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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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E il Nord continua a
pagare ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: risultati della valutazione delle università recentemente
ripresi dal ministro Gelmini sono chiari: le università superiori alla media
italiana in termini di ricerca, insegnamento, e capacità di attrarre fondi sono
distribuite quasi esclusivamente al Nord e quelle inferiori alla media al Sud.
I test Pisa (Ocse, 2006), che misurano i livelli di apprendimento per alunni di
15 anni,
Rischia di chiudere la
nuova scuola ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini prevede, infatti - continua Berruti -
che le scuole con meno di 50 alunni vengano dismesse. La Liguria chiede che
quel limite valga per i plessi, e in quel caso, Cosseria, con 68 bambini tra
materne, elementari e primavera sarebbe idonea.
Disco verde da Torino
Il liceo artistico si salva dai tagli della Gelmini (
da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pietro Sella» Disco verde da Torino Il liceo artistico si
salva dai tagli della Gelmini La scure dei tagli sulla scuola ha risparmiato il
Liceo artistico e il corso Ipsia per i carcerati. Entrambi, a settembre,
apriranno le porte ai loro iscritti. La loro sopravvivenza era stata messa in
forse dalle nuove norme del governo.
Rovereto si curi anche
di formare i nuovi dirigenti (
da "Trentino" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono in partenza i Piani di Studio Provinciali e i nuovi
Licei della Gelmini. Decolla a Rovereto il Centro per la Formazione insegnanti.
Tre fatti interconnessi: i nuovi presidi dovranno affrontare con le loro scuole
i Piani di Studio e adattare i Licei ad una nuova forma; e in questo lungo processo
saranno affiancati, auspicabilmente, dal Centro di Rovereto.
"non sono solo un
prestanome ho studiato, so tutto sul tema" - antonello caporale (
da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economia In quota Gelmini Maurizio Bernardo è l´autore
dell´emendamento anti-magistrati: "Parlatene con il presidente"
"Non sono solo un prestanome ho studiato, so tutto sul tema" Sono
stato eletto in quota Gelmini, non c´entro con Cl. Ed ora voglio riparare nel
silenzio ANTONELLO CAPORALE ROMA - «Sono Maurizio Bernardo?
vandali alla falcone,
palestra distrutta - salvo intravaia (
da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha preso carta e penna per scrivere
al sindaco Cammarata. Due le richieste: liberare i marciapiedi vicini alla
scuola delle carcasse di auto abbandonate e assegnare il numero civico
all´istituto. Già, perché la scuola Falcone, come fosse in una stradina di
montagna, è da anni senza numero: via Trapani Pescia snc (
"per noi precari
cambia poco nella mia scuola stop alle attività" - luca de vito (
da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A causa dei tagli imposti dalla Gelmini ci è stato
comunicato che per il prossimo anno abbiamo perso una cattedra, non credo che
avremo molte possibilità che questa sia reintegrata». E questo creerà problemi?
«Il punto è che perdere una cattedra significa che non ci sarà la compresenza,
e che quindi molto probabilmente salteranno le attività di potenziamento,
pochi iscritti,
studenti importati ( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini che ne
vuole almeno 27. «Ma forse con venti ce la possiamo fare», sperano dal
Carducci. Intanto il Comune sta cercando di "importare" da fuori i
liceali della salvezza, con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il
costo di copertura totale dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere è di
84mila euro,
Non raccontiamo la
favola di un Sud che non funziona visti da (
da "Riformista, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sorprende anche che, quando i ministri Gelmini e Tremonti
hanno presentato alla biblioteca del Senato i nuovi criteri per l'assegnazione
dei fondi, benché l'evento fosse stato annunciato e pubblicato sui giornali, i
rettori del Sud, che peraltro si erano associati da poco in Rete, non fossero
presenti.
Meritocrazia e web
contro la crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: una nota di merito va proprio al ministro Gelmini: «E'
giusto premiare con maggiori risorse gli atenei più virtuosi ha spiegato la
formazione gioca un ruolo chiave per il nostro futuro». Lo sa bene lui, che ha
anche seguito un programma di studio presso l'Università di Buenos Aires prima
di conseguire la laurea e ancora dopo il master in strategia aziendale alla
Bocconi.
UN COMITATO di genitori
per difendere il diritto dei loro bambini a... (
da "Resto del Carlino, Il
(Pesaro)"
del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: amaro responso dei numeri conseguenti principalmente al
taglio di insegnanti operato dalla cosiddetta riforma Gelmini. Sono stati
assegnati, infatti, dal Provveditorato solo 9 degli 11 insegnanti richiesti dal
dirigente scolastico Valeri Renzoni per la copertura dell'organico, con
conseguente impossibilità di garantire la frequenza a tutti gli iscritti.
di RENATA ORTOLANI SONO
OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso... (
da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)"
del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: si sbloccheranno a breve grazie al pacchetto di misure
varato dal ministro Gelmini venerdì scorso. «Quaranta sono concorsi per
ricercatori già banditi e rimasti bloccati dall'anno scorso dettaglia il
prorettore Marco Depolo ; diciassette sono quelli per posti da docente di prima
fascia e sessantuno quelli per diventare professore associato.
zimbello d'Europa Se
siamo in poche migliaia che leggiamo gli unici 2 quotidiani che dicono ... (
da "Unita, L'" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Luciano (maslianico-chiasso, como) gelmini e il merito
Ministra Gelmini lei che, giustamente,sostiene il merito dei professori, perché
per l'esame di avvocato ha scelto Catanzaro? Forse perché lì a quel tempo
passava il 94% degli iscritti mentre a Brescia, sua residenza, erano bocciati 2
candidati su 3?
QUESTO primo passaggio
della riforma universitaria fortemente voluta dal ministro Gel... (
da "Messaggero, Il
(Viterbo)"
del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma universitaria fortemente voluta dal ministro
Gelmini, con i soldi distribuiti agli atenei secondo meritocrazia, ci è parso
eccellente. Finalmente i contributi dello Stato vengono assegnati secondo un
criterio che si potrà discutere ma non è un criterio di tipo clientelare.
Auguriamoci che l'Università continui su questa strada e che, come il ministro
Gelmini sa e condivide,
Tutti a strapparsi i
capelli per l'Università che finisce in serie B, ma intanto s... (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al bilancio e alle pagelle della Gelmini. Ma non solo
visto che ormai i sindacati rompono il fronte. E, di fatto, mettono sullo
stesso piano (cioè stilettate per tutti), la Gelmini, Brunetta e il rettore
Bistoni. Li legano talmente tanto che annunciano lo stato di agitazione e oggi
saranno al Rettorato per un volantinaggio di protesta.
Scuola, il Tar boccia
il ministero I prof possono cambiare i libri (
da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La circolare Gelmini secondo il Tar del Lazio lede, almeno
in un punto, la libertà d'insegnamento (e di adozione). Quindi addio blocco.
Ogni nuovo docente avrà la facoltà, «seppure motivatamente», di cambiare il
libro di testo adottato dal collega. Naturalmente a maggio, quando scatteranno
le procedure di adozione,
Il provveditore ai
presidi Famiglie più povere stop alle gite costose (
da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tetto agli organici imposto dal ministro Mariastella
Gelmini. «Ho ribadito che la nostra priorità è la qualità, quindi sia chiaro
che non chiuderemo nessuna scuola per mancanza di personale. Ma le carenze
dovranno essere ben motivate: nessun intervento 'a pioggia'». Il sistema
lombardo in questi anni è stato uno dei pochi a rispettare in maniera «severa»
i tagli imposti dal governo:
volterra importa
studenti per salvare il classico (
da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini.
«Forse con venti ce la possiamo fare», sperano al Carducci. Intanto il Comune
sta cercando di "importare" da fuori zona i liceali della salvezza,
con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale
dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere - dice il sindaco Buselli - è
di 84mila euro,
al ministro: concorsi
irregolari ( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alcuni passaggi non rispetterebbero il decreto Gelmini
PISA. I ricercatori precari di Pisa hanno scritto una lettera al ministro
dell'Università, Mariastella Gelmini, al direttore generale per l'Università,
Marco Tomasi, e al rettore dell'Università di Pisa, Marco Pasquali. L'oggetto
della lettera sono proprio i bandi degli incarichi di insegnamento pubblicati
dall'Università di Pisa.
Mediatori per
casooperano in Questura ( da "Sicilia, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: adeguamento al decreto Gelmini dei fondi economici a
nostra disposizione - spiega Mauro - ma il futuro di Giurisprudenza dipende in
primis dal Consorzio, non dall'ateneo di Catania, con il quale potremmo anche
decidere di chiudere il rapporto, proseguendo il corso di laurea in
giurisprudenza con qualche altra università.
E la Gelmini assume
seicento presidi del Sud ( da "Stampa, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Retroscena Gli idonei sono per metà campani E la Gelmini
assume seicento presidi del Sud ROMA Sono 647 i nuovi presidi che inizieranno a
lavorare nelle scuole da settembre. Da tempo non c'era un ingresso di queste
dimensioni. E se si va a guardare la tabella degli idonei pubblicata sul sito
dell'Associazione nazionale presidi, è facile capire i motivi del mal di pancia
della Lega.
Scuola: il
"merito" non si misura, l'efficienza sì (
da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: avvocato Mariastella Gelmini abbia potuto assumere il
ruolo di ministro. Non affonda però in pieno la sua lama retorica, avendo
dimenticato di citare il fatto che il titolo professionale dell'attuale
ministro dell'Istruzione è stato conseguito in un concorso svolto a Reggio
Calabria, sede preferita a quella più selettiva di casa propria.
La Lega: licenza padana
per chi insegna al nord ( da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prioritari per noi sono i progetti di riforma portati
avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'Università e quella sui licei».
Polemica sedata? Non proprio. Goisis ha continuato per la propria strada: «Noi
della Lega avevamo presentato una nostra proposta di legge di riforma della
scuola. Ma non è stata condivisa da tutta la maggioranza.
Università, nuovi
progetti malgrado i tagli ( da "Tempo, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nuovi progetti malgrado i tagli Istruzione L'amarezza del
rettore Cannata per le misure imposte dal decreto Gelmini CAMPOBASSO Rispettare
i programmi e gli impegni assunti ma certamente si appella alla responsabilità
della Regione che già collabora abbastanza con l'Ateneo molisano e alla
collaborazione del sistema industriale produttivo e finanziario locale.
Brunetta supera tutti,
piace la battaglia per la meritocrazia (
da "Tempo, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Continua a essere oggetto di polemiche la politica del
ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Dal 50% di maggio scende al 49%
di giugno e poi al 48% di fine luglio. Giorgia Meloni (Politiche giovanili)
oscilla tra il 47 e il 46% mentre Michela Brambilla (Turismo) è da tre mesi
fissa al 35%. Non giovano le polemiche alla Lega.
"scuola,
test-dialetto per i prof" la lega spacca il centrodestra - carmelo lopapa (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini precisa che quanto accaduto non
interferisce con i provvedimenti già adottati sulla scuola. Ma la riforma
subisce uno stop. «Ennesimo tentativo di inserire norme incostituzionali che
discriminano sulla base della provenienza» attacca la capogruppo Pd in
commissione, Manuela Ghizzoni: «Pericolose incursioni ideologiche dal sapore
tutto nordista»
"giulio, me ne fai
tante ma ti voglio bene" (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Interni Paralleli col passato Scambio di battute sui tagli
tra il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini e Tremonti alla Camera
"Giulio, me ne fai tante ma ti voglio bene" ROMA - «Me ne fai tante.
Ma lo sai che ti voglio bene». Proprio come una coppia di innamorati che,
nonostante tutto, non riescono a lasciarsi. Ma stavolta i protagonisti sono due
membri del governo.
i "sudisti" e
lo sfogo di tremonti sul jet "silvio, devi mettere a posto miccichè"
- francesco bei ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: devi mettere a posto Miccichè" Il Cavaliere chiama la
Gelmini: "Ci penso io a convincere Bossi" Il ministro: non sopporto
Micciché Dopo l´altra grana sulla scuola lo sfogo del premier Fini parla con i
suoi e bolla come "ambigua" la posizione leghista sulla missione
FRANCESCO BEI ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla pista di Linate.
il veleno nordista che
divide l'italia - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: una volta perché è - disse la Gelmini - «dequalificato»,
un´altra perché «non conosce la matematica» e ora perché «non parla il dialetto
della regione dove insegna». Come si sa, la difesa del dialetto veneto e
lombardo è all´origine della Lega. Bossi rivelò che «l´idea di mandare a casa i
terroni fu il fondamento del nostro movimento».
mazzocca boccia la
classifica-atenei "si favorisce la fuga degli iscritti" (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore regionale contro la graduatoria stilata dal
ministro Gelmini Mazzocca boccia la classifica-atenei "Si favorisce la
fuga degli iscritti" «Non sono contrario alla valutazione, anzi. è giusto
che le università ci facciano i conti. Ma la classifica diffusa giorni fa dal
ministro Gelmini, con le università campane messe assai male nello scenario
nazionale, è una "non classifica"
servono risorse per
evitare la morte dell'università pubblica (
da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha varato una raffica di provvedimenti
sull'università. Finalmente. Ma va detto con chiarezza che ha in realtà attuato
provvedimenti del Governo Prodi. Nel 2007 i ministri Padoa Schioppa e Mussi
siglarono un Patto per l'Università finanziandolo con 550 milioni di euro da
ripartire esclusivamente tra le università che hanno conseguito i migliori
risultati di didattica e ricerca.
scuola, i tagli di
mezza estate - giuseppe filetto (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, per far quadrare la Finanziaria ha
trasmesso il contingente oltre il quale la Liguria non deve andare dal prossimo
anno scolastico: deve tagliare in tutto 777 insegnanti rispetto allo scorso
settembre, di cui 367 solo a Genova. A conti fatti, in tutta la regione i tagli
sono
samp, promossi tissone
e zauri rimandati padalino e marco rossi - massimo calandri (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da rivedere Stankevicius esterno della difesa a quattro
MASSIMO CALANDRI MOENA - In barba alla Gelmini, a diciannove giorni dall´inizio
della preparazione i giocatori della Sampdoria si dividono tra promossi e
(pochi) rimandati. Ma di bocciati nemmeno l´ombra. Il lavoro è stato durissimo,
Luigi Del Neri è soddisfatto: «C´è l´impegno, c´è la disponibilità al sacrificio.
focardi a roma conti
sotto esame ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cisl Università e Uil Pa-Ur Afam hanno inviato un appello
al ministro Gelmini perché apra un tavolo di confronto sulla vicenda senese: la
loro preoccupazione è che «la mancanza di liquidità attuale potrebbe condurre
in breve tempo all´insolvenza nei confronti delle spese correnti, a cominciare
dagli stipendi del personale».
nicoletta rilancia
l'estate ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tempo pieno per i trecento bambini lasciati a casa dal
ministro Gelmini Lirica, concerti e recite in piazza Santo Stefano senza
spendere un euro Venti giorni di spettacoli per bambini e nonni in piazza Santo
Stefano a costo zero per il Comune. Nicoletta Mantovani taglia il traguardo
della sua prima estate da assessore alla cultura con un piccolo miracolo
economico.
tempo pieno per i 300
bambini lasciati a casa dalla gelmini (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dalla Gelmini Per ora, nero su bianco, c´è solo la
conferma del piano di riduzione delle tariffe per i lavoratori colpiti dalla
crisi varato dall´ex sindaco Cofferati. Ma le buone intenzioni della nuova
giunta guardano già a settembre, con alcuni obiettivi ben precisi: "nidi
garantiti" anche ai precari e tempo pieno municipalizzato per i bambini
lasciati a casa dalla riforma Gelmini.
tagli nella scuola, 170
posti in meno ( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98
posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl
scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e
sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato
con la definizione degli organici di fatto,
dal trentino a caccia
di talenti "a bari le eccellenze non mancano" - fulvio di giuseppe (
da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università di Foggia ha chiesto al ministro Gelmini perché
non siano stati premiati gli atenei che hanno adottato un codice etico. Cosa ne
pensa? «Premesso che ritengo che le regole più solide siano quelle non scritte
e che noi comunque abbiamo un codice etico, ritengo inopportuna questa pretesa:
il premio di una scelta trasparente per un incarico è nella qualità di chi ho
scelto,
questo governo robin
hood alla rovescia ( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La classifica stilata dal Ministero della Gelmini farà sì
che le università relegate agli ultimi posti, saranno penalizzate e riceveranno
meno soldi dallo Stato. Al contrario quelle al top saranno premiati con più
soldi. Le zone forti del Paese si rafforzeranno, quelle più deboli
soccomberanno.
Nidi, più aiuti (
da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rimediare ai disastri della riforma Gelmini». Ieri, il
primo atto pratico. La giunta ha confermato le esenzioni e l'abbattimento delle
tariffe scolastiche per le famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi. Un
provvedimento varato dalla giunta Cofferati, limitato però ai lavoratori
subordinati, con esclusione quindi dei precari.
La grana del Sud sarà
più seria del caso D'Addario qualcosa contro (
da "Riformista, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma le ha mai viste la ministra Gelmini le scuole del sud?)
sono in una condizione tipica dei paesi più arretrati. È stato un atto di
ostilità dare i fondi solo alle università più meritorie perché - guarda caso -
quelli da punire sono risultati gli atenei meridionali. E che cosa avranno
pensato i malati, i medici e gli infermieri del sud di fronte all'
La Lega: test di
dialetto ai prof Fini avverte: rispettare la Carta (
da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ragioni di divisione sui problemi della scuola tra Pdl e
Lega perché prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal
ministro Gelmini sull'università e sui licei». La Aprea, dal canto suo, ieri ha
ribadito invece la bontà e l'unanimità della sua scelta: «Non c'era alcun
accordo nella maggioranza su questa storia dei test, ecco perché ho deciso di
congelare la proposta.
Il Carroccio lancia la
sfida sulle regionali ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per dirla con una battuta che la Gelmini ha fatto proprio
a Tremonti, «tu sei il nostro male necessario». È un modo per riconoscergli
«capacità» e «genialità ». Ma ci sarà un motivo se Berlusconi ha invitato il
ministro dell'Economia a «frenare il carattere», ad essere «più calmo e
tranquillo»: «Devi capire che alla fine le tensioni si riversano su di me.
I "sudisti" e
lo sfogo di Tremonti sul jet "Silvio, devi mettere a posto Micciché" (
da "Repubblica.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini, ha
confortato la ministra: "Vai avanti tranquilla. A Bossi ci penso io".
Il fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i professori aveva già
fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava fosse già stata
scartata.
La Lega vuole i test di
dialetto per i professori ( da "TGCom" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è giunta una nota del ministero dell'Istruzione: "La
riforma Gelmini è già legge", precisano dal dicastero, precisando anche
che in giornata era in discussione una legge di iniziativa parlamentare che
nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini''.
Ultimo aggiornamento ore 08:48
Il rigore darà la lode
all'ateneo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la decisione del ministro Gelmini di assegnare una quota
pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario per l'università sulla base di
una valutazione della qualità della ricerca e dell'insegnamento degli atenei
costituisce un passaggio la cui importanza va ben al di là del dato numerico e
non può essere sminuita da critiche sui parametri impiegati per l'
La Lega: Test in
dialetto per i prof ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché prioritari sono i progetti di riforma portati
avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». Il Miur ha precisato
che in commissione Cultura era in discussione una legge di iniziativa
parlamentare «che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del
ministro Gelmini che sono già, da tempo, legge».
Esame di dialetto per i
professori, la Lega frena: bufala. La Gelmini apre (
da "Corriere.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL MINISTRO GELMINI: Esame di dialetto, adesso la Lega
frena Cota: «Il presunto esame? Una bufala. La proposta è quella di test pre
selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso
di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle
proposte prima di criticarle.
La Lega: nessun test
per il dialetto La Gelmini: sì alla cultura locale (
da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: proprio mentre la Gelmini lancia segnali d?apertura.
«Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili- dice il
deputato leghista-. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di
criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto
in Commissione.
Test dialetto a prof,
Lega:una bufala.Gelmini apre su tradizioni (
da "Reuters Italia" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha detto che "sulle tradizioni
regionali si può ragionare". Ieri, durante l'esame di un progetto di legge
di riforma della scuola in commissione Cultura alla Camera, la Lega Nord ha
chiesto che i docenti, per essere ammessi all'insegnamento, debbano superare un
test sulla storia, le tradizioni e il dialetto della regione in cui intendono
lavorare.
Test di dialetto ai
professori, ''è una bufala'' (
da "RomagnaOggi.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: esponente leghista ha precisato "che il ministro
Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo
Aprea da noi richiesto". "Credo sia logico avere delle sfumature
diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili - ha affermato il
titolare del Dicastero dell'Istruzione e dell'Università -.
Test di dialetto ai
prof, la Lega frena Gelmini: legare i docenti al territorio (
da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini a margine di una conferenza
stampa a Palazzo Chigi. Le polemiche erano nate in commissione Cultura della
Camera con la proposta di un test di dialetto per insegnanti da parte di Paola
Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto dal
presidente della stessa commissione Cultura,
Cresce l'emergenza per
i tagli al sostegno Abstract: come associazione dirigenti scolastici era stato lanciato l'allarme sui perversi effetti della riforma Gelmini sulla qualità della scuola e sugli aspetti quantitativi. In pratica era evidente il disegno del Governo di tagliare duramente le risorse umane e professionali nella scuola, nell'università e ricerca , soprattutto le risorse di docenti su quattro regioni.
Argomenti: Scuola
Abstract: perché alcune prenotazioni sono arrivate addirittura dal Governo Berlusconi (la Gelmini su tutti), e da alcuni deputati e senatori. Presenze illustri, insomma, come quella né smentita, né tantomento confermata, sul possibile arrivo del miliardario russo Roman Abrahmovic: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro staff.
Abstract: E la Gelmini apre Cota: «La nostra proposta è quella di test pre-selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle.
Abstract: conclude il Presidente dei deputati della Lega Nord - vorrei precisare che il Ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico cio' riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti".
Test per i prof,
l'emendamento della Lega ( da "Corriere.it" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma nel Pdl si fa notare, comunque, la contraddizione che
esisterebbe tra quanto previsto nella riforma Gelmini laddove si chiedono
almeno sei anni di formazione per gli insegnanti e il testo della Lega che
invece «parla solo di "domande chiave" alle quali rispondere per
ottenere l'iscrizione negli Albi regionali». stampa |
Andrea Riello, lei da
imprenditore del Nord come giudica la richiesta del Sud di avere più atte...
( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è la riforma Gelmini dell'università, che prevede di
punire con meno risorse le università inefficienti e di premiare con più
risorse quelle più efficienti. Ecco, questa è l'unico modo di fare. Secondo me
questo metodo va esteso alle gestione dei fondi pubblici al Sud: Dare soldi
aggiuntivi solo alle amministrazioni pubbliche efficienti e neanche un euro in
più a tutte le altre»
Medie, non ci sarà
nessuna pluriclasse ( da "Corriere delle Alpi" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sulla riforma Gelmini non caliamo l'attenzione» di Lorenzo
Soratroi LIVINALLONGO. Non ci sarà nessuna pluriclasse alla scuola media di
Livinallongo. La notizia viene dall'Ufficio scolastico provinciale. La prima e
seconda media, che rischiavano l'accorpamento per la mancanza del numero minimo
previsto per legge, avranno perciò rispettivamente 9 e 8 bambini.
Esame di dialetto ai
prof, la Lega frena ( da "Trentino" del 30-07-2009)
+ 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto
Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna
distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato
solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci
tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori,
definita «razzista» e «
Tremonti:
"L'Italia non è in declino"
( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini «per favorire una migliore
comunicazione tra lavoro ed educazione, visto che emerge una fortissima carenza
nell'orientamento dei percorsi educativi». Nel rapporto infatti viene messa in
rilievo l'inadeguatezza «qualitativa» tra il profilo ricercato e l'offerta di
lavoro, tanto che le imprese solitamente devono «ripiegare»
Scuola e dialetto, la
Lega frena ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma
dell'università e quella sui licei». Alla fine la Aprea incassa solo la
solidarietà degli altri parlamentari del Pdl della commissione Cultura che
stava lavorando alla riforma, da Barbieri a Granata. \ Mariastella Gelmini,
ministro dell'Istruzione, ma davvero per insegnare nelle scuole lombarde si
dovrà conoscere il dialetto?
scuola, ora la lega
vuole test regionali per i professori la gelmini apre "discutiamone"
( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina LUCIANO NIGRO A P
introvabili infermieri
e informatici gli occupati calano dell'1,9% - giovanni parente
( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini «un documento con le linee
d´azione condivise per favorire un migliore raccordo tra educazione e lavoro».
Il segretario confederale Cgil Fulvio Fammoni segnala, invece, che «la gravità
della situazione occupazionale necessita di una rapida e precisa conoscenza dei
dati per valutare l´andamento degli interventi già previsti e per decidere
nuove azioni»
Fondi sardi, lo strappo
di Cappellacci ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: erano i ministri Fitto (padrone di casa), Gelmini,
Calderoli, Brunetta e Zaia, con i viceministri Castelli (Infrastrutture) e
Fazio (Sanità). Con Errani, per le Regioni era presente Iorio, vice di Errani e
presidente del Molise. Con loro, un robusto schieramento di funzionari.
Inutile, perché all'appuntamento di ieri non si è deciso nulla.
L'ultima iniziativa non
è soltanto stupida, ma palesemente oscena ed incivile tanto da aver provocato
reazioni radicalmente negative in tutti gli schieramenti.
( da "Tempo, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: apertura del ministro Gelmini sull'insegnamento del
dialetto nelle scuole. Resta comunque l'inquietudine che suscita l'esercizio
costante del Carroccio finalizzato alla dissoluzione dell'unità morale,
culturale e politica della nazione. La proposta avanzata, infatti, non è
l'estemporanea provocazione di una forza di lotta e di governo.
"nuovi fondi per
la falcone" il prefetto scrive alla gelmini - claudia brunetto
( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il prefetto scrive alla Gelmini CLAUDIA BRUNETTO
Associazioni e istituzioni si stringono attorno alla scuola Falcone dello Zen,
presa di mira dai vandali. A farsi avanti è anche il prefetto Giancarlo
Trevisone, che chiederà al ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini un
finanziamento straordinario per il ripristino del plesso della materna e della
media,
Dialetto a scuolaLega
in frenatama la Gelmini apre
( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini apre la polemica Cota: «Una bufala l'esame di
dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli
insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio Roma. L'esame
di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto
Cota, frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in
commissione cultura nell'
Argomenti: Scuola
Abstract: «Dovremo anche valutare se riusciremo ad organizzare tutti
i laboratori didattici come abbiamo fatto gli scorsi anni - ha concluso Ferro -
considerato i problemi di disponibilità di personale nati a seguito della
riforma scolastica Gelmini». Silvia Andreetto 30/07/2009
La patologia
politicadell'autoreferenzialità
( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitaria contro la riforma Gelmini. Fenomeni molto
distanti, ovviamente, ma pure accomunati da una serie di tratti di primaria
importanza. Per esempio, non è che l'esecutivo si sia reso finora protagonista
di inattesi balzi in avanti: non nella gestione della questione meridionale, e
nemmeno nel tentativo di gestire in modo più efficiente la galassia delle
accademie italiane.
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini apre ROMA. La Lega fa un passo indietro sul
dialetto, ma tira dritto sui test regionali per gli insegnanti. Mentre il
ministro dell'Istruzione Gelmini apre, trascurando la smentita leghista:
«L'idea di inserire il dialetto nelle scuole è una proposta su cui ragionare.
cgil contro gelmini
"sulle università è contro il sud"
( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari I sindacati e i fondi stanziati Cgil contro Gelmini
"Sulle Università è contro il Sud" Una nuova questione meridionale.
Secondo la Flc Cgil è quella aperta sul tema della conoscenza: i provvedimenti
ministeriali su scuola e università fanno sospettare «una subdola manovra
antimeridionalista da parte di un governo sempre più succubo del federalismo
bossiano».
esame di dialetto ai
prof, la lega frena ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto
Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna
distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato
solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci
tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori,
definita «razzista» e «
prof e dialetti,
gelmini apre alla lega - luciano nigro
( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini apre alla Lega "Ragioniamo sulle tradizioni
locali". E il Carroccio rilancia: esercito alpino del Nord Il ministro
alla Istruzione: sul tema della scuola non c´è distanza tra i leghisti e le
posizioni del Pdl LUCIANO NIGRO ROMA - Il ministro Mariastella Gelmini apre
alla Lega Nord sui test per sbarrare l´"invasione"
ora la lega fa
retromarcia anche sui dialetti Dopo l'affondo, la retromarcia
( da "Riformista, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare»
spiega il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Che aggiunge: «Non c'è
su questo tema nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. E' una polemica distante
dalla realtà. Sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Quest'anno
abbiamo fatto partire le riforme e siamo alle prese con queste.
Test regionali, Gelmini
apre alla Lega
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini apre alla Lega «Ma niente esami di dialetto ai
prof» Scuola, per il Carroccio «era una bufala». La polemica non si ferma ROMA
LA QUESTIONE dialetto divide la maggioranza nonostante i tentativi del ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di ridimensionare le polemiche con il
Carroccio.
RISPOSTALa ministra
Gelmini è stata molto abile. La riduzione dei fondi alle università pu...
( da "Unita, L'" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: RISPOSTALa ministra Gelmini è stata molto abile. La
riduzione dei fondi alle università pubbliche, da lei giustificata con le
esigenze di bilancio ma legata di fatto al tentativo politico di favorire il
concorrente privato, aveva provocato critiche e malumori profondi in tutto il
mondo universitario.
Pechino ridurrà le
condanne alla pena di morte
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: u pagina 10 Gelmini apre alla Lega sul dialetto a scuola
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha aperto alla possibilità di
discutere la richiesta della Lega di una proposta di legge per insegnare
dialetto e tradizioni locali a scuola. u pagina 20 Consob toglie il divieto di
«scoperto» in Borsa A dieci mesi dalla sua introduzione,
Gelmini: prof legati al
territorio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non è un testo del governo Gelmini: «prof» legati al
territorio Polemica tra Carroccio e Aprea che replica: si esautora il
Parlamento Luigi Illiano ROMA Il giorno dopo la polemica scatenata dalla
proposta della Lega Nord di sottoporre gli aspiranti docenti a una verifica
sulla conoscenza del dialetto, il Carroccio aggiusta il tiro: il capogruppo
alla Camera,
Posto sicuro per
infermieri ed esperti di informatica
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in collaborazione con il ministro Mariastella Gelmini
verrà attivata una «cabina di regìa» per rendere «più efficace il raccordo tra
educazione e lavoro». D. Col. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MERCATO Previsti
213mila addetti in meno: in controtendenza l'innovazione tecnologica, i servizi
alla persona e l'assistenza medica
ROMA Frenata della Lega
sugli esami di dialetto per i professori in Padania. Il capogruppo Cota par...
( da "Messaggero, Il
(Viterbo)"
del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E il ministro Gelmini apre: «Su queste proposte si può
ragionare. Giusto legare gli insegnanti al territorio e alle tradizioni
locali». E' invece scontro tra Cota e la presidente della commissione Cultura
Valentina Aprea (Pdl) che ha bloccato la proposta. Furenti le opposizioni.
La Lega: test ai prof
ma non sul dialetto E la Gelmini apre
( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: test ai prof ma non sul dialetto E la Gelmini apre Il
ministro: tradizioni locali? Si può ragionare Il Carroccio: esami per
iscriversi agli albi regionali ROMA Contrordine, la Lega frena e il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre. Dopo una giornata di polemiche, il
Carroccio spiega che la proposta di istituire test obbligatori di dialetto per
gli insegnanti è «
t-shirt
( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 30/07/2009
- pag: 5 Accordi e t-shirt Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella
Gelmini mostra la t-shirt della Carta di intenti siglata dal suo ministero e da
quello dell'Ambiente
I mestieri più
richiesti? Infermieri e artigiani
( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Dal rapporto Unioncamere
emerge comunque una classifica delle 10 figure professionali più richieste. In
generale tirano i settori della sanità e dei servizi alla persona. Al primo
posto gli infermieri, seguiti da: addetti alla logistica, al marketing,
responsabili di produzione, fisioterapisti,
Dialetto a scuola Lega
in frenata ma la Gelmini apre
( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini apre La polemica Cota: «Una bufala l'esame di
dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli
insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio» Roma. L'esame
di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota,
frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in
commissione cultura nell'
corsi gratis, vergogna
( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Baronti il quale interverrà presso il ministro Gelmini per
chiedere una verifica sulla regolarità dei bandi pisani. «Non prendiamoci in
giro - ha affermato ancora Baronti - un conto è organizzare delle supplenze con
docenti già strutturati nell'ateneo che, volontariamente, mettono a
disposizione il loro tempo per alcuni corsi, un altro è inserire delle cattedre
senza pagare il docente.
prof, in cattedra. però
non vi paghiamo ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è scontro aperto a Pisa tra i precari e l'università che,
sfruttando anche la possibilità offerta dal decreto Gelmini dell'8 luglio
la regione: vergogna
per luciano modica è una morte annunciata
( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sta per partire un appello alla Gelmini La Regione:
vergogna Per Luciano Modica è una morte annunciata PISA. «Se i numeri fossero
confermati non sarebbe una situazione accettabile. E' una vergogna. Un conto è
un corso gratuito affidato a un docente strutturato che ha già un altro
stipendio, un altro un corso gratuito a un precario senza stipendio».
Ministero del Lavoro e
Unioncamere: radiografia di un'Italia in crisi
( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, per segnalare i necessari collegamenti tra scuola
e lavoro. I giovani che scelgono la laurea devono conseguirla a 22 anni e non a
28 e oltre, perché il ritardo li esclude dal mercato del lavoro. E' necessario
anche studiare il divario delle condizioni di vita in Italia e nei Paesi
europei: abbiamo i redditi più bassi ma i tassi di risparmio più alti;
Fiat, Consiglio
provincialea Termini Imerese
( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, un finanziamento straordinario per
il ripristino della materna dell'istituto Falcone e la sistemazione della
scuola media». Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone che,
come i suoi predecessori a villa Whitaker, segue da vicino tutte le vicende che
riguardano la scuola palermitana da anni nel mirino dei vandali e degli
incivili.
Ok i percorsi di
conoscenza ( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ok i percorsi di conoscenza Inaugurazione Forte Vittoria:
«madrine» i ministri Meloni e Gelmini Saranno i ministri Giorgia Meloni e
Mariastella Gelmini le «madrine» d'eccezione della cerimonia di riapertura del
Forte Vittoria, la fortificazione spagnola realizzata all'interno del porto di
Augusta nel '600 e oggetto di recenti restauri, che si terrà domani.
Berlusconi in versione
deejay dedica
Argomenti: Scuola
Abstract: Nelle precedenti avevano partecipato tra gli altri Maria
Stella Gelmini, Maurizio Sacconi, Angelino Alfano e l'ex presidente della
Camera Luciano Violante. Molti di più i personaggi non istituzionali: Giovanni
Floris, Federica Guidi, Paolo Giordano, Folco Quilici, Federico Moccia, Raoul
Bova, Vinicio Marchionni, Arisa, Dj Albertino, Francesco Facchinetti.
Se vive il commercio,
vive la città ( da "Stampa, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini in modo «Torinocentrico» penalizzando molto le
Province e non considerando le caratteristiche dei territori. La conferma della
nostra sensibilità al problema ci ha convinti a convocare, come Presidenti
delle Commissioni Cultura e Istruzione, un incontro al quale hanno partecipato
l'assessore Baudo i rappresentanti sindacali del comparto scuola e il vice
presidente regionale
Pedofilo ai domiciliari
nominato preside ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi,
incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma
una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale
(che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media
(l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato,
tagli nella scuola: 170
posti in meno ( da "Tirreno, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98
posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl
scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e
sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato
con la definizione degli organici di fatto,
se la gelmini sdogana
l'esame regionale - francesco merlo
( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Il caso Se la Gelmini sdogana
l´esame regionale FRANCESCO MERLO Nessun alfabetizzato del centrodestra, né il
colto Sandro Bondi né l´iperprofessor Brunetta, sono riusciti a dire alla
Gelmini che non c´è alcun rapporto tra l´algebra e l´oséleto veneto. SEGUE A P
la gelmini e l'esame
regionale - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Commenti la gelmini e L´ESAME REGIONALE (SEGUE DALLA PRIMA
P
università virtuose,
c'è anche firenze - laura montanari
( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri Marinelli ha incontrato il ministro Mariastella
Gelmini a cui, spiega lo stesso ateneo in una nota «ha illustrato la
riorganizzazione nel contenimento della spesa». Il ministro, ha espresso
«apprezzamento per le azioni intraprese» e ha sottolineato l´importanza di
rispettare la soglia del 90 per cento.
la cisl: altri tagli
per cento professori ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 100 posti in meno in organico si aggiungono al taglio di
già stabiliti in base ai provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti. Lo
denuncia la Cisl Scuola di Bari, che riporta come negli ultimi giorni
nell´ufficio scolastico regionale stiano arrivando circolari che invitano, alla
luce delle disposizioni ministeriali, a provvedere ad ulteriori tagli nella
scuola.
La Lega dà scacco a
Silvio in tre mosse ( da "Riformista, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri però scopriamo allibiti e stupiti che il ministro
Gelmini, in una intervista alla Stampa di Torino, torna sull'argomento e
asseconda la proposta leghista: «I professori si scelgano sul territorio».
Altro imbarazzante segnale di inversione dell'unità nazionale, di
"nascente campanilismo", di "preoccupante neo razzismo".
POLEMICHE a Cervia per
la nomina del nuovo dirigente scolastico alla scuola media...
( da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)"
del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La nuova nomina pare dunque sia frutto soltanto di un
errore tecnico. «Quella persona è stata sospesa e non prenderà mai servizio»
assicura il direttore dell'ufficio scolastico provinciale Giancarlo Mori. Il
sindaco Zoffoli ha comunque scritto una lettera al ministro Gelmini.
Bufera sulla Gervasi:
nominato un preside arrestato per violenza
( da "Resto del Carlino, Il
(Cesena)"
del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «Mi rivolgo quindi a Lei scrive Zoffoli affinché
possa bloccare il procedimento di assegnazione. Le chiedo infatti di provare a
mettersi nei panni di un Amministratore locale, e ancor più di un genitore, che
si trova come titolare della scuola dei propri ragazzi una persona accusata di
atti sessuali nei confronti di bambini frequentanti la scuola materna del
Comune di Bertinoro,
Facoltà per facoltà, i
concorsi sulla rampa di lancio
( da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)"
del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: movimento grazie alle nuove noprme decise dal ministrp
Gelmini. Sono 17 le prove per altrettanti posti da professore ordinario, 61
quelle per associato e 39 quelle per ricercatore. «Fin da ora non si può dire
aggiunge Longo quante effettivamente saranno le prese di servizio dei vincitori
del concorso», e poi specifica le sedi e le facoltà coinvolte nella prossima
infornata di nomine.
UN DECRETO A FAVORE
DELLA CRISI ( da "Unita, L'" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma la Gelmini aveva già abbozzato e parzialmente accolto.
Invece La Russa, con la faccia che si ritrova, si era fatto uscire il fumo dal
naso per la sortita di Bossi sull'Afghanistan. Intanto però Berlusconi si è
allineato a Bossi, benché con qualche giorno di ritardo.
Abstract: Cosa pensa della graduatoria del ministro Gelmini? «È un'ottima idea peraltro "importata" dal governo Prodi. È giusto dare il 7% alle università più meritevoli. Ed è giusto pubblicare la graduatoria». Però? «Però bisognerebbe arrivare al 15% e, soprattutto, le risorse non possono essere reperite in un monte che Tremonti ha tagliato del 40%.>
Più sport nelle scuole
per educare i bambini ( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentato il progetto Petrucci-Gelmini Più sport nelle
scuole per educare i bambini Più sport nelle scuole. È l'obiettivo del progetto
del Coni presentato ieri nell'incontro tra il presidente Gianni Petrucci e il
Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini accompagnata dal sottosegretario
allo sport Rocco Crimi.
Provocazioni leghiste
da non sottovalutare ( da "Denaro, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La provocazione ha bloccato la "riforma Gelmini"
ma ha prodotto un effetto politico rilevante. PdL e centrodestra sono divisi.
Le fibrillazioni sono notevoli se anche un assessore alla scuola della
Provincia di Vicenza, Morena Marini, nota per le posizioni antimeridionali,
riconosce che si "tratta di una posizione anacronistica e
provocatoria".
CdC Cuneo: previsioni
per il 2009, risultati indagine Excelsior
( da "Sestopotere.com" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini”. Le prospettive occupazionali dal
punto di vista delle imprese cuneesi I dati a livello provinciale evidenziano
un diffuso ridimensionamento dei programmi di assunzione delle imprese per il
2009, come viene confermato dal numero di entrate previste pari a 9.
Cervia: alla media
Gervasi il nuovo preside è ai domiciliari per violenza sessuale. E' polemica
( da "RomagnaOggi.it" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: una lettera, al ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, chiedendo di bloccare il procedimento di assegnazione, sottolineando
una preoccupazione per studenti e famiglie. Ovviamente Ciccone era stato
sospeso dal servizio, e si attende la nomina di un 'reggente' al suo posto. Ma
la polemica infuria.
Cara Gelmini la scuola
non è regionale ( da "Stampaweb, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ipotesi di legare il reclutamento dei docenti alla
provenienza regionale - di cui ha parlato il ministro Gelmini nell?intervista
alla Stampa - può apparire come un atto discriminatorio nei confronti del
Meridione e rischia di impoverire culturalmente la nostra scuola. Io sono un
meridionalista convinto e credo che le menti del Sud Italia siano un punto di
forza del nostro Paese.
Argomenti: Scuola
Abstract: A firmarla sono stati i ministri dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola, e dell'Università, Mariastella Gelmini, e i presidenti delle
Regioni Siciliana, Raffaele Lombardo e Lombardia, Roberto Formigoni. La Regione
Siciliana partecipa con 17.000.000 di euro e con l'assegnazione di un sito
industriale che ha un valore di mercato di 50 milioni di euro.
Presunto pedofilo può
insegnare alle Medie ( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi,
incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma
una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale
(che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media
(l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato,
Università: classifica
Gelmini potrebbe cambiare, fondi non dati
( da "Reuters Italia" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il governo sul comune
infiltrato "Riconsiderare lo scioglimento"
( da "Repubblica.it" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Doveva tenersi una conferenza dei ministri Sacconi e
Gelmini, che poi si è tenuta in un'altra sala. Curiosa coincidenza, dato che lo
scorso 24 luglio Pedica aveva, per lo stesso motivo, interrotto un'altra
conferenza della Gelmini. Per Barbato "il governo", evitando di
sciogliere il comune di Fondi e altri in Campania con "infiltrazioni
mafiose e camorristiche",
( da "Stampa,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Alberto Bisin E il Nord continua a
pagare La battaglia che si sta combattendo in questi giorni all'interno del Pdl
sul partito del Sud è principalmente una lotta di potere interna. Ma non è solo
questo. In gioco è infatti la sostenibilità del sistema economico italiano. Il
reddito pro-capite della Lombardia (dati Eurostat 2005) è circa il doppio di
quello della Campania, della Calabria o della Sicilia. Così è con alti e bassi
sin dagli Anni 60, anche a fronte di interventi fiscali dal Nord al Sud di
notevolissima entità. Per esempio, dai dati del ministero delle Finanze
(elaborazione Centro Studi Sintesi, 2005) risulta che l'eccesso di spesa
pubblica sui tributi raccolti da Stato e Regioni (disavanzo pubblico totale per
Regione) è pari a quasi duemila euro pro-capite in Campania, a oltre tremila in
Calabria, a tremila e cinquecento euro in Sicilia. I contribuenti lombardi
invece versano allo Stato cinquemila euro pro-capite in eccesso di quanto
ricevano; e duemila i piemontesi. Le tasse hanno un'importante funzione
redistributiva, dai più ricchi ai meno ricchi, ed è quindi naturale che in
Italia il Nord sussidi il Sud. Ma flussi di questa entità sono sostenibili solo
se temporanei, se finalizzati a investimenti per lo sviluppo. I sussidi della
Germania Ovest all'Est dopo l'unificazione sono un chiaro esempio. Non è questo
il caso in Italia, almeno dagli Anni 60. La spesa pubblica nel Sud ha un forte
carattere clientelare e ha alimentato una classe di politici e amministratori
locali tra le peggiori d'Europa. La gestione della questione rifiuti in
Campania, della spesa sanitaria in Calabria, Puglia, e ancora Campania sono
casi eclatanti ma niente affatto anomali. Per quanto l'intero Paese sia
caratterizzato da un sistema pubblico enormemente inefficiente, la situazione
al Sud è addirittura indegna di un Paese sviluppato. Si è parlato molto della
sanità in questi giorni, e molti osservatori hanno notato come sia proprio
nelle Regioni in cui la spesa sanitaria è maggiormente fuori controllo che i
servizi sanitari sono carenti e i malati sono costretti a curarsi altrove. Una
situazione simile si ha anche nell'istruzione. I risultati
della valutazione delle università recentemente ripresi dal ministro Gelmini sono chiari: le università
superiori alla media italiana in termini di ricerca, insegnamento, e capacità
di attrarre fondi sono distribuite quasi esclusivamente al Nord e quelle
inferiori alla media al Sud. I test Pisa (Ocse, 2006), che misurano i livelli
di apprendimento per alunni di 15 anni, danno risultati chiari: se in
matematica gli studenti lombardi stanno a livello dei francesi e dei tedeschi,
gli studenti siciliani e campani competono con i turchi e i thailandesi. Alcuni
osservatori notano che la capacità delle università di attrarre fondi e
l'apprendimento scolastico dei ragazzi di elementari e medie non sono
indipendenti dal reddito della Regione in cui risiedono. Risultati peggiori al
Sud sarebbero quindi inevitabili. È vero, ma è inutile nascondersi dietro
paraventi sottilissimi: le differenze nei risultati sono enormi, e solo in
minima parte giustificabili dalle differenze di reddito. La verità è che la
spesa pubblica è gestita al Sud in modo spaventosamente clientelare e quindi
inefficiente. E così è anche per le entrate (dati Agenzia delle Entrate, medie
1998-2002): per ogni euro Irap dichiarato, si evadono 93 centesimi in Calabria,
( da "Stampa,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
COSSERIA COSTRUITA LO SCORSO SETTEMBRE,
NEL 2011 POTREBBE VENIRE GIA' ABBANDONATA Rischia di chiudere la nuova scuola
Timori per il futuro delle scuole in Valbormida. Nessuna notizia ufficiale, ma
il tam-tam degli stessi addetti ai lavori sottolinea pesanti preoccupazioni per
il mantenimento delle scuole di San Giuseppe e Rocchetta. E disagi si prevedono
anche negli Istituti superiori. Eclatante, poi, l'esempio di Cosseria, con una
scuola-modello inaugurata lo scorso settembre che il prossimo anno potrebbe già
chiudere. Spiega il sindaco di Cosseria, Andrea Berruti: «La scuola unificata,
che ospita materne, elementari e la nuova sezione primavera, è un plesso
moderno, inaugurato solo lo scorso settembre, e realizzato con una spesa di
oltre 700 mila euro. Per quest'anno scolastico non ci sono problemi, ma per il
prossimo, se non verrà recepita la proposta di legge promossa da Liguria e
Lombardia, saremo una scuola a rischio. La riforma Gelmini prevede, infatti - continua
Berruti - che le scuole con meno di 50 alunni vengano dismesse. La Liguria
chiede che quel limite valga per i plessi, e in quel caso, Cosseria, con 68
bambini tra materne, elementari e primavera sarebbe idonea. Anzi,
abbiamo intenzione di proporre ai Comuni limitrofi che avessero delle difficoltà
a mantenere aperte le proprie scuole, una convenzione in modo da poter
usufruire di un servizio scuolabus gratuito». Ed il pensiero va alle scuole di
San Giuseppe che, con meno di venti iscritti sembra avere il destino segnato.
Problemi anche per l'Istituto secondario di Cairo: «Sembra che si intenda
assembrare più classi, con medie che superano i 30 alunni: una concentrazione
che avrebbe conseguenze negative non solo da un punto di vista didattico e
sulla vivibilità, ma anche per la sicurezza». \
( da "Stampa,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. SODDISFATTO IL PROVVEDITORE Una
prima classe in più allo Scientifico, al Bona all'istituto Geometri e al «Pietro Sella» Disco verde da Torino Il liceo artistico si salva
dai tagli della Gelmini La
scure dei tagli sulla scuola ha risparmiato il Liceo artistico e il corso Ipsia
per i carcerati. Entrambi, a settembre, apriranno le porte ai loro iscritti. La
loro sopravvivenza era stata messa in forse dalle nuove norme del governo.
Ma qualche sconto da parte del ministero della Pubblica istruzione, che secondo
i calcoli del provveditorato nella prima fase delle nomine degli insegnanti
avevano interessato 47 docenti e 15 classi, alla fine c'è stato. Il benestare
ufficiale è arrivato ieri dagli uffici scolastici di Torino. «E' un bene per la
nostra Provincia - commenta il dirigente scolastico Piergiorgio Giannone -,
perché sono entrambi corsi importanti in quanto unici nel loro genere. Io
stesso avevo dato il mio parere favorevole al loro mantenimento, ma l'ultima
parola doveva comunque essere quella degli uffici di Torino, perché sono loro
che ridistribuiscono gli insegnanti a seconda dei fondi stanziati dal
Ministero». L'Ipsia e l'Artistico non sono comunque le sole scuole superiori ad
avere beneficiato di qualche piccolo sconto: nel mazzo c'è anche l'Istituto di
istruzione superiore del Biellese orientale, la scuola di Mosso, che per la
prima volta riunirà sotto un'unica dirigenza il professionale Pietro Sella di
Mosso, il Liceo scientifico tecnologico di Valle Mosso (sede distaccata
dell'Itis) e dell'Itcs Motta di Mosso (sede distaccata del Bona). Le novità nel
settore scuola non sono finite. Sia al liceo Scientifico di Cossato che nella
sede di Biella verrà infatti istituita una prima in più; stesso discorso anche
al Geometri Vaglio Rubens, all'Itc Bona, al Pietro Sella e al corso dell'Ipsia
riservato ai carcerati. Una classe in più verrà anche istituita alle elementari
di Valle San Nicolao. Torino ha invece deciso la chiusura delle primarie di
Veglio Mosso e Massazza.
( da "Trentino"
del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
LA SCUOLA E I SUOI VERTICI Rovereto si
curi anche di formare i nuovi dirigenti di Sergio Casetti Sono uscite le nuove
regole per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Sono
in partenza i Piani di Studio Provinciali e i nuovi Licei della Gelmini. Decolla a Rovereto il Centro
per la Formazione insegnanti. Tre fatti interconnessi: i nuovi presidi dovranno
affrontare con le loro scuole i Piani di Studio e adattare i Licei ad una nuova
forma; e in questo lungo processo saranno affiancati, auspicabilmente, dal
Centro di Rovereto. Una proposta, allora: perchè non mettere insieme
tutto questo affidando la gestione del corso-concorso per i dirigenti
scolastici alla nascente struttura di Rovereto? Perché non focalizzare la
formazione di queste figure centrali sul compito più impegnativo, quello di
ammodernare contenuti e forme dell'insegnamento a partire dalle ricchezze
docenti già presenti nelle scuole? La PAT non perda l'occasione. Un compito
forte tonifica chi lo deve eseguire e lo stimola; esalta il gruppo, gli
conferisce senso, importanza (e adrenalina). Ci sono presidi in Trentino che di
gestione delle comunità educative sanno molto, e gestiscono fior di progetti e
scuole. Docenti che molto sanno di Piani di Studio e di organizzazione
didattica. Fior di segretari nelle scuole, e funzionari in via Gilli, che di
cose tecniche-amministrative sanno molto e bene. C'è l'Università -Diritto,
Lettere e filosofia, Scienze Cognitive e non solo- con docenti autentici
talenti che già sanno parlare di scuola alla scuola. Perché non valorizzarli?
Insegnando agli altri, con allievi importanti e motivati come i candidati
presidi, sarebbero costretti ad affinare le loro conoscenze e la competenza a
comunicarle. Che bella occasione sarebbe per farli lavorare in team, farli
incontrare, conoscersi, parlarsi. La motivazione del preparare il corso a
dirigenti come occasione per creare conoscenze, relazioni fra uffici, persone e
realtà che operano già per la stessa istituzione, la scuola, ma che si
conoscono e si parlano poco e spesso non si stimano quanto occorre. Sarebbe un
concorso provincialistico? Arricchiamolo con la presenza di esperti validi da
fuori, che siano però ben integrati nel team e che portino aria fresca
e...nazionale. Un corso-concorso così non si chiuderebbe con la pubblicazioni
della graduatoria finale dei vincitori. Lascerebbe sul territorio trentino non
solo la ventina di presidi formati, ma anche un bel numero di funzionari,
segretari di scuola, presidi e docenti di scuola e universitari arricchiti e
valorizzati, e un tessuto di relazioni vive con cui continuare una storia di
formazione per un lungo tempo successivo.
( da "Repubblica,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Economia In quota Gelmini Maurizio Bernardo è l´autore dell´emendamento
anti-magistrati: "Parlatene con il presidente" "Non sono solo un
prestanome ho studiato, so tutto sul tema" Sono stato eletto in quota Gelmini, non c´entro con Cl. Ed ora voglio riparare nel
silenzio ANTONELLO CAPORALE ROMA - «Sono Maurizio Bernardo
». Sembrava scomparso
nel nulla e finanche i suoi compagni disperavano di vederlo comparire in
Transatlantico. In aula tutti a parlare di Bernardo. L´onorevole Pisicchio, per esempio: «Signor
presidente, esistono nella storia almeno tre grandi Bernardo. Il primo, da
Serravalle, maestro di ascesi. In biologia il paguro bernardo è l´esempio
perfetto della simbiosi organica. In politica il collega Maurizio è divenuto
col suo lodo il campione del Berlusconi ter». Tutti gli occhi su di lui. Ma
lui? «E´ filato via da una porticina secondaria», assicurava la collega
Ravetto. E´ stato il pomeriggio più impegnativo per l´onorevole Bernardo,
autore dell´emendamento che riduce i controlli dei magistrati contabili sui
politici. L´hanno bollato "lodo Bernardo", allargamento imprevisto
delle guarentigie già piuttosto ampie. Invece, all´improvviso, il telefono
squilla. «Sono io». Onorevole, la sua cortesia è proverbiale. .. «Non avevo
compreso ci fossimo accordati per un´intervista». Una grande polemica politica
merita l´approfondimento. «Potrebbe utilmente parlarne con il presidente della
commissione, il collega Bruno. Conosce la materia». Lei è il protagonista, lei
firma l´emendamento. «Anche lui. Sa tutto, davvero». Non vuole entrare nel
merito. «Assolutamente, vorrei prendermi una giornata di riposo, riflettere,
riparare nel silenzio. Avremo modo di spiegare». E´ noto che segue con passione
l´attività della Corte dei conti. «Sono sociologo, esperto di marketing. Mi
sono occupato in Regione Lombardia di politiche della famiglia, ma anche di
utilities». Il mestiere di deputato è duro, si saltella di qua e di là. «Duro».
A volte nemmeno si legge ciò che si firma. «Se mi richiedono di firmare
qualcosa ho l´abitudine di approfondire il tema. Almeno questo». Sapesse quanti
suoi colleghi. «Io no». E´ infatti notoria la sua pignoleria. «La ringrazio. E
voi, perché scrivete che sono un palermitano trasferito a Milano?». Non saprei,
ma si può rettificare. «Avevo un anno quando mi sono trasferito in Lombardia».
Lei politicamente è di Comunione e Liberazione. «Altro errore. Sono stato
eletto in quota Gelmini». Amico di Mariastella. Ma
nell´emendamento c´è lo zampino di Tremonti. «La prego, ne parli con
l´onorevole Bruno». Non mancherò.
( da "Repubblica,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo Vandali alla
Falcone, palestra distrutta Quarto raid dall´inizio dell´anno. Il preside:
"Intervenga l´esercito" Le telecamere di sorveglianza sono state
oscurate dai teppisti. "Sanno come muoversi" SALVO INTRAVAIA Ennesimo
raid vandalico all´istituto comprensivo Falcone, allo Zen. Il quarto
dall´inizio dell´anno scolastico. Nella notte tra sabato e domenica la palestra
della scuola media è stata distrutta: lavandini divelti e fatti a pezzi, docce
in frantumi, canestri staccati dai sostegni e portati via e palestra
completamente allagata. Oggi, genitori e insegnanti scendono in piazza per
chiedere alle istituzioni di fare la loro parte affinché, anche in questo
angolo dimenticato di Palermo, la scuola possa funzionare come nel resto della
città. Allo Zen 2, mentre lo Stato è inerme, i soliti ignoti continuano a
recitare lo stesso copione: scavalcano le recinzione della scuola, eludono i
sistemi di sicurezza e devastano tutto quello che incontrano. «La scuola -
dichiara il preside Domenico Di Fatta - ora funziona: evidentemente la cosa dà
fastidio. A settembre - continua - potremmo partire con i campi di calcetto ed
una pista di atletica leggera e togliere bambini e ragazzini dalla strada».
Secondo il dirigente scolastico, la scelta della palestra come obiettivo non è
casuale. Ieri mattina, al rientro della pausa per il weekend (il sabato la
scuola resta chiusa), i bidelli si sono accorti che qualcuno era entrato in
palestra: «Il catenaccio che chiudeva la porta di accesso alla palestra è stato
rotto», racconta il preside. Poi, senza che nessuno si accorgesse di nulla, i
vandali hanno avuto tutto il tempo di devastare la palestra, manomettendo anche
il dispositivo che regola il deflusso delle acque. Risultato: palestra allagata
e attrezzi danneggiati. «è gente che sa come muoversi», continua Di Fatta. La
scuola è dotata di sistema d´allarme e impianto di videosorveglianza ma la
polizia scientifica ha notato che le telecamere sono state oscurate o spostate.
Due settimane fa, era stata data alle fiamme la scuola materna, e a maggio era
toccato ad alcune classi della scuola elementare: vandalizzate e messe a
soqquadro. Mentre a gennaio era ancora la scuola materna a cadere sotto i colpi
dei teppisti: refettorio semidistrutto, banchi e sedie rotte. E non solo:
durante le vacanze di Natale, la scuola era stata presa colpita da ben 10
proiettili, sparati all´indirizzo della palestra e di alcun e aule della scuola
elementare. Prima di questa escalation, la scuola aveva goduto di un anno di
tranquillità. «Le istituzioni ci devono aiutare - invoca Di Fatta - perché non
mandano l´esercito a presidiare l´istituto?», si chiede. Intanto settembre è
alle porte e c´è da lavorare. Due aule di scuola materna sono da ristrutturare
e la palestra è inservibile. «A settembre - annuncia il dirigente scolastico -
dovremmo inaugurare una pista di atletica leggera, che senza gli spogliatoi
della palestra non è possibile utilizzare». Le forze dell´ordine fanno quello
che possono: perlustrano la zona circostante e controllano l´edificio
scolastico, ma non possono assicurare una presenza 24 ore su 24: non ci sono
uomini e mezzi. Dopo i primi raid lo stesso ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha preso carta e penna per scrivere al sindaco Cammarata. Due
le richieste: liberare i marciapiedi vicini alla scuola delle carcasse di auto
abbandonate e assegnare il numero civico all´istituto. Già, perché la scuola
Falcone, come fosse in una stradina di montagna, è da anni senza numero: via
Trapani Pescia snc (senza numero civico).
( da "Repubblica,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Milano Anna Mascia, 41 anni,
maestra di sostegno alle elementari "Per noi precari cambia poco nella mia
scuola stop alle attività" Salteranno i corsi di recupero, l´italiano per
stranieri, le lezioni di informatica LUCA DE VITO «Beh, non è certo una
vittoria né una consolazione». Anna Mascia insegna educazione fisica e sostegno
all´elementare Elsa Morante di via Antonini. Ha 41 anni ed è precaria da nove.
è contenta di questa novità? «è difficile cantar vittoria. I tagli restano e la
situazione per noi insegnanti precari è sempre difficile». Quante riduzioni ha
subito la sua scuola? «Da noi i posti che vengono assegnati agli insegnanti
precari sono circa una decina. A causa dei tagli imposti
dalla Gelmini ci è stato
comunicato che per il prossimo anno abbiamo perso una cattedra, non credo che
avremo molte possibilità che questa sia reintegrata». E questo creerà problemi?
«Il punto è che perdere una cattedra significa che non ci sarà la compresenza,
e che quindi molto probabilmente salteranno le attività di potenziamento,
le attività di recupero, l´italiano per stranieri, le uscite didattiche e i
lavori nel laboratorio d´informatica». La direzione scolastica ha invitato i
presidi a coprire le supplenze con gli straordinari del personale di ruolo.
«Un´ulteriore batosta. C´è anche chi vive di supplenze e che ogni mattina
aspetta la telefonata: conosco persone che hanno fatto 36 giorni di supplenza
in un anno. E poi sarà una cosa che non verrà accolta bene neanche dalle
insegnanti di ruolo
». Come si vive un´estate da precari, aspettando settembre per avere notizie sul futuro?
«Guardi, le dico soltanto questo: quando finisce l´anno scolastico tutte le mie
colleghe di ruolo sono contente. Quelle precarie invece no, hanno il volto
preoccupato. Perché per loro il futuro non è vacanza: è incertezza». SEGUE A P
( da "Tirreno,
Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Toscana Pochi iscritti, studenti
importati Licei classici in crisi. Volterra offre borse di studio agli
"stranieri" Molti non hanno il numero di studenti necessario a
formare le prime classi VOLTERRA. Scegliere la via più corta per varcare la
soglia della quarta ginnasio vuol dire sciropparsi
( da "Riformista,
Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Non raccontiamo la favola di un Sud che
non funziona visti da Di cosa si sente la mancanza nel confuso dibattito sul
Sud che ha portato Berlusconi a reagire personalmente, e direttamente, con la
promessa di un nuovo intervento del governo nel Mezzogiorno? Semplice, di una
vera e seria inchiesta sul meridione d'Italia, come quella, storica, di Sonnino
e Franchetti, che a fine Ottocento rivelò a un'Italia ignara le condizioni
disumane in cui la popolazione di più di metà del Paese era costretta a vivere
anche dopo l'unificazione politica. O anche, come quelle che in tempi più
recenti, gli Anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, ad opera di istituti
specializzati come la Cassa per il Mezzogiorno o lo Svimez, o ancora di
pregiate iniziati giornalistiche (la famosa serie intitolata "L'Africa in
casa" dell'Espresso), confermarono quasi un secolo dopo il divario tra le
condizioni di vita del Nord industrializzato e quelle del Sud sottosviluppato.
Berlusconi, che è giunto all'annuncio del nuovo piano un po' tirato per la
giacchetta, e spinto dalle manifestazioni di dissenso sul decreto anticrisi dei
parlamentari siciliani guidati dal sottosegretario Micciché, ha voluto mettere
dei paletti, per non dare la sensazione di cedere alle richieste dei rivoltosi.
Ci sarà, dunque, una cabina di regia in cui un ruolo preminente resterà
affidato al ministro Tremonti (il bersaglio dei ribelli del Sud, che lo
accusano di muoversi solo nell'interesse del Nord). La valutazione degli
interventi da fare sarà centralizzata. Saranno escluse le spese correnti, e con
esse le molte iniziative clientelari che alimentano la macchina dei consensi.
Sarà il governo, in sostanza, e non le classi dirigenti locali, a decidere dove
e cosa fare, quando e con quali fondi. Lo stesso sblocco dei Fas, i fondi per
le aree sottoutilizzate di cui le maggiori regioni del Mezzogiorno rivendicano
da tempo l'erogazione, e che invece il ministero dell'Economia ha congelato in
un Fondo strategico della presidenza del Consiglio, avverrà, sì, ma secondo
modi e tempi studiati sulla compatibilità delle spese con la situazione
difficile dei conti dello Stato. Ma è proprio un approccio così articolato e
calibrato che dovrebbe suggerire al governo, prima di dare inizio alla
realizzazione dei suoi piani, di dotarsi di uno strumento essenziale come
un'indagine approfondita sulla realtà meridionale. Ne uscirebbe, probabilmente
con sorpresa di molti, un quadro a macchia di leopardo, in cui larghe aree di
abbandono in cui tra l'altro prosperano le organizzazioni criminali, confinano
con zone di eccellenza o con iniziative imprenditoriali che devono fare i conti
con difficoltà enormi e ingiustificate. C'è voluto l'infortunio del Papa in
vacanza per scoprire che uno dei centri più all'avanguardia per la chirurgia
della mano è proprio a Napoli, a pochi passi da quell'Ospedale Santobono che è
considerato un esempio di struttura colabrodo, in cui basta entrare al Pronto
soccorso per rendersi conto di un degrado irreversibile. E c'è voluta la
polemica sulle note spese del terzo candidato alla segreteria del Pd, Ignazio
Marino, per ricordarsi che a Palermo, accanto a strutture elefantiache come il
Civico e Villa Sofia, da dieci anni esiste un centro d'avanguardia per i
trapianti sorto in collaborazione con l'Università americana di Pittsburgh. È
così, da Napoli a Reggio Calabria a Palermo, nel territorio in cui la spesa
sanitaria è ormai uscita dai controlli e nelle regioni in cui le
amministrazioni, o sono sopraffatte dagli scandali (come in Puglia), o
faticano, come in Sicilia, a riportare il sistema entro limiti accettabili, ci
sono molti punti vitali accanto a larghe parti dell'organismo ormai andate in
cancrena. Un ragionamento simile riguarda i trasporti: è arrivata l'alta
velocità, si va da Roma a Napoli in un'ora e un quarto, ma tutti gli altri
treni che vanno verso Sud viaggiano in condizioni igieniche pietose e spesso, in
estate, senza aria condizionata con la temperatura interna delle carrozze che
sfiora i quaranta gradi. Ancora, la recente graduatoria messa a punto (sia pure
con criteri discutibili) dal ministero dell'Istruzione e della Ricerca
scientifica per l'assegnazione dei fondi agli atenei ha messo in luce l'enorme
divario tra università settentrionali e meridionali. Nell'elenco degli atenei
giudicati "virtuosi" e meritevoli di finanziamenti pubblici,
sorprende trovare, tra Bergamo, Venezia e Ferrara, e tra i Politecnici di
Torino e Milano, le università di Arcavacata (Cosenza) e Chieti, uniche, tra
quelle meridionali anche più importanti e di più antica tradizione, a rientrare
nei criteri di trasparenza, funzionalità e modernità, oltre che di merito,
richiesti dal ministero. Per inciso, sorprende anche che,
quando i ministri Gelmini e
Tremonti hanno presentato alla biblioteca del Senato i nuovi criteri per
l'assegnazione dei fondi, benché l'evento fosse stato annunciato e pubblicato
sui giornali, i rettori del Sud, che peraltro si erano associati da poco in
Rete, non fossero presenti. Sono solo alcuni esempi, che delineano un
insieme contraddittorio, com'è spesso nel Mezzogiorno d'Italia. Il governo
avrebbe tutto l'interesse a farsi un quadro dettagliato della situazione prima
di decidere come intervenire. Lo strumento per farselo è quello, classico,
dell'inchiesta. Ai nostri tempi, tra banche dati, Confindustria, Camere di
commercio, istituti di credito, non è neppure difficile reperire il materiale e
metterlo insieme. Non dovrebbe mancare neppure la volontà. O forse manca? Anna
Chimenti 28/07/2009
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE MARCHE pag. 15 Meritocrazia e
web contro la crisi Prima uscita pubblica per il nuovo presidente dei Giovani
imprendiori ANCONA CAMBIO di guardia tra i Giovani Imprenditori di
Confindustria Marche e prima uscita pubblica, ieri ad Ancona, per il neo
presidente Simone Mariani che guiderà oltre settecento giovani imprenditori
fino al 2012, dopo le dimissioni anticipate dell'anconetano Claudio Schiavoni,
cui era subentrato il past president dei Giovani di Fermo Panniccià. Tocca
quindi alla sezione provinciale di Confindustria Ascoli guidare, con il suo
rappresentante, la presidenza regionale. Laureato in economia aziendale alla
Bocconi, esponente della terza generazione del gruppo Sabelli (nota per la
produzione di formaggi e latticini), Mariani è amministratore delegato della
Sabelli distribuzione. Un'azienda florida nonostante la crisi, basti pensare
che il Gruppo fattura oltre cento milioni di euro e impiega 250 collaboratori.
Già vicepresidente dei Giovani di Confindustria Marche, Mariani ha esposto ieri
le linee guida del suo programma, che si rifà all'anima associativa dei vari
comitati territoriali e punta tutto sulla meritocrazia. «Le imprese devono
recuperare competitività ha esordito contiamo su una sinergia con il mondo
dell'Università per valorizzare le realtà più meritevoli». La prossima
iniziativa annunciata ieri, presente anche il direttore generale di
Confindustria Marche Paola Bichisecchi, sarà il convegno nazionale dal titolo
La ricerca del futuro'. Si terrà a Portonovo il 25 settembre e sarà organizzato
dal Comitato interregionale centro (Marche, Lazio, Umbria) con la nostra
regione capofila. E' un nuovo modello di capitalismo quello a cui aspira il
giovane presidente, che dia priorità a politiche d'impresa innovative e
mobilità sociale. E nell'ambito delle riforme strutturali di cui, secondo
Mariani, il Paese ha urgente bisogno, una nota di merito va
proprio al ministro Gelmini:
«E' giusto premiare con maggiori risorse gli atenei più virtuosi ha spiegato la
formazione gioca un ruolo chiave per il nostro futuro». Lo sa bene lui, che ha
anche seguito un programma di studio presso l'Università di Buenos Aires prima
di conseguire la laurea e ancora dopo il master in strategia aziendale alla
Bocconi. Minimo comun denominatore dei successi dei Giovani sarà sempre
la squadra che ora Mariani è chiamato a rappresentare. Con lo stesso entusiasmo
con cui affronta le sue passioni, tennis, running e mountain bike. Poco più che
trentenne, Mariani ha le idee chiare anche sulla crisi e su come fronteggiarla:
«Siamo in mezzo a un guado ha detto ieri in sala stampa serve un aiuto concreto
dalle banche, che dopo Basilea 2 non hanno fatto granchè per rendere le loro
strategie di rating trasparenti e comprensibili». Il neo presidente crede che
il valore aggiunto degli under 40 del mondo dell'impresa sia basato sulla
comunicazione. «Servono nuove politiche di brand, che diano forza al nostro
manifatturiero la sua convinzione è necessario puntare su nuovi canali e
strumenti come il web. A partire dal turismo». Ilaria Traditi
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
FANO E VAL CESANO pag. 15 UN COMITATO di
genitori per difendere il diritto dei loro bambini a... UN COMITATO di genitori
per difendere il diritto dei loro bambini a frequentare la scuola
dell'infanzia. E' sorto a Calcinelli per contrastare il taglio del personale
docente previsto per l'asilo «Collodi». «Oltre 30 bambini di tre anni rischiano
di rimanere esclusi dalla scuola dell'infanzia sottolinea una nota del comitato
. E' l'amaro responso dei numeri conseguenti principalmente
al taglio di insegnanti operato dalla cosiddetta riforma Gelmini. Sono stati assegnati, infatti,
dal Provveditorato solo 9 degli 11 insegnanti richiesti dal dirigente
scolastico Valeri Renzoni per la copertura dell'organico, con conseguente
impossibilità di garantire la frequenza a tutti gli iscritti. Ciò ci
rende molto preoccupati prosegue il comunicato , perché i nostri figli
potrebbero non accedere ad un servizio di primaria importanza per la loro
crescita. C'è da considerare, inoltre, il fatto che le famiglie coinvolte si
troverebbero in una pesante situazione legata alle difficoltà di conciliare
lavoro e assistenza ai bambini. Di sicuro è un grave smacco per un Comune come
quello di Saltara che negli ultimi anni ha registrato un consistente aumento
demografico e ha speso più di 1 milione e 600mila euro per l'edilizia
scolastica. Aspetto che il neo sindaco Cicoli ha giustamente sottolineato nel
colloquio che ha avuto con il Provveditore di Pesaro Marini per fargli presente
l'assurdità di una tale situazione, e analoghe considerazioni ed istanze di
rivedere gli effetti della legge sono state per fortuna espresse anche dal
vicesindaco Perlini e dall'assessore Fattori, recentemente ricevuti dal
sottosegretario Giuseppe Pizza. Siamo abbastanza fiduciosi terminano quelli del
comitato proprio per la vicinanza e la partecipazione dimostrataci sia
dall'amministrazione che dalla dirigenza scolastica e speriamo di vedere
risolta senza compromessi al ribasso la vicenda. Nell'attesa, comunque, non ce
ne staremo con le mani in mano: sono allo studio diverse iniziative su questo
problema che interessa tante famiglie». Sandro Franceschetti
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA UNIVERSITA' pag. 11 di RENATA
ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso... di RENATA
ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso noto
dall'Ateneo nei prossimi giorni - i concorsi universitari che, congelati dalle
norme anti-combine nel novembre 2008, si sbloccheranno a
breve grazie al pacchetto di misure varato dal ministro Gelmini venerdì scorso. «Quaranta sono
concorsi per ricercatori già banditi e rimasti bloccati dall'anno scorso
dettaglia il prorettore Marco Depolo ; diciassette sono quelli per posti da
docente di prima fascia e sessantuno quelli per diventare professore associato.
In tutto, in ballo ce ne sono 118, forse anche qualcuno di più. Però non è
possibile essere precisi, oggi, perchè stiamo ancora aspettando gli originali
delle misure decise dal ministro. Il panorama è ancora un po'confuso,insomma,e
comunque non va dimenticato che 120 concorsi non significano, automaticamente,
altrettanti ingressi o passi avanti del personale. Perché? Ma perché anche
quando si avrà il quadro esatto dei posti per i quali è stato bandito e poi
interrotto, nel 2008, il concorso, bisogna vedere come quel numero si incrocia
con le possibilità di assunzioni dell'Ateneo e come impatta con i fondi
disponibili. Anche per quelli legati al premio di 5 milioni stanziato per
l'Alma Mater siamo in attesa di chiarimenti ». LA DIFFICOLTÀ di avere un quadro
sinottico chiaro delle prove concorsuali che vengono rimesse in pista dal
ministero deriva anche da un altro elemento, aggiunge il preside di Medicina e
Chirurgia, il professor Sergio Stefoni: «Bisogna guardare, caso per caso, in
quale fase del suo iter era il concorso quando è stato congelato: è una
ricognizione che faremo nei prossimi giorni e che comunque richiede un po' di
tempo». «Ogni volta che si chiarisce il quadro normativo aggiunge Depolo noi
siamo contenti, però va tenuto presente che non sono tempi facili dal punto di
vista dei finanziamenti, e in particolare, non sono facili dal punto di vista
delle risorse dedicate all'ampliamento del settore del personale». L'ok dal
Consiglio di Stato e dall'Avvocatura dello Stato , a livello nazionale, è stato
però dato: 1.800 concorsi in tutta Italia - per la maggior parte relativi ad
associati e ordinari - si rimetteranno in moto in autunno. I candidati rimasti
incastrati', ovviamente, sono finalmente usciti dalla sindrome che coniugava
depressione e rabbia, mentre gli aspiranti ricercatori cercano di capire se
l'ultima novità introdotta dalla Gelmini (titoli
scientifici valutati uno per uno , non giudizi sul complesso della produzione)
sarà per loro un vantaggio o una difficoltà in più.
( da "Unita,
L'" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
zimbello d'Europa Se siamo in poche migliaia
che leggiamo gli unici 2 quotidiani che dicono la verità (l'Unità e Repubblica)
pubblicando anche le recensioni dei maggiori quotidiani europei, svegliamoci e
portiamo nelle cassette postali degli italiani dei volantini riguardanti
appunto le suddette recensioni. Così forse faremo vera informazione! Siamo
diventati lo zimbello dell'Europa. Luciano
(maslianico-chiasso, como) gelmini e il merito Ministra Gelmini lei che, giustamente,sostiene il
merito dei professori, perché per l'esame di avvocato ha scelto Catanzaro?
Forse perché lì a quel tempo passava il 94% degli iscritti mentre a Brescia,
sua residenza, erano bocciati 2 candidati su 3? Gaia Pd, approfittane
Pd, "Agitarsi" fa bene se poi parli con una sola voce.
"Mescolarsi" fa male, vedi Pdl, che nato azzurro è diventato verde e
ora sta scolorando sempre più al sud. Approfittane perché credo che hai una
grande occasione. Gina nostalgia di enrico Sono un ex Pci, ex Pds, ex Ds e
adesso sono iscritto al Pd ma senza entusiasmo, in questo momento ho molta
nostalgia del nostro caro Enrico. Nella attualità non esiste un paragone.
Pasquale (nuoro) berlusconi e l'aids Sono stati spesi e si spendono (certo
molto meno con questo governo) dal ministero della sanità fior di quattrini per
campagne di prevenzione e profilassi contro l'Aids. Cosa fa il nostro premier?
Sbandiera il suo coraggio di vero uomo, affrontando rapporti sessuali senza
preservativo, serie "il rischio è il mio mestiere"... Mario
(Cagliari) tutti dalla stessa parte Giustamente la politica deve camminare con
i tempi e variare con loro. Ma per favore ricordiamoci tutti di essere
compagni. lucia46 sud svegliati Popolo del sud, questo governo ti pone ai
margini? Sveglia! Tu smetti i panni del serbatoio di voti e indossa quello
della protesta. Irene Ponti vada in ritiro Piuttosto che l'ennesima sceneggiata
di un pellegrinaggio da Padre Pio, vada in penitenziale ritiro per alcuni mesi
sul Monte Athos, dove non ci sono persone di sesso femminile... Giancarlo
Ruggieri (Reggio Emilia)
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 28 Luglio 2009 Chiudi di
MAURIZIO COSTANZO QUESTO primo passaggio della riforma
universitaria fortemente voluta dal ministro Gelmini, con i soldi distribuiti agli atenei secondo meritocrazia, ci è
parso eccellente. Finalmente i contributi dello Stato vengono assegnati secondo
un criterio che si potrà discutere ma non è un criterio di tipo clientelare.
Auguriamoci che l'Università continui su questa strada e che, come il ministro Gelmini sa e condivide, si
dedichino maggiori risorse alla ricerca e a chi, fra i laureati, alla ricerca
vorrebbe dedicare la vita.
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 28 Luglio 2009 Chiudi di LUCA
BENEDETTI Tutti a strapparsi i capelli per l'Università che finisce in serie B,
ma intanto scoppia la guerra dei soldi. E batte altre puntate pesanti quella sui
precari che è legata a filo doppio ai quattrini, al
bilancio e alle pagelle della Gelmini. Ma non solo visto che ormai i sindacati rompono il fronte. E,
di fatto, mettono sullo stesso piano (cioè stilettate per tutti), la Gelmini, Brunetta e il rettore Bistoni.
Li legano talmente tanto che annunciano lo stato di agitazione e oggi saranno
al Rettorato per un volantinaggio di protesta. Naturalmente il motivo
sono i soldi. Quelli che Bistoni, dicono Cgil, Cisl, Uil e Cisapuni/Snals, non
vuol mettere sul piatto per le progressioni orizzontali, cioè mini promozioni
all'interno dello stesso livello. Il nodo riguarda 950 amministrativi
(all'Università sono 1200) ma i criteri con cui sono state individuate le
promozioni ne terrebbero fuori cento. Fatti i conti il nodo è questo: 30-40
euro al mese (in media) in più in busta paga, cioè un milione di euro per le
casse dell'università. «Quei soldi- spiega Letizia Pietrolata (Cisl)- ci sono
perché fanno parte dei 2,4 milioni di euro del fondo per l'accordo decentrato 2009.
Non si tratta di una spesa aggiuntiva. E non si capisce il perché il rettore
Bistoni non voglia arrivare a un accordo. Non si capisce perché da una parte
contestano i criteri che hanno fatto scivolare in classifica Perugia e
dall'altra non fanno altrettanto per i provvedimenti sul personale». La guerra
non è solo sulle cifre, ma anche su quanti, del personale tecnico e
amministrativo, hanno la possibilità di accedere al bonus. L'Università era
partita con il 70% del personale, il confronto con i sindacati ha allargato il
campo all'88% ma l'amministrazione vuole che quei soldi arrivino dopo un
concorso interno. Altro giro, altra lite. La vicenda dei precari non si
sblocca, anzi la Babele dei paradossi rischia di mettere in ginocchio altri
lavoratori dopo quelli mandati a casa a giugno. La soluzione tampone dà la
possibilità di uno stipendio fino al 30 settembre ai cosiddetti "sine
die", i precari che hanno la promessa di essere assunti quando si
libereranno i posti in pianta organica. Cioè hanno contratti senza scadenza.
Bistoni si è impegnato a tenere in vita quei rapporti di lavoro fino a fine
anno. Poi? Tutti ad aspettare le pagelle della Gelmini,
lo schiaffo preso da Perugia getta ombre pesantissime sulle loro
stabilizzazione. E gli altri? C'è chi andrà a casa con i prossimi contratti in
scadenza a partire dal 5 di agosto. Una situazione esplosiva per gli
amministrativi a cui si aggiunge quella degli ex agricoli per cui c'è la
possibilità di trovare soluzioni per 10 posti (meno della metà necessari) per
il prossimo anno e il resto nel 2011. Sui precari si muove la Fcl- Cgil che ha
chiesto a Bistoni un vertice immediato. «E' logico -spiega Francesco
Ceccagnoli- che dopo le decisioni della Gelmini la
situazione è ancora più difficile per tutti i precari dell'Università, ecco
perché chiediamo subito un incotnro col rettore.». Sulla bocciatura del Miur,
intanto, intervengono il sindaco Wladimiro Boccali («Non è certamente un bel
regalo quello che il governo ha fatto all'ateneo di Perugia all'indomani del
suo settecentesimo compleanno, la scelta è discutibile») e il capogruppo del
Prc in Regione, Stefano Vinti («le misure del governo sono inaccettabili»).
( da "Corriere
della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache
data: 28/07/2009 - pag: 17 La decisione Scuola, il Tar boccia il ministero I
prof possono cambiare i libri ROMA Sembrava una cosa acquisita: per 5 anni con
grande sollievo delle famiglie non si cambiano i libri di testo. Niente da
fare. La circolare Gelmini secondo il Tar del Lazio lede, almeno in un punto, la libertà
d'insegnamento (e di adozione). Quindi addio blocco. Ogni nuovo docente avrà la
facoltà, «seppure motivatamente», di cambiare il libro di testo adottato dal
collega. Naturalmente a maggio, quando scatteranno le procedure di adozione,
non a settembre.
( da "Corriere
della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronaca di
Milano data: 28/07/2009 - pag: 49 Crisi La scuola ha annunciato la sforbiciata
sugli insegnanti per il prossimo anno. I sindacati fanno i conti con
l'occupazione lanciando un nuovo allarme Il provveditore ai presidi Famiglie
più povere stop alle gite costose Tagliati oltre 4 mila docenti. «Ma disagi
limitati» I tagli ci sono. E bisognerà tenerne conto. Quasi cinquemila
professori in meno in Lombardia: da 101.823 del 2008/09, a 96.948 del prossimo
anno. In pratica 4.874 posti in meno. Un «salasso gestibile» per il direttore
dell'Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio che rassicura insegnanti,
genitori e sindacati: «Non ci saranno ripercussioni sulla qualità della scuola
lombarda». Colosio garantisce che entro la prossima settimana sarà definito «un
piano di ridistribuzione degli organici », anche grazie alla possibilità
offerta dal contratto di lavoro di «aumentare le ore settimanali di lavoro dei
professori per sopperire a eventuali carenze o supplenze». In questo modo in
Lombardia saranno recuperati 780 posti e altri 260 destinati ai progetti per
gli stranieri: «Il saldo sarà meno pesante con meno di 4 mila tagli». Certo, i
sacrifici non saranno una passeggiata, come temono ora i sindacati. Ma per il
direttore dell'Ufficio scolastico regionale si tratta di un processo invitabile
in tempi di crisi. Certo, la crisi. Quella lontana delle banche, dei crolli
immobiliari, dei dividendi; e quella vicina degli operai cassintegrati, dei
bancari licenziati, dei precari. Il crac delle famiglie, di cui ora si dovrà
tener conto. Da qui l'invito, o meglio la direttiva ai presidi milanesi
affinché se ne tenga conto quando si programmeranno i «viaggi studio». «Forse i
professori hanno sentito meno gli effetti della crisi, ma non dimentichiamoci
che molti dei nostri alunni sono figli di cassintegrati o precari commenta
Colosio . Pensare a gite scolastiche da 400 o 500 euro, magari le famose
'settimane bianche' di qualche liceo, significa mettere in difficoltà molte
famiglie. E così si finisce per fare discriminazioni per censo». Quanto il
richiamo del provveditore regionale sarà rispettato lo si vedrà, nei fatti,
solo a ridosso della fine del primo quadrimestre. Tornando ai tagli, Colosio
non esclude di «sforare» il tetto agli organici imposto dal
ministro Mariastella Gelmini. «Ho ribadito che la nostra priorità è la qualità, quindi sia
chiaro che non chiuderemo nessuna scuola per mancanza di personale. Ma le
carenze dovranno essere ben motivate: nessun intervento 'a pioggia'». Il
sistema lombardo in questi anni è stato uno dei pochi a rispettare in maniera
«severa» i tagli imposti dal governo: «Vorrà dire che per un anno non
saremo virtuosi, ma poco conta. Visto che ci sono regioni che da decenni non
rispettano i parametri». La Lombardia ha un rapporto di un insegnante ogni 18
alunni, contro la media nazionale di uno a nove. Cesare Giuzzi
( da "Tirreno,
Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina Volterra importa
studenti per salvare il Classico Borse di studio offerte ai giovani
"stranieri". Ma tutti i ginnasi sono sempre più in crisi VOLTERRA. A
Volterra sono solo 14 gli iscritti alla quarta ginnasio, la prima del liceo classico:
troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini. «Forse con venti ce la possiamo
fare», sperano al Carducci. Intanto il Comune sta cercando di
"importare" da fuori zona i liceali della salvezza, con il
piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale dei 12
assegni da dare a chi si vorrà iscrivere - dice il sindaco Buselli - è di
84mila euro, la Cassa di risparmio si è resa disponibile a contribuire
per circa la metà e tante istituzioni hanno dato qualcosa. Con questi soldi saranno
coperte le spese di iscrizione, acquisto libri, trasporto, vitto, alloggio,
tutoraggio». Il termine per le domande scade il 31 luglio. SUGGI A P
( da "Tirreno,
Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa Al ministro: concorsi
irregolari Si chiede una verifica sui criteri e le modalità Alcuni passaggi non rispetterebbero il decreto Gelmini PISA. I ricercatori precari di
Pisa hanno scritto una lettera al ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, al direttore generale per
l'Università, Marco Tomasi, e al rettore dell'Università di Pisa, Marco
Pasquali. L'oggetto della lettera sono proprio i bandi degli incarichi di
insegnamento pubblicati dall'Università di Pisa. I precari sostengono
che i bandi sono irregolari e chiedono una verifica. «Segnaliamo - si legge
nella lettera - che i bandi per il conferimento di incarichi di insegnamento
pubblicati dall'Università di Pisa, con decreti rettorali... relativi
rispettivamente alle Facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze matematiche
fisiche e naturali, Lingue e Letterature straniere, Farmacia presentano profili
di irregolarità in quanto non conformi al dettato del decreto ministeriale
08/07/08, che ai sensi dell'art. 1, comma 10, della legge n. 230/2005,
disciplina "Criteri e modalità per il conferimento da parte degli Atenei
di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti"». Nella lettera si
segnala che «relativamente ai criteri e modalità di selezione, il decreto
richiede agli atenei di assicurare la pubblicità degli atti, mentre i bandi in
oggetto, all'art. 3, non garantiscono pienamente tale pubblicità, in quanto
essi prevedono che le domande di ammissione debbano pervenire "entro il
termine perentorio di dieci giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di
affissione all'Albo ufficiale di Ateneo" e "la data di presentazione
delle domande è stabilita dal timbro e data di protocollo generale di entrata
dell'Università di Pisa"». Inoltre, il decreto «stabilisce che i bandi
debbano indicare i criteri in base ai quali deve essere effettuata la
valutazione comparativa delle pubblicazioni scientifiche e del curriculum
complessivo dei candidati, mentre i bandi in oggetto, all'art. 4, non
contengono alcuna indicazione specifica in materia, menzionando soltanto in
termini generici la "valutazione di precedenti esperienze
didattiche", l'"esame della produzione scientifica" e "la
ponderazione dei titoli di formazione post-laurea"». Si solleva anche il
caso delle mansioni. Il decreto «richiede che i regolamenti disciplinino con
precisione le mansioni... mentre i bandi rimandano al regolamento didattico di
ateneo».
( da "Sicilia,
La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola
Mediatori per caso operano in Questura
Torna l'incubo chiusura facoltà per Ragusa. Sembra infatti che Giurisprudenza
per il prossimo anno accademico non possa essere attivata a Ragusa. Ne sarebbe
già convinto l'Ateneo di Catania come viene denunciato, con una nota inviata
ieri mattina, da Paolo Pavia, rappresentante degli studenti nel consiglio della
facoltà di Lingue. Secondo Pavia l'accordo siglato a Roma nelle settimane scorse non
ha messo la parola fine alla vicenda che rischia di far arenare il polo universitario ragusano. La sostanza delle richieste
dell'Ateneo nei confronti del Consorzio non è mutata dichiara ancora Pavia
ed ecco che l'obiettivo di mantenere solo due facoltà nella nostra
città, così come da sempre dichiarato dal rettore, diventa possibile con l'aiuto del preside di Giurisprudenza.
Questi ha infatti dichiarato in Senato Accademico, che ha fatto propria volontà
di lasciare Ragusa a partire dall'anno accademico 2010-
( da "Stampa,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Retroscena Gli idonei
sono per metà campani E la Gelmini
assume seicento presidi del Sud ROMA Sono 647 i nuovi presidi che inizieranno a
lavorare nelle scuole da settembre. Da tempo non c'era un ingresso di queste
dimensioni. E se si va a guardare la tabella degli idonei pubblicata sul sito
dell'Associazione nazionale presidi, è facile capire i motivi del mal di pancia
della Lega. Gli idonei sono per
metà campani (346). Poi pugliesi (147), siciliani (135) e calabresi (91).
Insomma, quasi tutti meridionali. Inoltre, in almeno 12 regioni non esistono
dirigenti ancora in graduatoria da sistemare. A questo va aggiunto che ad
esempio in Sicilia o Puglia almeno 6 dirigenti su 10 hanno conquistato
l'idoneità vincendo un concorso non ordinario ma riservato, che in molti casi
prevede il semplice superamento di una prova d'ingresso per un corso di
formazione. Da settembre quindi ci sarà una distribuzione a pioggia di presidi
meridionali che cascherà un po' su tutte le scuole d'Italia ma soprattutto al
nord. Ed è per questo che a Vicenza due settimane fa, con una mozione bipartisan,
hanno intimato l'alt all'arrivo di dirigenti del sud. Sotto accusa c'è
innanzitutto un concorso bandito nel 2004: numero di posti assegnato a ciascuna
regione e un 10% in aggiunta di idonei da lasciare in lista d'attesa. Ma
qualcuno al sud ci avrebbe provato, mettendo in lista più concorrenti: che ora
sarebbero tutti da sistemare. Al nord, invece, hanno inserito nelle graduatorie
di merito soltanto il numero di dirigenti previsto dal concorso bandito. E poi
ci sono le sanatorie decise dal governo Prodi. La prima è stata inserita nella
Finanziaria 2007, la seconda in un emendamento al decreto milleproroghe del
febbraio
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola: il "merito" non si
misura, l'efficienza sì Paolo Fasce Si susseguono sulle pagine del "Secolo
XIX" le opinioni di firme prestigiose che discettano sul mondo della
scuola. Hanno espresso le proprie idee l'assessore alla Cultura del Comune di
Genova, Andrea Ranieri ("Fortunati quei Paesi dove non si boccia
nessuno", 16/7/2009), che mette in contrapposizione la scuola della
meritocrazia a quella della democrazia. Poi è venuto il turno di Enrico Musso
("Chi ha paura della scuola fondata sul merito", 18/7), senatore del
PdL, ma anche docente universitario, che in estrema sintesi si compiace del
"giro di vite" emerso dall'aumento del numero delle bocciature agli
esami di Stato di quest'anno. Infine Giorgio Bertone ("Meritocrazia a
scuola, un'operazione di facciata", 21/7), ordinario di Letteratura
italiana all'Università di Genova, che addebita alla sinistra l'abolizione
degli esami di riparazione e una certa schizofrenia, avendoli invece il
ministro Fioroni reintrodotti, e denuncia una contraddizione non riuscendo a
individuare un criterio meritocratico in base al quale l'avvocato
Mariastella Gelmini abbia
potuto assumere il ruolo di ministro. Non affonda però in pieno la sua lama
retorica, avendo dimenticato di citare il fatto che il titolo professionale dell'attuale
ministro dell'Istruzione è stato conseguito in un concorso svolto a Reggio
Calabria, sede preferita a quella più selettiva di casa propria. Per
amor di verità, gli esami di riparazione furono cancellati dal ministro
D'Onofrio negli anni Novanta, primo governo Berlusconi. Vorrei tuttavia
inserirmi in questo interessante dibattito per una parola che provenga
direttamente dall'interno mondo della scuola. Sul tema del merito, mi permetto
una digressione matematica. Il concetto di "merito" presuppone di
pensare a una possibile misurazione che traduca le molte variabili in gioco, in
un'unica scala che le condensi tutte e ci consenta di stabilire chi è"più
elevato in grado". Questo modo di procedere è dettato dal buon senso, ma
un qualsiasi matematico sa che determinare una relazione d'ordine quando le
variabili diventano appena due è impossibile. Ne consegue che tutti possiamo
utilizzare la parola "merito", ma nessuno sarà mai in grado di
misurarlo. Il concetto, tuttavia, non è ignoto alle masse, quando si tratti di
valutare il merito di un calciatore (meglio Maradona o Pelè), di un comico
(meglio Totò o Govi?) o di un attore (meglio Gassman o Mastroianni?). E
tuttavia è legittimo aspettarsi dei diplomati che abbiano requisiti minimi in
ciascuna disciplina e capacità conseguenti. Le indagini internazionali danno di
certo un quadro, che non tutti conoscono e che spesso vengono distorte. Mi si
consenta di evocare argomenti che dovrebbero, ciascuno, fornire spunti per
doverosi approfondimenti. ? Quali modelli offre la società nella quale ci
muoviamo? Ha senso pensare che i giovani d'oggi abbiano altri punti di
riferimento (a torto o ragione)? ? La scuola di oggi si è trasformata davvero
in senso organizzativo e didattico, oppure ripete passivamente meccanismi
obsoleti, incapaci di affrontare la realtà odierna? ? Quale spazio è dato
all'uso consapevole delle tecnologie nella didattica (non parlo di qualche
presentazione in Power Point, ovviamente)?. ? Quale valore è percepito dagli
studenti che lavorano e studiano in ambienti fatiscenti? ? Quale influenza ha
sulla motivazione la continua svalorizzazione che emerge dai media e nei
conflitti tra genitori e corpo docente? ? C'è modo di semplificare il lavoro
dei consigli di classe e delle commissioni degli esami di Stato che passano una
significativa parte del proprio tempo a curare la forma, onde evitare che un
ricorso vanifichi il loro lavoro nella sostanza? ? Che valore viene dato alla
continuità dell'insegnamento dove quasi un insegnante su cinque è precario e anche
gli insegnanti "di ruolo" cambiano spesso sede per avvicinarsi a casa
("assegnazioni provvisorie") o, vincolati alle 18 ore, insegnano
geografia e italiano in prima, storia e latino in seconda, italiano in terza,
latino in quarta... ? Quale ruolo giocano i dirigenti, selezionati
rigorosamente nei concorsi regionali del nord e dichiarati idonei a centinaia
in quelli del centro sud, poi gestiti in ambito nazionale e non regionale?
Stessa cosa, spesso, anche per gli insegnanti. Tutti noi siamo passati dall'esperienza
scolastica, lo faranno anche i nostri figli e i nostri nipoti. Affrontare
questi nodi coscienziosamente e in maniera rispettosa della verità, senza dogmi
preconcetti, pare doveroso da parte di tutti. Paolo fasce è giornalista,
ingegnere elettronico e insegnante, portavoce del Comitato Precari Liguri della
Scuola. 29/07/2009
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
La Lega: licenza padana per chi insegna
al nord spaccatura della maggioranza in commissione cultura Il Carroccio
provocachiedendo un esame di dialetto, il Pdl blocca i lavori. Fini:
«Rispettiamoi limiti della Costituzione» 29/07/2009 roma. I titoli di studio
degli insegnati italiani? Secondo la Lega «non garantiscono un'omogeneità di
fondo e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono affatto una
garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante». Per gli aspiranti professori -
secondo la deputata del Carrocio Paola Goisis - sarà invece decisiva «la
conoscenze della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si
intende insegnare», anche perché«non è affatto possibile che la maggior parte
dei professori che insegna al nord sia meridionale». La Lega, insomma, torna
alla carica con una richiesta in commissione Cultura della Camera, provocando
lo stop momentaneo dell'esame della riforma della scuola. Una richiesta tanto
pericolosa quanto semplice: in pratica, il Carroccio vuole che ci siano criteri
"padani" di selezione degli insegnanti al nord. Proposta bocciata dal
resto della maggioranza che ha subito puntato i piedi dopo l'ennesima
provocazione. E ora potrebbe scattare un vero e proprio braccio di ferro tra il
Pdl e il Carroccio. Il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), ha
così sospeso la seduta del comitato, chiamando in causa direttamente la
conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega si è opposta. E via con i
litigi: a tal punto da far uscire allo scoperto il presidente della Camera,
Gianfranco Fini. «Durante l'esame della riforma la prima commissione e l'aula
valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra
carta costituzionale - ha detto Fini -. Si tratta di questione che non può
essere opinabile ma che deve essere soltanto riferita a quel che c'è scritto
nella Carta». Più duro il capogruppo Pd nella commissione Cultura della Camera,
Manuela Ghizzoni: «La proposta di inserire un test per i professori dal quale
emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della
regione in cui intendono insegnare è l'ennesimo tentativo di inserire nel
nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del
territorio di provenienza». «L'istruzione - ha continuato Ghizzoni - è un tema
troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche
dal sapore tutto "nordista"». «Sulla scuola la maggioranza è in
fibrillazione ed è profondamente divisa al suo interno», ha continuato
Ghizzoni. « Questa storia del test ha creato forte scompiglio e numerosi
distinguo tra Lega e Pdl, tanto da portare alla sospensione dei lavori. Si
tratta di una profonda spaccatura, non solo sui temi della scuola: come farà
Berlusconi a soddisfare contemporaneamente le pressanti pretese del partito del
nord e quelle del nascente partito del sud?» si chiede Ghizzoni mentre nel
centrodestra si cerca di gettare acqua sul fuoco. A cominciare da Fabrizio
Cicchitto, presidente dei deputati del Popolo della Libertà, che ha affermato
in una nota: «Non esistono ragioni di divisioni sui problemi della scuola fra
il Pdl e la Lega. Prioritari per noi sono i progetti di
riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'Università e quella sui licei». Polemica
sedata? Non proprio. Goisis ha continuato per la propria strada: «Noi della
Lega avevamo presentato una nostra proposta di legge di riforma della scuola.
Ma non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto
che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato all'esame della
Commissione Cultura. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che a un punto sul
quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale
potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere
fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del
territorio da parte dell'insegnante». La giornata era iniziata sempre
all'insegna della polemica con le richieste di chiarimento, da parte del Pd,
sul rischio licenziamenti a scuola, tramite un'interrogazione parlamentare:
«Alla vigilia del nuovo anno scolastico il ministro Gelmini
faccia chiarezza su quanti sono i docenti di ruolo che perderanno la cattedra e
quanti supplenti già in servizio non saranno riassunti a causa dei pesanti
tagli fatti con la legge 133 del 2008 e la successiva finanziaria, ai quali si
è aggiunta la riduzione di 600 milioni per gli incarichi a tempo determinato».
«I tagli del governo - ha spiegato il Pd - riguardano per il prossimo anno
42.102 posti di docente e dirigente scolastico e 15.167 posti di personale
Ata». «Il governo, come chiesto dalle organizzazioni sindacali del settore,
assuma al più presto iniziative in favore del personale già in servizio e che a
causa dei tagli rischiano di perdere lavoro», ha concluso il Pd. 29/07/2009
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Università, nuovi
progetti malgrado i tagli Istruzione L'amarezza del rettore Cannata per le
misure imposte dal decreto Gelmini CAMPOBASSO Rispettare i programmi e gli impegni assunti ma
certamente si appella alla responsabilità della Regione che già collabora
abbastanza con l'Ateneo molisano e alla collaborazione del sistema industriale
produttivo e finanziario locale. L'Università del Molise dopo i tagli
economici del ministro Gelmini alle Università
italiane e quindi a quella del Molise quantificabile per quest'ultima in circa
700 mila euro, se venissero rispettati gli stessi criteri dello scorso anno,
non si fascia la testa ma certamente lancia una serie di appelli criticando
aspramente il metodo adotatto dal Governo e quindi nello specifico dalla
responsabile al dicastero dell'Università. Ma allo stesso tempo rassicura,
quindi, i propri studenti iscritti e quelli che verranno ad immatricolarsi in
Molise «Non accettiamo in alcun modo il metodo adottato nella valutazione delle
Università e quindi del nostro Ateneo, non condividiamo la trasparenza dei
criteri presi in considerazione, alcuni addirituura calati in periodi passati
riferiti agli anni precdenti - ha detto il rettore prof. Giovanni Cannata -
Ovviamente noi ci apprestiamo ad assicurare almeno per quest'anno gli stessi
servizi agli studenti grazie ad alcuni premialità e risparmi accumulati negli
anni, dal prossimo anno, però, dovrenmo riconsiderare alcuni di essi e quindi
ripensare con la Regione a sostegni e diversa partecipazione. Abbiamo
improntato la nostra programmazione e bilancio in modo serio, il nostro è un
servizio pubblico che va aiutato dalle istituzioni locali». L'Università del
Molise quindi non toglierà nulla alla sua attività formativa. Manterrà gli
stessi corsi dello scorso anno pur trovandosi nella zona «rossa» penalizzata
dalla Gelmini che fa parte di quell'Italia che va
dall'Umbria in giù. Al contrario ci saranno alcuni corsi di specializzazione in
più già previsti e l'aumento dei posti alla facoltà dio Medicina che dai 50 dei
primi due anni sono passati per l'anno accademico 2009-
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Brunetta supera tutti, piace la
battaglia per la meritocrazia Bocciata la Lega polemica. In calo Bossi e
Calderoli La guerra contro i fannulloni e la ventata di meritocrazia portata
nella pubblica amministrazione, premia il ministro Renato Brunetta. Il
sondaggio Crespi non fa altro che esprimere con i numeri quella che è una
popolarità acclarata. Il giro di vite contro le sacche di inefficienza e la
battaglia condotta per restituire agli statali un ruolo centrale nel Paese, è
stata apprezzata ad ampio raggio a cominciare dai diretti interessati. Nella
classifica della fiducia ai ministri Brunetta è al top e la sua popolarità non
è stata nemmeno scalfita da quell'ondata di pessimismo che ha travolto il
governo nel momento in cui è esploso il sexy-gate. Così a giugno la fiducia
verso il ministro della Pubblica amministrazione era al 55% per poi salire al
57% a luglio. Va bene anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Avrebbe dovuto essere penalizzato per gli attacchi alle misure sulla giustizia
e le intercettazioni e invece l'elettorato marcia in modo contrario a quello
che vorrebbe il centrosinistra. A giugno e luglio si mantiene stabile al 50% e
nell'ultima settimana del mese sale di un punto percentuale. Viene promossa
l'azione del ministro degli Esteri Franco Frattini; da giugno è in crescita e a
fine luglio sale dal 49% al 50%. L'intervento sulle pensioni penalizza il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che dal 50% mantenuto per tre mesi
consecutivi, a fine luglio è sceso al 49%. Il «guardiano dei conti pubblici»,
Giulio Tremonti, si mantiene stabile al 49%; è il segnale che il rigore
comunque è stato apprezzato, come pure il fatto di aver affrontato la crisi
economica senza aumentare la pressione fiscale. La politica di rilancio del
nucleare premia il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. che dal
46% di giugno sale al 47% di fine luglio. Nella squadra femminile aumentano i
consensi per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Anche lei come
tutto il governo ha un momento critico a giugno con un calo dal 51 al 48% ma
poi risale al 49% e a fine luglio si colloca al 50%. Leggere oscillazioni nella
popolarità della responsabile delle Pari Opportunità Mara Carfagna che comunque
rimane nel gruppo dei ministri che riceve maggiori consensi. A maggio era al
49% e a giugno, in controtendenza con gli altri colleghi, sale al 50% per poi
ridiscendere al 49% a fine luglio. Continua a essere
oggetto di polemiche la politica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Dal 50% di maggio scende al 49%
di giugno e poi al 48% di fine luglio. Giorgia Meloni (Politiche giovanili)
oscilla tra il 47 e il 46% mentre Michela Brambilla (Turismo) è da tre mesi
fissa al 35%. Non giovano le polemiche alla Lega. Fare il bastian contrario
e mettere a rischio la compattezza della maggioranza, non sono apprezzati
dall'elettorato. Umberto Bossi è in calo del 2% dal 47 al 45%. In discesa pure
Roberto Calderoli dal 37 al 35%. L.D.P.
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Interni "Scuola,
test-dialetto per i prof" la Lega spacca il centrodestra Riforma bloccata.
Fini: rispettare la Costituzione Storia, idioma e tradizioni locali per
oltrepassare i confini della Padania e insegnare CARMELO LOPAPA ROMA - L´ultima
della Lega è il test di dialetto per i prof. Storia, tradizione e idioma locale
per poter varcare i confini della Padania e insegnare in una regione del Nord
(e così per quelle meridionali). Laurea, corsi e graduatorie non bastano,
«spesso comprate». La proposta viene avanzata nel bel mezzo della discussione
della riforma della scuola in commissione Cultura della Camera. E provoca la
frattura nella maggioranza, lo stop ai lavori e il richiamo del presidente
della Camera Gianfranco Fini: «Si rispettino i valori della Costituzione». Col
Pd che accusa: «Incursioni ideologiche dal sapore nordista». L´iniziativa della
leghista Paola Goisis è seria, benché provocatoria. In commissione la illustra
così: «Insisteremo fino alla fine. Ci dovrà essere un albo regionale al quale
potranno iscriversi tutti i professori, ma prima dovrà essere fatta una
pre-selezione». Un test, dunque, per verificare «il livello di conoscenza della
storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione» in cui il
docente desidera insegnare. I titoli di studio? In secondo piano, anche perché,
sentenziano i leghisti, «non garantiscono omogeneità e spesso risultano
comprati». La tesi è sempre la stessa: «Non è possibile che la maggior parte
dei professori che insegna al nord sia meridionale». E fa il paio con la
proposta di pochi giorni fa di uno sbarramento per i presidi meridionali. Va
detto che la riforma, che porta il nome della presidente della commissione
Aprea, prevede già l´istituzione di un albo regionale dei docenti, sebbene
senza test. Contempla tra l´altro la possibile trasformazione delle istituzioni
scolastiche in fondazioni con partner pubblici e privati, nuovi organi quali
cda e nuclei di valutazione dell´efficienza, un cursus honorum: docente
iniziale, ordinario ed esperto. Di fronte all´exploit leghista, il Pdl in
commissione si irrigidisce. Già una preriunione informale finisce con un mezzo
scontro tra piediellini e Carroccio. «La riforma è molto avanzata. Ma una norma
come quella, scritta male, rischia di renderla incostituzionale» avverte Fabio
Granata, finiano, in commissione Cultura. Sono scintille soprattutto tra
Valentina Aprea e la Goisis. La presidente sospende il comitato dei nove che
sta esaminando il testo e rimanda tutto alla conferenza dei capigruppo. Il caso
approda in aula, sollevato da Emilia De Biasi del Pd. Il presidente Fini
assicura: sarà garantito «il pieno rispetto dei principi fondamentali della
nostra Costituzione». Cicchitto del Pdl prova a gettare acqua sul fuoco
(«Nessuna divisione con la Lega»), il ministro Gelmini precisa che quanto accaduto non
interferisce con i provvedimenti già adottati sulla scuola. Ma la riforma
subisce uno stop. «Ennesimo tentativo di inserire norme incostituzionali che
discriminano sulla base della provenienza» attacca la capogruppo Pd in
commissione, Manuela Ghizzoni: «Pericolose incursioni ideologiche dal sapore
tutto nordista».
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Interni
Paralleli col passato Scambio di battute sui tagli tra il ministro
dell´Istruzione Mariastella Gelmini e Tremonti alla Camera "Giulio, me ne fai tante ma ti
voglio bene" ROMA - «Me ne fai tante. Ma lo sai che ti voglio bene».
Proprio come una coppia di innamorati che, nonostante tutto, non riescono a
lasciarsi. Ma stavolta i protagonisti sono due membri del governo. Lei,
Mariastella Gelmini, ministro dell´Istruzione. Lui,
Giulio Tremonti, ministro dell´Economia. E tra di loro non c´è una storia
d´amore ma questione di fondi, finanziamenti, risparmi e percentuali. Ieri
erano entrambi alla Camera per la votazione del decreto anticrisi. E in un
clima scherzoso si sono ritrovati a fare capannello nei corridoi di
Montecitorio insieme ai colleghi Paolo Romani (vice ministro dello Sviluppo
economico), Maurizio Lupi (vicepresidente della Camera) e il deputato Maurizio
Bernardo, autore del contestato emendamento sulla Corte dei Conti che sta scatenando
tante polemiche tra i magistrati. Un clima allegro tanto che la Gelmini si è avvicinata al titolare del Tesoro per
comunicargli affettuosamente le sue rimostranze: «Me ne fai tante - gli ha
detto - ma lo sai che ti voglio bene. Non riesco ad odiarti. Forse ho la
sindrome di Stoccolma». Che è il termine utilizzato dagli psicologi per
spiegare il sentimento di affetto che le vittime di un sequestro possono
manifestare nei confronti del proprio rapitore. La Gelmini
faceva riferimento ai risparmi stringenti richiesti dal ministero dell´Economia
e che le hanno attirato critiche dall´opposizione e dal mondo della scuola per
la sua riforma. (m.fv.)
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Interni I "sudisti"
e lo sfogo di Tremonti sul jet "Silvio, devi mettere a
posto Miccichè" Il Cavaliere chiama la Gelmini: "Ci penso io a convincere Bossi" Il ministro: non
sopporto Micciché Dopo l´altra grana sulla scuola lo sfogo del premier Fini
parla con i suoi e bolla come "ambigua" la posizione leghista sulla
missione FRANCESCO BEI ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla pista di Linate.
Diretti a Roma, dove si voterà il decreto anticrisi, si accomodano nel
salottino di prua Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e altri
ministri come Roberto Calderoli e Michela Brambilla. Sopra il Tirreno la
discussione entra nel vivo e si parla dei soldi per il Mezzogiorno, una
sostanza pericolosa da maneggiare visto le crepe che si sono aperte nel governo
e nella maggioranza. Come se non bastasse l´offensiva del partito del Sud, ieri
il Carroccio è ritornato all´attacco - dopo il «tutti a casa» sull´Afghanistan
- con la proposta shock di introdurre test di dialetto ai professori. Ma
sull´Airbus presidenziale questa ennesima bomba ancora non è scoppiata.
Tremonti è una furia e, in alta quota, si scaglia contro Gianfranco Micciché,
il regista dei vespri siciliani del Pdl. «Adesso basta - alza la voce il
ministro dell´Economia - spetta a te Silvio rimetterlo al suo posto. Io non ci
sto a essere insultato in questo modo, non ci sto a passare per quello che
strangola i meridionali. Farlo ministro del Sud poi... ma a chi è venuta
l´idea?». Tremonti è un fiume in piena: «Io ti do la massima disponibilità a
fare tutto quello di cui c´è bisogno, ma non possiamo non tener conto di quello
che è già stato fatto e non è poco. E poi, presidente, abbiamo la terribile
esigenza di ridurre il debito pubblico». Umberto Bossi annuisce alle tesi del
ministro dell´Economia, ma non vuole alimentare una dialettica Nord contro Sud
e non si mette di traverso rispetto all´idea di un Piano per il Mezzogiorno.
«Se i fondi vengono spesi per delle opere concrete e non regalati a pioggia -
sentenzia infatti il Senatur - per noi va bene». A questo punto il Cavaliere
prende la palla al balzo e chiude il capitolo: «Giulio con Micciché ci ho già
parlato io, stai tranquillo. è tutto sotto controllo, la cosa è già rientrata».
L´idea del Cavaliere sarebbe infatti quella di accontentare il ribelle
siciliano con un incarico ad hoc nel partito, qualcosa come coordinatore di una
costituenda "Consulta per il Mezzogiorno", che ne faccia una sorta di
proconsole in Sicilia. Non solo. Per domani sera, dopo averli chiamati uno ad
uno personalmente, Berlusconi ha organizzato una cena con i dissidenti
"sudisti" che hanno votato alla Camera un ordine del giorno contro il
parere del governo. Una tattica per sopire, per ora con le maniere gentili,
l´accenno di rivolta dentro i gruppi parlamentari. Un´insubordinazione che ha
colpito molto il Cavaliere, così come lo ha preoccupato vedere che anche ieri
alla maggioranza sono mancati decine di voti sul decreto anticrisi. «Ma chi
erano quelli che non ci hanno votato?», ha sussurrato preoccupato alla buvette
al capogruppo Cicchitto, «erano solo dell´Mpa o anche nostri?». Oggi intanto
pranzo di lavoro tra Berlusconi e i ministri Tremonti, Matteoli, Scajola, Fitto
e Prestigiacomo sul "Piano per il Sud" annunciato dal premier dopo
gli ultimatum di Micciché. «La mia parte di proposte - raccontava ieri in Transatlantico
Altero Matteoli - l´ho già messa su carta e domani la consegno a Berlusconi».
Tutto ruota intorno allo sblocco dei residui fondi Fas e palazzo Chigi sta
lavorando a un´ipotesi di compromesso: Tremonti aprirà la cassaforte e i fondi
verranno trasferiti alle Regioni, ma solo per finanziare progetti vagliati
dalla «cabina di regia» ministeriale a Roma. Prima di tutto però il ministro
Fitto, che è diventato il principale antagonista di Tremonti in Consiglio dei
ministri, chiederà al Tesoro una ricognizione sui mille rivoli della spesa
pubblica al Sud. «è un ginepraio pazzesco - ha spiegato a un collega - in cui
nessuno ha idea di quanti soldi siano già stati stanziati. Occorre un
monitoraggio serio, altrimenti restano solo chiacchiere». «Ma noi - ha chiuso
Fitto con una frecciatina a Tremonti - non siamo mica l´Aspen, siamo il governo
del paese». Intanto, sulla scuola, un´altra grana è esplosa nella maggioranza a
causa della Lega. E Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini,
ha confortato la ministra: «Vai avanti tranquilla. A Bossi ci penso io». Il
fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i professori aveva già
fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava fosse già stata
scartata. «Anche per me - aveva confidato alcuni giorni fa il leghista
Calderoli a Valentina Aprea - quella proposta è incostituzionale». E invece una
parlamentare leghista se ne è infischiata, gettando la maggioranza nel caos.
Sarà questo infatti un altro terreno di scontro, visto che Gianfranco Fini in
Aula ha già lanciato la parola d´ordine del rispetto «pieno e totale» della
Costituzione a cui dovrà conformarsi la riforma della scuola. Il che ovviamente
esclude i test dialettali. La polemica con il Carroccio si alimenta anche con
la questione dell´Afghanistan, visto che ieri i leghisti, nonostante tutte le
rassicurazioni di Berlusconi, hanno ufficialmente ribadito le loro perplessità
sulla missione militare. Una posizione che Fini, conversando con i suoi, non ha
esitato a bollare come «ambigua».
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 26 - Commenti IL VELENO NORDISTA
CHE DIVIDE L´ITALIA (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
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Pagina VI - Napoli L´assessore regionale contro la graduatoria stilata dal ministro Gelmini Mazzocca boccia la
classifica-atenei "Si favorisce la fuga degli iscritti" «Non sono
contrario alla valutazione, anzi. è giusto che le università ci facciano i
conti. Ma la classifica diffusa giorni fa dal ministro Gelmini, con le università campane messe
assai male nello scenario nazionale, è una "non classifica":
non misura la qualità assoluta di un ateneo, ma la variazione di alcuni
parametri in un periodo limitato di tempo. Facciamo un confronto calcistico: il
Genoa è la squadra che ha incrementato di più i suoi punti, in un anno, ma il
campionato lo ha vinto l´Inter. In assoluto resta l´Inter la squadra migliore,
anche se il Genoa ha migliorato di molto». L´assessore regionale
all´Università, Nicola Mazzocca, teme l´impatto mediatico di quella
graduatoria: «La gente resta impressionata da questo tipo di classifiche, e non
legge tra le righe. Per questo temo che dopo la fuga di cervelli i nostri
atenei possano essere vittima anche della fuga di studenti». Cosa che in parte
già avviene quando i ragazzi, per le lauree specialistiche, scelgono di
trasferirsi in atenei del nord. «Classifiche come quella del ministero
alimentano la sfiducia da parte degli studenti. Una sfiducia che fa danni
enormi quando, seguendo le lezioni, diventa demotivazione». Una sfiducia non
dovuta, alla luce delle classifiche internazionali: nell´ambito delle "Top
european universities", ad esempio, la Federico II è al 174esimo posto in
assoluto, ma al settimo in Italia. E nell´ambito della classifica
"Citations per faculty" l´ateneo è 86esimo nel mondo, ma primo tra le
università italiane. «Il punteggio - spiegano negli uffici del rettore - è
basato sulla ricerca di fattori di performance (citazioni) rispetto al corpus
della ricerca. Le citazioni sono usate come misura della "forza della
ricerca" di un ateneo. Più un´università ha pubblicazioni citate, più è
considerata importante». D´altra parte, prosegue Mazzocca, non è giusto
«valutare il livello di occupazione dei laureati: se in Campania non c´è
lavoro, non dipende dagli atenei». Mentre «il ministero ha dimenticato, ad
esempio, che nell´ambito dei Prin (progetti di ricerca ad interesse nazionale)
la Federico II è in seconda posizione per numero di progetti approvati e in
terza per i finanziamenti ottenuti». (b.d.f.)
( da "Tirreno,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pisa Servono risorse per
evitare la morte dell'università pubblica di Luciano Modica Il Ministro Gelmini ha varato una raffica di
provvedimenti sull'università. Finalmente. Ma va detto con chiarezza che ha in
realtà attuato provvedimenti del Governo Prodi. Nel 2007 i ministri Padoa
Schioppa e Mussi siglarono un Patto per l'Università finanziandolo con 550
milioni di euro da ripartire esclusivamente tra le università che hanno
conseguito i migliori risultati di didattica e ricerca. è positivo che Gelmini ne abbia sbloccato la prima applicazione ma
attendiamo di conoscere gli indicatori utilizzati per poter formulare un
giudizio motivato. Sin d'ora però si può dire che la "classifica"
tiene conto di parametri che favoriscono le università tecnologiche che
accedono maggiormente ai finanziamenti europei (quasi interamente destinati
alla ricerca tecnologica) mentre tendono a penalizzare le storiche università
generaliste che si impegnano nella didattica e nella ricerca di base in tutti i
campi dello scibile. Ma è l'idea di un "campionato" tra tutte le
università che non convince. Occorre misurarsi con gli indicatori ragionandoci
sopra, non pensare di poter tutto misurare con gli indicatori. Una vera
valutazione della qualità deve essere affidata ad un'Agenzia nazionale
indipendente, che fu istituita dal Ministero Mussi ma fu bloccata da Gelmini appena insediata. Ora l'iter è stato rimesso in
moto. Positivo lo sblocco dei concorsi universitari, molti dei quali a posti di
ricercatore cofinanziati dal ministero Mussi, improvvidamente bloccati nel
novembre 2008 da un decreto legge. Un'emergenza incombe però sul Ministro:
annullare i pesanti tagli finanziari voluti dal suo stesso governo. Come ha
scritto Francesco Giavazzi, "nessuna riforma salverà le nostre università
se queste rimarranno senza risorse. Con i tagli confermati nel Dpef molte università
a novembre chiuderanno". Lo pensa anche il Partito Democratico che
dell'equazione tra riforme e risorse (non ci possono essere riforme a costo
zero, come non sarebbe giusto dare risorse senza pretendere riforme) ha fatto
il leitmotiv della sua politica universitaria. è la linea giusta per evitare la
morte annunciata del sistema pubblico dell'alta formazione e della ricerca,
cioè del futuro di noi tutti. Responsabile nazionale del Pd per l'Università
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova Il caso Ulteriore
scure del governo all´organico già ridimensionato di oltre 600 insegnanti
Scuola, i tagli di mezza estate GIUSEPPE FILETTO Ancora tagli. Non sono bastate
616 unità in meno rispetto allo scorso anno, corrispondenti ad altrettanti
posti per gli insegnanti. Questa aliquota di tagli si conosceva a marzo. A
giugno, sull´organico "di diritto", si è aggiunta un´ulteriore
sfoltita: circa 60 docenti in meno, e si è arrivati a complessivi 670. Non è
stato sufficiente: negli scorsi giorni, a scuole chiuse, il ministro
dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, per far quadrare la Finanziaria ha trasmesso il contingente
oltre il quale la Liguria non deve andare dal prossimo anno scolastico: deve
tagliare in tutto 777 insegnanti rispetto allo scorso settembre, di cui 367
solo a Genova. A conti fatti, in tutta la regione i tagli sono
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Genova Samp, promossi
Tissone e Zauri rimandati Padalino e Marco Rossi Primo bilancio dal ritiro: da rivedere Stankevicius esterno della difesa a quattro MASSIMO
CALANDRI MOENA - In barba alla Gelmini, a diciannove giorni dall´inizio della preparazione i giocatori
della Sampdoria si dividono tra promossi e (pochi) rimandati. Ma di bocciati
nemmeno l´ombra. Il lavoro è stato durissimo, Luigi Del Neri è soddisfatto:
«C´è l´impegno, c´è la disponibilità al sacrificio. In questo momento mi
interessano soprattutto lo spirito di gruppo, l´attenzione agli schemi,
l´applicazione. La brillantezza e la rapidità arriveranno. E pazienza per
qualche errore dei singoli. Meglio che accadano ora, c´è tempo per rimediare».
Ciò che il mister non dice, ma si può facilmente intuire, è che nel reparto
arretrato vorrebbe più personalità. E però la pagella è di quelle da far
firmare ai genitori. Tra i nuovi arrivati ha impressionato Fernando Damian
Tissone, argentino di Quilmes dove si produce la miglior cerveza dell´America Latina
che si è sistemato con genuina prepotenza in mediana accanto a Palombo.
Del Neri lo conosce bene e infatti lo richiama in continuazione durante le partite: il gaucho risponde con aggressività
e grande concentrazione. Rimandato invece Marco Padalino, autore di una prova
opacissima nella tinozza di Rotterdam. Il ragazzo c´è con le gambe ma non con
la testa: confuso, indeciso, sta faticando ad adattarsi i nuovi schemi. Ma
tutto suggerisce che sarà questione di poco. Un altro esordiente´ in
blucerchiato che ha lasciato entusiasti è Daniele Mannini (figlio dell´ex
portiere Alessandro). Splendida falcata, grande forza fisica e tempismo negli inserimenti in avanti, è tanto duttile da alternarsi da
una fascia all´altra. E´ l´esterno di sinistra che ci voleva, promette di
diventare un titolare inamovibile. Marco Rossi? «Il ragazzo s´impegna, ma
potrebbe fare di più»: il ritornello scolastico è validissimo per il centrale
arrivato da Parma, che offre positive vibrazioni ma anche qualche inattesa
fragilità. Il carattere c´è, ma avrebbe forse bisogno di essere rasserenato da
qualche compagno più esperto. Un´altra promozione con lode è quella di Luciano
Zauri: che in silenzio, con umile concretezza, ha dimostrato di conoscere il
mestiere a memoria e di poter passare dal ruolo di quarto difensore a sinistra
alla parte opposta. Merita presto di essere nuovamente interrogato Marius
Stankevicius: perché il lituano sta benissimo e muore dalla voglia di
partecipare da difensore alla catena destra. Ha la fiducia di Fantantonio, che
di queste cose se ne intende. Ma in alcune occasioni si lascia ancora un po´
andare. Peccato, perché potrebbe essere una delle grandi sorprese. E poi, i Tre
Tenori: i primi della classe non deludono mai. Angelo Palombo, pur con una
settimana in meno di preparazione, corre già più degli altri. Antonio Cassano
ha offerto delizie balistiche e sfoggia un´impressionante definizione muscolare.
Pare sereno come mai, buon segno. E Giampaolo Pazzini là davanti è quello che
ha giocato più di tutti, compensando la comprensibile stanchezza con la
determinazione che promette di farne uno dei grandi protagonisti della
stagione. Stamani a Moena riprende la preparazione, domani pomeriggio c´è da
recuperare l´amichevole con i Monti Pallidi e poi domenica sera tutti a Padova.
E intanto è ufficiale l´ingaggio di Matteo Guardalben.
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Firenze L´università Focardi
a Roma conti sotto esame L´Università di Siena ancora in attesa di una risposta
definitiva, da parte del ministero, riguardo al cosiddetto «premio di qualità»:
10 milioni ricavati dal 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario che il
Miur riserva agli atenei più virtuosi e su cui Unisi confida per uscire dalla
sua difficile situazione finanziaria. Ieri il rettore Silvano Focardi era a
Roma per presentare al ministero il recente piano di risanamento e fornire chiarimenti
circa lo stato delle finanze dell´ateneo. Un incontro che i vertici
dell´università hanno definito «proficuo e chiarificatore» ma che, per il
momento, non ha prodotto risposte certe. Intanto, i sindacati Flc Cgil, Cisl Università e Uil Pa-Ur Afam hanno inviato un appello al
ministro Gelmini perché
apra un tavolo di confronto sulla vicenda senese: la loro preoccupazione è che
«la mancanza di liquidità attuale potrebbe condurre in breve tempo
all´insolvenza nei confronti delle spese correnti, a cominciare dagli stipendi
del personale».
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bologna A P
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna La giunta prepara
la strategia d´autunno contro i tagli. Nidi garantiti ai figli dei precari
Tempo pieno per i 300 bambini lasciati a casa dalla Gelmini Per ora, nero su bianco, c´è
solo la conferma del piano di riduzione delle tariffe per i lavoratori colpiti
dalla crisi varato dall´ex sindaco Cofferati. Ma le buone intenzioni della
nuova giunta guardano già a settembre, con alcuni obiettivi ben precisi:
"nidi garantiti" anche ai precari e tempo pieno municipalizzato per i
bambini lasciati a casa dalla riforma Gelmini. «Sappiamo già che verranno tagliate 12 sezioni a
Bologna. Si tratta di circa 300 bambini cui vogliamo offrire una proposta di
qualità» lancia l´allarme l´assessore alla scuola Simona Lembi. Così Palazzo
D´Accursio cerca di dare la sua risposta alla crisi con un pacchetto di
provvedimenti "salva-scuola". Ieri la giunta ha cominciato
confermando gli sconti tariffari su nidi e refezione scolastica che
l´amministrazione precedente aveva lanciato a inizio 2009. Agevolazioni che
secondo i sindacati hanno avuto poco riscontro tra lavoratori e cassintegrati
(su 240 domande solo 107 riduzioni delle rette e 12 esenzioni totali). Ma il
neo assessore Lembi non si scoraggia: «I dati per ora sono parziali, e contiamo
di fare un bilancio il prossimo mese». Tutto in attesa della fine di agosto,
quando la giunta comincerà a lavorare sull´estensione del piano anti-crisi.
«Per prima cosa stiamo lavorando al progetto "Nidi garantiti", che
prevede non solo l´abbattimento delle tariffe, ma anche la facilitazione dell´accesso
per tutti i lavoratori, compresi quelli atipici». La Lembi fa capire che le
agevolazioni abbracceranno «chi, rispetto alla fotografia Isee dello scorso
ottobre, ha visto sensibilmente peggiorare la propria situazione, magari perché
ha perso il lavoro o perché sa che il suo contratto non verrà rinnovato».
Queste persone potranno in sostanza aggiornare la loro posizione nella
graduatoria di accesso ai nidi, con un bonus "crisi" aggiuntivo.
«Quello che dobbiamo stabilire - spiega l´assessore - è la soglia di reddito
per l´accesso agevolato». Un piano che però le Rdb bocciano sul nascere. «La
giunta Delbono fa demagogia sulla pelle di precari e cassintegrati» attacca
senza mezzi termini Massimo Betti, che parla di lavoratori «presi per i
fondelli», perché «i cosiddetti sgravi promessi dalla giunta precedente sono
andati alla fine a pochissimi casi sociali. Così sarà anche per i precari.
L´amministrazione prende in giro i lavoratori e pensa solo agli annunci
mediatici». Ma Palazzo D´Accursio non si arrende, e fissa a settembre anche il
cosiddetto "tempo pieno municipalizzato" promesso da Delbono in
campagna elettorale. «Ribadisco che nessuno sarà lasciato solo» ha detto ieri
la Lembi annunciando il progetto "Qualità assicurata". «La riforma Gelmini avrà effetti esponenziali nei prossimi cinque anni,
perché saranno sempre di più i bambini lasciati a casa dall´abolizione del
tempo pieno». Si comincia, a settembre, con 300 bambini lasciati a casa. Qual è
il piano dell´amministrazione però è ancora tutto da vedere. «Certamente
vogliamo garantire una offerta alternativa di qualità, senza pretendere di
sostituirci alla scuola statale. Ma per ora è difficile dire quali saranno le
conseguenze della riforma. I contorni definitivi li avremo solo a settembre e
allora decideremo». (s.b.)
( da "Tirreno,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Livorno Tagli nella scuola,
170 posti in meno L'allarme di Cgil e Cisl: superiori e elementari galoppano
verso l'emergenza LA POLEMICA I dati della sforbiciata: 98 insegnanti e 70
assistenti Mantenuta la quota nelle strutture riservate all'infanzia LIVORNO.
Come l'ennesima grande fabbrica che dal primo settembre chiude i battenti. Solo
che qui di cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali non c'è nemmeno
l'ombra. «I tagli sugli organici di diritto parlano di circa 170 lavoratori in
meno nella scuola. Se questa cosa fosse successa in un'azienda saremmo nelle
prime pagine dei giornali nazionali», sbotta Patrizia villa, segretaria della
Flc-Cgil. Una piccola nota polemica per amplificare lo stato di "vera
emergenza" in cui versa anche la scuola livornese. Tabelle alla mano, i
sindacati Cisl scuola e Flc-Cgil snocciolano il rosario dei tagli. E qui non
c'entra per niente la crisi mondiale, ma la resa dei conti con la scure delle
leggi Tremonti-Gelmini. «In
provincia si tratta complessivamente di 98 posti in meno tra il personale
docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl scuola - e 70 tra il personale
Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e sottolineano subito le due sindacaliste
- che qualcosa potrà essere recuperato con la definizione degli organici di
fatto, ma sono numeri che fanno comunque paura. Basta dire che
«l'effetto dei tagli è stato notevolmente mitigato dal numero consistente dei
pensionamenti». A subire di più l'effetto-forbice saranno soprattutto le
secondarie di primo grado (ex medie) con un meno 51 alla voce docenti (da
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Bari L´ateneo più virtuoso
d´Italia organizzerà ad agosto al Socrate test d´ingresso per il corso di
management Dal Trentino a caccia di talenti "A Bari le eccellenze non
mancano" "In Puglia studenti motivati. Lo abbiamo capito ospitando
ragazzi al festival dell´econo-mia che organizziamo a Trento con l´editore
Laterza" FULVIO DI GIUSEPPE L´ateneo più virtuoso d´Italia va a caccia di
talenti, anche nella Puglia fanalino di coda della classifica del ministero. Il
liceo Socrate di Bari il 26 agosto ospiterà infatti il test d´ingresso per il
corso di economia e management dell´università di Trento. è l´occasione per
entrare nell´Olimpo degli atenei. Preside Paolo Collini, come mai l´università che
dovrebbe essere la più ambita, cerca studenti in giro per l´Italia? «Non c´è
alcun controsenso nella nostra strategia. Siamo convinti che un buon lavoro si
debba basare su studenti motivati. E che in Puglia le eccellenze non manchino,
lo abbiamo compreso ospitando ragazzi baresi al Festival dell´economia, che
organizziamo a Trento con l´editore Laterza». Università statale e corso a
numero chiuso, dunque nessun intento speculativo: dov´è il trucco? «Nel nostro
ateneo più di uno studente su tre usufruisce di una borsa di studio o non paga
nulla, è normale che ci sia ambizione e produttività da tutelare anche da parte
degli studenti». La sua è stata valutata l´università più virtuosa, ma molti
rettori, soprattutto meridionali, contestano i parametri adottati dal Miur. Il
Sud è realmente penalizzato? «La differenza tra virtuosi e non virtuosi mi pare
forzata. è indubbio che alcuni fattori non favoriscano il Sud, primo fra tutti
l´incidenza occupazionale. Però, in realtà, il parametro pesava poco sulla graduatoria
e in più se penso al nostro caso, i migliori studenti lavorano a Bruxelles,
Londra, non certo da noi». La classifica però evidenzia un divario. Cosa manca
agli atenei del Sud? «Penso che sia anche un fattore culturale. Noi ad esempio
siamo favoriti dall´intero sistema trentino, inteso come approccio
dell´amministrazione pubblica, che è decisamente efficiente ed efficace.
Nell´intero staff io ho trovato gente che consiglierei di assumere anche se
fossi in un´impresa privata». A proposito di incarichi, il rettore dell´università di Foggia ha chiesto al ministro Gelmini perché non siano stati premiati
gli atenei che hanno adottato un codice etico. Cosa ne pensa? «Premesso che
ritengo che le regole più solide siano quelle non scritte e che noi comunque
abbiamo un codice etico, ritengo inopportuna questa pretesa: il premio di una
scelta trasparente per un incarico è nella qualità di chi ho scelto, che
poi alzerà il livello qualitativo dell´intero ateneo».
( da "Tirreno,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
I FONDI ALLE UNIVERSITA' QUESTO GOVERNO
ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA Secondo i premi e i tagli decisi dal governo al Fondo
di funzionamento ordinario 2009 delle Università italiane, saranno penalizzate
soprattutto gli atenei del Sud e privilegiati quelli del Nord. La classifica stilata dal Ministero della Gelmini farà sì che le università
relegate agli ultimi posti, saranno penalizzate e riceveranno meno soldi dallo
Stato. Al contrario quelle al top saranno premiati con più soldi. Le zone forti
del Paese si rafforzeranno, quelle più deboli soccomberanno. Ad esempio
il politecnico di Milano riceverà 8 milioni di euro in più, mentre l'Università
di Foggia potrà contare su un milione di euro in meno. E' una logica aberrante!
Invece di premiare i migliori con risorse aggiuntive e sostenere le realtà
minori in difficoltà, si operano tagli e travasi di risorse senza che lo Stato
si impegni maggiormente nello sviluppo della ricerca e della didattica. Si
toglie ai poveri per dare ai ricchi. Robin Hood al contrario. Così si mina il
diritto allo studio e l'uguaglianza tra tutti i cittadini italiani; si
concentrano le risorse su pochi punti, anziché porsi l'obiettivo di sviluppare
realmente il sistema universitario nazionale; si penalizzano drasticamente le
università del Mezzogiorno e le discipline umanistiche che tanta importanza
hanno nella formazione dei giovani. I parametri utilizzati per la graduatoria
non tengono conto del contesto territoriale ed economico delle singole
università. Per la valutazione della ricerca sono stati utilizzati dati vecchi
del 2001-2003, quando alcune università, specie del Sud, erano nate da poco.
Stesse perplessità riguardano i parametri relativi alla didattica, che paiono
privilegiare quasi esclusivamente il dato quantitativo (il numero di laureati
in tempo, il numero di studenti che acquisiscono 40 crediti nel passaggio dal
primo al secondo anno, ecc.) e non quello qualitativo. In pratica si privilegia
chi abbassa il livello di difficoltà degli esami e dei corsi: strana concezione
della tanto decantata meritocrazia! Se una sede avesse regalato voti e esami
oggi sarebbe tra i premiati. L'operazione ministeriale così impostata esprime
una visione selettiva e discriminatoria, falsamente basata sul tanto
sbandierato merito, contraria all'obiettivo di riqualificare l'università
italiana e dannosa per i divari regionali e gli squilibri sociali del Paese.
Per uno studente del Sud l'orizzonte torna ad essere quello di una condanna a
vivere in un contesto arretrato. A meno che non abbia la fortuna di essere nato
in una famiglia abbastanza ricca da permettergli di studiare al Nord. Torna
evidente la discriminante economica e sociale, quella che un tempo si chiamava
con chiarezza discriminazione di classe, la visione di una società diseguale
che si esprime chiaramente nei provvedimenti governativi. Rossano Pazzagli
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag. 6 Nidi, più aiuti
Facilitazioni anche per PRIMI PASSI del «pacchetto salvascuola» che il Comune
intende mettere in campo per contrastare gli effetti della crisi sulle famiglie
bolognesi. E «rimediare ai disastri della riforma Gelmini». Ieri, il primo atto pratico.
La giunta ha confermato le esenzioni e l'abbattimento delle tariffe scolastiche
per le famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi. Un provvedimento varato
dalla giunta Cofferati, limitato però ai lavoratori subordinati, con esclusione
quindi dei precari. Secondo i dati forniti giorni fa dai sindacati Cgil,
Cisl e Uil, però, su 240 domande esaminate per la riduzione della tariffa
dell'asilo nido o della mensa scolastica, ci sono state solo 107 riduzioni
delle rette e 12 esenzioni. Ma Simona Lembi, assessore alla Scuola di Palazzo
d'Accursio, conferma l'intenzione di «ampliare il ventaglio delle proposte
anticrisi» con interventi da mettere in campo da settembre. Estese anche «ai
precari a cui non viene rinnovato il contratto». IL COMUNE sta infatti
lavorando sul progetto Nidi garantiti'. Al taglio delle tariffe «vogliamo
affiancare un accesso più facile ai nidi per lavoratori subordinati e atipici».
Si vuole «agevolare le famiglie che a settembre 2008 hanno fatto domanda per un
posto al nido, ma che hanno poi subìto una sensibile riduzione del reddito, con
la perdita del lavoro a causa della crisi». LA MISURA per la quale serve il
confronto con le parti sociali e il voto del consiglio comunale dovrebbe essere
definita a settembre. Al momento la giunta è al lavoro «per definire le soglie
di reddito» che daranno diritto alla corsia preferenziale per l'accesso ai
nidi. DURISSIMO il commento di Massimo Betti, leader del sindacato di base Rdb.
Accusa la giunta di «demagogia». Di «prendere per i fondelli precari e
cassintegrati». Nel merito delle misure ipotizzate, spiega, i lavoratori
precari «potranno compilare il modello Isee con il reddito attuale, non quello
dell'anno precedente, e quando questo però sarà presentato agli uffici comunali,
nel 95% dei casi non produrrà alcun beneficio». BETTI richiama le migliaia di
lavoratori colpiti dalla crisi in città. E ricorda «le sole 107 dichiarazioni
Isee che hanno prodotto riduzioni della retta del nido o della mensa
scolastica». La Lembi, però, lancia anche l'allarme tempo pieno. A causa dei
tagli del governo, «non saranno riconfermate 12 sezioni di tempo pieno, cioè
300 bambini non avranno il banco». L'assessore si impegna a incontrare tutti i
soggetti interessati. E, per ora, promette «misure urgenti già da settembre per
assicurare una proposta di qualità per il futuro della scuola bolognese». l. o.
( da "Riformista,
Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
La grana del Sud sarà più seria del caso
D'Addario qualcosa contro Ogni provvedimento del governo è stato un atto di
inimicizia nei confronti del Meridione Archiviata Noemi Letizia, spostate sui
giornali esteri le interviste a Patrizia D'Addario e, per il momento, chiusa a
chiave la porta della sua stanza da letto Silvio Berlusconi si trova ad
affrontare un'altra grana chiamata pomposamente e oramai retoricamente
"questione meridionale". Sia ben chiaro: se il nome è retorico la
questione non lo è per niente. Non solo perché da 150 anni non risolta, ma
perché per la prima volta nella storia del paese, si contrappone a una
"questione settentrionale". Per la prima volta, quindi, non si presta
ad essere cancellata con promesse, qualche cattedrale nel deserto, quattrini
più o meno mal distribuiti, la repressione di qualche ribellione plebea e tanta
rassegnazione. Le contraddizioni, anche quelle economiche e sociali, possono
sopirsi e placarsi quando uno dei poli - diciamo quello storicamente più
fortunato, in questo caso il nord del paese - accetta un ruolo quieto e non
rivendicativo. Quando questo non accade più, anzi - come è avvenuto negli
ultimi anni - il nord assume una piena rappresentazione politica nei partiti e
nei principali protagonisti del governo del paese, è evidente che al sud non
rimane che la contrapposizione. La guerra è dichiarata. In questi giorni e in
queste ultime settimane si è assistito nei confronti del sud del paese a dei
veri e propri atti di mancanza di rispetto, se non di inimicizia e di aperta
ostilità. Ogni atto del governo è andato in quella direzione, incurante del
fatto che nel sud vive il 65,3 per cento delle famiglie povere e il 69 per
cento al di sotto della soglia di povertà. E che rispetto ai servizi e
all'ambiente il divario già grande negli ultimi anni si è ulteriormente
allargato. Che il reddito della Lombardia è il doppio di quello della Campania.
E si potrebbe continuare. È stato un atto di inimicizia ad esempio
l'incitamento alle bocciature scolastiche che hanno presumibilmente colpito di
più ragazzi del sud dove - dicono le statistiche - i livelli di apprendimento
sono inferiori e le scuole (ma le ha mai viste la ministra Gelmini le scuole del sud?) sono in una
condizione tipica dei paesi più arretrati. È stato un atto di ostilità dare i
fondi solo alle università più meritorie perché - guarda caso - quelli da
punire sono risultati gli atenei meridionali. E che cosa avranno pensato i
malati, i medici e gli infermieri del sud di fronte all'annuncio che i
già molto fatiscenti ospedali delle regioni meridionali riceveranno meno soldi
e meno risorse? So bene che a tutti questi discorsi se ne potrebbero
contrapporre altri sugli sprechi, sugli eccessi di spesa pubblica, su risorse
fuori controllo, su ruberie, su infiltrazioni e condizionamenti di mafia,
camorra, ndrangheta e altre forme di criminalità organizzata. Sulle tasse che i
cittadini del nord pagano per mantenere quelli del sud. Sarebbe anche facile
tacciare di populismo strumentale, utile alle classi dirigenti locali a mascherare
le proprie responsabilità, l'annuncio della possibile costituzione di un
"partito del sud". Ma non è questo il punto. Il punto è come si
risponde a queste inefficienze, a questi sprechi, a questa corruzione radicata
e diffusa. Il governo ha scelto finora la via più semplice che è quella della
punizione di chi dei mali del mezzogiorno già soffre. Una risposta economica
sociale, certamente, ma anche culturale. Una risposta dalla quale trapela un
malcelato disprezzo per quelle popolazioni. Le scuole non funzionano? Si boccia
e degli studenti chi se ne frega. Il sistema universitario butta via risorse e
quindi gli studenti sono costretti a emigrare negli atenei del nord, allora si
riducono ulteriormente i finanziamenti. La sanità è inefficiente e sprecona?
Non se ne cercano le cause, ma si riducono ulteriormente i servizi. E chi paga
le conseguenze sono coloro che già le pagavano prima: i malati. Ecco, oggi la
nuova questione meridionale sta in questa punizione che il governo, in nome del
nord, vuole infliggere al sud. Non alle sue classi dirigenti, evidentemente
corrotte e incapaci, non a chi anima e alimenta le inefficienze traendone
vantaggio, non alla criminalità organizzata che tanta parte ha in quel sistema
di sprechi e di clientele, ma proprio ai cittadini del sud. A essi si
contrappone un nord laborioso e ricco, anzi ricco perché laborioso. Efficiente
e meritevole. Produttivo. Un nord che per anni è stato spolpato da parte delle
sue ricchezze per sovvenzionare un sud che evidentemente non è stato capace di
fare da sé. E questa idea del nord non è rappresentata solo dalla Lega, non
emerge solo dalla indubbia fortissima influenza che essa ha sulla politica del
governo, ma come spesso accade alle ideologie, essa attraversa tutta la classe
dirigente del paese compresa quella di centro sinistra. Non so se la risposta a
tutto questo possa essere il partito del sud. Anzi ne dubito fortemente dal
momento che chi lo sostiene fa parte di quella casta meridionale che certamente
ha contribuito a costruire un'immagine negativa del mezzogiorno d'Italia. Non
so neppure se le conseguenze possano essere, come molti intellettuali
prevedono, la fine dell'unità dell'Italia. Quel che mi pare si possa prevedere
è l'esplosione di un problema. Oggi esso non è nelle mani dei cittadini del
sud, ma di una elité colpevole. Nei prossimi mesi potrebbe, speriamo, non
essere così. Ma comunque per il governo di Silvio Berlusconi è una grana
grossa. Più seria, pensiamo, di quelle procurategli dalle sue frequentazioni e
dai suoi costumi sessuali. Finora aveva puntato sulla rabbia e l'egoismo del
nord e il silenzio del sud. E ora? di Ritanna Armeni 29/07/2009
( da "Corriere
della Sera" del 29-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Primo Piano
data: 29/07/2009 - pag: 4 La Lega: test di dialetto ai prof Fini avverte:
rispettare la Carta Interviene il presidente della Camera. Ma Cota: no,
l'accordo c'è MILANO Il Sud continua a dividere il Popolo della libertà. Dopo
il no ai presidi del Mezzogiorno, espresso pochi giorni fa dal consiglio
provinciale di Vicenza, ieri a suscitare polemiche è stata la proposta della
Lega di introdurre un test per gli insegnanti «dal quale emerga la conoscenza
della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono
lavorare ». Una sorta di test dialettale, dunque, che farebbe passare i titoli
di studio in secondo piano. L'idea ha aperto un confronto aspro nel
centrodestra e suscitato anche dure critiche dell'opposizione. Al punto che in
serata il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo a
un'interrogazione sul tema della deputata pd Emilia De Biasi, è stato costretto
a ricordare: «Durante l'esame della riforma la prima commissione e l'Aula
valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra
carta costituzionale. Si tratta di una questione che non può essere opinabile
ma che deve essere solo riferita a quel che c'è scritto nella Carta ».
L'emendamento della discordia è stato presentato dal Carroccio in commissione
Cultura, dove è in discussione una proposta di riforma di cui è relatrice la
presidente della Commissione, Valentina Aprea (Pdl), nella quale si propone
l'istituzione di albi regionali per gli insegnanti. E proprio la Aprea, ieri,
dopo una discussione molto accesa con la leghista Paola Goisis, presentatrice
dell'emendamento, ha deciso di respingerlo sconvocando il comitato ristretto e
investendo della questione la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Un
modo, insomma, per «congelare » la proposta. Ma l'iniziativa della Aprea non è
servita a congelare anche gli animi. E infatti la prima a infuriarsi è stata
proprio la Goisis (già presentatrice tempo fa di una proposta di legge per
rendere obbligatorio l'insegnamento del dialetto nelle scuole), che subito ha
annunciato: «Per noi il testo non va discusso in Aula perché non si può
scavalcare così il volere di un partito di maggioranza. I titoli? Non
garantiscono un'omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Questa nostra
richiesta punta a ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del
Nord e quelli del Sud. E la Lega, per difendere questo tema, è pronta anche a
mettersi di traverso». Una linea confermata dal capogruppo del Carroccio alla
Camera Roberto Cota, che però tende a smentire l'ipotesi di una spaccatura
interna alla maggioranza: «Non c'è alcun contrasto tra noi. Diciamo che questo
emendamento sul test regionale era assolutamente concordato. Il problema è che
la Aprea non si è rapportata con i suoi commissari del Pdl. Fini? Ma è ovvio
che si rispetterà la Carta. Il suo è un atto dovuto». Poco dopo, il capogruppo
del Pdl, Fabrizio Cicchitto, prova a buttare acqua sul fuoco, osservando che in
realtà «non esistono ragioni di divisione sui problemi
della scuola tra Pdl e Lega perché prioritari per noi sono i progetti di
riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». La Aprea, dal canto suo, ieri ha
ribadito invece la bontà e l'unanimità della sua scelta: «Non c'era alcun
accordo nella maggioranza su questa storia dei test, ecco perché ho deciso di
congelare la proposta. Nel mio testo, però, c'è pieno rispetto dei
concetti di sussidiarietà e delle logiche federali. Io isolata? È vero il
contrario. Basta vedere la frase pronunciata da Fini». Scenario confermato
anche da un'altra componente di commissione, la direttrice del Secolo Flavia Perina:
«Non è vero quel che dice Cota. Nel Pdl c'è profonda ostilità verso questa
proposta della Lega. In commissione c'è stato un dibattito furioso e la Aprea
ha scelto, per correttezza, di rinviare il tema al governo. Per quanto mi
riguarda, trovo assurdo pensare di introdurre un meccanismo del genere, che di
fatto istituzionalizza una forma di apartheid scolastico». Proposta congelata
La presidente di commissione ha congelato la proposta leghista Radici Un
tendone della Lega Nord con la scritta in dialetto: «Non mollare mai, tenere
duro» (Ap/Bedolis) Angela Frenda
( da "Corriere
della Sera" del 29-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Primo Piano
data: 29/07/2009 - pag: 5 I l retroscena Il Cavaliere ha invitato Tremonti a
«frenare il carattere» e a essere «più calmo e tranquillo» Il Carroccio lancia
la sfida sulle regionali L'offensiva dei lumbard, il premier cerca di trovare
un equilibrio grazie al «caso Sud» ROMA Il problema per Berlusconi non è il
partito del Sud ma la competition con la Lega, in uno scontro di linea politica
e di potere che mette in fibrillazione il governo, anticipando i tempi di una campagna
elettorale per le Regionali di fatto già iniziata. E se domenica il premier è
uscito allo scoperto sul Mezzogiorno, preannunciando un piano d'interventi, è
stato per evitare che fosse Bossi a dettare l'agenda con la sua sortita
sull'Afghanistan, ma anche per mettere quanto più possibile la sordina
mediatica allo scontro avvenuto a Massa tra ronde di estrema destra e di
estrema sinistra. Sulla «legalizzazione » delle ronde proprio il Cavaliere
aveva espresso dubbi a più riprese, temendo rischi di ordine pubblico, ma aveva
dovuto sottostare alle richieste dell'alleato. Perciò ha premuto l'acceleratore
sulla questione meridionale, per impadronirsi della scena, sebbene sia
consapevole che un «piano» ancora non esiste. Infatti il vertice di oggi si
preannuncia «al buio», sulla quantità delle risorse da investire e su chi le
gestirà. L'intento di Berlusconi era e resta quello di riequilibrare i rapporti
con la Lega e ridimensionare il ruolo di Tremonti nell'esecutivo. «Il premier
sono io», ha ripetuto ieri il Cavaliere, che grazie all'operato di Gianni Letta
impegnato in un gioco di sponda con il Colle ha lavorato per modificare le
parti del decreto anti-crisi su cui si è disputato il primo tempo della sfida
con la Lega. E con Tremonti. Al titolare di via XX Settembre il premier ha
chiesto un atteggiamento meno conflittuale con i colleghi di governo. Per dirla con una battuta che la Gelmini ha fatto proprio a Tremonti, «tu sei il nostro male necessario».
È un modo per riconoscergli «capacità» e «genialità ». Ma ci sarà un motivo se
Berlusconi ha invitato il ministro dell'Economia a «frenare il carattere», ad
essere «più calmo e tranquillo»: «Devi capire che alla fine le tensioni si
riversano su di me. Perché tutti vengono, chi per una cosa, chi per
un'altra, a chiedermi d'intervenire». Così il Cavaliere ha pensato di aver
chiuso il cerchio, rimpadronendosi del primato. Senonché il Carroccio ha
giocato al rilancio, aggiungendo al fuoco della polemica dopo l'Afghanistan
anche la riforma scolastica. Perché è vero che sulla missione militare Bossi ha
assicurato l'appoggio alla linea del governo, tuttavia le perplessità ribadite
ieri sulla presenza italiana in quel territorio di guerra hanno destato
scalpore, al punto che nei suoi colloqui riservati il presidente della Camera
si è detto «molto preoccupato», ha definito «ambigua» la posizione della Lega e
rilevato che «certi interrogativi, se posti in modo unilaterale, rischiano di
indebolire la posizione dell'Italia nella Nato». Come non bastasse, il
Carroccio ha chiesto di inserire nella riforma della scuola un test per i
professori sulla conoscenza del dialetto della zona dove chiedono di insegnare,
bloccando il provvedimento in commissione alla Camera. È una questione solo
all'apparenza folkloristica, in realtà mira a far presa nel tessuto profondo
del corpo elettorale nordista, in vista delle Regionali. Nella competizione la
Lega è già pronta e in grado di dar battaglia sui propri temi, mentre il Pdl
appare costretto a inseguire e muovere sulla difensiva. Certo, le mosse del
Carroccio sono anche un modo per difendere il ministro dell'Economia, che è al
centro di un'offensiva concentrica, e in questo senso il compromesso raggiunto
sul dl anti-crisi, la decisione cioè di inserire le modifiche in un altro
decreto, non possono soddisfare Berlusconi: varare un nuovo provvedimento per
correggerne uno che non è ancora stato licenziato dal Parlamento, è un colpo
all'immagine del governo e soprattutto del premier. Il Cavaliere voleva
utilizzare la questione meridionale per riprendersi una centralità che aveva
perso per via degli scandali sui festini e le donnine. Ora, è vero che il
fragore dello scontro nel centrodestra sovrasta il rumore delle polemiche sulla
vita privata del premier, ma il costo politico rischia di essere alto, perché
la maggioranza offre il quadro di una coalizione che non riesce ad avere una
visione collegiale del Paese, spaccata negli interessi da difendere, con un
Berlusconi che fatica a esserne la sintesi. Di qui l'ossimoro coniato da Fini,
che vede una fase in cui regnano insieme «stabilità e incertezza » . Francesco
Verderami
( da "Repubblica.it"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla
pista di Linate. Diretti a Roma, dove si voterà il decreto anticrisi, si
accomodano nel salottino di prua Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto
Bossi e altri ministri come Roberto Calderoli e Michela Brambilla. Sopra il
Tirreno la discussione entra nel vivo e si parla dei soldi per il Mezzogiorno,
una sostanza pericolosa da maneggiare visto le crepe che si sono aperte nel
governo e nella maggioranza. Come se non bastasse l'offensiva del partito del
Sud, ieri il Carroccio è ritornato all'attacco - dopo il "tutti a
casa" sull'Afghanistan - con la proposta shock di introdurre test di
dialetto ai professori. Ma sull'Airbus presidenziale questa ennesima bomba
ancora non è scoppiata. Tremonti è una furia e, in alta quota, si scaglia
contro Gianfranco Micciché, il regista dei vespri siciliani del Pdl.
"Adesso basta - alza la voce il ministro dell'Economia - spetta a te
Silvio rimetterlo al suo posto. Io non ci sto a essere insultato in questo
modo, non ci sto a passare per quello che strangola i meridionali. Farlo
ministro del Sud poi... ma a chi è venuta l'idea?". Tremonti è un fiume in
piena: "Io ti do la massima disponibilità a fare tutto quello di cui c'è
bisogno, ma non possiamo non tener conto di quello che è già stato fatto e non
è poco. E poi, presidente, abbiamo la terribile esigenza di ridurre il debito
pubblico". OAS_RICH('Middle'); Umberto Bossi annuisce alle tesi del
ministro dell'Economia, ma non vuole alimentare una dialettica Nord contro Sud
e non si mette di traverso rispetto all'idea di un Piano per il Mezzogiorno.
"Se i fondi vengono spesi per delle opere concrete e non regalati a
pioggia - sentenzia infatti il Senatur - per noi va bene". A questo punto
il Cavaliere prende la palla al balzo e chiude il capitolo: "Giulio con
Micciché ci ho già parlato io, stai tranquillo. È tutto sotto controllo, la
cosa è già rientrata". L'idea del Cavaliere sarebbe infatti quella di
accontentare il ribelle siciliano con un incarico ad hoc nel partito, qualcosa
come coordinatore di una costituenda "Consulta per il Mezzogiorno",
che ne faccia una sorta di proconsole in Sicilia. Non solo. Per domani sera,
dopo averli chiamati uno ad uno personalmente, Berlusconi ha organizzato una
cena con i dissidenti "sudisti" che hanno votato alla Camera un
ordine del giorno contro il parere del governo. Una tattica per sopire, per ora
con le maniere gentili, l'accenno di rivolta dentro i gruppi parlamentari.
Un'insubordinazione che ha colpito molto il Cavaliere, così come lo ha
preoccupato vedere che anche ieri alla maggioranza sono mancati decine di voti
sul decreto anticrisi. "Ma chi erano quelli che non ci hanno
votato?", ha sussurrato preoccupato alla buvette al capogruppo Cicchitto,
"erano solo dell'Mpa o anche nostri?". Oggi intanto pranzo di lavoro
tra Berlusconi e i ministri Tremonti, Matteoli, Scajola, Fitto e Prestigiacomo
sul "Piano per il Sud" annunciato dal premier dopo gli ultimatum di
Micciché. "La mia parte di proposte - raccontava ieri in Transatlantico
Altero Matteoli - l'ho già messa su carta e domani la consegno a
Berlusconi". Tutto ruota intorno allo sblocco dei residui fondi Fas e
palazzo Chigi sta lavorando a un'ipotesi di compromesso: Tremonti aprirà la
cassaforte e i fondi verranno trasferiti alle Regioni, ma solo per finanziare
progetti vagliati dalla "cabina di regia" ministeriale a Roma. Prima
di tutto però il ministro Fitto, che è diventato il principale antagonista di
Tremonti in Consiglio dei ministri, chiederà al Tesoro una ricognizione sui
mille rivoli della spesa pubblica al Sud. "È un ginepraio pazzesco - ha
spiegato a un collega - in cui nessuno ha idea di quanti soldi siano già stati
stanziati. Occorre un monitoraggio serio, altrimenti restano solo chiacchiere".
"Ma noi - ha chiuso Fitto con una frecciatina a Tremonti - non siamo mica
l'Aspen, siamo il governo del paese". Intanto, sulla scuola, un'altra
grana è esplosa nella maggioranza a causa della Lega. E
Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini, ha confortato la ministra: "Vai avanti tranquilla. A Bossi
ci penso io". Il fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i
professori aveva già fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava
fosse già stata scartata. "Anche per me - aveva confidato alcuni
giorni fa il leghista Calderoli a Valentina Aprea - quella proposta è
incostituzionale". E invece una parlamentare leghista se ne è infischiata,
gettando la maggioranza nel caos. Sarà questo infatti un altro terreno di
scontro, visto che Gianfranco Fini in Aula ha già lanciato la parola d'ordine
del rispetto "pieno e totale" della Costituzione a cui dovrà
conformarsi la riforma della scuola. Il che ovviamente esclude i test
dialettali. La polemica con il Carroccio si alimenta anche con la questione
dell'Afghanistan, visto che ieri i leghisti, nonostante tutte le rassicurazioni
di Berlusconi, hanno ufficialmente ribadito le loro perplessità sulla missione
militare. Una posizione che Fini, conversando con i suoi, non ha esitato a
bollare come "ambigua". (29 luglio 2009
( da "TGCom"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
28/7/2009 Scuola,Lega chiede test di
dialetto Camera, Aprea (Pdl) interrompe lavori Un test per l'ammissione al
ruolo dei professori, basato sulla conoscenza di lingua e tradizioni della
regione in cui intendono insegnare. E' la proposta della Lega che ha scatenato
la bagarre in Commissione alla Camera. Così, Valentina Aprea, presidente della
Commissione Cultura e relatrice della riforma per l'autogoverno delle scuole e
dello status dei docenti ha sospeso il comitato che stava esaminando il testo e
l'ha rinviato ai capigruppo. L'argomento è stato sollevato in aula alla Camera
dalla deputata Pd, Emilia De Biasi. La Lega ha chiesto che venga inserito nella
riforma della scuola all'esame della commissione Cultura della Camera un nuovo
criterio per l'abilitazione dei professori ad insegnare. Secondo il gruppo, i
docenti dovranno superare un "test dal quale emerga la loro conoscenza
della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono
insegnare" e non più passare una selezione basata sui titoli di studio. Ma
il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), si è opposta e ha
sconvocato il comitato ristretto investendo della questione direttamente la
conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Paola Goisis, deputata della Lega e
presentatrice della richiesta però si è impuntata. E la riforma, per il
momento, si è bloccata. "Il presidente Aprea - è intervenuta Paola Goisis
- ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in Aula. Ma a
questo noi ci opporremo perché non si puo' scavalcare così la volontà di un
partito di maggioranza e la stessa Commissione". "Noi avevamo
presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata
condivisa da tutta la maggioranza. Così - ha aggiunto parlamentare leghista -
abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato
che ora era all'esame della Commissione Cultura". "Abbiamo rinunciato
a tutto, tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovra'
essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che
vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e
la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante". Obiettivo
della Lega, ha proseguito Goisis, è "ottenere una sostanziale uguaglianza
tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la
maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale". Anche
il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è sceso in campo sulla questione.
Fini ha assicurato che nel prosieguo dell'iter parlamentare del disegno di
legge sulla riforma della scuola sarà garantito il rispetto dei principi
fondamentali della Costituzione. La tensione sorta nella maggioranza si è
estesa anche all'opposizione: il Pd è intervenuto con una nota del capogruppo
dei Democratici in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni: "La proposta è
l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali
che discriminano sulla base del territorio di provenienza. L'istruzione - ha
avvertito Ghizzoni - è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di
pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista". A placare il
dibattito, infine, è giunta una nota del ministero
dell'Istruzione: "La riforma Gelmini è già legge", precisano dal dicastero, precisando anche che
in giornata era in discussione una legge di iniziativa parlamentare che nulla
ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini''. Ultimo aggiornamento ore
08:48
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E
INCHIESTE data: 2009-07-29 - pag: 11 autore: Il rigore darà la lode all'ateneo
Più fondi alle università con i conti in ordine e i migliori standard di
qualità di Fabio Pammolli C ome uno specchio,l'università riflette un tratto
negativo che ha segnato la storia del Paese nel suo complesso: la difficoltà di
conciliare la natura pubblica dei finanziamenti con valutazioni trasparenti dei
requisiti e dei risultati. Nel corso degli anni, l'incapacità di ancorare il
finanziamento statale degli atenei alla qualità della ricerca,
dell'insegnamento e della gestione ha prodotto un progressivo declino di
credibilità. Questo processo ha generato sfiducia e il risultato è
un'università pubblica che rischia di smarrire l'orgoglio per la propria
tradizione e che viene vissuta come luogo di regole burocratiche, di
adempimenti, d'inefficienze, chiusa su comportamenti e su valutazioni
autoreferenziali. Un malessere che viene da lontano, quello dell'università
italiana, perché la missione assegnata al finanziamento statale è rimasta,
troppo a lungo, quella del secondo dopoguerra: realizzare la diffusione
dell'istruzione universitaria di base sul territorio nazionale, comprimendo la
differenziazione degli atenei in nome di un obiettivo diverso, di riduzione del
divario economico e sociale che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese.
L'utopia dell'omogeneità di funzioni delle università, l'impianto di finanza
pubblica che ne è disceso, la convinzione di poter regolare il sistema
universitario intervenendo unicamente sul lato dell'offerta,l'assenza di filtri
selettivi adeguati sul lato della domanda di capitale umano e di risorse
intellettuali, specie da parte della pubblica amministrazione, hanno poi fatto
da cornice a stratificazioni burocratiche e a distorsioni tipiche di un sistema
ad economia pianificata, nell'illusione che possano darsi incentivi senza
concorrenza. Mentre l'intervento dello stato è venuto sovraccaricandosi di
funzioni improprie, il finanziamento pubblico ha finito per essere distribuito
sulla base della spesa storica, una prassi che ha alimentato la
deresponsabilizzazione degli organi di governo degli atenei, la crescita
eccessiva dei costi del personale e, in più di un caso, il prodursi di deficit
e di condizioni di dissesto finanziario, con interventi di ripiano da parte
dello Stato realizzati come in un caso da manuale di sindrome da vincolo di
bilancio soffice. Su questo quadro di sfondo, la decisione
del ministro Gelmini di
assegnare una quota pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario per
l'università sulla base di una valutazione della qualità della ricerca e
dell'insegnamento degli atenei costituisce un passaggio la cui importanza va
ben al di là del dato numerico e non può essere sminuita da critiche sui
parametri impiegati per l'assegnazione di premi e penalità in questo
primo intervento. Il disegno di legge di riforma dell'università in corso di
predisposizione può essere ora l'occasione per introdurre un cambiamento
complessivo, incisivo e al tempo stesso realistico e realizzabile, di assetti e
di strumenti per l'università italiana. Nei passaggi che ci attendono, il
miglior alleato della valutazione e del merito sarà proprio la linea del rigore
imposta dall'andamento dei conti pubblici. In particolare, è ai principi che
stanno guidando la trasformazione federalista che è utile volgere lo sguardo
per disegnare un nuovo quadro di responsabilità per gli organi di governo delle
università. Come per la sanità federalista, anche per il sistema universitario
è venuto il momento di prendere sul serio i vincoli di bilancio e di
abbandonare in modo compiuto il finanziamento del pie' di lista, sulla base di
pochi chiari strumenti: 1. definizione di standard di servizio e di costo come
base di riferimento per razionalizzare l'offerta formativa ai diversi livelli
di istruzione; 2. distinzione dei criteri di valutazione e delle linee di
finanziamento per la didattica da quelli impiegati per la ricerca, anche
sviluppando un programma di grant competitivi sulla scia dell'esperienzadello
European research council; 3. omogeneità, comparabilità e certificazione dei
bilanci degli atenei, con piena trasparenza sulla natura e sull'entità delle
posizioni debitorie e con l'integrazione in un unico documento di tutte le
informazioni riferite ai dipartimenti, agli enti e alle società partecipate; 4.
fissazione di un requisito di pareggio del saldo complessivo di bilancio per
ciascuna università, con la previsione di un percorso di convergenza a livello
complessivo di sistema e di piani di rientro vincolanti in caso di scostamenti
e di deficit, con sanzioni esemplari nei casi di mala gestione. Sono misure da
adottare presto, assegnando ad esse una forte visibilità politico istituzionale
e presso l'opinione pubblica. è questo un aspetto importante, perché, allo
stato attuale delle disponibilità, nel prossimo biennio gli stanziamenti
statali per l'università non saranno sufficienti a coprire gli assegni fissi
per il personale. Il fabbisogno non coperto è di oltre un miliardo di euro e
solo la condivisione della linea del rigore e la piena trasparenza sui conti
delle università potranno accompagnare l'immissione di risorse aggiuntive senza
che essa si traduca in una sanatoria e, allo stesso tempo, evitare che altri
interventi, pure utili di per sé, come il ridisegno della compartecipazione
alla spesa degli studenti, siano letti non come strumenti per promuovere
responsabilità e per attuare il dettato costituzionale sul diritto allo studio,
ma come escamotage per salvare un sistema inefficiente presentando il conto
agli utenti. è in una riqualificazione dell'impianto di finanza pubblica che
risiede il motore primo per accompagnare e orientare il rinnovamento della
governance delle università, per costruire un legame concreto tra
responsabilità e merito, per lasciarsi alle spalle quella pletora di vincoli e
di controlli formali su adempimenti e processi che non ha saputo valutare i
risultati e che, al contrario, li ha mortificati. Ed è introducendo nuove
regole e nuovi incentivi finanziari che si potrà incidere sulle strategie di
reclutamento del personale docente, sino ad abbattere il totem del
"concorso perfetto". Una chimera che, lungi dal sostenere il merito,
ha frapposto rigidità burocratiche e ostacoli rispetto alla vera sfida: la
competizione per attrarre i migliori allievi e ricercatori da ogni parte del
mondo. Fabio Pammolli è direttore del Cerm © RIPRODUZIONE RISERVATA IL CONCORSO
PERFETTO Non esistono metodi infallibili di reclutamento: il criterio migliore
è dare alle facoltà più autonomia e responsabilità nella scelta del personale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E
SOCIETA data: 2009-07-29 - pag: 13 autore: Scuola. Il no del Pdl blocca la
riforma in commissione - Fini: valuteremo il rispetto della Costituzione La
Lega: «Test in dialetto per i prof» Luigi Illiano ROMA La mancata conoscenza
del dialetto potrà sbarrare ai professori la strada verso la cattedra. Lo ha
proposto la Lega Nord in commissione Cultura, ieri alla Camera. E tanto è
bastato per provocare scintille all'interno della maggioranza di Governo: da
una parte il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), dall'altra i
deputati leghisti. Scontro che arriva proprio mentre la stessa maggioranza è
attraversata dalle polemiche di chi minaccia di fondare il Partito del Sud, da
contrapporre al peso decisionale che avrebbe la Lega Nord sulle scelte del
governo. Ieri, nel comitato ristretto in commissione Cultura,era all'ordine del
giorno la discussione del testo della riforma della scuola presentato dalla
stessa Aprea. Una proposta di legge che, tra l'altro, riorganizza il governo
degli istituti e il reclutamento dei docenti. Il confronto è stato subito
aspro. «Il presidente Aprea – ha spiegato Paola Goisis, parlamentare della Lega
e presentatrice della richiesta – ci ha detto che il testo dovrà essere
discusso direttamente in Aula. Ma noi ci opporremo, perché non si può
scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa commissione
». Goisis aggiunge che per reclutare i docenti «ci dovrà essere un albo
regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che lo vorranno, ma
prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la
valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». La Lega, cioè, vuole
inserire un test, per i professori, che verifichi «il loro livello di
conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della
regione in cui vogliono andare a insegnare ». Un meccanismo destinato a ridurre
l'importanza dei titoli di studio. «I titoli non garantiscono omogeneità di
fondo – ha detto ancora Goisis – e spesso risultano comprati. Pertanto non
costituiscono una garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante. Questa nostra
proposta punta a ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord
e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei docenti
che insegna al Nord sia meridionale». L'esponente del Carroccio fa sapere che,
se non saranno accolte le richieste, la Lega si metterà di traverso sulla
riforma. Aprea, proprio per evitare una discussione che spaccasse ulteriormente
Lega e Pdl, ha sconvocato il comitato ristretto in attesa di decisioni che,
secondo lei, dovrebbe prendere la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il
capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, ha contestato
l'atteggiamento del centrodestra: «La proposta leghista è l'ennesimo tentativo
di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano
sulla base del territorio di provenienza.L'istruzione è un tema troppo serio e
non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto
nordista». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Camera,
Gianfranco Fini, che ha invitato a «valutare il pieno e totale rispetto dei
principi fondamentali della nostra Carta costituzionale». Il capogruppo del
Pdl, Fabrizio Cicchitto butta acqua sul fuoco osservando che, in realtà «non
esistono ragioni di divisioni sulla scuola tra Pdl e Lega, perché
prioritari sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». Il
Miur ha precisato che in commissione Cultura era in discussione una legge di
iniziativa parlamentare «che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla
scuola del ministro Gelmini
che sono già, da tempo, legge». Nel dettaglio la proposta presentata da
Aprea interviene direttamente sull'assetto di governo delle scuole a partire
dai dirigenti scolastici, introducendo elementi di novità assoluta. Il testo
stabilisce che la cabina di regia sarà il Consiglio di indirizzo, composto
anche da rappresentati del mondo produttivo, professionale e dei servizi, i
quali affiancheranno docenti e genitori. Per il reclutamento dei prof è
previsto un albo regionale. Le novità riguardano i concorsi che potranno essere
banditi dalle reti di scuole e secondo i posti realmente disponibili. Il
reclutamento avrà carattere triennale con vincolo di permanenza nella scuola di
assegnazione. Al termine sarà la stessa a scuola a confermare il docente,
valutando l'attività didattica svolta. Inoltre, la professione dell'insegnante
sarà articolata nei tre livelli di docente ordinario, esperto e senior. Scelta
che introdurrebbe, per la prima volta, la carriera per i professori:
attualmente non è prevista alcuna progressione professionale e gli aumenti
stipendiali sono legati soltanto all'anzianità di servizio. LO SCONTRO ALLA
CAMERA La presidente «azzurra» della commissione Cultura, Valentina Aprea,
sospende il comitato ristretto e rinvia ai capigruppo «Non passerà». Valentina
Aprea, presidente Pdl della commissione Cultura della Camera, ha bloccato ieri la
norma leghista CONTRASTO
( da "Corriere.it"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
IL MINISTRO GELMINI:
Esame di dialetto, adesso la Lega frena Cota: «Il presunto esame? Una bufala.
La proposta è quella di test pre selettivi per accedere agli albi regionali»
ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili.
Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche
del confronto in Commissione». Così il Presidente dei deputati della Lega Nord,
Roberto Cota torna sulla questione dei test di dialetto per i professori,
replicando alle critiche e fornendo maggiori dettagli sulla proposta avanzata
dal Carroccio. Oggetto della precisazione di Cota le polemiche sorte in
commissione Cultura della Camera sul test in dialetto per insegnanti proposto
da Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto
dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea. «Il presunto
esame di dialetto - spiega Cota - è una bufala. La proposta è quella di fare
dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli
insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali
test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici
(a scanso di equivoci si allega il testo dell'emendamento dove la questione del
dialetto non compare nemmeno). Quella che bisogna eliminare è la sperequazione
che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché
come sappiamo ci sono università più "generose" e università più
"rigorose". Come si può evincere dal testo dell'emendamento il test
dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla
banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali». «Quanto alle dinamiche del
confronto in Commissione vorrei precisare - aggiunge l'esponente leghista - che
il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia
necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico ciò
riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo
formativo degli studenti e degli insegnanti». «SULLA PROPOSTA DELLA LEGA POSSIAMO
R
( da "Stampaweb,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Lesame di dialetto? Una
bufala, una distorsione della proposta leghista. Lo spiega il portavoce del
Carroccio Cota, proprio mentre la
Gelmini lancia segnali dapertura. «Sarebbe
veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili- dice il deputato
leghista-. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle.
Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione. Punto primo: il presunto esame di dialetto è
una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire laccesso agli albi
regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in
discussione. Tali test sono visti come
propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici ( nel testo dellemendamento la questione del dialetto non compare nemmeno). Quella che
bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla
valutazione dei titoli scolastici, perchè come sappiamo ci sono università più generose e
università più rigorose». Dal ministro, intanto arriva
unapertura. Lidea di dedicare più attenzione alla storia locale
nelle scuole «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare. Non cè su questo tema - ha
spiegato Gelmini
- nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. È una polemica distante dalla realtà».
La Lega Nord « ha sollevato un problema importante come quello della continità
didattica, cioè - ha precisato il ministro - del dovere della scuola di
garantire la presenza degli stessi professori per tutto lanno scolastico e
possibilmente per il biennio».«Questa proposta - ha aggiunto Gelmini - è condivisa da tutta
la maggioranza, si tratta di capire come declinarla. Ed è allo studio una
proposta per legare la docenza al territorio quindi di questo si è discusso
ieri».«Per quanto riguarda lo studio del dialetto e delle tradizioni locali, un
tema molto caro alla Lega, questo - assicura il ministro dellIstruzione - sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Questanno abbiamo fatto
partire le riforme e siamo alle prese con queste. Quando affronteremo il tema
dei programmi affronteremo questa proposta della Lega». Ma la Gelmini si dice convinta che «la
maggioranza non faticherà a trovare un accordo anche sul tema della continuità
didattica e sui temi delle tradizioni locali, come ha fatto per altre
importanti decisioni».
( da "Reuters
Italia" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) - Intervenendo nel
dibattito suscitato dall'idea del Carroccio di test di storia, tradizioni e
dialetto per i professori che devono essere ammessi all'insegnamento, il
leghista Roberto Cota ha detto oggi che "il presunto esame di dialetto è una
bufala" mentre il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, ha detto che
"sulle tradizioni regionali si può ragionare". Ieri, durante l'esame
di un progetto di legge di riforma della scuola in commissione Cultura alla
Camera, la Lega Nord ha chiesto che i docenti, per essere ammessi
all'insegnamento, debbano superare un test sulla storia, le tradizioni e il
dialetto della regione in cui intendono lavorare. Critica sulla proposta
il presidente della Commissione, Valentina Aprea del Pdl, secondo cui la
discussione sarebbe dovuta riprendere in aula, ma il Carroccio -- che da tempo
lamenta la presenza di troppi professori meridionali nelle scuole del Nord --
si è opposto e la discussione è stata sospesa. "Sarebbe veramente il caso
di smetterla di fare polemiche inutili (...). Il presunto esame di dialetto è
una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire
l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla
proposta di legge in discussione", ha spiegato oggi in una nota Cota,
presidente dei deputati della Lega. "Tali test sono visti come
propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici. Quella che bisogna
eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione
dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più 'generose' e
università più 'rigorose'", ha puntualizzato. "Quanto alle dinamiche
del confronto in commissione (Cultura) vorrei precisare che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario
quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico ciò riaffermando
una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli
studenti e degli insegnanti", ha concluso Cota. Intanto il ministro
dell'Istruzione ha detto oggi, parlando ai microfoni delle tv, che "sulle
tradizioni locali si può ragionare". Ieri sulla vicenda è intervenuto
anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale ha invitato i
colleghi deputati a valutare, nell'esame della riforma, "il pieno e totale
rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale".
"Si tratta di una questione che non può essere opinabile, ma che deve
essere riferita soltanto a quel che c'è scritto nella Carta", ha detto in
aula Fini, dopo che l'opposizione del Pd aveva rilanciato in aula le sue
critiche al progetto.
( da "RomagnaOggi.it"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
29 luglio 2009 - 14.17 (Ultima Modifica:
29 luglio 2009) Roberto Cota ROMA - "Il presunto esame di dialetto è una
bufala". Così il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota è
tornato sulla questione dei test di dialetto per i professori in arrivo da
altre Regioni, replicando alle critiche e fornendo maggiori dettagli sulla
proposta avanzata da Paola Goisis del Carroccio. "Sarebbe veramente il
caso di smetterla di fare polemiche inutili - ha affermato Cota -. Meglio
conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle". "La
proposta è quella di fare dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli
albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge
in discussione - ha spiegato il presidente dei deputati della Lega Nord -. Tali
test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi
pubblici. Quello che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando
esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci
sono università più "generose" e università più
"rigorose"". Quanto alle dinamiche del confronto in Commissione,
'esponente leghista ha precisato "che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia
necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto". "Credo
sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono
inconciliabili - ha affermato il titolare del Dicastero dell'Istruzione e
dell'Università -. Sui giornali è nata una polemica distante dalla
realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola.
E non c'è alcuna distanza tra Pdl e Lega".
( da "Stampaweb,
La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Sembra destinata a sgonfiarsi
rapidamente la polemica sui test in dialetto nella scuola proposta dalla Lega
Nord. «Non si stava discutendo di un testo del governo», anche se «sulle
tradizioni locali si può ragionare» spiega il ministro dellIstruzione Mariastella Gelmini a margine di una
conferenza stampa a Palazzo Chigi. Le polemiche erano nate in commissione
Cultura della Camera con la proposta di un test di dialetto per insegnanti da
parte di Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma
proposto dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea. Il ministro non rifiuta in toto la
proposta avanzata dalla Lega e che tante polemiche ha suscitato ma ridimensiona
la polemica: «Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di
Pdl e Lega non sono inconciliabili. Sui giornali - prosegue Gelmini
- è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto
delle decisioni importanti sulla scuola. E non cè alcuna distanza tra
Pdl e Lega». Ma sono gli stessi esponenti della Lega, con il capogruppo Roberto
Cota, che fanno un mezzo passo
indietro. Il capogruppo alla Camera Cota precisa che «il presunto esame di
dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per
consentire laccesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti
proprio dalla proposta di legge
in discussione». «Nel testo dellemendamento - osserva l'esponente del Carroccio - la
questione del dialetto non compare nemmeno». Mariastella Gelmini vede il lato positivo e
osserva che «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare». Il
ministro dellIstruzione, assicura che «non cè su questo tema alcuna
conflittualità tra Lega e Pdl. È una polemica distante dalla realtà», perchè la
Lega «ha sollevato un problema importante come quello della continità
didattica, cioè del dovere della scuola
di garantire la presenza degli stessi professori per tutto lanno scolastico e
possibilmente per il biennio». «Esprimo solidarietà al governo - aveva intanto
ironizzato il presidente dellUdc Rocco Buttiglione - perchè i giornali
non lo capiscono mai. Forse
se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno
fraintendimenti». Secca bocciatura di tutta la vicenda invece da parte del Pd.
«Adesso basta - sbotta Beppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. Forse il
ministro Gelmini non ha chiaro che qui non sono in
gioco i rapporti fra Pdl e Lega ma la difesa della serietà della scuola. Le sue
dichiarazioni sono troppo evasive: non faccia il "Sor Tentenna",
intervenga con chiarezza e non cercando di conciliare limpossibile».
(
da "Sicilia, La"
del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola
sindacati scuola Cresce l'emergenza per i tagli al sostegno «Colpo all'occupazione e problema sociale» I tagli nel mondo della scuola continuano, diminuiscono anche i posti di sostegno, causando gravi difficoltà per l'assistenza agli alunni disabili. Tagli anche per quanto concerne l'utilizzazione di docenti per la lotta alla dispersione scolastica, anche questa diminuzione crea problemi di una certa rilevanza, soprattutto in quelle scuole ubicate nelle zone a rischio. Le informazioni fornite dalla direzione scolastica regionale alle organizzazioni sindacali della scuola hanno confermato il taglio in organico di fatto, fra l'altro molto pesante, nel settore del sostegno. Infatti, è stato aumentato il rapporto alunni - posti dallo 0,14 per cento, portando la media regionale da 1, 73 a 1,87,. I posti che verranno a mancare a livello regionale sono pari a 693, divisi tra le varie province. Per quanto concerne Catania, il taglio si aggira sulle 112 unità, superiore a Catania è solo Messina(161), Palermo (119), tagli che non consentiranno, come si è detto, una assistenza didattica produttiva agli alunni disabili, che, fra l'altro, sarebbero costretti a frequentare la scuola in classi affollate. Sono stati tagliati, inoltre 51 posti riguardante l'utilizzazione dei docenti per la lotta alla dispersione scolastica. La ripartizione del taglio è stata effettuata seguendo il criterio della proporzionalità rispetto al numero dei posti assegnato lo scorso anno a ciascuna provincia, Catania, 6, Palermo 22. Secondo il segretario provinciale della Flc Cgil Fasciana «ancora una volta viene evidenziata con forza la scelta dell'amministrazione di tagliare i posti sul sostegno che oltre ad essere inaccettabile sotto il profilo sociale in quanto incide sui più deboli, è anche illegittima perché la contrazione prevista dal Ministro non avrebbe dovuto superare le 120 unità. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e avvieranno immediate iniziative territoriali per evitare azioni di contrasto alle ingiustificate politiche sui tagli». Da parte sua il componente del direttivo nazionale dell'Andis, dirigente scolastico Santo Molino, preside dell'istituto Pestalozzi di Catania, rileva che «come associazione dirigenti scolastici era stato lanciato l'allarme sui perversi effetti della riforma >Gelmini
sulla qualità della scuola e sugli aspetti quantitativi. In pratica era
evidente il disegno del Governo di tagliare duramente le risorse umane e professionali
nella scuola, nell'università e ricerca , soprattutto le risorse di docenti su
quattro regioni., Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Il disegno, di
ispirazione leghista, è stato congegnato in modo tale da far pesare la
riduzione delle risorse soprattutto al Sud. In tal senso non appare casuale che
l'unico ordinamento solamente sfiorato dalle riduzione di personale, appare
quello della scuola a tempo pieno, pienamente diffuso nelle aree del centro
nord del Paese. Per quanto concerne gli alunni disabili emerge con chiarezza
che la scuola oggi fornisce, anche un significativo apporto in chiave di
servizio sociale e solidarietà alle famiglie. Di questo passo si costringeranno
le istituzioni scolastiche ad escogitare meccanismi di rifiuto, dribblando l'integrazione.
In conclusione occorrono posizioni unitarie di tutela della scuola siciliana al
fine di avere domani una Sicilia migliore, meglio investire sul progresso e sul
fattore umano piuttosto che chiudersi in semplici e burocratici ragionamenti». MARIO
CASTRO
( da "Sicilia, La" del 29-07-2009)
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( da "Corriere.it" del 29-07-2009)
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( da "TGCom" del 29-07-2009)
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( da "Sestopotere.com" del 30-07-2009)
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( da "Corriere.it" del 30-07-2009)
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( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
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( da "Corriere delle Alpi" del 30-07-2009)
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( da "Trentino" del 30-07-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere
delle Alpi)
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( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
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( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-07-2009)
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( da "Tempo, Il" del 30-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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( da "Riformista, Il" del 30-07-2009)
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
30-07-2009)
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( da "Unita, L'" del 30-07-2009)
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( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del
30-07-2009)
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( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
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( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
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( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
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( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
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( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
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( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
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( da "Corriere.it" del 30-07-2009)
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( da "Stampa, La" del 31-07-2009)
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
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( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
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( da "Riformista, Il" del 31-07-2009)
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
31-07-2009)
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( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
31-07-2009)
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
31-07-2009)
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( da "Unita, L'" del 31-07-2009)
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(
da "Tempo, Il"
del 31-07-2009)
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stampa «Quella del congresso è l'ultima opportunità . Non possiamo scendere del 7% ad ogni elezione». Enrico Letta pronuncia ogni parola con la tranquillità che lo contraddistingue. Netto nel giudizio, ma senza drammatizzare. Chiuso nel suo ufficio all'Arel (il centro studi fondato da Nino Andreatta di cui è segretario generale ndr) il deputato del Pd non si ferma un attimo. C'è da preparare l'appuntamento autunnale, ma anche da portare avanti proposte di legge come quella presentata mercoledì assieme ad un gruppo di colleghi assolutamente bipartisan. Una serie di interventi per «internazionalizzare di più le nostre università perché - spiega - si esce dalla crisi se mettiamo l'Italia al centro del mondo non se la provincializziamo». E qual è la vostra ricetta? «Noi abbiamo già presentato due proposte. La prima mira a riportare in Italia i talenti attraverso l'introduzione di uno scudo fiscale. I talenti, non i cervelli. Il che vuol dire tutte le persone che, all'estero, hanno costruito qualcosa, hanno messo in piedi un'attività. La seconda, invece, vuole riportare il Paese ai fasti del Rinascimento». Guardi che poi l'accusano di guardare troppo al passato. «Nel Rinascimento era un vanto poter dire di aver trascorso un periodo di studio in Italia. Oggi, invece, le nostre università non "catturano" più studenti. Non sono luoghi in cui uno studente italiano può incontrare il mondo. E questo anche per la crescita esponenziale di quelli che io chiamo gli "atenei di quartiere"». A proposito di università. >Cosa
pensa della graduatoria del ministro Gelmini?
«È un'ottima idea peraltro "importata" dal governo Prodi. È giusto
dare il 7% alle università più meritevoli. Ed è giusto pubblicare la
graduatoria». Però? «Però bisognerebbe arrivare al 15% e, soprattutto, le
risorse non possono essere reperite in un monte che Tremonti ha tagliato del
40%. Perché significa che ti ho tolto molto di più di ciò che
ti ho dato». Lei, però, ha presentato questa proposta nel momento in cui anche
il presidente Obama sostiene che la crisi sia finita. Forse le critiche del Pd
al governo erano eccessive. «È molto presto per dare un giudizio su come
l'Italia vivrà l'impatto con la crisi. Di sicuro c'è stata una battuta
d'arresto e una parte del Paese sta soffrendo molto. La vera domanda da farsi
è: a quale velocità ripartiremo?» Ma le vostre critiche erano sul presente, non
sul futuro. «Le nostre critiche partivano dall'osservazione della realtà.
L'Italia ha sempre viaggiato alla metà della media europea. La crisi poteva
essere un'occasione per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno, perché è in
situazioni come queste che è più facile fare cambiamenti draconiani. Invece
ripartiremo zavorrati come sempre». Di chi è la colpa? «Sicuramente di un clima
da guerra civile per cui ogni cosa ruota attorno a Berlusconi. È tutto
personalizzato. E comunque lo stesso premier, Tremonti e Sacconi hanno
teorizzato che, in tempo di crisi, non si fanno riforme». È tardi per correre
ai ripari? «Secondo me siamo ancora in tempo. A patto che, a settembre, il
governo abbia voglia di compiere uno sforzo significativo». In cosa consisterebbe
questo sforzo? «Ad esempio nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali,
ma anche nella liberalizzazione delle pensioni. Dobbiamo fare in modo che chi
continua a lavorare guadagni di più, mentre chi lascia abbia la pensione
decurtata». Non mi sembra che la sua posizione trovi molti consensi all'interno
del Pd. «Secondo me è una tesi interessante di cui discutere». Intanto, su
queste proposte economiche, lei sta costruendo il Pd che verrà insieme a
Bersani. Ma cosa avete fatto in questi mesi? «Io credo che il Pd sia uscito
dalle elezioni sballottato e non in grado di capire che, invece di rilanciare
subito, bisognava fermarsi e riorganizzare il campo dell'opposizione costruendo
un'alternativa a Berlusconi. Un'alternativa che guardi al 2013 perché questo
governo non cadrà in autunno. Invece di sciogliere i nodi della sconfitta,
cercando di capire cosa rendeva impossibile il dialogo con la maggioranza del
Paese, abbiamo passato il tempo a concentrarci sul prossimo scandalo». In
compenso siete finiti voi nel mirino dei magistrati. Cosa ne pensa di quanto
accaduto in Puglia? «Credo che serva il massimo della trasparenza e della
pulizia. I magistrati devono lavorare in tranquillità e il Pd non deve
arroccarsi».
( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)
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( da "Denaro, Il" del 31-07-2009)
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( da "Sestopotere.com" del 31-07-2009)
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( da "RomagnaOggi.it" del 31-07-2009)
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( da "Stampaweb, La" del 31-07-2009)
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( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)
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( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)
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( da "Reuters Italia" del 31-07-2009)
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( da "Repubblica.it" del 31-07-2009)
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