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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  28-31 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

E il Nord continua a pagare ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: risultati della valutazione delle università recentemente ripresi dal ministro Gelmini sono chiari: le università superiori alla media italiana in termini di ricerca, insegnamento, e capacità di attrarre fondi sono distribuite quasi esclusivamente al Nord e quelle inferiori alla media al Sud. I test Pisa (Ocse, 2006), che misurano i livelli di apprendimento per alunni di 15 anni,

Rischia di chiudere la nuova scuola ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini prevede, infatti - continua Berruti - che le scuole con meno di 50 alunni vengano dismesse. La Liguria chiede che quel limite valga per i plessi, e in quel caso, Cosseria, con 68 bambini tra materne, elementari e primavera sarebbe idonea.

Disco verde da Torino Il liceo artistico si salva dai tagli della Gelmini ( da "Stampa, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pietro Sella» Disco verde da Torino Il liceo artistico si salva dai tagli della Gelmini La scure dei tagli sulla scuola ha risparmiato il Liceo artistico e il corso Ipsia per i carcerati. Entrambi, a settembre, apriranno le porte ai loro iscritti. La loro sopravvivenza era stata messa in forse dalle nuove norme del governo.

Rovereto si curi anche di formare i nuovi dirigenti ( da "Trentino" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono in partenza i Piani di Studio Provinciali e i nuovi Licei della Gelmini. Decolla a Rovereto il Centro per la Formazione insegnanti. Tre fatti interconnessi: i nuovi presidi dovranno affrontare con le loro scuole i Piani di Studio e adattare i Licei ad una nuova forma; e in questo lungo processo saranno affiancati, auspicabilmente, dal Centro di Rovereto.

"non sono solo un prestanome ho studiato, so tutto sul tema" - antonello caporale ( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Economia In quota Gelmini Maurizio Bernardo è l´autore dell´emendamento anti-magistrati: "Parlatene con il presidente" "Non sono solo un prestanome ho studiato, so tutto sul tema" Sono stato eletto in quota Gelmini, non c´entro con Cl. Ed ora voglio riparare nel silenzio ANTONELLO CAPORALE ROMA - «Sono Maurizio Bernardo?

vandali alla falcone, palestra distrutta - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha preso carta e penna per scrivere al sindaco Cammarata. Due le richieste: liberare i marciapiedi vicini alla scuola delle carcasse di auto abbandonate e assegnare il numero civico all´istituto. Già, perché la scuola Falcone, come fosse in una stradina di montagna, è da anni senza numero: via Trapani Pescia snc (

"per noi precari cambia poco nella mia scuola stop alle attività" - luca de vito ( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A causa dei tagli imposti dalla Gelmini ci è stato comunicato che per il prossimo anno abbiamo perso una cattedra, non credo che avremo molte possibilità che questa sia reintegrata». E questo creerà problemi? «Il punto è che perdere una cattedra significa che non ci sarà la compresenza, e che quindi molto probabilmente salteranno le attività di potenziamento,

pochi iscritti, studenti importati ( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini che ne vuole almeno 27. «Ma forse con venti ce la possiamo fare», sperano dal Carducci. Intanto il Comune sta cercando di "importare" da fuori i liceali della salvezza, con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere è di 84mila euro,

Non raccontiamo la favola di un Sud che non funziona visti da ( da "Riformista, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sorprende anche che, quando i ministri Gelmini e Tremonti hanno presentato alla biblioteca del Senato i nuovi criteri per l'assegnazione dei fondi, benché l'evento fosse stato annunciato e pubblicato sui giornali, i rettori del Sud, che peraltro si erano associati da poco in Rete, non fossero presenti.

Meritocrazia e web contro la crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una nota di merito va proprio al ministro Gelmini: «E' giusto premiare con maggiori risorse gli atenei più virtuosi ha spiegato la formazione gioca un ruolo chiave per il nostro futuro». Lo sa bene lui, che ha anche seguito un programma di studio presso l'Università di Buenos Aires prima di conseguire la laurea e ancora dopo il master in strategia aziendale alla Bocconi.

UN COMITATO di genitori per difendere il diritto dei loro bambini a... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: amaro responso dei numeri conseguenti principalmente al taglio di insegnanti operato dalla cosiddetta riforma Gelmini. Sono stati assegnati, infatti, dal Provveditorato solo 9 degli 11 insegnanti richiesti dal dirigente scolastico Valeri Renzoni per la copertura dell'organico, con conseguente impossibilità di garantire la frequenza a tutti gli iscritti.

di RENATA ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: si sbloccheranno a breve grazie al pacchetto di misure varato dal ministro Gelmini venerdì scorso. «Quaranta sono concorsi per ricercatori già banditi e rimasti bloccati dall'anno scorso dettaglia il prorettore Marco Depolo ; diciassette sono quelli per posti da docente di prima fascia e sessantuno quelli per diventare professore associato.

zimbello d'Europa Se siamo in poche migliaia che leggiamo gli unici 2 quotidiani che dicono ... ( da "Unita, L'" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Luciano (maslianico-chiasso, como) gelmini e il merito Ministra Gelmini lei che, giustamente,sostiene il merito dei professori, perché per l'esame di avvocato ha scelto Catanzaro? Forse perché lì a quel tempo passava il 94% degli iscritti mentre a Brescia, sua residenza, erano bocciati 2 candidati su 3?

QUESTO primo passaggio della riforma universitaria fortemente voluta dal ministro Gel... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma universitaria fortemente voluta dal ministro Gelmini, con i soldi distribuiti agli atenei secondo meritocrazia, ci è parso eccellente. Finalmente i contributi dello Stato vengono assegnati secondo un criterio che si potrà discutere ma non è un criterio di tipo clientelare. Auguriamoci che l'Università continui su questa strada e che, come il ministro Gelmini sa e condivide,

Tutti a strapparsi i capelli per l'Università che finisce in serie B, ma intanto s... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al bilancio e alle pagelle della Gelmini. Ma non solo visto che ormai i sindacati rompono il fronte. E, di fatto, mettono sullo stesso piano (cioè stilettate per tutti), la Gelmini, Brunetta e il rettore Bistoni. Li legano talmente tanto che annunciano lo stato di agitazione e oggi saranno al Rettorato per un volantinaggio di protesta.

Scuola, il Tar boccia il ministero I prof possono cambiare i libri ( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La circolare Gelmini secondo il Tar del Lazio lede, almeno in un punto, la libertà d'insegnamento (e di adozione). Quindi addio blocco. Ogni nuovo docente avrà la facoltà, «seppure motivatamente», di cambiare il libro di testo adottato dal collega. Naturalmente a maggio, quando scatteranno le procedure di adozione,

Il provveditore ai presidi Famiglie più povere stop alle gite costose ( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tetto agli organici imposto dal ministro Mariastella Gelmini. «Ho ribadito che la nostra priorità è la qualità, quindi sia chiaro che non chiuderemo nessuna scuola per mancanza di personale. Ma le carenze dovranno essere ben motivate: nessun intervento 'a pioggia'». Il sistema lombardo in questi anni è stato uno dei pochi a rispettare in maniera «severa» i tagli imposti dal governo:

volterra importa studenti per salvare il classico ( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini. «Forse con venti ce la possiamo fare», sperano al Carducci. Intanto il Comune sta cercando di "importare" da fuori zona i liceali della salvezza, con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere - dice il sindaco Buselli - è di 84mila euro,

al ministro: concorsi irregolari ( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alcuni passaggi non rispetterebbero il decreto Gelmini PISA. I ricercatori precari di Pisa hanno scritto una lettera al ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, al direttore generale per l'Università, Marco Tomasi, e al rettore dell'Università di Pisa, Marco Pasquali. L'oggetto della lettera sono proprio i bandi degli incarichi di insegnamento pubblicati dall'Università di Pisa.

Mediatori per casooperano in Questura ( da "Sicilia, La" del 28-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: adeguamento al decreto Gelmini dei fondi economici a nostra disposizione - spiega Mauro - ma il futuro di Giurisprudenza dipende in primis dal Consorzio, non dall'ateneo di Catania, con il quale potremmo anche decidere di chiudere il rapporto, proseguendo il corso di laurea in giurisprudenza con qualche altra università.

E la Gelmini assume seicento presidi del Sud ( da "Stampa, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Retroscena Gli idonei sono per metà campani E la Gelmini assume seicento presidi del Sud ROMA Sono 647 i nuovi presidi che inizieranno a lavorare nelle scuole da settembre. Da tempo non c'era un ingresso di queste dimensioni. E se si va a guardare la tabella degli idonei pubblicata sul sito dell'Associazione nazionale presidi, è facile capire i motivi del mal di pancia della Lega.

Scuola: il "merito" non si misura, l'efficienza sì ( da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: avvocato Mariastella Gelmini abbia potuto assumere il ruolo di ministro. Non affonda però in pieno la sua lama retorica, avendo dimenticato di citare il fatto che il titolo professionale dell'attuale ministro dell'Istruzione è stato conseguito in un concorso svolto a Reggio Calabria, sede preferita a quella più selettiva di casa propria.

La Lega: licenza padana per chi insegna al nord ( da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'Università e quella sui licei». Polemica sedata? Non proprio. Goisis ha continuato per la propria strada: «Noi della Lega avevamo presentato una nostra proposta di legge di riforma della scuola. Ma non è stata condivisa da tutta la maggioranza.

Università, nuovi progetti malgrado i tagli ( da "Tempo, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nuovi progetti malgrado i tagli Istruzione L'amarezza del rettore Cannata per le misure imposte dal decreto Gelmini CAMPOBASSO Rispettare i programmi e gli impegni assunti ma certamente si appella alla responsabilità della Regione che già collabora abbastanza con l'Ateneo molisano e alla collaborazione del sistema industriale produttivo e finanziario locale.

Brunetta supera tutti, piace la battaglia per la meritocrazia ( da "Tempo, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Continua a essere oggetto di polemiche la politica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Dal 50% di maggio scende al 49% di giugno e poi al 48% di fine luglio. Giorgia Meloni (Politiche giovanili) oscilla tra il 47 e il 46% mentre Michela Brambilla (Turismo) è da tre mesi fissa al 35%. Non giovano le polemiche alla Lega.

"scuola, test-dialetto per i prof" la lega spacca il centrodestra - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini precisa che quanto accaduto non interferisce con i provvedimenti già adottati sulla scuola. Ma la riforma subisce uno stop. «Ennesimo tentativo di inserire norme incostituzionali che discriminano sulla base della provenienza» attacca la capogruppo Pd in commissione, Manuela Ghizzoni: «Pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista»

"giulio, me ne fai tante ma ti voglio bene" ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Interni Paralleli col passato Scambio di battute sui tagli tra il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini e Tremonti alla Camera "Giulio, me ne fai tante ma ti voglio bene" ROMA - «Me ne fai tante. Ma lo sai che ti voglio bene». Proprio come una coppia di innamorati che, nonostante tutto, non riescono a lasciarsi. Ma stavolta i protagonisti sono due membri del governo.

i "sudisti" e lo sfogo di tremonti sul jet "silvio, devi mettere a posto miccichè" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: devi mettere a posto Miccichè" Il Cavaliere chiama la Gelmini: "Ci penso io a convincere Bossi" Il ministro: non sopporto Micciché Dopo l´altra grana sulla scuola lo sfogo del premier Fini parla con i suoi e bolla come "ambigua" la posizione leghista sulla missione FRANCESCO BEI ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla pista di Linate.

il veleno nordista che divide l'italia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una volta perché è - disse la Gelmini - «dequalificato», un´altra perché «non conosce la matematica» e ora perché «non parla il dialetto della regione dove insegna». Come si sa, la difesa del dialetto veneto e lombardo è all´origine della Lega. Bossi rivelò che «l´idea di mandare a casa i terroni fu il fondamento del nostro movimento».

mazzocca boccia la classifica-atenei "si favorisce la fuga degli iscritti" ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore regionale contro la graduatoria stilata dal ministro Gelmini Mazzocca boccia la classifica-atenei "Si favorisce la fuga degli iscritti" «Non sono contrario alla valutazione, anzi. è giusto che le università ci facciano i conti. Ma la classifica diffusa giorni fa dal ministro Gelmini, con le università campane messe assai male nello scenario nazionale, è una "non classifica"

servono risorse per evitare la morte dell'università pubblica ( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha varato una raffica di provvedimenti sull'università. Finalmente. Ma va detto con chiarezza che ha in realtà attuato provvedimenti del Governo Prodi. Nel 2007 i ministri Padoa Schioppa e Mussi siglarono un Patto per l'Università finanziandolo con 550 milioni di euro da ripartire esclusivamente tra le università che hanno conseguito i migliori risultati di didattica e ricerca.

scuola, i tagli di mezza estate - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, per far quadrare la Finanziaria ha trasmesso il contingente oltre il quale la Liguria non deve andare dal prossimo anno scolastico: deve tagliare in tutto 777 insegnanti rispetto allo scorso settembre, di cui 367 solo a Genova. A conti fatti, in tutta la regione i tagli sono 161 in più di quanto previsto.

samp, promossi tissone e zauri rimandati padalino e marco rossi - massimo calandri ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da rivedere Stankevicius esterno della difesa a quattro MASSIMO CALANDRI MOENA - In barba alla Gelmini, a diciannove giorni dall´inizio della preparazione i giocatori della Sampdoria si dividono tra promossi e (pochi) rimandati. Ma di bocciati nemmeno l´ombra. Il lavoro è stato durissimo, Luigi Del Neri è soddisfatto: «C´è l´impegno, c´è la disponibilità al sacrificio.

focardi a roma conti sotto esame ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cisl Università e Uil Pa-Ur Afam hanno inviato un appello al ministro Gelmini perché apra un tavolo di confronto sulla vicenda senese: la loro preoccupazione è che «la mancanza di liquidità attuale potrebbe condurre in breve tempo all´insolvenza nei confronti delle spese correnti, a cominciare dagli stipendi del personale».

nicoletta rilancia l'estate ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tempo pieno per i trecento bambini lasciati a casa dal ministro Gelmini Lirica, concerti e recite in piazza Santo Stefano senza spendere un euro Venti giorni di spettacoli per bambini e nonni in piazza Santo Stefano a costo zero per il Comune. Nicoletta Mantovani taglia il traguardo della sua prima estate da assessore alla cultura con un piccolo miracolo economico.

tempo pieno per i 300 bambini lasciati a casa dalla gelmini ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dalla Gelmini Per ora, nero su bianco, c´è solo la conferma del piano di riduzione delle tariffe per i lavoratori colpiti dalla crisi varato dall´ex sindaco Cofferati. Ma le buone intenzioni della nuova giunta guardano già a settembre, con alcuni obiettivi ben precisi: "nidi garantiti" anche ai precari e tempo pieno municipalizzato per i bambini lasciati a casa dalla riforma Gelmini.

tagli nella scuola, 170 posti in meno ( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98 posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato con la definizione degli organici di fatto,

dal trentino a caccia di talenti "a bari le eccellenze non mancano" - fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università di Foggia ha chiesto al ministro Gelmini perché non siano stati premiati gli atenei che hanno adottato un codice etico. Cosa ne pensa? «Premesso che ritengo che le regole più solide siano quelle non scritte e che noi comunque abbiamo un codice etico, ritengo inopportuna questa pretesa: il premio di una scelta trasparente per un incarico è nella qualità di chi ho scelto,

questo governo robin hood alla rovescia ( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La classifica stilata dal Ministero della Gelmini farà sì che le università relegate agli ultimi posti, saranno penalizzate e riceveranno meno soldi dallo Stato. Al contrario quelle al top saranno premiati con più soldi. Le zone forti del Paese si rafforzeranno, quelle più deboli soccomberanno.

Nidi, più aiuti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rimediare ai disastri della riforma Gelmini». Ieri, il primo atto pratico. La giunta ha confermato le esenzioni e l'abbattimento delle tariffe scolastiche per le famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi. Un provvedimento varato dalla giunta Cofferati, limitato però ai lavoratori subordinati, con esclusione quindi dei precari.

La grana del Sud sarà più seria del caso D'Addario qualcosa contro ( da "Riformista, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma le ha mai viste la ministra Gelmini le scuole del sud?) sono in una condizione tipica dei paesi più arretrati. È stato un atto di ostilità dare i fondi solo alle università più meritorie perché - guarda caso - quelli da punire sono risultati gli atenei meridionali. E che cosa avranno pensato i malati, i medici e gli infermieri del sud di fronte all'

La Lega: test di dialetto ai prof Fini avverte: rispettare la Carta ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ragioni di divisione sui problemi della scuola tra Pdl e Lega perché prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». La Aprea, dal canto suo, ieri ha ribadito invece la bontà e l'unanimità della sua scelta: «Non c'era alcun accordo nella maggioranza su questa storia dei test, ecco perché ho deciso di congelare la proposta.

Il Carroccio lancia la sfida sulle regionali ( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per dirla con una battuta che la Gelmini ha fatto proprio a Tremonti, «tu sei il nostro male necessario». È un modo per riconoscergli «capacità» e «genialità ». Ma ci sarà un motivo se Berlusconi ha invitato il ministro dell'Economia a «frenare il carattere», ad essere «più calmo e tranquillo»: «Devi capire che alla fine le tensioni si riversano su di me.

I "sudisti" e lo sfogo di Tremonti sul jet "Silvio, devi mettere a posto Micciché" ( da "Repubblica.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini, ha confortato la ministra: "Vai avanti tranquilla. A Bossi ci penso io". Il fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i professori aveva già fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava fosse già stata scartata.

La Lega vuole i test di dialetto per i professori ( da "TGCom" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è giunta una nota del ministero dell'Istruzione: "La riforma Gelmini è già legge", precisano dal dicastero, precisando anche che in giornata era in discussione una legge di iniziativa parlamentare che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini''. Ultimo aggiornamento ore 08:48

Il rigore darà la lode all'ateneo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la decisione del ministro Gelmini di assegnare una quota pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario per l'università sulla base di una valutazione della qualità della ricerca e dell'insegnamento degli atenei costituisce un passaggio la cui importanza va ben al di là del dato numerico e non può essere sminuita da critiche sui parametri impiegati per l'

La Lega: Test in dialetto per i prof ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché prioritari sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». Il Miur ha precisato che in commissione Cultura era in discussione una legge di iniziativa parlamentare «che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini che sono già, da tempo, legge».

Esame di dialetto per i professori, la Lega frena: bufala. La Gelmini apre ( da "Corriere.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL MINISTRO GELMINI: Esame di dialetto, adesso la Lega frena Cota: «Il presunto esame? Una bufala. La proposta è quella di test pre selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle.

La Lega: nessun test per il dialetto La Gelmini: sì alla cultura locale ( da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: proprio mentre la Gelmini lancia segnali d?apertura. «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili- dice il deputato leghista-. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione.

Test dialetto a prof, Lega:una bufala.Gelmini apre su tradizioni ( da "Reuters Italia" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha detto che "sulle tradizioni regionali si può ragionare". Ieri, durante l'esame di un progetto di legge di riforma della scuola in commissione Cultura alla Camera, la Lega Nord ha chiesto che i docenti, per essere ammessi all'insegnamento, debbano superare un test sulla storia, le tradizioni e il dialetto della regione in cui intendono lavorare.

Test di dialetto ai professori, ''è una bufala'' ( da "RomagnaOggi.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: esponente leghista ha precisato "che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto". "Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili - ha affermato il titolare del Dicastero dell'Istruzione e dell'Università -.

Test di dialetto ai prof, la Lega frena Gelmini: legare i docenti al territorio ( da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Le polemiche erano nate in commissione Cultura della Camera con la proposta di un test di dialetto per insegnanti da parte di Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto dal presidente della stessa commissione Cultura,

Cresce l'emergenza per i tagli al sostegno ( da "Sicilia, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come associazione dirigenti scolastici era stato lanciato l'allarme sui perversi effetti della riforma Gelmini sulla qualità della scuola e sugli aspetti quantitativi. In pratica era evidente il disegno del Governo di tagliare duramente le risorse umane e professionali nella scuola, nell'università e ricerca , soprattutto le risorse di docenti su quattro regioni.

Zona balnearedesiderataanche dai vip ( da "Sicilia, La" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché alcune prenotazioni sono arrivate addirittura dal Governo Berlusconi (la Gelmini su tutti), e da alcuni deputati e senatori. Presenze illustri, insomma, come quella né smentita, né tantomento confermata, sul possibile arrivo del miliardario russo Roman Abrahmovic: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro staff.

Prof, la Lega frena: test regionali e non di dialetto. E la Gelmini apre ( da "Corriere.it" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini apre Cota: «La nostra proposta è quella di test pre-selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle.

MA CHE DIALETTI! ( da "TGCom" del 29-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: conclude il Presidente dei deputati della Lega Nord - vorrei precisare che il Ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico cio' riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti".

"Carta d'intenti" per educare alla legalità ambientale e allo sviluppo sostenibile ( da ">Sestopotere.com" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nella Sala stampa di Palazzo Chigi, i Ministri Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo hanno firmato la “Carta d?intenti” tra il ministero dell?Ambiente e il ministero dell?Istruzione in materia di “Scuola, ambiente e legalità”. L?obiettivo è di insegnare ai giovani, all?

Test per i prof, l'emendamento della Lega ( da "Corriere.it" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma nel Pdl si fa notare, comunque, la contraddizione che esisterebbe tra quanto previsto nella riforma Gelmini laddove si chiedono almeno sei anni di formazione per gli insegnanti e il testo della Lega che invece «parla solo di "domande chiave" alle quali rispondere per ottenere l'iscrizione negli Albi regionali». stampa |

Andrea Riello, lei da imprenditore del Nord come giudica la richiesta del Sud di avere più atte... ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è la riforma Gelmini dell'università, che prevede di punire con meno risorse le università inefficienti e di premiare con più risorse quelle più efficienti. Ecco, questa è l'unico modo di fare. Secondo me questo metodo va esteso alle gestione dei fondi pubblici al Sud: Dare soldi aggiuntivi solo alle amministrazioni pubbliche efficienti e neanche un euro in più a tutte le altre»

Medie, non ci sarà nessuna pluriclasse ( da "Corriere delle Alpi" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla riforma Gelmini non caliamo l'attenzione» di Lorenzo Soratroi LIVINALLONGO. Non ci sarà nessuna pluriclasse alla scuola media di Livinallongo. La notizia viene dall'Ufficio scolastico provinciale. La prima e seconda media, che rischiavano l'accorpamento per la mancanza del numero minimo previsto per legge, avranno perciò rispettivamente 9 e 8 bambini.

Esame di dialetto ai prof, la Lega frena ( da "Trentino" del 30-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori, definita «razzista» e «

Tremonti: "L'Italia non è in declino" ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini «per favorire una migliore comunicazione tra lavoro ed educazione, visto che emerge una fortissima carenza nell'orientamento dei percorsi educativi». Nel rapporto infatti viene messa in rilievo l'inadeguatezza «qualitativa» tra il profilo ricercato e l'offerta di lavoro, tanto che le imprese solitamente devono «ripiegare»

Scuola e dialetto, la Lega frena ( da "Stampa, La" del 30-07-2009)
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Abstract: riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'università e quella sui licei». Alla fine la Aprea incassa solo la solidarietà degli altri parlamentari del Pdl della commissione Cultura che stava lavorando alla riforma, da Barbieri a Granata. \ Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, ma davvero per insegnare nelle scuole lombarde si dovrà conoscere il dialetto?

scuola, ora la lega vuole test regionali per i professori la gelmini apre "discutiamone" ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina LUCIANO NIGRO A PAGINA 10 Il Carroccio precisa "Non parlavamo di dialetto" Scuola, ora la Lega vuole test regionali per i professori la Gelmini apre "Discutiamone" SEGUE A PAGINA 10

introvabili infermieri e informatici gli occupati calano dell'1,9% - giovanni parente ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini «un documento con le linee d´azione condivise per favorire un migliore raccordo tra educazione e lavoro». Il segretario confederale Cgil Fulvio Fammoni segnala, invece, che «la gravità della situazione occupazionale necessita di una rapida e precisa conoscenza dei dati per valutare l´andamento degli interventi già previsti e per decidere nuove azioni»

Fondi sardi, lo strappo di Cappellacci ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-07-2009)
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Abstract: erano i ministri Fitto (padrone di casa), Gelmini, Calderoli, Brunetta e Zaia, con i viceministri Castelli (Infrastrutture) e Fazio (Sanità). Con Errani, per le Regioni era presente Iorio, vice di Errani e presidente del Molise. Con loro, un robusto schieramento di funzionari. Inutile, perché all'appuntamento di ieri non si è deciso nulla.

L'ultima iniziativa non è soltanto stupida, ma palesemente oscena ed incivile tanto da aver provocato reazioni radicalmente negative in tutti gli schieramenti. ( da "Tempo, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: apertura del ministro Gelmini sull'insegnamento del dialetto nelle scuole. Resta comunque l'inquietudine che suscita l'esercizio costante del Carroccio finalizzato alla dissoluzione dell'unità morale, culturale e politica della nazione. La proposta avanzata, infatti, non è l'estemporanea provocazione di una forza di lotta e di governo.

"nuovi fondi per la falcone" il prefetto scrive alla gelmini - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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Abstract: Il prefetto scrive alla Gelmini CLAUDIA BRUNETTO Associazioni e istituzioni si stringono attorno alla scuola Falcone dello Zen, presa di mira dai vandali. A farsi avanti è anche il prefetto Giancarlo Trevisone, che chiederà al ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini un finanziamento straordinario per il ripristino del plesso della materna e della media,

Dialetto a scuolaLega in frenatama la Gelmini apre ( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini apre la polemica Cota: «Una bufala l'esame di dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio Roma. L'esame di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in commissione cultura nell'

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: «Dovremo anche valutare se riusciremo ad organizzare tutti i laboratori didattici come abbiamo fatto gli scorsi anni - ha concluso Ferro - considerato i problemi di disponibilità di personale nati a seguito della riforma scolastica Gelmini». Silvia Andreetto 30/07/2009

La patologia politicadell'autoreferenzialità ( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitaria contro la riforma Gelmini. Fenomeni molto distanti, ovviamente, ma pure accomunati da una serie di tratti di primaria importanza. Per esempio, non è che l'esecutivo si sia reso finora protagonista di inattesi balzi in avanti: non nella gestione della questione meridionale, e nemmeno nel tentativo di gestire in modo più efficiente la galassia delle accademie italiane.

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini apre ROMA. La Lega fa un passo indietro sul dialetto, ma tira dritto sui test regionali per gli insegnanti. Mentre il ministro dell'Istruzione Gelmini apre, trascurando la smentita leghista: «L'idea di inserire il dialetto nelle scuole è una proposta su cui ragionare.

cgil contro gelmini "sulle università è contro il sud" ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
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Abstract: Bari I sindacati e i fondi stanziati Cgil contro Gelmini "Sulle Università è contro il Sud" Una nuova questione meridionale. Secondo la Flc Cgil è quella aperta sul tema della conoscenza: i provvedimenti ministeriali su scuola e università fanno sospettare «una subdola manovra antimeridionalista da parte di un governo sempre più succubo del federalismo bossiano».

esame di dialetto ai prof, la lega frena ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori, definita «razzista» e «

prof e dialetti, gelmini apre alla lega - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini apre alla Lega "Ragioniamo sulle tradizioni locali". E il Carroccio rilancia: esercito alpino del Nord Il ministro alla Istruzione: sul tema della scuola non c´è distanza tra i leghisti e le posizioni del Pdl LUCIANO NIGRO ROMA - Il ministro Mariastella Gelmini apre alla Lega Nord sui test per sbarrare l´"invasione"

ora la lega fa retromarcia anche sui dialetti Dopo l'affondo, la retromarcia ( da "Riformista, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare» spiega il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Che aggiunge: «Non c'è su questo tema nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. E' una polemica distante dalla realtà. Sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Quest'anno abbiamo fatto partire le riforme e siamo alle prese con queste.

Test regionali, Gelmini apre alla Lega ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 30-07-2009)
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Abstract: Gelmini apre alla Lega «Ma niente esami di dialetto ai prof» Scuola, per il Carroccio «era una bufala». La polemica non si ferma ROMA LA QUESTIONE dialetto divide la maggioranza nonostante i tentativi del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di ridimensionare le polemiche con il Carroccio.

RISPOSTALa ministra Gelmini è stata molto abile. La riduzione dei fondi alle università pu... ( da "Unita, L'" del 30-07-2009)
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Abstract: RISPOSTALa ministra Gelmini è stata molto abile. La riduzione dei fondi alle università pubbliche, da lei giustificata con le esigenze di bilancio ma legata di fatto al tentativo politico di favorire il concorrente privato, aveva provocato critiche e malumori profondi in tutto il mondo universitario.

Pechino ridurrà le condanne alla pena di morte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: u pagina 10 Gelmini apre alla Lega sul dialetto a scuola Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha aperto alla possibilità di discutere la richiesta della Lega di una proposta di legge per insegnare dialetto e tradizioni locali a scuola. u pagina 20 Consob toglie il divieto di «scoperto» in Borsa A dieci mesi dalla sua introduzione,

Gelmini: prof legati al territorio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: non è un testo del governo Gelmini: «prof» legati al territorio Polemica tra Carroccio e Aprea che replica: si esautora il Parlamento Luigi Illiano ROMA Il giorno dopo la polemica scatenata dalla proposta della Lega Nord di sottoporre gli aspiranti docenti a una verifica sulla conoscenza del dialetto, il Carroccio aggiusta il tiro: il capogruppo alla Camera,

Posto sicuro per infermieri ed esperti di informatica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)
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Abstract: in collaborazione con il ministro Mariastella Gelmini verrà attivata una «cabina di regìa» per rendere «più efficace il raccordo tra educazione e lavoro». D. Col. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MERCATO Previsti 213mila addetti in meno: in controtendenza l'innovazione tecnologica, i servizi alla persona e l'assistenza medica

ROMA Frenata della Lega sugli esami di dialetto per i professori in Padania. Il capogruppo Cota par... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 30-07-2009)
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Abstract: E il ministro Gelmini apre: «Su queste proposte si può ragionare. Giusto legare gli insegnanti al territorio e alle tradizioni locali». E' invece scontro tra Cota e la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea (Pdl) che ha bloccato la proposta. Furenti le opposizioni.

La Lega: test ai prof ma non sul dialetto E la Gelmini apre ( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
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Abstract: test ai prof ma non sul dialetto E la Gelmini apre Il ministro: tradizioni locali? Si può ragionare Il Carroccio: esami per iscriversi agli albi regionali ROMA Contrordine, la Lega frena e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre. Dopo una giornata di polemiche, il Carroccio spiega che la proposta di istituire test obbligatori di dialetto per gli insegnanti è «

t-shirt ( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
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Abstract: Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 30/07/2009 - pag: 5 Accordi e t-shirt Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini mostra la t-shirt della Carta di intenti siglata dal suo ministero e da quello dell'Ambiente

I mestieri più richiesti? Infermieri e artigiani ( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Dal rapporto Unioncamere emerge comunque una classifica delle 10 figure professionali più richieste. In generale tirano i settori della sanità e dei servizi alla persona. Al primo posto gli infermieri, seguiti da: addetti alla logistica, al marketing, responsabili di produzione, fisioterapisti,

Dialetto a scuola Lega in frenata ma la Gelmini apre ( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini apre La polemica Cota: «Una bufala l'esame di dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio» Roma. L'esame di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in commissione cultura nell'

corsi gratis, vergogna ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Baronti il quale interverrà presso il ministro Gelmini per chiedere una verifica sulla regolarità dei bandi pisani. «Non prendiamoci in giro - ha affermato ancora Baronti - un conto è organizzare delle supplenze con docenti già strutturati nell'ateneo che, volontariamente, mettono a disposizione il loro tempo per alcuni corsi, un altro è inserire delle cattedre senza pagare il docente.

prof, in cattedra. però non vi paghiamo ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è scontro aperto a Pisa tra i precari e l'università che, sfruttando anche la possibilità offerta dal decreto Gelmini dell'8 luglio 2008, ha deciso di mettere a bando incarichi di insegnamento a titolo gratuito. I bandi di questo genere ci sono sempre stati, ma erano rivolti quasi esclusivamente a esterni (tipo professionisti o professori in pensione).

la regione: vergogna per luciano modica è una morte annunciata ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sta per partire un appello alla Gelmini La Regione: vergogna Per Luciano Modica è una morte annunciata PISA. «Se i numeri fossero confermati non sarebbe una situazione accettabile. E' una vergogna. Un conto è un corso gratuito affidato a un docente strutturato che ha già un altro stipendio, un altro un corso gratuito a un precario senza stipendio».

Ministero del Lavoro e Unioncamere: radiografia di un'Italia in crisi ( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, per segnalare i necessari collegamenti tra scuola e lavoro. I giovani che scelgono la laurea devono conseguirla a 22 anni e non a 28 e oltre, perché il ritardo li esclude dal mercato del lavoro. E' necessario anche studiare il divario delle condizioni di vita in Italia e nei Paesi europei: abbiamo i redditi più bassi ma i tassi di risparmio più alti;

Fiat, Consiglio provincialea Termini Imerese ( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, un finanziamento straordinario per il ripristino della materna dell'istituto Falcone e la sistemazione della scuola media». Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone che, come i suoi predecessori a villa Whitaker, segue da vicino tutte le vicende che riguardano la scuola palermitana da anni nel mirino dei vandali e degli incivili.

Ok i percorsi di conoscenza ( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ok i percorsi di conoscenza Inaugurazione Forte Vittoria: «madrine» i ministri Meloni e Gelmini Saranno i ministri Giorgia Meloni e Mariastella Gelmini le «madrine» d'eccezione della cerimonia di riapertura del Forte Vittoria, la fortificazione spagnola realizzata all'interno del porto di Augusta nel '600 e oggetto di recenti restauri, che si terrà domani.

Berlusconi in versione deejay dedica ai giovani ( da "Corriere.it" del 30-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nelle precedenti avevano partecipato tra gli altri Maria Stella Gelmini, Maurizio Sacconi, Angelino Alfano e l'ex presidente della Camera Luciano Violante. Molti di più i personaggi non istituzionali: Giovanni Floris, Federica Guidi, Paolo Giordano, Folco Quilici, Federico Moccia, Raoul Bova, Vinicio Marchionni, Arisa, Dj Albertino, Francesco Facchinetti.

Se vive il commercio, vive la città ( da "Stampa, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in modo «Torinocentrico» penalizzando molto le Province e non considerando le caratteristiche dei territori. La conferma della nostra sensibilità al problema ci ha convinti a convocare, come Presidenti delle Commissioni Cultura e Istruzione, un incontro al quale hanno partecipato l'assessore Baudo i rappresentanti sindacali del comparto scuola e il vice presidente regionale

Pedofilo ai domiciliari nominato preside ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi, incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale (che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media (l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato,

tagli nella scuola: 170 posti in meno ( da "Tirreno, Il" del 31-07-2009)
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Abstract: Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98 posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato con la definizione degli organici di fatto,

se la gelmini sdogana l'esame regionale - francesco merlo ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Il caso Se la Gelmini sdogana l´esame regionale FRANCESCO MERLO Nessun alfabetizzato del centrodestra, né il colto Sandro Bondi né l´iperprofessor Brunetta, sono riusciti a dire alla Gelmini che non c´è alcun rapporto tra l´algebra e l´oséleto veneto. SEGUE A PAGINA 33

la gelmini e l'esame regionale - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
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Abstract: Commenti la gelmini e L´ESAME REGIONALE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Così come non c´è tra il teorema di Pitagora e l´impiccagione del pitu (tacchino) a Tonco di Asti, tra la fisica di Einstein e il risòtt giald (con lo zafferano). è invece passato come ragionevole glossa di più feconda lettura il contrordine leghista alla corbelleria sull´

università virtuose, c'è anche firenze - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri Marinelli ha incontrato il ministro Mariastella Gelmini a cui, spiega lo stesso ateneo in una nota «ha illustrato la riorganizzazione nel contenimento della spesa». Il ministro, ha espresso «apprezzamento per le azioni intraprese» e ha sottolineato l´importanza di rispettare la soglia del 90 per cento.

la cisl: altri tagli per cento professori ( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 100 posti in meno in organico si aggiungono al taglio di già stabiliti in base ai provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti. Lo denuncia la Cisl Scuola di Bari, che riporta come negli ultimi giorni nell´ufficio scolastico regionale stiano arrivando circolari che invitano, alla luce delle disposizioni ministeriali, a provvedere ad ulteriori tagli nella scuola.

La Lega dà scacco a Silvio in tre mosse ( da "Riformista, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri però scopriamo allibiti e stupiti che il ministro Gelmini, in una intervista alla Stampa di Torino, torna sull'argomento e asseconda la proposta leghista: «I professori si scelgano sul territorio». Altro imbarazzante segnale di inversione dell'unità nazionale, di "nascente campanilismo", di "preoccupante neo razzismo".

POLEMICHE a Cervia per la nomina del nuovo dirigente scolastico alla scuola media... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La nuova nomina pare dunque sia frutto soltanto di un errore tecnico. «Quella persona è stata sospesa e non prenderà mai servizio» assicura il direttore dell'ufficio scolastico provinciale Giancarlo Mori. Il sindaco Zoffoli ha comunque scritto una lettera al ministro Gelmini.

Bufera sulla Gervasi: nominato un preside arrestato per violenza ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «Mi rivolgo quindi a Lei scrive Zoffoli affinché possa bloccare il procedimento di assegnazione. Le chiedo infatti di provare a mettersi nei panni di un Amministratore locale, e ancor più di un genitore, che si trova come titolare della scuola dei propri ragazzi una persona accusata di atti sessuali nei confronti di bambini frequentanti la scuola materna del Comune di Bertinoro,

Facoltà per facoltà, i concorsi sulla rampa di lancio ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: movimento grazie alle nuove noprme decise dal ministrp Gelmini. Sono 17 le prove per altrettanti posti da professore ordinario, 61 quelle per associato e 39 quelle per ricercatore. «Fin da ora non si può dire aggiunge Longo quante effettivamente saranno le prese di servizio dei vincitori del concorso», e poi specifica le sedi e le facoltà coinvolte nella prossima infornata di nomine.

UN DECRETO A FAVORE DELLA CRISI ( da "Unita, L'" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma la Gelmini aveva già abbozzato e parzialmente accolto. Invece La Russa, con la faccia che si ritrova, si era fatto uscire il fumo dal naso per la sortita di Bossi sull'Afghanistan. Intanto però Berlusconi si è allineato a Bossi, benché con qualche giorno di ritardo.

( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa pensa della graduatoria del ministro Gelmini? «È un'ottima idea peraltro "importata" dal governo Prodi. È giusto dare il 7% alle università più meritevoli. Ed è giusto pubblicare la graduatoria». Però? «Però bisognerebbe arrivare al 15% e, soprattutto, le risorse non possono essere reperite in un monte che Tremonti ha tagliato del 40%.>

Più sport nelle scuole per educare i bambini ( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato il progetto Petrucci-Gelmini Più sport nelle scuole per educare i bambini Più sport nelle scuole. È l'obiettivo del progetto del Coni presentato ieri nell'incontro tra il presidente Gianni Petrucci e il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini accompagnata dal sottosegretario allo sport Rocco Crimi.

Provocazioni leghiste da non sottovalutare ( da "Denaro, Il" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La provocazione ha bloccato la "riforma Gelmini" ma ha prodotto un effetto politico rilevante. PdL e centrodestra sono divisi. Le fibrillazioni sono notevoli se anche un assessore alla scuola della Provincia di Vicenza, Morena Marini, nota per le posizioni antimeridionali, riconosce che si "tratta di una posizione anacronistica e provocatoria".

CdC Cuneo: previsioni per il 2009, risultati indagine Excelsior ( da "Sestopotere.com" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini”. Le prospettive occupazionali dal punto di vista delle imprese cuneesi I dati a livello provinciale evidenziano un diffuso ridimensionamento dei programmi di assunzione delle imprese per il 2009, come viene confermato dal numero di entrate previste pari a 9.

Cervia: alla media Gervasi il nuovo preside è ai domiciliari per violenza sessuale. E' polemica ( da "RomagnaOggi.it" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una lettera, al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, chiedendo di bloccare il procedimento di assegnazione, sottolineando una preoccupazione per studenti e famiglie. Ovviamente Ciccone era stato sospeso dal servizio, e si attende la nomina di un 'reggente' al suo posto. Ma la polemica infuria.

Cara Gelmini la scuola non è regionale ( da "Stampaweb, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ipotesi di legare il reclutamento dei docenti alla provenienza regionale - di cui ha parlato il ministro Gelmini nell?intervista alla Stampa - può apparire come un atto discriminatorio nei confronti del Meridione e rischia di impoverire culturalmente la nostra scuola. Io sono un meridionalista convinto e credo che le menti del Sud Italia siano un punto di forza del nostro Paese.

( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A firmarla sono stati i ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e dell'Università, Mariastella Gelmini, e i presidenti delle Regioni Siciliana, Raffaele Lombardo e Lombardia, Roberto Formigoni. La Regione Siciliana partecipa con 17.000.000 di euro e con l'assegnazione di un sito industriale che ha un valore di mercato di 50 milioni di euro.

Presunto pedofilo può insegnare alle Medie ( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi, incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale (che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media (l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato,

Università: classifica Gelmini potrebbe cambiare, fondi non dati ( da "Reuters Italia" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Il governo sul comune infiltrato "Riconsiderare lo scioglimento" ( da "Repubblica.it" del 31-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Doveva tenersi una conferenza dei ministri Sacconi e Gelmini, che poi si è tenuta in un'altra sala. Curiosa coincidenza, dato che lo scorso 24 luglio Pedica aveva, per lo stesso motivo, interrotto un'altra conferenza della Gelmini. Per Barbato "il governo", evitando di sciogliere il comune di Fondi e altri in Campania con "infiltrazioni mafiose e camorristiche",


Articoli

E il Nord continua a pagare (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Alberto Bisin E il Nord continua a pagare La battaglia che si sta combattendo in questi giorni all'interno del Pdl sul partito del Sud è principalmente una lotta di potere interna. Ma non è solo questo. In gioco è infatti la sostenibilità del sistema economico italiano. Il reddito pro-capite della Lombardia (dati Eurostat 2005) è circa il doppio di quello della Campania, della Calabria o della Sicilia. Così è con alti e bassi sin dagli Anni 60, anche a fronte di interventi fiscali dal Nord al Sud di notevolissima entità. Per esempio, dai dati del ministero delle Finanze (elaborazione Centro Studi Sintesi, 2005) risulta che l'eccesso di spesa pubblica sui tributi raccolti da Stato e Regioni (disavanzo pubblico totale per Regione) è pari a quasi duemila euro pro-capite in Campania, a oltre tremila in Calabria, a tremila e cinquecento euro in Sicilia. I contribuenti lombardi invece versano allo Stato cinquemila euro pro-capite in eccesso di quanto ricevano; e duemila i piemontesi. Le tasse hanno un'importante funzione redistributiva, dai più ricchi ai meno ricchi, ed è quindi naturale che in Italia il Nord sussidi il Sud. Ma flussi di questa entità sono sostenibili solo se temporanei, se finalizzati a investimenti per lo sviluppo. I sussidi della Germania Ovest all'Est dopo l'unificazione sono un chiaro esempio. Non è questo il caso in Italia, almeno dagli Anni 60. La spesa pubblica nel Sud ha un forte carattere clientelare e ha alimentato una classe di politici e amministratori locali tra le peggiori d'Europa. La gestione della questione rifiuti in Campania, della spesa sanitaria in Calabria, Puglia, e ancora Campania sono casi eclatanti ma niente affatto anomali. Per quanto l'intero Paese sia caratterizzato da un sistema pubblico enormemente inefficiente, la situazione al Sud è addirittura indegna di un Paese sviluppato. Si è parlato molto della sanità in questi giorni, e molti osservatori hanno notato come sia proprio nelle Regioni in cui la spesa sanitaria è maggiormente fuori controllo che i servizi sanitari sono carenti e i malati sono costretti a curarsi altrove. Una situazione simile si ha anche nell'istruzione. I risultati della valutazione delle università recentemente ripresi dal ministro Gelmini sono chiari: le università superiori alla media italiana in termini di ricerca, insegnamento, e capacità di attrarre fondi sono distribuite quasi esclusivamente al Nord e quelle inferiori alla media al Sud. I test Pisa (Ocse, 2006), che misurano i livelli di apprendimento per alunni di 15 anni, danno risultati chiari: se in matematica gli studenti lombardi stanno a livello dei francesi e dei tedeschi, gli studenti siciliani e campani competono con i turchi e i thailandesi. Alcuni osservatori notano che la capacità delle università di attrarre fondi e l'apprendimento scolastico dei ragazzi di elementari e medie non sono indipendenti dal reddito della Regione in cui risiedono. Risultati peggiori al Sud sarebbero quindi inevitabili. È vero, ma è inutile nascondersi dietro paraventi sottilissimi: le differenze nei risultati sono enormi, e solo in minima parte giustificabili dalle differenze di reddito. La verità è che la spesa pubblica è gestita al Sud in modo spaventosamente clientelare e quindi inefficiente. E così è anche per le entrate (dati Agenzia delle Entrate, medie 1998-2002): per ogni euro Irap dichiarato, si evadono 93 centesimi in Calabria, 60 in Sicilia e in Campania, 13 in Lombardia e 30 in Piemonte. Non è necessario credere ai riti celtici con l'acqua del Po o essere fautori del ritorno della Serenissima per comprendere che squilibri fiscali come quelli evidenziati, accompagnati dalle divergenze nella qualità dei servizi di cui si è detto, non abbiano nulla a che fare con la solidarietà né con un'equa redistribuzione delle risorse. Tali squilibri sono insostenibili nel medio periodo, specie in un Paese gravato da un debito pubblico enorme e da un fisco tanto asfissiante quanto inefficiente. In questa situazione, il governo irrigidisce giustamente i cordoni della spesa e la classe politica che rappresenta il Sud fa quello che è stata eletta per fare: chiede finanziamenti, sussidi, e posizioni di governo da cui poter elargire finanziamenti e sussidi. Per questo la rigidità finanziaria del ministro Tremonti è tanto impopolare quanto importante. Data la situazione in cui versa l'amministrazione locale nel Mezzogiorno, il governo fa bene nel breve periodo ad accentrare i centri di spesa per investimenti al Sud. Ma una riproposizione della Cassa del Mezzogiorno sarebbe un grave errore. Nel medio periodo è necessario che gli elettori siano, in ogni parte del Paese, responsabili fiscalmente della spesa dei propri amministratori. Solo allora gli amministratori locali e i governatori regionali saranno eletti sulla base della loro capacità di favorire lo sviluppo e non di produrre sussidi. Ne guadagnerà il Nord, ma soprattutto il Sud.

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Rischia di chiudere la nuova scuola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

COSSERIA COSTRUITA LO SCORSO SETTEMBRE, NEL 2011 POTREBBE VENIRE GIA' ABBANDONATA Rischia di chiudere la nuova scuola Timori per il futuro delle scuole in Valbormida. Nessuna notizia ufficiale, ma il tam-tam degli stessi addetti ai lavori sottolinea pesanti preoccupazioni per il mantenimento delle scuole di San Giuseppe e Rocchetta. E disagi si prevedono anche negli Istituti superiori. Eclatante, poi, l'esempio di Cosseria, con una scuola-modello inaugurata lo scorso settembre che il prossimo anno potrebbe già chiudere. Spiega il sindaco di Cosseria, Andrea Berruti: «La scuola unificata, che ospita materne, elementari e la nuova sezione primavera, è un plesso moderno, inaugurato solo lo scorso settembre, e realizzato con una spesa di oltre 700 mila euro. Per quest'anno scolastico non ci sono problemi, ma per il prossimo, se non verrà recepita la proposta di legge promossa da Liguria e Lombardia, saremo una scuola a rischio. La riforma Gelmini prevede, infatti - continua Berruti - che le scuole con meno di 50 alunni vengano dismesse. La Liguria chiede che quel limite valga per i plessi, e in quel caso, Cosseria, con 68 bambini tra materne, elementari e primavera sarebbe idonea. Anzi, abbiamo intenzione di proporre ai Comuni limitrofi che avessero delle difficoltà a mantenere aperte le proprie scuole, una convenzione in modo da poter usufruire di un servizio scuolabus gratuito». Ed il pensiero va alle scuole di San Giuseppe che, con meno di venti iscritti sembra avere il destino segnato. Problemi anche per l'Istituto secondario di Cairo: «Sembra che si intenda assembrare più classi, con medie che superano i 30 alunni: una concentrazione che avrebbe conseguenze negative non solo da un punto di vista didattico e sulla vivibilità, ma anche per la sicurezza». \

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Disco verde da Torino Il liceo artistico si salva dai tagli della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. SODDISFATTO IL PROVVEDITORE Una prima classe in più allo Scientifico, al Bona all'istituto Geometri e al «Pietro Sella» Disco verde da Torino Il liceo artistico si salva dai tagli della Gelmini La scure dei tagli sulla scuola ha risparmiato il Liceo artistico e il corso Ipsia per i carcerati. Entrambi, a settembre, apriranno le porte ai loro iscritti. La loro sopravvivenza era stata messa in forse dalle nuove norme del governo. Ma qualche sconto da parte del ministero della Pubblica istruzione, che secondo i calcoli del provveditorato nella prima fase delle nomine degli insegnanti avevano interessato 47 docenti e 15 classi, alla fine c'è stato. Il benestare ufficiale è arrivato ieri dagli uffici scolastici di Torino. «E' un bene per la nostra Provincia - commenta il dirigente scolastico Piergiorgio Giannone -, perché sono entrambi corsi importanti in quanto unici nel loro genere. Io stesso avevo dato il mio parere favorevole al loro mantenimento, ma l'ultima parola doveva comunque essere quella degli uffici di Torino, perché sono loro che ridistribuiscono gli insegnanti a seconda dei fondi stanziati dal Ministero». L'Ipsia e l'Artistico non sono comunque le sole scuole superiori ad avere beneficiato di qualche piccolo sconto: nel mazzo c'è anche l'Istituto di istruzione superiore del Biellese orientale, la scuola di Mosso, che per la prima volta riunirà sotto un'unica dirigenza il professionale Pietro Sella di Mosso, il Liceo scientifico tecnologico di Valle Mosso (sede distaccata dell'Itis) e dell'Itcs Motta di Mosso (sede distaccata del Bona). Le novità nel settore scuola non sono finite. Sia al liceo Scientifico di Cossato che nella sede di Biella verrà infatti istituita una prima in più; stesso discorso anche al Geometri Vaglio Rubens, all'Itc Bona, al Pietro Sella e al corso dell'Ipsia riservato ai carcerati. Una classe in più verrà anche istituita alle elementari di Valle San Nicolao. Torino ha invece deciso la chiusura delle primarie di Veglio Mosso e Massazza.

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Rovereto si curi anche di formare i nuovi dirigenti (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

LA SCUOLA E I SUOI VERTICI Rovereto si curi anche di formare i nuovi dirigenti di Sergio Casetti Sono uscite le nuove regole per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Sono in partenza i Piani di Studio Provinciali e i nuovi Licei della Gelmini. Decolla a Rovereto il Centro per la Formazione insegnanti. Tre fatti interconnessi: i nuovi presidi dovranno affrontare con le loro scuole i Piani di Studio e adattare i Licei ad una nuova forma; e in questo lungo processo saranno affiancati, auspicabilmente, dal Centro di Rovereto. Una proposta, allora: perchè non mettere insieme tutto questo affidando la gestione del corso-concorso per i dirigenti scolastici alla nascente struttura di Rovereto? Perché non focalizzare la formazione di queste figure centrali sul compito più impegnativo, quello di ammodernare contenuti e forme dell'insegnamento a partire dalle ricchezze docenti già presenti nelle scuole? La PAT non perda l'occasione. Un compito forte tonifica chi lo deve eseguire e lo stimola; esalta il gruppo, gli conferisce senso, importanza (e adrenalina). Ci sono presidi in Trentino che di gestione delle comunità educative sanno molto, e gestiscono fior di progetti e scuole. Docenti che molto sanno di Piani di Studio e di organizzazione didattica. Fior di segretari nelle scuole, e funzionari in via Gilli, che di cose tecniche-amministrative sanno molto e bene. C'è l'Università -Diritto, Lettere e filosofia, Scienze Cognitive e non solo- con docenti autentici talenti che già sanno parlare di scuola alla scuola. Perché non valorizzarli? Insegnando agli altri, con allievi importanti e motivati come i candidati presidi, sarebbero costretti ad affinare le loro conoscenze e la competenza a comunicarle. Che bella occasione sarebbe per farli lavorare in team, farli incontrare, conoscersi, parlarsi. La motivazione del preparare il corso a dirigenti come occasione per creare conoscenze, relazioni fra uffici, persone e realtà che operano già per la stessa istituzione, la scuola, ma che si conoscono e si parlano poco e spesso non si stimano quanto occorre. Sarebbe un concorso provincialistico? Arricchiamolo con la presenza di esperti validi da fuori, che siano però ben integrati nel team e che portino aria fresca e...nazionale. Un corso-concorso così non si chiuderebbe con la pubblicazioni della graduatoria finale dei vincitori. Lascerebbe sul territorio trentino non solo la ventina di presidi formati, ma anche un bel numero di funzionari, segretari di scuola, presidi e docenti di scuola e universitari arricchiti e valorizzati, e un tessuto di relazioni vive con cui continuare una storia di formazione per un lungo tempo successivo.

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"non sono solo un prestanome ho studiato, so tutto sul tema" - antonello caporale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Economia In quota Gelmini Maurizio Bernardo è l´autore dell´emendamento anti-magistrati: "Parlatene con il presidente" "Non sono solo un prestanome ho studiato, so tutto sul tema" Sono stato eletto in quota Gelmini, non c´entro con Cl. Ed ora voglio riparare nel silenzio ANTONELLO CAPORALE ROMA - «Sono Maurizio Bernardo…». Sembrava scomparso nel nulla e finanche i suoi compagni disperavano di vederlo comparire in Transatlantico. In aula tutti a parlare di Bernardo. L´onorevole Pisicchio, per esempio: «Signor presidente, esistono nella storia almeno tre grandi Bernardo. Il primo, da Serravalle, maestro di ascesi. In biologia il paguro bernardo è l´esempio perfetto della simbiosi organica. In politica il collega Maurizio è divenuto col suo lodo il campione del Berlusconi ter». Tutti gli occhi su di lui. Ma lui? «E´ filato via da una porticina secondaria», assicurava la collega Ravetto. E´ stato il pomeriggio più impegnativo per l´onorevole Bernardo, autore dell´emendamento che riduce i controlli dei magistrati contabili sui politici. L´hanno bollato "lodo Bernardo", allargamento imprevisto delle guarentigie già piuttosto ampie. Invece, all´improvviso, il telefono squilla. «Sono io». Onorevole, la sua cortesia è proverbiale. .. «Non avevo compreso ci fossimo accordati per un´intervista». Una grande polemica politica merita l´approfondimento. «Potrebbe utilmente parlarne con il presidente della commissione, il collega Bruno. Conosce la materia». Lei è il protagonista, lei firma l´emendamento. «Anche lui. Sa tutto, davvero». Non vuole entrare nel merito. «Assolutamente, vorrei prendermi una giornata di riposo, riflettere, riparare nel silenzio. Avremo modo di spiegare». E´ noto che segue con passione l´attività della Corte dei conti. «Sono sociologo, esperto di marketing. Mi sono occupato in Regione Lombardia di politiche della famiglia, ma anche di utilities». Il mestiere di deputato è duro, si saltella di qua e di là. «Duro». A volte nemmeno si legge ciò che si firma. «Se mi richiedono di firmare qualcosa ho l´abitudine di approfondire il tema. Almeno questo». Sapesse quanti suoi colleghi. «Io no». E´ infatti notoria la sua pignoleria. «La ringrazio. E voi, perché scrivete che sono un palermitano trasferito a Milano?». Non saprei, ma si può rettificare. «Avevo un anno quando mi sono trasferito in Lombardia». Lei politicamente è di Comunione e Liberazione. «Altro errore. Sono stato eletto in quota Gelmini». Amico di Mariastella. Ma nell´emendamento c´è lo zampino di Tremonti. «La prego, ne parli con l´onorevole Bruno». Non mancherò.

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vandali alla falcone, palestra distrutta - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Palermo Vandali alla Falcone, palestra distrutta Quarto raid dall´inizio dell´anno. Il preside: "Intervenga l´esercito" Le telecamere di sorveglianza sono state oscurate dai teppisti. "Sanno come muoversi" SALVO INTRAVAIA Ennesimo raid vandalico all´istituto comprensivo Falcone, allo Zen. Il quarto dall´inizio dell´anno scolastico. Nella notte tra sabato e domenica la palestra della scuola media è stata distrutta: lavandini divelti e fatti a pezzi, docce in frantumi, canestri staccati dai sostegni e portati via e palestra completamente allagata. Oggi, genitori e insegnanti scendono in piazza per chiedere alle istituzioni di fare la loro parte affinché, anche in questo angolo dimenticato di Palermo, la scuola possa funzionare come nel resto della città. Allo Zen 2, mentre lo Stato è inerme, i soliti ignoti continuano a recitare lo stesso copione: scavalcano le recinzione della scuola, eludono i sistemi di sicurezza e devastano tutto quello che incontrano. «La scuola - dichiara il preside Domenico Di Fatta - ora funziona: evidentemente la cosa dà fastidio. A settembre - continua - potremmo partire con i campi di calcetto ed una pista di atletica leggera e togliere bambini e ragazzini dalla strada». Secondo il dirigente scolastico, la scelta della palestra come obiettivo non è casuale. Ieri mattina, al rientro della pausa per il weekend (il sabato la scuola resta chiusa), i bidelli si sono accorti che qualcuno era entrato in palestra: «Il catenaccio che chiudeva la porta di accesso alla palestra è stato rotto», racconta il preside. Poi, senza che nessuno si accorgesse di nulla, i vandali hanno avuto tutto il tempo di devastare la palestra, manomettendo anche il dispositivo che regola il deflusso delle acque. Risultato: palestra allagata e attrezzi danneggiati. «è gente che sa come muoversi», continua Di Fatta. La scuola è dotata di sistema d´allarme e impianto di videosorveglianza ma la polizia scientifica ha notato che le telecamere sono state oscurate o spostate. Due settimane fa, era stata data alle fiamme la scuola materna, e a maggio era toccato ad alcune classi della scuola elementare: vandalizzate e messe a soqquadro. Mentre a gennaio era ancora la scuola materna a cadere sotto i colpi dei teppisti: refettorio semidistrutto, banchi e sedie rotte. E non solo: durante le vacanze di Natale, la scuola era stata presa colpita da ben 10 proiettili, sparati all´indirizzo della palestra e di alcun e aule della scuola elementare. Prima di questa escalation, la scuola aveva goduto di un anno di tranquillità. «Le istituzioni ci devono aiutare - invoca Di Fatta - perché non mandano l´esercito a presidiare l´istituto?», si chiede. Intanto settembre è alle porte e c´è da lavorare. Due aule di scuola materna sono da ristrutturare e la palestra è inservibile. «A settembre - annuncia il dirigente scolastico - dovremmo inaugurare una pista di atletica leggera, che senza gli spogliatoi della palestra non è possibile utilizzare». Le forze dell´ordine fanno quello che possono: perlustrano la zona circostante e controllano l´edificio scolastico, ma non possono assicurare una presenza 24 ore su 24: non ci sono uomini e mezzi. Dopo i primi raid lo stesso ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha preso carta e penna per scrivere al sindaco Cammarata. Due le richieste: liberare i marciapiedi vicini alla scuola delle carcasse di auto abbandonate e assegnare il numero civico all´istituto. Già, perché la scuola Falcone, come fosse in una stradina di montagna, è da anni senza numero: via Trapani Pescia snc (senza numero civico).

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"per noi precari cambia poco nella mia scuola stop alle attività" - luca de vito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano Anna Mascia, 41 anni, maestra di sostegno alle elementari "Per noi precari cambia poco nella mia scuola stop alle attività" Salteranno i corsi di recupero, l´italiano per stranieri, le lezioni di informatica LUCA DE VITO «Beh, non è certo una vittoria né una consolazione». Anna Mascia insegna educazione fisica e sostegno all´elementare Elsa Morante di via Antonini. Ha 41 anni ed è precaria da nove. è contenta di questa novità? «è difficile cantar vittoria. I tagli restano e la situazione per noi insegnanti precari è sempre difficile». Quante riduzioni ha subito la sua scuola? «Da noi i posti che vengono assegnati agli insegnanti precari sono circa una decina. A causa dei tagli imposti dalla Gelmini ci è stato comunicato che per il prossimo anno abbiamo perso una cattedra, non credo che avremo molte possibilità che questa sia reintegrata». E questo creerà problemi? «Il punto è che perdere una cattedra significa che non ci sarà la compresenza, e che quindi molto probabilmente salteranno le attività di potenziamento, le attività di recupero, l´italiano per stranieri, le uscite didattiche e i lavori nel laboratorio d´informatica». La direzione scolastica ha invitato i presidi a coprire le supplenze con gli straordinari del personale di ruolo. «Un´ulteriore batosta. C´è anche chi vive di supplenze e che ogni mattina aspetta la telefonata: conosco persone che hanno fatto 36 giorni di supplenza in un anno. E poi sarà una cosa che non verrà accolta bene neanche dalle insegnanti di ruolo…». Come si vive un´estate da precari, aspettando settembre per avere notizie sul futuro? «Guardi, le dico soltanto questo: quando finisce l´anno scolastico tutte le mie colleghe di ruolo sono contente. Quelle precarie invece no, hanno il volto preoccupato. Perché per loro il futuro non è vacanza: è incertezza». SEGUE A PAGINA VI

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pochi iscritti, studenti importati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Toscana Pochi iscritti, studenti importati Licei classici in crisi. Volterra offre borse di studio agli "stranieri" Molti non hanno il numero di studenti necessario a formare le prime classi VOLTERRA. Scegliere la via più corta per varcare la soglia della quarta ginnasio vuol dire sciropparsi 56 km di tornanti per raggiungere il liceo classico di Colle Val d'Elsa. Alternative? Gli 86 km per andare a Cecina, oppure i quasi 100 km per Pontedera. Viabilità più comoda, of course. Ma che faticaccia per gli studenti volterrani. Sono 14 gli iscritti al liceo, oggi. Troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini che ne vuole almeno 27. «Ma forse con venti ce la possiamo fare», sperano dal Carducci. Intanto il Comune sta cercando di "importare" da fuori i liceali della salvezza, con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere è di 84mila euro, la Crv si è resa disponibile a contribuire per circa la metà e tante istituzioni hanno dato qualcosa. Con questi soldi saranno coperte le spese di iscrizione, acquisto libri, trasporto, vitto, alloggio, tutoraggio», il primo cittadino Marco Buselli spiega questa sorta di calcio mercato. Le domande scadono il 31 luglio e sono rivolte ai ragazzi toscani che risiedono nelle zone in cui è presente una filiale della Crv. «Al momento abbiamo poche richieste», si lasciano scappare dal Comune. Che, comunque, confida in un'impennata finale. Intanto insieme al piano è partita la sottoscrizione Salviamo il liceo. Con i 4 sindaci della Comunità montana - Volterra, Pomarance, Montecatini, Castelnuovo - che si autotassano per contribuire al finanziamento degli assegni. La comunità, tutta, non si dà pace. E fa quadrato intorno al suo liceo che secoli fa "fece scuola" a Giovanni Maria Mastai Ferretti, al secolo il pontefice Pio IX. «Siamo andati in Regione, il dirigente dell'ufficio scolastico Cesare Angotti si è dimostrato molto disponibile verso la nostra causa, tanto che ha concesso al liceo Carducci una proroga rispetto alla formazione dell'organico di fatto al 31 agosto», continua Buselli. «Il liceo ha bisogno della città per garantire il diritto allo studio dei suoi ragazzi e mantenere in vita un tassello culturale e formativo indispensabile per il territorio e i giovani. Fino ad ora abbiamo raccolto quasi 700 euro grazie alla sottoscrizione che andrà avanti fino al 31 agosto». Ma non bastano i soldi a garantire matricole a questo corso di studi che ha avuto tra i suoi docenti anche Eugenio Barsanti, inventore del motore a scoppio. Servono numeri. Che ad oggi non ci sono, come mette in evidenza l'opposizione. «Il Comune non doveva chiedere una proroga temporale, bensì una deroga speciale per zone disagiate. E poi sembra assurdo avere studenti che pagano normalmente ed altri che, invece, beneficiano delle borse», scaglia la freccia Rosa Dello Sbarba, seduta al banco del Pd. Dal canto suo il Carducci rivendica il fatto che il liceo non ha mai avuto numeri da big. «Non abbiamo mai avuto numeri elevati, nella nostra storia la media annuale dei diplomati è di 14 studenti. Se ci lasciamo vincere dalla logica dei numeri qualsiasi altra istituzione di Volterra, risulterà inevitabilmente inadeguata a sopravvivere». Anche la scuola fa appello alla comunità: «Solo una città unita può avere la forza di chiedere che vengano riconosciute deroghe fondamentali per salvaguardare valori espressione della nostra tradizione e in generale dell'uomo». Francesca Suggi

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Non raccontiamo la favola di un Sud che non funziona visti da (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Non raccontiamo la favola di un Sud che non funziona visti da Di cosa si sente la mancanza nel confuso dibattito sul Sud che ha portato Berlusconi a reagire personalmente, e direttamente, con la promessa di un nuovo intervento del governo nel Mezzogiorno? Semplice, di una vera e seria inchiesta sul meridione d'Italia, come quella, storica, di Sonnino e Franchetti, che a fine Ottocento rivelò a un'Italia ignara le condizioni disumane in cui la popolazione di più di metà del Paese era costretta a vivere anche dopo l'unificazione politica. O anche, come quelle che in tempi più recenti, gli Anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, ad opera di istituti specializzati come la Cassa per il Mezzogiorno o lo Svimez, o ancora di pregiate iniziati giornalistiche (la famosa serie intitolata "L'Africa in casa" dell'Espresso), confermarono quasi un secolo dopo il divario tra le condizioni di vita del Nord industrializzato e quelle del Sud sottosviluppato. Berlusconi, che è giunto all'annuncio del nuovo piano un po' tirato per la giacchetta, e spinto dalle manifestazioni di dissenso sul decreto anticrisi dei parlamentari siciliani guidati dal sottosegretario Micciché, ha voluto mettere dei paletti, per non dare la sensazione di cedere alle richieste dei rivoltosi. Ci sarà, dunque, una cabina di regia in cui un ruolo preminente resterà affidato al ministro Tremonti (il bersaglio dei ribelli del Sud, che lo accusano di muoversi solo nell'interesse del Nord). La valutazione degli interventi da fare sarà centralizzata. Saranno escluse le spese correnti, e con esse le molte iniziative clientelari che alimentano la macchina dei consensi. Sarà il governo, in sostanza, e non le classi dirigenti locali, a decidere dove e cosa fare, quando e con quali fondi. Lo stesso sblocco dei Fas, i fondi per le aree sottoutilizzate di cui le maggiori regioni del Mezzogiorno rivendicano da tempo l'erogazione, e che invece il ministero dell'Economia ha congelato in un Fondo strategico della presidenza del Consiglio, avverrà, sì, ma secondo modi e tempi studiati sulla compatibilità delle spese con la situazione difficile dei conti dello Stato. Ma è proprio un approccio così articolato e calibrato che dovrebbe suggerire al governo, prima di dare inizio alla realizzazione dei suoi piani, di dotarsi di uno strumento essenziale come un'indagine approfondita sulla realtà meridionale. Ne uscirebbe, probabilmente con sorpresa di molti, un quadro a macchia di leopardo, in cui larghe aree di abbandono in cui tra l'altro prosperano le organizzazioni criminali, confinano con zone di eccellenza o con iniziative imprenditoriali che devono fare i conti con difficoltà enormi e ingiustificate. C'è voluto l'infortunio del Papa in vacanza per scoprire che uno dei centri più all'avanguardia per la chirurgia della mano è proprio a Napoli, a pochi passi da quell'Ospedale Santobono che è considerato un esempio di struttura colabrodo, in cui basta entrare al Pronto soccorso per rendersi conto di un degrado irreversibile. E c'è voluta la polemica sulle note spese del terzo candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, per ricordarsi che a Palermo, accanto a strutture elefantiache come il Civico e Villa Sofia, da dieci anni esiste un centro d'avanguardia per i trapianti sorto in collaborazione con l'Università americana di Pittsburgh. È così, da Napoli a Reggio Calabria a Palermo, nel territorio in cui la spesa sanitaria è ormai uscita dai controlli e nelle regioni in cui le amministrazioni, o sono sopraffatte dagli scandali (come in Puglia), o faticano, come in Sicilia, a riportare il sistema entro limiti accettabili, ci sono molti punti vitali accanto a larghe parti dell'organismo ormai andate in cancrena. Un ragionamento simile riguarda i trasporti: è arrivata l'alta velocità, si va da Roma a Napoli in un'ora e un quarto, ma tutti gli altri treni che vanno verso Sud viaggiano in condizioni igieniche pietose e spesso, in estate, senza aria condizionata con la temperatura interna delle carrozze che sfiora i quaranta gradi. Ancora, la recente graduatoria messa a punto (sia pure con criteri discutibili) dal ministero dell'Istruzione e della Ricerca scientifica per l'assegnazione dei fondi agli atenei ha messo in luce l'enorme divario tra università settentrionali e meridionali. Nell'elenco degli atenei giudicati "virtuosi" e meritevoli di finanziamenti pubblici, sorprende trovare, tra Bergamo, Venezia e Ferrara, e tra i Politecnici di Torino e Milano, le università di Arcavacata (Cosenza) e Chieti, uniche, tra quelle meridionali anche più importanti e di più antica tradizione, a rientrare nei criteri di trasparenza, funzionalità e modernità, oltre che di merito, richiesti dal ministero. Per inciso, sorprende anche che, quando i ministri Gelmini e Tremonti hanno presentato alla biblioteca del Senato i nuovi criteri per l'assegnazione dei fondi, benché l'evento fosse stato annunciato e pubblicato sui giornali, i rettori del Sud, che peraltro si erano associati da poco in Rete, non fossero presenti. Sono solo alcuni esempi, che delineano un insieme contraddittorio, com'è spesso nel Mezzogiorno d'Italia. Il governo avrebbe tutto l'interesse a farsi un quadro dettagliato della situazione prima di decidere come intervenire. Lo strumento per farselo è quello, classico, dell'inchiesta. Ai nostri tempi, tra banche dati, Confindustria, Camere di commercio, istituti di credito, non è neppure difficile reperire il materiale e metterlo insieme. Non dovrebbe mancare neppure la volontà. O forse manca? Anna Chimenti 28/07/2009

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Meritocrazia e web contro la crisi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 15 Meritocrazia e web contro la crisi Prima uscita pubblica per il nuovo presidente dei Giovani imprendiori ANCONA CAMBIO di guardia tra i Giovani Imprenditori di Confindustria Marche e prima uscita pubblica, ieri ad Ancona, per il neo presidente Simone Mariani che guiderà oltre settecento giovani imprenditori fino al 2012, dopo le dimissioni anticipate dell'anconetano Claudio Schiavoni, cui era subentrato il past president dei Giovani di Fermo Panniccià. Tocca quindi alla sezione provinciale di Confindustria Ascoli guidare, con il suo rappresentante, la presidenza regionale. Laureato in economia aziendale alla Bocconi, esponente della terza generazione del gruppo Sabelli (nota per la produzione di formaggi e latticini), Mariani è amministratore delegato della Sabelli distribuzione. Un'azienda florida nonostante la crisi, basti pensare che il Gruppo fattura oltre cento milioni di euro e impiega 250 collaboratori. Già vicepresidente dei Giovani di Confindustria Marche, Mariani ha esposto ieri le linee guida del suo programma, che si rifà all'anima associativa dei vari comitati territoriali e punta tutto sulla meritocrazia. «Le imprese devono recuperare competitività ha esordito contiamo su una sinergia con il mondo dell'Università per valorizzare le realtà più meritevoli». La prossima iniziativa annunciata ieri, presente anche il direttore generale di Confindustria Marche Paola Bichisecchi, sarà il convegno nazionale dal titolo La ricerca del futuro'. Si terrà a Portonovo il 25 settembre e sarà organizzato dal Comitato interregionale centro (Marche, Lazio, Umbria) con la nostra regione capofila. E' un nuovo modello di capitalismo quello a cui aspira il giovane presidente, che dia priorità a politiche d'impresa innovative e mobilità sociale. E nell'ambito delle riforme strutturali di cui, secondo Mariani, il Paese ha urgente bisogno, una nota di merito va proprio al ministro Gelmini: «E' giusto premiare con maggiori risorse gli atenei più virtuosi ha spiegato la formazione gioca un ruolo chiave per il nostro futuro». Lo sa bene lui, che ha anche seguito un programma di studio presso l'Università di Buenos Aires prima di conseguire la laurea e ancora dopo il master in strategia aziendale alla Bocconi. Minimo comun denominatore dei successi dei Giovani sarà sempre la squadra che ora Mariani è chiamato a rappresentare. Con lo stesso entusiasmo con cui affronta le sue passioni, tennis, running e mountain bike. Poco più che trentenne, Mariani ha le idee chiare anche sulla crisi e su come fronteggiarla: «Siamo in mezzo a un guado ha detto ieri in sala stampa serve un aiuto concreto dalle banche, che dopo Basilea 2 non hanno fatto granchè per rendere le loro strategie di rating trasparenti e comprensibili». Il neo presidente crede che il valore aggiunto degli under 40 del mondo dell'impresa sia basato sulla comunicazione. «Servono nuove politiche di brand, che diano forza al nostro manifatturiero la sua convinzione è necessario puntare su nuovi canali e strumenti come il web. A partire dal turismo». Ilaria Traditi

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UN COMITATO di genitori per difendere il diritto dei loro bambini a... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

FANO E VAL CESANO pag. 15 UN COMITATO di genitori per difendere il diritto dei loro bambini a... UN COMITATO di genitori per difendere il diritto dei loro bambini a frequentare la scuola dell'infanzia. E' sorto a Calcinelli per contrastare il taglio del personale docente previsto per l'asilo «Collodi». «Oltre 30 bambini di tre anni rischiano di rimanere esclusi dalla scuola dell'infanzia sottolinea una nota del comitato . E' l'amaro responso dei numeri conseguenti principalmente al taglio di insegnanti operato dalla cosiddetta riforma Gelmini. Sono stati assegnati, infatti, dal Provveditorato solo 9 degli 11 insegnanti richiesti dal dirigente scolastico Valeri Renzoni per la copertura dell'organico, con conseguente impossibilità di garantire la frequenza a tutti gli iscritti. Ciò ci rende molto preoccupati prosegue il comunicato , perché i nostri figli potrebbero non accedere ad un servizio di primaria importanza per la loro crescita. C'è da considerare, inoltre, il fatto che le famiglie coinvolte si troverebbero in una pesante situazione legata alle difficoltà di conciliare lavoro e assistenza ai bambini. Di sicuro è un grave smacco per un Comune come quello di Saltara che negli ultimi anni ha registrato un consistente aumento demografico e ha speso più di 1 milione e 600mila euro per l'edilizia scolastica. Aspetto che il neo sindaco Cicoli ha giustamente sottolineato nel colloquio che ha avuto con il Provveditore di Pesaro Marini per fargli presente l'assurdità di una tale situazione, e analoghe considerazioni ed istanze di rivedere gli effetti della legge sono state per fortuna espresse anche dal vicesindaco Perlini e dall'assessore Fattori, recentemente ricevuti dal sottosegretario Giuseppe Pizza. Siamo abbastanza fiduciosi terminano quelli del comitato proprio per la vicinanza e la partecipazione dimostrataci sia dall'amministrazione che dalla dirigenza scolastica e speriamo di vedere risolta senza compromessi al ribasso la vicenda. Nell'attesa, comunque, non ce ne staremo con le mani in mano: sono allo studio diverse iniziative su questo problema che interessa tante famiglie». Sandro Franceschetti

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di RENATA ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA UNIVERSITA' pag. 11 di RENATA ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso... di RENATA ORTOLANI SONO OLTRE un centinaio - il numero preciso verrà reso noto dall'Ateneo nei prossimi giorni - i concorsi universitari che, congelati dalle norme anti-combine nel novembre 2008, si sbloccheranno a breve grazie al pacchetto di misure varato dal ministro Gelmini venerdì scorso. «Quaranta sono concorsi per ricercatori già banditi e rimasti bloccati dall'anno scorso dettaglia il prorettore Marco Depolo ; diciassette sono quelli per posti da docente di prima fascia e sessantuno quelli per diventare professore associato. In tutto, in ballo ce ne sono 118, forse anche qualcuno di più. Però non è possibile essere precisi, oggi, perchè stiamo ancora aspettando gli originali delle misure decise dal ministro. Il panorama è ancora un po'confuso,insomma,e comunque non va dimenticato che 120 concorsi non significano, automaticamente, altrettanti ingressi o passi avanti del personale. Perché? Ma perché anche quando si avrà il quadro esatto dei posti per i quali è stato bandito e poi interrotto, nel 2008, il concorso, bisogna vedere come quel numero si incrocia con le possibilità di assunzioni dell'Ateneo e come impatta con i fondi disponibili. Anche per quelli legati al premio di 5 milioni stanziato per l'Alma Mater siamo in attesa di chiarimenti ». LA DIFFICOLTÀ di avere un quadro sinottico chiaro delle prove concorsuali che vengono rimesse in pista dal ministero deriva anche da un altro elemento, aggiunge il preside di Medicina e Chirurgia, il professor Sergio Stefoni: «Bisogna guardare, caso per caso, in quale fase del suo iter era il concorso quando è stato congelato: è una ricognizione che faremo nei prossimi giorni e che comunque richiede un po' di tempo». «Ogni volta che si chiarisce il quadro normativo aggiunge Depolo noi siamo contenti, però va tenuto presente che non sono tempi facili dal punto di vista dei finanziamenti, e in particolare, non sono facili dal punto di vista delle risorse dedicate all'ampliamento del settore del personale». L'ok dal Consiglio di Stato e dall'Avvocatura dello Stato , a livello nazionale, è stato però dato: 1.800 concorsi in tutta Italia - per la maggior parte relativi ad associati e ordinari - si rimetteranno in moto in autunno. I candidati rimasti incastrati', ovviamente, sono finalmente usciti dalla sindrome che coniugava depressione e rabbia, mentre gli aspiranti ricercatori cercano di capire se l'ultima novità introdotta dalla Gelmini (titoli scientifici valutati uno per uno , non giudizi sul complesso della produzione) sarà per loro un vantaggio o una difficoltà in più.

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zimbello d'Europa Se siamo in poche migliaia che leggiamo gli unici 2 quotidiani che dicono ... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

zimbello d'Europa Se siamo in poche migliaia che leggiamo gli unici 2 quotidiani che dicono la verità (l'Unità e Repubblica) pubblicando anche le recensioni dei maggiori quotidiani europei, svegliamoci e portiamo nelle cassette postali degli italiani dei volantini riguardanti appunto le suddette recensioni. Così forse faremo vera informazione! Siamo diventati lo zimbello dell'Europa. Luciano (maslianico-chiasso, como) gelmini e il merito Ministra Gelmini lei che, giustamente,sostiene il merito dei professori, perché per l'esame di avvocato ha scelto Catanzaro? Forse perché lì a quel tempo passava il 94% degli iscritti mentre a Brescia, sua residenza, erano bocciati 2 candidati su 3? Gaia Pd, approfittane Pd, "Agitarsi" fa bene se poi parli con una sola voce. "Mescolarsi" fa male, vedi Pdl, che nato azzurro è diventato verde e ora sta scolorando sempre più al sud. Approfittane perché credo che hai una grande occasione. Gina nostalgia di enrico Sono un ex Pci, ex Pds, ex Ds e adesso sono iscritto al Pd ma senza entusiasmo, in questo momento ho molta nostalgia del nostro caro Enrico. Nella attualità non esiste un paragone. Pasquale (nuoro) berlusconi e l'aids Sono stati spesi e si spendono (certo molto meno con questo governo) dal ministero della sanità fior di quattrini per campagne di prevenzione e profilassi contro l'Aids. Cosa fa il nostro premier? Sbandiera il suo coraggio di vero uomo, affrontando rapporti sessuali senza preservativo, serie "il rischio è il mio mestiere"... Mario (Cagliari) tutti dalla stessa parte Giustamente la politica deve camminare con i tempi e variare con loro. Ma per favore ricordiamoci tutti di essere compagni. lucia46 sud svegliati Popolo del sud, questo governo ti pone ai margini? Sveglia! Tu smetti i panni del serbatoio di voti e indossa quello della protesta. Irene Ponti vada in ritiro Piuttosto che l'ennesima sceneggiata di un pellegrinaggio da Padre Pio, vada in penitenziale ritiro per alcuni mesi sul Monte Athos, dove non ci sono persone di sesso femminile... Giancarlo Ruggieri (Reggio Emilia)

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QUESTO primo passaggio della riforma universitaria fortemente voluta dal ministro Gel... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Luglio 2009 Chiudi di MAURIZIO COSTANZO QUESTO primo passaggio della riforma universitaria fortemente voluta dal ministro Gelmini, con i soldi distribuiti agli atenei secondo meritocrazia, ci è parso eccellente. Finalmente i contributi dello Stato vengono assegnati secondo un criterio che si potrà discutere ma non è un criterio di tipo clientelare. Auguriamoci che l'Università continui su questa strada e che, come il ministro Gelmini sa e condivide, si dedichino maggiori risorse alla ricerca e a chi, fra i laureati, alla ricerca vorrebbe dedicare la vita.

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Tutti a strapparsi i capelli per l'Università che finisce in serie B, ma intanto s... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 28 Luglio 2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI Tutti a strapparsi i capelli per l'Università che finisce in serie B, ma intanto scoppia la guerra dei soldi. E batte altre puntate pesanti quella sui precari che è legata a filo doppio ai quattrini, al bilancio e alle pagelle della Gelmini. Ma non solo visto che ormai i sindacati rompono il fronte. E, di fatto, mettono sullo stesso piano (cioè stilettate per tutti), la Gelmini, Brunetta e il rettore Bistoni. Li legano talmente tanto che annunciano lo stato di agitazione e oggi saranno al Rettorato per un volantinaggio di protesta. Naturalmente il motivo sono i soldi. Quelli che Bistoni, dicono Cgil, Cisl, Uil e Cisapuni/Snals, non vuol mettere sul piatto per le progressioni orizzontali, cioè mini promozioni all'interno dello stesso livello. Il nodo riguarda 950 amministrativi (all'Università sono 1200) ma i criteri con cui sono state individuate le promozioni ne terrebbero fuori cento. Fatti i conti il nodo è questo: 30-40 euro al mese (in media) in più in busta paga, cioè un milione di euro per le casse dell'università. «Quei soldi- spiega Letizia Pietrolata (Cisl)- ci sono perché fanno parte dei 2,4 milioni di euro del fondo per l'accordo decentrato 2009. Non si tratta di una spesa aggiuntiva. E non si capisce il perché il rettore Bistoni non voglia arrivare a un accordo. Non si capisce perché da una parte contestano i criteri che hanno fatto scivolare in classifica Perugia e dall'altra non fanno altrettanto per i provvedimenti sul personale». La guerra non è solo sulle cifre, ma anche su quanti, del personale tecnico e amministrativo, hanno la possibilità di accedere al bonus. L'Università era partita con il 70% del personale, il confronto con i sindacati ha allargato il campo all'88% ma l'amministrazione vuole che quei soldi arrivino dopo un concorso interno. Altro giro, altra lite. La vicenda dei precari non si sblocca, anzi la Babele dei paradossi rischia di mettere in ginocchio altri lavoratori dopo quelli mandati a casa a giugno. La soluzione tampone dà la possibilità di uno stipendio fino al 30 settembre ai cosiddetti "sine die", i precari che hanno la promessa di essere assunti quando si libereranno i posti in pianta organica. Cioè hanno contratti senza scadenza. Bistoni si è impegnato a tenere in vita quei rapporti di lavoro fino a fine anno. Poi? Tutti ad aspettare le pagelle della Gelmini, lo schiaffo preso da Perugia getta ombre pesantissime sulle loro stabilizzazione. E gli altri? C'è chi andrà a casa con i prossimi contratti in scadenza a partire dal 5 di agosto. Una situazione esplosiva per gli amministrativi a cui si aggiunge quella degli ex agricoli per cui c'è la possibilità di trovare soluzioni per 10 posti (meno della metà necessari) per il prossimo anno e il resto nel 2011. Sui precari si muove la Fcl- Cgil che ha chiesto a Bistoni un vertice immediato. «E' logico -spiega Francesco Ceccagnoli- che dopo le decisioni della Gelmini la situazione è ancora più difficile per tutti i precari dell'Università, ecco perché chiediamo subito un incotnro col rettore.». Sulla bocciatura del Miur, intanto, intervengono il sindaco Wladimiro Boccali («Non è certamente un bel regalo quello che il governo ha fatto all'ateneo di Perugia all'indomani del suo settecentesimo compleanno, la scelta è discutibile») e il capogruppo del Prc in Regione, Stefano Vinti («le misure del governo sono inaccettabili»).

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Scuola, il Tar boccia il ministero I prof possono cambiare i libri (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 28/07/2009 - pag: 17 La decisione Scuola, il Tar boccia il ministero I prof possono cambiare i libri ROMA Sembrava una cosa acquisita: per 5 anni con grande sollievo delle famiglie non si cambiano i libri di testo. Niente da fare. La circolare Gelmini secondo il Tar del Lazio lede, almeno in un punto, la libertà d'insegnamento (e di adozione). Quindi addio blocco. Ogni nuovo docente avrà la facoltà, «seppure motivatamente», di cambiare il libro di testo adottato dal collega. Naturalmente a maggio, quando scatteranno le procedure di adozione, non a settembre.

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Il provveditore ai presidi Famiglie più povere stop alle gite costose (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 28/07/2009 - pag: 49 Crisi La scuola ha annunciato la sforbiciata sugli insegnanti per il prossimo anno. I sindacati fanno i conti con l'occupazione lanciando un nuovo allarme Il provveditore ai presidi Famiglie più povere stop alle gite costose Tagliati oltre 4 mila docenti. «Ma disagi limitati» I tagli ci sono. E bisognerà tenerne conto. Quasi cinquemila professori in meno in Lombardia: da 101.823 del 2008/09, a 96.948 del prossimo anno. In pratica 4.874 posti in meno. Un «salasso gestibile» per il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio che rassicura insegnanti, genitori e sindacati: «Non ci saranno ripercussioni sulla qualità della scuola lombarda». Colosio garantisce che entro la prossima settimana sarà definito «un piano di ridistribuzione degli organici », anche grazie alla possibilità offerta dal contratto di lavoro di «aumentare le ore settimanali di lavoro dei professori per sopperire a eventuali carenze o supplenze». In questo modo in Lombardia saranno recuperati 780 posti e altri 260 destinati ai progetti per gli stranieri: «Il saldo sarà meno pesante con meno di 4 mila tagli». Certo, i sacrifici non saranno una passeggiata, come temono ora i sindacati. Ma per il direttore dell'Ufficio scolastico regionale si tratta di un processo invitabile in tempi di crisi. Certo, la crisi. Quella lontana delle banche, dei crolli immobiliari, dei dividendi; e quella vicina degli operai cassintegrati, dei bancari licenziati, dei precari. Il crac delle famiglie, di cui ora si dovrà tener conto. Da qui l'invito, o meglio la direttiva ai presidi milanesi affinché se ne tenga conto quando si programmeranno i «viaggi studio». «Forse i professori hanno sentito meno gli effetti della crisi, ma non dimentichiamoci che molti dei nostri alunni sono figli di cassintegrati o precari commenta Colosio . Pensare a gite scolastiche da 400 o 500 euro, magari le famose 'settimane bianche' di qualche liceo, significa mettere in difficoltà molte famiglie. E così si finisce per fare discriminazioni per censo». Quanto il richiamo del provveditore regionale sarà rispettato lo si vedrà, nei fatti, solo a ridosso della fine del primo quadrimestre. Tornando ai tagli, Colosio non esclude di «sforare» il tetto agli organici imposto dal ministro Mariastella Gelmini. «Ho ribadito che la nostra priorità è la qualità, quindi sia chiaro che non chiuderemo nessuna scuola per mancanza di personale. Ma le carenze dovranno essere ben motivate: nessun intervento 'a pioggia'». Il sistema lombardo in questi anni è stato uno dei pochi a rispettare in maniera «severa» i tagli imposti dal governo: «Vorrà dire che per un anno non saremo virtuosi, ma poco conta. Visto che ci sono regioni che da decenni non rispettano i parametri». La Lombardia ha un rapporto di un insegnante ogni 18 alunni, contro la media nazionale di uno a nove. Cesare Giuzzi

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volterra importa studenti per salvare il classico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Volterra importa studenti per salvare il Classico Borse di studio offerte ai giovani "stranieri". Ma tutti i ginnasi sono sempre più in crisi VOLTERRA. A Volterra sono solo 14 gli iscritti alla quarta ginnasio, la prima del liceo classico: troppo pochi secondo la falce della riforma Gelmini. «Forse con venti ce la possiamo fare», sperano al Carducci. Intanto il Comune sta cercando di "importare" da fuori zona i liceali della salvezza, con il piano-salvagente di 12 borse di studio. «Il costo di copertura totale dei 12 assegni da dare a chi si vorrà iscrivere - dice il sindaco Buselli - è di 84mila euro, la Cassa di risparmio si è resa disponibile a contribuire per circa la metà e tante istituzioni hanno dato qualcosa. Con questi soldi saranno coperte le spese di iscrizione, acquisto libri, trasporto, vitto, alloggio, tutoraggio». Il termine per le domande scade il 31 luglio. SUGGI A PAGINA 13

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al ministro: concorsi irregolari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pisa Al ministro: concorsi irregolari Si chiede una verifica sui criteri e le modalità Alcuni passaggi non rispetterebbero il decreto Gelmini PISA. I ricercatori precari di Pisa hanno scritto una lettera al ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, al direttore generale per l'Università, Marco Tomasi, e al rettore dell'Università di Pisa, Marco Pasquali. L'oggetto della lettera sono proprio i bandi degli incarichi di insegnamento pubblicati dall'Università di Pisa. I precari sostengono che i bandi sono irregolari e chiedono una verifica. «Segnaliamo - si legge nella lettera - che i bandi per il conferimento di incarichi di insegnamento pubblicati dall'Università di Pisa, con decreti rettorali... relativi rispettivamente alle Facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze matematiche fisiche e naturali, Lingue e Letterature straniere, Farmacia presentano profili di irregolarità in quanto non conformi al dettato del decreto ministeriale 08/07/08, che ai sensi dell'art. 1, comma 10, della legge n. 230/2005, disciplina "Criteri e modalità per il conferimento da parte degli Atenei di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti"». Nella lettera si segnala che «relativamente ai criteri e modalità di selezione, il decreto richiede agli atenei di assicurare la pubblicità degli atti, mentre i bandi in oggetto, all'art. 3, non garantiscono pienamente tale pubblicità, in quanto essi prevedono che le domande di ammissione debbano pervenire "entro il termine perentorio di dieci giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di affissione all'Albo ufficiale di Ateneo" e "la data di presentazione delle domande è stabilita dal timbro e data di protocollo generale di entrata dell'Università di Pisa"». Inoltre, il decreto «stabilisce che i bandi debbano indicare i criteri in base ai quali deve essere effettuata la valutazione comparativa delle pubblicazioni scientifiche e del curriculum complessivo dei candidati, mentre i bandi in oggetto, all'art. 4, non contengono alcuna indicazione specifica in materia, menzionando soltanto in termini generici la "valutazione di precedenti esperienze didattiche", l'"esame della produzione scientifica" e "la ponderazione dei titoli di formazione post-laurea"». Si solleva anche il caso delle mansioni. Il decreto «richiede che i regolamenti disciplinino con precisione le mansioni... mentre i bandi rimandano al regolamento didattico di ateneo».

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Mediatori per casooperano in Questura (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 28-07-2009)

Argomenti: Scuola

Mediatori per caso operano in Questura Torna l'incubo chiusura facoltà per Ragusa. Sembra infatti che Giurisprudenza per il prossimo anno accademico non possa essere attivata a Ragusa. Ne sarebbe già convinto l'Ateneo di Catania come viene denunciato, con una nota inviata ieri mattina, da Paolo Pavia, rappresentante degli studenti nel consiglio della facoltà di Lingue. Secondo Pavia “l'accordo siglato a Roma nelle settimane scorse non ha messo la parola fine alla vicenda che rischia di far arenare il polo universitario ragusano. La sostanza delle richieste dell'Ateneo nei confronti del Consorzio non è mutata – dichiara ancora Pavia – ed ecco che l'obiettivo di mantenere solo due facoltà nella nostra città, così come da sempre dichiarato dal rettore, diventa possibile con l'aiuto del preside di Giurisprudenza. Questi ha infatti dichiarato in Senato Accademico, che ha fatto propria volontà di lasciare Ragusa a partire dall'anno accademico 2010-2011, a prescindere dal fatto che il Consorzio renda disponibili le risorse finanziarie richieste. Così resterebbero solo la Facoltà di Lingue e Agraria. Tuttavia anche la nostra presenza a Ragusa è a rischio. Non dubito - conclude Pavia - che da parte del Consorzio l'attenzione sarà massima, ma voglio sottolineare che il tempo delle promesse è finito. Continuo a pensare che non sia ancora ora di suonare le campane della vittoria, almeno fino a quando non potremo contare su risorse adeguate e certe. Mi auguro che ciascuno faccia con impegno la propria parte”. Intanto ieri mattina se n'è parlato proprio a Ibla nel corso di un incontro all'Università. Per il presidente del Consorzio Universitario, Giovanni Mauro, non è ancora realmente presente il rischio di chiusura per il corso di laurea di Giurisprudenza a partire dall'anno accademico 2010-2011, quando entreranno in vigore i requisiti previsti dalla 270. “Tutto è condizionato all´adeguamento al decreto Gelmini dei fondi economici a nostra disposizione - spiega Mauro - ma il futuro di Giurisprudenza dipende in primis dal Consorzio, non dall'ateneo di Catania, con il quale potremmo anche decidere di chiudere il rapporto, proseguendo il corso di laurea in giurisprudenza con qualche altra università. Le prossime settimane contribuiranno a fare chiarezza sull´entità dei fondi che ci saranno destinati e, anche in base a ciò, decideremo il da farsi ma, lo ripeto, giurisprudenza non chiuderà”. Si sta cercando adesso di comprendere quali siano i fondi realmente a disposizione del Consorzio universitario, se cioè riuscirà a soddisfare con certezza le richieste del Senato Accademico per garantire le tre facoltà pattuite anche a seguito dell'accordo siglato al Ministero della Pubblica istruzione. Michele Barbagallo

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E la Gelmini assume seicento presidi del Sud (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Retroscena Gli idonei sono per metà campani E la Gelmini assume seicento presidi del Sud ROMA Sono 647 i nuovi presidi che inizieranno a lavorare nelle scuole da settembre. Da tempo non c'era un ingresso di queste dimensioni. E se si va a guardare la tabella degli idonei pubblicata sul sito dell'Associazione nazionale presidi, è facile capire i motivi del mal di pancia della Lega. Gli idonei sono per metà campani (346). Poi pugliesi (147), siciliani (135) e calabresi (91). Insomma, quasi tutti meridionali. Inoltre, in almeno 12 regioni non esistono dirigenti ancora in graduatoria da sistemare. A questo va aggiunto che ad esempio in Sicilia o Puglia almeno 6 dirigenti su 10 hanno conquistato l'idoneità vincendo un concorso non ordinario ma riservato, che in molti casi prevede il semplice superamento di una prova d'ingresso per un corso di formazione. Da settembre quindi ci sarà una distribuzione a pioggia di presidi meridionali che cascherà un po' su tutte le scuole d'Italia ma soprattutto al nord. Ed è per questo che a Vicenza due settimane fa, con una mozione bipartisan, hanno intimato l'alt all'arrivo di dirigenti del sud. Sotto accusa c'è innanzitutto un concorso bandito nel 2004: numero di posti assegnato a ciascuna regione e un 10% in aggiunta di idonei da lasciare in lista d'attesa. Ma qualcuno al sud ci avrebbe provato, mettendo in lista più concorrenti: che ora sarebbero tutti da sistemare. Al nord, invece, hanno inserito nelle graduatorie di merito soltanto il numero di dirigenti previsto dal concorso bandito. E poi ci sono le sanatorie decise dal governo Prodi. La prima è stata inserita nella Finanziaria 2007, la seconda in un emendamento al decreto milleproroghe del febbraio 2008. In due colpi si faceva cadere il limite del 10% di idonei che potevano essere aggiunti alle liste, e quindi si dava via libera alle irregolarità delle regioni che avevano «sforato». Si eliminavano le barriere poste alla immissione in ruolo di dirigenti anche in regioni diverse da quelle dove erano stati banditi i concorsi. E, infine, si decideva che le graduatorie dovevano essere a esaurimento e, dunque, entravano i dirigenti fino ad aver terminato i nomi in graduatoria. Questo il meccanismo che ha portato al malcontento di molte regioni del nord. Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, parla con chiarezza: «Si è verificato un concorso di circostanze che ha modificato in corso d'opera le norme che regolavano l'espletamento dei concorsi. In Italia le selezioni possono durare anche 3 o 4 anni: c'è da augurarsi che non accada più che le regole vengano cambiate per rispondere alle pressioni di lobby appartenenti a schieramenti politici di ogni colore». \

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Scuola: il "merito" non si misura, l'efficienza sì (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola: il "merito" non si misura, l'efficienza sì Paolo Fasce Si susseguono sulle pagine del "Secolo XIX" le opinioni di firme prestigiose che discettano sul mondo della scuola. Hanno espresso le proprie idee l'assessore alla Cultura del Comune di Genova, Andrea Ranieri ("Fortunati quei Paesi dove non si boccia nessuno", 16/7/2009), che mette in contrapposizione la scuola della meritocrazia a quella della democrazia. Poi è venuto il turno di Enrico Musso ("Chi ha paura della scuola fondata sul merito", 18/7), senatore del PdL, ma anche docente universitario, che in estrema sintesi si compiace del "giro di vite" emerso dall'aumento del numero delle bocciature agli esami di Stato di quest'anno. Infine Giorgio Bertone ("Meritocrazia a scuola, un'operazione di facciata", 21/7), ordinario di Letteratura italiana all'Università di Genova, che addebita alla sinistra l'abolizione degli esami di riparazione e una certa schizofrenia, avendoli invece il ministro Fioroni reintrodotti, e denuncia una contraddizione non riuscendo a individuare un criterio meritocratico in base al quale l'avvocato Mariastella Gelmini abbia potuto assumere il ruolo di ministro. Non affonda però in pieno la sua lama retorica, avendo dimenticato di citare il fatto che il titolo professionale dell'attuale ministro dell'Istruzione è stato conseguito in un concorso svolto a Reggio Calabria, sede preferita a quella più selettiva di casa propria. Per amor di verità, gli esami di riparazione furono cancellati dal ministro D'Onofrio negli anni Novanta, primo governo Berlusconi. Vorrei tuttavia inserirmi in questo interessante dibattito per una parola che provenga direttamente dall'interno mondo della scuola. Sul tema del merito, mi permetto una digressione matematica. Il concetto di "merito" presuppone di pensare a una possibile misurazione che traduca le molte variabili in gioco, in un'unica scala che le condensi tutte e ci consenta di stabilire chi è"più elevato in grado". Questo modo di procedere è dettato dal buon senso, ma un qualsiasi matematico sa che determinare una relazione d'ordine quando le variabili diventano appena due è impossibile. Ne consegue che tutti possiamo utilizzare la parola "merito", ma nessuno sarà mai in grado di misurarlo. Il concetto, tuttavia, non è ignoto alle masse, quando si tratti di valutare il merito di un calciatore (meglio Maradona o Pelè), di un comico (meglio Totò o Govi?) o di un attore (meglio Gassman o Mastroianni?). E tuttavia è legittimo aspettarsi dei diplomati che abbiano requisiti minimi in ciascuna disciplina e capacità conseguenti. Le indagini internazionali danno di certo un quadro, che non tutti conoscono e che spesso vengono distorte. Mi si consenta di evocare argomenti che dovrebbero, ciascuno, fornire spunti per doverosi approfondimenti. ? Quali modelli offre la società nella quale ci muoviamo? Ha senso pensare che i giovani d'oggi abbiano altri punti di riferimento (a torto o ragione)? ? La scuola di oggi si è trasformata davvero in senso organizzativo e didattico, oppure ripete passivamente meccanismi obsoleti, incapaci di affrontare la realtà odierna? ? Quale spazio è dato all'uso consapevole delle tecnologie nella didattica (non parlo di qualche presentazione in Power Point, ovviamente)?. ? Quale valore è percepito dagli studenti che lavorano e studiano in ambienti fatiscenti? ? Quale influenza ha sulla motivazione la continua svalorizzazione che emerge dai media e nei conflitti tra genitori e corpo docente? ? C'è modo di semplificare il lavoro dei consigli di classe e delle commissioni degli esami di Stato che passano una significativa parte del proprio tempo a curare la forma, onde evitare che un ricorso vanifichi il loro lavoro nella sostanza? ? Che valore viene dato alla continuità dell'insegnamento dove quasi un insegnante su cinque è precario e anche gli insegnanti "di ruolo" cambiano spesso sede per avvicinarsi a casa ("assegnazioni provvisorie") o, vincolati alle 18 ore, insegnano geografia e italiano in prima, storia e latino in seconda, italiano in terza, latino in quarta... ? Quale ruolo giocano i dirigenti, selezionati rigorosamente nei concorsi regionali del nord e dichiarati idonei a centinaia in quelli del centro sud, poi gestiti in ambito nazionale e non regionale? Stessa cosa, spesso, anche per gli insegnanti. Tutti noi siamo passati dall'esperienza scolastica, lo faranno anche i nostri figli e i nostri nipoti. Affrontare questi nodi coscienziosamente e in maniera rispettosa della verità, senza dogmi preconcetti, pare doveroso da parte di tutti. Paolo fasce è giornalista, ingegnere elettronico e insegnante, portavoce del Comitato Precari Liguri della Scuola. 29/07/2009

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La Lega: licenza padana per chi insegna al nord (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

La Lega: licenza padana per chi insegna al nord spaccatura della maggioranza in commissione cultura Il Carroccio provocachiedendo un esame di dialetto, il Pdl blocca i lavori. Fini: «Rispettiamoi limiti della Costituzione» 29/07/2009 roma. I titoli di studio degli insegnati italiani? Secondo la Lega «non garantiscono un'omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono affatto una garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante». Per gli aspiranti professori - secondo la deputata del Carrocio Paola Goisis - sarà invece decisiva «la conoscenze della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si intende insegnare», anche perché«non è affatto possibile che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale». La Lega, insomma, torna alla carica con una richiesta in commissione Cultura della Camera, provocando lo stop momentaneo dell'esame della riforma della scuola. Una richiesta tanto pericolosa quanto semplice: in pratica, il Carroccio vuole che ci siano criteri "padani" di selezione degli insegnanti al nord. Proposta bocciata dal resto della maggioranza che ha subito puntato i piedi dopo l'ennesima provocazione. E ora potrebbe scattare un vero e proprio braccio di ferro tra il Pdl e il Carroccio. Il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), ha così sospeso la seduta del comitato, chiamando in causa direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega si è opposta. E via con i litigi: a tal punto da far uscire allo scoperto il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Durante l'esame della riforma la prima commissione e l'aula valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale - ha detto Fini -. Si tratta di questione che non può essere opinabile ma che deve essere soltanto riferita a quel che c'è scritto nella Carta». Più duro il capogruppo Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni: «La proposta di inserire un test per i professori dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare è l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del territorio di provenienza». «L'istruzione - ha continuato Ghizzoni - è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto "nordista"». «Sulla scuola la maggioranza è in fibrillazione ed è profondamente divisa al suo interno», ha continuato Ghizzoni. « Questa storia del test ha creato forte scompiglio e numerosi distinguo tra Lega e Pdl, tanto da portare alla sospensione dei lavori. Si tratta di una profonda spaccatura, non solo sui temi della scuola: come farà Berlusconi a soddisfare contemporaneamente le pressanti pretese del partito del nord e quelle del nascente partito del sud?» si chiede Ghizzoni mentre nel centrodestra si cerca di gettare acqua sul fuoco. A cominciare da Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Popolo della Libertà, che ha affermato in una nota: «Non esistono ragioni di divisioni sui problemi della scuola fra il Pdl e la Lega. Prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'Università e quella sui licei». Polemica sedata? Non proprio. Goisis ha continuato per la propria strada: «Noi della Lega avevamo presentato una nostra proposta di legge di riforma della scuola. Ma non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato all'esame della Commissione Cultura. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che a un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». La giornata era iniziata sempre all'insegna della polemica con le richieste di chiarimento, da parte del Pd, sul rischio licenziamenti a scuola, tramite un'interrogazione parlamentare: «Alla vigilia del nuovo anno scolastico il ministro Gelmini faccia chiarezza su quanti sono i docenti di ruolo che perderanno la cattedra e quanti supplenti già in servizio non saranno riassunti a causa dei pesanti tagli fatti con la legge 133 del 2008 e la successiva finanziaria, ai quali si è aggiunta la riduzione di 600 milioni per gli incarichi a tempo determinato». «I tagli del governo - ha spiegato il Pd - riguardano per il prossimo anno 42.102 posti di docente e dirigente scolastico e 15.167 posti di personale Ata». «Il governo, come chiesto dalle organizzazioni sindacali del settore, assuma al più presto iniziative in favore del personale già in servizio e che a causa dei tagli rischiano di perdere lavoro», ha concluso il Pd. 29/07/2009

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Università, nuovi progetti malgrado i tagli (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Università, nuovi progetti malgrado i tagli Istruzione L'amarezza del rettore Cannata per le misure imposte dal decreto Gelmini CAMPOBASSO Rispettare i programmi e gli impegni assunti ma certamente si appella alla responsabilità della Regione che già collabora abbastanza con l'Ateneo molisano e alla collaborazione del sistema industriale produttivo e finanziario locale. L'Università del Molise dopo i tagli economici del ministro Gelmini alle Università italiane e quindi a quella del Molise quantificabile per quest'ultima in circa 700 mila euro, se venissero rispettati gli stessi criteri dello scorso anno, non si fascia la testa ma certamente lancia una serie di appelli criticando aspramente il metodo adotatto dal Governo e quindi nello specifico dalla responsabile al dicastero dell'Università. Ma allo stesso tempo rassicura, quindi, i propri studenti iscritti e quelli che verranno ad immatricolarsi in Molise «Non accettiamo in alcun modo il metodo adottato nella valutazione delle Università e quindi del nostro Ateneo, non condividiamo la trasparenza dei criteri presi in considerazione, alcuni addirituura calati in periodi passati riferiti agli anni precdenti - ha detto il rettore prof. Giovanni Cannata - Ovviamente noi ci apprestiamo ad assicurare almeno per quest'anno gli stessi servizi agli studenti grazie ad alcuni premialità e risparmi accumulati negli anni, dal prossimo anno, però, dovrenmo riconsiderare alcuni di essi e quindi ripensare con la Regione a sostegni e diversa partecipazione. Abbiamo improntato la nostra programmazione e bilancio in modo serio, il nostro è un servizio pubblico che va aiutato dalle istituzioni locali». L'Università del Molise quindi non toglierà nulla alla sua attività formativa. Manterrà gli stessi corsi dello scorso anno pur trovandosi nella zona «rossa» penalizzata dalla Gelmini che fa parte di quell'Italia che va dall'Umbria in giù. Al contrario ci saranno alcuni corsi di specializzazione in più già previsti e l'aumento dei posti alla facoltà dio Medicina che dai 50 dei primi due anni sono passati per l'anno accademico 2009-2010 a 75. Al.Cia.

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Brunetta supera tutti, piace la battaglia per la meritocrazia (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Brunetta supera tutti, piace la battaglia per la meritocrazia Bocciata la Lega polemica. In calo Bossi e Calderoli La guerra contro i fannulloni e la ventata di meritocrazia portata nella pubblica amministrazione, premia il ministro Renato Brunetta. Il sondaggio Crespi non fa altro che esprimere con i numeri quella che è una popolarità acclarata. Il giro di vite contro le sacche di inefficienza e la battaglia condotta per restituire agli statali un ruolo centrale nel Paese, è stata apprezzata ad ampio raggio a cominciare dai diretti interessati. Nella classifica della fiducia ai ministri Brunetta è al top e la sua popolarità non è stata nemmeno scalfita da quell'ondata di pessimismo che ha travolto il governo nel momento in cui è esploso il sexy-gate. Così a giugno la fiducia verso il ministro della Pubblica amministrazione era al 55% per poi salire al 57% a luglio. Va bene anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Avrebbe dovuto essere penalizzato per gli attacchi alle misure sulla giustizia e le intercettazioni e invece l'elettorato marcia in modo contrario a quello che vorrebbe il centrosinistra. A giugno e luglio si mantiene stabile al 50% e nell'ultima settimana del mese sale di un punto percentuale. Viene promossa l'azione del ministro degli Esteri Franco Frattini; da giugno è in crescita e a fine luglio sale dal 49% al 50%. L'intervento sulle pensioni penalizza il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che dal 50% mantenuto per tre mesi consecutivi, a fine luglio è sceso al 49%. Il «guardiano dei conti pubblici», Giulio Tremonti, si mantiene stabile al 49%; è il segnale che il rigore comunque è stato apprezzato, come pure il fatto di aver affrontato la crisi economica senza aumentare la pressione fiscale. La politica di rilancio del nucleare premia il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. che dal 46% di giugno sale al 47% di fine luglio. Nella squadra femminile aumentano i consensi per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Anche lei come tutto il governo ha un momento critico a giugno con un calo dal 51 al 48% ma poi risale al 49% e a fine luglio si colloca al 50%. Leggere oscillazioni nella popolarità della responsabile delle Pari Opportunità Mara Carfagna che comunque rimane nel gruppo dei ministri che riceve maggiori consensi. A maggio era al 49% e a giugno, in controtendenza con gli altri colleghi, sale al 50% per poi ridiscendere al 49% a fine luglio. Continua a essere oggetto di polemiche la politica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Dal 50% di maggio scende al 49% di giugno e poi al 48% di fine luglio. Giorgia Meloni (Politiche giovanili) oscilla tra il 47 e il 46% mentre Michela Brambilla (Turismo) è da tre mesi fissa al 35%. Non giovano le polemiche alla Lega. Fare il bastian contrario e mettere a rischio la compattezza della maggioranza, non sono apprezzati dall'elettorato. Umberto Bossi è in calo del 2% dal 47 al 45%. In discesa pure Roberto Calderoli dal 37 al 35%. L.D.P.

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"scuola, test-dialetto per i prof" la lega spacca il centrodestra - carmelo lopapa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Interni "Scuola, test-dialetto per i prof" la Lega spacca il centrodestra Riforma bloccata. Fini: rispettare la Costituzione Storia, idioma e tradizioni locali per oltrepassare i confini della Padania e insegnare CARMELO LOPAPA ROMA - L´ultima della Lega è il test di dialetto per i prof. Storia, tradizione e idioma locale per poter varcare i confini della Padania e insegnare in una regione del Nord (e così per quelle meridionali). Laurea, corsi e graduatorie non bastano, «spesso comprate». La proposta viene avanzata nel bel mezzo della discussione della riforma della scuola in commissione Cultura della Camera. E provoca la frattura nella maggioranza, lo stop ai lavori e il richiamo del presidente della Camera Gianfranco Fini: «Si rispettino i valori della Costituzione». Col Pd che accusa: «Incursioni ideologiche dal sapore nordista». L´iniziativa della leghista Paola Goisis è seria, benché provocatoria. In commissione la illustra così: «Insisteremo fino alla fine. Ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori, ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione». Un test, dunque, per verificare «il livello di conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione» in cui il docente desidera insegnare. I titoli di studio? In secondo piano, anche perché, sentenziano i leghisti, «non garantiscono omogeneità e spesso risultano comprati». La tesi è sempre la stessa: «Non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale». E fa il paio con la proposta di pochi giorni fa di uno sbarramento per i presidi meridionali. Va detto che la riforma, che porta il nome della presidente della commissione Aprea, prevede già l´istituzione di un albo regionale dei docenti, sebbene senza test. Contempla tra l´altro la possibile trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni con partner pubblici e privati, nuovi organi quali cda e nuclei di valutazione dell´efficienza, un cursus honorum: docente iniziale, ordinario ed esperto. Di fronte all´exploit leghista, il Pdl in commissione si irrigidisce. Già una preriunione informale finisce con un mezzo scontro tra piediellini e Carroccio. «La riforma è molto avanzata. Ma una norma come quella, scritta male, rischia di renderla incostituzionale» avverte Fabio Granata, finiano, in commissione Cultura. Sono scintille soprattutto tra Valentina Aprea e la Goisis. La presidente sospende il comitato dei nove che sta esaminando il testo e rimanda tutto alla conferenza dei capigruppo. Il caso approda in aula, sollevato da Emilia De Biasi del Pd. Il presidente Fini assicura: sarà garantito «il pieno rispetto dei principi fondamentali della nostra Costituzione». Cicchitto del Pdl prova a gettare acqua sul fuoco («Nessuna divisione con la Lega»), il ministro Gelmini precisa che quanto accaduto non interferisce con i provvedimenti già adottati sulla scuola. Ma la riforma subisce uno stop. «Ennesimo tentativo di inserire norme incostituzionali che discriminano sulla base della provenienza» attacca la capogruppo Pd in commissione, Manuela Ghizzoni: «Pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista».

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"giulio, me ne fai tante ma ti voglio bene" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Interni Paralleli col passato Scambio di battute sui tagli tra il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini e Tremonti alla Camera "Giulio, me ne fai tante ma ti voglio bene" ROMA - «Me ne fai tante. Ma lo sai che ti voglio bene». Proprio come una coppia di innamorati che, nonostante tutto, non riescono a lasciarsi. Ma stavolta i protagonisti sono due membri del governo. Lei, Mariastella Gelmini, ministro dell´Istruzione. Lui, Giulio Tremonti, ministro dell´Economia. E tra di loro non c´è una storia d´amore ma questione di fondi, finanziamenti, risparmi e percentuali. Ieri erano entrambi alla Camera per la votazione del decreto anticrisi. E in un clima scherzoso si sono ritrovati a fare capannello nei corridoi di Montecitorio insieme ai colleghi Paolo Romani (vice ministro dello Sviluppo economico), Maurizio Lupi (vicepresidente della Camera) e il deputato Maurizio Bernardo, autore del contestato emendamento sulla Corte dei Conti che sta scatenando tante polemiche tra i magistrati. Un clima allegro tanto che la Gelmini si è avvicinata al titolare del Tesoro per comunicargli affettuosamente le sue rimostranze: «Me ne fai tante - gli ha detto - ma lo sai che ti voglio bene. Non riesco ad odiarti. Forse ho la sindrome di Stoccolma». Che è il termine utilizzato dagli psicologi per spiegare il sentimento di affetto che le vittime di un sequestro possono manifestare nei confronti del proprio rapitore. La Gelmini faceva riferimento ai risparmi stringenti richiesti dal ministero dell´Economia e che le hanno attirato critiche dall´opposizione e dal mondo della scuola per la sua riforma. (m.fv.)

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i "sudisti" e lo sfogo di tremonti sul jet "silvio, devi mettere a posto miccichè" - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Interni I "sudisti" e lo sfogo di Tremonti sul jet "Silvio, devi mettere a posto Miccichè" Il Cavaliere chiama la Gelmini: "Ci penso io a convincere Bossi" Il ministro: non sopporto Micciché Dopo l´altra grana sulla scuola lo sfogo del premier Fini parla con i suoi e bolla come "ambigua" la posizione leghista sulla missione FRANCESCO BEI ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla pista di Linate. Diretti a Roma, dove si voterà il decreto anticrisi, si accomodano nel salottino di prua Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e altri ministri come Roberto Calderoli e Michela Brambilla. Sopra il Tirreno la discussione entra nel vivo e si parla dei soldi per il Mezzogiorno, una sostanza pericolosa da maneggiare visto le crepe che si sono aperte nel governo e nella maggioranza. Come se non bastasse l´offensiva del partito del Sud, ieri il Carroccio è ritornato all´attacco - dopo il «tutti a casa» sull´Afghanistan - con la proposta shock di introdurre test di dialetto ai professori. Ma sull´Airbus presidenziale questa ennesima bomba ancora non è scoppiata. Tremonti è una furia e, in alta quota, si scaglia contro Gianfranco Micciché, il regista dei vespri siciliani del Pdl. «Adesso basta - alza la voce il ministro dell´Economia - spetta a te Silvio rimetterlo al suo posto. Io non ci sto a essere insultato in questo modo, non ci sto a passare per quello che strangola i meridionali. Farlo ministro del Sud poi... ma a chi è venuta l´idea?». Tremonti è un fiume in piena: «Io ti do la massima disponibilità a fare tutto quello di cui c´è bisogno, ma non possiamo non tener conto di quello che è già stato fatto e non è poco. E poi, presidente, abbiamo la terribile esigenza di ridurre il debito pubblico». Umberto Bossi annuisce alle tesi del ministro dell´Economia, ma non vuole alimentare una dialettica Nord contro Sud e non si mette di traverso rispetto all´idea di un Piano per il Mezzogiorno. «Se i fondi vengono spesi per delle opere concrete e non regalati a pioggia - sentenzia infatti il Senatur - per noi va bene». A questo punto il Cavaliere prende la palla al balzo e chiude il capitolo: «Giulio con Micciché ci ho già parlato io, stai tranquillo. è tutto sotto controllo, la cosa è già rientrata». L´idea del Cavaliere sarebbe infatti quella di accontentare il ribelle siciliano con un incarico ad hoc nel partito, qualcosa come coordinatore di una costituenda "Consulta per il Mezzogiorno", che ne faccia una sorta di proconsole in Sicilia. Non solo. Per domani sera, dopo averli chiamati uno ad uno personalmente, Berlusconi ha organizzato una cena con i dissidenti "sudisti" che hanno votato alla Camera un ordine del giorno contro il parere del governo. Una tattica per sopire, per ora con le maniere gentili, l´accenno di rivolta dentro i gruppi parlamentari. Un´insubordinazione che ha colpito molto il Cavaliere, così come lo ha preoccupato vedere che anche ieri alla maggioranza sono mancati decine di voti sul decreto anticrisi. «Ma chi erano quelli che non ci hanno votato?», ha sussurrato preoccupato alla buvette al capogruppo Cicchitto, «erano solo dell´Mpa o anche nostri?». Oggi intanto pranzo di lavoro tra Berlusconi e i ministri Tremonti, Matteoli, Scajola, Fitto e Prestigiacomo sul "Piano per il Sud" annunciato dal premier dopo gli ultimatum di Micciché. «La mia parte di proposte - raccontava ieri in Transatlantico Altero Matteoli - l´ho già messa su carta e domani la consegno a Berlusconi». Tutto ruota intorno allo sblocco dei residui fondi Fas e palazzo Chigi sta lavorando a un´ipotesi di compromesso: Tremonti aprirà la cassaforte e i fondi verranno trasferiti alle Regioni, ma solo per finanziare progetti vagliati dalla «cabina di regia» ministeriale a Roma. Prima di tutto però il ministro Fitto, che è diventato il principale antagonista di Tremonti in Consiglio dei ministri, chiederà al Tesoro una ricognizione sui mille rivoli della spesa pubblica al Sud. «è un ginepraio pazzesco - ha spiegato a un collega - in cui nessuno ha idea di quanti soldi siano già stati stanziati. Occorre un monitoraggio serio, altrimenti restano solo chiacchiere». «Ma noi - ha chiuso Fitto con una frecciatina a Tremonti - non siamo mica l´Aspen, siamo il governo del paese». Intanto, sulla scuola, un´altra grana è esplosa nella maggioranza a causa della Lega. E Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini, ha confortato la ministra: «Vai avanti tranquilla. A Bossi ci penso io». Il fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i professori aveva già fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava fosse già stata scartata. «Anche per me - aveva confidato alcuni giorni fa il leghista Calderoli a Valentina Aprea - quella proposta è incostituzionale». E invece una parlamentare leghista se ne è infischiata, gettando la maggioranza nel caos. Sarà questo infatti un altro terreno di scontro, visto che Gianfranco Fini in Aula ha già lanciato la parola d´ordine del rispetto «pieno e totale» della Costituzione a cui dovrà conformarsi la riforma della scuola. Il che ovviamente esclude i test dialettali. La polemica con il Carroccio si alimenta anche con la questione dell´Afghanistan, visto che ieri i leghisti, nonostante tutte le rassicurazioni di Berlusconi, hanno ufficialmente ribadito le loro perplessità sulla missione militare. Una posizione che Fini, conversando con i suoi, non ha esitato a bollare come «ambigua».

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il veleno nordista che divide l'italia - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 26 - Commenti IL VELENO NORDISTA CHE DIVIDE L´ITALIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) i quali, dal canto loro, non perdono occasione per mostrare il dito medio ai professori del Sud. Eppure erano meridionali gli insegnanti che hanno formato la Prestigiacomo in un liceo di Siracusa e Fitto in un liceo di Bari, e La Russa a Paternò. Ed erano meridionali anche i (cattivi) professori che hanno formato i leghisti di Milano, di Torino, di Vicenza…. Si sa che, in base all´anagrafe, tutta la scuola italiana è meridionale. Ebbene, si può continuare a sopportare questo repertorio infinito contro il Sud, contro la scuola, contro la decenza? Il leghismo, lo abbiamo detto mille volte, è la tracimazione rancorosa di tutti i più vieti luoghi comuni del suburbio. Perciò davvero importa poco che la proposta della Lega di imporre ai professori italiani un esame di dialetto non abbia alcuna possibilità di essere accolta. Non è insomma significativo che si tratti di un altro - l´ennesimo - starnuto alla Totò: un tentativo di starnuto, una smorfia implosa, un altro botto razzista che «tanto, non ci sarà», «è solo folclore», «è linguaggio pittoresco» …La volgarità gratuita dei leghisti sta sapientemente avvelenando l´Italia. Sappiamo infatti per esperienza che a nulla serve rispondere che le intelligenze non sono come gli agrumi e il granturco, e non hanno radici territoriali. Ed è inutile immaginare cosa diventerebbe l´Italia se un professore milanese non potesse insegnare a Venezia e soprattutto se davvero i professori meridionali dovessero lasciare le cattedre del Nord perché non conoscono il meneghino, il vicentino, il torinese. Ai leghisti non interessa la discussione sulle loro corbellerie. Ci provano e basta. E ci riprovano ogni volta che possono, con l´idea fissa che il professore terrone va cacciato dal Nord, una volta perché è - disse la Gelmini - «dequalificato», un´altra perché «non conosce la matematica» e ora perché «non parla il dialetto della regione dove insegna». Come si sa, la difesa del dialetto veneto e lombardo è all´origine della Lega. Bossi rivelò che «l´idea di mandare a casa i terroni fu il fondamento del nostro movimento». Poi lo chiamarono «smantellamento dei privilegi verso i meridionali nei concorsi pubblici». Ora sono arrivati al test di dialetto per gli insegnanti. La Lega, che col tempo è diventata sempre meno strampalata e sempre più concretamente razzista (contro gli immigrati), ha comunque conservato l´antimeridionalismo come idea di fondo. Perciò è miserabile, ridicolo e penoso che non si ribellino i ministri sudisti. Perché mai - facciamo un esempio - non difende il Sud l´aggraziata ministra Prestigiacomo, imprenditrice meridionale che mai ha trafficato con gli appalti? Ecco, vorremmo dire a questi «ostaggi incaprettati» nel centrodestra brianzolo che rischiano di fornire alimento alla Lega quando immaginano una riedizione del partito della spesa, della Cassa del Mezzogiorno, un partito del Sud. Ed è invece uno squallore, del quale prima o poi dovranno rispondere ai loro elettori, questo silenzio assenso, divertito e neppure imbarazzato, ogni volta che gli uomini di Bossi cercano di mettere l´anello al naso ai meridionali. Forza dunque La Russa, forza Fitto…: non vi invitiamo a ricordare ai vostri colleghi padani l´inguaribile cretinismo pellagroso che il medico milanese Andrea Verga (c´è il suo busto in bronzo in via Festa del Perdono) denunziò nei mangiatori di mais. Non vi invitiamo insomma al facile conflitto nord sud. Ma solo a un barlume di dignità. In nome di quegli insegnanti che forse inutilmente vi spiegarono che il Sud non è il turgore della commedia di Micciché e di Lombardo. Ecco il dramma italiano: mentre il governo della Lega avvelena l´Italia, i governanti del Sud rischiano, con ignominia, di legittimare la Lega.

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mazzocca boccia la classifica-atenei "si favorisce la fuga degli iscritti" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Napoli L´assessore regionale contro la graduatoria stilata dal ministro Gelmini Mazzocca boccia la classifica-atenei "Si favorisce la fuga degli iscritti" «Non sono contrario alla valutazione, anzi. è giusto che le università ci facciano i conti. Ma la classifica diffusa giorni fa dal ministro Gelmini, con le università campane messe assai male nello scenario nazionale, è una "non classifica": non misura la qualità assoluta di un ateneo, ma la variazione di alcuni parametri in un periodo limitato di tempo. Facciamo un confronto calcistico: il Genoa è la squadra che ha incrementato di più i suoi punti, in un anno, ma il campionato lo ha vinto l´Inter. In assoluto resta l´Inter la squadra migliore, anche se il Genoa ha migliorato di molto». L´assessore regionale all´Università, Nicola Mazzocca, teme l´impatto mediatico di quella graduatoria: «La gente resta impressionata da questo tipo di classifiche, e non legge tra le righe. Per questo temo che dopo la fuga di cervelli i nostri atenei possano essere vittima anche della fuga di studenti». Cosa che in parte già avviene quando i ragazzi, per le lauree specialistiche, scelgono di trasferirsi in atenei del nord. «Classifiche come quella del ministero alimentano la sfiducia da parte degli studenti. Una sfiducia che fa danni enormi quando, seguendo le lezioni, diventa demotivazione». Una sfiducia non dovuta, alla luce delle classifiche internazionali: nell´ambito delle "Top european universities", ad esempio, la Federico II è al 174esimo posto in assoluto, ma al settimo in Italia. E nell´ambito della classifica "Citations per faculty" l´ateneo è 86esimo nel mondo, ma primo tra le università italiane. «Il punteggio - spiegano negli uffici del rettore - è basato sulla ricerca di fattori di performance (citazioni) rispetto al corpus della ricerca. Le citazioni sono usate come misura della "forza della ricerca" di un ateneo. Più un´università ha pubblicazioni citate, più è considerata importante». D´altra parte, prosegue Mazzocca, non è giusto «valutare il livello di occupazione dei laureati: se in Campania non c´è lavoro, non dipende dagli atenei». Mentre «il ministero ha dimenticato, ad esempio, che nell´ambito dei Prin (progetti di ricerca ad interesse nazionale) la Federico II è in seconda posizione per numero di progetti approvati e in terza per i finanziamenti ottenuti». (b.d.f.)

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servono risorse per evitare la morte dell'università pubblica (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pisa Servono risorse per evitare la morte dell'università pubblica di Luciano Modica Il Ministro Gelmini ha varato una raffica di provvedimenti sull'università. Finalmente. Ma va detto con chiarezza che ha in realtà attuato provvedimenti del Governo Prodi. Nel 2007 i ministri Padoa Schioppa e Mussi siglarono un Patto per l'Università finanziandolo con 550 milioni di euro da ripartire esclusivamente tra le università che hanno conseguito i migliori risultati di didattica e ricerca. è positivo che Gelmini ne abbia sbloccato la prima applicazione ma attendiamo di conoscere gli indicatori utilizzati per poter formulare un giudizio motivato. Sin d'ora però si può dire che la "classifica" tiene conto di parametri che favoriscono le università tecnologiche che accedono maggiormente ai finanziamenti europei (quasi interamente destinati alla ricerca tecnologica) mentre tendono a penalizzare le storiche università generaliste che si impegnano nella didattica e nella ricerca di base in tutti i campi dello scibile. Ma è l'idea di un "campionato" tra tutte le università che non convince. Occorre misurarsi con gli indicatori ragionandoci sopra, non pensare di poter tutto misurare con gli indicatori. Una vera valutazione della qualità deve essere affidata ad un'Agenzia nazionale indipendente, che fu istituita dal Ministero Mussi ma fu bloccata da Gelmini appena insediata. Ora l'iter è stato rimesso in moto. Positivo lo sblocco dei concorsi universitari, molti dei quali a posti di ricercatore cofinanziati dal ministero Mussi, improvvidamente bloccati nel novembre 2008 da un decreto legge. Un'emergenza incombe però sul Ministro: annullare i pesanti tagli finanziari voluti dal suo stesso governo. Come ha scritto Francesco Giavazzi, "nessuna riforma salverà le nostre università se queste rimarranno senza risorse. Con i tagli confermati nel Dpef molte università a novembre chiuderanno". Lo pensa anche il Partito Democratico che dell'equazione tra riforme e risorse (non ci possono essere riforme a costo zero, come non sarebbe giusto dare risorse senza pretendere riforme) ha fatto il leitmotiv della sua politica universitaria. è la linea giusta per evitare la morte annunciata del sistema pubblico dell'alta formazione e della ricerca, cioè del futuro di noi tutti. Responsabile nazionale del Pd per l'Università

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scuola, i tagli di mezza estate - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Il caso Ulteriore scure del governo all´organico già ridimensionato di oltre 600 insegnanti Scuola, i tagli di mezza estate GIUSEPPE FILETTO Ancora tagli. Non sono bastate 616 unità in meno rispetto allo scorso anno, corrispondenti ad altrettanti posti per gli insegnanti. Questa aliquota di tagli si conosceva a marzo. A giugno, sull´organico "di diritto", si è aggiunta un´ulteriore sfoltita: circa 60 docenti in meno, e si è arrivati a complessivi 670. Non è stato sufficiente: negli scorsi giorni, a scuole chiuse, il ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, per far quadrare la Finanziaria ha trasmesso il contingente oltre il quale la Liguria non deve andare dal prossimo anno scolastico: deve tagliare in tutto 777 insegnanti rispetto allo scorso settembre, di cui 367 solo a Genova. A conti fatti, in tutta la regione i tagli sono 161 in più di quanto previsto. «Non potevamo fare altro, il contingente fissato dal ministero è quello che è, e abbiamo l´obbligo di non sforarlo», confessano alla Direzione Scolastica Regionale. Un vero colpo di mano, quello del governo Berlusconi, che giunge in piena estate e quando la scuola è in "vacanza". Le elementari, medie e superiori dello Stato, di Genova e provincia, così, in meno di 24 mesi, vedono ridurre gli insegnanti da 7879 unità a 7512. Anche se la popolazione scolastica in Liguria torna a crescere di circa 2000 unità all´anno: più allievi nelle elementari, soprattutto per la presenza dei bambini extracomunitari.

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samp, promossi tissone e zauri rimandati padalino e marco rossi - massimo calandri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Genova Samp, promossi Tissone e Zauri rimandati Padalino e Marco Rossi Primo bilancio dal ritiro: da rivedere Stankevicius esterno della difesa a quattro MASSIMO CALANDRI MOENA - In barba alla Gelmini, a diciannove giorni dall´inizio della preparazione i giocatori della Sampdoria si dividono tra promossi e (pochi) rimandati. Ma di bocciati nemmeno l´ombra. Il lavoro è stato durissimo, Luigi Del Neri è soddisfatto: «C´è l´impegno, c´è la disponibilità al sacrificio. In questo momento mi interessano soprattutto lo spirito di gruppo, l´attenzione agli schemi, l´applicazione. La brillantezza e la rapidità arriveranno. E pazienza per qualche errore dei singoli. Meglio che accadano ora, c´è tempo per rimediare». Ciò che il mister non dice, ma si può facilmente intuire, è che nel reparto arretrato vorrebbe più personalità. E però la pagella è di quelle da far firmare ai genitori. Tra i nuovi arrivati ha impressionato Fernando Damian Tissone, argentino di Quilmes – dove si produce la miglior cerveza dell´America Latina – che si è sistemato con genuina prepotenza in mediana accanto a Palombo. Del Neri lo conosce bene e infatti lo richiama in continuazione durante le partite: il gaucho risponde con aggressività e grande concentrazione. Rimandato invece Marco Padalino, autore di una prova opacissima nella tinozza di Rotterdam. Il ragazzo c´è con le gambe ma non con la testa: confuso, indeciso, sta faticando ad adattarsi i nuovi schemi. Ma tutto suggerisce che sarà questione di poco. Un altro ‘esordiente´ in blucerchiato che ha lasciato entusiasti è Daniele Mannini (figlio dell´ex portiere Alessandro). Splendida falcata, grande forza fisica e tempismo negli inserimenti in avanti, è tanto duttile da alternarsi da una fascia all´altra. E´ l´esterno di sinistra che ci voleva, promette di diventare un titolare inamovibile. Marco Rossi? «Il ragazzo s´impegna, ma potrebbe fare di più»: il ritornello scolastico è validissimo per il centrale arrivato da Parma, che offre positive vibrazioni ma anche qualche inattesa fragilità. Il carattere c´è, ma avrebbe forse bisogno di essere rasserenato da qualche compagno più esperto. Un´altra promozione con lode è quella di Luciano Zauri: che in silenzio, con umile concretezza, ha dimostrato di conoscere il mestiere a memoria e di poter passare dal ruolo di quarto difensore a sinistra alla parte opposta. Merita presto di essere nuovamente interrogato Marius Stankevicius: perché il lituano sta benissimo e muore dalla voglia di partecipare da difensore alla catena destra. Ha la fiducia di Fantantonio, che di queste cose se ne intende. Ma in alcune occasioni si lascia ancora un po´ andare. Peccato, perché potrebbe essere una delle grandi sorprese. E poi, i Tre Tenori: i primi della classe non deludono mai. Angelo Palombo, pur con una settimana in meno di preparazione, corre già più degli altri. Antonio Cassano ha offerto delizie balistiche e sfoggia un´impressionante definizione muscolare. Pare sereno come mai, buon segno. E Giampaolo Pazzini là davanti è quello che ha giocato più di tutti, compensando la comprensibile stanchezza con la determinazione che promette di farne uno dei grandi protagonisti della stagione. Stamani a Moena riprende la preparazione, domani pomeriggio c´è da recuperare l´amichevole con i Monti Pallidi e poi domenica sera tutti a Padova. E intanto è ufficiale l´ingaggio di Matteo Guardalben.

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focardi a roma conti sotto esame (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze L´università Focardi a Roma conti sotto esame L´Università di Siena ancora in attesa di una risposta definitiva, da parte del ministero, riguardo al cosiddetto «premio di qualità»: 10 milioni ricavati dal 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario che il Miur riserva agli atenei più virtuosi e su cui Unisi confida per uscire dalla sua difficile situazione finanziaria. Ieri il rettore Silvano Focardi era a Roma per presentare al ministero il recente piano di risanamento e fornire chiarimenti circa lo stato delle finanze dell´ateneo. Un incontro che i vertici dell´università hanno definito «proficuo e chiarificatore» ma che, per il momento, non ha prodotto risposte certe. Intanto, i sindacati Flc Cgil, Cisl Università e Uil Pa-Ur Afam hanno inviato un appello al ministro Gelmini perché apra un tavolo di confronto sulla vicenda senese: la loro preoccupazione è che «la mancanza di liquidità attuale potrebbe condurre in breve tempo all´insolvenza nei confronti delle spese correnti, a cominciare dagli stipendi del personale».

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nicoletta rilancia l'estate (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

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Pagina I - Bologna A PAGINA III Il piano anti-crisi dell´assessore Lembi Il neoassessore alla Cultura annuncia venti giorni di iniziative. Si parte il 6, il 14 agosto concerto con Nek Nicoletta rilancia l´estate La giunta: tempo pieno per i trecento bambini lasciati a casa dal ministro Gelmini Lirica, concerti e recite in piazza Santo Stefano senza spendere un euro Venti giorni di spettacoli per bambini e nonni in piazza Santo Stefano a costo zero per il Comune. Nicoletta Mantovani taglia il traguardo della sua prima estate da assessore alla cultura con un piccolo miracolo economico. «Pagano i privati. Palazzo D´Accursio non ci mette un euro». E il 14 agosto in Piazza Maggiore arriva Nek. A PAGINA II

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tempo pieno per i 300 bambini lasciati a casa dalla gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna La giunta prepara la strategia d´autunno contro i tagli. Nidi garantiti ai figli dei precari Tempo pieno per i 300 bambini lasciati a casa dalla Gelmini Per ora, nero su bianco, c´è solo la conferma del piano di riduzione delle tariffe per i lavoratori colpiti dalla crisi varato dall´ex sindaco Cofferati. Ma le buone intenzioni della nuova giunta guardano già a settembre, con alcuni obiettivi ben precisi: "nidi garantiti" anche ai precari e tempo pieno municipalizzato per i bambini lasciati a casa dalla riforma Gelmini. «Sappiamo già che verranno tagliate 12 sezioni a Bologna. Si tratta di circa 300 bambini cui vogliamo offrire una proposta di qualità» lancia l´allarme l´assessore alla scuola Simona Lembi. Così Palazzo D´Accursio cerca di dare la sua risposta alla crisi con un pacchetto di provvedimenti "salva-scuola". Ieri la giunta ha cominciato confermando gli sconti tariffari su nidi e refezione scolastica che l´amministrazione precedente aveva lanciato a inizio 2009. Agevolazioni che secondo i sindacati hanno avuto poco riscontro tra lavoratori e cassintegrati (su 240 domande solo 107 riduzioni delle rette e 12 esenzioni totali). Ma il neo assessore Lembi non si scoraggia: «I dati per ora sono parziali, e contiamo di fare un bilancio il prossimo mese». Tutto in attesa della fine di agosto, quando la giunta comincerà a lavorare sull´estensione del piano anti-crisi. «Per prima cosa stiamo lavorando al progetto "Nidi garantiti", che prevede non solo l´abbattimento delle tariffe, ma anche la facilitazione dell´accesso per tutti i lavoratori, compresi quelli atipici». La Lembi fa capire che le agevolazioni abbracceranno «chi, rispetto alla fotografia Isee dello scorso ottobre, ha visto sensibilmente peggiorare la propria situazione, magari perché ha perso il lavoro o perché sa che il suo contratto non verrà rinnovato». Queste persone potranno in sostanza aggiornare la loro posizione nella graduatoria di accesso ai nidi, con un bonus "crisi" aggiuntivo. «Quello che dobbiamo stabilire - spiega l´assessore - è la soglia di reddito per l´accesso agevolato». Un piano che però le Rdb bocciano sul nascere. «La giunta Delbono fa demagogia sulla pelle di precari e cassintegrati» attacca senza mezzi termini Massimo Betti, che parla di lavoratori «presi per i fondelli», perché «i cosiddetti sgravi promessi dalla giunta precedente sono andati alla fine a pochissimi casi sociali. Così sarà anche per i precari. L´amministrazione prende in giro i lavoratori e pensa solo agli annunci mediatici». Ma Palazzo D´Accursio non si arrende, e fissa a settembre anche il cosiddetto "tempo pieno municipalizzato" promesso da Delbono in campagna elettorale. «Ribadisco che nessuno sarà lasciato solo» ha detto ieri la Lembi annunciando il progetto "Qualità assicurata". «La riforma Gelmini avrà effetti esponenziali nei prossimi cinque anni, perché saranno sempre di più i bambini lasciati a casa dall´abolizione del tempo pieno». Si comincia, a settembre, con 300 bambini lasciati a casa. Qual è il piano dell´amministrazione però è ancora tutto da vedere. «Certamente vogliamo garantire una offerta alternativa di qualità, senza pretendere di sostituirci alla scuola statale. Ma per ora è difficile dire quali saranno le conseguenze della riforma. I contorni definitivi li avremo solo a settembre e allora decideremo». (s.b.)

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tagli nella scuola, 170 posti in meno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Livorno Tagli nella scuola, 170 posti in meno L'allarme di Cgil e Cisl: superiori e elementari galoppano verso l'emergenza LA POLEMICA I dati della sforbiciata: 98 insegnanti e 70 assistenti Mantenuta la quota nelle strutture riservate all'infanzia LIVORNO. Come l'ennesima grande fabbrica che dal primo settembre chiude i battenti. Solo che qui di cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali non c'è nemmeno l'ombra. «I tagli sugli organici di diritto parlano di circa 170 lavoratori in meno nella scuola. Se questa cosa fosse successa in un'azienda saremmo nelle prime pagine dei giornali nazionali», sbotta Patrizia villa, segretaria della Flc-Cgil. Una piccola nota polemica per amplificare lo stato di "vera emergenza" in cui versa anche la scuola livornese. Tabelle alla mano, i sindacati Cisl scuola e Flc-Cgil snocciolano il rosario dei tagli. E qui non c'entra per niente la crisi mondiale, ma la resa dei conti con la scure delle leggi Tremonti-Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98 posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato con la definizione degli organici di fatto, ma sono numeri che fanno comunque paura. Basta dire che «l'effetto dei tagli è stato notevolmente mitigato dal numero consistente dei pensionamenti». A subire di più l'effetto-forbice saranno soprattutto le secondarie di primo grado (ex medie) con un meno 51 alla voce docenti (da 698 a 647). Poi la primaria (ex elementari) con un taglio di 27 maestri «nonostante l'avvio di un buon numero di tempi pieni autorizzati dalla Regione e dai Comuni». Meno 20 insegnanti invece alle secondarie di secondo grado (quelle che una volta si chiamavano scuole superiori) ma qui, notano i sindacati, «c'è uno stand by derivato dalla manifestazione del 30 ottobre che ha rinviato l'avvio dei regolamenti per le superiori». In controtendenza («grazie anche alla collaborazione con gli enti locali») i dati relativi alle scuole dell'infanzia, che per ora mantengono negli organici di diritto i 355 posti degli organici di fatto dello scorso anno. «Non solo - precisa Villa - in organico di fatto si attendono le autorizzazioni all'apertura di 6 sezioni in più». Sforbici(Ata). Sono però i tagli al personale Ata (gli assistenti tecnici amministrativi), a preoccupare particolarmente il sindacato. «Avremo 13 posti in meno tra gli assistenti amministrativi, 12 tra gli assistenti tecnici e 45 tra i collaboratori scolastici», dicono seccamente le rappresentanti di Cgil e Cisl. All'Isis Mattei di Rosignano - avverte Villa - «è già a rischio l'apertura dei laboratori». Non solo - le fa eco Colorà - meno personale Ata fa anche rima con «meno sicurezza e meno sorveglianza nelle scuole». La questione sicurezza, concludono i sindacati, appare dunque aggravata «dall'aumento generalizzato degli alunni (tranne quelli delle medie), a fronte del taglio consistente ai docenti». Scure sui precari. A pagare le conseguenze dei tagli-choc saranno soprattutto i precari (e non solo quelli in graduatoria da 2-3 anni). «è vero che non parliamo di tagli a lavoratori a tempo indeterminato - precisa Colorà - ma tutti sanno quanto sia particolare il precariato scuola: ci sono prof che vivono di precariato da una vita e che con quegli stipendi mantengono famiglie, pagano mutui». Non a caso la battaglia del sindacato in queste ore si gioca tutta nel confronto col ministero «in ordine alla tutela dei precari che da settembre non avranno più contratto e per i quali si sta lavorando ad uno specifico provvedimento di legge». Soprattutto perché «il decreto anticrisi varato dal governo - chiude Colorà - non riporta nessuna forma di tutela per i precari della scuola». Gianluca Della Maggiore

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dal trentino a caccia di talenti "a bari le eccellenze non mancano" - fulvio di giuseppe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Bari L´ateneo più virtuoso d´Italia organizzerà ad agosto al Socrate test d´ingresso per il corso di management Dal Trentino a caccia di talenti "A Bari le eccellenze non mancano" "In Puglia studenti motivati. Lo abbiamo capito ospitando ragazzi al festival dell´econo-mia che organizziamo a Trento con l´editore Laterza" FULVIO DI GIUSEPPE L´ateneo più virtuoso d´Italia va a caccia di talenti, anche nella Puglia fanalino di coda della classifica del ministero. Il liceo Socrate di Bari il 26 agosto ospiterà infatti il test d´ingresso per il corso di economia e management dell´università di Trento. è l´occasione per entrare nell´Olimpo degli atenei. Preside Paolo Collini, come mai l´università che dovrebbe essere la più ambita, cerca studenti in giro per l´Italia? «Non c´è alcun controsenso nella nostra strategia. Siamo convinti che un buon lavoro si debba basare su studenti motivati. E che in Puglia le eccellenze non manchino, lo abbiamo compreso ospitando ragazzi baresi al Festival dell´economia, che organizziamo a Trento con l´editore Laterza». Università statale e corso a numero chiuso, dunque nessun intento speculativo: dov´è il trucco? «Nel nostro ateneo più di uno studente su tre usufruisce di una borsa di studio o non paga nulla, è normale che ci sia ambizione e produttività da tutelare anche da parte degli studenti». La sua è stata valutata l´università più virtuosa, ma molti rettori, soprattutto meridionali, contestano i parametri adottati dal Miur. Il Sud è realmente penalizzato? «La differenza tra virtuosi e non virtuosi mi pare forzata. è indubbio che alcuni fattori non favoriscano il Sud, primo fra tutti l´incidenza occupazionale. Però, in realtà, il parametro pesava poco sulla graduatoria e in più se penso al nostro caso, i migliori studenti lavorano a Bruxelles, Londra, non certo da noi». La classifica però evidenzia un divario. Cosa manca agli atenei del Sud? «Penso che sia anche un fattore culturale. Noi ad esempio siamo favoriti dall´intero sistema trentino, inteso come approccio dell´amministrazione pubblica, che è decisamente efficiente ed efficace. Nell´intero staff io ho trovato gente che consiglierei di assumere anche se fossi in un´impresa privata». A proposito di incarichi, il rettore dell´università di Foggia ha chiesto al ministro Gelmini perché non siano stati premiati gli atenei che hanno adottato un codice etico. Cosa ne pensa? «Premesso che ritengo che le regole più solide siano quelle non scritte e che noi comunque abbiamo un codice etico, ritengo inopportuna questa pretesa: il premio di una scelta trasparente per un incarico è nella qualità di chi ho scelto, che poi alzerà il livello qualitativo dell´intero ateneo».

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questo governo robin hood alla rovescia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

I FONDI ALLE UNIVERSITA' QUESTO GOVERNO ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA Secondo i premi e i tagli decisi dal governo al Fondo di funzionamento ordinario 2009 delle Università italiane, saranno penalizzate soprattutto gli atenei del Sud e privilegiati quelli del Nord. La classifica stilata dal Ministero della Gelmini farà sì che le università relegate agli ultimi posti, saranno penalizzate e riceveranno meno soldi dallo Stato. Al contrario quelle al top saranno premiati con più soldi. Le zone forti del Paese si rafforzeranno, quelle più deboli soccomberanno. Ad esempio il politecnico di Milano riceverà 8 milioni di euro in più, mentre l'Università di Foggia potrà contare su un milione di euro in meno. E' una logica aberrante! Invece di premiare i migliori con risorse aggiuntive e sostenere le realtà minori in difficoltà, si operano tagli e travasi di risorse senza che lo Stato si impegni maggiormente nello sviluppo della ricerca e della didattica. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi. Robin Hood al contrario. Così si mina il diritto allo studio e l'uguaglianza tra tutti i cittadini italiani; si concentrano le risorse su pochi punti, anziché porsi l'obiettivo di sviluppare realmente il sistema universitario nazionale; si penalizzano drasticamente le università del Mezzogiorno e le discipline umanistiche che tanta importanza hanno nella formazione dei giovani. I parametri utilizzati per la graduatoria non tengono conto del contesto territoriale ed economico delle singole università. Per la valutazione della ricerca sono stati utilizzati dati vecchi del 2001-2003, quando alcune università, specie del Sud, erano nate da poco. Stesse perplessità riguardano i parametri relativi alla didattica, che paiono privilegiare quasi esclusivamente il dato quantitativo (il numero di laureati in tempo, il numero di studenti che acquisiscono 40 crediti nel passaggio dal primo al secondo anno, ecc.) e non quello qualitativo. In pratica si privilegia chi abbassa il livello di difficoltà degli esami e dei corsi: strana concezione della tanto decantata meritocrazia! Se una sede avesse regalato voti e esami oggi sarebbe tra i premiati. L'operazione ministeriale così impostata esprime una visione selettiva e discriminatoria, falsamente basata sul tanto sbandierato merito, contraria all'obiettivo di riqualificare l'università italiana e dannosa per i divari regionali e gli squilibri sociali del Paese. Per uno studente del Sud l'orizzonte torna ad essere quello di una condanna a vivere in un contesto arretrato. A meno che non abbia la fortuna di essere nato in una famiglia abbastanza ricca da permettergli di studiare al Nord. Torna evidente la discriminante economica e sociale, quella che un tempo si chiamava con chiarezza discriminazione di classe, la visione di una società diseguale che si esprime chiaramente nei provvedimenti governativi. Rossano Pazzagli

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Nidi, più aiuti (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 6 Nidi, più aiuti Facilitazioni anche per PRIMI PASSI del «pacchetto salvascuola» che il Comune intende mettere in campo per contrastare gli effetti della crisi sulle famiglie bolognesi. E «rimediare ai disastri della riforma Gelmini». Ieri, il primo atto pratico. La giunta ha confermato le esenzioni e l'abbattimento delle tariffe scolastiche per le famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi. Un provvedimento varato dalla giunta Cofferati, limitato però ai lavoratori subordinati, con esclusione quindi dei precari. Secondo i dati forniti giorni fa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, però, su 240 domande esaminate per la riduzione della tariffa dell'asilo nido o della mensa scolastica, ci sono state solo 107 riduzioni delle rette e 12 esenzioni. Ma Simona Lembi, assessore alla Scuola di Palazzo d'Accursio, conferma l'intenzione di «ampliare il ventaglio delle proposte anticrisi» con interventi da mettere in campo da settembre. Estese anche «ai precari a cui non viene rinnovato il contratto». IL COMUNE sta infatti lavorando sul progetto Nidi garantiti'. Al taglio delle tariffe «vogliamo affiancare un accesso più facile ai nidi per lavoratori subordinati e atipici». Si vuole «agevolare le famiglie che a settembre 2008 hanno fatto domanda per un posto al nido, ma che hanno poi subìto una sensibile riduzione del reddito, con la perdita del lavoro a causa della crisi». LA MISURA per la quale serve il confronto con le parti sociali e il voto del consiglio comunale dovrebbe essere definita a settembre. Al momento la giunta è al lavoro «per definire le soglie di reddito» che daranno diritto alla corsia preferenziale per l'accesso ai nidi. DURISSIMO il commento di Massimo Betti, leader del sindacato di base Rdb. Accusa la giunta di «demagogia». Di «prendere per i fondelli precari e cassintegrati». Nel merito delle misure ipotizzate, spiega, i lavoratori precari «potranno compilare il modello Isee con il reddito attuale, non quello dell'anno precedente, e quando questo però sarà presentato agli uffici comunali, nel 95% dei casi non produrrà alcun beneficio». BETTI richiama le migliaia di lavoratori colpiti dalla crisi in città. E ricorda «le sole 107 dichiarazioni Isee che hanno prodotto riduzioni della retta del nido o della mensa scolastica». La Lembi, però, lancia anche l'allarme tempo pieno. A causa dei tagli del governo, «non saranno riconfermate 12 sezioni di tempo pieno, cioè 300 bambini non avranno il banco». L'assessore si impegna a incontrare tutti i soggetti interessati. E, per ora, promette «misure urgenti già da settembre per assicurare una proposta di qualità per il futuro della scuola bolognese». l. o.

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La grana del Sud sarà più seria del caso D'Addario qualcosa contro (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

La grana del Sud sarà più seria del caso D'Addario qualcosa contro Ogni provvedimento del governo è stato un atto di inimicizia nei confronti del Meridione Archiviata Noemi Letizia, spostate sui giornali esteri le interviste a Patrizia D'Addario e, per il momento, chiusa a chiave la porta della sua stanza da letto Silvio Berlusconi si trova ad affrontare un'altra grana chiamata pomposamente e oramai retoricamente "questione meridionale". Sia ben chiaro: se il nome è retorico la questione non lo è per niente. Non solo perché da 150 anni non risolta, ma perché per la prima volta nella storia del paese, si contrappone a una "questione settentrionale". Per la prima volta, quindi, non si presta ad essere cancellata con promesse, qualche cattedrale nel deserto, quattrini più o meno mal distribuiti, la repressione di qualche ribellione plebea e tanta rassegnazione. Le contraddizioni, anche quelle economiche e sociali, possono sopirsi e placarsi quando uno dei poli - diciamo quello storicamente più fortunato, in questo caso il nord del paese - accetta un ruolo quieto e non rivendicativo. Quando questo non accade più, anzi - come è avvenuto negli ultimi anni - il nord assume una piena rappresentazione politica nei partiti e nei principali protagonisti del governo del paese, è evidente che al sud non rimane che la contrapposizione. La guerra è dichiarata. In questi giorni e in queste ultime settimane si è assistito nei confronti del sud del paese a dei veri e propri atti di mancanza di rispetto, se non di inimicizia e di aperta ostilità. Ogni atto del governo è andato in quella direzione, incurante del fatto che nel sud vive il 65,3 per cento delle famiglie povere e il 69 per cento al di sotto della soglia di povertà. E che rispetto ai servizi e all'ambiente il divario già grande negli ultimi anni si è ulteriormente allargato. Che il reddito della Lombardia è il doppio di quello della Campania. E si potrebbe continuare. È stato un atto di inimicizia ad esempio l'incitamento alle bocciature scolastiche che hanno presumibilmente colpito di più ragazzi del sud dove - dicono le statistiche - i livelli di apprendimento sono inferiori e le scuole (ma le ha mai viste la ministra Gelmini le scuole del sud?) sono in una condizione tipica dei paesi più arretrati. È stato un atto di ostilità dare i fondi solo alle università più meritorie perché - guarda caso - quelli da punire sono risultati gli atenei meridionali. E che cosa avranno pensato i malati, i medici e gli infermieri del sud di fronte all'annuncio che i già molto fatiscenti ospedali delle regioni meridionali riceveranno meno soldi e meno risorse? So bene che a tutti questi discorsi se ne potrebbero contrapporre altri sugli sprechi, sugli eccessi di spesa pubblica, su risorse fuori controllo, su ruberie, su infiltrazioni e condizionamenti di mafia, camorra, ndrangheta e altre forme di criminalità organizzata. Sulle tasse che i cittadini del nord pagano per mantenere quelli del sud. Sarebbe anche facile tacciare di populismo strumentale, utile alle classi dirigenti locali a mascherare le proprie responsabilità, l'annuncio della possibile costituzione di un "partito del sud". Ma non è questo il punto. Il punto è come si risponde a queste inefficienze, a questi sprechi, a questa corruzione radicata e diffusa. Il governo ha scelto finora la via più semplice che è quella della punizione di chi dei mali del mezzogiorno già soffre. Una risposta economica sociale, certamente, ma anche culturale. Una risposta dalla quale trapela un malcelato disprezzo per quelle popolazioni. Le scuole non funzionano? Si boccia e degli studenti chi se ne frega. Il sistema universitario butta via risorse e quindi gli studenti sono costretti a emigrare negli atenei del nord, allora si riducono ulteriormente i finanziamenti. La sanità è inefficiente e sprecona? Non se ne cercano le cause, ma si riducono ulteriormente i servizi. E chi paga le conseguenze sono coloro che già le pagavano prima: i malati. Ecco, oggi la nuova questione meridionale sta in questa punizione che il governo, in nome del nord, vuole infliggere al sud. Non alle sue classi dirigenti, evidentemente corrotte e incapaci, non a chi anima e alimenta le inefficienze traendone vantaggio, non alla criminalità organizzata che tanta parte ha in quel sistema di sprechi e di clientele, ma proprio ai cittadini del sud. A essi si contrappone un nord laborioso e ricco, anzi ricco perché laborioso. Efficiente e meritevole. Produttivo. Un nord che per anni è stato spolpato da parte delle sue ricchezze per sovvenzionare un sud che evidentemente non è stato capace di fare da sé. E questa idea del nord non è rappresentata solo dalla Lega, non emerge solo dalla indubbia fortissima influenza che essa ha sulla politica del governo, ma come spesso accade alle ideologie, essa attraversa tutta la classe dirigente del paese compresa quella di centro sinistra. Non so se la risposta a tutto questo possa essere il partito del sud. Anzi ne dubito fortemente dal momento che chi lo sostiene fa parte di quella casta meridionale che certamente ha contribuito a costruire un'immagine negativa del mezzogiorno d'Italia. Non so neppure se le conseguenze possano essere, come molti intellettuali prevedono, la fine dell'unità dell'Italia. Quel che mi pare si possa prevedere è l'esplosione di un problema. Oggi esso non è nelle mani dei cittadini del sud, ma di una elité colpevole. Nei prossimi mesi potrebbe, speriamo, non essere così. Ma comunque per il governo di Silvio Berlusconi è una grana grossa. Più seria, pensiamo, di quelle procurategli dalle sue frequentazioni e dai suoi costumi sessuali. Finora aveva puntato sulla rabbia e l'egoismo del nord e il silenzio del sud. E ora? di Ritanna Armeni 29/07/2009

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La Lega: test di dialetto ai prof Fini avverte: rispettare la Carta (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 29/07/2009 - pag: 4 La Lega: test di dialetto ai prof Fini avverte: rispettare la Carta Interviene il presidente della Camera. Ma Cota: no, l'accordo c'è MILANO Il Sud continua a dividere il Popolo della libertà. Dopo il no ai presidi del Mezzogiorno, espresso pochi giorni fa dal consiglio provinciale di Vicenza, ieri a suscitare polemiche è stata la proposta della Lega di introdurre un test per gli insegnanti «dal quale emerga la conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono lavorare ». Una sorta di test dialettale, dunque, che farebbe passare i titoli di studio in secondo piano. L'idea ha aperto un confronto aspro nel centrodestra e suscitato anche dure critiche dell'opposizione. Al punto che in serata il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo a un'interrogazione sul tema della deputata pd Emilia De Biasi, è stato costretto a ricordare: «Durante l'esame della riforma la prima commissione e l'Aula valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale. Si tratta di una questione che non può essere opinabile ma che deve essere solo riferita a quel che c'è scritto nella Carta ». L'emendamento della discordia è stato presentato dal Carroccio in commissione Cultura, dove è in discussione una proposta di riforma di cui è relatrice la presidente della Commissione, Valentina Aprea (Pdl), nella quale si propone l'istituzione di albi regionali per gli insegnanti. E proprio la Aprea, ieri, dopo una discussione molto accesa con la leghista Paola Goisis, presentatrice dell'emendamento, ha deciso di respingerlo sconvocando il comitato ristretto e investendo della questione la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Un modo, insomma, per «congelare » la proposta. Ma l'iniziativa della Aprea non è servita a congelare anche gli animi. E infatti la prima a infuriarsi è stata proprio la Goisis (già presentatrice tempo fa di una proposta di legge per rendere obbligatorio l'insegnamento del dialetto nelle scuole), che subito ha annunciato: «Per noi il testo non va discusso in Aula perché non si può scavalcare così il volere di un partito di maggioranza. I titoli? Non garantiscono un'omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Questa nostra richiesta punta a ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. E la Lega, per difendere questo tema, è pronta anche a mettersi di traverso». Una linea confermata dal capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota, che però tende a smentire l'ipotesi di una spaccatura interna alla maggioranza: «Non c'è alcun contrasto tra noi. Diciamo che questo emendamento sul test regionale era assolutamente concordato. Il problema è che la Aprea non si è rapportata con i suoi commissari del Pdl. Fini? Ma è ovvio che si rispetterà la Carta. Il suo è un atto dovuto». Poco dopo, il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, prova a buttare acqua sul fuoco, osservando che in realtà «non esistono ragioni di divisione sui problemi della scuola tra Pdl e Lega perché prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». La Aprea, dal canto suo, ieri ha ribadito invece la bontà e l'unanimità della sua scelta: «Non c'era alcun accordo nella maggioranza su questa storia dei test, ecco perché ho deciso di congelare la proposta. Nel mio testo, però, c'è pieno rispetto dei concetti di sussidiarietà e delle logiche federali. Io isolata? È vero il contrario. Basta vedere la frase pronunciata da Fini». Scenario confermato anche da un'altra componente di commissione, la direttrice del Secolo Flavia Perina: «Non è vero quel che dice Cota. Nel Pdl c'è profonda ostilità verso questa proposta della Lega. In commissione c'è stato un dibattito furioso e la Aprea ha scelto, per correttezza, di rinviare il tema al governo. Per quanto mi riguarda, trovo assurdo pensare di introdurre un meccanismo del genere, che di fatto istituzionalizza una forma di apartheid scolastico». Proposta congelata La presidente di commissione ha congelato la proposta leghista Radici Un tendone della Lega Nord con la scritta in dialetto: «Non mollare mai, tenere duro» (Ap/Bedolis) Angela Frenda

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Il Carroccio lancia la sfida sulle regionali (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 29/07/2009 - pag: 5 I l retroscena Il Cavaliere ha invitato Tremonti a «frenare il carattere» e a essere «più calmo e tranquillo» Il Carroccio lancia la sfida sulle regionali L'offensiva dei lumbard, il premier cerca di trovare un equilibrio grazie al «caso Sud» ROMA Il problema per Berlusconi non è il partito del Sud ma la competition con la Lega, in uno scontro di linea politica e di potere che mette in fibrillazione il governo, anticipando i tempi di una campagna elettorale per le Regionali di fatto già iniziata. E se domenica il premier è uscito allo scoperto sul Mezzogiorno, preannunciando un piano d'interventi, è stato per evitare che fosse Bossi a dettare l'agenda con la sua sortita sull'Afghanistan, ma anche per mettere quanto più possibile la sordina mediatica allo scontro avvenuto a Massa tra ronde di estrema destra e di estrema sinistra. Sulla «legalizzazione » delle ronde proprio il Cavaliere aveva espresso dubbi a più riprese, temendo rischi di ordine pubblico, ma aveva dovuto sottostare alle richieste dell'alleato. Perciò ha premuto l'acceleratore sulla questione meridionale, per impadronirsi della scena, sebbene sia consapevole che un «piano» ancora non esiste. Infatti il vertice di oggi si preannuncia «al buio», sulla quantità delle risorse da investire e su chi le gestirà. L'intento di Berlusconi era e resta quello di riequilibrare i rapporti con la Lega e ridimensionare il ruolo di Tremonti nell'esecutivo. «Il premier sono io», ha ripetuto ieri il Cavaliere, che grazie all'operato di Gianni Letta impegnato in un gioco di sponda con il Colle ha lavorato per modificare le parti del decreto anti-crisi su cui si è disputato il primo tempo della sfida con la Lega. E con Tremonti. Al titolare di via XX Settembre il premier ha chiesto un atteggiamento meno conflittuale con i colleghi di governo. Per dirla con una battuta che la Gelmini ha fatto proprio a Tremonti, «tu sei il nostro male necessario». È un modo per riconoscergli «capacità» e «genialità ». Ma ci sarà un motivo se Berlusconi ha invitato il ministro dell'Economia a «frenare il carattere», ad essere «più calmo e tranquillo»: «Devi capire che alla fine le tensioni si riversano su di me. Perché tutti vengono, chi per una cosa, chi per un'altra, a chiedermi d'intervenire». Così il Cavaliere ha pensato di aver chiuso il cerchio, rimpadronendosi del primato. Senonché il Carroccio ha giocato al rilancio, aggiungendo al fuoco della polemica dopo l'Afghanistan anche la riforma scolastica. Perché è vero che sulla missione militare Bossi ha assicurato l'appoggio alla linea del governo, tuttavia le perplessità ribadite ieri sulla presenza italiana in quel territorio di guerra hanno destato scalpore, al punto che nei suoi colloqui riservati il presidente della Camera si è detto «molto preoccupato», ha definito «ambigua» la posizione della Lega e rilevato che «certi interrogativi, se posti in modo unilaterale, rischiano di indebolire la posizione dell'Italia nella Nato». Come non bastasse, il Carroccio ha chiesto di inserire nella riforma della scuola un test per i professori sulla conoscenza del dialetto della zona dove chiedono di insegnare, bloccando il provvedimento in commissione alla Camera. È una questione solo all'apparenza folkloristica, in realtà mira a far presa nel tessuto profondo del corpo elettorale nordista, in vista delle Regionali. Nella competizione la Lega è già pronta e in grado di dar battaglia sui propri temi, mentre il Pdl appare costretto a inseguire e muovere sulla difensiva. Certo, le mosse del Carroccio sono anche un modo per difendere il ministro dell'Economia, che è al centro di un'offensiva concentrica, e in questo senso il compromesso raggiunto sul dl anti-crisi, la decisione cioè di inserire le modifiche in un altro decreto, non possono soddisfare Berlusconi: varare un nuovo provvedimento per correggerne uno che non è ancora stato licenziato dal Parlamento, è un colpo all'immagine del governo e soprattutto del premier. Il Cavaliere voleva utilizzare la questione meridionale per riprendersi una centralità che aveva perso per via degli scandali sui festini e le donnine. Ora, è vero che il fragore dello scontro nel centrodestra sovrasta il rumore delle polemiche sulla vita privata del premier, ma il costo politico rischia di essere alto, perché la maggioranza offre il quadro di una coalizione che non riesce ad avere una visione collegiale del Paese, spaccata negli interessi da difendere, con un Berlusconi che fatica a esserne la sintesi. Di qui l'ossimoro coniato da Fini, che vede una fase in cui regnano insieme «stabilità e incertezza » . Francesco Verderami

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I "sudisti" e lo sfogo di Tremonti sul jet "Silvio, devi mettere a posto Micciché" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Un aereo di Stato rulla sulla pista di Linate. Diretti a Roma, dove si voterà il decreto anticrisi, si accomodano nel salottino di prua Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e altri ministri come Roberto Calderoli e Michela Brambilla. Sopra il Tirreno la discussione entra nel vivo e si parla dei soldi per il Mezzogiorno, una sostanza pericolosa da maneggiare visto le crepe che si sono aperte nel governo e nella maggioranza. Come se non bastasse l'offensiva del partito del Sud, ieri il Carroccio è ritornato all'attacco - dopo il "tutti a casa" sull'Afghanistan - con la proposta shock di introdurre test di dialetto ai professori. Ma sull'Airbus presidenziale questa ennesima bomba ancora non è scoppiata. Tremonti è una furia e, in alta quota, si scaglia contro Gianfranco Micciché, il regista dei vespri siciliani del Pdl. "Adesso basta - alza la voce il ministro dell'Economia - spetta a te Silvio rimetterlo al suo posto. Io non ci sto a essere insultato in questo modo, non ci sto a passare per quello che strangola i meridionali. Farlo ministro del Sud poi... ma a chi è venuta l'idea?". Tremonti è un fiume in piena: "Io ti do la massima disponibilità a fare tutto quello di cui c'è bisogno, ma non possiamo non tener conto di quello che è già stato fatto e non è poco. E poi, presidente, abbiamo la terribile esigenza di ridurre il debito pubblico". OAS_RICH('Middle'); Umberto Bossi annuisce alle tesi del ministro dell'Economia, ma non vuole alimentare una dialettica Nord contro Sud e non si mette di traverso rispetto all'idea di un Piano per il Mezzogiorno. "Se i fondi vengono spesi per delle opere concrete e non regalati a pioggia - sentenzia infatti il Senatur - per noi va bene". A questo punto il Cavaliere prende la palla al balzo e chiude il capitolo: "Giulio con Micciché ci ho già parlato io, stai tranquillo. È tutto sotto controllo, la cosa è già rientrata". L'idea del Cavaliere sarebbe infatti quella di accontentare il ribelle siciliano con un incarico ad hoc nel partito, qualcosa come coordinatore di una costituenda "Consulta per il Mezzogiorno", che ne faccia una sorta di proconsole in Sicilia. Non solo. Per domani sera, dopo averli chiamati uno ad uno personalmente, Berlusconi ha organizzato una cena con i dissidenti "sudisti" che hanno votato alla Camera un ordine del giorno contro il parere del governo. Una tattica per sopire, per ora con le maniere gentili, l'accenno di rivolta dentro i gruppi parlamentari. Un'insubordinazione che ha colpito molto il Cavaliere, così come lo ha preoccupato vedere che anche ieri alla maggioranza sono mancati decine di voti sul decreto anticrisi. "Ma chi erano quelli che non ci hanno votato?", ha sussurrato preoccupato alla buvette al capogruppo Cicchitto, "erano solo dell'Mpa o anche nostri?". Oggi intanto pranzo di lavoro tra Berlusconi e i ministri Tremonti, Matteoli, Scajola, Fitto e Prestigiacomo sul "Piano per il Sud" annunciato dal premier dopo gli ultimatum di Micciché. "La mia parte di proposte - raccontava ieri in Transatlantico Altero Matteoli - l'ho già messa su carta e domani la consegno a Berlusconi". Tutto ruota intorno allo sblocco dei residui fondi Fas e palazzo Chigi sta lavorando a un'ipotesi di compromesso: Tremonti aprirà la cassaforte e i fondi verranno trasferiti alle Regioni, ma solo per finanziare progetti vagliati dalla "cabina di regia" ministeriale a Roma. Prima di tutto però il ministro Fitto, che è diventato il principale antagonista di Tremonti in Consiglio dei ministri, chiederà al Tesoro una ricognizione sui mille rivoli della spesa pubblica al Sud. "È un ginepraio pazzesco - ha spiegato a un collega - in cui nessuno ha idea di quanti soldi siano già stati stanziati. Occorre un monitoraggio serio, altrimenti restano solo chiacchiere". "Ma noi - ha chiuso Fitto con una frecciatina a Tremonti - non siamo mica l'Aspen, siamo il governo del paese". Intanto, sulla scuola, un'altra grana è esplosa nella maggioranza a causa della Lega. E Berlusconi, informato in serata dalla Gelmini, ha confortato la ministra: "Vai avanti tranquilla. A Bossi ci penso io". Il fatto è che la provocazione dei test in dialetto per i professori aveva già fatto capolino nella discussione in commissione e sembrava fosse già stata scartata. "Anche per me - aveva confidato alcuni giorni fa il leghista Calderoli a Valentina Aprea - quella proposta è incostituzionale". E invece una parlamentare leghista se ne è infischiata, gettando la maggioranza nel caos. Sarà questo infatti un altro terreno di scontro, visto che Gianfranco Fini in Aula ha già lanciato la parola d'ordine del rispetto "pieno e totale" della Costituzione a cui dovrà conformarsi la riforma della scuola. Il che ovviamente esclude i test dialettali. La polemica con il Carroccio si alimenta anche con la questione dell'Afghanistan, visto che ieri i leghisti, nonostante tutte le rassicurazioni di Berlusconi, hanno ufficialmente ribadito le loro perplessità sulla missione militare. Una posizione che Fini, conversando con i suoi, non ha esitato a bollare come "ambigua". (29 luglio 2009

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La Lega vuole i test di dialetto per i professori (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-07-2009)

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28/7/2009 Scuola,Lega chiede test di dialetto Camera, Aprea (Pdl) interrompe lavori Un test per l'ammissione al ruolo dei professori, basato sulla conoscenza di lingua e tradizioni della regione in cui intendono insegnare. E' la proposta della Lega che ha scatenato la bagarre in Commissione alla Camera. Così, Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura e relatrice della riforma per l'autogoverno delle scuole e dello status dei docenti ha sospeso il comitato che stava esaminando il testo e l'ha rinviato ai capigruppo. L'argomento è stato sollevato in aula alla Camera dalla deputata Pd, Emilia De Biasi. La Lega ha chiesto che venga inserito nella riforma della scuola all'esame della commissione Cultura della Camera un nuovo criterio per l'abilitazione dei professori ad insegnare. Secondo il gruppo, i docenti dovranno superare un "test dal quale emerga la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare" e non più passare una selezione basata sui titoli di studio. Ma il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), si è opposta e ha sconvocato il comitato ristretto investendo della questione direttamente la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Paola Goisis, deputata della Lega e presentatrice della richiesta però si è impuntata. E la riforma, per il momento, si è bloccata. "Il presidente Aprea - è intervenuta Paola Goisis - ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in Aula. Ma a questo noi ci opporremo perché non si puo' scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa Commissione". "Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola. Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così - ha aggiunto parlamentare leghista - abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato che ora era all'esame della Commissione Cultura". "Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che ad un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovra' essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante". Obiettivo della Lega, ha proseguito Goisis, è "ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale". Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è sceso in campo sulla questione. Fini ha assicurato che nel prosieguo dell'iter parlamentare del disegno di legge sulla riforma della scuola sarà garantito il rispetto dei principi fondamentali della Costituzione. La tensione sorta nella maggioranza si è estesa anche all'opposizione: il Pd è intervenuto con una nota del capogruppo dei Democratici in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni: "La proposta è l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del territorio di provenienza. L'istruzione - ha avvertito Ghizzoni - è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista". A placare il dibattito, infine, è giunta una nota del ministero dell'Istruzione: "La riforma Gelmini è già legge", precisano dal dicastero, precisando anche che in giornata era in discussione una legge di iniziativa parlamentare che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini''. Ultimo aggiornamento ore 08:48

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Il rigore darà la lode all'ateneo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-29 - pag: 11 autore: Il rigore darà la lode all'ateneo Più fondi alle università con i conti in ordine e i migliori standard di qualità di Fabio Pammolli C ome uno specchio,l'università riflette un tratto negativo che ha segnato la storia del Paese nel suo complesso: la difficoltà di conciliare la natura pubblica dei finanziamenti con valutazioni trasparenti dei requisiti e dei risultati. Nel corso degli anni, l'incapacità di ancorare il finanziamento statale degli atenei alla qualità della ricerca, dell'insegnamento e della gestione ha prodotto un progressivo declino di credibilità. Questo processo ha generato sfiducia e il risultato è un'università pubblica che rischia di smarrire l'orgoglio per la propria tradizione e che viene vissuta come luogo di regole burocratiche, di adempimenti, d'inefficienze, chiusa su comportamenti e su valutazioni autoreferenziali. Un malessere che viene da lontano, quello dell'università italiana, perché la missione assegnata al finanziamento statale è rimasta, troppo a lungo, quella del secondo dopoguerra: realizzare la diffusione dell'istruzione universitaria di base sul territorio nazionale, comprimendo la differenziazione degli atenei in nome di un obiettivo diverso, di riduzione del divario economico e sociale che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese. L'utopia dell'omogeneità di funzioni delle università, l'impianto di finanza pubblica che ne è disceso, la convinzione di poter regolare il sistema universitario intervenendo unicamente sul lato dell'offerta,l'assenza di filtri selettivi adeguati sul lato della domanda di capitale umano e di risorse intellettuali, specie da parte della pubblica amministrazione, hanno poi fatto da cornice a stratificazioni burocratiche e a distorsioni tipiche di un sistema ad economia pianificata, nell'illusione che possano darsi incentivi senza concorrenza. Mentre l'intervento dello stato è venuto sovraccaricandosi di funzioni improprie, il finanziamento pubblico ha finito per essere distribuito sulla base della spesa storica, una prassi che ha alimentato la deresponsabilizzazione degli organi di governo degli atenei, la crescita eccessiva dei costi del personale e, in più di un caso, il prodursi di deficit e di condizioni di dissesto finanziario, con interventi di ripiano da parte dello Stato realizzati come in un caso da manuale di sindrome da vincolo di bilancio soffice. Su questo quadro di sfondo, la decisione del ministro Gelmini di assegnare una quota pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario per l'università sulla base di una valutazione della qualità della ricerca e dell'insegnamento degli atenei costituisce un passaggio la cui importanza va ben al di là del dato numerico e non può essere sminuita da critiche sui parametri impiegati per l'assegnazione di premi e penalità in questo primo intervento. Il disegno di legge di riforma dell'università in corso di predisposizione può essere ora l'occasione per introdurre un cambiamento complessivo, incisivo e al tempo stesso realistico e realizzabile, di assetti e di strumenti per l'università italiana. Nei passaggi che ci attendono, il miglior alleato della valutazione e del merito sarà proprio la linea del rigore imposta dall'andamento dei conti pubblici. In particolare, è ai principi che stanno guidando la trasformazione federalista che è utile volgere lo sguardo per disegnare un nuovo quadro di responsabilità per gli organi di governo delle università. Come per la sanità federalista, anche per il sistema universitario è venuto il momento di prendere sul serio i vincoli di bilancio e di abbandonare in modo compiuto il finanziamento del pie' di lista, sulla base di pochi chiari strumenti: 1. definizione di standard di servizio e di costo come base di riferimento per razionalizzare l'offerta formativa ai diversi livelli di istruzione; 2. distinzione dei criteri di valutazione e delle linee di finanziamento per la didattica da quelli impiegati per la ricerca, anche sviluppando un programma di grant competitivi sulla scia dell'esperienzadello European research council; 3. omogeneità, comparabilità e certificazione dei bilanci degli atenei, con piena trasparenza sulla natura e sull'entità delle posizioni debitorie e con l'integrazione in un unico documento di tutte le informazioni riferite ai dipartimenti, agli enti e alle società partecipate; 4. fissazione di un requisito di pareggio del saldo complessivo di bilancio per ciascuna università, con la previsione di un percorso di convergenza a livello complessivo di sistema e di piani di rientro vincolanti in caso di scostamenti e di deficit, con sanzioni esemplari nei casi di mala gestione. Sono misure da adottare presto, assegnando ad esse una forte visibilità politico istituzionale e presso l'opinione pubblica. è questo un aspetto importante, perché, allo stato attuale delle disponibilità, nel prossimo biennio gli stanziamenti statali per l'università non saranno sufficienti a coprire gli assegni fissi per il personale. Il fabbisogno non coperto è di oltre un miliardo di euro e solo la condivisione della linea del rigore e la piena trasparenza sui conti delle università potranno accompagnare l'immissione di risorse aggiuntive senza che essa si traduca in una sanatoria e, allo stesso tempo, evitare che altri interventi, pure utili di per sé, come il ridisegno della compartecipazione alla spesa degli studenti, siano letti non come strumenti per promuovere responsabilità e per attuare il dettato costituzionale sul diritto allo studio, ma come escamotage per salvare un sistema inefficiente presentando il conto agli utenti. è in una riqualificazione dell'impianto di finanza pubblica che risiede il motore primo per accompagnare e orientare il rinnovamento della governance delle università, per costruire un legame concreto tra responsabilità e merito, per lasciarsi alle spalle quella pletora di vincoli e di controlli formali su adempimenti e processi che non ha saputo valutare i risultati e che, al contrario, li ha mortificati. Ed è introducendo nuove regole e nuovi incentivi finanziari che si potrà incidere sulle strategie di reclutamento del personale docente, sino ad abbattere il totem del "concorso perfetto". Una chimera che, lungi dal sostenere il merito, ha frapposto rigidità burocratiche e ostacoli rispetto alla vera sfida: la competizione per attrarre i migliori allievi e ricercatori da ogni parte del mondo. Fabio Pammolli è direttore del Cerm © RIPRODUZIONE RISERVATA IL CONCORSO PERFETTO Non esistono metodi infallibili di reclutamento: il criterio migliore è dare alle facoltà più autonomia e responsabilità nella scelta del personale

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La Lega: Test in dialetto per i prof (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-29 - pag: 13 autore: Scuola. Il no del Pdl blocca la riforma in commissione - Fini: valuteremo il rispetto della Costituzione La Lega: «Test in dialetto per i prof» Luigi Illiano ROMA La mancata conoscenza del dialetto potrà sbarrare ai professori la strada verso la cattedra. Lo ha proposto la Lega Nord in commissione Cultura, ieri alla Camera. E tanto è bastato per provocare scintille all'interno della maggioranza di Governo: da una parte il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), dall'altra i deputati leghisti. Scontro che arriva proprio mentre la stessa maggioranza è attraversata dalle polemiche di chi minaccia di fondare il Partito del Sud, da contrapporre al peso decisionale che avrebbe la Lega Nord sulle scelte del governo. Ieri, nel comitato ristretto in commissione Cultura,era all'ordine del giorno la discussione del testo della riforma della scuola presentato dalla stessa Aprea. Una proposta di legge che, tra l'altro, riorganizza il governo degli istituti e il reclutamento dei docenti. Il confronto è stato subito aspro. «Il presidente Aprea – ha spiegato Paola Goisis, parlamentare della Lega e presentatrice della richiesta – ci ha detto che il testo dovrà essere discusso direttamente in Aula. Ma noi ci opporremo, perché non si può scavalcare così la volontà di un partito di maggioranza e la stessa commissione ». Goisis aggiunge che per reclutare i docenti «ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che lo vorranno, ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». La Lega, cioè, vuole inserire un test, per i professori, che verifichi «il loro livello di conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione in cui vogliono andare a insegnare ». Un meccanismo destinato a ridurre l'importanza dei titoli di studio. «I titoli non garantiscono omogeneità di fondo – ha detto ancora Goisis – e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono una garanzia sull'adeguatezza dell'insegnante. Questa nostra proposta punta a ottenere una sostanziale uguaglianza tra i professori del Nord e quelli del Sud. Non è possibile, infatti, che la maggior parte dei docenti che insegna al Nord sia meridionale». L'esponente del Carroccio fa sapere che, se non saranno accolte le richieste, la Lega si metterà di traverso sulla riforma. Aprea, proprio per evitare una discussione che spaccasse ulteriormente Lega e Pdl, ha sconvocato il comitato ristretto in attesa di decisioni che, secondo lei, dovrebbe prendere la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, ha contestato l'atteggiamento del centrodestra: «La proposta leghista è l'ennesimo tentativo di inserire nel nostro ordinamento norme incostituzionali che discriminano sulla base del territorio di provenienza.L'istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha invitato a «valutare il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale». Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto butta acqua sul fuoco osservando che, in realtà «non esistono ragioni di divisioni sulla scuola tra Pdl e Lega, perché prioritari sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sull'università e sui licei». Il Miur ha precisato che in commissione Cultura era in discussione una legge di iniziativa parlamentare «che nulla ha a che vedere con i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini che sono già, da tempo, legge». Nel dettaglio la proposta presentata da Aprea interviene direttamente sull'assetto di governo delle scuole a partire dai dirigenti scolastici, introducendo elementi di novità assoluta. Il testo stabilisce che la cabina di regia sarà il Consiglio di indirizzo, composto anche da rappresentati del mondo produttivo, professionale e dei servizi, i quali affiancheranno docenti e genitori. Per il reclutamento dei prof è previsto un albo regionale. Le novità riguardano i concorsi che potranno essere banditi dalle reti di scuole e secondo i posti realmente disponibili. Il reclutamento avrà carattere triennale con vincolo di permanenza nella scuola di assegnazione. Al termine sarà la stessa a scuola a confermare il docente, valutando l'attività didattica svolta. Inoltre, la professione dell'insegnante sarà articolata nei tre livelli di docente ordinario, esperto e senior. Scelta che introdurrebbe, per la prima volta, la carriera per i professori: attualmente non è prevista alcuna progressione professionale e gli aumenti stipendiali sono legati soltanto all'anzianità di servizio. LO SCONTRO ALLA CAMERA La presidente «azzurra» della commissione Cultura, Valentina Aprea, sospende il comitato ristretto e rinvia ai capigruppo «Non passerà». Valentina Aprea, presidente Pdl della commissione Cultura della Camera, ha bloccato ieri la norma leghista CONTRASTO

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Esame di dialetto per i professori, la Lega frena: bufala. La Gelmini apre (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 29-07-2009)

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IL MINISTRO GELMINI: Esame di dialetto, adesso la Lega frena Cota: «Il presunto esame? Una bufala. La proposta è quella di test pre selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione». Così il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota torna sulla questione dei test di dialetto per i professori, replicando alle critiche e fornendo maggiori dettagli sulla proposta avanzata dal Carroccio. Oggetto della precisazione di Cota le polemiche sorte in commissione Cultura della Camera sul test in dialetto per insegnanti proposto da Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea. «Il presunto esame di dialetto - spiega Cota - è una bufala. La proposta è quella di fare dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici (a scanso di equivoci si allega il testo dell'emendamento dove la questione del dialetto non compare nemmeno). Quella che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più "generose" e università più "rigorose". Come si può evincere dal testo dell'emendamento il test dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali». «Quanto alle dinamiche del confronto in Commissione vorrei precisare - aggiunge l'esponente leghista - che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico ciò riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti». «SULLA PROPOSTA DELLA LEGA POSSIAMO RAGIONARE» - Anche il ministro Gelmini ridimensiona la portata della polemica tra Pdl e Lega venutasi a creare in Commissione proprio sull'ipotesi di un esame di dialetto per i professori: «Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili. Sui giornali è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola. E non c'è alcuna distanza tra Pdl e Lega». In Commissione non si «stava discutendo di un testo del governo», ci tiene a precisare il ministro, sottolineando tra l'altro che «sulle tradizioni locali si può ragionare». stampa |

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La Lega: nessun test per il dialetto La Gelmini: sì alla cultura locale (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)

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ROMA L’esame di dialetto? Una bufala, una distorsione della proposta leghista. Lo spiega il portavoce del Carroccio Cota, proprio mentre la Gelmini lancia segnali d’apertura. «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili- dice il deputato leghista-. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione. Punto primo: il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici ( nel testo dell’emendamento la questione del dialetto non compare nemmeno). Quella che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perchè come sappiamo ci sono università più “generose” e università più “rigorose”». Dal ministro, intanto arriva un’apertura. L’idea di dedicare più attenzione alla storia locale nelle scuole «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare. Non c’è su questo tema - ha spiegato Gelmini - nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. È una polemica distante dalla realtà». La Lega Nord « ha sollevato un problema importante come quello della continità didattica, cioè - ha precisato il ministro - del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l’anno scolastico e possibilmente per il biennio».«Questa proposta - ha aggiunto Gelmini - è condivisa da tutta la maggioranza, si tratta di capire come declinarla. Ed è allo studio una proposta per legare la docenza al territorio quindi di questo si è discusso ieri».«Per quanto riguarda lo studio del dialetto e delle tradizioni locali, un tema molto caro alla Lega, questo - assicura il ministro dell’Istruzione - sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Quest’anno abbiamo fatto partire le riforme e siamo alle prese con queste. Quando affronteremo il tema dei programmi affronteremo questa proposta della Lega». Ma la Gelmini si dice convinta che «la maggioranza non faticherà a trovare un accordo anche sul tema della continuità didattica e sui temi delle tradizioni locali, come ha fatto per altre importanti decisioni».

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Test dialetto a prof, Lega:una bufala.Gelmini apre su tradizioni (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 29-07-2009)

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ROMA (Reuters) - Intervenendo nel dibattito suscitato dall'idea del Carroccio di test di storia, tradizioni e dialetto per i professori che devono essere ammessi all'insegnamento, il leghista Roberto Cota ha detto oggi che "il presunto esame di dialetto è una bufala" mentre il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto che "sulle tradizioni regionali si può ragionare". Ieri, durante l'esame di un progetto di legge di riforma della scuola in commissione Cultura alla Camera, la Lega Nord ha chiesto che i docenti, per essere ammessi all'insegnamento, debbano superare un test sulla storia, le tradizioni e il dialetto della regione in cui intendono lavorare. Critica sulla proposta il presidente della Commissione, Valentina Aprea del Pdl, secondo cui la discussione sarebbe dovuta riprendere in aula, ma il Carroccio -- che da tempo lamenta la presenza di troppi professori meridionali nelle scuole del Nord -- si è opposto e la discussione è stata sospesa. "Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili (...). Il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione", ha spiegato oggi in una nota Cota, presidente dei deputati della Lega. "Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici. Quella che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più 'generose' e università più 'rigorose'", ha puntualizzato. "Quanto alle dinamiche del confronto in commissione (Cultura) vorrei precisare che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico ciò riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti", ha concluso Cota. Intanto il ministro dell'Istruzione ha detto oggi, parlando ai microfoni delle tv, che "sulle tradizioni locali si può ragionare". Ieri sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale ha invitato i colleghi deputati a valutare, nell'esame della riforma, "il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale". "Si tratta di una questione che non può essere opinabile, ma che deve essere riferita soltanto a quel che c'è scritto nella Carta", ha detto in aula Fini, dopo che l'opposizione del Pd aveva rilanciato in aula le sue critiche al progetto.

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Test di dialetto ai professori, ''è una bufala'' (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-07-2009)

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29 luglio 2009 - 14.17 (Ultima Modifica: 29 luglio 2009) Roberto Cota ROMA - "Il presunto esame di dialetto è una bufala". Così il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota è tornato sulla questione dei test di dialetto per i professori in arrivo da altre Regioni, replicando alle critiche e fornendo maggiori dettagli sulla proposta avanzata da Paola Goisis del Carroccio. "Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili - ha affermato Cota -. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle". "La proposta è quella di fare dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione - ha spiegato il presidente dei deputati della Lega Nord -. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici. Quello che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più "generose" e università più "rigorose"". Quanto alle dinamiche del confronto in Commissione, 'esponente leghista ha precisato "che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto". "Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili - ha affermato il titolare del Dicastero dell'Istruzione e dell'Università -. Sui giornali è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola. E non c'è alcuna distanza tra Pdl e Lega".

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Test di dialetto ai prof, la Lega frena Gelmini: legare i docenti al territorio (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 29-07-2009)

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ROMA Sembra destinata a sgonfiarsi rapidamente la polemica sui test in dialetto nella scuola proposta dalla Lega Nord. «Non si stava discutendo di un testo del governo», anche se «sulle tradizioni locali si può ragionare» spiega il ministro dellIstruzione Mariastella Gelmini a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Le polemiche erano nate in commissione Cultura della Camera con la proposta di un test di dialetto per insegnanti da parte di Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea. Il ministro non rifiuta in toto la proposta avanzata dalla Lega e che tante polemiche ha suscitato ma ridimensiona la polemica: «Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili. Sui giornali - prosegue Gelmini - è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola. E non c’è alcuna distanza tra Pdl e Lega». Ma sono gli stessi esponenti della Lega, con il capogruppo Roberto Cota, che fanno un mezzo passo indietro. Il capogruppo alla Camera Cota precisa che «il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione». «Nel testo dell’emendamento - osserva l'esponente del Carroccio - la questione del dialetto non compare nemmeno». Mariastella Gelmini vede il lato positivo e osserva che «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare». Il ministro dell’Istruzione, assicura che «non c’è su questo tema alcuna conflittualità tra Lega e Pdl. È una polemica distante dalla realtà», perchè la Lega «ha sollevato un problema importante come quello della continità didattica, cioè del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l’anno scolastico e possibilmente per il biennio». «Esprimo solidarietà al governo - aveva intanto ironizzato il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione - perchè i giornali non lo capiscono mai. Forse se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno fraintendimenti». Secca bocciatura di tutta la vicenda invece da parte del Pd. «Adesso basta - sbotta Beppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. Forse il ministro Gelmini non ha chiaro che qui non sono in gioco i rapporti fra Pdl e Lega ma la difesa della serietà della scuola. Le sue dichiarazioni sono troppo evasive: non faccia il "Sor Tentenna", intervenga con chiarezza e non cercando di conciliare l’impossibile».

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Cresce l'emergenza per i tagli al sostegno (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

sindacati scuola Cresce l'emergenza per i tagli al sostegno «Colpo all'occupazione e problema sociale» I tagli nel mondo della scuola continuano, diminuiscono anche i posti di sostegno, causando gravi difficoltà per l'assistenza agli alunni disabili. Tagli anche per quanto concerne l'utilizzazione di docenti per la lotta alla dispersione scolastica, anche questa diminuzione crea problemi di una certa rilevanza, soprattutto in quelle scuole ubicate nelle zone a rischio. Le informazioni fornite dalla direzione scolastica regionale alle organizzazioni sindacali della scuola hanno confermato il taglio in organico di fatto, fra l'altro molto pesante, nel settore del sostegno. Infatti, è stato aumentato il rapporto alunni - posti dallo 0,14 per cento, portando la media regionale da 1, 73 a 1,87,. I posti che verranno a mancare a livello regionale sono pari a 693, divisi tra le varie province. Per quanto concerne Catania, il taglio si aggira sulle 112 unità, superiore a Catania è solo Messina(161), Palermo (119), tagli che non consentiranno, come si è detto, una assistenza didattica produttiva agli alunni disabili, che, fra l'altro, sarebbero costretti a frequentare la scuola in classi affollate. Sono stati tagliati, inoltre 51 posti riguardante l'utilizzazione dei docenti per la lotta alla dispersione scolastica. La ripartizione del taglio è stata effettuata seguendo il criterio della proporzionalità rispetto al numero dei posti assegnato lo scorso anno a ciascuna provincia, Catania, 6, Palermo 22. Secondo il segretario provinciale della Flc Cgil Fasciana «ancora una volta viene evidenziata con forza la scelta dell'amministrazione di tagliare i posti sul sostegno che oltre ad essere inaccettabile sotto il profilo sociale in quanto incide sui più deboli, è anche illegittima perché la contrazione prevista dal Ministro non avrebbe dovuto superare le 120 unità. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione e avvieranno immediate iniziative territoriali per evitare azioni di contrasto alle ingiustificate politiche sui tagli». Da parte sua il componente del direttivo nazionale dell'Andis, dirigente scolastico Santo Molino, preside dell'istituto Pestalozzi di Catania, rileva che «come associazione dirigenti scolastici era stato lanciato l'allarme sui perversi effetti della riforma >Gelmini sulla qualità della scuola e sugli aspetti quantitativi. In pratica era evidente il disegno del Governo di tagliare duramente le risorse umane e professionali nella scuola, nell'università e ricerca , soprattutto le risorse di docenti su quattro regioni., Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Il disegno, di ispirazione leghista, è stato congegnato in modo tale da far pesare la riduzione delle risorse soprattutto al Sud. In tal senso non appare casuale che l'unico ordinamento solamente sfiorato dalle riduzione di personale, appare quello della scuola a tempo pieno, pienamente diffuso nelle aree del centro nord del Paese. Per quanto concerne gli alunni disabili emerge con chiarezza che la scuola oggi fornisce, anche un significativo apporto in chiave di servizio sociale e solidarietà alle famiglie. Di questo passo si costringeranno le istituzioni scolastiche ad escogitare meccanismi di rifiuto, dribblando l'integrazione. In conclusione occorrono posizioni unitarie di tutela della scuola siciliana al fine di avere domani una Sicilia migliore, meglio investire sul progresso e sul fattore umano piuttosto che chiudersi in semplici e burocratici ragionamenti». MARIO CASTRO

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Zona balnearedesiderataanche dai vip (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

Zona balneare desiderata anche dai vip Una zona parecchio rivalutata, quella di contrada Isola. Perché prima della nascita del Grand Hotel, il Minareto è sempre stata una zona balneare poco sfruttata e scarsamente reclamizzata. Seppur «portatrice» di un paesaggio e dei posti davvero suggestivi un po' come tutta la zona di contrada Isola e del Plemmirio. Ecco perché la mega struttura a 5 stelle ha portato una ventata di... benessere in quell'area. Specie poi quando ci sono eventi di richiamo che aumentano la popolarità. Fino ad ora l'evento d'eccellenza rimane il «World Meeting of Sicilian Businessmen» di fine maggio. Ovvero il ritorno dei siciliani «d'eccellenza» per un meeting fra imprenditori e ricercatori che hanno fatto fortuna altrove ma adesso sono pronti a scommettere sulla loro terra d'origine. E poi? Fino ad ora, «siciliani d'eccellenza» a parte, l'unico «eccellente» è stato Claudio Baglioni in occasione del suo concerto al Teatro Greco di Siracusa. A detta dei responsabili il popolare cantautore romano ha trovato la struttura molto bella, si è soffermato a vedere Ortigia dal suggestivo terrazzo per almeno cinque minuti e ha poi cenato a lume di candela con la moglie. «Il trattamento che riserviamo a questa categoria di vip riguarda i servizi, diamo il massimo delle aspettative - sottolineò a suo tempo La Spina -. Questi personaggi non cercano lo sconto, ma l'efficienza, noi dobbiamo fornirla a un costo equo». Tanto che Baglioni ha alloggiato in una suite con vista su Ortigia, a strapiombo sull'acqua, con un prezzo di circa 800 euro al giorno. «Baglioni non sarà l'unico vip presente al Grand hotel Minareto in questa estate che è appena iniziata - rivelò La Spina il giorno dopo la partenza del cantante romano», perché alcune prenotazioni sono arrivate addirittura dal Governo Berlusconi (la Gelmini su tutti), e da alcuni deputati e senatori. Presenze illustri, insomma, come quella né smentita, né tantomento confermata, sul possibile arrivo del miliardario russo Roman Abrahmovic: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro staff. Una ulteriore conferma che la struttura sta avendo il successo che merita e che i vip l'hanno già scoperta e apprezzata».

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Prof, la Lega frena: test regionali e non di dialetto. E la Gelmini apre (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

IL MINISTRO: «Sulle tradizioni locali si può ragionare» Scuola, la Lega: «Test regionali per i prof, ma non di dialetto». E la Gelmini apre Cota: «La nostra proposta è quella di test pre-selettivi per accedere agli albi regionali» ROMA - «Sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione». Così il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota torna sulla questione dei test di dialetto per i professori, replicando alle critiche e fornendo maggiori dettagli sulla proposta avanzata dal Carroccio di test cui sottoporre i docenti in arrivo da altre Regioni. Oggetto della precisazione di Cota le polemiche sorte in commissione Cultura alla Camera sulla proposta avanzata dalla leghista Paola Goisis come emendamento al testo di riforma proposto dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea. «Il presunto esame di dialetto - spiega Cota - è una bufala. La proposta è quella di fare dei test pre-selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici (a scanso di equivoci si allega il testo dell'emendamento dove la questione del dialetto non compare nemmeno). Quella che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più "generose" e università più "rigorose". Come si può evincere dal testo dell'emendamento il test dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali». «Quanto alle dinamiche del confronto in Commissione vorrei precisare - aggiunge l'esponente leghista - che il ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico ciò riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti». La polemica, dunque, sembra destinata a sgonfiarsi. «Sono assolutamente d'accordo con il presidente Cicchitto. Le proposte di riforma della scuola le deve fare il ministro Gelmini e non devono essere affidate a estemporanee proposte anche se provenienti da presidenti di Commissione» ha voluto tra le altre cose sottolineare Cota. «SULLA PROPOSTA DELLA LEGA POSSIAMO RAGIONARE» - A ridimensionare la portata della polemica tra Pdl e Lega venutasi a creare in Commissione proprio sull'ipotesi di un esame di dialetto per i professori ci pensa lo stesso ministro Gelmini: «Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili. Sui giornali è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola. E non c'è alcuna distanza tra Pdl e Lega». In Commissione non si «stava discutendo di un testo del governo», ci tiene a precisare il ministro, sottolineando tra l'altro che «sulle tradizioni locali si può ragionare». stampa |

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MA CHE DIALETTI! (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 29-07-2009)

Argomenti: Scuola

29/7/2009 Lega: "Test regionali per i prof" "Nostra proposta non prevede dialetto" Il leghista Roberto Cota è tornato sulla questione dei test di dialetto per i professori. "La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, previsti dalla proposta di legge in discussione", ha detto Cota aggiungendo: "Il test dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione sul dialetto che viene fatta dai giornali". Insomma, precisa infastidito l'esponente del Carroccio, "sarebbe veramente il caso di smetterla di fare polemiche inutili. Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle. Inoltre occorre rappresentare correttamente le dinamiche del confronto in Commissione" E così spiega i contenuto della tanto critica proposta: "Punto primo: il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici ( nel testo dell'emendamento la questione del dialetto non compare nemmeno). Quella che bisogna eliminare è la sperequazione che si crea dando esclusivo peso alla valutazione dei titoli scolastici, perche' come sappiamo ci sono università più 'generose' e università più 'rigorose'". Per questo, continua, "come si può evincere dal testo dell'emendamento il test dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali" Punto secondo: "quanto alle dinamiche del confronto in Commissione - conclude il Presidente dei deputati della Lega Nord - vorrei precisare che il Ministro Gelmini è la prima a ritenere che sia necessario quell'approfondimento al testo Aprea da noi richiesto. Dico cio' riaffermando una maggiore valorizzazione della cultura locale nel processo formativo degli studenti e degli insegnanti".

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"Carta d'intenti" per educare alla legalità ambientale e allo sviluppo sostenibile (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

"Carta d'intenti" per educare alla legalità ambientale e allo sviluppo sostenibile (29/7/2009 19:16) | (Sesto Potere) - Roma - 29 luglio 2009 - , nella Sala stampa di Palazzo Chigi, i Ministri Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo hanno firmato la “Carta d’intenti” tra il ministero dell’Ambiente e il ministero dell’Istruzione in materia di “Scuola, ambiente e legalità”. L’obiettivo è di insegnare ai giovani, all’interno delle lezioni di “Cittadinanza e Costituzione”: la comprensione delle problematiche riferite alle componenti naturali, paesaggistiche, culturali dell’ambiente e del territorio in cui vivono; la consapevolezza che è possibile rispettare, conservare, tutelare e migliorare l’ambiente e il territorio; la riflessione sul valore dell’aria, dell’acqua, della terra come bene comune e come diritto universale. Gli strumenti per attuare tali obiettivi: migliorare la qualità dell’offerta formativa scientifica, tecnologica e professionale della scuola secondaria di II grado, statale e paritaria, inserendo i temi dell’educazione ambientale e della sostenibilità; attuare nella scuola dell’infanzia, primaria e nella scuola secondaria di I grado, statale e paritaria, pratiche didattiche sui temi dello sviluppo sostenibile e dell’educazione ambientale. Quanto alle azioni che potranno essere messe in atto: la valorizzazione della rete dei Parchi, quali luoghi significativi per la costruzione e la realizzazione di “pratiche” per la sostenibilità nel percorso di crescita degli studenti; la promozione di progetti quali “La scuola adotta un parco / il mare / la montagna…”, ovvero la creazione di reti di scuole che approfondiscano lo studio dei diversi ecosistemi e di ciò che maggiormente costituisce una minaccia, per realizzare attività di tutela dell’ambiente in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e la Guardia Costiera; il sostegno alla creazione di reti di “Volontari per l’ambiente” che vedano il coinvolgimento di genitori, studenti e docenti per la tutela del patrimonio ambientale. Saranno infine banditi i seguenti concorsi: un concorso, rivolto ai bambini delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie, “Le cose cambiano se…”, per raccogliere idee, proposte nonché suggerimenti per promuovere piccoli gesti quotidiani che aiutino a tutelare l’ambiente e il paesaggio. A fine anno scolastico le migliori idee/proposte e suggerimenti saranno raccolti e pubblicati. un concorso, rivolto alle scuole secondarie di I e II grado, “Scuola, Ambiente e Legalità”, per la miglior campagna di comunicazione elaborata dagli studenti su temi quali il riciclo dei rifiuti, il consumo sostenibile e la lotta all’ecomafia, da diffondere in tutte le scuole e nelle principali testate giornalistiche e canali televisivi. un concorso rivolto a tutte le scuole per realizzare esperienze educative e didattiche su tali temi. Le migliori proposte saranno scelte da un'apposita commissione e finanziate sulla base di un fondo stanziato con il concorso di entrambi i Ministeri interessati.

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Test per i prof, l'emendamento della Lega (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

«rispetto delle radici culturali» Test per i prof, l'emendamento della Lega Un Comitato regionale dovrà valutare anche l'influenza del «sistema valoriale» dei docenti sugli alunni Per iscriversi all'Albo regionale, il docente dovrà superare «test omogenei di valutazione con alcune domande chiave per verificare la conoscenza e la consapevolezza dei valori, degli scopi, degli obiettivi e dei requisiti generali dell'insegnamento». Così comincia l'emendamento che la Lega punta ad inserire nella riforma della scuola il cui esame è stato sospeso martedì in commissione Cultura della Camera. Si tratta di un emendamento che ripropone l'articolo 11 della proposta di legge sul "Reclutamento regionale del personale docente" presentata dall'intero gruppo della Lega alla Camera e che come primo firmatario il presidente Roberto Cota (la proposta di legge n.1710). In particolare, il "Comitato di valutazione regionale", così lo chiama la Lega, dovrà valutare, «le aspettative e gli obiettivi che gli insegnanti si pongono al fine di garantire il raggiungimento degli standard previsti e il possesso delle qualità personali e intellettuali adatte per diventare insegnanti». Poi dovrà accertare «la conoscenza delle proprie responsabilità future all'interno del sistema d'istruzione e sui metodi da attuare riguardo i bisogni educativi speciali meno diffusi relativi agli alunni disabili». IL COMITATO E IL SISTEMA VALORIALE» DEL CANDIDATO - Ma gli esaminatori dovranno dire la loro anche sulla conoscenza, da parte del docente, «di una vasta gamma di strategie per promuovere l'educazione alla cittadinanza, alla legalità e alla salute nonchè al rispetto delle proprie radici culturali». Perchè si possa concedere l'iscrizione all'Albo regionale, il Comitato dovrà quindi valutare l'influenza «che il sistema valoriale» del candidato potrà avere «sull'apprendimento degli studenti, influenzando il loro sviluppo fisico, intellettuale, linguistico, culturale ed emotivo». Il che tradotto, spiegano in ambienti parlamentari della Lega, significa che il Comitato dovrà valutare quanto, ad esempio, «il parlare napoletano di un professore possa influire nella formazione di studenti di altre regioni». Con gli ultimi due punti (le lettere c e d) si punterebbe insomma a fare una «selezione sulla base delle radici di appartenenza del docente e sui problemi che potrebbero derivare dall'avere un insegnante con un'altra cultura, altre tradizioni e altro dialetto rispetto agli alunni che invece provengono da altre realtà regionali». «LE TECNOLOGIE DIDATTICHE» - Infine, sempre lo stesso Comitato, dovrà valutare anche «la buona conoscenza delle tecnologie didattiche» che si hanno «sia nell'insegnamento, sia come supporto del ruolo professionale». Ma nel Pdl si fa notare, comunque, la contraddizione che esisterebbe tra quanto previsto nella riforma Gelmini laddove si chiedono almeno sei anni di formazione per gli insegnanti e il testo della Lega che invece «parla solo di "domande chiave" alle quali rispondere per ottenere l'iscrizione negli Albi regionali». stampa |

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Andrea Riello, lei da imprenditore del Nord come giudica la richiesta del Sud di avere più atte... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Andrea Riello, lei da imprenditore del Nord come giudica la richiesta del Sud di avere più attenzione dalla politica e di ricevere più fondi pubblici? «Non voglio entrare nel merito, tutto politico, delle legittime richieste di una parte del Paese» comincia col mettere le mani avanti Riello, che è presidente dell'omonimo gruppo, siede nel direttivo nazionale di Confindustria e ha guidato gli industriali veneti. «Però dico che lo scandalo dell'ospedale di Agrigento, quello con la sabbia nel cemento, è una prova lampante di tutto quello che non va nel Sud. Il Mezzogiorno chieda pure i soldi, ma prima le sue Regioni, e in particolare la Sicilia che è autonoma, devono dimostrare di saperli spendere in maniera efficace, questi soldi, e di non disperderli per strada, in una rincorsa smodata a corruzione, inefficienza, burocrazia, comitati inutili eccetera, come hanno fatto per cinquant'anni di fila». Ma è vero o no che il Sud riceve meno risorse del Nord? «Sì è vero. Ed è anche vero che gli sprechi ci sono ovunque. Però, se la sanità del Nord riceve 100 e spreca 5, ai cittadini del Nord arriva 95. Mentre invece se il Sud riceve 90 e spreca 50, ai cittadini del Sud arriva 40, ed è questo il vero motivo per cui i malati del Lazio e della Campania devono venire a curarsi qui, negli ospedali del Veneto. Il motivo del gap del Sud con il Nord non consiste, se non in piccola misura, nelle minori risorse destinate in partenza al Mezzogiorno, ma dalla disastrosa incapacità del Sud di gestire le risorse che ha. Finché durano queste condizioni, dare più soldi non servirebbe a nulla». E allora che cosa si fa? «Voglio essere provocatorio. Siccome il Nord è sempre stato generoso e solidale con il Sud, io sono disposto a essere ancora più generoso e più solidale: da contribuente sono pronto a dare al Sud il doppio di quello che il Mezzogiorno riesce a risparmiare, per fare un esempio, nella sanità. Ma questo solo dopo che il Sud ha dimostrato di saper risparmiare. Il Mezzogiorno ha alle spalle cinquant'anni che dimostrano qual è il metodo sbagliato di gestirsi». Ma se è un problema atavico non si risolverà mai... «Senta, capisco che è difficilissimo cambiare le cose al Sud e che la politica faccia fatica. Ma per cambiare c'è un solo metodo: le persone e le politiche sbagliate devono essere non premiate, con il regalo di nuove risorse pubbliche da gestire, ma castigate. Io vedo che nel Mezzogiorno sono sempre al loro posto i responsabili dei disastri dei rifiuti, della sanità eccetera, come se niente fosse. Così il Sud non va da nessuna parte». Vede una luce in fondo al tunnel? «Un esempio positivo secondo me è la riforma Gelmini dell'università, che prevede di punire con meno risorse le università inefficienti e di premiare con più risorse quelle più efficienti. Ecco, questa è l'unico modo di fare. Secondo me questo metodo va esteso alle gestione dei fondi pubblici al Sud: Dare soldi aggiuntivi solo alle amministrazioni pubbliche efficienti e neanche un euro in più a tutte le altre».

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Medie, non ci sarà nessuna pluriclasse (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Livinallongo. La 1ª e la 2ª rischiavano l'accorpamento. La buona notizia dall'Ufficio scolastico provinciale Medie, non ci sarà nessuna pluriclasse Il capo d'istituto Crepaz: «Sulla riforma Gelmini non caliamo l'attenzione» di Lorenzo Soratroi LIVINALLONGO. Non ci sarà nessuna pluriclasse alla scuola media di Livinallongo. La notizia viene dall'Ufficio scolastico provinciale. La prima e seconda media, che rischiavano l'accorpamento per la mancanza del numero minimo previsto per legge, avranno perciò rispettivamente 9 e 8 bambini. Nessuna deroga particolare, peraltro non prevista dalla legge, alla base del provvedimento. Solo una riorganizzazione della pianta organica degli insegnanti, che non è stata toccata da tagli. L'allarme sulle conseguenze che l'istituzione di una pluriclasse avrebbe potuto comportare lo aveva lanciato ancora l'ex sindaco Gianni Pezzei. In una missiva inviata all'assessore regionale Elena Donazzan, denunciava il rischio di una disgregazione della comunità, in quanto i genitori avrebbero trasferito i loro figli, soprattutto in Val Badia. Un appello che sembrava essere caduto nel vuoto, quando il 12 giugno l'Ufficio scolastico ha comunicato l'istituzione della pluriclasse. Anche se, si precisava, la decisione finale sarebbe stata presa all'atto della formazione della pianta organica definitiva. Problema che non è stato ignorato dalla nuova amministrazione comunale. «Con il presidente del consiglio di istituto», ricorda il consigliere comunale e assessore provinciale Daniela Templari, «abbiamo subito chiesto di incontrare il dirigente dell'Ufficio scolastico Domenico Martino, a cui abbiamo spiegato i problemi di un piccolo comune disagiato di montagna come il nostro. Inoltre gli abbiamo fatto notare che il problema si presenterà solo quest'anno, visto che le statistiche parlano, per i prossimi anni, di un incremento degli iscritti, che ci farà tornare ampiamente nei parametri di legge. Ci ha ascoltato con attenzione e assicurato che se l'organico sarà confermato, c'è lo spazio per gestirlo in modo da assicurare l'esistenza delle due classi». E così è stato. «Siamo soddisfatti di questa decisione», dicono all'unisono il sindaco Ruaz, la Templari e l'assessore all'istruzione Claudio Sorarui. «Per questo vorremmo ringraziare della sensibilità il dirigente Martino e quanti ci hanno dato una mano: il preside Andrea Serafini, il presidente Bottacin, il senatore Vaccari e l'onorevole Gidoni». Soddisfatto anche il presidente del consiglio di istituto, Andrea Crepaz. Che però avverte: «La legge Gelmini è deleteria per i comuni di montagna perché parla solo di numeri e qui spesso anche uno o due bambini sono un numero enorme. Dovremmo farci i conti sempre più spesso in futuro. Sempre che resti così formulata».

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Esame di dialetto ai prof, la Lega frena (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 30-07-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Scuola

Esame di dialetto ai prof, la Lega frena «Sono solo test regionali preselettivi». Levata di scudi da presidi e insegnanti Buttiglione (Udc) ironizza e critiche pesanti arrivano anche da esponenti del centrodestra di Gabriele Rizzardi ROMA. Sul test di dialetto per i professori la Lega frena. «Il presunto esame è una bufala. La proposta è quella di fare test preselettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti» spiega il presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota. Ma ad essere preoccupata per le sorti del governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori, definita «razzista» e «ridicola» da presidi, insegnanti, sindacati e opposizioni, non riguardi la riforma della scuola che porta il suo nome («Non c'è nessun rinvio. La legge è stata già approvata») ma una proposta che Paola Goisis della Lega Nord ha presentato come emendamento al testo di riforma messo a punto dalla presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Pdl). Quel che è certo è che la Gelmini sta ben attenta a non sbarrare la porta alla Lega. E dopo aver precisato che le riforme le fa il governo, assicura che un compromesso con Bossi si potrà raggiungere: «Il tema posto dalla Lega parla di come poter garantire continuità didattica agli insegnanti. Ed è giusto pensare di legare i docenti al territorio. Mentre sulle tradizioni, su cui si stanno portando avanti delle proposte, si può ragionare eventualmente in sede di revisione dei programmi». Il leghista Cota apprezza la precisazione e dà atto alla Gelmini di essere la prima a ritenere che sia «necessario» l'approfondimento al testo Aprea chiesto dal suo partito. La maggioranza, insomma, non correrebbe rischi e Paolo Bonaiuti ostenta sicurezza: «Non vedo motivi di allarmismo, perché nei fatti le rotture paventate dalla Lega non si sono mai realizzate». Resta il fatto che critiche pesanti arrivano anche da esponenti del centrodestra. Il governatore del Friuli, Renzo Tondo, e l'assessore alla Scuola della Provincia di Vicenza, Morena Martini, parlano di una proposta «inutile, anacronistica e provocatoria». Le critiche più pesanti vengono dalle opposizioni e dai sindacati. Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera, non nasconde la sua preoccupazione: «Stupisce che mentre la Lega cerca di simulare passi indietro per sgonfiare le polemiche sui test di cultura e dialetto, il ministro Gelmini non esisti a fare passi in avanti che ridicolizzano ancora di più la scuola pubblica». Partendo dalla convinzione che la Lega vuole spingere indietro il paese, il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, non esita ad usare l'arma dell'ironia: «Esprimo solidarietà al governo perché i giornali non lo capiscono mai. Forse se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno fraintendimenti...». Antonio Di Pietro vuole che il paese non sia diviso tra Nord e Sud ma tra «gente per bene ed evasori fiscali» mentre per l'Associazione nazionale dei presidi, la proposta leghista «ha un profilo di costituzionalità assai dubbio» ed è «irrealistica». Ancor più duro il commento degli insegnanti aderenti al Gilda: «E' una proposta discriminante e ingiusta, che riporta indietro al 1800, quando l'Italia era ancora divisa in stati e ognuno parlava il suo dialetto».

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Tremonti: "L'Italia non è in declino" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

I PIÙ RICHIESTI LA RECESSIONE Retroscena Tremonti: "L'Italia non è in declino" Infermieri, parrucchiere installatori di allarmi e programmatori informatici "Nel 2009 tornano i contratti a tempo indeterminato" La Corte dei Conti riavrà i poteri ispettivi che la nuova legge le avrebbe sottratto LE MISURE Decreto Sabato il Senato resterà aperto per il voto di fiducia Passa il Dpef con 21 «sì» di scarto ROSARIA TALARICO ROMA [FIRMA]STEFANO LEPRI ROMA Sabato, con voto di fiducia, il Senato convertirà in legge il decreto anticrisi, sapendo già che occorre cambiarlo. Il presidente della Repubblica promulgherà un testo che, senza questa promessa di ritocco, avrebbe avuto qualche difficoltà a firmare. Per qualche giorno, forse per un mese se il nuovo decreto sarà emesso a fine agosto, saranno in vigore norme destinate a cadere. Ma i parlamentari potranno andare in vacanza. In vista delle ferie, comunque, il governo punta sull'ottimismo. «Ottimi» appunto, sono i «segnali di ripresa» che il presidente del Consiglio afferma di vedere nella situazione economica; convinto come sempre che «la profondità dalla crisi dipenda dal fattore psicologico». Per questo motivo «io continuo a dire che bisogna continuare a spendere», insiste Berlusconi, mentre «il catastrofismo aggrava la crisi e la prolunga». «L'Italia non è in declino» e «la linea prudente adottata dal governo sta dando i suoi frutti» dice, nella stessa chiave, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Camera e Senato ieri hanno detto sì al programma economico quadriennale del governo, approvando il Dpef. Ma gli oltre cento voti di maggioranza di cui il governo dispone a Montecitorio si sono ridotti a dieci (254 sì, 233 no, maggioranza richiesta 244) a causa delle ferie e in parte del dissenso del «partito del Sud». Se le opposizioni fossero state presenti al completo (277), il Dpef sarebbe stato bocciato. Discutere di declino o no «è filosofia» ribatte il candidato alla segreteria del Pd Pierluigi Bersani: «Nel Dpef c'è scritto che nel prossimo anno ci saranno 8-9 miliardi in meno di investimenti pubblici mentre siamo in piena crisi economica. E' veramente un guaio, non si è mai visto un Paese in recessione che riduce gli investimenti». Il calo delle «spese in conto capitale» (termine burocratico per investimenti) nel 2010 era stato già rilevato nelle audizioni parlamentari del governatore della Banca d'Italia e del presidente della Corte dei Conti. La tesi di Tremonti è che i conti pubblici italiani peggiorano meno rispetto agli altri Paesi europei; e negli ultimi dati «le entrate tributarie sono in linea con le previsioni». Quello approvato ieri dal Parlamento, conferma, sarà l'ultimo Dpef, documento che gli pare poco utile e gravato da aspettative eccessive; dall'anno prossimo, con la riforma in corso di esame, gli sarà sostituita una più snella «Decisione di politica economica». Di quali precise modifiche apportare al decreto anticrisi il Consiglio dei ministri discuterà domani. Non sarebbe tecnicamente possibile approvare il nuovo decreto-legge dato che le norme da correggere non saranno ancora state promulgate. O il governo si riunirà di nuovo la settimana successiva oppure il nuovo decreto sarà rimandato a fine agosto, con il vantaggio di poter utilizzare in pieno tutti i 60 giorni che il Parlamento ha per la conversione in legge. E' confermato che non cambierà la norma che tassa le riserve auree della Banca d'Italia, uno dei punti posti dal presidente della Repubblica. Non è chiaro però come il governo uscirà dal pasticcio, visto che un'applicazione della tassa anche per una cifra modesta provocherebbe un ricorso della Bce alla Corte di Giustizia europea. Nulla sarà cambiato, assicura il ministro dell'Interno Roberto Maroni, nemmeno nella sanatoria per colf e badanti. Modifica certa invece per le norme che intralcerebbero le indagini anti-corruzione della Corte dei Conti, sulle quali il Capo dello Stato è stato severo. Così pure saranno restituiti al ministero dell'Ambiente i poteri di verifica sull'impatto ambientale delle nuove centrali, che erano stati cancellati. La vendetta della sciampista. Magari sarà anche colpa dell'accezione - quasi sempre dispregiativa - usata nei modi di dire, sta di fatto che le shampiste su piazza scarseggiano. A dirlo è una serissima indagine condotta da Unioncamere con il supporto del ministero del Lavoro. La sciampista è in quindicesima posizione nella classifica delle «30 figure elementari low skill più difficili da reperire nel 2009». «Low skill» (in inglese sembra meno brutale) vuol dire con bassa qualifica. E la Lombardia è la regione dove è più difficile trovare questa figura. Sempre per restare in ambito tricologico, in terza e quinta posizione si piazzano rispettivamente l'aiuto parrucchiere e il parrucchiere. Mentre l'installatore di allarmi detiene il primato assoluto con una percentuale di difficoltà di reperimento pari all'86,7%. La classifica, che indica quali siano le professioni qualificate più richieste, vede in testa gli infermieri (59,9%) seguiti da addetti al marketing, fisioterapisti, programmatori informatici e farmacisti. In pratica i settori su cui conviene puntare se si è in cerca di lavoro sono quello sanitario, energetico e ad alto tasso di innovazione. Sembra una contraddizione, ma nonostante la difficoltà di trovare personale in questi ambiti, le previsioni formulate da 100mila aziende con almeno un addetto dipendente, hanno mostrato una flessione del lavoro dipendente nel privato pari a quasi 213mila unità rispetto a fine 2008 (-1,9%). Secondo il Centro Studi Unioncamere la fase peggiore della crisi dovrebbe essere passata. Ciò significa che, nelle previsioni degli imprenditori, tra ottobre e dicembre la situazione economica internazionale potrebbe stabilizzarsi e le perdite occupazionali essere contenute in un ulteriore -0,2% (pari a circa altri 22.700 dipendenti in meno rispetto a fine 2008). E se da un lato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, invita i giovani ad «accettare qualunque tipo di posto di lavoro», dall'altro ha annunciato una più stretta collaborazione con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «per favorire una migliore comunicazione tra lavoro ed educazione, visto che emerge una fortissima carenza nell'orientamento dei percorsi educativi». Nel rapporto infatti viene messa in rilievo l'inadeguatezza «qualitativa» tra il profilo ricercato e l'offerta di lavoro, tanto che le imprese solitamente devono «ripiegare» su candidati con una qualifica diversa o più bassa, da formare in azienda successivamente. Secondo i dati l'occupazione si è ridotta maggiormente al Centro (-2,1% per complessivi 48.570 lavoratori in meno). Mentre il Nord Ovest dimostra di tenere testa alla crisi e registra il calo più basso di occupati (-1,6%). «Il modello produttivo italiano, contraddistinto dalla presenza della piccola impresa diffusa, profondamente radicata sul territorio ha reso possibile il contenimento della disoccupazione» afferma Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere «e ha una forte valenza di tenuta sociale». In generale, è vero che si fanno meno assunzioni, ma sono più qualificate. Inoltre alla contrazione dei contratti a tempo determinato prevista per il 2009 è associata una ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato e dei contratti di apprendistato (soprattutto nei servizi). Ad aver subito i contraccolpi maggiori dalla crisi è stata l'industria manifatturiera, dove le imprese prevedono un saldo fra nuove assunzioni e uscite di personale pari a -102.420 unità (-2,6% rispetto agli occupati a fine 2008). Possibili riduzioni di personale anche per alcune produzioni di punta del made in Italy come la moda, l'arredamento, i beni per la casa e il tempo libero, nei quali la diminuzione dei livelli occupazionali è compresa tra il 2,7% e il 3,5%.

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Scuola e dialetto, la Lega frena (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

LA DIDATTICA E IL CARROCCIO ISTRUZIONE Intervista Parla il ministro Scuola e dialetto, la Lega frena «Necessario però mettere fine al via vai di insegnanti tra Nord e Sud» Gelmini: "I professori si scelgano sul territorio" È bene che i docenti conoscano storia, tradizioni e lingua della regione in cui insegnano MAGGIORANZA DIVISA Commento infastidito Cicchitto: «Per noi prioritari sono i progetti del governo su Università e licei» FLAVIA AMABILE Paola Goisis ROMA ROMA Alla fine di ventiquattro ore di polemiche quello che è chiaro è soltanto che per il momento i professori non dovranno sottoporsi ad alcun test sulla conoscenza del dialetto se vorranno insegnare in una scuola di una regione diversa da quella da cui provengono. La riforma voluta dall'onorevole Valentina Aprea del Pdl è nelle mani del comitato ristretto, le ferie del Parlamento sono alle porte e fino all'autunno la questione non sarà in cima alle preoccupazioni dei politici. Non è chiaro invece che cosa è accaduto davvero. La Lega oggi ha diffuso un testo dell'emendamento in cui si parla del superamento di un test che valuterà, fra le altre cose, anche «l'influenza che il sistema valoriale può avere sull'apprendimento degli studenti, influenzando il loro sviluppo fisico, intellettuale e linguistico». Insomma, la tanto contestata parola «dialetto» non c'è e non è chiaro dove sia finita visto che ancora appariva in un'Ansa di ieri delle 13 e 41. Ieri i parlamentari del Carroccio erano molto arrabbiati. Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega, ha parlato apertamente di «una bufala». La proposta è, invece, «quella di fare dei test preselettivi per l'accesso agli albi regionali» e - precisa - «il test dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali». Ha smentito anche Paola Goisis, che ha presentato l'emendamento della discordia. «Non si è mai parlato nella nostra proposta di obbligo di conoscere i dialetti. Come potrei pretendere io veneta di parlare calabrese?». Probabilmente - prosegue - «la Aprea siccome ha visto il fallimento della sua proposta ha dovuto buttare un po' di fumo, attribuendo a me l'affossamento della sua proposta di legge che non era ben vista da tanti rappresentanti del Pdl». La Aprea non ci sta: «La riforma era ad uno stadio piuttosto avanzato, avevamo fatto molte audizioni e si era raggiunto un sostanziale accordo tra le forze politiche. Soprattutto con la Lega. Questo loro insistere sul test per i professori però non mi ha consentito di andare avanti con i lavori». Gelido il commento di Fabrizio Cicchitto che ricorda come fra Pdl e Lega non vi siano divisioni e che «prioritari per noi sono i progetti di riforma portati avanti dal ministro Gelmini sulla riforma dell'università e quella sui licei». Alla fine la Aprea incassa solo la solidarietà degli altri parlamentari del Pdl della commissione Cultura che stava lavorando alla riforma, da Barbieri a Granata. \ Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, ma davvero per insegnare nelle scuole lombarde si dovrà conoscere il dialetto? E quale? Quello di Milano, quello di Lecco o quello di Bergamo? «Legare il reclutamento degli insegnanti al territorio mi sembra giusto. Esiste un problema reale, molto sentito al Nord al di là dei colori politici, tanto è vero che il consiglio provinciale di Vicenza ha approvato una mozione bipartisan contro i dirigenti del sud». La Lega però nell'emendamento alla riforma Aprea chiede ai docenti un test d'ingresso per l'iscrizione all'Albo regionale in cui si valuterà, fra l'altro, «l'influenza» che il loro sistema di valori «può avere sull'apprendimento degli studenti, influenzando il loro sviluppo fisico, intellettuale, linguistico, culturale ed emotivo». «Il legame con il territorio è importante, bisogna mettere fine al via vai di insegnanti che arrivano al nord e poi vanno via dopo poco tempo minando la didattica. Ma bisogna trovare altri modi per riuscirci. Ci stiamo pensando. Si potrebbe legare il reclutamento alla residenza, ad esempio. Oppure alla regionalità». E si valuteranno anche le conoscenze sulla cultura del territorio? «Penso che si possa più utilmente inserire all'interno delle scuole un approfondimento con lo studio dei dialetti o della storia del luogo». Che fine farà la proposta della Lega sul reclutamento dei professori in base ai dialetti conosciuti? «Penso che questa proposta sarà superata da altri provvedimenti più facili da mettere in pratica ma in una ottica sempre di attenzione al territorio». Allora bisogna considerare questo episodio come l'ennesima puntata dello scontro fra Lega e Pdl sulla scuola che va avanti già da un anno? «Non esiste alcun problema con la Lega». Bossi non fu gentile con lei lo scorso anno quando sostenne che «per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro». «Dopo quell'episodio abbiamo lavorato molto bene insieme. La Lega è stata molto funzionale nel permettere di approvare le riforme, i loro voti e il loro appoggio non sono mai mancati. E' vero che Bossi ha capito che una scuola efficiente e che funziona è necessaria e quindi bisogna riformarla». Ministro, lei vuole mettere fine al via vai di insegnanti su e giù per l'Italia ma proprio il suo ministero ha dovuto dare via libera all'ingresso di 647 dirigenti scolastici meridionali che andranno a finire in gran parte nelle scuole del nord. «Non è stata una decisione di questo esecutivo, non facciamo altro che eseguire provvedimenti decisi dal governo Prodi e quindi immetteremo in ruolo questi dirigenti idonei sui quali in alcuni casi ci sono perplessità». Lei aveva previsto un accorpamento delle scuole con meno di 600 alunni. In quel caso gli attuali 10.450 dirigenti diventerebbero 8-9 mila con un risparmio di 3-5 milioni di euro. Per il momento però abbiamo soltanto 647 dirigenti in più che entreranno da settembre nelle scuole. «Accorpare è necessario per poter reinvestire in edilizia scolastica, in formazione, in incentivi. In alcune situazioni un solo dirigente per due scuole vicine può bastare, il piano di razionalizzazione è partito, e dal prossimo anno si dovrebbero vedere i risultati anche in termini di organico dei dirigenti scolastici». Ma, prima o poi, oltre ai tagli arriveranno investimenti per i docenti. Si riuscirà a aumentare le risorse per la loro formazione? «Stiamo pensando a sgravi fiscali e aiuti economici per i professori che vogliano investire nella loro formazione acquistando libri o aggiornandosi sulle nuove tecnologie». E il ministro Tremonti è d'accordo? «Si tratta di risorse che fanno parte del nostro budget, e quindi possiamo disporne liberamente. In tre anni prevediamo risparmi per 2 miliardi di euro e contiamo di redistribuirli su base meritocratica come avviene in altri Paesi». Quindi le scuole che meritano avranno fondi e incentivi? E su che base? «E' il grande lavoro che dovrà realizzare l'Invalsi, valutare ogni scuola per restituire loro credibilità. Soltanto dopo averle valutare potremo definire come incentivare il lavoro delle più meritevoli». www.lastampa.it/amabile

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scuola, ora la lega vuole test regionali per i professori la gelmini apre "discutiamone" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina LUCIANO NIGRO A PAGINA 10 Il Carroccio precisa "Non parlavamo di dialetto" Scuola, ora la Lega vuole test regionali per i professori la Gelmini apre "Discutiamone" SEGUE A PAGINA 10

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introvabili infermieri e informatici gli occupati calano dell'1,9% - giovanni parente (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Economia Studio Unioncamere-Welfare: a fine anno 213.000 lavoratori in meno nei servizi e nell´industria Introvabili infermieri e informatici gli occupati calano dell´1,9% GIOVANNI PARENTE ROMA - Non sempre chi cerca trova. Ci sono anche aziende che fanno fatica ad assumere figure sia ad alta che a bassa specializzazione. In un contesto nel quale gli imprenditori prevedono a fine anno una flessione dei dipendenti nell´industria e nei servizi pari all´1,9% rispetto al 2008: in pratica circa 213mila unità in meno. Un saldo negativo su cui incide la riduzione delle assunzioni programmate (-300mila) mentre il flusso in uscita (994mila) è in linea con l´anno passato. La stima, formulata su 100mila aziende con almeno un addetto, emerge dai dati del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere con il ministero del Welfare. Infermieri, addetti alla logistica e al marketing sono le tre professioni più qualificate per cui le imprese hanno maggiori problemi a coprire le posizioni vacanti. Per gli infermieri (4.480 posti richiesti in tutto l´anno), è circa del 60% la quota con problematiche di reperimento. Mentre per gli altri due profili il tasso si aggira intorno al 50%. La Lombardia è la regione in cui gli "ostacoli" a trovare queste tre figure sono più elevati. Consistente anche la richiesta di informatici e telematici. Nel complesso le figure high skill concentrano 113mila assunzioni (erano 172mila nel 2008) e per il 23,1% ci sono difficoltà. Anche i profili a bassa specializzazione non sono da meno. Per installatori di impianti d´allarme, la stima delle assunzioni nell´anno in corso è di 1.060 unità ma la difficoltà nel rintracciali è all´86,7% con la Campania che è più in affanno sulle altre regioni. Ma ci sono anche pavimentatori, parrucchieri, operatori socio-assistenziali. Excelsior sottolinea complicazioni nel "reclutare" 28mila figure utilizzate da imprese impiegate in politiche di risparmio energetico e tutela ambientale. «Lo spazio da colmare tra i fabbisogni di capitale umano di qualità e sistema della formazione - spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è ancora elevato. Questo gap è un freno a mano tirato rispetto alle potenzialità di sviluppo del sistema-Paese». Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato che a settembre presenterà con la collega all´Istruzione Mariastella Gelmini «un documento con le linee d´azione condivise per favorire un migliore raccordo tra educazione e lavoro». Il segretario confederale Cgil Fulvio Fammoni segnala, invece, che «la gravità della situazione occupazionale necessita di una rapida e precisa conoscenza dei dati per valutare l´andamento degli interventi già previsti e per decidere nuove azioni».

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Fondi sardi, lo strappo di Cappellacci (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Italiana Pagina 105 Fondi sardi, lo strappo di Cappellacci Il presidente della Giunta diserta il vertice col Governo sul Dpef --> Il presidente della Giunta diserta il vertice col Governo sul Dpef Il presidente della Regione Cappellacci ha disertato per protesta il vertice con il Governo. DAL NOSTRO INVIATO ENRICO PILIA ROMA A uno schiaffo si può replicare con una spallata. Bipartisan, però sempre di spallata si può parlare. «Voi non date i soldi alla Sardegna, fondi per realizzare strade, opere importanti per lo sviluppo, e io non partecipo all'incontro con lo Stato»: Ugo Cappellacci non ha esitato ed è rimasto chiuso nella sede della Regione, a Roma, anziché presentarsi al confronto con il Governo "amico". Con lui, in pieno accordo contro il Dpef, anche quasi tutti gli altri governatori. Quel documento che programma i finanziamenti alle regioni non piace a nessuno, soprattutto a chi - come Cappellacci - rappresenta una terra che ha ricevuto spiccioli, rispetto agli altri. Ecco perché allo schiaffo dal forte sapore di elemosina, il presidente della Sardegna, insieme a tutti gli altri più o meno scontenti, ha risposto disertando l'incontro fra Stato e amministrazioni regionali. LA GIORNATA Cappellacci è arrivato a Roma con alcune ore d'anticipo rispetto alle 15.30, l'orario previsto per l'avvio della conferenza, e proprio mentre viaggiava da Elmas a Fiumicino è stata presa la decisione nell'aria da 24 ore: disertare l'incontro del pomeriggio, atto di rottura al quale Cappellacci aveva aderito già prima di volare a Roma. È stato il presidente della conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, governatore dell'Emilia Romagna, a disegnare lo scenario in tarda mattinata: «Le Regioni lanciano un appello unanime al premier Berlusconi: siamo pronti a vederci la prossima settimana per ristabilire un terreno di dialogo». Un concetto chiaro, una protesta che ha un solo scopo, quello di riaprire il rubinetto dei fondi, ma non solo, perché il confronto-scontro è su temi forti come i fondi per il sociale, il ministero del Turismo nato senza il parere delle Regioni, una sanità quasi esclusivamente a carico delle amministrazioni, il federalismo che assomiglia sempre più al centralismo. «In questi mesi - ha detto Errani - abbiamo lavorato per ridurre al minimo i ricorsi alla Consulta. Ma se il governo dovesse continuare con atteggiamenti unilaterali, si riaprirebbe un conflitto di cui, è bene dirlo, non saranno responsabili le Regioni». LA REGIONE Cappellacci non è arrivato nella sede del ministero degli Affari regionali, a pochi passi da una bollente Fontana di Trevi, ma dopo aver incontrato l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, per affrontare la questione del trasporto delle merci da e per la Sardegna, si è chiuso nella sede della Regione e da lì è uscito solo per recarsi a Fiumicino: «Ho aderito senza esitare alla proposta del presidente Errani, ma avrei manifestato tutto il mio dissenso anche se a quella riunione avrei dovuto partecipare», dice Cappellacci, «per i danni che la Sardegna deve subire, dico no a questo Dpef e a questo minimo stanziamento per le infrastrutture che la Sardegna rivendica e merita». Poi, la speranza, anche alla luce delle risoluzione che Camera e Senato hanno approvato proprio sulle opere del Sud: «Confido ancora nella sensibilità del presidente Berlusconi, la Sardegna non sarà più trascurata». INCONTRO COL PREMIER Alla conferenza Stato-Regioni c'erano i ministri Fitto (padrone di casa), Gelmini, Calderoli, Brunetta e Zaia, con i viceministri Castelli (Infrastrutture) e Fazio (Sanità). Con Errani, per le Regioni era presente Iorio, vice di Errani e presidente del Molise. Con loro, un robusto schieramento di funzionari. Inutile, perché all'appuntamento di ieri non si è deciso nulla. Un piccolo risultato, le Regioni lo hanno ottenuto: «Accogliendo la richiesta, peraltro avanzata da molto tempo, del presidente Vasco Errani, si può ipotizzare in questi giorni un incontro con il presidente del Consiglio», così il ministro Fitto, prima di lasciare la sede di via della Stamperia. Meglio di niente.

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L'ultima iniziativa non è soltanto stupida, ma palesemente oscena ed incivile tanto da aver provocato reazioni radicalmente negative in tutti gli schieramenti. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa L'ultima iniziativa non è soltanto stupida, ma palesemente oscena ed incivile tanto da aver provocato reazioni radicalmente negative in tutti gli schieramenti. Proporre, come hanno fatto i parlamentari leghisti nella Commissione Cultura di Montecitorio, l'introduzione nell'ordinamento scolastico di un test per gli insegnanti «dal quale emerga la conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione nella quale intendono lavorare», significa ammettere, senza equivoci, il disconoscimento dell'appartenenza ad un'unica nazione formatasi nel tempo attraverso l'amalgama di culture e di storie diverse, la quale, piacia o meno, è l'Italia di tutti, anche di chi l'avversa in nome di un'altra «nazione», chiamata arbitrariamente Padania, frutto della fervida fantasia di agitatori degli anni Ottanta che colsero nel disagia di tanta gente in buona fede l'occasione per mettere in discussione lo Stato nazionale. I leghisti possono ignorare (e non ci stupisce) la formazione della nostra comunità e perfino irridere ad essa, ma non hanno alcun titolo per innestare le loro idiosincrasie separatiste nelle istituzioni formative. Con la singolare alzata d'ingegno, i titoli di studio, i curricula, le storie personali dei docenti dovrebbero svanire nel nulla. Sicuramente prevarrà il buon senso e l'emendamento leghista verrà, come merita, cestinato soprattutto dopo la minimizzazione che dell'accaduto ne ha fatto il capogruppo Cota; lascia comunque perplessi l'apertura del ministro Gelmini sull'insegnamento del dialetto nelle scuole. Resta comunque l'inquietudine che suscita l'esercizio costante del Carroccio finalizzato alla dissoluzione dell'unità morale, culturale e politica della nazione. La proposta avanzata, infatti, non è l'estemporanea provocazione di una forza di lotta e di governo. Essa è il sintomo denotante una studiata strategia volta alla costruzione di un «polo padano» il cui scopo è quello di succhiare sangue al Pdl e ridurlo, nelle regioni settentrionali, alla marginalità e, in prospettiva, all'irrilevanza elettorale. La partita che la Lega sta giocando, nell'indifferenza sembra del centrodestra, non è quella di contenere, come è stato scritto, l'improbabile deriva sudista del Pdl, ma, più ambiziosamente, è volta alla conquista dell'egemonia in un'area nevralgica del Paese attraversata da pulsioni disgregatrici del tessuto nazionale, particolarismi localisti, egoismi dilatatisi in maniera abnorme a fronte delle mancate risposte economiche e sociali da parte dei governi. In questo contesto, davvero esplosivo, ci sta di tutto, dallo sciovinismo più becero alla richiesta di misure estreme per risolvere problemi reali con metodi sbagliati. Perciò di volta in volta la Lega tira fuori i medici-spia, i presidi-spia, le ronde, il ritiro del contingente militare italiano dall'Afghanistan tanto per vellicare paure ed istinti primari delle popolazioni di riferimento. Ora è la volta del test di dialetto. E certamente non è finita qui. Come si comporterà il Carroccio quando la contesa sulle presidenze delle regioni del Nord renderà il confronto all'interno della maggioranza incandescente? In autunno, prevedibilmente, farà molto caldo. E Bossi non sembra aver voglia di raffreddare il clima. Se ne faccia una ragione il Cavaliere. E se può fronteggi per tempo l'effetto serra che rischia di tramortire la sua coalizione. Gennaro Malgieri

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"nuovi fondi per la falcone" il prefetto scrive alla gelmini - claudia brunetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Palermo Dopo il raid gara di solidarietà. I volontari: "Ronde di quartiere" "Nuovi fondi per la Falcone" Il prefetto scrive alla Gelmini CLAUDIA BRUNETTO Associazioni e istituzioni si stringono attorno alla scuola Falcone dello Zen, presa di mira dai vandali. A farsi avanti è anche il prefetto Giancarlo Trevisone, che chiederà al ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini un finanziamento straordinario per il ripristino del plesso della materna e della media, colpite in modo pesante dalle ultime incursioni. «La mafia – dice il prefetto – ci sfida distruggendo le scuole, da cui parte la nuova cultura. Ma noi siamo pronti a ricostruirle». Intanto, dalla Settima circoscrizione arriva l´invito ad autotassarsi per portare avanti gli interventi più urgenti e garantire così la riapertura della scuola materna a settembre: «La solidarietà non si può esprimere soltanto a parole», dice il consigliere Settimo Trapani. L´appello già lanciato da Domenico Di Fatta, preside dell´istituto, rimane quello di istituire un presidio delle forze dell´ordine all´interno della scuola. «è una cosa ormai necessaria», dice Davide Faraone, capogruppo del partito democratico al Comune. Intanto su Facebook è partita l´organizzazione di una manifestazione antimafia nel quartiere Zen 2. Chi lavora da anni a San Filippo Neri è invece pronto a organizzare ronde per proteggere la scuola. «Siamo convinti – dice Dario Tommino, presidente dell´associazione "Ragazzi di strada" – che questi episodi sono riconducibili a gravi bravate di ragazzi irresponsabili».

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Dialetto a scuolaLega in frenatama la Gelmini apre (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Dialetto a scuolaLega in frenatama la Gelmini apre la polemica Cota: «Una bufala l'esame di dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio Roma. L'esame di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in commissione cultura nell'ambito della riforma della scuola. «La proposta - spiega - è di fare dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla legge in discussione». L'idea di inserire il dialetto nelle scuole «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare. Non c'è, su questo tema, nessuna conflittualità fra Lega e Pdl», dice però il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini. «La Lega ha sollevato un problema importante come quello della continuità didattica, cioè del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l'anno scolastico e possibilmente per il biennio. Questa proposta è condivisa da tutta la maggioranza, è allo studio una proposta per legare la docenza al territorio. Per quanto riguarda lo studio del dialetto, il tema sarà affrontato in sede di revisione dei programmi». Il capogruppo dei Democratici in Senato, Anna Finocchiaro, parla invece di «cose inammissibili in un Paese unito», e chiosa: «Il governo è stritolato tra i ricatti della Lega e il fantomatico Partito del Sud». servizio >> 2 30/07/2009

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(sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

«Insegnante in mensa? Paghino le famiglie» finale, chiesti sei euro per alunno Succede alla scuola media "Aycardi-Ghiglieri", con sede a Finale e istituti distaccati a Borgio Verezzi e Pietra 30/07/2009 FINALE. È stata una lettera arrivata nelle case di numerose famiglie di ragazzi, iscritti alla scuola media statale "Aycardi-Ghiglieri", con sede a Finale ed istituti distaccati anche a Borgio Verezzi e Pietra, a sollevare un vero e proprio polverone nel bel mezzo delle vacanze estive. A far andare su tutte le furie molti genitori che hanno ritenuto la richiesta immotivata, è stata la comunicazione in cui infatti è specificato che le famiglie dei ragazzi che hanno scelto la formula didattica che prevede le 30 ore di lezione e il sabato libero e quindi due pomeriggi di lezione la settimana, con rientro in classe, dovranno versare 6 euro al mese, 60 euro per l'intero anno scolastico, per poter pagare le insegnanti addette all'assistenza durante la mensa. Infatti i ragazzi non possono essere lasciati soli senza un adeguato controllo da parte delle insegnanti. «E' una decisione che è stata presa all'unanimità dal consiglio d'istituto e dal collegio docenti e da me condivisa in quanto la riforma scolastica prevede che gli insegnanti si limitino a fare, per quanto riguarda la formula delle 30 ore, le 18 ore di lezione - ha esordito il dirigente scolastico Pierluigi Ferro -. E per di più se lo scorso anno avevamo tre insegnanti di lettere per tre classi, quest'anno sempre la riforma ci impone di avere due insegnanti per quattro classi». Il Ministro taglia e la scuola chiede aiuto economico alle famiglie per pagare un servizio che, a detta degli organi scolastici, potrebbe essere evitato e che le famiglie hanno richiesto esclusivamente per loro comodità. Ma non è un segreto che lo scorso anno, già alla scuola primaria, a Pietra, venivano chiesti piccoli contributi economici per poter acquistare cancelleria varia necessaria. «Avremmo potuto prelevare la somma necessaria per garantire il servizio di assistenza dal fondo di riserva della scuola - ha spiegato Ferro - solo che si tratta di un fondo riservato a finanziare corsi di recupero e laboratori. Insomma per scopi esclusivamente didattici. Pertanto abbiamo ritenuto opportuno chiedere un aiuto, comunque limitato alle famiglie che desiderano poter disporre del sabato libero. Comunque la decisione ultima resta ai genitori che, se non sono d'accordo a versare tale quota, possono comunque mandare i propri figli a scuola tutte le mattine, rinunciando al sabato libero. «Dovremo anche valutare se riusciremo ad organizzare tutti i laboratori didattici come abbiamo fatto gli scorsi anni - ha concluso Ferro - considerato i problemi di disponibilità di personale nati a seguito della riforma scolastica Gelmini». Silvia Andreetto 30/07/2009

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La patologia politicadell'autoreferenzialità (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

La patologia politicadell'autoreferenzialità carlo stagnaro Ci sono due questioni che agitano l'estate della politica e affollano le pagine dell'informazione scritta e parlata. Due questioni che, con espressione stucchevole, verrebbe da definire molto simili perché molto diverse. Si tratta della rivolta dei colonnelli meridionali del Pdl contro il presunto nordismo del governo da un lato, e dall'altro della protesta della casta universitaria contro la riforma Gelmini. Fenomeni molto distanti, ovviamente, ma pure accomunati da una serie di tratti di primaria importanza. Per esempio, non è che l'esecutivo si sia reso finora protagonista di inattesi balzi in avanti: non nella gestione della questione meridionale, e nemmeno nel tentativo di gestire in modo più efficiente la galassia delle accademie italiane. È piuttosto un gioco di segnali, o forse la sensazione di un fine corsa ormai vicino: il degrado dell'Università, delle istituzioni e dell'economia del Sud ha raggiunto un livello insostenibile. E poiché, come usava dire Albert Einstein, una possibile definizione di follia è continuare a fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi, va di pari passo un tentativo più o meno timido di sviluppare politiche alternative. Che, a loro volta, necessariamente dovranno ispirarsi a un principio comune, perché comune è l'ingrediente alla base del fallimento degli aiuti al Mezzogiorno e della nostra istruzione di più alto livello: in entrambi i casi, siamo di fronte a enormi sprechi di denaro pubblico. Nel caso dell'Università, la lettura - per citare uno studio particolarmente informato - dell'indagine di Roberto Perotti, "L'università truccata" (Einaudi), fornisce un'immagine assieme realistica e terrificante. L'Università italiana non è costruita a favore degli studenti: il suo obiettivo non è, dunque, quello di fornire adeguata preparazione ai ragazzi, per attrezzarli al mondo del lavoro o a quello della ricerca. L'erogazione di conoscenza è, al massimo, un target secondario che viene più o meno raggiunto grazie alla generosità di individui perbene e al residuo di dignità che ancora anima tanti professori. L'Universitàè, però, progettata per soddisfare altro: le esigenze del suo personale, docente e non docente. È ritagliata, di conseguenza, sui loro ritmi e sulle loro richieste. Le mille sedi universitarie, i centomila corsi di laurea, i milioni di materie del tutto inutili non servono ad altro che a garantire il quieto vivere di chi in quelle sedi lavora, quei corsi li governa, quelle materie le insegna ai muri e alle sedie. Quanto al Sud, ci sarebbe poco da dire che non sia già stato detto, se il già detto fosse stato ascoltato in qualche misura e compreso minimamente. Invece, c'è ancora molto da ripetere: come hanno fatto, ieri, Luigi Leone sul Secolo XIX e Alberto Bisin sulla Stampa, fornendo rispettivamente una lettura politica del "partito meridionalista", e un'analisi della scacchiera economica su cui le pedine del Pdl si muovono. Le loro analisi sono, non sorprendentemente, del tutto convergenti. «Le vere ragioni che spingono i protagonisti dell'operazione», ha scritto Leone, vanno cercate in «una classe politica meridionale che vede seriamente messa in pericolo la propria stessa sopravvivenza». Parole che trovano un complemento naturale in quelle di Bisin: «La spesa pubblica è gestita al Sud in modo spaventosamente clientelare e quindi inefficiente». Sud e Università - ma si potrebbe dire lo stesso virtualmente di ogni altro settore dominato dall'attore pubblico, come la sanità giusto per fare un solo esempio - sono manifestazioni differenti della medesima patologia: la naturale irresponsabilità di un ceto dirigente autoreferenziale, che non può essere chiamato a rispondere dei propri fallimenti. Si può discutere sulla bontà delle ricette che vengono proposte, ma difficilmente esse potranno rendere le cose peggiori di come sono. O delineare prospettive di crescita più basse ancora. 30/07/2009 ai limitiIl degrado dell'Università, delle istituzioni e dell'economia del Sud ha raggiunto un livello insostenibile 30/07/2009 Bruno Vespa Nel 1997 andai a trovare alcuni degli otto Serenissimi che nella notte tra l'8 e il 9 maggio di quell'anno avevano "espugnato" il campanile di San Marco. Per quel reato da operetta, nel quale avevano impiegato perfino un ferro vecchio travestito da carro armato (il mitico "tanko"), i Serenissimi ebbero una condanna che non si infligge nemmeno per gli omicidi meno gravi. Ma tant'è. Uno, il capo, lo incontrai in carcere. Altri, i gregari, agli arresti domiciliari. Erano persone certamente esaltate, ma del tutto innocue. Vivevano molto accuditi dai vicini nelle case semplici della gente modesta. Mi colpì, tuttavia, la ricchezza di enormi volumi che raccontavano la storia della Serenissima: li avevano comperati a rate, accollandosi un debito cospicuo. Ma quella era la loro vita. Erano convinti di vivere ancora nella Repubblica di Venezia, considerando invalidi sia la resa a Napoleone del 1797 sia il referendum di annessione all'Italia del 1866. Dissi a Umberto Bossi, che all'inizio li aveva presi per provocatori manovrati dai servizi segreti, che i Serenissimi erano un po' fresconi, ma brava gente. E mi convinsi che nelle scuole italiane sia giusto insegnare ai ragazzi la storia della loro terra, oltre a quella della loro nazione. Proprio per il rispetto che nutro verso quest'ultimo aspetto delle battaglie leghiste, mi permetto di giudicare come una provocazione inutile e anzi dannosa (per la Lega stessa) la proposta di sottoporre agli esami di dialetto gli insegnanti che vadano a prestare servizio nel Nord. La decadenza della nostra scuola esige innanzitutto che si torni a insegnare un perfetto italiano, un buon inglese e - magari - una seconda lingua straniera. Il dialetto, che per un ignorante è un limite e per una persona colta un arricchimento, si conservi pure in famiglia. La scuola serve ad altro. C'è tuttavia un problema politico da non sottovalutare. La Lega Nord non è più soltanto il custode armato della Padania, l'Alberto da Giussano dei tempi nostri. Si sta radicando in Emilia Romagna e attraverso la Toscana, l'Umbria e le Marche è scesa fino nel Lazio. Per di piùè un decisivo alleato di governo per Silvio Berlusconi e il Popolo della libertà. L'incremento dei voti e la loro crescente distribuzione geografica aumentano le responsabilità della Lega, che va qualificandosi sempre più come grande partito nazionale. A che servono dunque iniziative che, se malintese, possono perfino suonare come razziste? La Lega è molto cresciuta, come potere, ma anche qualità della sua classe dirigente. Miete voti in sede locale perché ha molti amministratori bravi, concreti e quasi sempre prudenti. Non a caso si è riversata sulla Lega nel Veneto, in particolare, una parte del vecchio elettorato democristiano. Questa gente - sensibile all'autonomia finanziaria e alla sicurezza - apprezza trovate come quella degli esami di dialetto agli insegnanti? È sicuro Bossi di non perdere proprio quell'elettorato prudente che non ama gli eccessi? Chieda consiglio a una donna saggia, sua moglie Manuela. È siciliana e ha insegnato a lungo. Si fidi della sua risposta. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno. 30/07/2009

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(sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

«Test regionali per i prof» La Lega insiste, «ma non c'è l'esame di dialetto». E la Gelmini apre ROMA. La Lega fa un passo indietro sul dialetto, ma tira dritto sui test regionali per gli insegnanti. Mentre il ministro dell'Istruzione Gelmini apre, trascurando la smentita leghista: «L'idea di inserire il dialetto nelle scuole è una proposta su cui ragionare. Sulla scuola non c'è nessuna divisione tra Pdl e Lega». Un auspicio, più che una verità, perché nella già agitata maggioranza il tema scuola ha seminato nuove tensioni. E parecchia confusione. Gli effetti di una proposta di legge della Lega, secondo cui gli insegnanti andrebbero selezionati tramite un test che valuti «la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». Una prova che sarebbe indispensabile per l'iscrizione ai cosiddetti albi regionali, e in cui la Lega voleva inserire anche un test di dialetto per gli aspiranti docenti. Ieri, di fronte alle reazioni indignate dell'opposizione e ai tanti mal di pancia anche nel centrodestra, il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota, ha fatto marcia indietro: «Il presunto esame di dialetto per i professori è una colossale bufala, prima di protestare bisognerebbe leggere il testo della nostra proposta di legge». Ma a ingenerare confusione erano state proprio le parole delle relatrice del testo, la deputata leghista Paola Goisis: «Per l'iscrizione agli albi regionali, servirà una pre-selezione che attesti anche il livello di conoscenza della lingua della regione in cui vogliono andare ad insegnare». Cota però smentisce, e precisa: «La proposta dei test pre-selettivi, propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici, rimane. Vogliamo che non sia dato peso solo ai titoli scolastici, perché come sappiamo ci sono università più"generose" e università più"rigorose"». La Lega insomma insiste con i test regionali. E, sempre per bocca di Cota, sottolinea: «Le riforme le fa il ministro dell'Istruzione Gelmini, e non i presidenti di commissione». Ovvero il presidente della commissione Cultura, Valentina Aprea, fautrice di una riforma della scuola «che non ha nulla a che fare con la riforma Gelmini, già approvata dal Parlamento», come precisano dal ministero. Due giorni fa Aprea si era scontrata in commissione con la Lega, proprio sui test. E ieri ha replicato così a Cota: «Provo stupore e amarezza per il fatto che un capogruppo di maggioranza esprima tanta sfiducia nei confronti delle funzioni del Parlamento. In questo modo le Aule vengono esautorate». Presa tra due fuochi, Mariastella Gelmini prova a gettare acqua sul fuoco: «Sulla scuola non ci sono divisioni tra Lega e Pdl». Per dimostrarlo, non chiude la porta ai test, e di fatto sconfessa Cota: «Quella della Lega sul dialetto e sulle tradizioni locali è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare. Il tema sarà affrontato in sede di revisione dei programmi, e la maggioranza non faticherà a trovare un accordo». Gelmini quindi conferma indirettamente che il dialetto rientra nei test. Per l'ira dell'opposizione, scatenata contro il ministro. Manuela Ghizzoni del Pd sibila: «Mentre la Lega simula passi indietro per sgonfiare le polemiche sui test di cultura e dialetto locale, il ministro Gelmini fa passi in avanti che ridicolizzano ancora di più la scuola pubblica. Siamo di fronte a uno sconfortante balletto». La capogruppo dei Democratici in Senato, Anna Finocchiaro, parla invece di «cose inammissibili in un Paese unito», e chiosa: «Il governo è stritolato tra i ricatti della Lega e il fantomatico Partito del Sud». Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, la proposta sui test «è solo un altro modo per depistare dai problemi veri del Paese». Nella maggioranza, c'è chi ricorre all'ironia, come l'europarlamentare Clemente Mastella, campano doc: «Test di dialetto per i docenti? Il problema non è il nostro perché il dialetto napoletano è universale, e potremmo insegnare in tutte le università o scuole popolari del Nord. Il problema sarebbe loro, perché sarebbero non comprensibili nelle realtà meridionali». Duro invece il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado: «Quella della Lega è una proposta irrealistica, e dal profilo di costituzionalità assai dubbio. Se l'obiettivo è quello della qualificazione professionale, non è certo questo il modo per raggiungerlo». Mentre Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, afferma: «Un test regionale per i professori? Non sta né in cielo, né in terra. La formazione degli insegnanti è impostata su tre anni di laurea normale più due anni di laurea specialistica per gli aspetti didattici, il superamento di un concorso e un tirocinio di tre anni presso le scuole per la conferma: è un iter che offre garanzie adeguate di preparazione degli insegnanti». Tra tante polemiche, fa capolino il caso del Friuli Venezia Giulia, dove il 60% dei ragazzi a scuola studia il friulano. Una materia facoltativa, come la religione. L'articolazione delle ore viene decisa dai singoli istituti, mentre per la scelta degli insegnanti i direttori si basano sui titoli ufficiali e sui curriculum. L.D.C. 30/07/2009 l'ironia di mastella«I test di dialetto? Non è un problema nostro: la lingua napoletana è universale» 30/07/2009

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cgil contro gelmini "sulle università è contro il sud" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Bari I sindacati e i fondi stanziati Cgil contro Gelmini "Sulle Università è contro il Sud" Una nuova questione meridionale. Secondo la Flc Cgil è quella aperta sul tema della conoscenza: i provvedimenti ministeriali su scuola e università fanno sospettare «una subdola manovra antimeridionalista da parte di un governo sempre più succubo del federalismo bossiano». Da Bari il sindacato attacca l´approvazione in consiglio dei Ministri dell´Anvur, l´agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, che ha distribuito il 7 per cento del fondo di finanziamento ordinario, «con modalità selettive ispirate non da logiche di merito ma da discutibili principi: dei 27 atenei italiani promossi l´85 per cento è del nord». L´agenzia governativa ha "salvato" solo il Politecnico di Bari, tagliando i fondi a tutti gli altri atenei pugliesi. «Ma come può paragonarsi un ateneo "generalista" con università tematiche come i Politecnici? Che senso ha valutare allo stesso modo l´occupabilità di un laureato in Ingegneria con un laureato in scienze della formazione, soprattutto dopo i tagli della Gelmini sulle scuole meridionali?» chiede il segretario provinciale Claudio Menga. Per la Flc la qualità dell´Ateneo di Bari non può dipendere da un confronto con il contesto occupazionale di una città del Nord: «è un confronto minato in partenza, data la storica arretratezza occupazionale del Mezzogiorno».

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esame di dialetto ai prof, la lega frena (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Esame di dialetto ai prof, la Lega frena «Sono solo test regionali preselettivi». Levata di scudi da presidi e insegnanti Buttiglione (Udc) ironizza e critiche pesanti arrivano anche da esponenti del centrodestra di Gabriele Rizzardi ROMA. Sul test di dialetto per i professori la Lega frena. «Il presunto esame è una bufala. La proposta è quella di fare test preselettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti» spiega il presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota. Ma ad essere preoccupata per le sorti del governo e la tenuta della maggioranza è soprattutto Mariastella Gelmini che prova a smorzare i toni della polemica. «Non c'è alcuna distanza, nessuna conflittualità, tra il Pdl e la Lega sulla scuola. C'è stato solo un problema di comunicazione» assicura il ministro dell'Istruzione, che ci tiene a precisare come la proposta dei test in dialetto per i professori, definita «razzista» e «ridicola» da presidi, insegnanti, sindacati e opposizioni, non riguardi la riforma della scuola che porta il suo nome («Non c'è nessun rinvio. La legge è stata già approvata») ma una proposta che Paola Goisis della Lega Nord ha presentato come emendamento al testo di riforma messo a punto dalla presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Pdl). Quel che è certo è che la Gelmini sta ben attenta a non sbarrare la porta alla Lega. E dopo aver precisato che le riforme le fa il governo, assicura che un compromesso con Bossi si potrà raggiungere: «Il tema posto dalla Lega parla di come poter garantire continuità didattica agli insegnanti. Ed è giusto pensare di legare i docenti al territorio. Mentre sulle tradizioni, su cui si stanno portando avanti delle proposte, si può ragionare eventualmente in sede di revisione dei programmi». Il leghista Cota apprezza la precisazione e dà atto alla Gelmini di essere la prima a ritenere che sia «necessario» l'approfondimento al testo Aprea chiesto dal suo partito. La maggioranza, insomma, non correrebbe rischi e Paolo Bonaiuti ostenta sicurezza: «Non vedo motivi di allarmismo, perché nei fatti le rotture paventate dalla Lega non si sono mai realizzate». Resta il fatto che critiche pesanti arrivano anche da esponenti del centrodestra. Il governatore del Friuli, Renzo Tondo, e l'assessore alla Scuola della Provincia di Vicenza, Morena Martini, parlano di una proposta «inutile, anacronistica e provocatoria». Le critiche più pesanti vengono dalle opposizioni e dai sindacati. Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera, non nasconde la sua preoccupazione: «Stupisce che mentre la Lega cerca di simulare passi indietro per sgonfiare le polemiche sui test di cultura e dialetto, il ministro Gelmini non esisti a fare passi in avanti che ridicolizzano ancora di più la scuola pubblica». Partendo dalla convinzione che la Lega vuole spingere indietro il paese, il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, non esita ad usare l'arma dell'ironia: «Esprimo solidarietà al governo perché i giornali non lo capiscono mai. Forse se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno fraintendimenti...». Antonio Di Pietro vuole che il paese non sia diviso tra Nord e Sud ma tra «gente per bene ed evasori fiscali» mentre per l'Associazione nazionale dei presidi, la proposta leghista «ha un profilo di costituzionalità assai dubbio» ed è «irrealistica». Ancor più duro il commento degli insegnanti aderenti al Gilda: «E' una proposta discriminante e ingiusta, che riporta indietro al 1800, quando l'Italia era ancora divisa in stati e ognuno parlava il suo dialetto».

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prof e dialetti, gelmini apre alla lega - luciano nigro (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Cronaca "Non c´è distanza" Prof e dialetti, Gelmini apre alla Lega "Ragioniamo sulle tradizioni locali". E il Carroccio rilancia: esercito alpino del Nord Il ministro alla Istruzione: sul tema della scuola non c´è distanza tra i leghisti e le posizioni del Pdl LUCIANO NIGRO ROMA - Il ministro Mariastella Gelmini apre alla Lega Nord sui test per sbarrare l´"invasione" dei prof del sud in Padania. La tempesta scatenata dalla proposta di un esame di dialetto per chi vuole insegnare al nord non si placa, ma il governo, che teme lo scontro sulla scuola, lancia un salvagente al Carroccio. «Mai parlato di dialetti, solo test pre-selettivi sulla cultura e sulle lingue locali», si corregge il capogruppo leghista alla Camera Roberto Cota. E il ministro dell´Istruzione tende subito la mano: «Sulle tradizioni locali si può ragionare, non c´è distanza tra Pdl e Lega sul tema della scuola». Un´offerta di pace preventiva a Bossi che un anno fa chiedeva la testa e il dicastero della Gelmini e che ogni giorno crea un´occasione di scontro per bloccare sul nascere il partito del sud. L´ultima idea, la trasformazione del corpo degli Alpini in un vero e proprio esercito del nord, porta la firma di venti deputati leghisti che chiedono una corsia preferenziale nell´arruolamento per «i residenti nei comuni dell´arco alpino» con l´obiettivo dichiarato di «bloccare la crescita di volontari provenienti dalle regioni del sud». Prevedibile un altro putiferio dopo che la sortita del Carroccio sulla scuola ha fatto sollevare i sindacati degli insegnanti, i presidi, l´opposizione e ha spaccato la maggioranza di governo. «Cose inammissibili per un paese unito» protesta la presidente dei senatori pd Anna Finocchiaro. Sferzante la governatrice del Piemonte Mercedes Bresso: «La secessione linguistica è intollerabile». Per Giorgio Rembado dell´associazione nazionale presidi la proposta è «irrealistica oltreché incostituzionale». E se la Cisl ritiene «impensabile che la scuola prepari a frequentare le osterie e le sagre folcloristiche paesane», per Mimmo Pantaleo della Cgil l´iniziativa è pure «razzista e antimeridionalista». Anche nel Pdl la storia del dialetto provoca notevoli un mal di pancia. «Una boutade propagandistica, non passerà mai» si arrabbia Italo Bocchino, numero due del partito di Berlusconi alla Camera. Il presidente dei deputati europei Mario Mauro, invece, la prende con ironia e ringrazia la Lega «che vuole i docenti poliglotti». Uno scontro che non si placa neppure dopo il tentativo di Poalo Bonaiuti di minimizzare («I giornali non sanno cosa scrivere»), dopo la frenata lessicale di Cota che al posto dei dialetti inserisce le «lingue locali» e dopo l´apertura del ministro che considera «giusto legare i docenti al territorio». L´ex ministro Giuseppe Fioroni attacca: «Gelmini non può fare il sor tentenna» perché «in gioco non ci sono solo i rapporti tra il Pdl e la Lega, ma la difesa della serietà della scuola» ed è «una vergogna quello che sta accadendo sulla pelle degli insegnanti». E Antonio Di Pietro: «La Lega ricatta e il governo acconsente». Certo è che la mossa del Carroccio ha scatenato la fantasia di molti. «I leghisti dovrebbero prima imparare l´italiano, o scrivere le leggi in padano» è il consiglio dello scrittore Andrea Camilleri. «Ma quale dialetto dovrebbero studiare i professori, visto che gli idiomi cambiano da un paese all´altro?» si chiede Franca Grisoni, famosa poetessa dialettale. E se Vittorio Sgarbi definisce la proposta «inquietante» e il segretario del Prc Paolo Ferrero «una stupidaggine», c´è chi ricorda che un noto maestro di lingua friulana è il giapponese Yamamoto. E Clemente Mastella la butta sul ridere: «Il napoletano è universale. Incomprensibili, invece, i loro dialetti».

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ora la lega fa retromarcia anche sui dialetti Dopo l'affondo, la retromarcia (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

ora la lega fa retromarcia anche sui dialetti Dopo l'affondo, la retromarcia ora la lega fa retromarcia anche sui dialetti Dopo l'affondo, la retromarcia. È così che la Lega continua a mandare avvertimenti al governo. Come sull'Afghanistan il compito di spegnere le polemiche è affidato al capogruppo Roberto Cota: «Informarsi prima di protestare. Il presunto esame di dialetto per i professori è una bufala». Già, una bufala. Eppure anche se non ci sarà un test di dialetto per i futuri insegnanti, il Carroccio non vuole rinunciare ad una prova pre-selettiva per l'iscrizione agli albi regionali nella quale «si attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante». Gli albi sono previsti dalla proposta di legge in discussione. E i test dovrebbero essere propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici. L'idea di inserire dialetto e tradizioni locali nelle scuole «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare» spiega il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Che aggiunge: «Non c'è su questo tema nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. E' una polemica distante dalla realtà. Sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Quest'anno abbiamo fatto partire le riforme e siamo alle prese con queste. Quando affronteremo il tema dei programmi affronteremo questa proposta della Lega. Sono certa che la maggioranza non faticherà a trovare un accordo anche sul tema della continuità didattica e sui temi delle tradizioni locali, come ha fatto per altre importanti decisioni» Ma non tutti nel Pdl sono d'accordo con il ministro. La presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea (Pdl), ritiene che la «pre-selezione deve avvenire sulla base dei titoli di studio conseguiti, non certo sulla loro conoscenza del dialetto». Dura la reazione del Pd. Il capogruppo Anna Finoocchiaro dice: «Ci sono cose che vanno oltre l'ammissibile in un dibattito pubblico politico e serio in un paese democratico che dovrebbe avere il senso della propria unità. C'è uno scontro nel Pdl perché la testa del partito sta a Milano mentre il corpo sta nel Mezzogiorno e c'è questo continuo ricatto che la Lega opera. Non appena si tira la corda da una parte, con la pericolosa idea del partito del Sud, ecco che la Lega si inventa l'esame di dialetto per i maestri. Il Sud è completamente ignorato da questo governo». 30/07/2009

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Test regionali, Gelmini apre alla Lega (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 10 Test regionali, Gelmini apre alla Lega «Ma niente esami di dialetto ai prof» Scuola, per il Carroccio «era una bufala». La polemica non si ferma ROMA LA QUESTIONE dialetto divide la maggioranza nonostante i tentativi del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di ridimensionare le polemiche con il Carroccio. Il giorno dopo la deputata leghista Paola Goisis nega tutto, con il supporto del capogruppo Roberto Cota, e butta ogni responsabilità sul presidente della commissione Cultura, Valentina Aprea. «Non si è mai parlato nella nostra proposta di obbligo di conoscere le lingue dialettali». «Probabilmente ha affondato la parlamentare la presidente Aprea siccome ha visto il fallimento della sua proposta ha dovuto buttare un po' di fumo, attribuendo a me l'affossamento della sua proposta che non era ben vista nemmeno da tanti rappresentanti del Pdl». PRENDI E PORTA a casa con l'aggiunta delle parole di Cota: «Le leggi le fa il ministro e non possono essere affidate a estemporanee proposte anche se provenienti da presidenti di Commissione». Una corsa alla rettifica che ha coinvolto la stessa Gelmini piccata per i titoli dei giornali che parlavano di «mini riforma» stoppata. «Non si stava discutendo di un testo del governo, la riforma è già legge. Si parla soltanto della proposta di legge Aprea». Peraltro lo stesso ministro ha preferito non sbattere la porta in faccia alla Lega aprendo alle richieste. «Sulle tradizioni locali si può ragionare» ha ammesso la Gelmini, incurante della dura e opposta presa di posizione della Aprea che ha rimesso tutta la questione alla conferenza dei capigruppo. DALLA LEGA come dal Pdl è una corsa a negare ogni attrito: non ci sono incomprensioni, non ci sono distanze incolmabili, si dialoga e si collabora. E la questione dialetto? L'hanno inventata i giornali. Potrebbe chiudersi così, come spesso accade, se non fosse che la stessa Aprea non ci pensa proprio a lasciar passare il principio di aver «inventato» uno scontro inesistente. «LA RIFORMA ha riferito la presidente era in uno stadio piuttosto avanzato, c'era un sostanziale accordo tra le forze politiche, soprattutto con la Lega. Questo loro insistere sul test per i professori però non mi ha consentito di andare avanti con i lavori». «Io ha aggiunto sono per il rispetto dei principi della Costituzione: i titoli di studio hanno una loro innegabile importanza». A PROPOSITO degli albi regionali per i docenti previsti dal testo «ma la pre-selezione, come dice la Lega, sarebbe dovuta avvenire sui titoli di studio conseguiti, non certo sulla loro conoscenza del dialetto». Poi, in risposta a Cota la Aprea ha denunciato: «Provo stupore e amarezza per il fatto che un capogruppo di maggioranza esprima una così grande sfiducia nei confronti delle funzioni del Parlamento». Il leghista aveva insistito sulla necessità che le leggi vengano fatte dal ministro. Polemica viva anche con l'opposizione e i sindacati che bocciano in toto l'idea del dialetto, così come fanno i presidi. Silvia Mastrantonio

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RISPOSTALa ministra Gelmini è stata molto abile. La riduzione dei fondi alle università pu... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

RISPOSTALa ministra Gelmini è stata molto abile. La riduzione dei fondi alle università pubbliche, da lei giustificata con le esigenze di bilancio ma legata di fatto al tentativo politico di favorire il concorrente privato, aveva provocato critiche e malumori profondi in tutto il mondo universitario. Portando ad una alleanza forte fra studenti e docenti di tutte le Università italiane. Quello cui ora lei sta ricorrendo, dunque, è il "divide et impera" basato sullo sviluppo di un contenzioso fra le singole università, un contenzioso da cui dipendono i finanziamenti di cui lei è, con i suoi uffici, l'arbitro: unico e tanto più potente quanto più bizzarre e inaffidabili sono le regole cui ci si affida, come ben dimostrato dal caso, emblematico, di Foggia. Il risultato, in parte già ottenuto, è stato quello legato al protagonismo dei singoli rettori costretti a muoversi l'uno contro l'altro alla ricerca di un rapporto preferenziale con lei. Dimenticando le proteste ragionate e concordi per i tagli e per la mancanza di iniziative autenticamente rinnovatrici per l'Università e per la ricerca. Di cui la ministra non ha alcuna voglia di occuparsi.

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Pechino ridurrà le condanne alla pena di morte (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-30 - pag: 1 autore: PANORAMA Pechino ridurrà le condanne alla pena di morte La Cina ridurrà gradualmente le condanne a morte, fino ad arrivare a «un numero estremamente piccolo». Lo ha garantito il vicepresidente della Corte suprema, Zhang Yun, secondo il quale saranno incoraggiate le commutazioni della pena in ergastolo. Ieri è stato diffuso il rapporto dell'associazione Nessuno tocchi Caino, che conferma il primato cinese nelle esecuzioni capitali: almeno 5mila nel 2008. u pagina 10, commento u pag. 12 Autobomba dell'Eta: 65 feriti a Burgos Strage sfiorata a Burgos, nel nord della Spagna, per un'autobomba dei terroristi baschi dell'Eta: esplosa davanti alla caserma della Guardia Civil, ha causato 65 feriti (nessuno grave). u pagina 10 Gelmini apre alla Lega sul dialetto a scuola Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha aperto alla possibilità di discutere la richiesta della Lega di una proposta di legge per insegnare dialetto e tradizioni locali a scuola. u pagina 20 Consob toglie il divieto di «scoperto» in Borsa A dieci mesi dalla sua introduzione, cade il divieto di vendere titoli allo scoperto a Piazza Affari. Lo ha deciso ieri la Consob con una delibera che avrà efficacia a partire dal 1Úagosto. upagina 37 Oro e record mondiale della Pellegrini nei 200 sl Secondo oro per Federica Pellegrini (nella foto) ai Mondiali di nuoto a Roma: nei 200 stile libero ha migliorato il suo record mondiale (1'52"98). Stesso exploit di Michael Phelps nei 200 farfalla.

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Gelmini: prof legati al territorio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-30 - pag: 20 autore: Scuola. La Lega frena sulla richiesta di test di dialetto, il ministro apre e precisa: non è un testo del governo Gelmini: «prof» legati al territorio Polemica tra Carroccio e Aprea che replica: si esautora il Parlamento Luigi Illiano ROMA Il giorno dopo la polemica scatenata dalla proposta della Lega Nord di sottoporre gli aspiranti docenti a una verifica sulla conoscenza del dialetto, il Carroccio aggiusta il tiro: il capogruppo alla Camera, Roberto Cota, chiede uno stop a «polemiche inutili ». Cota ha aggiunto che «le riforme della scuola le deve fare il ministro Gelmini e non devono essere affidate a estemporanee proposte, anche se provenienti da presidenti di commissione». Il riferimento esplicito è a Valentina Aprea (Pdl), presidente della commissione Cultura della Camera, la quale martedì scorso aveva sconvocato il comitato ristretto proprio per il contrasto che era sorto nella maggioranza sull'emendamento della Lega che introduceva il test per i docenti. «In questo modo si esautora il Parlamento delle sue prerogative costituzionali », ha replicato Aprea a Cota, ribandendo che la sua decisione di bloccare la tornata in commissione è scaturita dal fatto che non si è trovato «un accordo nella maggioranza sul test che la Lega voleva introdurre per gli insegnanti». Il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ha precisato che la proposta di legge «non è un testo del Governo», e ha aperto la possibilità di discutere sulla richiesta del Carroccio di «legare i docenti al territorio». In più c'è una proposta dilegge,presentata tempo fa dalla Lega sull'insegnamento del dialetto e delle tradizioni nelle scuole, sulla quale, per il ministro, si potrebbe ragionare. Su questi temi, insomma, «non c'è nessuna conflittualità tra Lega e Pdl, è una polemica distante dalla realtà». Eppure nel Pdl si continua a contestare l'articolo 11 della proposta di legge del Carroccio sulla scuola che Paola Goisis, capogruppo della Lega in commissione Cultura alla Camera, aveva chiesto che venisse recepita nel testo Aprea. Nel mirino soprattutto due questioni che dovrebbero affrontare i Comitati di valutazione regionale per consentire l'iscrizione degli aspiranti docenti nell'Albo regionale previsto dal provvedimento Aprea. La prima è quella secondo la quale il Comitato dovrebbe verificare «l'influenza che il sistema valoriale del docente» e cioè le sue conoscenze linguistiche, culturali e delle tradizioni, potrebbe avere «sull'apprendimento degli studenti, influenzando il loro sviluppo fisico, intellettuale, linguistico, culturale ed emotivo». «Vorrebbero insomma – spiega un esponente del Pdl in commissione – che si valutasse quanto l'essere napoletano di un docente, ad esempio, possa avere ricadute sulla formazione e la preparazione di uno studente veneto. Anche e soprattutto per quanto riguarda la sua conoscenza del dialetto e delle tradizioni locali». «La preselezione dei docenti – ha osservato Aprea –deve avvenire sulla base dei titoli di studio conseguiti, non certo sulla loro conoscenza del dialetto». La seconda questione che pone la Lega è che il docente dovrebbe essere valutato anche per quanto riguarda la sua capacità di «promuovere l'educazione alla cittadinanza, alla legalità e alla salute, nonché al rispetto delle proprie radici culturali». «Stupisce che mentre la Lega cerca di simulare passi indietro per sgonfiare le polemiche sui test di cultura e dialetto locale, il ministro Gelmini non esiti a fare passi in avanti che ridicolizzano ancora di più la scuola pubblica», ha commentato il capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni. Intanto, anche presidi e sindacati della scuola bocciano l'ipotesi della Lega Nord. «Una proposta dal profilo di costituzionalità assai dubbio» e anche «irrealistica », così il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado. Per Flc-Cgil, Cisl e Uil, si tratta di uno scenario del tutto inaccettabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA Da settembre l'educazione ambientale sui banchi delle scuole italiane. Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (a sinistra nella foto) e il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini hanno firmato ieri la Carta d'intenti in materia di scuola, ambiente e legalità. ANSA

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Posto sicuro per infermieri ed esperti di informatica (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-30 - pag: 25 autore: Indagine Excelsior: ma nel 2009 assunzioni in calo dell'1,9% Posto sicuro per infermieri ed esperti di informatica ROMA Trovare un posto di lavoro nel bel mezzo della peggiore crisi economica degli ultimi ottant'anni? Un gioco da ragazzi per uno sviluppatore software o un programmatore informatico, mentre per un infermiere un fisioterapista o un farmacista addirittura non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta. Ma la collocazione è praticamente scontata anche per figure a bassa specializza-zionecomeilpavimentatore, l'installatore d'impianti d'allarme o un aiuto parrucchiere. Sono queste le professioni «introvabili» catalogate nelle classifiche di Unioncamere, presentate ieri con il 10Úrapporto Excelsior sul mercato del lavoro: in totale 112.850 posti che mancano all'appello. L'indagine tasta il polso della domanda di lavoro espressa da un campione assai significativo d'imprese (100mila, sui 6 milioni di aziende iscritte alle 105 Camere di commercio d'Italia) e rappresenta una sorta di «indicatore implicito di fiducia», come lo ha definito il ministro Maurizio Sacconi, un'utile bussola per orientare le scelte educative e i percorsi formativi dei giovani. Quest'anno, secondo l'indagine conclusa in maggio, le imprese effettueranno circa 330mila assunzioni in meno rispetto al 2008 a fronte di un flusso in uscita di 994mila addetti. Il risultato è un saldo occupazionale negativo di 213mila posti (-1,9%). Delle 533mila assunzioni non stagionali previste ( e per il 42% dei casi già effettuate al momento del sondaggio) la maggioranza sarà con un contratto a tempo indeterminato (48%), cui seguono assunzioni a termine (40%), contratti di apprendistato ( 9%9 e contratti d'inserimento( 1,6%). Tra i settori produttivi le assunzioni saranno più modeste nell'industria manifatturiera,dove la previsione è di un saldo tra nuovi ingressi e uscite negativo per 102.402 unità (-2,6% rispetto al 2008) e nell'edilizia (-2,7%) , per una perdita occupazionale complessiva nell'industria di quasi 133mila dipendenti. Migliore sarà la tenuta dei servizi privati, dove la perdita prevista è di 80mila occupati (-1,3%). L'indagine Excelsior, ha annunciato ieri Sacconi, verrà rafforzata in futuro perché rappresenta uno strumento unico di informazione per migliorare il collegamento tra formazione e lavoro. E in settembre, ha poi detto Sacconi, in collaborazione con il ministro Mariastella Gelmini verrà attivata una «cabina di regìa» per rendere «più efficace il raccordo tra educazione e lavoro». D. Col. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MERCATO Previsti 213mila addetti in meno: in controtendenza l'innovazione tecnologica, i servizi alla persona e l'assistenza medica

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ROMA Frenata della Lega sugli esami di dialetto per i professori in Padania. Il capogruppo Cota par... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 30 Luglio 2009 Chiudi ROMA Frenata della Lega sugli esami di dialetto per i professori in Padania. Il capogruppo Cota parla di test selettivi regionali al concorso pubblico che verteranno su un ampio spettro culturale. E il ministro Gelmini apre: «Su queste proposte si può ragionare. Giusto legare gli insegnanti al territorio e alle tradizioni locali». E' invece scontro tra Cota e la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea (Pdl) che ha bloccato la proposta. Furenti le opposizioni. Il Pd: progetto indegno di un Paese civile.

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La Lega: test ai prof ma non sul dialetto E la Gelmini apre (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 30/07/2009 - pag: 5 La Lega: test ai prof ma non sul dialetto E la Gelmini apre Il ministro: tradizioni locali? Si può ragionare Il Carroccio: esami per iscriversi agli albi regionali ROMA Contrordine, la Lega frena e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre. Dopo una giornata di polemiche, il Carroccio spiega che la proposta di istituire test obbligatori di dialetto per gli insegnanti è «una bufala». Si tratta invece di test, necessari agli insegnanti per iscriversi all'Albo regionale, sulla conoscenza della cultura locale. Parziale retromarcia che non impedisce le critiche dell'opposizione, ma anche di parte della maggioranza. Martedì c'era stato uno scontro tra la presidente della commissione Cultura della Camera Valentina Aprea e la leghista Paola Goisis che aveva presentato un emendamento alla riforma. Emendamento che, recitavano le agenzie, obbliga gli insegnanti a superare un test «dal quale emerga la loro conoscenza della storia, della tradizione e del dialetto». Dizione non contestata dai leghisti l'altro ieri sera e ripresa anche dalla Padania . Ieri mattina il Carroccio ha precisato che non si trattava di quello: «Sarebbe il caso di smetterla di fare polemiche inutili ha spiegato Roberto Cota . Il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti». Test propedeutici al superamento dei concorsi pubblici. L'obiettivo? «Eliminare la sperequazione di titoli scolastici dati da università più generose». Traduce la Goisis: «Non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al Nord sia meridionale». È quello che Bossi diceva già 23 anni fa, nel manifesto ripubblicato ieri dalla Padania : «Scuola coloniale basta!» . L'idea del Carroccio non è dispiaciuta al ministro Gelmini: «Inserire tradizioni regionali e dialetto nelle scuole è una proposta su cui si può assolutamente ragionare. Allo studio della maggioranza c'è una proposta per legare la docenza al territorio e di questo si è discusso ieri. Lo studio del dialetto e delle tradizioni locali sarà affrontato in sede di revisione dei programmi ». Su questi temi, insomma, «non c'è nessuna conflittualità tra Lega e Pdl», precisa la Gelmini ». Dichiarazioni che non piacciono all'opposizione. «Le sue parole sono troppo evasive dice l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni . La Gelmini non faccia come sor tentenna : è in gioco la serietà della scuola». E la capogruppo del Pd in commissione Cultura Manuela Ghizzone rincara: «Stupisce che mentre la Lega cerca di simulare passi indietro per sgonfiare le polemiche sui test, Gelmini faccia passi in avanti che ridicolizzano la scuola pubblica». Critico anche Luciano Ciocchetti dell'Udc: «Il governo non può inseguire la Lega sul suo terreno». Dentro la maggioranza non mancano i malumori, anche se l'obiettivo è minimizzare una «notizia enfatizzata dalla stampa », come spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Una notizia che ha il sapore di «una boutade solo propagandistica», per il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino. «Non mi pare che alcune estremizzazioni andranno al di là dei titoli dei giornali », afferma il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Una boutade estiva», per il ministro Gianfranco Rotondi, mentre il Pri invita la Lega a «darsi una calmata». Il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, la butta sullo scherzo: «Se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno fraintendimenti » . Alessandro Trocino Padani Manifestazione aBergamo (Emblema)

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t-shirt (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 30/07/2009 - pag: 5 Accordi e t-shirt Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini mostra la t-shirt della Carta di intenti siglata dal suo ministero e da quello dell'Ambiente

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I mestieri più richiesti? Infermieri e artigiani (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 30-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 30/07/2009 - pag: 31 Indagine Unioncamere Nel 2009 assunti 300mila addetti in meno rispetto al 2008 nell'industria e nel terziario I mestieri più richiesti? Infermieri e artigiani ROMA Le imprese prevedono un calo di dipendenti nell'industria e nei servizi di 213 mila unità rispetto allo stock di fine 2008 (-1,9%). È il risultato dell'indagine Excelsior svolta da Unioncamere su un campione di 100 mila aziende. Il saldo negativo è la differenza tra 781 mila assunzioni e 994 uscite previste. In particolare, verranno assunti circa 300 mila lavoratori in meno rispetto al 2008 mentre «il flusso in uscita risulta sostanzialmente quello del 2008». A ridursi saranno soprattutto le assunzioni a tempo determinato: quasi il 40% in meno dello scorso anno. Dall'indagine emerge tuttavia che nelle previsioni degli imprenditori «tra ottobre e dicembre la situazione economica internazionale potrebbe stabilizzarsi e le perdite occupazionali essere contenute». Il ministro del Wel-- fare, Maurizio Sacconi, ha commentato con soddisfazione i risultati dell'indagine, annunciando al presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello che è intenzione del governo di potenziarla per renderla uno strumento utile per l'orientamento dei giovani rispetto al percorso formativo. In proposito, ha aggiunto, è allo studio un piano con il ministro del-- l'Istruzione Mariastella Gelmini. Dal rapporto Unioncamere emerge comunque una classifica delle 10 figure professionali più richieste. In generale tirano i settori della sanità e dei servizi alla persona. Al primo posto gli infermieri, seguiti da: addetti alla logistica, al marketing, responsabili di produzione, fisioterapisti, consulenti fiscali, progettisti elettronici, programmatori informatici, farmacisti, sviluppatori software. Molte le richieste di artigiani (pavimentatori, parrucchieri, tornitori e sarti). Enr. Ma. Indagine Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato durante la presentazione dell'indagine Unioncamere che il governo intende potenziare questo strumento e renderlo utile per l'orientamento dei giovani rispetto al percorso formativo

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Dialetto a scuola Lega in frenata ma la Gelmini apre (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Dialetto a scuola Lega in frenata ma la Gelmini apre La polemica Cota: «Una bufala l'esame di dialetto, noi proponiamo test per accedere agli albi regionali degli insegnanti». Il ministro: «Giusto legare i docenti al territorio» Roma. L'esame di dialetto? «Una bufala». Il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, frena sulla proposta di un test di dialetto per insegnanti avanzata in commissione cultura nell'ambito della riforma della scuola. «La proposta - spiega - è di fare dei test pre selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla legge in discussione». L'idea di inserire il dialetto nelle scuole «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare. Non c'è, su questo tema, nessuna conflittualità fra Lega e Pdl», dice però il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini. «La Lega ha sollevato un problema importante come quello della continuità didattica, cioè del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l'anno scolastico e possibilmente per il biennio. Questa proposta è condivisa da tutta la maggioranza, è allo studio una proposta per legare la docenza al territorio. Per quanto riguarda lo studio del dialetto, il tema sarà affrontato in sede di revisione dei programmi». Il capogruppo dei Democratici in Senato, Anna Finocchiaro, parla invece di «cose inammissibili in un Paese unito», e chiosa: «Il governo è stritolato tra i ricatti della Lega e il fantomatico Partito del Sud». Servizio >> 2 30/07/2009

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corsi gratis, vergogna (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'assessore regionale Baronti critica la scelta dell'università «Corsi gratis, vergogna» E il rettorato replica: per noi è tutto ok PISA. La partita fra ricercatori precari e rettorato non accenna a placarsi. Al centro sono sempre i bandi per insegnamenti a titolo gratuito. Dopo la dichiarazione del rettore Marco Pasquali in cui affermava che ancora non si sapeva chi aveva risposto ai bandi in quanto «si tratta di un'offerta in più, corsi specialistici, e neppure in numero maggiore rispetto agli altri anni, quando erano le facoltà ad assegnarli a volontari interni», è arrivata la replica del coordinamento dei precari della ricerca e della didattica dell'ateneo pisano. Con una lettera aperta al rettore si contestano le affermazioni di Pasquali che fornirebbe «dati inesatti». La risposta è durissima dove l'aggettivo "falso" è menzionato tre volte, per ogni punto. «Il coordinamento smentisce le affermazioni del prof. Pasquali - si legge nella nota - in quanto è falso che l'Università non conosca l'identità di chi ha risposto ai bandi, dato che si conoscono addirittura già i vincitori (tra cui 22 professori universitari in pensione o di ruolo in altre Università, 22 liberi professionisti, 16-19 ricercatori precari). è falso che gli insegnamenti a contratto riguardino solo corsi specialistici, visto che a Lettere sono numerosi i corsi fondamentali (ad es., Letteratura Italiana, Storia dell'arte contemporanea, Filologia romanza, Paleografia greca, ecc.). è falso che gli insegnamenti messi a bando siano in numero eguale a quello degli anni precedenti, come si può constatare dal sito dell'Università di Pisa (www.unipi.it)». Il coordinamento propone un «tavolo tecnico allargato a terzi a garanzia di imparzialità e trasparenza» e ricorda che con i nuovi insegnamenti di Scienze Politiche (scadenza 6 agosto 2009), si tocca l'esorbitante quota di 286 contratti di cui 221 a titolo gratuito (e mancano ancora Ingegneria e Medicina). La protesta dei precari ha trovato alleati nei sindacati (Cobas e Cgil) e nell'assessore regionale all'università Eugenio Baronti. «Le persone lavorano per vivere, non si può pretendere che gente che ha studiato sia obbligata a lavorare gratis. Siamo in presenza di un'umiliazione vera e propria», ha affermato l'assessore Baronti il quale interverrà presso il ministro Gelmini per chiedere una verifica sulla regolarità dei bandi pisani. «Non prendiamoci in giro - ha affermato ancora Baronti - un conto è organizzare delle supplenze con docenti già strutturati nell'ateneo che, volontariamente, mettono a disposizione il loro tempo per alcuni corsi, un altro è inserire delle cattedre senza pagare il docente. E poi - continua l'assessore - che senso ha che un docente venga retribuito e l'altro no per lo stesso lavoro svolto? è una differenziazione inaccettabile soprattutto per un Paese che da anni lamenta la "fuga dei cervelli". Discorsi su discorsi, battaglie su battaglie e poi si mettono in atto queste azioni che ledono seriamente la dignità umana». Intanto, il rettorato replica alle pesanti accuse ricordando «che la possibilità di emanare bandi per incarichi di insegnamento a titolo gratuito è sancita da un decreto ministeriale dell'8 luglio 2008 ed è stata recepita nel regolamento di ateneo per la disciplina degli incarichi di insegnamento e per le attività didattiche integrative, emanato il 29 maggio 2009, n. 7968. Ai sensi di quest'ultimo regolamento, a differenza degli anni precedenti, tutti i bandi relativi ad incarichi di insegnamento e per attività didattiche ed integrative sono emanati dal rettore». G.P.

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prof, in cattedra. però non vi paghiamo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Toscana Prof, in cattedra. Però non vi paghiamo Pisa. Il rettore: la legge lo consente. Ma i precari continuano la rivolta La facoltà di lettere è il centro della protesta. Il preside: avevo un budget di 500mila euro, ora ne ho 33mila di Tiziana Gori PISA. Insegnare a stipendio zero? No, grazie. è scontro aperto a Pisa tra i precari e l'università che, sfruttando anche la possibilità offerta dal decreto Gelmini dell'8 luglio 2008, ha deciso di mettere a bando incarichi di insegnamento a titolo gratuito. I bandi di questo genere ci sono sempre stati, ma erano rivolti quasi esclusivamente a esterni (tipo professionisti o professori in pensione). Quest'anno, invece, la proposta di lavorare gratis verrebbe indirizzata a numerosi precari. Sono attualmente 286 gli incarichi, di cui 221 gratis, banditi dall'ateneo pisano. E all'appello mancano ancora le facoltà di medicina e ingegneria. Subito è scattata la protesta: il coordinamento dei precari della didattica e della ricerca ha dato vita, circa un mese e mezzo fa, alla campagna di boicottaggio "Io gratis non lavoro". Ma l'ateneo è andato avanti. Le prime facoltà a chiudere i bandi sono state quelle di lettere e scienze. Il 23 luglio il consiglio di facoltà di lettere ha approvato il lavoro delle commissioni di valutazione, che hanno proposto i nomi dei vincitori. Non tutti i bandi però sono stati assegnati. Secondo il coordinamento 26 su 92, anche grazie alla battaglia che è stata messa in atto, sono andati deserti. Battaglia che è proseguita con l'invio, lo stesso giorno, di una lettera al Miur (ministero della Pubblica istruzione, università e ricerca) per chiedere la verifica di "presunte" irregolarità presenti nei bandi. I precari lanciano dure accuse all'università, che prende posizione per spiegare le sue ragioni. «è una protesta interna che rischia solo di far male all'università - afferma Maurizio Alfonso Iacono, preside della facoltà di lettere - La realtà è che non abbiamo soldi (33mila euro il budget della facoltà, rispetto ai 500mila euro di qualche anno fa, ndr). I precari hanno le loro ragioni, ma prima di loro vengono gli interessi degli studenti. Non posso chiudere la facoltà». Risponde anche il rettore Marco Pasquali: «A differenza degli anni precedenti tutti i bandi per gli incarichi ai docenti sono emanati dal rettore. Il regolamento consente di assegnare incarichi di insegnamento fino a 36 crediti complessivi (sui 180 richiesti) per le lauree triennali e fino a 24 (sui 120 richiesti) per le lauree magistrali». «Per la maggior parte - continua Pasquali - i contratti banditi si riferiscono a insegnamenti complementari che hanno lo scopo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro, rendendo più completa l'offerta formativa. In genere, infatti, tali contratti vengono stipulati con professionisti esterni, in applicazione di convenzioni con altre università, o con istituti di ricerca». «L'università - replica subito il coordinamento dei precari - ammette di assegnare una quota importante a "volontari interni" per incarichi a titolo gratuito. Ma non è vero che questo avveniva anche negli anni passati. Almeno non in questo numero. E non è vero che i bandi riguardano solo corsi opzionali. Ad esempio non rientrano in questa fascia, a lettere, esami come letteratura italiana, storia dell'arte contemporanea e filologia romanza». Lo scontro, insomma, è a tutto campo. Ora i precari sperano di coinvolgere altre università nella loro lotta. E sarebbe un autunno caldo.

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la regione: vergogna per luciano modica è una morte annunciata (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Sta per partire un appello alla Gelmini La Regione: vergogna Per Luciano Modica è una morte annunciata PISA. «Se i numeri fossero confermati non sarebbe una situazione accettabile. E' una vergogna. Un conto è un corso gratuito affidato a un docente strutturato che ha già un altro stipendio, un altro un corso gratuito a un precario senza stipendio». L'assessore regionale Eugenio Baronti martedì sera ha incontrato il coordinamento dei precari di Pisa. Baronti si dice «intenzionato ad approfondire la questione» e annuncia l'intenzione di contattare il ministro Maria Stella Gelmini e il rettore Marco Pasquali. Netta anche la presa di posizione di Luciano Modica, ex rettore dell'università di Pisa e sottosegretario all'università e ricerca nel secondo governo Prodi. «è un vero scandalo, una morte annunciata dell'ateneo. I contratti gratuiti o poco pagati sono molto diffusi da alcuni anni. Adesso credo che la protesta si allargherà».

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Ministero del Lavoro e Unioncamere: radiografia di un'Italia in crisi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Ministero del Lavoro e Unioncamere: radiografia di un'Italia in crisi Roma. Nonostante la crisi, si trovano ancora posti di lavoro in Italia, anzi il problema riguarda le aziende, che non riescono a trovare le figure professionali necessarie. E' questo il problema centrale messo in luce dalla decima indagine del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere insieme con il ministero del Lavoro. Il segretario di Unioncamere, ha precisato che l'indagine non si basa su un modello econometrico, ma sulle risposte di centomila imprese intervistate. A fine anno, si prevede una flessione del lavoro dipendente nel settore privato d 213 mila unità rispetto alla fine del 2008. La flessione non è dovuta tanto ai licenziamenti (le imprese tendono a conservare il capitale umano di cui dispongono), quanto al rallentamento delle assunzioni. Al 30 giugno, si registrava già un calo di 114 mila unità, che dovrebbero salire a 190 mila al 30 settembre. Nel 2010, si dovrebbe registrare una condizione di stabilità dei posti di lavoro. La fase peggiore del ciclo dovrebbe concludersi con i primi nove mesi di quest'anno. Tornando all'occupazione, il calo più alto è atteso al Centro (-2,1%, pari a 48.750 lavoratori). Nord-Ovest e Nord-Est dovrebbero perdere tra l'1,6% e l'1,9%, rispettivamente 63.240 e 53.390 dipendenti. Sud e Isole avranno una flessione dell'1,9% pari a 47.580 dipendenti. Nel Mezzogiorno, segnali di tenuta provengono dal Molise, dalle province di Caserta, Avellino, Foggia, Vibo Valenzia, Enna, Agrigento e in alcune grandi aree urbane, tra cui Messina. I tassi di occupazione previsti dalle imprese per il 2009 indicano per l'Italia un calo totale dell'1,9%, che sale al 2% per la Sicilia. Nell'Isola sono previste 43.170 entrate e 53.330 uscite, con un saldo passivo di 10.160 unità. Nella graduatoria dei cali, la Sicilia si trova all'ottavo posto, dopo Lombardia, Veneto, Piemonte, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Campania. Per il 2009, sono previsti tassi di occupazione in calo in tutte le provincie siciliane: Palermo -2.470 unità (1,9%); Catania -2.120 (1,8%); Siracusa -1.570 (3,3%); Trapani -1.250 (3,2%); Messina -1.010 (1,4%); Ragusa -860 (2,5%); Caltanissetta -400 (1,5%); Agrigento -320 (1%); Enna -160 (1,2%). La classifica è guidata da Roma, con un calo di 16.400 unità (1,9%). Le imprese che assumono sono in cerca di personale dotato di alta professionalità, con preferenza per lavoratori dotati di esperienza. Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, spiega il fenomeno: «Excelsior mostra che le imprese italiane, in quest'anno difficile per l'economia a livello internazionale, hanno fatto il massimo sforzo per mantenere quanto più possibile le risorse in azienda. Ciò dipende dal particolare modello produttivo italiano contraddistinto dalla presenza della piccola impresa diffusa, radicata nel territorio. E' un modello che ha una forte valenza anche di tenuta sociale e che ha il suo punto di forza nelle produzioni di qualità». Per le piccole imprese, qualità delle produzioni significa qualità del capitale umano: ecco perché le nostre aziende stanno ancora di più puntando su assunzioni qualificate. A questo punto, è opportuno segnalare le figure di rilievo più difficili da trovare nel 2009: infermiere, addetto logistica, addetto marketing, responsabile produzione e controllo qualità, fisioterapista, consulente fiscale, progettista elettronico, programmatore informatico, farmacista, sviluppatore software. Le difficoltà vanno da un minimo del 56,8% per l'ultima figura al 68,4% per la prima. Ma ci sono anche «figure elementari» introvabili: dall'installatore di impianti di allarme al cameriere di bar. In Sicilia, risulta di difficile reperibilità il conduttore di escavatrice meccanica. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenuto alla conferenza stampa di Unioncamere, ha annunciato la presentazione a settembre di un documento d'intesa con il ministro dell'Istruzione, Gelmini, per segnalare i necessari collegamenti tra scuola e lavoro. I giovani che scelgono la laurea devono conseguirla a 22 anni e non a 28 e oltre, perché il ritardo li esclude dal mercato del lavoro. E' necessario anche studiare il divario delle condizioni di vita in Italia e nei Paesi europei: abbiamo i redditi più bassi ma i tassi di risparmio più alti; abbiamo stili di vita diversi, ma le attese di vita più alte. Il modello italiano non è da buttare, ma deve essere ammodernato, reso più coerente con le aspettative del Paese. Paolo R. Andreoli

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Fiat, Consiglio provincialea Termini Imerese (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

seduta straordinaria Fiat, Consiglio provinciale a Termini Imerese leone zingales «Senza la scuola dello Zen viene meno un presidio di legalità. Chiederò al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, un finanziamento straordinario per il ripristino della materna dell'istituto Falcone e la sistemazione della scuola media». Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone che, come i suoi predecessori a villa Whitaker, segue da vicino tutte le vicende che riguardano la scuola palermitana da anni nel mirino dei vandali e degli incivili. Cinque giorni fa, lo ricordiamo, l'ennesimo raid vandalico ha comportato la distruzione di alcune parti dell'istituto comprensivo intitolato a Giovanni Falcone. La scuola è stata più volte presa di mira nel corso degli ultimi mesi da bande che hanno danneggiato le strutture. Nell'ultimo episodio i vandali si sono accaniti contro i locali della palestra. Sono stati divelti i canestri, frantumati i vetri delle finestre e rubati numerosi attrezzi. Dieci giorni fa, sempre nel corso di un raid notturno, era stata danneggiata l'area riservata alla scuola materna. «La mafia ci sfida distruggendo le scuole, da cui parte la nuova cultura anti criminale - ha aggiunto il prefetto Trevisone - ma noi le ricostruiremo». Si susseguono in queste ore gli appelli ed i messaggi di uomini politici ed amministratori. Per Davide Faraone, capogruppo del Pd al Comune, «bisogna istituire un presidio di forze dell'ordine all'interno delle insule dello Zen due. L'accanimento reiterato verso quello che ormai è l'unico avamposto dello stato nel quartiere San Filippo Neri, più tristemente conosciuto come Zen due, ha una chiave di lettura ben precisa - ha proseguito - e si tratta di un gesto intimidatorio contro le istituzioni, che hanno nella scuola Falcone il loro unico presidio. È giunto il momento che le istituzioni tutte si adoperino per far in modo che lo Zen non sia più 'zona franca' per la delinquenza comune». Il 14 luglio scorso era stato appiccato un incendio, mentre a gennaio e maggio (a due giorni dall'anniversario della morte del magistrato) la scuola è stata vittima di numerosi furti, nonchè presa di mira dai cecchini che hanno sparato 10 proiettili all'indirizzo della palestra e di alcune aule. «Questi episodi si verificano probabilmente perchè stiamo provando a fare scuola - ha dichiarato il preside dell'istituto, Domenico Di Fatta - Prima che arrivassi io i bambini non avevano neanche i libri. Adesso le bande si ribellano perchè qui i bambini sono la loro manovalanza».

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Ok i percorsi di conoscenza (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Concluso il progetto «Gnòthisautòn» Ok i percorsi di conoscenza Inaugurazione Forte Vittoria: «madrine» i ministri Meloni e Gelmini Saranno i ministri Giorgia Meloni e Mariastella Gelmini le «madrine» d'eccezione della cerimonia di riapertura del Forte Vittoria, la fortificazione spagnola realizzata all'interno del porto di Augusta nel '600 e oggetto di recenti restauri, che si terrà domani. La struttura, di proprietà del Demanio attualmente in carico dell'Autorità portuale di Augusta, sarà destinata ad attività culturali, di ricerca e di formazione nel campo ambientale. Parteciperanno anche gli assessori regionali Lino Leanza e Titti Bufardeci. A organizzare l'iniziativa l'assessorato regionale Beni culturali, il Comando Militare Marittimo autonomo di Sicilia, la Soprintendenza di Siracusa, la Capitaneria di porto di Augusta, l'Ufficio speciale regionale Aerca, il Cutgana dell'Università di Catania e il Comune di Augusta. Cani abbandonati Appello delle Associazioni animaliste Le associazioni animaliste sollevano il problema dell'assenza di controlli su chi abbandona i cani per strada. I cuccioli sono numerosi in tutta la zona del Monte. Di esemplari ne sono stati avvistati a Monte Amara, accanto alla chiesa di Giuseppe Innografo e nei pressi delle cooperative che sorgono più avanti. Inoltre, i cuccioli sono stati visti in contrada Cozzo. La sterilizzazione già effettuata è stata insufficiente a smaltire la popolazione canina ancora numerosa. La sterilizzazione, secondo le stime dei tecnici, doveva debellare il fenomeno nel giro di pochi anni ma ciò non si è verificato. I cani così continuano a proliferare. I cuccioli spesso trovano qualcuno che porta loro da mangiare. Nei bordi delle strade si possono vedere piatti di plastica. Se da un lato c'è chi cura gli animali anche se non di sua proprietà dall'altro c'è chi li abbandona. Anche quest'anno, si vedono circolare per le vie cittadine e in quelle del Monte molti cani di razza che sono soprattutto di taglia piccola. L'abbandono degli animali quando si parte per le ferie accomuna Augusta a molte città, ma fino a due anni fa il fenomeno sembrava limitato. Il fatto costituisce un reato secondo la normativa vigente, ma eludere il controllo delle forze dell'ordine è praticamente facilissimo. I microcip che devono avere tutti i cani servono anche per evitare l'abbandono. Pochi proprietari li hanno fatti istallare e nessuno li mette in un cane di cui si vuole liberare. Anna Burzilleri

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Berlusconi in versione deejay dedica ai giovani (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 30-07-2009)

Argomenti: Scuola

Intervento telefonico alla trasmissione condotta da Diaco e dal ministro Meloni Berlusconi in versione deejay dedica «Vita spericolata» ai giovani Il premier a Radio Gioventù: è un titolo che rispecchia la mia vita passata e presente, spero non quella futura MILANO - Al concertone del Primo Maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil un suo brano, «Il mondo che vorrei», era stato scelto come leit motiv dell'edizione 2009 della festa dei lavoratori; Pierluigi Bersani, uno dei candidati alla segreteria del Pd, ha scelto invece di parafrasare un'altra delle sue canzoni, «Un senso», per creare lo slogan della propria corsa alla poltrona più importante di Sant'Andrea delle Fratte. Ora il suo nome sarà associato anche a quello del premier Silvio Berlusconi. Vasco Rossi, insomma, sembra essere diventato il cantante di riferimento della politica italiana. BERLUSCONI SPERICOLATO - Nel caso del presidente del Consiglio, tuttavia, la scelta è stata fatta da altri. Nella fattispecie, da Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco, conduttori di Radio Gioventù (l'iniziativa legata al ministero della Gioventù, retto proprio dalla Meloni) che nell'ultima puntata prima della pausa estiva ha avuto proprio Berlusconi come ospite al telefono. Il presidente del Consiglio, al termine di un'intervista di una decina di minuti nel corso della quale ha elencato i risultati ottenuti in questo anno di governo (tra i principali rivendica «l'essere stato determinante nel far riprendere i rapporti tra l'amministrazione americana e quella della Federazione russa»), è stato invitato, come altri ospiti nelle settimane scorse, a calarsi nei panni del dj per lanciare un brano musicale. «Non sono molto adeguato ai tempi, sono rimasto un po' indietro...» ha provato a mettere le mani avanti il Cavaliere. «Non si peroccupi - hanno risposto i due conduttori -: il titolo glielo abbiamo scelto noi». E la scelta è caduta su «Vita spericolata», il brano che agli inizi degli anni Ottanta ha dato l'accelerazione alla carriera di Vasco. E che in questo caso è l'occsione per un siparietto tra i due conduttori e il premier: «E' perfetta per lei presidente - dice Diaco -, più spericolato di lei in Italia non c'è nessuno...». «In effetti il titolo coincide con il mio passato e con il mio presente - replica Berlusconi -. Per il futuro invece mi piacerebbe una vita un po' più tranquilla, ma so già che sarà difficile». Poi il lancio in stile deejay per gli ascoltatori: «Per tutte le ragazze e i ragazzi in ascolto, una canzone cult di Vasco Rossi il cui titolo voi conoscete bene che è "Vita spericolata"...». GLI ALTRI OSPITI - Quella a cui ha partecipato il premier è stata la 31esima puntata di Radio Gioventù. Nelle precedenti avevano partecipato tra gli altri Maria Stella Gelmini, Maurizio Sacconi, Angelino Alfano e l'ex presidente della Camera Luciano Violante. Molti di più i personaggi non istituzionali: Giovanni Floris, Federica Guidi, Paolo Giordano, Folco Quilici, Federico Moccia, Raoul Bova, Vinicio Marchionni, Arisa, Dj Albertino, Francesco Facchinetti. Al. S. stampa |

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Se vive il commercio, vive la città (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Se vive il commercio, vive la città Che bello l'evento «Via Bonzanigo in festa» organizzato dalla Cascina del Racconto e dai Militari in Congedo, su cui ha scritto un bell'articolo su La Stampa Pippo Sacco. I poster appesi alle saracinesche chiuse da decenni, hanno saputo, in modo romantico, rendere omaggio a chi animava e chi ha fatto vivere per tanti anni quel pezzo di città, ma hanno anche evidenziato un mondo ormai scomparso. Ben poco di romantico infatti, può assaporare chi oggi percorre la via in un giorno normale. Nasce invece un interrogativo che ha molto del realismo verghiano, se in una via nel cuore della città sono rimaste poche attività, e la desertificazione commerciale sta ormai avanzando in tutto il centro storico, rendendo questa bella città sempre più povera. Oggi più che mai è necessario che chi ha la responsabilità amministrativa attui una politica capace di frenare questo fenomeno. Oggi meno che mai, questa città può permettersi, dopo aver perso le sue storiche industrie, di perdere anche la vocazione al commercio, ricordando il detto «se vive il commercio vive la città, se muore .....». ALBERTO VIARENGO Comitato «Noi per Asti»Scuole: la Regione è «Torinocentrica» L'attribuzione alle Regioni, alle Province ed ai Comuni di più complesse ed impegnative funzioni, pongono in capo a tali enti compiti di pianificazione e programmazione dell'offerta formativa e della rete scolastica. In materia d'istruzione, compete oggi ai Comuni e alle Province, in relazione agli ordini di scuola di rispettiva competenza, l'istituzione, aggregazione, fusione e soppressione di scuole. Il nostro territorio ha indubbiamente delle grandi peculiarità culturali ed economiche, ci sono Comuni virtuosi che con sacrifici mantengono le scuole come gioielli dando un grande servizio alla propria collettività. Eliminarle vuol dire depauperare il territorio, la gente ,la cultura lo stesso futuro di quelle realtà. Di questo ne siamo convinti; il vero ostacolo è rappresentato dalla scarsa considerazione della Giunta Regionale in carica con in testa l'assessore regionale che ha interpretato ed applicato i criteri della riforma Gelmini in modo «Torinocentrico» penalizzando molto le Province e non considerando le caratteristiche dei territori. La conferma della nostra sensibilità al problema ci ha convinti a convocare, come Presidenti delle Commissioni Cultura e Istruzione, un incontro al quale hanno partecipato l'assessore Baudo i rappresentanti sindacali del comparto scuola e il vice presidente regionale dell'Anci. Al termine si è costituito un tavolo tecnico permanente che permetta di mantenere il più possibile gli equilibri e di risolvere le eventuali situazioni di criticità . LOREDANA TUZII, PAOLO LUZI Consiglieri Provinciali PDL e presidenti Commissione Cultura e Istruzione Il Governo e i fondi per il Sud Nel bel mezzo di una crisi mondiale , crisi di cui non intravediamo ancora la fine, i nostri politici continuano a promettere tutto ed il contrario di tutto. E' di ieri la promessa di diciotto miliardi per il Sud. I fondi per il terremoto sono sacrosanti. La cassa integrazione straordinaria deve necessariamente essere finanziata. I 6-7 miliardi di deficit della Sanità da qualcuno dovranno essere ripianati. Le infrastrutture necessitano di notevoli investimenti. Le entrate fiscali diminuiscono, sia per la scandalosa evasione, ma anche per la crisi che abbatte in maniera significativa il giro d'affari delle aziende. Ma dove li prenderanno i soldi per soddisfare tutte queste promesse? MARIO ARESCA Asti

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Pedofilo ai domiciliari nominato preside (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 109 cervia Pedofilo ai domiciliari nominato preside Cervia --> CERVIA Da maggio è agli arresti domiciliari, nella sua abitazione e Bertinoro (Forlì), accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori. Ma da settembre, sarà formalmente assegnato alla dirigenza della scuola media Ressi-Gervasi di Cervia, comune ravennate a pochi chilometri da Bertinoro. Tuttavia, essendo agli arresti domiciliari, non sarà lui di fatto il nuovo preside dell'istituto. Al suo posto ci sarà un reggente. A denunciare la storia di Michele Ciccone, dirigente scolastico di 60 anni originario del napoletano, è il sindaco di Cervia Roberto Zoffoli, che da giorni si è mobilitato perché Ciccone non vada a Cervia. Prima mossa, una lettera al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi, incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale (che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media (l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato, anche se poi sarà affidata praticamente a un reggente. «Una decisione che non ritengo opportuna - ha spiegato il sindaco - perché, aldilà del fatto che una persona sia stata condannata o meno, ha pur sempre un processo in corso per un'accusa molto grave che coinvolge bambini».

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tagli nella scuola: 170 posti in meno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'allarme di Cgil e Cisl: superiori ed elementari galoppano verso l'emergenza: ridotti 98 insegnanti e 70 assistenti Tagli nella scuola: 170 posti in meno All'Isis Enrico Mattei è a rischio l'apertura dei laboratori, la scure sui precari CECINA. Come l'ennesima grande fabbrica che dal primo settembre chiude i battenti. Solo che qui di cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali non c'è nemmeno l'ombra. «I tagli sugli organici di diritto parlano di circa 170 lavoratori in meno nella scuola. Se questa cosa fosse successa in un'azienda saremmo nelle prime pagine dei giornali nazionali», sbotta Patrizia Villa, segretaria della Flc-Cgil. Una piccola nota polemica per amplificare lo stato di "vera emergenza" in cui versa anche la scuola livornese. Tabelle alla mano, i sindacati Cisl scuola e Flc-Cgil snocciolano il rosario della scura Tremonti-Gelmini. «In provincia si tratta complessivamente di 98 posti in meno tra il personale docente - spiega Paola Colorà, segretaria Cisl scuola - e 70 tra il personale Ata». Medie ko. Va notato - avvertono e sottolineano subito le due sindacaliste - che qualcosa potrà essere recuperato con la definizione degli organici di fatto, ma sono numeri che fanno comunque paura. Basta dire che «l'effetto dei tagli è stato notevolmente mitigato dal numero consistente dei pensionamenti». A subire di più l'effetto-forbice saranno soprattutto le secondarie di primo grado (ex medie) con un meno 51 alla voce docenti (da 698 a 647). Poi la primaria (ex elementari) con un taglio di 27 maestri, nonostante una buona autorizzazione di tempi pieni. Meno 20 insegnanti invece alle secondarie di secondo grado (quelle che una volta si chiamavano scuole superiori) ma qui, notano i sindacati, «c'è uno stand by derivato dalla manifestazione del 30 ottobre che ha rinviato l'avvio dei regolamenti per le superiori». In controtendenza («grazie anche alla collaborazione con gli enti locali») i dati relativi alle scuole dell'infanzia, che per ora mantengono negli organici di diritto i 355 posti degli organici di fatto dello scorso anno. «Non solo - precisa Villa - in organico di fatto si attendono le autorizzazioni all'apertura di 6 sezioni in più». Sforbici(Ata). Sono però i tagli al personale Ata (gli assistenti tecnici amministrativi), a preoccupare particolarmente il sindacato. «Avremo 13 posti in meno tra gli assistenti amministrativi, 12 tra gli assistenti tecnici e 45 tra i collaboratori scolastici», dicono seccamente le rappresentanti di Cgil e Cisl. All'Isis Mattei di Rosignano - avverte Villa - «è già a rischio l'apertura dei laboratori». Non solo - le fa eco Colorà - meno personale Ata fa anche rima con «meno sicurezza e meno sorveglianza nelle scuole». La questione sicurezza appare dunque aggravata «dall'aumento generalizzato degli alunni (tranne quelli delle medie), a fronte del taglio consistente ai docenti». A pagare le conseguenze dei tagli-choc saranno soprattutto i precari. Gianluca Della Maggiore

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se la gelmini sdogana l'esame regionale - francesco merlo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Il caso Se la Gelmini sdogana l´esame regionale FRANCESCO MERLO Nessun alfabetizzato del centrodestra, né il colto Sandro Bondi né l´iperprofessor Brunetta, sono riusciti a dire alla Gelmini che non c´è alcun rapporto tra l´algebra e l´oséleto veneto. SEGUE A PAGINA 33

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la gelmini e l'esame regionale - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 33 - Commenti la gelmini e L´ESAME REGIONALE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Così come non c´è tra il teorema di Pitagora e l´impiccagione del pitu (tacchino) a Tonco di Asti, tra la fisica di Einstein e il risòtt giald (con lo zafferano). è invece passato come ragionevole glossa di più feconda lettura il contrordine leghista alla corbelleria sull´esame obbligatorio di dialetto. Adesso insomma non si vogliono più sottoporre i professori meridionali a uno sbarramento dialettale, ma a un test di "nativismo", a una prova di conoscenza di storia locale: «di tradizioni regionali» ha ribadito, in soccorso al Carroccio, la ministra bresciana dell´Istruzione, l´avvocato Maria Stella Gelmini. Vedete com´è la Lega: senza volerlo sta svelando la dabbenaggine e la volgarità di un´intera classe di governo. E infatti né la presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea né i tanti docenti di Diritto, che fanno corona e riparo a Berlusconi, hanno sinora informato i cultori del pittoresco che la conoscenza del folklore bergamasco non è indispensabile per insegnare il greco, e che la sagra del polentonissimo di Bormida non aiuta (purtroppo) a dominare il latino. E, come sa bene il neodiplomato figlio di Bossi, Hegel non ebbe i natali a Scurzolengo. Ce ne duole, ma essere padano non è una scorciatoia per l´apprendimento e l´insegnamento della filosofia, delle teorie dei frattali e dei quanti, della religione e nemmeno della lingua italiana. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è docente di Diritto dell´Impresa a Palermo. Il sottosegretario alla Sanità Ferruccio Fazio è ordinario di Radioterapia. Persino i sottosegretari leghisti Michelino Davico e Francesca Martini, nei cencelliani cenni autobiografici dei parlamentari, scrivono di essere docenti. E il mitico Castelli dice di esserlo stato, sia pure brevemente, addirittura in "Acustica degli Edifici" ricordandoci il nostro amico Sigfrido Mizzichellini di Rho (con l´acca di antica tradizione longobarda) professore di "Teoria e Tecnica del Ferro Battuto". Comunque, nessuno di questi scienziati ha fatto notare alla Gelmini che non può essere discussa seriamente l´idea che un professore, per insegnare l´inglese in Lombardia, debba conoscere la storia della Regione (ma a partire da quando la Lombardia divenne una regione per la storia?). Esistono, tra i saperi, anche la Dialettologia, la Storia delle tradizioni popolari, la Linguistica, la Storia delle regioni. Nelle università italiane, quelle che la Gelmini non conosce, sono insegnamenti complementari o a scelta degli studenti. Sicuramente non stanno alla base degli altri saperi. Il professore Tremonti, per esempio, non ha costruito la sua competenza di economista studiando prima le tradizioni del Mulino Vecchio di Bellinzago e solo successivamente Schumpeter e Keynes. Del resto, gli studi territoriali (linguistica, storia, economia) per assumere valore scientifico sono sottoposti al trattamento comparativo: il paragone continuo, il rimando internazionale. Uno studioso di dialettologia italiana deve essere in grado di avvicinare il lombardo al tedesco, il siciliano all´arabo e non indietreggiare nella ricerca degli eventuali nessi persino tra tedesco e arabo. Chi studia l´ipotesi della lingua indoeuropea deve misurarla con quella accadico-sumerica. Tanto più in un mondo che si apre alla dialettica dei dialetti imperiali (inglese, arabo, cinese, russo) e non si chiude nel mugugno del villaggio brianzolo, nella gara dei birilli delle donne cuneesi. Attenti dunque alla Lega che sta liberando fiumi di volgarità. Oggi si parla di secessione anche in Sardegna, la Sicilia risveglia il sopito separatismo, i romani devoti coltivano il guelfismo con il Primato della religione cattolica, i randellisti delle ronde si tatuano di cultura celtica… e la Gelmini, al fischio del Priapo reincarnato, aggiusta e profuma le fetecchie della Lega.

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università virtuose, c'è anche firenze - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze Università virtuose, c´è anche Firenze Il ministero corregge l´elenco, all´ateneo tre milioni in più dell´anno scorso LAURA MONTANARI Aggiungere un posto a «tavola», Firenze c´è insieme a Pisa. Il ministero corregge l´elenco delle università premiate nella distribuzione di quel 7 per cento che restava del Fondo di finanziamento ordinario. Come aveva annunciato il rettore Augusto Marinelli la scorsa settimana, l´ateneo di piazza San Marco figura nelle università «virtuose» per conti, didattica e ricerca. Avrà quindi una cifra che supera di tre milioni di euro il Fondo di finanziamento dell´anno precedente. Decisivi sono stati i tagli alle spese del personale che sono scese sia pure di poco, ma sotto la soglia prevista per legge del 90 per cento rispetto ai soldi erogati da Roma. Ieri Marinelli ha incontrato il ministro Mariastella Gelmini a cui, spiega lo stesso ateneo in una nota «ha illustrato la riorganizzazione nel contenimento della spesa». Il ministro, ha espresso «apprezzamento per le azioni intraprese» e ha sottolineato l´importanza di rispettare la soglia del 90 per cento. «Questi dati, sia pure nell´attuale forma provvisoria, confermano quello che abbiamo sostenuto nei giorni scorsi – ha sottolineato con soddisfazione il rettore Marinelli – cioè che l´Università di Firenze non solo non è stata esclusa dalla ripartizione del finanziamento, ma che, anzi, otterrà probabilmente un incremento premiale». Il rettore pochi giorni fa aveva parlato di una cifra che si avvicinava ai diciannove milioni di euro. Non è che questi finanziamenti possano cambiare la situazione generale dei conti dell´ateneo, ma certo sono qualcosa di non programmato da aggiungere. Come verranno investiti? Il rettore sceglierà per esempio di pagare le docenze a contratto che oggi sono a titolo gratuito e che in un altro ateneo toscano (Pisa) stanno scatenando una grossa polemica? Alla domanda, nei giorni scorsi Marinelli aveva risposto con estrema cautela: «E´ troppo presto, non so davvero come la investiremo, ma posso dire per esempio che le spese del personale che ci troviamo in bilancio, soltanto per gli scatti automatici di stipendio, sono aumentate di 2 milioni e 300mila euro rispetto al previsto». Non sa ancora invece se il suo ateneo figura o meno tra i premiati il rettore di Siena Silvano Focardi: «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione, ma io sono fiducioso. Abbiamo presentato un piano di risanamento importante». Intanto ieri l´università di Siena ha estinto i propri debiti nei confronti dell´Inpdap, derivanti dai contributi dovuti e non pagati dal 2004 al 2007 e della quota di debito in scadenza nell´anno 2011. La conclusione dell´iter c´è stata ieri a Roma con la firma dell´intesa tra ateneo e istituto. Tra more e arretrati l´università doveva all´istituto di previdenza circa 95 milioni di euro.

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la cisl: altri tagli per cento professori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bari La denuncia La Cisl: altri tagli per cento professori Una nuova scure si abbatte sui docenti di Bari e provincia: 100 posti in meno in organico si aggiungono al taglio di già stabiliti in base ai provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti. Lo denuncia la Cisl Scuola di Bari, che riporta come negli ultimi giorni nell´ufficio scolastico regionale stiano arrivando circolari che invitano, alla luce delle disposizioni ministeriali, a provvedere ad ulteriori tagli nella scuola. Inoltre, spiega il segretario provinciale Francesco Basile, «alcune operazioni che in passato erano già compiute di questi tempi, come assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, saranno rimandate forse a fine agosto, mentre per le speranze di centinaia e centinaia di precari ci sarà ancora troppo da aspettare».

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La Lega dà scacco a Silvio in tre mosse (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

La Lega dà scacco a Silvio in tre mosse Caro direttore, lo ha descritto bene Casini giovedì. Stiamo ai dati ultimi. Primo, missione in Afghanistan. Silvio Berlusconi conferma alla lettera le dichiarazioni della Lega (onorevole Dal Lago) durante il dibattito del 28 luglio sull'informativa del ministro La Russa. Il ministro aveva detto: «la missione prosegue…non è cambiato nulla…per noi la missione in Afghanistan è irrinunciabile e imprescindibile». Apprezzamenti da parte di Pdl, Pd, Udc e Idv, mentre critiche vennero dalla Lega. Emanuela Dal Lago invitava il ministro La Russa a «riflettere sulle parole di Bossi e, dopo il 20 agosto, non a pensare di ipotizzare, ma a prevedere un'apertura di un grande confronto politico sulla nostra presenza e sulle nostre missioni all'estero». Berlusconi, riportano i giornali di mercoledì 29 luglio, ha dimostrato chi comanda: la Lega. Questo importantissimo impegno internazionale in via di "dismissione". Peggio, se si vuole affievolire lo spirito patrio, è necessario ridurre il più possibile l'orgoglio e il dolore di aver militari fuori dai confini per la difesa di grandi valori. Secondo. La polemica scuola e dialetto, affermazioni poi smentite, successivamente evolute in "test-pre selettivi" per gli insegnanti che faranno il proprio lavoro al nord. Una deriva discriminatoria alla quale, in una prima fase, il Governo e il Pdl si erano opposti. Ieri però scopriamo allibiti e stupiti che il ministro Gelmini, in una intervista alla Stampa di Torino, torna sull'argomento e asseconda la proposta leghista: «I professori si scelgano sul territorio». Altro imbarazzante segnale di inversione dell'unità nazionale, di "nascente campanilismo", di "preoccupante neo razzismo". I giovani del nord che per decenni avevano preferito non lavorare nella pubblica amministrazione (scuola, poste etc.) ora scelgono, per via della crisi, di intraprendere la carriera pubblica ma pretendono un'eccezione. Sì, non si accontentano di partecipare ai concorsi, non vogliono essere privilegiati e, con questa norma, riducono i concorrenti tagliando fuori i residenti in altre regioni (più avanti di dirà in altre provincie, poi si arriverà ai comuni e ai quartieri). Tutto ciò è contrario a quel "merito" tanto sbandierato e, purtroppo, rende estraneo il confronto, gli approcci, la "mescola" degli italiani che ha corroborato il Paese nei suoi primi 60 anni. Terzo. L'affaire sulle celebrazioni del "Centocinquantenario" dell'Unità d'Italia. Al di là di dossier preparatori e contenuti delle manifestazioni, è assolutamente paradossale e certo unico caso al mondo che il nostro Paese non sia in grado di celebrare la propria unità nazionale. Solo un caso di "temporanea mancanza di fondi?". Non penso sia un caso. Nemmeno può essere un caso che emerga l'ipotesi di una "lotteria", alla quale tristemente oramai ci troviamo ad affidare l'unità del Paese. Tutto ciò giustifica ancor più la nascita di politiche per la nazione, di ricerca del bene comune e rende interessante il "nascente Partito della Nazione". Luca Volontè 31/07/2009

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POLEMICHE a Cervia per la nomina del nuovo dirigente scolastico alla scuola media... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 14 POLEMICHE a Cervia per la nomina del nuovo dirigente scolastico alla scuola media... POLEMICHE a Cervia per la nomina del nuovo dirigente scolastico alla scuola media Ressi-Gervasi (oltre 500 alunni). A sollevare l'indignazione del consiglio d'istituto è il nome del nuovo preside', Michele Ciccone, proveniente dall'istituto comprensivo di Bertinoro. Il problema? Ciccone è agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori ed è stato sospeso da ogni incarico scolastico. La nuova nomina pare dunque sia frutto soltanto di un errore tecnico. «Quella persona è stata sospesa e non prenderà mai servizio» assicura il direttore dell'ufficio scolastico provinciale Giancarlo Mori. Il sindaco Zoffoli ha comunque scritto una lettera al ministro Gelmini.

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Bufera sulla Gervasi: nominato un preside arrestato per violenza (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA CERVIA E MILANO MARITTIMA pag. 17 Bufera sulla Gervasi: nominato un preside arrestato per violenza Il dirigente provinciale: «E' sospeso, non verrà». Ma è polemica L'ISTITUTO Ha oltre 500 alunni iscritti IN TEMPI di polemiche sulla scuola e sui tagli degli insegnanti, a Cervia la scuola media Ressi-Gervasi finisce nella bufera per tutt'altro motivo. Si tratta dell'unica scuola media del comune, alla quale sono iscritti oltre 500 alunni. A sollevare l'indignazione del Consiglio d'istituto è la nomina del nuovo dirigente scolastico. L'incarico è stato affidato a Michele Ciccone, proveniente dall'istituto comprensivo di Bertinoro. Peccato, si fa per dire, che il signore in questione non potrà mai assumere concretamente questo ruolo perchè è agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori. Un provvedimento emesso dal Gip di Forlì, Michele Leoni, e che ha portato alla sospensione dell'uomo da ogni incarico scolastico. Tempi della giustizia e tempi burocratici hanno seguito binari diversi: Ciccone è stato, infatti, arrestato il 14 maggio di quest'anno mentre la nomina dell'Ufficio scolatico regionale è arrivata il 25 giugno. SUL PIEDE di guerra il presidente del Consiglio d'istituto della scuola, Mauro Conficoni, che in una lettera inviata alle autorità locali e perfino al presidente della Repubblica chiede «come è possibile che una persona agli arresti domiciliari possa avere (e bloccare) un posto di tale importanza? È previsto, lo sappiamo, l'istituto della reggenza' ma credo che questo valga per casi, diciamo così, non programmabili', e non è certo questo il caso». E' SCESO in campo anche il sindaco di Cervia, Roberto Zoffoli, con una lettera indirizzata al ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. «Mi rivolgo quindi a Lei scrive Zoffoli affinché possa bloccare il procedimento di assegnazione. Le chiedo infatti di provare a mettersi nei panni di un Amministratore locale, e ancor più di un genitore, che si trova come titolare della scuola dei propri ragazzi una persona accusata di atti sessuali nei confronti di bambini frequentanti la scuola materna del Comune di Bertinoro, scuola che questa persona dirigeva». Il primo cittadino parla di una reazione dettata «da una forte preoccupazione per i nostri ragazzi, per le famiglie cervesi e per l'immagine e il futuro della scuola». «Ritengo conclude che la scuola media Ressi Gervasi e la nostra città non meritino affatto questa poca sensibilità da parte delle istituzioni preposte alla formazione e all'educazione dei bambini». Il direttore dell'ufficio Scolastico Provinciale, Giancarlo Mori, lancia un messaggio di rassicurazione: «Quella persona spiega è stata sospesa e non prenderà mai servizio. L'ultima settimana di agosto l'Usp indicherà in un dirigemte scolastico di ravenna il reggente per il ruolo in questione». «Capisco gli umori e le preoccupazioni aggiunge ; inoltre esistono delle garanzie che ognuno ha finché non è condannato. Comunque in attesa della sentenza, la persona è stata sospesa dal servizio». a.g. Image: 20090731/foto/2144.jpg

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Facoltà per facoltà, i concorsi sulla rampa di lancio (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 11 Facoltà per facoltà, i concorsi sulla rampa di lancio UNIVERSITA' GIOVANNI LONGO, il dirigente del settore Personale docente dell'Ateneo, specificando che « si tratta di procedure già bandite e per le quali si è in attesa della nomina delle commissioni giudicatrici», conferma i dati pubblicati dal Carlino' in merito ai concorsi universitari che, bloccati l'anno scorso, potrebbero rimettersi in movimento grazie alle nuove noprme decise dal ministrp Gelmini. Sono 17 le prove per altrettanti posti da professore ordinario, 61 quelle per associato e 39 quelle per ricercatore. «Fin da ora non si può dire aggiunge Longo quante effettivamente saranno le prese di servizio dei vincitori del concorso», e poi specifica le sedi e le facoltà coinvolte nella prossima infornata di nomine. I concorsi per docenti ordinari sulla via dello sblocco sono 1 a Economia di Rimini, 1 a Ingegneria di Bologna, 2 a Ingegneria di Cesena, 3 a Medicina e Chirurgia, 2 a Medicina veterinaria, 5 a Scienze matematiche, 1 a Scienze della formazione, 2 a Scienze Politiche di Forlì. I concorsi per associati sono: 3 ad Agraria, 4 a Chimica industriale, 2 a Conservazione dei beni culturali, 2 a Economia, 2 a quella di Forlì, 3 a quella di Rimini, 1 a Farmacia, 3 a Ingegneria, 6 a Lettere, 3 a Lingue, 6 a Medecina, 6 a Veterinaria, 7 a Scienze, 2 alla Scuola superiore Lingue moderne, 4 a Scienze della formazione, 1 a Scienze politiche di Bologna, 3 a quella di Forlì, 2 a Scienze statistiche, 1 a Scienze motorie. I posti da assegnare per i ricercatori sono: 2 ad Agraria, 2 ad Architettura, 1 a Economia di Forlì, 2 a Giurisprudenza,10 a Ingeneria di Bologna, 6 a quella di Cesena e Forlì, 3 a Lingue, 7 a Medicina, 2 a Veterinaria,1 a Scienze, 1 alla Scuola superiore di Lingue, 1 a Scienze della formazione, 1 a Scienze politiche di Forlì. r. o.

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UN DECRETO A FAVORE DELLA CRISI (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

UN DECRETO A FAVORE DELLA CRISI FRONTE DEL VIDEO Dunque, la Lega lancia l'idea dell'esame di dialetto, poi smentisce. Ma la Gelmini aveva già abbozzato e parzialmente accolto. Invece La Russa, con la faccia che si ritrova, si era fatto uscire il fumo dal naso per la sortita di Bossi sull'Afghanistan. Intanto però Berlusconi si è allineato a Bossi, benché con qualche giorno di ritardo. Perché, anche per subire un ricatto, ci vuole il suo tempo. A meno che, volendo, si possa arrivare a dire una cosa e nello stesso tempo farne un'altra esattamente contraria. Che è anche meglio di quanto faceva Penelope, costretta a disfare di notte la tela tessuta di giorno. Ma, caspita!, siamo nel terzo millennio e Berlusconi non ha tempo da perdere in inutili (e dannose) formalità parlamentari. Ed ecco che, secondo la scarna versione data dai tg, il governo vara un decreto anticrisi e nello stesso tempo un anti-decreto anticrisi. Insomma, se il principio di contraddizione non è stato ancora abolito, è un decreto a favore della crisi.

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(sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa «Quella del congresso è l'ultima opportunità . Non possiamo scendere del 7% ad ogni elezione». Enrico Letta pronuncia ogni parola con la tranquillità che lo contraddistingue. Netto nel giudizio, ma senza drammatizzare. Chiuso nel suo ufficio all'Arel (il centro studi fondato da Nino Andreatta di cui è segretario generale ndr) il deputato del Pd non si ferma un attimo. C'è da preparare l'appuntamento autunnale, ma anche da portare avanti proposte di legge come quella presentata mercoledì assieme ad un gruppo di colleghi assolutamente bipartisan. Una serie di interventi per «internazionalizzare di più le nostre università perché - spiega - si esce dalla crisi se mettiamo l'Italia al centro del mondo non se la provincializziamo». E qual è la vostra ricetta? «Noi abbiamo già presentato due proposte. La prima mira a riportare in Italia i talenti attraverso l'introduzione di uno scudo fiscale. I talenti, non i cervelli. Il che vuol dire tutte le persone che, all'estero, hanno costruito qualcosa, hanno messo in piedi un'attività. La seconda, invece, vuole riportare il Paese ai fasti del Rinascimento». Guardi che poi l'accusano di guardare troppo al passato. «Nel Rinascimento era un vanto poter dire di aver trascorso un periodo di studio in Italia. Oggi, invece, le nostre università non "catturano" più studenti. Non sono luoghi in cui uno studente italiano può incontrare il mondo. E questo anche per la crescita esponenziale di quelli che io chiamo gli "atenei di quartiere"». A proposito di università. >Cosa pensa della graduatoria del ministro Gelmini? «È un'ottima idea peraltro "importata" dal governo Prodi. È giusto dare il 7% alle università più meritevoli. Ed è giusto pubblicare la graduatoria». Però? «Però bisognerebbe arrivare al 15% e, soprattutto, le risorse non possono essere reperite in un monte che Tremonti ha tagliato del 40%. Perché significa che ti ho tolto molto di più di ciò che ti ho dato». Lei, però, ha presentato questa proposta nel momento in cui anche il presidente Obama sostiene che la crisi sia finita. Forse le critiche del Pd al governo erano eccessive. «È molto presto per dare un giudizio su come l'Italia vivrà l'impatto con la crisi. Di sicuro c'è stata una battuta d'arresto e una parte del Paese sta soffrendo molto. La vera domanda da farsi è: a quale velocità ripartiremo?» Ma le vostre critiche erano sul presente, non sul futuro. «Le nostre critiche partivano dall'osservazione della realtà. L'Italia ha sempre viaggiato alla metà della media europea. La crisi poteva essere un'occasione per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno, perché è in situazioni come queste che è più facile fare cambiamenti draconiani. Invece ripartiremo zavorrati come sempre». Di chi è la colpa? «Sicuramente di un clima da guerra civile per cui ogni cosa ruota attorno a Berlusconi. È tutto personalizzato. E comunque lo stesso premier, Tremonti e Sacconi hanno teorizzato che, in tempo di crisi, non si fanno riforme». È tardi per correre ai ripari? «Secondo me siamo ancora in tempo. A patto che, a settembre, il governo abbia voglia di compiere uno sforzo significativo». In cosa consisterebbe questo sforzo? «Ad esempio nella liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ma anche nella liberalizzazione delle pensioni. Dobbiamo fare in modo che chi continua a lavorare guadagni di più, mentre chi lascia abbia la pensione decurtata». Non mi sembra che la sua posizione trovi molti consensi all'interno del Pd. «Secondo me è una tesi interessante di cui discutere». Intanto, su queste proposte economiche, lei sta costruendo il Pd che verrà insieme a Bersani. Ma cosa avete fatto in questi mesi? «Io credo che il Pd sia uscito dalle elezioni sballottato e non in grado di capire che, invece di rilanciare subito, bisognava fermarsi e riorganizzare il campo dell'opposizione costruendo un'alternativa a Berlusconi. Un'alternativa che guardi al 2013 perché questo governo non cadrà in autunno. Invece di sciogliere i nodi della sconfitta, cercando di capire cosa rendeva impossibile il dialogo con la maggioranza del Paese, abbiamo passato il tempo a concentrarci sul prossimo scandalo». In compenso siete finiti voi nel mirino dei magistrati. Cosa ne pensa di quanto accaduto in Puglia? «Credo che serva il massimo della trasparenza e della pulizia. I magistrati devono lavorare in tranquillità e il Pd non deve arroccarsi».

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Più sport nelle scuole per educare i bambini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Coni, presentato il progetto Petrucci-Gelmini Più sport nelle scuole per educare i bambini Più sport nelle scuole. È l'obiettivo del progetto del Coni presentato ieri nell'incontro tra il presidente Gianni Petrucci e il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini accompagnata dal sottosegretario allo sport Rocco Crimi. Introdurre le attività sportive nelle scuole primarie, riorganizzare e incrementare le ore delle secondarie, ed educare i bambini ai valori dello sport sono i punti chiave dell'iniziativa. «È importante che le istituzioni si siano sedute intorno ad un tavolo tecnico per affrontare questo nuovo modello sperimentale per le nostre scuole - ha detto Crimi - il risultato finora è molto positivo». Petrucci condivide: «Sono molto contento che le nostre idee siano state accettate dal ministro. Abbiamo fatto un passo avanti, un'accelerazione di un processo che porterà ad importanti risultati».

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Provocazioni leghiste da non sottovalutare (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Enti Locali & Cittadini Condividi le autonomie Provocazioni leghiste da non sottovalutare Le ultime uscite sui docenti del Sud, specchio di un crescente antimeridionalismo Nando Morra Non è una ennesima guittesca provocazione leghista. E' altro. Ed è ora di non sottovalutare, ulteriormente, le posizioni di Bossi e dei suoi agit-prop presenti dentro e fuori il Parlamento ed il governo. I proclami leghisti sono stati presi per battute da osteria. Le conseguenze sono note. Soprattutto per il Mezzogiorno. E' andata così fino ad oggi. Può andare peggio, molto peggio, se non c'è una ferma presa di coscienza che lo stillicidio antimeridionale leghista può portare al razzismo endogeno ed ancora di più, alla frattura reale, sociale e politica tra Nord e Sud. Il "fuori" i professori ed i presidi meridionali dalle scuole e dalle Università del Nord non può essere catalogato come una boutade o un innocuo incidente di percorso. La proposta di un "test padano" preventivo allo inserimento dei prof. nelle strutture scolastiche, equivale ad un doppio passaporto. Da una parte la Padania; dall'altra, il Paese, Mezzogiorno compreso. L'iniziativa della leghista Paola Goisis è stata presentata in Commissione Cultura del Parlamento. Cioè nel Parlamento della Repubblica italiana, non delle terre cisalpine. La violenza della provocazione è pari alla ormai consolidata arroganza leghista. Parlare di test dialetto, significa tradurre sul campo, in fatti concreti, la "secessione silenziosa" che la Lega, passo dopo passo, porta avanti alimentando una pericolosa subcultura razzista e separatista. E' quella la strategia esplicita che Bossi e C. portano avanti con un obiettivo unico: colpire il Mezzogiorno. Per dividere il Paese. La pericolosità e la gravità delle ricorrenti aberranti proposte, servono alla Lega per alzare il prezzo con Berlusconi. Ma serve anche a Berlusconi per accreditarsi e per legittimare il ruolo di capo della coalizione e del governo. Del grande mediatore che tiene a bada Bossi ed i "cani sciolti" leghisti evitando guasti peggiori e più dirompenti. L'unico vero obiettivo di Berlusconi è il potere a tutti i costi. In realtà è solo un gioco delle parti. Copione scritto a quattro mani come la conclusione. Si alza la voce, si punta alto, si atterra su fatti concreti che, dai Fondi FAS alle opere infrastrutturali, dalla legge razzista sulla cosiddetta "Sicurezza", al decreto anticrisi, afferma una sola logica: colpire il SUD. E non solo scippando risorse. Colpisce il Mezzogiorno instillando il veleno della denigrazione politica, sociale ed istituzionale. Per la Lega tutto il Sud, dai parlamentari alle istituzioni territoriali, dalle Regioni, alle Province, agli Enti Locali, è un coacervo di malgoverno, di inefficienza, di parassitismo, di connubio politica criminalità. Un pozzo senza fine che brucia presunte risorse del Nord. Tutti sanno che non è così. Tutti sanno che ci sono governi locali inefficienti e problemi gravissimi di controllo criminale di pezzi della economia e del territorio. Come tutti sanno che la stragrande maggioranza di Comuni e Province amministrano con livelli qualitativi ed efficienza pari al Nord. Ma il messaggio parte e produce effetti. Penetra in profondità. Compatta socialmente e politicamente il Nord, disgrega al Sud. E' l'obiettivo immediato di Bossi. Indebolire ancora di più il Sud. Tutto fa gioco, per alimentare il populismo in chiave padana e nazionale, l'antipolitica, la deriva antiunitaria, secessionista, antidemocratica. Il federalismo non è inteso come via democratica per innovare le istituzioni ed il paese ma come paravento, cartina fumogena, per il separatismo. La questione dialetto è l'ultima trovata, tanto assurda quanto improponibile. Ha fatto bene Fini, presidente della Camera, a richiamare tutti alla osservanza della Costituzione. La provocazione ha bloccato la "riforma Gelmini" ma ha prodotto un effetto politico rilevante. PdL e centrodestra sono divisi. Le fibrillazioni sono notevoli se anche un assessore alla scuola della Provincia di Vicenza, Morena Marini, nota per le posizioni antimeridionali, riconosce che si "tratta di una posizione anacronistica e provocatoria". Urge fermare l'onda anomala della Lega che si scarica sul paese e soprattutto, sul Mezzogiorno. Non è facile. L'opposizione balbetta. Il Pd ha disimperato da lungo tempo le regole delle battaglie civili e politiche in Parlamento e nel paese. Le forze intellettuali traccheggiano e si nascondono. Il Sindacato pendola tra incertezze e crisi dell'unità strategica e di iniziative. Le istituzioni sono ancorate a schemi interpretativi, salvo qualche eccezione, obsoleti, non riproponibili. I parlamentari meridionali tacciono. Defilati. Muti. Incapaci ed impotenti. I partiti senza autonomia, sono svincolati dal vitale rapporto con i cittadini ed i territori. Il risultato è il silenzio. A 360 . Coinvolge tutti, governo, maggioranza e centrosinistra. E' così che nel Parlamento sono oscurate le ragioni del Mezzogiorno e del sistema degli Enti Locali. Ed è nella società e nel Parlamento che viene messa in discussione l'unità della Repubblica. Anche questo è un effetto perverso dell'attuale legge elettorale del 31-07-2009 num.

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CdC Cuneo: previsioni per il 2009, risultati indagine Excelsior (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

CdC Cuneo: previsioni per il 2009, risultati indagine Excelsior (31/7/2009 12:23) | (Sesto Potere) - Cuneo - 31 luglio 2009 - Dopo aver anticipato alcuni dati sulle previsioni occupazionali, in occasione della Giornata dell’economia lo scorso 8 maggio, oggi la Camera di Commercio di Cuneo presenta i dati provinciali definitivi del Sistema Informativo Excelsior, l’indagine sulle dinamiche occupazioni in ambito nazionale, regionale e provinciale, realizzata da Unioncamere e autorizzata dal Ministero del Lavoro, avvalendosi della collaborazione degli uffici studi e statistica delle Camere di commercio. Il Sistema Informativo Excelsior si impernia su circa 100.000 contatti nei confronti di imprese disseminate in tutta Italia, di cui oltre 1.200 in provincia di Cuneo, appartenenti a diversi settori economici e tipologie dimensionali, con almeno un addetto dipendente. Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, l’aggravarsi degli effetti sull’economia reale derivanti dalla crisi finanziaria internazionale ha determinato un rapido cambiamento nelle prospettive occupazionali delle imprese italiane. I dati del Sistema Informativo Excelsior evidenziano per il 2009 una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213mila unità rispetto allo stock di fine 2008, con una corrispondente variazione in termini relativi pari a –1,9%: il primo risultato negativo in oltre un decennio. La quota delle aziende cuneesi appartenenti al settore industriale e terziario che prevedono assunzioni si attesta al 21,9% (contro il 28,4% del 2008), superando leggermente le prospettive occupazionali sia a livello piemontese sia a livello nazionale (rispettivamente 17,1% e 19,8%). La più contenuta domanda di lavoro prevista per il 2009 si riflette con un saldo negativo di - 2.100 unità. “L’analisi dei dati dell’indagine Excelsior 2009 mostra che il calo della domanda internazionale dei beni e l’intensificarsi della riduzione dei consumi interni, hanno determinato un contraccolpo occupazionale in tutti i settori, con un’intensità maggiore nel settore dell’industria manifatturiera e delle costruzioni. Una migliore tenuta è dimostrata invece dal settore del commercio e dei servizi”, è il commento del Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello. “Il modello produttivo cuneese si caratterizza dalla presenza della piccola impresa diffusa, profondamente radicata sul territorio. E’ un modello produttivo che ha una forte valenza anche di tenuta sociale e che ha il suo punto di forza nelle produzioni di qualità, soprattutto nel settore agroalimentare. In particolare, per le piccole imprese “qualità delle produzioni” significa innanzitutto “qualità del capitale umano”: ecco perché le nostre aziende puntano sempre più su assunzioni qualificate, pur in un momento congiunturale ancora difficile, come ci confermano i dati della Cassa integrazione. Occorre orientare maggiormente i giovani nel compiere scelte educative coerenti con le caratteristiche del mercato del lavoro. Excelsior è uno strumento importante da prendere in considerazione nel passaggio dal mondo della scuola a quello lavorativo che, come ci ha confermato in questi giorni il Ministro del Lavoro Sacconi, sarà potenziato per porre le basi ad un lavoro congiunto con il Ministro dell’Istruzione Gelmini”. Le prospettive occupazionali dal punto di vista delle imprese cuneesi I dati a livello provinciale evidenziano un diffuso ridimensionamento dei programmi di assunzione delle imprese per il 2009, come viene confermato dal numero di entrate previste pari a 9.780, contro le 11.380 dello scorso anno, mentre le uscite (per pensionamento o scadenza di contratto) tendono ad aumentare, passando da 10.600 a 11.880, evidenziando andamenti diversi a seconda dei settori economici presi in considerazione. Il tasso di entrata si attesta, infatti, attorno al 7,5% (era il 9,2% nel 2008), superando il tasso di entrata regionale (5,1%) e nazionale (6,8%). Il tasso di uscita si colloca al 9,1% (era l’8,6% lo scorso anno), determinando un saldo occupazionale negativo di 2.100 unità, pari a –1,6%. Il saldo provinciale è leggermente migliore rispetto al saldo piemontese (-2,1%) e a quello nazionale, -1,9%, (al netto dei flussi relativi dei contratti a progetto e ai lavoratori in somministrazione e senza tener conto dei dipendenti che già si trovano o per i quali si prevede nel corso dell’anno il ricorso alla cassa integrazione guadagni). Le variazioni occupazionali per settori di attività e dimensione aziendale La flessione della domanda di beni e servizi avrà un impatto occupazionale più evidente per le imprese delle costruzioni e industriali, rispettivamente –4,2% (-410 unità) e –1,8% (-1.110 unità) il saldo occupazionale previsto per macrosettore nel 2009). Variazioni più contenute si registrano nel settore del commercio che ha mantenuto un certo equilibrio nelle assunzioni (-0,4%, pari a –70 unità) e nelle attività terziarie con un saldo pari a -1,2% (-510 unità). Scendendo ad un maggior dettaglio settoriale, la flessione più attenuata si rileva nella filiera alimentare, generalmente più al riparo dagli andamenti del ciclo economico, che registra un saldo di -0,4%. Tra le attività terziarie, complessivamente in tenuta, si è registrato il più marcato calo occupazionale, ed è riferito alle imprese del settore turistico (- 4,1% per alberghi, ristoranti e servizi turistici). Su livelli analoghi si colloca il settore dell’edilizia (-4,2%), mentre i dati del settore industriale, al netto delle costruzioni, registra la maggiore riduzione del livello occupazionale nel settore metalmeccanico dei mezzi di trasporto (-2,8%). Sono soprattutto le piccole e piccolissime imprese - comprese quelle a carattere artigianale – a mostrare la più intensa contrazione occupazionale (-3,3%), per lo più tra le unità manifatturiere. Le tipologie contrattuali del personale in entrata L’analisi dei dati relativi alle tipologie contrattuali (escluse quelle a carattere stagionale), evidenzia una contrazione delle assunzioni a tempo indeterminato, che si riducono al 36,8% (era 45,5% nel 2008). In termini assoluti, le assunzioni a tempo indeterminato previste per il 2009 sono pari a circa 1.950 unità (erano 3.530 nel 2008). In particolare, il ricorso ai contratti a tempo indeterminato riguarderà in prevalenza il comparto dell’industria e dei servizi. Per quanto riguarda invece le assunzioni a tempo determinato si registra un aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno passando dal 43% al 47,9% (superando il dato nazionale che nel 2009 è pari al 40,6%). In termini assoluti, le assunzioni a termine (escludendo quelle a carattere stagionale) previste per il 2009 sono pari a circa 2.550 unità. Le assunzioni a carattere tipicamente stagionale, circa 4.550 unità, evidenziano un incremento nel settore del commercio e dei servizi e una netta diminuzione nel settore del industria. Delle 9.780 assunzioni complessivamente previste, 3.190 (il 32,6% circa del totale) sono già state effettuate al momento dell’intervista (fine maggio 2009). Risultano, inoltre, essere già in corso concrete 1.850 azioni di ricerca pari al 28% del totale. La preferenza del genere femminile Per effetto della migliore tenuta del comparto commercio e delle attività terziarie rispetto a quelle manifatturiere, risulta in sensibile aumento la richiesta di personale femminile; le assunzioni esplicitamente “riservate” a personale di genere femminile passerebbero dal 22,6% del 2008 al 30,2% del 2009, mentre quelle relative ai lavoratori di genere maschile passerebbero dal 43,6% del 2008 al 27,9% del 2009. Sono soprattutto le imprese del commercio, del comparto alberghiero e della ristorazione a segnalare la preferenza del genere femminile. I dati regionali e nazionali si attestano rispettivamente a 24,4% e 20,2%. La domanda di immigrati Si prevede un flusso in entrata di personale immigrato che potrebbe raggiungere al massimo le 1.200 unità, pari al 22,5% delle assunzioni totali: percentuali inferiori si registrano in Piemonte (21,5%) e a livello nazionale (17%). La domanda di lavoratori immigrati stimata da Excelsior non fa però riferimento alle esigenze manifestate dalle famiglie (badanti, collaboratrici familiari, ecc.) e dal settore agricolo. Le assunzioni di personale immigrato previsto nel 2008 erano pari a 1.890 unità, corrispondenti al 24,3% delle assunzioni. I profili professionali richiesti dalle imprese Pur in un contesto di generalizzato ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per il 2009, si evidenzia una crescita relativa delle entrate delle professioni commerciali e degli impiegati, dal 27,3% al 39,7%. Sostanzialmente stabile risulta la richiesta di figure high skill ossia dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici e decrescono invece in misura considerevole gli operai, gli assemblatori e i conduttori di impianti (dal 38,2% al 30% delle entrate totali nello stesso intervallo di tempo) e di 4 punti percentuali le professioni non qualificate. I dati disponibili attraverso il Sistema informativo Excelsior con riferimento ai programmi di assunzione delle imprese dell’industria e dei servizi consentono pertanto di evidenziare, al di là dell’impatto di una fase congiunturale particolarmente negativa e diffusa, un graduale ma continuo miglioramento qualitativo della struttura occupazionale, testimonianza della volontà strategica delle nostre imprese di farsi trovare alla ripresa con un’offerta sempre più innovativa e competitiva. I livelli di istruzioni richiesti dalle imprese Si conferma, anche se perde d’intensità, il trend crescente della richiesta di personale con un livello di istruzione universitario (10,3% delle assunzioni programmate, tre punti percentuali in più rispetto allo scorso anno) e di personale in possesso di un livello di istruzione secondario e post-secondario (46,1% contro il 41,7% del 2008). Le lauree più richieste dal mercato continuano a essere quelle a indirizzo economico, seguite dall’indirizzo di ingegneria industriale. Sale al 17% la richiesta di personale con qualifica professionale (era 16,3% nel 2008), mentre si conferma la traiettoria discendente, in termini relativi, delle assunzioni con il solo obbligo scolastico passata da 34,5% nel 2008 al 26,6% nel 2009. Pur in un momento di crisi, paradossalmente, il 27,2% delle assunzioni non stagionali sono considerate di difficile reperimento dalle imprese cuneesi, in particolare le professioni tecniche quali “tecnici della distribuzione commerciale e assimilati”, “professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi” (addetti alle vendite al minuto), ingegneri e tecnici di scienze ingegneristiche, personale qualificato nei servizi sanitari, ebanisti e addetti al trattamento del legno risultano di difficile reperimento. Tra le difficoltà che le aziende hanno riscontrato nella ricerca di personale risulta la ridotta presenza delle figure professionali necessarie (per il 47,3%), decisamente superiore all’andamento regionale e nazionale (rispettivamente 31% e 24,9%). Segue la mancanza di candidati con adeguata qualificazione ed esperienza (per il 31,1%). Questi dati evidenziano il gap che ancora separa la domanda e l’offerta di lavoro e devono essere di riflessione e di stimolo per quanti sono chiamati a programmare attività formative. Le imprese in questi anni hanno dimostrato di impegnarsi nel fronteggiare questo divario investendo nella formazione del personale assunto: i dati provinciali riferiti ai corsi di formazione effettuati nel 2008 dalle imprese rivelano che circa 1 impresa su 4 ha qualificato i propri dipendenti, con punte del 64,4% nelle imprese con più di 50 addetti. Alcuni settori risultano particolarmente orientati a formare il proprio personale, tra questi il credito, le assicurazioni e i servizi finanziari (75,4% nelle imprese creditizie con oltre 50 dipendenti). Collaboratori a progetto L’indagine Excelsior prosegue la proiezione sullo sviluppo dei contratti a progetto. Nel 2009 le imprese della provincia di Cuneo che hanno programmato l’utilizzo di collaboratori si attesta sul 5,5%, in lieve aumento rispetto al 2008 quando la percentuale era pari al 5,2%. Le previsioni di collaboratori a progetto raggiungono quote maggiori delle grandi aziende, dove 1 impresa su 4 ne prevede l’assunzione. Dei 1.430 collaboratori in senso stretto la maggioranza, il 63,3%, occuperà posizione di dirigenza o ad elevata specializzazione. Per completezza di informazione e per collocare le previsioni di assunzioni delle imprese nel contesto reale del mercato del lavoro, si conclude l’analisi dei dati Excelsior con uno sguardo al ricorso da parte delle aziende cuneesi alla Cassa Integrazione ordinaria al I semestre 2009. Il ricorso alla CIG è certamente il più evidente indicatore dello stato di disagio del sistema industriale, soprattutto in relazione alla CIGO, che è lo strumento di pronto intervento più immediatamente disponibile. In provincia di Cuneo, l’aumento verificatosi da ottobre 2008, come noto, è eccezionale e assolutamente senza precedenti, ed è proseguito con una evidente accelerazione nel 2009, superando nel I semestre i 5 milioni di ore.

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Cervia: alla media Gervasi il nuovo preside è ai domiciliari per violenza sessuale. E' polemica (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

31 luglio 2009 - 9.56 (Ultima Modifica: 31 luglio 2009) Forlì: molestie a bimbi tra i 3 e i 6 anni, arrestato un preside Forlì: palpeggiamenti su bimbi, interrogatorio di garanzia per l'ex dirigente scolastico Forlì, il preside non si sottrae all'interrogatorio: "Sono stato frainteso" E' Michele Ciccone il nuovo dirigente scolastico della scuola media Ressi-Gervasi di Cervia. Fin qui niente di strano. Forse a qualcuno questo nome non suona nuovo, proviene infatti comprensivo di Bertinoro, agli arresti domiciliari, con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori. Indignati il presidente del Consiglio d'istituto, Mauro Conficoni, che ha scritto perfino al Presidente della Repubblica, ed il Sindaco di Cervia, Roberto Zoffoli. Quest'ultimo ha scritto, invece, una lettera, al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, chiedendo di bloccare il procedimento di assegnazione, sottolineando una preoccupazione per studenti e famiglie. Ovviamente Ciccone era stato sospeso dal servizio, e si attende la nomina di un 'reggente' al suo posto. Ma la polemica infuria.

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Cara Gelmini la scuola non è regionale (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

L’ipotesi di legare il reclutamento dei docenti alla provenienza regionale - di cui ha parlato il ministro Gelmini nell’intervista alla Stampa - può apparire come un atto discriminatorio nei confronti del Meridione e rischia di impoverire culturalmente la nostra scuola. Io sono un meridionalista convinto e credo che le menti del Sud Italia siano un punto di forza del nostro Paese. Non posso evitare di ricordare che il Meridione ci ha donato Pirandello, Verga, Tomasi di Lampedusa, Benedetto Croce. E ha prodotto gioielli di pensiero meno noti come il carteggio fra Giustino Fortunato e Salvemini. E se guardiamo al presente e alle sue forme espressive più recenti, come il cinema, scopriamo che i migliori registi emergenti sono meridionali: Tornatore, Garrone, Crialese, Sorrentino. Le radici della cultura italiana e la sua evoluzione, non possono prescindere dalle terre del Sud. Non accettare nelle scuole del Nord insegnanti di origine meridionale significa porsi in contraddizione con la realtà storica. E soprattutto con quella del futuro. Significa far fare all’Italia un passo indietro, non avanti. Non discuto il fatto che il legame con il territorio sia un elemento importante nella formazione culturale, ma diventa più produttivo se confrontato e integrato con altre culture. Il resto del mondo, in particolare gli Stati Uniti, ci dimostra che ciò che conta oggi nel processo formativo dei giovani è la cross-fertilization, quello scambio fra mentalità e culture diverse che rende appunto più fertili le menti. Questo è provato nella scienza, ma è vero anche in tutti gli altri settori di innovazione. Gli Stati Uniti hanno saputo fare della loro multietnicità (il crogiuolo delle razze o melting pot) il loro punto di forza innovativo, che li ha resi il Paese con il maggior numero di Premi Nobel scientifici negli ultimi anni. Come può il nostro Paese pensare di muoversi nella direzione opposta per rinchiudersi culturalmente addirittura nel regionalismo? L’Italia è una nazione multietnica per ragioni storiche. Siamo figli delle culture del Mediterraneo, del Medio Oriente e poi dei popoli del Nord. L’estro e la genialità che ci hanno contraddistinto nel tempo vengono anche da questo miscuglio di etnie e delle loro culture. Tanto più striderebbe in Italia una scuola improntata al regionalismo. I nostri giovani, con le loro idee e i loro ideali, sono la vera ricchezza del nostro Paese. La scuola è il luogo ideale per coltivarli. Non lasciamo cadere il dibattito su tutto ciò che può renderla migliore o peggiore.

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

asec «Fare chiarezza sulle dimissioni» Prime reazioni dopo la presa di posizione dei componenti del Cda gina@@32 Seicentocinquanta unità lavorative salvaguardate, 500 nuovi posti di lavoro e investimenti per 1,676 miliardi di euro. È quanto prevede l'intesa siglata a Roma, per il rilancio degli stabilimenti della STMicroelectronics e Numonyx. A firmarla sono stati i ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e dell'Università, Mariastella Gelmini, e i presidenti delle Regioni Siciliana, Raffaele Lombardo e Lombardia, Roberto Formigoni. La Regione Siciliana partecipa con 17.000.000 di euro e con l'assegnazione di un sito industriale che ha un valore di mercato di 50 milioni di euro. L'intesa prevede di sviluppare due distinte linee di attività: la prima riguarda la realizzazione di celle e moduli fotovoltaici con elevati livelli di efficienza, la seconda si riferisce, invece, ad attività di ricerca e sviluppo industriale delle piattaforme e delle architetture circuitali delle nuove generazioni di memorie dei computers. La realizzazione dei componenti fotovoltaici ad alta resa energetica, nell'unità produttiva M6 di Catania, sarà possibile grazie alla collaborazione di Stm con Enel e Sharp. 28

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Presunto pedofilo può insegnare alle Medie (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

Polemiche a Cervia Presunto pedofilo può insegnare alle Medie Cervia. Da maggio è agli arresti domiciliari, nella sua abitazione e Bertinoro (Forlì), accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di minori. Ma da settembre, sarà formalmente assegnato alla dirigenza della scuola media Ressi-Gervasi di Cervia, comune ravennate a pochi chilometri da Bertinoro. Tuttavia, essendo agli arresti domiciliari, non sarà lui di fatto il nuovo preside dell'istituto. Al suo posto ci sarà un reggente. A denunciare la storia di Michele Ciccone, dirigente scolastico di 60 anni originario del napoletano, è il sindaco di Cervia Roberto Zoffoli, che da giorni si è mobilitato perchè Ciccone non vada a Cervia. Prima mossa, una lettera al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini del 23 luglio. Poi, incontri con i dirigenti dell'ufficio scolastico provinciale e regionale. Ma una settimana fa, Zoffoli ha avuto conferma dall'Ufficio scolastico regionale (che ha la competenza) che da settembre la direzione della scuola media (l'unica di Cervia) sarà assegnata a Ciccone, non essendo lui stato condannato, anche se poi sarà affidata praticamente a un reggente. «Una decisione che non ritengo opportuna - ha spiegato il sindaco - perchè, aldilà del fatto che una persona sia stata condannata o meno, ha pur sempre un processo in corso per un'accusa molto grave che coinvolge bambini». Ad affiancare il sindaco nella sua battaglia, si è schierato anche il presidente del Consiglio di istituto della scuola Ressi-Gervasi, Mauro Conficoni che ha scritto anche al presidente della Repubblica. Ciccone, che dovrebbe essere in aspettativa con il 50% del trattamento economico, fu arrestato il 14 maggio. Secondo l'accusa, l'uomo aveva attenzioni frequenti per i piccoli della scuola materna (era responsabile di più plessi scolastici).

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Università: classifica Gelmini potrebbe cambiare, fondi non dati (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

di Massimiliano Di Giorgio ROMA (Reuters) - La "classifica" delle università italiane presentata dal ministero dell'Istruzione solo una settimana fa potrebbe cambiare nei prossimi due mesi, mentre i fondi da attribuire o togliere agli atenei più o meno virtuosi non risultano al momento assegnati. Lo hanno detto oggi a Reuters fonti universitarie. Il 24 luglio scorso, il ministero aveva annunciato il via libera del Consiglio dei ministri alla costituzione della Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e allo stesso tempo aveva reso nota la classifica delle università "virtuose", con l'ateneo di Trento al primo posto e quella di Macerata all'ultimo. La classifica, secondo un comunicato del ministero, era stata redatta sulla base della qualità della ricerca e della didattica. E in base a tali dati, annunciava la stessa nota, era stata decisa anche l'assegnazione del 7% del Fondo di finanziamento ordinario delle Università. Ma la classifica potrebbe cambiare, dopo che ieri il Ministero ne ha messo online - solo nella parte ad accesso riservato del suo sito, nonostante l'annuncio che sarebbero stati resi pubblici - i dettagli, invitando le università a verificare i dati e a fornire i propri. "Sono usciti i dettagli ieri, ma solo in area riservata. Dobbiamo fare una valutazione entro il 15 settembre", ha detto a Reuters il rettore di un'università dell'Italia centrale che preferisce restare anonimo. "Ci hanno dato le password, ora però dobbiamo verificare i numeri e caricarli. Ci vorrà un po' di tempo. Poi loro dovranno verificare quello che abbiamo scritto noi. Dopo si potrà capire se la classifica è quella". "La mia università, comunque, al momento è nella parte 'virtuosa' della classifica". "MARGINI DI TRATTATIVA" Un altro rettore dell'Italia centrale, il cui ateneo però compare tra quelli 'bocciati', dice che "potrebbero essere stati caricati dei dati sbagliati, anche perché provengono da banche dati diverse". Continua...

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Il governo sul comune infiltrato "Riconsiderare lo scioglimento" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 31-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - "Il Consiglio dei ministri ha deliberato di riconsiderare la proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi". Riconsiderare. E' questa la parola chiave all'interno di un comunicato che sembra essere una risposta alle proteste di stamattina dell'Italia dei Valori e del Pd, che hanno manifestato per sollecitare un'intervento del governo sulle infiltrazioni mafiose ("accertate", tengono a sottolineare i parlamentari dell'Idv) nel comune in provincia di Latina. Questa mattina il parlamentare dipietrista Stefano Pedica aveva srotolato davanti all'ingresso principale di Palazzo Chigi uno striscione con una scritta inequivocabile: "Via la mafia dalle istituzioni". Il Pd invece aveva effettuato un sit in. "Ci risulta - ha detto Pedica - che anche questa volta il Consiglio dei ministri non prenderà nessuna decisione riguardo lo scioglimento del comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, accertate e dichiarate dal prefetto di Latina. Ci sono stati 17 arresti e nessuno fa nulla". In seguito, la protesta si è spostata all'interno della sala stampa della sede del governo, occupata dallo stesso Pedica, accompagnato dal deputato Francesco Barbato e dalla senatrice Giuliana Carlino. Doveva tenersi una conferenza dei ministri Sacconi e Gelmini, che poi si è tenuta in un'altra sala. Curiosa coincidenza, dato che lo scorso 24 luglio Pedica aveva, per lo stesso motivo, interrotto un'altra conferenza della Gelmini. Per Barbato "il governo", evitando di sciogliere il comune di Fondi e altri in Campania con "infiltrazioni mafiose e camorristiche", sta "facendo da copertura alla criminalità organizzata". OAS_RICH('Middle'); Infine, nel pomeriggio il comunicato del Consiglio dei ministri, che riconsidera "la proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi, a suo tempo formulata dal ministro dell'Interno, sulla base di una nuova relazione che lo stesso ministro dovrà sottoporre al consiglio dei ministri alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, che entrerà in vigore nei prossimi giorni e che detta nuove norme per lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose". Ma il Partito Democratico critica quella che ritiene una mossa attendista. "Il Cdm ha solo preso tempo - dice Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione Antimafia - altro che riconsiderazione! Perchè aspettare? In realtà, oggi il governo ha solo dato un nuovo duro colpo alla legalità, creando incertezza in tutto il territorio di Fondi e aprendo una ferita nella democrazia di tutto il paese". (31 luglio 2009

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