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IN EVIDENZA
Nel
ROMA
- I registri di classe fotografano 166 nazionalità diverse. Sono quelle degli
studenti presenti tra i banchi delle scuole italiane. L'ondata di alunni
stranieri, infatti, non si arresta: 574mila nell'anno scolastico in corso,
saranno un milione nel
Per capire il fenomeno, basta leggere i dati del ministero dell'Istruzione:
500.512 nel 2006/2007, gli alunni di cittadinanza straniera sono ora 574mila.
Di questi, quasi 200mila sono nati in Italia. In testa, da un anno, ci sono i
romeni (92mila alunni, 24mila in più rispetto all'anno scorso), seguono gli
albanesi (84mila), i marocchini (75mila) e i cinesi (27mila). Frequentano per
lo più la scuola primaria (dove sono il 6,8% degli iscritti) e secondaria di I
grado (6,5%). Preferiscono, poi, gli istituti professionali (7,5% degli alunni)
ai licei classico e scientifico (meno del 2%).
Dove studiano? Per lo più nel nord, con alcune province record: a Mantova sono
il 14% degli studenti, a Piacenza e Prato oltre il 13%, a Reggio Emilia il
12,6%. In numeri assoluti sono le province di Milano (48mila alunni stranieri)
e Roma (39mila) a farla da padrone. Non mancano casi limite: classi con oltre
la metà di studenti stranieri. Tanto che a Torino An ha chiesto di porre un
tetto del 10%. "Come sanno molte mamme il problema è diventato didattico -
ha affermato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini il 10 giugno
scorso - nella classi con molti bimbi immigrati, gli italiani sono costretti a
lezioni più lente, per venire incontro alle lacune di quelli stranieri. Su
questo va fatto qualcosa". Per evitare, per esempio, casi come quelli
della scuola di via Magreglio, a Milano.
Mariangela Bastico, ex vice ministro della Pubblica istruzione, non ha dubbi:
"Il caso di Milano è l'affermazione di un principio discriminatorio nei
confronti degli alunni stranieri: mi auguro che il ministro intervenga per
sanare questa situazione, che è in aperto conflitto con la circolare sulle
iscrizioni relative all'anno scolastico 2008/2009 emanata a dicembre 2007. Per
favorire l'integrazione, non solo non sono ammesse classi di soli stranieri, ma
sono sconsigliate anche percentuali elevate di alunni non italiani".
A puntare il dito contro il ministero dell'Istruzione, è anche il sociologo
Asher Colombo, direttore di ricerca sull'immigrazione all'istituto Cattaneo di
Bologna: "Ad oggi mancano dati ufficiali sulle presenze straniere scuola
per scuola, sul rendimento scolastico di questi studenti, sulle nazionalità più
in difficoltà". Sarà il allora caso di attivarsi, anche perché secondo lo
stesso ministero, nel 2011 gli studenti stranieri saranno un milione.
(23 giugno
2008)
La
media del 7 ma non solo... Criteri per la pubblicazione dei voti
( da "Giornale
di Brescia" del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: abbia come risultato la presenza di diversi studenti "parimerito" (che cioè fanno registrare un identico punteggio) può darsi che l'elenco di una singola classe si allunghi e che vada oltre il limite di sei nominativi. I DEBITI FORMATIVI - Non vengono pubblicati i nominativi di quegli studenti che, pur avendo una media di almeno 7, abbiano però in pagella anche debiti formativi.
Alle
superiori uno su dieci abbandona ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E un ragazzo su quattro ha debiti formativi "Basta, io a scuola non ci vado più!". In media lo dice uno studente su dieci, nelle scuole superiori di Pordenone. A rivelarlo è un'indagine del ministero dell'Istruzione sulla dispersione scolastica, nell'annata 2006-2007. Un fenomeno contenuto, sul territorio del Friuli Occidentale,
ROMA
- C'è più rigore, aumentano i bocciati, ma la politica sul debito scolastico ( da "Messaggero, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un segno di rigore, certo. Ma è più che dimezzata la percentuale degli studenti con debiti formativi: dal 41% del 2007 (il picco al primo anno è stato del 42,3%) sono passati al 17,5% del 2008, con un calo del 23,5%. Non che il richiamo alla severità non sia stato condiviso.
( da "Giornale di Brescia" del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 23/06/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:CITTA' E PROVINCIA UNA SCELTA DIFFICILE La
media del 7 ma non solo... Criteri per la pubblicazione dei voti Per la
pubblicazione delle migliori pagelle degli studenti bresciani il nostro
giornale ha scelto alcuni criteri per potersi orientare in un "mare
magnum" di bei voti. Eccoli. LA MEDIA DEL 7 - Requisito fondamentale per
la pubblicazione di una pagella in queste pagine è che lo studente abbia
raggiunto almeno la media del 7 (calcolata senza i voti di Condotta e di
Religione che pure compaiono sulle pagelle emesse dagli istituti). I PRIMI SEI
- Nel caso in cui in una classe siano molti i ragazzi che hanno superato la
media dei 7, verranno pubblicati i nominativi solo dei primi sei. I PARIMERITO
- Nel caso in cui il calcolo della media dei voti abbia
come risultato la presenza di diversi studenti "parimerito" (che cioè
fanno registrare un identico punteggio) può darsi che l'elenco di una singola
classe si allunghi e che vada oltre il limite di sei nominativi. I DEBITI
FORMATIVI - Non vengono pubblicati i nominativi di quegli studenti che, pur
avendo una media di almeno 7, abbiano però in pagella anche debiti formativi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Pordenone Alle
superiori uno su dieci abbandona Scatta l'allarme in provincia. E un ragazzo su quattro ha debiti formativi "Basta, io a
scuola non ci vado più!". In media lo dice uno studente su dieci, nelle
scuole superiori di Pordenone. A rivelarlo è un'indagine del ministero
dell'Istruzione sulla dispersione scolastica, nell'annata 2006-2007. Un
fenomeno contenuto, sul territorio del Friuli Occidentale, specie se
rapportato a quello delle altre realtà tricolori, con un'impennata, nei dati,
che si registra in quarta classe. Nel dettaglio, la dispersione totale è pari a
0,9 per cento (in Italia 1,6 per cento), come in prima superiore. Scende a 0,5
nella seconda classe, riprende quota con
( da "Messaggero, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Scuola
Di ANNA MARIA
SERSALE ROMA - C'è più rigore, aumentano i bocciati,
ma la politica sul debito scolastico è fallita. La
scuola non ce l'ha fatta ad affermare il merito. I bocciati
nel 2007 sono stati il 13,7%. La percentuale quest'anno è salita al 21,5%,
registrando una crescita del 7,8%. Un segno di rigore,
certo. Ma è più che dimezzata la percentuale degli studenti con debiti
formativi: dal 41% del 2007 (il picco al primo anno è stato del 42,3%)
sono passati al 17,5% del 2008, con un calo del 23,5%. Non che il richiamo alla
severità non sia stato condiviso. Tuttavia al momento degli scrutini i
professori hanno invertito rotta. Ed è crollato il numero degli studenti con
debiti. Improvvisamente tutti bravi? I sette studenti su dieci che alla fine
del primo quadrimestre avevano insufficienze in più materie hanno recuperato al
punto da dimezzare il deficit? No, parte delle carenze sono state recuperate
però restano vistosi buchi. Dunque, non c'è stato
alcun miracolo. Le scuole se la prendono con il decreto Fioroni: "Era
confuso e non applicabile, abbiamo cercato una scappatoia". Strette tra la
minaccia dei ricorsi al Tar (per mancanza di fondi i corsi non hanno rispettato
le norme previste) e l'impossibilità in molti casi di attuare le norme del
decreto, le scuole hanno scelto un inevitabile compromesso. Di fatto non ci
sarà la verifica auspicata, o meglio, ci sarà ma in forma molto ridotta. Così,
paradossalmente, la strada intrapresa è quella del colpo di spugna. Una parte
degli studenti con debiti è stata graziata ed è finita nella lista dei promossi. Questi ultimi hanno avuto un incremento del 15,7%,
passando dal 45,3% al 61%. In sintesi: le scuole hanno cercato di ridurre il
problema, abbassando la quota dei debiti.L'anno scorso, in estate, c'era stata
la denuncia choc del ministro Fioroni. Disse che il 41% degli alunni nonostante
i debiti passava ugualmente alla classe successiva. Disse che quella sanatoria
non poteva continuare e che in dieci anni avevamo promosso 9 milioni di
impreparati. Per rendere obbligatorio l'assolvimento dei debiti emanò un
decreto poco tempo dopo. Ora toccherà al nuovo ministro Mariastella Gelmini,
che ha già fatto un primo intervento per "eliminare alcune rigidità",
ripristinare la linea del rigore e della serietà. Il rilevamento fatto dal
Messaggero su cento scuole è solo un campione, ma anche il leader dei presidi,
Giorgio Rembado, parla di un dimezzamento dei debiti: "Secondo le stime
attendibili in nostro possesso - osserva Rembado - la percentuale quest'anno è
intorno al 22 per cento". Come è possibile? Gigliola Corduas, presidente
della Federazione nazionale degli insegnanti, è molto chiara: "Sì, abbiamo
tentato una iniziale severità, ma c'è sempre stata difficoltà nel gestire
l'intera partita dei debiti, che si regge su un provvedimento di breve respiro.
Quei numeri? Nessun miracolo, il calo è legato alla impraticabilità
dell'impostazione per il recupero e le verifiche. Non basta riproporre vecchi
schemi per risolvere i problemi. Il decreto era un appiccicaticcio su una
situazione di degrado interno delle classi. Scommettere che potesse andare è stato un vero errore. Con gli scrutini c'è stato un riassestamento sulle posizioni precedenti. Il
problema del recupero va affrontato in maniera più organica, tenendo presente
che va inserito nella didattica e che richiede tempi lunghi. Le scuole hanno
avuto grosse difficoltà a utilizzare uno strumento preso dal passato, anche
perché molte già facevano esperienze innovative".