HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL 25-29 novembre 2008       #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Scuola (83)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

appena c'è un bel temporale i ragazzi devono lasciare la classe ( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è capitato anche che sia saltata la luce a causa delle infiltrazioni di acqua. Cosa devo pensare, che quando mio figlio va a scuola ed io penso che non corra rischi e di poter stare tranquilla, in realtà posso aspettarmi che rimanga sotto le macerie di un tetto che crolla? Grazie Gelmini.

sicurezza, il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Un certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO ROMA - La tragedia al liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il governo riferirà alla Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio Di Pietro (Idv) replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di «drammatica fatalità»,

crolli, mappa delle scuole a rischio - federica angeli tea maisto ( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini in cui fra le altre cose «chiedo di incrementare i fondi previsti dalla Finanziaria 2009 e di escludere soprattutto interventi sull´edilizia scolastica dai vincoli del patto di stabilità, sia in termini di competenza che di cassa». Sono 100 gli interventi in tema di sicurezza attualmente in corso nelle scuole di Roma e provincia.

piazza navona, nuovi indagati con obbligo di dimora ( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in piazza Navona contro il decreto Gelmini. Si tratta di giovani appartenenti a gruppi d´estrema destra: sono accusati di aver aggredito e di aver preso a cinghiate alcuni ragazzi dei collettivi di sinistra. La procura ha contestato il reato di lesioni e al tempo stesso ha notificato nei confronti dei sei l´obbligo di dimora.

<Scuole, il governo taglia i fondi> Pd all'attacco. La Gelmini: falso ( da "Corriere della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: falso Torino, si indaga sulla ditta dei lavori ai bagni. «Altre aule a rischio» La scuola fu multata nel 2006 perché la documentazione sulla sicurezza era incompleta DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO — «Non è fatalità, ma miopia politica» protesta Antonio Di Pietro, Italia dei Valori.

Piemonte, controlli nelle scuole ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, «nessuno si può esimere da mettere in campo uno sforzo straordinario per la sicurezza delle scuole. Sarà mia cura - ha proseguito - ribadire l'impegno del ministero, dei dirigenti regionali e dei presidi affinché si possa fare in modo che tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità».

Un'agenzia di ricerca per l'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lasciar cadere i 48 milioni di competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003, proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca scientifica italiana nel suo insieme,

Lettera dei professori della Darwin di Rivoli: "La nostra scuola non è fatiscente" ( da "TGCom" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, denunciando il degrado delle scuole italiane, altri si sono scagliati contro i costruttori, altri ancora contro i tagli del governo. L'impianto accusatorio però, a detta di Libero, si baserebbe su un errore macroscopico. Le scuole superiori, dalla costruzione ai lavori di manutenzione ordinari e straordinari,

Gelmini, nell'università storture evidenti ( da "Stampaweb, La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è tornata oggi a Mattino Cinque a difendere il decreto sull?università varato dal governo nelle scorse settimane. Sui concorsi già banditi, ha spiegato, «ho ritenuto indispensabile introdurre un elemento di trasparenza per abbassare il rischio di concorsi definiti “

"Qui la Gelmini costerà 150 posti" ( da "Stampa, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IN TEATRO "Qui la Gelmini costerà 150 posti" In platea al «Galletti» numerosi insegnanti ma nessun studente delle scuole cittadine Restano fermi i giudizi sulla riforma Gelmini che sta suscitando proteste in tutta Italia. Per la maggioranza di centrodestra il pacchetto scuola proposto dalla ministra di Berlusconi va bene com'è.

"basta con il disprezzo per gli atenei" - luana silighini ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini) di riconoscere, tra gli sprechi, «la proliferazione delle sedi di natura clientelare e l´uso improprio di un precariato che è tra le prime ragioni della fuga dei cervelli». E ancora: «Non vogliamo nasconderci dietro la pacifica forza degli studenti - scrivono i professori nell´appello - sentiamo il bisogno di esprimere la doppia convinzione che la formazione si salva nel

mensa occupata oggi lezione serale ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ieri studenti universitari e precari in mobilitazione contro i decreti Gelmini hanno occupato per alcune ore la mensa del pensionato Santi Romano. L´occupazione è terminata dopo che il direttore della mensa ha concesso il pasto gratis agli studenti. E oggi sempre all´interno della protesta, si terrà una lezione alle 21 nell´aula magna dello Steri sul ruolo dell´università statale.

investire sulla scuola una ricetta contro la crisi - rosario ognibene ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: meno disoccupati e più consumi ROSARIO OGNIBENE e proteste per i tagli operati dalla cosiddetta riforma Gelmini non sono finite. Ma se per l´università qualcosa si muove, non mi pare si possa dire altrettanto per la scuola. Molte sono le dichiarazioni di principio pro e contro, ma la scuola rimane come quella casa di campagna ormai da anni abbandonata e che lentamente cade a pezzi.

quella targa in piazza corvetto da tursi una lapide sulla cultura - don paolo farinella ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolastica del ministro Gelmini per confondere i giovani di oggi e quelli futuri: una cultura approssimativa e offerta a chilo trasforma un popolo libero in una massa ignorante e pronta per essere manipolata. Non cito questo evento (si fa per dire) perché sia particolarmente meritevole di menzione, ma perché sul nostro giornale di domenica 23 novembre a pagina III ho rilevato da un´

no-gelmini, contestazione annunciata ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bologna La protesta No-Gelmini, contestazione annunciata Il ministro atteso domani a un seminario in via Azzo Gardino I NO Gelmini si preparano a contestare il ministro, annunciato domani alle 9.30 all´auditorium del dipartimento di Musica e spettacolo, in via Azzo Gardino, per un seminario sulla formazione universitaria degli insegnanti.

bertolaso: non è stato un episodio isolato - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani incontro tra il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e gli assessori regionali all´Istruzione. Obiettivo: coordinare gli interventi immediati per affrontare le emergenze, con i pochi soldi in cassa, e preparare la futura anagrafe nazionale degli edifici scolastici. Nel frattempo gli studenti non stanno con le mani in mano.

Hi-tech, Europa protagonista ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: INTERVISTA Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione Hi-tech, Europa protagonista All'Italia la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa Franco Locatelli «Sono molto orgogliosa di assumere la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, perché è il riconoscimento, in un momento di gravi di difficoltà economiche per tutti,

Il calendario scivola in serie B ( da "Stampaweb, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vorrebbe nientedimeno che il ministro Maria Stella Gelmini.Tv spazzatura, musica rap, tatuaggi, piercing, jeans strappati preoccupano il Vaticano, che ravvisa il venir meno di un?estetica sorella dell?etica e di un «bello» che tenda anche al «bene». Lo ha detto Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia accademia di Belle arti e Lettere.

Tagli all'Università, scontro in aula ( da "Stampa, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini Sulla scuola, in particolare quella primaria, scintille tra Massimo Lattanzi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd), su posizioni opposte in merito all'eventuale attuazione della riforma Gelmini. Lattanzi ha definito «famigerato» il sistema scolastico valdostano e ha insistito per l'applicazione della legge Gelmini mentre Donzel ha ribadito un «

de sanctis: "i controlli nelle scuole adesso devono diventare sistema" - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vi ha accompagnato il ministro Gelmini. Lo spettacolo al quale vi siete trovati di fronte è sulle foto dei giornali da qualche giorno: potrebbe essere scambiato per un terremoto o un bombardamento. Cosa ha pensato in quel momento? «Sono rimasto sconvolto. Faceva impressione assistere allo sventramento di un edificio che dall´esterno era l´immagine della solidità.

studenti in piazza domani cinque cortei in centro storico - laura mari ( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitario scenderà in piazza per dire no ai tagli imposti dalla riforma Gelmini e dal decreto Tremonti e chiederemo a gran voce il rispetto delle norme di sicurezza sull´edilizia scolastica e sulla manutenzione degli edifici». Nelle ore della manifestazione, saranno chiuse al traffico, a intermittenza, le strade interessate dal passaggio dei cinque cortei (tra cui piazza Venezia,

cadono calcinacci, paura a scuola - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Corrado Gabriele andrà a Roma per incontrare il ministro Maria Stella Gelmini (all´ordine del giorno anche i problemi dell´edilizia oltre alla programmazione e alle vicende legate al dimensionamento), Napoli e le sue scuole sono a metà della graduatoria nazionale circa il livello di qualità dell´edilizia scolastica (secondo l´indagine condotta ogni anno da Legambiente).

berchet, le lezioni le fanno i ragazzi - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel centralissimo liceo classico Berchet, da lunedì in protesta contro i provvedimenti Gelmini, si sperimenta una forma inedita di mobilitazione. Lezioni aperte e assemblee con ospiti illustri. Il tutto organizzato dai ragazzi, che gestiscono gli appuntamenti con «serietà massima, perché non vogliamo fare la solita settimana di vacanza».

università, stop alle promozioni - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ateneo appare a molti quanto mai necessaria, alla luce della "riforma" Gelmini che punta a modificare quasi ogni aspetto dei concorsi universitari, senza però stralciare quello che comporta una situazione cronica negli Atenei, ovvero l´"idoneità", che è completamente slegata dalle reali necessità delle singole facoltà e degli Atenei.

Stipendi ridotti ai prof. fannulloni ( da "Stampaweb, La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è una svolta di severità nel decreto Gelmini sull?università, che la commissione Istruzione del Senato dovrebbe varare stamattina. A produrre meglio e di più - è il senso del provvedimento - sono chiamate non solo le singole università nel loro insieme, ma anche i singoli docenti e ricercatori.

Maestro unico solo a richiesta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La commissione Cultura di Montecitorio mette i paletti al Piano programmatico «targato» Gelmini Maestro unico solo a richiesta Scelta rinviata alle famiglie - Garantito il tempo pieno - Risparmi in dubbio Luigi Illiano ROMA Il maestro unico finisce quasi dietro la lavagna, il tempo pieno diventa garantito e dovranno esserci due insegnanti per classe.

Sulla rampa di lancio il minishuttle europeo E l'Italia guiderà il robot che esplorerà Marte ( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: commenta il ministro Mariastella Gelmini, che presiederà il Consiglio ministeriale per i prossimi tre anni — ma ciò produrrà un effetto positivo sul sistema industriale europeo». Giovanni Caprara Automatico Il minishuttle per collaudare le tecnologie per la navigazione

Polizia e vigili del fuoco sgomberano il liceo occupato ( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti hanno occupato la scuola per protestare contro la mancata concessione da parte del preside Quarenghi di un'assemblea d'istituto per discutere della riforma Gelmini». E c'è chi ha ricordato che il dirigente scolastico è un esponente di Forza Italia: «Si usano i mezzi repressivi come chiesto da Berlusconi». c.zap. All'alba La polizia sgombera il liceo scientifico Lussana

DELLE OPPOSIZIONI ( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: commesso dalla povera Gelmini? Il fatto è che, come afferma il sottosegretario Bertolaso, tutti i governi e i sindacati hanno sempre ignorato lo stato vergognoso in cui si trovano non solo le scuole, ma tutti gli edifici pubblici italiani: ospedali, palazzi di giustizia, uffici della pubblica amministrazione e ogni altra sede preposta alla somministrazione di pubblici servizi.

Decreto Gelmini, stipendi ridotti per i docenti fannulloni ( da "TGCom" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 11/2008 Stipendi ridotti per i fannulloni Le novità in arrivo col decreto Gelmini Giro di vite in arrivo nel mondo accademico. Carriera bloccata e stipendi ridotti per i docenti universitari che non abbiano fatto pubblicazioni scientifiche negli ultimi tre anni. Sono alcune delle norme previste dal decreto Gelmini sull?

Decreto Gelmini ecco le misure "anti baroni" ( da "Tempo, Il" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Riforma sull'università Decreto Gelmini ecco le misure "anti baroni" Più risorse per gli atenei ma autonomia non può significare arbitrio. Questo il senso dell decreto legge approvato dalla commissione istruzione del Senato. Più risorse per gli atenei, ma autonomia non può significare arbitrio.

sapienza al voto, sorpresa della destra. onda, oggi 5 cortei ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vantaggio sul movimento in prima fila nella protesta contro la riforma Gelmini. Questo non basta a fermare la contestazione dell´Onda: oggi sono state annunciate nuove iniziative, nel giorno dell´inaugurazione del nuovo anno accademico della Sapienza, con cinque cortei di universitari e di studenti delle scuole superiori, che sfileranno in centro fino al ministero dell´Istruzione.

i ricercatori conquistano la piazza - laura nobile antonella romano ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per tenere calda la mobilitazione contro la riforma Gelmini, alle 20 in piazza Principe di Camporeale un cartello guidato dalla scuola media annessa all´Istituto d´arte di piazza Turba e dall´istituto tecnico Pio La Torre ha organizzato una fiaccolata alla quale prenderanno parte anche le medie Antonio Ugo, Gramsci e Regina Elena, le elementari Gabelli,

studenti fanno i "vu cumprà" ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La singolare protesta dei giovani di Lotta universitaria contro la legge Gelmini ha avuto come teatro ieri mattina l´incrocio tra via Sciuti e via Notarbartolo. I ragazzi, aderenti all´organizzazione studentesca di Forza nuova, hanno distribuito volantini indossando magliette con la scritta «Oggi studente universitario, domani disoccupato».

trombetti sospende le elezioni gli studenti occupano il rettorato - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: travolgere il ministro Gelmini, il movimento studentesco rischia di mettere ko i vertici dell´ateneo più grande del Mezzogiorno. Proprio mentre mancano pochi giorni alla visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I fatti. Mercoledì, dopo l´ennesima assemblea interfacoltà e l´ennesimo documento contro le elezioni universitarie che dovevano svolgersi la prossima settimana (

otto milioni in meno alla statale - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che nelle recenti dichiarazioni del ministro Gelmini vede «un clima di maggiore dialogo fra università e governo, che forse comincia a capire che il programma di tagli è davvero esagerato». Per la prima volta, dopo mesi di braccio di ferro, Decleva si lascia andare a uno sfogo: «Sulla questione dell´università, uomini di maggioranza e di governo ci hanno rivolto attacchi violenti -

"troppi aiuti alle private" ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno scorso la Regione ha speso 6 milioni per 10 progetti di ristrutturazione, 9 dei quali in scuole private. Luciano Muhlbauer, consigliere Prc, attacca: «Mentre le scuole pubbliche vanno a pezzi, Formigoni spende 4,5 milioni per costruire a Crema una scuola gestita dalla fondazione Charis, vicina a Comunione e liberazione». (f.v.)

università l'onda va all'assalto del rettorato - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le mamme e i docenti della scuola primaria dei comitati anti-Gelmini "Sos scuola": hanno organizzato un "palio", alle 17.30, in piazza Caricamento. Ci sarà una grande "pupazza dell´Ignoranza" con il volto del ministro Gelmini, che ballerà insieme ai bambini che faranno danzare pupazzi con le orecchie d´asino.

lo spezzatino delle scuole esplode la rivolta a sestri - raffaele r.riverso ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIVERSO Tempi duri per Maria Stella Gelmini. Contestata per il decreto sulla scuola, il ministro dell´Istruzione, con un emendamento approvato il 5 novembre scorso, aveva messo tutti d´accordo, o almeno placato momentaneamente le proteste, posticipando di un anno (non più 2009, ma 2010) alcuni degli effetti della sua legge.

studenti, la gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso Gli studenti tornano in piazza contro il ministro Mariastella Gelmini, ieri attesa in città per il convegno "Fuga dei cervelli, analisi e proposte" organizzato dal consiglio regionale. Alla notizia che il ministro avrebbe disertato l´incontro, un centinaio di universitari ha deciso comunque di manifestare con un mini-

uova e vernice contro il gazebo di an nuovo blitz degli studenti no gelmini - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uova e vernice contro il gazebo di An nuovo blitz degli studenti No Gelmini ALESSANDRO CORI Slogan, insulti e un fitto lancio di uova e sacchetti di vernice ha «accolto» ieri il banchetto di «Azione Universitaria» (organismo studentesco di An) che come ogni giovedì faceva informazione in piazza Verdi spiegando i punti della contestata riforma del ministro dell´istruzione Gelmini.

I blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 autore: di BENEDETTA ARGENTIERI categoria: REDAZIONALE La protesta I cortei anti-Gelmini I blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale S tupiti. Alcuni anche divertiti. I visitatori della mostra di Magritte a Palazzo Reale proprio non si aspettavano il blitz. Quella cinquantina di studenti che hanno fatto irruzione.

Blitz degli studenti <No alla riforma La cultura è gratis> ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: attesa il ministro Mariastella Gelmini per il Premio nazionale dell'Innovazione. Al suo posto si è presentata Anna Adamolo, personaggio creato dai ragazzi del movimento dell'Onda Anomala, e «vero ministro dell'Istruzione. Eletta il 14 novembre al corteo degli studenti». Un divertito Paolo Rossi («Questa non me l'aspettavo») ha prestato il microfono alla ragazza con la maschera blu.

Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Strappo di Nicola Rossi Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro ROMA — Muro contro muro anche sul voto della riforma dell'Università, nonostante gli appelli di Napolitano. Il governo aveva recepito diversi emendamenti del Pd e dell'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica dell'Università.

La Sapienza va a destra, esulta la Meloni ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il fronte pro Gelmini si tratta di rivincita: «Alla Sapienza, una valanga di destra ha seppellito l'Onda, Azione universitaria ha preso più voti delle liste di sinistra», esulta Giovanni Donzelli, leader degli universitari di An. In effetti, nell'università più grande d'Europa (140 mila iscritti), dove l'Onda praticamente è nata,

Lo strappo di Nicola Rossi <Sono uscito dall'Aula, ritengo un errore dire di no> ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perché ritenevo e ritengo un errore votare contro il decreto Gelmini senza prendere neppure in considerazione la soluzione intermedia dell'astensione». Ritiene che la maggioranza non abbia lavorato in fondo così male? «Ritengo il decreto Gelmini molto al di sotto del necessario, ma non sono così cieco da non vedere alcune cose che, a mio avviso, vanno nella direzione giusta».

Atenei, accolti gli emendamenti Ma il Pd voterà contro lo stesso ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini sull'università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6 novembre, all'indomani della visita al Quirinale del ministro Gelmini. Il presidente Napolitano aveva chiesto uno sforzo bipartisan. Uno sforzo che c'è stato e che ha dato dei frutti —

paesaggio urbano lo scempio silenzioso - giorgio cavadi ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: senza tirare in ballo tagli della Gelmini, la ricerca accademica deve servire unicamente a guadagnare titoli per ottenere una cattedra? In secondo luogo sappiamo bene della parabola del Ddt, ma la domanda sottesa era un´altra, è possibile valutare in maniera meno attendistica il rapporto costi/benefici di un uso di agenti chimici, come pare trasparire dall´

cervelli in fuga richiamati senza concorso - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: estero Modificato in commissione il decreto Gelmini, tra una settimana il voto al Senato Chi non avrà pubblicazioni scientifiche si vedrà dimezzare lo scatto biennale MARIO REGGIO ROMA - Chiamata diretta, senza concorso, per professori ordinari, associati e ricercatori che insegnano all´estero: un modo per far tornare i "cervelli" fuggiti dall´Italia.

il ministro sacconi sponsor del rap sul preservativo ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gruppo rap antagonista proveniente dai Centri sociali, tra i più impegnati anche sul fronte anti-Gelmini. Il 1 dicembre il brano sarà nelle radio per la giornata mondiale della lotta all´Aids e si può scaricare dal sito di XL, media partner dell´iniziativa. Soprattutto, si può già ascoltare sul sito ufficiale del ministero del Lavoro (settore Salute).

SCUOLA, GELMINI INCONTRA ASSESSORI REGIONALI ALLÂ'I ( da "WindPress.it" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi gli assessori regionali all?Istruzione. Tra i temi in discussione quello sull?edilizia scolastica. Nel corso dell?incontro è emersa la necessità condivisa fra Governo, Regioni ed Enti Locali di avviare un Piano straordinario per l?

Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie ( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Politica Articoli correlati: *Mariastella Gelmini a capo dell'Esa *Gelmini: "Sicurezza priorita' di tutti" *Bertolaso rivela: 500 milioni per la scuola inutilizzati Guarda tutti i correlati

Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini ( da "Tempo, Il" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini Altra battuta d'arresto per la sinistra. Questa volta arriva dal mondo dell'università. Alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi colleggiali della Sapienza le liste collegate al mondo di destra hanno avuto la fiducia della maggior parte degli elettori.

Via libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza ( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Politica Articoli correlati: *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" *Scuola crollata, la mamma di Vito vuole giustizia. Proteste e rabbia degli studenti Guarda tutti i correlati

Atac, polemica: i figli del capo in auto 'blu' ( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Gelmini: Meno insegnanti, ma pagati meglio *Via la scorta a Guzzanti *Primo Cdm: Berlusconi a Napoli Guarda tutti i correlati

Blitz degli studenti alla Sapienza Il rettore costretto a lasciare l'aula ( da "Stampaweb, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E così, mentre il Senato ha dato il via libera al dl Gelmini sull?università, l?Onda degli studenti, con un autentico blitz, è riuscita ad entrare nell?Aula Magna. Il rettore, Luigi Frati, quando si è reso conto di cosa stava accadendo, si è alzato in piedi e con il consiglio accademico ha lasciato l?

La protesta studentesca: blitz dell'Onda alla Sapienza ( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Via libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" Guarda tutti i correlati

UNIVERSITà, GELMINI HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI ( da "WindPress.it" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi i rappresentanti di Aquis (Associazione per la Qualità delle università italiane statali) e si è confrontata con loro sui temi cari all?associazione, quali la valorizzazione delle università migliori attraverso più risorse in base alla qualità della ricerca, della didattica e della trasparenza dei concorsi.

università, il senato approva il decreto il no di pd e idv, l'udc esce dall'aula - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Senato approva per alzata di mano il decreto Gelmini sull´università e lo passa alla Camera per l´approvazione finale. Votano a favore il Pdl e la Lega, contro il Pd e l´Idv. L´Udc decide di lasciare l´aula e di non partecipare all´atto finale. Come il democratico Nicola Rossi, che avrebbe preferito l´astensione del Pd sul decreto.

il darwin riaprirà tra tre mesi - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Guariniello La Pentenero va dalla Gelmini MEO PONTE A marzo gli studenti del liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli potranno tornare nella loro scuola. Solo nelle aule del seminterrato e del piano terra naturalmente perché quelle del primo piano, ora sotto sequestro per ordine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che indaga sul crollo della controsoffittatura dell´

blitz degli studenti al convegno, è tensione - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: affondo alla politica «che difende gli interessi di pochi» e contro il ministro Gelmini. Alla fine i rappresentanti del collettivo hanno ricordato Vito Scafidi, lo studente morto nel crollo della scuola di Rivoli, e le vittime della ThyssenKrupp: «Chi si accinge a fare tagli dovrà pensarci su». Il tutto condito da slogan e striscioni appesi.

bolatto frena i "no gelmini" con le pizzette ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina VII - Torino La curiosità Bolatto frena i "no Gelmini" con le pizzette Da una parte un convegno di medicina cardiovascolare, dall´altra l´assemblea per l´elezione del nuovo presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello. E gli studenti hanno scelto la seconda assise per il dopo blitz in sala Cavour.

"è soltanto un barone che non ci rispetta" - tea maisto laura mari ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini proseguiranno anche questa mattina, con la manifestazione organizzata a piazza della Bocca della Verità dal coordinamento "Non rubateci il futuro": dalle 10.30 alle 14 per gli alunni delle elementari, i genitori e gli insegnanti hanno organizzato concerti, laboratori, giochi e esibizioni dei "Gelminari" ("madonnari"

"sono solo pariolini tra salotti e smart" ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E del ministro Gelmini cosa pensa? «Sono d´accordo con lei sul criterio di valutazione su obiettivi di qualità, nel tagliare i corsi di laurea con pochi studenti, ma vorrei che nella premialità non venga valutato l´ateneo, ma il singolo docente». (al. pa.)

stop al potere dei baroni per salvare l'università - giuseppe lauricella ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono oggi una condizione sufficiente GIUSEPPE LAURICELLA L DECRETO LEGGE 180 DEL MINISTRO GELMINI AFFIDA - in nome del «cambiamento» - i pieni poteri sui concorsi ai docenti ordinari. è un autentico paradosso. In molte facoltà (se non in tutte) sono stati istituiti più corsi di laurea della stessa disciplina, senza che in realtà se ne sia mai compresa la necessità per lo studente.

no-gelmini invadono unicredit con finte banconote da 50 euro - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina VII - Bologna No-Gelmini invadono Unicredit con finte banconote da 50 euro Nuovo blitz nella sede centrale davanti alla polizia Sfiorata la rissa alla mensa tra addetti alla sicurezza e studenti ALESSANDRO CORI L´Unicredit entra di nuovo nel mirino dei «No Gelmini».

no-gelmini invadono di nuovo unicredit ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Bologna No-Gelmini invadono di nuovo Unicredit L´UNICREDIT di nuovo nel mirino dei "No Gelmini": ieri gli studenti dei collettivi universitari hanno fatto un blitz nella sede della banca in via Rizzoli tappezzandola di adesivi, volantini e banconote giganti da 50 euro.

ventidue denunciati per l'assalto ad an - carlo gulotta ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e ne approfitta per attaccare la polizia, le banche o formazioni politiche alle quali si pretende di negare spazio. I violenti e gli istigatori, dice il procuratore, «sono sempre gli stessi. Aizzatori di masse ben conosciuti alle forze dell´ordine, sui quali cercheremo di indagare soprattutto in relazione alla trasversalità dei loro interventi»

da x factor a don gius "sono diventato grande" - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al di là del contenuto della riforma Gelmini, mi piace l´Onda: è energia che si libera, speranza di un cambiamento». Nessun rimpianto per Dj Francesco? «Mi diverto ancora a ripensarci, ma ora non sarei più in grado di farlo. Sa, il 90 per cento degli artisti è triste perché, sceso dal palco, si sente solo e si calma con droga e alcol.

i divi dell'hard contro la pornotax "perderete consensi tassando il sesso" - leandro palestini ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, di Michela Brambilla». Attori e produttori di porno concordano che il porno è stato messo in ginocchio da Internet («su Youporn trovi di tutto, portali gratis sono ovunque e senza parental control vi accedono pure i bambini» denuncia Schicchi) e Ilona Staller indica al governo i problemi del settore hard: «La pornotax non potrà provocare più problemi di quelli che ci sono

renzo bossi ci riprova terzo round per la maturità ( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. In seguito a quella seconda bocciatura, Renzo Bossi aveva presentato ricorso, sostenendo che alcune domande poste dai commissari non rientravano nel programma. Dopodiché il ministero dell´Istruzione, come atto definito di «autotutela», aveva fatto riconvocare i commissari d´esame, spedendo al «Bentovoglio» di Tradate un proprio ispettore per riesaminare insieme a loro la

Oggi nuova manifestazione alla Bocca della Verità ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il coordinamento «Non rubateci il futuro», che all'inizio dell'anno scolastico aveva duramente ma creativamente contestato la riforma Gelmini, torna oggi alle 10 in piazza Bocca della verità con una manifestazione «per dire ancora una volta no ai tagli indiscriminati e al ddl Aprea». Previsti laboratori, musica e merende

Onda, blitz alla ricerca di Salza ( da "Stampa, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini» cercavano il sanguigno Salza per ripetergli gli slogan urlati fino a poco prima davanti alla sede dell'istituto di credito, definito «la banca padronale del territorio» ed esponendo un mega-assegno di cartone da 1,5 miliardi intestato a «Onda Anomala Torino» e con scritto «Risarcimento danni» alla voce causale.

Sapienza, scontro Onda-rettore <Buffone>. <No, voi fascisti> ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si è trattato soprattutto di uno scontro, non privo di «colore», tra studenti (in buona parte ascrivibili all'area dei collettivi) e Frati, fin da subito contestatissimo anche sul piano personale al suon di cori «buffone, buffone». Perché, hanno detto i manifestanti, «rispetto a tagli del governo e legge 133 si è posto contro il movimento studentesco invitando a trattare

Ichino: testo migliorato, dovevamo astenerci ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dovevamo astenerci Senatore Ichino, il decreto Gelmini è stato bocciato dall'opposizione con qualche sofferenza al suo interno. Per lei è stato problematico votare contro? «Avrei preferito un voto di astensione, se non altro per sottolineare che la parte migliore del provvedimento veniva da un'apertura sostanziale a nostre proposte».

Atenei, primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti I democratici prendono le distanze da Nicola Rossi. Finocchiaro: misura sbagliata Alla Camera anche gli interventi «anti-baroni». Valditara (Pdl): ci saranno più trasparenza e merito ROMA — Riforma dell'università: dopo l'approvazione al Senato del decreto Gelmini e il muro contro muro,

Camilleri in rima diventa <cattivo> Trivialità su Bossi e il suo dito medio ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: letterario: «La Gelmini? Di sicuro non è un essere umano...». La strada è aperta. Spianata. Un'altra «Poesia incivile»: «Quando in pochi parlammo di regime fummo derisi. I politologi più sottili ci spiegarono che sbagliammo a demonizzarlo, non era il diavolo, infatti non indossava coda e corna regolamentari.

Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Varese Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore VARESE — «Questa volta ho portato una tesina di fisica, ho lasciato da parte Cattaneo e la politica, che è meglio». Terza chiamata per Renzo Bossi, il figlio del Senatur che ieri mattina ha ripetuto nuovamente l'esame di maturità, da privatista, a Tradate.

Via allo shuttle made in Europe ( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato i prossimi voli italiani sulla stazione spaziale. «Saranno tre — ha precisato il ministro —. Il primo con Roberto Vittori in una missione breve, seguita da due missioni lunghe di sei mesi con Paolo Nespoli e di nuovo ancora con Vittori».

Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale ( da "Stampa, La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: AGRARIO E ALBERGHIERO Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale Il Ministero interviene anche su due istituti di Taggia [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Sono quattro gli interventi inseriti nella riorganizzazione della rete scolastica ligure che il Ministero ha chiesto di rivedere in quanto indicate come situazioni fuori legge.

Il maltempo colpisce l'Italia La neve frena tutti i trasporti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: u pagina 24 Università: sì al Dl Gelmini, alla Sapienza torna l'Onda Il Senato ha dato il primo sì al decreto sull'università che introduce scatti di stipendio legati alla ricerca. Ieri un gruppo di studenti della Sapienza ha interrotto una cerimonia. u pagina 18 In Unico «minimi» e rivalutazioni delle plusvalenze Contribuenti minimi,

Atenei: sì al decreto, torna l'Onda ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chiamata per i cervelli emigrati ROMA Via libera dal Senato al Dl Gelmini sull'università, che ora passa all'esame della Camera. Molte le novità in una giornata dettata anche dalla cronaca: alla «Sapienza»un blitz dell'Onda degli studenti in aula magna ha interrotto l'inaugurazione dell'anno accademico (si veda l'articolo a fianco).

Rivoluzione rinviata causa pioggia L'Onda s'infrange alla Sapienza ( da "Tempo, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione dei ministri Gelmini e Tremonti e invece è stata l'ennesima débâcle dei Collettivi. Giorni decisamente da dimenticare per i giovani studenti di sinistra. Sono stati sconfitti alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesce negli organi colleggiali della Sapienza e ieri hanno subito l'umiliazione di veder fallire una manifestazione che avrebbe dovuto bloccare,


Articoli

appena c'è un bel temporale i ragazzi devono lasciare la classe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Cronaca Appena c´è un bel temporale i ragazzi devono lasciare la classe Mio figlio frequenta la prima media presso la scuola statale Nitti, a Roma, scuola che versa in condizioni che definire precarie è un eufemismo. Quando piove i nostri figli sono costretti ad abbandonare l´aula, perché questa si allaga e il rischio è costituito anche da i fili elettrici che potrebbero bagnarsi. è capitato anche che sia saltata la luce a causa delle infiltrazioni di acqua. Cosa devo pensare, che quando mio figlio va a scuola ed io penso che non corra rischi e di poter stare tranquilla, in realtà posso aspettarmi che rimanga sotto le macerie di un tetto che crolla? Grazie Gelmini.

Torna all'inizio


sicurezza, il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Cronaca Da Franceschini a Di Pietro: sbagliato parlare di fatalità. Casini: basta litigare su tutto Sicurezza, il governo riferisce alla Camera scontro tra maggioranza e opposizione Anche la Lega chiede un rapporto. Gelmini: "Un certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO ROMA - La tragedia al liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il governo riferirà alla Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio Di Pietro (Idv) replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di «drammatica fatalità», accusandolo di «miopia politica». E il vice del Partito democratico, Dario Franceschini, aggiunge: «C´è una situazione gravissima dell´edilizia scolastica, sarebbe sciocco dire che è colpa del governo, ma la sua responsabilità politica è quella di aver tagliato risorse sulla scuola». E il ministro Mariastella Gelmini? «La sicurezza nelle scuole italiane è un´emergenza nazionale, non abbiamo tagliato i fondi riservati all´edilizia scolastica, ci sono 300 milioni per il 2008 e altrettanti per il prossimo anno. Con il capo della Protezione Civile abbiamo creato una task force e pianificato un intervento per le prime cento scuole». E poi: «Ribadisco l´impegno affinché tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità accanto a controlli effettuati, ma che non bastano». Con il ministro si schiera la maggioranza, che parla di «menzogne» dell´opposizione. In più il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, spiega che il decreto Gelmini «consente corsie preferenziali per l´edilizia scolastica e la sicurezza degli istituti». Dal canto suo il leader Udc Pier Ferdinando Casini invita ad essere «seri»: «Questo è un Paese destinato ad andare a fondo se continuiamo a litigare su tutto». Bastano i soldi stanziati? Sembra di no, se è vero quanto dichiarato da Guido Bertolaso a Repubblica: «Su 42 mila scuole pubbliche, secondo i tecnici, 22 mila e 800 non sono a norma, e la scuola di Rivoli non è stata costruita su un terreno a rischio sismico come molte altre tirate su senza norme previste dalle leggi. Secondo i nostri calcoli ci vogliono 4 miliardi di euro». La competenza sui controlli statici e di sicurezza degli edifici scolastici è di Comuni, Province e Regioni. Da anni i governi destinano gli spiccioli della finanziaria per finanziare i controlli, la manutenzione la messa a norma delle scuole. Gli enti locali poi cercano di arrangiarsi come possono. Emblematico il caso dell´Emilia-Romagna. Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i fondi. Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui sull´edilizia non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma - quella di Bologna 17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900 mila euro. Sono stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di qualcuno a cui consegnare il cerino». Tornano in piazza gli studenti. «Venerdì 28 novembre gli studenti scenderanno in piazza, con cortei e iniziative in tutta Italia, per esprimere solidarietà agli studenti e alle famiglie di Rivoli colpiti dalla tragedia di sabato e per chiedere misure straordinarie di investimento nell´edilizia scolastica». Lo annuncia l´Unione degli Studenti che giudica «irresponsabili le dichiarazioni di Berlusconi. Già in occasione della tragedia di San Giuliano erano state fatte promesse di interventi straordinari mai mantenute». L´Uds annuncia poi che lancerà «sul sito internet una campagna di monitoraggio degli edifici scolastici realizzata direttamente dagli studenti» e che presenterà un «libro bianco sull´edilizia scolastica, al governo e agli enti locali».

Torna all'inizio


crolli, mappa delle scuole a rischio - federica angeli tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Crolli, mappa delle scuole a rischio E tra allarmi e psicosi al liceo Vivona cede una finestra FEDERICA ANGELI TEA MAISTO Crepe, distacchi di intonaci, pavimenti dissestati: è allarme nelle scuole della città. Da ieri è scattata la psicosi e sono state tante le telefonate arrivate, dal mattino al pomeriggio, alla sala operativa dei vigili del fuoco. A chiamare il 115 presidi e direttori scolastici di istituti romani preoccupati all´indomani della tragedia accaduta a Torino e dopo il crollo, proprio ieri, dell´infisso di una finestra in un´aula del liceo classico Vivona, all´Eur. Nessun ferito, solo tanta paura tra gli studenti della terza C. E mentre è fissato per giovedì un incontro tra il comandante dei vigili del fuoco e il prefetto per parlare delle verifiche da fare nelle scuole, ieri in Provincia c´è stato un vertice sulla sicurezza degli edifici scolastici. «Proprio per mettere in campo un´azione ulteriore di prevenzione e di controllo - ha spiegato l´assessore provinciale alla scuola Stella - ho incontrato i miei referenti e gli esperti del mio assessorato che mi hanno assicurato, entro i prossimi venti giorni, una mappatura di tutte le strutture, delle loro esigenze di manutenzione e delle eventuali criticità causate dal maltempo o dall´usura». Ieri inoltre il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha scritto una lettera al ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini in cui fra le altre cose «chiedo di incrementare i fondi previsti dalla Finanziaria 2009 e di escludere soprattutto interventi sull´edilizia scolastica dai vincoli del patto di stabilità, sia in termini di competenza che di cassa». Sono 100 gli interventi in tema di sicurezza attualmente in corso nelle scuole di Roma e provincia. Lavori per avere impianti a norma, scale di sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche. «Si deve intervenire facendo una mappatura completa delle criticità - interviene Fabrizio Ghera, assessore ai Lavori Pubblici del Comune - e valutare le priorità degli interventi basandoci sulle segnalazioni dei Municipi». Da Legambiente arriva un monitoraggio sullo stato di salute dei plessi scolastici della nostra regione. Solo 194 edifici hanno avuto interventi di manutenzione negli ultimi cinque anni. Il rapporto di Legambiente evidenzia che le scuole laziali sono vecchie. Su 1.453 edifici di elementari e medie, 680 hanno più di 30 anni. Infine domani gli studenti medi di Roma saranno in mobilitazione per esprimere solidarietà ai ragazzi di Rivoli e per chiedere investimenti per l´edilizia scolastica: dopo striscioni e assemblee della mattina, alle 17 studenti, genitori e insegnanti saranno davanti alla sede della Provincia.

Torna all'inizio


piazza navona, nuovi indagati con obbligo di dimora (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Piazza Navona, nuovi indagati con obbligo di dimora Altri sei indagati per gli scontri avvenuti durante la manifestazione studentesca, dello scorso 29 ottobre, in piazza Navona contro il decreto Gelmini. Si tratta di giovani appartenenti a gruppi d´estrema destra: sono accusati di aver aggredito e di aver preso a cinghiate alcuni ragazzi dei collettivi di sinistra. La procura ha contestato il reato di lesioni e al tempo stesso ha notificato nei confronti dei sei l´obbligo di dimora. I fatti contestati riguardano le fasi precedenti agli scontri di piazza Navona, quando il gruppo individuato dagli inquirenti avrebbe preso a cinghiate alcuni studenti nei pressi del Senato. Ai provvedimenti si è arrivati a seguito di una nuova informativa consegnata in procura dagli investigatori della Digos, diretti da Lamberto Giannini. Con i nuovi provvedimenti giudiziari sale 42 il numero degli indagati per i disordini di piazza Navona. La scorsa settimana, altri 36 avvisi di garanzia erano stati notificati dagli agenti della Digos. Per tutti erano state contestate le accuse di «lesioni, rissa e adunata sediziosa». Poco prima di mezzogiorno, in piazza Navona si erano fronteggiati studenti di sinistra e aderenti del gruppo di destra Blocco Studentesco che dimostravano contro la riforma della scuola. A innescare le violenze erano state appunto le aggressioni subite da alcuni studenti di sinistra davanti al Senato. Contro i lanci di bottiglie e di sassi, i giovani di destra si erano poi difesi impugnando mazze di baseball che avevano nascosto, precedentemente, a bordo di un camion. Le denunce, riguardavano 15 universitari della Sapienza e 21 aderenti al Blocco Studentesco. (marino bisso)

Torna all'inizio


<Scuole, il governo taglia i fondi> Pd all'attacco. La Gelmini: falso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-25 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE «Scuole, il governo taglia i fondi» Pd all'attacco. La Gelmini: falso Torino, si indaga sulla ditta dei lavori ai bagni. «Altre aule a rischio» La scuola fu multata nel 2006 perché la documentazione sulla sicurezza era incompleta DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO — «Non è fatalità, ma miopia politica» protesta Antonio Di Pietro, Italia dei Valori. Rincara la dose Dario Franceschini, vicesegretario del Pd: «è sbagliato dire che è stata una fatalità. C'è una responsabilità politica, non su quell'incidente, ma sul fatto di aver tagliato le risorse alla scuola». E due parlamentari del Pd, Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico, fanno i conti: «Cancellati 22,8 milioni su 100». Ma la maggioranza replica e accusa la sinistra di «vampirismo» e di raccontare «menzogne». E il ministro Mariastella Gelmini: «Tagli? Non è così, anzi. L'edilizia scolastica è tra le infrastrutture strategiche». Intanto ieri a Roma, in un liceo classico, è caduto l'infisso di una finestra sui banchi, senza provocare feriti. Sull'argomento è intervenuto anche Jovanotti: «è stata una disgrazia, una tragedia ». Mentre i politici si accapigliano con scambi d'accuse, a Torino prosegue invece l'inchiesta per far luce sul perché sabato mattina sia crollato il controsoffitto della IV G al liceo scientifico Darwin di Rivoli. I vigili del fuoco hanno già presentato una relazione dalla quale emerge una situazione allarmante: ci sono altre 13 classi nella scuola in condizioni simili a quella crollata. Tra soffitto e controsoffitto sono infatti accatastati tubi, mattoni e impianti di ogni genere e quello che è successo in IV G avrebbe potuto accadere in altre aule. Non solo. Nella classe dove è morto Vito Scafidi sono state notate delle piccole differenze. Sembra che siano stati tolti dei mattoni e poi rimessi, forse per intervenire su perdite d'acqua. Se questo possa aver contribuito al crollo saranno i magistrati a stabilirlo. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha già affidato una consulenza tecnica a tre ingegneri del Politecnico. Il loro compito sarà chiarire cause del crollo e idoneità dei materiali. Ci si chiede come mai un controsoffitto tanto pesante fosse sostenuto da «tondini di ferro» e perché il tubo in ghisa dimesso non fosse stato portato in discarica durante i lavori ai bagni del 1994. La ditta che se ne occupò è già stata identificata. Altro capitolo sono i lavori di manutenzione: l'intercapedine dove era appeso il tubo di ghisa è alta un metro e venti, raggiungibile attraverso una botola. La situazione precaria del soffitto era ben visibile a chi si occupava di controlli. La scuola fu multata nel 2006 con 4.000 euro perché la documentazione sulla sicurezza era incompleta. Lo stesso anno l'Asl, dopo un sopralluogo, aggiornò però il documento di valutazione dei rischi, rilevando che non c'erano problemi, neanche strutturali. L'appello La madre di Vito ha lanciato un appello in tv: «Voglio la bara a casa» Cristina Marrone (ha collaborato Marco Bardesono) SEGNALA gli istituti scolastici in cattivo stato su www.corriere.it

Torna all'inizio


Piemonte, controlli nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-11-25 - pag: 26 autore: Sicurezza. L'istituto Darwin di Rivoli era stato ispezionato 20 giorni fa - Ancora scambio di accuse tra centro-sinistra e Pdl Piemonte, controlli nelle scuole L'annuncio del governatore Bresso - Bertolaso: 22mila istituti in zone sismiche Augusto Grandi TORINO Tutti contro tutti. In attesa del rapporto che i vigili del fuoco di Torino hanno preparato per il procuratore aggiunto, Raffaele Guariniello, in merito alla morte dello studente, Vito Scafidi, provocata dal crollo del soffitto di un'aula del liceo scientifico Darwin di Rivoli, alle porte del capoluogo piemontese, si assiste a uno scambio di accuse tra esponenti dei vari schieramenti politici. Tutti impegnati a scaricare sugli altri la responsabilità di un incidente causato dalla caduta di un tubo di ghisa che ha sfondato la controsoffittatura prima di colpire il ragazzo. «Su quel soffitto –ha assicurato Maria Torelli, preside del Darwin – non c'erano segni che ci potessero mettere in allarme ». E la scuola era stata ispezionata solo 20 giorni prima da un consulente per la sicurezza.L'inchiesta dovrà accertare perché il tubo si è staccato e anche dove era attaccato. E si tratterà di capire perché il tubo, inutilizzato da anni, sia rimasto all'interno. Tra le prime ipotesi anche quella che la realizzazione della contro-soffittatura risalga agli Anni 60. Questo non ha comunque impedito al centro. sinistra di accusare il Governo nazionale di centro destra per i tagli alle risorse che metterebbero a rischio la sicurezza delle scuole. Con l'immediata replica del Pdl che ha parlato di speculazioni politiche sulla morte di un ragazzo. E se Agostino Ghiglia si chiede che fine hanno fatto i 500 milioni stanziati nel 2003 dal Governo Berlusconi per l'edilizia scolastica e mai spesi, pare per intoppi burocratici, Italo Bocchino ( vicecapogruppo Pdl alla Camera) ricorda che la responsabilità dell'edilizia scolastica è della Provincia. Ma Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, con maggioranza di centro-sinistra, ha ricordato che dal 1997 al 2008 l'ente locale ha speso 626 milioni per la manutenzione delle 163 scuole secondarie superiori di sua competenza. Saitta ha aggiunto che in questo mandato amministrativo le risorse per la manutenzione sono progressivamente aumentate: dai 9,7 milioni del 2005 ai 21 milioni di quest'anno. «Per il triennio 2006-2008 –ha concluso –avevamo preventivato interventi per 105 milioni nell'edilizia scolastica, ma i vincoli del patto di stabilità ci hanno imposto di limitare l'impegno di spesa a 45 milioni». Anche dalla Regione Piemonte arrivano precisazioni sugli investimenti. «Il Piemonte è tra le Regioni che ha investito di più per la messa in sicurezza degli edifici – ha spiegato Mercedes Bresso, presidente della giunta regionale – negli ultimi due anni ha quintuplicato le risorse per l'edilizia scolastica. Sul bilancio di quest'anno abbiamo stanziato 30 milioni, oltre ai fondi previsti dal patto per la sicurezza: 6 milioni dalla Regione, 6 dagli enti locali e 6 dallo Stato». La Regione ha inoltre deciso di affidare al Politecnico di Torino un'indagine su tutti gli edifici scolastici. Più approfondita rispetto a quelle abituali. E Bresso difende anche il liceo di Rivoli: dalla scuola «non è partita nessuna segnalazione su problemi strutturali del palazzo perché probabilmente nessuno si era accorto che, dentro ai soffitti, esistessero dei tubi pericolosi, non visibili dall'esterno». Uno dei problemi è rappresentato dalla vetustà delle scuole. In Piemonte, su 3.129 edifici scolastici, il 7,5% è stato costruito prima del 1900 e il 16,2% tra il 1900 e il 1940. Intanto i ragazzi del Darwin e del Romero (ospitato nello stesso palazzo dove si è verificato il crollo) torneranno a scuola lunedì. Non è comunque solo il centro- sinistra a protestare per la situazione delle scuole. Al Darwin è stato esposto uno striscione di Lotta Studentesca (vicina a Forza Nuova) con la scritta: «Come potremo morire in fabbrica se ci uccidete prima?» e il Blocco Studentesco ha chiarito di non voler strumentalizzare la vicenda ma ha espresso profonda rabbia. Sul fronte opposto la Rete degli studenti ha negato che si possa parlare di fatalità e ha chiesto investimenti per almeno un miliardo. A livello nazionale, secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sono circa 22mila gli edifici scolastici che si trovano in zona sismica e quindi a rischio. Per il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, «nessuno si può esimere da mettere in campo uno sforzo straordinario per la sicurezza delle scuole. Sarà mia cura - ha proseguito - ribadire l'impegno del ministero, dei dirigenti regionali e dei presidi affinché si possa fare in modo che tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità». LE ISTITUZIONI Il presidente piemontese: «Siamo tra le Regioni che hanno speso più in sicurezza, negli ultimi due anni quintuplicati i finanziamenti» AL VIA L'INDAGINE Vigili del Fuoco al lavoro per ricostruire le cause dell'incidente: a uccidere Vito Scafidi è stato un tubo che si è staccato dal soffitto MARKA Risorse impegnate dalle Province per l'edilizia scolastica

Torna all'inizio


Un'agenzia di ricerca per l'Italia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: GALILEO GALILEI data: 2008-11-25 - pag: 30 autore: La proposta del Gruppo 2003. Come cambiare Un'agenzia di ricerca per l'Italia La «peer review» al centro di un progetto che permetta di finanziare il merito Si terrà oggi alla Camera dei deputati un incontro tra ricercatori, rappresentanti delle Agenzie europee per la ricerca, l'università, del Cnr, dell'Iit e dell'industria dal titolo «Ricerca, è ora di cambiare», durante il quale il Gruppo 2003 – l'associazione che raccoglie dal 2004 i ricercatori italiani più citati al mondo nella letteratura scientifica secondo gli elenchi messi a punto dall'Institute for Scientific Information di Philadelfia – lancerà la proposta per l'Airs, l'Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Tra i firmatari della proposta Silvio Garattini, Tommaso Maccacaro, Pier Mannuccio Mannucci, Alberto Mantovani, Luigi Nicolais, Giorgio Parisi e Guido Tabellini. Discuteranno la proposta Luciano Maiani, presidente del Cnr, Claudio Bordignon, del consiglio scientifico dell'European research council, Pierre Glorieux, direttore dell'unità di ricerca dell'Agence d'évaluation de la recherche et de l'enseignement supérieur, Alberto Sangiovanni Vincentelli, direttore dell'Electrical Engineering and Computer Sciences College of engineering di Berkeley, Enrico Decleva, rettore dell'Università Statale di Milano, Vittorio Grilli, presidente dell'Istituto italiano di tecnologia, Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, Ferruccio Fazio, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Piero Sierra presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro e il deputato Walter Tocci. Cambiare la rotta della ricerca in Italia. è questo l'obiettivo che si pone il Gruppo 2003, che sostiene che in fondo basterebbe poco per imprimere un forte cambiamento di rotta agli interventi per la ricerca nel nostro Paese. Occorrono nuovi e decisi investimenti, lo hanno riconosciuto esponenti di questo e dei passati Governi, ma l'intervento più urgente e di sicuro effetto è quello relativo al modo in cui i progetti sono valutati e i fondi vengono spesi. Anziché polverizzare i finanziamenti ed assegnarli senza peer-review – e in alcuni casi addirittura secondo criteri personalistici – potrebbe essere finalmente seguito l'approccio che da tempo premia all'estero le migliori università e i migliori centri di ricerca: quello fondato sul merito, sui risultati – valutati con tempestività e obiettività – e sull'impiego di fondi per la ricerca che siano certi ed erogati, nel tempo, con regolarità e affidabilità. Già il senatore Ignazio Marino aveva lanciato un'iniziativa importante lo scorso anno, volta all'impiego del peer review per selezionare progetti di ricerca sottomessi da ricercatori sotto i quarant'anni. I vincitori dei grants da 500mila euro sono stati annunciati il 21 novembre. è un esempio di iniziative che si possono prendere a livello parlamentare e perseguire facendo diventare il peer review e la valutazione seria e trasparente l'unico strumento di erogazione dei finanziamenti pubblici. Il bando verrà ripetuto anche quest'anno per i fondi del ministero della Salute (34 milioni) mentre sembra che si vogliano lasciar cadere i 48 milioni di competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003, proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca scientifica italiana nel suo insieme, stabilendo e incentivando adeguati rapporti con la ricerca europea e internazionale. Pur non volendoentrare nei problemi di governance, l'Airs deve essere una struttura che semplifica i rapporti fra le risorse messe a disposizione dal Governo e tutti i soggetti che ne possono usufruire. Sana competizione sulla qualità della ricerca, meritocrazia e affidabilità devono essere le parole chiave su cui si regge la nuova Agenzia che dovrebbe essere realizzata con grande urgenza, date le condizioni disastrose in cui versa la ricerca italiana. In questo senso è chiaro che dovrebbero essere abolite, in modo graduale, tutte le leggi speciali accumulatesi nel tempo che assegnano fondi a istituzioni di ricerca senza adeguati sistemi di referaggio, che comunque dovrebbero passare attraverso l'Airs. In particolare è urgente attirare i giovani nella ricerca scientifica garantendo un futuro a chi mostra adeguate capacità. La nuova Agenzia deve permettere alle organizzazioni scientifiche di poter programmare con fiducia, avendo certezze, sui tempi dei bandi di concorso, sulla disponibilità delle risorse, sulla continuità dei programmi. è importante che l'Airs non sia un'altra struttura che si aggiunge alle tante già disponibili, ma sia un Ente di coordinamento e gestione ove far confluire, in un unico canale, tutte le risorse disponibili a supporto della ricerca.L'attuazione di queste legittime ambizioni della parte più attiva della comunità scientifica richiede una forte volontà politica orientata al cambiamento. «Il problema non è tanto disegnare una o più strutture che governino la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti alla Ricerca – sostiene Garattini – né, tanto meno, individuare nuove metodologie. All'estero ci sono numerosi ed efficaci modelli da imitare: si tratta di importare in Italia... "l'acqua calda". Ma questo è il punto più difficile, perché occorre scardinare privilegi, burocrazie, clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese». Pier Mannuccio Mannucci, presidente protempore del Gruppo 2003, sottolinea che «abbiamo pensato di proporre uno strumento agile e snello che gestisca tutti i fondi della ricerca, oggi sparsi in mille rivoli, attraverso il metodo usato da tempo all'estero:quello della peer review che consiste in una valutazione del merito, anonima, terza e indipendente». Aggiunge Maccacaro, presidente eletto del Gruppo 2003: «Il nostro Paese ha fino a oggi inteso la meritocrazia in una logica "additiva", contando di poter dare ai bravi senza ridimensionare i meno bravi. Così non può essere! Soprattutto oggi, nel contesto economico in cui viviamo e vivremo, dobbiamo dimenticarci di poter solo distribuire, ma dobbiamo altresì pensare seriamente a come ridistribuire le risorse: un salto culturale che da noi sembra una vera e propria rivoluzione». Ar.M. SCOPRIAMO L'ACQUA CALDA Garattini: «Rendere indipendente la valutazione con criteri internazionali, per eliminare privilegi, burocrazia e clientelismo» CONTRASTO Silvio Garattini SPL Incisione dell'orologio a pendola disegnato da Galileo apparsa sul «Great Astronomers» del 1895 di Sir Robert Ball.

Torna all'inizio


Lettera dei professori della Darwin di Rivoli: "La nostra scuola non è fatiscente" (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

25/11/2008 "Il liceo Darwin non è fatiscente" Lettera aperta dei professori di Rivoli Dopo le polemiche seguite al crollo di un controssoffitto, gli insegnanti del liceo Darwin difendono l'edificio scolastico in cui ha perso la vita il 17enne Vito Scafidi. "Noi non ci riconosciamo nell'immagine che di noi e della nostra scuola viene diffusa in questi giorni. Della nostra scuola noi siamo orgogliosi. Non siamo gli insegnanti di una scuola fatiscente degna del terzo mondo", scrivono i professori in una lettera aperta. "Ci stringiamo attorno alla famiglia al dolore si aggiunge lo sgomento di non riconoscerci nell'immagine che di noi e della nostra scuola viene diffusa in questi giorni - si legge nel documento siglato dal collegio degli insegnanti -. Non siamo i professori di una cuola fatiscente degna del terzo mondo, e alla sicurezza dei nostri studenti sia le dirigenze che si sono succedute sia tutti noi abbiamo dedicato sempre grande attenzione". L'appello dei docenti del liceo Darwin è soprattutto rivolto ai media e al mondo politico, accusati di aver calcato troppo la mano e di aver strumentalizzato la vicenda. "Chiediamo che il sensazionalismo giornalistico e le solite, sterili polemiche politiche rispettino quanto più possibile, se non la serietà del nostro lavoro, almeno le lacrime di una madre, un padre e una ragazza che piangono il figlio e il fratello", scrivono i professori. Libero: "Un colpevole c'è" Dopo la tragedia di Rivoli, in molti hanno cercato un colpevole. Alcuni hanno accusato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, denunciando il degrado delle scuole italiane, altri si sono scagliati contro i costruttori, altri ancora contro i tagli del governo. L'impianto accusatorio però, a detta di Libero, si baserebbe su un errore macroscopico. Le scuole superiori, dalla costruzione ai lavori di manutenzione ordinari e straordinari, sono infatti di pertinenza provinciale e dunque l'attenzione andrebbe rivolta all'ente locale amministrato da Antonio Saitta del Pd. "La Provincia ha una responsabilità enorme nell'aver spostato risorse destinate alle scuole in altre spese fortemente discutibili che evidentemente interessavano di più, come quelle per mantenere le strutture post-olimpiche", accusa il capogruppo di Alleanza Nazionale, Barbara Bonino. "Dal 2004 al 2008 gli investimenti dedicati all'istruzione pubblica che competono alla Provincia sono stati drammaticamente insufficienti rispetto alel esigenze - aggiunge la Bonino -. Saitta si ricorda dell'edilizia scolastica solo nell'imminenza elettorale". Ma dove sono finiti i soldi che sarebbero stati sottratti alle scuole? Stando a quanto riporta Libero, i fondi sarebbero stati erogati alla "Toroc", l'ente organzzatore della XX Olimpiade Invernale di Torino e alla "Fondazione XX marzo", incaricata di gestire gli impianti e il "patrimonio post-olimpico". Invia ad un amico

Torna all'inizio


Gelmini, nell'università storture evidenti (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 25-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Nell?università italiana ci sono «storture ormai evidenti, sotto gli occhi di tutti» sulle quali bisogna intervenire. Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini è tornata oggi a Mattino Cinque a difendere il decreto sull?università varato dal governo nelle scorse settimane. Sui concorsi già banditi, ha spiegato, «ho ritenuto indispensabile introdurre un elemento di trasparenza per abbassare il rischio di concorsi definiti “a tavolino”, introducendo una modalità diversa per comporre le commissioni che è il sorteggio. Così come, abbiamo il dovere di intervenire sui molti sprechi che purtroppo si sono verificati. Abbiamo, come paese, circa il doppio dei corsi di laurea rispetto alla media europea: 5.500 corsi di laurea, 170 mila insegnamenti». Per Gelmini «dobbiamo anche nelle università avere il coraggio di voltare pagina, di guardare i problemi, di indicare delle soluzioni: a me piacerebbe farlo collaborando anche con l?opposizione. Diamo le risorse alle università migliori, a quelle che investono nella qualità della ricerca e della didattica e cerchiamo di aiutare le famiglie nel sostenere i figli negli studi». «Piuttosto che sperperare denaro in corsi inutili, è giusto che, in un momento di difficoltà economica come questo, il governo tenga conto del dare risorse alle famiglie. E nel decreto abbiamo previsto di investire nelle residenze universitarie poi per favorire, dentro le università, un ricambio generazionale molto atteso. Ci saranno 4.000 nuovi posti da ricercatore - ha concluso il ministro - proprio per dare un impulso alla presenza dei giovani dentro le università».

Torna all'inizio


"Qui la Gelmini costerà 150 posti" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

DOMODOSSOLA. SCONTRI VERBALI AL CONSIGLIO COMUNALE «APERTO» IN TEATRO "Qui la Gelmini costerà 150 posti" In platea al «Galletti» numerosi insegnanti ma nessun studente delle scuole cittadine Restano fermi i giudizi sulla riforma Gelmini che sta suscitando proteste in tutta Italia. Per la maggioranza di centrodestra il pacchetto scuola proposto dalla ministra di Berlusconi va bene com'è. Per l'opposizione di centrosinistra il decreto va respinto perché è un colpo mortale all'istruzione di casa nostra. Posizioni che hanno visto il Consiglio comunale di Domodossola respingere, con i voti della maggioranza, l'ordine del giorno con cui l'opposizione voleva ufficializzare il suo «no» ai cambiamenti proposti. La fermezza della maggioranza non è stata minimamente scalfita dai numerosi interventi degli insegnanti, per la stragrande maggioranza contrari alla riforma calata per decreto. Il Consiglio aperto tenutosi al teatro Galletti era il primo dell'era «Marinello bis», la maggioranza nata dopo la lunga crisi politica. La seduta ha visto l'assenza dei consiglieri Nando Mingo e Gerardo Glionna (che per alcuni non sono più parte «della maggioranza) e Domenico Capristo (Udc) sedersi già tra le fila della opposizione dopo essere stato in maggioranza per un anno e mezzo. E che Capristo si prepari ad assumere il ruolo di pungente critico della maggioranza Marinello lo si è già visto l'altra sera. Ad una professoressa che confermava di percepire 900 euro il mese di stipendio, Capristo ha risposto che «gli insegnanti hanno diritto ad una buona retribuzione, visto l'importante lavoro che fanno. Non c'è paragone col lavoro svolto dal sindaco Marinello che percepisce, in 5 anni, 400 milioni di vecchie lire». Come detto, molti gli interventi critici sul decreto Gelmini fatti da docenti (Rosanna Bucchi De Giuli, Paola Semprini, Cristina Giuliano, Sergio Fedeli, Antonio Lista, Dina Balsamo, Angelo Offrida, Antonietta Desolis) e dai sindacalisti Luisa De Filippi e Gabriella Prandi. Quest'ultima ha evidenziato che la riforma «costerà» al Verbano Cusio Ossola 150 posti tra i docenti e 80 tra il personale non docente. Tra il pubblico, a difesa della «Gelmini», sono intervenuti i leghisti Roberto Serra e Donata Legnani. Poi, il fuoco di fila di tutti i gruppi consiliari. Lilliana Graziobelli (Pd) ha ricordato i tagli alle scuole di montagna come alle elementari di Formazza, mentre Marisa Zariani (Pdl) ha evidenziato l'assenza in sala di studenti, «proprio loro che dovrebbero essere al centro della scuola». Poi il voto: 12 contrari (Lega Nord, Pdl, Circoli) all'ordine del giorno e sette favorevoli (Pd, Udc, Sinistra Unita e Impegno per Domodossola).

Torna all'inizio


"basta con il disprezzo per gli atenei" - luana silighini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Roma "Basta con il disprezzo per gli atenei" Sapienza, i 75 direttori dei dipartimenti scrivono a Napolitano "Combattere le rozze campagne contro i docenti dipinti come fannulloni" LUANA SILIGHINI Dopo gli studenti, anche i docenti della Sapienza si muovono in difesa «della dignità e del carattere pubblico dell´università». I settantacinque direttori dei dipartimenti del primo ateneo capitolino hanno infatti firmato un appello indirizzato al presidente della Repubblica e alle autorità del Parlamento e del Governo, un documento in cui chiedono che venga riconosciuta la realtà dell´università pubblica nazionale. «Siamo la punta dell´iceberg di un grande movimento che sta crescendo da settimane all´interno delle facoltà - spiega Rossella Petreschi, direttore del dipartimento di Informatica, presso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali - ognuno di noi rappresenta un gruppo e il documento è stato dunque sottoscritto anche da tutti i professori che lavorano nelle nostre aule. Coordiniamo una massa di persone che, nonostante i pochi mezzi e la profonda disorganizzazione del sistema - continua Rossella Petreschi - ottiene risultati di eccellenza in tutto il mondo. L´intento di questo appello - conclude - è dunque di innescare un dibattito nazionale per combattere le rozze campagne dequalificanti e qualunquiste contro i docenti universitari che sono stati dipinti come persone fannullone e di basso profilo culturale». I firmatari del documento, tra cui Giorgio Alleva, Aldo Laganà, Antonino Terranova, denunciano la scarsa risolutezza con cui «l´Accademia si è opposta alla progressiva riduzione dei fondi pubblici, gli errori gestionali del mondo accademico, i comportamenti discutibili che generano inefficienza, la distorsione creata da un rapporto perverso con le professioni». I docenti pretendono processi di valutazione analoghi a quelli già da tempo adottati da molte prestigiose università straniere e chiedono ai politici (e dunque al ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini) di riconoscere, tra gli sprechi, «la proliferazione delle sedi di natura clientelare e l´uso improprio di un precariato che è tra le prime ragioni della fuga dei cervelli». E ancora: «Non vogliamo nasconderci dietro la pacifica forza degli studenti - scrivono i professori nell´appello - sentiamo il bisogno di esprimere la doppia convinzione che la formazione si salva nel suo insieme non potendo sperare in vittorie settoriali, e che la difesa del suo carattere pubblico deve essere fatta in prima persona anche dai docenti». Infine, l´appello al presidente della Repubblica e al governo «affinché si agisca in base a una rappresentazione più fedele della realtà universitaria che si sente sempre umiliata da interventi di vero disprezzo istituzionale».

Torna all'inizio


mensa occupata oggi lezione serale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Palermo Università Mensa occupata oggi lezione serale CON lo slogan "Noi la mensa non la paghiamo" ieri studenti universitari e precari in mobilitazione contro i decreti Gelmini hanno occupato per alcune ore la mensa del pensionato Santi Romano. L´occupazione è terminata dopo che il direttore della mensa ha concesso il pasto gratis agli studenti. E oggi sempre all´interno della protesta, si terrà una lezione alle 21 nell´aula magna dello Steri sul ruolo dell´università statale. Relatori: l´ex rettore Giuseppe Sivestri, Roberto Boscaino e Salvatore Nicosia.

Torna all'inizio


investire sulla scuola una ricetta contro la crisi - rosario ognibene (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Palermo INVESTIRE SULLA SCUOLA UNA RICETTA CONTRO LA CRISI Il governo regionale ha per la prima volta l´occasione di costruire un sistema di qualità, offrendo istruzione e civiltà anche agli adulti Servirebbe un "new deal": meno disoccupati e più consumi ROSARIO OGNIBENE e proteste per i tagli operati dalla cosiddetta riforma Gelmini non sono finite. Ma se per l´università qualcosa si muove, non mi pare si possa dire altrettanto per la scuola. Molte sono le dichiarazioni di principio pro e contro, ma la scuola rimane come quella casa di campagna ormai da anni abbandonata e che lentamente cade a pezzi. Il ministro dell´Istruzione si dichiara contro l´egualitarismo e apre al dialogo. L´opposizione non intende dialogare se prima non si sospendono i tagli. Il sindacato dichiara che la disponibilità a confrontarsi è stata data e che ora la stessa disponibilità deve venire dal governo. Il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione esprime fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate, che riducono quantitativamente e qualitativamente l´offerta formativa. Intanto nulla scorre e tutto permane. L´unica modifica sostanziale apportata dal governo è quella sull´articolo 3 del decreto 154, in virtù della quale l´accorpamento delle scuole non si farà entro il 30 novembre ma entro il 31 dicembre ed entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. Non ci sarà più il commissariamento, ma l´assessore regionale alla Pubblica istruzione dovrà predisporre ugualmente un piano per dimensionare e razionalizzare il sistema scolastico dell´Isola. Operazione, questa, di fondamentale importanza. Per la prima volta oggi l´amministrazione siciliana ha l´occasione di costruire un sistema scolastico di qualità, costretto a dislocare sul territorio scuole con popolazione adeguata. In questa dislocazione vi è anche l´occasione storica di istituire i centri territoriali provinciali autonomi per l´istruzione degli adulti. Centri che darebbero la possibilità di offrire istruzione e civiltà a tutta la popolazione dell´Isola, a tutte quelle persone adulte per le quali è estremamente necessario impedire che seguano vie malavitose. La possibilità di offrire agli extracomunitari presenti in Sicilia di conoscere non solo la lingua del Paese che li ospita, ma anche la civiltà, la cultura e le istituzioni. La possibilità di far tornare a scuola tutti quegli adulti senza lavoro che desiderano riqualificarsi e accrescere la propria preparazione professionale e culturale. Si presenta l´occasione di istruire tutto un popolo e di liberare l´Isola dai falsi valori mafiosi. Ma per fare questo bisognerà anche rendere dignitose le scuole sul territorio, investendo su di esse. La maggior parte delle scuole siciliane, infatti, non ricevendo interventi di ristrutturazione stanno quotidianamente logorandosi. Nelle grandi città, in particolar modo a Palermo, parecchie scuole hanno sede in veri e propri appartamenti, a scapito della sicurezza. Allora perché non provare a ristrutturare sul serio le scuole e a costruirne di nuove? La spesa scolastica non è mai improduttiva se il fine è di includere una parte rilevante della popolazione nella formazione. Il possesso di un bagaglio accettabile di competenze civiche e professionali per tanta parte della popolazione è sinonimo di una società più giusta. Il problema, allora, diventa politico. Oggi la politica dovrebbe iniziare a fare scelte coraggiose. Nel bel mezzo di una crisi finanziaria e di un rallentamento dell´economia che ricorda quella del 1929 negli Stati Uniti, forse sarebbe il caso di avviare anche in Sicilia un "new deal" della scuola. Una scelta che getterebbe, da un lato, le premesse per una vera riforma del sistema e, dall´altro, paradossalmente contribuirebbe, anche attraverso l´aumento dello stipendio degli insegnanti, a ridurre il tasso di disoccupazione e conseguentemente ad aumentare i consumi. Sarebbe un effetto domino che, a partire dalla qualificazione della scuola siciliana, contribuirebbe non poco a risollevare l´economia reale che nell´Isola sta conoscendo gli effetti peggiori. Non si tratterebbe neanche di fare grandi scelte radicali, ma di applicare un metodo già sperimentato e soprattutto di stringere una nuova alleanza tra mondo intellettuale e mondo economico, resa necessaria e urgente proprio dalla crisi. Si tratterebbe di applicare, in piccola misura, la teoria keynesiana che salvò l´America nel ´29 e di cui oggi lo stesso Barack Obama pare si voglia servire. Un intervento finanziario da parte della Regione in tal senso sarebbe determinante per risollevare le sorti della Sicilia e per ridistribuire verso il basso la ricchezza in funzione della ripresa dei consumi. Si metterebbe in moto la fiducia nella scuola e nelle università, a testimonianza di una comunità che sa risorgere. Si porrebbe in evidenza le capacità di guida della nostra classe politica, ma soprattutto il coraggio di vincere una difficile sfida educativa, cui tutti siamo chiamati operando in un contesto sociale assai difficile. Fermo restando che la sostenibilità politica degli investimenti sulla scuola si deduce dai risultati ottenuti, cioè dal contributo che la scuola stessa può dare allo sviluppo delle conoscenze, alla diffusione della cultura fra la popolazione giovanile e adulta.

Torna all'inizio


quella targa in piazza corvetto da tursi una lapide sulla cultura - don paolo farinella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Genova QUELLA TARGA IN PIAZZA CORVETTO DA TURSI UNA LAPIDE SULLA CULTURA DON PAOLO FARINELLA ggi alle ore 11,30 in piazza Corvetto con le grisaglie d´ordinanza «il Comune di Genova pose» una lapide a ricordo del massacro del 1849 ad opera dei bersaglieri del generale Lamarmora su ordine del savoiardo Vittorio Emanuele II. La prof.ssa Anna Dagnino, autrice del testo della lapide però confonde le fave con le nespole e fa un minestrone di date ed eventi diversi che oggi possono essere funzionali solo alla controriforma scolastica del ministro Gelmini per confondere i giovani di oggi e quelli futuri: una cultura approssimativa e offerta a chilo trasforma un popolo libero in una massa ignorante e pronta per essere manipolata. Non cito questo evento (si fa per dire) perché sia particolarmente meritevole di menzione, ma perché sul nostro giornale di domenica 23 novembre a pagina III ho rilevato da un´intervista che della lapide se ne sono occupate addirittura due giunte, quella passata di Giuseppe Pericu e quella attuale di Marta Vincenzi che finalmente partorisce un pezzo di marmo. E´ già qualcosa. Si apprende inoltre che «negli ultimi mesi i responsabili dell´estetica cittadina e della toponomastica hanno svolto gli ultimi accertamenti e sopralluoghi e ora siamo pronti». Onore alla progettualità del Comune e all´impegno dei suoi responsabili. Con tutto il rispetto per la storia e il Rinascimento in particolare, senza nulla togliere alla vergogna e all´obbrobrio dell´eccidio savoiardo, sapere che la signora Sindaco e i «toponomastici» impegnino mesi e relativi costi di lavoro oltre quelli del marmo su una lapide, fa salire il sangue agli occhi. E´ lo stesso Comune di Genova che nel settore dell´assistenza sociale sulla carne viva della povera gente dichiara come un ritornello stonato che «non abbiamo soldi». E´ lo stesso Comune che rade al suolo la cultura, perché un popolo ignorante non è in grado di valutare gli strafalcioni che lo storico del Comune scrive sulle lapidi. Ormai gli Assessorati ai Servizi Sociali e alla Cultura, a Genova sono rimasti solo due scatole vuote per giustificare il personale impiegato che rimane senza lavoro se i poveri e i disgraziati devono arrangiarsi altrove e se chi fa cultura strutturale deve arrangiarsi perché il Comune «non ha soldi». Contemporaneamente nei giorni scorsi per la seconda volta è apparso all´improvviso, come la Madonna di Lourdes, il Promotore della città, l´on. Nando Dalla Chiesa che mi sta pure simpatico come persona e come imitatore di Berlusconi. Egli appare solo quando si tratta di movida e di schiamazzi notturni in centro storico, dove vive gente che per giungere alla fine del mese deve lavorare anche di sabato e molti anche di domenica. Nessuno ha niente in contrario al divertimento dei giovani e degli anziani, ma per favore non a scapito di chi la notte deve dormire o lavorare senza dovere subire la tortura cinese di gruppi ubriachi che per tutta la notte fino anche alle cinque del mattino impediscono ai residenti di sopravvivere. Invito il promotore a trascorrere un paio di notti tra vico san Giorgio e via delle Grazie per rendersi conto della condanna in cui i residenti sono inchiodati a vivere. Perché il promotore non fa un censimento di tutti i residenti che sono scappati dal centro storico disperati per impossibilità di vita? Vorrei sapere dal Comune il costo del Promotore per queste sue estemporanee apparizioni che forse potrebbe essere risparmiato, visto che noi «centristi storici» potremmo dare gratis il nostro contributo di idee per la promozione della città. Venerdì 21 novembre 2008 si è svolto nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa Valori di Genova, stupendamente restaurata, un convegno dell´Istituto di Economia Internazionale di Genova che ha dato un premio all´economista Prof. Paolo Savona (ex di Banca Italia della scuola di Carli, Banfi e Ciampi), teorico della tesi che in economia lo Stato o ogni altra amministrazione non possono ridursi a fare la carità, come di fatto avviene perché trattano i cittadini da sudditi, ma devono creare strumenti adeguati perché i cittadini siano sovrani del loro destino: è l´attuazione pratica del metodo di insegnare a pescare che dare pesce per tutta la vita. E quanto chiediamo né più né meno a chi amministra per mandato «pro tempore» dei cittadini sovrani di questa città.

Torna all'inizio


no-gelmini, contestazione annunciata (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bologna La protesta No-Gelmini, contestazione annunciata Il ministro atteso domani a un seminario in via Azzo Gardino I NO Gelmini si preparano a contestare il ministro, annunciato domani alle 9.30 all´auditorium del dipartimento di Musica e spettacolo, in via Azzo Gardino, per un seminario sulla formazione universitaria degli insegnanti. E venerdì promuovono la giornata sul reddito, con altre azioni di protesta. I ricercatori del Cnr e dell´Ateneo (che venerdì faranno alcune performance sul tema dell´autonomia della ricerca) scenderanno in piazza Maggiore sabato, dalle 10 alle 17, coprendo il Crescentone con quasi duemila volti - è «la ricerca calpestata» - e con le mamme delle elementari che si danno appuntamento alle 15 con la maglietta o cartelli e la scritta «Ricercatori elementari». La protesta in università continua. Il movimento «No 133» di Forlì promuove la lezione in piazza Saffi, venerdì alle ore 13, sull´economia sostenibile con il professor Mazzanti. Mentre sui tagli alzano la voce gli studenti di biologia che studiano biodiversità. Il nucleo di valutazione ha proposto di tagliare la laurea specialistica in Biodiversità ed evoluzione dall´anno accademico 2010-2011. Una decisione assurda, per gli studenti, in anni in cui i cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile sono argomenti di punta. «Un corso di questo tipo dovrebbe essere ancora più valorizzato, non soppresso», dicono gli studenti che si riuniranno in assemblea venerdì alle 15, in via San Giacono 9, per opporsi al taglio del corso, ma anche per avanzare proposte di miglioramento. «Gli iscritti ci sono, i criteri che hanno portato alla proposta di chiusura della laurea sono fumosi, vogliamo chiarimenti». Sulla ricerca sono invece a rischio i dottorati. Se non arriveranno fondi ministeriali sarà difficile mantenere per il 2009 i 287 dottorati di ricerca finanziati dall´Ateneo.

Torna all'inizio


bertolaso: non è stato un episodio isolato - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Cronaca Bertolaso: non è stato un episodio isolato "Vergognoso che nelle scuole non sia applicata la legge sulla sicurezza" Venerdì l´Onda torna in piazza contro "la miopia degli ultimi governi" MARIO REGGIO ROMA - «Non è stato un crollo strutturale, sembra invece sia stato causato dal cedimento di un controsoffitto pesante di circa 150 chili per metro quadro ancorato al solaio della struttura e alla tubazione metallica. Non è purtroppo un episodio isolato nelle scuole d´epoca. Andrebbero sistematicamente sottoposte ad interventi strutturali di manutenzione straordinaria». Fin qui la valutazione tecnica della tragedia nel liceo di Rivoli del sottosegretario Guido Bertolaso, con la delega alla Protezione Civile, illustrata ieri mattina alla Camera dei Deputati. Ma è solo l´incipit di una requisitoria che lascia senza fiato. «Per la messa a norma e in sicurezza delle 57 mila scuole statali e private servirebbero 13 miliardi di euro», soldi che ovviamente non ci sono. Cosa fare allora? «è indispensabile iniziare dalle emergenze, a partire dalle zone a rischio sismico con un costo di 4 miliardi di euro - afferma Bertolaso - uno sforzo economico difficile nella situazione attuale. Ma non posso tacere che i governi che si sono succeduti negli anni e gli enti locali, di ogni colore politico e all´unanimità, hanno prorogato a colpi di decreti di fine d´anno ed anche nelle scuole l´applicazione della legge 626, quella sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ed è inaccettabile nonché vergognoso che la legge madre di tutte le norme sulla sicurezza non sia applicata là dove mandiamo i nostri figli a crescere - conclude - il Parlamento deve intervenire con la massima attenzione avviando un serio programma di messa in sicurezza delle strutture scolastiche». E dopo la tragedia di Rivoli le istituzioni muovono i primi, timidi passi. Domani incontro tra il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e gli assessori regionali all´Istruzione. Obiettivo: coordinare gli interventi immediati per affrontare le emergenze, con i pochi soldi in cassa, e preparare la futura anagrafe nazionale degli edifici scolastici. Nel frattempo gli studenti non stanno con le mani in mano. Il 28 novembre l´Unione degli Studenti torna in piazza a Roma, «contro la miopia degli ultimi governi che oggi parlano di tragica fatalità». Il corteo degli studenti delle superiori partirà da piazza Barberini, si unirà all´Onda anomala dell´università per puntare sul ministero della Pubblica Istruzione. Manifestazioni e sit in di protesta in tutte le città. I soldi sono pochi, ma quanti euro sono a disposizione subito? «Ci sono 250 milioni, stanziati nel 1996, che hanno generato investimenti per 940 milioni - risponde Bertolaso - 500 milioni del piano straordinario approvato dopo il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia e già in corso di spesa. E 75 milioni a disposizione per gli interventi di adeguamento sismico nelle 100 scuole ritenute più a rischio. Resta il fatto che bisogna utilizzare bene i finanziamenti che già ci sono e semplificare le procedure burocratiche e farraginose». Interviene il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Paolo Stefanelli: «I tempi sono maturi per creare un ministero per la Sicurezza con il quale tutti i soggetti competenti possano confrontarsi ed offrire il proprio contributo di esperienza», afferma, richiamando la corresponsabilità della categoria «come atto morale».

Torna all'inizio


Hi-tech, Europa protagonista (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-26 - pag: 23 autore: INTERVISTA Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione Hi-tech, Europa protagonista All'Italia la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa Franco Locatelli «Sono molto orgogliosa di assumere la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, perché è il riconoscimento, in un momento di gravi di difficoltà economiche per tutti, dell'eccellenza della ricerca e dell'attività italiana in un settore, come quello spaziale, che è strategico per l'Europa e per il nostro Paese e che ha ricadute immediate sulla vita di tutti noi». Dopo la bufera delle scorse settimane nelle scuole d'Italia, il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini ha raccolto ieri, con un discorso «rigorosamente in italiano », un successo fuori casa con la nomina per acclamazione all'Aja a presidente per tre anni del Consiglio dei ministri dell'Esa. Dell'Agenzia l'Italia è uno dei maggiori finanziatori ma era da vent'anni, e cioè dai tempi del ministro Luigi Granelli, che non vedeva riconosciuta la propria leadership al vertice dell'Esa, la più importante istituzione europea per la ricerca e sviluppo in campo spaziale di cui fanno parte 17 Paesi più il Canada. Nell'agenda dell'Esa ci sono progetti e programmi significativi, che vanno dal Progetto Vega sulle variazioni climatiche per la prevenzione di fenomeni ambientali alla Stazione spaziale internazionale (che ha in orbita tre astronauti e che riguarda ricerche su biomedicina, microgravità, scienze motorie e microtecnologie), dal Progetto Gmes per il lancio di satelliti- sentinella per la sicurezza civile e militare all'invio in orbita di satelliti Meteosat per la meteorologia di nuova generazione e al progetto Exomars con il lancio di una sonda spaziale su Marte per esperimenti sulla superficie del pianeta. Ma vediamo che cosa pensa di fare adesso il nuovo presidente Gelmini, secondo quanto ha raccontato in questa intervista al Sole 24 Ore in una pausa dei lavori dell'Aja. Ministro, i programmi dell'Esa sono molto impegnativi, ma le priorità della sua presidenza quali saranno? Da presidente del Consiglio dei ministri dell'Esa mi batterò perchè l'Europa svolga un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale in un momento in cui anche India e Cina stanno affacciandosi significativamente nell'arena della competizione spaziale. Il nostro obiettivo prioritario è dimostrare al mondo che l'Europa possiede la maturità e la capacità di condividere una politica e una strategia per l'utilizzo dello spazio che perseguano con determinazione il benessere delle nostre comunità, con particolare attenzione allo studio della Terra e dei macrofenomeni ambientali, all'evoluzione delle tecnologie nel campo delle telecomunicazioni e alle sonde su Marte. Che effetti avrà la sua presidenza sull'industria italiana? Le conseguenze non saranno ovviamente dirette, ma l'eccellenza dell'industria italiana, di Finmeccanica ma anche del ricco tessuto delle piccole e medie imprese, troverà un'occasione molto importante di pubblico riconoscimento in campo internazionale. La sua nomina può diventare anche una spinta all'Italia perché faccia finalmente della ricerca un pilastro decisivo della politica della competitività? Un effetto indotto della mia presidenza può essere un'ulteriore spinta a favore della nostra ricerca. Il che vuol dire che, dopo i tagli alla spesa, sta per arrivare il tempo del dialogo e delle riforme anche per la ricerca? Per la verità di tagli alla spesa per la ricerca non ne abbiamo fatti, ma semmai abbiamo previsto un suo incremento. Ricordo anche che sono in arrivo maggiori disponibilità provenienti dai fondi Fas e Pon di cui potrà beneficiare la ricerca nel nostro Mezzogiorno. Il problema del gap italiano è in realtà molto semplice: il nostro settore pubblico investe in ricerca quasi quanto gli altri partner europei ma abbiamo difficoltà per il settore privato per la specificità del nostro sistema industriale, che è fatto principalmente da piccole, piccolissime e medie imprese che faticano a trovare risorse adeguate per la ricerca. Il problema però non è solo di fondi ma di regole. In che senso? Non si tratta solo di spendere di più per la ricerca ma di spendere meglio e di orientare gli investimenti e i progetti di ricerca verso obiettivi di maggior utilità economica e sociale, con l'occhio rivolto soprattutto all'innovazione e alla modernizzazione del sistema. Che cosa pensa della proposta avanzata in queste ore dal professor Silvio Garattini a nome dei ricercatori del gruppo 2003 per l'istituzione di un'Agenzia italiana per la ricerca scientifica sul modello di quello già presente in altri Paesi? Bisogna riconoscere che il nostroCivr ha già dato risultati apprezzabili, ma ogni iniziativa finalizzata ad accrescere la trasparenza e l'internazionalizzazione della valutazione della ricerca è benvenuta e va presa in considerazione. Innovazione. Il ministro Mariastella Gelmini, presidente del Consiglio Esa IMAGOECONOMICA

Torna all'inizio


Il calendario scivola in serie B (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO Quelli sì che erano calendari. Sabrina Ferilli lato A e lato B fotografata in bianco e nero e a colori, Monica Bellucci, sdraiata su un letto in settembre e su un?amaca in aprile, squisitamente nuda. Girano ancora su eBay tra feticisti, collezionisti e nostalgici, perché il mondo sfavillante delle bellezze svelate e strapagate (200 milioni per Ferilli e Bellucci, 100 per Megan Gale), portate su isole caraibiche e spiagge australiane, è davvero finito. Adesso è l?ora delle ville in Brianza a budget ridotto e di compensi medi tra i 10 e i 40 mila euro. Anche i volumi, se non le misure delle signorine, si sono ridotti. Le 100 mila copie del calendario 2008 vantate da Melita Toniolo, laureata dal Grande Fratello, sono state considerate un successo, oltre che un originale ibrido: la trasmissione Lucignolo è sbarcata in edicola. L?ha battuta Debora Salvataggio, naufraga dell?Isola dei famosi su Max. Sommati, i calendari dell?anno che sta per concludersi hanno superato di poco il milione di copie (erano due milioni e mezzo nel periodo 2000-2001) e soprattutto «è sceso il livello dei personaggi», racconta Paolo Bonanni, che è stato direttore di Max e poi di GQ negli anni d'oro, «letterine, letteronze, seconde o terze fidanzate di un calciatore. Prima c?era l?ambizione di fare qualcosa di bello, si spendeva anche tanto, c?era attesa. La gente si picchiava per partecipare alla festa di presentazione e il backstage dei calendari era conteso dalle tv. Ho avuto problemi perché per Sabrina Ferilli ho preferito il Tg5 al Tg1». Poi le attrici si sono tirate indietro e la prima è stata Martina Stella, protagonista di un clamoroso dietrofront «poco prima di firmare», ricorda Giuseppe Di Piazza, ora alla guida del Magazine del Corriere della sera che, come direttore di Max, ha vissuto l?invasione degli ultracorpi televisivi e li ha abbondantemente calendarizzati: Rossella Brescia, Alena Seredova, Giorgia Palmas, Elena Santarelli, Maddalena Corvaglia, Sara Tommasi. Nel frattempo, «il mercato è stato invaso, e le vendite sono scese». Perciò, niente di strano che alcuni giornali abbiano smesso, Panorama, Gente Viaggi (che pure aveva intuito le potenzialità di Mara Carfagna), Men?s Health?, persino GQ. Così, il 2009 è affidato a scalpitanti e non conosciutissime stelline. Ci sono Sara Varone (ex dell?ex marito della Ferilli) e le brasiliane Aline Domingos (presunta fidanzata di Ronaldinho) e Regina Fioresi (velina mancata) per For Men. Ci sono Lisa Della Via e Marianne Puglia (Lucignolo): hanno avuto il loro quarto d?ora di celebrità nel maggio scorso, quando hanno invaso il campo durante il raduno degli azzurri e si sono spogliate, prima che la sicurezza potesse intervenire. C?è Raffaella Fico (Matrix), diventata famosa per aver messo all?asta la sua verginità, ma nessuno, pare, si sia dichiarato disposto a comprarla per 500 mila euro. C?è Amy Weber, (valletta di Smackdown, trasmissione di wrestling) per Maxim. Tra tutte, giganteggia Lola Ponce, vincitrice di Sanremo, protagonista del Book of The Year di Max (non si chiama più neanche calendario). Il direttore, Andrea Monti, prima di passare a Oggi ha ammesso che basta, il calendario svilisce il giornale, abbassa il posizionamento. Insomma, si è chiusa un?epoca. «A chiuderla è stata l?avidità», spiega Alberto Cancemi, producer di rimpiante foto cult (Ferilli, Bellucci, Canalis): «Molti hanno pensato che bastasse spogliare una qualsiasi, che errore. Devi lavorare sul sogno. Un calendario con Luisa Ranieri, attrice vera e bellezza mediterranea, funzionerebbe ancora». Ma è una mission impossible. Tanto quanto la provocazione di Tinto Brass: nel suo calendario ideale, vorrebbe nientedimeno che il ministro Maria Stella Gelmini.Tv spazzatura, musica rap, tatuaggi, piercing, jeans strappati preoccupano il Vaticano, che ravvisa il venir meno di un?estetica sorella dell?etica e di un «bello» che tenda anche al «bene». Lo ha detto Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia accademia di Belle arti e Lettere. «Il dilagare della spazzatura televisiva, il successo del rap nella musica hanno confermato la difficoltà di un?interpretazione oggettivamente qualitativa del dato estetico. Tatuaggi e piercing sono esteriorità senza riferimenti rituali, mentre il turpiloquio è linguaggio corrente e non riflesso di alterazione emotiva, come pure il minimalismo (non nei costi) e la trasandatezza dell?abbigliamento fino al clochardismo, quale l?ostentazione da parte di alcuni divi dello spettacolo dei jeans strappati».

Torna all'inizio


Tagli all'Università, scontro in aula (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

CONSIGLIO REGIONALE. DUELLO ANCHE SULLA RIFORMA GELMINI Tagli all'Università, scontro in aula [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA AOSTA Interrogazioni e interpellanze hanno tenuto banco ieri nel primo dei due giorni di Consiglio regionale. Questa mattina riprenderanno i lavori. Università E' stato il tema più caldo. «Nessuno ha paventato di sopprimere alcunché». Così ha risposto il presidente della Regione Augusto Rollandin all'interpellanza del gruppo Vdavive/Renouveau che chiedeva ragione della richiesta al Senato accademico di uno studio di fattibilità sulla proposta di accorpamento delle attuali 5 facoltà a un massimo di 3». «Sull'Università - ha esordito Louvin - si è data l'impressione di avere dato giudizi affrettati. Ci sono delle criticità, soglie di abbandono che in alcuni corsi sono superiori al 50 per cento, annullamento di Master, ma è pericoloso prospettare soppressioni o accorpamenti. Le facoltà valdostane sono realtà neonate, ridurle è un danno sul piano promozionale e un messaggio depressivo». Per il presidente Rollandin «c'è la necessità di interventi di razionalizzazione. I dati mostrano una contrazione preoccupante di certi corsi di studio e abbiamo chiesto al Senato accademico di fare, entro il 31 gennaio, uno studio di fattibilità sulla razionalizzazione delle strutture e dei percorsi didattici, richiesta che ci pare legittima e opportuna dal momento che le risorse dell'Ateneo arrivano per l'80 per cento (7 milioni di euro) dalla Regione». Circa il mancato rispetto dell'autonomia degli organi accademici, Rollandin ha aggiunto: «L'autonomia universitaria e le prerogative degli organi accademici non sono state in alcun modo toccate». Riforma Gelmini Sulla scuola, in particolare quella primaria, scintille tra Massimo Lattanzi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd), su posizioni opposte in merito all'eventuale attuazione della riforma Gelmini. Lattanzi ha definito «famigerato» il sistema scolastico valdostano e ha insistito per l'applicazione della legge Gelmini mentre Donzel ha ribadito un «no» secco. «La scuola valdostana è un buon modello scolastico che ha solo bisogno di qualche ritocco» ha detto l'esponente del Pd. Tra i due litiganti l'assessore all'Istruzione Laurent Viérin, che ha difeso il modello educativo valdostano «da conservare e migliorare». Industria In discussione il tema degli stabilimenti a rischio incidenti sollevato da Vdavive/Renouveau. Rollandin ha precisato: «Gli stabilimenti a rischio sono Alpigas di Saint-Marcel, Carbotrade di Pontey, Mongas di Issogne, Rivoira di Verrès, mentre la Cogne spa è classificata ad alto rischio. La Regione ha avviato un'informazione ai cittadini sui rischi, mentre i gestori degli stabilimenti e gli organi di controllo sappiamo che pongono massima attenzione alle misure di prevenzione». Sulla crisi dell'edilizia, oggetto di una interpellanza Pd, Donzel ha chiesto di fare di più per le piccole e medie imprese «di cui è ricco il settore edile». L'assessore alle Attività produttive Marco Viérin ha replicato: «La giunta ha istituito un comitato tecnico propositivo delle iniziative finalizzate al contrasto degli effetti della crisi». Spazio al dibattito anche sui lavoratori di Cogne Acciai Speciali esposti al rischio amianto. «Bisogna chiudere la questione» è stata la richiesta di Carmela Fontana, Pd. «E' una vicenda complessa - ha risposto Rollandin - ma stiamo lavorando con l'azienda ed i sindacati per definire una soluzione definitiva».

Torna all'inizio


de sanctis: "i controlli nelle scuole adesso devono diventare sistema" - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino Il direttore scolastico regionale: gli enti che hanno l´obbligo di vigilare devono lavorare con serietà e qui il messaggio è recepito De Sanctis: "I controlli nelle scuole adesso devono diventare sistema" OTTAVIA GIUSTETTI è il giorno dei funerali di Vito Scafidi il giovane ucciso dal crollo nel liceo Darwin di Rivoli. L´ufficio scolastico regionale nella persona del suo direttore, Francesco de Sanctis, rappresenta il ministero oggi che da Roma non è stato inviato nessuno. è arrivato il momento per fermarsi a riflettere, fare un bilancio, agire se e dove sarà necessario. Non solo sulla tragedia di Rivoli che sarà sviscerata, ovviamente, dalla magistratura, ma nel cammino che ha portato fino alla tragedia di Rivoli. Sull´amministrazione degli anni passati. Sulle ragioni per le quali oggi si parla di scuola abbandonata dalle istituzioni, di carenza di controlli, di trascuratezza. Su quel che si farà a partire da oggi perché nessun giovane non debba più morire sotto le macerie della propria scuola. «Faremo in modo che questo sacrificio non sia stato vano - dice de Sanctis - La sicurezza nelle scuole deve salire al primo posto nella scala di priorità della politica. Non dico che in Piemonte le istituzioni siano state assenti ma è sicuro che i controlli debbano intensificarsi. Che quel che fino a oggi è stato fatto in maniera saltuaria e occasionale debba diventare sistematico». Questo è un momento difficile per il mondo della scuola. Il movimento di protesta di studenti, professori e genitori - nato prima dell´incidente al Darwin - si carica anche della paura dei ragazzi che non si sentono più al sicuro nei propri istituti. Il provveditorato deve farsi garante del rispetto delle regole da parte delle istituzioni. Come intendete far valere i diritti di chi a scuola ci vive ogni giorno? «Le istituzioni che hanno l´obbligo di vigilare sulla sicurezza nelle scuole, devono lavorare con serietà e sono sicuro che in Piemonte il messaggio è stato recepito. Quello che è accaduto a Rivoli non deve mai più accadere, i ragazzi possono averne la certezza». Lei è entrato nel liceo Darwin poche ore dopo la tragedia. Vi ha accompagnato il ministro Gelmini. Lo spettacolo al quale vi siete trovati di fronte è sulle foto dei giornali da qualche giorno: potrebbe essere scambiato per un terremoto o un bombardamento. Cosa ha pensato in quel momento? «Sono rimasto sconvolto. Faceva impressione assistere allo sventramento di un edificio che dall´esterno era l´immagine della solidità. Scene davvero pari a un terremoto, alle quali non ci si abitua mai, nemmeno dopo giorni e giorni di servizi sui quotidiani». Il ministro è accorso immediatamente. Speriamo che scene così scioccanti rendano quantomeno palese la necessità di investire nella sicurezza delle scuole. «Ne sono sicuro. In questo caso sarà di aiuto anche la passione che è tipica dei giovani. Tra l´altro il tema dell´edilizia scolastica era già nel suo programma di governo prima che accadesse tutto questo». La famiglia di Vito Scafidi, le famiglie dei ragazzi rimasti feriti ma anche di quelli illesi dovranno tentare da domani di ritornare alla normalità, per quanto questo sia possibile. Che tipo di aiuti avete predisposto per loro? «Abbiamo innanzitutto lavorato tutto il sabato e la domenica per trovare un edificio dove far tornare i ragazzi mentre il Darwin resterà chiuso per le indagini e per tutti i controlli che saranno fatti prima di riaprirlo agli studenti. Poi ci siamo preoccupati di garantire la continuità degli studi anche a coloro che saranno costretti a una lunga assenza dall´aula. Infine garantiremo l´assistenza psicologica a tutti gli studenti del liceo. Abbiamo firmato un accordo con il San Luigi di Orbassano che offre l´assistenza a coloro che lo richiederanno».

Torna all'inizio


studenti in piazza domani cinque cortei in centro storico - laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVI - Roma Studenti in piazza domani cinque cortei in Centro storico LAURA MARI (segue dalla prima di cronaca) L´appuntamento è fissato per domani mattina alle 9.30, quando gli studenti della Sapienza si raduneranno davanti ai cancelli dell´ateneo, mentre gli iscritti a Roma Tre si incontreranno, alla stessa ora, a piazzale Ostiense. Gli studenti medi, invece, si sono dati appuntamento (a seconda delle scuole di appartenenza) a piazza Barberini, a piazza Fiume e a piazza della Repubblica. Poi i cinque cortei, come avvenuto nelle altre manifestazioni dell´Onda, confluiranno in un unico grande serpentone che sfilerà sino al ministero dell´Istruzione di viale Trastevere. «In contemporanea, ci saranno manifestazioni di studenti in tutte le città italiane - fanno sapere i portavoce dell´Onda - e ancora una volta il mondo universitario scenderà in piazza per dire no ai tagli imposti dalla riforma Gelmini e dal decreto Tremonti e chiederemo a gran voce il rispetto delle norme di sicurezza sull´edilizia scolastica e sulla manutenzione degli edifici». Nelle ore della manifestazione, saranno chiuse al traffico, a intermittenza, le strade interessate dal passaggio dei cinque cortei (tra cui piazza Venezia, via dei Fori Imperiali, via Cavour, viale Aventino e via XX settembre). Inoltre, saranno deviate o limitate 72 linee tra bus e tram (per l´elenco completo e aggiornamenti è possibile consultare il sito www.atac.roma.it). E mentre gli studenti dell´Onda bloccheranno la città, domani mattina nell´Aula magna della Sapienza, alla presenza del rettore Luigi Frati, si terrà la cerimonia di inaugurazione del 706esimo anno accademico del primo ateneo capitolino. Sempre alla Sapienza, ieri pomeriggio si sono concluse le votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche per il triennio 2008-2011 (le liste in lizza erano otto). Ma nonostante il successo del movimento studentesco e delle manifestazioni dell´Onda, ad andare alle urne per eleggere i rappresentanti del Cda della Sapienza, nel Senato accademico, nel Cus, nei consigli di facoltà e nel consiglio territoriale di Lazidisu, sono stati solo 13.348 studenti (sui circa 140mila iscritti alla Sapienza), ovvero appena il 10,6% degli aventi diritto al voto. I risultati delle elezioni per le rappresentanze studentesche saranno rese note la prossima settimana.

Torna all'inizio


cadono calcinacci, paura a scuola - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Napoli Cadono calcinacci, paura a scuola Bagnoli, 41esimo circolo chiuso. Un´altra decina di interventi dei vigili BIANCA DE FAZIO Ancora calcinacci. Venuti giù dalle pareti perimetrali di una scuola: il 41esimo circolo didattico, a Bagnoli. Tanta paura. Oggi interverrà la ditta della manutenzione per mettere in sicurezza l´edificio. Ed i bambini se ne resteranno a casa fino a lunedì. L´elenco degli istituti scolastici resi impraticabili dal maltempo di due giorni fa si allunga, ieri i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in una decina di istituti (quasi sempre chiamati dai genitori in ansia) per verificare le condizioni degli immobili, fortunatamente senza riscontrare problemi. E all´assessore comunale all´Educazione, Gioia Rispoli, scappa un´affermazione niente affatto tranquillizzante: «Data la vetustà delle nostre scuole mi aspettavo un bilancio peggiore. Temevo danni ben più consistenti dopo quella pioggia. Invece si tratta quasi sempre di infiltrazioni d´acqua, per fronteggiare le quali stiamo già lavorando». Martedì negli uffici comunali dell´assessore Rispoli le luci sono rimaste accese fino a sera. «Abbiamo incontrato i presidenti delle Municipalità interessate ed i loro staff tecnici. E negli istituti chiusi già oggi gli operai stanno rimettendo le cose a posto». è il caso del 69esimo circolo, del 48esimo, del 73esimo e del 76esimo e di scuole come la Solimena e la Mastriani, o la Sogliano all´Arenaccia e la Gabelli al Ponte di Casanova. «In qualche caso, con la scuola allagata ed i genitori che protestavano per strada, abbiamo dovuto varare lavori di somma urgenza, visto che la Municipalità non aveva più fondi per la manutenzione». E mentre l´assessore Rispoli ribadisce il suo impegno a realizzare l´anagrafe edilizia delle nostre scuole, mentre oggi l´assessore regionale all´Istruzione Corrado Gabriele andrà a Roma per incontrare il ministro Maria Stella Gelmini (all´ordine del giorno anche i problemi dell´edilizia oltre alla programmazione e alle vicende legate al dimensionamento), Napoli e le sue scuole sono a metà della graduatoria nazionale circa il livello di qualità dell´edilizia scolastica (secondo l´indagine condotta ogni anno da Legambiente). E la Campania, l´intera regione, ha il primato di avere tutti gli istituti scolastici con regolare certificato di agibilità statica. Solo 37 scuole su 100, invece, sono a posto col certificato per la prevenzione incendi. Un documento difficile da ottenere, ad esempio nelle zone collinari di Napoli, perché i vigili del fuoco chiedono, per rilasciarlo, che dalle condutture venga fuori acqua ad una certa pressione costante. E dato che l´Arin non è in grado di garantire tale pressione nelle zone cittadine più alte, le scuole dovrebbero dotarsi di serbatoi autonomi (con gli inevitabili costi ed esigenze di spazio ad hoc). Percentuali analoghe - ferme al 37.29 per cento - anche quelle che riguardano la presenza di scale di sicurezza, mentre gli impianti elettrici sono ormai a norma nell´86 per cento delle scuole e le porte antipanico sono state montate in 95 casi su 100. Intanto, alla luce delle infiltrazioni d´acqua in molte scuole, il vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Moretto, sottolinea come siano rimaste senza risposta le sue numerose interrogazioni presentate al sindaco ed ai vari assessori competenti sul «cattivo stato manutentivo delle scuole pubbliche napoletane».

Torna all'inizio


berchet, le lezioni le fanno i ragazzi - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Milano Nuova forma di mobilitazione al liceo Berchet, le lezioni le fanno i ragazzi LAURA BELLOMI L´hanno chiamata «Indignazione». Perché non è un´autogestione, la collaborazione degli insegnanti l´hanno chiesta loro. E non è nemmeno una cogestione, per altro prevista dall´offerta formativa dell´istituto, perché a scuola in questi giorni comandano gli studenti, non i professori. Nel centralissimo liceo classico Berchet, da lunedì in protesta contro i provvedimenti Gelmini, si sperimenta una forma inedita di mobilitazione. Lezioni aperte e assemblee con ospiti illustri. Il tutto organizzato dai ragazzi, che gestiscono gli appuntamenti con «serietà massima, perché non vogliamo fare la solita settimana di vacanza». Tutti a scuola entro le 8.30, si entra a scaglioni per firmare il registro delle presenze. Poi si può scegliere cosa frequentare. In questi giorni fra gli altri sono intervenuti Moni Ovadia, i giornalisti Michele Serra e Maurizio Porro ma anche il writer Bros, e nei prossime mattine sono attesi il preside della facoltà di Scienze politiche alla Statale Daniele Checchi, e il critico cinematografico Morando Morandini. I professori invece decidono se andare avanti con il programma o fermarsi per approfondimenti. Al Berchet la mobilitazione proseguirà al più fino a sabato. E se ieri in Statale studenti e docenti hanno dato vita ad una Maratona di 10 ore di lettura a tema «Tirannia e cultura», domani il corteo degli studenti «Non si può morire a scuola, basta tagli», partirà alle 9.30 da largo Cairoli.

Torna all'inizio


università, stop alle promozioni - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Genova Università, stop alle promozioni Il consiglio di amministrazione chiude la porte ai nuovi docenti MICHELA BOMPANI Stop alle promozioni all´Università di Genova. Il consiglio di amministrazione dell´Ateneo ha deciso di non procedere alle "chiamate", ovvero le trasformazioni di un ricercatore in associato o di un professore associato in ordinario, proposte dall´ultimo Senato accademico presieduto dal precedente Rettore Gaetano Bignardi. I ben informati parlano di una delibera del consiglio d´amministrazione che "ha chiuso le porte". In realtà si tratta di un vero e proprio cambio di rotta, all´insegna della trasparenza e della razionalizzazione contro una crescita pletorica delle cattedre, voluta dal Rettore Giacomo Deferrari. Si è deciso dunque di delegare alle singole facoltà la possibilità di poter "promuovere", nell´ambito delle singole programmazioni. Tocca allora alle facoltà decidere se "chiamare" un docente, o magari, invece, assumere due giovani: il consiglio d´amministrazione presieduto da Deferrari mette dunque i presidi davanti a una decisione politica e culturale. Attualmente gli idonei all´Università di Genova sono una trentina, Lettere ne ha cinque, Lingue uno, Giurisprudenza uno, Scienze sei, Medicina otto. Ma Medicina e Scienze matematiche fisiche e naturali hanno già fatto sapere che non intendono "chiamare" tutti gli aventi diritto, ma solo una parte, se necessario. E così la facoltà di Lettere ha deliberato, proprio ieri pomeriggio, durante il consiglio - e dopo una lunga e accesa discussione - di rinviare le "promozioni" nell´ambito della programmazione complessiva. E un´azione così netta da parte del governo dell´Ateneo appare a molti quanto mai necessaria, alla luce della "riforma" Gelmini che punta a modificare quasi ogni aspetto dei concorsi universitari, senza però stralciare quello che comporta una situazione cronica negli Atenei, ovvero l´"idoneità", che è completamente slegata dalle reali necessità delle singole facoltà e degli Atenei. Il risultato è che in ogni Università italiana spingono (legittimamente) truppe di idonei, in attesa di "promozioni", che, una volta arrivate, lasciano libero il campo per l´arrivo di altri idonei. Innescando un processo di germinazione continua, senza soluzione. Il messaggio del Rettore e del consiglio di amministrazione alle facoltà genovesi è chiaro: calcolate quali sono i docenti che davvero servono e, se davvero necessari procedete alla "chiamata", ma sembra concluso il tempo in cui tutti gli idonei, a cadenza stagionale, venivano automaticamente promossi. Altro cambio di rotta, del consiglio di amministrazione: contro la Commissione paritetica di Ateneo. Dopo la bocciatura del Senato accademico, nella prima riunione presieduta da Deferrari, l´altro ieri il consiglio ha ratificato definitivamente la bocciatura delle proposte avanzate dalla Commissione, che proponeva un finanziamento di quasi 8.000 euro per un progetto avanzato dall´associazione studentesca "Pensiero dominante", legata a Comunione e liberazione. Un "super-finanziamento" se si conta che gli altri progetti, presentati da altre associazioni o gruppi studentesche, ricevevano contributi di molto meno della metà, nonostante le proposte fossero più impegnative dal punto di vista organizzativo e di risorse coinvolte. De Ferrari e il consiglio hanno tagliato cinquemila euro al finanziamento varato e li hanno re-distribuiti tra le altre proposte selezionate. La Commissione paritetica infatti, ogni anno, ha un budget - quest´anno si trattava di 50.000 euro - per finanziare progetti culturali presentati dagli studenti. A settembre era scoppiato un "affaire Comunione e Liberazione" però. Molti studenti erano insorti - volantinaggi in via Balbi, audizioni in Senato accademico - perché o si erano visti bocciare il proprio progetto o avevano ottenuto contributi risicati, mentre l´asso pigliattutto, in Commissione, era stata la proposta avanzata dal "Pensiero dominante". Puntano i piedi, intanto il preside e i docenti della Facoltà di Lettere, a difesa del loro corso di studio: «non siamo né fannulloni né sovversivi», scrivono in un documento all´unanimità licenziato dal consiglio ieri. Si sentono sotto accusa, indicati da molti come "cattivi maestri" soltanto perché Lettere è stata la testa di ponte dell´Onda a Genova e di molte altre battaglie in passato. Il preside e i docenti non ci stanno: rivendicano il proprio attento impegno in facoltà, la presenza, la passione per il loro lavoro e ribadiscono il sostegno alle lotte degli studenti, che, sottolineano, non inficiano il normale proseguire della didattica. E hanno convocato, per mercoledì prossimo, un´assemblea generale di professori, studenti, personale tecnico-amministrativo per fare il punto sui nuovi provvedimenti annunciati dal Governo e sulle iniziative dell´Onda.

Torna all'inizio


Stipendi ridotti ai prof. fannulloni (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Stipendio ridotto e carriera bloccata ai professori universitari che non abbiano fatto pubblicazioni scientifiche negli ultimi tre anni. C?è una svolta di severità nel decreto Gelmini sull?università, che la commissione Istruzione del Senato dovrebbe varare stamattina. A produrre meglio e di più - è il senso del provvedimento - sono chiamate non solo le singole università nel loro insieme, ma anche i singoli docenti e ricercatori. Altrimenti niente soldi. Questa normativa «rigorista» e «antibaronale» è contenuta in un pacchetto di tre emendamenti, presentati dal relatore Giuseppe Valditara e - stando alle indicazioni della vigilia - largamente condivisi sia dal governo che dalla maggioranza. Un primo emendamento stabilisce che il rettore deve presentare annualmente una relazione sull?attività non solo di ricerca e di formazione, ma anche di «trasferimento tecnologico»: cioè deve spiegare quanto le ricerche condotte dal suo ateneo hanno prodotto innovazione e quindi competitività per il sistema. Se questa relazione non ci dovesse essere, ci sarà un taglio sui trasferimenti statali. Secondo emendamento. Deve essere allestita un?«anagrafe nazionale» dei docenti e dei ricercatori, aggiornata annualmente, nella quale si dice per ciascun soggetto quali ricerche e quali pubblicazioni ha fatto. Terzo punto, il più controverso. A partire dal 2011, gli scatti biennali di stipendio previsti per tutti i docenti, saranno subordinati alle pubblicazioni scientifiche effettuate. E chi non avesse fatto nulla? Vedrà l?aumento dimezzato. Non solo: non potrà neppure partecipare alla ripartizione dei fondi Prin (cioè quelli riservati ai più importanti progetti nazionali di ricerca) e non potrà far parte delle commissioni per i concorsi. Insomma, un giro di vite netto che ha seminato un certo scompiglio nel mondo accademico. «La scelta del senatore Valditara mi trova perfettamente d?accordo - commenta Vincenzo Milanesi, rettore dell?università di Padova, una di quelle con i bilanci più in ordine - in quanto sono d?accordo sull?introduzione di criteri rigorosi di valutazione e sulla meritocrazia. Aggiungerei addirittura un elemento in più: non basta aver fatto delle pubblicazioni, occorre averne fatte di qualità. La norma, dunque, deve definire anche gli standard minimi». I conti in ordine ce l?ha anche Tor Vergata, la seconda università di Roma, ma il neorettore Renato Lauro è meno entusiasta del suo collega padovano: «Sono pienamente d?accordo sulla valutazione come criterio per la ripartizione dei fondi. Sarei invece molto più cauto sui singoli docenti e ricercatori, i cui comportamenti professionali non dipendono solo dalla loro iniziativa. Persone di talento si possono trovare a lavorare in un contesto non favorevole che impedisce loro di fare pubblicazioni scientifiche. Senza dire che ci sono, poi, i casi personali: abbiamo, per dire, studiosi di 55 anni, frustrati perché rimasti ricercatori, il più delle volte non per colpa loro. Che vogliamo fare? Li mettiamo su una strada dall?oggi al domani?». Il professor Lauro, dunque, tocca il problema delle tutele dei docenti e dei ricercatori come lavoratori. «Una questione annosa e drammatica - ammette Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, il maggior sindacato dell?università -, i docenti universitari meritano protezioni e non minacce. Bisogna ricordare che questi dipendenti dello Stato non hanno un contratto collettivo e che quindi sono più esposti di altri a pressioni e ripicche, come quelle ventilate. E questa svolta autoritaria che si vuole imprimere è del tutto inaccettabile». commenti (0) scrivi

Torna all'inizio


Maestro unico solo a richiesta (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-11-27 - pag: 36 autore: Istruzione. La commissione Cultura di Montecitorio mette i paletti al Piano programmatico «targato» Gelmini Maestro unico solo a richiesta Scelta rinviata alle famiglie - Garantito il tempo pieno - Risparmi in dubbio Luigi Illiano ROMA Il maestro unico finisce quasi dietro la lavagna, il tempo pieno diventa garantito e dovranno esserci due insegnanti per classe. Sono due delle numerose condizioni poste dalla commissione Cultura della Camera per esprimere parere favorevole al Piano programmatico elaborato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in applicazione della manovra triennale. Il disco verde dovrebbe scattare oggi, dopo quello arrivato dalla commissione Bilancio martedì scorso. Il parere della commissione Cultura porta la firma del presidente Valentina Aprea (Pdl). è un documento di cinque pagine, tre delle quali mettono in fila la raffica di condizioni fissate per ottenere il via libera. Paletti che entrano nel merito modificando molti punti del Piano programmatico, soprattutto smussando gli spigoli che hanno provocato maggiori polemiche con opposizione e sindacati. A prima vista emerge una notevole differenza con quanto scritto da Gelmini nel Piano, ma potrebbe anche essere un gioco di squadra per tentare di far allentare i cordoni della borsa, tenuti ben stretti dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Anche perché, se realizzati, gli interventi richiesti da Aprea rischiano di non portare ai risparmi programmati. E comunque resta intatta la scure della clausola di salvaguardia, pronta a colpire in caso di mancato raggiungimento delle economie previste. Inoltre, la rigidità dei due maestri per classe potrebbe far fallire l'obiettivo di aumentare le classi a tempo pieno, più volte indicato dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il parere favorevole contiene, tra l'altro, la richiesta di garantire "prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti" in ogni sezione della materna. Per le elementari il testo chiede di prevedere che l'attivazione di classi affidate a un unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, "sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie", garantendo gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese. Quindi, la commissione rende esplicita la possibilità di iscriversi, in via facoltativa, nelle classi funzionanti a 24 ore, con relativo maestro unico che, in realtà, è un docente prevalente. Non solo, il testo stabilisce che per le classi funzionanti a tempo pieno "siano assegnati due docenti per classe". E si tratta di una novità assoluta perché introduce, per la prima volta, questa organizzazione in una norma di legge. Nelle medie viene chiesto di applicare un orario obbligatorio flessibile dalle 29 alle 30 ore e si prospetta la riduzione delle classi funzionanti con il tempo prolungato. Il testo si preoccupa anche di invitare il ministro Gelmini a far slittare il termine delle iscrizioni al primo anno di tutti i corsi di studi interessati alla revisione degli ordinamenti, allo scopo di predisporre la nuova offerta formativa "per consentire alle famiglie e agli studenti di ricevereadeguate informazioni finalizzate alla scelta dei percorsi di studio". Decisione quasi obbligata, soprattutto se si considera che nelle scuole dovrebbe essere scattata la fase dell'orientamento (in vista della scadenza per le iscrizioni, fissata tradizionalmente al 31 gennaio) senza sapere quale sarà il vero scenario delle scuole superiori per il prossimo anno scolastico. Il parere interviene anche aumentando il numero minimo medio degli alunni per classe e chiedendo la prosecuzione della sperimentazione delle "classi primavera".

Torna all'inizio


Sulla rampa di lancio il minishuttle europeo E l'Italia guiderà il robot che esplorerà Marte (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-27 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il programma dell'Esa Sulla rampa di lancio il minishuttle europeo E l'Italia guiderà il robot che esplorerà Marte DAL NOSTRO INVIATO L'AIA — I ministri europei della ricerca credono che lo spazio possa aiutare l'uscita dalla crisi e investono 10 miliardi di euro in programmi tecnologici e scientifici per i prossimi tre anni. Con queste risorse varate dai rappresentanti politici di 18 Paesi «l'agenzia spaziale europea Esa — ha precisato il direttore Jean-Jacques Dordain — svilupperà iniziative in varie direzioni: dall'utilizzo della stazione orbitale internazionale per fabbricare metalli e farmaci impossibili da ottenere sulla Terra, a nuovi satelliti per migliorare le previsioni meteo, controllare il traffico aereo, monitorare l'ambiente». Nel frattempo si preparerà la missione Exomars per un robot marziano che partirà nel 2016 e il programma sarà a guida italiana. Per garantire lo sviluppo dello spazio servono nuovi veicoli più potenti per trasportare sonde e astronauti. Perciò si potenzierà il razzo Ariane-5 e si realizzerà pure un prototipo di minishuttle automatico senza uomini a bordo al fine di collaudare le tecnologie necessarie alla navigazione e al rientro dall'orbita. Il progetto «IXV», come è stato chiamato, entrerà nella fase esecutiva a partire da gennaio con un primo volo alla sommità del nuovo razzo Vega previsto nel 2012. «Decidere il rafforzamento del settore non è stato semplice — commenta il ministro Mariastella Gelmini, che presiederà il Consiglio ministeriale per i prossimi tre anni — ma ciò produrrà un effetto positivo sul sistema industriale europeo». Giovanni Caprara Automatico Il minishuttle per collaudare le tecnologie per la navigazione

Torna all'inizio


Polizia e vigili del fuoco sgomberano il liceo occupato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-27 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Bergamo Polizia e vigili del fuoco sgomberano il liceo occupato BERGAMO — é durata poche ore l'occupazione del liceo scientifico Lussana. Alle 6.30 di ieri mattina appena sono comparse le divise di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco, gli studenti (una sessantina) che si erano asserragliati nell'istituto martedì intorno alle 18 se ne sono andati spontaneamente. Il progetto di occupare la scuola per tre giorni consecutivi, insomma, è tramontato all'alba, come i sogni. Il preside del Lussana, Cesare Quarenghi, aveva immediatamente reagito all'iniziativa degli studenti chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine: «Non ammetto certe situazioni deviate». Gli unici che hanno faticato a porre termine all'occupazione sono stati i vigili del fuoco, cui è toccato scardinare tre lucchetti con i quali erano state sbarrate le porte di accesso. Gli altri studenti e gli insegnanti si sono presentati regolarmente alle 8 per la ripresa delle lezioni. Ma l'interruzione «forzata» dell'iniziativa non è piaciuta al Movimento studentesco. «Solo repressione, niente dialogo», lo slogan che riassume il pensiero dei giovani schierati con gli (ex) occupanti. «Gli studenti hanno occupato la scuola per protestare contro la mancata concessione da parte del preside Quarenghi di un'assemblea d'istituto per discutere della riforma Gelmini». E c'è chi ha ricordato che il dirigente scolastico è un esponente di Forza Italia: «Si usano i mezzi repressivi come chiesto da Berlusconi». c.zap. All'alba La polizia sgombera il liceo scientifico Lussana

Torna all'inizio


DELLE OPPOSIZIONI (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-27 num: - pag: 43 categoria: BREVI DELLE OPPOSIZIONI La memoria corta Caro Romano, lo stato delle scuole pubbliche italiane era già fatiscente ai miei tempi, 60 anni fa; immagino quale sia oggi. Mi sembra assurdo approfittare di una terribile disgrazia per scatenare la solita inutile bagarre. Per evitare le polemiche della sinistra, Silvio Berlusconi avrebbe dovuto definire quanto accaduto non una fatalità ma «omicidio volontario» commesso dalla povera Gelmini? Il fatto è che, come afferma il sottosegretario Bertolaso, tutti i governi e i sindacati hanno sempre ignorato lo stato vergognoso in cui si trovano non solo le scuole, ma tutti gli edifici pubblici italiani: ospedali, palazzi di giustizia, uffici della pubblica amministrazione e ogni altra sede preposta alla somministrazione di pubblici servizi. Cerchiamo per una volta, visto che si tratta dei nostri figli e nipoti, di parlare di cose concrete! Opposizione e maggioranza trovino un argomento su cui discutere con pacatezza e realismo per raccomandare soluzioni serie. Nazzareno Condulmari nuccio@ condulmari.com Per ragioni di convenienza le opposizioni (poco importa che siano di destra o di sinistra) hanno la memoria corta e fingono di scandalizzarsi per eventi di cui tutti i politici italiani (e forse anche la società) sono egualmente responsabili. Certi scoppi di artificiosa indignazione, soprattutto quando un ragazzo ha perduto la vita, mi sembrano particolarmente sgradevoli e indecorosi. NEL NOSTRO PAESE Il sistema fiscale Caro Romano, in Inghilterra è stato annunciato un aumento delle tasse per i redditi superiori a 150.000 sterline (177.000 euro) a favore di chi è al di sotto di tale limite. Analoga manovra ha promesso il presidente americano Barack Obama relativamente ai redditi superiori a 200.000 dollari. In Italia il limite per le politiche fiscali differenziate in base al reddito è intorno ai 30.000 euro. Possibile che siamo tanto più poveri rispetto ad Usa e Uk, tanto da considerare ricchi coloro che hanno un reddito superiore a 30.000 euro lordi l'anno? O il fenomeno è dovuto all'enorme evasione fiscale, per cui alla fine saranno aiutati non i più bisognosi, ma i più furbi, come i gioiellieri e i liberi professionisti che evadono il fisco? Mario Krogh kmvservice@ yahoo.com Per una maggiore precisione la situazione italiana è questa. L'Irpef prevede un'aliquota del 27% fino a 28.000 euro, del 38% oltre i 28.000, del 41% oltre i 56.000, del 43% oltre i 75.000. Il contribuente che ha un imponibile di 100.000 euro paga quindi percentuali diverse sui quattro scaglioni di cui si compone il suo reddito. Ed è certamente più tartassato degli americani e dei britannici che hanno lo stesso reddito. Delle due ipotesi da lei prospettate credo che quella giusta sia la seconda. Gli italiani che pagano le tasse pagano anche per quelli che non pagano. CETO MEDIO Verso l'estinzione L'invito a essere più ottimisti e consumare di più è assolutamente condivisibile in linea di principio; peccato che il ceto medio, che è da sempre il principale interprete di questo atteggiamento, sia ormai in via di estinzione! Rosario Pusateri rosario.pusateri@ fastwebnet.it DELLE TREDICESIME La detassazione Il prossimo Natale sarà nero e magro per l'impossibilità di una congrua spesa da mettere nei carrelli. Peccato che a non capirlo sia la classe dirigente che non detassa le tredicesime. Solo così un minimo di denaro sarebbe entrato in circolo, ma evidentemente non c'è più sordo di chi non vuol sentire e più cieco di chi non vuol vedere! Rosanna Guerrini rosanna_guerriniotmail.it CONSUMI IN CALO Tagli dei posti di lavoro L'attuale crisi dei consumi è stata causata dalla sensibile contrazione del valore reale dei salari per aumentare i profitti delle imprese e la spesa pubblica. Ora, per far fronte a più contenuti profitti, si tagliano posti di lavoro. è così che si spera di aumentare i consumi? Paolo Radaelli paulrdaels@yahoo.it BONUS PER LE FAMIGLIE Il raddoppio dei fondi Se è vero che il costo della politica in Italia è non inferiore a 4 miliardi di euro e che il bonus per le famiglie costerà allo Stato 450 milioni di euro, basterebbe che il primo fosse ridotto solamente del 3,75% perché tale bonus fosse raddoppiato. Fatti e non parole! Donato Rana donato.rana@tiscali.it PER POVERI E ANZIANI Esenzione canone Rai Per aiutare gli italiani in questi tempi di crisi, perché non eliminare, almeno per alcune categorie, il controverso e oneroso canone Rai? Penso sarebbe una operazione trasparente e semplice che aiuterebbe i ceti medi/bassi e molti anziani costretti a vivere con pensioni irrisorie. Maria Grazia Zanier zanierwells@fastwebnet.it IN SARDEGNA Il prezzo del gas Vorrei far conoscere una realtà che per noi sardi è di vitale importanza: il costo del gas. Quando i mass-media parlano genericamente di gas si riferiscono in genere al metano, ebbene questa fonte energetica in Sardegna non esiste. Di conseguenza i sardi sono costretti a usare il gpl in bombole o sfuso, che guarda caso, non solo non ha nessuna agevolazione ma al contrario è molto più caro che nel resto d'Italia, pur essendo prodotto nell'isola da una delle più grandi raffinerie del Mediterraneo. Non possiamo sfruttare alcun incentivo per le auto a metano e non abbiamo nessuna agevolazione per l'acquisto dei combustibili alternativi per il riscaldamento, anzi legna, pellet e gasolio sono più cari che altrove, e credetemi, l'inverno arriva anche da noi. Marco Serra sermarco@tiscali.it PRESSOCHé DIMENTICATA Musica francese Perché in Italia non si ascoltano le canzoni francesi? Ce ne sono di bellissime, ben cantate e musicalmente «avanti»; invece dobbiamo da decenni essere la cassa di risonanza soltanto degli Usa e della Gran Bretagna! E internet non ha cambiato le cose: tutto è come prima; anzi, è peggio. Devo andare a vivere a Parigi per poter ascoltare a musica francese? Perché dappertutto cantano sempre e solo gli angloamericani? Romolo Ricapito, Bari MAGISTRATURA Concorso irregolare? Abbiamo appreso che il primo giorno di prove scritte del concorso in magistratura sarebbe stato caratterizzato da innumerevoli irregolarità relativamente al materiale che i candidati avevano comunque potuto avere a loro disposizione. Questo nell'ultimo concorso che si sta svolgendo; e nei concorsi precedenti tutto bene? «Quis custodiet custodem» (chi controlla i controllori)? Lucio Flaiano Pescara

Torna all'inizio


Decreto Gelmini, stipendi ridotti per i docenti fannulloni (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

27/11/2008 Stipendi ridotti per i fannulloni Le novità in arrivo col decreto Gelmini Giro di vite in arrivo nel mondo accademico. Carriera bloccata e stipendi ridotti per i docenti universitari che non abbiano fatto pubblicazioni scientifiche negli ultimi tre anni. Sono alcune delle norme previste dal decreto Gelmini sull?università che promette di rivoluzionare gli atenei italiani. Il pacchetto di tre emendamenti, presentato dal relatore Giuseppe Valditara, è al vaglio della commissione Istruzione del Senato. Il primo emendamento stabilisce che ogni anno il rettore deve presentare una relazione sull?attività, sulla ricerca, sulla formazione e sull'innovazione prodotta dal suo ateneo, in assenza di questa relazione è previsto un taglio sui trasferimenti statali. Il secondo emendamento stabilisce la craezione di un'anagrafe nazionale dei docenti e dei ricercatori, che deve essere aggiornata annualmente con le ricerche e le pubblicazioni realizzate da ogni membro dell'università. Il terzo e ultimo emendamento prevede che a partire dal 2011, gli scatti biennali di stipendio previsti per tutti i docenti, siano subordinati alle pubblicazioni scientifiche effettuate. Chi non ne ha realizzate, vedrà l?aumento dimezzato e non potrà far parte delle commissioni per i concorsi. "Sono d?accordo sull?introduzione di criteri rigorosi di valutazione e sulla meritocrazia - commenta Vincenzo Milanesi, rettore dell?università di Padova - . Aggiungerei addirittura un elemento in più: non basta aver fatto delle pubblicazioni, occorre averne fatte di qualità''. D'accordo solo in parte il rettore dell'Università Tor Vergata, Renato Lauro: "Condivido la valutazione come criterio per la ripartizione dei fondi, ma sarei molto più cauto sui singoli docenti e ricercatori, i cui comportamenti professionali non dipendono solo dalla loro iniziativa''. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico

Torna all'inizio


Decreto Gelmini ecco le misure "anti baroni" (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 27-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Riforma sull'università Decreto Gelmini ecco le misure "anti baroni" Più risorse per gli atenei ma autonomia non può significare arbitrio. Questo il senso dell decreto legge approvato dalla commissione istruzione del Senato. Più risorse per gli atenei, ma autonomia non può significare arbitrio. Questa l'opinione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che, intervenendo nell'Aula del Senato, dice: "iniziamo a porre il merito, soprattutto quello misurato dalla qualità della ricerca scientifica, come criterio per la ripartizione di una quota significativa dei fondi statali, il 7 per cento già nel 2009, una quota che vogliamo far diventare sempre maggiore, sino al 30 per cento, invertendo un trend che ha privilegiato esclusivamente la spesa storica. Gli atenei dovranno garantire la trasparenza dei bilanci ma anche e' previsto una forte stretta sui cosiddetti 'baroni' nonche' incentivi per il rientro dei cervelli. Sono alcuni degli elementi qualificanti del Dl Gelmini sull'universita' approvato dalla commissione Istruzione di Palazzo Madama ed ora all'esame dell'assemblea. Il provvedimento prevede il blocco delle assunzioni in tutte quelle universita' che alla data del 31 dicembre di ogni anno abbiano i conti in rosso. Per le universita' indebitate c'e' anche l'esclusione per il 2008-2009 dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori. Previsto anche il parziale sblocco del turnover dal 20 al 50% per tutti quegli atenei virtuosi a condizione pero' che il 60% dei fondi venga speso per reclutare giovani. Per le assunzioni e' prevista anche la possibilita' dell'intervento economico di soggetti privati. In materia di concorsi cambiano le regole per le composizioni delle commissioni. Infatti per la selezione dei docenti si prevede un ordinario nominato dalla facolta' che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di 12 persone ove sono esclusi i docenti dell'universita' che assume. Una commissione nazionale ad hoc vigilera' sulle operazioni di sorteggio. Particolarmente duro il giro di vite contro i baroni. E' prevista la costituzione di una anagrafe che verra' aggiornata annualmente presso il ministero con i nomi dei docenti e ricercatori e le relative pubblicazioni. Infatti per ottenere scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto ricerca e svolto pubblicazioni. Pena il dimezzamento dello scatto dello stipendio. Professori e ricercatori che non pubblicano nulla per due anni restano esclusi anche dai bandi Prin. In nome della trasparenza gli atenei dovranno far conoscere i propri bilanci ed informare su come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori nell'approvazione dei bilanci consuntivi dovranno anche pubblicare i risultati delle attivita' nonche' la pubblicita' dei finanziamenti ottenuti sia da soggetti pubblici che privati. Per il piano rientro dei cervelli le universita' potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi che sono stabilmente impegnati all'estero, consentendo la chiamata anche di studiosi di chiara fama. Per tutte le universita' virtuose sara' distribuito almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario ed infine ci saranno 65 milioni per i nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate agli studenti meritevoli e questo per garantire il diritto allo studio. - Scatti di stipendio solo ai docenti che fanno ricerca I docenti che non procederanno nell'attivita' di ricerca saranno esclusi dagli scatti biennali, dalle ripartizioni dei fondi Prin per la ricerca, dalle commissioni per il reclutamento delle strutture accademiche. Obbligo per i docenti di pubblicare ricerche E' costituita l'anagrafe dei professori, dove vi sara' l'obbligo per tutti i docenti di pubblicare l'elenco delle loro attivita' di ricerca scientifica. Obbligo per le universita' di pubblicare risultati ricerche e risultati didattica. Tolleranza zero verso le universita' con i conti in rosso e obbligo per i rettori, in sede di approvazione del bilancio, di pubblicare i risultati dell'attivita' di ricerca, della formazione e del trasferimento tecnologico dell'universita'. Piu' fondi solo agli atenei piu' meritevoli I fondi saranno destinati agli atenei in base ai meriti ed alla qualita' della ricerca e della didattica. Sono emendamenti al Dl Universita' approvati dalla Commissione Cultura del Senato.

Torna all'inizio


sapienza al voto, sorpresa della destra. onda, oggi 5 cortei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma Sapienza al voto, sorpresa della destra. Onda, oggi 5 cortei Anche se i dati ufficiali non si avranno prima di lunedì, alla Sapienza le liste del centrodestra sono in netto vantaggio sul movimento in prima fila nella protesta contro la riforma Gelmini. Questo non basta a fermare la contestazione dell´Onda: oggi sono state annunciate nuove iniziative, nel giorno dell´inaugurazione del nuovo anno accademico della Sapienza, con cinque cortei di universitari e di studenti delle scuole superiori, che sfileranno in centro fino al ministero dell´Istruzione. SERVIZI ALLE PAGINE II E III

Torna all'inizio


i ricercatori conquistano la piazza - laura nobile antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Palermo I ricercatori conquistano la piazza Sì alla kermesse al Politeama, ma fra otto giorni. Fiaccolata alla Noce LAURA NOBILE ANTONELLA ROMANO UN SIT-IN in piazza Pretoria, e alla fine gli universitari vincono il braccio di ferro con il Comune. Ieri l´Ateneo è insorto per il divieto di usare piazza Politeama per mettere in mostra nel weekend i prodotti della ricerca scientifica fatta nei laboratori universitari. In mattinata, in un´assemblea delle facoltà, la decisione di andare a Palazzo delle Aquile per respingere la risposta ricevuta dall´ufficio di gabinetto del sindaco e per chiedere di essere ricevuti dai consiglieri. Il presidente dell´assemblea di Sala delle Lapidi, Alberto Campagna, incontrando docenti e studenti ha corretto il tiro e ha promesso di concedere la piazza per il fine settimana del 6 e del 7 dicembre e di prorogare di una settimana la presenza del gazebo usato per fare volantinaggio. Il no secco, firmato dal capo di gabinetto Sergio Pollicita, veniva giustificato con l´argomento che le deroghe per l´utilizzo di piazza Politeama vengono concesse solo per iniziative di particolare rilevanza per la città «aventi scopi sociali e umanitari, oltre che di propaganda elettorale e sindacale». Da qui l´invito a prendere contatto con il servizio occupazione suolo pubblico per chiedere un´area alternativa. Docenti e studenti, impegnati nella protesta contro la legge 133, l´hanno presa male. «Volevamo ripetere l´iniziativa della notte bianca della ricerca che abbiamo fatto all´Orto botanico. Sentirci dire che mostrare i frutti del nostro lavoro è socialmente inutile ci ha offesi», dice Claudia Cosentino, dottoranda a Scienze, che ha partecipato al sit-in. «Ci interessava sensibilizzare il Consiglio comunale. Si sono interessati in tanti, a partire da Ferrandelli, Tanania, Monastra, Orlando, Filoramo e Palma», aggiunge Antonio Caruso, ricercatore al dipartimento di Geologia e Geodesia. I manifestanti hanno consegnato a Campagna il fax con la richiesta del preside di Scienze, Roberto Boscaino, per la concessione della piazza per tre gazebo, un totale di 300 metri quadrati. «Campagna non è riuscito a spiegarci il motivo di questo divieto. E ha preso l´impegno a risolvere la vicenda. Tra l´altro il Consiglio ha votato due sere fa una mozione contro i tagli della 133», raccontano i ricercatori. Stasera il testimone della protesta passa al mondo della scuola, con la "notte bianca" dei quartieri Zisa e Noce. Per tenere calda la mobilitazione contro la riforma Gelmini, alle 20 in piazza Principe di Camporeale un cartello guidato dalla scuola media annessa all´Istituto d´arte di piazza Turba e dall´istituto tecnico Pio La Torre ha organizzato una fiaccolata alla quale prenderanno parte anche le medie Antonio Ugo, Gramsci e Regina Elena, le elementari Gabelli, Bonanno, De Amicis, Impastato, l´Itc Crispi e gli studenti dell´istituto Nautico. «Ci siamo costituiti nel comitato Zisa-Noce in difesa della scuola pubblica - scrivono i docenti nel volantino che sarà distribuito stasera - per continuare con gli studenti e le famiglie del quartiere la protesta contro una legge che paralizza le scuole di ogni ordine e grado, privandole di risorse umane ed economiche. La manifestazione è aperta a tutti». Il corteo si snoderà tra le vie dei quartieri Zisa e Noce per giungere alle 21,30 davanti ai cancelli dell´istituto La Torre, in via Nina Siciliana. Qui, su un palco messo a disposizione dal Comune, studenti e band provenienti dalle scuole palermitane si esibiranno con musica dal vivo, intervallata dalla lettura di brani.

Torna all'inizio


studenti fanno i "vu cumprà" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Palermo La protesta Studenti fanno i "vu cumprà" Studenti ai semafori per regalare agli automobilisti accendini e fazzoletti. La singolare protesta dei giovani di Lotta universitaria contro la legge Gelmini ha avuto come teatro ieri mattina l´incrocio tra via Sciuti e via Notarbartolo. I ragazzi, aderenti all´organizzazione studentesca di Forza nuova, hanno distribuito volantini indossando magliette con la scritta «Oggi studente universitario, domani disoccupato». Secondo Lotta universitaria «il pericolo più grave che la politica dei tagli e delle privatizzazioni adottata dal governo sembra prospettare per chi frequenta gli studi nella speranza di garantirsi migliori prospettive di lavoro è la mancanza di futuro».

Torna all'inizio


trombetti sospende le elezioni gli studenti occupano il rettorato - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Napoli Trombetti sospende le elezioni gli studenti occupano il rettorato "Ha ceduto alla pressioni dei collettivi". An: si dimetta Presidio a Ingegneria e al secondo piano della sede centrale della Federico II BIANCA DE FAZIO L´Onda diventa anomala. Ed il rettore dell´università Federico II, Guido Trombetti, si ritrova a navigare in cattive acque. Dopo aver tentato di travolgere il ministro Gelmini, il movimento studentesco rischia di mettere ko i vertici dell´ateneo più grande del Mezzogiorno. Proprio mentre mancano pochi giorni alla visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I fatti. Mercoledì, dopo l´ennesima assemblea interfacoltà e l´ennesimo documento contro le elezioni universitarie che dovevano svolgersi la prossima settimana (per i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di ateneo e nei Consigli di facoltà e di Corsi di laurea), i ragazzi dei collettivi hanno occupato la facoltà di Sociologia. Che è un seggio elettorale. Trombetti ci ha pensato su qualche ora. Si è consultato con i suoi uomini più fedeli. Ha riunito tutti i presidi ed ha deciso: le elezioni vengono sospese. Ecco firmato il decreto d´urgenza, "perché lo stato di occupazione della facoltà di Sociologia - si legge nel documento - non consente di assicurare il regolare svolgimento delle elezioni". Apriti cielo. La sospensione delle elezioni ha scatenato le ire delle liste e dei candidati impegnatisi nella campagna elettorale, in queste ultime settimane e spesso anche nei giorni più duri della protesta studentesca. Liste e candidati che avevano ripetutamente chiesto al rettore, tempo addietro, di rinviare le elezioni per evitare che la mobilitazione studentesca confondesse le acque delle elezioni e negasse serenità alla campagna elettorale. Ma Trombetti niente. A chi gli chiedeva di rinviare le elezioni replicava: «Difendo la democrazia. Dunque si va al voto». Poi, ieri, il dietrofront dovuto all´occupazione di Sociologia. Ed è scoppiata l´ira delle liste e dei candidati. «Occupiamo il rettorato». Detto fatto. Le stanze del secondo piano della sede centrale (e poco dopo anche la presidenza di Ingegneria) vengono presidiate dai rappresentanti di quasi tutte le liste in lizza, da sinistra a destra: da Cl a Studentigiurisprudenza.it, da Assi Ingegneria a Blocco studentesco, dalla Confederazione degli studenti alla Sinistra universitaria. Chiedono al rettore di ritirare il decreto, di far, insomma, regolarmente svolgere le elezioni. «Noi glielo abbiamo chiesto ripetutamente di rinviare la data. Ci ha sempre detto no. Ed invece si piega dinanzi ad un atto di forza come un´occupazione di una facoltà», affermano gli studenti. Hanno il sangue agli occhi, tutti. Si sentono delegittimati: «Che figura ci facciamo coi nostri elettori? Non possiamo darla vinta ai facinorosi del movimento. Loro con la violenza ottengono quel che noi non abbiamo ottenuto con richieste legittime. Non ce ne andremo di qua - affermano - fino a quando non sarà assicurata la tornata elettorale del 2 e 3 dicembre. Che la si garantisca con la forza, chiamando le forze dell´ordine, se necessario». Così la scelta di rinviare le elezioni, la svolta dovuta all´occupazione di Sociologia, porta Trombetti in un vicolo cieco. E lo espone al fuoco di fila che parte, contro di lui, dalla destra: An e Azione universitaria ne chiedono le dimissioni. Il presidente provinciale di Alleanza nazionale, Luigi Bobbio, ne condanna «l´inadeguatezza gestionale» e si chiede se «la sua iniziativa non serva a camuffare una qualche forma di acquiescenza e di condiscendenza nei confronti del ribellismo minoritario ed estremista». Di qui la richiesta che le forze dell´ordine sgomberino Sociologia, mentre il senatore Vincenzo Nespoli, soffiando sul fuoco, afferma: «Trombetti non può far altro che dimettersi: ha fallito come garante dell´Istituzione ed ha creato un pericolosissimo precedente che lede la democrazia e non tiene conto delle migliaia di studenti che chiedono di poter esercitare democraticamente un proprio diritto». è più o meno quanto sostengono anche il dirigente nazionale e provinciale di Azione universitaria, Giancarlo Argo e Giuseppe Sartore, con parole decisamente sopra le righe: «Il rettore Trombetti è un buffone nelle mani della sinistra che lo manovra a proprio piacimento».

Torna all'inizio


otto milioni in meno alla statale - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Otto milioni in meno alla Statale Il rettore Decleva ai ricercatori: "Dal governo tagli esagerati" L´appello dei precari "I professori sopra i 65 anni facciano un passo indietro e vadano in pensione" FRANCO VANNI Dopo mesi di stime e previsioni, ora si conosce il vero peso dei tagli all´università. La Statale ha chiuso il bilancio preventivo per il 2009 e i nodi sono venuti al pettine: se ne vanno 800mila euro per la ristrutturazione di aule e laboratori, il 30 per cento dell´investimento totale per il potenziamento della didattica. Viene sospeso il piano da 2 milioni di euro per l´acquisto e il rinnovo di grandi attrezzature. E si dimezza il fondo per la ricerca individuale, con cui l´università paga i nuovi progetti: 2,9 milioni in meno rispetto al 2008. Un taglio che Dario Casati, prorettore della Statale, giudica «particolarmente sofferto, perché quei soldi sono l´unica forma di sostegno economico per alcuni ricercatori». I tagli ammontano complessivamente a 8 milioni su un bilancio di 710. Una percentuale apparentemente piccola, ma che va a incidere interamente su quella quota (160 milioni circa) che non è «spesa di sopravvivenza»: stipendi, manutenzione, pulizia e bollette. Ieri il rettore Enrico Decleva, incontrando 250 ricercatori dell´ateneo, ha parlato di «misure dolorose, ma di poco conto se paragonate a quelle che si preparano per il 2010, quando i tagli porteranno alla paralisi dell´università. Non riusciremo più a pagare il personale e quindi sarà impossibile chiudere il bilancio». Il consiglio di amministrazione della Statale ha fatto una stima del peso dei tagli per i prossimi anni di gestione: l´ateneo perderà dai 13 ai 16 milioni nel 2010, dai 17 ai 21 nel 2011, dai 24 a 28 nel 2012. Il conto arriva fino al 2013, anno in cui il risparmio imposto andrà dai 26 ai 33 milioni. Dati che Decleva commenta così: «Viene difficile fare qualunque previsione ottimistica, la speranza è che il governo nella Finanziaria d´estate faccia marcia indietro». Un´ipotesi realistica, secondo il rettore, che nelle recenti dichiarazioni del ministro Gelmini vede «un clima di maggiore dialogo fra università e governo, che forse comincia a capire che il programma di tagli è davvero esagerato». Per la prima volta, dopo mesi di braccio di ferro, Decleva si lascia andare a uno sfogo: «Sulla questione dell´università, uomini di maggioranza e di governo ci hanno rivolto attacchi violenti - dice - hanno dato del nostro mondo un´immagine volutamente deleteria». Il riferimento è soprattutto alla crociata «antisprechi»: «Hanno fatto passare gli atenei per ricettacoli di baroni e dipinto i docenti come raccomandati, parenti e amanti di professori potenti solo per nascondete un´evidenza: hanno tolto all´università i soldi che hanno perso abolendo l´Ici e speso con il prestito Alitalia». I ricercatori precari della Statale hanno consegnato a Decleva un volantino di richieste: vogliono essere rappresentati in Senato accademico e in cda, chiedono regole certe sulla retribuzione e lanciano anche un appello generazionale: «Chiediamo che i professori over 65 facciano un passo indietro e vadano in pensione». Anche gli studenti medi ieri hanno protestato: dopo un corteo in centro, ieri mattina, hanno messo a segno alle 19 un blitz allo Strehler dove era in corso il Premio Innovazione. Volevano contestare la Gelmini che però non c´era: dopo un´altra irruzione a Palazzo Reale al grido di «la cultura è gratis» si sono sciolti.

Torna all'inizio


"troppi aiuti alle private" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Dalla Regione "Troppi aiuti alle private" «La crisi non è uguale per tutti». Questo lo slogan della campagna di Rifondazione comunista contro le politiche sulla scuola del Pirellone. Sotto accusa è il trattamento preferenziale che la giunta Formigoni riserverebbe all´istruzione privata. Scorrendo il dossier (estratto dal bilancio della Regione) emerge che 6.497 famiglie con reddito fra gli 85mila e i 200mila euro ricevono un «buono scuola» per iscrivere i figli in istituti privati, con un esborso complessivo di 6,5 milioni di euro l´anno. Passando all´edilizia scolastica, l´anno scorso la Regione ha speso 6 milioni per 10 progetti di ristrutturazione, 9 dei quali in scuole private. Luciano Muhlbauer, consigliere Prc, attacca: «Mentre le scuole pubbliche vanno a pezzi, Formigoni spende 4,5 milioni per costruire a Crema una scuola gestita dalla fondazione Charis, vicina a Comunione e liberazione». (f.v.)

Torna all'inizio


università l'onda va all'assalto del rettorato - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova La protesta Università L´Onda va all´assalto del rettorato MICHELA BOMPANI Obiettivo: occupare il Rettorato. Un nuovo venerdì dell´Onda, oggi: gli studenti di tutte le facoltà genovesi si riuniranno alle 10 a Caricamento. Con loro anche gli studenti medi del collettivo Caos, con lo striscione che mercoledì hanno calato dal ponte monumentale: "Crollano le vostre borse. Crollano le nostre scuole. Non si può morire così", dedicato alla tragedia di Rivoli. Poi, tutti insieme, cominceranno un breve e preciso corteo: attraverseranno via Gramsci, via delle Fontane, piazza dell´Annunziata, via Balbi. Fino al palazzo del Rettorato. «Non vogliamo fare nulla di eccessivo o forzato - mettono in chiaro alcuni ragazzi dell´Onda - ma vogliamo soltanto incontrare il Rettore Deferrari e parlare con lui del nostro futuro. E dire chiaro e tondo, davanti a lui, "no alla nascita di una Fondazione" che metta le mani sulla nostra Università che è pubblica e tale deve rimanere». Il volantino che invita alla mobilitazione di oggi - e che ieri è stato distribuito un po´ in tutta la città - indica un doppio concentramento, questa mattina. Alle 9, nelle diverse facoltà, poi, tutti insieme, a Caricamento, un´ora dopo. E dalla Facoltà di Scienze annunciano che proprio in quell´ora i ragazzi del movimento entreranno nelle aule, bloccheranno temporaneamente le lezioni, e inviteranno gli studenti e i docenti a partecipare alla protesta. Nel pomeriggio, invece, i protagonisti saranno i bambini, le mamme e i docenti della scuola primaria dei comitati anti-Gelmini "Sos scuola": hanno organizzato un "palio", alle 17.30, in piazza Caricamento. Ci sarà una grande "pupazza dell´Ignoranza" con il volto del ministro Gelmini, che ballerà insieme ai bambini che faranno danzare pupazzi con le orecchie d´asino. E un altro corteo per la scuola si snoderà domani, per le vie del centro. Dalle 9.30, dal Porto Antico, Cgil, Cisl scuola e Snals hanno organizzato una manifestazione che hanno ribattezzato "camminata per la scuola ... non competitiva" e che coinvolgerà tutti gli operatori della scuola, i genitori e i bambini: si muoverà attraverso piazza dell´Annunziata, via Garibaldi, via XXV aprile, piazza De Ferrari, via San Lorenzo, per tornare al Porto Antico.

Torna all'inizio


lo spezzatino delle scuole esplode la rivolta a sestri - raffaele r.riverso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova Lo spezzatino delle scuole esplode la rivolta a Sestri "La Regione poteva aspettare ancora un anno" Stefano Bernini: "Molti ragazzi cambieranno prof, e senza un senso" RAFFAELE R.RIVERSO Tempi duri per Maria Stella Gelmini. Contestata per il decreto sulla scuola, il ministro dell´Istruzione, con un emendamento approvato il 5 novembre scorso, aveva messo tutti d´accordo, o almeno placato momentaneamente le proteste, posticipando di un anno (non più 2009, ma 2010) alcuni degli effetti della sua legge. Tra questi: l´accorpamento degli istituti con meno di 500 alunni, l´obbligo per le Regioni di presentare il piano entro il 30 novembre 2008 e il conseguente commissariamento per quelle inadempienti. Benefici salutati da tutti come un vero toccasana "per il percorso educativo dei bambini". Almeno nel resto d´Italia. In Liguria, infatti, il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa (Pd, ex Margherita) ha deciso di intervenire subito quest´anno, confermando la prima scadenza e scatenando, di conseguenza, l´ira funesta di alunni, genitori e amministratori locali. Uno di questi, Stefano Bernini (Pd, ex Ds) presidente del VI Municipio Medio Ponente, non riesce a farsene una ragione. Anzi, una motivazione la trova: «Avrà deciso di chiudere quest´anno per evitare di avere dei problemi l´anno prossimo in campagna elettorale», si lascia scappare. Bernini già da mesi aveva chiesto all´assessore comunale Paolo Veardo (Pd, ex Margherita come Costa) un po´ di tempo prima di accorpare gli istituti in maniera «da ragionarci bene» e non fare, come al solito, le cose all´italiana. E, invece, niente. In questo modo ci troviamo «con istituti come le scuole medie di Borzoli che già dall´anno prossimo non avranno i 500 alunni. Questo provocherà grandi disagi dal punto di vista educativo nonché logistico. Accorpando, poi, le scuole elementari della Centrale del latte di Fegino alle medie Caffaro di Borzoli, solo perché fanno parte del Municipio della Valpolcevera, è più difficile garantire la continuità educativa dei ragazzi. Non si è tenuto conto che Borzoli è a pochi metri dal VI Municipio. Questo succede perché gli accorpamenti sono stati fatti a caso senza riflettere sulle reali esigenze degli alunni». E così molti insegnanti che non completeranno il loro monte ore in un solo istituto, si troveranno a «dover guidare anche per un´ora». Con la conseguenza che in queste situazioni non ci vorrà andare più nessuno provocando un danno economico-culturale ingente. «Noi siamo d´accordo su alcuni tagli - continua Bernini - ma in Liguria il metodo non è coerente con i fini». Di chi la colpa? Difficile dirlo. «Il solito scarica-barile di competenze tra Comune e Regione. Inizialmente, quando abbiamo sollevato il caso a luglio, Veardo sembrava essere d´accordo con noi. E così la Provincia. La Regione, invece, non aveva voluto accogliere la nostra richiesta». E questo era sembrato normale, vista la spada di Damocle, costituita dalla minaccia di commissariamento per le Regioni che non si fossero adeguate, entro il 30 novembre, al Decreto. «Nonostante la proroga, però, in Regione hanno deciso inspiegabilmente, a mio modo di vedere, di rispettare in ogni caso la prima scadenza». La speranza, anzi la richiesta concreta è quella di «tornare sulla decisione» in maniera che gli accorpamenti vengano decisi in base alla logica e non alla fretta.

Torna all'inizio


studenti, la gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Firenze Studenti, la Gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso Gli studenti tornano in piazza contro il ministro Mariastella Gelmini, ieri attesa in città per il convegno "Fuga dei cervelli, analisi e proposte" organizzato dal consiglio regionale. Alla notizia che il ministro avrebbe disertato l´incontro, un centinaio di universitari ha deciso comunque di manifestare con un mini-corteo che, da piazza San Marco, si è diretto sotto la sede della Regione in via Cavour. Qui gli studenti hanno dato vita a un breve presidio con gli striscioni «Né tagli né baroni» e «Cogito ergo protesto». «Non ce l´abbiamo solo con la Gelmini ma anche col rettore Marinelli che non fa nulla per impedire i tagli», hanno detto i manifestanti. (g.r.)

Torna all'inizio


uova e vernice contro il gazebo di an nuovo blitz degli studenti no gelmini - alessandro cori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Bologna Uova e vernice contro il gazebo di An nuovo blitz degli studenti No Gelmini ALESSANDRO CORI Slogan, insulti e un fitto lancio di uova e sacchetti di vernice ha «accolto» ieri il banchetto di «Azione Universitaria» (organismo studentesco di An) che come ogni giovedì faceva informazione in piazza Verdi spiegando i punti della contestata riforma del ministro dell´istruzione Gelmini. Un centinaio di ragazzi dei collettivi dell´ateneo hanno accerchiato e costretto gli studenti di Azione Universitaria (una decina in tutto) a smontare il gazebo mentre trenta tra poliziotti e Cc, in tenuta antisommossa, hanno evitato che la situazione degenerasse. Verso l´una però, quando il gruppetto di studenti di destra ha lasciato la piazza, gli agenti della Digos hanno dovuto bloccare alcuni giovani dei collettivi che dopo la contestazione hanno cercato il contatto con i loro «rivali», rincorrendoli lungo via Zamboni. Mattia Kolletzeck, leader giovanile di An, è stato colpito durante il parapiglia da un oggetto che gli è piombato dritto faccia. I no-Gelmini sono arrivati in corteo nel cuore della zona universitaria, verso mezzogiorno, dopo aver partecipato ad una protesta lanciata contro il convegno su «Istruzione, pedagogia e università» organizzato al dipartimento del Dams di via Azzo Gardino: al quale era stato invitato anche il ministro dell´Istruzione che però poche ore prima aveva dato forfait. In 250 hanno fatto un´irruzione pacifica nell´auditorium per gridare il loro «no» alla riforma. Poi, una volta arrivati in piazza Verdi dietro lo striscione «L´onda vi travolgerà», gli studenti di sinistra hanno accerchiato il gazebo di «Azione Universitaria» già presidiato dalle forze dell´ordine. Decine e decine di uova sono piovute sugli studenti di An impegnati a volantinare, vicino al banchetto sono stati lanciati anche alcuni petardi. «Fascisti carogne tornate nelle fogne» e «Siamo tutti antifascisti» gli slogan più frequenti. La pioggia di uova è durata mezzora e verso l´una i ragazzi di «Azione Universitaria» hanno smontato il gazebo e si sono diretti verso via Zamboni scortati dagli agenti della Digos e sventolando il tricolore. Tutto questo, mentre lo schieramento di polizia e carabinieri teneva a bada il grosso dei contestatori. La tensione è aumentata all´improvviso, quando alcuni manifestanti isolati hanno cercato il contatto con gli studenti di An ed è intervenuta la polizia. Oltre a Kolletzek, sono rimasti contusi un funzionario e un agente della Digos, per il primo una settimana di prognosi, per una gomitata in un occhio. I responsabili saranno denunciati per resistenza e lesioni. Giovedì scorso lo stesso gazebo era stato attaccato da una ventina di giovani dei collettivi, undici dei quali portati in Questura. «Noi non ci facciamo intimidire - dice Mattia Kolletzeck - e continueremo a sostenere le nostre idee. Purtroppo questo è il livello di democrazia che c´è in città».

Torna all'inizio


I blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-11-28 num: - pag: 1 autore: di BENEDETTA ARGENTIERI categoria: REDAZIONALE La protesta I cortei anti-Gelmini I blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale S tupiti. Alcuni anche divertiti. I visitatori della mostra di Magritte a Palazzo Reale proprio non si aspettavano il blitz. Quella cinquantina di studenti che hanno fatto irruzione. Al grido: «Cultura gratis». CONTINUA A PAGINA 7 L'incursione Gli studenti sul palco del Piccolo Teatro Studio

Torna all'inizio


Blitz degli studenti <No alla riforma La cultura è gratis> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Piccolo e Palazzo Reale Blitz degli studenti «No alla riforma La cultura è gratis» SEGUE DA PAGINA 1 Ad accompagnarli anche un professore. Antonio Caronia dell'Accademia di Brera. «Non sono facinorosi. Vogliono solo studiare in altre condizioni». E tra i corridoi della mostra sembrano visitatori. Si fermano davanti a ogni opera. Commentano e si stupiscono anche loro: «Guarda che bello». è il termine di una serata cominciata con un altro blitz. Al Piccolo Teatro Studio, dove era attesa il ministro Mariastella Gelmini per il Premio nazionale dell'Innovazione. Al suo posto si è presentata Anna Adamolo, personaggio creato dai ragazzi del movimento dell'Onda Anomala, e «vero ministro dell'Istruzione. Eletta il 14 novembre al corteo degli studenti». Un divertito Paolo Rossi («Questa non me l'aspettavo») ha prestato il microfono alla ragazza con la maschera blu. «La vera innovazione sarebbe dare i fondi alla scuola. E non tagliarli». E questo è stato uno dei temi per la giornata di mobilitazioni. Cominciata alla mattina con un corteo delle scuole superiori. Poi lezioni alla scuola del Parco Trotter tenute da ricercatori precari. E quindi assemblea a Brera. Benedetta Argentieri

Torna all'inizio


Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-28 num: - pag: 1 autore: di GIULIO BENEDETTI categoria: REDAZIONALE Università Accettati gli emendamenti dell'opposizione. Strappo di Nicola Rossi Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro ROMA — Muro contro muro anche sul voto della riforma dell'Università, nonostante gli appelli di Napolitano. Il governo aveva recepito diversi emendamenti del Pd e dell'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica dell'Università. Ma oggi l'opposizione, al Senato, voterà contro il decreto 180. A PAGINA 15

Torna all'inizio


La Sapienza va a destra, esulta la Meloni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Elezioni studentesche Trionfo dei ragazzi di An di «Azione universitaria». Il ministro: i giovani con il governo La Sapienza va a destra, esulta la Meloni ROMA — Per il fronte pro Gelmini si tratta di rivincita: «Alla Sapienza, una valanga di destra ha seppellito l'Onda, Azione universitaria ha preso più voti delle liste di sinistra», esulta Giovanni Donzelli, leader degli universitari di An. In effetti, nell'università più grande d'Europa (140 mila iscritti), dove l'Onda praticamente è nata, dalle urne ieri è uscita la sorpresa. Gli studenti sono andati a votare per eleggere i loro rappresentanti nel Senato accademico e nel Cda. Otto liste in gara e un risultato netto: rispetto all'ultima consultazione (2005) per la sinistra è stata una débcle. Ai primi tre posti si sono piazzate le liste del centrodestra (Vento di cambiamento vicina al rettore Frati e prima con 3 mila voti, poi i ciellini di Lista aperta, quindi Azione universitaria, grande sconfitta nel 2005). Anomalia Sapienza, invece, la lista dei Collettivi (motore dell'Onda) è risultata appena la quinta forza (1200 voti), scavalcata pure dai moderati di Sapienza in movimento, forza ambientalista che nel 2005 arrivò seconda (e i Collettivi quarti con 500 voti in più). Ma peggio sono andati gli Studenti democratici (Pd) e quelli dell'Udu (Cgil) che non han beccato nemmeno un seggio. Tutto il contrario, per dire, di quanto successo nel 2007 alla Statale di Milano: dopo vent'anni di predominio Cl, s'è imposta Sinistra Universitaria. Così, ora, sfotte l'Onda anche Gaetano Quagliariello (Pdl): «Un tempo si diceva piazze piene, urne vuote...». E il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, aggiunge: «La maggioranza degli studenti dimostra di condividere le iniziative intraprese sinora dal governo». Replica Pina Picierno, Pd, responsabile delle Politiche giovanili: «è inaccettabile che un ministro tenti di strumentalizzare il voto degli studenti». Attenti, però: i votanti alla Sapienza sono stati appena 13.348 (su quasi 140 mila studenti) cioè il 10,6 per cento degli aventi diritto. Alle ultime elezioni (maggio 2005) votò il 12,7 per cento (18.667). Insomma, astensione fortissima: «Mi sorprende che si possa parlare di maggioranza quando ha votato solo una minoranza», osserva Giovanni Amelino Camelia, ricercatore di Fisica. Concorda lo scienziato Giorgio Parisi: «Anche nel '68 la maggioranza stava con il movimento ma non andava a votare, perché rifiutava questa forma di democrazia rappresentativa». Francesco Brancaccio, uno dei leader del movimento 2008, taglia corto: «L'Onda non ha mai pensato di candidarsi, perché non la rappresenta nessuno. L'entusiasmo del centrodestra è grottesco ». E comunque l'Onda non s'arresta: ieri blitz a Milano al Piccolo Teatro e a Palazzo Reale (al grido «la cultura è gratis») e autoriduzioni a Roma al teatro Valle e alla mensa di via De Lollis (posti e pasti gratis in nome del welfare). Oggi, poi, si torna in piazza: due cortei nel centro di Roma («la città è stanca di questa situazione», lo sfogo del sindaco Alemanno). Non si esclude neppure una pacifica incursione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico. A La Sapienza, naturalmente. Roma Studenti ieri sera al Teatro Valle: chiedono cultura gratuita Fabrizio Caccia (ha collaborato Simona De Santis)

Torna all'inizio


Lo strappo di Nicola Rossi <Sono uscito dall'Aula, ritengo un errore dire di no> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Scelta di coscienza Lo strappo di Nicola Rossi «Sono uscito dall'Aula, ritengo un errore dire di no» ROMA — «Sugli emendamenti al decreto Gelmini ho votato in maniera difforme rispetto al mio gruppo. Prima su un singolo emendamento e poi ad un certo punto sono uscito dall'Aula perché ritenevo che fosse venuto il momento del voto finale», dice il senatore del Pd Nicola Rossi (nella foto), ordinario di Economia Politica a «Tor Vergata», uno dei più autorevoli esponenti democratici provenienti dal mondo accademico. Ha collaborato con la Banca d'Italia e la Banca Mondiale. Perché lo ha fatto? « Perché ritenevo e ritengo un errore votare contro il decreto Gelmini senza prendere neppure in considerazione la soluzione intermedia dell'astensione». Ritiene che la maggioranza non abbia lavorato in fondo così male? «Ritengo il decreto Gelmini molto al di sotto del necessario, ma non sono così cieco da non vedere alcune cose che, a mio avviso, vanno nella direzione giusta». Quale era l'emendamento del Pd contro il quale si è schierato, assieme alla maggioranza? « L'emendamento che intendeva abrogare la possibilità per le università di trasformarsi in Fondazioni. Avendo io stesso qualche tempo fa presentato un disegno di legge che proponeva la medesima cosa non avevo nessuna intenzione di contraddirmi». \\ Non sono così cieco da non vedere nel decreto ciò che va nella direzione giusta G. Ben.

Torna all'inizio


Atenei, accolti gli emendamenti Ma il Pd voterà contro lo stesso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE La riforma In commissione al Senato oggi il via libera al decreto Gelmini Atenei, accolti gli emendamenti Ma il Pd voterà contro lo stesso Stop agli aumenti automatici per i docenti: scatti legati al merito Senza pubblicazioni i docenti guadagneranno meno e non parteciperanno alle commissioni dei concorsi ROMA — Muro contro muro anche sul voto finale della riforma dell'Università. Nonostante gli appelli del presidente Napolitano e nonostante il decreto fosse stato discusso in un clima bipartisan. Il governo aveva recepito diversi emendamenti del Pd e del-l'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica dell'Università. Ma oggi l'opposizione, al Senato, voterà contro il decreto 180. Uno dei punti salienti della nuova Università è quello che prevede il blocco degli aumenti di stipendio automatici (8 per cento della retribuzione) per i professori e i ricercatori. Ci sarà un'anagrafe ministeriale dei prof e delle loro pubblicazioni scientifiche. E chi non ha nulla al suo attivo subirà una decurtazione pari alla metà dell'importo del suo scatto biennale. Arrivano anche il blocco delle assunzioni per gli atenei con i conti in rosso e gli incentivi per quelli virtuosi, insieme a nuove regole per i concorsi. Una decisione sofferta, quella dell'opposizione: si è manifestato il dissenso di alcuni autorevoli esponenti del Pd, come il senatore Nicola Rossi, ordinario di Economia a Tor Vergata, che è uscito dall'aula pensando che fosse imminente il voto finale. Non se la sentiva di esprimere lo stesso giudizio negativo del suo gruppo. Il decreto Gelmini sull'università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6 novembre, all'indomani della visita al Quirinale del ministro Gelmini. Il presidente Napolitano aveva chiesto uno sforzo bipartisan. Uno sforzo che c'è stato e che ha dato dei frutti — diversi emendamenti dell'opposizione sono stati accolti, su alcuni proposti dal relatore Valditara di An c'è stata convergenza — ma non impedirà, nel voto finale di stamani, il muro contro muro. Su un provvedimento da cui dipenderà la formazione del futuro capitale umano del Paese. Sono stati accolti due ordini del giorno presentati da Pancho Pardi (Idv). E' stata accolta la riapertura dei concorsi universitari dopo il cambiamento delle regole per la nomina dei commissari. E' stato modificato, come chiedeva il concorso per gli associati. Ma alla fine il giudizio è stato netto: «per il Pd il provvedimento messo a punto dal ministro Gelmini è manchevole e minimale», ha dichiarato il senatore Antonio Rusconi, capogruppo in commissione Istruzione. L'astensione, che la maggioranza era certa di aver guadagnato, non ci sarà. Ma vediamo il decreto. Arrivano, per la prima volta, vere e proprie sanzioni contro i «baroni». Chi non produce lavori scientifici, oltre ad essere penalizzato sotto il profilo economico, non potrà partecipare alle commissioni dei concorsi universitari e sarà escluso dalla ripartizione dei finanziamenti per i progetti di rilevante interesse nazionale (fondi Prin). Incentivi e sanzioni anche per gli atenei. Premiati i virtuosi, penalizzati quelli in rosso. La Gelmini ha annunciato una revisione del «3+2», l'eliminazione di un 20-30 per cento di corsi non utili e il superamento, nei concorsi universitari, della doppia idoneità. Nuove regole Blocco delle assunzioni per gli atenei con i conti in rosso e incentivi per quelli virtuosi Istruzione Il decreto Gelmini sull'Università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6 novembre Giulio Benedetti

Torna all'inizio


paesaggio urbano lo scempio silenzioso - giorgio cavadi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XXIII - Palermo PAESAGGIO URBANO LO SCEMPIO SILENZIOSO GIORGIO CAVADI D opo gli articoli che questo giornale ha dedicato alla strage delle palme che si sta diffondendo in città e che, giustamente, Tano Gullo ha paragonato al nuovo sacco di Palermo, abbiamo registrato una duplice gamma di risposte. Il mondo scientifico, con Giuseppe Barbera e Stefano Colazza, ha sviluppato alcune considerazioni in difesa della ricerca scientifica isolana che brevemente riassumo. Primo: gli studi sul ficodindia e la pecora comisana e altri prodotti tipici, che avevamo polemicamente invitato ad abbandonare temporaneamente per dedicare ogni risorsa alla battaglia contro il punteruolo, hanno un loro valore scientifico consolidato; secondo, invocare, come ha fatto il sottoscritto, il ritorno al Ddt è una bestialità perché messo al bando come cancerogeno già dal 1991; terzo, nessuno in ognuno dei paesi dal Medio Oriente al Mediterraneo ha mai debellato l´immondo insetto che, quindi, risulta a oggi invincibile. Le reazioni del governo della città, chiamato in causa: zero. Se si esclude l´intervista al neo assessore all´Ambiente della città Giulio Cusumano, rimasto in carica per diciannove giorni e fatto fuori dall´ennesimo rimpasto operato dalla giunta del Grande Assente. Apprendiamo dall´intervista concessa il 14 novembre a questo giornale dall´assessore meteora, che la sua giornata iniziava alle sette meno un quarto al seguito delle tre squadre anti-punteruolo (era solamente una prima del suo avvento). Il risultato è, comunque, che la città si trova senza guida in un momento cruciale per la storia del paesaggio urbano di Palermo. Con illuminato tempismo, quindi, il comandante in capo lascia senza comando il settore del fronte dove più intenso è lo scontro e dove il nemico dilaga. Non c´è che dire. Preso atto di queste precisazioni e alla luce di quanto si è detto, credo sia lecito porre alcune domande. In primo luogo, se l´epidemia è partita negli anni Ottanta dall´Arabia Saudita e «appena» 15 anni fa ha raggiunto la Spagna, non sarebbe toccato a chi aveva a disposizione questi dati sollecitare e concordare una politica preventiva? Magari c´era il tempo per utilizzare i fondi europei, senza intaccare quelli sacrosanti per la ricerca sul ficodindia e la pecora comisana, per attivare una sinergia virtuosa fra Regione e Università mettendo in moto un coinvolgimento «mediterraneo» che facesse risaltare un ruolo centrale tante volte millantato dalla nostra politica. è stato fatto? Si poteva fare? Insomma, a chi tocca innescare i processi della «governance» come piace dire oggi; ovvero, senza tirare in ballo tagli della Gelmini, la ricerca accademica deve servire unicamente a guadagnare titoli per ottenere una cattedra? In secondo luogo sappiamo bene della parabola del Ddt, ma la domanda sottesa era un´altra, è possibile valutare in maniera meno attendistica il rapporto costi/benefici di un uso di agenti chimici, come pare trasparire dall´intervento che è in corso d´opera a Villa Malfitano? Oppure abbiamo centrato i termini della questione nel definire il punteruolo una punizione biblica senza rimedio alcuno, (comparsa all´attenzione della comunità scientifica, più meno contemporaneamente all´Aids)? Sono poche e semplici domande che un cittadino di media intelligenza si pone di fronte allo scempio del paesaggio urbano, che è scempio della memoria e dei sentimenti e, proprio per questo coinvolgimento emotivo, acuisce la sensazione che non tutto si stia facendo nei modi e nei tempi richiesti dalla gravità della situazione.

Torna all'inizio


cervelli in fuga richiamati senza concorso - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 24 - Cronaca Cervelli in fuga richiamati senza concorso Per le università sarà più facile farli rientrare dall´estero Modificato in commissione il decreto Gelmini, tra una settimana il voto al Senato Chi non avrà pubblicazioni scientifiche si vedrà dimezzare lo scatto biennale MARIO REGGIO ROMA - Chiamata diretta, senza concorso, per professori ordinari, associati e ricercatori che insegnano all´estero: un modo per far tornare i "cervelli" fuggiti dall´Italia. Dal 2009 vedrà la luce l´anagrafe nazionale nominativa dei docenti universitari, con l´elenco delle loro pubblicazioni scientifiche. L´anagrafe verrà aggiornata ogni anno. A partire dal 2011, gli scatti biennali automatici, saranno condizionati dalla valutazione della produzione scientifica di ogni docente nel corso degli ultimi due anni, in base ai parametri internazionali. In assenza di pubblicazioni lo scatto biennale viene dimezzato. Ordinari, associati e ricercatori, che nel corso degli ultimi tre anni non hanno prodotto lavori scientifici validi a livello internazionale non potranno usufruire dei Fondi destinati alla ricerca e partecipare alle commissioni di valutazione per l´assegnazione delle nuove cattedre a concorso. Il Consiglio universitario nazionale vigilerà sulla correttezza dei concorsi attraverso una commissione formata da 7 professori ordinari. L´elenco dei docenti esclusi sarà pubblico. E per finire: ogni anno i rettori dovranno presentare al Consiglio d´amministrazione ed al Senato accademico una relazione sui risultati delle attività di ricerca, formazione e incidenza delle ricerche sull´attività didattica, assieme al bilancio dei finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati. Questi, in sintesi, gli emendamenti al decreto Gelmini sull´università, licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 10 novembre, approvati ieri dalla maggioranza al termine della seduta della Commissione Cultura del Senato. La prossima settimana il testo modificato del decreto verrà discusso dall´assemblea di Palazzo Madama e dovrà essere approvato entro l´11 dicembre. «Per la prima volta - commenta il ministro Mariastella Gelmini - le carriere dei docenti non saranno legate agli scatti automatici ma al merito ed alla ricerca effettivamente svolta. Il 20-30 per cento dei corsi universitari va eliminato senza impoverire l´offerta formativa - conclude - entro il 2010 intendo varare un piano di rientro per le sedi distaccate delle università perché sono troppe». Secondo Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell´Istruzione, «il decreto non sconfigge il malcostume dei concorsi, dà solo in pasto ai cittadini soluzioni che non sono tali. In realtà il merito non viene valorizzato, perché l´Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, lo strumento attraverso il quale già adesso si potrebbero dare valutazioni fondate e, appunto, di merito, non è stato attivato dal ministro.». Giuseppe Valditara, relatore del decreto al Senato, commenta: «Si tratta di un provvedimento straordinariamente importante per l´Università che avvia quel percorso di risanamento indispensabile per poter rilanciare i nostri atenei. I principali provvedimenti contenuti nel Decreto sono all´insegna dei valori della responsabilità, della trasparenza e del merito». E ieri la Commissione Cultura della Camera ha espresso il suo parere sul piano programmatico per la scuola. Un via libera che però lega il maestro unico "in ragione della domanda delle famiglie". E oggi cinque cortei di studenti attraverseranno il centro di Roma, per protestare contro i tagli e la mancata sicurezza degli istituti scolastici. Tre partiranno dagli atenei romani per confluire in quello degli studenti delle scuole superiori. Obiettivo in ministero della Pubblica Istruzione a viale Trastevere.

Torna all'inizio


il ministro sacconi sponsor del rap sul preservativo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 55 - Spettacoli Campagna anti-Aids con Assalti Frontali Il ministro Sacconi sponsor del rap sul preservativo ROMA - Sorpresa: per sensibilizzare i giovani nella lotta all´Aids, il Ministero della Salute propone un rap in cui si parla esplicitamente di utilizzo del preservativo. Il brano si intitola Quando sei lì per lì e lo interpretano gli Assalti Frontali, gruppo rap antagonista proveniente dai Centri sociali, tra i più impegnati anche sul fronte anti-Gelmini. Il 1 dicembre il brano sarà nelle radio per la giornata mondiale della lotta all´Aids e si può scaricare dal sito di XL, media partner dell´iniziativa. Soprattutto, si può già ascoltare sul sito ufficiale del ministero del Lavoro (settore Salute). Il rap segue le linee guida redatte dalla Commissione nazionale Aids e fa parte della "Campagna di prevenzione Aids 2007-2008" voluta a suo tempo dal ministro Livia Turco, ma a sorpresa la sua pubblicazione ricade sotto il controllo del ministero guidato ora da Sacconi. «Quando sei lì per lì ci vuole il preservativo, misto fragola e banana ma che flavor positivo», canta Luca degli Assalti; e poi: «ognuno pensa di essere immune ma credici, siam tutti dentro dei rapporti molteplici». (carlo moretti)

Torna all'inizio


SCUOLA, GELMINI INCONTRA ASSESSORI REGIONALI ALLÂ'I (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi gli assessori regionali all?Istruzione. Tra i temi in discussione quello sull?edilizia scolastica. Nel corso dell?incontro è emersa la necessità condivisa fra Governo, Regioni ed Enti Locali di avviare un Piano straordinario per l?edilizia scolastica, anche attraverso il finanziamento di mutui finalizzati alla messa a norma, alla ristrutturazione e alla nuova costruzione di scuole e che, in analogia con il Patto per la sicurezza del triennio 2007/2009, preveda la compartecipazione dello Stato e delle stesse Regioni ed Enti Locali. Le Regioni hanno chiesto, inoltre, che gli investimenti sulle scuole vengano sottratti al patto di stabilità. Il ministro ha dato la sua disponibilità ad effettuare le verifiche a riguardo.

Torna all'inizio


Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Politica Articoli correlati: *Mariastella Gelmini a capo dell'Esa *Gelmini: "Sicurezza priorita' di tutti" *Bertolaso rivela: 500 milioni per la scuola inutilizzati Guarda tutti i correlati

Torna all'inizio


Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa ribaltone all'università Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini Altra battuta d'arresto per la sinistra. Questa volta arriva dal mondo dell'università. Alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi colleggiali della Sapienza le liste collegate al mondo di destra hanno avuto la fiducia della maggior parte degli elettori. Otto erano le liste che concorrevano. Si va dai «Collettivi in movimento», lista protagonista dell'Onda di protesta anti-Gelmini, all'«Udu», collegata alla Cgil. Da Azione Universtaria vicina ad An fino ad arrivare a «Lista aperta» legata a Comunione e liberarione passando per «Vento di rinnovamento» sostenuta dal rettore Luigi Frati e «Studenti democratici» lista legata alla Sinistra giovanile (Pd). Infine «I Corvi» ala umanistica dell'Ateneo e «Sapienza in movimento», lista legata al mondo ambientalista. Si è espresso il 10,6% per cento degli aventi diritto, pari a 13.348 votanti, superando il quorum che consente di avere la rappresentanza piena degli studenti negli organi collegiali centrali. Anche se i risultati ufficiali si sapranno solamente la prossima settimana, la tendenza vede in netto vantaggio le liste di destra. In testa «Vento di cambiamento» che ha ottenuto nella elezione per il rinnovo della rappresentanza studentesca nel Cda 3081 voti, seguita da «Lista aperta» con 2015 e da Azione Universitaria 1713. Non sono state sufficienti quindi né le mobilitazioni di piazza né tantomeno le giornate di occupazione dell'Ateneo per convincere l'elettorato a votare le liste di lotta. La maggior parte degli studenti hanno preferito quelle riconducibili al centrodestra. Un risultato che, secondo il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, «dimostra come la maggioranza degli studenti condividono le iniziative intraprese sinora dal governo e non si fanno convincere dalle troppe mistificazioni messe in atto dall'opposizione». Affermazione subito ribattuta da Pina Picierno, ministro ombra Pd delle Politiche giovanili: «è inaccettabile che il ministro Meloni strumentalizzi il voto degli studenti, interpretandolo come condivisione delle iniziative del governo». Intanto il Rettore Frati ha espresso la propria soddisfazione per il clima di ordinata competizione elettorale, cosa invece contestata dai Collettivi che denunciano: «è stato uno scandalo baronal-clientelare. Abbiamo assistito alle peggiori irregolarità».

Torna all'inizio


Via libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Politica Articoli correlati: *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" *Scuola crollata, la mamma di Vito vuole giustizia. Proteste e rabbia degli studenti Guarda tutti i correlati

Torna all'inizio


Atac, polemica: i figli del capo in auto 'blu' (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Articoli correlati: *Gelmini: Meno insegnanti, ma pagati meglio *Via la scorta a Guzzanti *Primo Cdm: Berlusconi a Napoli Guarda tutti i correlati

Torna all'inizio


Blitz degli studenti alla Sapienza Il rettore costretto a lasciare l'aula (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Avevano annunciato cinque manifestazioni a Roma per protestare contro le riforme di scuola e università e a favore di scuole più sicure. Invece, complici pioggia e vento, hanno deciso di cambiare programma. Qualche centinaio di ragazzi è sfilata in corteo per le strade della capitale mentre gli universitari sono riusciti a bloccare l?inaugurazione dell?anno accademico dell?università «La Sapienza» entrando nell?aula magna del Rettorato. E così, mentre il Senato ha dato il via libera al dl Gelmini sull?università, l?Onda degli studenti, con un autentico blitz, è riuscita ad entrare nell?Aula Magna. Il rettore, Luigi Frati, quando si è reso conto di cosa stava accadendo, si è alzato in piedi e con il consiglio accademico ha lasciato l?Aula Magna. Gli studenti, al grido di «vergogna, vergogna», «noi la crisi non la paghiamo», «la gente come noi non molla mai», «siamo l?onda che vi travolge», si sono praticamente impadroniti dell?aula. A Torino l?Onda ha fatto irruzione nella sala dove era in corso un convegno con il sindaco Sergio Chiamparino. Entrati nella sala, gli studenti hanno spiegato i motivi della loro protesta: «Abbiamo voluto portare fino a qui sfidando anche le forze dell?ordine che volevano fermare quest?Onda anomala. Ci si illude di privatizzare solo i profitti - hanno aggiunto - ma di socializzare i costi di questa crisi si sbagliano di grosso. Non vogliamo spendere il nostro futuro per i nostri denari». Quindi prima di uscire un ricordo di Vito Scafidi, lo studente 17enne morto sabato scorso al liceo «Darwin» di Rivoli e delle vittime della Thyssen, di cui ricorre la prossima settimana il primo anniversario. «Di scuola e di lavoro - hanno detto ancora - non si può morire, noi ricordiamo la Thyssen per non dimenticare. Da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare». FOTO Il blitz alla Sapienza VIDEO Gli studenti tornano in piazza commenti (0) scrivi

Torna all'inizio


La protesta studentesca: blitz dell'Onda alla Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Articoli correlati: *Via libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" Guarda tutti i correlati

Torna all'inizio


UNIVERSITà, GELMINI HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 28-11-2008)

Argomenti: Scuola

28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi i rappresentanti di Aquis (Associazione per la Qualità delle università italiane statali) e si è confrontata con loro sui temi cari all?associazione, quali la valorizzazione delle università migliori attraverso più risorse in base alla qualità della ricerca, della didattica e della trasparenza dei concorsi. Il Rettore dell?Università di Padova Vincenzo Milanesi, pur esprimendo preoccupazione per i tagli previsti per il 2010, ha espresso apprezzamento per i provvedimenti del governo approvati oggi dal Senato, che vanno nella direzione di una promozione del merito delle università virtuose.

Torna all'inizio


università, il senato approva il decreto il no di pd e idv, l'udc esce dall'aula - silvio buzzanca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Interni Sì al provvedimento per alzata di mano. Il senatore democratico Rossi non vota Università, il Senato approva il decreto il no di Pd e Idv, l´Udc esce dall´aula Gasparri: "Prova di compattezza" Finocchiaro: "Tagliato un miliardo e mezzo" SILVIO BUZZANCA ROMA - Il Senato approva per alzata di mano il decreto Gelmini sull´università e lo passa alla Camera per l´approvazione finale. Votano a favore il Pdl e la Lega, contro il Pd e l´Idv. L´Udc decide di lasciare l´aula e di non partecipare all´atto finale. Come il democratico Nicola Rossi, che avrebbe preferito l´astensione del Pd sul decreto. Scelte che fanno esultare Maurizio Gasparri. «Questo è una grande prova di forza e di compattezza della maggioranza. Le opposizioni hanno fatto un inutile e stupido ostruzionismo» dice il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama. Felicissimo perché «il successo di oggi al Senato segue quello degli studenti di destra che hanno sbaragliato la sinistra all´università La Sapienza». Molto soddisfatto anche il vicecapogruppo del Pdl, il forzista Gaetano Quagliariello. «Viene così radicalmente smentita l´accusa secondo la quale l´università sarebbe stata oggetto di tagli indiscriminati. - dice Quagliariello - Si afferma il criterio in base al quale i soldi debbano seguire il merito. Si rafforza il diritto allo studio e soprattutto si svecchia una università nella quale, a causa delle logiche corporative, i professori ordinari sarebbero presto diventati più numerosi dei giovani ricercatori». Anche la Lega trova nell´approvazione del decreto legge motivi di grande esultanza. Come spiega il senatore Mario Pittoni, il voto segna infatti «l´inizio del riequilibrio dei finanziamenti agli atenei del nord, dopo anni di regalie alle università del centro e del sud». Il giudizio del centrosinistra è diametralmente opposto. Anche se il voto favorevole ad alcune modifiche aveva indotto qualcuno a pensare ad un atteggiamento più "morbido" del Pd sul voto finale. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, spiega: «Il decreto è sbagliato nel metodo e nel merito e il nostro giudizio non può cambiare solo perché fortunatamente siamo riusciti a far approvare qualche nostro emendamento». Secondo la Finocchiaro, «la sostanza è che questo governo ha tagliato con la Finanziaria un miliardo e mezzo all´università, come gli studenti hanno capito benissimo. è una verità che le dichiarazioni di Quagliarello e Gasparri non possono cambiare». Sulla presunta incoerenza del Pd, il vicepresidente dei senatori Luigi Zanda aggiunge: «Il Pd in Senato ha votato a favore di alcuni emendamenti migliorativi riformulati dalla maggioranza su nostra indicazione. Ma il voto finale non poteva che essere contrario». «L´approvazione del decreto Gelmini sull´università rischia di rappresentare, in un settore cruciale e che tanto necessita di interventi seri e strutturali, l´ennesima toppa che anziché riparare il danno, peggiora il buco», aggiunge Maria Pia Garavaglia, ministro dell´Istruzione del Pd. Pancho Pardi, senatore dell´Idv, dice che «il provvedimento del centrodestra sull´università è tutto eccetto che una riforma». Un «pannicello caldo», conviene Gianpiero D´Alia. Secondo il senatore dell´Udc, «il decreto legge affronta solo piccoli aspetti del problema, in tempi ridotti e senza una proposta organica né un confronto con il Parlamento e con i soggetti coinvolti».

Torna all'inizio


il darwin riaprirà tra tre mesi - meo ponte (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Torino Il Darwin riaprirà tra tre mesi Tornano nell´edificio gli allievi del Romero. "Quell´ala è sicura" Domani nuovo sopralluogo del pool di Guariniello La Pentenero va dalla Gelmini MEO PONTE A marzo gli studenti del liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli potranno tornare nella loro scuola. Solo nelle aule del seminterrato e del piano terra naturalmente perché quelle del primo piano, ora sotto sequestro per ordine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che indaga sul crollo della controsoffittatura dell´aula 13, dovranno essere nel frattempo ristrutturate. E´ quanto previsto dal piano di interventi della Provincia di Torino, illustrato ieri dal presidente Saitta e dal prefetto Paolo Padoin, ad insegnanti e genitori degli studenti in un incontro nel municipio di Rivoli. I tecnici della Provincia hanno quindi stimato che i lavori di verifica e ripristino del liceo scientifico dureranno tre mesi. A partire da quando la magistratura deciderà il dissequestro la parte dell´edificio in cui i consulenti tecnici di Guariniello stanno svolgendo i rilievi necessari all´inchiesta. Lunedì prossimo gli studenti del liceo riprenderanno le lezioni nelle scuole che hanno accettato di ospitarli: 35 classi saranno sistemate al Natta, le restanti 8 alla Primo Levi di Cascine Vica. Le lezioni seguiranno un orario pomeridiano: dalle 13,30 alle 18,50. «Per gennaio speriamo di tornare a far lezione al mattino almeno per le classi ospiti alla Levi - spiega la preside del Darwin Maria Torelli - e per il mese successivo saranno quelle sistemate alle Natta a tornare all´orario normale. A marzo pensiamo di poter tornare nella nostra vera sede... ». Il 3 dicembre invece riprenderà normalmente l´attivita scolastica della monsignor Oscar Romero, l´istituto tecnico ospitato in un´ala dell´ex seminario. A tranquillizzare i familiari degli studenti dell´istituto tecnico, comprensibilmente preoccupati dopo che, nel liceo accanto, una settimana il crollo del controsoffitto di un´aula era costato la vita allo studente Vito Scafici ci hanno pensato gli esperti della Provincia, illustrando i lavori di verifica eseguiti. «Abbiamo valutato la solidità delle strutture - ha spiegato Umberto D´Ottavio, assessore provinciale all´istruzione - utilizzando tecniche particolari. Ad esempio stendendo su pavimenti e soffitte un materasso alto 55 centimetri pieno d´acqua per un peso di circa 550 chilogrammi per metro quadrato. La norma prevede che il test di sicurezza venga effettuato con un carico di 350 chilogrammi per metro quadrato. Bene, noi per maggior tranquillità abbiamo impiegato un peso maggiore...». La Provincia di Torino ha avviato indagini sulla sicurezza dei locali anche nella succursale del liceo Darwin di piazza San Bartolomeo, di proprietà del comune di Rivoli. Per quanto riguarda i lavori di verifica e controllo della succursale il presidente della Provincia Saitta si è impegnato a dare prima di Natale un resoconto definitivo, ipotizzando di poter riconsegnare i locali alla preside entro gennaio. In realtà ciò che tutti aspettano sono le prime conclusioni dell´indagine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e del suo pool specializzato in sicurezza. Domani pomeriggio il magistrato, accompagnato dai sostituti procuratori Laura Longo e Francesca Traverso e dai sui consulenti tecnici del Politecnico tornerà nella scuola dove è morto Vito Scafidi per un nuovo sopralluogo al termine del quale probabilmente saranno individuate le responsabilità di Provincia e Asl nel crollo di sabato scorso. Lunedì quindi i magistrati potrebbero già iscrivere nel registro degli indagati i primi nomi delle persone accusate di disastro e omicidio colposo. Ovvero di quanti in questi anni non si sono resi conto del pericolo rappresentato da quelle controsoffittature ormai vetuste e dai tubi di ghisa dimenticati nell´intercapedine. L´assessore all´istruzione della Regione Piemonte Giovanna Pentenero che l´altro ieri ha incontrato il ministro Mari Stella Gelmini ha chiesto uno stanziamento di fondi straordinari per l´edilizia scolastica. «Anche attraverso il finanziamento di mutui finalizzati alla messa a norma, alla ristrutturazione e alla costruzione di scuole - ha sottolineato l´assessore - in otto anni la Regione Piemonte ha destinato all´edilizia scolastica più di 160 milioni di euro».

Torna all'inizio


blitz degli studenti al convegno, è tensione - diego longhin (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino Blitz degli studenti al convegno, è tensione Tafferugli con la polizia che tenta di bloccarli. Poi media il sindaco Chiamparino li ha invitati a parlare: protesta legittima ma le tesi sono semplicistiche DIEGO LONGHIN L´Irruzione e i tafferugli con la polizia intorno alla mezza, mentre il sindaco discuteva di leadership e del rapporto tra i partiti e cittadini. Una sessantina di persone, studenti e rappresentanti del collettivo universitario autonomo con tanto di striscioni e megafoni, sono entrati all´interno del centro congressi di Torino Incontra, dopo aver manifestato in piazza San Carlo davanti alla sede di Intesa Sanpaolo. Obiettivo? Arrivare nella Sala Cavour ed interrompere il convegno "Città NordOvest" sulle trasformazioni e il futuro di Torino per leggere un comunicato e spiegare le ragioni della loro protesta anti-Gelimini, contro i tagli all´istruzione e la spesa per la costruzione del grattacielo Sanpaolo. Ma la polizia, che ha seguito gli studenti per tutto il percorso, ha bloccato il gruppo sulle scale, scelta che ha fatto salire la tensione. I manifestanti non volevano rinunciare ad entrare nella sala, in maniera pacifica, ma gli agenti hanno iniziato a contenere gli studenti, respingendoli, ed è partita qualche manganellata. Dopo un po´ di concitazione, qualche contuso tra studenti e forze dell´ordine, e la paura che la situazione potesse degenerare è prevalso il buon senso, grazie all´intervento del sindaco che, avvertito della situazione, ha dato il via libera all´ingresso dei manifestanti, entrati in sala al grido «Noi la crisi non la vogliamo». «Venite, venite - ha detto Chiamparino - nessuno vi toglie la parola, basta chiedere». «Noi abbiamo chiesto - si è sentito rispondere il primo cittadino - ma la polizia ci ha aggredito». Gli universitari hanno preso la parola, leggendo un comunicato: «Chi si illude di privatizzare i profitti - hanno sostenuto - e di socializzare i debiti e i costi della crisi si sbaglia di grosso. A questo gioco noi non ci stiamo, non svendiamo il nostro futuro». E poi gli attacchi alla banca, che incassa i soldi delle tasse universitarie e che vuole costruire «un grattacielo di lusso spendendo più di 350 milioni di euro, scaricando su tutti il tracollo economico». Non solo. «Non è il momento di costruire un grattacielo - hanno detto - meglio realizzare progetti realistici e iniziative di sviluppo dell´occupazione». Poi l´affondo alla politica «che difende gli interessi di pochi» e contro il ministro Gelmini. Alla fine i rappresentanti del collettivo hanno ricordato Vito Scafidi, lo studente morto nel crollo della scuola di Rivoli, e le vittime della ThyssenKrupp: «Chi si accinge a fare tagli dovrà pensarci su». Il tutto condito da slogan e striscioni appesi. Il sindaco, circondato dagli universitari, ha ascoltato e, terminato il blitz, ha ripreso a parlare. «La loro protesta è legittima ma alcune cose sono un po´ troppo semplicistiche», ha detto Chiamparino alla fine del convegno. «Pongono un problema vero, quello degli investimenti nella formazione e nella ricerca come fattori di sviluppo, non sono animati da intenzioni bellicose e certamente non ero io il loro principale bersaglio. Se avessero chiesto di entrare subito si sarebbero evitati tafferugli». Gli studenti erano stati attirati dalla prevista presenza di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo, non intervenuto perché all´estero. A Torino Incontra è arrivato anche il questore, Aldo Faraoni, che accompagnava il sottosegretario agli Interni Michelino Davico. Faraoni ha spiegato che i pochi agenti hanno reagito alle provocazioni dei manifestanti, che avevano preso a palle di neve le forze dell´ordine, temendo che la situazione potesse degenerare. Ma per la capogruppo di Sd in Sala Rossa, Monica Cerutti, la situazione non giustifica il comportamento della polizia, «soprattutto per l´uso dei manganelli».

Torna all'inizio


bolatto frena i "no gelmini" con le pizzette (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino La curiosità Bolatto frena i "no Gelmini" con le pizzette Da una parte un convegno di medicina cardiovascolare, dall´altra l´assemblea per l´elezione del nuovo presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello. E gli studenti hanno scelto la seconda assise per il dopo blitz in sala Cavour. Ma alla fine non sono entrati. Dopo qualche scorribanda su e giù per i corridoi del Torino Incontra, con al seguito la polizia, si sono trovati sulla porta della sala Sella il segretario di Unioncamere Guido Bolatto, per nulla preso in contropiede. Anzi. Li ha invitati al buffet preparato per la riunione dove gli universitari si sono rifocillati, rinviando l´ingresso in assemblea. O meglio, come riportato sul comunicato pubblicato sul sito Indymedia, «un banchetto di viveri è stato assaltato e razziato». (d. lon.)

Torna all'inizio


"è soltanto un barone che non ci rispetta" - tea maisto laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Ieri un corteo in Centro. Davanti a palazzo Grazioli urla contro Berrlusconi "è soltanto un barone che non ci rispetta" TEA MAISTO LAURA MARI «è solo un barone che ancora una volta ha dimostrato di essere inadeguato al ruolo che svolge. Un rettore che non sa mantenere la calma e non mostra rispetto per gli studenti» così Fabio Gianfrancesco, uno dei portavoce dell´Onda, risponde alle esternazioni del rettore Luigi Frati che ha definito «fascisti» gli studenti che si sono introdotti nell´Aula Magna della Sapienza interrompendo l´inaugurazione dell´anno accademico. «Frati parla di "pariolini", ma dovrebbe sapere - prosegue il portavoce dell´Onda - che la maggior parte degli studenti versa in condizioni economiche difficili, spesso fa un doppio lavoro e a malapena riesce a pagare l´affitto. Prima di parlare, Frati dovrebbe informarsi su chi sono davvero gli studenti e non pensare solo alla casta dei suoi sudditi della facoltà di Medicina». Un botta e risposta incandescente, quanto le dichiarazioni degli studenti dell´Onda su presunti brogli alle ultime elezioni, in cui, secondo i dati ufficiosi, avrebbero vinto le liste di destra. «Ci sono 250 preferenze in più rispetto al numero dei votanti» sostengono i collettivi, ma dalla Sapienza rispondono «i dati ufficiali saranno disponibili lunedì, ma non c´è stato alcun tipo di broglio». Ieri si sono mobilitati anche gli studenti medi, che prima hanno contestato sotto Palazzo Grazioli il presidente del Consiglio Berlusconi urlando «vergogna» e «buffone», e poi hanno raggiunto a piazza Barberini gli studenti dell´Uds, del Righi, del Russel, del liceo Colonna e del Giulio Cesare per un mini-corteo fino a piazza della Repubblica. «Abbiamo deciso di manifestare anche per chiedere maggiore sicurezza nelle scuole - hanno commentato i portavoce dell´Uds - e nei prossimi giorni diffonderemo negli istituti un questionario per capire in che condizioni sono le varie strutture. Giovedì, inoltre, saremo ricevuti dall´assessore provinciale alla Scuola Paola Rita Stella». Nonostante la pioggia, un gruppo di studenti ha proseguito la contestazione nella stazione della metro A di Repubblica e poi ha occupato l´ingresso dell´Ufficio scolastico regionale del Lazio. «Dopo aver parlato con gli studenti - ha fatto sapere Raffaele Sanzo, direttore dell´Ufficio scolastico regionale - ho scritto una lettera al Comune e alla Provincia chiedendo maggiore attenzione verso l´edilizia scolastica». Ma le proteste anti-Gelmini proseguiranno anche questa mattina, con la manifestazione organizzata a piazza della Bocca della Verità dal coordinamento "Non rubateci il futuro": dalle 10.30 alle 14 per gli alunni delle elementari, i genitori e gli insegnanti hanno organizzato concerti, laboratori, giochi e esibizioni dei "Gelminari" ("madonnari" che disegneranno a terra con i gessi il ritratto del ministro Gelmini).

Torna all'inizio


"sono solo pariolini tra salotti e smart" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma L´intervista Parla il rettore: "Io sono un vero uomo di sinistra" "Sono solo pariolini tra salotti e Smart" "Tremonti? Con i tagli alle università non mi deve rompere" «Sono più di sinistra io di certi pariolini che si vestono da gruppettari per venire all´università e poi girano in Smart per Roma». Mantiene la calma il rettore Luigi Frati, ora che si è spogliato dell´ermellino per tornare in abiti borghesi. Rettore, i ragazzi dell´Onda entrando in aula magna hanno detto di essersi sentiti traditi. Lei come risponde? «Penso che ci sia un disagio dei giovani. Ma siccome Tremonti taglia perché l´Europa glielo chiede, il mio compito è quello di meritare che tagli da un´altra parte e non rompa le palle a me». Ma quello che è successo oggi ha un peso... «Io ho il dovere morale di consentire di studiare, al di là delle ipoteche politiche. Di base alla protesta c´è un altro motivo: c´è una sinistra che non si sente rappresentata in Parlamento. E così, 100-200 persone decidono di far casino. Uno viene all´università vestito da cialtrone e poi alle elezioni studentesche neanche vota perché non ha interesse a farlo. A differenza dei calabresi che sono fuori sede e hanno problemi veri da risolvere». E del ministro Gelmini cosa pensa? «Sono d´accordo con lei sul criterio di valutazione su obiettivi di qualità, nel tagliare i corsi di laurea con pochi studenti, ma vorrei che nella premialità non venga valutato l´ateneo, ma il singolo docente». (al. pa.)

Torna all'inizio


stop al potere dei baroni per salvare l'università - giuseppe lauricella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XII - Palermo STOP AL POTERE DEI BARONI PER SALVARE L´UNIVERSITà Occorre trovare nuovi sistemi di reclutamento e di progressione di carriera. I titoli e l´attività didattica ai fini concorsuali non sono oggi una condizione sufficiente GIUSEPPE LAURICELLA L DECRETO LEGGE 180 DEL MINISTRO GELMINI AFFIDA - in nome del «cambiamento» - i pieni poteri sui concorsi ai docenti ordinari. è un autentico paradosso. In molte facoltà (se non in tutte) sono stati istituiti più corsi di laurea della stessa disciplina, senza che in realtà se ne sia mai compresa la necessità per lo studente. Mi è sempre sembrata una scelta eccessiva. Sarebbe stato sufficiente un solo corso di laurea, magari con qualche indirizzo specifico, sapendo che poi ciascun laureato avrebbe potuto comunque scegliere un percorso specialistico attraverso i master o le scuole di specializzazione. Proprio a causa di riforme dissociate dall´interesse dello studente abbiamo assistito dunque alla moltiplicazione delle cattedre. Sono dell´idea di tagliare i corsi di laurea-fotocopia. Anche perché quegli insegnamenti si devono poi coprire e occorre rivolgersi a docenti esterni attraverso contratti di diritto privato. Si tratta di un´anomalia, presente in ogni facoltà, che comincia da molte parti a essere rilevata, portando alla rivalutazione del passato sistema di formazione universitaria. Certo, con i dovuti adeguamenti. D´altro canto, perché sono proliferati i professori a contratto? Ci sono molti docenti perché esistono molte cattedre o ci sono molte cattedre per sistemare docenti, i quali (non tutti, certo), sarebbero altrimenti ingiustificati nel ruolo e per il concorso che hanno «vinto»? Probabilmente, sia l´uno che l´altro. Per un verso, l´aver voluto far proliferare il numero dei ricercatori, degli associati e degli ordinari ha condotto alla creazione (se non, a volte, all´invenzione) di nuove cattedre; per l´altro, l´aver creato poli universitari, sedi distaccate (magari per assecondare politici locali), senza dimenticare la corsa frenetica ad ampliare l´«offerta formativa», ha prodotto un mercato sconsiderato di docenti, spesso a contratto (professionisti, funzionari dell´amministrazione, semplici cultori della materia), che in tal modo possono magari «sfruttare» il titolo per esigenze professionali. Tutto ciò - tranne le meritevoli eccezioni - sulla pelle degli studenti. Certo, la responsabilità è della legge che ha consentito tutto questo. Ma è anche degli organi universitari che, nella loro autonomia, avrebbero potuto applicarla con migliore equilibrio. Non entro nel merito delle materie «inventate»: ci perderemmo. Ma la moltiplicazione delle cattedre e delle materie impongono sforzi ingiustificabili agli studenti. Per rimanere nel mio ambito disciplinare, materie come "Diritto pubblico e diritto privato" o "Diritto pubblico e diritto dell´Unione europea" o, ancora, "Diritto pubblico e diritto dell´informazione", vengono insegnate da docenti diversi per ogni disciplina ma considerate come uniche ai fini degli esami. Considerare due materie come se fossero una, offre la possibilità di aggiungere altre materie nel piano di studi. Una bella trovata, no? Ciò però comporta da un lato un doppio impegno per gli studenti (nel seguire le lezioni, nello studio della materia e agli esami), e dall´altro un´espansione del numero delle materie che formano il piano di studi, con un ovvio allargamento del numero dei docenti, spesso a contratto o per supplenza, che altrimenti resterebbero inoccupati. Come mai? Perché si deve dare spazio a un docente, a un amico o adun allievo di qualche «barone»? Forse. è normale? Non credo. Ma di questi esempi ce ne sono a decine. L´unica possibilità di ricorrere a docenti esterni dovrebbe riguardare studiosi di chiara fama, ai quali offrire contratti soddisfacenti. Sarebbe un modo per attrarre cervelli, attraverso una gestione seria e non dispersiva delle risorse universitarie. Andiamo alla nota dolente: il sistema concorsuale e la sua gestione «baronale». Basterebbe guardare quanti neo-ricercatori (nemmeno confermati) sono diventati persino ordinari dopo appena due o tre anni. Una situazione intollerabile, anche perché non risulta che da dieci anni a questa parte si sia accertata una inconsueta concentrazione di geni. Mentre, risulta - anche se non è quantificabile - che tanti validi studiosi hanno rinunciato di fronte agli «sbarramenti» dei concorsi. Allora occorre trovare nuovi sistemi di reclutamento e di progressione di carriera. Il concorso deve riguardare l´ingresso non la carriera, altrimenti tutti per progredire non dovranno solo studiare e lavorare ma anche entrare nelle grazie del «barone». Quello che dico nasce dal mio essere fuori dalle logiche di appartenenza. Come si vede, non parlo dei titoli o dell´attività didattica. Ai fini concorsuali ho la sensazione che in certi casi non siano una condizione sufficiente e - a volte - neanche necessaria. Suggerirei due idee per scardinare il sistema baronale. Primo: eliminare la differenza tra professore associato e professore ordinario, riunendoli in un´unica figura. Una soluzione che sarebbe giustificata dal fatto che un associato svolge (come molti ricercatori impegnati) le medesime funzioni di un ordinario, dal quale si differenzia solo per il trattamento economico (mortificante) e per le cariche che si possono ricoprire nell´ambito universitario (preside, rettore). Secondo: creare un sistema di accesso al ruolo di docenza universitaria, in cui gli unici momenti concorsuali dovrebbero essere quello di primo livello, per il dottorato di ricerca con concorso locale, e quello per l´entrata nel ruolo di docente, per i ricercatori, con concorso su scala nazionale, attraverso il quale si acquisirebbe un´idoneità necessaria per essere chiamati dalle università, che avessero messo a bando il posto. Chiamata che dovrebbe avvenire facendo scorrere graduatorie (bloccate) degli idonei, per aree di specializzazione, escludendo la discrezionalità delle facoltà sulla chiamata del ricercatore. Di conseguenza, dalla immissione in ruolo (che coinciderebbe con l´effettivo inizio della funzione) la progressione di carriera dovrebbe avvenire per anzianità (come già, peraltro, avviene per i magistrati), per esempio trascorsi dieci anni di ruolo di ricercatore, e sulla base di un giudizio (o un parere vincolante) reso dalla facoltà di appartenenza circa la continuità della ricerca scientifica e la effettività dell´attività didattica svolta. Si tratterebbe di un meccanismo che eliminerebbe il potere dei baroni-ordinari di gestire a discrezione i concorsi e la carriera degli studiosi. Forse l´unico rimedio. Non trovo in linea di principio sbagliata l´idea del sorteggio per la nomina dei commissari, introdotta dal ministro Gelmini. Ma rimane una soluzione insufficiente se non prevista fin dall´inizio della fase di nomina dei membri delle commissioni, perché altrimenti, applicandola a un nucleo ristretto scelto con il voto (orientato) significa nella sostanza non cambiare quasi nulla. Inoltre, segnalerei un capolavoro di contraddittorietà: si denuncia politicamente il sistema baronale e, poi, nel decreto-legge 180 il ministro individua, quale elettorato attivo, solo ordinari e straordinari. Forse così i capirivolta accademici ordinari saranno messi a tacere, perché da ora saranno solo loro a decidere chi mandare nelle commissioni giudicatrici dei concorsi universitari. Perfetto.

Torna all'inizio


no-gelmini invadono unicredit con finte banconote da 50 euro - alessandro cori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna No-Gelmini invadono Unicredit con finte banconote da 50 euro Nuovo blitz nella sede centrale davanti alla polizia Sfiorata la rissa alla mensa tra addetti alla sicurezza e studenti ALESSANDRO CORI L´Unicredit entra di nuovo nel mirino dei «No Gelmini». Se qualche settimana fa i ragazzi del movimento avevano incatenato e imbrattato con la vernice il portone della sede centrale di via Zamboni, ieri invece si sono «limitati» a tappezzare di adesivi con su scritto «Noi la crisi non la paghiamo» le vetrine e il bancomat della filiale di via Rizzoli. Gli studenti dei collettivi universitari dell´Alma Mater (Aut-Off, Spazio Sociale e Cua), una quarantina in tutto, dopo aver eluso la sorveglianza delle forze dell´ordine, schierate in massa nella zona universitaria, intonando cori e slogan hanno messo a punto un vero e proprio blitz nella sede della banca, tappezzandola di adesivi, volantini e spargendo ovunque finte banconote giganti da 50 euro. Nel pomeriggio poi, quando un ragazzo del movimento ha cercato di affiggere nella mensa di piazza Puntoni lo stesso tipo di logo utilizzato per «coprire» l´Unicredit, si è sfiorata la rissa. Alcuni studenti dei collettivi universitari hanno riferito infatti di essere stati espulsi a suon di pugni dall´addetto alla sicurezza, per aver attaccato l´adesivo su una bottiglia d´olio. In mattinata invece le cose erano andate piuttosto lisce. Verso le 13, dopo l´iniziativa di protesta, i ragazzi sono tornati con un mini-corteo improvvisato a Lettere, in via Zamboni 38, lasciando dietro di loro una scia di adesivi attaccati su muri, serrande e vetrine dei negozi tra cui anche la filiale della Carisbo di piazza Ravegnana. A seguirli, passo dopo passo, decine di agenti delle forze dell´ordine. L´appuntamento per dare vita a quelle che il movimento ha definito «azioni comunicative», in occasione della «Giornata nazionale di mobilitazione No-Gelmini», era previsto per la mattina alle 10.30 in piazza Verdi, ma a quell´ora, nel cuore della cittadella universitaria, c´erano solo polizia e carabinieri in assetto antisommossa e uomini della Digos. I ragazzi, scoraggiati dalla pioggia battente e dalla imponente presenza delle forze dell´ordine, erano ancora rintanati nell´aula occupata della Facoltà di Lettere per decidere come organizzare la protesta. Verso le 13 poi, lo show ha avuto inizio. Un primo gruppo di studenti, mettendo in scena quella che poi si rivelerà una vera e propria azione diversiva, è partito in corteo sotto il portico di via Zamboni, diretto a Palazzo Magnani, sede di UniCredit Banca, ma è subito stato fermato dalla polizia. Contemporaneamente, altri giovani dei collettivi universitari si sono diretti alla spicciolata verso la filiale della banca in via Rizzoli, eludendo così la sorveglianza degli agenti. Il piano studiato a tavolino, ha dato la possibilità agli studenti di fare irruzione nella filiale e creare scompiglio per alcuni minuti, prima dell´arrivo di una volante. Dopo il blitz, i ragazzi dell´assemblea «No Gelmini» sono tornati a Lettere e da lì in mensa dove è continuata l´azione di propaganda contro la legge 133. Azione che qualcuno non ha gradito. «Per un adesivo attaccato su una bottiglia d´olio, l´addetto alla sicurezza della mensa si è scagliato senza motivo e con violenza inaudita contro un gruppo di studenti», denunciano, in una nota, i collettivi. «Oltre agli insulti, il body-guard ha spintonato e colpito con pugni gli studenti, accanendosi in particolare contro un ragazzo che stava uscendo dalla mensa». La lite è poi scemata grazie all´intervento di alcuni dipendenti, ma i momenti di tensione sono continuati all´esterno. I collettivi, per protesta, da oggi daranno vita ad una campagna di boicottaggio contro l´azienda regionale per il diritto allo studio (Ergo) e contro Concerta, ditta appaltatrice del servizio di mensa.

Torna all'inizio


no-gelmini invadono di nuovo unicredit (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna No-Gelmini invadono di nuovo Unicredit L´UNICREDIT di nuovo nel mirino dei "No Gelmini": ieri gli studenti dei collettivi universitari hanno fatto un blitz nella sede della banca in via Rizzoli tappezzandola di adesivi, volantini e banconote giganti da 50 euro. Per l´aggressione al banchetto di Azione Universitaria in piazza Verdi e ai poliziotti, 22 denunce. La Procura: «Ora basta, non tollereremo altre violenze». CORI E GULOTTA A PAGINA V

Torna all'inizio


ventidue denunciati per l'assalto ad an - carlo gulotta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Piro: "La giustizia farà il suo corso con la massima sollecitudine" Ventidue denunciati per l´assalto ad An CARLO GULOTTA DOPO le due aggressioni al banchetto di Azione Universitaria in piazza Verdi e le botte agli agenti, e nel giorno in cui Alleanza Nazionale critica la Procura per lo «scarso rigore» contro i violenti della galassia antagonista, questura e magistrati rispondono coi fatti. «Siamo di fronte ad atti intollerabili - dice il procuratore reggente Silverio Piro - e ad alcuni facinorosi ai quali faremo comprendere che non è questo il modo di manifestare. La violenza non paga e le forze dell´ordine vanno rispettate. La giustizia farà il suo corso con la massima sollecitudine». Parole che fanno intendere che d´ora in poi sarà massimo il rigore contro chi si copre col lenzuolo degli anti-Gelmini e ne approfitta per attaccare la polizia, le banche o formazioni politiche alle quali si pretende di negare spazio. I violenti e gli istigatori, dice il procuratore, «sono sempre gli stessi. Aizzatori di masse ben conosciuti alle forze dell´ordine, sui quali cercheremo di indagare soprattutto in relazione alla trasversalità dei loro interventi». Sigle o nomi dei collettivi di questi "soggetti trasversali", Piro non ne fa, ma la preoccupazione degli investigatori è soprattutto per le frange più dure dell´anarcoinsurrezionalismo, notate spesso nei cortei non autorizzati o negli episodi di violenza di piazza. E infatti ci sono anche loro, i duri con la "A" cerchiata che fanno capo al gruppo di "Fuori Luogo", fra i 22 giovani denunciati dalla Digos per le botte al banchetto di Azione Universitaria la mattina del 20 novembre e il "contatto" con gli agenti nei pressi della Questura. Sono in buona compagnia, assieme agli attivisti dei centri sociali Xm24, Crash, Tpo e del Collettivo Universitario Autonomo: a 11 di questi è contestata la resistenza a pubblico ufficiale, a 7 la violenza privata, le ingiurie e la partecipazione a manifestazione non preavvisata, due i denunciati per il rifiuto di fornire le generalità, uno per aver fatto esplodere un petardo e infine, per un ragazzo del Tpo, l´accusa di istigazione a delinquere, per aver incitato ad ostacolare le volanti che portavano i fermati in Questura da via Zamboni. Su alcune di queste figure la Digos, coordinata dai pm Tampieri e Plazzi, dovrà produrre uno studio per accertare la loro presenza in relazione ai fatti più gravi, mentre non si escludono altri passi più incisivi dei magistrati a breve. Ma Alleanza Nazionale non ci sta. «Cosa aspetta la Procura a intervenire? - attacca il deputato di An Enzo Raisi, che ha ottenuto la solidarietà e l´interessamento a capire che succede a Bologna dal ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni - Dopo i lanci di uova e un ferito più lieve, ne serve forse uno più grave? Le nostre querele giacciano da anni nei cassetti: chiediamo un incontro coi vertici della Procura per capire perché questo accade. Spero solo non ci sia la volontà di far passare il tempo. Abbiamo subito dieci aggressioni in cinque anni e c´è stata una sola richiesta di rinvio a giudizio». Clima caldissimo. E Crash, reduce dallo sgombero di via Zanardi, ricorda gli episodi di violenza di cui sono rimasti vittime alcuni compagni e incalza. «E´ il momento di tornare a far fischiare il vento. A Bologna da quando sono state sgomberate piazze e strade con ordinanze e militarizzazioni, l´aria fresca della socialità ha fatto spazio alla puzza nauseabonda delle fogne fasciste. E´ il momento di tornare a fare spazio».

Torna all'inizio


da x factor a don gius "sono diventato grande" - luigi bolognini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XXIII - Milano Il fondatore di Cl Da X Factor a don Gius "Sono diventato grande" Facchinetti: Dj Francesco è il passato Mi ha folgorato una sua frase: Dio esiste in ciò che dà la felicità Un invito a vivere il presente con coscienza Domani presenta i Nickelodeon, premi assegnati dai ragazzi LUIGI BOLOGNINI Osannato come una delle poche novità della tv italiana, da X Factor a Scalo 76, conduttore domani del Nickleodeon Kids Choice Awards, ora anche scrittore, con una curiosa autobiografia, uscita da Sperling & Kupfer, il cui titolo, Quello che non ti aspetti, è perfetta sintesi della parabola di Francesco Facchinetti. Uno che fino a poco fa era indicato come esempio di stupidità, di vacua leggerezza giovanilistica e giuggiolona. Non del tutto a torto, intendiamoci: tra il look coi capelli tagliati in verticale (il profilo sinistro rasato, il destro no), flirt con attrici e canzoni demenziali col nome di Dj Francesco, da La canzone del capitano a Salta, il figlio di Roby dei Pooh ne ha combinate non poche. Poi che le è successo, Facchinetti? A 28 anni è cresciuto di botto? «Sono sempre me stesso. Ho solo messo in mostra un lato diverso, e ovviamente sono cambiato come tutti con l´età. Voglio far capire che la mia generazione è stata giudicata ingiustamente fatua e senza ideali, mentre semplicemente chi ha il potere non lo vuol mollare. Per questo, al di là del contenuto della riforma Gelmini, mi piace l´Onda: è energia che si libera, speranza di un cambiamento». Nessun rimpianto per Dj Francesco? «Mi diverto ancora a ripensarci, ma ora non sarei più in grado di farlo. Sa, il 90 per cento degli artisti è triste perché, sceso dal palco, si sente solo e si calma con droga e alcol. Io invece mi calmavo dando spettacolo in discoteca e sui giornali di gossip. Ora basta, ho iniziato un altro viaggio che non so dove mi porterà e mi godo il paesaggio». Sembra di sentir Jovanotti al momento di diventare Lorenzo Cherubini. «è il mio esempio: fu lui a dirmi che chi è diretto è destinato a dividere e che bisogna guardare non a chi è dalla tua parte, ma a chi ti è contro, per trarne la forza di andare avanti». Altri maestri? «Claudio Cecchetto e don Giussani». Strana coppia. «Claudio mi ha fatto capire che bisogna fare ogni gradino, per salire, senza mai credersi arrivati, e che bisogna cominciare dai bambini per crescere con loro. Anche per questo domani presenterò i Nickelodeon Awards. Don Gius invece mi folgorò con una frase: "Dio esiste in ciò che mi dà felicità". Un invito a vivere il presente, con responsabilità e ragionevolezza: il passato è un ricordo e il futuro è fantasia». Leggendo il suo libro sorprende il racconto dei suoi anni tra i reietti della Centrale, con Fratel Ettore. «A inizio anni Novanta, mia madre si accostò all´attività di Fratel Ettore e portò anche me, avevo una decina d´anni. Un battesimo del fuoco, sembrava un posto dove avessero buttato l´atomica, irreale: le luci al neon, un rigagnolo che sembrava l´Acheronte, il fiume dell´Inferno, per terra gente morta di droga o Aids, altra in overdose, e nessuno che le badava a parte questo prete con le manone. Mi mise alla prova: mi portò da uno che mi tirò una manata sui testicoli. Risposi con un cazzotto. E Fratel Ettore mi disse, "Ora sei pronto". Io recuperavo quelli scappati dalle comunità, gli davo caffè e limonata e poi li caricavo sul Ducato di Ettore, quello con la Madonna sul cofano. A Natale andavamo a brindare al Leoncavallo: era l´unico a poter portare la Madonna lì». è felice adesso? «Tre anni fa avrei detto di sì. Ora dico che la felicità non esiste, esiste la fortuna di vivere».

Torna all'inizio


i divi dell'hard contro la pornotax "perderete consensi tassando il sesso" - leandro palestini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Economia I divi dell´hard contro la pornotax "Perderete consensi tassando il sesso" Da Schicchi a Siffredi a Eva Henger: sbagliano a pensare che l´eros sia inutile LEANDRO PALESTINI ROMA - Il mondo dell´hard è pronto a scendere in piazza, a protestare contro il decreto anticrisi del governo che annuncia una porno tax, estesa peraltro ai programmi tv a luci rosse. In pratica chi produce e commercializza materiale porno tra un paio di mesi dovrà sborsare un´addizionale Irpef del 25%: una proposta già fatta per la Finanziaria 2006 (ma mai attuata), relatrice Daniela Santanché. «è un ritorno al passato. Abbiamo già lottato contro la tassa Santanché ed è pazzesco che Tremonti voglia ancora punire con prelievi fiscali un settore in profonda crisi come quello dell´eros», commenta indignato Riccardo Schicchi, con un avvertimento al governo. «Berlusconi sta facendo un errore. A tassare l´eros si rischia di perdere consensi, quindi voti: dovrebbe invece detassare le tredicesime, così la gente potrebbe dedicarsi di più sul sesso». Secondo le ultime rivelazioni Eurispes, il giro d´affari del porno sfiora il miliardo di euro all´anno, ma gli operatori del settore fanno notare che sono i circuiti illegali (quindi non tassabili) a fare la parte del leone. «Per chi lavora nella legalità la situazione è critica. Io produco porno da 15 anni e garantisco che, mentre negli anni 90 ci si arricchiva, oggi in Italia si sopravvive appena», testimonia Rocco Sifreddi, pornoattore e produttore "emigrato" in Ungheria. «è facile tassare il porno, lo giustificano pensando che l´eros sia inutile alla gente, alla società. Sbagliano, anche politicamente. Intanto il mio business con l´Italia io l´ho ridotto al 10%: gran parte del mio volume d´affari è rivolto verso Usa, Australia, paesi dell´Est e il resto dell´Europa, pagando meno tasse». Anche le regine del porno italiano sono scese sul piede di guerra. «Trovo la pornotax una cosa un po´ ipocrita. In Italia non si potrebbe neanche produrre il porno e allora non si possono neanche pretendere le tasse. Se invece si fa del porno un´attività totalmente legittima allora si può anche tassare», dichiara l´ex pornostar Eva Henger, con allusione al fatto che la bozza del decreto minaccia tasse soltanto per pornografia con "sesso vero". Tradotto: il prelievo non riguarderà chi produce o commercializza "opere" di incitamento alla violenza o materiale pedo-pornografico. «Altro che tasse, dovrebbero linciarli quelli che fanno la pedo-pornografia: sono equiparabili ai trafficanti di organi umani, niente a che vedere con i sani dvd a base di eros che facciamo noi della Rocco Siffredi Productions», sbotta il divo del porno nazionale Siffredi, con una battuta per il premier: «A Berlusconi consiglio di ripensarci, questa tassa è ingiusta. La sua è una invasione di campo: ma visto che ha buongusto nella scelta delle ministre, allora gli dico che potrei occuparmi io di Mara Carfagna, di Mariastella Gelmini, di Michela Brambilla». Attori e produttori di porno concordano che il porno è stato messo in ginocchio da Internet («su Youporn trovi di tutto, portali gratis sono ovunque e senza parental control vi accedono pure i bambini» denuncia Schicchi) e Ilona Staller indica al governo i problemi del settore hard: «La pornotax non potrà provocare più problemi di quelli che ci sono già dall´avvento di Internet. Si può infatti scaricare qualunque cosa gratis o comprare film pirati. La tassa è solo l´ultima mazzata su un settore in crisi». Un messaggio per il ministro Tremonti? «Pornografia e prostituzione esistono da quando esiste il mondo. Colpiamo piuttosto chi ha lo yacht, la mega villa o chi chiede ancora di essere pagato in nero».

Torna all'inizio


renzo bossi ci riprova terzo round per la maturità (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Interni L´esame del figlio del Senatur in una scuola privata Renzo Bossi ci riprova terzo round per la maturità Oggi si saprà l´esito La bocciatura aveva creato forti polemiche MILANO - Renzo Bossi ci ha riprovato. Ieri il figlio del leader della Lega si è presentato al collegio «Bentivoglio» di Tradate, in provincia di Varese, per sostenere di nuovo da privatista l´esame di maturità scientifica. Mamma e papà non c´erano, Renzo è arrivato con alcuni amici e dopo la prova è apparso sereno. Solo oggi, però, si saprà se ha passato l´esame. Lo ha fatto per la terza volta. Bocciato alla prima, ci aveva riprovato quest´anno, presentando una tesi su Cattaneo e il federalismo. Ma la commissione non lo aveva ritenuto idoneo. «Bocciatura politica - aveva tuonato Bossi a fine luglio da Venezia - gli insegnanti meridionali stangano i nostri militanti». Era il preludio dell´ormai celebre dito medio alzato dal ministro delle Riforme per commentare a suo modo una strofa dell´Inno di Mameli, naturalmente quella degli «schiavi di Roma». E dell´offensiva contro i docenti del Sud che si trasferiscono al Nord «senza conoscere la nostra storia». Un´offensiva che all´inizio, solo all´inizio, sembrava aver trovato una sponda al ministero dell´Istruzione retto dalla lombardissima (ma non leghista) Mariastella Gelmini. In seguito a quella seconda bocciatura, Renzo Bossi aveva presentato ricorso, sostenendo che alcune domande poste dai commissari non rientravano nel programma. Dopodiché il ministero dell´Istruzione, come atto definito di «autotutela», aveva fatto riconvocare i commissari d´esame, spedendo al «Bentovoglio» di Tradate un proprio ispettore per riesaminare insieme a loro la documentazione relativa alla prova. Quindi la decisione: Bossi junior può rifare l´esame. è successo ieri, e il sorriso di Renzo lascia intuire che questa potrebbe essere la volta buona. Ma c´è ancora da aspettare, il verdetto arriverà solo oggi. (r. s)

Torna all'inizio


Oggi nuova manifestazione alla Bocca della Verità (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Senza tregua Oggi nuova manifestazione alla Bocca della Verità «Continueremo a difendere la scuola pubblica per i nostri figli e perchè tra i banchi non si debba mai più morire». Il coordinamento «Non rubateci il futuro», che all'inizio dell'anno scolastico aveva duramente ma creativamente contestato la riforma Gelmini, torna oggi alle 10 in piazza Bocca della verità con una manifestazione «per dire ancora una volta no ai tagli indiscriminati e al ddl Aprea». Previsti laboratori, musica e merende

Torna all'inizio


Onda, blitz alla ricerca di Salza (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

il caso Urla e spintoni con la polizia a Torino Incontra Onda, blitz alla ricerca di Salza BEPPE MINELLO Arriva l'Onda, fa a palle di neve e battibecca con i poliziotti, sbafa un buffet pieno di ogni bendidio, ma manca l'obiettivo principale: il presidente di Intesa-Sanpaolo Enrico Salza assente giustificato al convegno su «Città Nord Ovest, il triangolo settentrionale» organizzato dall'Associazione Torino Internazionale per ragionare sul cosiddetto «Modello Torino» che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni e che ora, sotto i colpi della crisi e non solo, sembra mostrare la corda. Gli studenti aderenti all'assemblea «No Gelmini» cercavano il sanguigno Salza per ripetergli gli slogan urlati fino a poco prima davanti alla sede dell'istituto di credito, definito «la banca padronale del territorio» ed esponendo un mega-assegno di cartone da 1,5 miliardi intestato a «Onda Anomala Torino» e con scritto «Risarcimento danni» alla voce causale. Assegnone arrivato anche nella sala Cavour di Torino Incontra insieme con un enorme euro anch'esso di cartone e striscioni vari: «Assemblea Gelmini Torino» e «Libero sapere». Ad accogliere il centinaio di studenti però, erano rimasti solo un palesemente seccato Chiamparino e il giornalista de La Stampa Luigi La Spina, impegnato a intervistare il sindaco sul Federalismo. Un Chiamparino seccato perché «se gli studenti mi avessero detto che volevano entrare - ha spiegato - li avrei fatti entrare, com'è accaduto appena sono stato informato. Mi sono comunque sembrati pacifici e non credo ce l'avessero con me». I giovani, al grido «Noi la crisi non la paghiamo» e dopo aver letto un documento «Noi la crisi ve la creiamo», prima di andarsene hanno ricordato Vito Scafidi, lo studente di 17 anni morto nella scuola di Rivoli, e le vittime della Thyssen dei quali la prossima settimana ricorre il primo anniversario: «Di scuola e di lavoro non si può morire, da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare». Insomma, una manifestazione rumorosa ma sostanzialmente pacifica. Un po' meno all'arrivo degli studenti quando i pochi poliziotti mandati a vegliare il convegno a Torino Incontra si sono presi qualche palla di neve. Quando i giovani sono entrati nell'edificio, 4 o 5 agenti con scudo e manganello hanno tentato di fare da muro e qualche colpo proibito dev'essere pure partito. A fine manifestazione gli studenti hanno denunciato «alcuni contusi» ai quali la polizia - nel frattempo erano arrivati il questore Faraoni e il vicario Mortola - ne ha contrapposti «un paio» in divisa. Ognuno è responsabile di ciò che dice. Chi c'era ha visto l'esile muro di poliziotti indietreggiare, la massa degli studenti perdersi nei meandri del Centro e, infine, entrare nella sala Cavour e dare inizio alla contro manifestazione durata una mezz'oretta. All'uscita i giovani sono casualmente finiti tra i tavoli del buffet ed è stato giocoforza per gli organizzatori «invitarli» a uno spuntino.

Torna all'inizio


Sapienza, scontro Onda-rettore <Buffone>. <No, voi fascisti> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Università e riforma I ragazzi dei collettivi: si oppone al movimento. La replica: con voi non si parla Sapienza, scontro Onda-rettore «Buffone». «No, voi fascisti» Aula Magna occupata. Poi Frati attacca Tremonti: tagli? Non ci rompa Lo sfogo: «Più di sinistra io di certi pariolini che girano in Smart». Un anno fa le manifestazioni anti-Ratzinger ROMA — Urla, spinte, insulti, cerimonia interrotta a metà e un quasi «corpo a corpo» tra contestatori e il neo-rettore dell'ateneo, Luigi Frati. Loro: «Barone... ». Lui: «Fascisti», «Qui il padrone sono io...». Ecc. Sapienza-show ieri mattina, con l'Aula Magna della prima università pubblica della capitale occupata dagli studenti dell' «Onda» durante l'apertura del 706Ë? anno accademico. Contro i provvedimenti del governo in materia d'università era previsto un corteo fino alla sede (non vicina) del ministero della Pubblica Istruzione. Poi, visto il diluvio e la scarsezza di partecipanti (qualche centinaio) i contestatori hanno optato per l'irruzione al grido di «Non c'è niente da inaugurare». Ma più che di istanze anti- Gelmini si è trattato soprattutto di uno scontro, non privo di «colore», tra studenti (in buona parte ascrivibili all'area dei collettivi) e Frati, fin da subito contestatissimo anche sul piano personale al suon di cori «buffone, buffone». Perché, hanno detto i manifestanti, «rispetto a tagli del governo e legge 133 si è posto contro il movimento studentesco invitando a trattare con un esecutivo che danneggia l'istruzione pubblica ». Un anno fa la stessa cerimonia fu segnata dalle manifestazioni anti-Ratzinger, con la rinuncia del Papa a partecipare. Ieri, lectio magistralis mai iniziata ed epilogo nell'aula del Senato Accademico dove il rettore — via la toga e l'ermellino— si è ritirato con giornalisti al seguito per continuare l'inaugurazione divenuta nel frattempo «conferenza stampa». E lì, fedele alla fama di personaggio a dir poco «sanguigno», Frati ha detto le sue... Sul bilancio: «Una ca...ata, non c'è buco nel bilancio della Sapienza». Su Tremonti: «La crisi finanziaria è un problema serio. Come rettore devo meritare che i tagli vadano altrove. E noi dobbiamo dire a Tremonti di non rompere le palle qui». Sugli studenti: «Sono più di sinistra io di certi pariolini che si vestono da gruppettari e poi girano in Smart». Sui cameramen (che volevano riprendere il corteo): «Non aprite la finestra, se vengo in tv mi dite voi come fare, qui il padrone sono io». E infine sui calabresi, in merito alle recenti elezioni studentesche (vinte dalla destra, 10% di votanti): «Le hanno vinte i calabresi, unici compatti a votare e presenti in ogni lista. Mi toccherà imparare la lingua... ». E mentre nei viali dell'ateneo gli studenti proseguivano la protesta con rivendicazioni e slogan («Occupiamo tutto», «Che di tagli non si muoia più»), Frati teneva a dire che anche i contestatori erano stati invitati e che non hanno accettato: «Cani sciolti, non hanno nemmeno un leader». E sul «fascisti » rivolto agli studenti? «Sì, ho dato dei fascisti agli studenti. So cosa significa questa parola perché sono figlio di un partigiano. Ho detto che fascista è chi non fa parlare gli altri ». Accenno anche a «parentopoli », polemica che accompagnò la sua elezione a «magnifico » (Frati a Medicina, di cui è stato preside per 16 anni, ha figlio, figlia e moglie in cattedra, le ultime due ordinarie e laureate in legge e lettere): «L'unica domanda legittima da porsi è se il parente, ma anche il non parente, sia bravo, magari il più bravo». Edoardo Sassi

Torna all'inizio


Ichino: testo migliorato, dovevamo astenerci (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il senatore pd Ichino: testo migliorato, dovevamo astenerci Senatore Ichino, il decreto Gelmini è stato bocciato dall'opposizione con qualche sofferenza al suo interno. Per lei è stato problematico votare contro? «Avrei preferito un voto di astensione, se non altro per sottolineare che la parte migliore del provvedimento veniva da un'apertura sostanziale a nostre proposte». Quali? «Distinzione tra gli atenei migliori e i peggiori nei finanziamenti e nei tagli; differenza nella progressione retributiva tra i professori produttivi e gli improduttivi e altre ancora». Però ha votato contro. «L'ho fatto cercando di pensare soprattutto alle cose peggiori di questo testo legislativo». Per esempio? «La nuova disciplina dei concorsi, dove si conserva il membro interno di Facoltà e i due "idonei": così il candidato interno della Facoltà continuerà a vincere immancabilmente. è la peggiore iattura che ha afflitto la nostra Università in questi ultimi quindici anni». E' mai stato sul punto di votare con la maggioranza su qualche emendamento o qualche articolo? «Sì: soprattutto sulla trasformazione degli atenei in fondazioni. Certo la soluzione varata dal governo è monca e inadeguata; ma limitarci a votare contro mi è parsa una scelta perdente». G. Ben.

Torna all'inizio


Atenei, primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il provvedimento Approvazione al Senato. I rettori: elementi positivi, ora il confronto Atenei, primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti I democratici prendono le distanze da Nicola Rossi. Finocchiaro: misura sbagliata Alla Camera anche gli interventi «anti-baroni». Valditara (Pdl): ci saranno più trasparenza e merito ROMA — Riforma dell'università: dopo l'approvazione al Senato del decreto Gelmini e il muro contro muro, nonostante la maggioranza avesse accolto diversi emendamenti dell'opposizione, si moltiplicano gli appelli per un clima bipartisan. La contraddizione, rimarcata da alcuni dei principali esponenti riformisti del Pd che hanno votato in modo difforme rispetto al gruppo (Nicola Rossi) o hanno seguito le indicazioni con una certa sofferenza (Pietro Ichino), però pesa sul dibattito. A chiedere un confronto più costruttivo c'è soprattutto la Conferenza dei rettori (Crui), che ha apprezzato «gli elementi di positività» del decreto: «è indispensabile che ad esso seguano misure più organiche sui punti chiave della valutazione, della revisione della governance, del reclutamento, del dottorato di ricerca, del sostegno e rilancio della ricerca». Lo chiede anche l'opposizione. «L'auspicio ora è che si volti pagina — afferma Luciano Modica, responsabile università del Pd —. Occorre una riforma che rimetta l'università al centro del futuro del Paese. Aspettiamo ora che si apra un grande confronto». Il banco di prova dello spirito riformista dell'opposizione saranno le grandi innovazioni che il ministro intende realizzare dopo un ampio dibattito. Il Pd, tuttavia, difende la propria condotta e prende le distanze da Nicola Rossi. «Questa volta non sono d'accordo con il nostro collega— dichiara il senatore Stefano Ceccanti — anche se è stato approvato un mio emendamento. Ma in casi come questi il voto finale può solo essere contrario per l'enorme divario tra le cose decise e quelle di cui ci sarebbe bisogno». Per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd, «il decreto è sbagliato e il nostro giudizio non può cambiare solo perché fortunatamente siamo riusciti a far approvare qualche nostro emendamento ». La maggioranza difende il provvedimento. «Per la prima volta — afferma il parlamentare Giuseppe Valditara (Pdl), autore degli emendamenti «anti-barone» — si introducono principi di trasparenza, con l'anagrafe delle pubblicazioni scientifiche, l'obbligo per i rettori di rendere conto dei risultati raggiunti e il principio del merito nel pagamento degli scatti stipendiali e nell'accesso alle commissioni di concorso». Giulio Benedetti Scontro Il battibecco tra gli studenti e il rettore Luigi Frati. «Fascisti» è stata la sua replica. Sopra, due momenti della contestazione ( Fabiano/Eidon, Benvegnù/Guaitoli, Narici) In Aula Il ministro Gelmini ieri in Senato. Il decreto è stato approvato per alzata di mano da Pdl e Lega. Contrari Pd e Idv. L'Udc non ha partecipato al voto

Torna all'inizio


Camilleri in rima diventa <cattivo> Trivialità su Bossi e il suo dito medio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE «Poesie incivili» su MicroMega Camilleri in rima diventa «cattivo» Trivialità su Bossi e il suo dito medio ROMA — Andrea Camilleri ha dato un calcio al buonismo. Direte: ma si sapeva, basta vedere come ha trasformato in fedifrago il suo commissario Montalbano. Ma quello è niente: leggete l'ultimo numero di MicroMega. Il servizio di apertura: le «Poesie incivili» di Andrea Camilleri, scrittore esimio e di successo. Non è certo la prima volta che il papà di Montalbano si diletta in rime più o meno dissacranti. Ma è la prima volta che i suoi sussurri si sono trasformati in urla. Urla politiche. E senza tema di volgarità. Un esempio? Le rime scritte per il leader della Lega. Un inno al Senatur. Leggiamo il primo verso. Un verso d'autore, integrale: «Quel medio alzato all'inno di Mameli se lo metta nel culo Senatore, già fatto largo per averci infilato il Tricolore. Mi congratulo per la capienza!». Ed è soltanto un assaggio. Perché Umberto Bossi è il primo della lista, ma la verità è che ne ha per tutti il papà del commissario più famoso della televisione. Fendenti e strilli che entrano in quel merito troppo spesso dimenticato dall'opposizione. Fendenti e strilli che colpiscono al cuore proprio la stessa opposizione. Ricordano tanto le urla di Nanni Moretti in Piazza Navona, quelle che aprirono le danze dei girotondini. Adesso ci pensa lui, Andrea Camilleri, milioni e milioni di copie di libri vendute. Milioni e milioni di telespettatori catturati sempre con le storie del suo ineffabile commissario Montalbano. Camilleri che in piazza Navona ci ha già fatto un salto l'estate scorsa, il giorno che Sabina Guzzanti ha massacrato dal palco Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità. Ci era arrivato un po' in punta di piedi nel luglio scorso in quella piazza, Camilleri. Ma adesso che il buonismo è sepolto, qualche settimana fa nella piazza ci è tornato per scendere accanto agli studenti in protesta contro la riforma. In senso metaforico, per carità. Meglio, letterario: «La Gelmini? Di sicuro non è un essere umano...». La strada è aperta. Spianata. Un'altra «Poesia incivile»: «Quando in pochi parlammo di regime fummo derisi. I politologi più sottili ci spiegarono che sbagliammo a demonizzarlo, non era il diavolo, infatti non indossava coda e corna regolamentari. Ora gli stessi politologi eminenti ogni tanto si fermano per strada, annusano l'aria, si chiedono perplessi: "Ma cos'è questa puzza di zolfo?". E ancora non se lo sanno spiegare». Fendenti e strilli. A destra: «Per partecipare al Family day è indispensabile aver sposato due mogli o avere avuto figli dall'amante mentre la moglie era in carica...». Ma anche a sinistra. Ai leader della sinistra. Senza sconto alcuno: «Spacciano agli elettori come dialogo il suo farneticante monologare, fanno qualche timorosa obiezione, ma se lui batte il pugno, si piegano e vendono alle tv le loro quotidiane sconfitte come accordi raggiunti con arte sottile. Pallide ombre di un governo ombra che non riesce a far ombra a nessuno». Alessandra Arachi Al Senatur \\ Quel medio alzato all'inno di Mameli se lo metta nel c... Senatore, già fatto largo per averci infilato il Tricolore Mi congratulo per la capienza!

Torna all'inizio


Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Varese Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore VARESE — «Questa volta ho portato una tesina di fisica, ho lasciato da parte Cattaneo e la politica, che è meglio». Terza chiamata per Renzo Bossi, il figlio del Senatur che ieri mattina ha ripetuto nuovamente l'esame di maturità, da privatista, a Tradate. Bocciato un anno fa, bocciato l'estate scorsa, ieri è stato riconvocato per decisione del ministero dell'Istruzione, che aveva rilevato un vizio, nella mancata comunicazione alla commissione d'esame del programma svolto durante l'anno dal candidato. Era proprio questo l'argomento sul quale l'avvocato di Renzo Bossi aveva fondato il ricorso al Tar, ma il ministero è intervenuto prima del pronunciamento della giustizia amministrativa facendo ripetere l'esame. «Penso che sia stato giusto così e non mi sento per niente un privilegiato — ha detto, sicuro di sé, ieri mattina Bossi junior, dopo la prova — dico invece che mi hanno sempre penalizzato proprio perché mi chiamo Bossi. Se mi fossi chiamato Mario Rossi, state certi che non saremmo arrivati a questo punto. Comunque c'era l'ispettore del ministero e questo mi mette più tranquillo». La mattinata del candidato Bossi era cominciata con un po' di suspense. Renzo si è presentato al cancello del collegio Bentivoglio con un'ora di ritardo, alle 11, a causa della nevicata. Era alla guida della sua auto, seguito solo da alcuni amici. Maglione bianco, capelli più corti del solito, cappotto scuro, nessuno fazzoletto verde. Bossi si è diretto a passo veloce verso l'aula in cui era riunita la commissione, e ha voluto che entrassero solo gli amici fidati. «Mi sono portato in aula anche il mio maestro di fisica», ha detto dopo l'esame presentando un ragazzo con il pizzo alla Asterix. «Non mi ricordo neanche le domande che mi hanno fatto — ha scherzato —, ma a pensarci bene hanno insistito un po' su Marx e il comunismo. Ho saputo solo dieci giorni fa dell'esame e dunque ho fatto quello che potevo. Ma ero meno emozionato dell'estate scorsa ». L'esame è durato un'ora e mezza, dalle 11.15 alle 12.50. Nella sua preparazione, Bossi jr ha avuto anche un piccolo aiuto paterno. «Nei giorni scorsi, a casa — ha raccontato — ogni tanto mio padre mi faceva domande di storia o filosofia. Lui sa un po' tutto di quelle materie. Se supererò l'esame mi iscriverò all'università, ma non ho ancora deciso quale facoltà. Di certo non sarà Scienze politiche: perché io ce l'ho in casa l'università». L'esito è atteso per questa mattina. Roberto Rotondo Attesa Renzo Bossi all'ingresso del collegio arcivescovile Bentivoglio, dove ha sostenuto di nuovo l'esame di maturità. Oggi i commissari daranno il verdetto \\ Negli ultimi giorni mi ha aiutato anche papà: mi faceva spesso domande di storia e di filosofia

Torna all'inizio


Via allo shuttle made in Europe (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Scienza - data: 2008-11-29 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Approvato a L'Aia dai ministri della Ricerca Il lancio nel 2012 Via allo shuttle made in Europe L'Europa spaziale ha deciso di costruire e lanciare il suo primo mini-shuttle. Il via è stato dato dai ministri della Ricerca dei 18 Paesi dell'Unione riuniti a L'Aia nei giorni scorsi e fra tutte le decisioni prese (per un ammontare complessivo di 10 miliardi di euro in tre anni) questo è, di fatto, l'unico programma nuovo varato. Gli altri rappresentano un consolidamento importante dei piani in corso, necessario per garantire il futuro dell'Agenzia spaziale europea Esa. «La realizzazione entrerà nel vivo con i progetti definitivi dal gennaio prossimo — precisa Antonio Fabrizi, direttore dei lanciatori all'Esa di Parigi — e il lancio è previsto nel 2012 a bordo del nuovo razzo europeo Vega. L'obiettivo — aggiunge — è di arrivare ad un veicolo abitato riutilizzabile che offra maggior comfort agli astronauti rispetto ad una capsula tradizionale, che sia più manovrabile nel rientro e quindi garantisca maggior sicurezza». Per costruire «IXV», come è stato battezzato il progetto (da Intermediate eXperimental Vehicle), i ministri hanno approvato un finanziamento di 71 milioni di euro. L'esperienza dello shuttle della Nasa, interessante dal punto di vista ingegneristico, ha dimostrato però i gravosi limiti nella conoscenza tecnologica necessaria per disporre di astronavi riutilizzabili sicure. Ecco perché anche l'America torna a fare sperimentazione nel campo e altrettanto accade in Russia, in Giappone e in Cina. L'Esa, dunque, con il suo piano si trova sulla frontiera giusta raccogliendo nel frattempo le varie esperienze condotte in materia fino ad oggi. Negli anni Ottanta si immaginava la navetta abitata Hermes, poi abbandonata. In seguito si è sperimentata in Esa la capsula ARD e si partecipava al progetto X-38 della Nasa. Nei vari Paesi, inoltre, si conducevano alcuni studi: da Phoenix e Shefex in Germania a Usv-1 in Italia, al Cira. Ora il piano «IXV» tira le fila del passato e si concentra su un veicolo concreto che volerà per davvero. E su di esso in futuro dovranno convergere gli interessi delle nazioni dell'Unione. «Sarà utile per sperimentare tre tecnologie indispensabili — precisa Giorgio Tumino, capo progetto in Esa — La prima è legata agli aspetti aerotermodinamici del rientro quando il veicolo si tuffa nell'atmosfera, la seconda è per i nuovi materiali protettivi dalla vampata di calore e la terza è rivolta ai sistemi di navigazione e guida». Per quanto riguarda i materiali, in particolare, si impiegheranno delle piastrelle di carburo di silicio con fibre di carbonio, più avanzate di quelle installate sullo shuttle della Nasa. Assieme si collauderanno altri tipi di coperte termiche e forse nuovi materiali ablativi. Il lancio sarà effettuato a Kourou, in Guyana, con «IXV» installato alla sommità del razzo Vega. Dopo un mezzo giro intorno alla Terra alla quota di 450 chilometri si proietterà verso le acque del Pacifico alla velocità di 7,5 chilometri al secondo dimostrando resistenza e maneggevolezza fino a scendere, nell'ultimissima fase, appeso ad un paracadute. «Ora dovremo scegliere i costruttori industriali» precisa Fabrizi. Finora aveva lavorato sull'argomento sia Eads che Finmeccanica costituendo una società. L'Italia verserà un parte cospicua del finanziamento (30 milioni di Euro) e quindi dovrà avere un ruolo pesante. «Per tutte le attività approvate a L'Aia il nostro Paese ha garantito una quota di 1200 milioni di euro» precisa Enrico Saggese, commissario straordinario dell'Agenzia spaziale Asi. E il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato i prossimi voli italiani sulla stazione spaziale. «Saranno tre — ha precisato il ministro —. Il primo con Roberto Vittori in una missione breve, seguita da due missioni lunghe di sei mesi con Paolo Nespoli e di nuovo ancora con Vittori». Giovanni Caprara IL VOLO Il mini-shuttle «IXV» (a destra nel disegno) dell'Esa avrà un peso di 1800 chilogrammi. Il lancio avverrà nel 2012 dalla base europea nella Guyana francese con il nuovo razzo-vettore Vega (sopra, il distacco dal terzo stadio). Il volo raggiungerà la quota di 450 chilometri e dopo un mezzo giro della Terra «IXV» ammarerà nel Pacifico GUIDA ITALIANA Antonio Fabrizi (a sinistra), direttore dei lanciatori in Esa e Giorgio Tumino, capo del progetto

Torna all'inizio


Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

REGIONE 1/ SAREBBERO FUORILEGGE» LE MEDIE, IL LICEO ISSEL, AGRARIO E ALBERGHIERO Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale Il Ministero interviene anche su due istituti di Taggia [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Sono quattro gli interventi inseriti nella riorganizzazione della rete scolastica ligure che il Ministero ha chiesto di rivedere in quanto indicate come situazioni fuori legge. Sono l'accorpamento delle Medie di Celle e Varazze che, molto probabilmente, dovranno aggiungere un terzo plesso: quello di Albisola. Anche il Liceo Issel di Finale Ligure probabilmente dovrà accorparsi. La terza segnalazione giunta dal Ministero dell'Istruzione riguarda invece gli istituti Agrario e Alberghiero di Taggia. L'ultimo intervento si riferisce invece ai Centri per gli adulti: la Regione ne ha programmati uno per provincia e 4 per la provincia di Genova. Dal Miur hanno replicato, accettandone uno per provincia e 3 per Genova. Più che il dimensionamento, però, a tenere banco nel dibattito sulla scuola che ieri mattina ha animato la seduta consiliare in regione, è stato il decreto Gelmini, nato come una conseguenza del decreto Tremonti, «e questi tagli porteranno in Liguria 975 insegnanti in meno in tre anni, a fronte di oltre 10 mila alunni in più, sempre nel triennio», ha rilevato l'assessore alla Scuola e vicepresidente della giunta Massimiliano Costa. A pagare il prezzo maggiore saranno le Elementari (oggi primarie) e, in parte, i tecnici-professionali, dove per effetto del decreto, calerà il monte orario settimanale di lezioni. La lunga discussione sulla scuola che ha impegnato l'aula per più sedute si è conclusa con l'approvazione di una mozione e due ordini del giorno (tutti della maggioranza) mentre è stata respinta la mozione di An a sostegno del ministro Gelmini. Quanto ai tre provvedimenti approvati riguardano il problema del precariato, il no alla riduzione del numero degli insegnanti elementari, con conseguente diminuzione delle ore di lezione, a scapito del tempo pieno nonché il rifiuto del taglio delle deroghe ai posti di sostegno anche nella nostra regione. Tutte misure che, a conti fatti, porterebbero ad un ulteriore di 100 cattedre e 400 posti nel personale Ata. Infine, l'aula ha approvato un ordine del giorno sul miglioramento del servizio scolastico, sollecitando la giunta a concordare con i Comuni un programma pluriennale d'interventi.

Torna all'inizio


Il maltempo colpisce l'Italia La neve frena tutti i trasporti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-11-29 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Il maltempo colpisce l'Italia La neve frena tutti i trasporti Traffico in crisi, ieri, a causa del maltempo che ha colpito l'Italia e in particolare il Nord-Ovest. La neve è caduta sulle grandi città e su 1.000 chilometri di autostrade. Al confine di Ventimiglia sono stati fermati temporaneamente 700 Tir. Diversi gli incidenti che hanno causato quattro vittime. In serata le nevicate si sono attenuatema ilmaltempoè previstopertuttoilweek-end. u pagina 24 Università: sì al Dl Gelmini, alla Sapienza torna l'Onda Il Senato ha dato il primo sì al decreto sull'università che introduce scatti di stipendio legati alla ricerca. Ieri un gruppo di studenti della Sapienza ha interrotto una cerimonia. u pagina 18 In Unico «minimi» e rivalutazioni delle plusvalenze Contribuenti minimi, reinvestimento delle plusvalenze, rivalutazioni, studi di settore. Sono alcune novità del secondo e terzo fascicolo della dichiarazione delle persone fisiche. u pagina 34 Ambiente: a rischio il negoziato Ue sull'auto Torna in bilico il negoziato Ue sull'auto ecologica. In vista del Coreper di Bruxelles, il ministro Stefania Prestigiacomo chiede che venga confermata l'ipotesi di mediazione. u pagina 24 L'Antitrust Ue sfida l'industria farmaceutica L'Antitrust Ue accusa, in un'indagine preliminare, i big della farmaceutica di ostacolare la commercializzazione dei medicinali generici, meno costosi, con pratiche ostruzionistiche. u pagina 15 Usa: maxi saldi contro la crisi dei consumi Ressa ai grandi centri commerciali per l'inizio dei saldi pre-natalizie negli Usa. Un commesso di Wal-Mart è stato travolto e ucciso dalla folla a New York. u pagina 14, commento a pag. 16 l'articolo prosegue in altra pagina

Torna all'inizio


Atenei: sì al decreto, torna l'Onda (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-29 - pag: 18 autore: Università. Il Senato approva il testo (ora va alla Camera) - Il Pd dice no: toppa peggio del buco - L'Udc non partecipa al voto Atenei: sì al decreto, torna l'Onda Scatti di stipendio legati alla ricerca, chiamata per i cervelli emigrati ROMA Via libera dal Senato al Dl Gelmini sull'università, che ora passa all'esame della Camera. Molte le novità in una giornata dettata anche dalla cronaca: alla «Sapienza»un blitz dell'Onda degli studenti in aula magna ha interrotto l'inaugurazione dell'anno accademico (si veda l'articolo a fianco). Ma anche il provvedimento approvato a Palazzo Madama con l'opposizione di Pd («toppa che peggiora il buco»)e Idv e l'assenza dell'Udc si porta dietro strascichi di polemiche, nel contrasto insanabile tra maggioranza e opposizione. Il testo è salutato invece dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini come «il primo passo verso la rivoluzione di un sistema paralizzato ». Le novità, in effetti, sono molte, comprese quelle causa di scontro politico. Il testo prevede il blocco delle assunzioni nelle università che alla fine dell'anno sono in deficit. Gli atenei indebitati sono esclusi per il 2008-2009 dai fondi straordinari per il reclutamento dei ricercatori mentre quelli con i conti positivi avranno lo sblocco parziale del turn over, che passa dal 20% al 50%, a patto che il 60% dei soldi sia speso per reclutare i giovani. Cambia anche la composizione delle commissioni di concorso a docente: previsto un professore ordinario, nominato dalla facoltà che bandisce il posto, e altri quattro ordinari sorteggiati da una lista di dodici, tutti di atenei diversi da quello che assume. Per il concorso a ricercatore la commissione invece è composta da un ordinario e un associato, scelti dalla facoltà che bandisce il posto, e due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari (esclusi sempre i docenti dell'ateneo che assume). Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi ma sono stati riaperti i termini per partecipare ai concorsi in atto: c'è tempo fino al 31 gennaio 2009. Un emendamento del re-latore Giuseppe Valditara (Pdl) prevede la costituzione di un'Anagrafe nazionale dei professori ordinari, associati e dei ricercatori che contiene, per ciascuno, l'elenco delle pubblicazioni scientifiche. Valditara, inoltre, ha introdotto una norma che impone ai docenti, per ottenere gli scatti biennali di stipendio, di dimostrare di aver fatto in quel periodo ricerche e pubblicazioni: in caso negativo, lo scatto di stipendio è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni di concorso. Professori e ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale). Un altro emendamento di Valditara stabilisce che gli atenei dovranno garantire trasparenza nei bilanci, far sapere agli studenti come sono spesi i finanziamenti pubblici e pubblicare i risultati delle attività e dei finanziamenti pubblici e privati. Già dal 2009 almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito alle università virtuose per migliorare la qualità della ricerca e dell'offerta formativa. Il ministro Gelmini ha spiegato in Aula che i fondi sono legati al merito e che intende «portare in futuro la quota fino al 30%». Nel testo ci sono 65 milioni di euro per nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio destinate ai meritevoli. Le università, poi, potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi «stabilmente impegnati all'estero» anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli. La Conferenza dei rettori (Crui) ritiene che vadano «apprezzati gli elementi di positività del provvedimento, che ha comunque un carattere parziale e circoscritto»: ma si sollecitano «misure più organiche sui punti chiave della valutazione, della revisione della governance, del reclutamento, del dottorato di ricerca, del sostegno e rilancio della ricerca ». Il punto cruciale rimane «la scadenza ineludibile della prossima manovra finanziaria per eliminare i tagli previsti a partire dal 2010, del tutto insostenibili per il sistema universitario italiano, e per riconsiderare globalmente le modalità di finanziamento degli atenei». M. Lud. OK DEI RETTORI «Bene il via libera, adesso interventi su valutazione, governance e reclutamento» Il Pdl: cambio di marcia dopo anni di chiacchiere ANSA La contestazione. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione ieri nell'Aula magna della Sapienza dove il rettore avrebbe dovuto tenere una «lectio magistralis» per l'inaugurazione dell'anno accademico

Torna all'inizio


Rivoluzione rinviata causa pioggia L'Onda s'infrange alla Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 29-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Spariti i cortei dalle strade di Roma. Blitz di protesta interrompe il discorso del rettore Frati Rivoluzione rinviata causa pioggia L'Onda s'infrange alla Sapienza L'«Onda anomala» affoga sotto la pioggia. Doveva essere la giornata della protesta contro gli interventi sull'istruzione dei ministri Gelmini e Tremonti e invece è stata l'ennesima débâcle dei Collettivi. Giorni decisamente da dimenticare per i giovani studenti di sinistra. Sono stati sconfitti alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesce negli organi colleggiali della Sapienza e ieri hanno subito l'umiliazione di veder fallire una manifestazione che avrebbe dovuto bloccare, per l'ennesima volta, Roma. Cinque i cortei che dovevano attraversare la Capitale. Il primo in partenza da piazza Barberini, il secondo da piazza Repubblica e gli altri tre rispettivamente da piazza Fiume, piazzale Aldo Moro e piazzale Ostiense. Meta comune il ministero della Pubblica istruzione a viale Trastevere. Alla fine solo uno è riuscito a formarsi. Alle nove e mezza un centinaio di studenti si sono radunati sotto Palazzo Grazioli, l'abitazione romana di Silvio Berlusconi, urlando slogan contro il premier e contro le sue dichiarazioni dopo la tragedia avvenuta a Rivoli. I manifestanti hanno poi raggiunto gli altri studenti che si trovavano in Piazza Barberini formando un esiguo gruppo che ha iniziato a sfilare. Ma, poco dopo, forse a causa della pioggia incessante, il corteo si è sciolto senza minimamente avvicinarsi alla sede del dicastero di Maristella Gelmini. Eppure a protezione del Palazzo erano schierate la Polizia di Stato (a destra) e la Guardia di Finanza (a sinistra). In totale erano state mobilitate più di dodici tra fuoristrada e camionette pronte a isolare i manifestanti. Inutilmente però visto che lì nessuno studente ha mai messo piede. La tranquillità ha regnato sovrana per tutta la giornata e le uniche persone che erano piantonate di fronte al ministero erano quelle che stavano aspettando di prendere l'autobus. Dei possibili cortei in arrivo nemmeno l'ombra. Ad un certo punto una telefonata sul cellulare di un poliziotto fa rompere le righe: «Andiamo, qui oggi non arriverà nessuno a manifestare». Cosi, una dopo l'altra, tutte le volanti se ne sono andate. Un piccolo blitz invece è riuscito agli studenti che hanno preferito, ai cortei sotto la pioggia, l'Aula magna della Sapienza (che è al coperto). L'occasione della cerimonia di inaugurazione del 706esimo anno accademico del primo ateneo capitolino era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Così, dopo aver forzato i blocchi, al grido di «vergogna, vergogna» o «siamo l'onda che vi travolge», un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione impadronendosi dell'Aula mentre il rettore, Luigi Frati, concludeva prontamente la cerimonia e si allontanava. Ma anche l'azione dimostrativa non ha cancellato il flop tanto che uno degli organizzatori, rappresentante dell'Unione degli Studenti, si è giustificato: «La manifestazione è andata male per colpa della pioggia e del poco tempo che hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi». Un fallimento che, però, non fa demordere i Colletivi. Il 12 dicembre infatti hanno intenzione di riempire le piazze, aderendo allo sciopero generale promosso dalla Cgil.

Torna all'inizio