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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Schola"

MENTRE gli studenti del professionale Chiodo continuano la protesta annunciando p ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base alla nuova normativa del decreto Fioroni. "Ho chiesto ? afferma la dirigente ? di verificare alcune criticità dovute ai cambiamenti della normativa in materia di esami di Stato. L'ho fatto per valutarne la compatibilità. Dal risultato delle ispezioni capiremo se possiamo andare avanti tranquillamente con il "progetto qualità" o se dovremo cambiare qualcosa"

Esami di riparazione, Dellai fa il pieno ( da "Trentino" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha votato per la riforma Fioroni mentre il 13% per la soluzione intermedia presentata dalla Consulta studentesca. All'Iti Marconi il 76% è in linea con Dellai, il 16% con la Consulta e solo l'8% con Fioroni. Risultati diversi, seppur parziali, al Vittoria dove il 58% delle schede scrutinate è a favore della ipotesi degli studenti,

Scuole superiori, prof. "assenti" ( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: provincia erano circa un migliaio sono stati in buona parte assorbiti con un metodo di reclutamento nuovo imposto dal ministro Fioroni. Quanto alle immissioni in ruolo il provveditorato ha attinto "scendendo sempre più in basso nelle graduatorie, arrivando a personale che si era iscritto dieci anni fa, dopo il concorso del 1999" si riferisce. E non hanno trovato nessuno disponibile.

Figli, segretarie, portavoci in lista i fedelissimi dei big - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Cardinale Gareggia anche la segretaria di Fioroni: per lei un collegio sicuro in Campania GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Per chi li ha candidati nel Partito democratico, naturalmente, non sono "mogli di", "figlie di", portavoce fedeli o efficientissime segretarie, tutti futuri parlamentari della Repubblica grazie a una corsia privilegiata.

Esplode la rabbia di emma e marco "i cattolici ci vogliono fuori gioco" - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni per non parlare di Binetti, Bobba, Baio sembravano avere abbozzato. Invece. Bonino una cosa "a Walter" vuole dirla:"Il dibattito tra laici e cattolici nel Pd è particolarmente sconfortante, Fassino mi ha invitata al dialogo sostenendo che io e Binetti, chiuse in una stanza, avremmo dovuto trovare una sintesi.

Progetto didattico bocciatoE gli studenti? Retrocessi ( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si è trovata due scuole anomale, e due decreti ministeriali, quelli di Fioroni, che in materia di debiti dispongono ben altri metodi. Che fare? Sono cominciati estenuanti dibattiti, finché la Cipollina, lunedì mattina, ha esposto le classi riformulate: e ha retrocesso tutti i ragazzi che avevano qualche debito arretrato.

La rivincita della cardinale junior "papà? mi ha sempre messo da parte" ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: INTERVISTA Parla la figlia dell'ex ministro: "A candidarmi è stato Fioroni, i legami di famiglia non c'entrano" La rivincita della Cardinale junior "Papà? Mi ha sempre messo da parte" Il primo impegno? Mi batterò per i ragazzi siciliani che non hanno un lavoro e devono emigrare A casa mia vige una regola ferrea in politica non più di uno.

A scuola deve tornareil rispetto ( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con i fondi disponibili, i corsi integrativi istituiti da Fioroni per evitare il ricorso alle ripetizioni, sono solo un'iniziativa di facciata, che rischia di produrre l'effetto opposto, la non attribuzione del debito per non doversi poi sobbarcare l'onere di un corso che la scuola non potrebbe pagare?

Gli "amici di strada" degli anni sessanta - linda de sanctis ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: degli anni Sessanta Nello spazio di Luisa Laureati lavori di Fioroni, Schifano Angeli, Festa, Turcato e Novelli Testimonianze di una stagione LINDA DE SANCTIS "Amici di strada": "Sì, perché vivevamo soprattutto in strada, con un rituale tutto particolare, ma anche perché insieme abbiamo fatto un percorso condividendo sia il bello di quegli anni, ma pure le sofferenze,

Studenti retrocessi ispezione ministero ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Il caso/2 Studenti retrocessi ispezione ministero LA SPEZIA - A La Spezia la preside di un istituto scolastico superiore ha "retrocesso" gli alunni sulla base del decreto Fioroni che ha cancellato la possibilità di promozione con debito alla classe successiva. Studenti in rivolta, mentre il ministero ha disposto un'ispezione.

<Le sezioni Primavera non chiudono> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervento scolastico che ha avuto più successo di pubblico tra i tanti cambiamenti di Fioroni. Soprattutto in Lombardia, dove le sezioni aperte nel 2007-2008 tra scuole statali e paritarie sono state 188 (37 a Bergamo) ponendo la nostra regione in testa alla classifica, su 1.311 sezioni aperte in Italia per 19.661 bambini. "Nessuna intenzione di chiuderle ?

Alunni retrocessi: <Troppi debiti> ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La circolare Fioroni che impone i corsi di recupero obbligatori dei debiti ha sconvolto quest'organizzazione didattica. Secondo gli studenti la soluzione indicata dalla preside sarebbe burocratica e penalizzante. La dirigente smentisce le accuse e afferma che non è stata presa alcuna decisione.

La figlia di Cardinale: io sostituta di papà? Mi ha scelto Fioroni, venne da noi in campagna ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mi ha scelto Fioroni, venne da noi in campagna Candidata in Sicilia MILANO - Questa cosa del "Cardinale" e poi della parola "donna" sbianchettata sulla lista insospettisce. "Ma no, giuro che non mi hanno messo al posto di mio padre". Però lei è Daniela, figlia del ministro Salvatore Cardinale.

Chi spara sugli insegnanti ( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: amministrative sulla scuola è stata certamente una convinzione di Giuseppe Fioroni: a lui va riconosciuto il merito - tra tante scelte che non abbiamo condiviso - di aver solo parzialmente assecondato, nella ripartizione dei comandi alle associazioni professionali, la propria vocazione confessionale e di aver tentato una distribuzione più equa di quella, grossolanamente teo-con,

La scuola cambierà quando sarà diventata <questione nazionale> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è il tentativo che ha fatto Fioroni), oppure innovandolo con la promozione di una libera concorrenza fra progetti pedagogici diversi, anche antitetici. Leggo in questa contrapposizione la ragione vera dell'immobilismo riformistico della scuola, non certo nella corporazione dei pedagogisti (sia pure "di regime") accreditata dal prof.

Nepotismi di ritorno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tra i nomi entrano la figlia di Cardinale, la segretaria di Fioroni, i 3 assistenti di Franceschini si sente un'aria stantìa e vecchia, assai diversa dalla ventata di freschezza avvertita nel giro del pullman. Può darsi che sia l'ultimo pegno pagato al "vizietto margheritino" che origina dai vecchi metodi dc.

Scuola, sindacati e genitori in piazza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il 18 marzo sarà in agenda il secondo sciopero orario dei comitati di base della scuola, per chiedere il ritiro dell'ordinanza 92 del ministro dell'istruzione Beppe Fioroni. Il recupero debiti e le sforbiciate sugli organici mandano all'aria il feeling della sinistra sindacale con il governo dimissionario: a rischio anche 10 mila assunzioni in ruolo 2008. Chiara Benotti.

Recupero debiti, il ministero dispone un'ispezione a La Spezia ( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla luce della nuova normativa Fioroni, dei debiti non saldati negli anni precedenti. Tutto questo a meta anno scolastico con gli alunni di quinta che gia preparavano la maturita. Una interpretazione, quella della preside spezina, delle regole che ha fatto saltare sulla sedia l'Ufficio scolastico regionale e il ministero stesso.

Furti nelle scuole, finalmente un piano ( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo testimonia anche il fatto che abbiamo attivato congiuntamente, tra scuola media e direzione didattica, le commissioni, come previsto dal ministro Fioroni, per le indicazioni del curriculo, una sorta di percorso programmatico sull'attività didattica e sui suoi contenuti, obiettivi e competenze". GIORGIO FEDELI,.

GIUSTO PENSARE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE MA PRIMA DIAMO RISPOSTE AI BISOGNI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ho contatti quotidiani con il ministro Fioroni per evitare 3500 tagli. Eppoi c'è l'accordo per ben 396 vertenze industriali. Si tratta di risultati che non possono essere vanificati dalla mancanza di analisi rispetto alla situazione". Ha ragione Bassolino a ribadire che non è il momento di uscire di scena?

Stop ai prezzi esorbitanti per ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il semaforo rosso l'ha acceso il ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni che ha fissato i limiti massimi di spesa per studiare cinque anni di fila alle scuole superiori. Ma i presidi si dicono perplessi: davvero le tabelle saranno rispettate? Sulla carta studiare al classico costerà, per volere ministeriale, 1.

Prodi e Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli'' ( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 Prodi e Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli Roma - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, hanno premiato, stamattina, una decina di studenti delle superiori tra quelli che si sono piazzati al top nelle gare internazionali, comprese le ultime Olimpiadi matematiche del 2007 in Vietnam,

Come uscire dalla crisi ( da "Galileo" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno partecipato il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, impegnati nella premiazione degli studenti vincitori delle Olimpiadi internazionali di scienza), Berlinguer ha illustrato i punti salienti del documento di lavoro predisposto dal Gruppo, e contenente le linee guida per ridare impulso alla cultura scientifica in Italia.

UDC/ CESA NOMINA MARIA DI PRATO RESPONSABILE MERITO ( da "Virgilio Notizie" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "La dottoressa Di Prato - si legge nella nota - è attualmente presidente nazionale del Movimento per il Merito, associazione il cui scopo è quello di diffondere nel nostro Paese la cultura della meritocrazia in tutti i settori della società".

Premio Amerio al matematico Antonio Ambrosetti ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ambito di una iniziativa promossa dal Ministro Fioroni. Considerato uno dei maggiori esperti mondiali di Analisi matematica non lineare e professore ordinario del settore di Analisi funzionale alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, Antonio Ambrosetti si è aggiudicato l'importante riconoscimento dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.


Articoli

MENTRE gli studenti del professionale Chiodo continuano la protesta annunciando p (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Er oggi ancora una giornata di sciopero, il ministero della Pubblica Istruzione vuole fare piena luce sul caso delle eventuali ricomposizione delle classi in corso d'anno. Il direttore scolastico regionale per la Liguria, Attilio Massara, ha disposto una visita ispettiva. La stessa preside Rosanna Cipollina ha posto le incongruenze del "progetto qualità" all'attenzione della direzione scolastica chiedendo il supporto di una verifica. "È nostro impegno ? ha affermato il direttore generale per gli ordinamenti scolastici del ministero della Pubblica Istruzione, Mario Dutto ? assicurare, in ogni situazione, la regolare partecipazione degli studenti al percorso scolastico, salvaguardando i diritti e le aspettative di ogni alunno nel rispetto delle norme in vigore, vincoli invalicabili per tutte scuole". Il professionale "Chiodo" è salito agli onori delle cronache per via delle presunte retrocessioni. La nuova preside, Rosanna Cipollina, infatti, si è trovata a rivisitare da inizio anno le procedure adottate dal suo predecessore per il sistema dei debiti, in base alla nuova normativa del decreto Fioroni. "Ho chiesto ? afferma la dirigente ? di verificare alcune criticità dovute ai cambiamenti della normativa in materia di esami di Stato. L'ho fatto per valutarne la compatibilità. Dal risultato delle ispezioni capiremo se possiamo andare avanti tranquillamente con il "progetto qualità" o se dovremo cambiare qualcosa". Ieri, un dispaccio dell'agenzia Ansa, annunciava la pubblicazione in bacheca del documento che prevedeva gli adeguamenti delle nuove classi. Parlava di "retrocessioni di studenti dalla quarta alla terza, diversi dalla quinta, dove stavano preparando l'esame di maturità, alla quarta". Ma la notizia è risultata priva di fondamento come conferma la stessa preside. La situazione è ancora fluida, suscettibile di evoluzione. Intanto, oggi è il terzo giorno di ruggito da parte degli studenti, dopo l'assemblea di lunedì e lo sciopero di ieri. E' previsto una seconda giornata di astensione dalle attività scolastiche. Giovedì in programma un'assemblea fuori dai cancelli della scuola. "Siamo seriamente preoccupati ? affermano in coro i ragazzi del Chiodo ? e siamo decisi a difendere il progetto qualità". Dal 1998 grazie all'autonomia scolastica, l'istituto aveva avviato una iniziativa sperimentale "il progetto qualità", grazie al quale non esisteva il quadrimestre, ma il piano di studi era stato coniato simile a quello degli studenti universitari. Nella scuola c'erano così pass elettronici d'accesso e meccanismi d'esame a moduli, che consentivano di andare avanti negli anni, anche trascinandosi dietro dei debiti, che poi si potevano saldare anche l'ultimo anno. Per la classe docente La Nazione ha ascoltato il professor Luca Liguori che ha rilasciato una breve dichiarazione dai toni di appello: "Invito gli studenti a riprendere le lezioni e avviare un confronto sereno con la dirigenza per fugare tutte le preoccupazioni. Vorrei ricordare ai ragazzi che al centro di ogni decisione ci sono sempre loro, il loro percorso formativo, la loro crescita". Nel frattempo, il personale docente e gli alunni del nautico, l'istituto aggregato al Chiodo, hanno preso le distanze dalla contestazione degli studenti. Il motivo? "Alla luce della normativa il progetto qualità non può più essere praticato", affermano in un documento. "I docenti del nautico ? aggiungono ? insieme ai propri ragazzi supportati dal dirigente stanno accompagnando nel miglior modo possibile questo passaggio a salvaguardia dei diritti degli alunni". Manrico Parma - -->.

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Esami di riparazione, Dellai fa il pieno (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

La Consulta studentesca si sbilancia: "Se finirà in questo modo non appoggeremo la protesta dei sindacati" Esami di riparazione, Dellai fa il pieno Procede il sondaggio nelle scuole. I risultati di Da Vinci, Marconi e Vittoria TRENTO. Procede negli istituti superiori di tutto il Trentino il sondaggio-referendum degli studenti, chiamati ad esprimersi in merito agli esami di riparazione. Al momento sono disponibili i dati definitivi del liceo scientifico Da Vinci di Trento e dell'Istituto tecnico Marconi di Rovereto e quelli parziali dell'istituto d'arte Vittoria di Trento e dai primi scrutini emerge che la "via trentina" varata da Lorenzo Dellai sta riscuotendo un buon successo tra gli studenti. Al Da Vinci il sistema che mantiene i debiti formativi ha ottenuto il 67% dei consensi, il 20% ha votato per la riforma Fioroni mentre il 13% per la soluzione intermedia presentata dalla Consulta studentesca. All'Iti Marconi il 76% è in linea con Dellai, il 16% con la Consulta e solo l'8% con Fioroni. Risultati diversi, seppur parziali, al Vittoria dove il 58% delle schede scrutinate è a favore della ipotesi degli studenti, che prevede esami di riparazione per chi ha insufficienze nelle materie caratterizzanti e debiti per gli altri. Il 37%, invece, si dice d'accordo con il mantenimento dei debiti e solo il 5% vede con favore il ritorno degli esami di riparazione. Nei giorni scorsi si è votato anche al liceo Galilei di Trento, ma i risultati non sono ancora disponibili, mentre giovedì scatteranno le operazioni al classico Prati e successivamente al Rosmini, al Tambosi ed al Pozzo. Entro la fine della prossima settimana dovrebbero arrivare i risultati definitivi di tutte le scuole coinvolte, ma Matteo Groff, presidente della Consulta studentesca, azzarda già un commento. "Se saranno confermati questi dati, con gli studenti che dichiarano di preferire la via scelta dal governatore Dellai, non appoggeremo la protesta dei sindacati, ma comunque faremo in modo che si possa aprire un tavolo nel quale si possa discutere anche un eventuale modifica che possa tenere conto del 30% dei ragazzi che fino ad ora si è espresso in favore della riforma Fioroni o della ipotesi della Consulta. Intanto aspettiamo con curiosità i prossimi scrutini in attesa del dato finale". (j.t.).

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Scuole superiori, prof. "assenti" (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Mancano gli insegnanti Esaurite le graduatorie, anche dei supplenti: per lettere, matematica, lingue e tecnica DOPO GLI ANNI dei "sovrannumerari" vale a dire gli insegnanti in più, delle graduatorie che componevano migliaia di fogli lunghi come lenzuoli, c'è una svolta epocale in atto che coinvolge anche le scuole genovesi. Sono esaurite le graduatorie non solo del personale di ruolo ma anche dei supplenti, e persino le graduatorie del personale amministrativo e dei collaboratori scolastici. E' una condizione assolutamente inedita e per certi versi allarmante. Ne parla, quasi cono sconcerto, il Provveditore Sara Pagano la quale, con il numero degli ultimi iscritti in mano, in totale 74.396, sottolinea più volte il fatto che per la prima volta dopo anni in cui le cattedre erano molto meno rispetto agli insegnanti, c'è penuria di prof. Non solo: essendo esaurite per alcune materie anche le graduatorie dei supplenti gli ultimi mesi dell'anno scolastico e soprattutto il prossimo potranno vedranno in aula "personale non ancora abilitato". Quindi neo laureati senza alcuna esperienza. Situazione dunque per certi aspetti preoccupante. Sono andati in pensione negli ultimi tempi quasi 800 insegnanti che hanno portato via con sè un certo affaticamento ma anche una competenza di anni di insegnamento. Ora inizia l'era dei "non abilitati". Le graduatorie già esaurite riguardano per ora le materie letterarie per le medie e le superiori, nello specifico 36 cattedre e 29 spezzoni, la matematica per le scuole inferiori vale a dire 19 cattedre e 21 spezzoni, lingue, ed educazione e tecnica. Materia per la quale un tempo si parlava appunto di insegnanti sovrannumerari...Non è più così. Ma dove sono finiti i prof.? E i precari? Quanto a questi ultimi, che in Genova e provincia erano circa un migliaio sono stati in buona parte assorbiti con un metodo di reclutamento nuovo imposto dal ministro Fioroni. Quanto alle immissioni in ruolo il provveditorato ha attinto "scendendo sempre più in basso nelle graduatorie, arrivando a personale che si era iscritto dieci anni fa, dopo il concorso del 1999" si riferisce. E non hanno trovato nessuno disponibile. Un fuggi fuggi che finora non ha chiara interpretazione neppure fra gli addetti ai lavori. E lascia molto sorpresi i dirigenti di via Assarotti. I quali intanto fanno i conti con i numeri del prossimo anno scolastico che sono appunto 29.547 iscritti nelle elementari, 19,256 nelle medie, 29,593 nelle superiori. Dunque a iscrizioni chiuse da poche settimane, questo è il quadro che il provveditorato elaborerà per trasformarlo in organico definitivo in estate. Alle elementari sono state richieste 19 classi in meno rispetto allo scorso anno, situazione opposta alle medie inferiori con più 41 classi secondo le esigenze delle direzioni, mentre le superiori registrano 19 classi in meno e 780 studenti in meno. "Su questi numeri faremo ulteriori tagli - spiega la Pagano - vale a dire 95 posti di insegnanti in meno alle elementari, 25 alle medie e 91 alle superiori". In sintesi: le classi saranno più numerose. Una apparente buona notizia sul fronte del sostegno. Vale a dire 114 posti in più già nell'organico di diritto mentre gli alunni portatori di handicap sono 174 in meno. Forse anche perché per ottenere la certificazione c'è un iter sempre più complicato. In finale. Diminuiscono gli alunni al Gobetti, al Pertini, al Cassini, al Mazzini, al Gaslini e al Gastaldi-Giorgi. In aumento gli iscritti al Marco Polo e al Bergese, al Montale, al San Giorgio e al Firpo. Le altre scuole stabili. Donata Bonometti 05/03/2008 ORGANICIIl quadro definitivo dopo le iscrizioni: molte meno classi alle superiori e alle elementari 05/03/2008.

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Figli, segretarie, portavoci in lista i fedelissimi dei big - goffredo de marchis (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Dallo staff di Prodi alla moglie di Bassolino, si apre la polemica Figli, segretarie, portavoci in lista i fedelissimi dei big Proteste in Sicilia per la candidatura della figlia dell'ex ministro Cardinale Gareggia anche la segretaria di Fioroni: per lei un collegio sicuro in Campania GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Per chi li ha candidati nel Partito democratico, naturalmente, non sono "mogli di", "figlie di", portavoce fedeli o efficientissime segretarie, tutti futuri parlamentari della Repubblica grazie a una corsia privilegiata. Sono invece protagonisti della politica finalmente e meritatamente emersi dall'ombra. Per dire, Beppe Fioroni parla della candidata al numero 6 nel collegio Sicilia 1 (elezione certa) Daniela Cardinale, 26 anni, figlia di Salvatore, già deputato Udr, Margherita e Pd, come di un vero asso nella manica. "Grande esperta di marketing - dice entusiasta -. Lo slogan "si può fare" l'ha inventato lei un anno fa, per un voto provinciale". Sarà vero, ma stupisce che Daniela, così giovane, dia dei punti a Walter Veltroni e a Barack Obama, nientedimeno. Allo stesso Fioroni viene attribuita la discesa in campo di Luciana Pedoto, 38 anni, collegio sicuro in Campania. è la sua segretaria particolare al ministero dell'Istruzione, sì, ma anche donna con i requisiti giusti per entrare a Montecitorio. Lei, in via precauzionale, sta già spedendo lettere a tutti i giornali precisando il suo ricco curriculum. Fioroni spiega: "Luciana non ha mai vissuto di politica, ma la fa da anni. Doveva essere candidata alle regionali nel Lazio, ha partecipato ad alcune elezioni circoscrizionali. Ed è una funzionaria dell'Istituto superiore d'igiene, con tanto di laurea e specializzazioni. Non l'ho scelta io, ma i Popolari del Lazio". Come dire, un nome inattaccabile, al di sopra di ogni sospetto. Eppure l'attaccano, dicono che il suo profilo non giustifica quella posizione in lista che vale oro. Saranno invidiosi, sicuramente, voci che vengono da esclusi dell'ultimo minuto, trombati più o meno eccellenti. Malignità, figlie del risentimento. Che non valgono solo per la Pedoto. I bersagli sono tantissimi. Per esempio, Piero Martino, portavoce di Franceschini che sarà eletto in Sicilia. Ha diretto l'ufficio stampa del Ppi con Franco Marini, è stato giornalista al Popolo, poi a Europa, poi con Franceschini alla Camera e capo dei rapporti con i media al Partito democratico. Franceschini, spiegano i cattivi, dirigeva il tavolo delle candidature. Era giusto, allora, da quella posizione, candidare due fedelissimi, due uomini dello staff come lo stesso Martino e il capo della sua segreteria Alberto Losacco? La carica dei portavoce non si limita a Martino. Ha avuto un posto Sandra Zampa, che ha curato i rapporti con i giornali per Romano Prodi a Palazzo Chigi e a Bologna ed è amica di Flavia. è stato confermato Silvio Sircana, portavoce del premier. Del vecchio staff prodiano ci saranno Sandro Gozi e Richi Levi, già deputati. Il capitolo "mogli di" investe due riconferme. Anna Maria Carloni, compagna di Antonio Bassolino, sfida l'impopolarità del marito e corre al Senato in Campania. La consorte di Piero Fassino, Anna Serafini, viene invece paracadutata in Sicilia (come molti altri del resto) in un posto sicuro. E tra i fassiniani si fa notare che la senatrice Serafini ha ricevuto un trattamento migliore rispetto ad altri fedelissimi. Fabrizio Morri, ex braccio destro di Fassino, combatte in una collocazione pericolosa nelle Marche. Roberto Cuillo, anche lui ex portavoce del Botteghino, deve strappare con i denti il posto numero 20 nel Lazio mollato da Paolo Gambescia perché sicuro perdente. Fioroni invita però a guardare la trave negli occhi degli altri, se davvero si vuole fare l'elenco dei candidati eletti con l'aiutino eccellente dei leader. In Basilicata spunta un altro uomo di staff. è Salvatore Russillo, capo della segreteria di Rosy Bindi e giovane dirigente dell'ufficio legislativo del Pd alla Camera. Ma Russillo è stato molto più sfortunato di altri suoi colleghi. è al 4 posto per Montecitorio, la sua sconfitta è garantita. Una sorte simile aspetta Fausto Recchia, consigliere politico di Arturo Parisi che occupa la 16esima posizione nel Lazio e per finire alla Camera dovrà sperare in una congiunzione astrale perfetta. Ma tutte queste storie non sono le prime e non saranno le ultime nelle cronache della politica. Fra questi nomi molti faranno dimenticare presto la spinta iniziale venuta dall'alto. Dagli staff dei leader di un tempo, del resto, sono emersi alcuni leader di oggi. Pier Ferdinando Casini, Marco Follini, Clemente Mastella per fare solo alcuni nomi. Anche loro all'inizio vittime di facili ironie sull'aiuto ricevuto e poi capaci di dirigere, guidare, controllare il consenso, fare i ministri, i presidenti della Camera.

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Esplode la rabbia di emma e marco "i cattolici ci vogliono fuori gioco" - giovanna casadio (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il sospetto dello stato maggiore Pr contro gli ex popolari: "Ora è Veltroni che deve risolvere il caso" Esplode la rabbia di Emma e Marco "I cattolici ci vogliono fuori gioco" Tentata addirittura la carta del Capo dello Stato GIOVANNA CASADIO ROMA - Ironia del caso. Paola Binetti - la teodem che ha bollato l'ingresso dei Radicali nel Pd come l'inizio di una malattia grave, e cioè della "metastasi" laicista - incontra Emma Bonino, Marco Pannella, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, Sergio D'Elia e Rita Bernardini, praticamente lo stato maggiore radicale, sull'uscio di Montecitorio. Lei entra, loro escono. Ma non definitivamente. Stanno solo andando verso altri incontri, riunioni, vertici per cercare di ricucire lo strappo, o meglio "il tradimento" compiuto dal Partito democratico di Veltroni. Bonino ha appena parlato con il presidente della Repubblica. I Radicali sono talmente infuriati che si appellano al capo dello Stato perché sia garante di un accordo politico - il loro con il Pd - "vincolante come un atto giuridico". Dal Quirinale fanno sapere che il presidente ha richiamato essendo stato cercato e si è trattato di un colloquio di cortesia. Napolitano evidentemente non c'entra nulla con le beghe di partito. Il ministro delle Politiche comunitarie si è allontanato dalla conferenza stampa e telefona al Colle dal cortile della Camera. Alla fine, non commenta. Non erano più così affiatati da tempo i due leader storici dei Radicali. Ora che le candidature promesse da Walter Veltroni - nove parlamentari del Pr nella prossima legislatura - sembrano restringersi a sei perché tre sono in posizioni da loro giudicate a rischio, torna forte più che mai il sodalizio politico-paterno-filiale della coppia radicale da trent'anni sulla breccia delle battaglie per i diritti civili e per modernizzare la società italiana. Lanciano l'offensiva contro l'anima cattolica dei Democratici che crede di averla spuntata sfoltendone il drappello parlamentare. "Siamo qua, in gravi difficoltà e buona forma", esordisce Pannella puntualizzando che "pacta sunt servanda" e che avranno molto filo da torcere se nel Pd vogliono farli scomparire. Bonino rilancia: "Tra persone civili i patti si rispettano". Marco si sfoga: "Non ci fottete, su questo e altro non ci fottete, però non rompiamo, ci dovete nove eletti senza i quali il patto è tradito". Emma annuisce: "Non ci sono "se" e "ma", non siamo stati noi a rompere il patto. Io l'avevo detto che non mi sarei voluta candidare in Piemonte, non lo ritenevo utile e la "capolistura" con Luigi Bobba, il teodem, non facilita. Però abbiamo continuato con autodisciplina, da parte nostra non abbiamo risposto a nessuna provocazione, non siamo caduti nelle trappole". Ecco, il sospetto dei Radicali è che l'avversione dei leader cattolici alla fine abbia avuto la meglio: vogliono metterci fuori gioco. Pierluigi Castagnetti, Rosy Bindi, Beppe Fioroni per non parlare di Binetti, Bobba, Baio sembravano avere abbozzato. Invece. Bonino una cosa "a Walter" vuole dirla:"Il dibattito tra laici e cattolici nel Pd è particolarmente sconfortante, Fassino mi ha invitata al dialogo sostenendo che io e Binetti, chiuse in una stanza, avremmo dovuto trovare una sintesi. Già sarebbe tanto se Bindi e Binetti riuscissero mai a trovare un'intesa...". I Radicali non si fidano di Dario Franceschini, il vice del Pd e leader dei cattolici democratici. è lui alla fine di una mattinata di colloqui frenetici, a dichiarare: "Le liste sono immodificabili". Del resto, sul numero due del Pd la "tegola radicale" piomba a inizio giornata. è Veltroni a chiamarlo in una pausa della registrazione di "Porta a porta" e a chiedergli conto dello strappo radicale. Maurizio Turco, uno dei radicali in lista, giura che "a Walter la chiusura di Dario verso di noi non ha fatto piacere". Pannella è sicuro che "se Franceschini dice che quella roba lì non si tocca, beh bisogna sentire Veltroni, perché lui è solo il vice". Ed è cattolico. Non c'è nessuno, dicono i compagni radicali, che sappia "trattare come Marco". E Marco non vuole rompere, vuole Veltroni al tavolo, chiede di riaprire la partita con il "numero uno". Franceschini, e Goffredo Bettini dal canto loro sono irremovibili. Il Pr tradito da Veltroni? Scrolla la testa Pannella: "Non usiamo parole grosse, non giochiamo col sacro...sono incapaci, o meglio capaci di questo".

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Progetto didattico bocciatoE gli studenti? Retrocessi (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

PROFESSIONALE IN SCIOPERO Cancellate le promozioni di chi aveva debiti, in rivolta istituto della Spezia LA SPEZIA. C'è chi era iscritto in quarta, e si è trovato in terza. Chi preparava l'esame di quinta, e è piombato di nuovo in quarta. Di punto in bianco, parecchi studenti spezzini hanno scoperto lunedì mattina di essere stati retrocessi: un anno indietro. E così al professionale "Chiodo"è scoppiata la rivolta. Accade all'istituto di via XX Settembre, dove questa mattina - per il secondo giorno consecutivo - i 400 allievi non entreranno in classe, per protesta: e dove alle otto arriverà un ispettore inviato dal direttore scolastico regionale Attilio Massara, che ieri ha confidato al sito web del Secolo XIX che una soluzione, in un modo o nell'altro, va trovata. Il fatto è che la storia è complessa, e nasce da una anomalia tutta spezzina. Nel 1998, l'allora preside Abramo Spinella, aveva varato un "progetto qualità", con una informatizzazione spinta degli istituti "Chiodo", professionale, e "Sauro", nautico. Ogni ragazzo era stato dotato di pass di accesso, collegato a un sistema informatico centrale, al quale anche i genitori potevano accedere dal pc di casa, con una password. In sintesi, papà e mamma sapevano sempre se il figlio era a scuola. Ed il figlio aveva modo di autogestire i suoi corsi, scegliendo cosa frequentare e cosa no. La valutazione scattava a moduli, come all'università: si poteva avanzare di classe, anche con qualche debito, a patto di sanarlo entro l'esame finale. Finché c'è stato Spinella, tutto bene. E tutto bene anche sotto la reggenza successiva di Andrea Cornetto, il suo vice, subentrato dopo il pensionamento del prof. Ma quest'anno, a settembre, è arrivata una dirigente nuova, la genovese Rosanna Cipollina: che si è trovata due scuole anomale, e due decreti ministeriali, quelli di Fioroni, che in materia di debiti dispongono ben altri metodi. Che fare? Sono cominciati estenuanti dibattiti, finché la Cipollina, lunedì mattina, ha esposto le classi riformulate: e ha retrocesso tutti i ragazzi che avevano qualche debito arretrato. E' scattato il caos. Chi si è trovato retrocesso, ha gridato allo scandalo: e per solidarietà, tutta la scuola è scesa in sciopero. La dirigente Cipollina, colta in contropiede, ieri ha preso tempo: "Non è mia abitudine parlare, se non a scelte fatte: in questo momento molte decisioni sono in divenire". E non ha inteso, per ora, commentare oltre. Fra i professori, è prevalso lo sgomento: "E' vero che c'era qualche modifica da fare, ma qui anche gli immigrati e gli studenti lavoratori riuscivano ad autogestirsi, e arrivare al diploma: in modo diverso, certo, ma con un aiuto forte. Altrimenti, chi tenderebbe la mano ad un ragazzo in difficoltà, ad un professionale?". Il progetto qualità mirava proprio a questo: responsabilizzare, e sostenere. Per questo, si dava modo (inizialmente a tutti, poi solo ai maggiorenni) di frequentare solo il minimo indispensabile, e di gestirsi gli orari, e di avanzare comunque anche con un debito: perché non abbandonassero la scuola. Tanto, alla fine, prima dell'esame di Stato, dovevano recuperare: e i risultati finali erano validi. A taccuini chiusi, gli insegnanti stanno tutti con gli studenti. Chi dà nome e cognome, è costretto a fare giochi d'equilibrio: "Le criticità ci sono - ammette l'insegnante Luca Liguori - in merito alla legge che disciplina l'ammissibilità all'esame di Stato e al decreto Fioroni sui debiti scolastici, che erano uno dei punti di forza del progetto. Sono sei mesi che ci confrontiamo con gli ispettori spezzini della Pubblica Istruzione per trovare soluzioni ragionevoli salvando le caratteristiche positive che godono della fiducia delle famiglie, e il percorso formativo di ogni singolo studente, aspetto prioritario: pur sapendo che in nessun modo si può derogare dalla normativa vigente". In soldoni, si vorrebbe salvare il progetto, e rispettare la legge. Ma è possibile? Per la Cipollina, evidentemente, no. E nemmeno per i docenti del nautico "Sauro", gemellato col "Chiodo": che ieri, in una nota, si sono dissociati dalle proteste del professionale, e di fatto hanno deciso di gettare a mare il progetto qualità. Chissà che dolore proverebbe Spinella, che proprio qui l'aveva inventato, dieci anni fa. Come finirà questa storia? Non si sa. Di certo, i ragazzi sono spaventati. C'è un vigile del fuoco quarantenne, che si stava preparando alla maturità, ed è ripiombato in quarta. C'è una ragazza, retrocessa, che si angoscia: che faccio, mi iscrivo da privatista? E un altro, che lavora part time in un bar: potrò ancora gestirmi gli orari? Non si sa. Il preside che aveva traghettato il dopo Spinella, Andrea Cornetto, rileva che il progetto era sì"altamente innovativo, e difficile da gestire, ma aveva avuto massime valutazioni dagli ispettori Irsae, in quanto a progettualità, autonomia e innovazione". I ragazzi, da parte loro, si dicono offesi: "La nuova preside - affermano - sta smantellando un progetto che piaceva a noi, alle famiglie, ai professori, alla città" Sondra Coggio 05/03/2008 ' 05/03/2008 SITUAZIONECOMPLESSASulla vicenda dell'istituto professionale va trovata una soluzione, in un modo o nell'altro ATTILIO MASSARAdirettore scolastico regionale 05/03/2008 ' 05/03/2008 CERCASICOMPROMESSOSono mesi che ci confrontiamo con gli ispettori della Pubblica istruzione: serve ragionevolezza LUCA LIGUORIdocente dell'istituto Chiodo 05/03/2008.

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La rivincita della cardinale junior "papà? mi ha sempre messo da parte" (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo L'INTERVISTA Parla la figlia dell'ex ministro: "A candidarmi è stato Fioroni, i legami di famiglia non c'entrano" La rivincita della Cardinale junior "Papà? Mi ha sempre messo da parte" Il primo impegno? Mi batterò per i ragazzi siciliani che non hanno un lavoro e devono emigrare A casa mia vige una regola ferrea in politica non più di uno. E da anni voglio mettermi alla prova Affrontare i colleghi di partito che bocciano la sua candidatura non la spaventa più di tanto: "Con il cognome che porto - dice - sono sempre stata abituata a dover dimostrare quello che valgo". Daniela Cardinale, 26 anni, figlia del ben più noto Salvatore, si prepara al debutto nella politica attiva e dice di essere consapevole del fatto che non sarà una passeggiata. D'altra parte, il suo ingresso nella lista del Pd della Sicilia occidentale, in una posizione che praticamente le garantisce di approdare a Montecitorio, ha colto di sorpresa numerosi dirigenti e militanti del partito di Veltroni. Dottoressa Cardinale, com'è nata la sua candidatura? "è stato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. è stato lui a indicare me. Visto che il Pd vuole puntare sui giovani e sulle donne ha ritenuto opportuno che mi mettessi in gioco". E suo padre Salvatore non c'entra? "No. Nel senso che non è stato lui a farmi pressioni. Anzi, ha sempre cercato di tenermi in disparte". Però, suo padre aveva superato il limite massimo di legislature e verosimilmente non gli avrebbero concesso la deroga. Ci sarà un collegamento tra la rinuncia di Cardinale senior e la candidatura della figlia. O no? "Certo. Però, a casa mia vige, praticamente da sempre, una regola ferrea: in politica non più di uno. Sono anni che io mi voglio mettere alla prova che voglio confrontarmi in prima persona con un'elezione, ma finché c'era papà la porta per me restava sempre chiusa. è la regola di famiglia". E in questi anni di politica "passiva" cos'ha fatto? "Ho studiato. Mi sono laureata in Comunicazione d'impresa e istituzionale al Link Campus di Roma. Poi ho continuato con la Comunicazione di impresa e pubblicità alla facoltà di Scienze della formazione e con alcuni stage fuori dalla Sicilia. Ma oltre a studiare ho pensato anche alle campagne elettorali di mio padre". Cardinale senior dice che all'impostazione dei manifesti provvedeva sempre lei. Ha già pensato a uno slogan stavolta che la riguarda direttamente? "Credo che "Insieme si può" sia una maniera efficace per spiegare come dovrà essere il Partito democratico. Ma mi piace anche ricordare che "Voltiamo pagina", scelto proprio da Walter Veltroni, è un messaggio che mi era già venuto in mente e che ho utilizzato due anni fa in un laboratorio universitario di pubblicità. Insomma, la politica ha sempre fatto parte della mia vita. Ed è quello che ho sempre voluto fare". Adesso le toccherà convincere gli scettici che è esattamente così. Che non ha mai pensato di fare altro. "Fin da bambina è stato così. Avevo cinque anni e mio padre era appena stato eletto. Salii su una Jeep decappottabile e da lì cominciai a sventolare la bandiera con lo Scudocrociato per tutto il paese di Mussomeli". Suo padre dice che lui con la politica ha chiuso. Dice: "Non sarò l'ombra di mia figlia". Dobbiamo credergli? "Sì, se lo dice lui. Ma resta il fatto che per me è un maestro e dei suoi consigli non potrei mai fare a meno. Ho una grande responsabilità, ne sono consapevole". Qual è la prima iniziativa che prenderà una volta entrata a Montecitorio? "Mi batterò per i ragazzi siciliani che non hanno un'occupazione e che sono costretti a emigrare per studiare e per lavorare. Sì, penserò ai giovani". m. l.

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A scuola deve tornareil rispetto (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Giuseppe lo nostro Le interviste ai responsabili Scuola dei due principali schieramenti politici emanano odore di campagna elettorale e evitano di affrontare due problemi, complessi e impopolari le cui proposte di soluzione sarebbero state essenziali per un giudizio: i veri criteri di ripartizione delle risorse che il governo metterà a disposizione della formazione e la reale percezione che le famiglie hanno della scuola. Nessuno dei due cita poi approcci nuovi alla formazione, che tengano conto, per esempio, dell'evoluzione dei giovani d'oggi e dei loro nuovi rituali culturali. Aprea parla invece di scuola libera, vellicando i potenziali elettori con la promessa di mandare, anche a spese mie, i figli alle scuole private. A che scopo, poi? Capirei se ci fossero strutture private capaci di offrire livelli formativi irraggiungibili da quelle pubbliche. Allora sì che mandarvi i davvero meritevoli sarebbe un investimento per la comunità. Ma visto che così non è, torno a chiedermi: perché sovvenzionare una formazione privata, quando quella pubblica, in media, funziona pure meglio? Per garantire a qualcuno la libertà di scelta? Forse che adesso qualcosa impedisce di dare ai propri figli una formazione privata? Se è un problema di soldi, allora parliamone, perché penso che dobbiamo rassegnarci al fatto che il lungo periodo delle vacche grasse, è fi?ni-to. Stop. Chiuso. Fra poco non passerà neanche più Giovanni Rana coi tortellini. Lo Stato, che, non dimentichiamolo, già sopporta una pletora di inefficienze, quindi di "assistenzialismo" ne fa già tanto, non riuscirà ad assicurare il welfare che ha elargito finora. Troppi anni abbiamo vissuto over. Troppi gli sprechi, troppi i debiti. I vicini europei ci guardavano sbigottiti. Loro, anche quelli con più risorse naturali, tiravano la cinghia e noi a far le cicale! Ma andava così e tutti eravamo contenti. Solo che ora bisognerà cominciare a fare delle rinunce, e sarà durissimo. Ranieri lo sa che, con i fondi disponibili, i corsi integrativi istituiti da Fioroni per evitare il ricorso alle ripetizioni, sono solo un'iniziativa di facciata, che rischia di produrre l'effetto opposto, la non attribuzione del debito per non doversi poi sobbarcare l'onere di un corso che la scuola non potrebbe pagare? Quando Aprea dice che bisogna "formare i docenti attingendo dai nostri migliori laureati" non penserà mica che ci diamo delle manate sulla fronte esclamando: "Porcp ..., non potevamo pensarci?". Ora, ammesso e non concesso che "migliore laureato" voglia dire "buon docente", ha presente l'onorevole Aprea quale progressione di carriera e quale status si dovrebbe assicurare al "miglior laureato", affinché potesse davvero considerare la scuola un'alternativa all'azienda o alla libera professione? Si è mai accorta che per essere bravi docenti oggi non basta il 110, ma bisogna avere una grossa dose di vocazione allo strazio? Ranieri parla di una "scuola di qualità", Aprea di "autorevolezza degli insegnanti". Lo sanno che molti di loro si accontenterebbero già del rispetto? Un sentimento decisivo per l'efficacia della formazione, che però sta scomparendo, come le vecchie signore coi capelli turchini e il cammeo al collo. Scompare perché molti giovani rispettano solo chi ha un'elevata posizione economica, oppure, ma le due cose vanno spesso di conserva, ha una grande visibilità mediatica. Se non hai i soldi e non vai in tivù, non esisti! Ma vallo a dire agli insegnanti, che si ostinano a parcheggiare il Porsche lontano dalla scuola e non svelano la parentela con la De Filippi (basterebbe anche "cugini alla lontana"). Scompare perché le scuole in cui i docenti godono ancora di riverberi di rispetto sono spesso le più impegnative e, di solito, le più"rassicuranti" dal punto di vista sociale. Così le famiglie vi iscrivono anche ragazzi non adeguati all'impegno che esse richiedono. Col risultato che queste scuole scoppiano e i ragazzi, spaesati ed estranei, se la prendono coi professori. Scompare perché ci sono insegnanti impreparati, immessi in ruolo per motivi politici, ma inadeguati ai loro compiti. Fino a qualche anno fa potevano ancora farla franca, ma oggi Wikipedia li inchioda alla loro insipienza. Scompare perché non si è tenuto conto che le intelligenze più plastiche dei giovani d'oggi hanno esigenze nuove. Perché non si è puntato su ritmi scolastici più fondati sui processi biologici dell'apprendimento, ma si è continuato a produrre tonnellate di noia. Ma soprattutto il rispetto scompare perché c'è una parte di genitori che lo sta prendendo a calci. È grazie a loro se abbiamo i ragazzini più maleducati d'Europa. Affetti da indulgenza di comodo, tramandano ai figli l'arroganza dei diritti, mai l'obbligo dei doveri. Sono quelli che si scagliano contro l'insegnante "reo" di una valutazione negativa. E questo da subito (la maestra denunciata perché, castigat ridendo mores, ha messo un pezzetto di adesivo sulla bocca dell'alunno troppo chiacchierone? Ma stiamo scherzando!?). Sono i primi che dovrebbero imparare. L'esternazione di Pippo Baudo a Sanremo, che pure ha fatto notizia, è solo una parte di una verità amara, che va già oltre il degrado televisivo. E se anche la scuola cede alle spallate di chi malsopporta la sua missione, se cedono le fondamenta, allora davvero non ci sarà scampo e il becerume dilagherà ovunque, non solo in tivù! Oggi ci lamentiamo perché certe formazioni pagano poco (e questo, al momento delle scelte, andrebbe detto). Ma, senza nessuna formazione, sarebbe molto peggio. Si vivrebbe di umiliazioni o di prepotenza, a seconda della prestanza fisica. In entrambi i casi sarebbe un'Italia... come dice Baudo. Giuseppe Lo Nostro insegna Qualità nei sistemi industriali alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova ed è delegato all'Orientamento. 05/03/2008.

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Gli "amici di strada" degli anni sessanta - linda de sanctis (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

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Pagina XV - Roma Dal 14 marzo alla Galleria dell'Oca Gli "Amici di strada" degli anni Sessanta Nello spazio di Luisa Laureati lavori di Fioroni, Schifano Angeli, Festa, Turcato e Novelli Testimonianze di una stagione LINDA DE SANCTIS "Amici di strada": "Sì, perché vivevamo soprattutto in strada, con un rituale tutto particolare, ma anche perché insieme abbiamo fatto un percorso condividendo sia il bello di quegli anni, ma pure le sofferenze, le ansie, le aspettative, le delusioni che oggi sembra nessuno voglia più ricordare". è Luisa Laureati che parla, gallerista oggi, e allora amica di Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa, Giulio Turcato, Gastone Novelli, cui dedica la mostra "Roma 1960-1965", che si inagurerà venerdì 14 marzo alla Galleria dell'Oca. Una mostra che nasce dall'amicizia, e dal ricordo una rinascita artistica che nacque soprattutto a Roma. Spaziano tra cinque anni, '60-'65, le opere in mostra: ci sono "Laguna" del '60 e "Bambini in attesa" del '65 di Giosetta Fioroni, un olio con smalti, oro e alluminio il primo e uno smalto su carta con l'argento il secondo, in cui si vedono giocare alcuni bambini. Di Mario Schifano, "era allora molto sottile e dotato di un'insinuante eleganza", ricorda la Laureati, in mostra "Composizione" del '60, una carta ocra e nera, e "Da destra verso sinistra", un olio del '64, dove in basso ritornano l'ocra e il nero mentre in alto è dipinto un gruppo di persone che cammina. Franco Angeli è ricordato con due quadri "velati", neri in quegli anni, dove il colore era steso su delle calze di nylon e poi ricoperto da un velatino ancora spruzzato di colore. Tano Festa, il primo a far incontrare metafisica e le prime immagini icona dei media, è presente con "Rosso '29" e un acquerello. Chiudono l'esposizione le opere di Gastone Novelli e Giulio Turcato, anche loro grandi rinnovatori del segno e nel colore.

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Studenti retrocessi ispezione ministero (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Il caso/2 Studenti retrocessi ispezione ministero LA SPEZIA - A La Spezia la preside di un istituto scolastico superiore ha "retrocesso" gli alunni sulla base del decreto Fioroni che ha cancellato la possibilità di promozione con debito alla classe successiva. Studenti in rivolta, mentre il ministero ha disposto un'ispezione.

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<Le sezioni Primavera non chiudono> (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

"Le sezioni Primavera non chiudono" Sbocceranno di nuovo anche in Lombardia le sezioni Primavera per i bambini dai 24 ai 36 mesi. È l'intervento scolastico che ha avuto più successo di pubblico tra i tanti cambiamenti di Fioroni. Soprattutto in Lombardia, dove le sezioni aperte nel 2007-2008 tra scuole statali e paritarie sono state 188 (37 a Bergamo) ponendo la nostra regione in testa alla classifica, su 1.311 sezioni aperte in Italia per 19.661 bambini. "Nessuna intenzione di chiuderle ? afferma l'assessore all'Istruzione Gianni Rossoni, accusato dal viceministro Mariangela Bastico di voler bloccare le Primavera ? vogliamo anzi migliorarle, ma ne discuteremo col prossimo governo". La bufera sulle Primavera è scoppiata la scorsa settimana. Le Sezioni Primavera sono state istituite come sperimentazione limitata all'anno scolastico in corso dal ministero della Pubblica Istruzione grazie a un accordo con le Regioni e con i Comuni. Si tratta di accogliere i bambini di due anni nella scuola d'infanzia, predisponendo per loro una sezione apposita con strutture e personale adeguato. Una sorta di post-nido, ma con costi molto minori. Un'innovazione che le famiglie giovani hanno benedetto: a Bergamo città sono state avviate una sezione comunale e tre paritarie (Imiberg, Benvenuti, don Garbelli) e altre 33 sono state aperte in provincia, su progetti approvati e finanziati dal Ministero con un'integrazione dei Comuni. Le Regioni, essendo loro competenza l'offerta formativa per la fascia di età zero-tre, avevano dato il loro benestare a titolo sperimentale. Il 21 febbraio, dopo la Conferenza unificata Stato-Regioni, il viceministro Mariangela Bastico diffonde la notizia di una mancata intesa sul proseguimento della sperimentazione delle Primavera, causata dalla Lombardia che si è opposta al rinnovo degli accordi e al rifinanziamento delle sezioni aperte. L'assessore Rossoni risponde seccamente difendendo le competenze regionali rispetto alla programmazione dell'offerta educativa. In sostanza la Lombardia chiede che i finanziamenti per le Primavera passino attraverso gli Uffici scolastici regionali che li gestiranno insieme alle Regioni. Fra i due litiganti si interpone il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che dichiara: "Sulle sezioni primavera la Conferenza unificata non ha registrato la mancata intesa, il discorso resta aperto. Ciò consentirà nei prossimi giorni di approfondire il tema". Errani si augura di raggiungere un accordo entro il 20 marzo, data di convocazione della prossima Conferenza unificata. Intanto Romano Colozzi, assessore agli Affari Istituzionali della Regione Lombardia sottolinea che "è stata il vice ministro a non aver accolto la nostra proposta di mediazione, condivisa invece dal ministro per gli Affari regionali Lanzillotta e dal Presidente della conferenza delle Regioni Errani. Il progetto non si ferma. Le famiglie possono stare tranquille. Noi abbiamo solo indicato una strada per spendere le risorse in modo più efficace". In questa querelle dove i protagonisti non sono i bambini, ma gli assetti postelettorali, Bastico si difende ricordando che proprio per il successo riscosso dalle Primavera "il ministero ha incrementato le proprie risorse dedicate al progetto, passando dai 10 milioni di euro del 2007 ai 19 milioni del 2008 e il ministero della Famiglia ha confermato il proprio finanziamento di 10 milioni di euro". L'anno scorso i finanziamenti complessivi sono stati di 34 milioni di euro provenienti da 3 ministeri. Lo scontro non è sulle Primavera, ma su chi deve coordinare e gestire i fondi: nel 2007 le istituzioni coinvolte avevano trovato la scappatoia di una "cabina di regia nazionale", un organo paritetico composto da rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni e dei Comuni in attività per l'anno di sperimentazione. Adesso l'anno sta per finire, la Lombardia chiede che il prossimo governo dia i criteri per i livelli minimi di prestazione da garantire lasciando libere le Regioni di organizzare il servizio come meglio credono in accordo con le Direzioni scolastiche regionali. Appoggia invece la linea Bastico per la continuazione della sperimentazione così com'è per un altro anno il coordinatore degli assessori regionali alla Scuola e assessore nel Lazio, Silvia Costa, che aggiunge: "Se ci sarà spazio per arrivare a un accordo bene, altrimenti si procederà ad accordi singoli tra le Regioni e il ministero". S. P.

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Alunni retrocessi: <Troppi debiti> (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-05 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE La Spezia Alunni retrocessi: "Troppi debiti" ROMA - Ragazzi del quinto e quarto anno retrocessi alla classe precedente in corso d'anno. E' quanto dovranno appurare stamani all'istituto professionale "Domenico Schiodo" di La Spezia gli ispettori del ministero. Studenti e prof da una parte, la nuova preside Rosanna Cipollina dall'altra. La scuola da molti anni è organizzata per moduli e non per classi. Una sperimentazione molto avanzata, ispirata al modello di scuola scandinavo. In soldoni uno studente può trovarsi avanti o indietro a seconda della materia: un caso unico in Italia. La circolare Fioroni che impone i corsi di recupero obbligatori dei debiti ha sconvolto quest'organizzazione didattica. Secondo gli studenti la soluzione indicata dalla preside sarebbe burocratica e penalizzante. La dirigente smentisce le accuse e afferma che non è stata presa alcuna decisione.

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La figlia di Cardinale: io sostituta di papà? Mi ha scelto Fioroni, venne da noi in campagna (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-05 num: - pag: 13 categoria: BREVI La figlia di Cardinale: io sostituta di papà? Mi ha scelto Fioroni, venne da noi in campagna Candidata in Sicilia MILANO - Questa cosa del "Cardinale" e poi della parola "donna" sbianchettata sulla lista insospettisce. "Ma no, giuro che non mi hanno messo al posto di mio padre". Però lei è Daniela, figlia del ministro Salvatore Cardinale. Che ha sperato fino all'ultimo. "Ma se aveva scritto anche ai giornali per rinunciare. C'è il limite di mandato, non poteva". L'accusano di nepotismo, di essere figlia di papà? Come la Madia. "Sono orgogliosa di mio padre, è un grande maestro. Ma la Madia che c'entra? L'hanno accusata?". Lei, esattamente, perché è stata candidata? "Il ministro Fioroni mi ha onorato della proposta. Ma ha deciso Marini". E come mai ha scelto lei? "Mi conosce. è venuto da noi in campagna, due anni fa". E vi siete piaciuti subito? "Ha avuto modo di apprezzarmi". Lei ha esperienza di politica? "No. Ma mi ricordo quando hanno eletto mio padre. Avevo 5 anni, una festa bellissima: sventolavamo la bandiera Dc". Insomma, un po' poco. Suo padre dice che lei ha "il morbo della politica", ma che ora deve "volare con le sue ali". Prima ha telefonato: "Trepido, non vorrei che scrivesse che è raccomandata". "Sono orgogliosa di lui". Diciamoci la verità: lei è raccomandata. "Se non fossi stata sua figlia, non avrei conosciuto Fioroni e Marini". E non sarebbe al sesto posto in lista. Prima di Enzo Carra. E della ragazza del call center. "Sì, spero di farcela". Dice suo padre che l'hanno candidata "anche perché è una bella ragazza". "Ah sì? Che carino". Si trova bella? "Carina direi. E fidanzata". Che studi ha fatto? "Ho la laurea triennale al Link Campus di Roma in Scienza della comunicazione. Ora mi sto specializzando in Comunicazione d'impresa e pubblicità a Palermo". Link? L'università di Malta? "Sì. Quella fondata dall'ex ministro Scotti". Ah ecco, Scotti. Anche lì le davano della raccomandata? "Sì, ho dovuto lavorare il doppio". Che vita fa? "Sono una persona normale. Una brava ragazza. Vado a cavallo". Ultimo libro letto? "Ultimamente? Beh no, studio". Dell'aborto che ne pensa? "Che è una scelta difficile. Ma le donne devono essere lasciate libere". A Roma sarà sempre la figlia di Cardinale. "All'inizio sì. Poi mi farò valere". \\ Alla fine ha deciso Marini Non ho esperienza politica: quando hanno eletto papà avevo 5 anni, mi ricordo la festa con la bandiera dc Daniela Cardinale Alessandro Trocino.

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Chi spara sugli insegnanti (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 05-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Chi "spara" sugli insegnanti Marina Boscaino C he il settimanale "Panorama" incorra frequentemente in tirate qualunquiste che ne fanno uno dei principali protagonisti del sistema di dis-informazione italiano non è una novità, né stupisce. Del resto, una testata nelle mani di uno dei più fedeli seguaci di Silvio Berlusconi non può che inseguire coerentemente i propri obiettivi. Stupisce invece il candore con cui qualche tempo fa Antonella Piperno, giornalista di "Panorama", abbia indossato repentinamente i panni di censore per sparare a zero su un mondo - quello delle associazioni professionali di insegnanti - che, come ogni altro settore, presenta zone di luci e ombre; ma che ha innegabilmente rappresentato, nel corso degli anni, una risorsa significativa per il mondo della scuola, per la vigilanza democratica, per il supporto ai docenti, per l'elaborazione di didattica e di pensiero scientifico. E non si tratta qui tanto di difendere i singoli docenti che ne fanno parte (ciascuno, in qualunque categoria professionale, decide se svolgere eticamente o meno il proprio lavoro; e dunque sarebbe pretestuosa una difesa d'ufficio acritica che non tenesse conto di questo elemento), quanto le associazioni in sé e il ruolo che esse svolgono o potrebbero svolgere nel Paese. Quanto ha studiato la giornalista, quanto si è addentrata nel mondo delle associazioni? Con quanta approssimazione ha licenziato un articolo che - sulla scia di una convinzione ormai sclerotizzata nella mente degli italiani - alimenta il qualunquismo più becero, l'approssimazione più antipolitica, la dis-informazione, appunto, che tanta responsabilità ha avuto nella creazione dell'esistente e tanta ne avrà se, soprattutto, si dovessero realizzare i tristi presagi dei sondaggi alle prossime elezioni? Molto poco. Se solo si pensa che in un unico calderone - accompagnato dal titolo-scandalo: L'insegnante? Ha traslocato a Slow Food - ha infilato tutti: insegnanti distaccati, appunto, presso Slow Food (associazione per la difesa del cibo di qualità), presso il Wwf, presso l'associazione maschile Opera di Maria. I 100 insegnanti che si occupano di attività di prevenzione del disagio psicosociale e riabilitazione e reinserimento dei tossicodipendenti; 1099 insegnanti italiani che lavorano presso organizzazioni sindacali della scuola (il cui distacco - questo la Piperno non lo sa o non lo scrive - dipende da una legge diversa dalla 448 del '98); i 500 insegnanti che lavorano presso l'amministrazione scolastica con compiti relativi all'attuazione dell'autonomia; infine, i 100 insegnanti che lavorano presso enti e associazioni che svolgono formazione e ricerca educativa e didattica. Funzioni, come è evidente, molto differenti tra loro, ciascuna con una propria specificità, certamente non tutte legate direttamente alla formazione e ricerca, che rimangono gli ambiti di competenza specifica degli insegnanti. Che le associazioni professionali svolgano un ruolo importante per la crescita culturale e democratica del Paese e per la dialettica interna alla scuola italiana, nonché possano rappresentare un interlocutore valido rispetto alle scelte politiche e amministrative sulla scuola è stata certamente una convinzione di Giuseppe Fioroni: a lui va riconosciuto il merito - tra tante scelte che non abbiamo condiviso - di aver solo parzialmente assecondato, nella ripartizione dei comandi alle associazioni professionali, la propria vocazione confessionale e di aver tentato una distribuzione più equa di quella, grossolanamente teo-con, operata da Letizia Moratti. E l'interlocuzione (sebbene non sempre favorevole alle associazioni) è stata reale, effettiva. L'articolo - tra luoghi comuni e comuni banalità - conclude con la quantizzazione di ciò che lo Stato paga per mantenere inalterato questo sistema (ciascun insegnante deve essere sostituito a scuola: il totale della spesa è di 70 milioni di euro, il doppio di quanto Valentino Rossi deve restituire al fisco italiano) e indulgendo alla solita tiritera sugli sprechi nella spesa pubblica: non tenendo conto, a fronte di tale denuncia, del prezioso lavoro effettivamente svolto in termini di formazione, ricerca e aggiornamento, sin dai tempi in cui queste attività non erano considerate un diritto-dovere per gli insegnanti. E di espressione di un pluralismo di idee vantaggioso per la democrazia. Io credo che, molto più che puntare il dito in maniera indiscriminata e qualunquista su una condizione genericamente descritta (alimentando, in tal modo, anche un certo malanimo con cui parte del mondo della scuola vede i comandati e i distaccati, non comprendendo che non sono rari i casi di chi, da quella condizione, lavora il doppio e soprattutto elabora e diffonde pensiero critico e cultura), bisognerebbe - salvaguardando l'istituzione e la validità che essa spiega all'interno di scuola e società - pensare di concentrare le energie su ciò che riguarda direttamente il supporto alla scuola; evitare investiture "a vita", comandi e distacchi che tengano gli insegnanti per troppi anni lontani dalla scuola: con il rischio di perderne di vista la dimensione reale; individuare metodologie per valutare in maniera attendibile l'attività, l'iniziativa democratica, il contributo in termini di ricerca, di formazione, di riflessione sulle politiche scolastiche che ciascuna associazione è in grado di fornire. Solo così sarà possibile non gettare il bambino con l'acqua sporca. Perché, in tempi di perdita di senso, di sommarietà, di superficialità patologiche come questi, il rischio è davvero grande.

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La scuola cambierà quando sarà diventata <questione nazionale> (sezione: Schola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-03-05 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE ETICA La scuola cambierà quando sarà diventata "questione nazionale" di LOREDANA PERLA* N on si può dire che in Italia il discorso pubblico sulla scuola risulti particolarmente coltivato oltre i recinti della mera cronaca, fatta salva qualche eccezione che si sforza di muovere lungo i sentieri di una seria problematizzazione, oggi più che mai necessaria: mi riferisco all'editoriale di Ernesto Galli della Loggia pubblicato dal Corriere, L'Italia non è solo una parola. Un Paese è la sua scuola, scrive Galli della Loggia, e se questo Paese vive processi di "decomposizione mortali" forse è perché qualcosa è cambiato, radicalmente cambiato, anche nel nostro sistema di educazione ed istruzione. Sebbene nella sua analisi l'editorialista tocchi anche le emergenze del sistema giudiziario e di un Sud diventato terra di conquista della malavita, sulla scuola non usa mezzi termini: il sistema è collassato, ridotto "nella sua essenza a un'insulsa macchina burocratica". E' pur vero che l'emergenza non riguarda soltanto la scuola italiana. E' in tutto l'Occidente che si sconta la crescente irrilevanza dell'istituzione scolastica, ma ciò non costituisce un alibi per il disimpegno. Nel frattempo la nostra scuola congeda numeri crescenti di ragazzi incapaci di utilizzare correttamente l'impianto ortografico e grammaticale dell'italiano o di distinguere un'iperbole da una parabola. Che fare dunque? Vorrei suggerire un elemento di discernimento, oggi forse utile all'esercizio di un pensiero costruttivo sulla scuola, e poi una proposta. Per quanto riguarda il primo è ormai evidente che il dibattito pubblico sulla scuola è fermo a un' empasse, ovvero alla divergenza fondamentale fra chi intende la scuola come un mezzo al servizio della persona e chi, invece, è convinto che essa debba continuare ad esprimere l'ideale di uno Stato gestore della scuola di tutti. E' una contrapposizione riproposta puntualmente ad ogni cambio legislatura ma che, ahimé, non giova a nessun vero progetto riformistico perché, pur non mettendo in dubbio la necessità che allo Stato debbano continuare a spettare compiti importanti in fatto di scuola, alimenta la falsa convinzione che la crisi della scuola possa essere superata o confermando con qualche correttivo il vigente modello (è il tentativo che ha fatto Fioroni), oppure innovandolo con la promozione di una libera concorrenza fra progetti pedagogici diversi, anche antitetici. Leggo in questa contrapposizione la ragione vera dell'immobilismo riformistico della scuola, non certo nella corporazione dei pedagogisti (sia pure "di regime") accreditata dal prof. Galli della Loggia di poteri sovradimensionati rispetto alla reale incidenza nelle prassi(quante voci di pedagogisti annovera il dibattito pubblico sulla scuola?). E' questa contrapposizione, infine, che credo occulti allo sguardo della politica la scuola "in carne ed ossa" e i suoi problemi reali, quella scuola concreta, fatta di persone (studenti, insegnanti, famiglie), che non ha bisogno di innovazioni ma di essere rigenerata e rimotivata con un' idea chiara e forte del fine comune verso cui tendere, oltre la confusione indotta dai tanti pedagogismi democratici, dagli slogan ritriti, dal chiacchiericcio "politique politicienne". Il discorso sulla scuola impegna su questioni di fondo: la trasmissione della memoria, l'"uomo" da formare, i rapporti fra autorità e libertà, fra educazione e istruzione, fra libertà e verità. Ma di queste cose interessa ancora qualcosa a qualcuno? Se sì, se la scuola non è solo una parola, allora la proposta: che si faccia diventare davvero la questione scuola una questione nazionale. *Pedagogista Università di Bari \\ Tutto l'Occidente sconta la crescente irrilevanza di questa istituzione che congeda sempre più ragazzi che non conoscono la grammatica.

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Nepotismi di ritorno (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-05 - pag: 14 autore: PARTITI PERSONALI Nepotismi di ritorno C he la legge elettorale rappresentasse un colpo alla democrazia reale ( e non libresca) è stato chiaro quando ai cittadini è stato tolto il diritto di scelta imponendo le liste bloccate. Se, poi, tra i nomi entrano la figlia di Cardinale, la segretaria di Fioroni, i 3 assistenti di Franceschini si sente un'aria stantìa e vecchia, assai diversa dalla ventata di freschezza avvertita nel giro del pullman. Può darsi che sia l'ultimo pegno pagato al "vizietto margheritino" che origina dai vecchi metodi dc. Ma se aumenta il distacco dei cittadini dalla politica non c'è da stupirsi.Veltroni non è riuscito a scalzare del tutto la politica dei "partiti personali" (comeè stato anche quello di Bassolino): magari quei candidati sono persone eccellenti, ma per chi vuole cambiare l'Italia il senso dell'opportunità è tutto. "Si può fare". Ma non sempre. (a.o.).

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Scuola, sindacati e genitori in piazza (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)

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Pordenone Scuola, sindacati e genitori in piazza "Servono risorse, arrivano tagli". Domani la protesta di fronte all'ex Provveditorato ORGANICI ALL'OSSO Problemi anche per gli incarichi di sostegno Il conto lo pagano non vedenti e audiolesi Aumentano gli alunni, calano le cattedre Gli studenti saranno stipati come sardine Sindacati della scuola e genitori in piazza, domani alle 15 davanti all'ex-Provveditorato di Pordenone: è saltato l'armistizio sull'istruzione per gli organici docenti 2008-2009, che hanno più buchi dell'emmenthal. Sit-in in via Concordia al civico 1, con le bandiere Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e le famiglie di Roveredo in Piano che chiedono asilo per 55 bambini. "E' una sofferenza forte, quella che si vive nelle primarie del Pordenonese, con 39 cattedre in meno e 353 alunni iscritti in più". A dirlo è la rappresentante della cisl provinciale Marisa Susanna. "Salteranno otto classi e un tempo-scuola lungo - aggiunge -. Nel settore dell'integrazione dei disabili è una tragedia: i dirigenti hanno chiesto 106 posti e 75 sono autorizzati". Servono due posti di sostegno per alunni non-vedenti e quattro per audiolesi? La ragioneria scolastica ne concede il 50 per cento: tre al massimo. Potrebbe andare peggio nelle materne, con un taglio ipotizzato di 11 posti-docenti in provincia. "Chiediamo l'autorizzazione a due nuove sezioni dell'infanzia a Roveredo - è il pressing della cislina -. Non possiamo lasciare 55 famiglie sulla graticola dell'incertezza. Ci sono liste d0attesa nelle materne di Azzano Decimo: che facciamo, togliamo loro il diritto alla scuola?". La Caporetto è annunciata, nelle superiori, dove ci sono una ventina di cattedre in bilico e la prospettiva di aule sovraffollate, oltre la soglia di 30 studenti in aula. "Inaccettabile - è la reazione sindacale in casa Flc-Cgil -. Domani scatterà la fase 2 della protesta: il prefetto di Pordenone ha rappresentato le nostre istanze al governo e portiamo in piazza la lotta nel nome del diritto di scuola. La scuola pordenonese aumenterà, in settembre, i numeri degli iscritti, gli alunni stranieri da integrare e gli studenti disabili: servono risorse, non tagli". Famiglie sempre più in difficoltà, specie se cala il tempo pieno. Alunni con meno ossigeno, nelle aule sovraffollate e con il problema della sicurezza. "A settembre, 55 bambini di Roveredo rischiano di rimanere senza maestre - ricordano Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese (Cgil) -. Una nuova scuola, privata d'ufficio di quattro docenti? Meglio protestare". Proteste marzoline, diffuse. Il 18 marzo sarà in agenda il secondo sciopero orario dei comitati di base della scuola, per chiedere il ritiro dell'ordinanza 92 del ministro dell'istruzione Beppe Fioroni. Il recupero debiti e le sforbiciate sugli organici mandano all'aria il feeling della sinistra sindacale con il governo dimissionario: a rischio anche 10 mila assunzioni in ruolo 2008. Chiara Benotti.

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Recupero debiti, il ministero dispone un'ispezione a La Spezia (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)

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SCUOLA 09.5205/03/2008 Recupero debiti, il ministero dispone un'ispezione a La Spezia Roma - Il direttore scolastico regionale per la Liguria, Attilio Massara, ha disposto una visita ispettiva all'Istituto professionale "D. Chiodo" di La Spezia, per verificare la presunta ricomposizione delle classi in corso d'anno sulla base di livelli di apprendimento. Il dirigente scolastico, infatti, avrebbe deciso di retrocedere di un anno alcuni studenti passandoli dalla quarta alla terza, o dalla quinta alla quarta, tenendo conto, alla luce della nuova normativa Fioroni, dei debiti non saldati negli anni precedenti. Tutto questo a meta' anno scolastico con gli alunni di quinta che gia' preparavano la maturita'. Una interpretazione, quella della preside spezina, delle regole che ha fatto saltare sulla sedia l'Ufficio scolastico regionale e il ministero stesso. "È nostro impegno- ha affermato, infatti, il direttore generale per gli ordinamenti scolastici del ministero della Pubblica istruzione, Mario Dutto- assicurare in ogni situazione la regolare partecipazione degli studenti al percorso scolastico, salvaguardando i diritti e le aspettative di ogni alunno nel rispetto delle norme in vigore, vincoli invalicabili per tutte scuole".(DIRE).

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Furti nelle scuole, finalmente un piano (sezione: Schola)

( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2008)

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Il Comune sembra voler correre ai ripari. Entro fine mese promesso un progetto sicurezza Furti nelle scuole, finalmente un piano PORTO SAN GIORGIO - Entro la fine del mese sarà pronto un progetto d'intervento per evitare che nelle scuole di Porto San Giorgio possano ripetersi altri furti. Ed intanto, nelle prossime ore, si procederà con una serie di piccoli interventi che limitino i danni da subito. Questo è ciò che è scaturito dall'incontro di ieri mattina tra il sindaco Claudio Brignocchi, i dirigenti scolastici Laurindo Vallorani e Marcella Bernabei ed il vice comandante della Polizia municipale, Fabrizio Ferranti. Dopo i numerosi casi di furti degli ultimi mesi nelle scuole della città, ci si è finalmente seduti al tavolo della concertazione. L'ultimo furto è avvenuto nel fine settimana scorso alla scuola elementare Borgo Rosselli (nella foto), dove alcuni malviventi sono riusciti a trafugare dall'istituto scolastico diversi computer e monitor acquistati dai genitori che, proprio ieri, denunciavano l'insostenibilità della situazione. "Ho dato mandato alla Polizia municipale, insieme all'ufficio tecnico del Comune, di individuare le criticità degli istituti commentava il sindaco Brignocchi e di predisporre, nel giro di un mese, un progetto concertato insieme alla dirigenza che preveda una serie di interventi". "Un progetto che sia efficace e realizzabile allo stesso tempo, mirato ed in grado di razionalizzare gli strumenti di difesa che già esistono nelle scuole. Nel frattempo mi compiaccio che i dirigenti abbiano apprezzato il lavoro dell'amministrazione nell'aver messo a norma i plessi scolastici". Per il sindaco le cause della microcriminalità vanno ricercate: "Nell'indulto, nella crescente povertà e nel disagio giovanile, legato anche alla tossicodipendenza. Mi rincuora, però, che nel secondo semestre del 2007, la situazione sia migliorata". Proprio ieri mattina il sindaco, tanto per rimanere in tema "sicurezza" si è incontrato con il questore ed il prefetto: "Non ci lasciamo trasportare dalla demagogia. Provvedimenti come il vigile di quartiere o la videosorveglianza in città vanno bene se inseriti in un progetto più ampio". "Il Comune farà la sua parte ma le indicazioni devono giungere dalle forze dell'ordine". E a breve verrà stilato anche un protocollo d'intesa: "Sulle scuole cercheremo di rendere ai malviventi la vita il più difficile possibile, da subito". Sulla stessa lunghezza d'onda Ferranti: "Faremo tutto il possibile puntando a rafforzare soprattutto la sicurezza passiva, ossia ad esempio dotando le sale d'informatica di porte blindate. Alcuni interventi che sembrano scontati non sono, però, realizzabili". "Pensate che le inferriate alle finestre dei piani bassi delle scuole non si possono mettere perché proprio le finestre potrebbero essere un'uscita di sicurezza in casi d'emergenza". "Siamo soddisfatti sorride Bernabei soprattutto per la collaborazione e la disponibilità dell'amministrazione. Il fatto che ci si sia resi conto che la situazione è ormai intollerabile, è un grande passo avanti". I due dirigenti scolastici Bernabei e Vallorani si muovono, ormai da diverso tempo, insieme: "La collaborazione è partita, in primis, da noi. Lo testimonia anche il fatto che abbiamo attivato congiuntamente, tra scuola media e direzione didattica, le commissioni, come previsto dal ministro Fioroni, per le indicazioni del curriculo, una sorta di percorso programmatico sull'attività didattica e sui suoi contenuti, obiettivi e competenze". GIORGIO FEDELI,.

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GIUSTO PENSARE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE MA PRIMA DIAMO RISPOSTE AI BISOGNI (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 05-03-2008)

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"Giusto pensare alle elezioni anticipate ma prima diamo risposte ai bisogni" "In Campania serve una verifica con la popolazione attraverso il voto per ristabilire un patto con il governo che si è spezzato". Dalla frase di Bertinotti a RadioRai alla reazione dell'assessore regionale di Rifondazione Corrado Gabriele passano pochi minuti. Che fa un assessore del Prc nella giunta Bassolino di fronte alle frasi del proprio leader nazionale? "Affronta il discorso politicamente. Bertinotti rappresenta tutta la sinistra, io sono assessore indicato da un partito in virtù di un gruppo consiliare che fa parte di una maggioranza. I partiti hanno il dovere di decidere, non possono fare come ha scelto di fare Veltroni e rimettersi alle altrui decisioni". Quindi è crisi aperta? Rifondazione lascia la giunta? "Impostato così il discorso non regge. Serve il voto per ristabilire un patto con la popolazione. Ma ci sono cose importanti da fare e le stiamo realizzando. Anche se nel silenzio". Facciamo degli esempi? "La crisi degli organici della scuola. Ho contatti quotidiani con il ministro Fioroni per evitare 3500 tagli. Eppoi c'è l'accordo per ben 396 vertenze industriali. Si tratta di risultati che non possono essere vanificati dalla mancanza di analisi rispetto alla situazione". Ha ragione Bassolino a ribadire che non è il momento di uscire di scena? "Entro dodici mesi possiamo essere in grado di presentare dei risultati. Ed essere valutati per questi. Il discorso del voto è diverso. Se i partiti, con la loro dimensione autonoma, decidono che Bassolino non deve governare fino al 2010, sono in grado di mandare tutti a casa". Lei ha una questione personale che è divenuta giudiziaria. Uno dei tanti casi che ha colpito la giunta Bassolino. È accerchiamento? "Personalmente ho vissuto un momento che segna il passaggio dal momento delle accuse a quello in cui ci si può difendere. E penso che si possano portare avanti degli argomenti forti". La giunta ha ripreso a correre? "Sento che le cose che stiamo facendo sono le migliori per uscire dalla crisi. Tanti sono i risultati positivi, dalla produzione alla creatività, che raccogliamo. Dobbiamo invertire i numeri e proporre sempre più cifre in positivo". sa. sa.

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Stop ai prezzi esorbitanti per (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-03-2008)

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Stop ai prezzi esorbitanti per i libri di testo. Il semaforo rosso l'ha acceso il ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni che ha fissato i limiti massimi di spesa per studiare cinque anni di fila alle scuole superiori. Ma i presidi si dicono perplessi: davvero le tabelle saranno rispettate? Sulla carta studiare al classico costerà, per volere ministeriale, 1.490 euro, per un istituto professionale la spesa non potrà superare i 913, per i tecnici i 1.200, oscillerando tra i 1.115 previsti per l'indirizzo aeronautico ai 1.290 del nautico.Per gli artistici la spesa massima complessiva sarà mediamente di 1.000 euro, per il quinquennio all'artistico ci vorranno 1.070 euro, per l'istituto d'arte un po' meno (938), all'agrario 1.220, al commerciale 1.200."Scaricare il compito di rimanere entro i parametri su chi sceglie i libri di testo lo trovo di difficile attuazione - commenta Massimo Mogno, preside del liceo scientifico Nievo che, in quanto tale, non dovrà andare oltre i 1.405 euro - meglio era far opera di persuasione sugli editori o risparmiare sulla distribuzione. Così è un'iniziativa certo popolare, ma efficace non si sa quanto". Per Bruno Ghinatti, dirigente dell'istituto commerciale Calvi che a settembre scorso, per contenere il caro-libri, aveva riservato un'aula della scuola alla compravendita dell'usato, va un "plauso alle buone intenzioni ma, come sempre, l'arduo sta nel metterle in pratica". Alza la voce anche la Federazione giovanile dei comunisti italiani del Veneto per bocca del portavoce Alessandro Squizzato: "L'idea dei tetti di spesa per l'acquisto dei testi nelle scuole, in particolare quelle superiori, è sicuramente positiva ma non è nulla di nuovo e tanto meno può considerarsi sufficiente. Si tratta di una misura già applicata da tempo in molti istituti, con scarsi risultati, oltretutto macchinosa e che genera un'inefficienza con pesanti ricadute sugli studenti". Una possibile soluzione? Il comodato d'uso: il Veneto ha stanziato 500 mila euro per consentire alle scuole di acquistare i libri da poter poi assegnare gratuitamente o con una retta molto bassa agli iscritti che, dal canto loro, hanno il dovere di riconsegnarli in buone condizioni alla fine dell'anno.F.Cap.

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Prodi e Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)

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SCUOLA 16.5005/03/2008 Prodi e Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli'' Roma - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, hanno premiato, stamattina, una decina di studenti delle superiori tra quelli che si sono piazzati al top nelle gare internazionali, comprese le ultime Olimpiadi matematiche del 2007 in Vietnam, nei settori della matematica, della fisica, della chimica. La premiazione e' avvenuta nell'ambito del convegno "Scienza e' cultura" del Gruppo di lavoro della Pubblica istruzione per lo Sviluppo della cultura scientifica. Ai giovani "cervelli" spetta un vero e proprio "trofeo" in denaro, borse di studio per continuare a studiare. "Bisogna invertire urgentemente le tendenze di apprendimento di scienza e matematica dei nostri ragazzi- afferma Fioroni- e' un problema di qualita' della cittadinanza". Importante anche "formare i docenti", visto che la meta' dei ragazzi non sa perche' fa notte. "Premiare le eccellenze- continua Fioroni- e' un primo passo, e' dimostrare che la scuola non deve essere livellata verso il basso. E' dire ai ragazzi- conclude il ministro- che possonno arrivare nella vita per cio' che sono, non per cio' che hanno". (DIRE).

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Come uscire dalla crisi (sezione: Schola)

( da "Galileo" del 05-03-2008)

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5 Marzo 08Etica e politica | RICERCA IN ITALIA Come uscire dalla crisi Pochi ricercatori e investimenti in picchiata nei settori scientifici. Ecco le proposte di Luigi Berlinguer e del Gruppo di lavoro per lo sviluppo, presentate oggi al Cnr Attualmente in Italia si contano 70mila ricercatori: una popolazione decisamente esigua se raffrontata con i 100mila della Spagna, i 200mila della Francia e i 270mila della Germania. Ancora, gli investimenti sulla conoscenza promossi nel nostro paese sono pari al 2,5 per cento del Pil, niente rispetto al 6,5 per cento di realtà avanzate come Svezia e Stati Uniti. Per non parlare, poi, del numero di laureati in ingegneria, tra i più bassi nel contesto dell'area del G7. Il bilancio? L'Italia oggi è il fanalino di coda nella classifica delle competenze scientifiche diffuse all'interno delle aree più avanzate del mondo. è uno scenario preoccupante quello rappresentato da Luigi Berlinguer, presidente del Gruppo di lavoro per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica, nel corso del convegno organizzato oggi dal Cnr, a Roma, “Scienza è cultura - La cultura scientifica e tecnologica per lo sviluppo del paese”. Nel corso dei lavori (cui hanno partecipato il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, impegnati nella premiazione degli studenti vincitori delle Olimpiadi internazionali di scienza), Berlinguer ha illustrato i punti salienti del documento di lavoro predisposto dal Gruppo, e contenente le linee guida per ridare impulso alla cultura scientifica in Italia. “La situazione è molto grave, e non è percepita come tale dal paese nel suo complesso”, ha affermato Berlinguer: “Sono troppi gli indicatori allarmanti che mostrano una profonda crisi in corso. Siamo di fronte a una pericolosa perdita di peso internazionale, alla contrazione delle opportunità offerte alle nostre giovani generazioni, al rischio di una marginalizzazione nella società mondiale della conoscenza. La scienza è un bene pubblico, la scienza è cultura: altrove si tratta di un'affermazione ovvia, ma nel paese di Leonardo, Galileo e Fermi non sembra esserlo”. Le strategie operative proposte dal Gruppo spaziano in tutti gli ambiti di sviluppo: dalla scuola alle università, dalle istituzioni e le organizzazioni culturali alle imprese, ai media. Tra i punti prioritari figurano la promozione di un programma per lo sviluppo professionale dei docenti e l'adeguamento delle scuole a laboratori del sapere scientifico, dotate, - in quanto tali - di infrastrutture, mezzi e strumenti necessari per la pratica sperimentale. Gli atenei, ancora, devono riprogettare i propri percorsi in modo da ovviare alla crisi attuale delle immatricolazioni ed estendere al massimo l'orientamento formativo, sviluppando i modelli emersi con il Progetto Lauree Scientifiche. Se musei, science center e osservatori devono agire in una logica di rete e dedicare grande cura alla professionalità degli addetti (in supporto all'attività scolastica), sul fronte imprenditoriale è necessario, invece, definire pratiche permanenti di conoscenza e formazione (previste dai recenti provvedimenti sull'istruzione tecnica e professionale, dagli istituti tecnici superiori e dai poli tecnologici). Determinante, infine, una maggiore sensibilizzazione da parte dei media, che devono affrontare con maggiori rigore i temi della scienza e contribuire a cancellare quell'atteggiamento di diffidenza con cui oggi spesso sono considerati i ricercatori da parte dell'opinione pubblica. “Gli investimenti finanziari sono indispensabili, ma da soli non bastano”, ha concluso Berlinguer: “è indispensabile un radicale cambiamento di atteggiamento culturale, di metodo, innanzitutto dei responsabili politici. E principalmente a loro che bisogna chiedere, al di là della dialettica dei diversi schieramenti, che cosa hanno intenzione di fare”. (l.s.).

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UDC/ CESA NOMINA MARIA DI PRATO RESPONSABILE MERITO (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 05-03-2008)

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05-03-2008 17:21 "E' uno dei punti più significativi del nostro programma" Roma, 5 mar. (Apcom) - Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha nominato la dottoressa Maria Di Prato responsabile del Dipartimento sul Merito del partito. Lo rende noto un comunicato. Nella lettera d'incarico Cesa sottolinea come il tema in questione rappresenti "uno dei punti più significativi del programma dell'Udc". "La dottoressa Di Prato - si legge nella nota - è attualmente presidente nazionale del Movimento per il Merito, associazione il cui scopo è quello di diffondere nel nostro Paese la cultura della meritocrazia in tutti i settori della società".

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Premio Amerio al matematico Antonio Ambrosetti (sezione: Schola)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 05-03-2008)

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SISSA Premio Amerio al matematico Antonio Ambrosetti Il 12 marzo a Venezia parlerà di matematica e delle sue applicazioni nell'ambito di una iniziativa promossa dal Ministro Fioroni. Considerato uno dei maggiori esperti mondiali di Analisi matematica non lineare e professore ordinario del settore di Analisi funzionale alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, Antonio Ambrosetti si è aggiudicato l'importante riconoscimento dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Il Premio Amerio, intitolato al matematico del Politecnico di Milano scomparso nel 2004 che tanto ha contribuito a promuovere le applicazioni della matematica all'ingegneria. Ambrosetti, decano della Sissa, coinvolto nell'istituzione a Trieste del primo nucleo di ricerca in analisi non lineare fin dall'anno dell'istituzione della Scuola, nel 1978, è stato premiato con una medaglia d'oro per i contributi di particolare rilievo dati nel campo dell'analisi matematica. "Per Amerio ho sempre nutrito una stima profonda e non solo scientifica - commenta Ambrosetti -. Luigi Amerio è stato per un certo periodo il mentore di Giovanni Prodi, che a sua volta è stato mio supervisor. Se mi considero figlio "matematico" di Prodi, di Amerio sono quindi il nipote". Nato a Bari nel 1944, Ambrosetti si è laureato in matematica all'Università di Padova nel 1966. è membro del comitato editoriale di 15 riviste scientifiche internazionali e ha già ottenuto numerosi riconoscimenti importanti. Tra questi, il premio Caccioppoli nel 1985, Chaire Lagrange a Parigi nel 1991, la laurea honoris causa dall'Universidad Autonoma di Madrid nel 2005; è socio dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, socio corrispondente della Accademia delle Scienze di Torino e dal 2003 è socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei. A questi riconoscimenti si aggiunge, ora, la medaglia dell'Istituto Lombardo, fondato nel 1797 da Napoleone Bonaparte su modello dell'Institut de France, che ha avuto tra i suoi presidenti anche Alessandro Volta e Alessandro Manzoni. Ambrosetti, già docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è stato inoltre visiting professor in molte università in tutto il mondo: da Brema, Praga, Parigi, Madrid, Granada, agli Stati Uniti e al Giappone. Ed è stato supervisor di tanti studenti di dottorato, molti dei quali ormai professori in prestigiose università. Un nuovo riconoscimento, dunque, per il matematico italiano che dalla Sissa continua a formare brillanti studenti accompagnandoli nel mondo della ricerca in matematica. Ma come nasce la passione per la matematica? Per Ambrosetti un amore di vecchia data. "Alle scuole elementari ero molto più contento quando in classe dovevamo risolvere dei problemi piuttosto che fare temi o il dettato. Al liceo, poi, dimostrare i teoremi mi appassionava molto: prediligevo le questioni teoriche ed è per questo che, dovendo scegliere il percorso futuro all'università, ho scelto Matematica, più astratta rispetto a Fisica e Ingegneria". Ma perchè oggi uno studente liceale dovrebbe decidere di proseguire gli studi nel campo della matematica? "La matematica è un po' come l'arte, una sorta di piacere intellettuale. Alla base della scelta, quindi, deve esserci innazitutto l'interesse personale. E l'entusiasmo. Perchè se si fanno le cose con entusiasmo ci si diverte. E l'astrazione del pensiero matematico può essere molto divertente. Comunque perchè scegliere la matematica? Be', oggi studiare matematica non vuol dire fare solo l'insegnante. è riconosciuto ormai l'ampio spettro di ricadute applicative che ha la matematica, per cui oggi il matematico è richiesto anche dalle banche, dagli istituti finanziari e statistici, dalle assicurazioni ecc. Perchè con la sua elasticità di ragionamento è capace di affrontare i problemi e risolverli". Ciononstante a volte preoccupano alcuni dati che indicano la disaffezione dei più giovani dalle materie scientifiche, e non solo in Italia. "In Sissa non ci siamo accorti di questa disaffezione dei giovani nei confronti della matematica e delle altre materie scientifiche. Continuamo ad accogliere e formare studenti talentuosi ed entusiasti. In generale, però, la disaffezione si riscontra ed è opportuno allora far capire a tutti gli studenti l'importanza e il fascino della matematica. Anche per questo ho accettato di partecipare il 12 marzo a Venezia a un incontro dedicato all'arte delle formule e dei numeri, nell'ambito dei seminari tematici nazionali promossi dal Ministro Fioroni. Parlerò della relazione tra matematica e le scienze applicate e cercherò di far capire perchè la matematica è importante e affascinante" BUR.IT 06.03.08.

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