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MENTRE
gli studenti del professionale Chiodo continuano la protesta annunciando p
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
in base alla
nuova normativa del decreto Fioroni. "Ho chiesto ? afferma la dirigente ?
di verificare alcune criticità dovute ai cambiamenti della normativa in materia
di esami di Stato. L'ho fatto per valutarne la compatibilità. Dal risultato
delle ispezioni capiremo se possiamo andare avanti tranquillamente con il
"progetto qualità" o se dovremo cambiare qualcosa"
Esami
di riparazione, Dellai fa il pieno
( da "Trentino"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha votato per
la riforma Fioroni mentre il 13% per la soluzione intermedia presentata dalla
Consulta studentesca. All'Iti Marconi il 76% è in linea con Dellai, il 16% con
la Consulta e solo l'8% con Fioroni. Risultati diversi, seppur parziali, al
Vittoria dove il 58% delle schede scrutinate è a favore della ipotesi degli
studenti,
Scuole
superiori, prof. "assenti"
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
provincia
erano circa un migliaio sono stati in buona parte assorbiti con un metodo di
reclutamento nuovo imposto dal ministro Fioroni. Quanto alle immissioni in
ruolo il provveditorato ha attinto "scendendo sempre più in basso nelle
graduatorie, arrivando a personale che si era iscritto dieci anni fa, dopo il
concorso del 1999" si riferisce. E non hanno trovato nessuno disponibile.
Figli,
segretarie, portavoci in lista i fedelissimi dei big - goffredo de marchis
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ex ministro
Cardinale Gareggia anche la segretaria di Fioroni: per lei un collegio sicuro
in Campania GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Per chi li ha candidati nel Partito
democratico, naturalmente, non sono "mogli di", "figlie
di", portavoce fedeli o efficientissime segretarie, tutti futuri
parlamentari della Repubblica grazie a una corsia privilegiata.
Esplode
la rabbia di emma e marco "i cattolici ci vogliono fuori gioco" -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Beppe Fioroni
per non parlare di Binetti, Bobba, Baio sembravano avere abbozzato. Invece.
Bonino una cosa "a Walter" vuole dirla:"Il dibattito tra laici e
cattolici nel Pd è particolarmente sconfortante, Fassino mi ha invitata al
dialogo sostenendo che io e Binetti, chiuse in una stanza, avremmo dovuto
trovare una sintesi.
Progetto
didattico bocciatoE gli studenti? Retrocessi
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che si è
trovata due scuole anomale, e due decreti ministeriali, quelli di Fioroni, che
in materia di debiti dispongono ben altri metodi. Che fare? Sono cominciati
estenuanti dibattiti, finché la Cipollina, lunedì mattina, ha esposto le classi
riformulate: e ha retrocesso tutti i ragazzi che avevano qualche debito
arretrato.
La
rivincita della cardinale junior "papà? mi ha sempre messo da parte"
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
INTERVISTA
Parla la figlia dell'ex ministro: "A candidarmi è stato Fioroni, i legami
di famiglia non c'entrano" La rivincita della Cardinale junior "Papà?
Mi ha sempre messo da parte" Il primo impegno? Mi batterò per i ragazzi
siciliani che non hanno un lavoro e devono emigrare A casa mia vige una regola
ferrea in politica non più di uno.
A
scuola deve tornareil rispetto ( da "Secolo XIX, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
con i fondi
disponibili, i corsi integrativi istituiti da Fioroni per evitare il ricorso
alle ripetizioni, sono solo un'iniziativa di facciata, che rischia di produrre
l'effetto opposto, la non attribuzione del debito per non doversi poi sobbarcare
l'onere di un corso che la scuola non potrebbe pagare?
Gli
"amici di strada" degli anni sessanta - linda de sanctis
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
degli anni
Sessanta Nello spazio di Luisa Laureati lavori di Fioroni, Schifano Angeli,
Festa, Turcato e Novelli Testimonianze di una stagione LINDA DE SANCTIS
"Amici di strada": "Sì, perché vivevamo soprattutto in strada,
con un rituale tutto particolare, ma anche perché insieme abbiamo fatto un
percorso condividendo sia il bello di quegli anni, ma pure le sofferenze,
Studenti
retrocessi ispezione ministero ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cronaca Il
caso/2 Studenti retrocessi ispezione ministero LA SPEZIA - A La Spezia la
preside di un istituto scolastico superiore ha "retrocesso" gli
alunni sulla base del decreto Fioroni che ha cancellato la possibilità di
promozione con debito alla classe successiva. Studenti in rivolta, mentre il
ministero ha disposto un'ispezione.
<Le
sezioni Primavera non chiudono>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
intervento
scolastico che ha avuto più successo di pubblico tra i tanti cambiamenti di
Fioroni. Soprattutto in Lombardia, dove le sezioni aperte nel 2007-2008 tra
scuole statali e paritarie sono state 188 (
Alunni
retrocessi: <Troppi debiti>
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La circolare
Fioroni che impone i corsi di recupero obbligatori dei debiti ha sconvolto
quest'organizzazione didattica. Secondo gli studenti la soluzione indicata
dalla preside sarebbe burocratica e penalizzante. La dirigente smentisce le
accuse e afferma che non è stata presa alcuna decisione.
La
figlia di Cardinale: io sostituta di papà? Mi ha scelto Fioroni, venne da noi
in campagna ( da "Corriere della Sera"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mi ha scelto
Fioroni, venne da noi in campagna Candidata in Sicilia MILANO - Questa cosa del
"Cardinale" e poi della parola "donna" sbianchettata sulla
lista insospettisce. "Ma no, giuro che non mi hanno messo al posto di mio
padre". Però lei è Daniela, figlia del ministro Salvatore Cardinale.
Chi
spara sugli insegnanti ( da "Unita, L'"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
amministrative
sulla scuola è stata certamente una convinzione di Giuseppe Fioroni: a lui va
riconosciuto il merito - tra tante scelte che non abbiamo condiviso - di aver
solo parzialmente assecondato, nella ripartizione dei comandi alle associazioni
professionali, la propria vocazione confessionale e di aver tentato una
distribuzione più equa di quella, grossolanamente teo-con,
La
scuola cambierà quando sarà diventata <questione nazionale>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è il
tentativo che ha fatto Fioroni), oppure innovandolo con la promozione di una
libera concorrenza fra progetti pedagogici diversi, anche antitetici. Leggo in
questa contrapposizione la ragione vera dell'immobilismo riformistico della
scuola, non certo nella corporazione dei pedagogisti (sia pure "di
regime") accreditata dal prof.
Nepotismi
di ritorno ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
tra i nomi
entrano la figlia di Cardinale, la segretaria di Fioroni, i 3 assistenti di
Franceschini si sente un'aria stantìa e vecchia, assai diversa dalla ventata di
freschezza avvertita nel giro del pullman. Può darsi che sia l'ultimo pegno
pagato al "vizietto margheritino" che origina dai vecchi metodi dc.
Scuola,
sindacati e genitori in piazza ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il 18 marzo
sarà in agenda il secondo sciopero orario dei comitati di base della scuola,
per chiedere il ritiro dell'ordinanza 92 del ministro dell'istruzione Beppe
Fioroni. Il recupero debiti e le sforbiciate sugli organici mandano all'aria il
feeling della sinistra sindacale con il governo dimissionario: a rischio anche
10 mila assunzioni in ruolo 2008. Chiara Benotti.
Recupero
debiti, il ministero dispone un'ispezione a La Spezia
( da "Redattore
sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alla luce
della nuova normativa Fioroni, dei debiti non saldati negli anni precedenti.
Tutto questo a meta anno scolastico con gli alunni di quinta che gia
preparavano la maturita. Una interpretazione, quella della preside spezina,
delle regole che ha fatto saltare sulla sedia l'Ufficio scolastico regionale e
il ministero stesso.
Furti
nelle scuole, finalmente un piano
( da "Corriere
Adriatico" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo testimonia
anche il fatto che abbiamo attivato congiuntamente, tra scuola media e
direzione didattica, le commissioni, come previsto dal ministro Fioroni, per le
indicazioni del curriculo, una sorta di percorso programmatico sull'attività
didattica e sui suoi contenuti, obiettivi e competenze". GIORGIO FEDELI,.
GIUSTO
PENSARE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE MA PRIMA DIAMO RISPOSTE AI BISOGNI
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ho contatti
quotidiani con il ministro Fioroni per evitare 3500 tagli. Eppoi c'è l'accordo
per ben 396 vertenze industriali. Si tratta di risultati che non possono essere
vanificati dalla mancanza di analisi rispetto alla situazione". Ha ragione
Bassolino a ribadire che non è il momento di uscire di scena?
Stop
ai prezzi esorbitanti per ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il semaforo
rosso l'ha acceso il ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni che ha fissato i
limiti massimi di spesa per studiare cinque anni di fila alle scuole superiori.
Ma i presidi si dicono perplessi: davvero le tabelle saranno rispettate? Sulla
carta studiare al classico costerà, per volere ministeriale, 1.
Prodi
e Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli''
( da "Redattore
sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
2008 Prodi e
Fioroni consegnano il trofeo ai giovani ''cervelli Roma - Il presidente del
Consiglio, Romano Prodi, e il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe
Fioroni, hanno premiato, stamattina, una decina di studenti delle superiori tra
quelli che si sono piazzati al top nelle gare internazionali, comprese le
ultime Olimpiadi matematiche del
Come
uscire dalla crisi ( da "Galileo"
del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
hanno
partecipato il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della
pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, impegnati nella premiazione degli
studenti vincitori delle Olimpiadi internazionali di scienza), Berlinguer ha
illustrato i punti salienti del documento di lavoro predisposto dal Gruppo, e
contenente le linee guida per ridare impulso alla cultura scientifica in
Italia.
UDC/
CESA NOMINA MARIA DI PRATO RESPONSABILE MERITO
( da "Virgilio
Notizie" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
"La
dottoressa Di Prato - si legge nella nota - è attualmente presidente nazionale
del Movimento per il Merito, associazione il cui scopo è quello di diffondere
nel nostro Paese la cultura della meritocrazia in tutti i settori della
società".
Premio
Amerio al matematico Antonio Ambrosetti
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del
05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ambito di una
iniziativa promossa dal Ministro Fioroni. Considerato uno dei maggiori esperti
mondiali di Analisi matematica non lineare e professore ordinario del settore
di Analisi funzionale alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di
Trieste, Antonio Ambrosetti si è aggiudicato l'importante riconoscimento
dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Er oggi ancora una
giornata di sciopero, il ministero della Pubblica Istruzione vuole fare piena
luce sul caso delle eventuali ricomposizione delle classi in corso d'anno. Il
direttore scolastico regionale per la Liguria, Attilio Massara, ha disposto una
visita ispettiva. La stessa preside Rosanna Cipollina ha posto le incongruenze
del "progetto qualità" all'attenzione della direzione scolastica
chiedendo il supporto di una verifica. "È nostro impegno ? ha affermato il
direttore generale per gli ordinamenti scolastici del ministero della Pubblica
Istruzione, Mario Dutto ? assicurare, in ogni situazione, la regolare
partecipazione degli studenti al percorso scolastico, salvaguardando i diritti
e le aspettative di ogni alunno nel rispetto delle norme in vigore, vincoli
invalicabili per tutte scuole". Il professionale "Chiodo" è
salito agli onori delle cronache per via delle presunte retrocessioni. La nuova
preside, Rosanna Cipollina, infatti, si è trovata a rivisitare da inizio anno
le procedure adottate dal suo predecessore per il sistema dei debiti, in base alla nuova normativa del decreto Fioroni. "Ho chiesto ? afferma la dirigente ? di verificare alcune
criticità dovute ai cambiamenti della normativa in materia di esami di Stato.
L'ho fatto per valutarne la compatibilità. Dal risultato delle ispezioni
capiremo se possiamo andare avanti tranquillamente con il "progetto
qualità" o se dovremo cambiare qualcosa". Ieri, un dispaccio
dell'agenzia Ansa, annunciava la pubblicazione in bacheca del documento che
prevedeva gli adeguamenti delle nuove classi. Parlava di "retrocessioni di
studenti dalla quarta alla terza, diversi dalla quinta, dove stavano preparando
l'esame di maturità, alla quarta". Ma la notizia è risultata priva di
fondamento come conferma la stessa preside. La situazione è ancora fluida,
suscettibile di evoluzione. Intanto, oggi è il terzo giorno di ruggito da parte
degli studenti, dopo l'assemblea di lunedì e lo sciopero di ieri. E' previsto
una seconda giornata di astensione dalle attività scolastiche. Giovedì in
programma un'assemblea fuori dai cancelli della scuola. "Siamo seriamente
preoccupati ? affermano in coro i ragazzi del Chiodo ? e siamo decisi a
difendere il progetto qualità". Dal 1998 grazie all'autonomia scolastica,
l'istituto aveva avviato una iniziativa sperimentale "il progetto
qualità", grazie al quale non esisteva il quadrimestre, ma il piano di
studi era stato coniato simile a quello degli studenti universitari. Nella
scuola c'erano così pass elettronici d'accesso e meccanismi d'esame a moduli,
che consentivano di andare avanti negli anni, anche trascinandosi dietro dei
debiti, che poi si potevano saldare anche l'ultimo anno. Per la classe docente
La Nazione ha ascoltato il professor Luca Liguori che ha rilasciato una breve
dichiarazione dai toni di appello: "Invito gli studenti a riprendere le
lezioni e avviare un confronto sereno con la dirigenza per fugare tutte le
preoccupazioni. Vorrei ricordare ai ragazzi che al centro di ogni decisione ci
sono sempre loro, il loro percorso formativo, la loro crescita". Nel
frattempo, il personale docente e gli alunni del nautico, l'istituto aggregato
al Chiodo, hanno preso le distanze dalla contestazione degli studenti. Il
motivo? "Alla luce della normativa il progetto qualità non può più essere praticato",
affermano in un documento. "I docenti del nautico ? aggiungono ? insieme
ai propri ragazzi supportati dal dirigente stanno accompagnando nel miglior
modo possibile questo passaggio a salvaguardia dei diritti degli alunni".
Manrico Parma - -->.
( da "Trentino" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
La Consulta
studentesca si sbilancia: "Se finirà in questo modo non appoggeremo la
protesta dei sindacati" Esami di riparazione, Dellai fa il pieno Procede
il sondaggio nelle scuole. I risultati di Da Vinci, Marconi e Vittoria TRENTO.
Procede negli istituti superiori di tutto il Trentino il sondaggio-referendum
degli studenti, chiamati ad esprimersi in merito agli esami di riparazione. Al
momento sono disponibili i dati definitivi del liceo scientifico Da Vinci di
Trento e dell'Istituto tecnico Marconi di Rovereto e quelli parziali
dell'istituto d'arte Vittoria di Trento e dai primi scrutini emerge che la
"via trentina" varata da Lorenzo Dellai sta riscuotendo un buon
successo tra gli studenti. Al Da Vinci il sistema che mantiene i debiti
formativi ha ottenuto il 67% dei consensi, il 20% ha votato
per la riforma Fioroni mentre il 13% per la soluzione intermedia presentata dalla
Consulta studentesca. All'Iti Marconi il 76% è in linea con Dellai, il 16% con
la Consulta e solo l'8% con Fioroni. Risultati diversi, seppur
parziali, al Vittoria dove il 58% delle schede scrutinate è a favore della
ipotesi degli studenti, che prevede esami di riparazione per chi ha
insufficienze nelle materie caratterizzanti e debiti per gli altri. Il 37%,
invece, si dice d'accordo con il mantenimento dei debiti e solo il 5% vede con
favore il ritorno degli esami di riparazione. Nei giorni scorsi si è votato
anche al liceo Galilei di Trento, ma i risultati non sono ancora disponibili,
mentre giovedì scatteranno le operazioni al classico Prati e successivamente al
Rosmini, al Tambosi ed al Pozzo. Entro la fine della prossima settimana
dovrebbero arrivare i risultati definitivi di tutte le scuole coinvolte, ma
Matteo Groff, presidente della Consulta studentesca, azzarda già un commento.
"Se saranno confermati questi dati, con gli studenti che dichiarano di
preferire la via scelta dal governatore Dellai, non appoggeremo la protesta dei
sindacati, ma comunque faremo in modo che si possa aprire un tavolo nel quale
si possa discutere anche un eventuale modifica che possa tenere conto del 30%
dei ragazzi che fino ad ora si è espresso in favore della riforma Fioroni o della ipotesi della Consulta. Intanto aspettiamo
con curiosità i prossimi scrutini in attesa del dato finale". (j.t.).
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Mancano gli
insegnanti Esaurite le graduatorie, anche dei supplenti: per lettere,
matematica, lingue e tecnica DOPO GLI ANNI dei "sovrannumerari" vale
a dire gli insegnanti in più, delle graduatorie che componevano migliaia di
fogli lunghi come lenzuoli, c'è una svolta epocale in atto che coinvolge anche
le scuole genovesi. Sono esaurite le graduatorie non solo del personale di
ruolo ma anche dei supplenti, e persino le graduatorie del personale
amministrativo e dei collaboratori scolastici. E' una condizione assolutamente
inedita e per certi versi allarmante. Ne parla, quasi cono sconcerto, il
Provveditore Sara Pagano la quale, con il numero degli ultimi iscritti in mano,
in totale 74.396, sottolinea più volte il fatto che per la prima volta dopo
anni in cui le cattedre erano molto meno rispetto agli insegnanti, c'è penuria
di prof. Non solo: essendo esaurite per alcune materie anche le graduatorie dei
supplenti gli ultimi mesi dell'anno scolastico e soprattutto il prossimo
potranno vedranno in aula "personale non ancora abilitato". Quindi
neo laureati senza alcuna esperienza. Situazione dunque per certi aspetti
preoccupante. Sono andati in pensione negli ultimi tempi quasi 800 insegnanti
che hanno portato via con sè un certo affaticamento ma anche una competenza di
anni di insegnamento. Ora inizia l'era dei "non abilitati". Le
graduatorie già esaurite riguardano per ora le materie letterarie per le medie
e le superiori, nello specifico 36 cattedre e 29 spezzoni, la matematica per le
scuole inferiori vale a dire 19 cattedre e 21 spezzoni, lingue, ed educazione e
tecnica. Materia per la quale un tempo si parlava appunto di insegnanti
sovrannumerari...Non è più così. Ma dove sono finiti i prof.? E i precari?
Quanto a questi ultimi, che in Genova e provincia erano
circa un migliaio sono stati in buona parte assorbiti con un metodo di
reclutamento nuovo imposto dal ministro Fioroni. Quanto
alle immissioni in ruolo il provveditorato ha attinto "scendendo sempre
più in basso nelle graduatorie, arrivando a personale che si era iscritto dieci
anni fa, dopo il concorso del 1999" si riferisce. E non hanno trovato
nessuno disponibile. Un fuggi fuggi che finora non ha chiara
interpretazione neppure fra gli addetti ai lavori. E lascia molto sorpresi i
dirigenti di via Assarotti. I quali intanto fanno i conti con i numeri del
prossimo anno scolastico che sono appunto 29.547 iscritti nelle elementari,
19,256 nelle medie, 29,593 nelle superiori. Dunque a iscrizioni chiuse da poche
settimane, questo è il quadro che il provveditorato elaborerà per trasformarlo
in organico definitivo in estate. Alle elementari sono state richieste 19
classi in meno rispetto allo scorso anno, situazione opposta alle medie
inferiori con più 41 classi secondo le esigenze delle direzioni, mentre le superiori
registrano 19 classi in meno e 780 studenti in meno. "Su questi numeri
faremo ulteriori tagli - spiega la Pagano - vale a dire 95 posti di insegnanti
in meno alle elementari, 25 alle medie e 91 alle superiori". In sintesi:
le classi saranno più numerose. Una apparente buona notizia sul fronte del
sostegno. Vale a dire 114 posti in più già nell'organico di diritto mentre gli
alunni portatori di handicap sono
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Dallo staff di Prodi
alla moglie di Bassolino, si apre la polemica Figli, segretarie, portavoci in
lista i fedelissimi dei big Proteste in Sicilia per la candidatura della figlia
dell'ex ministro Cardinale Gareggia anche la segretaria di Fioroni: per lei un collegio sicuro in Campania GOFFREDO DE MARCHIS ROMA
- Per chi li ha candidati nel Partito democratico, naturalmente, non sono
"mogli di", "figlie di", portavoce fedeli o efficientissime
segretarie, tutti futuri parlamentari della Repubblica grazie a una corsia
privilegiata. Sono invece protagonisti della politica finalmente e
meritatamente emersi dall'ombra. Per dire, Beppe Fioroni
parla della candidata al numero 6 nel collegio Sicilia 1 (elezione certa)
Daniela Cardinale, 26 anni, figlia di Salvatore, già deputato Udr, Margherita e
Pd, come di un vero asso nella manica. "Grande esperta di marketing - dice
entusiasta -. Lo slogan "si può fare" l'ha inventato lei un anno fa,
per un voto provinciale". Sarà vero, ma stupisce che Daniela, così
giovane, dia dei punti a Walter Veltroni e a Barack Obama, nientedimeno. Allo
stesso Fioroni viene attribuita la discesa in campo di
Luciana Pedoto, 38 anni, collegio sicuro in Campania. è la sua segretaria
particolare al ministero dell'Istruzione, sì, ma anche donna con i requisiti
giusti per entrare a Montecitorio. Lei, in via precauzionale, sta già spedendo
lettere a tutti i giornali precisando il suo ricco curriculum. Fioroni spiega: "Luciana non ha mai vissuto di
politica, ma la fa da anni. Doveva essere candidata alle regionali nel Lazio,
ha partecipato ad alcune elezioni circoscrizionali. Ed è una funzionaria
dell'Istituto superiore d'igiene, con tanto di laurea e specializzazioni. Non
l'ho scelta io, ma i Popolari del Lazio". Come dire, un nome
inattaccabile, al di sopra di ogni sospetto. Eppure l'attaccano, dicono che il
suo profilo non giustifica quella posizione in lista che vale oro. Saranno
invidiosi, sicuramente, voci che vengono da esclusi dell'ultimo minuto,
trombati più o meno eccellenti. Malignità, figlie del risentimento. Che non
valgono solo per la Pedoto. I bersagli sono tantissimi. Per esempio, Piero
Martino, portavoce di Franceschini che sarà eletto in Sicilia. Ha diretto
l'ufficio stampa del Ppi con Franco Marini, è stato giornalista al Popolo, poi
a Europa, poi con Franceschini alla Camera e capo dei rapporti con i media al
Partito democratico. Franceschini, spiegano i cattivi, dirigeva il tavolo delle
candidature. Era giusto, allora, da quella posizione, candidare due
fedelissimi, due uomini dello staff come lo stesso Martino e il capo della sua
segreteria Alberto Losacco? La carica dei portavoce non si limita a Martino. Ha
avuto un posto Sandra Zampa, che ha curato i rapporti con i giornali per Romano
Prodi a Palazzo Chigi e a Bologna ed è amica di Flavia. è stato confermato
Silvio Sircana, portavoce del premier. Del vecchio staff prodiano ci saranno
Sandro Gozi e Richi Levi, già deputati. Il capitolo "mogli di"
investe due riconferme. Anna Maria Carloni, compagna di Antonio Bassolino,
sfida l'impopolarità del marito e corre al Senato in Campania. La consorte di
Piero Fassino, Anna Serafini, viene invece paracadutata in Sicilia (come molti
altri del resto) in un posto sicuro. E tra i fassiniani si fa notare che la
senatrice Serafini ha ricevuto un trattamento migliore rispetto ad altri
fedelissimi. Fabrizio Morri, ex braccio destro di Fassino, combatte in una
collocazione pericolosa nelle Marche. Roberto Cuillo, anche lui ex portavoce
del Botteghino, deve strappare con i denti il posto numero 20 nel Lazio mollato
da Paolo Gambescia perché sicuro perdente. Fioroni
invita però a guardare la trave negli occhi degli altri, se davvero si vuole
fare l'elenco dei candidati eletti con l'aiutino eccellente dei leader. In
Basilicata spunta un altro uomo di staff. è Salvatore Russillo, capo della
segreteria di Rosy Bindi e giovane dirigente dell'ufficio legislativo del Pd
alla Camera. Ma Russillo è stato molto più sfortunato di altri suoi colleghi. è
al 4 posto per Montecitorio, la sua sconfitta è garantita. Una sorte simile
aspetta Fausto Recchia, consigliere politico di Arturo Parisi che occupa la
16esima posizione nel Lazio e per finire alla Camera dovrà sperare in una
congiunzione astrale perfetta. Ma tutte queste storie non sono le prime e non
saranno le ultime nelle cronache della politica. Fra questi nomi molti faranno
dimenticare presto la spinta iniziale venuta dall'alto. Dagli staff dei leader
di un tempo, del resto, sono emersi alcuni leader di oggi. Pier Ferdinando
Casini, Marco Follini, Clemente Mastella per fare solo alcuni nomi. Anche loro
all'inizio vittime di facili ironie sull'aiuto ricevuto e poi capaci di
dirigere, guidare, controllare il consenso, fare i ministri, i presidenti della
Camera.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il sospetto dello
stato maggiore Pr contro gli ex popolari: "Ora è Veltroni che deve
risolvere il caso" Esplode la rabbia di Emma e Marco "I cattolici ci
vogliono fuori gioco" Tentata addirittura la carta del Capo dello Stato
GIOVANNA CASADIO ROMA - Ironia del caso. Paola Binetti - la teodem che ha
bollato l'ingresso dei Radicali nel Pd come l'inizio di una malattia grave, e
cioè della "metastasi" laicista - incontra Emma Bonino, Marco
Pannella, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, Sergio D'Elia e Rita
Bernardini, praticamente lo stato maggiore radicale, sull'uscio di
Montecitorio. Lei entra, loro escono. Ma non definitivamente. Stanno solo
andando verso altri incontri, riunioni, vertici per cercare di ricucire lo
strappo, o meglio "il tradimento" compiuto dal Partito democratico di
Veltroni. Bonino ha appena parlato con il presidente della Repubblica. I
Radicali sono talmente infuriati che si appellano al capo dello Stato perché
sia garante di un accordo politico - il loro con il Pd - "vincolante come
un atto giuridico". Dal Quirinale fanno sapere che il presidente ha
richiamato essendo stato cercato e si è trattato di un colloquio di cortesia.
Napolitano evidentemente non c'entra nulla con le beghe di partito. Il ministro
delle Politiche comunitarie si è allontanato dalla conferenza stampa e telefona
al Colle dal cortile della Camera. Alla fine, non commenta. Non erano più così
affiatati da tempo i due leader storici dei Radicali. Ora che le candidature
promesse da Walter Veltroni - nove parlamentari del Pr nella prossima
legislatura - sembrano restringersi a sei perché tre sono in posizioni da loro
giudicate a rischio, torna forte più che mai il sodalizio
politico-paterno-filiale della coppia radicale da trent'anni sulla breccia
delle battaglie per i diritti civili e per modernizzare la società italiana.
Lanciano l'offensiva contro l'anima cattolica dei Democratici che crede di
averla spuntata sfoltendone il drappello parlamentare. "Siamo qua, in
gravi difficoltà e buona forma", esordisce Pannella puntualizzando che
"pacta sunt servanda" e che avranno molto filo da torcere se nel Pd
vogliono farli scomparire. Bonino rilancia: "Tra persone civili i patti si
rispettano". Marco si sfoga: "Non ci fottete, su questo e altro non
ci fottete, però non rompiamo, ci dovete nove eletti senza i quali il patto è
tradito". Emma annuisce: "Non ci sono "se" e
"ma", non siamo stati noi a rompere il patto. Io l'avevo detto che
non mi sarei voluta candidare in Piemonte, non lo ritenevo utile e la
"capolistura" con Luigi Bobba, il teodem, non facilita. Però abbiamo
continuato con autodisciplina, da parte nostra non abbiamo risposto a nessuna
provocazione, non siamo caduti nelle trappole". Ecco, il sospetto dei
Radicali è che l'avversione dei leader cattolici alla fine abbia avuto la
meglio: vogliono metterci fuori gioco. Pierluigi Castagnetti, Rosy Bindi, Beppe Fioroni per non parlare di Binetti, Bobba, Baio sembravano avere
abbozzato. Invece. Bonino una cosa "a Walter" vuole dirla:"Il
dibattito tra laici e cattolici nel Pd è particolarmente sconfortante, Fassino
mi ha invitata al dialogo sostenendo che io e Binetti, chiuse in una stanza,
avremmo dovuto trovare una sintesi. Già sarebbe tanto se Bindi e Binetti
riuscissero mai a trovare un'intesa...". I Radicali non si fidano di Dario
Franceschini, il vice del Pd e leader dei cattolici democratici. è lui alla
fine di una mattinata di colloqui frenetici, a dichiarare: "Le liste sono
immodificabili". Del resto, sul numero due del Pd la "tegola
radicale" piomba a inizio giornata. è Veltroni a chiamarlo in una pausa
della registrazione di "Porta a porta" e a chiedergli conto dello
strappo radicale. Maurizio Turco, uno dei radicali in lista, giura che "a
Walter la chiusura di Dario verso di noi non ha fatto piacere". Pannella è
sicuro che "se Franceschini dice che quella roba lì non si tocca, beh
bisogna sentire Veltroni, perché lui è solo il vice". Ed è cattolico. Non
c'è nessuno, dicono i compagni radicali, che sappia "trattare come
Marco". E Marco non vuole rompere, vuole Veltroni al tavolo, chiede di
riaprire la partita con il "numero uno". Franceschini, e Goffredo
Bettini dal canto loro sono irremovibili. Il Pr tradito da Veltroni? Scrolla la
testa Pannella: "Non usiamo parole grosse, non giochiamo col sacro...sono
incapaci, o meglio capaci di questo".
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
PROFESSIONALE IN
SCIOPERO Cancellate le promozioni di chi aveva debiti, in rivolta istituto
della Spezia LA SPEZIA. C'è chi era iscritto in quarta, e si è trovato in
terza. Chi preparava l'esame di quinta, e è piombato di nuovo in quarta. Di
punto in bianco, parecchi studenti spezzini hanno scoperto lunedì mattina di
essere stati retrocessi: un anno indietro. E così al professionale
"Chiodo"è scoppiata la rivolta. Accade all'istituto di via XX
Settembre, dove questa mattina - per il secondo giorno consecutivo - i 400
allievi non entreranno in classe, per protesta: e dove alle otto arriverà un
ispettore inviato dal direttore scolastico regionale Attilio Massara, che ieri
ha confidato al sito web del Secolo XIX che una soluzione, in un modo o
nell'altro, va trovata. Il fatto è che la storia è complessa, e nasce da una
anomalia tutta spezzina. Nel
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Palermo
L'INTERVISTA Parla la figlia dell'ex ministro: "A
candidarmi è stato Fioroni, i legami di famiglia non c'entrano" La rivincita della
Cardinale junior "Papà? Mi ha sempre messo da parte" Il primo
impegno? Mi batterò per i ragazzi siciliani che non hanno un lavoro e devono
emigrare A casa mia vige una regola ferrea in politica non più di uno. E
da anni voglio mettermi alla prova Affrontare i colleghi di partito che
bocciano la sua candidatura non la spaventa più di tanto: "Con il cognome
che porto - dice - sono sempre stata abituata a dover dimostrare quello che
valgo". Daniela Cardinale, 26 anni, figlia del ben più noto Salvatore, si
prepara al debutto nella politica attiva e dice di essere consapevole del fatto
che non sarà una passeggiata. D'altra parte, il suo ingresso nella lista del Pd
della Sicilia occidentale, in una posizione che praticamente le garantisce di
approdare a Montecitorio, ha colto di sorpresa numerosi dirigenti e militanti
del partito di Veltroni. Dottoressa Cardinale, com'è nata la sua candidatura?
"è stato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni.
è stato lui a indicare me. Visto che il Pd vuole puntare sui giovani e sulle
donne ha ritenuto opportuno che mi mettessi in gioco". E suo padre
Salvatore non c'entra? "No. Nel senso che non è stato lui a farmi
pressioni. Anzi, ha sempre cercato di tenermi in disparte". Però, suo
padre aveva superato il limite massimo di legislature e verosimilmente non gli
avrebbero concesso la deroga. Ci sarà un collegamento tra la rinuncia di
Cardinale senior e la candidatura della figlia. O no? "Certo. Però, a casa
mia vige, praticamente da sempre, una regola ferrea: in politica non più di
uno. Sono anni che io mi voglio mettere alla prova che voglio confrontarmi in
prima persona con un'elezione, ma finché c'era papà la porta per me restava
sempre chiusa. è la regola di famiglia". E in questi anni di politica
"passiva" cos'ha fatto? "Ho studiato. Mi sono laureata in
Comunicazione d'impresa e istituzionale al Link Campus di Roma. Poi ho
continuato con la Comunicazione di impresa e pubblicità alla facoltà di Scienze
della formazione e con alcuni stage fuori dalla Sicilia. Ma oltre a studiare ho
pensato anche alle campagne elettorali di mio padre". Cardinale senior
dice che all'impostazione dei manifesti provvedeva sempre lei. Ha già pensato a
uno slogan stavolta che la riguarda direttamente? "Credo che "Insieme
si può" sia una maniera efficace per spiegare come dovrà essere il Partito
democratico. Ma mi piace anche ricordare che "Voltiamo pagina",
scelto proprio da Walter Veltroni, è un messaggio che mi era già venuto in
mente e che ho utilizzato due anni fa in un laboratorio universitario di
pubblicità. Insomma, la politica ha sempre fatto parte della mia vita. Ed è
quello che ho sempre voluto fare". Adesso le toccherà convincere gli
scettici che è esattamente così. Che non ha mai pensato di fare altro.
"Fin da bambina è stato così. Avevo cinque anni e mio padre era appena
stato eletto. Salii su una Jeep decappottabile e da lì cominciai a sventolare
la bandiera con lo Scudocrociato per tutto il paese di Mussomeli". Suo padre
dice che lui con la politica ha chiuso. Dice: "Non sarò l'ombra di mia
figlia". Dobbiamo credergli? "Sì, se lo dice lui. Ma resta il fatto
che per me è un maestro e dei suoi consigli non potrei mai fare a meno. Ho una
grande responsabilità, ne sono consapevole". Qual è la prima iniziativa
che prenderà una volta entrata a Montecitorio? "Mi batterò per i ragazzi
siciliani che non hanno un'occupazione e che sono costretti a emigrare per
studiare e per lavorare. Sì, penserò ai giovani". m. l.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Giuseppe lo nostro
Le interviste ai responsabili Scuola dei due principali schieramenti politici
emanano odore di campagna elettorale e evitano di affrontare due problemi,
complessi e impopolari le cui proposte di soluzione sarebbero state essenziali
per un giudizio: i veri criteri di ripartizione delle risorse che il governo
metterà a disposizione della formazione e la reale percezione che le famiglie
hanno della scuola. Nessuno dei due cita poi approcci nuovi alla formazione,
che tengano conto, per esempio, dell'evoluzione dei giovani d'oggi e dei loro
nuovi rituali culturali. Aprea parla invece di scuola libera, vellicando i
potenziali elettori con la promessa di mandare, anche a spese mie, i figli alle
scuole private. A che scopo, poi? Capirei se ci fossero strutture private
capaci di offrire livelli formativi irraggiungibili da quelle pubbliche. Allora
sì che mandarvi i davvero meritevoli sarebbe un investimento per la comunità.
Ma visto che così non è, torno a chiedermi: perché sovvenzionare una formazione
privata, quando quella pubblica, in media, funziona pure meglio? Per garantire
a qualcuno la libertà di scelta? Forse che adesso qualcosa impedisce di dare ai
propri figli una formazione privata? Se è un problema di soldi, allora
parliamone, perché penso che dobbiamo rassegnarci al fatto che il lungo periodo
delle vacche grasse, è fi?ni-to. Stop. Chiuso. Fra poco non passerà neanche più
Giovanni Rana coi tortellini. Lo Stato, che, non dimentichiamolo, già sopporta
una pletora di inefficienze, quindi di "assistenzialismo" ne fa già
tanto, non riuscirà ad assicurare il welfare che ha elargito finora. Troppi
anni abbiamo vissuto over. Troppi gli sprechi, troppi i debiti. I vicini
europei ci guardavano sbigottiti. Loro, anche quelli con più risorse naturali,
tiravano la cinghia e noi a far le cicale! Ma andava così e tutti eravamo
contenti. Solo che ora bisognerà cominciare a fare delle rinunce, e sarà
durissimo. Ranieri lo sa che, con i fondi disponibili, i
corsi integrativi istituiti da Fioroni per evitare il ricorso alle
ripetizioni, sono solo un'iniziativa di facciata, che rischia di produrre
l'effetto opposto, la non attribuzione del debito per non doversi poi
sobbarcare l'onere di un corso che la scuola non potrebbe pagare? Quando
Aprea dice che bisogna "formare i docenti attingendo dai nostri migliori
laureati" non penserà mica che ci diamo delle manate sulla fronte
esclamando: "Porcp ..., non potevamo pensarci?". Ora, ammesso e non
concesso che "migliore laureato" voglia dire "buon
docente", ha presente l'onorevole Aprea quale progressione di carriera e
quale status si dovrebbe assicurare al "miglior laureato", affinché
potesse davvero considerare la scuola un'alternativa all'azienda o alla libera
professione? Si è mai accorta che per essere bravi docenti oggi non basta il
110, ma bisogna avere una grossa dose di vocazione allo strazio? Ranieri parla
di una "scuola di qualità", Aprea di "autorevolezza degli
insegnanti". Lo sanno che molti di loro si accontenterebbero già del
rispetto? Un sentimento decisivo per l'efficacia della formazione, che però sta
scomparendo, come le vecchie signore coi capelli turchini e il cammeo al collo.
Scompare perché molti giovani rispettano solo chi ha un'elevata posizione
economica, oppure, ma le due cose vanno spesso di conserva, ha una grande
visibilità mediatica. Se non hai i soldi e non vai in tivù, non esisti! Ma
vallo a dire agli insegnanti, che si ostinano a parcheggiare il Porsche lontano
dalla scuola e non svelano la parentela con la De Filippi (basterebbe anche "cugini
alla lontana"). Scompare perché le scuole in cui i docenti godono ancora
di riverberi di rispetto sono spesso le più impegnative e, di solito, le
più"rassicuranti" dal punto di vista sociale. Così le famiglie vi
iscrivono anche ragazzi non adeguati all'impegno che esse richiedono. Col
risultato che queste scuole scoppiano e i ragazzi, spaesati ed estranei, se la
prendono coi professori. Scompare perché ci sono insegnanti impreparati,
immessi in ruolo per motivi politici, ma inadeguati ai loro compiti. Fino a
qualche anno fa potevano ancora farla franca, ma oggi Wikipedia li inchioda
alla loro insipienza. Scompare perché non si è tenuto conto che le intelligenze
più plastiche dei giovani d'oggi hanno esigenze nuove. Perché non si è puntato
su ritmi scolastici più fondati sui processi biologici dell'apprendimento, ma
si è continuato a produrre tonnellate di noia. Ma soprattutto il rispetto
scompare perché c'è una parte di genitori che lo sta prendendo a calci. È
grazie a loro se abbiamo i ragazzini più maleducati d'Europa. Affetti da
indulgenza di comodo, tramandano ai figli l'arroganza dei diritti, mai
l'obbligo dei doveri. Sono quelli che si scagliano contro l'insegnante
"reo" di una valutazione negativa. E questo da subito (la maestra
denunciata perché, castigat ridendo mores, ha messo un pezzetto di adesivo
sulla bocca dell'alunno troppo chiacchierone? Ma stiamo scherzando!?). Sono i
primi che dovrebbero imparare. L'esternazione di Pippo Baudo a Sanremo, che
pure ha fatto notizia, è solo una parte di una verità amara, che va già oltre
il degrado televisivo. E se anche la scuola cede alle spallate di chi
malsopporta la sua missione, se cedono le fondamenta, allora davvero non ci
sarà scampo e il becerume dilagherà ovunque, non solo in tivù! Oggi ci lamentiamo
perché certe formazioni pagano poco (e questo, al momento delle scelte,
andrebbe detto). Ma, senza nessuna formazione, sarebbe molto peggio. Si
vivrebbe di umiliazioni o di prepotenza, a seconda della prestanza fisica. In
entrambi i casi sarebbe un'Italia... come dice Baudo. Giuseppe Lo Nostro
insegna Qualità nei sistemi industriali alla facoltà di Ingegneria
dell'Università di Genova ed è delegato all'Orientamento. 05/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Roma Dal
14 marzo alla Galleria dell'Oca Gli "Amici di strada" degli anni Sessanta Nello spazio di Luisa Laureati lavori di Fioroni, Schifano Angeli, Festa, Turcato e Novelli Testimonianze di una
stagione LINDA DE SANCTIS "Amici di strada": "Sì, perché
vivevamo soprattutto in strada, con un rituale tutto particolare, ma anche
perché insieme abbiamo fatto un percorso condividendo sia il bello di quegli
anni, ma pure le sofferenze, le ansie, le aspettative, le delusioni che
oggi sembra nessuno voglia più ricordare". è Luisa Laureati che parla,
gallerista oggi, e allora amica di Giosetta Fioroni,
Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa, Giulio Turcato, Gastone Novelli, cui
dedica la mostra "Roma 1960-1965", che si inagurerà venerdì 14 marzo
alla Galleria dell'Oca. Una mostra che nasce dall'amicizia, e dal ricordo una
rinascita artistica che nacque soprattutto a Roma. Spaziano tra cinque anni,
'60-'65, le opere in mostra: ci sono "Laguna" del '60 e "Bambini
in attesa" del '65 di Giosetta Fioroni, un olio
con smalti, oro e alluminio il primo e uno smalto su carta con l'argento il
secondo, in cui si vedono giocare alcuni bambini. Di Mario Schifano, "era
allora molto sottile e dotato di un'insinuante eleganza", ricorda la
Laureati, in mostra "Composizione" del '60, una carta ocra e nera, e
"Da destra verso sinistra", un olio del '64, dove in basso ritornano
l'ocra e il nero mentre in alto è dipinto un gruppo di persone che cammina.
Franco Angeli è ricordato con due quadri "velati", neri in quegli
anni, dove il colore era steso su delle calze di nylon e poi ricoperto da un
velatino ancora spruzzato di colore. Tano Festa, il primo a far incontrare
metafisica e le prime immagini icona dei media, è presente con "Rosso
'29" e un acquerello. Chiudono l'esposizione le opere di Gastone Novelli e
Giulio Turcato, anche loro grandi rinnovatori del segno e nel colore.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Il caso/2 Studenti retrocessi ispezione ministero LA SPEZIA - A La Spezia la
preside di un istituto scolastico superiore ha "retrocesso" gli
alunni sulla base del decreto Fioroni che ha
cancellato la possibilità di promozione con debito alla classe successiva.
Studenti in rivolta, mentre il ministero ha disposto un'ispezione.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
"Le sezioni
Primavera non chiudono" Sbocceranno di nuovo anche in Lombardia le sezioni
Primavera per i bambini dai 24 ai 36 mesi. È l'intervento
scolastico che ha avuto più successo di pubblico tra i tanti cambiamenti di Fioroni. Soprattutto in Lombardia, dove le sezioni aperte nel 2007-2008
tra scuole statali e paritarie sono state 188 (
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-05 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE La Spezia Alunni retrocessi: "Troppi debiti" ROMA -
Ragazzi del quinto e quarto anno retrocessi alla classe precedente in corso
d'anno. E' quanto dovranno appurare stamani all'istituto professionale
"Domenico Schiodo" di La Spezia gli ispettori del ministero. Studenti
e prof da una parte, la nuova preside Rosanna Cipollina dall'altra. La scuola
da molti anni è organizzata per moduli e non per classi. Una sperimentazione
molto avanzata, ispirata al modello di scuola scandinavo. In soldoni uno
studente può trovarsi avanti o indietro a seconda della materia: un caso unico
in Italia. La circolare Fioroni che impone
i corsi di recupero obbligatori dei debiti ha sconvolto quest'organizzazione
didattica. Secondo gli studenti la soluzione indicata dalla preside sarebbe
burocratica e penalizzante. La dirigente smentisce le accuse e afferma che non
è stata presa alcuna decisione.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-05 num: - pag: 13 categoria:
BREVI La figlia di Cardinale: io sostituta di papà? Mi ha
scelto Fioroni, venne da noi in campagna Candidata in Sicilia MILANO - Questa
cosa del "Cardinale" e poi della parola "donna"
sbianchettata sulla lista insospettisce. "Ma no, giuro che non mi hanno
messo al posto di mio padre". Però lei è Daniela, figlia del ministro
Salvatore Cardinale. Che ha sperato fino all'ultimo. "Ma se aveva
scritto anche ai giornali per rinunciare. C'è il limite di mandato, non
poteva". L'accusano di nepotismo, di essere figlia di papà? Come la Madia.
"Sono orgogliosa di mio padre, è un grande maestro. Ma la Madia che
c'entra? L'hanno accusata?". Lei, esattamente, perché è stata candidata?
"Il ministro Fioroni mi ha onorato della
proposta. Ma ha deciso Marini". E come mai ha scelto lei? "Mi
conosce. è venuto da noi in campagna, due anni fa". E vi siete piaciuti
subito? "Ha avuto modo di apprezzarmi". Lei ha esperienza di
politica? "No. Ma mi ricordo quando hanno eletto mio padre. Avevo 5 anni,
una festa bellissima: sventolavamo la bandiera Dc". Insomma, un po' poco.
Suo padre dice che lei ha "il morbo della politica", ma che ora deve
"volare con le sue ali". Prima ha telefonato: "Trepido, non
vorrei che scrivesse che è raccomandata". "Sono orgogliosa di
lui". Diciamoci la verità: lei è raccomandata. "Se non fossi stata
sua figlia, non avrei conosciuto Fioroni e
Marini". E non sarebbe al sesto posto in lista. Prima di Enzo Carra. E della
ragazza del call center. "Sì, spero di farcela". Dice suo padre che
l'hanno candidata "anche perché è una bella ragazza". "Ah sì?
Che carino". Si trova bella? "Carina direi. E fidanzata". Che
studi ha fatto? "Ho la laurea triennale al Link Campus di Roma in Scienza
della comunicazione. Ora mi sto specializzando in Comunicazione d'impresa e
pubblicità a Palermo". Link? L'università di Malta? "Sì. Quella
fondata dall'ex ministro Scotti". Ah ecco, Scotti. Anche lì le davano
della raccomandata? "Sì, ho dovuto lavorare il doppio". Che vita fa?
"Sono una persona normale. Una brava ragazza. Vado a cavallo". Ultimo
libro letto? "Ultimamente? Beh no, studio". Dell'aborto che ne pensa?
"Che è una scelta difficile. Ma le donne devono essere lasciate
libere". A Roma sarà sempre la figlia di Cardinale. "All'inizio sì.
Poi mi farò valere". \\ Alla fine ha deciso Marini Non ho esperienza
politica: quando hanno eletto papà avevo 5 anni, mi ricordo la festa con la
bandiera dc Daniela Cardinale Alessandro Trocino.
( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Stai consultando
l'edizione del Chi "spara" sugli insegnanti Marina Boscaino C he il
settimanale "Panorama" incorra frequentemente in tirate qualunquiste
che ne fanno uno dei principali protagonisti del sistema di dis-informazione
italiano non è una novità, né stupisce. Del resto, una testata nelle mani di
uno dei più fedeli seguaci di Silvio Berlusconi non può che inseguire
coerentemente i propri obiettivi. Stupisce invece il candore con cui qualche
tempo fa Antonella Piperno, giornalista di "Panorama", abbia
indossato repentinamente i panni di censore per sparare a zero su un mondo -
quello delle associazioni professionali di insegnanti - che, come ogni altro
settore, presenta zone di luci e ombre; ma che ha innegabilmente rappresentato,
nel corso degli anni, una risorsa significativa per il mondo della scuola, per
la vigilanza democratica, per il supporto ai docenti, per l'elaborazione di
didattica e di pensiero scientifico. E non si tratta qui tanto di difendere i
singoli docenti che ne fanno parte (ciascuno, in qualunque categoria
professionale, decide se svolgere eticamente o meno il proprio lavoro; e dunque
sarebbe pretestuosa una difesa d'ufficio acritica che non tenesse conto di
questo elemento), quanto le associazioni in sé e il ruolo che esse svolgono o
potrebbero svolgere nel Paese. Quanto ha studiato la giornalista, quanto si è
addentrata nel mondo delle associazioni? Con quanta approssimazione ha
licenziato un articolo che - sulla scia di una convinzione ormai sclerotizzata
nella mente degli italiani - alimenta il qualunquismo più becero,
l'approssimazione più antipolitica, la dis-informazione, appunto, che tanta
responsabilità ha avuto nella creazione dell'esistente e tanta ne avrà se,
soprattutto, si dovessero realizzare i tristi presagi dei sondaggi alle
prossime elezioni? Molto poco. Se solo si pensa che in un unico calderone -
accompagnato dal titolo-scandalo: L'insegnante? Ha traslocato a Slow Food - ha
infilato tutti: insegnanti distaccati, appunto, presso Slow Food (associazione
per la difesa del cibo di qualità), presso il Wwf, presso l'associazione
maschile Opera di Maria. I 100 insegnanti che si occupano di attività di
prevenzione del disagio psicosociale e riabilitazione e reinserimento dei
tossicodipendenti; 1099 insegnanti italiani che lavorano presso organizzazioni
sindacali della scuola (il cui distacco - questo la Piperno non lo sa o non lo
scrive - dipende da una legge diversa dalla 448 del '98); i 500 insegnanti che
lavorano presso l'amministrazione scolastica con compiti relativi all'attuazione
dell'autonomia; infine, i 100 insegnanti che lavorano presso enti e
associazioni che svolgono formazione e ricerca educativa e didattica. Funzioni,
come è evidente, molto differenti tra loro, ciascuna con una propria
specificità, certamente non tutte legate direttamente alla formazione e
ricerca, che rimangono gli ambiti di competenza specifica degli insegnanti. Che
le associazioni professionali svolgano un ruolo importante per la crescita
culturale e democratica del Paese e per la dialettica interna alla scuola
italiana, nonché possano rappresentare un interlocutore valido rispetto alle
scelte politiche e amministrative sulla scuola è stata
certamente una convinzione di Giuseppe Fioroni: a lui va
riconosciuto il merito - tra tante scelte che non abbiamo condiviso - di aver
solo parzialmente assecondato, nella ripartizione dei comandi alle associazioni
professionali, la propria vocazione confessionale e di aver tentato una
distribuzione più equa di quella, grossolanamente teo-con, operata da
Letizia Moratti. E l'interlocuzione (sebbene non sempre favorevole alle
associazioni) è stata reale, effettiva. L'articolo - tra luoghi comuni e comuni
banalità - conclude con la quantizzazione di ciò che lo Stato paga per
mantenere inalterato questo sistema (ciascun insegnante deve essere sostituito
a scuola: il totale della spesa è di 70 milioni di euro, il doppio di quanto
Valentino Rossi deve restituire al fisco italiano) e indulgendo alla solita
tiritera sugli sprechi nella spesa pubblica: non tenendo conto, a fronte di
tale denuncia, del prezioso lavoro effettivamente svolto in termini di
formazione, ricerca e aggiornamento, sin dai tempi in cui queste attività non
erano considerate un diritto-dovere per gli insegnanti. E di espressione di un
pluralismo di idee vantaggioso per la democrazia. Io credo che, molto più che
puntare il dito in maniera indiscriminata e qualunquista su una condizione
genericamente descritta (alimentando, in tal modo, anche un certo malanimo con
cui parte del mondo della scuola vede i comandati e i distaccati, non
comprendendo che non sono rari i casi di chi, da quella condizione, lavora il
doppio e soprattutto elabora e diffonde pensiero critico e cultura),
bisognerebbe - salvaguardando l'istituzione e la validità che essa spiega all'interno
di scuola e società - pensare di concentrare le energie su ciò che riguarda
direttamente il supporto alla scuola; evitare investiture "a vita",
comandi e distacchi che tengano gli insegnanti per troppi anni lontani dalla
scuola: con il rischio di perderne di vista la dimensione reale; individuare
metodologie per valutare in maniera attendibile l'attività, l'iniziativa
democratica, il contributo in termini di ricerca, di formazione, di riflessione
sulle politiche scolastiche che ciascuna associazione è in grado di fornire.
Solo così sarà possibile non gettare il bambino con l'acqua sporca. Perché, in
tempi di perdita di senso, di sommarietà, di superficialità patologiche come
questi, il rischio è davvero grande.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-03-05 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE ETICA La scuola cambierà quando sarà diventata
"questione nazionale" di LOREDANA PERLA* N on si può dire che in
Italia il discorso pubblico sulla scuola risulti particolarmente coltivato
oltre i recinti della mera cronaca, fatta salva qualche eccezione che si sforza
di muovere lungo i sentieri di una seria problematizzazione, oggi più che mai
necessaria: mi riferisco all'editoriale di Ernesto Galli della Loggia
pubblicato dal Corriere, L'Italia non è solo una parola. Un Paese è la sua
scuola, scrive Galli della Loggia, e se questo Paese vive processi di
"decomposizione mortali" forse è perché qualcosa è cambiato,
radicalmente cambiato, anche nel nostro sistema di educazione ed istruzione.
Sebbene nella sua analisi l'editorialista tocchi anche le emergenze del sistema
giudiziario e di un Sud diventato terra di conquista della malavita, sulla
scuola non usa mezzi termini: il sistema è collassato, ridotto "nella sua
essenza a un'insulsa macchina burocratica". E' pur vero che l'emergenza
non riguarda soltanto la scuola italiana. E' in tutto l'Occidente che si sconta
la crescente irrilevanza dell'istituzione scolastica, ma ciò non costituisce un
alibi per il disimpegno. Nel frattempo la nostra scuola congeda numeri
crescenti di ragazzi incapaci di utilizzare correttamente l'impianto
ortografico e grammaticale dell'italiano o di distinguere un'iperbole da una
parabola. Che fare dunque? Vorrei suggerire un elemento di discernimento, oggi
forse utile all'esercizio di un pensiero costruttivo sulla scuola, e poi una
proposta. Per quanto riguarda il primo è ormai evidente che il dibattito
pubblico sulla scuola è fermo a un' empasse, ovvero alla divergenza fondamentale
fra chi intende la scuola come un mezzo al servizio della persona e chi,
invece, è convinto che essa debba continuare ad esprimere l'ideale di uno Stato
gestore della scuola di tutti. E' una contrapposizione riproposta puntualmente
ad ogni cambio legislatura ma che, ahimé, non giova a nessun vero progetto
riformistico perché, pur non mettendo in dubbio la necessità che allo Stato
debbano continuare a spettare compiti importanti in fatto di scuola, alimenta
la falsa convinzione che la crisi della scuola possa essere superata o
confermando con qualche correttivo il vigente modello (è il
tentativo che ha fatto Fioroni), oppure innovandolo con la promozione di una libera concorrenza
fra progetti pedagogici diversi, anche antitetici. Leggo in questa contrapposizione
la ragione vera dell'immobilismo riformistico della scuola, non certo nella
corporazione dei pedagogisti (sia pure "di regime") accreditata dal
prof. Galli della Loggia di poteri sovradimensionati rispetto alla reale
incidenza nelle prassi(quante voci di pedagogisti annovera il dibattito
pubblico sulla scuola?). E' questa contrapposizione, infine, che credo occulti
allo sguardo della politica la scuola "in carne ed ossa" e i suoi
problemi reali, quella scuola concreta, fatta di persone (studenti, insegnanti,
famiglie), che non ha bisogno di innovazioni ma di essere rigenerata e
rimotivata con un' idea chiara e forte del fine comune verso cui tendere, oltre
la confusione indotta dai tanti pedagogismi democratici, dagli slogan ritriti,
dal chiacchiericcio "politique politicienne". Il discorso sulla
scuola impegna su questioni di fondo: la trasmissione della memoria,
l'"uomo" da formare, i rapporti fra autorità e libertà, fra
educazione e istruzione, fra libertà e verità. Ma di queste cose interessa
ancora qualcosa a qualcuno? Se sì, se la scuola non è solo una parola, allora
la proposta: che si faccia diventare davvero la questione scuola una questione
nazionale. *Pedagogista Università di Bari \\ Tutto l'Occidente sconta la
crescente irrilevanza di questa istituzione che congeda sempre più ragazzi che
non conoscono la grammatica.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-05 - pag: 14 autore: PARTITI
PERSONALI Nepotismi di ritorno C he la legge elettorale rappresentasse un colpo
alla democrazia reale ( e non libresca) è stato chiaro quando ai cittadini è
stato tolto il diritto di scelta imponendo le liste bloccate. Se, poi, tra i nomi entrano la figlia di Cardinale, la segretaria di Fioroni, i 3 assistenti di Franceschini si sente un'aria stantìa e
vecchia, assai diversa dalla ventata di freschezza avvertita nel giro del pullman.
Può darsi che sia l'ultimo pegno pagato al "vizietto margheritino"
che origina dai vecchi metodi dc. Ma se aumenta il distacco dei
cittadini dalla politica non c'è da stupirsi.Veltroni non è riuscito a scalzare
del tutto la politica dei "partiti personali" (comeè stato anche
quello di Bassolino): magari quei candidati sono persone eccellenti, ma per chi
vuole cambiare l'Italia il senso dell'opportunità è tutto. "Si può
fare". Ma non sempre. (a.o.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Pordenone Scuola,
sindacati e genitori in piazza "Servono risorse, arrivano tagli".
Domani la protesta di fronte all'ex Provveditorato ORGANICI ALL'OSSO Problemi
anche per gli incarichi di sostegno Il conto lo pagano non vedenti e audiolesi
Aumentano gli alunni, calano le cattedre Gli studenti saranno stipati come
sardine Sindacati della scuola e genitori in piazza, domani alle 15 davanti
all'ex-Provveditorato di Pordenone: è saltato l'armistizio sull'istruzione per
gli organici docenti 2008-2009, che hanno più buchi dell'emmenthal. Sit-in in
via Concordia al civico 1, con le bandiere Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e
le famiglie di Roveredo in Piano che chiedono asilo per 55 bambini. "E'
una sofferenza forte, quella che si vive nelle primarie del Pordenonese, con 39
cattedre in meno e 353 alunni iscritti in più". A dirlo è la
rappresentante della cisl provinciale Marisa Susanna. "Salteranno otto
classi e un tempo-scuola lungo - aggiunge -. Nel settore dell'integrazione dei
disabili è una tragedia: i dirigenti hanno chiesto 106 posti e 75 sono
autorizzati". Servono due posti di sostegno per alunni non-vedenti e
quattro per audiolesi? La ragioneria scolastica ne concede il 50 per cento: tre
al massimo. Potrebbe andare peggio nelle materne, con un taglio ipotizzato di
11 posti-docenti in provincia. "Chiediamo l'autorizzazione a due nuove
sezioni dell'infanzia a Roveredo - è il pressing della cislina -. Non possiamo
lasciare 55 famiglie sulla graticola dell'incertezza. Ci sono liste d0attesa
nelle materne di Azzano Decimo: che facciamo, togliamo loro il diritto alla
scuola?". La Caporetto è annunciata, nelle superiori, dove ci sono una
ventina di cattedre in bilico e la prospettiva di aule sovraffollate, oltre la
soglia di 30 studenti in aula. "Inaccettabile - è la reazione sindacale in
casa Flc-Cgil -. Domani scatterà la fase 2 della protesta: il prefetto di
Pordenone ha rappresentato le nostre istanze al governo e portiamo in piazza la
lotta nel nome del diritto di scuola. La scuola pordenonese aumenterà, in
settembre, i numeri degli iscritti, gli alunni stranieri da integrare e gli
studenti disabili: servono risorse, non tagli". Famiglie sempre più in
difficoltà, specie se cala il tempo pieno. Alunni con meno ossigeno, nelle aule
sovraffollate e con il problema della sicurezza. "A settembre, 55 bambini
di Roveredo rischiano di rimanere senza maestre - ricordano Carla Franza e
Gianfranco Dall'Agnese (Cgil) -. Una nuova scuola, privata d'ufficio di quattro
docenti? Meglio protestare". Proteste marzoline, diffuse. Il 18 marzo sarà in agenda il secondo sciopero orario dei
comitati di base della scuola, per chiedere il ritiro dell'ordinanza 92 del
ministro dell'istruzione Beppe Fioroni. Il recupero debiti e le
sforbiciate sugli organici mandano all'aria il feeling della sinistra sindacale
con il governo dimissionario: a rischio anche 10 mila assunzioni in ruolo 2008.
Chiara Benotti.
( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
09.5205/03/2008 Recupero debiti, il ministero dispone un'ispezione a La Spezia
Roma - Il direttore scolastico regionale per la Liguria, Attilio Massara, ha
disposto una visita ispettiva all'Istituto professionale "D. Chiodo"
di La Spezia, per verificare la presunta ricomposizione delle classi in corso
d'anno sulla base di livelli di apprendimento. Il dirigente scolastico,
infatti, avrebbe deciso di retrocedere di un anno alcuni studenti passandoli
dalla quarta alla terza, o dalla quinta alla quarta, tenendo conto, alla luce
della nuova normativa Fioroni, dei debiti non saldati
negli anni precedenti. Tutto questo a meta' anno scolastico con gli alunni di
quinta che gia' preparavano la maturita'. Una interpretazione, quella della
preside spezina, delle regole che ha fatto saltare sulla sedia l'Ufficio
scolastico regionale e il ministero stesso. "È nostro impegno- ha
affermato, infatti, il direttore generale per gli ordinamenti scolastici del
ministero della Pubblica istruzione, Mario Dutto- assicurare in ogni situazione
la regolare partecipazione degli studenti al percorso scolastico,
salvaguardando i diritti e le aspettative di ogni alunno nel rispetto delle
norme in vigore, vincoli invalicabili per tutte scuole".(DIRE).
( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il Comune sembra
voler correre ai ripari. Entro fine mese promesso un progetto sicurezza Furti
nelle scuole, finalmente un piano PORTO SAN GIORGIO - Entro la fine del mese
sarà pronto un progetto d'intervento per evitare che nelle scuole di Porto San
Giorgio possano ripetersi altri furti. Ed intanto, nelle prossime ore, si
procederà con una serie di piccoli interventi che limitino i danni da subito.
Questo è ciò che è scaturito dall'incontro di ieri mattina tra il sindaco
Claudio Brignocchi, i dirigenti scolastici Laurindo Vallorani e Marcella
Bernabei ed il vice comandante della Polizia municipale, Fabrizio Ferranti.
Dopo i numerosi casi di furti degli ultimi mesi nelle scuole della città, ci si
è finalmente seduti al tavolo della concertazione. L'ultimo furto è avvenuto
nel fine settimana scorso alla scuola elementare Borgo Rosselli (nella foto),
dove alcuni malviventi sono riusciti a trafugare dall'istituto scolastico
diversi computer e monitor acquistati dai genitori che, proprio ieri,
denunciavano l'insostenibilità della situazione. "Ho dato mandato alla
Polizia municipale, insieme all'ufficio tecnico del Comune, di individuare le
criticità degli istituti commentava il sindaco Brignocchi e di predisporre, nel
giro di un mese, un progetto concertato insieme alla dirigenza che preveda una
serie di interventi". "Un progetto che sia efficace e realizzabile
allo stesso tempo, mirato ed in grado di razionalizzare gli strumenti di difesa
che già esistono nelle scuole. Nel frattempo mi compiaccio che i dirigenti
abbiano apprezzato il lavoro dell'amministrazione nell'aver messo a norma i
plessi scolastici". Per il sindaco le cause della microcriminalità vanno
ricercate: "Nell'indulto, nella crescente povertà e nel disagio giovanile,
legato anche alla tossicodipendenza. Mi rincuora, però, che nel secondo
semestre del 2007, la situazione sia migliorata". Proprio ieri mattina il
sindaco, tanto per rimanere in tema "sicurezza" si è incontrato con
il questore ed il prefetto: "Non ci lasciamo trasportare dalla demagogia.
Provvedimenti come il vigile di quartiere o la videosorveglianza in città vanno
bene se inseriti in un progetto più ampio". "Il Comune farà la sua
parte ma le indicazioni devono giungere dalle forze dell'ordine". E a
breve verrà stilato anche un protocollo d'intesa: "Sulle scuole cercheremo
di rendere ai malviventi la vita il più difficile possibile, da subito".
Sulla stessa lunghezza d'onda Ferranti: "Faremo tutto il possibile
puntando a rafforzare soprattutto la sicurezza passiva, ossia ad esempio
dotando le sale d'informatica di porte blindate. Alcuni interventi che sembrano
scontati non sono, però, realizzabili". "Pensate che le inferriate
alle finestre dei piani bassi delle scuole non si possono mettere perché
proprio le finestre potrebbero essere un'uscita di sicurezza in casi
d'emergenza". "Siamo soddisfatti sorride Bernabei soprattutto per la
collaborazione e la disponibilità dell'amministrazione. Il fatto che ci si sia
resi conto che la situazione è ormai intollerabile, è un grande passo
avanti". I due dirigenti scolastici Bernabei e Vallorani si muovono, ormai
da diverso tempo, insieme: "La collaborazione è partita, in primis, da
noi. Lo testimonia anche il fatto che abbiamo attivato
congiuntamente, tra scuola media e direzione didattica, le commissioni, come
previsto dal ministro Fioroni, per le indicazioni del curriculo, una sorta di percorso
programmatico sull'attività didattica e sui suoi contenuti, obiettivi e
competenze". GIORGIO FEDELI,.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Scuola
"Giusto pensare
alle elezioni anticipate ma prima diamo risposte ai bisogni" "In
Campania serve una verifica con la popolazione attraverso il voto per
ristabilire un patto con il governo che si è spezzato". Dalla frase di
Bertinotti a RadioRai alla reazione dell'assessore regionale di Rifondazione
Corrado Gabriele passano pochi minuti. Che fa un assessore del Prc nella giunta
Bassolino di fronte alle frasi del proprio leader nazionale? "Affronta il
discorso politicamente. Bertinotti rappresenta tutta la sinistra, io sono
assessore indicato da un partito in virtù di un gruppo consiliare che fa parte
di una maggioranza. I partiti hanno il dovere di decidere, non possono fare
come ha scelto di fare Veltroni e rimettersi alle altrui decisioni".
Quindi è crisi aperta? Rifondazione lascia la giunta? "Impostato così il
discorso non regge. Serve il voto per ristabilire un patto con la popolazione.
Ma ci sono cose importanti da fare e le stiamo realizzando. Anche se nel
silenzio". Facciamo degli esempi? "La crisi degli organici della
scuola. Ho contatti quotidiani con il ministro Fioroni per evitare 3500 tagli. Eppoi c'è l'accordo per ben 396 vertenze
industriali. Si tratta di risultati che non possono essere vanificati dalla
mancanza di analisi rispetto alla situazione". Ha ragione Bassolino a
ribadire che non è il momento di uscire di scena? "Entro dodici
mesi possiamo essere in grado di presentare dei risultati. Ed essere valutati
per questi. Il discorso del voto è diverso. Se i partiti, con la loro
dimensione autonoma, decidono che Bassolino non deve governare fino al 2010,
sono in grado di mandare tutti a casa". Lei ha una questione personale che
è divenuta giudiziaria. Uno dei tanti casi che ha colpito la giunta Bassolino.
È accerchiamento? "Personalmente ho vissuto un momento che segna il
passaggio dal momento delle accuse a quello in cui ci si può difendere. E penso
che si possano portare avanti degli argomenti forti". La giunta ha ripreso
a correre? "Sento che le cose che stiamo facendo sono le migliori per
uscire dalla crisi. Tanti sono i risultati positivi, dalla produzione alla
creatività, che raccogliamo. Dobbiamo invertire i numeri e proporre sempre più
cifre in positivo". sa. sa.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
Stop ai prezzi
esorbitanti per i libri di testo. Il semaforo rosso l'ha
acceso il ministro dell'istruzione Giuseppe Fioroni che ha
fissato i limiti massimi di spesa per studiare cinque anni di fila alle scuole
superiori. Ma i presidi si dicono perplessi: davvero le tabelle saranno
rispettate? Sulla carta studiare al classico costerà, per volere ministeriale,
1.490 euro, per un istituto professionale la spesa non potrà superare i
913, per i tecnici i 1.200, oscillerando tra i 1.115 previsti per l'indirizzo aeronautico
ai 1.290 del nautico.Per gli artistici la spesa massima complessiva sarà
mediamente di 1.000 euro, per il quinquennio all'artistico ci vorranno 1.070
euro, per l'istituto d'arte un po' meno (938), all'agrario 1.220, al
commerciale 1.200."Scaricare il compito di rimanere entro i parametri su
chi sceglie i libri di testo lo trovo di difficile attuazione - commenta
Massimo Mogno, preside del liceo scientifico Nievo che, in quanto tale, non
dovrà andare oltre i 1.405 euro - meglio era far opera di persuasione sugli
editori o risparmiare sulla distribuzione. Così è un'iniziativa certo popolare,
ma efficace non si sa quanto". Per Bruno Ghinatti, dirigente dell'istituto
commerciale Calvi che a settembre scorso, per contenere il caro-libri, aveva riservato
un'aula della scuola alla compravendita dell'usato, va un "plauso alle
buone intenzioni ma, come sempre, l'arduo sta nel metterle in pratica".
Alza la voce anche la Federazione giovanile dei comunisti italiani del Veneto
per bocca del portavoce Alessandro Squizzato: "L'idea dei tetti di spesa
per l'acquisto dei testi nelle scuole, in particolare quelle superiori, è
sicuramente positiva ma non è nulla di nuovo e tanto meno può considerarsi
sufficiente. Si tratta di una misura già applicata da tempo in molti istituti,
con scarsi risultati, oltretutto macchinosa e che genera un'inefficienza con
pesanti ricadute sugli studenti". Una possibile soluzione? Il comodato
d'uso: il Veneto ha stanziato 500 mila euro per consentire alle scuole di
acquistare i libri da poter poi assegnare gratuitamente o con una retta molto
bassa agli iscritti che, dal canto loro, hanno il dovere di riconsegnarli in
buone condizioni alla fine dell'anno.F.Cap.
( da "Redattore sociale" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
16.5005/03/2008 Prodi e Fioroni consegnano il trofeo
ai giovani ''cervelli'' Roma - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il
ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni,
hanno premiato, stamattina, una decina di studenti delle superiori tra quelli
che si sono piazzati al top nelle gare internazionali, comprese le ultime
Olimpiadi matematiche del
( da "Galileo" del 05-03-2008)
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5 Marzo 08Etica e
politica | RICERCA IN ITALIA Come uscire dalla crisi Pochi ricercatori e
investimenti in picchiata nei settori scientifici. Ecco le proposte di Luigi
Berlinguer e del Gruppo di lavoro per lo sviluppo, presentate oggi al Cnr
Attualmente in Italia si contano 70mila ricercatori: una popolazione
decisamente esigua se raffrontata con i 100mila della Spagna, i 200mila della
Francia e i 270mila della Germania. Ancora, gli investimenti sulla conoscenza
promossi nel nostro paese sono pari al 2,5 per cento del Pil, niente rispetto
al 6,5 per cento di realtà avanzate come Svezia e Stati Uniti. Per non parlare,
poi, del numero di laureati in ingegneria, tra i più bassi nel contesto
dell'area del G7. Il bilancio? L'Italia oggi è il fanalino di coda nella
classifica delle competenze scientifiche diffuse all'interno delle aree più
avanzate del mondo. è uno scenario preoccupante quello rappresentato da Luigi
Berlinguer, presidente del Gruppo di lavoro per lo sviluppo della cultura
scientifica e tecnologica, nel corso del convegno organizzato oggi dal Cnr, a
Roma, “Scienza è cultura - La cultura scientifica e tecnologica per lo sviluppo
del paese”. Nel corso dei lavori (cui hanno partecipato il
presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della pubblica istruzione
Giuseppe Fioroni, impegnati nella premiazione degli studenti vincitori delle
Olimpiadi internazionali di scienza), Berlinguer ha illustrato i punti salienti
del documento di lavoro predisposto dal Gruppo, e contenente le linee guida per
ridare impulso alla cultura scientifica in Italia. “La situazione è
molto grave, e non è percepita come tale dal paese nel suo complesso”, ha
affermato Berlinguer: “Sono troppi gli indicatori allarmanti che mostrano una
profonda crisi in corso. Siamo di fronte a una pericolosa perdita di peso
internazionale, alla contrazione delle opportunità offerte alle nostre giovani
generazioni, al rischio di una marginalizzazione nella società mondiale della
conoscenza. La scienza è un bene pubblico, la scienza è cultura: altrove si
tratta di un'affermazione ovvia, ma nel paese di Leonardo, Galileo e Fermi non
sembra esserlo”. Le strategie operative proposte dal Gruppo spaziano in tutti
gli ambiti di sviluppo: dalla scuola alle università, dalle istituzioni e le
organizzazioni culturali alle imprese, ai media. Tra i punti prioritari
figurano la promozione di un programma per lo sviluppo professionale dei
docenti e l'adeguamento delle scuole a laboratori del sapere scientifico,
dotate, - in quanto tali - di infrastrutture, mezzi e strumenti necessari per la
pratica sperimentale. Gli atenei, ancora, devono riprogettare i propri percorsi
in modo da ovviare alla crisi attuale delle immatricolazioni ed estendere al
massimo l'orientamento formativo, sviluppando i modelli emersi con il Progetto
Lauree Scientifiche. Se musei, science center e osservatori devono agire in una
logica di rete e dedicare grande cura alla professionalità degli addetti (in
supporto all'attività scolastica), sul fronte imprenditoriale è necessario,
invece, definire pratiche permanenti di conoscenza e formazione (previste dai
recenti provvedimenti sull'istruzione tecnica e professionale, dagli istituti
tecnici superiori e dai poli tecnologici). Determinante, infine, una maggiore
sensibilizzazione da parte dei media, che devono affrontare con maggiori rigore
i temi della scienza e contribuire a cancellare quell'atteggiamento di
diffidenza con cui oggi spesso sono considerati i ricercatori da parte
dell'opinione pubblica. “Gli investimenti finanziari sono indispensabili, ma da
soli non bastano”, ha concluso Berlinguer: “è indispensabile un radicale
cambiamento di atteggiamento culturale, di metodo, innanzitutto dei
responsabili politici. E principalmente a loro che bisogna chiedere, al di là
della dialettica dei diversi schieramenti, che cosa hanno intenzione di fare”.
(l.s.).
( da "Virgilio Notizie" del 05-03-2008)
Argomenti: Scuola
05-03-2008 17:21
"E' uno dei punti più significativi del nostro programma" Roma, 5
mar. (Apcom) - Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha nominato la dottoressa
Maria Di Prato responsabile del Dipartimento sul Merito del partito. Lo rende
noto un comunicato. Nella lettera d'incarico Cesa sottolinea come il tema in
questione rappresenti "uno dei punti più significativi del programma
dell'Udc". "La dottoressa Di Prato - si legge
nella nota - è attualmente presidente nazionale del Movimento per il Merito,
associazione il cui scopo è quello di diffondere nel nostro Paese la cultura
della meritocrazia in tutti i settori della società".
( da "Bollettino Università & Ricerca" del
05-03-2008)
Argomenti: Scuola
SISSA Premio Amerio
al matematico Antonio Ambrosetti Il 12 marzo a Venezia parlerà di matematica e
delle sue applicazioni nell'ambito di una iniziativa
promossa dal Ministro Fioroni. Considerato uno dei maggiori esperti mondiali di Analisi
matematica non lineare e professore ordinario del settore di Analisi funzionale
alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, Antonio
Ambrosetti si è aggiudicato l'importante riconoscimento dell'Istituto Lombardo
Accademia di Scienze e Lettere. Il Premio Amerio, intitolato al
matematico del Politecnico di Milano scomparso nel 2004 che tanto ha
contribuito a promuovere le applicazioni della matematica all'ingegneria.
Ambrosetti, decano della Sissa, coinvolto nell'istituzione a Trieste del primo
nucleo di ricerca in analisi non lineare fin dall'anno dell'istituzione della
Scuola, nel 1978, è stato premiato con una medaglia d'oro per i contributi di
particolare rilievo dati nel campo dell'analisi matematica. "Per Amerio ho
sempre nutrito una stima profonda e non solo scientifica - commenta Ambrosetti
-. Luigi Amerio è stato per un certo periodo il mentore di Giovanni Prodi, che
a sua volta è stato mio supervisor. Se mi considero figlio "matematico"
di Prodi, di Amerio sono quindi il nipote". Nato a Bari nel 1944,
Ambrosetti si è laureato in matematica all'Università di Padova nel 1966. è
membro del comitato editoriale di 15 riviste scientifiche internazionali e ha
già ottenuto numerosi riconoscimenti importanti. Tra questi, il premio
Caccioppoli nel 1985, Chaire Lagrange a Parigi nel 1991, la laurea honoris
causa dall'Universidad Autonoma di Madrid nel 2005; è socio dell'Istituto
Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, socio corrispondente della Accademia delle
Scienze di Torino e dal 2003 è socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei
Lincei. A questi riconoscimenti si aggiunge, ora, la medaglia dell'Istituto
Lombardo, fondato nel 1797 da Napoleone Bonaparte su modello dell'Institut de
France, che ha avuto tra i suoi presidenti anche Alessandro Volta e Alessandro
Manzoni. Ambrosetti, già docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è stato
inoltre visiting professor in molte università in tutto il mondo: da Brema,
Praga, Parigi, Madrid, Granada, agli Stati Uniti e al Giappone. Ed è stato
supervisor di tanti studenti di dottorato, molti dei quali ormai professori in
prestigiose università. Un nuovo riconoscimento, dunque, per il matematico
italiano che dalla Sissa continua a formare brillanti studenti accompagnandoli
nel mondo della ricerca in matematica. Ma come nasce la passione per la
matematica? Per Ambrosetti un amore di vecchia data. "Alle scuole
elementari ero molto più contento quando in classe dovevamo risolvere dei
problemi piuttosto che fare temi o il dettato. Al liceo, poi, dimostrare i
teoremi mi appassionava molto: prediligevo le questioni teoriche ed è per
questo che, dovendo scegliere il percorso futuro all'università, ho scelto
Matematica, più astratta rispetto a Fisica e Ingegneria". Ma perchè oggi
uno studente liceale dovrebbe decidere di proseguire gli studi nel campo della
matematica? "La matematica è un po' come l'arte, una sorta di piacere
intellettuale. Alla base della scelta, quindi, deve esserci innazitutto l'interesse
personale. E l'entusiasmo. Perchè se si fanno le cose con entusiasmo ci si
diverte. E l'astrazione del pensiero matematico può essere molto divertente.
Comunque perchè scegliere la matematica? Be', oggi studiare matematica non vuol
dire fare solo l'insegnante. è riconosciuto ormai l'ampio spettro di ricadute
applicative che ha la matematica, per cui oggi il matematico è richiesto anche
dalle banche, dagli istituti finanziari e statistici, dalle assicurazioni ecc.
Perchè con la sua elasticità di ragionamento è capace di affrontare i problemi
e risolverli". Ciononstante a volte preoccupano alcuni dati che indicano
la disaffezione dei più giovani dalle materie scientifiche, e non solo in
Italia. "In Sissa non ci siamo accorti di questa disaffezione dei giovani
nei confronti della matematica e delle altre materie scientifiche. Continuamo
ad accogliere e formare studenti talentuosi ed entusiasti. In generale, però,
la disaffezione si riscontra ed è opportuno allora far capire a tutti gli
studenti l'importanza e il fascino della matematica. Anche per questo ho
accettato di partecipare il 12 marzo a Venezia a un incontro dedicato all'arte
delle formule e dei numeri, nell'ambito dei seminari tematici nazionali
promossi dal Ministro Fioroni. Parlerò della relazione
tra matematica e le scienze applicate e cercherò di far capire perchè la
matematica è importante e affascinante" BUR.IT 06.03.08.