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toARTICOLI DEL 22 ottobre 2008 #TOP
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Articoli
Scuola (238)
In pericolo la scuola
pubblica, a rischio la democrazia ( da "Eco del Chisone" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un pregio almeno la Gelmini l'ha avuto: ricompattare
la protesta, far soffiare di nuovo qualche venticello dal sapore
"sessantottino". Ha avuto il pregio di far scattare un moto di
ribellione. Tutti uniti (o quasi) in difesa della scuola pubblica, contro cui
il Governo Berlusconi sta sferrando un attacco durissimo, che la riporterà
indietro di 30 anni.
Consulta, il parlamento elegge Giuseppe Frigo ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (90
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (67 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (58 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (48 commenti) "Il premier inviti
Saviano a Palazzo Chigi" (35 commenti)
Scuola: in 40mila in piazza a Firenze A Milano scontri
tra studenti e polizia ( da "Corriere.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, ma cresce la
tensione. Un fatto che non impedisce a Massimo D'Alema di valutare
positivamente la mobilitazione contro il decreto: "Credo che il governo
abbia scelto una strada molto negativa per il nostro Paese. I provvedimenti di
Gelmini e Tremonti comportano un drastico taglio di risorse per scuola,
Studenti in piazza: Vietato tagliare i fondi ( da "Trentino" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini sbarca anche a Trento. Dopo giorni ad
alta tensione in tutta Italia, con migliaia di ragazzi riversati nelle piazze
delle città, ieri si sono mobilitati anche gli studenti dell'ateneo trentino,
oltre 200, davanti al rettorato: "Bassi - sostengono - vuole affrontare
unilateralmente decisioni che riguardano tutti.
Vogliono fare cassa a danno della qualità della ricerca ( da "Trentino" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proprio davanti alla porta del rettorato per
contestare il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Così oltre 200
universitari trentini ieri sono scesi in piazza: quasi una forma di solidarietà
col resto d'Italia. Il Comitato No Gelmini - così si definisce - ha poi appeso
uno striscione al balcone del palazzo: "Non pagheremo la vostra
crisi" recita lo slogan.
Patto di sostenibilità per ogni università ( da "Italia Oggi" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nessuna polemica contro la Gelmini nei
confronti della quale dichiarano di essere disponibili ad appoggiarne la
politica e a sedersi, da subito, intorno a un tavolo per siglare appunto patti
di stabilità che facciano quadrare i conti senza penalizzare l'offerta
didattica.
Di Lorena Loiacono Divampa la protesta degli studenti
della Capitale, tutti un ( da "Leggo" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti uniti contro la riforma Gelmini.
"Dopo l'orario scolastico - annuncia Flaminia dell'Augusto - faremo lezione
di didattica alternativa con i nostri docenti sotto Montecitorio, come i
ragazzi della facoltà di Fisica", mentre gli studenti del vicino Russel si
riuniranno "dopo le lezioni - racconta Aura, rappresentante di istituto -
per mettere ai voti la proposta di occupazione"
Di Chiara Prazzoli Il mondo dell'istruzione è una po ( da "Leggo" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la protesta contro le riforme che vorrebbe
il ministro Mariastella Gelmini, sta dilagando, dalle elementari alle
università. E ieri il livello del contrasto si è alzato: a Milano in uno
scontro tra studenti e forze dell'ordine ci sono scappati tre feriti, non
gravi. I ragazzi, insieme a docenti, ricercatori e lavoratori del settore, in
un corteo spontaneo e non autorizzato,
Di Irene Soave Un'altra giornata di mobilitazione per il ( da "Leggo" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il giorno dell'arrivo in città del ministro
Gelmini. L'assemblea si è poi trasformata in un corteo a Palazzo Campana, e la
sede delle facoltà umanistiche è rimasta aperta tutta la notte per concerti e
danze. Per oggi pomeriggio, al Rettorato di via Po, è prevista un'assemblea
generale di tutti gli studenti dell'Università.
Di Alessandra Buono C'è bagarre dentro e fuori le au ( da "Leggo" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma del ministro Gelmini. La protesta
studentesca a Napoli ha già il "volto arrabbiato", come scrivono i
collettivi nei loro comunicati. E da ieri non ci sono più soltanto cortei,
assemblee e blocchi stradali: ora si occupa. In mattinata una manifestazione
degli universitari per le strade del centro con lo slogan "Fuori
Confindustria da scuole e università"
Di Paola Braschi Dall'università alla stazione: la p ( da "Leggo" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini ieri ha
movimentato la mattinata in città. Prima alcune centinaia di studenti, muniti
di fischietti e tamburi, hannon fatto irruzione nella sede del rettorato in via
Zamboni 33. Poi, dopo aver sfilato in corteo per le vie del centro, i
manifestanti si sono spostati in stazione dove hanno occupato due binari del
traffico passeggeri per circa un quarto d'
Scandaloso che i docenti usino bambini e genitori per
diffendere i propri interessi corporativi. Gel ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini tieni duro, era ora che si tornasse
al maestro unico, al voto di condotta e che tornino i voti agli esami, anzi li
rimetterei anche durante l'anno. Giacomo bidello - Boario Terme Ma volete
capirla o no che senza problemi, vivere sarebbe di una noia mortale?
Lettera aperta al ministro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. "La prospettiva tracciata dal
D.L. 137/08, da Lei promosso, costituisce un serio motivo di preoccupazione per
tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola e quindi turba moltissimo
anche noi insegnanti. Nel decreto, stilato adducendo motivazioni educative che
non condividiamo (in quanto anche a quella età una pluralità contenuta di
modelli educativi offre maggior
Atenei in rivolta 60mila a firenze scontri a milano ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Finanziaria e la riforma Gelmini ora dilaga
dalle elementari alle università. Ieri il livello del contrasto si è alzato: a
Milano, in un tafferuglio tra studenti e forze dell'ordine ci sono scappati
feriti e contusi. Mentre a Firenze hanno sfilato pacificamente 60mila persone e
dai rettori è arrivato un grido di allarme: "Senza risorse l'università italiana
si avvia alla catastrofe"
Lotta all'evasione ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: segreteria Idv di Cecina ha organizzato un pullman
per la manifestazione nazionale a Roma del 30 ottobre contro la riforma
Gelmini. Partenza da Cecina, prezzo 22. Per informazioni, chiamare Paolo
Bertolini al num. 347.3807495 (non in orari scolastici). Tutti gli studenti, i
docenti e il personale della scuola sono invitati a partecipare. PIERO NOCCHI
(CGIL) Cordoglio per Foa CECINA.
Atenei in rivolta, tafferugli a milano ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre arriva la notizia che il
decreto-Gelmini verrà votato dal Senato mercoledì prossimo 29 ottobre (scade il
31) e che i sindacati confermano lo sciopero delle università indetto per il 14
novembre, intanto si alza il livello della protesta con il mondo
dell'istruzione che è ormai una polveriera pronta ad esplodere.
Le università verso la catastrofe ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "No a tagli drastici e generalizzati,
il ministro Gelmini ci ascolti. No alle occupazioni, sì alla trattativa"
"Le Università verso la catastrofe" Per i rettori dell'associazione
Aquis la crisi è peggio di quella dell'Alitalia ROMA. Un patto di stabilità per
salvare le università italiane dal collasso finanziario.
Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd
non dice ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di
Repubblica.it e i risultati ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al
Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità.
Veltroni "grande elettore" degli immigrati e
Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Studenti e prof ancora in piazza tafferugli a milano ( da "Messaggero Veneto, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dove i manifestanti contro il ddl Gelmini si
sono scontrati con le forze dell'ordine. Intanto la protesta si estende: un centinaio
di studenti ha fatto irruzione nel rettorato dell'università di Bologna; oltre
40 mila persone hanno sfilato a Firenze. Anche a Trieste, dove sono occupati da
giorni alcuni istituti, sono continuate le proteste.
In 500 per dire no al decreto gelmini ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cecina In 500 per dire no al decreto Gelmini
Un corteo tra slogan e fischietti: insieme insegnanti, genitori e alunni
Critiche al Comune per il gonfalone? Nenci: "Non si risolvono i problemi
tagliando risorse e soldi alla ricerca" ROSIGNANO. Quello di ieri è stato
il giorno in difesa della scuola pubblica;
E a donoratico nasce un comitato ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il corteo dei manifestanti si è mosso dietro
lo striscione "La riforma della Gelmini costa ai grandi e annoia i
bambini". Presente il gonfalone del Comune di Castagneto Carducci con il
sindaco e vari assessori: il corteo ha percorso le vie che congiungono la sede
della scuola primaria alla sede della secondaria di primo grado.
Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al
Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità.
La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al
Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità.
Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post,
dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al
Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità.
Assemblea sul griselli ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stato inserito nella lista dei tagli della
riforma Gelmini. Più di 500 giovanissimi studenti e relative famiglie, però,
sono pronte a insorgere, anche se pacificamente e senza interrompere il
pubblico servizio. L'Istituto Comprensivo "Italo Griselli" di
Montescudaio, infatti, già lo scorso 15 ottobre era stato occupato, con il
sostegno dei sindacati Flc - Cgil,
I rettori: pronti a salvare l'università ( da "Messaggero Veneto, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: un drappello di rettori propone al ministro
Gelmini un Patto in extremis, una sorta di "do ut des" per
scongiurare il collasso imminente del sistema universitario. I Magnifici
aderenti all'associazione Aquis (Associazione per la qualità delle università
italiane statali) si dicono pronti a spendere meglio le risorse di cui
dispongono, ad appoggiare la politica del ministro dell'
Tagliati 114 istituti ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In Abruzzo saranno 114 gli istituti
scolastici "colpiti" dal Ministro dell'Istruzione Gelmini. Lo
sostiene il senatore Luigi Lusi del Pd, che esprime grande preoccupazione. In
particolare, verrebbero soppressi 25 unità scolastiche nella provincia di Chieti,
Venerdì mattina a s. basilio assemblea generale d'ateneo ( da "Nuova Venezia, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proprio per discutere della difficile
situazione economica delle università italiane e della ventilata riforma del
ministro Gelmini di cui, al di là dei tagli, si sa ancora pochissimo.
"Siamo fortemente preoccupati soprattutto per il prossimo anno - spiega il
rettore - visto che quest'anno siamo comunque riusciti a chiudere il bilancio
consuntivo in leggero attivo.
Bocciatura per chi bestemmia occupa la scuola o sciopera
- alberto vitucci ( da "Nuova Venezia, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla vigilia di nuove agitazioni nel mondo
della scuola contro la riforma Gelmini e di una rivolta che si allarga a
macchia d'olio. "Non si è mai vista una cosa del genere", dicono,
chiedendo per ovvie ragioni l'anonimato, "qui si punta a togliere agli
studenti ogni diritto e a punire il dissenso, eliminando diritti conquistati
dalle lotte degli ultimi decenni".
Domani sit-in a san geremia universitari a san sebastiano ( da "Nuova Venezia, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: idea del sit-in per protestare contro la
riforma Gelmini", spiega Giulio, candidato rappresentante d'istituto al
liceo Foscarini. Nello stesso giorno in tutta Italia la Rete degli Studenti
attiverà altre forme di protesta, ad esempio picchetti all'ingresso degli
istituti per bloccarne l'entrata e distribuire materiale informativo.
Superiori, Pertini e Deledda aprono la protesta ( da "Secolo XIX, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se passa la proposta del ministro Gelmini,
con la relativa riduzione del tempo scuola, 50 insegnanti nelle medie inferiori
di Genova rimarranno senza cattedra e dovranno andare a lavorare fuori
provincia. Numero leggermente inferiore nelle superiori "perché in quegli
istituti ci sono moltissimi precari e saranno loro a rimanere senza
lavoro" spiega Corrado Artale della Uil,
Provincia CALTANA "Tersa de otobre" Ultimo
giorno della sagra "Tersa de otobre". Stasera negli stand... ( da "Nuova Venezia, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: MIRANO Decreto Gelmini Assemblea aperta ai
genitori oggi alle 18 alla scuola elementare Azzolini di via Villafranca. Si parlerà
di decreto Gelmini per informare le famiglie di cosa cambia nel mondo della
scuola, in vista anche di possibili iniziative. SANTA MARIA DI SALA Corso di
teatro Il circolo Arci Pirola e Abracalam presentano stasera alle 21,
Authority dei servizi pubblici è bagarre anche in
maggioranza ( da "Secolo XIX, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: far posto a una lunga discussione sulla
riforma Gelmini e sui tagli alla scuola. Il sindaco, Marta Vincenzi - accanto
al capogruppo del Pd, Simone Farello, Antonio Bruno e Nicolò Scialfa,
capogruppo e consigliere di Rifondazione, Vincenzo Vacalebre (Ulivo) e al
presidente del consiglio comunale, Giorgio Guerello - è stata tra i pochi
componenti della maggioranza a votare sì all'
Provincia MEOLO Incontro a scuola Oggi, alle 20.30,
nell'aula magna della scuola media, Comune e ist... ( da "Nuova Venezia, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro per discutere degli scenari futuri
che si apriranno nel sistema dell'istruzione pubblica con l'introduzione della
contestata riforma Gelmini. Interverranno la dirigente scolastica Marina Drigo,
i componenti del Consiglio d'istituto, il sindaco Nillo Tallon e la giunta.
MUSILE Battaglia Solstizio Nell'ambito del 90º anniversario della Battaglia del
Solstizio, venerdì, alle 19.
Scontri a milano tra studenti e polizia ancora cortei
contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Scontri a Milano tra studenti e polizia
ancora cortei contro la Gelmini ROMA - Scontri tra studenti e polizia, feriti,
manifestazioni con migliaia di partecipanti. è la cronaca di una giornata di
proteste e cortei in tutta Italia contro la riforma Gelmini. L'epicentro è
stato a Milano ma molte tensioni ci sono state anche a Bologna e Firenze.
Il comune non politicizza le scuole ma attua le norme
dello statuto ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola interessata dalla riforma del
ministro Gelmini è stata fortemente voluta da me, proprio perché ho ritenuto
importante raccogliere le opinioni e le istanze dei genitori e degli
insegnanti, sia che fossero a favore della riforma o contrarie. Non a caso al
termine della seduta il consiglio comunale non ha approvato alcun documento, ma
ha semplicemente preso atto degli interventi.
Scatta la protesta, autogestione all'itcg ( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la legge Tremonti e la legge Gelmini hanno
davvero toccato le coscienze di migliaia di ragazzi, che poi sono anche i primi
ad essere curiosi di capire dove possono arrivare. "Avevo un progetto ben
preciso", racconta Luca Favilli di Forcoli, "ma ora non so se potrò
portarlo avanti: realizzarmi culturalmente e poi cercare un lavoro pertinente
ai miei studi"
All'isa l'agitazione fino al 30 domani assemblea coi
docenti ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: autogestione al Pesenti, l'Isa è l'unica
scuola in cui la protesta studentesca va avanti, ma la contestazione al decreto
Gelmini è presente anche negli istituti comprensivi del comune. E all'esterno
della scuola di San Lorenzo alle Corti, lungo la Tosco-Romagnola, uno
striscione protesta contro i tagli. Michelangelo Betti.
Contro la gelmini davanti al nuovo teatro ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini davanti al nuovo teatro PONTEDERA.Un
lenzuolo. Tanti bimbi stilizzati, un paio di forbici. E il messaggio breve e
conciso "Non si risparmia sui bambini, no ai tagli della Gelmini".
Forte e chiaro torna a farsi sentire la voce del Comitato insegnanti e genitori
in difesa della scuola pubblica che da giorni sta manifestando il proprio
dissenso contro i provvedimenti previsti
La ministra: "i miei figli a scuola pubblica"
ma i suoi colleghi preferiscono il privato - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voglio che ricevano una buona educazione
cattolica". Giovanardi: "Purtroppo a Modena il liceo salesiano ha
chiuso" La ministra: "I miei figli a scuola pubblica" ma i suoi
colleghi preferiscono il privato CARMELO LOPAPA ROMA - Si fa presto a dire
scuola pubblica. Ministri e onorevoli poi ci pensano due volte prima spedirvi i
propri, di pargoli.
Scuola, cortei e assemblee in tutta italia scontri a
milano, occupazioni a roma - roberto bianchin ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: "So fare autocritica"
A Bologna fumogeni nel rettorato e poi un mini-blocco dei treni ROBERTO
BIANCHIN MILANO - Si accende la rivolta nelle scuole italiane. Istituti e
atenei bloccati, occupati, autogestiti. Assemblee, cortei, lezioni per la
strada.
I ragazzi del 2008 archiviano la kefiah "basta
politica, saremo imprevedibili" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che non finirà fino a quando il decreto
Gelmini non sarà ritirato". La polizia li conosce. Sono sempre i soliti.
Ma un passo indietro rispetto ai veterani da collettivo ci sono le facce nuove
della protesta. Ragazzi che ieri mattina hanno affollato l'aula magna
dell'università Statale, per molti la prima assemblea della vita, e che già al
pomeriggio hanno conosciuto l'
L' amaca ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di centinaia di migliaia di
insegnanti e studenti come una insorgenza di neghittosi (studenti somari,
docenti fannulloni). Con il corollario (tipico della più decrepita psicologia reazionaria)
di considerare questa massa spregevole e decerebrata come materia inerte di
imprecisate "trame politiche" dei "nemici della Nazione"
"non mi pento e non esagero faccio solo satira"
- leandro palestini roma ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Adoro il lavoro di Corrado e Caterina (che
farà la Gelmini). Siamo fratelli, legati dal filo della comicità. Mi rendo
conto che sia un elemento di curiosità il fatto che tutti e tre abbiamo talento
per la comicità: è una cosa un po' rara, ma molto bella".
La riforma? reclutate i prof per meriti - franco ferracci
* ( da "Corriere delle Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prendiamo la riforma Gelmini. Credo che non
si possa onestamente negare la necessità di un ripristino di sobrietà e
disciplina. Ben vengano grembiuli e voto in condotta. Pur non essendo un
pedagogista, sono favorevole anche al voto numerico. Il 4 o il 5 fanno male?
L'alunno violento non va sospeso diventerebbe un modello
in classe ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istituto Einaudi una frecciatina al Governo
e alla riforma Gelmini in via di approvazione. "In un momento del genere -
attacca il vicesindaco - il corpo docenti va supportato, aiutato. Invece il
progetto del Ministro è quello di tagliare e di fare economia". Lucia
Matergi prova a mettersi nei panni del professore che era in classe al momento
dell'aggressione.
Taglia e ritaglia, lo studente raglia ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oltre duecento alunni in piazza per dire no
alla riforma Gelmini PIANETA SCUOLA GROSSETO. C'è anche una lettera per il
ministro Gelmini tra le iniziative degli studenti del liceo Classico che da
ieri manifestano contro la riforma della scuola. La firma è di Cecilia, 5ª
ginnasio: "Mi unisco alla mobilitazione perché ritengo che la riforma
danneggi il futuro dei ragazzi,
Viaggio nelle sedi della contestazione - franco vanni ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La rivolta nelle università milanesi esplode
contro la riforma Gelmini ma non nasce dal nulla e ha già ha una geografia
definita, disegnata da anni di lotta nelle facoltà e di polemica con le liste
che rappresentano gli studenti negli organi ufficiali degli atenei. I
collettivi si chiamano Pantera, Unisurfers, Asso, Assemblea di Scienze politiche,
Demos, Aut Art.
Sessantamila in marcia per dire no alla gelmini ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: genitori manifestano insieme Sessantamila in
marcia per dire no alla Gelmini Quaranta mila persone per la polizia, oltre
sessanta mila per gli organizzatori hanno sfilato ieri nel centro di Firenze
per la manifestazione regionale indetta dai sindacati in difesa della scuola,
dell'università e della ricerca pubbliche.
Festival della scienza, la protesta frena il decollo -
raffaele niri ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Meno scuole per contestare la riforma
Gelmini. Ma Bo assicura: "Recupero prodigioso" Ieri al Ducale la
delegazione di scienziati cinesi esperti in agopuntura RAFFAELE NIRI Metti una
sera a cena tredici cinesi, educatissimi e spaventatissimi. Sconvolti dal fuso
orario, sedici ore di volo alle spalle, dopo una lunghissima trafila
burocratica in patria (perché saranno pure scienziati,
La marcia dei sessantamila - laura montanari gaia rau ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, non senti, la scuola chiude i
battenti". Quelli di Pistoia: "Anche l'operaio vuole il figlio
dottore". E poi: "Game over, con questa riforma la scuola è
morta", "Gelmini, non siamo i tuoi burattini", "1948
Costituzione, 2008 Distruzione", "Una riforma per domarli, una
riforma per ghermirli e nell'ignoranza incatenarli"
Genitori e prof uniti nella lotta ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre un secondo gruppo lavorerà sulle possibili
modifiche da apportare alla riforma Gelmini. "Faremo un documento
propositivo - spiegano - da far pervenire in Regione prima dello sciopero
generale del 30 ottobre a Roma. Noi facciamo parte di un comprensorio di 5
Comuni ampio
Si autotassano e fanno lavoretti alla scuola ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non possiamo accettare in silenzio che il
governo con le leggi Tremonti e Gelmini penalizzi in questo modo la scuola
pubblica, riducendo fondi, personale, didattica". Sono 97 i sostenitori
della protesta. Quasi 100 studenti divisi in gruppi e in ruoli. Mitia Gallo e
Matteo Lulleri, sempre in IV A, sono tra gli addetti alle pulizie.
E la notte si ripulisce la scuola ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: analizzato nei minimi dettagli la legge 133 e
il decreto Gelmini, dipinto gli striscioni e i cartelli con i quali hanno
animato la loro protesta. Per la maggior parte di loro l'occupazione si è
conclusa con la manifestazione di ieri: a voler continuare a oltranza sono solo
un pugno di scuole, tra i quali il liceo Machiavelli-Capponi, l'artistico
Alberti, gli istituti tecnici Ginori-
Un corteo con tante idee - pietro jozzelli ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prima di criticare con slogan irriverenti il
progetto di Tremonti e Gelmini, i ragazzi innalzavano striscioni con sopra
scritto le città di provenienza, Pistoia, Pisa, Empoli, Pontedera, una sorta di
geografia comunitaria scandita dai nomi dei licei e degli istituti; seguivano cori
da stadio (che cos'altro abbiamo loro insegnato negli ultimi anni?
Il colpo di mano del preside nespoli - francesca gori ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini - hanno detto -
sfociato in atteggiamenti che ci hanno lasciati davvero di stucco: dalla
chiusura totale del dialogo alle minacce di sanzioni disciplinari, prima fra
tutte il cinque in condotta. E oggi, l'atto finale, quello più eclatante:
chiudere gli studenti fuori da scuola, attuando un atteggiamento terroristico
nei confronti di chi voleva protestare.
Gabriele, voce critica nel centrodestra ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non una riforma quella della Gelmini -
commenta Gabriele D'Andrea, esponente del comitato studentesco che sta
organizzando la protesta al Convitto Cicognini - Le riforme non si scrivono in
16 pagine". Lapidario il giudizio di D'Andrea (19 anni) sulla riforma che
sta scuotendo gli animi degli studenti di tutta Italia.
Nell'autogestione del rodari c'è posto per
"gomorra" ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perché Nespoli è riuscito a spaccare quel
fronte comune di protesta che in questi giorni ha unito tutta Italia - dicono -
dalle elementari all'università. E perché, con il suo atteggiamento, ha fatto
perdere di vista, nelle due scuole da lui guidate, l'obiettivo che si erano
posti tutti gli studenti pratesi: protestare contro la riforma Gelmini".
F.G.
Protesta e serietà al liceo livi laboratori e forum sulla
133 ( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: occasione per approfondire i punti controversi
della legge Gelmini" PRATO. Rispondono a tono a chi riduce la loro
protesta ad un'espediente per saltare le lezioni. Una ventina di studenti del
Livi, che da mercoledì scorso si sono organizzati seriamente per far conoscere
ai loro compagni la riforma Gelmini, ovvero i punti più controversi della legge
133 e del Ddl 137,
Leone santi sogna un futuro da regista ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Leone Santi sa praticamente tutto.
"La nostra protesta è partita dopo che ci eravamo ben informati sul
decreto - spiega - soprattutto sugli effetti dell'articolo 112 della legge 133,
quello che tratta della riforma univesritaria. Abbiamo informato tutti i nostri
compagni di scuola perchè è giusto che sappiano che con questa riforma è in
discussione il futuro di molti di loro"
La lettera ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: progetto di riforma del ministro della
Pubblica istruzione Gelmini. Con riferimento agli articoli apparsi sui giornali
in questi giorni, esprimiamo solidarietà e fiducia ai nostri figli che stanno
attuando in forma civile e pacifica una protesta a difesa di valori che condividiamo
e che non hanno certo nulla a che fare con l'uso e lo spaccio di droga, di cui
né noi né loro facciamo uso.
Lettere e interventi ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: attenzione quanto avviene in tutta Italia
dopo la sciagurata legge Gelmini. Sciagurata perché non è una riforma. Il
In provincia è scontro sulla gelmini ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: da Maria Stella a Maria Star In Provincia è
scontro sulla Gelmini La Gelmini arriva anche a Palazzo Malvezzi: ieri al primo
punto dell'ordine del giorno del consiglio provinciale c'era proprio la riforma
della scuola. E l'assessore all'istruzione Paolo Rebaudengo, leggendo un brano
di Eschilo, ha aperto il dibattito con un ringraziamento ai genitori delle XXI
Aprile.
Vernice e fumogeni in rettorato blocco dei binari e sassi
in stazione - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il movimento "No-Gelmini": i
collettivi che invadono la stazione, lanciano vernice rossa contro il rettorato
e il Provveditorato, colpendo anche una macchina dei vigili; gli studenti e i
ricercatori delle facoltà scientifiche che dialogano (e si scontrano) con il
rettore strappando un dibattito pubblico contro la legge 133.
Striscioni antigelmini alla mazzei ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma il malumore per la riforma Gelmini si è
manifestato comunque e a quanto pare si tratta di un libero sfogo da parte di
adulti, insegnanti o più verosimilmente genitori. Ieri mattina sono stati
appesi dei lenzuoli con slogan di protesta sui cancelli della scuola media
Mazzei, della elementare Lorenzo Il Magnifico e della materna Pertini.
Dilaga il contagio-occupazione - valentina landucci ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La protesta anti-Gelmini è un fiume in piena
che inonda gli istituti superiori della Versilia. Ormai a quota sei le scuole
occupate o in agitazione sul territorio. E alla mobilitazione generale presto
si aggiungeranno il nautico Artiglio e l'istituto d'arte Stagi.
Chimica, l'alleanza di prof e studenti contro la
"bomba a tempo" della gelmini ( da "Repubblica, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alleanza di prof e studenti contro la
"bomba a tempo" della Gelmini "Fino a sei mesi fa la facoltà di
Chimica non aveva neanche i rappresentanti degli studenti" SI sorprende
Mirca, seduta sulla cattedra con il microfono in mano e il verbale da stilare:
"Sino a sei mesi fa Chimica non aveva neanche i rappresentanti degli
studenti".
I geometri occupano fermento allo stagi ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Striscioni contro la riforma Gelmini allo Stagi
Stagi, occupazione all'Istituto per geometri e ragionieri Don Lazzeri. La
protesta nelle scuole giorno dopo giorno si arricchisce di adesioni
specialmente nelle superiori. Allo Stagi ieri sono comparsi anche alle finestre
gli slogan contro la riforma.
Il pd: a rischio chiusura la scuola di valpromaro ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proposta dal ministro Gelmini. A sostenerlo
è Cristiano Ceragioli, consigliere del Pd, che chiede, con un ordine del giorno
che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale, di impegnare
l'amministrazione e la giunta a sollecitare Provincia e Regione, per avviare un
confronto tra enti locali e Governo per cercare soluzioni condivise (insomma,
Le scuole mobilitate contro la "riforma
Gelmini" ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini" Gli studenti del liceo
artistico pensano all'autogestione nella sede di via Bixio --> Anche gli
studenti degli istituti superiori sono pronti a far sentire la propria voce
contro la riforma Gelmini. Lo hanno dimostrato, in particolare gli iscritti al
liceo artistico, che ieri mattina hanno presidiato nel cortile della sede
centrale in via Bixio,
Insegnanti non pagati, Foti (Pdl) "interroga"
il ministro Gelmini ( da "Libertà" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini. Il parlamentare del Pdl ha infatti
depositato in Parlamento un'interrogazione rivolta al ministro della Pubblica
istruzione, in cui si chiede il perché "insegnanti di diversi istituti
scolastici piacentini non abbiano ancora visto pagate le spettanze relative ai
progetti svolti nell'anno scolastico 2007-2008".
Con i tagli previsti dal decreto Gelmini ventuno scuole a
rischio nel Lodigiano ( da "Libertà" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono 21 le scuole del lodigiano che
rischiano la chiusura con l'approvazione del "decreto Gelmini". Si
tratta di 15 scuole d'infanzia, 2 elementari e 4 medie inferiori. In base a
quanto stabilito dal provvedimento, infatti, perderebbero l'autonomia
scolastica tutti gli istituti con meno di 500 alunni, mentre per le scuole con
meno di 50 studenti si profilerebbe la chiusura.
Tagli indiscriminati Ma si protesta a prescindere
Pubblico/Privato ( da "Riformista, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i riformisti sono destinati alla sconfitta
Contro la Gelmini è in corso una vera rivolta, che vede unite, come di rado
avviene, la scuola e l'università. La protesta non è più solo del mondo
sindacale o dell'opposizione. È ormai un vero e proprio movimento, che comprende
insegnanti e genitori, studenti e rettori.
<Scuola, a Bergamo nessun terremoto> ( da "Eco di Bergamo, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro è stato chiarito che il Piano programmatico
Gelmini-Tremonti (legge 133) che parla di "ottimale dimensionamento"
delle istituzioni scolastiche autonome e di previsione di una "rete di
punti di erogazione del servizio (scuole, ndr) realmente rispondenti ai bisogni
dell'utenza" di fatto è solo una bozza che, tra l'altro, deve ancora
essere trattata nella Conferenza Stato-
Riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI RIFORMA GELMINI Una scuola di
qualità non nasce dai tagli Siamo un gruppo di insegnanti, di ruolo e precari,
della Scuola Media dell'Istituto Comprensivo "F.T. Baracchini" di
Villafranca in Lunigiana e Bagnone (Ms). In queste ultime settimane stiamo
assistendo con sgomento e preoccupazione crescenti all'impressionante
escalation di dichiarazioni e proclami riguardanti l'
Posta prioritaria 11 giorni per una busta da Piacenza a
Vezzolacca Caro direttore, ecco l'ultima perla delle Poste: avendo bisogno, con
una certa urgenza, di una mappa catastale de ( da "Libertà" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anna Prati Zani Vezzolacca riforma gelmini-
Ho camminato al fianco dei miei insegnanti di ieri e di
oggi ( da "Libertà" del 22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché ho letto il Piano Programmatico
Gelmini, che i ragazzi più giovani di me non potranno frequentare una scuola
come quella che ho frequentato io. Alle Elementari (ora Primarie) ho fatto il
"modulo": tre insegnanti su due classi (eravamo in 26 alunni nella
mia) e alle Medie (ora Secondarie di Primo Grado) il Nicolini.
Posizione di contrasto che nasce da problemi reali ( da "Libertà" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come i provvedimenti previsti dalla riforma
Gelmini per la scuola, oltre alle ricadute evidenti che propongono, un regresso
culturale rispetto ai risultati raggiunti nel rendere la scuola pubblica
servizio universalistico per tutti i cittadini, scaricheranno nuovi costi
economici sulle famiglie, con il venire meno del tempo pieno.
Ministro, disponibili al confronto - andrea castagna ( da "Mattino di Padova, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della proposta Gelmini sulla
"riforma" e sui decreti che interessano la scuola, rivendico il
diritto di dire non solo no, ma anche di rafforzarlo con la protesta che, come
vediamo, oltre alle organizzazioni sindacali sta coinvolgendo studenti e professori.
Quando il campo di gioco o se preferiamo di confronto è deciso da due
contendenti è chiaro che è necessario avanzare proposte.
Una protesta infondata ( da "Mattino di Padova, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non tutto va bene nella riforma Gelmini, la
quale, a quanto risulta, vuol confrontarsi con i suoi contestatori, ma quando
si assiste a quella buffonata macabra del lutto al braccio o ai cortei con
bambini trascinati per strada che gridano frasi di cui non conoscono neppure il
senso, o ancora, quando si sente dire da certi sindacalisti che "la
Gelmini vuole distruggere la scuola"
Lavori stradali eterni in via roma se ne parla in
consiglio comunale ( da "Mattino di Padova, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma non solo di fognature, disagi e Centro
Veneto servizi si discuterà nella riunione consiliare odierna. Verrà anche dato
spazio alla questione dell'autonomia finanziaria degli enti locali e alle conseguenze
cui porterà la riforma della scuola targata Maria Stella Gelmini. (fa.p.).
Piccole scuole: nessuna chiusura ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un metodo che le parti si sono impegnate a
rispettare nel caso nuove disposizioni imponessero ulteriori interventi, in
particolare sui plessi scolastici con pochissimi alunni frequentanti, così come
annunciato nello schema di Piano Programmatico del Ministro Gelmini".
Microscuole a rischio Regna la confusione ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: diversi provvedimenti di risparmio del
ministero che fa capo a Maria Stella Gelmini. Il primo non fa altro che
pretendere la rigorosa applicazione della norma risalente al '99 sulla perdita
di autonomia delle scuole con meno di 500 alunni, 300 se in luoghi disagiati,
norma che a quel tempo nel Bresciano è stata applicata con una razionalizzazione
fermissima ma in altri posti no.
Scuola, scontri con la polizia a Milano ( da "Arena, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluti dalla Gelmini, che annuncia per oggi
dichiarazioni congiunte con Berlusconi Scuola, scontri con la polizia a Milano
ROMA Cortei, occupazioni e scontri in piazza. Si alza il livello della
mobilitazione contro la Finanziaria e il decreto Gelmini. È successo a Milano,
dove ieri sono scoppiati tafferugli tra manifestanti e polizia che hanno
causato il ferimento di tre persone (
Studenti fuori schemi ideologici ( da "Mattino di Padova, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: termine per la conversione in legge della riforma
Gelmini. Ma ogni assemblea sarà libera di studiare la sua strategia. E'
bellissimo che dopo tanti anni ci sia questa partecipazione spontanea".
Conferma la rinnovata voglia di protagonismo Jacopo Pesiri: "Siamo per ora
una trentina di studenti di Lettere e ci siamo mossi autonomamente - spiega -.
Mobilitazione generale all'università ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Magnifico, in una lettera rivolta ai
presidi di facoltà, ai direttori di dipartimento e ai componenti degli
organismi collegiali e di rappresentanza del personale, ha ribadito le forti
critiche alle norme contenute nelle proposte sostenute dal ministro Gelmini.
ZEDDA a pagina 23.
Docenti e studenti tutti uniti contro la gelmini -
sabrina zedda ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: partecipare da parte del rettore Docenti e
studenti tutti uniti contro la Gelmini Tra le ipotesi di lotta c'è anche l'occupazione
delle facoltà e il blocco della didattica Mistretta: "Bisogna difendere e
salvare l'autonomia d'ateneo" SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Dopo le prime
assemblee permanenti, gli stati d'agitazione e il volantinaggio di piazza per
sensibilizzare sui danni della legge 133,
Al segni assemblea no stop ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: legge del decreto del ministro della Pubblica
istruzione Maria Rosa Gelmini che tra l'altro ripristina la figura del maestro
unico. La decisione è stata presa all'unanimità. L'assemblea permanente durerà
sino a venerdì. Gli insegnanti che hanno ricevuto la solidarietà della quasi
totalità dei genitori, stanno tuttavia assicurando il regolare svolgimento
delle attività didattiche.
LA PROTESTAIn 300 per la notte bianca alla Iqbal Masih ( da "Unita, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: È stato lo spirito della 3ª notte bianca
delle scuole svoltasi nell'istituto elementare Iqbal Masih, la scuola capofila
della protesta contro la riforma Gelmini. Alla festa, organizzata da genitori e
docenti hanno partecipato 300 persone. Con loro Giovanna Marini.
Pensionati pronti alla protesta ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci sta tutta anche la riforma della scuola
che porta il sigillo del ministro Gelmini: lo spettro sempre più incombente del
precariato o, peggio ancora, dei tagli che andranno ancora più a incrementare
il numero degli insegnanti disoccupati, seppure laureati e super specializzati.
Un dato che trova triste conferma nella ipotizzata chiusura di circa 4000
plessi scolastici.
Scuola, si allarga la protesta A Milano tafferugli con la
polizia ( da "Sole 24 Ore, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con la polizia Si allarga la protesta contro
la riforma della scuola del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Ieri
cortei di studenti e docenti universitari si sono svolti a Bologna, Firenze,
Roma e Napoli. Scontria Milano tra le forze dell'ordine e i manifestanti che
volevano occupare la stazione Cadorna. I rettori degli atenei chiedono patti di
stabilità anziché tagli.
Raccolta di firme contro il decreto gelmini - andrea
nieddu ( da "Nuova Sardegna, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gallura Raccolta di firme contro il decreto
Gelmini La Maddalena, i Comunisti italiani chiedono l'appoggio dei cittadini
ANDREA NIEDDU LA MADDALENA. Raccolta di firme contro il decreto Gelmini: è
stata promossa dai Comunisti Italiani ed è partita ieri in piazza Garibaldi e a
Cala Gavetta.
"Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo,
costringendolo a portarmi, e intan ( da "Nazione, La (Firenze)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e bambini sono scesi in piazza per protestare
contro la riforma Gelmini. Se la Gelmini fosse lesbica, probabilmente udremmo
meno infanti gridarle contro. Docenti e genitori manifestano per difendere i
diritti dei propri alunni e dei propri figli. Uno direbbe: "Che
bravi". Bravi un corno! Coinvolgere i piccoli in cortei di protesta
politica, è un abuso fisico e psichico ?
Atenei, tagliamo prima le vere spese inutili ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestazioni contro i decreti voluti dal
ministro Gelmini, un lettore osservava sconsolato che qualcosa di molto simile
è già accaduto in passato, quando a ricoprire il dicastero della Pubblica
istruzione erano Mussi, la Moratti o Berlinguer. Di qui la conclusione, fin
troppo ovvia, secondo la quale il mondo della scuola è per sua natura
refrattario a qualunque ipotesi di riforma,
Pochi sono informati <Chi è la Gelmini?> ( da "Nazione, La (Prato)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Chi è la Gelmini?" "LA GELMINI?
Non sappiamo chi sia, forse occupiamo contro la finanziaria": risposte
tipo questa, e anche peggiori, si potevano ascoltare ieri mattina dai ragazzi
di prima e seconda del Copernico e del Gramsci-Keynes, due scuole dove da
lunedì è scattata l'occupazione e dove fra una partita a carte e qualche nuova
storia d'
Cicognini, arriva la polizia E Nespoli chiude la scuola ( da "Nazione, La (Prato)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in piedi dagli studenti del liceo classico
Cicognini contro la riforma Gelmini. Il "preside di ferro", Luigi
Nespoli (nella foto tonda), ha raggiunto il suo scopo: far rientrare l'idea di occupare
l'istituto di via Baldanzi. Con il passare delle ore l'iniziale sciopero contro
le riforme del governo è mutato in una rivolta contro il preside della scuola,
reo di aver messo in campo,
Il Convitto in corteo e oggi <sfila> il Datini ( da "Nazione, La (Prato)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini con un corteo, per alcune scuole
pratesi l'occupazione è già finita e per altre è appena iniziata. Ieri mattina
gli studenti del Convitto hanno sfilato in corteo da piazza del Collegio fino
alla prefettura per aderire anche loro alla protesta studentesca:
"L'occupazione non è praticabile nel nostro istituto per la presenza dei
convittori e per ragioni legate al valore storico-
C'E' ANCHE un altro punto di vista sul decreto scuola del
ministro Gelm ( da "Nazione, La (Siena)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto scuola del ministro Gelmini. E'
quello di Forza Italia che ieri ha preso una decisa posizione di sostegno. In
un incontro condotto dal vicecoordinatore comunale Pietro Staderini, alla
presenza del coordinatore provinciale Rolando Peccatori (nella foto a destra),
del coordinatore cittadino Claudio Marignani e della vicepresidente del
consiglio provinciale Loretana Battistini,
L'EFFETTO DOMINO è partito. Dopo l'occupazione di liceo
classico ed ex magis ( da "Nazione, La (Siena)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma proposta dal ministro Gelmini,
ma l'occupazione potrebbe andare oltre, almeno fino a sabato. E' LO STESSO
progetto che, seppur con qualche difficoltà, stanno tentando di portare avanti
gli studenti del Classico e del liceo della formazione: ieri pomeriggio si sono
riuniti di nuovo in assemblea per decidere come proseguire,
Classi a rischio chiusura chiesto un Consiglio ad hoc ( da "Giorno, Il (Como)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, che parla ora di
accorpamenti e non più di chiusure, i timori rimangono vivi nelle scuole
comasche interessate dall'eventuale taglio dei plessi con meno di 50 iscritti,
ossia le elementari di Laino, Blevio, Faggeto Lario, Sormano, Civenna, Pognana
Lario, Garzeno, Vercana, Gera Lario, Plesio, Schignano,
Gli Atenei: <Patti sui tagli o sarà la catastrofe> ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decurtazioni della riforma Gelmini,
s'impegnano a tenere i bilanci in ordine e a eliminare doppioni e nepotismi
VENEZIA - Mentre in tutta Italia imperversano le manifestazioni studentesche
contro i tagli imposti dalla riforma Gelmini, gli Atenei di Padova e Verona
insieme agli altri undici virtuosi aderenti all'Aquis (Associazione per la qualità
delle Università italiane statali)
Prof e studenti boicottano lo stop alle lezioni ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decretato uno stop simbolico per protestare contro
i tagli imposti dalla Gelmini. Tra i docenti in aula c'è Ruggero Ferro, che
insegna Logica matematica ed è il decano di Ca' Vignal, dove ha contribuito a
creare il corso di laurea in Informatica. Per il preside, Roberto Giacobazzi, è
una libera scelta. "E' normale che alcuni colleghi non siano d'accordo con
la linea del consiglio,
L'Università al bivio ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Aspettiamo di vedere il disegno di legge della
Gelmini e poi portiamo al tavolo col governo il nostro documento. Ma stop a
manifestazioni e occupazioni, sono controproducenti" L'accusa Il
governatore: "Imparino dalla Regione a non buttare soldi in ricercatori
inutili e in cattedre assegnate solo per far contento qualcuno".
Rivolta in laguna sit-in e striscioni in tutte le sedi ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordinari previsti dalla riforma Gelmini, la sopravvivenza
del nostro istituto, già ridotto allo stadio terminale - fanno sapere i ragazzi
in una nota -. E l'incombente necessità di compensare i tagli con l'ingresso di
fondazioni private nel Cda". La tensione sale anche allo Iuav dove gli
studenti, che in questi giorni hanno espresso la loro preoccupazione con
cartelloni e striscioni,
A Verona ( da "Corriere del Veneto" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: BREVI A Verona Scienze sospende l'insegnamento
aule vuote almeno per sette giorni 1 Il preside della Facoltà di Scienze,
Roberto Giacobazzi, la settimana scorsa aveva annunciato la sospensione delle
lezioni per quindici giorni, per protesta contro la riforma Gelmini. Dopo la
sconfessione del Senato accademico, è sceso a una settimana.
Piano di razionalizzazione da bocciare <Ci saranno
meno servizi alle famiglie> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuole del ministro Mariastella Gelmini
passasse per la provincia di Pavia, sarebbe devastante. "Sono moltissime
le scuole con meno di 50 alunni - commenta Elena Maga della Cisl scuola - e non
si tratta solo di plessi di montagna. Nell'elenco, infatti, rientrano anche molti
istituti di pianura, distante da paesi più grandi o che dipendono da istituti
non molto più grandi dei loro,
I tagli del decreto Gelmini Rischiano soprattutto le
materne della Bassa ( da "Giorno, Il (Lodi)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 6 I tagli del decreto Gelmini Rischiano
soprattutto le materne della Bassa Sono 15 gli asili con meno di 50 bambini di
GAETANO ECOBI ? LODI ? IL DECRETO DEL MINISTRO Gelmini e la nuova riforma
scolastica continuano a fare discutere e a preoccupare soprattutto le famiglie
con bambini in età scolare.
UN PRESIDIO di Azione Giovani ha manifestato domenica sul
Corso a favore delle po ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al volantinaggio hanno partecipato anche
Azione Studentesca, che sostiene la riforma scolastica della Gelmini, i
consiglieri comunali Pollastrelli e Giampaoli, il consigliere provinciale
Marcucci e la presidente del circolo locale, Veronica Fortuna. Il tesseramento
(per ragazzi tra i 14 e i 30 anni) è aperto. Info: 339.6948495.
Berlusconi scende in campo: ora la riforma la spiego io ( da "Messaggero, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il premier oggi al fianco della Gelmini:
"Inaccettabile azione di cecchinaggio da parte delle sinistre".
NAPOLI - Che la misura fosse colma, Silvio Berlusconi lo
aveva proclamato all
( da "Messaggero, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il ministro Gelmini. Con una lunga
telefonata, il premier ha spiegato alla titolare di viale Trastevere, quali
sono le sue strategie per controbattere, a livello mediatico, alle affermazioni
di Veltroni e del Pd. Un ragionamento che il presidente del Consiglio ha
ripetuto ai suoi fidati collaboratori.
E' ANCORA una volta mobilitazione, nel capoluogo come
nelle frazioni, contro ( da "Nazione, La (Viareggio)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentato dal ministro della pubblica
istruzione Mariastella Gelmini. A guidare il fronte d'opposizione nei confronti
del nuovo progetto didattico, questa volta, sono state un centinaio di mamme
aderenti al 'Comitato genitori' della scuola elementare Giosuè Carducci di
Piano del Quercione. Queste ultime, infatti, ieri mattina hanno sfilato davanti
all'istituto scolastico della frazione,
I prof minacciano i giovani: <Non scioperate? Vi
bocciamo> ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La strategia anti-Gelmini è ormai definita.
I ragazzi fanno numero e fanno casino, gli insegnanti forniscono il sostegno
ideologico e logistico. Da quanto tempo non c'erano tante scuole occupate in giro
per l'Italia? Okkupate, cioè presidiate giorno e notte, vietate agli estranei
per giorni e giorni.
Elementare per protesta sperimenta il maestro unico ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Non si risparmia sui bambini, no ai
tagli della Gelmini", spiegavano infatti gli slogan sui cartelloni
sistemati all'uscita del plesso scolastico. "È un tornare indietro di
dieci anni - spiegano gli insegnanti -. Diminuendo le ore non sarà più possibile
offrire ai bambini lo stesso livello di istruzione".
I prof: <Scioperate o vi bocciamo> ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Scioperate o vi bocciamo" di Redazione
Gli insegnanti soffiano sul fuoco della protesta anti Gelmini. A Trieste
scattano le prime denunce A Bologna gli studenti occupano la stazione. E a
Milano il corteo degenera: sei feriti negli scontri Scioperi, picchetti,
proteste: gli studenti tornano in piazza. Bloccano i binari e vanno allo
scontro.
Scuola, tensione al corteo di Milano: scontri ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si traduce nei nuovi sogni eroici di
un'accozzaglia di prof e studenti assatanati contro la signora Gelmini che
hanno in testa una sola idea perversa: sovvertire l'ordine. A qualunque costo.
D'altra parte il tam tam dello "smsmessaggiamento" di questi giorni è
sufficientemente illuminante: in ogni città si reclutano volontari disposti al
picchettaggio duro.
Questi ragazzi ostaggi del passato ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con i cori anti Gelmini, ha il sapore di un
remake e come tutte le copie è ancora più triste dell'originale. Guardi i volti
di chi sfila sotto il nome di collettivo studentesco e ti chiedi da quale
passato sono spuntati fuori, da quale corridoio spazio-temporale sono arrivati,
parcheggiati in ritardo su questa terra.
Da Pavia a Firenze, la carica dei baroni anti-Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 253 del 2008-10-22 pagina 3 Da Pavia a
Firenze, la carica dei baroni anti-Gelmini di Nino Materi Il catastrofismo
dell'Associazione docenti universitari: "Le scuole statali
scompariranno" "Obiettori universitari". A prescindere. Il
decreto-Gelmini li ignora, ma loro si schierano comunque "contro".
Contro cosa, non si sa;
D'Alema spara sul ministro: <È un energumeno
tascabile> La replica: <Volgarità razziste> ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e Giulio Tremonti:
"Il taglio di risorse per scuola, università e ricerca è drastico e
danneggia il futuro del nostro paese". È andata pure peggio a Berlusconi,
definito "faccia di tolla" perché in mattinata aveva osato contestare
la scelta del Pd di scendere in piazza in una situazione economica così
difficile: "
"Lasciateci le nostre scuole" ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una lettera al ministro Maria Stella
Gelmini. L'ha inviata il Comune di Pecetto per opporsi alla ventilata
soppressione delle scuole, concludendo che se il servizio non verrà mantenuto
"il Comune si vedrà costretto a ricorrere alle competenti sedi per la
tutela dei propri interessi giuridici che si ritengono ingiustamente
incisi".
Autogestione al classico, danni e proteste ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta che si stanno svolgendo in tutta
Italia contro le riforme del ministro Gelmini, gli studenti (nella foto) hanno
tentato prima l'occupazione (venerdì scorso) e poi l'autogestione. La mattinata
di ieri è stata caratterizzata da conferenze, musica, pittura, filmati, lettura
e spazi ricreativi. Si è tenuto un incontro con un economista che ha parlato
del problema del lavoro,
Università verso la catastrofe - annalisa d'aprile ( da "Provincia Pavese, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ci ascolti". No alle occupazioni,
sì alla trattativa Università verso la catastrofe Per i rettori Aquis la crisi
è peggio di quella dell'Alitalia E il Senato accademico della Sapienza di Roma
ha deciso una giornata di mobilitazione per venerdì ANNALISA D'APRILE ROMA.
Tagli e accorpamenti, così cambia la scuola ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scure dei tagli del decreto Gelmini nel
Frentano si abbatterà almeno su 26 plessi scolastici con meno di 50 iscritti. Sono
quelli degli istituti comprensivi di montagna, che comprendono materne,
elementari e medie e che sono sotto la soglia dei 500 alunni. Ma il quadro non
è completo: sono molte di più le sedi a rischio chiusura,
Volantini, riunioni e 5 bus per roma a olmo di riccio sì
all'occupazione ( da "Centro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta contro il decreto del ministro
Gelmini sta scandando ovunque gli animi di chi la scuola la vive tutti i giorni.
Ed è un comune sentire per tutti: no ai tagli alla scuola pubblica, no al
ritorno del maestro unico, no alla dequalificazione della scuola statale. I
licei classico e scientifico, assieme al Pedagogico, sono già sulla strada
dell'occupazione degli istituti fino al 30.
Scuola, la ricchezza che andrà perduta ( da "Provincia Pavese, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL PROGETTO GELMINI Scuola, la ricchezza che
andrà perduta Gentile direttore, vorrei offrire un contributo al dibattito a
proposito della riforma Gelmini. Ho iniziato la mia carriera di insegnante
negli anni Settanta, momento di grande cambiamento per la nascita della
sperimentazione del tempo pieno: non più la scuola del mattino con,
Bimbi ancora strumentalizzati Tre giorni con il maestro
unico ( da "Tempo, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Grifeo Applicazione diretta del
Decreto Gelmini. Al I distretto scolastico "Pietro Maffi" nel
quartiere romano di Primavalle, si sperimenta. Una sorta di
esperienza-provocazione per riflettere sulla nuova norma, vedere le reazioni
dei bambini, circa 900 e parlarne con i genitori. Tutte le classi hanno avuto
ieri un solo insegnante e si continuerà così fino a giovedì quando,
Atmosfere sessantottesche, ieri pomeriggio, in alcune
città ( da "Tempo, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli studenti universitari dei collettivi di sinistra
hanno lanciato slogan contro la Gelmini. Qualche momento di tensione si è
registrato quando i manifestanti hanno cercato di entrare nella stazione delle
Ferrovie Nord. Hanno cercato di sfondare il cordone di carabinieri in assetto
antisommossa scatenando una breve carica delle forze dell'ordine.
Il professore in prima linea ( da "Messaggero Veneto, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I CORTEI ANTI-GELMINI IL PROFESSORE IN PRIMA
LINEA di MASSIMO ONOFRI La cultura - come sistema della scienza, delle idee e
dei valori - non scende in piazza: predilige la moderazione. Alla critica delle
armi, qualunque esse siano tra quelle civilmente ammissibili: slogan,
striscioni, cori, preferisce le armi della critica.
Tagli alle scuole, una montagna di proteste ( da "Provincia Pavese, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oltrepo e valle Staffora che non raggiungono
i parametri previsti dal piano Gelmini-Tremonti che, per razionalizzare le
spese, prevede tagli ai plessi con meno di 50 studenti. Brallo, Romagnese,
Zavattarello, Pometo: a scorrere l'elenco delle micro-scuole (i numeri completi
sono nelle tabelle) ci si accorge che sono le scuole di montagna a rischiare di
più.
Ma santa margherita continua a crederci ( da "Provincia Pavese, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Eppure Santa Margherita ci credeva e ci crede
ancora: dopo 10 anni aveva riaperto una classe e consentito ai bambini di
evitare il viaggio in autobus verso Varzi. Maestra unica, come piace al
ministro Gelmini, a Casanova riescono anche a fare il tempo pieno: dalle otto
all'una tutti i giorni, il lunedì e il mercoledì rientro dalle due mezza fino
alle quattro e mezza.
Scuola, protesta di 5 sindacati venerdì in città e il 30
a roma ( da "Messaggero Veneto, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: una sessantina di essi ospitano i
dissidenti di mezza Italia, compreso quelli del Pordenonese. Diverso, invece, è
il parere di Azione studentesca provinciale: "Preferiamo vedere le
applicazioni pratiche del decreto Gelmini - ha detto Riccardo Favaro, vertice
di Azione e vice della Consulta studentesca - prima di giudicarlo.
Scuola, rivolta anti-Gelmini La polizia carica gli
studenti ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Universitari e ricercatori: Napolitano si
schieri Scuola, rivolta anti-Gelmini La polizia carica gli studenti La piazza
turba il Cavaliere: il Pd gonfia i numeri La protesta contro la riforma Gelmini
dilaga. Ieri Milano è stata teatro di cortei e scontri. Prima l'assemblea
all'università Statale, poi la manifestazione che ha bloccato la città.
Padre Nostro ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sicuro che servirebbe anche a me ritornare periodicamente
a scuola: un weekend al mese dietro i banchi, sotto le grinfie dei maestri
licenziati dalla Gelmini. E forse la Chiesa, così attenta alle questioni
etiche, farebbe meglio a occuparsi della ragione sociale della ditta, che oggi
troppo spesso galleggia dentro omelie più noiose di un film iraniano coi
sottotitoli in siamese.
Si apre domani a Genova il Festival della Scienza ( da "Panorama.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. In sostanza si tratterebbe di
un'anteprima della scuola a maestro unico, senza possibilità di far partecipare
i bambini a eventi istruttivi come la manifestazione che sta per aprirsi.
Ammesso che questo sia lo scenario che li attende il prossimo anno, rimane un
peccato privarli in anticipo di un'esperienza formativa e coinvolgente come
quella di un Festival che proprio sui
"Irresponsabile abbandonare il clima col pretesto
della crisi finanziaria" ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (90
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (51 commenti) Classi separate
per stranieri,
Ucciso a 16 anni fuori da un circolo E' allarme per la
violenza giovanile ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (90
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (51 commenti) Classi separate
per stranieri,
Maso, primo giorno di semilibertà ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (90 commenti)
Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (51 commenti) Classi separate
per stranieri,
Prof: "Se non scioperi,ti boccio" Il caso di un
liceo classico di Trieste Per rendere più efficace l... ( da "TGCom" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: un liceo classico di Trieste Per rendere più
efficace la rivolta contro la riforma della scuola Gelmini, alcuni insegnanti
ricorrerebbero persino a pressioni, velate intimidazioni sugli studenti:
"Se non scioperi, ti boccio". La denuncia viene da alcuni genitori
del liceo classico Dante di Trieste che si sono rivolti a due consiglieri
regionali del Pdl, Paolo Ciani e Piero Tononi.
Accusata di guida senza patente Processo archiviato per
Britney ( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (90
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (51 commenti) Classi separate
per stranieri,
Buongiorno ( da "Stampaweb, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: un weekend al mese dietro i banchi, sotto le
grinfie dei maestri licenziati dalla Gelmini. E forse la Chiesa, così attenta
alle questioni etiche, farebbe meglio a occuparsi della ragione sociale della
ditta, che oggi troppo spesso galleggia dentro omelie più noiose di un film
iraniano coi sottotitoli in siamese. commenti (26) scrivi.
"Il governo ritiri il decreto Gelmini" ( da "Stampaweb, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ritirerei quel decreto Gelmini che è alla base
di tutta questa sofferenza e ritirerei le misure finanziarie prese". Lo ha
affermato il segretario del Pd Walter Veltroni, ospite di "Radio
anch'io". "C'è un movimento di protesta molto ampio -ha detto ancora
Veltroni- che non può essere identificato, come ho visto fare da qualche
giornale della destra,
Occupato il Genovesi Sannazaro autogestito ( da "Denaro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prosegue la mobilitazione del mondo della
scuola e dell'università partenopea contro il decreto Gelmini e i tagli alla
ricerca scientifica. Gli studenti, oltre un migliaio, si sono dati appuntamento
in piazza del Gesù, da dove è partito il corteo. I manifestanti hanno invano
cercato di raggiungere la sede di Confindustria della Campania in piazza dei
Martiri.
Aumentano i contributi Inarcassa ( da "Denaro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: recenti interventi governativi da parte dei
Ministri Brunetta e Gelmini. Il presidente dell'Ordine degli Architetti di
Napoli, Paolo Pisciotta, non nasconde le preoccupazioni per la contingenza:
"E' indubbiamente un momento difficile per la nostra professione, in cui
alla crisi economica fa riscontro una scarsità di investimenti ed un
conseguente calo di opportunità professionali,
Una lunga luna di miele ( da "Opinione, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ministro Gelmini. Infine, il caso del duello
con la Ue su misure che se non venissero corrette impedirebbero alle industrie
italiane di superare la crisi e provocherebbero il ritorno dello spettro della
disoccupazione di massa nel paese. Ci voleva del coraggio, se non addirittura
della temerarietà, nell'assumere una posizione così apertamente di rottura con
la tradizionale vulgata dell'
Folklore e vecchiume ( da "Opinione, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Strumentalizza la protesta contro la Gelmini
colpevole di voler modernizzare una scuola vecchia e burocratica, solo per
riappropriarsi di un ruolo storico senza riflettere che così facendo,al
contrario del '68, essa si colloca dalla parte della conservazione più retriva
e del parassitismo di classe ispirato alla difesa a oltranza di mediocri
privilegi di casta.
Una manifestazione ossimoro ( da "Opinione, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Sacconi) sono le tre piaghe che affliggono
il Pd e che gli impediscono di creare un'alternativa credibile alla maggioranza
di centro-destra. L'appuntamento del 25 ottobre si preannuncia così come un
affollato ossimoro. Ecco infatti che un partito senza identità promuove la
manifestazione che più identitaria non si può:
Scuola, scontri con la polizia a Milano ( da "Arena.it, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ancora proteste degli studenti universitari contro
i tagli voluti dalla Gelmini, che annuncia per oggi dichiarazioni congiunte con
Berlusconi Scuola, scontri con la polizia a Milano Bloccati i binari a Bologna,
40mila in corteo a Firenze Il Piemonte: "Il ministro doveva consultare le
Regioni" ROMA Cortei, occupazioni e scontri in piazza.
Il fronte studentesco ora si divide ( da "Arena.it, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini si mantiene entro
livelli di assoluta civiltà. Se alla facoltà di Scienze continua il blocco
delle lezioni e i collettivi studenteschi presidiano il chiostro di via San
Francesco ed entrando nelle aule per informare i colleghi su quanto sta
accadendo, c'è anche chi prende posizione contro la sospensione delle attività
didattiche e ribadisce la sua fiducia nell'
<C'è chi vuole proseguire la lezione> ( da "Arena.it, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: civile di poter presentare loro le criticità
del decreto Gelmini", racconta il professor Alessandro Lai. "Io ho
lasciato democraticamente decidere i miei studenti i quali, in modo
generalizzato, hanno rifiutato l'offerta. Una decisione che, sinceramente, non
mi ha stupito e che interpreto come un segno di maturità: nella nostra facoltà
è frequente che i ragazzi puntino a studiare.
Il Lario teme la riforma Gelmini ( da "Opinione, L'" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 Scuole a rischio Il Lario teme la riforma
Gelmini di Diego Martinelli La riforma del Ministro dell'Istruzione Maria
Stella Gelmini potrebbe abbattersi come un terremoto sul Lario, in particolare
sull'Alto Lago e sui comuni montani. L'articolo 3 del decreto legge 154 del 7
ottobre che stabilisce in 50 il numero minimo di alunni obbligatorio per le
scuole elementari e medie,
MILANO, SCONTRI TRA STUDENTI E POLIZIA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tafferugli al corteo della Statale: tre
feriti e tre contusi. Si estende la protesta negli atenei Milano, scontri tra
studenti e polizia I rettori: rischio catastrofe. Gelmini: non sono una panzer
ottusa.
DILAGA NELLE UNIVERSITà ITALIANE LA PROTESTA CONTRO LA
LEGGE GELMINI CHE PREVEDE NEI PROSSIMI A ( da "Mattino, Il (City)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dilaga nelle università italiane la protesta
contro la legge Gelmini che prevede nei prossimi anni il taglio dei fondi per l'università
e la ricerca, oltre al blocco del turn over al 20% fino al
Berlusconi: la polizia contro le occupazioni negli atenei ( da "Corriere.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini ha invitato ad abbassare
i toni: "Il governo da sempre è aperto al confronto - ha detto Gelmini -.
Sulla natura della protesta è chiaro che la sinistra ha scelto la scuola e
l'università come terreno di scontro". STUDENTI IN MOBILITAZIONE - Ma le
manifestazione degli studenti non accennano a diminuire di intensità.
Le università come l'Alitalia: l'allarme dei rettori
Aquis ( da "Panorama.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: propone al ministro Gelmini un Patto in
extremis, una sorta di "do ut des" per scongiurare il collasso
imminente del sistema universitario. I Magnifici aderenti all'associazione [4]
Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali) si dicono
pronti a spendere meglio le risorse di cui dispongono, ad appoggiare la
politica del ministro dell'
LA TERRA CHE CURA Saggezza della natura e comunità
sostenibili ( da "Green Planet" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, Ministro
dell'Istruzione, Ricerca e Università ï?§ Giuseppe Orizio, Sindaco di Castegnato
ï?§ Giovanni Frassi, Presidente Fondazione Cogeme Onlus ï?§ Pierluigi Malavasi,
Docente di Pedagogia generale, Università Cattolica Sacro Cuore Coordina Simone
Mazzata, Segretario Fondazione Cogeme Onlus La Carta della Terra per una
comunità sostenibile ï?
Flavia contro le straniere in tv "Non dovremmo farle
lavorare tutte" ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
Uccise suor Mainetti con due amiche Ora Veronica aspetta
un bambino ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la patente
ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
Piogge incessanti e allagamenti, morta una donna ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94 commenti)
Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
La furia di Corona: "Voglio vendetta" ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94 commenti)
Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
"Un clic per trentenni nostalgici E' una spia della
solitudine" ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
Tokyo chiude in forte calo Borse europee in ribasso ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (94
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
Tagliarcorto ( da "Avvenire" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche tra i banchi della scuola pre-Gelmini
(a leggere e sentire, ormai, lo spartiacque sembra sia l'attuale ministro).
Fuori cartellone. Nei talk show l'applauso è generoso. Scatta perfino alle
meste uscite di scena dei giocolieri ai quali sono caduti un paio di cerchi
durante gli esercizi di politica-spettacolo.
Integrazione: la lunga marcia dei 600mila ( da "Avvenire" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che dovrebbero essere riservate a coloro che
non superano i test d'ingresso ma la Gelmini ha corretto il tiro spiegando che
ci saranno solo corsi intensivi di italiano è solo l'ultima in ordine di tempo.
E va bel al di là degli aspetti didattici e linguistici, riproponendo gli
interrogativi sulla convivenza da costruire con coloro che, sempre più
numerosi, arrivano da lontano.
Decreto, il voto finale sarà il 29 ( da "Avvenire" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il voto finale sarà il 29 DA MILANO I l decreto
Gelmini ha intrapreso l'ultima parte del suo iter parlamentare. Ieri pomeriggio
e questa mattina, infatti, le commissioni competenti di Palazzo Madama stanno
esaminando il testo che approderà questo pomeriggio in Aula. Lo ha stabilito
ieri la riunione dei capigruppo del Senato, che ha deciso che il voto finale si
terrà il 29 ottobre,
Università: la protesta degenera ( da "Avvenire" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: approdo al Senato del decreto Gelmini per il
voto finale. Il bilancio degli scontri milanesi è di tre feriti lievi, tre
contusi e un paio di occhiali rotti. Ma poteva andare peggio all'improvvisata
manifestazione degli studenti, almeno 500 (più di mille secondo i promotori),
che nel pomeriggio hanno bloccato il traffico in piazzale Cadorna scontrandosi
brevemente con le forze dell'
Dilaga la protesta dell'Università da piazza Vittorio a
Palazzo Nuovo ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: su cui ciascuno ha scritto il "no"
alla riforma Gelmini: "così che chiunque possa leggere e fare
domande" spiega Brigida Orria 23 anni, studentessa di Sociologia. Ieri
alle 10 centinaia di universitari hanno occupato una parte di piazza Vittorio. Non
più una lezione all'aperto, come lunedì, ma un'assemblea in cui i professori
hanno preso la parola.
Accorpati ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: efficienza" amministrativa s'è
scontrata con l'entrata a piedi uniti del ministro Gelmini che ha imposto di
attuare la legge del '98 entro il 3 novembre, pena la nomina di commissari ad
acta. Un intervento che ha fatto saltare il tavolo Stato-Regioni e provocato un
ricorso alla Corte Costituizionale. Si vedrà come andrà a finire.
SCUOLA: BERLUSCONI, SINISTRA FA ALLARMISMI INUTILI E DICE
FALSITA' ( da "ITnews.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: - (Adnkronos) - "Le proteste delle
sinistra contro la riforma Gelmini sono solo il tentativo di fare
un'opposizione di piazza ma non portano a nulla". Silvio Berlusconi scende
in sala stampa a palazzo Chigi e difende la riforma Gelmini sulla scuola. Al
suo fianco ad ascoltarlo c'e' proprio il ministro dell'Istruzione.
"Salviamo la scuola!" Studenti in piazza il 30 ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e si accoda alla generale rinascita di
movimenti sorta in seguito alla riforma Gelmini: "Il 30 ottobre - afferma
Scariati, portavoce del movimento - scenderemo in piazza come tutti gli
studenti d'Italia, insieme ad insegnanti, personale Ata e liberi cittadini, per
manifestare contro quella che non è una riforma, ma un decreto finanziario".
Maggioranza e minoranza insieme per salvare la Comunità
Due Laghi ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ad Antonio Centrella è subentrata la
consigliera Laura Meda, del Partito Democratico. L'assemblea si è spaccata sul
tema della scuola, con destra e sinistra contrapposte sui provvedimenti del
ministro Gelmini, tanto che alla fine è mancato il numero legale perchè la
maggioranza ha lasciato l'aula per protesta.
Orientale, via all'occupazione L'assemblea contro i
docenti ( da "Denaro, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitari contro la riforma Gelmini e i
tagli alla ricerca scientifica. Il confronto con i docenti è durato più di due
ore e, secondo gli organizzatori, vi hanno preso parte circa 1500 studenti.
"La decisione è stata presa a maggioranza dall'assemblea, dopo il rifiuto
dei docenti ad attuare il blocco della didattica", fa sapere il portavoce
della rete dei dottorandi e dei ricercatori.
Sul patto stabilità, Brescia faccia sentire il peso
politico ( da "Giornale di Brescia" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini, un sottosegretario all'Economia,
Molgora, e il sindaco Paroli che per contare di più ha voluto mantenere il
seggio da parlamentare. Se a Roma si pesa bisogna muoversi" sollecitano i
due esponenti dell'opposizione. La questione nasce con il saldo di bilancio del
2007 di circa 70 milioni di euro,
Scuola, tensione a Milano ( da "Giornale di Brescia" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma scolastica del ministro Gelmini,
con sei tra contusi e medicati. Il corteo non autorizzato Il corteo, non
autorizzato, dopo aver peregrinato a lungo per il centro sull'onda delle
notizie che arrivano da Bologna dove gli studenti avevano occupato i binari
della stazione, è arrivato allo scalo ferroviario poco dopo le 15, dove i
ragazzi hanno esplicitamente espresso l'
Autogestioni contro la riforma ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli studenti del liceo Bonaventura Cavalieri
ieri pomeriggio hanno ascoltato gli interventi pro e contro la riforma Gelmini.
Qui sotto i relatori ospitati nella palestra.Arte. Laboratori autogestiti
all'interno dell'istituto Cobianchi. Chi non ha voluto partecipare alla
protesta ha trovato gli insegnanti in classe che hanno garantito regolari
lezioni.Striscioni.
"Caro ministro la nostra scuola non si tocca" ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma Gelmini, ma anche di razzismo,
peer education, mafia e bullismo senza tralasciare attività ludico-artistiche e
proiezioni di film come "Fragole e sangue" di Stuart Hagmann. La voce
della scuola è anche questa e il messaggio è chiaro: "Protestiamo contro
questa riforma ma anche contro la disinformazione che circola al riguardo -
SCUOLA, ASSEMBLEA A BELLA SU DECRETO GELMINI ( da "Basilicanet.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del ministro Gelmini è¨ dettata soltanto da
un mero calcolo di mercato e schiaccia ogni vera esigenza territoriale e di
servizio alla persona. Contestiamo, perciò², la superficialità e la
spregiudicatezza con cui vengono affrontati i problemi della scuola e del
bambino-alunno, oltre a quelli della perdita dei posti di lavoro sia per il
personale Docente che per il personale Ata.
Scuola,Berlusconi: "Nessun taglio" "Dalla
sinistra allarmismo e falsità" Mentre in tutt'Italia le sc... ( da "TGCom" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italia le scuole sono in piena agitazione
contro il decreto Gelmini, interviene il presidente del Consiglio. "Non ci
sarà nessun taglio alla scuola" assicura Silvio Berlusconi. Poi, rivolto
contro l'opposizione: "Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà.
Dalla sinistra - aggiunge - stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e
inutili allarmismi".
DANIELA LIMONCELLI SFILA LA RABBIA DEL MOVIMENTO ANTI-RIFORMA
IN TUTT'ITALIA. IN MIGLIAIA OC ( da "Mattino, Il (Benevento)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Esplode lo scontro tra i "no
Gelmini" e le forze dell'ordine. Il bilancio: tre studenti feriti (uno al
volto, due alla testa), una decina i contusi (secondo i ragazzi). Così il
mondo-istruzione, dalle elementari alle università, si trasforma in una
polveriera. Come è accaduto ieri pomeriggio, in piazzale Cadorna.
MELINA CHIAPPARINO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA FATTA DA
STRISCIONI E SLOGAN ANTI-GELMINI. È ( da "Mattino, Il (City)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. È il corteo studentesco che ieri
mattina ha invaso le strade del centro storico di Napoli, un fiume in piena di
ragazzi appartenenti a collettivi universitari de "l'Orientale" e
della Federico II, in sinergia con gruppi di studenti medi e delegazioni in
rappresentanza della rete di dottorandi e ricercatori dell'
ROMA. I RETTORI DEGLI ATENEI VIRTUOSI SCENDONO IN CAMPO
PER CERCARE DI SALVARE IL SALVABILE. I MAGNI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono pronti ad appoggiare la politica del ministro
a patto che Gelmini si sieda ad un tavolo per discutere e siglare, ateneo per
ateneo, patti di stabilità che facciano guardare i conti senza penalizzare in
alcun modo l'offerta didattica, senza interventi "con la mannaia". La
proposta dei rettori dell'Aquis è sintetizzata in nove punti.
Berlusconi: "Non ci sarà alcun taglio" ( da "Giornale.it, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini convocata in commissione istruzione
Il ministro Gelmini venga in commissione a spiegare se qualcosa è cambiato
ripetto al testo in esame, a cominciare dalla scelta del maestro
"prevalente" piuttosto che "unico". A chiederlo sono i
senatori della commissione Istruzione del Senato, impegnati nell'esame del dl
scuola,
<Le nostre scuole non si toccano> ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa per evitare la scure della
riforma Gelmini sulle classi "Le nostre scuole non si toccano"
L'elenco delle primarie a rischio. Gli istituti di Trichiana e Limana scrivono
a Napolitano Belluno Il mondo della scuola si muove. E anche il mondo del
lavoro: le segreterie provinciali dei sindacati hanno annunciato la loro
presenza allo sciopero anche della associazioni di categoria.
Accade all'Università ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Meloni che, a fronte di mancate risposte
alle interrogazioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, a
fronte di mancate risposte ai documenti che il Min. Gelimini ci ha chiesto per
aprire un confronto sulle motivazioni che ci spingono a protestare,
considerazioni sulla natura del movimento studentesco oggi in piazza dovrebbero
venire dopo una analisi delle
SCUOLA: EPIFANI, GOVERNO SBAGLIA, NON SIAMO AL '68 O '77 ( da "KataWebFinanza" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: originato nelle scuole e nelle universita'
contro la riforma Gelmini contenuta nella Legge 133 e' un movimento del tutto
estraneo agli "schematismi politici" e non ha niente a che fare
"con il '68 ne' tantomeno con il '77". A parlare e' il segretario
della Cgil, Guglielmo Epifani, dopo l'orazione pronunciata ai funerali civili
di Vittorio Foa.
<Ministro, così è a rischio la didattica> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini "Ministro, così è a rischio la
didattica" "Disumano assegnare ad un'unica docente 30 alunni con
l'obbligo di insegnare più materie" Trichiana(gis) Hanno scritto al
Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano per dire di essere "disposti a collaborare a qualsiasi
progetto finalizzato ad aumentare la qualità della scuola
Scuola, in piazza maestre, studenti e genitori ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il futuro dei bambini non fa rima con
Gelmini e ancora Meglio bionda che Brunetta o La pedagogia non è
un'improvvisazione, Gelmini ti diamo una lezione.In fila si è gridato a gran
voce, ma in maniera educata e ordinata, il dissenso contro il ritorno del
maestro unico e la riduzione di 132 mila posti di lavoro per i docenti precari.
<Mia figlia dileggiata perchè non ha scioperato> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è occupato fin dal pomeriggio di lunedì
dagli studenti per protesta contro la riforma Gelmini ma anche contro la
prospettiva d'istituire pre-classi d'inserimento per immigrati.Il padre della
ragazza, che chiede di mantenere l'anonimato, spiega che sua figlia non è una
militante, non fa politica attiva e anzi nei giorni passati aveva pensato di
aderire all'occupazione.
Aria di occupazione anti-riforma al "Sello" Al
Copernico 700 firme per l'autogestione ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono incontrati per comprendere meglio le
ragioni del dissenso alla riforma Gelmini, per rendere nota l'assemblea
generale degli studenti, che si terrà domani nella sede della Cgil di Udine, e
per organizzare nuove forme di lotta.Tra le scuole dove, in questo avvio di
anno scolastico, si respira l'aria più pesante, gravata dalle maggiori
preoccupazioni, è l'istituto d'arte Sello.
Non togliete alla scuola ( da "Corriere delle Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che riforma Gelmini, il vero pericolo per le
zone periferiche viene da noi. Stefano Murer Sindaco di Falcade Una euroregione
ma non per i capitalisti DA ANNI, il progetto di una euroregione a cavallo
delle Alpi Orientali che organizzi la vita e il lavoro delle popolazioni di
origine germanica, slava e latina, è oggetto di molti dibattiti sia a livello
regionale e interregionale,
Le classi-ponte? Sono apartheid ( da "Corriere delle Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: degli studenti e dei professori contro la
riforma Gelmini fa registrare cortei in tutta italia e scontri con la polizia a
Milano, Famiglia Cristiana attacca la contestatissima mozione della Lega e
parla di "classi-ghetto", di "apartheid". "La mozione
fa scivolare pericolosamente la scuola verso la segregazione e la
discriminazione" scrive il settimanale dei Paolini per il quale "
Università verso la catastrofe ( da "Corriere delle Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ci ascolti". No alle
occupazioni, sì alla trattativa Università verso la catastrofe Per i rettori
Aquis la crisi è peggio di quella dell'Alitalia E il Senato accademico della
Sapienza di Roma ha deciso una giornata di mobilitazione per venerdì ANNALISA
D'APRILE ROMA.
Scuola, studenti e prof non s'arrendono ( da "Italia Sera" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Politica Interna Si estende la protesta
contro la riforma del ministro Gelmini. Primi incidenti a Milano Scuola,
studenti e prof non s'arrendono.
Cerignola, Comune e scuole per tutelare la rete
scolastica cittadina ( da "Grecale, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che hanno un numero di alunni inferiore al
tetto dei 500 imposto dalla riforma Gelmini. “Ciascuno di questi istituti,
però, possiede specificità socio-culturali e formative che andrebbero valorizzate
e non penalizzate”, afferma l'assessore Franco Palumbo. Le due scuole medie,
infatti, si trovano in altrettante zone –
Atenei in rivolta, raffica di occupazioni ( da "Stampaweb, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proteste del mondo della scuola contro la
riforma Gelmini. "Proteste così ampie e diffuse" ha affermato questa
mattina il segretario del Pd, Walter Veltroni, che dovrebbe portare il governo
a "ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli alla scuola e
all'università", dandosi comunque degli "obiettivi di finanza
pubblica" che affrontino il problema della diminuzione della spesa.
Scuola, proteste orchestrate dalla sinistra? ( da "Articolo21.com" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, ormai santificata come
“Beata ignoranza”, spiega le proteste studentesche di questi giorni: una regia
orchestrata ad hoc da parte di una certa sinistra che, dopo aver perso le
elezioni crede di poter fare opposizione strumentalizzando dei poveri studenti
sprovveduti.
Presidio sindacale contro il "maestro unico" ( da "Varesenews" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I rappresentanti sindacali stanno, inoltre,
organizzando un presidio nei pressi del Teatro Condominio di Gallarate dove è
attesa, lunedì 27 alle ore 15.00, il Ministro Gelmini che interverrà alla
presentazione di un libro nell'ambito di Duemilalibri. Mercoledi 22 Ottobre
2008.
<I problemi si risolvono lavorando> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Primo Piano Pagina 102 Berlusconi al fianco della
Gelmini che assicura: so fare autocritica, non sono un panzer ottuso. Famiglia
cristiana contro le classi-ghetto "I problemi si risolvono lavorando"
Berlusconi al fianco della Gelmini che assicura: so fare autocritica, non sono
un panzer ottuso.
Dalle proteste agli scontri di piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, con sei tra contusi e medicati. Gli
studenti, passando dalle parole ai fatti, hanno tentato spingendo, di sfondare
il cordone di sicurezza alle entrate formato da poliziotti e carabinieri. Il
contatto è stato brevissimo, le forze dell'ordine hanno reagito con una breve
carica a colpi di manganello che ha ricacciato indietro gli studenti con un
bilancio finale di sei persone
LATRONICO (PDL): RIFORMARE SISTEMA SCOLASTICO ( da "Basilicanet.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosimo Latronico relatore della riforma
Gelmini in commissione bilancio. â?? I contenuti della riforma Gelmini puntano
alla prospettiva, già fatta propria dai governi precedenti, del pareggio di
bilancio indicato dallâ??Europa allâ??Italia ed alla razionalizzazione della
spesa perché© siano ridotti sprechi ed inefficienze.
Tutti in piazza del Monte contro la Gelmini ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti Tutti in piazza del Monte contro la
Gelmini Sull'onda delle proteste che si susseguono in ogni città italiana,
sulla riforma scolastica firmata Gelmini, anche gli studenti di Biella non
stanno fermi a guardare e organizzano una manifestazione singolare. Niente
scioperi o cortei per le vie del centro.
RETE SCOLASTICA, FRAMMARTINO (PRC): BENE RICORSO REGIONE ( da "Basilicanet.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: opposizione al decreto Gelmini vada assunta
unitariamente da tutti i partiti del centrosinistra lucano, cominciando prima
di tutto con l'adesione allo sciopero del 30 ottobre convocato dai sindacati
confederali lo Snals e la Gilda, e da subito facendo delle iniziative comuni
sia a sostegno della mobilitazione degli studenti che del personale scolastico,
E ieri nel pomeriggio l'assemblea "Stanno uccidendo
gli atenei" ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi proviene dal basso ha la metà di
occasioni di chi appartiene alle classi più elevate): in Italia il rapporto
scende fino a 8, cioè 8 volte meno possibilità. Come opporsi al decreto
Gelmini? "Resistere e reagire, chiedere più servizi, mense, collegi,
sostegno ai trasporti, perchè non sono solo le tasse a incidere sulla decisione
di frequentare o meno l'università".
Si consegna raccolta firme "No al decreto
Gelmini" ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No al decreto Gelmini" "Meno ore di
lezione, meno professori, meno risorse: com'è possibile che il decreto Gelmini
migliori la scuola?": è la domanda provocatoria che Bruna Sibille,
assessore regionale alla Montagna ed ex professoressa, ha posto l'altra sera a
Cherasco durante l'incontro promosso dal comitato spontaneo
genitori-insegnanti.
Licei, l'occupazione continua ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma della scuola adottata dal ministro
Maria Stella Gelmini. Ieri mattina all'istituto di via Terre Bianche si sono
presentati poliziotti e carabinieri per verificare la situazione. Nel
pomeriggio, nuovo incontro con preside e docenti per confrontare le diverse
posizioni: al termine si è deciso di continuare l'occupazione fino a questa
mattina per poi passare all'autogestione "
Assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia di Cagliari Pagina 1025 Assemblea
--> Sinnai I docenti del primo Circolo didattico di Sinnai sono riuniti in
assemblea permanente che si tiene ogni giorno dalle 13,30 alle 21 nel
caseggiato di Piazza Scuole. Gli insegnanti invitano la popolazione a
partecipare per discutere sulla riforma Gelmini. (ant.ser.).
Scuola: Finocchiaro, Neanche Scelba avrebbe osato tanto ( da "KataWeb News" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha detto Finocchiaro davanti al ministro
Maria Stella Gelmini presente in Aula. "Oggi il governo ci ha svelato
quanto questa critica fosse lontana dalla realtà meno piacevole e utile per il
Paese. Sappiamo quale suggestione esercita la tattica di Berlusconi di fare di
ogni questione una questione di ordine pubblico".
Reggio Emilia: scuola, il PdL sta con la Gelmini. Due
ordini del giorno ( da "RomagnaOggi.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Apprezzamento per i provvedimenti di riforma
della scuola del Ministro Mariastella Gelmini perché intervengono in un settore
delicato e di grande importanza, finalizzato a rilanciare qualitativamente la
scuola italiana caratterizzata da tempo da una profonda crisi di qualità e per
riportarla finalmente agli standars europei".
Volevano chiamare il figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop
ai nomi insoliti ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (100
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (71 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (64 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) Classi separate
per stranieri,
Scuola, Berlusconi: polizia negli atenei contro le
proteste ( da "RomagnaOggi.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in conferenza stampa a Palazzo Chigi assieme
al ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. "Voglio fare
un avviso ai naviganti: non permettero' occupazioni delle scuole e delle
universita'", perche' questa e' una "violenza".
"Convochero' oggi il ministro dell'Interno Maroni" per fare il punto.
Insorge l'opposizione: "Non è più possibile protestare".
Veltroni attacca: "Berlusconi soffia sul fuoco della
protesta" ( da "RomagnaOggi.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Walter Veltroni ribadisce la richiesta al
governo di ritirare il decreto Gelmini ed aprire un tavolo di discussione con
tutte le parti in causa. "La democrazia e' ascolto e poi, ovviamente,
decisione ma rispettando le opinioni. Ci sono decine di migliaia di precari il
cui posto e' in discussione, altro che chiacchiere.
Tagli alla scuola, maestro unico e classi differenziate:
il Consiglio provinciale di Bologna approva due odg ( da "Sestopotere.com" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo un lungo e acceso dibattito dedicato alla
legge Gelmini e ai problemi della scuola nel nostro territorio, aperto
dall'intervento dell'assessore all'Istruzione Paolo Rebaudengo, il Consiglio
provinciale ha approvato sul tema, nella seduta di ieri, due ordini del giorno
firmati, rispettivamente, il primo dai consiglieri Pd Gabriele Zaniboni e
Gaetano Mattioli,
Esito Consiglio provinciale di Ferrara ( da "Sestopotere.com" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vicinanza a tutti quei lavoratori che nei
prossimi anni in conseguenza del decreto Gelmini subiranno la perdita del posto
di lavoro e a tutti quanti si stanno mobilitando per esprimere la propria
contrarietà al decreto”. “Il testo – ha evidenziato il consigliere Castelluzzo
nella sua presentazione - è aperto al contributo di tutti e a chi vuole
arricchirlo”
Berlusconi: "Polizia nelle università"
Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: continuiamo nella direzione lungamente
meditata e poi intrapresa dal ministro Gelmini e dal governo”. Lo ha detto il
premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Per Berlusconi, il centrosinistra sta
portando avanti un “allarmismo inutile”
Piazza Affari chiude in forte calo Wall Street in
ribasso, giù l'Europa ( da "Quotidiano.net" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (100
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (71 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (64 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (55 commenti) Classi separate
per stranieri,
SCUOLA: FINOCCHIARO, GIU' LE MANI NON E' PROBLEMA ORDINE
PUBBLICO ( da "ITnews.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di politica internazionale in questioni di
ordine pubblico: non permetteremo che questo accada sulla scuola, giu' le mani
dalla scuola". Lo ha affermato il capogruppo del Pd al Senato Anna
Finocchiaro, intervenendo in Aula all'apertura della seduta dedicata alla
discussione del decreto legge Gelmini sulla riforma scolastica.
Scuola: Berlusconi, polizia contro occupazioni ( da "Legambiente" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: programmatico dal Ministro Gelmini sulla
necessità di un percorso di cambiamento condiviso si procede invece a colpi di
decreto, ma non è questa la strada per un paese democratico come l'Italia. Di
fronte alle esigenze, emerse anche dal recente dibattito sui cambiamenti
climatici in Europa, di avere 'più ricerca, innovazione e conoscenza' infatti
si sta facendo di tutto per trasformare l'
Al liceo 'Virgilio' assemblea generale contro la Gelmini ( da "Italia Sera" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la legge Gelmini sulla scuola e la richiesta
di spazi sociali. "Stiamo organizzando le proteste del 29 ottobre sugli
spazi sociali e del 7 novembre prossimo con il corteo anti-Gelmini", ha
detto un ragazzo dei collettivi. Momenti di tensione alla facoltà di Lettere di
Roma Tre, sempre ieri, durante l'assemblea degli universitari che hanno chiesto
la sospensione della didattica.
Scuola, Berlusconi sfida gli studenti: "Le
occupazioni? Manderò la polizia" ( da "Stampaweb, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Berlusconi ha aggiunto: "Il ministro
Gelmini è ottimo. Non ritireremo il decreto legge che è sacrosanto. I leader
della sinistra dicono solo menzogne". Il premier ha respinto le accuse al
decreto legge sulla scuola. "Il diritto allo studio va garantito dallo
Stato - ha detto -. Chi non vuole manifestare deve poter studiare.
Atenei in rivolta contro il governo: occupazioni e
proteste in tutta Italia ( da "Stampaweb, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: accennano a diminuire le proteste del mondo
della scuola contro la riforma Gelmini. Ieri gli incidenti a Milano e
l'occupazione di alcune facoltà a Roma e Torino. Questa mattina all'Università
La Sapienza di Roma gli studenti hanno chiuso con lucchetti e catene il
dipartimento di Fisica in segno di protesta. A Bari, inscenato un corteo
funebre per la morte dell'Università pubblica.
Al classico Crespi "dantisti" da competizione ( da "Varesenews" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini, dei premi e degli
attestati di menzione speciale. Il primo traguardo è stato raggiunto e a
Milano, nell'Auditorium del Liceo Scientifico "Vittorio Veneto" e
Istituto Tecnico Industriale "Ettore Conti", in Piazzale Zavattari,
mercoledì 29 ottobre alle 9:00 l'intera classe con l'insegnante responsabile
delle attività realizzate riceverà l'
(ACR) DI SANZA E PITTELLA DISCUTONO SULLA RIFORMA DELLA
SCUOLA ( da "Basilicanet.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La proposta di riforma del sistema
scolastico nazionale messa in campo dal Ministro Gelmini e dal Governo
Berlusconi â?" continuano Di Sanza e Pittella - taglia le gambe al futuro
della Basilicata e dellâ??intero Sud che solo attraverso la formazione dei
giovani possono trovare occasioni concrete di rilancio e di riscattoâ?.
Scuola, democratici in trincea ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: uno dei cavalli di battaglia del ministro
Gelmini, che risparmiare sul personale è inevitabile visto che il 97 per cento
del bilancio della scuola va a finire in stipendi, Fioroni le ha confutate. Ha
detto che quello della Gelmini è un inganno contabile, perché le spese della
scuola non sono a carico solo del ministero dell'Istruzione, ma anche delle
Regioni e degli enti locali.
ANCORA PROTESTE ( da "TGCom" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: occupate Roma e Napoli Proseguono le
proteste degli studenti delle scuole e delle università contro il decreto
Gelmini. La mobilitazione, che si moltiplica in tutta Italia, ha coinvolto la
facoltà di Fisica di Roma, l'Orientale a Napoli, gli atenei di Trento e Torino.
A Milano c'è stato un sit-in degli studenti prima delle lezioni, che ha
paralizzato il traffico in centro città.
Il dl Gelmini va avanti, scuola in subbuglio Berlusconi:
no a occupazioni, Veltroni attacca ( da "TGCom" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italia le scuole sono in piena agitazione
contro il decreto Gelmini, interviene il presidente del Consiglio. "Non ci
sarà nessun taglio alla scuola" assicura Silvio Berlusconi. Poi, rivolto
contro l'opposizione: "Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà.
Dalla sinistra - aggiunge - stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e
inutili allarmismi".
Università occupate a Roma, Torino e Napoli ( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: insieme per opporsi al decreto Gelmini.
Mentre a Torino gli studenti hanno occupato Palazzo Nuovo, alla Sapienza è
stato chiuso con catenaccio e lucchetti il dipartimento di fisica. A Milano,
invece, si registra - oltre a un corteo non autorizzato che è partito da piazza
del Duomo - il tentativo, da parte di alcuni studenti, di far saltare le
lezioni alla facoltà di Scienze politiche.
Berlusconi: "Non permetteremo l'occupazione di scuole
e atenei" ( da "Tempo, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Berlusconi ha aggiunto: "Il ministro
Gelmini e' ottimo. Non ritireremo il decreto legge che e' sacrosanto. I leader
della sinistra dicono solo menzogne". Il premier ha respinto le accuse al
decreto legge sulla scuola. "Il diritto allo studio va garantito dallo
Stato - ha detto -.
<Polizia negli atenei>. È lite Napolitano: aprire
confronto ( da "Corriere.it" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Silvio Berlusconi usa parole dure durante la
conferenza stampa congiunta a Palazzo Chigi, al suo fianco il ministro Gelmini.
"È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono
intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il
diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle
aule".
Scuola: giorni "caldi" fra proteste e petizioni ( da "Stampa, La" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si moltiplicano le iniziative in risposta ai
provvedimenti del ministro Gelmini. Questa mattina una delegazione di
insegnanti e rappresentanti sindacali consegnerà al prefetto Antonio de Bonis
alcune migliaia di firme raccolte fra i lavoratori delle scuole e i genitori
astigiani; analoga iniziativa sarà portata avanti in tutte le città piemontesi.
I bambini divisi dalle classi separate ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini di intervenire chiarendo
se fosse "favorevole o contraria all'apartheid scolastico". Anche a
destra, infatti, molte sono state le voci contrarie e addirittura orripilate
per il contenuto della mozione suddetta (l'espressione "apartheid
scolastico", presa in prestito da Italia dei Valori, è stata lanciata
proprio dal quotidiano di riferimento di Alleanza nazionale,
Nessuno vince, ma la scuola perde ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vertenza che contrappone i sindacati e una
parte del mondo della scuola al ministro Gelmini. Proviamo a riassumerli. Alla
fine del mese di giugno del corrente anno, il Governo vara il decreto legge sul
contenimento della spesa pubblica, poi divenuto legge il 6 di agosto col N.
133. Prevede risparmi e tagli, e anche la scuola, cui è dedicato l'articolo 64,
è chiamata a fare la sua parte,
Berlusconi attacca i tg e prende parte attiva alla
campagna di diffamazione contro studenti e insegnanti ( da "Articolo21.com" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Chediamo all'Authority di cominciare a
monitorare anche i tempi assegnati alle singole forze sociali. Fino ad oggi, per
esempio il ministro Gelmini ha parlato 100 volte di più dei tutti gli studenti
ed insegnanti in lotta. Una grave anomalia che le stesse autorità di garanzia
non possono far finta di non vedere.
Chi mente, signor presidente? ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e il decreto Gelmini dice chiaramente
maestro unico, e ci comunica che sarà affiancato da un insegnante di inglese e
uno di religione! Ritirare il decreto Gelmini. Questa è la nostra parola
d'ordine. Ritirare quel decreto imposto al Parlamento, pochissimo discusso
nelle sedi istituzionali e per niente confrontato con il mondo della scuola.
Accademia di polizia ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il premier siede accanto al ministro
Gelmini, e parla in sua difesa: "Il bravo ministro Gelmini mi ha chiesto
di intervenire con questa conferenza stampa perchè sulla scuola si sono
formulate troppe cose che rappresentano un divorzio dalla realtà",
esordisce. "E quindi - continua- anche le proteste che si sono inscenate
dalla sinistra contro il decreto sono,
Accademia di polizia Jacopo Matano, 22 ottobre 2008,
19:46 "Forze dell'ordine negli atenei", dichiar... ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il premier siede accanto al ministro
Gelmini, e parla in sua difesa: "Il bravo ministro Gelmini mi ha chiesto
di intervenire con questa conferenza stampa perchè sulla scuola si sono
formulate troppe cose che rappresentano un divorzio dalla realtà",
esordisce. "E quindi - continua- anche le proteste che si sono inscenate
dalla sinistra contro il decreto sono,
Adesso picchiateci tutti! ( da "AprileOnline.info" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, che ha iniziato con il dire che gli
studenti protestano senza cognizione di causa, senza avere nemmeno letto il
testo delle leggi che stanno contestando. Che cosa si può rispondere a un
Ministro che rilascia queste dichiarazioni quando dal momento del suo
insediamento non ha risposto a una sola delle interrogazioni presentatele dal
Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari,
Bambina disabile senza insegnante di sostegno a Catanzaro ( da "Giornale di Calabria, Il" del
22-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e il Presidente del
Consiglio, Berlusconi, "insensibili e silenti di fronte a questo caso
umano e di ingiustizia" e a chiedere il ritiro del decreto del Governo
sulla scuola. "Il Ministro Gelmini e il suo presidente Berlusconi -
afferma Corbelli - stanno calpestando i diritti dei bambini malati e disabili,
( da "Eco del Chisone" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Un pregio almeno la Gelmini
l'ha avuto: ricompattare la protesta, far soffiare di nuovo qualche venticello
dal sapore "sessantottino". Ha avuto il pregio di far scattare un
moto di ribellione. Tutti uniti (o quasi) in difesa della scuola pubblica,
contro cui il Governo Berlusconi sta sferrando un attacco durissimo, che la
riporterà indietro di 30 anni. Che di attacco e non di riforma si tratti
lo dice già il titolo della legge n. 133 del 6 agosto, che converte in legge il
decreto n. 112 del 25 giugno "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica
e la perequazione tributaria". Occorre attendere l'art. 64 (in tutto sono
85) per arrivare al nodo: "Disposizioni in materia di organizzazione
scolastica". L'argomento sta sotto il capo II: "Contenimento della
spesa per il pubblico impiego". L'articolo successivo si occupa di Forze
armate, il 66 di turn over. Ci fermiamo qui. Insomma, l'hanno capito tutti (o
quanto meno tutti quelli che hanno avuto la voglia di informarsi) che alla 133
concetti come educazione, pedagogia, formazione proprio non interessano.
L'unico, vero obiettivo è il taglio della spesa pubblica. Che va pure bene,
basta sia chiaro. Che almeno non si dica che il maestro unico, la riduzione del
tempo scolastico a 24 ore sono misure introdotte per il bene dei nostri figli.
Ecco, almeno non si dica quello. Si dica che lo Stato italiano ha trovato i
soldi per salvare le banche o per aumentare di altri 1.200 euro lo stipendio ai
parlamentari (un'inezia al confronto), ma che per la scuola, per la ricerca,
per la formazione dei futuri cittadini non intende spendere. Né, tanto meno,
"investire". È chiaro: di formare "cittadini" a questo
Governo, Berlusconi in testa, nulla interessa (e all'opposizione, ci chiediamo,
interessa?). Però il mondo della scuola si sta ribellando. Forse c'è arrivato
con un attimo di ritardo a comprendere quale gioco al massacro sia in atto, ma
oggi ha sollevato la testa. Per primi gli studenti, con la passione che, sola,
sa muovere l'adolescenza e ben consapevoli di quanto a loro tanto scempio
toglierà. Hanno sollevato il capo gli insegnanti, con la forza di chi vede
compromesso non solo il proprio posto di lavoro, ma le ragioni stesse che per
anni quel lavoro hanno fondato ed alimentato. Ora tocca a tutti noi dire con
forza quello che Michele Serra di recente ha scritto: siamo disposti ad andare
con le pezze al culo pur di aver una scuola degna di questo nome per i nostri
figli. E una scuola "degna" in Italia ce l'abbiamo. Anzi più che degna,
se si parla in particolare di materna ed elementare, che l'Europa (anche se Gelmini e colleghi fanno finta di non saperlo) ci invidiano.
Certo migliorabile, e ci mancherebbe, perché chi si arrocca è perdente. Una
scuola disposta pure a tagliare qualche "ramo secco", a fare a meno
di qualche "fannullone" (che ci sono ovunque). Una scuola pronta a
cambiare, insomma, ma partendo da quello che finora è stato conquistato e
consolidato. Su tutto, la pluralità, l'accoglienza, la condivisione, il
rispetto delle diversità, la convivenza. Tutto questo, nulla ha a che vedere
con la legge 133 o il decreto legge 137. Tutto questo, per contro, ci attiene e
riguarda tutti. Destra o sinistra non importa, con o senza figli, giovani o
vecchi, poveri e ricchi. Peccato che venerdì scorso, in un auditorium del liceo
scientifico strapieno, i genitori fossero invece pochissimi. Quando, come oggi,
è in pericolo la scuola (pubblica), pure la democrazia è a rischio. Non
dimentichiamolo. Lucia Sorbino.
( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
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Scuola
All'avvocato
689 voti (la maggioranza richiesta per l'elezione era di 572), mentre 32 parlamentari hanno
scritto sulla scheda il nome di Donato Bruno e 24 quello di Gaetano Pecorella
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elegge Giuseppe Frigo All'avvocato 689 voti (la maggioranza richiesta per
l'elezione era di 572), mentre 32 parlamentari hanno scritto sulla scheda il
nome di Donato Bruno e 24 quello di Gaetano Pecorella Roma, 21 ottobre 2008 -
Il Parlamento ha eletto Giuseppe Frigo giudice della Corte Costituzionale con
690 voti. La maggioranza richiesta era di 572. La proclamazione ufficiale
dell'elezione e' stata fatta in aula alla Camera dal presidente Gianfranco
Fini, con a fianco il presidente del Senato Renato Schifani.Hanno partecipato
al voto 841 parlamentari su 952 aventi diritto. Oltre a Frigo, hanno ottenuto
voti Donato Bruno (32) e Gaetano Pecorella (24), i voti dispersi sono stati 14,
le schede bianche 52, le nulle 29. CHI E' GIUSEPPE FRIGO Penalista di fama,
Giuseppe Frigo, bresciano di 73 anni, è stato per un quadriennio (1998-2002)
presidente dell'Unione delle Camere penali italiane. Difensore, tra gli altri,
del finanziere Emilio Gnutti nella vicenda sulla fallita scalata ad Antonveneta
e di Adriano Sofri nel ricorso in Cassazione per ottenere la revisione del
processo per l'omicidio del commissario Calabresi, Frigo è stato anche legale
di parte civile per conto di Giuseppe Soffiantini, l'imprenditore di Manerbio,
sequestrato da una banda di sardi trapiantata in Toscana il 17 giugno del 1997
e liberato il 10 febbraio dell'anno successivo. Fermo sostenitore del 'giusto
processo' (principio per il quale i penalisti italiani hanno scioperato per più
giorni) e della separazione delle carriere nella magistratura, Frigo, ordinario
di diritto processuale penale all'Università di Brescia, ha anche contribuito
alla stesura del codice di procedura penale. Sotto la sua presidenza, l'Unione
delle Camere penali fu protagonista di uno scontro con l'allora presidente
della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro al punto da pretenderne le scuse
pubbliche o le dimissioni. Al Capo dello Stato che aveva definito sovversivo
chi si osava ribellarsi a una sentenza della Consulta (contro cui stavano
scioperando gli avvocati), Frigo aveva replicato sostenendo che Scalfaro aveva
sferrato un attacco a un'intera categoria senza precedenti: "Il Capo dello
Stato - aggiunse l'allora presidente dei penalisti italiani - non rappresenta
più tutti i cittadini". I radicali occupano l'Aula, Bonino portata via di
peso - BLOG Rai e Consulta non interessano (quasi) nessuno di Andrea Cangini
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(220 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (90 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il
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dell'inquinamen[...] "Via la patente ai condannati per droga E se minori
non potranno prenderla"23:34:43 - Bravo Bole !!!!!! Era ora !! Speriamo
solo che vinca anche il suo prossimo match e esca onorevolment[...] Bolelli fa
l'impresa, Berdych k.o.23:27:29 - io invece vorrei spendere due parole sulla
proposta del ministro giovanardi. non si rende conto che [...] "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"23:18:59 - Ahmed, a chi vuoi dar da bere che sei un immigrato?
Si legge distante un miglio che sei un comunissi[...] Classi separate per
stranieri, a Bologna è già realtà22:47:35 - ieri xò uno dei cugini ha convinto
poco: crollo verticale da
( da "Corriere.it" del 22-10-2008)
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Scuola
Decine
di istituti occupati a roma. a bologna irruzione nel rettorato Scuola: in
40mila in piazza a Firenze A Milano scontri tra studenti e polizia Cortei
contro la riforma. Nel capoluogo lombardo contusi alcuni studenti. D'Alema:
"Protesta giusta" MILANO - Manifestazioni, cortei e anche i primi
scontri di piazza. Continua la protesta degli studenti contro la riforma
proposta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ma cresce la tensione. Un fatto
che non impedisce a Massimo D'Alema di valutare positivamente la mobilitazione
contro il decreto: "Credo che il governo abbia scelto una strada molto
negativa per il nostro Paese. I provvedimenti di Gelmini e Tremonti comportano un drastico taglio di risorse per scuola,
università e ricerca. Questo crea grande allarme e preoccupazione e danneggia
il Paese. Credo quindi che la protesta dei giovani sia giusta. La parola
riforma viene usata a sproposito perché questo provvedimento colpisce uno dei
settori più vitali del Paese e le prospettive di crescita dell'economia".
SCONTRI - Alla stazione Cadorna di Milano ci sono stati scontri tra gli
studenti e le forze dell'ordine. I manifestanti, circa un migliaio, hanno
tentato di entrare in stazione per bloccare i treni delle Ferrovie Nord, ma
sono stati respinti dai carabinieri che presidiano la zona. Lancio di
candelotti da una parte e fumogeni dall'altra, poi qualche carica dei militari
ha impedito al corteo di entrare in stazione. I manifestanti hanno cominciato a
spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello e - secondo i
partecipanti al corteo - avrebbero infierito su un ragazzo già caduto a terra.
Lo documenterebbe un video girato da uno degli studenti in cui si vede un
carabiniere che colpisce il ragazzo con una manganellata e poi con un calcio.
Il corteo era stato deciso durante l'assemblea degli Stati generali delle facoltà
dell'Università degli Studi di Milano. DIECI FERITI LIEVI - "Ci sono stati
una decina di feriti lievi", ha detto Luca Mininghelli, studente di
Scienze Politiche, 21 anni, fra i contusi, spiegando che un altro giovane
ferito alla testa è stato soccorso sul posto da un'ambulanza. I feriti sono poi
risultati sei. Secondo fonti delle forze dell'ordine, i manifestanti sarebbero
stati respinti dopo che alcuni di loro avevano lanciato dei fumogeni contro gli
agenti. FIRENZE - Erano oltre 40 mila per la questura, almeno il doppio per gli
organizzatori, gli studenti, i lavoratori e i ricercatori in piazza a Firenze
contro i tagli alla scuola. Si è trattato della più grande manifestazione degli
ultimi anni nel capoluogo toscano. "L'università pubblica non si tocca, la
difenderemo con la lotta" questo uno dei tanti slogan urlati dai
manifestanti. Non sono mancati gli insulti al ministro Gelmini.
BOLOGNA - Proteste anche a Bologna dove alcune centinaia di studenti, dopo aver
sfilato in corteo, hanno fatto irruzione nella sede del Rettorato. Dopo aver
gridato slogan come "vergogna, vergogna" sono entrati con tamburi,
fischietti e fumogeni. Intanto nel cortile interno di palazzo Poggi un altro
gruppo di studenti stava incontrando pacificamente il rettore, sceso per ascoltare
le loro ragioni. I ragazzi dei collettivi universitari hanno poi bloccato la
stazione occupando i primi due binari al grido di "Noi la crisi non la
paghiamo". In stazione c'è stato un lancio di pietre contro la polizia,
secondo quanto riferito dalla Questura di Bologna che procederà contestando il
reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale dopo aver identificato i
responsabili. Verranno ascritti poi i reati di manifestazione non autorizzata,
interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato per chi ha
imbrattato i muri del centro storico con sacchetti e palloncini di vernice
rossa. ROMA - Giornata di mobilitazione anche a Roma, con l'occupazione di
diverse scuole. Al Marco Polo di Monterotondo è invece iniziata l'autogestione
ed è stato indetto un corteo per il 27. "Ci faremo sentire in questi
giorni - dichiara Stefano Vitale, coordinatore dell'Unione degli studenti di
Roma - per ribadire il nostro no al decreto Gelmini,
alle classi separate per gli studenti stranieri, all'abbassamento dell'obbligo
scolastico e al taglio dei fondi. Bloccando le nostre scuole vogliamo mostrare
le reali intenzioni di questo governo: chiudere la scuola pubblica". Il
Senato accademico della Sapienza ha indetto per giovedì 24 ottobre una
mobilitazione, con assemblee in tutte le facoltà e blocco dell'attività
didattica. Un'iniziativa che non è piaciuta agli studenti in sit-in con
striscioni davanti al rettorato: hanno risposto all'annuncio gridando
"Buffoni, buffoni" e definendo l'iniziativa "una presa in giro".
Quindi hanno si sono riuniti in assemblea annunciando le prossime occupazioni e
assemblee. Un centinaio di studenti di Scienze politiche hanno già occupato la
facoltà. NAPOLI - Un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori
ha attraversato infine le strade del centro di Napoli. La manifestazione - alla
quale hanno partecipato, secondo i promotori, un migliaio di persone - è stata
voluta dai Collettivi studenteschi, da associazioni di dottorandi e ricercatori
e dalle organizzazioni degli studenti medi. In testa al corteo uno striscione
con la scritta: "Fuori Confindustria da scuole e università". stampa
|.
( da "Trentino" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Studenti
in piazza: "Vietato tagliare i fondi" La protesta arriva anche a
Trento. Bassi: "Non permetterò assemblee sessantottine" Via Belenzani
occupata da 200 ragazzi ma il rettore (da Roma) respinge la richiesta di un cda
aperto: "Idee troppo confuse" Annunciate nuove forme di protesta
JACOPO TOMASI TRENTO. La protesta anti-Gelmini sbarca anche a Trento. Dopo giorni ad alta tensione in tutta Italia,
con migliaia di ragazzi riversati nelle piazze delle città, ieri si sono
mobilitati anche gli studenti dell'ateneo trentino, oltre 200, davanti al
rettorato: "Bassi - sostengono - vuole affrontare unilateralmente
decisioni che riguardano tutti. Il 28 ottobre apra le porte del
cda". Secca replica del rettore: "Non ho intenzione di trasformare il
consiglio d'amministrazione in un'assemblea sessantottina". Intanto le
manifestazioni degli studenti sono continuate anche nel pomeriggio con
l'assemblea davanti al Cial poi con l'occupazione di un'aula a Sociologia, alla
quale hanno preso parte alcuni professori. E per i prossimi giorni gli
universitari promettono ancora battaglia con possibile blocco della didattica e
lezioni all'aperto. Così, per qualche istante, nella giornata di ieri è
sembrato di tornare indietro nel tempo, al Sessantotto. Una giornata intensa
vissuta sull'asse Trento-Roma con gli studenti in piazza ad urlare contro il
governo, ma non solo. Al centro della protesta degli studenti trentini c'è sì
il ministro Mariastella Gelmini, ma anche il rettore
Davide Bassi. L'accusa al "ministro con gli occhialini" è quella di
"tagliare i fondi all'Università" a partire dal blocco del turn over
per continuare con i tagli in finanziaria del Fondo di finanziamento ordinario
e la trasformazione degli atenei in fondazioni. "Provvedimenti - dicono -
che rischiano di svilire la ricerca di base, limitare l'autonomia di docenti e
ricercatori, precarizzare i posti di lavoro, ridurre l'offerta formativa e far
lievitare le tasse a carico degli studenti". E sul banco degli imputati
c'è anche il rettore di Trento Davide Bassi. Oltre 200 universitari ieri
mattina si sono seduti in segno di protesta davanti al rettorato di via
Belenzani e una delegazione ha inviato un fax al rettore, a Roma per una
riunione di Aquis (Associazione per la Qualità delle Università Italiane
Statali). La richiesta è netta: "Vogliamo ridare spazio alla
partecipazione annunciando che il Cda del 28 ottobre prossimo non potrà che
svolgersi in forma di assemblea pubblica". Prima di salire in aereo e
volare verso Trento il rettore replica altrettanto duramente. "Sono
disposto a parlare con tutti, ma nelle sedi opportune. Non ho intenzione di
trasformare un Cda in un'assemblea sessantottina". E poi passa al
contrattacco: "Gli studenti stanno facendo confusione perché la situazione
del maestro unico non c'entra nulla con quella universitaria. Se ci sono atenei
che non sono in grado di pagare lo stipendio il mese prossimo - spiega - non ha
nulla a che fare con i ministri Gelmini e Tremonti, ma
col fatto che per 15 anni dei rettori hanno sperperato i soldi, pensando che
qualcuno poi tappasse i buchi". Proprio per questo Aquis chiede che i
tagli non siano fatti "a pioggia", ma tenendo conto delle università
che negli ultimi anni hanno lavorato senza andare in rosso, come Trento, e
"facendo patti personalizzati ateneo per ateneo". Un allarme suonato
da tutti i rettori di Aquis che definiscono "la crisi dell'università
peggiore di quella dell'Alitalia: senza la restituzione dei fondi agli atenei
che hanno bilanci in regola sarà la catastrofe per tutto il sistema". Per
questo, mentre gli studenti manifestano contro il trio Gelmini-Tremonti-Brunetta,
i rettori si schierano contro "blocchi e occupazioni", chiedono
"l'apertura di una trattativa" convinti "che il governo
accoglierà le proposte".
( da "Trentino" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
"Vogliono
fare cassa a danno della qualità della ricerca" Tutti in strada, chiedono
di essere coinvolti: "La nostra preparazione è a rischio" TRENTO.
Hanno riempito via Belenzani e si sono seduti in segno di protesta, a gambe incrociate,
proprio davanti alla porta del rettorato per contestare il
ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Così oltre 200 universitari trentini ieri sono scesi in piazza:
quasi una forma di solidarietà col resto d'Italia. Il Comitato No Gelmini - così si definisce - ha poi
appeso uno striscione al balcone del palazzo: "Non pagheremo la vostra
crisi" recita lo slogan. Un chiaro riferimento ai tagli previsti
dal governo per arginare la crisi economica. Ma il bersaglio non è solo Roma.
Ce n'è anche per il rettore Davide Bassi: "Basta colpi Bassi" c'è
scritto su un altro cartello. Per i ragazzi l'ateneo trentino non
coinvolgerebbe abbastanza studenti, docenti, ricercatori e personale
amministrativo. A un certo punto Stefano Crabu prende il megafono in mano e
arringa la folla: "Siamo in piazza perché questo governo vuole solo fare
cassa a discapito dell'università, tagliando il Fondo di finanziamento
ordinario e bloccando il turn over del personale". Carlo aggiunge:
"Con questo decreto verranno premiati gli atenei di serie A che per
dimostrarsi tali dovranno avere gli studenti in corso. Questo peserà
negativamente sulla serietà degli esami e anche sulla qualità della
preparazione". A mezzogiorno uno studente si affaccia al balcone del
rettorato: "Il rettore Bassi - grida - ha ricevuto il nostro fax di
protesta proprio ora" e in strada scatta un applauso. "Vogliamo
essere ascoltati" dice Corrado Consoli. (m.b.).
( da "Italia Oggi" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Professioni Numero 251, pag. 56 del
22/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF La proposta
dei rettori di Aquis Patto di sostenibilità per ogni università Un patto di
sostenibilità per scongiurare il collasso del sistema universitario. Mentre
impazza la protesta contro i tagli della finanziaria i rettori di Aquis,
l'Associazione per la qualità delle università italiane, rilanciano con una
loro proposta: un patto con i ministeri dell'economia e dell'università,
individualizzato ateneo per ateneo che dovrà portare ad accordi di programma
stipulati con le singole università. Il fine per i magnifici di Aquis è
rientrare già dalla finanziaria 2009 dai tagli drastici e generalizzati fatti
dalla manovra estiva. Ma soprattutto la richiesta nell'immediato è quella di
liberare quote di finanziamento che dovrebbero essere reimmesse nel sistema e
ridistribuite, con gradualità ma in tempi certi e concordati, secondo parametri
di qualità accertata delle performances degli atenei nella loro gestione,
innanzitutto, nella ricerca e nella didattica. Nessuna
polemica contro la Gelmini
nei confronti della quale dichiarano di essere disponibili ad appoggiarne la
politica e a sedersi, da subito, intorno a un tavolo per siglare appunto patti
di stabilità che facciano quadrare i conti senza penalizzare l'offerta
didattica. La contropartita però, è chiara: alla Gelmini,
chiedono di abbandonare la politica della mannaia perché i tagli indiscriminati
servono forse allo stato per "fare cassa", ma non aiutano gli atenei.
Meglio, cioè, che il governo usi il "bisturi del chirurgo". E poi
ancora il grido di allarme è senza speranza: senza la restituzione dei fondi
alle università che hanno bilanci in regola sarà la catastrofe per tutto il
sistema. "Oggi", ha dichiarato Vincenzo Milanesi coordinatore di
Aquis e rettore dell'università di Padova, "riteniamo di dover assumere
una precisa responsabilità, cioè di prendere un'iniziativa che chiede al
governo di rivedere la logica sottesa alla manovra finanziaria per quanto
riguarda gli atenei italiani. C'è bisogno al di indurre meccanismi negli atenei
per una riqualificazione delle spesa e siamo convinti che la Gelmini
sia disponibile ad accogliere le nostre proposte".
( da "Leggo" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di
Lorena Loiacono Divampa la protesta degli studenti della Capitale, tutti uniti contro la riforma Gelmini. "Dopo l'orario scolastico - annuncia Flaminia dell'Augusto
- faremo lezione di didattica alternativa con i nostri docenti sotto
Montecitorio, come i ragazzi della facoltà di Fisica", mentre gli studenti
del vicino Russel si riuniranno "dopo le lezioni - racconta Aura,
rappresentante di istituto - per mettere ai voti la proposta di occupazione".
Ieri mattina intanto un corteo di circa 1.500 ragazzi di Montesacro,
provenienti dal Giordano Bruno, dal Nomentano e dall'Orazio hanno invaso il
quartiere tra slogan e striscioni: "Al Nomentano abbiamo occupato -
racconta Matteo del Blocco studentesco - non ci sono bandiere, solo un
principio di lotta condiviso". E la protesta ieri è andata avanti con
l'occupazione al Maiorana, il blocco della didattica al Pasteur, l'assemblea al
Virgilio e con le mobilitazioni organizzate dall'Unione degli studenti al De
Chirico e all'Archimede. Prova di "maestro unico" alla Pietro Maffi
di Primavalle: per tre giorni farà lezione in classe un solo insegnante, dalle
8.30 alle 12.30, mentre gli "esuberi" resteranno fuori ad informare
le famiglie. (ass).
( da "Leggo" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di
Chiara Prazzoli Il mondo dell'istruzione è una polveriera pronta ad esplodere. Partita
in sordina, la protesta contro le riforme che vorrebbe il
ministro Mariastella Gelmini, sta dilagando, dalle elementari alle università. E ieri il
livello del contrasto si è alzato: a Milano in uno scontro tra studenti e forze
dell'ordine ci sono scappati tre feriti, non gravi. I ragazzi, insieme a
docenti, ricercatori e lavoratori del settore, in un corteo spontaneo e non
autorizzato, nato al termine degli stati generali delle facoltà
all'Università Statale, hanno raggiunto la stazione delle Ferrovie Nord con
l'intento di occuparla e bloccare i treni. Quando, in piazzale Cadorna, si sono
trovati di fronte un cordone di agenti e militari, hanno provato a forzarlo: da
qui le manganellate, i calci, i fumogeni. Pochi attimi di tensione, che però
hanno mandato in tilt la città. E convinto, forse, il ministro a essere meno
intransigente: "Le ragioni del dissenso mi interessano - ha dichiarato -
so fare autocritica". Ieri a darle man forte è sceso di nuovo in campo il
Premier, Silvio Berlusconi, puntando l'indice sulla disinformazione e
sottolineando come "i problemi non si risolvono andando in piazza".
Intanto, però, la protesta cresce e si fa più dura. Dopo Milano, Roma: una
delegazione di studenti ha chiesto aiuto persino al presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. Molte sono le scuole occupate e domani si annunciano
picchetti "duri" per impedire le lezioni. A Bologna un centinaio di
studenti ha fatto irruzione nel rettorato e poi ha occupato simbolicamente il
primo binario della stazione; oltre 40 mila persone hanno sfilato a Firenze;
lezioni a singhiozzo in molte scuole a Trieste; autogestioni e manifestazione
anche a Napoli.
( da "Leggo" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di
Irene Soave Un'altra giornata di mobilitazione per il mondo universitario di
Torino. Ieri mattina è stata occupata piazza Vittorio, oltre a quasi tutte le sedi
degli Atenei: dal sit-in nel rettorato del Politecnico al campus universitario
di Grugliasco, dal dipartimento di Fisica, che ha listato a lutto le finestre,
a Palazzo Nuovo, dove l'assemblea di un migliaio di studenti tenutasi ieri
pomeriggio è poi proseguita con concerti e danze nell'atrio per tutta la notte.
Anche il rettore Pelizzetti è intervenuto in appoggio alle proteste: "I
provvedimenti del governo - ha dichiarato, convocando per il 13 novembre
un'assemblea generale di Ateneo - penalizzano l'Università e sembrano dettati
dall'esigenza di fare cassa più che di razionalizzare". La protesta di
ieri è iniziata con un'assemblea in piazza Vittorio degli studenti di Scienze
politiche, a cui sono intervenuti numerosi docenti della facoltà. Gli studenti
hanno poi sfilato fino alla Gran Madre, appendendo striscioni sul ponte e
distribuendo volantini agli automobilisti. Intanto gli studenti del Poli
occupavano il Rettorato con un sit-in, per chiedere al senato accademico di
prendere posizione contro le riforme. Nel pomeriggio anche l'atrio di Palazzo
Nuovo è stato occupato: più di un migliaio di studenti si sono riuniti in
assemblea, per chiedere al rettore di chiudere l'Università per protesta il 28
ottobre, il giorno dell'arrivo in città del ministro Gelmini. L'assemblea si è poi
trasformata in un corteo a Palazzo Campana, e la sede delle facoltà umanistiche
è rimasta aperta tutta la notte per concerti e danze. Per oggi pomeriggio, al
Rettorato di via Po, è prevista un'assemblea generale di tutti gli studenti
dell'Università. (ass).
( da "Leggo" del 22-10-2008)
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Scuola
Di Alessandra
Buono C'è bagarre dentro e fuori le aule. Dalle scuole alle università. Uno
soltanto il nemico: la riforma del ministro Gelmini. La protesta studentesca a
Napoli ha già il "volto arrabbiato", come scrivono i collettivi nei
loro comunicati. E da ieri non ci sono più soltanto cortei, assemblee e blocchi
stradali: ora si occupa. In mattinata una manifestazione degli universitari per
le strade del centro con lo slogan "Fuori Confindustria da scuole e
università". E da oggi un fiume in piena di forme di lotta che con
ogni probabilità arriverà fino alla Befana. Occupazioni, assemblee permanenti,
autogestioni, lezioni senza registro, lezioni per strada con i professori,
giornate di didattica alternativa. L'Uds invita "a bloccare la didattica
proprio nei giorni in cui il decreto 137 sarà in discussione al Senato".
Così mentre i licei classici "Pansini" e "Genovesi"
occupano ma senza sigle, il "Villari" è in assemblea permanente
insieme al "Serra", al Liceo "Artistico", all'Ipia e
all'Itis di Pozzuoli, al "Labriola", al "Pareto" di Agnano.
Questo solo per citarne alcuni. Linea dura, che vuol dire occupazione, per il
"Pitagora", il "Giordano Bruno" di Arzano, il
"Vittorini", il "Margherita di Savoia". Ci sono poi quelli
del "niente lezioni, ma vado a dormire a casa": alias, gli
autogestiti. E gli studenti che sotto il nome di "sciopero bianco"
semplicemente non entreranno in aula. (ass).
( da "Leggo" del 22-10-2008)
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Scuola
Di
Paola Braschi Dall'università alla stazione: la protesta contro
la riforma Gelmini ieri ha
movimentato la mattinata in città. Prima alcune centinaia di studenti, muniti
di fischietti e tamburi, hannon fatto irruzione nella sede del rettorato in via
Zamboni 33. Poi, dopo aver sfilato in corteo per le vie del centro, i
manifestanti si sono spostati in stazione dove hanno occupato due binari del
traffico passeggeri per circa un quarto d'ora, causando ritardo a tre
treni. Poi il corteo si è spostato in centro, creando non pochi problemi al
traffico. Mentre gli studenti più dei collettivi più "arrabbiati"
facevano irruzione in rettorato, nel cortile dello stesso edificio era in corso
un incontro pacifico tra il rettore, Pier Ugo Calzolari, e circa 300 studenti
della facoltà di Scienze: un botta e risposta sulle conseguenze della riforma e
dei tagli previsti. Gli studenti hanno chiesto un giorno di blocco della
didattica per discutere di questi temi, con una assemblea. È stato invece
proposto un compromesso per una assemblea di ateneo. Nel frattempo, sia la
manifestazione in stazione che il corteo in centro sono finiti nel mirino della
Digos, che ha aperto un fascicolo ipotizzando una serie di reati.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-10-2008)
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Scuola
Lettere
pag. 53 Scandaloso che i docenti usino bambini e genitori per diffendere i
propri interessi corporativi. Gel Scandaloso che i docenti usino bambini e
genitori per diffendere i propri interessi corporativi. Gelmini tieni duro, era ora che si tornasse al maestro unico, al voto di
condotta e che tornino i voti agli esami, anzi li rimetterei anche durante
l'anno. Giacomo bidello - Boario Terme Ma volete capirla o no che senza
problemi, vivere sarebbe di una noia mortale? Per qualcuno, addirittura,
sarebbe la fine della sua speculazione: sindacati, volontari, missionari,
Caritas, usurai, medici, becchini, venditori di antifurti. Perchè dannarsi
tanto? L'eretico Il nostro è sempre stato un mondo di furbacchioni, al di là
delle ideologie politiche e/o religioni predicate e/o praticate.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-10-2008)
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Scuola
DA
CORTE FRANCA Lettera aperta al ministro Gent.mo direttore, le inviamo copia
della lettera che abbiamo inviato al ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini. "La
prospettiva tracciata dal D.L. 137/08, da Lei promosso, costituisce un serio
motivo di preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della
scuola e quindi turba moltissimo anche noi insegnanti. Nel decreto, stilato
adducendo motivazioni educative che non condividiamo (in quanto anche a quella
età una pluralità contenuta di modelli educativi offre maggior possibilità
al bambino di trovare una figura di riferimento) si riferiscono gli obiettivi
di taglio della spesa, quantificata in 8 miliardi e mezzo di euro in tre anni
per la Pubblica Istruzione. Nella nostra provincia, l'effetto di tale riduzione
insieme alla contrazione a 24 ore del tempo scuola per la Primaria, potrebbe
provocare i seguenti tagli: 86 insegnanti in meno nella scuola dell'infanzia;
399 insegnanti in meno nella scuola primaria; 262 insegnanti in meno nella
scuola secondaria di primo grado; 289 insegnanti in meno nella scuola
secondaria di secondo grado; 750 amministrativi, tecnici e ausiliari in meno.
La realtà dei fatti è che il maestro unico nasce dalla necessità di ridurre il
deficit cominciando con il taglio della spesa per l'Istruzione, sulla pelle dei
bambini e del loro futuro. Con quali conseguenze è presto detto: - Gli alunni
saranno fortemente svantaggiati dall'impossibilità da parte dei Docenti di
lavorare, almeno qualche ora, in compresenza in quanto non potranno più essere
realizzate quella attività di recupero, sviluppo e potenziamento, utili per
consentire ad ogni alunno di impadronirsi meglio delle attività presentate; -
L'impossibilità di lavorare in team con i colleghi e di condividere con loro le
problematiche che possono nascere su una classe per cercare strategie
risolutive. Le sempre più complesse dinamiche relazionali e le problematiche di
cui gli alunni, ormai quotidianamente, sono portatori, possono essere meglio
valutate e capite da un team di insegnanti piuttosto che da un solo docente. -
L'impossibilità che il docente 'tuttologo' possa mantenersi aggiornato su tutte
le discipline e che possa insegnarle in modo equilibrato. Le richieste
contenute nei Programmi Scolastici e la loro articolazione sono ben più
complesse del "leggere, scrivere e far di conto" e pertanto riteniamo
sia svantaggioso per gli alunni essere privati dell'opportunità di apprendere
attraverso più figure docenti. - La riduzione di personale che potrebbe
facilitare l'inserimento frequente di alunni stranieri. - La riduzione
dell'orario scolastico è ancora più grave in una società dove il diritto e la
necessità del lavoro femminile portano le famiglie ad aver bisogno di un
supporto nella gestione dei figli. Fino ad oggi la scuola aveva risposto anche
a questo bisogno. Cosa succederà con la riforma? Nelle realtà che potranno
permetterselo (pochissime) il tutto cadrà sulle spalle delle Amministrazioni
locali. Altrove, i genitori dovranno affidarsi a baby sitter o a servizi a
pagamento. Se la necessità di razionalizzare è condivisibile, un simile
intervento rischia di indebolire la scuola pubblica che noi riteniamo sia un
pilastro indispensabile della nostra società. Ci sembra davvero paradossale
che, a fronte delle molteplici richieste pedagogiche e didattiche delle nuove
generazioni e delle difficoltà che attanagliano la scuola, la ricetta da voi
prospettata sia quella dei tagli alle risorse. Alla luce di quanto sopra,
chiediamo a Lei e al Governo: - di abrogare l'art. 4 del D.L. 137/08 che
privilegiando il ritorno al maestro unico determina la riduzione del tempo
scuola; di ridiscutere con i lavoratori della scuola le regole in materia di
organizzazione scolastica (legge 133/2008); di sospendere e ridiscutere i tagli
che determinano la perdita di posti di lavoro, l'aumento di alunni per classe,
la revisione dei curricoli e delle discipline con riduzione delle ore di
lezione, l'accorpamento delle classi di concorso e il ridimensionamento della
rete scolastica con chiusura di numerosi Istituti. Tale possibilità avrebbe
come conseguenza un taglio eccessivo del personale ausiliario assistente e
tecnico, che da alcuni anni si trova a dover fronteggiare un lavoro sempre più
complesso e articolato. Contestualmente auspichiamo la più ampia adesione alla
nostra richiesta anche da parte degli utenti ed in primis da parte dei
genitori". 56 tra insegnanti e personale Ata dell'I.C. di Corte Franca.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
I
rettori: rischio catastrofe Atenei in rivolta 60mila a Firenze scontri a Milano
ROMA. Partita in sordina, la protesta del mondo dell'istruzione contro i tagli
della Finanziaria e la riforma Gelmini ora dilaga dalle elementari alle università. Ieri il livello del
contrasto si è alzato: a Milano, in un tafferuglio tra studenti e forze
dell'ordine ci sono scappati feriti e contusi. Mentre a Firenze hanno sfilato
pacificamente 60mila persone e dai rettori è arrivato un grido di allarme:
"Senza risorse l'università italiana si avvia alla catastrofe".
A pagina 3.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Cecina
LOTTA ALL'EVASIONE CON l'IDV In pullman a Roma CECINA. La segreteria
Idv di Cecina ha organizzato un pullman per la manifestazione nazionale a Roma
del 30 ottobre contro la riforma Gelmini. Partenza da Cecina, prezzo 22. Per informazioni, chiamare Paolo
Bertolini al num. 347.3807495 (non in orari scolastici). Tutti gli studenti, i
docenti e il personale della scuola sono invitati a partecipare. PIERO NOCCHI
(CGIL) Cordoglio per Foa CECINA. Piero Nocchi, segretario della Camera
del Lavoro, ha inviato alla famiglia di Vittorio Foa fraterne ed affettuose
condoglianze a nome di tutti i lavoratori e le lavoratrici della Cgil: "è
con profondo dolore che apprendiamo della socmparsa del nostro caro Vittorio.
Con lui, un uomo Cgil già dal '48, se ne va un grande compagno di viaggio di
tutto il movimento sindacale di questo paese. Ci mancheranno, non poco, la sua
spiccata capacità critica e il suo spirito libertario. Se n'è andato un uomo
libero e noi tutti ci sentiamo un po' più soli". MODELLISTI AL DLF Scuola
di taglio CECINA.Il Dlf di Cecina in collaborazione con Fiorella Citi organizza
un corso di scuola di taglio professionale per modelliste presso il Dlf
autorizzato dal ministero della pubblica istruzione. Le iscrizioni termineranno
il 29 ottobre 2008. Per informazioni tel. allo 0586/683452 oppure al
380/3282383. RIFONDAZIONE No al lodo Alfano CECINA. Rifondazione Comunista di
Cecina ha deciso di raccogliere le firme per il referendum abrogativo contro il
cosiddetto "Lodo Alfano". "Praticamente - scrive Rifondazione -
è un'altra legge "Ad Personam" per evitare a Berlusconi di dover
comparire davanti alla giustizia. Tutti i cittadini devono essere uguali di
fronte alla legge come sancisce l'art. 3 della nostra Costituzione. Invitiamo tutti
a firmare contro il cosiddetto "Lodo Alfano" per rafforzare la
democrazia del nostro Paese".
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Attualità
Atenei in rivolta, tafferugli a Milano Sei studenti sono rimasti feriti. A
Firenze 40mila in corteo A Bologna occupata simbolicamente la stazione ROMA. A
Milano: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. A Bologna: denunce per
sassaiola contro la polizia in stazione. Mentre arriva la
notizia che il decreto-Gelmini verrà votato dal Senato mercoledì prossimo 29 ottobre (scade il
31) e che i sindacati confermano lo sciopero delle università indetto per il 14
novembre, intanto si alza il livello della protesta con il mondo
dell'istruzione che è ormai una polveriera pronta ad esplodere. E' di
sei manifestanti feriti il bilancio degli scontri tra forze dell'ordine e
studenti universitari che ieri a Milano hanno protestato contro i tagli della
legge 133. Gli scontri sono avvenuti in piazza Cadorna quando i manifestanti,
circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni,
ma sono stati respinti dai carabinieri. In precedenza le forze dell'ordine
avevano bloccato in piazza Duomo, con un cordone di agenti in tenuta
antisommossa, il corteo non autorizzato partito dall'Università statale. A
Bologna alcune centinaia di studenti hanno invece dapprima fatto irruzione in
Rettorato con tamburi, fischietti, fumogeni e alcune "bombe" di
vernice rossa scagliate contro il portone, per poi passare alla stazione
ferroviaria dove hanno occupato "simbolicamente" il primo binario per
una decina di minuti e dove, secondo la questura, c'è stato un lancio di pietre
contro la Polizia che ora denuncerà i responsabili. Ha poi coinvolto circa
duemila studenti il sit-in davanti al rettorato de La Sapienza di Roma dove il
Senato accademico ha indetto per il 24 una giornata di mobilitazione e dove una
delegazione di studenti ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano per consegnargli una lettera in cui gli si chiede di "prendere
posizione". Il presidente ha ribadito che la sua funzione "non è
politica". Rettorato occupato ieri anche a Trento, lezioni in strada e
assemblee invece a Torino e Genova, mentre oltre 40mila persone tra studenti,
precari, lavoratori dell'Università e studenti delle superiori, hanno
partecipato a Firenze alla più grande manifestazione degli ultimi anni nel
capoluogo toscano, al grido di "la ricerca si fa non si distrugge" e
"Gelmini sei, sei, sei rimandata". Un altro
corteo di studenti universitari e delle scuole superiori ha attraversato il
centro di Napoli e in circa 10mila hanno poi manifestato a Palermo dove il sito
dell'Università è stato oscurato per protesta. Infine anche l'Università della
Basilicata ha deciso lo stato di agitazione. Intanto, tra occupazioni e cortei,
la rivolta proseguiva anche sul fronte delle scuole. Occupati da due giorni
svariati istituti di Trieste, dove sabato si terrà una manifestazione.
Autogestioni anche a Napoli, mentre un corteo spontaneo di un centinaio di
liceali ha sfilato ieri a Genova: qui insegnanti, personale Ata, famiglie e
studenti occuperanno simbolicamente venerdì sera il quartiere della Pianta,
dove è nata la prima scuola a tempo pieno della città. Infine cresce il numero
degli istituti occupati nella Capitale dove gli insegnanti del I circolo
didattico Pietro Maffi stanno da ieri simulando il modello Gelmini:
maestri unici nelle classi con orario ridotto. E hanno già fatto sapere che
"non funziona". Monica Viviani.
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
"No a tagli drastici e generalizzati, il ministro Gelmini
ci ascolti. No alle occupazioni, sì alla trattativa" "Le Università
verso la catastrofe" Per i rettori dell'associazione Aquis la crisi è
peggio di quella dell'Alitalia ROMA. Un patto di stabilità per salvare le
università italiane dal collasso finanziario. Tredici atenei
"virtuosi" confluiti nell'Associazione Aquis lanciano l'allarme sul
futuro a rischio del sistema universitario e chiedono al governo di
ripristinare dalla prossima manovra finanziaria i fondi tagliati nei
provvedimenti varati la scorsa estate. Sei università rappresentate da
altrettanti rettori e pro-rettori si sono incontrati per proporre a governo
l'apertura di una trattativa che veda, da una parte il loro impegno nel
contenimento dei costi di gestione e di personale e dall'altra la garanzia
delle istituzioni dei finanziamenti necessari alla sopravvivenza stessa del
sistema universitario italiano. "Alcuni atenei sono già al collasso, altri
non riusciranno a chiudere i bilanci del 2010" afferma Vincenzo Milanesi,
rettore dell'Università di Padova, che insieme ad altri dodici atenei ha
costituito l'Associazione per la qualità delle università italiane statali.
"I tagli drastici e generalizzati decisi dallo Stato mirano solo a far cassa
a spese dei bilanci universitari", ha spiegato il rettore di Padova.
"Noi proponiamo un documento nel quale ciascun ateneo si impegna a
sottoporsi ad una valutazione sul suo operato, a mantenere i bilanci in pari ed
a contenere le spese di personale, ma il governo deve rivedere la logica della
manovra finanziaria approvata in estate reimmettendo già in quella del 2009 i
finanziamenti sottratti". Il problema più imminente che i tagli previsti
in Finanziaria e i bilanci colabrodo degli atenei porranno è quello
dell'aumento delle tasse universitarie. "Intervento impopolare",
ammettono i rettori, ma molto probabile se i finanziamenti statali verranno a
mancare dal prossimo anno. "I tagli fatti dal governo alle università
servono a pagare l'Ici" sostiene Giulio Ballio, rettore del Politecnico di
Milano. "L'università italiana è dieci volte il caso Alitalia in termini
finanziari. Con la differenza che non c'è un privato che può comprarsela".
Portando poi sostegno al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che secondo i rettori va "sostenuta e non
attaccata", le università che aderiscono all'Aquis non approvano le
proteste di piazza, né le occupazioni e la sospensione dell'attività didattica,
però confermano che se il governo si rifiutasse di aprire un dialogo la
mobilitazione continuerà. (a.d'a.).
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci risiamo,
a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma
vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci
sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a
studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E
c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la
valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in
Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100
studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
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un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per
Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria.
Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico -
spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti.
Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per
garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le
persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e
struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza
regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che
non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce
buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil
che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi
affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia
italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è
scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi
l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al
contrario" Scritto in Varie Commenti ( 120 ) " (47 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti
( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia
- ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i
doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego
nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si
prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il
"No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito
che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni Antonio85: Sono
daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA mettere sul fronte della loro
protesta i bambini con... killer: avrei voluto leggere tutto ma io proprio non
sopporto quelle "k" quando si scrive. Ministro per... Stefano L.:
Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra. L'unica cosa è ignorarli,
come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore questo grande giornale da le
notizie che meritano di essere diffuse, non si possono... Damy: Salve tutti!
vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini"
più di tanto non merita ki ha... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che
il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola:
proteste contro la riforma Tafferugli studenti-polizia a MilanoAosta, si
schianta bus di tifosi della Juve: due morti, 26 feritiPalermo, uomo ucciso a
sprangate in stradaMilano, altro incidente fra tram: i feriti sono 15Corte
Costituzionale, Frigo eletto giudice Napolitano: posto fine a un grave
ritardoLa difesa di Amanda: "Uno solo il killer di Mez"Maroni:
"Ritirare la patente ai condannati per reati di droga"Palermo,
arrestato nonno-boss: costringeva i nipoti a spacciareIl governo: "Bevande
alcoliche solo per chi ha compiuto diciotto anni"Firenze: sette arresti
per indagini illegali Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di
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Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille
October
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera
o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono
insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare:
loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un
altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il
Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta
facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte
quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione
di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da
Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in
Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio rispetto
a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella media dei
paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della
Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista
Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il
vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo
- ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad
ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma
in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (41
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando)
e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La
democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel
Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto.
Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno
strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 120 ) " (47 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia,
abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato
opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a
centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e
personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar
vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli
imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl).
L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori.
L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che
anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa
del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da
Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi
attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello
di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto
che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione
dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano
VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti (
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08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni.
Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato
sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto
già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre",
quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che
sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere
definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al
monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina
rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento
di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter
Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro.
Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il
Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della
politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani
conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm
leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni.
Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del
loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra
giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono
affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno
ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si
collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni Antonio85: Sono daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA
mettere sul fronte della loro protesta i bambini con... killer: avrei voluto
leggere tutto ma io proprio non sopporto quelle "k" quando si scrive.
Ministro per... Stefano L.: Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra.
L'unica cosa è ignorarli, come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore
questo grande giornale da le notizie che meritano di essere diffuse, non si
possono... Damy: Salve tutti! vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini" più di tanto non merita ki ha... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola: proteste contro la
riforma Tafferugli studenti-polizia a MilanoAosta, si schianta bus di tifosi
della Juve: due morti, 26 feritiPalermo, uomo ucciso a sprangate in
stradaMilano, altro incidente fra tram: i feriti sono 15Corte Costituzionale,
Frigo eletto giudice Napolitano: posto fine a un grave ritardoLa difesa di Amanda:
"Uno solo il killer di Mez"Maroni: "Ritirare la patente ai
condannati per reati di droga"Palermo, arrestato nonno-boss: costringeva i
nipoti a spacciareIl governo: "Bevande alcoliche solo per chi ha compiuto
diciotto anni"Firenze: sette arresti per indagini illegali Blog amici Il
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Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni",
ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al
venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro.
Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona
compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni,
Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa
anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era
febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e
maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non
funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti
così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il
ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che
si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili,
si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e
soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli
nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi
per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che
continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica"
non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi
giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti
riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini,
contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o
ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola?
Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su
cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi
(che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO
COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale
inglese dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il
problema della scuola italiana è quello "di avere troppi e malpagati
insegnanti". È la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro
Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di
insegnanti ogni 100 studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi
cse". Non solo. "L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene
spesso strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti
di lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e
in classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista
Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il
vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo
- ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad
ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma
in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (41
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Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto,
senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 120 )
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19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e
i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del
fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del
Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il
sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio
negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato
duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi
l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out
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Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta
di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera,
da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni Antonio85: Sono
daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA mettere sul fronte della loro
protesta i bambini con... killer: avrei voluto leggere tutto ma io proprio non
sopporto quelle "k" quando si scrive. Ministro per... Stefano L.: Mamma
mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra. L'unica cosa è ignorarli, come
sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore questo grande giornale da le
notizie che meritano di essere diffuse, non si possono... Damy: Salve tutti!
vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini"
più di tanto non merita ki ha... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che
il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola:
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October
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma
vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci
sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a
studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E
c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la
valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in
Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100
studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
( 105 ) " (41 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per
Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria.
Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico -
spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti.
Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per
garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le
persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e
struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza
regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che
non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce
buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil
che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi
affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia
italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è
scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi
l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al
contrario" Scritto in Varie Commenti ( 120 ) " (47 votes, average: 3.28
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova
Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani
della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente
se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione).
Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come
ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso
della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto
sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita
"intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il
problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni
di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché
questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le
autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate
le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni Antonio85: Sono daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA
mettere sul fronte della loro protesta i bambini con... killer: avrei voluto
leggere tutto ma io proprio non sopporto quelle "k" quando si scrive.
Ministro per... Stefano L.: Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra.
L'unica cosa è ignorarli, come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore
questo grande giornale da le notizie che meritano di essere diffuse, non si
possono... Damy: Salve tutti! vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini" più di tanto non merita ki ha... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
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psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola: proteste contro la riforma
Tafferugli studenti-polizia a MilanoAosta, si schianta bus di tifosi della
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reati di droga"Palermo, arrestato nonno-boss: costringeva i nipoti a
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( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
SCUOLA,
LA PROTESTA Studenti e prof ancora in piazza Tafferugli a Milano MILANO. Ore di
tensione ieri pomeriggio nel centro di Milano: un corteo non autorizzato di
studenti e lavoratori dell'università per le vie del centro ha raggiunto la
stazione Cadorna, dove i manifestanti contro il ddl Gelmini si sono scontrati con le forze
dell'ordine. Intanto la protesta si estende: un centinaio di studenti ha fatto
irruzione nel rettorato dell'università di Bologna; oltre 40 mila persone hanno
sfilato a Firenze. Anche a Trieste, dove sono occupati da giorni alcuni
istituti, sono continuate le proteste. I SERVIZI A PAGINA 3.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Cecina In 500 per dire no al decreto Gelmini
Un corteo tra slogan e fischietti: insieme insegnanti, genitori e alunni
Critiche al Comune per il gonfalone? Nenci: "Non si risolvono i problemi
tagliando risorse e soldi alla ricerca" ROSIGNANO. Quello di ieri è stato
il giorno in difesa della scuola pubblica; a scendere in piazza per dire no alla
riforma del ministro Gelmini ed a scuotere il tran
tran quotidiano di Rosignano Solvay in un martedì pomeriggio uggioso, circa 500
persone tra genitori, insegnanti e bambini. I manifestanti, riunitisi in piazza
del mercato hanno formato un lungo e colorato corteo scortato dalle forze
dell'ordine, che ha percorso le principali strade del centro. Una marcia
allegra a suon di fischietti e slogan, senza offese per nessuno, alla cui testa
emergeva il gonfalone del comune di Rosignano Marittimo ed il sindaco
Alessandro Nenci che si è mischiato tra i bambini e i docenti. Attorno alle
sette di sera l'arrivo dell'assessore regionale alla cultura ed alla scuola
Gianfranco Simoncini. Sono le cinque del pomeriggio e in piazza del mercato
arrivano, alla spicciolata, i primi insegnanti e genitori. C'è titubanza tra i
presenti "perchè - spiegano - qui non ci sono comitati ma la marcia è
stata organizzata in modo del tutto spontaneo, gruppi di genitori ed insegnanti
si sono semplicemente riuniti nei giorni scorsi. Abbiamo deciso che non
potevamo rimanere fermi e zitti dopo i tagli previsti dalla riforma Gelmini". è il momento di fare due conti "siamo in
tanti - gridano i presenti - più di 400. è un gran successo per
Rosignano". Un successo ancora più evidente e pesante perchè, al di là
delle scritte colorate, dei cartelli e dei fischietti, nessun partito, eppure
vi erano esponenti di vari schieramenti, nessun sindacato, nonostante la
presenza di tutti i rappresentanti del mondo della scuola (Cisl, Snals, Uil,
Cgil, Cobas e Unicobas), nessuna associazione (Comitato Livornese,
Haccompagnami..) ha mostrato bandiere. Solo alcuni rappresentanti dell'Italia
dei Valori hanno sventolato il loro vessillo; un disguido durato un attimo poi,
la bandiera, è stata arrotolata. Tanti invece gli striscioni, tante le
filastrocche al ritmo di "un, due, tre stella e la scuola è per
terra", oppure "meno scuola, uguale a meno cultura e meno
libertà" ed ancora "la scuola è il nostro futuro" ed il classico
"giù le mani della nostra scuola". Durante la marcia, lungo la via
Aurelia, il corteo si infittisce "adesso saremo in 500" dicono i
presenti prima di sfociare nuovamente in piazza del mercato. Sono le 19 e
tantissimi genitori cercano di entrare nella sala riunioni; molti non ce la
fanno. Prendono la parola i rappresentanti sindacali, qualche associazione poi,
a parlare, sono soprattutto i genitori. Tra le tante presenze anche qualche nonno
che cerca di firmare una petizione che chiede al Ministero dell'Istruzione
l'abrogazione del decreto legge e di "riaprire il confronto con il mondo
della scuola pubblica alla luce di tutti i valori positivi che essa ha
acquisito in questi anni". Perchè "alla base del decreto non vi è
alcun riferimento educativo e pedagogico ma solo un intento di risparmio
economico". Il documento sarà inviato al Ministero. "Oggi in
consiglio comunale - ha detto il sindaco - siamo stati criticati da alcune
forze di minoranza per l'uscita del Gonfalone, ma non si possono risolvere i
problemi della scuola tagliando le risorse o la ricerca nelle università".
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Cecina
E a Donoratico nasce un comitato Sarà formato da docenti e famiglie:
"Presto altre iniziative di protesta" Esposti striscioni anti-Governo
DONORATICO. Successo della manifestazione indetta da genitori ed insegnanti per
protestare contro la riforma della scuola. Un consistente numero di genitori,
bambini e insegnanti, ha preso parte all'appuntamento in piazza della Stazione
a Donoratico. Il corteo dei manifestanti si è mosso dietro
lo striscione "La riforma della Gelmini costa ai grandi e annoia i bambini". Presente il gonfalone
del Comune di Castagneto Carducci con il sindaco e vari assessori: il corteo ha
percorso le vie che congiungono la sede della scuola primaria alla sede della
secondaria di primo grado. Come previsto al termine del percorso la
manifestazione ha confluito nel cinema Ariston dove si è svolta un'assemblea
molto partecipata con interventi dei rappresentanti istituzionali, della scuola
e del pubblico. L'assessore alla pubblica istruzione Antonella Orsini ha
espresso la forte preoccupazione dell'amministrazione comunale per la
cancellazione di tutti gli interventi e le strategie regionali e locali messe
in atto in questi anni per assicurare il sostegno sociale e culturale alle
famiglie ed ai bambini. Ha annunciato la convocazione di un consiglio comunale
aperto a Rosignano, il prossimo 28 ottobre, in cui il Coordinamento dei sindaci
della Bassa Val di Cecina discuterà un documento sulla scuola pubblica. Gran
parte degli interventi hanno sottolineato la spontaneità del movimento che si è
creato a Castagneto e Donoratico a difesa della scuola pubblica e la coesione
tra insegnanti e genitori, al di fuori di qualsiasi appartenenza politica. In
particolare il presidente del consiglio d'istituto, Cinzia Mannucci, ha
condannato la "strumentalizzazione politica condotta da un partito
locale". Molte le preoccupazioni evidenziate nei vari interventi, in
particolare per la riduzione dell'orario scolastico e il ritorno ad una scuola
esclusivamente nozionistica. Mentre uno dei compiti primari della scuola
dovrebbe essere la formazione della coscienza critica "nei cittadini di
oggi - afferma il sindaco Fabio Tinti - perché tali sono gli studenti".
Dalla riforma inoltre emerge in modo nemmeno troppo velato - ha sottolineato
Clarisa Giusti rappresentante Rsu - un attacco alle donne per il massiccio
taglio occupazionale (nella sola provincia di Livorno nei prossimi tre anni
sono previsti 1.350 posti in meno tra insegnanti, personale amministrativo e di
custodia) in un settore dove prevale il lavoro femminile. "Una riforma che
è solo una manovra finanziaria - sostiene Fabio Tinti - a cui fortunatamente
una parte consistente della nostra società locale ha dimostrato di volersi
opporre, per questo siamo qui con gli insegnanti ed i genitori e ci saremo
ancora, nel percorso che sarà intrapreso". L'assoluta mancanza di una
progettazione politica nella riforma al di là del calcolo economico e dell'obiettivo
della privatizzazione, è stata sottolineata anche in altri interventi. "Si
tolgono soldi alla scuola - evidenzia il professor Bersotti Fausto - per
finanziare gli armamenti e per garantire il sostegno delle risorse pubbliche
alle banche". Dall'assemblea è scaturita la decisione di costituire il
Comitato permanente genitori insegnanti, con il compito di programmare altre
iniziative per un percorso di protesta che - sostengono i genitori e gli
insegnanti che hanno organizzato la manifestazione - è solo all'inizio. L.F.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma
vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci
sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a
studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E
c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la
valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in
Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100
studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
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un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per
Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria.
Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda
la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega
l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel
primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire
gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma
i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi
restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica
delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente.
Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi".
E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da
sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo
veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida,
non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro
o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo
Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario"
Scritto in Varie Commenti ( 120 ) " (47 votes, average: 3.28 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire
(mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo
dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia
- ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i
doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego
nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si
prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il
"No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito
che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni Antonio85: Sono
daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA mettere sul fronte della loro
protesta i bambini con... killer: avrei voluto leggere tutto ma io proprio non
sopporto quelle "k" quando si scrive. Ministro per... Stefano L.:
Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra. L'unica cosa è ignorarli,
come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore questo grande giornale da le
notizie che meritano di essere diffuse, non si possono... Damy: Salve tutti!
vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini"
più di tanto non merita ki ha... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che
il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola:
proteste contro la riforma Tafferugli studenti-polizia a MilanoAosta, si
schianta bus di tifosi della Juve: due morti, 26 feritiPalermo, uomo ucciso a
sprangate in stradaMilano, altro incidente fra tram: i feriti sono 15Corte
Costituzionale, Frigo eletto giudice Napolitano: posto fine a un grave
ritardoLa difesa di Amanda: "Uno solo il killer di Mez"Maroni:
"Ritirare la patente ai condannati per reati di droga"Palermo,
arrestato nonno-boss: costringeva i nipoti a spacciareIl governo: "Bevande
alcoliche solo per chi ha compiuto diciotto anni"Firenze: sette arresti
per indagini illegali Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di
Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di
Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione
Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta
Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille
October
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti"
dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni
autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini,
che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri
ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria.
Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a
Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo
male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare
la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco
e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è
"okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più
facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra
destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non
mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella
sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai
riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che
continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene
che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto
nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il
partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta
facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte
quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la
valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in
Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100
studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
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un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per
Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi
assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni
attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico -
spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti.
Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire
gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma
i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi
restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica
delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente.
Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi".
E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da
sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo
veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida,
non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro
o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo
Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario"
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Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono
già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in
aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche
sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro
smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri
bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes, average: 4.1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano
e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La
guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha
fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Antonio85: Sono daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA
mettere sul fronte della loro protesta i bambini con... killer: avrei voluto
leggere tutto ma io proprio non sopporto quelle "k" quando si scrive.
Ministro per... Stefano L.: Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra.
L'unica cosa è ignorarli, come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore
questo grande giornale da le notizie che meritano di essere diffuse, non si
possono... Damy: Salve tutti! vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini" più di tanto non merita ki ha... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Blog amici Il blog di Andrea
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delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Walter neo-comunista e
D'Alema furioso Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di
Repubblica.it e i risultati. Scuola, chi ha paura della Gelmini
Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è
diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo
attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni
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( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma
vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci
sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a
studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E
c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la
valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in
Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100
studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
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un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per
Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni
attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico -
spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti.
Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per
garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le
persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e
struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza
regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che
non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce
buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil
che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi
affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia
italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è
scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi
l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al
contrario" Scritto in Varie Commenti ( 120 ) " (47 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche
e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 160 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere
la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale
e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110
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31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione.
Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) "
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista:
ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia
la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per
tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in
serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con
travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema
che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e
soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di
Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà
il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16
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psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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Ultime discussioni Antonio85: Sono daccordo con Demy su i maestri che..,BASTA
mettere sul fronte della loro protesta i bambini con... killer: avrei voluto
leggere tutto ma io proprio non sopporto quelle "k" quando si scrive.
Ministro per... Stefano L.: Mamma mia cosa non fanno pur di mettersi in mostra.
L'unica cosa è ignorarli, come sta facendo in... Stefano L.: Caro Salvatore questo
grande giornale da le notizie che meritano di essere diffuse, non si possono...
Damy: Salve tutti! vorrei sprecare solo 2e parole x la riforma"Gelmini" più di tanto non merita ki ha... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 4 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Scuola: proteste contro la
riforma Tafferugli studenti-polizia a MilanoAosta, si schianta bus di tifosi
della Juve: due morti, 26 feritiPalermo, uomo ucciso a sprangate in
stradaMilano, altro incidente fra tram: i feriti sono 15Corte Costituzionale,
Frigo eletto giudice Napolitano: posto fine a un grave ritardoLa difesa di
Amanda: "Uno solo il killer di Mez"Maroni: "Ritirare la patente
ai condannati per reati di droga"Palermo, arrestato nonno-boss:
costringeva i nipoti a spacciareIl governo: "Bevande alcoliche solo per
chi ha compiuto diciotto anni"Firenze: sette arresti per indagini illegali
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paura della Gelmini Veltroni "grande
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( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Oggi
il consiglio comunale Assemblea sul Griselli MONTESCUDAIO. è
stato inserito nella lista dei tagli della riforma Gelmini. Più di 500 giovanissimi studenti e relative famiglie, però,
sono pronte a insorgere, anche se pacificamente e senza interrompere il
pubblico servizio. L'Istituto Comprensivo "Italo Griselli" di
Montescudaio, infatti, già lo scorso 15 ottobre era stato occupato, con il
sostegno dei sindacati Flc - Cgil, nel corso della nottata da genitori,
dirigenti ed insegnanti preoccupati per il futuro della scuola. Anche
l'amministrazione comunale di Montescudaio si è dimostrata attenta alla vicenda
con il sostegno diretto dell'assessore alle politiche sociali e alla pubblica
istruzione Simona Fedeli, presente sette giorni fa nel corso della Notte
Bianca. Oggi il sindaco Aurelio Pellegrini ha convocato una seduta
straordinaria del consiglio comunale proprio per affrontare questa difficile
situazione dell'Istituto Griselli. L'intenzione dell'amministrazione locale è
quella di adoperare tutte le risorse spendibili per difendere l'istituto
montescudaino Griselli dall'ipotesi dei tagli. Il consiglio comunale, che sarà
aperto a tutti i cittadini, è in programma alle ore 18 presso la sede comunale
in via della Madonna. I disagi prospettati per gli studenti di scuola materna,
elementare e media non sono pochi, dall'impoverimento culturale alla perdita di
identità sociale e territoriale delle colline pisane, fino ai più pratici ma
non meno importanti problemi di spostamento lontano dai luoghi di residenza.
Tutte questioni che verranno trattate a Montescudaio questo pomeriggio,
cercando di trovare soluzioni anche con il sostegno delle varie istituzioni. Si
annuncia dunque un'assemblea molto partecipata nella sala consiliare.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Attualità
I rettori: pronti a salvare l'università Il documento di 13 capi di ateneo.
Oggi il vertice tra Udine e Trieste ROMA. Per salvare il salvabile un drappello di rettori propone al ministro Gelmini un Patto in extremis, una sorta
di "do ut des" per scongiurare il collasso imminente del sistema universitario.
I Magnifici aderenti all'associazione Aquis (Associazione per la qualità delle
università italiane statali) si dicono pronti a spendere meglio le risorse di
cui dispongono, ad appoggiare la politica del ministro dell'Istruzione e
a sedersi, da subito, intorno a un tavolo per siglare, ateneo per ateneo, patti
di stabilità che facciano quadrare i conti senza penalizzare l'offerta
didattica. La contropartita però, è chiara: al ministro dell'Istruzione,
Università e Ricerca, i rettori chiedono di abbandonare la politica della
mannaia perchè i tagli indiscriminati servono forse allo Stato per "fare
cassa", ma non aiutano gli atenei. I rettori dell'Aquis (alla guida di 13
atenei, "virtuosi" dal punto di vista dei conti finanziari) hanno già
inviato il documento alla Conferenza dei rettori auspicando che venga
condiviso. Certo è che non si può più perdere tempo. L'offensiva studentesca
(ma non solo, visto che tanti docenti si sono schierati a fianco degli
universitari) si sta allargando a macchia d'olio, incassando anche la
comprensione dei rettori che però avvertono: "Le occupazioni e il blocco
della didattica non servono e si ritorcono solo contro gli studenti". Una
mano tesa al governo, dunque, anche se i creditori sono fuori la porta: il
primo timore per molti rettori è quello di non riuscire addirittura a pagare
gli stipendi a fine mese e, a più lungo periodo, c'è il rischio di non poter
più assumere giovani ricercatori e di dover aumentare le tasse universitarie,
dal 2010, per pagare l'Ici. "E se proprio tagli si devono fare - hanno
osservato provocatoriamente i rettori - meglio spegnere i condizionatori
d'estate e i riscaldamenti d'inverno ("in tanti - ha scherzato il rettore
dell'università di Trento Davide Bassi - siamo diventati ingegneri studiando
con il cappotto") piuttosto che tagliare opportunità per i ragazzi".
I rettori suggeriscono la stipula di un "Patto di stabilità", da
concordare con i ministeri dell'Economia e dell'Istruzione, nel quale i
dicasteri si impegnano a sottoscrivere accordi di programma ateneo per ateneo.
Queste intese dovranno prevedere una riduzione dei "tagli" dei
finanziamenti per quegli atenei che si impegnano ad attuare al loro interno una
riqualificazione della spesa, comprendendo innanzitutto quella per la docenza e
il personale, e garantendo in tal modo il mantenimento di un effettivo pareggio
di bilancio nel medio periodo. L'università "è dieci volte il caso
Alitalia in termini finanziari" secondo i rettori dell'Aquis, che sono
scettici sull'ipotesi di rastrellare capitali privati attraverso lo strumento
delle fondazioni. "Diteci dove troviamo il cavaliere bianco per salvare
l'università? Chi è che trova i soldi?". Piuttosto - dicono i rettori -
per razionalizzare il sistema si punti finalmente sulla valutazione ("siamo
indietro di 15 anni") e dunque non più finanziamenti a pioggia. Da
ricordare, infine, che rettori e universitari del Friuli Venezia Giulia saranno
oggi assieme in assemblea: l'incontro è previsto all'ateneo di Trieste. Oltre
agli interventi degli studenti, infatti, sono previsti i discorsi del rettore
dell'Università di Trieste, Francesco Peroni, del rettore di Udine, Cristiana
Compagno, e del direttore della Sissa, Stefano Fantoni. L'assemblea partirà da
alcune domande, riassunte in un unico interrogativo: "Cosa rischia
l'università con la legge 133"? "La preoccupazione - ha detto Paolo
Prelazzi, presidente del consiglio degli studenti dell'ateneo giuliano - è per
le ricadute negative sul diritto allo studio".
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
LUSI
Tagliati 114 istituti PESCARA. In Abruzzo saranno 114 gli
istituti scolastici "colpiti" dal Ministro dell'Istruzione Gelmini. Lo sostiene il senatore Luigi
Lusi del Pd, che esprime grande preoccupazione. In particolare, verrebbero
soppressi 25 unità scolastiche nella provincia di Chieti, 45 in quella
dell'Aquila, 19 nella provincia di Pescara e 25 in quella di Teramo.
( da "Nuova Venezia,
La" del
22-10-2008)
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Scuola
Convocazione.
Si muove il Senato Accademico Venerdì mattina a S. Basilio assemblea generale
d'ateneo "Su richiesta del consiglio degli studenti e del Senato
Accademico, ho deciso di convocare per venerdì alle 9 nell'Aula 2B di San
Basilio un'assemblea generale d'Ateneo per discutere degli effetti della legge
finanziaria e dell'annunciata riforma del sistema universitario". A
annunciarlo è il rettore di Ca' Foscari Pier Francesco Ghetti al termine del
Senato Accademico che si è tenuto ieri, e nell'incontro - aperto a studenti,
docenti e personale tecnico-amministrativo dell'ateneo - egli riferirà anche
dell'esito della Conferenza dei rettori italiani che si terà giovedì a Roma, proprio per discutere della difficile situazione economica delle
università italiane e della ventilata riforma del ministro Gelmini di cui, al di là dei tagli, si
sa ancora pochissimo. "Siamo fortemente preoccupati soprattutto per il
prossimo anno - spiega il rettore - visto che quest'anno siamo comunque
riusciti a chiudere il bilancio consuntivo in leggero attivo. Ma
dell'aumento dei fondi ordinari che ci era stato promesso per i prossimi anni,
questo Governo non parla più, annunciando solo tagli e il blocco del turn-over
dei docenti all'80 per cento che rischiano di creare anche per la nostra
università problemi insormontabili, visto che a carico nostro sono anche gli
incrementi di stipendio del personale. In tutto questo, non è ancora chiaro se
il Governo intende proporre una riforma universitaria o solo piccoli
aggiustamenti, anche se sappiamo che il ministro Gelmini
sta lavorando. Delle trasformazioni delle università in fondazioni - di fatto
inattuabile - non si sente più parlare. Intanto venerdì ci confronteremo al
nostro interno per parlare della situazione di Ca' Foscari, ascoltando anche la
voce degli studenti". (e.t.).
( da "Nuova Venezia,
La" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Cronaca
Bocciatura per chi bestemmia occupa la scuola o sciopera Il Consiglio
d'istituto dell'Artistico vara un durissimo regolamento di disciplina ALBERTO
VITUCCI Niente esame di Stato e neanche lo scrutinio finale per chi bestemmia,
dice parolacce o partecipa all'occupazione della scuola. O anche se sciopera,
quando le "infrazioni" siano reiterate nel tempo. Un decalogo
severissimo, quello approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Istituto del
liceo Artistico, su proposta del preside Bartolomeo Tribuna. Decisione che ha
già provocato la protesta di molti studenti, alla vigilia
di nuove agitazioni nel mondo della scuola contro la riforma Gelmini e di una rivolta che si allarga
a macchia d'olio. "Non si è mai vista una cosa del genere", dicono,
chiedendo per ovvie ragioni l'anonimato, "qui si punta a togliere agli
studenti ogni diritto e a punire il dissenso, eliminando diritti conquistati
dalle lotte degli ultimi decenni". Accanto ai diritti e doveri
degli studenti, ai principi fondamentali e alle sanzioni per comportamenti poco
consoni alla vita di comunità, come hanno quasi tutte le scuole, il nuovo
"Regolamento di disciplina" dei futuri artisti - approvato nella
seduta del 9 ottobre scorso - prevede una stretta significativa alla libertà di
movimento e di espressione degli studenti. Nove articoli, 47 commi e due
tabelle. Un testo dettagliatissimo che prevede procedimenti e sanzioni per
infrazioni lievi ma anche "gravi e gravissime". Leggere per credere.
A pagina 4, tabella 2, ecco 11 "mancanze disciplinari specifiche" contraddistinte
con le lettere dell'alfabeto. Le infrazioni "gravissime" previste
sono le bestemmie o uso di termini gravemente offensivi o lesivi della dignità
altrui (comma h), "gravi e volontari danneggiamenti delle strutture della
scuola" (i), ma anche la semplice occupazione della scuola e se reiterata,
"l'astensione in massa della classe dalle lezioni", cioè lo sciopero,
più grave delle violenze contro gli altri. Qui scatta la punizione esemplare,
che secondo alcuni mette a rischio a anche la libertà di sciopero. La pena può
essere infatti - la decisione spetta al Consiglio, sulla base di questo testo -
addirittura l'esclusione dall'esame di Stato e dallo scrutinio finale, oppure
la sospensione "per un periodo superiore ai 15 giorni". E, nei casi
meno gravi, bontà loro, i giudici prevedono il "solo allontanamento fino
al termine dell'anno scolastico". Ci sono anche sanzioni intermedie (da
uno a tre giorni di sospensione) per "mancanza di attenzione durante le
lezioni", "cellulare acceso", "uso della macchinetta delle
bibite in orario non consentito". Un documento approvato dall'organo che
ha il compito di garantire la democrazia e il funzionamento della scuola. Ma
soprattutto una novità che a molti studenti e molti genitori non piace affatto.
Giusto punire gli eccessi, dicono, ma pericoloso imboccare una strada che
cancella i diritti e non prevede la libertà di sciopero e di dissenso, com'è
sempre stato". Nell'autunno del 2005 il preside Tribuna era stato
protagonista di una dura polemica con gli studenti perché per porre fine all'occupazione
aveva chiamato la polizia e gli occupanti erano stati denunciati. Altra
occupazione lo scorso anno, e anche qui il preside aveva annunciato l'arrivo
della forza pubblica. C'era stato anche qualche danneggiamento, opera di
qualche minoranza degli occupanti. Anche questo forse un episodio che ha spinto
il Consiglio di Istituto ad approvare il nuovo regolamento con sanzioni
durissime. In questi giorni il regolamento è stato inviato nelle case insieme
al "Patto di corresponsabilità educativa", che dovrebbe essere
firmato da tutti i genitori, i professori e gli studenti. In pratica, una
ratifica delle nuove sanzioni decise dalla scuola che molti studenti e genitori
intendono impugnare in ogni sede.
( da "Nuova Venezia,
La" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Le
iniziative. All'Iuav uno spritz con il rettore Domani sit-in a San Geremia Universitari
a San Sebastiano Proseguono le iniziative contro le proposte del Governo in
materia d'istruzione scolastica. Gli studenti delle superiori, dopo le recenti
manifestazioni con annesse polemiche a causa del blocco del traffico del ponte
della libertà, tornano alla carica con un sit-in previsto per domani alle 18 in
campo San Geremia. "Siamo tutti d'accordo per questa iniziativa, vogliamo
tenere alta l'attenzione sui temi della scuola. Ci siamo recentemente riuniti
assieme a tutti i rappresentanti di istituto delle varie scuole superiori per
organizzare le prossime manifestazioni. Intanto seguiremo l'idea del sit-in per protestare contro la riforma Gelmini", spiega Giulio, candidato
rappresentante d'istituto al liceo Foscarini. Nello stesso giorno in tutta
Italia la Rete degli Studenti attiverà altre forme di protesta, ad esempio
picchetti all'ingresso degli istituti per bloccarne l'entrata e distribuire
materiale informativo. Sempre domani alle 18 si ritrovano gli studenti
universitari che hanno autoconvocato nella sede di Ca' Foscari, a San
Sebastiano, un'assemblea per decidere che iniziative prendere: si parla di una
manifestazione, ma da alcuni studenti inizia a prendere campo l'idea di
bloccare la didattica, anche se il senato accademico ha in previsione per
venerdì un'assemblea degli stati generali dell'università per discutere
dell'attuale situazione. Alle 19, sempre giovedì, si mobilitano gli studenti
Iuav: uno spriz nella sede dei Tolentini farà da cornice agli interventi del
rettore Carlo Magnani e dei tre presidi delle facoltà di Architettura che
illustreranno cosa potrebbe accadere se le scelte del governo venissero
tramutate in legge. (Giacomo Cosua).
( da "Secolo XIX, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
La
contestazione Altre scuole sono pronte a scendere in piazza. Allarme dei
sindacati sui tagli dei laboratori negli istituti professionali 22/10/2008 COMINCIA
a svegliarsi anche la "pantera" delle superiori. Ieri mattina un
corteo spontaneo di studenti del liceo psicopedagogico Pertini e del liceo
linguistico Deledda ha invaso le vie del centro, bloccando il traffico, e
sfilando da piazza De Ferrari a via Assarotti sede della direzione dell'ufficio
scolastico regionale. Striscioni e scritte di protesta "Libertà di
espressione" e "Senza questi fondi affondiamo", sequele di
slogan. Piccoli anticipi di quella che sarà una più corale partecipazione allo
sciopero del 30 ottobre. Ma anche in altre scuole sono in atto le prove
generali, mentre i sindacati stanno incontrando tutti i lavoratori delle
diverse scuole, fino all'assemblea di dopodomani, al liceo Cassini, dove
congiuntamente incontreranno gli Rsu. E dai sindacati escono i primi
preoccupanti numeri. Se passa la proposta del ministro Gelmini, con la relativa riduzione del
tempo scuola, 50 insegnanti nelle medie inferiori di Genova rimarranno senza
cattedra e dovranno andare a lavorare fuori provincia. Numero leggermente
inferiore nelle superiori "perché in quegli istituti ci sono moltissimi
precari e saranno loro a rimanere senza lavoro" spiega Corrado Artale
della Uil, il quale aggiunge che nelle elementari la partecipazione agli
incontri informativi organizzati dai sindacati è massiccia, mentre negli altri
ordini di scuola è tiepida. "Eppure è in atto una riduzione del tempo
scuola, un accorpamento massiccio degli indirizzi che da centinaia quali sono,
certo troppi, diventano 11, certo troppo pochi". A questo si aggiunge il
rischio oggettivo della cancellazione dei laboratori negli istituti
professionali. Gennaro Schettino, preside dell'istituto Odero, ricorda che i
ragazzi si iscrivono alla sua scuola "perché qui si fanno laboratori per
meccanici, per elettricisti e via dicendo, e grazie a quel che imparano in
quelle ore di pratica l'80 per cento di loro trova lavoro". Si passerà da
38 ore a 32 ore settimanali di tempo scuola. Saranno i laboratori a rimetterci
perchè"cancellandoli, spiega Artale, si elimineranno in un colpo solo due
insegnanti, di teoria e di pratica". Donata Bonometti
bonometti@ilsecoloxix.it 22/10/2008.
( da "Nuova Venezia,
La" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Provincia
CALTANA "Tersa de otobre" Ultimo giorno della sagra "Tersa de
otobre". Stasera negli stand parrocchiali gastronomia dalle 19, poi alle
21 di balla con "Marco e il Clan". MIRANO Decreto
Gelmini Assemblea aperta ai
genitori oggi alle 18 alla scuola elementare Azzolini di via Villafranca. Si
parlerà di decreto Gelmini
per informare le famiglie di cosa cambia nel mondo della scuola, in vista anche
di possibili iniziative. SANTA MARIA DI SALA Corso di teatro Il circolo Arci
Pirola e Abracalam presentano stasera alle 21, al teatro di villa
Farsetti, un corso di teatro. Per info: Arci di S. Maria di Sala, via Montenero
2, cellulare: 347.4156093. SPINEA Libro in dialetto Mercoledì letterari, oggi
la scrittrice Espedita Grandesso presenterà il suo libro "Chi xè mona,
staga casa!", detti, insulti e prese in giro. L'incontro è in programma
alle 18.30 nella sala consiliare del municipio. SPINEA Incontro scuola "La
scuola che non vogliamo". E' il titolo dell'incontro sul decreto Gelmini organizzato dal coordinamento Spinea per il
cambiamento che si terrà domani alle 20.30 nella sala consiliare del municipio.
Intervengono Ubaldo Rizzo, del Movimento di cooperazione educativa, Luigi Rossi
e Alvise Scarpa della Cgil.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Il
caso Il dibattito sulla scuola fa slittare la delibera contestata dal Pdl. Ma
anche Gianni Vassallo, Pd, annuncia: "Voterò contro" 22/10/2008
SCONTRO RINVIATO di una settimana sulla nascita dell'Authority per il controllo
e la regolazione dei servizi pubblici. Ieri, i consiglieri del centro destra,
ma anche esponenti della maggioranza, erano già pronti a dare battaglia sul
nuovo organismo che dovrebbe vigilare sullo "svolgimento e sulle modalità
di erogazione dei servizi pubblici". Poi, però, la pratica è saltata per far posto a una lunga discussione sulla riforma Gelmini e sui tagli alla scuola. Il
sindaco, Marta Vincenzi - accanto al capogruppo del Pd, Simone Farello, Antonio
Bruno e Nicolò Scialfa, capogruppo e consigliere di Rifondazione, Vincenzo
Vacalebre (Ulivo) e al presidente del consiglio comunale, Giorgio Guerello - è
stata tra i pochi componenti della maggioranza a votare sì all'inversione
dell'ordine del giorno in considerazione della presenza in aula di un gruppo di
precari. Il dibattito sulle due mozioni contro i tagli alla scuola (presentate
da Maria Rosa Biggi, Pd, dallo stesso Scialfa e approvate a maggioranza) è
durato cinque ore. Col risultato che il centro destra ha ottenuto il rinvio che
inizialmente aveva richiesto invano, prima della seduta, nel corso di una
riunione dei capigruppo. Proprio il sindaco aveva negato lo slittamento della
pratica facendo infuriare la capogruppo di Forza Italia, Raffaella Della
Bianca. Che ieri pomeriggio denunciava: "Ci hanno presentato il testo solo
alle 11,50 accompagnandolo con un maxi-emendamento che lo stravolge
completamente. Non capisco proprio tutta questa fretta di andare al voto senza
neppure darci il tempo di esaminarlo". Della Bianca, comunque, non
demorde: "Sicuramente, se l'Authority passerà, faremo ricorso alla Corte
dei conti. Perché si tratta di un'istituzione inutile e che, oltretutto,
svilisce non solo il ruolo del consiglio ma anche dei funzionari e dei dirigenti
di Palazzo Tursi preposti al monitoraggio e al controllo delle società
pubbliche". In realtà, la delibera istitutiva dell'Authority era stata
modificata nella notte anche per convincere quella parte della maggioranza
recalcitrante ad approvarla. Antonio Bruno ha partecipato attivamente alla
correzione di rotta: "L'Authority dovrà essere un organo tecnico al
servizio del consiglio, particolarmente utile nella lettura dei bilanci".
Altra novità rispetto alla stesura originale: per seguire l'operato dell'Authority
dovrebbe essere nominato un comitato composto da cinque consiglieri. Basterà,
questo, a rasserenare gli animi all'interno del centro sinistra? "In linea
di principio resto contrario all'Authority - ribadisce Scialfa - ma aspetto di
ascoltare gli interventi dei colleghi prima di pronunciarmi
definitivamente". Chi non sembra proprio disposto a cedere è Gianni
Vassallo, Pd: "Voterò contro se non saranno approvati i miei
emendamenti". Il primo: "L'Autorità dei servizi deve essere composta
non da specialisti super partes, come prevede il testo della delibera, ma da
tre consiglieri comunali: in aula ci sono persone perfettamente in grado di
leggere i bilanci e svolgere tutte le verifiche del caso. Non è possibile
pensare che gente come Lorenzelli o l'avvocato Basso diventino degli
incompetenti solo perché hanno preso il voto dei cittadini. Anzi, spetta
proprio alla politica esercitare quella funzione di indirizzo e controllo che
si vorrebbe delegare all'Authority". Quella di Vassallo non pare una voce
isolata. "Il mio sarà un sì sofferto - dice Bruno Delpino (Pdci) - ma
sull'Authority restano alcune perplessità: mi pare, ad esempio, un po' strano
difenderci da privatizzazioni che il Comune stesso ha varato. Preferirei che
tutto fosse riportato nella forma di aziende speciali. Tuttavia, voterò a
favore per disciplina di coalizione, non dimentichiamo che la nascita del nuovo
organismo era nel programma del sindaco". Vincenzo Galiano
galiano@ilsecoloxix.it 22/10/2008.
( da "Nuova Venezia,
La" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Provincia
MEOLO Incontro a scuola Oggi, alle 20.30, nell'aula magna della scuola media,
Comune e istituto Mattei organizzano un incontro per
discutere degli scenari futuri che si apriranno nel sistema dell'istruzione
pubblica con l'introduzione della contestata riforma Gelmini. Interverranno la dirigente scolastica Marina Drigo, i
componenti del Consiglio d'istituto, il sindaco Nillo Tallon e la giunta.
MUSILE Battaglia Solstizio Nell'ambito del 90º anniversario della Battaglia del
Solstizio, venerdì, alle 19.30, Musile ricorderà la figura di Leopoldo
Pellas, medaglia d'oro al valor militare. La cerimonia si aprirà sulle rive
della Piave Vecchia, a Caposile, con la commemorazione nel luogo in cui fu
ucciso il giovane sottotenente degli Arditi. Alle 20.30, nel cortile dell'ex
scuola elementare di Castaldia, "Lettere dal fronte", lettura
teatrale a cura del circolo Altrevoci di Portogruaro, con il coro Monte
Peralba. MUSILE Cantieri stradali La Provincia comunica che, per permettere i
lavori di realizzazione delle condotte di fognatura, viene sospesa la
circolazione del traffico, ad esclusione dei frontisti e lo scarico-carico
merci, lungo la provinciale 44 Caposile-Musile, nel tratto tra la rotatoria con
via Argine San Marco inferiore e l'intersezione con via Millepertiche. Il
dirottamento del traffico avviene lungo via Millepertiche, via Mincio, fino
all'intersezione con la Statale 14 e viceversa. Il provvedimento resterà in
vigore sino al 29 novembre. JESOLO Premio Barena Sabato alle 11.30 sarà
assegnato il premio "Barena 2008" nell'omonimo agriturismo di Lio
Maggiore. SANITA' Farmacie di turno Le farmacie di turno fino al 24 ottobre.
San Donà: Agustini Maccarini, piazza Trevisan 4. Jesolo: Zorzetto, via Sauro
25; Ca' Ballarin: Vrella Del Litorale, via Fausta 179/int.14.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Scontri a Milano tra studenti e polizia ancora cortei contro la Gelmini
ROMA - Scontri tra studenti e polizia, feriti, manifestazioni con migliaia di
partecipanti. è la cronaca di una giornata di proteste e cortei in tutta Italia
contro la riforma Gelmini. L'epicentro è stato
a Milano ma molte tensioni ci sono state anche a Bologna e Firenze. BIANCHIN, LOPAPA E
VANNI ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Empoli
Il Comune non politicizza le scuole ma attua le norme dello statuto Non c'è
stata alcuna politicizzazione delle scuole da parte del Comune di Montopoli,
come invece afferma la consigliere d'opposizione Elisa Parziale. Ricordo che
l'attività dell'amministrazione è regolata dallo statuto, il cui articolo 2
così recita: "Il Comune ispira la propria azione alle seguenti finalità:
garantire il diritto all'informazione e all'effettiva partecipazione dei
cittadini, singoli e associati, alla vita politica, economica e sociale".
Come può il Comune garantire la partecipazione dei cittadini? A questo ha
pensato il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, il cui
articolo 47 afferma: "Quando rilevanti motivi di interesse della comunità
lo fanno ritenere necessario, il sindaco può convocare l'adunanza
"aperta" del consiglio comunale nella sede abituale o anche in luoghi
particolari". Il comma 3 dello stesso articolo aggiunge: "In tali
adunanze il presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei membri
del consiglio comunale, consente anche gli interventi dei soggetti invitati,
nonché dei singoli cittadini presenti, affinché portino il loro contributo di
conoscenze, di opinioni e/o illustrino al consiglio gli orientamenti delle
parti sociali rappresentate". Chiedo quindi al consigliere Parziale: il
Comune di Montopoli politicizza le scuole o attua le norme dello statuto? La
convocazione del consiglio comunale in seduta aperta nella scuola
interessata dalla riforma del ministro Gelmini è stata fortemente voluta da me, proprio perché ho ritenuto
importante raccogliere le opinioni e le istanze dei genitori e degli
insegnanti, sia che fossero a favore della riforma o contrarie. Non a caso al
termine della seduta il consiglio comunale non ha approvato alcun documento, ma
ha semplicemente preso atto degli interventi. Entrando poi nel merito
del cosiddetto decreto Gelmini, ricordo che con la
reintroduzione del maestro unico non è assolutamente vero che rimarranno il
maestro di informatica, di inglese o i maestri di sostegno, così come non è
vero che vi sarà la possibilità di avere il tempo pieno. Nel decreto Gelmini non c'è scritto! Nel decreto c'è scritto
semplicemente che il maestro sarà unico e che la scuola funzionerà con un
orario settimanale di 24 ore: leggetelo. Tutti questi tagli sono il frutto di
un progetto per migliorare la nostra scuola o sono un colpo immediato di
forbice da realizzare secondo un progetto più ampio di distruzione della scuola
pubblica? Allora sono io che politicizzo o è l'opposizione che tenta di
trascinare bambini e genitori una volta contro il Comune che, secondo loro,
vorrebbe chiudere qualche scuola, e una volta a favore della Gelmini
e di Tremonti che con poche righe ne chiudono 4.000 e distruggono la scuola
pubblica? Come al solito, si cerca da parte della destra di spostare il
problema su inutili e false polemiche relative a forme e metodi affinché
nessuno entri nella sostanza. Ma siccome questa volta la sostanza sono i nostri
figli, la nostra scuola e il nostro futuro di cittadini consapevoli, nessuno
riuscirà a imbavagliare genitori, insegnanti, sindaci, assessori e pensionati
che stanno manifestando la loro contrarietà a chi con un decreto ha deciso di
distruggere la scuola pubblica facendoci tornare indietro di quarant'anni.
Alessandra Vivaldi sindaco di Montopoli.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Empoli
Scatta la protesta, autogestione all'Itcg "Niente paragoni col '68":
chi sono i giovani che contrastano la riforma Le difficoltà a creare consenso:
"C'è chi preferisce la fiera" PONTEDERA. "Sicuramente ci siamo
svegliati dal torpore, ma aspettiamo a parlare di un secondo Sessantotto".
La protesta sale nelle scuole cittadine: proprio ieri mattina gli studenti
dell'Itcg Fermi hanno annunciato tre giorni di autogestione. Le scuole
superiori sono in stretto contatto con gli universitari e le manifestazioni si
moltiplicano: dopo quella di sabato scorso in centro a Pontedera, domani ce ne
sarà una di rilievo provinciale a Pisa. Insomma, non siamo di fronte al solito
"frutto di stagione": la legge Tremonti e la
legge Gelmini hanno davvero
toccato le coscienze di migliaia di ragazzi, che poi sono anche i primi ad
essere curiosi di capire dove possono arrivare. "Avevo un progetto ben
preciso", racconta Luca Favilli di Forcoli, "ma ora non so se potrò
portarlo avanti: realizzarmi culturalmente e poi cercare un lavoro pertinente
ai miei studi". Ma ora potrebbero cambiare tante cose: "Se i
miei genitori non potranno continuare a pagarmi l'università, perché le tasse
diventeranno roba da ricchi, io dovrò cercarmi un lavoro: e dove vado dopo aver
fatto lo scientifico?". Ma Luca non lotta soltanto per il proprio futuro:
"La mia storia è simile a molte altre, non si tratta di una questione
personale". L'obiettivo è chiaro: "Io ho già protestato contro la
riforma Moratti, che non condividevo. Tuttavia stavolta la situazione è ben
diversa: qui si mette in discussione il diritto allo studio sancito dalla
Costituzione". Luca si smarca dalle etichette politiche: "è una
protesta trasversale: in prima linea ci sono tanti ragazzi di sinistra, ma
anche coetanei di destra. Il nostro è un movimento autonomo e apartitico".
Cesare Rossi ha vent'anni, frequenta scienze politiche internazionali
all'università e quando sente parlare di un secondo Sessantotto frena:
"Aspettiamo. Per il momento vogliamo farci sentire, fare informazione
laddove non arrivano i media: troppe persone secondo me non sanno ancora a cosa
sta andando incontro la scuola italiana. Non tutti conoscono la portata dei
tagli previsti e noi cerchiamo di spiegarlo: l'istruzione è di tutti. Erano
anni che non c'era una mobilitazione del genere. Vediamo dove arriviamo".
Poi fa una distinzione: "Nel '68 lottavano per una riforma della scuola,
qui ci mobilitiamo affinché la scuola non venga distrutta". Filippo Chelli
fa parte del gruppo di studenti universitari che sono il punto di riferimento
per i ragazzi degli istituti superiori pontederesi: "Sento di dover
lottare per tutti coloro che hanno paura di non poter più frequentare
l'università: per chi è figlio di operai diventa davvero dura. E poi la storia
delle classi separate per gli extracomunitari è veramente inconcepibile. Spero
che gli studenti degli istituti pontederesi partecipino in massa alla
manifestazione di giovedì (domani, ndr) a Pisa (ritrovo alle 15 in piazza
Sant'Antonio): sarebbe un grave errore preferire la Fiera alla lotta".
Intanto la protesta prende corpo al liceo scientifico, dove ieri si è
costituito un comitato di studenti, che però è piuttosto scettico
sull'autogestione: "Preferiamo fare delle iniziative pomeridiane - spiega
uno dei rappresentanti - perché vogliamo dimostrare all'opinione pubblica che
la protesta non è un modo per fare festa". Una tesi condivisa da Elisa
Tambellini di Casciana Terme: "Vogliamo aprire un blog, fare volantinaggio
e anche stampare un giornalino interno all'istituto per informare i ragazzi di
cosa sta succedendo. Ma siamo soltanto alla prima riunione...". Francesco
Turchi.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Empoli
All'Isa l'agitazione fino al 30 domani assemblea coi docenti Far arrivare la
protesta fino a Roma. Lo stato di agitazione dei ragazzi dell'Istituto d'Arte
di Cascina potrebbe continuare fino al 30 ottobre, giorno dello sciopero e
della manifestazione nazionale nella capitale. Il blocco dell'attività nella
scuola cascinese è pressoché totale. Autogestione nelle ore mattutine e
occupazione durante il resto della giornata. Ma gli studenti chiariscono anche
la loro attenzione verso le strutture della scuola. "I laboratori sono
chiusi - spiega Valentina, a nome degli altri studenti -. E' una forma di
controllo, per i materiali scolastici, ma anche di prudenza verso gli iscritti
ai primi anni. In ogni caso l'attività didattica è ferma: nell'orario delle
lezioni, tra le 8 e le 14, abbiamo organizzato incontri tematici e conferenze
sulle dipendenze, in particolare su droga e alcolismo. E comunque la mattina
nella scuola c'è anche la presenza dei professori e del personale". Per
domani è convocata un'assemblea con alunni e docenti. "Intendiamo
confrontarci sulle forme con cui proseguire l'agitazione - raccontano gli
studenti -. Ci sembra che la maggior parte dei professori condivida le ragioni
della nostra protesta e vorremmo anche individuare iniziative comuni, come è
successo all'università di Pisa". I ragazzi temono per il futuro della
scuola in generale e dell'istruzione artistica in particolare. "L'Isa di
Cascina è già stato penalizzato - denunciano i ragazzi -. Dal primo settembre,
visto il numero degli iscritti, abbiamo perso la presidenza, che ora
condividiamo con l'Istituto d'arte di Pisa. Questa nuova riforma però mette in
forse percorsi di studio importanti: l'indirizzo di restauro ligneo e di
pittura potrebbero essere tagliati. Inoltre si parla della riduzione del numero
di ore di laboratorio. Una misura che porterebbe anche alla riduzione delle
aule di laboratorio. Con un impoverimento progressivo della didattica. Per
tutte queste ragioni vogliamo andare avanti con lo stato di agitazione fino al
giorno dello sciopero nazionale ed essere presenti al corteo romano". Con
la chiusura dell'autogestione al Pesenti, l'Isa è l'unica
scuola in cui la protesta studentesca va avanti, ma la contestazione al decreto
Gelmini è presente anche
negli istituti comprensivi del comune. E all'esterno della scuola di San
Lorenzo alle Corti, lungo la Tosco-Romagnola, uno striscione protesta contro i
tagli. Michelangelo Betti.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Le
mamme espongono un lenzuolo Contro la Gelmini davanti al nuovo teatro PONTEDERA.Un lenzuolo. Tanti bimbi
stilizzati, un paio di forbici. E il messaggio breve e conciso "Non si
risparmia sui bambini, no ai tagli della Gelmini". Forte e chiaro torna a farsi sentire la voce del Comitato
insegnanti e genitori in difesa della scuola pubblica che da giorni sta
manifestando il proprio dissenso contro i provvedimenti previsti nella
riforma sulla scuola firmata dal ministro Mariastella Gelmini.
I promotori del gruppo, che racchiude l'anima dei tre istituti comprensivi
pontederesi Gandhi, Pacinotti e Curtatone, hanno "approfittato"
dall'inaugurazione del Teatra Era per un'occasione in più di visibilità.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Rotondi:
"Voglio che ricevano una buona educazione cattolica". Giovanardi:
"Purtroppo a Modena il liceo salesiano ha chiuso" La ministra:
"I miei figli a scuola pubblica" ma i suoi colleghi preferiscono il privato CARMELO LOPAPA
ROMA - Si fa presto a dire scuola pubblica. Ministri e onorevoli poi ci pensano due volte prima spedirvi i
propri, di pargoli. Dice: "Voglio avere figli in futuro. E li
iscriverò a una scuola pubblica di qualità". Nei
giorni dell'assedio, il ministro Mariastella Gelmini
decide di giocare la carta dei sentimenti e in un'intervista molto personale al
settimanale Donna moderna assicura che, sebbene per adesso solo fidanzata, se e
quando avrà figli li manderà negli istituti statali. Ora, si vedrà se
l'annuncio-promessa farà cambiare idea al milione e passa di operatori della scuola pubblica che si ritengono vittime dei suoi tagli e
della sua riforma. Quel che è certo è che l'outing sull'istruzione dei figli
(potenziali) non è affatto in linea con il trend, diciamo così, dei suoi
colleghi di governo. Perché in tanti hanno preferito spedirli dai privati,
specie se scuole cattoliche. Chi per le elementari, chi per le medie, chi
soprattutto per le superiori. è storia ormai archiviata di quest'estate la
bocciatura del maturando Renzo Bossi proveniente dall'istituto religioso e
imbattutosi nella commissione inflessibile del liceo scientifico pubblico
Bentivoglio di Tradate, salvo ripescaggio dal Tar. "Io li manderei pure
nella scuola pubblica - spiega Gianfranco Rotondi,
ministro per i Rapporti col Parlamento e padre di tre bimbe - L'anno prossimo
Mariangela di 5 anni, la più grande, dovrà iniziare il suo percorso, ma mia
moglie teme che nella scuola pubblica difficilmente
riceverebbe l'educazione cattolica che io e lei
abbiamo ricevuto. Perché, checché ne pensino in Vaticano dopo il mio ddl sulle
coppie di fatto, io i precetti della Chiesa faccio di tutto per seguirli".
Come d'altronde il sottosegretario alla Presidenza, Carlo Giovanardi, scuole
elementari dalle suore della Casa Famiglia di Modena e medie dai Salesiani. Ai
suoi tre figli ha fatto frequentare la medesima elementare cattolica.
"Ma poi medie e superiori in istituti pubblici, anche perché a Modena i
salesiani hanno dovuto chiudere, vittime delle difficoltà che in questo Paese
incontrano le scuole cattoliche, col conseguente monopolio e impoverimento
della scelta formativa". Pubbliche fino alle medie e poi superiori dai
privati per Dario e Pietro, i due figli di 26 e 28 anni del sottosegretario
allo Sviluppo economico Adolfo Urso: "Perché sono due modelli validi
entrambi. L'importante è che si possa scegliere in base alle proprie esigenze,
senza pregiudizi". Qualche pregiudizio lo ha la senatrice radicale
Donatella Poretti. Alice, due anni e mezzo, una battaglia per l'asilo nido a
Montecitorio già alle spalle nella passata legislatura, frequenta appunto un
nido privato, "ma ho dovuto girare non poco per evitare che finisse in uno
gestito dalle suore. Non confessionale ma nel quartiere Prati, purtroppo non in
centro dove io lavoro. Sono per il pubblico, ma spesso si è costretti ad
altro". "Scuoletta Arcobaleno di impostazione steineriana" (come
quelle scelte per i loro figli da Veronica e Silvio Berlusconi), per la piccola
dell'ex ministro Pd Giovanna Melandri. Opzione privata,
per ora, nel quartiere romano di residenza. All'istituto San Giuseppe vanno da
generazioni in famiglia Tajani. Ma Antonio, commissario Ue ai Trasporti, dopo
le scuole medie ha spedito il figlio in un liceo statale ai Parioli. Pubblico e
solo pubblico per Miranda di 20 anni e Costanza di 15 in casa Finocchiaro. La
capogruppo Pd al Senato non ha mai tentennato: "Scelta dettata da
tradizione di famiglia".
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Scuola,
cortei e assemblee in tutta Italia scontri a Milano, occupazioni a Roma In 60
mila sfilano a Firenze. La Gelmini: "So fare autocritica" A Bologna fumogeni nel
rettorato e poi un mini-blocco dei treni ROBERTO BIANCHIN MILANO - Si accende
la rivolta nelle scuole italiane. Istituti e atenei bloccati, occupati,
autogestiti. Assemblee, cortei, lezioni per la strada. Scontri e feriti
a Milano. Dilaga in tutto il paese, dalle elementari alle università, la
protesta degli studenti, e in alcuni casi anche dei docenti, scesi in piazza
insieme ai loro alunni, contro la riforma del ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini. Che ora minimizza: "So fare
autocritica. Mi va bene il confronto anche quando è aspro. Sono una donna determinata,
non una panzer ottusa". La protesta più dura, finita con un bilancio di
tre studenti feriti (due alla testa, uno al volto) e tre contusi, dopo uno
scontro con la polizia, è andata in scena a Milano. Erano in duemila ad
affollare l'aula magna dell'università Statale per dire no alla legge 133. Al
termine dell'assemblea i collettivi studenteschi hanno dato vita a un corteo
spontaneo, non autorizzato, che ha attraversato piazza Duomo e si è diretto
verso la Prefettura. Ma i manifestanti, che urlavano slogan come "La Gelmini non la vogliamo" e "La vostra crisi non la
pagheremo noi", è stato bloccato dalle forze dell'ordine. Allora gli
studenti hanno proseguito fino a piazzale Cadorna e hanno cercato di entrare in
stazione per bloccare i binari. La polizia li ha respinti con fumogeni e
manganelli, sono volati pugni e calci, ci sono stati feriti e contusi.
"Abbiamo filmato un carabiniere che ha colpito un ragazzo caduto a terra
con un calcio e una manganellata", accusano gli studenti. "E' stato
un assalto alla città", contrattacca il vicesindaco Riccardo De Corato,
secondo il quale dietro la protesta "si nasconde un'unica regia, ovvero la
longa mano dei centri sociali e di una certa sinistra estrema e radicale".
A Bologna invece i ragazzi dei collettivi universitari, dopo aver fatto
irruzione nel rettorato con fumogeni e sacchetti di vernice rossa, mettendo in
fuga il rettore, Pier Ugo Calzolari, sono riusciti a entrare in stazione e a
bloccare i treni sui primi due binari. A Roma gli studenti della Sapienza hanno
occupato quattro facoltà (Lettere, Scienze politiche, Fisica e Chimica) mentre
il Senato accademico ha indetto per il 24 ottobre una giornata "di
riflessione e mobilitazione" con assemblee in tutte le facoltà, per
chiedere "il potenziamento della ricerca, concentrando le risorse sulle
università e sui dipartimenti che siano maggiormente in grado di competere a
livello internazionale". Nella capitale, assemblee, occupazioni e
autogestioni anche nei licei Archimede, Majorana, Pasteur, Bruno, Nomentano,
Virgilio, De Chirico, Marco Polo. Un migliaio di studenti in corteo anche a
Napoli, dov'è stato occupato il liceo Genovesi, e lezioni sospese all'ateneo di
Bari, mentre l'università di Torino è stata listata a lutto. Ma il corteo più
affollato è stato quello di Firenze, 40mila secondo la polizia, 60mila per gli
organizzatori. Studenti arrivati da tutta la Toscana, con striscioni del tipo
"Gelmini sei, sei, sei rimandata", hanno
attraversato la città fino a piazza Santissima Annunziata dove molti ragazzi
hanno preso la parola "in difesa dell'istruzione pubblica". A Genova
e a Palermo i rettori delle università sono scesi in piazza insieme agli
studenti. A Genova hanno fatto lezione all'aperto sui gradini di una chiesa.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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Scuola
I
ragazzi del 2008 archiviano la kefiah "Basta politica, saremo
imprevedibili" Dietro la vecchia guardia i volti nuovi della protesta
anti-tagli Finita l'era del no logo, tornano i jeans firmati. Sfila anche
Carlotta nipote di Cossutta FRANCO VANNI milano - "Siete sempre gli
stessi, vi conosciamo, preparatevi alle denunce": il funzionario di
polizia urla, sovrasta gli insulti del corteo. Per terra bruciano i candelotti
da stadio lanciati dai manifestanti agli agenti, schierati per evitare
l'occupazione della stazione di Cadorna. In prima fila, a prendere
manganellate, i leader di questa protesta senza nome. Matteo, 23 anni, già nel
collettivo che occupò la Statale nel 2005 ai tempi della Moratti ministro.
Colpito al volto e medicato in ambulanza. Luca, iscritto a Scienze politiche e
animatore dell'assemblea in facoltà. Un taglio al naso e tanta voglia di
parlare: "L'episodio di oggi non deve distrarre l'attenzione da quello che
sta nascendo - dice tranquillo - la nostra è la protesta di tutti gli studenti,
una protesta imprevedibile, che non finirà fino a quando il
decreto Gelmini non sarà
ritirato". La polizia li conosce. Sono sempre i soliti. Ma un passo
indietro rispetto ai veterani da collettivo ci sono le facce nuove della
protesta. Ragazzi che ieri mattina hanno affollato l'aula magna dell'università
Statale, per molti la prima assemblea della vita, e che già al pomeriggio hanno
conosciuto l'altra faccia della medaglia: i cori cattivi scanditi al
megafono e ripetuti in maniera automatica, le manganellate, la paura. Sono
ricercatori trentenni "in piazza per non dovere finire a lavorare in
azienda" e ragazze fresche di maturità, che mille persone in un'aula non
le avevano mai viste. Moderati della Sinistra universitaria e qualche duro, che
alle telecamere dei tg urla il suo odio contro i giornali, dicendosi
"pronto a occupare la città". Lavoratori precari dell'università
"in piazza per difendere il posto di lavoro" e aspiranti filosofi che
hanno studiato la riforma dell'istruzione per discuterla in una delle tante
assemblee politiche della Statale: Demos, Pantera, Asso. Sigle che fino a un
mese fa raccoglievano cinquanta persone in tutto e ora che la protesta monta
non hanno più senso: "L'assemblea adesso è in cortile, è alla macchinetta
del caffè, è dappertutto", dice Fabio, 21 anni, media del 29 a Fisica e
faccia da bambino. "Abbiamo coinvolto anche i lavoratori. Solo insieme
possiamo dare forza alla protesta", dice Carlotta Cossutta, nipote dell'ex
senatore Armando, al primo anno di Filisofia. In corteo non sfila nessuna
kefiah, si vede qualche sciarpa da stadio. Rare felpe col cappuccio "da
tirare su se le cose si mettono male e ci si deve coprire" e fiori nei
capelli "perché gli hippie sono l'unica cosa da salvare degli anni
Settanta". Oppure, a pensarci meglio, "perché mi piace così".
Sparito il look terzomondista da corteo anni Novanta: poncho, Clark's consumate
e abiti a brandelli. Finita anche l'era del No Logo a tutti i costi, tornano i
jeans firmati e le felpe streetstyle. Chi, come il vicesindaco di Milano
Riccardo Decorato, ripete fino alla noia che "sono i centri sociali a
guidare la protesta" sbaglia mira. I "ragazzi del 2008",
aspettando un'etichetta che li definisca, hanno in tasca il libretto
universitario. Sono studenti e manifestano contro i tagli nelle università. Per
i centri sociali molti di loro sono passati solo per ascoltare musica o non ci
hanno mai messo piede. La "vecchia guardia" dell'ultrasinistra,
compagine decimata dagli sgomberi e dall'età che avanza, resta a guardare, non
capisce, non è roba sua. Gli studenti in protesta si riconoscono "in
Roberto Saviano più che in Guevara". Non credono nei partiti, la buona
politica "è quella di Emergency e dell'associazione Libera". Ma ieri
hanno provocato la polizia per tutto il giorno e lo sanno. Sono partiti senza
autorizzazione per andare in Prefettura, hanno ripiegato su Palazzo Marino, a
quel punto hanno scelto Cadorna. Un gioco al gatto e al topo pianificato con
scienza. "Vogliamo essere imprevedibili - dice Leon, iscritto a Scienze
politiche - faremo occupazioni selvagge, blitz di poche ore e lezioni nelle
piazze, non bivacchi di giorni e giorni nelle università". Le hanno prese,
ma non si fermano. "Sarò di nuovo in piazza fino a quando l'università non
sarà un posto migliore", dice concitata Francesca, 19 anni, occhi blu
troppo truccati e sorriso color latte. Non ha più voce. L'ha persa in corteo
cantando contro la Gelmini e contro Tremonti, poi
contro la polizia.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Commenti
L' Amaca C'è una buona notizia. I giornali di destra trattano la rivolta anti-Gelmini di centinaia di migliaia di
insegnanti e studenti come una insorgenza di neghittosi (studenti somari,
docenti fannulloni). Con il corollario (tipico della più decrepita psicologia
reazionaria) di considerare questa massa spregevole e decerebrata come materia
inerte di imprecisate "trame politiche" dei "nemici della
Nazione", argomento tipico di una destra isterica e minoritaria,
indegno di una destra di governo. La buona notizia è proprio questa: dopo
lunghi anni nei quali la lettura del sociale, la capacità di stare "con la
gente", erano la prerogativa vincente della nuova destra, e di contro
erano il punto debole di una sinistra arroccata e spaventata, sulla scuola le
parti (finalmente) si invertono. Nel forte movimento che anima scuole e
università c'è una visibile e udibile componente di orgoglio repubblicano
(difesa della scuola pubblica, difesa del diritto allo studio uguale per tutti,
richiesta di quattrini per la ricerca stremata) che non ha niente di artefatto
o pilotato. Non si vede, tra l'altro, chi potrebbe mai pilotare una così
cospicua mobilitazione, visto che la sinistra ? partiti, sindacati,
intellettuali ? viene descritta proprio dalla destra, e proprio dai suoi
giornali, come un patetico insieme di cadaveri. Il terrore di un "nuovo
Sessantotto", dunque, da dove attinge? Forse dalla velata coscienza che
non l'odiata sinistra, ma la società italiana ha ancora vivaci anticorpi.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Spettacoli
Torna sul palcoscenico l'autrice-attrice con il suo nuovo spettacolo teatrale,
"Vilipendio" Debutto a La Spezia il 4 novembre con due musicisti,
mega-schermo e le vignette di Bucchi "Non mi pento e non esagero faccio
solo satira" LEANDRO PALESTINI ROMA Il titolo, Vilipendio, contiene il
presagio di nuove grane giudiziarie. Ma Sabina Guzzanti, l'autrice satirica più
discussa d'Italia, appare serena, confessa che la scelta del titolo è stata
laboriosa ("Sesso con Berlusconi e Zoccola dura li ho scartati: erano
equivocabili") fa sapere che il suo spettacolo, che debutta a La Spezia il
4 novembre (e poi in tour in tutta Italia: Firenze, Napoli, Bologna, Milano)
sarà "un travolgente sguardo satirico sull'Italia di oggi". A suon di
rap comici lei continuerà a tenere nel mirino Berlusconi e il suo governo, non
farà sconti alla sinistra (sotto tiro Bertinotti, D'Alema, Finocchiaro e Di
Pietro), riserverà qualche battuta al Vaticano e a papa Ratzinger. Vilipendio
sconfinerà in un comizio politico? "No, anche se il titolo è forte. Non è
facile far ridere di cuore sulla politica di oggi, perché è dolorosa.
Vilipendio è costruito come uno spettacolo musicale. Ci sono due musicisti in
scena, con tastiere e batteria. Ci sono pezzi sono sotto forma di rap. Io
faccio la dj. Avremo uno schermo di dodici metri, con interventi satirici sotto
forma di immagini, tra cui le vignette di Massimo Bucchi. Lo spettacolo avrà un
effetto liberatorio, balsamico sul pubblico, su chi non si riconosce in una
certa propaganda. Sarà uno sguardo sull'Italia di oggi, sul sistema giustizia,
sul consenso, sul mondo dell'informazione: un affresco ad ampio raggio
politico". Tornerà ai temi caldi del "No Cav day"? Non
esagererà? "Io non esagero, non metto bombe, faccio solo satira. Non mi
autocensuro, parlo di cose che stanno sotto gli occhi di tutti. Non è vero che
la Chiesa compie continue ingerenze sulla scuola, sui diritti civili, nei
confronti dei gay? Per contrappasso io faccio le battute su Ratzinger
tormentato dai diavoloni. Negli ultimi anni è diventato offensivo l'esercizio
dei più semplici principi democratici. Vogliamo parlare del caso Saviano? è una
vergogna che il ministro degli Interni, Maroni, delegittimi, metta in ulteriore
difficoltà il coraggioso Saviano anziché indicarlo come esempio". (Anche
se il giorno dopo il ministro ha precisato che non voleva certo delegittimare
Saviano, ndr). Non si pente delle battute sulla Carfagna? "Parlerò anche
di questo. C'è differenza tra volgarità e parolacce. Il turpiloquio? è efficace
in alcune circostanze. Pentirmi? Ma avrò pure il diritto di dire che la
Carfagna faceva la velina fino all'altro ieri. Faceva la tv col suo corpo e
basta. Perché Berlusconi l'ha scelta come ministro delle Pari opportunità? è
come mettere Pecorella alla Corte costituzionale o Previti alla
Giustizia". Si può fare satira basandosi su presunte intercettazioni?
"Per me le intercettazioni esistono, ne ha scritto pure il quotidiano
argentino Clarin. Perché non le abbiamo sentite? Qualcuno le ha distrutte. Ma
nei salotti se ne parla, è argomento di satira. Quelle telefonate potrebbero
aiutarci a capire le ragioni della nomina della Carfagna. E purtroppo nessuna
donna politica (dell'opposizione come del Pdl) ha contestato la ministra delle
Pari opportunità. Il milione di risarcimento? Ho già scherzato sulle tariffe di
questa bella donna. Ma se la diffamazione è un reato penale, perché ha scelto
la causa civile per poi offendermi? è la sua strategia: lei dice che sono
"mentalmente fragile" e io riapro la causa perché sono stata diffamata...".
Berlusconi è la sua ossessione. "Silvio Berlusconi cadrà presto, ne sono
certa. Non ci sono leggi ad personam che tengano. Penso sia invischiato in cose
troppe pesanti per durare. Anche se c'è la vigliaccheria dei mezzi di
comunicazione. Pensavo di non esercitarmi più sul personaggio Berlusconi, ma
ieri l'ho rifatto: lodo Alfano, rapporti con Putin, comportamenti sessuali, io
lo vedo come un uomo fuori di testa. Ma Vilipendio prende in giro anche il Pd,
la cosiddetta linea riformista. Ci sono le follie di Bertinotti e di D'Alema
(soddisfatto del nuovo partito leggero: senza contenuti e senza elettori),
della Finocchiaro e di Veltroni che il 25 ottobre farà la sua manifestazione
solo perché c'è stata quella di Piazza Navona. E Di Pietro: le difficoltà di un
maresciallo che passa alla vita politica. Si parlerà di revisionismi: Il sangue
dei vinti di Pansa, il 1968 rivisitato, Lucia Annunziata. Ci sarà Sgarbi
sindaco di Salemi, il ministro ombra Cerami visto come "l'ombra della
cultura", verrà letta una poesia di Bondi all'amato premier". Cosa
pensa della satira che si fa oggi in tv, compresa quella dei suoi fratelli?
"La televisione oggi è spaventosa. Non si inventa niente, non si
sperimentano linguaggi: è per le persone anziane, prigioniere in casa. Non
giudico la satira dei colleghi. Mi sta molto simpatico Marcorè, mi piace
Crozza. Adoro il lavoro di Corrado e Caterina (che farà la Gelmini). Siamo fratelli, legati dal
filo della comicità. Mi rendo conto che sia un elemento di curiosità il fatto
che tutti e tre abbiamo talento per la comicità: è una cosa un po' rara, ma
molto bella".
( da "Corriere delle
Alpi" del
22-10-2008)
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Scuola
L'INTERVENTO
La riforma? Reclutate i prof per meriti FRANCO FERRACCI * Dai provvedimenti
sulla sicurezza alla riforma della scuola, dalle norme sull'immigrazione a
quelle anti fannulloni al federalismo fiscale, sono molti gli ambiti in cui il
governo in carica si sta cimentando, costringendo le forze d'opposizione a
continue prese di posizione. La destra al governo si sente legittimata dalla
robusta preferenza accordatale dagli elettori a metter mano allo Stato come mai
forza politica è riuscita a fare fin'ora. D'istinto si potrebbe dire che il PD,
in quanto formazione riformista, dovrebbe favorire l'enorme cantiere aperto dal
governo, mentre un atteggiamento oppositivo non risulta comprensibile e connota
il PD come un partito della conservazione. Non è così. Non c'è dubbio che il
governo goda della fiducia della maggioranza degli italiani. Pare, anzi, che se
si rivoltasse domani le preferenze accordate alla destra supererebbero le
percentuali dello scorso aprile, con una crescita del partito più
"dirompente", la Lega Nord. I gusti politici degli italiani rivelano
una domanda di nuove regole che non può essere respinta ricorrendo alle solite
categorie del populismo, del razzismo o della paura creata ad arte. Per anni,
politici e sociologi ci hanno descritto come un popolo insofferente alle regole
ma ospitale, geniale più che metodico, edonista e altruista. Simili etichette
sono senz'altro verosimili eppure fanno sorridere di fronte a quanto sta
emergendo in questi mesi e che descrive un popolo affatto differente. D'altra
parte era intuibile che la situazione sarebbe cambiata. Di fronte al fenomeno
del rapporto con gli immigrati, degli studenti indisciplinati e ignoranti o
della legittima difesa delle proprie sicurezze economiche e sociali non si può
ricorrere all'ideologia che vaneggia di un mondo dolce e multiculturale dove i
ragazzi diventano tutti degli intellettuali senza sacrifici e costrizioni e la
gente, pensando al bene del pianeta, vive felice dell'essenziale senza desiderare
niente di più. Quando si applica l'ideologia alla politica si tende a piegare
la realtà ai propri sogni. Il risultato è che la realtà sfugge e che spesso,
nonostante le migliori intenzioni, si producono risultati ingiusti. La destra
lo ha capito e risponde come è nelle sue corde, cavalcando l'onda della
reazione emotiva dei cittadini ad una situazione di lassismo insostenibile.
Berlusconi regna monocratico su un coro che legge il suo spartito e quello
leghista. Il PD fa delle controproposte ma ancora non convince, apparendo più
come un esercito in rotta che ogni tanto spara un colpo. Non importa; ci vuole
tempo. E se riuscirà a formulare controproposte pragmatiche e autenticamente
riformiste, a costo di scontentare alcuni settori al suo interno, avrà
imboccato la strada giusta. Prendiamo la riforma Gelmini. Credo che non si possa
onestamente negare la necessità di un ripristino di sobrietà e disciplina. Ben
vengano grembiuli e voto in condotta. Pur non essendo un pedagogista, sono
favorevole anche al voto numerico. Il 4 o il 5 fanno male? Ma è la
capacità di superare le frustrazioni che i ragazzi devono imparare per
crescere, e non è evitandole con giri di parole che li si aiuta. Sul maestro
unico e i tagli degli insegnanti il discorso è diverso . Qui si tenta di far
apparire come efficientista un provvedimento che ha delle finalità di
risparmio. Si dice: ai miei tempi c'era un solo maestro e tutto andava bene; i
moduli sono serviti a dar lavoro ai disoccupati. Avendo avuto un maestro che
spiegava l'aritmetica a suon di schiaffi, devo dire che l'avrei volentieri
diluito con altri 2! Mi sia consentito, però, un paragone, forse un po'
azzardato, ma che rende l'idea. Come medico specialista ricordo che "ai
bei tempi", all'incirca fino alla fine degli anni '60, esistevano quasi
esclusivamente medici generici, internisti e chirurghi generali ed erano pochi
i pazienti che ricorrevano agli specialisti. Oggi, tuttavia, è una pratica del
tutto normale. Che cosa direste se il governo smettesse di garantire prestazioni
specialistiche limitando il Servizio Sanitario a internisti e chirurghi? E'
un'idea; perché no? Qualcuno penserà che non succederebbe nulla. Invece ritengo
che sarebbe un pericoloso arretramento. L'efficienza scolastica si può
perseguire in vari modi: uno è quello di rendere veramente selettivo e
meritocratico il reclutamento dei docenti. Proporre una riforma in questo senso
scontenterebbe qualcuno ma sarebbe altrettanto rivoluzionario e dirompente che
ridurne semplicisticamente il numero. Certo scaricare tutto il peso
dell'inefficienza scolastica sulla presunta pletora di insegnanti fannulloni è
più facile e più consono ad una popolazione esasperata. * Partito Democratico.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Grosseto
"L'alunno violento non va sospeso Diventerebbe un modello in classe"
"L'Istruzione rischia di perdere il prorpio ruolo educativo Certi ragazzi
vanno puniti reinserendoli con percorsi specifici" GROSSETO. "Non
sospendete quel ragazzo. In questo modo la scuola rinuncerebbe al proprio ruolo
educativo. E lo studente punito diventerebbe un'icona per gli altri compagni.
Una specie di vittima del sistema da mettere in vetrina e di cui seguire le
orme per rispondere al desiderio sempre crescente nella nostra società di
apparire, di essere visibili agli occhi degli altri, di essere personaggio. Un
consiglio? Non esiste purtroppo un'equazione per risolvere il problema. Bisogna
andare per tentativi. è necessario provare a lavorare su percorsi di
reinserimento e reinclusione di questi ragazzi violenti nel sistema scuola. Il
rischio è quello di perderli". Lucia Matergi, 57 anni, vicesindaco della
giunta Bonifazi, è entrata nella scuola nel 1975. Per 24 anni ha fatto la
professoressa di Italiano e Latino tra il liceo linguistico prima e il
magistrale dopo. Per trent'anni ha visto facce crescere tra i banchi e quando
sente la parola bullismo si irrigidisce. "è terribile - dice - si tratta
di una banalizzazione per cercare di spiegare un problema molto più grande e
serio. I bulli non esistono - va avanti - ci sono invece studenti e più in
generale adolescenti che per esprimere il proprio disagio fanno più rumore. I
loro problemi li urlano cercando di dirci che la loro età è sempre più
insofferente, difficile. Ed è faticoso trovare modelli di riferimento sani.
Ecco perché è necessario che sia la scuola che la società civile si attrezzino
con strumenti più forti: formazione e supporto psicologico, per cominciare.
Cercando di individuare forme di sostegno anche nei confronti di chi ogni
giorno si mette dietro a una cattedra a insegnare". Dal caso dei due
ragazzi che si sono picchiati con calci e pugni durante un'ora di Disegno
all'interno dell'Istituto Einaudi una frecciatina al
Governo e alla riforma Gelmini in via di approvazione. "In un momento del genere - attacca
il vicesindaco - il corpo docenti va supportato, aiutato. Invece il progetto
del Ministro è quello di tagliare e di fare economia". Lucia Matergi prova
a mettersi nei panni del professore che era in classe al momento
dell'aggressione. "Difficile immaginarsi in una situazione simile -
spiega - non esistono soluzioni precostituite. Bisogna assistere il docente che
deve essere pronto a gestire anche questo tipo di situazioni". Per oggi
pomeriggio la dirigente scolastica dell'Istituto Einaudi ha programmato il
consiglio di classe straordinario per decidere i provvedimenti disciplinari nei
confronti dei protagonisti della lite. "Attuare misure come quella della
sospensione - dice la Matergi - non è la strada per risolvere il problema.
Vorrebbe dire delegare ad altri il ruolo educativo della scuola. Sarebbe invece
importante assistere il ragazzo anche da un punto di vista psicologico.
Aiutarlo a capire che cosa ha fatto. E metterlo di fronte all'anomalia del suo
comportamento. La punizione in sé è fine a sé stessa. Un ragazzo è più colpito
se invece viene inserito in un percorso di responsabilizzazione. In questo caso
una sospensione lo farebbe diventare invece una vittima del sistema e un eroe
agli occhi dei propri compagni con il rischio che altri studenti sentano la
necessità di imitarlo. Perché? Per mettersi al centro dell'attenzione. Per
diventare personaggio e mettersi in vetrina. Sarebbe un errore
gravissimo". Soprattutto perché si rischierebbe di innescare un meccanismo
perverso nel quale più si è violenti più si è rispettati: in classe e fuori.
F.Laz.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Grosseto
"Taglia e ritaglia, lo studente raglia" Oltre
duecento alunni in piazza per dire no alla riforma Gelmini PIANETA SCUOLA GROSSETO. C'è anche una lettera per il ministro Gelmini tra le iniziative degli studenti
del liceo Classico che da ieri manifestano contro la riforma della scuola. La
firma è di Cecilia, 5ª ginnasio: "Mi unisco alla mobilitazione perché
ritengo che la riforma danneggi il futuro dei ragazzi, cittadini
italiani". Davanti al liceo Classico è un via vai di studenti. Un
centinaio sono quelli che hanno portato anche l'autorizzazione dei genitori,
poi attaccata a una colonna all'ingresso. Circa 200, secondo gli organizzatori,
i ragazzi che hanno affollato il cortile durante la mattinata. "Taglia e
ritaglia, l'alunno raglia", "Fermiamo la scuola che ferma il
futuro", si legge negli striscioni. I motivi della protesta sono
condivisi. La preoccupazione è per i tagli alle ore di lezione e per le
ripercussioni sull'università, che per gli studenti del Classico è una tappa
pressoché obbligata. Meno chiare le modalità della protesta. "Allora, che
si fa?", chiede uno studente. Gruppetti di giovani seduti per terra
discutono di politica, altri giocano a battaglia navale, altri tirano fuori i
libri. "Perché non mi spieghi matematica?", chiede una ragazza
all'amica. "Io? Chiediamolo a uno dello scientifico". Oltre agli
studenti del classico, infatti, c'è anche qualche collega del liceo
Scientifico, una ventina in tutto, reduci dalla loro manifestazione di lunedì
mattina. Un gruppetto di venti persone arriva dal Magistrale, 4 o 5
dall'Agrario, alcuni sono del Geometri. "I ragazzi delle classi terze,
quarte e quinte del Geometri - racconta una studentessa durante la ricreazione
- sono quasi tutti fuori, ma tanti sono rimasti a casa. In 1ª e 2ª si fa
lezione regolarmente". "In effetti - lamenta Gianmarco, uno degli organizzatori
- manca il coordinamento tra gli istituti. Ma per noi era importante che il
sit-in ci fosse proprio in questi tre giorni (ieri, oggi e domani, ndr) che
sono quelli in cui la riforma arriverà in Senato". Oggi incontreranno
l'assessore alle Politiche giovanili del comune di Grosseto, Simone Ferretti,
mentre giovedì è atteso da Firenze Stefano Busi, dell'esecutivo nazionale
dell'Unione degli studenti. Intorno i ragazzi si stanno organizzando con
seminari autogestiti di letteratura contemporanea e storia della musica, mentre
in un angolo si leggono i giornali; altri ripuliscono dalle cartacce. Molti si
allontanano, diretti in piazza dove ragazzi di un'altra scuola ha organizzato
un altro sit-in. Sono gli studenti dell'istituto Agrario capitanati da Marcello
che, davanti al duomo, scandisce slogan da un megafono. "Siamo preoccupati
per la diminuzione del personale che rischia di toglierci gli Itp, Istruttori
tecnico pratici, che ci seguono nei laboratori. E inoltre non è possibile che
con tutte queste riforme i problemi della scuola secondaria siano sempre gli
stessi da 50 anni". In tutto, ad ascoltarlo, circa 60 ragazzi
dell'Agrario, alcuni del liceo Artistico, altri di varie scuole. Giulio,
invece, è l'unico che viene dal Geometri. Un flop? "Sono molto arrabbiato
con chi non è venuto - continua Marcello. - Manca l'informazione, il coraggio,
la voglia di alzare la testa". E intanto dal megafono annuncia il prossimo
appuntamento con la protesta, la settimana dal 17 al 21 novembre con le
iniziative legate alla giornata di mobilitazione studentesca internazionale.
Francesca Ferri.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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XV - Milano Novità Spaccatura Viaggio nelle sedi della contestazione Statale,
ma anche Sesto, Bicocca Brera: geografia dei gruppi e delle loro idee di
protesta A Bicocca le assemblee sono piene di ventenni e il collettivo tiene
dentro tutte le sigle. Dalla nascita dell'ateneo è la prima mobilitazione Le
sigle ufficiali della sinistra sono accusate di "latitare" dalle
piazze. Replica Sinistra Universitaria: "Sono i collettivi che cercano
soltanto visibilità" FRANCO VANNI Dall'auletta occupata alle assemblee in
aula magna. Dai collettivi di poche persone alle piazze piene. Dagli stati
generali di ieri mattina alla Statale, dove l'assemblea ha saldato tulle le
anime della protesta, fino alle cariche del pomeriggio a Cadorna. La rivolta nelle università milanesi esplode contro la riforma Gelmini ma non nasce dal nulla e ha già
ha una geografia definita, disegnata da anni di lotta nelle facoltà e di
polemica con le liste che rappresentano gli studenti negli organi ufficiali
degli atenei. I collettivi si chiamano Pantera, Unisurfers, Asso, Assemblea di
Scienze politiche, Demos, Aut Art. Quelli della Bicocca e di Mediazione
culturale a Sesto sono gli ultimi nati. Per disegnare la mappa dell'autunno
caldo degli atenei si parte proprio da lì: piazza Montanelli, Sesto San
Giovanni. [MEDIAZIONE CULTURALE] Per trovare una data di inizio alla protesta
tocca andare indietro di un mese, alla fusione fra due gruppi di studio al polo
della che ospita il corso di Mediazione Culturale. I laboratori
"Mondoarabo" e "Latinoamericano", gestiti da studenti
"uniti per approfondire alcuni temi", virano il loro impegno
all'opposizione alla Gelmini. I due laboratori insieme
non fanno venti persone, la settimana scorsa in assemblea erano 500.
"Siamo un polo piccolo - dice Natalia Romanò, iscritta a Mediazione - ma
ci stiamo muovendo più degli altri". [STATALE] A portare avanti la
protesta in via Festa del Perdono è il collettivo nato nel 2005 contro la
riforma Moratti. Si chiamava Asso (Assemblea degli studenti della Statale
occupata), oggi non ha nome. "Ora che la protesta ha preso piede, a
decidere le iniziative sono ogni giorno le assemblee", spiega Matteo
Todeschini, 23 anni. Al corteo del "No Gelmini
Day", dalla Statale sono arrivate 500 persone. Fra gli studenti, anche
un'ala "radicale", che già venerdì aveva tirato fumogeni e vernice
contro la sede di Assolombarda. "Non abbiamo gerarchia - spiega Todeschini
- ciascuno protesta come crede". Completano il panorama il collettivo
Pantera, nato nei '90 e vicino a Rifondazione, il Demos, legato ai Comunisti
italiani, e studenti dell'assemblea del centro sociale Cantiere, gruppo
preponderante nelle altre università. Poi ci sono le matricole
"qulunque", che alla politica si avvicinano ora, spaventate dai
tagli. Alla protesta di piazza non partecipano invece le sigle
"ufficiali", accusate dai collettivi di "latitare". Nel
mirino è Sinistra Universitaria, che in Statale ha tre rappresentanti su sei in
Senato accademico. Fra questi Dino Motti, anche in Consiglio nazionale degli
studenti universitari. Motti non ci sta: "Lottiamo contro la riforma da
luglio, abbiamo promosso in Senato accademico la mozione contro i tagli. Quella
dei collettivi è una lotta per la visibilità, noi vogliamo estendere la partecipazione".
[SCIENZE politiche] In via Conservatorio a guidare la protesta sono il
collettivo di Scienze politiche, formato nel 2006 e vicino al centro sociale
Cantiere, e l'Assemblea di Scienze politiche, che nel giugno scorso ha
organizzato una "festa occupata" in cortile. SEGUE A PAGINA XIV.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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I - Firenze Da tutta la Toscana a Firenze: studenti, professori, genitori manifestano insieme Sessantamila in marcia per dire no
alla Gelmini Quaranta mila
persone per la polizia, oltre sessanta mila per gli organizzatori hanno sfilato
ieri nel centro di Firenze per la manifestazione regionale indetta dai
sindacati in difesa della scuola, dell'università e della ricerca pubbliche.
Presenti studenti medi e universitari, ricercatori, professori, impiegati e
genitori da tutta la Toscana. MONTANARI E RAU ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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XIV - Genova Festival della Scienza, la protesta frena il decollo Meno scuole per contestare la riforma Gelmini. Ma Bo assicura: "Recupero prodigioso" Ieri al Ducale
la delegazione di scienziati cinesi esperti in agopuntura RAFFAELE NIRI Metti
una sera a cena tredici cinesi, educatissimi e spaventatissimi. Sconvolti dal
fuso orario, sedici ore di volo alle spalle, dopo una lunghissima trafila
burocratica in patria (perché saranno pure scienziati, scelti dopo
verifiche rigorosissime, ma sempre di cinesi temporaneamente all'estero si
tratta) i tredici medici, esperti in agopuntura, ieri mattina hanno occupato
Palazzo Ducale. E ieri sera - accompagnati da Raffaella De Negri e Andrea
Sessarego, gli autorevoli membri dello staff che già erano andati qualche mese fa
al Festival della Scienza di Shanghai a raccontare la quinquennale esperienza
genovese - si sono messi ordinatamente a tavola, in una delle tante case
private (questa era a Quinto) che in questi anni hanno ospitato scienziati,
ricercatori, star e normalissimi animatori (nel gergo dei ragazzi si chiamano
scrocchinquilini). Domani apre la sesta edizione del Festival della Scienza e
il primo accenno di polemica è sui numeri che non tornano. "Recupero
prodigioso" assicura il direttore, Vittorio Bo. "Più o meno siamo sui
livelli dello scorso anno" ribadisce Francesca Messina, regista del grande
evento. "Siamo sotto lo scorso anno, ma di poco, diciamo il cinque-sette
per cento" dicono le analisi "spannometriche" dei responsabili
delle prenotazioni. Ma chi vuole prenotare on line trova immense praterie:
negli anni scorsi, alla vigilia del Festival, era difficile piazzare una classe
in un giorno feriale, fino a due giorni fa non c'era che l'imbarazzo della
scelta. Come si spiega? "Se voi giornalisti non ci mettete un po' di
malizia non siete contenti - rispondono, piccati, al Festival - In realtà la
protesta delle scuole elementari ha colpito duro, ma sta arrivando una valanga
di prenotazioni da parte delle medie e delle superiori, oltre alle solite
materne. Apriremo il Festival con diverse decine di migliaia di prenotazioni
già effettuate. Poi, come sempre, dipenderà dal passa parola e dalle condizioni
del tempo". I dati finali dello scorso anno - sessantamila biglietti
venduti, duecentocinquantamila visite complessive (gli abbonamenti sono
convenientissimi: 17 euro gli interi, quando l'ingresso normale è 9) -
dovrebbero poter essere raggiunti, nonostante la dura protesta anti-Gelmini. Spiegano alla Daneo, una delle scuole che hanno
lanciato la protesta: "Spiace per i bambini che perdono un'esperienza
formativa importante, ma è giusto che tutti capiscano cosa accadrà col maestro
unico, quanti sacrifici dovranno fare i bambini e le famiglie. E del resto, se
non prendiamo al volo un'occasione come questa, come possiamo far sentire la
nostra voce?". All'interno del Festival la protesta delle insegnanti
contro la Gelmini è stata presa con un po' di
sufficienza ("i bambini non vengono con le classi? vorrà dire che verranno
con i genitori") ma i primi giorni la macchina Festival sembrava
assolutamente imballata. Ieri mattina, quando una scuola barese e una
cagliaritana hanno confermato la prenotazione, ai piani alti del Festival hanno
brindato a spumante: "E' l'inversione di tendenza che aspettavamo".
Da domani i numeri veri.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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II - Firenze Gli arrabbiati La marcia dei sessantamila Studenti, prof, genitori
insieme da tutta la Toscana Una processione gigantesca dietro lo striscione:
Università e Ricerca pubbliche Gramolati e Lastri in prima fila: "E' un
movimento che cresce, si farà sentire più forte" Il rettore Marinelli: il
dialogo avviato con Regione e ministero resta aperto LAURA MONTANARI GAIA RAU
Quelli della Normale hanno steso uno striscione: "Siamo sull'orlo del
baratro, ma questa legge è un passo avanti". Un ricercatore di Firenze ha
un tragico cartello appeso al collo: "Prodotto made in Italy da
esportazione". Alcuni precari, fra i 30 e i 40 anni, indossano
un'orgogliosa maglietta gialla con su scritto "non siamo il problema, ma
la soluzione". Due ragazze di un istituto d'arte di Sesto hanno disegnato
un gigantesco pacchetto di sigarette con sopra la foto del ministro Gelmini e sotto l'avvertenza: "Nuoce gravemente alla
nostra istruzione". Alcuni genitori con figli "misti" dalle
elementari ai licei portano a spasso un'insegna grande come un cartello
stradale con il discorso del 1950 di Piero Calamandrei, quello che comincia con
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere,
un partito dominante... ". Un ragazzo guarda e chiede chi è Calamandrei.
Un altro che viene da un liceo di Pistoia si è tatuato col pennarello nero sul
petto "no ai tagli nella scuola" e gira così, senza maglietta. Gli
studenti di Architettura si sono portati "Facoltopoli", un
"monopoli" taroccato in versione accademica dove anche se corri e ripassi
dal via, non ti danno comunque soldi. Mai visti così in tanti per la scuola
negli ultimi dieci anni di cortei e proteste, mai visti tutti dalla stessa
parte. Vengono dalle aule, dalle cattedre, dai banchi, dalle scuole medie,
dalle segreterie, dagli uffici dei dipartimenti, dalle classi delle elementari,
dai laboratori di ricerca. Vengono da tutta la Toscana e camminano insieme,
studenti universitari e professori, sindacalisti con le bandiere e gente che
non ha mai avuto una tessera in mano, figli e genitori, quelli che chiedono cos'è
la Pantera e quelli che erano già grandi prima del '77. Due o tre generazioni
in marcia contro la politica della scuola varata dal governo Berlusconi.
Sessantamila persone secondo gli organizzatori (Flc-Cgil, Cisl, Uil studenti,
precari, lavoratori dell'università e degli enti di ricerca), quarantamila per
le stime della polizia. Da piazza San Marco a Santissima Annunziata passando
dalla prefettura, piazza della Signoria, sotto le finestre di Palazzo Vecchio e
più in là della Regione: un corteo disciplinato, senza scontri, mettendo rabbia
solo negli slogan e nelle parole: "Siamo noi, il futuro dell'Italia siamo
noi", come allo stadio o rispolverando il vecchio repertorio: "Contro
la scuola dei padroni dieci, cento, mille occupazioni" e qualche vaffa diretto
al governo, al premier, ai ministri. In marcia anche i docenti ordinari (non
moltissimi). Stesse le paure, stesse le preoccupazioni: "Il turnover al 20
per cento con l'età media alta che c'è nelle università, significa cancellare o
quasi interi gruppi di ricerca - spiega Raffaele Paloscia di Architettura - io
ho 57 anni e nel mio dipartimento, Urbanistica, soltanto cinque colleghi sono
più giovani di me, gli altri quarantacinque sono più anziani. Significa che nei
prossimi anni andranno tutti in pensione: se non c'è ricambio si rischia
l'estinzione". Il problema, dice con amarezza Carla Rombi, docente di
Storia dell'Arte, "è che insegniamo a giovani anche molto bravi a cui non
possiamo dare nessun futuro nella ricerca, non possiamo passare il testimone perché
non ci sono contratti né finanziamenti". Passano maestri, professori di
licei. Personale precario parcheggiato in qualche contratto a progetto,
supplenti dei licei, lavoratori a tempo determinato. è entusiasta il segretario
provinciale della Cgil Alessio Gramolati, che viaggia in testa al corteo:
"Una bella riuscita, chi si immaginava un flop dovrà fare i conti con un
movimento che cresce di giorno in giorno, fatto da generi e generazioni che si
fondono straordinariamente. E trovo bellissimo che gli studenti si siano fatti
carico anche di chi oggi non può manifestare, come i bambini delle
elementari". Aggiunge: "Il movimento non si fermerà con
l'approvazione del decreto Gelmini, è destinato a
farsi sentire sempre di più nei prossimi mesi". è un movimento che non ha
l'aria di voler tornare presto e zitto in aula. Un'opinione condivisa da
Daniela Lastri, assessore all'istruzione del Comune e candidata a sindaco alle
primarie del Pd: "Dobbiamo continuare a essere propositivi e a tenere alta
l'attenzione, ormai siamo pronti per un'iniziativa di legge popolare per
impedire la regressione della scuola ai primi del Novecento". Accanto alle
sigle di sindacati e di qualche partito (Rifondazione, Giovani Comunisti e
Giovani del Pd) gli striscioni degli universitari e degli studenti medi
arrivati da tutta la Toscana in pullman, treno, macchina. I ragazzi di una
superiore di Pescia camminano dietro lo striscione: "Gelmini, non senti, la scuola chiude i battenti". Quelli di
Pistoia: "Anche l'operaio vuole il figlio dottore". E poi: "Game
over, con questa riforma la scuola è morta", "Gelmini, non siamo i tuoi
burattini", "1948 Costituzione, 2008 Distruzione", "Una
riforma per domarli, una riforma per ghermirli e nell'ignoranza
incatenarli" fino a un "Gelmini?io e te
133 metri sopra il cielo" che sembra strappato da una pagina di diario. Ci
sono i ricercatori e i professori dell'Osservatorio astrofisico di Arcetri e i
"biologi e naturalisti in via d'estinzione", i futuri chimici con il
loro "133 Gelminium l'isotopo letale". Gli
studenti dell'Iti Leonardo Da Vinci: "Non è vero, come sostiene Azione
Giovani, che abbiamo occupato contro l'amianto nella scuola, ma contro la
finanziaria e il decreto Gelmini". Ci sono gli
allievi di Architettura, con torri ed edifici di carta e la scritta
"Vendesi" a rappresentare la crisi dell'ateneo, lo striscione
"l'istruzione non è un gioco" e, disegnati, tanti personaggi del Lego
con un punto interrogativo sulla divisa. Dall'università di Pisa (ancora
occupata), sono arrivati pezzi di facoltà: studenti, ricercatori e prof.
"Venerdì, abbiamo organizzato una giornata di sciopero dello shopping: non
si compra niente", racconta uno studente di chimica col camice bianco
addosso. "Non ce la vogliamo prendere con i commercianti, ma soltanto far
capire che se chiude l'università, chiude un pezzo di città: perché a Pisa, su
80 mila abitanti, 60 sono studenti". "Anch'io sono stato un cervello
in fuga - spiega Enrico Sbarra, ricercatore di Algebra - in Germania mi sono
reso conto come all'estero le persone sanno che la ricerca produce, c'è
curiosità, interesse, e ci sono investimenti che da noi mancano. I dati Ocse
dimostrano che l'Italia spende pochissimo". "Il rischio - interviene
allora Maurizio Persico, ordinario di Chimica - è quello di ritrovarci con la
classe docente più anziana del mondo: col blocco del turn over non potremo più
assumere e con la crisi finanziaria del nostro ateneo tra due anni saremo messi
malissimo". Da Siena qualche centinaio di studenti che incrociano le
preoccupazioni nazionali della legge 133 con problemi locali di bilancio e
deficit: "Stiamo organizzando le lezioni pubbliche nelle piazze,
"cattedre ambulanti" come si faceva nell'Ottocento quando medici e
veterinari andavano nelle campagne a parlare ai contadini" spiega Alessandro
dell'assemblea permanente. Lì, domani, un corteo universitario partirà alle
16,30 da piazza Matteotti e alle 19 è prevista una fiaccolata organizzata dai
sindacati. Non poteva mancare il rettore Augusto Marinelli: "Queste
manifestazioni hanno ragioni totalmente condivisibili" è difficile, spiega
"immaginare un futuro per l'università con la drastica riduzione delle
risorse da parte dello Stato, ma occorre andare oltre". Il rettore
fiorentino lascia aperta la porta del dialogo, ma "auspica" che la
protesta "permetta la fruizione delle attività didattiche, nel rispetto
dei diritti di tutti". "Come ateneo - aggiunge - abbiamo avviato per
questo un dialogo con la Regione e con il ministero". Per lunedì a Firenze
è prevista una riunione del gruppo di lavoro costituito dai rettori delle
università toscane e da una rappresentanza bipartisan di parlamentari della
regione. "Già un anno fa avevamo adottato misure per il risanamento
finanziario, indicate dai ministeri dell'Economia e dell'Università, sulla base
delle quali era stato previsto un piano di rientro. Questo programma è stato
rimesso in discussione e reso impraticabile dalla legge 133" chiude
Marinelli. Solidarietà alla protesta è arrivata ieri dal Pd: il segretario
regionale Manciulli incontrerà oggi una rappresentanza di studenti, precari e
docenti.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
L'INCONTRO
Genitori e prof uniti nella lotta Si riunisce questa sera il neocomitato
Genitori e professori in difesa della scuola pubblica, promosso dal consiglio
di istituto del Tabarrini. Nei locali della ex Pretura di Pomarance, dalle ore
21 in poi, il gruppo incaricato di fare informazione deciderà il calendario
degli incontri che avverranno nelle frazioni. Mentre un
secondo gruppo lavorerà sulle possibili modifiche da apportare alla riforma Gelmini. "Faremo un documento
propositivo - spiegano - da far pervenire in Regione prima dello sciopero
generale del 30 ottobre a Roma. Noi facciamo parte di un comprensorio di 5
Comuni ampio 821.62 metri quadri e vorremmo ricevere lo stesso trattamento dei
piccoli comuni montani e delle isole". Il Comitato ricorda che con
le disposizioni del nuovo decreto andrebbero a sparire 4 degli 8 plessi.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Pontedera
Si autotassano e fanno lavoretti alla scuola Gli studenti occupano l'Iti
Santucci: siamo contrari alla riforma Ieri hanno riparato le serrature delle
porte, oggi tingeranno le aule POMARANCE. Qualcuno ha dato un euro. Altri hanno
sborsato 0.50 centesimi a testa. A fine assemblea la somma racimolata si aggira
intorno ai 60 euro. E nella prima giornata di occupazione-manutenzione gli
studenti dell'Istituto tecnico Santucci hanno comperato due serrature nuove per
ripararle nella sala insegnanti e in un'altra aula. Oggi toccherà alla
tinteggiatura di alcune classi da tempo ridotte male. "Per fare questi
lavoretti ci autotassiamo", spiega Cosimo Fillini, della IV A, uno dei
portavoce dell'originale occupazione anti riforma della scuola. Ed è proprio in
questo moto atipico che gli alunni vogliono impostare la loro azione di
protesta. Quasi un esempio da dare pure ad altri istituti. Da un lato occupano
la scuola e si danno da fare in piccoli lavori di ristrutturazione alla scuola,
dall'altro concedono al personale Ata e ai professori di svolgere la loro
attività. "Anche per sfatare i soliti luoghi comuni che i ragazzi fanno
occupazione per saltare le lezioni - continua il compagno di classe Davide
Mannucci, volterrano - vogliamo far capire che lo facciamo per garantire a noi
e a chi verrà dopo, il diritto allo studio. Non possiamo
accettare in silenzio che il governo con le leggi Tremonti e Gelmini penalizzi in questo modo la
scuola pubblica, riducendo fondi, personale, didattica". Sono 97 i
sostenitori della protesta. Quasi 100 studenti divisi in gruppi e in ruoli.
Mitia Gallo e Matteo Lulleri, sempre in IV A, sono tra gli addetti alle
pulizie. Michele Bigazzi, invece, sta attento che la sera nessun esterno
faccia incursioni nella scuola. "Abbiamo fatto un regolamento - spiega - e
chi sgarra paga sulla propria pelle. La notte che è di turno e dorme
al'interno, è responsabile di quel che succede". Presto i ragazzi
organizzeranno una manifestazione studentesca per le vie del centro di
Pomarance. "La faremo prima del 30 ottobre, giornata dello sciopero
generale a Roma indetto contro i tagli previsti dalle leggi Tremonti e Gelminia, alla quale anche noi parteciperemo", conclude
Cosimo Fillini. Francesca Suggi.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Pagina
II - Firenze Finisce l'occupazione in gran parte degli istituti del capoluogo,
in altre città toscane continua E la notte si ripulisce la scuola Spazzolone e
colletta per i danni: da oggi si torna in classe "Ma non ci fermiamo, la
lotta andrà avanti" Al Cicognini di Prato ormai è braccio di ferro fra il
preside e i ragazzi Tempo di mettere mano a scope e spazzoloni, palette e
sacchi neri della spazzatura: gli studenti fiorentini riconsegnano le scuole
che per oltre una settimana sono state le loro case ma soprattutto il loro
laboratorio, i cortili e gli auditorium dove hanno incontrato professori e
ricercatori universitari, giornalisti, magistrati ed esponenti politici, le
aule nelle quali hanno letto, studiato, analizzato nei
minimi dettagli la legge 133 e il decreto Gelmini, dipinto gli striscioni e i cartelli con i quali hanno animato
la loro protesta. Per la maggior parte di loro l'occupazione si è conclusa con
la manifestazione di ieri: a voler continuare a oltranza sono solo un pugno di
scuole, tra i quali il liceo Machiavelli-Capponi, l'artistico Alberti, gli
istituti tecnici Ginori-Conti e Peano. Per tutti gli altri, è invece
arrivato il momento di tornare sui banchi, e trovare il modo di conciliare la
protesta con lezioni, compiti in classe e interrogazioni. Per i ragazzi, però,
il primo impegno da assolvere è quello che hanno assunto con presidi e docenti
nel momento in cui si sono appropriati delle scuole: riconsegnarle così come le
avevano trovate. Così, gli studenti del Michelangelo hanno passato la loro
ultima serata di occupazione a fare le pulizie e una colletta per risarcire i
danni: due-tre vetri rotti che i responsabili si sono subito offerti di
ripagare. Una buona volontà che non servirà, tuttavia, a restituire ai ragazzi
le gite d'istruzione, alle quali hanno implicitamente rinunciato dando inizio
all'occupazione, così come previsto da una direttiva d'istituto. Il ritorno in
classe, in ogni caso, non esaurisce una protesta la cui consapevolezza è nata
proprio nelle giornate di occupazione: "La nostra lotta non è finita,
continueremo a mobilitarci insieme agli universitari, ai professori e ai
ricercatori per dire no a una legge che vuole tagliare il futuro
dell'istruzione pubblica, il nostro futuro", hanno ribadito più volte.
Così, anche in questi giorni si moltiplicano assemblee di coordinamento e
azioni dimostrative. Come quella prevista oggi alle 15 in piazza Santissima
Annunziata, dove centinaia di studenti si presenteranno vestiti di nero per
celebrare il loro, particolare lutto: l'approvazione del decreto Gelmini, arrivato proprio ieri sui banchi del Senato.
"Il tempo di una breve performance � spiega Tommaso del liceo Gramsci
� perché poi arriverà il momento di raggiungere gli universitari in piazza
della Signoria, dove anche noi parteciperemo alla lezione tenuta da Margherita
Hack e distribuiremo i nostri volantini". A Prato, dove a essere occupate
sono in tutto quattro scuole, continua invece il braccio di ferro tra gli
studenti del liceo Cicognini e il preside Luigi Nespoli: "Per impedire che
l'occupazione, cominciata lunedì, proseguisse � raccontano i ragazzi � ha
fatto chiudere a chiave l'istituto mentre noi eravamo in cortile a fare
assemblea, e avevamo lasciato all'interno tutti i nostri effetti
personali". Ieri, gli studenti hanno scelto la strada dell'autogestione,
rinunciando a dormire a scuola. "Ma domani (oggi, ndr) il confronto
ripartirà: ormai è una questione tra noi e il preside, ce ne ha fatte troppe
negli ultimi giorni". A Empoli, le medie superiori occupate sono quattro:
il liceo scientifico Pontormo, gli istituti tecnici Ferraris e Brunelleschi (da
giovedì scorso) e, da sabato, anche il liceo classico e linguistico Virgilio.
Occupazioni in corso anche a Pisa mentre a Pistoia, tra oggi e domani, gli
studenti medi si riuniranno in una serie di assemblee che serviranno per varare
un "piano di occupazioni". (g.r.).
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Pagina
III - Firenze UN CORTEO CON TANTE IDEE PIETRO JOZZELLI (segue dalla prima di cronaca)
Dunque la generazione nata a cavallo degli anni 80/90 comincia a parlare. Usa
toni sobri, appare ispirata da una sorprendente motivazione civica, prima
ancora che politica: rifiuta la sponsorizzazione dei partiti, fa della scuola
pubblica non ridotta ai minimi termini base fondante del diritto di ciascuno di
avere un futuro accettabile e diritto collettivo di una comunità che intende
rimanere tale. Prima di criticare con slogan irriverenti il
progetto di Tremonti e Gelmini, i ragazzi innalzavano striscioni con sopra scritto le città di
provenienza, Pistoia, Pisa, Empoli, Pontedera, una sorta di geografia
comunitaria scandita dai nomi dei licei e degli istituti; seguivano cori da
stadio (che cos'altro abbiamo loro insegnato negli ultimi anni?) e, infine,
l'attacco politico. Che cosa vuol dire tutto questo? Bisogna capire, certo non
può essere liquidato con lo slogan difensivo della destra: "era tutta roba
di sinistra". Chissà se questi ragazzi erano di destra e di sinistra,
definizione su cui loro non si sono molto soffermati. Piuttosto, come talvolta
succede quando una comunità non riesce a liberarsi da criteri stantii di
interpretazione della realtà, quei ragazzi e quei professori, quei babbi e
quelle mamme testimoniavano una richiesta di fiducia, la voglia di non essere
relegati in un bilancio astratto di costi e tagli, l'ottimismo di chi crede,
malgrado tutto, che valga ben la pena di battersi per un futuro meno incerto,
dove lo spazio dell'agire in comune recuperi dignità. Certo, il ricercatore si lamentava
della probabile disoccupazione, il liceale dell'università fondata sul censo
che gli viene proposta, i genitori di un futuro per la prima volta peggiore del
passato. E c'era anche qualche prof che cominciava a fare autocritica su quanto
doveva fare e non ha fatto, a proposito delle clientele e dei concorsi truccati
all'università. Ma il collante era un'idea comune, una democratica esigenza di
non voler essere più da soli a tu per tu con la crisi.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato
Il colpo di mano del preside Nespoli Chiude la scuola: dentro gli zaini, fuori gli
studenti. Interviene la Digos FRANCESCA GORI PRATO. Alla fine ha vinto lui, il
preside dal pugno di ferro. L'occupazione del liceo classico Cicognini è stata
archiviata. Da oggi si riparte con tre ore di lezione e con l'autogestione fino
alle sei di sera. Un'occupazione finita per un colpo di mano del preside Luigi
Nespoli, che ieri mattina ha chiuso gli occupanti fuori dalla scuola. Per
riaprire il portone, è dovuta intervenire la Digos. Il preside del Classico
ieri mattina è stato repentorio: gli studenti che volevano seguire le lezioni,
dovevano avere la possibilità di entrare, e nessuno degli occupanti doveva
essere d'intralcio. Una richiesta che agli studenti reduci da una notte insonne
sui pavimenti del liceo, è parsa ragionevole. E infatti, non soltanto hanno
liberato porta e corridoio, ma sono usciti nel cortile per prendere una boccata
d'aria. Tutti insieme. Detto fatto, Nespoli ha chiuso la porta d'ingresso e
tutte quelle secondarie. E ha tirato giù i rotolanti delle finestre. Con la
scuola blindata, agli studenti non è rimasto che occupare il cortile. E
nonostante la pioggia, in tanti sono restati fuori a decidere il da farsi. E
visto che Nespoli non voleva riaprire le porte della scuola, sono stati gli
studenti a chiamare la polizia per riprendere le loro cose che erano rimaste
ammucchiate dentro. Oggetti che però, all'arrivo del preside nel cortile, sono
passati in secondo piano. C'era da discutere, c'era da decidere se accettare
l'offerta rilanciata da Nespoli, quella di tornare in classe per tre ore di
lezione e autogestione fino alle 18. "Stanchi e sotto la pioggia - dicono
gli studenti - con i nostri effetti personali chiusi dentro la scuola e
soprattutto con la solita minaccia che saremmo finiti tutti nei guai, qualcuno
ha iniziato a dire che quella proposta poteva essere accettabile". Il
fronte degli studenti, che fino a ieri mattina era rimasto compatto, ha
iniziato a sgretolarsi. Ma decidere, non è mai facile. E prima di dire si o no
al preside, i ragazzi hanno voluto parlare un'altra volta tra loro, mentre
Nespoli inviava il 3º avviso straordinario per dire che al Cicognini in più di
150 continuavano a protestare. E avvertendo che se gli studenti anche ieri
notte avessero dormito dentro la scuola, se si fosse verificato "un
qualunque incidente, se non una morte violenta per uso di stupefacenti" il
preside avrebbe ritenuto responsabile "la latitanza dello Stato".
Dalla scuola, l'assemblea dei ragazzi del Cicognini si è spostata nel giardino
di via Bicchierai. E alla fine la decisione di chi era rimasto è stata quasi
unanime: accettare la proposta del preside. "Abbiamo perso una grande
occasione - hanno detto - quella di fare qualcosa per il nostro futuro insieme
agli studenti di tutta Italia che stanno ancora manifestando". La delusione,
ieri, era palpabile. Anche perché, delle parole del preside ce ne sono state
qualcune che non sono piaciute per niente agli studenti. "Ha detto che
siamo dei drogati e che nelle scuole occupate si spaccia - hanno detto - e
questo è un fatto molto grave". Nonostante un po' di rabbia si mischiasse
a tanta delusione, nel primo pomeriggio quasi in lenta processione gli studenti
sono tornati verso la scuola per comunicare al preside la loro decisione. Ma
qui, hanno trovato la seconda sorpresa: la scuola chiusa con tutti i loro
oggetti dentro. E nel liceo, non c'era più nessuno. E' servita la mediazione
degli agenti della Digos, che hanno trattato con il preside per far entrare gli
studenti a scuola a riprendere le loro cose. E a concludere una giornata
iniziata male per gli studenti del classico. "Purtroppo questo è stato
l'epilogo dell'atteggiamento assolutamente non costruttivo del preside, che ha
fatto passare in secondo piano la protesta contro la
riforma Gelmini - hanno
detto - sfociato in atteggiamenti che ci hanno lasciati davvero di stucco:
dalla chiusura totale del dialogo alle minacce di sanzioni disciplinari, prima
fra tutte il cinque in condotta. E oggi, l'atto finale, quello più eclatante:
chiudere gli studenti fuori da scuola, attuando un atteggiamento terroristico
nei confronti di chi voleva protestare. Atteggiamenti, questi sì, che
violano la legge".
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato
Gabriele, voce critica nel centrodestra PRATO. "E' un insieme di tagli, non una riforma quella della Gelmini - commenta Gabriele D'Andrea, esponente del comitato studentesco
che sta organizzando la protesta al Convitto Cicognini - Le riforme non si
scrivono in 16 pagine". Lapidario il giudizio di D'Andrea (19 anni) sulla
riforma che sta scuotendo gli animi degli studenti di tutta Italia. E in
virtù di questo giudizio è nata la decisione di farsi organizzatore di uno "sciopero
autonomo" (come è stato definito) nella sua attuale scuola (prima ha
frequentato quattro anni al Liceo Copernico), al fine di sensibilizzare i suoi
"colleghi" sull'argomento. Proprio lui, che si definisce
politicamente affine allo schieramento del centro-destra, è la concreta
dimostrazione che il movimento studentesco anti-Gelmini
non è alimentato solo da logiche di partito. "Ogni cosa va analizzata con
il proprio cervello - dice - infatti sono favorevoli alla protesta studenti di
ogni schieramento politico e estrazione sociale". Quanto alla riforma,
dimostra di possedere una lucida e tagliente visione. "E'poco chiara e
nella sua poca chiarezza non ha conseguenze scritte - spiega - ma è inevitabile
che vada nella direzione di privatizzare la scuola, dall'elementari
all'università. Al di là che io possa o meno permettermi di pagare una retta di
10-15mila euro per iscrivermi all'università, trovo ingiusto che una legge
renda possibile frequentarla di fatto solo ai più abbienti". Le
conseguenze? "Chi desidera studiare, a meno che non possieda un fondo
studi come in America, cosa improbabile per i ragazzi di oggi - continua
D'Andrea - dovrà accollarsi il mutuo dei propri studi, che si sommerà a quello
della casa. E'la ricetta per formare tanti bamboccioni". Quanto ai tagli
suggerisce maggiore razionalità. "Non metto in dubbio che vadano fatti dei
tagli all'università, ma devono essere razionali - conclude D'Andrea - Rivolti
a quei corsi, del tipo "scienze del cane e del gatto", dove il
rapporto fra frequentanti e professori è sbilanciato. I tagli non devono essere
fatti ovunque in modo indiscriminato. Prima di tutto era necessario fare uno
studio in Italia che prendesse in esame caso per caso". Me.Ma.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Prato
Nell'autogestione del Rodari c'è posto per "Gomorra" Le studentesse:
"Che errore associare l'occupazione all'uso delle droghe" PRATO.
Stanche e soprattutto amareggiate. Il giorno dopo la protesta nel cortile della
scuola, le ragazze del liceo psicopedagogico Rodari sono tornate in classe, per
tre ore di lezione e sette di autogestione. Nel grande atrio, la proiezione di
"Gomorra". Nelle aule, la delusione delle studentesse. "Siamo
deluse soprattutto dal comportamento di Nespoli - dicono - perché da quando
siamo qui ci ha sempre detto che stava dalla nostra parte. E invece, quando
abbiamo preso una decisione sacrosanta, come quella di occupare la scuola e
manifestare contro la riforma, ha minacciato di darci cinque in condotta e di
denunciarci". Deluse, sì. Ma anche arrabbiate. Perché anche se al Rodari
gli iscritti sono per la maggior parte in gonnella, quell'appunto del preside
che ha voluto far presente alle forze dell'ordine la sua preoccupazione perché
le scuole occupate diventassero centrale di spaccio e di uso di sostanze
stupefacenti, le ha mandate su tutte le furie. "Molte di noi dopo il
diploma potrebbero andare ad insegnare - dicono - e sentirsi dare delle
tossiche non è certo un bel biglietto da visita. Soprattutto per la
scuola". Ieri al Rodari c'erano soprattutto musi lunghi. "Perché Nespoli è riuscito a spaccare quel fronte comune di
protesta che in questi giorni ha unito tutta Italia - dicono - dalle elementari
all'università. E perché, con il suo atteggiamento, ha fatto perdere di vista,
nelle due scuole da lui guidate, l'obiettivo che si erano posti tutti gli
studenti pratesi: protestare contro la riforma Gelmini". F.G.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato Protesta
e serietà al liceo Livi Laboratori e forum sulla 133 "Per noi non è
un'esperienza per saltare le lezioni, ma un'occasione per
approfondire i punti controversi della legge Gelmini" PRATO. Rispondono a tono a chi riduce la loro protesta ad
un'espediente per saltare le lezioni. Una ventina di studenti del Livi, che da
mercoledì scorso si sono organizzati seriamente per far conoscere ai loro
compagni la riforma Gelmini,
ovvero i punti più controversi della legge 133 e del Ddl 137, non ci
stanno a passare da sprovveduti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso,
spiega Eleonora (18 anni), che fa parte di questo gruppo di ragazzi, sono state
le dichiarazioni del preside del Cicognini-Rodari Luigi Nespoli, che vanno
proprio nella direzione di etichettare tutti gli studenti, indiscriminatamente,
come scansafatiche senza idee. Invece loro, studenti del Livi appunto come
Eleonora, Cesare, Silvia, Laura, Francesca, Erica e Marco, tutti fra i 15 e i
18 anni, dimostrano di non aver occupato, da ieri, il loro liceo solo per il
gusto di fare un'esperienza fuori dall'ordinario. Perchè dietro questa forma di
protesta e la precedente autogestione, hanno costruito un lavoro serio, fatto
di forum all'interno della scuola, ai quali hanno anche invitato ricercatori e
professori universitari, discutendo punto per punto la riforma.
"All'inizio il nostro gruppo era composto solo da cinque ragazzi, poi mano
mano si è allargato ad una ventina di persone - spiega Marco, 17 anni -
D'accordo con i professori, abbiamo organizzato dei forum per far fronte alla
disinformazione sulla riforma Gelmini e sono stati
abbastanza partecipati. Forse non da tutti, ma da molti sì". E Cesare (15
anni) precisa come la loro lotta sia politicamente trasversale e che la
contrarietà alla riforma (che secondo una raccolta firme al Livi riguarda il
77% dei ragazzi) non è cieca adesione ad un credo politico. Poi come sempre
esistono le eccezioni. Insomma se la disinformazione c'è, di certo non è di
casa fra i sette ragazzi del Livi intervistati, facenti parte del gruppo
organizzatore dei forum. E della riforma accolgono qualcosa e respingono molto.
In linea generale sono d'accordo con il ritorno del voto in condotta come
discriminante per la bocciatura. "E'un disincentivo contro il bullismo -
precisa Cesare - affinchè ci sia più rispetto delle regole a scuola". E
c'è chi accetta di buon grado il ritorno del grembiule: "E'utile per far
contare meno l'apparenza, per non far pesare le differenze di ricchezza che
saltano fuori dal modo di vestire" spiega Silvia (18 anni). Infine, per
Laura (17 anni), si può salvare anche il ritorno dei voti in decimi nelle
scuole di grado inferiore. Tutto il resto per questi ragazzi, desiderosi di
continuare gli studi all'università (che temono si trasformino in fondazioni
private), è da buttare. "Il taglio dei fondi all'istruzione è grave in un
paese che per andare avanti ha bisogno di ricerca - continua Silvia -
L'inevitabile innalzamento delle rette, per me che sono figlia di un operaio e
di una bidella, diventerà molto pesante". Eleonora, quindi, affronta la
questione del turn over: "La riforma blocca il ricambio generazionale
nelle università - dice - se per ogni 5 professori in pensione ne sarà assunto
solo uno. In questo modo diminuirà la qualità dell'istruzione. Oltre tutto sono
contraria all'abbassamento dell'obbligo scolastico a 14 anni, ai tagli dei
laboratori negli istituti tecnici, così come del latino nei licei, proprio del
latino che se studiato bene apre la mente più di ogni altra materia".
Infine non manca qualche parola avvelenata verso il discusso ritorno del
maestro unico alle elementari, proprio da due ragazzi che hanno sperimentato
questa soluzione sulla loro pelle, per aver frequentato la scuola secondaria di
primo grado in un istituto privato. "Ricordo che la mia maestra - racconta
Francesca - finiva per approfondire solo le materie in cui era più ferrata,
lasciandoci grosse lacune nelle altre". "Gestire il problema delle
assenze per malattia o per maternità con un unico insegnante - continua Cesare
- è più complicato. Lo so perchè queste assenze le ho vissute alle
elementari". Senza contare l'incognita del tempo pieno: "Se non sarà
garantito si creeranno problemi enormi per i genitori che lavorano"
conclude Francesca. Melania Mannelli.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato
Leone Santi sogna un futuro da regista PRATO. Lunedì notte ha dormito dentro la
scuola. Con il sacco a pelo e il materassino, con la kefiah al collo e gli
occhiali calati sul naso. Leone Santi è uno dei rappresentanti d'istituto del
liceo classico Cicognini, uno di quegli studenti che in questi giorni ha
trattato con il preside Nespoli e ha organizzato la protesta dei ragazzi della
sua scuola. Ha 18 anni, e anche quest'anno ha deciso di ripresentare la sua
candidatura alla guida del liceo. "Perché - spiega - ho sempre creduto
nella partecipazione attiva degli studenti alla vita della scuola. Che è una
vera e propria palestra per affrontare la vita sociale e politica con la quale
dovremo fare i conti una volta fuori da qui". Tendenzialmente di sinistra,
filosoficamente anarchico, quindi senza nessuna tessera di prtito o di
associazione studentesca in tasca. Leone Santi, da quando è arrivato al
classico, tra le passioni della sua età e i sogni per il suo futuro, si è dato
un obiettivo sicuramente nobile: offrire stimoli ai suoi compagni di scuola,
spronarli alla partecipazione. Che è, prima di tutto, informazione e
competenza. E infatti, della riforma Gelmini Leone Santi sa praticamente tutto. "La nostra protesta è
partita dopo che ci eravamo ben informati sul decreto - spiega - soprattutto
sugli effetti dell'articolo 112 della legge 133, quello che tratta della
riforma univesritaria. Abbiamo informato tutti i nostri compagni di scuola
perchè è giusto che sappiano che con questa riforma è in discussione il futuro
di molti di loro". Un futuro che Leone Santi vede in salita. Perché
da grande, dopo il liceo, vorrebbe fare il regista. "E purtroppo in Italia
non ci sono università dove si può studiare regia - spiega - ma bisogna darsi
da fare per ottenere borse di studio, soprattutto all'estero".
Appassionato di cinema, Leone cita tra i suoi registi preferiti Kubrick,
Tarkovsky e Kurosawa. Ma, come nella vita di tutti i suoi coetanei, anche in
quella di Leone c'è la musica, il progressive, il post-rock e il mat-rock e c'è
già un corto realizzato a scuola e pubblicato su You Tube, che si intitola
appunto "Il tempo opportuno". Fra.Go.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato LA
LETTERA SIAMO FIERI DEI NOSTRI RAGAZZI Siamo un gruppo di genitori di studenti
del Liceo Classico Cicognini, impegnati nella mobilitazione contro il progetto di riforma del ministro della Pubblica istruzione Gelmini. Con riferimento agli articoli
apparsi sui giornali in questi giorni, esprimiamo solidarietà e fiducia ai
nostri figli che stanno attuando in forma civile e pacifica una protesta a
difesa di valori che condividiamo e che non hanno certo nulla a che fare con
l'uso e lo spaccio di droga, di cui né noi né loro facciamo uso. Siamo
anzi fieri che i nostri ragazzi abbiano acquisito, grazie soprattutto - ci
piace pensare - alla scuola stessa, una capacità e una consapevolezza critica
che li pone in grado di affrontare tematiche decisive per il loro futuro
ponendosi responsabilmente come soggetti attivi del cambiamento. Maurizio
Zaccagnini e Cecilia Lombardi, Francesco De Ninno e Giovanna Ugo, Elisabetta
Briganti e Renato Scianò, Giampiero Betti e Sebastiana Giuffrida, Daniela Di
Bene e Gianluca Melani, Francesco Santi e Chiara Bardazzi, Maria Cristina
Caputi, Gabriella Amitrano e Manlio Ultimati, Anna Maria Olmi, Laura Roti e
Fabrizio Vacirca.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato
LETTERE E INTERVENTI SCUOLA/1 Pessima legge. E Nespoli disprezza i giovani
Leggo e seguo con attenzione quanto avviene in tutta Italia
dopo la sciagurata legge Gelmini. Sciagurata perché non è una riforma. Il 7 in condotta non serve
a niente. Perché un ragazzo vivace con buoni profitti deve essere promosso (la
scuola non deve giudicare il carattere, lo faceva sotto Mussolini). Se il
ragazzo è vivace e non ha buoni profitti lo si boccia per la scarsa qualità del
profitto. Se il ragazzo delinque, lo si denuncia e lo si espelle. Gli
strumenti sulla condotta ci sono tutti anche senza il 7 che è un retaggio della
scuola medioevale che puniva gli "irrequieti" i "polemici"
e chi non si "allineava". Il grembiule è una comica vergognosa.
Qualsiasi distretto scolastico può, se vuole, chiedere che lo si indossi
semplicemente trovando un accordo con il Consiglio e i rappresentanti delle
famiglie. Serve a non sporcare i vestiti. E basta. Perché se si vuol dire che
serve a rendere tutti "uguali", come ha detto un ministro, allora di
nuovo si torna agli esempi delle scuole sovietiche o di mussoliniana memoria.
Regimi dove contava più la divisa del cervello. Poi c'è lo stravolgimento del
tempo pieno e il taglio di 87.000 insegnanti. Senza mezzi termini il governo
ammette che questi "si mettano in testa di trovarsi un altro lavoro".
Sempre in tema, anni fa ero rappresentante di classe al Liceo Cicognini,
preside Nespoli. Mia figlia, 18 anni già compiuti, fa un'assenza e si
giustifica da sola. E' maggiorenne, ha la mia fiducia, lo può fare per legge e
per quanto mi riguarda per consenso morale. Il preside contesta la
giustificazione. Gli scrivo educatamente invitandolo a rispettare le leggi
dello Stato. Mi telefona a casa male interpretando il suo ruolo, disturbandomi
e insistendo sulla sua concezione medioevale della scuola dei doveri senza
diritti. I nostri ragazzi sono il nostro futuro. Se non abbiamo fiducia in loro
vuol dire che noi abbiamo fallito. Se Nespoli definisce gli studenti come tanto
poco raccomandabili da invocare le forze dell'ordine o in passato per non dare
loro i diritti della maggiore età, il preside Nespoli non mi pare in grado di
avere un rapporto sereno con i nostri giovani. Ai quali chiediamo di non
pensare, di non fare, di ubbidire e un domani di lavorare precariamente per
pagarci le nostre pensioni. Ammassando la gioventù in un unico stereotipo
negativo di drogati e violenti. Massimo Calissi SCUOLA/2 Nespoli chieda scusa
per quelle frasi L'altra sera il tg di Tv Prato riportava alcune dichiarazioni
del professor Luigi Nespoli, preside dell'Istituto Cicognini-Rodari. Secondo il
tg Nespoli, nello specificare i motivi per cui non concedeva agli studenti le
autorizzazioni alle forme di protesta che in questi giorni dilagano in tutta
Italia contro la riforma scolastica, adduceva come motivazioni anche il fatto
che esistesse il rischio "di veder circolare all'interno dell'istituto
droghe di vario tipo" e rischi "di ferirsi o per l'incolumità dei
ragazzi". Capisco che il preside possa non condividere la scelta di chi
protesta contro alcuni provvedimenti governativi. E' legittimo che ognuno la
pensi come meglio crede e capisco che il responsabile di un istituto scolastico
si opponga a certe forme di protesta. So anche che ci sono delle norme ben
precise in merito, e le leggi vanno rispettate. E' però legittimo esprimere il
proprio dissenso rispetto a provvedimenti che, a mio giudizio ma anche di tanti
altri, mettono in seria difficoltà l'esercizio pubblico del diritto
all'istruzione. Personalmente ritengo offensivo, per i ragazzi, per i genitori
degli stessi e per tutto il personale docente e non docente dell'Istituto, che
si possa, far passare l'idea che la protesta in atto rischi di diventare una
specie di ritrovo per irresponsabili e delinquenti. E sopratutto ritengo
personalmente offensivo che non si abbia un minimo di fiducia nei ragazzi con
cui si hanno rapporti quotidiani. Forse i presidi e i docenti degli altri
istituti sono più fortunati o forse non sanno con chi hanno a che fare? Avrei
capito che avesse giustificato il suo diniego entrando nel merito dei
provvedimenti di legge e non rilasciando dichiarazioni che lasciano amarezza e,
probabilmente, rischiano di esasperare gli animi e le posizioni che in questi
giorni abbiamo letto sui giornali e che i ragazzi ci hanno raccontato. Come
genitore credo, a questo punto, che il professor Nespoli debba quantomeno
scusarsi per le sue affermazioni. Fabrizio Gorelli SCUOLA/3 Il preside Nespoli
ha la mia ammirazione Desidero esprimere pubblicamente la mia solidarietà,
ammirazione e stima al preside Nespoli per la sua lettera e la sua presa di
posizione a difesa della "democrazia", difendendo la libertà di tutti
con il suo comportamento. Fare sciopero è un diritto sacrosanto, ma esprimerlo
in modo democratico nel rispetto del pensiero degli altri è altrettanto
sacrosanto, per cui è un abuso intollerabile oltre che illegale occupare le
scuole, impedendo a chi non la pensa come coloro che scioperano di frequentare
le lezioni. Marisa Cacialli (dirigente Azzurro Donna F.I.).
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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IX - Bologna ForzaItalia: da Maria Stella a Maria Star In
Provincia è scontro sulla Gelmini La Gelmini
arriva anche a Palazzo Malvezzi: ieri al primo punto dell'ordine del giorno del
consiglio provinciale c'era proprio la riforma della scuola. E l'assessore
all'istruzione Paolo Rebaudengo, leggendo un brano di Eschilo, ha aperto il
dibattito con un ringraziamento ai genitori delle XXI Aprile. Per aver
fatto scoppiare la scintilla della protesta, che ad oggi non accenna a
fermarsi. I genitori e i maestri delle elementari, però, non c'erano: avevano
annunciato una partecipazione di massa in Provincia, ma alla fine solo una
mamma delle Longhena è riuscita ad esserci. Dopo una relazione dell'assessore
sulle ripercussioni del decreto Gelmini a livello
territoriale, è partito il botta e risposta. Dal centro destra scherzano, sulle
prime: Giuseppe Sabbioni (FI) ha detto rivolgendosi al centrosinistra
"siete riusciti a trasformarla da Maria Stella a 'Maria Star' e ora è più
famosa di prima". Poi, più serio, ha condannato duramente le proteste di
ieri degli studenti universitari, chiedendo anche alla sinistra di esprimersi
contro il degenero della situazione. Luca Finotti, forzista, è intervenuto
affermando che "è legittimo manifestare, ma all'interno delle regole e bisogna
consentire a chi non concorda di poter svolgere le loro funzioni scolastiche
senza problemi". Il Pd ha reagito agli attacchi ribadendo la contrarietà
alla scuola immaginata dal governo Berlusconi: Gaetano Mattioli ha aperto solo
sulle divise scolastiche, dicendo che "è un provvedimento che si può
condividere ma da cui non si può estrarre valori di pari opportunità e
merito". Il Prc ha invece difeso le manifestazioni: "Un paese che si
mobilita in difesa della scuola pubblica dimostra sanità democratica" ha
detto Sergio Spina, che sui cortei universitari di ieri ha sottolineato che
"il conflitto, che si vuole cancellare dalla nostra storia, puntualmente
ritorna". Intanto il consiglio ha approvato un odg contro le classi
separate chieste dalla Lega e un altro che sprona i parlamentari bolognesi a
mobilitarsi per il ritiro del decreto.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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VIII - Bologna Vernice e fumogeni in Rettorato blocco dei binari e sassi in
stazione Si spacca il movimento tra chi dialoga con l'ateneo e chi va in
corteo. Roma manda gli ispettori Anche la resistenza aggravata tra i reati
individuati dalla Digos ILARIA VENTURI ORE undici e trentasette in stazione:
centinaia di universitari bloccano i treni sui primi due binari, per dieci
minuti. In contemporanea, in via Zamboni, lezioni di Fisica in strada. E' il
giorno della rivolta in Ateneo. La città bloccata, il rettorato sotto assedio.
Con una protesta dai due volti, che divide nei modi, non nei contenuti, il movimento "No-Gelmini": i collettivi che invadono la stazione, lanciano vernice
rossa contro il rettorato e il Provveditorato, colpendo anche una macchina dei
vigili; gli studenti e i ricercatori delle facoltà scientifiche che dialogano
(e si scontrano) con il rettore strappando un dibattito pubblico contro la
legge 133. La giornata inizia presto, da subito la mobilitazione è
doppia. Alle otto gli studenti di Scienze, Medicina, Chimica e tecnologie
farmaceutiche, i biologi e i ricercatori di Astronomia si presentano alle due
entrate del rettorato, qualcuno in camice bianco, tutti con nastro adesivo sulla
bocca e la scritta "No 133", i libri sotto braccio, lo striscione:
"Studieremo finché potremo". Alle nove gli studenti
dell'"Assemblea d'Ateneo No Gelmini-Tremonti",
sigla che unisce collettivi soprattutto di Lettere e Scienze Politiche, lo
spazio sociale studentesco e i ricercatori precari si ritrovano e cominciano a
muoversi verso l'ingresso di largo Trombetti. Ci sono anche alcuni studenti
medi, tra cui qualche rappresentante dell'Itis Belluzzi, da ieri sera occupato.
Alle nove e mezza il rettore scende nel cortile di palazzo Poggi, il dialogo
con gli studenti di Scienze dura più di un'ora. I collettivi fuori gridano
"vergogna", accendono candelotti fumogeni, parte il primo lancio di
vernice contro due auto e il muro del rettorato. Non entrano, fanno il giro di
Palazzo Poggi dietro allo striscione "Sapere precario", poi entrano
di corsa da via Zamboni, arrivano nel cortile quando il rettore è già salito di
nuovo in senato, fischiano, mostrano i cartelli su precarietà, sistema-feudale
e tutto ciò che contestano, attaccano il telo "Senato non guardarti in
tasca ma guardaci in faccia", e tornano in strada. Una sorpresa per Digos
polizia: i collettivi universitari non si fermano in rettorato come annunciato
ma marciano, lasciando in piazza Verdi i liceali, lungo via De Castagnoli
(altra vernice contro l'ufficio scolastico provinciale) e via delle Moline. Un
corteo non autorizzato - "siamo più di duemila", urlano - che ha come
obiettivo la stazione. E come slogan: "Noi la crisi non la paghiamo".
"Se ci bloccano il futuro, noi bloccheremo tutto, la città, le strade, la
stazione", urla Andrea con il megafono. I volti sono quelli del centro
sociale Crash, dei collettivi Aut Off e Cua, dell'assemblea autogestita a
Scienze Politiche, ma "siamo un unico movimento No Gelmini",
ripetono compatti. Non parlano di spaccatura: "Quelli di Scienze hanno
fatto una proposta, va bene, ma noi non riconosciamo il principio di
rappresentanza, per noi il rettore e il senato accademico sono delegittimati,
non ci interessano, siamo noi l'università", spiega Stefano Biosa.
"Solo posizioni differenti", precisa Anna Borghi, della rete dei
ricercatori precari. "Prassi diverse, protesta unica", in sintesi.
Via dell'Indipendenza è bloccata, all'altezza dell'autostazione Angela grida:
"Non abbiamo bisogno di un rettore che ci accontenti, quando ci incazziamo
blocchiamo la metropoli, è solo l'inizio". Poi l'arrivo in stazione:
entrano di corsa nell'atrio e invadono i binari. La polizia si schiera, partono
due sassi, sale il rumore dei fischietti, le grida. Pochi minuti e i binari
sono liberi, ritardi al massimo di un quarto d'ora dicono le Fs. Il corteo
torna sui suoi passi, arriva a Lettere, di nuovo occupata, blocca via Zamboni.
Sul muro, accanto al portone del "38", la dedica al figlio di
Cofferati: "Edoardo, sei uno di noi". La Digos filma, arriverà in
Procura un'informativa sul corteo non autorizzato, il blocco dei treni e i
sassi lanciati contro la polizia (per i quali la Questura farà accertamenti su
una sola persona). E intanto Roma ha risposto all'interpellanza del deputato
Fabio Garagnani: per le occupazioni nelle scuole il ministero dell'Istruzione
manderà degli ispettori a Bologna e provincia, per verificare abusi, anche se
si tratta di manifesti affissi. Verso l'una i ragazzi sono per terra, si forma
una coda di auto, i vigili non arrivano. "Non è colpa nostra se siete in
coda qua! Berlusconi, Calzolari e anche i vigili se ne fregano". Le auto
tornano indietro, il traffico è deviato nel pomeriggio da piazza Verdi.
"Oggi ci siamo presi la Facoltà e la stazione, domani la mensa", le
conclusioni, poi un'assemblea fiume a Lettere. Non finirà qui.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Prato
Striscioni antiGelmini alla Mazzei POGGIO A CAIANO. A
Poggio a Caiano non ci sono scuole superiori da occupare, ma
il malumore per la riforma Gelmini si è manifestato comunque e a quanto pare si tratta di un libero
sfogo da parte di adulti, insegnanti o più verosimilmente genitori. Ieri
mattina sono stati appesi dei lenzuoli con slogan di protesta sui cancelli
della scuola media Mazzei, della elementare Lorenzo Il Magnifico e della
materna Pertini. "Meno scuola meno diritti" e "No al
maestro unico" sono le frasi riportate sugli striscioni che la polizia
municipale ha provveduto a togliere nella prima parte della mattinata. Ci si
interroga su chi siano gli autori della protesta. In un primo momento si era
pensato al personale docente di una o l'altra scuola, ma poi è apparsa più
credibile l'ipotesi dei genitori dei ragazzi probabilmente preoccupati per la
paventata riduzione dell'orario scolastico. Remota la possibilità che si sia
trattato di studenti, troppo piccoli per certe "bravate". E.B.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Viareggio
Dilaga il contagio-occupazione Presidiati dagli studenti anche il Galilei, il
Marconi e il Don Lazzeri Professori e bidelli solidali: "Ma cambiate il
modo di protestare" VALENTINA LANDUCCI VIAREGGIO. Il tecnico Galilei, il
professionale Marconi, l'istituto per geometri Don Lazzeri. Dalla Darsena al
Marco Polo. Da Viareggio a Pietrasanta. La protesta anti-Gelmini è un fiume in piena che inonda
gli istituti superiori della Versilia. Ormai a quota sei le scuole occupate o
in agitazione sul territorio. E alla mobilitazione generale presto si
aggiungeranno il nautico Artiglio e l'istituto d'arte Stagi. In tutto
qualche migliaio gli studenti coinvolti che godono del sostegno - ed è questa
la vera novità - dei propri insegnati, concordi nella sonora bocciatura del
decreto di riforma della scuola. I nuovi fronti. Ieri mattina Viareggio si è
svegliata con altre due scuole superiori in agitazione: allo scientifico
Barsanti e Matteucci, al classico Carducci e all'Itc Piaggia si sono aggiunti
il liceo scientifico tecnologico Galilei e il professionale Marconi. I ragazzi
si sono riuniti in assemblea e hanno messo ai voti la proposta di occupare.
L'adesione è stata quasi unanime. Stessa situazione anche al geometri Don
Lazzeri di Pietrasanta. A questo punto si pone il problema di coordinare gli
sforzi delle diverse scuole sull'unico obiettivo: ostacolare la definitiva
approvazione del decreto attesa in senato per la fine di ottobre. Per questo
ieri pomeriggio la palestra del Carducci ha dato ospitalità ai rappresentanti
degli istituti versiliesi intenzionati a muoversi insieme per richiamare
l'attenzione dell'opinione pubblica sui guai della scuola. Il patto con i prof.
Un tema che sta a cuore anche agli insegnanti e al personale non docente dei
diversi istituti versiliesi: professori, bidelli e addetti di segreteria sono
pronti a collaborare se gli studenti decideranno di adottare forme di protesta
legali. Come ad esempio è stato fatto, ieri mattina, dagli alunni del Carducci:
l'occupazione si è trasformata in assemblea permanente, le attività didattiche
sono sospese ed è costante il confronto con gli insegnati. Gli studenti
continueranno insomma a presidiare aule e palestra giorno e notte ma non nella
forma tradizionale dell'occupazione. Ad un'assemblea permanente o ad una
cogestione per assecondare la formazione di un fronte comune tra prof e
studenti pensano anche gli insegnanti dello scientifico che ribadiscono il
proprio no al decreto Gelmini. Un provvedimento che
professori e personale non docente dell'Itc Piaggia definiscono
"inaccettabile nella sostanza e nella procedura legislativa". "I
decreti - si legge in un documento sottoscritto dal personale del Piaggia - se
convertiti in legge provocherebbero un processo di smantellamento della scuola
pubblica, abbasserebbero il livello qualitativo della didattica, senza alcuna
giustificazione pedagogica. Con l'unica finalità dei tagli ai
finanziamenti". Una condanna senza appello per la Gelmini,
insomma, alla quale segue l'invito agli studenti ad abbandonare l'occupazione
per avviare forme legali di mobilitazione. E ora tocca ai genitori. Studenti e
professori sono d'accordo anche su un altro punto: la protesta deve uscire
dalle aule, coinvolgere l'opinione pubblica e dunque, anzitutto, i genitori.
"Non solo quelli degli alunni del superiore - spiegano alcuni insegnati
dello scientifico - ma tutte le persone che hanno dei figli e sono preoccupate
per il loro futuro". Proprio ai genitori è rivolto l'invito a partecipare
all'assemblea di venerdì sera alle 21 alla Croce Verde. Un'occasione per
saperne di più sul decreto e sulle modalità di protesta che saranno adottate.
( da "Repubblica, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Pagina
X - Bologna Gli incontri Chimica, l'alleanza di prof e
studenti contro la "bomba a tempo" della Gelmini "Fino a sei mesi fa la facoltà di Chimica non aveva neanche
i rappresentanti degli studenti" SI sorprende Mirca, seduta sulla cattedra
con il microfono in mano e il verbale da stilare: "Sino a sei mesi fa
Chimica non aveva neanche i rappresentanti degli studenti". Ora
sono in tanti, la storica aula magna del Ciamician è piena. E lo rimane per
oltre due ore. "Mai visto tanta gente", commentano i rappresentanti
degli studenti in consiglio di dipartimento. La protesta scuote le facoltà. E
scatena a raffica le assemblee di studenti e docenti. Ieri a Chimica, domani a
Lingue (ore 11.30, in via Filippo Re) e a Lettere (aula III, ore 16), mercoledì
29 ottobre a Scienze. Venerdì ad Agraria (ore 11) il preside ha convocato un
incontro su statuto e legge 133 con docenti, tutti i ricercatori, studenti,
tecnici e amministrativi. "I due temi non sono distanti", dice Andrea
Segrè, candidato al rettorato. L'assemblea a Chimica ha portato studenti e
professori a discutere come non si vedeva dai tempi della Pantera. "Almeno
un effetto positivo di questa legge c'è: finalmente un'assemblea dopo anni di
scollamento tra studenti, professori e società", osserva il chimico
Vincenzo Balzani, pronto a fare lezioni in piazza, anzi, propone, "perché
non andiamo in Comune a farle, in un luogo simbolico e visibile?". Poi
commenta: "Sul clima l'Unione europea ci sta costringendo a fare cose
buone, peccato che per l'università non siamo in Europa! Non è possibile
pensare a tagli indifferenziati, senza andare a vedere chi funziona e chi
no". Balzani contesta il blocco del turn over: "Ogni cinque docenti
in pensione un solo ricercatore assunto, non si può resistere così".
Rimbalzano al microfono le proposte: "Blocchiamo gli esami e le
lauree". Ogni decisione è rinviata all'assemblea di Scienze. I professori
si schierano: "Questa legge è stata preceduta da una campagna mediatica
denigratoria contro l'università, dobbiamo ribellarci a questo, non siamo tutti
fannulloni o baroni che devono sistemare il proprio cavallo in cattedra,
basta", ripetono in modi diversi i docenti Venturi e Trombini. Il chimico
Dario Braga, candidato al rettorato, mostra le slide sulle conseguenze della
legge 133 e dice: "Una bomba a tempo, gli effetti si vedranno nella
prossima generazione". Ed Emilio Tagliavini, docente di Chimica organica,
attacca: "E' il momento di farci vedere".
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Viareggio
I geometri occupano fermento allo Stagi PIETRASANTA. Striscioni
contro la riforma Gelmini
allo Stagi Stagi, occupazione all'Istituto per geometri e ragionieri Don
Lazzeri. La protesta nelle scuole giorno dopo giorno si arricchisce di adesioni
specialmente nelle superiori. Allo Stagi ieri sono comparsi anche alle finestre
gli slogan contro la riforma. Che, nella bozza riguardante le superiori,
indica lo Stagi a rischio autonomia, ovvero l'accorpamento della presidenza ad
altro istituto. Un rischio che va scongiurato anche a garanzia del corretto
funzionamento della scuola.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Viareggio
Il Pd: "A rischio chiusura la scuola di Valpromaro" CAMAIORE. La
scuola primaria di Valpromaro, utilizzata da tutte le frazioni delle Sei
Miglia, rischia la chiusura. A causa della modifica della legge sulla scuola, proposta dal ministro Gelmini. A sostenerlo è Cristiano Ceragioli, consigliere del Pd, che
chiede, con un ordine del giorno che sarà discusso nel prossimo consiglio
comunale, di impegnare l'amministrazione e la giunta a sollecitare Provincia e
Regione, per avviare un confronto tra enti locali e Governo per cercare
soluzioni condivise (insomma, per il Pd, per "salvare la scuola
pubblica"). E di "svolgere un ruolo attivo, perché sia rispettato
l'articolo 34 della Costituzione, che parla di una scuola aperta e tutti".
La critica del Pd al decreto è a tutto tondo. "Il ritorno ad un maestro
unico annullerebbe - scrive Ceragioli - la possibilità di fornire insegnamenti
specializzati, di avere un'offerta formativa differenziata, la possibilità per
ogni bambino ad avere più figure e trovare un punto di riferimento più vicino
ai propri bisogni. Ma che toglierebbe anche la possibilità di accogliere i
bambini con problemi comportamentali e di apprendimento e di mantenere dei
programmi di affiancamento per bambini con carenze di apprendimento". Ma
criticano anche la riduzione dell'orario scolastico (in particolare del tempo
pieno), il voto in condotta. E soprattutto, aspetto questo che riguarda più da
vicino Camaiore, la chiusura delle scuole più piccole. "Un pericolo - dice
Ceragioli - che in questo momento corre la scuola primaria di Valpromaro".
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Cagliari
e Provincia Pagina 1017 Gli studenti del liceo artistico pensano
all'autogestione nella sede di via Bixio Le scuole mobilitate contro la
"riforma Gelmini" Gli studenti del liceo
artistico pensano all'autogestione nella sede di via Bixio --> Anche gli
studenti degli istituti superiori sono pronti a far sentire la propria voce
contro la riforma Gelmini. Lo hanno dimostrato, in
particolare gli iscritti al liceo artistico, che ieri mattina hanno presidiato
nel cortile della sede centrale in via Bixio, per prepararsi all'autogestione.
Ma non è stato facile. "Dalla settimana scorsa hanno cominciato una
mobilitazione nella sede staccata di Quartu - raccontano i ragazzi - e ci hanno
chiesto di unirci alla protesta. Così abbiamo deciso di radunarci anche in
quella di Pirri". Più facile a dirlo che a farlo. "Quando siamo
arrivati da via Sant'Eusebio - aggiungono - molti nostri compagni, che avevano
deciso di non entrare, erano radunati in cortile. Ma i cancelli erano chiusi ed
era impossibile sia entrare che uscire". Da qui una scelta estrema.
"Abbiamo scavalcato l'inferriata - ammettono - per imporre la nostra
presenza. Abbiamo anche chiamato le forze dell'ordine, perché trovavamo
ingiusto bloccare l'accesso alla scuola in quel modo". La situazione si è
poi sbloccata più avanti. "Verso le 11 hanno aperto le porte e abbiamo
allestito un'assemblea per informare i compagni sulla questione della riforma
scolastica e su cosa è opportuno fare per manifestare il nostro dissenso".
Da questo confronto "è emersa la necessità di entrare immediatamente in
autogestione - concludono - e abbiamo fatto richiesta ufficiale alla presidenza
della scuola. Le nostre intenzioni non sono battagliere. Non vogliamo bloccare
per forza le lezioni. Chi vorrà seguire le materie in orario potrà farlo, ma
allo stesso tempo attiveremo delle aule in cui discutere sul problema della
legge, soprattutto perché molti non sanno di cosa si tratta ed è giusto
informarli". Anche in altri istituti cittadini si stanno meditando soluzioni
analoghe, anche se in molti indirizzi non si è ancora deciso come comportarsi.
Soprattutto perché nella maggior parte delle scuole non sono ancora state fatte
le elezioni dei rappresentanti d'istituto. Non è tutto: c'è confusione anche
per via di volantini che girano tra le scuole, coi quali si invitano gli
studenti ad astenersi dalle lezioni nelle giornate di oggi e domani. "Non
sono firmati - commentano i giovani - per cui non li stiamo prendendo in
considerazione. Potrebbe trattarsi di un'esca per far perdere credibilità alla
protesta". STEFANO CORTIS.
( da "Libertà" del 22-10-2008)
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Scuola
(pin)
Insegnanti non pagati, Foti "interroga" la Gelmini. Il parlamentare del Pdl ha
infatti depositato in Parlamento un'interrogazione rivolta al ministro della
Pubblica istruzione, in cui si chiede il perché "insegnanti di diversi
istituti scolastici piacentini non abbiano ancora visto pagate le spettanze
relative ai progetti svolti nell'anno scolastico 2007-2008". I
progetti scolastici, si legge nell'interrogazione presentata alcuni giorni fa,
"risultano conclusi dal mese di giugno del 2008"; per questo,
l'onorevole Foti chiede al Ministro "se e quali urgenti iniziative intenda
assumere al riguardo". Una situazione che ripropone un annoso problema, fa
notare Gian Paolo Binelli, preside dell'Isii Marconi e presidente del collegio
dei dirigenti scolastici. "Queste spettanze - spiega Binelli - dovevano
essere liquidate dal Ministero entro il mese di agosto. Così non è stato, e
come dirigenti scolastici abbiamo segnalato la mancata erogazione dei
contributi già nei mesi estivi, con comunicazioni inviate a tutti i livelli:
ufficio scolastico provinciale, ufficio regionale e ministero. Allo stesso
tempo,anche i sindacati si sono mobilitati. Questa situazione ha coinvolto
diverse scuole piacentine, creando problemi soprattutto alle elementari e
medie, dove la disponibilità di cassa è minore - dice il preside Binelli -
rispetto alle scuole superiori, dove grazie al contributo di iscrizione chiesto
ai genitori, è possibile vere a disposizione maggiori risorse. A quanto
risulta, parte dei fondi è stata erogata, attraverso acconti pagati alle
scuole: è in corso un monitoraggio per verificare in qual misura". Il
problema, nel suo complesso, conclude il dirigente scolastico, non è nato
questa estate. "E' dal 2004 che diversi istituti scolastici piacentini lamentano
la mancata assegnazione di contributi ministeriali previsti (residuo attivo) -
ricorda Binelli - determinando una condizione di forte sofferenza e di
difficoltà economica". 22/10/2008.
( da "Libertà" del 22-10-2008)
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Scuola
Sono 21 le scuole del lodigiano che rischiano la chiusura con
l'approvazione del "decreto Gelmini".
Si tratta di 15 scuole d'infanzia, 2 elementari e 4 medie inferiori. In base a
quanto stabilito dal provvedimento, infatti, perderebbero l'autonomia
scolastica tutti gli istituti con meno di 500 alunni, mentre per le scuole con
meno di 50 studenti si profilerebbe la chiusura. Ciò per realizzare
la riduzione drastica dei costi del sistema scolastico. Questo l'elenco delle
scuole della provincia di Lodi che rischiano di essere chiuse. Tra le materne
Cavacurta (attualmente con 20 frequentanti), Orio Litta (26), Retegno di Fombio
(28), Bertonico (31), Casaletto (34), Mairago (40), Turano (42), Merlino (43),
Castelnuovo (44), Caselle Landi (48), Lodi via Spezzaferri (48), Ossago
Lodigiano (48), Corte Palasio (49), Lodi Campo di Marte (49), Mulazzano (49).
Le elementari a rischio sono quelle di Cavacurta (che ha 46 scolaretti) e di
Corno Giovine (47). Tra le secondarie di primo grado vacillano Castelnuovo
(frequentata da 43 giovani), Corno Giovine (46), Senna (46) e Caselle Landi
(50). Nel territorio fioccano già le prime reazioni. Il consigliere regionale
di Casalpusterlengo Gianfranco Concordati annuncia iniziative in Regione per
cercare di fermare un provvedimento che, dice, "avrebbe conseguenze quasi
drammatiche in molti nostri centro e per le famiglie dei piccoli comuni".
Leonardo Giansante 22/10/2008.
( da "Riformista, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Purtroppo
la situazione è tale che sulla scuola e sull'università il governo e la
protesta hanno torto entrambi. Comunque vada a finire, i
riformisti sono destinati alla sconfitta Contro la Gelmini è in corso una vera rivolta, che vede unite, come di rado
avviene, la scuola e l'università. La protesta non è più solo del mondo
sindacale o dell'opposizione. È ormai un vero e proprio movimento, che
comprende insegnanti e genitori, studenti e rettori. Chi ha un po' di
memoria, tuttavia, non può non riandare con la mente a tutte le successive
ondate di movimenti di protesta che hanno attraversato la società italiana ogni
volta che un ministro della Pubblica istruzione è intervenuto in qualche modo
sulla scuola o sull'università. Dalla Jervolino, che firmò i tagli del governo
Amato; a Berlinguer, la cui proposta di introdurre la progressione di carriera
per gli insegnanti fu investita da un rifiuto così forte da fargli perdere il
posto (e non parliamo della riforma dell'università, ancora mal digerita); alla
Moratti, che fu oggetto di un odio paragonabile solo a quello di oggi per la Gelmini. Naturalmente gli interventi sono molto diversi per
spessore, per ispirazione, per effetti. Ma la risposta è sempre la stessa: il
rifiuto pregiudiziale, a prescindere dal merito. La Moratti tentò di proseguire
le riforme Berlinguer, condendole con un po' di sapore di destra. La Gelmini purtroppo non si è collegata con quel filone, e non
sembra avere nessun tipo di cultura riformistica. Come è stato detto anche
troppo, si limita a interpretare un'ispirazione che è in verità del ministro
dell'Economia. Proprio qui, però, si dovrebbe aprire il discorso, da parte
dell'opposizione, e anche da parte di un'opinione pubblica coinvolta e
intelligente. Perché ha proprio ragione Napolitano: non si possono dire solo
dei no. Non si può difendere lo status quo di una scuola che non funziona,
senza passare dalla parte del torto. Come non diffidare di una protesta che si
ripete sempre uguale su obiettivi molto diversi? Bisognerebbe saper distinguere,
collocare le cose al loro giusto posto. I tagli, per esempio. Sono sbagliati i
tagli in quanto tali, o sono sbagliati questi specifici tagli? Se ne potrebbero
fare altri più efficaci? O si potrebbero meglio inquadrare in una prospettiva
di riforma, rendendoli quindi più razionali oltre che più legittimi? La
protesta, insomma, cade paradossalmente nella stessa trappola della ministra Gelmini: come questa spaccia dei tagli - forse giusti, certo
non scandalosi - per una riforma, così quella si oppone ai tagli senza chiedere
la riforma. Eppure ci sarebbero molte cose da chiedere per una scuola che
produce una elevata dispersione e non offre una effettiva eguaglianza di
opportunità. Anzitutto di rivitalizzare il cuore dell'attività scolastica, cioè
i processi di apprendimento/insegnamento, valorizzando la professionalità degli
insegnanti: formazione, reclutamento, valutazione, carriere. Se la Gelmini avesse presentato i suoi tagli in un quadro di
questo genere, la sua credibilità sarebbe molto maggiore. Temo però che
l'opposizione incontrata sarebbe stata non minore. Modernizzare la scuola,
introdurvi dei criteri di selezione degli insegnanti e dei ritmi di
funzionamento un po' più vivaci, è un tabù nel nostro paese. Per l'università
il discorso non è molto diverso. Qui i tagli sono più dolorosi, perché
avvengono da anni in modo costante e ininterrotto (quindi anche da parte del
centrosinistra). È del tutto vero che l'università è sull'orlo del collasso e
che il blocco del turnover rischia di soffocarla. Ma il giusto argomento da
usare contro l'approccio dei tagli indiscriminati è quello che lega i
finanziamenti alla valutazione degli atenei. Tragicamente, il percorso della
valutazione, seguito dagli ultimi ministri, è stato interrotto dal ministro
Mussi. Oggi la Gelmini non riprende il filo della
valutazione, e tutto ciò che c'è per l'università sono i tagli
"lineari" - cioè eguali per tutti - di Tremonti. A fronte di questo,
l'opzione di trasformarsi in fondazioni, che sarebbe accettabile se concepita
come uno strumento per rendere le università più competitive, non può non
apparire come segnale della rinuncia all'investimento - politico e culturale
prima ancora che finanziario - sul sistema universitario. Ci sarebbe dunque
abbastanza per una critica seria e vasta della manovra del governo
sull'università. Anche in questo caso, però, il movimento di protesta che sta
agitando tutti gli atenei italiani cade nella trappola di limitarsi a
denunciare i tagli o, peggio, il solito spettro della privatizzazione. Se il governo
Berlusconi avesse avuto la capacità di presentare un vero piano di riforma,
molti riformisti, anche a sinistra, tiferebbero oggi per lui. Purtroppo la
situazione è tale che il governo e la protesta hanno entrambi torto. Comunque
vada a finire, i riformisti sono destinati alla sconfitta. di Claudia Mancina
22/10/2008.
( da "Eco di Bergamo,
L'" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
"Scuola,
a Bergamo nessun terremoto" L'assessore provinciale Capetti rassicura i
sindacati "Non ci saranno accorpamenti né chiusure dei plessi" Nessun
terremoto nelle dirigenze scolastiche nella Bergamasca, nessun rischio
accorpamento per i 6 Istituti comprensivi e le 3 scuole superiori che hanno
meno di 500 alunni e ancora nessuna ipotesi di chiusura per i plessi (scuole
elementari) con meno di 50 alunni. La conferma che al momento non c'è nessun
rischio né per le nostre scuole di montagna né per altri tipi di scuole arriva
dall'incontro di ieri tra l'assessore provinciale all'Istruzione Giuliano
Capetti, affiancato per gli aspetti tecnici da Claudio Cecchinelli, e i
rappresentanti sindacali della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals. In
particolare nel corso dell'incontro è stato ribadito che la chiusura o
l'accorpamento delle istituzioni sottodimensionate (ridimensionamento che già
dieci anni fa ha interessato la nostra provincia) riguarda solo le presidenze.
Le scuole, come già successo nel 1999, potrebbero al più passare sotto
l'amministrazione di altra istituzione scolastica, rimanendo fisicamente dove
sono. "Il decreto legge 154 del 7 ottobre, che prevede il
ridimensionamento delle istituzioni scolastiche entro il 30 novembre di ogni
anno a partire dal 2009 ? ha spiegato Cecchinelli ? richiama alla legge del
1998 che già allora fissò dei parametri di riferimento per le scuole. Nel 1999
nella nostra provincia si provvide dunque al ridimensionamento creando 139
istituzioni scolastiche autonome che ad oggi, sempre nel rispetto dei
parametri, sono diventate 144". "Il decreto 154 ? ha ribadito
l'assessore Capetti ? non introduce nuovi criteri rispetto al 1998 per il
ridimensionamento e dunque nulla potrà succedere alle dirigenze scolastiche
della Bergamasca". Nello specifico gli istituti comprensivi Nullo, Val di
Scalve, Leffe, San Pellegrino, Serina e Lovere, e gli istituti Pacati di
Clusone, Riva di Sarnico e il Tecnico agrario Cantoni di Treviglio, che hanno
meno di 500 alunni non corrono nessun rischio di accorpamento perché sono già
in deroga rispetto alla legge del 1998. Sempre durante l'incontro
è stato chiarito che il Piano programmatico Gelmini-Tremonti (legge 133) che parla di "ottimale
dimensionamento" delle istituzioni scolastiche autonome e di previsione di
una "rete di punti di erogazione del servizio (scuole, ndr) realmente
rispondenti ai bisogni dell'utenza" di fatto è solo una bozza che, tra
l'altro, deve ancora essere trattata nella Conferenza Stato-Regioni.
Dalla Provincia dunque l'invito ad attendere i documenti definitivi prima di
discutere dei possibili rischi chiusura per le scuole di montagna sotto i 50
alunni. Le organizzazioni sindacali presenti in Provincia hanno espresso
soddisfazione per i risultati dell'incontro che, si legge nel comunicato
unitario stilato al termine dell'incontro, "premia il senso di
responsabilità con cui a suo tempo venne affrontata la ristrutturazione della
rete. Un metodo che le parti si sono impegnate a rispettare nel caso nuove
disposizioni imponessero ulteriori interventi, in particolare sui plessi
scolastici con pochissimi alunni frequentanti". Soddisfazione anche da
parte dello Snals che ha rinnovato l'invito a non creare inutili allarmismi:
"Terremo gli occhi vigili e agiremo quando, e se, sarà il caso di agire"
è stato il commento di Salvatore Rizzo della segreteria Snals. Tiziana Sallese.
( da "Tirreno, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Attualità
RIFORMA GELMINI RIFORMA GELMINI Una scuola di qualità non
nasce dai tagli Siamo un gruppo di insegnanti, di ruolo e precari, della Scuola
Media dell'Istituto Comprensivo "F.T. Baracchini" di Villafranca in
Lunigiana e Bagnone (Ms). In queste ultime settimane stiamo assistendo con
sgomento e preoccupazione crescenti all'impressionante escalation di
dichiarazioni e proclami riguardanti l'annunciata "Riforma della
Scuola". è emotivamente molto difficile riuscire a mettere nero su bianco
la profonda angoscia che provocano in noi queste dichiarazioni, in noi come
persone e come insegnanti. Cercheremo, tuttavia, di raccogliere le idee.
Tagliare, tagliare, innanzitutto e soltanto tagliare, e vendere questa scelta
come una garanzia di qualità e di crescita. Ecco quello che si sente e si legge
in questi giorni. Solo chi non conosce il mondo della scuola dal suo interno,
solo chi non ha la più pallida idea di cosa voglia dire insegnare, rapportarsi
con in ragazzi, organizzare le attività, far amare la propria materia può pronunciare
frasi come quelle di queste settimane. Aumentare il numero di alunni per ogni
classe - che abbiano il coraggio di dirlo! - non è sinonimo di qualità, ma di
risparmio. Cancellare arbitrariamente materie dal piano orario di una scuola
non significa qualità, ma risparmio. Accorpare o addirittura chiudere istituti
non significa qualità, ma risparmio. Abolire la pluralità dei maestri e imporre
il maestro unico non significa qualità, ma risparmio. Che si abbia il coraggio
di dirlo, una buona volta! E che si abbia anche il coraggio di affermare che
non ha alcuna importanza se le vittime - sì, le vittime - di questo
sconvolgimento profondo e scellerato saranno gli stessi studenti e tutti quegli
insegnanti precari che perderanno il lavoro, nonostante in questi anni abbiano
garantito alle scuole un sevizio serio e responsabile, frutto dell'entusiasmo
per una professione che amano e della speranza di arrivare, un giorno, al tanto
desiderato ruolo... Come può un Ministro, e il Governo che rappresenta, affermare
in buona fede che una rivoluzione come questa sia la soluzione di tutti i
problemi della scuola italiana? Molto da fare c'è, è vero, ma pensare di
cancellare anni e anni di lavoro, di sforzi, di fatiche consegnando ai nostri
ragazzi una scuola con classi sovraffollate e insegnanti ormai stanchi e
mettendo letteralmente in mezzo a una strada gli insegnanti precari è quanto di
più ingiusto e scorretto, se si crede davvero che la Scuola sia importante.
Perché, piuttosto, non proporre la pensione a tutti quei docenti provati da
tanti anni di insegnamento (ne conosciamo molti...) e lasciare spazio ai
giovani (quando lo sono ancora...)? Perché, invece, non valutare di creare una
scuola di qualità vera, dove la Storia e la Geografia, la Seconda Lingua e la
Tecnologia continuino a essere insegnate insieme all'Italiano e alla Matematica
e dove gli insegnanti - perché no? - abbiano un piano orario più lungo durante
il quale svolgere tutte quelle attività che ora svolgono comunque a casa e
vengano pagati adeguatamente per tutto il lavoro che hanno? L'istruzione, la
cultura non hanno colore, non dovrebbero appartenere né a questa né a quella
coalizione così come dovrebbe stare a cuore di chiunque abbia la responsabilità
e l'onore di governare un paese che i propri ragazzi abbiano una Scuola di
qualità e che i propri insegnanti (non solo precari...) possano svolgere la
loro professione e non essere accantonati per sempre. Vogliamo concludere
ricordando che il livello di civiltà di una nazione lo si misura anche dalla sua
organizzazione scolastica e dal grado di cultura o del sapere degli individui
che la popolano. Elisabetta Farina, Rosemma Cairo, Carla Pezzoni, Maria
Morelli, Graziana Gussoni, Maria Grazia Borsieri, Piera Antonioli, Miriam De
Marco, Milena Federici, Pierluigi Drovandi, Rita Zuccarelli, Rita Tonelli,
Miriam Pallatroni, Rita Bertolini, Enrico Leoncini, Lia Manganelli, Daniela
Loreni, Marina Cattaneo, Francesca Mori, Andrea Bisagno RIFORMA GELMINI
Protestano ma non conoscono la legge Egregio direttore, a quanto pare anche
l'invito del Presidente della Repubblica a "non dire solo no" è
andato invano. In questi giorni non facciamo altro che vedere magliette
inneggianti al Che Guevara, pugni chiusi, striscioni contro la scuola di classe
(boh....), proteste contro "una scuola per ricchi" (straboh....)!
Insomma, un'autentica cretinata. Persone che urlavano "Il futuro dei
bambini non fa rima con Gelmini". E' vero, in
certi casi, il futuro dei bambini fa rima con cretini: cosa ci fanno i bimbi
agli scioperi? E' giusto sbugiardare il cavallo di battaglia degli scioperi.
"Ridurranno le ore del tempo pieno". Qualsiasi madre in buona fede si
è già spaventata. Può stare tranquilla perché non sarà così: a dirla tutta il
tempo pieno aumenterà. E sarà tenuto proprio da quegli insegnanti
"tagliati fuori dalla riforma del maestro unico". In poche parole: se
in classe resta un solo maestro anziché tre, gli altri due saranno destinati al
tempo pieno. Non mi sembra difficile da capire. Vado avanti. "Con il nuovo
dimensionamento saranno tagliate le scuole di montagna e dei paesini. Nemmeno
questo è vero. Le scuole resteranno aperte e operative; potrà capitare che non
avranno più ognuno il proprio preside o il personale di segreteria; non mi
sembra la fine del mondo. Vorrà dire che una volta tanto sarà la burocrazia ad
alzare le chiappe dalla scrivania. Meglio che lo facciano i presidi e il
personale piuttosto che le famiglie, no? Ma questo meccanismo, cari signori,
era previsto in un decreto de 98 finora mai applicato (Dpr 233 del 1998, firma
Oscar Luigi Scalfaro). Altra imprecisione: il governo taglia gli insegnanti di
sostegno ai portatori di handicap; bel colpo di scena pietistico ma privo di
sostanza. Nell'ultima finanziaria del governo Prodi era scritto che il rapporto
tra disabili ed insegnanti dovesse essere di due a uno: nella riforma Gelmini non si fa altro che applicare questo parametro. Se
qualcuno si lamenta è perché, sulle spalle dei disabili, vorrebbe assunzioni in
massa; furbi e pure sciacalli. Per concludere passiamo adesso al problema sulle
ore di inglese. Come si fa a parlare di riduzione delle ore di lingua
straniera, quando è già previsto (per effetto della riforma Moratti) che
dall'anno prossimo le ore passeranno da tre a cinque? Mistero! Allora perché
tutto questo casino? Semplice, perché dopo anni in cui la mucca del pubblico
impiego ingrassava a dismisura ruminando della mangiatoia della concertazione,
finalmente un governo sta provando ad invertire la tendenza. Un consiglio: cari
professori, bidelli, alunni, presidi leggetevi attentamente la riforma Gelimini
ed il DPR 233/1998. Solo dopo averla letta, forse, potrete tornare in piazza a
ragliare! Massimiliano Meoni Castellina Marittima (Pi) AMBIENTE Prima
sporchiamo poi accusiamo Guardate i greti dei nostri fiumi e vedrete tanta
plastica che è lì da tanto. Guardate i fossi che ci sono lungo le strade, fuori
città, vedrete che c'è tanta plastica che è lì da tanto tempo. Guardate i prati
che ci circondano dove quando vengono ripuliti dall'erba alta, si vede tanta
plastica che è li da tanto tempo. Allora? Non è questo o quel governo che è
menefreghista, siamo noi italiani, un popolo di incivili e sudicioni esseri
bipedi. Gli amanti della natura, i cosiddetti pescatori, cacciatori e fungaioli,
quando vanno a fare i propri comodi nei boschi e sponde, sporcano e lasciano
plastica dappertutto. Non hanno imparato nulla, nonostante che ogni anno ci sia
la campagna del puliamo il Mondo. Cosa pretendiamo dai politici nostrani quando
è l'intera cittadinanza a fregarsene dell'ambiente? Massimo Castellari REPLICA
Sport: azzurro, un solo colore Caro signor Massimo Calissi, mi permetto di
scriverle (sostituendomi al caro Buffon come lo chiama lei nella sua lettera)
per dirle che il nazionale-mondiale Gigi Buffon lei assolutamente non lo
conosce né tanto meno la sua famiglia, tutta gente vissuta nello sport
professionistico (calcio, pallavolo, pallacanestro e atletica) per cui non ha
avuto tempo per le ideologie politiche. Lei invece nel suo pezzo dice apertamente
di avere un orientamento politico. Si sa come la politica, spesso, voglia
inserirsi nel settore sportivo. Signor Massimo, lo sport lo lasci agli sportivi
ed ai loro organizzatori e non cerchi di tingerlo di rosso o di nero poiché
tutti gli sport hanno un solo colore... l'azzurro. E dare, quindi del
"fascista" al Gigi nazionale e come dare del comunista al Santo
Padre. A meno che lei non sia spinto da invidia perché il portierone milita
nelle file bianco-nere. Le voglio bene per questo mi sono permesso di
risponderle. Lo vuole un consiglio? Ebbene vada domenica e vedere il suo Prato
allenato dal massese Orrico che, certamente non è un fascista. Mauro Pisani
Marina di Carrara.
( da "Libertà" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Posta
prioritaria 11 giorni per una busta da Piacenza a Vezzolacca Caro direttore,
ecco l'ultima perla delle Poste: avendo bisogno, con una certa urgenza, di una
mappa catastale della mia casa, l'otto ottobre telefono ad un noto studio di
architettura di Piacenza, di cui ero stata cliente anni fa, se possono
mandarmela per posta prioritaria posta prioritaria 11 giorni per una busta da
Piacenza a Vezzolacca Caro direttore, ecco l'ultima perla delle Poste: avendo
bisogno, con una certa urgenza, di una mappa catastale della mia casa, l'otto
ottobre telefono ad un noto studio di architettura di Piacenza, di cui ero
stata cliente anni fa, se possono mandarmela per posta prioritaria. Gentile
come sempre il geometra mi risponde... la spedisco domani mattina... cioè il
nove ottobre. Cosa che fa affrancandola con una spesa di due euro, per posta
prioritaria ( altra invenzione non più rispettata). Passano i giorni e non
arriva: penso sono tanto presi che non avranno potuto, anche se mi sembrava
molto strano data la serietà di quello "studio". Oggi 20 ottobre
verso le tredici (pare che il servizio sia migliorato come recapito) mi arriva
una busta formato protocollo, con le attese mappe e leggo la data di spedizione
con timbro da Bologna... 10/10/08 (dieci/ dieci/ 2008) e, oggi ne abbiamo, se
non leggo male sul calendario... 20/10/08 (venti/dieci/2008): che spiegazione
hanno da dare i dirigenti delle poste a dei loro... clienti? Caro direttore,
grazie per il grande appoggio che per l'ennesima volta dà a noi gente della
montagna. Anna Prati Zani Vezzolacca riforma gelmini-1 mi
offendo, non sono strumentalizzata Egregio direttore, sono una mamma che ha
partecipato venerdì sera alla fiaccolata pacifica contro la riforma Gelmini. E' stato bellissimo, c'era
un'atmosfera molto coinvolgente ed è stato estremamente emozionante. Ho
comprato 'Libertà' per leggere il resoconto e gli ovvi commenti negativi da
parte di chi sostiene la riforma. Sicuramente c'è libertà di pensiero e
opinione per tutti (almeno per adesso)... ma vorrei esprimere la mia indignazione
per la solita frase banale e ritrita con cui ormai veniamo etichettati anche
noi genitori: strumentalizzati. Non siamo strumentalizzati da nessuno! E di
sicuro non strumentalizziamo i nostri figli! Piantiamola di usare la scusa
della strumentalizzazione per fare propaganda politica. I genitori hanno a
cuore l'educazione e l'istruzione, il futuro dei loro figli! Nessuno ha diffuso
disinformazione. Ci siamo scaricati da Internet il decreto Gelmini,
il disegno di legge Aprea e la mozione del 14 ottobre sui corsi speciali per
bambini extracomunitari (dico, ma stiamo scherzando? Ma dove siamo andati a
finire?)... basta andare sul sito del parlamento o della camera dei deputati o
semplicemente, su un motore di ricerca in Internet, e digitare "Decreto legge
137" (Gelmini), PDL 953 (Aprea), "Mozione
1-00033" (classi ponte per i bambini extracomunitari). Ce lo siamo letto
per bene, ce lo siamo passato, ne abbiamo discusso, e siamo arrivati alle
nostre conclusioni senza che nessuno ci dicesse niente! Disinformazione è
l'omertà di molti media nei confronti dell'enormità di quello che sta
succedendo. Disinformazione è impedire in certe scuole di fare riunioni
genitori-insegnanti per illustrare la riforma (illustrare... con tanto di
proiettori che non fanno altro che proiettare le parole della riforma Gelmini... che onestamente, per quanto mi riguarda, si
commentano benissimo da sole!). Non strumentalizzazione. La piantino di
offendere la mia dignità dicendo che sono strumentalizzata. Sono un'adulta
responsabile in grado di fare le sue scelte e avere le sue opinioni
indipendentemente da partiti e sindacati... non sono iscritta né agli uni né
agli altri, ho solo cercato, come molti altri genitori, di andare più a fondo
per capire, e poi informare, non disinformare, chi non è ancora a conoscenza di
come stanno le cose. Strumentalizzati saranno i politici che devono portare
avanti l'idea del loro partito, non noi cittadini. Per quanto riguarda la
chiusura di alcune scuole e l'allarmismo 'immotivato', è stato detto che,
nonostante il rifiuto di alcune regioni di chiudere quelle più piccole, il
governo potrebbe commissariare le regioni stesse per imporre l'applicazione del
provvedimento. Le regioni lotteranno contro il commissariamento, ma intanto si
sta cercando in ogni modo di applicare il provvedimento... nella scuola di mia
figlia ci sono meno di cento bambini, quindi la mia preoccupazione è più che
legittima. Nicoletta una mamma preoccupata riforma gelmini-2 La parola d'ordine
è informarsi per informare Egregio direttore, forse qualcosa si sta muovendo.
Forse una piccola breccia nel muro della disinformazione si sta aprendo. La
presenza di quattromila cittadini piacentini alla fiaccolata di venerdì scorso
è una testimonianza preziosa di quanto le cose forse stiano cambiando. Del
resto il decreto legge n° 137 ed il disegno di legge Aprea sono consultabili da
tutti tramite Internet e nessuno, favorevole o contrario, può permettersi ormai
il lusso di ignorarli: qualsiasi opinione non può più nascere dai sentito dire.
Il clima di sfiducia e disfattismo che circolava negli ultimi tempi negli
ambienti scolastici, l'impressione di essere ignorati, non compresi, di
difendere da soli principi fondamentali quali il diritto allo studio di tutti i
bambini sta lasciando il posto ad una sensazione nuova, ovvero la speranza che
questa protesta così corale possa dare i suoi frutti. Non è più possibile
infatti da parte dei nostri politici rispondere alle nostre richieste di essere
ascoltati con le affermazioni che noi saremmo manipolati, disinformati ed in
mala fede. Troppo comodo e decisamente poco convincente! Come si può pensare
che tante persone dei più svariati ceti sociali siano manipolate? Perché invece
non ci convincono con argomentazioni concrete che la Riforma Gelmini
è valida, come loro sostengono, mostrandoci quegli aspetti che secondo loro noi
non abbiamo colto? In realtà il movimento massiccio che si sta vedendo in
questi giorni nasce proprio dal fatto che i cittadini finalmente sono usciti
dal torpore, si sono informati e conseguentemente, esprimendo in modo libero il
loro pensiero, hanno voluto comunicare a tutti le loro preoccupazioni e
testimoniare le loro richieste. E se pensiamo a quanto poco o nulla si sia
parlato preventivamente di questa manifestazione a livello nazionale,
l'adesione massiccia pesa il doppio. Anche gli striscioni che sono fioriti
sulle cancellate delle nostre scuole sono stati un modo civile e concreto per
incrinare l'indifferenza generale che sembrava prevalere, perché nessuno un
giorno possa dire "Io non lo sapevo". Alle polemiche sulla loro
affissione mi sento di dire che se gli insegnanti hanno dovuto e dovranno
improvvisarsi "giornalisti"( a tal proposito ringrazio Libertà per lo
spazio che ci ha sempre concesso) ed agguerriti divulgatori di informazioni
attraverso tutti i mezzi che ci sono concessi, striscioni compresi, è perché
c'è una convenienza di molti a non informare, a confondere. Se qualcuno ha
avuto da ridire sulle modalità da noi utilizzate, peraltro assolutamente
pacifiche, mi sento di dire che è stato molto meno corretto l'atteggiamento che
ci stiamo trovando a dover affrontare. Certamente il nostro comportamento
irrita molti, ma ciò è la conferma di quanto nella scuola pubblica si coltivi
la libertà di pensiero e si insegni con l'esempio ed esponendosi in prima
persona a difendere valori e principi che interessano il bene di tutti,
peraltro in modo assolutamente pacifico. La parola d'ordine di questi tempi è
dunque: informarsi per informare. Quali motivazioni potrebbero essere migliori per
continuare con convinzione e coscienza nel nostro cammino? Anna Rossi
Calendasco replica a foti a corto di argomenti quindi ci demonizza Egregio
direttore, quasi con divertimento abbiamo letto il comunicato dell'onorevole
Foti che ci definiva casta sindacale, aspiranti capo popolo e che tentava di
inserisci fra i "fannulloni" perché negli ultimi cinque anni non
avremmo dedicato neanche un'ora all'insegnamento. Da che pulpito! Proprio
quell'onorevole Foti che, quando una bidella all'incontro alla scuola Calvino
lo accusava di beneficiare di privilegi da parlamentare, rispondeva con
protervia "Provi lei a venire al mio posto!" Noi, onorevole Foti, a
differenza di quanto ritenuto da molti italiani, rispettiamo le istituzioni e
stimiamo chi viene eletto in Parlamento, quindi non ci permetteremo mai di
definirla appartenente ad una "casta parlamentare". Capiamo che Le
sarebbe gradito vedere il sindacato cancellato dalla faccia della terra, ma non
sarà così. Anche noi, come Lei, ricopriamo una carica elettiva e lì rimarremo
finché i nostri iscritti lo vorranno. Egregio onorevole, Lei sta veramente
perdendo le staffe: demonizzare l'avversario è proprio tipico di chi non ha più
argomenti da proporre. Marina Molinari Raffaella Morsia Segretarie Provinciali
Cisl Scuola e Flc Cgil di Piacenza un genitore l'orgoglio di appartenere alla
scuola anna frank Gentile direttore, sono un genitore della scuola superiore di
primo grado Anna Frank, scuola di riferimento di un variegato, operoso e
dinamico quartiere che si è negli anni confrontato con grandi mutamenti
uscendone positivamente. Ogni volta, però, che si è voluto far passare messaggi
negativi sulla convivenza fra culture diverse e la conseguente necessità di
interventi, come ad esempio l'istituzione di scuole differenziali per
"favorire l'integrazione", la nostra scuola viene denigrata,
inventando o ingigantendo fatti ed accadimenti che sono propri di ogni istituto
che accolga ragazzi di questa età. Ricordo che quando ancora non c'erano
"gli extracomunitari", si diceva che questa era la scuola dei figli
dei "terroni", quelli che ci occupavano le case popolari, i posti
negli asili e portavano delinquenza. Ora che questi tristi luoghi comuni sono
attribuiti agli immigrati, i figli dei "terroni" hanno cessato di
entrare nelle statistiche negative e sono tornati ad essere solo dei bambini;
speriamo di non dover aspettare l'arrivo gli alieni per considerare solo
bambini anche i figli degli stranieri! Nonostante ciò, per fortuna, all'Anna
Frank c'è sempre stato un gruppo di insegnanti che, invece di demoralizzarsi e
pensare di andare ad insegnare altrove, hanno avuto ogni volta un'alzata di
orgoglio che, senza transigere sull'insegnamento della matematica e
dell'algebra, ha messo in campo laboratori e progetti che hanno portato ai
nostri ragazzi riconoscimenti ogni volta che hanno partecipato a
manifestazioni, che hanno partorito spettacoli teatrali rappresentati per
ragazzi di scuole sia all'interno che fuori dalla nostra provincia, che hanno
messo in pratica " le conoscenze e le competenze relative a cittadinanza e
costituzione" partecipando, ad esempio, al consiglio comunale dei ragazzi
e al progetto di vicinato solidale che porta i ragazzi a conoscere il proprio
quartiere, le sue realtà e le sue necessità, indipendentemente dal grado di
pallore della pelle. Posso solo concludere questo mio sfogo parafrasando uno
slogan che in questi giorni va per la maggiore: "Giù le mani dall'Anna
Frank!", sono un genitore di questa scuola e sono fiera di esserlo.
Daniela Ferretti 22/10/2008.
( da "Libertà" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di FRANCESCO
ROSSI* Sono uno studente di Liceo Linguistico e ho partecipato alla fiaccolata
di venerdì 17 ottobre. Ho letto il suo giornale e sono stato contento del
resoconto che riguarda la partecipazione e i toni della manifestazione: è
andata proprio così! Sono molto meno contento di aver letto i commenti di chi
alla fiaccolata non c'era. L'Onorevole Foti ha pronunciato parole pesantissime
che mi fanno sospettare di una sua scarsa informazione e di una volontà chiara
affinché gli studenti italiani siano deviati sul giudizio in merito a quanto
stia avvenendo. Per essere trasparente, come sempre sono, le dico che
nell'ultima campagna elettorale amministrativa vestivo di arancione e ne sono
orgoglioso. Per quanto riguarda la scuola credo, perché ho
letto il Piano Programmatico Gelmini, che i ragazzi più giovani di me non potranno frequentare una
scuola come quella che ho frequentato io. Alle Elementari (ora Primarie) ho
fatto il "modulo": tre insegnanti su due classi (eravamo in 26 alunni
nella mia) e alle Medie (ora Secondarie di Primo Grado) il Nicolini. In
entrambe ho potuto avvalermi di insegnanti anche compresenti e dei laboratori
che facevano parte dell'offerta formativa degli Istituti che ho frequentato.
Fosse domani la mia entrata nel mondo della scuola, avrei una sola maestra alle
Elementari in orario antimeridiano e un monte ore settimanale ridotto alle
Medie. Il mio attuale Liceo Internazionale Europeo, dico mio perché mi piace
molto e l'ho scelto, mi darà la possibilità di vedere riconosciuto il mio titolo
di studio anche oltre i confini nazionali e tutto ciò con un'idea di scuola e
di orario settimanale che è più ampio di quello previsto dalla nuova norma e
con docenti che lavorano con noi nonostante non abbiano cattedra di 18 ore
settimanali. Alla fiaccolata ho incontrato tutti i miei insegnanti di prima e
di adesso e mi ha fatto molto piacere camminare al loro fianco. Non credo che i
miei insegnanti siano stati tutti vestiti di arancione alle ultime
amministrative, sono prima di tutto professionisti della scuola; né credo che
siano "tetri protagonisti del '68 che strumentalizzano in maniera ignobile
e vergognosa i loro "bambini", per citare l'Onorevole. Ho quasi 16
anni e credo di non essere un bambino. Come me tutti, liberamente e senza
alcuna strumentalizzazione, hanno sfilato venerdì perché credono che la riforma
della scuola in questo Paese sia un tema serio da affrontare senza i vincoli
del Ministro del Bilancio di turno, ma con tutti quelli, alunni - famiglie -
docenti, che credono davvero che il futuro di una Nazione sia legato alla
formazione vera e completa delle generazioni nuove. Credo che venerdì abbia
sfilato la scuola: anche i bambini e i ragazzi che la abitano ogni giorno. *II
Liceo Linguistico B 22/10/2008.
( da "Libertà" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Di
GIAN FRANCO DRAGONI Il 14 ottobre la CGIL piacentina ha riunito oltre 200 tra
delegati di base e dirigenti delle varie categorie, per analizzare lo stato
delle trattative in corso sul nuovo modello contrattuale, e una verifica sulle
ricadute negative che si riverseranno sui lavoratori e i pensionati, con le
misure di restrizione delle risorse da destinare su punti cruciali quali: la
sanità pubblica, la scuola, la previdenza. Prendo spunto da questo avvenimento,
che presenta un suo rilievo, provando a "raccontare" alcune
sensazioni che ho colto, andando oltre il "freddo" linguaggio
sindacale, che spesso avvolge questi momenti. Dopo molto tempo che ciò non
accadeva, sono rimasto positivamente stupito dal clima che ha permeato l'intera
mattinata, segnata da interventi privi di astio, tesi a dipingere
esclusivamente governo e imprenditori "nemici" dei lavoratori. Dal
Segretario Generale della Camera del Lavoro ai quadri che si sono avvicendati
nel dibattito, è stato messa in campo una notevole capacità di analisi dei
problemi che assillano il nostro Paese e il mondo del lavoro e,
contemporaneamente, si è tracciata una linea di risposta, che partendo dalle
difficoltà, non si rassegna però a subirne gli eventi. La CGIL rappresenta uno
spaccato importante di cittadini, nello specifico lavoratori e pensionati, che
non demordono dal voler essere protagonisti delle scelte importanti, quando
queste toccano la vita delle persone in carne ed ossa, quella parte, che
possiamo ribadirlo con tranquillità facendone parte, ogni mattina si alzano
presto per compiere il loro dovere verso la società, in fabbrica, ufficio o in
altri posti, ivi compreso la guida delle aziende. Quando vengono posti in
discussione i criteri generali attraverso cui rinnovare i contratti di lavoro,
16 anni dopo gli accordi del 1992, dovrebbe risultare chiaro alla
Confindustria, che si tocca un punto nevralgico coinvolgente le condizioni di
milioni di persone. A questo proposito autorevoli personalità hanno paragonato
le modifiche al sistema contrattuale in discussione, alla pari di un intervento
alla Costituzione Repubblicana. Se la dimensione dei problemi è di tale
portata, alle osservazioni che provengono dalla maggiore organizzazione
sindacale, la CGIL, perché Confindustria si mostra insofferente, come il
Governo di centro destra, facendo trasparire la volontà di andare avanti con
chi ci sta? Le obiezioni che sono venute dai delegati e dai dirigenti delle
categorie sono d'ordine strettamente sindacale e riguardano, in primo luogo, il
salario, la sua tutela reale rispetto al costo della vita, che nelle proposte
della Confindustria non vi sono. E la natura stessa del Sindacato che potrebbe
assumere prevalentemente una veste "burocratica" di mediatore dei
conflitti. Io penso che se dovessero prevalere scelte improntate al tentativo
di isolare la CGIL, soprattutto le ragioni che stanno alla base delle sue
posizioni, non si farebbe alcun passo concreto in avanti verso nuove relazioni
industriali, necessarie per affrontare le stringenti difficoltà evidenziate
dalle nubi che si addensano sulle economie di tutti i paesi. Sulle tematiche di
ordine generale, dalla scuola, alla sanità, sono rimasto colpito dalle
descrizioni del rappresentante della Funzione Pubblica, che illustrando le
conseguenze che il taglio di 8 miliardi di euro (16 mila miliardi di vecchie
lire) nel triennio 2009-2011 ha affermato: "La mancanza di queste risorse
porterà a considerare già con il 1° gennaio 2009, ad esempio, non più
essenziali e a carico del Servizio Sanitario Nazionale: la vaccinazione
obbligatoria dei neonati contro il possibile insorgere dei tumori alla cervice;
le procedure epidurali che sono poste in atto nella preparazione del
parto". Così, come i provvedimenti previsti dalla
riforma Gelmini per la
scuola, oltre alle ricadute evidenti che propongono, un regresso culturale
rispetto ai risultati raggiunti nel rendere la scuola pubblica servizio
universalistico per tutti i cittadini, scaricheranno nuovi costi economici
sulle famiglie, con il venire meno del tempo pieno. E' da questo
spaccato di problemi che muovono le posizioni di contrasto poste in atto dalla
CGIL e non da fantasiose e inesistenti "pregiudiziali politiche" di
ostilità al Governo in carica. 22/10/2008.
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
SCUOLA/1
MINISTRO, DISPONIBILI AL CONFRONTO ANDREA CASTAGNA Per un soggetto come il
sindacato vi è sempre la necessità di mettere in campo proposte ed è fuori
dubbio che rappresenti la miglior soluzione ai problemi, in quanto, nel momenti
in cui si viene coinvolti, vi è la necessità di contribuire con proposte, idee,
contributi al raggiungimento di un obiettivo. Questo accade quando ad un
problema posto si richiede il contributo di tutti per trovare efficaci
risposte. Nel caso della proposta Gelmini sulla "riforma" e sui decreti che interessano la
scuola, rivendico il diritto di dire non solo no, ma anche di rafforzarlo con
la protesta che, come vediamo, oltre alle organizzazioni sindacali sta coinvolgendo
studenti e professori. Quando il campo di gioco o se preferiamo di confronto è
deciso da due contendenti è chiaro che è necessario avanzare proposte.
E' un diritto riconosciuto dall'agire democratico del nostro paese. Mai Cgil,
Cisl e Uil a fronte di problemi sollevati hanno chiuso le porte in faccia senza
avanzare proposte. Questo atteggiamento lo hanno sempre dimostrato. Ma non si
può chiedere al sindacato di giocare in un campo in cui solo uno, in questo
caso il governo e la ministra Gelmini, delimitano i
contorni, le regole, le soluzioni e al sindacato spetta solo dire sì o no. Non
sono in discussione "solamente" posti di lavoro e futuro per migliaia
di insegnanti, ma molto di più. C'è il tentativo attraverso subdole motivazioni
dal voto in condotta al grembiulino, di riportare la scuola italiana indietro
negli anni, riportarla ad un punto in cui si disconoscano le naturali e
positive evoluzioni della società italiana, fatta di integrazioni, di
elevazione culturale e di radicamento sociale che a partire dalla scuola, ma
non solo, può essere sintomo di crescita di una società. Basta ascoltare le
voci dei sempre più numerosi soggetti, dai rettori ai presidi, dai docenti ad
autorevoli istituzioni, che si levano contro questo insieme di norme, per percepire
che c'è una protesta ampia e giustificata e che solo un governo sordo ed
arrogante non può sentire. Sono ormai mesi che la ministra Gelmini,
insieme ad altri suoi colleghi del governo Berlusconi, parla della scuola
utilizzando argomentazioni e dati sbagliati. E così, per giustificare i pesanti
tagli alla spesa per la scuola pubblica, avanza motivazioni prive di qualsiasi
fondamento reale. Non siamo sicuri se scientemente o per incompetenza e
superficialità, ma questo non cambia il risultato: la manovra del governo è una
scelta grave ed immotivata aggravata inoltre dalla pericolosa tendenza, poi
smentita, di dotare le scuole pubbliche italiane di classi differenziate per
bambini stranieri. Se gli ambiti li decide solo uno, non si può chiedere
all'altro la possibilità di essere d'accordo o non d'accordo, esclusivamente
sulla base che spesso viene ripetuta dagli uomini e donne di questo governo e
cioè che avendo ottenuto dalla maggioranza degli italiani il consenso a
governare possono decidere senza bisogno del confronto parlamentare, come si è
visto in questi mesi e senza il confronto con la rappresentanza sociale come
altrettanto abbiamo visto nelle ultime vicende. L'uso e la conoscenza dei dati
è importante ma non può essere usato strumentalmente per giustificare dati
insensati. Sarebbe più corretto trarre spunto per migliorare davvero la scuola
pubblica anche con maggiore investimento. Quello che il ministro tanto
pomposamente chiama "riforma" è solo una manovra di tagli e
sottrazione per mandare in malora la scuola pubblica. Non hanno alcuna
efficacia nella soluzione dei problemi, e si servono unicamente ad una
riduzione secca di oltre 130 mila lavoratori (dietro ci sono più di 130 mila
famiglie), cui si aggiungerà la diminuzione di studenti per abbandoni, ma anche
nella scuola superiore per effetto della cancellazione dell'obbligo scolastico
a 16 anni. Se lo scopo è quello di intervenire sul sistema, il ministro deve
porsi l'obbiettivo di utilizzare al massimo le risorse oggi esistenti per poter
più efficacemente e velocemente realizzare i cambiamenti. Possiamo e e dobbiamo
dire no, anche solo no se serve a dimostrare l'indignazione e la protesta.
Disponibili sempre, però, a ragionare e a confrontarci con l'impegno ed il
rigore necessario ogniqualvolta si viene coinvolti. segretario generale Cgil
Padova.
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
SCUOLA/2
UNA PROTESTA INFONDATA Leggo spesso sui giornali che la scuola elementare
italiana è reputata tra le migliori del mondo, se non la migliore. Lo dice il
ministro ombra Garavaglia, lo dice G. Palombarini (Il Mattino, 17/10), ecc,
ecc. La cosa mi sembrava strana perché, avendo insegnato sia alle elementari,
sia alle medie, non mi risultava. Sarà migliorata in questi anni, pensavo.
All'improvviso "l'illuminazione": Giorgio Israel (professore
all'Università La Sapienza) scrive tra l'altro nel suo blog e in vari articoli:
"Invece di ragionare si preferisce ripetere come un disco rotto che la
scuola elementare italiana è "eccellente", anzi una delle migliori
del mondo, omettendo di dire che le valutazioni internazionali riguardano non
tanto i risultati quanto l'impiego di risorse su cui - non c'è dubbio -
l'Italia è ai primi posti". Adesso ci siamo, ho pensato. Si continua poi a
ripetere, sapendo di mentire, che "torniamo al maestro unico":
orrore. Anzitutto non è unico, ma prevalente, cioè all'insegnante si affiancano
altri docenti più competenti in una data materia: inglese, informatica, ecc.
Quindi, che maestro unico è? E tale metodo è seguito in tutta Europa, esclusa
forse l'Inghilterra. Sono tutti dementi, negli altri Stati? Attualmente alle
elementari ci sono classi in cui si succedono anche sette insegnanti: una
specie di zapping per gli alunni. Una pacchia. Che rammarico per me non essere
ancora a scuola. Almeno gli alunni imparassero qualcosa di utile: come prima,
anzi molto peggio di prima. Avete mai letto qualche scritto (una lettera, un
tema o sim) di alunni che escono dalle elementari o dalle medie? Avete mai
provato a chiedere loro: quanto fa 6x9, 7x6, e via di seguito? Fatelo, vi
divertirete. Fortissimi, immagino, con gli sms, ma per il resto, meglio
stendere il consueto velo pietoso. Si contesta poi il voto in condotta e il
ripristino dei voti anziché i giudizi, ritengo invece tutto ciò ragionevole ed
efficace. A proposito di giudizi, ricordo che un mio collega, dopo
arzigogolamenti e contorti ragionamenti (come tutti noi docenti, del resto) per
concludere un giudizio relativo ad un alunno, scrisse: Arriva a stento
all'insufficienza. Chissà cosa avrà capito il genitore. Non era meglio un voto
e dopo, eventualmente, un colloquio coi genitori? Concludo con brevi
considerazioni, altrimenti rischio di scrivere un poema. Sicuramente non tutto va bene nella riforma Gelmini, la quale, a quanto risulta, vuol confrontarsi con i suoi
contestatori, ma quando si assiste a quella buffonata macabra del lutto al
braccio o ai cortei con bambini trascinati per strada che gridano frasi di cui
non conoscono neppure il senso, o ancora, quando si sente dire da certi
sindacalisti che "la Gelmini vuole distruggere la scuola" (ma cos'è, una
cavernicola, la ministra?), che dialogo ci può essere? Infine la protesta degli
universitari: ma cosa c'entrano? Credono di essere ancora nel '68? E i rettori
che si stracciano le vesti perché "si tagliano i fondi", ecc, ecc.
Consiglio loro di leggersi il libro di Roberto Perotti ("L'Università truccata",
Einaudi) in cui si afferma che la spesa annuale per studente risulta in Italia
"la più alta al mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia". Forse
bisognerebbe spenderli meglio, questi soldi. A tutti questi contestatori da
strapazzo consiglio di andare a scopare il mare, o meglio, le aule, aiutando
così chi non ce la fa a tener pulite le scuole, cioè i bidelli (pardon,
collaboratori scolastici): sono solo 160.000. Gianfranco Turato, Battaglia
Terme.
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
PONTE
SAN NICOLO' Lavori stradali eterni in via Roma Se ne parla in Consiglio
comunale PONTE SAN NICOLO'. Il contestato cantiere di via Roma approda in
Consiglio comunale. La mozione sullo stato dei lavori di allacciamento alla
fognatura, presentata nei giorni scorsi dai consiglieri di minoranza, è il
primo punto all'ordine del giorno della riunione di oggi, che si svolgerà a
partire dalle 18.30 in sala civica Unione europea. Verranno date risposte a
quanti si chiedono quale sarà il destino della percorribilità di via Roma. Il
cantiere venne aperto alla fine di febbraio e, secondo quanto riportato in una
lettera recapitata ai residenti dall'amministrazione, doveva essere richiuso in
poche settimane. Così non è stato. Il primo a puntare il dito contro la durata
dei lavori fu Luca Boccon, Udc, poco prima della fine dell'estate. Poi venne il
turno del farmacista della zona, che per protestare contro i "lavori
infiniti" iniziò ad attraversare la strada avanti indietro, continuamente.
Dopo le carte bollate, l'ultima spiaggia di chi non è riuscito ad ottenere
risposte. Per solidarietà pochi giorni dopo a lui si unirono la fornaia e la
tabaccaia. Cogliendo il malumore della gente l'opposizione si è armata di carta
e penna ed ha sottoscritto la mozione oggetto di discussione: ed ecco il
consiglio comunale. Ma non solo di fognature, disagi e Centro
Veneto servizi si discuterà nella riunione consiliare odierna. Verrà anche dato
spazio alla questione dell'autonomia finanziaria degli enti locali e alle
conseguenze cui porterà la riforma della scuola targata Maria Stella Gelmini. (fa.p.).
( da "Giorno, Il
(Bergamo - Brescia)"
del 22-10-2008)
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Scuola
BERGAMO
pag. 2 Piccole scuole: nessuna chiusura INCONTRO IN PROVINCIA ?BERGAMO?
CONTRARIAMENTE a quanto si temeva, non correrebbero alcun rischio di
accorpamento gli istituti comprensivi e le scuole superiori bergamasche che
contano meno di 500 iscritti, così come non dovrebbero venire chiuse le scuole
elementari con meno di 50 alunni. Questa rassicurante notizia è giunta ieri, al
termine dell'incontro che Cgil Cisl Uil hanno avuto con l'assessore provinciale
all'istruzione Giuliano Capetti. Nel corso dell'incontro è stato infatti
chiarito che la normativa prevede esclusivamente interventi sulle presidenze e
direzioni degli istituti scolastici e non sarà necessario procedere a alcuna
chiusura o accorpamento di scuole. Le scuole con un numero di studenti limitato
potrebbero al massimo cambiare istituzione, cioè dirigente scolastico, ma
fisicamente resteranno dove sono e continueranno la propria attività. Questo
sarebbe anche il risultato di un piano varato nel biennio 1997-99,grazie al
quale "le istituzioni scolastiche bergamasche - dice una nota diffusa ieri
dalle organizzazioni sindacali - hanno un assetto stabile e rientrante nei
parametri previsti dalla normativa". Al termine della riunione i
rappresentanti sindacali hanno espresso "soddisfazione per i risultati
dell'incontro, che premia il senso di responsabilità con cui a suo tempo venne
affrontata la ristrutturazione della rete, con il metodo della gradualità e il
coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (enti locali, genitori,
organizzazioni sindacali, comunità montane). Un metodo che
le parti si sono impegnate a rispettare nel caso nuove disposizioni imponessero
ulteriori interventi, in particolare sui plessi scolastici con pochissimi
alunni frequentanti, così come annunciato nello schema di Piano Programmatico
del Ministro Gelmini".
( da "Giorno, Il
(Bergamo - Brescia)"
del 22-10-2008)
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Scuola
BRESCIA
pag. 6 Microscuole a rischio Regna la confusione Si annunciano ricorsi contro
il piano del ministro di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ? DOVRANNO sparire nella vasta
provincia bresciana piccole sedi scolastiche staccate e altre più grosse
verranno accorpate con unica presidenza e segreteria? La confusione regna
sull'argomento. Esistono due diversi provvedimenti di
risparmio del ministero che fa capo a Maria Stella Gelmini. Il primo non fa altro che pretendere la rigorosa applicazione
della norma risalente al '99 sulla perdita di autonomia delle scuole con meno
di 500 alunni, 300 se in luoghi disagiati, norma che a quel tempo nel Bresciano
è stata applicata con una razionalizzazione fermissima ma in altri posti no.
UNA SOLUZIONE adottata è stata spesso la verticalizzazione che univa in un solo
paese le materne, le elementari, le medie con una sola dirigenza. Non mancano
tuttavia casi da rivedere, a Edolo, Gargnano, Polaveno. La ricognizione dovrà
essere fatta. Il secondo, infilato nel decreto 154 sulla spesa sanitaria,
intima alle Regioni di chiudere entro il 30 novembre i plessi con meno di 50
bambini, pena il commissariamento. E qui è scoppiata la bufera. Parecchie
Regioni hanno opposto ricorso alla corte costituzionale perché lo Stato non
deve mettere secondo loro il becco nelle competenze scolastiche degli enti
locali. "IL PROBLEMA è che all'Ufficio scolastico provinciale non hanno il
quadro delle situazioni dove si è scelto di aprire una succursale in mezzo ai
monti perché al Comune costava meno che organizzare lo scuolabus. Qualche
scuoletta c'è, in montagna e spersa in mezzo alle campagne padane; ci sono
persino esempi di pluriclassi" riferisce Enrico Franceschini della Cisl.
Si parla di Cadignano a Verolanuova, di Brione a Sarezzo, di Seniga, ma la
ricognizione richiederà tempo. "DEL RESTO, se conta la media sulla provincia,
non è nemmeno giusto lasciare scuole con 46 iscritti e avere in altre classi da
29 con dentro sei etnie diverse" è il commento di Santo Gaffurini della
Cgil. Getta acqua sul fuoco Giuseppe Colosio, dirigente dell'Ufficio scolastico
provinciale. "Siamo già virtuosi, col rapporto di un insegnante ogni
dodici studenti, a fronte del dato nazionale di uno a nove - dichiara - non ho
nessuna ansia, vedremo". Anche alle superiori le acque sono agitate, con
la prevista scomparsa delle sperimentazioni. Che fine farà in città il liceo
Leonardo, somma di quattro indirizzi destinati all'eliminazione? E gli istituti
professionale e alberghiero? "Confluiranno nei tecnici", la risposta
dell'assessore provinciale Giampaolo Mantelli.
( da "Arena, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
LA
RIFORMA CONTESTATA. Ancora proteste degli studenti universitari contro i tagli voluti dalla Gelmini, che annuncia per oggi dichiarazioni congiunte con Berlusconi
Scuola, scontri con la polizia a Milano ROMA Cortei, occupazioni e scontri in
piazza. Si alza il livello della mobilitazione contro la Finanziaria e il
decreto Gelmini. È successo
a Milano, dove ieri sono scoppiati tafferugli tra manifestanti e polizia che
hanno causato il ferimento di tre persone (due alla testa e uno al
volto) e tre contusi. Anche i rettori sono scesi in campo, avvisando che la
crisi dell'università "è più grave di quella di Alitalia". Il ministro
Mariastella Gelmini minimizza ma - dopo aver parlato
fino a ieri di "frange minoritarie" di contestatori - fa dietrofront
e spiega che le ragioni della protesta le interessano: "So fare
autocritica". Torna ad appoggiarla il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi: "È inaccettabile che su molti mezzi di informazione si dicano
tante falsità, come quelle sul tempo pieno". E per oggi è annunciata una
conferenza stampa congiunta del premier e del ministro, nel corso della quale è
probabile che vengano annunciate novità. Ma intanto la protesta dilaga. A
Milano, un migliaio di studenti ha tentato di irrompere nella stazione di
piazzale Cadorna. I manifestanti hanno cominciato a spingere gli agenti, che
hanno reagito a colpi di manganello. I ragazzi hanno poi contestato a polizia e
carabinieri di aver infierito su uno studente caduto a terra: lo documenterebbe
un video. A Bologna la stazione è stata occupata dai collettivi universitari
che, al grido di "noi la crisi non la paghiamo", hanno bloccato per
una decina di minuti il traffico ferroviario. Poco prima, avevano fatto
irruzione nel Rettorato. A Firenze in 40 mila hanno manifestato in centro al
grido: "L'università pubblica non si tocca, la difenderemo con la
lotta". Il sito dell'Università di Palermo è stato oscurato in sostegno
della mobilitazione, mentre all'Università della Calabria in quasi tutte le
facoltà, discussione sugli impatti della legge 133. Giornata di mobilitazione
anche a Roma, con una delegazione di studenti che ha consegnato al presidente
della Repubblica Napolitano una lettera nella quale si chiede di "prendere
posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non venga
dismesso". E poi: lezioni a singhiozzo in molte scuole superiori,
occupazioni, e lezioni in strada a Trieste, Napoli, Genova e altre città. E si
sono aggiunte le critiche del presidente della regione Piemonte, Mercedes
Bresso, e del settimanale "Famiglia Cristiana". La prima ha fatto
notare al ministro che dal prossimo anno l'istruzione passa alle Regioni e
dunque "il piano brutale di tagli che vanno fino al 2011 andava concordato
con i soggetti interessati". Il giornale ha invece attaccato la proposta
leghista delle classi-ponte per i bambini immigrati: "ha odore di
apartheid".
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Studenti fuori schemi ideologici I gruppi di giovani si preparano alle
assemblee di domani Prevale l'autonomia dai vecchi schieramenti politici Gli
studenti del Bo fanno fronte comune contro i provvedimenti governativi. Oggi
pomeriggio discuteranno in riunioni autogestite i contenuti da portare domani
nelle assemblee di Facoltà proposte dal Senato accademico. In diverse Facoltà,
dopo anni di sostanziale immobilismo, il movimento studentesco si è risvegliato
in modo spontaneo. Esempio di questa nuova partecipazione è Lettere e
Filosofia, dove un gruppo di giovani, firmandosi semplicemente "alcuni
studenti", ha diffuso un volantino dal titolo "L'Università, cuore di
Padova, è in pericolo". Un appello ai cittadini affinché la protesta non
resti confinata alle aule. "Se posso far capire a mia nonna cos'è un
I-pod, posso far capire ai padovani perché non va bene questa riforma -
evidenzia Jacopo Pesiri -. Padova deve capire che la sua anima, ciò che la
rende speciale da quasi 800 anni, è il suo ateneo, anche economicamente".
Ieri hanno tenuto banco i presÍdi degli studenti per invitare tutti a partecipare
alle assemblee autogestite di oggi pomeriggio alle 15 (a Scienze Politiche,
Lettere, Psicologia e Scienze) in preparazione alle assemblee di domani. A
Scienze Politiche si è mosso il Collettivo, guidato da Omid Firouzi, mentre
fuori dal Liviano e al Portello, zona delle Facoltà scientifiche, i
volantinaggi sono stati gestiti da vari gruppi autorganizzati, da studenti del
movimento no-global e di StudentiPer, vicini all'area democratica. Tante anime,
un solo obiettivo: bloccare la riforma. "Le assemblee autogestite sono un
momento importante per contarsi e decidere le strategie da portare nelle
assemblee di Facoltà - rileva Firouzi -. Noi siamo decisi a chiedere il blocco
della didattica fino al 30 ottobre, termine per la
conversione in legge della riforma Gelmini. Ma ogni assemblea sarà libera di studiare la sua strategia. E'
bellissimo che dopo tanti anni ci sia questa partecipazione spontanea".
Conferma la rinnovata voglia di protagonismo Jacopo Pesiri: "Siamo per ora
una trentina di studenti di Lettere e ci siamo mossi autonomamente - spiega -.
La nostra non è la solita protesta ideologica e anzi vorrei sottolineare lo
sforzo dei "disobbedienti" per coordinare la protesta lasciando
spazio alle varie anime del movimento". (s. var.).
( da "Nuova Sardegna,
La" del
22-10-2008)
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Scuola
Cagliari
Mobilitazione generale all'università Questa mattina assemblea plenaria per
decidere le iniziative di lotta Il rettore chiama tutti i docenti all'impegno
CAGLIARI. Oggi giornata decisiva. Dopo le prime assemblee permanenti, la
dichiarazione degli stati d'agitazione e il volantinaggio di piazza per
sensibilizzare sui danni della legge 133, questa mattina forse vi sarà una
svolta. Un'assemblea plenaria è stata convocata per le 9.30 nel polo umanistico
di Sa Duchessa, a Cagliari, dove tutti, dai docenti agli studenti, sono stati
invitati a partecipare dallo stesso rettore dell'università Pasquale Mistretta.
Il Magnifico, in una lettera rivolta ai presidi di facoltà,
ai direttori di dipartimento e ai componenti degli organismi collegiali e di
rappresentanza del personale, ha ribadito le forti critiche alle norme
contenute nelle proposte sostenute dal ministro Gelmini. ZEDDA a pagina 23.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
22-10-2008)
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Scuola
Oggi
assemblea plenaria a Sa Duchessa con invito a partecipare
da parte del rettore Docenti e studenti tutti uniti contro la Gelmini Tra le ipotesi di lotta c'è
anche l'occupazione delle facoltà e il blocco della didattica Mistretta:
"Bisogna difendere e salvare l'autonomia d'ateneo" SABRINA ZEDDA
CAGLIARI. Dopo le prime assemblee permanenti, gli stati d'agitazione e il
volantinaggio di piazza per sensibilizzare sui danni della legge 133,
oggi per l'ateneo cagliaritano sarà forse il giorno di una nuova svolta: per
dire "no" alle manovre del governo di centrodestra che affossano gli
atenei, alcuni hanno ventilato l'occupazione o il blocco della didattica. La
risposta si avrà dopo l'assemblea convocata per le 9.30 nel polo umanistico di
Sa Duchessa, dove tutti, dai docenti agli studenti, sono invitati. Un appello a
partecipare all'incontro di oggi, portando contribuiti costruttiviti, è stato
fatto nelle ultime ore dal rettore Pasquale Mistretta che, in una lettera
rivolta ai presidi di facoltà, ai direttori di dipartimento e ai componenti
degli organismi collegiali e di rappresentanza del personale, ribadisce
"le posizioni già assunte in sede di Conferenza dei rettori e nel Senato
accademico". Nel documento i rettore Mistretta richiama anche l'attenzione
sulla questione politica "più delicata che investe il futuro
dell'università italiana": l'esigenza di salvaguardare l'autonomia
decisionale degli atenei "senza condizionamenti politici e imprenditoriali
che l'applicazione della legge sottointende per far fronte alla contrazione
sempre più consistente del fondo di finanziamento dello Stato". Una presa
di posizione che gli studenti aspettavano, soprattutto dopo il blitz dell'altra
mattina in rettorato, quando una schiera di universitari partita dal polo umanistico
si è messa in marcia: andando prima alla facoltà d'Ingegneria, poi in quella di
Scienze, per chiedere a Mistretta una mano d'aiuto. "Gli abbiamo
presentato una serie di proposte da mettere in piedi in segno di
dissenso", racconta Dario, studente di Lettere ora alle prese con
l'organizzazione della protesta. La lista dei suggerimenti cita, tra l'altro,
il blocco della didattica, per due settimane, "in modo da organizzare
riunioni in cui discutere del futuro dell'università", la pubblicazione
sul sito internet dell'università delle conseguenze che l'applicazione della
legge comporterebbe, e l'invio da parte del rettore, alla famiglia di ogni
studente, di una lettera che spieghi l'attuale scenario e i pericoli che si
corrono. Intanto il fronte della protesta contro il ministro Gelmini,
che al momento dichiara candidamente di voler andare dritta per la sua strada,
si estende: se prima il cuore pulsante del malcontento erano soprattuto il polo
scientifico di Monserrato e quello di Sa Duchessa, ora sembra si stiano
svegliando anche le facoltà del polo economico-giuridico. In Scienze politiche
gli studenti hanno dichiarato lo stato d'agitazione già la scorsa settimana, e
questo pomeriggio nella facoltà di viale Sant'Ignazio si terrà un'assemblea per
decidere le prossime mosse. Anche se le indicazioni principali saranno prese
nell'assemblea di stamattina. Spiega Roberto, studente di Storia, attivo anche
lui nel costruire i muri della protesta anti-Gelmini:
"Tra le soluzioni più probabili c'è quella di un'occupazione costruttiva:
lezioni simboliche in piazza, affiancate, in ogni facoltà, da lezioni che
spieghino quel che sta succedendo". L'occupazione vera e propria sarebbe
l'ultima arma. "Da usare - aggiunge Roberto - solo una volta che si sia
cementificata l'unione tra studenti, ricercatori e corpo docente". Mentre
gli universitari si danno un gran daffare preparando striscioni e distribuendo
volantini, i ricercatori non sono da meno: in facoltà come Economia, ad
esempio, è merito loro se gli studenti stanno prendendo a cuore la questione.
"L'idea, condivisa tra noi ricercatori - dice Chiara Di Guardo,
ricercatrice - è quella di ritirare la nostra disponibilità all'attività
didattica". Sia chiaro però, avverte Di Guardo: "Questa soluzione
creerebbe disagi prima di tutto agli studenti, andrebbe quindi presa in
considerazione solo se non restasse altro da fare". E gli studenti che non
si mischiano direttamente con la protesta, come vivono il momento? "Con
incazzo - si lascia prendere dal trasporto Barbara, studentessa di Storia e
informazione - sapere che si vuole privatizzare l'università o che i fondi
saranno tagliati ancora, non mi fa sentire tranquilla". Stessa
preoccupazione per Federico, che pensa anche a chi come lui è fuori sede:
"Se i tagli dovessero portare a nuovi aumenti delle tasse - dice - noi ci
dovremmo porre un problema: mangiare o pagare?".
( da "Nuova Sardegna,
La" del
22-10-2008)
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Scuola
BURCEI.
Al Segni assemblea no stop Dilaga la protesta contro il decreto sulla scuola
BURCEI. Da lunedì gli insegnanti della scuola primaria dell'istituto
comprensivo Antonio Segni sono riuniti in assemblea permanente per contestare
la conversione legge del decreto del ministro della
Pubblica istruzione Maria Rosa Gelmini che tra l'altro ripristina la figura del maestro unico. La
decisione è stata presa all'unanimità. L'assemblea permanente durerà sino a
venerdì. Gli insegnanti che hanno ricevuto la solidarietà della quasi totalità
dei genitori, stanno tuttavia assicurando il regolare svolgimento delle
attività didattiche. "Le disposizioni previste dal decreto - dice
una delle insegnanti - e dai provvedimenti a cui esso fa riferimento, comprometteranno
la qualità della scuola pubblica e si ripercuoteranno in maniera negativa sui
nostri alunni. La nostra protesta vuole essere un segnale, un modo per
esprimere ciò che pensiamo del decreto, non in base ad una spirito di
opposizione da parte di persone "fannulloni" e "male
informati" (così ha definito la ministra Gelmini
che contesta il decreto) ma sulla base di una attenta analisi da parte di seri
professionisti del settore che credono fermamente nel valore della scuola
attuale". "Quanto previsto dalla normativa - sottolinea un'altra
insegnante - è molto lontano dalla realtà nella quale viviamo e lavoriamo ogni
giorno. Abbiamo già sofferto dei tagli operati dal governo procedente che hanno
portato all'accorpamento di due classi (le seconde). Ora corriamo il rischio
non solo di ulteriori accorpamenti ma addirittura che il nostro istituto possa
venire soppresso per effetto del previsto piano di ridimensionamento della rete
scolastica. Con la nostra iniziativa vogliamo informare le famiglie delle ripercussioni
che i provvedimenti normativi, se attuati, avrebbero sul percorso formativo dei
loro figli". La scuola primaria dell'Istituto comprensivo di Burcei è
frequentata da 147 alunni. Gli insegnanti sono sedici: quelli di ruolo undici e
i precari cinque. Jacopo Bulla.
( da "Unita, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
GIOCHI,
DIBATTITI e musica per "riappropriarsi della scuola come luogo d'incontro,
divertimento e riflessione". È stato lo spirito della
3ª notte bianca delle scuole svoltasi nell'istituto elementare Iqbal Masih, la
scuola capofila della protesta contro la riforma Gelmini. Alla festa, organizzata da genitori e docenti hanno partecipato
300 persone. Con loro Giovanna Marini.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
22-10-2008)
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Scuola
Cagliari
Pensionati pronti alla protesta Allarme e preoccupazione per le politiche del
Governo SINDACATO "Politiche sociali in pericolo" IGLESIAS. La lega
cittadina dello Spi-Cgil, il sindacato di categoria dei pensionati, lancia un
grido di allarme e preoccupazione per le politiche sociali ed economiche
attuate dal Governo. L'occasione per intavolare una discussione interna
all'organizzazione sindacale è stata l'ultima riunione del direttivo di lega,
dalla quale è scaturita una importante decisione: lo Spi-Cgil (e il discorso
accomuna naturalmente ogni organismo di categoria, nonché la casa madre, ovvero
la Cgil generale) "non starà a guardare passivamente di fronte alle
decisioni ministeriali non condivise e affilerà le armi della protesta coinvolgendo
pensionati, lavoratori attivi e studenti". ??Le politiche socio economiche
di cui l'Italia ha bisogno sono ben altre, rispetto a quelle perseguite dal
Governo: occorrerebbe sostenere i consumi attraverso la domanda interna per
spingere la crescita economica, e per far questo si devono aumentare i redditi
dei lavoratori e pensionati delle fasce medio basse attraverso la riduzione
della pressione fiscale e il recupero del fiscal drag??, è scritto in un
documento messo a punto al termine del vertice della lega iglesiente Spi, che
oltre alla città abbraccia i comuni di Gonnesa, Buggerru, Fluminimaggiore,
Domusnovas, Villamassargia e Musei. A questo punto, l'argomento scivola sulle
questioni relative alla sanità, i servizi socio assistenziali e la pubblica istruzione.
??La riduzione della spesa sanitaria potrebbe comportare la reintroduzione dei
tiket o la minacciata privatizzazione degli ospedali. Si fanno passare per
riforma i tagli decretati per la scuola che produrranno decine di migliaia di
perdite in posti del lavoro. La riduzione dei trasferimenti statali ai comuni
incideranno direttamente sui servizi, riducendoli e penalizzando ancora una
volta la popolazione più povera e bisognosa??, si legge ancora nel documento
firmato dai dirigenti Spi. Sono problemi che toccano molto da vicino Iglesias e
l'intero territorio. Basti pensare ai temi dei supporti alla persona nei comuni
o alla sanità, che molto da vicino toccano giocoforza i pensionati. Le
preoccupazioni non possono assolutamente essere slegate alla realtà sociale e
anagrafica di un territorio, come quello composto da Iglesias e i centri che
gravitano intorno alla città, dove la popolazione anziana è in crescita. E,
pertanto, in percentuale rispetto al numero totale degli abitanti la
rappresentanza della terza età sta diventando sempre più significativa. In un
setaccio a 360 gradi dei provvedimenti che potrebbero penalizzare Iglesias e un
territorio che a fatica tenta di risollevarsi da una drammatica crisi
economica, ci sta tutta anche la riforma della scuola che
porta il sigillo del ministro Gelmini: lo spettro sempre più incombente del precariato o, peggio
ancora, dei tagli che andranno ancora più a incrementare il numero degli
insegnanti disoccupati, seppure laureati e super specializzati. Un dato che trova
triste conferma nella ipotizzata chiusura di circa 4000 plessi scolastici.
E, quanti istituti locali potrebbero dire addio al proseguo delle attività
didattiche? Davanti a questo quadro fosco che non lascia immune la città,
andando a minare professionalità dei docenti e qualità del servizio di pubblica
istruzione, lo Spi si prepara a scaldare le piazze in segno di civilissima
protesta. Monica Tola.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-10-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-10-22 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ...
Scuola, si allarga la protesta A Milano tafferugli con la
polizia Si allarga la protesta contro la riforma della scuola del ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Ieri cortei di studenti e docenti universitari si sono svolti a
Bologna, Firenze, Roma e Napoli. Scontria Milano tra le forze dell'ordine e i
manifestanti che volevano occupare la stazione Cadorna. I rettori degli atenei
chiedono patti di stabilità anziché tagli. u pagina 19 Immigrati, il Tar
Lombardia decide sull'alt ai nulla osta Il Tar Lombardia decide oggi se far
ripartire il rilascio dei nulla osta a Milano.Fissata a dicembre l'udienza
decisiva sulla regolarità della procedura, cresce l'attesa per il decreto
flussi 2008. u pagina 39 Un altro scontro tra due tram a Milano: 15 feriti
Ennesimo incidente tra mezzi pubblici, ieri a Milano. A scontrarsi due tram
della linea 16, tra piazzale Baracca e Corso Vercelli. è il quarto incidente di
questo genere da gennaio 2008. u pagina 24 Si schianta in Val d'Aosta pullman
di tifosi: due morti Un pullman carico di tifosi in viaggio verso la partita
Juventus-Real Madrid si è schiantato ieri a Etroubles, in Val d'Aosta. Pesante
il bilancio: 2 morti (tra cui l'autista 81enne) e 30 feriti. Fininvest, in
salita ricavi e investimenti nel semestre Boom degli investimenti (+63%) e
ricavi netti consolidati in salita del 3,6% per il gruppo Fininvest, che però
archivia il primo semestre dell'anno con un utile netto in calo del 19,5 per
cento. u pagina 43 Fmi, una stagista complica la posizione di Strauss-Kahn Wall
Street Journal contro Dominique Strauss-Kahn: dopo l'inchiesta per abuso di
potere, il quotidiano rivela che ildirettore dell'Fmi avrebbe favorito una
stagista, Emilie Byhet. u pagina 15, commento u pagina 18.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
22-10-2008)
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Gallura Raccolta di firme contro il decreto Gelmini
La Maddalena, i Comunisti italiani chiedono l'appoggio dei cittadini ANDREA
NIEDDU LA MADDALENA. Raccolta di firme contro il decreto Gelmini:
è stata promossa dai Comunisti Italiani ed è partita ieri in piazza Garibaldi e
a Cala Gavetta. Il segretario Marco Poggi invita tutta la cittadinanza a
partecipare "perché l'istruzione e la cultura sono beni preziosi che non
si possono barattare in nome di nessun tipo di taglio della spesa pubblica o
peggio ancora, giustificare solo in nome della propria appartenenza politica.
Il futuro dei nostri figli è più importante di qualsiasi tessera di partito o
fanatismo politico". Il decreto Gelmini, anche
secondo Poggi, "rappresenta un pericoloso passo indietro del sistema
scolastico italiano: il malcontento degli studenti e dei docenti è condiviso
anche dalle famiglie, in quanto si colpisce un settore delicato come la
formazione dei nostri figli, cittadini del domani, in modo grave e deleterio.
La demagogia delle solite promesse elettorali hanno lasciato spazio alla dura
realtà: questo governo, con le sue politiche economiche, causerà disoccupazione
e perdita dei posti di lavoro. Infatti, la riforma scolastica, prevede la
riduzione dell'orario e degli insegnanti. Un esempio: nella materna, da 40 ore
settimanali con due insegnanti per sezione, si passerà a 24 ore settimanali con
insegnante unico. La qualità della formazione degli alunni col decreto Gelmini non sarà più la stessa, anche perché con la
riduzione dell orario settimanale è previsto l'aumento del numero di alunni per
classe. In questa prospettiva, la nostra scuola è destinata a subire un
ridimensionamento totale anche dal punto di vista della preparazione dei
ragazzi. Pertanto non possiamo subire supinamente questa scellerata riforma che
ha come unico obbiettivo quello di tagliare le spese alla scuola pubblica senza
considerare le dolorose conseguenze ai danni degli alunni, delle famiglie, dei
docenti e della stessa istruzione. Sarebbe meglio tagliare le spese delle
inutili missioni militari all0 estero che costano agli italiani milioni di euro
e ridare dignità ai cittadini sempre più disperati e senza futuro, senza
penalizzare un settore fondamentale per una democrazia moderna e civile come il
diritto all'istruzione uguale per tutti, senza distinzioni classiste e
premeditate".
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 22-10-2008)
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I
COMMENTI pag. 12 "Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo,
costringendolo a portarmi, e intan... "Siedo sulla schiena di un uomo,
soffocandolo, costringendolo a portarmi, e intanto assicuro a me e agli altri
che sono pieno di compassione per lui e desidero migliorare la sua sorte con
ogni mezzo possibile, tranne che scendendo dalla sua schiena". L. Tolstoj
QUANDO le truppe di liberazione alleate entrarono a Roma, a Napoli, e in altre
città d'Italia, le donne salirono sui carri armati e baciarono i soldati; baci
furono "lanciati" anche dai balconi, assieme a fiori. Nel giugno del
2005 sfilano per le vie di Milano centomila persone, per il cosiddetto Gay
pride. Nessuno dai balconi lancia fiori e baci, i baci se li scambiano gli
stessi partecipanti. Ma la novità non è (tanto) questa: la novità è che a
suggellare le labbra sono donne con donne, uomini con uomini. Davanti al corteo
ci sono gli orgogliosi omosessuali, al centro i politici, e in coda un gruppo
di bambini nati con la fecondazione artificiale. Non è la prima volta che
adulti utilizzano minori per sostenere le proprie idee, e non sarà l'ultima.
Bambini sono scesi (sono stati fatti scendere) in piazza per protestare contro
la riforma Moratti, e bambini sono scesi in piazza per
protestare contro la riforma Gelmini. Se la Gelmini fosse lesbica, probabilmente udremmo meno infanti gridarle contro.
Docenti e genitori manifestano per difendere i diritti dei propri alunni e dei
propri figli. Uno direbbe: "Che bravi". Bravi un corno! Coinvolgere i
piccoli in cortei di protesta politica, è un abuso fisico e psichico ?per
dirla con Risé- realizzato attraverso la manipolazione delle loro opinioni e
delle loro immagini. Chi scende in piazza sono mamme, papà, pedagoghi, che
lungi dal difendere i diritti dei bambini, li calpestano. Facendo contestare la
Gelmini e il maestro unico (quello che i bimbi troveranno
dietro la cattedra l'anno prossimo) questi signori insegnano a non rispettare
l'autorità, addirittura a negarla, con tutte le conseguenze che ne potranno
derivare (mi viene in mente un episodio del film I mostri, in cui un papà
?Tognazzi- alleva il figlio nel totale disprezzo della Legge, e alla fine il
figlio accoppa il padre). Ma la cosa più aberrante, è che i fanciulli sono
obbligati a ripetere (od ascoltare) cose che non intendono, come "Sì (o
no) alla fecondazione eterologa". Anche il più disamorato dei genitori,
anche l'ultimo dei pedagoghi dovrebbe opporsi a tale sfruttamento, eppure c'è
chi applaude. Come una nota pedagogista (non facciamole pubblicità) che
all'indomani della contestazione dei docenti col lutto al braccio
(contestazione avvenuta il primo giorno di scuola) ha dichiarato: "Per il
bambino si è configurata un'importante esperienza di cooperazione sociale, di
dibattito e formazione (?) Non una strumentalizzazione ma un momento di
riflessione". A vestirci di nero dovremmo essere tutti noi quando
l'intelligenza, la saggezza e il buon senso sono mortificati in questo modo.
( da "Corriere del
Veneto" del
22-10-2008)
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Corriere
del Veneto - VICENZA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-10-22 num: - pag: 22
categoria: REDAZIONALE L'intervento Atenei, tagliamo prima le vere spese
inutili di UMBERTO CURI In una lettera pubblicata sul Corriere di alcuni giorni
fa, commentando la manifestazioni contro i decreti voluti
dal ministro Gelmini, un
lettore osservava sconsolato che qualcosa di molto simile è già accaduto in
passato, quando a ricoprire il dicastero della Pubblica istruzione erano Mussi,
la Moratti o Berlinguer. Di qui la conclusione, fin troppo ovvia, secondo la
quale il mondo della scuola è per sua natura refrattario a qualunque ipotesi di
riforma, quale che ne sia il segno e il contenuto specifico. Come spesso
accade, c'è del vero anche nell'opinione espressa da quel lettore. Si deve
avere il coraggio di riconoscere, infatti, che in particolare l'Università
italiana si è dimostrata alla prova dei fatti del tutto incapace di promuovere
quel movimento di autoriforma, che pure sarebbe stato indispensabile. Studenti,
docenti, personale tecnico-amministrativo degli Atenei ritrovano coesione e
capacità di mobilitazione quando si tratta di pronunciare dei "no",
ma sono poi del tutto afasici se si pone il problema di proporre cambiamenti
necessari. In questo modo, soprattutto nel corso degli ultimi anni si è
alimentata una situazione perversa: da un lato si sono moltiplicati e
radicalizzati i mali che da tempo affliggono l'istituzione universitaria
italiana, dai corsi di laurea "inventati" senza alcun criterio, alla
proliferazione di sedi nelle località più improbabili, dai concorsi sempre più
dominati da cupole mafioso-massoniche, agli sperperi irrazionali di risorse già
scarse eccetera. Dall'altro lato, pressochè nulla di propositivo è mai emerso
da un corpo docente sempre più complice, o rassegnato, rispetto ad un andazzo
davvero insostenibile, senza che vi sia traccia di un progetto complessivo,
capace di orientare interventi non più differibili. Inevitabile, allora, che in
un quadro di questo genere possa accadere che un personaggio obbiettivamente
del tutto inadeguato, quale è Maristella Gelmini,
possa imperversare con provvedimenti totalmente aberranti, sostenuta dal largo
favore dell'opinione pubblica nazionale. E che dunque ci si possa avviare di
fatto alla distruzione di ciò che resta dell'Università pubblica letteralmente
a furor di popolo. Il caso del Veneto è, fra tutti, quello forse più
significativo. Per un complesso di circostanze, talune delle quali legate a
pratiche di saggia amministrazione, altre dovute certamente anche a privilegi o
a circostanze fortunate, gli Atenei della regione, e in particolare quello di
Padova, potrebbero essere additati come modelli su scala nazionale.
Ciononostante, la scure della ministra si abbatterà con la medesima forza anche
sugli atenei veneti, applicando ovunque in maniera indiscriminata la regola
inflessibile dei "tagli", secondo una percentuale prestabilita che
non fa alcuna differenza tra sedi "virtuose" e sedi responsabili di
gravi dissesti amministrativi. Ciò che è peggio è che nessuna differenza verrà
fatta tra facoltà, corsi di laurea, settori disciplinari, sicchè potrà accadere
che a pagare le conseguenze di questa dissennata decurtazione potranno essere
proprio i centri propulsori dell'innovazione scientifico-tecnologica, con danni
irreparabili per l'economia del paese. Si coglie qui quello che è
probabilmente, fra tutti, il punto di maggiore debolezza degli interventi
ministeriali, quello che più di ogni altro è rivelatore della penosa impreparazione
dell'attuale titolare della Pubblica Istruzione. La Gelmini
non sa, non ha neppure la più pallida idea, di quali potranno essere gli
effetti concreti dei provvedimenti assunti. Non sa quali corsi di laurea
saranno costretti a chiudere, quali laboratori cesseranno di funzionare, quali
sedi dovranno essere disattivate, in quali settori si avvertiranno maggiormente
i contraccolpi dei tagli. Ci ripensi, ministra. Anzi, dimostri indipendenza di
giudizio. Assuma lei stessa una iniziativa che taciterebbe i suoi detrattori.
Spieghi al suo premier che tagliare le risorse nel settore della formazione e
della ricerca è semplicemente demenziale. Di più: è autolesionistico, per lo
sviluppo economico del paese. E proponga di colpire i veri fannulloni, riducendo
gli stipendi e i molti benefits dei politici, nazionali e locali, tagliando le
auto blu, riducendo le trasferte all'estero a spese dello Stato,
ridimensionando i bilanci delle Camere e dei governi regionali e locali. Lo
faccia. E poi allora si potrà anche discutere del risanamento della scuola e
delle Università.
( da "Nazione, La
(Prato)"
del 22-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 3 Pochi sono informati "Chi è la Gelmini?" "LA GELMINI? Non
sappiamo chi sia, forse occupiamo contro la finanziaria": risposte tipo
questa, e anche peggiori, si potevano ascoltare ieri mattina dai ragazzi di
prima e seconda del Copernico e del Gramsci-Keynes, due scuole dove da lunedì è
scattata l'occupazione e dove fra una partita a carte e qualche nuova storia d'amore
gli studenti più grandi cercano di informare quelli più piccoli sui decreti 133
(riforma dell'università) e 137 (ritorno al maestro unico e al voto) con forum
e altre iniziative. Al Copernico la maggioranza conosce i motivi della
protesta, ma fra i più piccoli tanti sono all'oscuro di tutto. Una ragazza del
primo anno crede di ricordarsi qualcosa: "Siamo qui contro i tagli all'occupazione",
ma un'altra di seconda la smentisce: "Non è vero, protestiamo contro la
finanziaria". Poi qualcuno risponde correttamente: "La protesta è
contro il decreto della Gelmini e contro i tagli di Brunetta,
contro l'aumento delle tasse universitarie ? dice Francesco Bentivegna ? non
siamo contro al voto in condotta perché è utile ad alzarci la media". Per
passare le lunghe giornate dell'occupazione, i ragazzi del Kope sono
organizzati: oltre ai forum tanto svago con tornei di pallavolo, calcetto in
notturna, film e canzoni soprattutto di Guccini e di De Andrè. C'è anche chi ha
portato fisches da casa per giocare al poker americano e chi, armato di
macchina fotografica, riporta tutto su Facebook. Al Gramsci-Keynes appesi fuori
grandi striscioni: "Meglio bionda che brunetta", "Occupation is
now!" "Gelmini di questo passo tutti
contadini". Ma quanti sanno chi è il ministro della scuola e quali sono le
ragioni della protesta? "Abbiamo fatto un sondaggio e il 50% dovrebbe
saperlo", dice uno dei promotori della protesta. "E' difficile
informare quelli di prima", aggiunge una ragazza. Provando a chiedere, le
risposte sono sconcertanti. Uno studente, che suona da circa 20 minuti in
maniera ossessiva un tamburo, crede di essere ad un gioco a premi e risponde
"Passaparola". Un altro dopo aver chiesto 5 minuti di tempo risponde:
"Protestiamo perché la scuola pubblica costa di meno e quella privata di
più". Poi delle ragazze salvano la credibilità dell'occupazione:
"Siamo contro un decreto che aumenta il numero di allievi per classe e
rischia di sopprimere le ore di laboratorio". Al Gramsci-Keynes i ragazzi
più grandi sono sempre impegnati in forum e dibattiti, ma in molti si
ricorderanno l'occupazione soprattutto per il divertimento. Una ragazza
confessa: "I maschi fanno le gare di rutti e noi i balli di gruppo e
cantiamo 'i' coccodrillo come fa'". Filippo Federighi.
( da "Nazione, La
(Prato)"
del 22-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 3 Cicognini, arriva la polizia E Nespoli chiude la scuola Guerra fra
preside e studenti del classico, salta l'occupazione: "Il 5 in condotta è
terrorismo". E si pensa alla denuncia di SILVIA BINI DOPO QUATTRO giorni
di tira e molla è finita nella rabbia la protesta messa in
piedi dagli studenti del liceo classico Cicognini contro la riforma Gelmini. Il "preside di
ferro", Luigi Nespoli (nella foto tonda), ha raggiunto il suo scopo: far
rientrare l'idea di occupare l'istituto di via Baldanzi. Con il passare delle
ore l'iniziale sciopero contro le riforme del governo è mutato in una rivolta
contro il preside della scuola, reo di aver messo in campo, secondo gli
studenti, "atti terroristici contro i ragazzi per convincerli a tornare in
classe". L'episodio più eclatante, che ha suscitato l'idignazione di
decine di studenti appoggiati anche da alcuni genitori, è stata la decisione di
chiudere le porte della scuola poco dopo le 13 (nonostante il liceo solitamente
resti aperto fino alle 18) e quindi di lasciare i ragazzi fuori. Senza zaino,
documenti e portafogli. "L'ATTEGGIAMENTO assolutamente non construttivo
del preside ? attacca amareggiato il leader dei giovani liceali, Leone Santi ?
ha fatto passare in secondo piano la protesta scolastica su scala nazionale a
causa della totale chiusura al dialogo. In più il preside ha minacciato di far
scattare sanzioni disciplinari come il 5 in condotta contro chi avesse
continuato lo sciopero, ci ha implicitamente accusato di occupare la scuola per
usare droghe e poi è arrivato l'atto più eclatante, ovvero la chiusura
dell'edificio. Tutti atteggiamenti messi in campo con lo scopo di fare del
terrorismo nei nostri confronti. A questo punto non ci resta che sospendere la
protesta contro la Gelmini". INSOMMA il preside
Nespoli, con alle spalle un passato di militanza nei Ds e adesso iscritto alle
liste del Pd, il suo scopo l'ha ottenuto: far abbandonare l'idea di occupare la
scuola e riportare i ragazzi in classe. Scopo ottenuto attirando però su di sé
la rabbia di duecento studenti che adesso invece di preoccuparsi della riforma
della scuola e della privatizzazione dell'università pensano a quali azioni possono
essere più incisive per colpire proprio Nespoli. Addirittura è balenata anche
l'ipotesi di inoltrare una denuncia alle autorità in seguito alla decisione di
chiudere all'interno della scuola gli effetti personali dei ragazzi che
intanto, ieri pomeriggio, hanno avvertito le forze dell'ordine per poter
tornare in possesso dei propri zaini. Digos e polizia, chiamate peraltro anche
dal preside sia lunedì che ieri mattina, sono intervenute in via Baldanzi per
riportare la calma e mediare tra i ragazzi e il preside, "colpevole"
di aver lasciato sotto l'acqua e senza affetti personali i suoi studenti. LA
MATTINATA DI ieri è scivolata via nell'incertezza. Gli studenti potevano
scegliere se procedere con l'occupazione della scuola anche di notte oppure se
scendere a compromessi con la presidenza e accettare tre ore di lezione
mattutine e poi l'autogestione fino alle 18. In tanti, circa 220, si sono
raggruppati nel campettino da calcio adiacente all'istituto tra applausi, urla
e momenti di sconforto fino all'incursione di Nespoli, che ha letteralmente
seminato il panico tra i giovani convincendone molti a fare marcia indietro con
la minaccia del 5 in condotta. "Non è possibile parlare con il preside,
noi volevamo portare avanti una protesta forte contro il governo ? spiega Leone
? ma lui non ce lo ha permesso". Ferma la replica di Nespoli, deciso in
ogni modo a mettere fine alla rivolta: "Non si può occupare la scuola di
notte perchè è contro la legge e quindi quando si mettono in atto azioni contro
la legge non è possibile dialogare. Sono andato incontro ai ragazzi, molti dei
quali non conoscono neanche bene la riforma, e ho proposto tre ore di lezione e
poi autogestione con assemblee autorizzate fino alle 18. Hanno rifiutato e
questi sono i risultati. La responsabilità è mia: di notte qui non ci resta
nessuno". Image: 20081022/foto/6080.jpg.
( da "Nazione, La
(Prato)"
del 22-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 2 Il Convitto in corteo e oggi "sfila" il Datini ALTRE
SCUOLE BUZZI E GRAMSCI-KEYNES: RACCOLTA FONDI PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI
MENTRE IL CONVITTO Cicognini manifesta contro il ministro Gelmini con un corteo, per alcune scuole pratesi l'occupazione è già
finita e per altre è appena iniziata. Ieri mattina gli studenti del Convitto
hanno sfilato in corteo da piazza del Collegio fino alla prefettura per aderire
anche loro alla protesta studentesca: "L'occupazione non è praticabile nel
nostro istituto per la presenza dei convittori e per ragioni legate al valore
storico-monumentale dell'edificio", spiega uno degli allievi. E'
appena iniziata invece l'occupazione in altre scuole. Al Copernico continuano
gli incontri organizzati dagli studenti con universitari. Al Marconi, anche
questo occupato da lunedì, qualcuno ha proposto di risistemare la scuola e di
mettersi ad imbiancare le aule. Al Gramsci-Keynes, dove l'occupazione durerà al
massimo fino a lunedì, giorno delle elezioni dei rappresentanti, iniziativa
benefica: raccolta fondi per un'associazione che lotta contro i tumori.
Solidarietà anche al Buzzi, dove l'occupazione si è chiusa ieri. I ragazzi
hanno donato un contributo all'associazione Comunità solidarista popoli che
lotta per i birmani. Occupazione fino a fine settimana invece al Dagomari, dove
i ragazzi fra vari concerti continuano anche la battaglia per la
ristrutturazione dell'edificio. Al Datini stamattina parte il corteo silenzioso
di protesta fino a piazza del Comune, ma chi vuole può già seguire le lezioni.
Al Livi l'occupazione potrebbe andare avanti fino a sabato. Fi. Fe.
( da "Nazione, La
(Siena)"
del 22-10-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 4 C'E' ANCHE un altro punto di vista sul decreto scuola del ministro
Gelm... C'E' ANCHE un altro punto di vista sul decreto scuola
del ministro Gelmini. E'
quello di Forza Italia che ieri ha preso una decisa posizione di sostegno. In
un incontro condotto dal vicecoordinatore comunale Pietro Staderini, alla
presenza del coordinatore provinciale Rolando Peccatori (nella foto a destra),
del coordinatore cittadino Claudio Marignani e della vicepresidente del
consiglio provinciale Loretana Battistini, la responsabile regionale del
dipartimento scuola di FI-Pdl Stefania Fuscagni ha messo in evidenza l'utilità
e i pregi del tanto discusso decreto. "DA PARTE della sinistra ? ha
iniziato Fuscagni ? è in atto una vera e propria strumentalizzazione che fa
leva anche sui bambini delle scuole elementari. Basti pensare che proprio a
Siena si è verificata una situazione limite: una scuola ha chiamato i genitori
per metterli in guardia sulle conseguenze che tale decreto potrebbe avere in
futuro! Si tratta di una mistificazione che non possiamo assolutamente
accettare. Proprio a tale riguardo, è stata presentata una interrogazione in
consiglio comunale, per chiarire come possa essere successa una cosa
simile". "Uno dei problemi principali della nostra scuola ? ha
proseguito Stefania Fuscagni ? è che non c'è un sistema valutativo, per cui
mancano gli incentivi sia per gli insegnanti (ad esempio ad aggiornarsi sul
fronte delle nuove tecnologie) e sia per gli alunni, che vengono promossi in
percentuali vicine al 100%. La reintroduzione del voto in condotta e dei voti
più in generale mira a combattere le forme di bullismo ed a ridare stimoli per
lo studio ai ragazzi". Due parole, in chiusura, anche sui piccoli comuni
montani: "Tutti i comuni che oggi vengono presentati come 'vittime' del
governo, potranno chiedere la deroga e quindi il mantenimento della scuola in
quel territorio". Giuseppe Stefanachi.
( da "Nazione, La
(Siena)"
del 22-10-2008)
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PRIMO PIANO
pag. 4 L'EFFETTO DOMINO è partito. Dopo l'occupazione di liceo classico ed ex
magis... L'EFFETTO DOMINO è partito. Dopo l'occupazione di liceo classico ed ex
magistrali ? lunedì mattina (nella foto) ? da ieri anche il "Monna
Agnese" è caduto sotto i colpi della protesta. I ragazzi, guidati dalle
due ormai storiche associazioni studentesche, le Farfalle Rosse e l'Unione
degli Studenti, si erano già riuniti in assemblea lunedì, senza arrivare a
conclusioni definitive, e l'hanno fatto di nuovo ieri mattina; a quel punto una
larga maggioranza ha votato a favore dell'occupazione dell'istituto e così è
stato. Dopo il suono della campanella delle 13,30 i ragazzi non hanno
abbandonato le classi, ma anzi sono rimasti, iniziando ad organizzare quella
che dovrà essere la struttura anche logistica dei prossimi giorni. L'obiettivo
è arrivare almeno a domani, giorno della manifestazione, della fiaccolata della
Cgil e ? soprattutto ? primo giorno di discussione, in Senato, della riforma proposta dal ministro Gelmini, ma l'occupazione potrebbe andare oltre, almeno fino a sabato.
E' LO STESSO progetto che, seppur con qualche difficoltà, stanno tentando di
portare avanti gli studenti del Classico e del liceo della formazione: ieri
pomeriggio si sono riuniti di nuovo in assemblea per decidere come proseguire,
visti anche i problemi sorti con il dirigente scolastico Raffaele Bonavitacola
che, pur avendo esternato dei forti dubbi sulla qualità riforma, non è
ovviamente disposto a "cedere" su una forma di protesta come l'occupazione.
L'effetto domino, però, non è finito qui: ieri si sono riuniti in assemblea
anche gli studenti del "Sarrocchi" e l'istituto di via Pisacane già
questa mattina, al suono della campanella, potrebbe essere occupato. Stessa
musica, infine, all'Agrario dove lo stato di agitazione dei ragazzi è già
tangibile da diversi giorni; anche qui oggi potrebbero comparire striscioni e
lucchetti. Giulia Maestrini.
( da "Giorno, Il
(Como)"
del 22-10-2008)
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COMO E
PROVINCIA pag. 6 Classi a rischio chiusura chiesto un Consiglio ad hoc
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE ? COMO ? UN IMPEGNO all'assessore all'Istruzione Achille
Mojoli per "convocare rapidamente un incontro con i Comuni del territorio
a rischio chiusura di sedi scolastiche e con i diversi soggetti del mondo della
scuola" e uno alla Giunta per convocare al più presto un Consiglio
provinciale ad hoc. Lo chiedono in una mozione le opposizioni di Villa
Saporiti, Rifondazione comunista e Partito democratico per evitare "le
ricadute negative per le scuole e gli istituti del nostro territorio di un
possibile rischio chiusura che, dai dati forniti dall'assessore regionale
all'Istruzione, risultano interessare diverse sedi dell'obbligo", si legge
sulla mozione firmata dal capogruppo del Prc, Renato Tettamanti e da Rosangela
Arrighi del Pd. NELL'ATTESA che la situazione si chiarisca, dopo il
dietro-front annunciato domenica dal ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini, che parla ora di accorpamenti e non più di chiusure, i timori
rimangono vivi nelle scuole comasche interessate dall'eventuale taglio dei
plessi con meno di 50 iscritti, ossia le elementari di Laino, Blevio, Faggeto
Lario, Sormano, Civenna, Pognana Lario, Garzeno, Vercana, Gera Lario, Plesio,
Schignano, Ramponio Verna, Argegno e Rodero, e quindi salvo
quest'ultima, tutte realtà di montagna. "La politica di Como non può
restare a guardare - spiega Tettamanti - occorre reagire perché le comunità
locali non possono fare a meno di queste scuole". C.Cat.
( da "Corriere del
Veneto"
del 22-10-2008)
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Corriere
del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Gli Atenei: "Patti sui tagli o sarà la
catastrofe" Padova e Verona, appello al governo. Milanesi: puniti i
virtuosi. Galan: ma gli sprechi ci sono Delegazione a Roma di 13 rettori. In
cambio del ritiro delle decurtazioni della riforma Gelmini, s'impegnano a tenere i bilanci
in ordine e a eliminare doppioni e nepotismi VENEZIA - Mentre in tutta Italia
imperversano le manifestazioni studentesche contro i tagli imposti dalla
riforma Gelmini, gli Atenei
di Padova e Verona insieme agli altri undici virtuosi aderenti all'Aquis
(Associazione per la qualità delle Università italiane statali) tentano
la carta del dialogo. Ieri, a Roma, sei rettori in rappresentanza dei magnifici
13 hanno presentato un patto "do ut des" per scongiurare "la
catastrofe di tutto il sistema", una crisi "dieci volte superiore a
quella di Alitalia". In cambio del ritiro immediato della politica della
mannaia, gli Atenei sono disposti a sottoscrivere con i ministeri di Economia e
Università patti di stabilità "personalizzati" a garanzia di bilanci
in ordine, razionalizzazione della spesa, miglior uso delle risorse, ricerca e
docenza di qualità, soppressione di corsi di laurea doppione (in un'ottica di
"rete regionale"), governance mirata a eliminare autoreferenzialità e
nepotismo. La missione "Pur di iniziare subito il dibattito con il governo
siamo pronti a rimetterci in discussione - spiega Vincenzo Milanesi, rettore di
Padova a capo della missione romana - qualcosa bisogna fare, perchè nella
situazione attuale non andiamo da nessuna parte. Dal 2010 il fondo di
finanziamento ordinario, che ammonta a 7 miliardi di euro, sarà decurtato del
10% e noi non riusciremo a pagare gli stipendi del personale nè ad assumere
giovani ricercatori, il che provocherà una nuova fuga di cervelli all'estero.
Rischiamo anche di dover aumentare le tasse agli studenti per poter pagare
l'Ici". L'obiettivo dei magnifici 13 è dunque di convincere il governo a
rientrare già dalla Finanziaria 2009 da tagli "drastici e
generalizzati", ovvero operati indiscriminatamente ai danni di Università
coi bilanci in rosso e a quelle con i conti a posto. Per queste ultime,
sottolinea Milanesi, la stangata è doppia: "Siamo sempre stati attenti
alla spesa del personale, mentre altri hanno fatto il pieno di dipendenti e
basta. Ora, col preannunciato blocco del turn-over, noi virtuosi siamo becchi e
bastonati ". L'altro grosso motivo di scontento è il sottofinanziamento:
le risorse vengono assegnate dallo Stato non in base alla valutazione dei
meriti, ma alla spesa storica. Morale: a Padova vanno 280 milioni di euro,
circa il 10-14% in meno del dovuto, col risultato che l'Ateneo deve pagarsi da
solo 32 milioni di ricerca, più molte delle 500 borse di studio per i
dottorati. Verona riceve 94 milioni di euro (-8%) su un bilancio di 233, ergo
in tre anni ha dovuto sborsare 48 milioni per i progetti di ricerca. No alla
protesta violenta Il momento è difficile ma, nonostante anche a Verona (blocco
delle lezioni a Scienze) e a Padova (domani tre ore di stop in tutte le
Facoltà) studenti e docenti alzino la voce, i rettori ritengono controproducenti
blocchi e occupazioni. "Aspettiamo prima di conoscere le linee guida che
il ministro Maria Stella Gelmini inserirà nel suo
disegno di legge - esorta Alessandro Mazzucco, magnifico di Verona e componente
della Conferenza dei rettori -. E' vero, il fondo di dotazione scenderà di 1,5
miliardi in cinque anni ed è comprensivo del recupero dell'80% del turn-over
dei docenti nei prossimi tre, ma noi confidiamo sia abbinato ad una revisione
del sistema Università, capace di ridurre le spese e portare a un rifinanziamento
basato sulla valutazione dei meriti". Mazzucco accetta il mea culpa,
ammettendo anche in Veneto sprechi legati a Facoltà doppione, frutto di assurde
rivalità tra città, e a cattedre non proprio necessarie, ma precisa:
"Siamo pronti a superare la logica del campanile. Domani (oggi, ndr) il
patto di stabilità passerà in Conferenza dei rettori e poi al tavolo col
governo, sperando in un suo rapido approdo in Parlamento. Iter che le proteste
potrebbero però far saltare ". La tirata d'orecchi Ecco, solo su
quest'ultimo punto converge il governatore veneto. "Se fosse vero che la
politica del governo svantaggia solo i migliori, in molte Università del Sud
con i conti in rosso dovrebbero esserci manifestazioni di giubilo, per i tagli
scampati - dice Giancarlo Galan -. E invece non è così. I rettori seguano
piuttosto l'esempio della Regione, che non mantiene ricercatori inutili o
cattedre solo per far contento qualcuno, ma concentra le risorse sulla ricerca.
E su due settori ben precisi: biomedica e nanotecnologie. Certo, ho creato
tanti scontenti, in cambio però di grandissimi risultati. Se gli Atenei
facessero lo stesso - chiude Galan - sarebbero più credibili e magari
diventerebbero punti di riferimento per l'imprenditoria. E invece avere
l'Università, per tutte le città sopra i 15 mila abitanti, sta diventando uno
status symbol ". Michela Nicolussi Moro.
( da "Corriere del
Veneto"
del 22-10-2008)
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Corriere
del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE La controprotesta "Non siamo d'accordo" Prof e
studenti boicottano lo stop alle lezioni VERONA - All'interno della Facoltà
ribelle c'è un manipolo di dissidenti. Sono tre, una sparuta minoranza, i
professori di Scienze matematiche, fisiche e naturali a proseguire le lezioni
nei giorni in cui il Consiglio di facoltà, unico in tutto l'Ateneo scaligero,
ha decretato uno stop simbolico per protestare contro i
tagli imposti dalla Gelmini.
Tra i docenti in aula c'è Ruggero Ferro, che insegna Logica matematica ed è il
decano di Ca' Vignal, dove ha contribuito a creare il corso di laurea in
Informatica. Per il preside, Roberto Giacobazzi, è una libera scelta. "E'
normale che alcuni colleghi non siano d'accordo con la linea del consiglio,
non mi sento di imporre niente", aveva precisato già all'assemblea degli
studenti di martedì. "Non partecipo perché si tratta di una protesta che
lascia il tempo che trova - spiega Angelo Pica, docente di Calcolo numerico,
corso tra i più seguiti -. Quello dei finanziamenti è un problema sempre
esistito, ma solo quando governa una certa parte politica, evidentemente invisa
ai più, si fanno cortei in grande stile. Nell'ambiente si sapeva benissimo che
lo Stato, indipendentemente da chi fosse al governo, avrebbe impugnato le
forbici". Motivazioni che, secondo gli studenti, si aggiungono alla
difficoltà per alcuni prof di assicurare, insieme al recupero delle lezioni,
eventuali appelli d'esame straordinari, come prescrivono le garanzie imposte
dal Consiglio di facoltà. Nel giorno seguente le due assemblee studentesche non
si sono fatte attendere le iniziative dei ragazzi. Gli attivisti contrari al
decreto Gelmini, che nei giorni passati avevano
lamentato una scarsa partecipazione da parte degli studenti veronesi, hanno
iniziato ieri la campagna di informazione in vista della manifestazione di
punta della settimana: il presidio davanti al rettorato di venerdì. Oltre al
punto informazioni permanente allestito all'entrata del chiostro San Francesco,
gruppi di manifestanti sono entrati nelle aule durante le lezioni, per spiegare
ai presenti i contenuti del decreto. Un'irruzione almeno nel caso di Economia
non accolta favorevolmente dai docenti: sei insegnanti su sette si sono
rifiutati di fare entrare le delegazioni. Anche una rappresentante degli
studenti al Senato accademico, Angela Frigo, ha preso le distanze.
"Rappresentano solo una parte minoritaria degli universitari - ha scritto
in una lettera indirizzata al rettore, Alessandro Mazzucco -. Molti altri, me
compresa, si sentono vicini alla mozione del Senato accademico, volta a far sì
che gli Atenei con i conti in regola, come quello di Verona, non siano
penalizzati nella distribuzione dei fondi ". Nella stesse righe, la
studentessa critica l'operato del presidente del Consiglio degli studenti,
Damiano Fermo, che appoggia la protesta: "Ha agito a nome di tutto il
consiglio, senza interpellare gli altri rappresentanti ". Davide Orsato.
( da "Corriere del
Veneto"
del 22-10-2008)
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del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE L'Università al bivio La scure il Veneto in prima linea
La strategia Mazzucco: "Aspettiamo di vedere il
disegno di legge della Gelmini e poi portiamo al tavolo col governo il nostro documento. Ma
stop a manifestazioni e occupazioni, sono controproducenti" L'accusa Il
governatore: "Imparino dalla Regione a non buttare soldi in ricercatori
inutili e in cattedre assegnate solo per far contento qualcuno".
Domani blocco delle lezioni nella città del Santo.
( da "Corriere del
Veneto"
del 22-10-2008)
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del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il caso Ma Ca' Foscari potenzia la ricerca Rivolta in
laguna sit-in e striscioni in tutte le sedi VENEZIA - Un po' è la loro vittoria.
Non solo per aver sollevato il dibattito ma anche per aver ottenuto, e in tempi
rapidi, una risposta concreta. Dopo le loro ripetute sollecitazioni in Senato
accademico e la lettera inviata al ministero dell'Istruzione il mese scorso, in
cui chiedevano di premiare i ricercatori su base meritocratica, gli studenti di
Ca' Foscari hanno portato a casa un primo risultato. L'Ateneo veneziano, su
decisione del Senato accademico (riunito ieri), ha ritoccato i parametri di
assegnazione dei fondi ai suoi 19 dipartimenti, aumentando del 5% la quota
riservata alla ricerca. Del resto il messaggio era chiaro: occorre una maggiore
equità nella distribuzione dei finanziamenti interni, per premiare chi produce
di più e scoraggiare chi produce di meno. Un tema sollevato dagli studenti e
sposato da una larga parte di professori, al punto da stimolare nel giro di
pochi mesi un dibattito acceso. Ieri, dunque, la prima presa di posizione di
Ca' Foscari in merito: la voce ricerca da oggi inciderà un po' di più nel
riparto dei finanziamenti da destinare ad ogni dipartimento, passando dal 10%
al 15%. "La nostra Università ha voluto dare un segnale e una risposta
immediati ad una esigenza espressa in Senato accademico - spiega il rettore
Pierfrancesco Ghetti -. Così vengono rivisti i parametri che compongono
l'assegnazione dei fondi". Il risultato soddisfa studenti e professori
("E' un primo passo ", dice Filippo Maria Carinci, preside della
Facoltà di Lettere), e intanto in laguna cresce il clima di mobilitazione
attorno ai tagli all'Università annunciati dal governo. Si comincia oggi
all'Accademia di Belle Arti, dove la Consulta degli studenti ha indetto
un'assemblea generale, cui sono invitati pure gli insegnanti e il direttore
Carlo Montanaro. "Denunciamo l'impossibilità di assicurare, visti i tagli
ai finanziamenti ordinari previsti dalla riforma Gelmini, la sopravvivenza del nostro
istituto, già ridotto allo stadio terminale - fanno sapere i ragazzi in una
nota -. E l'incombente necessità di compensare i tagli con l'ingresso di
fondazioni private nel Cda". La tensione sale anche allo Iuav dove gli
studenti, che in questi giorni hanno espresso la loro preoccupazione con
cartelloni e striscioni, hanno organizzato per domani pomeriggio un
incontro aperto con i presidi delle tre Facoltà e il rettore. Per fare il punto
sulla situazione. Già si respira aria di autogestione. Sempre per domani, a
Venezia, un gruppo autonomo di studenti ha indetto un'assemblea aperta a tutto
il personale delle Università, mentre venerdì mattina è la volta di Ca'Foscari:
dalle 9 alle 12 è indetta un'assemblea generale. Previsto l'intervento del
rettore Ghetti davanti a studenti e docenti. Paola Vescovi.
( da "Corriere del
Veneto"
del 22-10-2008)
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del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-22 num: - pag: 5
categoria: BREVI A Verona Scienze sospende l'insegnamento
aule vuote almeno per sette giorni 1 Il preside della Facoltà di Scienze,
Roberto Giacobazzi, la settimana scorsa aveva annunciato la sospensione delle
lezioni per quindici giorni, per protesta contro la riforma Gelmini. Dopo la sconfessione del Senato
accademico, è sceso a una settimana.
( da "Giorno, Il
(Lodi)"
del 22-10-2008)
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LODIGIANO
pag. 6 Piano di razionalizzazione da bocciare "Ci saranno meno servizi
alle famiglie" QUI PAVIA L'ANALISI DI ELENA MAGA, SINDACALISTA DELLA CISL
? PAVIA ? QUARANTACINQUE SCUOLE dell'infanzia, 25 primarie, 7 medie e alcuni
discaccamenti delle superiori. Se il piano di razionalizzazione delle scuole del ministro Mariastella Gelmini passasse per la provincia di Pavia, sarebbe devastante.
"Sono moltissime le scuole con meno di 50 alunni - commenta Elena Maga
della Cisl scuola - e non si tratta solo di plessi di montagna. Nell'elenco,
infatti, rientrano anche molti istituti di pianura, distante da paesi più
grandi o che dipendono da istituti non molto più grandi dei loro, che
faticherebbero non poco ad accogliere tutti i bambini che potrebbero
arrivare". Inoltre, alcuni dei paesi a rischio soppressione-scuola stanno
vivendo uno sviluppo demografico notevole perché ci paesi come Gerenzago, Sommo
e Valle Salimbene in cui si sta costruendo parecchio. "È un gatto che si
morde la coda - aggiunge Elena Maga -. Le famiglie, quando decidono di
trasferirsi, scelgono la località in base ai servizi. Se non avranno più i
servizi, non si trasferiranno e che cosa ne sarà delle nuove costruzioni?"
Per non parlare poi dei soldi pubblici spesi per rimettere a norma edifici scolastici
rimasti chiusi a lungo e che ora avevano i numeri per riaprire. "È il caso
di Pieve Albignola - conclude la sindacalista - dove il Comune ha investito una
notevole somma e ora rischia di vedersi sopprimere la scuola. E' un'assurdità,
anche perché Pavia negli ultimi 10 anni ha già razionalizzato, perdendo il 30%
delle scuole". M.M.
( da "Giorno, Il
(Lodi)"
del 22-10-2008)
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LODIGIANO
pag. 6 I tagli del decreto Gelmini Rischiano soprattutto le materne della Bassa Sono 15 gli asili
con meno di 50 bambini di GAETANO ECOBI ? LODI ? IL DECRETO DEL MINISTRO Gelmini e la nuova riforma scolastica
continuano a fare discutere e a preoccupare soprattutto le famiglie con bambini
in età scolare. Al di là di prese di posizione che mirano più che altro
a sviare il discorso (voti in pagella, grembiuli, classi esclusive per gli
stranieri) a creare le reazioni più appassionate sono le
"soppressioni" di plessi scolastici e di insegnanti. Gianfranco
Concordati, consigliere regionale del Pd rimarca come il provvedimento
esecutivo preveda la perdita dell'autonomia scolastica per gli istituti con meno
di 500 alunni e la chiusura delle scuole con meno di 50 studenti prefigurando
così una riduzione drastica dei costi dell'intero sistema scolastico. Il
Decreto Gelmini, "ormai famoso più per la
reintroduzione del maestro unico che non per il disegno strutturale che ne è il
presupposto è - per il consigliere lodigiano - un vero e proprio assalto alla
qualità della scuola pubblica e un modo neanche tanto velato di scaricare sui
Comuni e i cittadini anche i costi dell'istruzione". TRA GLI ISTITUTI superiori
del Lodigiano c'è l'Itas Tosi di Codogno che ha un numero di alunni di poco
superiore a 400 e che in teoria rischia l'accorpamento. Quest'ultimo deve però
avvenire con un altro istituto della zona in modo tale che il numero
complessivo di studenti non sia superiore a 900, perciò per il momento il
pericolo sembra scongiurato. Non ha niente a che vedere invece con il decreto Gelmini (ma è frutto di una ristrutturazione interna alla
Provincia) lo scioglimento della scuola media Don Milani di Lodi, con gli alunni
della sede centrale di via Salvemini e quelli della sezione staccata di via
Spezzaferri che saranno abbinati a Cazzulani ed Ada Negri e con la succursale
di San Martino in Strada che entrerà a far parte dell'istituto comprensivo di
Livraga. Per quanto riguarda invece i plessi con meno di 50 alunni essi sono in
tutto 21 nel Lodigiano a rischiare la chiusura se il decreto entrerà veramente
in funzione. E sono quasi tutti nella Bassa: 15 scuole dell'Infanzia, di cui 2
nel capoluogo, Campo Marte e Spezzaferri, quindi Cavacurta, Orio Litta, Fombio,
Bertonico, Casaletto Lodigiano, Mairago, Turano, Merlino, Castelnuovo Bocca
d'Adda, Caselle Landi, Ossago, Corte Palasio, e Cassino d'Alberi (frazione di
Mulazzano); 2 primarie: Cavacurta e Corno Giovine, 4 medie inferiori:
Castelnuovo, Corno Giovine, Senna Lodigiana, Caselle Landi. Per cercare di dare
un'informazione il più possibile realistica ai genitori ed ai lavoratori del
mondo della scuola ed anche per organizzare manifestazioni di protesta si
stanno organizzando nel Lodigiano una serie di incontri. Il prossimo, in
programma nella serata di venerdì 24 ottobre alle 21 nell'aula magna del liceo
Verri in via San Francesco, è promosso dal comitato provinciale per la difesa
del tempo pieno e della scuola pubblica, che ha come referente Mario Zafferi.
( da "Resto del
Carlino, Il (Fermo)"
del 22-10-2008)
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CIVITANOVA
pag. 12 UN PRESIDIO di Azione Giovani ha manifestato domenica sul Corso a
favore delle po... UN PRESIDIO di Azione Giovani ha manifestato domenica sul
Corso a favore delle politiche sulla sicurezza attuate dal Governo e dal
Comune. Al volantinaggio hanno partecipato anche Azione
Studentesca, che sostiene la riforma scolastica della Gelmini, i consiglieri comunali Pollastrelli e Giampaoli, il consigliere
provinciale Marcucci e la presidente del circolo locale, Veronica Fortuna. Il
tesseramento (per ragazzi tra i 14 e i 30 anni) è aperto. Info: 339.6948495.
( da "Messaggero, Il" del 22-10-2008)
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Il premier oggi al fianco della Gelmini:
"Inaccettabile azione di cecchinaggio da parte delle sinistre".
( da "Messaggero, Il" del 22-10-2008)
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Dal
nostro inviato FABRIZIO RIZZI NAPOLI - Che la misura fosse colma, Silvio
Berlusconi lo aveva proclamato all'assemblea degli industriali, quando ha
attaccato la sinistra che diffonde falsità. "E' inaccettabile che si
strumentalizzino anche i bambini", con una mobilitazione che nasce sulla
menzogna. "Ad esempio, non è vero che, nella scuola, si elimina il tempo
pieno". E con l'esclamazione "non lasciatevi ingannare dalla
sinistra", il premier ha deciso di passare all'offensiva mediatica. Non
poteva far passare altro tempo. I fatti di Milano costituivano un segnale
inquietante. Una falla da tamponare, subito e definitivamente. Non poteva attendere
il ritorno dalla Cina. Quel viaggio, che comincerà oggi, si farà lo stesso. Ma
prima occorreva evitare che da una fiammata esplodesse una polveriera. E così,
prima di salire a bordo dell'aereo, Berlusconi questa mattina, farà una
conferenza stampa a Palazzo Chigi, con il ministro Gelmini. Con una lunga telefonata, il
premier ha spiegato alla titolare di viale Trastevere, quali sono le sue
strategie per controbattere, a livello mediatico, alle affermazioni di Veltroni
e del Pd. Un ragionamento che il presidente del Consiglio ha ripetuto ai suoi
fidati collaboratori. Questa la valutazione, mescolata a vive
preoccupazioni sull'ordine pubblico. Non è possibile, avrebbe detto, che,
mentre riceve, secondo i sondaggi, dal 70 per cento degli italiani la piena
fiducia, ed è un record assoluto, ci siano frange di contestazione, innescate
"dalla sinistra", che rischiano di provocare crepe profonde
nell'azione riformatrice del governo. Un sillogismo che nasce da una
convinzione profonda. Ovvero, che la riforma Gelmini
ha ricevuto il sostegno istituzionale del Colle. Berlusconi ritiene che ci sia
un'azione di cecchinaggio politico del Pd che non risparmia niente e nessuno. A
Palazzo Chigi dicono: "Attaccano e sparano su tutto, come se la sinistra
volesse usare la scuola come, terreno di scontro, per aprire un nuovo fronte
bellico". Per questo, la vicenda va riportata nell'alveo della
tranquillità e della "verità". Non si licenzia, non si buttano via i
maestri. A Palazzo Chigi assicurano: quelli in eccedenza"continueranno a lavorare
nel tempo pieno".
( da "Nazione, La
(Viareggio)"
del 22-10-2008)
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MASSAROSA
pag. 10 E' ANCORA una volta mobilitazione, nel capoluogo come nelle frazioni,
contro... E' ANCORA una volta mobilitazione, nel capoluogo come nelle frazioni,
contro il disegno di legge sulla riforma della scuola, presentato
dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini. A guidare il fronte d'opposizione nei confronti del nuovo
progetto didattico, questa volta, sono state un centinaio di mamme aderenti al
'Comitato genitori' della scuola elementare Giosuè Carducci di Piano del Quercione.
Queste ultime, infatti, ieri mattina hanno sfilato davanti all'istituto
scolastico della frazione, affiancate anche da genitori i cui figli
frequentano le elementari a Piano di Conca e Pieve a Elici, con tanto di slogan
e cartelli. A SOLLEVARE preoccupazione ? come precisato dalle stesse mamme che
hanno inscenato la pacifica protesta, esponendo anche striscioni con la scritta
"No al maestro unico", "La nostra è una piccola scuola che ha
diritto di esistere", "Le nostre maestre sono già uniche" ? è
soprattutto l'eventualità che le piccole scuole possano essere chiuse, oltre
alla possibilità che, qualora dovesse concretizzarsi l'ipotesi in base alla
quale ogni classe debba essere formata da trenta alunni, le strutture
scolastiche esistenti possano rivelarsi non idonnee ad ospitare le lezioni.
"L'elementare di Piano del Quercione ? precisa Monica Maggini, portavoce
del 'Comitato genitori' che ha dato vita alla protesta ? costituisce una
risorsa per il territorio che va difesa. Ciò che chiediamo, è che questo
disegno non diventi legge, sia perché crediamo che il ritorno al maestro unico
rappresenti in chiave didattica un passo indietro, sia perché pensiamo che
organizzare classi di trenta alunni, da affidare tra l'altro a un unico
docente, vorrebbe dire costringere l'insegnante a dedicare inevitabilmente meno
attenzione ad ogni bambino". LE MAMME del Comitato, insomma, hanno le idee
chiare, e promettono di fare il possibile per evitare il rischio che la scuola
di Piano del Quercione e gli istituti scolastici delle frazioni possano
chiudere i battenti. "Martedì prossimo ? conclude ancora Maggini ?
organizzeremo, all'interno della scuola media di Massarosa, una notte bianca
alla quale parteciperanno rappresentanti dei due istituti comprensivi cittadini.
Nel corso della serata, che avrà inizio alle 19.30 e si concluderà con la
proiezione di un film, daremo vita a una raccolta di firme alla quale potranno
aderire tutti coloro che non approvano la riforma proposta dal ministro Gelmini". Gianluca Zaccheo.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 3 I prof minacciano i giovani: "Non scioperate? Vi
bocciamo" di Redazione A Trieste l'episodio più clamoroso, ma le
"lezioni" dei docenti politicizzati dilagano. Chi vuole studiare
bollato come "crumiro" Stefano Filippi Studenti in piazza, in prima
linea, e professori a soffiare sul fuoco nelle retrovie. La
strategia anti-Gelmini è
ormai definita. I ragazzi fanno numero e fanno casino, gli insegnanti
forniscono il sostegno ideologico e logistico. Da quanto tempo non c'erano
tante scuole occupate in giro per l'Italia? Okkupate, cioè presidiate giorno e
notte, vietate agli estranei per giorni e giorni. Per gentile
concessione dei presidi, che una volta avrebbero sospeso per una settimana chi
si azzardava a minacciare le occupazioni, mentre adesso concedono gli istituti senza
battere ciglio. Basta un gruppetto di maggiorenni che si dichiarano
responsabili: firmano un modulino e la scuola è messa generosamente nelle loro
mani. Molti docenti combattono la riforma nelle aule, diffondono le parole
d'ordine contro il ministro, partecipano alle assemblee studentesche,
trasferiscono le lezioni nelle piazze, organizzano le mezze notti bianche dei
bimbi alle elementari. Qualcuno fa addirittura aleggiare velate minacce di
conseguenze sgradevoli per chi non partecipa anima e corpo alla mobilitazione.
Non sono intimidazioni dirette, plateali, ma messaggi trasversali, che dicono e
non dicono, ma colpiscono dove devono colpire. Perché i prof sanno bene come
mandare un avvertimento agli studenti anche se non dicono loro in faccia "ti
boccio". L'episodio più eclatante è quello di Trieste, al liceo classico
Dante Alighieri occupato fino a domani mattina, un caso venuto alla luce grazie
al coraggio di alcuni genitori che si sono confidati con due consiglieri
regionali del Pdl, Paolo Ciani e Piero Tononi, gli stessi che un mese fa se
l'erano presa con gli insegnanti presentatisi in classe con il lutto al
braccio: se i prof svolgono attività politica e non didattica - avevano scritto
Ciani e Tononi al governatore Renzo Tondo - potrebbero essere accusati di
scarso rendimento. E la riforma Brunetta ipotizza anche il licenziamento per il
dipendente pubblico poco produttivo. Le intimidazioni sono avvenute in due
scuole superiori cittadine, ma soltanto di una si conoscono i particolari.
Lunedì mattina al Dante era prevista l'assemblea che ha deciso l'occupazione
dell'istituto. "Non tutti erano d'accordo. Alcuni studenti hanno
frequentato regolarmente la prima ora - racconta Ciani - ma il prof dell'ora
successiva non si è presentato. Era con altri insegnanti all'ingresso dell'aula
magna, nel corridoio. Gli hanno chiesto se c'era lezione. Il docente si è
voltato verso i colleghi e ha mormorato una frase del tipo: "Guarda questi
qui, non aprono mai un libro e vogliono studiare proprio oggi che c'è uno sciopero
sacrosanto. Credono di migliorare il proprio rendimento scolastico, ma non è
così che lo otterranno"". Parecchi studenti che avevano assistito
alla scena hanno preso in giro i "crumiri", i "venduti", i
"vigliacchi", ed è stato il colpo di grazia. I docenti parlavano tra
di loro, non con gli studenti, ma i ragazzi hanno inteso perfettamente.
"Mio figlio è tornato a casa disperato, vuol cambiare scuola, al Dante non
intende metterci più piede - racconta uno dei papà che ha denunciato la vicenda
-. E pensare che giorni fa era d'accordo con gli scioperi: sono stato io, una
sera a tavola, a suggerirgli di documentarsi bene, di verificare e farsi
un'idea sua. Credo sia compito di un genitore stimolare un giudizio critico
personale. Lui è andato su internet, ha comprato qualche giornale e si è
accorto che a scuola non gliela raccontavano giusta". Cosa capisce uno
studente se sente un insegnante dire che disertare le manifestazioni non gli
frutterà voti migliori? Se il clima prevalente nella scuola favorisce l'intruppamento
con gli occupanti? Se il preside concede quattro giorni di occupazione alla
vigilia della manifestazione veltroniana del 25 ottobre? Che la gran parte dei
ragazzi voglia saltare scuola è scontato, ma cosa pensare se anche i prof
considerano sacrosanto uno sciopero studentesco e scherniscono quelli che
invece vogliono studiare? "Se questo comportamento sarà confermato dovrà
essere perseguito dalla legge - protestano Ciani e Tononi -. Stiamo preparando
una memoria per i ministri Gelmini e Brunetta e
valutiamo se presentare un esposto alla magistratura. Da tutta la regione
riceviamo segnalazioni di professori che sollecitano gli studenti a partecipare
allo sciopero generale della scuola, come credo avvenga in tutta Italia. Ma è
inaccettabile minacciare penalizzazioni nel corso dell'anno scolastico".
Gli occupanti del Dante, uno dei licei storici della città frequentato dalla
"Trieste bene", negano che un episodio del genere sia accaduto.
"Garantiamo che i prof non ci hanno influenzato, nessuno è qui perché
obbligato", dicono Giulia e Margherita, due dei 12 maggiorenni che si sono
presi la responsabilità che l'occupazione sia ordinata e pacifica. Nelle aule
si svolgono corsi autogestiti di chitarra e capoeira, oltre che di greco,
tedesco, storia della musica e lettura dei giornali. In aula magna c'è una pila
di quotidiani e un'altra di scatole di giochi tipo Risiko e Monopoli. "Non
sono i prof a minacciare gli studenti ma la Gelmini a
minacciare la scuola", urla uno striscione all'esterno. Sui muri è scritto
"Banche in fiamme" con la stella a cinque punte e "Nazi in
foiba" con la falce e martello. Scuola vietata anche per i corsi
pomeridiani e serali dell'università popolare, cui sono iscritti molti
stranieri. Arrivano, s'informano, protestano perché nessuno gli ha detto nulla
e se ne vanno imprecando: "Io lavoro, ho preso due ore di permesso, e
questi invece fanno baldoria". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 3 Elementare per protesta sperimenta il maestro unico di
Redazione Alle elementari va in scena la protesta. Da iAlle elementari va in
scena la protesta. Da ieri e fino a domani, gli insegnanti del I circolo
didattico Pietro Maffi, nel quartiere Primavalle, alla periferia di Roma,
sperimentano il maestro unico. Di loro iniziativa hanno accorpato le classi,
ridotto l'orario scolastico e affidato una trentina di bambini a un solo
maestro. La motivazione ufficiale è stata naturalmente quella di
"riflettere insieme sul decreto legge", ma in realtà il personale
scolastico "in esubero", non impegnato ieri in aula, era occupato
all'esterno per cercare di convincere i genitori che il decreto legge significa
"salto nel passato". "Non si risparmia sui
bambini, no ai tagli della Gelmini", spiegavano infatti gli slogan sui cartelloni sistemati
all'uscita del plesso scolastico. "È un tornare indietro di dieci anni -
spiegano gli insegnanti -. Diminuendo le ore non sarà più possibile offrire ai
bambini lo stesso livello di istruzione". Non è vero, però non lo
dicono. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 1 I prof: "Scioperate o vi
bocciamo" di Redazione Gli insegnanti soffiano sul fuoco della protesta
anti Gelmini. A Trieste
scattano le prime denunce A Bologna gli studenti occupano la stazione. E a
Milano il corteo degenera: sei feriti negli scontri Scioperi, picchetti,
proteste: gli studenti tornano in piazza. Bloccano i binari e vanno allo
scontro. È un vecchio film già visto. E molti docenti combattono la
riforma nelle aule, trasferiscono le lezioni nelle piazze, organizzano le mezze
notti bianche dei bimbi alle elementari. Qualcuno fa addirittura aleggiare
velate minacce di conseguenze sgradevoli. Se non scioperi, ti boccio. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 0 Scuola, tensione al corteo di Milano: scontri di
Gabriele Villa La protesta degenera: a Milano 6 feriti negli scontri con la
polizia dopo un corteo non autorizzato. A Bologna irruzione al rettorato. A
Palermo il rettore si associa alla protesta e oscura il sito dell'ateneo. I
prof minacciano i giovani: "Non scioperate? Vi bocciamo" Cortei non
autorizzati, binari occupati, scontri con la polizia. Feriti e contusi.
Insulti, slogan e sputi. Da un capo all'altro dell'Italia. Ma non le avevamo
già viste queste scene? Non è, per caso, il remake di qualche film dell'orrore
d'infimo ordine? Scorriamo le agenzie di stampa che si sono intrecciate ieri,
per tutta la giornata, e scopriamo che a Milano gli scontri con la polizia sono
cominciati a piazzale Cadorna dopo che un corteo, non autorizzato, partito
dall'Università, ha assediato la stazione delle ferrovie Nord nell'originale
tentativo di occuparla e di bloccare i treni. A Bologna un'azione fotocopia:
centinaia di universitari in corteo hanno raggiunto la sede del Rettorato e vi
hanno fatto irruzione. Poi si sono diretti alla stazione e hanno occupato il
primo binario per una decina di minuti. In compenso a Roma, per tutto il
giorno, il senato accademico de La Sapienza, è stato messo sotto pressione
dagli studenti (che in cinquemila hanno partecipato a un sit-in nella città
universitaria) e ha dovuto riunirsi per decidere il blocco delle lezioni
richiesto dai contestatori che erano partiti con una dichiarazione
programmatica: "E adesso provate a fermarci". A Firenze gli
"studenti di sinistra" e dei "collettivi universitari"
hanno manifestato in 40mila grazie alla preziosa regia dei sindacati della
scuola di Cgil, Cisl e Uil della Toscana. E simili scene si sono registrate a
Genova, Napoli e a Palermo, dove anche il rettore Giuseppe Silvestri ha voluto
metterci del suo, oscurando, con una personalissima protesta, il sito web
dell'ateneo. Mettendo insieme i pezzi di questo puzzle del disastro organizzato
si può leggere, nostro modesto avviso, una sorta di slogan che astutamente non
viene divulgato ai e dai diretti interessati. Lo slogan, che poi è una sorta di
invito alla armi, suona più o così: "Noi il Sessantotto ce lo siamo perso,
dicono che erano bei tempi e quindi lo rivogliamo". Di fatto, scusate il
paragone forse un po' azzardato, il principio è molto simile a quello che anima
i supporter delle case chiuse. Se, anagraficamente, sono sempre meno quelli che
le hanno, a suo tempo, potute apprezzare, anagraficamente sono anche sempre di
più (persino chi scrive se le è perse per un soffio) coloro che non hanno
potuto goderne appieno fascino e frisson. Solo che a questo punto bisogna
introdurre un doveroso distinguo: ai casini ci si andava, così ci raccontano le
cronache dell'epoca, con grande senso della privacy e della compostezza. Si
faceva quello che si doveva fare e si usciva, insalutati ospiti, con la
medesima discrezione con cui si era entrati. Mentre la nuova nostalgia del
casino intesa come il Sessantotto della contestazione è finalizzata solo ed
esclusivamente a far casino: sfasciare, picchettare, contestare. E occupare,
scritto con o senza la kappa, poco importa. Quindi "il che cosa ci siamo
persi" si traduce nei nuovi sogni eroici di
un'accozzaglia di prof e studenti assatanati contro la signora Gelmini che hanno in testa una sola idea
perversa: sovvertire l'ordine. A qualunque costo. D'altra parte il tam tam
dello "smsmessaggiamento" di questi giorni è sufficientemente
illuminante: in ogni città si reclutano volontari disposti al picchettaggio
duro. E i risultati, da un capo all'altro dell'Italia, non hanno né capo
né coda se è vero come è vero che a Trieste gli insegnanti hanno posto agli
studenti un insolito ultimatum: o scioperate o vi bocciamo. E se è vero come è
vero che a Milano, durante la tanto sospirata autogestione scolastica, non si
organizzano corsi di cucina né di educazione civica e nemmeno di lettura dei
tarocchi (che magari sortirebbero il risultato di far scambiare la maga Circe
per una imbonitrice televisiva) ma adunate più o meno sediziose. Troverete con
dovizia di particolari in altre parti del Giornale che nelle scuole
metropolitane, anzi nei cortili delle medesime si fanno le prove pratiche di
raggruppamento in corteo e di sfilate. E di uso del megafono con annesso urlo
di slogan. Eccolo il nuovo Sessantotto (o anche il nuovo '77 che è stato un po'
come i rigurgiti da latte nei poppanti) di cui si sente tanto la voglia e la
mancanza nelle sbrindellate scuole del Paese. Non è ancora tutto. Poiché al
peggio non c'è mai fine, nell'autogestione dalla mille inaspettate risorse c'è
anche chi ha pensato bene di organizzare un vero e proprio corso di
specializzazione in sindacalismo. Per la gioia della gloriosa Triplice che
cavalcò la protesta quarant'anni fa. Com'è che diceva Aristotele? "Le
persone oneste e intelligenti non faranno mai una rivoluzione. Perché sono sempre
in minoranza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 2 Questi ragazzi ostaggi del passato di Vittorio Macioce
è un futuro in bianco e nero, come un vecchio film. Molti di questi ragazzi non
hanno neppure vent'anni. Sono nati quando il muro cadeva, con i violini che
suonavano a Berlino, e qualcuno pensava che la storia stava arrivando al
capolinea. No, era solo il Novecento che frenava, dopo un secolo di corsa, con
un grande, liberatorio, scossone. Nessuno, di questi studenti infagottati nei
cortei, ha mai visto il cielo degli anni '70. Quel poco che sanno è roba di
quarta mano, digerita in fretta sui banchi di scuola, in qualche spezzone tv,
come un mito riscaldato, una minestra ideologica senza più una briciola di
realtà, di senso, fuori tempo. è spesso la nostalgia dei loro insegnanti, che
non hanno mai accettato di invecchiare davvero. Questa "settimana
calda", con i cori anti Gelmini, ha il sapore di un remake e come tutte le copie è ancora più
triste dell'originale. Guardi i volti di chi sfila sotto il nome di collettivo
studentesco e ti chiedi da quale passato sono spuntati fuori, da quale
corridoio spazio-temporale sono arrivati, parcheggiati in ritardo su questa
terra. Non erano caduti con il Muro anche i collettivi studenteschi? E
invece sono qui, con slogan logori, picchetti, tamburi, megafoni e sampietrini,
con il cadavere di Che Guevara sulle bandiere. Qualcuno ha rubato la fantasia e
questi sono i risultati. Guardare queste immagini ti fa sentire prigioniero di
una palude, di un passato che non passa, di quella mucillagine evocata da De
Rita nel rapporto Censis. è come il giorno della marmotta, il quel film
Ricomincio da capo con Bill Murray, dove ogni alba ripete se stessa, la stessa
giornata, gli stessi riti, le stesse facce, lo stesso destino. Quasi sorridi
quando vedi un cellulare, un iPod, la sagoma di Ibra su un giornale, con lo
scudetto al petto, un jeans Dolce&Gabbana. è il segno che non sei tornato
bambino, anche se per un attimo quasi ci speravi, e riaffiora solo il
vaghissimo ricordo di una Renault 4 rossa vista in tv, un'immagine sbirciata
per un attimo al Tg1 dell'ora di pranzo, poco prima di andare a tirare qualche
calcio a un pallone. Ecco. Quello che spaventa di questi studenti in piazza è
l'assenza di futuro. Davanti ai cancelli dell'università sono tornati i
picchetti. Tutti a casa, oggi non si fa lezione. E vedi i pendolari che
sgranano gli occhi, in bambola come le vittime di scherzi a parte. Non ci
credono. Sono partiti che era ancora buio, per nulla. Non si discutono neppure
le tesi e qualcuno piange davvero. Niente laurea. Festa rimandata. Ci rivediamo
alla prossima volta, se siete fortunati. E ancora una volta a rimetterci, in
questa sbornia da collettivi e autogestione, sono i più deboli, quelli che
arrivano dalla periferia, quelli che devono laurearsi il più presto possibile,
perché lo stipendio e il salvadanaio dei genitori ha il fiato corto. E i sensi
di colpa ti devastano l'anima. Cosa c'è di nuovo in questa storia? Poco. Tranne
una manciata di tattiche da guerriglia. Il corteo, a Milano e Bologna, si
dirige verso i binari. Bloccare i treni, puntare al caos, immobilizzare il
Paese. E questo arriva dal vandalismo nichilista degli ultrà, dagli affari
sporchi delle mobilitazione anti discarica, da Pianura e da Chiaiano, dal
disfattismo ideologico dei tanti no global, no Tav, no tutto. è il sentimento
nostalgico, reazionario, di chi sogna di cristallizzare il mondo. Ma in nome di
cosa protestate? Volete davvero difendere la scuola così com'è? Questa scuola,
ridotta a una miseria, vecchia, inutile, senza speranza. Non vi piace la
riforma della Gelmini? Va bene. Protestate. Ma per
qualcosa di nuovo. Non per difendere lo sfascio. Vi siete arroccati nella
cittadella del nulla, un fantasma del tempo remoto. Rompete questo incantesimo.
E il giorno della marmotta, finalmente, passerà. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
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( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253 del 2008-10-22 pagina 3 Da Pavia a Firenze, la carica dei
baroni anti-Gelmini di Nino
Materi Il catastrofismo dell'Associazione docenti universitari: "Le scuole
statali scompariranno" "Obiettori universitari". A prescindere.
Il decreto-Gelmini li
ignora, ma loro si schierano comunque "contro". Contro cosa, non si
sa; ma contro chi, è ben chiaro: il ministro della Ricerca. L'Università
di Pavia, ad esempio, ieri è scesa in trincea attaccando le "scelte del governo
in materia scolastica". L'annuncio è arrivato nel corso di un'assemblea
svoltasi nel cortile del rettorato. In particolar modo il Senato accademico
dell'ateneo pavese "manifesta un vigoroso dissenso contro le attuali
scelte del governo". Poca importa che il governo - in materia
universitaria - abbia "scelto" poco o nulla. Una protesta del tutto
virtuale, su provvedimenti puramente ipotetici. Primo esempio: "La
drastica riduzione del fondo di finanziamento ordinario, nel corso dei prossimi
cinque anni". Peccato che non sia stato deciso alcuna "drastica
riduzione"; secondo esempio: "Il blocco del turnover al 20% che
impedirà il rinnovamento del corpo docente e ridurrà pesantemente le
possibilità di carriera di dottorandi, ricercatori e professori associati".
Anche su questi aspetti la Gelmini ha offerto ampie
garanzie. Ma gli "obiettori cronici" preferiscono non tenerne conto.
A dare manforte agli "obiettori per partito preso" di Pavia sono i
loro colleghi di Firenze: "Le manifestazioni in atto hanno cause
totalmente condivisibili, cioè la difficoltà ad immaginare un futuro per
l'Università con la drastica riduzione delle risorse da parte dello
Stato", ha dichiarato il rettore dell'Università di Firenze, Augusto
Marinelli. Che però lascia aperta una porta al dialogo: "Come ateneo
fiorentino abbiamo avviato per questo un dialogo con la Regione e con il
ministero". Intanto l'Associazione docenti universitari (Adu), Cgil, Cisl,
Uil, l'Unione degli universitari (Udu) e altre 8 sigle hanno stilato una
"piattaforma programmatica" (da anni se n'erano perse le tracce, ndr)
per l'università, contro "i recenti provvedimenti legislativi e quelli
annunciati". Provvedimenti che, "se non bloccati, determineranno la
scomparsa dell'università pubblica". Avete letto bene: "la scomparsa
dell'università pubblica". Tra i principi fondanti della
"piattaforma" c'è proprio "la natura pubblica del sistema
universitario", il suo ruolo sociale e la sua "natura cooperativa e
partecipata, laica e razionale". Sindacalese allo stato puro. Ma il meglio
deve ancora arrivare. Queste, nel dettaglio, le richieste dei firmatari del
documento: "Il sistema di finanziamento delle università deve essere
basato su una previsione pluriennale di crescita che avvicini l'Italia alla
media Ocse e gli atenei non devono essere usati per fare cassa". Insomma,
l'esatto contrario, del modello universitario che ha più successo nel mondo. I
firmatari affrontano anche il nodo del diritto allo studio: "L'università
dovrebbe svolgere un ruolo di mobilità sociale". Traduzione: tutti in
piazza per protestare. A prescindere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 9 D'Alema spara sul ministro: "È un energumeno
tascabile" La replica: "Volgarità razziste" di Felice Manti
"Brunetta? Un energumeno tascabile". L'ex segretario ds Massimo
D'Alema le ha provate tutte, ieri, per tentare disperatamente di guadagnare
qualche titolo nei tg. Prima l'affondo contro il ministro della Funzione
pubblica Renato Brunetta, che con la sua "virulenta campagna rischia di
colpire beni pubblici essenziali e di fare di tutta l'erba un fascio". E
meno male che D'Alema ha voluto ribadire di voler così difendere "la
dignità della funzione pubblica". Per non farsi mancare nulla l'ex titolare
della Farnesina ha attaccato anche i ministri di Istruzione ed Economia, Mariastella Gelmini e Giulio Tremonti: "Il taglio di risorse per scuola,
università e ricerca è drastico e danneggia il futuro del nostro paese". È
andata pure peggio a Berlusconi, definito "faccia di tolla" perché in
mattinata aveva osato contestare la scelta del Pd di scendere in piazza in una
situazione economica così difficile: "È sempre un contributo alla
vita democratica, trovo curioso che la destra faccia polemica sulla nostra
manifestazione quando loro scesero in piazza per protestare contro l'ingresso
nell'euro". Insomma, per D'Alema "il governo non è all'altezza dei
problemi del Paese, al di là di un premier superman che dice di risolvere
tutto". Non è mancata una stoccata alla stampa in crisi, che sta regalando
al centrodestra "un'imponente propaganda" in cambio dei contributi
pubblici. La risposta di Brunetta non si è fatta attendere: "Quelle del
deputato D'Alema sono solo volgarità razziste, evidentemente la mancanza di
potere gli ha fatto perdere la testa". A Brunetta è arrivata la
solidarietà dal Pdl (quello di D'Alema è "livore rancoroso" che sa di
"nazismo") e il colpevole silenzio dell'opposizione. Il portavoce del
premier, Paolo Bonaiuti, ha liquidato tutto con una battuta: "Faccia di
tolla? Ma che linguaggio è? Sembra quasi di sentire Veltroni... ". ©
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( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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PECETTO.
IL COMUNE "Lasciateci le nostre scuole" Una
lettera al ministro Maria Stella Gelmini. L'ha inviata il Comune di Pecetto per opporsi alla ventilata
soppressione delle scuole, concludendo che se il servizio non verrà mantenuto
"il Comune si vedrà costretto a ricorrere alle competenti sedi per la
tutela dei propri interessi giuridici che si ritengono ingiustamente
incisi". Spiega il sindaco Flavio De Stefani:
"L'amministrazione comunale da anni investe in queste strutture garantendo
servizi di scuolabus, mensa e doposcuola. Non solo, attraverso i contributi
regionali, provinciali e con risorse proprie ne ha migliorato e riqualificato
gli edifici con impianti a norma, locali funzionali e confortevoli. Sopprimere
le scuole porterebbe a vanificare in modo sostanziale risorse, strategie e
obiettivi fino ad ora raggiunti, tanto più che la popolazione è in
aumento": 13 nuove famiglie nel 2008. "La chiusura delle scuole è
un'ipotesi drammatica ma soprattutto, assurda - sbotta l'assessore Viviana
Forsinetti - sebbene il decreto fissi parametri precisi, sarà opportuna
l'analisi di ogni singolo plesso scolastico". La scuola dell'infanzia di
Pecetto di Valenza ospita 22 bambini e la primaria 39. L'assessore Viviana
Forsinetti conclude osservando che sarebbe auspicabile indirizzare le famiglie
a iscrivere i propri figli nelle scuole del Comune di residenza, avvalendosi in
modo strategico ed efficace di un servizio e di edifici già esistenti.
Paradossalmente, a questo punto si rischia di chiudere strutture per poi
doverne predisporre di nuove (con relativi costi ed investimenti) in altri
siti".
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
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Cronaca
Autogestione al Classico, danni e proteste Conferenze al posto delle lezioni,
ma anche muri imbrattati LA SCUOLA AVEZZANO. Muri del bagno imbrattati, motorini
danneggiati o rubati e un'intera classe punita con il voto "1". Non è
iniziata nel migliore dei modi l'autogestione al liceo classico Torlonia di
Avezzano, dove in concomitanza con le manifestazioni di protesta
che si stanno svolgendo in tutta Italia contro le riforme del ministro Gelmini, gli studenti (nella foto) hanno
tentato prima l'occupazione (venerdì scorso) e poi l'autogestione. La mattinata
di ieri è stata caratterizzata da conferenze, musica, pittura, filmati, lettura
e spazi ricreativi. Si è tenuto un incontro con un economista che ha parlato
del problema del lavoro, del decreto legge della Gelmini
e della mozione della Lega. Nel corso della stessa giornata, si sono svolte
anche numerose attività. "Erano presenti due ragazze dell'istituto
d'arte", racconta una rappresentante d'istituto, "che ci hanno
insegnato le nozioni fondamentali per imparare a dipingere. Per noi è una
novità poiché la pittura non rientra fra le materie oggetto di studio. Abbiamo
inoltre seguito due corsi di fumetto e uno di fotografia". Ma non tutti
gli studenti hanno utilizzato le ore di lezione autogestite per imparare
qualcosa di differente dalla normale didattica: danni sono stati registrati in
un bagno e anche nel parcheggio dei motorini. Una insegnante ha anche deciso di
punire la sua classe "ribelle" e impreparata per il compito con un
sonoro "1". In ogni caso gli studenti del Classico intendono
partecipare allo sciopero del 30 e hanno in vista una nuova autogestione verso
Natale. Lezioni regolari in tutte le altre scuole. All'Ipsaa (istituto
professionale di Stato per l'agricoltura e l'ambiente), gli studenti non hanno
fatto l'autogestione, ma hanno partecipato ad alcuni scioperi.
( da "Provincia
Pavese, La"
del 22-10-2008)
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"No
a tagli drastici e generalizzati. La Gelmini ci ascolti". No alle
occupazioni, sì alla trattativa Università verso la catastrofe Per i rettori
Aquis la crisi è peggio di quella dell'Alitalia E il Senato accademico della
Sapienza di Roma ha deciso una giornata di mobilitazione per venerdì ANNALISA
D'APRILE ROMA. Un patto di stabilità per salvare le università italiane
dal collasso finanziario. Tredici atenei "virtuosi" confluiti
nell'Associazione Aquis lanciano l'allarme sul futuro a rischio del sistema
universitario e chiedono al governo di ripristinare dalla prossima manovra
finanziaria i fondi tagliati nei provvedimenti varati la scorsa estate. Sei
università rappresentate da altrettanti rettori e pro-rettore degli istituti di
Bologna, Roma 2, Trento, Chieti-Pescara, Padova e del Politecnico di Milano, si
sono incontrati nella sede romana dell'Ansa, per proporre a governo, Ministero
dell'Economia e dell'Università l'apertura di una trattativa che veda, da una
parte il loro impegno nel contenimento dei costi di gestione e di personale e
dall'altra la garanzia delle istituzioni dei finanziamenti necessari alla
sopravvivenza stessa del sistema universitario italiano. "Alcuni atenei
sono già al collasso, altri non riusciranno a chiudere i bilanci del 2010"
afferma Vincenzo Milanesi, rettore dell'Università di Padova, che insieme ad
altri dodici atenei ha costituito l'Associazione per la qualità delle
università italiane statali. "I tagli drastici e generalizzati decisi
dallo Stato mirano solo a far cassa a spese dei bilanci universitari", ha
spiegato il rettore di Padova. "Noi proponiamo un documento nel quale
ciascun ateneo si impegna a sottoporsi ad una valutazione sul suo operato, a
mantenere i bilanci in pari ed a contenere le spese di personale, ma il governo
deve rivedere la logica della manovra finanziaria approvata in estate
reimmettendo già in quella del 2009 i finanziamenti sottratti". La
proposta di Aquis è che ciascun ateneo concordi con i Ministeri dell'Economia e
dell'Istruzione un Patto di stabilità che preveda non più finanziamenti "a
pioggia", quanto una distribuzione graduale, con tempi certi e concordati,
e soprattutto accertando la qualità delle performance degli Atenei. Per
migliorare il sistema universitario e uscire dallo stato di crisi, il documento
presentato dai rettori prevede che ogni ateneo sottoscriva un accordo di
programma nel quale si impegna con i due Ministeri a presentare bilanci in
pareggio ed a rientrate degli eventuali deficit. Il problema più imminente che
i tagli previsti in Finanziaria e i bilanci colabrodo degli atenei porranno è
quello dell'aumento delle tasse universitarie. "Intervento impopolare",
ammettono i rettori, metter mano alla contribuzione degli studenti, ma molto
probabile se i finanziamenti statali verranno a mancare dal prossimo anno.
"I tagli fatti dal governo alle università servono a pagare l'Ici"
sostiene Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano. "L'università
italiana è dieci volte il caso Alitalia in termini finanziari. Con la
differenza che non c'è un privato che può comprarsela!". Portando poi
sostegno al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini,
che secondo i rettori va "sostenuta e non attaccata", le università
che aderiscono all'Aquis non approvano le proteste di piazza, né le occupazioni
e la sospensione dell'attività didattica, però confermano che se il governo si
rifiutasse di aprire un dialogo la mobilitazione continuerà. E intanto il
Senato Accademico della Sapienza di Roma ha indetto per il 24 ottobre una
giornata di mobilitazone e riflessione sulla marginalizzazione delle
Università.
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Tagli e accorpamenti, così cambia la scuola A rischiare di più sono i plessi
dei Comuni più piccoli e delle contrade in città LANCIANO. La
scure dei tagli del decreto Gelmini nel Frentano si abbatterà almeno su 26 plessi scolastici con
meno di 50 iscritti. Sono quelli degli istituti comprensivi di montagna, che
comprendono materne, elementari e medie e che sono sotto la soglia dei 500
alunni. Ma il quadro non è completo: sono molte di più le sedi a rischio
chiusura, mentre per cinque istituti si profila l'accorpamento. Tanto
che sono già circa 800 gli alunni che rischiano, il prossimo anno, di doversi
spostare nella scuola di un altro comune. Nell'istituto comprensivo di Quadri
solo due degli 11 plessi superano i 50 iscritti. "Sarebbe un danno grande
per il territorio", commenta la dirigente Marilena Bellisario, "si
rischia di recuperare da una parte e creare nuove spese dall'altra, come nel
caso dei trasporti i cui costi saranno a carico di Comuni e famiglie".
Alla scuola fanno capo ben 17 Comuni, fra i quali Sant'Angelo del Pesco in
Molise. E di scuole che coprono un vasto territorio ce ne sono diverse nell'entroterra
del Sangro-Aventino. Il Comprensivo di Palena, ad esempio, accoglie alunni di
otto Comuni e ha sei plessi su undici a rischio. "Confido nelle deroghe
per le istituzioni di montagna", dice la dirigente Caterina Viva, "in
passato sono state applicate anche nelle città e nelle località di mare, dove
sopravvivono scuole di 300 alunni. Ma non è lo stesso discorso: le sedi di
montagna sono di per sé svantaggiate". "Non siamo per il
"no" assoluto al dimensionamento", aggiunge Costanza Cavaliere,
a capo dell'istituto comprensivo di Torricella Peligna, undici plessi su dodici
che hanno dai 21 ai 47 alunni, "ma va tenuto conto di scuole che vivono in
realtà territoriali diverse. Le sedi del nostro istituto distano in media 15
chilometri l'una dall'altra". Sul decreto del ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, c'è ancora tanta incertezza. Il
numero di microscuole che scompariranno è però destinato a salire. Secondo la
Cisl, rischiano i comprensivi di Casoli (Palombaro e materna Altino),
Fossacesia (materne Marina, Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna), San Vito
(Sant'Apollinare e materna Treglio), Tornareccio (elementare Bomba). Neanche
Lanciano scampa alle microscuole: sono quelle delle contrade, da Torre Sansone
a Villa Stanazzo. Cinque istituti sono invece a rischio accorpamento, per il
ridimensionamento di dirigenze e uffici amministrativi. "Vanno ricercate
soluzioni zona per zona", sostiene Gianni Orecchioni, preside del
Professionale De Giorgio, "compatibili con distanze ed esigenze didattiche".
Stefania Sorge.
( da "Centro, Il" del 22-10-2008)
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Cronaca
Volantini, riunioni e 5 bus per Roma A Olmo di Riccio sì all'occupazione LA
PROTESTA DI PROF E STUDENTI LANCIANO. Con i volantini in mano, riuniti nelle
palestre o intenti nelle collette, dalle Elementari alle Superiori, la protesta
unisce i cuori e scalda gli animi. In questi giorni negli istituti si svolgono
assemblee straordinarie e campagne di informazione. L'obiettivo è partecipare
alla protesta del 30 a Roma. Alla elementare Olmo di Riccio i genitori hanno
deciso di occupare la scuola da domani. Il malcontento è generale. Dal
personale non docente, bidelli e assistenti di laboratorio, fino ai genitori
dei bambini delle Elementari, la protesta contro il decreto
del ministro Gelmini sta
scandando ovunque gli animi di chi la scuola la vive tutti i giorni. Ed è un
comune sentire per tutti: no ai tagli alla scuola pubblica, no al ritorno del
maestro unico, no alla dequalificazione della scuola statale. I licei classico
e scientifico, assieme al Pedagogico, sono già sulla strada dell'occupazione
degli istituti fino al 30. "Siamo motivati", spiega Silvia,
liceo classico, "cerchiamo di informarci e coinvolgere i più piccoli alla
protesta, è un regresso, non una riforma". Questa volta la paura di uno
stravolgimento totale del sistema-insegnamento si sente più forte che mai.
"Non vogliamo rinunciare ai laboratori e ci preoccupano molto i tagli alle
università", dice Enrico, liceo scientifico. "Abbiamo rinunciato alle
gite per partecipare alla protesta", aggiunge Margherita, 17 anni,
"ciò significa che siamo fortemente motivati e consapevoli su questo
sciopero". Tutti a Roma quindi. Sono già prenotati 5 bus e altri se ne
aggiungeranno. Si parte il 30 alle 6 di mattina. Genitori, insegnanti e alunni.
Le scuole elementari si stanno mobilitando a catena. Ieri una riunione a Olmo
di Riccio tra sindacati, genitori e maestri, oggi agli Eroi Ottobrini. "Si
torna indietro di 30 anni", commenta Sandra Di Gregorio, dirigente del
terzo circolo, "come se Don Milani non ci avesse insegnato nulla".
"Le riforme che ci interessano", dice un papà, Renato Settembrini,
"sono quelle che mirano alla qualità e non ai tagli". "Si
assiste alla dequalificazione della scuola pubblica", afferma una maestra,
"tornare ad essere una tuttologa significa essere meno qualificata
rispetto ad oggi e 24 ore settimanali di insegnamento significano privare i
nostri ragazzi del loro stesso futuro". Daria De Laurentiis.
( da "Provincia
Pavese, La"
del 22-10-2008)
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IL PROGETTO GELMINI Scuola, la ricchezza che andrà perduta
Gentile direttore, vorrei offrire un contributo al dibattito a proposito della
riforma Gelmini. Ho iniziato la mia
carriera di insegnante negli anni Settanta, momento di grande cambiamento per
la nascita della sperimentazione del tempo pieno: non più la scuola del mattino
con,
al massimo, un'appendice al pomeriggio che serviva a fare i compiti e qualche
"attività integrativa", ma una scuola dove nuove discipline entravano
a pari dignità delle altre a garanzia dell'espressività di ognuno. Una scuola
dove venivano incentivate nuove metodologie d'insegnamento (lavoro di gruppo,
laboratori, classi aperte, insegnamento individualizzato per il recupero). Una
scuola, soprattutto, che prevedeva la pluralità degli insegnanti e la loro
specializzazione in differenti ambiti disciplinari. Non più il maestro
"tuttologo", ma un approfondimento disciplinare importante per la
qualità dei contenuti trasmessi, delle competenze sviluppate e delle
metodologie specifiche adottate. Non più un'unica persona che giudica i propri
alunni senza alcun confronto con altri. Quando ho iniziato a lavorare come
supplente si viveva chiaramente la distinzione netta fra questo nuovo modo di
fare scuola e la scuola solo del mattino. Mia madre era maestra e per tutti gli
anni del mio precariato il dibattito in famiglia era molto acceso. è stata
un'ottima professionista, mia madre, che spendeva, tuttavia, la sua
intelligenza e la sua creatività fra le quattro mura della sua aula e
"nascondeva" la sua ricchezza professionale e personale nell'armadio
chiuso a chiave. Sarebbe stata sicuramente felice di confrontarsi con gli
altri, ma un modello di scuola "rigido" non lo consentiva. Per noi,
giovani maestre del tempo pieno, era un continuo trovarsi per discutere,
progettare, cambiare, sperimentare: tante energie messe in gioco per
interagire, creare nuovi stimoli, evolversi. La condivisione di intenti
educativi, di metodologie, di criteri valutativi: questo è il vero valore della
scuola che nasceva, valore che ha costituito la base per le successive riforme.
Il tempo pieno è rimasto soprattutto al nord dove l'esigenza sociale era più
forte, ma in tutt'Italia il tempo cosiddetto "normale" si è evoluto
nei "moduli" che, seppur con un tempo scuola più ridotto, hanno
cercato di salvaguardare ciò che di positivo aveva insegnato l'esperienza del
tempo pieno, cioè la ricchezza della pluralità dei docenti. La collaborazione
nata dal lavoro in team degli insegnanti ha dato tanto alla scuola italiana: è
per merito di questa se siamo ai primi posti al mondo e se gli altri ordini di
scuola hanno attinto dalla nostra esperienza per modificare approcci didattici
e metodologie. Una ricchezza che con la riforma Gelmini
viene disconosciuta, non apprezzata, cancellata. E' vero che il tempo pieno
rimarrà (dove già esistente), ma in che forma? Manterrà gli elementi di qualità
che lo caratterizzano? E al centro-sud, dove la realtà dei moduli è
onnipresente? Si ritornerà alla scuola "del mattino" con il maestro
unico. Mia madre è andata in pensione, dopo essere stata per quarant'anni
"la maestra unica", proprio nell'anno in cui io sono entrata in
ruolo... ha lasciato il passo ad una realtà diversa. Se ricordo bene, nelle
nostre discussioni non ha poi difeso così tanto il suo modo di fare scuola
perché capiva la validità del cambiamento. Ora, nonostante abbia quasi
novant'anni, parla ancora con passione di scuola e ritiene assurdo che si
ritorni indietro! Emilia Peroni via e-mail Pavia, un luogo del cuore cancellato
in piazza Il Fai chiede di segnalare i luoghi del cuore. Bene, piazza della
Vittoria a Pavia era un mio luogo del cuore, in piazza ho trascorso gran parte
della mia adolescenza, scuola nel Broletto, struscio nel corso e in piazza,
tempo perso al mercato coperto..... Lo scorso sabato, rimpatriata fra coetanei,
cena in un ristorante sotto il porticato della piazza, buon cibo, piacevole
compagnia; alla fine si esce, ci soffermiamo sotto il porticato, cerco Santa Maria
Gualtieri di fronte a me e improvvisamente è come se il cielo fosse caduto:
invece dell'ariosità dell'archittettura che meravigliosamente si è mantenuta
quasi immmutata nei secoli, un'orribile plumbeo lastrone di ferro mi taglia il
quadro che ho di fronte. Ma non si tratta di un Fontana, è un qualcosa che
riesce persino a opprimere il respiro. A.P. Lanza via e-mail Chi usa le
spranghe forse non sa scrivere Sono un cittadino come gli altri, oltre che un
giovane studente di questa antica Università di Pavia. Non sono tesserato né
legato ad alcun partito politico; mi ritengo, forse con qualche presunzione,
libero di pensare con la mia testa. In una città che offre ben poco ai giovani
universitari, se non divieti ed ordinanze "anti-bivacco" (che
tradiscono l'essenza dei concetti di "piazza" e "città") e
pro-decoro (come se noi fossimo così brutti da deturpare il paesaggio), molti
miei coetanei - di sinistra e non - si ritrovano a partecipare alle serate
organizzate dal centro sociale Barattolo. Una birra, quattro risate ed un po'
di buona musica. Qualche tempo fa è stata aperta la sede di Forza Nuova,
proprio vicino al centro sociale. Ho molti amici di estrema destra, gente
onesta che rimpiange un'Italia bucolica tanto quanto me. Penso inoltre che il
diritto di dire la propria opinione sia innegabile. Ma i giovani di Forza
Nuova, per dire la propria, usano spranghe; come qualche notte fa: sette
feriti, dei quali almeno tre senza alcun interesse o preferenza politica, occhi
sanguinanti, teste rotte. Poi, l'intervento "tempestivo" delle forze
dell'ordine: oltre quindici macchine, due camionette e tenute anti-sommossa:
perché avevano paura di noi, studenti disarmati e liberi cittadini. Il problema
della sicurezza a Pavia: io, oggi, mi ritrovo a dover avere paura di altri
cittadini per il semplice fatto che "se vado al Barattolo sono comunista,
vado al Barattolo dunque sono comunista" (ed essere comunista è eticamente
scorretto). Ma ne è passata di acqua sotto i ponti da quando vi erano fascisti,
comunisti e cattolici: i nostri concittadini violenti non si accorgono che i
tempi stanno cambiando velocemente. Propongano le loro idee senza schiaffi,
insulti, calci o spranghe. Imparino a scrivere. Non a picchiare. Piermarco
Lunghi via e-mail Qualche assessore pensa a disegnare grembiulini Caro
direttore, mi piacerebbe fare un paio di domande agli amministratori
provinciali che hanno predisposto il questionario sul grembiulino nelle scuole
elementari. Alla luce del fatto che ha riscosso molto successo ed i genitori si
sono espressi su come vogliono i grembiulini, ci verranno quindi recapitati a
casa gratuitamente? Ma davvero l'amministrazione provinciale pensa che il
problema che non fa dormire i genitori sia se e quale grembiulino fare
indossare al proprio figlio? Massimiliano Bordina Pavia.
( da "Tempo, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Stampa
La simulazione in una scuola elementare Bimbi ancora strumentalizzati Tre
giorni con il maestro unico Giuseppe Grifeo Applicazione
diretta del Decreto Gelmini.
Al I distretto scolastico "Pietro Maffi" nel quartiere romano di
Primavalle, si sperimenta. Una sorta di esperienza-provocazione per riflettere
sulla nuova norma, vedere le reazioni dei bambini, circa 900 e parlarne con i
genitori. Tutte le classi hanno avuto ieri un solo insegnante e si continuerà
così fino a giovedì quando, forse, verrà messo insieme lo
"Sconcerto", un vero e proprio concerto musicale eseguito dagli
alunni con strumenti musicali fatti di materiali di scarto. "Il nostro
esercizio di fantasia si basa su quanto scritto nel Decreto - dice Renata
Puleo, dirigente del plesso scolastico - I genitori sono stati attenti, sono
venuti a vedere, hanno voluto anche delle copie del provvedimento Gelmini. Gli insegnanti in classe hanno faticato a mantenere
il ritmo e l'atmosfera solita, ad adattarsi". Mentre le lezioni andavano avanti
in modalità oraria ridotta dalle 8,30 alle 12,30 come indicato nel decreto,
fuori gli insegnanti non utilizzati stavano tutti con una fascia sul petto
recante la scritta "Esubero". "Il provvedimento tocca anche le
classi dell'infanzia - sottolinea Carlo Del Giudice, giovane insegnante di
ruolo - Agli attuali 20 bimbi della mia classe se ne dovranno aggiungere 11:
avremo bisogno di altri spazi". "Sono al quarto anno di ruolo e al
primo alla Maffi - continua - Oggi sono in sovrannumero, come gran parte degli
insegnanti. Dove verrò mandato? Come mantenere l'atmosfera creata con i
bambini? Non si può pensare a un solo insegnate: non sono gli stessi bimbi
della scuola di una volta". Bisogna vedere come andranno le cose con il
tempo pieno che nelle intenzioni del Governo dovrà essere ulteriormente
sviluppato. Probabilmente Carlo e molti altri insegnanti resteranno nelle
attuali sedi.
( da "Tempo, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Stampa
scuola, le proteste Studenti in piazza, tensione e incidenti Atmosfere
sessantottesche, ieri pomeriggio, in alcune città italiane dove le
manifestazioni studentesche contro la politica scolastico-universitaria del
governo Berlusconi sono degenerate in tafferugli con le forze dell'ordine e
altre azioni di forza. La destra si ribella: "Stanno facendo il gioco dei
baroni" Università, i rettori batono cassa Docenti fuori di testa:
"Se non protesti ti boccio" A Milano un corteo spontaneo e non
autorizzato dalla Prefettura, di oltre mille studenti è sfilato dalla Statale
per le vie del centro, mandando il traffico in tilt. Gli
studenti universitari dei collettivi di sinistra hanno lanciato slogan contro
la Gelmini. Qualche momento
di tensione si è registrato quando i manifestanti hanno cercato di entrare
nella stazione delle Ferrovie Nord. Hanno cercato di sfondare il cordone di
carabinieri in assetto antisommossa scatenando una breve carica delle forze
dell'ordine. Ci sono stati alcuni feriti e contusi, poi è tornata la
calma. A Firenze hanno sfilato in 40.000 secondo le forze dell'ordine. Oggi si
prevede il pienone per la lezione in piazza della Signoria dell'astrofisica
Margherita Hack. I cortei studenteschi hanno paralizzato anche il centro di
Bologna. I manifestanti hanno pure bloccato, per qualche minuto, la partenza di
un paio di treni fermi in stazione. Assediato anche, per tutto il pomeriggio,
il rettorato. A Roma, in occasione della visita del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano all'Università La Sapienza per la commemorazione di Giuliano
Procacci, un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori precari ha chiesto al
capo dello Stato di dire "da che parte stare e di non abbandonare a sè
stesse scuola, università e ricerca pubblica". Il Senato Accademico della
Sapienza ha invece indetto per domani 24 ottobre una mobilitazione contro la
legge 133 e i tagli all'università, con assemblee in tutte le facoltà e il conseguente
blocco dell'attività didattica. Gli studenti della Sapienza, che manifestavano
con striscioni e sit in davanti al rettorato hanno risposto con "Buffoni,
buffoni, definendo la posizione assunta dal senato accademico "una presa
in giro". I sindacati Flc Cgil, Cisl Università, Cisl Fir, Uil P.A.-U.R,
invece, hanno già indetto per il 14 novembre uno sciopero generale del settore
università e ricerca con una manifestazione nazionale a Roma. La situazione
resta incandescente. E c'è già qualcuno come il rettore Marinelli
dell'Università di Firenze che comincia a chiedere: "Andiamo oltre,
cerchiamo altre soluzioni praticabili".
( da "Messaggero Veneto,
Il" del
22-10-2008)
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Scuola
I CORTEI ANTI-GELMINI IL PROFESSORE IN PRIMA LINEA di MASSIMO
ONOFRI La cultura - come sistema della scienza, delle idee e dei valori - non scende
in piazza: predilige la moderazione. Alla critica delle armi, qualunque esse
siano tra quelle civilmente ammissibili: slogan, striscioni, cori, preferisce
le armi della critica. La cultura deve essere democraticamente alla portata di
tutti, ma non è, in se stessa, democratica: la cultura è fatica, sacrificio,
meritocrazia. E questo è così vero che nelle moderne società occidentali sono i
più a governare, le opinioni dei quali sono spesso diverse, se non opposte, da
quelle, chiamiamoli così, dei sapienti. Intendiamoci: è un bene inestimabile
che a governare in una società democratica siano le maggioranze. I sapienti al
governo sarebbero una catastrofe. Anche quando il sapiente si chiama Platone (o
Gentile), come fecero presto esperienza gli antichi abitanti di Siracusa. La
cultura non scende in piazza, eppure questa volta è accaduto. I professori
hanno deciso di scendere a protestare in mezzo agli studenti, ma non in quanto
semplici cittadini (che la notizia non ci sarebbe): proprio in quanto professori.
E hanno fatto lezione. Come professore dico che, sì, bisognava farlo, occorreva
dare un segnale, esserci. Mitemente: chiedendo ascolto e rispetto. Bisognava,
insomma, mostrare nella concretezza, pubblicamente, l'importanza della cultura
- e della scuola, dell'università: dove la cultura liberamente fiorisce -, la
sua imprescindibilità, per il bene del paese e della sua gioventù, che del
paese è l'unico futuro possibile, se vogliamo continuare a sperare di averlo.
Insegno letteratura italiana contemporanea: avrei finalizzato la mia lezione
alla dimostrazione che la letteratura - quella vera: ecco l'importanza della
critica - fa bene alla vita, la preserva e la intensifica. Educa alla bellezza
e alla verità, ma anche alla consapevolezza della loro assoluta precarietà: gli
uomini, checché se ne creda, non sono naturalmente amici né della bellezza né
della verità. Quell'amicizia può essere promossa soltanto dall'educazione di
cui la scuola e l'università sono la prima garanzia. Una garanzia democratica:
perché a giovamento di tutti. La scuola e l'università italiane sono state, nei
decenni, l'unica vera possibilità, per milioni di cittadini qualunque, di
crescere e migliorare, di diventare classe dirigente. La domanda s'impone:
perché questo governo, democraticamente eletto, ha dichiarato guerra alla
scuola e all'università, alla cultura? Perché sta mettendo in ginocchio la
didattica e la ricerca? Perché si delegittimano gli insegnanti? La scuola e
l'università, come tutte le istituzioni, sono riformabili: non sono feticci. Ma
il progetto, pedagogico, culturale, al di là della brutalità dei tagli, qual è?
Io non lo vedo.
( da "Provincia
Pavese, La"
del 22-10-2008)
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Scuola
Di
Stefano Romano Tagli alle scuole, una montagna di proteste Dal Brallo a
Zavattarello crescono i timori per l'accorpamento delle micro-classi I dubbi
dei sindaci del territorio "Il piano di riforma del governo finirà per far
spopolare le aree collinari" VOGHERA. Dieci plessi elementari pronti a
chiudere e cinque medie a rischio accorpamento: sono le scuole d'Oltrepo e valle Staffora che non raggiungono i parametri previsti
dal piano Gelmini-Tremonti
che, per razionalizzare le spese, prevede tagli ai plessi con meno di 50
studenti. Brallo, Romagnese, Zavattarello, Pometo: a scorrere l'elenco delle
micro-scuole (i numeri completi sono nelle tabelle) ci si accorge che sono le
scuole di montagna a rischiare di più. "Proprio quelle che
convincono le giovani coppie a restare", allarga le braccia l'assessore
all'istruzione della Comunità montana. "Quanto impiegherebbe un bambino di
prima elementare per entrare in classe a Varzi partendo da Cencerate? - rincara
la dose il sindaco del Brallo Bruno Tagliani -. Almeno 20 minuti dalla frazione
fino a Brallo capoluogo e poi, se è inverno e c'è neve sulle strade, un'altra
mezzora fino a Varzi. A che ora vogliamo farli alzare dei bambini di sei o
sette anni? Alle 5 del mattino per mandarli a scuola a 30 chilometri da casa,
su strade di montagna e dopo aver fatto il giro delle razioni?". Al Brallo
ci sono elementari e medie: 15 bambini alle elementari, 7 alle medie. Numeri
che, se davvero dovesse passare il piano Gelmini-Tremonti
di razionalizzazione dei plessi scolastici, condannerebbero senza appello le
scuole che dipendono dalle direzioni di Varzi. "Ma i nostri bambini sono
già pendolari - taglia corto il sindaco - facciamo i salti mortali per andarli
a prendere frazione per frazione e portarli alle scuole del capoluogo,
figurarsi portarli a Varzi. Sono senza parole: se la scelta è quella di
allontanare le giovani coppie dalla montagna, questa è la strada
migliore". Le sezioni scolastiche a rischio del Brallo sono solo un
esempio: si possono citare le elementari di Romagnese che hanno 7 bambini, o
quelle di Santa Margherita Staffora (operative solo da settembre e quindi per
caso non finite negli elenchi di quelle da sopprimere, sempre con 7 bambini.
"La scuola vicino a casa è un servizio essenziale per quelle famiglie che
decidono di non abbandonare i paesi di montagna o che li scelgono per avere una
migliore qualità della vita - spiega l'assessore all'istruzione della Comunità
montana Giorgio Remuzzi -. La riforma, per ora, è solo ipotizzata: la speranza
è che si tenga conto delle specificità delle Comunità montane e, soprattutto,
delle esigenze delle famiglie che scelgono di vivere lontano dai grandi
centri". Il piano deve passare attraverso le Regioni: il Piemonte, per
citare un esempio vicino all'Oltrepo, ha già diffuso un elenco ufficiale dei
plessi potenzialmente a rischio accorpamento. La Lombardia ha iniziato dopo:
proprio ieri mattina i vertici dell'ufficio scolastico provinciale di Pavia
hanno avuto il primo incontro al Pirellone per raccogliere gli elementi
necessari a stabilire una strategia. I sindaci sul territorio, intanto, si
organizzano: a Pometo, frazione di Ruino, ci sono elementari e medie che fanno
riferimento alla direzione di Santa Maria della Versa. Le elementari hanno 22
alunni, le medie 26. "Accorparle ad altri istituti sarebbe un dramma -
taglia corto il sindaco Sergio Lodigiani -. Santa Maria è a 12 chilometri e
Zavattarello a 10. E' poco? Se qualcuno ci crede davvero, venga a vedere le nostre
strade in inverno quando nevica. Abbiamo tre mezzi che raccolgono i ragazzi in
frazioni che vanno dai confini con Piacenza fino alla valle Staffora: portarli
ancora più lontano sarebbe impensabile". Soluzioni? "La prima che
abbiamo messo in campo è stata quella di cercare ragazzi nei paesi attorno al
capoluogo per avvicinarci ai numeri minimi".
( da "Provincia
Pavese, La"
del 22-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Ma Santa Margherita continua a crederci S. MARGHERITA. Gioele ha cinque anni,
Greta cinque e mezzo, Enea e Nicolò sei anni. Giacomo ne ha otto e Aurora
dieci. A settembre hanno preso possesso della loro nuova scuola di Casanova di
destra, frazione di Santa Margherita: grazie alla riforma Gelimini-Tremonti
potrebbero doverla abbandonare già l'anno prossimo. Eppure
Santa Margherita ci credeva e ci crede ancora: dopo 10 anni aveva riaperto una
classe e consentito ai bambini di evitare il viaggio in autobus verso Varzi.
Maestra unica, come piace al ministro Gelmini, a Casanova riescono anche a fare il tempo pieno: dalle otto
all'una tutti i giorni, il lunedì e il mercoledì rientro dalle due mezza fino
alle quattro e mezza.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
Azione
studentesca: "Aspettiamo gli effetti del decreto Gelmini
prima di giudicare" Scuola, protesta di 5 sindacati venerdì in città e il
30 a Roma ISTRUZIONE "Nessuno a scuola e tutti in piazza". Cinque
sindacati provinciali (Flg-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals, Gilda) e uno slogan
per scioperare giovedì 30 ottobre, in corteo a Roma fino a piazza del Popolo.
E' il quarto sciopero di un autunno bollente, per l'istruzione: dopo i precari
Cub (a braccia incrociate a settembre), gli Unicobas (lo scorso 3 ottobre) e i
Cobas (in pullman da Pordenone a Roma venerdì scorso), i 5 sindacati
riempiranno le piazze e svuoteranno le aule i confederali e autonomi.
"Cancelli chiusi a scuola - auspicano la serrata dell'istruzione contro il
decreto Gelmini "ammazza precari" i
sindacalisti Flc-Cgil Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Due pullman sono
prenotati per Roma: diciamo no al maestro unico, alle riforma taglia-qualità
nelle secondarie, al contratto senza risorse, alla mancata soluzione
occupazionale per i precari". Due gli appuntamenti a Pordenone: il primo è
fissato per questo venerdì con la fiaccolata in piazza Ellero, alle 17.30.
"Invitiamo gli studenti, i docenti e le famiglie a superare le titubanze e
unirsi a noi nella lotta di piazza - hanno sollecitato Franza e Dall'Agnese -.
Il diritto di sciopero è intoccabile, incoercibile". I cigiellini guardano
avanti. "Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo non potrà
essere precettato - hanno messo le mani avanti, i sindacalisti -. I lavoratori
non hanno l'obbligo di dichiarare l'intenzione di scioperare e se ci sono
docenti assenti in aula, il dirigente non potrà sostituirli, perché rischia la
denuncia per comportamento anti-sindacale". C'è, poi, l'invito ad
accendere una luce per la scuola: virtuale on-line e reale nella fiaccolata di
Pordenone. Sul sito di "Facebook", su internet, aumentano i gruppi
anti-Gelmini: una sessantina di
essi ospitano i dissidenti di mezza Italia, compreso quelli del Pordenonese.
Diverso, invece, è il parere di Azione studentesca provinciale:
"Preferiamo vedere le applicazioni pratiche del decreto Gelmini - ha detto Riccardo Favaro,
vertice di Azione e vice della Consulta studentesca - prima di giudicarlo.
Si sta facendo degli studenti dei burattini, prima di conoscere il decreto.
Siamo certi che la riforma porterà miglioramenti alla scuola. Non fosse così,
faremo sentire la nostra voce". La voce del sindacato Flc-Cgil si alzerà
con i ragazzi della "Navarroband" dopodomani. "Accendiamo una
fiaccola per la scuola statale - hanno proposto la fiaccolata-concerto i
sindacalisti cigiellini Carla Franza, Adriano Zonta e Gianfranco Dall'Agnese -.
Alle 19.30 il corteo luminoso circonderà la primaria Gabelli, per creare la
rete simbolica di protezione alle nostre scuole". Chiara Benotti.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Scontri
a Milano. Universitari e ricercatori: Napolitano si schieri
Scuola, rivolta anti-Gelmini La polizia carica gli studenti La piazza turba il Cavaliere: il
Pd gonfia i numeri La protesta contro la riforma Gelmini dilaga. Ieri Milano è stata teatro di cortei e scontri. Prima
l'assemblea all'università Statale, poi la manifestazione che ha bloccato la
città. Alla fine le manganellate ai ragazzi che volevano bloccare i
treni. Stesso scenario in decine di città: a Bologna è stata bloccata la
stazione. Universitari e ricercatori: Napolitano prenda posizione. Intanto il
Pd prepara la manifestazione di sabato. Secondo i sondaggi, la riforma
scolastica incontra pochi consensi. E Berlusconi attacca: "L'opposizione
che va in piazza è fatta di cifre piccolissime". La Mattina e Marzolla
ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Buongiorno
Padre Nostro Massimo Gramellini Segnala un orripilato lettore che ieri sera il
concorrente del quiz di Gerry Scotti non sapeva rispondere alla domanda: chi ha
recitato per primo il Padre Nostro? Dunque, Monica Bellucci direi di no: non sa
recitare. Anche Berlusconi mi sento di escluderlo: il Padre Nostro pensa di
essere lui. Forse il Padre Nostro è una favola sul padre dei fratelli Grimm. La
accendiamo? Accendiamoci di vergogna, anche se non lo fa più nessuno: chi osa
dire che la tv dovrebbe stimolare l'apprendimento anziché vellicare gli istinti
al ribasso viene accusato di non sapersi sintonizzare con l'umore popolare. È
probabile che in tenera età il concorrente abbia letto il brano del Vangelo nel
quale la preghiera è recitata per la prima volta dal suo autore, un tale Gesù.
Poi è successo qualcosa: gli impegni assillanti, la difficoltà di trattenere
troppe nozioni dentro una testa già intasata dalla classifica di serie A. Sta
di fatto che ha dimenticato il Padre Nostro e tante altre cosette che oggi
magari gli sarebbero utili per viaggiare attraverso la vita come un turista
sveglio, invece che come una valigia a cui tutti possono dare impunemente un
calcio. Sono sicuro che servirebbe anche a me ritornare
periodicamente a scuola: un weekend al mese dietro i banchi, sotto le grinfie
dei maestri licenziati dalla Gelmini. E forse la Chiesa, così attenta alle questioni etiche, farebbe
meglio a occuparsi della ragione sociale della ditta, che oggi troppo spesso
galleggia dentro omelie più noiose di un film iraniano coi sottotitoli in
siamese.
( da "Panorama.it" del 22-10-2008)
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Scuola
Hitech
e Scienza - http://blog.panorama.it/hitechescienza - Si apre domani a Genova il
Festival della Scienza Posted By marta.buonadonna On 22/10/2008 @ 10:52 In Headlines
| No Comments La diversità come "ingrediente essenziale per il germogliare
di nuove idee innovatrici". Questo è il tema che farà da filo conduttore
al Festival della Scienza di Genova che si apre il 23 ottobre e per 13 giorni
porterà come di consueto nel capoluogo ligure grandi scienziati, mostre ed
eventi spettacolari. La diversità sarà declinata in sei percorsi per
approfondirne i molteplici aspetti anche grazie a una serie di lezioni
magistrali tenute da esperti di livello internazionale. Così potremo scoprire,
per esempio, la diversità nella tecnologia, indagando come si sono evolute nel
tempo le innovazioni tecnologiche e con quali applicazioni. In quest'ambito
sarà in mostra nel cortile del Palazzo Ducale la capsula Soyuz TM-34, simbolo
della corsa spaziale degli anni 60 e ancora oggi in attività sulla rotta tra la
Terra e la Stazione spaziale internazionale. La diversità delle idee verrà
rappresentata, tra le altre cose, dal laboratorio Social tags (letteralmente
"etichette sociali"), nel quale il software Mister Syd dimostra come
sia possibile classificare le persone in specifiche categorie sociali e quindi
indovinarne i gusti e gli interessi, sulla base di pochi parametri raccolti
tramite un questionario. Il Festival esplora poi la diversità del linguaggio,
della materia, della mente e della vita, creando percorsi che perÚ si
intersecano continuamente gli uni con gli altri. Come sempre è il visitatore a
comporre il proprio menù. Anche quest'anno è prevista una grande anteprima, si
tratta di Something connected with music, spettacolo in cui l'Ensemble Sentieri
Selvaggi suonerà una suite orchestrale composta per l'occasione da Michael
Nyman mentre su uno schermo verranno proiettate foto scattate dallo stesso
Nyman e da lui "composte" in particolari sequenze ritmiche. Tutto è
pronto, l'unico ostacolo che gli organizzatori non potevano prevedere è la
decisione delle scuole primarie genovesi di boicottare il Festival come forma
di protesta contro la riforma Gelmini. In sostanza si tratterebbe di un'anteprima della scuola a
maestro unico, senza possibilità di far partecipare i bambini a eventi
istruttivi come la manifestazione che sta per aprirsi. Ammesso che questo sia
lo scenario che li attende il prossimo anno, rimane un peccato privarli in
anticipo di un'esperienza formativa e coinvolgente come quella di un Festival
che proprio sui bambini ha sempre puntato moltissimo.
( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
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Scuola
Il
presidente francese sottolinea che "la situazione ambientale non è
migliorata siccome c’è la crisi". Matteoli: "Difendiamo le nostre
imprese"
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abbandonare il clima col pretesto della crisi finanziaria" Il presidente
francese sottolinea che "la situazione ambientale non è migliorata siccome
c'è la crisi". Matteoli: "Difendiamo le nostre imprese" Segnala
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"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"10:19:49 - caro atlas, e tu a chi vuoi raccontare di essere
italiano? se lo fossi sapresti leggere e interpreta[...] Classi separate per
stranieri, a Bologna è già realtà10:00:10 - ben detto giorho,devi però
fargliela Kapire ai vari contestatori che sparano sempre a salve perchè n[...]
Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono
soldi, finita un'epoca" 09:55:00 - ... Invece tu cosa proponi?? Quando
fermano un tossico o un etilista gli devono dare pure la medagli[...] "Via
la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"09:53:51 - Continuo....sono quindi d'accordo con Luka,Roberto,
Jetset è il solito esagerato,Franco se le fa e p[...] "Via la patente ai
condannati per droga E se minori non potranno prenderla"09:51:46 - bravo
maroni, sei degno del cognome che porti![...] "Via la patente ai
condannati per droga E se minori non potranno prenderla"09:50:19 -
Vittorio ti rammento che grande bobo è craxi e non maroni,Maroni è piccolo,però
stavolta potrebbe av[...] "Via la patente ai condannati per droga E se
minori non potranno prenderla" Cure palliative a base di oppio contro il
dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva
per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta
dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono
ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare
le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi
dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate
per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti
disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della
Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due
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Argomenti:
Scuola
Anche
un amico è stato accoltellato, ma non sarebbe in pericolo di vita. La polizia è
convinto che alcuni ragazzi possano conoscere l’identità dei responsabili
"
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accoltellato, ma non sarebbe in pericolo di vita. La polizia è convinto che
alcuni ragazzi possano conoscere l'identità dei responsabili Segnala ad un
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stranieri E' scontro per la mozione della Lega (223 commenti) Roma, gli
studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro
la Gelmini" (90
commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al
4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30
milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" (51 commenti) Classi separate per stranieri, a Bologna è
già realtà (38 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"
(36 commenti) "Via la patente ai condannati per droga E se minori non
potranno prenderla" (31 commenti) 10:23:23 - io sono sempre d'accordo con
le linee dure per combattere certi mali della società.. purchè siano im[...]
"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"10:19:49 - caro atlas, e tu a chi vuoi raccontare di essere
italiano? se lo fossi sapresti leggere e interpreta[...] Classi separate per stranieri,
a Bologna è già realtà10:00:10 - ben detto giorho,devi però fargliela Kapire ai
vari contestatori che sparano sempre a salve perchè n[...] Lettera aperta del
ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" 09:55:00 - ... Invece tu cosa proponi?? Quando fermano un
tossico o un etilista gli devono dare pure la medagli[...] "Via la patente
ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"09:53:51 -
Continuo....sono quindi d'accordo con Luka,Roberto, Jetset è il solito
esagerato,Franco se le fa e p[...] "Via la patente ai condannati per droga
E se minori non potranno prenderla"09:51:46 - bravo maroni, sei degno del
cognome che porti![...] "Via la patente ai condannati per droga E se
minori non potranno prenderla"09:50:19 - Vittorio ti rammento che grande
bobo è craxi e non maroni,Maroni è piccolo,però stavolta potrebbe av[...]
"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla" Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei
d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga:
sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla
Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
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Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
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( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Il
giovane di Montecchia di Crosara (Verona) è stato condannato a 30 anni per aver
ucciso i genitori. E' andato al lavoro in un'azienda del milanese e tornerà in
carcere per trascorrere la notte
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa UCCISE I GENITORI Maso, primo giorno di
semilibertà Il giovane di Montecchia di Crosara (Verona) è stato condannato a
30 anni per aver ucciso i genitori. E' andato al lavoro in un'azienda del
milanese e tornerà in carcere per trascorrere la notte Milano, 22 ottobre 2008
- Oggi è il primo giorno di semilibertà per Pietro Maso, il giovane di
Montecchia di Crosara (Verona) condannato a 30 anni per aver ucciso i genitori.
Il regime di semilibertà gli è stato concesso nei giorni scorsi. Stamattina
Maso e' andato al lavoro in una azienda del milanese. Tornera' in carcere per
trascorre la notte. I giudici di sorveglianza di Milano gli avevano concesso il
beneficio sulla scorta di alcune valutazioni: tra queste il rapporto con la
fidanzata, una giovane donna milanese, il rapporto ricostruito con le sorelle e
la capacità di Maso di affrontare la realtà esterna, compresa la pressione
mediatica alla quale era riuscito a far fronte senza mai concedere interviste e
senza mai mettersi in mostra. Pietro Maso fuori di prigione Segnala ad un amico
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sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (68
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la patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla" (31
commenti) 10:23:23 - io sono sempre d'accordo con le linee dure per combattere
certi mali della società.. purchè siano im[...] "Via la patente ai
condannati per droga E se minori non potranno prenderla"10:19:49 - caro
atlas, e tu a chi vuoi raccontare di essere italiano? se lo fossi sapresti
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un'epoca" 09:55:00 - ... Invece tu cosa proponi?? Quando fermano un
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potranno prenderla"09:50:19 - Vittorio ti rammento che grande bobo è craxi
e non maroni,Maroni è piccolo,però stavolta potrebbe av[...] "Via la
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palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente
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( da "TGCom" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Prof:
"Se non scioperi,ti boccio" Il caso di un liceo
classico di Trieste Per rendere più efficace la rivolta contro la riforma della
scuola Gelmini, alcuni
insegnanti ricorrerebbero persino a pressioni, velate intimidazioni sugli
studenti: "Se non scioperi, ti boccio". La denuncia viene da alcuni
genitori del liceo classico Dante di Trieste che si sono rivolti a due
consiglieri regionali del Pdl, Paolo Ciani e Piero Tononi. I due stanno
valutando un'azione legale. Secondo quanto riferisce "Il Giornale",
molti professori combattono la riforma nelle aule. "Qualcuno - scrive il
quotidiano - fa addirittura aleggare velate minacce di conseguenze sgradevoli
per chi non partecipa anima e corpo alla mobilitazione. Non sono intimidazioni
dirette, plateali, ma messaggi trasversali, che dicono e non dicono, ma
colpiscono dove devono colpire. Perché i prof sanno bene come mandare un
avvertimento agli studenti anche se non dicono loro in faccia ti boccio".
I casi sarebbero due. Entrambi accaduti in due scuole superiori di Trieste. Ma
solo i dettagli dell'episodio del liceo classico Dante sarebbero noti. Alcuni
studenti non d'accordo con l'occupazione, erano andati alla ricerca
dell'insegnante per fare lezione. Ma il professore, che si trovava invece in
corridoio tra gli occupanti, avrebbe mormorato ai colleghi: "Guarda questi
qui, non aprono mai un libro e vogliono studiare proprio oggi che c'è uno
sciopero sacrosanto. Credono di migliorare il proprio rendimento scolastico, ma
non è così che lo otterranno". Oltre a queste parole, alcuni studenti che
hanno assistito alla scena avrebbero infierito sui compagni definendoli
"crumiri, venduti, vigliacchi". Uno dei due ragazzi chiamato in causa
sarebbe tornato a casa dai genitori dicendo di voler cambiare scuola. Così,
alcuni di questi si sono rivolti ai due consiglieri regionali. Ora Ciani e
Tononi stanno preparando una relazione per i ministri Gelmini
e Brunetta e vagliano se adire un'azione legale. "Da tutta regione
riceviamo segnalazioni di professori che sollecitano gli studenti a partecipare
allo sciopero generale della scuola. Ma è inaccettabile - aggiungono gli
amministratori - minacciare penalizzazioni nel corso dell'anno
scolastico". Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome -
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( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
I
giurati non sono riusciti a raggiungere un verdetto. L’ex reginetta del pop era
stata trovata senza patente valida nell’agosto del 2007, quando urtò un’auto
ferma un parcheggio mentre cercava di fuggire dai paparazzi
"
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patente Processo archiviato per Britney I giurati non sono riusciti a
raggiungere un verdetto. L'ex reginetta del pop era stata trovata senza patente
valida nell'agosto del 2007, quando urtò un'auto ferma un parcheggio mentre
cercava di fuggire dai paparazzi Los Angeles, 21 ottobre 2008 - Un giudice di
Los Angeles ha archiviato il processo contro Britney Spears per guida senza
patente: i giurati non sono riusciti a raggiungere un verdetto. L'ex reginetta
del pop era accusata di aver guidato sprovvista di patente valida nell'agosto
del 2007, quando urtò un'auto ferma un parcheggio mentre cercava di fuggire dai
paparazzi. Gli avvocati della Spears sono riusciti a provare che la ragazza
aveva una licenza di guida della Louisiana. Mentre l'accusa ha insistito che la
Spears doveva avere una patente della California, in quanto risiede stabilmente
nello Stato dal 2006. MULTIMEDIA Reginetta del pop Segnala ad un amico Tuo
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vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
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( da "Stampaweb, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Segnala
un orripilato lettore che ieri sera il concorrente del quiz di Gerry Scotti non
sapeva rispondere alla domanda: chi ha recitato per primo il Padre Nostro?
Dunque, Monica Bellucci direi di no: non sa recitare. Anche Berlusconi mi sento
di escluderlo: il Padre Nostro pensa di essere lui. Forse il Padre Nostro è una
favola sul padre dei fratelli Grimm. La accendiamo? Accendiamoci di vergogna,
anche se non lo fa più nessuno: chi osa dire che la tv dovrebbe stimolare
l'apprendimento anziché vellicare gli istinti al ribasso viene accusato di non
sapersi sintonizzare con l'umore popolare. è probabile che in tenera età il
concorrente abbia letto il brano del Vangelo nel quale la preghiera è recitata
per la prima volta dal suo autore, un tale Gesù. Poi è successo qualcosa: gli
impegni assillanti, la difficoltà di trattenere troppe nozioni dentro una testa
già intasata dalla classifica di serie A. Sta di fatto che ha dimenticato il
Padre Nostro e tante altre cosette che oggi magari gli sarebbero utili per
viaggiare attraverso la vita come un turista sveglio, invece che come una
valigia a cui tutti possono dare impunemente un calcio. Sono sicuro che
servirebbe anche a me ritornare periodicamente a scuola: un
weekend al mese dietro i banchi, sotto le grinfie dei maestri licenziati dalla Gelmini. E forse la Chiesa, così attenta
alle questioni etiche, farebbe meglio a occuparsi della ragione sociale della
ditta, che oggi troppo spesso galleggia dentro omelie più noiose di un film
iraniano coi sottotitoli in siamese. commenti (26) scrivi.
( da "Stampaweb, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
ROMA
"Se fossi nel governo farei un gesto politico: ritirerei
quel decreto Gelmini che è
alla base di tutta questa sofferenza e ritirerei le misure finanziarie
prese". Lo ha affermato il segretario del Pd Walter Veltroni, ospite di
"Radio anch'io". "C'è un movimento di protesta molto ampio -ha
detto ancora Veltroni- che non può essere identificato, come ho visto fare da
qualche giornale della destra, con gli estrtemisti. No, è un movimento
che riguarda famiglie, studenti, insegnanti". Per Veltroni si può arrivare
ad "una ristrutturazione dei costi, ma anche specificando che ogni lira
tagliata di sprechi all'interno del sistema scolastico deve rimanere nella
scuola. Il sistema scolastico italiano fa acqua da tutte le parti e l'unico che
non faceva acqua era la scuola elementare". Per il leader del Pd occorre
quindi puntare su "autonomia scolastica e valutazione però in una scuola
che promuova le pari opportunità, che consenta a tutti i ragazzi di poter
partecipare alla sfida scolastica senza essere tagliati fuori nè per ragioni
sociali nè tantomeno, come la Lega ha proposto, per ragioni di appartenenza
etnica o di carta d'identità". "Gli studenti hanno ragione -ha
proseguito Veltroni- non è un movimento conservatore come è stato detto e
comunque sbaglierebbe se fosse un movimento conservatore. Allora voglio
perfezionare la proposta che ho avanzato: il governo ritiri questo decreto del
ministro Gelmini (che non è la riforma della scuola,
si tratta di dettagli) e apra un tavolo con tutti i soggetti che vivono nella
scuola, con la sfida di tutti a fare innovazione. Noi siamo disposti a dare il
nostro contributo".
( da "Denaro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Napoli
Occupato il Genovesi Sannazaro autogestito Liceo classico Genovesi occupato,
liceo Sannazaro in autogestione e corteo di protesta degli studenti medi e
universitari per le vie del centro di Napoli: prosegue la
mobilitazione del mondo della scuola e dell'università partenopea contro il
decreto Gelmini e i tagli
alla ricerca scientifica. Gli studenti, oltre un migliaio, si sono dati
appuntamento in piazza del Gesù, da dove è partito il corteo. I manifestanti
hanno invano cercato di raggiungere la sede di Confindustria della Campania in
piazza dei Martiri. Il corteo è stato deviato all'altezza del teatro San
Carlo e si è poi snodato lungo via Roma. La manifestazione si è conclusa alle
13 in piazza del Gesù. Oltre al Genovesi e al Sannazaro, hanno preso parte al
corteo i rappresentanti di diverse scuole superiori cittadine: Cuoco, Vico,
Labriola, Margherita di Savoia, Fonseca e Vittorio Emanuele tutte scuole in
stato di agitazione. Oggi sarà la volta dell' università Orientale, dove si
svolgerà un'assemblea pubblica del 22-10-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Professioni
previdenza Aumentano i contributi Inarcassa Il presidente dell'Ordine Paolo
Pisciotta: Siamo molto preoccupati In tempi di crisi economica anche il mondo
dell'architettura, inevitabilmente, si trova a fare i conti con una diminuzione
delle opportunità di lavoro. In mancanza di investimenti nel settore
immobiliare, infatti, anche il lavoro per gli architetti diminuisce
forzatamente. Senza contare, poi, che tra gli iscritti all'albo degli
Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori non troviamo
esclusivamente liberi professionisti, ma anche dipendenti pubblici ed
insegnanti, ad esempio, categorie a loro volta preoccupate sia per la generale
situazione economica del paese che per alcuni recenti
interventi governativi da parte dei Ministri Brunetta e Gelmini. Il presidente dell'Ordine degli
Architetti di Napoli, Paolo Pisciotta, non nasconde le preoccupazioni per la
contingenza: "E' indubbiamente un momento difficile per la nostra
professione, in cui alla crisi economica fa riscontro una scarsità di
investimenti ed un conseguente calo di opportunità professionali,
specialmente nella nostra città, che già da tempo attraversava un periodo
difficile dal punto di vista della crescita". Proprio in questa
situazione, evidenzia il leader degli architetti partenopei, fa particolamente
scalpore l'aumento dei contributi dell' Inarcassa, sia quello contributivo che
quello soggettivo, che scatterà a partire dal Gennaio del 2009. "Con
questi aumenti, di fatto, si fa pagare la crisi economica ai professionisti,
peraltro già messi in difficoltà a loro volta dalla crisi stessa", ragiona
Pisciotta. E se il contributo oggettivo, legato all'effettivo volume d'affari
dei professionisti, desta evidentemente meno preoccupazione, l'aumento di
quello soggettivo dal 10 al 14% appare particolarmente grave in un momento di
difficoltà economica generale come questo che stiamo attraversando.
"Questo aumento è preoccupante specialmente per i giovani", prosegue
Pisciotta, "oltre che per i professionisti che hanno visto diminuire il
loro volume d'affari in questo difficile periodo". E fa balenare un
sospetto: "Non vorrei che questi aumenti fossero determinati da una
cattiva gestione dei fondi da parte della cassa, attraverso degli investimenti
sbagliati o troppo rischiosi, con conseguente perdita di capitale".
"Parecchi miei colleghi presidenti - aggiunge Pisciotta - sono altrettanto
preoccupati di questa situazione e perciò, in un ottica di trasparenza, ci
auguriamo al più presto di ricevere chiarimenti da parte della cassa". La
questione, frattanto, è già stata investita della massima attenzione da parte
del sistema ordinistico a livello nazionale. Venerdì prossimo, infatti,
all'Assemblea degli Ordini che si terrà a La Spezia si metterà in primo piano
proprio la questione degli aumenti dei contributi all'Inarcassa". Andrea
Nastri del 22-10-2008 num.
( da "Opinione, L'" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Oggi è
Mer, 22 Ott 2008 Edizione 225 del 22-10-2008 Governo Una lunga luna di miele di
Arturo Diaconale E' destinata a durare la luna di miele tra il governo ed il
paese? Pier Ferdinando Casini sostiene che la fine di questa stagione andata
già oltre ogni previsione è ormai prossima. Ma il suo sembra più un desiderio
che una previsione fondata sua una valutazione concreta. Perché al momento non
ci sono segnali che indicano il progressivo esaurirsi di questo idillio. Ed,
anzi, le uniche indicazioni che emergono dalla situazione politica sembrano
dire che il fenomeno è destinato a prolungarsi ulteriormente nel tempo. Queste
indicazione derivano da una doppia constatazione. L'opposizione appare troppo
ripiegata su se stessa per tentare di riavviare un qualsiasi processo diretto a
rimetterla in sintonia con la maggioranza dell'opinione pubblica italiana. Il
governo, a sua volta, un po' per merito, un po' per fortunata combinazione,
riesce ad affrontare la crisi economica e finanziaria con atti e comportamenti
che riescono sempre e comunque a riscuotere il consenso e la fiducia non solo
del proprio elettorato ma anche di una parte di quello della sinistra. Alla
base della luna di miele che si prolunga, in sostanza, ci sono i due piani
nettamente diversi su cui operano le forze d'opposizione e l'esecutivo di
Silvio Berlusconi. La sinistra è paralizzata dalla competizione senza
esclusione di colpi tra Partito Democratico ed Italia dei Valori. E non riesce
ad elaborare una qualsiasi posizione chiara e credibile sulle grandi questioni
che preoccupano il paese. Il governo, al contrario, sembra interessato solo ad
affrontare i temi dell'emergenza relegando in secondo ordine i tradizionali
problemi del teatrino della politica. E lo fa con un piglio, un taglio ed un
coraggio profondamente diversi rispetto al passato che, a dispetto di qualsiasi
previsione, raccolgono il consenso e la fiducia dei cittadini. Gli esempi più
significativi sono stati la campagna contro l'immondizia napoletana, quella
contro i fannulloni nella pubblica amministrazione, la riforma della scuola ed
ora la battaglia per la revisione del piano europeo sulle emissioni inquinanti
delle industrie. In tutti questi casi, mentre l'opposizione si macerava nelle
sue traversie interne e, nell'impossibilità di assumere posizione meditate, si
limitava a rincorrere criticamente le scelte del governo, Berlusconi ed i suoi
ministri hanno sfidato i luoghi comuni del politicamente corretto ed hanno
assunto le decisioni più vicine agli interessi degli italiani. Nessuno avrebbe
scommesso dieci centesimi sulla realizzabilità della promessa del Cavaliere di
ripulire Napoli entro l'estate. Sembrava il classico annuncio destinato a
rimanere lettera morta per tutte quelle ragioni che avevano fatto fallire tutti
gli sforzi dei precedenti esecutivi. Invece l'operazione è andata in porto. Che
dire, poi, della offensiva lanciata da Renato Brunetta contro i troppi
scansafatiche della burocrazia statale? Sembrava non tanto una battaglia contro
i mulini a vento, quanto un atto di puro masochismo che avrebbe portato il
governo alla rovina. Invece, il coraggio dell'esecutivo è stato premiato dal
consenso dell'opinione pubblica. Lo stesso che a dispetto delle occupazioni e
delle manifestazioni di piazza raccoglie la riforma della scuola del Ministro Gelmini. Infine, il caso del duello con la Ue su misure che se non
venissero corrette impedirebbero alle industrie italiane di superare la crisi e
provocherebbero il ritorno dello spettro della disoccupazione di massa nel
paese. Ci voleva del coraggio, se non addirittura della temerarietà,
nell'assumere una posizione così apertamente di rottura con la tradizionale
vulgata dell'ambientalismo ideologico e paralizzatore. Ma il governo non
ha avuto paura a sfidare i pregiudizi politicamente corretti. Si è mosso in
nome dell'interesse delle aziende e dei lavoratori. E l'ha spuntata ancora una
volta rinnovando la luna di miele. Mentre il Pd pensa solo a Di Pietro ed alla
organizzazione della inutile processione del 25 ottobre.
( da "Opinione, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
Oggi è
Mer, 22 Ott 2008 Edizione 225 del 22-10-2008 Walter Veltroni E' sempre più
distante dalla gente e non capisce l'importanza di fare opposizione Folklore e
vecchiume di Romano Bracalini Il nuovo imperativo categorico per la sinistra in
sofferenza non è l'opposizione parlamentare, anche dura e senza cedimenti, come
in qualsiasi democrazia moderna, ma cogliere in ogni provvedimento di governo
il margine politico per ricorrere alla "piazza" e alle frange
facinorose e imbelli, non tanto per sfidare il governo, ma per misurare la
propria forza o la propria impotenza, chiamare a raccolta il popolo che per
beffa del destino non sta più dalla sua parte. La sinistra, come tutti gli
sconfitti,v ive ormai alla giornata, con occasionali compagni di strada,
pericolosi in quanto estranei al suo dna e alla sua storia, piena di rancori
come tutti i delusi. Ma questo ritorno alla piazza, in realtà è la prova
ulteriore di un fallimento storico e della distanza siderale da ciò che pensa
la gente. La gente, anche quella di sinistra, pensa che gli immigrati siano
troppi. La gente,a nche quella di sinistra, pensa che la scuola vada riformata
su basi nuove di formazione e professionalità. Ma la sinistra, incredula, vuol
mettere alla prova se stessa con la manifestazione-verità del prossimo 25
ottobre. Non ha capito che comunque vada sarà una prova di inadeguatezza
politica e culturale, una sopravvivenza di vecchia ideologia: uno
"spettacolo" che in Europa, in Occidente, non si vede più perché
appartiene al folklore sociale dei secoli passati. La sinistra è rimasta
questo:folklore e vecchiume. Strumentalizza la protesta
contro la Gelmini colpevole
di voler modernizzare una scuola vecchia e burocratica, solo per riappropriarsi
di un ruolo storico senza riflettere che così facendo,al contrario del '68,
essa si colloca dalla parte della conservazione più retriva e del parassitismo
di classe ispirato alla difesa a oltranza di mediocri privilegi di casta.
Il dramma della sinistra è che venendo da una dottrina autoritaria non ha il
genio dell'opposizione, che in democrazia ha la medesima dignità della
maggioranza al governo: anzi in democrazia l'opposizione riveste un ruolo
essenziale, insostituibile ,perché rappresenta la garanzia costituzionale e di
controllo del suo corretto funzionamento. La nostra sinistra invece considera
l'opposizione un ruolo punitivo, umiliante, non degno del suo attestato di
superiorità intellettuale e morale. E' per questo che essa - chissà perché non
premiata dagli elettori -, ha inventato il "governo ombra", che
sembra una caricatura da paese dei balocchi, un "voglio ma non
posso", una specie di "governo in esilio", per insufficienza di
consensi, con tutti quei "ministri" per burla che pretendono di
"correggere" i ministri veri. Roba che solo in Italia! Viene in mente
la frase famosa del re Sole: "Lo stato sono io", che sembra
riflettere la medesima arroganza della sinistra. Assunta la direzione della
sommossa contro la riforma della scuola, senza temere di apparire passatista e
reazionaria, la sinistra ha preteso di dettare le regole di buon comportamento
anche nel complesso rapporto con l'immigrazione; immigrazione che per la dimensione
assunta sta mettendo in crisi la nostra convivenza civile. E' un dettato di
norme che dividono i cittadini in due diverse categorie senza i medesimi
diritti/doveri. Così per apparire accoglienti e virtuosi non bisogna essere
troppo severi sulle regole,mentre conviene largheggiare sui diritti di cui i
cittadini italiani invece possono fare a meno. Si elargisce una nuova morale,
in cui si stabilisce ciò che è razzista, xenofobo secondo un metro
insindacabile di giudizio;e razzista e xenofobo lo diventa per automatismo
psicologico chi, per avventura, abbia una qualsiasi controversia con uno
straniero. Si è riusciti, oltre ogni immaginazione, a stabilire classi,
condizioni, giudizi unicamente in base alla "diversità"; diventa
elemento da "proteggere", oltre il dovuto, lo straniero di qualunque
latitudine che entri in conflitto con un italiano per cause che con la pelle e
la nazionalità non c'entrano nulla, ma che la nuova morale vuole che c'entrino
per demoralizzare il contendente nostrano che non può invocare, come il
contendete straniero, la franchigia o l'alibi della "razza". Così,
per esempio, diventa un caso controverso quello del clandestino che l'animo
umanitario vorrebbe sia curato come il mutuato nazionale, che paga regolarmente
le marchette, e il clandestino ovviamente no; e che non solo non le paga, ma
sta nel nostro paese infrangendone le leggi e facendo strame, lui per primo,
del vantato spirito d'accoglienza. Così, per esempio, capita di sentire il
presidente di un'associazione sanitaria, buon samaritano, affermare, a guisa di
spiegazione, che il clandestino, in quanto clandestino, non può dare nome e
cognome e rivelare il proprio domicilio. Ed ecco lo stato,c he per apparire
soccorrevole e pietoso,inganna se stesso nascondendo l'atto fraudolento e anzi
incoraggiando il clandestino a compierlo. Può avere un destino un paese che non
ha rispetto di se stesso e umilia il cittadino-suddito che crede ancora
all'eguaglianza delle regole? Tutto ciò avviene perché la sinistra, smarrita la
sola strada che l'avrebbe emancipata, torna sui propri passi e si inventa un
nuovo "lumpenproletariat", la massa degli stranieri da evangelizzare.
Ma forse la sinistra un'altra volta si sbaglia e questa volta potrebbe essere
l'ultima.
( da "Opinione, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
Oggi è
Mer, 22 Ott 2008 Edizione 225 del 22-10-2008 Pd e il 25 ottobre Una
manifestazione ossimoro di Marco Taradash "La verità è che per le due
culture fondative del Pd, il postcomunismo e il cattolicesimo democratico, il
garantismo non significa niente". Lo dice ad Aldo Cazzullo sul Corriere
della Sera il pregiudicando Ottaviano del Turco, e perciò le sue parole vanno prese
con le pinze, certo. Pregiudicando ma peraltro già molto intensamente
condannato a carcere circondariale o domiciliare, secondo buona abitudine.
Altro che il banale "meglio un innocente in galera che un colpevole
fuori", su cui concorda oggi la maggioranza degli italiani. Meglio un
presunto innocente in galera che un colpevole (purché reo confesso) in galera,
è da Mani Pulite in avanti (ma no, ben da prima, ve lo ricordate Enzo Tortora?)
il cardine attorno a cui ruota il sistema giudiziario del nostro paese. Che ora
però ?in conseguenza del processo alla presunta assassina Amanda Knox- subisce
la sfida mediatica di quello americano. Sarà pure il solito complotto a stelle
e strisce, come ci spiegano i cronisti che si sono guadagnati la tessera di
professionista presso le Procure della Repubblica, ma lo spettacolo è
assicurato. Dell'onestà di Del Turco noi non sappiamo niente e attendiamo (con
fiducia nella magistratura? no, ma attendiamo) il processo per farcene un'idea.
Ma della sua intelligenza delle cose politiche non dubitiamo. Per il Pd il
garantismo non significa niente, dice l'ex presidente dell'Abruzzo, e ce ne
siamo spesso accorti (però quando sono in causa compagni stimatissimi e al di
sopra di ogni sospetto, accade di assistere a una full immersion nella cultura
liberale). Strano questo persistente fondo di giustizialismo, anche a sinistra
le scottature non sono mancate, e bene o male è pur vero che nei dipartimenti
giustizia del Pd ogni dieci magistrati c'è almeno un Guido Calvi. Non sarà forse
che il concetto che le regole formali non siano un'invenzione borghese ma il
fondamento della democrazia liberale è un'acquisizione ancora difficile per il
partito degli ex comunisti e degli ex democristiani di sinistra? Il segretario
del Pd l'altro giorno, di fronte all'offensiva dei radicali per sbloccare
l'impasse sulla Consulta e sulla commissione di vigilanza Rai ha avuto
un'uscita esemplare: "Una commissione di vigilanza - ha detto Veltroni da
Fabio Fazio - non mi sembra il problema principale della gente. Spero si trovi
una soluzione, ma penso che gli italiani siano più preoccupati dei loro salari
e della scuola". Si è beccato del "qualunquista" da Pannella, ma
all'origine di questa valutazione non c'è un vuoto di cultura. Piuttosto quell'ideologia
sostanzialista che abbiamo visto operante in Italia per decenni, e che, di
conserva col sostanzialismo metafisico (e metà Vaticano, grazie Groucho..) di
gran parte del mondo democristiano, ha ritardato ostacolato e impedito la
costruzione di regole formali che tenessero insieme le parti divise di una
nazione che è istintivamente portata alla disgregazione. Giustizialismo,
consociativismo e sindacalismo (vedi le guerre a Brunetta, Gelmini, Sacconi) sono le tre piaghe che affliggono il Pd e che gli
impediscono di creare un'alternativa credibile alla maggioranza di
centro-destra. L'appuntamento del 25 ottobre si preannuncia così come un
affollato ossimoro. Ecco infatti che un partito senza identità promuove la
manifestazione che più identitaria non si può: viene preannunciata prima
dell'estate, a prescindere da qualsiasi contenuto, fosse la crisi planetaria
dell'economia, fosse la distruzione della scuola, fosse il lodo Alfano, fosse
la catastrofe dell'ecosistema... L'importante è esistere in quanto Pd, cioè in quanto
antiberlusconisti. In realtà la manifestazione già da settimane, e forse da
quando è stata pensata, più che contro Berlusconi è contro Di Pietro. Di Pietro
rivaleggia col Pd, si fa capire meglio, lui sì che il qualunquismo lo maneggia
con artigianale perizia, e così Veltroni rompe un'alleanza che dura da quindici
anni. Fino al 26, poi si vedrà.
( da "Arena.it, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
LA
RIFORMA CONTESTATA. Ancora proteste degli studenti
universitari contro i tagli voluti dalla Gelmini, che annuncia per oggi dichiarazioni congiunte con Berlusconi
Scuola, scontri con la polizia a Milano Bloccati i binari a Bologna, 40mila in
corteo a Firenze Il Piemonte: "Il ministro doveva consultare le
Regioni" ROMA Cortei, occupazioni e scontri in piazza. Si
alza il livello della mobilitazione contro la Finanziaria e il decreto Gelmini. È successo a Milano, dove ieri sono scoppiati
tafferugli tra manifestanti e polizia che hanno causato il ferimento di tre
persone (due alla testa e uno al volto) e tre contusi. Anche i rettori sono
scesi in campo, avvisando che la crisi dell'università "è più grave di
quella di Alitalia". Il ministro Mariastella Gelmini
minimizza ma - dopo aver parlato fino a ieri di "frange minoritarie"
di contestatori - fa dietrofront e spiega che le ragioni della protesta le
interessano: "So fare autocritica". Torna ad appoggiarla il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "È inaccettabile che su molti
mezzi di informazione si dicano tante falsità, come quelle sul tempo
pieno". E per oggi è annunciata una conferenza stampa congiunta del
premier e del ministro, nel corso della quale è probabile che vengano
annunciate novità. Ma intanto la protesta dilaga. A Milano, un migliaio di
studenti ha tentato di irrompere nella stazione di piazzale Cadorna. I
manifestanti hanno cominciato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi
di manganello. I ragazzi hanno poi contestato a polizia e carabinieri di aver
infierito su uno studente caduto a terra: lo documenterebbe un video. A Bologna
la stazione è stata occupata dai collettivi universitari che, al grido di
"noi la crisi non la paghiamo", hanno bloccato per una decina di
minuti il traffico ferroviario. Poco prima, avevano fatto irruzione nel
Rettorato. A Firenze in 40 mila hanno manifestato in centro al grido:
"L'università pubblica non si tocca, la difenderemo con la lotta". Il
sito dell'Università di Palermo è stato oscurato in sostegno della
mobilitazione, mentre all'Università della Calabria in quasi tutte le facoltà,
discussione sugli impatti della legge 133. Giornata di mobilitazione anche a
Roma, con una delegazione di studenti che ha consegnato al presidente della
Repubblica Napolitano una lettera nella quale si chiede di "prendere
posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non venga
dismesso". E poi: lezioni a singhiozzo in molte scuole superiori,
occupazioni, e lezioni in strada a Trieste, Napoli, Genova e altre città. E si
sono aggiunte le critiche del presidente della regione Piemonte, Mercedes
Bresso, e del settimanale "Famiglia Cristiana". La prima ha fatto
notare al ministro che dal prossimo anno l'istruzione passa alle Regioni e dunque
"il piano brutale di tagli che vanno fino al 2011 andava concordato con i
soggetti interessati". Il giornale ha invece attaccato la proposta
leghista delle classi-ponte per i bambini immigrati: "ha odore di
apartheid". .
( da "Arena.it, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
UNIVERSITÀ
E RIFORMA. Mentre nel resto d'Italia la protesta ha assunto toni sempre più accesi,
nella nostra città si attende il sit-in di venerdì davanti al Rettorato Il
fronte studentesco ora si divide C'è chi appoggia la linea di Mazzucco per il
dialogo con il governo e chi invece punta al ritiro della legge 133
Elisa Pasetto In tutta Italia la protesta infuria e gli studenti
universitari invadono le strade, bloccano le ferrovie, occupano i rettorati.
Proprio ieri a Milano sono scoppiati tafferugli con la polizia, è stata
bloccata la stazione ferroviaria a Bologna, oltre 40 mila ragazzi hanno
attraversato Firenze in corteo. A Verona nulla di tutto questo. Qui il pur
diffuso dissenso contro i tagli agli atenei previsti dalla riforma del ministro
Maria Stella Gelmini si mantiene entro livelli di assoluta civiltà. Se alla facoltà
di Scienze continua il blocco delle lezioni e i collettivi studenteschi
presidiano il chiostro di via San Francesco ed entrando nelle aule per
informare i colleghi su quanto sta accadendo, c'è anche chi prende posizione
contro la sospensione delle attività didattiche e ribadisce la sua fiducia
nell'operato del rettore Alessandro Mazzucco, che in seno alla
Conferenza dei rettori si sta muovendo per ottenere dal governo, attraverso il
dibattito parlamentare, interventi che non penalizzino le università.
"Come rappresentante degli studenti, ma soprattutto come studentessa,
sento il dovere di esprimere il mio appoggio alla mozione approvata
all'unanimità dal Senato accademico", afferma Angela Frigo, rappresentante
nel Consiglio degli studenti e nel Senato accademico, "che ribadisce
fiducia al lavoro della Conferenza dei rettori. Inoltre giudico inaccettabili,
oltre che inutili, i tentativi di sospendere il regolare svolgimento delle
lezioni, che trovo vada contro l'interesse degli studenti", conclude
Frigo. "Vista l'età penso siano in grado di informarsi anche da
soli". "Non vedo la portata rivoluzionante dell' eventualità di
un'assemblea di informazione", risponde Damiano Fermo, presidente del
Consiglio degli studenti. "Trovo sinceramente positivo che l'Università
possa fermarsi un giorno, due ore, per discutere di se stessa e del suo futuro.
Con la possibilità di recuperare comunque le lezioni perse". Sul fronte
del collettivo studentesco, intanto, il clima non accenna a raffreddarsi, in
attesa della giornata clou di venerdì, quando il rettore Mazzucco riporterà al
senato accademico le linee di indirizzo dell'intervento che il governo
presenterà domani alla Conferenza dei rettori. "Domani pomeriggio è
prevista un'assemblea per preparare il sit-in di venerdì davanti al rettorato",
annuncia Jack Salbego, del collettivo. "Vorremmo convincere rettore e
organi di ateneo a prendere ufficialmente posizione contro la trasformazione
degli atenei in fondazioni private. La chiamano riforma, ma in realtà si parla
solo di tagli, senza proporre progetti seri sul futuro dell' università. Non ci
fermeremo finché la legge 133 non verrà ritirata integralmente".
( da "Arena.it, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
"C'è
chi vuole proseguire la lezione" Informazione sulla legge 133/08 e
sui motivi della protesta universitaria? "No, grazie". E' quanto si
sono sentiti rispondere alcuni ragazzi del collettivo studentesco che, in
mancanza della concessione da parte del rettore di qualche ora di sospensione
delle lezioni per svolgere un'assemblea informativa di ateneo, hanno scelto di
chiedere ai singoli docenti di poter interrompere brevemente le attività
didattiche. Una questione davvero di pochi minuti. Eppure chi ieri seguiva la
lezione di Ragioneria generale e applicata del corso di laurea in Economia
aziendale ha preferito le spiegazioni del docente. "Stavo parlando di
fronte a 180-200 studenti quando alcuni ragazzi sono entrati in aula chiedendo
in modo assolutamente civile di poter presentare loro le
criticità del decreto Gelmini", racconta il professor Alessandro Lai. "Io ho
lasciato democraticamente decidere i miei studenti i quali, in modo
generalizzato, hanno rifiutato l'offerta. Una decisione che, sinceramente, non
mi ha stupito e che interpreto come un segno di maturità: nella nostra facoltà
è frequente che i ragazzi puntino a studiare. La stessa cosa è accaduta
proprio nella stessa aula quando io stesso ero matricola, nel 1978. Non trovo
si tratti di estraneità a quanto accade". E.P. .
( da "Opinione, L'" del 22-10-2008)
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Scuola
Oggi è
Mer, 22 Ott 2008 Edizione 225 del 22-10-2008 Scuole a
rischio Il Lario teme la riforma Gelmini di Diego Martinelli La riforma del Ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini
potrebbe abbattersi come un terremoto sul Lario, in particolare sull'Alto Lago
e sui comuni montani. L'articolo 3 del decreto legge 154 del 7 ottobre che
stabilisce in 50 il numero minimo di alunni obbligatorio per le scuole
elementari e medie, coinvolgerà moltissimi istituti della zona. In
Provincia di Como infatti questo porterebbe alla chiusura di oltre 20 scuole,
principalmente elementari. Inevitabili le reazioni di amministratori,
insegnanti e genitori. L'Alto Lario rischierebbe di perdere oltre il 50% degli
istituti con accorpamenti difficili da effettuare per via delle carenze dei
trasporti nella zona, trasporti che andrebbero riorganizzati anche a misura di
bambini piccoli, con conseguente aumento dei costi. L'Assessore provinciale con
deleghe a Patrimonio, Demanio, Economato, Caccia e Grandi Eventi, nonché
Sindaco di Trezzone, ha dichiarato: "Cosa si pretende di tagliare ancora?
Rispetto a qualche decennio fa le scuole si sono ridotte a meno della metà,
soprattutto per quanto riguarda i paesi montani. Siamo ridotti all'osso e credo
che con ulteriori accorpamenti il nostro sistema scolastico andrà
irrimediabilmente alla deriva". Neanche la soluzione di potenziamento dei
trasporti individuata dall'assessore provinciale con deleghe a Sport, Tempo
Libero, Istruzione, Marketing Territoriale e Rapporti con la Regio Insubrica,
Achille Mojoli, sembra convincere il primo cittadino di Trezzone, che insiste
nel denunciare l'impossibilità di pianificare diversamente le scuole. "Chi
conosce le situazioni locali sa benissimo cosa comporta organizzare servizi di
trasporto per bambini piccoli. Per Trezzone il trasporto verso altre sedi è
inevitabile, ma nel momento in cui si tratterà di organizzare il trasporto di
20 o 30 utenti della scuola elementare e dell'infanzia verso destinazioni
distanti, i costi diventeranno proibitivi, senza contare che anche per i
genitori è motivo di preoccupazione inviare un figlio di 3 o 4 anni in sede
lontane dal paese di residenza". Altro problema da considerare è che
alcuni comuni in questi anni hanno sostenuto spese considerevoli per adeguare
le strutture scolastiche, così che la loro soppressione rappresenterebbe anche
uno spreco di denaro pubblico.
( da "Mattino, Il
(Caserta)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Tafferugli al corteo della Statale: tre feriti e tre contusi. Si
estende la protesta negli atenei Milano, scontri tra studenti e polizia I
rettori: rischio catastrofe. Gelmini:
non sono una panzer ottusa.
( da "Mattino, Il
(City)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Dilaga nelle università italiane la protesta contro la legge Gelmini
che prevede nei prossimi anni il taglio dei fondi per l'università e la
ricerca, oltre al blocco del turn over al 20% fino al 2012. A Roma duemila
studenti della "Sapienza" chiedono lo stop delle lezioni. A Milano
tensione durante un corteo, tafferugli con la polizia, tre feriti e tre
contusi. Napolitano alla Sapienza: "L'Università priorità del
Paese". LIMONCELLI E ROMANAZZI A PAGINA 7.
( da "Corriere.it" del 22-10-2008)
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Scuola
Veltroni:
"proteste così ampie dovrebbero portare il governo a ritirarlo"
Scuola, Berlusconi: "Contro occupazioni faremo intervenire le forze
dell'ordine" Conferenza a Palazzo Chigi: "Ho convocato Maroni per
dargli indicazioni. Andiamo avanti con il decreto" MILANO - Non
permetteremo che vengano occupate scuole e università. Silvio Berlusconi usa
parole dure durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi congiunta con il
ministro Gelmini. "È una violenza, convocherò
oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le
forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli
studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule".
"NON CI SARANNO TAGLI" - Quello del ministro Gelmini
è "un semplice decreto, non una riforma" spiega il premier,
assicurando che non ci saranno tagli alla scuola e che anzi gli stipendi degli
insegnati più meritevoli saranno aumentati di 7mila euro l'anno: "Non
faremo nessun taglio alla scuola pubblica, il nostro provvedimento è a lungo
periodo ed estenderà i suoi effetti in tre anni". In merito al progetto di
classi separate per gli stranieri, Berlusconi chiarisce che è un provvedimento
dettato "non dal razzismo, ma dal buonsenso". Poi un attacco
all'opposizione, accusata di "dire troppe falsità": "La sinistra
parla di 86mila insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà
cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il
blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un'opposizione di
piazza". "MAESTRO PREVALENTE, NON UNICO" - "Un'altra
falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole - ha aggiunto il premier
-. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa
prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo
previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole
con meno di 50 alunni". Un'alra questione 'calda' è quella del maestro
unico e Berlusconi ne approfitta per bacchettare il suo ministro: "Ti sei
sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. È affiancato dall'insegnante di
lingua straniera, religione e di informatica". Inoltre - ha spiegato il
premier - "considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni
riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo pieno. Non solo non c'e
alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che passando da più
insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e
quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruirne". Dal
canto suo, il ministro Gelmini ha invitato ad abbassare i toni: "Il governo da sempre è
aperto al confronto - ha detto Gelmini -. Sulla natura della protesta è chiaro che la sinistra ha
scelto la scuola e l'università come terreno di scontro". STUDENTI IN
MOBILITAZIONE - Ma le manifestazione degli studenti non accennano a diminuire
di intensità. Tanto che secondo il leader del Pd Veltroni "proteste
così ampie e diffuse dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli alla scuola e
all'università, con obiettivi di finanza pubblica che affrontino il problema
della diminuzione della spesa". Dal governo arriva anche la risposta del
ministro del Lavoro Sacconi, secondo cui le proteste sono guidate da
"giovani presuntuosi e politicizzati", frutto di una scuola e di una
università "autoreferenziali" nate negli anni Settanta. OCCUPAZIONI E
PROTESTE - Lunedì gli incidenti a Milano e l'occupazione di alcune facoltà a
Roma e Torino oltre al corteo di Firenze e l'occupazione del rettorato a
Bologna. Mercoledì mattina alla Sapienza di Roma gli studenti hanno chiuso con
lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno di protesta. Anche
all'Università Orientale di Napoli è stata decisa l'occupazione dell'assemblea
indetta dai collettivi universitari. "La decisione è stata presa a
maggioranza dall'assemblea, dopo il rifiuto dei docenti ad attuare il blocco
della didattica" spiega un portavoce della rete dei dottorandi e dei
ricercatori. A Bari inscenato un corteo funebre per la morte dell'università
pubblica. L'Unione degli Studenti fa sapere che il calendario delle iniziative
è fitto, in vista della manifestazione nazionale del 14 novembre, praticamente
in tutta Italia. In fermento anche gli studenti delle medie superiori: a Rende,
Cosenza, gli studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la scuola.
Al liceo scientifico di Catanzaro gli studenti hanno deciso l'autogestione che
proseguirà per tre giorni, a Reggio Calabria assemblea aperta degli studenti
dei licei Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di studenti di scuole
medie superiori sono in corso in due diverse zone di Roma. stampa |.
( da "Panorama.it" del 22-10-2008)
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Scuola
Italia
- http://blog.panorama.it/italia - Le università come l'Alitalia: l'allarme dei
rettori Aquis Posted By redazione On 21/10/2008 @ 15:42 In Headlines | 1
Comment [1] Mille alla [2] Statale di Milano. Picchetti in molti atenei e
traffico bloccato. Lo slogan ripetuto è: "La vostra crisi non la pagheremo
noi". Minacciosa la dichiarazione degli studenti del [3] Politecnico che
per l'inaugurazione dell'anno accademico, il 3 novembre, alla presenza del
ministro all'Istruzione, hanno annunciato "cose incontrollabili".
Quelli dei collettivi universitari di Bologna hanno bloccato la stazione, al
grido: "noi la crisi non la paghiamo" e brandendo striscioni,
fumogeni e petardi.Oltre 40 mila per la questura, almeno il doppio per gli
organizzatori, manifestano in centro a Firenze. "L'università pubblica non
si tocca, la difenderemo con la lotta". Corteo anche a Napoli: in mille
sfilano per le strade della città. In testa, uno striscione con la scritta:
"Fuori Confindustria da scuole e università". Lezioni in strada a
Genova. Assemblea anche nelle università di Cagliari, all'Aquila, a Parma,
Pavia e Perugia. A Palermo, dopo il corteo di ieri di 15.000 studenti, una
nuova manifestazione si snoderà attraverso le strade della città a conclusione
delle assemblee organizzate in tutte le 12 facoltà. Insomma, va avanti così da
giorni. E ora l'offensiva studentesca (ma non solo, visto che tanti docenti si
sono schierati a fianco degli universitari) si sta allargando a macchia d'olio.
E i rettori vedono nero. La crisi dell'università italiana, dicono, è peggio di
quella dell'Alitalia: senza la restituzione dei fondi alle università che hanno
bilanci in regola sarà la catastrofe per tutto il sistema. E allora per salvare
il salvabile un drappello di rettori, riuniti nella redazione dell'Ansa, propone al ministro Gelmini un Patto in extremis, una sorta di "do ut des" per
scongiurare il collasso imminente del sistema universitario. I Magnifici
aderenti all'associazione [4] Aquis (Associazione per la qualità delle
università italiane statali) si dicono pronti a spendere meglio le risorse di
cui dispongono, ad appoggiare la politica del ministro dell'Istruzione e
a sedersi, da subito, intorno a un tavolo per siglare, ateneo per ateneo, patti
di stabilità che facciano quadrare i conti senza penalizzare l'offerta
didattica. La contropartita però, è chiara: al [5] ministro dell'Istruzione,
Università e Ricerca, i rettori chiedono di abbandonare la politica della
mannaia perchè i tagli indiscriminati servono forse allo Stato per "fare
cassa", ma non aiutano gli atenei. Meglio, cioè, che il governo usi il
"bisturi del chirurgo". I rettori dell'Aquis (alla guida di [6] 13
atenei, "virtuosi" dal punto di vista dei conti finanziari: Giulio
Ballio, del Politecnico di Milano; Davide Bassi, di Trento; Luigi Busetto in
rappresentanza di Bologna; Franco Cuccurullo, di Chieti-Pescara; Alessandro
Finazzi Agrò di Roma Due; Vincenzo Milanesi, di Padova) hanno già inviato il
documento (qui [7] il .pdf integrale) alla [8] Conferenza dei rettori
auspicando che venga condiviso. Certo è che non si può più perdere tempo. Una
mano tesa al governo, dunque, anche se i creditori sono fuori la porta: il
primo timore per molti rettori è quello di non riuscire addirittura a pagare
gli stipendi a fine mese e, a più lungo periodo, c'è il rischio di non poter
più assumere giovani ricercatori e di dover aumentare le tasse universitarie,
dal 2010, per pagare l'Ici. "E se proprio tagli si devono fare" hanno
osservato provocatoriamente i rettori "meglio spegnere i condizionatori
d'estate e i riscaldamenti d'inverno piuttosto che tagliare opportunità per i
ragazzi". La richiesta al governo e ai ministri di Economia e Istruzione è
di "iniziare immediatamente una trattativa per arrivare nei tempi più
brevi possibile alla condivisione dei principi e dei criteri necessari alla
stipula di accordi di programma". Il fine è rientrare gia' dalla
finanziaria 2009 dai tagli ''drastici e generalizzati'' fatti dalla manovra
estiva. Si chiede anche di liberare quote di finanziamento "che dovrebbero
essere reimmesse nel sistema e ridistribuite, con gradualità ma in tempi certi
e concordati, secondo parametri di qualità accertata delle performances degli
Atenei nella loro gestione, innanzitutto, nella ricerca e nella
didattica". [9] Ma dicono la loro anche sulle occupazioni, i rettori. E le
bocciano: "Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come
questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito. I blocchi
della didattica e le occupazioni non servono" e rischiano un effetto boomerang
proprio sugli studenti. Attaccare il ministro Gelmini
paga poco: piuttosto va sostenuta all'interno del Governo - dicono i rettori
secondo i quali ci sono buone possibilità che il nuovo Patto per l'università
(ci avevano già provato nel precedente Governo i ministri Mussi e Padoa
Schioppa, senza però ottenere buoni risultati) possa essere accolto e dare una
boccata d'ossigeno all'agonizzante università italiana.
( da "Green Planet" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Ore
9.30. Centro culturale Castegnato (BS). La Fondazione Cogeme Onlus, nata da una
multiutility di 70 comuni locali lombarde, si dedica da anni alla diffusione
della Carta della Terra, documento promosso dall'ONU che rappresenta il
fondamento etico della sostenibilità, partendo dal concetto che ogni essere
vivente fa parte di un'unica, grande, comunità di vita con un destino comune.
L'evento di oggi, che si inserisce tra le iniziative del Decennio Onu
sull'Educazione allo Sviluppo Sostenibile (2005-2014), prosegue il percorso di
riflessione e azione sul potenziale educativo della Carta della Terra, con
particolare riferimento alla cura della Terra e alla costruzione di comunità
sostenibili. Anche quest'anno rimane centrale l'ispirazione ai valori profondi
di appartenenza e di amore alla Terra espressi dalle popolazioni native. Come
testimone d'eccezione è stata invitata Caren Trujillo, consulente di metodi
naturali di guarigione e formatrice. Di discendenza Yaqui, la sua formazione è
profondamente radicata nella cultura nativo americana. Ha lavorato a stretto
contatto con insegnanti spirituali e guaritori tradizionali. Programma
Introduzione ï?§ On. Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, Ricerca e Università ï?§ Giuseppe
Orizio, Sindaco di Castegnato ï?§ Giovanni Frassi, Presidente Fondazione Cogeme
Onlus ï?§ Pierluigi Malavasi, Docente di Pedagogia generale, Università
Cattolica Sacro Cuore Coordina Simone Mazzata, Segretario Fondazione Cogeme
Onlus La Carta della Terra per una comunità sostenibile ï?§ Henriette
Rasmussen (Groenlandia), membro dell'Earth Charter International Council, è
stata Ministro per gli affari sociali groenlandese e fondatrice del Forum
Permanente per le Popolazioni Indigene in seno all'Onu. ï?§ Adriano Orizio,
Assessore Istruzione e Cultura, Comune di Castegnato Pensare l'educazione con
la Carta della Terra. Un percorso educativo per le comunità locali Luisa
Bartoli, dirigente scolastico I Nativi e la sostenibilità: risultati di una
ricerca Carlo Baroncelli, Docente di Scienze della Terra - Università Cattolica
Sacro Cuore di Brescia e coordinatore scientifico convegno Vittorio Falsina:
esperienza con i nativi e visione ecologica Claude Rigodanzo La Terra che cura
Caren Trujillo (Arizona, Usa), consulente di metodi naturali di guarigione e
formatrice 12.00 Conclusioni.
( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
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Scuola
La
showgirl non risparmia commenti al vetriolo a Veridiana e Belen, le due
concorrenti dell'Isola che avrebbero "dimostrato un'aggressività
gratuita" nei suoi confronti. Poi dichiara: "Insomma vengono dal
Sudamerica e ci rimanessero!"
"
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in tv "Non dovremmo farle lavorare tutte" La showgirl non risparmia
commenti al vetriolo a Veridiana e Belen, le due concorrenti dell'Isola che
avrebbero "dimostrato un'aggressività gratuita" nei suoi confronti.
Poi dichiara: "Insomma vengono dal Sudamerica e ci rimanessero!"
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Sondaggi Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (94 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il
ministero: "Adesione al 4,5%" (68 commenti) "Permessi sindacali?
Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (59 commenti) Lettera aperta
del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) "Via la
patente ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla"
(39 commenti) Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà (38
commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (36 commenti)
Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass (29 commenti) 13:11:45
- Salviamo l'unico cinema che è rimasto al centro cittadino... Inviatiamo la
gente a preferirlo ad alt[...] Odeon, no alla chiusura Firma anche tu la
petizione13:00:25 - si certo la colpa è sempre della sinistra...quelli di
destra sono immacolati,dei santi,tutto quello [...] Continua la protesta contro
la Gelmini Berlusconi: "Impedirò le
occupazioni"12:54:03 - Quando l'Ente Nazionale per L' Energia Elettrica,
fu privatizzato il mio e tanti posti di lavoro sco[...] Continua la protesta
contro la Gelmini Berlusconi: "Impedirò le
occupazioni"12:47:54 - siamo l'ultimo paese del mondo ad eccetto di Cuba e
Corea del nord, che ha al suo interno strutture [...] Continua la protesta
contro la Gelmini Berlusconi: "Impedirò le
occupazioni"12:37:04 - Guardi sinceramente non saprei dirle quanti milioni
di euro hanno ricevuto ed in effetti mi sembra u[...] Lettera aperta del
ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" 12:29:32 - Le rispondo. La sicilia fa parte del meridione ed è
pure una regione a statuto speciale quindi è eco[...] Lettera aperta del
ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" 12:29:05 - Il mondo cambia velocemente . La sinistra è rimasta
al '68 . In queste due piccole considerazioni l'[...] Roma, gli studenti
occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini"
Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la
patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto
clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di
applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti
disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della
Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due
grosse (e rarissime) lacrime di diamante nero da 100 carati RICERCA ANNUNCI
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Scuola
Fu la
prima a lasciare il carcere nel luglio 2004 dopo aver scontato quattro anni di
reclusione, meno della metà della pena che le fu inflitta: fu ritenuta
parzialmente incapace di intendere e volere
"
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due amiche Ora Veronica aspetta un bambino Fu la prima a lasciare il carcere
nel luglio 2004 dopo aver scontato quattro anni di reclusione, meno della metà
della pena che le fu inflitta: fu ritenuta parzialmente incapace di intendere e
volere Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo
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Scuola
I
vigili del fuoco: "È una situazione drammatica. Molte persone in preda al
panico sono sui tetti delle loro case nei quartieri allagati". Emergenza
trasporti: voli cancellati e treni bloccati
"
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incessanti e allagamenti, morta una donna I vigili del fuoco: "è una
situazione drammatica. Molte persone in preda al panico sono sui tetti delle
loro case nei quartieri allagati". Emergenza trasporti: voli cancellati e
treni bloccati Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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un'epoca" 12:29:05 - Il mondo cambia velocemente . La sinistra è rimasta
al '68 . In queste due piccole considerazioni l'[...] Roma, gli studenti
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A Milano
parte il processo per estorsione e tentata estorsione nei confronti del re dei
paparazzi. "Mi sono letto tutte le intercettazioni e sono furibondo. Mi
prenderò le mie vendette"
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa VALLETTOPOLI La furia di Corona: "Voglio
vendetta" A Milano parte il processo per estorsione e tentata estorsione
nei confronti del re dei paparazzi. "Mi sono letto tutte le
intercettazioni e sono furibondo. Mi prenderò le mie vendette" Segnala ad
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la Gelmini" (94
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Scuola
E'
l'opinione di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap e direttore
dell’Uiap alla Clinica Paideia di Roma. "Questo mondo virtuale è
vissuto come un antidoto al senso di vuoto"
"
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nostalgici E' una spia della solitudine" E' l'opinione di Paola
Vinciguerra, presidente di Eurodap e direttore dell'Uiap alla Clinica Paideia
di Roma. "Questo mondo virtuale è vissuto come un antidoto al senso di
vuoto" Roma, 22 ottobre 2008 - Con un semplice clic si 'sentono' vecchi
amici, ex compagni di scuola o antichi amori, si condividono parti delle nostre
vite, foto e video, e tutto forse per sentirsi meno soli. Quella per Facebook è
una passione in crescita anche nel Belpaese: contagia secondo gli ultimi dati 1
milione 369 mila italiani (su 132 milioni di utenti nel mondo), con un
incremento di 'visitatori' che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un
+135% degli iscritti). "Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre
che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e
non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso
di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci,
contagia anche i cosiddetti vincenti". Parola di Paola Vinciguerra,
presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e
direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia
di Roma. Se infatti il sito è nato richiamandosi - anche nel nome - agli album
fotografici che le università americane pubblicano a inizio anno accademico per
ritrovare amici perduti, oggi i 'nostalgici' a caccia degli ex compagni di
classe sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i 'troppo
soli', gli 'insoddisfatti', 'quelli con l'alter ego', 'quelli che lo fanno per
farsi pubblicita", i 'cuori infranti' e, naturalmente, i 'latin lover
virtuali'. A testimoniare la passione per questo colorato mondo online c'è
anche un incontro organizzato domani a Milano proprio per riunire la Facebook
community lombarda. Ma stando agli esperti, dietro lo scambio di messaggi, foto
e contatti c'è poco da stare allegri. "L'enorme sviluppo di Facebook è
spia di un grosso problema di solitudine - diagnostica la Vinciguerra ,
analizzando il fenomeno con l'Adnkronos Salute - Abbiamo costruito la nostra
vita su un'immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che
gli obiettivi che c'eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un
senso di vuoto, perchè più che l'essere abbiamo curato l'apparire". Così
finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come "rapporti veri: i
compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile.
Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel
mondo reale recitiamo un po' tutti - avverte la Vinciguerra - ma in passato non
era così". "Facebook è una colossale illusione: permette a tante
persone di pensare di essere importanti, perchè hanno decine e decine di 'amici
virtualì, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di
'sfigati'", sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente
di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi
del problema delle tecno-dipendenze in Italia. "Occhio però, perchè
dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o
banalità narcisistiche che si immette nella rete", avverte Cantelmi. E
spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto nel caso di coppie
in cui uno dei due si presenta single sul sito, e l'altro lo scopre. "Si è
disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si
altera la verità", dice la Vinciguerra. Ecco, secondo gli esperti, l'identikit
dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania: -I NOSTALGICI: Si
emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del
liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e
commentano i bei tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto,
è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un'infanzia e un'adolescenza
ormai lontana e mitizzata. -I LATIN LOVER VIRTUALI: Dichiaratamente a caccia di
nuovi potenziali partner, ma anche di ex piacenti e disponibili. Spesso celano
una relazione (se l'hanno) e rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto
sexy o interessanti, a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di
'amici' dell'altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. "Ma alla fine si
tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a
cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti", spiega
Cantelmi. -I CUORI INFRANTI: Prostrati dall'ultima relazione, in corso o
finita, sono a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. Hanno
l'impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. "In questo
caso l'insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la
Vinciguerra - e si cerca di darsi un'altra chance" grazie alla rete. -I TROPPO
SOLI: "Sono un po' sfigati, non sono riusciti a costruire relazioni vere e
cercano amici 'virtualì per farsi compagnia - dice Cantelmi - Così rastrellano
la rete e controllano quanti presunti nuovi amici hanno accumulato, nel vano
tentativo di sentirsi meno soli". -GLI INSODDISFATTI: Infelici anche se
hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il
sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finiscono per cercare
su Facebook. -QUELLI DELLA PUBBLICITà: Sono più o meno famosi, politici,
campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per
farsi mega-spot gratuiti. -QUELLI CON L'ATER EGO: Dai 400 burloni che si sono
presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o
Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o 'ritoccano' la
descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di
contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel
mondo virtuale. Facebook è salito del 961% in un anno - A Firenze il mega party
di Facebook - Facebook, il profilo dell'utente scomparirà dai motori di ricerca
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occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (94 commenti) Scuola,
sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (68
commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di
euro" (59 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti)
"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla" (39 commenti) Classi separate per stranieri, a Bologna è
già realtà (38 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"
(36 commenti) Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass (29
commenti) 13:11:45 - Salviamo l'unico cinema che è rimasto al centro
cittadino... Inviatiamo la gente a preferirlo ad alt[...] Odeon, no alla
chiusura Firma anche tu la petizione13:00:25 - si certo la colpa è sempre della
sinistra...quelli di destra sono immacolati,dei santi,tutto quello [...]
Continua la protesta contro la Gelmini Berlusconi:
"Impedirò le occupazioni"12:54:03 - Quando l'Ente Nazionale per L'
Energia Elettrica, fu privatizzato il mio e tanti posti di lavoro sco[...]
Continua la protesta contro la Gelmini Berlusconi:
"Impedirò le occupazioni"12:47:54 - siamo l'ultimo paese del mondo ad
eccetto di Cuba e Corea del nord, che ha al suo interno strutture [...]
Continua la protesta contro la Gelmini Berlusconi:
"Impedirò le occupazioni"12:37:04 - Guardi sinceramente non saprei
dirle quanti milioni di euro hanno ricevuto ed in effetti mi sembra u[...]
Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono
soldi, finita un'epoca" 12:29:32 - Le rispondo. La sicilia fa parte del
meridione ed è pure una regione a statuto speciale quindi è eco[...] Lettera
aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi,
finita un'epoca" 12:29:05 - Il mondo cambia velocemente . La sinistra è
rimasta al '68 . In queste due piccole considerazioni l'[...] Roma, gli
studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini"
Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la
patente a chi è condannato in via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto
clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di
applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti
disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della
Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo? La foto del giorno Un super reggiseno
Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro
della storia creato da Victoria's Secret. L'indumento costa 4 milioni di euro
ed è composto da 3.900 pietre preziose, migliaia di minuscoli diamanti neri,
117 diamanti da un carato ciascuno e 34 rubini. La sua peculiarità sono le due
grosse (e rarissime) lacrime di diamante nero da 100 carati RICERCA ANNUNCI
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Nikkei dei 225 titoli guida alla chiusura ha registrato una perdita di 631,56
punti, pari al 6,79 per cento
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Tutte le principali piazze finanziarie europee hanno aperto la seduta in calo,
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europee. Il Mibtel segna -1,8%, il Dax -2,4%, il Cac40 -2,6% e l'Ftse100 -1,2%.
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contro la Gelmini Berlusconi: "Impedirò le
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( da "Avvenire" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
POLITICA
22-10-2008 tagliarcorto di Dino Basili Quanti simpatizzanti ha Annibale?
Battaglie. L'area archeologica di Canne, secondo le cronache locali, è
devastata da incurie e vandalismi. Almeno un po', è contradditorio Paolo Rumiz:
in un recente libro scrive che "laddove è passato Annibale la magia
resta". Al crudele condottiero cartaginese non sono mai mancati i simpatizzanti.
Anche tra i banchi della scuola pre-Gelmini (a leggere e sentire, ormai, lo
spartiacque sembra sia l'attuale ministro). Fuori cartellone. Nei talk show
l'applauso è generoso. Scatta perfino alle meste uscite di scena dei giocolieri
ai quali sono caduti un paio di cerchi durante gli esercizi di
politica-spettacolo.
( da "Avvenire" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
POLITICA
22-10-2008 STRANIERI A SCUOLA/1 Integrazione: la lunga marcia dei 600mila DI
GIORGIO PAOLUCCI L' anno scorso erano 574mila, i dati ufficiali di quest'anno
non sono ancora disponibili, ma certamente hanno superato le 600mila unità. Gli
studenti stranieri rappresentano più del 6 per cento del totale a livello
nazionale, ma in alcune zone arrivano a un quarto, un terzo, e talvolta sono
più della metà. A Torino si è raggiunto il top con una classe elementare dove
non c'è neppure un italiano. La polemica divampata nei giorni scorsi sulle
"classi per l'inserimento " che dovrebbero essere
riservate a coloro che non superano i test d'ingresso ma la Gelmini ha corretto il tiro spiegando
che ci saranno solo corsi intensivi di italiano è solo l'ultima in ordine di
tempo. E va bel al di là degli aspetti didattici e linguistici, riproponendo
gli interrogativi sulla convivenza da costruire con coloro che, sempre più
numerosi, arrivano da lontano. Con queste sfide si misurano da tempo
migliaia di insegnanti, visto che ormai la presenza di stranieri riguarda il 75
per cento degli istituti. L'integrazione degli stranieri è un processo che
vanta molti risultati positivi, accanto a qualche inevitabile insuccesso, anche
se i media enfatizzano gli aspetti più sensazionalistici. Insomma, come spesso
accade, fa più clamore e trova molto più spazio l'albero che cade rispetto alla
foresta che silenziosamente cresce. Protocolli di accoglienza, referenti per
l'intercultura, fogli informativi plurilingue per le famiglie, sportelli
territoriali per l'inserimento, mediatori culturali e linguistici. La
nomenclatura delle iniziative messe in campo per favorire l'integrazione è
sempre più ricca e articolata. Molti lamentano un investimento inadeguato
rispetto a un fenomeno che continua a crescere in maniera esponenziale. C'è
anche chi fa notare che i fondi a disposizione potrebbero essere impiegati con
più saggezza: ad esempio, meno convegni e più aiuto alle esperienze in atto. Ma
un'osservazione ravvicinata della realtà rileva che le "buone
pratiche", spesso più preziose di tanti manuali , si moltiplicano, anche
se poche (finora) sono diventate modelli da imitare. Il fai-da-te è ancora la
strada più battuta, e molti insegnanti ammettono di sentirsi impreparati
rispetto alla silenziosa rivoluzione che sta avvenendo tra i banchi. Gabriella
Villa è la responsabile dello Sportello stranieri di Treviglio: "In
provincia di Bergamo ce ne sono undici, aiutano i docenti ad affrontare i
problemi didattici e quelli legati al rapporto con tradizioni culturali e modi
di guardare alla scuola spesso diversi dai nostri. Aumentano gli strumenti
didattici a disposizione, si fanno corsi di formazione, consulenze, incontri
periodici, circolazione delle buone pratiche. Certo, i problemi non mancano e
ai docenti sono chieste una flessibilità e una capacità di aggiornamento legate
alla crescente multietnicità. Da queste parti l'incidenza degli stranieri è del
9 per cento, tre punti in più della media nazionale, ma in alcune lo- calità si
raggiungono picchi molto più elevati e non sono mancate le proteste di genitori
italiani preoccupati che i loro figli diventino minoranza o vengano danneggiati
nell'apprendimento. Qualcuno li sposta in altri istituti, altri hanno scelto le
scuole private. È chiaro che le concentrazioni elevate non agevolano il lavoro.
Non siamo ancora a livello di guardia, ma si sta già pensando di distribuire in
maniera più equilibrata le presenze, in modo da prevenire proteste, e da
evitare problemi, sia agli italiani sia agli stranieri: anche loro vengono
penalizzati quando si superano certe soglie ". Nove anni fa la maestra
Aida Salanti, a Cremona, si è trovata improvvisamente a fare i conti con una
classe di 22 alunni, di cui solo 10 italiani. "È stato uno choc, ma anche
una salutare provocazione che mi ha costretto a misurarmi nuovamente con le
ragioni del mio lavoro. A chi viene da lontano dobbiamo offrire le stesse
chances che diamo a chi è nato qui, e soprattutto una proposta educativa forte
e qualificata, con la quale potersi misurare. Nel clima di confusione e di
relativismo che permea la nostra società, l'emergenza educativa non conosce
confini. Tutto il resto strumenti didattici, personale specializzato, corsi di
aggiornamento dev'essere in funzione di questo ". Oggi Aida Salanti è
referente per l'intercultura nella sua scuola, in cui sono presenti 28
nazionalità. "Si dice spesso che la diversità può diventare una ricchezza:
ma perché questo non diventi uno slogan retorico e buonista, è necessario che
ci sia il desiderio di un incontro da ambo le parti e che non si mettano tra
parentesi i riferimenti ideali che tengono in piedi la nostra società".
Per esempio? "Un caso classico, che ogni anno diventa un tormentone: come
presentare il Natale ad alunni di culture non cristiane? C'è chi s'inventa la
festa dell'inverno, i canti sulla pace, e altre scorciatoie. Ma se si fanno 15
giorni di vacanza, ci sarà un motivo. Perché non spiegarlo, perché non dire che
Natale è la memoria della nascita di Gesù? Spesso il 'rispetto delle
differenze' diventa un comodo alibi per una certa cultura laicista. Nelle mie
classi ho sempre costruito il presepio insieme ai bambini, invitando ciascuno a
collaborare. L'anno scorso un'alunna tunisina mi ha portato una statuina di
Gesù Bambino: 'L'ho scelta con mamma e papà, mi ha detto, è il personaggio più
importante del presepio'. A volte dagli stranieri ci viene una lezione sul
valore dell'identità, che noi italiani stiamo progressivamente perdendo. Come
se l'identità fosse qualcosa da nascondere o da mettere tra parentesi perché
può danneggiare il dialogo". Una conferma viene da Amanda Diaz,
un'educatrice brasiliana, che lavora nelle scuole di Pescara come mediatrice
culturale. "I ragazzi stranieri, anche quando non sanno esprimersi
compiutamente, sono generalmente molto più consapevoli e orgogliosi della loro
identità, della storia e delle tradizioni delle loro terre, rispetto agli
italiani. Non è un buon segno, per voi. Come si fa a costruire un incontro se
si ha vergogna della propria faccia?". Forse bisognerebbe partire da qui,
per immaginare un futuro solido per una scuola che sarà, piaccia o non piaccia,
sempre più multietnica. (1.continua) "Le concentrazioni elevate non
agevolano il lavoro in classe E finiscono per danneggiare sia gli italiani sia
gli stranieri" Le proteste dei genitori "Non dobbiamo avere timore di
fare una proposta educativa forte". "Rinunciare al presepio a Natale?
Una sconfitta nei confronti del relativismo".
( da "Avvenire" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
CRONACA
22-10-2008 Decreto, il voto finale sarà il 29 DA MILANO I l
decreto Gelmini ha
intrapreso l'ultima parte del suo iter parlamentare. Ieri pomeriggio e questa mattina,
infatti, le commissioni competenti di Palazzo Madama stanno esaminando il testo
che approderà questo pomeriggio in Aula. Lo ha stabilito ieri la riunione dei
capigruppo del Senato, che ha deciso che il voto finale si terrà il 29 ottobre,
alla vigilia dello sciopero generale proclamato dai sindacati confederali,
Snals e Gilda, e a due giorni dal termini ultimo per la conversione in legge
del provvedimento. Nella giornata di domani si inizierà a votare sugli
emendamenti, presentati soltanto dalle opposizioni, per proseguire anche
venerdì 24 e martedì 28. Mercoledì 29, come detto, ci dovrebbe essere il voto
finale. "Lo slittamento dei tempi tiene conto delle istanze
dell'opposizione che ha chiesto più spazio per la discussione" ha
commentato il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri. Lo conferma il vice
capogruppo del Pd Luigi Zanda: "Pensiamo che in un Paese democratico
davanti a una forma così inusuale per avviare una riforma, come quella del
decreto legge, soprattutto in un settore così importante e cruciale come la
scuola, debba consentire all'opposizione di avere più tempo per la
discussione". Una concessione, che appare come un gesto distensivo nei
rapporti tra i due schieramenti, dopo un passaggio parlamentare alla Camera che
ha visto il muro contro muro. Ma al Senato la musica non dovrebbe cambiare,
almeno sulle posizioni degli schieramenti. E non è escluso che il governo, per
evitare la decadenza del decreto, non decida di porre anche a Palazzo Madama il
voto di fiducia, che farebbe decadere tutti gli emendamenti e blinderebbe di
fatto il testo del provvedimento così come è stato approvato dalla Camera.
Molto dipenderà dall'andamento del dibattito a partire da domani. Rimane,
intanto, la tregua armata tra il governo e le Regioni sul decreto che impone il
ridimensionamento della rete scolastica pena il "commissariamento "
dell'ente. "Forse sarà possibile trovare una soluzione differente"
annuncia il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, avvertendo,
però, che "resta fermo l'obiettivo di arrivare al ridimensionamento della
rete scolastica". Enrico Lenzi.
( da "Avvenire" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
CRONACA
22-10-2008 PUBBLICA ISTRUZIONE Si teme che nei prossimi giorni il clima diventi
ancora più caldo. I collettivi minacciano: faremo nuove azioni improvvise in
diverse parti della città per esprimere il nostro "no" Università: la
protesta degenera A Milano un gruppo di studenti "sfonda" e si
scontra con le forze dell'ordine DA MILANO ENRICO LENZI E NELLO SCAVO S i alza
il tono della protesta degli universitari. Ieri a Milano ci sono stati scontri
tra un corteo che voleva "sfondare" in zone non autorizzate e le
forze dell'ordine. Ma anche in altre città il clima si sta surriscaldando,
complice l'approdo al Senato del decreto Gelmini per il voto finale. Il bilancio
degli scontri milanesi è di tre feriti lievi, tre contusi e un paio di occhiali
rotti. Ma poteva andare peggio all'improvvisata manifestazione degli studenti,
almeno 500 (più di mille secondo i promotori), che nel pomeriggio hanno
bloccato il traffico in piazzale Cadorna scontrandosi brevemente con le forze
dell'ordine in tenuta antisommossa. La baruffa è scoppiata quando i
giovani hanno tentato di forzare il blocco delle autorità per occupare i binari
della vicina stazione delle Ferrovie Nord. Gli universitari sostengono di
essere stati manganellati senza ragione da polizia e carabinieri, ma in un video
girato dagli stessi manifestanti si vede uno di loro assestare un robusto
calcio a un agente mentre da dietro un gruppo di giovani ha letteralmente
spinto contro le forze dell'ordine i ragazzi che stavano in prima fila con le
mani alzate. Non siamo ancora ad un "autunno caldo", ma la
temperatura potrebbe salire pericolosamente già a partire da oggi. I collettivi
studenteschi, infatti, annunciano nuove "manifestazioni
disorganizzate". A gruppi di poche decine tenteranno blitz in diversi
punti nevralgici di Milano. "Ci metteremo a sedere negli incroci stradali
e sui binari delle ferrovie e della metropolitana annuncia un loro portavoce ,
lo faremo senza preavviso. Vedremo se riusciranno a starci dietro". I
rinforzi per i manifestanti stanno arrivando dai centri sociali, e proprio la
presenza di "agitatori professionisti" fa temere una deriva autunnale
che nessuno si auspica. Anche a Bologna momenti di tensione dopo che un
migliaio di studenti universitari ha occupato per una decina di minuti uno dei
binari della stazione ferroviaria. Secondo la Questura di Bologna da parte
degli studenti vi è stato anche un lancio di pietre contro le forze
dell'ordine. Già prima, durante il tentativo di occupazione del rettorato una
parte dei manifestanti ha imbrattato muri con scritte e vernice. "La
situazione non si risolve con fischi e manifestazioni, ma facendo
proposte" ha commentato il rettore dell'ateneo bolognese, Pier Ugo
Calzolari. La situazione rimane critica, con cortei, manifestazioni e
occupazioni in vari atenei. Alla Sapienza di Roma, ieri mattina una delegazione
di studenti ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
consegnandogli una lettera in cui chiede al Capo dello Stato di "prendere
posizione, affinchè il carattere pubblico della formazione non venga
definitivamente dismesso". Il presidente, pur assicurando che l'università
"è una priorità del Paese", ha ribadito che la sua funzione "non
è politica", promettendo di rispondere ai ragazzi, secondo quanto riferito
dal rettore Frati nel cui ufficio si è svolto l'incontro, "con la sua
responsabilità morale, nei modi consentiti". A Firenze sono stati in
40mila a sfilare per le vie del centro in una manifestazione indetta dai
sindacati confederali del comparto universitario. Cortei anche a Roma, Napoli e
Palermo. "Una protesta giusta" commenta Massimo D'Alema, mentre il
premier Berlusconi torna a sostenere il ministro Gelmini
parlando di "inaccettabile strumentalizzazione anche dei bambini" e
di "mezzi di informazione che dicono cose che sono il contrario della
realtà". E annuncia per oggi una conferenza stampa. Annunciati altri blitz
A Bologna una breve occupazione della stazione Corteo a Firenze Un momento
degli scontri tra studenti universitari e forze dell'ordine a Milano.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
LE
INIZIATIVE ASSEMBLEA PER STRADA E NOTTE BIANCA ALL'UNIVERSITÀ Dilaga la
protesta dell'Università da piazza Vittorio a Palazzo Nuovo [FIRMA]GIULIA VOLA
Oggi la protesta in piazza s'indossa da mattina a sera e ha la forma di un
camice da infermiere, su cui ciascuno ha scritto il
"no" alla riforma Gelmini: "così che chiunque possa leggere e fare domande"
spiega Brigida Orria 23 anni, studentessa di Sociologia. Ieri alle 10 centinaia
di universitari hanno occupato una parte di piazza Vittorio. Non più una
lezione all'aperto, come lunedì, ma un'assemblea in cui i professori hanno
preso la parola. Il leit motiv è unanime: "No alla legge 133 che
privatizza l'università e che mina alla base il diritto a un libero accesso a
una formazione libera e di qualità". Molti non sanno ancora che il rettore
Pelizzetti ha scritto una lettera in cui critica "il governo che punisce
le università virtuose" e, in particolare "il blocco del turn-over al
20% che alimenterà nuove massicce fughe di cervelli". Saverio Apolito, 27
anni, di Scienze dell'educazione, propone di occupare il ponte della Gran
Madre, attaccare striscioni e distribuire volantini agli automobilisti. Detto
fatto, tutti in fila con i camici svolazzanti. "Saliamo anche sui
pullman" incita Gian Giacomo Sanna, 21 anni, di Matematica. Adriana Mile,
23 anni, Scienze diplomatiche spiega: "Per pagare 1200 euro di tasse
lavoro nei locali di notte. Se l'università verrà privatizzata la somma salirà
a 3000. O smetto di studiare o vado in Spagna dove costa meno". Una
signora su un'utilitaria abbassa il finestrino, prende il volantino e sorride;
un signore su un suv blu, con il cellulare in mano, schiva la combriccola
sgommando. "Noi eravamo più agguerriti" commentano Edoardo e Roberta
de Mola, turisti baresi che assistono alla scena; "dovreste andare davanti
a Mirafiori" suggerisce Claudio Crisanaz, 50 anni. L'occupazione del ponte
dura poco. Nel pomeriggio l'assemblea no-Gelmini
decide l'occupazione di Palazzo Nuovo: le lezioni verranno forse sospese il 28
ottobre, quando il ministro Gelimini verrà a Torino, e il 30 ottobre, giorno
dello sciopero generale della scuola. Nel frattempo, "spiegheremo che
l'università è un diritto costituzionale nei mercati di Porta Palazzo e corso
Racconigi" promette Andrea Aimar, 22 anni, Scienze politiche.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Documento
Il nuovo piano di Saragnese in Commissione in breve Perdono l'autonomia 4
scuole. Il Comune cede 22 materne Accorpati BEPPE MINELLO Tanto rumore per -
quasi - nulla. Il contestato piano di accorpamento delle elementari e medie
elaborato dall'assessore Saragnese (Rifondazione) è approdato in Commissione
Cultura dove l'anima cattolica e più liberal della maggioranza ha voluto
arrivasse. Anime convinte che Saragnese abbia elaborato la proposta senza
tenere in conto i pareri di presidi scolastici e presidenti di Circoscrizione
"toccati" da accorpamenti e soppressioni. Tesi respinta con forza da
Saragnese convinto ci sia un tentativo di sfiduciarlo. In ogni caso, lunedì, la
Commissione cultura si riunirà per sentire almeno i presidenti di
Circoscrizione come ha chiesto il consigliere Olmeo e come gli ha concesso il
presidente Cassiani, pure lui Pd, dopo un battibecco con Saragnese. "E
vedremo se tutti sono d'accordo" diceva, a margine della riunione, Olmeo.
Battibecchi politici. La "ciccia" è il piano di Saragnese, attuazione
di una legge del '98 che prevede di concedere l'autonomia scolastica a istituti
con almeno 500 studenti. Per quelli che scendono sotto tale soglia si va
all'accorpamento con altri istituti per tornare oltre la fatidica soglia.
Provvedimenti che devono essere presi ogni anno, comunicati alla Provincia la
quale, a sua volta, passa le proposte alla Regione e alla Stato. Quest'anno
Saragnese ha deciso di fare le cose perbene e ha ipotizzato una sistemata
generale. E mal gliene incolse, perché la sua "efficienza"
amministrativa s'è scontrata con l'entrata a piedi uniti del ministro Gelmini che ha imposto di attuare la
legge del '98 entro il 3 novembre, pena la nomina di commissari ad acta. Un
intervento che ha fatto saltare il tavolo Stato-Regioni e provocato un ricorso
alla Corte Costituizionale. Si vedrà come andrà a finire. Nel frattempo,
l'assessore D'Ottavio ha chiesto ai vari assessori del Torinese, Saragnese
compreso, di preparare il piano entro il 28 ottobre, il giorno dopo la riunione
della Commissione costata tanti litigi, ieri, fra l'assessore e gli alleati Pd.
La novità del piano-Saragnese è il tentativo di scaricare sulle casse dello
Stato il costo di 22 delle 90 materne comunali. Non è detto che lo Stato
accetti e, in ogni caso, non significherà nulla per bambini e personale perché
rimarranno, i primi, nelle loro aule e i secondi a libro-paga di Palazzo
Civico. Ma in futuro, ogni nuova assunzione sarà a carico di Roma che, per
legge, dovrebbe farsi carico di tutte le materne, non solo di 22. Viene
cancellata l'autonomia di 4 scuole i cui dirigenti e allievi, pur rimanendo
nelle loro aule o nei loro uffici, dipenderanno da un altro istituto. E nascono
9 nuovi Istituti comprensivi dove bambini delle materne e scolari di elementari
e medie avranno una sola struttura gerarchica. Nessuno lascerà le aule, nessuno
verrà cacciato. La proposta dell'assessore è sul sito www.lastampa.it
Tecnamotor Gariglio parla con gli operai Oggi il presidente del consiglio
regionale Gariglio con il capogruppo Pd in Provincia Lubatti incontra i
lavoratori della Tecnamotor (ex Tecumseh), fallita negli scorsi giorni, per
riflettere su quali ammortizzatori sociali utilizzare per i 65 dipendenti.
Molinette Isaia primario di Geriatria Dal prossimo novembre le attività della
Geriatria e delle Malattie Metaboliche dell'osso all'ospedale Molinette
verranno unificate (28 posti letto) sotto la direzione del professor Giancarlo
Isaia, ordinario di Medicina Interna all'Università di Torino. Crisi Il
cardinale incontra i sindacalisti L'arcivescovo Poletto ha incontrato i
segretari di Cgil, Cisl, Uil Canta, Tosco e Cortese che gli hanno espresso
preoccupazione per la crisi in corso che coinvolge molti lavoratori. Il
cardinale ha invitato le parti sociali "alla responsabilità e alla
solidarietà". Nei prossimi giorni incontrerà le associazioni degli
imprenditori. Venaria Reale Una chiave come gadget della Reggia Una chiave è il
nuovo oggetto simbolo per i gadget di Venaria Reale. È stato ideato da Matteo
Peter Bonafede e prodotto dal padre, orafo, Mauro Bonafede, dell'Artbox di San
Sebastiano Curone (Alessandria) che si è ispirato alla forma della mappa della
reggia. Il progetto ha vinto il concorso "Ve.De.Re. Venaria Design
Reale" organizzato da Cna Piemonte e altri enti.
( da "ITnews.it" del 22-10-2008)
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Scuola
Roma,
22 ott. - (Adnkronos) - "Le proteste delle sinistra
contro la riforma Gelmini
sono solo il tentativo di fare un'opposizione di piazza ma non portano a
nulla". Silvio Berlusconi scende in sala stampa a palazzo Chigi e difende
la riforma Gelmini sulla
scuola. Al suo fianco ad ascoltarlo c'e' proprio il ministro dell'Istruzione.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
PROTESTA.UN
NUOVO MOVIMENTO "Salviamo la scuola!" Studenti in piazza il 30
"Progettare insieme una scuola alternativa, libera e creativa": nasce
con questo slogan, per iniziativa di Marcello Scariati, studente universitario
di 23 anni, il movimento autonomo indipendente "Salviamo la scuola!".
Il gruppo unisce gli studenti delle scuole superiori e gli universitari di Vercelli,
e si accoda alla generale rinascita di movimenti sorta in
seguito alla riforma Gelmini: "Il 30 ottobre - afferma Scariati, portavoce del movimento
- scenderemo in piazza come tutti gli studenti d'Italia, insieme ad insegnanti,
personale Ata e liberi cittadini, per manifestare contro quella che non è una
riforma, ma un decreto finanziario". \.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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NOVARA.ORDINE
DEL GIORNO IN PROVINCIA Maggioranza e minoranza insieme per salvare la Comunità
Due Laghi La Comunità Montana dei due laghi deve restare autonoma, senza
correre il rischio di essere fagocitata dai Comuni del Verbano Cusio Ossola
dopo che la Regione Piemonte ne ha decretato l'accorpamento. Si sono espressi
all'unanimità i consiglieri provinciali (astenuto Pozzi, di Rifondazione
Comunista), che hanno discusso l'argomento. Antonio Tenace, del Popolo delle
Libertà, ha presentato col centrodestra una mozione in cui ha sottolineato il
rischio che "i Comuni di Ameno, Armeno, Miasino, Massino Visconti,
Colazza, Nebbiuno e Pisano finiscano per perdere l'autonomia. Come mai la
Provincia non ha impedito alla Regione il colpo di mano con una comunità
interprovinciale?". Anche Claudio Ardizio, dei Comunisti Italiani, ha
rivendicato l'autonomia della Comunità ed ha proposto un ordine del giorno:
"Dev'essere una Comunità novarese, io tornerei ai vecchi confini della
provincia di Novara, con l'inclusione di Vco e Valsesia". Mauro Bolzoni,
degli "Ecologisti uniti a sinistra", ha fatto presente la necessità
di tutela dell'autonomia "ma senza fare nessuna guerra". Alla fine il
Consiglio ha votato un documento comune che chiede alla Regione Piemonte di
rispettare l'autonomia della Comunità dei due laghi. E' intervenuto anche il
presidente della Provincia, Sergio Vedovato: "La vicenda della comunità
montana coincide con la riorganizzazione regionale. Condivido che la Comunità
dei due laghi debba mantenere la propria fisionomia, per questo, unico con
l'assessore delegato e il consigliere regionale Paolo Cattaneo che ha
partecipato agli incontri sul tema, ho scritto due volte alla Regione. Questa
vicenda nasce con l'istituzione della Provincia del Vco, nel senso che ci sono
parecchi casi di incroci di competenze e servizi: penso ai Comuni novaresi che
gravitano per i servizi su Omegna. Riorganizzare le Comunità Montane era
giusto, bisognava farlo con criteri opportuni: mi chiedo come si possa definire
montana Stresa". In consiglio, ad Antonio Centrella è
subentrata la consigliera Laura Meda, del Partito Democratico. L'assemblea si è
spaccata sul tema della scuola, con destra e sinistra contrapposte sui
provvedimenti del ministro Gelmini, tanto che alla fine è mancato il numero legale perchè la
maggioranza ha lasciato l'aula per protesta.
( da "Denaro, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
News
cronaca Orientale, via all'occupazione L'assemblea contro i docenti antonella
grassi Occupazione dell'Università Orientale di Napoli: è la decisione
dell'assemblea indetta ieri mattina dai collettivi universitari
contro la riforma Gelmini e
i tagli alla ricerca scientifica. Il confronto con i docenti è durato più di
due ore e, secondo gli organizzatori, vi hanno preso parte circa 1500 studenti.
"La decisione è stata presa a maggioranza dall'assemblea, dopo il rifiuto
dei docenti ad attuare il blocco della didattica", fa sapere il portavoce
della rete dei dottorandi e dei ricercatori. del 22-10-2008 num.
( da "Giornale di
Brescia"
del 22-10-2008)
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Scuola
Edizione:
22/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città "Sul patto
stabilità, Brescia faccia sentire il peso politico" "Brescia si faccia
sentire. Non si può penalizzare una città virtuosa come la nostra". Lo
dicono i consiglieri del Pd in Loggia, Fabio Capra ed Emilio Del Bono che
chiedono al governo un emendamento ad hoc per far sì che non si violi il patto
di stabilità: "Abbiamo un ministro, la Gelmini, un sottosegretario
all'Economia, Molgora, e il sindaco Paroli che per contare di più ha voluto
mantenere il seggio da parlamentare. Se a Roma si pesa bisogna muoversi"
sollecitano i due esponenti dell'opposizione. La questione nasce con il saldo
di bilancio del 2007 di circa 70 milioni di euro, una cifra dovuta in
buona parte dalle entrate straordinarie derivanti dai dividendi di Asm. Il
patto di stabilità impone di non poter scendere sotto l'80% di quella somma,
quindi circa 56 milioni di euro. Se non lo si fa arrivano le sanzioni "che
bloccherebbero Brescia per qualche anno" assicura il capogruppo del Pd,
Del Bono. Le soluzioni? "O si tagliano i servizi o si vendono i beni del
Comune, immobili o azioni di partecipate - spiega -. In entrambi i casi, sono
prospettive che ci preoccupano". Da qui l'idea di un emendamento
"che, in casi come il nostro, permettano di calcolare il saldo su una
media degli ultimi tre anni oppure togliendo le entrate straordinarie"
propone Del Bono. Il Partito democratico chiede inoltre, attraverso Fabio
Capra, che l'Amministrazione "illustri in linea di massima il bilancio per
il 2009 e chiarisca anche la questione relativa al rimborso Ici". a. spi.
( da "Giornale di
Brescia"
del 22-10-2008)
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Scuola
Edizione:
22/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Scuola, tensione a
Milano Scontri a Cadorna al termine della manifestazione non autorizzata degli
universitari I manifestanti tentano di occupare i binari della stazione: sei
gli studenti contusi Lo scontro con la polizia è avvenuto quando il corteo non
autorizzato si è spinto verso la stazione di Cadorna per occuparne i binari (foto
Ansa) +MILANOUn corteo "selvaggio e imprevedibile", come lo
definiscono gli stessi organizzatori, formato da universitari, ricercatori e
lavoratori, ha seminato ieri il caos a Milano, bloccando il traffico del centro
città e provocando alcuni minuti di tafferugli davanti alla stazione di
Cadorna. Partiti dalla sede centrale dell'Università Statale, i manifestanti
hanno preso poi di mira la stazione, per occuparla, e lì, all'ingresso, sono
avvenuti "i primi scontri" dalla mobilitazione contro
la riforma scolastica del ministro Gelmini, con sei tra contusi e medicati. Il corteo non autorizzato Il
corteo, non autorizzato, dopo aver peregrinato a lungo per il centro sull'onda
delle notizie che arrivano da Bologna dove gli studenti avevano occupato i
binari della stazione, è arrivato allo scalo ferroviario poco dopo le 15, dove
i ragazzi hanno esplicitamente espresso l'intenzione di occupare i
binari. Gli studenti, passando dalle parole ai fatti, hanno tentato spingendo,
di sfondare il cordone di sicurezza alle entrate formato da poliziotti e
carabinieri. Il contatto è stato brevissimo, poche decine di secondi. Le forze
dell'ordine hanno reagito con una breve carica a colpi di manganello che ha
ricacciato indietro gli studenti con un bilancio finale di sei persone contuse.
Alcuni manifestanti, subito dopo la carica hanno accusato i carabinieri di aver
colpito un giovane, durante i tafferugli, che si trovava a terra. Secondo i
dirigenti dell'ordine pubblico milanese, invece, quanto accaduto è stata una
"necessaria azione di contenimento" data l'aggressione alle forze
dell'ordine con la manifesta intenzione di occupare la stazione di Cadorna. Su
ipotetici abusi delle forze dell'ordine, poi, semplicemente nei rapporti non
risulta nulla, anche se forse è presto per avere certezze da tutti i rapporti
dei vari organi di polizia presenti ai tafferugli. Dalla Prefettura non è stato
diffuso alcun commento. Dopo i tafferugli il grosso del corteo ha deciso di dar
vita a un sit-in che ha bloccato la circolazione delle auto. La decisione degli
studenti La decisione di scendere in strada ieri, senza autorizzazione, era
stata presa al termine di un'assemblea degli stati generali dell'Università
degli Studi di Milano a cui avevano partecipano in tremila tra studenti,
ricercatori, personale tecnico-amministrativo e docenti. Il corteo (formato da
due-tremila persone) si è incamminato verso Palazzo Marino. Obiettivo
principale dei cori era il ministro Gelmini. "Se
non cambierà, prenderemo la città", gridavano i ragazzi contro il decreto.
Dopo il tentativo non riuscito di raggiungere la Prefettura, il corteo si è
diviso. I lavoratori sono tornati nella Facoltà di Scienze Politiche, mentre
gli studenti sono andati alla stazione delle Ferrovie Nord di Cadorna, tentando
di seminare gli agenti che hanno cercato di fermarli in piazza Duomo. Il
"faccia a faccia" è stato infatti rimandato in piazzale Cadorna. Le
proteste "selvagge" contro il Decreto Gelmini,
però, secondo i partecipanti, non si fermeranno anche oggi, quando il
provvedimento arriverà nell'aula di Palazzo Madama. Polemiche e proposte In
attesa del confronto in aula arrivano nuovi temi sulla scuola, mons. Gianfranco
Ravasi propone "alla scuola italiana" un'ora di Bibbia a scuola,
rivolta a tutti e non solo a chi sceglie di frequentare l'ora di religione
cattolica, per "conoscere il grande codice della nostra cultura e riuscire
a capire la nostra identità". Intanto Famiglia Cristiana attacca "Il
primo provvedimento razziale del Parlamento", ovvero l'ipotesi delle
classi-ponte per gli immigrati che il ministro Gelmini
ieri ha bocciato comunque a priori, stoppando così la proposta avanzata in
settimana dallaLega Nord.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Tribuna.
Gli studenti del liceo Bonaventura Cavalieri ieri
pomeriggio hanno ascoltato gli interventi pro e contro la riforma Gelmini. Qui sotto i relatori ospitati
nella palestra.Arte. Laboratori autogestiti all'interno dell'istituto
Cobianchi. Chi non ha voluto partecipare alla protesta ha trovato gli
insegnanti in classe che hanno garantito regolari lezioni.Striscioni.
Sono comparsi su tutte le facciate delle scuole autogestite (qui sotto l'Itis
Cobianchi). A Domodossola e Omegna verranno decide eventuali iniziative nelle
prossime ore.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Dibattito
con i giovani dei fronti opposti [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Se non fosse per
quello striscione sembrerebbe una normale giornata di lezione, all'istituto
Cobianchi di Verbania. Ma quelle due parole dipinte da Alice Brignone la sera
prima, a casa, cambiano tutto: scuola autogestita. Fin dalla campanella delle
8,30. Appello nelle classi e poi via, ognuna a un dibattito o ad un
laboratorio. Si parla - ovviamente - della riforma Gelmini, ma anche di razzismo, peer
education, mafia e bullismo senza tralasciare attività ludico-artistiche e
proiezioni di film come "Fragole e sangue" di Stuart Hagmann. La voce
della scuola è anche questa e il messaggio è chiaro: "Protestiamo contro
questa riforma ma anche contro la disinformazione che circola al riguardo -
spiega Giacomo Molinari -. Gli studenti devono sapere a cosa vanno incontro dal
prossimo anno, soprattutto i più giovani". I docenti ci sono e, per chi
vuole, fanno regolarmente lezione, ma non si respira aria di conflitto, come
conferma Lara Fasoli: "Non è un'iniziativa contro i professori ma con
loro, facciamo tutti parte del mondo-scuola che rischia di essere distrutto. Il
Governo non può non tenere conto delle persone che davvero vivono nella
scuola". Quasi tutti gli studenti hanno aderito, al referendum fatto
passare classe per classe più di 1.200 studenti hanno detto sì all'autogestione
(su 1.300): "Speriamo che adesso la gente capisca cosa il Governo sta
facendo alla scuola -dice Alice Zanfardino -. Non lottiamo solo per noi ma per
tutte le generazioni future". Altra scuola, stessa voglia di farsi
sentire. Anche al liceo Cavalieri la giornata è iniziata con l'appello, seguito
da dibattiti sulla riforma, film, attività artistiche e musicali. "Circa
l'80% degli studenti ha aderito - racconta Emanuele Vitale -, con il consenso
firmato dei genitori. Abbiamo scelto un'autogestione soft per creare dialogo
tra le varie posizioni, anche se qualche momento di malinteso si è creato su
alcuni cartelli contro il ministro". E Riccardo Brezza aggiunge:
"Vogliamo dimostrare che anche le scuole di provincia si battono contro
questa riforma. Il Governo ha deciso sulla nostra pelle e questa autogestione è
la nostra risposta, forse folkloristica, per dimostrare che non ci
stiamo". Fuori dalla palestra, tra vari cartelli contro il ministro Gelmini, gli studenti aspettano il dibattito delle 17,30 con
i rappresentanti di Azione giovani, Giovani padani, Italia dei valori, Giovani
democratici, Giovani comunisti e collettivo "Punto@capo". Parlano
della riforma, come Laura Casolo Ginelli, Francesca Coretta e Nicola Catenazzi:
"Sappiamo che Gelmini non annullerà le sue
decisioni, ma almeno saprà che la maggior parte di noi, di chi a scuola ci sta
tutti i giorni, è contraria. Vogliamo un ministro che sappia cosa vuol dire
scuola, oggi. A parlare sono tutti bravi, ma le conseguenze le subiamo
noi". Per Barbara Montani "questa riforma è la distruzione
dell'istruzione pubblica. Stamattina abbiamo letto il discorso di Piero
Calamandrei del 1950 in difesa della scuola pubblica: è surreale, perché allora
erano pure ipotesi, ora è il futuro che ci aspetta". "I tagli, se
servono, vanno fatti altrove, qui si creano i cervelli del domani. Dicono che
le risorse verranno investite nelle infrastrutture - commenta Orsida Thikaxhija
-, ma a cosa serve un bel colore alle pareti in un'aula piena di cervelli
vuoti?". Anche Ambrogio Pigoli, Camilla Cupelli e Davide Denti hanno le
idee chiare: "La scuola pubblica è un diritto di tutti, non va intaccata
da un'operazione di puro risparmio imposta dall'alto".
( da "Basilicanet.it" del 22-10-2008)
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Scuola
13.42.24
[Basilicata] Giovedì¬ 23 ottobre alle ore 18.30 presso il Salone
dellâ??Istituto comprensivo si terrà a Bella unâ??assemblea pubblica sui
seguenti sugli effetti della riforma sulle scuole di Bella e sulla
partecipazione allo sciopero del 30 ottobre e sullâ??adesione alla
manifestazione di Roma. â??In nome di una sterile logica ragionieristica, la
Basilicata â?" spiega lâ??assessore alla Cultura, Vito Leone - vedrà
colpiti sia le scuole dei piccoli comuni che i plessi dei comuni superiori ai
5.000 abitanti: sarà , dunque, colpita unâ??intera Regione. La
controriforma del ministro Gelmini è¨ dettata soltanto
da un mero calcolo di mercato e schiaccia ogni vera esigenza territoriale e di
servizio alla persona. Contestiamo, perciò², la superficialità e la spregiudicatezza
con cui vengono affrontati i problemi della scuola e del bambino-alunno, oltre
a quelli della perdita dei posti di lavoro sia per il personale Docente che per
il personale Ata. Lâ??Amministrazione comunale di Bella è¨ contro la logica dei
tagli e dellâ??espropriazione di un servizio-diritto primario come il
mantenimento del plesso scolastico. È? impegnata, quindi, a mettere in campo
tutte le forme di lotta affinché© venga scongiurata una scelta così¬ sciagurata
che non tiene conto della centralità del bambino-alunno nello sviluppo
del suo percorso formativo-didattico ed ignora tutti i problemi: della
viabilità , dei tempi di percorrenza, del territorio e delle
caratteristiche economiche e socioculturali del bacino di utenzaâ?. BAS 02.
( da "TGCom" del 22-10-2008)
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Scuola
Scuola,Berlusconi:
"Nessun taglio" "Dalla sinistra allarmismo e falsità"
Mentre in tutt'Italia le scuole sono in piena agitazione
contro il decreto Gelmini,
interviene il presidente del Consiglio. "Non ci sarà nessun taglio alla
scuola" assicura Silvio Berlusconi. Poi, rivolto contro l'opposizione:
"Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà. Dalla sinistra -
aggiunge - stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e inutili
allarmismi". Il Presidente del Consiglio dunque scende
personalmente in campo per dire "basta" alle proteste degli studenti
delle scuole e delle Università e alle proteste politiche di Pd, Pdci e Idv.
"La sinistra è contro il decreto Gelmini che,
ricordo, è un decreto e non la riforma della scuola. Tenta di costruire una opposizione
di piazza su un terreno circoscritto, perchè come governo siamo inattaccabili
su tutta una serie di provvedimenti". Per smontare pezzo per pezzo l'atto
d'accusa dell'opposizione, il premier annuncia "un dossier sulla riforma
varata dal governo contro le bugie della sinistra" che sarà distribuito ai
giornalisti. E aggiunge: "In questo fascicolo che abbiamo preparato ci
sono tutte le bugie e le menzogne che scrivono e che dicono su questa
riforma". Maestro prevalente, non unico ''Ti sei sbagliata, non è maestro
unico ma prevalente'': così il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha
scherzosamente bacchettato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. ''E'
un maestro prevalente - ha spiegato - perchè è affiancato dall'insegnante, di
lingua straniera, religione e di informatica''. Il premier poi incalza:
''Un'altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole. Non è vero,
noi pensiamo ad una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal
governo del centro sinistra. Ad esempio, per le comunità montane, abbiamo
previsto che un preside ed un segretario possano occuparsi di due o più scuole
con meno di 50 alunni''. Lo afferma il premier Silvo Berlusconi, nel corso di
una conferenza stampa a palazzo Chigi sul dl Gelmini.
Classi per stranieri "Ci accusano di esser razzisti" per la vicenda
delle classi per gli immigrati. "Non è così, non c'è nessun razzismo ma
stiamo applicando solo buonsenso". Ad assicurarlo è stato il premier Silvio
Berlusconi. Occupazioni Università e scuole "Non permetteremo che vengano
occupate scuole e università". Lo ha detto il Premier, Silvio Berlusconi:
''E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su
come devono intervenire le forze dell'ordine''. Proprio riguardo alle proteste,
sollecitato da un giornalista che chiedeva al leader del Pdl se da giovane
avesse mai manifestato, ha così risposto: "Sono stato uno studente
modello, anche grazie a degli ottimi insegnanti. E non sono mai sceso in piazza
per protestare". 6mila classi in più Considerando una media di 21 alunni
per classe in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6.000 classi in più di
tempo pieno. Lo ha assicurato Silvio Berlusconi. ''Non solo - ha ribadito il
Premier - non c'è alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che
passando da più insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel
tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono
usufruire del tempo pieno''. Invia ad un amico.
( da "Mattino, Il
(Benevento)"
del 22-10-2008)
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Scuola
DANIELA
LIMONCELLI Sfila la rabbia del movimento anti-riforma in tutt'Italia. In
migliaia occupano rettorati e facoltà, fanno lezioni all'aperto, bloccano
scuole, strade e ferrovie. Ma la tensione si fa alta a Milano. Esplode lo scontro tra i "no Gelmini" e le forze dell'ordine. Il bilancio: tre studenti feriti
(uno al volto, due alla testa), una decina i contusi (secondo i ragazzi). Così
il mondo-istruzione, dalle elementari alle università, si trasforma in una
polveriera. Come è accaduto ieri pomeriggio, in piazzale Cadorna. Il
corteo non autorizzato - "selvaggio e imprevedibile" come dicono gli
organizzatori - deciso in mattinata durante l'assemblea alla Statale di Milano,
tenta di irrompere nella stazione delle Ferrrovie Nord. Studenti, professori,
lavoratori delle università: circa mille i manifestanti. Lanci di candelotti da
una parte, lanci di fumogeni e manganellate dall'altra: poi, la carica contro
gli anti-Gelmini. Ma le forze dell'ordine parlano,
invece, di un tentativo di sfondamento del cordone di sicurezza da parte dei
ragazzi. E gli studenti dopo un sit-in nel piazzale, sono tornati
all'Università. Da oggi, annunciano i Collettivi studenteschi, ancora
assemblee. Nuova protesta il 3 novembre quando alla Bovisa ci sarà il ministro
dell'Istruzione ad inaugurare l'anno accademico. Accadranno "cose
incontrollabili" annunciano i ragazzi e si spera non sfiorino
l'inaugurazione dell'anno accademico oggi alla Sapienza. La protesta non si
ferma in nessuna città. Uno solo il leit motiv: "no Gelmini".
A Napoli scendono in strada i liceali con gli universitari. A Roma sfila il
corteo di oltre duemila liceali. A Torino centinaia di studenti in assemblea
"contro la legge 133" nella centrale piazza Vittorio. A Bologna
"no ai tagli" con sit-in alla stazione e blocco del traffico. A
Firenze un corteo di 40mila persone invade le strade. A Genova lezioni nei
carrugi del centro storico. A Palermo è oscurato, complice il rettore Giuseppe
Silvestri, il sito dell'Università mentre migliaia di giovani partecipano al
corteo che arriva in Prefettura per inviare le richieste di "scuola e
università" al governo. Mentre a Roma, nel circolo didattico Maffi, scatta
la sperimentazione del maestro unico. Dalla parte del ministro Gelmini scende di nuovo in campo Silvio Berlusconi. Oggi terrà
a Palazzo Chigi una conferenza stampa con il ministro. E il premier critica la
disinformazione: "È inaccettabile - dice - che si strumentalizzino anche i
bambini e che su molti mezzi di informazione si dicano tante falsità, come
quelle sul tempo pieno". Intanto, la Gelmini
"apre" ai contestatori. "So fare autocritica - assicura -, mi va
bene il confronto anche quando è aspro. Sono determinata, non una panzer
ottusa". Sul suo decreto non sarà posta la fiducia, si è aperto il
confronto in Parlamento: verrà votato il 29 ottobre. E il ministro per gli
Affari regionali, Raffaele Fitto "apre" alle Regioni che avevano
contestato il commissariamento per chi non rispetta il piano di
ridimensionamento scolastico "contestano il metodo - afferma -troviamo una
soluzione diversa, ma a breve" anche se il piano-tagli resta. "Il
sessantottismo è il male oscuro, il cancro di questo Paese" commenta il
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Mentre Massimo D'Alema, leader del Pd,
"condivide" la protesta. "La protesta dei giovani è giusta -
commenta - la parola riforma è usata a sproposito, in realtà si tratta di un
taglio che colpisce uno dei settori più vitali del Paese. È preoccupante la
riduzione drastica delle risorse a scuola, università e ricerca: il governo
credo abbia preso una strada negativa per il Paese e il provvedimento della Gelmini danneggia il nostro futuro".
( da "Mattino, Il
(City)"
del 22-10-2008)
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Scuola
MELINA
CHIAPPARINO Una dichiarazione di guerra fatta da striscioni e slogan anti-Gelmini. È il corteo studentesco che
ieri mattina ha invaso le strade del centro storico di Napoli, un fiume in
piena di ragazzi appartenenti a collettivi universitari de
"l'Orientale" e della Federico II, in sinergia con gruppi di studenti
medi e delegazioni in rappresentanza della rete di dottorandi e ricercatori
dell'università di Napoli. Tutti in piazza per manifestare contro
"una riforma che lede il diritto allo studio", come urlato nei
megafoni da alcuni ragazzi dell'assemblea "Stop Gelmini!".
Un corteo voluto e organizzato dagli universitari per fare da anticamera alla
giornata di oggi, nella quale prenderanno il via le procedure non convenzionali
più hot per ottenere il blocco della riforma, come annunciato durante la
protesta. Gli appuntamenti previsti in giornata prefigurano un bollettino quasi
di guerra, a cominciare dall'assemblea d'ateneo presso palazzo Mediterraneo, un
incontro atteso dagli studenti dell'Orientale e relativi precari della ricerca,
per porre docenti e rettore di fronte un vero ultimatum: o il blocco della
riforma o il blocco della didattica. Probabilmente all'assemblea prenderanno
parte anche i collettivi studenteschi della Federico II, che avranno comunque
un'assemblea propria nelle facoltà di Scienze Politiche e Lettere. Notte lunga
per i collettivi di studenti che hanno continuato a riunirsi per organizzare i
blocchi della didattica e le assemblee permanenti che potrebbero verificarsi
nel corso della mobilitazione odierna. L'intento è "attuare un meccanismo
di liberazione degli spazi - dicono i ragazzi dei collettivi- spazi che devono
ritornare in mano agli studenti con riforme che partono dal basso, dai
protagonisti, da noi". Agitazione con risvolti clamorosi quella che si
annuncia anche alla Parthenope. Gli studenti hanno annunciato che stamattina
presidieranno la sede di via Acton e tenteranno di "fasciarla" con
dei teloni che dovrebbero lasciare libera solo una via d'accesso. Restano
contrari all'occupazione gli studenti che fanno capo ad Azione giovani e alla
Confederazione degli studenti.
( da "Mattino, Il
(Benevento)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Roma.
I rettori degli atenei virtuosi scendono in campo per cercare di salvare il
salvabile. I Magnifici di 13 atenei dell'Associazione per la qualità
dell'Università italiane (Aquis) tentano la mediazione con l'esecutivo
proponendo una sorta di patto al ministro dell'Istruzione per scongiurare il
collasso del sistema. Si dicono disponibili al confronto, sono
pronti ad appoggiare la politica del ministro a patto che Gelmini si sieda ad un tavolo per
discutere e siglare, ateneo per ateneo, patti di stabilità che facciano
guardare i conti senza penalizzare in alcun modo l'offerta didattica, senza
interventi "con la mannaia". La proposta dei rettori dell'Aquis è
sintetizzata in nove punti. Prevede una riduzione dei tagli a partire
dal 2009 per liberare risorse da distribuire e immettere nel sistema
"secondo parametri di qualità". Secondo: "Ciascun ateneo dovrà
concordare un patto di stabilità con i ministeri competenti elaborando un piano
pluriennale di politica del personale". I virtuosi, così vengono chiamati
i rettori dell'Aquis, si impegnano anche ad individuare "rigorosi
parametri di qualità" nella strutturazione dei corsi di studio e a
rivedere il quadro dell'offerta formativa. Sono disponibili a rivedere le
modalità di reclutamento dei ricercatori e a valutare le proprie strutture di
ricerca. Non solo. Aprono ad una modifica della governance (sarebbe in
dirittura d'arrivo un ddl del ministro Gelmini) e si
dicono pronti a rinegoziare le tasse degli atenei tenendo conto delle diverse
condizioni. Una proposta accolta con favore da Giuseppe Valditara, responsabile
università di An-Pdl che considera il documento dell'Aquis "un contributo
per il rinnovamento del sistema universitario". I Magnifici
dell'Associazione sono contrari alle occupazioni: "Non servono a nulla e
si ritorcono solo contro gli studenti". Loro tendono una mano al governo,
malgrado ci sia il forte rischio di non riuscire a pagare gli stipendi a fine
mese e, a più lungo periodo, di non poter più assumere ricercatori. "E se
proprio tagli si devono fare - hanno osservato provocatoriamente i rettori - meglio
spegnere i condizionatori d'estate e i riscaldamenti d'inverno piuttosto che
tagliare opportunità per i ragazzi". Non tutti la pensano allo stesso
modo. Gli atenei che fanno parte dell'Aquis sono nuovi, hanno poche spese di
manutenzione, altamente specializzati e non "generalisti" come la
Sapienza e la Federico II. A questa proposta fa da contraltare la piattaforma
dell'Associazione docenti universitari (Adu), di Cgil, Cisl, Uil, dell'Unione
universitari (Udu) e di altre otto sigle. Per loro la strada è una sola:
bloccare i provvedimenti per "evitare la scomparsa dell'università
pubblica". e.r.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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N. 253
del 2008-10-22 pagina 0 Berlusconi: "Non ci sarà alcun taglio" di
Redazione Mentre nel Paese cortei e occupazioni squassano il sistema scolastico
e il corretto andamento delle lezioni, Berlusconi difende il decreto Gelmini e accusa duramente la sinistra parlamentare ed
extra-parlamentare smascherandone le bugie: "Arrivano messaggi
assolutamente falsi" Roma - "Sulla scuola troppe cose divorziano con
la realtà". Mentre nel Paese cortei e occupazioni squassano il sistema
scolastico e il corretto andamento delle lezioni, il presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, difende il decreto scuola e accusa duramente la sinistra
parlamentare ed extra-parlamentare smascherandone le bugie: "Dalla
sinistra stanno arrivando messaggi assolutamente falsi". E sulle
manifestazioni di piazza il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha invitato ad "abbassare i toni".
"Il Governo da sempre è aperto al confronto - ha spiegato - sulla natura
della protesta è chiaro che la sinistra ha scelto la scuola e l'università come
terreno di scontro". La lotta di piazza "La sinistra è contro il
decreto Gelmini, che, ricordo, è un decreto e non la
riforma della scuola. Tenta di costruire un'opposizione di piazza su un terreno
circoscritto, perchè come governo siamo inattaccabili su tutta una serie di
provvedimenti". Una mossa inutile e controproducente. Berlusconi fa,
infatti, sapere che il governo andrà avanti: "Continuiamo nella direzione
lungamente meditata e poi intrapresa dal ministro Gelmini
e dal governo". Per Berlusconi, il centrosinistra sta, infatti, portando
avanti solo un "allarmismo inutile". "Con i leader della
sinistra che sgambettano sulle tv si cerca di mandare dei messaggi sbagliati,
che a volte però rischiano di diventare verosimili", ha spiegato il
premier elencando a una a una "tutte le cose non vere dette dalla
sinistra", a partire dal fatto che "non è vero che ci sono otto
milioni di tagli". Nessun insegnante cacciato "La sinistra parla di
86mila insegnanti in meno. è falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci
sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn
over". E' questa secondo Berlusconi la prima bugia divulgata, in questi
giorni, dall'opposizione. E ha precisato: "Un'altra falsità che si dice è
che vogliamo chiudere le scuole. Non è vero, noi pensiamo ad una
razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo del centro
sinistra. Ad esempio, per le comunità montane, abbiamo previsto che un preside
ed un segretario possano occuparsi si due o più scuole con meno di 50
alunni". Classi a tempo pieno Considerando una media di 21 alunni per
classe in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo
pieno. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha,q uindi, assicurato che
"non c'e alcuna riduzione del tempo pieno", ma è "lapalissiano
che passando da più insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare
nel tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono
usufruire del tempo pieno". Contro le accuse di razzismo Contro la
campagna mediatica ordita dall'opposizione sulla proposta leghista di classi
per immigrati, il premier rigetta l'accusa di "razzismo". "Si
tratta di strumenti d'integrazione, di buon senso, certamente non razzisti",
ha assicurato Berlusconi difendendo la mozione sulle classi ponte dedicate ai
figli degli immigrati approvata a Montecitorio. "Nel Nord ci sono classi
in cui si parlano 10 lingue e vorrei sapere come si fa a insegnare a chi non
parla italiano. è impossibile. Si tratta di una proposta - ha aggiunto il capo
del governo - che ci è stata richiesta dagli insegnanti, come avviene nel resto
d'Europa". L'obiettivo è soltanto quello di far conoscere ai bambini
extracomunitari la nostra lingua perchè ci sono classi dove "si parlano
anche 10 lingue. Bisogna che conoscano l'italiano. Noi puntiamo
all'integrazione, non c'è nessun razzismo ma solo buonsenso". "La
prima cosa da fare - insiste il premier - è imparare l'italiano, poi avviare i
ragazzi allo studio delle altre materie. Dalla sinistra arrivano solo menzogne
assolute". No all'occupazione delle scuole "Non permetteremo che
vengano occupate scuole università", ha detto il premier accusando le
proteste non autorizzate una vera e propria "violenza" ai danni della
comunità civile. Il presidente del Consiglio convocherà già oggi pomeriggio il
titolare del Viminale, Roberto Maroni, per dargli indicazioni "su come
devono intervenire le forze dell'ordine". Sulla stessa linea anche il
ministro Gelmini che invita studenti e professori ad
"abbassare i toni": "Sono indignata nel constatare che in molte
scuole e università alcuni gruppi minoritari impediscono ai ragazzi di entrare
in classe e di studiare". "La tv pubblica diffonde ansia - ha poi
continuato il Cavaliere - il Corriere della Sera è un giornale 'amico'. Sui
mezzi di informazione c'è un divorzio dalla realtà. La verità è che sulla
scuola c'è un tentativo della sinistra di organizzare una opposizione di piazza
al Governo su un terreno circoscritto". E avverte: "I diritti dei
genitori e degli studenti che vogliono studiare saranno garantiti. Avete 4,5
anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un
millimetro" Opposizione senza proposte "La sinistra, vedendo l'aria
che tira, dice che in piazza saranno fatte delle proposte. Non credo che sia
quello in luogo. Le proposte si fanno in Parlamento e per ora, dalla sinistra
non è arrivato nulla. Noi invece andammo in piazza per protestare contro il
fisco". Berlusconi ha quindi ribadito che il governo, forte del consenso
degli elettori, andrà a avanti sulla sua strada: "Manifestare è una
possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo". E ha precisato:
"Noi manifestammo contro la pressione fiscale del Governo Prodi. La
manifestazione del 25 ottobre è solo contro il Governo e non ha proposte. La
piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in
Parlamento". La Gelmini ha fatto sapere di aver
"avviato controlli in alcuni atenei che sono vicini al dissesto
finanziario e che sono peraltro quelli dove le occupazioni sono più
forti". "Il tentativo di riversare sul governo la responsabilità di
una cattiva gestione che oggi raggiunge il livello di guardia - ha detto ancora
il ministro - è smentito dai fatti. Quindi cerchiamo di mettere le carte in
tavola, di giocare a carte scoperte". Il progetto per l'Università
"Nelle prossime settimane presenterò un progetto per le università",
ha quindi annunciato il ministro dell'Istruzione aggiungendo che intende
"chiedere da subito la trasparenza dei bilanci". "Voglio
conoscere la reale situazione debitoria e creditoria degli atenei" ha
detto precisando che il provvedimento sull'università sarà presentato dopo la
conversione in legge del decreto sulla scuola. I 5.500 corsi di laurea
esistenti sono "un'offerta didattica autoreferenziale volta a moltiplicare
la cattedre e non certo a fare gli interessi degli studenti". I numeri del
dissesto universitario Il minsitro Gelmini ha
snocciolato nella conferenza stampa una serie di numeri che indicano il
deludente stato dell'università italiana: produciamo meno laureati del Cile,
non c'è un ateneo italiano tra i migliori 150 del mondo, 5 importanti
università hanno buchi di bilancio enormi (Siena, Firenze, Pisa, Camerino,
Urbino) che "avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento
in tronco di chi le ha gestite per tanti anni". A dimostrazione della
disorganizzazione e dell'inefficienza Gelmini ha
ricordato che ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente; 94 università e
più di 320 sedi distaccate nei posti più disparati; 327 facoltà che non
superano i 15 iscritti; 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue);
170mila materie insegnate rispetto alle 90mila della media europea;
moltiplicazione di cattedre e di posti per professori. Infine, ha ricordato che
negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato
ma i promossi sono stati 26mila: nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza
che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di
euro. "Di tutto ciò - ha sottolineato - non ha certo colpa il governo
Berlusconi che, anzi, è il primo governo che vuole mettere in ordine in una
situazione che è sfuggita di mano". Occorre quindi "intervenire nel
merito" dei problemi e "non sobillare gli studienti di un sistema
universitario che non funziona". "Deve essere chioaro che da oggi si
volta pagina: l'università deve cambiare registro, ma non è certo alzando i
toni e insultando il ministro e il governo che si risolvono i problemi". Gelmini convocata in commissione istruzione
Il ministro Gelmini venga
in commissione a spiegare se qualcosa è cambiato ripetto al testo in esame, a
cominciare dalla scelta del maestro "prevalente" piuttosto che
"unico". A chiederlo sono i senatori della commissione Istruzione del
Senato, impegnati nell'esame del dl scuola, che questo pomeriggio
dovrebbe approdare nell'aula di Palazzo Madama. Una richiesta nata tra le file
dell'opposizione ma appoggiata anche dai gruppi di maggioranza e dal
sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza, che se ne farà tramite col
ministro, dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi e dalla titolare dell'Istruzione nella conferenza stampa congiunta.
"Le dichiarazioni del presidente Berlusconi - spiega Vittoria Franco, del
Pd - hanno praticamente stravolto il testo che stiamo esaminando: si parla di
maestro prevalente e non più unico, si dice che non ci sono licenziamenti
mentre noi abbiamo sotto gli occhi i numeri. In sostanza, ci ha dato
ragione". Per questo, aggiunge Anna Serafini, "abbiamo chiesto che
nella seduita di questo pomeriggio venga il ministroGelmini
a spiegarci cosa succede, se il testo su cui lavoriamo è ancora valido".
Una richiesta condivisa anche dal rappresentante del Governo in commissione, il
sottosegretario Giuseppe Pizza, che ala trasmetterà al ministro: "Penso
che sia una cosa giusta e positiva che sia il ministro a intervenire, questo
pomeriggio", spiega lasciando l'Aula. L'istanza, d'altronde, è
sottoscritta anche dalla maggioranza, come spiega il presidente della
commissione, Guido Possa: "Siamo d'accordo che il ministro venga, tuttavia
- precisa l'esponente del Pdl - per me non c'è nulla di nuovo, le dichiarazioni
fatte dal presidente Berlusconi sono semplicemente un chiarimento di quanto già
stabilito e scritto". Possa fa riferimento al 'Piano programmatico di
interventi' allegato al decreto: "Siamo di fronte alla constatazione che
il maestro unico non è mai stato unico. Abbiamo sempre saputo che ci sarebbe
stato anche quello di religione, di inglese, seppur in riduzione, e di
informatica. Insomma, nulla di nuovo, solo un fatto semantico. Certo, se così
non fosse, dovrebbero dircelo". Tuttavia al testo non sono stati
presentati emendamenti del Governo, che però potrebbe presentarli direttamente
in Aula. E' tuttavia poco credibile: il decreto, approvato con voto di fiducia
alla Camera, scade il 31 ottobre e, se modificato, difficilmente riuscirebbe a
fare un secondo passaggio a Montecitorio. Il Pd a Berlusconi: "Minacce
gravi" Immediata la replica del Pd alle parole del premier che ha
annunciato l'uso delle forze dell'ordine per impedire l'occupazione delle
scuole. Beppe Fioroni ricorda che "tutti i ministri della Pubblica
Istruzione hanno sperimentato le occupazioni e le autogestioni. Nessuno ha mai
pensato di invadere le competenze dell'autonomia scolastica e di intervenire
nelle decisioni interne che devono essere assunte nel rispetto della serenità e
della sicurezza". Si tratta perciò, aggiunge l'esponente del Pd di
"dichiarazioni gravi quelle che, invece di ricercare il dialogo e il
confronto con le associazioni degli studenti, trovando soluzioni e risposte ai
loro quesiti, si affidano a toni ed enunciazioni più propensi ad accendere gli
animi che a persuadere con gli strumenti del dialogo. Sono convinto che le
scuole e le università risponderanno con la loro autonomia e la loro saggezza
alla carenza di saggezza di altri. Mi auguro che nessuno speri di alzare
ulteriormente la tensione". Il ministro ombra dell'Istruzione, Maria Pia
Garavaglia denuncia che mentre "dal premier Berlusconi e dal ministro Gelmini arriva anche oggi la solita serie di annunci sulla
scuola e sull'università" l'opposizione "è stata zittita dalla
maggioranza attraverso un decreto che non consente alcuna seria discussione
parlamentare. I nostri emendamenti, non ostruzionistici ma nel merito, non sono
stati minimamente considerati. è paradossale che prima ci venga tolta la parola
e poi si dichiari che rifiutiamo il confronto". Il Pd, assicura Garavaglia
è "pronto a discutere su ogni punto, a condizione però che si ritiri il
decreto e che il Parlamento torni ad essere la sede in cui si affronti il
dibattito". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Gazzettino, Il
(OgniSport)"
del 22-10-2008)
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Scuola
La
Provincia raccoglie l'appello dei sindacati e rilancia l'iniziativa
per evitare la scure della riforma Gelmini sulle classi "Le nostre scuole non si toccano"
L'elenco delle primarie a rischio. Gli istituti di Trichiana e Limana scrivono
a Napolitano Belluno Il mondo della scuola si muove. E anche il mondo del
lavoro: le segreterie provinciali dei sindacati hanno annunciato la loro
presenza allo sciopero anche della associazioni di categoria. Ma lo
sciopero del prossimo 30 ottobre è attesa anche la partecipazione dei sindaci e
delle amministrazioni locali."Le scuole bellunesi non si toccano"
tuona l'assessore provinciale Claudia Bettiol annunciando un vertice con
sindaci e parti sociali e assicurando "disponibilità a Comuni, sindacati e
scuola per contrastare una riforma che inevitabilmente e inutilmente
penalizzerà la montagna. La situazione è davvero preoccupante. Perderemo 70
calssi, chiuderanno almeno 15 scuole, forse addirittura 24. Ancora una volta
faranno le spese i più deboli".E' in ogni singolo comune che saranno
misurati con mano gli effetti dei tagli previsti dal decreto del ministro Gelmini. Gli effetti si traducono nell'onere di organizzare
il trasporto sino alla nuova sede, magari in un altro comune. Tutto ciò
dipenderà dal numero di classi e scuole a rischio. La Cisl scuola dice che
sipuò discutere di razionalizzazione, ma capendo dove e a che prezzo. Intanto
la mobilitazione e le prese di posizione aumentano. Come quella degli
insegnanti della scuola primaria di Trichiana e Limana che hanno scritto al
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro Gelmini
per esprimere la loro preoccupazione.Santinalle pagine III e V.
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Verso
il 14 Novembre Aprileonline in collaborazione con L'Unione degli Universitari,
dedica questo spazio all'aggiornamento, giorno per giorno, di tutte le
iniziative di protesta in corso negli atenei italiani L'Unione degli
Universitari, nell'aderire alla mobilitazione nazionale del 14 Novembre insieme
a molte delle assemblee accademiche che si stanno tenendo in tutto il
territorio nazionale, intende condividere con le associazioni studentesche non
confederate all'Udu un percorso di mobilitazione nazionale che passi attraverso
manifestazioni regionali, così come il corteo regionale toscano di ieri che ha
visto la partecipazione di 60.000 persone. Di seguito le mobilitazioni
rilevanti previste oggi. Catania. E' prevista una forte manifestazione di
dissenso degli studenti nella Facoltà di Lingue organizzata dall'Udu-Catania.
L'Aquila. L'Udu-L'Aquila Continua il ciclo assembleare che questa volta fa
tappa con una assemblea in cui è prevista la partecipazione degli studenti di
Scienze, Medicina, Psicologia, Biotecnologie, Scienze Motorie. Perugia.
L'Udu-Perugia ha organizzato una assemblea nella Facoltà di Lettere dove è
previsto un Consiglio di Facoltà aperto a tutti gli studenti. Anche a Teramo e
a Macerata gli studenti parteciperanno ad assemblee organizzate rispettivamente
dall'Udu-Teramo e dalla Officina Universitaria per esprimere contrarietà alla
L. 133. Mobilitazioni anche a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna, dove non si
ferma la protesta. L'Unione degli Universitari intende far presente ai ministri
Gelmini e Meloni che, a fronte di mancate
risposte alle interrogazioni del Consiglio Nazionale degli Studenti
Universitari, a fronte di mancate risposte ai documenti che il Min. Gelimini ci
ha chiesto per aprire un confronto sulle motivazioni che ci spingono a
protestare, considerazioni sulla natura del movimento studentesco oggi in
piazza dovrebbero venire dopo una analisi delle rivendicazioni che
vengono fatte da quest'ultimo, a maggior ragione se al fianco degli studenti vi
è l'intero mondo accademico. Si ritiene che le risposte che un Governo debba
dare a mobilitazioni di tali entità siano risposte politiche.
( da "KataWebFinanza" del 22-10-2008)
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Scuola
(AGI)
- Roma, 22 ott. - Il movimento di protesta che si e' originato
nelle scuole e nelle universita' contro la riforma Gelmini contenuta nella Legge 133 e' un movimento del tutto estraneo
agli "schematismi politici" e non ha niente a che fare "con il
'68 ne' tantomeno con il '77". A parlare e' il segretario della Cgil,
Guglielmo Epifani, dopo l'orazione pronunciata ai funerali civili di Vittorio
Foa. 22/10/2008 - 13:49.
( da "Gazzettino, Il
(Belluno)"
del 22-10-2008)
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TRICHIANA
Lettera degli insegnanti che fanno capo all'Istituto Comprensivo a Mariastella Gelmini "Ministro, così è a rischio
la didattica" "Disumano assegnare ad un'unica docente 30 alunni con
l'obbligo di insegnare più materie" Trichiana(gis) Hanno scritto al
Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per dire di
essere "disposti a collaborare a qualsiasi progetto finalizzato ad
aumentare la qualità della scuola primaria" che "si realizzi
attraverso forme diverse dalla decretazione d'urgenza", ma anche per
chiedere un "ripensamento circa quelle decisioni che comporteranno una
ricaduta negativa per il sistema scolastico". Protagonisti sono gli
insegnanti della scuola primaria di Limana e Trichiana che fanno capo
all'Istituto Comprensivo di Trichiana e che, insieme a tanti altri colleghi,
stanno osservando con preoccupazione quanto sta accadendo nel mondo della
scuola.Il modulo che ha previsto "tre docenti su due classi - scrivono -
ha consentito ai docenti un progressivo approfondimento dell'ambito
disciplinare insegnato, rappresentando una modalità organizzativa che ha
ottenuto eccellenti ricadute" e consentito il miglioramento della qualità
scolastica. A dimostrazione parlano i "risultati e le comparazioni
internazionali del profitto di questi anni della scuola" che mostrano come
l'insegnamento modulare abbia "prodotto effetti positivi sulle competenze
degli alunni".Per questo il ritorno al maestro unico significherebbe
rendere "più fragile la formazione culturale degli allievi e sarebbe un
rischio per la valutazione assegnata ad un solo docente". Gli insegnanti
guardano poi anche più lontano e dicono che così "il capitale
intellettuale prodotto dalle nostre scuole sarà destinato a diminuire, e con
esso la competitività socio-economica del Paese".Non mancano altre
considerazioni, per esempio sulla quantità di lavoro: "Riteniamo disumano
assegnare ad un'unica insegnante 30 alunni con l'obbligo di insegnare italiano,
matematica, scienze, storia, geografia, musica, disegno, ginnastica, inglese,
informatica, religione e convivenza civile. Ovvia conseguenza sarà
l'impossibilità di usare le aule informatiche, effettuare uscite sul territorio
e visite d'istruzione". Una situazione, quella del numero di alunni, che
nei timori dei docenti "avrà effetti devastanti anche sulla qualità
scolastica con lo smantellamento delle teorie pedagogico-didattiche che hanno
finora garantito il miglioramento dell'offerta formativa e didattica,
soprattutto per gli alunni in situazione di difficoltà".Nella lettera
un'attenzione a parte è dedicata all'inglese che nella scuola primaria, così si
legge nel piano programmatico del ministro, sarà affidato "ad un
insegnante di classe opportunamente specializzato"; per questo è previsto
un piano di "formazione linguistica di tre anni" che nel primo anno
durerà 150/200 ore, e sarà obbligatorio. I docenti formati saranno impiegati
"nelle prime 2 classi"; per loro anche "interventi periodici di
formazione linguistica e metodologica".Un'ipotesi che trova la contrarietà
degli insegnanti che scrivono come "un docente preparato con 150 ore non
possa avere le stesse competenze di quello laureato in lingue. Ed anche questa
è una scelta che comporterà una ricaduta negativa sulle competenze degli
alunni".
( da "Gazzettino, Il
(Treviso)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Corteo
dalla stazione a piazza dei Signori: c'erano anche sindacati metalmeccanici e
pensionati È scesa in piazza la protesta delle maestre, degli scolari, degli
studenti e dei genitori della scuola trevigiana contro la riforma Gelmini e i tagli all'istruzione pubblica. La manifestazione
che si è svolta ieri nel tardo pomeriggio, con un corteo che ha sfilato dalla
stazione a piazza dei Signori, è stata promossa a pieni voti da una folla di
quasi duemila partecipanti, un'organizzazione da dieci e lode con le bandiere
di tutte le sigle sindacali dei lavoratori della scuola. Un tripudio di
cartelli, di striscioni, di slogan, di cori e di ritornelli ha accompagnato i
manifestanti di tutte le età. Tutti ad alzare la voce contro la scure del
contenimento della spesa pubblica e il taglio di quasi 8 miliardi di euro
all'istruzione. E a dire no a suon di rime, disegni e tanta fantasia: Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini e ancora Meglio bionda che Brunetta o La pedagogia non è
un'improvvisazione, Gelmini
ti diamo una lezione.In fila si è gridato a gran voce, ma in maniera educata e
ordinata, il dissenso contro il ritorno del maestro unico e la riduzione di 132
mila posti di lavoro per i docenti precari. C'erano gli insegnanti, le
mamme, i papà, i piccolissimi della scuola materna e i grandi del liceo. Per la
prima volta, a una manifestazione organizzata dal mondo della scuola, erano
presenti anche i rappresentanti sindacali dei tessili, dei metalmeccanici e dei
pensionati; a sottolineare il fatto che la scuola pubblica è davvero di
tutti.Ad aprire il corteo il fantoccio della maestra Gelminicamente
modificata, un pupazzo di pezza a sei braccia che tiene in mano l'insegnamento
di tutte le materie possibili e non solo quelle. Un gioco di parole inventato
dalle insegnanti delle scuole trevigiane per presagire il futuro della scuola
elementare, se il decreto Gelmini entrerà in vigore:
Non è mai accaduto che una così profonda manomissione del sistema scolastico
avvenisse per decreto e senza un confronto con il mondo della scuola dicono i
rappresentanti sindacali . Quello che è il progetto formativo del Paese deve
essere condiviso, altrimenti ci sarà un impoverimento culturale. A prendere la
parola poi sono i genitori. Anche i papà immigrati che dicono: Non dobbiamo
farci ghettizzare. Non vogliamo una scuola di serie B. Si continua a gridare no
alla riduzione del tempo scuola e alle classi separate per gli studenti stranieri
che non conoscono la lingua: In una società multietnica i nostri figli devono
crescere insieme.Alessandra Vendrame.
( da "Gazzettino, Il
(Pordenone)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Parla
il padre di una delle studentesse di Trieste che lunedì volevano fare lezione
nonostante l'occupazione. "Minacce? No, ma c'era un clima di
intolleranza" "Mia figlia dileggiata perchè non ha scioperato"
"Alcune insegnanti seguivano l'assemblea in aula magna, mentre qualche
ragazzo l'ha chiamata vigliacca" TriesteNOSTRO INVIATO"È arrivata a
casa parlando di tensione a scuola, diceva di voler cambiare istituto, di
temere l'ostilità dei compagni e magari perfino di qualche insegnante. Ma le ho
spiegato che sarebbe stato un errore: deve essere orgogliosa di se stessa,
perché ha saputo difendere le proprie idee".A parlare è il padre di
un'adolescente che frequenta il Liceo classico Dante Alighieri, la scuola più
prestigiosa di Trieste, il cui caso è finito al centro di una dura polemica
sollevata dai consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi. La
studentessa ha riferito in famiglia di una battuta di dileggio da parte di una
insegnante e di parole pesanti da altri ragazzi, riuniti in assemblea contro le
novità annunciate per il sistema scolastico.Il liceo, dove insegnarono Guido
Corsi e Giani Stuparich e dove si forma tradizionalmente una parte della
migliore classe dirigente giuliana, è occupato fin dal
pomeriggio di lunedì dagli studenti per protesta contro la riforma Gelmini ma anche contro la prospettiva
d'istituire pre-classi d'inserimento per immigrati.Il padre della ragazza, che
chiede di mantenere l'anonimato, spiega che sua figlia non è una militante, non
fa politica attiva e anzi nei giorni passati aveva pensato di aderire
all'occupazione. "Ma parlando in casa ha cambiato idea, perché le
pre-classi sono una buona cosa - dice il padre - proprio contro l'emarginazione
di chi non conosce l'Italia e non ne parla ancora la lingua".La ragazza è
arrivata davanti alla scuola con il papà alle 8: "Il portone era chiuso,
ma qualche studente era riuscito ad aprirlo dall'interno, passando dal retro.
Così mia figlia e due compagne, anziché andare in assemblea, sono salite in
aula per fare lezione, regolarmente". È arrivata l'insegnante della prima
ora, ha fatto l'appello e la sua lezione, tuttavia "la professoressa della
seconda ora non si è presentata - afferma il padre - e così mia figlia e le
altre due sono scese al pianoterra", dove c'è l'aula magna che stava
ospitando l'assemblea studentesca.Il genitore continua raccontando che "le
ragazze hanno visto tre insegnanti fra le quali quella che si sarebbe dovuta
trovare nella loro aula. "Prof, cosa facciamo?", avrebbero chiesto le
studentesse. La risposta riferita dal padre sarebbe stata questa: "Ma
guarda, non vogliono mai fare scuola e proprio oggi invece sì".Tuttavia
"niente minacce da parte di alcun insegnante", assicura il papà. Ma
brutte parole da qualche ragazzo in assemblea: "Hanno urlato
"vigliacche vigliacche" e mia figlia è scoppiata in lacrime".
Era colpevole di non voler scioperare. "Io capisco tutto, chi protesta ha
diritto di farlo - spiega il padre - ma non è accettabile che venga
discriminato chi ha un'opinione diversa".Da parte sua Patrizia Saina,
preside del liceo, smentisce a sua volta qualsiasi forma di minaccia nei
confronti degli studenti: "Se non fosse una cosa seria mi verrebbe da
ridere - dice - perché pensare che un nostro docente istighi all'illegalità è
proprio risibile". Ieri mattina si è riunito il collegio dei docenti: ha
votato all'unanimità una mozione con la quale condanna "l'ingiusto danno
all'immagine della scuola, degli insegnanti e degli studenti", attacca la
preside, che non esclude azioni di tutela.M.B.
( da "Gazzettino, Il
(Udine)"
del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
SCUOLA
Aria di occupazione anti-riforma al "Sello" Al Copernico 700 firme
per l'autogestione Occupazione, autogestione, scioperi e riunioni. Sono i
termini ricorrenti, in questo periodo, anche nei discorsi degli studenti delle
scuole superiori udinesi.Dopo le esperienze di occupazione già messe in atto a
Trieste, anche a Udine si ipotizzano forme di protesta più forti rispetto allo
sciopero di venerdì scorso che pure aveva già raggiunto presenze record. Ma per
mettere chiarezza tra quelle che sono semplici voci di corridoio e dicerie e
quelle che sono invece le possibili evoluzioni della protesta, alcuni studenti
hanno organizzato ieri mattina delle riunioni davanti agli istituti udinesi
Sello, Copernico, Percoto, Marinelli e Malignani. Prima dell'inizio delle
lezioni, alle 7.30 del mattino, i ragazzi si sono
incontrati per comprendere meglio le ragioni del dissenso alla riforma Gelmini, per rendere nota l'assemblea
generale degli studenti, che si terrà domani nella sede della Cgil di Udine, e
per organizzare nuove forme di lotta.Tra le scuole dove, in questo avvio di
anno scolastico, si respira l'aria più pesante, gravata dalle maggiori
preoccupazioni, è l'istituto d'arte Sello. Si tratta infatti di una
tipologia di scuola che potrebbe risentire maggiormente delle conseguenze
provocate dalla riforma, con il rischio di veder ridimensionate molte attività
di laboratorio. Le voci circolate davano una possibile forma di occupazione già
per ieri mattina, ma l'ipotesi è stata smentita proprio nel corso della
riunione all'ingresso di scuola. L'idea di protesta, però, non è tramontata,
anzi sembra più probabilmente rimandata a data da destinarsi.Gli studenti hanno
tenuto a precisare che, nell'eventualità di un'occupazione, chiunque venga
trovato in possesso di droghe o alcol verrà espulso perché l'intento non è
quello di approfittare della situazione per saltare qualche giorno di scuola e
fare festa, ma quello di far sentire la propria voce in un coro di no,
consapevoli e ragionati, contro la riforma. Anche al Malignani e al Marinelli
sembra molto probabile l'ipotesi occupazione, preferita all'autogestione che,
secondo i ragazzi, rischia di passare sotto silenzio. L'autogestione, invece,
pare la via scelta dagli studenti del Copernico che hanno già raccolto 700
firme a sostegno della proposta e l'hanno sottoposta all'attenzione del
dirigente scolastico, in attesa del vaglio del consiglio d'istituto. Se tutto
procederà come da programma, poi, da lunedì a mercoledì gli studenti potrebbero
dare vita alle lezioni autogestite. Maggiore indifferenza, invece, si registra
tra gli studenti del Percoto, testimoniata dalla quasi nulla partecipazione
all'incontro di ieri.E.V.
( da "Corriere delle
Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Non
togliete alla scuola il primato europeo PREG.MO ministro della Pubblica Istruzione,
la lettura del decreto legge sulla riforma della scuola e le notizie
conseguenti che continuano a trapelare ci fanno guardare al nostro futuro
professionale con sconcerto e preoccupazione. Noi Docenti sosteniamo fermamente
la validità dell'attuale modello di organizzazione didattica basato su una
pluralità di insegnanti e consideriamo il ritorno al maestro unico una
soluzione prettamente economica che purtroppo non ha nulla a che vedere con la
realizzazione di un modello scolastico moderno e valido. Riteniamo infatti la
pluralità docente una risorsa fondamentale per innalzare e diversificare
l'offerta formativa (laboratori, progetti in rete, con il territorio, ecc.). Le
illustriamo quindi per punti le motivazioni della nostra posizione: 1. L'insegnante
tuttologo non esiste: qualsiasi docente, seguendo le proprie inclinazioni,
tenderà a privilegiare alcune materie a discapito di altre. 2. Di fronte ad una
società che mette il bambino a contatto con una pluralità di figure e di input,
troviamo riduttivo che nella prima società che il bambino viene a conoscere al
di fuori della famiglia, cioè la scuola, abbia a che fare con un solo
riferimento (si pensi infatti che in una famiglia tradizionale per un figlio è
naturale avere due modelli principali, i genitori, ed una serie di modelli
secondari: nonni, zii...). 3. Se un alunno si trova male con il proprio
insegnante, avrà una visione negativa e traumatica della scuola, con la
conseguente mortalità scolastica che tanto andiamo combattendo. 4. Il confronto
tra insegnanti è fondamentale per vedere il bambino nella sua globalità ed
avere così giudizi più obiettivi. 5. L'insegnante unico crea troppo divario con
la diversa organizzazione della scuola secondaria e può mettere l'alunno in
difficoltà. 6. Il modello da Lei proposto tende a valorizzare le eccellenze ed
a lasciare in balia di loro stessi i bambini stranieri e quelli con difficoltà,
disturbi di apprendimento, handicap. Ricordiamo a questo proposito che le
compresenze (due insegnanti contemporaneamente in una classe per una minima
parte di orario) sono indispensabili per seguire questi alunni bisognosi di un
percorso individualizzato (si pensi tra l'altro che il tempo necessario per
ottenere un insegnante di sostegno da quando un bambino viene certificato è di
circa due anni...). Le compresenze sono altresì importanti per lo svolgimento
sereno e senza rischi di tutte le attività motorie, laboratoriali, ecc. 7. La
scomparsa delle piccole scuole infine toglie un'importante opportunità di
incontro, di crescita culturale, educativa e sociale per i bambini di molte
realtà locali. Se ci sono generazioni di alunni cresciute con l'insegnante
unico, questo modello era riuscito perché inserito in un clima sociale ben
diverso da quello odierno (massiccia presenza di alunni stranieri, bullismo,
rapporti con le famgilie e con la realtà esterna a volte non sereni). Non
sempre poi l'insegnante unico lo era per l'intero ciclo delle elementari. Siamo
certi che tutto sia migliorabile eperfezionabile, ma ciò deve essere preceduto
dal confronto con chi opera nella scuola e investe nel futuro dei bambini
portando avanti solide e condivise basi pedagogiche. Siamo altresì sicuri che
un modello come quello da noi attuato con una forte prevalenza possa garantire
una figura di riferimento per alunni e genitori, senza deprivarli delle
opportunità che ampliano l'offerta formativa e garantiscono una pluralità nella
progettazione e (non da meno!) nella valutazione. Siamo aperti al dialogo per
concertare un modello più garante per tutti e che nondepauperi il corpo
docente, demotivandolo! La invitiamo cortesemente a riflettere su quanto
espresso, andando al dì là di un mero ragionamento economico, per arrivare ad
una riforma che non tolga alla scuola primaria il primato che ora detiene, cioè
di essere il "fiore all'occhiello" della scuola italiana ed europea.
Gruppo di docenti di Belluno Scuola, che cosa fa la Provincia? HA RAGIONE
l'onorevole Gidoni ad evidenziare che l'amministrazione provinciale è arrivata
al colmo con la merenda. L'amministrazione provinciale può risparmiarsi di fare
queste manifestazioni solo fini alla propaganda elettorale e far perder tempo
agli amministratori e hai concittadini nel dimostrar (evidente che ne hanno
bisogno) quanto sono bravi. Forse, se impegnati in cose maggiormente concrete,
non avrebbero tempo nel far festa in giro per la provincia. Con le importanti
tematiche che stanno emergendo si vuol distrarre il pubblico in cose futili.
Venerdì 7 novembre c'è l'adozione del Ptp altro abnorme vincolo sul capo dei bellunesi
dopo PAI, aree SIC e ZPS, come se non ne avessimo a sufficienza. Riunioni sul
dimensionamento delle scuole ove invece che spiegarne i punti favorevoli e
difettosi di fusioni ed accorpamenti ci si adombra in retorica alquanto fuori
tema. Quale disegno vuole proporre la Provincia per le scuole agordine? A
lettura delle dichiarazioni sia dell'organo politico provinciale sia da chi è
più vicino, ovvero il sindaco di Agordo, sembra si voglia accorpare le scuole
professionali ad Agordo lasciando magari solo il dormitorio a Falcade. La lotta
per il decentramento dello stato e il riconoscimento della montagna bellunese
decadono con quanto politicamente la Provincia sta attuando al nostro interno,
con una palese avversità alle amministrazioni comunali non di parte e voglia di
accentrare il tutto in aree urbane più favorevoli. Altro che
riforma Gelmini, il vero
pericolo per le zone periferiche viene da noi. Stefano Murer Sindaco di Falcade
Una euroregione ma non per i capitalisti DA ANNI, il progetto di una euroregione
a cavallo delle Alpi Orientali che organizzi la vita e il lavoro delle
popolazioni di origine germanica, slava e latina, è oggetto di molti dibattiti
sia a livello regionale e interregionale, che internazionale. A una
prima proposta di euroregione che prevedeva la associazione di Slovenia,
Carinzia e Friuli-V.G., si è recentemente aggiunto anche il Veneto. E dietro a
lui pare che anche altre regioni stiano bussando per entrare. Ma se il progetto
originario prevedeva lo sviluppo di sinergie tra queste regioni, e l'obiettivo
era di arrivare ad una sorta di autogoverno, con la partecipazione del Veneto
il progetto cambia sia nelle finalità sia nei beneficiari di questa costruenda
euroregione. Essa, infatti, da libera associazione di regioni confinanti,
diventa espressione delle aspirazioni coloniali dei potentati Veneti (ma non
solo) sul Friuli. Per i potentati veneti è infatti importante disporre del
nostro territorio quale piattaforma logistica che sia di supporto alle loro
esportazioni e ai loro scambi con i paesi dell'est. Costoro non vedono il
Friuli come una entità distinta ed autonoma, ma solo come una zona su cui
costruire le infrastrutture a loro utili. Pronti all'occorrenza ad allungare le
mani anche sulle sue risorse. Ecco allora il progetto di una Tav che devasterà
la bassa, ma i cui treni non si fermeranno mai in Friuli. Ecco l'autostrada
Carnia-Cadore, che distruggerà la valle del Tagliamento, senza portare reali
benefici nè ai carnici né ai cadorini. Ecco la terza corsia della A4 per snellire
il traffico dei tir, pur avendo a disposizione una ferrovia che è sotto
utilizzata. Ma ecco anche le multiutilities, società da cui ricavare lauti
profitti con la gestione delle nostre acque chiare e scure, del gas,
dell'energia elettrica e dei rifiuti. E per raggiungere i loro obiettivi,
aiutati in ciò anche da questa giunta regionale, stanno minando quelle parti
della nostra specialità che sono di ostacolo alle loro mire espansionistiche.
Nei pensieri di questi finanzieri e di questi industriali, c'è spazio solo per
il business. Tutto il resto, ambiente, diritti delle minoranze linguistiche,
diritti civili, principi della Costituzione, non merita il dispendio di
risorse. Il caso della Provincia di Belluno che si è vista respingere dalla
Regione Veneto una legittima richiesta di autonomia per il suo essere
totalmente provincia di montagna, decentrata rispetto ai ricchi centri della
pianura, e per la presenza sul proprio territorio della minoranza ladina, sta a
dimostrarlo. Tuttavia una euroregione non dovrebbe avere lo scopo di accrescere
il capitale di banchieri ed industriali quanto quello di garantire ai cittadini
europei una omogeneità di servizi, una parità di diritti, ed una certa
eguaglianza nella condizione sociale. Compito della politica, all'interno di
questa euroregione, non dovrebbe essere quello di promuovere disegni
espansionistici, ma invece favorire l'incontro, l'associazione e lo scambio di
esperienze fra popolazioni affini. Le provincie friulane, per esempio,
potrebbero, associandosi con la provincia di Belluno, dare ad essa ciò che il
resto del Veneto del resto le nega. E costituire così, magari anche con il
contributo della provincia di Trento, all'interno dell'euroregione, uno spazio
aperto ai diritti delle minoranze linguistiche ladine, friulane, slovene e
tedesche, ai diritti dell'Ambiente, e ai diritti degli abitanti delle zone
montane nell'autogestione delle proprie risorse. Remo Brunetti Ira Conti Simone
Petris Comitato interregionale PAS-Dolomiti.
( da "Corriere delle
Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Berlusconi
attacca la sinistra: danno notizie false. Per D'Alema la protesta è
"assolutamente fondata" "Le classi-ponte? Sono apartheid"
Famiglia Cristiana attacca il governo. Ma per Fini non è razzismo La Lega
difende il provvedimento: serve a integrare chi non conosce l'italiano GABRIELE
RIZZARDI ROMA. Classi-ponte per i bambini immigrati? "E' il primo provvedimento
razziale del Parlamento". Nel giorno in cui la protesta degli studenti e dei professori contro la riforma Gelmini fa registrare cortei in tutta
italia e scontri con la polizia a Milano, Famiglia Cristiana attacca la
contestatissima mozione della Lega e parla di "classi-ghetto", di
"apartheid". "La mozione fa scivolare pericolosamente la scuola
verso la segregazione e la discriminazione" scrive il settimanale dei
Paolini per il quale "la fantasia padana non ha più limiti, né
pudore" e la questione dell'italiano è solo una "scusa". E se
Berlusconi da Napoli attacca chi protesta contro la riforma della scuola
("E' inaccettabile strumentalizzare i bambini"), se la prende con i
"comunicatori di notizie false" che hanno fatto passare il messaggio
che "si taglia il tempo pieno" e annuncia per oggi una conferenza
stampa a palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, Famiglia Cristiana torna sulle classi-ponte,
ammette che il problema dell'inserimento degli stranieri a scuola è reale ma
poi aggiunge che le risposte della maggioranza a del governo sono
"criptorazziste" e non di integrazione. "Chi pensa a uno
sviluppo separato in Italia, sappia che quel concetto in altra lingua si chiama
apartheid, andata in scena in Sudafrica per molti anni: autobus, cinema e
scuole separati. La verità" scrive il settimanale cattolico "è che la
Lega cavalca l'onda e va all'arrembaggio dell'immigrato". L'affondo di
Famiglia Cristiana acuisce lo scontro tra maggioranza ed opposizione. Uno scontro
che andrà in scena anche al Senato, dove oggi approda il decreto legge che
istituisce il maestro unico e che dovrebbe essere definitivamente approvato
mercoledì prossimo. Nell'attesa di capire che fine faranno le norme più
contestate, a difendere la proposta della Lega ci pensa Gianfranco Fini.
"La mozione approvata qualche giorno fa, se la lingua italiana ha ancora
un significato, non si può definire razzista o xenofoba, tanto meno
discriminatoria" assicura il presidente della Camera, per il quale ci sono
"eccessi di propaganda non sempre rispettosi della verità degli
atti". Il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, spiega che
quello del Carroccio è solo un "progetto di civiltà" e assicura che
le classi di inserimento servono a "integrare" chi non conosce la
lingua italiana ma la spiegazione non convince l'opposizione e la sinistra, che
non contestano solo le classi-ponte ma tutta la riforma Gelmini.
Massimo D'Alema definisce "assolutamente fondata" la protesta che si
esprime nelle scuole e nelle università e ricorda che l'insieme dei
provvedimenti del governo "configura sostanzialmente un taglio delle
risorse". Ancora più duro è il commento del segretario di Rifondazione
comunista, Paolo Ferrero, che esprime "piena solidarietà" agli studenti
picchiati dalla polizia a Milano e chiede le dimissioni della Gelmini.
( da "Corriere delle
Alpi" del
22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
"No
a tagli drastici e generalizzati. La Gelmini ci ascolti". No alle
occupazioni, sì alla trattativa Università verso la catastrofe Per i rettori
Aquis la crisi è peggio di quella dell'Alitalia E il Senato accademico della
Sapienza di Roma ha deciso una giornata di mobilitazione per venerdì ANNALISA
D'APRILE ROMA. Un patto di stabilità per salvare le università italiane
dal collasso finanziario. Tredici atenei "virtuosi" confluiti
nell'Associazione Aquis lanciano l'allarme sul futuro a rischio del sistema
universitario e chiedono al governo di ripristinare dalla prossima manovra
finanziaria i fondi tagliati nei provvedimenti varati la scorsa estate. Sei
università rappresentate da altrettanti rettori e pro-rettore degli istituti di
Bologna, Roma 2, Trento, Chieti-Pescara, Padova e del Politecnico di Milano, si
sono incontrati nella sede romana dell'Ansa, per proporre a governo, Ministero
dell'Economia e dell'Università l'apertura di una trattativa che veda, da una
parte il loro impegno nel contenimento dei costi di gestione e di personale e
dall'altra la garanzia delle istituzioni dei finanziamenti necessari alla
sopravvivenza stessa del sistema universitario italiano. "Alcuni atenei
sono già al collasso, altri non riusciranno a chiudere i bilanci del 2010"
afferma Vincenzo Milanesi, rettore dell'Università di Padova, che insieme ad
altri dodici atenei ha costituito l'Associazione per la qualità delle
università italiane statali. "I tagli drastici e generalizzati decisi
dallo Stato mirano solo a far cassa a spese dei bilanci universitari", ha
spiegato il rettore di Padova. "Noi proponiamo un documento nel quale
ciascun ateneo si impegna a sottoporsi ad una valutazione sul suo operato, a
mantenere i bilanci in pari ed a contenere le spese di personale, ma il governo
deve rivedere la logica della manovra finanziaria approvata in estate
reimmettendo già in quella del 2009 i finanziamenti sottratti". La
proposta di Aquis è che ciascun ateneo concordi con i Ministeri dell'Economia e
dell'Istruzione un Patto di stabilità che preveda non più finanziamenti "a
pioggia", quanto una distribuzione graduale, con tempi certi e concordati,
e soprattutto accertando la qualità delle performance degli Atenei. Per
migliorare il sistema universitario e uscire dallo stato di crisi, il documento
presentato dai rettori prevede che ogni ateneo sottoscriva un accordo di
programma nel quale si impegna con i due Ministeri a presentare bilanci in
pareggio ed a rientrate degli eventuali deficit. Il problema più imminente che
i tagli previsti in Finanziaria e i bilanci colabrodo degli atenei porranno è
quello dell'aumento delle tasse universitarie. "Intervento
impopolare", ammettono i rettori, metter mano alla contribuzione degli
studenti, ma molto probabile se i finanziamenti statali verranno a mancare dal
prossimo anno. "I tagli fatti dal governo alle università servono a pagare
l'Ici" sostiene Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano.
"L'università italiana è dieci volte il caso Alitalia in termini
finanziari. Con la differenza che non c'è un privato che può
comprarsela!". Portando poi sostegno al ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini, che secondo i rettori va
"sostenuta e non attaccata", le università che aderiscono all'Aquis
non approvano le proteste di piazza, né le occupazioni e la sospensione
dell'attività didattica, però confermano che se il governo si rifiutasse di
aprire un dialogo la mobilitazione continuerà. E intanto il Senato Accademico
della Sapienza di Roma ha indetto per il 24 ottobre una giornata di
mobilitazone e riflessione sulla marginalizzazione delle Università.
( da "Italia Sera" del 22-10-2008)
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Scuola
Politica Interna Si estende la protesta contro la riforma del
ministro Gelmini. Primi incidenti a
Milano Scuola, studenti e prof non s'arrendono.
( da "Grecale, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
Normal
0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Obiettivo: preservare l'autonomia degli
istituti meno frequentati Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 Foggia-
Amministrazione comunale e istituzioni scolastiche si predispongono alla
sottoscrizione di un protocollo d'intesa per la tutela dell'attuale assetto
della rete scolastica cittadina e la strutturazione di un Piano dell'Offerta
Formativa per l'anno scolastico 2009-2010. E' l'esito dell'incontro, svoltosi
nel pomeriggio di ieri all'interno della Biblioteca comunale, tra il sindaco,
Matteo Valentino, l'assessore alla Cultura, Franco Palumbo, la gran parte dei
dirigenti scolastici e i consiglieri provinciali Nicola Sgarra e Franco
Demonte. L'obiettivo immediato dell'intesa è tutelare l'autonomia gestionale
dei quattro istituti scolastici – le medie 'Don Bosco' e 'Paolillo', l'agrario
'Pavoncelli' e l'istituto d'arte 'Sacro Cuore' – che hanno
un numero di alunni inferiore al tetto dei 500 imposto dalla riforma Gelmini. “Ciascuno di questi istituti,
però, possiede specificità socio-culturali e formative che andrebbero
valorizzate e non penalizzate”, afferma l'assessore Franco Palumbo. Le due
scuole medie, infatti, si trovano in altrettante zone – Tomba dei Galli
e Buonconsiglio – segnate da fenomeni di disagio socio-economico e devianza
giovanile. Quartieri dove “la scuola rappresenta anche un presidio di legalità
– continua Palumbo – che non può essere indebolito o, peggio, destinato a
consunzione, perché è facilmente dimostrabile che alla cancellazione della
presidenza corrisponde il progressivo spopolamento della scuola”. I due
istituti superiori, invece, presentano specificità didattiche e strutturali che
“di fatto, li rendono difficilmente accorpabili con altre scuole”. Annessa
all'agrario 'Pavoncelli' c'è un'azienda agraria; mentre al suo interno è
operativo il Centro risorse, dotato di strutture e infrastrutture a
disposizione dell'intera rete scolastica cittadina. L'istituto d'arte, oltre
alle peculiarità didattiche e strutturali, ha dalla sua che è il più popoloso
della provincia e rappresenta un punto di riferimento per numerosi comuni della
Capitanata e della Bat. Al di là delle singole situazioni, “il rapporto tra la
popolazione scolastica cittadina e il numero degli istituti è tale da garantire
il parametro dei 500 iscritti – conclude Franco Palumbo – Comune e dirigenti,
qindi, assumeranno l'impegno a riequilibrare iscrizioni e presenze, così da
evitare i sovraffollamenti che nuocciono alla qualità della didattica e della
vita all'interno delle scuole”. “Il mantenimento dell'attuale assetto
gestionale della rete scolastica cittadina è la proposta che l'Amministrazione
comunale, con il sostegno dei consiglieri provinciali di maggioranza e
minoranza, avanzerà alla Provincia di Foggia in sede di definizione del piano
scolastico provinciale – conclude il sindaco, Matteo Valentino – Siamo
consapevoli delle preoccupanti, per alcuni versi allarmanti, conseguenze che
l'applicazione della riforma Gelmini potrebbe avere
sul sistema formativo cittadino e della Capitanata; ma, dopo aver fatto tutto
quanto è nelle nostre possibilità e competenze, contiamo sull'equilibrio e la
capacità di ascolto della Provincia e, ancor più, della Regione Puglia”. (Il
Grecale – Red/Fg02).
( da "Stampaweb, La" del 22-10-2008)
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Scuola
ROMA
Non accennano a diminuire le proteste del mondo della
scuola contro la riforma Gelmini. "Proteste così ampie e diffuse" ha affermato questa
mattina il segretario del Pd, Walter Veltroni, che dovrebbe portare il governo
a "ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli alla scuola e all'università",
dandosi comunque degli "obiettivi di finanza pubblica" che affrontino
il problema della diminuzione della spesa. E dal governo arriva, sempre questa
mattina, la voce del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo cui le
proteste di questi giorni sono guidate da "giovani presuntuosi e
politicizzati", frutto di una scuola e di una università
"autoreferenziali" nate negli anni Settanta. Intanto proseguono le
proteste degli studenti: ieri gli incidenti a Milano e l'occupazione di alcune
facoltà a Roma e Torino. Questa mattina all'Università La Sapienza di Roma gli
studenti hanno chiuso con lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno
di protesta. A Bari, inscenato un corteo funebre per la morte dell'Università
pubblica. Sul fronte universitario, come fa sapere l'Unione degli Studenti, è
fitto il calendario delle manifestazioni, in vista anche della manifestazione
nazionale del 14 novembre, praticamente in tutta Italia: da Catania all'Aquila,
da Perugia a Reggio Calabria e Catanzaro, e poi ancora previste assemblee anche
a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Teramo e Macerata. In fermento anche gli
studenti delle medie superiori: a Rende, Cosenza, gli studenti del liceo
scientifico Pitagora hanno occupato la scuola. Al liceo scientifico di
Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l'autogestione che proseguirà
per tre giorni, mentre a Reggio Calabria, assemblea aperta degli studenti dei licei
Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di studenti di scuole medie
superiori si stanno inoltre svolgendo a Roma, in due zone diverse della
capitale.
( da "Articolo21.com" del 22-10-2008)
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Scuola
Di
Bruna Iacopino ''Dietro i cortei di questi giorni c'e' l'estrema sinistra e i
centri sociali''. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di
una conferenza stampa a palazzo Chigi, a fianco della Ministra dell'Istruzione,
Maria Stella Gelmini, ormai santificata come “Beata ignoranza”, spiega le proteste
studentesche di questi giorni: una regia orchestrata ad hoc da parte di una
certa sinistra che, dopo aver perso le elezioni crede di poter fare opposizione
strumentalizzando dei poveri studenti sprovveduti. Lamentando, poi, come
i media stiano raccontando questa vicenda, Berlusconi aggiunge: ''La realta' di
questi giorni e' quella di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i
manifestanti che sono organizzati dall'estrema sinistra. Molto spesso, come a
Milano, dai centri sociali''. Anche la Ministra si mostra decisa: il decreto
passerà così com'è, dopo quello relativo alla scuola si metterà mano a quello
dell'università. Vanno fermati gli sprechi e migliorata la qualità
dell'insegnamento universitario. A suo avviso le proteste di questi giorni
rappresentano la violenza e l'imposizione di pochi sui molti studenti che
vorrebbero svolgere correttamente le lezioni. E, certo questa non è una novità:
da che mondo è mondo, mentre c'è qualcuno che protesta qualcun altro si tira
indietro e continua a fare la vita di ogni giorno, succedeva e succede nelle
fabbriche, succedeva e succede nelle scuole. Tuttavia i dati dicono ben altro:
le proteste si estendono a macchia d'olio dal Nord al Sud della penisola, dalle
scuole primarie alle università, coinvolgendo indistintamente studenti e
docenti. L'università, protagonista delle proteste di questi giorni si scaglia
contro l'ex Dl 112/2008, CAP. V (attuale legge 133/2008) duramente contestata
anche dalla CRUI (Conferenza dei rettori delle Università italiane) che già si
era espressa in tal senso con la mozione votata all'unanimità il 24 luglio 2008
e in cui si legge: “L'Assemblea della CRUI, riunita il 24 luglio 2008, presa
visione della versione del decreto legge 112/2008 predisposto dal Governo e
appena votato dalla Camera dei Deputati, ribadisce la valutazione fortemente
negativa già espressa lo scorso 3 luglio sul significato complessivo del
provvedimento e in particolare sui tagli progressivi del FFO collegati alla
limitazione del turn over e al riassorbimento delle risorse derivanti dalle
cessazioni dal servizio. Valutazione che ha trovato ampio riscontro nelle
numerose prese di posizione, istituzionali e spontanee, del mondo
universitario. Il Paese deve sapere che con tale misura, se mantenuta e non
modificata, si determinerà una condizione finanziaria del tutto incontrollabile
e ingestibile, con effetti dirompenti per gli atenei. Si renderà sempre più
difficile l'ingresso nei ruoli di giovani di valore; peggiorerà il livello di
funzionalità delle Università, anche come conseguenza dell'ulteriore
mortificazione delle condizioni retributive del personale tecnico e
amministrativo; diventerà sempre più difficile se non impossibile reggere alla
concorrenza/collaborazione in atto a livello internazionale; si annullerà di
fatto il fondamento stesso dell'autonomia universitaria, come definita negli
anni '90, basata sulla gestione responsabile dei budget.” Dunque, a poco
valgono le accuse lanciate contro gli studenti rei di occupazioni e “violenze”
se anche il corpo docente è sceso in piazza decidendo addirittura di svolgere
le lezioni all'aperto, come successo davanti a Montecitorio. E che non si
tratti dei soliti centri sociali strumentalizzati dalla sinistra ci pensa Forza
Nuova a smentirlo. 'E' preciso diritto degli studenti manifestare la loro
opposizione dato che questo provvedimento riguarda il loro futuro, e non quello
della Gelmini o di Berlusconi. Il Governo fa orecchie
di mercante, non accetta che la totalita' degli operatori scolastici e degli
studenti sia in disaccordo, e si comporta in maniera anti democratica facendo
leva su minacce di repressione. Noi siamo al fianco degli studenti, e saremo
con loro nel caso l'esecutivo li aggredisse'. Precisa Paolo Caratossidis,
coordinatore nazionale di Forza Nuova, che, tutto è tranne che di sinistra.
Come a dire che la protesta è davvero trasversale e senza colore politico. In
controtendenza ed in risposta a quanto annunciato stamani dal Premier nella
conferenza stampa frettolosamente comunicata nella serata di ieri “ come azione
d'urgenza” : “…convochero' oggi il ministro dell'Interno e daro' a lui
istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine… per
non far occupare scuole e università”. Una minaccia che ha sollevato la
reazione di buona parte del mondo politico e del mondo sindacale: tutti
concordi nel dire che una minaccia simile è inammissibile. Ma di fronte a chi
dice: “Io non retrocederò di un centimetro!”, c'è davvero poco di
inammissibile, o di non attuabile, tenendo presente che durante il precedente
Governo Berlusconi, nel 2001, i manganelli vennero pesantemente utilizzati
proprio per reprimere le proteste. C'è solo da aspettare dunque. Da aspettare i
chiarimenti che la Ministra Gelmini dovrà fornire oggi
pomeriggio in Parlamento, in merito alle dichiarazioni odierne del Premier. Da
aspettare, e capire se realmente il Governo deciderà di usare le maniere forti,
oppure sceglierà il dialogo. Perché, qualora venisse scelta la prima opzione, i
manganelli, ci chiediamo, verranno usati anche contro genitori e docenti, o
verrà fatta una selezione preliminare?.
( da "Varesenews" del 22-10-2008)
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Scuola
Varese
- I sindacati di categoria dimostreranno lunedì 27 ottobre davanti alla sede dell'UPS
Presidio sindacale contro il "maestro unico" Lunedì di protesta per
il mondo della scuola. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola e Scuola Snals
hanno indetto per il 27 ottobre 2008, dalle ore 11.00 alle ore 13.00 davanti
all'Ufficio Scolastico Provinciale di ( ex Provveditorato), via Copelli 6, un
presidio. Nel corso della manifestazione saranno consegnate al Dirigente
dell'U.S.P. le firme raccolte relative all'appello provinciale " No al
maestro unico". Si tratta di una manifestazione
preparatoria allo sciopero generale della scuola del giorno 30. I
rappresentanti sindacali stanno, inoltre, organizzando un presidio nei pressi
del Teatro Condominio di Gallarate dove è attesa, lunedì 27 alle
ore 15.00, il Ministro Gelmini che interverrà alla
presentazione di un libro nell'ambito di Duemilalibri. Mercoledi 22 Ottobre
2008.
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Primo Piano Pagina 102 Berlusconi al fianco della Gelmini
che assicura: so fare autocritica, non sono un panzer ottuso. Famiglia
cristiana contro le classi-ghetto "I problemi si risolvono lavorando"
Berlusconi al fianco della Gelmini che
assicura: so fare autocritica, non sono un panzer ottuso. Famiglia cristiana
contro le classi-ghetto --> ROMA Ieri a dare man forte al ministro Gelmini è sceso di nuovo in campo il premier, Silvio
Berlusconi, puntando l'indice sulla disinformazione: "È una cosa
inaccettabile che si strumentalizzino anche i bambini e che su molti mezzi di
informazione si dicano tante falsità, come quelle sul tempo pieno". IL
PREMIER Berlusconi ha anche sottolineato come "i problemi si risolvono
solo in un modo, nel nostro modo, lavorando tutte le ore, tutti i giorni, tutte
le settimane. Non è andando in piazza per manifestare contro non si sa che cosa
che si risolvono i problemi", ha detto il premier nel corso di un convegno
organizzato dall'Unione industriali di Napoli, sostenendo che nell'ultima
manifestazione della "sinistra estrema erano meno di ventimila, altro che
300 mila". Il presidente del Consiglio ha poi fatto sapere che, oggi alle
11.30 a Palazzo Chigi, terrà una conferenza stampa con il ministro dell'Istruzione,
Maria Stella Gelmini. IL MINISTRO E la diretta
interessata, ieri è scesa di nuovo in campo, minimizzando un po' meno rispetto
ai giorni scorsi. Dopo aver parlato di "frange minoritarie" di
contestatori, la Gelmini è tornata sui suoi passi,
assicurando che le ragioni della protesta le interessano: "So fare
autocritica, mi va bene il confronto anche quando è aspro. Sono una donna
determinata, non una panzer ottusa". FAMIGLIA CRISTIANA "Il primo
provvedimento razziale del Parlamento" che "fa scivolare pericolosamente
la scuola verso la segregazione e la discriminazione" e accoglie un
concetto che "in altra lingua si chiama apartheid". Famiglia
Cristiana usa toni duri per bocciare la mozione della Lega che introduce
classi-ponte per gli studenti extracomunitari. "La Lega cavalca l'onda -
scrive Famiglia cristiana - e va all'arrembaggio dell'immigrato", dopo
aver proposto le impronte ai rom, il permesso a punti e aver ostacolato i
ricongiungimenti familiari. "Il problema dell'inserimento degli stranieri
a scuola è reale - osserva il settimanale - ma le risposte sono criptorazziste,
non di integrazione". La mozione è invece difesa dal presidente della
Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale "se la lingua italiana ha ancora
un significato", il documento in questione "non si può definire
razzista o xenofobo, tanto meno discriminatorio". OPPOSIZIONE Paolo
Ferrero, segretario del Prc, esprime la sua "piena solidarietà agli
studenti picchiati a Milano dalla polizia, come agli studenti, agli insegnanti,
ai professori e ricercatori in lotta in centinaia piazze d'Italia. Il governo -
aggiunge - invece di usare l'arma della repressione e della sordità, dovrebbe
fare un'unica cosa, ritirare un provvedimento, la riforma della scuola,
contestato e rifiutato dalla stragrande maggioranza degli studenti e dei
professori italiani. E il ministro Gelmini, invece di
continuare a minimizzare e a snobbare le dimensioni di una contestazione così
imponente, faccia quanto deve, si dimetta". Il senatore del Pd Antonio
Rusconi, capogruppo in Commissione Istruzione, è d'accordo con la bocciatura di
Famiglia Cristiana: "Si tratta - ha spiegato il parlamentare - di un'idea
davvero sbagliata. In una comunità solida e giusta, infatti, i problemi si
risolvono con il metodo dell'inclusione e non con il rifiuto". Dello
stesso parere il ministro ombra dell'Istruzione, Mariapia Garavaglia:
"farebbe bene la Lega a non considerarlo un attacco di parte".
MAGGIORANZA La senatrice della Lega Nord, Irene Aderenti, che ha presentato al
Senato la proposta contestata respinge, ovviamente il giudizio negativo e
invita il settimanale cattolico a leggere meglio la proposta di legge: perché
"è più costruttiva una discussione e un confronto sul contenuto di una
proposta di legge piuttosto che su strumentale aria fritta". E Margherita
Boniver (Pdl), ritiene " stupefacente che, ancora una volta, si sia voluto
utilizzare una proposta per lanciare l'ennesimo e fasullo allarme
razzismo".
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Primo
Piano Pagina 102 Dalle proteste agli scontri di piazza Feriti a Milano,
stazione occupata a Bologna, lezioni all'aperto --> Feriti a Milano,
stazione occupata a Bologna, lezioni all'aperto Si alza il livello dello
scontro col Governo e la scuola rischia di diventare una polveriera. ROMA La
miccia l'ha accesa il Governo - prima con i tagli della Finanziaria poi con il
decreto che ripristina il maestro unico alle elementari - e ora il mondo
dell'istruzione è una polveriera pronta ad esplodere. Partita in sordina, la
protesta - alimentata anche dalla rigidità della maggioranza su alcune
questioni e da incursioni a gamba tesa come quella della Lega che ha proposto
classi "a parte" per gli studenti immigrati - sta dilagando, dalle
elementari alle università. SCONTRI A MILANO E ieri il livello del contrasto si
è alzato: a Milano, in uno scontro tra studenti e forze dell'ordine ci sono scappati
feriti e contusi. Un corteo "selvaggio e imprevedibile", come lo
definiscono gli stessi organizzatori, formato da universitari, ricercatori e
lavoratori, ha seminato il caos, bloccando il traffico e provocando di
tafferugli davanti alla stazione di Cadorna. Partiti dalla sede centrale
dell'Università statale, i manifestanti hanno preso poi di mira la stazione,
per occuparla, e lì, all'ingresso, sono avvenuti "i primi scontri"
dalla mobilitazione contro la riforma scolastica del ministro Gelmini, con sei tra contusi e medicati.
Gli studenti, passando dalle parole ai fatti, hanno tentato spingendo, di
sfondare il cordone di sicurezza alle entrate formato da poliziotti e
carabinieri. Il contatto è stato brevissimo, le forze dell'ordine hanno reagito
con una breve carica a colpi di manganello che ha ricacciato indietro gli
studenti con un bilancio finale di sei persone contuse. NAPOLITANO AGLI
STUDENTI La situazione è critica e una delegazione di studenti, incontrando
ieri a "La Sapienza" di Roma il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano gli ha consegnato una lettera in cui chiede al Capo dello Stato di
"prendere posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non
venga definitivamente dismesso". Il presidente, pur assicurando che l'Università
"è una priorità del Paese", ha ribadito che la sua funzione "non
è politica", promettendo di rispondere ai ragazzi "con la sua
responsabilità morale, nei modi consentiti". LE PROTESTE Intanto, però, la
protesta continua: un centinaio di studenti ha fatto irruzione nel rettorato
dell'università di Bologna e poi ha occupato simbolicamente il primo binario
della stazione; oltre 40 mila persone hanno sfilato a Firenze ("la ricerca
si fa non si distrugge", "Gelmini sei, sei,
sei rimandata"); lezioni in strada in molte città e a singhiozzo in molte
scuole superiori e occupazioni a Trieste; occupati anche molti istituti
superiori della Capitale dove fino a giovedì gli insegnanti del I circolo
didattico Pietro Maffi simuleranno il modello Gelmini:
maestri unici nelle classi con orario ridotto (8.30-12.30); autogestioni e
manifestazione a Napoli e, nel pomeriggio, assemblea permanente nella facoltà
di Lettere e Filosofia della Federico II con all'ordine del giorno il blocco
della didattica. ATENEI Il sistema universitario italiano deve intraprendere
rapidamente la strada di un profondo rinnovamento. Ecco la ricetta suggerita
dall'Aquis (associazione per la qualità delle università italiane statali). I
tagli drastici e generalizzati del Fondo di finanziamento ordinario delle
Università previsti da questa manovra dovrebbero essere ridotti con i prossimi
provvedimenti finanziari già a partire dal 2009, liberando risorse che
dovrebbero essere reimmesse nel sistema. "Senza la restituzione dei fondi
alle università che hanno bilanci in regola sarà la catastrofe per tutto il
sistema".
( da "Basilicanet.it" del 22-10-2008)
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Scuola
17.17.43
[Basilicata] â??Il sistema scolastico ha urgente bisogno di essere riformato. I
dati OCSE certificano il declino della scuola italiana rispetto allâ??obiettivo
della qualità dellâ??insegnamento. Nonostante nellâ??ultimo decennio ci
sia stato un incremento della spesa del comparto scolastico passata da 33 a 43
miliardi di euro, non si sono registrati migliori livelli di istruzione. Eâ??
prioritario dare attuazione al principio costituzionale dellâ??autonomia
scolastica riconoscendo alla scuola veri organi di governo e risorse
finanziarie dirette. Di conseguenza i cambiamenti dovrebbero riguardare: un
effettivo riconoscimento del merito e delle prestazioni degli insegnanti; una
responsabilizzazione della dirigenza perché© sia messa in condizione di
rispondere dei risultati che raggiunge; lâ??introduzione di un efficace sistema
di valutazione che stimoli le scuole a migliorare lâ??impatto della loro
attività â?. Lo ha dichiarato il senatore del
Pdl, Cosimo Latronico relatore della riforma Gelmini in
commissione bilancio. â?? I contenuti della riforma Gelmini
puntano alla prospettiva, già fatta propria dai governi precedenti, del
pareggio di bilancio indicato dallâ??Europa allâ??Italia ed alla
razionalizzazione della spesa perché© siano ridotti sprechi ed inefficienze.
Per tutto questo sarebbe necessario uno slancio di responsabilità da
parte di tutti, evitando che la scuola diventi un terreno di
strumentalizzazioni e ritorni ad essere un luogo dove si costruisce un servizio
che risponde alla primaria domanda di formazione e di educazione primaria delle
nuove generazioniâ?. BAS 02.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
Studenti Tutti in piazza del Monte contro la Gelmini
Sull'onda delle proteste che si susseguono in ogni città italiana, sulla
riforma scolastica firmata Gelmini,
anche gli studenti di Biella non stanno fermi a guardare e organizzano una manifestazione
singolare. Niente scioperi o cortei per le vie del centro. L'appuntamento è per
sabato pomeriggio, quando tutti i ragazzi delle scuole della città si
troveranno in piazza del Monte, in Riva, "per prendere la parola, per
ribellarsi e per divertirsi", come recita il volantino che in questi
giorni sta circolando tra le mura degli istituti. "Festa protesta",
così gli studenti hanno chiamato questa "assemblea no Gelmini",
che s'inizierà nella piazza recentemente riportata nuovo a due passi da via Italia.
L'arco di tempo che interesserà l'incontro va dalle 16 fino alle 24. Parole
d'ordine di questa giornata saranno il dibattito, ma anche giochi, musica ed
una mostra fotografica. E sul volantino, oltre all'invito agli studenti di
"fare vivere il movimento studentesco dalla loro rabbia, contro la riforma
Gelmini e le proposte razziste del governo", è
riportata anche una frase di Ghandi: "Prima ci ignorano, poi ci
combattono, poi noi vinciamo".
( da "Basilicanet.it" del 22-10-2008)
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Scuola
16.13.58
[Basilicata] Il segretario provinciale del Prc di Matera, Ottavio Frammartino,
esprime soddisfazione per â??l'annuncio dato dal presidente De Filippo di
ricorrere alla consulta contro il provvedimento di dimensionamento scolastico
del Decreto 154 in via di approvazione da parte del governo Berlusconi. Appena
una settimana fa in una conferenza stampa congiunta le segreterie provinciali
di Matera e Potenza e la capogruppo regionale del Prc avevano sollecitato la
giunta â?" afferma Frammartino - a prendere una decisione in tal senso,
esprimendo la nostra preoccupazione sugli effetti nefasti che tale
provvedimento avrà sulla scuola Lucana. Riteniamo oltretutto che l'opposizione al decreto Gelmini vada assunta unitariamente da tutti i partiti del centrosinistra
lucano, cominciando prima di tutto con l'adesione allo sciopero del 30 ottobre
convocato dai sindacati confederali lo Snals e la Gilda, e da subito facendo
delle iniziative comuni sia a sostegno della mobilitazione degli studenti che
del personale scolastico, mettendo in campo iniziative istituzionali di
contrasto alla leggeâ?. BAS 02.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
[FIRMA]FRANCA
NEBBIA ALESSANDRIA Dopo la mattinata di festa per la Spinelli, un pomeriggio di
lotta contro i tagli alla scuola e in particolare agli atenei, che
determinerebbe un pericolo concreto di chiudere i battenti. E' il futuro
delineato ieri a Palazzo Borsalino, in un'assemblea organizzata dagli universitari,
con la partecipazione di Marco Revelli, docente di Scienza della Politica, e di
Giorgio Barberis, ricercatore. Tagli di fondi per circa un miliardo e mezzo in
tre anni, turn-over secondo cui su dieci docenti che vanno in pensione solo due
verranno sostituiti e "l'idea delirante" - com'è stata definita dalla
studentessa di Scienze politiche - Federica Poli che ha introdotto gli
interventi di Revelli e di Barberis, "di trasformare le università in
fondazioni". Con quali le conseguenze? Invecchiamento progressivo dei
docenti e impossibilità per i ricercatori di trasformare il contratto precario
in effettivo; aumento delle tasse universitarie, garantendo l'accesso solo a
studenti di serie "A"; subordinazione della ricerca agli interessi dei
privati. Un'università "dove bisognerà vendere il proprio cervello e la
propria dignità - ha detto Barberis - e a volte, come ammoniscono alcuni fatti
di cronaca riportati dai giornali, anche il proprio corpo". "E' un
colpo mortale - ha detto Revelli - perchè molte discipline in seguito alle
nuove disposizioni sul turn-over verranno cancellate e si condannerà a morte
l'università, soprattutto se vi si aggiunge la tenaglia dei requisiti minimi di
docenti. Resisteranno, come in Cina, 3 o 4 università di eccellenza". L'analisi
del docente parte da una situazione di svantaggio già iniziale. Se nella
maggior parte d'Europa la capacità di mobilità sociale e cioè la possibilità di
studenti delle classi meno abbienti di salire nella scala sociale è di 1 a 2 (chi proviene dal basso ha la metà di occasioni di chi appartiene
alle classi più elevate): in Italia il rapporto scende fino a 8, cioè 8 volte
meno possibilità. Come opporsi al decreto Gelmini? "Resistere e reagire, chiedere più servizi, mense,
collegi, sostegno ai trasporti, perchè non sono solo le tasse a incidere sulla
decisione di frequentare o meno l'università".
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
CUNEO
Si consegna raccolta firme "No al decreto Gelmini" "Meno ore di lezione,
meno professori, meno risorse: com'è possibile che il decreto Gelmini migliori la scuola?": è la
domanda provocatoria che Bruna Sibille, assessore regionale alla Montagna ed ex
professoressa, ha posto l'altra sera a Cherasco durante l'incontro promosso dal
comitato spontaneo genitori-insegnanti. "In un provvedimento
destinato alla Sanità - ha detto -è stato nascosto un articolo che impone alle
Regioni di riorganizzare le scuole, pena il commissariamento". Al
contrario il Piemonte per l'anno scolastico 2008/2009 ha stanziato 1 milione e
300 mila euro per sostenere gli istituti di montagna. Di questi, 354 mila sono
destinati alle scuole cuneesi: 30 mila circa per quelle nelle comunità montane
Valli Po, Bronda, Infernotto e Valle Varaita; 43 mila per la Valle Maira, 24
mila in Valle Stura, 10 mila alle Valli Gesso-Vermenagna, 65 mila per le Valli
Monregalesi, 62 mila all'Alta Langa, 5 mila alle valli Cevetta e Langa Cebana,
31 mila per Belbo, Bormida, Uzzone e 30 mila per le scuole della Comunità
montana Bisalta. Intanto prosegue la protesta. Oggi i segretari di Cgil, Cisl,
Uil, Gilda e Snals incontrano a Cuneo il prefetto per consegnare le firme
raccolte contro il decreto Gelmini. Stasera papà e
mamme di Alba si trovano nei locali del I° Circolo in via Ambrogio (ingresso da
via Liberazione). I ragazzi della "Rete degli studenti medi"
allestiranno un sit-in di fronte all'Itis di Cuneo domattina e cortei il 17
novembre sono previsti a Saluzzo e Savigliano. Qui gli insegnanti hanno
organizzato un'assemblea martedì 28 ottobre, alle 21, nella Sala S.Chiara. Gli
stessi "prof" si trovano in piazza Santarosa tutti i pomeriggi, dalle
15 in poi, per incontrare i genitori e spiegare quella che definiscono "la
riforma che non c'è". Altre iniziative in provincia: gazebo informativi
sabato a Saluzzo; un corteo di protesta lo stesso giorno Borgo San Dalmazzo e
un'assemblea sindacale aperta a Bra il 28 ottobre.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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Scuola
SCUOLA
DA OGGI SCATTA L'AUTOGESTIONE, QUESTA SOLUZIONE STAMANE E' ALL'ESAME DEI
RAGAZZI DELLE MAGISTRALI Licei, l'occupazione continua [FIRMA]DIEGO MARRESE
IMPERIA C'è chi ha passato il tempo a fare pulizia nelle aule e nei corridoi, e
chi si è dedicato invece (e lo farà anche oggi) a imbiancare le pareti delle
classi: è proseguita così, ieri, l'occupazione dello scientifico
"Vieusseux" e del classico "De Amicis" da parte dei
liceali, che protestano contro la riforma della scuola
adottata dal ministro Maria Stella Gelmini. Ieri mattina all'istituto di via Terre Bianche si sono
presentati poliziotti e carabinieri per verificare la situazione. Nel
pomeriggio, nuovo incontro con preside e docenti per confrontare le diverse
posizioni: al termine si è deciso di continuare l'occupazione fino a questa
mattina per poi passare all'autogestione "per concretizzare sotto
forma di protesta, il lavoro svolto nelle due giornate". Stessa via scelta
dall'istituto magistrale Amoretti di Oneglia dove oggi si voterà se procedere o
meno con l'autogestione. "Abbiamo scelto di manifestare restando nella
legalità, senza occupare la scuola", dicono Roberto Braganti e Francesco
Papini, rappresentanti d'istituto. Lunedì in assemblea degli studenti sono
emerse due opzioni: manifestazioni di protesta o autogestione. E oggi si dovrà
scegliere. "Non ci saranno lezioni, ma attività alternative, sempre con
finalità educative. Abbiamo anche la solidarietà di molti docenti che ci hanno
aiutato a illustrare ai ragazzi i motivi della protesta", spiegano ancora
Braganti e Papini. Le quinte sono poco propense ad "occupare" e anche
in questo caso l'autogestione salverebbe capra (esigenza di manifestare) e
cavoli (obiettivo di restare nella legalità e proseguire le lezioni). Al
"Ruffini", gli studenti informano che "la loro azione di
riflessione sulla riforma Gelmini è volta a tutelare
il normale svolgimento dell'attività didattica, nel rispetto dell'istituzione
scolastica e della sua funzione formativa ed educativa: lo scopo è di
diffondere più consapevolezza e conoscenza sui contenuti della riforma e, se
necessario, manifestare per iscritto un dissenso che sia specchio della
comunità scolastica". Fissato anche un calendario con le manifestazioni di
piazza. Venerdì alle 21 è prevista una fiaccolata a Sanremo, con replica
mercoledì mattina. "Contiamo di prendervi parte e vorremmo organizzarne
una anche a Imperia per fine mese, coinvolgendo tutte le scuole", dice
Francesca Mulinu, della Consulta Studentesca provinciale.
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Scuola
Provincia
di Cagliari Pagina 1025 Assemblea --> Sinnai I docenti del primo Circolo
didattico di Sinnai sono riuniti in assemblea permanente che si tiene ogni
giorno dalle 13,30 alle 21 nel caseggiato di Piazza Scuole. Gli insegnanti
invitano la popolazione a partecipare per discutere sulla riforma Gelmini. (ant.ser.).
( da "KataWeb News" del 22-10-2008)
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Scuola
Alle
16:52 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti "Neanche Scelba avrebbe osato
tanto". È il culmine di un infuocato intervento della presidente dei
senatori del Partito democratico, Anna Finocchiaro, nell'Aula di Palazzo
Madama. "Comincia sotto i peggiori auspici la discussione di oggi sul
decreto che riguarda la riforma della scuola. Finora pensavamo che il punto
peggiore fosse che questa riforma non nasceva da un confronto su quello che
potesse essere il modello educativo più utile per il Paese", ha detto Finocchiaro davanti al ministro Maria Stella Gelmini presente in Aula. "Oggi il
governo ci ha svelato quanto questa critica fosse lontana dalla realtà meno
piacevole e utile per il Paese. Sappiamo quale suggestione esercita la tattica
di Berlusconi di fare di ogni questione una questione di ordine pubblico".
E il ministro avverte: "Giù le mani dalla scuola: io mi affido alla
prudenza e al buon senso del ministro dell'Interno e prego Berlusconi di
riflettere sul disagio nel quale porrebbe le forze dell'ordine notoriamente
fedeli ai valori costituzionali. Consiglio poi a Berlusconi di mischiarsi al
popolo che protesta nelle città avrà delle sorprese: ci troverà degli studenti
e delle famiglie che chiedono più scuola e non meno scuola". Infine
Finocchiaro ha messi in guardia e ha preso le distanze da "infiltrazioni
che possono essere pericolose e possono inquinare" i movimenti che si
stanno sviluppand nel Paese. AGI.
( da "RomagnaOggi.it" del 22-10-2008)
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Scuola
17.12
(Ultima Modifica: 22 ottobre 2008) REGGIO EMILIA - "Apprezzamento
per i provvedimenti di riforma della scuola del Ministro Mariastella Gelmini perché intervengono in un
settore delicato e di grande importanza, finalizzato a rilanciare
qualitativamente la scuola italiana caratterizzata da tempo da una profonda
crisi di qualità e per riportarla finalmente agli standars europei".
E' quanto affermano in un ordine del giorno Giuseppe Pagliani (An-Pdl), Claudio
Guidetti e Massimiliano Camurani (Forza Italia-Pdl), sottolineando che gli
insegnanti non possono contestare le scelte politiche coinvolgendo gli studenti
come verificatosi negli ultimi giorni in alcuni istituti scolastici della
Regione". Secondo gli esponenti di centrodestra "le riforme
dovrebbero aumentare le possibilità di apprendimento degli studenti
contrariamente a quello che negli ultimi trent'anni hanno fatto le politiche
portate avanti dai sindacati che hanno comportato solo un aumento delle spese al
fine di creare occupazione senza peraltro aumentare il livello di formazione e
crescita culturale per gli studenti". Condivisione viene poi espressa in
particolare sulla "norma relativa al maestro unico, il cui ritorno ha il
chiaro intento pedagogico di fornire ai giovani allievi un'unica figura di
riferimento in una fase importante della crescita e dell'apprendimento e quella
sul voto in condotta che mira ad arginare il fenomeno preoccupante del bullismo
e a rendere equilibrato il rapporto nell'ambito della valutazione complessiva
degli studenti, perché giudica necessario dettare canoni improntati sul
rispetto nel rapporto insegnante-alunno e sulla buona educazione". Nel
documenti si continua affermando "l'importanza di valorizzare la
tradizione culturale dello Stato italiano, ricordando che è stata portata
avanti da parte del corpo docente, negli ultimi trent'anni, una strategia di
svalutazione delle radici italiane mentre è importante il ritorno ad una scuola
che educhi e che contribuisca a formare le coscienze di tanti giovani, una
scuola che possa tornare ad essere portatrice di quei valori che sono alla base
del vivere civile e democratico. E' altresì previsto, nell'ottica della riforma
della scuola primaria, un aumento del tempo pieno pari al 50 per cento per cui
vi sarà più offerta per le famiglie. Con l'obiettivo di combattere il
caro-libri e quindi di contenere i gravosi costi che le famiglie devono
sostenere per garantire l'istruzione dei propri figli, si prevede che vengano
scelti libri di testo di cui l'editore garantisce di mantenere invariato il
contenuto per cinque anni, con la possibilità di fornire gli aggiornamenti
eventualmente necessari disponibili separatamente". Infine, netto rifiuto
dei "tentativi di diffamazione dell'operato del Ministro Gelmini e di distorsione dei contenuti della riforma".
In un ulteriore ordine del giorno poi, Pagliani, Guidetti e Camurani affermano
di condividere le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano e dell'ex ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer.
( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
La coppia
di Genova ha tentato di insistere sulla legittimità della scelta del nome
ricordando i casi noti di Chanel Totti e Oceano Elkann
"
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figlio 'Venerdì' La Cassazione: stop ai nomi insoliti La coppia di Genova ha tentato
di insistere sulla legittimità della scelta del nome ricordando i casi noti di
Chanel Totti e Oceano Elkann Commenti Invia commento Segnala ad un amico
22/10/2008 14:05 Kirom73 Ma cos'hanno in testa certi genitori? Chiamare il
figlio VENERDI!!!! E perchè allora, non mettergli come nome una parolaccia?
Tanto l'effetto sarebbe quello..... una presa in giro continua fino alla sua
morte. Mettetevi nei panni di questi ragazzi e fatevi un esame di coscenza cari
genitori di vari "Brooke" - "Ridge" - "Chanel" e
affini! 22/10/2008 15:36 giacomo Gregorio andrà anche bene basta che non si
ricordino "er fusto del pretorio" 22/10/2008 15:43 MARCO PD
BISOGNEREBBE AFFIDARE UN TUTORE AD OGNI FIGLIO PRODOTTO DA GENTE
'SOTTOCULTURATA' TIPO QUESTA COPPIA, I TOTTI ETC... 22/10/2008 16:29 PSILOCYBE
Il problema secondo me è un'altro,come mai alla famiglia Totti ed a quella
Elkann,non è stato detto niente? Come mai ci si accanisce contro delle persone
comuni,dei genitori che magari hanno deciso di dargli quel nome in onore di un
giorno speciale,di un'evento unico,o cmq è un nome se vogliamo poetico o
simpatico ma non offensivo e sicuramente molto più ponderato e intelligente di
chi gli dà un nome di una grifF,o di un mare...ma a loro non è stato detto
niente!!! E poi, gli cambi il nome,perchè venerdì è offensivo e come lo
chiami?!? GREGORIO...(!?)ora sì che è segnato,sarebbe plusibile se crescendo il
bambino chiedesse i danni d'immagine allo stato per il nome che gli hanno
affibbiato!!!! 22/10/2008 16:33 sergio Comprino un cane e gli diano il nome che
vogliono. Anche se, a certa gente, non lascerei tenere in casa neanche un pesce
rosso. 22/10/2008 16:50 Vittorio60 cambiando giustamente il nome al povero
pargolo, è stato evitato di avere tra i piedi, fra qualche anno, un nuovo piero
maso. Sono presenti 6 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email:
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"Non ci sono soldi, finita un'epoca" (53 commenti) Classi separate
per stranieri, a Bologna è già realtà (49 commenti) "Via la patente
ai condannati per droga E se minori non potranno prenderla" (46 commenti)
Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il premier
soffia sul fuoco" (36 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"
(36 commenti) 17:07:08 - iniziarono a mettere nel campo i comunisti ed io non
protestai perchè non ero comunista... poi ci mi[...] Berlusconi: "Polizia
nelle università" Veltroni: "Il premier soffia sul
fuoco"17:00:41 - Bravissimo, concordo in pieno. Sopratutto sulla
risoluzione radicale del problema al punto uno. Dedy[...] Classi separate per
stranieri, a Bologna è già realtà16:59:30 - gia drogarsi è un problema in se,
in più chi si droga di solito lo fa perchè ha dei problemi non per[...] "Via
la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"16:57:26 - Avanti Gelmini! Siamo con
te! Perché i nostri cari ragazzi non "scioperano" di pomeriggio?
Forse per[...] Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni:
"Il premier soffia sul fuoco"16:54:49 - Elisa, se non esistesse chi
la usa non ci sarebbe neppure chi la spaccia, vedi non sempre l'ultimo d[...]
"Via la patente ai condannati per droga E se minori non potranno
prenderla"16:53:20 - Credo che qualunque operazione tesa a isolare e quindi
favorire il traffico su bicicletta sia da app[...] 'Sì' alla ciclabile sul
Ponte Vecchio Ma serve l'ok della Soprintendenza16:51:49 - Compagni! tutti in
piazza! sfasciamo tutto! se i poliziotti ci toccano li denunciamo come a Genova
e[...] Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il
premier soffia sul fuoco" Polizia per fermare le occupazioni nelle scuole,
sei d'accordo?Beckham la Milan, un buon acquisto?Cure palliative a base di
oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in
via definitiva per droga: sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la
richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani
sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare
le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi
dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate
per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo? La foto
del giorno Un super reggiseno Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle
bra”, il reggiseno più caro della storia creato da Victoria's Secret.
L'indumento costa 4 milioni di euro ed è composto da 3.900 pietre preziose,
migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato ciascuno e 34
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nero da 100 carati RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002
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( da "RomagnaOggi.it" del 22-10-2008)
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Scuola
17.27
(Ultima Modifica: 22 ottobre 2008) Polizia negli atenei contro le occupazioni.
Lo ha annunciato il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi assieme al ministro della
Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. "Voglio fare un avviso ai naviganti: non permettero'
occupazioni delle scuole e delle universita'", perche' questa e' una
"violenza". "Convochero' oggi il ministro dell'Interno
Maroni" per fare il punto. Insorge l'opposizione: "Non è più
possibile protestare". "Andremo avanti sulla riforma della
scuola. Continuiamo nella direzione lungamente meritata e poi intrapresa dal
ministro Gelmini che e' un ottimo ministro - ha
sottolineato il premier -. Non faremo nessun taglio alla scuola pubblica, ma il
nostro provvedimento e' a lungo periodo e estendera' i suoi effetti in tre
anni". Il premier ha voluto anche allontanare lo spettro del razzismo.
"Ci accusano di esser razzisti" per la vicenda delle classi per gli
immigrati. "Non e' cosi', non c'e' nessun razzismo ma stiamo applicando
solo buonsenso".
( da "RomagnaOggi.it" del 22-10-2008)
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Scuola
17.27 (Ultima
Modifica: 22 ottobre 2008) Berlusconi soffia sul fuoco. Walter Veltroni non ci
sta alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi sulla
repressione delle proteste contro la riforma della scuola. Con quanto ha detto
questa mattina, il premier Silvio Berlusconi si assume "la grave
responsabilita' di trasformare una questione sociale in un problema di ordine
pubblico", dice il segretario del Pd. "Berlusconi vuole usare polizia
e carabinieri per risolvere un problema che spetta alla politica". Walter Veltroni ribadisce la richiesta al governo di ritirare il
decreto Gelmini ed aprire
un tavolo di discussione con tutte le parti in causa. "La democrazia e'
ascolto e poi, ovviamente, decisione ma rispettando le opinioni. Ci sono decine
di migliaia di precari il cui posto e' in discussione, altro che chiacchiere.
La mia proposta -dice il segretario del Pd- e' come sempre responsabile: si
ritiri il decreto, si apra un tavolo e ci si dia un tempo per poi
decidere". L'ex sindaco di Roma, dati alla mano, riferisce la tabella di
marcia prevista dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per i tagli al
reparto scolastico. "Berlusconi dice che non ci sono tagli alla scuola.
Questi dati dimostrano che e' previsto un taglio di ben 8 miliardi di euro.
Come fa Berlusconi a dire bugie del genere davanti all'opinione
pubblica?", sottolinea il segretario del Pd, parlando ad una conferenza
stampa convocata per replicare al premier Silvio Berlusconi sulla protesta
contro la riforma Gelmini.
( da "Sestopotere.com" del 22-10-2008)
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Scuola
(22/10/2008
16:34) | (Sesto Potere) - Bologna - 22 ottobre 2008 - Dopo
un lungo e acceso dibattito dedicato alla legge Gelmini e ai problemi della scuola nel nostro territorio, aperto
dall'intervento dell'assessore all'Istruzione Paolo Rebaudengo, il Consiglio
provinciale ha approvato sul tema, nella seduta di ieri, due ordini del giorno
firmati, rispettivamente, il primo dai consiglieri Pd Gabriele Zaniboni e
Gaetano Mattioli, il secondo, dai gruppi PdCi, Pd, Verdi , Sd, IdV, Prc.
Il primo documento riguarda la mozione della Lega Nord che prevede
l'introduzione di test per bambini stranieri in età di obbligo scolastico
indirizzando coloro che non superano la prova verso "classi ponte che
consentirebbero di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana,
propedeutici all'ingresso degli immigrati nelle classi permanenti". Per il
Consiglio, la mozione introduce un principio di discriminazione sui minori
attraverso la previsione di classi differenziate; perciò si invita il
Parlamento a non trasformare i contenuti della mozione approvata dalla Camera
dei deputati in proposta di legge. Il secondo odg riguarda invece le
conseguenze che avranno sul mondo della scuola gli ultimi provvedimenti Gelmini: i tagli di bilancio (circa 8 miliardi di euro entro
il 2012); la modifica dell'organizzazione didattica e dell'offerta formativa
nella scuola primaria attraverso la riduzione del tempo in classe e la
reintroduzione del maestro unico; la proposta di trasformare scuole e
università in fondazione. L'ordine del giorno, in considerazione anche del
recente studio dell'Ocse che pone il livello di apprendimento della nostra
scuola primaria tra i migliori al mondo, ritiene "grave e inaccettabile
che per far quadrare i conti della Finanziaria il Governo smantelli per decreto
l'ordine di scuola che meglio funziona in Italia e tagli drasticamente le ore
di lezione (da 30 a 24) re-introducendo l'anacronistica figura del maestro
unico, riducendo il tempo pieno a mero doposcuola, con effetti devastanti sul
personale, sugli alunni e le loro famiglie, sulla qualità dell'insegnamento.
"Tutto ciò, inoltre, impedisce, a loro giudizio, che le nuove generazioni
possano competere sul mercato internazionale del lavoro. L'odg invita quindi i
parlamentari bolognesi ad adoperarsi affinché il decreto del Governo venga
ritirato; invita la presidente Draghetti a mettere in atto tutte le iniziative
necessarie per respingere la "controriforma del governo"; impegna
infine il Consiglio provinciale "al fianco degli insegnanti, delle
famiglie, degli enti locali, e dei cittadini nel proseguire le attività per la
difesa della scuola pubblica." Entrambi gli odg sono stati approvati con
19 voti favorevoli (Pd, PdCi, Sd, Rc) e 9 contrari (FI, GdL e An).
( da "Sestopotere.com" del 22-10-2008)
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Scuola
(22/10/2008
17:06) | (Sesto Potere) - Ferrara - 22 ottobre 2008 - La seduta del Consiglio
provinciale di oggi si è aperta con un ricordo del presidente della Provincia
Pier Giorgio Dall'Acqua dedicato a Vittorio Foa, scomparso nei giorni scorsi.
RICORDO DI VITTORIO FOA Ci ha lasciati all'età di 98 anni Vittorio Foa, figura
storica, dell'antifascismo, del sindacato, della politica e della cultura del
nostro Paese. La sua lunga vita ha attraversato un arco straordinariamente ed
anche drammaticamente intenso della nostra vicenda storica. Arrestato a Torino
nel 1935, fu per dodici anni incarcerato con l'accusa di essere militante di
“Giustizia e Libertà”, il movimento fondato da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu.
Fu liberato nell'agosto 1943 e durante la sua prigionia conobbe in carcere
figure storiche dell'antifascismo come Ernesto Rossi. Insieme con Ugo La Malfa,
Vittorio Foa è stato segretario del Partito di Azione e, terminata l'esperienza
azionista, fu in seguito deputato socialista per tre legislature. Risale al
1948 la sua adesione al sindacato dei metalmeccanici della CGIL, di cui divenne
successivamente segretario nazionale. Ha lasciato la politica attiva nel 1992 e
da lì inizia un'intensa esperienza editoriale, a prevalente carattere
autobiografico. Di Vittorio Foa ci rimangono il suo ricordo, il suo esempio e
la sua eredità straordinariamente attuale. Le sue idee ed intuizioni sull'Europa
unita, la riflessione sull'importanza delle autonomie locali, il grande
contributo al pensiero e, soprattutto, alla cultura della democrazia, sono solo
alcuni capitoli del grande libro della sua vita, che continuano a parlarci e ad
illuminare il nostro cammino in un tempo denso di incertezze. Quella di
Vittorio Foa è per noi la lezione di una vita spesa per difendere ed affermare
il valore della libertà di pensiero, di espressione e di poter denunciare,
respingere e combattere, ogni situazione di ingiustizia, di sopruso e di
violenza. La lezione e la testimonianza di Vittorio Foa siano per noi il modo
migliore per ricordarlo. Dopo la lettura in aula del discorso da parte del
presidente Dall'Acqua ha fatto seguito un minuto di silenzio dell'assemblea. Il
consigliere Paolo Panizza (Pd) ha poi proposto al Consiglio di approvare un
testo in cui si esprima la solidarietà del Consiglio provinciale allo scrittore
Roberto Saviano. Tutti i gruppi hanno condiviso ed è stato poi approvato
all'unanimità il seguente documento: “Il Consiglio provinciale, esprime la
propria solidarietà allo scrittore Roberto Saviano per le minacce di morte che
gli sono state intimate per la sua opera di denuncia e di lotta contro la
camorra. Il suo impegno civile contro la camorra e, più in generale contro la
criminalità organizzata – al pari di quello delle Forze dell'ordine, dei
magistrati e di tutti gli uomini al servizio delle nostre Istituzioni –, merita
la piena condivisione, approvazione e solidarietà, perché riguarda i valori
fondamentali della legalità, della libertà e della sicurezza di tutti i
cittadini.Valori che sono alla base della nostra civile convivenza e del nostro
Stato democratico e che è inaccettabile siano minati da qualsiasi forma di
criminalità organizzata”. Si è poi passati alla fase delle delibere. Il
vicepresidente della Provincia Davide Nardini ha presentato gli interventi a
sostegno dell'attività in Sacca di Goro. Con i 200.000 euro erogati dalla
Regione per la gestione della Sacca sono stati realizzati alcuni interventi:
tra gli altri la raccolta e il riutilizzo di macroalghe e si è attivato un
sistema di monitoraggio delle acque lagunari. La delibera è stata approvata
all'unanimità. Votazione: 26 presenti, 26 favorevoli. Si è poi aperta la fase
degli Ordini del Giorno. Si è discusso un ordine del giorno con procedura
d'urgenza presentato dai Consiglieri Mario Castelluzzo (Pd) e Paolo Panizza
(Pd) relativamente a “istruzione, scuola e università”. Nel documento
premettendo che “con la manovra finanziaria d'estate si prevede di emanare
regolamenti che provvedono a modificare l'assetto organizzativo e didattico
attraverso l'accorpamento di classi; che si evince dai numeri un taglio di
circa 8 miliardi di euro in un triennio per il sistema scolastico italiano; che
i tagli provocheranno una sensibile diminuzione della qualità
dell'insegnamento; che con ogni probabilità diminuiranno nella scuola
elementare e nelle materne il tempo pieno”, il Consiglio provinciale “esprime
la propria vicinanza a tutti quei lavoratori che nei
prossimi anni in conseguenza del decreto Gelmini subiranno la perdita del posto di lavoro e a tutti quanti si
stanno mobilitando per esprimere la propria contrarietà al decreto”. “Il testo
– ha evidenziato il consigliere Castelluzzo nella sua presentazione - è aperto
al contributo di tutti e a chi vuole arricchirlo”. Mario Castelluzzo
(Pd): C'è in ballo il futuro dei nostri figli e della società. Se si interviene
in questo modo non si fa del bene alle nuove generazioni. Intervenire per
decreto senza consultare e dialogare con il mondo della scuola non è serio. Non
si può accettare un taglio così drammatico di personale, ci sono migliaia di
famiglie coinvolte e un colpo di accetta sui precari. Massimo Mazzanti
(Fi-Pdl): Si tratta di una lettura bugiarda della realtà. E' un ordine del
giorno da respingere con tutte le forze, è una manifestazione di protesta
orchestrata dalla sinistra con la scuola che rappresenta il suo fortino. La
scuola deve dimagrire e tendere verso standard europei. Isabetta Gomedi (Pd): Non
poteva iniziare un anno scolastico peggio di così. Condivido l'Odg, il decreto Gelmini si basa su una parola chiave: risparmio. Non si
parla di qualità della scuola, il maestro unico ci riporta indietro, ci sono
tagli enormi, i precari vedono crollare il mondo addosso. Stefano Gargioni
(Gruppo Misto): Una riforma di sistema andrebbe fatta con un ampio dibattito e
non per decreto. Condivido che è inaccettabile riformare senza sentire la
scuola e chi ci lavora ma ad esempio ci sono aspetti come il maestro unico che
non è una cosa da stracciarsi le vesti. Brunella Lugli (Verdi): Il ministro Gelmini ha come unico obiettivo il fare economia.
Indebolisce la scuola pubblica e rafforza quella privata. Il tempo pieno è
fondamentale, ci preoccupa fortemente anche il discorso delle classi separate ,
la scuola italiana ha sempre fatto dell'integrazione un valore. Catullo Nalin
(Pdci): Questi governanti capovolgono la scuola, è un concetto berlusconiano di
società: il partito azienda governa la scuola e gli studenti sono consumatori
dell'azienda. E' un metodo sbagliato come sono profondamente errate le classi
separate che non hanno senso. Ugo Taddeo (Fi-Pdl): La riforma Gelmini ci fa andare più vicino ad altri paesi europei.
Siamo ancora ben lontani da quegli standard. Si impiegano troppe risorse per il
personale, come si fa a fare ricerca? Il personale è sempre aumentato perché si
sono coltivate delle clientele. Rossano Scanavini (Udc…popolari liberali verso
il Pdl): Non condivido la scelta del decreto ma ci sono dei privilegi che
devono essere toccati. Non sono possibili classi da 15 alunni, occorre una
razionalizzazione dell'offerta. Non è possibile un assetto in cui il 97% delle
spese va in personale. Assessore Angela Poltronieri: Si è proceduto ad una
riforma senza interpellare il mondo della scuola, i pedagogisti e l'università.
La scuola non deve dimagrire va razionalizzata, valutata nelle sue funzioni. Il
dimagrimento non si addice ad una progettazione, va impostata una rete
scolastica efficace ed efficiente. Neda Barbieri (ApF): La scuola preoccupa
tutti anche perché occorre ammettere che il livello di preparazione degli
alunni italiani è basso. Non bisogna dire sempre no e con le risorse che ci
sono va trovata una organizzazione di spesa. Al centro va messo il discorso di
meritocrazia. Paolo Panizza (Pd): Ci sarebbero tanti temi da affrontare.
Occorre potenziare il tema dell'insegnamento nella classe e non procedere per
classi separate. Il metodo del governo è decisionista per immagini. Siamo
pronti a riunirci e trovare una intesa sul documento presentato. Giovanni
Cavicchi (Lega Nord): Ci sono cifre che vengono date in maniera allarmistica,
occorre arrivare ad una riforma della Pubblica istruzione in Italia. I bambini
con la fiaccola in mano per le proteste sono uno sfruttamento che secondo me
non andava fatto. Fausto Balboni (An-Pdl): La Gelmini
sta portando delle novità in un percorso nuovo che mira ad ottimizzare le
risorse impegnate nel mondo della scuola. Probabilmente serve un maggiore
dialogo e sedersi attorno ad un tavolo per un utilizzo migliore delle risorse.
Dopo una sospensione dei lavori è stato presentato un emendamento che va
modificare parti del documento iniziale e che è stato condiviso da tutta la
maggioranza di centrosinistra. E' stato letto in aula da Mario Castelluzzo
(Pd). Il testo dopo avere richiamato che “i tagli nel mondo della scuola
ammontano a circa 8 miliardi di euro in un triennio a carico del sistema
scolastico italiano; che il decreto abolisce il modello di organizzazione
didattica della scuola elementare reintroducendo il maestro unico nelle
elementari; che gli effetti della legge 133/08 saranno pesantissimi su tutte le
scuole di ogni ordine e grado con la scomparsa di 87.000 insegnanti; che in
Emilia Romagna si ipotizza un taglio di 7.000 insegnanti e 3.500 Ata in una
Regione caratterizzata dall'elevata frequentazione della scuola pubblica; che
il ricorrere alle classi separate porta a discriminazioni e nega il concetto di
inclusione; che con il taglio della permanenza degli studenti a scuola si
innescano meccanismi sociali che vanno a discapito soprattutto delle famiglie
più deboli socialmente”, esprime “la vicinanza a tutti quei lavoratori che nei
prossimi anni in conseguenza del decreto Gelmini
subiranno la perdita dei posti di lavoro; agli studenti e alle loro famiglie
che si vedranno privati del diritto completo, ad una scuola pubblica
accessibile a tutti e di qualità e a quanti in questi giorni si stanno
mobilitando per esprimere la propria contrarietà al decreto”. “Si chiede a Parlamentari
e a tutte le forze politiche di giungere a modifiche e al ritiro del Decreto;
si chiede al ministro di rivedere le sue decisioni al fine di assicurare alle
scuole organici importanti, investendo maggiori risorse nella scuola, nel
sistema universitario e nella ricerca”. L'emendamento al testo è stato
approvato. Votazione 23 presenti, 17 favorevoli e 6 contrari. L'Ordine del
Giorno è stato approvato. Votazione 22 presenti, 17 favorevoli, 1 astenuto, 4
contrari.
( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
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Scuola
Cortei
e manifestazioni in tutta Italia, dopo gli incidenti a Milano e
l’occupazione di alcune facoltà a Roma e Torino. Il presidente del Consiglio:
"Andiamo avanti, non ritireremo il decreto"
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università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" Cortei e
manifestazioni in tutta Italia, dopo gli incidenti a Milano e l'occupazione di
alcune facoltà a Roma e Torino. Il presidente del Consiglio: "Andiamo
avanti, non ritireremo il decreto" Roma, 22 ottobre 2008 - Le parole
pronunciate dal presidente del Consiglio sulle proteste del mondo della scuola
sono “gravi”, rischiano di “soffiare sul fuoco” e c'è da augurarsi che Silvio
Berlusconi le smentisca. Il segretario del Pd, Walter Veltroni, incontra i
giornalisti e spiega: “Abbiamo dovuto convocare questa conferenza stampa dopo
aver letto le parole del presidente del Consiglio. Parole molto gravi che
possono essere cariche di conseguenze. L'impressione è che il presidente del Consiglio
abbia voluto soffiare sul fuoco, una cosa che un presidente del Consiglio non
deve fare”. Le proteste sulla scuola rappresentano “un problema sociale e non
un problema di ordine pubblico”, continua Veltroni. “Spero che tutti abbiano
senso di responsabilità di fronte a queste parole e continuino con una protesta
pacifica. Esprimo grave preoccupazione per le parole del presidente del
Consiglio, mi auguro che siano per l'ennesima volta frasi che verranno
smentite. Ma sono parole molto gravi che rischiano di soffiare sul fuoco e
caricano una enorme responsabilità sulle spalle del presidente del Consiglio”.
BERLUSCONI Il premier Silvio Berlusconi spiega in conferenza stampa che sono in
corso contatti con “il ministro dell'Interno su come intervenire attraverso le
forze dell'ordine per evitare che possano accadere” occupazioni di scuole e
università. Il premier Silvio Berlusconi, parlando in conferenza stampa a
Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,
assicura di non aver “mai” manifestato da studente e di essere stato un alunno
“sempre diligentissimo ed esemplare”. Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi respinge al mittente la richiesta di Walter Veltroni di ritirare il
decreto Gelmini sulla scuola che spiega “non è la riforma”.
Per questo, in una conferenza stampa a palazzo Chigi proprio con il ministro
dell'Istruzione che definisce “ottimo”, replica: “Da sinistra si sono affermate
troppe cose ce sono un divorzio dalla realtà”. Per il premier gli attacchi
della sinistra sono solo “un tentativo di organizzare un'opposizione di piazza
al governo su un terreno circoscritto perché il governo è inattaccabile su
tutti i provvedimenti che ha preso finora”. Quindi, per Berlusconi, da parte
della sinistra “si dicono cose assolutamente false”. Sulla riforma della scuola
“andremo avanti: continuiamo nella direzione lungamente
meditata e poi intrapresa dal ministro Gelmini e dal governo”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in
conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Per Berlusconi, il
centrosinistra sta portando avanti un “allarmismo inutile”. ANCORA
PROTESTE Proseguono le proteste degli studenti contro la riforma Gelmini: dopo gli incidenti a Milano e l'occupazione di
alcune facoltà a Roma e Torino, oggi all'Universita' La Sapienza di Roma gli
studenti hanno chiuso con lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno
di protesta. A Bari, gli studenti hanno imitato un corteo funebre per la morte
dell'Universita' pubblica. Sul fronte universitario, come fa sapere l'Unione
degli Studenti, e' fitto il calendario delle manifestazioni, in vista anche
della manifestazione nazionale del 14 novembre, praticamente in tutta Italia:
da Catania all'Aquila, da Perugia a Reggio Calabria e Catanzaro, e poi ancora
previste assemblee anche a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Teramo e Macerata.
In fermento anche gli studenti delle medie superiori: a Rende, Cosenza, gli
studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la scuola. Al liceo
scientifico di Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l'autogestione
che proseguira' per tre giorni, mentre a Reggio Calabria, assemblea aperta
degli studenti dei licei Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di
studenti di scuole medie superiori si stanno inoltre svolgendo a Roma, in due
zone diverse della capitale. Tensione a MilanoPolizia per fermare le
occupazioni? - Giuste le proteste studentesche? Commenti Invia commento Segnala
ad un amico 22/10/2008 12:47 roberto siamo l'ultimo paese del mondo ad eccetto
di Cuba e Corea del nord, che ha al suo interno strutture del socialismo reale.
La scuola costa una enormità,ma il livello di cultura del paese non migliora
rispetto a 30 anni fa,un esercito di persone che percepiscono uno stipendio non
adeguato e fanno un lavoro con risultati non adeguati alle sfide planetarie che
dovremo affrontare.sarà l'ora di lavorare per il cambiamento o si continua con
voler un lavoretto per signore impegnate in altre cose? 22/10/2008 12:54 Andrea
_ Fi Quando l'Ente Nazionale per L' Energia Elettrica, fu privatizzato il mio e
tanti posti di lavoro scomparvero per essere "esternalizzato" , e non
ci furono proteste , l' allora Presidente del Consiglio era Baffino D' Alema
... meditate gente , meditate ... ma si ricordi che chi semina vento raccoglie
tempesta ! 22/10/2008 13:00 Daniele si certo la colpa è sempre della
sinistra...quelli di destra sono immacolati,dei santi,tutto quello che dicono
corrisponde a realtà,come quando dicevano di aver ripulito napoli,omettendo di
dire solo nelle vie principali...ormai la maschera di berlusconi non regge
più... 22/10/2008 13:17 rev72 ciuchi, capre ignoranti, andate a studiare invece
di fare i fancazzisti per la strada. E visto che ci siete, ammesso che ne siate
capaci o che lo abbiate mai fatto, leggetevi anche il testo vero del decreto
legge, non quello edulcorato dai sinistroidi. 22/10/2008 13:21 Giovanni
Concordo totalmente: basta con questa categoria di sottosviluppati che lavora
18 ore e da 40 anni rifiuta ogni tipo di riforma, di qualsiasi colore sia. La
scuola è un cesso e loro la vogliono così. Se hanno dignità si dimettano di
massa che ci fanno un piacere! 22/10/2008 13:22 vanni ma sì, tutti in piazza a
fare casino... 22/10/2008 13:23 Arcangelo Per forza ci sono proteste nell'universita':
il duo Tremonti-Brunetta hanno fatto una legge che aumenta il potere dei
baroni! Il Senato Accademico (che e' costituito da un gruppetto di baroni) ha
un potere in piu': quello di privatizzare l'universita'. Poi tagliano
indiscriminatamente su tutto, diminuiscono gli stipendi di quelli che lavorano
e di quelli che non lavorano, piove sui giusti e sugli ingiusti. Questo governo
cerca solo di difendere i privilegi dei baroni, anzi, li aumenta. Ma poi e'
ovvio: il parlamento e' pieno di baroni (e brunetta-tremonti cosa facevano
prima di fare i ministri?) Bella riforma, complimenti! Una difesa delle caste
alle spese di quelli che lavorano! 22/10/2008 13:30 gierre che non si
meraviglia forse i nostri studenti sono quelli che cercano un "lavoretto"
purchessia sottocasa! non si vede infatti almeno fino ad ora una decisa volontà
di confrontarsi con i colleghi "europei", tanto meno con gli studenti
della tanto vituperata "america". lì, cari ragazzi, se non tirate
fuori gli attributi, non arrivare da nessuna parte! ma forse è proprio questo
il desiderio di chi per anni vi ha illuso con il "6" a tutti, con il
"18" distribuito a grappolo... infatti la cultura è proprio il nemico
numero uno di un certo modo "politico" di vedere le cose, una
generazione di studenti preparati ed in grado di distinguere e collocare i
fatti della vita nella loro giusta dimensione e nel giusto contesto è stata las
causa principale di una certa rovinosa caduta! o no? alè 22/10/2008 13:45
Amelia S. Avete già dimenticato di quando Berlusconi fece entrare in ruolo
15.383 docenti di Religione pagati dallo Stato italiano, ma nominati dai
singoli ordinari diocesani italiani? Che strano paese l' Italia, un paese di
smemorati. Chi non ricorda, ripete gli stessi errori. 22/10/2008 13:55 alien quando
protestavano contro la sinistra andava bene anche la piazza (e facevano ben,
per carita') quando protestano contro di loro non va bene piu' nulla. ci manca
la polizia nelle scuole e poi con l'informazione in mano ad uno solo siamo a
posto. a quando i manganelli ed il coprifuoco?solo un paese di pecore come
l'Italia non si e' ancora accorta che si va verso la dittatura, anzi ci siamo
gia' non e' con la polizia che si risolvoro i problemi di questa specie di
paese. ma siccome tutti si sono fatti incantare da tre promesse che poi non
sono state mantenute. e' quello che ci meritiamo. e, da parte di uno che votava
sinistra, grazie sinistra e' a te che dobbiamo questa bella situazione.
22/10/2008 14:04 risano Al caro Daniele, vai nei paesi del socialismo reale a
vedere come funziona la scuola !! Neanche da loro ci sono fannulloni,
impreparati, senza dignita' come nella scuola italiana. I nostri docenti non
fanno nulla e si lamentano in continuazione. Farei fare 3 (diconsi tre) anni di
officina o fabbrica prima di cominciare a fare gli insegnanti. Vedresti come
cambia tutta la storia. 22/10/2008 14:07 Luka x daniele Daniele, è inutile che
ti lamenti. Nessuno ha detto che la destra ha sempre ragione, piuttosto la
sinistra non ha quasi mai ragione e ormai ne ha fatte troppe, la gente ha
aperto gli occhi e ha capito che dietro a tante belle parole si nasconde il
vuoto, mi sembra che di fiducia alla sinistra in italia se ne sia data già
troppa. Siamo un paese democratico, la gente ha deciso di cambiare rotta, era
stufa di parolai senza competenze e stufa dei continui sprechi soprattutto al
meridione. Rispetta il volere della maggioranza e non lamentarti, piuttosto
proponi. 22/10/2008 14:07 fra Vorrei conoscere le leggi che permettono in un
paese "democratico" di occupare una scuola, escludendone così
l'ingresso a quei pochi, ma validi studenti che vorrebbero fare scuola. Come
può una preside permettere che ciò avvenga? Se si vuole manifestare contro un
pensiero non condiviso, si può scendere in piazza durante uno sciopero o una
manifestazione, ma mi sembra molto poco democratico costringere anche chi ha
opinioni diverse a dovere sottostare a pensieri altrui, inoltre mi sembra che
sia stato scavalcato l'articolo 34 della nostra Costituzione: il diritto allo
studio". 22/10/2008 14:11 stellanera Finalmente una riforma degna di
essere chiamata tale!!! Grande Ministro....."non ti curar di loro, guarda
e passa" 22/10/2008 14:34 alberto Secondo me presto ci sarà una guerra
civile. 22/10/2008 14:47 mauro toselli ritengo molto pericoloso per l'ordine
pubblico e la democrazia, l'ordine di mandare le forze dell'ordine dentro le
universita' e le scuole , che Berlusconi vuole dare a Maroni ( Maroni dovrebbe
rifiutarsi di applicarlo ) . la soluzione piu' giusta e' quella proposta da Veltroni
" sospendere il decreto Gelmini e discutere la
riforma della scuola con tutte le parti interessate" 22/10/2008 15:28
emanuel Che lascino lavorare chi sta cercando di modernizzare la scuola.Meno
gente che vive "a ufo" sulle spalle del sistema e più giovani che
vogliono studiare su libri e in laboratori però e non nelle piazze ad
approfondire tecniche di sit-in. 22/10/2008 15:29 frankobor Il mitico Berluskaz
è un gran tempista: occorre preparare per tempo un diversivo, meglio se lascia
un po' di sangue secco sulle strade, per i prossimi mesi, quando occorrerà
sfilare soldi dalle tasche di idraulici, impiegati, operai o infermieri per
soccorrere la povere banche 22/10/2008 15:31 giovanni T. Bravi dx,solo coi
diktat siete in grado di mandare avanti le cose,mi sembra di essere in russia
al tempo del baffo,già dimenticavo che è stato sostituito degnamente da
Putin.Che ci sia un ponte fra il p e il b? 22/10/2008 15:38 BRASILE E Vai! ho
45 anni, quando frequentavo le superiori la terminologia era esattamente la
solita.....occupazione,autogestione,assemblea permanente,a quei tempi non
esisteva berlusconi e tutta la banda di demoni che stanno imperversando nel
panorama politico Italiano, brutti, cattivi,disonesti,fascisti, gentaccia
insomma.Votati dalla maggiornaza degli Italiani ma gentaccia.Bene tornando a
bomba tutto si riassumeva in voglia di studiare poca o niente,discorsi fatti da
pochi pappagalli imbevuti di ideologia e punto!I miei ricordi di scuola sono
pieni di professori leggendo la Gazzetta dello sport durante l'ora di lezione
etc...mi sa che le cose non siano cambiate....viva l' anarchia!Avanti cosi che
andiamo bene,come sempre la sinistra e' piu' interessate alle parole e non ai
fatti, sanno fare politica.....e basta!STRUMENTALIZZARE questo lo sanno far
bene....eccome. 22/10/2008 15:40 sinistro invece che le scuole pubbliche
bisognerebbe occupare quelle abusive dove i figli dei ricchi vanno a bivaccare
perchè non sono abbastanza bravi per fare le scuole pubbliche, come il figlio
di bossi, e hanno bisogno che paparino compri loro un titolo di studio.
22/10/2008 15:47 Daniele ma si mettiamo pure i polizziotti nelle università,e
perchè no anche l'esercito con licenza di uccidere...lo fanno per la nostra
sicurezza cosa credete...ma mettersi a tavolino per risolvere la faccenda no
è...troppo democratico 22/10/2008 15:53 franz bello questo forum promette
scintille,ma io ne ho una migliore per tutti i
giottini,girotondini,sessantottini,ini,ini.se siete così democratici come
volete far credere perchè dato che le ultime elezioni hanno stabilito una netta
maggioranza,non vi rilassate e fate un bel respiro lungo 5 anni in attesa che
possa venire anche il vostro turno?la democrazia ne gioverebbe,voi avrete tutto
il tempo per cambiare finalmente i vostri monotoni slogan e forse qualche nuova
generazione potrà pure sostituirvi proponendo...già proponendo,ecco la parola
magica che vi è sempre mancata. 22/10/2008 15:54 paolino Basta con questi
pseudo studenti quasi tutti somari che vanno a scuola a non fare nulla solo tanto
casino siamo stanchi di pagare tasse per questa feccia di scuola con professori
meglio di dipendenti pubblici che nulla fanno.Studiate a casa vostra da soli o
per corrispondenza poi date gli esami all'estero se vi va bene altrimenti
andate tutti a lavorare 22/10/2008 16:02 ALESSANDRO mauro toselli la tua è una
proposta troppo democratica e per questo motivo non sarà presa in
considerazione . anche io ho il timore che a breve si scatenerà una guerra
civile grazie all' unto... 22/10/2008 16:02 BRASILE Egregio Sig. Toselli, e
ridagliela con discussioni e tavole rotonde e chiacchere.....Veltroni grande
oratore.....e basta! 22/10/2008 16:12 daniele ma come colpa della sinistra? ma
non capiscono che se c'è una nazione intera di studenti docenti e ricercatori che
manifesta forse c'è qualcosa che non va??? io questo governo non lo sosterrò
nemmeno morto... avanti cosi ragazzi... se non cambierà lotta dura sarà
22/10/2008 16:13 daniele allora me le pagate voi silvio e maria star gelmini i
6000 euro di tasse l'anno che dovrò pagare perchè le università diventano
fondazioni private? 22/10/2008 16:35 giotr Spero solo che alle parole segua
un'azione concreta Basta con le okkupazioni La scuola a chi ha voglia di
studiare , gli altri fuori ! Per Mr Walter dico di fare attenzione ,a soffiare
sul fuoco ci si potrebbe bruciare 22/10/2008 16:37 Valerio La Ministra gelmini
ha asserito che la scuola così come è organizzata ora "ha rovinato la sua
generazione", La ministra dimentica forse di essere nata nel 1973? Quando
lei era in età per frequentare la scuola elementare c'era il maestro unico.
(mia moglie è dello stesso anno della ministra e mia madre è stata maestra
unica in quegli anni e anche prima, alcuni sui racconti sono:"gli alunni
adesso con tre insegnanti ricevono più stimoli positivi e in modo più armonico,
avvicinandosi a diverse menti..." 22/10/2008 16:38 Alberto L'ennesimo
annuncio farsa per gli Italioti Ignoranti. Cari italioti vi siete accorti che
anche oggi la Borsa sta chiudendo in profondo rosso e i vostri risparmi si
stanno sciogliendo come neve al sole mentre voi state dormendo un profondo
sonno ? Siamo nel bel mezzo della più grave crisi dal 29 ad oggi. Siamo al
cospetto della disfatta del sistema finanziario globale e la gente si esalta
per l'annuncio idiota sulla polizia nelle Università (la maggior parte di
quelli che scrivono forse non hanno neanche finito le scuole medie). Io
proporrei di mandare la Polizia a controllare le Banche (nei consigli
d'amministrazione di Unicredit, Intesa e anche di Mediolanum di Doris carissimo
socio del Cavaliere). Saluti. Con cordialità, Alberto. 22/10/2008 16:43
Vittorio60 già che questi miserandi contestatori sproloquiano di "regime
(ovviamente: fascista!)", "repressione", "dittatura",
diamo loro un bell'assaggio della messa in pratica di queste espressioni.
magari, senza scomodare un pinochet, coi metodi di un pol-pot. 22/10/2008 16:44
cicciobaldo >Tutti a scaricarsi le colpe sulla malandata università
italiana. La colpa? 1) del '68 e di tutto il letame ideologico che ha prodotto
in 40 anni; 2) delle sanatorie scandalose degli anni '80: chi si ricorda della
Legge 382 del 1980 quando dalla sera alla mattina si ritrovarono Professori
associati cani e porci, senza un minimo di selezione seria e oggettiva?; 3) il
reclutamento universitario post 1980 fatto con concorsi pilotati in cui le
commissioni nazionali con membro interno locale venivano e vengono stabilite a
tavolino; 4) l'aver illuso migliaia di laureati a fare il dottorato promettendo
il posto fisso garantito; 5) la mancanza di aprirsi all'estero, come testimonia
l'ignoranza delle lingue straniere dei ricercatori e docenti universitari
nell'80% dei casi; 6) il proliferare di sedi universitarie inutili soprattutto
nel Sud Italia; 7) i privilegi dei baronetti post 68-ini con la puzza sotto il
naso! E fanno pure i senatori pronti a rispolverare a bandierina rossa
puzzolente di naftalina! 22/10/2008 16:51 vanni Compagni! tutti in piazza!
sfasciamo tutto! se i poliziotti ci toccano li denunciamo come a Genova ed è
colpa loro! andiamo tranquilli che non succede come nella piazza Tienanmen, non
siamo mica in Cina qui, non siamo mica a Cuba. 22/10/2008 16:57 Luciano Avanti Gelmini! Siamo con te! Perché i nostri cari ragazzi non
"scioperano" di pomeriggio? Forse perché le aule son chiuse e non si
guadagna una bella bigiata...con la coscienza a posto perché c'è l'alibi
dell'azione "sociale". Un po' stupidi questi ragazzi che non pensano
al loro futuro e si lasciano incantare dalle sirene professioniste della
sinistra. Se ne accorgeranno quando sarà - ahimè! - per loro troppo tardi.
22/10/2008 17:07 ivan iniziarono a mettere nel campo i comunisti ed io non
protestai perchè non ero comunista... poi ci misero i neri ed io non protestai
perchè non ero nero... poi ci misero gli ebrei ed io non protestai perchè non
ero ebreo.. ecc... e alla fine vennero a prendere me e non era rimasto più
nessuno che potesse protestare. morale: auguro a tutti quelli che plaudono
all'uso della forza pubblica contro gli studenti (anzichè mafia, evasione
fiscale ecc.) di avere bisogno un domani di protestare per qualche
provvedimento che ritengono ingiusto prima che illegittimo. i soldi ci sono:
paghiamo tutti i giorni la multa alla u.e. perchè non abbiamo oscurato rete4.
22/10/2008 17:28 x ivan credo ke sia la 25esima volta ke ripeti di Rete4!!e
basta!nn hai mai fatto una proposta completa....parli sempre e solo a slogan!
22/10/2008 17:30 CARLO è risaputo che quando il premier apre bocca dice sempre
delle cavolate! che significato avrebbe mandare la polizia nelle scuole? li
mandasse dove veramente c'è bisogno!!! da quando il mondo è mondo le
contestazioni sono sempre esistete! si è dimenticato il premier e i suoi soci
di governo cosa facevano quando governava la sinistra?
ugualeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!! 22/10/2008 17:32 Manuel si, mettiamo la polizia
nelle università così è la volta buona che non mi laureo più.... con gli
studenti e la polizia che assaltano voglio vedere se c'è qualche professore che
si prende il rischio di manganellate o sassate... io gli mi devo sbattere a
lavorare e studiare contemporaneamente, mi devo pure prendere la briga di
andare a lezione con assetto antisommossa??? 22/10/2008 17:33 matteo prove di
regime da parte del nostro dittat... ehm presidente del consiglio, il quale
istruirà il ministro dell'interno (come in caso di guerra) su come sparare agli
studenti che manifestano e manderà truppe anche in casa Rai perchè alcuni
giornalisti non la pensano come lui, l'unico vero detentore della VERITA'
ASSOLUTA: il nostro nuovo DUCE! 22/10/2008 17:54 lorenzo condivido l'opinione
di uòlter: l'istruzione è un problema sociale, quindi non capisco perchè lui
intenda trsformarlo in una guerra civile. se quello di avere una grande
influenza sulla cgil non è stato un milantato credito, intervenga subito nei confronti
di questa organizzazione, che da sempre, sta dietro ogni protesta di piazza, e
la inviti a confrontarsi in maniera propositiva col governo. Solo quando
proposte alternative e praticabili saranno poste sul tavolo del dialogo saranno
possibili soluzioni concordate. Diversamente la protesta fine a sè stessa non
troverà alcun sostegno in ambito europeo nè in quello nazionale 22/10/2008
17:55 Jacopo Essere contestati dà fastidio a tutti; ma addirittura mandare la
Polizia alle università per delle occupazioni innocue mi sa tanto di paesi
dell'est europa ex-comunisti! Forse il signor berlusconi non disprezza poi così
tanto quel tipo di stato! 22/10/2008 18:02 alberto L'italia sta implodendo..
presto raggiungeremo l'argentina grazie al vostro amato premier e a una
opposizione di facciata.. Sono presenti 43 commenti, invia il tuo commento!
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occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini"
(100 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero:
"Adesione al 4,5%" (71 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia
Recupereremo 30 milioni di euro" (64 commenti) Lettera aperta del ministro
Gelmini: "Non ci sono soldi, finita
un'epoca" (55 commenti) Classi separate per stranieri, a Bologna è già
realtà (49 commenti) "Via la patente ai condannati per droga E se minori
non potranno prenderla" (48 commenti) Berlusconi: "Polizia nelle
università" Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (43 commenti)
"Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (36 commenti) 18:02:32 -
L'italia sta implodendo.. presto raggiungeremo l'argentina grazie al vostro
amato premier e a una op[...] Berlusconi: "Polizia nelle università"
Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco"17:59:30 - AMO LA MONTAGNA E
SCIARE. DOPO ALCUNI MESI CHE FREQUENTAVO LA MIA MOROSA LE HO CHIESTO "COME
TE LA C[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass17:55:59 -
Essere contestati dà fastidio a tutti; ma addirittura mandare la Polizia alle
università per delle o[...] Berlusconi: "Polizia nelle università"
Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco"17:54:54 - condivido
l'opinione di uòlter: l'istruzione è un problema sociale, quindi non capisco
perchè lui in[...] Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni:
"Il premier soffia sul fuoco"17:54:24 - è una vergogna. se volete
cacciare i senza tetto ditelo e non usate questi escamotage ridicoli[...] Multa
record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni17:50:53 - Caro Luka
a proposito di sprechi. Quante centinaia di milioni di Euro sono stati dati
dall stato com[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 17:42:21 - questo e' lo stato
sociale di cofferati e compagnia bella. una vera vergogna!!!!![...] Multa
record a senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni Polizia per fermare
le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham la Milan, un buon
acquisto?Cure palliative a base di oppio contro il dolore: sei
d'accordo?Togliere la patente a chi è condannato in via definitiva per droga:
sei d'accordo?Pacchetto clima, giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla
Ue di tempi di applicazione più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di
superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie
prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei
trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per
gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi
vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti
per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi
sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo? La foto
del giorno Un super reggiseno Adriana Lima indossa il “Black diamond miracle
bra”, il reggiseno più caro della storia creato da Victoria's Secret.
L'indumento costa 4 milioni di euro ed è composto da 3.900 pietre preziose,
migliaia di minuscoli diamanti neri, 117 diamanti da un carato ciascuno e 34
rubini. La sua peculiarità sono le due grosse (e rarissime) lacrime di diamante
nero da 100 carati RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002
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( da "Quotidiano.net" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Il Mibtel
chiude a -3,47%. Francoforte -4,58%, Londra -4,46%, Parigi -4,7%. Crollo a
Madrid: -8,16%. Dow Jones: -3,08% a metà seduta
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forte calo Wall Street giù, Europa in picchiata Il Mibtel chiude a -3,47%.
Francoforte -4,58%, Londra -4,46%, Parigi -4,7%. Crollo a Madrid: -8,16%. Dow
Jones: -3,08% a metà seduta Tokyo, 22 ottobre 2008 - Wall Street rimane in
forte flessione a metà seduta di scambi con il Dow Jones che perde il 3,08% a
8,756 punti e il Nasdaq che cede l'1,75% a 1.666 punti. In forte calo anche lo
S&P 500 che lascia sul terreno il 3,22% a 924 punti. Sull'umore dei mercati
pesano le trimestrali peggiori delle attese riportate da alcune delle
principali società e in particolare da Wachovia (-2,41%) che nel terzo
trimestre ha perso oltre 23 miliardi di dollari. Scontano risultati deludenti
Merck (-2,84%), Boeing (-7,33%) e At&t (-6,72%). MILANO Piazza Affari
chiude la seduta in deciso ribasso con il Mibtel che ha perso il 3,47%. EUROPA
Terminano con un rosso accentuato le borse del Vecchio Continente, aggravato
dall'andamento di Wall Street. L'indice paneuropeo FtsEurofirst 300 chiude in
perdita del 5,5% a 873,30 punti. A Francoforte il Dax finisce a 4.565,32 punti
(-4,58%), a Londra il Ftse-100 con 4.040,89 punti perde il 4,46%, a Parigi il
Cac 40 lascia sul terreno il 4,7% a 3.312,05, lo Swiss Market cede il 4,08% a
5.933,26 punti. Per il Mibtel a Milano, chiusura a 16226 punti (-3,47%). Le
perdite più pesanti si registrano per i bancari e gli energetici. Segnatamente
Santander, segna un crollo del 10,5% per i timori relativi alle economie
sudamericane. Bp, Total e Shell cedono oltre il 5%. La borsa di Madrid ha
subito oggi la seconda maggiore perdita dell'anno dopo quella dello scorso 10
ottobre, chiudendo a -8,16%, trascinata al ribasso dai dubbi sull'economia
dell'Argentina, dopo l'annuncio della nazionalizzazione dei fondi pensione.
L'indice Ibex 35 è sceso così fino a 8.995,3 punti. TOKYO La Borsa di Tokyo ha
chiuso con un nuovo tonfo la sessione odierna. L'indice Nikkei dei 225 titoli
guida alla chiusura ha registrato una perdita di 631,56 punti, pari al 6,79 per
cento, scendendo a 8.674,69 punti. MUTUI Arriva intanto una nuova boccata
d'ossigeno per le rate dei mutui. Continuano a calare i tassi interbancari:
l'Euribor a tre mesi, il tasso di riferimento per la maggior parte dei prestiti
per l'acquisto della casa, scivola al 4,936% dal 4,968% di ieri. In calo anche
l'Euribor a sei mesi che si avvicina sempre più alla soglia del 5% passando dal
5,010 al 5,006%. E se le famiglie sono preoccupate a causa della crisi, da una
ricerca emerge che la congiuntura economica negativa penalizza anche chi non ha
problemi a sbarcare il lunario. Secondo il tradizionale rapporto di AIPB
(Associazione Italiana Private Banking) che monitora la disponibilità
finanziaria dei cosiddetti 'super ricchi', cioè le famiglie con un patrimonio
finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500mila euro, nel 2008 la loro
ricchezza si è attestata a 779 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto agli
829 miliardi di euro rilevati a consuntivo nel 2007. Le famiglie di super
ricchi italiani risultano pari a 594 mila, facendo segnare un -15% rispetto
alle 694 mila famiglie annoverate nel 2007. Nel 2006 le famiglie super ricche
residenti in Italia erano 703 mila. Passando all'analisi della distribuzione
della ricchezza a livello regionale, la Lombardia con il 24,6% della ricchezza,
seppur con una lieve flessione rispetto al 2007 (-25,1%), si conferma anche nel
2008 la regione in cui si concentrano i principali asset private italiani.
Tutte le altre regioni seguono a lunga distanza: 10,7% Lazio; 9,5% Emilia
Romagna; 8,3% Piemonte; 8,1% Veneto; 6,7% Toscana; 5,7% Campania; 4,7% Sicilia;
4,1% Puglia; 2,7% Marche; 2,8% Friuli- Venezia-Giulia; 2,6% Liguria; 1,9%
Calabria; 1,8% Sardegna; 1,7% Abruzzo; 1,3% Umbria; 0,6% Basilicata; 0,3%
Umbria; 0,2% Valle D'Aosta. DRAGHI "Segnali negativi per il
futuro"Cosa fai per salvaguardare i tuoi risparmi? Segnala ad un amico Tuo
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Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco" (43 commenti) "Il
premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (36 commenti) 18:02:32 - L'italia
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Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco"17:59:30 - AMO LA MONTAGNA E
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Veltroni: "Il premier soffia sul fuoco"17:54:54 - condivido l'opinione
di uòlter: l'istruzione è un problema sociale, quindi non capisco perchè lui
in[...] Berlusconi: "Polizia nelle università" Veltroni: "Il
premier soffia sul fuoco"17:54:24 - è una vergogna. se volete cacciare i
senza tetto ditelo e non usate questi escamotage ridicoli[...] Multa record a
senzatetto Oltre 700 euro per aver steso i cartoni17:50:53 - Caro Luka a
proposito di sprechi. Quante centinaia di milioni di Euro sono stati dati dall
stato com[...] Lettera aperta del ministro Gelmini:
"Non ci sono soldi, finita un'epoca" 17:42:21 - questo e' lo stato
sociale di cofferati e compagnia bella. una vera vergogna!!!!![...] Multa
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le occupazioni nelle scuole, sei d'accordo?Beckham la Milan, un buon acquisto?Cure
palliative a base di oppio contro il dolore: sei d'accordo?Togliere la patente
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giusta o sbagliata la richiesta dell'Italia alla Ue di tempi di applicazione
più lunghi?Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile
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Lima indossa il “Black diamond miracle bra”, il reggiseno più caro della storia
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( da "ITnews.it" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Roma,
22 ott. - (Adnkronos) - "Sappiamo qual e' la suggestione che puo'
esercitare e ha esercitato la tattica adoperata dal presidente Berlusconi in campagna
elettorale e da quando governa di trasformare questioni che hanno rilevanza
economica, sociale, di politica internazionale in questioni
di ordine pubblico: non permetteremo che questo accada sulla scuola, giu' le
mani dalla scuola". Lo ha affermato il capogruppo del Pd al Senato Anna
Finocchiaro, intervenendo in Aula all'apertura della seduta dedicata alla
discussione del decreto legge Gelmini sulla riforma scolastica.
( da "Legambiente" del 22-10-2008)
Argomenti:
Scuola
Comunicati
stampa 22/10/2008 18:02 Scuola: Berlusconi, polizia contro occupazioni
Legambiente: “Il premier vuole trasformare le scuole e le università in una
nuova zona rossa?” “Berlusconi vuole imporre all'Italia una nuova zona rossa,
che ha già provocato danni gravi al Paese 7 anni fa”. Così Vittorio Cogliati
Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato le dichiarazioni del
presidente del Consiglio che oggi ha annunciato l'intervento delle forze
dell'ordine contro le occupazioni studentesche. “Dopo la militarizzazione delle
discariche e dei siti nucleari – ha detto Cogliati Dezza – il premier intende
applicare i suoi metodi d'imposizione anche alle istituzioni scolastiche,
piuttosto che ascoltare le ragioni del malessere. Nonostante quanto dichiarato
a luglio nel piano programmatico dal Ministro Gelmini sulla necessità di un percorso
di cambiamento condiviso si procede invece a colpi di decreto, ma non è questa
la strada per un paese democratico come l'Italia. Di fronte alle esigenze,
emerse anche dal recente dibattito sui cambiamenti climatici in Europa, di
avere 'più ricerca, innovazione e conoscenza' infatti si sta facendo di tutto per
trasformare l'Italia in un Paese più ignorante e meno libero”. L'ufficio
stampa 06.86268353-76-99-79 Torna all'elenco delle notizie.
( da "Italia Sera" del 22-10-2008)
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Scuola
Cronaca
Roma Nuove proteste anche per il 29 ottobre Al liceo 'Virgilio' assemblea
generale contro la Gelmini di Paola Redaelli Assemblee,
cortei e occupazioni ieri nelle scuole medie superiori della Capitale. Dopo
l'occupazione del liceo Majorana, blocco della didattica al liceo Pasteur
mentre la scuola "Giordano Bruno", in IV municipio, ha raggiunto in
corteo l'istituto "Nomentano". Nel pomeriggio di ieri, un'assemblea
generale di studenti si è tenuta al liceo Virgilio. Obiettivo della protesta
dei collettivi: la legge Gelmini sulla scuola e la richiesta di spazi sociali. "Stiamo
organizzando le proteste del 29 ottobre sugli spazi sociali e del 7 novembre
prossimo con il corteo anti-Gelmini", ha detto un ragazzo dei collettivi. Momenti di tensione
alla facoltà di Lettere di Roma Tre, sempre ieri, durante l'assemblea degli
universitari che hanno chiesto la sospensione della didattica. Durante
la discussione, una quindicina di attivisti del gruppo di estrema destra,
Blocco Studentesco, ha chiesto la parola. "Tutti gli studenti li hanno
subissati di fischi - ha spiegato un attivista dei collettivi universitari -
poi sono cominciati gli spintoni da una parte e dall'altra ed è intervenuta
anche la polizia. Ci sono state anche minacce esplicite di Blocco studentesco
verso alcune nostre compagne". Martedì prossimo, ha detto ancora il
rappresentante dei collettivi "è fissata l'assemblea d'Ateneo a Roma Tre
per discutere le mobilitazioni contro i tagli all'Università". E sempre
nell'ambito delle notizie riguardanti la scuola c'è da segnalare l'iniziariva
del consigliere comunale Dario Nanni. "Sono tornato nel mio vecchio
istituto tecnico, l'Istituto Emilio Sereni, nella periferia est di Roma, come
cittadino e come consigliere comunale per l'inaugurazione del campo
sportivo". Lo dichiara Dario Nanni, consigliere comunale Pd. "Il
presidente della Provincia Zingaretti e l'assessore alla politiche sportive
Patrizia Prestipino hanno consegnato ai ragazzi il campo sportivo con annessa
una pista di atletica - continua Nanni - Constato che la provincia di Roma
continua ad investire sui giovani, sulla scuola, nelle infrastrutture
l'amministrazione capitolina invece, oltre a fare propaganda per la Riforma Gelmini, che ormai è chiaro a tutti prevede tagli e
disincentivazione della scuola pubblica, non dà gli stessi segnali di
attenzione che le nuove generazioni meriterebbero. È fondamentale nel nostro
paese e nella nostra città puntare sulla formazione, sull'ingegno, sulle
risorse, sui nostri giovani. Spero, nell'interesse della città e dei suoi
cittadini più giovani - conclude Nanni - che anche l'amministrazione comunale
dimostri nei fatti e negli atti attenzione e lungimiranza". Edizione n.
2027 del 22/10/2008.
( da "Stampaweb, La" del 22-10-2008)
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Scuola
ROMA
"Avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e
dell'università". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in
conferenza stampa a palazzo Chigi, invia agli studenti un messaggio duro e
conferma che il governo intende seguire la linea della fermezza. Il premier
promette una linea dura e incontra il ministro dell'Interno Maroni per studiare
con lui gli interventi delle forze dell'ordine. Berlusconi
ha aggiunto: "Il ministro Gelmini è ottimo. Non ritireremo il decreto legge che è sacrosanto. I
leader della sinistra dicono solo menzogne". Il premier ha respinto le
accuse al decreto legge sulla scuola. "Il diritto allo studio va garantito
dallo Stato - ha detto -. Chi non vuole manifestare deve poter studiare.
Chi commetterà reati sarà punito. Lo Stato deve garantire i diritti".
Tanto Berlusconi quanto Gelmini hanno affermato che
quella di studenti e insegnanti è una protesta politica che ha come obiettivo
la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri
sociali. Il ministro dell'Istruzione parla di "strumentalizzazione
politica" e accusa gli studenti: "Oggi non si fa altro che parlare di
scuola ma quello che più mi preoccupa è che troppo spesso si faccia della
scuola una mera strumentalizzazione politica". Poi la Gelmini
individua nel movimento del '68 l'origine dei mali della scuola: "Sono
convinta che abbia provocato ingenti danni alla scuola, danni che devono essere
assolutamente riparati. E' fondamentale ridare all'istituzione scuola
responsabilità, gerarchia, rispetto dell'autorità e dell'autorevolezza. E'
questo l'impegno mio e del governo tutto". A fianco della protesta
studentesca il segretario del Pd Walter Veltroni ("Hanno ragione gli
studenti") secondo cui le parole pronunciate dal premier sono "molto
gravi e possono essere cariche di conseguenze", rischiando "di
radicalizzare la situazione: un premier - ha detto Veltroni - non soffia sul
fuoco". Fortemente critici gli esponenti del centro sinistra che hanno
giudicato di gravità inaudita la posizione del presidente del Consiglio.
L'Unione degli studenti ha da parte sua affermato che "l'utilizzo
dell'intimidazione non servirà a fermare le lotte degli studenti".
L'Unione degli Universitari ha richiamato il premier al senso di
responsabilità, chiedendo di tornare indietro sulla decisione di usare le forze
dell'ordine per reprimere le manifestazioni. Contro i "toni
intimidatori" del presidente del consiglio si sono espressi la Cgil e la
Fnsi. Si smarca da Berlusconi anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno
sottolineaando che "nessuno può negare agli studenti il diritto di
manifestare" ma "non si può passare dal diritto di manifestare
all'obbligare tutti quanti a non entrare a scuola durante l'occupazione".
Intanto proseguono proteste e occupazioni di scuole e università in tutta
Italia: corteo a Milano, occupata la facoltà di economia a Siena, proclamata
un'assemblea permanente alla facoltà di economia della Sapienza di Roma.
Secondo l'Unione degli Studenti, le scuole che hanno aderito alle tre-giorni di
mobilitazione sono più di mille. Gli studenti della scuola si dicono pronti a
scendere in piazza a fianco degli universitari e a proclamare un giorno di
mobilitazione generale. Infine, prendono posizione le Regioni come la Basilicata
che ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale l'articolo 3 del
Decreto Gelmini sul ridimensionamento degli istituti.
( da "Stampaweb, La" del 22-10-2008)
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Scuola
ROMA
Non accennano a diminuire le proteste del mondo della
scuola contro la riforma Gelmini. Ieri gli incidenti a Milano e l'occupazione di alcune facoltà a
Roma e Torino. Questa mattina all'Università La Sapienza di Roma gli studenti
hanno chiuso con lucchetti e catene il dipartimento di Fisica in segno di
protesta. A Bari, inscenato un corteo funebre per la morte dell'Università
pubblica. Sul fronte universitario, come fa sapere l'Unione degli
Studenti, è fitto il calendario delle manifestazioni, in vista anche della
manifestazione nazionale del 14 novembre, praticamente in tutta Italia: da
Catania all'Aquila, da Perugia a Reggio Calabria e Catanzaro, e poi ancora
previste assemblee anche a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Teramo e Macerata.
In fermento anche gli studenti delle medie superiori: a Rende, Cosenza, gli
studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la scuola. Al liceo
scientifico di Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l'autogestione
che proseguirà per tre giorni, mentre a Reggio Calabria, assemblea aperta degli
studenti dei licei Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di studenti di
scuole medie superiori si stanno inoltre svolgendo a Roma, in due zone diverse
della capitale. Tensione alta a Milano dove, al termine della lezione
all'aperto tenuta sotto la statua di Vittorio Emanuele II, in piazza Duomo, gli
studenti dell'università degli Studi hanno formato un corteo non autorizzato
diretto verso la facoltà di Scienze politiche. Un gruppo ha bloccato la cerchia
dei navigli con un sit-in in via Visconti di Modrone, angolo via Mascagni. A
Torino continua l'occupazione di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche,
decisa ieri dall'assemblea degli studenti ma per ora le lezioni proseguono
regolarmente all'interno dell'edificio. Sotto la Mole è occupata anche la
facoltà di Fisica, mentre davanti al dipartimento di Scienze della Terra
studenti e ricercatori hanno manifestato questa mattina chiedendo
simbolicamente l'elemosina. Alcuni studenti, riuniti in assemblea permanente
contro la legge 133, hanno occupato l'Aula 2 della Facoltà di economia
dell'università La Sapienza di Roma, nello stesso edificio dove si è tenuta
l'inaugurazione dell'anno accademico della facoltà. Dopo un sit-in nell'atrio
dell'edificio, gli studenti hanno tentato di dar vita a un corteo all'interno
della facoltà, ma sono stati bloccati da alcuni agenti. Durante la protesta, i
manifestanti, circa un centinaio, hanno esposto una bara con scritto
"Università pubblica riposa in pace". Sono sospese dalla tarda
mattinata le lezioni dell'Università di Trieste, in concomitanza con
un'assemblea degli studenti cui prenderanno parte i rettori degli Atenei del
Friuli Venezia Giulia. L'assemblea di ateneo dell'università Orientale di
Napoli ha deciso di occupare Palazzo Giusso. All'università di Siena è stata
occupata la facoltà di Economia.
( da "Varesenews" del 22-10-2008)
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Scuola
Busto
Arsizio - Selezionati nell'ambito del concorso nazionale "Dante nella
scuola" i lavori svolti nello scorso anno scolastico dall'attuale classe V
L indirizzo linguistico dell'istituto bustocco Al classico Crespi
"dantisti" da competizione Un nuovo successo in ambito letterario per
gli studenti del Liceo classico Crespi di Busto Arsizio. Dopo la recente
affermazione con un secondo e un quarto posto al prestigioso Premio Chiara
Giovani, giunge ora un importante riconoscimento anche per la classe V L
(indirizzo linguistico) che sarà premiata il 29 ottobre a Milano. I suoi lavori
sono stati selezionati dal Comitato Dantesco per la Lombardia nell'ambito del
concorso nazionale "Dante nella scuola" sul "Figure ed episodi
della Divina Commedia". Scopo precipuo del concorso, bandito lo scorso
anno scolastico, è promuovere nei docenti e negli studenti l'interesse per lo
studio e l'approfondimento dell'opera dantesca, attraverso l'avvio di una
ricerca che, nell'ambito del progetto autonomo di ciascuna scuola, possa porre
le basi per un adeguato ritorno alla lettura diretta dei grandi della nostra
letteratura. Non poteva dunque mancare all'appello il Liceo Crespi la cui
offerta formativa prevede ampi spazi allo studio e all'approfondimento
dell'opera di Dante: a parte i momenti delle lezioni in classe, si ricorderà la
bella rappresentazione dell'Inferno messa in scena l'aprile scorso dagli
studenti del corso di teatro. E così la classe IVL, oggi diventata VL,
coordinata dall'insegnante di italiano prof.ssa Marilena Goracci, ha colto
l'interessante proposta e si è messa al lavoro: divisi a gruppi gli studenti
hanno svolto approfondimenti tematici su alcune figure singolari del Purgatorio
(tradizionalmente programma di quarta) analizzando e comparando i passi più
significativi, hanno ricercato le illustrazioni che nei secoli hanno
accompagnato la cantica, hanno selezionato brani di musica medioevale che meglio
si accordassero alla lettura dantesca. Proprio questo ultimo tipo di lavoro è
stato selezionato dal Comitato Dantesco Regionale, composto da Ispettori,
dirigenti scolastici, docenti delle Università del territorio e della scuola,
oltre ad esponenti di società e centri danteschi: in ogni regione italiana sono
stati scelti nove elaborati (2 per la scuola primaria, 3 per la scuola media e
4 per la scuola secondaria superiore) che parteciperanno all'ultima selezione
del Comitato Scientifico nazionale. Il concorso si concluderà con la
convocazione a Roma degli studenti e delle classi autori degli elaborati
migliori e con la cerimonia di consegna, da parte del Ministro dell'Istruzione Gelmini, dei premi e degli attestati di menzione speciale. Il primo
traguardo è stato raggiunto e a Milano, nell'Auditorium del Liceo Scientifico
"Vittorio Veneto" e Istituto Tecnico Industriale "Ettore
Conti", in Piazzale Zavattari, mercoledì 29 ottobre alle 9:00 l'intera
classe con l'insegnante responsabile delle attività realizzate riceverà l'adeguato
riconoscimento. E poi? Dante direbbe loro: Per correr miglior acque alza le
vele omai la navicella del vostro ingegno... Mercoledi 22 Ottobre 2008.
( da "Basilicanet.it" del 22-10-2008)
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Scuola
DI
SANZA E PITTELLA DISCUTONO SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA 22/10/2008 18.19.39
[Basilicata] (ACR) - I consiglieri regionali del Partito democratico, Antonio
Di Sanza e Marcello Pittella, affronteranno la questione della riforma del
sistema scolastico nazionale nellâ??arco di tre incontri con i cittadini, i
giovani e i protagonisti della scuola che si terranno il 24 ottobre a Lauria
presso Hotel Isola di Lauria, il 4 novembre a Senise presso lâ??Aula Magna
della Comunità montana e il 6 novembre a Valsinni presso la Sala
consiliare del Comune. Tutti gli incontri sono fissati per le ore 17,30. â??Si
tratta di tre occasioni â?" affermano i consiglieri - per riaffermare
lâ??importanza dellâ??istruzione, perchè¨ salvare lâ??Italia vuol dire anche
salvare la scuola, rilanciando il tema dellâ??investimento sui saperi come leva
strategica per il futuro nel Mezzogiornoâ?. â??La
proposta di riforma del sistema scolastico nazionale messa in campo dal
Ministro Gelmini e dal Governo
Berlusconi â?" continuano Di Sanza e Pittella - taglia le gambe al futuro
della Basilicata e dellâ??intero Sud che solo attraverso la formazione dei giovani
possono trovare occasioni concrete di rilancio e di riscattoâ?. (dt ).
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Scuola
Andrea
Scarchilli , 22 ottobre 2008, 18:19 Politica Veltroni attacca in una conferenza
stampa apposita il premier sulla polizia nelle università: "Soffia sul
fuoco e trasforma un problema sociale in un problema di ordine pubblico",
denunciando ancora l'insofferenza berlusconiana al dissenso. Appello al
presidente del Consiglio: "Sospenda il decreto Gelmini
e ascolti chi è coinvolto dalle decisioni". Fioroni smonta le bugie
"tecniche" Le dichiarazioni mattutine del presidente del Consiglio,
quelle sulla polizia da mandare nelle università a impedire le occupazioni,
hanno avuto come conseguenza immediata la reazione del Pd. Il segretario Walter
Veltroni ha convocato una contro - conferenza stampa nella sede del partito, a
Largo del Nazareno. Ha voluto al suo fianco l'ex ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni, che si è occupato della denucia "tecnica" delle
misure contenute nel decreto Gelmini. Se già fino a
ieri i tagli alla scuola decisi dal governo Berlusconi costituiuvano un
"propellente" importante per la manifestazione di sabato, da oggi -
con un Cavaliere così pubblicamente spreguidicato a pretendere l'intervento
della polizia - diventano il tema primario della protesta (che sarà abbinata a
una serie di proposte, ha ribadito Veltroni) del Circo Massimo. L'ex sindaco di
Roma non ha mostrato tentennamenti, ha subito attaccato il premier: "Ho
convocato questa conferenza stampa dopo aver letto le dichiarazioni, gravi, di
Berlusconi. Ha voluto soffiare sul fuoco, cosa che un presidente del Consiglio
non dovrebbe fare: a lui spetta di garantire l'unità del Paese". Ancora:
"Berlusconi si assume la possibilità di trasformare un problema sociale,
che come tale andrebbe affrontato, in un problema di ordine pubblico".
Veltroni è tornato poi sulla denuncia di qualche settimana fa, affidata allora
al "Corriere della Sera": "E' ancora possibile dissentire in
queste Paese, si possono esporre opinioni diverse da quelle del governo oppure
no? Si può organizzare una manifestazione di massa, pacifica, come quella del 25
ottobre, oppure no?". I segnali sono negativi, ha detto il leader del Pd,
questa uscita del premier è la conferma di una tendenza consolidata:
l'insofferenza del governo per tutti i tipi di opposizione, siano essi
parlamentare, sindacale o, come in questo caso, sociale. Eppure l'opposizione è
parte integrante della democrazia, "come in Francia, dove si è tenuta una
grande manifestazione sulla scuola", e nessuno si è sognato di uscirsene
alla Berlusconi. "Che accadrà - ha scandito il leader Pd - se in tempi di
crisi economica gli operai cominiceranno a minifestare?". Veltroni ha
ironizzato: "Spero che anche queste parole vengano smentite dal presidente
del Consiglio, per l'ennesima volta, come quelle dei mercati finanziari da
chiudere e le azioni da comprare". Dopo aver letto le tabelle del decreto Gelmini, e quantificato in otto miliardi circa i tagli
riservati all'istruzione nei prossimi anni - ancora stamattina il premier ha
detto: "Nessun taglio alla scuola pubblica" - Veltroni ha passato la
parola a Fioroni, non senza aver rivolto un appello al governo, a ritirare il
decreto, sospendere le misure e aprire un tavolo con sindacati e studenti, per
riprendere la riforma dopo, visto che "la democrazia si fa anche
ascoltando le opinioni di chi è coinvolto nelle decisioni". Leggendo da un
dossier preparato con la ministra ombra Maria Pia Garavaglia e i capigruppo
nelle commissioni Istruzione, l'ex ministro Fioroni ha confutato i dati
presentati stamattina dal presidente del Consiglio, in una sorta di rapporto che
avrebbe avuto il compito di smascherare le bugie della sinistra sulla scuola.
Il problema, ha detto Fioroni, è che per provare a denunciare presunte bugie ne
dicono delle vere. Per esempio, nel rapporto suddetto si legge che nel decreto Gelmini vi sarebbe un aumento del tempo pieno del sessanta
per cento. L'ex ministro dell'Istruzione ha fatto di conto e detto che
"l'aumento corrisponde all'undici per cento", ed è per giunto un
finto aumento, perché il tempo pieno scompare e diventa una specie di tempo prolungato,
con l'obbligo di scegliere le ventiquattro ore settimanali e la caduta di
opzioni più consistenti, come le ventisette o le trenta ore. Il governo dice
che non saranno tagliati gli insegnanti di inglese alle elementari? Falso, nei
prossimi anni ne avremmo quindicimila in meno, e quattromila a partire
dall'anno prossimo. E per quanto riguarda la difesa del ministero
dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che dice che il
rapporto studenti - alunni in Italia è di nove a uno contro il tredici a uno
dell'Ocse, Fioroni ha fatto riferimento alle tabelle del ministero
dell'Istruzione nel dire che il rapporto reale è di undici a uno.
Disinformazione anche sugli organici dei docenti: il governo sostiene che sono,
in tutto, un milione e trecentomila circa, mentre i dati del ministero parlano
di un milione e centomila dipendenti complessivi, compresi dirigenti,
amministrativi e bidelli. Il governo, ha detto Fioroni, segue la stategia nota:
risparmia sulla pelle dei dipendenti, rinuncia a stabilizzare 75mila precari
come aveva stabilito l'esecutivo Prodi e decreta 87mila tagli di stipendi,
ancora sul personale, ancora precario. Quanto a uno dei
cavalli di battaglia del ministro Gelmini, che risparmiare sul personale è inevitabile visto che il 97 per
cento del bilancio della scuola va a finire in stipendi, Fioroni le ha
confutate. Ha detto che quello della Gelmini è un inganno contabile, perché le spese della scuola non sono a
carico solo del ministero dell'Istruzione, ma anche delle Regioni e degli enti
locali. E che se si fa il computo complessivo, non solo dei dati
"centrali", ci si accorge che le spese per il personale scolastico
ammontano a un ottanta per cento in linea con la media Ocse. Brevi interventi
finali del vicesegretario Dario Franceschini, con un accorato invito al senso
di responsabilità, dopo le dichiarazioni di Berlusconi, rivolto a forze
dell'ordine e manifestanti, e lo sprone a questi ultimi a continuare a fare
tutto "in maniera trasparente, alla luce del sole", assicurando
l'appoggio del Pd. In chiusura l'ex sottosegretario Ricardo Levi ha denunciato
l'atteggiamento tenuto dal premier in conferenza stampa: alla fine Berlusconi
ha "incaricato" i giornalisti di salutare i direttori e manifestato
un'indignazione preventiva, nel caso in cui alla notizia delle sue parole non
fosse stato dato il dovuto spazio. Un pensiero, ha detto Levi, che sa di
minaccia velata, visto che adesso è il ministero dell'Economia che stabilisce i
finanziamenti "supplementari" ai giornali. Di cui beneficiano, più dei
giornali di opionione e di partito, i cosiddetti grandi quotidiani.
( da "TGCom" del 22-10-2008)
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Scuola
Scuola,
ancora cortei nelle città Sit-in a Milano, occupate Roma e
Napoli Proseguono le proteste degli studenti delle scuole e delle università
contro il decreto Gelmini.
La mobilitazione, che si moltiplica in tutta Italia, ha coinvolto la facoltà di
Fisica di Roma, l'Orientale a Napoli, gli atenei di Trento e Torino. A Milano
c'è stato un sit-in degli studenti prima delle lezioni, che ha paralizzato il
traffico in centro città. La stesa misura è attesa per domani, giovedì
23 ottobre, a Palermo. Milano, lezione in piazza e sit-in Nessun tafferuglio,
nessun momento di tensione. Lezione in piazza del Duomo sull'argomento
"Storia dell'integrazione europea". Solo al ritorno i manifestanti
hanno messo in scena un fuori programma: un sit in in un incrocio centrale che,
per pochi minuti, ha paralizzato il traffico cittadino. Roma, lucchetti alla
Sapienza Alla Sapienza di Roma gli studenti hanno chiuso con lucchetti e catene
il dipartimento di Fisica in segno di protesta. Sempre nella Capitale è
iniziata l'occupazione del liceo ginnasio Torquato Tasso: favorevoli
all'iniziativa circa 800 allievi su 1200. Firenze, contro-contro protesta di
Forza Italia "La sinistra? Una bugia collettiva" e "Basta
giocare, noi vogliamo studiare". Questi i due striscioni esposti da Forza
Italia Giovani Firenze oggi davanti al plesso D5 del Polo di Novoli occupato
dal Collettivo di Sinistra. "Anche oggi le centinaia e centinaia di firme
raccolte contro l'occupazione - aggiungono i giovani azzurri - dimostrano che
il popolo studentesco non ne può più di questa politica fatta di rigurgiti
sessantottini". Torino, proposte linee della protesta L'Assemblea "No
Gelmini", riunitasi nel cortile del rettorato
dell'università di Torino, ha deciso di chiedere al rettore la sospensione
delle attività accademiche per i giorni 28 e 30 ottobre, in modo da agevolare
la partecipazione degli studenti al presidio per la visita prevista del
ministro Gelmini a Torino (il 28) e allo sciopero
generale (indetto per il 30). Se non fosse possibile, l'assemblea ha chiesto di
svolgere lezioni all'aperto, "in modo da simboleggiare il fatto che se
passasse la riforma, studenti, docenti e tutto il personale dell'ateneo si
ritrovarebbero in mezzo alla strada". Trento, rivendicata l'occupazione
del rettorato Il "Comitato No Gelmini" di
Trento ha rivendicato l'organizzazione e la gestione dell'occupazione di ieri
del Rettorato dell'Università trentina, attuata da un centinaio di studenti.
Gli studenti ha detto che l'occupazione è frutto non degli studenti di un
centro sociale, ma "un'attività di studenti universitari di varie idee ed
estrazioni che protestano contro lo scempio della politica di questo governo
verso l'educazione". Vogliono essere ascoltati dal rettore per quanto
riguarda le decisioni in merito all'ateneo. Napoli, occupazione all'Orientale e
corteo Occupazione dell'Università Orientale di Napoli e corteo di 2mila
studenti delle scuole medie superiori in protesta contro il decreto Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. Gli studenti, in
un'assemblea successiva, hanno poi lanciato la proposta di lezioni in piazza
sul modello di quanto già accade in diverse città italiane e fissato per il 29
ottobre un forum cittadino per coinvolgere tutte le realtà in gioco. Bari,
corteo funebre per la scuola A Bari è andato in scena un corteo funebre per la
morte dell'università pubblica. L'Unione degli Studenti ha fatto sapere che il
calendario delle iniziative è fitto, in vista della manifestazione nazionale
del 14 novembre, praticamente in tutta Italia. Invia ad un amico.
( da "TGCom" del 22-10-2008)
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Scuola
Scuola,Berlusconi:
"Nessun taglio" "Dalla sinistra allarmismo e falsità"
Mentre in tutt'Italia le scuole sono in piena agitazione
contro il decreto Gelmini,
interviene il presidente del Consiglio. "Non ci sarà nessun taglio alla
scuola" assicura Silvio Berlusconi. Poi, rivolto contro l'opposizione:
"Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà. Dalla sinistra -
aggiunge - stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e inutili
allarmismi". Il Presidente del Consiglio dunque scende
personalmente in campo per dire "basta" alle proteste degli studenti
delle scuole e delle Università e alle proteste politiche di Pd, Pdci e Idv.
"La sinistra è contro il decreto Gelmini che,
ricordo, è un decreto e non la riforma della scuola. Tenta di costruire una
opposizione di piazza su un terreno circoscritto, perchè come governo siamo
inattaccabili su tutta una serie di provvedimenti". E sulle proteste degli
studenti che martedì a Milano sono sfociate in violenti scontri con le forze
dell'ordine, Berlusconi ha aggiunto che " Il governo è pronto a ricorrere
alle forze dell'ordine per impedire l'occupazione di scuole e università da
parte di quegli alunni che anche oggi continuano a manifestare contro il
decreto Gelmini. Non permetteremo che vengano occupate
scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di
democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e
dello Stato" ha detto il premier che ha annunciato: "Convocherò il
ministro dell'Interno e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con
le forze dell'ordine per evitare che queste cose succedano. Sono assolutamente
convinto che lo Stato debba garantire i diritti dei cittadini. Faremo lo Stato.
Chi compie reati lo sappia". " Per smontare pezzo per pezzo l'atto
d'accusa dell'opposizione, il premier annuncia "un dossier sulla riforma
varata dal governo contro le bugie della sinistra" che sarà distribuito ai
giornalisti. E aggiunge: "In questo fascicolo che abbiamo preparato ci
sono tutte le bugie e le menzogne che scrivono e che dicono su questa
riforma". Non ci sta il leader del Pd Veltroni, secondo cui il premier
"soffia sul fuoco". Maestro prevalente, non unico ''Ti sei sbagliata,
non è maestro unico ma prevalente'': così il Presidente del Consiglio ha
scherzosamente bacchettato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. ''E'
un maestro prevalente - ha spiegato - perchè è affiancato dall'insegnante, di
lingua straniera, religione e di informatica''. Il premier poi incalza:
''Un'altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole. Non è vero,
noi pensiamo ad una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal
governo del centro sinistra. Ad esempio, per le comunità montane, abbiamo
previsto che un preside ed un segretario possano occuparsi di due o più scuole
con meno di 50 alunni''. Lo afferma il premier Silvo Berlusconi, nel corso di
una conferenza stampa a palazzo Chigi sul dl Gelmini.
E ancora: "Ci accusano di esser razzisti" per la vicenda delle classi
per gli immigrati. "Non è così, non c'è nessun razzismo ma stiamo
applicando solo buonsenso", ha aggiunto il premier. Occupazioni Università
e scuole "Non permetteremo che vengano occupate scuole e università",
ha detto ancora Silvio Berlusconi: ''E' una violenza, convocherò Maroni per
dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine''. Proprio
riguardo alle proteste, sollecitato da un giornalista che chiedeva al leader
del Pdl se da giovane avesse mai manifestato, ha così risposto: "Sono
stato uno studente modello, anche grazie a degli ottimi insegnanti. E non sono
mai sceso in piazza per protestare". Il premier ha poi sottolineato che il
Governo "non permetterà che vengano occupate scuole e università perché
l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza
nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato. Darò istruzioni
dettagliate al Ministro dell'Interno - ha proseguito - su come intervenire con
le forze dell'ordine per evitare che queste cose succedano". A chi gli
chiedeva di precisare cosa significasse esattamente Berlusconi ha spiegato di
essere "assolutamente convinto che lo Stato debba garantire i diritti dei
cittadini. Faremo lo Stato. Chi compie reati lo sappia. Avete quattro anni e
mezzo per farci il callo - ha concluso il premier- io non recederò di un
centimetro" 6mila classi in più Considerando una media di 21 alunni per
classe in cinque anni riusciremo ad avere quasi 6.000 classi in più di tempo
pieno. ''Non solo - ha ribadito il Premier - non c'è alcuna riduzione del tempo
pieno ma è lapalissiano che passando da più insegnanti a uno possiamo avere più
docenti da utilizzare nel tempo pieno e quindi si possono aumentare del 50% la
classi che possono usufruire del tempo pieno''. Veltroni: "Molto gravi le
parole di Berlusconi" "Sono parole che considero molto gravi... che
possono essere cariche di conseguenze - ha detto oggi il segretario del Pd
Walter Veltroni, in una conferenza stampa convocata d'urgenza dopo l'annuncio
di Berlusconi. "Ho l'impressione che il presidente del Consiglio abbia
voluto soffiare sul fuoco, cosa che non deve fare", ha detto il leader del
principale partito di opposizione, invitando Berlusconi a non "affrontare
la questione in forma semplificata provocatoria". L'uscita del premier,
secondo l'ex sindaco di Roma "può avere la conseguenza di radicalizzare
una situazione che è fisiologica in una democrazia". "Il presidente
del consiglio si è assunto una grave responsabilità, associando un problema
sociale a un problema di ordine Invia ad un amico.
( da "Giornale.it, Il" del 22-10-2008)
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Scuola
N. 253
del 2008-10-22 pagina 0 Università occupate a Roma, Torino e Napoli di
Redazione Mentre a Torino gli studenti hanno occupato Palazzo Nuovo, alla
Sapienza di Roma è stato chiuso con catenaccio e lucchetti il dipartimento di
fisica. Ieri gli scontri con la polizia a Milano (guarda le immagini) Milano -
Continuano le mobilitazioni degli studenti universitari. Oggi numerose
assemblee, cortei e sit-in hanno creato agitazione negli ambienti accademici,
dove la rivolta non è più solo studentesca ma anche di docenti, ricercatori,
dottorandi, tutti insieme per opporsi al decreto Gelmini. Mentre a Torino gli studenti
hanno occupato Palazzo Nuovo, alla Sapienza è stato chiuso con catenaccio e
lucchetti il dipartimento di fisica. A Milano, invece, si registra - oltre a un
corteo non autorizzato che è partito da piazza del Duomo - il tentativo, da
parte di alcuni studenti, di far saltare le lezioni alla facoltà di Scienze
politiche. La presa di Palazzo Nuovo Da ieri sera Palazzo Nuovo, sede
universitaria delle facoltà umanistiche torinesi, è stato occupato dagli
studenti. L'iniziativa è stata decisa dall'Assemblea No-Gelmini
come ulteriore forma di protesta contro i provvedimenti del Governo.
"Questa decisione - spiegano gli universitari - si inserisce in un
percorso di mobilitazione a livello nazionale e si pone come obiettivo quello
di estendere il più possibile la partecipazione di tutto il mondo
accademico". Nonostante l'occupazione le lezioni, al momento, proseguono
regolarmente, mentre gli studenti chiedono la sospensione della didattica dal
28 al 30 ottobre "per favorire la massima partecipazione in occasione
della paventata visita del ministro Gelmini a
Torino(il 28 ottobre) e dello sciopero generale della scuola (30
ottobre)". Oggi pomeriggio, alle 14, è prevista un'Assemblea generale
auto-convocata degli studenti nel cortile del Rettorato. Proseguono intanto le
lezioni all'aperto "per dare visibilità alla protesta" ed è in
programma, per il 23 ottobre, una tavola rotonda a Palazzo Nuovo "per
coordinare la mobilitazione di tutte le realtà colpite dall'attacco
all'istruzione pubblica". Infine, il prossimo 27 ottobre, i rappresentanti
dell'Assemblea parteciparanno alla mobilitazione in occasione
dell'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino. Catenaccio e
lucchetti alla Sapienza Il dipartimento di fisica dell'Università di Roma
Sapienza è stato chiuso questa mattina con catenaccio e lucchetti dagli
studenti in segno di protesta contro i tagli ai fondi per l'università. Non
solo. Non è bastata, infatti, ai collettivi degli studenti la presa di
posizione del senato accademico che, riunitosi ieri, aveva deliberato una
giornata di mobilitazione dell'intero ateneo per venerdì: conclusa la riunione
hanno deciso di occupare permanentemente le facoltà di Fisica e Scienze
politiche e un'aula della facoltà di Chimica. La facoltà di Lettere ha scelto
una "occupazione morbida". Milano, corteo non autorizzato Gli
studenti dell'Università degli Studi di Milano, che arrivavano in corteo non
autorizzato da piazza del Duomo, hanno tentato un blocco delle lezioni alla
facoltà di Scienze politiche della Statale. Il corso è stato interrotto per una
decina di minuti durante i quali c'è stato un'acceso confronto tra i
manifestanti e chi stava frequentando la lezione. Entrati in un centinaio
nell'aula 11 della sede di via Conservatorio, i manifestanti hanno cercato di
convincere gli studenti della lezione di economia internazionale e dello
sviluppo di bloccare il corso. "è un'evidente forzatura - ha affermato il
professor Giorgio Barba Novaretti all'ingresso degli studenti in aula -. è
un'azione violenta". I manifestanti hanno interrotto il corso per una
decina di minuti esponendo di fronte alla cattedra uno striscione ("La
vostra crisi non la pagheremo noi") e cercando invano di convincere gli
alunni e il professore a bloccare l'insegnamento o per spostarlo all'aperto in
cortile. Precedentemente il corteo non autorizzato aveva bloccato il traffico
all'incrocio tra via Visconti di Modrone e via Mascagni per una decina di
minuti prima di rientrare in facoltà. Napoli, occupata l'Orientale Occupazione
dell'Università Orientale di Napoli e corteo delle scuole medie superiori: è
questo il bilancio della giornata di mobilitazione del mondo della scuola e
degli atenei nella città partenopea. Secondo gli organizzatori, circa 2000
persone hanno preso parte oggi all'assemblea organizzata dai collettivi
universitari, dal gruppo Stop Gelmini e dalle
associazioni dei dottorandi di ricerca e dei ricercatori precari. Dopo
l'assemblea, la storica sede di Palazzo Giusto è stata occupata e
"trasformata in laboratorio permanente di discussione dei temi della
riforma". Trento, rettorato occupato In una nota diffusa oggi il
"Comitato No Gelmini" di Trento rivendica
l'organizzazione e la gestione dell'occupazione di ieri del Rettorato
dell'Università trentina, attuata da un centinaio di studenti. Secondo i
rappresentanti del Comitato trentino, il Centro Sociale Bruno non rappresenta
la voce dell'intero comitato, anzi - precisano nel comunicato - la stragrande
maggioranza delle persone che ne fanno parte non ha alcun contatto con il
centro sociale. Gli studenti precisano che l'occupazione è frutto non degli
studenti di un centro sociale, ma un'attività di studenti universitari di varie
idee ed estrazioni. Centomila studenti in piazza A Cagliari più di 150 studenti
hanno partecipato all'Assemblea di Scienze Politiche. A L'Aquila altre due
assemblee nelle Facoltà di Ingegneria ed Economia hanno visto la partecipazione
di circa 700 studenti. Le assemblee hanno deciso di aderire alla mobilitazione
del mondo accademico prevista per il 14 Novembre. A Palermo un corteo di circa
25mila studenti, oltre ai docenti, i ricercatori e i dottorandi, ha
attraversato le strade della città a seguito delle 12 assemblee di Facoltà
passando sotto la Prefettura in segno di dissenso. Gli studenti hanno anche
loro deciso di aderire alla mobilitazione nazionale prevista per il 14 Novembre
a Roma. A Firenze un corteo regionale di oltre 60mila persone organizzato dalle
associazioni studentesche, tra cui l'Udu-Firenze, e dalle sigle sindacali dei
lavoratori, ha sfilato per le vie della città per esprimere contrarietà alla
133. A Perugia oltre 500 studenti nella Assemblea di Ingegneria e Medicina,
organizzata dall'Udu-Perugia, hanno espresso l'intenzione di partecipare alla
manifestazione nazionale del 14 novembre. Assemblee molto partecipate anche a
Pavia e Parma, dopo le grandi mobilitazioni di ieri organizzate dal
Coordinamento-Udu Pavia, dove gli studenti hanno anch'essi richiamato l'esigenza
di una mobilitazione nazionale che ritengono debba essere quella del 14
Novembre. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 22-10-2008)
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lo scontro sulla scuola Berlusconi: "Non permetteremo l'occupazione di
scuole e atenei" "Avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione
delle scuole e dell'universita'". Lo ha detto chiaro e tondo il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa a palazzo Chigi. Il
premier promette una linea dura e incontra il ministro dell'Interno Maroni per
studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine. Berlusconi
ha aggiunto: "Il ministro Gelmini e' ottimo. Non ritireremo il decreto legge che e' sacrosanto. I
leader della sinistra dicono solo menzogne". Il premier ha respinto le
accuse al decreto legge sulla scuola. "Il diritto allo studio va garantito
dallo Stato - ha detto -. Chi non vuole manifestare deve poter studiare.
Chi commettera' reati sara' punito. Lo Stato deve garantire i diritti".
Tanto Berlusconi quanto Gelmini hanno affermato che
quella di studenti e insegnanti e' una protesta politica che ha come obiettivo
la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri
sociali. A fianco della protesta studentesca il segretario del Pd Walter
Veltroni ("Hanno ragione gli studenti") secondo cui le parole pronunciate
dal premier sono "molto gravi e possono essere cariche di
conseguenze", rischiando "di radicalizzare la situazione: un premier
- ha detto Veltroni - non soffia sul fuoco. Fortemente critici gli esponenti
del centro sinistra che hanno giudicato di gravita' inaudita la posizione del
presidente del Consiglio. L'Unione degli studenti ha da parte sua affermato che
"l'utilizzo dell'intimidazione non servira' a fermare le lotte degli
studenti". L'Unione degli Universitari ha richiamato il premier al senso
di responsabilita', chiedendo di tornare indietro sulla decisione di usare le
forze dell'ordine per reprimere le manifestazioni. Contro i "toni
intimidatori" del presidente del consiglio si sono espressi la Cgil e la
Fnsi. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sottolineato che "nessuno puo'
negare agli studenti il diritto di manifestare" ma "non si puo'
passare dal diritto di manifestare all'obbligare tutti quanti a non entrare a
scuola durante l'occupazione". Intanto proseguono proteste e occupazioni
di scuole e universita' in tutta Italia: corteo a Milano, occupata la facolta'
di economia a Siena, proclamata un'assemblea permanente alla facolta' di
economia della Sapienza di Roma. Secondo l'Unione degli Studenti, le scuole che
hanno aderito alle tre-giorni di mobilitazione sono piu' di mille. Gli studenti
della scuola si dicono pronti a scendere in piazza a fianco degli universitari
e a proclamare un giorno di mobilitazione generale. Infine, prendono posizione
le Regioni come la Basilicata che ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte
costituzionale l'articolo 3 del Decreto Gelmini sul
ridimensionamento degli istituti.
( da "Corriere.it" del 22-10-2008)
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Napolitano:
"In parlamento si apra un confronto" Berlusconi: "Contro
occupazioni forze dell'ordine". Veltroni: "Soffia sul fuoco" Il
premier convoca Maroni. "Avanti con il decreto". E ai cronisti:
"Sulla scuola fate cattiva informazione" MILANO - "Non
permetteremo che vengano occupate scuole e università". Silvio Berlusconi usa parole dure durante la conferenza stampa
congiunta a Palazzo Chigi, al suo fianco il ministro Gelmini. "È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su
come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo
garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle
classi e nelle aule". In effetti l'incongtro tra il premier e il
ministro dell'Interno c'è stato, nel pomeriggio a Palazzo Grazioli. Maroni non
ha fatto dichiarazioni. Le parole del premier e l'ipotesi di usare la polizia
contro i manifestanti non fermano le occupazioni, che anzi si intensificano in
tutta la penisola, e fanno dire a Veltroni: "Proteste così ampie e diffuse
dovrebbero portare il governo a ritirare il decreto". VELTRONI:
"SOFFIA SUL FUOCO" - Nel pomeriggio il segretario del Pd convoca una
conferenza stampa. Accusa Berlusconi di soffiare sul fuoco e ricorda che in una
democrazia il diritto al dissenso va salvaguardato. "Le parole del
presidente del Consiglio sono molto gravi e possono avere delle conseguenze -
dice Veltroni -. L'impressione è che voglia soffiare sul fuoco invece che
sforzarsi di garantire l'unità del Paese, cosa che un presidente del Consiglio
non deve fare". Le sue parole - spiega - "radicalizzano una
situazione sociale e il presidente del Consiglio si assume la responsabilità di
trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico". Per il
leader del Pd, "Berlusconi dice bugie quando nega che nella scuola il
governo non abbia effettuato tagli". Veltroni ha letto l'articolo 6 del
decreto 112, varato dal Parlamento, in cui sono enumerati i tagli alla scuola
nei prossimi tre anni, per un totale di 8 miliardi. Sull'argomento è
intervenuto anche il presidente dei vescovi Angelo Bagnasco, secondo cui
"i problemi complessi non si risolvono con soluzioni semplici, servono
moderazione ed equilibrio. Non ci sono soluzioni semplici". NAPOLITANO -
In serata interviene anche Giorgio Napolitano: "Sulla scuola non posso
schierarmi da nessuna parte" ha affermato il presidente della Repubblica.
Nella risposta alla lettera che studenti, dottorandi e ricercatori gli hanno
consegnato in occasione di una cerimonia all'università 'La Sapienza', il Capo
dello Stato auspica l'avvio di un confronto in Parlamento "su come meglio
definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente
indispensabili della spesa pubblica", cercando di valutare
"attentamente l'esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la
ricerca e la formazione". "NON CI SARANNO TAGLI" - A Palazzo
Chigi Berlusconi aveva difeso punto per punto il provvedimento, definendolo
"un semplice decreto, non una riforma". Il premier assicura che non
ci saranno tagli alla scuola e che anzi gli stipendi degli insegnati più
meritevoli saranno aumentati di 7mila euro all'anno: "Non faremo nessun
taglio alla scuola pubblica, il nostro provvedimento è a lungo periodo ed estenderà
i suoi effetti in tre anni". In merito al progetto di classi separate per
gli stranieri, Berlusconi chiarisce che è un provvedimento dettato "non
dal razzismo, ma dal buonsenso". Poi un attacco all'opposizione, accusata
di "dire troppe falsità": "La sinistra parla di 86mila
insegnanti in meno. È falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo
il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over. La
sinistra tenta di costruire un'opposizione di piazza". "MAESTRO PREVALENTE,
NON UNICO" - "Un'altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le
scuole - rincara il premier -. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione
del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le
comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano
occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni". Un'altra questione
'calda' è quella del maestro unico e Berlusconi ne approfitta per bacchettare
il suo ministro: "Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. È
affiancato dall'insegnante di lingua straniera, religione e di
informatica". "CATTIVA INFORMAZIONE" - Inoltre - ha spiegato il
premier - "considerando una media di 21 alunni per classe, in cinque anni
riusciremo ad avere quasi 6mila classi in più di tempo pieno. Non solo non c'e
alcuna riduzione del tempo pieno ma è lapalissiano che passando da più
insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare nel tempo pieno e
quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruirne". Oltre
che con il centrosinistra, Berlusconi se la prende con i giornalisti:
"Portate i miei saluti e quelli del ministro Gelmini
ai vostri direttori e dite che saremo molto indignati se non sarà pubblicato
nulla di questa conferenza stampa" ha detto ai cronisti, mettendo in
evidenza che sulla scuola "si sta facendo una cattiva informazione".
TRASPARENZA DEI BILANCI - Dal canto suo, il ministro Gelmini
ha invitato ad abbassare i toni: "Il governo da sempre è aperto al
confronto. Sulla natura della protesta è chiaro che la sinistra ha scelto la
scuola e l'università come terreno di scontro". Il ministro ha poi
annunciato che nelle prossime settimane presenterà "un progetto per le
università", chiedendo "da subito la trasparenza dei bilanci". "Ho
avviato controlli in alcuni atenei che sono vicini al dissesto finanziario e
che sono peraltro quelli dove le occupazioni sono più forti - ha spiegato -. Il
tentativo di riversare sul governo la responsabilità di una cattiva gestione
che oggi raggiunge il livello di guardia è smentito dai fatti. Quindi cerchiamo
di mettere le carte in tavola, di giocare a carte scoperte".
"BERLUSCONI COME BAVA BECCARIS" - Le parole del premier scatenano le
reazioni dell'opposizione. "Avviso a "Bava Beccaris-Berlusconi"
- dice provocatoriamente il segretario del Prc Paolo Ferrero -. Il presidente
del Consiglio non provi a trasformare una libera e democratica forma di
protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le forze dell'ordine il
governo pensi a usarle contro la criminalità organizzata che minaccia, uccide e
scorrazza in un gran pezzo del territorio del Paese, non contro gli studenti, i
professori e i ricercatori che non fanno altro che rivendicare i loro
diritti". Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera: "Invitiamo
Berlusconi a non fare il sergente di ferro e a mantenere l'equilibrio
indispensabile per un presidente del Consiglio. Questo atteggiamento istiga al
conflitto". Marina Sereni, vicepresidente dei deputati del Pd: "Le
parole del presidente del Consiglio sono di una gravità inaudita. Le
occupazioni mostrano un Paese reale che non crede alle bugie di questo governo
e manifestano un malessere che dovrebbe essere compreso. La reazione di
Berlusconi mette a nudo una vera e propria debolezza". Piergiorgio Tiboni,
coordinatore nazionale della Confederazione unitaria di base: "Berlusconi
si mette l'elmetto in testa e sceglie la strada della repressione. È la stessa
linea adottata dal ministro Sacconi che vorrebbe limitare ulteriormente il
diritto di sciopero. Vogliono continuare a peggiorare le condizioni di vita e
di lavoro di milioni di persone e togliere loro perfino gli strumenti
democratici per difendersi da leggi inique". stampa |.
( da "Stampa, La" del 22-10-2008)
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VERSO
LO SCIOPERO.AD ASTI E NEI PAESI CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO Master
Princeton Scuola: giorni "caldi" fra proteste e petizioni Giovani ricercatori
da tutta Italia domani a lezione di etica Oggi consegna di firme al prefetto.
Domani assemblea [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Mobilitazione anche ad Asti per
difendere la scuola. Dopo la conferenza stampa congiunta fra partiti del
centrosinistra e sindacati, si moltiplicano le iniziative
in risposta ai provvedimenti del ministro Gelmini. Questa mattina una delegazione di insegnanti e rappresentanti
sindacali consegnerà al prefetto Antonio de Bonis alcune migliaia di firme
raccolte fra i lavoratori delle scuole e i genitori astigiani; analoga
iniziativa sarà portata avanti in tutte le città piemontesi. Proseguono
anche gli incontri con le famiglie organizzati nei circoli scolastici, per
illustrare ai genitori le conseguenze della riforma in atto. Un'affollata
assemblea si è svolta lunedì sera alla elementare "Galileo Ferraris"
del 3° circolo, mentre ieri sera l'appuntamento era a Cocconato. Stasera si
replica al Teatro comunale di Moncalvo, alle 21, mentre giovedì pomeriggio,
alle 16,30, toccherà al 5° circolo (scuola Rio Crosio) e alle 21 alla scuola di
Castell'Alfero. Venerdì, infine, sarà la volta di Villanova, sempre alle 21,
alla Confraternita dell'Annunziata. "La mobilitazione di questi giorni si
spera serva a influire sui regolamenti attuativi della legge Gelmini
- spiega Monica Iviglia, rappresentante Cgil scuola - Fino ad oggi non c'è
stato un confronto nè con le parti sociali, nè con chi nelle scuole ci
lavora". Oltre alle iniziative promosse dai sindacati e dagli insegnanti,
a muoversi sono anche i genitori: a Villanova è nato un comitato spontaneo che
organizzerà banchetti informativi il giovedì (giorno di mercato) in centro;
sempre il giovedì, alle 16, saranno organizzati altri "gazebo"
davanti alle scuole del paese. Fra le iniziative, anche "Uno striscione
per ogni balcone", con l'invito ad esporre "drappi" colorati
contro la legge Gelmini. Genitori, studenti e
lavoratori della scuola sono invece i promotori di un'assemblea
"autoconvocata" che si svolgerà domani alle 18 al Diavolo Rosso, in
piazza San Martino (Info: 340/7802630). Il futuro della scuola sarà ancora tema
di un incontro a cui è invitata anche l'assessore all'Istruzione della Regione,
Gianna Pentenero: l'iniziativa, promosso dalla consigliera regionale Angela
Motta, si svolgerà venerdì alle 21, nel salone della Provincia. L'assessore
Pentenero illustrerà le iniziative e l'impegno della Regione per
"contenere i danni della riforma Gelmini". È
infine confermato anche ad Asti lo sciopero generale della scuola del 30
ottobre: circa 200 insegnanti astigiani parteciperanno alla manifestazione
nazionale a Roma.Il giorno della "Princeton" è arrivato. Michael
Walzer, nome di spicco del pensiero filosofico e politico contemporaneo (si è
occupato di guerra giusta o ingiusta e del rapporto tra uguaglianza e libertà,
socialismo e liberalismo), inaugura domani i corsi del Master sui Valori etici,
con una conferenza alla Casa dell'Asti, alle 17,45. Il Master richiamerà 25
giovani ricercatori dei principali atenei d'Italia; avrà durata biennale e un
calendario di una decina di blocchi da una settimana ciascuno. Fra i docenti,
anche nomi come Robert George, Bradford Wilson, Gustavo Zagrebelsky, Joseph
Weiler e Martha Nussbaum. A dirigere il corso, c'è Maurizio Viroli, anche lui
docente alla Princeton. \.
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Pagina 343 La mozione della Lega nord I bambini divisi dalle classi separate La
mozione della Lega nord --> La mozione della Lega nord sulle "classi
separate", così è stata chiamata sui giornali e nel corso delle
trasmissioni televisive, o sulle "classi ponte" per gli studenti
stranieri che ancora non parlano l'italiano, come hanno precisato alcuni
parlamentari leghisti, ha suscitato critiche bipartisan: non solo a sinistra,
non solo nel Partito democratico, com'era naturale, non solo tra i dipietristi;
Silvana Mura dell'Italia dei Valori ha chiesto al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di intervenire chiarendo se fosse "favorevole o contraria
all'apartheid scolastico". Anche a destra, infatti, molte sono state le
voci contrarie e addirittura orripilate per il contenuto della mozione suddetta
(l'espressione "apartheid scolastico", presa in prestito da Italia
dei Valori, è stata lanciata proprio dal quotidiano di riferimento di Alleanza
nazionale, Il Secolo). Inaspettatamente, però, una voce tradizionalmente
di sinistra, lo scrittore Sandro Veronesi, in un'intervista a Repubblica, ha
trattato l'argomento da una prospettiva diversa, sostenendo che non si può
ignorare la realtà: ci sono classi, ormai, a maggioranza extracomunitaria,
fatto che spinge molti genitori italiani, anche progressisti, a cambiare scuola
ai figli per paura che restino indietro nel programma dei primi anni di
elementari, quelli fondamentali per mettere le basi di una buona formazione.
Veronesi raccontava poi la realtà di Prato, dove vive e dove sono andati a
scuola i suoi figli, ammettendo l'esistenza del problema. Certo è che la
prospettiva di separare i bambini che parlano l'italiano da quelli che non lo
parlano e dovrebbero imparare in fretta (con l'intenzione, dice la Lega, di
farli "mettere in pari" nella "classe ponte" per poi
reinserirli) non appare un'idea utile all'integrazione e all'assimilazione
delle seconde generazioni di immigrati, che invece tutti i partiti politici, in
forme diverse, affermano di voler aiutare. Psicologi, professori ed ex ministri
(per esempio il linguista Tullio De Mauro) sottolineano che gli "alunni
mescolati" imparano di più e che "più le classi sono eterogenee e
migliori sono i risultati di tutti". La sfida per l'insegnante, forse, è
anche quella di aiutare chi è più indietro a raggiungere chi è più avanti. Per
fare questo, però, l'insegnante non può essere lasciato solo (si può pensare,
per esempio, a corsi aggiuntivi di italiano il pomeriggio). Ma da qui alla
ghettizzazione - anche se soltanto come "soluzione ponte" - ce ne passa.
NINA ROMANI.
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 22-10-2008)
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Pagina 343 lotta tra sindacati e mondo dell'istruzione Nessuno vince, ma la
scuola perde Lotta tra sindacati e mondo dell'istruzione di Gabriele Uras
--> di Gabriele Uras Mentre incombe lo sciopero del 30 ottobre, è forse
utile cercare di chiarire i termini della vertenza che
contrappone i sindacati e una parte del mondo della scuola al ministro Gelmini. Proviamo a riassumerli. Alla
fine del mese di giugno del corrente anno, il Governo vara il decreto legge sul
contenimento della spesa pubblica, poi divenuto legge il 6 di agosto col N.
133. Prevede risparmi e tagli, e anche la scuola, cui è dedicato l'articolo 64,
è chiamata a fare la sua parte, riducendo gli organici del personale,
ridimensionando la rete scolastica, rimodulando l'organizzazione didattica della
scuola primaria, e altro ancora. Il ministro dell'Istruzione dovrà predisporre
a tal fine un piano programmatico d'interventi, da attuare entro i successivi
12 mesi mediante uno o più decreti, anche modificando gli ordinamenti e
l'assetto organizzativo e didattico del sistema scolastico. È una sorta di
delega a operare le revisioni e i cambiamenti necessari per realizzare i
risparmi voluti dalla legge. Al ministro Gelmini tocca
il compito più difficile, dettagliare i tagli, gestire una lunga serie di variabili
dipendenti, a valle delle scelte effettuate dal prestigioso collega
dell'Economia e delle Finanze. Un ruolo ancillare come, purtroppo, quello della
scuola nel nostro Paese, e assai problematico, bisognevole di doti di
equilibrio e prudenza, e di una sperimentata conoscenza delle cose scolastiche.
L'elenco degli interventi previsti dalla legge 133 è impressionante:
accorpamento delle classi di concorso, nuova definizione dei curricoli,
razionalizzazione dei piani di studio e dei quadri orari, revisione dei criteri
di formazione delle classi e per la determinazione degli organici,
rimodulazione dell'organizzazione didattica della scuola primaria,
ridefinizione dell'assetto organizzativo dei centri di istruzione per adulti,
ridimensionamento della rete scolastica. Non manca niente, ma non tutto è
chiaro. Ad esempio, il termine "rimodulazione" può voler dire cose
tra loro diverse: vorrà forse significare che i moduli saranno revisionati ma
non aboliti? O allude alla già collaudata soluzione del maestro prevalente,
prevista nei programmi della scuola primaria del 1985? A settembre si verrà a
sapere che per rimodulazione dell'organizzazione didattica s'intende
l'abolizione dei moduli. Ce lo dirà il Piano programmatico del ministro Gelmini, che elenca e motiva gl'interventi imposti dalla
legge, rendendo esplicito quello che in legge era solo enunciato, e lo
stabilirà il decreto legge N. 137 del 1° settembre, ora in Parlamento per la
conversione, che all'articolo 4 reintroduce la figura del maestro unico. A questo
punto, le simpatie guadagnate dal ministro con l'elogio del grembiule e
l'introduzione della valutazione del comportamento si attenuano, anche per la
debolezza delle argomentazioni a difesa e per gli errori e le imprecisioni
nella comunicazione. Per un comprensibile effetto di alone, anche le scelte
giuste appaiono sbagliate, o vengono considerate sue quelle risalenti ai
precedenti governi, non più gradite alla parte politica che a suo tempo le
approvò, come, ad esempio, quelle sul dimensionamento della rete scolastica,
figlie delle legge Bassanini (1997) e coeve dell'autonomia. A parte le carenze
e gli errori nella comunicazione, la scelta del ritorno al maestro unico appare
insostenibile per ragioni pedagogiche. L'organizzazione modulare, non esente da
limiti attuativi e da qualche spreco, poteva essere migliorata, ma non
cancellata. Andava ricercata la via del dialogo e del coinvolgimento del mondo
della scuola, bisognava ascoltare tutti gli esperti, non solo quelli
favorevoli, anche a costo di ritardare di un anno la decorrenza
degl'interventi. Il 30 di ottobre, data prevista per lo sciopero, il decreto
sarà già convertito in legge, e sarà legge anche il ritorno del maestro unico.
Rispetto ai moduli, lo sciopero sarà come la nottola di Minerva, che volava sul
far della sera, a cose già fatte. In caso di successo, il sindacato potrà
negoziare quel che resta del Piano programmatico. Ma nessuno avrà vinto, e la
scuola avrà perso. A dimostrarlo saranno purtroppo il tempo e l'esperienza,
quando gli alunni avranno già pagato. Conviene sperare che prevalga la saggezza
e che l'articolo sui moduli sia stralciato dal decreto e affidato a più
ponderate valutazioni.
( da "Articolo21.com" del 22-10-2008)
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Di
Giuseppe Giulietti Berlusconi, da autentico volpone qual è ha sferrato un
attacco ai tg pubblici, (di quelli privati non si è occupato data la sua nota
avversione al conflitto di interessi) perchè produrrebbero ansia. In realtà
Berlusconi, che la sta facendo da padrone in ogni presenza mediatica, come ha
rilevato la stessa Agcom, vuole solo tentare di mettere il silenziatore anche
alle poche diversità ancora sopravvissute. Vorrebbe cancellare persino quel
misero 17% di spazio in quota alle opposizioni. Al contrario bisognerebbe dare
voce a tutti quegli italiani che nonostante tutto stanno cominciano ad esprimere
le loro ansie e preoccupazioni. A questo proposito Articolo21 chiederà non solo
a tutti tg e privati ma anche alle forze di opposizione di cedere parte dei
loro tempi televisivi agli studenti, ai genitori e a gli insegnanti che stanno
difendendo un grande patrimonio pubblico e sono sottoposti in queste ore, anche
da parte del medesimo premier, ad una campagna di diffamazione senza precedenti
a reti semiunificate. Chediamo all'Authority di cominciare
a monitorare anche i tempi assegnati alle singole forze sociali. Fino ad oggi,
per esempio il ministro Gelmini ha parlato 100 volte di più dei tutti gli studenti ed insegnanti
in lotta. Una grave anomalia che le stesse autorità di garanzia non possono far
finta di non vedere.
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Emilia
De Biasi*, 22 ottobre 2008, 21:03 Il commento Se non fosse gravissimo ci
sarebbe da sorridere. Se non fosse che quelle cose dette sulla scuola sono
opera del Presidente del Consiglio si potrebbe pensare ad una imitazione
televisiva. Purtroppo, anche questa volta, la realtà di Berlusconi supera la
più fervida immaginazione. Conferenza stampa sulla scuola. Un mucchio di bugie
nel merito del decreto Gelmini. Procediamo con ordine,
ma non con disciplina, mi raccomando. Secondo Berlusconi i tagli di 8 miliardi
alla scuola pubblica sono un'invenzione della sinistra. Ci corre l'obbligo di
ricordargli che i succitati tagli sono presenti nel decreto 112, ora legge 133,
approvata, tanto per cambiare, con il voto di fiducia l'estate scorsa. Secondo
Berlusconi con il maestro unico aumenterà il tempo pieno. Presidente, la
matematica non è un'opinione, e il tempo pieno non è il prolungamento del tempo
al pomeriggio, con i corsi a pagamento per chi può, e se no c'è sempre il
vecchio, caro doposcuola dei poveri. Il tempo pieno è un modello educativo e
formativo, e richiede maestri plurimi, e un tempo scuola ben più ampio delle 24
ore settimanali volute da Tremonti e difese oltre ogni ragionevolezza dal
Ministro Gelmini. La verità è che i bambini usciranno
da scuola alle 12.30, con buona pace dei papà e delle mamme che lavorano. Si
informi meglio, Presidente, e scoprirà che il mondo dei bambini non è fatto di
tate amorose, corsi di ippica, pianoforte e cucito. E specialmente il mondo dei
bambini stranieri, a cui il governo e la maggioranza dedicano classi
differenziali, provvedimento che Lei considera non razzista, ma di buon senso.
Beh, la classe non è acqua. A parte il fatto che qualcuno dovrà spiegare come
si fa a ridurre gli insegnanti e aumentare le classi, e che fine faranno i
numerosissimi insegnanti precari che perderanno il posto, e che ne sarà del
mancato turn over per un totale di 87.000 docenti. Ma si sa che la sinistra,
oltre che menzognera, è terribilmente esigente. E continuiamo. Nella
straordinaria performance Berlusconi ha anche dichiarato che gli alunni saranno
in media 18 per classe, non si sa come; parla di maestro prevalente, e il decreto Gelmini dice chiaramente maestro unico, e ci comunica che sarà
affiancato da un insegnante di inglese e uno di religione! Ritirare il decreto Gelmini. Questa è la nostra parola
d'ordine. Ritirare quel decreto imposto al Parlamento, pochissimo discusso
nelle sedi istituzionali e per niente confrontato con il mondo della scuola.
Ritirare il decreto Gelmini che riporta la scuola
italiana alla nostalgia da libro Cuore, a quell'italietta fatta di piccole cose
di pessimo gusto, come le battute del Presidente del Consiglio. Quella scuola
odiosamente di classe, bloccata nella valorizzazione dei talenti ed enfatica
sul successo formativo di pochi, così distante da un presente che richiede
multidisciplinarietà, inclusione, esercizio al pensiero critico, capace di
formare cittadini, di creare convivenza. La scuola dell'uguaglianza nella
diversità, della compartecipazione di universalismo e differenze. La scuola
voluta dalla nostra Costituzione. Ma torniamo a Berlusconi per le ultime,
clamorose, preoccupanti affermazioni. La prima è quella relativa alle
occupazioni degli studenti, per impedire le quali il nostro convoca il Ministro
degli Interni Maroni per dare istruzioni alle forze dell'ordine. Mi vengono
alla memoria le immagini di Genova G8, e ancora prima delle cariche della
polizia di quando ero giovane studentessa. Non possiamo permettere che la
democrazia, il diritto a manifestare venga calpestato impunemente. Non possiamo
consentire che un problema sociale sia trattato come un problema di ordine
pubblico. Ed è incredibile la forza eversiva dei pompieri incendiari, di coloro
che soffiano sul fuoco, che alimentano la paura, e che sulla paura continuano a
chiedere il consenso di un'opinione pubblica sopita, spaventata, forse rassegnata,
ridotta al rango di percentuale di sondaggio. I ragazzi e le ragazze che in
questi giorni manifestano hanno ragione: chiedono una scuola pubblica di
qualità, di poter studiare e imparare con docenti preparati e stabili, e sedi
decorose, e finanziamenti adeguati. Chiedono di essere come la maggioranza dei
loro coetanei europei, e di poter concorrere nella vita grazie al dispiegamento
delle loro capacità, e non ai soldi di papà, o alla collocazione sociale, o al
luogo di nascita. E se sono studenti universitari la protesta è ugualmente
sacrosanta: tagli, ricercatori precari che tali rimarranno a vita, se tutto va
bene, se no vanno a casa, trasformazione delle università in fondazioni di
diritto privato, incertezza sul futuro del diritto allo studio. E si potrebbe
andare avanti a lungo. Ma nelle poche righe che mi rimangono vorrei segnalare
l'ultima delle perle di Berlusconi, l'attacco alla libertà di informazione.
Cito da un'agenzia stampa del 22 ottobre, ore 12.55:" La base delle
proteste è la cattiva informazione. I giornali italiani hanno trascurato di
diffondere la realtà delle cose... ...La tv pubblica italiana diffonde ansia,
diffonde situazioni che riguardano solo chi protesta. Noi siamo preoccupati di
questo divorzio dei mezzi di informazione dalla realtà". Berlusconi dixit.
E giù un altro calcio alla Costituzione, articolo 21, sulla libertà di
espressione e di informazione. Ricapitolando: solo decreti d'urgenza
governativi, se no si perde tempo; Parlamento svuotato della sua funzione
democratica; scuola pubblica mortificata; università al buon cuore del mercato;
bambini stranieri nelle classi speciali; meno tempo scuola; maestro unico;
precari a casa; vietato protestare se no ti mando la polizia; vietato
raccontare ciò che succede nel Paese se no si crea ansia, e che i direttori dei
giornali stiano attenti. "La paura dei barbari è ciò che rischia di farci
diventare barbari", scrive Todorov con grande acume. Per questo abbiamo
bisogno di una sinistra coraggiosa, capace di unire le speranze che, contro
ogni evidenza, percorrono la coscienza della parte migliore del nostro Paese.
*Commissione cultura, deputata Pd.
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Scuola
Jacopo
Matano, 22 ottobre 2008, 19:46 "Forze dell'ordine negli atenei",
dichiara Berlusconi in una conferenza stampa fiume sulla Scuola, contro
"le menzogne della sinistra" e "dei mezzi di informazione".
E nel finale incalza: "avete quattro anni per farci il callo, non
retrocederò di un centimetro". Immediata la protesta di rettori,
insegnanti, studenti (anche di destra) e di tutta l'opposizione Di fronte alle
proteste degli studenti Berlusconi mostra il lato repressivo: il confronto con
gli studenti non è contemplato. Anche perché ora, per il premier, è il momento
dello scontro. In una conferenza stampa da dittatura all'amatriciana, il
presidente del Consiglio ha sparato a zero arringando un po' tutti. E sulle
proteste ha minacciato: "forze dell'ordine nelle università". IN
SOCCORSO DI MARIA STELLA- il Presidente Berlusconi convoca, nel pomeriggio, i
giornalisti a Palazzo Chigi. Di cosa si parla, precisamente? Di
"scuola", tout court, o almeno così si legge nel comunicato. L'immagine
fa il resto. Il premier siede accanto al ministro Gelmini, e parla in sua difesa: "Il
bravo ministro Gelmini mi
ha chiesto di intervenire con questa conferenza stampa perchè sulla scuola si
sono formulate troppe cose che rappresentano un divorzio dalla realtà",
esordisce. "E quindi - continua- anche le proteste che si sono inscenate
dalla sinistra contro il decreto sono, secondo me, soltanto il tentativo
della sinistra di organizzare una opposizione di piazza contro il nostro
governo su un terreno circoscritto, la scuola". Il portavoce-premier del
diligente ma forse timido ministro (che per metà del tempo non apre bocca),
prosegue con un elenco di "menzogne" della sinistra, tra cui
"l'abolizione del tempo pieno": è "lapalissiano" per
Berlusconi che passando da più insegnanti agli insegnanti prevalenti si avrà la
possibilità di "applicare più insegnanti al tempo pieno", che
"aumenteranno del 50%". Una stoccatina alla compagna di banco non
manca: "sul maestro unico il ministro qualche volta si è sbagliato. E' il
maestro 'prevalente'", quindi, e non unico. E sulle classi ponte:
"noi saremmo razzisti", chiede. "Ma andiamo ad insegnare
l'aritmetica o la matematica ai ragazzi che parlano dieci lingue diverse",
come nei tantissimi casi denunciati dagli "insegnanti in tutta
Italia". E via così, il lungo elenco delle bugie della sinistra (quale?)
AVVISO AI NAVIGANTI - Ma è l'"avviso ai naviganti", che Berlusconi
lancia battendo le mani sul tavolo, a preoccupare. "E' molto
semplice", tuona il premier. Non permetteremo che vengano occupate scuole
e università. Perché l'occupazione di posti pubblici non é- scandisce- una
applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia; è una violenza nei
confronti dei docenti, nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle
famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello stato".
Percio', annuncia, "convocherò oggi stesso il ministro dell'Interno e darò
a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze
dell'ordine per evitare che questo possa succedere". E rispondendo alle
domande della stampa inca, nel finale, incalza: "avete quattro anni per
farci il callo, non retrocederò di un centimetro" SOLO CONTRO TUTTI - Le
istruzioni, al ministro, glie le da'. Per far intervenire le forze dell'ordine
nelle università. Polizia negli Atenei è un tema che spaventa, non soltanto per
il messaggio ma per la modalità retorica con cui viene lanciato. Poco dopo, a
Palazzo Chigi, mentre fuori infuria la bagarre sulle parole del premier, Maroni
risponde alla chiamata ma saggiamente non commenta. Al suo posto commentano i
rettori, che hanno l'ultima parola sull'ingresso della polizia negli Atenei, e
che annunciano un chiaro niet. Commentano gli studenti in piazza -Milano,
Torino, Roma- e a casa (compresi quelli di Azione Studentesca, "contrari
alla protesta ma sbalorditi dal premier"). Commenta tutta l'opinione
pubblica, in un tam tam democratico che stenta ad affievolirsi. Sono passati
sette anni dagli storici "stati generali dell'Istruzione" di Letizia
Moratti. La parola d'ordine, allora, era "ascoltare gli studenti". E
anche se all'epoca gli studenti in questione erano amici del ministro, viene da
pensare: Ieri l'ascolto, oggi le botte. Qualche rimpianto?.
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Scuola
Accademia
di polizia Jacopo Matano, 22 ottobre 2008, 19:46 "Forze dell'ordine negli
atenei", dichiara Berlusconi in una conferenza stampa fiume sulla Scuola,
contro "le menzogne della sinistra" e "dei mezzi di
informazione". E nel finale incalza: "avete quattro anni per farci il
callo, non retrocederò di un centimetro". Immediata la protesta di
rettori, insegnanti, studenti (anche di destra) e di tutta l'opposizione Di
fronte alle proteste degli studenti Berlusconi mostra il lato repressivo: il
confronto con gli studenti non è contemplato. Anche perché ora, per il premier,
è il momento dello scontro. In una conferenza stampa da dittatura
all'amatriciana, il presidente del Consiglio ha sparato a zero arringando un
po' tutti. E sulle proteste ha minacciato: "forze dell'ordine nelle
università". IN SOCCORSO DI MARIA STELLA- il Presidente Berlusconi
convoca, nel pomeriggio, i giornalisti a Palazzo Chigi. Di cosa si parla,
precisamente? Di "scuola", tout court, o almeno così si legge nel
comunicato. L'immagine fa il resto. Il premier siede
accanto al ministro Gelmini,
e parla in sua difesa: "Il bravo ministro Gelmini mi ha chiesto di intervenire con questa conferenza stampa perchè
sulla scuola si sono formulate troppe cose che rappresentano un divorzio dalla
realtà", esordisce. "E quindi - continua- anche le proteste che si
sono inscenate dalla sinistra contro il decreto sono, secondo me,
soltanto il tentativo della sinistra di organizzare una opposizione di piazza
contro il nostro governo su un terreno circoscritto, la scuola". Il
portavoce-premier del diligente ma forse timido ministro (che per metà del
tempo non apre bocca), prosegue con un elenco di "menzogne" della
sinistra, tra cui "l'abolizione del tempo pieno": è
"lapalissiano" per Berlusconi che passando da più insegnanti agli
insegnanti prevalenti si avrà la possibilità di "applicare più insegnanti
al tempo pieno", che "aumenteranno del 50%". Una stoccatina alla
compagna di banco non manca: "sul maestro unico il ministro qualche volta
si è sbagliato. E' il maestro 'prevalente'", quindi, e non unico. E sulle
classi ponte: "noi saremmo razzisti", chiede. "Ma andiamo ad
insegnare l'aritmetica o la matematica ai ragazzi che parlano dieci lingue
diverse", come nei tantissimi casi denunciati dagli "insegnanti in
tutta Italia". E via così, il lungo elenco delle bugie della sinistra
(quale?) AVVISO AI NAVIGANTI - Ma è l'"avviso ai naviganti", che
Berlusconi lancia battendo le mani sul tavolo, a preoccupare. "E' molto
semplice", tuona il premier. Non permetteremo che vengano occupate scuole
e università. Perché l'occupazione di posti pubblici non é- scandisce- una
applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia; è una violenza nei
confronti dei docenti, nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle
famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello stato".
Percio', annuncia, "convocherò oggi stesso il ministro dell'Interno e darò
a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze
dell'ordine per evitare che questo possa succedere". E rispondendo alle
domande della stampa inca, nel finale, incalza: "avete quattro anni per
farci il callo, non retrocederò di un centimetro" SOLO CONTRO TUTTI - Le
istruzioni, al ministro, glie le da'. Per far intervenire le forze dell'ordine
nelle università. Polizia negli Atenei è un tema che spaventa, non soltanto per
il messaggio ma per la modalità retorica con cui viene lanciato. Poco dopo, a
Palazzo Chigi, mentre fuori infuria la bagarre sulle parole del premier, Maroni
risponde alla chiamata ma saggiamente non commenta. Al suo posto commentano i
rettori, che hanno l'ultima parola sull'ingresso della polizia negli Atenei, e
che annunciano un chiaro niet. Commentano gli studenti in piazza -Milano,
Torino, Roma- e a casa (compresi quelli di Azione Studentesca, "contrari
alla protesta ma sbalorditi dal premier"). Commenta tutta l'opinione
pubblica, in un tam tam democratico che stenta ad affievolirsi. Sono passati
sette anni dagli storici "stati generali dell'Istruzione" di Letizia
Moratti. La parola d'ordine, allora, era "ascoltare gli studenti". E
anche se all'epoca gli studenti in questione erano amici del ministro, viene da
pensare: Ieri l'ascolto, oggi le botte. Qualche rimpianto?.
( da "AprileOnline.info" del 22-10-2008)
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Scuola
Federica
Musetta*, 22 ottobre 2008, 20:24 Alla pacifica e civilissima protesta degli
studenti, che scaturisce proprio da quell'informazione che ha spesso tentato di
negarci e che abbiamo provato a recuperare attraverso le tante assemblee che si
sono susseguite in quasi tutti gli Atenei italiani, berlusconi ha risposto con
quelle che non possiamo definire che minacce Le dichiarazioni del premier
Silvio Berlusconi lasciano a dir poco esterrefatti. Gli studenti universitari
che protestano per difendere il futuro proprio e dell'università si sono
sentiti dire di tutto in questi giorni. L'attacco è partito dal Min.
Mariastella Gelmini, che ha
iniziato con il dire che gli studenti protestano senza cognizione di causa,
senza avere nemmeno letto il testo delle leggi che stanno contestando. Che cosa
si può rispondere a un Ministro che rilascia queste dichiarazioni quando dal
momento del suo insediamento non ha risposto a una sola delle interrogazioni
presentatele dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari,
l'organo di rappresentanza nazionale degli studenti universitari? Che cosa si
può rispondere ad un Ministro che il 10 di ottobre chiede agli studenti che
manifestavano davanti al MIUR, attraverso i suoi funzionari, di consegnare un
documento con le motivazioni della loro protesta e con le loro richieste e che
a quindici giorni di distanza non ha ancora replicato in nessuna maniera? Anche
il Min. Meloni si è profuso in osservazioni della stessa natura, dimostrando
come il Ministro della Gioventù non abbia nessuna conoscenza di quello che si
sta muovendo all'interno delle scuole e delle università, ove si trova gran
parte di quei giovani che dovrebbe rappresentare. Non poteva certo mancare
all'appello una dichiarazione dell'On. Berlusconi, che come previsto non si è
fatta attendere. Certo però non ci si poteva aspettare che le parole da lui
pronunciate fossero di tale gravità. Alla pacifica e civilissima protesta degli
studenti, che scaturisce proprio da quell'informazione che ha spesso tentato di
negarci e che abbiamo provato a recuperare attraverso le tante assemblee che si
sono susseguite in quasi tutti gli Atenei italiani, ha risposto con quelle che
non possiamo definire che minacce. Proporre di impiegare le forze dell'ordine
per sopprimere la protesta degli studenti significa non essere consapevoli del
fatto che essere Presidente del Consiglio di un Paese democratico significa
rappresentare tutti i cittadini, anche quelle centinaia di migliaia di studenti
che stanno scendendo in piazza in questi giorni sempre più numerosi, che stanno
occupando le aule universitarie per cercare di evitare che vengano svuotate per
sempre da una legge che mette a serio repentaglio la sopravvivenza delle
università pubbliche, che stanno riunendosi in assemblee quasi quotidianamente
per approfondire i contenuti delle leggi e per immaginare un'università
migliore di quella, sicuramente in crisi, in cui viviamo. Proporre di impiegare
le forze dell'ordine per sopprimere la protesta degli studenti significa
soprattutto non rispettare le più basilari regole democratiche, che
imporrebbero di ascoltare le ragioni di chi dissente dai provvedimenti adottati
e di aprire con loro un confronto... e se proprio non si vuole arrivare a tanto
almeno imporrebbero di rispettare la libertà di parola e di pensiero dei
cittadini del proprio Paese. In molti Atenei all'interno delle assemblee quegli
studenti che vengono dipinti dal Premier e dalle sue Ministre come tanti
ignoranti hanno spesso citato un testo scritto tanti anni fa da Pietro
Calamandrei, uno degli estensori della nostra Carta Costituzionale, che
sembrava prevedere il futuro spiegando come un Presidente del Consiglio che
volesse instaurare una "larvata dittatura" senza apparentemente
violare nessuna delle leggi dello Stato dovrebbe come prima cosa smantellare il
sistema di formazione pubblica. Nemmeno nelle più pessimistiche immaginazioni
di Calamandrei si arrivava però a pensare che si tentasse di imporre il
pensiero unico attraverso la repressione di ogni forma di dissenso. Ci
permettiamo di consigliare all'On. Silvio Berlusconi la lettura di questo
testo. Nel frattempo garantiamo al Premier che non saranno le forze dell'ordine
a smorzare la nostra protesta, che continuerà in questi giorni in maniera
sempre più attiva sino ad arrivare alla data del 14 novembre in cui l'Unione
degli Universitari, insieme ai tanti studenti che hanno fatto questa richiesta
attraverso democratiche e partecipatissime assemblee, scenderà in piazza a
fianco dei sindacati universitari in una grande manifestazione. Noi non ci
fermeremo, l'On. Silvio Berlusconi non riuscirà con queste minacce a farci
stare zitti...se vuole rovinare ancora di più l'immagine che l'Italia ha agli
occhi del mondo, può anche picchiarci tutti! *Coordinatore Nazionale - Unione
degli Universitari.
( da "Giornale di
Calabria, Il"
del 22-10-2008)
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Scuola
CATANZARO.
La bambina disabile calabrese, Martina, 7 anni, nata senza un braccio e senza
un piede e con paresi facciale, rimasta senza insegnante di sostegno alle
Elementari di Catanzaro, è caduta a scuola e si è fatta male. Lo rende noto il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ritorna a criticare
il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e il Presidente del Consiglio,
Berlusconi, "insensibili e silenti di fronte a questo caso umano e di
ingiustizia" e a chiedere il ritiro del decreto del Governo sulla scuola.
"Il Ministro Gelmini e
il suo presidente Berlusconi - afferma Corbelli - stanno calpestando i diritti
dei bambini malati e disabili, come la piccola Martina, che ha avuto
assegnata solo per due ore al giorno l'insegnante di sostegno, costringendo di
fatto i suoi genitori a ritirarla e non mandarla più a scuola. Il caso di
questa bambina è una crudeltà, un fatto indegno di un Paese civile. Solo per
questa vergogna la Gelmini e il suo presidente-tutore
dovrebbero dimettersi. Invece continuano, insieme all'altro ministro spaccone,
Brunetta, a provocare i cittadini, gli studenti e operatori del mondo della
scuola, arrivando addirittura a penalizzare anche i bambini malati e
diversamente abili. Questi personaggi e questo Governo stanno portando il Paese
letteralmente verso il baratro, con il rischio che dalla protesta di piazza si
arrivi alla violenza. Martedì a Milano ci sono state purtroppo le prime
avvisaglie in questo senso. E le irresponsabili dichiarazioni di oggi di
Berlusconi (repressione dura contro le proteste degli studenti) non fanno che
buttare benzina sul fuoco. Il caso della bambina disabile calabrese -
sottolinea il leader di Diritti Civili - è di inaudita gravità ed è emblematico
dei danni devastanti prodotti del decreto legge Gelmini
sulla scuola, con i tagli indiscriminati degli insegnanti precari e di sostegno
e la cancellazione di migliaia di istituti. Questa bambina, nonostante le sue condizioni
di salute, non ha più l'insegnante di sostegno. Solo per due ore al giorno c'è
chi a scuola si prende cura di lei, dopo viene di fatto lasciata sola e la
mamma è costretta ad andare a prendersela e, se non riavrà l'insegnante, a
ritirarla definitivamente da scuola. Nei giorni scorsi la bambina ha avuto, a
scuola, una crisi, è caduta e si è fatta male. Domando al Ministro Gelmini e al suo presidente-tutore: si può togliere
l'insegnante di sostegno a questa bambina, senza un braccino, senza un piedino,
con una paresi facciale, si possono così brutalmente calpestare i diritti
sacrosanti di questa bambina, già così duramente colpita e segnata dal destino?
È questa la riforma per cambiare la scuola? Quella di penalizzare i bambini
malati e portatori di gravi handicap?". (22-10-08).