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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  27 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Molti hanno storto il naso di fronte alla pubblicazione della graduatoria con cui saranno ripartiti ... ( da "Stampa, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: onestà intellettuale vanno però riconosciuti meriti non banali al Ministro Gelmini. Ha dato corso al lavoro impostato dai Ministri Moratti e Mussi sull'Agenzia di valutazione, traducendoli in un atto rilevante. In secondo luogo, il riparto per merito del fondino segna una discontinuità netta rispetto al passato e ai criteri non selettivi con cui tutti i governi, tutti occorre dirlo,

di Gabriella Persiani Banchi di scuola negati agli adulti e as... ( da "Leggo" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la scure della riforma Gelmini sembra abbattersi anzitempo sulle superiori serali: i tagli mettono in crisi i quasi 700 docenti e gli oltre 4mila studenti-adulti (il 22% stranieri, dati dell'anno scolastico 2007-2008) dei 30 istituti della provincia di Milano. Lo rivela il Coordinamento Quattroesse scuole superiori statali serali.

Scuola, tagli per 1500 posti ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tagli per 1500 posti La nostra provincia è tra le più colpite dai provvedimenti del ministro Gelmini Da settembre rischiano anche gli insegnanti di ruolo " Un esodo spaventoso di docenti, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori, si annuncia per settembre, con i nuovi tagli al mondo della scuola voluti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.

E il sindacato annuncia un autunno caldo ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come sostiene il ministro Gelmini, del personale tagliato non ce ne sia bisogno, ne prenderemo atto della questione». " La Flc Cgil campana chiede alla giunta regionale «una politica autonoma, con un ruolo forte nella programmazione dell'offerta formativa sul territorio», al fine di individuare "misure di contrasto alle politiche scolastiche governative»

L'Insubria promossa dal MIUR ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bisogna dare atto al Ministro Gelmini della sua determinazione nell?avere introdotto la prima volta in Italia una valutazione meritocratica degli atenei”. >> Ulteriore gratificazione per l?Ateneo insubrico: il Ministro Gelmini ha voluto congratularsi personalmente con il professor Dionigi per i risultati ottenuti, “

Commento del Rettore Francesco Profumo sulla classifica degli Atenei ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I risultati oggi resi noti dal Ministro Gelmini, oltre ad essere grande motivo di orgoglio, sono il risultato di uno sforzo notevole effettuato dal nostro Ateneo per migliorare le proprie perfomance in alcuni settori caratterizzanti la nostra mission: ricerca, formazione e collaborazione con il sistema socio-economico.

All'Università di Trento circa sei milioni di euro in più ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini. Sulla base del provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (FFO), pari a 525 milioni di euro, è distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare, i due terzi di questo fondo in base alla qualità della ricerca e un terzo in base alla qualità della didattica.

Mistretta: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per decisione di Maria Stella Gelmini, verrà ripartito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario per l'università. Una classifica dominata dagli atenei del Nord, con quelli del Sud a fare da fanalini di coda. «Non potrebbe essere altrimenti visto che fra i parametri con cui è stata stilata c'è la capacità di attrarre finanziamenti privati.

Preti: La mia Università non è da bocciare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nella graduatoria stilata dal ministro Gelmini Preti: «La mia Università non è da bocciare» Brescia nella lista nera? Il rettore si dice «sorpreso» e farà controllare i dati comunicati al ministero A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della classifica del Ministero dell'Istruzione, il rettore della Statale di Brescia, Augusto Preti continua a dirsi «

alla maturità voti meno brillanti ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Calano le bocciature LA SCUOLA PADOVANA Pubblicate le statistiche sul debutto del «metodo Gelmini» nella valutazione di Felice Paduano Meno «caduti» nella valutazione delle commissioni. Ma anche valutazioni al ribasso dei candidati. Gli esami di maturità 2009, a Padova e provincia, confermano così il primo «effetto Gelmini» sul sistema dell'istruzione superiore.

più serietà, rigore e impegno il messaggio è stato questo ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fatto preparare dal Ministro Gelmini nei primi giorni di pubblicazione dei voti finali, che anche nel Veneto ed in particolare a Padova sia aumentato il numero dei bocciati. Nelle scuole padovane la percentuale dei non diplomati si è abbassata addirittura del 1,5%. In compenso sono cresciuti i voti più bassi e le commissioni non sono state di manica larga ad elargire il massimo,

cambiare in banca ( da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Franco Labella Docente di Diritto ed Economia La strada parco è qualità della vita Egregio direttore, ho letto con interesse l'intervista rilasciata dal dottor Michele Russo nella sua qualità di neo presidente

stornelli presidente della vdg ( da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questa la formazione del Cassino: Amadio (1' st Paoletti), Biga (23' st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35' st Maisto), Mucciarelli (10' st Bardeggia), Konè (10' st Merli), Morello (40' st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi. Allenatore Pellegrino. Rete di De Angelis al 5' del secondo tempo. Arbitro Malandra di Avezzano

Oramai non ci resta che il 5 in condotta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultima ipotesi sembra convinta il ministro Gelmini. Infatti, quando ha visto le stragi compiute a fine anno scolastico dal cinque in condotta, ha detto che si è trovato - che lei ha trovato - il modo di mandare in soffitta la "cultura del Sessantotto". Magari fosse vero! Magari fosse sufficiente piazzare un numero sulle pagelle di comportamento per far voltar pagina alla storia.

molte risorse trasferite al nord ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sud non ha bisogno di grandi opere, di cattedrali nel deserto buone solo per le speculazioni dei soliti amici. Il Sud ha bisogno di fiscalità di vantaggio, di investimenti nei settori strategici come l'università e la ricerca, che invece la Gelmini vuole tagliare».

san martino, partono i lavori alle scuole elementari e materna ( da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Adesso dobbiamo sperare che la riforma sulla scuola del ministro Maria Stella Gelmini non faccia chiudere le nostre aule» continua Giandonato. «I cambiamenti dovrebbero partire dall'anno scolastico 2010-11 e interessare la nostra scuola che conta 46-47 piccoli scolari e non i 50 iscritti, come richiesto dal ministero. Ma non lo permetteremo» dice il primo cittadino.

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quercetti iniziano a evidenziare gli effetti dei tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti con professori di ruolo che non trovano posto nelle scuole della loro provincia e la drastica riduzione dei posti fino ad oggi ricoperti da docenti precari. Basti pensare che solo nella provincia di Ancona sono oltre 750 i lavoratori precari che, tra docenti e personale Ata che in questi giorni,

Ora selezioniamo meglio i docenti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Università Gelmini ha preparato un disegno di legge per riformare la governance accademica e il reclutamento, ma il suo debutto parlamentare è slittato in autunno. Al di là dei ritardi, la direzione è quella giusta? Il progetto del ministro Gelmini è buono, e su quello bisogna procedere rapidamente.

( da "Libertà" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come avviene per le scuole statali, dal momento che i soldi pubblici provengono dalle tasse, che anche i genitori dei bambini delle scuole "private" pagano regolarmente? In questo modo, tra l'altro, verrebbe assicurata a tutti i genitori la libertà di scelta della scuola, cioè verrebbe garantito il loro diritto di educare i figli secondo le loro convinzioni.

Il decreto anti-crisi non si cambia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini sui precari della scuola. Se sarà confermata la linea della "blindatura" del testo, le modifiche prenderanno la strada di altri veicoli normativi, alla ripresa dei lavori parlamentari in settembre. «Non ci sono i tempi tecnici e neanche la volontà politica», ha sostenuto il ministro per la Semplificazione,

Brunetta: nel Sud gli Atenei nelle mani sbagliate ( da "Unita, L'" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brunetta ha parlato anche del pacchetto di provvedimenti per l'università che prevede l'assegnazione di premi alle università migliori. Brunetta ha espresso parere positivo sul provvedimento elogiando la «collega, la bravissima Maria Stella Gelmini» per aver pubblicato «gli score delle Università basati sui parametri».

Il rettore designato Ciro Attaianese scrive alla Gelmini Non si può valutare la collocazione sul mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo stesso m ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi Il rettore designato Ciro Attaianese scrive alla Gelmini «Non si può valutare la collocazione sul mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo stesso modo»

E' una sfida e non voglio piangermi addosso. Ma almeno voglio che si giochi a car... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con una lettera inviata al ministro maria Stella Gelmini, Attaianese (che assumerà la carica di Rettore il prossimo novembre) punta il dito sui criteri utilizzati per la valutazione. «Gentile Ministro, desidero complimentarmi con lei ed esprimere tutto il mio compiacimento per la svolta avviata nell'allocazione delle risorse finanziarie al sistema universitario - scrive Attianese -

Poi il rettore designato spiega al ministro, punto per punto, tutti i suoi dubbi sui criteri... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scrive Attaianese alla Gelmini - confrontare un ateneo con il 75% dei docenti e dei ricercatori di ruolo operanti nelle aree scientifiche con un altro in cui il 75% di docenti e ricercatori svolge la propria attività di ricerca nel settore umanistico che tradizionalmente ha maggiori difficoltà a reperire fondi esterni?

Valle del Giovenco: Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cassino: Amadio (1'st Paoletti), Biga (23'st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35'st Maisto), Mucciarelli (10'st Bardeggia), Konè (10'stMerli), Morello (40'st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi All. Pellegrino Arbitro: Malandra di Avezzano. Rete: 5' s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva, Agius.

AVEZZANO - Il Cassino sostiene un'amichevole ad Avezzano contro la Valle del Giovenco, ... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Merli), Mezgour, Konè (dal 18 s.t. Bardeggia), Morello (dal 32 s.t. Piscitelli), Giannone, Romeo. A disposizione: Gelmini, Castaldi. Allenatore: Pellegrino. Arbitro: Malandra di Avezzano. Reti: al 15 s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva.

Cinque in condotta che comportano la bocciatura, criteri più severi per ottenere l’... ( da "Messaggero, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma anche le scuole stanno affilando le armi per arginare i genitori che fanno, per citare le parole del ministro Mariastella Gelmini, i "sindacalisti dei figli". Al Newton, ad esempio, si sono inventati una sorta di libretto "parlante" che sarà in vigore dal prossimo anno, un volumetto tascabile che contiene vita morte e miracoli della carriera scolastica dell'alunno.

L'ateneo assume prof gratis A Pisa la rivolta dei precari ( da "Corriere della Sera" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una lettera al ministro Gelmini (per denunciare presunte «irregolarità») e ipotesi di azioni legali. La parola d'ordine è disertare i bandi, «indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto ». Perché, spiega Giuseppe Marcocci, ricercatore alla Normale, «il problema è anche l'incoerenza tra retribuiti e no, una differenziazione inaccettabile.

voti più bassi alla maturità ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il quadro definitivo a Padova e provincia della prima prova con il «metodo Gelmini» Voti più bassi alla maturità I migliori al liceo Caro di Cittadella: 5 cento e lode PADOVA. Esame di maturità, bilancio finale per le scuole padovane. Voti meno brillanti rispetto al passato, ma meno bocciati (il 2,4%). Il numero di chi dovrà ripetere l'anno, però, s'impenna se si considera il 7,

- Pietragalla - "BALLATE NEI PALMENTI" ( da "Basilicanet.it" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI 09.52 SALVATORE: I SOCIALISTI TROVINO SOLUZIONI PER LA COALIZIONE 09.43 ANDREA LAMARUCCIOLA NUOVO PRESIDENTE DEL PIETRAGALLA 09.41 SOSPENSIONE IDRICA COMUNI DI POMARICO E MIGLIONICO 09.39 RATING BASILICATA: MATTIA (FI-PDL), "NON Eâ?? TUTTO ORO" 09.

Autunno caldo, chi fa il tifo per gli scontri di piazza ( da "Giornale.it, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, nell?introdurre i principi del merito e della competizione nella scuola e nell?università. Qualche giorno fa la signora ha tentato di tenere una conferenza stampa per illustrare la decisione storica di destinare una parte del Fondo di finanziamento ordinario - il sette per cento, cioè cinquecentoventicinque milioni di euro -

CALABRIA: DIMA, CONDIVISIBILI CRITERI VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA'. ( da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA' (ASCA) - Cosenza, 27 lug - ''I nuovi criteri di valutazione, introdotti dal Ministro Gelmini nel cosiddetto 'Pacchetto Universita'', recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, sono sicuramente condivisibili perche' finalmente si da' spazio al merito ed alla capacita' da parte dei singoli Atenei di esaltare la didattica e la ricerca scientifica,

INFLUENZA A/H1N1: NO A SLITTAMENTO APERTURA SCUOLE ( da "Farmacia.it" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini. Anzi ? ci ha tenuto a ribadire il ministro ? da questo punto di vista non ci sono problemi. La Gelmini ha inoltre definito ''inutile'' la polemica nata col sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio che aveva palesato questa possibilità.

Spero che la ripartizione dei fondi per le università, deciso dal ministero dell'Istruzion... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Leggendo a proposito del decreto Gelmini che dà i fondi alle università sulla base del merito, scopro che questo ha molti lati oscuri. La classifica che tutti i giornali hanno pubblicato e che assegna la medaglia d'oro a Trento, l'argento al politecnico di Torino e il bronzo a quello di Milano tiene conto di parametri che non hanno molta attinenza con la qualità dell'

L'85% dei meridionali non lo vuole">Il Partito del Sud è morto nella culla L'85% dei meridionali non lo vuole ( da "Affari Italiani (Online)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: documento redatto dal ministero della Gelmini che posiziona le università meridionali in coda alle classifiche, sono gli ultimi atti che mettono in discussione la classe politica e dirigente del Sud a cui non si può rispondere solo con una mera richiesta economica. 3) Aggregare un'opzione politica intorno alla richiesta dello sblocco dei fondi FAS non è un elemento che può coinvolgere l'

UNIVERSITA'/PERUGIA: VINTI (PRC), INACCETTABILE BOCCIATURA ATENEO. ( da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: virtuosi secondo i nuovi criteri introdotti dalla Gelmini, e ai primi posti ci sono quelle universita' che attirano i maggiori finanziamenti privati''. L'esponente di Rifondazione comunista punta il dito sulla situazione umbra spiegando che i nuovi criteri di merito ministeriali hanno avuto ''l'effetto paradossale di ''bocciare' l'Ateneo di Perugia, che fino a qualche mese fa,

Lettera aperta all'onorevole Gelmini ( da "Blogosfere" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: onorevole Gelmini Pubblicato da Gianluigi Filippelli alle 15:55 in Ricerca Mi scuso con il ritardo con cui comunico questa lettera che il Coordinamento nazionale dei precari dell'università ha inviato al ministro Gelmini. Senza troppi fronzoli, eccovi la lettera: Oggetto: il precariato della docenza e della ricerca nell'Università Signor Ministro,

CALABRIA: TRIPODI (PDCI), SBAGLIATA RIPARTIZIONE FONDI UNIVERSITA'. ( da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il meccanismo escogitato dal ministro Gelmini colpisce pesantemente gli atenei del Sud''. Lo ha detto Michelangelo Tripodi, assessore regionale e segretario del PdCI Calabria, che ''critica aspramente la classifica secondo la quale il ministro Gelmini ha stabilito la ripartizione del cosiddetto Fondo premiale alle Universita' Italiane''.

SCUOLA/COMO: FLC CGIL, IL PROSSIMO ANNO 342 SUPPLENZE IN MENO. ( da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e che comunque la riforma Gelmini prevede ulteriori 5mila tagli sulle disponibilita' da assegnare in organico di fatto''. Drammatica, secondo la Flc Cgil, la situazione delle cattedre di italiano nelle scuole medie: 40 delle 68 supplenze abolite nelle secondarie di secondo grado il prossimo anno competono infatti tale cattedra.

Al Castello Sforzesco il Nabucco chiude Lirica sotto le stelle ( da "Sestopotere.com" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad accompagnare musicalmente le tre opere è l?Orchestra Filarmonica di Milano diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme” di G. Puccini, Francesco Attardi per “Don Giovanni” di W. A. Mozart e Roberto Gianola per “Nabucco” di G. Verdi.


Articoli

Molti hanno storto il naso di fronte alla pubblicazione della graduatoria con cui saranno ripartiti ... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Molti hanno storto il naso di fronte alla pubblicazione della graduatoria con cui saranno ripartiti 525 milioni di € del fondo di funzionamento ordinario per le università. Pochi soldi, criteri discutibili, tempi affrettati, dati vecchi su cui si è basata la valutazione, un sistema che punisce e non è fondato solo su incentivi ai migliori. Ciascuna di queste osservazioni critiche ha una sua parte di verità. Per onestà intellettuale vanno però riconosciuti meriti non banali al Ministro Gelmini. Ha dato corso al lavoro impostato dai Ministri Moratti e Mussi sull'Agenzia di valutazione, traducendoli in un atto rilevante. In secondo luogo, il riparto per merito del fondino segna una discontinuità netta rispetto al passato e ai criteri non selettivi con cui tutti i governi, tutti occorre dirlo, hanno ripartito pilatescamente i denari. Infine fa affiorare uno dei limiti più gravi dell'organizzazione universitaria: non distinguere tra atenei che hanno bacini "globali" perché attrattivi nella didattica e nella ricerca, e atenei locali con attività limitate alla didattica. Merito e distinguo entrano timidamente negli atenei italiani. E' auspicabile che questo segnale non sia seppellito dai mille se e ma del «fuoco amico» di chi, a destra, al centro, e ahimè molto a sinistra, in attesa della palingenesi del sistema e della misurazione «oggettiva», ha finito per proteggere il più sciatto egualitarismo e appiattimento dei valori intellettuali. Il Piemonte è l'unica grande regione a statuto ordinario con tutti gli atenei in zona premiata. Se aggiungiamo i recenti giudizi positivi sull'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, il risultato complessivo è confortante, segno di politiche comuni pazienti e positive. Brilla il Politecnico, in zona positiva anche il Piemonte orientale, ma a una lettura attenta è il risultato dell'Università di Torino a essere particolarmente positivo, primo tra gli atenei generalisti e di grandi dimensioni nella graduatoria. Sappiamo tutti che si affaccia all'orizzonte un'indispensabile razionalizzazione dell'offerta universitaria. Questo processo va assecondato e corretto nei suoi difetti più evidenti, primo tra tutti il fatto che il Ministro dell'Università Gelmini deve ottenere dal Ministro ombra dell'Università Giulio Tremonti più garanzie e risorse. Con gli Atenei del Piemonte ci apprestiamo in autunno a un bilancio del lavoro fatto in questi anni e a lanciare nuovi investimenti per la ricerca, a sperimentare finanza a basso costo per sostenere il cambiamento organizzativo, in attesa di poter discutere con il Governo di federalismo. Ma su questo versante andiamo decisamente meno bene. Il rapporto del Governo con le Regioni è a dir poco discontinuo e il federalismo resta un lontano, velleitario disegno della Lega romana.

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di Gabriella Persiani Banchi di scuola negati agli adulti e as... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

di Gabriella Persiani Banchi di scuola negati agli adulti e asili nido comunali in disarmo. E' allarme per l'istruzione milanese. In difesa dei nidi comunali presidio oggi dalle 16.30 di Cgil, Cisl e Uil che si trovano, con educatori e personale ausiliario, davanti a Palazzo Marino. «L'assessore all'Educazione Mariolina Moioli ha inserito delle norme e dei prezzi nel nuovo bando che non possono garantire la qualità dei servizi educativi sia dei nidi comunali che di quelli dati in affidamento», ha affermato il segretario della Camera del Lavoro di Milano, Antonio Lareno. I sindacati chiedono l'ampliamento dell'offerta dei nidi comunali e l'equiparazione della qualità di quelli dati in affidamento, in modo da rispondere alle esigenze dei circa duemila bimbi ancora in lista d'attesa. Intanto, la scure della riforma Gelmini sembra abbattersi anzitempo sulle superiori serali: i tagli mettono in crisi i quasi 700 docenti e gli oltre 4mila studenti-adulti (il 22% stranieri, dati dell'anno scolastico 2007-2008) dei 30 istituti della provincia di Milano. Lo rivela il Coordinamento Quattroesse scuole superiori statali serali. «A settembre decine di classi salteranno - spiega Valerio Pensabene, portavoce del coordinamento -, solo in base al numero degli iscritti, che l'Ufficio scolastico provinciale ha richiesto prematuramente alle segreterie. Ma da 40 anni si sa che i corsi serali per adulti hanno modi e tempi diversi dalla scuola diurna». Sul piede di guerra gli istituti che rischiano di chiudere, mentre i sindacati incontreranno il provveditore. «Ci aspettiamo una risposta entro fine mese - aggiunge Pensabene -, a rischio ci sono 274 insegnanti precari e l'80-90% dei 389 di ruolo, oltre a migliaia di studenti (età media 20-25 anni), bidelli e amministrativi». (ass)

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Scuola, tagli per 1500 posti (sezione: Scuola)

( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, tagli per 1500 posti La nostra provincia è tra le più colpite dai provvedimenti del ministro Gelmini Da settembre rischiano anche gli insegnanti di ruolo " Un esodo spaventoso di docenti, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori, si annuncia per settembre, con i nuovi tagli al mondo della scuola voluti dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. In 1500 a casa, solo nella nostra provincia. Questo l'allarmante dato fornito dal segretario della Uil Scuola, Angelo Piano. " A rischiare la cattedra, questa volta, non solo personale Ata e docenti precari, ma anche numerosissimi insegnanti di ruolo. E capitale dei tagli risulta la nostra regione, che secondo i calcoli perderá ben ottomila posti di lavoro. «La scuola italiana, in particolare quella salernitana, è messa in ginocchio per i tagli - dichiara il segretario provinciale della Cisl Scuola, Rosalba Visone - La situazione risulta talmente a rischio, specie nella scuola primaria, che molti genitori stanno iniziando ad optare per la scuola privata, in vista dell'abbassamento qualitativo che, inevitabilmente, sará provocato dai tagli del Ministero. Noi crediamo in un pluralismo culturale e inoltre siamo preoccupati perché il reclutamento di quelle scuole non è controllato allo stesso modo del reclutamento pubblico». " A sottolineare le carenze qualitative che attendono le scuole del nostro territorio, anche il segretario generale della Uil, Gerardo Pirone: "«L'inizio di questo nuovo anno scolastico sará difficile per alcuni e drammatico per altri.Non sará per nulla facile far funzionare una scuola, osservando il rispetto delle norme sulla sorveglianza, sulla pulizia e sull'idoneitá dei locali, con un numero considerevolmente più basso di personale. Specie nella zona dell'entroterra salernitano, ci chiediamo come, un solo dirigente scolastico possa giostrarsi tra sette o otto plessi disseminati lungo tutto il territorio, senza disporre di almeno due collaboratori scolastici per struttura». Disagi si annunciano in particolare per l'Istituto d'Arte di Salerno: «Quell'Istituto - spiega Pirone - porta avanti attivitá fino alle 22: come potrá non interromperle senza collaboratori scolastici? I ministri Gelmini e Tremonti non riescono a sposare qualitá e prezzo». " Accanto alle difficoltá nell'organizzazione delle attivitá scolastiche, il dramma dei docenti precari, che rischiano di vedere annullati i contratti a tempo determinato stipulati lo scorso anno, e di trovarsi nuovamente nel mare magnum della disoccupazione, senza potersi aggrappare a nessun salvagente se non a quello della supplenza. Questo il desolante quadro dipinto da docenti e sindacati; a settembre la prova del nove, con l'inizio dell'anno scolastico e l'entrata in vigore dei tagli . Marilia Parente

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E il sindacato annuncia un autunno caldo (sezione: Scuola)

( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

E il sindacato annuncia un autunno caldo Pronta un'ondata di proteste. Appello alla giunta regionale " Un lungo autunno caldo attende la scuola salernitana.Per settembre è annunciata un'ondata di proteste che daranno il via a una lunga lotta sindacale. «Certamente non resteremo immobili a guardare questo pauroso scenario - ha assicurato il segretario provinciale della Uil, Gerardo Pirone - Ma non bisogna dimenticare che la struttura della pianta organica è materia che non possiamo contrattare: come sindacato possiamo solo essere informati e lanciare proposte. Malgrado le proteste e gli scioperi giá svolti durante la preparazione degli organici, il dato che ci è pervenuto è stato comunque quello di questi numerosissimi tagli. Ad ogni modo, non staremo certo tranquilli dinanzi a questa situazione. Viceversa, se ci dovessimo rendere conto che, come sostiene il ministro Gelmini, del personale tagliato non ce ne sia bisogno, ne prenderemo atto della questione». " La Flc Cgil campana chiede alla giunta regionale «una politica autonoma, con un ruolo forte nella programmazione dell'offerta formativa sul territorio», al fine di individuare "misure di contrasto alle politiche scolastiche governative». " Si batterá per il rispetto delle norme sulla sicurezza e la salubritá degli ambienti scolastici la Cisl Scuola, come annunciato dal segretario Rosalba Visone: «Non è accettabile il degrado qualitativo della scuola che si prospetta con i nuovi tagli - ha sottolineato la Visone. Una volta appreso il numero effettivo dei posti tagliati nel nostro territorio, di cui verremo informati entro il 31 agosto, continueremo a insistere sul rispetto della legge ex 626». (m.p.)

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L'Insubria promossa dal MIUR (sezione: Scuola)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università dell'Insubria L'Insubria promossa dal MIUR L’Università dell’Insubria è uno dei 27 Atenei italiani statali “virtuosi”: per questo riceverà dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 688.348 euro in più rispetto all’anno scorso – equivalenti a un incremento dell’1.36% del Fondo di Finanziamento Ordinario attualmente attribuito all’Università. Oggi è stato infatti presentato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini – e approvato dal Consiglio dei Ministri – il “Pacchetto Università”. Grazie alle novità introdotte, per la prima volta in Italia una parte dei Fondi destinati alle Università è stata distribuita dal Ministero sulla base di una valutazione della qualità degli Atenei: in particolare, il 7% del Fondo di Finanziamento Ordinario, equivalente a 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. Nello specifico, i due terzi del Fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica. Gli Atenei “promossi” con un aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario sono 27, altrettanti i “bocciati”, che invece registreranno una diminuzione del Fondo. “Per l’Università dell’Insubria è un ottimo risultato – commenta il magnifico rettore, prof. Renzo Dionigi – siamo soddisfatti: è un riconoscimento per la qualità della nostra didattica e della nostra ricerca. è un cambiamento epocale per il sistema universitario italiano, che preannuncia la riforma tanto attesa: bisogna dare atto al Ministro Gelmini della sua determinazione nell’avere introdotto la prima volta in Italia una valutazione meritocratica degli atenei”. >> Ulteriore gratificazione per l’Ateneo insubrico: il Ministro Gelmini ha voluto congratularsi personalmente con il professor Dionigi per i risultati ottenuti, “ottima” è stata definita la performance dell’Università dell’Insubria dal titolare del Dicastero dell’Università. BUR.IT 27.07.09

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Commento del Rettore Francesco Profumo sulla classifica degli Atenei (sezione: Scuola)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Politecnico di Torino Commento del Rettore Francesco Profumo sulla classifica degli Atenei In riferimento alla notizia sulla classifica degli atenei virtuosi, stilata dal Ministero dell’Istruzione e dell’Università e che vede il Politecnico di Torino classificato come secondo ateneo in Italia, ecco il commento del Rettore Francesco Profumo: “Il cammino che il Politecnico di Torino ha intrapreso e che segna la nostra policy pluriennale è caratterizzato dalla dualità di un modello in grado di coniugare radicamento locale e spirito di servizio al territorio con la capacità di essere un grande Ateneo internazionale nel quale vengono a lavorare e a studiare talenti da tutto il mondo, ma dal quale i nostri studenti, dottorandi e ricercatori muovono i primi passi. I risultati oggi resi noti dal Ministro Gelmini, oltre ad essere grande motivo di orgoglio, sono il risultato di uno sforzo notevole effettuato dal nostro Ateneo per migliorare le proprie perfomance in alcuni settori caratterizzanti la nostra mission: ricerca, formazione e collaborazione con il sistema socio-economico. Il tutto in un’ottica che supera i confini locali al fine di stimolare i docenti ad allineare la qualità della didattica agli standard europei, gli studenti ad apprendere in un contesto dai più ampi orizzonti, la comunità accademica tutta a lavorare in un’ottica di ibridazione delle culture e dei saperi.In attuazione del Piano Strategico approvato nel 2007, il Politecnico ha avviato un processo volto a valorizzare la ricerca in settori di rilevanza strategica in termini prospettici e in base a criteri che premiano il meritano e la valutazione scientifica, ritenendo in questo modo di attivare un meccanismo virtuoso che stimoli la produttività scientifica e ne aumenti il livello qualitativo. >> Siamo infatti convinti che, da una ricerca di qualità, unita ad un modello formativo evoluto, supportato da nuove tecnologie e da servizi efficaci ed efficienti, derivi una didattica di qualità, attenta alla formazione di base ma anche rispondente alla domanda di capitale intellettuale proveniente dal mondo imprenditoriale e istituzionale nel suo complesso. La classifica del Miur conferma questa nostra convinzione e ci induce a proseguire su questo cammino nel quale siamo stati accompagnati da un sistema regionale e istituzionale senza il cui supporto non saremmo riusciti a posizionarci tra le prime tre università italiane”. BUR.IT 27.07.09

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All'Università di Trento circa sei milioni di euro in più (sezione: Scuola)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università di Trento All'Università di Trento circa sei milioni di euro in più All'Università di Trento dovrebbero arrivare circa sei milioni di euro in più rispetto a quanto previsto. Ciò perché il Ministero dell'Istruzione e dell'Università ha deciso di assegnare una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. E l'Università di Trento, secondo la valutazione ministeriale, ha dimostrato di avere i migliori standard d'Italia. Nella classifica degli Atenei virtuosi, infatti, è prima davanti al Politecnico di Torino e al Politecnico di Milano. Il provvedimento è stato firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini. Sulla base del provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (FFO), pari a 525 milioni di euro, è distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare, i due terzi di questo fondo in base alla qualità della ricerca e un terzo in base alla qualità della didattica. Prende, dunque, il via il nuovo sistema di finanziamento delle Università italiane, grazie al quale saranno premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di rigorosi criteri di valutazione. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni altro ad ottenere - su base competitiva - progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea. E per questo viene premiato. Hanno ottenuto meno finanziamenti, invece, 27 Università che non hanno gli standard qualitativi previsti. "Il risultato per Trento - commenta il rettore Davide Bassi - è molto positivo. Per il Rettore l'assegnazione di una parte di FFO in base agli standard qualitativi delle Università va messa in relazione con il lavoro di AQUIS, l'Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali. "Ringrazio sentitamente - afferma - i colleghi rettori di AQUIS che hanno fortemente sostenuto l'azione del Ministero Gelmini volta ad assegnare il finanziamento FFO tenendo conto dei risultati della didattica e della ricerca". Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno pubblicate sul sito del Ministero. >> Di seguito i parametri con i quali sono state valutate le Università. Per la qualità della ricerca si è tenuto conto: per il 50% delle valutazioni dell'agenzia Civr sulla qualità della ricerca in base a parametri internazionali; per il 20% del numero dei ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani valutati positivamente; per il 30% della capacità delle Università di intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Per la qualità della didattica si è tenuto conto: per il 20% della percentuale dei laureati che trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea; per il 20% delle Università che tengono corsi con i propri insegnanti di ruolo e che limitano il ricorso a contratti e docenti esterni. In questo modo si vuole limitare la pratica non virtuosa della proliferazione di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo; per il 40% della quantità degli studenti che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i 2/3 degli esami del primo anno. Questo per premiare le Università che curano la didattica e in generale gli atenei che limitano la dispersione; per il 20% delle Università che danno la possibilità agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati. BUR.IT 27.07.09

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Mistretta: (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1012 Università. «Gli atenei? In Sardegna svolgono funzioni di ammortizzatori sociali» Mistretta: «Non meritiamo quei tagli» Università.. «Gli atenei? In Sardegna svolgono funzioni di ammortizzatori sociali» Il rettore critica la classifica del Ministero: criteri sbagliati --> Il rettore critica la classifica del Ministero: criteri sbagliati Il rettore uscente spiega il basso posto in classifica dell'ateneo cagliaritano: non si è tenuto conto delle realtà socio-economiche. Decidere a quali facoltà, a quali dipartimenti tagliare i fondi per far fronte alla sforbiciata ministeriale da 500 mila euro, sarà compito del nuovo rettore. Giovanni Melis ci penserà al rientro dalle vacanze: in questi giorni è all'estero. Fino a novembre, però, tocca al rettore a fine mandato, Pasquale Mistretta, fare i conti con i perché della sforbiciata, e dunque con le ragioni della bassa posizione dell'ateneo cagliaritano nella classifica in base alla quale, per decisione di Maria Stella Gelmini, verrà ripartito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario per l'università. Una classifica dominata dagli atenei del Nord, con quelli del Sud a fare da fanalini di coda. «Non potrebbe essere altrimenti visto che fra i parametri con cui è stata stilata c'è la capacità di attrarre finanziamenti privati. In Sardegna il tessuto economico non può competere con quelli di Torino, Milano, Bergamo. Da noi ci sono poche aziende in grado di finanziare ricerche scientifiche. Fra i nostri studenti ci sono tanti figli di disoccupati o di cassintegrati: da noi, l'università è un ammortizzatore sociale». In che senso? «Molti si iscrivono perché non hanno alternativa. Siamo penalizzati per i molti studenti fuori corso. Certo basterebbe aumentare le tasse per passare da 35.500 iscritti a 18.000. Ma non faremmo del bene al territorio, credo». Quanto arriva all'ateneo da soggetti terzi? «Circa 4 milioni di euro. Due e mezzo dalla Fondazione Banco di Sardegna, il resto da amministrazioni pubbliche come la Provincia. O il Comune di Carbonia. Certo a Cagliari non possiamo contare sul Monte dei Paschi o gli Agnelli». Ma la bassa posizione in classifica non è dovuta solo a questo. «A dispetto di quella classifica, siamo bravissimi. La verità è che bisognerebbe tenere conto delle situazioni socio-economiche in cui operano i singoli atenei. In Sardegna si parla tanto, giustamente, del dramma degli operai che perdono il posto. Purtroppo, però, fanno meno notizia i nostri laureati disoccupati. Sa la fila, anche in questi giorni, fuori dal mio ufficio? Genitori che mi chiedono se non si può fare nulla per sistemare i figli, o giovani ricercatori che dopo nove anni di borse o assegni devono andare via. È un dramma. E guardi un po': un altro dei parametri utilizzati dal Ministero è proprio la percentuale di laureati che trovano lavoro entro tre anni. Come se vivere a Cagliari o a Milano sia la stessa cosa, sia in termini di vivacità economica che in termini di facilità di spostamenti». Poi però ci sono altre questioni: il familismo, per esempio, i concorsi a misura di certi candidati... «Sa una cosa? Credo che sia stato comodo per tanti, in Italia, identificare nell'università l'istituzione nei confronti della quale esercitare critiche qualunquiste. Come se altrove certe cose non esistessero. Ma quando mai». ( m. n. )

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Preti: La mia Università non è da bocciare (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 27 Luglio 2009 CRONACA Pagina 11 LA CLASSIFICA. La Statale si è posizionata «prima degli ultimi» nella graduatoria stilata dal ministro Gelmini Preti: «La mia Università non è da bocciare» Brescia nella lista nera? Il rettore si dice «sorpreso» e farà controllare i dati comunicati al ministero A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della classifica del Ministero dell'Istruzione, il rettore della Statale di Brescia, Augusto Preti continua a dirsi «sorpreso dell'accaduto». L'università bresciana si è piazzata prima degli ultimi in quella che somiglia ad una gara a premi: chi meglio fa si porta a casa il regalo. E Brescia non è nemmeno riuscita ad aggiudicarsi un premio di consolazione. Anzi. Come «punizione» all'ateneo verrà decurtato dallo «stipendio» uno 0,39 per cento. Circa 200 mila euro in meno di finanziamenti che, di certo, non faranno piangere le casse della Statale di Brescia visto il bilancio annuale di 200 milioni di euro. «Dal punto di vista amministrativo siamo una delle realtà più sane a livello nazionale» precisa Preti. IL RETTORE della Statale confessa anche come sia paradossale un risultato del genere quando «in molte altre classifiche stilate da enti autorevoli siamo risultati sempre ben piazzati, anche davanti a atenei prestigiosi».«E' la prima volta che mi capita di vedere l'Università degli Studi di Brescia posizionata così in basso» confessa Preti che prospetta la necessità, dato l'esito della classifica, di un momento di riflessione. Per fare precise dichiarazioni in merito Augusto Preti vuole, però, aspettare la pubblicazione integrale del decreto. Ma non solo. Una buona mossa prima di avanzare critiche o altro, secondo il rettore, è quella di controllare «che i dati da noi trasmessi a Roma siano stati inviati in maniera corretta». AL DI LÀ della doccia fredda giunta, scherzi del destino, proprio per mano di un ministro bresciano, Augusto Preti conferma che premiare gli atenei virtuosi «potrebbe essere la strada giusta da percorrere» per incentivare il miglioramento del sistema universitario italiano. «Di certo - si lascia scappare Preti - non abbiamo bisogno di trattamenti del genere per essere stimolati a fare meglio». Intanto il ministro dell'Istruzione. a proposito della bocciatura di alcuni atenei, precisa: «I criteri adottati rispondono a valutazioni attualissime e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri adottati da tutte le classifiche internazionali». «E' la prima volta che viene fatto in Italia per cui i criteri sono perfettibili» ha aggiunto la Gelmini.  

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alla maturità voti meno brillanti (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Alla maturità voti meno brillanti Solo 23 «centini» fra i 6.671 candidati padovani. Calano le bocciature LA SCUOLA PADOVANA Pubblicate le statistiche sul debutto del «metodo Gelmini» nella valutazione di Felice Paduano Meno «caduti» nella valutazione delle commissioni. Ma anche valutazioni al ribasso dei candidati. Gli esami di maturità 2009, a Padova e provincia, confermano così il primo «effetto Gelmini» sul sistema dell'istruzione superiore. Lo testimoniano le statistiche del report conclusivo che «fotografa» i risultati. E' stato comunicato ieri alla stampa dal referente dell'Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Chioetto. Sono stati 6.233 i candidati nelle scuole statali, più 390 (di cui 7 esterni) nelle paritarie con 169 commissioni. I bocciati sono diminuiti rispetto all'anno scorso; ma i voti si rivelano più bassi con valutazioni più oculate e parsimoniose nei livelli alti. Il massimo (100 e lode) tra i 6.671 candidati padovani è stato centrato soltanto da 23 studenti. Nel 2008, erano stati 43. Nella «classifica» degli istituti che vantano i "centini" della maturità, spicca il liceo Tito Lucrezio Caro di Cittadella (5 diplomati con cento e lode). E' seguito dal Tito Livio (3) e dagli istituti Calvi e Newton di Camposampiero (2 a testa). Uno ciascuno per Jacopo da Montagnana, Nievo, Modigliani e Curiel, Alberti di Abano, Cattaneo di Monselice, linguistico don Bosco, Atestino, Duca d'Aosta ed Euganeo di Este, Kennedy di Monselice. Le statistiche del Csp indicano poi che sono aumentati i voti minimi. Hanno ottenuto 60 su 100, infatti, ben 588 ragazzi pari al 9,5 per cento; agli esami 2008 erano stati 579. Ancor più accentuato il boom dei voti compresi tra 61 e 69: 1.622, che significa il 26,2% dei candidati. Di conseguenza, calano i risultati brillanti. I cento sono scesi da 273 a 256. D'altro canto, la fascia alta della valutazione (compresa tra 90 e 99) nell'arco di un anno scolatico è scesa da 604 a 583. Complessivamente, i neo diplomati padovani sono 6.180. L'esame di maturità non è stato, invece, superato da 149 candidati che saranno costretti a ripetere il quinto anno di studi. In percentuale è stato promosso il 97,6% dei candidati ed il 2,4% è stato bocciato. Una percentuale di «caduti», però, che sale al 7,4%, se si tiene presente che il numero dei non ammessi: sempre più marcato negli istituti tecnici e professionali rispetto ai licei. Dai numeri del Csp si ricava che 342 studenti sono stati bloccati alla fine dell'anno scolastico. Una percentuale del 5%; l'anno scorso, era del 3,9%. Sulla maturità 2009 anche l'effetto Gelmini. Primo: nella formazione del giudizio complessivo finale di presentazione è stato tenuto conto, per la prima volta, anche del voto di condotta. Secondo: mentre prima il rapporto tra credito scolastico accumulato negli anni e valore delle prove era 20-80, da quest'anno è di 25% a 75%.

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più serietà, rigore e impegno il messaggio è stato questo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Giovanni Chioetto, funzionario dell'Ufficio provinciale «Più serietà, rigore e impegno Il messaggio è stato questo» Fra i commissari ancora malattie «improvvise» Sempre chiuso nel suo ufficio al quarto piano di via Sanmicheli, il funzionario dell'Usp Giovanni Chioetto ha coordinato in modo tutto il lavoro dietro le quinte di ogni Esame di Stato. Bilancio finale? «All'inizio a Padova abbiamo lavorato un poco di più rispetto agli altri Usp del Veneto perché tutti gli originali delle prove scritte (provenienti da Roma) che sono state effettuate nelle scuole della regione, sono state recapitate e smistate dalla nostra città». E aggiunge: «Anche quest'anno sono stati numerosi i commissari, che si sono ammalati all'improvviso. Ma in numero inferiore rispetto al passato. In tutto 80, compresi alcuni presidenti. Nei primi giorni delle prove scritte siamo dovuti intervenire in alcune commissioni per dettare le nuove disposizioni ministeriali per la formulazione corretta dei crediti scolastici dei candidati privatisti. Per il resto non ci sono stati grossi problemi sino alla pubblicazione dei tabelloni dei risultati finali». Lei è stato preside dell'Itis Marconi per circa 15 anni e, quindi, è stato presidente di commissione tantissime volte. Come giudica i dati salienti del report redatto dalla sua èquipe all'interno del «provveditorato»? «Innanzitutto bisogna sottolineare subito che non è vero, come invece era emerso in uno studio nazionale fatto preparare dal Ministro Gelmini nei primi giorni di pubblicazione dei voti finali, che anche nel Veneto ed in particolare a Padova sia aumentato il numero dei bocciati. Nelle scuole padovane la percentuale dei non diplomati si è abbassata addirittura del 1,5%. In compenso sono cresciuti i voti più bassi e le commissioni non sono state di manica larga ad elargire il massimo, ossia cento e lode. Questo vuol dire che i docenti-commissari non hanno regalato niente nientea nessuno e, quindi, hanno fatto capire ai candidati che nella scuola ci vogliono più serietà, rigorosità ed impegno». Cosa pensa della modifica ministeriale nella valutazione finale del rapporto tra credito scolastico e valore delle prove, che, in fondo, ha causato anche tanti cento e lode in meno? «Secondo me era meglio il vecchio rapporto di 20 ed 80. Anche perché con le nuove norme il massimo dei voti, ossia cento su cento, può e deve essere raggiunto senza più il bonus da parte della commissione e solo quando c'è la totale unanimità da parte degli esaminatori, presidente compreso». (f.pad.)

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cambiare in banca (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Pagina Aperta Cambiare in banca Cambiare in banca una banconota Banca Tercas, filiale di Martinsicuro. Sono in vacanza in questa località della costa teramana e ho necessità di cambiare una banconota di grosso taglio. La cassiera mi guarda serafica e sentenzia che, siccome non sono un cliente Tercas censito, l'operazione cambio non è possibile. Faccio presente che non stiamo parlando di un assegno ma di banconota a corso legale e che le ho appena esibito,come richiesto, un documento di identità. Nulla da fare. Parlo col direttore che, dopo aver ricordato che non sono obbligati al cambio, mi fa presente che, ancorchè turista, sono un incosciente a girare con una banconota di grosso taglio e che, soprattutto, la moneta circola in base alla fiducia. Lo spirito da docente di discipline giuridiche ed economiche, ancorchè in vacanza, si risveglia e faccio presente che stiamo parlando di moneta a corso legale, non di moneta fiduciaria. Il direttore non se ne dà per inteso e conferma che i cassieri non sono in grado di riconoscere le banconote false esibite da uno che si fa identificare. Due considerazioni: la prima è che in nessun altro paese europeo mi è accaduto nulla di simile. La seconda considerazione è: il ministro Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Franco Labella Docente di Diritto ed Economia La strada parco è qualità della vita Egregio direttore, ho letto con interesse l'intervista rilasciata dal dottor Michele Russo nella sua qualità di neo presidente della società Gtm. Sull'annosa questione della filovia sulla strada parco, il dottor Russo si è premurato di affermare che è sua intenzione di dar corso al progetto già appaltato dai suoi predecessori. A sostegno di tale scelta è stata segnalata l'opportunità di evitare alla collettività la perdita del finanziamento già stanziato di 31 milioni di euro. Ciò posto, mi permetto di sottoporre alla valutazione del dottor Russo alcuni spunti di riflessione. L'appalto di cui trattasi prevede l'impiego di convogli le cui dimensioni (18 metri di lunghezza per 3 metri di larghezza) appaiono sproporzionati rispetto all'ampiezza della carreggiata; la valutazione sulla convenienza economica del servizio richiederebbe, sulla base delle notizie apparse sugli organi di informazione, un'utenza stimata in 800 passeggeri l'ora per entrambi i sensi di marcia: in merito, potrebbe essere utile sperimentare sul percorso un servizio di bus navetta, onde avere contezza dell'effettiva fruizione del servizio da parte dell'utenza. Alla luce delle considerazioni suesposte, invito cortesemente il dottor. Russo a voler riconsiderare la qualità complessiva del progetto, anche per non pregiudicare la qualità della vita dei cittadini, i quali sempre più numerosi hanno imparato a fruire di un bene pubblico, la strada parco, entrata a pieno merito nella consuetudine del loro vivere civile. Ivano Angiolelli Pescara

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stornelli presidente della vdg (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 36 - Sport Stornelli presidente della VdG Gol di De Angelis nell'amichevole vinta con il Cassino di Rocco Coletti Un manager del gruppo Finmeccanica a capo della Valle del Giovenco. Sabatino Stornelli è il nuovo presidente. Gli ha ceduto il posto Luca Mastroianni che resta amministratore. Stornelli - amministratore delegato della Selex Service management del gruppo Finameccanica con un passato nella Telecom e in Telespazio - ha origini marsicane, ma vive a Roma da anni. E' stato presentato ieri allo stadio Dei Marsi in occasione dell'amichevole vinta dai biancoverdi contro il Cassino grazie alla rete messa a segno dal capitano Stefano De Angelis. «Il mio e il nostro obiettivo», ha detto Stornelli, «è quello di portare il nome della Marsica sempre più in alto nel mondo del calcio. Per riuscirci c'è bisogno dell'aiuto del pubblico che spero torni numeroso allo stadio per sostenere la squadra». Nei prossimi giorni sarà ufficializzata la composizione del consiglio di amministrazione nel quale dovrebbe trovare spazio anche Lino Cipolloni. La novità di mercato è rappresentata dal divorzio dall'attaccante Luis Federico Arcamone che ha lasciato il gruppo dopo diversi anni. L'argentino è nel mirino della Pro Vasto, ma ha anche altre offerte. Non ha preso parte all'amichevole Bettini che ha lavorato a parte, così come Morris Molinari. Per quanto riguarda Franciel, nelle prossime ore è in programma l'incontro decisivo per portare l'attaccante brasiliano ex Gela alla corte di Carlo Perrone. IL TABELLINO Questa la formazione della Valle del Giovenco: Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di Berardino, Pomponi, Giordano (25'st Ferraresi), Rosamilia (15'st Luzi), De Angelis (15'st Bettega), Berra (15'st Carosone), Cruciani (25'st Del Signore) Laboragine (18'pt Censori). Allenatore Perrone. Questa la formazione del Cassino: Amadio (1' st Paoletti), Biga (23' st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35' st Maisto), Mucciarelli (10' st Bardeggia), Konè (10' st Merli), Morello (40' st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi. Allenatore Pellegrino. Rete di De Angelis al 5' del secondo tempo. Arbitro Malandra di Avezzano

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Oramai non ci resta che il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Volgarità e pubblica opinione Oramai non ci resta che il 5 in condotta Volgarità e pubblica opinione di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini Magia dei numeri. Basta farseli amici e sono capaci di tutto. Talvolta persino di identificarsi con vincite milionarie. Più spesso, se sparati a mitraglia, servono per rivelare la follia di qualcuno. Può accadere infine - giusto per proseguire nell'esemplificazione - che usati con disinvoltura possano proporsi come definitiva cancellazione di importanti pagine di storia. A far pillole di certe sue dichiarazioni, magari mal riportate dai "soliti giornalacci di sinistra", di quest'ultima ipotesi sembra convinta il ministro Gelmini. Infatti, quando ha visto le stragi compiute a fine anno scolastico dal cinque in condotta, ha detto che si è trovato - che lei ha trovato - il modo di mandare in soffitta la "cultura del Sessantotto". Magari fosse vero! Magari fosse sufficiente piazzare un numero sulle pagelle di comportamento per far voltar pagina alla storia. O, quanto meno, per chiudere penosi o irritanti capitoli di cronaca. Di cronaca della politica o dei suoi infangati dintorni, con indice di nomi che hanno il pubblico suono dei palazzi del potere. Sarebbe bello! Quanta gente - per così dire imprudente e sfacciata - sarebbe rimandata o sonoramente bocciata. E quante soffitte potrebbero riempirsi con la cultura che produce libertini esibizionisti, pettegolezzi velenosi, ragazze di venale disponibilità, veri o finti scoop di sedicente giornalismo che fruga nelle pattumiere o si apposta sotto le lenzuola. Domande retoriche e risposte impossibili. Nemmeno una "rivoluzione" alla Gelmini è forse utile. Si otterrebbe lo stesso risultato negativo se - clonando le esclamazioni del ministro - i cittadini levassero un coro compatto e convinto: "Basta con il lassismo. Chi sbaglia paga e peggio per lui!". Sogni di giorni di mezza estate. Niente da fare. La tregua saggiamente rispettata durante il vertice internazionale in Abruzzo è stata subito violata. Giusto il tempo di mandare in rete alcune registrazione piccanti con tanto di letto a tre piazze venuto da lontano. O i pochi giorni necessari a far approdare in libreria il vendicativo sfogo di una giovane, prima sedotta con promesse di ascesa in Parlamento e poi abbandonata malgrado la caparra di intime prestazioni. Una noia soffocante. Tutto già visto e sentito. Forse le uniche novità sono offerte dal ricorso dei giornali a un lessico sempre più maliziosamente creativo: il Kamasutra in versione casereccia, il reality della spazzatura, il fango in diretta stereofonica, le zambraccole tecnologiche con registratore a bordo, i gigolò del pettegolezzo. Quanto all'editoria libraria qualche problema di interpretazione per l'apparente "nero su bianco". Inutile che l'autrice neghi ogni riferimento alla realtà. E' scattata la caccia al politico un poco flaccido ma molto fantasioso nelle sue esigenze erotiche. Sarebbero fatti suoi. Il guaio è che - innocente o colpevole - illumina di rosso le pagine del libro. E questo rosso a quanto pare piace. Forse dà l'ebbrezza di essere alla moda. Così, qualcuno crede di aver scovato la preda e la sbandiera come trofeo. E scatta il solito gioco dei fiumi d'inchiostro dedicati a cronache volgari o a balletti di ipocrisia e menzogne. Scattano le smentite indignate e le querele di fuoco. Con la puntuale distinzione tra peccati - veri o presunti - degli amici o dei nemici, riprendono posizione i paladini del moralismo da un tanto a riga. E altre pietanze avvelenate vengono fornite a un'opinione pubblica oramai convinta di doversi nutrire soltanto di immondezza.

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molte risorse trasferite al nord (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

BELISARIO (IDV) «Molte risorse trasferite al nord» ROMA. «Nel centrodestra qualcuno ha cominciato ad accorgersi che il sud è stato finora solo saccheggiato da questo governo che ha tolto risorse per trasferirle a nord». Lo ha detto il capogruppo dell'Idv al Senato Felice Belisario, che commenta le notizie secondo cui, «con la benedizione di Berlusconi, intenzionato ad arginare lo strapotere di Tremonti, si sta pensando di varare un piano straordinario». «Peccato - prosegue - che il rimedio sia peggiore del male. Il sud non ha bisogno di grandi opere, di cattedrali nel deserto buone solo per le speculazioni dei soliti amici. Il Sud ha bisogno di fiscalità di vantaggio, di investimenti nei settori strategici come l'università e la ricerca, che invece la Gelmini vuole tagliare».

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san martino, partono i lavori alle scuole elementari e materna (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Chieti San Martino, partono i lavori alle scuole elementari e materna SAN MARTINO. Sicurezza a scuola, sono partiti i lavori. «Gli interventi coinvolgono l'elementare Tito Livio De Sanctis e la materna Rocco Pompilio per la messa a norma della sicurezza e le leggi antisismiche» racconta il primo cittadino Settembrino Giandonato. «Adesso dobbiamo sperare che la riforma sulla scuola del ministro Maria Stella Gelmini non faccia chiudere le nostre aule» continua Giandonato. «I cambiamenti dovrebbero partire dall'anno scolastico 2010-11 e interessare la nostra scuola che conta 46-47 piccoli scolari e non i 50 iscritti, come richiesto dal ministero. Ma non lo permetteremo» dice il primo cittadino. Sono 80 mila gli euro previsti per la materna e 130 per le elementari. Gli interventi prevedono il riconsolidamento delle mura e lo smantellamento del tetto. «Il tetto verrà realizzato in legno», anticipa Giandonato che per i lavori ha chiuso un paio di settimane la materna Pompilio. «A settembre, per la riapertura delle scuole tutto dovrebbe essere sistemato. Se non fosse così l'elementare ospiterà ancora i più piccoli come è stato fin'ora, dopo il terremoto, quando per precauzione abbiamo deciso di sospendere la normale didattica nell'edificio».

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 2 «Per colpa dei tagli alla scuola abbiamo 750 nuovi disoccupati» L'ASSESSORE PROVINCIALE MAURIZIO QUERCETTI «IN OGNI paese civile, il sistema formativo statale è oggetto di investimenti da parte delle amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di perseguire livelli di eccellenza nella qualità della didattica e nella consapevolezza che questo costituisce una componente principale e imprescindibile alla crescita e allo sviluppo. Esattamente il contrario di quanto avviene in questo momento in Italia, dove migliaia di lavoratori della scuola, dopo aver subito per anni gli effetti negativi della precarizzazione del loro profilo professionale, grazie all'azione del Governo vedono oggi sempre più vicino il concretizzarsi dell'incubo licenziamento. È una situazione intollerabile che mette a rischio la qualità e la stessa esistenza della scuola pubblica statale e lede ogni principio di tutela del lavoro». Così l'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia di Ancona Maurizio Quercetti, sugli tagli di docenti e personale Ata della scuola pubblica annunciati dal Governo. «I primi dati sugli organici scolastici continua Quercetti iniziano a evidenziare gli effetti dei tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti con professori di ruolo che non trovano posto nelle scuole della loro provincia e la drastica riduzione dei posti fino ad oggi ricoperti da docenti precari. Basti pensare che solo nella provincia di Ancona sono oltre 750 i lavoratori precari che, tra docenti e personale Ata che in questi giorni, cessato il precedente rapporto di lavoro si sono iscritti alle liste di disoccupazione dei nostri Centri per l'impiego. Ben 306 a Jesi, 260 ad Ancona, 108 a Senigallia quasi altrettanti a Fabriano. Dati che parlano da soli e che, ad oggi, in assenza di precise garanzie di riassunzione fotografano perfettamente sia le difficoltà che investiranno il mondo della scuola nel suo complesso sia la drammatica condizione di chi si ritroverà improvvisamente senza occupazione. Una responsabilità immane per un Governo che, mentre ipoteca il futuro di questi lavoratori, mina quello delle giovani generazioni riportandoci decenni indietro proprio nel momento in cui, invece, l'investimento sulla formazione dei giovani rappresenta una delle principali chiavi per uscire dalla crisi». «Occorre conclude - che il Governo ascolti la protesta dei precari della scuola che rischiano di essere licenziati per effetto dei tagli pari a 8 miliardi di euro alla scuola pubblica e servono rapidamente interventi concreti. Altrimenti c'e il rischio che tanta e nuova disoccupazione intellettuale si aggiunga alle liste già troppo lunghe in conseguenza della crisi».

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Ora selezioniamo meglio i docenti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-26 - pag: 10 autore: INTERVISTA Gianfelice Rocca Vicepresidente Confindustria «Ora selezioniamo meglio i docenti» Bene i premi agli atenei ma bisogna reclutare i professori con contratti individuali Gianni Trovati ROMA «La scelta di partire davvero con i premi e le penalità nel finanziamento delle università è un ottimo segnale, e anche coraggioso. Si è molto parlato di merito, ma ora si passa ai fatti. Dobbiamo però considerare che è solo l'inizio di un lungo percorso anche più difficile». Sono anni che Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria con delega all'Education, parla di finanziamento competitivo alle università e, tabelle alla mano,promuove la parola d'ordine della meritocrazia nell'Accademia. I numeri diffusi giovedì dal ministero, che indicano la distribuzione dei primi 525 milioni di fondi basati sui risultati, premiano soprattutto Trento e i Politecnici di Milano e Torino e colpiscono duro al Sud, gli sono famigliari. «Dobbiamo considerarlo – sottolinea – un primo passo. Positivo, perché dimostra finalmente la volontà di fare sul serio e riconosce l'importanza della ricerca nei risultati dei singoli atenei, ma solo un primo passo. Bisogna arrivare presto a distribuire in questo modo almeno il 20% del finanziamento ordinario, e vanno affrontati subito i nodi di governance e reclutamento dei professori». Il ministro dell'Università Gelmini ha preparato un disegno di legge per riformare la governance accademica e il reclutamento, ma il suo debutto parlamentare è slittato in autunno. Al di là dei ritardi, la direzione è quella giusta? Il progetto del ministro Gelmini è buono, e su quello bisogna procedere rapidamente. L'evoluzione del sistema, però, non può avvenire solo per legge: bisogna mettere le università in grado di competere tra loro anche nell'attrazione dei migliori professori, dando agli atenei gli strumenti anche contrattuali per farlo al meglio. In una parola: un rettore che vuole puntare sul talento deve poterlo pagare adeguatamente. Il Politecnico di Milano non compete solo con il suo omologo torinese, ma con Zurigo, Losanna o Aachen. I suoi concorrenti europei, però, non sono frenati dal manto di ferro rappresentato dallo stato giuridico dei docenti: se le questioni del reclutamento continuano a essere risolte dai Tar, anziché da un rapporto contrattuale tra università e professore, non andremo da nessuna parte. Lo stato giuridico dei docenti, però, è un nervo assai scoperto nell'università italiana, e infatti nemmeno il Ddl Gelmini lo affronta. Non si rischia di mettere troppa carne al fuoco?. Al contrario: la riforma dello stato giuridico è indispensabile ora. Nei prossimi anni andrà in pensione il 30% del corpo docente, e un'occasione di rinnovamento come questa è difficile che si ripresenti. Sulle modalità si può discutere, e si può per esempio immaginare che le università che accettano di entrare per prime nel nuovo sistema contrattualistico abbiano a disposizione incentivi per farlo, ma la direzione è obbligata. Le analisi mostrano che già dall'anno prossimo i costi del personale arriveranno a 7 miliardi: se non si cambia, per i premi non ci sarà più un euro. A pesare su questo slancio è anche il peso dei costi storici del personale. In autunno si ripeterà il braccio di ferro consueto fra rettori e governo sulle risorse, e molti dicono che se non si eliminano i tagli previsti nel 2010 il sistema salta. Le università devono poter programmare e la certezza delle risorse è un bene importante. Nel 2010 il finanziamento ordinario va mantenuto ai livelli attuali, intorno ai 7,5 miliardi, ma i premi devono salire almeno a 800 milioni. Non si rischia, però, di frenare ancora il Sud? Nelle tabelle ministeriali la maggioranza degli atenei meridionali ha il segno meno vicino alla cifra dei fondi, e alcuni rettori sottolineano che con meno soldi le performance sono destinate a scadere ulteriormente. Le università penalizzate dal nuovo sistema hanno in molti casi sprecato risorse negli anni passati. Dobbiamo pensare che le singole istituzioni hanno una responsabilità, altrimenti si continua a dare le colpe al passato e in questa costante cancellazione della memoria non si fa un passo avanti. Il Sud è perfettamente in grado di competere, ha intelligenze e competenze enormi, e per aiutarlo occorre allargare il campo di gara, anche aggiungendo ai premi ministeriali quelli legati a fondi specifici come i Prin, in una logica coordinata che possa anche riguardare Industria 2015, da concentrare in un'unica agenzia di spesa come avviene in altri paesi. Soprattutto al Sud, però, le eccellenze vivono in contesti poco competitivi. Non rischiano di essere penalizzati dai risultati opachi delle loro università di appartenenza? è vero, ma il meccanismo di misurazione dei risultati ora deve affinarsi, scendendo dal livello dell'università a quello dei singoli dipartimenti. Ora sta per partire davvero anche l'agenzia di valutazione, che deve aiutare questa evoluzione per mettere il sistema in grado di misurare due fattori: come gli atenei distribuiscono in modo meritocratico i fondi al loro interno, e con quali criteri reclutano e promuovono i professori. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA RISORSE SCARSE «Senza interventi sui costi del personale finiranno subito i fondi per gli incentivi» COMPETIZIONE INTERNA «I giudizi sui risultati devono valutare i singoli dipartimenti e non solo le università» IMAGOECONOMICA Passare ai fatti. Il vicepresidente Gianfelice Rocca

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(sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

«Lo stato si faccia carico delle scuole private» di IGINO BARANI * Ho dedicato, con impegno e passione, 37 anni della mia vita alla scuola superiore ed attualmente sono il legale rappresentante di una scuola paritaria dell'infanzia. Perciò ho letto con interesse l'articolo "Centinaia di bambini piacentini lasciati fuori dall'uscio della scuola" di Roberto Montanari, segretario provinciale Prc. (Libertà 11 luglio). Alla fine, però, sono rimasto alquanto deluso. La notizia a cui fa riferimento il segretario Montanari non può che coinvolgere e preoccupare tutti coloro che si sentono responsabili dell'azione formativa nell'età precoce dello sviluppo. La scuola materna, infatti, non è soltanto una specie di parcheggio dei piccoli mentre i genitori lavorano, ma costituisce la graduale introduzione del bambino in una comunità più ampia, nella società degli adulti. Difendere la possibilità di frequentare la scuola dell'infanzia, dunque, non è appannaggio di una corrente politica, ma impegno condiviso, credo, dalle famiglie e da tutte le istituzioni che si fanno carico dell'educazione scolastica. Non dimentichiamo, tuttavia, che le risposte che dà oggi la scuola pubblica dell'infanzia trovano la loro radice e motivazione molto lontano. Ben prima del 1968, anno in cui viene istituita la scuola materna statale, esistevano infatti esperienze strutturate di educazione dell'infanzia (da Pestalozzi a Froebel, a don Aporti, a don Bosco, alla Montessori, solo per fare alcuni nomi), scuole private o religiose che per prime hanno percepito l'importanza dell'educazione e dell'integrazione dei bambini prima della scuola elementare, diffondendone la consapevolezza. La scuola materna parrocchiale di cui attualmente sono legale rappresentante, per esempio, è sorta nel 1923 ad opera di don Alceste Scarani. Nella nostra provincia, comunque, a fianco delle statali sono attive ben 35 scuole dell'infanzia paritarie Fism, che seguono oltre 2.500 bambini e coinvolgono di conseguenza altrettante famiglie, le quali certamente non potrebbero usufruire al momento di strutture e risorse statali. Vale la pena allora di non dare adito a contrapposizioni tra scuola pubblica e scuola paritaria, come sembra sottendere il giudizio del segretario Prc, ma piuttosto cercare i modi per offrire alle famiglie la possibilità concreta di far frequentare la scuola ai loro figli, utilizzando al meglio tutte le risorse disponibili. Il giudizio del segretario Montanari sulle «scuole private, più costose e con meno servizi» esige poi qualche precisazione. Che i gestori chiedano una retta (per altro non alta) ai genitori dei bambini è una necessità inderogabile, perché il personale docente (preparato e formato) va adeguatamente remunerato, come vanno pagati gas, luce, telefono, ecc.. Piuttosto, non sarebbe giusto che se ne facesse carico lo Stato, come avviene per le scuole statali, dal momento che i soldi pubblici provengono dalle tasse, che anche i genitori dei bambini delle scuole "private" pagano regolarmente? In questo modo, tra l'altro, verrebbe assicurata a tutti i genitori la libertà di scelta della scuola, cioè verrebbe garantito il loro diritto di educare i figli secondo le loro convinzioni. Questo già si verifica in alcuni Paesi d'Europa. L'importante è che la scuola paritaria offra un buon servizio. Siamo giunti così alla seconda dovuta precisazione. L'affermazione che le scuole paritarie offrano "meno servizi" è assolutamente gratuita. Le nostre maestre sono qualificate e seguite; oltre al loro documentato lavoro, poi, all'interno delle nostre scuole si attuano regolarmente tante attività complementari, svolte sempre da personale professionalmente preparato. Nello scorso anno, infine, ha avuto luogo un programma di consulenza affidato ad un gruppo scelto di psicologi, che è stato molto apprezzato dai genitori e verrà quindi riproposto e potenziato. Con queste righe, non intendo attizzare il fuoco di polemiche che penso non gioverebbero ad alcuno, ma offrire piuttosto qualche spunto di serena riflessione su un tema sicuramente rilevante. * Legale Rappresentante della Scuola dell'Infanzia Paritaria "San Quintino"di Gossolengo e membro del Consiglio Provinciale Fism. 27/07/2009

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Il decreto anti-crisi non si cambia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-26 - pag: 3 autore: Il decreto anti-crisi non si cambia Il Tesoro: non vincolante il parere della Bce sull'oro - Sacconi esclude una «fase 2» Dino Pesole ROMA La partita al momento appare sostanzialmente chiusa. Il decreto anticrisi, sul quale il Governo ha incassato due giorni fa la fiducia della Camera, sarà approvato dall'aula di Montecitorio nella tarda mattinata di martedì e trasmesso immediatamente al Senato. Stando alle indicazioni emerse in sede governativa, si profila una seconda lettura molto rapida, con via libera già in fine settimana. In questa direzione spinge certamente il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, preoccupato dei rischi per la tenuta dell'intera manovra connessi a un'eventuale riapertura dei nodi politici tuttora sospesi. La variabile politica è decisiva, ed è il motivo per il quale le stesse fonti governative e di maggioranza lasciano comunque aperto uno spiraglio per eventuali modifiche sui punti "caldi" che hanno provocato malumori nella maggioranza: la questione Mezzogiorno, che il premier Silvio Berlusconi ha intenzione di affrontare con piano straordinario ad hoc (l'Mpa è uscito dall'aula al momento del voto sulla fiducia), l'articolo 4 del decreto in materia di energia in cui di fatto si priva il ministero dell'Ambiente dei poteri di autorizzazione sui siti nucleari, che ha provocato l'accesa protesta del ministro Stefania Prestigiacomo. In linea teorica, una terza rapida lettura da parte della Camera potrebbe essere fissata nella prima settimana di agosto, con il rischio però di affrontare temi di tale rilevanza politica in un'aula già in via di smobilitazione per la pausa estiva, senza che vi sia stato il tempo di ricompattare la maggioranza per far fronte ai malumori emersi in occasione dell'esame preliminare nell'aula di Montecitorio. Resta in piedi anche il nodo relativo all'imposta sulle plusvalenze sull'oro non industriale della Banca d'Italia, criticato nuovamente dal Consiglio direttivo della Bce perchè «lesiva dell'indipendenza finanziaria e istituzionale dell'istituto monetario». Parere non vincolante e «non ostativo »,tuttavia circostanziato:l'articolo 14 del decreto consentirebbe «una diminuzione delle risorse della Banca d'Italia che non è in alcun rapporto con l'importo dei profitti realizzati dalla stessa Banca». In più, la obbliga «a intraprendere strategie di gestione del patrimonio focalizzate sui rischi finanziari generati dalle nuove disposizioni fiscali proposte ». Inoltre l'emendamento appare incompatibile «con il divieto di finanziamento monetario del settore pubblico da parte della banca centrale» e non in linea con le regole stabilite dalla Bce «ai sensi dell'articolo 26.4 dello Statuto del Sebc». Infine, i rilievi della Corte dei Conti relativamente alla perseguibilità del danno erariale, che provocherebbero il depotenziamento della capacità d'intervento della magistratura contabile, la questione delle tasse per i terremotati abruzzesi e l'emendamento del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini sui precari della scuola. Se sarà confermata la linea della "blindatura" del testo, le modifiche prenderanno la strada di altri veicoli normativi, alla ripresa dei lavori parlamentari in settembre. «Non ci sono i tempi tecnici e neanche la volontà politica», ha sostenuto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. «Per il Governo non ci sarà una fase due», aggiunge il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Sul Mezzogiorno- aggiunge- «abbiamo sempre tenuto conto nella nostra politica economica di questo tema e sappiamo bene che non c'è futuro per il Sud,se non si ritrova la buona gestione ordinaria nell'amministrazione regionale e in particolare nel settore sanitario ». Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, annuncia che le presidenze dei gruppi della maggioranza di Camera e Senato stanno elaborando di comune intesa «un documento politico-programmatico sul mezzogiorno, che costituirà un contributo alla riflessione del presidente Berlusconi nel predisporre il piano per il Sud». Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ( An), ritiene non necessaria una «fase due» più espansiva sul fronte della finanza pubblica nell'azione dell'Esecutivo, ma chiede con forza al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti di voltare pagina sul Mezzogiorno «dopo un primo anno di lavoro dominato dalle emergenze». © RIPRODUZIONE RISERVATA PERCORSO STRETTO Per i ritocchi sui punti critici l'esecutivo potrebbe decidere di utilizzare altri veicoli normativi alla ripresa dell'attività a settembre

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Brunetta: nel Sud gli Atenei nelle mani sbagliate (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Brunetta: nel Sud gli Atenei nelle mani sbagliate Quanti hanno diretto le Università del Sud si sono dimostrati non all'altezza del loro compito. Lo ha affermato il Ministro Renato Brunetta, intervenuto ieri pomeriggio al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta (LU). Nel contesto della riforma della pubblica amministrazione, Brunetta ha parlato anche del pacchetto di provvedimenti per l'università che prevede l'assegnazione di premi alle università migliori. Brunetta ha espresso parere positivo sul provvedimento elogiando la «collega, la bravissima Maria Stella Gelmini» per aver pubblicato «gli score delle Università basati sui parametri».

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Il rettore designato Ciro Attaianese scrive alla Gelmini Non si può valutare la collocazione sul mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo stesso m (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)

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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi Il rettore designato Ciro Attaianese scrive alla Gelmini «Non si può valutare la collocazione sul mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo stesso modo»

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E' una sfida e non voglio piangermi addosso. Ma almeno voglio che si giochi a car... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)

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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO «E' una sfida e non voglio piangermi addosso. Ma almeno voglio che si giochi a carte scoperte». Il rettore designato dell'ateneo di cassino, Ciro Attaianese, esce allo scoperto dopo che la graduatoria fissata dal ministero ha collocato Cassino tra gli atenei meno virtuosi e quindi tra quelli meno meritevoli di ricevere finanziamenti. Con una lettera inviata al ministro maria Stella Gelmini, Attaianese (che assumerà la carica di Rettore il prossimo novembre) punta il dito sui criteri utilizzati per la valutazione. «Gentile Ministro, desidero complimentarmi con lei ed esprimere tutto il mio compiacimento per la svolta avviata nell'allocazione delle risorse finanziarie al sistema universitario - scrive Attianese - La valutazione rappresenta un elemento imprescindibile per un'allocazione efficiente ed efficace delle risorse che eviti sprechi e consenta al sistema universitario il perseguimento di obiettivi di qualità che si traducono in una maggiore competitività dei nostri laureati e, di riflesso, del nostro paese». Ma c'è una cosa che Cassino contesta: «I sistemi di valutazione funzionano tanto meglio quanto più sono trasparenti i criteri utilizzati. A oggi i criteri di valutazione a cui lei ha fatto riferimento sono stati genericamente descritti dai mezzi di informazione, preannunciandone la puntuale definizione nell'immediato futuro. Forse sarebbe stato più opportuno invertire l'ordine: prima definire nel dettaglio i criteri, magari con un certo anticipo e dando al sistema l'opportunità di formulare osservazioni, poi stilare le graduatorie e allocare le risorse». «Caro Ministro, siamo in Italia, e così com'è lecito attrezzarsi contro le tentazioni che possono spingere a "manipolare" i concorsi - scrive il Rettore designato - è altrettanto lecito porre in essere misure per prevenire la tentazione di "manipolare" i criteri di valutazione fintantoché la graduatoria che ne viene fuori non coincida con quella desiderata». E' una frecciata agli atenei del nord e ai politecnici che sono risultati in cima alla classifica. «Quanto ai criteri - spiega Attaianese - nell'attesa che questi siano puntualmente descritti e quantificati per ciascun ateneo, qualche preoccupazione è lecita in ordine al confronto fra atenei che sono profondamente diversi in termini di aree didattiche e di ricerca attivate». Continua a pag. 37

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Poi il rettore designato spiega al ministro, punto per punto, tutti i suoi dubbi sui criteri... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)

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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO Poi il rettore designato spiega al ministro, punto per punto, tutti i suoi dubbi sui criteri utilizzati per definire la graduatoria: «L'idea di valutare gli atenei sulla base della percentuale di collocazione sul mercato del lavoro dei suoi laureati è senza dubbio corretta - scrive nella lettera - Il problema è come tale valutazione viene effettuata. Le sembra giusto confrontare in maniera diretta un ateneo con il 75% dei laureati in ingegneria, come accade ad esempio nei politecnici, con un ateneo in cui il 75% dei laureati appartiene all'area umanistica, che tradizionalmente trovano maggiori difficoltà nel collocamento sul mercato del lavoro?». Altri dubbi riguardano i criteri sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni. «Le sembra corretto - scrive Attaianese alla Gelmini - confrontare un ateneo con il 75% dei docenti e dei ricercatori di ruolo operanti nelle aree scientifiche con un altro in cui il 75% di docenti e ricercatori svolge la propria attività di ricerca nel settore umanistico che tradizionalmente ha maggiori difficoltà a reperire fondi esterni?». E poi: «Nella capacità di intercettare fondi europei sono inclusi anche quelli gestiti dalle Regioni e dalle Province? In caso affermativo le condizioni di partenza degli atenei sarebbero profondamente diverse per la diversa capacità degli enti locali di utilizzare i fondi europei». «Quelli esposti - conclude la lettera di Attaianese - sono dubbi legittimi a cui si può facilmente ovviare e che non pongono in discussione il processo avviato, ma vogliono soltanto renderlo non solo più equo e robusto ma anche ampiamente condiviso proprio da chi è valutato».

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Valle del Giovenco: Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-07-2009)

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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi Valle del Giovenco: Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di Berardino, Pomponi, Giordano (25'st Ferraresi), Rosamilia (15'st Luzi), De Angelis (15'st Bettega), Berra (15'st Carosone), Cruciani (25'st Del Signore) Laboragine (18'pt Censori) All. Perrone. Cassino: Amadio (1'st Paoletti), Biga (23'st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35'st Maisto), Mucciarelli (10'st Bardeggia), Konè (10'stMerli), Morello (40'st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi All. Pellegrino Arbitro: Malandra di Avezzano. Rete: 5' s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva, Agius.

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AVEZZANO - Il Cassino sostiene un'amichevole ad Avezzano contro la Valle del Giovenco, ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di FILIPPO ROSATI AVEZZANO - Il Cassino sostiene un'amichevole ad Avezzano contro la Valle del Giovenco, neopromossi in I Divisione. Per la cronaca il risultato finale è stato di 1-0 per i padroni di casa. Gara tutto sommato piacevole in considerazione del periodo. La squadra di Pellegrino nel primo tempo è parsa piatta, per poi prendere dinamicità nella ripresa. Del resto molti giocatori erano appesantiti dalla preparazione. A ogni buon conto i laziali hanno sostenuto un buon test che darà efficaci indicazioni a Pellegrino. La Valle del Giovenco è sembrata leggermente più fluida nella corsa e nelle manovre. Il tecnico dei laziali schiera un 4-4-2 con Mucciarelli e Agius centrali difensivi, capitan Martinelli sulla corsia di sinistra e Biga Badan a destra. Reparto difensivo tutto sommato già in discrete condizioni. Buona l'intesa. Centrocampo con Giannone in cabina di regia e in avanti Morello e Mezgour. Tatticamente la gara è iniziata con la Valle del Giovenco ad osare di più con il Cassino pronto nelle ripartenze. La formazione biancazzurra ha cercato molto di ripartire sulla fascia sinistra con rapidi cambi di gioco da parte di Konè e Giannone. Nel primo tempo poche occasioni da entrambe le squadre. Qualche tiro dalla media distanza. Nella ripresa sempre poche le palle in zona gol. I biancoverdi sbloccano il risultato con capitan De Angelis che al 15 s.t. riceve palla da Giordano con uno scambio veloce e a due passi di Paoletti realizza. Tutto sommato intensa la reazione del Cassino che cerca la via del pareggio con diverse soluzioni e va vicino al gol al 36 s.t. ma il palo dice no a Bardeggia. Cassino che comunque non è dispiaciuto affatto. Una squadra nuova per sette undicesimi che comincia a intendere. Squadra giovane e sbarazzina con molto temperamento. Per la società biancoazzurra il mercato non è ancora finito. Almeno altri due acquisti stanno per essere conclusi. Da rimarcare, infine, che la formazione laziale è stata seguita ad Avezzano da numerosi tifosi. Un banco di prova interessante per il Cassino. VALLE DEL GIOVENCO: Bifulco (dal 1 s.t. Merletti), Locatelli, Piva, Di Berardino,Pomponi, Giordano (dal 25 s.t. Del Signore), Rosamilia (dal 35 s.t. Ferraresi), De Angelis (dal 18 s.t. Bettega), Berra (dal 18 s.t. Carosone), Cruciani (dal 20 s.t. Luzi), Laboragine (dal 20 p.t. Censori). A disposizione: Gentili. Allenatore: Carlo Perrone. CASSINO: Amadio (dal 1.s.t. Paoletti), Biga Badan(dal 18 s.t. Spanò), Martinelli, Agius, Conti, Mucciarelli (dal 18 s.t. Merli), Mezgour, Konè (dal 18 s.t. Bardeggia), Morello (dal 32 s.t. Piscitelli), Giannone, Romeo. A disposizione: Gelmini, Castaldi. Allenatore: Pellegrino. Arbitro: Malandra di Avezzano. Reti: al 15 s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva.

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Cinque in condotta che comportano la bocciatura, criteri più severi per ottenere l’... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 27-07-2009)

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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA ALESSANDRI Cinque in condotta che comportano la bocciatura, criteri più severi per ottenere l'ammissione all'anno successivo, esami sempre più difficili. La scuola del rigore incombe, ma mamme e papà non sempre ci stanno e quando leggono "non ammesso" accanto al nome del figlio corrono in segreteria a chiedere delucidazioni. «Un fenomeno in aumento», spiegano dal liceo scientifico Newton, dove diverse famiglie hanno già fatto richiesta al preside Mario Rusconi di dare un'occhiata ai documenti dei rispettivi pargoli. Lo stupore di fine anno, il «non sapevamo niente» pronunciato a bocca aperta da genitori sedicenti "ignari" è un rito che si ripete ad ogni scrutinio finale. «Ma come? Andava tanto bene, faremo ricorso», è la frase che echeggia nelle presidenze di questi tempi. Ma anche le scuole stanno affilando le armi per arginare i genitori che fanno, per citare le parole del ministro Mariastella Gelmini, i "sindacalisti dei figli". Al Newton, ad esempio, si sono inventati una sorta di libretto "parlante" che sarà in vigore dal prossimo anno, un volumetto tascabile che contiene vita morte e miracoli della carriera scolastica dell'alunno. Si inizia con i dati personali corredati da foto, si prosegue con l'orario delle lezioni, lo spazio per giustificare le assenze, quello per richiedere le uscite anticipate, la griglia per le comunicazioni della scuola alla famiglia e della famiglia alla scuola. Ma non finisce qui: i prof avranno una sezione apposita per annotare anche gli esiti delle interrogazioni e mettere così al corrente papà e mamma del risultato finale (sufficiente/insufficiente), ma anche dell'eventuale rifiuto del ragazzo a farsi interrogare. Nel libretto che porta il marchio del liceo di viale Manzoni c'è spazio anche per i compiti in classe. Per ogni prova viene indicata la data di effettuazione e quella di restituzione, in un'ottica «di trasparenza- spiega il preside Rusconi- anche rispetto al lavoro dei docenti che sono tenuti a riportare gli elaborati entro 15 giorni». Ma al contempo le famiglie non potranno più dire «non sapevamo»: il libretto riporterà anche il voto ed è obbligatoria la firma, in basso, di un adulto responsabile dell'alunno. I prof possono anche mandare a chiamare i genitori o chiedere l'autorizzazione per una uscita didattica. «Stiamo cercando di responsabilizzare il più possibile le famiglie, di intensificare la comunicazione- sottolinea il preside Rusconi- il libretto sarà distribuito a settembre a tutti i 1.200 studenti del nostro liceo». «A noi- spiega il professor Roberto Ingravaglia, realizzatore materiale dell'"opera"- il libretto, grande come un tascabile, costa poco più di un euro a studente ma riusciamo a risparmiare il 70% della carta usata normalmente per le comunicazioni». L'anno scorso a chiedere spiegazioni sull'esito degli scrutini furono soprattutto mamme e papà di rimandati, quest'anno «arrivano le famiglie dei bocciati», chiude il preside. Con il genitore sindacalista in agguato, meglio premunirsi. Adesso chi potrà dire «non sapevamo niente?».

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L'ateneo assume prof gratis A Pisa la rivolta dei precari (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 27-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 27/07/2009 - pag: 19 Il caso Zero stipendio per 204 posti su 264. «Disertate il bando» L'ateneo assume prof gratis A Pisa la rivolta dei precari MILANO Il contratto? C'è, ma senza stipendio. E i precari, com'è ovvio, non ci stanno. Succede a Pisa, ateneo tra i più antichi e illustri d'Italia, tra i «promossi » della lista in base alla quale il Ministero ridistribuirà i fondi per il prossimo anno accademico. E che ha deciso di mettere a bando 264 contratti di insegnamento per corsi annuali o semestrali. Di questi, 204 sono «a titolo gratuito». Una possibilità prevista dal decreto ministeriale dell'8 luglio scorso, che disciplina i «criteri e modalità per il conferimento di incarichi di insegnamento gratuiti e retribuiti». Una procedura che per la prima volta avviene tramite bando pubblico. E va detto che in molti, vista la mala parata economica derivata dai tagli ai finanziamenti, hanno deciso (chi a denti stretti, chi meno) di approfittarne; a Pisa, però, quella valanga di contratti senza paga ha scatenato un putiferio. «Io gratis non lavoro». Così si intitola la campagna di boicottaggio lanciata dal Coordinamento dei precari della didattica e della ricerca dell'ateneo pisano: un appello alla «indisponibilità» che ha raccolto l'adesione di oltre 120 persone. In mezzo, presî- di e contestazioni, una lettera al ministro Gelmini (per denunciare presunte «irregolarità») e ipotesi di azioni legali. La parola d'ordine è disertare i bandi, «indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto ». Perché, spiega Giuseppe Marcocci, ricercatore alla Normale, «il problema è anche l'incoerenza tra retribuiti e no, una differenziazione inaccettabile. Sul bando di Lettere, l'unico che ad oggi è stato chiuso, abbiamo ottenuto qualcosa: sui 74 contratti a titolo gratuito, 26 sono andati deserti» . «O tutti o nessuno», è lo slogan del Coordinamento. La cui battaglia ha raccolto solidarietà in ambito sia politico che sindacale (e in settimana è programmato un incontro con Eugenio Baronti, assessore regionale alla Ricerca e all'Università). «L'ateneo di Pisa commenta Massimiliano Casalini (Sinistra e Libertà), capogruppo de La Sinistra in consiglio provinciale è stato annoverato tra i 'virtuosi': bene, purché non avvenga a danno dei precari. Serve un ripensamento, non si può sfondare in maniera così sfrontata sul terreno del diritto del lavoro». «L'università interviene Daniela Fabbrini, segretario generale Flc-Cgil Pisa aveva già autorizzato le supplenze gratuite, che però erano affidate a docenti strutturati. Qui, invece, ci andrà di mezzo chi da anni mette a disposizione la sua professionalità, e a cui ora si chiede di lavorare gratis». La Cgil, che con i Cobas è scesa in piazza a fianco dei precari, sta «valutando la possibilità di una vertenza legale». Il rettore Marco Pasquali frena: «Attenzione, non sappiamo ancora chi abbia risposto ai bandi. Se si tratta di professori, terranno un corso in più, ma avendo già lo stipendio. Pisa è tra gli atenei con il miglior rapporto docenti di ruolocorsi di base; quelli di cui parliamo sono un'offerta in più, corsi specialistici, e neppure in numero maggiore rispetto agli altri anni, quando erano le facoltà ad assegnarli a volontari interni». Una cosa, però, Pasquali la concede: «Ripeto, aspetto i risultati. Ma se effettivamente avesse fatto domanda un numero elevato di giovani, senza altra fonte di retribuzione... be', allora andrà fatta una riflessione seria sull'uso di questo strumento». Gabriela Jacomella gjacomella@corriere.it Sitin Studenti e precari pisani davanti al rettorato ( Ansa/ Silvi) Il rettore «Pronto ad aprire una riflessione se si scopre che partecipano solo disoccupati»

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voti più bassi alla maturità (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)

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Scuola, il quadro definitivo a Padova e provincia della prima prova con il «metodo Gelmini» Voti più bassi alla maturità I migliori al liceo Caro di Cittadella: 5 cento e lode PADOVA. Esame di maturità, bilancio finale per le scuole padovane. Voti meno brillanti rispetto al passato, ma meno bocciati (il 2,4%). Il numero di chi dovrà ripetere l'anno, però, s'impenna se si considera il 7,4% di non ammessi alla prova. I candidati erano 6.233 negli istituti statali, 390 nelle scuole paritarie. Promossi 6.180, bocciati 149. Voti meno brillanti del passato. Tra l'altro i cento scendono dai 273 del 2008 a 256. Al liceo Caro di Cittadella 5 cento e lode. PADUANO A PAGINA 11

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- Pietragalla - "BALLATE NEI PALMENTI" (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

08.38 COLDIRETTI: BENE OBBLIGO ETICHETTATURA LATTE E DERIVATI 08.22 OGGI LA PROVINCIA DI MATERA PREMIA GLI STUDENTI ECCELLENTI 18.52 UNIVERSITA’, SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI 09.52 SALVATORE: I SOCIALISTI TROVINO SOLUZIONI PER LA COALIZIONE 09.43 ANDREA LAMARUCCIOLA NUOVO PRESIDENTE DEL PIETRAGALLA 09.41 SOSPENSIONE IDRICA COMUNI DI POMARICO E MIGLIONICO 09.39 RATING BASILICATA: MATTIA (FI-PDL), "NON E’ TUTTO ORO" 09.38 CAM. COMM. MATERA, ORARI ESTIVI RIDOTTI IN AGOSTO 09.35 E’ ATTIVA LA VIGILANZA DEL PARCO NAZIONALE DELLA VAL D’AGRI 09.30 FESTIVAL DUNI, IL 27 LUGLIO CONCERTO MEDIEVALE --> TG WEB SETTIMANALE 11 ~ 17 LUGLIO 2009 Servizio Civile Regione Basilicata Pubblicato il bando per la selezione di 133 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Fondo per l’attuazione della legge sul volontariato Ȉ stata pubblicata sul BUR n.30 del 16/7/2009 la graduatoria progetti innovativi Medici Medicina Generale corso di formazione Ȉ stata pubblicata sul BUR n.30 del 16/7/2009 l' elenco dei candidati ammessi Dipartimento Attività  Produttive Realizzazione di Piani di Sviluppo Industriale " Val D'Agri - Val Basento - Matera " Dipartimento Infrastrutture 3°Programma Annuale del P.N.S.S. Interventi a favore della sicurezza stradale in ambito comunale PSR (Programma Sviluppo Rurale) 2007-2013 Pubblicati dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata quattro nuovi bandi

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Autunno caldo, chi fa il tifo per gli scontri di piazza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 27-07-2009)

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articolo di lunedì 27 luglio 2009 Autunno caldo, chi fa il tifo per gli scontri di piazza di Maria Giovanna Maglie Leggiamo titoli e articoli di quotidiani, ascoltiamo dichiarazioni di politici e di sindacalisti che inquietano perché dimostrano con crudezza di quale pasta anti italiana si nutrano certi personaggi, i loro movimenti, i loro giornali. La campagna di attacchi personali contro il presidente del Consiglio si è sgonfiata come un palloncino di fronte all'inconsistenza dei fatti e al disinteresse degli italiani? Anche sui faziosi giornali inglesi si stanno raccattando le ultime briciole di gossip e poi si passerà ad altro? Subito si prepara il nuovo, più tradizionale, sicuramente eversivo, progetto di attacco. Fosse la pratica dell'opposizione, anche la più spregiudicata, resterebbe un'arma legittima, anche se non condivisibile, ma dalla sinistra sparpagliata nelle sue sparse membra appetite dal famelico Antonio Di Pietro arrivano incitamenti alla lotta dura senza paura, richiami a un operaismo desueto e antistorico, evocazioni di pericoli di lotta armata, tutti conditi da un linguaggio sessantottino che stride con la realtà del Paese, tutti proiettati verso un prossimo, imminente, minacciato "autunno caldo", che è necessario denunciare perché tentano di impedirci di diventare un Paese normale. Cito da Il Manifesto, quotidiano comunista: «Credo che succederà questo. Che in settembre-ottobre avremo sette ottocento mila posti di lavoro in meno (un impoverimento per alcuni milioni di persone). Che taglieranno fondi alle università con metodi furbetti parlando di merito. E quando comincerà a volare qualche sasso... dovremo reimparare da capo a scrivere e pronunciare la parola “conflitto”. E sarebbe anche ora». Cito da Liberazione, sempre quotidiano comunista e sempre in prima pagina e corredato da foto di operai della Fiom in manifestazione, il volto coperto da una maschera bianca: «Per Federmeccanica il solo sindacato buono, parafrasando il generale Custer, è quello morto, o complice. Sarà un autunno davvero caldo». Cito infine da un'intervista radiofonica concessa a Klauscondicio da Antonio Di Pietro, ancora fresco di insulti ai giudici della Consulta, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al nostro Paese per mezzo di pagine acquistate su giornali stranieri: «In autunno l’Italia dei Valori sarà nei consigli di fabbrica. Saremo nelle piazze in difesa dei cassintegrati e dei lavoratori e di tutte quelle persone che vedono lesi i loro diritti fondamentali. In una parola saremo protagonisti dell’autunno caldo. Parteciperemo direttamente, anche informandoli laddove la legge in via di approvazione impedisce di informare i cittadini. Alla Camera hanno già approvato una legge che vieta all’informazione di fare il proprio dovere, e noi in questo caso saremo fra quelli che adotteranno la disobbedienza civile». Non basta, aggiunge: «Credo che potrebbero tornare le Brigate rosse, sia quelle pilotate che quelle non pilotate, entrambe criminali, che vanno combattute. Credo anche che non si possa utilizzare la legittima preoccupazione che deriva dalle Br per mettere il bavaglio e zittire coloro che sono in fabbrica, vengono messi in cassa integrazione e vengono mandati a casa». Vi basta per ritenere che questi anti italiani si stiano preparando a una battaglia politica condotta con mezzi sporchi, ricatti, metodi e azioni illegali? Io credo di sì, e credo anche che prima il Partito democratico si deciderà a smentire qualsiasi velleità di rimettere insieme una sinistra rappattumata, prima si deciderà a rompere qualsiasi forma di alleanza con Di Pietro, maggiori speranze di sopravvivenza e di una svolta finalmente socialdemocratica e riformista avrà. Anche perché la verità è un’altra. Nei problemi più delicati della nostra economia e della nostra società qualcosa sta finalmente cambiando, l’abitudine incancrenita all’immobilismo è finita. Penso all’aumento graduale dell’età di pensionamento per le donne nella pubblica amministrazione a partire dal 2010, penso al percorso che porterà nel 2015 ad agganciare le pensioni alle aspettative di vita media. Così si libereranno finalmente molti soldi da destinare alla salute, agli asili nido, alla famiglia. Diventeremo come il resto d’Europa. Penso al lavoro fatto per garantire una maggiore trasparenza ed efficienza della pubblica amministrazione. Penso ai brillanti risultati del ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini, nell’introdurre i principi del merito e della competizione nella scuola e nell’università. Qualche giorno fa la signora ha tentato di tenere una conferenza stampa per illustrare la decisione storica di destinare una parte del Fondo di finanziamento ordinario - il sette per cento, cioè cinquecentoventicinque milioni di euro - scegliendo sulla base della qualità di ricerca e di didattica degli atenei. Ma, interrotta e boicottata da tal parlamentare Pedica, addetto ai disturbi per conto di Antonio Di Pietro, ha dovuto rinunciare. Questi sono i personaggi, queste le loro idee, che naturalmente sono liberi di esprimere. Finché non diventano istigazione a delinquere. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961

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CALABRIA: DIMA, CONDIVISIBILI CRITERI VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA'. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 27-07-2009)

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CALABRIA: DIMA, CONDIVISIBILI CRITERI VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA' (ASCA) - Cosenza, 27 lug - ''I nuovi criteri di valutazione, introdotti dal Ministro Gelmini nel cosiddetto 'Pacchetto Universita'', recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, sono sicuramente condivisibili perche' finalmente si da' spazio al merito ed alla capacita' da parte dei singoli Atenei di esaltare la didattica e la ricerca scientifica, a tutto vantaggio di studenti e di ricercatori''. Lo ha dichiarato l'on. Giovanni Dima (Pdl). ''L'individuazione di una nuova griglia di valori - dice Dima - che tenga conto della necessita' di saper coniugare l'esigenza di una buona formazione e ricerca con il bisogno di mantenere in equilibrio i bilanci anche attraverso la soppressione di corsi di laurea inutili, perche' carenti di iscritti e soprattutto inadeguati nel fornire sbocchi di lavoro credibili, rappresenta un punto di partenza importante per cambiare il mondo dell'Universita'. Se questo e' il presupposto, non possiamo non approvare la decisione di procedere all'immediata distribuzione di una parte del Fondo di finanziamento ordinario delle Universita' italiane, a quelle che hanno mostrato di essere particolarmente virtuose sotto il profilo del rispetto dei criteri di qualita' nella didattica e nella ricerca. Tra queste, anche l'Universita' della Calabria che, tra le poche di tutto il Mezzogiorno, si colloca al diciannovesimo posto della graduatoria degli Atenei piu' virtuosi, a dimostrazione del fatto che questo Governo mostra di essere particolarmente attento, ed e', quindi, capace di premiare, quanti si sforzano a far funzionare al meglio Istituzioni scientifiche e didattiche strategiche per lo sviluppo dei nostri territori''. red/rg/rob (Asca)

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INFLUENZA A/H1N1: NO A SLITTAMENTO APERTURA SCUOLE (sezione: Scuola)

( da "Farmacia.it" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

27 Luglio 2009 - 12:27 INFLUENZA A/H1N1: NO A SLITTAMENTO APERTURA SCUOLE Farmacia.it - 27 luglio 2009 La scuola riprenderà regolarmente a settembre, non è previsto alcuno slittamento per la diffusione in corso dell’influenza A/H1N1. Lo ha fatto sapere il Ministro dell’Istruzione Gelmini. Anzi – ci ha tenuto a ribadire il ministro – da questo punto di vista non ci sono problemi. La Gelmini ha inoltre definito ''inutile'' la polemica nata col sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio che aveva palesato questa possibilità. A tal proposito, già da qualche giorno, sul sito del ministero sono state pubblicate tutte le date di inizio delle scuole, regione per regione.

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Spero che la ripartizione dei fondi per le università, deciso dal ministero dell'Istruzion... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-07-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud2))

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Spero che la ripartizione dei fondi per le università, deciso dal ministero dell'Istruzione in base ad una precisa graduatoria, apra gli occhi sulla qualità degli atenei del Sud. Polemiche a parte sulla scelta degli indicatori per la classifica, non può essere solo un caso o una congiura che gli atenei meridionali siano così in basso. Banale prendersela con il ministero, si rischia solo di spostare i termini della questione su un altro terreno. Speriamo che una volta per tutte si faccia una riflessione seria su eventuali sperperi e professionalità dei docenti, e non si faccia pagare - come spesso è avvenuto - il prezzo agli studenti. Antonio Santoro - Maddaloni (Ce) Leggendo a proposito del decreto Gelmini che dà i fondi alle università sulla base del merito, scopro che questo ha molti lati oscuri. La classifica che tutti i giornali hanno pubblicato e che assegna la medaglia d'oro a Trento, l'argento al politecnico di Torino e il bronzo a quello di Milano tiene conto di parametri che non hanno molta attinenza con la qualità dell'insegnamento e non contribuiscono a sfornare laureati con competenze di un certo livello. Il 60% del voto dato ai vari atenei è determinato da quanti studenti riescono ad iscriversi al secondo anno avendo almeno sostenuto i due terzi degli esami del primo e dalla possibilità che hanno gli studenti di valutare i propri docenti. Ecco quindi che il metodo per la valutazione della qualità dell'insegnamento universitario rischia di dare un numero elevato di falsi positivi. Da una parte i docenti saranno invogliati dall'alto a promuovere più studenti possibile, abbassando il loro livello di preparazione. Dall'altra gli studenti daranno i voti migliori ai docenti che esibiscono maggiori percentuali di promossi. In tutto questo la qualità non c'entra. Bei tempi quando agli studenti che non erano all'altezza, e venivano giustamente bocciati, magari più volte, veniva consigliato di iscriversi a scienze politiche e dalle università usciva gente veramente preparata. Giuseppe Peroni - Carmagnola (To) La «bocciatura» delle università napoletane, e di quelle del Sud in generale, secondo la classificata stilata dalla commissione di merito istituita dal ministro Gelmini, ha dato la stura a violente polemiche ed amare riflessioni. Tra le prime vi è, essenzialmente, la non condivisione dei criteri scelti per la classifica, diversi da quelli di altri organismi internazionali. Tra le seconde occorre considerare che questo giudizio negativo sugli atenei del Sud era già stato espresso da una larga percentuale di studenti universitari meridionali emigrati nelle università del Nord alla ricerca di un insegnamento meno clientelare e più consono alle esigenze della vita moderna. Inoltre vi è il rischio che la riduzione dei finanziamenti, anche se parziale, possa avere non solo un impatto negativo sulla qualità della didattica e della ricerca ma anche un declassamento delle lauree conseguite presso le Università meridionali a favore di quelle virtuose «promosse» del settentrione. Il ministro Gelmini parla di un effetto «sprone» per le università «bocciate» ma intanto vi saranno ricadute negative immediate di varia tipologia che dovranno essere fonte di attenta meditazione per tutti i rettori di tali atenei. Renato Cimino

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L'85% dei meridionali non lo vuole">Il Partito del Sud è morto nella culla L'85% dei meridionali non lo vuole (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Il Partito del Sud è morto nella culla Lunedí 27.07.2009 15:47 Analisi di Luigi Crespi per Affaritaliani.it IN ESCLUSIVA IL SONDAGGIO CRESPI RICERCHE: SOLO IL 16,6% DEI CITTADINI MERIDIONALI PROMUOVE IL PARTITO DEL SUD. TUTTI I DATI Lombardo: bene Berlusconi sul Mezzogiorno. Ma Castelli (Lega): basta con i piagnoni La fiducia nel premier stabile al 68,2% Il Partito del Sud non esiste e quindi non può avere uno spin doctor, ma da amico di Gianfranco Miccichè ho sempre sostenuto la sua battaglia di rinnovamento e condiviso la grande fiducia nella gente del Mezzogiorno d'Italia, ma le convinzioni e le intenzioni di Micciché, Prestigiacomo, Martino, ecc. non hanno trovato riscontro nella rappresentazione che è stata data a questa iniziativa e vediamo perché. Dal punto di vista della comunicazione, che sappiamo essere oggetto dell'attività politica e non strumento separato e distaccato, il Partito del Sud si è posizionato molto male per le seguenti ragioni: 1) La proposta si è confusa con le provocazioni, fino al punto da non far comprendere agli elettori di che cosa si tratta, qual è l'idea e a quali esigenze risponda. Il Patito del Sud è quello di Lombardo? E' quello federato dei colonnelli di AN? O è altro ancora? E che c'entrano Bassolino e Loiero? 2) Il commissariamento di quattro regioni del Sud per la spesa sanitaria fuori controllo e il documento redatto dal ministero della Gelmini che posiziona le università meridionali in coda alle classifiche, sono gli ultimi atti che mettono in discussione la classe politica e dirigente del Sud a cui non si può rispondere solo con una mera richiesta economica. 3) Aggregare un'opzione politica intorno alla richiesta dello sblocco dei fondi FAS non è un elemento che può coinvolgere l'opinione pubblica anche perché che cosa siano lo so solo il 3% degli elettori. Ci si è dimenticati che oltre alla legittima richiesta economica era necessario spiegare come e perché sarebbero stati impiegati i fondi, dare un contenuto all'opzione economica, una finalità concreta comprensibile alla gente. Anche perché l'idea che i denari che dovrebbero contribuire alla rinascita del Sud vengano gestiti dall'attuale classe politica meridionale è una cosa che fa rabbrividire gli stessi cittadini: figure politiche come Bassolino rappresentano l'archetipo della mala gestio ed è necessario non alimentare figure come queste, ma creare una discontinuità culturale e di linguaggio oltre che operativa, cosa che il Partito del Sud non è riuscito a fare. 4) Lo scontro tra fazioni - Lega Nord e Lega Sud - tra l'altro contenuta all'interno dello stesso governo, per sua natura aumenta la sua visibilità, ma riduce la credibilità di tutti gli attori in campo. I dati delle recenti elezioni europee hanno dimostrato un deficit elettorale grave per il Pdl nel Sud e sappiamo che tale calo non ha prodotto vantaggi ad altri partiti, quindi gli elettori non andando a votare hanno semplicemente sospeso il giudizio. Il dibattito aspro di queste ultime settimane ha determinato l'idea che questo malcontento non potesse essere contenuto nell'attuale quadro politico, l'idea del Partito del Sud è stata lanciata con grande forza e ne trarrà vantaggio chi saprà formalizzarla in termini di offerta politica, quindi è probabile, allo stato attuale dei fatti, che sarà il movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo a beneficiarne al Sud del Paese, mentre la Lega farà il pieno di consensi al Nord, perche il Pdl è riuscito a far prevalere più che l'idea del desiderio di un cambiamento quello di una lotta intestina finalizzata a posizioni di potere. Lo so che non è certamente il caso di Gianfranco Miccichè, ma la percezione consegnata all'opinione pubblica è questa e la responsabilità non è certamente della gente. tags: partito del sud silvio berlusconi pdl

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UNIVERSITA'/PERUGIA: VINTI (PRC), INACCETTABILE BOCCIATURA ATENEO. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA'/PERUGIA: VINTI (PRC), INACCETTABILE BOCCIATURA ATENEO (ASCA) - Perugia, 27 lug - ''Le recenti misure approvate dal governo Berlusconi in materia di finanziamento alle universita' italiane, che hanno avuto l'effetto di ''bocciare' ingiustamente l'Ateneo di Perugia, sono inaccettabili sotto molti punti di vista, porteranno alla formazione di atenei di serie A e di serie B e ad una destrutturazione dell'offerta formativa universitaria''. Lo sostiene il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Stefano Vinti, che in una nota spiega come l'iniziativa del Governo ''piu' che premiare il merito, rischia di creare un sistema universitario a due velocita', in cui vengono premiati gli atenei che gia' stanno in un contesto sociale, economico e imprenditoriale piu' favorevole: sono, infatti, al Nord gli atenei piu' virtuosi secondo i nuovi criteri introdotti dalla Gelmini, e ai primi posti ci sono quelle universita' che attirano i maggiori finanziamenti privati''. L'esponente di Rifondazione comunista punta il dito sulla situazione umbra spiegando che i nuovi criteri di merito ministeriali hanno avuto ''l'effetto paradossale di ''bocciare' l'Ateneo di Perugia, che fino a qualche mese fa, invece, risultava agli occhi del Ministero della ricerca e dell'Universita' come una struttura virtuosa. L'universita' di Perugia - ha aggiunto Vinti - si e' caratterizzata in questo ultimo decennio per il buon livello di attivita' di ricerca, partecipando a progetti nazionali e internazionali. Di piu', l'Ateneo perugino ha favorito lo sviluppo di spin-off accademici che hanno dato impulso e hanno facilitato numerose attivita' imprenditoriali originate da attivita' di ricerca dei dipartimenti e delle strutture universitarie umbre, dando un notevole contributo al rafforzamento del tessuto economico regionale. Regione e Universita' poi hanno prodotto grandi sforzi per garantire livelli di diritto allo studio elevati che hanno dato la possibilita' di accesso a tanti studenti meritevoli, ma in condizioni economiche svantaggiate''. Secondo Vinti, la scelta del Governo di ''destinare una quota di finanziamento pubblico ordinario, per ora il 7%, prevedendo di aumentare tale percentuale negli anni a venire secondo i nuovi criteri di merito, portera' alla destrutturazione dell'Universita' pubblica.'' Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista condivide le critiche avanzate dal Rettore Francesco Bistoni e da esponenti del mondo universitario alle nuove misure del ''Pacchetto universita'' del ministro Gelmini. ''E' necessario - ha concluso - che le istituzioni e gli enti locali, a partire dalla Regione, facciano sentire la loro voce di protesta presso il Miur''. red/rg/ss (Asca)

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Lettera aperta all'onorevole Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 27-07-2009)

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Lug 0927 Lettera aperta all'onorevole Gelmini Pubblicato da Gianluigi Filippelli alle 15:55 in Ricerca Mi scuso con il ritardo con cui comunico questa lettera che il Coordinamento nazionale dei precari dell'università ha inviato al ministro Gelmini. Senza troppi fronzoli, eccovi la lettera: Oggetto: il precariato della docenza e della ricerca nell'Università Signor Ministro, da molti mesi, come previsto dal DL 180, convertito in legge il 9 gennaio 2009, il paese aspetta invano il decreto attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi a ricercatore. Un decreto che promette maggiore trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo sblocco dei concorsi già banditi dagli Atenei sia l'avvio della seconda e della terza tranche del reclutamento straordinario. Se la situazione dell'università italiana in questo momento è critica, lo è particolarmente per quella fascia di studiosi che ancora non ha un rapporto lavorativo a tempo indeterminato con gli Atenei e che però, con dedizione, competenza e sacrificio, da molti anni fa quella ricerca grazie alla quale l’Italia continua a essere ai vertici internazionali. Da molti anni a questa parte, infatti, quasi la metà del personale impegnato a tempo pieno in ricerca e docenza negli Atenei è reclutato con contratti parasubordinati (assegni di ricerca, cococo...) e borse di studio, la maggior parte dei quali privi delle più essenziali tutele previdenziali ed assistenziali. L'elevata professionalità dei ricercatori e docenti precari è dimostrata dal bagaglio delle numerose esperienze in materia e delle pubblicazioni, contribuendo direttamente al prestigio degli Atenei italiani. Così come quasi la metà dei corsi universitari è sostenuta da quello stesso personale precario, il cui lavoro permette agli Atenei il raggiungimento di un corretto rapporto tra docenti e studenti, che tiene l'Italia ai livelli europei. Purtroppo, la sovrapposizione di diverse riforme, che non sono mai state rese completamente operative, ha generato una situazione di devastante stallo generale e, in particolare, una sostanziale e gravissima sospensione del reclutamento, cioè dei concorsi a ricercatore banditi a livello nazionale. Grazie ad alcune indagini, si stima infatti che nelle Università italiane vi siano circa 50.000 precari impegnati a tempo pieno nella ricerca e docenza (Fonti dei dati: CRUI e MIUR del 2006 su 33 Università censite, MIUR del 2008 più autocensimento nel 2008). I dati rilevati in questi casi, sebbene parziali, evidenziano inoltre una crescita cospicua e costante del precariato nei ruoli di docente e ricercatore universitario. Se guardata dal punto di vista dello Stato, questa circostanza non permette di utilizzare al meglio quelle risorse umane per la cui formazione e qualificazione sono stati spesi centinaia di milioni di euro. Ora più che mai il fenomeno dei cosiddetti cervelli in fuga è diventata un'emergenza, ma qual è la sua reale pericolosità? In termini di economia di sistema, le nostre Università hanno formato studiosi di altissima levatura scientifica, che però metteranno il loro sapere a disposizione non della nostra nazione e dei nostri giovani ma di altri paesi. Questo, nel migliore dei casi. Altrimenti saranno destinati a vedere ignorati e mortificati il loro impegno e la loro qualificazione. Se invece questa situazione la si guarda con gli occhi dei singoli ricercatori e docenti ancora precari, si vedrà un pericolosissimo fenomeno sociale per cui decine di migliaia di giovani e, purtroppo ormai di ex giovani, da un giorno all'altro non riusciranno più a sostenere quello sforzo economico, sociale e umano che finora gli ha dato la forza di aspettare una svolta nella propria vita lavorativa. E questo è particolarmente grave per quegli studiosi che non possono contare su una condizione sociale di partenza agiata. E' questa la selezione che cercava, Signor Ministro? Questi ricercatori e docenti il proprio dovere – anzi, molto più del proprio dovere – lo hanno fatto, lo stanno facendo e hanno intenzione di farlo. Si tratta però di dargliene la possibilità concreta. Occorre in primo luogo dare finalmente attuazione a un piano di reclutamento straordinario non più procrastinabile e il ruolo del Suo Ministero è anche quello di dettare quanto prima le linee guida per una campagna di reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo Anno Accademico. E' necessario inoltre, da subito, assicurare ai ricercatori e docenti precari i diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici ed assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi accademici. Tutto ciò con l’obiettivo di mantenere sempre alto il livello di didattica e ricerca nei nostri Atenei italiani e conservare nel nostro paese un livello di civiltà del lavoro degno di questo nome. Ricordiamo, infine, che non è più accettabile la stipula di contratti di docenza a titolo gratuito, modalità indecente diffusasi in molti Atenei del paese in conformità a quanto previsto dalla L. 230/2005, art. 1, c.10. L'assenza di retribuzione è infatti inevitabilmente correlabile con la riduzione della qualità dell’offerta didattica e soprattutto con un inaccettabile trattamento dei lavoratori. Proprio per la gravità del quadro sopra descritto riguardo la ricerca e docenza precaria, e per organizzare e difendere i lavoratori precari della conoscenza che operano nelle università italiane si è costituito il Coordinamento nazionale dei precari dell'Università. Dalla lotta per un reclutamento straordinario, dall’opposizione alla ristrutturazione antidemocratica dell’Università alle vertenze locali per i diritti negati, il Coordinamento porterà la voce dei precari dell’Università dovunque sarà necessario. Per la particolarità e l’urgenza che purtroppo caratterizzano la condizione di questi lavoratori, abbiamo la necessità di un confronto immediato e diretto al fine di comprendere con chiarezza quali sono le misure che Lei, e il governo di cui fa parte, abbiano previsto per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei ricercatori universitari. Prima di un punto di non ritorno. Distinti saluti, Coordinamento Nazionale dei precari dell'Università FLC-CGIL

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CALABRIA: TRIPODI (PDCI), SBAGLIATA RIPARTIZIONE FONDI UNIVERSITA'. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

CALABRIA: TRIPODI (PDCI), SBAGLIATA RIPARTIZIONE FONDI UNIVERSITA' (ASCA) - Catanzaro, 27 lug - ''La ripartizione dei fondi per le Universita' e' inaccettabile perche' e' frutto di metodi e parametri sbagliati e penalizzanti. Il meccanismo escogitato dal ministro Gelmini colpisce pesantemente gli atenei del Sud''. Lo ha detto Michelangelo Tripodi, assessore regionale e segretario del PdCI Calabria, che ''critica aspramente la classifica secondo la quale il ministro Gelmini ha stabilito la ripartizione del cosiddetto Fondo premiale alle Universita' Italiane''. Concetto base per Michelangelo Tripodi, ''e' che il ministero usa il termine 'virtuoso' in maniera fuorviante e strumentale''. ''Come e' stato ribadito da piu' parti e soprattutto da presidi e docenti - sottolinea - si tratta, infatti, di una classifica puramente economica con cui vengono premiate le universita' che hanno speso di meno, ai danni di quelle che, invece, hanno investito piu' in ricerca e conoscenza. Se aggiungiamo poi che, in base ai parametri usati per stabilire gli atenei piu' virtuosi, salgono di media quelli in cui si scrivono piu' studenti al secondo anno dopo avere superato almeno i due terzi degli esami, si capisce a chiare lettere che finiscono per primeggiare le universita' dove in sostanza e' stato piu' facile superare gli esami stessi''. ''Al contrario - afferma il segretario regionale del PdCI - bisognerebbe invece premiare chi si sforza da anni per mantenere buona la qualita' della propria ricerca e didattica, come i tanti atenei rinomati in tal senso ma che grazie al metodo Gelmini si trovano rilegati in fondo alla classifica. Insomma, un vero e proprio pasticcio studiato ad arte per favorire economicamente, tanto per cambiare, le universita' del Nord''. ''Se si prende in esame la classifica - afferma ancora Michelangelo Tripodi - si capisce bene che la logica di questo provvedimento e' che, tranne qualche rarissima eccezione, sono gli atenei del Mezzogiorno a finire per essere pesantemente penalizzati. In queste condizioni, infatti, dando piu' fondi al nord, si aumentano ulteriormente gli squilibri strutturali e cresce il divario nord-sud. E' chiaro, difatti, che in base ad un altro parametro utilizzato per stilare la classifica, quella degli occupati, la percentuale e' direttamente collegata alla situazione socio-economica dell'area in cui si trova l'ateneo, con il risultato che le universita' del Sud subiscono un ulteriore scippo utilizzando,un parametro che, praticamente, al danno unisce la beffa''. red/rg/alf (Asca)

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SCUOLA/COMO: FLC CGIL, IL PROSSIMO ANNO 342 SUPPLENZE IN MENO. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA/COMO: FLC CGIL, IL PROSSIMO ANNO 342 SUPPLENZE IN MENO (ASCA) - Como, 27 lug - A settembre a Como ''i numeri dei tagli dell'organico si tradurrannno in 72 supplenze in meno nella scuola primaria, 68 posti di lavoro verranno a mancare nella secondaria di primo grado e 78 nelle superiori. Ausiliari, tecnici e personale amministrativo conteranno 124 tagli. In tutto, si tratta di 342 lavoratori della scuola che a settembre andranno a rinfoltire la gia' nutrita schiera dei disoccupati''. Questa la denuncia della Flc Cgil di Como. ''Purtroppo dietro questi numeri si celano donne e uomini che a settembre non avranno piu' un posto di lavoro - sottolinea Giacomo Licata, segretario Flc Cgil - inoltre, rispetto all'organico di fatto (ulteriori cattedre assegnate dal ministero per coprire particolari esigenze di determinate scuole) e' bene non farsi illusioni considerato che l'anno scorso furono soltanto 30 i posti complementari dell'organico di fatto, e che comunque la riforma Gelmini prevede ulteriori 5mila tagli sulle disponibilita' da assegnare in organico di fatto''. Drammatica, secondo la Flc Cgil, la situazione delle cattedre di italiano nelle scuole medie: 40 delle 68 supplenze abolite nelle secondarie di secondo grado il prossimo anno competono infatti tale cattedra. ''Riceviamo quotidianamente telefonate di docenti che chiedono come mai nelle sedi disponibili pubblicate dall'Ufficio scolastico provinciale non risultino cattedre per l'A043 (italiano nelle scuole medie) piuttosto che l'A033 (ed. tecnica) - spiega Licata - e non solo, ma siamo al paradosso che per alcune cattedre abbiamo insegnanti in sovrannumero, vale a dire insegnati di ruolo che non hanno un posto di lavoro e che quindi resteranno a disposizione delle scuole per le supplenze''. ''La Flc Cgil aveva manifestato tutta la sua preoccupazione sin dal mese di settembre - conclude Licata - invitando tutte le OO.SS. e i lavoratori alla mobilitazione. Purtroppo dopo la grande manifestazione unitaria del 30 ottobre, qualcuno ha pensato che in sede di trattativa ci sarebbero stati margini per recuperare. Cosi' non e' stato e la FLC CGIL lo aveva previsto. Adesso chiediamo tutele per tutti quei precari che si ritroveranno a settembre senza lavoro''. res-map/mcc/alf (Asca)

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Al Castello Sforzesco il Nabucco chiude Lirica sotto le stelle (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 27-07-2009)

Argomenti: Scuola

Al Castello Sforzesco il Nabucco chiude Lirica sotto le stelle (27/7/2009 19:25) | (Sesto Potere) - Milano - 27 luglio 2009 - Si conclude sabato 1 e domenica 2 agosto, con il Nabucco di G.Verdi, l’edizione 2009 di Lirica sotto le stelle, la rassegna in programma nel Cortile della Rocchetta del Castello. Anche quest’anno la manifestazione ideata dall’assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti e realizzata in collaborazione con l’Associazione “Teatro dell’Opera di Milano fa segnare il tutto esaurito, con 5.600 spettatori. Il cartellone ha portato in scena La Bohème 17, 18, 19 luglio e Don Giovanni 24, 25, 26 luglio mentre sarà il Nabucco a far calare il sipario sulla rassegna. “Opere di grande respiro – commenta l’assessore Orsatti – le cui arie sono nel patrimonio culturale di tutti noi, anche di chi certamente non è un assiduo melomane. Una rassegna estiva che rappresenta un concreto invito rivolto a tutti milanesi a scoprire e vivere il fascino del melodramma e le emozioni del teatro, immersi in una delle cornici storiche più suggestive che Milano possa offrire, il Castello”. “Il successo riscosso dalla manifestazione – prosegue Orsatti - a giudicare dai biglietti esauriti sin dal primo giorno, conferma ancora una volta l’apprezzamento da parte dei milanesi per tutte quelle attività che sanno coniugare qualità e divertimento. Vista la grande partecipazione - continua Orsatti - e per accontentare le richieste del pubblico per la prossima edizione targata 2010 siamo già pronti a aumentare il numero di repliche per ogni opera in cartellone “. “ Grazie alla collaborazione con gli albergatori milanesi – conclude Orsatti –significativa è stata la presenza di turisti stranieri che hanno potuto così apprezzare gratuitamente una grande eccellenza culturale di Milano, come la lirica e il teatro.“ Tutte le serate sono gratuite con inizio alle ore 21,00. Per dare la possibilità a tutti milanesi di assistervi, i 500 biglietti disponibili per ciascuna delle repliche di Nabucco, ultima opera in programma, saranno distribuiti presso l’Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità di Via Bagutta 12, lunedì 27 luglio dalle ore 10.00 alle 17.00, infoline 02/795892 La regia delle tre le opere liriche è affidata al Maestro Mario Riccardo Migliara che ha realizzato una messa in scena capace di valorizzare la scrittura musicale e rappresentare un’ armonica sintesi con le partiture e i libretti dei grandi autori proposti. Ogni Opera Lirica è costruita per svelare i significati originari e i valori più intensi sia della storia che della musica. La regia proposta da Migliara esplora un rinnovato modo di vivere e proporre il teatro, delineando innovativi territori di fruizione dello spettacolo, avvicinando la lirica anche ad un pubblico non esperto. Gli interpreti impegnati nella manifestazione sono per la maggior parte voci nuove del panorama concertistico italiano affiancati da consolidati professionisti provenienti dai migliori conservatori di tutto il mondo. Ad accompagnare musicalmente le tre opere è l’Orchestra Filarmonica di Milano diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme” di G. Puccini, Francesco Attardi per “Don Giovanni” di W. A. Mozart e Roberto Gianola per “Nabucco” di G. Verdi.

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