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toARTICOLI DEL 25-29 novembre 2008
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Articoli
Scuola (83)
appena c'è un bel temporale i ragazzi devono lasciare
la classe ( da "Repubblica, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è capitato anche che sia saltata la luce a causa delle infiltrazioni di acqua. Cosa devo pensare, che quando mio figlio va a scuola ed io penso che non corra rischi e di poter stare tranquilla, in realtà posso aspettarmi che rimanga sotto le macerie di un tetto che crolla? Grazie Gelmini.
sicurezza,
il governo riferisce alla camera scontro tra maggioranza e opposizione - mario
reggio ( da "Repubblica, La"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "Un certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO ROMA - La tragedia al liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il governo riferirà alla Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio Di Pietro (Idv) replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di «drammatica fatalità»,
crolli,
mappa delle scuole a rischio - federica angeli tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini in cui fra le altre cose «chiedo di incrementare i fondi previsti dalla Finanziaria 2009 e di escludere soprattutto interventi sull´edilizia scolastica dai vincoli del patto di stabilità, sia in termini di competenza che di cassa». Sono 100 gli interventi in tema di sicurezza attualmente in corso nelle scuole di Roma e provincia.
piazza
navona, nuovi indagati con obbligo di dimora
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in piazza Navona contro il decreto Gelmini. Si tratta di giovani appartenenti a gruppi d´estrema destra: sono accusati di aver aggredito e di aver preso a cinghiate alcuni ragazzi dei collettivi di sinistra. La procura ha contestato il reato di lesioni e al tempo stesso ha notificato nei confronti dei sei l´obbligo di dimora.
<Scuole,
il governo taglia i fondi> Pd all'attacco. La Gelmini: falso
( da "Corriere
della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: falso Torino, si indaga sulla ditta dei lavori ai bagni. «Altre aule a rischio» La scuola fu multata nel 2006 perché la documentazione sulla sicurezza era incompleta DA UNO DEI NOSTRI INVIATI TORINO — «Non è fatalità, ma miopia politica» protesta Antonio Di Pietro, Italia dei Valori.
Piemonte,
controlli nelle scuole ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, «nessuno si può esimere da mettere in campo uno sforzo straordinario per la sicurezza delle scuole. Sarà mia cura - ha proseguito - ribadire l'impegno del ministero, dei dirigenti regionali e dei presidi affinché si possa fare in modo che tutti gli edifici scolastici abbiano un certificato di staticità».
Un'agenzia
di ricerca per l'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lasciar cadere i 48 milioni di competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003, proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca scientifica italiana nel suo insieme,
Lettera
dei professori della Darwin di Rivoli: "La nostra scuola non è
fatiscente" ( da "TGCom"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, denunciando il degrado delle scuole italiane, altri si sono scagliati contro i costruttori, altri ancora contro i tagli del governo. L'impianto accusatorio però, a detta di Libero, si baserebbe su un errore macroscopico. Le scuole superiori, dalla costruzione ai lavori di manutenzione ordinari e straordinari,
Gelmini,
nell'università storture evidenti
( da "Stampaweb,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è tornata oggi a Mattino Cinque a difendere il decreto sull?università varato dal governo nelle scorse settimane. Sui concorsi già banditi, ha spiegato, «ho ritenuto indispensabile introdurre un elemento di trasparenza per abbassare il rischio di concorsi definiti “
"Qui
la Gelmini costerà 150 posti"
( da "Stampa,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: IN TEATRO "Qui la Gelmini costerà 150 posti" In platea al «Galletti» numerosi insegnanti ma nessun studente delle scuole cittadine Restano fermi i giudizi sulla riforma Gelmini che sta suscitando proteste in tutta Italia. Per la maggioranza di centrodestra il pacchetto scuola proposto dalla ministra di Berlusconi va bene com'è.
"basta
con il disprezzo per gli atenei" - luana silighini
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini) di riconoscere, tra gli sprechi, «la proliferazione delle sedi di natura clientelare e l´uso improprio di un precariato che è tra le prime ragioni della fuga dei cervelli». E ancora: «Non vogliamo nasconderci dietro la pacifica forza degli studenti - scrivono i professori nell´appello - sentiamo il bisogno di esprimere la doppia convinzione che la formazione si salva nel
mensa
occupata oggi lezione serale ( da "Repubblica, La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ieri studenti universitari e precari in mobilitazione contro i decreti Gelmini hanno occupato per alcune ore la mensa del pensionato Santi Romano. L´occupazione è terminata dopo che il direttore della mensa ha concesso il pasto gratis agli studenti. E oggi sempre all´interno della protesta, si terrà una lezione alle 21 nell´aula magna dello Steri sul ruolo dell´università statale.
investire
sulla scuola una ricetta contro la crisi - rosario ognibene
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: meno disoccupati e più consumi ROSARIO OGNIBENE e proteste per i tagli operati dalla cosiddetta riforma Gelmini non sono finite. Ma se per l´università qualcosa si muove, non mi pare si possa dire altrettanto per la scuola. Molte sono le dichiarazioni di principio pro e contro, ma la scuola rimane come quella casa di campagna ormai da anni abbandonata e che lentamente cade a pezzi.
quella
targa in piazza corvetto da tursi una lapide sulla cultura - don paolo
farinella ( da "Repubblica, La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scolastica del ministro Gelmini per confondere i giovani di oggi e quelli futuri: una cultura approssimativa e offerta a chilo trasforma un popolo libero in una massa ignorante e pronta per essere manipolata. Non cito questo evento (si fa per dire) perché sia particolarmente meritevole di menzione, ma perché sul nostro giornale di domenica 23 novembre a pagina III ho rilevato da un´
no-gelmini,
contestazione annunciata ( da "Repubblica, La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bologna La protesta No-Gelmini, contestazione annunciata Il ministro atteso domani a un seminario in via Azzo Gardino I NO Gelmini si preparano a contestare il ministro, annunciato domani alle 9.30 all´auditorium del dipartimento di Musica e spettacolo, in via Azzo Gardino, per un seminario sulla formazione universitaria degli insegnanti.
bertolaso:
non è stato un episodio isolato - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani incontro tra il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e gli assessori regionali all´Istruzione. Obiettivo: coordinare gli interventi immediati per affrontare le emergenze, con i pochi soldi in cassa, e preparare la futura anagrafe nazionale degli edifici scolastici. Nel frattempo gli studenti non stanno con le mani in mano.
Hi-tech,
Europa protagonista ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: INTERVISTA Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione Hi-tech, Europa protagonista All'Italia la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa Franco Locatelli «Sono molto orgogliosa di assumere la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, perché è il riconoscimento, in un momento di gravi di difficoltà economiche per tutti,
Il
calendario scivola in serie B ( da "Stampaweb, La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vorrebbe nientedimeno che il ministro Maria Stella Gelmini.Tv spazzatura, musica rap, tatuaggi, piercing, jeans strappati preoccupano il Vaticano, che ravvisa il venir meno di un?estetica sorella dell?etica e di un «bello» che tenda anche al «bene». Lo ha detto Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia accademia di Belle arti e Lettere.
Tagli
all'Università, scontro in aula ( da "Stampa, La"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini Sulla scuola, in particolare quella primaria, scintille tra Massimo Lattanzi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd), su posizioni opposte in merito all'eventuale attuazione della riforma Gelmini. Lattanzi ha definito «famigerato» il sistema scolastico valdostano e ha insistito per l'applicazione della legge Gelmini mentre Donzel ha ribadito un «
de
sanctis: "i controlli nelle scuole adesso devono diventare sistema" -
ottavia giustetti ( da "Repubblica, La"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vi ha accompagnato il ministro Gelmini. Lo spettacolo al quale vi siete trovati di fronte è sulle foto dei giornali da qualche giorno: potrebbe essere scambiato per un terremoto o un bombardamento. Cosa ha pensato in quel momento? «Sono rimasto sconvolto. Faceva impressione assistere allo sventramento di un edificio che dall´esterno era l´immagine della solidità.
studenti
in piazza domani cinque cortei in centro storico - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitario scenderà in piazza per dire no ai tagli imposti dalla riforma Gelmini e dal decreto Tremonti e chiederemo a gran voce il rispetto delle norme di sicurezza sull´edilizia scolastica e sulla manutenzione degli edifici». Nelle ore della manifestazione, saranno chiuse al traffico, a intermittenza, le strade interessate dal passaggio dei cinque cortei (tra cui piazza Venezia,
cadono
calcinacci, paura a scuola - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Corrado Gabriele andrà a Roma per incontrare il ministro Maria Stella Gelmini (all´ordine del giorno anche i problemi dell´edilizia oltre alla programmazione e alle vicende legate al dimensionamento), Napoli e le sue scuole sono a metà della graduatoria nazionale circa il livello di qualità dell´edilizia scolastica (secondo l´indagine condotta ogni anno da Legambiente).
berchet,
le lezioni le fanno i ragazzi - laura bellomi
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel centralissimo liceo classico Berchet, da lunedì in protesta contro i provvedimenti Gelmini, si sperimenta una forma inedita di mobilitazione. Lezioni aperte e assemblee con ospiti illustri. Il tutto organizzato dai ragazzi, che gestiscono gli appuntamenti con «serietà massima, perché non vogliamo fare la solita settimana di vacanza».
università,
stop alle promozioni - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ateneo appare a molti quanto mai necessaria, alla luce della "riforma" Gelmini che punta a modificare quasi ogni aspetto dei concorsi universitari, senza però stralciare quello che comporta una situazione cronica negli Atenei, ovvero l´"idoneità", che è completamente slegata dalle reali necessità delle singole facoltà e degli Atenei.
Stipendi
ridotti ai prof. fannulloni ( da "Stampaweb, La"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è una svolta di severità nel decreto Gelmini sull?università, che la commissione Istruzione del Senato dovrebbe varare stamattina. A produrre meglio e di più - è il senso del provvedimento - sono chiamate non solo le singole università nel loro insieme, ma anche i singoli docenti e ricercatori.
Maestro
unico solo a richiesta ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La commissione Cultura di Montecitorio mette i paletti al Piano programmatico «targato» Gelmini Maestro unico solo a richiesta Scelta rinviata alle famiglie - Garantito il tempo pieno - Risparmi in dubbio Luigi Illiano ROMA Il maestro unico finisce quasi dietro la lavagna, il tempo pieno diventa garantito e dovranno esserci due insegnanti per classe.
Sulla
rampa di lancio il minishuttle europeo E l'Italia guiderà il robot che
esplorerà Marte ( da "Corriere della Sera"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: commenta il ministro Mariastella Gelmini, che presiederà il Consiglio ministeriale per i prossimi tre anni — ma ciò produrrà un effetto positivo sul sistema industriale europeo». Giovanni Caprara Automatico Il minishuttle per collaudare le tecnologie per la navigazione
Polizia
e vigili del fuoco sgomberano il liceo occupato
( da "Corriere
della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli studenti hanno occupato la scuola per protestare contro la mancata concessione da parte del preside Quarenghi di un'assemblea d'istituto per discutere della riforma Gelmini». E c'è chi ha ricordato che il dirigente scolastico è un esponente di Forza Italia: «Si usano i mezzi repressivi come chiesto da Berlusconi». c.zap. All'alba La polizia sgombera il liceo scientifico Lussana
DELLE
OPPOSIZIONI ( da "Corriere della Sera"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: commesso dalla povera Gelmini? Il fatto è che, come afferma il sottosegretario Bertolaso, tutti i governi e i sindacati hanno sempre ignorato lo stato vergognoso in cui si trovano non solo le scuole, ma tutti gli edifici pubblici italiani: ospedali, palazzi di giustizia, uffici della pubblica amministrazione e ogni altra sede preposta alla somministrazione di pubblici servizi.
Decreto
Gelmini, stipendi ridotti per i docenti fannulloni
( da "TGCom"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 11/2008 Stipendi ridotti per i fannulloni Le novità in arrivo col decreto Gelmini Giro di vite in arrivo nel mondo accademico. Carriera bloccata e stipendi ridotti per i docenti universitari che non abbiano fatto pubblicazioni scientifiche negli ultimi tre anni. Sono alcune delle norme previste dal decreto Gelmini sull?
Decreto
Gelmini ecco le misure "anti baroni"
( da "Tempo,
Il" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Riforma sull'università Decreto Gelmini ecco le misure "anti baroni" Più risorse per gli atenei ma autonomia non può significare arbitrio. Questo il senso dell decreto legge approvato dalla commissione istruzione del Senato. Più risorse per gli atenei, ma autonomia non può significare arbitrio.
sapienza
al voto, sorpresa della destra. onda, oggi 5 cortei
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vantaggio sul movimento in prima fila nella protesta contro la riforma Gelmini. Questo non basta a fermare la contestazione dell´Onda: oggi sono state annunciate nuove iniziative, nel giorno dell´inaugurazione del nuovo anno accademico della Sapienza, con cinque cortei di universitari e di studenti delle scuole superiori, che sfileranno in centro fino al ministero dell´Istruzione.
i
ricercatori conquistano la piazza - laura nobile antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Per tenere
calda la mobilitazione contro la riforma Gelmini, alle
studenti
fanno i "vu cumprà" ( da "Repubblica, La"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La singolare protesta dei giovani di Lotta universitaria contro la legge Gelmini ha avuto come teatro ieri mattina l´incrocio tra via Sciuti e via Notarbartolo. I ragazzi, aderenti all´organizzazione studentesca di Forza nuova, hanno distribuito volantini indossando magliette con la scritta «Oggi studente universitario, domani disoccupato».
trombetti
sospende le elezioni gli studenti occupano il rettorato - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: travolgere il ministro Gelmini, il movimento studentesco rischia di mettere ko i vertici dell´ateneo più grande del Mezzogiorno. Proprio mentre mancano pochi giorni alla visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I fatti. Mercoledì, dopo l´ennesima assemblea interfacoltà e l´ennesimo documento contro le elezioni universitarie che dovevano svolgersi la prossima settimana (
otto
milioni in meno alla statale - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che nelle recenti dichiarazioni del ministro Gelmini vede «un clima di maggiore dialogo fra università e governo, che forse comincia a capire che il programma di tagli è davvero esagerato». Per la prima volta, dopo mesi di braccio di ferro, Decleva si lascia andare a uno sfogo: «Sulla questione dell´università, uomini di maggioranza e di governo ci hanno rivolto attacchi violenti -
"troppi
aiuti alle private" ( da "Repubblica, La"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno scorso la Regione ha speso 6 milioni per 10 progetti di ristrutturazione, 9 dei quali in scuole private. Luciano Muhlbauer, consigliere Prc, attacca: «Mentre le scuole pubbliche vanno a pezzi, Formigoni spende 4,5 milioni per costruire a Crema una scuola gestita dalla fondazione Charis, vicina a Comunione e liberazione». (f.v.)
università
l'onda va all'assalto del rettorato - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le mamme e i docenti della scuola primaria dei comitati anti-Gelmini "Sos scuola": hanno organizzato un "palio", alle 17.30, in piazza Caricamento. Ci sarà una grande "pupazza dell´Ignoranza" con il volto del ministro Gelmini, che ballerà insieme ai bambini che faranno danzare pupazzi con le orecchie d´asino.
lo
spezzatino delle scuole esplode la rivolta a sestri - raffaele r.riverso
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIVERSO Tempi duri per Maria Stella Gelmini. Contestata per il decreto sulla scuola, il ministro dell´Istruzione, con un emendamento approvato il 5 novembre scorso, aveva messo tutti d´accordo, o almeno placato momentaneamente le proteste, posticipando di un anno (non più 2009, ma 2010) alcuni degli effetti della sua legge.
studenti,
la gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini non arriva la protesta scatta lo stesso Gli studenti tornano in piazza contro il ministro Mariastella Gelmini, ieri attesa in città per il convegno "Fuga dei cervelli, analisi e proposte" organizzato dal consiglio regionale. Alla notizia che il ministro avrebbe disertato l´incontro, un centinaio di universitari ha deciso comunque di manifestare con un mini-
uova
e vernice contro il gazebo di an nuovo blitz degli studenti no gelmini -
alessandro cori ( da "Repubblica, La"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Uova e vernice contro il gazebo di An nuovo blitz degli studenti No Gelmini ALESSANDRO CORI Slogan, insulti e un fitto lancio di uova e sacchetti di vernice ha «accolto» ieri il banchetto di «Azione Universitaria» (organismo studentesco di An) che come ogni giovedì faceva informazione in piazza Verdi spiegando i punti della contestata riforma del ministro dell´istruzione Gelmini.
I
blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 1 autore: di BENEDETTA ARGENTIERI categoria: REDAZIONALE La protesta I cortei anti-Gelmini I blitz degli studenti al Piccolo e a Palazzo Reale S tupiti. Alcuni anche divertiti. I visitatori della mostra di Magritte a Palazzo Reale proprio non si aspettavano il blitz. Quella cinquantina di studenti che hanno fatto irruzione.
Blitz
degli studenti <No alla riforma La cultura è gratis>
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: attesa il ministro Mariastella Gelmini per il Premio nazionale dell'Innovazione. Al suo posto si è presentata Anna Adamolo, personaggio creato dai ragazzi del movimento dell'Onda Anomala, e «vero ministro dell'Istruzione. Eletta il 14 novembre al corteo degli studenti». Un divertito Paolo Rossi («Questa non me l'aspettavo») ha prestato il microfono alla ragazza con la maschera blu.
Gelmini,
sì al Pd. Che però vota contro ( da "Corriere della Sera"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Strappo di Nicola Rossi Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro ROMA — Muro contro muro anche sul voto della riforma dell'Università, nonostante gli appelli di Napolitano. Il governo aveva recepito diversi emendamenti del Pd e dell'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica dell'Università.
La
Sapienza va a destra, esulta la Meloni
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per il fronte pro Gelmini si tratta di rivincita: «Alla Sapienza, una valanga di destra ha seppellito l'Onda, Azione universitaria ha preso più voti delle liste di sinistra», esulta Giovanni Donzelli, leader degli universitari di An. In effetti, nell'università più grande d'Europa (140 mila iscritti), dove l'Onda praticamente è nata,
Lo
strappo di Nicola Rossi <Sono uscito dall'Aula, ritengo un errore dire di
no> ( da "Corriere della Sera"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perché ritenevo e ritengo un errore votare contro il decreto Gelmini senza prendere neppure in considerazione la soluzione intermedia dell'astensione». Ritiene che la maggioranza non abbia lavorato in fondo così male? «Ritengo il decreto Gelmini molto al di sotto del necessario, ma non sono così cieco da non vedere alcune cose che, a mio avviso, vanno nella direzione giusta».
Atenei,
accolti gli emendamenti Ma il Pd voterà contro lo stesso
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini sull'università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6 novembre, all'indomani della visita al Quirinale del ministro Gelmini. Il presidente Napolitano aveva chiesto uno sforzo bipartisan. Uno sforzo che c'è stato e che ha dato dei frutti —
paesaggio
urbano lo scempio silenzioso - giorgio cavadi
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: senza tirare in ballo tagli della Gelmini, la ricerca accademica deve servire unicamente a guadagnare titoli per ottenere una cattedra? In secondo luogo sappiamo bene della parabola del Ddt, ma la domanda sottesa era un´altra, è possibile valutare in maniera meno attendistica il rapporto costi/benefici di un uso di agenti chimici, come pare trasparire dall´
cervelli
in fuga richiamati senza concorso - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: estero Modificato in commissione il decreto Gelmini, tra una settimana il voto al Senato Chi non avrà pubblicazioni scientifiche si vedrà dimezzare lo scatto biennale MARIO REGGIO ROMA - Chiamata diretta, senza concorso, per professori ordinari, associati e ricercatori che insegnano all´estero: un modo per far tornare i "cervelli" fuggiti dall´Italia.
il
ministro sacconi sponsor del rap sul preservativo
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gruppo rap antagonista proveniente dai Centri sociali, tra i più impegnati anche sul fronte anti-Gelmini. Il 1 dicembre il brano sarà nelle radio per la giornata mondiale della lotta all´Aids e si può scaricare dal sito di XL, media partner dell´iniziativa. Soprattutto, si può già ascoltare sul sito ufficiale del ministero del Lavoro (settore Salute).
SCUOLA,
GELMINI INCONTRA ASSESSORI REGIONALI ALLÂ'I
( da "WindPress.it"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi gli assessori regionali all?Istruzione. Tra i temi in discussione quello sull?edilizia scolastica. Nel corso dell?incontro è emersa la necessità condivisa fra Governo, Regioni ed Enti Locali di avviare un Piano straordinario per l?
Scuola:
maestro unico solo su richiesta delle famiglie
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Politica Articoli correlati: *Mariastella Gelmini a capo dell'Esa *Gelmini: "Sicurezza priorita' di tutti" *Bertolaso rivela: 500 milioni per la scuola inutilizzati Guarda tutti i correlati
Alla
Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini
( da "Tempo,
Il" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini Altra battuta d'arresto per la sinistra. Questa volta arriva dal mondo dell'università. Alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi colleggiali della Sapienza le liste collegate al mondo di destra hanno avuto la fiducia della maggior parte degli elettori.
Via
libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Politica Articoli correlati: *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" *Scuola crollata, la mamma di Vito vuole giustizia. Proteste e rabbia degli studenti Guarda tutti i correlati
Atac,
polemica: i figli del capo in auto 'blu'
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Gelmini: Meno insegnanti, ma pagati meglio *Via la scorta a Guzzanti *Primo Cdm: Berlusconi a Napoli Guarda tutti i correlati
Blitz
degli studenti alla Sapienza Il rettore costretto a lasciare l'aula
( da "Stampaweb,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E così, mentre il Senato ha dato il via libera al dl Gelmini sull?università, l?Onda degli studenti, con un autentico blitz, è riuscita ad entrare nell?Aula Magna. Il rettore, Luigi Frati, quando si è reso conto di cosa stava accadendo, si è alzato in piedi e con il consiglio accademico ha lasciato l?
La
protesta studentesca: blitz dell'Onda alla Sapienza
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Via libera del Senato al Dl Gelmini. Studenti irrompono alla Sapienza *Scuola: maestro unico solo su richiesta delle famiglie *Gelmini: "Le istituzioni si impegneranno per evitare tragedie come quella di Rivoli" Guarda tutti i correlati
UNIVERSITà,
GELMINI HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI
( da "WindPress.it"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi i rappresentanti di Aquis (Associazione per la Qualità delle università italiane statali) e si è confrontata con loro sui temi cari all?associazione, quali la valorizzazione delle università migliori attraverso più risorse in base alla qualità della ricerca, della didattica e della trasparenza dei concorsi.
università,
il senato approva il decreto il no di pd e idv, l'udc esce dall'aula - silvio
buzzanca ( da "Repubblica, La"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Senato approva per alzata di mano il decreto Gelmini sull´università e lo passa alla Camera per l´approvazione finale. Votano a favore il Pdl e la Lega, contro il Pd e l´Idv. L´Udc decide di lasciare l´aula e di non partecipare all´atto finale. Come il democratico Nicola Rossi, che avrebbe preferito l´astensione del Pd sul decreto.
il
darwin riaprirà tra tre mesi - meo ponte
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Guariniello La Pentenero va dalla Gelmini MEO PONTE A marzo gli studenti del liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli potranno tornare nella loro scuola. Solo nelle aule del seminterrato e del piano terra naturalmente perché quelle del primo piano, ora sotto sequestro per ordine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che indaga sul crollo della controsoffittatura dell´
blitz
degli studenti al convegno, è tensione - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: affondo alla politica «che difende gli interessi di pochi» e contro il ministro Gelmini. Alla fine i rappresentanti del collettivo hanno ricordato Vito Scafidi, lo studente morto nel crollo della scuola di Rivoli, e le vittime della ThyssenKrupp: «Chi si accinge a fare tagli dovrà pensarci su». Il tutto condito da slogan e striscioni appesi.
bolatto
frena i "no gelmini" con le pizzette
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina VII - Torino La curiosità Bolatto frena i "no Gelmini" con le pizzette Da una parte un convegno di medicina cardiovascolare, dall´altra l´assemblea per l´elezione del nuovo presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello. E gli studenti hanno scelto la seconda assise per il dopo blitz in sala Cavour.
"è
soltanto un barone che non ci rispetta" - tea maisto laura mari
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini proseguiranno anche questa mattina, con la manifestazione organizzata a piazza della Bocca della Verità dal coordinamento "Non rubateci il futuro": dalle 10.30 alle 14 per gli alunni delle elementari, i genitori e gli insegnanti hanno organizzato concerti, laboratori, giochi e esibizioni dei "Gelminari" ("madonnari"
"sono
solo pariolini tra salotti e smart"
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E del ministro Gelmini cosa pensa? «Sono d´accordo con lei sul criterio di valutazione su obiettivi di qualità, nel tagliare i corsi di laurea con pochi studenti, ma vorrei che nella premialità non venga valutato l´ateneo, ma il singolo docente». (al. pa.)
stop
al potere dei baroni per salvare l'università - giuseppe lauricella
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono oggi una condizione sufficiente GIUSEPPE LAURICELLA L DECRETO LEGGE 180 DEL MINISTRO GELMINI AFFIDA - in nome del «cambiamento» - i pieni poteri sui concorsi ai docenti ordinari. è un autentico paradosso. In molte facoltà (se non in tutte) sono stati istituiti più corsi di laurea della stessa disciplina, senza che in realtà se ne sia mai compresa la necessità per lo studente.
no-gelmini
invadono unicredit con finte banconote da 50 euro - alessandro cori
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina VII - Bologna No-Gelmini invadono Unicredit con finte banconote da 50 euro Nuovo blitz nella sede centrale davanti alla polizia Sfiorata la rissa alla mensa tra addetti alla sicurezza e studenti ALESSANDRO CORI L´Unicredit entra di nuovo nel mirino dei «No Gelmini».
no-gelmini
invadono di nuovo unicredit ( da "Repubblica, La"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Bologna No-Gelmini invadono di nuovo Unicredit L´UNICREDIT di nuovo nel mirino dei "No Gelmini": ieri gli studenti dei collettivi universitari hanno fatto un blitz nella sede della banca in via Rizzoli tappezzandola di adesivi, volantini e banconote giganti da 50 euro.
ventidue
denunciati per l'assalto ad an - carlo gulotta
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e ne approfitta per attaccare la polizia, le banche o formazioni politiche alle quali si pretende di negare spazio. I violenti e gli istigatori, dice il procuratore, «sono sempre gli stessi. Aizzatori di masse ben conosciuti alle forze dell´ordine, sui quali cercheremo di indagare soprattutto in relazione alla trasversalità dei loro interventi»
da
x factor a don gius "sono diventato grande" - luigi bolognini
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al di là del contenuto della riforma Gelmini, mi piace l´Onda: è energia che si libera, speranza di un cambiamento». Nessun rimpianto per Dj Francesco? «Mi diverto ancora a ripensarci, ma ora non sarei più in grado di farlo. Sa, il 90 per cento degli artisti è triste perché, sceso dal palco, si sente solo e si calma con droga e alcol.
i
divi dell'hard contro la pornotax "perderete consensi tassando il
sesso" - leandro palestini ( da "Repubblica, La"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, di Michela Brambilla». Attori e produttori di porno concordano che il porno è stato messo in ginocchio da Internet («su Youporn trovi di tutto, portali gratis sono ovunque e senza parental control vi accedono pure i bambini» denuncia Schicchi) e Ilona Staller indica al governo i problemi del settore hard: «La pornotax non potrà provocare più problemi di quelli che ci sono
renzo
bossi ci riprova terzo round per la maturità
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. In seguito a quella seconda bocciatura, Renzo Bossi aveva presentato ricorso, sostenendo che alcune domande poste dai commissari non rientravano nel programma. Dopodiché il ministero dell´Istruzione, come atto definito di «autotutela», aveva fatto riconvocare i commissari d´esame, spedendo al «Bentovoglio» di Tradate un proprio ispettore per riesaminare insieme a loro la
Oggi
nuova manifestazione alla Bocca della Verità
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il
coordinamento «Non rubateci il futuro», che all'inizio dell'anno scolastico
aveva duramente ma creativamente contestato la riforma Gelmini, torna oggi alle
Onda,
blitz alla ricerca di Salza ( da "Stampa, La"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini» cercavano il sanguigno Salza per ripetergli gli slogan urlati fino a poco prima davanti alla sede dell'istituto di credito, definito «la banca padronale del territorio» ed esponendo un mega-assegno di cartone da 1,5 miliardi intestato a «Onda Anomala Torino» e con scritto «Risarcimento danni» alla voce causale.
Sapienza,
scontro Onda-rettore <Buffone>. <No, voi fascisti>
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini si è trattato soprattutto di uno scontro, non privo di «colore», tra studenti (in buona parte ascrivibili all'area dei collettivi) e Frati, fin da subito contestatissimo anche sul piano personale al suon di cori «buffone, buffone». Perché, hanno detto i manifestanti, «rispetto a tagli del governo e legge 133 si è posto contro il movimento studentesco invitando a trattare
Ichino:
testo migliorato, dovevamo astenerci
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dovevamo astenerci Senatore Ichino, il decreto Gelmini è stato bocciato dall'opposizione con qualche sofferenza al suo interno. Per lei è stato problematico votare contro? «Avrei preferito un voto di astensione, se non altro per sottolineare che la parte migliore del provvedimento veniva da un'apertura sostanziale a nostre proposte».
Atenei,
primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi insufficienti I democratici prendono le distanze da Nicola Rossi. Finocchiaro: misura sbagliata Alla Camera anche gli interventi «anti-baroni». Valditara (Pdl): ci saranno più trasparenza e merito ROMA — Riforma dell'università: dopo l'approvazione al Senato del decreto Gelmini e il muro contro muro,
Camilleri
in rima diventa <cattivo> Trivialità su Bossi e il suo dito medio
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: letterario: «La Gelmini? Di sicuro non è un essere umano...». La strada è aperta. Spianata. Un'altra «Poesia incivile»: «Quando in pochi parlammo di regime fummo derisi. I politologi più sottili ci spiegarono che sbagliammo a demonizzarlo, non era il diavolo, infatti non indossava coda e corna regolamentari.
Bossi
jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Varese Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore VARESE — «Questa volta ho portato una tesina di fisica, ho lasciato da parte Cattaneo e la politica, che è meglio». Terza chiamata per Renzo Bossi, il figlio del Senatur che ieri mattina ha ripetuto nuovamente l'esame di maturità, da privatista, a Tradate.
Via
allo shuttle made in Europe ( da "Corriere della Sera"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato i prossimi voli italiani sulla stazione spaziale. «Saranno tre — ha precisato il ministro —. Il primo con Roberto Vittori in una missione breve, seguita da due missioni lunghe di sei mesi con Paolo Nespoli e di nuovo ancora con Vittori».
Scuola:
la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale
( da "Stampa,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: AGRARIO E ALBERGHIERO Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e Finale Il Ministero interviene anche su due istituti di Taggia [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Sono quattro gli interventi inseriti nella riorganizzazione della rete scolastica ligure che il Ministero ha chiesto di rivedere in quanto indicate come situazioni fuori legge.
Il
maltempo colpisce l'Italia La neve frena tutti i trasporti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
u pagina 24
Università: sì al Dl Gelmini, alla Sapienza torna l'Onda Il Senato ha dato il
primo sì al decreto sull'università che introduce scatti di stipendio legati
alla ricerca. Ieri un gruppo di studenti della Sapienza ha interrotto una
cerimonia. u pagina
Atenei:
sì al decreto, torna l'Onda ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chiamata per i cervelli emigrati ROMA Via libera dal Senato al Dl Gelmini sull'università, che ora passa all'esame della Camera. Molte le novità in una giornata dettata anche dalla cronaca: alla «Sapienza»un blitz dell'Onda degli studenti in aula magna ha interrotto l'inaugurazione dell'anno accademico (si veda l'articolo a fianco).
Rivoluzione
rinviata causa pioggia L'Onda s'infrange alla Sapienza
( da "Tempo,
Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione dei ministri Gelmini e Tremonti e invece è stata l'ennesima débâcle dei Collettivi. Giorni decisamente da dimenticare per i giovani studenti di sinistra. Sono stati sconfitti alle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesce negli organi colleggiali della Sapienza e ieri hanno subito l'umiliazione di veder fallire una manifestazione che avrebbe dovuto bloccare,
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Cronaca Appena c´è un
bel temporale i ragazzi devono lasciare la classe Mio figlio frequenta la prima
media presso la scuola statale Nitti, a Roma, scuola che versa in condizioni
che definire precarie è un eufemismo. Quando piove i nostri figli sono
costretti ad abbandonare l´aula, perché questa si allaga e il rischio è
costituito anche da i fili elettrici che potrebbero bagnarsi. è capitato anche che sia saltata la luce a causa delle
infiltrazioni di acqua. Cosa devo pensare, che quando mio figlio va a scuola ed
io penso che non corra rischi e di poter stare tranquilla, in realtà posso
aspettarmi che rimanga sotto le macerie di un tetto che crolla? Grazie Gelmini.
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Cronaca Da Franceschini
a Di Pietro: sbagliato parlare di fatalità. Casini: basta litigare su tutto
Sicurezza, il governo riferisce alla Camera scontro tra maggioranza e
opposizione Anche la Lega chiede un rapporto. Gelmini: "Un certificato per tutti gli istituti" MARIO REGGIO
ROMA - La tragedia al liceo di Rivoli scatena il duello politico. E oggi il
governo riferirà alla Camera, come chiesto dal Pd, ma anche dalla Lega. Antonio
Di Pietro (Idv) replica al presidente del consiglio, che aveva parlato di
«drammatica fatalità», accusandolo di «miopia politica». E il vice del
Partito democratico, Dario Franceschini, aggiunge: «C´è una situazione
gravissima dell´edilizia scolastica, sarebbe sciocco dire che è colpa del
governo, ma la sua responsabilità politica è quella di aver tagliato risorse
sulla scuola». E il ministro Mariastella Gelmini? «La
sicurezza nelle scuole italiane è un´emergenza nazionale, non abbiamo tagliato
i fondi riservati all´edilizia scolastica, ci sono 300 milioni per il 2008 e
altrettanti per il prossimo anno. Con il capo della Protezione Civile abbiamo
creato una task force e pianificato un intervento per le prime cento scuole». E
poi: «Ribadisco l´impegno affinché tutti gli edifici scolastici abbiano un
certificato di staticità accanto a controlli effettuati, ma che non bastano».
Con il ministro si schiera la maggioranza, che parla di «menzogne»
dell´opposizione. In più il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri,
spiega che il decreto Gelmini «consente corsie
preferenziali per l´edilizia scolastica e la sicurezza degli istituti». Dal
canto suo il leader Udc Pier Ferdinando Casini invita ad essere «seri»: «Questo
è un Paese destinato ad andare a fondo se continuiamo a litigare su tutto».
Bastano i soldi stanziati? Sembra di no, se è vero quanto dichiarato da Guido
Bertolaso a Repubblica: «Su 42 mila scuole pubbliche, secondo i tecnici, 22
mila e 800 non sono a norma, e la scuola di Rivoli non è stata costruita su un
terreno a rischio sismico come molte altre tirate su senza norme previste dalle
leggi. Secondo i nostri calcoli ci vogliono 4 miliardi di euro». La competenza
sui controlli statici e di sicurezza degli edifici scolastici è di Comuni,
Province e Regioni. Da anni i governi destinano gli spiccioli della finanziaria
per finanziare i controlli, la manutenzione la messa a norma delle scuole. Gli
enti locali poi cercano di arrangiarsi come possono. Emblematico il caso
dell´Emilia-Romagna. Bertolaso ha accusato la burocrazia di aver bloccato i
fondi. Vasco Errani, governatore della Regione, replica: «Qui i residui
sull´edilizia non ci sono, le Province hanno messo più del loro - afferma -
quella di Bologna 17 milioni di euro, mentre lo Stato ha contribuito con 900
mila euro. Sono stanco di questo modo di ragionare, sempre alla ricerca di
qualcuno a cui consegnare il cerino». Tornano in piazza gli studenti. «Venerdì
28 novembre gli studenti scenderanno in piazza, con cortei e iniziative in
tutta Italia, per esprimere solidarietà agli studenti e alle famiglie di Rivoli
colpiti dalla tragedia di sabato e per chiedere misure straordinarie di
investimento nell´edilizia scolastica». Lo annuncia l´Unione degli Studenti che
giudica «irresponsabili le dichiarazioni di Berlusconi. Già in occasione della
tragedia di San Giuliano erano state fatte promesse di interventi straordinari
mai mantenute». L´Uds annuncia poi che lancerà «sul sito internet una campagna
di monitoraggio degli edifici scolastici realizzata direttamente dagli
studenti» e che presenterà un «libro bianco sull´edilizia scolastica, al
governo e agli enti locali».
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma Crolli, mappa delle
scuole a rischio E tra allarmi e psicosi al liceo Vivona cede una finestra
FEDERICA ANGELI TEA MAISTO Crepe, distacchi di intonaci, pavimenti dissestati:
è allarme nelle scuole della città. Da ieri è scattata la psicosi e sono state
tante le telefonate arrivate, dal mattino al pomeriggio, alla sala operativa
dei vigili del fuoco. A chiamare il 115 presidi e direttori scolastici di
istituti romani preoccupati all´indomani della tragedia accaduta a Torino e
dopo il crollo, proprio ieri, dell´infisso di una finestra in un´aula del liceo
classico Vivona, all´Eur. Nessun ferito, solo tanta paura tra gli studenti
della terza C. E mentre è fissato per giovedì un incontro tra il comandante dei
vigili del fuoco e il prefetto per parlare delle verifiche da fare nelle
scuole, ieri in Provincia c´è stato un vertice sulla sicurezza degli edifici
scolastici. «Proprio per mettere in campo un´azione ulteriore di prevenzione e
di controllo - ha spiegato l´assessore provinciale alla scuola Stella - ho
incontrato i miei referenti e gli esperti del mio assessorato che mi hanno
assicurato, entro i prossimi venti giorni, una mappatura di tutte le strutture,
delle loro esigenze di manutenzione e delle eventuali criticità causate dal
maltempo o dall´usura». Ieri inoltre il presidente della Provincia Nicola
Zingaretti ha scritto una lettera al ministro dell´Istruzione
Mariastella Gelmini in cui
fra le altre cose «chiedo di incrementare i fondi previsti dalla Finanziaria
2009 e di escludere soprattutto interventi sull´edilizia scolastica dai vincoli
del patto di stabilità, sia in termini di competenza che di cassa». Sono 100
gli interventi in tema di sicurezza attualmente in corso nelle scuole di Roma e
provincia. Lavori per avere impianti a norma, scale di sicurezza e
abbattimento delle barriere architettoniche. «Si deve intervenire facendo una
mappatura completa delle criticità - interviene Fabrizio Ghera, assessore ai
Lavori Pubblici del Comune - e valutare le priorità degli interventi basandoci
sulle segnalazioni dei Municipi». Da Legambiente arriva un monitoraggio sullo
stato di salute dei plessi scolastici della nostra regione. Solo 194 edifici
hanno avuto interventi di manutenzione negli ultimi cinque anni. Il rapporto di
Legambiente evidenzia che le scuole laziali sono vecchie. Su 1.453 edifici di
elementari e medie, 680 hanno più di 30 anni. Infine domani gli studenti medi
di Roma saranno in mobilitazione per esprimere solidarietà ai ragazzi di Rivoli
e per chiedere investimenti per l´edilizia scolastica: dopo striscioni e assemblee
della mattina, alle 17 studenti, genitori e insegnanti saranno davanti alla
sede della Provincia.
( da "Repubblica,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma Piazza Navona,
nuovi indagati con obbligo di dimora Altri sei indagati per gli scontri
avvenuti durante la manifestazione studentesca, dello scorso 29 ottobre, in piazza Navona contro il decreto Gelmini. Si tratta di giovani appartenenti a gruppi d´estrema destra:
sono accusati di aver aggredito e di aver preso a cinghiate alcuni ragazzi dei
collettivi di sinistra. La procura ha contestato il reato di lesioni e al tempo
stesso ha notificato nei confronti dei sei l´obbligo di dimora. I fatti
contestati riguardano le fasi precedenti agli scontri di piazza Navona, quando
il gruppo individuato dagli inquirenti avrebbe preso a cinghiate alcuni
studenti nei pressi del Senato. Ai provvedimenti si è arrivati a seguito di una
nuova informativa consegnata in procura dagli investigatori della Digos,
diretti da Lamberto Giannini. Con i nuovi provvedimenti giudiziari sale 42 il
numero degli indagati per i disordini di piazza Navona. La scorsa settimana, altri
36 avvisi di garanzia erano stati notificati dagli agenti della Digos. Per
tutti erano state contestate le accuse di «lesioni, rissa e adunata sediziosa».
Poco prima di mezzogiorno, in piazza Navona si erano fronteggiati studenti di
sinistra e aderenti del gruppo di destra Blocco Studentesco che dimostravano
contro la riforma della scuola. A innescare le violenze erano state appunto le
aggressioni subite da alcuni studenti di sinistra davanti al Senato. Contro i
lanci di bottiglie e di sassi, i giovani di destra si erano poi difesi
impugnando mazze di baseball che avevano nascosto, precedentemente, a bordo di
un camion. Le denunce, riguardavano 15 universitari della Sapienza e 21
aderenti al Blocco Studentesco. (marino bisso)
( da "Corriere
della Sera" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Cronache - data: 2008-11-25 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE «Scuole, il
governo taglia i fondi» Pd all'attacco. La Gelmini: falso Torino, si indaga sulla
ditta dei lavori ai bagni. «Altre aule a rischio» La scuola fu multata nel 2006
perché la documentazione sulla sicurezza era incompleta DA UNO DEI NOSTRI
INVIATI TORINO — «Non è fatalità, ma miopia politica» protesta Antonio Di
Pietro, Italia dei Valori. Rincara la dose Dario Franceschini,
vicesegretario del Pd: «è sbagliato dire che è stata una fatalità. C'è una
responsabilità politica, non su quell'incidente, ma sul fatto di aver tagliato
le risorse alla scuola». E due parlamentari del Pd, Manuela Ghizzoni e
Mariangela Bastico, fanno i conti: «Cancellati 22,8 milioni su 100». Ma la
maggioranza replica e accusa la sinistra di «vampirismo» e di raccontare
«menzogne». E il ministro Mariastella Gelmini: «Tagli?
Non è così, anzi. L'edilizia scolastica è tra le infrastrutture strategiche».
Intanto ieri a Roma, in un liceo classico, è caduto l'infisso di una finestra
sui banchi, senza provocare feriti. Sull'argomento è intervenuto anche
Jovanotti: «è stata una disgrazia, una tragedia ». Mentre i politici si
accapigliano con scambi d'accuse, a Torino prosegue invece l'inchiesta per far
luce sul perché sabato mattina sia crollato il controsoffitto della IV G al
liceo scientifico Darwin di Rivoli. I vigili del fuoco hanno già presentato una
relazione dalla quale emerge una situazione allarmante: ci sono altre 13 classi
nella scuola in condizioni simili a quella crollata. Tra soffitto e
controsoffitto sono infatti accatastati tubi, mattoni e impianti di ogni genere
e quello che è successo in IV G avrebbe potuto accadere in altre aule. Non
solo. Nella classe dove è morto Vito Scafidi sono state notate delle piccole
differenze. Sembra che siano stati tolti dei mattoni e poi rimessi, forse per
intervenire su perdite d'acqua. Se questo possa aver contribuito al crollo
saranno i magistrati a stabilirlo. Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello
ha già affidato una consulenza tecnica a tre ingegneri del Politecnico. Il loro
compito sarà chiarire cause del crollo e idoneità dei materiali. Ci si chiede
come mai un controsoffitto tanto pesante fosse sostenuto da «tondini di ferro»
e perché il tubo in ghisa dimesso non fosse stato portato in discarica durante
i lavori ai bagni del 1994. La ditta che se ne occupò è già stata identificata.
Altro capitolo sono i lavori di manutenzione: l'intercapedine dove era appeso
il tubo di ghisa è alta un metro e venti, raggiungibile attraverso una botola.
La situazione precaria del soffitto era ben visibile a chi si occupava di
controlli. La scuola fu multata nel 2006 con 4.000 euro perché la
documentazione sulla sicurezza era incompleta. Lo stesso anno l'Asl, dopo un
sopralluogo, aggiornò però il documento di valutazione dei rischi, rilevando
che non c'erano problemi, neanche strutturali. L'appello La madre di Vito ha
lanciato un appello in tv: «Voglio la bara a casa» Cristina Marrone (ha
collaborato Marco Bardesono) SEGNALA gli istituti scolastici in cattivo stato
su www.corriere.it
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E
IMPRESE MERCATI IT data: 2008-11-25 - pag: 26 autore: Sicurezza. L'istituto
Darwin di Rivoli era stato ispezionato 20 giorni fa - Ancora scambio di accuse
tra centro-sinistra e Pdl Piemonte, controlli nelle scuole L'annuncio del
governatore Bresso - Bertolaso: 22mila istituti in zone sismiche Augusto Grandi
TORINO Tutti contro tutti. In attesa del rapporto che i vigili del fuoco di
Torino hanno preparato per il procuratore aggiunto, Raffaele Guariniello, in
merito alla morte dello studente, Vito Scafidi, provocata dal crollo del
soffitto di un'aula del liceo scientifico Darwin di Rivoli, alle porte del
capoluogo piemontese, si assiste a uno scambio di accuse tra esponenti dei vari
schieramenti politici. Tutti impegnati a scaricare sugli altri la
responsabilità di un incidente causato dalla caduta di un tubo di ghisa che ha
sfondato la controsoffittatura prima di colpire il ragazzo. «Su quel soffitto
–ha assicurato Maria Torelli, preside del Darwin – non c'erano segni che ci
potessero mettere in allarme ». E la scuola era stata ispezionata solo 20
giorni prima da un consulente per la sicurezza.L'inchiesta dovrà accertare
perché il tubo si è staccato e anche dove era attaccato. E si tratterà di
capire perché il tubo, inutilizzato da anni, sia rimasto all'interno. Tra le
prime ipotesi anche quella che la realizzazione della contro-soffittatura
risalga agli Anni 60. Questo non ha comunque impedito al centro. sinistra di
accusare il Governo nazionale di centro destra per i tagli alle risorse che metterebbero
a rischio la sicurezza delle scuole. Con l'immediata replica del Pdl che ha
parlato di speculazioni politiche sulla morte di un ragazzo. E se Agostino
Ghiglia si chiede che fine hanno fatto i 500 milioni stanziati nel 2003 dal
Governo Berlusconi per l'edilizia scolastica e mai spesi, pare per intoppi
burocratici, Italo Bocchino ( vicecapogruppo Pdl alla Camera) ricorda che la
responsabilità dell'edilizia scolastica è della Provincia. Ma Antonio Saitta,
presidente della Provincia di Torino, con maggioranza di centro-sinistra, ha
ricordato che dal 1997 al
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: GALILEO
GALILEI data: 2008-11-25 - pag: 30 autore: La proposta del Gruppo 2003. Come
cambiare Un'agenzia di ricerca per l'Italia La «peer review» al centro di un progetto
che permetta di finanziare il merito Si terrà oggi alla Camera dei deputati un
incontro tra ricercatori, rappresentanti delle Agenzie europee per la ricerca,
l'università, del Cnr, dell'Iit e dell'industria dal titolo «Ricerca, è ora di
cambiare», durante il quale il Gruppo 2003 – l'associazione che raccoglie dal
2004 i ricercatori italiani più citati al mondo nella letteratura scientifica
secondo gli elenchi messi a punto dall'Institute for Scientific Information di
Philadelfia – lancerà la proposta per l'Airs, l'Agenzia italiana per la ricerca
scientifica. Tra i firmatari della proposta Silvio Garattini, Tommaso
Maccacaro, Pier Mannuccio Mannucci, Alberto Mantovani, Luigi Nicolais, Giorgio
Parisi e Guido Tabellini. Discuteranno la proposta Luciano Maiani, presidente
del Cnr, Claudio Bordignon, del consiglio scientifico dell'European research
council, Pierre Glorieux, direttore dell'unità di ricerca dell'Agence
d'évaluation de la recherche et de l'enseignement supérieur, Alberto
Sangiovanni Vincentelli, direttore dell'Electrical Engineering and Computer
Sciences College of engineering di Berkeley, Enrico Decleva, rettore
dell'Università Statale di Milano, Vittorio Grilli, presidente dell'Istituto
italiano di tecnologia, Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, Ferruccio
Fazio, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche
sociali, Piero Sierra presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sul
cancro e il deputato Walter Tocci. Cambiare la rotta della ricerca in Italia. è
questo l'obiettivo che si pone il Gruppo 2003, che sostiene che in fondo
basterebbe poco per imprimere un forte cambiamento di rotta agli interventi per
la ricerca nel nostro Paese. Occorrono nuovi e decisi investimenti, lo hanno
riconosciuto esponenti di questo e dei passati Governi, ma l'intervento più
urgente e di sicuro effetto è quello relativo al modo in cui i progetti sono
valutati e i fondi vengono spesi. Anziché polverizzare i finanziamenti ed
assegnarli senza peer-review – e in alcuni casi addirittura secondo criteri
personalistici – potrebbe essere finalmente seguito l'approccio che da tempo
premia all'estero le migliori università e i migliori centri di ricerca: quello
fondato sul merito, sui risultati – valutati con tempestività e obiettività – e
sull'impiego di fondi per la ricerca che siano certi ed erogati, nel tempo, con
regolarità e affidabilità. Già il senatore Ignazio Marino aveva lanciato
un'iniziativa importante lo scorso anno, volta all'impiego del peer review per
selezionare progetti di ricerca sottomessi da ricercatori sotto i quarant'anni.
I vincitori dei grants da 500mila euro sono stati annunciati il 21 novembre. è
un esempio di iniziative che si possono prendere a livello parlamentare e
perseguire facendo diventare il peer review e la valutazione seria e
trasparente l'unico strumento di erogazione dei finanziamenti pubblici. Il
bando verrà ripetuto anche quest'anno per i fondi del ministero della Salute
(34 milioni) mentre sembra che si vogliano lasciar cadere i
48 milioni di competenza del ministro Gelmini. Oggi Silvio Garattini, a nome del Gruppo 2003, proporrà di
istituire l'Airs, Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Si tratta di
contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e frammentato con una
struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca
scientifica italiana nel suo insieme, stabilendo e incentivando adeguati
rapporti con la ricerca europea e internazionale. Pur non volendoentrare nei
problemi di governance, l'Airs deve essere una struttura che semplifica i
rapporti fra le risorse messe a disposizione dal Governo e tutti i soggetti che
ne possono usufruire. Sana competizione sulla qualità della ricerca,
meritocrazia e affidabilità devono essere le parole chiave su cui si regge la
nuova Agenzia che dovrebbe essere realizzata con grande urgenza, date le
condizioni disastrose in cui versa la ricerca italiana. In questo senso è
chiaro che dovrebbero essere abolite, in modo graduale, tutte le leggi speciali
accumulatesi nel tempo che assegnano fondi a istituzioni di ricerca senza
adeguati sistemi di referaggio, che comunque dovrebbero passare attraverso
l'Airs. In particolare è urgente attirare i giovani nella ricerca scientifica
garantendo un futuro a chi mostra adeguate capacità. La nuova Agenzia deve
permettere alle organizzazioni scientifiche di poter programmare con fiducia,
avendo certezze, sui tempi dei bandi di concorso, sulla disponibilità delle
risorse, sulla continuità dei programmi. è importante che l'Airs non sia
un'altra struttura che si aggiunge alle tante già disponibili, ma sia un Ente
di coordinamento e gestione ove far confluire, in un unico canale, tutte le
risorse disponibili a supporto della ricerca.L'attuazione di queste legittime
ambizioni della parte più attiva della comunità scientifica richiede una forte
volontà politica orientata al cambiamento. «Il problema non è tanto disegnare
una o più strutture che governino la valutazione e l'erogazione dei
finanziamenti alla Ricerca – sostiene Garattini – né, tanto meno, individuare nuove
metodologie. All'estero ci sono numerosi ed efficaci modelli da imitare: si
tratta di importare in Italia... "l'acqua calda". Ma questo è il
punto più difficile, perché occorre scardinare privilegi, burocrazie,
clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione dei
finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima
spetta invece, in modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare
le risorse attribuibili alle varie aree strategiche per la Ricerca del Paese».
Pier Mannuccio Mannucci, presidente protempore del Gruppo 2003, sottolinea che
«abbiamo pensato di proporre uno strumento agile e snello che gestisca tutti i
fondi della ricerca, oggi sparsi in mille rivoli, attraverso il metodo usato da
tempo all'estero:quello della peer review che consiste in una valutazione del
merito, anonima, terza e indipendente». Aggiunge Maccacaro, presidente eletto
del Gruppo 2003: «Il nostro Paese ha fino a oggi inteso la meritocrazia in una
logica "additiva", contando di poter dare ai bravi senza
ridimensionare i meno bravi. Così non può essere! Soprattutto oggi, nel
contesto economico in cui viviamo e vivremo, dobbiamo dimenticarci di poter
solo distribuire, ma dobbiamo altresì pensare seriamente a come ridistribuire
le risorse: un salto culturale che da noi sembra una vera e propria
rivoluzione». Ar.M. SCOPRIAMO L'ACQUA CALDA Garattini: «Rendere indipendente la
valutazione con criteri internazionali, per eliminare privilegi, burocrazia e
clientelismo» CONTRASTO Silvio Garattini SPL Incisione dell'orologio a pendola
disegnato da Galileo apparsa sul «Great Astronomers» del 1895 di Sir Robert
Ball.
( da "TGCom"
del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
25/11/2008 "Il liceo Darwin
non è fatiscente" Lettera aperta dei professori di Rivoli Dopo le
polemiche seguite al crollo di un controssoffitto, gli insegnanti del liceo
Darwin difendono l'edificio scolastico in cui ha perso la vita il 17enne Vito
Scafidi. "Noi non ci riconosciamo nell'immagine che di noi e della nostra
scuola viene diffusa in questi giorni. Della nostra scuola noi siamo
orgogliosi. Non siamo gli insegnanti di una scuola fatiscente degna del terzo
mondo", scrivono i professori in una lettera aperta. "Ci stringiamo
attorno alla famiglia al dolore si aggiunge lo sgomento di non riconoscerci
nell'immagine che di noi e della nostra scuola viene diffusa in questi giorni -
si legge nel documento siglato dal collegio degli insegnanti -. Non siamo i
professori di una cuola fatiscente degna del terzo mondo, e alla sicurezza dei
nostri studenti sia le dirigenze che si sono succedute sia tutti noi abbiamo
dedicato sempre grande attenzione". L'appello dei docenti del liceo Darwin
è soprattutto rivolto ai media e al mondo politico, accusati di aver calcato
troppo la mano e di aver strumentalizzato la vicenda. "Chiediamo che il
sensazionalismo giornalistico e le solite, sterili polemiche politiche
rispettino quanto più possibile, se non la serietà del nostro lavoro, almeno le
lacrime di una madre, un padre e una ragazza che piangono il figlio e il
fratello", scrivono i professori. Libero: "Un colpevole c'è" Dopo
la tragedia di Rivoli, in molti hanno cercato un colpevole. Alcuni hanno
accusato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, denunciando il degrado delle
scuole italiane, altri si sono scagliati contro i costruttori, altri ancora
contro i tagli del governo. L'impianto accusatorio però, a detta di Libero, si
baserebbe su un errore macroscopico. Le scuole superiori, dalla costruzione ai
lavori di manutenzione ordinari e straordinari, sono infatti di
pertinenza provinciale e dunque l'attenzione andrebbe rivolta all'ente locale
amministrato da Antonio Saitta del Pd. "La Provincia ha una responsabilità
enorme nell'aver spostato risorse destinate alle scuole in altre spese
fortemente discutibili che evidentemente interessavano di più, come quelle per
mantenere le strutture post-olimpiche", accusa il capogruppo di Alleanza
Nazionale, Barbara Bonino. "Dal 2004 al 2008 gli investimenti dedicati
all'istruzione pubblica che competono alla Provincia sono stati drammaticamente
insufficienti rispetto alel esigenze - aggiunge la Bonino -. Saitta si ricorda
dell'edilizia scolastica solo nell'imminenza elettorale". Ma dove sono
finiti i soldi che sarebbero stati sottratti alle scuole? Stando a quanto
riporta Libero, i fondi sarebbero stati erogati alla "Toroc", l'ente
organzzatore della XX Olimpiade Invernale di Torino e alla "Fondazione XX
marzo", incaricata di gestire gli impianti e il "patrimonio
post-olimpico". Invia ad un amico
( da "Stampaweb,
La" del 25-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Nell?università italiana ci
sono «storture ormai evidenti, sotto gli occhi di tutti» sulle quali bisogna intervenire.
Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini è
tornata oggi a Mattino Cinque a difendere il decreto sull?università varato dal
governo nelle scorse settimane. Sui concorsi già banditi, ha spiegato, «ho
ritenuto indispensabile introdurre un elemento di trasparenza per abbassare il
rischio di concorsi definiti “a tavolino”, introducendo una modalità diversa
per comporre le commissioni che è il sorteggio. Così come, abbiamo il dovere di
intervenire sui molti sprechi che purtroppo si sono verificati. Abbiamo, come
paese, circa il doppio dei corsi di laurea rispetto alla media europea: 5.500
corsi di laurea, 170 mila insegnamenti». Per Gelmini
«dobbiamo anche nelle università avere il coraggio di voltare pagina, di
guardare i problemi, di indicare delle soluzioni: a me piacerebbe farlo
collaborando anche con l?opposizione. Diamo le risorse alle università
migliori, a quelle che investono nella qualità della ricerca e della didattica
e cerchiamo di aiutare le famiglie nel sostenere i figli negli studi».
«Piuttosto che sperperare denaro in corsi inutili, è giusto che, in un momento
di difficoltà economica come questo, il governo tenga conto del dare risorse
alle famiglie. E nel decreto abbiamo previsto di investire nelle residenze
universitarie poi per favorire, dentro le università, un ricambio generazionale
molto atteso. Ci saranno 4.000 nuovi posti da ricercatore - ha concluso il
ministro - proprio per dare un impulso alla presenza dei giovani dentro le
università».
( da "Stampa,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
DOMODOSSOLA. SCONTRI VERBALI AL
CONSIGLIO COMUNALE «APERTO» IN TEATRO "Qui la Gelmini costerà 150 posti" In platea
al «Galletti» numerosi insegnanti ma nessun studente delle scuole cittadine
Restano fermi i giudizi sulla riforma Gelmini che sta suscitando proteste in tutta Italia. Per la maggioranza
di centrodestra il pacchetto scuola proposto dalla ministra di Berlusconi va
bene com'è. Per l'opposizione di centrosinistra il decreto va respinto
perché è un colpo mortale all'istruzione di casa nostra. Posizioni che hanno
visto il Consiglio comunale di Domodossola respingere, con i voti della
maggioranza, l'ordine del giorno con cui l'opposizione voleva ufficializzare il
suo «no» ai cambiamenti proposti. La fermezza della maggioranza non è stata
minimamente scalfita dai numerosi interventi degli insegnanti, per la
stragrande maggioranza contrari alla riforma calata per decreto. Il Consiglio
aperto tenutosi al teatro Galletti era il primo dell'era «Marinello bis», la
maggioranza nata dopo la lunga crisi politica. La seduta ha visto l'assenza dei
consiglieri Nando Mingo e Gerardo Glionna (che per alcuni non sono più parte
«della maggioranza) e Domenico Capristo (Udc) sedersi già tra le fila della
opposizione dopo essere stato in maggioranza per un anno e mezzo. E che
Capristo si prepari ad assumere il ruolo di pungente critico della maggioranza
Marinello lo si è già visto l'altra sera. Ad una professoressa che confermava
di percepire 900 euro il mese di stipendio, Capristo ha risposto che «gli
insegnanti hanno diritto ad una buona retribuzione, visto l'importante lavoro
che fanno. Non c'è paragone col lavoro svolto dal sindaco Marinello che
percepisce, in 5 anni, 400 milioni di vecchie lire». Come detto, molti gli
interventi critici sul decreto Gelmini fatti da
docenti (Rosanna Bucchi De Giuli, Paola Semprini, Cristina Giuliano, Sergio
Fedeli, Antonio Lista, Dina Balsamo, Angelo Offrida, Antonietta Desolis) e dai
sindacalisti Luisa De Filippi e Gabriella Prandi. Quest'ultima ha evidenziato
che la riforma «costerà» al Verbano Cusio Ossola 150 posti tra i docenti e 80
tra il personale non docente. Tra il pubblico, a difesa della «Gelmini», sono intervenuti i leghisti Roberto Serra e Donata
Legnani. Poi, il fuoco di fila di tutti i gruppi consiliari. Lilliana
Graziobelli (Pd) ha ricordato i tagli alle scuole di montagna come alle
elementari di Formazza, mentre Marisa Zariani (Pdl) ha evidenziato l'assenza in
sala di studenti, «proprio loro che dovrebbero essere al centro della scuola».
Poi il voto: 12 contrari (Lega Nord, Pdl, Circoli) all'ordine del giorno e
sette favorevoli (Pd, Udc, Sinistra Unita e Impegno per Domodossola).
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Roma "Basta con il disprezzo
per gli atenei" Sapienza, i 75 direttori dei dipartimenti scrivono a
Napolitano "Combattere le rozze campagne contro i docenti dipinti come
fannulloni" LUANA SILIGHINI Dopo gli studenti, anche i docenti della
Sapienza si muovono in difesa «della dignità e del carattere pubblico
dell´università». I settantacinque direttori dei dipartimenti del primo ateneo
capitolino hanno infatti firmato un appello indirizzato al presidente della
Repubblica e alle autorità del Parlamento e del Governo, un documento in cui
chiedono che venga riconosciuta la realtà dell´università pubblica nazionale.
«Siamo la punta dell´iceberg di un grande movimento che sta crescendo da
settimane all´interno delle facoltà - spiega Rossella Petreschi, direttore del
dipartimento di Informatica, presso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche
e naturali - ognuno di noi rappresenta un gruppo e il documento è stato dunque
sottoscritto anche da tutti i professori che lavorano nelle nostre aule.
Coordiniamo una massa di persone che, nonostante i pochi mezzi e la profonda
disorganizzazione del sistema - continua Rossella Petreschi - ottiene risultati
di eccellenza in tutto il mondo. L´intento di questo appello - conclude - è
dunque di innescare un dibattito nazionale per combattere le rozze campagne
dequalificanti e qualunquiste contro i docenti universitari che sono stati
dipinti come persone fannullone e di basso profilo culturale». I firmatari del
documento, tra cui Giorgio Alleva, Aldo Laganà, Antonino Terranova, denunciano
la scarsa risolutezza con cui «l´Accademia si è opposta alla progressiva
riduzione dei fondi pubblici, gli errori gestionali del mondo accademico, i
comportamenti discutibili che generano inefficienza, la distorsione creata da
un rapporto perverso con le professioni». I docenti pretendono processi di
valutazione analoghi a quelli già da tempo adottati da molte prestigiose
università straniere e chiedono ai politici (e dunque al ministro
dell´Istruzione Mariastella Gelmini) di riconoscere, tra gli sprechi, «la proliferazione delle sedi
di natura clientelare e l´uso improprio di un precariato che è tra le prime
ragioni della fuga dei cervelli». E ancora: «Non vogliamo nasconderci dietro la
pacifica forza degli studenti - scrivono i professori nell´appello - sentiamo
il bisogno di esprimere la doppia convinzione che la formazione si salva nel
suo insieme non potendo sperare in vittorie settoriali, e che la difesa del suo
carattere pubblico deve essere fatta in prima persona anche dai docenti».
Infine, l´appello al presidente della Repubblica e al governo «affinché si
agisca in base a una rappresentazione più fedele della realtà universitaria che
si sente sempre umiliata da interventi di vero disprezzo istituzionale».
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Palermo Università
Mensa occupata oggi lezione serale CON lo slogan "Noi la mensa non la
paghiamo" ieri studenti universitari e precari in
mobilitazione contro i decreti Gelmini hanno occupato per alcune ore la mensa del pensionato Santi
Romano. L´occupazione è terminata dopo che il direttore della mensa ha concesso
il pasto gratis agli studenti. E oggi sempre all´interno della protesta, si
terrà una lezione alle 21 nell´aula magna dello Steri sul ruolo dell´università
statale. Relatori: l´ex rettore Giuseppe Sivestri, Roberto Boscaino e
Salvatore Nicosia.
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Palermo INVESTIRE SULLA
SCUOLA UNA RICETTA CONTRO LA CRISI Il governo regionale ha per la prima volta
l´occasione di costruire un sistema di qualità, offrendo istruzione e civiltà
anche agli adulti Servirebbe un "new deal": meno
disoccupati e più consumi ROSARIO OGNIBENE e proteste per i tagli operati dalla
cosiddetta riforma Gelmini
non sono finite. Ma se per l´università qualcosa si muove, non mi pare si possa
dire altrettanto per la scuola. Molte sono le dichiarazioni di principio pro e
contro, ma la scuola rimane come quella casa di campagna ormai da anni
abbandonata e che lentamente cade a pezzi. Il ministro dell´Istruzione
si dichiara contro l´egualitarismo e apre al dialogo. L´opposizione non intende
dialogare se prima non si sospendono i tagli. Il sindacato dichiara che la disponibilità
a confrontarsi è stata data e che ora la stessa disponibilità deve venire dal
governo. Il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione esprime fermo
dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate, che riducono
quantitativamente e qualitativamente l´offerta formativa. Intanto nulla scorre
e tutto permane. L´unica modifica sostanziale apportata dal governo è quella
sull´articolo 3 del decreto
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Genova QUELLA TARGA IN
PIAZZA CORVETTO DA TURSI UNA LAPIDE SULLA CULTURA DON PAOLO FARINELLA ggi alle
ore
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna
La protesta No-Gelmini,
contestazione annunciata Il ministro atteso domani a un seminario in via Azzo
Gardino I NO Gelmini si preparano
a contestare il ministro, annunciato domani alle 9.30 all´auditorium del
dipartimento di Musica e spettacolo, in via Azzo Gardino, per un seminario
sulla formazione universitaria degli insegnanti. E venerdì promuovono la
giornata sul reddito, con altre azioni di protesta. I ricercatori del Cnr e
dell´Ateneo (che venerdì faranno alcune performance sul tema dell´autonomia
della ricerca) scenderanno in piazza Maggiore sabato, dalle 10 alle 17,
coprendo il Crescentone con quasi duemila volti - è «la ricerca calpestata» - e
con le mamme delle elementari che si danno appuntamento alle 15 con la
maglietta o cartelli e la scritta «Ricercatori elementari». La protesta in
università continua. Il movimento «No 133» di Forlì promuove la lezione in
piazza Saffi, venerdì alle ore 13, sull´economia sostenibile con il professor
Mazzanti. Mentre sui tagli alzano la voce gli studenti di biologia che studiano
biodiversità. Il nucleo di valutazione ha proposto di tagliare la laurea
specialistica in Biodiversità ed evoluzione dall´anno accademico 2010-2011. Una
decisione assurda, per gli studenti, in anni in cui i cambiamenti climatici e
lo sviluppo sostenibile sono argomenti di punta. «Un corso di questo tipo
dovrebbe essere ancora più valorizzato, non soppresso», dicono gli studenti che
si riuniranno in assemblea venerdì alle
( da "Repubblica,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Cronaca Bertolaso: non è
stato un episodio isolato "Vergognoso che nelle scuole non sia applicata
la legge sulla sicurezza" Venerdì l´Onda torna in piazza contro "la
miopia degli ultimi governi" MARIO REGGIO ROMA - «Non è stato un crollo
strutturale, sembra invece sia stato causato dal cedimento di un controsoffitto
pesante di circa 150 chili per metro quadro ancorato al solaio della struttura
e alla tubazione metallica. Non è purtroppo un episodio isolato nelle scuole
d´epoca. Andrebbero sistematicamente sottoposte ad interventi strutturali di
manutenzione straordinaria». Fin qui la valutazione tecnica della tragedia nel
liceo di Rivoli del sottosegretario Guido Bertolaso, con la delega alla
Protezione Civile, illustrata ieri mattina alla Camera dei Deputati. Ma è solo
l´incipit di una requisitoria che lascia senza fiato. «Per la messa a norma e
in sicurezza delle 57 mila scuole statali e private servirebbero 13 miliardi di
euro», soldi che ovviamente non ci sono. Cosa fare allora? «è indispensabile
iniziare dalle emergenze, a partire dalle zone a rischio sismico con un costo
di 4 miliardi di euro - afferma Bertolaso - uno sforzo economico difficile
nella situazione attuale. Ma non posso tacere che i governi che si sono
succeduti negli anni e gli enti locali, di ogni colore politico e
all´unanimità, hanno prorogato a colpi di decreti di fine d´anno ed anche nelle
scuole l´applicazione della legge 626, quella sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro. Ed è inaccettabile nonché vergognoso che la legge madre di tutte le
norme sulla sicurezza non sia applicata là dove mandiamo i nostri figli a crescere
- conclude - il Parlamento deve intervenire con la massima attenzione avviando
un serio programma di messa in sicurezza delle strutture scolastiche». E dopo
la tragedia di Rivoli le istituzioni muovono i primi, timidi passi. Domani incontro tra il ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini e gli
assessori regionali all´Istruzione. Obiettivo: coordinare gli interventi
immediati per affrontare le emergenze, con i pochi soldi in cassa, e preparare
la futura anagrafe nazionale degli edifici scolastici. Nel frattempo gli
studenti non stanno con le mani in mano. Il 28 novembre l´Unione degli
Studenti torna in piazza a Roma, «contro la miopia degli ultimi governi che
oggi parlano di tragica fatalità». Il corteo degli studenti delle superiori
partirà da piazza Barberini, si unirà all´Onda anomala dell´università per
puntare sul ministero della Pubblica Istruzione. Manifestazioni e sit in di
protesta in tutte le città. I soldi sono pochi, ma quanti euro sono a
disposizione subito? «Ci sono 250 milioni, stanziati nel 1996, che hanno
generato investimenti per 940 milioni - risponde Bertolaso - 500 milioni del
piano straordinario approvato dopo il crollo della scuola di San Giuliano di
Puglia e già in corso di spesa. E 75 milioni a disposizione per gli interventi
di adeguamento sismico nelle 100 scuole ritenute più a rischio. Resta il fatto
che bisogna utilizzare bene i finanziamenti che già ci sono e semplificare le
procedure burocratiche e farraginose». Interviene il presidente del Consiglio
nazionale degli ingegneri, Paolo Stefanelli: «I tempi sono maturi per creare un
ministero per la Sicurezza con il quale tutti i soggetti competenti possano
confrontarsi ed offrire il proprio contributo di esperienza», afferma,
richiamando la corresponsabilità della categoria «come atto morale».
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E
IMPRESE data: 2008-11-26 - pag: 23 autore: INTERVISTA
Mariastella Gelmini
Ministro dell'Istruzione Hi-tech, Europa protagonista All'Italia la presidenza
del Consiglio dei ministri dell'Esa Franco Locatelli «Sono molto orgogliosa di assumere
la presidenza del Consiglio dei ministri dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea,
perché è il riconoscimento, in un momento di gravi di difficoltà economiche per
tutti, dell'eccellenza della ricerca e dell'attività italiana in un
settore, come quello spaziale, che è strategico per l'Europa e per il nostro
Paese e che ha ricadute immediate sulla vita di tutti noi». Dopo la bufera
delle scorse settimane nelle scuole d'Italia, il ministro dell'Istruzione,
università e ricerca Mariastella Gelmini ha raccolto
ieri, con un discorso «rigorosamente in italiano », un successo fuori casa con
la nomina per acclamazione all'Aja a presidente per tre anni del Consiglio dei
ministri dell'Esa. Dell'Agenzia l'Italia è uno dei maggiori finanziatori ma era
da vent'anni, e cioè dai tempi del ministro Luigi Granelli, che non vedeva
riconosciuta la propria leadership al vertice dell'Esa, la più importante
istituzione europea per la ricerca e sviluppo in campo spaziale di cui fanno
parte 17 Paesi più il Canada. Nell'agenda dell'Esa ci sono progetti e programmi
significativi, che vanno dal Progetto Vega sulle variazioni climatiche per la
prevenzione di fenomeni ambientali alla Stazione spaziale internazionale (che
ha in orbita tre astronauti e che riguarda ricerche su biomedicina,
microgravità, scienze motorie e microtecnologie), dal Progetto Gmes per il
lancio di satelliti- sentinella per la sicurezza civile e militare all'invio in
orbita di satelliti Meteosat per la meteorologia di nuova generazione e al
progetto Exomars con il lancio di una sonda spaziale su Marte per esperimenti
sulla superficie del pianeta. Ma vediamo che cosa pensa di fare adesso il nuovo
presidente Gelmini, secondo quanto ha raccontato in
questa intervista al Sole 24 Ore in una pausa dei lavori dell'Aja. Ministro, i
programmi dell'Esa sono molto impegnativi, ma le priorità della sua presidenza
quali saranno? Da presidente del Consiglio dei ministri dell'Esa mi batterò
perchè l'Europa svolga un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale
in un momento in cui anche India e Cina stanno affacciandosi significativamente
nell'arena della competizione spaziale. Il nostro obiettivo prioritario è
dimostrare al mondo che l'Europa possiede la maturità e la capacità di
condividere una politica e una strategia per l'utilizzo dello spazio che
perseguano con determinazione il benessere delle nostre comunità, con
particolare attenzione allo studio della Terra e dei macrofenomeni ambientali,
all'evoluzione delle tecnologie nel campo delle telecomunicazioni e alle sonde
su Marte. Che effetti avrà la sua presidenza sull'industria italiana? Le
conseguenze non saranno ovviamente dirette, ma l'eccellenza dell'industria
italiana, di Finmeccanica ma anche del ricco tessuto delle piccole e medie
imprese, troverà un'occasione molto importante di pubblico riconoscimento in
campo internazionale. La sua nomina può diventare anche una spinta all'Italia
perché faccia finalmente della ricerca un pilastro decisivo della politica
della competitività? Un effetto indotto della mia presidenza può essere
un'ulteriore spinta a favore della nostra ricerca. Il che vuol dire che, dopo i
tagli alla spesa, sta per arrivare il tempo del dialogo e delle riforme anche
per la ricerca? Per la verità di tagli alla spesa per la ricerca non ne abbiamo
fatti, ma semmai abbiamo previsto un suo incremento. Ricordo anche che sono in
arrivo maggiori disponibilità provenienti dai fondi Fas e Pon di cui potrà
beneficiare la ricerca nel nostro Mezzogiorno. Il problema del gap italiano è
in realtà molto semplice: il nostro settore pubblico investe in ricerca quasi
quanto gli altri partner europei ma abbiamo difficoltà per il settore privato
per la specificità del nostro sistema industriale, che è fatto principalmente
da piccole, piccolissime e medie imprese che faticano a trovare risorse
adeguate per la ricerca. Il problema però non è solo di fondi ma di regole. In
che senso? Non si tratta solo di spendere di più per la ricerca ma di spendere
meglio e di orientare gli investimenti e i progetti di ricerca verso obiettivi
di maggior utilità economica e sociale, con l'occhio rivolto soprattutto
all'innovazione e alla modernizzazione del sistema. Che cosa pensa della
proposta avanzata in queste ore dal professor Silvio Garattini a nome dei
ricercatori del gruppo 2003 per l'istituzione di un'Agenzia italiana per la
ricerca scientifica sul modello di quello già presente in altri Paesi? Bisogna
riconoscere che il nostroCivr ha già dato risultati apprezzabili, ma ogni
iniziativa finalizzata ad accrescere la trasparenza e l'internazionalizzazione
della valutazione della ricerca è benvenuta e va presa in considerazione.
Innovazione. Il ministro Mariastella Gelmini,
presidente del Consiglio Esa IMAGOECONOMICA
( da "Stampaweb,
La" del 26-11-2008)
Argomenti: Scuola
MILANO Quelli sì che erano
calendari. Sabrina Ferilli lato A e lato B fotografata in bianco e nero e a
colori, Monica Bellucci, sdraiata su un letto in settembre e su un?amaca in
aprile, squisitamente nuda. Girano ancora su eBay tra feticisti, collezionisti
e nostalgici, perché il mondo sfavillante delle bellezze svelate e strapagate
(200 milioni per Ferilli e Bellucci, 100 per Megan Gale), portate su isole
caraibiche e spiagge australiane, è davvero finito. Adesso è l?ora delle ville
in Brianza a budget ridotto e di compensi medi tra i 10 e i 40 mila euro. Anche
i volumi, se non le misure delle signorine, si sono ridotti. Le 100 mila copie
del calendario 2008 vantate da Melita Toniolo, laureata dal Grande Fratello,
sono state considerate un successo, oltre che un originale ibrido: la
trasmissione Lucignolo è sbarcata in edicola. L?ha battuta Debora Salvataggio,
naufraga dell?Isola dei famosi su Max. Sommati, i calendari dell?anno che sta
per concludersi hanno superato di poco il milione di copie (erano due milioni e
mezzo nel periodo 2000-2001) e soprattutto «è sceso il livello dei personaggi»,
racconta Paolo Bonanni, che è stato direttore di Max e poi di GQ negli anni
d'oro, «letterine, letteronze, seconde o terze fidanzate di un calciatore.
Prima c?era l?ambizione di fare qualcosa di bello, si spendeva anche tanto,
c?era attesa. La gente si picchiava per partecipare alla festa di presentazione
e il backstage dei calendari era conteso dalle tv. Ho avuto problemi perché per
Sabrina Ferilli ho preferito il Tg5 al Tg1». Poi le attrici si sono tirate
indietro e la prima è stata Martina Stella, protagonista di un clamoroso
dietrofront «poco prima di firmare», ricorda Giuseppe Di Piazza, ora alla guida
del Magazine del Corriere della sera che, come direttore di Max, ha vissuto
l?invasione degli ultracorpi televisivi e li ha abbondantemente calendarizzati:
Rossella Brescia, Alena Seredova, Giorgia Palmas, Elena Santarelli, Maddalena
Corvaglia, Sara Tommasi. Nel frattempo, «il mercato è stato invaso, e le
vendite sono scese». Perciò, niente di strano che alcuni giornali abbiano
smesso, Panorama, Gente Viaggi (che pure aveva intuito le potenzialità di Mara
Carfagna), Men?s Health?, persino GQ. Così, il 2009 è affidato a scalpitanti e
non conosciutissime stelline. Ci sono Sara Varone (ex dell?ex marito della
Ferilli) e le brasiliane Aline Domingos (presunta fidanzata di Ronaldinho) e
Regina Fioresi (velina mancata) per For Men. Ci sono Lisa Della Via e Marianne
Puglia (Lucignolo): hanno avuto il loro quarto d?ora di celebrità nel maggio
scorso, quando hanno invaso il campo durante il raduno degli azzurri e si sono
spogliate, prima che la sicurezza potesse intervenire. C?è Raffaella Fico
(Matrix), diventata famosa per aver messo all?asta la sua verginità, ma
nessuno, pare, si sia dichiarato disposto a comprarla per 500 mila euro. C?è
Amy Weber, (valletta di Smackdown, trasmissione di wrestling) per Maxim. Tra
tutte, giganteggia Lola Ponce, vincitrice di Sanremo, protagonista del Book of
The Year di Max (non si chiama più neanche calendario). Il direttore, Andrea
Monti, prima di passare a Oggi ha ammesso che basta, il calendario svilisce il
giornale, abbassa il posizionamento. Insomma, si è chiusa un?epoca. «A
chiuderla è stata l?avidità», spiega Alberto Cancemi, producer di rimpiante
foto cult (Ferilli, Bellucci, Canalis): «Molti hanno pensato che bastasse
spogliare una qualsiasi, che errore. Devi lavorare sul sogno. Un calendario con
Luisa Ranieri, attrice vera e bellezza mediterranea, funzionerebbe ancora». Ma
è una mission impossible. Tanto quanto la provocazione di Tinto Brass: nel suo
calendario ideale, vorrebbe nientedimeno che il ministro Maria Stella Gelmini.Tv spazzatura, musica rap, tatuaggi, piercing, jeans
strappati preoccupano il Vaticano, che ravvisa il venir meno di un?estetica
sorella dell?etica e di un «bello» che tenda anche al «bene». Lo ha detto
Vitaliano Tiberia, presidente della Pontificia accademia di Belle arti e
Lettere. «Il dilagare della spazzatura televisiva, il successo del rap nella
musica hanno confermato la difficoltà di un?interpretazione oggettivamente
qualitativa del dato estetico. Tatuaggi e piercing sono esteriorità senza
riferimenti rituali, mentre il turpiloquio è linguaggio corrente e non riflesso
di alterazione emotiva, come pure il minimalismo (non nei costi) e la
trasandatezza dell?abbigliamento fino al clochardismo, quale l?ostentazione da
parte di alcuni divi dello spettacolo dei jeans strappati».
( da "Stampa,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO REGIONALE. DUELLO ANCHE SULLA
RIFORMA GELMINI Tagli all'Università, scontro in aula [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA
AOSTA Interrogazioni e interpellanze hanno tenuto banco ieri nel primo dei due
giorni di Consiglio regionale. Questa mattina riprenderanno i lavori.
Università E' stato il tema più caldo. «Nessuno ha paventato di sopprimere
alcunché». Così ha risposto il presidente della Regione Augusto Rollandin
all'interpellanza del gruppo Vdavive/Renouveau che chiedeva ragione della
richiesta al Senato accademico di uno studio di fattibilità sulla proposta di
accorpamento delle attuali 5 facoltà a un massimo di 3». «Sull'Università - ha
esordito Louvin - si è data l'impressione di avere dato giudizi affrettati. Ci
sono delle criticità, soglie di abbandono che in alcuni corsi sono superiori al
50 per cento, annullamento di Master, ma è pericoloso prospettare soppressioni
o accorpamenti. Le facoltà valdostane sono realtà neonate, ridurle è un danno
sul piano promozionale e un messaggio depressivo». Per il presidente Rollandin
«c'è la necessità di interventi di razionalizzazione. I dati mostrano una
contrazione preoccupante di certi corsi di studio e abbiamo chiesto al Senato
accademico di fare, entro il 31 gennaio, uno studio di fattibilità sulla
razionalizzazione delle strutture e dei percorsi didattici, richiesta che ci
pare legittima e opportuna dal momento che le risorse dell'Ateneo arrivano per
l'80 per cento (7 milioni di euro) dalla Regione». Circa il mancato rispetto
dell'autonomia degli organi accademici, Rollandin ha aggiunto: «L'autonomia
universitaria e le prerogative degli organi accademici non sono state in alcun
modo toccate». Riforma Gelmini Sulla scuola, in particolare quella primaria, scintille tra
Massimo Lattanzi (Pdl) e Raimondo Donzel (Pd), su posizioni opposte in merito all'eventuale
attuazione della riforma Gelmini. Lattanzi ha definito «famigerato» il sistema scolastico
valdostano e ha insistito per l'applicazione della legge Gelmini mentre Donzel ha ribadito un «no»
secco. «La scuola valdostana è un buon modello scolastico che ha solo bisogno
di qualche ritocco» ha detto l'esponente del Pd. Tra i due litiganti
l'assessore all'Istruzione Laurent Viérin, che ha difeso il modello educativo
valdostano «da conservare e migliorare». Industria In discussione il tema degli
stabilimenti a rischio incidenti sollevato da Vdavive/Renouveau. Rollandin ha
precisato: «Gli stabilimenti a rischio sono Alpigas di Saint-Marcel, Carbotrade
di Pontey, Mongas di Issogne, Rivoira di Verrès, mentre la Cogne spa è
classificata ad alto rischio. La Regione ha avviato un'informazione ai
cittadini sui rischi, mentre i gestori degli stabilimenti e gli organi di
controllo sappiamo che pongono massima attenzione alle misure di prevenzione».
Sulla crisi dell'edilizia, oggetto di una interpellanza Pd, Donzel ha chiesto
di fare di più per le piccole e medie imprese «di cui è ricco il settore
edile». L'assessore alle Attività produttive Marco Viérin ha replicato: «La
giunta ha istituito un comitato tecnico propositivo delle iniziative
finalizzate al contrasto degli effetti della crisi». Spazio al dibattito anche
sui lavoratori di Cogne Acciai Speciali esposti al rischio amianto. «Bisogna
chiudere la questione» è stata la richiesta di Carmela Fontana, Pd. «E' una
vicenda complessa - ha risposto Rollandin - ma stiamo lavorando con l'azienda
ed i sindacati per definire una soluzione definitiva».
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino Il direttore
scolastico regionale: gli enti che hanno l´obbligo di vigilare devono lavorare
con serietà e qui il messaggio è recepito De Sanctis: "I controlli nelle
scuole adesso devono diventare sistema" OTTAVIA GIUSTETTI è il giorno dei
funerali di Vito Scafidi il giovane ucciso dal crollo nel liceo Darwin di
Rivoli. L´ufficio scolastico regionale nella persona del suo direttore,
Francesco de Sanctis, rappresenta il ministero oggi che da Roma non è stato
inviato nessuno. è arrivato il momento per fermarsi a riflettere, fare un
bilancio, agire se e dove sarà necessario. Non solo sulla tragedia di Rivoli
che sarà sviscerata, ovviamente, dalla magistratura, ma nel cammino che ha
portato fino alla tragedia di Rivoli. Sull´amministrazione degli anni passati.
Sulle ragioni per le quali oggi si parla di scuola abbandonata dalle
istituzioni, di carenza di controlli, di trascuratezza. Su quel che si farà a
partire da oggi perché nessun giovane non debba più morire sotto le macerie
della propria scuola. «Faremo in modo che questo sacrificio non sia stato vano
- dice de Sanctis - La sicurezza nelle scuole deve salire al primo posto nella
scala di priorità della politica. Non dico che in Piemonte le istituzioni siano
state assenti ma è sicuro che i controlli debbano intensificarsi. Che quel che
fino a oggi è stato fatto in maniera saltuaria e occasionale debba diventare
sistematico». Questo è un momento difficile per il mondo della scuola. Il
movimento di protesta di studenti, professori e genitori - nato prima
dell´incidente al Darwin - si carica anche della paura dei ragazzi che non si
sentono più al sicuro nei propri istituti. Il provveditorato deve farsi garante
del rispetto delle regole da parte delle istituzioni. Come intendete far valere
i diritti di chi a scuola ci vive ogni giorno? «Le istituzioni che hanno
l´obbligo di vigilare sulla sicurezza nelle scuole, devono lavorare con serietà
e sono sicuro che in Piemonte il messaggio è stato recepito. Quello che è
accaduto a Rivoli non deve mai più accadere, i ragazzi possono averne la
certezza». Lei è entrato nel liceo Darwin poche ore dopo la tragedia. Vi ha accompagnato il ministro Gelmini. Lo spettacolo al quale vi siete trovati di fronte è sulle foto
dei giornali da qualche giorno: potrebbe essere scambiato per un terremoto o un
bombardamento. Cosa ha pensato in quel momento? «Sono rimasto sconvolto. Faceva
impressione assistere allo sventramento di un edificio che dall´esterno era
l´immagine della solidità. Scene davvero pari a un terremoto, alle quali
non ci si abitua mai, nemmeno dopo giorni e giorni di servizi sui quotidiani».
Il ministro è accorso immediatamente. Speriamo che scene così scioccanti
rendano quantomeno palese la necessità di investire nella sicurezza delle
scuole. «Ne sono sicuro. In questo caso sarà di aiuto anche la passione che è
tipica dei giovani. Tra l´altro il tema dell´edilizia scolastica era già nel
suo programma di governo prima che accadesse tutto questo». La famiglia di Vito
Scafidi, le famiglie dei ragazzi rimasti feriti ma anche di quelli illesi
dovranno tentare da domani di ritornare alla normalità, per quanto questo sia
possibile. Che tipo di aiuti avete predisposto per loro? «Abbiamo innanzitutto lavorato
tutto il sabato e la domenica per trovare un edificio dove far tornare i
ragazzi mentre il Darwin resterà chiuso per le indagini e per tutti i controlli
che saranno fatti prima di riaprirlo agli studenti. Poi ci siamo preoccupati di
garantire la continuità degli studi anche a coloro che saranno costretti a una
lunga assenza dall´aula. Infine garantiremo l´assistenza psicologica a tutti
gli studenti del liceo. Abbiamo firmato un accordo con il San Luigi di
Orbassano che offre l´assistenza a coloro che lo richiederanno».
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Roma Studenti in
piazza domani cinque cortei in Centro storico LAURA MARI (segue dalla prima di
cronaca) L´appuntamento è fissato per domani mattina alle 9.30, quando gli
studenti della Sapienza si raduneranno davanti ai cancelli dell´ateneo, mentre
gli iscritti a Roma Tre si incontreranno, alla stessa ora, a piazzale Ostiense.
Gli studenti medi, invece, si sono dati appuntamento (a seconda delle scuole di
appartenenza) a piazza Barberini, a piazza Fiume e a piazza della Repubblica.
Poi i cinque cortei, come avvenuto nelle altre manifestazioni dell´Onda,
confluiranno in un unico grande serpentone che sfilerà sino al ministero
dell´Istruzione di viale Trastevere. «In contemporanea, ci saranno
manifestazioni di studenti in tutte le città italiane - fanno sapere i
portavoce dell´Onda - e ancora una volta il mondo universitario
scenderà in piazza per dire no ai tagli imposti dalla riforma Gelmini e dal decreto Tremonti e
chiederemo a gran voce il rispetto delle norme di sicurezza sull´edilizia
scolastica e sulla manutenzione degli edifici». Nelle ore della manifestazione,
saranno chiuse al traffico, a intermittenza, le strade interessate dal
passaggio dei cinque cortei (tra cui piazza Venezia, via dei Fori
Imperiali, via Cavour, viale Aventino e via XX settembre). Inoltre, saranno
deviate o limitate 72 linee tra bus e tram (per l´elenco completo e
aggiornamenti è possibile consultare il sito www.atac.roma.it). E mentre gli
studenti dell´Onda bloccheranno la città, domani mattina nell´Aula magna della
Sapienza, alla presenza del rettore Luigi Frati, si terrà la cerimonia di
inaugurazione del 706esimo anno accademico del primo ateneo capitolino. Sempre
alla Sapienza, ieri pomeriggio si sono concluse le votazioni per il rinnovo
delle rappresentanze studentesche per il triennio 2008-2011 (le liste in lizza
erano otto). Ma nonostante il successo del movimento studentesco e delle
manifestazioni dell´Onda, ad andare alle urne per eleggere i rappresentanti del
Cda della Sapienza, nel Senato accademico, nel Cus, nei consigli di facoltà e
nel consiglio territoriale di Lazidisu, sono stati solo 13.348 studenti (sui
circa 140mila iscritti alla Sapienza), ovvero appena il 10,6% degli aventi
diritto al voto. I risultati delle elezioni per le rappresentanze studentesche
saranno rese note la prossima settimana.
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Napoli Cadono
calcinacci, paura a scuola Bagnoli, 41esimo circolo chiuso. Un´altra decina di
interventi dei vigili BIANCA DE FAZIO Ancora calcinacci. Venuti giù dalle
pareti perimetrali di una scuola: il 41esimo circolo didattico, a Bagnoli.
Tanta paura. Oggi interverrà la ditta della manutenzione per mettere in
sicurezza l´edificio. Ed i bambini se ne resteranno a casa fino a lunedì.
L´elenco degli istituti scolastici resi impraticabili dal maltempo di due
giorni fa si allunga, ieri i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in una
decina di istituti (quasi sempre chiamati dai genitori in ansia) per verificare
le condizioni degli immobili, fortunatamente senza riscontrare problemi. E
all´assessore comunale all´Educazione, Gioia Rispoli, scappa un´affermazione niente
affatto tranquillizzante: «Data la vetustà delle nostre scuole mi aspettavo un
bilancio peggiore. Temevo danni ben più consistenti dopo quella pioggia. Invece
si tratta quasi sempre di infiltrazioni d´acqua, per fronteggiare le quali
stiamo già lavorando». Martedì negli uffici comunali dell´assessore Rispoli le
luci sono rimaste accese fino a sera. «Abbiamo incontrato i presidenti delle
Municipalità interessate ed i loro staff tecnici. E negli istituti chiusi già
oggi gli operai stanno rimettendo le cose a posto». è il caso del 69esimo
circolo, del 48esimo, del 73esimo e del 76esimo e di scuole come la Solimena e
la Mastriani, o la Sogliano all´Arenaccia e la Gabelli al Ponte di Casanova.
«In qualche caso, con la scuola allagata ed i genitori che protestavano per
strada, abbiamo dovuto varare lavori di somma urgenza, visto che la
Municipalità non aveva più fondi per la manutenzione». E mentre l´assessore
Rispoli ribadisce il suo impegno a realizzare l´anagrafe edilizia delle nostre
scuole, mentre oggi l´assessore regionale all´Istruzione
Corrado Gabriele andrà a Roma per incontrare il ministro Maria Stella Gelmini (all´ordine del giorno anche i
problemi dell´edilizia oltre alla programmazione e alle vicende legate al
dimensionamento), Napoli e le sue scuole sono a metà della graduatoria
nazionale circa il livello di qualità dell´edilizia scolastica (secondo
l´indagine condotta ogni anno da Legambiente). E la Campania, l´intera
regione, ha il primato di avere tutti gli istituti scolastici con regolare certificato
di agibilità statica. Solo 37 scuole su 100, invece, sono a posto col
certificato per la prevenzione incendi. Un documento difficile da ottenere, ad
esempio nelle zone collinari di Napoli, perché i vigili del fuoco chiedono, per
rilasciarlo, che dalle condutture venga fuori acqua ad una certa pressione
costante. E dato che l´Arin non è in grado di garantire tale pressione nelle
zone cittadine più alte, le scuole dovrebbero dotarsi di serbatoi autonomi (con
gli inevitabili costi ed esigenze di spazio ad hoc). Percentuali analoghe -
ferme al 37.29 per cento - anche quelle che riguardano la presenza di scale di
sicurezza, mentre gli impianti elettrici sono ormai a norma nell´86 per cento
delle scuole e le porte antipanico sono state montate in 95 casi su 100.
Intanto, alla luce delle infiltrazioni d´acqua in molte scuole, il
vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Moretto, sottolinea come siano
rimaste senza risposta le sue numerose interrogazioni presentate al sindaco ed
ai vari assessori competenti sul «cattivo stato manutentivo delle scuole
pubbliche napoletane».
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Milano Nuova forma di
mobilitazione al liceo Berchet, le lezioni le fanno i ragazzi LAURA BELLOMI
L´hanno chiamata «Indignazione». Perché non è un´autogestione, la collaborazione
degli insegnanti l´hanno chiesta loro. E non è nemmeno una cogestione, per
altro prevista dall´offerta formativa dell´istituto, perché a scuola in questi
giorni comandano gli studenti, non i professori. Nel
centralissimo liceo classico Berchet, da lunedì in protesta contro i
provvedimenti Gelmini, si
sperimenta una forma inedita di mobilitazione. Lezioni aperte e assemblee con
ospiti illustri. Il tutto organizzato dai ragazzi, che gestiscono gli
appuntamenti con «serietà massima, perché non vogliamo fare la solita settimana
di vacanza». Tutti a scuola entro le 8.30, si entra a scaglioni per
firmare il registro delle presenze. Poi si può scegliere cosa frequentare. In
questi giorni fra gli altri sono intervenuti Moni Ovadia, i giornalisti Michele
Serra e Maurizio Porro ma anche il writer Bros, e nei prossime mattine sono
attesi il preside della facoltà di Scienze politiche alla Statale Daniele
Checchi, e il critico cinematografico Morando Morandini. I professori invece
decidono se andare avanti con il programma o fermarsi per approfondimenti. Al
Berchet la mobilitazione proseguirà al più fino a sabato. E se ieri in Statale
studenti e docenti hanno dato vita ad una Maratona di 10 ore di lettura a tema
«Tirannia e cultura», domani il corteo degli studenti «Non si può morire a
scuola, basta tagli», partirà alle 9.30 da largo Cairoli.
( da "Repubblica,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Genova Università,
stop alle promozioni Il consiglio di amministrazione chiude la porte ai nuovi
docenti MICHELA BOMPANI Stop alle promozioni all´Università di Genova. Il
consiglio di amministrazione dell´Ateneo ha deciso di non procedere alle
"chiamate", ovvero le trasformazioni di un ricercatore in associato o
di un professore associato in ordinario, proposte dall´ultimo Senato accademico
presieduto dal precedente Rettore Gaetano Bignardi. I ben informati parlano di
una delibera del consiglio d´amministrazione che "ha chiuso le
porte". In realtà si tratta di un vero e proprio cambio di rotta,
all´insegna della trasparenza e della razionalizzazione contro una crescita
pletorica delle cattedre, voluta dal Rettore Giacomo Deferrari. Si è deciso
dunque di delegare alle singole facoltà la possibilità di poter
"promuovere", nell´ambito delle singole programmazioni. Tocca allora
alle facoltà decidere se "chiamare" un docente, o magari, invece, assumere
due giovani: il consiglio d´amministrazione presieduto da Deferrari mette
dunque i presidi davanti a una decisione politica e culturale. Attualmente gli
idonei all´Università di Genova sono una trentina, Lettere ne ha cinque, Lingue
uno, Giurisprudenza uno, Scienze sei, Medicina otto. Ma Medicina e Scienze
matematiche fisiche e naturali hanno già fatto sapere che non intendono
"chiamare" tutti gli aventi diritto, ma solo una parte, se
necessario. E così la facoltà di Lettere ha deliberato, proprio ieri pomeriggio,
durante il consiglio - e dopo una lunga e accesa discussione - di rinviare le
"promozioni" nell´ambito della programmazione complessiva. E
un´azione così netta da parte del governo dell´Ateneo
appare a molti quanto mai necessaria, alla luce della "riforma" Gelmini che punta a modificare quasi
ogni aspetto dei concorsi universitari, senza però stralciare quello che
comporta una situazione cronica negli Atenei, ovvero l´"idoneità",
che è completamente slegata dalle reali necessità delle singole facoltà e degli
Atenei. Il risultato è che in ogni Università italiana spingono
(legittimamente) truppe di idonei, in attesa di "promozioni", che,
una volta arrivate, lasciano libero il campo per l´arrivo di altri idonei.
Innescando un processo di germinazione continua, senza soluzione. Il messaggio
del Rettore e del consiglio di amministrazione alle facoltà genovesi è chiaro:
calcolate quali sono i docenti che davvero servono e, se davvero necessari
procedete alla "chiamata", ma sembra concluso il tempo in cui tutti
gli idonei, a cadenza stagionale, venivano automaticamente promossi. Altro
cambio di rotta, del consiglio di amministrazione: contro la Commissione
paritetica di Ateneo. Dopo la bocciatura del Senato accademico, nella prima
riunione presieduta da Deferrari, l´altro ieri il consiglio ha ratificato
definitivamente la bocciatura delle proposte avanzate dalla Commissione, che
proponeva un finanziamento di quasi 8.000 euro per un progetto avanzato
dall´associazione studentesca "Pensiero dominante", legata a Comunione
e liberazione. Un "super-finanziamento" se si conta che gli altri
progetti, presentati da altre associazioni o gruppi studentesche, ricevevano
contributi di molto meno della metà, nonostante le proposte fossero più
impegnative dal punto di vista organizzativo e di risorse coinvolte. De Ferrari
e il consiglio hanno tagliato cinquemila euro al finanziamento varato e li
hanno re-distribuiti tra le altre proposte selezionate. La Commissione
paritetica infatti, ogni anno, ha un budget - quest´anno si trattava di 50.000
euro - per finanziare progetti culturali presentati dagli studenti. A settembre
era scoppiato un "affaire Comunione e Liberazione" però. Molti
studenti erano insorti - volantinaggi in via Balbi, audizioni in Senato
accademico - perché o si erano visti bocciare il proprio progetto o avevano
ottenuto contributi risicati, mentre l´asso pigliattutto, in Commissione, era
stata la proposta avanzata dal "Pensiero dominante". Puntano i piedi,
intanto il preside e i docenti della Facoltà di Lettere, a difesa del loro
corso di studio: «non siamo né fannulloni né sovversivi», scrivono in un
documento all´unanimità licenziato dal consiglio ieri. Si sentono sotto accusa,
indicati da molti come "cattivi maestri" soltanto perché Lettere è
stata la testa di ponte dell´Onda a Genova e di molte altre battaglie in
passato. Il preside e i docenti non ci stanno: rivendicano il proprio attento
impegno in facoltà, la presenza, la passione per il loro lavoro e ribadiscono
il sostegno alle lotte degli studenti, che, sottolineano, non inficiano il
normale proseguire della didattica. E hanno convocato, per mercoledì prossimo,
un´assemblea generale di professori, studenti, personale tecnico-amministrativo
per fare il punto sui nuovi provvedimenti annunciati dal Governo e sulle iniziative
dell´Onda.
( da "Stampaweb,
La" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Stipendio ridotto e carriera
bloccata ai professori universitari che non abbiano fatto pubblicazioni
scientifiche negli ultimi tre anni. C?è una svolta di severità nel decreto Gelmini sull?università, che la commissione Istruzione del Senato
dovrebbe varare stamattina. A produrre meglio e di più - è il senso del
provvedimento - sono chiamate non solo le singole università nel loro insieme,
ma anche i singoli docenti e ricercatori. Altrimenti niente soldi. Questa
normativa «rigorista» e «antibaronale» è contenuta in un pacchetto di tre
emendamenti, presentati dal relatore Giuseppe Valditara e - stando alle
indicazioni della vigilia - largamente condivisi sia dal governo che dalla
maggioranza. Un primo emendamento stabilisce che il rettore deve presentare
annualmente una relazione sull?attività non solo di ricerca e di formazione, ma
anche di «trasferimento tecnologico»: cioè deve spiegare quanto le ricerche
condotte dal suo ateneo hanno prodotto innovazione e quindi competitività per
il sistema. Se questa relazione non ci dovesse essere, ci sarà un taglio sui
trasferimenti statali. Secondo emendamento. Deve essere allestita un?«anagrafe
nazionale» dei docenti e dei ricercatori, aggiornata annualmente, nella quale
si dice per ciascun soggetto quali ricerche e quali pubblicazioni ha fatto.
Terzo punto, il più controverso. A partire dal 2011, gli scatti biennali di
stipendio previsti per tutti i docenti, saranno subordinati alle pubblicazioni
scientifiche effettuate. E chi non avesse fatto nulla? Vedrà l?aumento
dimezzato. Non solo: non potrà neppure partecipare alla ripartizione dei fondi
Prin (cioè quelli riservati ai più importanti progetti nazionali di ricerca) e
non potrà far parte delle commissioni per i concorsi. Insomma, un giro di vite netto
che ha seminato un certo scompiglio nel mondo accademico. «La scelta del
senatore Valditara mi trova perfettamente d?accordo - commenta Vincenzo
Milanesi, rettore dell?università di Padova, una di quelle con i bilanci più in
ordine - in quanto sono d?accordo sull?introduzione di criteri rigorosi di
valutazione e sulla meritocrazia. Aggiungerei addirittura un elemento in più:
non basta aver fatto delle pubblicazioni, occorre averne fatte di qualità. La
norma, dunque, deve definire anche gli standard minimi». I conti in ordine ce
l?ha anche Tor Vergata, la seconda università di Roma, ma il neorettore Renato
Lauro è meno entusiasta del suo collega padovano: «Sono pienamente d?accordo
sulla valutazione come criterio per la ripartizione dei fondi. Sarei invece
molto più cauto sui singoli docenti e ricercatori, i cui comportamenti
professionali non dipendono solo dalla loro iniziativa. Persone di talento si
possono trovare a lavorare in un contesto non favorevole che impedisce loro di
fare pubblicazioni scientifiche. Senza dire che ci sono, poi, i casi personali:
abbiamo, per dire, studiosi di 55 anni, frustrati perché rimasti ricercatori,
il più delle volte non per colpa loro. Che vogliamo fare? Li mettiamo su una
strada dall?oggi al domani?». Il professor Lauro, dunque, tocca il problema
delle tutele dei docenti e dei ricercatori come lavoratori. «Una questione
annosa e drammatica - ammette Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, il
maggior sindacato dell?università -, i docenti universitari meritano protezioni
e non minacce. Bisogna ricordare che questi dipendenti dello Stato non hanno un
contratto collettivo e che quindi sono più esposti di altri a pressioni e
ripicche, come quelle ventilate. E questa svolta autoritaria che si vuole
imprimere è del tutto inaccettabile». commenti (0) scrivi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E
TRIBUTI data: 2008-11-27 - pag: 36 autore: Istruzione. La
commissione Cultura di Montecitorio mette i paletti al Piano programmatico
«targato» Gelmini Maestro
unico solo a richiesta Scelta rinviata alle famiglie - Garantito il tempo pieno
- Risparmi in dubbio Luigi Illiano ROMA Il maestro unico finisce quasi dietro
la lavagna, il tempo pieno diventa garantito e dovranno esserci due insegnanti
per classe. Sono due delle numerose condizioni poste dalla commissione
Cultura della Camera per esprimere parere favorevole al Piano programmatico
elaborato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
in applicazione della manovra triennale. Il disco verde dovrebbe scattare oggi,
dopo quello arrivato dalla commissione Bilancio martedì scorso. Il parere della
commissione Cultura porta la firma del presidente Valentina Aprea (Pdl). è un
documento di cinque pagine, tre delle quali mettono in fila la raffica di
condizioni fissate per ottenere il via libera. Paletti che entrano nel merito
modificando molti punti del Piano programmatico, soprattutto smussando gli
spigoli che hanno provocato maggiori polemiche con opposizione e sindacati. A
prima vista emerge una notevole differenza con quanto scritto da Gelmini nel Piano, ma potrebbe anche essere un gioco di
squadra per tentare di far allentare i cordoni della borsa, tenuti ben stretti
dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Anche perché, se realizzati, gli
interventi richiesti da Aprea rischiano di non portare ai risparmi programmati.
E comunque resta intatta la scure della clausola di salvaguardia, pronta a
colpire in caso di mancato raggiungimento delle economie previste. Inoltre, la
rigidità dei due maestri per classe potrebbe far fallire l'obiettivo di
aumentare le classi a tempo pieno, più volte indicato dallo stesso presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il parere favorevole contiene, tra l'altro,
la richiesta di garantire "prioritariamente il tempo di 40 ore con
l'assegnazione di due insegnanti" in ogni sezione della materna. Per le
elementari il testo chiede di prevedere che l'attivazione di classi affidate a
un unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, "sia
effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie", garantendo
gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese. Quindi, la
commissione rende esplicita la possibilità di iscriversi, in via facoltativa,
nelle classi funzionanti a 24 ore, con relativo maestro unico che, in realtà, è
un docente prevalente. Non solo, il testo stabilisce che per le classi
funzionanti a tempo pieno "siano assegnati due docenti per classe". E
si tratta di una novità assoluta perché introduce, per la prima volta, questa
organizzazione in una norma di legge. Nelle medie viene chiesto di applicare un
orario obbligatorio flessibile dalle 29 alle 30 ore e si prospetta la riduzione
delle classi funzionanti con il tempo prolungato. Il testo si preoccupa anche
di invitare il ministro Gelmini a far slittare il
termine delle iscrizioni al primo anno di tutti i corsi di studi interessati
alla revisione degli ordinamenti, allo scopo di predisporre la nuova offerta
formativa "per consentire alle famiglie e agli studenti di
ricevereadeguate informazioni finalizzate alla scelta dei percorsi di
studio". Decisione quasi obbligata, soprattutto se si considera che nelle
scuole dovrebbe essere scattata la fase dell'orientamento (in vista della
scadenza per le iscrizioni, fissata tradizionalmente al 31 gennaio) senza
sapere quale sarà il vero scenario delle scuole superiori per il prossimo anno
scolastico. Il parere interviene anche aumentando il numero minimo medio degli
alunni per classe e chiedendo la prosecuzione della sperimentazione delle
"classi primavera".
( da "Corriere
della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-11-27 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il programma
dell'Esa Sulla rampa di lancio il minishuttle europeo E l'Italia guiderà il
robot che esplorerà Marte DAL NOSTRO INVIATO L'AIA — I ministri europei della
ricerca credono che lo spazio possa aiutare l'uscita dalla crisi e investono 10
miliardi di euro in programmi tecnologici e scientifici per i prossimi tre
anni. Con queste risorse varate dai rappresentanti politici di 18 Paesi
«l'agenzia spaziale europea Esa — ha precisato il direttore Jean-Jacques
Dordain — svilupperà iniziative in varie direzioni: dall'utilizzo della
stazione orbitale internazionale per fabbricare metalli e farmaci impossibili
da ottenere sulla Terra, a nuovi satelliti per migliorare le previsioni meteo,
controllare il traffico aereo, monitorare l'ambiente». Nel frattempo si preparerà
la missione Exomars per un robot marziano che partirà nel 2016 e il programma
sarà a guida italiana. Per garantire lo sviluppo dello spazio servono nuovi
veicoli più potenti per trasportare sonde e astronauti. Perciò si potenzierà il
razzo Ariane-5 e si realizzerà pure un prototipo di minishuttle automatico
senza uomini a bordo al fine di collaudare le tecnologie necessarie alla
navigazione e al rientro dall'orbita. Il progetto «IXV», come è stato chiamato,
entrerà nella fase esecutiva a partire da gennaio con un primo volo alla
sommità del nuovo razzo Vega previsto nel 2012. «Decidere il rafforzamento del
settore non è stato semplice — commenta il ministro
Mariastella Gelmini, che
presiederà il Consiglio ministeriale per i prossimi tre anni — ma ciò produrrà
un effetto positivo sul sistema industriale europeo». Giovanni Caprara
Automatico Il minishuttle per collaudare le tecnologie per la navigazione
( da "Corriere
della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO -
sezione: Lombardia - data: 2008-11-27 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE
Bergamo Polizia e vigili del fuoco sgomberano il liceo occupato BERGAMO — é
durata poche ore l'occupazione del liceo scientifico Lussana. Alle 6.30 di ieri
mattina appena sono comparse le divise di poliziotti, carabinieri e vigili del
fuoco, gli studenti (una sessantina) che si erano asserragliati nell'istituto
martedì intorno alle 18 se ne sono andati spontaneamente. Il progetto di
occupare la scuola per tre giorni consecutivi, insomma, è tramontato all'alba,
come i sogni. Il preside del Lussana, Cesare Quarenghi, aveva immediatamente
reagito all'iniziativa degli studenti chiedendo l'intervento delle forze
dell'ordine: «Non ammetto certe situazioni deviate». Gli unici che hanno
faticato a porre termine all'occupazione sono stati i vigili del fuoco, cui è
toccato scardinare tre lucchetti con i quali erano state sbarrate le porte di
accesso. Gli altri studenti e gli insegnanti si sono presentati regolarmente
alle 8 per la ripresa delle lezioni. Ma l'interruzione «forzata»
dell'iniziativa non è piaciuta al Movimento studentesco. «Solo repressione, niente
dialogo», lo slogan che riassume il pensiero dei giovani schierati con gli (ex)
occupanti. «Gli studenti hanno occupato la scuola per
protestare contro la mancata concessione da parte del preside Quarenghi di
un'assemblea d'istituto per discutere della riforma Gelmini». E c'è chi ha ricordato che il dirigente scolastico è un
esponente di Forza Italia: «Si usano i mezzi repressivi come chiesto da
Berlusconi». c.zap. All'alba La polizia sgombera il liceo scientifico Lussana
( da "Corriere
della Sera" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-27 num: - pag: 43 categoria: BREVI
DELLE OPPOSIZIONI La memoria corta Caro Romano, lo stato delle scuole pubbliche
italiane era già fatiscente ai miei tempi, 60 anni fa; immagino quale sia oggi.
Mi sembra assurdo approfittare di una terribile disgrazia per scatenare la
solita inutile bagarre. Per evitare le polemiche della sinistra, Silvio
Berlusconi avrebbe dovuto definire quanto accaduto non una fatalità ma
«omicidio volontario» commesso dalla povera Gelmini? Il fatto è che, come afferma il
sottosegretario Bertolaso, tutti i governi e i sindacati hanno sempre ignorato
lo stato vergognoso in cui si trovano non solo le scuole, ma tutti gli edifici
pubblici italiani: ospedali, palazzi di giustizia, uffici della pubblica
amministrazione e ogni altra sede preposta alla somministrazione di pubblici
servizi. Cerchiamo per una volta, visto che si tratta dei nostri figli e
nipoti, di parlare di cose concrete! Opposizione e maggioranza trovino un
argomento su cui discutere con pacatezza e realismo per raccomandare soluzioni
serie. Nazzareno Condulmari nuccio@ condulmari.com Per ragioni di convenienza
le opposizioni (poco importa che siano di destra o di sinistra) hanno la
memoria corta e fingono di scandalizzarsi per eventi di cui tutti i politici
italiani (e forse anche la società) sono egualmente responsabili. Certi scoppi
di artificiosa indignazione, soprattutto quando un ragazzo ha perduto la vita,
mi sembrano particolarmente sgradevoli e indecorosi. NEL NOSTRO PAESE Il
sistema fiscale Caro Romano, in Inghilterra è stato annunciato un aumento delle
tasse per i redditi superiori a 150.000 sterline (177.000 euro) a favore di chi
è al di sotto di tale limite. Analoga manovra ha promesso il presidente
americano Barack Obama relativamente ai redditi superiori a 200.000 dollari. In
Italia il limite per le politiche fiscali differenziate in base al reddito è
intorno ai 30.000 euro. Possibile che siamo tanto più poveri rispetto ad Usa e
Uk, tanto da considerare ricchi coloro che hanno un reddito superiore a 30.000
euro lordi l'anno? O il fenomeno è dovuto all'enorme evasione fiscale, per cui
alla fine saranno aiutati non i più bisognosi, ma i più furbi, come i
gioiellieri e i liberi professionisti che evadono il fisco? Mario Krogh
kmvservice@ yahoo.com Per una maggiore precisione la situazione italiana è
questa. L'Irpef prevede un'aliquota del 27% fino a 28.000 euro, del 38% oltre i
28.000, del 41% oltre i 56.000, del 43% oltre i 75.000. Il contribuente che ha
un imponibile di 100.000 euro paga quindi percentuali diverse sui quattro
scaglioni di cui si compone il suo reddito. Ed è certamente più tartassato
degli americani e dei britannici che hanno lo stesso reddito. Delle due ipotesi
da lei prospettate credo che quella giusta sia la seconda. Gli italiani che pagano
le tasse pagano anche per quelli che non pagano. CETO MEDIO Verso l'estinzione
L'invito a essere più ottimisti e consumare di più è assolutamente
condivisibile in linea di principio; peccato che il ceto medio, che è da sempre
il principale interprete di questo atteggiamento, sia ormai in via di
estinzione! Rosario Pusateri rosario.pusateri@ fastwebnet.it DELLE TREDICESIME
La detassazione Il prossimo Natale sarà nero e magro per l'impossibilità di una
congrua spesa da mettere nei carrelli. Peccato che a non capirlo sia la classe
dirigente che non detassa le tredicesime. Solo così un minimo di denaro sarebbe
entrato in circolo, ma evidentemente non c'è più sordo di chi non vuol sentire
e più cieco di chi non vuol vedere! Rosanna Guerrini rosanna_guerriniotmail.it
CONSUMI IN CALO Tagli dei posti di lavoro L'attuale crisi dei consumi è stata
causata dalla sensibile contrazione del valore reale dei salari per aumentare i
profitti delle imprese e la spesa pubblica. Ora, per far fronte a più contenuti
profitti, si tagliano posti di lavoro. è così che si spera di aumentare i
consumi? Paolo Radaelli paulrdaels@yahoo.it BONUS PER LE FAMIGLIE Il raddoppio
dei fondi Se è vero che il costo della politica in Italia è non inferiore a 4
miliardi di euro e che il bonus per le famiglie costerà allo Stato 450 milioni
di euro, basterebbe che il primo fosse ridotto solamente del 3,75% perché tale
bonus fosse raddoppiato. Fatti e non parole! Donato Rana donato.rana@tiscali.it
PER POVERI E ANZIANI Esenzione canone Rai Per aiutare gli italiani in questi
tempi di crisi, perché non eliminare, almeno per alcune categorie, il
controverso e oneroso canone Rai? Penso sarebbe una operazione trasparente e
semplice che aiuterebbe i ceti medi/bassi e molti anziani costretti a vivere
con pensioni irrisorie. Maria Grazia Zanier zanierwells@fastwebnet.it IN
SARDEGNA Il prezzo del gas Vorrei far conoscere una realtà che per noi sardi è
di vitale importanza: il costo del gas. Quando i mass-media parlano
genericamente di gas si riferiscono in genere al metano, ebbene questa fonte
energetica in Sardegna non esiste. Di conseguenza i sardi sono costretti a
usare il gpl in bombole o sfuso, che guarda caso, non solo non ha nessuna
agevolazione ma al contrario è molto più caro che nel resto d'Italia, pur essendo
prodotto nell'isola da una delle più grandi raffinerie del Mediterraneo. Non
possiamo sfruttare alcun incentivo per le auto a metano e non abbiamo nessuna
agevolazione per l'acquisto dei combustibili alternativi per il riscaldamento,
anzi legna, pellet e gasolio sono più cari che altrove, e credetemi, l'inverno
arriva anche da noi. Marco Serra sermarco@tiscali.it PRESSOCHé DIMENTICATA
Musica francese Perché in Italia non si ascoltano le canzoni francesi? Ce ne
sono di bellissime, ben cantate e musicalmente «avanti»; invece dobbiamo da
decenni essere la cassa di risonanza soltanto degli Usa e della Gran Bretagna!
E internet non ha cambiato le cose: tutto è come prima; anzi, è peggio. Devo
andare a vivere a Parigi per poter ascoltare a musica francese? Perché
dappertutto cantano sempre e solo gli angloamericani? Romolo Ricapito, Bari M
( da "TGCom"
del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
27/11/2008 Stipendi ridotti per i
fannulloni Le novità in arrivo col decreto Gelmini
Giro di vite in arrivo nel mondo accademico. Carriera bloccata e stipendi
ridotti per i docenti universitari che non abbiano fatto pubblicazioni
scientifiche negli ultimi tre anni. Sono alcune delle norme previste dal decreto
Gelmini sull?università che promette di rivoluzionare
gli atenei italiani. Il pacchetto di tre emendamenti, presentato dal relatore
Giuseppe Valditara, è al vaglio della commissione Istruzione del Senato. Il
primo emendamento stabilisce che ogni anno il rettore deve presentare una
relazione sull?attività, sulla ricerca, sulla formazione e sull'innovazione
prodotta dal suo ateneo, in assenza di questa relazione è previsto un taglio
sui trasferimenti statali. Il secondo emendamento stabilisce la craezione di
un'anagrafe nazionale dei docenti e dei ricercatori, che deve essere aggiornata
annualmente con le ricerche e le pubblicazioni realizzate da ogni membro
dell'università. Il terzo e ultimo emendamento prevede che a partire dal 2011,
gli scatti biennali di stipendio previsti per tutti i docenti, siano
subordinati alle pubblicazioni scientifiche effettuate. Chi non ne ha
realizzate, vedrà l?aumento dimezzato e non potrà far parte delle commissioni
per i concorsi. "Sono d?accordo sull?introduzione di criteri rigorosi di
valutazione e sulla meritocrazia - commenta Vincenzo Milanesi, rettore
dell?università di Padova - . Aggiungerei addirittura un elemento in più: non
basta aver fatto delle pubblicazioni, occorre averne fatte di qualità''.
D'accordo solo in parte il rettore dell'Università Tor Vergata, Renato Lauro:
"Condivido la valutazione come criterio per la ripartizione dei fondi, ma
sarei molto più cauto sui singoli docenti e ricercatori, i cui comportamenti
professionali non dipendono solo dalla loro iniziativa''. Invia un commento
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( da "Tempo,
Il" del 27-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Riforma
sull'università Decreto Gelmini ecco le misure "anti
baroni" Più risorse per gli atenei ma autonomia non può significare
arbitrio. Questo il senso dell decreto legge approvato dalla commissione
istruzione del Senato. Più risorse per gli atenei, ma autonomia non può significare
arbitrio.
Questa l'opinione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini
che, intervenendo nell'Aula del Senato, dice: "iniziamo a porre il merito,
soprattutto quello misurato dalla qualità della ricerca scientifica, come
criterio per la ripartizione di una quota significativa dei fondi statali, il 7
per cento già nel 2009, una quota che vogliamo far diventare sempre maggiore,
sino al 30 per cento, invertendo un trend che ha privilegiato esclusivamente la
spesa storica. Gli atenei dovranno garantire la trasparenza dei bilanci ma
anche e' previsto una forte stretta sui cosiddetti 'baroni' nonche' incentivi
per il rientro dei cervelli. Sono alcuni degli elementi qualificanti del Dl Gelmini sull'universita' approvato dalla commissione
Istruzione di Palazzo Madama ed ora all'esame dell'assemblea. Il provvedimento
prevede il blocco delle assunzioni in tutte quelle universita' che alla data
del 31 dicembre di ogni anno abbiano i conti in rosso. Per le universita'
indebitate c'e' anche l'esclusione per il 2008-2009 dai fondi straordinari per
il reclutamento dei ricercatori. Previsto anche il parziale sblocco del
turnover dal 20 al 50% per tutti quegli atenei virtuosi a condizione pero' che
il 60% dei fondi venga speso per reclutare giovani. Per le assunzioni e'
prevista anche la possibilita' dell'intervento economico di soggetti privati.
In materia di concorsi cambiano le regole per le composizioni delle
commissioni. Infatti per la selezione dei docenti si prevede un ordinario
nominato dalla facolta' che bandisce il posto e quattro professori ordinari
sorteggiati su una lista di 12 persone ove sono esclusi i docenti
dell'universita' che assume. Una commissione nazionale ad hoc vigilera' sulle
operazioni di sorteggio. Particolarmente duro il giro di vite contro i baroni.
E' prevista la costituzione di una anagrafe che verra' aggiornata annualmente
presso il ministero con i nomi dei docenti e ricercatori e le relative
pubblicazioni. Infatti per ottenere scatti biennali di stipendio i docenti
dovranno provare di aver fatto ricerca e svolto pubblicazioni. Pena il
dimezzamento dello scatto dello stipendio. Professori e ricercatori che non
pubblicano nulla per due anni restano esclusi anche dai bandi Prin. In nome
della trasparenza gli atenei dovranno far conoscere i propri bilanci ed
informare su come vengono spesi i finanziamenti pubblici. I rettori
nell'approvazione dei bilanci consuntivi dovranno anche pubblicare i risultati
delle attivita' nonche' la pubblicita' dei finanziamenti ottenuti sia da
soggetti pubblici che privati. Per il piano rientro dei cervelli le universita'
potranno coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando
studiosi che sono stabilmente impegnati all'estero, consentendo la chiamata
anche di studiosi di chiara fama. Per tutte le universita' virtuose sara'
distribuito almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario ed infine ci
saranno 65 milioni per i nuovi alloggi e 135 milioni per le borse di studio
destinate agli studenti meritevoli e questo per garantire il diritto allo
studio. - Scatti di stipendio solo ai docenti che fanno ricerca I docenti che
non procederanno nell'attivita' di ricerca saranno esclusi dagli scatti
biennali, dalle ripartizioni dei fondi Prin per la ricerca, dalle commissioni
per il reclutamento delle strutture accademiche. Obbligo per i docenti di
pubblicare ricerche E' costituita l'anagrafe dei professori, dove vi sara'
l'obbligo per tutti i docenti di pubblicare l'elenco delle loro attivita' di
ricerca scientifica. Obbligo per le universita' di pubblicare risultati
ricerche e risultati didattica. Tolleranza zero verso le universita' con i
conti in rosso e obbligo per i rettori, in sede di approvazione del bilancio,
di pubblicare i risultati dell'attivita' di ricerca, della formazione e del
trasferimento tecnologico dell'universita'. Piu' fondi solo agli atenei piu'
meritevoli I fondi saranno destinati agli atenei in base ai meriti ed alla
qualita' della ricerca e della didattica. Sono emendamenti al Dl Universita'
approvati dalla Commissione Cultura del Senato.
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma Sapienza al voto,
sorpresa della destra. Onda, oggi 5 cortei Anche se i dati ufficiali non si
avranno prima di lunedì, alla Sapienza le liste del centrodestra sono in netto vantaggio sul movimento in prima fila nella protesta contro la
riforma Gelmini. Questo non
basta a fermare la contestazione dell´Onda: oggi sono state annunciate nuove
iniziative, nel giorno dell´inaugurazione del nuovo anno accademico della
Sapienza, con cinque cortei di universitari e di studenti delle scuole
superiori, che sfileranno in centro fino al ministero dell´Istruzione.
SERVIZI ALLE P
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo I ricercatori
conquistano la piazza Sì alla kermesse al Politeama, ma fra otto giorni.
Fiaccolata alla Noce LAURA NOBILE ANTONELLA ROMANO UN SIT-IN in piazza Pretoria,
e alla fine gli universitari vincono il braccio di ferro con il Comune. Ieri
l´Ateneo è insorto per il divieto di usare piazza Politeama per mettere in
mostra nel weekend i prodotti della ricerca scientifica fatta nei laboratori
universitari. In mattinata, in un´assemblea delle facoltà, la decisione di
andare a Palazzo delle Aquile per respingere la risposta ricevuta dall´ufficio
di gabinetto del sindaco e per chiedere di essere ricevuti dai consiglieri. Il
presidente dell´assemblea di Sala delle Lapidi, Alberto Campagna, incontrando
docenti e studenti ha corretto il tiro e ha promesso di concedere la piazza per
il fine settimana del 6 e del 7 dicembre e di prorogare di una settimana la
presenza del gazebo usato per fare volantinaggio. Il no secco, firmato dal capo
di gabinetto Sergio Pollicita, veniva giustificato con l´argomento che le
deroghe per l´utilizzo di piazza Politeama vengono concesse solo per iniziative
di particolare rilevanza per la città «aventi scopi sociali e umanitari, oltre
che di propaganda elettorale e sindacale». Da qui l´invito a prendere contatto
con il servizio occupazione suolo pubblico per chiedere un´area alternativa.
Docenti e studenti, impegnati nella protesta contro la legge 133, l´hanno presa
male. «Volevamo ripetere l´iniziativa della notte bianca della ricerca che
abbiamo fatto all´Orto botanico. Sentirci dire che mostrare i frutti del nostro
lavoro è socialmente inutile ci ha offesi», dice Claudia Cosentino, dottoranda
a Scienze, che ha partecipato al sit-in. «Ci interessava sensibilizzare il
Consiglio comunale. Si sono interessati in tanti, a partire da Ferrandelli,
Tanania, Monastra, Orlando, Filoramo e Palma», aggiunge Antonio Caruso,
ricercatore al dipartimento di Geologia e Geodesia. I manifestanti hanno
consegnato a Campagna il fax con la richiesta del preside di Scienze, Roberto
Boscaino, per la concessione della piazza per tre gazebo, un totale di
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo La protesta
Studenti fanno i "vu cumprà" Studenti ai semafori per regalare agli
automobilisti accendini e fazzoletti. La singolare protesta
dei giovani di Lotta universitaria contro la legge Gelmini ha avuto come teatro ieri mattina l´incrocio tra via Sciuti e
via Notarbartolo. I ragazzi, aderenti all´organizzazione studentesca di Forza
nuova, hanno distribuito volantini indossando magliette con la scritta «Oggi
studente universitario, domani disoccupato». Secondo Lotta universitaria
«il pericolo più grave che la politica dei tagli e delle privatizzazioni
adottata dal governo sembra prospettare per chi frequenta gli studi nella
speranza di garantirsi migliori prospettive di lavoro è la mancanza di futuro».
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Napoli Trombetti
sospende le elezioni gli studenti occupano il rettorato "Ha ceduto alla
pressioni dei collettivi". An: si dimetta Presidio a Ingegneria e al
secondo piano della sede centrale della Federico II BIANCA DE FAZIO L´Onda
diventa anomala. Ed il rettore dell´università Federico II, Guido Trombetti, si
ritrova a navigare in cattive acque. Dopo aver tentato di travolgere
il ministro Gelmini, il
movimento studentesco rischia di mettere ko i vertici dell´ateneo più grande
del Mezzogiorno. Proprio mentre mancano pochi giorni alla visita del presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano. I fatti. Mercoledì, dopo l´ennesima
assemblea interfacoltà e l´ennesimo documento contro le elezioni universitarie
che dovevano svolgersi la prossima settimana (per i rappresentanti degli
studenti nel Consiglio di ateneo e nei Consigli di facoltà e di Corsi di
laurea), i ragazzi dei collettivi hanno occupato la facoltà di Sociologia. Che
è un seggio elettorale. Trombetti ci ha pensato su qualche ora. Si è consultato
con i suoi uomini più fedeli. Ha riunito tutti i presidi ed ha deciso: le
elezioni vengono sospese. Ecco firmato il decreto d´urgenza, "perché lo
stato di occupazione della facoltà di Sociologia - si legge nel documento - non
consente di assicurare il regolare svolgimento delle elezioni". Apriti
cielo. La sospensione delle elezioni ha scatenato le ire delle liste e dei
candidati impegnatisi nella campagna elettorale, in queste ultime settimane e
spesso anche nei giorni più duri della protesta studentesca. Liste e candidati
che avevano ripetutamente chiesto al rettore, tempo addietro, di rinviare le
elezioni per evitare che la mobilitazione studentesca confondesse le acque
delle elezioni e negasse serenità alla campagna elettorale. Ma Trombetti
niente. A chi gli chiedeva di rinviare le elezioni replicava: «Difendo la
democrazia. Dunque si va al voto». Poi, ieri, il dietrofront dovuto
all´occupazione di Sociologia. Ed è scoppiata l´ira delle liste e dei
candidati. «Occupiamo il rettorato». Detto fatto. Le stanze del secondo piano
della sede centrale (e poco dopo anche la presidenza di Ingegneria) vengono
presidiate dai rappresentanti di quasi tutte le liste in lizza, da sinistra a
destra: da Cl a Studentigiurisprudenza.it, da Assi Ingegneria a Blocco studentesco,
dalla Confederazione degli studenti alla Sinistra universitaria. Chiedono al
rettore di ritirare il decreto, di far, insomma, regolarmente svolgere le
elezioni. «Noi glielo abbiamo chiesto ripetutamente di rinviare la data. Ci ha
sempre detto no. Ed invece si piega dinanzi ad un atto di forza come
un´occupazione di una facoltà», affermano gli studenti. Hanno il sangue agli
occhi, tutti. Si sentono delegittimati: «Che figura ci facciamo coi nostri
elettori? Non possiamo darla vinta ai facinorosi del movimento. Loro con la
violenza ottengono quel che noi non abbiamo ottenuto con richieste legittime.
Non ce ne andremo di qua - affermano - fino a quando non sarà assicurata la
tornata elettorale del 2 e 3 dicembre. Che la si garantisca con la forza,
chiamando le forze dell´ordine, se necessario». Così la scelta di rinviare le
elezioni, la svolta dovuta all´occupazione di Sociologia, porta Trombetti in un
vicolo cieco. E lo espone al fuoco di fila che parte, contro di lui, dalla
destra: An e Azione universitaria ne chiedono le dimissioni. Il presidente
provinciale di Alleanza nazionale, Luigi Bobbio, ne condanna «l´inadeguatezza
gestionale» e si chiede se «la sua iniziativa non serva a camuffare una qualche
forma di acquiescenza e di condiscendenza nei confronti del ribellismo
minoritario ed estremista». Di qui la richiesta che le forze dell´ordine
sgomberino Sociologia, mentre il senatore Vincenzo Nespoli, soffiando sul
fuoco, afferma: «Trombetti non può far altro che dimettersi: ha fallito come
garante dell´Istituzione ed ha creato un pericolosissimo precedente che lede la
democrazia e non tiene conto delle migliaia di studenti che chiedono di poter
esercitare democraticamente un proprio diritto». è più o meno quanto sostengono
anche il dirigente nazionale e provinciale di Azione universitaria, Giancarlo
Argo e Giuseppe Sartore, con parole decisamente sopra le righe: «Il rettore
Trombetti è un buffone nelle mani della sinistra che lo manovra a proprio
piacimento».
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano Otto milioni in
meno alla Statale Il rettore Decleva ai ricercatori: "Dal governo tagli esagerati"
L´appello dei precari "I professori sopra i 65 anni facciano un passo
indietro e vadano in pensione" FRANCO VANNI Dopo mesi di stime e
previsioni, ora si conosce il vero peso dei tagli all´università. La Statale ha
chiuso il bilancio preventivo per il 2009 e i nodi sono venuti al pettine: se
ne vanno 800mila euro per la ristrutturazione di aule e laboratori, il 30 per
cento dell´investimento totale per il potenziamento della didattica. Viene
sospeso il piano da 2 milioni di euro per l´acquisto e il rinnovo di grandi
attrezzature. E si dimezza il fondo per la ricerca individuale, con cui
l´università paga i nuovi progetti: 2,9 milioni in meno rispetto al 2008. Un
taglio che Dario Casati, prorettore della Statale, giudica «particolarmente
sofferto, perché quei soldi sono l´unica forma di sostegno economico per alcuni
ricercatori». I tagli ammontano complessivamente a 8 milioni su un bilancio di
710. Una percentuale apparentemente piccola, ma che va a incidere interamente
su quella quota (160 milioni circa) che non è «spesa di sopravvivenza»:
stipendi, manutenzione, pulizia e bollette. Ieri il rettore Enrico Decleva,
incontrando 250 ricercatori dell´ateneo, ha parlato di «misure dolorose, ma di
poco conto se paragonate a quelle che si preparano per il 2010, quando i tagli
porteranno alla paralisi dell´università. Non riusciremo più a pagare il
personale e quindi sarà impossibile chiudere il bilancio». Il consiglio di
amministrazione della Statale ha fatto una stima del peso dei tagli per i
prossimi anni di gestione: l´ateneo perderà dai 13 ai 16 milioni nel 2010, dai
17 ai 21 nel 2011, dai
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano Dalla Regione
"Troppi aiuti alle private" «La crisi non è uguale per tutti». Questo
lo slogan della campagna di Rifondazione comunista contro le politiche sulla scuola del Pirellone. Sotto accusa è il trattamento
preferenziale che la giunta Formigoni riserverebbe all´istruzione privata. Scorrendo il dossier (estratto dal bilancio della
Regione) emerge che 6.497 famiglie con reddito fra gli 85mila e i 200mila euro
ricevono un «buono scuola» per iscrivere i figli in istituti
privati, con un esborso complessivo di 6,5 milioni di euro l´anno. Passando
all´edilizia scolastica, l´anno scorso la Regione ha speso
6 milioni per 10 progetti di ristrutturazione, 9 dei quali in scuole private.
Luciano Muhlbauer, consigliere Prc, attacca: «Mentre le scuole pubbliche vanno
a pezzi, Formigoni spende 4,5 milioni per costruire a Crema una scuola gestita dalla fondazione Charis,
vicina a Comunione e liberazione». (f.v.)
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova La protesta
Università L´Onda va all´assalto del rettorato MICHELA BOMPANI Obiettivo: occupare
il Rettorato. Un nuovo venerdì dell´Onda, oggi: gli studenti di tutte le
facoltà genovesi si riuniranno alle
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova Lo spezzatino
delle scuole esplode la rivolta a Sestri "La Regione poteva aspettare
ancora un anno" Stefano Bernini: "Molti ragazzi cambieranno prof, e senza
un senso" RAFFAELE R.RIVERSO Tempi duri per Maria
Stella Gelmini. Contestata
per il decreto sulla scuola, il ministro dell´Istruzione, con un emendamento
approvato il 5 novembre scorso, aveva messo tutti d´accordo, o almeno placato
momentaneamente le proteste, posticipando di un anno (non più 2009, ma 2010)
alcuni degli effetti della sua legge. Tra questi: l´accorpamento degli
istituti con meno di 500 alunni, l´obbligo per le Regioni di presentare il
piano entro il 30 novembre 2008 e il conseguente commissariamento per quelle
inadempienti. Benefici salutati da tutti come un vero toccasana "per il
percorso educativo dei bambini". Almeno nel resto d´Italia. In Liguria,
infatti, il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa (Pd, ex Margherita)
ha deciso di intervenire subito quest´anno, confermando la prima scadenza e
scatenando, di conseguenza, l´ira funesta di alunni, genitori e amministratori
locali. Uno di questi, Stefano Bernini (Pd, ex Ds) presidente del VI Municipio
Medio Ponente, non riesce a farsene una ragione. Anzi, una motivazione la
trova: «Avrà deciso di chiudere quest´anno per evitare di avere dei problemi
l´anno prossimo in campagna elettorale», si lascia scappare. Bernini già da
mesi aveva chiesto all´assessore comunale Paolo Veardo (Pd, ex Margherita come
Costa) un po´ di tempo prima di accorpare gli istituti in maniera «da
ragionarci bene» e non fare, come al solito, le cose all´italiana. E, invece,
niente. In questo modo ci troviamo «con istituti come le scuole medie di
Borzoli che già dall´anno prossimo non avranno i 500 alunni. Questo provocherà
grandi disagi dal punto di vista educativo nonché logistico. Accorpando, poi,
le scuole elementari della Centrale del latte di Fegino alle medie Caffaro di
Borzoli, solo perché fanno parte del Municipio della Valpolcevera, è più
difficile garantire la continuità educativa dei ragazzi. Non si è tenuto conto
che Borzoli è a pochi metri dal VI Municipio. Questo succede perché gli
accorpamenti sono stati fatti a caso senza riflettere sulle reali esigenze
degli alunni». E così molti insegnanti che non completeranno il loro monte ore
in un solo istituto, si troveranno a «dover guidare anche per un´ora». Con la
conseguenza che in queste situazioni non ci vorrà andare più nessuno provocando
un danno economico-culturale ingente. «Noi siamo d´accordo su alcuni tagli -
continua Bernini - ma in Liguria il metodo non è coerente con i fini». Di chi
la colpa? Difficile dirlo. «Il solito scarica-barile di competenze tra Comune e
Regione. Inizialmente, quando abbiamo sollevato il caso a luglio, Veardo
sembrava essere d´accordo con noi. E così la Provincia. La Regione, invece, non
aveva voluto accogliere la nostra richiesta». E questo era sembrato normale,
vista la spada di Damocle, costituita dalla minaccia di commissariamento per le
Regioni che non si fossero adeguate, entro il 30 novembre, al Decreto.
«Nonostante la proroga, però, in Regione hanno deciso inspiegabilmente, a mio
modo di vedere, di rispettare in ogni caso la prima scadenza». La speranza,
anzi la richiesta concreta è quella di «tornare sulla decisione» in maniera che
gli accorpamenti vengano decisi in base alla logica e non alla fretta.
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze Studenti, la Gelmini
non arriva la protesta scatta lo stesso Gli studenti tornano in piazza contro
il ministro Mariastella Gelmini, ieri attesa in città per il convegno "Fuga dei cervelli,
analisi e proposte" organizzato dal consiglio regionale. Alla notizia che
il ministro avrebbe disertato l´incontro, un centinaio di universitari ha
deciso comunque di manifestare con un mini-corteo che, da piazza San
Marco, si è diretto sotto la sede della Regione in via Cavour. Qui gli studenti
hanno dato vita a un breve presidio con gli striscioni «Né tagli né baroni» e
«Cogito ergo protesto». «Non ce l´abbiamo solo con la Gelmini
ma anche col rettore Marinelli che non fa nulla per impedire i tagli», hanno
detto i manifestanti. (g.r.)
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bologna Uova e vernice contro il gazebo di An nuovo blitz degli studenti
No Gelmini ALESSANDRO CORI Slogan,
insulti e un fitto lancio di uova e sacchetti di vernice ha «accolto» ieri il
banchetto di «Azione Universitaria» (organismo studentesco di An) che come ogni
giovedì faceva informazione in piazza Verdi spiegando i punti della contestata
riforma del ministro dell´istruzione Gelmini. Un centinaio di ragazzi dei collettivi dell´ateneo hanno
accerchiato e costretto gli studenti di Azione Universitaria (una decina in
tutto) a smontare il gazebo mentre trenta tra poliziotti e Cc, in tenuta
antisommossa, hanno evitato che la situazione degenerasse. Verso l´una però,
quando il gruppetto di studenti di destra ha lasciato la piazza, gli agenti
della Digos hanno dovuto bloccare alcuni giovani dei collettivi che dopo la
contestazione hanno cercato il contatto con i loro «rivali», rincorrendoli
lungo via Zamboni. Mattia Kolletzeck, leader giovanile di An, è stato colpito
durante il parapiglia da un oggetto che gli è piombato dritto faccia. I no-Gelmini sono arrivati in corteo nel cuore della zona
universitaria, verso mezzogiorno, dopo aver partecipato ad una protesta
lanciata contro il convegno su «Istruzione, pedagogia e università» organizzato
al dipartimento del Dams di via Azzo Gardino: al quale era stato invitato anche
il ministro dell´Istruzione che però poche ore prima aveva dato forfait. In 250
hanno fatto un´irruzione pacifica nell´auditorium per gridare il loro «no» alla
riforma. Poi, una volta arrivati in piazza Verdi dietro lo striscione «L´onda
vi travolgerà», gli studenti di sinistra hanno accerchiato il gazebo di «Azione
Universitaria» già presidiato dalle forze dell´ordine. Decine e decine di uova
sono piovute sugli studenti di An impegnati a volantinare, vicino al banchetto
sono stati lanciati anche alcuni petardi. «Fascisti carogne tornate nelle fogne»
e «Siamo tutti antifascisti» gli slogan più frequenti. La pioggia di uova è
durata mezzora e verso l´una i ragazzi di «Azione Universitaria» hanno smontato
il gazebo e si sono diretti verso via Zamboni scortati dagli agenti della Digos
e sventolando il tricolore. Tutto questo, mentre lo schieramento di polizia e
carabinieri teneva a bada il grosso dei contestatori. La tensione è aumentata
all´improvviso, quando alcuni manifestanti isolati hanno cercato il contatto
con gli studenti di An ed è intervenuta la polizia. Oltre a Kolletzek, sono
rimasti contusi un funzionario e un agente della Digos, per il primo una
settimana di prognosi, per una gomitata in un occhio. I responsabili saranno
denunciati per resistenza e lesioni. Giovedì scorso lo stesso gazebo era stato
attaccato da una ventina di giovani dei collettivi, undici dei quali portati in
Questura. «Noi non ci facciamo intimidire - dice Mattia Kolletzeck - e
continueremo a sostenere le nostre idee. Purtroppo questo è il livello di
democrazia che c´è in città».
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - MILANO -
sezione: PRIMA P
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - MILANO - sezione:
Cronaca di Milano - data: 2008-11-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE
Piccolo e Palazzo Reale Blitz degli studenti «No alla riforma La cultura è
gratis» SEGUE DA P
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-28 num: - pag: 1 autore: di GIULIO
BENEDETTI categoria: REDAZIONALE Università Accettati gli emendamenti
dell'opposizione. Strappo di Nicola Rossi Gelmini, sì al Pd. Che però vota contro
ROMA — Muro contro muro anche sul voto della riforma dell'Università,
nonostante gli appelli di Napolitano. Il governo aveva recepito diversi
emendamenti del Pd e dell'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica
dell'Università. Ma oggi l'opposizione, al Senato, voterà contro il
decreto
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Elezioni
studentesche Trionfo dei ragazzi di An di «Azione universitaria». Il ministro:
i giovani con il governo La Sapienza va a destra, esulta la Meloni ROMA — Per il fronte pro Gelmini si tratta di rivincita: «Alla Sapienza, una valanga di destra ha
seppellito l'Onda, Azione universitaria ha preso più voti delle liste di
sinistra», esulta Giovanni Donzelli, leader degli universitari di An. In
effetti, nell'università più grande d'Europa (140 mila iscritti), dove l'Onda
praticamente è nata, dalle urne ieri è uscita la sorpresa. Gli studenti
sono andati a votare per eleggere i loro rappresentanti nel Senato accademico e
nel Cda. Otto liste in gara e un risultato netto: rispetto all'ultima
consultazione (2005) per la sinistra è stata una débcle. Ai primi tre posti si
sono piazzate le liste del centrodestra (Vento di cambiamento vicina al rettore
Frati e prima con 3 mila voti, poi i ciellini di Lista aperta, quindi Azione
universitaria, grande sconfitta nel 2005). Anomalia Sapienza, invece, la lista
dei Collettivi (motore dell'Onda) è risultata appena la quinta forza (1200
voti), scavalcata pure dai moderati di Sapienza in movimento, forza
ambientalista che nel 2005 arrivò seconda (e i Collettivi quarti con 500 voti
in più). Ma peggio sono andati gli Studenti democratici (Pd) e quelli dell'Udu
(Cgil) che non han beccato nemmeno un seggio. Tutto il contrario, per dire, di
quanto successo nel 2007 alla Statale di Milano: dopo vent'anni di predominio
Cl, s'è imposta Sinistra Universitaria. Così, ora, sfotte l'Onda anche Gaetano
Quagliariello (Pdl): «Un tempo si diceva piazze piene, urne vuote...». E il
ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, aggiunge: «La maggioranza degli
studenti dimostra di condividere le iniziative intraprese sinora dal governo».
Replica Pina Picierno, Pd, responsabile delle Politiche giovanili: «è
inaccettabile che un ministro tenti di strumentalizzare il voto degli
studenti». Attenti, però: i votanti alla Sapienza sono stati appena 13.348 (su
quasi 140 mila studenti) cioè il 10,6 per cento degli aventi diritto. Alle
ultime elezioni (maggio 2005) votò il 12,7 per cento (18.667). Insomma,
astensione fortissima: «Mi sorprende che si possa parlare di maggioranza quando
ha votato solo una minoranza», osserva Giovanni Amelino Camelia, ricercatore di
Fisica. Concorda lo scienziato Giorgio Parisi: «Anche nel '68 la maggioranza
stava con il movimento ma non andava a votare, perché rifiutava questa forma di
democrazia rappresentativa». Francesco Brancaccio, uno dei leader del movimento
2008, taglia corto: «L'Onda non ha mai pensato di candidarsi, perché non la
rappresenta nessuno. L'entusiasmo del centrodestra è grottesco ». E comunque
l'Onda non s'arresta: ieri blitz a Milano al Piccolo Teatro e a Palazzo Reale
(al grido «la cultura è gratis») e autoriduzioni a Roma al teatro Valle e alla
mensa di via De Lollis (posti e pasti gratis in nome del welfare). Oggi, poi,
si torna in piazza: due cortei nel centro di Roma («la città è stanca di questa
situazione», lo sfogo del sindaco Alemanno). Non si esclude neppure una
pacifica incursione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico. A La
Sapienza, naturalmente. Roma Studenti ieri sera al Teatro Valle: chiedono
cultura gratuita Fabrizio Caccia (ha collaborato Simona De Santis)
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE
Scelta di coscienza Lo strappo di Nicola Rossi «Sono uscito dall'Aula, ritengo
un errore dire di no» ROMA — «Sugli emendamenti al decreto Gelmini
ho votato in maniera difforme rispetto al mio gruppo. Prima su un singolo
emendamento e poi ad un certo punto sono uscito dall'Aula perché ritenevo che
fosse venuto il momento del voto finale», dice il senatore del Pd Nicola Rossi
(nella foto), ordinario di Economia Politica a «Tor Vergata», uno dei più
autorevoli esponenti democratici provenienti dal mondo accademico. Ha
collaborato con la Banca d'Italia e la Banca Mondiale. Perché lo ha fatto? « Perché ritenevo e ritengo un errore votare contro il decreto Gelmini senza prendere neppure in
considerazione la soluzione intermedia dell'astensione». Ritiene che la
maggioranza non abbia lavorato in fondo così male? «Ritengo il decreto Gelmini molto al di sotto del
necessario, ma non sono così cieco da non vedere alcune cose che, a mio avviso,
vanno nella direzione giusta». Quale era l'emendamento del Pd contro il
quale si è schierato, assieme alla maggioranza? « L'emendamento che intendeva
abrogare la possibilità per le università di trasformarsi in Fondazioni. Avendo
io stesso qualche tempo fa presentato un disegno di legge che proponeva la
medesima cosa non avevo nessuna intenzione di contraddirmi». \\ Non sono così
cieco da non vedere nel decreto ciò che va nella direzione giusta G. Ben.
( da "Corriere
della Sera" del 28-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Politica - data: 2008-11-28 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE La riforma In
commissione al Senato oggi il via libera al decreto Gelmini
Atenei, accolti gli emendamenti Ma il Pd voterà contro lo stesso Stop agli
aumenti automatici per i docenti: scatti legati al merito Senza pubblicazioni i
docenti guadagneranno meno e non parteciperanno alle commissioni dei concorsi
ROMA — Muro contro muro anche sul voto finale della riforma dell'Università.
Nonostante gli appelli del presidente Napolitano e nonostante il decreto fosse
stato discusso in un clima bipartisan. Il governo aveva recepito diversi
emendamenti del Pd e del-l'Idv, tra cui alcuni sulla riforma meritocratica
dell'Università. Ma oggi l'opposizione, al Senato, voterà contro il decreto
180. Uno dei punti salienti della nuova Università è quello che prevede il
blocco degli aumenti di stipendio automatici (8 per cento della retribuzione)
per i professori e i ricercatori. Ci sarà un'anagrafe ministeriale dei prof e
delle loro pubblicazioni scientifiche. E chi non ha nulla al suo attivo subirà
una decurtazione pari alla metà dell'importo del suo scatto biennale. Arrivano
anche il blocco delle assunzioni per gli atenei con i conti in rosso e gli
incentivi per quelli virtuosi, insieme a nuove regole per i concorsi. Una
decisione sofferta, quella dell'opposizione: si è manifestato il dissenso di
alcuni autorevoli esponenti del Pd, come il senatore Nicola Rossi, ordinario di
Economia a Tor Vergata, che è uscito dall'aula pensando che fosse imminente il voto
finale. Non se la sentiva di esprimere lo stesso giudizio negativo del suo
gruppo. Il decreto Gelmini sull'università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6
novembre, all'indomani della visita al Quirinale del ministro Gelmini. Il presidente Napolitano aveva
chiesto uno sforzo bipartisan. Uno sforzo che c'è stato e che ha dato dei
frutti — diversi emendamenti dell'opposizione sono stati accolti, su
alcuni proposti dal relatore Valditara di An c'è stata convergenza — ma non
impedirà, nel voto finale di stamani, il muro contro muro. Su un provvedimento
da cui dipenderà la formazione del futuro capitale umano del Paese. Sono stati
accolti due ordini del giorno presentati da Pancho Pardi (Idv). E' stata
accolta la riapertura dei concorsi universitari dopo il cambiamento delle
regole per la nomina dei commissari. E' stato modificato, come chiedeva il
concorso per gli associati. Ma alla fine il giudizio è stato netto: «per il Pd
il provvedimento messo a punto dal ministro Gelmini è
manchevole e minimale», ha dichiarato il senatore Antonio Rusconi, capogruppo
in commissione Istruzione. L'astensione, che la maggioranza era certa di aver
guadagnato, non ci sarà. Ma vediamo il decreto. Arrivano, per la prima volta,
vere e proprie sanzioni contro i «baroni». Chi non produce lavori scientifici,
oltre ad essere penalizzato sotto il profilo economico, non potrà partecipare
alle commissioni dei concorsi universitari e sarà escluso dalla ripartizione
dei finanziamenti per i progetti di rilevante interesse nazionale (fondi Prin).
Incentivi e sanzioni anche per gli atenei. Premiati i virtuosi, penalizzati
quelli in rosso. La Gelmini ha annunciato una
revisione del «3+2», l'eliminazione di un 20-30 per cento di corsi non utili e
il superamento, nei concorsi universitari, della doppia idoneità. Nuove regole
Blocco delle assunzioni per gli atenei con i conti in rosso e incentivi per
quelli virtuosi Istruzione Il decreto Gelmini
sull'Università è stato varato dal Consiglio dei ministri il 6 novembre Giulio
Benedetti
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
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Pagina XXIII - Palermo PAESAGGIO
URBANO LO SCEMPIO SILENZIOSO GIORGIO CAVADI D opo gli articoli che questo
giornale ha dedicato alla strage delle palme che si sta diffondendo in città e
che, giustamente, Tano Gullo ha paragonato al nuovo sacco di Palermo, abbiamo
registrato una duplice gamma di risposte. Il mondo scientifico, con Giuseppe
Barbera e Stefano Colazza, ha sviluppato alcune considerazioni in difesa della
ricerca scientifica isolana che brevemente riassumo. Primo: gli studi sul
ficodindia e la pecora comisana e altri prodotti tipici, che avevamo polemicamente
invitato ad abbandonare temporaneamente per dedicare ogni risorsa alla
battaglia contro il punteruolo, hanno un loro valore scientifico consolidato;
secondo, invocare, come ha fatto il sottoscritto, il ritorno al Ddt è una
bestialità perché messo al bando come cancerogeno già dal 1991; terzo, nessuno
in ognuno dei paesi dal Medio Oriente al Mediterraneo ha mai debellato
l´immondo insetto che, quindi, risulta a oggi invincibile. Le reazioni del
governo della città, chiamato in causa: zero. Se si esclude l´intervista al neo
assessore all´Ambiente della città Giulio Cusumano, rimasto in carica per
diciannove giorni e fatto fuori dall´ennesimo rimpasto operato dalla giunta del
Grande Assente. Apprendiamo dall´intervista concessa il 14 novembre a questo giornale
dall´assessore meteora, che la sua giornata iniziava alle sette meno un quarto
al seguito delle tre squadre anti-punteruolo (era solamente una prima del suo
avvento). Il risultato è, comunque, che la città si trova senza guida in un
momento cruciale per la storia del paesaggio urbano di Palermo. Con illuminato
tempismo, quindi, il comandante in capo lascia senza comando il settore del
fronte dove più intenso è lo scontro e dove il nemico dilaga. Non c´è che dire.
Preso atto di queste precisazioni e alla luce di quanto si è detto, credo sia
lecito porre alcune domande. In primo luogo, se l´epidemia è partita negli anni
Ottanta dall´Arabia Saudita e «appena» 15 anni fa ha raggiunto la Spagna, non
sarebbe toccato a chi aveva a disposizione questi dati sollecitare e concordare
una politica preventiva? Magari c´era il tempo per utilizzare i fondi europei,
senza intaccare quelli sacrosanti per la ricerca sul ficodindia e la pecora
comisana, per attivare una sinergia virtuosa fra Regione e Università mettendo
in moto un coinvolgimento «mediterraneo» che facesse risaltare un ruolo
centrale tante volte millantato dalla nostra politica. è stato fatto? Si poteva
fare? Insomma, a chi tocca innescare i processi della «governance» come piace
dire oggi; ovvero, senza tirare in ballo tagli della Gelmini, la ricerca accademica deve
servire unicamente a guadagnare titoli per ottenere una cattedra? In secondo
luogo sappiamo bene della parabola del Ddt, ma la domanda sottesa era un´altra,
è possibile valutare in maniera meno attendistica il rapporto costi/benefici di
un uso di agenti chimici, come pare trasparire dall´intervento che è in
corso d´opera a Villa Malfitano? Oppure abbiamo centrato i termini della
questione nel definire il punteruolo una punizione biblica senza rimedio
alcuno, (comparsa all´attenzione della comunità scientifica, più meno
contemporaneamente all´Aids)? Sono poche e semplici domande che un cittadino di
media intelligenza si pone di fronte allo scempio del paesaggio urbano, che è
scempio della memoria e dei sentimenti e, proprio per questo coinvolgimento
emotivo, acuisce la sensazione che non tutto si stia facendo nei modi e nei
tempi richiesti dalla gravità della situazione.
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 24 - Cronaca Cervelli in
fuga richiamati senza concorso Per le università sarà più facile farli
rientrare dall´estero Modificato in commissione il decreto Gelmini, tra una settimana il voto al
Senato Chi non avrà pubblicazioni scientifiche si vedrà dimezzare lo scatto
biennale MARIO REGGIO ROMA - Chiamata diretta, senza concorso, per professori
ordinari, associati e ricercatori che insegnano all´estero: un modo per far
tornare i "cervelli" fuggiti dall´Italia. Dal 2009 vedrà la
luce l´anagrafe nazionale nominativa dei docenti universitari, con l´elenco
delle loro pubblicazioni scientifiche. L´anagrafe verrà aggiornata ogni anno. A
partire dal 2011, gli scatti biennali automatici, saranno condizionati dalla
valutazione della produzione scientifica di ogni docente nel corso degli ultimi
due anni, in base ai parametri internazionali. In assenza di pubblicazioni lo
scatto biennale viene dimezzato. Ordinari, associati e ricercatori, che nel
corso degli ultimi tre anni non hanno prodotto lavori scientifici validi a
livello internazionale non potranno usufruire dei Fondi destinati alla ricerca
e partecipare alle commissioni di valutazione per l´assegnazione delle nuove
cattedre a concorso. Il Consiglio universitario nazionale vigilerà sulla
correttezza dei concorsi attraverso una commissione formata da 7 professori
ordinari. L´elenco dei docenti esclusi sarà pubblico. E per finire: ogni anno i
rettori dovranno presentare al Consiglio d´amministrazione ed al Senato
accademico una relazione sui risultati delle attività di ricerca, formazione e
incidenza delle ricerche sull´attività didattica, assieme al bilancio dei
finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati. Questi, in sintesi, gli
emendamenti al decreto Gelmini sull´università,
licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 10 novembre, approvati ieri
dalla maggioranza al termine della seduta della Commissione Cultura del Senato.
La prossima settimana il testo modificato del decreto verrà discusso
dall´assemblea di Palazzo Madama e dovrà essere approvato entro l´11 dicembre.
«Per la prima volta - commenta il ministro Mariastella Gelmini
- le carriere dei docenti non saranno legate agli scatti automatici ma al
merito ed alla ricerca effettivamente svolta. Il 20-30 per cento dei corsi
universitari va eliminato senza impoverire l´offerta formativa - conclude -
entro il 2010 intendo varare un piano di rientro per le sedi distaccate delle
università perché sono troppe». Secondo Mariapia Garavaglia, ministro ombra
dell´Istruzione, «il decreto non sconfigge il malcostume dei concorsi, dà solo
in pasto ai cittadini soluzioni che non sono tali. In realtà il merito non
viene valorizzato, perché l´Agenzia nazionale di valutazione del sistema
universitario, lo strumento attraverso il quale già adesso si potrebbero dare
valutazioni fondate e, appunto, di merito, non è stato attivato dal ministro.».
Giuseppe Valditara, relatore del decreto al Senato, commenta: «Si tratta di un
provvedimento straordinariamente importante per l´Università che avvia quel
percorso di risanamento indispensabile per poter rilanciare i nostri atenei. I
principali provvedimenti contenuti nel Decreto sono all´insegna dei valori
della responsabilità, della trasparenza e del merito». E ieri la Commissione
Cultura della Camera ha espresso il suo parere sul piano programmatico per la
scuola. Un via libera che però lega il maestro unico "in ragione della
domanda delle famiglie". E oggi cinque cortei di studenti attraverseranno
il centro di Roma, per protestare contro i tagli e la mancata sicurezza degli
istituti scolastici. Tre partiranno dagli atenei romani per confluire in quello
degli studenti delle scuole superiori. Obiettivo in ministero della Pubblica
Istruzione a viale Trastevere.
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 55 - Spettacoli Campagna
anti-Aids con Assalti Frontali Il ministro Sacconi sponsor del rap sul
preservativo ROMA - Sorpresa: per sensibilizzare i giovani nella lotta
all´Aids, il Ministero della Salute propone un rap in cui si parla
esplicitamente di utilizzo del preservativo. Il brano si intitola Quando sei lì
per lì e lo interpretano gli Assalti Frontali, gruppo rap
antagonista proveniente dai Centri sociali, tra i più impegnati anche sul
fronte anti-Gelmini. Il 1
dicembre il brano sarà nelle radio per la giornata mondiale della lotta
all´Aids e si può scaricare dal sito di XL, media partner dell´iniziativa.
Soprattutto, si può già ascoltare sul sito ufficiale del ministero del Lavoro
(settore Salute). Il rap segue le linee guida redatte dalla Commissione
nazionale Aids e fa parte della "Campagna di prevenzione Aids
2007-2008" voluta a suo tempo dal ministro Livia Turco, ma a sorpresa la
sua pubblicazione ricade sotto il controllo del ministero guidato ora da Sacconi.
«Quando sei lì per lì ci vuole il preservativo, misto fragola e banana ma che
flavor positivo», canta Luca degli Assalti; e poi: «ognuno pensa di essere
immune ma credici, siam tutti dentro dei rapporti molteplici». (carlo moretti)
( da "WindPress.it"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi gli assessori regionali
all?Istruzione. Tra i temi in discussione quello sull?edilizia scolastica. Nel
corso dell?incontro è emersa la necessità condivisa fra Governo, Regioni ed
Enti Locali di avviare un Piano straordinario per l?edilizia scolastica, anche
attraverso il finanziamento di mutui finalizzati alla messa a norma, alla
ristrutturazione e alla nuova costruzione di scuole e che, in analogia con il
Patto per la sicurezza del triennio 2007/2009, preveda la compartecipazione
dello Stato e delle stesse Regioni ed Enti Locali. Le Regioni hanno chiesto,
inoltre, che gli investimenti sulle scuole vengano sottratti al patto di
stabilità. Il ministro ha dato la sua disponibilità ad effettuare le verifiche
a riguardo.
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Politica
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( da "Tempo,
Il" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa ribaltone all'università Alla Sapienza la destra umilia gli anti Gelmini Altra battuta d'arresto per la
sinistra. Questa volta arriva dal mondo dell'università. Alle votazioni per il
rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi colleggiali della
Sapienza le liste collegate al mondo di destra hanno avuto la fiducia della
maggior parte degli elettori. Otto erano le liste che concorrevano. Si
va dai «Collettivi in movimento», lista protagonista dell'Onda di protesta
anti-Gelmini, all'«Udu», collegata alla Cgil. Da
Azione Universtaria vicina ad An fino ad arrivare a «Lista aperta» legata a
Comunione e liberarione passando per «Vento di rinnovamento» sostenuta dal
rettore Luigi Frati e «Studenti democratici» lista legata alla Sinistra
giovanile (Pd). Infine «I Corvi» ala umanistica dell'Ateneo e «Sapienza in
movimento», lista legata al mondo ambientalista. Si è espresso il 10,6% per
cento degli aventi diritto, pari a 13.348 votanti, superando il quorum che
consente di avere la rappresentanza piena degli studenti negli organi
collegiali centrali. Anche se i risultati ufficiali si sapranno solamente la
prossima settimana, la tendenza vede in netto vantaggio le liste di destra. In
testa «Vento di cambiamento» che ha ottenuto nella elezione per il rinnovo
della rappresentanza studentesca nel Cda 3081 voti, seguita da «Lista aperta»
con 2015 e da Azione Universitaria 1713. Non sono state sufficienti quindi né
le mobilitazioni di piazza né tantomeno le giornate di occupazione dell'Ateneo
per convincere l'elettorato a votare le liste di lotta. La maggior parte degli
studenti hanno preferito quelle riconducibili al centrodestra. Un risultato
che, secondo il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, «dimostra come la
maggioranza degli studenti condividono le iniziative intraprese sinora dal
governo e non si fanno convincere dalle troppe mistificazioni messe in atto
dall'opposizione». Affermazione subito ribattuta da Pina Picierno, ministro
ombra Pd delle Politiche giovanili: «è inaccettabile che il ministro Meloni
strumentalizzi il voto degli studenti, interpretandolo come condivisione delle
iniziative del governo». Intanto il Rettore Frati ha espresso la propria
soddisfazione per il clima di ordinata competizione elettorale, cosa invece
contestata dai Collettivi che denunciano: «è stato uno scandalo
baronal-clientelare. Abbiamo assistito alle peggiori irregolarità».
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Politica
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( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
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( da "Stampaweb,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Avevano annunciato cinque
manifestazioni a Roma per protestare contro le riforme di scuola e università e
a favore di scuole più sicure. Invece, complici pioggia e vento, hanno deciso
di cambiare programma. Qualche centinaio di ragazzi è sfilata in corteo per le
strade della capitale mentre gli universitari sono riusciti a bloccare
l?inaugurazione dell?anno accademico dell?università «La Sapienza» entrando
nell?aula magna del Rettorato. E così, mentre il Senato ha dato il via libera
al dl Gelmini sull?università, l?Onda degli studenti,
con un autentico blitz, è riuscita ad entrare nell?Aula Magna. Il rettore,
Luigi Frati, quando si è reso conto di cosa stava accadendo, si è alzato in
piedi e con il consiglio accademico ha lasciato l?Aula Magna. Gli studenti, al
grido di «vergogna, vergogna», «noi la crisi non la paghiamo», «la gente come
noi non molla mai», «siamo l?onda che vi travolge», si sono praticamente
impadroniti dell?aula. A Torino l?Onda ha fatto irruzione nella sala dove era
in corso un convegno con il sindaco Sergio Chiamparino. Entrati nella sala, gli
studenti hanno spiegato i motivi della loro protesta: «Abbiamo voluto portare
fino a qui sfidando anche le forze dell?ordine che volevano fermare quest?Onda
anomala. Ci si illude di privatizzare solo i profitti - hanno aggiunto - ma di
socializzare i costi di questa crisi si sbagliano di grosso. Non vogliamo
spendere il nostro futuro per i nostri denari». Quindi prima di uscire un
ricordo di Vito Scafidi, lo studente 17enne morto sabato scorso al liceo
«Darwin» di Rivoli e delle vittime della Thyssen, di cui ricorre la prossima
settimana il primo anniversario. «Di scuola e di lavoro - hanno detto ancora -
non si può morire, noi ricordiamo la Thyssen per non dimenticare. Da Rivoli
alla Thyssen per non dimenticare». FOTO Il blitz alla Sapienza VIDEO Gli
studenti tornano in piazza commenti (0) scrivi
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
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( da "WindPress.it"
del 28-11-2008)
Argomenti: Scuola
28-11-2008 Il ministro Mariastella Gelmini ha incontrato oggi i rappresentanti di Aquis
(Associazione per la Qualità delle università italiane statali) e si è
confrontata con loro sui temi cari all?associazione, quali la valorizzazione
delle università migliori attraverso più risorse in base alla qualità della
ricerca, della didattica e della trasparenza dei concorsi. Il Rettore
dell?Università di Padova Vincenzo Milanesi, pur esprimendo preoccupazione per
i tagli previsti per il
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 - Interni Sì al
provvedimento per alzata di mano. Il senatore democratico Rossi non vota Università,
il Senato approva il decreto il no di Pd e Idv, l´Udc esce dall´aula Gasparri:
"Prova di compattezza" Finocchiaro: "Tagliato un miliardo e
mezzo" SILVIO BUZZANCA ROMA - Il Senato approva per
alzata di mano il decreto Gelmini sull´università e lo passa alla Camera per l´approvazione
finale. Votano a favore il Pdl e la Lega, contro il Pd e l´Idv. L´Udc decide di
lasciare l´aula e di non partecipare all´atto finale. Come il democratico
Nicola Rossi, che avrebbe preferito l´astensione del Pd sul decreto.
Scelte che fanno esultare Maurizio Gasparri. «Questo è una grande prova di
forza e di compattezza della maggioranza. Le opposizioni hanno fatto un inutile
e stupido ostruzionismo» dice il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama.
Felicissimo perché «il successo di oggi al Senato segue quello degli studenti
di destra che hanno sbaragliato la sinistra all´università La Sapienza». Molto
soddisfatto anche il vicecapogruppo del Pdl, il forzista Gaetano Quagliariello.
«Viene così radicalmente smentita l´accusa secondo la quale l´università
sarebbe stata oggetto di tagli indiscriminati. - dice Quagliariello - Si
afferma il criterio in base al quale i soldi debbano seguire il merito. Si
rafforza il diritto allo studio e soprattutto si svecchia una università nella quale,
a causa delle logiche corporative, i professori ordinari sarebbero presto
diventati più numerosi dei giovani ricercatori». Anche la Lega trova
nell´approvazione del decreto legge motivi di grande esultanza. Come spiega il
senatore Mario Pittoni, il voto segna infatti «l´inizio del riequilibrio dei
finanziamenti agli atenei del nord, dopo anni di regalie alle università del
centro e del sud». Il giudizio del centrosinistra è diametralmente opposto.
Anche se il voto favorevole ad alcune modifiche aveva indotto qualcuno a
pensare ad un atteggiamento più "morbido" del Pd sul voto finale.
Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, spiega: «Il decreto è
sbagliato nel metodo e nel merito e il nostro giudizio non può cambiare solo
perché fortunatamente siamo riusciti a far approvare qualche nostro
emendamento». Secondo la Finocchiaro, «la sostanza è che questo governo ha
tagliato con la Finanziaria un miliardo e mezzo all´università, come gli
studenti hanno capito benissimo. è una verità che le dichiarazioni di
Quagliarello e Gasparri non possono cambiare». Sulla presunta incoerenza del
Pd, il vicepresidente dei senatori Luigi Zanda aggiunge: «Il Pd in Senato ha
votato a favore di alcuni emendamenti migliorativi riformulati dalla
maggioranza su nostra indicazione. Ma il voto finale non poteva che essere
contrario». «L´approvazione del decreto Gelmini
sull´università rischia di rappresentare, in un settore cruciale e che tanto
necessita di interventi seri e strutturali, l´ennesima toppa che anziché riparare
il danno, peggiora il buco», aggiunge Maria Pia Garavaglia, ministro
dell´Istruzione del Pd. Pancho Pardi, senatore dell´Idv, dice che «il
provvedimento del centrodestra sull´università è tutto eccetto che una
riforma». Un «pannicello caldo», conviene Gianpiero D´Alia. Secondo il senatore
dell´Udc, «il decreto legge affronta solo piccoli aspetti del problema, in
tempi ridotti e senza una proposta organica né un confronto con il Parlamento e
con i soggetti coinvolti».
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Torino Il Darwin
riaprirà tra tre mesi Tornano nell´edificio gli allievi del Romero. "Quell´ala
è sicura" Domani nuovo sopralluogo del pool di
Guariniello La Pentenero va dalla Gelmini MEO PONTE A marzo gli studenti del liceo scientifico Charles
Darwin di Rivoli potranno tornare nella loro scuola. Solo nelle aule del
seminterrato e del piano terra naturalmente perché quelle del primo piano, ora
sotto sequestro per ordine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che
indaga sul crollo della controsoffittatura dell´aula 13, dovranno essere
nel frattempo ristrutturate. E´ quanto previsto dal piano di interventi della
Provincia di Torino, illustrato ieri dal presidente Saitta e dal prefetto Paolo
Padoin, ad insegnanti e genitori degli studenti in un incontro nel municipio di
Rivoli. I tecnici della Provincia hanno quindi stimato che i lavori di verifica
e ripristino del liceo scientifico dureranno tre mesi. A partire da quando la
magistratura deciderà il dissequestro la parte dell´edificio in cui i
consulenti tecnici di Guariniello stanno svolgendo i rilievi necessari
all´inchiesta. Lunedì prossimo gli studenti del liceo riprenderanno le lezioni
nelle scuole che hanno accettato di ospitarli: 35 classi saranno sistemate al
Natta, le restanti 8 alla Primo Levi di Cascine Vica. Le lezioni seguiranno un
orario pomeridiano: dalle 13,30 alle 18,50. «Per gennaio speriamo di tornare a
far lezione al mattino almeno per le classi ospiti alla Levi - spiega la
preside del Darwin Maria Torelli - e per il mese successivo saranno quelle
sistemate alle Natta a tornare all´orario normale. A marzo pensiamo di poter
tornare nella nostra vera sede... ». Il 3 dicembre invece riprenderà
normalmente l´attivita scolastica della monsignor Oscar Romero, l´istituto
tecnico ospitato in un´ala dell´ex seminario. A tranquillizzare i familiari
degli studenti dell´istituto tecnico, comprensibilmente preoccupati dopo che,
nel liceo accanto, una settimana il crollo del controsoffitto di un´aula era
costato la vita allo studente Vito Scafici ci hanno pensato gli esperti della
Provincia, illustrando i lavori di verifica eseguiti. «Abbiamo valutato la
solidità delle strutture - ha spiegato Umberto D´Ottavio, assessore provinciale
all´istruzione - utilizzando tecniche particolari. Ad esempio stendendo su
pavimenti e soffitte un materasso alto
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino Blitz degli
studenti al convegno, è tensione Tafferugli con la polizia che tenta di bloccarli.
Poi media il sindaco Chiamparino li ha invitati a parlare: protesta legittima
ma le tesi sono semplicistiche DIEGO LONGHIN L´Irruzione e i tafferugli con la
polizia intorno alla mezza, mentre il sindaco discuteva di leadership e del
rapporto tra i partiti e cittadini. Una sessantina di persone, studenti e
rappresentanti del collettivo universitario autonomo con tanto di striscioni e
megafoni, sono entrati all´interno del centro congressi di Torino Incontra,
dopo aver manifestato in piazza San Carlo davanti alla sede di Intesa Sanpaolo.
Obiettivo? Arrivare nella Sala Cavour ed interrompere il convegno "Città
NordOvest" sulle trasformazioni e il futuro di Torino per leggere un
comunicato e spiegare le ragioni della loro protesta anti-Gelimini, contro i
tagli all´istruzione e la spesa per la costruzione del grattacielo Sanpaolo. Ma
la polizia, che ha seguito gli studenti per tutto il percorso, ha bloccato il
gruppo sulle scale, scelta che ha fatto salire la tensione. I manifestanti non
volevano rinunciare ad entrare nella sala, in maniera pacifica, ma gli agenti
hanno iniziato a contenere gli studenti, respingendoli, ed è partita qualche
manganellata. Dopo un po´ di concitazione, qualche contuso tra studenti e forze
dell´ordine, e la paura che la situazione potesse degenerare è prevalso il buon
senso, grazie all´intervento del sindaco che, avvertito della situazione, ha
dato il via libera all´ingresso dei manifestanti, entrati in sala al grido «Noi
la crisi non la vogliamo». «Venite, venite - ha detto Chiamparino - nessuno vi
toglie la parola, basta chiedere». «Noi abbiamo chiesto - si è sentito
rispondere il primo cittadino - ma la polizia ci ha aggredito». Gli
universitari hanno preso la parola, leggendo un comunicato: «Chi si illude di
privatizzare i profitti - hanno sostenuto - e di socializzare i debiti e i
costi della crisi si sbaglia di grosso. A questo gioco noi non ci stiamo, non
svendiamo il nostro futuro». E poi gli attacchi alla banca, che incassa i soldi
delle tasse universitarie e che vuole costruire «un grattacielo di lusso
spendendo più di 350 milioni di euro, scaricando su tutti il tracollo
economico». Non solo. «Non è il momento di costruire un grattacielo - hanno
detto - meglio realizzare progetti realistici e iniziative di sviluppo dell´occupazione».
Poi l´affondo alla politica «che difende gli interessi di
pochi» e contro il ministro Gelmini. Alla fine i rappresentanti del collettivo hanno ricordato Vito
Scafidi, lo studente morto nel crollo della scuola di Rivoli, e le vittime
della ThyssenKrupp: «Chi si accinge a fare tagli dovrà pensarci su». Il tutto
condito da slogan e striscioni appesi. Il sindaco, circondato dagli
universitari, ha ascoltato e, terminato il blitz, ha ripreso a parlare. «La
loro protesta è legittima ma alcune cose sono un po´ troppo semplicistiche», ha
detto Chiamparino alla fine del convegno. «Pongono un problema vero, quello
degli investimenti nella formazione e nella ricerca come fattori di sviluppo,
non sono animati da intenzioni bellicose e certamente non ero io il loro
principale bersaglio. Se avessero chiesto di entrare subito si sarebbero
evitati tafferugli». Gli studenti erano stati attirati dalla prevista presenza
di Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo, non
intervenuto perché all´estero. A Torino Incontra è arrivato anche il questore,
Aldo Faraoni, che accompagnava il sottosegretario agli Interni Michelino
Davico. Faraoni ha spiegato che i pochi agenti hanno reagito alle provocazioni
dei manifestanti, che avevano preso a palle di neve le forze dell´ordine,
temendo che la situazione potesse degenerare. Ma per la capogruppo di Sd in
Sala Rossa, Monica Cerutti, la situazione non giustifica il comportamento della
polizia, «soprattutto per l´uso dei manganelli».
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII -
Torino La curiosità Bolatto frena i "no Gelmini" con le
pizzette Da una parte un convegno di medicina cardiovascolare, dall´altra
l´assemblea per l´elezione del nuovo presidente di Unioncamere Piemonte,
Ferruccio Dardanello. E gli studenti hanno scelto la seconda assise per il dopo
blitz in sala Cavour. Ma alla fine non sono entrati. Dopo qualche scorribanda su e giù per
i corridoi del Torino Incontra, con al seguito la polizia, si sono trovati
sulla porta della sala Sella il segretario di Unioncamere Guido Bolatto, per
nulla preso in contropiede. Anzi. Li ha invitati al buffet preparato per la
riunione dove gli universitari si sono rifocillati, rinviando l´ingresso in
assemblea. O meglio, come riportato sul comunicato pubblicato sul sito
Indymedia, «un banchetto di viveri è stato assaltato e razziato». (d. lon.)
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Roma Ieri un corteo in Centro.
Davanti a palazzo Grazioli urla contro Berrlusconi "è soltanto un barone
che non ci rispetta" TEA MAISTO LAURA MARI «è solo un barone che ancora
una volta ha dimostrato di essere inadeguato al ruolo che svolge. Un rettore
che non sa mantenere la calma e non mostra rispetto per gli studenti» così
Fabio Gianfrancesco, uno dei portavoce dell´Onda, risponde alle esternazioni
del rettore Luigi Frati che ha definito «fascisti» gli studenti che si sono
introdotti nell´Aula Magna della Sapienza interrompendo l´inaugurazione
dell´anno accademico. «Frati parla di "pariolini", ma dovrebbe sapere
- prosegue il portavoce dell´Onda - che la maggior parte degli studenti versa
in condizioni economiche difficili, spesso fa un doppio lavoro e a malapena riesce
a pagare l´affitto. Prima di parlare, Frati dovrebbe informarsi su chi sono
davvero gli studenti e non pensare solo alla casta dei suoi sudditi della
facoltà di Medicina». Un botta e risposta incandescente, quanto le
dichiarazioni degli studenti dell´Onda su presunti brogli alle ultime elezioni,
in cui, secondo i dati ufficiosi, avrebbero vinto le liste di destra. «Ci sono
250 preferenze in più rispetto al numero dei votanti» sostengono i collettivi,
ma dalla Sapienza rispondono «i dati ufficiali saranno disponibili lunedì, ma
non c´è stato alcun tipo di broglio». Ieri si sono mobilitati anche gli
studenti medi, che prima hanno contestato sotto Palazzo Grazioli il presidente
del Consiglio Berlusconi urlando «vergogna» e «buffone», e poi hanno raggiunto
a piazza Barberini gli studenti dell´Uds, del Righi, del Russel, del liceo
Colonna e del Giulio Cesare per un mini-corteo fino a piazza della Repubblica.
«Abbiamo deciso di manifestare anche per chiedere maggiore sicurezza nelle
scuole - hanno commentato i portavoce dell´Uds - e nei prossimi giorni
diffonderemo negli istituti un questionario per capire in che condizioni sono
le varie strutture. Giovedì, inoltre, saremo ricevuti dall´assessore
provinciale alla Scuola Paola Rita Stella». Nonostante la pioggia, un gruppo di
studenti ha proseguito la contestazione nella stazione della metro A di
Repubblica e poi ha occupato l´ingresso dell´Ufficio scolastico regionale del
Lazio. «Dopo aver parlato con gli studenti - ha fatto sapere Raffaele Sanzo,
direttore dell´Ufficio scolastico regionale - ho scritto una lettera al Comune
e alla Provincia chiedendo maggiore attenzione verso l´edilizia scolastica». Ma
le proteste anti-Gelmini
proseguiranno anche questa mattina, con la manifestazione organizzata a piazza
della Bocca della Verità dal coordinamento "Non rubateci il futuro":
dalle 10.30 alle 14 per gli alunni delle elementari, i genitori e gli
insegnanti hanno organizzato concerti, laboratori, giochi e esibizioni dei
"Gelminari" ("madonnari" che disegneranno a terra
con i gessi il ritratto del ministro Gelmini).
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Roma L´intervista Parla
il rettore: "Io sono un vero uomo di sinistra" "Sono solo
pariolini tra salotti e Smart" "Tremonti? Con i tagli alle università
non mi deve rompere" «Sono più di sinistra io di certi pariolini che si
vestono da gruppettari per venire all´università e poi girano in Smart per
Roma». Mantiene la calma il rettore Luigi Frati, ora che si è spogliato
dell´ermellino per tornare in abiti borghesi. Rettore, i ragazzi dell´Onda
entrando in aula magna hanno detto di essersi sentiti traditi. Lei come
risponde? «Penso che ci sia un disagio dei giovani. Ma siccome Tremonti taglia
perché l´Europa glielo chiede, il mio compito è quello di meritare che tagli da
un´altra parte e non rompa le palle a me». Ma quello che è successo oggi ha un
peso... «Io ho il dovere morale di consentire di studiare, al di là delle
ipoteche politiche. Di base alla protesta c´è un altro motivo: c´è una sinistra
che non si sente rappresentata in Parlamento. E così, 100-200 persone decidono
di far casino. Uno viene all´università vestito da cialtrone e poi alle
elezioni studentesche neanche vota perché non ha interesse a farlo. A
differenza dei calabresi che sono fuori sede e hanno problemi veri da
risolvere». E del ministro Gelmini cosa pensa? «Sono d´accordo con lei sul criterio di valutazione
su obiettivi di qualità, nel tagliare i corsi di laurea con pochi studenti, ma
vorrei che nella premialità non venga valutato l´ateneo, ma il singolo
docente». (al. pa.)
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XII - Palermo STOP AL POTERE
DEI BARONI PER SALVARE L´UNIVERSITà Occorre trovare nuovi sistemi di reclutamento
e di progressione di carriera. I titoli e l´attività didattica ai fini
concorsuali non sono oggi una condizione sufficiente
GIUSEPPE LAURICELLA L DECRETO LEGGE 180 DEL MINISTRO GELMINI AFFIDA - in nome
del «cambiamento» - i pieni poteri sui concorsi ai docenti ordinari. è un
autentico paradosso. In molte facoltà (se non in tutte) sono stati istituiti
più corsi di laurea della stessa disciplina, senza che in realtà se ne sia mai
compresa la necessità per lo studente. Mi è sempre sembrata una scelta
eccessiva. Sarebbe stato sufficiente un solo corso di laurea, magari con
qualche indirizzo specifico, sapendo che poi ciascun laureato avrebbe potuto
comunque scegliere un percorso specialistico attraverso i master o le scuole di
specializzazione. Proprio a causa di riforme dissociate dall´interesse dello
studente abbiamo assistito dunque alla moltiplicazione delle cattedre. Sono
dell´idea di tagliare i corsi di laurea-fotocopia. Anche perché quegli
insegnamenti si devono poi coprire e occorre rivolgersi a docenti esterni
attraverso contratti di diritto privato. Si tratta di un´anomalia, presente in
ogni facoltà, che comincia da molte parti a essere rilevata, portando alla
rivalutazione del passato sistema di formazione universitaria. Certo, con i
dovuti adeguamenti. D´altro canto, perché sono proliferati i professori a
contratto? Ci sono molti docenti perché esistono molte cattedre o ci sono molte
cattedre per sistemare docenti, i quali (non tutti, certo), sarebbero
altrimenti ingiustificati nel ruolo e per il concorso che hanno «vinto»?
Probabilmente, sia l´uno che l´altro. Per un verso, l´aver voluto far
proliferare il numero dei ricercatori, degli associati e degli ordinari ha
condotto alla creazione (se non, a volte, all´invenzione) di nuove cattedre;
per l´altro, l´aver creato poli universitari, sedi distaccate (magari per
assecondare politici locali), senza dimenticare la corsa frenetica ad ampliare
l´«offerta formativa», ha prodotto un mercato sconsiderato di docenti, spesso a
contratto (professionisti, funzionari dell´amministrazione, semplici cultori
della materia), che in tal modo possono magari «sfruttare» il titolo per
esigenze professionali. Tutto ciò - tranne le meritevoli eccezioni - sulla
pelle degli studenti. Certo, la responsabilità è della legge che ha consentito
tutto questo. Ma è anche degli organi universitari che, nella loro autonomia,
avrebbero potuto applicarla con migliore equilibrio. Non entro nel merito delle
materie «inventate»: ci perderemmo. Ma la moltiplicazione delle cattedre e
delle materie impongono sforzi ingiustificabili agli studenti. Per rimanere nel
mio ambito disciplinare, materie come "Diritto pubblico e diritto
privato" o "Diritto pubblico e diritto dell´Unione europea" o,
ancora, "Diritto pubblico e diritto dell´informazione", vengono
insegnate da docenti diversi per ogni disciplina ma considerate come uniche ai
fini degli esami. Considerare due materie come se fossero una, offre la
possibilità di aggiungere altre materie nel piano di studi. Una bella trovata,
no? Ciò però comporta da un lato un doppio impegno per gli studenti (nel
seguire le lezioni, nello studio della materia e agli esami), e dall´altro
un´espansione del numero delle materie che formano il piano di studi, con un
ovvio allargamento del numero dei docenti, spesso a contratto o per supplenza,
che altrimenti resterebbero inoccupati. Come mai? Perché si deve dare spazio a
un docente, a un amico o adun allievo di qualche «barone»? Forse. è normale?
Non credo. Ma di questi esempi ce ne sono a decine. L´unica possibilità di
ricorrere a docenti esterni dovrebbe riguardare studiosi di chiara fama, ai
quali offrire contratti soddisfacenti. Sarebbe un modo per attrarre cervelli,
attraverso una gestione seria e non dispersiva delle risorse universitarie.
Andiamo alla nota dolente: il sistema concorsuale e la sua gestione «baronale».
Basterebbe guardare quanti neo-ricercatori (nemmeno confermati) sono diventati
persino ordinari dopo appena due o tre anni. Una situazione intollerabile,
anche perché non risulta che da dieci anni a questa parte si sia accertata una
inconsueta concentrazione di geni. Mentre, risulta - anche se non è
quantificabile - che tanti validi studiosi hanno rinunciato di fronte agli
«sbarramenti» dei concorsi. Allora occorre trovare nuovi sistemi di
reclutamento e di progressione di carriera. Il concorso deve riguardare
l´ingresso non la carriera, altrimenti tutti per progredire non dovranno solo
studiare e lavorare ma anche entrare nelle grazie del «barone». Quello che dico
nasce dal mio essere fuori dalle logiche di appartenenza. Come si vede, non
parlo dei titoli o dell´attività didattica. Ai fini concorsuali ho la
sensazione che in certi casi non siano una condizione sufficiente e - a volte -
neanche necessaria. Suggerirei due idee per scardinare il sistema baronale.
Primo: eliminare la differenza tra professore associato e professore ordinario,
riunendoli in un´unica figura. Una soluzione che sarebbe giustificata dal fatto
che un associato svolge (come molti ricercatori impegnati) le medesime funzioni
di un ordinario, dal quale si differenzia solo per il trattamento economico
(mortificante) e per le cariche che si possono ricoprire nell´ambito
universitario (preside, rettore). Secondo: creare un sistema di accesso al
ruolo di docenza universitaria, in cui gli unici momenti concorsuali dovrebbero
essere quello di primo livello, per il dottorato di ricerca con concorso
locale, e quello per l´entrata nel ruolo di docente, per i ricercatori, con
concorso su scala nazionale, attraverso il quale si acquisirebbe un´idoneità
necessaria per essere chiamati dalle università, che avessero messo a bando il
posto. Chiamata che dovrebbe avvenire facendo scorrere graduatorie (bloccate)
degli idonei, per aree di specializzazione, escludendo la discrezionalità delle
facoltà sulla chiamata del ricercatore. Di conseguenza, dalla immissione in
ruolo (che coinciderebbe con l´effettivo inizio della funzione) la progressione
di carriera dovrebbe avvenire per anzianità (come già, peraltro, avviene per i
magistrati), per esempio trascorsi dieci anni di ruolo di ricercatore, e sulla
base di un giudizio (o un parere vincolante) reso dalla facoltà di appartenenza
circa la continuità della ricerca scientifica e la effettività dell´attività
didattica svolta. Si tratterebbe di un meccanismo che eliminerebbe il potere
dei baroni-ordinari di gestire a discrezione i concorsi e la carriera degli
studiosi. Forse l´unico rimedio. Non trovo in linea di principio sbagliata
l´idea del sorteggio per la nomina dei commissari, introdotta dal ministro Gelmini. Ma rimane una soluzione insufficiente se non
prevista fin dall´inizio della fase di nomina dei membri delle commissioni,
perché altrimenti, applicandola a un nucleo ristretto scelto con il voto
(orientato) significa nella sostanza non cambiare quasi nulla. Inoltre,
segnalerei un capolavoro di contraddittorietà: si denuncia politicamente il
sistema baronale e, poi, nel decreto-legge 180 il ministro individua, quale
elettorato attivo, solo ordinari e straordinari. Forse così i capirivolta accademici
ordinari saranno messi a tacere, perché da ora saranno solo loro a decidere chi
mandare nelle commissioni giudicatrici dei concorsi universitari. Perfetto.
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII -
Bologna No-Gelmini invadono Unicredit con finte
banconote da 50 euro Nuovo blitz nella sede centrale davanti alla polizia
Sfiorata la rissa alla mensa tra addetti alla sicurezza e studenti ALESSANDRO
CORI L´Unicredit entra di nuovo nel mirino dei «No Gelmini». Se qualche settimana fa i ragazzi
del movimento avevano incatenato e imbrattato con la vernice il portone della
sede centrale di via Zamboni, ieri invece si sono «limitati» a tappezzare di
adesivi con su scritto «Noi la crisi non la paghiamo» le vetrine e il bancomat
della filiale di via Rizzoli. Gli studenti dei collettivi universitari
dell´Alma Mater (Aut-Off, Spazio Sociale e Cua), una quarantina in tutto, dopo
aver eluso la sorveglianza delle forze dell´ordine, schierate in massa nella
zona universitaria, intonando cori e slogan hanno messo a punto un vero e
proprio blitz nella sede della banca, tappezzandola di adesivi, volantini e
spargendo ovunque finte banconote giganti da 50 euro. Nel pomeriggio poi,
quando un ragazzo del movimento ha cercato di affiggere nella mensa di piazza
Puntoni lo stesso tipo di logo utilizzato per «coprire» l´Unicredit, si è sfiorata
la rissa. Alcuni studenti dei collettivi universitari hanno riferito infatti di
essere stati espulsi a suon di pugni dall´addetto alla sicurezza, per aver
attaccato l´adesivo su una bottiglia d´olio. In mattinata invece le cose erano
andate piuttosto lisce. Verso le 13, dopo l´iniziativa di protesta, i ragazzi
sono tornati con un mini-corteo improvvisato a Lettere, in via Zamboni 38,
lasciando dietro di loro una scia di adesivi attaccati su muri, serrande e
vetrine dei negozi tra cui anche la filiale della Carisbo di piazza Ravegnana.
A seguirli, passo dopo passo, decine di agenti delle forze dell´ordine.
L´appuntamento per dare vita a quelle che il movimento ha definito «azioni
comunicative», in occasione della «Giornata nazionale di mobilitazione No-Gelmini», era previsto per la mattina alle
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III -
Bologna No-Gelmini invadono di nuovo Unicredit
L´UNICREDIT di nuovo nel mirino dei "No Gelmini": ieri gli
studenti dei collettivi universitari hanno fatto un blitz nella sede della
banca in via Rizzoli tappezzandola di adesivi, volantini e banconote giganti da
50 euro. Per
l´aggressione al banchetto di Azione Universitaria in piazza Verdi e ai
poliziotti, 22 denunce. La Procura: «Ora basta, non tollereremo altre
violenze». CORI E GULOTTA A P
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna Piro: "La
giustizia farà il suo corso con la massima sollecitudine" Ventidue
denunciati per l´assalto ad An CARLO GULOTTA DOPO le due aggressioni al
banchetto di Azione Universitaria in piazza Verdi e le botte agli agenti, e nel
giorno in cui Alleanza Nazionale critica la Procura per lo «scarso rigore»
contro i violenti della galassia antagonista, questura e magistrati rispondono
coi fatti. «Siamo di fronte ad atti intollerabili - dice il procuratore
reggente Silverio Piro - e ad alcuni facinorosi ai quali faremo comprendere che
non è questo il modo di manifestare. La violenza non paga e le forze
dell´ordine vanno rispettate. La giustizia farà il suo corso con la massima
sollecitudine». Parole che fanno intendere che d´ora in poi sarà massimo il
rigore contro chi si copre col lenzuolo degli anti-Gelmini e ne approfitta per attaccare la polizia, le banche o formazioni
politiche alle quali si pretende di negare spazio. I violenti e gli istigatori,
dice il procuratore, «sono sempre gli stessi. Aizzatori di masse ben conosciuti
alle forze dell´ordine, sui quali cercheremo di indagare soprattutto in
relazione alla trasversalità dei loro interventi». Sigle o nomi dei
collettivi di questi "soggetti trasversali", Piro non ne fa, ma la
preoccupazione degli investigatori è soprattutto per le frange più dure
dell´anarcoinsurrezionalismo, notate spesso nei cortei non autorizzati o negli
episodi di violenza di piazza. E infatti ci sono anche loro, i duri con la "A"
cerchiata che fanno capo al gruppo di "Fuori Luogo", fra i 22 giovani
denunciati dalla Digos per le botte al banchetto di Azione Universitaria la
mattina del 20 novembre e il "contatto" con gli agenti nei pressi
della Questura. Sono in buona compagnia, assieme agli attivisti dei centri
sociali Xm24, Crash, Tpo e del Collettivo Universitario Autonomo: a 11 di
questi è contestata la resistenza a pubblico ufficiale, a 7 la violenza
privata, le ingiurie e la partecipazione a manifestazione non preavvisata, due
i denunciati per il rifiuto di fornire le generalità, uno per aver fatto
esplodere un petardo e infine, per un ragazzo del Tpo, l´accusa di istigazione
a delinquere, per aver incitato ad ostacolare le volanti che portavano i
fermati in Questura da via Zamboni. Su alcune di queste figure la Digos,
coordinata dai pm Tampieri e Plazzi, dovrà produrre uno studio per accertare la
loro presenza in relazione ai fatti più gravi, mentre non si escludono altri
passi più incisivi dei magistrati a breve. Ma Alleanza Nazionale non ci sta.
«Cosa aspetta la Procura a intervenire? - attacca il deputato di An Enzo Raisi,
che ha ottenuto la solidarietà e l´interessamento a capire che succede a
Bologna dal ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni - Dopo i lanci di
uova e un ferito più lieve, ne serve forse uno più grave? Le nostre querele
giacciano da anni nei cassetti: chiediamo un incontro coi vertici della Procura
per capire perché questo accade. Spero solo non ci sia la volontà di far
passare il tempo. Abbiamo subito dieci aggressioni in cinque anni e c´è stata
una sola richiesta di rinvio a giudizio». Clima caldissimo. E Crash, reduce
dallo sgombero di via Zanardi, ricorda gli episodi di violenza di cui sono
rimasti vittime alcuni compagni e incalza. «E´ il momento di tornare a far
fischiare il vento. A Bologna da quando sono state sgomberate piazze e strade
con ordinanze e militarizzazioni, l´aria fresca della socialità ha fatto spazio
alla puzza nauseabonda delle fogne fasciste. E´ il momento di tornare a fare
spazio».
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
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Pagina XXIII - Milano Il fondatore
di Cl Da X Factor a don Gius "Sono diventato grande" Facchinetti: Dj
Francesco è il passato Mi ha folgorato una sua frase: Dio esiste in ciò che dà
la felicità Un invito a vivere il presente con coscienza Domani presenta i
Nickelodeon, premi assegnati dai ragazzi LUIGI BOLOGNINI Osannato come una
delle poche novità della tv italiana, da X Factor a Scalo 76, conduttore domani
del Nickleodeon Kids Choice Awards, ora anche scrittore, con una curiosa
autobiografia, uscita da Sperling & Kupfer, il cui titolo, Quello che non
ti aspetti, è perfetta sintesi della parabola di Francesco Facchinetti. Uno che
fino a poco fa era indicato come esempio di stupidità, di vacua leggerezza
giovanilistica e giuggiolona. Non del tutto a torto, intendiamoci: tra il look
coi capelli tagliati in verticale (il profilo sinistro rasato, il destro no),
flirt con attrici e canzoni demenziali col nome di Dj Francesco, da La canzone
del capitano a Salta, il figlio di Roby dei Pooh ne ha combinate non poche. Poi
che le è successo, Facchinetti? A 28 anni è cresciuto di botto? «Sono sempre me
stesso. Ho solo messo in mostra un lato diverso, e ovviamente sono cambiato
come tutti con l´età. Voglio far capire che la mia generazione è stata
giudicata ingiustamente fatua e senza ideali, mentre semplicemente chi ha il
potere non lo vuol mollare. Per questo, al di là del
contenuto della riforma Gelmini, mi piace l´Onda: è energia che si libera, speranza di un
cambiamento». Nessun rimpianto per Dj Francesco? «Mi diverto ancora a
ripensarci, ma ora non sarei più in grado di farlo. Sa, il 90 per cento degli
artisti è triste perché, sceso dal palco, si sente solo e si calma con droga e
alcol. Io invece mi calmavo dando spettacolo in discoteca e sui giornali
di gossip. Ora basta, ho iniziato un altro viaggio che non so dove mi porterà e
mi godo il paesaggio». Sembra di sentir Jovanotti al momento di diventare
Lorenzo Cherubini. «è il mio esempio: fu lui a dirmi che chi è diretto è
destinato a dividere e che bisogna guardare non a chi è dalla tua parte, ma a
chi ti è contro, per trarne la forza di andare avanti». Altri maestri? «Claudio
Cecchetto e don Giussani». Strana coppia. «Claudio mi ha fatto capire che
bisogna fare ogni gradino, per salire, senza mai credersi arrivati, e che
bisogna cominciare dai bambini per crescere con loro. Anche per questo domani
presenterò i Nickelodeon Awards. Don Gius invece mi folgorò con una frase:
"Dio esiste in ciò che mi dà felicità". Un invito a vivere il
presente, con responsabilità e ragionevolezza: il passato è un ricordo e il
futuro è fantasia». Leggendo il suo libro sorprende il racconto dei suoi anni
tra i reietti della Centrale, con Fratel Ettore. «A inizio anni Novanta, mia
madre si accostò all´attività di Fratel Ettore e portò anche me, avevo una
decina d´anni. Un battesimo del fuoco, sembrava un posto dove avessero buttato
l´atomica, irreale: le luci al neon, un rigagnolo che sembrava l´Acheronte, il
fiume dell´Inferno, per terra gente morta di droga o Aids, altra in overdose, e
nessuno che le badava a parte questo prete con le manone. Mi mise alla prova:
mi portò da uno che mi tirò una manata sui testicoli. Risposi con un cazzotto.
E Fratel Ettore mi disse, "Ora sei pronto". Io recuperavo quelli
scappati dalle comunità, gli davo caffè e limonata e poi li caricavo sul Ducato
di Ettore, quello con la Madonna sul cofano. A Natale andavamo a brindare al
Leoncavallo: era l´unico a poter portare la Madonna lì». è felice adesso? «Tre
anni fa avrei detto di sì. Ora dico che la felicità non esiste, esiste la
fortuna di vivere».
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
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Pagina 5 - Economia I divi
dell´hard contro la pornotax "Perderete consensi tassando il sesso"
Da Schicchi a Siffredi a Eva Henger: sbagliano a pensare che l´eros sia inutile
LEANDRO PALESTINI ROMA - Il mondo dell´hard è pronto a scendere in piazza, a
protestare contro il decreto anticrisi del governo che annuncia una porno tax,
estesa peraltro ai programmi tv a luci rosse. In pratica chi produce e
commercializza materiale porno tra un paio di mesi dovrà sborsare un´addizionale
Irpef del 25%: una proposta già fatta per la Finanziaria 2006 (ma mai attuata),
relatrice Daniela Santanché. «è un ritorno al passato. Abbiamo già lottato
contro la tassa Santanché ed è pazzesco che Tremonti voglia ancora punire con
prelievi fiscali un settore in profonda crisi come quello dell´eros», commenta
indignato Riccardo Schicchi, con un avvertimento al governo. «Berlusconi sta
facendo un errore. A tassare l´eros si rischia di perdere consensi, quindi
voti: dovrebbe invece detassare le tredicesime, così la gente potrebbe
dedicarsi di più sul sesso». Secondo le ultime rivelazioni Eurispes, il giro
d´affari del porno sfiora il miliardo di euro all´anno, ma gli operatori del
settore fanno notare che sono i circuiti illegali (quindi non tassabili) a fare
la parte del leone. «Per chi lavora nella legalità la situazione è critica. Io
produco porno da 15 anni e garantisco che, mentre negli anni 90 ci si
arricchiva, oggi in Italia si sopravvive appena», testimonia Rocco Sifreddi,
pornoattore e produttore "emigrato" in Ungheria. «è facile tassare il
porno, lo giustificano pensando che l´eros sia inutile alla gente, alla
società. Sbagliano, anche politicamente. Intanto il mio business con l´Italia
io l´ho ridotto al 10%: gran parte del mio volume d´affari è rivolto verso Usa,
Australia, paesi dell´Est e il resto dell´Europa, pagando meno tasse». Anche le
regine del porno italiano sono scese sul piede di guerra. «Trovo la pornotax
una cosa un po´ ipocrita. In Italia non si potrebbe neanche produrre il porno e
allora non si possono neanche pretendere le tasse. Se invece si fa del porno
un´attività totalmente legittima allora si può anche tassare», dichiara l´ex
pornostar Eva Henger, con allusione al fatto che la bozza del decreto minaccia
tasse soltanto per pornografia con "sesso vero". Tradotto: il
prelievo non riguarderà chi produce o commercializza "opere" di
incitamento alla violenza o materiale pedo-pornografico. «Altro che tasse,
dovrebbero linciarli quelli che fanno la pedo-pornografia: sono equiparabili ai
trafficanti di organi umani, niente a che vedere con i sani dvd a base di eros
che facciamo noi della Rocco Siffredi Productions», sbotta il divo del porno
nazionale Siffredi, con una battuta per il premier: «A Berlusconi consiglio di
ripensarci, questa tassa è ingiusta. La sua è una invasione di campo: ma visto
che ha buongusto nella scelta delle ministre, allora gli dico che potrei
occuparmi io di Mara Carfagna, di Mariastella Gelmini, di Michela Brambilla». Attori e produttori di porno concordano
che il porno è stato messo in ginocchio da Internet («su Youporn trovi di
tutto, portali gratis sono ovunque e senza parental control vi accedono pure i
bambini» denuncia Schicchi) e Ilona Staller indica al governo i problemi del
settore hard: «La pornotax non potrà provocare più problemi di quelli che ci
sono già dall´avvento di Internet. Si può infatti scaricare qualunque
cosa gratis o comprare film pirati. La tassa è solo l´ultima mazzata su un
settore in crisi». Un messaggio per il ministro Tremonti? «Pornografia e
prostituzione esistono da quando esiste il mondo. Colpiamo piuttosto chi ha lo
yacht, la mega villa o chi chiede ancora di essere pagato in nero».
( da "Repubblica,
La" del 29-11-2008)
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Pagina 17 - Interni L´esame del
figlio del Senatur in una scuola privata Renzo Bossi ci riprova terzo round per
la maturità Oggi si saprà l´esito La bocciatura aveva creato forti polemiche
MILANO - Renzo Bossi ci ha riprovato. Ieri il figlio del leader della Lega si è
presentato al collegio «Bentivoglio» di Tradate, in provincia di Varese, per
sostenere di nuovo da privatista l´esame di maturità scientifica. Mamma e papà
non c´erano, Renzo è arrivato con alcuni amici e dopo la prova è apparso
sereno. Solo oggi, però, si saprà se ha passato l´esame. Lo ha fatto per la
terza volta. Bocciato alla prima, ci aveva riprovato quest´anno, presentando
una tesi su Cattaneo e il federalismo. Ma la commissione non lo aveva ritenuto
idoneo. «Bocciatura politica - aveva tuonato Bossi a fine luglio da Venezia -
gli insegnanti meridionali stangano i nostri militanti». Era il preludio dell´ormai
celebre dito medio alzato dal ministro delle Riforme per commentare a suo modo
una strofa dell´Inno di Mameli, naturalmente quella degli «schiavi di Roma». E
dell´offensiva contro i docenti del Sud che si trasferiscono al Nord «senza
conoscere la nostra storia». Un´offensiva che all´inizio, solo all´inizio,
sembrava aver trovato una sponda al ministero dell´Istruzione retto dalla
lombardissima (ma non leghista) Mariastella Gelmini. In seguito a quella seconda bocciatura, Renzo Bossi aveva
presentato ricorso, sostenendo che alcune domande poste dai commissari non
rientravano nel programma. Dopodiché il ministero dell´Istruzione, come atto
definito di «autotutela», aveva fatto riconvocare i commissari d´esame,
spedendo al «Bentovoglio» di Tradate un proprio ispettore per riesaminare
insieme a loro la documentazione relativa alla prova. Quindi la
decisione: Bossi junior può rifare l´esame. è successo ieri, e il sorriso di
Renzo lascia intuire che questa potrebbe essere la volta buona. Ma c´è ancora
da aspettare, il verdetto arriverà solo oggi. (r. s)
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - ROMA -
sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-29 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Senza tregua Oggi nuova manifestazione alla Bocca della Verità
«Continueremo a difendere la scuola pubblica per i nostri figli e perchè tra i
banchi non si debba mai più morire». Il coordinamento «Non
rubateci il futuro», che all'inizio dell'anno scolastico aveva duramente ma
creativamente contestato la riforma Gelmini, torna oggi alle
( da "Stampa,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
il caso Urla e spintoni con la
polizia a Torino Incontra Onda, blitz alla ricerca di Salza BEPPE MINELLO
Arriva l'Onda, fa a palle di neve e battibecca con i poliziotti, sbafa un
buffet pieno di ogni bendidio, ma manca l'obiettivo principale: il presidente
di Intesa-Sanpaolo Enrico Salza assente giustificato al convegno su «Città Nord
Ovest, il triangolo settentrionale» organizzato dall'Associazione Torino
Internazionale per ragionare sul cosiddetto «Modello Torino» che ha
caratterizzato gli ultimi 15 anni e che ora, sotto i colpi della crisi e non
solo, sembra mostrare la corda. Gli studenti aderenti all'assemblea «No Gelmini»
cercavano il sanguigno Salza per ripetergli gli slogan urlati fino a poco prima
davanti alla sede dell'istituto di credito, definito «la banca padronale del
territorio» ed esponendo un mega-assegno di cartone da 1,5 miliardi intestato a
«Onda Anomala Torino» e con scritto «Risarcimento danni» alla voce causale.
Assegnone arrivato anche nella sala Cavour di Torino Incontra insieme con un
enorme euro anch'esso di cartone e striscioni vari: «Assemblea Gelmini Torino» e «Libero sapere». Ad accogliere il
centinaio di studenti però, erano rimasti solo un palesemente seccato
Chiamparino e il giornalista de La Stampa Luigi La Spina, impegnato a
intervistare il sindaco sul Federalismo. Un Chiamparino seccato perché «se gli
studenti mi avessero detto che volevano entrare - ha spiegato - li avrei fatti
entrare, com'è accaduto appena sono stato informato. Mi sono comunque sembrati
pacifici e non credo ce l'avessero con me». I giovani, al grido «Noi la crisi
non la paghiamo» e dopo aver letto un documento «Noi la crisi ve la creiamo»,
prima di andarsene hanno ricordato Vito Scafidi, lo studente di 17 anni morto
nella scuola di Rivoli, e le vittime della Thyssen dei quali la prossima
settimana ricorre il primo anniversario: «Di scuola e di lavoro non si può
morire, da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare». Insomma, una
manifestazione rumorosa ma sostanzialmente pacifica. Un po' meno all'arrivo
degli studenti quando i pochi poliziotti mandati a vegliare il convegno a
Torino Incontra si sono presi qualche palla di neve. Quando i giovani sono
entrati nell'edificio, 4 o 5 agenti con scudo e manganello hanno tentato di fare
da muro e qualche colpo proibito dev'essere pure partito. A fine manifestazione
gli studenti hanno denunciato «alcuni contusi» ai quali la polizia - nel
frattempo erano arrivati il questore Faraoni e il vicario Mortola - ne ha
contrapposti «un paio» in divisa. Ognuno è responsabile di ciò che dice. Chi
c'era ha visto l'esile muro di poliziotti indietreggiare, la massa degli
studenti perdersi nei meandri del Centro e, infine, entrare nella sala Cavour e
dare inizio alla contro manifestazione durata una mezz'oretta. All'uscita i
giovani sono casualmente finiti tra i tavoli del buffet ed è stato giocoforza
per gli organizzatori «invitarli» a uno spuntino.
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE
Università e riforma I ragazzi dei collettivi: si oppone al movimento. La
replica: con voi non si parla Sapienza, scontro Onda-rettore «Buffone». «No,
voi fascisti» Aula Magna occupata. Poi Frati attacca Tremonti: tagli? Non ci
rompa Lo sfogo: «Più di sinistra io di certi pariolini che girano in Smart». Un
anno fa le manifestazioni anti-Ratzinger ROMA — Urla, spinte, insulti,
cerimonia interrotta a metà e un quasi «corpo a corpo» tra contestatori e il
neo-rettore dell'ateneo, Luigi Frati. Loro: «Barone... ». Lui: «Fascisti», «Qui
il padrone sono io...». Ecc. Sapienza-show ieri mattina, con l'Aula Magna della
prima università pubblica della capitale occupata dagli studenti dell' «Onda»
durante l'apertura del 706Ë? anno accademico. Contro i provvedimenti del
governo in materia d'università era previsto un corteo fino alla sede (non
vicina) del ministero della Pubblica Istruzione. Poi, visto il diluvio e la
scarsezza di partecipanti (qualche centinaio) i contestatori hanno optato per
l'irruzione al grido di «Non c'è niente da inaugurare». Ma più che di istanze
anti- Gelmini si è trattato
soprattutto di uno scontro, non privo di «colore», tra studenti (in buona parte
ascrivibili all'area dei collettivi) e Frati, fin da subito contestatissimo
anche sul piano personale al suon di cori «buffone, buffone». Perché, hanno
detto i manifestanti, «rispetto a tagli del governo e legge 133 si è posto
contro il movimento studentesco invitando a trattare con un esecutivo
che danneggia l'istruzione pubblica ». Un anno fa la stessa cerimonia fu
segnata dalle manifestazioni anti-Ratzinger, con la rinuncia del Papa a
partecipare. Ieri, lectio magistralis mai iniziata ed epilogo nell'aula del
Senato Accademico dove il rettore — via la toga e l'ermellino— si è ritirato
con giornalisti al seguito per continuare l'inaugurazione divenuta nel
frattempo «conferenza stampa». E lì, fedele alla fama di personaggio a dir poco
«sanguigno», Frati ha detto le sue... Sul bilancio: «Una ca...ata, non c'è buco
nel bilancio della Sapienza». Su Tremonti: «La crisi finanziaria è un problema serio.
Come rettore devo meritare che i tagli vadano altrove. E noi dobbiamo dire a
Tremonti di non rompere le palle qui». Sugli studenti: «Sono più di sinistra io
di certi pariolini che si vestono da gruppettari e poi girano in Smart». Sui
cameramen (che volevano riprendere il corteo): «Non aprite la finestra, se
vengo in tv mi dite voi come fare, qui il padrone sono io». E infine sui
calabresi, in merito alle recenti elezioni studentesche (vinte dalla destra,
10% di votanti): «Le hanno vinte i calabresi, unici compatti a votare e
presenti in ogni lista. Mi toccherà imparare la lingua... ». E mentre nei viali
dell'ateneo gli studenti proseguivano la protesta con rivendicazioni e slogan
(«Occupiamo tutto», «Che di tagli non si muoia più»), Frati teneva a dire che
anche i contestatori erano stati invitati e che non hanno accettato: «Cani
sciolti, non hanno nemmeno un leader». E sul «fascisti » rivolto agli studenti?
«Sì, ho dato dei fascisti agli studenti. So cosa significa questa parola perché
sono figlio di un partigiano. Ho detto che fascista è chi non fa parlare gli
altri ». Accenno anche a «parentopoli », polemica che accompagnò la sua
elezione a «magnifico » (Frati a Medicina, di cui è stato preside per 16 anni,
ha figlio, figlia e moglie in cattedra, le ultime due ordinarie e laureate in
legge e lettere): «L'unica domanda legittima da porsi è se il parente, ma anche
il non parente, sia bravo, magari il più bravo». Edoardo Sassi
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il
senatore pd Ichino: testo migliorato, dovevamo astenerci
Senatore Ichino, il decreto Gelmini è stato bocciato dall'opposizione con qualche sofferenza al suo
interno. Per lei è stato problematico votare contro? «Avrei preferito un voto
di astensione, se non altro per sottolineare che la parte migliore del
provvedimento veniva da un'apertura sostanziale a nostre proposte».
Quali? «Distinzione tra gli atenei migliori e i peggiori nei finanziamenti e
nei tagli; differenza nella progressione retributiva tra i professori produttivi
e gli improduttivi e altre ancora». Però ha votato contro. «L'ho fatto cercando
di pensare soprattutto alle cose peggiori di questo testo legislativo». Per
esempio? «La nuova disciplina dei concorsi, dove si conserva il membro interno
di Facoltà e i due "idonei": così il candidato interno della Facoltà
continuerà a vincere immancabilmente. è la peggiore iattura che ha afflitto la
nostra Università in questi ultimi quindici anni». E' mai stato sul punto di
votare con la maggioranza su qualche emendamento o qualche articolo? «Sì:
soprattutto sulla trasformazione degli atenei in fondazioni. Certo la soluzione
varata dal governo è monca e inadeguata; ma limitarci a votare contro mi è
parsa una scelta perdente». G. Ben.
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il
provvedimento Approvazione al Senato. I rettori: elementi positivi, ora il
confronto Atenei, primo sì al decreto Gelmini Bocciatura pd: ritocchi
insufficienti I democratici prendono le distanze da Nicola Rossi. Finocchiaro:
misura sbagliata Alla Camera anche gli interventi «anti-baroni». Valditara
(Pdl): ci saranno più trasparenza e merito ROMA — Riforma dell'università: dopo
l'approvazione al Senato del decreto Gelmini e il muro contro muro, nonostante la maggioranza avesse
accolto diversi emendamenti dell'opposizione, si moltiplicano gli appelli per
un clima bipartisan. La contraddizione, rimarcata da alcuni dei principali
esponenti riformisti del Pd che hanno votato in modo difforme rispetto al
gruppo (Nicola Rossi) o hanno seguito le indicazioni con una certa sofferenza
(Pietro Ichino), però pesa sul dibattito. A chiedere un confronto più
costruttivo c'è soprattutto la Conferenza dei rettori (Crui), che ha apprezzato
«gli elementi di positività» del decreto: «è indispensabile che ad esso seguano
misure più organiche sui punti chiave della valutazione, della revisione della
governance, del reclutamento, del dottorato di ricerca, del sostegno e rilancio
della ricerca». Lo chiede anche l'opposizione. «L'auspicio ora è che si volti
pagina — afferma Luciano Modica, responsabile università del Pd —. Occorre una
riforma che rimetta l'università al centro del futuro del Paese. Aspettiamo ora
che si apra un grande confronto». Il banco di prova dello spirito riformista
dell'opposizione saranno le grandi innovazioni che il ministro intende
realizzare dopo un ampio dibattito. Il Pd, tuttavia, difende la propria
condotta e prende le distanze da Nicola Rossi. «Questa volta non sono d'accordo
con il nostro collega— dichiara il senatore Stefano Ceccanti — anche se è stato
approvato un mio emendamento. Ma in casi come questi il voto finale può solo
essere contrario per l'enorme divario tra le cose decise e quelle di cui ci
sarebbe bisogno». Per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd, «il
decreto è sbagliato e il nostro giudizio non può cambiare solo perché
fortunatamente siamo riusciti a far approvare qualche nostro emendamento ». La
maggioranza difende il provvedimento. «Per la prima volta — afferma il
parlamentare Giuseppe Valditara (Pdl), autore degli emendamenti «anti-barone» —
si introducono principi di trasparenza, con l'anagrafe delle pubblicazioni
scientifiche, l'obbligo per i rettori di rendere conto dei risultati raggiunti
e il principio del merito nel pagamento degli scatti stipendiali e nell'accesso
alle commissioni di concorso». Giulio Benedetti Scontro Il battibecco tra gli
studenti e il rettore Luigi Frati. «Fascisti» è stata la sua replica. Sopra,
due momenti della contestazione ( Fabiano/Eidon, Benvegnù/Guaitoli, Narici) In
Aula Il ministro Gelmini ieri in Senato. Il decreto è
stato approvato per alzata di mano da Pdl e Lega. Contrari Pd e Idv. L'Udc non
ha partecipato al voto
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-11-29 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE
«Poesie incivili» su MicroMega Camilleri in rima diventa «cattivo» Trivialità
su Bossi e il suo dito medio ROMA — Andrea Camilleri ha dato un calcio al
buonismo. Direte: ma si sapeva, basta vedere come ha trasformato in fedifrago
il suo commissario Montalbano. Ma quello è niente: leggete l'ultimo numero di
MicroMega. Il servizio di apertura: le «Poesie incivili» di Andrea Camilleri,
scrittore esimio e di successo. Non è certo la prima volta che il papà di
Montalbano si diletta in rime più o meno dissacranti. Ma è la prima volta che i
suoi sussurri si sono trasformati in urla. Urla politiche. E senza tema di
volgarità. Un esempio? Le rime scritte per il leader della Lega. Un inno al
Senatur. Leggiamo il primo verso. Un verso d'autore, integrale: «Quel medio alzato
all'inno di Mameli se lo metta nel culo Senatore, già fatto largo per averci
infilato il Tricolore. Mi congratulo per la capienza!». Ed è soltanto un
assaggio. Perché Umberto Bossi è il primo della lista, ma la verità è che ne ha
per tutti il papà del commissario più famoso della televisione. Fendenti e
strilli che entrano in quel merito troppo spesso dimenticato dall'opposizione.
Fendenti e strilli che colpiscono al cuore proprio la stessa opposizione.
Ricordano tanto le urla di Nanni Moretti in Piazza Navona, quelle che aprirono
le danze dei girotondini. Adesso ci pensa lui, Andrea Camilleri, milioni e
milioni di copie di libri vendute. Milioni e milioni di telespettatori
catturati sempre con le storie del suo ineffabile commissario Montalbano. Camilleri
che in piazza Navona ci ha già fatto un salto l'estate scorsa, il giorno che
Sabina Guzzanti ha massacrato dal palco Mara Carfagna, ministro per le Pari
Opportunità. Ci era arrivato un po' in punta di piedi nel luglio scorso in
quella piazza, Camilleri. Ma adesso che il buonismo è sepolto, qualche
settimana fa nella piazza ci è tornato per scendere accanto agli studenti in
protesta contro la riforma. In senso metaforico, per carità. Meglio, letterario: «La Gelmini? Di sicuro non è un essere umano...». La strada è aperta.
Spianata. Un'altra «Poesia incivile»: «Quando in pochi parlammo di regime fummo
derisi. I politologi più sottili ci spiegarono che sbagliammo a demonizzarlo,
non era il diavolo, infatti non indossava coda e corna regolamentari.
Ora gli stessi politologi eminenti ogni tanto si fermano per strada, annusano
l'aria, si chiedono perplessi: "Ma cos'è questa puzza di zolfo?". E
ancora non se lo sanno spiegare». Fendenti e strilli. A destra: «Per partecipare
al Family day è indispensabile aver sposato due mogli o avere avuto figli
dall'amante mentre la moglie era in carica...». Ma anche a sinistra. Ai leader
della sinistra. Senza sconto alcuno: «Spacciano agli elettori come dialogo il
suo farneticante monologare, fanno qualche timorosa obiezione, ma se lui batte
il pugno, si piegano e vendono alle tv le loro quotidiane sconfitte come
accordi raggiunti con arte sottile. Pallide ombre di un governo ombra che non
riesce a far ombra a nessuno». Alessandra Arachi Al Senatur \\ Quel medio
alzato all'inno di Mameli se lo metta nel c... Senatore, già fatto largo per
averci infilato il Tricolore Mi congratulo per la capienza!
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - MILANO -
sezione: Lombardia - data: 2008-11-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Varese Bossi jr ripete l'esame La Gelmini manda un ispettore VARESE —
«Questa volta ho portato una tesina di fisica, ho lasciato da parte Cattaneo e
la politica, che è meglio». Terza chiamata per Renzo Bossi, il figlio del
Senatur che ieri mattina ha ripetuto nuovamente l'esame di maturità, da
privatista, a Tradate. Bocciato un anno fa, bocciato l'estate scorsa,
ieri è stato riconvocato per decisione del ministero dell'Istruzione, che aveva
rilevato un vizio, nella mancata comunicazione alla commissione d'esame del
programma svolto durante l'anno dal candidato. Era proprio questo l'argomento
sul quale l'avvocato di Renzo Bossi aveva fondato il ricorso al Tar, ma il
ministero è intervenuto prima del pronunciamento della giustizia amministrativa
facendo ripetere l'esame. «Penso che sia stato giusto così e non mi sento per
niente un privilegiato — ha detto, sicuro di sé, ieri mattina Bossi junior,
dopo la prova — dico invece che mi hanno sempre penalizzato proprio perché mi
chiamo Bossi. Se mi fossi chiamato Mario Rossi, state certi che non saremmo
arrivati a questo punto. Comunque c'era l'ispettore del ministero e questo mi
mette più tranquillo». La mattinata del candidato Bossi era cominciata con un
po' di suspense. Renzo si è presentato al cancello del collegio Bentivoglio con
un'ora di ritardo, alle
( da "Corriere
della Sera" del 29-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Scienza - data: 2008-11-29 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE
Approvato a L'Aia dai ministri della Ricerca Il lancio nel 2012 Via allo
shuttle made in Europe L'Europa spaziale ha deciso di costruire e lanciare il
suo primo mini-shuttle. Il via è stato dato dai ministri della Ricerca dei 18
Paesi dell'Unione riuniti a L'Aia nei giorni scorsi e fra tutte le decisioni
prese (per un ammontare complessivo di 10 miliardi di euro in tre anni) questo
è, di fatto, l'unico programma nuovo varato. Gli altri rappresentano un
consolidamento importante dei piani in corso, necessario per garantire il
futuro dell'Agenzia spaziale europea Esa. «La realizzazione entrerà nel vivo
con i progetti definitivi dal gennaio prossimo — precisa Antonio Fabrizi,
direttore dei lanciatori all'Esa di Parigi — e il lancio è previsto nel
( da "Stampa,
La" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
REGIONE 1/ SAREBBERO FUORILEGGE» LE
MEDIE, IL LICEO ISSEL, AGRARIO E ALBERGHIERO Scuola: la Gelmini riapre i casi di Varazze e
Finale Il Ministero interviene anche su due istituti di Taggia [FIRMA]MIRIANA
REBAUDO GENOVA Sono quattro gli interventi inseriti nella riorganizzazione
della rete scolastica ligure che il Ministero ha chiesto di rivedere in quanto
indicate come situazioni fuori legge. Sono l'accorpamento delle Medie di
Celle e Varazze che, molto probabilmente, dovranno aggiungere un terzo plesso:
quello di Albisola. Anche il Liceo Issel di Finale Ligure probabilmente dovrà
accorparsi. La terza segnalazione giunta dal Ministero dell'Istruzione riguarda
invece gli istituti Agrario e Alberghiero di Taggia. L'ultimo intervento si
riferisce invece ai Centri per gli adulti: la Regione ne ha programmati uno per
provincia e 4 per la provincia di Genova. Dal Miur hanno replicato,
accettandone uno per provincia e 3 per Genova. Più che il dimensionamento,
però, a tenere banco nel dibattito sulla scuola che ieri mattina ha animato la
seduta consiliare in regione, è stato il decreto Gelmini,
nato come una conseguenza del decreto Tremonti, «e questi tagli porteranno in
Liguria 975 insegnanti in meno in tre anni, a fronte di oltre 10 mila alunni in
più, sempre nel triennio», ha rilevato l'assessore alla Scuola e vicepresidente
della giunta Massimiliano Costa. A pagare il prezzo maggiore saranno le
Elementari (oggi primarie) e, in parte, i tecnici-professionali, dove per
effetto del decreto, calerà il monte orario settimanale di lezioni. La lunga discussione
sulla scuola che ha impegnato l'aula per più sedute si è conclusa con
l'approvazione di una mozione e due ordini del giorno (tutti della maggioranza)
mentre è stata respinta la mozione di An a sostegno del ministro Gelmini. Quanto ai tre provvedimenti approvati riguardano il
problema del precariato, il no alla riduzione del numero degli insegnanti
elementari, con conseguente diminuzione delle ore di lezione, a scapito del
tempo pieno nonché il rifiuto del taglio delle deroghe ai posti di sostegno
anche nella nostra regione. Tutte misure che, a conti fatti, porterebbero ad un
ulteriore di 100 cattedre e 400 posti nel personale Ata. Infine, l'aula ha
approvato un ordine del giorno sul miglioramento del servizio scolastico,
sollecitando la giunta a concordare con i Comuni un programma pluriennale
d'interventi.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data:
2008-11-29 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Il maltempo colpisce l'Italia La
neve frena tutti i trasporti Traffico in crisi, ieri, a causa del maltempo che
ha colpito l'Italia e in particolare il Nord-Ovest. La neve è caduta sulle
grandi città e su
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA
data: 2008-11-29 - pag: 18 autore: Università. Il Senato approva il testo (ora
va alla Camera) - Il Pd dice no: toppa peggio del buco - L'Udc non partecipa al
voto Atenei: sì al decreto, torna l'Onda Scatti di stipendio legati alla
ricerca, chiamata per i cervelli emigrati ROMA Via libera
dal Senato al Dl Gelmini
sull'università, che ora passa all'esame della Camera. Molte le novità in una
giornata dettata anche dalla cronaca: alla «Sapienza»un blitz dell'Onda degli
studenti in aula magna ha interrotto l'inaugurazione dell'anno accademico (si
veda l'articolo a fianco). Ma anche il provvedimento approvato a Palazzo
Madama con l'opposizione di Pd («toppa che peggiora il buco»)e Idv e l'assenza
dell'Udc si porta dietro strascichi di polemiche, nel contrasto insanabile tra
maggioranza e opposizione. Il testo è salutato invece dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini come «il primo
passo verso la rivoluzione di un sistema paralizzato ». Le novità, in effetti,
sono molte, comprese quelle causa di scontro politico. Il testo prevede il
blocco delle assunzioni nelle università che alla fine dell'anno sono in
deficit. Gli atenei indebitati sono esclusi per il 2008-2009 dai fondi
straordinari per il reclutamento dei ricercatori mentre quelli con i conti positivi
avranno lo sblocco parziale del turn over, che passa dal 20% al 50%, a patto
che il 60% dei soldi sia speso per reclutare i giovani. Cambia anche la
composizione delle commissioni di concorso a docente: previsto un professore
ordinario, nominato dalla facoltà che bandisce il posto, e altri quattro
ordinari sorteggiati da una lista di dodici, tutti di atenei diversi da quello
che assume. Per il concorso a ricercatore la commissione invece è composta da
un ordinario e un associato, scelti dalla facoltà che bandisce il posto, e due
ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati
necessari (esclusi sempre i docenti dell'ateneo che assume). Le nuove
commissioni valgono anche per i concorsi già banditi ma sono stati riaperti i
termini per partecipare ai concorsi in atto: c'è tempo fino al 31 gennaio 2009.
Un emendamento del re-latore Giuseppe Valditara (Pdl) prevede la costituzione
di un'Anagrafe nazionale dei professori ordinari, associati e dei ricercatori
che contiene, per ciascuno, l'elenco delle pubblicazioni scientifiche.
Valditara, inoltre, ha introdotto una norma che impone ai docenti, per ottenere
gli scatti biennali di stipendio, di dimostrare di aver fatto in quel periodo
ricerche e pubblicazioni: in caso negativo, lo scatto di stipendio è dimezzato
e i docenti non possono far parte delle commissioni di concorso. Professori e
ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi
Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale). Un altro emendamento
di Valditara stabilisce che gli atenei dovranno garantire trasparenza nei
bilanci, far sapere agli studenti come sono spesi i finanziamenti pubblici e
pubblicare i risultati delle attività e dei finanziamenti pubblici e privati.
Già dal 2009 almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sarà distribuito
alle università virtuose per migliorare la qualità della ricerca e dell'offerta
formativa. Il ministro Gelmini ha spiegato in Aula che
i fondi sono legati al merito e che intende «portare in futuro la quota fino al
30%». Nel testo ci sono 65 milioni di euro per nuovi alloggi e 135 milioni per
le borse di studio destinate ai meritevoli. Le università, poi, potranno
coprire i posti da ordinario e associato o da ricercatore chiamando studiosi
«stabilmente impegnati all'estero» anche quelli già impegnati nel Programma
ministeriale di rientro dei cervelli. La Conferenza dei rettori (Crui) ritiene
che vadano «apprezzati gli elementi di positività del provvedimento, che ha
comunque un carattere parziale e circoscritto»: ma si sollecitano «misure più
organiche sui punti chiave della valutazione, della revisione della governance,
del reclutamento, del dottorato di ricerca, del sostegno e rilancio della
ricerca ». Il punto cruciale rimane «la scadenza ineludibile della prossima
manovra finanziaria per eliminare i tagli previsti a partire dal 2010, del
tutto insostenibili per il sistema universitario italiano, e per riconsiderare
globalmente le modalità di finanziamento degli atenei». M. Lud. OK DEI RETTORI
«Bene il via libera, adesso interventi su valutazione, governance e
reclutamento» Il Pdl: cambio di marcia dopo anni di chiacchiere ANSA La
contestazione. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione ieri nell'Aula magna
della Sapienza dove il rettore avrebbe dovuto tenere una «lectio magistralis»
per l'inaugurazione dell'anno accademico
( da "Tempo,
Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Spariti i cortei dalle
strade di Roma. Blitz di protesta interrompe il discorso del rettore Frati
Rivoluzione rinviata causa pioggia L'Onda s'infrange alla Sapienza L'«Onda anomala»
affoga sotto la pioggia. Doveva essere la giornata della protesta contro gli
interventi sull'istruzione dei ministri Gelmini e Tremonti e invece è stata
l'ennesima débâcle dei Collettivi. Giorni decisamente da dimenticare per i
giovani studenti di sinistra. Sono stati sconfitti alle votazioni per il
rinnovo delle rappresentanze studentesce negli organi colleggiali della
Sapienza e ieri hanno subito l'umiliazione di veder fallire una manifestazione
che avrebbe dovuto bloccare, per l'ennesima volta, Roma. Cinque i cortei
che dovevano attraversare la Capitale. Il primo in partenza da piazza
Barberini, il secondo da piazza Repubblica e gli altri tre rispettivamente da
piazza Fiume, piazzale Aldo Moro e piazzale Ostiense. Meta comune il ministero
della Pubblica istruzione a viale Trastevere. Alla fine solo uno è riuscito a
formarsi. Alle nove e mezza un centinaio di studenti si sono radunati sotto
Palazzo Grazioli, l'abitazione romana di Silvio Berlusconi, urlando slogan
contro il premier e contro le sue dichiarazioni dopo la tragedia avvenuta a
Rivoli. I manifestanti hanno poi raggiunto gli altri studenti che si trovavano
in Piazza Barberini formando un esiguo gruppo che ha iniziato a sfilare. Ma,
poco dopo, forse a causa della pioggia incessante, il corteo si è sciolto senza
minimamente avvicinarsi alla sede del dicastero di Maristella Gelmini. Eppure a protezione del Palazzo erano schierate la
Polizia di Stato (a destra) e la Guardia di Finanza (a sinistra). In totale
erano state mobilitate più di dodici tra fuoristrada e camionette pronte a
isolare i manifestanti. Inutilmente però visto che lì nessuno studente ha mai
messo piede. La tranquillità ha regnato sovrana per tutta la giornata e le
uniche persone che erano piantonate di fronte al ministero erano quelle che
stavano aspettando di prendere l'autobus. Dei possibili cortei in arrivo
nemmeno l'ombra. Ad un certo punto una telefonata sul cellulare di un
poliziotto fa rompere le righe: «Andiamo, qui oggi non arriverà nessuno a
manifestare». Cosi, una dopo l'altra, tutte le volanti se ne sono andate. Un
piccolo blitz invece è riuscito agli studenti che hanno preferito, ai cortei
sotto la pioggia, l'Aula magna della Sapienza (che è al coperto). L'occasione
della cerimonia di inaugurazione del 706esimo anno accademico del primo ateneo
capitolino era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Così, dopo aver forzato
i blocchi, al grido di «vergogna, vergogna» o «siamo l'onda che vi travolge»,
un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione impadronendosi dell'Aula mentre il
rettore, Luigi Frati, concludeva prontamente la cerimonia e si allontanava. Ma
anche l'azione dimostrativa non ha cancellato il flop tanto che uno degli
organizzatori, rappresentante dell'Unione degli Studenti, si è giustificato:
«La manifestazione è andata male per colpa della pioggia e del poco tempo che
hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi». Un fallimento che,
però, non fa demordere i Colletivi. Il 12 dicembre infatti hanno intenzione di
riempire le piazze, aderendo allo sciopero generale promosso dalla Cgil.