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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   22-24  maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Astronauti ESA: due italiani, per la prima volta una donna ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e Ricerca Mariastella Gelmini, assieme al Direttore Generale dell?ESA Jean Jacques Dordain, al Capo di Stato Maggiore dell?Aeronautica Generale Tei e al Commissario Straordinario dell?ASI Enrico Saggese. “Siamo tutti estremamente soddisfatti per la scelta di due italiani, Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, tra i nuovi astronauti dell?

La scuola fa retromarcia Addio al nome giapponese ( da "Corriere.it" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini La scuola fa retromarcia Addio al nome giapponese La preside: «Troppo clamore, resteremo la Pisacane». ROMA - Talmente convinta della sua scelta, era arrivata a sostenere che Makiguchi, il nome del pedagogo giapponese con cui voleva sostituire Carlo Pisacane per intitolare la sua scuola, «è facilissimo da pronunciare,

VENERDI' 22 Folk Club VIA PERRONE 3BIS ore 21,30 Morgan (canzone d'autore) Spazio 21... ( da "Stampa, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: VIA RIVA PO 7 ore 19 e 21 Noisy Friday in "Armonie in cerchio" Osservatorio Astronomico Val Pellice LUSERNA SAN GIOVANNI, LOC. BRIC DEL COLLETTO 1 ore 21 Supershock per la sonorizzazione del film "Il gabinetto del Dott. Caligari" di Robert Wiene Mc Ryan's MONCALIERI, STRADA CARIGNANO 62 ore 22,30 Trib-U2 (cover U2) Castello OSASCO ore 21 Lingalad (musica celtica)

Trento taglia il 15% dei corsi di laurea ( da "Trentino" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarà ridimensionata a colpi di forbice dal ministro Gelmini. Ecco perché è partita la corsa al taglio degli insegnamenti. Nel piano anti-crisi presentato durante il consiglio d'amministrazione del febbraio scorso, la posizione dell'ateneo di Trento era precisa: «Cancellazione dei corsi di studio con un basso numero di immatricolati».

Al tavolo di "papi", con i grandi della moda ( da "Trentino" del 22-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Raffaele Fitto. «Al suo tavolo, al centro del salone - scrive Repubblica - insieme a stilisti di spicco come Santo Versace e la moglie, Leonardo Ferragamo e la sorella Giovanna, Paolo Zegna e Laudomia Pucci, il Cavaliere ospitava "una splendida ragazza"

Funzionario, bancario e artigiano ( da "Stampa, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche alla luce delle incognite legate alla riforma Gelmini, viabilità urbana e spese dedicate ai giovani e al tempo libero tra le priorità della lista di Luigi Bruno, 49 anni, artigiano tessile: «E' un progetto concreto. Con un bilancio annuo di 1 milione e 200 mila euro si deve puntare su opere essenziali e fattibili».

[FIRMA]PAOLO BARONI ROMA La crisi - avverte Emma Marcegaglia - non può essere l
...
( da "Stampa, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e su tutti cita il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, quello della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (che magari si appisola, ma è il più applaudito dalla platea dei 3000 invitati) ed il responsabile delle Riforme Roberto Calderoli. Così come da atto a Giulio Tremonti di aver «tenuto salda la barra dei conti».

com'è perversa la natura umana - natalia aspesi cannes ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quanto alle altre palme della pagella, la meriterebbero i film di Bellocchio, della Campion e della Arnold, di Park Chan-wook, di To e persino del bistrattato Mendoza: tra i 14 film già votati dalla critica francese, solo due non hanno meritato neppure una palmetta. Si prevedono riunioni molto accese della giuria, perché su qualunque film,

scuola, i tagli non sono finiti "a rischio altri trecento posti" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insieme hanno riversato su Fioroni le preoccupazioni legate alla riforma Gelmini. Ma l´ex ministro li ha spiazzati: «Le risposte sono tutte nella Finanziaria di Tremoni, in cui è programmata la riduzione dei costi della scuola nel prossimo triennio. Quelle del prossimo anno scolastico sono solo escoriazioni, perché tra due anni arriveranno i tagli veri e tra tre anni sarà un eccidio».

la tre giorni di napolitano per ricordare falcone ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei ministri Mariastella Gelmini e Angelino Alfano, gli interventi del premio Nobel Muhammad Yunus, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, del procuratore di Palermo Francesco Messineo, di Emma Marcegaglia, del presidente di Sicindustria Ivan Lo Bello e di Antonello Montante, delegato nazionale Confindustria.

parte la nave antimafia per commemorare falcone ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con gli studenti ci saranno anche il ministro per l´Istruzione Mariastella Gelmini e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. La Snav ha messo a disposizione della manifestazione una nave della sua flotta, un traghetto che, partito dal molo Immacolatella alle 17.30, giungerà a Palermo alle 8 di domani. Saranno oltre 1.

sciopero di 24 ore martedì 26 a peretola rischio paralisi ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: responsabilità penali Sciopero di 24 ore martedì 26 a Peretola rischio paralisi I genitori della Calvino alla Gelmini "Orario ridotto, grave scorrettezza" SCIOPERO per tutto il giorno il 26 maggio a Peretola. I lavoratori dell´aeroporto protestano contro la decisione della direzione, spiegano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, di non assumere i contrattisti a termine e dare all´esterno alcune mansioni.

Confindustria preme: crisi violenta, ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma ha continue parole di apprezzamento per i ministri Gelmini, Alfano, Maroni, Tremonti, Brunetta, Calderoli. Tutt'altra musica quando si arriva a parlare di banche messe sotto accusa perché lesinano ossigeno alle imprese: «Pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere, che è quello di sostenere l'economia, chi investe e crea posti di lavoro veri,

di OLIVIA POSANI ROMA DA QUASI UN'ORA striglia le banche... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma ha continue parole di apprezzamento per i ministri Gelmini, Alfano, Maroni, Tremonti, Brunetta, Calderoli. Tutt'altra musica quando si arriva a parlare di banche messe sotto accusa perché lesinano ossigeno alle imprese: «Pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere, che è quello di sostenere l'economia, chi investe e crea posti di lavoro veri,

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stati evidenziati in un ordine del giorno proposto dal capogruppo consiliare del PD, Stefano Schiavoni ed approvato in Consiglio comunale mercoledì a maggioranza. 'Siamo molto preoccupati per le conseguenze che avranno i tagli adottati dal ministro Gelmini - sintetizza Schiavoni - e con il documento approvato auspichiamo che dai Comuni arrivi al governo la voce delle comunità...».

una strada intitolata a makiguchi ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla cerimonia saranno presenti il sindaco e le autorità cittadine. A Roma invece un'analoga proposta di intitolare una scuola elementare a Makiguchi ha provocato un caso (come scriviamo a pagina 4), con polemiche da parte dello stesso ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.

Stasera la carica degli studenti sulla nave della legalità ( da "Unita, L'" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 30 tutti in porto con il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini e il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Alle 19.30 la partenza verso la Sicilia per commemorare, domani, le stragi di Capaci e via D'Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Anche la Gelmini sarà sulla Snav.

LA QUALITÀ delle scuole di Reggio non si tocca. Uniti su questo punto i nove... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lodando poi la riforma Gelmini. «La continuità didattica è un problema vero» afferma Del Rio e propone «l'officina educativa, una rete, un progetto d'investimento sull'educazione, come la Lega Giovani, per portare i genitori a capire come fare». Scarpati strappa applausi quando chiede «in quali luoghi mandiamo i nostri figli a scuola?

 La petizione delle mamme ( da "Tempo, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolatici erano scesi in campo anche il sindaco Gianni Alemanno e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Raccoglieremo le firme di una petizione popolare per chiedere che il nome della scuola rimanga lo stesso e per una più equa distribuzione tra bambini italiani e stranieri nelle classi», ha annunciato il presidente del Comitato «Mamme per l'integrazione», Flora Arcangeli.

Tornano da New York, 4 liceali ammalati di influenza suina ( da "Tempo, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, ha previsto la chiusura anticipata delle scuole in cui si verificassero casi confermati di influenza A/H1N1 tra gli studenti. Inoltre, alla luce dell'andamento della diffusione dell'infezione da virus A/H1N1 negli altri Paesi, avverte il ministero «non si esclude che si possa verificare un possibile incremento anche prossimo dei casi nel nostro Paese»

Marcegaglia, più Draghi che Tremonti ( da "Riformista, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: osservando i buoni risultati dell'azione del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, gli stimoli del Libro bianco sul Welfare di Maurizio Sacconi, o chiamando un applauso lunghissimo per Renato Brunetta (adorato dalla base confindustriale); dall'altra ha posto tre questioni su cui il governo ha idee diverse da quelle confindustriali.

Libri di testo, salta il blocco della circolare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha dato ragione al dicastero guidato da Mariastella Gelmini e respinto la richiesta cautelare di sospendere la circolare ministeriale 16 del 10 febbraio: istanza proposta in via incidentale da un gruppo di docenti che ha fatto ricorso per chiedere l'annullamento del provvedimento e che il Tar Lazio, in primo grado, ha invece accolto (si veda «Il Sole 24 Ore» del 10 maggio)

Nuove regole, ma non soffocare i mercati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha adottato alcuni coraggiosi interventi di razionalizzazione delle risorse, di selettività nella loro distribuzione e di valutazione dei docenti, per premiare i più meritevoli. Ma una vera svolta arriverà solo con il cambiamento radicale delle modalità di finanziamento e della governance delle università.

Senza riforme coesione sociale a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Facendo un richiamo alla politica: serve il dialogo, ha detto, dando atto all'opposizione di aver avuto un atteggiamento misurato, non incoraggiando «forme di protesta estrema». Servono però più risorse, serve la detassazione degli utili reinvestiti.

Il giorno degli applausi scacciacrisi Ovazione a Brunetta, Cisl con Emma ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ha iniziato con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, cui ha concesso «coraggiosi interventi» ma da cui ha reclamato un cambiamento nelle forme di finanziamento dell'Università. Ha continuato con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e poi con il neoresponsabile del Turismo, Michela Brambilla, omaggiata da un applauso.

Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: invece di dare serietà alla scuola riassume il portavoce Stefano Vitale la Gelmini l'ha persa lei; si è contraddetta almeno cinque volte, di cui tre sulla carta. E anche sul 5 in condotta, siamo passati dal regolamento che lo prevedeva solo in caso di infrazione grave, con oltre 15 giorni di sospensione, alla possibilità di darlo per generiche sanzioni disciplinari.

Rossomori al voto solo per le amministrative ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rosso Mori sono arrivate le pagelle sui primi cento giorni della giunta Cappellacci (in realtà il nuovo esecutivo si è insediato da 84 giorni, il 26 febbraio), bocciata su tutta la linea. «Non ci aspettavamo di meglio, l'Isola viene amministrata in totale dipendenza dall'esecutivo nazionale», dicono Claudia Zuncheddu, unica eletta nella massima assemblea sarda e Gesuino Muledda,

Prove d'ingresso alla Sapienza in tutte le facoltà ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e io sono d'accordo con il maggior rigore introdotto dal ministro Gelmini. Non saranno dei semplici test mnemonici e nozionistici ma faremo in modo che il ragazzo riesca a fare dei collegamenti e ad elaborare i concetti». Le prove si terranno a settembre e dal 1Ú luglio sul sito de La Sapienza saranno indicate le modalità.

Febbre suina, quattro liceali contagiati ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: conferma: «I pazienti sono curati con gli antivirali e al momento la situazione è sotto controllo». Per il futuro, il viceministro alla Salute Fazio, d'intesa con il ministro dell'Istruzione Gelmini, ha disposto la chiusura anticipata delle scuole, in cui si registrassero casi accertati di influenza suina. M. E. F.

ateneo, 24 lauree in meno ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini fa calare di peso del 15 per cento i corsi di laurea dell'università di Pisa. A cominciare dal prossimo anno accademico (2009-10) i corsi di studio da 177 diventeranno 153. Ben 24 in meno di cui quattro spariranno, mentre gli altri venti saranno in gran parte accorpati con altri corsi.

Meglio pane oggi che brioches domani ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: crederci e cercare di mettere a frutto la promessa del ministro Gelmini di fare della nostra Isola un "laboratorio dell'eccellenza" nel campo dell'istruzione e della formazione. C'è da sperare che l'assessore regionale alla Cultura e all'Istruzione inserisca nel preannunciato elenco delle richieste solo le cose necessarie e lasci ad altra futura occasione le preannunziate eccellenze.

crescono gli iscritti alla materne ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tutto questo in controtendenza al ridimensionamento deciso dalla legge Gelmini». Per quel che riguarda le colonie estive, «la grande affluenza degli iscritti delle elementari, 165 domande su 110 posti, ha fatto sì che non potessimo accogliere le richieste dei non residenti. Alle medie invece oltre ai 29 residenti abbiamo inserito anche i 12 prioritari e i 16 non residenti.

Fiabe omosessualitra querelee interrogazioni ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roberto Maroni (Interno), Mara Carfagna (Pari opportunità) e Maria Stella Gelmini (Istruzione). Oggetto dello scontro istituzionale, che coinvolge il sindaco Vincenzi, le fiabe. Anzi: «favole a sfondo omosessuale per educare i bambini, a detta del portavoce del Gay Pride, all'esistenza di diverse tipologie di famiglie.

influenza suina, quattro casi a roma ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in accordo con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ha previsto la chiusura anticipata delle scuole in cui si verificassero casi confermati di influenza A/H1N1 tra gli studenti. Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), la nuova influenza ha colpito oltre 11.

al tavolo di "papi", con i grandi della moda ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Raffaele Fitto. «Al suo tavolo, al centro del salone - scrive Repubblica - insieme a stilisti di spicco come Santo Versace e la moglie, Leonardo Ferragamo e la sorella Giovanna, Paolo Zegna e Laudomia Pucci, il Cavaliere ospitava "una splendida ragazza"

Marcegaglia: riforme subito, a rischio la coesione sociale ( da "Avvenire" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Alfano e Calderoli). La politica stessa «ha già portato avanti un inizio di autoriforma», tributa Marcegaglia che aggiunge: «Ma occorrono più incisività e verifica dei risultati». Smaltito il panico seguito al fallimento di Lehman, secondo Marcegaglia si nota ora «qualche segno di lieve miglioramento»,

Coldiretti Brescia, a Lonato importante convegno sulla vitivinicoltura italiana ( da "Sestopotere.com" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Associazione club di Papillon, Mariastella Gelmini Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, Mario Mauro Europarlamentare e Vice Presidente del Parlamento Europeo. Le conclusioni sono affidate al Presidente Nazionale di Coldiretti Sergio Marini. “Vista la portata dell?

( da "Sicilia, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'incontrò vedrà la partecipazione di Mariestella Gelmini e Angelino Alfano, rispettivamente ministri dell'Istruzione e della Giustizia, del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, del procuratore di Palermo Francesco Messineo, del Nobel Muhammed Yunus, del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Telecom consegna 2000 chiavette agli studenti de l'Aquila ( da "Telefonino.net" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, il Sottosegretario di Stato e Commissario Delegato per l?emergenza terremoto, Guido Bertolaso, il Rettore dell?Università de L?Aquila, Ferdinando di Orio e il Presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri di Genola. Gli studenti usufruiranno di 2000 chiavette per la connessione ad internet e di 100 ore al mese,

Nuova influenza, 5 casi a Roma due scuole chiuse per una settimana ( da "Repubblica.it" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: valuteremo d'intesa con il ministro dell'istruzione Gelmini - ha concluso Fazio - i provvedimenti del caso". E' la prima volta che in Italia si chiudono in via precauzionale delle scuole per limitare al minimo il rischio di contagio, come previsto dalle misure preventive di sicurezza messe a punto dal Ministero della Salute.

Roma, il ministero chiude due scuole ( da "Corriere.it" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: stop precauzionale per una settimana Quattro nuovi casi di influenza A/H1N1 in Italia e tutti tra studenti liceali romani. Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha disposto in via precauzionale la chiusura immediata per 7 giorni di due scuole della Capitale: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri,

Influenza, chiuse due scuole a Roma, 15 i casi italiani ( da "Reuters Italia" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute Ferruccio Fazio hanno disposto oggi l'immediata chiusura del Liceo classico Dante Alighieri e del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma per un periodo di sette giorni, per attuare tutte le misure relative ai quattro casi di influenza A/H1N1 confermati tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'

Nuova influenza, 8 casi a Roma due scuole chiuse per una settimana ( da "Repubblica.it" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: valuteremo d'intesa con il ministro dell'istruzione Gelmini - ha concluso Fazio - i provvedimenti del caso". E' la prima volta che in Italia si chiudono in via precauzionale delle scuole per limitare al minimo il rischio di contagio, come previsto dalle misure preventive di sicurezza messe a punto dal Ministero della Salute.>

Influenza, chiuse due scuole a Roma, 18 i casi italiani ( da "Reuters Italia" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute Ferruccio Fazio hanno disposto oggi l'immediata chiusura di due scuole di Roma per sette giorni dopo che sono stati confermati, in totale, otto casi di influenza A/H1N1 tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York.

Roma, il ministero chiude due scuole ( da "Corriere.it" del 22-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: stop precauzionale per una settimana Sono otto i nuovi casi di influenza A/H1N1 in Italia e tutti tra studenti liceali romani. Un gruppo di loro, infatti era stato in gita a New York per un viaggio educativo. Uno studente al ritorno il 19 maggio a Roma aveva accusato sintomi di influenza e si era recato al Bambin Gesù.

Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità ( da "Corriere.it" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: invece di dare serietà alla scuola riassume il portavoce Stefano Vitale la Gelmini l'ha persa lei; si è contraddetta almeno cinque volte, di cui tre sulla carta. E anche sul 5 in condotta, siamo passati dal regolamento che lo prevedeva solo in caso di infrazione grave, con oltre 15 giorni di sospensione, alla possibilità di darlo per generiche sanzioni disciplinari.>

Febbre suina, chiuse due scuole a Roma ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: lo stop soltanto per precauzione Febbre suina, chiuse due scuole a Roma Colpiti 8 liceali di rientro dagli Usa Sono otto i nuovi casi di febbre suina in Italia e tutti tra studenti liceali romani di ritorno da una gita a New York. Il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha disposto la chiusura immediata per sette giorni di due scuole della capitale:

I genitori in corteo contro i tagli ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ISTRUZIONE RIFORMA GELMINI I problemi L'autoisolamento la lingua, il rispetto delle regole Settanta Paesi I nuovi iscritti provegono da tutti i continenti I genitori in corteo contro i tagli Circa 1.500 persone, tra insegnanti, genitori e bambini - secondo i sindacati - hanno manifestato ieri in centro contro i tagli nella scuola.

Ora il liceo è un mappamondo ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: avanti con la riforma della scuola introdotta dal ministro Maria Stella Gelmini. In questi anni la Regione ha messo a disposizione degli istituti scolastici molteplici strumenti per favorire l'integrazione. Ma «dall'analisi dei dati - spiega l'assessore all'Istruzione, Gianna Pentenero, - emerge come ci sia ancora molto da fare nella relazione con le famiglie degli allievi stranieri,

La batosta arriverà in estate ( da "Corriere delle Alpi" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha votato in Parlamento questi tagli, si è fatto rassicurare dalla Gelmini e adesso il suo partito presenta un ordine del giorno dove chiede al sindaco di intervenire. E' un delirio di contraddizioni». Il Pd ha quindi depositato in Senato una mozione per rivedere i numeri e ripristinare alcuni finanziamenti.

"Era l'unica via per fermare il contagio" ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini assicura che tutte le scuole sono sotto controllo. Dobbiamo preoccuparci? «E' il contrario, e mi meraviglio che la decisione di chiudere le scuole generi ansia invece di creare e produrre un'assoluta tranquillità. La chiusura vuol dire fermare il virus, un virus che, comunque, non è molto diverso da una normale influenza.

Chiusi due licei Roma ha paura ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordine del ministero diffuso prima sul Web Altri casi segnalati a Sassari e a Trieste Mariastella Gelmini Gianni Alemanno Un giornalista arriva davanti alla Dante Alighieri con la mascherina bianca che copre bocca e naso. Gli studenti si limitano a un sorriso di pena, i bidelli lo cacciano, i genitori escono fuori di testa: «Come sempre la stampa sa le cose prima di noi.

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Otto studenti romani sono risultati positivi al virus A/H1N1. Hann... ( da "Stampa, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini - È necessario agire con la massima tempestività e che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tuttavia, si è lamentato per non essere stato coinvolto: «La decisione del ministero di chiudere le scuole senza consultarci è stata sbagliata.

Influenza A, il contagio ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha fatto sapere Mariastella Gelmini, sta monitorando la situazione e rintracciando i 400 studenti italiani del gruppo che ha preso parte al mini-Onu a New York. Se sarà necessario, si sottolinea, saranno adottate tutte le misure precauzionali previste, compresa la chiusura di altri istituti per una settimana.

L'argine Fini La Costituzione la cambia il Parlamento ( da "Unita, L'" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non Maristella Gelmini, e nemmeno i vicepresidenti del Senato. Così, al tavolo della presidenza, siede Fini medesimo. Praticamente da solo. L'effetto visivo è paradossale, quasi allucinatorio. Anche perché l'ex leader di An, come gli accade ormai sovente, si mette a parlare di uguaglianza, integrazione e nuovi immigrati,

Oggi a Palermo la nave della legalità con i ragazzi di Falcone e Borsellino ( da "Unita, L'" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: comincia con il fantasma Gelmini che aleggia alle loro spalle. «Occhio! C'è la maestra unica, mettiti il grembiulino e copriti l'ombelico» è la battuta di spirito di Michele, 15 anni, alle sue compagne che gironzolano sui ponti. La Gelmini arriva poco dopo, quando gli studenti hanno già fatto l'imbarco e sono sulla Snav (messa a disposizione gratuitamente alla Fondazione Falcone)

Il mondo tecnologico in cui viviamo è un pericolo politico . È sorridente ma niente a... ( da "Unita, L'" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pensando alla riforma Gelmini... «Diciamo che il modello è quello di 10 anni fa! Ci sono comunque resti brillanti, che rendono giustamente gli italiani fieri del loro passato e i francesi invidiosi. Anche se stiamo imparando pure noi che avere un rapporto intimo con un Raffaello aiuta a combattere l'assuefazione alla televisione».

dopo le lezioni tutti in piazza ( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Per noi insegnanti è lo scoglio più duro insieme con le differenze culturali Gli alunni stranieri sono in aumento costante e tendono ad isolarsi per etnie Un corteo vivace e colorato per dire no ai tagli sulla scuola pubblica. Ieri centinaia di genitori, molti accompagnati dai bambini, sono scesi in piazza per gridare ancora una volta il proprio dissenso verso i tagli predisposti

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in riferimento alla riforma del ministro Gelmini -, gli insegnati che dal prossimo anno non avranno più una cattedra sono destabilizzati. Anche i genitori hanno iniziato ad esternare le loro preoccupazioni». Secondo la presidente di Assoscuola, il prossimo anno, nelle scuole primarie, saranno a rischio molti progetti, tra cui le visite guidate.

È UN BOTTA e risposta a mezzo stampa dai toni accesi quello che si è scatenato tra il sind... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sui tagli alla scuola della riforma Gelmini. «Dove sono adesso Vecchi e Carapia aveva chiesto provocatoriamente Poli , ora che i tagli sono diventati realtà? L'anno scorso mi hanno rimproverato di allarmismo. Ma dove sono gli esponenti locali del Governo in questo momento in cui non abbiamo ottenuto le classi di tempo pieno richieste dai genitori?

la giornata della memoria tra l'albero falcone e capaci ( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: viaggiato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Poi Napolitano andrà a piazza Magione, una delle quattro piazze della città dove, grazie all´installazione di schermi giganti, gli studenti delle scuole che hanno allestito cartelloni e scritte di vario genere, potranno seguire il discorso del Capo dello Stato.

Salgono a 8 i casi in due scuole della Capitale Ora controlli a tappeto, a rischio altri istituti ( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha richiesto la chiusura delle due scuole (che riprenderanno le lezioni il 28 maggio) dove peraltro, già nei giorni precedenti, erano scattate le prime misure di contenimento dell'infezione. Le Asl competenti hanno attivato la sorveglianza dei giovani considerati «casi sospetti» e contattato gli insegnanti che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero

Se Leopardi scrive a Tremonti ( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Manzoni al ministro Gelmini, ma anche Satana a Benedetto XVI, Freud a Obama, Pulcinella a Bassolino, Hitler a Carla Bruni, Lenin a Bush... In una prosa ironica e divertente Ruggero Guarini, commentatore dei fatti del giorno su alcuni quotidiani, crea accostamenti originali e spiazzanti nel suo «Fisimario 2008.

Filmata in classe nelle parti intime ( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per arginare questo fenomeno, il ministro Gelmini ha proposto di installare telecamere in classe. Anche se, ha dichiarato, «È una misura che non basta. Le telecamere sono un deterrente in più e gli istituti hanno l'autonomia ma la soluzione non è questa. Il problema – ha sottolineato il ministro in un'intervista –

scuole nel caos, il giallo del 5 in pagella - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mario Dutto, riprendono i diversi decreti Gelmini. Cioè tutte quelle disposizioni riguardanti il 5 in pagella e quello in condotta. «La prima confusione dice che chi ha anche una sola insufficienza non può essere ammesso alla classe successiva», dice Paolo Cortigiani, preside della media Don Milani-Colombo.

impegni su scuola, anziani e lavoro ( da "Tirreno, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini comporterà che all'interno delle aule ci sarà un numero più elevato di alunni, cosa avete intenzione di fare per adeguare le strutture scolastiche provinciali? (Franco Buralli, Cgil scuola) B: «Si è tentato di far passare un taglio dei posti di lavoro come una riforma della didattica, a parte questo il rinnovamento del patrimonio edilizio legato alla scuola è fondamentale»

come attirare i "cervelli" ( da "Tirreno, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, la discussione prenderà spunto dall'analisi di due rapporti sui costi e benefici della "fuga di cervelli". Saranno presentati i risultati di un'indagine esclusiva curata dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti sugli studenti stranieri iscritti a dottorati in Italia.

La protesta studentesca si aggira per l'Europa ( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreti Gelmini, l'ormai famosa Onda anomala, circola un progetto di riforma della gestione degli Atenei di cui a Genova si parla molto, perché pare che sarà proprio la nostra Università a sperimentarlo in anteprima. Ma è soprattutto nel resto d'Europa che si accendono fuochi di rivolta: nel quasi totale disinteresse di un'informazione nostrana ormai ipnotizzata dalle vicende erotico-

cartelli anti gelmini in una elementare la digos li fa rimuovere, è polemica - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Milano Cartelli anti Gelmini in una elementare la Digos li fa rimuovere, è polemica FRANCO VANNI MILANO - La protesta anti-Gelmini scompare da scuola, su invito della polizia. Ieri mattina quattro agenti in borghese hanno fatto visita alla elementare di viale Puglie, in zona Corvetto, dove le insegnanti avevano esposto cartelli alle finestre con scritto "

MICHELE AMURRI, responsabile provinciale dei giovani dell'Idv, interviene a ... ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle classi sono previste dalla riforma del ministro Gelmini, che ha tagliato ben 8 miliardi di euro alla scuola pubblica? Invece di andare a manifestare in Provveditorato vada a farlo a Roma contro il suo governo. Non crediamo che ciò avverrà. I cittadini sangiorgesi devono sapere che la sua amministrazione è sostenuta da chi taglia le classi e in molti casi anche le strutture»

influenza a, 2 scuole chiuse a roma Il ministero della Salute chiude due istituti superiori romani dopo l'accertamento di cinque casi di nuova influenza che hanno riguardato alcuni ( da "Riformista, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È la prima volta che si dispone la chiusura di scuole a scopo precauzionale. Dice il ministro Gelmini: «Stiamo procedendo ad un monitoraggio in tutte le scuole. Pensiamo che sia necessario evitare il panico, ma ogni misura precauzionale va assunta tempestivamente", ha concluso Gelmini. 23/05/2009

Influenza A, chiuse due scuole a Roma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, «presa a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi». E verifiche sono in corso anche su circa altri 400 studenti: tutti avrebbero partecipato a una riunione a New York dell'«Un Model Congress », una specie di mini-Onu, durante la quale i liceali di tutto il mondo simulano i lavori del Palazzo di Vetro.

Una polizza 100 e lode per gli studenti modello ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A guardare i risultati delle pagelle, però, questo divario non risulta ». In pratica dietro diplomi d'eccellenza possono nascondersi studenti mediocri. E così per evitare "falsi positivi" la polizza prevede che lo studentesuperi anche il test in lingua inglese Sat ( scholastic aptitude test)reasoning test che gli studenti in Usa sostengono per accedere all'

Virus a Roma: chiuse due scuole ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini hanno attivato le procedure per la chiusura di due istituti storici della capitale: il classico Dante Alighieri e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. In stato di isolamento anche un bimbo di Pordenone, fratello di una ventunenne rientrata mercoledì dagli Usa e risultata positiva al virus A/H1N1.

Gita a New York, poi l'influenza: chiuse 2 scuole ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio e il titolare dell'Istruzione Mariastella Gelmini hanno attivato le procedure per la chiusura di due istituti storici della capitale: il classico Dante Alighieri e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. Una decisione, ha spiegato il ministro Gelmini, «a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi.

Settecento bambini cercano un mondo di pace ( da "Trentino" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il dirigente Dario Gelmini, l'assessore comunale Loreta Failoni e il presidente del L'Ancora, Mariano Failoni), e il ritorno ai luoghi d'origine. Non è stata una manifestazione estemporanea, ma la tappa di un lungo percorso, quello condotto da tutte le 53 classi dei plessi giudicariesi, con tema la "mondialità", la "multi etnicità" e l' "intercultura"

Ore 9, psicosi in classe ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è una decisione «a scopo precauzionale », ma gli istituti sono rimasti aperti per ore. E la psicosi ha fatto il resto. Verso le 11 i 1.800 iscritti al Convitto e al Dante sono stati fatti uscire. Non rientreranno a scuola prima del 27 maggio.

Convitto e Dante, un giorno di caos e paura ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ipotesi improbabile, visto che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, hanno disposto lo stop immediato di tutte le attività scolastiche. E i sanitari della Asl Roma E hanno già invitato 70 persone, che hanno avuto rapporti con gli infettati, a non uscire.

Ieri infettati altri 4 studenti ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, si è trattato di un provvedimento «a scopo precauzionale », ma gli istituti sono rimasti aperti per ore in attesa del documento. E così sono scattati i controlli sui 400 ragazzi romani che facevano parte della comitiva che aveva partecipato a una manifestazione nella sede dell'Onu nella Grande Mela.

Per colpa del taglio ai fondi la scuola va in crisi ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini la grave emergenza finanziaria delle scuole statali, come denunciato in questi giorni nel Lazio da oltre 200 dirigenti scolastici che in una lettera a decine di migliaia di famiglie hanno evidenziato la loro impossibilità di sostenere il costo di supplenze, visite fiscali, corsi di recupero obbligatori e anche dei progetti educativi non finanziati direttamente dai genitori.

Palermo ricorda la strage di Capaci ( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: imbarcazione sono usciti gli studenti con in testa uno striscione sorretto, tra gli altri, dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la scritta: «esistono uomini che vivono cent?anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno con la testa in alto».

Allarme influenza a Roma Chiudono 2 scuole per una settimana ( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha richiesto la chiusura delle due scuole (che riprenderanno le lezioni il 28 maggio) dove peraltro, già nei giorni precedenti, erano scattate le prime misure di contenimento dell'infezione. Le Asl competenti hanno attivato la sorveglianza dei giovani considerati «casi sospetti» e contattato gli insegnanti che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero

Napolitano ricorda la strage di Capaci "Falcone un grande esempio morale" ( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: imbarcazione sono usciti gli studenti con in testa uno striscione sorretto, tra gli altri, dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la scritta: «esistono uomini che vivono cent?anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno con la testa in alto».

Otto casi a Roma Chiuse due scuole ( da "Avvenire" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: decisione di lasciare a casa i ragazzi fino al 28 maggio è stata presa dal viceministro Fazio e dal ministro Gelmini Perplessità di un preside e del sindaco Alemanno per non essere stati avvisati in anticipo DA ROMA GIOVANNI RUGGIERO D ue scuole chiuse a Roma per il sospetto di contagio di influenza suina. Sei studenti e una professoressa hanno accusato i sintomi del virus A/H1N1.

Napolitano ricorda la strage di Capaci "Falcone e Borsellino esempi morali" ( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, quest?ultima arrivata nel capoluogo siciliano con la Nave della Legalità che ha portato a Palermo studenti e insegnanti. A aprire le commemorazioni è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione che organizza da anni le manifestazione per gli anniversari dell?

Controlli su nove liceali siciliani. Polemiche sui ritardati interventi d'isolamento ( da "Sicilia, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha spiegato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, «presa a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi». I liceali risultati positivi alla nuova influenza facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York.

Napolitano ricorda Falcone ( da "Corriere.it" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. «Non è la prima volta che vengo qui, rinnovo l'emozione che ho provato altre volte» ha detto Napolitano appena arrivato all'aula bunker. Il capo dello Stato ha salutato una parata di studenti che lo attendevano all'entrata. LA NAVE DELLA LEGALITÀ - Nell'aula bunker dell'Ucciardone, ad ascoltare le parole di Napolitano,

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: legge Gelmini e tagli, indetto da Cobas e Usi, in data 15 maggio. Da un lato, cifre modeste: 146 persone in sciopero (dai bidelli ai prof di ogni ordine e grado) su quasi 11mila lavoratori dei 95 plessi della provincia, appena l'1,3% del totale. «Mi viene una considerazione dice il provveditore agli studi Gino Malaguti : gli stessi Cobas che si sono resi protagonisti in negativo l'

La sfida dell'informazione ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini. IL SIPARIO si chiude con Ceccherini che ringrazia l'ospitalità della signora Marisa Monti Riffeser, ma anche il sottosegretario Paolo Bonaiuti che ha scelto questi microfoni per lanciare l'idea dell'abbonamento gratis per sei mesi ai diciottenni, «però a tutti auspica e non solo a quelli che hanno partecipato a Quotidiano in Classe»

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quest'ultima è arrivata nel capoluogo siciliano con la Nave della Legalità' insieme a centinaia di studenti e insegnanti. Giorgio Napolitano ha ascoltato con molta attenzione la poesia di tre bambini che hanno chiesto «una scuola nuova con finestre aperte sul mondo».

MARCO ZAIA, ministro dell'Agricoltura e leghista trevigiano preannuncia l'obbligo ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)
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Abstract: per ora, Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dicendo che le materie fondamentali sono altre. Ma c'è da giurare che Zaia non si arrenderà tanto facilmente. E allora in prima elementare i tosèti (bambini), extracomunitari compresi, dovranno declamare carèga, piròn, seciàro, forèta, balòn, munàro.

Napolitano: Borsellino e Falcone eroi della legalità ( da "Unita, L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini non risponde. Il microfono passa nelle mani di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che si limita a dire: «Non mi sento personalmente attaccato. Esiste un principio costituzionale che è quello della separazione dei poteri..

I teenager antimafia entrano nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo è hanno il fi... ( da "Unita, L'" del 24-05-2009)
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Abstract: La Gelmini non risponde. Il microfono passa nelle mani di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che si limita a dire: «Non mi sento personalmente attaccato. Esiste un principio costituzionale che è quello della separazione dei poteri..

napolitano tra i ragazzi antimafia "falcone e borsellino eroi di libertà" - alessandra ziniti ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quello della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Batte la mano a ritmo l´ospite d´onore delle celebrazioni di quest´anno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano arrivato insieme alla moglie Clio per rendere omaggio a tutti i caduti di mafia nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci.

Napolitano: ( da "Tempo, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Più che determinato è apparso il Guardasigilli Angelino Alfano quando ha tuonato: «Entro un mese il carcere duro verrà ancora inasprito. I boss, poi, non potranno più lasciare i loro soldi ai figli». Anche gli industriali, infine, hanno partecipato, «per testimoniare l'impegno solenne di Confindustria nella lotta alla criminalità»

napolitano: "la mafia non è più impunità" - alessandra ziniti ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quello della Giustizia Alfano, quello della Pubblica istruzione Gelmini e del presidente di Confindustria Marcegaglia. è stato un capo dello Stato visibilmente commosso e con la voce a tratti tremante quello che ha preso la parola per ultimo. «Incancellabile resta nel mio animo l´emozione che mi colse quel 23 maggio del 1992.

il dissenso in piazza i cobas contestano alfano e la gelmini - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quattro insegnanti denunciati Il dissenso in piazza i Cobas contestano Alfano e la Gelmini I professori avevano esibito una scritta contro la riforma della scuola SALVO PALAZZOLO (segue dalla prima di cronaca) Gli agenti girano attorno allo striscione. è scritto: «La mafia ringrazia lo Stato per la morte della scuola». Firmato, «Cobas scuola».

Napolitano: si rispettino gli equilibri costituzionali ( da "Stampa, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impresa difficile spiegare ai 1400 ragazzi portati a Palermo sulla Nave della Legalità dal ministro Mariastella Gelmini per commemorare le stragi di Capaci e via D'Amelio che la premessa fondamentale per battere la criminalità organizzata è un'accresciuta «fiducia nello Stato», se le istituzioni di quello stesso Stato vivono in una situazione di scontro permanente.

maturità, bonus per chi ha 9 in condotta ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: un punto in più nel voto finale, sarà un premio per l´impegno durante l´anno Maturità, bonus per chi ha 9 in condotta Lo studente si comporta bene, tanto da avere il 9 in condotta? Alla maturità avrà il bonus di un credito per il voto finale. L´incentivo è una novità allo scientifico Volta, dove il consiglio d´istituto ha deciso di premiare non solo i maturandi,

voto più alto per chi ha 9 in condotta - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il giro di vite annunciato dalla Gelmini, che vorrebbe il 5 anche per sgarri meno gravi, è ancora fermo in consiglio dei Ministri, e non sarà quindi applicato quest´anno. Di certo però, qualunque sia il voto, quello di condotta fa media con gli altri. SEGUE A PAGINA

manzoni, pioggia di 5 in pagella "è un segnale forte, ma servirà" - anna cirillo ( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sempre senza i libri e spesso assenti Manzoni, pioggia di 5 in pagella "è un segnale forte, ma servirà" ANNA CIRILLO Luigi Barbarino, preside del liceo Manzoni, a quanti studenti avete dato 5 in condotta nel primo quadrimestre? «Trenta, su 850 allievi». Cos´hanno combinato? «Si sono comportati in modo non corretto e talvolta grave».

fuga di cervelli, al s. anna va meglio - marco barabotti ( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dai paesi extraeuropei ne viene il 38% in più Il ministro Gelmini: la migrazione intellettuale va difesa MARCO BARABOTTI PISA. «Vedo che qui alla Scuola Sant'Anna c'è un ambiente straordinario dal punto di vista della serenità e della voglia di sapere. E ascoltando le parole della direttrice, i risultati sono estremamente incoraggianti».

Dal club "Forza Pro" targhe a La Marca Mariani e Labriola ( da "Stampa, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: offerta dai giornalisti sempre presenti in trasferta e una maglia con il numero 100, a indicare il traguardo raggiunto come presenze in casacca bianca. Una menzione anche per un tifoso, sempre presente: Sergio Canna. Mister Gianfranco Motta è nell'elenco dei premiati: per aver condotto la squadra , tra mille peripezie, ad una salvezza non facile.

Nell'aula del maxi-processo alla mafia l'omaggio di Napolitano a Falcone ( da "Riformista, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Alfano. C'è anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: «Siamo qui per testimoniare la volontà e l'impegno di fare una battaglia vera contro la mafia». Arriva, da Roma, anche il messaggio di Gianfranco Fini. Un invito ai giovani affinché «capiscano che il loro futuro è nelle loro stese mani».

Un convegno sulla riforma della scuola ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le incertezze e il disorientamento generati dalla cosiddetta riforma Gelmini, un provvedimento dettato, più che altro, dalla volontà di questo governo di tagliare i servizi della scuola, insieme alla progettazione del ruolo di Adria come polo scolastico, saranno oggetto del convegno dal titolo "Suola: le nostre proposte".

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Vorrei proporre al ministro dell'Istruzione Gelmini di istituire un'ora di lezione dedicata alla legalità nelle scuole d'Italia»», ha detto il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, che ha partecipato alla commemorazione della strage di Capaci nell'aula bunker del carcere «Ucciardone» di Palermo.

In dicembre la giornata del docente ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Appuntamento per il 9 dicembre, a Firenze, con il ministro Gelmini; perché chiude il presidente Ceccherini «povero è quel Paese che non sa riconoscere il ruolo dei suoi docenti, difenderne l'autorevolezza. E contro quel Paese povero dovremmo batterci tutti: ragazzi, a dicembre voglio vedervi nelle piazze di tutta Italia.

Napolitano e le stragi: Italia unita contro la mafia ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini (che incita all'ottimismo e si impegna a diffondere nella scuola i temi della legalità), ai ministri dell'Interno Maroni e della Giustizia Alfano (che ricordano i successi delle forze dell'ordine contro i clan, elencano il valore dei beni sequestrati e annunciano nuovi inasprimenti del carcere duro).

Falcone e Borsellino due eroi ( da "Trentino" del 24-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Accanto a loro, un magistrato che del maxi fu protagonista: Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che, allora giovane giudice, scrisse lo storico verdetto. «Lo Stato c'è e si fa sentire», ha detto Maroni che ha voluto con sé a Palermo il figlio di 11 anni «perché vedesse i segni della tragedia della mafia»

Camilla e gli altri: macché pandemia ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, rinunciamo ai viaggi d'istruzione». Più cauti, i genitori: «Come mamma, capisco le preoccupazioni delle famiglie» commenta Fiamma Bolognesi, mentre attende l'uscita del figlio dal liceo scientifico Augusto Righi, in via Campania. «Ieri ero a cena con una famiglia di amici che ha il figlio al Dante continua la signora Bolognesi i nostri ragazzi partiranno per Boston a fine

con Cristicchi, Tribù Zulu & Co. ( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ambito delle iniziative promosse dai coordinamenti romani del Movimento per la scuola pubblica contro la riforma Gelmini, i tagli alla scuola ed all'università, i licenziamenti dei precari. Partecipano il Circolo Gianni Bosio, Pino Marino, Simone Cristicchi, Nuove Tribù Zulu (foto), Radici nel Cemento, Body Percussion, Scuola Donna Olimpia, Scuola di Musica Testaccio.

ma gli stranieri studiano e vanno via ( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oltre a perdere giovani studenti promettenti, fatica moltissimo ad attrarre talenti dall'estero», ha affermato in un messaggio inviato al convegno il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Penso sia giunto il momento - ha aggiunto - che anche l'Italia adotti politiche che non scoraggino l'immigrazione altamente qualificata».

"Riuniamo le scuole di Omegna in un unico polo d'istruzione" ( da "Stampa, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI.PROPOSTA DEGLI INSEGNANTI "Riuniamo le scuole di Omegna in un unico polo d'istruzione" [FIRMA]VINCENZO AMATO OMEGNA Adesso i tagli della riforma Gelmini fanno di nuovo paura. E a Omegna si torna a parlare di un unico polo per le scuole superiori.

falcone e borsellino due eroi - antonio fraschilla ( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Accanto a loro, un magistrato che del maxi fu protagonista: Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che, allora giovane giudice, scrisse lo storico verdetto. «Lo Stato c'è e si fa sentire», ha detto Maroni che ha voluto con sé a Palermo il figlio di 11 anni «perché vedesse i segni della tragedia della mafia»

Napolitano: le strade antimafia ( da "Avvenire" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, dell'Interno Roberto Maroni, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il sindaco di Palermo Diego Cammarata, il procuratore del capoluogo siciliano Francesco Messineo, il presilestiti Il capo dello Stato nel ricordo di Giovanni Falcone chiede qualità della politica, istituzioni prestigiose e pubblica amministrazione trasparente dente di Confindustria Sicilia I-

Serie A: le pagelle di Siena-Juventus ( da "Datasport" del 24-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Serie A: le pagelle di Siena-Juventus (AGM-DS) - 24/05/2009 19.16.50 - (AGM-DS) - Milano, 24 maggio - Le pagelle di Siena-Juventus, terminata 0-3. SIENA Curci 6 Imparabili i gol, non deve eseguire troppi interventi difficili. Chiude bene in in uscita in un paio di occasioni.


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Astronauti ESA: due italiani, per la prima volta una donna (sezione: Scuola)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

ASI Astronauti ESA: due italiani, per la prima volta una donna Ce l’hanno fatta in due, e per la prima volta nella storia del nostro paese ha vinto una donna. Sono Samantha Cristoforetti, 32 anni, e Luca Salvo Parmitano, 33, entrambi piloti dell’Aeronautica Militare, i nuovi astronauti italiani nel corpo dell’Agenzia Spaziale Europea. L’annuncio dei sei vincitori, tra cui oltre ai due italiani figurano il tedesco Alexander Gerst, il danese Andreas Mogensen, l'inglese Timothy Peake e il francese Thomas Pesquet, è stato dato da Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell’ESA a Parigi. I sei sono le prime nuove reclute del Corpo Astronauti europei dal 1992, per la seconda selezione finora avvenuta in 17 anni. Saranno loro a partecipare alle prossime missioni sulla Stazione spaziale internazionale dal 2013 in avanti. I due nuovi astronauti hanno incontrerato la stampa italiana ieri, a Palazzo Chigi, a Roma. Era presente il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, assieme al Direttore Generale dell’ESA Jean Jacques Dordain, al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale Tei e al Commissario Straordinario dell’ASI Enrico Saggese. “Siamo tutti estremamente soddisfatti per la scelta di due italiani, Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, tra i nuovi astronauti dell’ESA” è il commento a caldo del Commissario Straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese. ”E siamo particolarmente felici che tra loro ci sia una donna, la prima italiana a ricoprire questo ruolo. E’ la dimostrazione che per l’Italia lo spazio è un settore importante e vitale, capace di attirare i nostri migliori talenti, e che in questo campo possiamo continuare nei prossimi anni a giocare un ruolo di primo piano a livello mondiale. Ai due nuovi astronauti le congratulazioni e gli auguri, miei e di tutta l’ASI, per le importanti sfide che li attendono da ora in poi”. Il tenente Samantha Cristoforetti, è la prima astronauta italiana e la terza per l’Europa, dopo l’inglese Helen Sharman (che ha volato nel 1991) e la francese Claudie Andre-Deshays (sulla ISS nel 2001). Nata a Milano, il 26 Aprile 1977 e residente a Malé, in provincia di Trento, è attualmente tenente pilota di velivoli AM-X e AM-XT in servizio presso il 32° Stormo di Amendola (FG). Tra le prime donne a diventare pilota militare, a soli dieci anni dall’ingresso femminile nelle Forze Armate Italiane, Cristoforetti vanta un curriculum di altissimo livello: laureata con il massimo dei voti in scienze aeronautiche all’Accademia di Pozzuoli, ha conseguito un master online quinquennale rilasciatole dalla Riddle Aeronautical University, di Daytona Beach, in Florida. Fin dall’Accademia, nel corso Borea V, si è distinta per le sue capacità: nel 2004 ha ricevuto la Sciabola d’Onore. è stata la prima ragazza a ricevere il premio, assegnato all’allievo che per i primi tre anni di corso è sempre risultato primo nel ruolo di appartenenza. >> Il volo è la sua passione. Nella sua breve ma brillante carriera militare, ha partecipato al 70° storimo di Latina, al 61° Stormo di Lecce e al 51° Stormo di Istrana, ottenendo, tra le altre, le abilitazioni per velivolo jet T-37, MB339CD e MB339A. Luca Salvo Parmitano, capitano del centro sperimentale volo di Pratica di mare è nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre del 1976. Dopo aver frequentato l’Accademia Aeronautica con il Corso Sparviero IV e ottenuto la laurea in scienze politiche presso l’Università Federico II di Napoli, si è specializzato negli Stati Uniti presso la scuola di volo per piloti militari Euro – Nato Joint Pilot Training di Sheppard, in Texas. Si occupa tra l'altro del collaudo di nuovi velivoli. Il capitano Parmitano ha al suo attivo circa duemila ore di volo, di cui più di mille su velivolo AM-X. è qualificato su circa 20 aerei ed elicotteri differenti ed ha volato su oltre 40 velivoli diversi. Nel 2007 è stato insignito della Medaglia D’Argento al Valore Aeronautico. BUR.IT 22.05.09

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La scuola fa retromarcia Addio al nome giapponese (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Contro il cambio di nome anche il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini La scuola fa retromarcia Addio al nome giapponese La preside: «Troppo clamore, resteremo la Pisacane». ROMA - Talmente convinta della sua scelta, era arrivata a sostenere che Makiguchi, il nome del pedagogo giapponese con cui voleva sostituire Carlo Pisacane per intitolare la sua scuola, «è facilissimo da pronunciare, soprattutto per i bambini che conoscono tanti eroi giapponesi nei cartoni». Ma dopo due giorni, trascorsi sotto una pioggia di polemiche e attacchi incrociati, ieri davanti alla sua scuola si sono fronteggiati anche due opposti «cortei», Nunzia Marciano, preside della scuola più multietnica di Roma col 90% di alunni stranieri, ha dovuto dichiarare la resa: «Si è creata una distorsione mediatica sulle scelte decise democraticamente dagli organi collegiali del nostro istituto. Per questo abbiamo deciso che ci riuniremo e sospenderemo il processo attivato per il cambio di nome». L'improvviso dietrofront è giunto dopo un lungo colloquio con la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio Maddalena Novelli: «Nel rispetto degli organi collegiali ha sottolineato Novelli la preside mi ha assicurato che lunedì convocherà prima il collegio dei docenti poi il consiglio d'istituto per annullare la decisione ». In mattinata, contro il cambio di nome era sceso in campo anche il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: «La scuola realizza l'integrazione solo quando insegna a tutti gli studenti la lingua, la storia e la cultura del Paese in cui vivono. Inaccettabile cancellare un simbolo così importante del nostro Risorgimento». A sostenerla, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Non si capisce perché Pisacane debba essere sostituito da un personaggio, sicuramente insigne, ma che ha molto meno a che fare con la nostra storia e la nostra identità nazionale». E in serata anche il ministro Meloni si è detta «soddisfatta per la marcia indietro anche se purtroppo devo constatare che non si tratta di un episodio isolato ma è l'ennesima alzata di ingegno di una preside che dovrebbe insegnare a tutti i bambini, senza distinzione, ad amare se stessi, la propria cultura, la propria storia e invece costruisce muri all'integrazione». Lunedì scorso, quando è scoppiato il «caso Pisacane» con l'eroe risorgimentale mandato a casa per far posto all'educatore nipponico, la dirigente Marciano era in Francia in ferie: «La delibera del consiglio d'istituto risale al 27 aprile, non potevo immaginare tanto clamore ». Il cambio di nome, nelle intenzioni della preside sarebbe incredibilmente dovuto essere lo stratagemma per scappare dalle prime pagine dei giornali, dove puntualmente finisce la scuola per il suo «carico» di piccoli immigrati provenienti da 24 etnie diverse. «Siamo stati sottoposti a una campagna diffamatoria e volevamo ritrovare l'anonimato racconta Marciano , non fa piacere né alle famiglie né a chi insegna essere associati a una scuola dove "non si impara niente". Gli stranieri che frequentano la Pisacane, invece, sono tutti alfabetizzati di seconda generazione. Seguiamo programmi italianissimi». L'allontanarsi dai riflettori attraversando un terreno minato si è però rivelato un boomerang e ha costretto la preside a tornare sui suoi passi. Flavia Fiorentino stampa |

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VENERDI' 22 Folk Club VIA PERRONE 3BIS ore 21,30 Morgan (canzone d'autore) Spazio 21... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

VENERDI' 22 Folk Club VIA PERRONE 3BIS ore 21,30 Morgan (canzone d'autore) Spazio 211 VIA CIGNA 211 ore 21 Jackstrike, Arlequin's Carillaum, Manhunt, Brain Pollution, Foxhound, Katapank per la serata finale di "Pagella non Solo Rock", ospiti No Conventional Sound, Ten Watt Transistors (rock) Hiroshima mon Amour VIA BOSSOLI 83 ore 22,30 The Original Fakes, Oh No Its Pok!, Vertical Life Team (musica elettronica) Magazzino di Gilgamesh PIAZZA MONCENISIO 13/B ore 22,30 Elektradrive (rock) Aldobaraldo VIA PARMA 29/BUS ore 22 Acosta-Torres (musica latina) Corner House CORSO SEBASTOPOLI 230 ore 22,30 Psycho Therapy (cover Ramones) Controsenso VIA CELLINI 30 ore 22 Bluesanza (blues) Pronto Soccorso Club VIA ORISTANO 3/C ore 22 Bassorilievo (rock) Caffè Giardino PIAZZA ZARA 1 ore 22 Luigi Torchio (piano bar) Le Ginestre VIA VALPRATO 15 ore 22 Santucci-Zegna-Zunino-Minetto (jazz) Gatto Bianco COLLE DELLA MADDALENA 170/4 ore 22 Osvaldo de Cuba (musica latina) Artintown VIA BERTHOLLET 25 ore 22 Make Pop, Cabaret Sauvage (rock) Cafè Liber CORSO VERCELLI 2 ore 22 Paolo Spaccamonti (canzone d'autore) presentazione del cd "Undici pezzi facili" Teatro di Strada VIA CHIESA DELLA SALUTE ore 21 Cantastorie Zuli, Ensi & Bunna (folk e world music) Tre Bicchieri VIA GIULIO 29 ore 22 Ruviaro-Forte (musica brasiliana) Circolo dei Lettori VIA BOGINO 9 ore 21 Le Voci del Tempo (cover rock) Spazzi VIA VIRLE 21 ore 22 Pino Russo (jazz) presentazione del cd "Darn that dream" Le Fonduk CORSO BELGIO 18 ore 22,30 Luigi Tempera & the Explorer (blues) Kalimba VIA SAN DOMENICO 6/B ore 22,30 Asuma (brasilian pop jazz) Hotel Principi di Piemonte VIA GOBETTI 15 ore 21 Piero Vallero e la sua Labirinto Band, Sorelle Baiadera e Bijat, Vino e Latino Dance Staff (pop) Rosso di Sera VIA DI NANNI 102/E ore 20 D and G (rock) Centro d'Incontro PIAZZA FREGUGLIA 6 ore 21 "Canzoni di libertà" (serata dedicata a Bob Marley) a cura di Fernando Sarda, con Alda Scarzello e Michele Sarda Centro Culturale Principessa Isabella VIA VEROLENGO 212 ore 21 Alfredo Ponissi (jazz) ospite del 5°Festival di Batteria della scuola di Alessia Mattalia Kaleidos VIA TENIVELLI 20/6 ore 21 Jam session jazz Fnac VIA ROMA 56 ore 18,30 Ottodix (musica elettronica) presentazione del cd "Le notti di Oz" Taurus CIRIE', VIA DORIA 20 ore 22 Homicide Hagridden, Jadish, Korova Milkbar (metal) Teatro Tenda di Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 21 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009" La Brigata del Birraio ROSTA, CORSO MONCENISIO 49 ore 22 Solspezzato (blues) Fnac Le Gru GRUGLIASCO, VIA CREA 10 ore 17 Afterglow (rock) presentazione del cd "Sorry" Axelhouse COLLEGNO, CORSO FRANCIA 232 ore 22,30 The Gish (cover rock) Piazza Europa POIRINO ore 21 Gruppi emergenti (rock), Oppe di Le Cose dei Licianni (canzone d'autore) Fiera di Primavera LUSERNETTA ore 21,30 Simple Point (cover Dire Straits) Ristorante Principe Eugenio CUORGNE', LOCALITA' COSTOSA ore 21 Max Arrigo & Shangai Noodle Factory (rock blues) Suoneria SETTIMO TORINESE, VIA PARTIGIANI 4 ore 21,30 Beatwins (cover Beatles) Mc Ryan's MONCALIERI, STRADA CARIGNANO 62 ore 22,30 The Reflex (cover Duran Duran) Ex Chiesa del Carmine PIOSSASCO, VIA ROMA 60 ore 21 Era de Maggio (jazz) Auditorium Liceo Darwin RIVOLI, VIALE PAPA GIOVANNI XXIII 25 ore 21 Tessarollo-Borotti (jazz) Sugho IVREA, CORSO VERCELLI 117 ore 23 Persiana Jones (rock) Piazza Europa TROFARELLO ore 21 Edipo Blues Band, Treves Blues Band Corte VOLPIANO, VIA UMBERTO I 11 ore 22 Dimensione Musica (swing) Victoria Pub SAN CARLO C.SE, STR. CIRIE' 17 ore 22,30 Re-Beat (rock) Chiesa di S.Pietro AVIGLIANA ore 21 Tanguedia Duo (musica argentina) SABATO 23 Spazio 211 VIA CIGNA 211 ore 22 Sleepy Sun (rock psichedelico) Hiroshima mon Amour VIA BOSSOLI 83 ore 22 Eleven Prime (funk rock) Folk Club VIA PERRONE 3BIS ore 17,30 e 21,30 Morgan (canzone d'autore) Csa Murazzi MURAZZI DEL PO ARCATA 25/27 ore 22 Malibu Stacey, Arsenico (punk rock) Corner House CORSO SEBASTOPOLI 230 ore 22,30 Ahinama (cover Santana) Velvet Club VIA SILVIO PELLICO 4 ore 23 The Weakends (garage rock) Magazzino di Gilgamesh PIAZZA MONCENISIO 13/B ore 22,30 Il Dubbio di Davide (rock) Studiomars VIA TIZIANO 35 ore 22 Matani (rock) Le Ginestre VIA VALPRATO 15 ore 22 Campagna-Muresu-Minetto (jazz) United Club CORSO VIGEVANO 33/U ore 22 Cibo, Oh No It's Pok! (post punk) El Barrio STRADA CUORGNÈ 8 ore 22 Cruel, Into My Plastic Bones, Inversione, La Pioggia (rock), ospiti Mariposa (folk rock) per la finale di "RockonCircle5" Pronto Soccorso Club VIA ORISTANO 3/C ore 22 Blues Scuro (rock blues) Pier dei Murazzi ARCATE 7-9-11 ore 23 Principe (hip hop) Caffè Basaglia VIA MANTOVA 34 ore 22 Taluna (folk), Masquerada, Malfido, Santiago (rock) Artintown VIA BERTHOLLET 25 ore 22 Bonifazi-Ferrario Duo (jazz) Le Fonduk CORSO BELGIO 18 ore 22,30 Jamirotribe (cover Jamiroquai) Piazzale Famila VIA MONGINEVRO ANG. CORSO TRAPANI ore 21 Arbebo (musica occitana) Chiesa di San Rocco VIA S.FRANCESCO D'ASSISI 1 ore 21 Gruppo Teatro Devadatta (cover Fabrizio De André) The Beach MURAZZI LATO SINISTRO ore 21,20 The Afterglow (rock) Circolo dei Lettori VIA BOGINO 9 ore 21 Didie Caria-Alessio Sanfilippo-Damir Nefat (musica e teatro) presentazione del cd "Ladro di storie" Cafè Liber VIA VERCELLI 2 ore 23 Smider-Loper (musica elettronica) Britannia Pub VIA E. CALVO 3BIS ore 22 Hidden Clover, Mad Folies (punk rock) Fluido PARCO DEL VALENTINO, VIALE CAGNI 7 ore 22 Santabarba (indie rock) Fnac VIA ROMA 56 ore 18 Massimo Priviero (canzone d'autore) presentazione del cd "Sulla strada" Lapsus VIA PRINCIPE AMEDEO 8/A ore 22,30 Micapungo, Nymphea Mate, Foxhound, Just and Melody, Jolahurlo (rock) Folk Bar STRADA CUORGNE' 74 ore 15 Esibizioni con fisarmonica Chiesa San Rocco VIA SAN FRANCESCO D'ASSISI 1 ore 21 concerto Smisurata Preghiera (omaggio a De Andrè) Taurus CIRIE', VIA DORIA 20 ore 22 Deza (latin ska), Barriera XXI (ska) Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 21 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009" Cappella di S.Uberto VENARIA, REGGIA ore 21 Vladislav Delay (musica elettronica) Fnac Le Gru GRUGLIASCO, VIA CREA 10 ore 17 dAri (indie rock) presentazione dell'autobiografia "TuttodARifare" e "360 gradi & oltre" incontro dedicato alla musica indipendente Axelhouse COLLEGNO, CORSO FRANCIA 232 ore 22 Paolo Cercato (canzone d'autore) Piazza Europa POIRINO ore 21 Rentokill (punk hardcore), High Five Drive (hardrock), Rimozione Koatta (ska), Noise of Silence (rock) NoleForum NOLE CANAVESE ore 21 MrMagoo (blues), Avvoltoi (country) Patchanka CHIERI, PIAZZA CASELLI 19 ore 21 Bologna Violenta, Stearica, Avvolte, Petrol, Monstra (rock) Arena VOLPIANO, VIA BRANDIZZO 137 ore 21,30 Time Travel (rock) Caffè Tritolo AVIGLIANA, VIA GALINIE' 46 ore 22 I60Beat (rock), Orchestra Samba & Gilson (musica latina) Cibho AVIGLIANA, VIA TORINO 130 ore 19 Dodo & Gluck (armonica e chitarra) Arcipicchia RIVOLI, CASCINE VICA, VIA RAIMONDO 22 ore 22,30 Simone Ubezio and Trouble Mind (cover Eric Clapton) Suoneria SETTIMO TORINESE, VIA PARTIGIANI 4 ore 21,30 Luigi Tessarollo Standards Trio (jazz) Mulino PIOSSASCO, VIA RIVA PO 7 ore 19 e 21 Noisy Friday in "Armonie in cerchio" Osservatorio Astronomico Val Pellice LUSERNA SAN GIOVANNI, LOC. BRIC DEL COLLETTO 1 ore 21 Supershock per la sonorizzazione del film "Il gabinetto del Dott. Caligari" di Robert Wiene Mc Ryan's MONCALIERI, STRADA CARIGNANO 62 ore 22,30 Trib-U2 (cover U2) Castello OSASCO ore 21 Lingalad (musica celtica) Piazza Europa TROFARELLO ore 21 Manàcuma, Li Barmenk (folk) Il Peocio TROFARELLO, VIA BELVEDERE 31 ore 23 Maiden Maniac (cover Iron Maiden) Centro d'Incontro CANDIOLO, VIA ROMA 12 ore 22 Standing Ovation (cover Vasco Rossi) Stranamore PINEROLO, VIA BIGNONE 89 ore 19 Jam session con Enrico, Bunna, Mada, Ru Catania, Roby, Sam, Simo, Billo, Murri, Ale, Johnny, Pit, Mario Rivoiro, Simone Aimo, Karenza, Paschi, Givan, Gianluca, Nick, Pako, Daniele Calvetto, Skina Piazza I Portici RIVOLI, VIA ROMBO' ore 21 Lou Tapage (folk rock) DOMENICA 24 Lapsus VIA PRINCIPE AMEDEO 8/A ore 21,30 Clarivoces (jazz) Pronto Soccorso Club VIA ORISTANO 3/C ore 22 Match Point Band (rock) Orto Abusivo di Mirafiori VIA DEGLI ORTOLANI DI VENTURA 2 ANG. VIA CAIO PLINIO ore 17 Banda Discordanti (musica e teatro) Piazzale Famila VIA MONGINEVRO ANG. CORSO TRAPANI dalle ore 10 Les Jevalles, Groupe Folklorique Domency, Aire d'Ostana con la Cerchia, Ij Servai, Li Barmenk, Marasma Folk con i Navizar, Bal da Sabre, Li Magnà 'd Viù, Banda a' Ballu (folk) Fnac VIA ROMA 56 ore 17 Irazero (rock) presentazione del cd "Tempo sotterraneo" e a seguire "360 gradi & oltre" incontro dedicato alla musica indipendente curato da AudioCoop Piemonte, Fnac e M.E.I. Imbarchino VIA CAGNI 37 ore 20 Baye Goor Faal (musica africana) Taurus CIRIE', VIA DORIA 20 ore 22 Seminole, Amare Ombre (indie rock), Christian Coccia (rock) Teatro Tenda di Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 21 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009" Fiera di Primavera LUSERNETTA ore 16,15 D'Angelo-Russo (jazz) Arena VOLPIANO, VIA BRANDIZZO 137 ore 21,30 Oltreconfine (rock) Maison Musique RIVOLI, VIA ROSTA 23 ore 16 Stygiens (folk) Piazza Europa TROFARELLO ore 21 Fefé (musica e teatro), Mishkalè (gipsy klezmer) LUNEDI'25 Tre Bicchieri VIA GIULIO 29 ore 21,30 Davide Onida (blues), Afu (indie acustic) Teatro Tenda di Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 21 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009" MARTEDI'26 Spazio 211 VIA CIGNA 211 ore 22 Lightning Bolt, Zu (noise rock) Cantine Risso CORSO CASALE 79 ore 22 Ballestrero Trio con Valeria Benigni (jazz) Tre Bicchieri VIA GIULIO 29 ore 21,30 Jam session brasiliana con Simon Papa Magazzino di Gilgamesh PIAZZA MONCENISIO 13/B ore 22,30 Jam session blues condotta da Max Big Harp e Max Altieri Eataly VIA NIZZA 230/14 ore 18,30 Gianmaria Testa, Gianluca Petrella (showcase) Paglia e Fieno Bistrot CORSO FIUME 11/C ore 22 Caria-Sanfilippo-Nefat (musica e teatro) Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 20,30 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009", ore 21,30 Arisa incontra il pubblico MERCOLEDI' 27 Magazzino di Gilgamesh PIAZZA MONCENISIO 13/B ore 22,30 Let's SWing Choir, Echi Soul Gang, Trock Funk, Fabio Cozzi e gli Addominali, Malafarina Trio, Dino Pellissero, Paolo Narbona, Roberto Padovan per la serata "Let's Sing" Circolo dei Lettori VIA BOGINO 9 ore 21 De Lotto-Di Masi-Foa-Novelli (musica e teatro) Fnac VIA ROMA 56 ore 18 Rachel Gould e Luigi Tessarollo (jazz) presentazione del cd "Tribute to Hoagy Carmichael" Aula Magna Politecnico CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI 24 ore 17 Giorgio Li Calzi (musica elettronica) Fluido PARCO DEL VALENTINO, VIALE CAGNI 7 ore 20 Valerio Man (pop funk) Caffè Basaglia VIA MANTOVA 34 ore 22 Trio El Yeite (musica argentina) Teatro Tenda di Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 20,30 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009", ore 21,30 Stefano D'Orazio incontra il pubblico Maison Musique RIVOLI, VIA ROSTA 23 ore 22 Jazz Jams con Sergio Zamparo GIOVEDI' 28 Spazio 211 VIA CIGNA 211 ore 22 Monotonix (rock) Art+Café-Le Méridien Turin VIA NIZZA 230 ore 21,30 Rachel Gould-Luigi Tessarollo Quartet (jazz) Magazzino di Gilgamesh PIAZZA MONCENISIO 13/B ore 22,30 Mr.Vaughan (blues) Artintown VIA BERTHOLLET 25 ore 22 Andrea Giordano e Paolo Serazzi (canzone d'autore) Pronto Soccorso Club VIA ORISTANO 3/C ore 22 Korova (rock) Luce e Gas VIA IV MARZO 12/C ore 21,30 Swing to Bop Quintet (jazz) Birrificio di Piazza dei Mestieri VIA JACOPO DURANDI 13 ore 22 B.B.Brothers (blues) United Club CORSO VIGEVANO 33/U ore 22 Peter Pan Speedrock (rock) Le Fonduk CORSO BELGIO 18 ore 22,30 50 Fingers (blues) Corner House CORSO SEBASTOPOLI 230 ore 22,30 Ireck Band (cover Irene Grandi) Rosso di Sera VIA DI NANNI 102/E ore 20 Luis Casih e Trio Cubano (musica caraibica) Caffè Basaglia VIA MANTOVA 34 ore 22 Sangal Project (musica etnica africana) Giancarlo 2 MURAZZI DEL PO, LATO SINISTRO ore 22 Mouktafi, Inversione, Gore Vidal, Gish (rock) per "Torino Sotterranea 7" Lapsus VIA PRINCIPE AMEDEO 8/A ore 22,30 First Impression of Beauty (rock) Officina H IVREA, VIA MONTE NAVALE 1 ore 21 Morgan (canzone d'autore) Le Petite Chèvre Rouge RIVAROLO C.SE, VIA S.FRANCESCO D'ASSISI 45 ore 20 Francesco C. (rock) Barrocco PIANEZZA, P. SS.PIETRO E PAOLO 1 ore 21,30 Linus Olsson Quartet (jazz) Teatro Tenda di Villa Remmert CIRIE', VIA DORIA ore 21 Esibizione concorrenti "Senza Etichetta 2009" Maison Musique RIVOLI, VIA ROSTA 23 ore 22 Cockoo (rock), Dana Fuchs (blues) Mc Ryan's MONCALIERI, STRADA CARIGNANO 62 ore 22,30 Galactica (pop dance)

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Trento taglia il 15% dei corsi di laurea (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il rettore Bassi non esclude altri interventi, ma avverte: «Siamo stati più virtuosi di altri atenei e ora dobbiamo sacrificarci meno» Trento taglia il 15% dei corsi di laurea La «cura dimagrante» colpisce in particolare Lettere e Ingegneria JACOPO TOMASI TRENTO. Nelle università italiane, di questi tempi, le cure dimagranti si sprecano. In media, è stato tagliato un corso di laurea su cinque. Alla Sapienza di Roma ne sono stati eliminati addirittura 46, a Siena ben 34. E a Trento che succede? Anche il nostro ateneo non sta a guardare e, tra quest'anno e il prossimo, i corsi di laurea vengono ridotti del 15%. Le facoltà più "colpite" sono Lettere e Ingegneria, ma il rettore Davide Bassi non esclude altri ritocchi. Quello che sta accadendo è l'effetto della riforma Moratti, che impone alle università di rendere più snella l'offerta formativa. Il termine ultimo per "perdere peso" è il 15 giugno: se dopo questa data l'offerta sarà ritenuta eccessiva, ovvero conterà troppi corsi non necessari, sarà ridimensionata a colpi di forbice dal ministro Gelmini. Ecco perché è partita la corsa al taglio degli insegnamenti. Nel piano anti-crisi presentato durante il consiglio d'amministrazione del febbraio scorso, la posizione dell'ateneo di Trento era precisa: «Cancellazione dei corsi di studio con un basso numero di immatricolati». Infatti, tra l'anno in corso e il prossimo, diverse facoltà hanno ritoccato la propria offerta formativa, anche se in maniera meno impattante rispetto a altre realtà italiane, con un taglio complessivo dei corsi di laurea pari al 15%, come spiega il rettore Davide Bassi. «Chi in passato ha peccato molto - commenta - ora si deve pentire di più. Noi, avendo peccato meno inizialmente, dobbiamo pentirci meno». Una frecciatina nei confronti di quegli atenei, come Roma e Siena, che negli anni scorsi hanno creato una valanga di corsi di laurea più per ragioni accademiche che per soddisfare una reale domanda degli studenti e che adesso devono tagliare anche del 40%. «Noi - continua il rettore Bassi - avevamo iniziato già l'anno scorso a ristrutturare l'offerta formativa e abbiamo continuato quest'anno, senza dover arrivare con l'acqua alla gola in vista del termine del 15 giugno. Fortunatamente, partivamo da una situazione già buona e non abbiamo dovuto fare grandi sacrifici per riportare la situazione sotto controllo». Alcuni esempi? Già l'anno scorso, ad Ingegneria, è stato trasferito un corso da Rovereto a Trento, mentre a Scienze è stata chiusa la specialistica in Scienze e tecnologie biomediche. Dal prossimo anno, invece, a Lettere non ci saranno più i corsi triennali di Storia e Lettere, poiché sono stati accorpati nel corso di Studi storici e filologico letterari. Novità anche per Mediazione linguistica, che diventa un corso interfacoltà tra Lettere ed Economia. Bassi intanto guarda al futuro e tiene alta la guardia: «Se il governo approverà norme più restrittive, anche a causa della crisi e del taglio dei finanziamenti, non escludo che in futuro siano necessarie altre operazioni». Sempre in tema, Bassi è convinto che, «grazie alle azioni messe in campo fino ad ora, si potranno limitare i danni». Il bilancio 2009 è in attivo, quello per il 2010 sarà in pareggio. Nonostante i tagli del governo, la cui riforma sarà resa nota dal ministro Gelmini in questi giorni.

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Al tavolo di "papi", con i grandi della moda (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 22-05-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna di Treviso, La) (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Scuola

Al tavolo di "papi", con i grandi della moda Repubblica rivela: a novembre la ragazza era a cena a Villa Madama ROMA. C'è un nuovo capitolo nella vicenda «Silvio Berlusconi-Noemi Letizia». A raccontarlo è stato ieri Massimo Giannini sul quotidiano Repubblica: la bella diciottenne, al centro del caso «veline», avrebbe partecipato con il papi-premier a una serata ufficiale organizzata dalla presidenza del Consiglio a Villa Madama. Era la sera del 19 novembre 2008 quando il premier ricevette a Villa Madama gli imprenditori del made in Italy di lusso insieme ai ministri Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Raffaele Fitto. «Al suo tavolo, al centro del salone - scrive Repubblica - insieme a stilisti di spicco come Santo Versace e la moglie, Leonardo Ferragamo e la sorella Giovanna, Paolo Zegna e Laudomia Pucci, il Cavaliere ospitava "una splendida ragazza", secondo il racconto di chi c'era». Berlusconi, in base alla testimonianza di un industriale riportata da Repubblica, l'avrebbe presentata come «Noemi Letizia, figlia di carissimi amici di Napoli» e avrebbe aggiunto: «Sta facendo uno stage ed è qui per conoscere i grandi protagonisti del mondo della moda». A quanto pare la bella sconosciuta «non era previsto che venisse - era stato poi riferito a uno dei commensali - ma lui l'ha voluta a tutti i costi» e per questo era stata rivista la distribuzione dei posti al tavolo a cui quale era seduto il presidente del Consiglio. A fine cena, sempre secondo le testimonianze riportate da Repubblica, l'avvenente ragazza sarebbe stata vista allontanarsi su un'auto blu, al seguito dell'Audi nera del premier. Questa ricotruzione secondo Repubblica «sembra aprire un'altra faglia nella linea difensiva costruita dal Cavaliere intorno all'intera vicenda». Questo perché Berlusconi ha dichiarato in diverse interviste di non aver mai conosciuto personalmente la giovane e di averla incontrata un paio di volte sempre al seguito dei suoi genitori. Alla luce di tutto questo, Repubblica torna quindi a rilanciare al premier due delle dieci domande rivoltegli, una settimana fa, sul quotidiano da Giuseppe D'Avanzo. E cioè: «quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?» e «quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove?». Massimo Giannini ne aggiunge una terza: «Perché ha mentito agli italiani?». Sono intanto già oltre 40 mila gli iscritti al gruppo di Facebook «Berlusconi rispondi!» nato per chiedere al premier di rispondere alle domande pubblicate su Repubblica giovedì 14 maggio. Oltre alle due rilanciate da Giannini, le altre sono: «Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi?»; «Quante volte lo ha incontrato e dove?»; «Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?»; «Perché ha discusso delle candidature con Letizia che non è nemmeno iscritto al Pdl?»; «Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?»; «E' vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo e in politica?»; «Veronica Lario ha detto che lei "frequenta minorenni". Ce ne sono altre che incontra o "alleva"?»; «Sua moglie dice che lei non sta bene e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?». Ma anche ieri dal premier nessuna risposta. (m.v.)

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Funzionario, bancario e artigiano (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Piozzo Funzionario, bancario e artigiano Sono tre i candidati sindaci a Piozzo. Continuità nel segno del rinnovamento è la parola d'ordine della lista che fa capo al sindaco uscente, Adriano Bottero, 62 anni, ex bancario: «Abbiamo fatto rinascere il paese: prova ne è l'aver messo mano a una decina di varianti al Piano regolatore per incentivare l'edilizia». Bottero assicura l'ampliamento della scuola elementare e la riqualificazione urbana del paese. Attenzione primaria alle scuole, anche alla luce delle incognite legate alla riforma Gelmini, viabilità urbana e spese dedicate ai giovani e al tempo libero tra le priorità della lista di Luigi Bruno, 49 anni, artigiano tessile: «E' un progetto concreto. Con un bilancio annuo di 1 milione e 200 mila euro si deve puntare su opere essenziali e fattibili». Ernesto Lerda, 60 anni, ex funzionario Michelin, punta ad un obiettivo su tutti, il sistema paese: «Dobbiamo tornare a percepirci come entità sociale compatta e unita. Precedenza a sicurezza, riprogettazione dell'assetto viario e rilancio dell'economia locale».

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[FIRMA]PAOLO BARONI ROMA La crisi - avverte Emma Marcegaglia - non può essere l
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(sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]PAOLO BARONI ROMA «La crisi - avverte Emma Marcegaglia - non può essere l'alibi per non fare le riforme di cui abbiamo bisogno, anzi». Dal palco dell'assemblea annuale la presidente di Confindustria rivolge così direttamente al premier seduto in prima fila: «Il consenso che lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso, perché questa è l'ora di fare le riforme». Marcegaglia apprezza gli sforzi fatti sino ad ora dal governo, e su tutti cita il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, quello della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (che magari si appisola, ma è il più applaudito dalla platea dei 3000 invitati) ed il responsabile delle Riforme Roberto Calderoli. Così come da atto a Giulio Tremonti di aver «tenuto salda la barra dei conti». Ora però occorre proseguire, e fare di più. Perché lo sforzo delle imprese, in questa fase difficile destinata a durare ancora a lungo, non basta da solo a riportare l'Italia sul sentiero della crescita. «L'Italia è una nazione bloccata dalle contrapposizioni di troppi interessi locali, corporativi, perfino personali». Ed è per questo che alla politica, che pure negli ultimi tempi ha già fatto tanti sforzi, Marcegaglia chiede di litigare meno e darsi da fare. La platea applaude convinta, 49 volte in tutto durante il discorso di un'ora e più e due minuti di standing ovation finale. Anche il premier, presente in sala assieme a buona parte del governo, al governatore di Bankitalia Mario Draghi ed ai big dell'economia, condivide l'analisi di Confindustria ma dal palco spiega che «é più facile fare le rivoluzioni che le riforme» puntando a sua volta il dito contro la burocrazia «che si oppone a tutto». In cima alle priorità Confindustria mette i grandi temi di sempre: la riforma delle istituzioni e quella pubblica amministrazione, e poi giustizia, università, liberalizzazioni e ovviamente le pensioni. «Riforme a costo zero, perché le risorse che servono possono essere trovate tagliando la spesa improduttiva, ma anche eliminando la serie infinita di enti inutili che costituiscono «un vero scandalo nazionale» incalza Marcegaglia. In particolare «la spesa sociale è squilibrata a favore delle pensioni per le quali l'Italia spende il 16% del pil contro il 9,5% dei paesi avanzati. L'unica via sostenibile per difendere le prestazioni e reperire risorse è ritardare il ritiro dal lavoro. Senza maggiore crescita anche le pensioni basse non potranno essere pagate». Le parole della Marcegaglia deludono la Cgil («troppa poca attenzione al lavoro», lamenta Epifani). Mentre Cisl e Uil, come pure dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi apprezzano. I sindacati sono «disposti a discutere» di pensioni, idem il responsabile del Welfare che parla di «ottima sintonia» tra Confindustria e governo. «Stiamo monitorando l'equilibrio del sistema previdenziale e la sua sostenibilità - afferma -. E siamo aperti ai percorsi di riforma». In serata, nel programma «Otto e mezzo» di La7 il ministro però ha precisato che «non è in vista una riforma delle pensioni». Secondo gli industriali italiani la nuova stagione riformista è essenziale anche per un'altra ragione: serve ad evitare rischi di tensioni sociali. «Senza le riforme - è il ragionamento svolto da Marcegaglia - al passo corto che l'economia italiana ha mostrato negli ultimi 10 anni, il ritorno sui livelli pre-crisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori, delle imprese e sulla stessa coesione sociale». Per tornare a crescere (quest'anno il calo del pil sarà superiore al 4%) un ruolo fondamentale tocca ovviamente alle imprese. A patto però che le banche siano loro alleate: «Le imprese sono schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficoltà di incasso dei pagamenti. Non bisogna far venire meno l'ossigeno del credito bancario. Chiedo - insiste Marcegaglia - a tutte le banche che vivono con il territorio di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. Ci stiamo giocando il futuro del Paese». Per Berlusconi il problema di fondo è essenzialmente psicologico. «L'Italia sta reagendo meglio di altri Paesi», dice invece il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Convinto che «l'Italia uscirà dalla crisi meglio di come c'è entrata» e che le industrie italiane, ed il primo esempio è quello della Fiat, «saranno in grado di cogliere questa occasione continuando ad investire, capitalizzare, rischiare e crescere».

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com'è perversa la natura umana - natalia aspesi cannes (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 54 - Spettacoli Com´è perversa la natura umana Orrore in bianco e nero nella Germania prebellica di Haneke Un altro film da candidare alla Palma d´oro Lo spettatore, agghiacciato, immagina quegli adolescenti cinici adulti 20 anni dopo Si prevedono riunioni molto accese della giuria, che voterà con tanti rimpianti NATALIA ASPESI CANNES Non era mai capitato che a un Festival si potesse giudicare quasi ogni film degno del massimo premio; ancor meno che fossero tra gli altri, ben tre film francesi (il quarto viene presentato oggi) a contendersi la Palma d´oro, per merito, e non per sciovinismo o perché presidente della giuria è questa volta Isabelle Huppert. Nella pagella di Le film FranÇais i critici (francesi) assegnano 7 Palme d´oro a Un prophète del francese Audiard, 4 a Les herbes folles del mito francese Renais e ieri era unanime l´assegnazione virtuale della vittoria a à l´origine del francese Giannoli. Quanto alle altre palme della pagella, la meriterebbero i film di Bellocchio, della Campion e della Arnold, di Park Chan-wook, di To e persino del bistrattato Mendoza: tra i 14 film già votati dalla critica francese, solo due non hanno meritato neppure una palmetta. Si prevedono riunioni molto accese della giuria, perché su qualunque film, o attore, o regista, o altro riescano ad accordarsi, avranno sempre il rimpianto di aver dovuto escludere gli altri. Capita dunque che in un anno molto difficile per il cinema e per l´economia, mentre la cineindustria s´affanna a produrre costose pellicolone per platee adolescenti e passive e l´informazione insegue le vite private e i vestiti di attori ormai pensionati o in via di pensionamento, si moltiplichino i film d´autore anche con bravissimi ignoti attori privi di glamour, per un pubblico internazionale appassionato anche se non oceanico: e per esempio è forse la prima volta che le sale del festival non risuonano di quel fastidioso fracasso di sedili abbandonati lungo tutta la proiezione (pure dopo 10 minuti), perché la gente resta silenziosa e presa sino alla fine, anche con film mediamente superiori alle due ore. Das weisse band (Il nastro bianco) dell´austriaco Michael Haneke, si aggiunge ai film che meriterebbero la Palma d´oro, se non ci fosse un conflitto d´interessi che come tale ovunque - tranne che in Italia - viene preso sul serio. Il severo regista Haneke, 67 anni, cui nessuno è mai riuscito a strappare l´ombra di un sorriso sia pure dietro il sipario di barba e baffi bianchi, ha diretto Isabelle Huppert nel film La pianista, presentato a Cannes nel 2001, Gran premio della Giuria il film, premi ai migliori attori alla Huppert e al giovane Magimel. Questo suo passato, dicono gli esperti, lo escluderebbe dalle Palme oggi presiedute dalla Huppert stessa, tanto più che nel 2005 il suo Caché si prese il premio per la regia. Si sa che Haneke ha una visione del mondo e dell´umanità perversa e senza riscatto, e questo nuovo film appare ancora più disturbante di altri suoi: anche se non ci sono torture perpetrate da bei giovanotti eleganti su una famiglia innocente come in Funny games (pure nella versione americana sempre diretta da lui), né, come in La pianista, c´è una signora che si tagliuzza con una lametta le parti intime mentre la mamma grida "il pranzo è pronto!". Alla vigilia della prima guerra mondiale, in un villaggio agricolo del Nord della Germania, in cui quasi tutti lavorano miserevolmente al servizio del Barone, accadono incidenti strani e drammatici: una caduta da cavallo provocata, la morte di una contadina, il figlioletto del Barone brutalmente picchiato, quasi accecato il piccolo handicappato figlio dell´infermiera. Nelle modeste se non povere case piene di figli, la vita è tranquilla, patriarcale, piena di orrori nascosti: il pastore protestante, esempio di virtù, punisce a bacchettate i figli indegni di quel nastro bianco che premierebbe la loro purezza, i figli ubbidiscono in silenzio covando le loro segrete vendette, le donne non contano, servono. Il medico vedovo, stanco dell´infermiera-amante, le dice all´improvviso, mi disgusti, ti puzza il fiato, a toccarti ho vergogna di me. Sarà la devota figlioletta quattordicenne a subirne in silenzio, la «voglia di carne profumata». Il lucente bianco e nero senza ombre della pellicola comunica un sinistro senso di mistero che resta tale perché quando il giovane maestro tenta di decifrarlo, sarà il pastore stesso, virtuoso ma ipocrita, a impedirglielo. Haneke spiega fumosamente il senso del suo film, che è universale, riguardando tutta la natura umana e non solo quella tedesca. Ma lo spettatore, agghiacciato, immagina che in quel microcosmo in un quieto angolo della Germania, quegli adolescenti impenetrabili, cinici, sprezzanti, vent´anni dopo saranno adulti; e la loro abitudine a ubbidire in silenzio a un potere autoritario, a trasformare la violenza subita in ferocia sui più deboli e i diversi, la diffidenza, la brutalità, l´ignoranza, l´invidia, che allora li legavano e separavano, avranno uno sbocco politico entusiasta e tragico. Resta la curiosità di sapere dove il regista abbia trovato attori anche molto giovani, tutti bravissimi, di aspetto così antico, miserevole, rustico, corrotto, deformato: a meno che sia il loro talento e quello di Haneke, a trasformarli in dagherrotipi sbiaditi e dimenticati da un secolo in soffitta.

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scuola, i tagli non sono finiti "a rischio altri trecento posti" - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Torino Scuola, i tagli non sono finiti "A rischio altri trecento posti" Pentenero: "Il nuovo buco si aggiunge alla riduzione di 1800 cattedre" STEFANO PAROLA Le sforbiciate sulla scuola piemontese non sono finite. Oltre alla già annunciata riduzione di oltre 1.800 cattedre, per il prossimo anno scolastico è in arrivo un nuovo taglio di oltre 300 posti da insegnante. A svelare il nuovo probabile "buco" è stata l´assessore regionale all´Istruzione, Gianna Pentenero, nel corso di un incontro con l´ex ministro Giuseppe Fioroni. Il primo colpo di forbice di due mesi fa aveva riguardato l´organico "di diritto", che viene assegnato alle regioni in base al numero degli studenti. Per l´anno in corso il ministero aveva assegnato 46.328 posti, per il prossimo li ha ridotti a 44.509. In tutto, 1.819 posti in meno. C´era però la speranza di recuperare qualcosa con l´organico "di fatto", cioè l´aggiustamento che viene fatto in un secondo momento. Invece pare che non sarà così: per il 2008/09 arrivarono 2.664 posti, ma la cifra per l´anno prossimo sembra destinata a ridursi almeno di 335 unità. Dati che Gianna Pentenero ha snocciolato di fronte a Fioroni per offrirgli una panoramica della situazione piemontese. Ne è uscito un quadro a tinte fosche: «Molte scuole elementari - ha detto l´assessore della giunta Bresso - faticheranno a costruire le prime e il tanto invocato aumento del tempo pieno non si è verificato: è stato confermato quello che c´era l´anno scorso, ma la richiesta delle famiglie, che è cresciuta del 40 per cento, non è stata soddisfatta». A completare il quadro ci hanno pensato l´assessore all´Istruzione della Provincia di Torino, Umberto D´Ottavio, e i rappresentanti dei Comuni, dei dirigenti scolastici, dei lavoratori della scuola. Anche quelli dei genitori, che oggi alle 17 faranno un presidio di protesta in piazza Castello per «chiedere una scuola di qualità». Tutti insieme hanno riversato su Fioroni le preoccupazioni legate alla riforma Gelmini. Ma l´ex ministro li ha spiazzati: «Le risposte sono tutte nella Finanziaria di Tremoni, in cui è programmata la riduzione dei costi della scuola nel prossimo triennio. Quelle del prossimo anno scolastico sono solo escoriazioni, perché tra due anni arriveranno i tagli veri e tra tre anni sarà un eccidio». Fioroni non si è risparmiato frasi a effetto (come «questa è una manovra economica fatta con la calcolatrice e applicata con la mannaia», o «il modello di questo governo è "più Cesaroni e meno Giulio Cesare"») e ha invitato la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, a non accettare un federalismo che riguardi anche l´istruzione perché «riceverebbe in dono una scatola vuota e si farebbe carico del ruolo del boia della scuola pubblica».

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la tre giorni di napolitano per ricordare falcone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo Il Presidente della Repubblica da oggi in Sicilia La tre giorni di Napolitano per ricordare Falcone Nel pomeriggio incontro a Palazzo d´Orleans, poi tappe a Gibellina e Agrigento NAPOLITANO a Palermo per l´anniversario Falcone, una visita di tre giorni in Sicilia che si apre questo pomeriggio con un incontro a Palazzo d´Orleans con il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Il viaggio proseguirà a Gibellina e ad Agrigento. E oggi alle 11 il presidente del Senato Schifani inaugura il villaggio della legalità a piazza Politeama. Il capo dello Stato domani mattina, nell´aula bunker dell´Ucciardone, interverrà al convegno organizzato dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone sul tema «Legalità, impresa e sviluppo», al quale sono previsti la partecipazione di studenti, dei ministri Mariastella Gelmini e Angelino Alfano, gli interventi del premio Nobel Muhammad Yunus, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, del procuratore di Palermo Francesco Messineo, di Emma Marcegaglia, del presidente di Sicindustria Ivan Lo Bello e di Antonello Montante, delegato nazionale Confindustria. Subito dopo Napolitano si recherà in via D´Amelio, per ricordare il giudice Borsellino. La tappa successiva sarà Piazza Magione, dove Napolitano accoglierà i 15 mila studenti che giungeranno da tutta Italia, alcuni con la Nave della Legalità partita da Napoli (che sbarca domani alle 8 al porto) per partecipare alle iniziative per ricordare Falcone, Borsellino e tutte le vittime delle stragi di mafia del ‘92. All´ora di pranzo, Napolitano si trasferirà a Gibellina: sarà ospite della Fondazione che organizza il Festival internazionale delle Orestiadi e incontrerà i sindaci dei comuni terremotati. Nella serata di sabato, Napolitano raggiungerà Agrigento dove visiterà in forma privata la Valle dei Templi. Domenica mattina la visita si concluderà a Racalmuto, per deporre una corona di fiori sulla tomba di Sciascia. Su iniziativa della Anm di Caltanissetta e della Croce Rossa sono state consegnate ieri - alla presenza del procuratore Alfredo Morvillo - le borse-lavoro ai minori ospiti della comunità penale nissena, intitolate alla memoria di Francesca Morvillo, la moglie di Giovanni Falcone, morta con lui a Capaci. Prosegue intanto il Tour della legalità, in sette giorni, organizzato da Motoexplora in collaborazione con l´associazione "Culturalmente" di cui e´ animatrice Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Falcone: ieri tappa a Donnafugata.

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parte la nave antimafia per commemorare falcone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Napoli Parte la nave antimafia per commemorare Falcone Sono passati 17 anni da quando Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la loro scorta vennero uccisi dalla mafia. E come ogni anno Palermo ricorderà quel sacrificio coinvolgendo gli studenti delle scuole di tutta Italia, che per essere in Sicilia domani partiranno, questo pomeriggio da Napoli, a bordo della «Nave della legalità». Con gli studenti ci saranno anche il ministro per l´Istruzione Mariastella Gelmini e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. La Snav ha messo a disposizione della manifestazione una nave della sua flotta, un traghetto che, partito dal molo Immacolatella alle 17.30, giungerà a Palermo alle 8 di domani. Saranno oltre 1.500 gli studenti che prenderanno parte alla trasferta organizzata «per non dimenticare». Una giornata fitta di incontri tra i ragazzi provenienti dalle scuole del Paese e i protagonisti della lotta alle mafie. Pietro Grasso in testa, ma anche il procuratore di Palermo Francesco Messineo e il presidente di Confindustria della Sicilia, Ivan Lo Bello, che più volte si è pronunciato contro la mafia ed ha sollecitato il mondo dell´imprenditoria a farsi protagonista di una riscossa contro la criminalità organizzata. Primo appuntamento di domani, nell´aula bunker dell´Ucciardone, dove accanto alla sorella del magistrato ucciso, Maria Falcone, ci sarà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, da sempre attento alle iniziative della Fondazione Francesca e Giovanni Falcone, ha chiesto di incontrare gli studenti che con la Fondazione hanno seguito un percorso di crescita civile e culturale partecipando, ad esempio, ai concorsi nazionali «Il giorno dopo la sconfitta della mafia» e «Giovani imprese di legalità». Gli studenti riceveranno borse di studio (intitolate a Falcone e Borsellino) e diranno la loro, nell´aula bunker. (b.d.f.)

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sciopero di 24 ore martedì 26 a peretola rischio paralisi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Firenze L´aeroporto La lettera Chiesta l´archiviazione Morte di Marcos: non ci sono responsabilità penali Sciopero di 24 ore martedì 26 a Peretola rischio paralisi I genitori della Calvino alla Gelmini "Orario ridotto, grave scorrettezza" SCIOPERO per tutto il giorno il 26 maggio a Peretola. I lavoratori dell´aeroporto protestano contro la decisione della direzione, spiegano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, di non assumere i contrattisti a termine e dare all´esterno alcune mansioni. I sindacati chiedono alle istituzioni di sospendere lo sviluppo dello scalo finchè non ci sarà accordo con i lavoratori. Invitano tutti i candidati a sindaco e alla Provincia all´assemblea del 26, dalle 10 alle 12. La drammatica fine di Marcos Garcia Martiniano, il disabile psichico brasiliano di 30 anni che si perse a Scandicci l´8 novembre 2008 e fu trovato morto sei giorni più tardi a Certaldo, è imputabile a una serie di circostanze avverse e a una generale sottovalutazione, anche da parte degli zii con cui viveva, delle sue condizioni psico-fisiche, ma non a responsabilità penali. E´ la conclusione della procura, che chiede l´archiviazione del caso. I genitori della scuola media Italo Calvino scrivono al ministro Gelmini. Protestano che la riduzione in tutte le classi dell´orario da 33 a 30 ore settimanali «costituisce una grave scorrettezza nei confronti di chi ha scelto un piano di studi, immaginandolo valido per il triennio». Chiedono che «la riforma venga applicata a partire dalle prime classi, rispettando il ‘contratto´ implicitamente sottoscritto dallo Stato all´iscrizione dei nostri figli».

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Confindustria preme: crisi violenta, (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 6 Confindustria preme: crisi violenta, La Marcegaglia al premier: «Sfrutta il consenso. Coesione sociale a rischio. di OLIVIA POSANI ROMA DA QUASI UN'ORA striglia le banche perché fanno mancare credito alle imprese e mette in guardia dal rischio statalismo, quando alza la testa per incrociare lo sguardo di Berlusconi seduto in prima fila di fronte a lei. E' proprio la sua attenzione che Emma Marcegaglia vuole catturare perché è arrivata al punto in cui reclama riforme ora, subito: «Mi rivolgo a lei, presidente Berlusconi. Il consenso che ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso». Altrimenti, per veder riaffiorare un po' di crescita economica, non sarà sufficiente aspettare il prossimo anno, occorrerà attendere il 2013, visto che la crisi non è affatto superata, il «recupero sarà difficile, ci vorrà tempo» e «sarebbe un errore abbassare la guardia». Il Cavaliere annuisce e, per far capire di essere pronto, fa finta di rimboccarsi le maniche. Riforme subito, dunque, a partire da quella sulla previdenza con l'innalzamento dell'età pensionabile. PER GLI industriali non c'è altra terapia per affrontare una «crisi violentissma, che sta mettendo e metterà a dura prova la capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni». Senza riforme (che portano crescita e liberano risorse) diventa a rischio anche la coesione sociale. PER QUESTO, nella sua seconda relazione all'assemblea annuale degli industriali, Marcegaglia torna a chiedere interventi immediati anche su giustizia («drammaticamente inefficiente»), università, liberalizzazioni («parola sparita»), semplificazione, welfare, enti inutili. Non significa che a distanza di un anno il feeling con il Governo si sia incrinato. Certo, la lady di ferro chiede all'esecutivo «maggiore incisività, rapidità e verifica dei risultati», ma ha continue parole di apprezzamento per i ministri Gelmini, Alfano, Maroni, Tremonti, Brunetta, Calderoli. Tutt'altra musica quando si arriva a parlare di banche messe sotto accusa perché lesinano ossigeno alle imprese: «Pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere, che è quello di sostenere l'economia, chi investe e crea posti di lavoro veri, non castelli». E ancora: «Troppi sono i casi di aziende cui vengono ritirati i fidi» o a cui vengono applicati «tassi esorbitanti». CE NE È ANCHE per le pubbliche amministrazioni, che non fanno fronte ai debiti che hanno nei confronti del sistema produttivo: «Una vergogna scandisce la Marcegaglia tra gli applausi uno scandalo che non può continuare». Frecciate alla Cgil che non ha voluto aderire al nuovo modello contrattuale, ma «auspico che torni a lavorare insieme a noi: i fatti ci daranno ragione». C'è anche un timore manifestato più volte nelle 38 pagine del suo intervento: «Il pericolo di una esplicita e precipitosa corsa al protezionismo è stato finora evitato, ma resta in agguato». Sarebbe «un tragico errore pensare che si apre una nuova epoca nella quale sia la politica a indicare le priorità». Al contrario «nel mondo nuovo» l'Italia e il sistema produttivo «potranno avere un ruolo più forte di prima», ma solo se «la politica saprà scioglierci le mani, svecchiare il Paese, eliminare incrostazioni corporative».

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di OLIVIA POSANI ROMA DA QUASI UN'ORA striglia le banche... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 7 di OLIVIA POSANI ROMA DA QUASI UN'ORA striglia le banche... di OLIVIA POSANI ROMA DA QUASI UN'ORA striglia le banche perché fanno mancare credito alle imprese e mette in guardia dal rischio statalismo, quando alza la testa per incrociare lo sguardo di Berlusconi seduto in prima fila di fronte a lei. E' proprio la sua attenzione che Emma Marcegaglia vuole catturare perché è arrivata al punto in cui reclama riforme ora, subito: «Mi rivolgo a lei, presidente Berlusconi. Il consenso che ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso». Altrimenti, per veder riaffiorare un po' di crescita economica, non sarà sufficiente aspettare il prossimo anno, occorrerà attendere il 2013, visto che la crisi non è affatto superata, il «recupero sarà difficile, ci vorrà tempo» e «sarebbe un errore abbassare la guardia». Il Cavaliere annuisce e, per far capire di essere pronto, fa finta di rimboccarsi le maniche. Riforme subito, dunque, a partire da quella sulla previdenza con l'innalzamento dell'età pensionabile. PER GLI industriali non c'è altra terapia per affrontare una «crisi violentissma, che sta mettendo e metterà a dura prova la capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni». Senza riforme (che portano crescita e liberano risorse) diventa a rischio anche la coesione sociale. PER QUESTO, nella sua seconda relazione all'assemblea annuale degli industriali, Marcegaglia torna a chiedere interventi immediati anche su giustizia («drammaticamente inefficiente»), università, liberalizzazioni («parola sparita»), semplificazione, welfare, enti inutili. Non significa che a distanza di un anno il feeling con il Governo si sia incrinato. Certo, la lady di ferro chiede all'esecutivo «maggiore incisività, rapidità e verifica dei risultati», ma ha continue parole di apprezzamento per i ministri Gelmini, Alfano, Maroni, Tremonti, Brunetta, Calderoli. Tutt'altra musica quando si arriva a parlare di banche messe sotto accusa perché lesinano ossigeno alle imprese: «Pretendiamo che i banchieri tornino a fare il loro mestiere, che è quello di sostenere l'economia, chi investe e crea posti di lavoro veri, non castelli». E ancora: «Troppi sono i casi di aziende cui vengono ritirati i fidi» o a cui vengono applicati «tassi esorbitanti». CE NE È ANCHE per le pubbliche amministrazioni, che non fanno fronte ai debiti che hanno nei confronti del sistema produttivo: «Una vergogna scandisce la Marcegaglia tra gli applausi uno scandalo che non può continuare». Frecciate alla Cgil che non ha voluto aderire al nuovo modello contrattuale, ma «auspico che torni a lavorare insieme a noi: i fatti ci daranno ragione». C'è anche un timore manifestato più volte nelle 38 pagine del suo intervento: «Il pericolo di una esplicita e precipitosa corsa al protezionismo è stato finora evitato, ma resta in agguato». Sarebbe «un tragico errore pensare che si apre una nuova epoca nella quale sia la politica a indicare le priorità». Al contrario «nel mondo nuovo» l'Italia e il sistema produttivo «potranno avere un ruolo più forte di prima», ma solo se «la politica saprà scioglierci le mani, svecchiare il Paese, eliminare incrostazioni corporative».

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 17 «Scuole senza soldi e mezzi» L'ALLARME SENIGALLIA NON SOLTANTO riduzione degli organici ed il rischio per alcune scuole periferiche di non poter approntare le prime classi. Nelle scuole c'è anche mancanza di liquidità che crea problemi nel pagamento di spese obbligatorie e incomprimibili, quali i compensi per gli esami di maturità e le supplenze, l'acquisto dei materiali di funzionamento, il pagamento delle visite fiscali. Problemi che sono stati evidenziati in un ordine del giorno proposto dal capogruppo consiliare del PD, Stefano Schiavoni ed approvato in Consiglio comunale mercoledì a maggioranza. 'Siamo molto preoccupati per le conseguenze che avranno i tagli adottati dal ministro Gelmini - sintetizza Schiavoni - e con il documento approvato auspichiamo che dai Comuni arrivi al governo la voce delle comunità...».

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una strada intitolata a makiguchi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

BUDDISTA Una strada intitolata a Makiguchi CECINA. Si chiamerà "Largo Makiguchi" in onore del primo presidente dell'associazione buddista Soka Gakkai. La via dietro il kaikan, che separa l'edificio di culto dalla struttura che ospita l'istituto "Gemelli" e altre attività, sarà intitolata domani a uno dei fondatori del buddismo riformato da Daishonin, l'educatore giapponese che ha dato vita a una pedagogia innovativa. L'idea portante nella filosofia di Tsunesaburo Makiguchi è la creazione di valore per costruire la felicità propria e degli altri. Vissuto in Giappone tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, applicava i concetti di indipendenza e creatività per gli studenti, in contrasto con il sistema educativo di allora. Makiguchi abbracciò il buddismo del monaco Nichiren Daishonin nel 1928, dando vita nel 1930 con Josei Toda al nucleo originario dell'associazione Soka Gakkai, di cui divenne presidente. Morto in prigione nel 1944 ai tempi del militarismo, ha lasciato in consegna a tutti il suo messaggio della creazione di valore. La proposta di intitolargli la via dietro il kaikan, che era rimasta senza nome, è stata valutata e approvata dall'amministrazione comunale, che domani alle 9,30 inaugura formalmente la via dedicata al buddista giapponese. Alla cerimonia saranno presenti il sindaco e le autorità cittadine. A Roma invece un'analoga proposta di intitolare una scuola elementare a Makiguchi ha provocato un caso (come scriviamo a pagina 4), con polemiche da parte dello stesso ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.

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Stasera la carica degli studenti sulla nave della legalità (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Stasera la carica degli studenti sulla «nave della legalità» Via dalle aule per un giorno per imparare sul «campo», tra dibattiti con gli esperti, testimonianze dirette e visite ai villaggi della legalità , come si combatte la mafia, come si può dire no alla malavita. È l'esperienza che faranno 1.500 studenti di tutta Italia che come negli anni scorsi partiranno da Napoli per Palermo sulla «nave della legalita». Alle 17.30 tutti in porto con il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini e il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Alle 19.30 la partenza verso la Sicilia per commemorare, domani, le stragi di Capaci e via D'Amelio in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Anche la Gelmini sarà sulla Snav. Sabato mattina corteo degli studenti all'aula bunker dell'Ucciardone, quella costruita per il maxi processo ai mafiosi. I teenager antimafia saranno accolti dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano e da Maria Falcone. Da Napoli a Palermo

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LA QUALITÀ delle scuole di Reggio non si tocca. Uniti su questo punto i nove... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

REGGIO pag. 9 LA QUALITÀ delle scuole di Reggio non si tocca. Uniti su questo punto i nove... LA QUALITÀ delle scuole di Reggio non si tocca. Uniti su questo punto i nove candidati sindaci intorno al futuro della scuola reggiana, che hanno risposto l'altra sera alle tre domande, ben articolate e dirette che il gruppo "Dialoghi sulla scuola", composto da genitori, insegnanti, cittadini insieme ai Consigli Infanzia Città dei nidi e delle scuole dell'infanzia, al Coordinamento Genitori Insegnanti e all'Associazione Internazionale Amici di Reggio Children aveva preparato per loro. Per chiedere quali politiche future intendono promuovere per la scuola nella nostra città. In quel luogo accogliente che rappresenta la nuova scuola dell'infanzia comunale recentemente inaugurata al Centro Internazionale "Loris Malaguzzi", tantissimi hanno ascoltato con attenzione i ventisette interventi dei nove candidati sulle tre domande. LA PRIMA riguardava il «sistema 0-6» come esempio di scuola di qualità, cosa migliorare o sviluppare sulla formazione del personale e sulla ricerca. La seconda era sul percorso scolastico che viene dopo e che è oggetto di criticità e la terza si chiedeva quali altri luoghi oltre la scuola potevano essere individuati per favorire la partecipazione. «MI CANDIDO non per stravolgere la città» attacca Angelo Alessandri rispondendo alla prima domanda. «E' molto alto il livello raggiunto nelle nostre scuole comunali» dice Graziano Delrio ammettendo che «è difficile migliorarsi, anche se occorre continuare a investire sulla ricerca dei luoghi di accoglienza». «Questo livello alto deve rimanere tale» afferma il «giovane» Nicolò Ferrari. Giuliano Rovacchi rivela: «Ho imparato qua il mestiere di genitore» e auspica che le scuole «continuino a essere legate ai quartieri, a tutto il sociale che c'è fuori dalla scuola». FABIO FILIPPI per le scuole si complimenta con Antonella Spaggiari poi sentendosi già sindaco rassicura: «Cercheremo anche noi di mantenere e migliorare queste scuole». Matteo Olivieri è il primo che introduce l'elemento finanziario: «chiunque si trovi a governare questa eccellenza deve fare dei conti». Anche Piscopo ammette che «è una eredità cospicua e gravosa ma occorre mantenerla e migliorarla perché è un investimento per il futuro». Olivieri butta il primo sasso nello stagno: «Noi intaccheremo anche le grandi opere se necessario per mantenere questo» e il sasso verrà raccolto da Marco Scarpati: «Dovremmo avere dei soldi veri. Il pubblico non deve dare i soldi ai privati. Il pubblico finanzia il pubblico» che prosegue con «Quante belle scuole si potevano fare senza i ponti di Calatrava?» e dalla Spaggiari che cita l'esperienza reggiana come «bell'esempio di federalismo, laddove si è avuto il coraggio di mettere al primo posto i diritti educativi dell'infanzia che ha prodotto qualità» e continua: «La scuola deve essere al primo posto. Devono esserci le risorse. Ci vuole sobrietà nella spesa pubblica. I soldi ci sono, decidiamo cosa è più importante. La scuola deve essere al centro, non la Settimana della fotografia!». SULLA CONTINUITÀ del livello 0-6 agli altri ordini di scuola Filippi viene ostacolato: «Ma perché dite tutti che le scuole di Reggio sono le migliori del mondo?» lodando poi la riforma Gelmini. «La continuità didattica è un problema vero» afferma Del Rio e propone «l'officina educativa, una rete, un progetto d'investimento sull'educazione, come la Lega Giovani, per portare i genitori a capire come fare». Scarpati strappa applausi quando chiede «in quali luoghi mandiamo i nostri figli a scuola? Sono scuole brutte e si fa fatica a studiare senza soldi». «Avete fatto bene a farci queste domande» risponde Rovacchi che crede nella scuola come luogo di confronto per tutti. «Spazi per i giovani oltre ai Petali» così esordisce la Spaggiari rispondendo alla terza domanda. «Ma chi li ha voluti?» si chiedono molte persone tra il pubblico. «Investire sulla partecipazione dei giovani» si auspica Scarpati, «Come attrarli?» e Ferrari porta il sorriso sulle bocche di tutti quando dice «Non tutti i giovani sono fusi. Noi siamo un esempio di giovani che vogliono lavorare insieme». «Rivedere gli obiettivi della scuola - dice Del Rio - perché il valore educativo sta diventando secondario». Monica Rossi

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 La petizione delle mamme (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa IL CASO «Pisacane» La petizione delle mamme Sono convinte che la situazione non sia ancora risolta. Che esista ancora lo spettro del cambio del nome. Anche se la dirigente ha detto di aver rinunciato a modificare il nome della scuola elementare Carlo Pisacane con quello di un pedagogo giapponese, Makiguchi Tsunesaburo, le mamme degli alunni dell'istituto di Tor Pagnotta sono ancora sul piede di guerra. Tanto da aver deciso di raccogliere da oggi le firme in giro per il quartiere perché la scuola resti dedicata all'eroe Risorgimentale Carlo Pisacane. Contro la proposta dei dirigenti scolatici erano scesi in campo anche il sindaco Gianni Alemanno e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Raccoglieremo le firme di una petizione popolare per chiedere che il nome della scuola rimanga lo stesso e per una più equa distribuzione tra bambini italiani e stranieri nelle classi», ha annunciato il presidente del Comitato «Mamme per l'integrazione», Flora Arcangeli. E ancora: «La sospensione della decisione relativa al cambio di nome della Pisacane annunciata dalla direttrice didattica della scuola non equivale a una rinuncia di questo proposito, vogliamo che il nome di Carlo Pisacane venga mantenuto e che, dopo aver assistito in questi ultimi anni al progressivo sradicamento degli scolari italiani da questo istituto, si dia corso ai provvedimenti dello Stato per garantire un'autentica integrazione per il bene comune degli alunni sia italiani sia stranieri». Insomma, non tutti credono ancora alla retromarcia dei vertici dell'istituto più multietnico della Capitale.

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Tornano da New York, 4 liceali ammalati di influenza suina (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Sono studenti di due diversi istituti rientrati martedì a Roma da un viaggio-studio Tornano da New York, 4 liceali ammalati di influenza suina Allarme Le scuole dove si verificassero nuovi casi chiuse in anticipo Quattro nuovi casi di influenza A/H1N1 sono stati confermati in Italia. Secondo quanto reso noto dal ministero del Welfare si tratta di quattro giovani liceali romani, rientrati martedì scorso, il 19 maggio, a Roma provenienti da New York, dove erano stati per un soggiorno educativo. I liceali sono studenti di due classi di due diversi istituti della capitale. Scattate immediatamente le misure di contenimento mentre le Asl hanno contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia. Con i quattro nuovi casi confermati, il totale di casi di nuova influenza in Italia sale quindi a quattordici. E il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, in accordo con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ha previsto la chiusura anticipata delle scuole in cui si verificassero casi confermati di influenza A/H1N1 tra gli studenti. Inoltre, alla luce dell'andamento della diffusione dell'infezione da virus A/H1N1 negli altri Paesi, avverte il ministero «non si esclude che si possa verificare un possibile incremento anche prossimo dei casi nel nostro Paese». Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), infatti, la nuova influenza ha colpito oltre 11.000 persone, con 85 morti. In pochi giorni i casi in Giappone sono saliti a 259. Una situazione che ha portato l'Oms a valutare una eventuale flessibilità dei criteri per dichiarare lo stato di pandemia di influenza, e quindi il passaggio del livello di allerta per l'influenza A/H1N1 dall'attuale fase cinque alla sei, ovvero l'allerta massima, quella della pandemia. Il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, «sta considerando l'eventualità di considerare altri criteri, dopo le richiesta formulata da alcuni Paesi membri di non prendere in considerazione solo il fattore dell'estensione geografica», ha spiegato ieri la portavoce dell'Oms Gaya Gamhewage. «È troppo presto - ha detto ancora la portavoce dell'Oms - per dire quali saranno i nuovi criteri e se ci saranno nuovi criteri. Dovrà esaminare la questione con le persone giuste».

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Marcegaglia, più Draghi che Tremonti (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Marcegaglia, più Draghi che Tremonti la lezione di emma. La relazione della presidente Emma Marcegaglia all´assemblea annuale di ... segue dalla prima pagina Per questo nella relazione di chiusura del suo primo anno di presidenza, da una parte ha blandito il governo, osservando i buoni risultati dell'azione del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, gli stimoli del Libro bianco sul Welfare di Maurizio Sacconi, o chiamando un applauso lunghissimo per Renato Brunetta (adorato dalla base confindustriale); dall'altra ha posto tre questioni su cui il governo ha idee diverse da quelle confindustriali. Marcegaglia ha chiesto di approfittare della crisi per fare le riforme, ha chiesto risorse disponibili subito e uno sforzo sul tema dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione (su questo ultimo punto ha incassato l'applauso più forte della platea). Ha anche ricordato che quest'anno in alcuni grandi paesi il Pil potrebbe cadere del 6 per cento, e noi siamo a meno 5,9 nel primo trimestre. A giudicare dalle reazioni degli esponenti del sistema economico e finanziario, il tono della relazione è stato apprezzato, perché chi ritiene che in questa fase gli spazi di dissenso nei confronti del governo si stiano restringendo - anche a causa dell'indebolimento dell'opposizione - una critica equilibrata rappresenta già un fatto positivo. Ovviamente la relazione è stata accolta con favore anche dall'opposizione (Dario Franceschini, Enrico Letta, Cesare Damiano) che vede una sponda. Pierluigi Bersani osserva la delicatezza della situazione: «Marcegaglia ha cercato di tenere in equilibrio la percezione dei fatti e la profondità dei problemi con l'esigenza del clima nostrano di non disturbare il manovratore». Ma poiché, appunto, questo clima dipende anche dalla fragilità del partito democratico, un altro aspetto interessante della giornata di ieri è che sotto il cielo governato dagli indici di consenso berlusconiano si assestano i rapporti di forza. Marcegaglia ha raccolto robusti applausi quando ha chiesto alle banche più attenzione nei confronti delle imprese danneggiate dal credit crunch. Nonostante questo sia un tema molto tremontiano, alcuni osservatori hanno notato nella relazione della presidente di Confindustria qualche passaggio di freddezza rispetto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Innanzitutto sul tema delle riforme da fare subito: «La crisi non può essere l'alibi per non fare le riforme di cui abbiamo bisogno, ma anzi in questo momento dobbiamo mobilitare tutte le nostre energie, chiamare a raccolta tutte le forze per una grande azione di ammodernamento delle nostre istituzioni». Secondo passaggio: a proposito dei crediti della pubblica amministrazione c'è una frase che è riferita al Tesoro: «Ci hanno spiegato che lo stato e le altre amministrazioni non possono rimborsare subito tutti i debiti pregressi, perché ciò innalzerebbe il debito pubblico valido per i parametri europei». Il terzo passaggio è quello simbolicamente più interessante. Riguarda le nuove regole che devono essere attivate attraverso «la piena collaborazione tra le autorità finanziarie delle principali aree del mondo». E subito dopo: «Il Financial Stability Board presieduto dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ha questa importante funzione. Non serve un'autorità finanziaria mondiale, non serve una nuova Bretton Woods. Bastano principi condivisi di regolazione, applicati in modo uniforme, e un'efficace sorveglianza che ne assicuri il rispetto». Una combinazione di frasi che non si identifica nel processo su cui lavora Tremonti, il quale punta a una soluzione culturale in cui far rientrare l'economia nella sfera del diritto, cioè di stabilire una posizione ancillare per l'economia. Giulio Tremonti intervenendo al congresso della Cisl, ha risposto alle osservazioni di Marcegaglia sulle riforme, confermando la politica dei due tempi: riforme dopo la crisi. Berlusconi in mattinata per sciogliere possibili tensioni con il suo ministro dell'Economia, durante il suo intervento all'Assemblea di Confindustria ha ringraziato Tremonti per il lavoro di questi mesi e per aver saputo reggere alle pressioni e alle richieste di impegni che arrivano dalla recessione. Sulle linee di politica economica (e non sulla questione bancaria) negli ultimi anni c'è stata una visione comune tra la Confindustria e la Banca d'Italia. La richiesta di Emma Marcegaglia di procedere subito con le riforme riecheggia alcune delle ultime uscite del governatore della Banca d'Italia. Nella relazione del capo degli industriali - così come in generale nelle analisi dei vertici dello staff confindustriale - ci sono altre consonanze con le idee del governatore, per esempio la necessità di riprendere le liberalizzazioni o l'innalzamento dell'età pensionabile. Tra una settimana il quadro sarà più chiaro. Venerdì 29 Draghi leggerà le sue considerazioni finali, e si capirà meglio l'assetto della triangolazione dei rapporti tra la banca centrale, l'associazione degli imprenditori e il ministero dell'Economia. Marco Ferrante 22/05/2009

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Libri di testo, salta il blocco della circolare (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-22 - pag: 36 autore: Scuola. Consiglio di Stato contro il Tar Libri di testo, salta il «blocco» della circolare Valentina Maglione ROMA Ritornano saldi, per il momento, i paletti messi dal ministero dell'Istruzione alla scelta dei libri di testo. E, in particolare, i docenti neo-trasferiti perdono la chance di cambiare i libri adottati dai loro predecessori prima che siano passati cinque anni. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ( con l'ordinanza 2540 del 19 maggio) ha dato ragione al dicastero guidato da Mariastella Gelmini e respinto la richiesta cautelare di sospendere la circolare ministeriale 16 del 10 febbraio: istanza proposta in via incidentale da un gruppo di docenti che ha fatto ricorso per chiedere l'annullamento del provvedimento e che il Tar Lazio, in primo grado, ha invece accolto (si veda «Il Sole 24 Ore» del 10 maggio). Raggiunge così un primo punto fermo la vicenda dei libri di testo "vincolati". Non però quello finale. Il Tar Lazio dovrà infatti pronunciarsi sul merito del ricorso presentato dai docenti. Nel mirino è finito l'obbligo – introdotto dal decreto "Gelmini" 137/08 dello scorso settembre – di adottare i libri di testo solo ogni cinque anni nella scuola primaria e ogni sei in quella secondaria, «salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze ». Le istruzioni per l'applicazione sono poi arrivate con la circolare del 10 febbraio: che, tra l'altro,ha chiarito che«l'assegnazionedialtrodocentenellaclas-se, a decorrere dal 1Úsettembre 2009,nonconsenteinalcunmodo una diversa scelta dei libri di testo già effettuata». Vincoli messi sotto accusa da un gruppo di docenti del mi-lanese: che, patrocinati dalla Flc Cgil di Milano, hanno fatto ricorso al Tar Lazio per chiedere l'annullamento della circolare. Non solo: gli insegnanti hanno anche chiesto ai giudici di sospendere da subito la circolare. E il Tar (con l'ordinanza 2049 del 7 maggio)ha accolto l'istanza cautelare di sospensiva e chiesto al ministero di correggere il provvedimento proprio nel punto in cui non permette ai nuovi insegnanti di cambiare i libri scelti dai colleghi che li hanno preceduti. Si tratta di un criterio, secondo il Tar, più restrittivo di quello dettato dalla norma primaria, che invece ha previsto la sostituzione dei testi prima dei cinque anni per «specifiche e motivate esigenze »: come il cambio di docente. La decisione è stata però ribaltata dal Consiglio di Stato, che ha fatto saltare la sospensiva. Per i giudici di secondo grado, infatti,«le valutazioni del docente subentrante non costituiscono evento obiettivo, tale da imporsi come eccezione alla volontà del legislatore». La circolare 16, ha annunciato ieri il ministero, resta così «pienamente in vigore ». L'ordinanza di Palazzo Spada, comunque, arriva a giochi fatti: i termini entro cui i collegi dei docenti dovevano scegliere i libri di testo per il prossimo anno scolastico sono scaduti nei giorni scorsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nuove regole, ma non soffocare i mercati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-22 - pag: 2 autore: Nuove regole, ma non soffocare i mercati Va rivista Basilea2, non serve una Bretton Woods - Bene la riforma dei contratti, la Cgil ci ripensi Pubblichiamo ampi stralci della relazione della presidente, Emma Marcegaglia, all'assemblea annuale di Confindustria C i troviamo nel mezzo di una crisi violentissima che sta mettendo e metterà a dura prova le capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni. La reazione all'emergenza è stata vigorosa. Si nota qualche segno di lieve miglioramento, ma sarebbe un errore abbassare la guardia. La crisi finanziaria I danni prodotti dalla crisi sono enormi: quest'anno l'attività economica mondiale diminuirà dell'1,3%, la contrazione più forte dalla seconda guerra mondiale. In alcuni grandi paesi industriali il calo del Pil potrebbe raggiungere il 6 per cento. Governi e Banche centrali hanno però risposto con determinazione, dimostrando di aver imparato la lezione della Grande Depressione. Qualche segno di ritorno di fiducia è apparso nei mercati finanziari e nell'economia reale. Negli Stati Uniti perfino nel settore immobiliare. Qua e là si intravede un rimbalzo della produzione. La ripresa è cominciata in Cina. Si può sperare di vedere entro la fine di quest'anno qualche segnale di miglioramento, ma non illudiamoci: il recupero sarà difficile e richiederà tempo. Dunque, il compito della politica economica non è esaurito. Il sostegno alla domanda aggregata dovrà proseguire fino al radicamento della crescita dei consumi e degli investimenti privati. Bisogna inoltre saper impostare, fin da oggi, le necessarie misure di riequilibrio dei conti pubblici a medio termine. La finanza e le regole è importante ripensare le regole per la finanza. Nel ridisegnarle, occorre modificare le norme procicliche come Basilea 2 e nel contempo evitare la moltiplicazione inutile di norme e controlli che finirebbero per azzoppare i mercati finanziari. Le nuove regole devono riguardare tutto il sistema finanziario ed essere attivate attraverso la piena cooperazione tra le autorità finanziarie delle principali aree del mondo. Il Financial Stability Board, presieduto dal Governatore Draghi, ha questa importante funzione. Non serve un'autorità finanziaria mondiale, non serve una nuova Bretton Woods. Bastano principi condivisi di regolazione, applicati in modo uniforme, e un'efficace sorveglianza che ne assicuri il rispetto. Il futuro del mercato L'economia di mercato e ilcapitalismo sono anzitutto un meccanismo straordinariamente efficace di creazione e competizione di nuove idee alla ricerca di sbocchi commerciali. L'affermazione del modello capitalistico ha moltiplicato il benessere della popolazione, anche delle fasce meno agiate. I protagonisti sono gli imprenditori, che rischiano il proprio denaro o il proprio destino per dimostrare la validità delle proprie idee. Quando hanno successo, vincono per sé e per la comunità nella quale operano. Il capitalismo e l'economia di mercato non sono anarchia. Funzionano solo con regole buone e ben applicate. Oggi lo Stato deve rimettere in carreggiata le economie e ridefinire le regole. Ma poi dovrà rientrare nei suoi confini, lasciando all'impresa e al mercato il compito di guidare l'investimento, l'innovazione, la creazione di ricchezza. Sarebbe un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova epoca, nella quale sia la politica, per riaffermare la propria supremazia, ad indicare le priorità nell'allocazione delle risorse, a condurre lo sviluppo, a scegliere le nuove tecnologie e i vincitori della competizione. I nuovi motori della crescita La spinta potrà venire dall'innovazione tecnologica, in particolare da quella dei prodotti per l'energia e per l'ambiente, e dalla maggiore integrazione nell'economia mondiale dei paesi emergenti. Nei prossimi due decenni il numero globale delle persone ad alto reddito salirà di 500 milioni, di cui i quattro quinti nei paesi emergenti.L'Italia è ben posizionata per offrire loro le cose nuove che piacciono al mondo. Lo scenario di nuovo sviluppo può realizzarsi solo in un sistema internazionale aperto agli scambi di beni e di capitali. In campo ambientale, ci attendiamo che il vertice di Copenhagen indichi la strada per orientare investimenti e tecnologie. L'ambiente è un patrimonio collettivo. Elevare le ambizioni europee Di fronte alla crisi l'Unione europea ha nel complesso tenuto. Ciò nonostante, uno strisciante protezionismo è in atto, sotto formediverse, in molti paesi. L'Europa deve tornare a coltivare un progetto ambizioso ed esprimere una propria visione per il mondo globale. Tra poche settimane eleggeremo i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. In questa campagna elettorale di tutto si parla, tranne che di Europa. Un'Europa forte sulla scena mondiale riuscirà a portare avanti con successo la politica fondata sul libero commercio e sulla concorrenza non falsata da "dumping" o da impegni sproporzionati in materia ambientale. Troppo a lungo si è pensato che l'Europa potesse fare a meno dell'industria, che il suo futuro dovesse fondarsi sui servizi, quelli finanziari in particolare. Un'Europa forte, invece che limitarlo e ingabbiarlo, potrà riscoprire il valore del suo tessuto produttivo. La gestione dell'emergenza Dopo il fallimento di Lehmann Brothers la crisi è esplosa in tutta la sua intensità. La mobilitazione di Confindustria è stata immediata. Ci siamo concentrati su pochi interventi di massima efficacia. Le imprese sono schiacciate tra la riduzione degli ordini e la difficoltà di incasso dei pagamenti. Non bisogna far venir meno l'ossigeno del credito bancario. Questa è stata, è e sarà la nostra priorità assoluta. Per sostenere l'economia in questo difficile momento bisogna che si proceda, si stanzino e si rendano disponibili subito le risorse necessarie e, soprattutto, si aprano i cantieri. Abbiamo chiesto con forza il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi e l'introduzione della garanzia di ultima istanza dello Stato su quei crediti. Il Governo ha riconosciuto la validità delle nostre proposte. Ha assunto un preciso impegno politico: la dotazione finanziaria del Fondo sarà sufficiente a soddisfare tutte le richieste delle imprese nel 2009. Adesso ci attendiamo che tutti i provvedimenti per la liquidità diventino operativi ed efficaci e che si traducano in maggior credito alle imprese e alle famiglie. La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni è una patologia insopportabile. Resto convinta che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati. Ma bisogna fare di più. Occorre detassare gli utili reinvestiti e gli apporti di nuovo capitale e supportare chi, nonostante la crisi, effettua investimenti. Vanno superate tutte le criticità che ancora ostacolano la possibilità di utilizzare effettivamente i fondi per la ricerca. Il piano casa darebbe un contributo importante al rilancio della domanda privata senza oneri per le finanze pubbliche. Il nuovo modello contrattuale Un anno fa ho indicato la necessità di riformare il modello contrattuale che è stato varato con l'accordo del gennaio scorso,firmato da 34 organizzazioni d'impresa e sindacali. Questo non accadeva dal 1993. Cisl e Uil sin dall'inizio hanno condiviso l'importanza di questo percorso. Ma la Cgil non ha creduto in questo cambiamento e lei sola non ha firmato l'accordo. Auspico che torni presto a operare insieme a noi per il bene del paese, per il bene dei lavoratori. Senza le riforme,al passo corto che l'economia italiana ha mostrato negli ultimi dieci anni, il ritorno sui livelli produttivi precrisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori e delle imprese e sulla stessa coesione sociale. Gli impegni delle imprese La principale responsabilità sociale di noi imprenditori in questa fase difficile è preparare la ripresa rafforzando le aziende nel patrimonio,nella gestione, nell'innovazione.La crisi non solo ci obbliga a ridurre i costi e migliorare l'efficienza, ma ci impone anche di rafforzare il patrimonio delle nostre imprese che sono, nel confronto internazionale, poco capitalizzate. Oggi il credito è diventato scarso e costoso. Dunque tocca a noi fornire il capitale per ristrutturare e alzare la posta, mostrando che siamo i primi a credere nel nostro progetto imprenditoriale. Ma chiediamo alle banche di incoraggiare e premiare chi intraprende questa strada. Le imprese italiane dovranno crescere dimensionalmente. Dobbiamo continuare a puntare sull'internazionalizzazione. L'innovazione è l'arma vincente per rimanere competitivi, crescere, cogliere le opportunità offerte dall'allargamento dei mercati mondiali, attraverso il miglioramento dei prodotti, l'incremento della loro qualità, il servizio alla clientela. La sicurezza sul lavoro Non ho certo dimenticato gli impegni assunti per la sicurezza sul lavoro. Siamo convinti che le sanzioni e i formalismi non siano lo strumento principale d'intervento e che bisogna puntare invece sulla cultura della sicurezza anche tra gli imprenditori. Legalità, fattore competitivo Le imprese sono in prima linea nella lotta per la difesa della legalità. Perciò ho posto tra le priorità del mio programma l'impegno totale per promuovere a tutti i livelli il rispetto delle regolee ho affidato, per la prima volta, una delega specifica su questo tema ad Antonello Montante. Ribadisco la volontà di Confindustria di stroncare ogni forma di contiguità tra le imprese e le organizzazioni mafiose. Le riforme per il Paese Lo sforzo di trasformazione che le imprese stanno realizzando, sferzate dalla concorrenza globale, non basta da solo a riportare l'Italia su un sentiero di rapida crescita. La crisi non può essere l'alibi per non fare le riforme di cui abbiamo bisogno, ma anzi in questo momento dobbiamo mobilitare tutte le nostre energie, chiamare a raccolta tutte le forze per una grande azione di ammodernamento delle nostre istituzioni. La politica ha già portato avanti un inizio di autoriforma. è diventata meno frammentata nella sua rappresentanza istituzionale. Sta anche provando a diventare meno litigiosa. Mi rivolgo allora a Lei, Presidente Berlusconi. Il consenso che Lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso. Perché questa è l'ora di fare le riforme. Apprezziamo le azioni che sono state avviate. Ma occorrono maggiori incisività, rapidità, verifica dei risultati. Il ministro Gelmini ha adottato alcuni coraggiosi interventi di razionalizzazione delle risorse, di selettività nella loro distribuzione e di valutazione dei docenti, per premiare i più meritevoli. Ma una vera svolta arriverà solo con il cambiamento radicale delle modalità di finanziamento e della governance delle università. La giustizia permane drammaticamente inefficiente. Il ministro Alfano ha presentato un provvedimento puntuale e ambizioso, che chiediamo possa diventare operativo in tempi brevi. Al ministro Brunetta va riconosciuto il coraggio e la determinazione di aver avviato un processo di miglioramento della Pubblica amministrazione. Le imprese si devono districare in una giungla di leggi, regolamenti, circolari che non ha eguali negli altri paesi europei. Il ministro Calderoli sta adottando iniziative per la semplificazione e per l'eliminazione degli enti inutili. Se non sradichiamo adesso, in piena crisi, questa vergogna, quando mai lo faremo? Il federalismo fiscale Un buon federalismo fiscale può migliorare l'efficienza e l'efficacia della pubblica amministrazione e aumentare la responsabilità di chi governa. Quando, come e se saremo in presenza dei decreti attuativi, potremo esprimere un giudizio e valuteremo se sarà un federalismo buono o cattivo. Il federalismo non deve essere in alcun modo una giustificazione per aumentare la spesa pubblica e di conseguenza la pressione fiscale. è fondamentale che le decisioni sulle opere infrastrutturali e le reti di interesse nazionale non siano sottoposte ai veti locali. Politica e liberalizzazioni Dalla sanità alle infrastrutture, dalle forniture alle autorizzazioni, le imprese non devono più assistere ad atteggiamenti discriminatori dettati da logiche politiche, che favoriscono i sodali a scapito degli altri. è urgente riprendere il cammino interrotto delle liberalizzazioni nei trasporti, nelle comunicazioni, nell'energia, nelle professioni e soprattutto nelle società pubbliche a livello locale, dove stiamo assistendo all'avanzata impressionante del neostatalismo. Mezzogiorno, questione civile Non può esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno. La distanza tra Mezzogiorno e resto d'Italia in termini di Pil pro capite supera oggi i 42 punti percentuali. Solo un impegno comune di tutte le forze politiche e sociali farà uscire il Sud dal ristagno economico ed eleverà stabilmente il tasso di crescita dell'intera economia italiana. L'Italia nel mondo nuovo Nel mondo nuovo l'Italia e il suo sistema produttivo potranno avere un ruolo più forte di prima. Ciò avverrà se la politica saprà svecchiare il paese ed eliminare le incrostazioni corporative che penalizzano il rischio, il merito e il futuro dei giovani. Presidente Berlusconi, sta innanzitutto a Lei e al suo Governo non deludere questa aspettativa. Nella crisi, la politica si è data il compito di rassicurare gli italiani e ha assunto l'impegno di non lasciare nessuno indietro. Il nostro compito è un altro. Noi porteremo tutti più avanti. Questo è il nostro impegno. www.ilsole24ore.com Il testo integrale della relazione, interventi e reazioni e la photogallery dell'assemblea CAPITALISMO L'economia di mercato è anzitutto un meccanismo straordinariamente efficace di creazione e competizione di nuove idee CRIMINALITà Siamo in prima linea nella lotta per la difesa della legalità. Vogliamo stroncare ogni forma di contiguità tra aziende e mafie «Tutti più avanti». L'impegno della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per lo sviluppo del Paese STUDIO FRANCESCHIN

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Senza riforme coesione sociale a rischio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-22 - pag: 3 autore: Senza riforme coesione sociale a rischio Marcegaglia: il governo usi l'ampio consenso politico - E le banche sostengano le imprese Nicoletta Picchio ROMA. «Mi rivolgo a lei, presidente Berlusconi. Il Governo gode di un ampio consenso, un patrimonio straordinario, lo usi per le riforme necessarie». Emma Marcegaglia ha di fronte il presidente del Consiglio. E scandisce: «La crisi non può essere un alibi». Sono i numeri a dimostrare che senza interventi «immediati e incisivi» l'uscita dalla crisi sarà troppo lenta e metterà a rischio non solo le imprese, ma la coesione sociale. Berlusconi annuisce, mentre gli applausi dei quasi 3mila imprenditori presenti all'assemblea di Confindustria sono la prova che il mondo imprenditoriale è stanco di un «Paese bloccato », dove, dice la Marcegaglia, «è sparita dal dibattito una parola: liberalizzazioni». Se il Governo deve fare le riforme, c'è un altro protagonista che deve fare la propria parte: le banche. «Da imprenditori pretendiamo che tornino a fare il proprio mestiere: sostenere l'economia che investe e crea posti di lavoro», l'opposto di quell'«economia di carta» che ha dimostrato tutta la sua fragilità. «Il credito è una «priorità assoluta, sono troppi i casi di aziende alle quali vengono applicati tassi esorbitanti e vengono ritirati i fidi». E sul tema della liquidità, non è mancata una sferzata anche all'esecutivo: «è una vergogna nazionale» che le aziende abbiano una «montagna di crediti » nei confronti della pubblica amministrazione. Tutti elementi che frenano la crescita. Ed è stato questo il filo conduttore delle 38 pagine di relazione, aperta con un ricordo delle vittime del terremoto: come riprendere al più presto lo sviluppo, tenento conto che, senza riforme, il ritorno ai livelli produttivi pre crisi non avverrebbe prima del 2013. Ma gli «errori gravi» non devono mettere in discussione i «vantaggi dell'economia di mercato », vero motore della crescita. Sì all'intervento dello Stato oggi, ma poi dovrà «rientrare nei confini», né dovrà essere la politica a «condurre lo sviluppo ». Servono però nuove regole: non una nuova Bretton Woods, ma principi condivisi ed una «efficace sorveglianza». è necessario rivedere Basilea 2. Così come è necessario dire no al protezionismo e aprire le porte del Wto ai Paesi emergenti. «Serve un'Europa più forte», ha detto, sferrando un rimprovero alla po-litica: «La campagna elettorale parla d'altro». Contro la crisi, la reazione di Confindustria, ha sottolineato la Marcegaglia, è stata immediata, concentrandosi su pochi interventi: più soldi per gli ammortizzatori sociali, più garanzie per i prestiti alle imprese, sostegno alla patrimonializzazione delle aziende, pagamenti dalla Pa. La presidente ha dato atto al Governo che alcune risposte sono arrivate. Bene ha fatto Tremonti «a tenere dritta la barra del risanamento», bene i bond alle banche. Ha elogiato le mosse del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, le riforme avviate dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini e dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Facendo un richiamo alla politica: serve il dialogo, ha detto, dando atto all'opposizione di aver avuto un atteggiamento misurato, non incoraggiando «forme di protesta estrema». Servono però più risorse, serve la detassazione degli utili reinvestiti. Far ripartire gli investimenti in infrastrutture: «i soldi non sono stati spesi». Tenendo presente che non ci può essere vera crescita senza «rimettere in moto il Sud». E poi, bisogna fare le riforme strutturali, per tagliare la spesa pubblica. A partire dalle pensioni. Una scelta, ammette la Marcegaglia, che comporterà «radicali cambiamenti per le imprese». «Porteremo tutti più avanti», è la frase finale della presidente, rivendicando l'orgoglio imprenditoriale. Tifa per il successo della Fiat, cita le tante piccole imprese che sono vincenti. E il loro impegno contro la mafia. Ma ciò avverrà se «la politica saprà svecchiare il Paese ed eliminare le incrostazioni corporative ». Basta con «la cultura del no» e la platea applaude quando la Marcegaglia chiede il taglio degli enti inutili. Pensando, a differenza del ministro, anche alle province. Il federalismo non dovrà essere una giustificazione per aumentare la spesa pubblica e le tasse, mentre bisogna liberalizzare i trasporti, le professioni, abbandonare lo statalismo municipale. Anche le aziende devono rimboccarsi le maniche: crescere, capitalizzarsi. E smetterla con il «malcostume» dei ritardati pagamenti. Infine, il sindacato: si è rammaricata la Marcegaglia per la mancata firma della Cgil «un grande sindacato» sulla riforma dei contratti,ma l'applauso è stato scrosciante quando ha affermato che «i veti non possono fermare la modernizzazione». Si può discutere, invece sulla partecipazione dei lavoratori all'azionariato aziendale: una scelta volontaria, che una legge può solo aiutare. La condizione: «Non si può realizzare in un livello così alto di conflittualità». LE PRIORITà Alzare l'età pensionabile e rilanciare le liberalizzazioni Spendere i soldi già stanziati per le infrastrutture Detassare gli utili reinvestiti Emma Marcegaglia. La presidente di Confindustria durante il suo intervento all'Assemblea STUDIOFRANCESCHIN

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Il giorno degli applausi scacciacrisi Ovazione a Brunetta, Cisl con Emma (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 22/05/2009 - pag: 8 Le platee Berlusconi: Tremonti cattivo? No, è un pezzo di pane. E parte il battimani Il giorno degli applausi scacciacrisi Ovazione a Brunetta, Cisl con Emma Per la prima volta la leader delle imprese al congresso sindacale ROMA Le grisaglie e i tailleur sono come quelli dell'anno scorso. E, come l'anno scorso, fa troppo caldo per portarli. Tutto il resto è cambiato. Il grande schermo azzurro che accoglie gli industriali nell'Auditorium, dove si tiene l'assemblea di Confindustria, è l'orizzonte sereno che oggi non c'è. «La tempesta perfetta» evocata dalla presidente Emma Marcegaglia per descrivere la crisi «violentissima» non ancora scampata, esige il ritrovamento di una rotta. E la scelta emersa nella lunga giornata di ieri sembra essere quella della ricerca della «coesione ». Basta seguire il «filo rosso» degli applausi che si dipanano con continuità dalla platea di Confindustria (49 quelli tributati a Marcegaglia) a quella riunita all'Eur per il congresso della Cisl. Forse mai come ieri quei segni d'incoraggiamento si sono seguiti, rincorsi e incrociati. Ha cominciato Marcegaglia a rompere gli usurati schemi conflittuali, sollecitando un applauso per i sindacati. Lo ha fatto richiamando l'accordo sulla riforma del modello contrattuale firmato nel gennaio scorso. Il riconoscimento esplicito è stato per Cisl e Uil che «sin dall'inizio hanno condiviso l'importanza di questo percorso ». Applausi a Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti presenti in sala. Ma un pensiero è andato anche alla Cgil, che «da sola non ha firmato l'accordo », e che pure, ha sottolineato Marcegaglia, «tanti ne ha sottoscritti a livello territoriale» ai tavoli delle aziende in crisi. Il messaggio è apparso chiaro: troppo fresco è il ricordo dei fatti di Torino, del leader della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, tirato giù dal palco, perché non si comprenda quanto sia importante recuperare il dialogo con tutti i soggetti coinvolti nella crisi e a tutti i livelli. Coesione, appunto, o almeno tentativi. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani infatti ha incassato senza approvare: «È Marcegaglia ad aver sbagliato (sulla riforma contrattuale, ndr), perché non si fanno accordi senza il maggior sindacato in una crisi come questa». Con la stessa caparbietà il presidente di Confindustria ieri ha cercato una sponda nel governo. Lo ha fatto chiamando i ministri uno per uno, in una sorta di appello, e così sottoponendoli al giudizio della platea. Ha iniziato con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, cui ha concesso «coraggiosi interventi» ma da cui ha reclamato un cambiamento nelle forme di finanziamento dell'Università. Ha continuato con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e poi con il neoresponsabile del Turismo, Michela Brambilla, omaggiata da un applauso. Ha proseguito con il collega della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Ed è stato a quest'ultimo che la platea ha riservato il battimani più lungo ed energico. Al ministro, la presidente ha riconosciuto «il coraggio e la determinazione di aver avviato un processo di miglioramento della Pubblica amministrazione, impegnandosi per aumentare la trasparenza sui servizi, premiare il merito e sconfiggere l'inaccettabile assenteismo». Brunetta per una volta sembra essere rimasto senza parole. Un lungo applauso la platea lo ha dedicato anche al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ma a sollecitarlo non è stata Marcegaglia, bensì il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quasi a voler smentire le voci di dissidi tra lui e il responsabile del Tesoro, rimarcando, al contrario, il senso di una forte collaborazione. «A Tremonti ha detto il premier dal palco di Confindustria vanno i miei più vivissimi ringraziamenti perché è sempre lui a metterci la faccia quando ci sono delle spese che non si possono fare, sembra il cattivo della compagnia ma è un pezzo di pane, Giulio». E ancora: «Se i soldi in effetti non ci sono e se si mette la mano in tasca per certe spese e la si tira fuori vuota non c'è niente da fare e certe spese non si possono fare. Dunque fa la parte del cattivo ha concluso , mentre garantisco che sta facendo tutto con grandissima passione e con grande altruismo». Da una platea all'altra. Quella della Cisl di Raffaele Bonanni ieri ha ricevuto la sorpresa della visita del presidente di Confindustria. Non proprio una cosa scontata. I cislini hanno accolto Marcegaglia tra calorosi applausi. «È la prima volta ha detto Bonanni dal palco che un presidente di Confindustria viene a un congresso della Cisl, e non poteva essere che donna. Con la Marcegaglia ha proseguito ce la faremo perché è donna, è leale ed è determinata. Lei non ha nulla contro elementi di democrazia economica. Il clima sta cambiando ed è una cosa straordinaria». Applausi. E molte dita incrociate. Il riposo del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta Antonella Baccaro

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Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 22/05/2009 - pag: 29 Istruzione Le circolari del ministero: parametri diversi per le medie e le superiori Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità Nuovi scrutini, proteste nelle scuole. I presidi: si illudono i ragazzi MILANO Non è tanto (o soltanto) il fatto che, per essere ammessi all'esame di maturità 2008-2009, facciano ufficialmente media anche i voti di condotta e di educazione fisica. Né che sia confermata la necessità, negli anni precedenti (scuole medie incluse), di un 6 in ogni materia per passare al successivo. «È che il discorso sulla valutazione, nell'anno scolastico in corso, è cambiato sei volte. L'ultima, questa, praticamente a ridosso degli scrutini. Nelle scuole c'è il caos, non si ragiona più...». A parlare non è un sindacalista arrabbiato o uno studente disfattista, ma Daniela Girgenti, direttrice della «Tecnica della scuola», tra le riviste più autorevoli del settore. L'occasione: la diffusione, avvenuta mercoledì, di due circolari ministeriali la 50 e la 51 che definiscono, una volta per tutte (forse), le regole da applicare negli scrutini delle secondarie inferiori e superiori. È il chiarimento definitivo, dopo mesi di incertezze, per i ragazzi e per i docenti che si avvicinano al bilancio finale. Alle medie viene ribadita la necessità di raggiungere il 6 in ogni disciplina, oltre all'ormai famigerato voto in condotta; una regola che resta valida anche per l'ammissione all'esame del terzo e ultimo anno. Diverso il discorso per le superiori, dove il requisito minimo della sufficienza in tutte le materie vale per i primi 4 anni, mentre per essere ammessi alla maturità diventa necessario presentarsi con una media del 6 che includa, appunto, i giudizi ottenuti in condotta e in educazione fisica. L'ultima mossa del ministero di Viale Trastevere, in un periodo già di per sé arroventato dalle polemiche, non lascia indifferenti i diretti interessati. A esprimere la valutazione più ponderata sono i dirigenti scolastici: «Certo, avremmo preferito che questa circolare arrivasse prima commenta Antonino Petrolino, dell'Anp (l'associazione dei presidi) ; abbiamo sentito numerosi colleghi, soprattutto delle medie, che sono molto allarmati. Anche se io, sinceramente, stento a capire questa preoccupazione: nella circolare c'è quello che già era noto, cioè il passaggio alla valutazione in decimi. E a convertire le pagelle penseranno gli stampatori...». Diverso è il discorso per l'esame di maturità, «con il peso rilevante conferito a educazione fisica e condotta, che può illudere i ragazzi». Daniela Girgenti va ben oltre, definendo «una follia» che il voto in condotta «faccia media all'esame di Stato: se sei un angelo, allora puoi pure essere un asino...». Giudizio drastico anche da parte della Flc-Cgil: secondo il sindacato «si sta creando solo una grande confusione, con il paradosso di una differenziazione nei sistemi di valutazione tra secondaria inferiore e superiore sintetizza il segretario nazionale Mimmo Pantaleo . Alle medie, per esempio, i corsi di recupero per chi avesse un 5 durante l'anno non sono obbligatori. E alle superiori, con il taglio di 40 milioni di euro su questo settore, non ci sono i fondi per farli partire...». Anche il peso dato alla condotta lascia perplessi, «sembrava che così si dovesse risolvere il problema del bullismo. Ma messa in questo modo è una soluzione semplicistica, come se bastasse bocciare un po' di persone perché la scuola diventi seria...». Senza contare, chiude Pantaleo, che «negli ultimi mesi c'è stato un continuo susseguirsi di chiarimenti, che la dice lunga sulle incertezze del ministero. Non diciamo che non si dovesse cambiare; ma forse, a questo punto, si poteva chiudere l'anno con le vecchie norme...». Accuse di «confusione» e «incoerenza» arrivano anche dall'Unione degli studenti, «sulla valutazione, invece di dare serietà alla scuola riassume il portavoce Stefano Vitale la Gelmini l'ha persa lei; si è contraddetta almeno cinque volte, di cui tre sulla carta. E anche sul 5 in condotta, siamo passati dal regolamento che lo prevedeva solo in caso di infrazione grave, con oltre 15 giorni di sospensione, alla possibilità di darlo per generiche sanzioni disciplinari. E alcuni presidi e docenti hanno già sventolato la minaccia del 5 per vietare il diritto di assemblea o la partecipazione alle manifestazioni ». Alla «telenovela del voto di condotta», la «Tecnica della scuola» ha addirittura dedicato una breve analisi: dalla 169 dello scorso ottobre a oggi, uno stillicidio di decreti e comunicati, dichiarazioni e regolamenti. Per arrivare, appunto, alla circolare di merco-- ledì, dove «per le modalità applicative della valutazione del comportamento, si rinvia al decreto ministeriale nÚ 5, del 16 gennaio 2009. Che, però, è stato abrogato. E i cui criteri sono cambiati col regolamento del 13 marzo». Gabriela Jacomella gjacomella@rcs.it

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Rossomori al voto solo per le amministrative (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 105 la proposta Rossomori al voto solo per le amministrative La proposta --> «Astensionismo o preferenze contro il centrodestra». È la linea dei Rosso Mori per le Europee del 6 e 7 giugno. La strategia elettorale ha la voce del coordinatore (reggente), Paolo Mureddu, che non fa giri di parole: «Ai fini della rappresentanza, non è utile andare a votare». Di qui l'attacco al Governo nazionale, «visto che la Sardegna è rimasta accorpata al collegio della Sicilia, malgrado le promesse nella campagna elettorale di febbraio». Poi il leader fa il punto sul partito: «Abbiamo i coordinamenti nelle province di Cagliari, Nuoro e Olbia-Tempio. A San Gavino presenteremo nostre liste alle amministrative di giugno. Quanto al congresso: i consensi e le adesioni sono confortanti». Ieri, dai Rosso Mori sono arrivate le pagelle sui primi cento giorni della giunta Cappellacci (in realtà il nuovo esecutivo si è insediato da 84 giorni, il 26 febbraio), bocciata su tutta la linea. «Non ci aspettavamo di meglio, l'Isola viene amministrata in totale dipendenza dall'esecutivo nazionale», dicono Claudia Zuncheddu, unica eletta nella massima assemblea sarda e Gesuino Muledda, uno degli ideologi della scissione dal Psd'Az. (a.c.)

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Prove d'ingresso alla Sapienza in tutte le facoltà (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 22/05/2009 - pag: 5 Università Per i bocciati corsi di recupero Prove d'ingresso alla Sapienza in tutte le facoltà Il rettore: serve più rigore Dopo gli accorpamenti e la riorganizzazione dei corsi di laurea, un'altra novità da La Sapienza che ha approvato, in anticipo di un mese, il Manifesto degli Studi per l'anno accademico 2009-2010. I test d'ingresso saranno obbligatori per tutte le facoltà e tutte le matricole. Non saranno «vincolanti» per l' iscrizione ma la cosiddetta «verifica delle conoscenze» riguarderà tutti indistintamente. Se l'aspirante universitario non riuscirà a superare il test, «maturerà una sorta di debito formativo - spiegano dal rettorato de La Sapienza - che il candidato dovrà 'recuperare' durante il primo anno accademico». A questo scopo saranno organizzati dalla stesso ateneo dei mega corsi di recupero in tutte le materie oggetto d'esame. Se dunque fino all'anno scorso c'erano facoltà ad «accesso programmato» come Farmacia, Medicina, Economia, Ingegneria, Architettura, Scienze della Comunicazione e quelle ad «accesso libero», ad esempio Scienze Politiche, Lettere, Statistica, Sociologia, oggi quest'ultime rientreranno nell'ambito delle «prove d'ingresso per la verifica delle conoscenze». «Il valore di questo provvedimento si potrà valutare soltanto nel modo in cui quetse prove verranno fatte - precisa il rettore de La Sapienza Luigi Frati - e io sono d'accordo con il maggior rigore introdotto dal ministro Gelmini. Non saranno dei semplici test mnemonici e nozionistici ma faremo in modo che il ragazzo riesca a fare dei collegamenti e ad elaborare i concetti». Le prove si terranno a settembre e dal 1Ú luglio sul sito de La Sapienza saranno indicate le modalità. «Ho deciso di comunicare agli studenti dove andrò a scegliere i quiz culturali - aggiunge Frati - ovvero sui principali quotidiani nazionali... Per un mese li costringerò ad abbandonare la Roma e il Milan per vedere com'è trattato un argomento di attualità da diversi punti di vista. Io non ho mai bocciato nessuno ma voglio che diventi bravo. Se non superano la prova potranno recuperare le lacune nei corsi che organizzeremo dal primo al 15 ottobre. E necessariamente sposteremo l'inizio delle lezioni al 15». Con lo scopo di «orientare» i ragazzi verso l'uno o l'altro corso di studi, gli esami organizzati dal più grande ateneo d'Europa costituiranno anche una «prova generale» sul livello culturale di quanto gli studenti romani hanno imparato alle superiori. La normativa al riguardo risale al 2004 con il decreto Moratti ma, per passare ai provvedimenti attuativi, le università avevano tempo fino al 2011. Uno sforzo considerevole se si pensa che quest'anno le matricole sono state oltre 33 mila e per il prossimo anno la previsione si assesta sulla stessa cifra. Luigi Frati Flavia Fiorentino

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Febbre suina, quattro liceali contagiati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 22/05/2009 - pag: 9 Di ritorno da New York Febbre suina, quattro liceali contagiati SEGUE DALLA PRIMA Al Palazzo di Vetro per simulare una seduta con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Rientrati a Roma martedì sera, gli alunni del Convitto Nazionale e del liceo Dante Alighieri si sono visti costretti a prolungare la vacanza di una settimana. La prima ad accusare i sintomi dell'influenza suina - febbre, tosse, gola secca - è stata una studentessa dell'istituto di piazza Monte Grappa. «Su indicazione della Asl - spiega il rettore, Emilio Fatovic - ho subito applicato il protocollo». Tradotto: 42 allievi e 3 insegnanti a riposo (forzato) per 7 giorni. Per ora, il cordone sanitario coinvolge solo i contatti diretti, ma nei prossimi giorni altre persone potrebbero essere tenute sotto osservazione. Ottimista, Fatovic precisa: «Nessun eccesso di zelo, solo la giusta cautela. Spero che la ragazza guarisca presto». Enrico De Rosa, direttore del servizio Igiene e Salute pubblica della Asl E, conferma: «I pazienti sono curati con gli antivirali e al momento la situazione è sotto controllo». Per il futuro, il viceministro alla Salute Fazio, d'intesa con il ministro dell'Istruzione Gelmini, ha disposto la chiusura anticipata delle scuole, in cui si registrassero casi accertati di influenza suina. M. E. F.

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ateneo, 24 lauree in meno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pisa Ateneo, 24 lauree in meno L'applicazione del decreto dall'anno 2009-10 PISA. La cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini fa calare di peso del 15 per cento i corsi di laurea dell'università di Pisa. A cominciare dal prossimo anno accademico (2009-10) i corsi di studio da 177 diventeranno 153. Ben 24 in meno di cui quattro spariranno, mentre gli altri venti saranno in gran parte accorpati con altri corsi. I quattro corsi disattivati a causa del numero insufficiente di immatricolati sono Scienze del governo e dell'amministrazione, Scienza dei materiali, Geografia e Lingue e culture del Vicino e Medio Oriente. Gli altri venti sono sparsi nelle altre facoltà e gli studenti iscritti termineranno regolarmente il loro percorso formativo. «La riduzione - sottolinea Nicoletta De Francesco, prorettore alla didattica - è stata ottenuta cercando di unificare il più possibile i percorsi didattici mediante il potenziamento delle sinergie fra competenze disciplinari diverse, con un'opera di razionalizzazione dell'offerta e di distribuzione oculata dei carichi didattici dei docenti, che al contempo preserva l'ampia varietà di percorsi di studio offerti dal nostro ateneo». Si è arrivati a questa scelta dopo che il decreto ministeriale 270 dell'allora ministro Letizia Moratti chiedeva una razionalizzazione dei corsi di laurea. Una proliferazione dovuta alla normativa 509 del 1999 dei ministri di allora Zecchino e Berlinguer. La riforma del 3+2 aveva portato alla duplicazione dei vecchi corsi di laurea in corsi di primo e secondo livello. Di fatto, con la riduzione del 15% dei corsi si ritorna ai santi vecchi tanto è vero che «confrontando il numero di corsi del vecchio ordinamento con il numero di lauree triennali e a ciclo unico del nuovo - spiega ancora Nicoletta De Francesco - vediamo che nel vecchio ordinamento l'università aveva 39 corsi di laurea e 38 diplomi universitari, quindi 77 corsi complessivi, mentre nel nuovo ordinamento l'ateneo aveva 89 fra corsi di laurea triennale e corsi a ciclo unico. Con la riduzione decisa per il 2009/2010, i corsi di laurea triennale e corsi a ciclo unico saranno 76: un numero equivalente a quello del vecchio ordinamento e che, in pratica, rappresenta quasi la metà dei 153 corsi di laurea complessivi». I requisiti secondo cui sono stati tagliati i corsi sono diversi: dal numero minimo di docenti ad un numero minimo di matricole che può variare da 10 a 50 oltre ad una chiarezza degli obbiettivi da raggiungere. «Il processo di trasformazione dell'offerta didattica dell'ateneo pisano - ha detto De Francesco - già iniziato in parte nell'anno accademico attuale, avrà una seconda e più ampia fase di attuazione nell'anno accademico 2009/2010, mentre l'offerta riformata sarà completata per l'anno accademico 2010/2011, soprattutto per quanto riguarda le lauree magistrali. Nel 2009/2010, comunque, la quasi totalità dell'offerta di lauree triennali dell'ateneo pisano sarà definita secondo il dm 270. Il Senato accademico, in fase di approvazione dei nuovi corsi, ha valutato la loro sostenibilità in termini di requisiti necessari di docenza, anche alla luce della diminuzione del numero di docenti che si verificherà nei prossimi anni, come conseguenza dei recenti decreti ministeriali. A ogni facoltà, infatti, è stato chiesto di presentare il progetto complessivo dei corsi di studio che intende presentare a regime, insieme alla dimostrazione della loro sostenibilità nel tempo in termini di docenza». G.P.

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Meglio pane oggi che brioches domani (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Commenti Pagina 343 pianeta scuola Meglio pane oggi che brioches domani Pianeta scuola di Gabriele Uras --> di Gabriele Uras Un titolo nella cronaca regionale de L'Unione Sarda del 14 maggio apre i cuori alla speranza, e parla di scuola: "La Sardegna al centro d'Italia". Forse l'emozione ha conferito all'annuncio un'enfasi eccessiva, ma conviene crederci e cercare di mettere a frutto la promessa del ministro Gelmini di fare della nostra Isola un "laboratorio dell'eccellenza" nel campo dell'istruzione e della formazione. C'è da sperare che l'assessore regionale alla Cultura e all'Istruzione inserisca nel preannunciato elenco delle richieste solo le cose necessarie e lasci ad altra futura occasione le preannunziate eccellenze. Meglio il pane certo dell'oggi delle incerte brioches di domani. I problemi non mancano: organici in via di ridimensionamento, dispersione scolastica a due cifre, bassi livelli negli apprendimenti, docenti disorientati e demotivati, edilizia scolastica bisognosa di urgenti interventi di manutenzione, piccole scuole dell'interno dall'incerto futuro. Tutto questo è sotto gli occhi di tutti, ma forse c'è anche dell'altro, che il cittadino non percepisce e le statistiche non rivelano, e che solo i diretti interessati sono in grado di verificare nel corso delle quotidiane esperienze dei rapporti con la scuola: le famiglie innanzitutto, e poi i docenti e gli alunni, e talvolta anche i dirigenti. Spesso queste esperienze restano tali, positive o negative, amare o gratificanti, perché dentro le cosiddette autonomie scolastiche si stenta a riflettere collegialmente su di esse per razionalizzarle e collocarle dentro orizzonti di significato e di senso. Pare, stando ancora a quanto riportava il giornale, che sia all'opera un tavolo tecnico, costituito da un gruppo misto di dirigenti del ministero e della Regione, con l'incarico di esaminare il dossier dei problemi della scuola sarda. Occorre sperare che a quel tavolo la scuola sia effettivamente rappresentata, se non a livello di persone fisiche, almeno a livello delle idee e delle consapevolezze, e che tale rappresentanza non sia limitata alla presenza del direttore regionale, il quale, tra l'altro, avrebbe qualche problema a scegliere la parte da rappresentare, dal momento che un significativo paragrafo del dossier dovrebbe riguardare l'amministrazione scolastica, che non può mai considerarsi estranea alle questioni riguardanti la scuola, sia nel bene che nel male, nelle giuste proporzioni. Al riguardo, giova ricordare che in questi giorni il ministro sta procedendo al rinnovo dei contratti ai direttori regionali, che in tutto sono 18. Pare certo che anche la Sardegna avrà un nuovo direttore. E, se la scuola sarda vorrà diventare un laboratorio di eccellenza, il nuovo direttore non potrà che essere, pure lui, eccellente, o almeno non inferiore all'uscente, perché il suo ruolo è essenziale per il buon funzionamento della scuola a tutti i livelli. Egli vigila sul rispetto delle norme sull'istruzione. Attiva la politica scolastica nazionale sul territorio. Offre supporto alla flessibilità organizzativa, didattica e di ricerca delle istituzioni scolastiche autonome. Promuove la ricognizione delle esigenze formative e lo sviluppo della corrispondente offerta formativa. Svolge attività di verifica e di vigilanza per rilevare l'efficienza delle istituzioni scolastiche. Segue e coordina l'attività dei dirigenti scolastici e li orienta alla corretta interpretazione del loro ruolo e delle norme, così favorendo l'integrazione delle varie autonomie che convivono dentro la scuola e rendono difficile e complessa e spesso conflittuale la vita al suo interno. Non è solo l'addetto al taglio degli organici, ma promuove qualità, stimola l'attività degli ispettori e conferisce ad essi, o a dirigenti scolastici a sua scelta, incarichi per verificare il corretto andamento delle scuole, per dirimere le immancabili controversie e accertare eventuali inadempienze, per elaborare e coordinare progetti di sperimentazione e di ricerca. La sua guida illuminata e saggia risulta particolarmente utile nelle fasi di avvio delle innovazioni che periodicamente intervengono a modificare gli ordinamenti scolastici, oggetto per alcuni di rifiuto, per altri di adesione acritica e di applicazioni improvvisate. Al prestigioso incarico aspirano in molti, in Sardegna e nella Penisola. L'augurio è che la scelta del ministro sia la migliore possibile. Mancando le brioches, andrebbe bene anche lo zicchi del Logudoro o il pistoccu dell'Ogliastra.

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crescono gli iscritti alla materne (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

FORTE DEI MARMI Crescono gli iscritti alla materne FORTE. Ventisette iscritti in più alle materne, confermate tutte le sezioni di elementari e medie. E' il bilancio delle scuole che ha reso noto l'assessore alla pubblica istruzione Giuliana Cecchi: «L'obiettivo è mantenere un servizio scolastico di eccellenza. Tanto per fugare le illazione dell'opposizione, le domande di iscrizioni all'asilo nido sono 38, 18 dei quali non residenti. I 27 iscritti in più alla materna potrebbero tranquillamente formare una nuova sezione. Tutto questo in controtendenza al ridimensionamento deciso dalla legge Gelmini». Per quel che riguarda le colonie estive, «la grande affluenza degli iscritti delle elementari, 165 domande su 110 posti, ha fatto sì che non potessimo accogliere le richieste dei non residenti. Alle medie invece oltre ai 29 residenti abbiamo inserito anche i 12 prioritari e i 16 non residenti. Per la materna, su 80 posti i residenti accolti sono 55 e i prioritari 25. Sono rimasti esclusi 26 non residenti».

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Fiabe omosessualitra querelee interrogazioni (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Fiabe omosessualitra querelee interrogazioni la querelle Genova. Tre interrogazioni parlamentari «per bloccare le scandalose e disgustose iniziative per bambini che il Comitato Pride di Genova ha organizzato all'interno della biblioteca comunale De Amicis, perdipiù col plauso del sindaco Marta Vincenzi». Sono firmate dai deputati Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità Pdl e Michele Scandroglio, coordinatore regionale Pdl. Che indirizzano le richieste a tre ministri: Roberto Maroni (Interno), Mara Carfagna (Pari opportunità) e Maria Stella Gelmini (Istruzione). Oggetto dello scontro istituzionale, che coinvolge il sindaco Vincenzi, le fiabe. Anzi: «favole a sfondo omosessuale per educare i bambini, a detta del portavoce del Gay Pride, all'esistenza di diverse tipologie di famiglie. Come se non bastasse - proseguono Saltamartini e Scandroglio - sono stati diffusi opuscoli con una serie di siti internet consigliati ai minori. Cliccando, compaiono fumetti con trivialità di ogni genere, scene di sesso promiscuo e addirittura battute su malattie sessualmente trasmissibili: uno spettacolo shoccante, che disgusterebbe persino un adulto». Non siamo ancora alla denuncia in procura, ma forse poco ci manca. Di sicuro, ai giudici arriverà«una querela di Arcigay e delle Associazioni nazionali i cui siti sono stati definiti pedopornografici». Fra i destinatari della querela per diffamazione, anche il consigliere regionale ligure Nicola Abbundo. Che aveva a sua volta presentato un esposto sull'Iniziativa "Due regine, due re" legata alla letteratura per l'infanzia, ospitata alla biblioteca De Amicis e oggetto (ieri) delle tre interrogazioni. proprio uno dei siti oggetto dell'interrogazione aveva fatto sbiancare il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ospite ieri a Genova di un convegno di Arcigay. Sembrava che il sito in questione fosse un link collegato al ministero. Sgomenta, la ministro aveva detto di non saperne nulla, ma che si sarebbe informata. Niente paura: è accaduto esattamente il contrario. Ovvero: su beyourself.it c'è un link che rimanda al sito del ministero. p. al. 22/05/2009

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influenza suina, quattro casi a roma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Sono liceali di ritorno da New York. Allerta per le scuole Influenza suina, quattro casi a Roma GINEVRA. Quattro nuovi casi di influenza A/H1N1 sono stati confermati in Italia. Si tratta di quattro giovani liceali romani, rientrati lo scorso 19 maggio a Roma provenienti da New York, dove erano stati per un soggiorno educativo. I liceali sono studenti di due classi di due diversi istituti della capitale. Scattate immediatamente le misure di contenimento mentre le Asl hanno contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Itali. Con i quattro nuovi casi confermati, il totale di casi di nuova influenza in Italia sale quindi a quattordici. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, in accordo con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ha previsto la chiusura anticipata delle scuole in cui si verificassero casi confermati di influenza A/H1N1 tra gli studenti. Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), la nuova influenza ha colpito oltre 11.000 persone, con 85 morti. In pochi giorni i casi in Giappone sono saliti a 259. Una situazione che ha portato l'Oms a valutare una eventuale flessibilità dei criteri per dichiarare lo stato di pandemia di influenza, e quindi il passaggio del livello di allerta per l' influenza A/H1N1 dall'attuale fase cinque alla sei, ovvero l' allerta massima, quella della pandemia. Dichiarare la fase sei in presenza di un virus che non sembra essere aggressivo potrebbe diffondere un panico ingiustificato.

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al tavolo di "papi", con i grandi della moda (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Al tavolo di "papi", con i grandi della moda Repubblica rivela: a novembre la ragazza era a cena a Villa Madama ROMA. C'è un nuovo capitolo nella vicenda «Silvio Berlusconi-Noemi Letizia». A raccontarlo è stato ieri Massimo Giannini sul quotidiano Repubblica: la bella diciottenne, al centro del caso «veline», avrebbe partecipato con il papi-premier a una serata ufficiale organizzata dalla presidenza del Consiglio a Villa Madama. Era la sera del 19 novembre 2008 quando il premier ricevette a Villa Madama gli imprenditori del made in Italy di lusso insieme ai ministri Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna e Raffaele Fitto. «Al suo tavolo, al centro del salone - scrive Repubblica - insieme a stilisti di spicco come Santo Versace e la moglie, Leonardo Ferragamo e la sorella Giovanna, Paolo Zegna e Laudomia Pucci, il Cavaliere ospitava "una splendida ragazza", secondo il racconto di chi c'era». Berlusconi, in base alla testimonianza di un industriale riportata da Repubblica, l'avrebbe presentata come «Noemi Letizia, figlia di carissimi amici di Napoli» e avrebbe aggiunto: «Sta facendo uno stage ed è qui per conoscere i grandi protagonisti del mondo della moda». A quanto pare la bella sconosciuta «non era previsto che venisse - era stato poi riferito a uno dei commensali - ma lui l'ha voluta a tutti i costi» e per questo era stata rivista la distribuzione dei posti al tavolo a cui quale era seduto il presidente del Consiglio. A fine cena, sempre secondo le testimonianze riportate da Repubblica, l'avvenente ragazza sarebbe stata vista allontanarsi su un'auto blu, al seguito dell'Audi nera del premier. Questa ricotruzione secondo Repubblica «sembra aprire un'altra faglia nella linea difensiva costruita dal Cavaliere intorno all'intera vicenda». Questo perché Berlusconi ha dichiarato in diverse interviste di non aver mai conosciuto personalmente la giovane e di averla incontrata un paio di volte sempre al seguito dei suoi genitori. Alla luce di tutto questo, Repubblica torna quindi a rilanciare al premier due delle dieci domande rivoltegli, una settimana fa, sul quotidiano da Giuseppe D'Avanzo. E cioè: «quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?» e «quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove?». Massimo Giannini ne aggiunge una terza: «Perché ha mentito agli italiani?». Sono intanto già oltre 40 mila gli iscritti al gruppo di Facebook «Berlusconi rispondi!» nato per chiedere al premier di rispondere alle domande pubblicate su Repubblica giovedì 14 maggio. Oltre alle due rilanciate da Giannini, le altre sono: «Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi?»; «Quante volte lo ha incontrato e dove?»; «Come descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?»; «Perché ha discusso delle candidature con Letizia che non è nemmeno iscritto al Pdl?»; «Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?»; «E' vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo e in politica?»; «Veronica Lario ha detto che lei "frequenta minorenni". Ce ne sono altre che incontra o "alleva"?»; «Sua moglie dice che lei non sta bene e che andrebbe aiutato. Quali sono le sue condizioni di salute?». Ma anche ieri dal premier nessuna risposta. (m.v.)

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Marcegaglia: riforme subito, a rischio la coesione sociale (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 22-05-2009)

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ECONOMIA 22-05-2009 Confindustria ASSEMBLEA ANNUALE La leader degli industriali chiede liberalizzazioni, interventi su previdenza e spesa pubblica A Berlusconi in platea: il governo metta a frutto il consenso, agisca ora Marcegaglia: riforme subito, a rischio la coesione sociale DA ROMA EUGENIO FATIGANTE A vanti tutta sulle riforme. Emma Marcegaglia celebra il primo anno da presidente di Confindustria, vissuto tutto nel mezzo della crisi peggiore dal dopoguerra, con un forte appello a non «abbassare la guardia», a non fare della crisi «un alibi», anzi ad agire subito. Puntando a «portare tutti più avanti », come sta facendo Fiat, piuttosto che a «non lasciare nessuno indietro». Il clou dell'assemblea degli imprenditori scocca quando Emma arriva ai tre quarti della relazione. Alza gli occhi sul Cavaliere, seduto in prima fila, e scandisce: «Mi rivolgo a lei, presidente Berlusconi. Il consenso che ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Lo usi per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso». Quali riforme? Il carnet resta lungo e con poche novità, segno che le priorità sono immutate: giustizia, pensioni, liberalizzazioni (una «parola sparita nel dibattito», annota), università, taglio della spesa pubblica improduttiva, lo «scandalo » degli enti inutili, meno ingerenze della politica nell'economia. Riforme qui e ora, quindi. Senza perder tempo nella «contrapposizione fra pessimismo e ottimismo», ma lavorando sulle cose da fare per contrastare una recessione che vedrà quest'anno il Pil contrarsi «ben oltre il 4%». Con la bussola orientata sulle riforme e, come stella polare, la coesione sociale: un «patrimonio del Paese», la definisce Marcegaglia, «il bene assoluto» messo a rischio proprio dall'incapacità di crescere, perché «solo uniti sapremo superare la crisi e tornare a crescere». Peccato solo che l'unione auspicata da Marcegaglia appaia un po' sbilanciata: davanti ai 2.700 presenti all'Auditorium della musica, che si appassionano al suo discorso (38 pagine scandite da ben 49 applausi), la presidente non parla mai dei disoccupati, a parte un cenno al possibile allungamento della cassa integrazione. La 'Lady di ferro' guarda altrove. Anche a interessi concreti e immediati, come la ancora non risolta del tutto questione del ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione: «Una patologia insopportabile», una «vergogna, questo scandalo non può continuare», dice. E qui riscuote non a caso l'applauso più convinto di una platea che - forse anche per questo - accoglie il premier con una certa maggior freddezza rispetto a un anno fa, come confermano autorevoli ambienti confindustriali. Il feeling fra il premier e i colleghi-imprenditori resta però, come Berlusconi conferma quando sale sul palco per chiudere l'assemblea e si dice «d'accordo su tutto con Emma», prima di accampare la scusante che «troviamo difficoltà infinite, soprattutto burocratiche». Marcegaglia è abile nell'alternare il richiamo al governo a fare presto e bene con i riconoscimenti a quanto è già stato fatto. La star di Confindustria (ovazione a scena aperta...) resta Renato Brunetta, ministro autore di «una battaglia» per «premiare il merito» nella pubblica amministrazione (altre citazioni vanno a Tremonti, Gelmini, Alfano e Calderoli). La politica stessa «ha già portato avanti un inizio di autoriforma», tributa Marcegaglia che aggiunge: «Ma occorrono più incisività e verifica dei risultati». Smaltito il panico seguito al fallimento di Lehman, secondo Marcegaglia si nota ora «qualche segno di lieve miglioramento», ma sul piano generale «ci attende un lungo cammino». E in Italia potrebbe essere più lungo, perché già prima si cresceva meno di altri stati: per questo senza le riforme, «al passo corto» avuto dall'economia italiana negli ultimi 10 anni, «il ritorno sui livelli produttivi pre-crisi non avverrebbe prima del 2013. Un arco di tempo osserva troppo lungo per non avere conseguenze negative sulla vita dei lavoratori e delle imprese ». Tutti devono lavorare per la coesione sociale, incluse le banche cui Confindustria torna a chiedere di «non abbandonare le imprese, troppi sono i casi di ritiro dei fidi». Poi ci sono i sindacati, spaccati sulla riforma dei contratti. Qui Marcegaglia (che nel pomeriggio è andata al congresso Cisl) auspica nuovamente che «la Cgil torni presto insieme a noi», anche per lavorare sull'accesso dei lavoratori all'azionariato delle imprese su cui Confindustria «non ha preclusioni», purché sia basato su «una scelta volontaria delle parti». O anche per ragionare sulla spesa sociale, oggi «squilibrata verso le pensioni, per cui spendiamo quasi il 16% del Pil»: l'unica via resta «ritardare il ritiro dal lavoro». E tanto va fatto pure nel campo della finanza, dove Marcegaglia fa un'accorata difesa del capitalismo: «Non serve un'autorità mondiale», ma «bastano principi condivisi di regolazione». Perché «sarebbe un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova era», il «pendolo fra stato e mercato deve tornare a oscillare verso il mercato».

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Coldiretti Brescia, a Lonato importante convegno sulla vitivinicoltura italiana (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 22-05-2009)

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Coldiretti Brescia, a Lonato importante convegno sulla vitivinicoltura italiana (22/5/2009 11:40) | (Sesto Potere) - Lonato (Brescia) - 22 maggio 2009 - E’ in programma per domenica 24 maggio alle ore 18 a Lonato un importante convegno per valutare le prospettive di successo della vitivinicoltura italiana, ma anche per i vini del nostro territorio, alla luce delle nuove norme di settore dettate dall’Unione Europea e dalle mutate abitudini nel consumo di vino che pongono sempre più al centro il tema della corretta educazione alimentare. Organizzato da Coldiretti Brescia, l’evento gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca, dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia. Dopo i saluti del presidente della Provincia Cavalli e del Sindaco di Brescia Paroli, sono previsti gli interventi di qualificati relatori tra cui: Michele Satta produttore in Bolgheri, Vittorio Moretti produttore in Franciacorta, Paolo Massobrio presidente dell’Associazione club di Papillon, Mariastella Gelmini Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mario Mauro Europarlamentare e Vice Presidente del Parlamento Europeo. Le conclusioni sono affidate al Presidente Nazionale di Coldiretti Sergio Marini. “Vista la portata dell’evento, si tratta di un’occasione importante – commenta il Presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini – soprattutto per gli operatori del settore vitivinicolo che potranno assistere ad un confronto sui punti di forza e di debolezza della nostra vitivinicoltura che, pur avendo raggiunto in questi anni risultati di assoluta eccellenza, non può sottrarsi agli effetti di un mercato sempre più “globale” ed alle regole dettate dalla riforma dell’Ocm vino recentemente varata dall’Unione Europea. Una riforma che Coldiretti ha seguito molto da vicino, esprimendo forti preoccupazioni, in particolare laddove è stata messa a rischio la tutela delle nostre denominazioni di origine. Ma pure una impedibile occasione – continua Ettore Prandini – per analizzare l’evoluzione del consumo del vino in questi ultimi anni, con attenzione alle nuove generazioni e ad una corretta educazione alimentare”. Un recente studio dell’Ispo commissionato da Federvini registra come il consumo familiare di vino si è ridotto complessivamente del 2% in questo ultimo anno, ma è aumentato dell´1,8% l´acquisto di bottiglie di vini a denominazione di origine. L´analisi dimostra l´efficacia della formazione, poiché tra molti giovani si sta anche affermando un consumo responsabile di vino che è divenuto l´espressione di uno stile di vita "lento" attento all´equilibrio psico-fisico che aiuta a “stare bene con se stessi". Occorre investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni per fermare gli abusi che negli adolescenti sono spesso provocati dal consumo di bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta. Bisogna invece fermare la diffusione di cocktail, superalcolici e "alcolpops", bibite che contengono spesso vodka e rum mascherate da innocui analcolici "ready to drink” che si presentano con una immagine accattivante di divertimento e socializzazione che favoriscono gli eccessi e il bere fino ad ubriacarsi. Un impegno per in linea con il progetto comunitatario "wine in moderation" che ha l´obiettivo di diffondere la cultura del buon bere senza esagerazioni .

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 22-05-2009)

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La mafia alla sbarra. Il pentito Giovanni Brusca rivela che il boss voleva uccidere Falcone ma in maniera meno eclatante «Provenzano non voleva la strage di Capaci» DA OGGI IN SICILIA Napolitano «Onore a Falcone Borsellino e Sciascia» Palermo. Cresce l'attesa per l'arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato trascorrerà da oggi due giorni in Sicilia con la consorte Clio in occasione del 17° anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. L'arrivo a Palermo è previsto nel pomeriggio. Quindi il primo primo impegno ufficiale, un incontro con il governatore Raffaele Lombardo, a Palazzo d'Orleans. Qui un gruppo di economisti guidati da Robert Leonardi, dirigente della Programmazione, presenterà un dossier sullo stato dell'economia nel Sud e in Sicilia sottolineando l'importanza dell'arrivo dei fondi Fas per il rilancio dell'intero Meridione. In serata cena a Villa Igiea con appena 22 invitati. Certa la presenza del sindaco del capoluogo Diego Cammarata e del governatore Lombardo oltre che delle alte personalità politiche regionali. In città sarà anche presente la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Renato Schifani. Sarà proprio lui, oggi alle 10,30, ad inaugurare a piazza Castelnuovo, con il presidente e il vicepresidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti e Pietro Alongi, il «Villaggio della Legalità». Domani mattina, nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone, realizzata per il primo grande processo alla mafia nel 1986, il capo dello Stato parteciperà al convegno organizzato dalla Fondazione Falcone sul tema «Legalità, impresa e sviluppo». Un appuntamento al quale prenderanno parte centinaia di studenti provenienti da tutta Italia che sbarcheranno domani mattina dalla «Nave della Legalità», partita oggi da Napoli. L'incontrò vedrà la partecipazione di Mariestella Gelmini e Angelino Alfano, rispettivamente ministri dell'Istruzione e della Giustizia, del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, del procuratore di Palermo Francesco Messineo, del Nobel Muhammed Yunus, del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Al termine del convegno Napolitano si recherà in via D'Amelio dove nel luglio del 1992 venne ucciso in un attentato dinamitardo il collega e amico di Falcone, Paolo Borsellino. Quindi ultima tappa a piazza Magione, nel cuore del centro storico cittadino. Qui il presidente accoglierà i ragazzi delle scuole. All'ora di pranzo Napolitano si trasferirà a Gibellina, città simbolo della ricostruzione dopo il devastante terremoto del 15 gennaio 1968. Nella serata di sabato, Napolitano raggiungerà Agrigento dove visiterà in forma privata la Valle dei Templi. Domenica mattina la visita si concluderà a Racalmuto. Il presidente deporrà una corona sulla tomba dello scrittore Leonardo Sciascia. Roberto Valguarnera

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Telecom consegna 2000 chiavette agli studenti de l'Aquila (sezione: Scuola)

( da "Telefonino.net" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

Notizie Telecom consegna 2000 chiavette agli studenti de l'Aquila 22 Maggio 2009 Prosegue l’azione di sostegno e di solidarietà a favore della popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo da parte delle istituzioni pubbliche e delle aziende private. In particolare per far fronte all’emergenza degli studenti universitari de l’Aquila, Telecom Italia ha avviato un’iniziativa di solidarietà che consentirà di collegarsi ad internet in mobilità per il proseguimento delle attività di studio e di ricerca connesse al percorso formativo e accademico. L’iniziativa è realizzata d’intesa con il Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, il Sottosegretario di Stato e Commissario Delegato per l’emergenza terremoto, Guido Bertolaso, il Rettore dell’Università de L’Aquila, Ferdinando di Orio e il Presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri di Genola. Gli studenti usufruiranno di 2000 chiavette per la connessione ad internet e di 100 ore al mese, per 4 mesi, di traffico internet gratuito per proseguire la preparazione didattica. I 2000 studenti universitari, individuati dall’Ateneo aquilano, che avranno in dotazione la chiavetta dotata di SIM CARD, potranno collegarsi ad Internet dal proprio personal computer attraverso la larga banda mobile di TIM, fino ad una velocità di 7,2 Mega. Telecom Italia sta provvedendo in queste ore a distribuire le chiavette e ad attivare le SIM agli assegnatari presso i due camper mobili situati nei locali esterni adiacenti l’entrata della Facoltà di Scienze. di

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Nuova influenza, 5 casi a Roma due scuole chiuse per una settimana (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Due scuole romane chiuse per sette giorni in via precauzionale dopo che cinque studenti sono risultati positivi all'influenza A. La decisione è stata presa dal viceministro per la Salute Ferruccio Fazio. Gli istituti interessati al provvedimento sono il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri. I cinque ragazzi erano tornati il 19 maggio da un viaggio di studio a New York. Nei giorni successivi hanno manifestato sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della capitale. Ieri è stato confermato che erano stati contagiati dal virus A/H1N1. Salgono così a 15 i casi accertati nel nostro Paese. I cinque liceali romani positivi alla nuova influenza "facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche", ha detto Fazio, precisando che si dovrà ora accertare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus in questione siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio. Secondo il viceministro, risultano coinvolte anche quattro scuole in Sicilia: "Stiamo cercando di rintracciare le persone per verificare se ci sono altri casi: se non saranno accertati le scuole non chiuderanno". Solo se anche questi studenti risulteranno positivi alla nuova influenza, avendo frequentato la scuola dopo il rientro da New York, "valuteremo d'intesa con il ministro dell'istruzione Gelmini - ha concluso Fazio - i provvedimenti del caso". E' la prima volta che in Italia si chiudono in via precauzionale delle scuole per limitare al minimo il rischio di contagio, come previsto dalle misure preventive di sicurezza messe a punto dal Ministero della Salute. Per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti è attivo il numero 1500 del Ministero della Salute (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta a livello internazionale i casi confermati sono complessivamente 11.034 e i decessi 85. In particolare, in Messico si sono registrati 3.892 casi confermati e 75 decessi; negli Stati Uniti 5.710 casi confermati e 8 decessi; in Canada 719 casi confermati e 1 decesso. Nessun decesso, invece negli altri paesi colpiti: Spagna (111 casi confermati); Austria (1); Germania (14); Regno Unito (109); Danimarca (1); Francia (16); Israele (7); Irlanda (1); Italia (14); India (1); Portogallo (1); Nuova Zelanda ( 9); Norvegia (3); Olanda (3); Svizzera (1); Repubblica Coreana (3); Cina (8); Cuba (4); Costa Rica (20); El Salvador (6); Guatemala (4); Svezia (3); Colombia (12); Argentina (1); Brasile (8); Giappone (259); Panama (69); Peru' (3); Polonia (2); Australia (3); Finlandia (2); Thailandia (2); Belgio (5); Ecuador (1); Malesia (2); Turchia (2); Grecia (1); Cile (5). OAS_RICH('Middle'); (22 maggio 2009

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Roma, il ministero chiude due scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 22-05-2009)

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ricoverati al gemelli e allo spallanzani, uno di loro già tornato a casa Quattro liceali con l'influenza A il vice ministro chiude due scuole romane Gli istituti chiusi solo dopo ore. >Il ministro Gelmini: stop precauzionale per una settimana Quattro nuovi casi di influenza A/H1N1 in Italia e tutti tra studenti liceali romani. Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha disposto in via precauzionale la chiusura immediata per 7 giorni di due scuole della Capitale: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri, dopo i quattro casi confermati giovedì che hanno riguardato ragazzi dei due istituti. I quattro giovani erano rientrati da New York (insieme alle loro classi), dopo un soggiorno di studio, lo scorso 19 maggio. Successivamente hanno avvertito sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della Capitale. È la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all'emergenza della nuova influenza. LA CHIUSURA - Dopo ore di voci e attesa del provvedimento ufficiale, finalmente i due istituti sono stati chiusi. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. È necessario agire con la massima tempestività. È necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». È quanto ha affermato in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini che insieme al viceministro della Salute, Fazio ha disposto l'immediata chiusura precauzionale delle due scuole per un periodo di sette giorni, per «attuare tutte le misure relative ai quattro casi di influenza A/H1N1 confermati tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York». RICOVERATI - È ancora ricoverata al policlinico Gemelli una ragazza risultata positiva al test dell'influenza A/H1N1 ma, a quanto si apprende, le sue condizioni non sarebbero gravi e dunque potrebbe essere dimessa già in giornata. L'altro studente, che ha effettuato il test nello stesso policlinico, sarebbe stato trattato e mandato a casa. Gli altri due contagiati sono invece allo Spallanzani. I quattro studenti romani che hanno contratto il virus, precisa il ministero, accusavano sintomatologia influenzale e in alcuni casi febbre. All'ospedale Spallanzani e al Policlinico Gemelli sono stati visitati e sottoposti a trattamento. Le misure di contenimento dell'infezione, rileva ancora il dicastero, «sono immediatamente scattate già dal momento della segnalazione dei casi sospetti: le Asl competenti per territorio hanno attivato la sorveglianza per i contatti stretti dei giovani e hanno contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia». VERIFICHE - I quattro liceali romani risultati positivi alla nuova influenza «facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche». Lo ha reso noto il vice ministro alla salute, Ferruccio Fazio, precisando che si dovrà ora verificare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus a/h1n1 siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio. IL CONVITTO - Nel Convitto Nazionale studiano 1.000-1.100 alunni iscritti alle scuole elementari, medie, al liceo classico, scientifico e classico europeo. Settanta di loro sono convittori, ovvero dormono nell'istituto. «Stiamo attendendo un fax dal ministero della salute perché abbiamo appurato che dobbiamo chiudere la scuola per 7 giorni e ci stiamo già attrezzando per mandare i ragazzi a casa». A parlare è il vicepresidente del Convitto Nazionale, Mauro Colombi. «La legge infatti prevede che si debba chiudere per 7 giorni - aggiunge spiegando di aver appreso la notizia della chiusura del Convitto dal Tg - il viaggio di studio in America dei 20-25 ragazzi più i docenti è durato 7 giorni e tutti sono rientrati il 19». Una circolare del dirigente scolastico prevede al riapertura il 28 maggio. UNA MADRE DENUNCIA: QUARANTENA IGNORATA - Già una ventina di giorni fa il ministero aveva ventilato l'allontanamento precauzionale degli studenti rientrati da viaggi in Paesi a rischio contagio, suggerendo una quarantena di almeno una settimana. Con i 4 nuovi casi confermati, il totale di casi di nuova influenza in Italia sale quindi a quattordici. Tuttavia le scuole non sono effettivamente chiuse e a metà mattinata di venerdì gli studenti del Dante Alighieri giravano ancora per i corridoi dell'istituto ignari della decisione del ministero, così come al Convitto nazionale, dove gli addetti hanno ricevuto la comunicazione ufficiale della chiusura solo intorno a mezzogiorno. E una madre scrive a roma.corriere.it: «Ho due bambini iscritti al Convitto Nazionale di Roma. Abbiamo appreso degli studenti malati solo questa mattina (ndr. venerdì 22) e qualcuno lo ha saputo solo all'ingresso a scuola». E poi aggiunge preoccupata: «Segnalo anche che i fratelli dei ragazzi tornati da New York e contattati dalle Asl perché restassero a casa, hanno continuato a frequentare regolarmente le scuole elementari e medie». SCHERZO O RIBELLIONE PER PAURA - Alla Dante Alighieri di via Quirino Visconti, invece, i portoni erano effettivamente chiusi all'alba, ma non per disposizione del ministro. Era accaduto che nella notte un gruppo di ragazzi non identificati avesse rotto chiavi false nelle serrature di tutti i portoni della scuola: atto di teppismo o una forma di ribellione contro la paura del contagio? Prima dell'orario delle lezioni, tuttavia, sono intervenuti i fabbri chiamati dai dirigenti scolastici e l'istituto è stato regolarmente aperto nonostante il provvedimento del vice ministro Fazio. GENITORI INFORMATI SUBITO - Inizialmente, al Convitto nazionale Vittorio Emanuele II «nessuna zona dell'istituto era stata chiusa - spiega il dirigente Mauro Colombi - Avevamo parlato mercoledì sera con i genitori informandoli della situazione e ognuno di loro avrebbe potuto valutare liberamente la decisione di mandare o meno i propri figli a scuola». Poi però il ministero ha deciso per la chiusura dell'istituto in via precauzionale. Al convitto figurava un solo caso: quello di una ragazza che aveva partecipato al viaggio a New York, insieme ad altri 20 studenti della sua scuola, e avrebbe accusato malori e stati febbrili. Come previsto dal protocollo ministeriale, al ritorno dal viaggio, tutti gli studenti sono rimasti a casa e sarebbero dovuti tornare nell'istituto lunedì prossimo, ma la scuola non riaprirà prima di giovedì 28. stampa |

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Influenza, chiuse due scuole a Roma, 15 i casi italiani (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 22-05-2009)

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MILANO (Reuters) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute Ferruccio Fazio hanno disposto oggi l'immediata chiusura del Liceo classico Dante Alighieri e del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma per un periodo di sette giorni, per attuare tutte le misure relative ai quattro casi di influenza A/H1N1 confermati tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York. "Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. E' necessario agire con la massima tempestività. E' necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate", si legge in una nota ministeriale. A quanto riferito da un funzionario scolastico, una delle due scuole, il Dante Alighieri, sarebbe stata già chiusa quando si era in attesa di ricevere la comunicazione ufficiale da parte degli enti competenti. Davanti all'istituto erano infatti arrivati le forze dell'ordine e i genitori degli alunni presenti, per invocare la chiusura immediata del liceo. Sarebbero, invece, secondo il funzionario, cinque o sei i ragazzi sottoposti al momento ad ulteriori esami in diversi ospedali romani. Fino a ieri, erano 10 i casi, confermati dall'Istituto Superiore di Sanità, di persone contagiate dal virus della nuova influenza umana A/H1N1 in Italia. La nuova influenza, un misto di virus suini, aviari e umani, che si diffonde facilmente tra le persone, ha contagiato oltre 11.000 persone in 41 paesi, provocando 85 decessi, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

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Nuova influenza, 8 casi a Roma due scuole chiuse per una settimana (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Due scuole romane chiuse per sette giorni in via precauzionale dopo che otto studenti sono risultati positivi all'influenza A. La decisione è stata presa dal viceministro per la Salute Ferruccio Fazio. Gli istituti interessati al provvedimento sono il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri. Gli otto ragazzi erano tornati il 19 maggio da un viaggio di studio a New York. Nei giorni successivi hanno manifestato sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della capitale. Ieri è stato confermato che erano stati contagiati dal virus A/H1N1. Salgono così a 18 i casi accertati nel nostro Paese. Gli otto liceali romani positivi alla nuova influenza "facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche", ha detto Fazio, precisando che si dovrà ora accertare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus in questione siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio. Secondo il viceministro, risultano coinvolte anche quattro scuole in Sicilia: "Stiamo cercando di rintracciare le persone per verificare se ci sono altri casi: se non saranno accertati le scuole non chiuderanno". Solo se anche questi studenti risulteranno positivi alla nuova influenza, avendo frequentato la scuola dopo il rientro da New York, "valuteremo d'intesa con il ministro dell'istruzione Gelmini - ha concluso Fazio - i provvedimenti del caso". E' la prima volta che in Italia si chiudono in via precauzionale delle scuole per limitare al minimo il rischio di contagio, come previsto dalle misure preventive di sicurezza messe a punto dal Ministero della Salute. Per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti è attivo il numero 1500 del Ministero della Salute (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta a livello internazionale i casi confermati sono complessivamente 11.034 e i decessi 85. In particolare, in Messico si sono registrati 3.892 casi confermati e 75 decessi; negli Stati Uniti 5.710 casi confermati e 8 decessi; in Canada 719 casi confermati e 1 decesso. Nessun decesso, invece negli altri paesi colpiti. OAS_RICH('Middle'); (22 maggio 2009

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Influenza, chiuse due scuole a Roma, 18 i casi italiani (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO (Reuters) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute Ferruccio Fazio hanno disposto oggi l'immediata chiusura di due scuole di Roma per sette giorni dopo che sono stati confermati, in totale, otto casi di influenza A/H1N1 tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York. Dopo che nel corso della giornata erano stati confermati cinque casi di influenza A/H1N1 tra gli studenti del Liceo classico Dante Alighieri e del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II della Capitale, in serata il ministero della Salute ha dato notizia di altri tre ragazzi contagiati. "I nuovi casi sono relativi a tre giovani appartenenti al gruppo di studenti di due istituti scolastici romani che nei giorni scorsi si sono recati negli Stati Uniti per un viaggio educativo. I tre giovani sono rientrati il 19 maggio scorso a Roma da New York via Londra... Attualmente stanno bene", dice la nota. Al rientro dal viaggio gli otto ragazzi, accusando sintomi influenzali, si sono recati presso gli ospedali romani Spallanzani, Bambin Gesù e al Policlinico Gemelli, dove sono stati visitati e curati. "Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. E' necessario agire con la massima tempestività. E' necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate", ha precisato il ministero in un'altra nota diffusa in mattinata. A quanto riferito da un funzionario scolastico, una delle due scuole, la Dante Alighieri, sarebbe stata già chiusa quando si era in attesa di ricevere la comunicazione ufficiale da parte degli enti competenti. Davanti all'istituto erano infatti arrivati le forze dell'ordine e i genitori degli alunni presenti, per invocare la chiusura immediata del liceo. Fino a ieri erano 10 i casi, confermati dall'Istituto Superiore di Sanità, di persone contagiate dal virus in Italia. La nuova influenza, un misto di virus suini, aviari e umani, che si diffonde facilmente tra le persone, ha contagiato oltre 11.000 persone in 41 paesi, provocando 85 decessi, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

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Roma, il ministero chiude due scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 22-05-2009)

Argomenti: Scuola

ricoverati al gemelli e allo spallanzani, uno di loro già tornato a casa Otto liceali con l'influenza A il vice ministro chiude due scuole romane Gli istituti chiusi solo dopo ore. >Il ministro Gelmini: stop precauzionale per una settimana Sono otto i nuovi casi di influenza A/H1N1 in Italia e tutti tra studenti liceali romani. Un gruppo di loro, infatti era stato in gita a New York per un viaggio educativo. Uno studente al ritorno il 19 maggio a Roma aveva accusato sintomi di influenza e si era recato al Bambin Gesù. Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha disposto in via precauzionale la chiusura immediata per 7 giorni di due scuole della Capitale: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri. Prima quattro ragazzi poi nel pomeriggio di venerdì si è aggiunto il quinto, infine sono arrivati a essere otto. È la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all'emergenza della nuova influenza. LA CHIUSURA - Voci e attesa del provvedimento ufficiale e poi alla fine i due istituti sono stati chiusi: «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. È necessario agire con la massima tempestività. È necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». Ha affermato in una nota il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini che insieme al viceministro della Salute, Fazio ha disposto la chiusura precauzionale delle due scuole per un periodo di sette giorni, per «attuare tutte le misure relative ai quattro casi di influenza A/H1N1 confermati tra studenti rientrati lo scorso 19 maggio da un viaggio d'istruzione a New York». RICOVERATI - È ancora ricoverata al policlinico Gemelli una ragazza risultata positiva al test dell'influenza A/H1N1 ma, a quanto si apprende, le sue condizioni non sarebbero gravi e dunque potrebbe essere dimessa già in giornata. L'altro studente, che ha effettuato il test nello stesso policlinico, sarebbe stato trattato e mandato a casa. Gli altri due contagiati sono invece allo Spallanzani. Il quinto si trova al Bambin Gesù. Gli altri sono stati rimandati a casa con l'obbligo dell'isolamento. Tutti, precisa il ministero, accusavano sintomatologia influenzale e in alcuni casi febbre e sono stati subito visitati e sottoposti a trattamento. Le misure di contenimento dell'infezione, rileva ancora il dicastero, «sono immediatamente scattate già dal momento della segnalazione dei casi sospetti: le Asl competenti per territorio hanno attivato la sorveglianza per i contatti stretti dei giovani e hanno contattato gli insegnanti delle due classi che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia». VERIFICHE - Gli otto liceali romani «facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per verifiche». Rende noto il vice ministro alla salute, Ferruccio Fazio, precisando che si dovrà ora verificare se gli studenti del gruppo del quale facevano parte i liceali colpiti dal virus a/h1n1 siano successivamente andati a scuola dopo il rientro da New York il 19 maggio. IL CONVITTO - Nel Convitto Nazionale studiano 1.000-1.100 alunni iscritti alle scuole elementari, medie, al liceo classico, scientifico e classico europeo. Settanta di loro sono convittori, ovvero dormono nell'istituto. «Stiamo attendendo un fax dal ministero della salute perché abbiamo appurato che dobbiamo chiudere la scuola per 7 giorni e ci stiamo già attrezzando per mandare i ragazzi a casa». A parlare è il vicepresidente del Convitto Nazionale, Mauro Colombi. «La legge infatti prevede che si debba chiudere per 7 giorni - aggiunge spiegando di aver appreso la notizia della chiusura del Convitto dal Tg - il viaggio di studio in America dei 20-25 ragazzi più i docenti è durato 7 giorni e tutti sono rientrati il 19». Una circolare del dirigente scolastico prevede al riapertura il 28 maggio. UNA MADRE DENUNCIA: QUARANTENA IGNORATA - Già una ventina di giorni fa il ministero aveva ventilato l'allontanamento precauzionale degli studenti rientrati da viaggi in Paesi a rischio contagio, suggerendo una quarantena di almeno una settimana. Con gli 8 nuovi casi confermati, il totale di casi di nuova influenza in Italia sale quindi a diciotto. Tuttavia le scuole non sono effettivamente chiuse e a metà mattinata di venerdì gli studenti del Dante Alighieri giravano ancora per i corridoi dell'istituto ignari della decisione del ministero, così come al Convitto nazionale, dove gli addetti hanno ricevuto la comunicazione ufficiale della chiusura solo intorno a mezzogiorno. E una madre scrive a roma.corriere.it: «Ho due bambini iscritti al Convitto Nazionale di Roma. Abbiamo appreso degli studenti malati solo questa mattina (ndr. venerdì 22) e qualcuno lo ha saputo solo all'ingresso a scuola». E poi aggiunge preoccupata: «Segnalo anche che i fratelli dei ragazzi tornati da New York e contattati dalle Asl perché restassero a casa, hanno continuato a frequentare regolarmente le scuole elementari e medie». SCHERZO O RIBELLIONE PER PAURA - Alla Dante Alighieri di via Quirino Visconti, invece, i portoni erano effettivamente chiusi all'alba, ma non per disposizione del ministro. Era accaduto che nella notte un gruppo di ragazzi non identificati avesse rotto chiavi false nelle serrature di tutti i portoni della scuola: atto di teppismo o una forma di ribellione contro la paura del contagio? Prima dell'orario delle lezioni, tuttavia, sono intervenuti i fabbri chiamati dai dirigenti scolastici e l'istituto è stato regolarmente aperto nonostante il provvedimento del vice ministro Fazio. GENITORI INFORMATI SUBITO - Inizialmente, al Convitto nazionale Vittorio Emanuele II «nessuna zona dell'istituto era stata chiusa - spiega il dirigente Mauro Colombi - Avevamo parlato mercoledì sera con i genitori informandoli della situazione e ognuno di loro avrebbe potuto valutare liberamente la decisione di mandare o meno i propri figli a scuola». Poi però il ministero ha deciso per la chiusura dell'istituto in via precauzionale. Al convitto figurava un solo caso: quello di una ragazza che aveva partecipato al viaggio a New York, insieme ad altri 20 studenti della sua scuola, e avrebbe accusato malori e stati febbrili. Come previsto dal protocollo ministeriale, al ritorno dal viaggio, tutti gli studenti sono rimasti a casa e sarebbero dovuti tornare nell'istituto lunedì prossimo, ma la scuola non riaprirà prima di giovedì 28. stampa |

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Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Istruzione Le circolari del ministero: parametri diversi per le medie e le superiori Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità Nuovi scrutini, proteste nelle scuole. I presidi: si illudono i ragazzi MILANO Non è tanto (o soltanto) il fatto che, per essere ammessi all'esame di maturità 2008-2009, facciano ufficialmente media anche i voti di condotta e di educazione fisica. Né che sia confermata la necessità, negli anni precedenti (scuole medie incluse), di un 6 in ogni materia per passare al successivo. «È che il discorso sulla valutazione, nell'anno scolastico in corso, è cambiato sei volte. L'ultima, questa, praticamente a ridosso degli scrutini. Nelle scuole c'è il caos, non si ragiona più...». A parlare non è un sindacalista arrabbiato o uno studente disfattista, ma Daniela Girgenti, direttrice della «Tecnica della scuola», tra le riviste più autorevoli del settore. L'occasione: la diffusione, avvenuta mercoledì, di due circolari ministeriali la 50 e la 51 che definiscono, una volta per tutte (forse), le regole da applicare negli scrutini delle secondarie inferiori e superiori. È il chiarimento definitivo, dopo mesi di incertezze, per i ragazzi e per i docenti che si avvicinano al bilancio finale. Alle medie viene ribadita la necessità di raggiungere il 6 in ogni disciplina, oltre all'ormai famigerato voto in condotta; una regola che resta valida anche per l'ammissione all'esame del terzo e ultimo anno. Diverso il discorso per le superiori, dove il requisito minimo della sufficienza in tutte le materie vale per i primi 4 anni, mentre per essere ammessi alla maturità diventa necessario presentarsi con una media del 6 che includa, appunto, i giudizi ottenuti in condotta e in educazione fisica. L'ultima mossa del ministero di Viale Trastevere, in un periodo già di per sé arroventato dalle polemiche, non lascia indifferenti i diretti interessati. A esprimere la valutazione più ponderata sono i dirigenti scolastici: «Certo, avremmo preferito che questa circolare arrivasse prima commenta Antonino Petrolino, dell'Anp (l'associazione dei presidi) ; abbiamo sentito numerosi colleghi, soprattutto delle medie, che sono molto allarmati. Anche se io, sinceramente, stento a capire questa preoccupazione: nella circolare c'è quello che già era noto, cioè il passaggio alla valutazione in decimi. E a convertire le pagelle penseranno gli stampatori...». Diverso è il discorso per l'esame di maturità, «con il peso rilevante conferito a educazione fisica e condotta, che può illudere i ragazzi». Daniela Girgenti va ben oltre, definendo «una follia» che il voto in condotta «faccia media all'esame di Stato: se sei un angelo, allora puoi pure essere un asino...». Giudizio drastico anche da parte della Flc-Cgil: secondo il sindacato «si sta creando solo una grande confusione, con il paradosso di una differenziazione nei sistemi di valutazione tra secondaria inferiore e superiore sintetizza il segretario nazionale Mimmo Pantaleo . Alle medie, per esempio, i corsi di recupero per chi avesse un 5 durante l'anno non sono obbligatori. E alle superiori, con il taglio di 40 milioni di euro su questo settore, non ci sono i fondi per farli partire...». Anche il peso dato alla condotta lascia perplessi, «sembrava che così si dovesse risolvere il problema del bullismo. Ma messa in questo modo è una soluzione semplicistica, come se bastasse bocciare un po' di persone perché la scuola diventi seria...». Senza contare, chiude Pantaleo, che «negli ultimi mesi c'è stato un continuo susseguirsi di chiarimenti, che la dice lunga sulle incertezze del ministero. Non diciamo che non si dovesse cambiare; ma forse, a questo punto, si poteva chiudere l'anno con le vecchie norme...». Accuse di «confusione» e «incoerenza» arrivano anche dall'Unione degli studenti, «sulla valutazione, invece di dare serietà alla scuola riassume il portavoce Stefano Vitale la Gelmini l'ha persa lei; si è contraddetta almeno cinque volte, di cui tre sulla carta. E anche sul 5 in condotta, siamo passati dal regolamento che lo prevedeva solo in caso di infrazione grave, con oltre 15 giorni di sospensione, alla possibilità di darlo per generiche sanzioni disciplinari. E alcuni presidi e docenti hanno già sventolato la minaccia del 5 per vietare il diritto di assemblea o la partecipazione alle manifestazioni ». Alla «telenovela del voto di condotta», la «Tecnica della scuola» ha addirittura dedicato una breve analisi: dalla 169 dello scorso ottobre a oggi, uno stillicidio di decreti e comunicati, dichiarazioni e regolamenti. Per arrivare, appunto, alla circolare di mercoledì, dove «per le modalità applicative della valutazione del comportamento, si rinvia al decreto ministeriale nÚ 5, del 16 gennaio 2009. Che, però, è stato abrogato. E i cui criteri sono cambiati col regolamento del 13 marzo». Gabriela Jacomella stampa |

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Febbre suina, chiuse due scuole a Roma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini: lo stop soltanto per precauzione Febbre suina, chiuse due scuole a Roma Colpiti 8 liceali di rientro dagli Usa Sono otto i nuovi casi di febbre suina in Italia e tutti tra studenti liceali romani di ritorno da una gita a New York. Il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha disposto la chiusura immediata per sette giorni di due scuole della capitale: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri. È la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici per la nuova influenza. La Gelmini: lo stop solo per precauzione. Amabile, Corbi e Masci ALLE PAGINE 6 E 7

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I genitori in corteo contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE RIFORMA GELMINI I problemi L'autoisolamento la lingua, il rispetto delle regole Settanta Paesi I nuovi iscritti provegono da tutti i continenti I genitori in corteo contro i tagli Circa 1.500 persone, tra insegnanti, genitori e bambini - secondo i sindacati - hanno manifestato ieri in centro contro i tagli nella scuola. La protesta è stata organizzata da Cgil e Cisl Scuola. Un vivace corteo, nel quale spiccava la folta presenza di bambini, è partito da piazza Castello, ha attraversato via Po e ha raggiunto la sede della Rai. In Piemonte - secondo i dati ricordati dai sindacati - sono previsti tagli di 526 insegnanti nella scuola primaria, 721 nella secondaria, 562 negli istituti superiori e 971 tra il personale tecnico e amministrativo.

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Ora il liceo è un mappamondo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

DOCUMENTO LA RICERCA DELL'ANSAS SUGLI ISTITUTI SUPERIORI PIEMONTESI Ora il liceo è un mappamondo Condizionamenti razzisti da parte delle famiglie degli allievi italiani In arrivo risorse per affiancare i prof nel difficile compito dell'integrazione [FIRMA]MAURIZIO TROPEANO I nuovi simboli della scuola multietnica piemontese sono i licei. Classici, scientifici, linguistici. In un anno il numero dei licei piemontesi che hanno chiesto un contributo alla Regione per il finanziamento di progetti per l'integrazione degli alunni stranieri è quasi triplicato, passando dai sei del 2007 ai quindici del 2008. Crescono anche gli iscritti, il 66 per cento in più sul 2007. Nel 2008, per la prima volta, si registrano iscritti anche in provincia di Alessandria e Cuneo. In tutto i liceali stranieri sono 733, 440 solo a Torino. E Patrizia Nervo, che per l'Ansas ha elaborato una delle ricerche presentate ieri dall'assessorato regionale all'Istruzione, sottolinea anche come siano gli studenti stranieri di seconda generazione, cioè quelli nati in Italia o arrivati nel nostro paese nei primi due anni di vita, a scegliere questo indirizzo di studio che di fatto prefigura un successivo approdo all'Università. Certo le ricerche illustrate ieri - la seconda del professor Cardaci analizza le risposte di 400 insegnanti piemontesi - mettono in risalto luci e ombre di un processo di crescita ormai costante del numero di allievi stranieri nella scuola piemontese. I dati sono relativi all'anno scolastico 2007/2008: 55.543 iscritti provenienti da 70 Stati. In percentuale si registra un aumento del 14,4% sull'anno scolastico precedente e di circa sei volte rispetto al decennio precedente. Numeri che collocano il Piemonte al quinto posto tra le regioni d'Italia per presenza di allievi stranieri. Tutto bene, allora? Naturalmente no. Ci sono difficoltà strutturali: la lingua, l'auto-isolamento dei gruppi etnici, la difficoltà a far rispettare agli allievi stranieri regole che non fanno parte della loro cultura. Ma le ricerche mettono in evidenza la crescita delle criticità legate «ai condizionamenti razzisti da parte delle famiglie degli allievi italiani». Un insegnante su quattro di quelli che hanno risposto al questionario proposto da Cardaci lo segnala come un problema da superare. E Nervo sottolinea anche come, soprattutto fuori dalla città di Torino, «le scuole hanno messo in evidenza come le famiglie italiane abbiano criticato l'utilizzo di una parte dei fondi esclusivamente per iniziative di integrazione a favore dei cittadini stranieri tanto da portare alcuni istituti a modificare l'offerta formativa estendendola anche agli studenti italiani». Dalla ricerca dell'Ansas emerge anche la richiesta delle scuole piemontesi di avere a disposizione non solo più fondi per l'integrazione ma anche più personale qualificato. Una richiesta che si scontra con il progetto di razionalizzazione e di tagli delle spese portato avanti con la riforma della scuola introdotta dal ministro Maria Stella Gelmini. In questi anni la Regione ha messo a disposizione degli istituti scolastici molteplici strumenti per favorire l'integrazione. Ma «dall'analisi dei dati - spiega l'assessore all'Istruzione, Gianna Pentenero, - emerge come ci sia ancora molto da fare nella relazione con le famiglie degli allievi stranieri, a partire dalla difficoltà di comunicare per la differenza della lingua». Ecco perché la Regione ha deciso di «investire risorse per tentare di costruire una rete strategica tra associazioni ed enti locali in modo da garantire l'inserimento di figure professionali da affiancare agli insegnanti, mediatori culturali, psicologi ed educatori».

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La batosta arriverà in estate (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

FISTAROL «La batosta arriverà in estate» BELLUNO. «I tagli veri si vedranno dopo le elezioni. Quello avvenuto finora non è niente. Le scelte più dolorose saranno operate nel periodo estivo, quando i docenti sono in vacanza, senza la possibilità di mobilitazioni». Così il senatore Maurizio Fistarol, intervenendo l'altro ieri a Lamosano per partecipare all'incontro "Muore la scuola, muore la montagna. No ai tagli, sì alla qualità" organizzato dal Pd. La conferma è arrivata anche da Claudia Bettiol, assessore all'istruzione della Provincia. «Abbiamo avuto contatti con il dirigente scolastico che ci ha detto che le decisioni si sapranno a giugno». «Il Governo», ha dichiarato Fistarol, «vuole chiudere, entro l'anno scolastico 2011-2012, almeno il 50% dei plessi scolastici sottodimensionati. Stiamo parlando del futuro dei nostri figli. Ci sono Regioni che stanno facendo resistenza, non così per il Veneto. Il senatore della Lega, Gianvittore Vaccari, ha votato in Parlamento questi tagli, si è fatto rassicurare dalla Gelmini e adesso il suo partito presenta un ordine del giorno dove chiede al sindaco di intervenire. E' un delirio di contraddizioni». Il Pd ha quindi depositato in Senato una mozione per rivedere i numeri e ripristinare alcuni finanziamenti. «Contiamo prima di luglio di andare in Parlamento».

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"Era l'unica via per fermare il contagio" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Intervista G.Rezza infettivologo LA MALATTIA «Nel nostro Paese si sta diffondendo in modo blando» LE MISURE "Era l'unica via per fermare il contagio" FLAVIA AMABILE «L'attenzione è alta ma questa non è la Sars» ROMA Nessun allarme, assicurano all'Istituto Superiore di Sanità, ma le scuole sono uno dei principali luoghi di trasmissione del nuovo virus, la febbre suina che sta dilagando dal Messico agli Stati Uniti fino in Europa. Lo spiega Gianni Rezza, del dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell'Istituto. Le scuole sono i luoghi più pericolosi, ma come siete arrivati alla decisione di chiudere due istituti romani? «Gli ospedali specializzati autorizzati hanno effettuato i test preliminari ieri mattina e li hanno mandati a noi dell'Istituto Superiore di Sanità. Dal momento in cui sono arrivati abbiamo effettuato la verifica con un kit. Sono necessarie tre ore per avere il risultato ma non si aspetta la nostra conferma: le misure necessarie vengono adottate già sulla base dell'esito in ospedale». In questo caso la decisione di chiudere due scuole. Perché? «Studiando quanto è accaduto in Messico e negli Stati Uniti si è capito che le scuole sono fra i principali luoghi di trasmissione del virus. E quindi nell'Unità di crisi dell'Istituto superiore della Sanità si era deciso che se uno studente fosse stato affetto dal virus sarebbe stato sconsigliato dall'andare a scuola. In questo caso si è adottata una misura più drastica perché a tornare da New York con lo stesso gruppo erano in tanti e quindi cresceva la probabilità che vi fossero ragazzi con il virus. Chiudere le scuole era l'unico modo per fermare il propagarsi dell'epidemia e evitare il contagio di chi non era andato in gita». Il ministro Gelmini assicura che tutte le scuole sono sotto controllo. Dobbiamo preoccuparci? «E' il contrario, e mi meraviglio che la decisione di chiudere le scuole generi ansia invece di creare e produrre un'assoluta tranquillità. La chiusura vuol dire fermare il virus, un virus che, comunque, non è molto diverso da una normale influenza. In Italia ha colpito in modo blando, i ragazzi la superano brillantemente. Non c'è un vaccino ancora e questo può provocare qualche difficoltà in più in soggetti particolarmente deboli ma l'attenzione è alta, e non siamo assolutamente di fronte alla Sars, per cui non vedo alcun motivo di preoccuparsi». www.lastampa.it/amabilee

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Chiusi due licei Roma ha paura (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il virus venuto dal Messico Hanno detto FEBBRE SUINA L'ira dei docenti l'ansia dei genitori Stiamo adottando tutte le iniziative necessarie per evitare possibili rischi Bisogna agire con massima tempestività Chiusi due licei Roma ha paura L'ALLARME IN ITALIA La decisione del ministero di chiudere le scuole senza consultare il Comune è stata sbagliata L'ordine del ministero diffuso prima sul Web Altri casi segnalati a Sassari e a Trieste Mariastella Gelmini Gianni Alemanno Un giornalista arriva davanti alla Dante Alighieri con la mascherina bianca che copre bocca e naso. Gli studenti si limitano a un sorriso di pena, i bidelli lo cacciano, i genitori escono fuori di testa: «Come sempre la stampa sa le cose prima di noi. Possibile?». Sì, possibile. Come conferma anche il preside della scuola, Carlo Mari: «Sono stato preso in contropiede dai genitori che avevano letto la notizia su Internet. Ho chiamato anche i carabinieri e alla fine ho deciso di chiudere la scuola anche se il fax ufficiale non era ancora arrivato». Giornata iniziata male, con un buontempone che ha bloccato le serrature del portone di ingresso, e finita peggio con l'incubo della febbre suina. Stessa storia all'altra scuola contagiata, il Convitto nazionale Vittorio Emanuele. «Fino alle 10 non avevamo avuto nessuna comunicazione ufficiale», spiega Mauro Colombi, collaboratore del preside. «Lo abbiamo appreso dalla stampa, abbiamo chiamato il ministero che ci ha confermato la notizia e stiamo attivando tutte le procedure del caso». Fuori della scuola, affacciata sul Tevere, due passi da viale Mazzini, i ragazzi escono in massa, si siedono sui motorini, sui cofani delle mini-car, non sembrano affatto terrorizzati, non certo come alcuni genitori che arrivano trafelati a vedere che cosa sta succedendo. Francesca, alunna del liceo classico europeo, alza le spalle: «Paura? No. Questa influenza non mi sembra così grave, so che sono già tutti guariti. Comunque una cosa positiva c'è, non andiamo a scuola per 7 giorni, una pacchia, praticamente una fine anticipata dell'anno scolastico». Arriva Giulio, 15 anni, stesso atteggiamento, stessa soddisfazione per questa vacanza inaspettata. Intanto nel suo ufficio il preside Emilio Fatovic risponde ai genitori che chiamano allarmati: «Dico a lei quello che dico a tutti, abbiamo deciso di chiudere la scuola solo a scopo precauzionale. Non preoccupatevi». E invece i genitori si preoccupano e anche gli insegnanti che insistono sul fatto che sono stati avvisati solo dopo la stampa. «E la privacy dove la mettiamo?», si arrabbia Giovanni, papà di due ragazzini del Convitto. «Adesso poi la gente penserà che frequentare i nostri figli sia pericoloso. Faremo tutti una quarantena sociale». Esagerato, ma non troppo. La gente saputa la notizia gira ben al largo dalle due scuole. «Allarmismo inutile», dice Costanza, studentessa dell'Europeo, «Voglio ricordare che gli studenti tornati dal viaggio in Usa non hanno messo piede al Convitto. Noi ragazzi siamo molto tranquilli. Non c'è infatti motivo di agitarsi». Alessandra, mamma di una ragazza anche lei al classico Europeo minimizza: «Stanno tutti bene i ragazzi contagiati, una banale influenza, però è giusto che si vada cauti anche se questa settimana di vacanze forzate è un problema alla fine dell'anno». Non la pensa così Simonetta, una figlia allo scientifico: «Io sono preoccupata perché è vero che in Italia non ci sono stati casi gravi ma il virus non si sa come reagisce. E poi vorrei tanto avere una risposta su una cosa: perché hanno mandato i ragazzi a New York quando era chiaro che sarebbe stata una situazione pericolosa? I telegiornali lo hanno ripetuto in continuazione. Tutto questo si poteva evitare, capisco che il progetto del mini Onu sia interessante ma non a questo prezzo. La salute dei ragazzi deve venire prima di tutto». Si formano capannelli di madri e padri che si scambiano, paure, dubbi, rabbia. Qualcuno spiega che due settimane fa il ministero aveva parlato di allontanamento precauzionale degli studenti di ritorno da viaggi in zone a rischio contagio. Una settimana a casa per verificare che non arrivasse la febbre. Invece non è stato così. «Perché?», si chiede Adriana. «E qualcuno ha pensato anche alle scuole frequentate dai fratelli dei ragazzi che si sono ammalati negli Usa? Quelle scuole, magari diverse, sono state chiuse?». Domande, ansie che rimbalzano tra i genitori e sembrano scivolare sui figli, che in questa storia vedono solo un occasione di vacanza. [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Otto studenti romani sono risultati positivi al virus A/H1N1. Hanno cioè la febbre suina e l'avrebbero presa durante un viaggio di studio a New York a cui hanno partecipato assieme ad altri 50 colleghi e 5 insegnanti di due prestigiosi licei, il «Dante Alighieri» e il «Convitto nazionale». Entrambe le scuole, a titolo precauzionale, sono state chiuse per una settimana e riapriranno i battenti il 28 maggio prossimo. Questi sono i fatti, nella loro essenzialità, ma la paura ha poi enfatizzato il tutto. Verso le dieci del mattino una serie di siti Internet diffondono la notizia che il giorno 19 (martedì scorso) sarebbero tornati da New York alcuni studenti reduci da uno stages presso le Nazioni unite. Una studentessa avrebbe contratto la febbre suina. Più tardi, sempre la Rete, dice che i contagiati sarebbero quattro, altri dicono sei, altri ancora sette. Nelle due scuole cominciano ad arrivare le telefonate delle famiglie. Si scopre che c'è stato un cortocircuito comunicativo al ministero della Salute: il sito Internet è stato più sollecito della macchina burocratica, e così la chiusura delle due scuole romane è arrivata prima alla Rete che non agli interessati. Alle 11 il preside del «Dante», Carlo Mari e il suo collega del Convitto, Emilio Fatovic, danno disposizioni per l'evacuazione dei rispettivi istituti. Al Convitto nazionale vengono fatti sgombrare, con i 1.100 allievi, anche i 70 «convittori» che devono fare le valigie. Le autorità sanitarie confermano, nelle prime ore del pomeriggio, che i casi accertati sono 4, e altri 3 sono in osservazione (il numero totale di 8 si raggiungerà a sera inoltrata). «I liceali romani risultati positivi alla nuova influenza - fa sapere il viceministro della Salute Ferruccio Fazio - facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto altri 10 mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per delle verifiche». Un'attenzione particolare sarebbe riservata a quattro «scuole siciliane». Ma molti dei ragazzi romani tornati dall'America hanno fratelli e amici che frequentano altre scuole della capitale, e quindi il rischio contagio potrebbe riguardare una platea ben più vasta di quella dei due istituti chiusi ieri. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi - ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - È necessario agire con la massima tempestività e che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tuttavia, si è lamentato per non essere stato coinvolto: «La decisione del ministero di chiudere le scuole senza consultarci è stata sbagliata. Parlerò con il ministro per capire le ragioni di questa scelta». Quanto all'Onu, ha fatto sapere che gli stages per studenti vengono gestiti da una società esterna e che quindi loro non c'entrano in questa vicenda. «Gli studenti in realtà hanno messo piede al'Onu solo una volta, per la cerimonia inaugurale nell'aula dell'Assemblea Generale, quando ha parlato al gruppo il segretario generale Ban Ki-moon» ha detto Chris Tangney, funzionario di Una-Usa (United States Association of The United States of America), l'associazione che ogni anno porta nella Grande Mela circa duemila liceali da tutto il mondo. Stavolta la conferenza si è svolta dal 14 al 16 maggio in un grande albergo di Manhattan, «ma gli studenti sono stati a New York per una settimana, dall'11 al 18 e ci sono state - ha detto Tangney - molte occasioni in cui potrebbero essere stati contagiati». Oltre agli italiani anche due studentesse giapponesi sono tornate a casa con la stessa malattia. In serata si è appreso che altri due casi di febbre suina sarebbero stati riscontrati a Sassari e a Trieste. I contagiati italiani, in totale, sono ora 18.

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[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Otto studenti romani sono risultati positivi al virus A/H1N1. Hann... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Otto studenti romani sono risultati positivi al virus A/H1N1. Hanno cioè la febbre suina e l'avrebbero presa durante un viaggio di studio a New York a cui hanno partecipato assieme ad altri 50 colleghi e 5 insegnanti di due prestigiosi licei, il «Dante Alighieri» e il «Convitto nazionale». Entrambe le scuole, a titolo precauzionale, sono state chiuse per una settimana e riapriranno i battenti il 28 maggio prossimo. Questi sono i fatti, nella loro essenzialità, ma la paura ha poi enfatizzato il tutto. Verso le dieci del mattino una serie di siti Internet diffondono la notizia che il giorno 19 (martedì scorso) sarebbero tornati da New York alcuni studenti reduci da uno stages presso le Nazioni unite. Una studentessa avrebbe contratto la febbre suina. Più tardi, sempre la Rete, dice che i contagiati sarebbero quattro, altri dicono sei, altri ancora sette. Nelle due scuole cominciano ad arrivare le telefonate delle famiglie. Si scopre che c'è stato un cortocircuito comunicativo al ministero della Salute: il sito Internet è stato più sollecito della macchina burocratica, e così la chiusura delle due scuole romane è arrivata prima alla Rete che non agli interessati. Alle 11 il preside del «Dante», Carlo Mari e il suo collega del Convitto, Emilio Fatovic, danno disposizioni per l'evacuazione dei rispettivi istituti. Al Convitto nazionale vengono fatti sgombrare, con i 1.100 allievi, anche i 70 «convittori» che devono fare le valigie. Le autorità sanitarie confermano, nelle prime ore del pomeriggio, che i casi accertati sono 4, e altri 3 sono in osservazione (il numero totale di 8 si raggiungerà a sera inoltrata). «I liceali romani risultati positivi alla nuova influenza - fa sapere il viceministro della Salute Ferruccio Fazio - facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto altri 10 mila studenti a New York: stiamo ora rintracciando tutti i 400 studenti per delle verifiche». Un'attenzione particolare sarebbe riservata a quattro «scuole siciliane». Ma molti dei ragazzi romani tornati dall'America hanno fratelli e amici che frequentano altre scuole della capitale, e quindi il rischio contagio potrebbe riguardare una platea ben più vasta di quella dei due istituti chiusi ieri. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi - ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - È necessario agire con la massima tempestività e che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tuttavia, si è lamentato per non essere stato coinvolto: «La decisione del ministero di chiudere le scuole senza consultarci è stata sbagliata. Parlerò con il ministro per capire le ragioni di questa scelta». Quanto all'Onu, ha fatto sapere che gli stages per studenti vengono gestiti da una società esterna e che quindi loro non c'entrano in questa vicenda. «Gli studenti in realtà hanno messo piede al'Onu solo una volta, per la cerimonia inaugurale nell'aula dell'Assemblea Generale, quando ha parlato al gruppo il segretario generale Ban Ki-moon» ha detto Chris Tangney, funzionario di Una-Usa (United States Association of The United States of America), l'associazione che ogni anno porta nella Grande Mela circa duemila liceali da tutto il mondo. Stavolta la conferenza si è svolta dal 14 al 16 maggio in un grande albergo di Manhattan, «ma gli studenti sono stati a New York per una settimana, dall'11 al 18 e ci sono state - ha detto Tangney - molte occasioni in cui potrebbero essere stati contagiati». Oltre agli italiani anche due studentesse giapponesi sono tornate a casa con la stessa malattia. In serata si è appreso che altri due casi di febbre suina sarebbero stati riscontrati a Sassari e a Trieste. I contagiati italiani, in totale, sono ora 18.

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Influenza A, il contagio (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Influenza A, il contagio Roma, chiuse due scuole: positivi 8 studenti tornati di SILVIA MASTRANTONIO ROMA DUE SCUOLE chiuse a Roma; otto giovani infettati nella Capitale; quattro casi sospetti in Sicilia; 18 casi di influenza A conclamati; 400 ragazzi da rintracciare e potenzialmente a rischio. Il virus A/H1N1 torna di prepotenza sulla scena dopo il rientro in Italia di un gruppo di 400 alunni di scuole di ogni regione che hanno partecipato a New York all'Una-Usa, Model United Nations. Un evento annuale che porta negli Usa ragazzi di ogni Paese del mondo per conoscere da vicino come funziona l'Onu. Quest'anno, però, l'appuntamento ha avuto anche l'ospite inatteso del virus di tipo A. Otto studenti romani lo hanno contratto; quattro siciliani considerati casi «sospetti»; due studentesse giapponesi sono in cura a Tokyo con i medesimi sintomi, a dimostrazione del fatto che il contagio è avvenuto Oltreoceano. C'è preoccupazione, ma non allarme anche se ieri i ministeri della Salute e dell'Istruzione hanno deciso la chiusura di due istituti di Roma per una settimana per «motivi precauzionali». Sono le scuole dei ragazzi risultati positivi al test: il Convitto nazionale (un migliaio di alunni divisi tra elementari, medie e superiori di vari indirizzi) e il liceo classico Dante Alighieri. Entrambe si trovano nel rione Prati, ovvero nella parte centrale della città. Un gruppo ristretto di studenti di ogni scuola si era qualificato per partecipare alla settimana di studio negli Usa: 42 del Convitto e 19 del Dante. Ad accompagnare i ragazzi anche alcuni docenti (anche una prof è tra i sospetti). La notte di martedì il rientro in Italia con una ragazza che già manifestava qualche linea di febbre e problemi respiratori. IL GIORNO dopo, però, sia al Dante che al Convitto alcuni alunni si sarebbero presentati a scuola, così come alcuni degli accompagnatori. Di qui la decisione della chiusura precauzionale che, rassicurano dal ministero della Salute, non deve creare allarme ma solo impedire l'ulteriore propagarsi del virus. Il ministero dell'Istruzione, ha fatto sapere Mariastella Gelmini, sta monitorando la situazione e rintracciando i 400 studenti italiani del gruppo che ha preso parte al mini-Onu a New York. Se sarà necessario, si sottolinea, saranno adottate tutte le misure precauzionali previste, compresa la chiusura di altri istituti per una settimana. Sette giorni di pausa anche per le scuole romane che torneranno ad aprire i portoni il 28 maggio. Nessun isterismo negli istituti ora chiusi anche se, ieri mattina, si sono vissute ore di confusione. Secondo notizie di stampa, i ministeri avevano deciso la chiusura fin dall'alba; in realtà i fax con i provvedimenti specifici sono arrivati solo in tarda mattinata e, nel frattempo, sia i ragazzi che i professori sono rimasti nelle classi. Poi i maggiorenni sono stati fatti uscire, i minorenni hanno dovuto attendere l'arrivo dei genitori o il loro consenso per il rientro anticipato. IN ITALIA al momento, a parte i 400 studenti e il «monitoraggio capillare» di tutte le scuole annunciato dalla Gelmini, la situazione è di 18 casi conclamati, compresi gli otto di Roma. Sarebbe influenza A anche per il fratellino di una donna già positiva in Friuli Venezia Giulia (disposta la chiusura fino a lunedì della scuola materna del piccolo a Porcia, Pordenone) e per una americana in Sardegna. Nel mondo il virus ha contagiato 11.168 persone in 42 Paesi e ha provocato 86 morti. Per l'Oms il vaccino potrebbe essere pronto per la fine di giugno.

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L'argine Fini La Costituzione la cambia il Parlamento (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'argine Fini «La Costituzione la cambia il Parlamento» Capponi? Mai parlato di capponi». Gianfranco Fini ha appena finito di dare l'ennesima gomitata nello stomaco di Silvio Berlusconi. Gli ha spiegato cortesemente che alla fine sono sempre i capponi a decidere. Anche quando si escogiti, come ha ipotizzato giovedì il premier, di dimezzare i parlamentari passando attraverso una legge di iniziativa popolare. Perché, in ogni caso, la proposta «va presentata dai promotori al presidente di una Camera, che ha il dovere di avviare l'iter, dalle commmissioni all'Aula. Alla fine è il Parlamento che decide». Ecco, appunto, i parlamentari. Cioè i capponi. Una parola che Fini si guarda bene dall'usare: altro modo di distinguersi da Berlusconi. Appena l'ex leader di An esce da Palazzo Madama, l'attorniano genitori e bambini e gente varia. Vogliono foto, autografi, strette di mano. Inattesi picchi di popolarità in una giornata insolita già di suo. Da presidente della Camera, infatti, Fini ha presieduto per la prima volta in vita sua anche l'Aula del Senato. Colpa della campagna elettorale, di impegni concomitanti, forse anche chissà di una non particolare sintonia: sta di fatto che, di tutte le personalità che dovevano partecipare alla cerimonia finale delle Lezioni di Costituzione con trecento ragazzi dalle scuole di tutta Italia, non c'è nessuno: non Renato Schifani, non Maristella Gelmini, e nemmeno i vicepresidenti del Senato. Così, al tavolo della presidenza, siede Fini medesimo. Praticamente da solo. L'effetto visivo è paradossale, quasi allucinatorio. Anche perché l'ex leader di An, come gli accade ormai sovente, si mette a parlare di uguaglianza, integrazione e nuovi immigrati, recita l'articolo 3 della Costituzione come se fosse un rosario («tutti i cittadini hanno pari dignità» eccetera), cita Mazzini e Tocqueville, omaggia i padri costituenti come «esempio». Soprattutto, spiega che italiano non è soltanto chi nasce in Italia, ma anche chi «si riconosce nei valori e nei principi della Costituzione», ossia gli immigrati, «gli italiani di domani». S.T. Istituzioni

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Oggi a Palermo la nave della legalità con i ragazzi di Falcone e Borsellino (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Oggi a Palermo la nave della legalità con i ragazzi di Falcone e Borsellino MARISTELLA IERVASI Per una volta anche la Gelmini cavalca l'Onda. La titolare dell'Istruzione è sulla nave della legalità che porta gli studenti di tutta Italia a Palermo per ricordare Giovanni Falcone nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci e Paolo Borsellino. Rigidamente separati, il ministro e gli studenti. E il «viaggio» speciale dei teenager antimafia verso la terra del giudice ucciso dalla Mafia comincia con il fantasma Gelmini che aleggia alle loro spalle. «Occhio! C'è la maestra unica, mettiti il grembiulino e copriti l'ombelico» è la battuta di spirito di Michele, 15 anni, alle sue compagne che gironzolano sui ponti. La Gelmini arriva poco dopo, quando gli studenti hanno già fatto l'imbarco e sono sulla Snav (messa a disposizione gratuitamente alla Fondazione Falcone). Solo una decina di alunni di una scuola elementare di Benevento può avvicinarla: i bambini intonano la canzone Volare in versione antimafia poi il ministro entra nella sala convegni piano-bar ma ci resta giusto un'oretta, il tempo di presentare il viaggio. Subito dopo sale su una automobile e va via. Tornerà? Farà davvero che ha promesso alla platea di ragazzi e insegnanti? Non c'è posto Non c'è posto per tutti in sala. La maggior parte degli studenti la possono sentire solo attraverso i televisori sul ponte della reception. C'è il procuratore antimafia Pietro Grasso, c'è il prefetto di Napoli, c'è l'avvocato Fernanda Contri della Fondazione Falcone che dice ai ragazzi: «Sono una dei membri del Csm che aveva proposto Falcone a capo della Procura di Palermo. Ho conosciuto bene Falcone e Borsellino, se avete desiderio di sapere come vivevano e come si comportavano sono a vostra disposizione». Mentre il prefetto di Napoli sottolinea l'importanza delle scuole aperte sempre, tutto il giorno. La Gelmini non risponde. Ripete al microfono quello che poco prima aveva detto ai giornalisti: «Si dice d'accordo con la proposta del ministro Alfano di introdurre lo studio delle leggi sulla mafia all'Università. L'educazione alla legalità - sottolinea - deve entrare pieno titolo in tutti gli ordini di studio». Davanti alle tv ragazzi e docenti ascoltano. E non mancano i commenti. La prof Patrizia Buffa, del liceo ginnasio Mattei di Verona, sbotta: «Sono e resto anti-Gelmini. Ma come si fa dire questo quando spariscono le ore di Diritto dai licei, dai geometri, dai tecnici e dai professionali». È BUIO È buio quando la nave della legalità con il suo carico di teenager antimafia comincia a togliere gli ormeggi dal molo Immacolatella vecchia di Napoli e l'impegno e la speranza dei ragazzi, tra i 9 e i 18 anni, sono scritti ovunque. La gigantografia di Falcone è sulle loro magliette, le frasi anti-pizzo passano di mano in mano. Gli striscioni per la giornata della memoria, in ricordo di Falcone e Borsellino, sono pronti. E l'emozione è tanta. Oggi alcuni studenti verranno premiati nel corso dei lavori nell'aula bunker dell'Ucciardone. Ci sarà anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Altri visiteranno i villaggi della legalità, organizzati dai loro coetanei nei quartieri palermitani Kalsa, Borgo Nuovo, Brancaccio e Zen. Poi tutti insieme al corteo della memoria: «Insieme per non dimenticare», da via D'Amelio all'albero di Falcone, dove gli studenti lasceranno i loro ricordi, il loro impegno di combattenti per la legalità. Sanno tutto di Falcone e Borsellino, eppure molti di loro non erano neppure nati quando Falcone è stato ucciso. Alessandro, 13 anni di una media di Levano (Napoli) ammette di non aver applaudito la Gelmini. Altri studenti dicono invece che hanno apprezzato la disponibilità. Non sanno ancora della cena con il ministro. Ci sarà davvero un faccia a faccia con il movimento dell'Onda? Sono ragazzi di tutta Italia i passeggeri della nave della legalità che stamattina arriva a Palermo. Non vogliono che l'Italia dimentichi Falcone e Borsellino. Il presidente Napolitano premierà oggi alcuni di loro.

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Il mondo tecnologico in cui viviamo è un pericolo politico . È sorridente ma niente a... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

VALENTINA GRAZZINI Il mondo tecnologico in cui viviamo è un pericolo politico». È sorridente ma niente affatto rassicurante, Marc Furamoli, ospite a Firenze del convegno italo-francese organizzato da Istituto italiano di Scienze Umane, Haut conseil de l'éducation artistique et culturelle (Hceac) e Istituto francese Perché insegnare la storia dell'arte. La Francia a partire da settembre 2009 introdurrà l'insegnamento obbligatorio di storia dell'arte nelle scuole medie e superiori: da qui lo spunto per parlare della cultura nel vecchio continente. In che senso la tecnologia rappresenta un pericolo? «Negli anni Trenta il cinema e la radio vennero usati come droghe per creare una situazione totalitaria: nazismo e stalinismo hanno così invaso il mondo creando un consenso indotto, non spontaneo. La potenza dell'immagine tecnologica replicata da cellulari e i-pod insieme alla presenza onnivora della televisione, che ci segue dappertutto, in aeroporto come in macchina, crea un doppio del mondo reale che ci rende prigionieri. In questo mondo fittizio non sviluppiamo una maturità, non riconosciamo la realtà dell'altro, e viviamo nell'impressione di essere maestri del reale». Come può essere combattuto l'imperversare del virtuale? «La scuola e l'università sono gli unici luoghi in cui possiamo aiutare i giovani, spingendoli a trovare un punto di vista che li liberi dal mondo delle false immagini in cui sono immersi fin dall'infanzia. In particolare la storia dell'arte ha come scopo proprio quello di insegnare ai giovani a contrastare la claustrofobia dell'immagine tecnologica, favorendo un rapporto sensibile con opere non create dalle macchine». Anche la lingua, intesa come parola, sta divenendo quasi obsoleta di fronte alle nuove forme di espressione... «Dal Rinascimento ad oggi la parola è andata acquistando sempre maggiore potere, oggi ci troviamo davanti ad una situazione nuova, in cui la parola è rosicchiata, come divorata da un acido. Questa afasia porta con sé anche un impoverimento dei cinque sensi: nel Novecento avevamo un rapporto forte con la terra, con le piante e con gli uccelli, vivevamo una quotidianità che metteva il nostro corpo a contatto con le cose vere. Oggi l'urbanizzazione ci ha proiettati in un contesto astratto, sta a noi recuperare ciò che abbiamo distrutto». L'architetto Frank Lloyd Wright provò a costruire case nei boschi per ritrovare la natura... «Sì, ma la sua era un'utopia. Ha fallito perché non è riuscito a liberarsi dalla macchina, per arrivare alla natura. Basta scorrere la sua vita, costellata di morte e misteri: la migliore denuncia la sua arte». In che direzione dobbiamo muoverci allora per recuperare questo rapporto con la realtà delle cose, ormai perduto? «Non ci sono risposte, o meglio sono tutte da inventare. Le nostre vecchie città, quelle europee intendo, possono essere prese come modelli: costruite con l'intento di creare un luogo a misura d'uomo, sono situazioni in cui il distacco tra natura e cultura è minimo. Come reinventare tutto ciò oggi? Per giungere alle risposte occorre tenere sempre accese le domande, non appiattirsi». Quindi l'Europa con la sua storia ha un ruolo centrale? «La contemporaneità è per definizione senza passato ma rischia di non avere neanche futuro, perché siamo legati alle mode ed all'effimero. Si può uscire da questa fuga permanente con un tempo che offra spazio, che non sia preda della velocità. Se l'Europa riesce a ritrovare la coscienza di sé e del proprio tempo, può contare su un passato che la rende unica». Lei partecipa ad un convegno in cui si parla di un «modello italiano» a proposito dell'istruzione. Ma un italiano potrebbe sorridere, pensando alla riforma Gelmini... «Diciamo che il modello è quello di 10 anni fa! Ci sono comunque resti brillanti, che rendono giustamente gli italiani fieri del loro passato e i francesi invidiosi. Anche se stiamo imparando pure noi che avere un rapporto intimo con un Raffaello aiuta a combattere l'assuefazione alla televisione». All'Académie française lei siede nel posto che fu di Eugène Ionesco: si è mai chiesto, come esercizio di stile, se qualcos'altro vi accomuna? «L'ho conosciuto trovandolo squisito, generoso, con un'immensa pietà per sé e per l'umanità. Irresistibile umanamente, molto meno come drammaturgo».

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dopo le lezioni tutti in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Torino La lingua I numeri Dopo le lezioni tutti in piazza Allievi con mamme e papà contro i tagli della Gelmini Per noi insegnanti è lo scoglio più duro insieme con le differenze culturali Gli alunni stranieri sono in aumento costante e tendono ad isolarsi per etnie Un corteo vivace e colorato per dire no ai tagli sulla scuola pubblica. Ieri centinaia di genitori, molti accompagnati dai bambini, sono scesi in piazza per gridare ancora una volta il proprio dissenso verso i tagli predisposti dalla riforma Gelmini. Il volantino che distribuivano parlava li elencava con rigore: 526 insegnanti nella scuola primaria, 721 nella secondaria, 562 negli istituti superiori e 971 tra il personale tecnico e amministrativo. Si sono dati appuntamento in piazza Castello alle 17, poco dopo l´uscita da scuola. Si sono raggruppati e hanno iniziato a cantare, usare fischietti, lanciare slogan, forti di quei quaranta "moduli di protesta" arrivati da tutto il Piemonte, con i quali mamme e papà hanno chiesto all´Ufficio scolastico regionale una scuola pubblica migliore. «I tagli ministeriali - spiega Silvia Bodoardo, presidente del Coogen, una delle associazioni di genitori che hanno lanciato la protesta - hanno fatto sì che venissero disattese le richieste delle famiglie. In questo modo non avranno l´offerta formativa che hanno scelto e questo accadrà sia a coloro che hanno iscritto i propri figli in prima sia a quelli che hanno bambini che frequentano elementari e medie. La scuola del prossimo anno sarà totalmente diversa». Una questione sentita non solo dai genitori, tant´è che al corteo hanno preso parte anche insegnanti, dirigenti scolastici, sindacati: «Per fortuna - dice Elisa Trovò, presidente del Coordinamento genitori democratici del Piemonte - siamo riusciti a coinvolgere tutte le associazioni che partecipano al tavolo "Riprendiamoci la scuola"». Così, dopo il ritrovo in piazza Castello e una piccola merenda offerta dalla Cgil, il corteo ha imboccato via Po ed è arrivato sotto la sede della Rai di via Verdi. Ma i battaglieri genitori non si fermeranno qui. Per mercoledì prossimo è infatti prevista una nuova manifestazione, questa volta sotto la sede del Miur in via Pietro Micca. Un atto di protesta che rientra in un evento più ampio, realizzato a livello nazionale, dalla Rete scuole, il movimento che raccoglie i vari coordinamenti che si battono per la difesa della scuola pubblica. (ste.p.)

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI pag. 5 «Pieno di iscritti, nelle scuole private» CONTRO I TAGLI LO SPORTELLO di consulenza per gli insegnati precari che si trova in corso Vittorio Emanuele negli ultimi giorni è affollatissimo. «Tante persone si rivolgono a noi per chiarimenti su quanto sta accadendo agli organici delle scuole». Laura Pallotta, presidente di Assoscuola Ascoli, è testimone della preoccupazione forte che tra insegnati e genitori. «E' la prima volta che si verifica una riorganizzazione del genere - spiega, in riferimento alla riforma del ministro Gelmini -, gli insegnati che dal prossimo anno non avranno più una cattedra sono destabilizzati. Anche i genitori hanno iniziato ad esternare le loro preoccupazioni». Secondo la presidente di Assoscuola, il prossimo anno, nelle scuole primarie, saranno a rischio molti progetti, tra cui le visite guidate. «Chi risentirà di più di questa rivoluzione - aggiunge - sono i bambini, la scuola avrà meno risorse umane da offrire. Per il prossimo anno, le scuole private di Ascoli hanno fatto il pieno di iscritti, perché nella scuola publbica c'è troppa incertezza sull'organizzazione. Quelle nelle piccole comunità rischiano di chiudere. Eppure anche in quelle realtà si pagano le tasse e si ha diritto ai servizi». Emanuela Astolfi

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È UN BOTTA e risposta a mezzo stampa dai toni accesi quello che si è scatenato tra il sind... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 3 È UN BOTTA e risposta a mezzo stampa dai toni accesi quello che si è scatenato tra il sind... È UN BOTTA e risposta a mezzo stampa dai toni accesi quello che si è scatenato tra il sindaco di Casalfiumanese, Roberto Poli e i consiglieri del Pdl, Alberto Vecchi (Regione) e Simone Carapia (Comune). L'ultima goccia ad aver fatto traboccare il vaso è stata una domanda del sindaco di Casalfiumanese posta nel corso di una conferenza stampa a Imola, martedì scorso, sui tagli alla scuola della riforma Gelmini. «Dove sono adesso Vecchi e Carapia aveva chiesto provocatoriamente Poli , ora che i tagli sono diventati realtà? L'anno scorso mi hanno rimproverato di allarmismo. Ma dove sono gli esponenti locali del Governo in questo momento in cui non abbiamo ottenuto le classi di tempo pieno richieste dai genitori?». «DICHIARAZIONI da spaccone'». Così Vecchi e Carapia bollano le domande del sindaco di Casalfiumanese. «Vorremmo rispondergli spiegano telegraficamente che siamo nel nostro ufficio della Regione Emilia-Romagna, a lavorare come tutti i giorni». Per i due esponenti del Pdl, il sindaco Poli continuerebbe a creare allarmismo. «Poli sa continuano Vecchi e Carapia che il tempo che ci separa dall'inizio del nuovo anno scolastico è ancora tanto. Quindi appare quanto mai inopportuno questo stato di agitazione che pare prendere le mosse più da aspetti di carattere elettorale che da vere e proprie situazioni di reale allarme. I conti di questa vicenda li faremo a settembre». Poi un monito finale al sindaco Poli: «Anziché fare l'agitatore di professione concludono , si interessi di più ai cittadini delle sue frazioni come San Martino in Pedriolo. In tanti anni non è stata ancora risolta la viabilità della Sellustra, costringendo gli abitanti di San Martino a fare trenta chilometri per raggiungere la sede del Comune».

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la giornata della memoria tra l'albero falcone e capaci (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Palermo La cerimonia alla Lungaro, il Capo dello Stato al bunker, cortei e manifestazioni La giornata della memoria tra l´albero Falcone e Capaci In piazza Magione una tappa del tour di Napolitano Il suo discorso ai ragazzi verrà diffuso con maxischermi Tempi strettissimi, una corsa da un capo all´altro della città, tra deposizioni di corone, dibattiti, incontri con gli studenti, cortei. Tutto nel nome di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta uccisi a Capaci il 23 maggio del ‘92. Ospite d´onore il capo dello Stato Giorgio Napolitano che, giunto in città ieri pomeriggio, toccherà oggi ben quattro tappe in città prima di andar via, già prima di pranzo alla volta di Gibellina. Già alle 8,45, Napolitano sarà alla Caserma Lungaro per la deposizione di una corona ai caduti della polizia. Con lui ci saranno anche il ministro dell´Interno Maroni e il capo della Polizia Manganelli. Che poi lo seguiranno all´aula bunker dell´Ucciardone dove, dopo un breve incontro con i familiari delle vittime, il presidente della Repubblica parlerà nel corso del consueto dibattito organizzato dalla Fondazione Falcone alla presenza di oltre 1.400 studenti giunti all´alba sulla cosiddetta "nave della legalità" a bordo della quale hanno viaggiato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Poi Napolitano andrà a piazza Magione, una delle quattro piazze della città dove, grazie all´installazione di schermi giganti, gli studenti delle scuole che hanno allestito cartelloni e scritte di vario genere, potranno seguire il discorso del Capo dello Stato. Per ultimo, prima di lasciare la città, Napolitano farà una breve tappa in via d´Amelio per accomunare al ricordo di Falcone quello di Borsellino, ucciso due mesi dopo insieme ai suoi agenti di scorta. Andato via Napolitano, che proseguirà la sua tre giorni siciliana prima a Gibellina e poi ad Agrigento da dove domani mattina si recherà a Racalmuto per un tributo a Leonardo Sciascia, le manifestazioni in ricordo della strage di Capaci continueranno con l´ormai consolidato programma: i due cortei che muoveranno nel pomeriggio dall´aula bunker e da via d´Amelio per ricongiungersi in via Notarbartolo sotto l´albero Falcone dove verrà suonato il silenzio al momento della strage, e poi la messa di suffragio al Cei con la presentazione del rap "Per noi". In città saranno presenti molti altri esponenti delle istituzioni, come il ministro della Giustizia Alfano e il presidente del Senato Schifani che ieri ha inaugurato a piazza Castelnuovo il villaggio della legalità: degustazioni di prodotti coltivati nelle terre confiscate alla mafia, musica, esibizioni delle forze dell´ordine, racconti delle associazioni antimafia e antiracket e delle cooperative che lavorano le terre confiscate. Stand anche a Capaci dove, da Corleone, rispondendo all´invito di Tina Montinaro, vedova dell´agente morto a Capaci, arriveranno i poliziotti della "Quarto Savona quindici", la sigla radio della scorta di Falcone. Al corteo che arriverà sotto l´albero Falcone parteciperanno anche gli aderenti all´organizzazione "Io non respingo" che in mattinata a piazza Massimo terranno un sit-in per esprimere il loro no ai respingimenti degli immigrati in Libia.

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Salgono a 8 i casi in due scuole della Capitale Ora controlli a tappeto, a rischio altri istituti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Salgono a 8 i casi in due scuole della Capitale Ora controlli a tappeto, a rischio altri istituti L'influenza A/H1N1 bussa le porte di casa nostra: il martedì scorso, 19 maggio, otto liceali romani reduci da un viaggio d'istruzione a New York tornano contagiati, ed è subito allarme. Per ironia della sorte, poi, i ragazzi frequentano due gloriosi e prestigiosi istituti dello stesso quartiere, Prati-Delle Vittorie, cioè il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri. Ieri mattina, quando ormai la notizia era apparsa sui giornali, il vice ministro Ferruccio Fazio «al fine di limitare al massimo la diffusione dell'infezione da virus» come si legge in una nota, e in accordo con il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha richiesto la chiusura delle due scuole (che riprenderanno le lezioni il 28 maggio) dove peraltro, già nei giorni precedenti, erano scattate le prime misure di contenimento dell'infezione. Le Asl competenti hanno attivato la sorveglianza dei giovani considerati «casi sospetti» e contattato gli insegnanti che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia. Sull'intera vicenda è intervenuto ieri il sindaco Gianni Alemanno: «Siamo rimasti profondamente perplessi perchè il ministero ha ordinato le chiusure delle scuole senza preavvertire il Comune e le altre istituzioni locali. È un atteggiamento sbagliato», ha detto il primo cittadino romano. Alemanno ha reso noto che parlerà «con i responsabili del ministero. Ci sembra, comunque, necessario che in casi del genere il Comune venga preavvisato». Il ministro Fazio ha detto che gli otto liceali facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York. «Stiamo ora rintracciando tutti gli altri per verifiche». Cioè sapere se siano andati a scuola dopo il rientro. Fazio ha spiegato, che «sono coinvolte altre quattro scuole in Sicilia. Stiamo cercando di verificare se ci sono altri casi. Se non saranno accertati le scuole non chiuderanno». Nell'isola sarebbero quattro i casi sospetti. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. È necessario agire con la massima tempestività. È necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate» ha fatto sapere il ministro Gelmini. In Italia i casi sono saliti a 15: l'ultimo è il figlio della donna di Trieste a cui mercoledì scorso era stata diagnosticata l'influenza al rientro dagli Usa.

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Se Leopardi scrive a Tremonti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Raccolta«Fisimario 2008», le lettere immaginarie di Guarini Se Leopardi scrive a Tremonti Lettere immaginarie, ma con estremo nesso logico, scritte da grandi personaggi del passato ai personaggi dell'attualità . C'è Maometto che scrive al ministro Carfagna, Allah al presidente della Camera Fini, Manzoni al ministro Gelmini, ma anche Satana a Benedetto XVI, Freud a Obama, Pulcinella a Bassolino, Hitler a Carla Bruni, Lenin a Bush... In una prosa ironica e divertente Ruggero Guarini, commentatore dei fatti del giorno su alcuni quotidiani, crea accostamenti originali e spiazzanti nel suo «Fisimario 2008. Lettere immaginarie (Spirali pag. 380) discettando sui temi più attuali. Tra le tante lettere «immaginarie», Guarini non rinuncia alle sue «fisime» come quella sulla Giustizia che, in prima persona, scrive agli italiani o la Questione morale che «invia» sei lettere ad Antonio Di Pietro e cinque a Roberto Saviano. Estremamente attuale l'epistola di Giacomo Leopardi al ministro Tremonti sul liberismo economico, ma anche quella di Giorgio Almirante al sindaco di Roma Alemanno nella quale chiede di non intestargli una via della Capitale. Insomma, fantasia che diventa testimonianza dei nostri tempi.

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Filmata in classe nelle parti intime (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Protagonisti del fatto due studenti di una scuola superiore che sono stati denunciati dai carabinieri Filmata in classe nelle parti intime CepranoI ragazzi le hanno tirato giù con la forza i pantaloni e poi l'hanno ripresa Marina Mingarelli Filmano con il cellulare le parti intime di una loro compagna di classe, due ragazzi denunciati dai carabinieri. Il grave episodio si è verificato in una scuola superiore di Ceprano. Due studenti, uno di loro minorenne, con la forza, mentre la ragazza si dimenava, le hanno tirato giù i pantaloni e poi con il telefonino hanno filmato le sue nudità. Il tutto sarebbe avvenuto durante l'intervallo. A bloccare i due dalle loro insane voglie, i docenti, che rientrando in classe hanno trovato la ragazza in lacrime. Della questione sono stati avvisati i carabinieri della locale stazione che hanno fatto scattare la denuncia nei confronti dei ragazzi per violenza sessuale in concorso. Davanti ai militari i giovani si sono difesi dicendo che si era trattato soltanto di una bravata, un gesto, il loro, che voleva soltanto scatenare ilarità da parte dei compagni. Nessuna morbosità, nessun pensiero peccaminoso aveva attraversato la mente quando hanno avuto la brillante idea di calare i pantaloni alla compagna di classe. Certo è che il gesto deprecabile ha messo in grande imbarazzo la studentessa. Nei confronti dei due giovani il dirigente scolastico avrebbe preso seri provvedimenti disciplinari. E questo, proprio alla fine dell'anno scolastico peserà enormemente sul voto in condotta che è tornato ad avere il suo «posto» ai fini della promozione. Non è la prima volta, purtroppo, che in aula accadono cose del genere. Per arginare questo fenomeno, il ministro Gelmini ha proposto di installare telecamere in classe. Anche se, ha dichiarato, «È una misura che non basta. Le telecamere sono un deterrente in più e gli istituti hanno l'autonomia ma la soluzione non è questa. Il problema – ha sottolineato il ministro in un'intervista – non sta in una telecamera in più o in meno ma nell'esigenza di rimettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360 gradi». Come darle torto? Le istituzioni giocano un ruolo fondamentale anche perché è cambiato tra i giovani il ruolo del vincente. Una volta, dicono gli psicologi, era quello buono e coraggioso che difendeva la vittima. Adesso il vincente è quello più aggressivo, più violento, quello che riesce a far del male più degli altri.

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scuole nel caos, il giallo del 5 in pagella - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova Scuole nel caos, il giallo del 5 in pagella Groviglio di interpretazioni dopo le due ultime circolari del ministero "Con una sola insufficienza si è ammessi alla classe superiore? Sì, anzi no" GIUSEPPE FILETTO Una circolare dopo l´altra, la 50 e la 51. Anzi, una contro l´altra, trasmesse dal Ministero dell´Istruzione entrambe lo stesso giorno, il 20 maggio. Dovrebbero essere esplicative, sia per quanto riguarda la valutazione di fine anno degli studenti, sia per l´ammissione agli esami di Stato (scuole medie e superiori). A pochi giorni dalla chiusura dell´anno scolastico, si trasformano invece in un groviglio di interpretazioni, che ingabbia i capi di istituto e gli insegnanti; preoccupa soprattutto gli studenti e le loro famiglie. Tanto che i presidi della Liguria insorgono, e attraverso il loro presidente chiedono un incontro urgente con la Direzione Scolastica Regionale: «Per capire e adottare una linea comune, da Ventimiglia a Sarzana», sottolinea Santo Deldio. Le due disposizioni, firmate dal direttore generale del Miur, Mario Dutto, riprendono i diversi decreti Gelmini. Cioè tutte quelle disposizioni riguardanti il 5 in pagella e quello in condotta. «La prima confusione dice che chi ha anche una sola insufficienza non può essere ammesso alla classe successiva», dice Paolo Cortigiani, preside della media Don Milani-Colombo. Basta un 5 per respingere un allievo? «Eh no, subito dopo si dice che la bocciatura deve essere deliberata dalla maggioranza del consiglio di classe. Le due cose sono in forte contraddizione». «Noi vi interpretiamo la possibilità del consiglio di classe di promuovere l´alunno anche con qualche insufficienza - ammette Clemino Casalgrandi, preside dell´istituto comprensivo San Gottardo - anche se mi rendo conto che le due cose sono in conflitto tra loro». Andiamo per ordine. Secondo la circolare esplicativa, per essere respinti nelle elementari occorrono "comprovati ed eccezionali motivazioni". «Comunque, la decisione di fermare un bambino deve essere presa all´unanimità - precisa Casalgrandi - mentre per promuoverlo basta la maggioranza dei docenti». Nelle scuole medie, per essere promossi alla classe successiva o ammessi agli esami di Stato, occorre avere "un voto non inferiore a 6 in ogni disciplina di studio e nel comportamento". Nelle superiori si è promossi se si ha almeno 6 in ogni materia e in condotta, in caso contrario lo scrutinio di giugno rimanda a settembre lo studente e qui basta una sola materia insufficiente per essere respinti. Per l´ammissione agli esami di maturità la circolare (solo per le superiori) introduce la media del sei. «La media dei voti è una novità, tenendo conto anche la condotta - come spiega Massimo Angelini, capo d´istituto al Cassini - chi è rimandato a settembre e non recupera basta un solo 5 per bocciare? Anche qui occorre fare una valutazione». Come dire: scuola che vai, interpretazione che trovi.

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impegni su scuola, anziani e lavoro (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Montecatini Impegni su scuola, anziani e lavoro Domande a raffica per i candidati alla presidenza della Provincia Chieste certezze per i precari attivi nell'ente provinciale PISTOIA. L'incontro organizzato ieri dalla Cgil non è stato soltanto un modo per permettere ai candidati alla presidenza della Provincia di esporre per sommi capi i loro programmi elettorali. Soprattutto è stata un'occasione per metterli sotto torchio, sottoponendoli a domande che servissero a fare luce su quello che ognuno di loro farà nel caso che conquisti lo scranno più alto dell'ente provinciale. Dalla scuola alle politiche sociali, passando attraverso il dramma degli operai della Radici, molte sono state le domande poste da un pubblico folto e interessato. Di seguito riportiamo alcuni dei quesiti, con il nome di chi li ha posti, e le risposte fornite dai tre candidati presenti (Federica Fratoni - Pd, Idv, Socialisti, Rifondazione comunista e Comunisti italiani, Ettore Severi - Pdl e Lega nord, Marco Baldassarri - Udc) e da Massimiliano Sforzi, in rappresentanza del candidato de La Sinistra e dei Verdi Sergio Frosini. In caso di vittoria, che idea avete delle politiche del personale della Provincia? Siete favorevoli alla stabilizzazione dei dipendenti precari? (Andrea Bucci, coordinatore Rsu amministrazione provinciale) Severi (S) «Vengo dall'amministrare il Comune di Montecatini, dove non abbiamo licenziato nessuno, perchè al centro della trattativa deve sempre esserci il lavoratore. Certo, anche se non dormo con il santino di Berlusconi sopra il letto e a certi di noi le sue battute fanno impallidire, condivido l'idea di introdurre la meritocrazia. Sulle stabilizzazioni non ho niente in contrario, meglio che fare nuovi bandi». Fratoni (F) Quella dei dipendenti pubblici è una categoria buona, non va denigrata per colpa di poche mele marce. Sulle stabilizzazioni andrà fatta una valutazione, ma sono tendenzialmente favorevole. Per la meritocrazia, va detto che i contratti di oggi la prevedono già». Baldassarri (B) «Non conosco bene la vicenda legata ai dipendenti della Provincia e non posso dare un parere». Sforzi per Frosini (Fro) «Sono un precario e quindi credo che la cura delle politiche del lavoro sia fondamentale». La popolazione invecchia, ma in età avanzata ha un potere di acqusito sempre minore che la porta all'emarginazione. Cosa pensate di fare per gli anziani? E come pensate di gestire l'integrazione delle badanti? (Gabriella Filippi, lega pensionati Val di Nievole) F: «Anche da noi sta prendendo corpo la Società della salute, che di certo servirà a dare risposte alle esigenze delgi anziani. Per le badanti ho l'ipotesi di creare punti istituzionali, che ne gestiscano la formazione professionale e l'arrivo, così da combattere il lavoro nero». S: «Gli anziani hanno bisogno di un sistema più equo e solidale. Per esempio a Montecatini è nato un centro aggregativo, dove sono gli stessi anziani a ideare e organizzare progetti di integrazione, che poi è diventato un modello per tutta l'area». Fro: «Di certo siamo favorevoli a migliorare le politiche per questa categoria, creando centri e strutture adatte». B: «Per aiutare le persone anziane è fondamentale creare nuove politiche della famiglia, che è il nucleo alla base della società». La riforma Gelmini comporterà che all'interno delle aule ci sarà un numero più elevato di alunni, cosa avete intenzione di fare per adeguare le strutture scolastiche provinciali? (Franco Buralli, Cgil scuola) B: «Si è tentato di far passare un taglio dei posti di lavoro come una riforma della didattica, a parte questo il rinnovamento del patrimonio edilizio legato alla scuola è fondamentale». Fro: «E' importante che gli alunni abbiano gli spazi necessari, quindi è da verificare come adeguare quelli disponibili». S: «La scuola è uno degli investimenti più urgenti. Finora si è fatto poco e le strutture della Provincia non sono dignitose, bisognerà verificare quali problemi hanno». F: «Lo Stato scarica i tagli sugli enti locali, che poi devono gestirli. Comunque la Provincia dovrà fare un controllo di tutti gli edifici scolastici, ci attrezzeremo per questo». Se la proprietà Radici volesse chiudere o se ci fosse una riconversione, che ruolo pensate possa avere la Provincia? Rircordatevi che chiunque di voi vinca, lo aspetteremo per verificare i fatti. (Renzo Berti, operaio Radicifil) S: Devo dire che su questa vicenda c'è stato un corto circuito comunicativo tra azienda, istitutzioni e operai. Comunque voglio affrontare questo problema da persona seria con persone serie. Credo che sia fondamentale creare un contatto tra Comune e Provincia di Pistoia con le amministrazioni di Bergamo, dove si trova l'azienda madre». F: Non è vero che non c'è stata comunicazione tra la Provincia ei lavoratori Radici. Vista la gavità del problema, se vincessi il primo consiglio provinciale sarebbe su Radicifil. Quel sito deve rimanere industriale, la strada da portare avanti sia quella di cercare nuovi investitori». B: «Ora tutti stanno al capezzale della Radici, ma poi si vedrà. Comunque mi batterò per questi operai e ho già chiesto a Pezzotta, che è bergamasco, di vedere se è possibile intervenire». Fro: «Ovviamnete la questione Radici ci sta molto a cuore, si tratta di posti di lavoro e quindi di famiglie danneggiate». Anna Cecchini

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come attirare i "cervelli" (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pisa Come attirare i "cervelli" PISA. La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ospita oggi (dalle 9.30, aula magna) l'undicesimo convegno europeo della Fondazione Rodolfo Debenedetti. Tra i temi maggiormente discussi: cosa accadrà ai flussi migratori e alla loro composizione per livello di istruzione durante la recessione? Quali sono le politiche che favoriscono l'immigrazione altamente qualificata? è opportuno che l'Italia adotti una politica selettiva che aiuti ad attrarre "cervelli"? Cosa bisogna modificare nelle politiche di reclutamento delle università per limitare la "fuga di cervelli" e far arrivare nuovi talenti dall'estero? Dopo l'apertura dei lavori da parte di Carlo De Benedetti (presidente della Fondazione Rodolfo Debenedetti) e di Maria Chiara Carrozza (rettore della Scuola Superiore Sant'Anna), con un messaggio da parte del ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, la discussione prenderà spunto dall'analisi di due rapporti sui costi e benefici della "fuga di cervelli". Saranno presentati i risultati di un'indagine esclusiva curata dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti sugli studenti stranieri iscritti a dottorati in Italia. Al termine è prevista una tavola rotonda su come "attrarre i cervelli", a cui prenderanno parte Giovanni Dosi (Scuola Superiore Sant'Anna), Vittorio Grilli (presidente Istituto Italiano di Tecnologia, Genova), Ugo Montanari (vicedirettore Imt Alti Studi di Lucca e Università di Pisa), Pietro Reichlin (Luiss Guido Carli, Roma) e Daniele Terlizzese (direttore Einaudi Institute for Economic and Finance), con la partecipazione dei direttori di alcune delle più importanti scuole di dottorato italiane.

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La protesta studentesca si aggira per l'Europa (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

La protesta studentesca si aggira per l'Europa Mauro Barberis Gli scontri di Torino, in occasione del cosiddetto G8 dei Rettori, sono forse il primo episodio simile, fra i tanti avvenuti in questi anni, per il quale non sia stato scomodato il Sessantotto. Eppure, non si tratta di episodio isolato, neppure sul piano internazionale. Non si è ancora spenta l'eco della protesta contro i decreti Gelmini, l'ormai famosa Onda anomala, circola un progetto di riforma della gestione degli Atenei di cui a Genova si parla molto, perché pare che sarà proprio la nostra Università a sperimentarlo in anteprima. Ma è soprattutto nel resto d'Europa che si accendono fuochi di rivolta: nel quasi totale disinteresse di un'informazione nostrana ormai ipnotizzata dalle vicende erotico-giudiziarie del nostro presidente del consiglio. In Francia, va avanti da mesi l'occupazione della Sorbona contro una delle tante riforme impopolari del Presidente Sarkozy: riforme che suscitano maggiori reazioni delle nostre, forse perché autentiche, non pietosi tentativi di far credere che si sta governando, forse perché i media stranieri chiamano le proteste con il loro nome, e non si limitano a preoccuparsi, come i nostri, che gli universitari francesi perdano l'anno. La cosa non riguarda neppure solo paesi retti da esecutivi di destra; un mio amico, un sincero democratico che fa il Rettore a Barcellona, raccontava che, mentre lui era in visita da noi, i suoi studenti sfilavano per le strade inalberando la sua foto, neppure fosse stato il generale Pinochet. Perchéè difficile collegare fra loro tutte queste proteste, facendone qualcosa di simile a un movimento internazionale degli studenti com'era stato il Sessantotto oppure, solo qualche anno fa, il movimento no global? Ma perché i nuovi movimenti che si raccolgono nei vari Paesi attorno alle più diverse rivendicazioni - ma anche per reagire ad autentiche idiozie comunicative, come chiamare G8 un semplice convegno di Rettori - non sono più formati da figli del boom, non operano in una fase espansiva dell'economia sicché, anche solo per questo, non possono più essere né propositivi, né riformatori né, meno che mai rivoluzionari: nessuna nuova frontiera sembra più raggiungibile, nessun altro mondo pare più possibile. Almeno qui, nella vecchia Europa, per non parlare della decrepita Italia, si tratta essenzialmente di movimenti difensivi, conservatori, a volte addirittura reazionari, nel senso che semplicemente reagiscono, come certi Centri sociali, all'esibizione inconsulta di simboli come il nome G8. Ciò che tutti costoro cercano di difendere e di conservare, però, non sono certo i privilegi dei baroni o le inefficienze dell'università di massa; al contrario, si tratta di quei diritti minimi che si credevano conquistati una volta per tutte, all'istruzione, all'assistenza, alla differenza, e anche alla mobilità sociale, che di fatto l'università italiana assicura molto meno di altre. Diritti sacrosanti che governi miopi, indifferenti od ostili credono di poter sacrificare sull'altare della crisi, applicando con vent'anni di ritardo e chissà perché proprio all'istruzione - ossia al settore nel quale l'Italia spende già meno che il resto d'Europa - le politiche neoliberiste abbandonate negli altri settori. Scrivo queste note dalla Bocconi di Milano, da una sorta di grattacielo di vetrocemento che potrebbe essere il simbolo dell'università italiana di domani: privatizzata, efficiente, con pochi studenti scelti in parte in base al reddito, in parte alla motivazione a farsi strada nella vita, che rischia di cristallizzare definitivamente le gerarchie sociali esistenti. Intorno si stende la solita vecchia Milano, affondata nella calura di questo maggio già estivo: con i mendicanti riapparsi ai semafori, i tassisti in canottiera, la gente che discute di immigrazione, e una sensazione generale di declino. Proviamo a ripartire di qui? Il Sessantotto è finito, ma la scuola e l'Università, se Dio vuole, ancora no. 23/05/2009

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cartelli anti gelmini in una elementare la digos li fa rimuovere, è polemica - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Cronaca Milano Cartelli anti Gelmini in una elementare la Digos li fa rimuovere, è polemica FRANCO VANNI MILANO - La protesta anti-Gelmini scompare da scuola, su invito della polizia. Ieri mattina quattro agenti in borghese hanno fatto visita alla elementare di viale Puglie, in zona Corvetto, dove le insegnanti avevano esposto cartelli alle finestre con scritto "meno 1". Una protesta contro il fatto che nell´istituto, per effetto dei tagli all´istruzione, l´anno prossimo ci sarà un insegnante in meno. «Sono arrivati all´inizio delle lezioni dicendo che i cartelloni li avremmo dovuti mettere fuori da scuola, non appesi ai vetri - raccontano le insegnanti - due di loro hanno detto di essere della Digos». Dopo avere chiesto le generalità alla vicepreside, gli agenti le avrebbero chiesto di fare rimuovere i cartelli. Avvisata del fatto, la preside ha ordinato che tutti i fogli fossero fatti sparire, lì e nell´altra scuola elementare che dirige, nella vicina via Martinengo. La notizia, confermata da diverse maestre presenti all´arrivo della polizia, è comparsa sul sito internet Retescuole.net, portale animato da famiglie e insegnanti impegnati «in difesa della scuola pubblica». Alberto Ciullini, genitore e coordinatore di Retescuole, denuncia: «Simili episodi sono gravi, speriamo siano solo conseguenza del clima da campagna elettorale. Noi comunque faremo sentire la nostra voce». Mentre le insegnanti delle due scuole stanno decidendo come protestare, già si organizza una manifestazione per mercoledì prossimo sotto il provveditorato «contro i tagli di personale e per la libertà di espressione». SEGUE A PAGINA 5

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MICHELE AMURRI, responsabile provinciale dei giovani dell'Idv, interviene a ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

P.S. GIORGIO pag. 9 MICHELE AMURRI, responsabile provinciale dei giovani dell'Idv, interviene a ... MICHELE AMURRI, responsabile provinciale dei giovani dell'Idv, interviene a proposito del taglio di una prima elementare nel plesso scolastico di Borgo Rosselli: «Nell'esprimere solidarietà ai genitori dei bambini afferma - ci rammarichiamo per la demagogia del sindaco, che dice di mettersi in trincea' con le mamme. Perché non spiega loro che le soppressioni delle classi sono previste dalla riforma del ministro Gelmini, che ha tagliato ben 8 miliardi di euro alla scuola pubblica? Invece di andare a manifestare in Provveditorato vada a farlo a Roma contro il suo governo. Non crediamo che ciò avverrà. I cittadini sangiorgesi devono sapere che la sua amministrazione è sostenuta da chi taglia le classi e in molti casi anche le strutture». Image: 20090523/foto/4248.jpg

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influenza a, 2 scuole chiuse a roma Il ministero della Salute chiude due istituti superiori romani dopo l'accertamento di cinque casi di nuova influenza che hanno riguardato alcuni (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

influenza a, 2 scuole chiuse a roma Il ministero della Salute chiude due istituti superiori romani dopo l'accertamento di cinque casi di nuova influenza che hanno riguardato alcuni liceali di ritorno da New York dopo un soggiorno di studio influenza a, 2 scuole chiuse a roma Il ministero della Salute chiude due istituti superiori romani dopo l'accertamento di cinque casi di nuova influenza che hanno riguardato alcuni liceali di ritorno da New York dopo un soggiorno di studio. La decisione riguarda il Convitto Nazionale e il Liceo classico Dante Alighieri. È la prima volta che si dispone la chiusura di scuole a scopo precauzionale. Dice il ministro Gelmini: «Stiamo procedendo ad un monitoraggio in tutte le scuole. Pensiamo che sia necessario evitare il panico, ma ogni misura precauzionale va assunta tempestivamente", ha concluso Gelmini. 23/05/2009

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Influenza A, chiuse due scuole a Roma (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-23 - pag: 18 autore: Sanità. Infetti otto liceali tornati dagli Usa - I casi in Italia sono saliti a 18 Influenza A, chiuse due scuole a Roma Marzio Bartoloni La nuova influenza continua a colpire in Italia. Sono otto i nuovi casi accertati a Roma che fanno salire a 18 il totale dei contagiati dall'inizio dell'emergenza virus A/H1N1. A questi si aggiunge anche un bimbo di Porcia in Friuli, in provincia di Pordenone, che ieri in serata è risultato positivo alle analisi dell'Istituto di igiene dell'università di Trieste. Intanto, l'Organizzazione mondiale della Sanità avverte: è bene prepararsi al peggio perché aumenteranno i casi e la loro gravità. E il vaccino non sarà pronto prima di «fine giugno o inizio luglio». Nella Capitale dopo il contagio di otto liceali, colpiti dal virus durante un viaggio a New York, i ministeri del Welfare e dell'Istruzione hanno deciso di chiudere per sette giorni le due scuole di provenienza dei giovani (il convitto nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo Dante Alighieri). Una decisione, ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, «presa a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi». E verifiche sono in corso anche su circa altri 400 studenti: tutti avrebbero partecipato a una riunione a New York dell'«Un Model Congress », una specie di mini-Onu, durante la quale i liceali di tutto il mondo simulano i lavori del Palazzo di Vetro. In Friuli il bambino contagiato è, invece, figlio della 21enne rientrata in Italia da un viaggio negli Stati Uniti e a cui mercoledì scorso era stata accertata la presenza del virus influenzale. La Regione ha deciso la chiusura precauzionale fino a lunedì della scuola materna frequentata dal bambino, che sta bene ed è a casa in trattamento con antivirali e in regime di isolamento. Anche se finora non si è dimostrato particolarmente virulento e minaccioso, il virus della nuova influenza A/H1N1 continua a diffondersi a ritmi sostenuti: sono 11.168 i casi ad oggi confermati in tutto il mondo. Per il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, i Paesi, in particolare quelli in via di sviluppo, devono «prepararsi a fronteggiare un aumento dei casi severi ». Insomma, la situazione potrebbe rapidamente aggravarsi e non bisogna abbassare la guardia, ma il livello di allerta pandemia, deciso da Ginevra, resta per ora fermo a cinque (su sei). marzio.bartoloni@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Una polizza 100 e lode per gli studenti modello (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-05-23 - pag: 33 autore: Assicurazioni. Tasse universitarie pagate in tutto il mondo ai diplomati meritevoli Una polizza «100 e lode» per gli studenti modello Sottoscrizione entro i 9 anni con un premio da 550 euro Riccardo Sabbatini Avete un figlio con gli occhi vispi, che vi interroga sulle costellazioni celesti, studia con profitto e, al cinema, preferisce "Jurassik Park" alla "Carica dei 101"? La polizza "100 e lode" potrebbe fare al caso vostro. è la prima assicurazione meritocratica a misura di studente modello. Se questi conclude la maturità con il massimo dei voti (100 e lode)l'assicuratore si impegnaa pagare le successive tasse universitarie, in qualsiasi ateneo al mondo, fino a 120mila euro. Il costo della scommessa " meritocratica" è, tutto sommato, accettabile: un premio di 550 euro, eventualmente rateizzabile. Lo propone Arfin, piccola compagnia specializzata nei rami cauzioni e credito (15 milioni di premi raccolti nel 2008) e che, attraverso la sua iniziativa – è scritto nelle note informative –si propone di «azzerare per quanto possibile i privilegi della nascita, dando la possibilità ai ragazzi di autorealizzarsi sulla base del loro impegno e del loro merito ».Superando la barriera d'ingresso rappresentata dalle alte tasse d'iscrizione delle migliori università. Normalmente l'assicuratore, in una polizza di "puro rischio", paga quando si verifica un evento luttuoso o comunque, sgradevole: la morte del beneficiario, un infortunio,un incidente d'auto. In questo caso, invece, il "sinistro" è un accadimento lieto sul quale-questa è un'altra anomalia nei tradizionali modi di fare degli assicuratori - il beneficiario può influire con i suoi comportamenti, studiando sodo prima della maturità. Anche per questo e per evitare il rischio di antiselezione - cioè che le polizze siano richieste unicamente dai genitori dei "primi della classe" – la sottoscrizione del contratto è consentita soltanto fino al nono anno di età. «Esistono studi realizzati all'estero - spiega Francesco Jacini, amministratore delegato di Arfin –che consentono di poter stimare in modo attendibile la futura performance di uno studente già a dieci anni di età». In una garanzia assicurativa così atipica come è stato possibile stimare il rischio della compagnia? «Normalmente la percentuale di coloro che concludono la maturità con il massimo dei voti – è ancora Jacini a parlare si attesta intorno allo 0,7-0,9 della popolazione studentesca ». Nei confronti internazionali l'Italia non è ai primi posti. «Secondo il Pisa-test condotto dall'Ocse che stima il livello effettivo di conoscenza raggiunto al termine delle scuole superiori, le regioni settentrionali della penisola sono allineate al livello europeo,quelle centrali sono lievemente sotto la media mentre quelle meridionali sono al fanalino di coda. A guardare i risultati delle pagelle, però, questo divario non risulta ». In pratica dietro diplomi d'eccellenza possono nascondersi studenti mediocri. E così per evitare "falsi positivi" la polizza prevede che lo studentesuperi anche il test in lingua inglese Sat ( scholastic aptitude test)reasoning test che gli studenti in Usa sostengono per accedere all'università. Gli Stati Uniti sono il regno della meritocrazia. Se funziona lì, il test, forse può funzionare anche nel Belpaese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Virus a Roma: chiuse due scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 23/05/2009 - pag: 1 La nuova influenza Virus a Roma: chiuse due scuole Allarme virus nella Capitale: sono stati registrati 8 nuovi casi della «nuova influenza» e due importanti istituti sono stati chiusi. Le vittime sono liceali romani di ritorno, martedì scorso, da un viaggio d'istruzione a New York. Ieri il vice ministro della Salute Fazio e il titolare dell'Istruzione Gelmini hanno attivato le procedure per la chiusura di due istituti storici della capitale: il classico Dante Alighieri e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. In stato di isolamento anche un bimbo di Pordenone, fratello di una ventunenne rientrata mercoledì dagli Usa e risultata positiva al virus A/H1N1. ALLE PAGINE 8E 9 Caccia, De Bac, Fiorentino

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Gita a New York, poi l'influenza: chiuse 2 scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 23/05/2009 - pag: 8 Gita a New York, poi l'influenza: chiuse 2 scuole Otto casi a Roma, allerta anche in Sicilia. L'Oms: aspettiamoci altri gravi contagi ROMA Otto nuovi casi di influenza A, tutti riscontrati tra liceali romani di ritorno, martedì scorso, da un viaggio d'istruzione a New York. In stato di isolamento, per timore di un contagio, anche un bimbo di Pordenone, fratello di una ventunenne rientrata mercoledì dagli Usa e risultata positiva al virus. Ieri il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio e il titolare dell'Istruzione Mariastella Gelmini hanno attivato le procedure per la chiusura di due istituti storici della capitale: il classico Dante Alighieri e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II. Una decisione, ha spiegato il ministro Gelmini, «a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi. Tutte le strutture scolastiche saranno attentamente monitorate». I liceali risultati positivi alla nuova influenza facevano parte di un gruppo di circa 400 studenti italiani che ha raggiunto altri 10 mila giovani a New York per simulare, al Palazzo di vetro, una sessione dell'Onu con il segretario generale Ban-Ki-Moon. «Verifiche ha spiegato il sottosegretario Fazio sono in corso ora su tutti gli altri 400 studenti ». E infatti, ieri sera sono stati contattati alcuni ragazzi di Messina che facevano parte del gruppo di studio. Giovedì scorso, quattro dei 56 giovani romani rientrati dagli Usa erano stati ricoverati negli ospedali Gemelli e Spallanzani dopo essere risultati positivi al virus A/H1N1. E ieri altri quattro studenti sono stati contagiati. La macchina amministrativa si è mossa tempestivamente ma con qualche problema di comunicazione: i ragazzi dei due istituti superiori sono infatti andati regolarmente a scuola nonostante i loro compagni fossero ancora in ospedale. Costringendo poi i genitori ad andare a riprenderli dopo qualche ora. La notizia della chiusura delle scuole circolava sulle agenzie di stampa già dalle prime ore del mattino ma i presidi non avevano ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Solo intorno alle 11 le segreterie dei due licei hanno cominciato a telefonare a casa per avvertire le famiglie. «Un malinteso inspiegabile ha commentato Carlo Mari, preside del Dante abbiamo appreso dai mass media la notizia che l'istituto sarebbe stato chiuso». Perplesso anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Parlerò con i responsabili del ministero per capire cosa sia accaduto ma credo comunque necessario che il Comune sia avvertito». Come prescrive il protocollo, inviato dal ministero dell'Istruzione, a ritorno da un viaggio in zone a rischio, tutti gli studenti sarebbero dovuti restare a casa e sarebbero dovuti tornare lunedì prossimo. Invece le scuole non riapriranno prima di giovedì 28. «Si tratta di misure di prevenzione previste e non devono destare allarme ha detto Fernando Aiuti, coordinatore della Commissione istituita dal Campidoglio ma sarebbe auspicabile un maggior coordinamento di interventi. Finora quest'epidemia si sta comportando come le ultime influenze e i casi a Roma sono inferiori a quelli di altre capitali europee». In Italia, 18 complessivamente, i contagi accertati. L'ultimo bilancio dell'Oms parla di 11.168 casi in 42 Paesi del mondo, con 86 morti. Stati Uniti e Messico i Paesi più colpiti, rispettivamente con 5.764 casi e 9 morti e 3.892 casi e 75 decessi, seguiti dal Canada (719, una vittima). Per il direttore generale Margaret Chan «si registrerà un aumento di casi gravi, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo» ma è stata accettata la richiesta di Usa e Giappone su una maggior flessibilità nei criteri previsti per dichiarare una pandemia: non solo la diffusione geografica ma anche la gravità. La fase sei in presenza di un virus non troppo aggressivo potrebbe diffondere un panico ingiustificato. Flavia Fiorentino

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Settecento bambini cercano un mondo di pace (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

di Fabio Simoni Settecento bambini cercano un mondo di pace Mobilitati tutti gli istituti comprensivi per una giornata piena di significati Divertenti e partecipati lavori hanno animato strade e piazza nel percorso sull'integrazione TIONE. Quasi settecento bambini delle elementari, con i loro insegnanti, hanno dato vita ad un grande "happening" sulla pace, la fratellanza e la solidarietà dei popoli. Alle 9.15, provenienti da tutti gli Istituti comprensivi delle Giudicarie (Tione, val del Chiese, Giudicarie esteriori e val Rendena) si sono dati appuntamento in piazza C. Battisti a Tione. Qui, accolti all'aperto da una giornata soleggiata e calda, suddivisi per classi, si sono cimentati in lavori di laboratorio. Guidati dagli animatori de "L'ancora" e dagli studenti di una classe del liceo psico-pedagogico dell'Istituto Guetti, hanno riprodotto, disegnato e ritagliato, uno dei simboli del calendario cinese (Cavallo, Drago, Tigre, Coniglio e Serpente) corrispondente al loro anno di nascita: un modo diverso e originale per scoprire la peculiarità di un grande popolo al continente asiatico, al centro dell'attenzione delle scolaresche durante l'anno scolastico. Organizzati e guidati da Anna Ballardini e da Susan Molinari, i bimbi delle elementari a cui si sono aggiunti i ragazzi delle medie di Tione, gli insegnanti, i dirigenti e le autorità hanno poi formato il lungo corteo della "marcia della pace": un "serpentone", festante e colorato, che ha percorso quasi senza soluzione di continuità, via monsignor Perli, via Roma, Via del Foro, viale Dante, per fare ritorno in piazza C. Battisti. La "Tela dei diritti umani" - un lungo striscione di oltre 100 metri composto da altrettanti quadri realizzati dalle scuole del Trentino, fra le quali anche le scuole giudicariesi - ha fatto da cornice all'ultimo tratto della sfilata. Poi di nuovo il raduno in piazza, con i canti d'insieme, i discorsi di rito di alcune autorità (l'assessore provinciale Marta Dalmaso, il dirigente Dario Gelmini, l'assessore comunale Loreta Failoni e il presidente del L'Ancora, Mariano Failoni), e il ritorno ai luoghi d'origine. Non è stata una manifestazione estemporanea, ma la tappa di un lungo percorso, quello condotto da tutte le 53 classi dei plessi giudicariesi, con tema la "mondialità", la "multi etnicità" e l' "intercultura". Classi che, nel corso dell'anno scolastico, guidate dalla coordinatrice Rosanna Polla e dalle insegnanti referenti, hanno prodotto elaborati finali, in qualità e quantità. Gli elaborati (origami, disegni, riproduzioni, mandala, libri di fiabe di tutto il mondo, ricerche specifiche, dvd, e tanto altro ancora), di valore genuino e originale, sono esposti anche oggi presso la sala expo del Centro Studi Judicaria e lo rimarranno, nel pomeriggio dalle 16 alle 18.30, anche nelle due prossime settimane. Oggi alle 14.30, andrà in scena l'incontro intertetico e multiculturale fra i popoli. Alle 20.30, presso l'auditorium delle superiori, il coro "Piccole Colonne" chiuderà la manifestazione.

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Ore 9, psicosi in classe (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 23/05/2009 - pag: 1 Febbre suina Sconcerto al Dante e al Convitto. Fregene, ucciso dalla meningite Ore 9, psicosi in classe «Chiusi per influenza» Salgono a otto gli studenti romani colpiti dall'influenza suina che erano rientrati da New York il 19 maggio. Ieri il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha disposto la chiusura per una settimana del Convitto Vittorio Emanuele II e del Liceo scientifico Dante Alighieri, le scuole frequentate dagli infettati. Per il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è una decisione «a scopo precauzionale », ma gli istituti sono rimasti aperti per ore. E la psicosi ha fatto il resto. Verso le 11 i 1.800 iscritti al Convitto e al Dante sono stati fatti uscire. Non rientreranno a scuola prima del 27 maggio. Sconcerto tra gli studenti: «Faremo lezione nei parchi?». E intanto è morto il ragazzo di Fregene ricoverato per una meningite. A PAGINA 2 Simona De Santis, Francesco Di Frischia e Alessandro Fulloni

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Convitto e Dante, un giorno di caos e paura (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 23/05/2009 - pag: 2 Febbre suina Davanti ai due istituti frequentati dai giovani contagiati dove l'ordine di chiusura è arrivato a metà mattina Convitto e Dante, un giorno di caos e paura I ragazzi: «Ne sapevano più i nostri genitori da fuori». Le ore perdute e la maturità La mattina concitata del liceo classico «Dante Alighieri» inizia con un primo inciampo: portoni d'ingresso bloccati. Di notte, qualcuno ha pensato bene di spezzare le chiavi nelle serrature. I bidelli sono costretti a chiamare un fabbro. Segno premonitore, si dirà poi. Ma la scuola, alla fine, apre. A pochi isolati di distanza, anche gli studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II prendono posto nelle aule. Già alle nove, però, il passaparola comincia a mettere alunni e genitori in allarme: «Hanno accertato casi di influenza suina, il ministero vuole chiudere la scuola». Non tutti sanno che dei 50 ragazzi (sedici del Dante, quaranta del Convitto) tornati martedì da una settimana di soggiorno a New York occasione della trasferta, la partecipazione al progetto Una-Usa Model United Nations che raduna 2500 liceali di tutto il mondo nel Palazzo di Vetro dell'Onu cinque hanno manifestato i sintomi dell'influenza A/H1N1. «Ma i ragazzi partiti per gli Stati Uniti non sono più rientrati a scuola dal 19 maggio racconta Federico, studente del Convitto nazionale Vittorio Emanuele II abbiamo poi saputo che una ragazza poteva avere questa influenza. Ci hanno comunicato che si tratta di una misura precauzionale, i miei genitori si sono agitati ». Conferma il racconto del compagno, Michele: «Io e la mia classe non abbiamo avuto nessun contatto con chi è stato a New York, non posso escludere gli altri: la cosa poteva essere gestita meglio». Resta da accertare se tutti i ragazzi rientrati dagli Usa siano, effettivamente, rimasti a casa. Alle 11, gli alunni del Convitto e del liceo Dante vengono fatti uscire dalle aule. I 1800 studenti dei due istituti non rientreranno a scuola prima del 27 maggio: «Noi abbiamo la maturità aggiunge Giacomo, fuori ai cancelli del Convitto, in piazza Monte Grappa che fa più paura della febbre suina, gira voce che faremo lezione nei parchi». Ipotesi improbabile, visto che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, hanno disposto lo stop immediato di tutte le attività scolastiche. E i sanitari della Asl Roma E hanno già invitato 70 persone, che hanno avuto rapporti con gli infettati, a non uscire. «Se ci avessero avvertito prima non avrebbero fatto male commenta una mamma, Viviana Saraceni, in via Quirino Visconti, sede del Liceo Dante sono uscita dal lavoro per prendere mio figlio: non sono sicura che la quarantena sia stata davvero rispettata ». Stessa preoccupazione per un'altra mamma Diana Danese: «È ridicolo un tira e molla di due ore, ho dovuto leggere su internet del provvedimento di chiusura». «Certo continua Irena La Ruffa, insegnante di inglese al Dante ci saranno dei problemi per i programmi non finiti, ma ho sentito le mie colleghe che sono andate in America e stanno bene». Silvia, intanto, si preoccupa dell'esame di maturità: «Siamo dovuti entrare per forza questa mattina, non sono impaurita dalla febbre e spero che si recuperino le lezioni perse». Matteo e Daniela, invece, sembrano preoccupati: «Non sappiamo chi sono i ragazzi partiti per l'America, magari potevano fermarli all'aeroporto dice Matteo la nostra scuola ha aule piccole e nessun giardino, passare una malattia è un attimo.insomma può essere davvero pericoloso ». E Daniela aggiunge: «Mamma mi ha avvertito con un sms, fuori si sapevano più cose che dentro scuola: ma non si poteva far prima questa chiusura? Che confusione!». Adesso, però, lo stop è scattato. E, qualcuno, ci scherza: «Bella regà, annamo ar mare». Simona De Santis Scientifico «Dante» Fuggi fuggi davanti alla scuola appena arrivato l'ordine di chiusura (Jpeg)

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Ieri infettati altri 4 studenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 23/05/2009 - pag: 2 In fila allo Spallanzani Ieri infettati altri 4 studenti Altri quattro studenti romani di ritorno da New York risultano positivi al virus dell'influenza suina (e i casi salgono in totale a 8) e si fanno strada la paura e la preoccupazione che il contagio possa diffondersi nella Capitale. Ieri mattina il vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio ha disposto la chiusura del Convitto nazionale Vittorio Emanuele II e del liceo scientifico Dante Alighieri per una settimana, le scuole frequentate dagli ammalati. Per il ministro del-- l'Istruzione, Mariastella Gelmini, si è trattato di un provvedimento «a scopo precauzionale », ma gli istituti sono rimasti aperti per ore in attesa del documento. E così sono scattati i controlli sui 400 ragazzi romani che facevano parte della comitiva che aveva partecipato a una manifestazione nella sede dell'Onu nella Grande Mela. In attesa dei risultati delle analisi, i vertici della Regione hanno diffuso un elenco di pronto soccorso attrezzati per trattare eventuali nuovi casi. E Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità, prova a gettare acqua sul fuoco: «Questa influenza, che si dimostra poco aggressiva, si comporta come una normale influenza stagionale: in sostanza non è la peste, nè la Sars e la chiusura delle scuole è necessaria per impedire che la malattia si diffonda». In Gran Bretagna, ad esempio, «l'infezione è circolata grazie ai contagi nelle scuole - ricorda Rezza - . Per questo adesso è il momento di prendere decisioni drastiche, ma che potrebbero rivelarsi molto utili in futuro ». L'epidemiologo ha raccomandato agli studenti che hanno avuto contatti con gli infettati «di rimanere a casa e non andare al cinema o in metro ». Questa influenza, qualora dovesse diffondersi, potrebbe creare problemi soprattutto ai malati cronici e agli anziani, ma in base ai risultati di uno studio negli Stati Uniti, oltre il 30% di anziani sarebbe immune a questo virus. Comunque gli ultimi otto infettati sono tutti in buone condizioni. Restano ricoverate le due studentesse di 17 anni in quarantena da giovedì allo Spallanzani e le coetanee seguite al Policlinico Gemelli. Stessa sorte per un altro ragazzo di quasi 17 anni in cura al Bambino Gesù: ieri aveva ancora 38 di febbre, ma si sta riprendendo. Gli altri 3 ragazzi sono stati rimandati a casa, ma dovranno assumere farmaci antivirali. Parenti, amici e coloro che sono venuti in contatto con loro nei giorni scorsi sono stati invitati a rimanere a casa per 7 giorni e sottoporsi alle misure di profilassi. Francesco Di Frischia

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Per colpa del taglio ai fondi la scuola va in crisi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Lettere data: 23/05/2009 - pag: 12 L'intervento Per colpa del taglio ai fondi la scuola va in crisi Gentile redazione, ho il dovere di segnalare al ministro Gelmini la grave emergenza finanziaria delle scuole statali, come denunciato in questi giorni nel Lazio da oltre 200 dirigenti scolastici che in una lettera a decine di migliaia di famiglie hanno evidenziato la loro impossibilità di sostenere il costo di supplenze, visite fiscali, corsi di recupero obbligatori e anche dei progetti educativi non finanziati direttamente dai genitori. Non poteva che essere questa, come avevamo previsto in Conferenza delle Regioni, la logica conseguenza dei tagli contemplati nella Finanziaria 2009, che ha azzerato persino i fondi per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole e ridotto del 40% le risorse per le supplenze. Ricordo di aver segnalato al ministro, a nome del Coordinamento degli assessori regionali a me affidato, la grave situazione che si configurerà nel prossimo anno scolastico sia sotto l'aspetto didattico che della sicurezza degli alunni. L'abolizione di ogni forma di compresenza dei docenti, derivata dai tagli agli organici, e l'attuale normativa sulle supplenze costringerà i dirigenti, in caso di assenza del titolare, a smistare gli alunni in altre classi con conseguente ulteriore sovraffollamento delle aule. Ma la situazione è aggravata ulteriormente dal taglio dei fondi di gestione. Ne è un esempio il Lazio, dove le scuole sono creditrici dello Stato per 170 milioni di residui attivi degli anni pregressi e dove già i docenti debbono chiedere alle famiglie il rifornimento dei materiali di ordinario consumo. In questo quadro la Regione ha investito risorse proprie e comunitarie: dai 7 milioni aggiuntivi per libri di testo e borse di studio, ai 43 annuali per i percorsi triennali di istruzione e formazione, destinati ai ragazzi a rischio di dispersione; dai 20 milioni utilizzati per fornire di laboratori gli Istituti professionali e tecnici, ai 10 milioni per l'istruzione e formazione tecnica superiore; dall'assegnazione di 120 aule informatiche a altrettante scuole medie laziali finora sprovviste, fino al recente stanziamento di 3,4 milioni per i corsi di Italiano per studenti stranieri e progetti interculturali. Per quanto attiene agli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, sottolineo che l'assessorato ai Lavori pubblici del Lazio ha stanziato nel triennio un importo pari a quanto il ministero della Pubblica istruzione ha disposto per l'intero territorio nazionale. Malgrado l'enorme sforzo compiuto dal Lazio, dalle altre Regioni e dagli Enti Locali e malgrado l'impegno professionale e umano del personale scolastico, non ci sono per le scuole le condizioni necessarie per garantire quella efficienza, sicurezza e qualità che tutti auspichiamo. Chiediamo fatti concreti, a partire dall'erogazione immediata delle risorse dovute alle Istituzioni scolastiche, allo stanziamento dei fondi del Miur per i percorsi triennali, ai fondi integrativi per il diritto allo studio. Silvia Costa Assessore regionale all'Istruzione Pagina a cura di Ester Palma

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Palermo ricorda la strage di Capaci (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

PALERMO Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina ha reso omaggio alle vittime della strage di Capaci nel giorno del 17esimo anniversario dell’eccidio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Il Capo dello Stato si è recato presso la Caserma Lungaro della Polizia, a Palermo, e dopo le note del Silenzio e la deposizione di una corona di fiori ha incontrato i familiari delle vittime di mafia. Al suo fianco il presidente del Senato Renato Schifani e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Presenti anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo Diego Cammarata, oltre ad esponenti politici e rappresentanti delle forze dell’ordine. In mattinata a Palermo è arrivata anche la Nave della Legalità, il grande traghetto della Snav che ha condotto nel capoluogo siciliano oltre 1500 tra studenti, insegnanti, accompagnatori ,volontari, per dedicare una giornata alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A bordo tutti ragazzi che dall’inizio dell’anno scolastico hanno lavorato a progetti collegati al tema della legalità, mettendo candore, passione, fantasia e persino senso dell’umorismo al servizio del concetto che vuole il rispetto delle regole tra le basi fondanti della democrazia e terreno bruciato per tutte le mafie. Dalla grande bocca dell’imbarcazione sono usciti gli studenti con in testa uno striscione sorretto, tra gli altri, dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la scritta: «esistono uomini che vivono cent’anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno con la testa in alto».

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Allarme influenza a Roma Chiudono 2 scuole per una settimana (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Salgono a 8 i casi in due istituti della Capitale Allarme influenza a Roma Chiudono 2 scuole per una settimana L'influenza A/H1N1 bussa le porte di casa nostra: il martedì scorso, 19 maggio, otto liceali romani reduci da un viaggio d'istruzione a New York tornano contagiati, ed è subito allarme. Per ironia della sorte, poi, i ragazzi frequentano due gloriosi e prestigiosi istituti dello stesso quartiere, Prati-Delle Vittorie, cioè il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e il liceo classico Dante Alighieri. Ieri mattina, quando ormai la notizia era apparsa sui giornali, il vice ministro Ferruccio Fazio «al fine di limitare al massimo la diffusione dell'infezione da virus» come si legge in una nota, e in accordo con il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha richiesto la chiusura delle due scuole (che riprenderanno le lezioni il 28 maggio) dove peraltro, già nei giorni precedenti, erano scattate le prime misure di contenimento dell'infezione. Le Asl competenti hanno attivato la sorveglianza dei giovani considerati «casi sospetti» e contattato gli insegnanti che avevano viaggiato con loro disponendo che gli studenti non tornassero a scuola per i sette giorni successivi al ritorno in Italia. Sull'intera vicenda è intervenuto ieri il sindaco Gianni Alemanno: «Siamo rimasti profondamente perplessi perchè il ministero ha ordinato le chiusure delle scuole senza preavvertire il Comune e le altre istituzioni locali. è un atteggiamento sbagliato», ha detto il primo cittadino romano. Alemanno ha reso noto che parlerà «con i responsabili del ministero. Ci sembra, comunque, necessario che in casi del genere il Comune venga preavvisato». Il ministro Fazio ha detto che gli otto liceali facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York. «Stiamo ora rintracciando tutti gli altri per verifiche». Cioè sapere se siano andati a scuola dopo il rientro. Fazio ha spiegato, che «sono coinvolte altre quattro scuole in Sicilia. Stiamo cercando di verificare se ci sono altri casi. Se non saranno accertati le scuole non chiuderanno». Nell'isola sarebbero quattro i casi sospetti. «Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare possibili rischi per i ragazzi. è necessario agire con la massima tempestività. è necessario che tutte le strutture scolastiche siano attentamente monitorate» ha fatto sapere il ministro Gelmini. In Italia i casi sono saliti a 15: l'ultimo è il figlio della donna di Trieste a cui mercoledì scorso era stata diagnosticata l'influenza al rientro dagli Usa.

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Napolitano ricorda la strage di Capaci "Falcone un grande esempio morale" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

PALERMO Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina ha reso omaggio alle vittime della strage di Capaci nel giorno del 17esimo anniversario dell’eccidio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Il Capo dello Stato si è recato presso la Caserma Lungaro della Polizia, a Palermo, e dopo le note del Silenzio e la deposizione di una corona di fiori ha incontrato i familiari delle vittime di mafia. Al suo fianco il presidente del Senato Renato Schifani e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Presenti anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo Diego Cammarata. Intervenendo dall’aula bunker del carcere Ucciardone il presidente ha sottolineato: «Lo Stato ha avuto in Giovanni Falcone e in Paolo Borsellino dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la causa della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo, e sempre continueremo a ricordarli come grandi esempi morali per i giovani e per tutta l’Italia». Poi ha aggiunto «Sono stati esempi di passione civica, di senso delle istituzioni, di abnegazione e spirito di sacrificio, fino all’estremo, nella lotta contro le forze del crimine, della violenza, dell’antistato. I frutti del loro lavoro restano preziosi: ben diversa sarebbe la condizione della Sicilia e dell’Italia se non ci fosse stato in quest’aula lo storico maxi processo contro la mafia, istruito dal pool di Falcone e Borsellino e affidato, per il giudizio, alla Corte d’Assise presieduta da Alfonso Giordano, giudice a latere Pietro Grasso». In mattinata a Palermo è arrivata anche la Nave della Legalità, il grande traghetto della Snav che ha condotto nel capoluogo siciliano oltre 1500 tra studenti, insegnanti, accompagnatori ,volontari, per dedicare una giornata alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A bordo tutti ragazzi che dall’inizio dell’anno scolastico hanno lavorato a progetti collegati al tema della legalità, mettendo candore, passione, fantasia e persino senso dell’umorismo al servizio del concetto che vuole il rispetto delle regole tra le basi fondanti della democrazia e terreno bruciato per tutte le mafie. Dalla grande bocca dell’imbarcazione sono usciti gli studenti con in testa uno striscione sorretto, tra gli altri, dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso con la scritta: «esistono uomini che vivono cent’anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno con la testa in alto».

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Otto casi a Roma Chiuse due scuole (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 23-05-2009 LA NUOVA INFLUENZA Fuori dai due istituti incertezza ma non paura tra gli studenti L'immunologo Aiuti: le Asl facciano profilassi a tutti i familiari Otto casi a Roma Chiuse due scuole I contagi tutti tra i 400 partecipanti a un progetto Onu per giovani a New York La decisione di lasciare a casa i ragazzi fino al 28 maggio è stata presa dal viceministro Fazio e dal ministro Gelmini Perplessità di un preside e del sindaco Alemanno per non essere stati avvisati in anticipo DA ROMA GIOVANNI RUGGIERO D ue scuole chiuse a Roma per il sospetto di contagio di influenza suina. Sei studenti e una professoressa hanno accusato i sintomi del virus A/H1N1. Alla fine in quattro sono risultati positivi, che si aggiungono ai quattro già individuati giovedì sera. Con altri compagni del Liceo Classico Dante Alighieri e del Convitto Vittorio Emanuele II sono rientrati martedì scorso da un viaggio negli Stati Uniti, per partecipare a un progetto che l'Onu organizza ogni anno con gli studenti di tutto il mondo. Dall'Italia è partito un gruppo di 400 persone, che ora è sotto verifica, afferma il viceministro della Sanità Fazio. Da ieri i portoni dei due istituti del quartiere Prati di Roma sono chiusi. Poco dopo mezzogiorno è uscito anche l'ultimo bidello. Fuori i ragazzi tirano calci a un pallone e si chiedono: «Perché abbiamo dovuto saperlo dai giornali che la nostra scuola sarebbe stata chiusa?» . Un altro aggiunge: «Non dovevano informare prima noi?» Sono in buona compagnia. Ieri il sindaco della città, Gianni Alemanno, si è posto le stesse domande. «Parlerò con i responsabili del ministero. promette il primo cittadino Certamente ci saranno motivazioni valide che li hanno indotti a prendere questa iniziativa, però in casi del genere il Comune dovrebbe essere preavvisato». Il contagio del virus all'italiana è dunque in atto. Venti studenti dei due istituti hanno partecipato al progetto dell'Onu Un Model Congress a New York accompagnati da alcuni insegnati. Mercoledì sono rientrati in classe, ma la sera si è diffusa la voce che un loro compagno del Convitto s'era influenzato. Primi sospetti, confermati giovedì quando due studenti e una professoressa hanno accusato forti sintomi di influenza. Riccardo, fuori all'istituto, dice che sarebbe stato logico usare misure precauzionali: «Hanno sbagliato. aggiunge La scuola andava chiusa subito», e tira una calcio al pallone. Ieri mattina, sono venuti tutti a scuola. Hanno aperto i portoni è c'è stata un'altalena di ipotesi e supposizioni. Si entra o non si entra? Infine il provvedimento è giunto. Ferruccio Fazio, in accordo con il ministro Mariastella Gelmini, ha disposto la chiusura dei due istituti. Una nota del ministro fa sapere che tutto è sotto controllo, e per tranquillizzare genitori, professori e ragazzi, precisa che il virus determina solo una sintomatologia simile a quella di una influenza stagionale leggera, con febbre, dolori articolari, mal di testa e mal di gola. Assicura poi che la diffusione nel nostro Paese è contenuta. «Sarà! commentano qua fuori Ma è meglio non beccarsela». Di poche parole il preside dell'Alighieri, Carlo Mari, anche perché la frittata è fatta: «Sono sicuramente preoccupato, perché la cosa non può essere sottovalutata e c'è un contorno di confusione che si poteva evitare». Il ministro Gelmini assicura che adesso si sta procedendo al monitoraggio di tutte le scuole romane ma invita anche lei a non drammatizzare. Mentre per contenere questo possibile contagio, il professore Ferdinando Aiuti auspica che le A- sl provvedano tempestivamente alla profilassi di tutti i contatti degli studenti e dei loro familiari, come è già accaduto con persone giunte dal Messico. «Però tranquillizza a sua volta non c'è alcun motivo di allarme sulla malattia perché si sta comportando come tutte le altre influenze e l'andamento dei casi a Roma è inferiore a quello osservato in altre capitali europee». In Italia, infatti, i casi confermati di nuova influenza umana, secondo il ministero della Salute, sono in tutto 18. Per l'Oms, invece, i casi nel mondo sono 11.172 con 86 decessi. Fuori dei due istituti nessuno pare eccessivamente spaventato. Hanno saputo (a mezzo stampa) che le scuole riapriranno il 28 di questo mese. Qualcuno è preoccupato, non tanto per il virus quanto per la media. «Perdiamo dice Riccardo, quarto ginnasio molti giorni di lezioni, proprio quando siamo alla fine e qualcuno ha bisogno di recuperare ». Fuori gli istituti, tra gli studenti l'impressione è che l'anno scolastico sia già finito: «Torniamo il 28 maggio? E a fare cosa?». Poi gli ultimi rimasti montano sui motorini, danno un'accelerata e vanno via sgommando.

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Napolitano ricorda la strage di Capaci "Falcone e Borsellino esempi morali" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

PALERMO L’abbraccio di centinaia di studenti, che hanno cantato in coro l’inno nazionale, ha accolto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’aula bunker del carcere palermitano Ucciardone per ricordare il 17esimo anniversario della strage di Capaci. Tredici alunni l’hanno cantato tenendosi per mano con Napolitano e i ministri presenti. È necessario «andare ancora avanti sulla strada tracciata da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino» che «continueremo sempre a ricordare come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia» ha detto il presidente della Repubblica rendendo omaggio ai due magistrati uccisi dalla mafia. Il capo dello Stato ha citato i due giudici siciliani come «esempi di passione civica, di senso delle istituzioni, di abnegazione e spirito di sacrificio, fino all’estremo, nella lotta contro le forze del crimine, della violenza dell’anti-Stato». Adesso «lo Stato democratico, procedendo decisamente oltre i rilevanti successi conseguiti anche di recente, deve fronteggiare - ha insistito Napolitano - la mafia e altre organizzazioni criminali in tutte le loro espressioni, quelle tradizionali tuttora perfettamente operanti, e quelle nuove, inserite in un contesto mondiale profondamente mutato». I frutti dell’impegno e del sacrificio di Falcone e Borsellino restano «preziosi», e il presidente della Repubblica osserva come «ben diversa sarebbe la condizione della Sicilia e dell’Italia se non ci fosse stato in quest’aula lo storico maxi-processo contro la mafia» istruito dal pool dei due magistrati uccisi dalla mafia. Falcone e Borsellino, ha proseguito il presidente, «li onoriamo e ammiriamo come autentici eroi della causa della legalità, della convivenza civile, della difesa dello Stato democratico». Napolitano non dimentica di ricordare anche le «amarezze che Falcone purtroppo conobbe e che non gli impedirono di fare fino in fondo la sua parte lasciandoci in eredità strumenti preziosi da rafforzare e aggiornare via via e da impiegare con determinazione e coerenza». Ad attendere il Capo dello Stato c’era il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, esponenti delle forze dell’ordine, autorità regionali e cittadine, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i ministri dell’Interno, Roberto Maroni e dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, quest’ultima arrivata nel capoluogo siciliano con la Nave della Legalità che ha portato a Palermo studenti e insegnanti. A aprire le commemorazioni è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione che organizza da anni le manifestazione per gli anniversari dell’eccidio di Capaci. Nell’aula bunker, che negli anni Ottanta fu teatro del primo maxiprocesso alle cosche istruito proprio da Falcone, gli interventi dei rappresentanti del governo si sono alternati a quelli degli studenti. Commosso il Capo dello Stato, che ha ricordato il sacrificio e il valore di Giovanni Falcone e del collega Paolo Borsellino, ucciso dalle cosche due mesi dopo. Il Presidente della Repubblica ha ascoltato con molta attenzione la poesia di tre bambini che hanno chiesto «una scuola nuova con finestre aperte sul mondo». Il ministro Alfano, che ha annunciato un ulteriore inasprimento del carcere duro, e Maroni hanno ricordato le recenti norme antimafia approvate dal governo e i successi delle forze dell’ordine nel contrasto ai clan. «Il valore dei beni sequestrati alla mafia nel 2008 - ha detto Maroni - è triplicato rispetto all’anno precedente». I ministri hanno ribadito che «lo stato c’è e si fa sentire anche se la strada che porta alla sconfitta di Cosa nostra è ancora lunga».

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Controlli su nove liceali siciliani. Polemiche sui ritardati interventi d'isolamento (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Scuola

Controlli su nove liceali siciliani. Polemiche sui ritardati interventi d'isolamento Giancarlo Cologgi Roma. Provvedimento di chiusura per due istituti superiori romani disposto dal ministero della Salute dopo l'accertamento di otto casi di nuova influenza che hanno riguardato alcuni liceali di ritorno da New York dopo un soggiorno di studio. La decisione, annunciata dal vice ministro alla salute Ferruccio Fazio, riguarda il Convitto Nazionale e il Liceo classico Dante Alighieri. È la prima volta che si dispone la chiusura di scuole a scopo precauzionale in applicazione delle misure preventive decise dal ministero in relazione all'emergenza della nuova influenza. Una decisione, ha spiegato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, «presa a scopo precauzionale per evitare possibili rischi per i ragazzi». I liceali risultati positivi alla nuova influenza facevano parte di un gruppo di 400 studenti italiani che ha raggiunto un gruppo di altri 10 mila studenti a New York. «Verifiche - ha spiegato il sottosegretario Fazio - sono in corso ora sui 400 studenti». Controlli sono stati eseguiti anche su nove studenti provenienti da New York tra Catania e Messina. Cinque tamponi sono risultati già negativi, l'esito degli altri quattro si conoscerà oggi. Il monitoraggio è stato avviato esclusivamente a scopo precauzionale, e nessuno dei ragazzi ancora in attesa degli esami clinici evidenzia sintomi preoccupanti, tanto che sono stati fatti tornare a casa e non sono stati ricoverati. Gli studenti erano rientrati da New York insieme alle loro classi dopo un soggiorno di studio lo scorso 19 maggio, un progetto curato dalla United Nations Association of the United States of America (Una-Usa), un'organizzazione indipendente che appoggia le attività dell'Onu, ma gestisce autonomamente programmi come l'Un Model Congress. Rientrati dagli Usa, già durante il viaggio di ritorno, i sette studenti hanno avvertito i primi sintomi. Poi per cinque di loro la conferma del contagio. Gli studenti che hanno partecipato al viaggio ma che non sono stati contagiati dovranno rimanere nelle loro case in isolamento per una settimana. La disposizione ministeriale però è stata comunicata solo in tarda mattinata alla dirigenza scolastica dei due istituti che stamani hanno regolarmente aperto: il dirigente dell'ufficio scolastico regionale si è subito attivato per predisporre il provvedimento di chiusura arrivato poi in tarda mattinata. Le due scuole così hanno provveduto a chiamare i genitori degli alunni minorenni e ad allontanare gli studenti maggiorenni una volta che il provvedimento del ministero era stato ufficializzato. I due istituti, secondo quanto disposto dal ministero, riapriranno tra sette giorni. I ragazzi, per nulla preoccupati «da un'influenza che non è letale ma che può essere curata», hanno accolto con applausi la settimana di vacanza forzata. Perplesso sulla mancanza di preavviso si è detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno perché «il ministero ha ordinato le chiusure delle scuole senza avvertire il Comune e le altre istituzioni locali. È un atteggiamento sbagliato». Un funzionario dell'Onu intanto precisa che «il Palazzo di Vetro non c'entra con i casi di nuova influenza che hanno colpito ragazzi italiani che avevano partecipato a un progetto ispirato ai lavori delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite non hanno controllo su quello che accade al di fuori del loro territorio. Dal suo canto, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte prepararsi in qualche modo al peggio, prevedendo un ulteriore aumento dei casi e della loro gravità. E non scarta l'ipotesi d'innalzare alla fase 6 (ovvero, pandemia) il livello d'allarme.

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Napolitano ricorda Falcone (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

maroni: «500 kg di tritolo non cancellano le idee del magistrato assassinato» Napolitano ricorda Falcone «Grande esempio morale» Il capo dello Stato nell'aula bunker dell'Ucciardone, a 17 anni da Capaci: "Tutti osservino equilibri costituzionali» PALERMO- Inizia con la voce rotta dall'emozione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo ricordo di Giovanni Falcone nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo. A 17 anni dalla strage di Capaci (in cui persero la vita il giudice antimafia, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro), Napolitano sottolinea che «mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita». Commemorando Falcone, il capo dello Stato, che ha anche incontrato i familiari delle vittime di mafia, ha detto che nella lotta alla mafia conta «la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto», e ha sottolineato che essa «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli». IL RICORDO - «Nel luglio del'93 - ricorda il capo dello Stato - ero stato a Catania da presidente della Camera per unirmi a una grande manifestazione in onore di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro oridito dalla mafia per eliminarlo. E nel segno di questa continuità da me profondamente sentita, che si colloca la mia presenza oggi come Capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per la cause della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo e sempre continueremo a farlo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia». «BUONA POLITICA E SVILUPPO CONTRO LA MAFIA» Gli applausi interrompono quattro volte il discorso del capo dello Stato. La prima quando Napolitano ricorda proprio il maxiprocesso antimafia. Poi quando il presidente della Repubblica cita il suo «più profondo apprezzamento per tutte le associazioni antimafia, antiracket ed antiusura come "Addio Pizzo" e "Liberofuturo" per il loro impegno e la loro tenacia». Lo stesso accade quando lo stesso apprezzamento va «a quei tanti imprenditori e commercianti che hanno alzato e stanno alzando la testa» e ad «organizzazioni come la confindustria siciliana, sostenuta da quella nazionale» per le sue «scelte nette e coraggiose». Emma Marcegaglia, che ha da poco preso la parola dopo i ministri Gelimini, Alfano e Maroni, abbassa a questo punto lievemente la testa, in segno di ringraziamento. Quindi «omaggio a quegli uomini di governo e alle forze parlamentari che assecondarono gli sforzi e le ide di Falcone e Borsellino». Oggi «lo Stato democratico deve fronteggiare, sulla base dei rilevanti successi conseguiti anche di recente, le organizzazioni criminali in tutte le loro espressioni, quelle tradizionali come quelle nuove, inserite in un contesto mondiale profondamente mutato». In questo ambito di «innovazione e sviluppo dell'iniziativa antimafia si conferma vitale il ruolo di una istituzione voluta da Falcone e Borsellino, la Procura Nazionale Antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura ed autorevolezza». «Occorre più che mai assicurare alla procura nazionale antimafia la possibilità di operare in un clima di leale, piena collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni». «EMOZIONATO» - Oltre al capo dello Stato, sono presenti all'Ucciardone il ministro degli Interni Roberto Maroni, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. «Non è la prima volta che vengo qui, rinnovo l'emozione che ho provato altre volte» ha detto Napolitano appena arrivato all'aula bunker. Il capo dello Stato ha salutato una parata di studenti che lo attendevano all'entrata. LA NAVE DELLA LEGALITÀ - Nell'aula bunker dell'Ucciardone, ad ascoltare le parole di Napolitano, circa 1.500 studenti provenienti da tutta Italia: guidati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, sono arrivati a Palermo a bordo della nave della legalità. A aprire le commemorazioni è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione che organizza da anni le manifestazione per gli anniversari dell'eccidio di Capaci. MARONI - Lo Stato, ha assicurato Maroni rivolgendosi agli studenti presenti nell'aula bunker dell'Ucciardone «continuerà con determinazione il suo impegno contro la mafia». «In questo modo - ha aggiunto il ministro - intendiamo onorare la testimonianza di un uomo, Giovanni Falcone, che 500 chili di tritolo non hanno potuto cancellare dalla nostra memoria. Lo Stato c'è». Da parte sua il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato un ulteriore inasprimento del carcere duro: «Entro un mese il carcere duro verrà ancora inasprito. I boss, poi, non potranno più lasciare i loro soldi ai figli. Faremo del contrasto alla mafia la lotta morale da dedicare a tutte le vittime» ha detto il Guardasigilli. stampa |

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA PRIMO PIANO pag. 3 «Scioperi flop Ma è un guaio lo stesso» TENSIONE NEGLI ISTITUTI LA SCUOLA è in ginocchio? Dal provveditorato continuano ad arrivare dati con luci e ombre. Sono quelli dell'ultimo sciopero contro legge Gelmini e tagli, indetto da Cobas e Usi, in data 15 maggio. Da un lato, cifre modeste: 146 persone in sciopero (dai bidelli ai prof di ogni ordine e grado) su quasi 11mila lavoratori dei 95 plessi della provincia, appena l'1,3% del totale. «Mi viene una considerazione dice il provveditore agli studi Gino Malaguti : gli stessi Cobas che si sono resi protagonisti in negativo l'altro giorno al Lingotto all'assemblea dei metalmeccanici sono davvero una componente marginale anche nella scuola. Allo stesso tempo, però, anche numeri così ridotti hanno causato disagi. Ci sono state classi dove i ragazzi sono dovuti tornare a casa anzitempo, o hanno passato un'ora in palestra. A discapito dell'attività didattica». ALLE superiori braccia incrociate per 40 insegnanti su 2745, tra il personale amministrativo e tecnico (bidelli e segretarie) 33 su 2483. Lo sciopero precedente il 18 marzo targato Cgil e Gilda aveva toccato invece circa un 20% di adesioni, con 2100 su 10700. Curiosità: anche tre presidi aderirono. A conferma che comunque il tema resta caldissimo e sentito.

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La sfida dell'informazione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 8 La sfida dell'informazione «Non abbiate paura» Sponsor vip per i giornali gratis ai ragazzi dall'inviato PAOLO PELLEGRINI BORGO LA BAGNAIA (Siena) NON ABBIATE PAURA. Si inginocchia davanti alla lavagna per lasciare il suo titolo', Massimo D'Alema. E la citazione di papa Wojtyla resta uno dei messaggi più forti, nella mattinata che chiude la sesta edizione di Crescere tra le righe', il meeting organizzato a Borgo La Bagnaia dall'Osservatorio Permanente Giovani Editori per tirare le fila di Quotidiano in Classe, ma anche per studiare nuove iniziative per rilanciare la lettura dei quotidiani alla presenza di un convitato di pietra imbarazzante come l'universo dei nuovi media. Tanto che, al momento di congedare e salutare la vivace platea di questi studenti che accarezza come irriverenti' (anche con qualche stonatura) questi ragazzi «capaci di domande scomode», il presidente dell'Osservatorio Andrea Ceccherini lancia l'idea per le prossime stagioni. Giornali di carta insieme all'informazione in Rete: «Un grande portale internet annuncia dall'anno scolastico 2009-10 per far entrare alta e forte l'opinione di una generazione che troppo spesso non si sente». Accanto, però, anche una giornata dedicata all'esercito dei prof che li accompagnano e li guidano: si chiamerà Docente Doc, è in agenda a Firenze per il 9 dicembre, con il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. IL SIPARIO si chiude con Ceccherini che ringrazia l'ospitalità della signora Marisa Monti Riffeser, ma anche il sottosegretario Paolo Bonaiuti che ha scelto questi microfoni per lanciare l'idea dell'abbonamento gratis per sei mesi ai diciottenni, «però a tutti auspica e non solo a quelli che hanno partecipato a Quotidiano in Classe». La mattinata si era aperta con l'ultimo dato della ricerca Eurisko sui teenager di Quotidiano in Classe: ha voglia di votare il 63%, e il 75% sa bene che può fare la differenza nella salute dell'ambiente. LA DRITTA giusta per il presidente dell'Acri Giuseppe Guazzetti che, intervistato sul palco dal direttore de La Nazione Giuseppe Mascambruno e stimolato dalle domande dei ragazzi, richiama i giovani a partecipare, «perché la storia del mondo è stata fatta da uomini partiti da zer»". Di giornali e partecipazione discutono anche Diego Della Valle («la stampa dice non racconta male: il problema forse è gli ingredienti che le sono offerti»), Marco Tronchetti Provera («i giovani devono entrare nella vita civile e nei giornali in modo più marcato») e il presidente di Banca Mps Giuseppe Mussari, più critico quando dice che «se si legge poco, non bisogna cambiare il pubblico ma il prodotto». Parlano di giornali anche Massimo D'Alema e Gianfranco Fini: «La scuola dice D'Alema deve fare della lettura uno degli trumenti fondamentali», «Il ministero concorda Fini deve pensare a qualche iniziativa». Applausi, sipario. Si torna in classe. Di sicuro più ricchi. Image: 20090524/foto/6799.jpg

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 13 «Falcone e Borsellino, onore a due magistrati eroi della legalità» Strage di Capaci, l'emozione di Napolitano dall'inviato MARCO SASSANO PALERMO «MAI COME in questa occasione e davanti alla memoria di questi uomini-simbolo, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sentiamo di essere una nazione, una grande nazione unita». Sono queste le prime parole che il Capo dello Stato pronuncia nella grande aula bunker di Palermo, quella che fu costruita per ospitare il maxiprocesso a Cosa Nostra istruito dai due giudici poi assassinati. Con la voce rotta per la commozione aggiunge: «Vedo di anno in anno crescere la speranza, smuoversi le coscienze. Onoriamo e ammiriamo questi due magistrati come autentici eroi della causa della legalità, della convivenza civile, della difesa dello Stato democratico». Per Giorgio Napolitano (foto LaPresse), in questo diciassettesimo anniversario della strage di Capaci, «conta la crescita della coscienza civica e della fiducia nello Stato di diritto. Fiducia che costituisce un vero e proprio capitale sociale e che può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, in ogni circostanza». IL RICHIAMO del Presidente diviene ancora più severo quando aggiunge: «Conta la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Contro la mafia lo Stato deve fare la sua parte con leggi e provvedimenti, le forze dell'ordine e la magistratura devono operare, ma per Napolitano c'è anche «un altro versante fondamentale: quello della mobilitazione collettiva, del costante dispiegamento delle migliori energie della società civile allo scopo di trasmettere e diffondere la memoria storica delle drammatiche e tragiche vicende vissute dall'Italia». E ha invitato i giovani a crescere «nei valori della libertà, della legalità e della democrazia: Falcone e Borsellino non sono stati sconfitti perché le loro idee vanno avanti». NELL'AULA bunker con il Capo dello Stato c'erano il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, insieme a quelli dell'Interno, Roberto Maroni, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quest'ultima è arrivata nel capoluogo siciliano con la Nave della Legalità' insieme a centinaia di studenti e insegnanti. Giorgio Napolitano ha ascoltato con molta attenzione la poesia di tre bambini che hanno chiesto «una scuola nuova con finestre aperte sul mondo». In serata, a Gibellina, il Presidente ha sottolineato come negli ultimi tempi ci sono stati «risultati straordinari in azioni contro la criminalità», ma che, insieme e questo, serve una «mobilitazione civile che coinvolga tutti». Per Napolitano il problema è che bisogna coniugare questa azione di repressione con l'impegno e la mobilitazione della società: si deve «costruire una cultura della legalità che riesca veramente a dare l'impronta alle coscienze e alla vita degli italiani». Image: 20090524/foto/6858.jpg

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MARCO ZAIA, ministro dell'Agricoltura e leghista trevigiano preannuncia l'obbligo ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il caffè¨ della domenica pag. 32 MARCO ZAIA, ministro dell'Agricoltura e leghista trevigiano preannuncia l'obbligo ... MARCO ZAIA, ministro dell'Agricoltura e leghista trevigiano preannuncia l'obbligo imminente di studiare il dialetto veneto nelle scuole dell'ex Serenissima Repubblica. Frena, per ora, Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dicendo che le materie fondamentali sono altre. Ma c'è da giurare che Zaia non si arrenderà tanto facilmente. E allora in prima elementare i tosèti (bambini), extracomunitari compresi, dovranno declamare carèga, piròn, seciàro, forèta, balòn, munàro. In quinta dovranno padroneggiare termini quali ciòpa, ciàpa, mulèsin, pissìn, inmagà, inbriagà, inbaucà, incatijà, ciacolòn, insiminìo. Non è da escludere che l'esame di maturità comprenda l'analisi del seguente testo: Còssa séghelo l segato? Còssa lìghelo l sogato? Còssa sìghelo l so gato? E l segato còssa sùghelo? Galo sugà la séga che no la siga? Galo segà la sòga che no la liga? Còssa galo l so gato? E l so galo còssa galo? (Meneghello docet). Al termine degli studi, gli imprenditori di razza veneta potranno girare il mondo per vendere così i loro prodotti: «Vurrisseo comprar la me roba, fata in Padania?». Altro che inglese... Ps - Ci scusiamo con i lettori di lingua italiana per l'incomprensibilità di parte del testo. Per la traduzione rivolgersi al ministro Zaia.

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Napolitano: Borsellino e Falcone eroi della legalità (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Napolitano: «Borsellino e Falcone eroi della legalità» MARISTELLA IERVASI I teenager antimafia entrano nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo è hanno il fiato in gola quando vedono le gabbie allineate dove erano rinchiusi 475 boss imputati. La sera prima sulla nave della legalità avevano visto un video sulla storia dell'antimafia. Hanno visto Falcone istruire quel primo maxi processo. Hanno sentito il magistrato Paolo Borsellino dire sulle macerie della strage di Capaci: «Falcone non andava bene ai suoi amici magistrati». E hanno visto anche le immagini di questo giudice saltare in aria in via D'Amelio per mano della mafia. Paolo Bertolini, 20 anni, studente liceale a Cecina e rimasto fuori dall'aula bunker. La sera prima aveva fatto una domanda, l'unica scomoda, al dibattito sull'antiracket: «Approfitto della presenza di un rappresentante del governo per chiedere, e scusate se rovino il clima di festa, come è possibile oggi fare il magistrato in un paese in cui il Capo del governo attacca i magistratrati». La Gelmini non risponde. Il microfono passa nelle mani di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che si limita a dire: «Non mi sento personalmente attaccato. Esiste un principio costituzionale che è quello della separazione dei poteri... ». L'UCCIARDONE Paolo va a letto deluso. Ma all'indomani proprio dall'Ucciardone parla il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Conta nella lotta contro la mafia - sottolinea - la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto» che «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli. Conta - precisa il Presidente - la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Lo studente di Cecina ha le lacrime agli occhi. «Indirettamente - dice tra l'emozione - è come se il Presidente ha risposto a me». C'è un'altra Italia a Palermo. Dalla pancia della nave della legalità 1.500 studenti, la maggiorparte minorenni, hanno invaso i quartieri critici della città,: Brancaccio, Zen, Borgo Nuovo, Kalsa, cantando la canzone anticrimine «Pensa" di Francesco Moro, indossando le magliette della Fondazione Falcone e srotolando striscioni. Ovunque. Ragazzi che fanno la loro parte nelle scuole per diffondere i valori della democrazia e della legalità. Parole del discorso di Napolitano («Falcone e Borsellino sono stati eroi coraggiosi e le loro idee non sono state sconfitte») e messaggi dei giudici («Per sconfiggere Cosa Nostra ci vuole repressione, educazione alla legalità e sviluppo economico non inquinato») che gli studenti fanno proprie all'istante, con rap improvvisati o poesie anti-pizzo. MARIA FALCONE Maria Falcone, sorella del magistrato di cui ricorre il diciassettesimo anniversario della morte, quasi lo grida a tutta Palermo: «Ogni anno siamo sempre di più. La mafia sarà vinta da un esercito di alunni e maestri elementari». E perfino Maristella Gelmini lascia per un attimo il suo amplob e lancia un segnale di ottimismo: «Vedo in voi - dice agli studenti- un impegno reale». Per ricordare Falcone e Borsellino sono arrivati anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, i ministri Angelino Alfano (giustizia) e Roberto Maroni (interno). Ma a molti insegnanti i politici hanno lasciato un sapore da vetrina pre-elettorale. Come sottolinea P. B. docente di Filosofia a Verona: «Sentire parlare di legalità da chi ha fatto il Lodo Alfano.». Francesco, 16 anni, di Benevento, trascrive sul quaderno tutte le cifre del crimine sgominato diffuse da Maroni: «Nel 2008 sono stati sottratti alla mafia 4 miliardi di euro , tre volte di più del 2007». Un gruppo di studenti di Cecina incontra Vincenzo Conticello, il proprietario della Focacceria "San Francesco", l'impreditore palermitano che si è ribellato al antiracket. Preferiscono lasciare le istituzioni e farsi raccontare la sua storia. Altri intonano lo slogan: «Palermo è nostra non è di Cosa Nostra». Uno striscione del Cobas («la mafia ringrazio lo Stato») è stato strappato dalla polizia. I giovani improvvisano Rap e recitano poesie anti-pizzo. Alcuni non erano neppure nati quando la mafia uccise Falcone e la sua scorta. Napolitano incontra i giovani sbarcati dalla nave della legalità.

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I teenager antimafia entrano nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo è hanno il fi... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

I teenager antimafia entrano nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo è hanno il fiato in gola quando vedono le gabbie allineate dove erano rinchiusi 475 boss imputati. La sera prima sulla nave della legalità avevano visto un video sulla storia dell'antimafia. Hanno visto Falcone istruire quel primo maxi processo. Hanno sentito il magistrato Paolo Borsellino dire sulle macerie della strage di Capaci: «Falcone non andava bene ai suoi amici magistrati». E hanno visto anche le immagini di questo giudice saltare in aria in via D'Amelio per mano della mafia. Paolo Bertolini, 20 anni, studente liceale a Cecina e rimasto fuori dall'aula bunker. La sera prima aveva fatto una domanda, l'unica scomoda, al dibattito sull'antiracket: «Approfitto della presenza di un rappresentante del governo per chiedere, e scusate se rovino il clima di festa, come è possibile oggi fare il magistrato in un paese in cui il Capo del governo attacca i magistratrati». La Gelmini non risponde. Il microfono passa nelle mani di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che si limita a dire: «Non mi sento personalmente attaccato. Esiste un principio costituzionale che è quello della separazione dei poteri... ». L'UCCIARDONE Paolo va a letto deluso. Ma all'indomani proprio dall'Ucciardone parla il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Conta nella lotta contro la mafia - sottolinea - la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto» che «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli. Conta - precisa il Presidente - la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Lo studente di Cecina ha le lacrime agli occhi. «Indirettamente - dice tra l'emozione - è come se il Presidente ha risposto a me». C'è un'altra Italia a Palermo. Dalla pancia della nave della legalità 1.500 studenti, la maggiorparte minorenni, hanno invaso i quartieri critici della città,: Brancaccio, Zen, Borgo Nuovo, Kalsa, cantando la canzone anticrimine «Pensa" di Francesco Moro, indossando le magliette della Fondazione Falcone e srotolando striscioni. Ovunque. Ragazzi che fanno la loro parte nelle scuole per diffondere i valori della democrazia e della legalità. Parole del discorso di Napolitano («Falcone e Borsellino sono stati eroi coraggiosi e le loro idee non sono state sconfitte») e messaggi dei giudici («Per sconfiggere Cosa Nostra ci vuole repressione, educazione alla legalità e sviluppo economico non inquinato») che gli studenti fanno proprie all'istante, con rap improvvisati o poesie anti-pizzo. MARIA FALCONE Maria Falcone, sorella del magistrato di cui ricorre il diciassettesimo anniversario della morte, quasi lo grida a tutta Palermo: «Ogni anno siamo sempre di più. La mafia sarà vinta da un esercito di alunni e maestri elementari». E perfino Maristella Gelmini lascia per un attimo il suo amplob e lancia un segnale di ottimismo: «Vedo in voi - dice agli studenti- un impegno reale». Per ricordare Falcone e Borsellino sono arrivati anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, i ministri Angelino Alfano (giustizia) e Roberto Maroni (interno). Ma a molti insegnanti i politici hanno lasciato un sapore da vetrina pre-elettorale. Come sottolinea P. B. docente di Filosofia a Verona: «Sentire parlare di legalità da chi ha fatto il Lodo Alfano.». Francesco, 16 anni, di Benevento, trascrive sul quaderno tutte le cifre del crimine sgominato diffuse da Maroni: «Nel 2008 sono stati sottratti alla mafia 4 miliardi di euro , tre volte di più del 2007». Un gruppo di studenti di Cecina incontra Vincenzo Conticello, il proprietario della Focacceria "San Francesco", l'impreditore palermitano che si è ribellato al antiracket. Preferiscono lasciare le istituzioni e farsi raccontare la sua storia. Altri intonano lo slogan: «Palermo è nostra non è di Cosa Nostra». Uno striscione del Cobas («la mafia ringrazio lo Stato») è stato strappato dalla polizia.

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napolitano tra i ragazzi antimafia "falcone e borsellino eroi di libertà" - alessandra ziniti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Napolitano tra i ragazzi antimafia "Falcone e Borsellino eroi di libertà" L´anniversario della strage di Capaci. Maroni: lo Stato c´è Piccolo giallo sul mancato invito di Schifani alla cena tra Lombardo e il capo dello Stato In piazza migliaia di studenti, tra rap contro il pizzo e girotondi intorno all´aula bunker ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Il ministro Maroni arriva con il figlio di 11anni. «Prima ancora delle bellezze paesaggistiche ho voluto che vedesse i segni della tragedia della mafia che noi stiamo combattendo quotidianamente con forze dell´ordine e magistratura». Nell´aula bunker dell´Ucciardone sono più di duemila i ragazzini così: magliette con i volti di Falcone e Borsellino, striscioni e cartelloni. Cantano «rap» antimafia e antipizzo, fanno il girotondo lì dove si svolse il primo storico maxiprocesso alla mafia tenendo per mano i tre ministri presenti, quello della Giustizia Angelino Alfano, quello dell´Interno Maroni, quello della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Batte la mano a ritmo l´ospite d´onore delle celebrazioni di quest´anno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano arrivato insieme alla moglie Clio per rendere omaggio a tutti i caduti di mafia nel diciassettesimo anniversario della strage di Capaci. Prende la parola visibilmente emozionato Napolitano. Gli trema la voce quando ricorda quel giorno, ma poi ritrova fermezza e lancia il suo monito: «Per sconfiggere la mafia e la criminalità in Sicilia e nel Mezzogiorno conta la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l´efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Ad ascoltarlo, dai maxischermi sistemati in quattro piazze dei quartieri a rischio della città ci sono altre migliaia di studenti. A loro, poi dal palco di Piazza il presidente rivolge un messaggio di speranza: «Crescete in quei valori di libertà, legalità, democrazia per i quali si sono sacrificati Falcone e Borsellino. Sono stati degli eroi ma non sono stati sconfitti. La mafia non è più impunita e si può battere». Ed eccoli poi, le migliaia di ragazzi giunti da tutta Italia con la nave della legalità. Eccoli nel pomeriggio sfilare fin sotto l´albero Falcone, eccoli spellarsi le mani ad applaudire il procuratore nazionale Piero Grasso. Alla nuova legislazione antimafia già approvata dalla Camera il capo dello Stato ha espresso il suo apprezzamento mentre il ministro di Grazia e giustizia Alfano ha ricordato: «Oggi i killer di Falcone sono tutti arrestati e condannati e il carcere duro diventerà durissimo». «Lo Stato c´è e si fa sentire», ha aggiunto Maroni dando i numeri dei recenti successi nell´azione di contrasto alla mafia: dall´impennata nei sequestri dei beni, nel 2008 triplicati rispetto all´anno precedente. Sul palco, allestito sotto l´albero, insieme a Grasso e Maria Falcone anche i comici Ficarra e Picone che leggono un loro testo di 4 anni fa. «Io non la voglio lasciare questa Sicilia - recita il pezzo - Voglio rimanere perché voglio vincere». La giornata ha avuto anche un risvolto polemico: il mancato invito da parte del governatore Lombardo al presidente del Senato Schifani ad una cena in onore del capo dello Stato Giorgio Napolitano. «No, non mi hanno invitato, ho passato la serata in famiglia», ha risposto Schifani a chi gli chiedeva se avesse partecipato all´evento. Ne è nato un piccolo "giallo" che ha costretto Lombardo a precisare: «Nessuno sgarbo istituzionale, non era presente nessuna carica nazionale».

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Napolitano: (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Nell'aula bunker dell'Ucciardone il Capo dello Stato onora il 17 anniversario della strage di Capaci Napolitano: «Falcone esempio morale» Lotta alla mafia Il Presidente: «Si rafforza nel clima di rispetto degli equilibri istituzionali» Gaetano Mineo PALERMO La Sicilia si commuove nel ricordo di Falcone. Ieri, infatti, era il giorno del 17 anniversario della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. E così, per non dimenticare quel drammatico attentato, puntualmente Palermo diventa teatro di una serie di manifestazioni a cui hanno partecipato tra gli altri, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dunque, una Sicilia che mostra ancora i segni di quel tragico evento. Lo stesso Napolitano, nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone, nel corso della cerimonia (è stato anche ricordato il giudice Paolo Bersellino), ha esordito con voce rotta dall'emozione per ricordare «l'esempio morale» che è stato Falcone: «Mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo di essere una nazione e una nazione unita». Il Capo dello Stato ha anche incontrato i familiari delle vittime di mafia, sottolineando che nella lotta alla mafia conta «la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto». Una lotta che per Napolitano «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli». Un'aula gremita. Oltre al capo dello Stato, accolto da una standing ovation degli studenti, presente il presidente del Senato, Renato Schifani, per il quale «la mafia è un male assoluto, va isolata perché può essere debellata e sconfitta». C'erano anche i ministri degli Interni Roberto Maroni con il figlio «affinché veda i segni» della tragedia e dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Più che determinato è apparso il Guardasigilli Angelino Alfano quando ha tuonato: «Entro un mese il carcere duro verrà ancora inasprito. I boss, poi, non potranno più lasciare i loro soldi ai figli». Anche gli industriali, infine, hanno partecipato, «per testimoniare l'impegno solenne di Confindustria nella lotta alla criminalità», ha detto Emma Marcegaglia.

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napolitano: "la mafia non è più impunità" - alessandra ziniti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Napolitano: "La mafia non è più impunità" Il capo dello Stato al bunker nel giorno di Falcone. Cinquemila giovani invadono la città Grasso: "Nel 2010 raddoppia la nave della legalità" I ministri: "Più fondi per la lotta" Scambio di battute tra Ficarra e Picone e il capo della Dna sul palco allestito in via Notarbartolo ALESSANDRA ZINITI I 1.500 sulla nave della legalità, i 4.000 nelle quattro piazze di Palermo. E i 2.000 che sono rimasti a terra perché non c´era spazio per tutti. L´annuncio del procuratore nazionale antimafia arriva subito dopo che sotto l´albero Falcone è suonato il silenzio in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. «L´anno prossimo arriveranno due navi, una porterà il nome di Falcone, l´altra quello di Borsellino. Speriamo presto di poter realizzare una flotta della legalità». Non è una battuta. è l´impegno che Piero Grasso ha strappato alla Snav, la compagnia di navigazione che da anni mette un suo mezzo a disposizione della Fondazione Falcone per portare a Palermo oltre un migliaio di studenti delle scuole di tutta Italia, vincitori del concorso per partecipare alle manifestazioni del 23 maggio. E le richieste sono ogni anno di più. Ci fosse stato qualcuno in più affacciato alle finestre di via Notarbartolo ieri pomeriggio durante la kermesse che ha visto, a sorpresa, la partecipazione di Ficarra e Picone, la "festa" del 23 maggio sarebbe stata ancora più bella. I due comici palermitani recitano il duetto scritto da loro quattro anni fa: «Io non la voglio lasciare questa Sicilia - recita il pezzo - Voglio rimanere perché voglio vincere». Protagonisti della giornata, ancora una volta, i più piccoli che, con il loro entusiasmo, a suon di musica e di poesie, ieri hanno trascinato anche i vertici delle istituzioni chiamati ad accompagnare con le mani, nell´aula bunker dell´Ucciardone, il "rap" dei ragazzini di Addiopizzo. Con loro anche il capo dello Stato con la moglie Clio, ospite d´onore della manifestazione tenutasi in mattinata all´aula bunker con la partecipazione di tre ministri, quello dell´Interno Maroni, quello della Giustizia Alfano, quello della Pubblica istruzione Gelmini e del presidente di Confindustria Marcegaglia. è stato un capo dello Stato visibilmente commosso e con la voce a tratti tremante quello che ha preso la parola per ultimo. «Incancellabile resta nel mio animo l´emozione che mi colse quel 23 maggio del 1992. Fu quello un momento terribile per tutti noi, che sentimmo scricchiolare le istituzioni repubblicane sotto l´attacco diretto e spietato della mafia». Poi il plauso al varo della nuova legislazione antimafia da parte del governo dopo che, prima Alfano, poi Maroni, avevano fornito dati e cifre per illustrare i recenti successi delle forze dell´ordine con l´arresto di oltre 1.000 persone dall´inizio dell´anno ad oggi e la consistenza dell´aggressione ai patrimoni di Cosa nostra: 440 milioni di euro nel fondo della giustizia e 14 milioni di beni confiscati. «è quello che si sta facendo - ha aggiunto Napolitano - anche attraverso misure di legge sottoposte dal governo all´esame del Parlamento e in parte già approvate. In particolare misure di prevenzione personale patrimoniale anche applicabili in modo disgiunto, nonchè misure volte, lungo la strada aperta dalla legge Rognoni-La Torre, ad aggredire i patrimoni e il potere economico della mafia». Un plauso particolare il capo dello Stato ha voluto attribuirlo ai nuovi poteri conferiti alla Procura nazionale antimafia, «oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura e autorevolezza». «Occorre più che mai assicurare alla Procura nazionale antimafia la possibilità di operare in un clima di piena, leale collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni». Poi Napolitano ha voluto andare a dare il segno tangibile della sua presenza anche ad alcuni dei tanti ragazzi che non avevano trovato posto all´aula-bunker e ha scelto piazza Magione, luogo natio di Falcone e Borsellino. A loro il capo dello Stato ha detto: «Crescete in quei valori di libertà, legalità, democrazia per i quali si sono sacrificati Falcone e Borsellino. Sono stati degli eroi ma non sono stati sconfitti. Le loro idee vanno avanti e la loro battaglia è proseguita con grandi successi. La mafia non è più impunità e si può battere con il vostro aiuto. Dovete essere d´esempio anche alle generazioni più anziane».

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il dissenso in piazza i cobas contestano alfano e la gelmini - salvo palazzolo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo La Digos sequestra uno striscione. Quattro insegnanti denunciati Il dissenso in piazza i Cobas contestano Alfano e la Gelmini I professori avevano esibito una scritta contro la riforma della scuola SALVO PALAZZOLO (segue dalla prima di cronaca) Gli agenti girano attorno allo striscione. è scritto: «La mafia ringrazia lo Stato per la morte della scuola». Firmato, «Cobas scuola». Intanto, il corteo festoso degli studenti è quasi arrivato davanti all´albero Falcone. In prima fila ci sono la sorella del giudice, il procuratore nazionale Piero Grasso, il sindaco di Gela Rosario Crocetta, Leoluca Orlando, il vice sindaco Mario Milone. Salgono tutti sul palco. E all´improvviso, gli agenti attorno allo striscione dei Cobas sono diventati molti di più. Le insegnanti del sindacato protestano: «I tagli alla scuola sono uno dei temi principali della lotta alla mafia», dice la professoressa Di Franco. Adesso, attorno a lei, ci sono studenti, mamme e bambini col passeggino, altri sindacalisti. A un cenno, gli agenti strappano via lo striscione. Qualcuno tenta di impedirlo. Qualcuno urla: «Non è giusto». Sono momenti concitati. Gli agenti della Digos portano via lo striscione. Ma il coro di "Vergogna, vergogna" supera ormai i messaggi di speranza e di lotta alla mafia che arrivano dal palco. A un certo punto, nessuno più parla al microfono. C´è solo un artista con la chitarra che canta: «Le vostre idee camminano sulle nostre gambe». è un ritornello insistente. Mentre dall´altra parte della strada sono ormai in tanti a protestare. C´è una persona che resta in silenzio. è Umberto Santino, uno dei simboli del movimento antimafia. Dice con un filo di voce: «Ci sono molti modi di intendere l´antimafia. Chiedere ai ministri del governo Berlusconi di venire a commemorare Falcone quando quotidianamente il governo si muove nell´illegalità è una forte contraddizione». Santino ribadisce: «Non bastano gli arresti di centinaia di mafiosi. Bisogna affrontare il nodo mafia e politica». E avverte: «Oggi certa politica cerca l´antimafia per legittimarsi». In strada spuntano dei manifesti anche contro il lodo Alfano: «La legge era uguale per tutti». L´antimafia si divide. Maria Falcone invita i sindacalisti «a proteste civili in nome di Giovanni». Alcuni organizzatori del corteo lanciano un improvvisato appello: «Evitiamo qualsiasi strumentalizzazione politica». La Digos accompagna in questura quattro insegnanti dei Cobas. «Siamo stati identificati - spiega un´ora dopo la professoressa Di Franco - sono stati gentilissimi con noi, ci hanno detto che saremo denunciati per vilipendio allo Stato, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata». Si chiede un´altra insegnante: «Ma lo scrittore Gesualdo Bufalino non aveva detto che l´unico modo per vincere la mafia sarebbe stato quello di mettere in campo un esercito di insegnanti? Quell´esercito lo stanno smantellando lentamente».

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Napolitano: si rispettino gli equilibri costituzionali (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Napolitano: si rispettino gli equilibri costituzionali [FIRMA]PAOLO PASSARINI PALERMO Non si può sconfiggere la mafia senza «rispetto» per gli «equilibri costituzionali» da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Ha alzato il tono della voce Giorgio Napolitano nel pronunciare la parola «rispetto» durante la celebrazione del diciassettesimo anniversario dell'assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, svoltasi ieri mattina nell'aula bunker dell'Ucciardone. E' stata una considerazione di carattere generale quella offerta ieri dal capo dello Stato, che non ha fatto nè poteva fare nomi, anche se Silvio Berlusconi, intervistato poche ore dopo, ha comunque sentito il bisogno di chiamarsi fuori: «Non vedo -ha detto- che cosa ci possa essere nei miei confronti, che sono il più rispettoso nei confronti della Costituzione sulla quale peraltro ho giurato». Le fonti ufficiali del Quirinale non incoraggiano certo interpretazioni «ad personam» della strigliata presidenziale, ma non si sono neppure affannate a negare che le ultime bordate del premier contro la magistratura a causa del processo Mills, o certe spicciative liquidazioni del Parlamento, preoccupino profondamente la massima carica dello Stato. Del resto, è un'impresa difficile spiegare ai 1400 ragazzi portati a Palermo sulla Nave della Legalità dal ministro Mariastella Gelmini per commemorare le stragi di Capaci e via D'Amelio che la premessa fondamentale per battere la criminalità organizzata è un'accresciuta «fiducia nello Stato», se le istituzioni di quello stesso Stato vivono in una situazione di scontro permanente. Tuttavia, in una giornata come quella di ieri, a quei giovani, ai famigliari delle vittime di mafia e agli uomini che in vario modo la combattono, il presidente era tenuto a offrire un messaggio di speranza, quella speranza che secondo Maria Falcone, che ha coordinato la cerimonia, «cresce ogni anno un po' di più». Ed è vero che anche di recente, come ha detto Napolitano, lo Stato ha conseguito «rilevanti successi» nella lotta alla criminalità organizzata. Così come è vero che il colpo d'occhio che offriva ieri l'aula bunker, con l'entusiasmo, i cartelli e i discorsi di quei ragazzi, la presenza sul palco di tre ministri dell'attuale governo (oltre alla Gelmini, Roberto Maroni e Angelo Alfano), l'impegno della Confindustria testimoniato dall'intervento di Emma Marcegaglia, la spinta delle associazioni antimafia, la tensione di magistrati e forze dell'ordine, era quello di «una grande nazione unita», come ha detto Napolitano. Se diciassette anni fa, come ha ricordato il presidente, «sentimmo scricchiolare le istituzioni repubblicane», oggi, in seguito proprio al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino e grazie anche alle leggi ispirate da quei «due autentici eroi» e il lavoro della Procura nazionale antimafia, da loro voluta, lo Stato può almeno immaginare una vittoria futura. Ma perchè questo avvenga -ha ammonito il presidente- sono decisive «la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». «Conta -ha detto Napolitano- la crescita della coscienza civica e della fiducia nello Stato di diritto», fiducia che «può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, in ogni circostanza, degli equilibri costituzionali da parte di coloro che sono chiamati ad osservarli». E conta anche, naturalmente, «ogni intervento capace di incidere sul divario tra nord e sud», cioè «sull'arretratezza delle condizioni del Mezzogiorno». Ed è ovviamente necessario anche «un nuovo slancio di partecipazione democratica». Soddisfazione per le parole di Napolitano sono state espresse dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara che ha commentato: «La magistratura italiana si riconosce nelle parole del Presidente della Repubblica, dalla cui concretezza e operosità si sente pienamente garantita e tutelata».

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maturità, bonus per chi ha 9 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano L´iniziativa del preside del liceo Volta: un punto in più nel voto finale, sarà un premio per l´impegno durante l´anno Maturità, bonus per chi ha 9 in condotta Lo studente si comporta bene, tanto da avere il 9 in condotta? Alla maturità avrà il bonus di un credito per il voto finale. L´incentivo è una novità allo scientifico Volta, dove il consiglio d´istituto ha deciso di premiare non solo i maturandi, ma anche gli studenti del terzo e quarto anno più diligenti. Spiega il preside: «Invece di parlare di bocciature col 5 in condotta, vogliamo premiare chi ha un atteggiamento corretto e chi si impegna nella vita d´istituto». Non tutti, però, sono contenti: alcuni genitori contestano i criteri con cui vengono assegnati i voti di condotta. CIRILLO E VANNI A PAGINA V

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voto più alto per chi ha 9 in condotta - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Voto più alto per chi ha 9 in condotta Maturità, la novità al Volta. Il preside: "è un premio per l´impegno" Il provveditore Lupacchino "Meccanismo virtuoso da prendere ad esempio" Alunni divisi: "Comportarsi bene è un dovere" "Per ottenere il massimo non basta stare buoni e zitti durante la lezione ma bisogna partecipare alla vita dell´istituto" FRANCO VANNI Chi si comporta bene avrà un "credito" in più per il voto di maturità. Lo ha stabilito il consiglio d´istituto del liceo scientifico Volta, che ha deciso di aiutare gli studenti più diligenti a raggiungere il 100 all´esame di Stato. Nella circolare con cui si comunica la novità alle classi si legge: «Si assegna un punto di credito formativo in presenza di voto di condotta uguale o superiore a 9». La regola non vale solo per gli studenti all´ultimo anno, ma anche per quelli del terzo e del quarto. Chi per tre anni di fila dovesse tenere un comportamento esemplare accumulerà quindi tre crediti in più da spendere all´esame. Il preside Roberto Silvani spiega così la svolta: «Si è tanto parlato della bocciatura con il 5 in condotta, ma ancora non erano previsti premi per chi si comporta bene. La nostra scuola vuole dare un incentivo a chi ha un atteggiamento corretto». L´iniziativa trova perplessi in alcuni genitori, che contestano i criteri con cui viene assegnata la valutazione del comportamento. Per avere 9 o 10 in condotta, infatti, non basta seguire le lezioni stando composti e in silenzio. La scuola ha stilato un regolamento che associa a ogni voto il comportamento che lo studente deve tenere. Per il 9 oltre a «frequenza assidua» e «rispetto delle consegne» si richiede anche «partecipazione attiva alle lezioni attraverso proficue relazioni con compagni e insegnanti». Per arrivare al 10, fra i requisiti c´è anche «l´impegno attivo nella vita dell´istituto». Questo preoccupa mamme e papà di chi, semplicemente non dando disturbo, spera di passare per studente modello e avere così i punti extra alla maturità. «A chi è venuto a lamentarsi - dice il preside - ho spiegato che avere un buon comportamento significa anche partecipare, essere reattivi». Una condotta eccellente non è comunque l´unico modo per vedersi assegnati i "crediti formativi". Come in tutte le scuole superiori, anche al Volta vengono premiati gli studenti che svolgono attività formative fuori da scuola (almeno 30 ore, nel liceo di via Benedetto Marcello), oppure che abbiano voti superiori alla media nelle varie materie (al Volta, di almeno 0,6 punti). «Non abbiamo voluto fare alcuno strappo - dice il preside - ma semplicemente allargare la gamma di chi ha diritto al bonus». La novità introdotta al Volta trova d´accordo il provveditore Antonio Lupacchino: «Dare punti in più per la condotta - dice - è uno stimolo a comportarsi bene: si introduce un meccanismo virtuoso che andrebbe preso ad esempio». L´idea non trova d´accordo invece tutti i ragazzi della scuola. Cristina Marra, rappresentante degli studenti in consulta, attacca: «Comportarsi bene a scuola è un dovere, chi lo fa non deve essere premiato. è giusto, invece, punire chi non sta alle regole». Quanto alla possibilità di essere bocciati per il comportamento, un decreto ministeriale di gennaio prevede il 5 in condotta solo per gli studenti che nel corso dell´anno siano stati sospesi per oltre 15 giorni. Il giro di vite annunciato dalla Gelmini, che vorrebbe il 5 anche per sgarri meno gravi, è ancora fermo in consiglio dei Ministri, e non sarà quindi applicato quest´anno. Di certo però, qualunque sia il voto, quello di condotta fa media con gli altri. SEGUE A PAGINA V

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manzoni, pioggia di 5 in pagella "è un segnale forte, ma servirà" - anna cirillo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Il dirigente Barbarino: sono trenta, sempre senza i libri e spesso assenti Manzoni, pioggia di 5 in pagella "è un segnale forte, ma servirà" ANNA CIRILLO Luigi Barbarino, preside del liceo Manzoni, a quanti studenti avete dato 5 in condotta nel primo quadrimestre? «Trenta, su 850 allievi». Cos´hanno combinato? «Si sono comportati in modo non corretto e talvolta grave». Per esempio? «Non hanno mai portato i libri dall´inizio dell´anno, hanno fatto assenze continue, disturbato costantemente in classe. Una mancanza assoluta di partecipazione. E poi atteggiamenti poco corretti con il personale della scuola, i compagni e gli insegnanti». Quindi il 5 è giusto? «è stato inserito dal ministero, anche se deve essere ancora regolamentato definitivamente. Con il 5 in condotta non si viene promossi: e se il comportamento fa media non possiamo assegnare il voto in modo blando, ma con criteri precisi. Premesso che tutte le sanzioni devono avere un valore educativo, quando avvengono casi di particolare gravità il 5 va dato senza aspettare che lo studente arrivi a comportamenti estremi». Serve come deterrente? «I professori mi hanno detto che serve. Nelle scuole ci sono atteggiamenti incredibili. Come si può stare tutto il primo quadrimestre senza libri, senza fare i compiti e farsi interrogare? Non è un voto che diamo in modo automatico ma solo dopo continui interventi sull´alunno e sulla famiglia». I genitori dei ragazzi come hanno reagito? «Erano voti motivati, le famiglie hanno compreso». E i ragazzi? «Con il 5 capiscono che corrono veramente il rischio di perdere l´anno». Quanti di quei trenta studenti saranno bocciati? «L´anno deve ancora finire. Ma, per ora, nessuno di loro si ritroverà un 5 in pagella nel secondo quadrimestre: molti atteggiamenti sono cambiati».

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fuga di cervelli, al s. anna va meglio - marco barabotti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Pisa Fuga di cervelli, al S. Anna va meglio La direttrice Carrozza: dai paesi extraeuropei ne viene il 38% in più Il ministro Gelmini: la migrazione intellettuale va difesa MARCO BARABOTTI PISA. «Vedo che qui alla Scuola Sant'Anna c'è un ambiente straordinario dal punto di vista della serenità e della voglia di sapere. E ascoltando le parole della direttrice, i risultati sono estremamente incoraggianti». Lo ha detto l'ing. Carlo De Benedetti, intervenendo all'undicesimo convegno europeo della fondazione "Rodolfo Debenedetti". La direttrice della Scuola, Maria Chiara Carrozza, aveva detto in precedenza che il suo istituto ha registrato, nel 2008, un incremento del 38% dei dottorandi provenienti da paesi extraeuropei in particolar modo dalla Cina. Sono risultati che confermano una inversione di tendenza rispetto alla fuga dei cervelli, come invece emerge inequivocabilmente dai dati illustrati dalla fondazione Debenedetti. «La presenza straniera nel corpo allievi - ha detto la direttrice del Sant'Anna - del corso dottorato-perfezionamento in soli tre anni è passata dal 24 per cento nel 2004 al 37 per cento nel 2008. Il Sant'Anna è peraltro una delle eccezioni anche per quanti sostengono che l'università italiana sia "provinciale". La capacità di competere, attraendo cervelli, non si esplica soltanto per i corsi di perfezionamento e dottorato. Basta pensare ai 400 giovani di origine africana che, negli ultimi anni, sono stati formati con i corsi tenuti sia in Italia che in Africa nell'ambito delle attività di "Peace keeping" e per verificare il rispetto dei diritti umani in situazioni di crisi». Nel suo messaggio fatto pervenire alla fondazione Debenedetti, il ministro Mariastella Gelmini ha cercato in qualche modo di dare risposte alle osservazioni avanzate dall'ingegner De Benedetti, affermando che «l'Italia ha una duplice questione di fuga di cervelli perché, oltre a perdere giovani studenti promettenti, fatica moltissimo ad attrarre talenti dall'estero». «è giunto il momento - ha aggiunto il ministro - che anche l'Italia adotti politiche che non scoraggino l'immigrazione altamente qualificata; la migrazione intellettuale è da secoli una forma di fondamentale scambio tra culture e civiltà». Dallo studio emerge anche che l'87% dei 3.000 dottorandi stranieri in Italia lascia il nostro Paese una volta terminato il corso; il fatto curioso, però, è che l'85% ha ricevuto una borsa di studio proprio in Italia. Secondo il campione dei dottorandi stranieri intervistati, il 63% giudica molto buona la qualità dell'insegnamento nelle università italiane, ma il 40% pensa che le opportunità di carriera in Italia siano limitate. Le principali difficoltà con il sistema universitario italiano sono di tipo burocratico. Il 62% degli studenti non europei ed il 54% di quelli europei, trova infatti molto difficoltoso interagire con gli uffici degli atenei. In particolare, il 63% dichiara che i documenti vengono rilasciati in ritardo e la stessa percentuale si è detta non soddisfatta della competenza e disponibilità dei dipendenti pubblici italiani. Pisa forte nel settore medico, della biomedicina e della robotica, ma anche in altre aree disciplinari. «Come Economia, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Agraria - ha detto ancora Maria Chiara Carrozza -, grazie anche a convenzioni internazionali e che riguardano sia allievi in uscita che in entrata. Gli atenei coinvolti in questi accordi bilaterali sono essenzialmente francesi, come l'Università di Strasburgo, Parigi VIII, Lyon e Louvain, mentre per Agraria con l'università olandese di Postdam. Si segnala anche la prosecuzione della cooperazione nell'ambito del PhD Mobility Program, la tra Scuola Sant'Anna e l'Università di Chongqing della Repubblica Popolare Cinese». ALTRO SERVIZIO a pagina 11

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Dal club "Forza Pro" targhe a La Marca Mariani e Labriola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-05-2009)

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CALCIO. FESTA DOPO LA SALVEZZA Dal club "Forza Pro" targhe a La Marca Mariani e Labriola Continuano le premiazioni in casa Pro Vercelli: venerdì è toccato al club «Forza Pro». Alla Club House del circolo tennisti di corso Rigola, i tifosi si sono ritrovati per consegnare targhe e trofei ai giocatori. A Rosario La Marca è stato assegnato il 6° trofeo «Ditta Carlo Negro», per essersi distinto per la sua grinta, tecnica e spirito di sacrificio, divenendo così un esempio in campo per i compagni. A Matteo Mariani è stata consegnata la targa «Uno di noi», per la sua crescita costante anno dopo anno e il suo attaccamento a maglia e città. Doppio premio per Claudio Labriola: una targa, offerta dai giornalisti sempre presenti in trasferta e una maglia con il numero 100, a indicare il traguardo raggiunto come presenze in casacca bianca. Una menzione anche per un tifoso, sempre presente: Sergio Canna. Mister Gianfranco Motta è nell'elenco dei premiati: per aver condotto la squadra , tra mille peripezie, ad una salvezza non facile. I tifosi del Forza Pro non si sono dimenticati dei ragazzi con la carta d'identità più leggera: la targa «miglior giovane» è stata assegnata a Loreto Lo Bosco. E infine miglior giocatore, secondo la classifica delle pagelle stilate sul periodico Forza Pro è risultato Emanuele Chiaretti. Nel corso della premiazione è stato consegnato a Paolo Rodovani, dell'Associazione Nazionale Alpini, un assegno di mille euro, frutto della raccolta benefica della vendita delle sciarpe del club, da destinare alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. \

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Nell'aula del maxi-processo alla mafia l'omaggio di Napolitano a Falcone (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Nell'aula del maxi-processo alla mafia l'omaggio di Napolitano a Falcone Inizia con la voce rotta dall'emozione Giorgio Napolitano, il suo ricordo di Giovanni Falcone nell'Aula bunker dell'Ucciardone a Palermo. A 17 anni dalla strage di Capaci in cui il giudice simbolo dell'antimafia perse la vita insieme a sua moglie Francesca Morbillo e tre agenti della scorta, il capo dello Stato lancia un nuovo, monito all'unità della nazione: «Mai come in queste occasioni e davanti a queste memorie sentiamo d'essere una nazione e una nazione unita». Un richiamo che è tutt'uno con la riaffermazione della presenza dello Stato. Commemorando Falcone, il presidente della Repubblica, ha sottolineato come «nella lotta alla mafia conta la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto». Non un richiamo di circostanza, ma un preciso messaggio anche alle forze politiche: «Questa coscienza critica può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti quelli che sono chiamati a osservarsi». La mattinata palermitana era cominciata con Napolitano che depone una corona di fiori davanti alla lapide in memoria delle vittime di Cosa nostra che si trova dentro la caserma Lungaro di Palermo. Al suo fianco i ministri Maroni, Gelmini, Alfano. C'è anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: «Siamo qui per testimoniare la volontà e l'impegno di fare una battaglia vera contro la mafia». Arriva, da Roma, anche il messaggio di Gianfranco Fini. Un invito ai giovani affinché «capiscano che il loro futuro è nelle loro stese mani». Quando inizia a parlare dinanzi ai familiari delle vittime delle stragi all'Ucciardone, nel discorso del capo dello Stato toni formale e informale si mescolano. E non è un caso che il cuore nel cuore del discorso il ricordo personale si intrecci al forte monito morale: «Nel luglio del '93 - prosegue - ero a Catania da presidente della Camera per unirmi alla memoria di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro ordito dalla mafia per eliminarlo. E nel segno di questa continuità da me fortemente sentita che si colloca la mia presenza di oggi come capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealtà e professionalità, dei coraggiosi e sapienti combattenti per le cause di legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo e sempre continueremo a farlo come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia». Le parole del presidente sono più volte interrotte da applausi. Come quando Napolitano ricorda proprio il maxiprocesso antimafia. O come quando cita il «suo più profondo apprezzamento per tutte le associazioni antimafia, antiracket e antiusura come "Addio Pizzo" e "Liberofuturo" per il loro impegno e la loro tenacia». Lo stesso quando parla di «quei tanti imprenditori che hanno alzato e alzano la testa» e delle «altre organizzazioni come Confindustria siciliana, sostenuta da quella nazionale per le sue scelte nette e coraggiose». Quindi omaggia «quegli uomini di governo e quelle forze parlamentari che assecondarono gli sforzi di Falcone e Borsellino». Oggi - prosegue Napolitano - «lo Stato democratico deve fronteggiare, sulla base dei rilevanti successi conseguiti anche di recente, le organizzazioni criminali in tutte le loro espressioni, quelle tradizionali come quelle nuove, inserite in un contesto mondiale profondamente mutato». È in questo ambito di «innovazione e sviluppo dell'iniziativa antimafia» che per il presidente della Repubblica «si conferma vitale il ruolo di una istituzione voluta da Falcone e Borsellino, la procura nazionale antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza, dirittura e autorevolezza». Per questo - prosegue Napolitano - «occorre più che mai assicurare alla procura nazionale antimafia la possibilità di operare in un clima di leale, piena collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni». Tre bambini salgono sul palco al termine della proiezione di un video su Falcone. Il presidente si alza e li abbraccia. 24/05/2009

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Un convegno sulla riforma della scuola (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA ADRIA-DELTA pag. 8 Un convegno sulla riforma della scuola ADRIA SCUOLA: le proposte del Partito democratico domani alle 18 in un convegno al Circolo Unione. I disservizi, le incertezze e il disorientamento generati dalla cosiddetta riforma Gelmini, un provvedimento dettato, più che altro, dalla volontà di questo governo di tagliare i servizi della scuola, insieme alla progettazione del ruolo di Adria come polo scolastico, saranno oggetto del convegno dal titolo "Suola: le nostre proposte". Interverranno l'onorevole Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione cultura, scienza e istruzione della camera dei deputati; il professor Antonio Giolo, già componente della commissione ministeriale sull'istruzione superiore; il professor Giovanni Orlandi, già dirigente scolastico;Teresa Bradiani, segretaria provinciale della Cgil-Scuola. Chiuderà i lavori Sandro Gino Spinello, candidato sindaco al comune di Adria, coordina il dibattito il professor Leonardo Bonato, segretario Pd circolo Adria centro.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 24/05/2009 - pag: 19 Confindustria «Un'ora di legalità in tutte le classi» PALERMO Un'ora di lezione alla settimana sui banchi di scuola per insegnare ai ragazzi la cultura della legalità. La proposta è stata avanzata ieri da Confindustria, alla commemorazione della strage di Capaci nell'aula bunker del carcere «Ucciardone» di Palermo. «Vorrei proporre al ministro dell'Istruzione Gelmini di istituire un'ora di lezione dedicata alla legalità nelle scuole d'Italia»», ha detto il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, che ha partecipato alla commemorazione della strage di Capaci nell'aula bunker del carcere «Ucciardone» di Palermo. Montante è il delegato del presidente Emma Marcegaglia ( sopra nella foto) per la legalità. «Mi aspetto dalla politica ha sottolineato che raccolga il testimone delle azioni concrete, dell'impegno e delle responsabilità Emma Marcegaglia ha spiegato di aver chiesto «norme molto restrittive contro il racket da inserire nel pacchetto sicurezza» e ha rivendicato la «volontà di stroncare ogni forma di contiguità», anche attraverso la strada imboccata dagli imprenditori in Sicilia e in altre regioni del Sud. I quali, ha detto con orgoglio, «hanno cominciato a espellere dall'associazione tutti coloro che non denunciano il pizzo». «Dobbiamo essere liberi di volare nel mondo dell'onesta». È questa la frase chiave dell'appello lanciato all'«Ucciardone» da Emma Marcegaglia. «Siamo qui ha detto per testimoniare l'impegno dell'associazione e delle imprese sane in favore della legalità e contro la cultura della corruzione, dell'evasione, della collusione che inquina il tessuto civile del nostro Paese». Marcegaglia ha ribadito, in un intervento più volte interrotto dagli applausi, che si è ormai affermata nel mondo dell'imprenditoria la «volontà di stroncare ogni forma di contiguità». Secondo il presidente di Confindustria l'economia sana non ha altra scelta che di espellere le sacche di collusione che ancora sopravvivono. Netto deve essere il «rifiuto di pagare il pizzo» ma anche l'impegno di isolare chi non denuncia il racket. «È un'operazione ha sottolineato che si sta estendendo dalla Sicilia alle altre regioni».

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In dicembre la giornata del docente (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 24/05/2009 - pag: 20 L'iniziativa In dicembre la giornata del docente DAL NOSTRO INVIATO BAGNAIA (Siena) I ragazzi, certo: oltre 200 quelli in sala ieri al convegno di Bagnaia, selezionati tra il milione e 668.250 che hanno preso parte al Quotidiano in Classe e tra gli universitari che hanno aderito al Giornale in Ateneo. Ma anche 30 docenti, in rappresentanza dei 41.097 coinvolti nel progetto (che dall'anno prossimo avrà un portale su cui gli studenti potranno «far sentire la loro voce»). Un piccolo esercito, cui l'Osservatorio Giovani-Editori ha voluto dire grazie realizzando un'iniziativa particolare: Docente Doc. «Un grande evento annuale teso a celebrare il ruolo civile e sociale dell'insegnante». Appuntamento per il 9 dicembre, a Firenze, con il ministro Gelmini; perché chiude il presidente Ceccherini «povero è quel Paese che non sa riconoscere il ruolo dei suoi docenti, difenderne l'autorevolezza. E contro quel Paese povero dovremmo batterci tutti: ragazzi, a dicembre voglio vedervi nelle piazze di tutta Italia. Per dire insieme a noi che di maestri c'è bisogno. Oggi come non mai». Ga.Ja.

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Napolitano e le stragi: Italia unita contro la mafia (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 24/05/2009 - pag: 18 Palermo Il ricordo di Falcone e Borsellino, 17 anni dopo Napolitano e le stragi: Italia unita contro la mafia Appello del presidente. Il rap anti clan dei ragazzi DA UNO DEI NOSTRI INVIATI PALERMO «Nella lotta alla mafia l'Italia è una nazione unita», e infatti si può dire che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino «non sono stati sconfitti perché le loro idee vanno avanti». Ma se è vero che, grazie all'esempio di quei due «eroi della legalità», ora possiamo «guardare alle nuove generazioni » confidando in loro per far lievitare la speranza, è però altrettanto vero che «per sconfiggere Cosa Nostra e la criminalità in Sicilia e nel Mezzogiorno » contano anche altre cose. Cioè, avverte il presidente della Repubblica, «conta la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Conta, aggiunge, «la crescita della coscienza civica e della fiducia nello Stato di diritto: fiducia che costituisce un vero e proprio 'capitale sociale' e che può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, in ogni circostanza, degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati a osservarli ». E conta, infine, «ogni intervento capace di incidere sul divario tra Nord e Sud, sull'arretratezza delle condizioni del Mezzogiorno, sulla carenza di prospettive di occupazione qualificata». A 17 anni dalle stragi di Capaci e di via d'Amelio, Palermo ricorda i magistrati assassinati dalle cosche con una serie di cerimonie, cortei e incontri che hanno il clou nell'aula bunker dell'Ucciardone. Luogo simbolico più di qualsiasi altro, perché vi fu celebrato il primo maxi-processo alla mafia, istruito proprio da Falcone. Un convegno in cui si alternano momenti quasi festosi (con i cori rap dei 1.400 studenti sbarcati dalla «nave della legalità »), rievocazioni emozionate, analisi di quanto è stato fatto dal 1992 a oggi, e impegnative promesse sul futuro. Un anniversario al quale Giorgio Napolitano pone un sigillo forte, articolato tra ricordi personali ed esortazioni. Contro la mafia, spiega, lo Stato deve certo fare la sua parte attraverso leggi e provvedimenti e mettendo le forze dell'ordine e la magistratura in condizione di operare. Tuttavia c'è «un altro versante fondamentale»: quello della «mobilitazione collettiva, del costante dispiegamento delle migliori energie della società civile allo scopo di trasmettere e diffondere la memoria storica delle drammatiche e tragiche vicende vissute dal-- l'Italia ». Il capo dello Stato che a tratti si commuove ha davanti a sé Maria Falcone e altri parenti delle vittime delle cosche, mischiati ad esponenti delle tante associazioni (da «Addiopizzo» a «Liberofuturo ») nate dopo quel «giorno terribile, in cui sentimmo scricchiolare le istituzioni». Gente che, fiancheggiata ormai pure da imprenditori e commercianti, si è caricata del compito di «alimentare la cultura della legalità e di affermare l'imperativo del resistere e reagire alle pressioni e intimidazioni della mafia». Al fondo, è la sua conclusione, resta decisiva l'urgenza di una svolta nel modo di fare politica. Altrimenti ogni sforzo risulterà inutile. Un appello che echeggia nell'aula dove hanno appena parlato diversi membri del governo. Dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (che incita all'ottimismo e si impegna a diffondere nella scuola i temi della legalità), ai ministri dell'Interno Maroni e della Giustizia Alfano (che ricordano i successi delle forze dell'ordine contro i clan, elencano il valore dei beni sequestrati e annunciano nuovi inasprimenti del carcere duro). Marzio Breda «Eroi della legalità» Il Presidente Giorgio napolitano davanti alle immagini di Falcone e Borsellino (Oliverio/Ansa)

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Falcone e Borsellino due eroi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 24-05-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna di Treviso, La) (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Scuola

Nell'anniversario della strage di Capaci Napolitano ricorda i giudici assassinati dalle cosche «Falcone e Borsellino due eroi» Davanti a 2000 studenti il presidente esorta alla fiducia nello Stato PALERMO «Sviluppiamo la coscienza critica» ANTONIO FRASCHILLA PALERMO. Gli studenti per un giorno invadono Palermo e i luoghi simbolo della lotta alla mafia per ricordare insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie collega Francesco Morvillo, e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Duemila ragazzi delle scuole medie e superiori provenienti da tutta Italia e sbarcati in Sicilia con la nave della legalità, hanno colorato ieri mattina l'aula bunker del carcere Ucciardone, teatro dello storico maxiprocesso alle cosche. E dai banchi che ospitarono gli avvocati, si sono alzati i cori e i canti degli studenti. Il presidente della Repubblica Napolitano ha ricevuto una vera e propria ovazione. Tenendo due bambini per mano, più volte nel ricordare il sacrificio dei giudici Falcone e Borsellino, «eroi di legalità», il capo dello Stato ha avuto la voce rotta dall'emozione. Commosso ha ascoltato la poesia letta da tre bambini che sognano una «scuola senza finestre, aperta sul mondo». «Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle altre vittime della mafia sentiamo di essere una nazione - ha detto Napolitano ai ragazzi - Nella lotta a Cosa nostra conta la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto». Sullo scranno che ospitò la corte d'assise, che nel 1987 inflisse decine di ergastoli ai capi di Cosa Nostra, ieri sedevano anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i ministri dell'Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano e dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Accanto a loro, un magistrato che del maxi fu protagonista: Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che, allora giovane giudice, scrisse lo storico verdetto. «Lo Stato c'è e si fa sentire», ha detto Maroni che ha voluto con sé a Palermo il figlio di 11 anni «perché vedesse i segni della tragedia della mafia». Il presidente del Senato Renato Schifani, ha invece commemorato Falcone partecipando alla cerimonia che si è tenuta nel primo pomeriggio sull'autostrada Palermo-Capaci, dove avvenne la strage. Nel pomeriggio la scena si è spostata sotto l'albero Falcone, piantato nella centralissima via Notarbartolo sotto la casa del giudice. Sul palco, allestito sotto l'albero, oltre a Grasso - che ha annunciato il varo l'anno prossimo di due navi intitolate a Falcone e Borsellino - e agli studenti, sono saliti anche i comici Ficarra e Picone. Momenti di tensione si sono registrati per una protesta dei sindacati della scuola, allontanati poi dalla polizia.

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Camilla e gli altri: macché pandemia (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 24/05/2009 - pag: 2 Nei licei Camilla e gli altri: macché pandemia «Una cosa sì, si è diffusa veloce. la notizia della chiusura del Dante e del Convitto» dice Camilla, studentessa del liceo classico Terenzio Mamiani. I ragazzi ne discutevano, ieri mattina, all'uscita da scuola. Ma all'influenza suina, gli studenti del Mamiani, situato proprio a metà tra i due istituti chiusi venerdì in via precauzionale dal ministero della Salute, fanno spallucce: «Speriamo che i ragazzi contagiati stiano meglio ribadiscono Camilla e Joyce, diciassettenni al rischio pandemia, però, non crediamo molto». Scherzano i ragazzi del Mamiani: «Beh, noi rischi in gita non ne corriamo, visto che per protestare contro la riforma Gelmini, rinunciamo ai viaggi d'istruzione». Più cauti, i genitori: «Come mamma, capisco le preoccupazioni delle famiglie» commenta Fiamma Bolognesi, mentre attende l'uscita del figlio dal liceo scientifico Augusto Righi, in via Campania. «Ieri ero a cena con una famiglia di amici che ha il figlio al Dante continua la signora Bolognesi i nostri ragazzi partiranno per Boston a fine giugno, speriamo non ci siano rischi: intanto l'antibiotico l'abbiamo preso.». Al liceo classico Torquato Tasso, c'è chi esce provato dopo la simulazione della prova scritta di maturità, come Jacopo Stazza, 18 anni: «Ma la febbre suina, è poco più di una normale influenza.». E chi, quasi in clima vacanziero, riflette sulla tormentata giornata dei colleghi di Dante e Convitto: «Ho due amici al Convitto racconta Lorenzo, 15 anni dicono che è stata solo una misura precauzionale». Per nulla preoccupato, Rocco, 17 anni, studente del liceo Avogadro di via Brenta: «Il ministero venga piuttosto a vedere in che condizioni sono le scuole.». Su tutt'altro fronte, Andrea Merisi, 18 anni, iscritto al terzo C del liceo classico Giulio Cesare: «Per un po' evito di prendere il 60 sottolinea mica per niente, sui bus non puoi conoscere tutti». E la collega Alessandra Bianchini aggiunge: «Un po' di preoccupazione c'è, non ci sono state comunicazioni da parte della preside. Se qualcuno dovesse aver problemi, o fosse stato in vacanza in una zona a rischio, è bene che lo dica». Sempre ponderati i commenti dei genitori. Letizia Miggiano, mamma di Stefania, terzo B del classico Giulio Cesare, spiega: «Mi sono spaventata sentendo dei due licei chiusi, confido nel senso di responsabilità di alunni, genitori e docenti: ho parlato con una insegnante, non c'è pericolo». Assenze sospette, nel day-after, non ci sono state: «Tutti hanno saputo della febbre, ma siamo tranquilli la trasmissione non è così facile commentano Filippo e il suo amico Niccolò, appena usciti dal liceo classico Visconti non possiamo mancare da scuola, lavoriamo molto per la maturità». Intanto i portoni del Dante e del Convitto Vittorio Emanuele II restano serrati. Gli otto studenti contagiati migliorano: «Tutte le persone influenzate sono in buone condizioni, alcuni già a casa riferisce il dirigente del Servizio Igiene Asl Roma E, Enrico Di Rosa è però possibile che qualche familiare degli ammalati possa aver contratto l'influenza A». Simona De Santis Fiamma Bolognesi

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con Cristicchi, Tribù Zulu & Co. (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 24/05/2009 - pag: 19 Villa Pamphilj «La conoscenza in piazza...» con Cristicchi, Tribù Zulu & Co. Nel verde di Villa Pamphilj oggi dalle ore 10 alle ore 18 si terraà la manifestazione musicale «La conoscenza in piazza...a Roma», nell'ambito delle iniziative promosse dai coordinamenti romani del Movimento per la scuola pubblica contro la riforma Gelmini, i tagli alla scuola ed all'università, i licenziamenti dei precari. Partecipano il Circolo Gianni Bosio, Pino Marino, Simone Cristicchi, Nuove Tribù Zulu (foto), Radici nel Cemento, Body Percussion, Scuola Donna Olimpia, Scuola di Musica Testaccio. Villa Pamphilj, dalle ore 10

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ma gli stranieri studiano e vanno via (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

IL TREND Ma gli stranieri studiano e vanno via PISA. Almeno l'87% dei 3mila dottorandi stranieri presenti in Italia lascia il nostro Paese una volta terminato il corso; il fatto curioso, però, è che l'85% di questi ha ricevuto una borsa di studio proprio in Italia. Sono alcuni dei risultati dello studio sulla capacità attrattiva dello Stivale presentato ieri alla Scuola Superiore Sant'Anna. Secondo il campione dei dottorandi stranieri intervistati, il 63% giudica molto buona la qualità dell'insegnamento nelle università italiane, ma il 40% pensa che le opportunità di carriera in Italia siano limitate. Le principali difficoltà incontrate con il sistema universitario italiano sono di tipo burocratico. Il 62% degli studenti non europei ed il 54% di quelli europei, trova infatti molto difficoltoso interagire con gli uffici degli atenei. In particolare, il 63% dichiara che i documenti vengono rilasciati in ritardo e la stessa percentuale si è detta non soddisfatta della competenza e disponibilità dei dipendenti pubblici italiani. «L'Italia ha una duplice questione di fuga di cervelli perché, oltre a perdere giovani studenti promettenti, fatica moltissimo ad attrarre talenti dall'estero», ha affermato in un messaggio inviato al convegno il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Penso sia giunto il momento - ha aggiunto - che anche l'Italia adotti politiche che non scoraggino l'immigrazione altamente qualificata».

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"Riuniamo le scuole di Omegna in un unico polo d'istruzione" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI.PROPOSTA DEGLI INSEGNANTI "Riuniamo le scuole di Omegna in un unico polo d'istruzione" [FIRMA]VINCENZO AMATO OMEGNA Adesso i tagli della riforma Gelmini fanno di nuovo paura. E a Omegna si torna a parlare di un unico polo per le scuole superiori. Mentre domani a Torino il direttore dell'ufficio scolastico provinciale Franca Giordano e l'assessore provinciale all'Istruzione Lilliana Graziobelli affronteranno la questione delle riduzioni di organico con il direttore dell'ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis, i docenti di Omegna, in una riunione tenutasi nei giorni scorsi, hanno firmato un documento indirizzato al Comune e alla Provincia in cui esprimono «disappunto per le decisioni dell'ufficio scolastico regionale in merito ai tagli». Gli insegnanti richiamano l'attenzione sulle peculiarità del territorio: «Così si penalizza fortemente l'utenza dei numerosi piccoli centri delle valli limitrofe». Anche per la tipologia delle scuole omegnesi: oltre al liceo scientifico con indirizzo musicale c'è anche l'unico liceo artistico della provincia, e, nell'ambito dell'istituto professionale Dalla Chiesa, l'unico corso di moda. I docenti ribadiscono poi la preoccupazione, già espressa in altre occasioni, che l'istituto Dalla Chiesa e l'Itc Pacle possano diventare sezioni distaccate di scuole di altri comuni: «In questo modo andrebbe disperso un patrimonio di esperienze maturate e consolidate negli anni che fanno del nostro comune un punto di riferimento anche per la provincia di Novara. Far dipendere gli istituti di Omegna da scuole di altre città comporterebbe forti disagi e probabili problemi per l'erogazione del servizio». Da queste considerazioni parte dunque la richiesta di riunire le scuole superiori - ossia liceo, Dalla Chiesa e Pacle - in un Istituto di istruzione superiore, creando una struttura con un numero di allievi che soddisfi le indicazioni ministeriali. Così facendo si manterrebbero i corsi esistenti e se ne potrebbero aggiungere di nuovi, si continuerebbero ad usare le sedi attuali e pure il costruendo edificio del polo liceale, limitando il pendolarismo degli studenti e dando più spazio all'istituto Dalla Chiesa, accreditato al sistema regionale per la formazione professionale.

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falcone e borsellino due eroi - antonio fraschilla (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Nell'anniversario della strage di Capaci Napolitano ricorda i giudici assassinati dalle cosche «Falcone e Borsellino due eroi» Davanti a 2000 studenti il presidente esorta alla fiducia nello Stato PALERMO «Sviluppiamo la coscienza critica» ANTONIO FRASCHILLA PALERMO. Gli studenti per un giorno invadono Palermo e i luoghi simbolo della lotta alla mafia per ricordare insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie collega Francesco Morvillo, e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Duemila ragazzi delle scuole medie e superiori provenienti da tutta Italia e sbarcati in Sicilia con la nave della legalità, hanno colorato ieri mattina l'aula bunker del carcere Ucciardone, teatro dello storico maxiprocesso alle cosche. E dai banchi che ospitarono gli avvocati, si sono alzati i cori e i canti degli studenti. Il presidente della Repubblica Napolitano ha ricevuto una vera e propria ovazione. Tenendo due bambini per mano, più volte nel ricordare il sacrificio dei giudici Falcone e Borsellino, «eroi di legalità», il capo dello Stato ha avuto la voce rotta dall'emozione. Commosso ha ascoltato la poesia letta da tre bambini che sognano una «scuola senza finestre, aperta sul mondo». «Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle altre vittime della mafia sentiamo di essere una nazione - ha detto Napolitano ai ragazzi - Nella lotta a Cosa nostra conta la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto». Sullo scranno che ospitò la corte d'assise, che nel 1987 inflisse decine di ergastoli ai capi di Cosa Nostra, ieri sedevano anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i ministri dell'Interno Roberto Maroni, della Giustizia Angelino Alfano e dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Accanto a loro, un magistrato che del maxi fu protagonista: Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che, allora giovane giudice, scrisse lo storico verdetto. «Lo Stato c'è e si fa sentire», ha detto Maroni che ha voluto con sé a Palermo il figlio di 11 anni «perché vedesse i segni della tragedia della mafia». Il presidente del Senato Renato Schifani, ha invece commemorato Falcone partecipando alla cerimonia che si è tenuta nel primo pomeriggio sull'autostrada Palermo-Capaci, dove avvenne la strage. Nel pomeriggio la scena si è spostata sotto l'albero Falcone, piantato nella centralissima via Notarbartolo sotto la casa del giudice. Sul palco, allestito sotto l'albero, oltre a Grasso - che ha annunciato il varo l'anno prossimo di due navi intitolate a Falcone e Borsellino - e agli studenti, sono saliti anche i comici Ficarra e Picone. Momenti di tensione si sono registrati per una protesta dei sindacati della scuola, allontanati poi dalla polizia.

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Napolitano: le strade antimafia (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 24-05-2009 Napolitano: le strade antimafia DA PALERMO ALESSANDRA TURRISI P er battere la mafia occorre «la qualità della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni » . Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa il suo ingresso nell'aula bunker dell'Ucciardone e viene accolto da un lungo applauso entusiasta di ragazzi provenienti da varie scuole d'Italia, di politici e amministratori siciliani. Li guarda tutti negli occhi e non cede mai alla retorica, quando pronuncia il suo omaggio ai caduti nella lotta contro la mafia. Solo la commozione bagna i suoi occhi nel ricordare il grande compito che è stato assegnato a tutti gli italiani da magistrati coraggiosi come Falcone e Borsellino, «grandi esempi morali» . Sceglie un discorso diretto, in molti punti pronunciato a braccio, il capo dello Stato, ospite d'onore ieri a Palermo del 17° anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. U- na giornata all'insegna della memoria sempre animata dalla speranza «che le idee di Giovanni continuano a camminare dice Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso , grazie anche agli insegnanti di tutta Italia che hanno fatto sì che il suo sacrificio si trasformasse in lezione di legalità» . Nella stessa aula giudiziaria in cui negli anni Ottanta fu inferto il primo duro colpo all'organizzazione mafiosa Cosa nostra, Napolitano fissa i punti essenziali per continuare in maniera vittoriosa questa lotta. Ricorda com'era l'Italia di allora e com'è quella di oggi, le ' amarezze' che Falcone conobbe, ma anche l'impegno di tanti politici, il ruolo essenziale del maxiprocesso e le misure antimafia approvate recentemente dal governo. Chiede «un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli» , la trasparenza della politica, il pieno riconoscimento del lavoro della Procura nazionale antimafia. Presenti tra gli altri, oltre ai vertici delle forze dell'ordine, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, i ministri della Giustizia Angelino Alfano, dell'I- struzione Mariastella Gelmini, dell'Interno Roberto Maroni, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il sindaco di Palermo Diego Cammarata, il procuratore del capoluogo siciliano Francesco Messineo, il presilestiti Il capo dello Stato nel ricordo di Giovanni Falcone chiede qualità della politica, istituzioni prestigiose e pubblica amministrazione trasparente dente di Confindustria Sicilia I- van Lo Bello, il delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio Antonello Montante. L'intervento del presidente della Repubblica viene trasmesso anche su quattro maxischermi in altrettante piazze della città, dove sono stati al- i ' villaggi della legalità'. «Sappiamo continua Giorgio Napolitano che contano altre cose importanti per sconfiggere la mafia e la criminalità in Sicilia e nel Mezzogiorno. Conta ogni intervento capace di incidere sul divario tra Nord e Sud, sull'arretratezza, per molteplici aspetti, delle condizioni del Mezzogiorno, sulla carenza di prospettive di occupazione qualificata » . Il presidente afferma che «può essere determinante» per raggiungere questi obiettivi «la sollecitazione, lo stimolo, la discesa in campo, un nuovo slancio di partecipazione democratica delle giovani generazioni» . Sullo schermo passa un video che ripercorre la vicenda umana di Falcone, ricordando anche le altre vittime di Cosa Nostra. Un nodo alla gola nel ripensare a tanto sangue versato. Il ministro Alfano coglie quell'emozione e rilancia l'impegno del governo contro la mafia. «I killer più efferati sono al carcere duro e ci resteranno - dice - . Oggi è nata l'antimafia delle leggi. Abbiamo istituito un fondo unico per la Giustizia: un conto corrente costituito con i soldi che, grazie al lavoro dei magistrati, sono stati sequestrati alla mafia. In questo momento ci sono 440 milioni di euro e noi li useremo contro i mafiosi, per rendere più efficiente il sistema della giustizia, contro di loro che credevano di vincere e che sono stati vinti » . «Lo Stato c'è e si fa sentire. I risultati degli sforzi compiuti dalle forze dell'ordine e dai magistrati sono sotto gli occhi di tutti» aggiunge Maroni. Ed Emma Marcegaglia, ribadisce: «Siamo qui a testimoniare la volontà e l'impegno di fare una battaglia vera contro la mafia. Vogliamo stroncare qualsiasi forma di contiguità tra imprese e mafia» . Giorgio Napolitano al termine della cerimonia (Ansa) Il presidente della Repubblica: serve un clima di rispetto degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli

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Serie A: le pagelle di Siena-Juventus (sezione: Scuola)

( da "Datasport" del 24-05-2009)

Argomenti: Scuola

Serie A: le pagelle di Siena-Juventus (AGM-DS) - 24/05/2009 19.16.50 - (AGM-DS) - Milano, 24 maggio - Le pagelle di Siena-Juventus, terminata 0-3. SIENA Curci 6 Imparabili i gol, non deve eseguire troppi interventi difficili. Chiude bene in in uscita in un paio di occasioni. Coppola 5.5 In difficoltà per il caldo, prova a farsi vedere in fase di conclusione e di contrasto ma senza grande successo. Portanova 5.5 Bene sui palloni alti, ma soffre la rapidità di Del Piero e Iaquinta. Ficagna 5.5 Schierato a sorpresa al posto di Brandao, mostra scarsa intesa con Portanova sull'applicazione del fuorigioco. Rossettini 6 Prova incoraggiante, agevolata dal fatto che la Juve dalla sua parte spinge solo nella ripresa. Rossi 5.5 Anche per lui, meglio il primo tempo che il secondo. Poche iniziative, comunque. Del Prete 6 Prova qualche numero sulla fascia, ma è sfortunato perchè in uno scontro con De Ceglie s'infortuna al naso. Vergassola 5.5 Meno brillante che in altre occasioni, perde il duello con i diretti avversari. Jarolim 6.5 Tra i più attivi, anche durante la scialba ripresa. Sfiora il gol che potrebbe riaprire il match nella ripresa ed è tra gli ultimi a mollare. Galloppa 6 Parte forte, e forse per questo esaurisce la benzina prima degli altri. Maccarone 5 Una sola conclusione, sballata, in un ora di gioco. Mal servito, ma fa poco per proporsi. Calaio' 6 Molto dinamico, è il più pericoloso nel primo tempo, prima di svanire, come molti altri compagni, nella ripresa. Ghezzal 5 Non vede quasi mai la palla. Zito 5.5 Entra per dare vivacità, ma a parte un diagonale che non impensierisce Buffon, combina davvero poco. JUVENTUS Buffon 6 Normale amministrazione, il Siena non lo impensierisce mai. Zebina 6 Soffre all'inizio, poi si riprende e gioca una gara sufficiente, senza sbavature. Mellberg s.v. Senza voto. Chiellini 6.5 Prova di qualità, contro un cliente difficile come Calaiò. Chiude il match come esterno sinistro, facendo comunque bene. De Ceglie 5.5 Rischia l'espulsione in avvio con un fallo forse da ultimo uomo su Calaiò. Si propone poco, il meglio lo dà in fase difensiva. Legrottaglie 6 Meno svagato che nelle ultime uscite, se la cava con il mestiere. Marchisio 7 Gioca con la tranquillità di un veterano, recuperando palloni su palloni e segnando un bel gol. Poulsen 6 Gioca gli ultimi 20' senza fare danni, e rispetto all'ultimo match è già un miglioramento. Camoranesi 6.5 Altro giocatore rigenerato rispetto alle ultime partite. Tante giocate di qualità sulla fascia. Dà anche una mano alla retroguardia quando occorre. Zanetti 6.5 Presenza importante in mezzo al campo, sia in fase d'interdizione che di costruzione. Nedved 6.5 Cresce soprattutto nella ripresa, cercando ripetutamente il cross e la conclusione. Peccato che in un' occasione scivoli vanificando una buona opportunità. Iaquinta 5.5 Spreca una facile opportunità a tu per tu con Curci, e in generale dà l'impressione di essere a corto di fiato. Forse doveva essere sostituito prima. Trezeguet s.v. Senza voto. Del Piero 7.5 Splendida doppietta, impreziosita dall'assist per il gol di Marchisio. E dire che prima del gol su punizione non aveva quasi toccato palla. Mezzo punto in meno per un paio d'occasioni sciupate.

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