto di
provvedimenti appena varato, ma soprattutto alla vigilia di una stagione di
riforme. E annuncia le novità in cantiere, come la revisione dei settori
scientifico-disciplinari, su cui il Cun sta lavorando dopo richiesta del
ministro dell'istruzione e università Mariastella Gelmini.Domanda. Partiamo da questa
novità.Risposta. Alla luce della prossima riforma che riguarderà le procedure
di reclutamento e progressione di carriera, la semplificazione della
governance, la Gelmini ci
ha chiesto una revisione e riduzione dei settori: da 370 li abbiamo portati a
circa 190, ognuno di questi inquadrato, a sua volta, in circa 80
macrosettori. Con questo lavoro ci siamo allineati alle classificazioni
standard internazionali della ricerca scientifica.D. Che cosa vuol dire in
concreto?R. Unificare aree della scienza a volte piccolissime fino a ora
completamente autonome. I nuovi settori saranno il riferimento per le procedure
di abilitazione nazionale, per i concorsi locali e per l'attribuzione della
didattica. Questo sarà garanzia di equilibrio tra le esigenze didattiche e di
ricerca, le competenze dei docenti e una maggiore ampiezza del gruppo
disciplinare che esprimerà le commissioni concorsuali. D. La Gelmini
ha annunciato la riduzione dei corsi, quanto è stato frutto del vostro
lavoro?R. Fin dall'inizio della riforma il Cun ha indicato delle linee guida
che, in collaborazione con gli atenei, hanno già ridotto il numero di corsi di
circa il 20%. D. Solo pochi giorni fa il ministero ha reso noto un primo
ranking italiano delle università suscitando grandi polemiche. Che cosa ne pensa?D.
Che non è una graduatoria di qualità delle università: ci sono atenei che nelle
classifiche internazionali fanno grande il nostro paese e che qui sono
collocati in fondo alla classifica.D. Come è stato possibile?R. Sono stati
utilizzati indicatori non sempre adeguati a valutare la complessità del sistema
universitario italiano dove sono presenti differenze che non è possibile
analizzare con un'unica tipologia di parametri né con un'unica graduatoria.D.
Quindi?R. Credo che sia opportuno modificarli tenendo conto della
specializzazione, della dimensione, della collocazione regionale, comparando in
questo modo atenei simili e favorendo una premialità corretta.D. Favorevole
comunque alla quota premiale e alla valutazione?R. Assolutamente sì. Anzi,
secondo il Cun, la quota premiale andrebbe aumentata, non per punire le
università ma per giungere a un rapporto costo-beneficio corretto. Quanto alla
valutazione gli atenei la chiedono da sempre. D. Nessuna riforma però salverà
l'università se questa rimarrà senza soldi.R. Il problema delle risorse è il
problema vero dell'università. Per questo bisogna capire se il paese ha la
volontà di investire nel sistema universitario. L'università sta facendo la sua
parte, ora sta alla politica fare la propria.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 05-08-2009)
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ALME' Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini
e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18 luglio nella chiesa
parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti i familiari, parenti
e amici --> Mercoledì 05 Agosto 2009 AGENDA, pagina 46 e-mail print ALME'
Michael Gelmini e Silvia Fanizzi Michael Gelmini e Silvia Fanizzi si sono uniti in matrimonio il 18
luglio nella chiesa parrocchiale di Almè circondati con immensa gioia da tutti
i familiari, parenti e amici. 05/08/2009 nascosto-->
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-08-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-08-05 - pag: 10 autore: Laici,
cattolici e la forza del dubbio Mi riferisco a quanto scritto da Salvatore
Carrubba nella sua rubrica del 1Úagosto. Il problema non è di
"irridere" le regole e la "ferma condanna" della chiesa
cattolica sull'uso della pillola abortiva; il problema è che sempre più persone
(e non solo laiche) sono stanche di vedere queste regole applicate più o meno
rigidamente in base all'opportunità "politica". Divorziati e
concubini, sfruttatori e frequentatori di prostitute partecipano a Family day
senza non dico la scomunica, ma almeno una forte critica e presa di distanza da
parte della chiesa. Mario Marchesini e-mail Mi sfugge un po'laposizione di
Salvatore Carrubba e del Sole 24 Ore, che reputerei quasi una conseguenza,
rispetto alle esternazioni della chiesa circa il governo dello stato italiano.
Sono ateo. Lo dico volentieri perché quale premessa delle considerazioni di
Carrubba mi piacerebbe leggere che è cattolico osservante. Mi dispiace che il
mio giornale preferito copra i tentativi di restaurazione della chiesa attuale.
Perché il parere della chiesa ha così tanto peso? Perché qualcuno decide al
posto di chi ho eletto che cosa è morale e che cosa no? Spero di avere
instillato almeno il tarlo del dubbio. Fabrizio Ceccatelli La Spezia I n
effetti, non contento di appartenere a una cerchia ristretta, quella dei
liberali, mi affascina una conventicola ancora più iniziatica, quella dei
liberali cattolici. Sulla Ru486 il giornale si era espresso ufficialmente nella
sede più consona, con un commento in questa stessa pagina. Non credo di poter
essere accusato di lesa maestà per aver manifestato, su un tema così
controverso, una mia opinione, discutibile come tutte le altre. A me comunque non
preme difendere la chiesa, il papae l'episcopato, ma cercare d'instillare, come
piace al lettore, qualche germe di dubbio presso i miei amici laici. Temo
infatti che questi rinuncino spesso a valutare i termini e le conseguenze delle
sempre più frequenti, e drammatiche, scelte relative alla vita e alla morte: un
aborto resta una scelta tragica, indipendentemente dalle condanne del Vaticano.
E i laici, tra i quali mi metto anch'io, s'indeboliscono, se non sono capaci di
riflettere, di argomentare e di discernere su questo tipo di problemi. A meno
di non ripiombare anch'essi nel dogma,quello dell'anticlericalismo. • Rigore e
serietà Gaia Bonfiglio (si veda Il Sole 24 Oredel1Úagosto) silaureain
giurisprudenza a Messina e vaa fare l'esame di stato a Brescia. Mariastella Gelmini si laurea in Lombardia e va a fare l'esame di stato a Catanzaro
(dove, in quegli anni, il tasso di promozione era del 90%). Forse il ministro
dovrebbe astenersi dal pronunciare con tanta insistenza parole come merito,
rigore, serietà. Fabio Scaccia e-mail Il mago Obama A proposito del
commento di Gianni Riotta «Il mago Obama ritorna sulla terra», sul Sole 24 Ore
del1Úagosto, miparechesedurante le primarie democratiche e le elezioni
presidenziali ero prondamente infastidita da quella sorta di "razzismo
rovesciato" che aleggiava intorno alla figura di Obama, oggi quasi ne sono
dimentica. Mi ha dato molto fastidio il fatto che, soprattutto certa stampa
progressista europea e italiana, abbia taciuto e taccia tuttora i limiti politici
del presidente. Pareva che il dato razziale potesse giustificare carenzae
inadeguatezza. Chi si permetteva di sottolineare la vacuità, ma la pienezza
retorica che nessuno nega, del "Change" o dello "Yes we
can", veniva guardato storto e come risposta avrebbe ottenuto "Beh, è
di colore. In fondo è un cambiamento". Purtroppo non è la mia idea di
politica. Stessa ragione per cui fuggo a gambe levate dalle quote rosa. Stessa
discriminazione dipinta di bei colori di fondo. Francesca Prosperi e-mail
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-08-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-05 - pag: 25 autore: Scuola. Incontro
ministro-sindacati Per i precari soluzione rinviata di un mese Giorgio
Pogliotti ROMA Le norme "salva precari" – il meccanismo per garantire
un sostegno a circa 16mila tra docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari che
da settembre resteranno senza lavoro – saranno inserite nel decreto Ronchi alla
ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva. Lo ha assicurato il
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nell'incontro di ieri con i
sindacati, preoccupati per la bocciatura dell'emendamento proposto dal ministro
nel decreto anti-crisi, a causa dell'opposizione dell'Economia che temeva un
aggravio per la spesa pubblica. Il provvedimento legislativo conterrà le regole
per il riconoscimento del servizio e per la priorità sulle supplenze. Il
prossimo appuntamento è per il 26 agosto, quando in un nuovo incontro il
ministero fornirà le cifre precise della platea interessata. Oggi sarà firmata
la convenzione con l'Inps per assicurare continuità nel meccanismo d'erogazione
dell'indennità di disoccupazione al personale docente, ogni volta che sarà
chiamato per una supplenza ( attualmente viene interrotto e va ripristinato con
la presentazione di una nuova domanda). Oltre che con l'Inps, il governo punta
all'intesa con le regioni che hanno mostrato disponibilità a investire per
potenziare l'offerta formativa e a intervenire a favore dei precari: un primo
accordo è stato raggiunto con la Sardegna, e altri sono in procinto di essere
conclusi con Marche, Campania, Lombardia e Puglia. Il ministro ha confermato
l'immissione in ruolo di 8mila docenti, l'assunzione di 8mila unità di
personale Ata e di 647 dirigenti scolastici. Ma per i sindacati si tratta di
misure insufficienti: «Mancano all'appello 38mila docenti e 60mila Ata, -
sostiene Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil)- anche perchè nei prossimi anni vi saranno
pensionamenti e si produrranno tagli consistenti». Gli interventi a favore dei
precari sono giudicati «ipotesi fumose» dalla Flc: «Non è chiaro quali
strumenti legislativi il governo intenda utilizzare – aggiunge Pantaleo –,come
saranno definite le normative di accompagnamento e i tempi per la loro
applicazione. In mancanza di risposte in tempi rapidi il prossimo anno
scolastico non potrà iniziare in modo regolare». Mobilitazioni minacciate anche
dalla Cisl: «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno – spiega Francesco
Scrima (Cisl-scuola) –. I pesanti disagi per i tagli di organico, uniti alle
tensioni del precariato rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva». Mentre
il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, sottolinea una
novità positiva: «Le porte sembravano chiuse dopo la bocciatura
dell'emendamento e si sono riaperte – sostiene –. Bisogna continuare a lavorare
sul piano tecnico e legislativo». Sono stati, invece, sbloccati i fondi sul
cosiddetto funzionamento scolastico, utili per la gestione quotidiana degli
istituti e rivendicati per l'intero anno scolastico dai presidi. © RIPRODUZIONE
RISERVATA LA SITUAZIONE Per le sigle dei lavoratori a rischio l'avvio delle
lezioni Oggi la convenzione Inps per semplificare l'iter della disoccupazione
(
da "Corriere della Sera"
del 05-08-2009)
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Corriere della
Sera sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I
3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi»
con il 100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli «eccellenti»
proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece 764 quelli
usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole settentrionali (su
143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record di promossi a pieni
voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della Lombardia (210).
Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e Basilicata (341 contro i
219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti
dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000
euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A
PAGINA 10
(
da "Corriere della Sera"
del 05-08-2009)
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Corriere della
Sera sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i ragazzi più
bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In
Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e lode,
l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente
ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi
all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529
studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto
all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state
4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno
il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale
dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9%
del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo
peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo
riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso
al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode.
Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in
proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova
valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di
centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento
gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al
curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il
massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi
tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari,
che da quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si
riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte
provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su
complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da
istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su
143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha
preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni
viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne
mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti
del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli
esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in
Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il
settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella,
con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con
il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a
pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa
Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno
incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più
impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati non superano
quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315.
I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania
si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in
Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429
esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati
219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598
candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369
su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori
di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia
Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati
eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche
in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo
alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo
il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a
regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere
altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per
l'attribuzione dei voti di maturità». Fonte: Ministero della Pubblica
istruzione Antonio Castaldo © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere della Sera"
del 05-08-2009)
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Corriere della
Sera sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha
ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi
mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate,
dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte
premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire
dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare
l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini
quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle
commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto
(dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi
d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa
in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di
distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli
«eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di
accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta
forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini .
Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i
suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di
iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario
». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una
direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non
saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato.
Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità
valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a
livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi
indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire
dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita
dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati
potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche
se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini,
nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento
e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di
accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla
distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche
al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui
si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della
commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più
oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali
che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far
pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se
accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche
minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro
sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della
tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il
riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse
universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti,
un'inversione di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando.
L'eccellenza, le qualità individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al
peso che il reddito ha sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale
difficoltà che incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi
meritevoli ma provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio
nell'accertamento del reddito reale, impresa se non impossibile molto
complicata di fronte a certe categorie. Il risultato è che il figlio
dell'operaio e dell'impiegato statale, nonostante la busta paga dei genitori,
finisce quasi sempre nella categoria dei «ricchi» e non ha diritto a nulla o
quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella pagina Idee & Opinioni La
proposta Il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini
Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 05-08-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: 1CULTURA data: 05/08/2009 - pag: 12 Pamphlet a Martina La
«beata ignoranza» nella scuola BARI Prende spunto dal
santino dedicato a Maria Stella Gelmini, attuale ministro della pubblica istruzione, il pamphlet Beata
Ignoranza (edito da Fandango) che verrà presentato questa sera, alle 19.30,
nella Taberna Libraria a Martina Franca. Autore dello scritto dai toni polemici
è lo scrittore Cosimo Argentina, nato a Taranto nel 1963 e trasferitosi in
Brianza dal 1990. Professore precario dal 1988, ha insegnato in diversi
istituti italiani. Esordisce nel 1999 con il romanzo Il cadetto edito da
Marsilio, vincitore del Premio Khilgren come migliore opera prima. Tema
emergente del suo testo è quello di descrivere i problemi attuali della scuola
italiana che si stanno verificando tra i docenti: i collegi degli insegnanti si
trasformano in quotidiani inferni con risse per le nomine, nonnismo tra i
professori, bullismo tra studenti, razzismo che serpeggia e, infine,
disorganizzazione. Un caos costante che aumenta con l'avvento di riforme
scolastiche continue e di una burocrazia che non sembra avere misericordia
della formazione scolastica di un paese, dunque del suo futuro. Il professore
precario traccia un quadro implacabile della scuola italiana in presa diretta,
negli anni più difficili della sua storia. Il pamphlet, tra invettiva e
narrazione, rientra tra gli appuntamenti organizzati dalla Taberna Libraria «
Incontri sul far della sera performances in 6 movimenti letterari ». La
performance sarà curata dal professore Antonio Scialpi, docente di filosofia
presso il Liceo Classico «Tito Livio» di Martina Franca. L'idea condivisa da
Taberna Libraria e Fucine Letterarie è quella di offrire brevi, ma intensi eventi
di scrittura e lettura, orientati prevalentemente a dar spazio ad autori ed
editori pugliesi. «L'obiettivo che stiamo attuando con gli Incontri sul far
della sera ha dichiarato Michelangelo Zizzi, direttore artistico della Taberna
è quello di trasformare la cultura da provinciale a centrale, da casuale a
centrata, da affaticante a liberante. Non si tratta tanto di presentare dei
libri, quanto di farli agire. L'idea di performance può sembrare persino
antiquata, divisa com'è tra spettacolarizzazione anni '70 e prodotto di consumo
artistico. La performance di azione è diversa poiché è condotta, in movimento
appunto. Non intende essa tanto sorprendere o accontentare, quanto agire
trasformando ». Giovanni Antonacci © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 05-08-2009)
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Corriere del Mezzogiorno
sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I 3.529
cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi» con il
100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli «eccellenti»
proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece 764 quelli
usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole settentrionali (su
143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record di promossi a pieni
voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della Lombardia (210).
Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e Basilicata (341 contro i
219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare» l'università ai primi mil-- le, scelti
dal ministero. Ora chi ottiene il massimo dei voti riceve un premio di 1.000
euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti, Castaldo con un commento di R. Abravanel A
PAGINA 10
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 05-08-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i
ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529
studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e
lode, l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente
ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi
all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529
studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto
all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state
4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno
il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale
dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9%
del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo
peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo
riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso
al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode. Sono
19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in proporzione
sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova valutazione in
centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di centrosinistra
Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento gli studenti
devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al curriculum e alle
esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il massimo nelle tre
prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi tutto si gioca
all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari, che da
quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si riservano
5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte provengono da
scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su complessivi 156.159
diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da istituti del centro
su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su 143.273 candidati al
diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha preso soltanto 100,
l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni viene confermato dai
numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024,
oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti del Nord, dove i
maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli esaminati ottiene
il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al
6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa
la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella, con il 4,8%, il Veneto si
mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle
lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi
15% del totale nazionale, molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti
degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti
modello. E il dato risulta anche più impressionante se si considera che nel
tacco d'Italia i diplomati non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole
lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315. I dati delle altre regioni
confortano questa tesi, visto che anche in Campania si registra un cospicuo
numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata,
che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919
del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati 219. Anche peggio è andata
nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni
voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe
sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori di Italia afferma la
direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia Stellacci e in
effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati eccellenti grazie alle
loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche in altre regioni, non
posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo alla bravura dei
discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo il dirigente scolastico
manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a
modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere altrimenti dal momento che
non è stato ancora approvato il regolamento per l'attribuzione dei voti di
maturità». Fonte: Ministero della Pubblica istruzione Antonio Castaldo ©
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da "Corriere del
Mezzogiorno" del 05-08-2009)
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Corriere del Mezzogiorno
sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha
ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi
mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate,
dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte
premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire
dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare
l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini
quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle
commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto
(dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi
d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa
in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di
distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli
«eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di
accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta
forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini .
Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i
suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di
iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario
». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una
direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non
saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato.
Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità
valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a
livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi
indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire
dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita
dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati
potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche
se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini,
nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento
e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di
accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla
distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche
al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui
si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della
commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più
oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali
che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far
pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se
accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche
minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro
sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della
tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il
riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse
universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti, un'inversione
di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando. L'eccellenza, le qualità
individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al peso che il reddito ha
sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale difficoltà che
incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi meritevoli ma
provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio nell'accertamento del
reddito reale, impresa se non impossibile molto complicata di fronte a certe
categorie. Il risultato è che il figlio dell'operaio e dell'impiegato statale,
nonostante la busta paga dei genitori, finisce quasi sempre nella categoria dei
«ricchi» e non ha diritto a nulla o quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella
pagina Idee & Opinioni La proposta Il ministro della Pubblica istruzione
Mariastella Gelmini Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE
RISERVATA
(
da "Corriere del Veneto"
del 05-08-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: Prima Pagina data: 05/08/2009 - pag: 1 Maturità, i più bravi I
3.529 cento e lode In Puglia il doppio che in Lombardia Gli studenti «maturi»
con il 100 e la lode quest'anno sono stati 3.529. Buona parte degli
«eccellenti» proviene dal meridione: 1.704 su 156.159 diplomati. Sono invece
764 quelli usciti da istituti del centro (su 83.592) e 1.061 da scuole
settentrionali (su 143.273). La regione delle lodi è la Puglia, con il record
di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della
Lombardia (210). Anche in Campania cifre alte (ben 388) e in Calabria e
Basilicata (341 contro i 219 del Veneto). Il ministro Gelmini ha in mente di «regalare»
l'università ai primi mil-- le, scelti dal ministero. Ora chi ottiene il
massimo dei voti riceve un premio di 1.000 euro. ALLE PAGINE 2E 3 Benedetti,
Castaldo con un commento di R. Abravanel A PAGINA 10
(
da "Corriere del Veneto"
del 05-08-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 2 Maturità, ecco i ragazzi più
bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni voti a 3.529 studenti. In
Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia dei cento e lode,
l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce leggermente
ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri affissi
all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti di 3.529
studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà diritto
all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano state
4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto. Quest'anno
il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media percentuale
dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno allo 0,9%
del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo
peso anche il clima di maggior severità imposto dal ministro Mariastella Gelmini, che ha avuto il suo primo
riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal 2,5% dell'anno scorso
al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti drasticamente i cento senza lode.
Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio, così come sono calati in
proporzione sensibile anche i voti più alti, tra 81 e 99. La nuova
valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007 dall'allora ministro di
centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la legge, per ottenere cento
gli studenti devono portare in dote un credito di 25 punti riferito al
curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo triennio, ottenere il
massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali vale 15 punti), e poi
tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30 punti. Infine i commissari,
che da quest'anno hanno dovuto tener presente anche il voto in condotta, si
riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500 cento e lode, buona parte
provengono da scuole meridionali. Per la precisione si tratta di 1.704 su
complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli studenti modello usciti da
istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da scuole settentrionali su
143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i dati relativi a chi ha
preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a Sud nelle valutazioni
viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia, Sicilia e Calabria ne
mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di tutti i migliori studenti
del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121. In media solo il 5% degli
esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia si viaggia sul 5,6%, in
Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al 7,9. Naturalmente è il
settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è appena sotto l'asticella,
con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la Lombardia tocca il fondo con
il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che detiene il record di promossi a
pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale, molto più della laboriosa
Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati qualche giorno fa hanno
incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta anche più
impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati non superano
quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il doppio, 51.315.
I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che anche in Campania
si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto massimo, ben 388, o in
Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur totalizzando 22.429
esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100 con lode sono stati
219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a fronte di 23.598
candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia se ne contano 369
su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi siano i migliori
di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della Puglia, Lucrezia
Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati
eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato anche
in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono dovuti solo
alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di valutazione». Secondo
il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I docenti sono costretti a
regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente potrebbe essere
altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il regolamento per
l'attribuzione dei voti di maturità». Fonte: Ministero della Pubblica
istruzione Antonio Castaldo © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere del Veneto"
del 05-08-2009)
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Veneto sezione: Primo Piano data: 05/08/2009 - pag: 3 Il progetto Adesso chi ha
ottenuto il punteggio massimo riceve mille euro «Università pagata ai primi
mille in Italia» Idea della Gelmini dal 2010. Scelta del ministero ROMA Tasse universitarie pagate,
dall'immatricolazione alla laurea, per mille campioni della maturità. Il monte
premi dell'esame di Stato potrebbe aumentare di quasi quattro volte a partire
dal 2010. Non è che al ministro dell'Istruzione, l'idea di Fioroni di premiare
l'eccellenza un assegno da mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il
100 e lode dispiaccia. Però vuole andare oltre. Per la Gelmini
quel «bonus» distribuito «a pioggia», a giudizio insindacabile delle
commissioni, senza nessuna verifica sull'utilizzo effettivo che ne viene fatto
(dovrebbe servire per acquistare libri, sussidi didattici o finanziare viaggi
d'istruzione, ma nessuno controlla) non basta più. Va sostituito con qualcosa
in grado di sostenere adeguatamente il proseguimento degli studi. Invece di
distribuire 1000 euro a 3500-4000 ragazzi, meglio restringere il numero degli
«eccellenti » garantendo a ciascuno dei nuovi «campioni» una dote in grado di
accompagnarli fino alla laurea senza problemi. «La meritocrazia è la più alta
forma di democrazia ha detto il ministro Gelmini .
Purtroppo l'appiattimento verso il basso avviato dal '68 fa sentire ancora i
suoi effetti disastrosi». «Questa ha aggiunto è la prima di una serie di
iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario
». Per ora si tratta solo di un'idea che dovrà essere trasformata in una
direttiva. Ma i punti essenziali sono già stati fissati. Per cominciare non
saranno le commissioni della maturità a decidere chi dovrà essere premiato.
Sarà una commissione ministeriale a scegliere i mille campioni della maturità
valutando le prime e seconde prove scritte che hanno superato una scrematura a
livello regionale. Probabilmente si dovrà anche tenere conto dei diversi
indirizzi dell'esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. A partire
dalla maturità 2011, se verrà introdotta la terza prova scritta gestita
dall'Invalsi, la cosiddetta prova oggettiva, non è escluso che quei risultati
potranno avere un peso determinante nella formazione della graduatoria. Anche
se non c'è alcun commento ufficiale da parte del ministro Gelmini,
nei corridoi di viale Trastevere non sono mancate neppure questa volta il cento
e lode è stato introdotto nel 2007 dall'ex ministro Fioroni con l'obiettivo di
accrescere nelle scuole il prestigio di chi studia battute ironiche sulla
distribuzione geografica dell'eccellenza, concentrata al Sud. È evidente, anche
al di là dei licei meridionali non mancano altri esempi che i criteri con cui
si attribuisce oggi il 100 e lode sono in molti casi discutibili. L'idea della
commissione nazionale, il possibile ricorso a criteri di valutazione più
oggettivi, dovrebbero liberare le scuole e i professori da pressioni ambientali
che finiscono per togliere credibilità all'esame di Stato. L'idea di non far
pagare le tasse universitarie ai mille campioni della maturità, soprattutto se
accompagnata da altre misure di sostegno, potrebbe produrre anche qualche
minimo effetto positivo sulla mobilità, uno dei più grossi problemi del nostro
sistema, dove spesso si passa dall'esame di terza media alla discussione della
tesi di laurea senza varcare i confini del comune o della provincia. Il
riconoscimento del merito sei bravissimo e quindi non paghi le tasse
universitarie rappresenta, anche se con effetti limitati a mille studenti,
un'inversione di tendenza. In molti atenei il vento sta cambiando.
L'eccellenza, le qualità individuali cominciano a essere rivalutate rispetto al
peso che il reddito ha sempre avuto nel diritto allo studio. Oggi la principale
difficoltà che incontrano le università nello sforzo di sostenere i ragazzi
meritevoli ma provenienti da famiglie poco abbienti consiste proprio
nell'accertamento del reddito reale, impresa se non impossibile molto
complicata di fronte a certe categorie. Il risultato è che il figlio
dell'operaio e dell'impiegato statale, nonostante la busta paga dei genitori,
finisce quasi sempre nella categoria dei «ricchi» e non ha diritto a nulla o
quasi. IL COMMENTO di Roger Abravanel nella pagina Idee & Opinioni La
proposta Il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini
Giulio Benedetti © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 05-08-2009)
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Scuola
PROVINCIA
05-08-2009 TRAVERSETOLO PROTESTA DEL SINDACO CONTRO IL GOVERNO «Niente fondi
per la scuola: saltano i piani per Vignale» TRAVERSETOLO Pazzoni: «Non potremo
creare una nuova sezione alla materna. E ora via alla protesta» In una
conferenza congiunta con l'assessore provinciale alle Politiche scolastiche
Giuseppe Romanini e con l'assessore comunale alla scuola Emma Iovino, il
sindaco di Traversetolo Alberto Pazzoni ha espresso tutta la sua amarezza sulle
scelte del Governo relative alle scuole d'infanzia pubbliche. «Alcuni mesi fa -
ha spiegato Pazzoni - l'Amministrazione, in accordo con il direttore scolastico
di Traversetolo Luigi Ughetti ha proposto di portate a quattro le sezioni della
scuola d'infanzia di Vignale perché le domande di iscrizione sono aumentate
nell'ultimo anno tanto da avere una lista di attesa di oltre venti bambini.
Quindi ci siamo mossi e abbiamo trovato i fondi necessari per sistemare la
scuola. Ma abbiamo purtroppo appreso che non esistono fondi stanziati dal
Governo per la scuola d'infanzia e che tutta l'Emilia non dovrebbe avere
finanziamenti». «Lo stupore misto a rabbia - ha continuato il sindaco -deriva
dal fatto che le problematiche sempre e comunque ricadono su territorio. Il Ministro Gelmini in un modo sconcertante ha affermato che la scuola d'infanzia
non è una scuola dell'obbligo e non si sente in dovere di finanziarla. Mi
sembra oltremodo oltraggioso non solo per l'interesse dei cittadini ma anche
per le istituzioni che rappresentano lo Stato sul territorio che si possano
dare risposte di questo tipo ». «Chiedere che le amministrazioni si
sostituiscano a uno dei principali doveri del Governo - che è quello di
sostenere e finanziare il campo della scuola, della sicurezza e della sanità -
vuol dire spingere i Sindaci a prendere i soldi in tasca ai cittadini. Chiedere
ulteriori esborsi a favore di progetti che spettano nel finanziamento
unicamente allo Stato centrale è come richiedere le tasse due volte: è
inaccettabile, inammissibile e incomprensibile ». «Traversetolo - conclude
-sollecitato anche da altri comuni, sta lavorando per capire se una protesta
civile ma ferma - anche disattendendo il patto di stabilità, se necessario -
dei comuni virtuosi possa sortire effetti diversi da quelli di un tavolo di
concertazione che non ha portato a nulla». Vignale Il sindaco Pazzoni e il
dirigente scolastico Ughetti.
(
da "Centro, Il"
del 05-08-2009)
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Scuola
Pagina 1 - Teramo
Tagliata una prima media a Sant'Onofrio Decreto Gelmini, proteste per lo spostamento
degli alunni a Campli CAMPLI. Anche a Campli il decreto Gelmini taglia classi e insegnanti. In
base ad una nota della direzione dell'istituto comprensivo di Campli, nell'anno
scolastico 2009-2010 verrà a mancare una classe prima media nel plesso
scolastico di Sant'Onofrio. In pratica, come previsto dal decreto, le
unità necessarie per la formazione di classi sono di 27 bambini. A
Sant'Onofrio, dove è calato il numero di iscritti, si crea un
"avanzo" di 5 bambini che per forza di cose dovranno, in base a
quanto stabilito dall'Ufficio scolastico provinciale, essere trasferite nella
scuola di Campli. Tale decisione comporta disagi soprattutto alle famiglie. La
consigliera comunale Flavia Di Marco si è subito interessata alla vicenda.
Secondo Di Marco, il taglio rappresenta un provvedimento inopportuno in quanto
l'edificio che dovrebbe ospitare parte degli alunni di Sant'Onofrio non ha aule
idonee. Gli alunni - osserva la consigliera - che andranno nella media di
Campli, saranno ospiti infatti in locali angusti progettati per un asilo nido.
Inoltre il Comune negli anni ha investito ingenti risorse nel polo scolastico
di Sant'Onofrio, sarebbe uno spreco. Peraltro le difficoltà economiche degli
enti locali, aggiunge Di Marco, fanno supporre che sarà difficile assicurare un
adeguato trasporto da Sant'Onofrio a Campli.
(
da "Stampaweb, La"
del 05-08-2009)
Argomenti:
Scuola
ROMA Assunzioni e
immissioni in ruolo in arrivo per il prossimo anno scolastico. Il ministro
Mariastella Gelmini, nel corso dell’incontro di oggi con i
Segretari generali dei sindacati della scuola, ha confermato per il prossimo
settembre l’assunzione di 647 dirigenti scolastici, l’immissione in ruolo di
8mila docenti e l’assunzione di 8mila unità di personale Ata. «Il governo - ha affermato il ministro Gelmini - sta lavorando per garantire continuità didattica
agli studenti, assicurare la stabilità necessaria al personale della scuola e
la continuità organizzativa a tutte le istituzioni scolastiche. L’assunzione di oltre ottomila docenti e ottomila unità di personale
Ata è una dimostrazione concreta di questo impegno. Il Governo e il Miur quindi
- ha concluso - proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano
secondo un principio applicato fin dall’inizio: risorse
solo in cambio di riforme». Le sedicimila immissioni in ruolo confermate dal
ministro dell’Istruzione sono però insufficienti secondo i sindacati. «I vuoti di
organici sono decisamente più ampi di 16mila unità - ha dichiarato il
segretario nazionale della Flc-Cgil
Mimmo Pantaleo - anche perché nei prossimi anni vi saranno pensionamenti e si
produrranno tagli consistenti». «Registriamo positivamente l’autorizzazione del
ministero dell’Economia all’immissione in ruolo ma non possiamo non denunciare
l’esiguità dell’intervento rispetto
alle esigenze della scuola e alle legittime aspettative del personale precario»
commenta il segretario della Cisl Scuola Francesco Scrima. «Non possiamo che
manifestare preoccupazioni per il numero irrisorio delle immissioni in ruolo - sostiene Achille Massenti vicesegretario
dello Snals - i posti vacanti nel corpo docente sono 38mila a cui si aggiungono
tutti quelli del personale Ata. Per questo abbiamo chiesto un’integrazione». I
sindacati si dicono inoltre non convinti dei tempi prospettati dal ministero per tutte le misure
legate al problema dei precari: «Siamo ancora nell’alveo delle intenzioni
- afferma Pantaleo - bisogna vedere cosa succederà a settembre. Abbiamo chiesto
che le immissioni in ruolo e le supplenze annuali siano definite entro la fine di agosto per evitare
che l’anno scolastico inizi in modo problematico. Presenta delle incertezze
anche la convenzione con l’Inps che non può essere convertita prima
dell’autunno. Infine anche sui finanziamenti alle scuole, bisogna chiarire la situazione dei debiti pregressi
altrimenti c’è il rischio che l’intervento di oggi risulti aleatorio». «Sugli
organici è la nota più dolente, perché si registrano sovraffollamenti, in
particolare con due alunni diversamente abili per classe - sostiene Scrima - per questo ci ritorneremo a
vederci il 25 agosto: vogliamo avere un quadro chiaro del problema dei tagli
agli organici. Anche in merito alle risorse, si tratta di un intervento
straordinario che non va a risolvere il problema pregresso dei crediti degli
istituti». «Siamo preoccupati per la mancanza di certezze - spiega Massenti -
se le promesse di oggi non si concretizzeranno siamo pronti ad entrare in
azione».
(
da "Corriere.it"
del 05-08-2009)
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Scuola
la gara dei 100 e lode
Maturità, ecco i ragazzi più bravi Il Sud vince la gara dei 100 e lode Pieni
voti a 3.529 studenti. In Puglia più del doppio della Lombardia MILANO L'Italia
dei cento e lode, l'eccellenza della nostra popolazione studentesca, esce
leggermente ridimensionata dall'ultimo esame di maturità. Quest'anno i quadri
affissi all'esterno delle scuole hanno certificato la promozione a pieni voti
di 3.529 studenti, premiati non solo con il 100 ma anche con la lode che dà
diritto all'ormai consueto premio ministeriale. L'anno scorso le lodi erano
state 4.008, ma il numero complessivo dei maturandi era un po' più alto.
Quest'anno il totale di candidati esaminati è stato di 383.167 unità: la media
percentuale dei premiati con il massimo dei voti è rimasta inalterata, intorno
allo 0,9% del totale. In ogni caso su questi dati esercita un certo peso anche
il clima di maggior severità imposto dal ministro
Mariastella Gelmini, che ha
avuto il suo primo riflesso immediato sul numero dei respinti, cresciuto dal
2,5% dell'anno scorso al 3,1 di quest'anno. Sono invece diminuiti
drasticamente i cento senza lode. Sono 19.078, nel 2008 erano quasi il doppio,
così come sono calati in proporzione sensibile anche i voti più alti,
tra 81 e 99. La nuova valutazione in centesimi è stata introdotta nel 2007
dall'allora ministro di centrosinistra Giuseppe Fioroni. Come prescrive la
legge, per ottenere cento gli studenti devono portare in dote un credito di 25
punti riferito al curriculum e alle esperienze extrascolastiche dell'ultimo
triennio, ottenere il massimo nelle tre prove scritte (ciascuna delle quali
vale 15 punti), e poi tutto si gioca all'esame orale che da solo vale 30
punti. Infine i commissari, che da quest'anno hanno dovuto tener presente
anche il voto in condotta, si riservano 5 punti di bonus. Degli oltre 3.500
cento e lode, buona parte provengono da scuole meridionali. Per la precisione
si tratta di 1.704 su complessivi 156.159 diplomati. Sono invece 764 gli
studenti modello usciti da istituti del centro su 83.592 maturandi, e 1.061 da
scuole settentrionali su 143.273 candidati al diploma. Anche se confrontiamo i
dati relativi a chi ha preso soltanto 100, l'impressione di uno squilibrio a
Sud nelle valutazioni viene confermato dai numeri. Le sole Campania, Puglia,
Sicilia e Calabria ne mettono insieme 8.024, oltre il 40%, molti di più di
tutti i migliori studenti del Nord, dove i maturati con 100 sono stati 6.121.
In media solo il 5% degli esaminati ottiene il punteggio più alto, in Sicilia
si viaggia sul 5,6%, in Puglia si arriva al 6,5, in Calabria addirittura al
7,9. Naturalmente è il settentrione a tenere bassa la media. Il Piemonte è
appena sotto l'asticella, con il 4,8%, il Veneto si mantiene a quota 4,2, la
Lombardia tocca il fondo con il 3,2. La regione delle lodi è la Puglia, che
detiene il record di promossi a pieni voti: 523, quasi 15% del totale nazionale,
molto più della laboriosa Lombardia, dove gli esiti degli esami pubblicati
qualche giorno fa hanno incoronato solo 210 studenti modello. E il dato risulta
anche più impressionante se si considera che nel tacco d'Italia i diplomati
non superano quota 31 mila, mentre nelle scuole lombarde sono stati quasi il
doppio, 51.315. I dati delle altre regioni confortano questa tesi, visto che
anche in Campania si registra un cospicuo numero di promozioni con il voto
massimo, ben 388, o in Calabria e Basilicata, che insieme ne vantano 341, pur
totalizzando 22.429 esaminati contro i 29.919 del Veneto, dove invece i 100
con lode sono stati 219. Anche peggio è andata nelle scuole piemontesi, dove a
fronte di 23.598 candidati i promossi a pieni voti sono 190, mentre in Sicilia
se ne contano 369 su 39.770. «Mi piacerebbe sostenere che gli studenti pugliesi
siano i migliori di Italia afferma la direttrice dell'ufficio scolastico della
Puglia, Lucrezia Stellacci e in effetti i nostri ragazzi riescono a ottenere risultati
eccellenti grazie alle loro straordinarie doti. Tuttavia, avendo lavorato
anche in altre regioni, non posso nascondere che certi risultati non sono
dovuti solo alla bravura dei discenti, ma anche ai diversi metri di
valutazione». Secondo il dirigente scolastico manca una disciplina unica: «I
docenti sono costretti a regolarsi ciascuno a modo suo, e del resto difficilmente
potrebbe essere altrimenti dal momento che non è stato ancora approvato il
regolamento per l'attribuzione dei voti di maturità». Antonio Castaldo stampa
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(
da "Stampaweb, La"
del 05-08-2009)
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Scuola
ROMA Con l’avvio del nuovo anno
scolastico ed accademico riprenderà la contestazione studentesca contro la
politica del governo e del Miur sul fronte scolastico e dell’istruzione: una
mobilitazione nazionale è già stata collocata nella prima metà di ottobre. La decisione è stata presa dall’Unione degli studenti
durante il “Riot Village”, il campeggio nazionale studentesco che si è concluso
oggi a Frassanito, in provincia di Lecce. Alla base delle proteste le medesime
motivazioni (tagli agli organici e ai
finanziamenti, dirottamenti dei fondi agli istituti privati, distribuzione del
budget sulla base di criteri meritocratici, inclusione nei consigli d’istituto e di facoltà
di enti esterni di carattere privato) che durante lo scorso autunno, con un’insolita coda invernale, hanno portato nelle piazze italiane
centinaia di migliaia di studenti: una protesta a cui in diverse occasioni si
sino uniti anche docenti e genitori. Durante le due settimane di incontri
pugliesi, cui hanno partecipato oltre
800 studenti di scuole e università, l’Uds ha anche approvato l’indizione di un
referendum studentesco nazionale, una serie di rivendicazioni in tutte le
regioni in difesa del diritto allo studio e una capillare campagna elettorale
per il rinnovo dei rappresentanti degli
studenti nelle scuole. Parte dal campeggio studentesco pugliese anche il
percorso costituente di un innovativo network che rappresenterà tutti i soggetti
in formazione italiani (studenti, dottorandi, ricercatori) che si sono dati
appuntamento il 10 e 11 ottobre a Roma per una grande assemblea nazionale.
Queste le altre attività svolte al “Riot Village”: dieci workhshop tematici,
quattro talk show, quattro giorni di assemblee degli studenti di scuola, un’assemblea degli
studenti universitari, un’assemblea generale dei
soggetti in formazione. Durante gli incontri studenteschi si è discusso, oltre
che di scuola e università, anche di ambiente, mafie, partecipazione, lotta
alle discriminazioni, uguaglianza di genere. + Riot Village
(
da "Blogosfere"
del 05-08-2009)
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Scuola
Ago 09 5 La
maturità e il merito Pubblicato da Andrea Garbin alle 11:43 in giovani e scuola
Escono i nomi dei più bravi d'Italia, da nord a sud si sono diplomati alla
maturità con 100. Subito c'è chi sottolinea le disparità di valutazioni tra
nord e sud e tra la valutazione della maturità e l'effettivo merito. Quasi
automaticamente ci si rifà alle valutazioni Ocse Pisa che ci hanno consegnato
un paese in ritardo dal resto d'Europa, un paese però convinto di avere una
cultura superiore al resto d'Europa e non è così. Sappiamo che non c'è stata
nessuna riforma delle scuola, perchè il Ministro Gelmini coordinato dal Ministro Tremonti
ha operato solo tagli, molti tra l'altro proprio dove c'era una scuola che non
era così in ritardo con il resto d'Europa, la scuola primaria. Anche le
università migliori utilizzano test e non i risultati della maturità per
l'ammissione, così anche se hai preso cento non è detto che potrai accedere
alla Bocconi, dove i test si fanno anche prima dell'esame di maturità.
(
da "Denaro, Il"
del 05-08-2009)
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Scuola
Caserta Condividi
scuola Riforma, docenti di ruolo in esubero Si preannuncia un'estate non facile
per tanti docenti di ruolo della provincia di Caserta. E' questo l'effetto dei tagli voluti dal ministro Gelmini: quattro le classi di concorso in esubero e 38 professori di ruolo
che non trovano una sede nelle scuole medie e istituti comprensivi di Terra di
Lavoro. In particolare gli insegnamenti in esubero dopo i movimenti sono:
educazione fisica (classe di concorso A030), musica (A032), tecnologia (A033),
italiano (A043). Per quanto riguarda, invece, i docenti di ruolo
soprannumerari, c'è da segnalare che la situazione è particolarmente critica
per italiano (28 docenti senza sede definitiva) e tecnologia (8). Docenti che
sperano ora in una sistemazione attraverso le utilizzazioni ed assegnazioni
provvisorie. del 05-08-2009 num.
(
da "Avvenire"
del 05-08-2009)
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Scuola
CRONACA 05-08-2009
Scuola, ancora aperto il confronto sui prof precari MILANO. Passare «dalle
parole ai fatti». È quanto il fronte sindacale ha chiesto
ieri al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. All'ordine del giorno le
«problematiche relative alle assunzioni in ruolo e al precariato», che
diventano sempre più urgenti alla luce dei tagli programmati dalla Finanziaria.
E dal ministero è giunta la rassicurazione che «il governo sta lavorando per
garantire continuità didattica agli studenti, assicurare la stabilità
necessaria al personale della scuola e la continuità organizzativa a tutte le
istituzioni scolastiche». Parole a cui il ministro ha aggiunto l'impegno che le
norme per aiutare i precari, vedranno «la convenzione con l'Inps per l'utilizzo
delle indennità di disoccupazione del personale docente e Ata che ha avuto
supplenze annuali», aggiungendo anche l'immissione in ruolo di 16mila unità tra
docenti e personale tecnico-amministrativo, e 647 dirigenti scolastici,
annunciata qualche giorno fa. Insomma, chiosa la Gelmini,
«il governo e il Miur proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano
secondo un principio applicato sin dall'inizio: risorse solo in cambio di
riforme». Piuttosto cauto il fronte sindacale, che, a dire il vero, si
attendeva le norme per i precari della scuola, che a settembre perderanno il
posto, inserite già nel decreto anti-crisi, ma che pare dovranno aspettare il
decreto Ronchi per vederle scritte nero su bianco. «Non sarà facile l'avvio del
prossimo anno scolastico, per ragioni che sono evidenti a tutti ha detto il
segretario della Cisl scuola Francesco Scrima . Per questo è necessario un
sovrappiù di attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze. I
pesanti disagi determinati dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un
precariato che vede ridotte le opportunità di lavoro, rischiano di dar luogo ad
una miscela esplosiva». Da parte sua Massimo Di Menna, segretario della Uil
scuola ribadisce che «occorre fare tutto il possibile, non lasciare nulla di
intentato ha aggiunto in modo da garantire a migliaia di persone che hanno
lavorato, per molti anni con incarico annuale nelle scuole, di vedere
riconfermati retribuzione e lavoro. Il prossimo anno, considerato il turn over,
potrebbero essere nuovamente reimpiegati stabilmente». Le immissioni in ruolo,
comunque, sono «una misura decisamente insufficiente rispetto al problema dei
precari» commentano all'unisono Marco Paolo Nigi (Snals) e Domenico Pantaleo
(Flc Cgil). Sindacati e ministro torneranno a incontrarsi il 25 agosto. E
sindacati sin da ora parlano chiaro: servono fatti concreti. Enrico Lenzi Il
ministero annuncia 16mila assunzioni. I sindacati: molti supplenti annuali
rischiano di restare senza posto di lavoro E avvertono: fatti concreti o l'avvio
d'anno è a rischio
(
da "Stampaweb, La"
del 05-08-2009)
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Scuola
Il ministero dell’Istruzione ha firmato
una convenzione con l’Inps che permetterà l’anno prossimo a circa 16.000
docenti precari e ad altre migliaia di lavoratori non di ruolo della scuola
(amministrativi, tecnici ed ausiliari) , che dal 1 settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici
decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello
stipendio. Ad annunciarlo ai sindacati nazionali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil
Scuola, Snals-Confsal e Gilda), convocati a viale Trastevere per fare il punto
della situazione sull’emergenza precari, è stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento, tuttavia, rappresenta solo il primo passo per
garantire quei contratti di disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso
responsabile del dicastero di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un
testo scritto che definisce le procedure che regoleranno questa sorta di
ammortizzatori - spiega ad Apcom Domenico Pantaleo, segretario della
Flc-Cgil -, anche se il ministro ci ha promesso che dopo l’esclusione dal decreto
salva-crisi verrà inserito nel decreto Ronchi di settembre». Per i sindacati
l’approvazione del testo da parte del governo rimane fondamentale perché
permetterebbe ai precari storici, che hanno lavorato quest’anno con una supplenza annuale, di incamerare il
punteggio nelle graduatorie ed anche l’intera anzianità pensionistica, esattamente come
se avessero stipulato un contratto reale. «Lo slittamento di un mese - continua
Pantaleo - ci preoccupa perché con i tempi
del parlamento italiano si rischia di iniziare l’anno scolastico con
questa situazione ancora tutta da definire. E questo è inaccettabile per le
decine di migliaia di lavoratori che senza alcuna colpa rimarranno senza lavoro
e senza certezze sul loro futuro». C’è inoltre un altro nodo
ancora irrisolto: quella della partecipazione delle regioni al progetto
attraverso il finanziamento di progetti si sostegno alla didattica che
vedrebbero impegnati proprio i lavoratori precari rimasti senza supplenza. Solo
un terzo delle regioni avrebbero
dato già la disponibilità. Si fa così sempre più concreto il rischio di vedere
realizzati dei contratti di ’disponibilità’ dalle entità economiche diverse, proprio a cauisa dei
contributi non omogenei forniti dai governatori.«Gli interventi aggiuntivi che forniranno le regioni
- sostiene Pantaleo non possono essere erogati con modalità parziali e del
tutto autonome: è chiaro che serve un coordinamento nazionale che al momento
non è stato ancora previsto. Siamo preoccupati perché ad un mese dall’inizio dell’anno
scolastico, con i tempi molti ristretti, mancano ancora tutti i provvedimenti
legislativi necessari per attuare il piano di salvataggio predisposto per
salvare i precari della scuola». A complicare le cose sarà anche la pausa estiva: i sindacati si riaffacceranno infatti
al Miur, per l’allestimento di una serie di tavoli tecnici, solo dopo il 25 agosto.
Dopo quella data verranno affrontati anche una serie di altri punti dolenti per cercare di far partire al meglio il
nuovo anno scolastico. Ad iniziare dalla forte riduzione degli organici, che il
governo sinora ha dimostrato di confermare in toto. «Oramai è chiaro - spiega
Francesco Scrima, leader della Cisl Scuola, interpellato da Apcom - che la
situazione organici sta diventando sempre più pesante: nelle classi vi saranno
sempre più alunni e studenti, vi sarà un sovraffollamento che non potrà fare
altro che ridurre la qualità della didattica. Per non parlare del rischio
sicurezza derivante dall’abbattimento di collaboratori
scolastico». «Stiamo cercando di trovare con il ministero - conclude Scrima -
le modalità per ridurre l’impatto di questi provvedimenti. Ma se i numeri rimangono quelli di
oggi, con i tagli devastanti approvati dall’attuale governo, non c’è molto da
sperare». I sindacati
sono tornati anche sul numero irrisorio di assunzioni concesse dal Mef ed
autorizzate dal ministero dell’Istruzione: appena 16.000 a fronte di un numero almeno dieci volte
maggiore di posti liberi. Una scelta che continuerà a mantenere precario, con tutte le problematiche connesse, ad
iniziare dalla mancata continuità didattica, ben un docente su sei e
addirittura un Ata su tre. Se la linea assunta dovesse essere confermata, si
annuncia un’altra stagione di contestazioni già con l’inizio del prossimo anno scolastico. «Qualora non si
provveda, in tempi brevi, a emanare i giusti provvedimenti, anche legislativi -
ha detto senza mezzi termini Marco Paolo Nigi, segretario generale
Snals-Confsal - a settembre, alla ripresa delle attività, ci riserviamo di
avviare tutte le iniziative possibili a tutela dei legittimi interessi dei
precari della scuola».
(
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 05-08-2009)
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Scuola
Il decreto sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro è un grande passo avanti contro gli infortuni di
Maurizio Formenton * Mercoledì 5 Agosto 2009, Il decreto approvato dal Consiglio
dei ministri in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro si muove nella giusta
direzione: coinvolgimento delle parti sociali, formazione, informazione. Questi
sono in effetti gli elementi che compongono la ricetta giusta per sconfiggere
la piaga degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, creando un
clima non di conflittualità, ma di collaborazione tra i vari attori coinvolti.
Le dispute ideologiche non fanno bene alla sicurezza dei lavoratori, vincoli
formali e sanzioni sono indispensabili, e il nuovo decreto comunque li prevede,
ma il sistema sanzionatorio deve rappresentare una barriera "finale"
e non il motore della riduzione drastica del fenomeno infortunistico. Il valore
centrale nel contrasto agli infortuni sul lavoro ed alle malattie
professionali, non è certo, o solo, quello delle sanzioni, ma piuttosto la
condivisa consapevolezza che la partita si gioca nell'azienda, sostenendo e
promuovendo cultura, formazione, informazione con un impegno corale. Peraltro
il decreto approvato contribuisce a ricomporre l'unità del processo di tutela
delle vittime del lavoro, col riconoscimento di un chiaro obbligo dell'Inail
per le cure e la rieducazione degli infortunati, a coronamento di una battaglia
che noi per primi abbiamo sostenuto negli anni, ma che in questi ultimi mesi ha
visto la convinta ed attiva condivisione del ministro Maurizio Sacconi e dello
stesso Parlamento che l'hanno fatto proprio, avendo colto il suo collegamento
inscindibile con la fase della prevenzione. Occorre, però, acquisire anche la
consapevolezza che la promozione della cultura della sicurezza e salute negli
ambienti di vita, studio e lavoro deve essere un'attività indirizzata
prioritariamente nei confronti dei giovani, cittadini e lavoratori di domani.
In questa ottica, l'Anmil da anni è impegnata in una presenza-testimonianza nel
mondo della scuola italiana per portare, attraverso esperienze concrete, un
contributo alla crescita di una nuova cultura della sicurezza e negli ultimi
tre anni sono stati oltre 110 mila i ragazzi ai quali i volontari Anmil hanno
offerto la loro testimonianza, attraverso incontri promossi con la sensibilità
e la collaborazione delle istituzioni scolastiche. Su questa strada il
protocollo d'intesa sottoscritto insieme ai ministri Gelmini e Sacconi rappresenta per l'Anmil non un punto di arrivo, ma
anzi un momento di più forte responsabilizzazione e di stimolo per un impegno
ancora più forte verso l'obiettivo di garantire il più alto livello possibile
di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, con la
consapevolezza che il Governo si è mosso fino ad oggi manifestando la volontà
di impegnarsi concretamente sul fronte della lotta alla piaga degli
infortuni sul lavoro e che l'Associazione continuerà ad essere all'avanguardia
nella sua opera di vigilanza. * presidente provinciale Anmil
(
da "Blogosfere"
del 05-08-2009)
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Scuola
Ago 09 5 Maria
Antonietta ha deciso ! Non pane, non brioches... solo Kleneex per asciugare le
lacrime Pubblicato da Franca Corradini alle 17:40 in Scuola&Società LEGGI
TUTTO SU LA TECNICA DELLA SCUOLA Ma solo per gli istituti con più di 600
studenti; a quelli tra i 400 e 600 iscritti 6.000 euro; ai più piccoli 5.000
euro. Rimane però in piedi il credito di 900 milioni di euro degli anni
precedenti: i sindacati temono che non arriveranno mai. Mentre dal Miur arrivano
rassicurazioni per i 19 milioni destinati alla didattica dei terremotati dell’Aquila. Finalmente una
buona notizia per gli oltre 10.000 istituti scolastici italiani: nei prossimi
giorni riceveranno il budget relativo al funzionamento scolastico riguardante l’a.s. 2008/09. Quei soldi tanto rivendicati dalla maggior parte dei
dirigenti scolastici che, con le casse scolastiche in rosso, mai come
quest’anno hanno dovuto fare i salti mortali per riuscire anche ad acquistare
bene e prodotti (come la carta igienica,
i gessetti per la lavagna o i telegrammi per le nomine dei supplenti) utili per
le prime necessità e l’ordinaria amministrazione. Lo sblocco dei fondi, accordato dal Mef, è stato
comunicato ai sindacati dal ministro Gelmini durante il confronto tenuto a viale Trastevere il 4 agosto
(quindi ad anno scolastico terminato e con il 90% del personale in ferie) per
affrontare le problematiche connesse con le migliaia di precari che dal
prossimo anno rimarranno disoccupati.
(
da "Sestopotere.com"
del 05-08-2009)
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Scuola
Modena, IV fase dei
lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est (5/8/2009
17:01) | (Sesto Potere) - Modena - 5 agosto 2009 -Prende il via la quarta fase
dei lavori per la realizzazione del ponte ciclopedonale di via Emilia Est in
corrispondenza della tangenziale Pasternak. Dalle 20.30 di venerdì 7 agosto
2009 alle 6 di lunedì 10, per consentire lo svolgimento di attività di
completamento e regolazione delle strutture, sarà necessario chiudere il
sottopasso in entrambe le direzioni di marcia, la rampa in uscita della
rotatoria in direzione Abetone/Vignola, quella in entrata provenendo dalla
stessa direzione, e le due corsie esterne che rispettivamente collegano la
tangenziale, provenienza Sud, con via Emilia Est direzione Bologna, e la via
Emilia, provenienza centro, con la tangenziale in direzione Abetone/Vignola.
Per tutto il periodo di lavori il traffico in direzione Sud - Nord, insieme a
quello diretto a Bologna, verrà deviato dalla rotatoria di via Vignolese sul
percorso alternativo di via Vignolese direzione centro, via
Gelmini, via Gottardi, via
Araldi e via Emilia, con successivo rientro in rotatoria, da cui sarà possibile
proseguire in direzione Nord o verso Bologna. Il traffico in tangenziale
direzione Nord - Sud verrà deviato sulla rotatoria e, insieme al traffico
proveniente da Bologna in direzione Abetone/Vignola, sarà convogliato su
via Emilia, con svolta in via Araldi e rientro in tangenziale attraverso via
Gottardi. Anche chi proviene dal centro di Modena, percorrendo via Emilia,
potrà accedere alla tangenziale in direzione Abetone/Vignola dalla deviazione
prevista di via Araldi e via Gottardi. Per alleggerire il traffico
dell'incrocio di via Emilia con via Araldi sarà chiuso l'ultimo tratto di via
Ponchielli, installato un semaforo temporaneo e presidiata la zona da operatori
della Polizia Municipale durante le ore di punta. Anche l'incrocio di via
Vignolese - via Gelmini sarà oggetto di presidio.
(
da "Gazzetta di
Mantova, La" del 07-08-2009)
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Scuola
Sulla scuola
mantovana arriva la scure dei tagli: mancano 140 insegnanti La denuncia della
Cgil: 331 supplenti sono troppi Bidelli e assistenti: solo l'11% avrà un posto
fisso Nonostante l'incremento degli alunni, oltre un migliaio i nuovi iscritti,
sulla scuola mantovana si sta per abbattere la scure dei tagli del personale. A
denunciare le riduzioni di organico di insegnanti, amministrativi, bidelli e
collaboratori scolastici, e la Flc, il sindacato dei lavoratori della
conoscenza della Cgil di Mantova. «Di fatto - commenta Chiara Biagi - andiamo
verso un peggioramento della didattica a causa dell'aumento degli alunni per
classe». Al tavolo di martedì, convocato dal ministro Gelmini, i vertici del sindacato
nazionale hanno ribadito l'inadeguatezza del numero di assunzioni in pianta
stabile di insegnanti, bidelli e collaboratori scolastici. «A Mantova - spiega
la componente della segreteria della Flc-Cgil - le assunzioni in ruolo dei
docenti saranno 56 a fronte di 331 posti disponibili. Verrà quindi
occupato solo il 17% dei posti disponibili dopo l'applicazioni dei tagli. I
rimanenti posti verranno occupati con supplenti annuali. Ricordiamo - segnala
ancora il sindacato - che, nonostante l'aumento di 1108 alunni, numero
destinato a crescere ancora durante l'estate, c'è stato un taglio di 140
docenti. E questo, come abbiamo più volte ribadito, non può che portare ad un
peggioramento della didattica sia per l'aumento di alunni per classe che per
l'impossibilità di organizzare le attività in piccoli gruppi di recupero o di
potenziamento». Numeri insufficienti, raggiunti dopo una continua mobilitazione
culminata con il sit-in dei precari dello scorso luglio. Per dare certezze alla
programmazione didattica, e garantire un normale avvio delle attività
scolastiche, la Flc-Cgil ha chiesto che tutte le operazioni, sia le assunzioni
in pianta stabile che le nomine annuali, vengano concluse entro fine mese. I
timori sono legati anche al cosiddetto personale Ata (bidelli, collaboratori
scolastici). «Il contingente provinciale per l'immissione in ruolo - spiega la
Biagi - sarà definito nei prossimi giorni. Secondo i nostri calcoli, a fronte
di 486 posti disponibili, le immissioni in ruolo potrebbero essere 58, l'11%
cioè delle disponibilità». Secondo le stime del sindacato si tratterebbe di 16
amministrativi, 4 tecnici e 38 collaboratori scolastici.
(
da "Gazzetta di
Modena,La" del 07-08-2009)
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Scuola
Tiraboschi fuori
da ogni incarico Fondazione Biagi, il docente non è più
direttore scientifico La direttrice Gelmini: «L'operatività non è in discussione» «La Fondazione Marco Biagi
non interromperà il calendario delle sue attività istituzionali per le
dimissioni del prof. Michele Tiraboschi». E' questo il primo punto fermo della
querelle tra il docente di economia Michele Tiraboschi e la fondazione
intitolata al suo maestro di studi, assassinato dalle Brigate Rosse. La
conferma dell'operatività e dei programmi già in corso arriva direttamente da
Paola Reggiani Gelmini, già direttore amministrativo
dell'Università di Modena e attualmente direttrice generale della fondazione di
viale Storchi nonchè responsabile amministrativa della Scuola di Alta
Formazione in Relazioni industriali. La rottura che si è consumata tra lo
studioso di diritto del lavoro e i colleghi, nell'aria già da tempo, ha avuto
un altro risvolto organizzativo. Dimettendosi dal consiglio d'amministrazione,
Tiraboschi ha automaticamente ceduto gli incarichi operativi, ovvero quello di
direttore scientifico e di vicepresidente della Fondazione Biagi. «Questo
meccanismo è previsto dallo statuto - chiarisce la Gelmini
- Gli incarichi sono collegati alla nomina e alla presenza nel consiglio
d'amministrazione: se manca questo requisito non ci può essere nessun compito
operativo». Il programma di lavoro della Fondazione Biagi dunque vanno avanti e
i responsabili dopo la pausa d'agosto guardano alle prossime scadenze. Finora
non ci sono state ripercussioni, o almeno non sono state rese note, con la
famiglia del giuslavorista scomparso. Eppure Tiraboschi è sempre stato il
referente di fiducia della vedova, che non si è mai dissociata dal docente
nelle sue prese di posizioni pubbliche. Del resto Tiraboschi aveva da subito
manifestato il suo disagio per alcune scelte strategiche, compresi i compensi
di alcuni responsabili. Resta il fatto che il sito internet della Fondazione lo
riporta ancora come direttore scientifico. Del resto non sono aggiornati
neppure altri nomi, compreso quello dell'ex rettore Pellacani che figura ancora
presente anche se non è più nel CdA da un anno, da quando è stato sostituito da
Aldo Tomasi. (s.c.)
(
da "Giornale di Brescia"
del 07-08-2009)
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Scuola
Edizione:
07/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:spettacoli Terme di Boario:
Paola e Chiara ospiti del festival che cerca talenti Paola e Chiara DARFO
BOARIO TERMEPaola & Chiara sono ospiti questa sera del Boario Summer
Festival. Appuntamento alle 21 al parco delle Terme (ingresso libero). Le
sorelle di «Vamos a bailar» si esibiranno nell'ambito della quarta tappa di un
concorso per band e solisti emergenti che, in questo appuntamento, vedrà
sfidarsi sul palco con cover i Sinnegans (ex Stefano Gelmini Band) di Sabbio Chiese, Federica
Lonati di Brescia, Sara Rossi di Calvisano, Giulia Valotti di Lonato, Mario
Soregaroli di Quinzano e Fabio Campedelli di Zevio (Verona). Al termine della
serata, un concorrente verrà eliminato. Il concorso proseguirà, sempre nel
parco delle Terme, il 21 agosto con Simone in qualità di ospite. Tra i
personaggi attesi ci sono poi Jury Magliolo (il 4 settembre), Luisa Corna (alla
semifinale dell'11 settembre) ed Enrico Ruggeri (alla finale del 18 settembre).
(
da "Adige, L'"
del 07-08-2009)
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Scuola
scuola e sport. Il
progetto è stato esaminato da Petrucci (Coni) e Gelmini L'esempio del Trentino serve
all'Italia TRENTO - A Roma il presidente del Coni Gianni Petrucci e la ministro
Maria Stella Gelmini hanno
annunciato - titolo sulla Gazzetta dello Sport di questo tenore «Sport dalle
elementari il progetto decolla» - che è stato segnato lo storico passo per
diffondere l'attività motoria ai più piccoli. Un cambio culturale che in
Trentino ha già sorpassato il momento sperimentale visto che in Vallagarina da
qualche anno era stato introdotta la figura dell'insegnante di sciente motorie
nel quinto anno di elementare, che dall'anno scorso è diventato obbligatorio e
costante in tutti gli istituti di 5ª dell'intero Trentino. Così nei giorni
scorsi al tavolo di Petrucci e della ministro Gelmini
non poteva mancare il professor Andro Ferrari, l'artefice della rinascita dei
Giochi Studenteschi in provincia con i perfetti crismi organizzativi e il
promotore della presenza dell'insegnante in 5ª. Ferrari ha inoltre illustrato,
a nome dei membri del tavolo dello sport trentino (Giunta di Dellai, Comuni,
Coni e Sovrintendenza scolastica), il progetto che sta prendendo piede dalle
elementari alle scuole superiori e denominato «Gioco, divertimento, sport... un
progetto che cresce». Già al convegno di Folgaria, in occasione dei campionati
italiani di sci di tutti gli studenti d'Italia, le linee direttive di Ferrari
avevano trovato uan grande rispondenza negli esperti e nei tecnici
dell'educazione e dell'attività fisica anche a livello universitario. Ora a
Petrucci e alla Gelmini sono stati presentati i
termini di un'ipotesi di lavoro avviata nelle scuole e che sa coinvolgere
opportunamente anche famiglie e istituzioni. La sinergia tra scuola e sport
garantisce in Trentino un trampolino di lancio con incisività sociale e
organizzativa. Ferrari ha ricordati anche alle massime autorità dello Stato che
il prossimo inverno sugli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna saranno
ospitati i Mondiali Studenteschi di sci alpino e sci nordico. 07/08/2009
(
da "Adige, L'"
del 07-08-2009)
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Scuola
Chiusi i lavori
per la nomina dei componenti delle commissioni della circoscrizione del Bondone
(nella foto, la sede) Chiusi i lavori per la nomina dei componenti delle
commissioni della circoscrizione del Bondone (nella foto, la sede) . Di seguito
i nomi. Commissione territorio, ambiente e attività economiche. Presidente:
Roberto Cimadom Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Angela
Baldessari, Massimo Baldessari, Angelo Cappelletti, Silvano Belli. Per la
minoranza: Enzo Tomasi. Componenti esterni: Carlo Benigni, Marco Baldessari,
Marco Todeschi, Franco Garzon, Mauro Segatta, Roberta Pedrotti, Sara Verones,
Silvestro Dellantonio, Sergio Fedrizzi. Commissione politiche sociali.
Presidente : Mauro Bressan. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza:
Lucia Baldessari, Mario Rosatti. Per la minoranza: Stefania Cerato. Componenti
esterni: Guido Nicolodi, Mariagrazia Pensabene, Franco Casarotto, Vittorio
Pierantonio. Pierluigi La Spada, Sarah Carrozzini, Gregorio
Vivori Agostini, Andrea Gelmini, Nadia Zorzi, Luchak Nadiya, Elena Baron. Commissione
informazione, gemellaggi e decentramento amministrativo. Presidente : Domenico
Fadanelli. Consiglieri circoscrizionali. Per la maggioranza: Mariapia
Fogarolli, Massimo Baldessari. Per la minoranza: Stefania Cerato.
Componenti esterni: Virgilio Linardi, Fabiano Segata, Roberta Carli, Letizia
Tasin, Denis Cainelli, Sandro Botto, Sandra Aschieri, Gabriella Merz, Giuseppe
Iero, Paolo Zampol, Maurizio Ferro. 07/08/2009
(
da "Secolo XIX, Il"
del 07-08-2009)
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Scuola
Dialetto nelle
scuole: facile a dirsi, meno a farsi Dino Cofrancesco Sembra che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non veda male l'introduzione dei dialetti (ma perché non
chiamarli lingue regionali?) nelle scuole. Ho già ricordato, su queste pagine,
la dignità culturale di saperi linguistici, di tradizioni artistiche e
letterarie, di costumi che lo Stato nazionale quasi aveva relegato in soffitta
anche se non si lasciavano cancellare tanto facilmente. In prestigiosi
Atenei come Padova, Napoli, Palermo mi è capitato spesso di sentire autorevoli
colleghi rivolgersi la parola in dialetto, salvo poi tradurre cortesemente i
loro discorsi all'ospite "straniero". Che in diversi casi le culture
rimosse siano, lo ribadisco, patrimonio dell'umanitàè scontato. In diversi,
beninteso, non in tutti. L'egualitarismo etno-culturale può essere congeniale
ai tanti antropologi e sociologi che imperversano nelle nostre Università ma,
sul "mercato", là dove vige la sovranità del consumatore di prodotti
linguistici e artistici, non incide minimamente sulle scelte. Vi sono regioni,
come la Campania, la Sicilia, l'Abruzzo, il Trentino che hanno prodotto, nei
secoli, autentici capolavori in fatto di musica popolare, altre che ci hanno
lasciato testimonianze assai più modeste. Forse quello della bellezza è un
sorpassato criterio estetico che sa tanto di vecchia scuola crociana ma per chi
acquista un cd quel criterio continua a valere: se deve scegliere tra le
noiosissime nenie di protesta sociale dei braccianti del grossetano e i canti
della montagna delle Dolomiti e del Gran Sasso, novantanove volte su cento, sceglie
i secondi. E qui veniamo a un problema cruciale: posto che le civiltà regionali
rientrano nei beni culturali da salvaguardare, in che misura vanno
salvaguardate? In altre parole, quali risorse di tempo e di denaro debbono
essere destinate a un sì nobile fine? Purtroppo, nella nostra perversa società
mercantile e capitalista, nessun pasto è gratis: qualsiasi cosa si faccia si va
incontro a costi più o meno elevati. In primo luogo, i dialettologi non
s'improvvisano, come non si improvvisano i latinisti e gli anglisti. Bisogna
istituire nuove cattedre universitarie, provvedere all'acquisto di patrimoni
culturali di cui gli Atenei sono attualmente sprovvisti, bandire posti di
ricercatori, associati, ordinari, assegni e borse di studio. Non si penserà mica
di affidare al primo venuto compiti didattici così delicati? E una volta
formati i plotoni di nuovi professori, a quali scuole o istituti vogliamo
destinarli? A tutti indistintamente? Si consideri che i programmi scolastici
sono a somma zero: le ore assegnate alle nuove materie di insegnamento vanno
sottratte ad altre. Quali discipline verranno sacrificate o ridimensionate? Si
potrebbe adottare un criterio elastico: ogni classe di istruzione dovrebbe
decidere, in base alle sue esigenze, quale spazio fare alla lingua regionale,
impedendo ad esempio ai licei scientifici di ridurre le ore di matematica e di
fisica e a quelli artistici di ridurre le ore di disegno. E ciò non darà luogo
ad altri inconvenienti? Concedere agli studenti (e alle famiglie) la libertà di
iscriversi o non iscriversi al corso di dialetto, rinunciando ad altra materia
d'insegnamento, non è privo di conseguenze. Si correrebbe il rischio, infatti,
della lezione tenuta ai muri e ai banchi. Analogamente, sarebbe non poco
umiliante ridurre la nuova cattedra a quella di religione - o di catechismo
politico dei regimi autoritari e dittatoriali - che non incide affatto sulla
valutazione complessiva dell'alunno e sulla sua promozione o bocciatura. Questa
volta, infatti, il risultato sarebbero la battaglia navale o il ripasso della
lezione in vista dell'interrogazione nell'ora successiva. Solo l'
obbligatorietà dell'insegnamento, quindi, consentirebbe di prendere molto sul
serio la proposta leghista. Sennonché tale obbligatorietà non è lesiva della libertà
di scelta dei cittadini? Lo Stato moderno, riguardato oggi da una superficiale
saggistica storica come l'origine di ogni nefandezza politica e di ogni
arbitrio amministrativo, impartiva un sapere che era una sorta di moneta che
consentiva la libera circolazione di tutti i cittadini sull'intero territorio
nazionale. L'italiano - che spesso i colti borghesi napoletani sapevano meglio
dei fiorentini, forse perché per i primi era una "lingua straniera"
che andava appresa come si doveva - era un passaporto che permetteva di
comunicare, di lavorare, di far carriera a Udine come a Bari. Oggi quel
passaporto non sembra più sufficiente: se non sai il "furlan" non
puoi fare il poliziotto, il professore, il medico, l'avvocato a Udine: proprio
come accade a Bolzano, dove si richiede (e lì giustamente) la pratica del
tedesco. Se non si comprende che si tratta di una imposizione che violerebbe i
principi più elementari della libertà liberale e che sarebbe in contrasto con
la nostra carta costituzionale, significa proprio che la nostra cultura
politica è al lumicino. In una società aperta ognuno deve poter scegliere il
tipo di scuola, le materia e i corsi che gli sono più congeniali. La scuola
certo non è il mercato e l'istituzione di nuovi insegnamenti, in una struttura
pubblica, non può dipendere dal gradimento dei consumatori. Se al corso di
sanscrito si iscrivono meno di dieci alunni, una Facoltà di Lettere che si
rispetti non può sopprimere la cattedra relativa. Ma neppure può imporre a
tutti di imparare il sanscrito sicché non ci si possa laureare senza averne
sostenuto l'esame. Nelle scuole medie superiori l'introduzione dello studio del
dialetto dovrebbe essere riservata a determinate sezioni, così come un tempo
avveniva per l'inglese, il francese, lo spagnolo: tutti potevano conseguire il
diploma ma per la lingua straniera erano previste naturalmente prove diverse.
Forse non è la soluzione che hanno in mente i leghisti. Dino Cofrancesco è
docente di Storia del pensiero politico all'Università di Genova. 07/08/2009
(
da "Repubblica, La"
del 07-08-2009)
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Pagina IX -
Bologna Sedioli: "Docenti in più? No, solo precari stabilizzati"
NUOVI insegnanti in Emilia Romagna come annunciato dalla Gelmini? Non proprio: sono precari che
vengono assunti in ruolo. Una buona notizia, ma che non influirà sulla
drammatica situazione dei tagli. «Sui numeri della scuola da parte del
Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte - protesta l´assessore
regionale alla scuola Giovanni Sedioli - i 616 insegnanti in più per l´Emilia
Romagna di cui ha dato annuncio il ministro sono in realtà stabilizzazioni di
personale precario, non altro. I tagli per ora restano, con tutti i danni
conseguenti». A settembre in Emilia Romagna ci saranno 1.637 insegnanti in meno
con settemila alunni in più. «E´ bene che il precariato degli insegnanti venga
ridotto, ma questo non deve essere confuso con la dotazione degli organici»
dice l´assessore. Intanto, denuncia Cub scuola, è a rischio l´organico già
assegnato alle elementari. (il. ve.)
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 07-08-2009)
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CRONACA 07-08-2009
SCUOLA A RISCHIO ANCHE 73 ADDETTI ATA. «TAGLI SENZA PROGRAMMI» Pd: «129 docenti
parmigiani perderanno il loro lavoro» Caterina Zanirato Sono 129 i
docenti parmigiani che, secondo le stime del Partito Democratico, quest'anno
perderanno il lavoro. Con loro, 73 addetti Ata. Il tutto mentre le richieste
per frequentare le scuole sono in costante crescita e servirebbero 81
insegnanti in più. Questo è lo scenario che si presenta a un mese dall'inizio
del nuovo anno scolastico per gli esponenti del partito parmigiano, in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla
spesa sulla scuola senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato
Pietro Baga -. Così, si prevede l'espulsione di 87mila docenti e addetti Ata
dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha tolto
alla scuola più di 8 mi- liardi di euro - ha spiegato -. Il Pd ha fatto
un'opposizione dura, ma il primo risveglio c'è stato quando l'opposizione si è
iniziata a fare dentro alle scuole, con insegnanti e studenti. Per il momento
abbiamo vinto solo su un punto: la competenza sulle decisioni di chiusura delle
scuole spetta alle regioni, in base alle esigenze del territorio. Il problema
sorge, però, dal fatto che non c'è il personale per tenere aperte le scuole. E
così gli insegnanti li devono pagare i comuni. Senza contare che molte scuole
avanzano crediti dal Ministero, quelle parmigiane arrivano anche a 200mila
euro. Con che cosa possono pagare le supplenze?». Un grande flop anche l'idea
di introdurre il maestro unico: «Meno dell'1% delle famiglie l'ha chiesto - ha
continuato Soliani -. L'innovazione non si è quindi potuta apportare, ottenendo
uno spezzatino: professori che si intercambiano per far quadrare le loro ore».
L'unico antidoto, per il Pd, è quello «di creare una cabina di regia in
Regione, per gestire quest'emergenza insieme alle Province». Per l'onorevole
Carmen Motta, inoltre, «l'Emilia Romagna è particolarmente penalizzata perché
aveva già apportato modifiche per razionalizzare la spesa. Una spesa che ora si
vede tagliare ulteriormente. Vorrei sapere cosa ne pensano i nostri colleghi di
centrodestra che hanno approvato la riforma, ora che si presenterà un problema
occupazionale di grande portata». Preoccupato il neoassessore provinciale,
Giuseppe Romanini: «Nelle scuole d'infanzia la richiesta è aumentata del 18%,
alle elementari ci saranno 253 studenti in più, alle medie 223 e alle superiori
204. Si dovranno fare classi numerose, penalizzando la qualità». Pd Da
sinistra: Baga, Soliani, Motta e Romanini.
(
da "Corriere Alto Adige"
del 07-08-2009)
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Corriere dell'Alto
Adige sezione: PRIMA data: 07/08/2009 - pag: 1 Sovrintendente LA NOMINA DI
ECCLI Biancofiore dura «Tommasini rovina la nostra scuola» BOLZANO Dura replica
della deputata del Pdl, Michela Biancofiore a Christian Tommasini sulla nomina
del sovrinntendente scolastico , che l'assessore del Pd intende fare anche
senza l'intesa con Roma. «Vedendo i curricola, il ministro Gelmini ha ritenuto che Ivan Eccli
avesse minori titoli di altri tuona Biancofiore Con la sua nomina politica,
Tommasini rovina la scuola di lingua italiana. Durnwalder dovrebbe togliergli
le deleghe» . A PAGINA 6
(
da "Corriere Alto Adige"
del 07-08-2009)
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Corriere dell'Alto
Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 07/08/2009 - pag: 6 Nomina contestata La
deputata Pdl attacca l'assessore «Così Tommasini rovina la scuola» Biancofiore:
Eccli ha meno titoli «Il ministro Gelmini ha deciso di premiare il merito. Durnwalder dovrebbe togliere le
deleghe al suo vice» BOLZANO Ora che è quasi ufficializzata la nomina di Ivan
Eccli alla Sovrintendenza scolastica, lo scontro tra Michaela Biancofiore, la
deputata del Pdl che si è messa di «traverso», e l'assessore competente
Tommasini, raggiunge livelli mai visti. Il presidente Durnwalder ha
chiesto per la prima volta «un passo indietro », chiedendo al Pd un altro nome.
In realtà, avendo capito che Tommasini era pronto alla forzatura, il
Landeshauptmann si è smarcato giusto in tempo per non ingaggiare un braccio di
ferro in prima persona con il ministro Gelmini. Dal
canto suo, il vicepresidente ha fatto sapere che non è sua intenzione fare
nemmeno un passo indietro perché «il mondo della scuola ha scelto ripetutamente
Eccli e non possiamo cedere ai ricatti della Biancofiore». Onorevole
Biancofiore, come mai non è mai stato motivato il no ad Eccli? «La verità è che
Tommasini ha deliberatamente scelto di rovinare la scuola italiana e di
mettersi contro un ministro della Repubblica. Non è vero che il ministro non ha
mai motivato il no ad Eccli. È stata la prima cosa che ha fatto. Vedendo i
curricola ha ritenuto che Ivan Eccli avesse minori titoli di altri come Lott,
Corradi, Marianied altri. Sono nomi che il ministro ha fatto e che non sono
minimamente riconducibili al Pdl. Eccli, che è pure una persona stimabilissima,
ha fatto il direttore di scuola elementare. Ci sono altri che hanno più titoli
di lui e non hanno connotazioni politiche. Eccli una decina d'anni fa si
candidò a sinistra e non è un mistero che abbia fatto la campagna elettorale
per Tommasini. Sfido chiunque a dire che gli altri candidati siano
riconducibili al Pdl o che io od altri li conosciamo personalmente. Il ministro
ha semplicemente deciso di premiare il merito. Non ha imposto nulla, ha
proposto una rosa di nomi fatti dall'associazione nazionale presidi, che mi
sembra abbia i titoli per farli». Tommasini la accusa di fare dei ricatti. «Non
capisco come possa pensare che io abbia il potere per ricattare qualcuno e come
può pensare che Durnwalder si faccia ricattare da me. Io se fossi il
presidente, dopo queste frasi, gli toglierei le deleghe ». Anche Durnwalder ha
detto che il mondo della scuola italiano ha scelto Eccli. «È vero che ci sono
stati quegli incontri, ma erano in buona parte con sindacalisti di sinistra
vicino al Pd. Le indicazioni del ministero sono totalmente apartitiche». Fa.
Go. ©RIPRODUZIONERISERVATA Proposta di gemellaggio Ironico Il consigliere Guido
Margheri Battagliera Michaela Biancofiore deputata del Partito della libertà
Margheri: «Deleghistizziamoci» BOLZANO Guido Margheri, consigliere comunale di
Sinistra democratica ha presentato un'interpellanza alla giunta per sapere se
non intenda accogliere la «civilissima e ironica iniziativa del primo Cittadino
di Acquaformosa (Cosenza). Tale Comune ha approvato all'unanimità una delibera
che prevede l'installazione di pannelli con l'indicazione di «Paese
deleghistizzato». Margheri propone un gemellaggio istituzionale e la
realizzazione di scambi culturali tra i due Comuni, in particolar modo dedicati
agli studenti e ai giovani.
(
da "Corriere del Veneto"
del 07-08-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 07/08/2009 - pag: 2 Scuola Il nodo maturità
Bocciati record? I presidi: «Tutta colpa della Gelmini» Indice puntato sulla riforma:
l'anno prossimo andrà ancora peggio VERONA Maturità con record dei bocciati? La
colpa non è né della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano.
I presidi veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha
visto oltre ad un 2,6% di bocciati un aumento dei non ammessi all'esame,
259 in tutti gli istituti veronesi (4,34%). Piuttosto, i dirigenti scolastici
puntano il dito sulla riforma Gelmini, e sulle nuove
norme da essa introdotte, tra cui figura anche la clausola della media del sei
per poter essere ammessi all'esame. «La differenza con lo scorso anno si deve
quasi esclusivamente a questo motivo - commenta Marcello Schiavo, preside dello
scientifico Fracastoro e coordinatore, a livello di Ufficio scolastico
provinciale, per quanto riguarda l'organizzazione degli esami di maturità -.
Anzi, c'è da scommettere che l'anno prossimo sarà anche peggio, se sarà
confermata l'intenzione di ammettere soltanto coloro che raggiungono la
sufficienza in tutte le materie. Credo che il Veneto a livello nazionale non
abbia nulla di che scusarsi, dato che poi i ragazzi reggono bene il confronto
all'università, con studenti di altre realtà che hanno ottenuto magari un
punteggio più alto alla maturità». Insomma, non sono necessari giri di vite.
«Non c'è niente da vantare se una scuola boccia tanto; la scuola deve
promuovere in tutti i sensi: oltretutto tanti bocciati sono anche un problema
economico: dove li mettiamo? Così le classi finiscono per sovrappopolarsi e la
qualità dell'insegnamento viene meno». Anche Antonio Pettinato, fino a luglio
preside dell'Istituto per geometri Cangrande, e decano delle commissioni
d'esame, pensa che gli studenti d'oggi non siano più svogliati dei loro
precursori: «Sono cinquant'anni, perfino da quando ero a scuola io, che sento
dire che si studia sempre di meno. Non è vero: anzi, gli studenti d'oggi
dimostrano di maneggiare con disinvoltura gli strumenti multimediali, che
possono rivestire un ruolo importante nella loro formazione». Il dirigente
dell'ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara, riflette sull'altro dato
che emerge dai risultati di questa maturità: il calo medio del voto finale. Si
assottigliano i risultati della fascia alta, (35,3% degli studenti hanno preso
un voto superiore all'80) mentre il 64,7% rimane tra il 60 e l'80. Quasi un
dieci per cento degli studenti, inoltre, si diploma con il minimo dei voti, il
5,95% ha preso cento (lo 0,6% la lode). «È proprio nella fascia medio-bassa che
occorre lavorare di più - sostiene Pontara - . Gli insegnanti si devono
impegnare a stimolare gli alunni, a far crescere in loro la passione per lo
studio. Allo stesso modo i ragazzi devono capire che non si possono
accontentare del minimo risultato con il minimo sforzo. Nella vita non basta
galleggiare». Davide Orsato © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere del Veneto"
del 07-08-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: PRIMAPAGINA data: 07/08/2009 - pag: 1 Maturità Bocciati record
I presidi: «Colpa della Gelmini» VERONA Maturità con record dei bocciati? La colpa non è né
della severità dei professori, né dei ragazzi che non studiano. I presidi
veronesi «assolvono» i loro studenti in un esame di Stato che ha visto oltre ad
un 2,6 per cento di bocciati un aumento dei non ammessi all'esame, 259 in tutti
gli istituti veronesi (4,34 per cento). Piuttosto, i dirigenti
scolastici puntano il dito sulla riforma Gelmini, e
sulle nuove norme da essa introdotte, tra cui figura anche la clausola della
media del sei per poter essere ammessi all'esame. E avvertono: «L'anno prossimo
andrà peggio». A PAGINA 2 Orsato
(
da "Corriere del Veneto"
del 07-08-2009)
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Corriere del
Veneto sezione: VICENZA data: 07/08/2009 - pag: 8 Istruzione Il ministero
comunica i docenti in ruolo: 137 sono nel Vicentino «Materne, 172 bambini in
attesa» Il Pd denuncia la carenza di classi nelle scuole d'infanzia VICENZA Con
137 nuovi docenti (ma 544 posti disponibili), la provincia di Vicenza guida la
classifica veneta delle nuove immissioni in ruolo concesse dal ministero
dell'Istruzione. Supera di gran lunga Verona (ferma a 102 nuove immissioni),
Padova (44), Venezia (77), Treviso (87), Belluno (25) e Rovigo (10). Aver
ottenuto maggiori insegnanti di ruolo rispetto alle realtà vicine potrebbe
essere una piccola consolazione rispetto ad una speranza generale che non si è
concretizzata. A livello nazionale, infatti, era stato ipotizzato diventassero
di ruolo circa ventimila insegnanti, invece, dati alla mano, sono 8000 in tutta
Italia, di cui 4300 di sostegno. Nel Vicentino sono 19 le maestre della scuola
dell'infanzia che dicono addio al precariato (contro una disponibilità di 59 posti),
in buona compagnia con 7 insegnanti della primaria (su un totale di 81 posti
vacanti), 18 della secondaria di primo grado (qui la disponibilità è di 222) e
13 delle superiori (182 disponibilità). Ottanta, invece, i posti di sostegno
che diventano di ruolo. Intanto, per chi riesce a veder coronato dopo tanti
sacrifici ed esperienze da precario il sogno della cattedra, ci sono
altrettante I numeri persone che non potranno iscrivere i loro figli alla
scuola d'infanzia pubblica. Il caso è stato sollevato dall'onorevole Daniela
Sbrollini (con i colleghi veneti Simonetta Rubinato, Gianpaolo Fogliardi,
Federica Mogherini Rebesani, Rodolfo Viola, Pier Paolo Baretta, Alessandro
Naccarato, Delia Murer) che chiede al ministro Maristella Gelmini quali misure adotterà «per
garantire i livelli essenziali delle prestazioni in materia di assistenza e di
istruzione alle famiglie del Veneto ed alla popolazione scolastica dai tre ai
sei anni per il prossimo anno scolastico». Secondo i parlamentari sarebbero 40
in tutta la regione le sezioni di scuola materna richieste e non accolte,
per un totale di 885 bambini iscritti nelle liste che, non potendo accedere
alle strutture pubbliche, dovranno andare a bussare ad altri istituti. In
particolare, in provincia di Vicenza (sempre secondo quanto denunciato dai
firmatari dell'interrogazione parlamentare), nelle liste d'attesa si contano
172 nomi, pari a 7 sezioni non formate. «Per far fronte alle sezioni richieste
del Veneto osserva Daniela Sbrollini e soddisfare bisogni primari delle
famiglie, sarebbero necessari 80 posti (due insegnanti per ogni sezione),
tenendo conto che la situazione riguarda le realtà locali in cui i Comuni hanno
ristrutturato gli edifici scolastici proprio per poter accogliere i sempre più
numerosi bambini che ogni anno chiedono di frequentare la scuola dell'infanzia;
le realtà locali in cui non esiste il servizio, (nemmeno comunale o paritario o
la scuola paritaria chiude per mancanza di fondi) e le scuole d'infanzia con
sezioni già funzionanti ma che non sono in grado di accogliere altri bambini in
quanto già sature». I parlamentari pongono all'attenzione del ministro
all'Istruzione anche un'altra considerazione: «Mentre nel Centro sud scrivono
le scuole dell'infanzia statali superano il 63 per cento sul totale, in Veneto
costituiscono solo un terzo dell'offerta. Così la popolazione scolastica dai
tre ai sei anni trova accoglienza per due terzi nelle scuole dell'infanzia
paritarie, con i conseguenti maggiori esborsi a carico delle famiglie. Inoltre,
in Veneto la percentuale di bambini stranieri è del 7,3 per cento». Elfrida
Ragazzo © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 07-08-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: Prima Pagina data: 07/08/2009 - pag: 1
Lettera al ministro Gelmini
Dante e Verga? Non li voglio Mi son de Trieste di CLAUDIO MAGRIS S ignor
ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare
pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione ad ogni
livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese,
ai criteri che ispirano la proposta della Lega di rivedere l'art. 12 della
Costituzione, ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell'unità del Paese,
affiancandogli bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto
che già l'unità regionale assomiglia troppo a quella dell'Italia che si vuole
disgregare. Ci sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le
loro incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le
loro canzonacce, scurrili ma espressione di un'identità ancor più compatta e
pura. CONTINUA A PAGINA 10
(
da "Corriere.it"
del 07-08-2009)
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lettera
aperta alla gelmini Dante e Verga? Basta. Mi son de Trieste Ministro, cambiamo
i programmi: «El moroso de la Nona» al posto della Divina Commedia Signor
ministro, mi permetto di scriverLe per suggerirLe l'opportunità di ispirare
pure la politica del Ministero da Lei diretto, ovvero l'Istruzione a ogni
livello, dalla scuola elementare all'università e la cultura del nostro Paese, ai criteri
che ispirano la proposta della Lega di rivedere l'art. 12 della Costituzione,
ridimensionando il Tricolore quale simbolo dell'unità del Paese, affiancandogli
bandiere e inni regionali. Programma peraltro moderato, visto che già l'unità
regionale assomiglia troppo a quella dell'Italia che si vuole disgregare. Ci
sono le province, i comuni, le città, con i loro gonfaloni e le loro
incontaminate identità; ci sono anche i rioni, con le loro osterie e le loro
canzonacce, scurrili ma espressione di un'identità ancor più compatta e pura.
Penso ad esempio che a Trieste l'Inno di Mameli dovrebbe venir sostituito,
anche e soprattutto in occasione di visite ufficiali (ad esempio del presidente
del Consiglio o del ministro per la Semplificazione) dall'Inno «No go le ciave
del portòn», triestino doc. Ma bandiere e inni sono soltanto simboli, sia pur
importanti, validi solo se esprimono un'autentica realtà culturale del Paese.
È dunque opportuno che il Ministero da Lei diretto si adoperi per promuovere
un'istruzione e una cultura capaci di creare una vera, compatta, pura,
identità locale. La letteratura dovrebbe ad esempio essere insegnata soltanto
su base regionale: nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono
essere assolutamente sostituiti dalla conoscenza approfondita del Moroso de
la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune,
frazione e rione. Anche la scienza deve essere insegnata secondo questo criterio;
l'opera di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in
Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombardia e in Sicilia.
Tutt'al più la sua fisica potrebbe costituire materia di studio anche in altre
regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei
avi. Le ronde, costituite notoriamente da profondi studiosi di storia locale,
potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizione dei libri
indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del
Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una
biblioteca scolastica di Alessandria o di Caserta. Per quel che riguarda la
Storia dell'Arte, che Michelangelo e Leonardo se lo tengano i maledetti toscani,
noi di Trieste cosa c'entriamo con il Giudizio Universale? E per la musica,
massimo rispetto per Verdi, Mozart o Wagner, che come gli immigrati vanno bene
a casa loro, ma noi ci riconosciamo di più nella Mula de Parenzo, che «ga messo
su botega / de tuto la vendeva / fora che bacalà». Come ho già detto, non solo
l'Italia, ma già la regione, la provincia e il comune rappresentano una unità
coatta e prevaricatrice, un brutto retaggio dei giacobini e di quei
mazziniani, garibaldini e liberali che hanno fatto l'Italia. Bisogna rivalutare
il rione, cellula dell'identità. Io, per esempio, sono cresciuto nel rione
triestino di Via del Ronco e nel quartiere che lo comprende; perché dovrei
leggere Saba, che andava invece sempre in Viale XX Settembre o in Via San
Nicolò e oltretutto scriveva in italiano? Neanche Giotti e Marin vanno bene,
perché è vero che scrivono in dialetto, ma pretendono di parlare a tutti;
cantano l'amore, la fraternità, la luce della sera, l'ombra della morte e non
«quel buso in mia contrada»; si rivolgono a tutti non solo agli italiani, che
sarebbe già troppo, ma a tutti. Insomma, sono rinnegati. Ma non occorre che
indichi a Lei, Signor Ministro, esempi concreti di come meglio distruggere
quello che resta dell'unità d'Italia. Finora abbiamo creduto che il senso profondo
di quell'unità non fosse in alcuna contraddizione con l'amore altrettanto
profondo che ognuno di noi porta alla propria città, al proprio dialetto,
parlato ogni giorno ma spontaneamente e senza alcuna posa ideologica che lo
falsifica. Proprio chi è profondamente legato alla propria terra natale, alla
propria casa, a quel paesaggio in cui da bambino ha scoperto il mondo, si sente
profondamente offeso da queste falsificazioni ideologiche che mutilano non
solo e non tanto l'Italia, quanto soprattutto i suoi innumerevoli, diversi e
incantevoli volti che concorrono a formare la sua realtà. Ci riconoscevamo in
quella frase di Dante in cui egli dice che, a furia di bere l'acqua dell'Arno,
aveva imparato ad amare fortemente Firenze, aggiungendo però che la nostra
patria è il mondo come per i pesci il mare. Sbagliava? Oggi certo sembrano più
attuali altri suoi versi: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza
nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!». Con
osservanza Claudio Magris stampa |
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-08-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-08-07 - pag: 10 autore: Una scuola a lezione di
merito «La meritocrazia è la più alta forma di democrazia»: è una frase che
anche in questi giorni è spuntata sulle labbra della ministra Gelmini. Prima ancora del riconoscimento
del merito, però, la nostra Costituzione ha a cuore il diritto allo studio, il
cui effettivo esercizio è evidentemente presupposto perché possa essere
riconosciuto il merito. I provvedimenti adottati da questo governo stanno
mettendo in discussione il diritto allo studio: l'aumento degli alunni per
classe calpesta uno dei cardini della Repubblica sorta nel 1946, il
principio dell'uguaglianza sostanziale. . Giuseppe Barbanti Mestre (VE) Non ci
sono sostanziali differenze tra la maturità di quest'anno e le precedenti
edizioni se non la relativamente alta percentuale di non ammessi. Anche la
differenza tra il numero di diplomati a pieni voti che esiste tra il nord e il
sud continuaa mostrare una migliore preparazione degli studenti meridionali, vogliamo
pensare che sia così per non insinuare dubbi perniciosi... Possibile che la Val
d'Aosta,regione riccae capace di dare premi in denaro agli studenti più
meritevoli, abbia avuto un solo 100? Propongo di mandare gli studenti
valdostani in Puglia a ripetere l'esame,evidentemente gli esaminatori non sono
tutti uguali. Margherita Capanna Alagna Val Sesia (VC) S inceramente, non credo
che un maggiore affollamento delle classi basti a configurare un attentato al
diritto allo studio. Sarà che appartengo alla generazione dei baby boomers, che
hanno frequentato classi ben più affollate (e magari in scuole pubbliche coi
doppi turni): gli insegnanti facevano più fatica, ma la nostra preparazione non
neè stata compromessa. Piuttosto, oggi, il diritto allo studio è minacciato
drammaticamente dal fenomeno dell'abbandono, provocato non dall'affollamento
delle aule,ma dalla convinzione, diffusa in certi ambienti e in certe zone, che
andare a scuola sia inutile. Perciò è fondamentale che a scuola il merito torni
a essere coltivato: per costruire speranze che motivino all'impegno. E per
questo è tanto più dannosa la sperequazione negli esiti tra le scuole del sud e
quelle del nord: un fenomeno da non prendere sotto gamba, se vogliamo tutelare
un residuodi solidarietà geografica e generazionale. • Il senso civico Ci
lamentiamo spesso (giustamente) per lo scarso senso civico degli italiani. Poi
vediamo continuamente che molti Comuni imbrogliano il cittadino con autovelox
taroccati, che nel sistema bancario si aggirano personaggi piuttosto
discutibili che si preoccupano solo di "tosare" i clienti, che mentre
ai grandi evasori vengono concesse sanatorie e possibilità di negoziare, ai
piccoli evasori viene pignorata la casa anche per debiti irrisori, che i
politici, in gran parte, sono dediti esclusivamente alla conservazione di
privilegi borbonici. Si potrebbe continuare. Di fronte a tanto sfacelo, nel
cittadino "comune" i valori etici inevitabilmente tendono ad
affievolirsi. Dante D'Alessandro e-mail Anche la lingua va in ferie La
televisione italiana non solo approfitta delle vacanze estive per riciclare
programmi vecchi che in altri periodi dell'anno (gennaio in particolare)
provocherebbero l'immediato ammutinamento del canone. In questo periodo i
servizi dei telegiornali vengono preparati dai cosiddetti ultimi arrivati, con
risultati che fanno sorridere. Durante un servizio proveniente da un inviato a
Pechino realizzato per la partita tra Inter e Lazio, ho ascoltato un
congiuntivo che pensavo appartenesse alla saga di Fantozzi, un bel “stassero”
sparato in onda in totale sprezzo di ogni dignità grammaticale. Non si tratta
di licenza poetica, nel descrivere una competizione non serve la poesia. Vanna
Mazzati Piccoli e-mail
(
da "Sestopotere.com"
del 07-08-2009)
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616 insegnanti in
più per l’Emilia-Romagna , assessore
Sedioli: "Solo stabilizzazioni di personale precario" (7/8/2009
11:16) | (Sesto Potere) - Bologna - 7 agosto 2009 -“Sui numeri della scuola da
parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte. I 616
insegnanti in più per l’Emilia-Romagna di cui ha dato annuncio nei giorni scorsi il ministro Gelmini sono in realtà
stabilizzazioni di personale precario, non altro”. Così dichiara l’assessore regionale
alla Scuola, Giovanni Sedioli. “I tagli per ora restano così come purtroppo erano stati programmati, con tutti i danni
conseguenti. Il prossimo anno scolastico in Emilia-Romagna ci saranno 1.637
insegnanti in meno, nonostante gli oltre 7 mila alunni in più rispetto all’anno scolastico appena
concluso – spiega Sedioli - E’ sicuramente
buona cosa che il precariato degli insegnanti venga ridotto, ma questo non deve
essere confuso col tema della dotazione degli organici. Tra l’altro – aggiunge - i
numeri di immissioni di ruolo di insegnanti precari di cui si parla, sia a
livello regionale che nazionale,
sono ben lontani dalle necessità complessive”. "La situazione della scuola
in Emilia-Romagna continua ad essere critica – conclude Sedioli – chiediamo al
Governo di riconsiderare i pesanti tagli e di garantire il corretto
funzionamento del sistema scolastico”.
(
da "Basilicanet.it"
del 07-08-2009)
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PROVINCIA MT: NO AI
TAGLI AL PERSONALE DELLA SCUOLA 07/08/2009 12.51.41 [Basilicata] “Il taglio degli
organici impiegati nella scuola lucana sarà più¹ pesante di quanto
previsto.†La denuncia arriva dalla Provincia di Matera, dove l'assessore al
ramo Antonio Montemurro,
insieme all'assessore alle Politiche del lavoro Salvatore Auletta e al
consigliere Michele Paterino (IdV ) che in una nota congiunta affermano: “Dopo l'annuncio dei
tagli al personale Ata e quindi di 87 unità la Direzione scolastica regionale ha comunicato che per raggiungere le
aliquote dei tagli imposti dal Ministero, nell'organico di fatto, deve ridurre
il numero dei docenti di ulteriori 120 unità . Una drammatica ed ennesima
riduzione che graverà principalmente sulla scuola primaria e in parte sugli
ordini secondari. Una vergognosa operazione di distruzione della scuola
pubblica – proseguono - a cui la Provincia non può² che dire noâ€. “Questi
tagli –precisato l'assessore Auletta – colpiranno ben 1047 precari storici
della scuola che hanno
una carriera ultra decennale e che non riusciranno a trovare una sistemazione
lavorativa e andranno, così¬, a incrementare la già elevata percentuale
di disoccupazione, soprattutto femminile, raggiunta nella flagellata regione
lucana.†“L'anno scolastico 2009-2010 si contraddistinguerà -
aggiunge il consigliere Michele Paterino – per le gravi inefficienze. Molte
scuole rischiano infatti, non avendo personale Ata a sufficienza, di non
riuscire ad aprire o chiudere i propri plessi. Il ministro Gelmini ha forse poco chiara la
situazione in cui rischia di far precipitare la scuola lucana, e più¹ in
generale quella dell'intero Mezzogiorno, forse perché© troppo preoccupata a
garantire risorse in più¹ al Veneto e alle altre regioni settentrionali.†“L'Amministrazione
provinciale – sottolinea Stella – è¨ in prima linea nella difesa del
diritto della propria provincia, e non solo, a una scuola pubblica efficiente.
Non lasceremo soli i sindacati, né© tanto meno i lavoratori.â€
(
da "Corriere Adriatico"
del 07-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Iscrizioni chiuse,
ateneo a rischio L'attività prosegue solo con i corsi già avviati. "Lavoriamo
per un rilancio" Fabriano Iscrizioni bloccate all'Unifabriano. Ma,
intanto, si lavora per una riqualificazione dell'ateneo. Le due cose vanno a
braccetto e non c'è da stupirsi più di tanto. Il Comune, infatti, non molla
sulla problematica del mantenimento della sede universitaria in città, una
questione che ha generato ansia e apprensione nei mesi scorsi, in seguito alla riforma del ministro Gelmini, e resta concentrato per garantire un futuro della struttura di
via don Riganelli. Chiusura scongiurata Inizialmente, si era addirittura temuta
la chiusura immediata dell'ateneo, perché il provvedimento ministeriale mette
effettivamente a repentaglio le piccole sedi distaccate delle università,
come appunto quella di Fabriano. Poi, però, la vicenda ha preso un'altra piega,
che consente ancora di guardare avanti con una certa fiducia. In vista
dell'anno accademico 2009-2010, non ci si potrà iscrivere al primo anno della
facoltà di Ingegneria, ma proseguiranno le attività didattiche relative agli
altri anni di corso. Novità in arrivo Una sospensione, insomma, del regime
normale, che permetterà quest'anno di valutare la situazione con attenzione per
capire le effettive potenzialità della struttura e verificare la possibilità di
potenziarla, magari anche attraverso l'istituzione di altri corsi di laurea di
diverso tipo. "Si stanno valutando altre opportunità per rilanciare
l'ateneo - sottolinea il sindaco Roberto Sorci - poiché stiamo parlando di una
struttura estremamente importante per la nostra città e il suo vasto
comprensorio, soprattutto in riferimento alle peculiarità della stessa".
Un discorso, questo, su cui il primo cittadino, che è anche presidente
dell'Unifabriano, ha insistito molto in ogni circostanza possibile, rimarcando
il rilievo dello stretto legame esistente fra ateneo e territorio: "A
Fabriano la facoltà di Ingegneria ad indirizzo cartario e meccanico ha un senso
forte, per il semplice fatto che la carta e la meccanica costituiscono da
sempre due importanti caratteristiche del nostro comprensorio. Ritengo, cioè,
che dove esistono vere e proprie specificità, lo Stato dovrebbe intervenire,
garantendo la possibilità di portare avanti il corso di studio, impegno che in
questi anni se lo sono invece assunto gli imprenditori, trovando sempre i fondi
necessari per consentire lo svolgimento dell'attività". Parole chiare che
testimoniano la volontà di continuare a lavorare per fare in modo che Fabriano
non debba rinunciare anche alla sua università. AMINTO CAMILLI,
(
da "Azione, L'"
del 07-08-2009)
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Scuola
L'AZIONE -
Articoli - Settembre nero per la scuola SETTEMBRE NERO PER LA SCUOLA L'anno
scolastico che inizierà il prossimo 14 settembre, come annunciato, sarà
decisamente all'insegna della riduzione del personale ai vari livelli. A cui si
aggiungerà anche la precarietà su organizzazione ed assegnazione del personale
per decisioni prese all'ultimo momento, magari qualche giorno prima
dell'apertura delle scuole, o addirittura non ancora prese. Questo è il quadro
a tinte fosche che si profila per il prossimo anno scolastico, alla luce delle
ultime indicazioni venute a livello ministeriale. In particolare il ministero
della Pubblica Istruzione ha emanato lo scorso 6 luglio una circolare
riguardante la definizione dell'organico di fatto sulla quale i sindacati della
scuola hanno espresso il loro disappunto. Anche se solo alla prova dei fatti si
potrà capire davvero quali cambiamenti e quali effetti negativi i tagli
comporteranno scuola per scuola. Alla luce della recente circolare numero 63,
tuttavia, c'è intanto la certezza che il taglio agli
organici è tornato ai livelli previsti, in contraddizione con gli impegni del
ministro Gelmini di
attenuare la riduzione. Con un meno 5 mila posti, viene ribadito il taglio
senza alcuno sconto rispetto all'ammontare complessivo a livello nazionale, né
sul personale docente (meno 42 mila posti) né sul personale Ata (meno 15 mila
posti). Il taglio sul personale Ata è ancor più intollerabile perché
mette a rischio, nelle scuole, oltre alla funzionalità degli uffici
amministrativi, la chiusura dei laboratori o addirittura di alcuni plessi. I
dirigenti scolastici rispetto ad eventuali modifiche sono avvertiti:
"L'attivazione di ulteriori posti nell'adeguamento dell'organico di
diritto alle situazioni di fatto non deve comportare, a livello provinciale,
incrementi di posti del medesimo organico. Qualora necessario, le SS.LL., sulla
base delle indicaz ioni e delle richieste formulate dai dirigenti scolastici,
possono autorizzare eventuali incrementi di posti esclusivamente a mezzo di
compensazione, a livello provinciale". Si tratta di una circolare che
tenta disperatamente di nascondere la drammatica realtà dei fatti. Ecco in
sintesi i contenuti della circolare 63, suddivisi per ordini scolastici. Scuole
dell'infanzia statali Per la prima volta non si attribuirà nemmeno un posto in
più e nemmeno in presenza di liste d'attesa. Scuole elementari è ribadito che
la dotazione organica è determinata in ragione dei modelli a 27, 30 e 44 ore
per le classi a tempo prolungato, invitando ad effettuare una ricognizione
puntuale delle risorse di istituto per quanto concerne gli "spezzoni
orario", la somma dei quali, rapportati a 22 ore, devono rientrare nella
complessiva dotazione organica. Il tempo-mensa, finora garantito dalle
compresenze ora soppresse, potrà esserci recuperando ore dagli insegnanti di
inglese o di religione, pertanto con il dubbio che esso possa essere assicurato
in tutti i plessi. Non è chiaro l'obbligo all'insegnamento dell'inglese per chi
è in possesso del titolo, e cioè se è dovuto solo nell'ambito della classe (se
a tempo pieno) o delle classi (sul tempo normale) su cui si presta servizio
come docente comune. Questo chiarimento va fatto dal momento che a nessun
docente può essere imposto d'ufficio di diventare specialista di seconda
lingua. Scuole medie Viene ribadito l'obbligo di costituire tutte le cattedre a
18 ore di insegnamento, fatta eccezione solo per l'anno 2009-2010, quindi senza
obblighi di "straordinario". Poco o nulla viene riportato per quanto
concerne le modalità di attivazione dell'inglese potenziato, ribadendo, però,
che le lingue comunitarie sono state computate in organico di diritto. Scuole
superiori Viene ribadito che i regolamenti relativi alle scuole superiori
saranno attuati dall'anno scolastico 2010-2011. La circolare precisa che tutte
le cattedre devono essere ricondotte a 18 ore settimanali, salvaguardando solo
l'unitarietà dell'insegnamento di ciascuna disciplina, fatta eccezione per
quelle cattedre che, comunque, non è materialmente possibile costituirle a 18
ore, anche ricorrendo a moduli organizzativi diversi.
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 07-08-2009)
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Scuola
Una poltrona per
il "ribelle" Torretta Il sindaco Honsell gli ha affidato la delega alle
problematiche del sistema scolastico Venerdì 7 Agosto 2009, Come si risolve
l'algoritmo della maggioranza quando i numeri dei voti di scarto iniziano a
essere risicati? Il sindaco Honsell, da vero matematico, sembra aver trovato il
modo di sciogliere il busillis. Insegna il caso del "ribelle"
Gregorio Torretta, passato dal Pd a "Per la sinistra" e quindi, con
le dimissioni di Peratoner, uscito dalla maggioranza per approdare al gruppo
misto: una posizione da battitore libero da cui non ha risparmiato staffilate
(e voti scomodi) all'indirizzo della maggioranza. Ora Honsell ha trovato una
delega "su misura" per il consigliere, che è vicepreside del
Marinelli: Torretta svolgerà - si legge in una nota di Palazzo - «un'attività
ausiliaria di studio, analisi, proposta e vigilanza» rispetto alle
"Problematiche del sistema scolastico cittadino e analisi di possibili
soluzioni operative, anche mediante l'istituzione di un apposito
osservatorio". Torretta ha firmato l'accettazione dell'incarico ieri pomeriggio,
dopo «il colloquio che ho avuto martedì con il sindaco». Significa che torna in
maggioranza? «No, sono nel gruppo misto. Quella di tornare in maggioranza non è
stata una condizione, non ne abbiamo parlato. Accetto la delega, ma continuo a
sentirmi libero. Come ho detto al sindaco, fino a quando le delibere riguardano
le cose contenute nel programma, non ho problemi a votare con la maggioranza.
Ma se su alcune cose dissento, lo dirò». Torretta ricorda che non è mai stato a
caccia di poltrone. Una prova? «Visto che, come componente del gruppo misto,
partecipo a tutte le commissioni - dice -, per un anno devolverò tutti i
gettoni di presenza da commissario all'associazione Agmen per i bambini affetti
da malattie del sangue». Da neo-delegato Torretta mette come priorità in agenda
la necessità di arginare il fenomeno dell'abbandono scolastico. «Intendo
incontrare da subito i dirigenti delle scuole che registrano un alto tasso di
bocciature e iniziare un percorso che recuperi il maggior numero di studenti
possibile. Ho in mente tanti progetti, fra cui un concorso per premiare le
eccellenze e delle borse di studio. Ovviamente, dovranno essere compatibili con
le disponibilità di bilancio. Il problema delle bocciature va affrontato dal
punto di vista politico. Come dimostrano i risultati nelle medie, spesso dietro
l'abbandono c'è una condizione di disagio familiare. Da qui la necessità di
costituire un osservatorio per l'analisi della situazione attuale». Ma Torretta vorrebbe anche impegnarsi per studiare l'effetto che
fa la riforma Gelmini sulle
scuole udinesi. Il neo-delegato ha soprattutto un sogno: «Spero di poter far
qualcosa per ricordare Riccardo Rinaldi. Mi piacerebbe che il Comune di Udine
gli dedicasse una borsa di studio, visto che studiava al Marinelli, che è una
scuola udinese». La delega attribuita al consigliere, con finalità
consultive, è «trasversale - spiega il sindaco -. È una materia che ha
connessioni con molti referati. Torretta vanta una solida esperienza nella
pubblica istruzione e avrà la possibilità di collaborare con tutta la giunta.
Abbiamo le migliori scuole pubbliche d'Europa. Con questo incarico riusciamo a
sviluppare un progetto che avevamo in mente da tempo: mettere a disposizione un
garante che sappia accrescere e difendere questo patrimonio da quelle riforme
che stanno mettendo a rischio il livello qualitativo del nostro sistema
scolastico». Camilla De Mori
(
da "Sicilia, La"
del 07-08-2009)
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Scuola
Scuola, sit in
contro i «tagli»Sindacati, docenti e Ata oggi per 2 ore davanti la Prefettura
c. l.) Si svolgerà stamani, davanti alla Prefettura dalle ore 10 alle 12 un sit
in di protesta contro i tagli che stanno investendo il mondo della scuola in
generale e la scuola in provincia di Caltanissetta in particolare. L'iniziativa
in programma stamani in viale Regina Margherita è stata organizzata in forma
congiunta dalla Cgil Flc, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confal che saranno
oggi in prima fila con i loro rispettivi segretari provinciali (Mimma
Castronovo per la Cgil, Giuseppe Ingrao per la Cisl Scuola, Michele Milia per
la Uil Scuola, Biagio Riggi per lo Snals Confal). Con loro numerosi docenti e personale
Ata che rischiano seriamente di perdere il proprio posto di lavoro dopo anni di
precariato nei quali avevano lavorato con incarico annuale ma a tempo
determinato. Una mobilitazione forte, quella di oggi da parte dei sindacati che
da tempo denunciano i rischi che i tagli operati dal
ministro Gelmini potrebbero
determinare per la scuola pubblica sia sul fronte occupazionale e su quello
della didattica e quindi del diritto allo studio. Tagli notevoli, che in
provincia di Caltanissetta sono 263 sull'organico di diritto per il personale
docente, 92 per il personale Ata, 24 per il sostegno, 3 sui progetti per la
dispersione scolastica. Da qui il sit in odierno di protesta davanti la
Prefettura per chiedere allo stesso Prefetto di Caltanissetta di farsi portavoce
presso il ministero per la pubblica istruzione e lo stesso il Governo regionale
della necessità di aprire una trattativa che consenta la revoca dei tagli alla
scuola che riguardano la Sicilia in generale e la provincia di Caltanissetta in
particolare.
(
da "Sicilia, La"
del 07-08-2009)
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Scuola
Per il gasdotto
che bypasserà l'Ucraina Gas, intesa Russia-Turchia «grazie a Berlusconi»
Rossella Jannello Dell'impulso al fotovoltaico nella Sicilia orientale, della
possibilità cioè di far diventare il sole una risorsa energetica rinnovabile,
si parlava da tempo. Come da tempo si parlava dell'interessamento di St
Microelectronics verso il fotovoltaico. Ma solo pochi giorni fa, il 30 luglio
scorso, il tema è stato messo «nero su bianco» grazie a un accordo sottoscritto
a Roma dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, il ministro
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Mariastella Gelmini, il
presidente della Regione Raffaele Lombardo e il presidente Roberto Formigoni
per la Regione Lombardia. L'intesa, complessa e articolata, nello specifico prevede
la realizzazione di due distinte linee di attività ad elevato contenuto di
innovazione tecnologica da 320 MWatt/anno nel periodo 2009-2010; un
progetto pilota per la produzione di tecnologie avanzate per l'ottimizzazione
dei tempi per la realizzazione integrata di celle e moduli ad elevato livello
di efficienza; un programma di ricerca e sviluppo per l'evoluzione della
tecnologia a film sottile con l'integrazione di materiali nano strutturali e la
ricerca su tecnologie a film sottile su nuovi materiali. Nel periodo 2013-2014
si prevede un ulteriore investimento, in una nuova unità produttiva, per la
produzione integrata di celle solari e moduli con capacità effettiva di 480
MWatt/anno. I finanziamenti pubblici impegnati nel progetto rispondono all'ammontare
massimo consentito dalla normativa nazionale e dai regolamenti europei vigenti.
La Regione Siciliana partecipa all'intesa con 17.000.000 di euro e con
l'assegnazione di un sito industriale che ha un valore di mercato di 50.000.000
di euro in contrada Palma Torrazze, nell'area industriale catanese, dove sarà
realizzato un nuovo fabbricato di 66.000 mq. Sarà utilizzato soprattutto lo
stabilimento della St chiamato M6, attualmente di proprietà della Numonyx che
però ha già dichiarato che non intende svolgere in Sicilia attività
manifatturiera. Le infrastrutture e i servizi esistenti nella zona individuata
agevoleranno e valorizzeranno l'insediamento che si prevede operativo entro 12
mesi dall'avvio della costruzione che potrebbe iniziare entro la fine dell'anno.
La realizzazione dei componenti fotovoltaici ad alta resa energetica,
nell'unità produttiva M6 di Catania, sarà possibile grazie alla collaborazione
di Stm con Enel e Sharp, finalmente ufficializzata. La nuova società, secondo
alcune anticipazioni, si chiamerà «Three sun», con evidente richiamo al sole e
alla triplice proprietà. La nuova intesa permetterà, a regime, di salvaguardare
il lavoro e la professionalità di 650 lavoratori siciliani e a creare ulteriori
500 nuovi posti a specializzazione medio-alta. E, soprattutto, di salvare il
fatturato della multinazionale, ridotto di un preoccupante 17%.
(
da "Blogosfere"
del 07-08-2009)
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Scuola
Ago 09 7 Quando il
digitale fa flop: imparare la responsabilità! Pubblicato da Paolo Beneventi
alle 15:07 in EDUCAZIONE, SCUOLA, TECNOLOGIA E' di pochi giorni fa l'ultima
statistica che ci informa che noi italiani siamo ancora gli ultimi in Europa
per diffusione di pc e connessioni alla rete (pare che 30 milioni di nostri
concittadini non abbiamo mai navigato in Internet !) e sempre assolutamente i
primi per numero di telefonini pro capite! Altre statistiche ci informano che i
giovani sono più allineati alle medie europee e che, sorprendentemente, leggono
anche i libri! Il movimento difesa del cittadino junior si dedica «alla tutela
dei cittadini più giovani». Sul loro sito troviamo due sondaggi: il primo, sul grado
di soddisfazione riguardo ai centri estivi della Lombardia, dal 14 ottobre 2008
a oggi 7 agosto 2009 ha avuto 853 accessi e 4 voti; il
secondo, sulla riforma Gelmini, dall'11 maggio 2009, 312 accessi e 2 voti! Per quello che vale,
una conferma ulteriore di un modo sostanzialmente passivo, da spettatori, di
accedere alla rete (siamo un paese «guardone e non toccone», mi scriveva in
Facebook Roberto Maragliano). Sempre sullo stesso sito l'«intervista del
mese» (di giugno), alla professoressa Gabriella Zonno è dedicata agli e-book .
A proposito, nonostante l'obbligo previsto di sostituire i libri cartacei con i
digitali a partire dall'anno 2011-2012, dati recenti ci informano che, per le
adozioni in corso «in alcune scuole gli e-book non raggiungono neanche il 2%
sul totale dei libri di testo» Ancora pochi pc nelle case, mancanza di
connessione veloce in molte aree del paese, ma il problema credo sia più
generalmente culturale. Ci hanno spesso proposto le macchine digitali per come
ci «facilitano la vita» e il grosso equivoco è pensare che facciano loro per
noi. E invece no, ti aiutano, e molto, ma solo se ti dai da fare, se impari a
gestirle in prima persona. Se ci metti non meno, ma più responsabilità. Non
essendo un insegnante in senso stretto e quindi non tenuto a dare voti o
giudizi sulle attività che conduco, quando voglio «valutare» i miei allievi,
non ho trovato un modo migliore che non osservarne la partecipazione: non
misuro l'apprendimento di nozioni o tecniche, ma registro quanto ogni singolo si
interessa e si impegna nel lavoro comune. E dalle risposte che ricevo
soprattutto dai bambini, mi sono fatto l'idea che in questo modo si aiutino le
persone ad essere migliori, e anche più preparate, perché capaci di assumersi
responsabilità.
(
da "Emilianet"
del 07-08-2009)
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Scuola
venerdì, 07 agosto
2009 Pochi docenti assunti, molte cattedre vuote Il ministero dell'istruzione
regolarizza a Reggio 60 insegnanti precari. La denuncia della Cgil: 'Ne servono
cinque volte tanto'. Quaranta docenti che saranno regolarizzati, oltre a venti
insegnanti di sostegno, ma i posti vacanti sono molti di più, sono 335. I
precari che il prossimo anno scolastico diventeranno di ruolo nella nostra
provincia copriranno appena il 12% delle cattedre disponibili. Il ministero
della pubblica istruzione ha definito il quadro delle assunzioni: a livello
nazionale saranno stabilizzati 8 mila precari. 'Il governo sta lavorando - ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini - per garantire continuità didattica e organizzativa a scuole e
studenti'. I sindacati però denunciano che le assunzioni autorizzate sono del
tutto insufficienti rispetto alle reali necessità. Secondo i dati della Cgil,
negli asili statali le cattedre vacanti sono 50, il personale che sarà assunto
equivale però solo a un a un terzo, 17 unità. Nelle scuole elementari e
medie il rapporto scende a un decimo: un'ottantina i posti da coprire,
rispettivamente 8 e 7 le assunzioni. Nelle scuole superiori il divario tra il
bisogno e l'effettiva risposta si fa ancora più forte: 119 le cattedre
'scoperte' a fronte di soli 8 insegnanti che verranno stabilizzati, appena il
6%. Numeri dietro ai quali ci sono persone che attendono da anni un posto in
ruolo, scuole che aspettano un corpo docente stabile. Per di più, a settembre
ci si troverà a fare i conti con i tagli previsti dalla riforma Gelmini: nelle classi reggiane ci saranno 245 insegnanti in
meno, mentre gli studenti saranno almeno 500 in più rispetto all'ultimo anno
scolastico. I sindacati si dicono pronti alla mobilitazione: la Cgil scuola ha
proclamato lo stato di agitazione della categoria e prevede iniziative di
protesta già a settembre, quando riprenderanno le lezioni. di MANUELA CATELLANI
(
da "Blogosfere"
del 07-08-2009)
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Scuola
Ago 09 7
Immissioni in ruolo : solo il 2% dei precari.... Pubblicato da Franca Corradini
alle 21:47 in Scuola&Società Comunicato stampa del Coordinamento Precari
Scuola . Sono stati pubblicati i numeri relativi ai contingenti per le
immissioni in ruolo. Numeri gravemente insufficienti, 8.000 docenti ed 8.000
ATA a fronte di circa 140.000 incarichi annuali e 300.000 iscritti in
graduatoria. Si pensi, ad esempio, al fatto che in tutta la Liguria, in tutto
il Molise, in tutta l'Umbria gli insegnanti della scuola secondaria di secondo
grado (le vecchie "scuole superiori) ammontano al numero di 2 (due)
insegnanti assunti. Insignificante la percentuale delle assunzioni rispetto al
numero di cattedre vacanti (eccetto per il sostegno, dove comunque rimarranno
maggioritari gli incarichi assegnati ai precari con incarichi annuali, e scuola
dell'infanzia), si parla del 10%, in molti casi anche molto meno. Delle 150.000
assunzioni previste dalla legge Finanziaria del 2006, ad oggi sono stati
assunti 75.000 insegnanti e gli 8.000 previsti per le prossime settimane
lasciano un vuoto di 67.000 assunzioni nel triennio che si conclude. La Gelmini
dimostra tutto il suo cinismo: è stata messa al ministero senza avere alcuna
competenza e capacità con un compito ben preciso (distruggere la scuola
pubblica, tacendo la questione sociale legata alle migliaia di famiglie di
insegnanti precari pluriennali lasciati a casa). Le sue riforme non
hanno nulla di valido dal punto di vista pedagogico, servono solo a
giustificare i tagli del vero ministro dell'Istruzione, Tremonti, che non ha
nessun interesse alla qualità della scuola pubblica visto che un popolo
ignorante è più facile da tenere sotto controllo da parte dei poteri forti. Né
c'é coerenza alcuna tra le rivendicazioni sul "merito" e il suo ruolo
ministeriale, noto il fatto che l'Avvocato Gelmini ha
conseguito l'abilitazione a Reggio Calabria (e oggi sposa i test regionali di
selezione per gli insegnanti: e per gli avvocati?). Eppure i soldi per assumere
ci sarebbero: il governo ha appena stanziato miliardi di euro per l'inutile e
costoso Ponte sullo Stretto, e si parla di una nuova Cassa del Mezzogiorno: la
mafia ringrazia, mentre i precari della scuola sono alla disperazione. Del
tutto insoddisfacenti le proposte del ministro di ammortizzatori sociali per i
precari che non verranno mai realizzate visto che servono a tenere buoni i
colleghi più ingenui che non hanno ancora capito il calvario che li aspetta: a
settembre molti precari, oltre a non avere ottenuto l'immissione in ruolo, si
troveranno senza lavoro. Il Coordinamento Precari Scuola invita alla
mobilitazione tutto il popolo della scuola, docenti, genitori e studenti per
dare vita ad un autunno non caldo, ma rovente !!!
(
da "Gazzetta di
Modena,La" del 08-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta
di Reggio) (Alto Adige) (Citta' di Salerno, La)
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Scuola
L'ANALISI La
Padania alza il tiro di Gianfranco Pasquino C'è l'Italia di Berlusconi,
apprezzata da Vladimir Putin e da Gordon Brown, in piena ripresa economica
(anche se alla fine del 2009, il Pil sarà molto inferiore a quello del già poco
brillante 2008) e c'è la Padania di Bossi. Ai leghisti, i cui gruppi
parlamentari continuano a fregiarsi del nome «Lega Nord per l'Indipendenza
della Padania», l'Italia di Berlusconi interessa soltanto nella misura in cui
il governo di quell'Italia produce politiche che servono alla Padania. In vista
del 150º anniversario dell'unità d'Italia, ma anche per contrastare,
politicamente e culturalmente, il Partito del Sud, Bossi e Calderoli hanno
alzato il tiro delle loro proposte. Si fanno forti del federalismo fiscale e
procedono a vele spiegate. Non era imprevedibile che il federalismo fiscale
diventasse un trampolino di lancio. Dimostrerà che le regioni del Sud sono
spendaccione, poco efficienti e male governate. Consentirà alle regioni del
Nord di avere più soldi e di allontanarsi ancora di più dal resto dell'Italia.
Che i presidi non vengano dalle regioni meridionali, che i professori che
insegnano in Padania conoscano storia, tradizione e dialetto locale, che
ciascuna regione esibisca la sua bandiera e suoni il suo inno, non sono
provocazioni. Molte di queste rivendicazioni sono abbastanza condivise nelle
regioni settentrionali, non contrastate da Berlusconi e dai
suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione
senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere
sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo
obiettivo è di più lungo termine. Si tratta di logorare il tessuto che
ha finora tenuto insieme il paese. Qualsiasi tessuto nazionale è fatto di
solidarietà che si esprime in trasferimenti di fondi, fra le aree ricche e
quelle meno abbienti, ma è fatto anche di simboli, di miti, di riti. Quanto al Partito
del Sud, alla Lega non fa né caldo né freddo. I leghisti sono il Partito del
Nord, vanamente vagheggiato dal Partito Democratico (oramai ridotto a poco più
di un Partito del Centro-Italia), elettoralmente forte, politicamente insediato
e influente, destinato a durare. Non basta, anche se è importante, che l'unità
nazionale venga difesa da Gianfranco Fini e da Pierferdinando Casini. Forse, se
il Partito Democratico fosse meno autoreferenziale, dovrebbe porsi il problema
di come rappresentare una nazione in declino.
(
da "Giornale di Brescia"
del 08-08-2009)
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Scuola
Edizione:
08/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scuola: a Brescia 305
nomine di ruolo Saranno 138 insegnanti e 167 non docenti In base alla
distribuzione regionale effettuata giovedì, sono esattamente 305, tra
insegnanti e non docenti (personale Ata: amministrativo, tecnico e ausiliario),
coloro che, entro il 31 agosto, saranno nominati in ruolo (con incarico a tempo
indeterminato) nelle scuole statali di Brescia e provincia. I docenti che, dopo
anni di attesa, entreranno finalmente in ruolo sono in totale 138, di cui 90 su
posto comune e 48 su posti di sostegno agli alunni disabili. I 90 sono così
ripartiti: 28 nelle scuole materne; 33 nelle elementari; 18 nelle medie; 11
nelle superiori. Per il sostegno: 4 nelle materne; 23 nelle elementari; 16
nelle medie, 5 nelle superiori. I 167 non docenti sono invece così ripartiti,
secondo i profili professionali: 53 assistenti amministrativi; 10 assistenti
tecnici; 1 cuoco; 1 infermiere; 101 collaboratori scolastici (ex bidelli); 1
collaboratore scolastico tecnico (addetto alle aziende agrarie). Le nomine in
ruolo, secondo i sindacati Scuola «sembrano una goccia nel mare». A fronte di
802 posti comuni vacanti in organico di diritto nel Bresciano, solo 90 (circa
l'11%) saranno coperti con contratti a tempo indeterminato; ne rimarranno
scoperti ben 712 sui quali verranno effettuate supplenze annuali. Le nomine
degli Ata sono solo 167 su circa 1.400 posti vacanti. Molto critico in
proposito Santo Gaffurini, segretario provinciale della Cgil Scuola: «La
quantità di assunzioni del personale della scuola conferma la scarsa attenzione
sul tema e il ridotto numero delle nomine in ruolo che, per i docenti, non
copre nemmeno il 50% dei pensionamenti. Aumenta poi la drammaticità della
condizione dei precari, che ormai da dieci anni garantiscono il funzionamento
delle scuole». «I sindacati - aggiunge Gaffurini- sono impegnati a confermare e
a ribadire a questo come ai precedenti governi il diritto a un posto stabile
per i docenti e gli Ata come garanzia minima della qualità della scuola
coniugata con la dignità del lavoro». Martedì 11 agosto i funzionari
dell'Ufficio scolastico provinciale avranno una riunione con i sindacati per
stabilire per quali classi di concorso dei docenti viene fatta l'assunzione in
ruolo e da quali graduatorie si attingerà il contingente da assumere, se dalle
graduatorie del concorso ordinario o dalle graduatorie ad esaurimento
definitive (che sono state pubblicate oggi sul sito dell'ufficio scolastico
provinciale). «Non sarà facile l'avvio del prossimo anno scolastico, per
ragioni che sono evidenti a tutti. Per questo è necessario un sovrappiù di
attenzione e di tempestività nell'affrontare le emergenze». Lo ha detto
Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl-Scuola, dopo l'incontro di
giovedì mattina dei sindacati col ministro Gelmini. «I pesanti disagi determinati
dai tagli di organico, uniti alle tensioni di un precariato che vede ridotte le
opportunità di lavoro rischiano di dar luogo a una miscela esplosiva: anche per
questo è più che mai indispensabile l'attivazione di sedi permanenti di
confronto, che aiutino a governare le emergenze con soluzioni efficaci e
condivise. Ora va assicurata una gestione delle operazioni di assunzione
in tempi tali da garantire il regolare avvio delle attività scolastiche e la
puntuale attivazione dei contratti dal 1° settembre». Giovanni Spinoni
(
da "Giornale di Brescia"
del 08-08-2009)
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08/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città La Statale «boccia» il
Ministero Dopo la valutazione negativa del dicastero di viale Trastevere, il
rettore Preti reagisce: «Ben venga la valutazione del merito, ma i criteri
devono essere più appropriati» Il rettore Preti con il
ministro Mariastella Gelmini «La valutazione non rende giustizia al lavoro e all'attività svolti
nella nostra Università». È con queste parole che, dopo la «bocciatura» subìta
dal Miur, il rettore dell'ateneo cittadino, Augusto Preti, «boccia» a sua volta
i criteri utilizzati dal dicastero di viale Trastevere. Il 24 luglio
scorso, lo ricordiamo, il Miur ha pubblicato una graduatoria degli standard
qualitativi delle università italiane, sulla base della quale si provvederà
alla distribuzione del 7% dei fondi di finanziamento ordinario per il 2009. In
questa speciale «classifica» la Statale bresciana si è piazzata solo al 28esimo
posto, dietro persino a diversi atenei del Centro-Sud: da Roma «Tor Vergata»
all'Università di Chieti e Pescara, dall'Università della Calabria al
Politecnico delle Marche, passando per l'Ateneo della Tuscia, il Politecnico di
Bari e l'Università del Sannio di Benevento. E, oltre alla beffa, è arrivato
puntuale anche il danno: Brescia riceverà dallo Stato circa 230-240mila euro in
meno a fronte di un finanziamento complessivo di 79 milioni. Didattica come
punto di forza «Ancorare a criteri meritocratici una parte del finanziamento -
commenta Preti - è certamente una decisione coraggiosa e qualificante a cui va
il nostro apprezzamento convinto, e spero che con l'Anvur, la nuova agenzia,
potremo ricevere una valutazione più completa e appropriata». Quella che ha
invece penalizzato la Statale si basa sostanzialmente su due gruppi di
indicatori: cinque relativi alla didattica (che pesano solo per un terzo sul
giudizio finale) e quattro sulla ricerca (che valgono i restanti due terzi).
«Il giudizio riferito alla didattica - chiosa il rettore dati alla mano - è
ampiamente positivo». Anche se non mancano alcune osservazioni: «Considerare
quanti sono gli insegnamenti coperti da docenti di ruolo e quanti no sarebbe
stato più opportuno che non prendere in esame il rapporto tra numero di docenti
e di corsi». Inoltre, «Brescia è penalizzata da questo indicatore perché nei
corsi di laurea delle professioni sanitarie (attivati in diverse città e
comuni) prevale la docenza professionale». Sempre la Facoltà di Medicina,
paradossalmente, incide negativamente sull'indicatore degli immatricolati che
raggiungono i due terzi dei crediti formativi: «Per come è configurato il corso
di laurea lo studente migliore raggiunge 34 crediti e non i 40 previsti dal
ministero». Un altro indicatore riguarda il numero degli insegnamenti per i
quali gli studenti frequentanti hanno espresso un parere sul corso: «La nostra
Università - spiega Preti - presenta un valore di poco inferiore a quello del
sistema. L'esito è seguente alla decisione assunta dal Nucleo di valutazione,
ignorando l'uso che il ministero ne avrebbe fatto, di comunicare solo i giudizi
su quegli insegnamenti per i quali vi fosse un numero statisticamente
significativo di risposte, e dunque il cui valore fosse attendibile».
«Meritiamo posizioni diverse» Quanto alla ricerca, da cui dipende l'esito
negativo nella classifica ministeriale, la Statale ottiene buoni risultati nel
campo dei progetti di ricerca di interesse nazionale e della capacità di valorizzazione
applicativa della ricerca. Purtroppo, gli indicatori determinanti sono relativi
alle risorse destinate alla ricerca e alla percentuale di finanziamenti
ottenuti dall'Europa: «La qualità della ricerca - ammonisce però il rettore - è
solo in piccola parte misurabile con la capacità di attrarre risorse: la nostra
Università, se valutata con gli indicatori riconosciuti a livello
internazionale, quali le valutazioni anonime di colleghi o gli indici di
impatto, risulterebbe per molte aree scientifiche in posizione ben diversa».
Marco Tedoldi
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-08-2009)
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Sabato 08 Agosto 2009
CRONACA Pagina 10 UNIVERSITA'. La classifica del Ministero dell'Istruzione
considera due indicatori: la didattica (che vale un terzo sul giudizio finale)
e la ricerca (che pesa per due terzi) «Ecco perchè Brescia non è da bocciare»
Augusto Preti difende la qualità dell'ateneo «Respingiamo la valutazione del
ministro» «Lo faccio per i miei studenti e per quelli che verranno». Non per polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto
Preti lo mette subito in chiaro. Anche se la recente bocciatura da parte del
ministero non gli è andata giù. Da qui la «rivendicazione di qualità»
dell'università degli studi di Brescia, la «sua» università. PER
SPIEGARE come mai l'ateneo bresciano non sia stato inserito dal ministero fra i
«virtuosi», il rettore ha indagato metodi e indicatori utilizzati nella
valutazione. Ed è arrivato a una conclusione precisa: «La classifica non
descrive la qualità degli atenei - sostiene - ma segnala soltanto gli
scostamenti che si avranno rispetto ai finanziamenti dell'anno scorso se
l'ammontare sarà distribuito in modo diverso, ovvero solo in base ai parametri
della didattica e della ricerca». Che in un caso premiano Brescia e nell'altro
no. All'Università degli Studi quest'anno arriveranno da Roma 250 mila euro in
meno, una cifra pari allo 0,39 per cento dei 70 milioni di euro erogati dal
ministero ogni anno. La questione, dunque, è più d'onore e d'immagine che di
sostanza. Per questo Preti ci tiene così tanto: «La classifica non è altro che
un rapporto matematico, non c'entra niente con la qualità», ribadisce. D'altra
parte, proprio lui ha sempre considerato positivo il criterio della
meritocrazia per il calcolo dei finanziamenti destinati a ogni singola facoltà.
E anche oggi rinnova il suo totale apprezzamento all'iniziativa del ministro
bresciano: «Ho sempre detto che uno dei mali maggiori dell'università italiana
è l'aver avuto troppa autonomia senza una corrispondente dose di
responsabilità», ricorda. Il problema, ora, è intendersi sui parametri di
calcolo e di formazione del giudizio. Quelli del ministero si basano su due
gruppi di indicatori: 5 relativi alla didattica (che incidono per un terzo sul
giudizio finale) e 4 alla ricerca (che «pesano» il doppio). NELL'AREA della
didattica il giudizio sulla statale di Brescia risulta positivo. Il primo
indicatore «conta» i docenti di ruolo per corso di studi. Qui l'ateneo
bresciano con un coefficiente del 12,159 per cento si colloca al di sotto del
valore medio di sistema (14,764), ma sulla bilancia pesano negativamente i
numerosi corsi di studio delle professioni sanitarie che si avvalogono in larga
misura di medici e professionisti del sistema sanitario nazionale. «I corsi di
infermieristica, fisioterapia, radiologia li facciamo perchè ce lo chiede la
Regione, scaricando su di noi anche il peso di Cremona e di Mantova» spiega il
rettore Preti, specificando che «tali corsi sono tenuti da professionisti nelle
sedi periferiche dell'Ateneo». Il numero degli studenti che passano al secondo
anno avendo acquisito almeno i due terzi dei crediti (40 in questo caso) è il
secondo indicatore del ministero. Anche in questo parametro ciò che sfalsa i
risultati è la presenza della facoltà di Medicina all'interno dell'Università
degli studi di Brescia. « A Medicina esistono alcuni corsi biennali come, ad
esempio, anatomia o biochimica, e lo studente è chiamato a fare l'esame nel
secondo anno senza, quindi, riuscire a guadagnare i 40 crediti», riferisce il
rettore Preti ricordando che a Medicina il primo anno si possono guadagnare solo
34 crediti. Posizione più che buona, invece, per quanto riguarda l'indicatore
che calcola i crediti effettivamente acquisiti sul totale di quelli previsti e
quello che calcola gli occupati a tre anni dalla laurea. L'ULTIMO parametro
conta gli insegnamenti per i quali gli studenti frequentanti hanno espresso un
parere sul corso. Un indicatore che non valuta il giudizio sull'insegnamento
espresso dagli studenti, ma il numero degli insegnamenti valutati dagli
studenti sul totale di quelli impartiti. «Che ci possiamo fare se gli studenti,
una volta ricevuto il questionario, poi, non lo consegnano?» si domanda il
rettore. Preti inoltre, precisa: «Abbiamo comunicato al ministero
dell'Istruzione soltanto i giudizi su quegli insegnamenti per i quali vi fosse
un numero statisticamente significativo di risposte».
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-08-2009)
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Sabato 08 Agosto
2009 CRONACA Pagina 15 SCUOLA. Il direttore Usp Maria Rosa Raimondi ha dato
rassicurazioni sulle tempistiche. Ma i nodi sono ancora molti «Mancano gli
insegnanti A rischio la campanella» Franceschini (Cisl) attacca: «Insufficienti
le immissioni in ruolo. Sos supplenze: nomine bloccate fino al 24» La scuola
bresciana rischia di trovarsi spiazzata all'appuntamento con la prima
campanella del 14 settembre. Non per colpa dell'Ufficio scolastico provinciale
di via Sant'Antonio, ma per problemi romani. A lanciare l'allarme è il
segretario provinciale Cisl-scuola Enrico Franceschini, che punta il dito sulla
«assoluta insufficienza delle immissioni in ruolo previste per la nostra
provincia», e sulla «impossibilità di nominare i supplenti annuali delle materne
prima del 24 agosto». Tra una cosa e l'altra sarà difficile che per la fine del
mese in via Sant'Antonio riescano a dare l'incarico annuale a duemila docenti e
tremila Ata. Tanti ne calcola Franceschini, che vede il rischio di sconfinare a
settembre. Rischio grave, perché in tal caso «docenti anche con 15 anni di
servizio dovrebbero ricevere il Tfr a causa dell'interruzione momentanea del
contratto, che va rinnovato entro il 31 agosto». Dei mille
posti assegnati dal ministero di Maria Stella Gelmini alla Lombardia, a Brescia ne sono venuti una novantina. Una
«goccia nel mare», dice Franceschini, pari a un misero 11 per cento degli 802
posti vacanti in organico di diritto, tale da lasciare scoperti «ben 712
contratti a tempo indeterminato». Nel dettaglio, sono arrivati 28 posti
(più 4 di sostegno) alla scuola dell'infanzia, 33 (più 23) alla primaria, 18
(più 16) alle medie, 11 (più 5) alle superiori). Quanto l personale Ata,
Brescia disporrà di 53 assistenti amministrativi, 10 assistenti tecnici, un cuoco,
un infermiere, 101 collaboratori scolastici e un collaboratore tecnico. A FARE
I CONTI con le necessità di fatto, serviranno ancora «oltre mille docenti e
circa tremila Ata, per un totale di quasi 5 mila assunzioni annuali». A fronte
di ciò, il calendario predisposto dall'Usp bresciano prevede il 13 agosto la
pubblicazione dei calendari per l'assegnazione degli incarichi annuali e dal 19
le nomine. Il direttore Usp Maria Rosa Raimondi assicurava giorni fa che per il
31 sarebbe tutto finito. Ma è di ieri la novità - spiega Franceschini - che
l'Usp di Varese, che gestisce una coda del concorso del Duemila per tutte le
province lombarde - nominerà in ruolo le insegnanti delle materne solo a
partire dal 24. E fino a quella data «non potranno essere assegnati incarichi
annuali». Il che fa dire che «difficilmente i tempi saranno rispettati».
Cinquemila incarichi annuali non sono una bazzecola. Anzi sono la spia di una
situazione che si deteriora sempre di più. Il segretario Cisl-scuola ricorda
che la Finanziaria 2007 prevedeva oltre 150 mila assunzioni di docenti, ma a
tutt'oggi ne sono state fatte 85 mila. Nello stesso tempo sono stati tagliati
42 mila posti in organico ed è stata autorizzata l'immissione in ruolo di 16
mila precari, che «sono un decimo dei posti da coprire con supplenze annuali».
La situazione nazionale, che replica pari pari a Brescia. Se non bastasse,
resta l'incognita dei supplenti di altre province, che o sono in coda nelle
graduatorie ma una sentenza del Tar Lazio li vuole inseriti in ordine di
punteggio. Il Ministero è ricorso al Consiglio di Stato, e Gelmini
ha dato ordine di procedere ignorando il Tar. Ma l'incognita resta.
(
da "Centro, Il"
del 08-08-2009)
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L'ANALISI La
Padania alza il tiro di Gianfranco Pasquino C'è l'Italia di Berlusconi,
apprezzata da Vladimir Putin e da Gordon Brown, in piena ripresa economica
(anche se alla fine del 2009, il Pil sarà molto inferiore a quello del già poco
brillante 2008) e c'è la Padania di Bossi. Ai leghisti, i cui gruppi
parlamentari continuano a fregiarsi del nome «Lega Nord per l'Indipendenza
della Padania», l'Italia di Berlusconi interessa soltanto nella misura in cui
il governo di quell'Italia produce politiche che servono alla Padania. In vista
del 150º anniversario dell'unità d'Italia, ma anche per contrastare,
politicamente e culturalmente, il Partito del Sud, Bossi e Calderoli hanno
alzato il tiro delle loro proposte. Si fanno forti del federalismo fiscale e
procedono a vele spiegate. Non era imprevedibile che il federalismo fiscale
diventasse un trampolino di lancio. Dimostrerà che le regioni del Sud sono
spendaccione, poco efficienti e male governate. Consentirà alle regioni del
Nord di avere più soldi e di allontanarsi ancora di più dal resto dell'Italia.
Che i presidi non vengano dalle regioni meridionali, che i professori che
insegnano in Padania conoscano storia, tradizione e dialetto locale, che
ciascuna regione esibisca la sua bandiera e suoni il suo inno, non sono
provocazioni. Molte di queste rivendicazioni sono abbastanza condivise nelle
regioni settentrionali, non contrastate da Berlusconi e dai
suoi ministri (come la bresciana Gelmini che le ritiene utili) e malamente criticate da un'opposizione
senza bussola. La Lega si prefigge due obiettivi. Da un lato, vuole rimanere
sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali. Il secondo
obiettivo è di più lungo termine. Si tratta di logorare il tessuto che
ha finora tenuto insieme il paese. Qualsiasi tessuto nazionale è fatto di
solidarietà che si esprime in trasferimenti di fondi, fra le aree ricche e
quelle meno abbienti, ma è fatto anche di simboli, di miti, di riti. Quanto al
Partito del Sud, alla Lega non fa né caldo né freddo. I leghisti sono il
Partito del Nord, vanamente vagheggiato dal Partito Democratico (oramai ridotto
a poco più di un Partito del Centro-Italia), elettoralmente forte,
politicamente insediato e influente, destinato a durare. Non basta, anche se è
importante, che l'unità nazionale venga difesa da Gianfranco Fini e da
Pierferdinando Casini. Forse, se il Partito Democratico fosse meno
autoreferenziale, dovrebbe porsi il problema di come rappresentare una nazione
in declino.
(
da "Repubblica, La"
del 08-08-2009)
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Pagina IV -
Palermo Intesa Stato-Regione sulla scuola soldi Ue per salvare 1.500 supplenti
Il piano prevede il finanziamento di attività extradidattiche Emergenza
occupazione L´accordo costa 50 milioni di euro Ripescati 600 insegnanti di
sostegno SALVO INTRAVAIA La Regione tampona i tagli del governo Berlusconi alla
scuola siciliana, raddrizza il tiro sui percorsi triennali a favore degli
studenti in obbligo scolastico e annuncia l´imminente varo della legge sul
diritto allo studio e interventi sull´edilizia scolastica. Per Giusto Scozzaro,
leader della Flc Cgil regionale, che nelle scorse settimane aveva invitato il
presidente della Regione «a fare la sua parte» si tratta «di un successo». Ieri
mattina, l´assessore regionale alla Pubblica istruzione, Nicola Leanza,
affiancato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo, era visibilmente
soddisfatto dell´incontro avuto il giorno prima con il ministro
dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. A settembre, degli oltre 4 mila supplenti isolani falciati
dalla coppia Gelmini-Tremonti,
mille e 500 saranno salvati dal baratro della disoccupazione. Seicento di loro
saranno docenti di sostegno. Lo strumento che consente di addolcire la pillola
è l´accordo biennale sottoscritto a Roma da Leanza e dal ministro Gelmini. Il costo dell´operazione
dovrebbe aggirarsi attorno ai 50 milioni di euro, 40 dei quali a carico dei
fondi Por Sicilia e la rimanente parte a carico dei Pon statali. Si tratta,
insomma, di soldi derivanti dalla pianificazione 2007-2013 delle risorse europee.
L´accordo salverà anche 300 unità di personale Ata (amministrativo, tecnico e
ausiliario), delle oltre mille e 700 tagliate in Sicilia. Il piano prevede che
la Regione finanzi attività aggiuntive alla didattica e di supporto ai disabili
in orari extrascolastici. Verranno finanziate, tra le altre, azioni di
«rinforzo volte a favorire il successo scolastico», «migliorare l´insegnamento
della matematica, delle scienze, della tecnologia e delle competenze in
lettura». Un po´ meno chiara è la modalità di reclutamento dei supplenti.
Regione e ministero si impegnano a «ricorrere all´utilizzo del personale
specializzato con esperienza pluriennale in materia di disabilità e recupero di
soggetti a rischio di marginalità sociale e di ulteriore personale con professionalità
nell´ambito della lingua italiana, delle lingue straniere e della
matematica/scienza, individuato dalle graduatorie ad esaurimento». I prescelti
riceveranno uno stipendio pari a quello dello scorso anno e, soprattutto, il
punteggio. «è una iniziativa importante: siamo riusciti a salvare tutto il
sostegno - commenta Lenza - più i supplenti annuali». Ma ci sono altri due
punti che la cui importanza è stata sottolineata da Lombardo. «Per la prima
volta - dice il presidente - in Sicilia i percorsi triennali di formazione
professionale in favore dei soggetti in obbligo scolastico, coinvolgendo oltre
10 mila soggetti, saranno avviati a settembre e la legge sul diritto allo
studio è in dirittura d´arrivo». Quest´ultimo provvedimento, per una serie di
interventi che vanno dal buono-scuola ad interventi in materia di edilizia
scolastica, prevede un impegno di 150 milioni di euro.
(
da "Repubblica, La"
del 08-08-2009)
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Pagina 38 -
Cultura Dopo il botta e risposta con Scurati, l´intervento del vincitore dello
Strega 2009 SMETTIAMOLA CON LE ZUFFE E ASCOLTATE GLI SCRITTORI TIZIANO SCARPA
Come si chiama quel posto dove un cittadino senza potere può dire la sua su ciò
che ritiene importante, dando alla comunità un contributo di bellezza, e a
volte perfino di verità e giustizia? Risposta: si chiama letteratura. Ed è una
cosa molto seria. è un´istituzione inestimabile. Dà voce a chi non la può
esprimere altrove. Di qualunque classe sociale ed età (guardate gli autori
attivi oggi in Italia: Andrea Camilleri ha ottantaquattro anni, Chiara
Strazzulla diciannove). Oggi però si preferisce far finta che la letteratura
sia una faccenduola mondana che riguarda il successo e le classifiche dei libri
più venduti. Mettendo in scena giornalisticamente le baruffe tra chi ha vinto
il Premione e chi no: ammanicato di qua, buffone di là... Galli che si azzuffano.
I soliti letterati! Ma la letteratura è una conquista politica troppo
importante per ridurla a una bega fra narcisi invidiosi. Ci sono voluti secoli
per arrivarci. Noi veneriamo i tragici greci. Ebbene, un tempo Eschilo,
Sofocle, Euripide dovevano presentarsi da un funzionario politico, l´arconte, a
esporre la storia che volevano raccontare, e costui decideva se finanziarla o
no. Oggi una ragazza di 19 anni o un signore di 84 scrivono quello che
vogliono, trovano un editore, pubblicano. Ma proprio per questo la letteratura
è delicata. Basta poco a sparigliare i suoi equilibri. Il mio caso personale
forse è significativo. Vinco un premio letterario prestigioso, e da autore
considerato di nicchia divento autore di un libro potenzialmente popolare. Se fosse
successo ad altri libri, la loro sorte sarebbe stata esattamente la stessa.
Dunque non è sempre vero che da una parte ci sono i libri per tutti e
dall´altra quelli per pochi. Molto dipende dalla macchina propagandistica.
Pubblicità, passaggi televisivi, premi. Ma che vuole questo Scarpa? Perché non
se ne è rimasto tranquillo a godersi la vittoria del Premio Strega? Non è
perché vendo qualche copia in più che adesso mi ritiro in beata ebetitudine, in
un surrogato di Eden merceologico. Cerco di imparare da Dante: il suo Paradiso
non è mica un ricettacolo di fattoni estatici in panciolle, è pieno di santi e
beati piuttosto incazzosi per come va il mondo. Allora vi dico, cari amici dei
grandi giornali, delle riviste, della radio, della televisione, dei media: che
ne volete fare della letteratura? Ma davvero. Pensate che i singoli cittadini
possano dare un contributo di bellezza, e perfino, a volte, di verità e
giustizia anche dentro i vostri circuiti? O per arrivare a scrivere di
argomenti importanti sulle vostre prime pagine è necessario aver venduto dieci
fantastilioni di copie? Qualche esempio. Come è possibile che un grande
giornale italiano si privi dei reportage di Mauro Covacich da tutto il mondo? E
quanti saggi deve scrivere ancora sulle donne Silvia Ballestra per avere una
rubrica fissa in un quotidiano ad alta diffusione? Giuseppe Caliceti è
scrittore e maestro elementare: ha seguito la riforma Gelmini e l´Onda, ma i suoi articoli
sono apparsi in Rete e su piccoli giornali militanti. Non abbiamo molti
drammaturghi: uno dei più geniali, Vitaliano Trevisan, fa una lettura scenica
di un suo nuovo testo teatrale su un politico in esilio ad Hammamet: credete
che sia venuto ad ascoltarlo qualche critico, oltre a quelli dei
giornali locali? E non è una questione generazionale, naturalmente: leggo
Lettere a nessuno di Antonio Moresco, e ci ritrovo interventi usciti quasi
soltanto in piccole riviste o in Rete. Nessuna grande testata che l´abbia
intercettato e trattenuto, in quindici anni! In particolare, su questo giornale
è stata avviata la bella iniziativa intitolata "Futuri maestri", in
cui scommettete su pensatori e studiosi che avranno molto da insegnarci nei
prossimi anni. Il futuro, certo. Ma nel frattempo? Dove sono i maestri del
presente? Io ritengo che ce ne siano molti, ma sottovalutati, sottoutilizzati.
Per l´arte contemporanea, penso al critico e filosofo Marco Senaldi. E se non
ci fosse ogni tanto Gianluca Nicoletti che lo invita alla radio, l´antropologo
e massmediologo Piero Vereni avrebbe solo i suoi libri e il suo blog. Davvero
pensate che non sia un peccato non avvalersi della penna di Emanuele Trevi,
Michele Mari, Carola Susani, Valerio Evangelisti, Simona Vinci, Roberto
Ferrucci, Elena Stancanelli, Dario Voltolini, Giuseppe Culicchia, Aldo Nove?
Ritenete che le pagine culturali dei giornali italiani più diffusi rispecchino
davvero il fermento di idee e discussioni che si svolgono in Rete, nelle
riviste, nei piccoli convegni autofinanziati? Uno dei punti dolorosi
dell´Italia di oggi è la cosiddetta "fuga dei cervelli". Ma gli
scrittori e le scrittrici non sono come gli scienziati che se ne possono andare
in Usa a fare ricerca. Noi non possiamo fuggire dalla nostra lingua madre. è un
grande spreco, quello che sta avvenendo nella cultura italiana. C´è un
patrimonio di intelligenze, sguardi, fantasie che resta in disparte,
disinnescato.
(
da "Arena, L'"
del 08-08-2009)
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Sabato 08 Agosto
2009 PROVINCIA Pagina 29 OPPEANO. La prima elementare di Ca' degli Oppi è
sottodimensionata, ma è stata attivata chiamandola «gruppo» La classe cambia il
nome e parte con dieci iscritti Il difficile incastro di orari e di maestri ha
fatto il resto trovando una soluzione che forse chiederanno tutti La prima
elementare di Ca' degli Oppi con soli 10 bambini potrebbe diventare la
soluzione pilota per le tante altre classi della provincia, dalla materna in
avanti, che non hanno i numeri sufficienti per partire. Secondo
il decreto Gelmini,
infatti, per fare una classe ci vogliono almeno 15 bambini. Ca' degli Oppi pare
perciò uno strappo alla regola sulla quale molti altri istituti potrebbero
rifarsi. Ma come ci si è riusciti? La soluzione messa a punto dal provveditore
di Verona, Giovanni Pontara, e dal Comune è stata una specie di uovo di
Colombo: prima di tutto non chiamarla classe, ma «classe-gruppo» e poi
riorganizzare completamente gli orari dei docenti. Senza questo espediente, i
10 alunni correvano il rischio di essere accorpati ad una prima dell'elementare
di Vallese o di Oppeano. Cosa che aveva messo in allarme i genitori dei
remigini ed anche l'amministrazione comunale, che avrebbe avuto dei costi
aggiuntivi per portarli negli altri plessi. Il problema è stato seguito ed
affrontato fin da subito dall'amministrazione anche se già dall'anno scolastico
2010 - 2011 si sarebbe risolto perché ci saranno 16 iscritti alla prima di Ca'
degli Oppi e 20 l'anno successivo. «Ho parlato di questa criticità con il
ministro Maria Stella Gelmini», spiega il sindaco e
deputato Alessandro Montagnoli, «e mi ha consigliato di chiedere a Carmela
Palumbo, direttore generale dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, se
fosse possibile una deroga. Cosa che non pareva possibile fino a quando non ci
siamo rivolti al dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara. Con noi è
stato anche Bovolone che aveva un problema opposto, una classe delle materne
con troppi iscritti. Con il provveditore siamo riusciti a riorganizzare gli
orari dei 36 docenti disponibili alla primaria di Oppeano». Ora il nuovo
«piano» deve essere esaminato anche dal dirigente scolastico Bruno Bortolaso e
messo nero su bianco. Ma Montagnoli è ottimista sulla prima di Ca' degli Oppi.
Meno di buon umore per aver appreso che «qualcuno in Regione si dà meriti che
non ha», dice. «Non c'è stato alcun intervento da Venezia sulla questione e
quindi non si capisce perché arrivi da lì il benestare alla prima della
frazione». Montagnoli si riferisce ai ringraziamenti che l'assessore regionale
Giancarlo Conta ha rivolto alla collega Elena Donazzan e al consigliere
provinciale Mattia Galbero per aver fatto quadrare il cerchio. Pronto alla
replica il neo consigliere provinciale del Pdl, Mattia Galbero di Ca' degli
Oppi che fa sapere di un suo «interessamento per risolvere la vicenda della
prima elementare a livello regionale, attraverso l'assessore regionale
Donazzan». Z.M.
(
da "Stampaweb, La"
del 08-08-2009)
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E poi,
soddisfatti, se ne sono andati tutti a pranzo. Silvio Berlusconi, Paolo
Bonaiuti, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello. Una lunga chiacchierata,
fino alle quattro del pomeriggio, per dirsi quanto la conferenza stampa fosse
andata bene, quanto siano mascalzoni i magistrati - monologo di Berlusconi
ampiamente interrotto da Cicchitto, che ha i suoi guai in Abruzzo - e
soprattutto per ragionare sulla ripartenza: arriva l’eterno autunno caldo e
poi arriverà la campagna elettorale per le amministrative del prossimo anno, che il premier vorrebbe
affrontare guadagnandosi il sostegno dell’Udc di Pierferdinando Casini. Se l’ottimismo è
sparso e diffuso, molti si sono chiesti ieri per quale ragione il presidente
del Consiglio abbia organizzato e affrontato un incontro con i giornalisti - annunciato da qualche
settimana e regolarmente rinviato - con i toni bellicosi che da tempo non
spendeva. Correva il rischio, e poi le cose sono effettivamente andate così, di
chiudere prima delle vacanze infiammando l’opposizione
e i giornalisti, e imbarazzando qualcuno degli alleati più disposti al famoso
dialogo e alla pace repubblicana. Qualcuno ha osservato che, in fondo, le cose
non gli andavano più tanto male: il grosso dello sputtanamento pare superato, e
il successo del G8 (visti gli indici di gradimento che Berlusconi ha
ricominciato a somministrare) ha spostato le attenzioni non del tutto ma non
momentaneamente. Che bisogno aveva il premier di rimettere sul tavolo - e
trasferirle così ai tg e alle prime pagine dei giornali - le peccaminose
questioni che lui continua a considerare private, e soprattutto costruite dai
complottisti? Chi gli è vicino, spiega che Berlusconi è convinto di averla
scampata: appunto, il peggio è passato; alcuni quotidiani hanno mollato la
presa e si limitano ad aggiornare i lettori. Altri, più agguerriti, tengono
botta con l’aiuto della stampa internazionale. Però, proprio negli ultimi giorni,
sono successi due fatti che hanno scosso di nuovo l’umore del capo. Si tratta
dell’intervista concessa a Vanity Fair da
Barbara, la maggiore dei figli avuti da Veronica, nella quale la ragazza ha
velatamente messo in dubbio l’equità del padre in vista della spartizione dell’eredità e ha
ricordato che l’uomo pubblico non è titolare del proprio privato. E poi ci sono stati gli articoli del Nouvel Observateur
che sostenevano il dubbio che Berlusconi fosse ricattabile dalla mafia russa e
che rilanciavano spavaldamente antiche dicerie sui reali rapporti fra il
premier e i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.
Dubbi sostenuti, dicono, dall’esistenza di registrazioni. Il presidente del Consiglio aveva le mani
che gli prudevano, e non ha resistito alla tentazione di porre rimedio
raccontando la sua versione dei fatti. E, soprattutto, non ha resistito all’idea di andarsene in villeggiatura col privilegio di
disporre dell’ultima parola. E’ nell’indole del personaggio, senza dubbio, come lo
è spedire in giro qualche messaggio. La ramanzina rivolta alla giornalista del
Tg3 (lo raccontano sempre i sodali) non conteneva certo la speranza di cambiare la linea
editoriale di una redazione che ha lo scopo dichiarato di fare opposizione, e
di farla nei modi che ritiene adeguati. Il vero problema di Berlusconi è che
lui si sente poco garantito dalla dirigenza della Rai, sebbene negli ultimi
mesi ci si sia applicato parecchio, piazzando qualche fedele con il compito di
ammorbidire una politica dell’informazione che lui continua a ritenere troppo ostile. Sembra che le
cose non stiano andando come sperava, ed è molto preoccupato da quello che possano mettere in piedi, in
autunno, Michele Santoro e gli altri. L’avvertimento è partito e la guerra, a settembre,
ripartirà tosta. Sempre che si fermi almeno ad agosto.
(
da "Corriere della Sera"
del 08-08-2009)
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Corriere della
Sera sezione: Terza Pagina data: 08/08/2009 - pag: 33 Dibattito Il Paese
surreale e ironico raccontato ieri da Magris in una lettera
aperta alla Gelmini Le
mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle
culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o
forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore,
il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in
verde, bianco e rosso», ci sono i venti simboli regionali, dalla rosa
camuna lombarda ai quattro mori bendati della Sardegna. Nelle occasioni
ufficiali, al momento dell'inno, Trieste opta per la marcia di Radetzky, Milano
per la Bella Gigogin e Napoli rispolvera le note borboniche di Paisiello. Nelle
scuole, accanto all'italiano, si insegnano elementi di dialetto (nobilitato, va
da sé, con l'espressione «lingua locale»). Nel frattempo la Costituzione si è
adeguata, a partire da quell'articolo 12 che oggi, in omaggio al tempo che fu,
continua a prescrivere l'uso esclusivo del bianco, del rosso e del verde. E
così, tra fantasticherie e pretese, eccoci al Paese surreale-ironico
tratteggiato ieri da Claudio Magris sul «Corriere». In una lettera aperta al
ministro Gelmini vi si mettono sullo stesso piano le
arie di Verdi e la «Mula de Parenzo», in realtà allo scopo di suscitare uno
scatto d'orgoglio politico e civile. E infatti le reazioni non mancano,
cominciando dagli intellettuali che più profondamente affondano le radici nelle
culture locali. Non tutte comunque di segno uguale. Lo scrittore Massimo
Valerio Manfredi, ad esempio, concilia il suo amore per i dialetti ancestrali
(come il modenese venato di bolognese che proviene dal suo paese d'origine,
Piumazzo) con una solida affermazione di italianità. «Sono convinto che inno e
simbolo unitario non cancellino le identità locali. E questo è vero anche per
l'impero romano, che ha sempre rispettato le diversità dei popoli e dei luoghi
conquistati. Roma nasce multietnica: etrusca, sabina e latina». Curiosamente,
Manfredi estende il suo amore per i dialetti al difficile bergamasco: «Lo sto
studiando a causa dei miei lunghi soggiorni nel paese di Ardesio, dove ho
terminato tanti dei miei romanzi». E vi include persino il ligure di Sestri Levante,
dove soggiorna di tanto in tanto. Una cosa, però, è allargare le proprie
conoscenze storiche e linguistiche, un'altra dare ufficialità a «dimensioni
culturali piccole o microscopiche». «Spilamberto osserva con puntiglio
linguistico ha un dialetto diverso da San Cesario sul Panaro. Ma se prendiamo
la via dell'infinitamente piccolo, non ne usciamo vivi. Abbiano una lunga
storia di sangue legata ai particolarismi, non è saggio imboccarla di nuovo». E
però, osserva lo storico piemontese Aldo Mola, quando si parla di programmi
scolastici «l'importante è insegnare». E per farlo «occorre mettersi dalla
parte degli allievi, bimbi o ventenni che siano, e conoscerne il mondo. Perché
mai se ne potrebbero ignorare la storia, i costumi, la mentalità, la lingua (o
dialetto che dir si voglia)?». Oltretutto, ricorda Mola, «Vittorio Emanuele
III, che si sentiva ed era re dei 'popoli d'Italia', con Giolitti e Badoglio
parlava in piemontese, con Diaz discorreva in napoletano, con Salandra in
pugliese, con Luzzatti in veneto e padroneggiava il romanesco come un 'romano
de noantri'». Tuttavia un intellettuale come Raffaele La Capria non ci sta a
mettere tutte le tradizioni regionali sullo stesso piano. «Un'identità forte è
una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è debole,
invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini del
localismo». Un esempio di identità forte? «Quella napoletana, che arriva fino
ai Croce e ai Vico». Deboli invece quelle padane? «Non solo. Oltre a molte settentrionali,
se ne trovano in quantità anche scendendo lo stivale fino alla Calabria». Fra
quelle forti, secondo Pietrangelo Buttafuoco, c'è naturalmente quella
siciliana, benché «il suo più bell'esempio sia stato quello di Giovanni Verga,
che non cedette mai né al dialetto né al pittoresco». Forse, ipotizza Edoardo
Sanguineti, è meglio farla finita con tutti questi «riti funerari fuori tempo».
Certo, per lui, genovese di nascita, il dialetto è sempre stato estraneo ed
esotico, appena orecchiato durante le vacanze sulla spiaggia di Bordighera. E
tuttavia la questione di recuperare le radici locali, afferma, «mi spaventa.
Per me sono reliquie passate, del tutto estranee al mondo moderno. Erano
parlate un tempo, ma oggi... Con grande fatica questa nazione è riuscita, più o
meno bene, a imporsi a tutti. C'è voluto il trasferimento degli insegnanti, il
cameratismo nell'esercito, e quel capolavoro che fu la trasmissione Rai Non è
mai troppo tardi , condotta da Alberto Manzi. Voler tornare indietro, oggi, è
assolutamente rovinoso». Forse sarebbe il caso, osserva il filosofo piemontese
Gianni Vattimo, di correre in avanti anziché voltarsi all'indietro. Nel senso,
spiega, che «moltiplicare le identità locali, rendendole ufficiali, è
insopportabile. Io, certo, parlo piemontese, ma se qualcuno mi obbliga a farlo
mi insospettisco subito, sento puzza di ideologia. La verità è che le identità
locali sono state superate da quella italiana, che a sua volta ormai è superata
dall'Europa». Nel senso che non si sente più italiano, ma europeo? «Certo,
salvo quando mangio gli spaghetti o guardo le partite della nazionale». E
quando si ascolta, invece, l'irresistibile grammelot padanizzante di Dario Fo?
«Si fa, o si tenta di fare risponde l'interessato un'operazione di arricchimento
culturale. Non per sembrare strambi, ma per aumentare l'impatto espressivo. E
che dire continua Fo delle radici latine del milanese? Tutte cose bellissime,
che però devono essere studiate in proprio, senza creare accademie. Altrimenti
si scade nell'utopia dell'insegnamento obbligatorio. Distinguendo tra classi
per foresti e per locali: insomma, un'ira di Dio». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Claudio Magris. A destra, un disegno di Beppe Giacobbe Le voci Dall'alto: il
poeta Edoardo Sanguineti, ligure; Gianni Vattimo, piemontese; il premio Nobel
Dario Fo, lombardo; Valerio Massimo Manfredi, emiliano
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 08-08-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: 1PAGINA data: 08/08/2009 - pag: 1 GLI ESAMI DI MATURITA'
NEL SUD IL FANTASMA MERITOCRATICO di UGO PISCOPO E sami di maturità: qualcosa
si muove, ma è nella direzione giusta? Cioè, secondo l'interesse generale
dell'intera società, o è invece solo a vantaggio degli slogan? L'annunzio del
nuovo cominciò già col ministro Fioroni. E fu una corbelleria singolare, messa
in circolazione come conquista sociale. Si trattò dell'occultamento al
pubblico, sui tabelloni esposti, dei risultati finali, in nome, si disse, del
rispetto della privacy . In verità, in nome della privacy , per coerenza,
bisognerebbe occultare l'intero processo formativo che si costituisce sul
dialogo non solo fra alunno e docente, ma anche fra alunno e alunno in un
confronto aperto e solare. Quest'anno, per effetto dei
disposti del nuovo ministro, Mariastella Gelmini, che l'anno prossimo saranno ulteriormente modificati, l'esito
degli esami di maturità si è concluso con un aumento del trenta per cento dei
bocciati. Oltre che con lo schiacciamento in basso dei voti, soprattutto negli
istituti professionali. Alla ministra Gelmini
balza il cuore in gola dalla gioia. Dice che finalmente il Sessantotto è stato
mandato in soffitta e che si è entrati in una nuova era, quella della
meritocrazia. Anzi promette premi, non solo per quest'anno, ai ragazzi più
bravi, cioè ai maturati con cento e lode. Contro tale ipotesi al Centro-Nord si
obietta che, per questa via, si fanno semplicemente regali al Sud (il focus del
Corriere della Sera del 5 agosto, ma anche gli articoli dei giorni successivi),
perché al Sud, dove, secondo i rapporti internazionali, il grado di
preparazione medio degli alunni equivale a quello dei paesi sudamericani, agli
esami di maturità risultano molte più eccellenze che al Nord, dove invece i
livelli medi degli allievi sono di gran lunga superiori a quelli del Sud. In
Puglia, ad esempio, i cento e lode sono il doppio di quelli della Lombardia.
Chi scrive ha sentito il parere di ispettori, di presidenti e commissari di
esami, che vogliono conservare l'anonimato, i quali affermano, con vario stile
e linguaggio, che a Napoli e nel Sud «ormai siamo alla frutta ed è tutta una
pagliacciata». Io penso che questi cirenei dicano la verità. Per molte e
interattive ragioni. Perché, innanzitutto, mancano una cultura e un'esperienza
della meritocrazia negli stessi operatori scolastici, reclutati per oltre due
terzi per sanatorie e concorsi irrituali. E perché la realtà scolastica del Sud
è vischiosamente opaca. La situazione attuale complessiva è di grande
sofferenza. Bisogna prendere atto, come dice Roger Abravanel ( Corriere della
Sera del 5 agosto) che «il nostro sistema educativo è spaventosamente indietro»
e adottare le misure opportune. Esso ha bisogno di un ridisegno di metodi, di
fini, di strumenti ad altezza di un mondo che cambia, come appunto il nostro.
Oltre che di grande e seria attenzione da parte della società. © RIPRODUZIONE
RISERVATA
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 08-08-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: Terza Pagina data: 08/08/2009 - pag: 33 Dibattito Il Paese
surreale e ironico raccontato ieri da Magris in una lettera
aperta alla Gelmini Le
mille Italie e l'identità nazionale Intellettuali divisi sul valore delle
culture, ma uniti nel respingere i localismi di DARIO FERTILIO A nno 2020, o
forse 2050. Sui municipi e tribunali italiani sventola, anziché il Tricolore,
il Multicolore: accanto alle «tre bande verticali di eguali dimensioni in
verde, bianco e rosso», ci sono i venti simboli regionali, dalla rosa
camuna lombarda ai quattro mori bendati della Sardegna. Nelle occasioni
ufficiali, al momento dell'inno, Trieste opta per la marcia di Radetzky, Milano
per la Bella Gigogin e Napoli rispolvera le note borboniche di Paisiello. Nelle
scuole, accanto all'italiano, si insegnano elementi di dialetto (nobilitato, va
da sé, con l'espressione «lingua locale»). Nel frattempo la Costituzione si è
adeguata, a partire da quell'articolo 12 che oggi, in omaggio al tempo che fu,
continua a prescrivere l'uso esclusivo del bianco, del rosso e del verde. E
così, tra fantasticherie e pretese, eccoci al Paese surreale-ironico
tratteggiato ieri da Claudio Magris sul «Corriere». In una lettera aperta al
ministro Gelmini vi si mettono sullo stesso piano le
arie di Verdi e la «Mula de Parenzo», in realtà allo scopo di suscitare uno
scatto d'orgoglio politico e civile. E infatti le reazioni non mancano,
cominciando dagli intellettuali che più profondamente affondano le radici nelle
culture locali. Non tutte comunque di segno uguale. Lo scrittore Massimo
Valerio Manfredi, ad esempio, concilia il suo amore per i dialetti ancestrali
(come il modenese venato di bolognese che proviene dal suo paese d'origine,
Piumazzo) con una solida affermazione di italianità. «Sono convinto che inno e
simbolo unitario non cancellino le identità locali. E questo è vero anche per
l'impero romano, che ha sempre rispettato le diversità dei popoli e dei luoghi
conquistati. Roma nasce multietnica: etrusca, sabina e latina». Curiosamente,
Manfredi estende il suo amore per i dialetti al difficile bergamasco: «Lo sto
studiando a causa dei miei lunghi soggiorni nel paese di Ardesio, dove ho
terminato tanti dei miei romanzi». E vi include persino il ligure di Sestri
Levante, dove soggiorna di tanto in tanto. Una cosa, però, è allargare le
proprie conoscenze storiche e linguistiche, un'altra dare ufficialità a
«dimensioni culturali piccole o microscopiche». «Spilamberto osserva con
puntiglio linguistico ha un dialetto diverso da San Cesario sul Panaro. Ma se
prendiamo la via dell'infinitamente piccolo, non ne usciamo vivi. Abbiano una
lunga storia di sangue legata ai particolarismi, non è saggio imboccarla di
nuovo». E però, osserva lo storico piemontese Aldo Mola, quando si parla di
programmi scolastici «l'importante è insegnare». E per farlo «occorre mettersi
dalla parte degli allievi, bimbi o ventenni che siano, e conoscerne il mondo.
Perché mai se ne potrebbero ignorare la storia, i costumi, la mentalità, la
lingua (o dialetto che dir si voglia)?». Oltretutto, ricorda Mola, «Vittorio
Emanuele III, che si sentiva ed era re dei 'popoli d'Italia', con Giolitti e
Badoglio parlava in piemontese, con Diaz discorreva in napoletano, con Salandra
in pugliese, con Luzzatti in veneto e padroneggiava il romanesco come un
'romano de noantri'». Tuttavia un intellettuale come Raffaele La Capria non ci
sta a mettere tutte le tradizioni regionali sullo stesso piano. «Un'identità
forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è
debole, invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini
del localismo». Un esempio di identità forte? «Quella napoletana, che arriva
fino ai Croce e ai Vico». Deboli invece quelle padane? «Non solo. Oltre a molte
settentrionali, se ne trovano in quantità anche scendendo lo stivale fino alla
Calabria». Fra quelle forti, secondo Pietrangelo Buttafuoco, c'è naturalmente
quella siciliana, benché «il suo più bell'esempio sia stato quello di Giovanni
Verga, che non cedette mai né al dialetto né al pittoresco». Forse, ipotizza
Edoardo Sanguineti, è meglio farla finita con tutti questi «riti funerari fuori
tempo». Certo, per lui, genovese di nascita, il dialetto è sempre stato
estraneo ed esotico, appena orecchiato durante le vacanze sulla spiaggia di
Bordighera. E tuttavia la questione di recuperare le radici locali, afferma,
«mi spaventa. Per me sono reliquie passate, del tutto estranee al mondo
moderno. Erano parlate un tempo, ma oggi... Con grande fatica questa nazione è
riuscita, più o meno bene, a imporsi a tutti. C'è voluto il trasferimento degli
insegnanti, il cameratismo nell'esercito, e quel capolavoro che fu la
trasmissione Rai Non è mai troppo tardi , condotta da Alberto Manzi. Voler
tornare indietro, oggi, è assolutamente rovinoso». Forse sarebbe il caso,
osserva il filosofo piemontese Gianni Vattimo, di correre in avanti anziché
voltarsi all'indietro. Nel senso, spiega, che «moltiplicare le identità locali,
rendendole ufficiali, è insopportabile. Io, certo, parlo piemontese, ma se
qualcuno mi obbliga a farlo mi insospettisco subito, sento puzza di ideologia.
La verità è che le identità locali sono state superate da quella italiana, che
a sua volta ormai è superata dall'Europa». Nel senso che non si sente più
italiano, ma europeo? «Certo, salvo quando mangio gli spaghetti o guardo le
partite della nazionale». E quando si ascolta, invece, l'irresistibile
grammelot padanizzante di Dario Fo? «Si fa, o si tenta di fare risponde
l'interessato un'operazione di arricchimento culturale. Non per sembrare
strambi, ma per aumentare l'impatto espressivo. E che dire continua Fo delle
radici latine del milanese? Tutte cose bellissime, che però devono essere
studiate in proprio, senza creare accademie. Altrimenti si scade nell'utopia
dell'insegnamento obbligatorio. Distinguendo tra classi per foresti e per
locali: insomma, un'ira di Dio». © RIPRODUZIONE RISERVATA Claudio Magris. A
destra, un disegno di Beppe Giacobbe Le voci Dall'alto: il poeta Edoardo
Sanguineti, ligure; Gianni Vattimo, piemontese; il premio Nobel Dario Fo,
lombardo; Valerio Massimo Manfredi, emiliano
(
da "Centro, Il"
del 08-08-2009)
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Pagina 5 - Altre
Scuola, fondi dirottati sull'edilizia I sindacati infuriati: con i tagli al
personale persi 1.636 posti di lavoro In Abruzzo le immissioni in ruolo saranno
soltanto 355 in Abruzzo Molti precari rischiano di non avere l'incarico
L'AQUILA. Per la scuola d'Abruzzo i sindacati avevano chiesto il blocco degli
organici, come avvenuto in Umbria e Marche dopo il terremoto del 1997. Una
richiesta condivisa dal direttore scolastico regionale Carlo Petracca e
contenuta anche in un documento approvato dal consiglio regionale. Il ministero
dell'Istruzione è andato avanti con i tagli - 1.636 posti in meno tra docenti e
personale Ata - ma ha stanziato circa 20 milioni di euro, per sostenere la
ripresa dell'attività didattica, soprattutto nelle zone colpite dal sisma.
«Fondi ora scippati», gridano a poco più di un mese dalla riapertura delle
scuole i rappresentanti del Comitato sindacale permanente, che riunisce
Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal e Fed.Gilda-Unams. I 20
milioni di euro per il personale sono stati infatti dirottati a suon di
ordinanze verso l'edilizia scolastica: serviranno per realizzare i Musp, i
moduli ad uso scolastico provvisorio, che sostituiranno, nel territorio
aquilano e in altri comuni individuati da Bertolaso, gli istituti risultati
inagibili. I SINDACATI. Tutte le sigle sono insorte: hanno già scritto al
ministro Gelmini, sollecitando un
intervento del premier Berlusconi e del ministro Tremonti. Si è mosso anche il
presidente della Regione, Gianni Chiodi, con pressioni sul governo per reperire
altre risorse. Ma intanto il tempo passa: il 21 settembre suonerà la campanella
per tutti gli studenti della regione e l'ufficio scolastico regionale deve fare
i conti con una pesante carenza di personale. L'effetto immediato dei
tagli imposti dalla riforma Gelmini e dello «scippo»
dei finanziamenti che avrebbero dovuto tamponare la situazione, è che circa 500
precari, tra docenti e personale Ata, rischiano, per il prossimo anno
scolastico, di non lavorare. «Ma non solo», dice Paola Bonifaci, segretario
regionale Flc-Cgil. «Se la situazione non cambia, oltre alla perdita di 500 posti
di lavoro, non si riuscirà a garantire servizi essenziali, come l'ampliamento
dell'offerta formativa nelle zone terremotate, oppure la pulizia delle scuole.
Il governo deve capire che la dignità della ricostruzione passa in primis
attraverso il lavoro. E che l'istituzione scolastica, per ripartire, ha bisogno
di edifici, ma anche di personale adeguato». I numeri illustrati ieri dai
sindacati disegnano bene la situazione: a fronte di 1.636 tagli all'organico
per il 2009-2010, in Abruzzo ci sono stati 1.945 pensionamenti e 202 esuberi.
Le immissioni in ruolo saranno solo 355. «I 36 milioni di euro riferiti al
triennio 2009-2011, stanziati dalla Gelmini per la
scuola abruzzese dopo il sisma», concludono i sindacati, «erano comunque
insufficienti per risolvere il problema degli organici. Ora ci hanno tolto
anche la prima trance di 20 milioni. Difficilmente, se le cose non cambiano, ci
saranno a settembre le condizioni per far funzionare le scuole». DIRETTORE
PETRACCA. Sulla stessa linea d'onda l'ufficio scolastico regionale. «Questi
tagli che investiranno moltissimi precari», spiega il direttore Carlo Petracca,
«rappresentano un grave danno al sistema scolastico abruzzese, che il prossimo
anno potrebbe avere delle disfunzioni. Nonostante il terremoto, la regione è
stata trattata come tutte le altre». Petracca, nei giorni immediatamente
successivi al sisma, aveva richiesto al ministero di congelare l'organico della
scuola abruzzese, evitando quindi il taglio di mille docenti e 400 ata (ex
bidelli e segretari). La richiesta è stata tuttavia bocciata dal ministero
dell'Economia perché sarebbe costata 45milioni di euro. In «cambio» è stato
destinato alla scuola abruzzese un fondo straordinario che prevede l'erogazione
di 19,4 milioni di euro per il 2009, 14 per il 2010 e due per il 2011.
«Speravamo di poter utilizzare queste risorse per salvare almeno una parte dei
posti di lavoro», continua Petracca, «ma un'ordinanza ministeriale ha dirottato
i fondi esclusivamente sulle strutture scolastiche, impedendo di fatto che questi
possano essere utilizzati a favore di personale docente e non». Una decisione
che non è piaciuta all'ufficio scolastico che ha riaperto la trattativa con il
ministero dell'Istruzione. «La Gelmini ci ha
assicurato che cercherà di recuperare i fondi per i docenti, in modo da
innalzare la qualità della scuola abruzzese», spiega Petracca, «spero
sinceramente che ci riesca, altrimenti per la regione si tratterà di
un'occasione perduta». Il direttore ha anche scritto formalmente al ministro
dicendo che la destinazione dei fondi al personale docente è «una condizione
essenziale per far ripartire il sistema scolastico abruzzese» e ha allegato un
piano di utilizzo delle risorse. LE ASSUNZIONI. Intanto, nei giorni scorsi, il
ministero ha diffuso i dati ufficiali sulle immissioni in ruolo. In Abruzzo
saranno in totale 355, di cui 183 tra il personale Ata, 105 nel sostegno e 66
per i docenti. Queste ultime saranno così suddivise: 49 nella scuola
dell'infanzia (sei all'Aquila, 20 a Chieti, 13 a Pescara e 10 a Teramo); una
sola per la primaria (a Chieti); 12 alle medie (tre a Chieti, tre all'Aquila,
quattro a Pescara e due a Teramo); 5 alle superiori (due a Chieti, una a
Pescara, due a Teramo e nessuna all'Aquila) e 105 sul sostegno (34 a Chieti, 18
all'Aquila, 27 a Pescara e 26 a Teramo). Romana Scopano Michela Corridore
(
da "Blogosfere"
del 08-08-2009)
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Ago 09 8 Arriva la
cassa integrazione per gli insegnanti precari Pubblicato da Franca Corradini
alle 08:23 in Scuola&Società Quando un'impresa è in difficoltà interviene
la finanza pubblica ( previdenziale in questo caso ) con la Cassa Integrazione.
Bene , dando per scontato che la Scuola Pubblica Italiana è in difficoltà (
dato ormai assodato e condiviso da tutti tranne da chi dovrebbe averne a cura
le sorti ... ) dando per scontato che l'esercito dei precari da settembre sarà
in notevoli difficoltà per la mancanza di posti di lavoro a
seguito dei tagli agli organici voluti da Gelmini e suggeritori vari...... ecco che arriva il provvedimento
panacea per guarire tutti i mali...o l'elemosina ( così l'hanno definita le
organizzazioni dei precari ) cioè la possibilità , da parte dei precari che non
ritroveranno il posto di lavoro , di percepire mensilmente una cifra vicina
alla metà dello stipendio. La solita soluzione all'italiana : un
rammendo ad una coperta sempre più logora. Sempre a spese del contribuente italiano,
ovviamente. Il contribuente previdenziale, quello che ha finanziato, ai tempi
degli sprechi, baby pensionamenti di personale della scuola e di altri enti con
soli 20 anni di servizio o 15 in caso di donne coniugate con prole. Il
contribuente previdenziale che verrà mandato in pensione sempre più avanti
nell'età proprio per coprire i "buchi" degli Enti Previdenziali. Una
bella trovata non c'è che dire. E lei ( la Barbie ) ride contenta..... Ecco,
qui sotto, l'articolo della stampa.it Il ministero dell’Istruzione ha firmato
una convenzione con l’Inps che permetterà l’anno prossimo a circa 16.000
docenti precari e ad altre migliaia di
lavoratori non di ruolo della scuola (amministrativi, tecnici ed ausiliari) ,
che dal 1 settembre rimarranno disoccupati a seguito dei tagli agli organici
decisi dal governo, di percepire mensilmente una cifra vicina alla metà dello
stipendio. Ad annunciarlo ai sindacati nazionali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil
Scuola, Snals-Confsal e Gilda), convocati a viale Trastevere per fare il punto
della situazione sull’emergenza precari, è stato direttamente il ministro Gelmini. Il provvedimento,
tuttavia, rappresenta solo il primo passo per garantire quei contratti di
disponibilità illustrati qualche mese dallo stesso responsabile del dicastero
di viale Trastevere ai sindacati: «manca ancora un testo scritto che definisce
le procedure che regoleranno questa sorta di ammortizzatori - spiega ad Apcom
Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil -, anche se il ministro ci ha
promesso che dopo l’esclusione dal decreto salva-crisi verrà inserito nel decreto Ronchi
di settembre». continua su la STAMPA.IT
(
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 08-08-2009)
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Scuola
08/08/2009 - Parma
Stampa Invia ad un amico Pd: «129 docenti parmigiani perderanno il loro lavoro»
di Caterina Zanirato Sono 129 i docenti parmigiani che, secondo le stime del
Partito Democratico, quest’anno perderanno il lavoro. Con loro, 73 addetti Ata. Il tutto mentre le richieste per frequentare le
scuole sono in costante crescita e servirebbero 81 insegnanti in più. Questo è
lo scenario che si presenta a un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico per gli
esponenti del partito parmigiano, in seguito ai cambiamenti apportati dal ministro Gelmini. «Hanno apportato dei tagli alla spesa sulla scuola
senza un programma o modello a cui ispirarsi - ha commentato Pietro Baga -.
Così, si prevede l’espulsione di 87mila docenti e addetti Ata dal sistema». Con lui la senatrice Albertina Soliani: «La legge 133 ha
tolto alla scuola più di 8 miliardi di euro - ha spiegato -. Il Pd ha fatto un’opposizione dura, ma il
primo risveglio c'è stato quando l’opposizione si è iniziata a fare dentro alle
scuole, con insegnanti e studenti. Per
il momento abbiamo vinto solo su un punto: la competenza sulle decisioni di
chiusura delle scuole spetta alle regioni, in base alle esigenze del
territorio. Il problema sorge, però, dal fatto che non c'è il personale per
tenere aperte le scuole. E così gli insegnanti li devono pagare i comuni. Senza
contare che molte scuole avanzano crediti dal Ministero, quelle parmigiane
arrivano anche a 200mila euro. Con che cosa possono pagare le supplenze?». Un
grande flop anche l’idea di introdurre il maestro unico:
«Meno dell’1% delle famiglie l’ha chiesto - ha continuato Soliani -.
L'innovazione non si è quindi potuta apportare, ottenendo uno spezzatino:
professori che si intercambiano per far quadrare le loro ore». L’unico
antidoto, per il Pd, è quello «di creare una
cabina di regia in Regione, per gestire quest’emergenza insieme alle
Province». Per l’onorevole Carmen Motta, inoltre, «l'Emilia Romagna è
particolarmente penalizzata perché aveva già apportato modifiche per
razionalizzare la spesa. Una spesa che ora si
vede tagliare ulteriormente. Vorrei sapere cosa ne pensano i nostri colleghi di
centrodestra che hanno approvato la riforma, ora che si presenterà un problema
occupazionale di grande portata». Preoccupato il neoassessore provinciale,
Giuseppe Romanini: «Nelle scuole d’infanzia la richiesta è aumentata del 18%, alle elementari ci saranno
253 studenti in più, alle medie 223 e alle superiori 204. Si dovranno fare
classi numerose, penalizzando la qualità».
(
da "Brescia Oggi"
del 08-08-2009)
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Scuola
«Lo faccio per i
miei studenti e per quelli che verranno». Non per
polemizzare con il ministro Mariastella Gelmini, quindi. Il rettore Augusto Preti lo mette subito in chiaro.
Anche se la recente bocciatura da parte del ministero non gli è andata giù. Da
qui la «rivendicazione di qualità» dell'università degli studi di Brescia, la
«sua» università. PER SPIEGARE come mai l'ateneo bresciano non sia stato
inserito dal ministero fra i «virtuosi», il rettore ha indagato metodi e
indicatori utilizzati nella valutazione. Ed è arrivato a una conclusione
precisa: «La classifica non descrive la qualità degli atenei - sostiene - ma
segnala soltanto gli scostamenti che si avranno rispetto ai finanziamenti
dell'anno scorso se l'ammontare sarà distribuito in modo diverso, ovvero solo
in base ai parametri della didattica e della ricerca». Che in un caso premiano
Brescia e nell'altro no. All'Università degli Studi quest'anno arriveranno da
Roma 250 mila euro in meno, una cifra pari allo 0,39 per cento dei 70 milioni
di euro erogati dal ministero ogni anno. La questione, dunque, è più d'onore e
d'immagine che di sostanza. Per questo Preti ci tiene così tanto: «La
classifica non è altro che un rapporto matematico, non c'entra niente con la
qualità», ribadisce. D'altra parte, proprio lui ha sempre considerato positivo
il criterio della meritocrazia per il calcolo dei finanziamenti destinati a
ogni singola facoltà. E anche oggi rinnova il suo totale apprezzamento
all'iniziativa del ministro bresciano: «Ho sempre detto che uno dei mali
maggiori dell'università italiana è l'aver avuto troppa autonomia senza una
corrispondente dose di responsabilità», ricorda. Il problema, ora, è intendersi
sui parametri di calcolo e di formazione del giudizio. Quelli del ministero si
basano su due gruppi di indicatori: 5 relativi alla didattica (che incidono per
un terzo sul giudizio finale) e 4 alla ricerca (che «pesano» il doppio).
NELL'AREA della didattica il giudizio sulla statale di Brescia risulta
positivo. Il primo indicatore «conta» i docenti di ruolo per corso di studi.
Qui l'ateneo bresciano con un coefficiente del 12,159 per cento si colloca al
di sotto del valore medio di sistema (14,764), ma sulla bilancia pesano
negativamente i numerosi corsi di studio delle professioni sanitarie che si
avvalogono in larga misura di medici e professionisti del sistema sanitario
nazionale. «I corsi di infermieristica, fisioterapia, radiologia li facciamo
perchè ce lo chiede la Regione, scaricando su di noi anche il peso di Cremona e
di Mantova» spiega il rettore Preti, specificando che «tali corsi sono tenuti
da professionisti nelle sedi periferiche dell'Ateneo». Il numero degli studenti
che passano al secondo anno avendo acquisito almeno i due terzi dei crediti (40
in questo caso) è il secondo indicatore del ministero. Anche in questo
parametro ciò che sfalsa i risultati è la presenza della facoltà di Medicina
all'interno dell'Università degli studi di Brescia. « A Medicina esistono
alcuni corsi biennali come, ad esempio, anatomia o biochimica, e lo studente è
chiamato a fare l'esame nel secondo anno senza, quindi, riuscire a guadagnare i
40 crediti», riferisce il rettore Preti ricordando che a Medicina il primo anno
si possono guadagnare solo 34 crediti. Posizione più che buona, invece, per
quanto riguarda l'indicatore che calcola i crediti effettivamente acquisiti sul
totale di quelli previsti e quello che calcola gli occupati a tre anni dalla
laurea. L'ULTIMO parametro conta gli insegnamenti per i quali gli studenti
frequentanti hanno espresso un parere sul corso. Un indicatore che non valuta
il giudizio sull'insegnamento espresso dagli studenti, ma il numero degli
insegnamenti valutati dagli studenti sul totale di quelli impartiti. «Che ci
possiamo fare se gli studenti, una volta ricevuto il questionario, poi, non lo
consegnano?» si domanda il rettore. Preti inoltre, precisa: «Abbiamo comunicato
al ministero dell'Istruzione soltanto i giudizi su quegli insegnamenti per i
quali vi fosse un numero statisticamente significativo di risposte». Silvia
Ghilardi
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 08-08-2009)
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Scuola
Sabato 8 Agosto
2009, Udine è, grazie all'ottimo lavoro del rettore Compagno e del suo staff,
ovviamente tra questi e già con i prossimi riparti riceverà 1,5 milioni di euro
in più. Si tratta di un passo significativo verso modalità più meritocratiche
di assegnazione delle risorse, anche se rimane molto ancora da fare.
Innanzitutto vanno incrementate le risorse assegnate sulla base della
valutazione qualitativa degli atenei, portando al 30% la
quota da ripartire alle Università virtuose come già proposto in sede nazionale
dal ministro Gelmini. In
secondo luogo, anche la Regione deve aumentare il suo sostegno all'Ateneo
friulano. Va riconosciuto che la nostra Università è riuscita a produrre
risultati eccellenti in termini di didattica e di ricerca, sopperendo al
sottofinanziamento cui accennavo sopra. Quel che a livello regionale si
può concretamente fare è avviare un processo di perequazione nella
distribuzione delle risorse regionali destinate al comparto universitario.
Questo non per creare ulteriori e inefficaci competizioni con gli altri atenei
del territorio ma per permettere e garantire processi di integrazione anche
dell'offerta didattica che tengano conto dei reali meriti e delle reali
eccellenze prodotte. Ciò, anche in vista di razionalizzazioni che, va detto, si
rendono necessarie per evitare duplicazioni e scongiurare il rischio di
disperdere risorse. La città di Udine, poi, ha il dovere di valorizzare meglio
il ruolo del proprio Ateneo. Nonostante la grande crescita, anche numerica,
dell'Università non vi è la percezione che Udine abbia una sua dimensione
universitaria. E' come se, in questi anni, amministrazione comunale e Ateneo
avessero viaggiato su binari paralleli: l'Università lanciata verso
l'internazionalizzazione e la ricerca di nuovi e prestigiosi palcoscenici,
magari lontani dal territorio, e le amministrazioni comunali che hanno
percepito l'Università come un corpo estraneo rispetto al tessuto cittadino. Da
un lato, sono evidenti le responsabilità di chi ha governato la città in questi
anni e non ha mai ricercato un rapporto privilegiato con l'Ateneo cittadino. Dall'altro
- e in questo senso ci pare vada l'attuale rettore - occorre fuggire la
tentazione a chiudersi in una sorta di moderna turris eburnea del sapere o a
ricercare, forse eccessivamente, la consacrazione in ambienti extra
territoriali. Quando parliamo dell'Università del Friuli non dobbiamo
dimenticare la genesi della sua nascita. A giustificare le lotte per l'ateneo
friulano non ci sono, infatti, solo le esigenze di avere una sede universitaria
che servisse la popolazione studentesca e la ricerca scientifica di un
territorio ma rivendicazioni molto più profonde. In un Friuli duramente colpito
dal terremoto e orgogliosamente rialzatosi con una ricostruzione modello per
gli anni a venire, l'Ateneo rappresentava l'ideale approdo di un percorso di
emancipazione e di autocoscienza che era stato prima economico e che diventava,
grazie all'Università, anche culturale e sociale. L'ateneo nasce come il
prodotto delle lotte di una terra e di un popolo e come uno strumento a
servizio di quel Friuli che con così tanta caparbietà lo ha voluto. E' chiaro,
quindi, che un'università come questa trovi la sua ragion d'essere e il suo
principale elemento di sostegno nel territorio in cui opera e in cui deve
integrarsi al meglio. I friulani devono percepire l'università come un elemento
essenziale del proprio patrimonio culturale, sociale e latu sensu politco.
Dobbiamo riflettere se non sia troppo labile il rapporto esistente oggi tra
università e friulani. Un rapporto che si esaurisce, per gran parte di noi, al
lato accademico ed istituzionale dell'università o alla frequenza dei corsi per
chi studia a Udine. Già molto si fa in tema di trasferimento tecnologico e di
conoscenza dall'Ateneo alle imprese ma forse ancora uno sforzo è necessario per
rilanciare l'idea di un'università autentico motore per lo sviluppo culturale,
economico e sociale del Friuli. Oltre a ciò va rafforzata la presenza
"sociale" dell'ateneo e il suo dipanarsi sul territorio. Incontri,
convegni, seminari: tutto ciò che può trasferire sapere e conoscenza e creare
occasioni di contatto tra l'ateneo e i friulani va perseguito come un
obbiettivo primario della nostra università. Solo un'Università radicata e
fortemente identificata con il territorio sarà in grado di affrontare le sfide
che ci attendono: la riconversione di alcuni settori produttivi, l'applicazione
della ricerca tecnologica, il trasferimento del sapere al tessuto sociale ed
economico come volano di crescita e di sviluppo. All'amministrazione regionale
spetta il compito di sostenere con convinzione il nostro ateneo. Massimo
Blasoni
(
da "Sicilia, La"
del 08-08-2009)
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Scuola
Il 15 maggio si
celebrerà l'Autonomia. Lombardo: non solo vacanza Giuseppe Ippolito Palermo.
Ridotta l'entità dei tagli al personale della scuola siciliana grazie ad un
accordo biennale firmato dall'assessore regionale alla Pubblica istruzione,
Lino Leanza, e dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Grazie al protocollo d'intesa
siglato tra Stato e Regione siciliana verranno garantiti 1.800 posti tra
docenti e personale Ata; nella fattispecie a tirare un sospiro di sollievo
saranno 900 docenti di tutti gli ordini e gradi di scuole, 600 insegnanti di
sostegno e 300 collaboratori scolastici. Persone che fino all'anno
scorso hanno lavorato con incarichi di supplenza annuale (al 30 giugno o al 31
agosto, ndr) e che dal primo settembre rischiavano di rimanere tagliate fuori a
causa della mastodontica riduzione di personale che interessa il settore
scuola. L'esercito dei 1.800 garantirà il diritto allo studio dei ragazzi
disabili e a rischio di marginalità sociale grazie alle risorse finanziarie
erogate dalla Regione siciliana e dallo Stato; somme che, impegnate per i
prossimi due anni, comprendono 10 milioni di euro a carico dello Stato sui
fondi Pon Fesr 2007-2013 e i 40 milioni di euro messi in campo dalla Regione
siciliana con il Por 2007-2013. In base all'accordo biennale, nell'assegnazione
dei programmi specifici per migliorare l'offerta formativa con il potenziamento
dell'insegnamento della matematica, delle scienze, della tecnologia e della
capacità di lettura, la priorità assoluta verrà data a tutti i docenti inseriti
in graduatoria provinciale (ex permanente, ndr) che negli ultimi anni hanno
sempre lavorato; a questi insegnanti saranno inoltre assegnate tutte le
supplenze che si renderanno disponibili nelle scuole dove prestano servizio. Il
protocollo d'intesa stabilisce inoltre che a questi docenti sarà riconosciuta,
qualunque sia la durata dell'insegnamento, la valutazione dell'intero anno di
servizio ai fini dell'attribuzione del punteggio nelle graduatorie ad
esaurimento. "Siamo riusciti a scongiurare - ha dichiarato Leanza - che
1.800 famiglie, a brevissimo, si ritrovassero in grave difficoltà. Grazie
all'accordo siglato con il ministro dell'Istruzione le ore verranno ripartite
in base alle reali esigenze della scuola, saranno rispettate le graduatorie, la
valutazione del servizio prestato, i punteggi e, ovviamente, i contratti di
lavoro. Siamo molto soddisfatti - ha proseguito l'assessore alla Pubblica
istruzione - perché in soli 15 giorni siamo riusciti a tutelare gli alunni
disabili ed a permettere a molti insegnanti di proseguire il prezioso lavoro
finora svolto. Un ruolo fondamentale è stato svolto dai sindacati, che hanno
sempre fatto da sprone, ma devo ringraziare il ministro Gelmini
per la sensibilità e la disponibilità dimostrate nei confronti della scuola
siciliana". L'operazione ha incassato il plauso dei sindacati. Nella
conferenza stampa di presentazione dell'accordo, Leanza ha anche annunciato
l'avvio dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale e
presentato la legge sul diritto allo studio. "Il 18 settembre - ha detto
l'assessore alla Pubblica istruzione - i percorsi partiranno puntuali ed
interesseranno, nelle due tipologie A e B, 34483 studenti". La legge sul
diritto allo studio, già approvata dalla Giunta, arriverà all'Ars a settembre e
dovrebbe vedere la luce entro la fine dell'anno secondo Leanza.
"Particolare attenzione - ha aggiunto Leanza - mostriamo per l'edilizia
scolastica: abbiamo appena stanziato 25 milioni di euro. A questi si
aggiungeranno quelli contenuti nel Fas per un importo di circa 150 milioni di
euro". E il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo,
presente alla conferenza stampa, ha ricordato che il 15 maggio sarà celebrata
l'Autonomia siciliana, data inserita nel calendario scolastico. "Non dovrà
essere solo una giornata di vacanza - ha affermato Lombardo - ma l'occasione
per approfondire una realtà giuridica, istituzionale e storica, di cui
purtroppo i siciliani spesso si dimenticano, ma che rappresenta, in vista del
federalismo, una risorsa da far pesare nel confronto con le altre regioni
italiane".
(
da "Stampa, La"
del 09-08-2009)
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Scuola
La
scuola è salva. Con la legge Gelmini l'Elementare rischiava di sparire ma ora vivrà con
una nuova riorganizzazione
(
da "Stampa, La"
del 09-08-2009)
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Scuola
Viaggio nelle
frazioni - 4 Portacomaro Stazione riscopre le sue radici Un borgo che rinasce,
ma resta il nodo della sicurezza sull'ex statale [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI
Poche centinaia di metri lungo la ex statale per Casale: il concentrico di
Portacomaro Stazione è tutto qui, con le case e i negozi affacciati uno di
fronte all'altro. Eppure, a questi «campagnoli di città» non manca nulla: dalla
scuola elementare alle due banche, 3 bar, il circolo della Società Operaia
agricola di Mutuo soccorso, due carrozzieri, estetista, distributore,
panetteria, pizzeria «da Silvio», ferramenta, casalinghi, negozio di sementi,
fiorista, cartoleria, macelleria «Cascina Stella», il piccolo negozio di
alimentari «La Bottega», l'asilo. L'elenco è lungo, ed è facile dimenticare
qualcuna delle tante «ricchezze» di questo piccolo centro, il cui grande
difetto rimane quello della sicurezza stradale. «Sono anni che cerchiamo di
risolvere il problema - spiega l'ex presidente di Circoscrizione, Marcello
Coppo - Una soluzione rapida sarebbe mettere un semaforo che diventi rosso se
si superano i 50 km orari. In futuro, però, speriamo di costruire due rotonde
all'ingresso e all'uscita del concentrico, per rallentare il traffico». Fra i
problemi risolti, almeno per il momento, c'è il destino della scuola
elementare, che con la riforma Gelmini rischiava di sparire, cancellata dal vincolo dei 50 iscritti.
«Si temeva che i genitori non iscrivessero i bambini in prima - spiega Pierino
Trevisi, attuale presidente della Circoscrizione - Abbiamo offerto alcuni
servizi importanti, come lo scuolabus fino a Valmaggiore e il doposcuola a
prezzo scontato, grazie ai contributi di associazioni, parrocchia e
Circoscrizione». Il servizio di doposcuola costerà solo 40 euro al mese e la
prima è ormai una certezza. «La scuola e l'asilo - aggiunge Barbara Basso,
vicepresidente della Frazione - sono istituzioni fondamentali, che tengono vivo
questo piccolo centro». La frazione però non si risolve tutta qui, anzi. Il suo
territorio è molto esteso, dal Poggio, ai confini con Calliano e
Castell'Alfero, a Caniglie, passando per Valmaggiore (anche qui al confine con
Callianetto, sempre nel territorio di Castell'Alfero). La vocazione è agricola,
e non mancano alcune importanti realtà produttive: dalla già citata «Cascina
Stella», che vanta una rinomata macelleria dove sono in vendita carni allevate
dalla stessa azienda agricola, ad alcune importanti aziende vitivinicole. Fra
queste, si possono ricordare «Cascina Monsignore», al Poggio, l'azienda
«Zonin», che qui ha alcune importanti vigne, e i produttori vinicoli «Caldera»
e «Bersano». A Valmaggiore, in posizione leggermente decentrata rispetto al
resto del territorio frazionale, si trova invece un punto di riferimento
importante per molti astigiani: è il bar bottega, aperto tutti i giorni,
compresa la domenica. Qui i «cittadini» sanno di poter sempre trovare pane
fresco e generi alimentari: il negozio è gestito dalle sorelle Rita e Jole
Cantino. In una zona ricca di chiese e un tempo anche di conventi, non si
possono non ricordare Don Evasio Capra, ex parroco di Portacomaro Stazione, ora
in pensione all'«Oasi», sostituito da Don Luigi Binello (fratello di Linus dei
«Farinei d'la Brigna»). Da Caniglie, invece, è partito Jorge Giorgio Bergoglio,
attuale Cardinale di Buenos Aires.
(
da "Giornale di Brescia"
del 09-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Edizione:
09/08/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:spettacoli «Note d'estate» sul
sagrato della chiesetta di Pontasio PISOGNEAlla scoperta dell'entroterra
montuoso pisognese concorre anche la rassegna «Musica sul sagrato», che vedrà
impegnati musicisti professionisti - in maggioranza pisognesi - per due diverse
serate, sui sagrati delle chiesette di Pontasio e Sonvico. Un tempo il sagrato
delle chiese nei piccoli centri urbani di montagna, era luogo di incontro,
spiegano gli organizzatori, in cui ci si trovava come in una piazza,
condividendo momenti di vita quotidiana: «Ecco cosa intendiamo fare con la
nostra rassegna: tornare a condividere un momento di gioia e musica insieme».
La prima delle due serate musicali, a ingresso libero, si tiene oggi alle 21
con le «Note d'estate» alla Chiesa di San Vittore nel piccolo borgo di
Pontasio. Ad esibirsi, il quintetto composto da Enrico Soardi flauto, Pino
Magistri clarinetto, Giuseppe Gelmini pianoforte, Laura Avanzini violoncello, con il supporto vocale
di Orietta Barcellini. Il secondo appuntamento il 22 agosto, sul sagrato della
chiesa di San Martino a Sonvico con recitativi, canti, danze e musiche della
tradizione ebraica e klezmer (della diaspora) proposti da La Ghironda e
dall'Ensemble Sesto Tono. al. rom.
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-08-2009)
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Scuola
Domenica 09 Agosto
2009 PROVINCIA Pagina 26 CAPRIOLO. Respinto un allievo su sette. E fra le
classi prime solo l'80% degli iscritti è stato promosso La raffica di
bocciature apre un caso alle medie Trentasei alunni su 235 dovranno ripetere
l'anno Il sindaco convoca d'urgenza il dirigente scolastico FABRIZIO RIGAMONTI
Consegnate le pagelle ed esposti i voti degli esami, Capriolo si interroga: le
istituzioni vogliono capire se la pioggia di respinti record registrata alle medie sia un effetto della scuola del rigore e
della meritocrazia promossa dal ministro Maria Stella Gelmini o nasconda un disagio didattico e sociale più profondo. Il paese
della Franciacorta è infatti decisamente controcorrente rispetto al trend
provinciale, dove solo per citare il dato sugli esame di licenza media, la
percentuale dei promossi ha raggiunto il 99,40%. [FIRMA]ALLA «ALDO MORO»
di Capriolo i bocciati sono stati 36 su 253, 16 nelle classi prime, Un «boom»
rispetto ai 6 alunni respinti nell'anno scolastico 2006-2007 e i quindici del
2007-2008. Le insufficienze che hanno determinato la maggior parte delle
bocciature si concentrano in particolare su matematica, scienze, lingua
straniera. Il sindaco non sottolavuta il fenomeno. «Molte famiglie si sono
rivolte a me per manifestare sorpresa e preoccupazione per il record di
bocciature alle medie - ricorda Fabrizio Rigamonti -. Ammetto di essere anche
io meravagliato. In particolare non capisco come oltre il venti percento degli
alunni delle prime classi sia stato bocciato: otto provengono da famiglie
italiane, che non dovrebbero avere problemi di lingua che forse hanno
contributo alle difficoltà incontrate dai respinti stranieri». RIGAMONTI NON
INTENDE restare con le mani in mano. «Non non conosco le dinamiche degli
scrutini e degli esami e per questo non entro nel merito del drastico giro di
vite dei docenti - osserva il sindaco -, ma come assessore all'Istruzione non
posso rimanere indifferente a questa raffica di bocciature. È inaccettabile che
la scuola dell'obbligo perda alunni oggi, facendoci perdere in futuro cittadini
preparati: il mondo dell'istruzione non è fatto solo di aule, palestre e
uffici. Le scuole sono al servizio degli studenti, che le famiglie affidano a
docenti e alle istituzioni, chiedendo un'istruzione adeguata, che garantisca il
futuro dei propri figli». Rigamonti insomma vuole capire le origini di così
tante bocciature. «Fin dal mio primo mandato, nel 1997, mi sono battuto per
l'istruzione - racconta -: quando la preside ci fece notare che i nostri
studenti erano all'ultimo posto in provincia abbiamo messo a disposizione più
risorse. Abbiamo costruito una nuova biblioteca e una nuova scuola materna, con
un progetto innovativo anche sul piano energetico: i nostri studenti hanno
recuperato posizioni, Capriolo è diventato sede di sperimentazioni importanti,
come l'introduzione della seconda lingua». IL SINDACO STA HA GIA' messo a punto
un'agenda di colloqui per affrontare il problema. «Ho richiesto un incontro
urgente al dirigente scolastico, quando torna dalle ferie, per capire cosa sia
successo, tanto più che i sedici respinti in prima mettono in dubbio quanto
fatto alle scuole elementari. Mi auguro che ci consenta di individuare le cause
della pioggia di bocciature: le famiglie sono preoccupate, molte stanno
portando i figli in scuole pubbliche o private di paesi vicini, con inevitabili
ripercussioni a Capriolo, con classi più numerose e meno docenti». Le prossime
iniziative? «Convocheremo una seduta di Giunta sul problema istruzione e un
incontro con il parroco, che nell'oratorio ha organizzato le uniche proposte
estive - annuncia Rigamonti -; poi consulterò associazioni ed esperti per
progetti mirati a favorire l'istruzione, e organizzerò incontri con le
famiglie, che devono diventare protagoniste, non succubi di un sistema che
sembra non garantisca l'istruzione per tutti, fondamentale perché i cittadini
siano consapevoli dei loro diritti e doveri. Non voglio entrare nel merito
delle scelte didattiche; come ogni Comune investiamo molto, con spese poco
considerate, come la costruzione, manutenzione e gestione delle scuole,
vogliamo quindi capire come leggere i risultati, prima di investire sul
prossimo piano per il diritto allo studio».
(
da "Centro, Il"
del 09-08-2009)
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Scuola
Pubblica istruzione.
I tagli negli istituti di ogni ordine e grado. Protestano i sindacati Scuola,
la scure del ministero si abbatte sui professori di ruolo e il personale Ata
CHIETI. Una drastica riduzione di contratti a tempo indeterminato che fa
pensare al taglio di una scure. Viene fotografata così la ripartizione degli
organici - docenti e personale Ata - dopo la pubblicazione dei dati sul
contingente provinciale per l'anno scolastico 2009-2010. A lanciare l'allarme a
Chieti sono gli autonomi dello Snals, ma la protesta cova da mesi attorno ai
tagli disposti dal ministero dell'istruzione. Nel Chietino, le conseguenze sono
naturalmente in linea con quelle provocate su tutto il territorio nazionale.
Tutti gli ordini di scuola sono colpiti: per la primaria (20 nomine in ruolo su
60 posti disponibili); nella scuola media (tre su 45); per le superiori (due su
67). «La scure di Tremonti», rimarca il segretario provinciale Snals, Nicola
Mastrangelo, «continua a infierire sui precari con l'indifferenza del governo, in particolare del ministro Gelmini, pronta a dire sempre sì alle direttive impartite dal dicastero
economico». Le organizzazioni sindacali sono state informate a cose fatte dei
criteri relativi alla ripartizione dei contingenti. Ed è serrata la critica al
governo da parte dei rappresentanti degli insegnanti. Dopo aver subito
passivamente il taglio delle immissioni in ruolo nel 2008/09, affermano, il
ministero per l'istruzione «persevera in scelte solo contabili, che non tengono
in alcuna considerazione la funzionalità delle scuole e le aspettative dei
precari che da anni garantiscono il servizio scolastico pubblico». Contestati i
criteri di ripartizione, come le modalità di recupero dei posti assegnati al
personale di ruolo. E' stato definito che non si facciano assunzioni di docenti
sul posto singolo, modalità che negli anni scorsi aveva garantito più spazio ai
precari che lavoravano su classi di concorso a bassa diffusione territoriale.
Così le assunzioni per italiano e educazione tecnica alle medie sono in numero
fortemente ridotto rispetto alle altre classi di concorso. «Di fronte a questo
quadro», riprende Mastrangelo, «gli operatori scolastici e non solo i precari
non possono non reagire. Dopo la grande manifestazione di ottobre, bisogna
attuare forme di protesta che possono convincere il governo a incrementare
almeno i contratti a tempo indeterminato, a fronte di disponibilità che
esistono per alcune classi di concorso. Tutta la categoria deve impegnarsi al
di là di quella che è la propria singola posizione con grande spirito di
solidarietà, portando alla luce in ogni singola scuola lo stato precario di
molti colleghi». La Flc Cgil ha ribadito assoluta contrarietà alle soluzioni
prospettate. In Italia, le immissioni in ruolo riguardano ottomila docenti e altrettanti
addetti del personale Ata. Numero che è di molto inferiore alle precedenti
richieste e promesse. (f.c.)
(
da "Secolo XIX, Il"
del 09-08-2009)
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Scuola
La meritocrazia a
scuola deve partire dall'alto Manuela Cappello I recenti interventi sulla
meritocrazia a scuola mi stimolano a prender parte al dibattito, tralasciando
le questioni ideologiche e demagogiche, che inevitabilmente non hanno mai
portato a risultati seri. Le scelte compiute con l'accetta dai ministri delle
"Finanze" vengono elevate e sdoganate come indirizzi di carattere
socio-pedagogico e politico, al punto da impegnare un ben nutrito campionario
di politici e intellettuali a dibattimenti sul "maestro unico",
piuttosto che sul grembiulino, indifferenti al contesto in cui ci troviamo,
classi incredibilmente sempre più complesse e impegnative per qualità delle
strutture, varietà e criticità dell'utenza, con crescita della popolazione
straniera e con particolare riferimento alla crescita dei "bisogni
educativi speciali". È un po' come fare l'elogio della dieta e della linea
quando non si è in grado di dare il necessario a una decente sopravvivenza
alimentare. E tanto vale il tema della reintroduzione della
"meritocrazia" da parte di questo governo. Valore che, come la
legalità, per ragioni di credibilità, vorrei vedere praticati dall'alto verso
il basso e non viceversa. Al di là della clamorosa storia personale
dell'attuale ministro, la maggior parte della classe dirigente, politica e
professionale, non è certo lì per meriti, ma ovviamente per "qualità
particolari" come il servilismo o altro. E questo è il livello di
intervento più utile per attuare una credibile e condivisa piattaforma politica
con la cittadinanza fondata sul merito, il vero cambiamento riformatore, quando
c'è, parte dai livelli superiori e, la sua assenza, o addirittura inversione
dei criteri, provoca ritardi innanzitutto nell'utilizzazione e valorizzazione
del nostro capitale umano. Quante abilità e capacità acquisite vengono disperse
o sottoutilizzate tra i nostri laureati, plurilaureati, specializzati,
ricercatori?in una irraggiungibile collocazione professionale affidata a fantomatici
criteri di merito? Il riferimento a un sistema di reclutamento scolastico folle
che disincentiva, precarizza e taglia il personale più qualificato, motivato e
generazionalmente più utile è solo il risultato più immediato per il tema di
questa discussione. È questa la prima meritocrazia che dovrebbe interessare la
scuola, avere il migliore personale per fare fronte a un emergenza educativa
che dilaga anche nella popolazione adulta con un analfabetismo di ritorno
sempre più significativo. La societàè cambiata radicalmente così pure molti
presupposti di disuguaglianza delle situazioni di partenza, ma certamente non
la loro iniqua esistenza, per cui mi paiono sempre validi, solo da
ricontestualizzare, alcuni principi di don Milani: «Perché non c'è nulla che
sia ingiusto quanto far parti eguali fra disuguali». E sulla pedagogia: «Ha da
dirci una cosa sola, che i ragazzi son tutti diversi -non passava giorno che
non s'entrasse in problemi pedagogici. Ma non con questo nome, per noi avevano
sempre il nome preciso di un ragazzo». Alla faccia dell'egualitarsimo acritico
di sinistra! I punti centrali di una integrazione scolastica di qualità:
inclusione e individualizzazione. Le selezioni più o meno precoci invece
appartengono non alla cultura del merito ma quella del privilegio e del
classismo. La scuola ha bisogno di migliori investimenti di risorse umane e di
conseguenza anche economici. Non credo che una classe dirigente, ancor più di
governo, selezionata su principi di regole del tipo "per molti ma non per
tutti", un'imprenditoria che plaude al più"furbo" come il più
bravo, un Paese a crescenti livelli di inquinamento e commistione tra economia
legale e illegale per negare ogni criterio di sana competizione concorrenziale
di mercato, possano essere presi sul serio in una richiesta di meritocrazia che
abbia come finalità l'espulsione dai percorsi educativi e formativi qualche
ragazzo in più, certamente in peggiori situazioni di disagio; così facendo i
più deboli vengono ulteriormente penalizzati con ovvie conseguenze di
dispersione scolastica e derive sociali. È del tutto evidente che la scuola
proprio come ambito educativo debba funzionare con meccanismi di riconoscimento
o meno dei meriti acquisiti, ma anche come contesto di formazione di un senso
di appartenenza comune, dove la propria individualità si ritrova arricchita in
una dimensione sociale, dove l'idea di "bene comune" possa ancora
trovare spazio al posto di una selezione sociale darwiniana basata sulle
nozioni acquisite. E tanto perché accanto a fondate critiche trasversali si
deve saper ben distinguere, mi piace concludere con una citazione di Tullio De
Mauro, che alle questioni dell'istruzione non sta a
sproposito come una Letizia Moratti o una Mariastella Gelmini qualsiasi: «Come l'acqua e la corrente elettrica, come la
salute, la risorsa scuola è per tutti e di tutti. Se ci sono sprechi, impariamo
a ridurli. Ma certo non andremo lontani chiudendo condotte idriche, tagliando i
cavi elettrici, lasciando ammalare la gente. I danni colpirebbero tutti.
Ogni soldo ben destinato a scuola e istruzione non è una spesa né per i privati
né per lo Stato. È un investimento in salute, sicurezza, sviluppo di tutti e
tutte».Manuela Cappello è assessore all'Istruzione e Politiche giovanili della
Provincia di Genova. 09/08/2009
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Domenica 09 Agosto
2009 CRONACA Pagina 8 LA POLEMICA. Per il direttore dell'uffico scolastico
regionale, Giuseppe Colosio, «non c'è uniformità di valutazione tra il nord e
il sud d'Italia» Cento e lode Brescia fa il pieno di geni Sono 28 i bresciani
con il massimo dei voti Per loro un bonus da mille euro dal Ministero
dell'Istruzione. Lombardia, 210 «secchioni» Sono 28 su poco meno di settemila,
gli studenti bresciani usciti dalla maturità 2009 con 100 e lode. E certo è,
che se la sono meritata. Davanti alla commissione d'esame hanno fatto valere
non solo la preparazione nelle materie, ma anche una personalità condita di
tanti interessi. Sono le punte di eccellenza della scuola nostrana. Che non fa
regali in sintonia con il resto della Lombardia, dove le lodi non sono state più
di 210. Il classico Arnaldo e lo scientifico Calini confermano la loro
«severità», e assegnano il massimo riconoscimento a un solo studente. Gli altri
istituti arrivano fino a un massimo di tre, e per trovarne quattro bisogna
andare al Don Milani di Montichiari, che comunque è una delle scuole più grosse
della provincia. IL MINISTERO di Mariastella Gelmini li premia con mille euro. Ma
loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a dicembre, è una delle
lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università. Quest'estate non fa
nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma insegnante della materna,
lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe passeggiate. Quella lode la fa
contenta perché significa «un riconoscimento alla persona, oltre che allo
studio». E intanto si prepara al test per Medicina, a Brescia. Viene dalla
quinta A sociopsicopedagogico e nei suoi sogni c'è una specializzazione in
pediatria. «Se non si sanno ascoltare e capire le persone - dice - è difficile
diventare un buon medico». Sono così, i 28 ragazzi bresciani della lode. In
Lombardia fanno la pattuglia più numerosa, che si lascia alle spalle i 24 di
Bergamo, i 18 di Milano (più i 33 di hinterland e provincia di Monza), i 17 di
Cremona e via dicendo. Tutti insieme fanno un misero 0.4 per cento dei 51.315
esaminati lombardi. Altrove si è abbondato con il massimo riconoscimento. La
Puglia ne ha dispensate ben 523, la Campania 388, la Sicilia 369, l'Emilia
Romagna 309, la Calabria 289, il Lazio 263. Tra le grandi regioni solo il Piemonte
ne ha date di meno, 189. VERREBBE da pensare che gli studenti più bravi si
concentrino al Sud. Ma non è così. Per il direttore dell'ufficio scolastico
regionale Giuseppe Colosio, quei numeri non sono veritieri. «Le statistiche
dicono semmai che non c'è uniformità di valutazione», sostiene l'ex
provveditore bresciano da luglio promosso in Regione. La valutazione «è
un'operazione delicata - aggiunge - e va adottata con equilibrio, altrimenti
sembra che i bravi siano tutti al Sud mentre i dati internazionali dicono il
contrario». Le ultime rilevazioni Ocse, per l'appunto, hanno presentato
un'Italia scolastica spaccata in due, con un Meridione dalla preparazione molto
scadente e un Nord grosso modo in linea con gli standard europei. Perciò riesce
difficile pensare che di punto in bianco in Puglia gli studenti bravi siano
diventati quattro volte più dei lombardi. COLOSIO parla piuttosto di «disparità
dei criteri di giudizio», che tuttavia sono incardinati nell'autonomia
didattica degli istituti, «sacrosanta e intoccabile». Piuttosto, proporrebbe un
«giudice terzo» per l'attribuzione di lodi e giudizi, magari secondo lo
standard del «Programme for international student assessment» dell'Ocse. E «non
è detto che già dall'anno prossimo non ci siano novità in questo senso»
anticipa Colosio. Intanto, i «bonus» ministeriali da mille euro sono andati per
lo più nelle regioni meridionali. E c'è da scommettere che anche questo servirà
ad alimentare le continue polemiche nord-sud.
(
da "Brescia Oggi"
del 09-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Sono 28 su poco
meno di settemila, gli studenti bresciani usciti dalla maturità 2009 con 100 e
lode. E certo è, che se la sono meritata. Davanti alla commissione d'esame
hanno fatto valere non solo la preparazione nelle materie, ma anche una
personalità condita di tanti interessi. Sono le punte di eccellenza della
scuola nostrana. Che non fa regali in sintonia con il resto della Lombardia,
dove le lodi non sono state più di 210. Il classico Arnaldo e lo scientifico
Calini confermano la loro «severità», e assegnano il massimo riconoscimento a
un solo studente. Gli altri istituti arrivano fino a un massimo di tre, e per
trovarne quattro bisogna andare al Don Milani di Montichiari, che comunque è
una delle scuole più grosse della provincia. IL MINISTERO
di Mariastella Gelmini li
premia con mille euro. Ma loro non si montano la testa. Alice Didonè, 19 anni a
dicembre, è una delle lodi del Don Milani, e pensa di usarli per l'università.
Quest'estate non fa nemmeno le vacanze. Il papà fa il meccanico, la mamma
insegnante della materna, lei aiuta in casa, legge molto, fa lunghe
passeggiate. Quella lode la fa contenta perché significa «un
riconoscimento alla persona, oltre che allo studio». E intanto si prepara al
test per Medicina, a Brescia. Viene dalla quinta A sociopsicopedagogico e nei
suoi sogni c'è una specializzazione in pediatria. «Se non si sanno ascoltare e
capire le persone - dice - è difficile diventare un buon medico». Sono così, i
28 ragazzi bresciani della lode. In Lombardia fanno la pattuglia più numerosa,
che si lascia alle spalle i 24 di Bergamo, i 18 di Milano (più i 33 di
hinterland e provincia di Monza), i 17 di Cremona e via dicendo. Tutti insieme
fanno un misero 0.4 per cento dei 51.315 esaminati lombardi. Altrove si è
abbondato con il massimo riconoscimento. La Puglia ne ha dispensate ben 523, la
Campania 388, la Sicilia 369, l'Emilia Romagna 309, la Calabria 289, il Lazio
263. Tra le grandi regioni solo il Piemonte ne ha date di meno, 189. VERREBBE
da pensare che gli studenti più bravi si concentrino al Sud. Ma non è così. Per
il direttore dell'ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, quei numeri
non sono veritieri. «Le statistiche dicono semmai che non c'è uniformità di
valutazione», sostiene l'ex provveditore bresciano da luglio promosso in
Regione. La valutazione «è un'operazione delicata - aggiunge - e va adottata
con equilibrio, altrimenti sembra che i bravi siano tutti al Sud mentre i dati
internazionali dicono il contrario». Le ultime rilevazioni Ocse, per l'appunto,
hanno presentato un'Italia scolastica spaccata in due, con un Meridione dalla
preparazione molto scadente e un Nord grosso modo in linea con gli standard
europei. Perciò riesce difficile pensare che di punto in bianco in Puglia gli
studenti bravi siano diventati quattro volte più dei lombardi. COLOSIO parla
piuttosto di «disparità dei criteri di giudizio», che tuttavia sono incardinati
nell'autonomia didattica degli istituti, «sacrosanta e intoccabile». Piuttosto,
proporrebbe un «giudice terzo» per l'attribuzione di lodi e giudizi, magari
secondo lo standard del «Programme for international student assessment»
dell'Ocse. E «non è detto che già dall'anno prossimo non ci siano novità in
questo senso» anticipa Colosio. Intanto, i «bonus» ministeriali da mille euro
sono andati per lo più nelle regioni meridionali. E c'è da scommettere che
anche questo servirà ad alimentare le continue polemiche nord-sud. Mimmo Varone
(
da "Sicilia, La"
del 09-08-2009)
Argomenti:
Scuola
Ma per l'associazione
dei capi d'istituto «al momento non ci sono novità» Gianluca Vannucchi Roma.
Reclutare i presidi con concorsi a «tutti gli effetti regionali», con prove di
«carattere culturale e professionale» per la preselezione e fare effettuare
loro un tirocinio di almeno tre mesi. Sono queste, secondo quanto ha reso noto
Mario Pittoni, capogruppo Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, le
nuove linee guida del ministero dell'Istruzione per «fermare – ha detto l'esponente
leghista – l'invasione dei presidi dal Sud verso le regioni padane». Replica
l'Associazione nazionale presidi: al momento non risultano iniziative ufficiali
per modificare il reclutamento dei dirigenti
scolastici e concorsi «blindati» sulla residenza regionale avrebbero un profilo
di anticostituzionalità. Dieci giorni dopo le polemiche sul «test regionale»
per i docenti, dalla Lega arrivano quelle che vengono presentate come novità,
sull'onda dei dati presentati dallo stesso Pittoni: dei 647 presidi ancora
presenti nelle graduatorie del Sud Italia, 104 andranno in Lombardia, 60 in
Piemonte, 45 in Emilia Romagna, 39 in Veneto, 13 in Friuli e 8 in Liguria. Per
Pittoni, le prossime direttive prevederanno concorsi «a tutti gli effetti
regionali che assegneranno l'idoneità a un numero di candidati corrispondenti
ai posti disponibili». Inoltre, la preselezione per titoli di studio verrà
sostituita da «prove di carattere culturale e professionale». Alla preselezione
seguiranno prove scritte e orali e «solo in seguito saranno valutati i titoli.
I candidati che dimostreranno di aver frequentato corsi di specializzazione o
master relativi alla funzione dirigenziale – ha concluso il
senatore – avranno diritto a un
punteggio maggiorato. Inoltre, i vincitori prima di ottenere l'incarico
dirigenziale dovranno affrontare un tirocinio professionale di almeno tre mesi
in una scuola». Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale
presidi, ha replicato che, «in occasione dell'incontro dei sindacati con il
ministro Gelmini del 4 agosto, è stato posto il
problema dei nuovi concorsi che dovranno essere banditi con il regolamento
varato due anni fa e finora non applicato. Nessuno – ha aggiunto – in
quella sede ha parlato di novità nel regolamento». In merito alle ipotesi di
Pittoni, Rembado
rileva che, per quanto riguarda la necessità di mantenere la continuità
didattica, «già ora è possibile impedire il trasferimento prima dei tre anni di
servizio, sia per i presidi sia per i docenti, con la possibilità di portare a
5 il periodo senza la necessità di interventi di legge. Basta volerlo». «Anche
i concorsi su base regionale sono già previsti – ha ricordato Rembado –
ma tutti i candidati provenienti da ogni regione possono parteciparvi. Cosa
diversa sarebbe precludere la partecipazione
a candidati provenienti dalle altre regioni: per prima cosa vedrei una evidente
violazione della norma costituzionale e poi mi sembrerebbe difficile stabilire
criteri per la provenienza. La mia famiglia è ligure da mille anni, ma io per
ragioni di lavoro sono residente a Roma: dove partecipo al concorso: in Liguria
o nel Lazio?». Infine, sulla preselezione con «prove a carattere culturale»
Rembado non si pronuncia: «Si è parlato di dialetti, lingue, cultura ma non
entro nel merito: quello che conta veramente è che presidi e docenti abbiano le
giuste competenze manageriali e professionali».
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 09-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Pordenone))
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Scuola
Preoccupazione per
la riforma degli istituti tecnici Domenica 9 Agosto 2009, Tolmezzo Fa paura la
riforma scolastica del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, che prevede per gli istituti
tecnici la riduzione degli indirizzi. L'Alto Friuli così si mobilita e cerca
già di capire quale potrà essere il futuro dei suo centri studi. Giovedì a
Tolmezzo, presso la sala della Provincia, oltre settanta persone tra dirigenti
scolastici, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati del
territorio, hanno partecipato all'incontro sulla riorganizzazione del
servizio scolastico. Un incontro voluto dall'assessore provinciale alla
montagna Ottorino Faleschini e a cui ha partecipato l'assessore regionale
all'istruzione Roberto Molinaro. Il tutto per capire come muoversi con i
cambiamenti in atto, dove il centro dei servizi per l'Alto Friuli può giocare
un ruolo importante, capace di essere un punto di riferimento dove discutere
dei propri problemi. E allora per non restare interdetti di fronte alla nuova
riforma meglio muoversi in anticipo, capire quali indirizzi tecnici e
professionali siano utili, quali i numeri attuali. Al momento Tolmezzo ha
nell'Isis Solari il centro principale di formazione con oltre 600 ragazzi. Gli
indirizzi tecnici sono quelli di Informatica sperimentale per il biennio,
perito edile, elettronico e termotecnico per il triennio. Gli indirizzi
professionali come operatore meccanico, elettronico, elettrico e biochimico. E
infine l'indirizzo biologico, edilizia, meccanico macchine agricole e
termomeccanico. Inoltre il particolare indirizzo di edilizia tecnologia del
legno. Una peculiarità che andrà salvaguardata in vista della nuova riforma.
Oltre all'Isis a Tolmezzo troviamo il Linussio con 300 ragazzi e gli indirizzi
alberghiero, aziendale, commerciale, informatico e turistico. A Gemona con
oltre 700 ragazzi il D'Aronco che rispetto all'Isis di Tolmezzo offre gli
indirizzi di operatore termico, della moda e dei servizi sociali. Infine il
Marchetti, con 300 alunni e gli indirizzi giuridico economico aziendale,
informatico, linguistico, turistico e l'indirizzo Edile Territoriale. In una
scuola in crisi d'identità e di iscritti proporre degli indirizzi chiari e in
linea con le esigenze del territorio dovrà essere l'obiettivo futuro; a
Tolmezzo si è ancora una volta ribadita la sinergia fra politica, scuola e
mondo del lavoro. Massimo Radina
(
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 09-08-2009)
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Scuola
09/08/2009 - Parma
Stampa Invia ad un amico Più di 30 ore per ottenere un posto letto Trentun ore
in attesa di un posto letto definitivo in stanza. E' la disavventura capitata
martedì scorso al Maggiore a un paziente oncologico, che alle 9 ha chiamato l’ambulanza per forti
aritmie e mancanza di respiro. «Arrivati al day hospital oncologico e fatti gli accertamenti del caso - spiega la moglie - mio
marito è stato temporaneamente sistemato in una stanza. Verso le 11.30, visto l’aggravarsi della
situazione, è stato trasportato, sempre in ambulanza, alla sala emergenze del
Pronto Soccorso e messo sotto monitor dove è
rimasto fino alle 17, dal momento che era stato deciso un ricovero. Messo su
una barella nella stanza d’attesa sotto ossigeno e con flebo, è iniziata l’attesa per un posto
letto. Attesa che si è risolta il giorno dopo, il 5 agosto, verso le 16. Nel frattempo - prosegue la lettera - mio marito è
stato continuamente spostato con la barella, dal momento che altre persone
venivano messe nella stanza: ho contato 12 persone (uomini e donne ) nello
stesso ambiente dove ha passato anche la notte». La testimonianza prosegue con
il colloquio, chiesto ed ottenuto dai familiari dell'uomo, con con il direttore
del reparto. «Il primario, rendendosi partecipe della situazione, ci ha
informato che purtroppo erano stati tolti circa 250 posti letto per le chiusure
estive, cosa che non aiutava a trovare letti per questo tipo di emergenze. Il
direttore del reparto ha, in presenza di mia sorella, chiamato anche la
Direzione sanitaria facendo presente il caso e gli eventuali provvedimenti che
avremmo preso come familiari se non si fosse risolta la situazione in tempi
brevi. Chiedo pertanto - conclude la lettera - che si cerchi una soluzione
adeguata alle situazioni che sempre si ripetono, soprattutto nel periodo
estivo». «Effettivamente il percorso di questo paziente risulta anomalo - dice
il direttore sanitario del Maggiore, Luca Sircana, riferendosi in particolare
al trasferimento dal day hospital oncologico al pronto soccorso - Sarebbe stato
più logico un suo trasferimento, ad esempio, dall'oncologia nella lungodegenza.
C'è da rilevare, peraltro, che il ricovero è avvenuto il martedì successivo
all'ultima tornata di chiusura estiva dei reparti, ed ha coinciso con uno dei
periodi di maggiore emergenza». «Il reparto di oncologia ospita in questo
periodo anche alcuni letti di ematologia, e questo può aver causato una
situazione di difficoltà», spiega anche Gianfranco Cervellin, direttore del
pronto soccorso. Insomma, una contrazione di posti letto che ricade sul
servizio di emergenza (uno dei pochi, assieme a rianimazione, chirurgia d'urgenza
e lungodegenze, a non aver subito i tagli estivi). Un servizio che - ferie o no
- lavora a pieno ritmo tutto l'anno: «A luglio abbiamo avuto una media
giornaliera di 237 accessi. La media giornaliera di tutto il 2008 è stata di
circa 228 accessi - dice ancora Cervellin -. Molte patologie che colpiscono gli
anziani con il caldo si acuiscono e causano pericolosi scompensi. E gli anziani
sono la fascia di popolazione che va meno in ferie», ricorda il primario. «Ci
tengo comunque a ribadire - aggiunge Sircana - come il paziente in questione
sia stato curato con scrupolo, pur sistemato in un letto-barella temporaneo.
Voglio sperare che questo caso sia sporadico. Finora questa estate è andata
bene: il taglio dei posti-letto è iniziato il 20 giugno e ora siamo nel momento
di maggior emergenza che durerà fino al 20 agosto. Poi le cose miglioreranno»
promette il direttore sanitario. Ma il Tribunale per i diritti del malato
contesta le scelte della direzione «volte sempre a ridurre le spese contraendo
i posti letto - dice la presidente Adriana Gelmini -
Sarebbe meglio tagliare i costosi contratti “ad personam” a dirigenti che
magari restano al Maggiore solo pochi mesi».
(
da "Citta' di Salerno,
La" del 10-08-2009)
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Scuola
Sapri, Ipsaa verso
la chiusura Genitori e docenti chiedono aiuto sul web " Sala Consilina. A
rischio chiusura l'Ipsaa di Sala Consilina e di Sapri. Una nota di allievi, genitori,
docenti e personale ata circola sul web. " Si sono affidati ad internet
per tentare di scongiurare la chiusura del loro istituto. Infatti, con profonda
amarezza, in una nota, scrivono che gli istituti l'Ipsaa di Sala Consilina e di
Sapri, pur rientrando negli standard minimi richiesti dalla
legge Gelmini (minimo 20
alunni per classe), «hanno avuto inspiegabilmente riposte negative dal Csa di
Salerno», ovvero l'ex Provveditorato. " Quindi a loro dire «nel giro dei
prossimi due anni ci sará la chiusura completa dei due istituti che -
continuano -sono di fondamentale importanza non solo per il Vallo di Diano.
Ed, inoltre, la loro chiusura creerá notevoli disagi anche agli studenti
iscritti che devono terminare il loro percorso formativo, visto che l'Ipsaa più
vicino dista oltre 80 chilometri da Sala Consilina». " Con questo grido di
allarme, genitori, docenti e alunni intendono sensibilizzare ed informare «la
cittadinanza, i rappresentanti istituzionali del Vallo di Diano». Ed infine
chiedono ai cittadini un piccolo «impegno di solidarietá», per scongiurare la
chiusura degli istituti che rappresentano «una delle poche risorse didattiche
professionali ancora rimaste». Nei prossimi giorni, nel tentativo di ribaltare
la situazione, verranno organizzate iniziative di sostegno a questo comitato
nato sul web. Vincenzo Mazza
(
da "Corriere della Sera"
del 10-08-2009)
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Corriere della
Sera sezione: Opinioni data: 10/08/2009 - pag: 10 DOPO L'EDITORIALE DI GALLI
DELLA LOGGIA / 1 La cultura? Incapace di farsi politica rischia di diventare
inutile piagnisteo di SANDRO BONDI C aro direttore, in merito all'articolo di
Ernesto Galli della Loggia dal titolo «Una politica senza cultura» uscito ieri
come fondo del Corriere della Sera , mi permetta una breve risposta. In questi
ultimi quattordici anni, da quando frequento la politica, ho sempre prestato
molta attenzione alle acute critiche che il professor Galli della Loggia, e con
lui numerosi altri intellettuali, ha dispensato a destra e a sinistra, debbo
dire, con eguale vis polemica. Ma non ricordo, mi perdoni, nessuna proposta
fattiva che si potesse dedurre da queste critiche e soprattutto poche idee
nuove. Quasi che la cultura abbia abdicato alla sua funzione costruttrice e
preferisca solo esercitarsi nella parte destruens . Certo, ammetto che la critica
sia la principale funzione della cultura, specie di una cultura incapace, in
generale, di slegarsi dai retaggi marxisti, tuttavia la grande cultura quella
parola che Galli della Loggia dice debba pronunciarsi con cautela è stata
sempre misurata in base ai successi ottenuti, alle cose realizzate, non solo
alle demolizioni portate a compimento. Se potessi decidere il titolo di un
contro editoriale penserei a: «Una cultura senza politica». Perché
l'atteggiamento degli intellettuali in questi ultimi sessant'anni è stato o di
sudditanza oppure di fiera opposizione, quasi mai di comprensione e
collaborazione. E una cultura incapace di farsi politica rischia di volgersi al
velleitarismo o farsi inutile e pedante piagnisteo. Galli della Loggia non
sembra percepire, e neppure sembra voglia farne parte, lo stato nascente che
contraddistingue la politica oggi. Anzi nega l'autonomia e il ruolo, pur
embrionale, che molte fondazioni politiche a destra e a sinistra cominciano ad
avere. E se queste fondazioni nascono in certi casi anche per espressione di un
singolo politico, restano comunque luoghi di elaborazione autonomi in cui si
sta preparando una nuova generazione di intellettuali e politici. Magna Carta
di Gaetano Quagliariello, FareFuturo di Gianfranco Fini, la Free foundation di
Renato Brunetta e Franco Frattini, Nova res publica animata anche da Giulio
Tremonti, ma anche per esempio Formiche, o Arel di Enrico Letta, a settembre
poi Erasmo3000 che seguirò in prima persona con Mariastella Gelmini, sono espressioni della migliore cultura politica nel senso vero
del termine, cioè think tank che danno un sostegno alla politica, criticano
l'esistente, producono progetti per il futuro. Scomparse le ideologie, i
politici più seri sanno che non ci sarà possibilità alcuna di governo se
l'azione politica non sarà sostenuta dalle idee a da una seria elaborazione
culturale. Del resto il successo di un movimento politico come il Pdl
non può spiegarsi senza tener conto anche dell'azione politica di un
intellettuale nel senso più profondo del termine come Giulio Tremonti. Per
quanto riguarda il resto, dico in succinto. Galli della Loggia cita alcune
istituzioni storiche (la Treccani, la Crusca, i Lincei, la Dante Alighieri.) in
grave difficoltà, il cui ruolo credo vada ripensato alla luce di come il mondo
è cambiato. E su ogni proposta, lo ripeto, si può discutere. Secondo: Galli
della Loggia si lamenta della mancanza di un progetto politico senza però tener
conto dei risultati ottenuti in questo primo anno di governo. Innanzitutto, non
ricorda la riforma del ministero dei Beni culturali, operante da pochi giorni,
con l'istituzione di una Direzione per la valorizzazione, che va nel verso
auspicato dal professore. Non più solo un'idea conservativo-museale, bensì un
forte slancio verso la valorizzazione del nostro patrimonio. E poi, non
apprezza il nostro tentativo di spezzare quel perverso legame tra cultura e
politica, nel senso descritto sopra, che si fortifica attraverso il
finanziamento diretto di alcuni settori della cultura (cinema, spettacolo.).
Passare dal finanziamento diretto a quello indiretto mediante l'attivazione di
sistemi di defiscalizzazione, muta radicalmente il panorama. Sono solo due
esempi (e si potrebbe citare anche il settore della scuola e dell'università),
ma da cui si può notare che le riforme dell'attuale governo non sono casuali,
semmai sul solco di una cultura liberale e riformista che è sempre stata
minoritaria e avrebbe bisogno di più comprensione, sia pure critica, anche da
parte di quegli intellettuali che ne sono gli attenti custodi. Ne avremo
bisogno, anche per fare meglio. Ministro per i Beni e le attività culturali ©
RIPRODUZIONE RISERVATA BEPPE GIACOBBE L'accusa L'atteggiamento degli
intellettuali è stato o di sudditanza o di opposizione, mai di comprensione Le
fondazioni A destra e a sinistra nascono think tank che danno sostegno alla
politica, producono per il futuro I soldi Passare dal finanziamento diretto a
quello indiretto di cinema e spettacolo muta radicalmente il panorama
(
da "Corriere della Sera"
del 10-08-2009)
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Scuola
Corriere della
Sera sezione: Cronaca di Roma data: 10/08/2009 - pag: 2 L'intervista Silvia Costa,
ex assessore regionale alla Formazione, eletta nel Parlamento europeo «Scuola,
ora ci sono trasparenza e legalità» Dalle inchieste su corruzione e truffe ai
rigidi controlli e alla trasparenza negli appalti. Ma anche tanti progetti
contro la dispersione scolastica e per stimolare le donne ed i giovani a
trovare lavoro. Senza dimenticare gli scontri con il
ministro Gelmini. Ecco in
sintesi 4 anni di lavoro di Silvia Costa (Pd), da ieri ex assessore regionale a
Scuola e formazione, che ha scelto la strada da europarlamentare. Nel 2005 la
magistratura scoprì nei suoi uffici «corsi fantasma» che poi causarono quattro
rinvii a giudizio per Giorgio Simeoni, allora assessore alla Formazione delle
giunta Storace e attuale deputato Pdl. Una situazione delicata. «È stato
molto difficile riacquistare credibilità nelle istituzioni europee dopo gli
scandali, ma credo che adesso ci sia un'aria nuova. Avevamo pesanti ritardi e
carenze che oggi sono stati cancellati». Nel 2005 il Lazio era al penultimo
posto in Italia (peggio aveva fatto solo la Calabria ndr) per la capacità di
spesa e per la mancanza di trasparenza nell'uso delle risorse del Fondo sociale
europeo. E oggi? «Oggi siamo tra le prime Regioni a spendere i fondi Ue e
abbiamo moltiplicato i controlli e innalzato i parametri per accreditare gli
enti di formazione. E c'è una task force di esperti che va a esaminare i
requisiti: prima le verifiche avvenivano solamente on line ... ». È vero che la
Ue aveva bloccato 200 milioni della programmazione 2000-2006 a causa delle
truffe? «Sì, ma dopo avere controllato che era cambiato il metodo di
programmazione e di assegnazione degli appalti, hanno sbloccato quelle risorse.
E nella programmazione 2007-2013 abbiamo assegnato il 50% dei fondi per la
formazione direttamente alla Province». Quali altre iniziative ha promosso con
i fondi comunitari? «Abbiamo avviato progetti per la lotta alla dispersione
scolastica e formativa attivando percorsi triennali integrati tra scuole
superiori e professionali. In 4 anni abbiamo coinvolto 8 mila ragazzi, tra i 14
e i 18 anni, che hanno ottenuto una qualifica professionale: così per loro sarà
più facile trovare un lavoro. Inoltre in 4 mila sono tornati a scuola e si sono
diplomati». Avete pensato al dopo laurea? «Abbiamo cercato di innalzare le
competenze degli studenti nei settori dell'audiovisivo, nautica, logistica e
turismo, attraverso la creazione di 13 poli formativi, composti da enti di
ricerca, università, imprese e istituti tecnici e professionali». Di cosa hanno
bisogno i giovani per trovare lavoro? «Hanno bisogno di tutela, ma soprattutto
di opportunità e di formazione di qualità con politiche di accompagnamento e
processi virtuosi per inserirsi». E la riforma del ministro Gelmini?
«Quei tagli sono insopportabili. Così nell'istruzione la Regione si sta
sostituendo al governo». Francesco Di Frischia © RIPRODUZIONE RISERVATA
Strasburgo Silvia Costa, ex assessore
(
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 10-08-2009)
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Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-08-10 - pag: 9 autore: Secondarie. Il
riordino di licei, istituti tecnici e professionali partirà dal 2010/2011
Ultimo anno per le «vecchie» superiori Le "vecchie" superiori hanno
ancora un anno di vita, l'ultimo. Dall'anno scolastico 2010/2011, poi, scatterà la riforma Gelmini anche per loro. I nuovi percorsi liceali saranno sei (classico,
scientifico, linguistico, artistico, musicale e coreutico, delle scienze umane)
e daranno l'addio agli oltre 400 indirizzi sperimentali attivi fino a
quest'anno. La novità più rilevante riguarda la possibilità delle scuole di
attivare nel secondo biennio il percorso "scuola-lavoro" e gli
stage in collaborazione con l'alta formazione (università, istituti tecnici
superiori, conservatori, accademie). Un collegamento diretto al mondo del
lavoro che darà la possibilità agli studenti delle superiori di mettere alla
prova le proprie attitudini, come già avviene da diversi anni in altri paesi
europei. Spariscono gli indirizzi sperimentali, ma vengono introdotte alcune
opzioni: lo scientifico, per esempio, conterrà l'indirizzo
"scientifico-tecnologico".All'artistico, invece, dopo un biennio di
base si dovrà scegliere fra tre indirizzi: arti figurative; architettura,
design e ambiente; audiovisivo, multimedia e scenografia. Nei licei delle
scienze umane ( che sostituiscono il sociopsicopedagogico) potrà essere
attivata una sezione economico-sociale. Gli studenti dei licei si troveranno,
dal prossimo anno, alle prese con più ore di latino (al classico, allo
scientifico, al linguistico e al liceo delle scienze umane) e più ore di
matematica, fisica e scienze. Novità anche sul fronte delle lingue straniere:
nei licei classici l'insegnamento sarà esteso a cinque anni, mentre al
linguistico ci saranno tre lingue straniere. Dalla terza liceo, inoltre, un
insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta
liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera. L'anno
scolastico 2010/2011 vedrà anche il riordino degli istituti tecnici: dagli
attuali 10 settori e 39 indirizzi si passerà a due settori (economico e
tecnologico), con rispettivamente due (amministrativo, finanza e marketing;
turismo) e nove indirizzi (meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e
logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni;
grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda;
agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio). Anche chi si
iscriverà a un istituto tecnico dovrà fare i conti con un maggiore numero di
ore di inglese e di laboratorio. La riforma non dimentica gli istituti
professionali, non risparmiati dal taglio-Gelmini, che
ha sfrondato gli attuali 27 indirizzi. I nuovi istituti professionali si
articoleranno in due macrosettori: istituti professionali per il settore dei
servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai due
settori corrisponderanno in totale sei indirizzi: servizi per l'agricoltura e
lo sviluppo rurale; servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica; servizi
socio- sanitari; servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;
servizi commerciali; produzioni artigianali e industriali. Fr.Mi. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 10-08-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Vicenza))
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Scuola
Doposcuola a
pagamento, si raccolgono le adesioni: 50 euro a settimana
mensa esclusa Lunedì 10 Agosto 2009, La nuova riforma Gelmini riduce il tempo scuola innescando problemi impellenti
soprattutto se entrambi i genitori sono obbligati a lavorare. ma anche non c'è
tempo per i ragazzini in difficoltà. Nessun problema, la scuola, come sempre,
trova subito il rimedio. In effetti a tutti gli alunni di quinta elementare
e di 1. e 2. media, praticamente a quanti frequenteranno le medie l'anno
prossimo, è stata consegnata una comunicazione in cui si avvertono le famiglie
che è possibile organizzare per il prossimo anno un doposcuola, dal lunedì al
venerdì, dalle 13 alle 18, compresa anche la mensa. Per avviare questa
attività, è necessario raccogliere le possibili adesioni. "La proposta ci
è stata offerta dalla cooperativa "La goccia" di Marostica - precisa
Rachele Curto, dirigente scolastico del locale istituto comprensivo - che mette
a disposizione un educatore professionale che sarà coadiuvato da due operatori
competenti per assistere i ragazzi, suddivisi in gruppi da 12, nello
svolgimento di compiti, nelle attività di studio e di laboratori, nei momenti
ludici". Il costo di partecipazione alla attività sarà di 50 euro a
settimana, esclusa la spesa per la mensa. "Prima di procedere allo studio
di fattibilità organizzativa e finanziaria - spiega ancora la preside - è
opportuno conoscere le eventuali adesioni, completando il questionario allegato
all'informativa". Pio Brotto
(
da "Basilicanet.it"
del 10-08-2009)
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Scuola
PROVINCIA PZ,
CONSIGLIO APPROVA SCHEMI CONVENZIONE POIS 10/08/2009 18.51.20 [Basilicata] Sono
stati approvati all’unanimità , nella seduta di Consiglio provinciale di Potenza
che si è¨ svolta oggi, gli schemi di convenzione per la costituzione e il funzionamento della partnership istituzionale dei Piani di
offerta integrata di servizi (Pois). Nella sua relazione, l’assessore alla
Edilizia scolastica Rosaria Vicino ha illustrato all’assemblea
finalità , linee di intervento e ambiti territoriali dei Pois, soffermandosi, in particolare, sulla “Polifunzionalità
e l’allungamento dei tempi di apertura delle scuoleâ€, che prevede
interventi di miglioramento strutturale e funzionale dei plessi scolastici
esistenti per elevare l’accessibilità e la fruibilità da parte degli operatori e degli
studenti, innalzare l’efficienza energetica e la sicurezza ambientale e sostenere
l’introduzione di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione.
Nel corso del dibattito, i consiglieri di maggioranza Vittorio Prinzi (Idv), Michele Sonnessa, Tommaso
Samela e Gerardo Ferretti del Pd e Ivan Santoro (Sinistra per