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Articoli
Schola (6)
Scuola, un declino che segue la crisi del Paese
( da "Gazzetta
del Sud" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ora, con l'insediamento del nuovo governo cosa succederà? Dalla Moratti a Fioroni, e adesso? Si dirà, anche stavolta, che la precedente "gestione" ha sconquassato il sistema scuola, e sarà di nuovo un "punto e a capo" a spese degli studenti?.
Bullismo
fra ragazze, fenomeno in crescita
( da "Nuova
Venezia, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha seguito dei casi bullismo nella zona, avverte: "Il decreto Fioroni è stato molto severo. Ora quello che viene definito bullismo costituisce una fattispecie di reato criminoso. Non possiamo vivere in un clima da caccia alle streghe, perché altrimenti dobbiamo attenderci denunce continue, da così a peggio".
Fischi
a Bagnasco: <Una vergogna> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni. "Un gesto ancor più odioso e offensivo ? ha aggiunto Fioroni ? poiché compiuto proprio nel giorno in cui si celebra la memoria di coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia". Di contestazione che "testimonia l'intolleranza di una minoranza militante che intende le celebrazioni come una occasione di scontro e divisione"
Serafini:
innanzitutto i problemi dei lavoratori
( da "Corriere
Alto Adige" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Gli altri appelli Valentinelli: sia il garante dei cittadini. Artioli: pensare alla riforma della scuola Serafini: innanzitutto i problemi dei lavoratori BOLZANO - La richiesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
Berlusconi:
è l'ora della pacificazione nazionale
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Durissimi Pier Ferdinando Casini ("I fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25 aprile "), Gianfranco Rotondi ("è una vicenda grave che rovina la festa di tutti gli italiani") e il ministro uscente Beppe Fioroni: "I fischi sono atto di grave intolleranza che offendono non solo i cattolici ma tutto il Paese". Paola Di Caro.
Scuola
senza assunzioni, la rabbia dei prof: "Salvano solo ad Alitalia"
( da "Dire"
del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intenzione sua e del ministro Giuseppe Fioroni di condurre in porto il provvedimento (un decreto congiunto Tesoro-Istruzione) entro il 29 aprile, prima dell'apertura della nuova legislatura. Ma, ora, i tempi sono davvero "troppo stretti". E di autorizzazioni ad assumere da parte del Tesoro non c'è ombra, come confermano anche ai piani alti del dicastero di viale Trastevere.
( da "Gazzetta del Sud" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Patrizia Zangla La riflessione
Torniamo a parlare di scuola e dintorni. La scuola nazionale sembra affetta da
una grave patologia. Quale? L'asinità contemporanea. Le indagini condotte da
molti centri di ricerca e Università del Belpaese non lasciano dubbi: i nostri
studenti sono somari. Lo "studente somaro" non è il contrario dello
"studente secchione" saccente e pedante, ma il prototipo eclatante di
un "non sapere" antisocratico, vale a dire sterile, foriero di
arroganza e superficialità. Il somaro non si cura della sua asinità, e
deresponsabilizzato, indifferente nei confronti della propria ignoranza, si
autoconvince della facilità delle cose, come per esempio accedere ai corsi
universitari a numero programmato senza preparazione, ma con raccomandazione.
Il problema è ampio. Se guardiamo con una lente di ingrandimento constatiamo
che la lingua italiana è in declino,si è impoverita; a molti italiani, non solo
studenti, la sintassi è sconosciuta. Un dato inequivocabile è che, nei rapporti
internazionali, l'importanza della lingua sia corrispondente alla forza
politica, economica e culturale di un Paese e che, al momento l'Italia sia in
crisi. Il declino della lingua si è verificato in particolare entro i confini,
ci hanno convinto che le lingue straniere sono più importanti perché più utili.
E in una società in cui tutto è merce e capitale non poteva che andare così.
Dati in controtendenza rivelano invece che mentre noi non diffondiamo
l'italiano, in molte città europee e extra europee si realizzano corsi di
lingua italiana. I nostri classici vengono letti e soprattutto amati in lingua
madre. É noto, sono anni di omologazione alla mediocrità, di dequalificazione
culturale, in cui spesso il sapere rappresenta un valore disgiunto, talvolta
anche una macchia che può rallentare la carriera, in quanto pensare può essere
controproducente ma anche avvilente perché il meritevole è costantemente
superato dal somaro di turno "segnalato". Così dobbiamo fare i conti
con una scuola in molti casi divenuta un diplomificio che penalizza il merito,
con genitori disorientati e iper buonisti con una classe docente anche
demotivata e impreparata e che complessivamente non ha elevato il livello verso
l'alto ma lo ha degradato verso il basso e con gli effetti di decennali
interventi: politici e pedagogici scellerati. Una classe docente che si misura
con progetti, recuperi, debiti, crediti, Pof, Por, Pon, parole lontane da
lettura, motivazione, preparazione, concentrazione, logica, sapere. Invertiamo
la rotta? Torniamo indietro? Non piacevano i metodi cattedratici e rigidi della
scuola pre-sessantottina, né il sapere formale e nozionistico, piacerebbe
invece una scuola che fosse realmente critica, seria e formativa. Ora, con l'insediamento del nuovo governo cosa succederà? Dalla
Moratti a Fioroni, e adesso? Si dirà, anche stavolta, che la precedente
"gestione" ha sconquassato il sistema scuola, e sarà di nuovo un
"punto e a capo" a spese degli studenti?.
( da "Nuova Venezia, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia Bullismo
fra ragazze, fenomeno in crescita Lo psicologo: "Emulano i maschi".
L'avvocato: "Ormai è un reato" SAN DONA' Il nuovo caso fa discutere
SAN DONA'. Riti iniziatici e sospetta violenza, scatta un'inchiesta interna ad
una scuola del Sandonatese dove alcune mamme hanno denunciato pubblicamente
sevizie ai danni delle loro figlie. Pare si tratti di una serie di rituali che
le ragazzine affrontano per entrare a far parte di gruppi vicini ai punk e che
hanno suscitato lo scandalo in queste famiglie ora decise a chiedere
spiegazioni al preside e al corpo docenti. Graffi e segni sui polsi causati da
compassi, taglierini e oggetti appuntiti, tatuaggi sulla pelle graffiata come
nelle tribù africane. Troppo per alcune mamme che vogliono sapere se le
ragazzine siano state plagiate in qualche modo dalle compagne di classe che
sono più forti e comandano nel "branco". Intanto l'avvocato Francesco
Maino, che ha seguito dei casi bullismo nella zona,
avverte: "Il decreto Fioroni è stato molto severo. Ora
quello che viene definito bullismo costituisce una fattispecie di reato
criminoso. Non possiamo vivere in un clima da caccia alle streghe, perché
altrimenti dobbiamo attenderci denunce continue, da così a peggio".
Gli psicologi stanno studiando il fenomeno anche nel Basso Piave, dove casi
come quello della scuola media pare siano molto frequenti. "Premetto che
non conosco il caso specifico - analizza il noto psicologo di San Donà Stefano
Boso - posso dire che il bullismo c'è sempre stato, oggi è stato per così dire
codificato. I riflettori sono accesi su questo fenomeno. Intanto è molto
cambiato il rapporto tra genitori e insegnanti. Una volta c'era più distanza,
oggi il genitore parla, si informa, ragiona o litiga con il docente. Il fatto
che spesso siano coinvolte ragazzine può essere un riflesso della società degli
adulti che sta cambiando, con le donne molto più emancipate e libere, sicure di
loro stesse. E quello che facevano un tempo le gang di maschi oggi lo fanno
anche quelle di ragazzine che hanno i loro rituali iniziatici".
"Ricordiamoci che in ogni caso - precisa lo psicologo - i ragazzi cercano
di ottenere l'attenzione con determinati gesti. Il ricorso alle forze di
polizia può essere giustificato nei casi più gravi, ma per i restanti dovrebbe
essere stimolata una maggiore comunicazione tra docenti, genitori, alunni, per
cercare di affrontare tutti assieme il problema quando esiste". (g.ca.).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Fischi a Bagnasco:
"Una vergogna" GENOVA Fischi e urla hanno accolto l'arcivescovo di Genova
e presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco,
al suo arrivo a Palazzo Ducale per la cerimonia di celebrazione del 25 Aprile,
dove era atteso poi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il
cardinale è arrivato a piedi dalla vicina sede della Curia arcivescovile e ha
attraversato piazza Matteotti gremita da alcune migliaia di persone, dove
spiccavano bandiere rosse con la falce e il martello o con la scritta Cgil.
Mentre era a pochi metri da Palazzo Ducale da alcuni gruppi sono partite alcune
bordate di fischi, che hanno coperto gli applausi, e qualcuno ha gridato
"buuu". L'arcivescovo, genovese di nascita, in passato aveva ricevuto
minacce nella sua città quando, poco dopo la sua nomina ad arcivescovo, era in corso
la polemica sui Dico e le coppie di fatto. L'episodio è stato criticato, tra
gli altri, dal sindaco di Genova Marta Vincenzi: "Ci vuole rispetto, le
insofferenze o le troppo accentuate partiticità devono essere superate",
ha detto il primo cittadino, osservando che "c'era un popolo in
piazza", mentre "a contestare è stata una minoranza". E
l'incivile contestazione all'arcivescovo è stata stigmatizzata da molti
politici, dall'Udc, al Pdl, al Pd. "Gli insulti al cardinal Bagnasco ? ha
detto il leader Udc Pier Ferdinando Casini ? offendono non solo i cattolici, ma
tutti gli italiani che onorano il 25 Aprile come data fondante della nostra
Repubblica. I fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25
Aprile". I fischi rivolti a monsignor Bagnasco, "a cui va la mia
piena solidarietà, sono un atto di grave intolleranza che offende non solo i
cattolici ma l'intero Paese" ha affermato anche il ministro uscente della
Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. "Un
gesto ancor più odioso e offensivo ? ha aggiunto Fioroni ? poiché
compiuto proprio nel giorno in cui si celebra la memoria di coloro che hanno
combattuto per la libertà e la democrazia". Di contestazione che
"testimonia l'intolleranza di una minoranza militante che intende le
celebrazioni come una occasione di scontro e divisione", ha parlato
il parlamentare del Pdl Stefano Caldoro, mentre il portavoce di An Andrea
Ronchi ha definito i fischi e gli insulti a monsignor Bagnasco "un grave e
vergognoso atto di intolleranza". Infine, Carlo Giovanardi (deputato del
Pdl) ha osservato che "una festa di tutti è stata trasformata da troppi in
una palestra di livorose dichiarazioni e minacciosi atteggiamenti".
( da "Corriere Alto Adige" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-26 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE Gli altri appelli Valentinelli: sia il garante dei
cittadini. Artioli: pensare alla riforma della
scuola Serafini: innanzitutto i problemi dei lavoratori BOLZANO
- La richiesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da parte del Landeshauptmann Luis
Durnwalder, della grazia per gli ex attivisti degli anni 60 non trova consensi
tra i cittadini, esponenti dell'economia e del sindacato. "I veri problemi
sul tappeto sono altri e sono comuni al Nord come al Sud" osservano in
molti. A preoccupare gli esponenti dell'economia, infatti, è la perdita di
credibilità e competitività del nostro paese all'estero. Nell'agenda delle
richieste, al posto d'onore c'è la questione dei salari, delle tasse che
frenano le aziende e pesano sulle famiglie ed una maggiore attenzione verso la
formazione e l'organizzazione della scuola. Enrico
Valentinelli, vice presidente della Cassa di Risparmio, parla senza peli sulla
lingua. "Il presidente Napolitano, come prevede la Costituzione, deve in
questo momento essere il vero garante dei cittadini per far tornare le istituzioni
ad essere credibili. Sono tante le cose sul tavolo della discussione - afferma
Valentinelli - ma la più preoccupante è quella dell'immagine che il nostro
paese sta dando. I cittadini devono ritrovare la fiducia nelle istituzioni per
far ripartire la produttività dell'Italia. Su questo la funzione del presidente
è importante proprio per richiamare l'attenzione del governo e della politica
". Secondo Valentinelli, infatti, l'Italia deve ritrovare un'immagine di
credibilità molto forte. "Abbiamo dei tesori di valore inestimabile nel
campo dell'arte, che rappresentano il nostro petrolio e sono invidiati in tutto
il mondo, ma con l'immagine dell'immondizia sulle strade rischiamo di
offuscarli con gravi ricadute nel campo del turismo". Su questo punto concorda
anche il segretario provinciale della Uil, Toni Serafini, anche se colloca al
primo posto dei problemi da risolvere la sicurezza sul lavoro, tema questo
molto caro al capo dello stato, che anche nei mesi scorsi non ha mancato di far
sentire la sua voce al riguardo. "Sicurezza nei luoghi di lavoro, politica
salariale anche in favore dei pensionati e riduzione delle tasse sono le
richieste più importanti che al momento giungono dai cittadini". Elena
Artioli, consigliera comunale Svp vede, invece, nel presidente Giorgio
Napolitano soprattutto un garante per l'autonomia dell'Alto Adige.
L'imprenditrice bolzanina chiede al capo dello stato anche un'attenzione per i
problemi della formazione: "C'è bisogno di una maggiore attenzione alla
conoscenza delle lingue straniere per consentire ai nostri giovani di adeguarsi
agli standard europei - afferma Artioli - e per questo c'è bisogno di una riforma del sistema scolastico". Enrico Barone.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: è l'ora della pacificazione nazionale "Capire i
ragazzi di Salò". Polemiche sull'incontro con Ciarrapico. Bagnasco
fischiato a Genova Veltroni: uno sfregio ai democratici vedere l'editore.
Casini: grave la contestazione del presidente della Cei ROMA - Ha rispettato la
tradizione, perché come ogni anno ha disertato le manifestazioni ufficiali. Ma
pur in una giornata "di lavoro", tra fittissime consultazioni e
incontri con parlamentari vari tra i quali l'autodefinitosi
"fascista" Giuseppe Ciarrapico, Silvio Berlusconi ha voluto dedicare
al 25 aprile un pensiero, che è anche un auspicio. Perché, scrive il premier in
pectore in una nota "credo fermamente che oggi ci siano le condizioni
storiche e politiche perché questo 25 aprile possa rappresentare un salto di
qualità verso la definitiva pacificazione nazionale". Pacificazione,
spiega il Cavaliere, non significa "cancellare la memoria, le ragioni e i
torti ", ma riconoscere che "chi ha combattuto per la Patria sia
considerato figlio di questa Nazione ". Perché il giorno della Liberazione
è certamente "un alto simbolo di libertà" ma indicarono "la
strada giusta" quegli "autorevoli esponenti della sinistra" che
"quasi dieci anni fa" invitavano a "capire anche le ragioni dei
"ragazzi di Salò" ", e più recentemente a "saldare il
debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati e con chi, più sfortunato, finì
infoibato ". L'accusa di revisionismo della Resistenza è in agguato,
Berlusconi lo sa, e dunque arriva la precisazione: "Non c'è revisione
storica che possa cambiare la gratitudine che dobbiamo a quei combattenti che
posero le basi per la libertà delle generazioni successive e per il ritorno
dell'Italia nel consesso delle democrazie" e però, "non c'è
gratitudine che possa impedire la ricostruzione obiettiva di quegli anni".
Parole che non portano all'abbraccio con gli avversari, tutt'altro. Walter
Veltroni si indigna per l'atto di "sfregio nei confronti dei democratici e
di questa grande pagina che ha riguardato la storia italiana", cioè il
ricevimento di Ciarrapico a palazzo Grazioli, e subito Paolo Bonaiuti e
Fabrizio Cicchitto replicano: "Da che pulpito si danno lezioni
democratiche? Anche Goffredo Bettini ricevette Ciarrapico all'assise del
Pd". Ma c'è anche chi respinge la sostanza politica del messaggio del
futuro premier: "La Liberazione è stato un momento di riscatto civile e di
ritrovata dignità nazionale. Altro che penosi tentativi di riscrittura della
storia", dice la Pd Barbara Pollastrini, in linea con Pierluigi
Castagnetti: "I torti rimangono sempre torti e le ragioni ragioni, al di
là degli errori delle singole persone, partigiani compresi". Ma è polemica
anche su una contestazione subita dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente
della Cei, che è stato fischiato nella sua Genova mentre presenziava alle
celebrazioni. Durissimi Pier Ferdinando Casini ("I
fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25 aprile "), Gianfranco
Rotondi ("è una vicenda grave che rovina la festa di tutti gli
italiani") e il ministro uscente Beppe Fioroni: "I
fischi sono atto di grave intolleranza che offendono non solo i cattolici ma
tutto il Paese". Paola Di Caro.
( da "Dire" del 26-04-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il ministero
dell'Economia non ha ancora autorizzato le nuove assunzioni di docenti e
personale Ata (ausiliario, tecnico, amministrativo) della scuola. E sarà molto difficile
che qualcosa possa muoversi, ormai, prima del passaggio di consegne tra vecchio
e nuovo governo. È quanto fanno sapere fonti del ministero della Pubblica
istruzione. Nelle scorse settimane il vice ministro Mariangela Bastico aveva
ribadito l'intenzione sua e del ministro Giuseppe Fioroni di condurre in porto il provvedimento (un decreto congiunto
Tesoro-Istruzione) entro il 29 aprile, prima dell'apertura della nuova
legislatura. Ma, ora, i tempi sono davvero "troppo stretti". E di
autorizzazioni ad assumere da parte del Tesoro non c'è ombra, come confermano
anche ai piani alti del dicastero di viale Trastevere. Nelle scorse
settimane, dopo un braccio di ferro sui numeri tra Tommaso Padoa-Schioppa e Fioroni era arrivata una prima offerta al ribasso dell'Economia:
32.000 assunzioni (25.000 docenti e 7.000 Ata) anziché le 60.000 messe in
Finanziaria nel 2006. Immediata la risposta della Pubblica istruzione:
"Abbiamo subito mandato una lettera molto dettagliata- spiegano fonti
interne- in cui spiegavamo che c'erano le condizioni per assumera i 50mila
docenti previsti dalla Finanziaria. Abbiamo documentato, anzi, che, nonostante
il calo imprevisto dei pensionamenti, era possibile assumerne 51.000 docenti,
su posti effettivamente vacanti. Stesso discorso per li Ata". Ma alla
contro-deduzione inviata, l'Economia "non ha mai dato risposta".
"Non è neppure arrivata l'autorizzazione- spiegano da viale Trastevere-
per le 32.000 assunzioni proposte dal Tesoro". L'Istruzione, dunque, ha le
mani legate: il provvedimento è congiunto e, senza il sì di Padoa-Schioppa,
resta al palo. L'ottimismo a viale Trastevere "scarseggia". Ma ancor
più tra gli insegnanti precari di alcuni coordinamenti (Cipna, comitato
insegnanti precari non abilitati, il forum PrecariSalerno, il forum
Precariscuola) che fanno girare in rete la loro rabbia. Il governo, dicono,
"dopo aver dato 300 milioni di euro in prestito all'Alitalia, prestito che
non verrà mai restituito, si rifiuta di firmare l'immissione in ruolo dei
docenti precari. La politica ha figli e figliastri". 26 aprile 2008.