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Articoli
Scuola (5)
Il boom dei bocciati Classi prime falcidiate
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno visto la non ammissione complessiva di 16 alunni. Al liceo Martini, indirizzo sociale, spetta il record di respinti in una sola classe, con 11 non ammessi in una classe prima, seguito dall'Itc Pasini con 10, sempre in una prima e con 5 non ammessi all'esame di Stato. Anche L'Itis "De Pretto" sceglie la linea dura (morbida in verità non era mai stata),
Meno
insegnanti, sarà la scuola dell'ignoranza
( da "Unita,
L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ancora più povero il Paese, dove l'operazione di smantellamento della scuola pubblica procede implacabile a fronte di un potenziamento irragionevole (perché non pluralista e non democratico - oltre che non costituzionale -) della scuola privata. Per la quale si continua a chiedere di stanziare fondi. di Marina Boscaino.
Scuola,
gli emigranti della promozione facile - marco preve
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: esame o in una scuola statale oppure in una privata ma autorizzata. A Genova di scuole pubbliche e private parificate ce ne sono quante servono. E allora perché costringere tanti giovanotti (parliamo di alcune centinaia) ad estenuanti migrazioni? Perché a Bergamo, Como, Lucca, Grosseto, e più in giù nel Lazio e in provincia di Napoli,
A
scuola i debiti si accumulano E gli esami di recupero slittano all'inizio di
settembre ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
un discreto
numero di 'sospesi' e diversi bocciati e ritirati. Il maggior numero di alunni
scrutinati è quello del liceo scientifico: 847. Di questi 694 sono stati
promossi, 137 sospesi, 16 bocciati e 16 ritirati. Per i
Orgogliosi
di insegnare al liceo ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I ragazzi che hanno riportato un debito formativo hanno trovato soltanto la dicitura "giudizio sospeso" senza alcun voto: è vero. Lo prevede la legge sulla privacy e le novità in materia introdotte quest'anno. Lo studente infatti non è né promosso né bocciato: solo dopo aver affrontato le prove previste a fine agosto sarà scrutinato.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLE. L'assessore
all'istruzione Lina Cocco: "I risultati devono essere un'occasione per una
seria riflessione" Il boom dei bocciati Classi
prime falcidiate di Luca Ruaro Circa metà studenti respinti o rimandati.
Bocciature a raffica nelle scuole superiori scledensi. Sono 450 quelli
costretti a ripetere l'anno su un totale di circa 3 mila 500 studenti, con
classi prime letteralmente falcidiate. Ma il dato notevole è un altro: sono ben
oltre il migliaio quelli che dovranno comunque tenere sotto braccio i libri
durante l'estate, costretti agli esami di riparazione. Non accadeva da anni,
soprattutto in alcuni istituti come il liceo scientifico "Tron", per
tradizione un'isola felice, dove ci sono delle prime con anche 7 respinti ; 3
classi terze, invece, hanno visto la non ammissione
complessiva di 16 alunni. Al liceo Martini, indirizzo sociale, spetta il record
di respinti in una sola classe, con 11 non ammessi in una classe prima, seguito
dall'Itc Pasini con 10, sempre in una prima e con 5 non ammessi all'esame di Stato. Anche L'Itis "De Pretto" sceglie la linea
dura (morbida in verità non era mai stata), eguagliando il Pasini, con
10 respinti in una prima e
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Stai consultando l'edizione
del Meno insegnanti, sarà la scuola dell'ignoranza LA
MANOVRAdel governo porterà ad una riduzione radicale del personale docente
nella scuola: centomila professori in meno. Sarà il
tracollo della scuola pubblica, sarà il ritorno a
trenta alunni per classe, all'impossibilità di insegnanti di sostegno. E
intanto la Destra vuole dare più soldi alle private V olontà politica e
affermazioni pubbliche non sempre coincidono. Il disegno di legge finanziaria e
il decreto legge collegato (approvati mercoledì dal Consiglio dei Ministri in 9
minuti) potrebbero portare nella scuola conseguenze
certamente non compatibili con le dichiarazioni "programmatiche" del
ministro Gelmini. Ai 47 mila tagli previsti dalla Finanziaria del 2007 se ne
sono andati ad aggiungere altri 100 mila, tra insegnanti e personale Ata, di
cui il 70% tra i docenti. A cominciare dall'anno 2009/2010 e nei tre
successivi, dunque entro il 2012, tanti saranno i posti azzerati nella scuola italiana. Il risparmio per le casse dello Stato sarà
pari a 7,832 miliardi di euro. Le promesse mancate Una catastrofe in termini
quantitativi, che inciderà direttamente sulla qualità dell'offerta della nostra
scuola, già penalizzata da anni bui di controriforme.
Il dato confortante - l'unico forse - è la crescente sensibilità di una parte
della stampa ai problemi dell'istruzione: ne fa fede, ad esempio, l'aumento
della pubblicazione di lettere da parte di quotidiani
e settimanali che lasciano spazio alla voce della scuola.
Al di là dei propositi della Gelmini, ribaditi nel suo intervento alla Camera,
di potenziare la scuola, si operano tagli, anche
pesantissimi, in un settore che arranca da vari punti di vista; che vanno a
minare, assieme a provvedimenti di analoga gravità in altri ambiti, il Welfare
nel nostro Paese: un dato estremamente sintomatico. E pensare che sulla scuola il centro destra - come nei più abusati rituali delle
campagne elettorali italiane, dove è abitudine dipingere il migliore dei mondi
possibili - aveva affermato di voler investire. Insegnanti e fannulloni Il
settore dell'istruzione, come tutti, soffre di alcuni sprechi: ma il taglio sul
personale docente, che rappresenta la principale risorsa sulla quale puntare -
attraverso una riqualificazione professionale, culturale, sociale, professionale
- per migliorare la scuola, rappresenta un vero e
proprio disinvestimento "programmatico", una sorta di nero su bianco
nella dequalificazione dell'intero settore. Sugli insegnanti, al contrario,
sarebbe opportuno spendere risorse. E non solo adeguando gli stipendi ai
parametri Ocse - la "carota" sventolata negli ultimi giorni, un
obiettivo per il quale è bene si sappia che il provvedimento prevede di
investire solo il 30% dei risparmi e a partire dal 2010-11. E' evidente che la
campagna contro i fannulloni e le dichiarazioni relative a fantomatici impegni
sul fronte dell'aumento salariale non possono basarsi su interventi
"riparatori"; ma su un serio piano di investimenti che potenzi le
strutture e valorizzi il personale: anche attraverso una prima formazione e una
formazione in itinere adeguate all' effettiva necessità culturale di rivedere
il come e il cosa insegnare, di studiare la relazione educativa, di restituire
a questa funzione una dignità perduta. Il fatto che una parte del mondo della scuola (disposta a mortificare la propria funzione e il
proprio mandato), l'amministrazione e la politica abbiano storicamente
accettato il tacito patto di giustificare i salari bassi con prestazioni di
livello mediocre spiana la strada alle incursioni di Brunetta e al dileggio di
una cospicua parte di quel giornalismo che da anni pontifica sui fannulloni e
sulle inadempienze della scuola. Le conseguenze dei
tagli 100 mila posti di lavoro sono moltissimi, 1/10 degli occupati nel mondo
della scuola. La domanda è quindi quali saranno le
conseguenze prevedibili di questo tsunami incombente. Ce lo racconta l'art. 70,
che - fissando gli obiettivi - detta alcune norme attraverso le quali
perseguirli. Per la prima volta si prevede di rimettere mano agli ordinamenti,
in particolare della scuola secondaria di II grado, ma
non solo. Cosa significa? Significa incidere sulla formazione delle classi,
aumentando il rapporto tra alunni e insegnante (e arrivando a prevedere classi
di oltre 30 alunni, letteralmente l'impossibilità di una reale relazione
educativa, oltre a concretizzare un ambiente di lavoro per gli insegnanti e di
apprendimento per gli alunni impraticabile); abbandonare i precari alla loro
sorte, spesso dopo anni di sacrifici; minare ogni criterio di continuità didattica.
Significa rivedere gli organici degli uffici tecnici; incidere sulla formazione
delle cattedre: meno materie per meno ore; diminuire ulteriormente il numero di
minuti che costituiscono l'ora di insegnamento. Significa intervenire su tempo
pieno e tempo prolungato; significa, molto probabilmente, riportare in auge la
proposta scellerata del maestro unico; che se solletica reminiscenze
nostalgiche e memorie deamisiciane, scardina il criterio di collegialità su cui
si basa l'esperienza più significativa del nostro sistema di istruzione, quella
della scuola primaria; significa tagliare sugli
insegnanti di sostegno, uno dei provvedimenti di civiltà di cui la scuola italiana dovrebbe andare fiera. "Considerando
che in Italia si spende già meno del 2% del Pil rispetto agli altri paesi
europei, è evidente che i risultati di queste decisioni disastrose saranno
pagati dal Paese. Il taglio non sarà solo a ridurre le classi o i plessi, ma ci
sarà un impoverimento degli ordinamenti, che si tradurrà in un impoverimento
generale del funzionamento della scuola con riflessi
estremamente negativi sulla sua qualità", afferma Enrico Panini,
segretario nazionale della Flcgil. Questa è la soluzione che il centrodestra
intende dare ai problemi dell'istruzione. Ma non finisce qui: la manovra
economica presentata mercoledì prevede per la scuola,
tra l'altro, un blocco del turn over più rigido, il licenziamento dei nemici
giurati di Brunetta (gli ormai famosissimi fannulloni), l'abbattimento dei
tassi di assenteismo, una maggiore autonomia della dirigenza scolastica, una
modifica della contrattazione integrativa. Infine una curiosa contraddizione:
l'obbligo per i collegi docenti di adottare esclusivamente libri disponibili
nella versione cartacea e on line per abbattere il costo dei libri di testo;
una prospettiva che non tiene conto, oltre che della mole di lavoro che
promette di far cadere sulle scuole, anche dell'incultura tecnologica di cui la
scuola italiana è vittima; un pre-giudizio che ha
fatto sì che, alla mancanza di fondi da destinare ad attrezzare le scuole
italiane con adeguata strumentazione, si sia sommato il disinteresse
progressivo e rassegnato da parte di molti insegnanti. Una manovra
"culturale" di aggiramento di un'urgenza - quella, realmente
culturale - ineludibile. Una soluzione, dunque, da "lacrime e
sangue", che si va ad aggiungere al blocco di 560 milioni di euro nella
spesa ordinaria della scuola, per effetto della
"clausola di salvaguardia" prevista dalla Finanziaria 2007: significa
incidere pesantemente sull'attività ordinaria delle singole scuole, con grave
danno per l'offerta formativa e lo svolgimento delle attività annuali. Gli
insegnanti, i nuovi poveri: su di loro un rigore "esemplare",
punitivo e generalizzato, una mole di lavoro aggiuntivo e nessun incentivo
economico. Ancora più povero il Paese, dove l'operazione di
smantellamento della scuola
pubblica procede implacabile a fronte di un
potenziamento irragionevole (perché non pluralista e non democratico - oltre
che non costituzionale -) della scuola privata.
Per la quale si continua a chiedere di stanziare fondi. di Marina Boscaino.
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Genova
Scuola, gli emigranti della promozione facile Da Genova a Napoli e il sì è
assicurato Frequentano gli istituti non parificati e poi spendono 2-3 mila euro
per il salto MARCO PREVE Esami, è tempo di migrare. E sono davvero tanti gli
studenti genovesi iscritti in scuole private del capoluogo che, in questo mese
di giugno, sono già saliti, o stanno per farlo, su bus e pulmini per andare in
trasferta. E quest'ultimo termine è assolutamente adeguato, visto che in questi
pellegrinaggi per la promozione è capitato, ed accade ancora oggi, che tra i
viaggiatori vi sia il nome di qualche giovane promessa di Genoa e Sampdoria.
Per comprendere il fenomeno, iniziamo con alcuni elementi base. Diverse scuole
private (parliamo in particolare di geometri o di diplomi come dirigenti di
comunità) non sono parificate, questo vuol dire che alla fine dell'anno di
lezioni, per essere promossi alla classe superiore o per sostenere la maturità
se si è alla fine del ciclo, bisogna sostenere l'esame o in
una scuola statale oppure in una privata ma
autorizzata. A Genova di scuole pubbliche e private parificate ce ne sono
quante servono. E allora perché costringere tanti giovanotti (parliamo di
alcune centinaia) ad estenuanti migrazioni? Perché a Bergamo, Como, Lucca,
Grosseto, e più in giù nel Lazio e in provincia di Napoli, la promozione
è garantita. Per arginare almeno in parte il fenomeno, l'ex ministro
dell'Istruzione Fioroni, aveva imposto l'obbligo di residenza per i maturandi.
Non c'è problema. Per chi può permetterselo - ed è accaduto - basta affittare
un monolocale a Bergamo, andarci una volta al mese e il gioco è fatto. Certi
genitori, per i figli farebbero qualsiasi cosa. Un professore genovese vicino
alla pensione, che ha lavorato in alcune di queste scuole private racconta a Repubblica i retroscena del fenomeno: "Intanto basta
guardare certe pubblicità sui giornali o su Internet - spiega il docente -. Scuole
che garantiscono il successo, anche quando si tratta di recuperare quattro anni
in uno. Se c'è una logica dovrebbe essere quasi impossibile. In ogni caso
succede così. Quando i genitori accompagnano il figlio ad iscriversi vengono
messi di fronte a due possibilità. Viene loro spiegato che alla fine dell'anno,
quando sarà il momento di dover sostenere l'esame per l'ammissione alla classe
successiva, il ragazzo potrà farlo in una scuola pubblica
spendendo poche decine di euro per le marche da bollo, oppure con maggiori
garanzie di successo e un esborso che oscilla però fra i 2 e i 3 mila euro, in
una delle scuole "amiche" fuori regione. Questo meccanismo lo
conoscono bene e lo frequentano da tempo anche i giovani atleti delle società
di calcio cittadine". Tra le scuole abituali mete delle trasferte di
studenti genovesi, c'è anche l'istituto Vittorio Alfieri di Bergamo che fa
parte della società "Gruppo gestione scuole", una srl che poche
settimane fa, agli inizi di maggio, è stata coinvolta in un'inchiesta della
procura della città lombarda per una presunta vicenda di concussione. L'ipotesi
accusatoria è che quattro, tra presidi e docenti di scuole cittadine, quando i
genitori di uno studente volevano ritirarlo per iscriverlo in un altro
istituto, li costringessero a pagare un ulteriore anno di rata in base ad un
contratto ritenuto truffaldino. Tra gli indagati c'è anche Pierantonio Gilardi
(che respinge gli addebiti), amministratore delegato dell'Alfieri che accoglie
alcuni studenti genovesi a caccia della promozione.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
22-06-2008)
Argomenti: Scuola
FORLI' PRIMO PIANO
pag.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Scuola
LA LETTERA
Orgogliosi di insegnare al liceo La replica dei docenti alle critiche di scarsa
chiarezza negli scrutini Gli insegnanti del liceo scientifico rispondono al signor
Cristofari, che aveva parlato di scarsa chiarezza negli scrutini. I ragazzi che hanno riportato un debito formativo
hanno trovato soltanto la dicitura "giudizio sospeso" senza alcun
voto: è vero. Lo prevede la legge sulla privacy e le novità in materia
introdotte quest'anno. Lo studente infatti non è né promosso né bocciato: solo
dopo aver affrontato le prove previste a fine agosto sarà scrutinato. Ma
nulla vieta che l'interessato e la sua famiglia prendano visione in presidenza
dei voti. D'altra parte ci sentiamo di condividere alcune delle considerazioni
da lei espresse sulla poca tempestività delle comunicazioni alle famiglie dei
ragazzi con "sospensione di giudizio". Le novità, come già detto, e
la scarsa efficienza delle Poste non hanno certo facilitato il compito della
segreteria. Però gli avvisi dei corsi sono stati affissi nell'atrio
dell'istituto di Piazza Julia con indicazioni esaustive. Siamo convinti, come
lei e tutti i genitori, che i ragazzi abbiano il diritto di sapere
tempestivamente ed esaurientemente quali sono le loro lacune e in quali modi
poterle colmare. Nonostante una lunga serie di problemi che affliggono la
nostra categoria continuiamo a insegnare volentieri, orgogliosi di insegnare
nella nostra scuola, il liceo scientifico di Gorizia, che rimane un luogo di
convivenza serena e di confronto pacato per chiunque lo voglia: purtroppo la
sua lettera di pacato ha poco. Marina Rossetti seguono altre firme.