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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Molti hanno storto il
naso di fronte alla pubblicazione della graduatoria con cui saranno ripartiti
... ( da "Stampa, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: onestà intellettuale vanno però riconosciuti meriti non
banali al Ministro Gelmini. Ha dato corso al lavoro impostato dai Ministri
Moratti e Mussi sull'Agenzia di valutazione, traducendoli in un atto rilevante.
In secondo luogo, il riparto per merito del fondino segna una discontinuità
netta rispetto al passato e ai criteri non selettivi con cui tutti i governi,
tutti occorre dirlo,
di Gabriella Persiani
Banchi di scuola negati agli adulti e as... (
da "Leggo" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la scure della riforma Gelmini sembra abbattersi anzitempo
sulle superiori serali: i tagli mettono in crisi i quasi 700 docenti e gli
oltre 4mila studenti-adulti (il 22% stranieri, dati dell'anno scolastico
2007-2008) dei 30 istituti della provincia di Milano. Lo rivela il
Coordinamento Quattroesse scuole superiori statali serali.
Scuola, tagli per 1500
posti ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tagli per 1500 posti La nostra provincia è tra le più
colpite dai provvedimenti del ministro Gelmini Da settembre rischiano anche gli
insegnanti di ruolo " Un esodo spaventoso di docenti, assistenti
amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori, si annuncia per settembre,
con i nuovi tagli al mondo della scuola voluti dal ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini.
E il sindacato annuncia
un autunno caldo ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come sostiene il ministro Gelmini, del personale tagliato
non ce ne sia bisogno, ne prenderemo atto della questione». " La Flc Cgil
campana chiede alla giunta regionale «una politica autonoma, con un ruolo forte
nella programmazione dell'offerta formativa sul territorio», al fine di
individuare "misure di contrasto alle politiche scolastiche governative»
L'Insubria promossa dal
MIUR ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bisogna dare atto al Ministro Gelmini della sua
determinazione nell?avere introdotto la prima volta in Italia una valutazione
meritocratica degli atenei”. >> Ulteriore gratificazione per l?Ateneo
insubrico: il Ministro Gelmini ha voluto congratularsi personalmente con il
professor Dionigi per i risultati ottenuti, “
Commento del Rettore
Francesco Profumo sulla classifica degli Atenei (
da "Bollettino Università
& Ricerca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I risultati oggi resi noti dal Ministro Gelmini, oltre ad
essere grande motivo di orgoglio, sono il risultato di uno sforzo notevole
effettuato dal nostro Ateneo per migliorare le proprie perfomance in alcuni
settori caratterizzanti la nostra mission: ricerca, formazione e collaborazione
con il sistema socio-economico.
All'Università di
Trento circa sei milioni di euro in più (
da "Bollettino Università
& Ricerca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini. Sulla base del
provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di
finanziamento ordinario (FFO), pari a 525 milioni di euro, è distribuito in
base alla qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare,
i due terzi di questo fondo in base alla qualità della ricerca e un terzo in
base alla qualità della didattica.
Mistretta:
Argomenti: Scuola
Abstract: per decisione di Maria Stella Gelmini, verrà ripartito il
7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario per l'università. Una
classifica dominata dagli atenei del Nord, con quelli del Sud a fare da
fanalini di coda. «Non potrebbe essere altrimenti visto che fra i parametri con
cui è stata stilata c'è la capacità di attrarre finanziamenti privati.
Preti: La mia
Università non è da bocciare (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nella graduatoria stilata dal ministro Gelmini Preti: «La
mia Università non è da bocciare» Brescia nella lista nera? Il rettore si dice
«sorpreso» e farà controllare i dati comunicati al ministero A distanza di
qualche giorno dalla pubblicazione della classifica del Ministero
dell'Istruzione, il rettore della Statale di Brescia, Augusto Preti continua a
dirsi «
alla maturità voti meno
brillanti ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Calano le bocciature LA SCUOLA PADOVANA Pubblicate le
statistiche sul debutto del «metodo Gelmini» nella valutazione di Felice
Paduano Meno «caduti» nella valutazione delle commissioni. Ma anche valutazioni
al ribasso dei candidati. Gli esami di maturità
più serietà, rigore e
impegno il messaggio è stato questo (
da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fatto preparare dal Ministro Gelmini nei primi giorni di
pubblicazione dei voti finali, che anche nel Veneto ed in particolare a Padova
sia aumentato il numero dei bocciati. Nelle scuole padovane la percentuale dei
non diplomati si è abbassata addirittura del 1,5%. In compenso sono cresciuti i
voti più bassi e le commissioni non sono state di manica larga ad elargire il
massimo,
cambiare in banca (
da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini si rende conto dei danni che potrebbe provocare il
mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio del Diritto e
dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Franco Labella Docente di
Diritto ed Economia La strada parco è qualità della vita Egregio direttore, ho
letto con interesse l'intervista rilasciata dal dottor Michele Russo nella sua
qualità di neo presidente
stornelli presidente
della vdg ( da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa la formazione del Cassino: Amadio (1' st Paoletti),
Biga (23' st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35' st Maisto), Mucciarelli (10'
st Bardeggia), Konè (10' st Merli), Morello (40' st Piscitelli), Giannone,
Romeo A disp. Gelmini, Castaldi. Allenatore Pellegrino. Rete di De Angelis al
5' del secondo tempo. Arbitro Malandra di Avezzano
Oramai non ci resta che
il 5 in condotta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ultima ipotesi sembra convinta il ministro Gelmini.
Infatti, quando ha visto le stragi compiute a fine anno scolastico dal cinque
in condotta, ha detto che si è trovato - che lei ha trovato - il modo di
mandare in soffitta la "cultura del Sessantotto". Magari fosse vero!
Magari fosse sufficiente piazzare un numero sulle pagelle di comportamento per
far voltar pagina alla storia.
molte risorse
trasferite al nord ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il sud non ha bisogno di grandi opere, di cattedrali nel
deserto buone solo per le speculazioni dei soliti amici. Il Sud ha bisogno di
fiscalità di vantaggio, di investimenti nei settori strategici come
l'università e la ricerca, che invece la Gelmini vuole tagliare».
san martino, partono i
lavori alle scuole elementari e materna (
da "Centro, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Adesso dobbiamo sperare che la riforma sulla scuola del
ministro Maria Stella Gelmini non faccia chiudere le nostre aule» continua
Giandonato. «I cambiamenti dovrebbero partire dall'anno scolastico 2010-11 e
interessare la nostra scuola che conta 46-47 piccoli scolari e non i 50
iscritti, come richiesto dal ministero. Ma non lo permetteremo» dice il primo
cittadino.
Argomenti: Scuola
Abstract: Quercetti iniziano a evidenziare gli effetti dei tagli
voluti dai ministri Gelmini e Tremonti con professori di ruolo che non trovano
posto nelle scuole della loro provincia e la drastica riduzione dei posti fino
ad oggi ricoperti da docenti precari. Basti pensare che solo nella provincia di
Ancona sono oltre 750 i lavoratori precari che, tra docenti e personale Ata che
in questi giorni,
Ora selezioniamo meglio
i docenti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Università Gelmini ha preparato un
disegno di legge per riformare la governance accademica e il reclutamento, ma
il suo debutto parlamentare è slittato in autunno. Al di là dei ritardi, la
direzione è quella giusta? Il progetto del ministro Gelmini è buono, e su
quello bisogna procedere rapidamente.
Argomenti: Scuola
Abstract: come avviene per le scuole statali, dal momento che i
soldi pubblici provengono dalle tasse, che anche i genitori dei bambini delle
scuole "private" pagano regolarmente? In questo modo, tra l'altro,
verrebbe assicurata a tutti i genitori la libertà di scelta della scuola, cioè
verrebbe garantito il loro diritto di educare i figli secondo le loro convinzioni.
Il decreto anti-crisi
non si cambia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini sui precari della scuola. Se sarà
confermata la linea della "blindatura" del testo, le modifiche
prenderanno la strada di altri veicoli normativi, alla ripresa dei lavori
parlamentari in settembre. «Non ci sono i tempi tecnici e neanche la volontà
politica», ha sostenuto il ministro per la Semplificazione,
Brunetta: nel Sud gli
Atenei nelle mani sbagliate (
da "Unita, L'" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Brunetta ha parlato anche del pacchetto di provvedimenti
per l'università che prevede l'assegnazione di premi alle università migliori.
Brunetta ha espresso parere positivo sul provvedimento elogiando la «collega,
la bravissima Maria Stella Gelmini» per aver pubblicato «gli score delle
Università basati sui parametri».
Il rettore designato
Ciro Attaianese scrive alla Gelmini Non si può valutare la collocazione sul
mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo
stesso m ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi Il rettore designato Ciro
Attaianese scrive alla Gelmini «Non si può valutare la collocazione sul mercato
del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo stesso modo»
E' una sfida e non
voglio piangermi addosso. Ma almeno voglio che si giochi a car... (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con una lettera inviata al ministro maria Stella Gelmini,
Attaianese (che assumerà la carica di Rettore il prossimo novembre) punta il
dito sui criteri utilizzati per la valutazione. «Gentile Ministro, desidero
complimentarmi con lei ed esprimere tutto il mio compiacimento per la svolta
avviata nell'allocazione delle risorse finanziarie al sistema universitario -
scrive Attianese -
Poi il rettore
designato spiega al ministro, punto per punto, tutti i suoi dubbi sui
criteri... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scrive Attaianese alla Gelmini - confrontare un ateneo con
il 75% dei docenti e dei ricercatori di ruolo operanti nelle aree scientifiche
con un altro in cui il 75% di docenti e ricercatori svolge la propria attività
di ricerca nel settore umanistico che tradizionalmente ha maggiori difficoltà a
reperire fondi esterni?
Valle del Giovenco:
Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di ... (
da "Messaggero, Il
(Abruzzo)"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cassino: Amadio (1'st Paoletti), Biga (23'st Spanò),
Martinelli, Agius, Conti (35'st Maisto), Mucciarelli (10'st Bardeggia), Konè
(10'stMerli), Morello (40'st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini,
Castaldi All. Pellegrino Arbitro: Malandra di Avezzano. Rete: 5' s.t. De
Angelis. Ammoniti: Morello, Piva, Agius.
AVEZZANO - Il Cassino
sostiene un'amichevole ad Avezzano contro la Valle del Giovenco, ... (
da "Messaggero, Il
(Civitavecchia)"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Merli), Mezgour, Konè (dal 18 s.t. Bardeggia), Morello
(dal 32 s.t. Piscitelli), Giannone, Romeo. A disposizione: Gelmini, Castaldi.
Allenatore: Pellegrino. Arbitro: Malandra di Avezzano. Reti: al 15 s.t. De
Angelis. Ammoniti: Morello, Piva.
Cinque in condotta che
comportano la bocciatura, criteri più severi per ottenere l’... (
da "Messaggero, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma anche le scuole stanno affilando le armi per arginare i
genitori che fanno, per citare le parole del ministro Mariastella Gelmini, i
"sindacalisti dei figli". Al Newton, ad esempio, si sono inventati
una sorta di libretto "parlante" che sarà in vigore dal prossimo
anno, un volumetto tascabile che contiene vita morte e miracoli della carriera
scolastica dell'alunno.
L'ateneo assume prof
gratis A Pisa la rivolta dei precari (
da "Corriere della Sera" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: una lettera al ministro Gelmini (per denunciare presunte
«irregolarità») e ipotesi di azioni legali. La parola d'ordine è disertare i
bandi, «indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto ».
Perché, spiega Giuseppe Marcocci, ricercatore alla Normale, «il problema è
anche l'incoerenza tra retribuiti e no, una differenziazione inaccettabile.
voti più bassi alla
maturità ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il quadro definitivo a Padova e provincia della prima
prova con il «metodo Gelmini» Voti più bassi alla maturità I migliori al liceo
Caro di Cittadella: 5 cento e lode PADOVA. Esame di maturità, bilancio finale
per le scuole padovane. Voti meno brillanti rispetto al passato, ma meno
bocciati (il 2,4%). Il numero di chi dovrà ripetere l'anno, però, s'impenna se
si considera il 7,
- Pietragalla -
"BALLATE NEI PALMENTI" (
da "Basilicanet.it" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: , SIMONETTI (PRC): RESPINGERE LA PAGELLA GELMINI 09.52
SALVATORE: I SOCIALISTI TROVINO SOLUZIONI PER LA COALIZIONE 09.43 ANDREA
LAMARUCCIOLA NUOVO PRESIDENTE DEL PIETRAGALLA 09.41 SOSPENSIONE IDRICA COMUNI
DI POMARICO E MIGLIONICO 09.39 RATING BASILICATA: MATTIA (FI-PDL), "NON
Eâ?? TUTTO ORO" 09.
Autunno caldo, chi fa
il tifo per gli scontri di piazza (
da "Giornale.it, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, nell?introdurre i principi del merito e della
competizione nella scuola e nell?università. Qualche giorno fa la signora ha
tentato di tenere una conferenza stampa per illustrare la decisione storica di
destinare una parte del Fondo di finanziamento ordinario - il sette per cento,
cioè cinquecentoventicinque milioni di euro -
CALABRIA: DIMA,
CONDIVISIBILI CRITERI VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA'. (
da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA' (ASCA) - Cosenza, 27 lug -
''I nuovi criteri di valutazione, introdotti dal Ministro Gelmini nel
cosiddetto 'Pacchetto Universita'', recentemente approvato dal Consiglio dei
Ministri, sono sicuramente condivisibili perche' finalmente si da' spazio al
merito ed alla capacita' da parte dei singoli Atenei di esaltare la didattica e
la ricerca scientifica,
INFLUENZA A/H1N1: NO A
SLITTAMENTO APERTURA SCUOLE (
da "Farmacia.it" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini. Anzi ? ci ha tenuto a ribadire il
ministro ? da questo punto di vista non ci sono problemi. La Gelmini ha inoltre
definito ''inutile'' la polemica nata col sottosegretario alla Salute,
Ferruccio Fazio che aveva palesato questa possibilità.
Spero che la
ripartizione dei fondi per le università, deciso dal ministero
dell'Istruzion... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Leggendo a proposito del decreto Gelmini che dà i fondi
alle università sulla base del merito, scopro che questo ha molti lati oscuri.
La classifica che tutti i giornali hanno pubblicato e che assegna la medaglia
d'oro a Trento, l'argento al politecnico di Torino e il bronzo a quello di
Milano tiene conto di parametri che non hanno molta attinenza con la qualità
dell'
L'85% dei meridionali
non lo vuole">Il Partito del Sud è morto nella culla L'85% dei
meridionali non lo vuole ( da "Affari Italiani (Online)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: documento redatto dal ministero della Gelmini che
posiziona le università meridionali in coda alle classifiche, sono gli ultimi
atti che mettono in discussione la classe politica e dirigente del Sud a cui
non si può rispondere solo con una mera richiesta economica. 3) Aggregare
un'opzione politica intorno alla richiesta dello sblocco dei fondi FAS non è un
elemento che può coinvolgere l'
UNIVERSITA'/PERUGIA:
VINTI (PRC), INACCETTABILE BOCCIATURA ATENEO. (
da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: virtuosi secondo i nuovi criteri introdotti dalla Gelmini,
e ai primi posti ci sono quelle universita' che attirano i maggiori finanziamenti
privati''. L'esponente di Rifondazione comunista punta il dito sulla situazione
umbra spiegando che i nuovi criteri di merito ministeriali hanno avuto
''l'effetto paradossale di ''bocciare' l'Ateneo di Perugia, che fino a qualche
mese fa,
Lettera aperta
all'onorevole Gelmini ( da "Blogosfere" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: onorevole Gelmini Pubblicato da Gianluigi Filippelli alle
15:55 in Ricerca Mi scuso con il ritardo con cui comunico questa lettera che il
Coordinamento nazionale dei precari dell'università ha inviato al ministro
Gelmini. Senza troppi fronzoli, eccovi la lettera: Oggetto: il precariato della
docenza e della ricerca nell'Università Signor Ministro,
CALABRIA: TRIPODI
(PDCI), SBAGLIATA RIPARTIZIONE FONDI UNIVERSITA'. (
da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il meccanismo escogitato dal ministro Gelmini colpisce
pesantemente gli atenei del Sud''. Lo ha detto Michelangelo Tripodi, assessore
regionale e segretario del PdCI Calabria, che ''critica aspramente la
classifica secondo la quale il ministro Gelmini ha stabilito la ripartizione
del cosiddetto Fondo premiale alle Universita' Italiane''.
SCUOLA/COMO: FLC CGIL,
IL PROSSIMO ANNO 342 SUPPLENZE IN MENO. (
da "Asca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e che comunque la riforma Gelmini prevede ulteriori 5mila
tagli sulle disponibilita' da assegnare in organico di fatto''. Drammatica,
secondo la Flc Cgil, la situazione delle cattedre di italiano nelle scuole
medie: 40 delle 68 supplenze abolite nelle secondarie di secondo grado il
prossimo anno competono infatti tale cattedra.
Al Castello Sforzesco
il Nabucco chiude Lirica sotto le stelle (
da "Sestopotere.com" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ad accompagnare musicalmente le tre opere è l?Orchestra
Filarmonica di Milano diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme” di G.
Puccini, Francesco Attardi per “Don Giovanni” di W. A. Mozart e Roberto Gianola
per “Nabucco” di G. Verdi.
( da "Stampa,
La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Molti hanno storto il naso di fronte alla
pubblicazione della graduatoria con cui saranno ripartiti 525 milioni di del fondo di
funzionamento ordinario per le università. Pochi soldi, criteri discutibili,
tempi affrettati, dati vecchi su cui si è basata la valutazione, un sistema che punisce e non è fondato
solo su incentivi ai migliori. Ciascuna di queste osservazioni critiche ha una
sua parte di verità. Per onestà intellettuale vanno però
riconosciuti meriti non banali al Ministro Gelmini. Ha dato corso al lavoro impostato dai Ministri Moratti e Mussi
sull'Agenzia di valutazione, traducendoli in un atto rilevante. In secondo
luogo, il riparto per merito del fondino segna una discontinuità netta rispetto
al passato e ai criteri non selettivi con cui tutti i governi, tutti occorre
dirlo, hanno ripartito pilatescamente i denari. Infine fa affiorare uno
dei limiti più gravi dell'organizzazione universitaria: non distinguere tra
atenei che hanno bacini "globali" perché attrattivi nella didattica e
nella ricerca, e atenei locali con attività limitate alla didattica. Merito e
distinguo entrano timidamente negli atenei italiani. E' auspicabile che questo
segnale non sia seppellito dai mille se e ma del «fuoco amico» di chi, a
destra, al centro, e ahimè molto a sinistra, in attesa della palingenesi del
sistema e della misurazione «oggettiva», ha finito per proteggere il più
sciatto egualitarismo e appiattimento dei valori intellettuali. Il Piemonte è
l'unica grande regione a statuto ordinario con tutti gli atenei in zona
premiata. Se aggiungiamo i recenti giudizi positivi sull'Università di Scienze
gastronomiche di Pollenzo, il risultato complessivo è confortante, segno di
politiche comuni pazienti e positive. Brilla il Politecnico, in zona positiva
anche il Piemonte orientale, ma a una lettura attenta è il risultato
dell'Università di Torino a essere particolarmente positivo, primo tra gli
atenei generalisti e di grandi dimensioni nella graduatoria. Sappiamo tutti che
si affaccia all'orizzonte un'indispensabile razionalizzazione dell'offerta
universitaria. Questo processo va assecondato e corretto nei suoi difetti più
evidenti, primo tra tutti il fatto che il Ministro dell'Università Gelmini deve ottenere dal Ministro ombra dell'Università
Giulio Tremonti più garanzie e risorse. Con gli Atenei del Piemonte ci
apprestiamo in autunno a un bilancio del lavoro fatto in questi anni e a
lanciare nuovi investimenti per la ricerca, a sperimentare finanza a basso
costo per sostenere il cambiamento organizzativo, in attesa di poter discutere
con il Governo di federalismo. Ma su questo versante andiamo decisamente meno
bene. Il rapporto del Governo con le Regioni è a dir poco discontinuo e il
federalismo resta un lontano, velleitario disegno della Lega romana.
( da "Leggo"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
di Gabriella Persiani Banchi di scuola negati
agli adulti e asili nido comunali in disarmo. E' allarme per l'istruzione
milanese. In difesa dei nidi comunali presidio oggi dalle 16.30 di Cgil, Cisl e
Uil che si trovano, con educatori e personale ausiliario, davanti a Palazzo
Marino. «L'assessore all'Educazione Mariolina Moioli ha inserito delle norme e
dei prezzi nel nuovo bando che non possono garantire la qualità dei servizi
educativi sia dei nidi comunali che di quelli dati in affidamento», ha affermato
il segretario della Camera del Lavoro di Milano, Antonio Lareno. I sindacati
chiedono l'ampliamento dell'offerta dei nidi comunali e l'equiparazione della
qualità di quelli dati in affidamento, in modo da rispondere alle esigenze dei
circa duemila bimbi ancora in lista d'attesa. Intanto, la
scure della riforma Gelmini
sembra abbattersi anzitempo sulle superiori serali: i tagli mettono in crisi i
quasi 700 docenti e gli oltre 4mila studenti-adulti (il 22% stranieri, dati
dell'anno scolastico 2007-2008) dei 30 istituti della provincia di Milano. Lo
rivela il Coordinamento Quattroesse scuole superiori statali serali. «A
settembre decine di classi salteranno - spiega Valerio Pensabene, portavoce del
coordinamento -, solo in base al numero degli iscritti, che l'Ufficio
scolastico provinciale ha richiesto prematuramente alle segreterie. Ma da 40
anni si sa che i corsi serali per adulti hanno modi e tempi diversi dalla
scuola diurna». Sul piede di guerra gli istituti che rischiano di chiudere,
mentre i sindacati incontreranno il provveditore. «Ci aspettiamo una risposta
entro fine mese - aggiunge Pensabene -, a rischio ci sono 274 insegnanti
precari e l'80-90% dei 389 di ruolo, oltre a migliaia di studenti (età media
20-25 anni), bidelli e amministrativi». (ass)
( da "Citta'
di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, tagli per 1500
posti La nostra provincia è tra le più colpite dai provvedimenti del ministro Gelmini Da settembre rischiano anche gli
insegnanti di ruolo " Un esodo spaventoso di docenti, assistenti
amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori, si annuncia per settembre,
con i nuovi tagli al mondo della scuola voluti dal ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini.
In
( da "Citta'
di Salerno, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
E il sindacato annuncia un autunno caldo
Pronta un'ondata di proteste. Appello alla giunta regionale " Un lungo
autunno caldo attende la scuola salernitana.Per settembre è annunciata
un'ondata di proteste che daranno il via a una lunga lotta sindacale. «Certamente
non resteremo immobili a guardare questo pauroso scenario - ha assicurato il
segretario provinciale della Uil, Gerardo Pirone - Ma non bisogna dimenticare
che la struttura della pianta organica è materia che non possiamo contrattare:
come sindacato possiamo solo essere informati e lanciare proposte. Malgrado le
proteste e gli scioperi giá svolti durante la preparazione degli organici, il
dato che ci è pervenuto è stato comunque quello di questi numerosissimi tagli.
Ad ogni modo, non staremo certo tranquilli dinanzi a questa situazione.
Viceversa, se ci dovessimo rendere conto che, come sostiene
il ministro Gelmini, del
personale tagliato non ce ne sia bisogno, ne prenderemo atto della questione».
" La Flc Cgil campana chiede alla giunta regionale «una politica autonoma,
con un ruolo forte nella programmazione dell'offerta formativa sul territorio»,
al fine di individuare "misure di contrasto alle politiche scolastiche
governative». " Si batterá per il rispetto delle norme sulla
sicurezza e la salubritá degli ambienti scolastici la Cisl Scuola, come
annunciato dal segretario Rosalba Visone: «Non è accettabile il degrado
qualitativo della scuola che si prospetta con i nuovi tagli - ha sottolineato
la Visone. Una volta appreso il numero effettivo dei posti tagliati nel nostro
territorio, di cui verremo informati entro il 31 agosto, continueremo a
insistere sul rispetto della legge ex 626». (m.p.)
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università dell'Insubria L'Insubria promossa
dal MIUR LUniversità dellInsubria è uno dei 27 Atenei italiani
statali “virtuosi”: per questo riceverà dal Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca 688.348 euro in più rispetto
allanno scorso – equivalenti a un incremento dell1.36% del Fondo di
Finanziamento Ordinario attualmente attribuito allUniversità. Oggi è
stato infatti presentato dal Ministro dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca, Maria Stella Gelmini – e approvato dal
Consiglio dei Ministri – il “Pacchetto Università”. Grazie alle novità
introdotte, per la prima volta in Italia una parte dei Fondi destinati alle
Università è stata distribuita dal Ministero sulla base di una valutazione
della qualità degli Atenei: in particolare, il 7% del Fondo di Finanziamento
Ordinario, equivalente a 525 milioni di euro, è stato assegnato in base alla
qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. Nello specifico, i due
terzi del Fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in
base alla qualità della didattica. Gli Atenei “promossi” con un aumento del
Fondo di Finanziamento Ordinario sono 27, altrettanti i “bocciati”, che invece
registreranno una diminuzione del Fondo. “Per lUniversità
dellInsubria è un ottimo risultato – commenta il magnifico rettore, prof.
Renzo Dionigi – siamo soddisfatti: è un riconoscimento per la qualità della
nostra didattica e della nostra ricerca. è un cambiamento epocale per il sistema universitario italiano, che
preannuncia la riforma tanto attesa: bisogna dare atto al Ministro Gelmini della sua determinazione nellavere introdotto la
prima volta in Italia una valutazione meritocratica degli atenei”. >> Ulteriore gratificazione per lAteneo insubrico: il
Ministro Gelmini
ha voluto congratularsi personalmente con il professor Dionigi per i risultati
ottenuti, “ottima” è stata definita la performance dellUniversità
dellInsubria dal titolare del Dicastero dellUniversità. BUR.IT 27.07.09
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Politecnico di Torino Commento del Rettore
Francesco Profumo sulla classifica degli Atenei In riferimento alla notizia
sulla classifica degli atenei virtuosi, stilata dal Ministero dellIstruzione e
dellUniversità e che vede il Politecnico di Torino classificato come secondo ateneo in Italia, ecco il
commento del Rettore Francesco Profumo: “Il cammino che il Politecnico di
Torino ha intrapreso e che segna la nostra policy pluriennale è caratterizzato
dalla dualità di un modello in grado di coniugare radicamento locale e spirito
di servizio al territorio con la capacità di essere un grande Ateneo
internazionale nel quale vengono a lavorare e a studiare talenti da tutto il
mondo, ma dal quale i nostri studenti, dottorandi e ricercatori muovono i primi
passi. I risultati oggi resi noti dal Ministro Gelmini, oltre ad essere grande motivo
di orgoglio, sono il risultato di uno sforzo notevole effettuato dal nostro
Ateneo per migliorare le proprie perfomance in alcuni settori caratterizzanti
la nostra mission: ricerca, formazione e collaborazione con il sistema
socio-economico. Il tutto in unottica che supera i confini locali al fine di
stimolare i docenti ad allineare la qualità della didattica agli standard
europei, gli studenti ad apprendere in un contesto dai più ampi orizzonti, la
comunità accademica tutta a lavorare in unottica di ibridazione
delle culture e dei saperi.In attuazione del Piano Strategico approvato nel
2007, il Politecnico ha avviato un processo volto a valorizzare la ricerca in
settori di rilevanza strategica in termini prospettici e in base a criteri che premiano il meritano e la valutazione
scientifica, ritenendo in questo modo di attivare un meccanismo virtuoso che
stimoli la produttività scientifica e ne aumenti il livello qualitativo.
>> Siamo infatti convinti che, da una ricerca di qualità, unita ad un
modello formativo evoluto, supportato da nuove tecnologie e da servizi efficaci
ed efficienti, derivi una didattica di qualità, attenta alla formazione di base
ma anche rispondente alla domanda di capitale intellettuale proveniente dal mondo
imprenditoriale e istituzionale nel suo complesso. La classifica del Miur
conferma questa nostra convinzione e ci induce a proseguire su questo cammino
nel quale siamo stati accompagnati da un sistema regionale e istituzionale
senza il cui supporto non saremmo riusciti a posizionarci tra le prime tre
università italiane”. BUR.IT 27.07.09
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università di Trento All'Università di Trento
circa sei milioni di euro in più All'Università di Trento dovrebbero arrivare
circa sei milioni di euro in più rispetto a quanto previsto. Ciò perché il Ministero
dell'Istruzione e dell'Università ha deciso di assegnare una parte dei fondi
destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della
qualità. E l'Università di Trento, secondo la valutazione ministeriale, ha
dimostrato di avere i migliori standard d'Italia. Nella classifica degli Atenei
virtuosi, infatti, è prima davanti al Politecnico di Torino e al Politecnico di
Milano. Il provvedimento è stato firmato oggi dal ministro
Mariastella Gelmini. Sulla
base del provvedimento, si legge in una nota ministeriale, il 7% del Fondo di
finanziamento ordinario (FFO), pari a 525 milioni di euro, è distribuito in
base alla qualità della ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare,
i due terzi di questo fondo in base alla qualità della ricerca e un terzo in
base alla qualità della didattica. Prende, dunque, il via il nuovo
sistema di finanziamento delle Università italiane, grazie al quale saranno
premiati gli Atenei più virtuosi sulla base di rigorosi criteri di valutazione.
Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, è riuscito meglio di ogni
altro ad ottenere - su base competitiva - progetti di ricerca finanziati dalla
Commissione europea. E per questo viene premiato. Hanno ottenuto meno
finanziamenti, invece, 27 Università che non hanno gli standard qualitativi
previsti. "Il risultato per Trento - commenta il rettore Davide Bassi - è
molto positivo. Per il Rettore l'assegnazione di una parte di FFO in base agli
standard qualitativi delle Università va messa in relazione con il lavoro di
AQUIS, l'Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali.
"Ringrazio sentitamente - afferma - i colleghi rettori di AQUIS che hanno
fortemente sostenuto l'azione del Ministero Gelmini
volta ad assegnare il finanziamento FFO tenendo conto dei risultati della
didattica e della ricerca". Dal 29 luglio i dati e le valutazioni saranno
pubblicate sul sito del Ministero. >> Di seguito i parametri con i quali
sono state valutate le Università. Per la qualità della ricerca si è tenuto
conto: per il 50% delle valutazioni dell'agenzia Civr sulla qualità della
ricerca in base a parametri internazionali; per il 20% del numero dei
ricercatori e dei docenti che hanno partecipato a progetti di ricerca italiani
valutati positivamente; per il 30% della capacità delle Università di
intercettare finanziamenti europei per la ricerca. Per la qualità della
didattica si è tenuto conto: per il 20% della percentuale dei laureati che
trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea; per il 20% delle Università
che tengono corsi con i propri insegnanti di ruolo e che limitano il ricorso a
contratti e docenti esterni. In questo modo si vuole limitare la pratica non
virtuosa della proliferazione di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati
a personale non di ruolo; per il 40% della quantità degli studenti che si
iscrivono al secondo avendo fatto almeno i 2/3 degli esami del primo anno.
Questo per premiare le Università che curano la didattica e in generale gli
atenei che limitano la dispersione; per il 20% delle Università che danno la
possibilità agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità
della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati. BUR.IT
27.07.09
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari Pagina 1012 Università.
«Gli atenei? In Sardegna svolgono funzioni di ammortizzatori sociali»
Mistretta: «Non meritiamo quei tagli» Università.. «Gli atenei? In Sardegna
svolgono funzioni di ammortizzatori sociali» Il rettore critica la classifica
del Ministero: criteri sbagliati --> Il rettore critica la classifica del
Ministero: criteri sbagliati Il rettore uscente spiega il basso posto in
classifica dell'ateneo cagliaritano: non si è tenuto conto delle realtà
socio-economiche. Decidere a quali facoltà, a quali dipartimenti tagliare i
fondi per far fronte alla sforbiciata ministeriale da 500 mila euro, sarà
compito del nuovo rettore. Giovanni Melis ci penserà al rientro dalle vacanze:
in questi giorni è all'estero. Fino a novembre, però, tocca al rettore a fine
mandato, Pasquale Mistretta, fare i conti con i perché della sforbiciata, e
dunque con le ragioni della bassa posizione dell'ateneo cagliaritano nella
classifica in base alla quale, per decisione di Maria
Stella Gelmini, verrà
ripartito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario per l'università.
Una classifica dominata dagli atenei del Nord, con quelli del Sud a fare da
fanalini di coda. «Non potrebbe essere altrimenti visto che fra i parametri con
cui è stata stilata c'è la capacità di attrarre finanziamenti privati.
In Sardegna il tessuto economico non può competere con quelli di Torino,
Milano, Bergamo. Da noi ci sono poche aziende in grado di finanziare ricerche
scientifiche. Fra i nostri studenti ci sono tanti figli di disoccupati o di
cassintegrati: da noi, l'università è un ammortizzatore sociale». In che senso?
«Molti si iscrivono perché non hanno alternativa. Siamo penalizzati per i molti
studenti fuori corso. Certo basterebbe aumentare le tasse per passare da 35.500
iscritti a 18.000. Ma non faremmo del bene al territorio, credo». Quanto arriva
all'ateneo da soggetti terzi? «Circa 4 milioni di euro. Due e mezzo dalla
Fondazione Banco di Sardegna, il resto da amministrazioni pubbliche come la
Provincia. O il Comune di Carbonia. Certo a Cagliari non possiamo contare sul
Monte dei Paschi o gli Agnelli». Ma la bassa posizione in classifica non è
dovuta solo a questo. «A dispetto di quella classifica, siamo bravissimi. La
verità è che bisognerebbe tenere conto delle situazioni socio-economiche in cui
operano i singoli atenei. In Sardegna si parla tanto, giustamente, del dramma
degli operai che perdono il posto. Purtroppo, però, fanno meno notizia i nostri
laureati disoccupati. Sa la fila, anche in questi giorni, fuori dal mio
ufficio? Genitori che mi chiedono se non si può fare nulla per sistemare i
figli, o giovani ricercatori che dopo nove anni di borse o assegni devono
andare via. È un dramma. E guardi un po': un altro dei parametri utilizzati dal
Ministero è proprio la percentuale di laureati che trovano lavoro entro tre
anni. Come se vivere a Cagliari o a Milano sia la stessa cosa, sia in termini
di vivacità economica che in termini di facilità di spostamenti». Poi però ci
sono altre questioni: il familismo, per esempio, i concorsi a misura di certi
candidati... «Sa una cosa? Credo che sia stato comodo per tanti, in Italia,
identificare nell'università l'istituzione nei confronti della quale esercitare
critiche qualunquiste. Come se altrove certe cose non esistessero. Ma quando
mai». ( m. n. )
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 27 Luglio 2009 CRONACA Pagina 11 LA
CLASSIFICA. La Statale si è posizionata «prima degli ultimi» nella graduatoria stilata dal ministro Gelmini Preti: «La mia Università non è da bocciare» Brescia nella lista
nera? Il rettore si dice «sorpreso» e farà controllare i dati comunicati al
ministero A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della classifica del
Ministero dell'Istruzione, il rettore della Statale di Brescia, Augusto Preti
continua a dirsi «sorpreso dell'accaduto». L'università bresciana si è
piazzata prima degli ultimi in quella che somiglia ad una gara a premi: chi
meglio fa si porta a casa il regalo. E Brescia non è nemmeno riuscita ad
aggiudicarsi un premio di consolazione. Anzi. Come «punizione» all'ateneo verrà
decurtato dallo «stipendio» uno 0,39 per cento. Circa 200 mila euro in meno di
finanziamenti che, di certo, non faranno piangere le casse della Statale di
Brescia visto il bilancio annuale di 200 milioni di euro. «Dal punto di vista
amministrativo siamo una delle realtà più sane a livello nazionale» precisa
Preti. IL RETTORE della Statale confessa anche come sia paradossale un
risultato del genere quando «in molte altre classifiche stilate da enti
autorevoli siamo risultati sempre ben piazzati, anche davanti a atenei
prestigiosi».«E' la prima volta che mi capita di vedere l'Università degli
Studi di Brescia posizionata così in basso» confessa Preti che prospetta la
necessità, dato l'esito della classifica, di un momento di riflessione. Per
fare precise dichiarazioni in merito Augusto Preti vuole, però, aspettare la
pubblicazione integrale del decreto. Ma non solo. Una buona mossa prima di
avanzare critiche o altro, secondo il rettore, è quella di controllare «che i
dati da noi trasmessi a Roma siano stati inviati in maniera corretta». AL DI LÀ
della doccia fredda giunta, scherzi del destino, proprio per mano di un
ministro bresciano, Augusto Preti conferma che premiare gli atenei virtuosi
«potrebbe essere la strada giusta da percorrere» per incentivare il
miglioramento del sistema universitario italiano. «Di certo - si lascia
scappare Preti - non abbiamo bisogno di trattamenti del genere per essere
stimolati a fare meglio». Intanto il ministro dell'Istruzione. a proposito
della bocciatura di alcuni atenei, precisa: «I criteri adottati rispondono a
valutazioni attualissime e sono stati elaborati tenendo conto dei parametri
adottati da tutte le classifiche internazionali». «E' la prima volta che viene
fatto in Italia per cui i criteri sono perfettibili» ha aggiunto la Gelmini.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Cronaca Alla maturità voti meno
brillanti Solo 23 «centini» fra i 6.671 candidati padovani. Calano le bocciature LA SCUOLA PADOVANA Pubblicate le statistiche
sul debutto del «metodo Gelmini» nella valutazione di Felice Paduano Meno «caduti» nella
valutazione delle commissioni. Ma anche valutazioni al ribasso dei candidati.
Gli esami di maturità
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Giovanni Chioetto, funzionario dell'Ufficio
provinciale «Più serietà, rigore e impegno Il messaggio è stato questo» Fra i
commissari ancora malattie «improvvise» Sempre chiuso nel suo ufficio al quarto
piano di via Sanmicheli, il funzionario dell'Usp Giovanni Chioetto ha
coordinato in modo tutto il lavoro dietro le quinte di ogni Esame di Stato.
Bilancio finale? «All'inizio a Padova abbiamo lavorato un poco di più rispetto
agli altri Usp del Veneto perché tutti gli originali delle prove scritte
(provenienti da Roma) che sono state effettuate nelle scuole della regione,
sono state recapitate e smistate dalla nostra città». E aggiunge: «Anche
quest'anno sono stati numerosi i commissari, che si sono ammalati
all'improvviso. Ma in numero inferiore rispetto al passato. In tutto 80,
compresi alcuni presidenti. Nei primi giorni delle prove scritte siamo dovuti
intervenire in alcune commissioni per dettare le nuove disposizioni
ministeriali per la formulazione corretta dei crediti scolastici dei candidati
privatisti. Per il resto non ci sono stati grossi problemi sino alla
pubblicazione dei tabelloni dei risultati finali». Lei è stato preside
dell'Itis Marconi per circa 15 anni e, quindi, è stato presidente di
commissione tantissime volte. Come giudica i dati salienti del report redatto
dalla sua èquipe all'interno del «provveditorato»? «Innanzitutto bisogna
sottolineare subito che non è vero, come invece era emerso in uno studio
nazionale fatto preparare dal Ministro Gelmini nei primi giorni di
pubblicazione dei voti finali, che anche nel Veneto ed in particolare a Padova
sia aumentato il numero dei bocciati. Nelle scuole padovane la percentuale dei
non diplomati si è abbassata addirittura del 1,5%. In compenso sono cresciuti i
voti più bassi e le commissioni non sono state di manica larga ad elargire il
massimo, ossia cento e lode. Questo vuol dire che i docenti-commissari
non hanno regalato niente nientea nessuno e, quindi, hanno fatto capire ai
candidati che nella scuola ci vogliono più serietà, rigorosità ed impegno».
Cosa pensa della modifica ministeriale nella valutazione finale del rapporto
tra credito scolastico e valore delle prove, che, in fondo, ha causato anche
tanti cento e lode in meno? «Secondo me era meglio il vecchio rapporto di 20 ed
80. Anche perché con le nuove norme il massimo dei voti, ossia cento su cento,
può e deve essere raggiunto senza più il bonus da parte della commissione e
solo quando c'è la totale unanimità da parte degli esaminatori, presidente
compreso». (f.pad.)
( da "Centro,
Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Pagina Aperta Cambiare in banca
Cambiare in banca una banconota Banca Tercas, filiale di Martinsicuro. Sono in
vacanza in questa località della costa teramana e ho necessità di cambiare una
banconota di grosso taglio. La cassiera mi guarda serafica e sentenzia che,
siccome non sono un cliente Tercas censito, l'operazione cambio non è
possibile. Faccio presente che non stiamo parlando di un assegno ma di
banconota a corso legale e che le ho appena esibito,come richiesto, un
documento di identità. Nulla da fare. Parlo col direttore che, dopo aver
ricordato che non sono obbligati al cambio, mi fa presente che, ancorchè
turista, sono un incosciente a girare con una banconota di grosso taglio e che,
soprattutto, la moneta circola in base alla fiducia. Lo spirito da docente di
discipline giuridiche ed economiche, ancorchè in vacanza, si risveglia e faccio
presente che stiamo parlando di moneta a corso legale, non di moneta
fiduciaria. Il direttore non se ne dà per inteso e conferma che i cassieri non sono
in grado di riconoscere le banconote false esibite da uno che si fa
identificare. Due considerazioni: la prima è che in nessun altro paese europeo
mi è accaduto nulla di simile. La seconda considerazione è: il ministro Gelmini si rende conto dei danni che
potrebbe provocare il mantenere l'annunciata decisione di eliminare lo studio
del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane? Franco Labella
Docente di Diritto ed Economia La strada parco è qualità della vita Egregio
direttore, ho letto con interesse l'intervista rilasciata dal dottor Michele
Russo nella sua qualità di neo presidente della società Gtm. Sull'annosa
questione della filovia sulla strada parco, il dottor Russo si è premurato di
affermare che è sua intenzione di dar corso al progetto già appaltato dai suoi
predecessori. A sostegno di tale scelta è stata segnalata l'opportunità di
evitare alla collettività la perdita del finanziamento già stanziato di 31
milioni di euro. Ciò posto, mi permetto di sottoporre alla valutazione del dottor
Russo alcuni spunti di riflessione. L'appalto di cui trattasi prevede l'impiego
di convogli le cui dimensioni (
( da "Centro,
Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 36 - Sport Stornelli presidente della
VdG Gol di De Angelis nell'amichevole vinta con il Cassino di Rocco Coletti Un
manager del gruppo Finmeccanica a capo della Valle del Giovenco. Sabatino
Stornelli è il nuovo presidente. Gli ha ceduto il posto Luca Mastroianni che
resta amministratore. Stornelli - amministratore delegato della Selex Service
management del gruppo Finameccanica con un passato nella Telecom e in
Telespazio - ha origini marsicane, ma vive a Roma da anni. E' stato presentato
ieri allo stadio Dei Marsi in occasione dell'amichevole vinta dai biancoverdi
contro il Cassino grazie alla rete messa a segno dal capitano Stefano De
Angelis. «Il mio e il nostro obiettivo», ha detto Stornelli, «è quello di
portare il nome della Marsica sempre più in alto nel mondo del calcio. Per
riuscirci c'è bisogno dell'aiuto del pubblico che spero torni numeroso allo
stadio per sostenere la squadra». Nei prossimi giorni sarà ufficializzata la
composizione del consiglio di amministrazione nel quale dovrebbe trovare spazio
anche Lino Cipolloni. La novità di mercato è rappresentata dal divorzio
dall'attaccante Luis Federico Arcamone che ha lasciato il gruppo dopo diversi
anni. L'argentino è nel mirino della Pro Vasto, ma ha anche altre offerte. Non
ha preso parte all'amichevole Bettini che ha lavorato a parte, così come Morris
Molinari. Per quanto riguarda Franciel, nelle prossime ore è in programma
l'incontro decisivo per portare l'attaccante brasiliano ex Gela alla corte di
Carlo Perrone. IL TABELLINO Questa la formazione della Valle del Giovenco:
Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di Berardino,
Pomponi, Giordano (25'st Ferraresi), Rosamilia (15'st Luzi), De Angelis (15'st
Bettega), Berra (15'st Carosone), Cruciani (25'st Del Signore) Laboragine
(18'pt Censori). Allenatore Perrone. Questa la formazione
del Cassino: Amadio (1' st Paoletti), Biga (23' st Spanò), Martinelli, Agius,
Conti (35' st Maisto), Mucciarelli (10' st Bardeggia), Konè (10' st Merli),
Morello (40' st Piscitelli), Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi. Allenatore Pellegrino. Rete di De Angelis al 5' del
secondo tempo. Arbitro Malandra di Avezzano
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Prima Pagina Pagina 2 Volgarità e pubblica
opinione Oramai non ci resta che il
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
BELISARIO (IDV) «Molte risorse trasferite al
nord» ROMA. «Nel centrodestra qualcuno ha cominciato ad accorgersi che il sud è
stato finora solo saccheggiato da questo governo che ha tolto risorse per
trasferirle a nord». Lo ha detto il capogruppo dell'Idv al Senato Felice
Belisario, che commenta le notizie secondo cui, «con la benedizione di
Berlusconi, intenzionato ad arginare lo strapotere di Tremonti, si sta pensando
di varare un piano straordinario». «Peccato - prosegue - che il rimedio sia
peggiore del male. Il sud non ha bisogno di grandi opere,
di cattedrali nel deserto buone solo per le speculazioni dei soliti amici. Il
Sud ha bisogno di fiscalità di vantaggio, di investimenti nei settori
strategici come l'università e la ricerca, che invece la Gelmini vuole tagliare».
( da "Centro,
Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Chieti San Martino, partono i
lavori alle scuole elementari e materna SAN MARTINO. Sicurezza a scuola, sono
partiti i lavori. «Gli interventi coinvolgono l'elementare Tito Livio De
Sanctis e la materna Rocco Pompilio per la messa a norma della sicurezza e le
leggi antisismiche» racconta il primo cittadino Settembrino Giandonato. «Adesso dobbiamo sperare che la riforma sulla scuola del ministro
Maria Stella Gelmini non
faccia chiudere le nostre aule» continua Giandonato. «I cambiamenti dovrebbero partire
dall'anno scolastico 2010-11 e interessare la nostra scuola che conta 46-47
piccoli scolari e non i 50 iscritti, come richiesto dal ministero. Ma non lo
permetteremo» dice il primo cittadino. Sono 80 mila gli euro previsti
per la materna e 130 per le elementari. Gli interventi prevedono il
riconsolidamento delle mura e lo smantellamento del tetto. «Il tetto verrà
realizzato in legno», anticipa Giandonato che per i lavori ha chiuso un paio di
settimane la materna Pompilio. «A settembre, per la riapertura delle scuole
tutto dovrebbe essere sistemato. Se non fosse così l'elementare ospiterà ancora
i più piccoli come è stato fin'ora, dopo il terremoto, quando per precauzione
abbiamo deciso di sospendere la normale didattica nell'edificio».
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
ANCONA pag. 2 «Per colpa dei tagli alla scuola
abbiamo 750 nuovi disoccupati» L'ASSESSORE PROVINCIALE MAURIZIO QUERCETTI «IN
OGNI paese civile, il sistema formativo statale è oggetto di investimenti da
parte delle amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di perseguire livelli di
eccellenza nella qualità della didattica e nella consapevolezza che questo costituisce
una componente principale e imprescindibile alla crescita e allo sviluppo.
Esattamente il contrario di quanto avviene in questo momento in Italia, dove
migliaia di lavoratori della scuola, dopo aver subito per anni gli effetti
negativi della precarizzazione del loro profilo professionale, grazie
all'azione del Governo vedono oggi sempre più vicino il concretizzarsi
dell'incubo licenziamento. È una situazione intollerabile che mette a rischio
la qualità e la stessa esistenza della scuola pubblica statale e lede ogni
principio di tutela del lavoro». Così l'assessore alla Pubblica istruzione
della Provincia di Ancona Maurizio Quercetti, sugli tagli di docenti e
personale Ata della scuola pubblica annunciati dal Governo. «I primi dati sugli
organici scolastici continua Quercetti iniziano a
evidenziare gli effetti dei tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti con professori di ruolo che non trovano posto nelle
scuole della loro provincia e la drastica riduzione dei posti fino ad oggi
ricoperti da docenti precari. Basti pensare che solo nella provincia di Ancona
sono oltre 750 i lavoratori precari che, tra docenti e personale Ata che in
questi giorni, cessato il precedente rapporto di lavoro si sono iscritti
alle liste di disoccupazione dei nostri Centri per l'impiego. Ben
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA
data: 2009-07-26 - pag: 10 autore: INTERVISTA Gianfelice Rocca Vicepresidente
Confindustria «Ora selezioniamo meglio i docenti» Bene i premi agli atenei ma
bisogna reclutare i professori con contratti individuali Gianni Trovati ROMA
«La scelta di partire davvero con i premi e le penalità nel finanziamento delle
università è un ottimo segnale, e anche coraggioso. Si è molto parlato di
merito, ma ora si passa ai fatti. Dobbiamo però considerare che è solo l'inizio
di un lungo percorso anche più difficile». Sono anni che Gianfelice Rocca,
vicepresidente di Confindustria con delega all'Education, parla di
finanziamento competitivo alle università e, tabelle alla mano,promuove la
parola d'ordine della meritocrazia nell'Accademia. I numeri diffusi giovedì dal
ministero, che indicano la distribuzione dei primi 525 milioni di fondi basati
sui risultati, premiano soprattutto Trento e i Politecnici di Milano e Torino e
colpiscono duro al Sud, gli sono famigliari. «Dobbiamo considerarlo –
sottolinea – un primo passo. Positivo, perché dimostra finalmente la volontà di
fare sul serio e riconosce l'importanza della ricerca nei risultati dei singoli
atenei, ma solo un primo passo. Bisogna arrivare presto a distribuire in questo
modo almeno il 20% del finanziamento ordinario, e vanno affrontati subito i
nodi di governance e reclutamento dei professori». Il
ministro dell'Università Gelmini ha preparato un disegno di legge per riformare la governance
accademica e il reclutamento, ma il suo debutto parlamentare è slittato in
autunno. Al di là dei ritardi, la direzione è quella giusta? Il progetto del
ministro Gelmini è buono, e
su quello bisogna procedere rapidamente. L'evoluzione del sistema, però,
non può avvenire solo per legge: bisogna mettere le università in grado di
competere tra loro anche nell'attrazione dei migliori professori, dando agli
atenei gli strumenti anche contrattuali per farlo al meglio. In una parola: un
rettore che vuole puntare sul talento deve poterlo pagare adeguatamente. Il
Politecnico di Milano non compete solo con il suo omologo torinese, ma con
Zurigo, Losanna o Aachen. I suoi concorrenti europei, però, non sono frenati
dal manto di ferro rappresentato dallo stato giuridico dei docenti: se le
questioni del reclutamento continuano a essere risolte dai Tar, anziché da un
rapporto contrattuale tra università e professore, non andremo da nessuna
parte. Lo stato giuridico dei docenti, però, è un nervo assai scoperto
nell'università italiana, e infatti nemmeno il Ddl Gelmini
lo affronta. Non si rischia di mettere troppa carne al fuoco?. Al contrario: la
riforma dello stato giuridico è indispensabile ora. Nei prossimi anni andrà in
pensione il 30% del corpo docente, e un'occasione di rinnovamento come questa è
difficile che si ripresenti. Sulle modalità si può discutere, e si può per
esempio immaginare che le università che accettano di entrare per prime nel
nuovo sistema contrattualistico abbiano a disposizione incentivi per farlo, ma
la direzione è obbligata. Le analisi mostrano che già dall'anno prossimo i
costi del personale arriveranno a 7 miliardi: se non si cambia, per i premi non
ci sarà più un euro. A pesare su questo slancio è anche il peso dei costi
storici del personale. In autunno si ripeterà il braccio di ferro consueto fra
rettori e governo sulle risorse, e molti dicono che se non si eliminano i tagli
previsti nel 2010 il sistema salta. Le università devono poter programmare e la
certezza delle risorse è un bene importante. Nel 2010 il finanziamento ordinario
va mantenuto ai livelli attuali, intorno ai 7,5 miliardi, ma i premi devono
salire almeno a 800 milioni. Non si rischia, però, di frenare ancora il Sud?
Nelle tabelle ministeriali la maggioranza degli atenei meridionali ha il segno
meno vicino alla cifra dei fondi, e alcuni rettori sottolineano che con meno
soldi le performance sono destinate a scadere ulteriormente. Le università
penalizzate dal nuovo sistema hanno in molti casi sprecato risorse negli anni
passati. Dobbiamo pensare che le singole istituzioni hanno una responsabilità,
altrimenti si continua a dare le colpe al passato e in questa costante
cancellazione della memoria non si fa un passo avanti. Il Sud è perfettamente
in grado di competere, ha intelligenze e competenze enormi, e per aiutarlo occorre
allargare il campo di gara, anche aggiungendo ai premi ministeriali quelli
legati a fondi specifici come i Prin, in una logica coordinata che possa anche
riguardare Industria 2015, da concentrare in un'unica agenzia di spesa come
avviene in altri paesi. Soprattutto al Sud, però, le eccellenze vivono in
contesti poco competitivi. Non rischiano di essere penalizzati dai risultati
opachi delle loro università di appartenenza? è vero, ma il meccanismo di
misurazione dei risultati ora deve affinarsi, scendendo dal livello
dell'università a quello dei singoli dipartimenti. Ora sta per partire davvero
anche l'agenzia di valutazione, che deve aiutare questa evoluzione per mettere
il sistema in grado di misurare due fattori: come gli atenei distribuiscono in
modo meritocratico i fondi al loro interno, e con quali criteri reclutano e
promuovono i professori. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE
RISERVATA RISORSE SCARSE «Senza interventi sui costi del personale finiranno
subito i fondi per gli incentivi» COMPETIZIONE INTERNA «I giudizi sui risultati
devono valutare i singoli dipartimenti e non solo le università» IMAGOECONOMICA
Passare ai fatti. Il vicepresidente Gianfelice Rocca
( da "Libertà"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
«Lo stato si faccia carico delle scuole
private» di IGINO BARANI * Ho dedicato, con impegno e passione, 37 anni della
mia vita alla scuola superiore ed attualmente sono il
legale rappresentante di una scuola paritaria
dell'infanzia. Perciò ho letto con interesse l'articolo "Centinaia di
bambini piacentini lasciati fuori dall'uscio della scuola"
di Roberto Montanari, segretario provinciale Prc. (Libertà 11 luglio). Alla
fine, però, sono rimasto alquanto deluso. La notizia a cui fa riferimento il
segretario Montanari non può che coinvolgere e preoccupare tutti coloro che si
sentono responsabili dell'azione formativa nell'età precoce dello sviluppo. La scuola materna, infatti, non è soltanto una specie di
parcheggio dei piccoli mentre i genitori lavorano, ma costituisce la graduale
introduzione del bambino in una comunità più ampia, nella società degli adulti.
Difendere la possibilità di frequentare la scuola
dell'infanzia, dunque, non è appannaggio di una corrente politica, ma impegno
condiviso, credo, dalle famiglie e da tutte le istituzioni che si fanno carico
dell'educazione scolastica. Non dimentichiamo, tuttavia, che le risposte che dà
oggi la scuola pubblica dell'infanzia trovano la loro
radice e motivazione molto lontano. Ben prima del 1968, anno in cui viene
istituita la scuola materna statale, esistevano
infatti esperienze strutturate di educazione dell'infanzia (da Pestalozzi a
Froebel, a don Aporti, a don Bosco, alla Montessori, solo per fare alcuni
nomi), scuole private o religiose che per prime hanno percepito l'importanza
dell'educazione e dell'integrazione dei bambini prima della scuola
elementare, diffondendone la consapevolezza. La scuola
materna parrocchiale di cui attualmente sono legale rappresentante, per
esempio, è sorta nel 1923 ad opera di don Alceste Scarani. Nella nostra
provincia, comunque, a fianco delle statali sono attive ben 35 scuole
dell'infanzia paritarie Fism, che seguono oltre 2.500 bambini e coinvolgono di
conseguenza altrettante famiglie, le quali certamente non potrebbero usufruire
al momento di strutture e risorse statali. Vale la pena allora di non dare
adito a contrapposizioni tra scuola pubblica e scuola paritaria, come sembra sottendere il giudizio del
segretario Prc, ma piuttosto cercare i modi per offrire alle famiglie la
possibilità concreta di far frequentare la scuola ai
loro figli, utilizzando al meglio tutte le risorse disponibili. Il giudizio del
segretario Montanari sulle «scuole private, più costose e con meno servizi»
esige poi qualche precisazione. Che i gestori chiedano una retta (per altro non
alta) ai genitori dei bambini è una necessità inderogabile, perché il personale
docente (preparato e formato) va adeguatamente remunerato, come vanno pagati
gas, luce, telefono, ecc.. Piuttosto, non sarebbe giusto che se ne facesse
carico lo Stato, come avviene per le scuole statali, dal
momento che i soldi pubblici provengono dalle tasse, che anche i genitori dei
bambini delle scuole "private" pagano regolarmente? In questo modo,
tra l'altro, verrebbe assicurata a tutti i genitori la libertà di scelta della scuola, cioè verrebbe garantito il loro
diritto di educare i figli secondo le loro convinzioni. Questo già si
verifica in alcuni Paesi d'Europa. L'importante è che la scuola
paritaria offra un buon servizio. Siamo giunti così alla seconda dovuta
precisazione. L'affermazione che le scuole paritarie offrano "meno
servizi" è assolutamente gratuita. Le nostre maestre sono qualificate e
seguite; oltre al loro documentato lavoro, poi, all'interno delle nostre scuole
si attuano regolarmente tante attività complementari, svolte sempre da
personale professionalmente preparato. Nello scorso anno, infine, ha avuto luogo
un programma di consulenza affidato ad un gruppo scelto di psicologi, che è
stato molto apprezzato dai genitori e verrà quindi riproposto e potenziato. Con
queste righe, non intendo attizzare il fuoco di polemiche che penso non
gioverebbero ad alcuno, ma offrire piuttosto qualche spunto di serena
riflessione su un tema sicuramente rilevante. * Legale Rappresentante della
Scuola dell'Infanzia Paritaria "San Quintino"di Gossolengo e membro
del Consiglio Provinciale Fism. 27/07/2009
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data:
2009-07-26 - pag: 3 autore: Il decreto anti-crisi non si cambia Il Tesoro: non
vincolante il parere della Bce sull'oro - Sacconi esclude una «fase 2» Dino
Pesole ROMA La partita al momento appare sostanzialmente chiusa. Il decreto
anticrisi, sul quale il Governo ha incassato due giorni fa la fiducia della
Camera, sarà approvato dall'aula di Montecitorio nella tarda mattinata di
martedì e trasmesso immediatamente al Senato. Stando alle indicazioni emerse in
sede governativa, si profila una seconda lettura molto rapida, con via libera
già in fine settimana. In questa direzione spinge certamente il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, preoccupato dei rischi per la tenuta
dell'intera manovra connessi a un'eventuale riapertura dei nodi politici
tuttora sospesi. La variabile politica è decisiva, ed è il motivo per il quale
le stesse fonti governative e di maggioranza lasciano comunque aperto uno
spiraglio per eventuali modifiche sui punti "caldi" che hanno provocato
malumori nella maggioranza: la questione Mezzogiorno, che il premier Silvio
Berlusconi ha intenzione di affrontare con piano straordinario ad hoc (l'Mpa è
uscito dall'aula al momento del voto sulla fiducia), l'articolo 4 del decreto
in materia di energia in cui di fatto si priva il ministero dell'Ambiente dei
poteri di autorizzazione sui siti nucleari, che ha provocato l'accesa protesta
del ministro Stefania Prestigiacomo. In linea teorica, una terza rapida lettura
da parte della Camera potrebbe essere fissata nella prima settimana di agosto,
con il rischio però di affrontare temi di tale rilevanza politica in un'aula
già in via di smobilitazione per la pausa estiva, senza che vi sia stato il
tempo di ricompattare la maggioranza per far fronte ai malumori emersi in
occasione dell'esame preliminare nell'aula di Montecitorio. Resta in piedi
anche il nodo relativo all'imposta sulle plusvalenze sull'oro non industriale
della Banca d'Italia, criticato nuovamente dal Consiglio direttivo della Bce
perchè «lesiva dell'indipendenza finanziaria e istituzionale dell'istituto
monetario». Parere non vincolante e «non ostativo »,tuttavia
circostanziato:l'articolo 14 del decreto consentirebbe «una diminuzione delle
risorse della Banca d'Italia che non è in alcun rapporto con l'importo dei
profitti realizzati dalla stessa Banca». In più, la obbliga «a intraprendere
strategie di gestione del patrimonio focalizzate sui rischi finanziari generati
dalle nuove disposizioni fiscali proposte ». Inoltre l'emendamento appare
incompatibile «con il divieto di finanziamento monetario del settore pubblico
da parte della banca centrale» e non in linea con le regole stabilite dalla Bce
«ai sensi dell'articolo 26.4 dello Statuto del Sebc». Infine, i rilievi della
Corte dei Conti relativamente alla perseguibilità del danno erariale, che
provocherebbero il depotenziamento della capacità d'intervento della
magistratura contabile, la questione delle tasse per i terremotati abruzzesi e
l'emendamento del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini sui precari della scuola. Se
sarà confermata la linea della "blindatura" del testo, le modifiche
prenderanno la strada di altri veicoli normativi, alla ripresa dei lavori
parlamentari in settembre. «Non ci sono i tempi tecnici e neanche la volontà
politica», ha sostenuto il ministro per la Semplificazione, Roberto
Calderoli. «Per il Governo non ci sarà una fase due», aggiunge il ministro del
Welfare Maurizio Sacconi. Sul Mezzogiorno- aggiunge- «abbiamo sempre tenuto
conto nella nostra politica economica di questo tema e sappiamo bene che non
c'è futuro per il Sud,se non si ritrova la buona gestione ordinaria
nell'amministrazione regionale e in particolare nel settore sanitario ». Il
capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, annuncia che le presidenze
dei gruppi della maggioranza di Camera e Senato stanno elaborando di comune
intesa «un documento politico-programmatico sul mezzogiorno, che costituirà un
contributo alla riflessione del presidente Berlusconi nel predisporre il piano
per il Sud». Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ( An), ritiene non
necessaria una «fase due» più espansiva sul fronte della finanza pubblica
nell'azione dell'Esecutivo, ma chiede con forza al ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti di voltare pagina sul Mezzogiorno «dopo un primo anno di lavoro
dominato dalle emergenze». © RIPRODUZIONE RISERVATA PERCORSO STRETTO Per i
ritocchi sui punti critici l'esecutivo potrebbe decidere di utilizzare altri
veicoli normativi alla ripresa dell'attività a settembre
( da "Unita,
L'" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Brunetta: nel Sud gli Atenei nelle mani
sbagliate Quanti hanno diretto le Università del Sud si sono dimostrati non
all'altezza del loro compito. Lo ha affermato il Ministro Renato Brunetta,
intervenuto ieri pomeriggio al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta
(LU). Nel contesto della riforma della pubblica amministrazione, Brunetta ha parlato anche del pacchetto di provvedimenti per
l'università che prevede l'assegnazione di premi alle università migliori.
Brunetta ha espresso parere positivo sul provvedimento elogiando la «collega,
la bravissima Maria Stella Gelmini» per aver pubblicato «gli score delle Università basati sui
parametri».
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 27 Luglio 2009
Chiudi Il rettore designato Ciro Attaianese scrive alla Gelmini «Non si può valutare la collocazione
sul mercato del lavoro di laureati di facoltà scientifiche od umanistiche allo
stesso modo»
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di VITTORIO
BUONGIORNO «E' una sfida e non voglio piangermi addosso. Ma almeno voglio che
si giochi a carte scoperte». Il rettore designato dell'ateneo di cassino, Ciro
Attaianese, esce allo scoperto dopo che la graduatoria fissata dal ministero ha
collocato Cassino tra gli atenei meno virtuosi e quindi tra quelli meno
meritevoli di ricevere finanziamenti. Con una lettera
inviata al ministro maria Stella Gelmini, Attaianese (che assumerà la carica di Rettore il prossimo
novembre) punta il dito sui criteri utilizzati per la valutazione. «Gentile
Ministro, desidero complimentarmi con lei ed esprimere tutto il mio
compiacimento per la svolta avviata nell'allocazione delle risorse finanziarie
al sistema universitario - scrive Attianese - La valutazione rappresenta
un elemento imprescindibile per un'allocazione efficiente ed efficace delle
risorse che eviti sprechi e consenta al sistema universitario il perseguimento
di obiettivi di qualità che si traducono in una maggiore competitività dei
nostri laureati e, di riflesso, del nostro paese». Ma c'è una cosa che Cassino
contesta: «I sistemi di valutazione funzionano tanto meglio quanto più sono
trasparenti i criteri utilizzati. A oggi i criteri di valutazione a cui lei ha
fatto riferimento sono stati genericamente descritti dai mezzi di informazione,
preannunciandone la puntuale definizione nell'immediato futuro. Forse sarebbe
stato più opportuno invertire l'ordine: prima definire nel dettaglio i criteri,
magari con un certo anticipo e dando al sistema l'opportunità di formulare
osservazioni, poi stilare le graduatorie e allocare le risorse». «Caro
Ministro, siamo in Italia, e così com'è lecito attrezzarsi contro le tentazioni
che possono spingere a "manipolare" i concorsi - scrive il Rettore
designato - è altrettanto lecito porre in essere misure per prevenire la
tentazione di "manipolare" i criteri di valutazione fintantoché la
graduatoria che ne viene fuori non coincida con quella desiderata». E' una
frecciata agli atenei del nord e ai politecnici che sono risultati in cima alla
classifica. «Quanto ai criteri - spiega Attaianese - nell'attesa che questi
siano puntualmente descritti e quantificati per ciascun ateneo, qualche
preoccupazione è lecita in ordine al confronto fra atenei che sono
profondamente diversi in termini di aree didattiche e di ricerca attivate».
Continua a pag. 37
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di VITTORIO
BUONGIORNO Poi il rettore designato spiega al ministro, punto per punto, tutti
i suoi dubbi sui criteri utilizzati per definire la graduatoria: «L'idea di
valutare gli atenei sulla base della percentuale di collocazione sul mercato
del lavoro dei suoi laureati è senza dubbio corretta - scrive nella lettera -
Il problema è come tale valutazione viene effettuata. Le sembra giusto
confrontare in maniera diretta un ateneo con il 75% dei laureati in ingegneria,
come accade ad esempio nei politecnici, con un ateneo in cui il 75% dei
laureati appartiene all'area umanistica, che tradizionalmente trovano maggiori
difficoltà nel collocamento sul mercato del lavoro?». Altri dubbi riguardano i
criteri sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni. «Le sembra corretto -
scrive Attaianese alla Gelmini - confrontare un ateneo con il 75% dei docenti e dei ricercatori
di ruolo operanti nelle aree scientifiche con un altro in cui il 75% di docenti
e ricercatori svolge la propria attività di ricerca nel settore umanistico che
tradizionalmente ha maggiori difficoltà a reperire fondi esterni?». E
poi: «Nella capacità di intercettare fondi europei sono inclusi anche quelli
gestiti dalle Regioni e dalle Province? In caso affermativo le condizioni di
partenza degli atenei sarebbero profondamente diverse per la diversa capacità
degli enti locali di utilizzare i fondi europei». «Quelli esposti - conclude la
lettera di Attaianese - sono dubbi legittimi a cui si può facilmente ovviare e
che non pongono in discussione il processo avviato, ma vogliono soltanto
renderlo non solo più equo e robusto ma anche ampiamente condiviso proprio da
chi è valutato».
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 27-07-2009)
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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi Valle del
Giovenco: Bifulco (1'st Merletti), Locatelli (15'st Gentili), Piva, Di
Berardino, Pomponi, Giordano (25'st Ferraresi), Rosamilia (15'st Luzi), De
Angelis (15'st Bettega), Berra (15'st Carosone), Cruciani (25'st Del Signore)
Laboragine (18'pt Censori) All. Perrone. Cassino: Amadio
(1'st Paoletti), Biga (23'st Spanò), Martinelli, Agius, Conti (35'st Maisto),
Mucciarelli (10'st Bardeggia), Konè (10'stMerli), Morello (40'st Piscitelli),
Giannone, Romeo A disp. Gelmini, Castaldi All. Pellegrino Arbitro: Malandra di Avezzano. Rete:
5' s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva, Agius.
( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 27-07-2009)
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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di FILIPPO ROSATI
AVEZZANO - Il Cassino sostiene un'amichevole ad Avezzano contro la Valle del
Giovenco, neopromossi in I Divisione. Per la cronaca il risultato finale è
stato di 1-0 per i padroni di casa. Gara tutto sommato piacevole in
considerazione del periodo. La squadra di Pellegrino nel primo tempo è parsa
piatta, per poi prendere dinamicità nella ripresa. Del resto molti giocatori
erano appesantiti dalla preparazione. A ogni buon conto i laziali hanno
sostenuto un buon test che darà efficaci indicazioni a Pellegrino. La Valle del
Giovenco è sembrata leggermente più fluida nella corsa e nelle manovre. Il
tecnico dei laziali schiera un 4-4-2 con Mucciarelli e Agius centrali
difensivi, capitan Martinelli sulla corsia di sinistra e Biga Badan a destra.
Reparto difensivo tutto sommato già in discrete condizioni. Buona l'intesa.
Centrocampo con Giannone in cabina di regia e in avanti Morello e Mezgour.
Tatticamente la gara è iniziata con la Valle del Giovenco ad osare di più con
il Cassino pronto nelle ripartenze. La formazione biancazzurra ha cercato molto
di ripartire sulla fascia sinistra con rapidi cambi di gioco da parte di Konè e
Giannone. Nel primo tempo poche occasioni da entrambe le squadre. Qualche tiro
dalla media distanza. Nella ripresa sempre poche le palle in zona gol. I
biancoverdi sbloccano il risultato con capitan De Angelis che al 15 s.t. riceve
palla da Giordano con uno scambio veloce e a due passi di Paoletti realizza.
Tutto sommato intensa la reazione del Cassino che cerca la via del pareggio con
diverse soluzioni e va vicino al gol al 36 s.t. ma il palo dice no a Bardeggia.
Cassino che comunque non è dispiaciuto affatto. Una squadra nuova per sette
undicesimi che comincia a intendere. Squadra giovane e sbarazzina con molto
temperamento. Per la società biancoazzurra il mercato non è ancora finito.
Almeno altri due acquisti stanno per essere conclusi. Da rimarcare, infine, che
la formazione laziale è stata seguita ad Avezzano da numerosi tifosi. Un banco
di prova interessante per il Cassino. VALLE DEL GIOVENCO: Bifulco (dal 1 s.t.
Merletti), Locatelli, Piva, Di Berardino,Pomponi, Giordano (dal 25 s.t. Del
Signore), Rosamilia (dal 35 s.t. Ferraresi), De Angelis (dal 18 s.t. Bettega),
Berra (dal 18 s.t. Carosone), Cruciani (dal 20 s.t. Luzi), Laboragine (dal 20
p.t. Censori). A disposizione: Gentili. Allenatore: Carlo Perrone. CASSINO:
Amadio (dal 1.s.t. Paoletti), Biga Badan(dal 18 s.t. Spanò), Martinelli, Agius,
Conti, Mucciarelli (dal 18 s.t. Merli), Mezgour, Konè (dal
18 s.t. Bardeggia), Morello (dal 32 s.t. Piscitelli), Giannone, Romeo. A
disposizione: Gelmini,
Castaldi. Allenatore: Pellegrino. Arbitro: Malandra di Avezzano. Reti: al 15
s.t. De Angelis. Ammoniti: Morello, Piva.
( da "Messaggero,
Il" del 27-07-2009)
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Lunedì 27 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA
ALESSANDRI Cinque in condotta che comportano la bocciatura, criteri più severi
per ottenere l'ammissione all'anno successivo, esami sempre più difficili. La
scuola del rigore incombe, ma mamme e papà non sempre ci stanno e quando
leggono "non ammesso" accanto al nome del figlio corrono in
segreteria a chiedere delucidazioni. «Un fenomeno in aumento», spiegano dal
liceo scientifico Newton, dove diverse famiglie hanno già fatto richiesta al
preside Mario Rusconi di dare un'occhiata ai documenti dei rispettivi pargoli.
Lo stupore di fine anno, il «non sapevamo niente» pronunciato a bocca aperta da
genitori sedicenti "ignari" è un rito che si ripete ad ogni scrutinio
finale. «Ma come? Andava tanto bene, faremo ricorso», è la frase che echeggia
nelle presidenze di questi tempi. Ma anche le scuole stanno
affilando le armi per arginare i genitori che fanno, per citare le parole del
ministro Mariastella Gelmini, i "sindacalisti dei figli". Al Newton, ad esempio, si
sono inventati una sorta di libretto "parlante" che sarà in vigore
dal prossimo anno, un volumetto tascabile che contiene vita morte e miracoli
della carriera scolastica dell'alunno. Si inizia con i dati personali
corredati da foto, si prosegue con l'orario delle lezioni, lo spazio per
giustificare le assenze, quello per richiedere le uscite anticipate, la griglia
per le comunicazioni della scuola alla famiglia e della famiglia alla scuola.
Ma non finisce qui: i prof avranno una sezione apposita per annotare anche gli
esiti delle interrogazioni e mettere così al corrente papà e mamma del
risultato finale (sufficiente/insufficiente), ma anche dell'eventuale rifiuto
del ragazzo a farsi interrogare. Nel libretto che porta il marchio del liceo di
viale Manzoni c'è spazio anche per i compiti in classe. Per ogni prova viene
indicata la data di effettuazione e quella di restituzione, in un'ottica «di
trasparenza- spiega il preside Rusconi- anche rispetto al lavoro dei docenti
che sono tenuti a riportare gli elaborati entro 15 giorni». Ma al contempo le
famiglie non potranno più dire «non sapevamo»: il libretto riporterà anche il
voto ed è obbligatoria la firma, in basso, di un adulto responsabile
dell'alunno. I prof possono anche mandare a chiamare i genitori o chiedere
l'autorizzazione per una uscita didattica. «Stiamo cercando di
responsabilizzare il più possibile le famiglie, di intensificare la
comunicazione- sottolinea il preside Rusconi- il libretto sarà distribuito a
settembre a tutti i 1.200 studenti del nostro liceo». «A noi- spiega il
professor Roberto Ingravaglia, realizzatore materiale dell'"opera"-
il libretto, grande come un tascabile, costa poco più di un euro a studente ma
riusciamo a risparmiare il 70% della carta usata normalmente per le
comunicazioni». L'anno scorso a chiedere spiegazioni sull'esito degli scrutini
furono soprattutto mamme e papà di rimandati, quest'anno «arrivano le famiglie
dei bocciati», chiude il preside. Con il genitore sindacalista in agguato,
meglio premunirsi. Adesso chi potrà dire «non sapevamo niente?».
( da "Corriere
della Sera" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data:
27/07/2009 - pag: 19 Il caso Zero stipendio per 204 posti su 264. «Disertate il
bando» L'ateneo assume prof gratis A Pisa la rivolta dei precari MILANO Il
contratto? C'è, ma senza stipendio. E i precari, com'è ovvio, non ci stanno.
Succede a Pisa, ateneo tra i più antichi e illustri d'Italia, tra i «promossi »
della lista in base alla quale il Ministero ridistribuirà i fondi per il
prossimo anno accademico. E che ha deciso di mettere a bando 264 contratti di
insegnamento per corsi annuali o semestrali. Di questi, 204 sono «a titolo
gratuito». Una possibilità prevista dal decreto ministeriale dell'8 luglio
scorso, che disciplina i «criteri e modalità per il conferimento di incarichi
di insegnamento gratuiti e retribuiti». Una procedura che per la prima volta
avviene tramite bando pubblico. E va detto che in molti, vista la mala parata
economica derivata dai tagli ai finanziamenti, hanno deciso (chi a denti
stretti, chi meno) di approfittarne; a Pisa, però, quella valanga di contratti
senza paga ha scatenato un putiferio. «Io gratis non lavoro». Così si intitola
la campagna di boicottaggio lanciata dal Coordinamento dei precari della
didattica e della ricerca dell'ateneo pisano: un appello alla «indisponibilità»
che ha raccolto l'adesione di oltre 120 persone. In mezzo, presî- di e
contestazioni, una lettera al ministro Gelmini (per denunciare presunte
«irregolarità») e ipotesi di azioni legali. La parola d'ordine è disertare i
bandi, «indipendentemente dalla natura gratuita o remunerata del posto ».
Perché, spiega Giuseppe Marcocci, ricercatore alla Normale, «il problema è
anche l'incoerenza tra retribuiti e no, una differenziazione inaccettabile.
Sul bando di Lettere, l'unico che ad oggi è stato chiuso, abbiamo ottenuto
qualcosa: sui 74 contratti a titolo gratuito, 26 sono andati deserti» . «O
tutti o nessuno», è lo slogan del Coordinamento. La cui battaglia ha raccolto
solidarietà in ambito sia politico che sindacale (e in settimana è programmato
un incontro con Eugenio Baronti, assessore regionale alla Ricerca e
all'Università). «L'ateneo di Pisa commenta Massimiliano Casalini (Sinistra e
Libertà), capogruppo de La Sinistra in consiglio provinciale è stato annoverato
tra i 'virtuosi': bene, purché non avvenga a danno dei precari. Serve un
ripensamento, non si può sfondare in maniera così sfrontata sul terreno del
diritto del lavoro». «L'università interviene Daniela Fabbrini, segretario
generale Flc-Cgil Pisa aveva già autorizzato le supplenze gratuite, che però
erano affidate a docenti strutturati. Qui, invece, ci andrà di mezzo chi da
anni mette a disposizione la sua professionalità, e a cui ora si chiede di
lavorare gratis». La Cgil, che con i Cobas è scesa in piazza a fianco dei
precari, sta «valutando la possibilità di una vertenza legale». Il rettore
Marco Pasquali frena: «Attenzione, non sappiamo ancora chi abbia risposto ai
bandi. Se si tratta di professori, terranno un corso in più, ma avendo già lo
stipendio. Pisa è tra gli atenei con il miglior rapporto docenti di ruolocorsi
di base; quelli di cui parliamo sono un'offerta in più, corsi specialistici, e
neppure in numero maggiore rispetto agli altri anni, quando erano le facoltà ad
assegnarli a volontari interni». Una cosa, però, Pasquali la concede: «Ripeto,
aspetto i risultati. Ma se effettivamente avesse fatto domanda un numero
elevato di giovani, senza altra fonte di retribuzione... be', allora andrà
fatta una riflessione seria sull'uso di questo strumento». Gabriela Jacomella
gjacomella@corriere.it Sitin Studenti e precari pisani davanti al rettorato (
Ansa/ Silvi) Il rettore «Pronto ad aprire una riflessione se si scopre che
partecipano solo disoccupati»
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, il quadro
definitivo a Padova e provincia della prima prova con il «metodo Gelmini» Voti più bassi alla maturità I
migliori al liceo Caro di Cittadella: 5 cento e lode PADOVA. Esame di maturità,
bilancio finale per le scuole padovane. Voti meno brillanti rispetto al
passato, ma meno bocciati (il 2,4%). Il numero di chi dovrà ripetere l'anno,
però, s'impenna se si considera il 7,4% di non ammessi alla prova. I
candidati erano 6.233 negli istituti statali, 390 nelle scuole paritarie.
Promossi 6.180, bocciati 149. Voti meno brillanti del passato. Tra l'altro i
cento scendono dai 273 del
( da "Basilicanet.it"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
08.38 COL
( da "Giornale.it,
Il" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
articolo di lunedì 27 luglio 2009 Autunno
caldo, chi fa il tifo per gli scontri di piazza di Maria Giovanna Maglie
Leggiamo titoli e articoli di quotidiani, ascoltiamo dichiarazioni di politici
e di sindacalisti che inquietano perché dimostrano con crudezza di quale pasta
anti italiana si nutrano certi personaggi, i loro movimenti, i loro giornali.
La campagna di attacchi personali contro il presidente del Consiglio si è
sgonfiata come un palloncino di fronte all'inconsistenza dei fatti e al
disinteresse degli italiani? Anche sui faziosi giornali inglesi si stanno
raccattando le ultime briciole di gossip e poi si passerà ad altro? Subito si
prepara il nuovo, più tradizionale, sicuramente eversivo, progetto di attacco.
Fosse la pratica dell'opposizione, anche la più spregiudicata, resterebbe
un'arma legittima, anche se non condivisibile, ma dalla sinistra sparpagliata
nelle sue sparse membra appetite dal famelico Antonio Di Pietro arrivano
incitamenti alla lotta dura senza paura, richiami a un operaismo desueto e
antistorico, evocazioni di pericoli di lotta armata, tutti conditi da un
linguaggio sessantottino che stride con la realtà del Paese, tutti proiettati
verso un prossimo, imminente, minacciato "autunno caldo", che è
necessario denunciare perché tentano di impedirci di diventare un Paese
normale. Cito da Il Manifesto, quotidiano comunista: «Credo che succederà
questo. Che in settembre-ottobre avremo sette ottocento mila posti di lavoro in
meno (un impoverimento per alcuni milioni di persone). Che taglieranno fondi
alle università con metodi furbetti parlando di merito. E quando comincerà a
volare qualche sasso... dovremo reimparare da capo a scrivere e pronunciare la
parola “conflitto”. E sarebbe anche ora». Cito da Liberazione, sempre
quotidiano comunista e sempre in prima pagina e corredato da foto di operai
della Fiom in manifestazione, il volto coperto da una maschera bianca: «Per
Federmeccanica il solo sindacato buono, parafrasando il generale Custer, è
quello morto, o complice. Sarà un autunno davvero caldo». Cito infine da
un'intervista radiofonica concessa a Klauscondicio da Antonio Di Pietro, ancora
fresco di insulti ai giudici della Consulta, al presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, al nostro Paese per mezzo di pagine acquistate su giornali
stranieri: «In autunno lItalia dei Valori sarà nei consigli di fabbrica. Saremo
nelle piazze in difesa dei cassintegrati e dei lavoratori e di tutte quelle persone che vedono lesi i loro diritti fondamentali. In
una parola saremo protagonisti dellautunno caldo. Parteciperemo direttamente, anche
informandoli laddove la legge in via di approvazione impedisce di informare i
cittadini. Alla Camera hanno già approvato
una legge che vieta allinformazione di fare il proprio dovere, e noi in questo caso
saremo fra quelli che adotteranno la disobbedienza civile». Non basta,
aggiunge: «Credo che potrebbero tornare le Brigate rosse, sia quelle pilotate
che quelle non pilotate, entrambe
criminali, che vanno combattute. Credo anche che non si possa utilizzare la
legittima preoccupazione che deriva dalle Br per mettere il bavaglio e zittire
coloro che sono in fabbrica, vengono messi in cassa integrazione e vengono
mandati a casa». Vi basta per ritenere che questi anti italiani si stiano
preparando a una battaglia politica condotta con mezzi sporchi, ricatti, metodi
e azioni illegali? Io credo di sì, e credo anche che prima il Partito
democratico si deciderà a smentire qualsiasi velleità di rimettere insieme una
sinistra rappattumata, prima si deciderà a rompere qualsiasi forma di alleanza
con Di Pietro, maggiori speranze di sopravvivenza e di una svolta finalmente
socialdemocratica e riformista avrà. Anche perché la verità è unaltra. Nei problemi più
delicati della nostra economia e della nostra società qualcosa sta finalmente
cambiando, labitudine incancrenita allimmobilismo è finita. Penso
allaumento graduale delletà di pensionamento per le donne nella
pubblica amministrazione a partire dal
2010, penso al percorso che porterà nel 2015 ad agganciare le pensioni alle
aspettative di vita media. Così si libereranno finalmente molti soldi da
destinare alla salute, agli asili nido, alla famiglia. Diventeremo come il
resto dEuropa. Penso al lavoro
fatto per garantire una maggiore trasparenza ed efficienza della pubblica
amministrazione. Penso ai brillanti risultati del ministro della Pubblica
Istruzione, Gelmini, nellintrodurre i principi
del merito e della competizione nella
scuola e nelluniversità. Qualche giorno fa la signora ha tentato di
tenere una conferenza stampa per illustrare la decisione storica di destinare
una parte del Fondo di finanziamento ordinario - il sette per cento, cioè
cinquecentoventicinque milioni di euro - scegliendo sulla
base della qualità di ricerca e di didattica degli atenei. Ma, interrotta e
boicottata da tal parlamentare Pedica, addetto ai disturbi per conto di Antonio
Di Pietro, ha dovuto rinunciare. Questi sono i personaggi, queste le loro idee,
che naturalmente sono liberi di esprimere. Finché non diventano istigazione a
delinquere. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano -
P.IVA 05524110961
( da "Asca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
CALABRIA: DIMA, CONDIVISIBILI CRITERI VALUTAZIONE GELMINI UNIVERSITA' (ASCA) - Cosenza, 27 lug - ''I
nuovi criteri di valutazione, introdotti dal Ministro Gelmini nel cosiddetto 'Pacchetto Universita'', recentemente approvato
dal Consiglio dei Ministri, sono sicuramente condivisibili perche' finalmente
si da' spazio al merito ed alla capacita' da parte dei singoli Atenei di
esaltare la didattica e la ricerca scientifica, a tutto vantaggio di
studenti e di ricercatori''. Lo ha dichiarato l'on. Giovanni Dima (Pdl).
''L'individuazione di una nuova griglia di valori - dice Dima - che tenga conto
della necessita' di saper coniugare l'esigenza di una buona formazione e
ricerca con il bisogno di mantenere in equilibrio i bilanci anche attraverso la
soppressione di corsi di laurea inutili, perche' carenti di iscritti e
soprattutto inadeguati nel fornire sbocchi di lavoro credibili, rappresenta un
punto di partenza importante per cambiare il mondo dell'Universita'. Se questo
e' il presupposto, non possiamo non approvare la decisione di procedere all'immediata
distribuzione di una parte del Fondo di finanziamento ordinario delle
Universita' italiane, a quelle che hanno mostrato di essere particolarmente
virtuose sotto il profilo del rispetto dei criteri di qualita' nella didattica
e nella ricerca. Tra queste, anche l'Universita' della Calabria che, tra le
poche di tutto il Mezzogiorno, si colloca al diciannovesimo posto della
graduatoria degli Atenei piu' virtuosi, a dimostrazione del fatto che questo
Governo mostra di essere particolarmente attento, ed e', quindi, capace di
premiare, quanti si sforzano a far funzionare al meglio Istituzioni
scientifiche e didattiche strategiche per lo sviluppo dei nostri territori''.
red/rg/rob (Asca)
( da "Farmacia.it"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
27 Luglio 2009 - 12:27 INFLUENZA A/H1N1: NO A
SLITTAMENTO APERTURA SCUOLE Farmacia.it - 27 luglio 2009 La scuola riprenderà
regolarmente a settembre, non è previsto alcuno slittamento per la diffusione
in corso dellinfluenza A/H1N1. Lo ha fatto sapere il Ministro
dellIstruzione Gelmini.
Anzi ci ha tenuto a ribadire il ministro da questo punto
di vista non ci sono problemi. La Gelmini
ha inoltre definito ''inutile'' la polemica nata col sottosegretario alla
Salute, Ferruccio Fazio che aveva palesato questa possibilità. A tal proposito,
già da qualche giorno, sul sito del ministero sono state pubblicate tutte le
date di inizio delle scuole, regione per regione.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 27-07-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il
(Circondario Sud2))
Argomenti: Scuola
Spero che la ripartizione dei fondi per le
università, deciso dal ministero dell'Istruzione in base ad una precisa
graduatoria, apra gli occhi sulla qualità degli atenei del Sud. Polemiche a
parte sulla scelta degli indicatori per la classifica, non può essere solo un
caso o una congiura che gli atenei meridionali siano così in basso. Banale
prendersela con il ministero, si rischia solo di spostare i termini della
questione su un altro terreno. Speriamo che una volta per tutte si faccia una
riflessione seria su eventuali sperperi e professionalità dei docenti, e non si
faccia pagare - come spesso è avvenuto - il prezzo agli studenti. Antonio
Santoro - Maddaloni (Ce) Leggendo a proposito del decreto Gelmini che dà i fondi alle università
sulla base del merito, scopro che questo ha molti lati oscuri. La classifica
che tutti i giornali hanno pubblicato e che assegna la medaglia d'oro a Trento,
l'argento al politecnico di Torino e il bronzo a quello di Milano tiene conto
di parametri che non hanno molta attinenza con la qualità dell'insegnamento
e non contribuiscono a sfornare laureati con competenze di un certo livello. Il
60% del voto dato ai vari atenei è determinato da quanti studenti riescono ad
iscriversi al secondo anno avendo almeno sostenuto i due terzi degli esami del
primo e dalla possibilità che hanno gli studenti di valutare i propri docenti.
Ecco quindi che il metodo per la valutazione della qualità dell'insegnamento universitario
rischia di dare un numero elevato di falsi positivi. Da una parte i docenti
saranno invogliati dall'alto a promuovere più studenti possibile, abbassando il
loro livello di preparazione. Dall'altra gli studenti daranno i voti migliori
ai docenti che esibiscono maggiori percentuali di promossi. In tutto questo la
qualità non c'entra. Bei tempi quando agli studenti che non erano all'altezza,
e venivano giustamente bocciati, magari più volte, veniva consigliato di
iscriversi a scienze politiche e dalle università usciva gente veramente
preparata. Giuseppe Peroni - Carmagnola (To) La «bocciatura» delle università
napoletane, e di quelle del Sud in generale, secondo la classificata stilata
dalla commissione di merito istituita dal ministro Gelmini,
ha dato la stura a violente polemiche ed amare riflessioni. Tra le prime vi è,
essenzialmente, la non condivisione dei criteri scelti per la classifica,
diversi da quelli di altri organismi internazionali. Tra le seconde occorre
considerare che questo giudizio negativo sugli atenei del Sud era già stato
espresso da una larga percentuale di studenti universitari meridionali emigrati
nelle università del Nord alla ricerca di un insegnamento meno clientelare e
più consono alle esigenze della vita moderna. Inoltre vi è il rischio che la
riduzione dei finanziamenti, anche se parziale, possa avere non solo un impatto
negativo sulla qualità della didattica e della ricerca ma anche un
declassamento delle lauree conseguite presso le Università meridionali a favore
di quelle virtuose «promosse» del settentrione. Il ministro Gelmini
parla di un effetto «sprone» per le università «bocciate» ma intanto vi saranno
ricadute negative immediate di varia tipologia che dovranno essere fonte di
attenta meditazione per tutti i rettori di tali atenei. Renato Cimino
( da "Affari
Italiani (Online)" del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Politica Il Partito del Sud è morto nella
culla Lunedí 27.07.2009 15:47 Analisi di Luigi Crespi per Affaritaliani.it IN
ESCLUSIVA IL SONDAGGIO CRESPI RICERCHE: SOLO IL 16,6% DEI CITTADINI MERIDIONALI
PROMUOVE IL PARTITO DEL SUD. TUTTI I DATI Lombardo: bene Berlusconi sul
Mezzogiorno. Ma Castelli (Lega): basta con i piagnoni La fiducia nel premier
stabile al 68,2% Il Partito del Sud non esiste e quindi non può avere uno spin
doctor, ma da amico di Gianfranco Miccichè ho sempre sostenuto la sua battaglia
di rinnovamento e condiviso la grande fiducia nella gente del Mezzogiorno
d'Italia, ma le convinzioni e le intenzioni di Micciché, Prestigiacomo,
Martino, ecc. non hanno trovato riscontro nella rappresentazione che è stata
data a questa iniziativa e vediamo perché. Dal punto di vista della
comunicazione, che sappiamo essere oggetto dell'attività politica e non
strumento separato e distaccato, il Partito del Sud si è posizionato molto male
per le seguenti ragioni: 1) La proposta si è confusa con le provocazioni, fino
al punto da non far comprendere agli elettori di che cosa si tratta, qual è
l'idea e a quali esigenze risponda. Il Patito del Sud è quello di Lombardo? E'
quello federato dei colonnelli di AN? O è altro ancora? E che c'entrano
Bassolino e Loiero? 2) Il commissariamento di quattro regioni del Sud per la
spesa sanitaria fuori controllo e il documento redatto dal
ministero della Gelmini che
posiziona le università meridionali in coda alle classifiche, sono gli ultimi
atti che mettono in discussione la classe politica e dirigente del Sud a cui
non si può rispondere solo con una mera richiesta economica. 3) Aggregare
un'opzione politica intorno alla richiesta dello sblocco dei fondi FAS non è un
elemento che può coinvolgere l'opinione pubblica anche perché che cosa
siano lo so solo il 3% degli elettori. Ci si è dimenticati che oltre alla
legittima richiesta economica era necessario spiegare come e perché sarebbero
stati impiegati i fondi, dare un contenuto all'opzione economica, una finalità
concreta comprensibile alla gente. Anche perché l'idea che i denari che
dovrebbero contribuire alla rinascita del Sud vengano gestiti dall'attuale
classe politica meridionale è una cosa che fa rabbrividire gli stessi
cittadini: figure politiche come Bassolino rappresentano l'archetipo della mala
gestio ed è necessario non alimentare figure come queste, ma creare una
discontinuità culturale e di linguaggio oltre che operativa, cosa che il
Partito del Sud non è riuscito a fare. 4) Lo scontro tra fazioni - Lega Nord e
Lega Sud - tra l'altro contenuta all'interno dello stesso governo, per sua
natura aumenta la sua visibilità, ma riduce la credibilità di tutti gli attori
in campo. I dati delle recenti elezioni europee hanno dimostrato un deficit
elettorale grave per il Pdl nel Sud e sappiamo che tale calo non ha prodotto
vantaggi ad altri partiti, quindi gli elettori non andando a votare hanno
semplicemente sospeso il giudizio. Il dibattito aspro di queste ultime
settimane ha determinato l'idea che questo malcontento non potesse essere
contenuto nell'attuale quadro politico, l'idea del Partito del Sud è stata
lanciata con grande forza e ne trarrà vantaggio chi saprà formalizzarla in
termini di offerta politica, quindi è probabile, allo stato attuale dei fatti,
che sarà il movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo a beneficiarne al
Sud del Paese, mentre la Lega farà il pieno di consensi al Nord, perche il Pdl
è riuscito a far prevalere più che l'idea del desiderio di un cambiamento
quello di una lotta intestina finalizzata a posizioni di potere. Lo so che non
è certamente il caso di Gianfranco Miccichè, ma la percezione consegnata
all'opinione pubblica è questa e la responsabilità non è certamente della
gente. tags: partito del sud silvio berlusconi pdl
( da "Asca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA'/PERUGIA: VINTI (PRC),
INACCETTABILE BOCCIATURA ATENEO (ASCA) - Perugia, 27 lug - ''Le recenti misure
approvate dal governo Berlusconi in materia di finanziamento alle universita'
italiane, che hanno avuto l'effetto di ''bocciare' ingiustamente l'Ateneo di
Perugia, sono inaccettabili sotto molti punti di vista, porteranno alla
formazione di atenei di serie A e di serie B e ad una destrutturazione
dell'offerta formativa universitaria''. Lo sostiene il capogruppo regionale di
Rifondazione comunista, Stefano Vinti, che in una nota spiega come l'iniziativa
del Governo ''piu' che premiare il merito, rischia di creare un sistema
universitario a due velocita', in cui vengono premiati gli atenei che gia'
stanno in un contesto sociale, economico e imprenditoriale piu' favorevole:
sono, infatti, al Nord gli atenei piu' virtuosi secondo i
nuovi criteri introdotti dalla Gelmini, e ai primi posti ci sono quelle universita' che attirano i
maggiori finanziamenti privati''. L'esponente di Rifondazione comunista punta
il dito sulla situazione umbra spiegando che i nuovi criteri di merito
ministeriali hanno avuto ''l'effetto paradossale di ''bocciare' l'Ateneo di
Perugia, che fino a qualche mese fa, invece, risultava agli occhi del
Ministero della ricerca e dell'Universita' come una struttura virtuosa.
L'universita' di Perugia - ha aggiunto Vinti - si e' caratterizzata in questo
ultimo decennio per il buon livello di attivita' di ricerca, partecipando a
progetti nazionali e internazionali. Di piu', l'Ateneo perugino ha favorito lo
sviluppo di spin-off accademici che hanno dato impulso e hanno facilitato
numerose attivita' imprenditoriali originate da attivita' di ricerca dei
dipartimenti e delle strutture universitarie umbre, dando un notevole
contributo al rafforzamento del tessuto economico regionale. Regione e
Universita' poi hanno prodotto grandi sforzi per garantire livelli di diritto
allo studio elevati che hanno dato la possibilita' di accesso a tanti studenti
meritevoli, ma in condizioni economiche svantaggiate''. Secondo Vinti, la
scelta del Governo di ''destinare una quota di finanziamento pubblico
ordinario, per ora il 7%, prevedendo di aumentare tale percentuale negli anni a
venire secondo i nuovi criteri di merito, portera' alla destrutturazione
dell'Universita' pubblica.'' Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista
condivide le critiche avanzate dal Rettore Francesco Bistoni e da esponenti del
mondo universitario alle nuove misure del ''Pacchetto universita'' del ministro
Gelmini. ''E' necessario - ha concluso - che le
istituzioni e gli enti locali, a partire dalla Regione, facciano sentire la
loro voce di protesta presso il Miur''. red/rg/ss (Asca)
( da "Blogosfere"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Lug 0927 Lettera aperta all'onorevole Gelmini Pubblicato da Gianluigi Filippelli alle 15:55 in Ricerca Mi
scuso con il ritardo con cui comunico questa lettera che il Coordinamento
nazionale dei precari dell'università ha inviato al ministro Gelmini. Senza troppi fronzoli, eccovi
la lettera: Oggetto: il precariato della docenza e della ricerca
nell'Università Signor Ministro, da molti mesi, come previsto dal DL
180, convertito in legge il 9 gennaio 2009, il paese aspetta invano il decreto
attuativo di definizione dei criteri di valutazione dei titoli e delle
pubblicazioni nei concorsi a ricercatore. Un decreto che promette maggiore
trasparenza nello svolgimento dei concorsi e che renderebbe possibile sia lo
sblocco dei concorsi già banditi dagli Atenei sia l'avvio della seconda e della
terza tranche del reclutamento straordinario. Se la situazione dell'università
italiana in questo momento è critica, lo è particolarmente per quella fascia di
studiosi che ancora non ha un rapporto lavorativo a tempo indeterminato con gli
Atenei e che però, con dedizione, competenza e sacrificio, da molti anni fa
quella ricerca grazie alla quale lItalia continua a essere ai vertici internazionali. Da molti
anni a questa parte, infatti, quasi la metà del personale impegnato a tempo
pieno in ricerca e docenza negli Atenei è reclutato con contratti parasubordinati (assegni di
ricerca, cococo...) e borse di studio, la maggior parte dei quali privi delle
più essenziali tutele previdenziali ed assistenziali. L'elevata professionalità
dei ricercatori e docenti precari è dimostrata dal bagaglio delle numerose
esperienze in materia e delle pubblicazioni, contribuendo direttamente al
prestigio degli Atenei italiani. Così come quasi la metà dei corsi universitari
è sostenuta da quello stesso personale precario, il cui lavoro permette agli
Atenei il raggiungimento di un corretto rapporto tra docenti e studenti, che
tiene l'Italia ai livelli europei. Purtroppo, la sovrapposizione di diverse
riforme, che non sono mai state rese completamente operative, ha generato una
situazione di devastante stallo generale e, in particolare, una sostanziale e
gravissima sospensione del reclutamento, cioè dei concorsi a ricercatore
banditi a livello nazionale. Grazie ad alcune indagini, si stima infatti che
nelle Università italiane vi siano circa 50.000 precari impegnati a tempo pieno
nella ricerca e docenza (Fonti dei dati: CRUI e MIUR del 2006 su 33 Università
censite, MIUR del 2008 più autocensimento nel 2008). I dati rilevati in questi
casi, sebbene parziali, evidenziano inoltre una crescita cospicua e costante
del precariato nei ruoli di docente e ricercatore universitario. Se guardata
dal punto di vista dello Stato, questa circostanza non permette di utilizzare
al meglio quelle risorse umane per la cui formazione e qualificazione sono
stati spesi centinaia di milioni di euro. Ora più che mai il fenomeno dei
cosiddetti cervelli in fuga è diventata un'emergenza, ma qual è la sua reale
pericolosità? In termini di economia di sistema, le nostre Università hanno
formato studiosi di altissima levatura scientifica, che però metteranno il loro
sapere a disposizione non della nostra nazione e dei nostri giovani ma di altri
paesi. Questo, nel migliore dei casi. Altrimenti saranno destinati a vedere
ignorati e mortificati il loro impegno e la loro qualificazione. Se invece
questa situazione la si guarda con gli occhi dei singoli ricercatori e docenti
ancora precari, si vedrà un pericolosissimo fenomeno sociale per cui decine di
migliaia di giovani e, purtroppo ormai di ex giovani, da un giorno all'altro
non riusciranno più a sostenere quello sforzo economico, sociale e umano che
finora gli ha dato la forza di aspettare una svolta nella propria vita
lavorativa. E questo è particolarmente grave per quegli studiosi che non
possono contare su una condizione sociale di partenza agiata. E' questa la
selezione che cercava, Signor Ministro? Questi ricercatori e docenti il proprio
dovere – anzi, molto più del proprio dovere – lo hanno fatto, lo stanno facendo
e hanno intenzione di farlo. Si tratta però di dargliene la possibilità
concreta. Occorre in primo luogo dare finalmente attuazione a un piano di
reclutamento straordinario non più procrastinabile e il ruolo del Suo Ministero
è anche quello di dettare quanto prima le linee guida per una campagna di
reclutamento ciclico e ordinario sulla base delle reali esigenze di didattica e
ricerca degli atenei, che prenda il via col prossimo Anno Accademico. E'
necessario inoltre, da subito, assicurare ai ricercatori e docenti precari i
diritti minimi di ogni lavoratore: retribuzioni adeguate, diritti pensionistici
ed assistenziali, ammortizzatori sociali, rappresentanza negli organi
accademici. Tutto ciò con lobiettivo di mantenere sempre alto il livello di didattica e
ricerca nei nostri Atenei italiani e conservare nel nostro paese un livello di civiltà del lavoro degno di questo nome.
Ricordiamo, infine, che non è più accettabile la stipula di contratti di
docenza a titolo gratuito, modalità indecente diffusasi in molti Atenei del
paese in conformità a quanto previsto dalla L. 230/2005, art. 1, c.10.
L'assenza di retribuzione è infatti inevitabilmente correlabile con la
riduzione della qualità dellofferta didattica e soprattutto con un inaccettabile
trattamento dei lavoratori. Proprio per la gravità del quadro sopra descritto
riguardo la ricerca e docenza
precaria, e per organizzare e difendere i lavoratori precari della conoscenza
che operano nelle università italiane si è costituito il Coordinamento
nazionale dei precari dell'Università. Dalla lotta per un reclutamento
straordinario, dallopposizione alla ristrutturazione antidemocratica
dellUniversità alle vertenze locali per i diritti negati, il
Coordinamento porterà la voce dei precari dellUniversità dovunque sarà
necessario. Per la particolarità e lurgenza che purtroppo caratterizzano la condizione di questi lavoratori, abbiamo la
necessità di un confronto immediato e diretto al fine di comprendere con
chiarezza quali sono le misure che Lei, e il governo di cui fa parte, abbiano
previsto per una soluzione efficace e tempestiva del reclutamento dei
ricercatori universitari. Prima di un punto di non ritorno. Distinti saluti,
Coordinamento Nazionale dei precari dell'Università FLC-CGIL
( da "Asca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
CALABRIA: TRIPODI (PDCI), SBAGLIATA
RIPARTIZIONE FONDI UNIVERSITA' (ASCA) - Catanzaro, 27 lug - ''La ripartizione
dei fondi per le Universita' e' inaccettabile perche' e' frutto di metodi e
parametri sbagliati e penalizzanti. Il meccanismo
escogitato dal ministro Gelmini colpisce pesantemente gli atenei del Sud''. Lo ha detto
Michelangelo Tripodi, assessore regionale e segretario del PdCI Calabria, che
''critica aspramente la classifica secondo la quale il ministro Gelmini ha stabilito la ripartizione del
cosiddetto Fondo premiale alle Universita' Italiane''. Concetto base per
Michelangelo Tripodi, ''e' che il ministero usa il termine 'virtuoso' in maniera
fuorviante e strumentale''. ''Come e' stato ribadito da piu' parti e
soprattutto da presidi e docenti - sottolinea - si tratta, infatti, di una
classifica puramente economica con cui vengono premiate le universita' che
hanno speso di meno, ai danni di quelle che, invece, hanno investito piu' in
ricerca e conoscenza. Se aggiungiamo poi che, in base ai parametri usati per
stabilire gli atenei piu' virtuosi, salgono di media quelli in cui si scrivono
piu' studenti al secondo anno dopo avere superato almeno i due terzi degli
esami, si capisce a chiare lettere che finiscono per primeggiare le universita'
dove in sostanza e' stato piu' facile superare gli esami stessi''. ''Al
contrario - afferma il segretario regionale del PdCI - bisognerebbe invece
premiare chi si sforza da anni per mantenere buona la qualita' della propria
ricerca e didattica, come i tanti atenei rinomati in tal senso ma che grazie al
metodo Gelmini si trovano rilegati in fondo alla
classifica. Insomma, un vero e proprio pasticcio studiato ad arte per favorire
economicamente, tanto per cambiare, le universita' del Nord''. ''Se si prende
in esame la classifica - afferma ancora Michelangelo Tripodi - si capisce bene
che la logica di questo provvedimento e' che, tranne qualche rarissima
eccezione, sono gli atenei del Mezzogiorno a finire per essere pesantemente
penalizzati. In queste condizioni, infatti, dando piu' fondi al nord, si
aumentano ulteriormente gli squilibri strutturali e cresce il divario nord-sud.
E' chiaro, difatti, che in base ad un altro parametro utilizzato per stilare la
classifica, quella degli occupati, la percentuale e' direttamente collegata
alla situazione socio-economica dell'area in cui si trova l'ateneo, con il
risultato che le universita' del Sud subiscono un ulteriore scippo
utilizzando,un parametro che, praticamente, al danno unisce la beffa''.
red/rg/alf (Asca)
( da "Asca"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA/COMO: FLC CGIL, IL PROSSIMO ANNO 342
SUPPLENZE IN MENO (ASCA) - Como, 27 lug - A settembre a Como ''i numeri dei
tagli dell'organico si tradurrannno in 72 supplenze in meno nella scuola
primaria, 68 posti di lavoro verranno a mancare nella secondaria di primo grado
e 78 nelle superiori. Ausiliari, tecnici e personale amministrativo conteranno
124 tagli. In tutto, si tratta di 342 lavoratori della scuola che a settembre
andranno a rinfoltire la gia' nutrita schiera dei disoccupati''. Questa la
denuncia della Flc Cgil di Como. ''Purtroppo dietro questi numeri si celano
donne e uomini che a settembre non avranno piu' un posto di lavoro - sottolinea
Giacomo Licata, segretario Flc Cgil - inoltre, rispetto all'organico di fatto
(ulteriori cattedre assegnate dal ministero per coprire particolari esigenze di
determinate scuole) e' bene non farsi illusioni considerato che l'anno scorso
furono soltanto 30 i posti complementari dell'organico di fatto, e che comunque la riforma Gelmini prevede ulteriori 5mila tagli sulle disponibilita' da assegnare
in organico di fatto''. Drammatica, secondo la Flc Cgil, la situazione delle
cattedre di italiano nelle scuole medie: 40 delle 68 supplenze abolite nelle
secondarie di secondo grado il prossimo anno competono infatti tale cattedra.
''Riceviamo quotidianamente telefonate di docenti che chiedono come mai nelle
sedi disponibili pubblicate dall'Ufficio scolastico provinciale non risultino
cattedre per l'A043 (italiano nelle scuole medie) piuttosto che l'A033 (ed.
tecnica) - spiega Licata - e non solo, ma siamo al paradosso che per alcune
cattedre abbiamo insegnanti in sovrannumero, vale a dire insegnati di ruolo che
non hanno un posto di lavoro e che quindi resteranno a disposizione delle
scuole per le supplenze''. ''La Flc Cgil aveva manifestato tutta la sua
preoccupazione sin dal mese di settembre - conclude Licata - invitando tutte le
OO.SS. e i lavoratori alla mobilitazione. Purtroppo dopo la grande
manifestazione unitaria del 30 ottobre, qualcuno ha pensato che in sede di trattativa
ci sarebbero stati margini per recuperare. Cosi' non e' stato e la FLC CGIL lo
aveva previsto. Adesso chiediamo tutele per tutti quei precari che si
ritroveranno a settembre senza lavoro''. res-map/
( da "Sestopotere.com"
del 27-07-2009)
Argomenti: Scuola
Al Castello Sforzesco il Nabucco chiude Lirica
sotto le stelle (27/7/2009 19:25) | (Sesto Potere) - Milano - 27 luglio 2009 -
Si conclude sabato 1 e domenica 2 agosto, con il Nabucco di G.Verdi, ledizione 2009 di Lirica
sotto le stelle, la rassegna in programma
nel Cortile della Rocchetta del Castello. Anche questanno la manifestazione
ideata dallassessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità
Massimiliano Orsatti e realizzata in collaborazione con lAssociazione
“Teatro dellOpera di Milano fa segnare
il tutto esaurito, con 5.600 spettatori. Il cartellone ha portato in scena La
Bohème 17, 18, 19 luglio e Don Giovanni 24, 25, 26 luglio mentre sarà il
Nabucco a far calare il sipario sulla rassegna. “Opere di grande respiro –
commenta lassessore Orsatti – le cui arie sono
nel patrimonio culturale di tutti noi, anche di chi certamente non è un assiduo
melomane. Una rassegna estiva che rappresenta un concreto invito rivolto a
tutti milanesi a scoprire e vivere il fascino del melodramma e le emozioni del
teatro, immersi in una delle cornici storiche più suggestive che Milano possa
offrire, il Castello”. “Il successo riscosso dalla manifestazione – prosegue
Orsatti - a giudicare dai biglietti esauriti sin dal primo giorno, conferma
ancora una volta lapprezzamento da parte dei
milanesi per tutte quelle attività che sanno coniugare qualità e divertimento.
Vista la grande partecipazione - continua Orsatti - e per accontentare le
richieste del pubblico per la prossima edizione targata 2010 siamo già pronti a
aumentare il numero di repliche per ogni opera in cartellone “. “ Grazie alla
collaborazione con gli albergatori milanesi – conclude Orsatti –significativa è
stata la presenza di turisti stranieri che hanno potuto così apprezzare
gratuitamente una grande eccellenza culturale di Milano, come la lirica e il
teatro.“ Tutte le serate sono gratuite con inizio alle ore 21,00. Per dare la
possibilità a tutti milanesi di assistervi, i 500 biglietti disponibili per
ciascuna delle repliche di Nabucco, ultima opera in programma, saranno
distribuiti presso lAssessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità di
Via Bagutta 12, lunedì 27 luglio dalle ore 10.00 alle 17.00, infoline 02/795892
La regia delle tre le opere liriche è affidata al Maestro Mario Riccardo Migliara che ha realizzato una messa in scena capace di
valorizzare la scrittura musicale e rappresentare un armonica sintesi con
le partiture e i libretti dei grandi autori proposti. Ogni Opera Lirica è
costruita per svelare i significati originari e i valori più intensi sia della storia che della musica. La
regia proposta da Migliara esplora un rinnovato modo di vivere e proporre il
teatro, delineando innovativi territori di fruizione dello spettacolo,
avvicinando la lirica anche ad un pubblico non esperto. Gli interpreti
impegnati nella manifestazione sono per la maggior parte voci nuove del
panorama concertistico italiano affiancati da consolidati professionisti
provenienti dai migliori conservatori di tutto il mondo. Ad accompagnare
musicalmente le tre opere è lOrchestra Filarmonica di Milano diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme” di G.
Puccini, Francesco Attardi per “Don Giovanni” di W. A. Mozart e Roberto Gianola
per “Nabucco” di G. Verdi.