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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 20-23 settembre 2008       #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (56)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Maestri pronti alla guerra ( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: venga attuato il piano Gelmini". Gli insegnanti sono concordi nel dire "no" al progetto del governo che vuole portare la scuola pubblica "a un basso livello di qualità". Lo hanno ribadito ieri pomeriggio i docenti appartenenti alla Cgil, ma anche alcuni genitori riunitisi nella sala san Vittore del centro diocesano Giovanni XXIII per parlare non solo del ritorno del maestro unico,

Oggi parata di ministri, da Brunetta a Frattini ( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Attesi anche Alfano, Carfagna e Gelmini. Domani Galan e Schifani CORTINA. Entra nel vivo il convegno di Forza Italia. In mattinata, a partire dalle 9,30 presentazione dei padri della rassegna Remo Sernagiotto e Leonardo Padrin, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia in consiglio regionale.

Meno ore e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini ( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini Professori e tecnologie Il ministro promette due miliardi ROMA. Dopo la scuola delle "tre I" ecco la scuola dei "tre più": "più efficienza (stesso risultato a costi minori), più risorse da investire, più qualità". E' questo lo slogan che accompagna il piano presentato ieri dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati che l'

Scuola, chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,

"io, maestra per vocazione così lavoro al futuro dei bambini" - luca villoresi ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: saltando le polemiche sul maestro unico della Gelmini ("Come dire? Diciamo che è un provvedimento sul quale bisogna riflettere"), la vita quotidiana di un'insegnante elementare. "Una classe devi portarla avanti tutta assieme. Ci sono fino a 25 alunni. Venticinque storie a se. E devi seguirle una per una.

E alle elementari arriva la notte bianca ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: elementare capofila della protesta contro la riforma Gelmini. Ma da lunedì ci saranno ancora dibattiti e riunioni alla scuola del Casilino. In programma, sempre per la settimana prossima, anche una fiaccolata. E ieri hanno partecipato al dibattito finale i deputati Maria Coscia e Alba Sasso e Fabio Mussi, ex ministro dell'università.

Il pd prepara l'autunno caldo - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro i tagli della Gelmini, che penalizzano le scuole con meno di 500 alunni: abbiamo calcolato che dovrebbero chiudere 508 plessi in tutta la Sicilia", dichiara il vicesegretario regionale del Pd Tonino Russo. E ieri si è insediato l'esecutivo provinciale del Pd, aperto a esponenti della società civile.

Un grido nel giorno del miracolo "serpenti velenosi, deponete le armi" - antonio tricomi ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La mattinata si era aperta con la protesta, sul sagrato del Duomo, di un gruppo di maestri elementari: "La cultura dei bambini non fa rima con Gelmini", recitava uno striscione. Dopo la funzione, nel salone dell'Episcopio, un pranzo ufficiale del cardinale con tutti i sacerdoti napoletani di nome Gennaro. Presenti anche Lepore e Montemarano.

Forza italia: ora il rimpasto - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Una cosa è certa: di rimpasto "vero" ormai parla tutto il partito. Rimpasto reclamato, e con toni molto più duri, anche dalla Lega. Matteo Salvini è perentorio: "Ribadisco la nostra posizione, la giunta potrebbe fare molto meglio con l'inserimento di nuovi giocatori, così com'è la squadra non sta esprimendo il massimo;

L'indiscreto - vincenzo curia ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha spiegato di aver affrontato l'esame di abilitazione professionale in Calabria e non a Milano perché, in quei concorsi, "passavano solo i figli di avvocato". Stefano Savi, presidente dell'Ordine di Genova è d'accordo a metà. Ammette: "è vero che i candidati spesso cercano sedi ritenute più favorevoli,

Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bologna Genitori e insegnanti contro la Gelmini. Ieri lo sciopero precari Rdb Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore non è bastato l'annuncio del ministro dei nuovi posti: genitori e insegnanti confermano la manifestazione di venerdì 26 settembre, e lanciano l'appello ai sindaci, da Cofferati agli amministratori della provincia,

Caro ministro le spieghiamo i veri problemi della scuola - giancarlo visitilli ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E se provassimo a scrivere una lettera di buon inizio d'anno scolastico noi alunni alla Gelmini? "Professò, chi è la Gelmini?". Insegnante? No. Una preside? Neanche. Un'esperta di scuola? Tantomeno. Vi aiuto io. Scrivete: Gentilissimo ministro della Pubblica Istruzione, o se neanche a voi piace questo bel nome, scrivete della Scuola, che mi sembra più diretto.

Scuola, la mappa della cgil "via 5000 docenti in puglia" - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bari Provincia per provincia la simulazione del sindacato dopo i tagli del ministro Gelmini Scuola, la mappa della Cgil "Via 5000 docenti in Puglia" ILARIA FICARELLA Meno cinquemilaquaranta. Non è un conto alla rovescia ma la misura esatta dei tagli che la riforma della scuola firmata dal ministro Maria Stella Gelmini porterà in Puglia.

Caro ministro, le spieghiamo i problemi delle nostre scuole - (segue dalla prima pagina) giancarlo visitilli ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nostre scuole Lettera degli studenti alla Gelmini Possibile che in questi giorni lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di attenzione e di rispetto Abbiamo letto del suo concorso da avvocato al Sud. Siamo felici che non abbia cercato di farsi raccomandare a Milano o a Brescia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIANCARLO VISITILLI (segue dalla prima di cronaca)

Scuola, niente trattativa. La Gelmini non dà i numeri I tagli ci saranno, ma il ministro non dice come. Protestano i sindacati. La Cgil: mobilitazione unitaria ( da "Unita, L'" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con la Gelmini i sindacati. Tutti critici sul maestro unico, la fine del tempo pieno e una controriforma della scuola vista solo come un capitolo di bilancio. Ma la risposta della signora Maristella Gelmini è stata lapidaria, come riferisce Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "Non c'è margine di trattavia.

"meno ore, più matematica" ma il sindacato boccia la gelmini - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma il sindacato boccia la Gelmini Il ministro illustra il piano. La replica: scuola più povera La Cgil: è un piano di fantasia, con 200mila tagli. La Cisl: mobiliteremo anche le famiglie MARIO REGGIO ROMA - Meno ore di scola alle superiori. Conferma del maestro unico alle elementari, 24 ore a settimana ma con l'aiuto di un insegnante d'inglese.

Il nuovo liceoclassico?È un po' più scientifico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA GELMINI ... Il nuovo liceoclassico?è un po' più scientifico di Luigi Illiano I l liceo classico potenzierà lo studio della matematica, delle scienze e dell'inglese. Parola del ministro Mariastella Gelmini, che ha anticipato ieri la svolta ai sindacati.

Padri-padroni del disagio sociale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: disagio sociale di Luigi Manconi L e trascrizioni delle telefonate di don Pierino Gelmini, pubblicate da alcuni giornali, sono (come pressoché tutte le intercettazioni) un esemplare di letteratura sordida: forse utile alle indagini (forse), ma comunque dall'inequivocabile sapore di refurtiva, merce rubata e contraffatta, attitudine gaglioffa alla violazione dei limiti del decoro.

L'insegnante di inglese alle elementari ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Il piano del ministro Gelmini L'insegnante di inglese alle elementari ROMA - "Più efficienza, stesso servizio, più investimenti, uguale qualità". Così il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sintetizza il suo piano per la scuola italiana, nel corso di un incontro con i sindacati.

Superiori, meno ore di lezione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha presentato il piano che porterà a 130mila tagli tra docenti e Ata Superiori, meno ore di lezione Al classico si studierà l'inglese per tutti gli anni del liceo Luigi Illiano ROMA Più ore di inglese, matematica e scienze al liceo classico;

La scolarizzazione fa crescere il Pil ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Un secondo elemento emerge, poi, dallo studio e riguarda la meritocrazia. Fino a oggi tutti ne parlano un gran bene, ma nei fatti viene applicata in misura molto ridotta. Se il 91% della classe dirigente dichiara di utilizzare criteri di selezione meritocratici, c'è anche un 54% che considera il merito come il fattore meno soddisfacente per il risultato finale.

Ricci, lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare l'imbonitore> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione ". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia": ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio,

L'attesa ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI L'attesa Uno degli ultimi momenti dell'occupazione notturna dell'Iqbal Masih e, a destra, una maglietta con la protesta contro il ministro Gelmini.

Iqbal, finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Passiamo il testimone ad altri istituti" Iqbal, finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini La protesta continua: striscioni al Righi e al Russell L'assessore Marsilio annuncia una "cabina di regia" per monitorare la scolarizzazione dei piccoli rom La prima settimana di scuola si conclude come è iniziata. All'insegna delle proteste.

Un concorso dei genitori per trovare studenti-stilisti ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: imposizione la possibilità che debbano indossare una "divisa" come vorrebbe il ministro Gelmini. Così saranno loro a scegliere gli abiti spiega Donatella Poselli, presidente dell'Uig -. Alle medie e alle superiori non è pensabile che portino un grembiule, ma nemmeno che arrivino in classe con jeans a vita bassa o con magliette scollate.

La scuola non diventi un caso Alitalia Il ministro Gelmini contestato a Venezia ( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini contestato a Venezia VENEZIA. Evitare che "il caso scuola" degeneri a tal punto da farne "un'altra Alitalia". E' questo l'appello lanciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto), dopo la bocciatura arrivata dai sindacati al piano di riforma della scuola messo a punto dal ministero.

Se la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I "professori" delle medie: da aggiornare e motivare. Le maestre elementari: da ridurre a una sola. (Come le madri di famiglia, di cui dovrebbero costituire l'estensione). I professori universitari: da tempo al centro di polemiche, a causa di concorsi ed esami combinati oppure sospettati di scarsa presenza e preparazione.

Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in commissione Cultura si discute il decreto Gelmini e non posso rischiare di non esserci. Per noi siciliani l'aereo è l'unico mezzo grazie al quale si può raggiungere Roma in tempi ragionevoli. Con il treno è impossibile". Il treno "è uno stress" per Fabio Giambrone, senatore di Italia dei valori, che "ringrazia" il governo nazionale "per la disastrosa gestione del caso Alitalia"

Le colpe dei docenti - augusto cavadi ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bossi e la Gelmini sbagliano a generalizzare certe loro accuse, ma la soluzione non può essere negare a oltranza ogni deficienza oggettiva). Dopo molti anni ho ancora in mente lo smarrito, incredulo stupore di una collega trasferitasi dal Veneto a Palermo davanti allo spettacolo indecoroso di un collegio dei docenti in cui quasi nessuno,

La visione della Gelmini: una scuola di classe ( da "Unita, L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sul maestro unico nella scuola primaria. Sostanzialmente il piatto forte del decreto, con il contorno scenico del ritorno del voto in decimi, della valutazione della condotta, e del libro di testo adottabile per un quinquennio. Questo piatto forte del decreto è stato presentato dal Governo e, con qualche dissimulata sofferenza dalla maggioranza,

Catania a luci spente Ma sparisce l'immondizia Una città in ginocchio. Solo in serata accordo del sindaco con i netturbini. Comune nel dissesto finanziario ( da "Unita, L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dove non arriva la ministra Mariastella Gelmini, è già arrivato l'ex sindaco simbolo del berlusconismo isolano, Umberto Scapagnini, otto anni di governo cittadino e un'eredità per i catanesi di svariate migliaia di euro di debito pro-capite, bambini e anziani compresi. Se oggi nasci a Catania ti ritrovi sulle spalle quasi 4mila euro di deficit.

Gelmini, proteste sul canal grande - nicola pellicani ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870.

Junior Scala ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini. Per loro, non c'è stato bisogno di grembiule scuro, i patti sono chiari dal primo giorno: il piercing non è ammesso in sala, ci si alza quando passa il direttore. Sono stati questi i primi plié cui si sono sottoposti per entrare in un'istituzione di storico prestigio, fondata nel 1813: la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala,

Gelmini contestata a Venezia <Mi considerano eversiva> ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non pensavo di dovermi avvalere della polizia" Gelmini contestata a Venezia "Mi considerano eversiva" VENEZIA - "Non pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi".

E spunta un altro Cacciari jr ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a manifestare contro la Gelmini. Fratello minore di Tommaso (no global del Rivolta di Marghera), secondogenito di Paolo Cacciari (Rc), il nipote del sindaco è l'artista di famiglia. Pittore, scultore, è specialista, però, nell'arte dei graffiti. Percorso cultural-politico in progress presso i Magazzini del Sale, occupati un anno fa dagli attivisti,

Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini? Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così".

SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protestare contro le riforme del ministro Gelmini. Da qui la reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni contro i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i fondi alla propria scuola,

La scuola dei mille paradossi: a Como nove maestre per una classe ( da "Giornale.it, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "L'Istruzione non sia un nuovo caso Alitalia" da Roma Meglio tutte le classi con un unico maestro oppure un'unica classe con nove maestri? Proprio mentre il ministro Mariastella Gelmini finisce nell'occhio del ciclone, bersagliata dagli attacchi del Partito democratico e circondata dalla generale diffidenza di tutto il mondo della scuola nei confronti di qualsiasi cambiamento,

Il governatore contro la feccia rossa ( da "Corriere delle Alpi" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini contestata a Venezia: "Odiano le donne" VENEZIA. Galan in difesa della Gelmini contro quella che definisce la "feccia rossa" - studenti, no global e aderenti al Comitato No Mose - che l'ha contestata sabato a Venezia, con slogan e striscioni polemici, in occasione della sua partecipazione al convegno sull'emergenza educativa organizzato dai Giovani Imprenditori della Confcommercio.

Dandini: noi, robin hood della tv rideremo anche della sinistra - leandro palestini roma ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimenti del ministro della Pubblica istruzione Gelmini (e sul ministro proporremo un concorso tra chi la imiterà meglio in tv). Corrado Guzzanti è atteso sul divano rosso: può atterrare ogni tanto, usando lo studio tv come sala prove (in gennaio sarà in tournée teatrale). Arrivano Federica Cifola e Paola Minaccioni: quest'ultima farà la ministra Meloni (che a noi sta simpatica)

"controlli e multe non bastano ai ragazzi insegniamo a divertirsi" - oriana liso ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per non parlare del ministro dell'Istruzione, la Gelmini, che parla di sette in condotta e grembiulini, senza degnarsi di venire a parlare con noi che ogni giorno, con i ragazzi, ci viviamo, e forse qualcosa da dire in proposito ce l'abbiamo".

Concerti troppo cari, lite nel pdl ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per l'apertura ci saranno i coordinatori regionali, per la chiusura quelli nazionali. In mezzo una parata di ministri: da Giulio Tremonti a Roberto Maroni, da Mariastella Gelmini a Maurizio Sacconi. E poi il governatore Roberto Formigoni e il sindaco Letizia Moratti. (a. m.).

La riforma Gelmini: <Bonus di 7mila euro ai docenti migliori> ( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'aveva detto poco dopo il suo insediamento al governo: meno insegnanti ma più qualificati e più pagati. L'obiettivo è fissato e la Gelmini lo ribadisce anche a Bruno Vespa nella conversazione contenuta nel nuovo libro firmato dal giornalista: "Un'Italia diversa.

<Testi introvabili? Colpa delle polemiche sul caro libri> ( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Noi, una volta che i libri li abbiamo comprati, poi ce li... mangiamo, se non si vendono". "È un problema tra librerie e singola casa editrice" ha commentato Alfieri Lorenzon, direttore dell'Associazione Italiana Editori (Aie). "I motivi possono essere svariati: un cambiamento di adozione non comunicato in maniera ufficiale,

Roma, 20:02 - SCUOLA: GELMINI, NO TAGLI A DOCENTI RELIGIONE E SOSTEGNO ( da "Repubblica.it" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Bagnasco benedice la scuola della destra Assist della Cei al governo. Preoccupazione per l'intolleranza contro gli immigrati ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un'inaspettata apertura di credito verso la "riforma Gelmini" dal presidente della Cei che, come a compensazione, esprime la sua stima "sincera e cordiale", verso tutto il personale scolastico, "a cominciare dai docenti per l'importanza e la nobiltà del ruolo che ricoprono a livello culturale, educativo e sociale".

Gelmini promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo programma davanti a Vespa: Intoccabili gli insegnanti di religione ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo programma davanti a Vespa: "Intoccabili gli insegnanti di religione" di Maristella Iervasi / Roma ANCHE SENZA OCCHIALI, sembrava più tirata della signorina Rottermaier.

Una classe, 9 maestri. <È regolare> ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sindacato: gli alunni finiscono per non avere figure di riferimento Il ministro Gelmini vuole il ritorno al maestro unico. A Como c'è una classe nella quale si alternano 9 insegnanti DAL NOSTRO INVIATO COMO - Inutile dire c'era una volta l'abbecedario, la maestra era una sola e gli alunni erano più preparati. Altri tempi.

Tiger chi l'ha visto <Matato> lo spagnolo Garcia ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piacerebbe al ministro Gelmini questo campione. Perché al Valhalla, più che un giocatore di Ryder, sembrava un maestro in gita scolastica. E infatti ai ragazzi europei qualche lezione l'ha pure impartita... 6- a Chad Campbell. Sciapo. Non è certamente un fenomeno né un leader, l'americano.

Una giornata da top gun per i tre giovani vincitori di <Un volo in classe> ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini - ha ricordato Federico Piccoli, un dirigente scolastico considerato uno dei promotori di questo servizio nella nostra città - si è impegnata ad aumentarlo? Ma di quale tempo pieno si parla se poi si annullano le compresenze? Non basta dare una risposta sociale alle famiglie, perché il tempo pieno si qualifica per i suoi contenuti,

Ovada, gli asili "scoppiano" ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è la riforma del ministro Maria Stella Gelmini che impone alle scuole dell'infanzia di accettare le iscrizioni solo dei bambini che hanno compiuto i 3 anni entro il mese di gennaio, escludendo quindi un consistente numero di piccoli: "Prima infatti si potevano accogliere anche i nati a febbraio, marzo e aprile, mentre oggi non è più possibile" dice Laura Lantero,

L'ex ministro fa volantinaggio anti-Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 228 del 2008-09-23 pagina 1 L'ex ministro fa volantinaggio anti-Gelmini di Redazione Sindacati e Pd partono a testa bassa nella loro campagna d'autunno contro le riforme della scuola messe a punto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. A Milano il Pd prepara tre giorni di volantinaggio davanti agli istituti.

Ateneo, protesta anti-Gelmini salta la prima ora di lezione ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini salta la prima ora di lezione Parte una stagione di proteste all'Università contro la legge 133 che prevede tagli da 500 milioni agli atenei, turnover ridotto al 20%, possibilità di trasformarsi in fondazioni. Dopo un'assemblea di ricercatori, studenti e docenti del "Coord-Unito", ieri mattina a Palazzo Nuovo c'è stato il blocco della prima ora di lezione;

Studenti manifestano contro la violenza ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i pericoli che corrono le donne fuori di casa, il voto di condotta reintrodotto dal ministro Gelmini". In piazza Cavour i manifestanti non era troppo numerosi: "In effetti erano meno di quanto ci aspettassimo, ma abbiamo informazioni che in alcuni istituti gli studenti siano stati "consigliati" a non partecipare alle manifestazioni di piazza".

Il ritmo latino è sempre di moda ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sanremo Al Roof del casinò musica e canzoni con il duo composto da Reddy Bobbio e Carla Gelmini. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli al Gohà, Piper e Whisky. Ospedaletti Ritrovo al Caffrey's Pub. Camporosso Ritrovo musicale sul mare al Billabong.


Articoli

Maestri pronti alla guerra (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Assemblea Cgil il 27 settembre in città e a Feltre SCUOLA BELLUNO. "La situazione è drammatica: serve, quindi, un'azione forte, anzi fortissima per impedire che venga attuato il piano Gelmini". Gli insegnanti sono concordi nel dire "no" al progetto del governo che vuole portare la scuola pubblica "a un basso livello di qualità". Lo hanno ribadito ieri pomeriggio i docenti appartenenti alla Cgil, ma anche alcuni genitori riunitisi nella sala san Vittore del centro diocesano Giovanni XXIII per parlare non solo del ritorno del maestro unico, ma dell'intero piano di revisione dell'istruzione pubblica. E i sindacati confederali della Cgil annunciano per il 27 settembre la prima discesa nelle piazze di Belluno e Feltre, per "cambiare le scelte del governo". "E' avvilente essere arrivati a fine carriera e dover tornare indietro", ha detto una maestra presente puntando sulla necessità di coinvolgere in questa battaglia quante più possibili persone "informandole correttamente, perchè capiscano quali sono gli svantaggi di tutto questo". Ma ci sono molti incerti nella schiera dei docenti, persone che ormai giunte vicine al congedo si chiedono perchè lottare se poi non ci sono certezze del risultato. A questi sfiduciati ha risposto Alvise Scarpa, maestro ed esponente della segreteria regionale della Flc Cgil. "Non ci sono certezze di vittoria quando si inizia una battaglia, ma c'è solo la certezza dei motivi per cui si combatte, che nel nostro caso sono focalizzati nel fatto che i docenti sono attaccati sul versante occupazione, sul versante qualitativo della loro professione, ed anche su quello economico. Rischiamo di trovarci in un sistema per cui bisogna soltanto obbedire come dei soldati (vedi l'introduzione del grembiule e del 5 in condotta) e in cui si va verso la privatizzazione dell'istruzione. Per cui ci troveremo fra qualche anno che nelle scuole private ci saranno tre maestri, mentre in quelle pubbliche uno soltanto, costretto a insegnare qualcosa di italiano, di matematica e qualche storia". Un quadro davvero drammatico quello esposto da Scarpa a cui ha fatto eco il segretario provinciale, Francesco Corigliano: "Dobbiamo realizzare un fronte unitario sindacale con Cisl, Uil, Snals e Gilda per una battaglia che va fatta tutti insieme: tutti i sindacati, tutti gli insegnanti, ma anche tutte le categorie, perchè i risvolti di questa manovra del governo, ricadranno su tutti i settori della vita sociale. Per questo il nostro impegno è di fare delle assemblee scuola per scuola nei prossimi giorni e settimane, partendo dalle primarie, laddove c'è stato l'attacco più forte, per poi comprendere tutti gli altri settori. Lo scopo è comunque quello di giungere allo sciopero o comunque a una manifestazione nazionale generale. Dobbiamo mobilitarci, come abbiamo fatto contro la riforma Moratti". "Se non ci muoviamo adesso, non ci muoveremo più", è stato l'appello lanciato da Marcello che insegna alle superiori. Una battaglia in cui anche i genitori dovranno avere un ruolo importante come ha ribadito Loredana Brugè della Cgil, maestra, e Domenico, padre di quattro figli, che conosce la realtà scolastica anche al di fuori dell'Italia. "Il ministro Gelmini non è sprovveduta, sebbene sia telecomandata da Tremonti, e persegue il progetto finale di minare alla base il servizio pubblico. E la cosa triste è che l'opposizione a Roma non esiste". (p.d.a.).

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Oggi parata di ministri, da Brunetta a Frattini (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Attesi anche Alfano, Carfagna e Gelmini. Domani Galan e Schifani CORTINA. Entra nel vivo il convegno di Forza Italia. In mattinata, a partire dalle 9,30 presentazione dei padri della rassegna Remo Sernagiotto e Leonardo Padrin, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia in consiglio regionale. Oggi sarà anche la giornata dei ministri: si comincia alle 12.30 con l'intervento di Renato Brunetta, che interverrà sulla riforma dell'amministrazione pubblica. A seguire, nel pomeriggio, a partire dalle 16, si parlerà, ancora di riforma, questa volta della giustizia, con il ministro Alfano intervistato dal direttore del Mattino Omar Monestier. Alle 16.40 in scena il ministro Mara Carfagna per discutere di diritti e doveri. Alle 17 tocca al ministro degli Esteri Franco Frattini e alle 18 a Mariastella Gelmini, titolare dell'Istruzione. Una parata di stelle romane mai viste calate da Roma per celebrare Forza Italia, o una parte di essa. Tra loro gli interventi dei consiglieri regionali, in origine vera anima dell'iniziativa. Domenica, infine appuntamento con Giancarlo Galan e Renato Schifani. Per una chiusura con il botto potrebbe arrivare addirittura il Cavaliere. Anche se sembra difficile. Ma con mezzo governo schierato sarà difficile sentirne la mancanza anche per gli azzurri. (s.zan.).

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Meno ore e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

SULLA SCUOLA CONFRONTO IN SALITA Meno ore e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini Professori e tecnologie Il ministro promette due miliardi ROMA. Dopo la scuola delle "tre I" ecco la scuola dei "tre più": "più efficienza (stesso risultato a costi minori), più risorse da investire, più qualità". E' questo lo slogan che accompagna il piano presentato ieri dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati che l'hanno subito ribattezzato "piano fantasia" o "da mago Zurlì" annunciando "nuove azioni di lotta". Nel mirino: i confermati tagli di risorse, la riduzione del personale, il ritorno al maestro unico alle elementari e lo "snellimento" degli orari alle superiori. Sarà "salvaguardato il servizio offerto" ovvero "non si toccano insegnanti di sostegno e scuole di montagna", saranno "ampliate le opzioni per le famiglie" e saranno "confermati i livelli occupazionali del personale a tempo indeterminato". Il confronto sul piano di riforma della scuola parte in salita. Con queste rassicurazioni, il ministero ha spiegato che il "piano Gelmini" porterà due miliardi di euro di risparmi che "saranno investiti in formazione, nuove tecnologie e premialità per docenti". Ecco cosa prevede. Nella scuola materna tornano gli "anticipi" a 2 anni e mezzo introdotti dalla riforma Moratti ed eliminati dal governo Prodi. Vengono poi confermate le "sezioni primavera" (il servizio educativo per bambini tra i 2 e i 3 anni) attualmente a gestione regionale, con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il 2008-2009 e 50 milioni nel 2009-2010. Alle elementari il docente unico sarà affiancato dall'insegnante di inglese e avrà un carico obbligatorio di 24 ore settimanali a fronte delle 27 o 30 ore dei docenti dei "moduli" (che comunque resteranno), quindi, secondo il Ministero, "ci saranno più docenti" da utilizzare "per aumentare il tempo pieno del 50%". Una netta riduzione di orario riguarderà poi le superiori: gli istituti tecnici e professionali passeranno da 36 a 32 ore settimanali e i licei classici, scientifici, linguistico e delle scienze umane da 33 a 30 perché "la qualità non è legata al semplice numero di ore svolte a scuola". Diminuiranno anche gli indirizzi di studio perché gli attuali 900 sono "sproporzionati" e "hanno prodotto inefficienza": si interverrà soprattutto negli istituti tecnici e professionali, eliminando le duplicazioni. Al liceo classico l'inglese sarà poi studiato tutti gli anni e non solo nei primi due, come accade ora e verranno potenziate matematica e scienze. E per "aumentare la flessibilità nell'impiego dei docenti" saranno accorpate le classi di concorso "con una comune matrice culturale e professionale". Il piano prevede inoltre corsi pomeridiani e ore al mattino per gli studenti in difficoltà con la lingua italiana e, nell'ottica del risparmio, un'estensione gli istituti comprensivi. Un progetto che ha lasciato insoddisfatti i sindacati che, nel confermare la manifestazione nazionale a Roma indetta per l'11 ottobre, hanno annunciato nuove azioni di lotta "per contrastare questo piano che ci consegna una scuola più povera e meno qualificata, con meno servizi alle famiglie e meno istruzione per i ragazzi". La Finanziaria taglia per il settore 8 miliardi di euro in tre anni. Tra volantinaggi e striscioni con scritto "Siamo la soluzione, non il problema", ieri in diverse città italiane, la Rete degli studenti medi ha organizzato una serie di iniziative di protesta sotto lo slogan "Emergenza ballismo". (m.v.).

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Scuola, chi ha paura della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (42 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Mulas, proprio non ci siamo, mi cade su un terreno dal quale dovrebbe stare alla larga, visto... G. L. Mulas: Chiedo scusa per avere mandato due volte lo stesso commento o quasi: è stato un errore dovuto al PC.... Lettore: Avete notato la differenza di comportamenti tra i lavoratori Alitalia, contenti di vedere la propria azienda... G. L. Mulas: Secondo voi l'esultanza si fa nei funerali o nelle nozze e nelle feste, cioè quando la gente è... Nadia: Oltre all'esultanza di "pochi" eletti e privilegiati ho visto una foto pubblicata sui... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (42 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Mulas, proprio non ci siamo, mi cade su un terreno dal quale dovrebbe stare alla larga, visto... G. L. Mulas: Chiedo scusa per avere mandato due volte lo stesso commento o quasi: è stato un errore dovuto al PC.... Lettore: Avete notato la differenza di comportamenti tra i lavoratori Alitalia, contenti di vedere la propria azienda... G. L. Mulas: Secondo voi l'esultanza si fa nei funerali o nelle nozze e nelle feste, cioè quando la gente è... Nadia: Oltre all'esultanza di "pochi" eletti e privilegiati ho visto una foto pubblicata sui... 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"io, maestra per vocazione così lavoro al futuro dei bambini" - luca villoresi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma Nessuno indietro Il senso del grembiule "Io, maestra per vocazione così lavoro al futuro dei bambini" I piccoli, gli stranieri e i bravissimi: non bisogna lasciare indietro nessuno Non escludo che il grembiule possa avere un suo effetto pratico, evitando certe divisioni LUCA VILLORESI Voler insegnare ai bambini, a volte, è una vocazione precoce. "E io credo di aver preso questa decisione già alle elementari. I primi due anni erano stati idilliaci, con un maestro tranquillo e gentile". Maria Antonietta Tamburino, pugliese, insegna dal 1980. Dieci anni a Bologna. Poi a Roma: dalla periferia di Acilia a via Gregorio VII e, adesso, nel 37° circolo didattico, accanto a piazza Verbano. Dopo 27 anni di servizio guadagna attorno ai 1.500 euro al mese. Una maestra fra tante. Per raccontare, saltando le polemiche sul maestro unico della Gelmini ("Come dire? Diciamo che è un provvedimento sul quale bisogna riflettere"), la vita quotidiana di un'insegnante elementare. "Una classe devi portarla avanti tutta assieme. Ci sono fino a 25 alunni. Venticinque storie a se. E devi seguirle una per una. I piccoli di sei anni, all'inizio, ti assorbono tutte le energie, anche fisiche. E poi c'è il problema degli stranieri. Da noi sono almeno cinque o sei per classe. Alcuni sono nati qui, parlano l'italiano, e se li segui fin dalla prima non ci sono difficoltà. Ma poi, come spesso accade, ci sono quelli che arrivano in quarta, o in quinta, senza sapere una parola della nostra lingua. Inserirli è veramente arduo". "Come è cambiata la scuola? Così come è cambiata la famiglia, perché le due cose vanno assieme. Avvertiamo una crisi di valori. Ci sono i casi limite, dove una famiglia proprio non esiste. Ma pure chi ha i genitori spesso, dopo la scuola, rimane abbandonato a se stesso. La famiglia si disinteressa, non riesce più a trasmettere certi valori. Eppure, a volte, paradosso opposto, tende a giustificare certi atteggiamenti, a coprire i figli. Disorientandoli. Perché - e su questo punto capita di scontrarsi con padri e madri - io credo che il compito della scuola, al di là dell'apprendimento di certe conoscenze, debba essere anche quello di insegnare il rispetto delle regole". "Non ne faccio una questione disciplinare. Un maestro deve pensare anche alla formazione della personalità dei suoi alunni. E per far questo deve diventare un punto di riferimento nel quale i bambini, che sono già in grado di giudicare, possano riconoscere uguaglianza, giustizia, responsabilità. Dobbiamo trasmettere non solo nozioni e competenze, ma anche valori e regole di comportamento. Lo dico senza retorica: non scordiamoci che nei cinque anni delle elementari si formano le personalità future. La scuola primaria è un fondamento della società". "Tv, computer, giuochi elettronici... I bambini, al di fuori della scuola, sono influenzati dai messaggi più disparati. Per dirne una: sono sensibili al fascino delle mode, all'abito, all'oggetto firmato. E non escludo che il grembiule possa avere un suo effetto pratico, evitando certe divisioni. Certo anche il rapporto con la realtà esterna, o il sapersi muovere nella multimedialità è importante. Tutti quei messaggi, però, alla fine possono diventare invadenti. Dare valore al libro e alla lettura, così, è sempre più difficile. I bambini preferiscono strumenti più immediati, risposte semplici. I livelli di attenzione, o la riflessione personale sono più limitati. L'impegno scritto è vissuto con fatica. Preferiscono gli orali, che sono più veloci e sintetici". "Anche tra noi, è ovvio, puoi trovare maestri bravi e meno bravi. Nell'insieme però, credetemi, gli insegnanti lavorano con dedizione e competenza. Cercando di tamponare le emergenze. Tutto è sempre molto provvisorio, incerto. Possiamo fare il caso del maestro unico. Attualmente ognuno ha le sue specializzazioni. Io insegno italiano e inglese, qualcun altro si occupa delle materie scientifiche, o delle artistiche. Che accadrà l'anno prossimo? Dovremmo diventare tutti tuttologi? La vera questione, però, non sta tanto in questo o in un altro provvedimento. Il disorientamento è continuo, perché ogni anno si cambia e non fai in tempo ad adeguarti che tutto cambia di nuovo". SEGUE A PAGINA VI.

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E alle elementari arriva la notte bianca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma La proposta della Iqbal Masih: "Un momento di festa e di riflessione". Ascanio Celestini: "Io ci sarò" E alle elementari arriva la notte bianca Si chiameranno "Le notti bianche delle scuole" e Ascanio Celestini ha già detto che lui ci sarà. La protesta delle 90 scuole elementari contro il maestro unico prosegue sotto altre forme. "Sarà un momento di discussione e di spettacolo - spiega Paola Arduini, maestra della Iqbal Masih - terremo le scuole aperte di sera, scuole aperte per la comunità e per il quartiere. E' il nostro modo di difendere la scuola pubblica". Intanto ieri è terminata con una tavola rotonda l'occupazione alla Iqbal Masih, l'elementare capofila della protesta contro la riforma Gelmini. Ma da lunedì ci saranno ancora dibattiti e riunioni alla scuola del Casilino. In programma, sempre per la settimana prossima, anche una fiaccolata. E ieri hanno partecipato al dibattito finale i deputati Maria Coscia e Alba Sasso e Fabio Mussi, ex ministro dell'università. In protesta anche i ragazzi delle superiori della Rete studenti medi: al classico Russell e allo scientifico Righi affissi gli striscioni: "Siamo la soluzione non il problema". Titolo della campagna informativa anti-Gelmini è "Emergenza ballismo". (tea maisto).

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Il pd prepara l'autunno caldo - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina VI - Palermo Il Pd prepara l'autunno caldo "Dalla prossima settimana in piazza per salari, sanità e sviluppo" Nominato l'esecutivo provinciale Veltroni apre la festa democratica ANTONELLA ROMANO AUTUNNO di mobilitazione e di impegni nell'agenda del Pd, con manifestazioni nelle piazze in difesa della scuola e dei salari. settembre. Il Partito democratico si mette in pista per rilanciare l'opposizione al centrodestra con un calendario di iniziative dopo aver definito, a un anno dalla nascita, la sua macchina organizzativa. Ieri è nato il nuovo esecutivo provinciale e si è insediato l'esecutivo regionale del Pd e il clima, a detta del responsabile nazionale dell'organizzazione, Andrea Orlando, "appare progressivamente migliorato, il gruppo dirigente si è ricomposto attorno ad alcuni obiettivi". Rimandate le scelte sulla leadership alla stagione congressuale, qualche dissenso ancora resta. L'ultima rottura si è consumata giusto ieri, mentre la deputazione regionale era riunita nel resort dell'Abbazia Sant' Anastasia, a Castelbuono, per due giorni di lezione sul bilancio regionale. Il sindaco del paese madonita, Mario Cicero, ha rassegnato le sue "irrevocabili" dimissioni dal partito. "Non ci sono le condizioni per continuare a militare in un partito che non esiste, con dei gruppi dirigenti autoreferenziali, poco attento al territorio", ha detto Cicero che al monastero non è stato invitato - anche se la riunione era riservata ai deputati - nemmeno per un saluto. Al ritiro di due giorni sono state definite le mosse dell'opposizione all'Ars, che ripartirà con alcune proposte correttive sul bilancio. Ieri, al suono della campana, i 28 deputati dell'Assemblea regionale sono stati "indottrinati" da alcuni dirigenti della Regione, tra cui il ragioniere generale Enzo Emanuele e l'esperto di finanze comunitarie Marco Salerno. A quanto pare il numero dei deputati salirà a 29 perché il posto vacante sta per essere assegnato a un esponente del Pd, se dovesse passare la relazione preparata da Rudy Maira. A Palermo intanto nella sua prima riunione l'esecutivo regionale ha lanciato le iniziative per "l'autunno caldo". "Dal 26 settembre scendiamo nelle piazze per la scuola, contro i tagli della Gelmini, che penalizzano le scuole con meno di 500 alunni: abbiamo calcolato che dovrebbero chiudere 508 plessi in tutta la Sicilia", dichiara il vicesegretario regionale del Pd Tonino Russo. E ieri si è insediato l'esecutivo provinciale del Pd, aperto a esponenti della società civile. Nello staff che affianca Ninni Terminelli ci sono due coordinatrici Teresa Piccione e Paola Caselli e due coordinatori Francesco Todaro e Antonino Sutera. Dell'esecutivo fanno parte docenti come Alessandro Bellavista, e per la prima volta un responsabile delle politiche giovanili, Marco Sucameli. Dichiara Terminelli: "Abbiamo istituito una commissione, ?Il futuro di Palermo, per dialogare anche con chi non milita e non è iscritto. Con la nascita dei circoli e i dipartimenti tematici finalizzati alla stesura di un programma pensiamo di ridare respiro a Palermo". Intanto si parte con la Festa Democratica, dal 25 al 5 ottobre al giardino Inglese. Inaugura Veltroni, conclude Fassino.

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Un grido nel giorno del miracolo "serpenti velenosi, deponete le armi" - antonio tricomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina V - Napoli L'appello Sono i disperati che provocano la morte in nome del dio denaro e della droga. Finché non saranno sconfitti, avremo un cimitero riempito dall'odio L'omelia di Sepe mentre si liquefa il sangue di San Gennaro nel Duomo gremito Un grido nel giorno del miracolo "Serpenti velenosi, deponete le armi" ANTONIO TRICOMI Alle dieci meno un quarto il sangue di San Gennaro si scioglie. Anzi si mostra già liquefatto agli occhi dei fedeli, una volta aperta la cassaforte che contiene le ampolle. Tre ore dopo finisce la messa e nel Duomo rimbomba un applauso. Le migliaia di fedeli che ieri mattina hanno, come d'abitudine, gremito la cattedrale hanno così accolto non solo il miracolo, ma anche le parole pronunciate del cardinale Crescenzio Sepe nella sua omelia. Contro i killer della camorra, senza mezzi termini. "Serpenti velenosi, deponete le armi: ciò con cui oggi uccidete, domani ucciderà anche voi e le vostre famiglie". Sepe, indignato dalla notizia della strage di Castelvolturno, non fa sconti. "Ci sono persone che hanno perso il vero significato e il senso di una testimonianza di sangue come il miracolo di San Gennaro. E spargono un sangue che è morte. Sono i disperati che provocano la morte in nome del dio denaro e della droga. Finché questi portatori di morte non saranno sconfitti, avremo un cimitero riempito dall'odio e dalla violenza". Il tempio è gremito. Nelle prime file il governatore Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, il sindaco Rosa Russo Iervolino, l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, il procuratore della Repubblica Giandomenico Lepore e il presidente degli industriali Gianni Lettieri. Ma anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Tutti ascoltano le parole del cardinale, che parla di camorra e non solo. Napoli, dice Sepe, deve mettere i poveri al primo posto. Il futuro della città dev'essere costruito "sulla base delle esigenze che ogni persona reclama: lavoro, servizi, tutela della salute, crescita culturale e civile". La direzione da seguire dovrà essere quella "di una giustizia sociale che bandisce ogni privilegio". E che "metta al primo posto i poveri", per poi "declinare a loro favore tutti quei verbi impressi a caratteri indelebili nel vocabolario della solidarietà cristiana". Il vescovo racconta di una città in allarme. E interpreta in questa chiave anche il "caso" di quest'anno: il sangue già liquefatto nelle ampolle all'apertura della cassaforte. "Questa volta San Gennaro non ha voluto far aspettare i napoletani. Ha inteso dare una risposta immediata. Come avesse voluto dire: non vi preoccupate, sto con voi, non vi lascio". Ma persino questo prodigio, avverte Sepe, potrebbe non servire a nulla. Potrebbe risultare soltanto una vuota ritualità, "se noi non sapessimo rispondere con fede e carità ai bisogni della gente". Bisogni non solo spirituali: "Penso alle sofferenze delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Alla solitudine degli anziani e dei malati. Al disagio dei giovani che cercano un lavoro e non lo trovano". E inevitabilmente "allo stuolo di ragazzi di strada, vittime della camorra. Chi di noi non prova sofferenza nel leggere i dati dell'evasione scolastica?". Ma Napoli può farcela, "questa terra non morirà". A patto che ciascuno, "nel campo specifico delle proprie responsabilità, sia disposto a suonare il tasto dell'impegno personale. Io come vescovo - insiste Sepe - mi impegno moralmente per sensibilizzare la nostra porzione di popolo". Assuntosi la sua parte di responsabilità di fronte alla comunità dei credenti, il cardinale esorta le altre forze vive della società, "che possono e dovrebbero concorrere a realizzare concretamente questa speranza". D'accordo con Sepe il sindaco Iervolino: "Non solo Napoli non deve morire, ma deve continuare a fiorire. E i segni di svolta ci sono, anche se non sono tutti percebili". è d'accordo anche Luigi Rispoli, capogruppo di An al consiglio provinciale, che però polemizza: "Mi sembra assolutamente giusto che parlando di fronte ai responsabili dello sfascio, Bassolino, Iervolino e Di Palma, il cardinale abbia richiamato la necessità di mettere al centro dell'attività di governo la giustizia sociale". Sulla stessa linea, ma con toni più soft, Emanuele Filiberto di Savoia: "La città merita molto di più di quello che abbiamo visto nei mesi scorsi con l'emergenza rifiuti". La mattinata si era aperta con la protesta, sul sagrato del Duomo, di un gruppo di maestri elementari: "La cultura dei bambini non fa rima con Gelmini", recitava uno striscione. Dopo la funzione, nel salone dell'Episcopio, un pranzo ufficiale del cardinale con tutti i sacerdoti napoletani di nome Gennaro. Presenti anche Lepore e Montemarano.

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Forza italia: ora il rimpasto - rodolfo sala (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano Forza Italia: ora il rimpasto Lunedì vertice per le richieste alla Moratti Nel mirino non solo l'eredità Maiolo ma anche l'assessorato alla Cultura RODOLFO SALA Altro che "operazione chirurgica", altro che sostituzione lampo dell'assessore Tiziana Maiolo messa alla porta dal sindaco. A due giorni dall'ultimo strappo di Letizia Moratti, Forza Italia alza la voce. Il partito di maggioranza relativa è sempre più orientato a chiedere un rimpasto vero, non limitato alla poltrona del Commercio. Anche a costo di allungare i tempi. Vuole insomma costringere la Moratti a nominare pure il nuovo titolare alla Cultura, assessorato da lei retto ad interim dopo il licenziamento di Vittorio Sgarbi. Il sindaco sempre in giro per il mondo (ieri era in Bulgaria) non è ancora pronta a indicare la personalità di rilievo, di respiro internazionale e preferibilmente slegata dai partiti alla quale da cinque mesi sta pensando di affidare il posto che fu di Sgarbi. E proprio a partire da questa ricerca infruttuosa nasce il pressing di Forza Italia. Che tuttavia, almeno per ora, non arriva a prenotare per un suo esponente quella poltrona. "Dagli incontri che sto avendo i questi giorni - dice il coordinatore regionale Guido Podestà - potrebbe emergere l'esigenza di pensare a una soluzione più complessiva e non limitata a un semplice avvicendamento all'assessorato al Commercio". Insomma: "Lo stesso sindaco mi ha detto che non intende mantenere ancora per molto la delega alla Cultura, quindi mi aspetto che il rimpasto riguardi almeno questi due assessorati". Ad annunciare battaglia sono anche i consiglieri comunali del gruppo forzista. Vogliono che il successore della Maiolo (ieri le deleghe temporanee sono state ufficialmente affidate a Giovanni Terzi) venga scelto tra le loro fila. Lo scriveranno nero su bianco lunedì dopo una riunione a Palazzo Marino, in un documento i cui destinatari sono i vertici del loro partito e anche il sindaco. Se non venissero ascoltati, la minaccia è di rendere ingovernabile il Consiglio, con una guerriglia in aula tesa a impedire l'approvazione dei provvedimenti di giunta. La rosa dei papabili, nell'ipotesi della promozione di un consigliere, sembra ormai ridotta a due nomi: il capogruppo Giulio Gallera e Alan Rizzi. Su Gallera, nonostante la vecchia ruggine, ci sarebbe addirittura un cauto via libera da parte della Moratti, interessata a spegnere la miccia di possibili imboscate in aula da parte dei consiglieri azzurri che reclamano un posto in giunta per uno di loro. Il via libera del sindaco, però, non basterebbe. La promozione di un interno al gruppo è ben vista dai parlamentare Luigi Casero e Maurizio Lupi, commissari di Fi a Milano, ma osteggiata da Podestà. Che preferirebbe la nomina di un esterno, su tutti l'ex assessore regionale e ora deputato Maurizio Bernardo, o magari Luigi Verro, già in squadra con Albertini. E di questo avviso è anche l'ex coordinatrice lombarda, e ora ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Una cosa è certa: di rimpasto "vero" ormai parla tutto il partito. Rimpasto reclamato, e con toni molto più duri, anche dalla Lega. Matteo Salvini è perentorio: "Ribadisco la nostra posizione, la giunta potrebbe fare molto meglio con l'inserimento di nuovi giocatori, così com'è la squadra non sta esprimendo il massimo; e noi a Milano ora abbiamo molti più voti". Il tagliando, secondo il capogruppo del Carroccio, dovrebbe riguardare non solo il Commercio e la Cultura: "Ci vuole un cambio di passo sull'Ambiente e traffico, l'Educazione, il Bilancio". Il partito del rimpasto comprende anche l'opposizione: "Il sindaco - spiega il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino - ne approfitti per fare un'operazione più ampia, e restituisca dignità alla sua giunta; in caso contrario l'attività amministrativa continuerebbe a essere paralizzata".

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L'indiscreto - vincenzo curia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina XV - Genova L'INDISCRETO Se il ministro fa l'azzeccagarbugli VINCENZO CURIA Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha spiegato di aver affrontato l'esame di abilitazione professionale in Calabria e non a Milano perché, in quei concorsi, "passavano solo i figli di avvocato". Stefano Savi, presidente dell'Ordine di Genova è d'accordo a metà. Ammette: "è vero che i candidati spesso cercano sedi ritenute più favorevoli, perché l'esame da avvocato è regolato da norme anacronistiche, che lo rendono iniquo. Ma il ministro ha torto quando parla di promozione solo per i figli di avvocati". Il presidente Savi cita le statistiche del Censis, segnalano che su un totale di 210.000 avvocati italiani, i figli d'arte sono il 12,4 per cento. Quindi è un'illazione sostenere che "loro sarebbero protetti agli esami".Con un rischio: delegittimare l'Avvocatura mentre il governo sta studiando la sua nuova giustizia.

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Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina VII - Bologna Genitori e insegnanti contro la Gelmini. Ieri lo sciopero precari Rdb Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore non è bastato l'annuncio del ministro dei nuovi posti: genitori e insegnanti confermano la manifestazione di venerdì 26 settembre, e lanciano l'appello ai sindaci, da Cofferati agli amministratori della provincia, a scendere in piazza insieme a loro con la fascia tricolore al braccio, vista la "rilevanza costituzionale" dell'attacco alla scuola. La protesta bolognese si terrà venerdì prossimo in piazza XX settembre alle 17.30, contro il decreto Gelmini che istituisce il maestro unico e in difesa della scuola pubblica. L'appello ai sindaci si è deciso ieri durante un'assemblea di insegnanti e genitori alle scuole Guido Reni: tra le altre richieste, anche quella ai sindacati di uno sciopero generale unitario e al consiglio di facoltà di Scienze della formazione di esprimersi sul decreto e di organizzare delle iniziative in accademia. Intanto la mobilitazione continua: le scuole del quartiere Saragozza si riuniranno giovedì 25 alle Carracci, mentre il 23 ci sarà un'assemblea alle scuole Albertazzi. Ieri, inoltre, hanno scioperato i precari delle cooperative sociali e della pubblica amministrazione, con un corteo indetto dagli autonomi delle Rdb che ha sfilato da via San Felice alla prefettura, dove alcuni delegati hanno incontrato il viceprefetto. A loro si sono aggiunti gli insegnanti Rdb, dopo aver rinunciato a manifestare all'aula Santa Lucia per la mancata presenza del Ministro Gelmini, annullata all'ultimo momento. (s. sc.).

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Caro ministro le spieghiamo i veri problemi della scuola - giancarlo visitilli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bari In cattedra Caro ministro le spieghiamo i veri problemi della scuola GIANCARLO VISITILLI 8 settembre 2008. Sessantacinquesimo anniversario dell'Armistizio. Nessuno dei ragazzi in classe lo sa. Per loro è solo la data in cui è ricominciata la scuola, "altro che armistizio!". Abbronzantissimi alcuni, scollatissime altre, ancora con il profumo del mare, vestiti coloratissimi, uniformemente calzari all star, gli studenti, anche di questa parte d'Italia, hanno ripreso la cartella, lasciata per mesi nel mobile di casa, dove adesso hanno fatto posto al telo da mare e il costume. E se provassimo a scrivere una lettera di buon inizio d'anno scolastico noi alunni alla Gelmini? "Professò, chi è la Gelmini?". Insegnante? No. Una preside? Neanche. Un'esperta di scuola? Tantomeno. Vi aiuto io. Scrivete: Gentilissimo ministro della Pubblica Istruzione, o se neanche a voi piace questo bel nome, scrivete della Scuola, che mi sembra più diretto. Poi continuate voi, alla fine mettiamo i vostri pensieri insieme e cerchiamo di scrivere un'unica lettera. Gentilissimo ministro della Scuola, abbiamo scritto con la maiuscola il nome scuola, perché, mai come in questo momento, avvertiamo l'urgenza di riporre, nei confronti dell'istituzione che solitamente odiamo, tanto affetto. Siamo in un preciso momento storico in cui, addirittura gli alunni solidarizzano con i professori. Chiaramente con i professori ignoranti del Sud, "quelli che abbassano la qualità dell'istruzione italiana", per dirlo con le sue parole, che abbiamo avuto modo di leggere anche sui giornali di gossip: fra Lele Mora, la Colombari, la Chiatti, c'erano pure alcune sue dichiarazioni. SEGUE A PAGINA XI.

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Scuola, la mappa della cgil "via 5000 docenti in puglia" - ilaria ficarella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bari Provincia per provincia la simulazione del sindacato dopo i tagli del ministro Gelmini Scuola, la mappa della Cgil "Via 5000 docenti in Puglia" ILARIA FICARELLA Meno cinquemilaquaranta. Non è un conto alla rovescia ma la misura esatta dei tagli che la riforma della scuola firmata dal ministro Maria Stella Gelmini porterà in Puglia. L'elaborazione, sulla base delle indicazioni date dallo stesso Miur, è stata fatta dalla Cgil Scuola regionale che denuncia: "Ecco perché nessun precario potrà più essere assunto in Puglia". Semplicemente perché prima dei precari, a rimanere senza la certezza di poter insegnare saranno centinaia di docenti di ruolo, nella scuola elementare come in quella media e in quella superiore. Nemmeno il personale Ata resterà immune dalla sforbiciata generale che sta per arrivare. Mentre per la scuola dell'infanzia, a perdere sarà soprattutto, denuncia la Cgil, la qualità del servizio che non sarà più in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie. La simulazione delle ricadute che le varie norme disposte dal governo avranno sia sul personale di ruolo che sui precari preannunciano una situazione devastante per la scuola pugliese. Il taglio nei vari ordini di scuola darà origine secondo la Flc Cgil a centinaia di soprannumerari. "Un calcolo ? spiega il segretario generale del sindacato Paolo Peluso ? che deriva dalla differenza tra i posti che saranno disponibili nell'anno scolastico 2009-2010 e il personale a tempo indeterminato, comprese le assunzioni di quest'anno e ipotizzando un trend di pensionamento pari a quello di quest'anno, 27mila unità. In sostanza, come previsto, nessun precario attuale avrà la possibilità di lavorare". Va così che nella scuola elementare, i tagli previsti per l'anno prossimo riguardano mille e 363 posti (di cui 533 a Bari, 127 a Brindisi, 246 a Foggia, 266 a Lecce e 191 a Taranto): ciò determinerà che 742 maestri di ruolo si troveranno a essere in soprannumero. I tagli avranno ovviamente conseguenze anche sulle supplenze che in totale saranno 958 in meno, secondo quanto previsto. Non andrà meglio nella scuola media, dove il taglio complessivo riguarderà mille e 444 posti (581 a Bari, 151 a Brindisi, 248 a Lecce, 262 a Foggia e 203 a Taranto): i docenti di ruolo che risulteranno soprannumerari saranno perciò 369, mentre le supplenze si ridurranno di mille e 12 unità. I tagli previsti nella scuola superiore per l'anno scolastico 2009-2010 riguarderanno invece mille e 51 posti (400 a Bari, 98 a Brindisi, 188 a Lecce, 208 a Foggia e 157 a Taranto). In soprannumero si troveranno 74 professori in tutta la regione, mentre si perderanno 499 supplenze. Anche il personale Ata subirà una seria sforbiciata. I tagli previsti ammontano a mille e 181 unità: soprannumerari non se ne registreranno, mentre non saranno più effettuate 718 supplenze. Complessivamente, a fronte di tagli previsti per cinquemila e 40 unità, si troveranno in soprannumero mille e 186 persone, con una drastica riduzione anche delle supplenze pari a quasi tremila e duecento in meno. A tutto questo si aggiunge il paradosso della scuola dell'infanzia: Spiega Paolo Peluso: "Per la scuola dell'infanzia non sono previsti tagli espliciti, ma l'azzeramento dell'attuale esperienza a tempo normale (otto ore) che sarà trasformata in antimeridiano, in modo da recuperare risorse per eventuali nuove istituzioni, sempre a tempo parziale, pur non producendo tagli a livello nazionale, perché nelle diverse regioni del Nord vi sono molte liste d'attesa, avrà ripercussioni in Puglia sul personale. E determinerà anche una forte ricaduta in termini di qualità del servizio e di risposta alle aspettative delle famiglie".

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Caro ministro, le spieghiamo i problemi delle nostre scuole - (segue dalla prima pagina) giancarlo visitilli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Bari Attenzione Terroni Caro ministro, le spieghiamo i problemi delle nostre scuole Lettera degli studenti alla Gelmini Possibile che in questi giorni lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di attenzione e di rispetto Abbiamo letto del suo concorso da avvocato al Sud. Siamo felici che non abbia cercato di farsi raccomandare a Milano o a Brescia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIANCARLO VISITILLI (segue dalla prima di cronaca) Sappiamo che lei è famosa, ed anche ?unica', allo stesso modo di come vorrebbe fossero i maestri dei nostri fratellini più piccoli, che ancora si ritrovano, per loro fortuna, con tante maestre e maestri e non con quell'unico maestro factotum, esaurito e quindi quasi sempre incattivito dalla mole di lavoro, come ci raccontano alcuni dei nostri professori più anziani e qualcuno dei nostri genitori. Quest'estate abbiamo letto anche di un suo concorso da avvocato a Reggio Calabria. Tanti auguri, ministro-avvocato! Siamo felici che sia venuta proprio nel profondo Sud e non abbia ricercato le solite raccomandazioni della gente che conta a Milano, Brescia o anche a Roma. Ha visto come l'hanno trattata bene questi terroni? Lei si che è una donna onesta! Forse perché proviene da quel sistema educativo in cui il 7, pardon, il 5 (cinque) in condotta, facevano i figli belli. E noi sappiamo che lei vuole rendere anche noi figli da mazza e panella. Infatti, abbiamo trovato un bel po' di folla ad accoglierci dinanzi ai cancelli della scuola: un paio di ex pensionati che ora sono addetti alla sicurezza, due vigili urbani e, con gran sorpresa, qualche poliziotto, mancava il militare. La scusa è che qualcuno spaccia, che sono tanti gli atti di bullismo, che ci vuole disciplina, ecc. E lei, come tanti, non ha torto. Ma le pare che il controllo forzato impedisca a qualcuno di sballarsi o a qualcun altro di usare la violenza? Ben altro servirebbe: per esempio, l'educazione, l'esempio e la dedizione da parte di chi ci sta dinanzi. Fra tanti ?maestri' ce ne sono pochi che riescono ad insegnarci veramente qualcosa: bisogna avere fortuna. E' triste vedere cambiare all'inizio di ogni anno gli insegnanti, però molte volte può farci anche piacere, visto che, specie gli insegnanti più giovani, spesso sono i più incazzati, i più severi, quelli con mille problemi. Sul loro volto vediamo stampato il nome della precarietà. I precari sono degli ammalati che si curano per soli dieci mesi (i più fortunati che ottengono la supplenza annuale) nella scuola. Il problema è che la cura avviene sulla nostra pelle. La scuola italiana ha 85mila ammalati gravi, ci ha detto il nostro prof., che rischiano di diventare incurabili. Come il cancro. La scuola del nostro paese ha il cancro per tanti motivi. E non basta indossare la divisa, come ai tempi di Benito, o studiare le rigide regole, come ai tempi della scuola fascista, ritornare al voto in condotta, per esercitare l'autorevolezza nei nostri confronti. Possibile che in questi giorni lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di attenzione, di rispetto, di ritornare ad una scuola, come ai tempi del libro Cuore (l'ha letto?), in cui c'era la possibilità di ritrovare un'altra famiglia di persone, ma tante e non una sola (l'unicità da lei proposta sin dalla scuola elementare non aiuta a crescere), capaci di ascoltarci, di dedicarsi, di farci piangere e ridere. Insomma, di farci stare bene. Noi, come i professori della scuola italiana, a Nord come a Sud, non stiamo bene. Dell'autorità, della gerarchia, della formazione professionale, abbiamo tante agenzie che si occupano già: basta il mondo della politica, la chiesa, i centri sociali e i mille corsi di avviamento al lavoro. La scuola è altro. Noi siamo convinti che lei questo lo sa. Anche se non è un'insegnante, sicuramente, come tutti i ministri che arrivano lì, c'è sempre il tempo in cui ci si mette a studiare. Tocca anche a voi. Solo con lo studio s'impara ad imparare. Per esempio, possiamo farle una proposta? Non si offenda se, in qualità di alunni, le diamo dei consigli: ma lei ha mai letto gli scritti di don Milani o dei maestri di Barbiana? Sicuramente si sarà accorta che in quei libri, pur non essendoci la pubblicità, come quella che invece si vorrebbe inserire nei nostri libri di testo (altra barbarie di cui abbiamo saputo dai nostri insegnanti), non c'è neanche una parola che non sia ancora oggi utile alla nostra Scuola. Infine, non occupi gli insegnanti precari nel turismo, altrimenti neanche noi lavoreremmo più in estate nei villaggi: a cantare, suonare, come cubiste, baristi. Lasci a noi un altro po' di tempo di fare gli scemi. Tutti quei poveracci hanno studiato ?na vita per laurearsi! Hanno anche pagato la Ssis. Ci permettiamo di inviarLe un pensiero per ogni buonanotte che come studenti Le vorremmo augurare. Non si preoccupi, non sono parole nostre, ma di quel ?ministro' della Scuola, che fu don Lorenzo Dilani: "La scuola deve tendere tutto nell'attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le dice: ?Povera vecchia, non ti intendi più di nulla' e la scuola risponde con la rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo felice, solo che il suo figliolo sia vivo e ribelle". Buon anno scolastico! P.S. Per correttezza vorremmo dirLe che, per la stesura e per alcune notizie, abbiamo consultato qualcuno dei nostri professori. Non abbiamo copiato!.

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Scuola, niente trattativa. La Gelmini non dà i numeri I tagli ci saranno, ma il ministro non dice come. Protestano i sindacati. La Cgil: mobilitazione unitaria (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Maristella Iervasi/ Roma I SINDACATI confederali della scuola, lo Snals-Confsal, il Gilda e l'Associazione nazionale presidi, sono rimasti a mani vuote. La Gelmini non gli ha fornito nes- sun piano programmatico sulla scuola pubblica, nessun documento scritto. Solo la proiezione di 13 slide, con appena i titoli: riordino degli ordinamenti scolastici, utilizzo delle risorse umane, razionalizzazione della rete scolastica. E a bocca asciutta ha lasciato anche i cronisti che attendevano la fine del vertice al ministero: "Il ministro non parlerà - ha detto il portavoce Massimo Zennaro -. Ci sarà un comunicato". E il testo non è stato consegnato ai giornalisti presenti in viale Trastevere: si è preferito scegliere la via del fax nelle redazioni mentre era ancora in corso l'incontro con le parti sociali. Una prassi inusuale per un ministero che dovrebbe governare l'istruzione e dare l'esempio di educazione e democrazia per tutti. Oltre due ore. Tanto sono rimasti "chiusi" con la Gelmini i sindacati. Tutti critici sul maestro unico, la fine del tempo pieno e una controriforma della scuola vista solo come un capitolo di bilancio. Ma la risposta della signora Maristella Gelmini è stata lapidaria, come riferisce Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "Non c'è margine di trattavia. Il ministro ci ha detto che il suo vincolo è attuare la legge Finanziaria". Vale a dire, i tagli alla scuola di Tremonti: 8miliardi di euro in meno in 3 anni. Con il "dimagrimento" pesantissimo di 87mila posti docenti e oltre 44mila posti Ata. "Anzichè un piano operativo ci è stato presentato un piano di fantasia - sottolinea Panini -. Il ministro ha usato delle cifre messe a caso che comunque non nascondono la realtà di fatto: la fine dell'esperienza del tempo a modulo all'elementare. Tagli per complessivi 150mila posti che di sicuro diventeranno 200mila qualora il piano Tremonti-Gelmini non fosse fermato. Con interventi pesanti anche nella scuola dell'infanzia, le medie e sul monte ore per le superiori". Intanto sullo schermo scorrono le slide. In una in particolare si assicura l'impegno di mantenere il tempopieno, ma poco dopo il ministro "interrogata" dai sindacati in proposito ha dovuto ammettere la fine della compresenza dei maestri nelle classi. Panini senza perifrasi ribadisce che è "solo un piano di dismissione per coprire la manovra. Si delinea una scelta netta: la privatizzazione della scuola pubblica, a danno delle famiglie più povere". E lancia un appello ad una più incisiva mobilitazione, anche ai genitori degli studenti e bambini delle materne ma soprattutto a Cisl e Uil per una manifestazione unitaria. Rino Di Meglio, coordinatore del Gilda, ha manifestato alla Gelmini il disagio degli insegnanti. E conferma il sit-in sotto il Parlamento per il 16 ottobre. "La correzione di rotta sul maestro unico non c'è stata: si parla di 4 modelli per le elementari a 24, 27, 30 e 40 ore su richiesta delle famiglie. Ma la scuola - sottolinea è una istituzione della Repubblica non un servizio a domanda". Ironizza Massimo Di Menna della Uil: "Neppure la magia di Mago Zurlì riuscirebbe a tenere insieme i risparmi e migliorare la qualità della scuola". E la Cisl con Francesco Scrima conferma la manifetazione dell'11 ottobre. Nel Paese, intanto, non si ferma la protesta. Ieri hanno manifestato con striscioni sotto gli istituti anche la Rete degli studenti. E la Gelmini, preoccupata dalle mobilitazioni, sceglie di non fornire alcuna carta scritta ai sindacati. Si riserva di farlo solo in seguito, mentre un nuovo incontro è previsto per la prossima settimana. E intanto, "detta" via agenzia di stampa la sua politica: nelle classi con il maestro unico ci sarà anche quello di inglese, meno ore di lezione alle superiori, più ore di matematica e di lingua straniera ai licei. Nessun taglio al sostegno e alle scuole di montagna.

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"meno ore, più matematica" ma il sindacato boccia la gelmini - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca "Meno ore, più matematica" ma il sindacato boccia la Gelmini Il ministro illustra il piano. La replica: scuola più povera La Cgil: è un piano di fantasia, con 200mila tagli. La Cisl: mobiliteremo anche le famiglie MARIO REGGIO ROMA - Meno ore di scola alle superiori. Conferma del maestro unico alle elementari, 24 ore a settimana ma con l'aiuto di un insegnante d'inglese. Riappare l'anticipo a due anni e mezzo alla materna, una scelta di morattiana memoria e cancellata da Fioroni. Tutti gli studenti avranno un costo standard a prescindere dalle condizioni nelle quali studiano. L'annunciato incontro tra il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ed i sindacati della scuola si è svolto ieri pomeriggio a viale Trastevere. Un incontro dai risvolti "bizzarri": ai segretari delle organizzazioni sindacali non è stato consegnato il piano che prevede il taglio di oltre 120 mila tra insegnanti e non docenti, sostituito dalle proiezioni di una serie di slide. Il testo integrale verrà alla luce la prossima settimana. Al termine dell'incontro i leader sindacali hanno commentato: è un piano di fantasia, confermiamo lo stato di mobilitazione ed anche azioni di lotta. Il messaggio del ministro Gelmini è stato, comunque, chiaro: il taglio delle cattedre è già contenuto nel decreto approvato dal governo e non si discute. Non sono mancate le rassicurazioni verbali: in tre anni si taglieranno 7 miliardi e 800 milioni di euro ma due miliardi saranno utilizzati per la formazione, le nuove tecnologie e per premiare gli insegnanti più bravi. Non saranno toccati gli insegnanti di sostegno e le scuole di montagna. Aumenteranno le sezioni "primavera" per i bambini da due a tre anni. Il tempo pieno aumenterà del 50 per cento. Le slide hanno confermato, come anticipato da Repubblica il 14 settembre scorso, la riduzione delle ore di insegnamento nelle superiori: tecnici e professionali da 36 a 32 a settimana. I licei classici, scientifici, linguistici e delle scienze umane passano 33 a 30 ore. Diminuisce il tempo scuola nel classico, ma aumenteranno le ore di matematica e la lingua straniera sarà insegnata per tutti e cinque gli anni. Restano molti punti oscuri rispetto al testo integrale del piano di 24 pagine con tanto di tabelle numeriche sui tagli. Non si parla di riduzione di orario alle materne, non si spiega come verrà incrementato del 50 per cento il tempo pieno, silenzio sulla riduzione di orario alle medie inferiori. Tutti dubbi che hanno rinsaldato il fronte sindacale. "In pratica non c'è alcun piano - ha detto Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda che conferma il sit-in di fronte il parlamento per il 16 ottobre - ci sono solo dei titoli ed un'impostazione politica. è difficile confrontarci su questo". Molto duro il numero uno della Cgil, Enrico Panini: "Più che un piano operativo è un piano di fantasia. I tagli in realtà saranno 200 mila. Da quello che ci hanno detto scompare il modulo, si riducono genericamente indirizzi ed ore. Si delinea una scelta netta che è la privatizzazione della scuola. E poi il ministro ci ha negato una trattativa, ci ha detto che ha il vincolo previsto dalla finanziaria. A farne spese saranno le famiglie più povere". "Più che un piano di razionalizzazione - osserva Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola - è un piano di dismissione, serve per coprire la manovra. Avremo una scuola più povera e meno qualificata. Serve una mobilitazione, anche delle famiglie, per contrastare questo piano". La Cisl conferma la manifestazione in programma a Roma per l'11 ottobre. Per i Cobas la Gelmini ha presentato "un piano di cannibalizzazione della scuola, confermiamo la mobilitazione dei precari del 27 settembre a Roma e lo sciopero nazionale del 17 ottobre".

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Il nuovo liceoclassico?È un po' più scientifico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-09-20 - pag: 1 autore: ... LA RIFORMA GELMINI ... Il nuovo liceoclassico?è un po' più scientifico di Luigi Illiano I l liceo classico potenzierà lo studio della matematica, delle scienze e dell'inglese. Parola del ministro Mariastella Gelmini, che ha anticipato ieri la svolta ai sindacati. Una scelta che conferma le linee tracciate nella riforma Moratti e che renderà il "classico" un po' più"scientifico", riducendo gli storici confini tra i due indirizzi. E la contaminazione diventerà epocale aggiungendo lo studio di una lingua "viva" per tutti i cinque anni e non solo per i primi due, come accade ora. La mossa è ardita, anche se restano da verificare i margini per realizzarla. Considerando "scientificamente" tutti gli obiettivi contenuti nel piano programmatico, si comprendono bene i risparmi (87mila cattedre in meno in tre anni) e la riduzione di orario settimanale, che in tutti i licei passerà da 33 a 30 ore. La tesi, insomma, è "più materie", l'antitesi è "meno ore". Farebbe comodo una sintesi (anche non hegeliana) per far combaciare le due esigenze. Probabilmente qualche altra disciplina, magari più spiccatamente umanistica, dovrà cedere il passo. Servizi u pagina 35 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Padri-padroni del disagio sociale (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-20 - pag: 16 autore: Padri-padroni del disagio sociale di Luigi Manconi L e trascrizioni delle telefonate di don Pierino Gelmini, pubblicate da alcuni giornali, sono (come pressoché tutte le intercettazioni) un esemplare di letteratura sordida: forse utile alle indagini (forse), ma comunque dall'inequivocabile sapore di refurtiva, merce rubata e contraffatta, attitudine gaglioffa alla violazione dei limiti del decoro. Così che l'immagine dell'intercettato ne risulta - in apparenza motivatamente - comunque deteriorata. Ciò vale praticamente per tutti gli intercettati (colpevoli e innocenti) e dunque, nel caso richiamato, non deve costituire prova inoppugnabile della responsabilità penale di don Gelmini. E, tuttavia, ciò che balza agli occhi di chi non è investigatore né inquirente è altro: ed è il ruolo, l'identità sociale e lo stile del comando del sacerdote (ora ridotto allo stato laicale), come emergono nei rapporti con collaboratori, ex assistiti, familiari di questi ultimi; e, più in generale, come sono stati evidenziati nei mesi scorsi dai racconti dei testimoni a carico o a favore, dei beneficiati e degli avversari, dei fan e degli accusatori; e come si esprimono nella piccola "leggenda" elaborata intorno a don Gelmini e al suo mondo. Vengono in mente altre figure carismatico- autoritarie, votate alla filantropia e dotate di grandi capacità organizzative e di notevole spirito imprenditoriale: penso a Vincenzo Muccioli ma, a scanso di equivoci va precisato che in tale categoria rientrano sacerdoti e laici, di differente collocazione politica e di diversa ispirazione culturale. A unificare i comportamenti e le culture, i sistemi di motivazioni e le modalità di esercizio della leadership e, ciò che più conta, le strategie pedagogiche, è quanto possiamo definire " solidarismo autoritario": non a caso don Gelmini è l'ultima espressione di una serie di figure di "leader del disagio sociale". Quei leader operano, tutti, in situazioni o istituzioni a rischio (anche quando perfettamente ordinarie), a composizione prevalentemente adolescenziale e giovanile: dal collegio al carcere, dalla comunità di recupero all'ospedale psichiatrico, dalla palestra all'oratorio, dall'associazione ricreativa al seminario. In questi luoghi emerge una forte domanda di aiuto e protezione, o rispetto a condizioni di marginalità sociale o rispetto a crisi d'identità e di senso. Ciò porta a formulare richieste di rassicurazione, di figure forti, di presenze paternalistico- autoritarie. Queste possono esercitare il loro potere (in primo luogo morale) tanto più intensamente quanto più quell'esercizio è destinato "a fin di bene", sorretto da un'ideologia altruistica, ispirato da dichiarati sentimenti di generosità. Una volta che lo si fa "per il bene di", tutto (o quasi tutto) può essere fatto. Mi spiego:l'uso di mezzi pesantemente correzionali, le punizioni particolarmente afflittive, le sanzioni mortificanti derivano, in genere, da una concezione educativa che ritiene la disciplina comunque ottenuta quale precondizione di un'efficace strategia pedagogica: ma come evitare che la disciplina diventi fine a se stessa, mera affermazione di potere, strumento di coercizione finalizzato alla sudditanza (psicologica e non solo)? è la storia vera di istitutori diventati despoti, educatori trasformatisi in manipolatori, assistenti spirituali inclini all'abuso, sessuale e non. Dietro tutto ciò si scorge anche una sorta di ideologia, fortemente sorretta da un senso comune oggi sempre più dif-fuso, che può definirsi come "filantropia torva": una sorta di altruismo punitivo, che arriva a perseguire "il tuo bene" a prescindere dalla tua volontà e addirittura contro di essa (perfino la rilevazione delle impronte digitali ai bambini rom è stata presentata, da chi l'ha voluta, come destinata a fare il bene dei bambini rom stessi). Ma a fondamento di tutto ciò sta un'idea ancora più insidiosa: una concezione che tende a considerare chi rivela una dipendenza (qualunque sia la sostanza o l'inclinazione o il comportamento da cui si dipende) come interamente privo di volontà e di capacità d'intendere. Se riteniamo, infatti, che il tossicomane o il malato di mente o il deviante sia sempre e comunque totalmente riducibile al suo comportamento (la tossicomania, il disturbo mentale, la trasgressione...) è conseguente immaginare che sia privo completamente privo - di qualunque capacità di autonomia e di autodeterminazione, di scelta e di libero arbitrio. In realtà questa condizione riguarda solo una frazione di chi rivela una dipendenza, mentre la gran parte dei soggetti dispone di una quota sempre parziale, e pure variabile e soprattutto suscettibile di incrementarsi, di autodeterminazione. In presenza di questa capacità di scelta, piccola o grande che sia, le strategie di riabilitazione possono tendere a valorizzare e irrobustire quel poco o tanto di autonomia residua oppure a farne a meno, per operare in luogo del soggetto dipendente, in sua vece, a prescindere e nonostante quel soggetto. Anni fa, uno dei sacerdoti maggiormente impegnati in opere di assistenza si espresse così: "Il drogato deve toccare il fondo per trovare la forza di uscirne". Quelle parole, nella loro sinistra ingenuità, tradiscono una vera e propria ideologia, alla lettera oscurantista e regressiva, proprio perché esprimono un'idea illiberale del rapporto pedagogico, così come di quello terapeutico e assistenziale e una concezione fatalista di cos'è l'autonomia individuale e di quali risorse possano esistere e resistere all'interno di una personalità che pure ha conosciuto crisi, dipendenze, cadute. Qui il ragionamento può collegarsi utilmente a quanto prima detto a proposito di don Gelmini e del suo sistema di autorità. Meno si investe nella capacità di autodeterminazione e di emancipazione della persona in cura (qualunque sia la sua patologia o la sua dipendenza) e più ci si deve affidare, di conseguenza, ad altri strumenti. All'interno delle "istituzioni totali" e di quelle comunque chiuse (dalla comunità di recupero al carcere minorile) è inevitabile, pertanto, che si sviluppi una tendenza a surrogare la personalità individuale e le sue potenzialità di riabilitazione con una pratica omologante, che tende alla spersonalizzazione degli assistiti e, allo stesso tempo, all'esaltazione dell'Assistente. Ovvero di colui che detiene, insieme, il potere di comandare e il potere di guarire. Da qui, innanzitutto da qui, derivano quelle perversioni dell'esercizio dell'autorità di cui si è detto. è un processo che, evidentemente, riguarda solo una piccola quota di quelle figure di leader- moltissime altre svolgono un'azione benemerita ma le dinamiche cui quel processo allude ci parlano di pulsioni profonde che attraversano l'intera società. LA TENDENZA Le strategie pedagogiche si possono definire "solidarismo autoritario" che utilizza anche punizioni afflittive e sanzioni mortificanti.

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L'insegnante di inglese alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-20 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Il piano del ministro Gelmini L'insegnante di inglese alle elementari ROMA - "Più efficienza, stesso servizio, più investimenti, uguale qualità". Così il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sintetizza il suo piano per la scuola italiana, nel corso di un incontro con i sindacati. Un piano che prevede alcune novità come il supporto di un insegnante di inglese al maestro unico, il ritorno dell'anticipo a due anni e mezzo nelle scuole dell'infanzia, un incremento delle sezioni primavera per i bambini tra i due e i tre anni, l'aumento del 50 per cento del tempo pieno nell scuola primaria, la riduzione dell'orario negli istituti tecnici e professionali, che passeranno da 36 a 32 ore la settimana e nei licei classici, scientifici, linguistico e delle scienze umane (da 33 a 30 ore). Un piano che, ha spiegato il ministro, consentirà risparmi e conseguenti investimenti per due miliardi. Fondi che saranno utilizzati per la formazione, le nuove tecnologie e per innalzare il livello di prestigio degli insegnanti attraverso forme di "premialità". La Gelmini ha anche rassicurato i sindacati confermando che non ci saranno tagli occupazionali e che non saranno toccati gli insegnanti di sostegno e le scuole di montagna. Critici i sindacati che hanno confermato la mobilitazione nelle scuole, anche se hanno dato la disponibilità ad un nuovo incontro, in programma per la prossima settimana. Ministro Mariastella Gelmini, responsabile del dicastero dell'Istruzione.

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Superiori, meno ore di lezione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-20 - pag: 35 autore: Istruzione. Il ministro Gelmini ha presentato il piano che porterà a 130mila tagli tra docenti e Ata Superiori, meno ore di lezione Al classico si studierà l'inglese per tutti gli anni del liceo Luigi Illiano ROMA Più ore di inglese, matematica e scienze al liceo classico; anticipi di nuovo in pista nella scuola dell'infanzia;aumento delle sezioni primavera e incremento del 50% per il tempo pieno alle elementari. Sono alcuni delle novità contenute nel piano programmatico, in attuazione della "manovra d'estate",presentato ieri dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ai rappresentanti sindacali. Il piano, che è stato illustrato con delle slide, verrà consegnato ai rappresentanti dei lavoratori nei primi giorni della prossima settimana, dopo il via libera dell'Economia. Tra le nuove misure anche il maestro unico alle elementari, affiancato dall'insegnante di inglese; l'estensione degli istituti comprensivi (più scuole sotto un'unica direzione); la riduzione degli indirizzi nelle superiori insieme con la diminuzione dell'orario settimanale – da 36 a 32 negli istituti professionali e tecnici, da 33 a 30 nei licei – l'accorpamento delle classi di concorso per il reclutamento dei docenti; i corsi di italiano per stranieri. Viale Trastevere ha confermato che non sarà toccato il numero degli insegnanti di sostegno e delle scuole di montagna. Un programma che dovrebbe portare ai risparmi, previsti nella manovra, determinando il taglio di 87mila cattedre e la riduzione di 42.500 posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) in tre anni (2009/2011). "In tutti gli anni del liceo classico, e non solo nei primi due, come accade adesso, si studierà la lingua inglese ", è scritto in un comunicato di Viale Trastevere. Sempre per il classico, è previsto il potenziamento della matematica e delle scienze. Secondo la nota del ministero si tratta di "un piano che pone le premesse per un innalzamento della qualità del sistema istruzione, innescando un circolo virtuoso: efficienza (stesso risultato a costi minori) e maggiori risorse da investire. Si passa dal costo storico all'individuazione del costo standard, cioè quello che serve veramente eliminando gli sprechi". Gelmini ha descritto tutti gli altri punti di novità, a cominciare dal ritorno degli anticipi nella scuola dell'infanzia:i bambini potranno essere frequentarla a 2 anni e mezzo. Misura ripresa dalla riforma Moratti. In continuità con l'ex ministro Giuseppe Fioroni, aumenteranno le sezioni primavera rivolte ai bambini tra i due ei tre anni (programmati 30 milioni di euro per il 2008/09 e 50 milioni di euro per il 2009/10). Il piano prevede anche l'aumento del 50% del tempo. Il maestro unico svolgerà 24 ore di lezione, la differenza oraria, rispetto alle 27 o 30 ore settimanali attuali, potrà essere assegnata allo stesso docente o a un altro insegnante. Gli indirizzi attuali delle superiori sono circa 900. "Sono un numero sproporzionato alle esigenze formative e hanno prodotto inefficienza", è scritto nel comunicato. A subire il ridimensionamento saranno soprattutto gli istituti tecnici e i professionali. Negative le reazioni dei sindacati. "Alla fine ci saranno 200mila tagli", ha detto Enrico Panini (Flc-Cgil). Per Massimo Di Menna (Uil) "per tenere insieme i risparmi e il miglioramento della qualità della scuola ci vorrebbe il mago Zurlì". Secondo Francesco Scrima (Cisl) "il piano è la dismissione della nostra scuola pubblica". Mentre per Marco Paolo Nigi (Snals-Confsal) occorre "realizzare economie di spesa e non tagli indiscriminati ". Pollice verso anche da parte di Rino Di Meglio (Gilda): "Abbiamo visto solo i titoli e nemmeno un dato concreto". IL QUADRO Nella scuola dell'infanzia tornano le sezioni primavera Alle elementari tempo pieno aumentato del 50% Bocciatura dai sindacati.

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La scolarizzazione fa crescere il Pil (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-20 - pag: 35 autore: Indagine dei Giovani Confcommercio La scolarizzazione fa crescere il Pil VENEZIA L'ipotesi si basa su una proiezione econometrica ma sicuramente fa riflettere: innalzando di tre anni la media di istruzione degli italiani anche il tasso di crescita del Pil salirebbe di quasi l'80%, portandoci dall'attuale 1,3-1,5% a un 2,3-2,7%, in linea con la media europea. Il dato deriva da un'indagine sull'emergenza educativa realizzata dai Giovani imprenditori di Confcommercio e presentata ieri a Venezia in un convegno che si conclude oggi alla presenza del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Un secondo elemento emerge, poi, dallo studio e riguarda la meritocrazia. Fino a oggi tutti ne parlano un gran bene, ma nei fatti viene applicata in misura molto ridotta. Se il 91% della classe dirigente dichiara di utilizzare criteri di selezione meritocratici, c'è anche un 54% che considera il merito come il fattore meno soddisfacente per il risultato finale. Così si preferisce ancora affidarsi ai criteri di sempre: conoscenza diretta o segnalazione. In definitiva il Paese della spintarella non si smentisce. Quanto alla scuola dall'indagine emergono molte conferme, tutte in negativo. Resiste il divario di competenze fra Nord e Sud che, per essere colmato, richiede due anni di istruzione secondaria in più e resiste un sistema di formazione universitaria ormai ampiamente scollegato dal mercato del lavoro e che risponde a logiche superate. Tutto questo con il risultato che ogni anno viene "sfornato" un numero di laureati superiore a quello richiesto dalle aziende. I giovani hanno ben poche colpe anche perchè, con percentuali che oscillano intorno all'80%, sono disposti, pur di avere il lavoro giusto, a spostarsi di domicilio e a sposarsi più tardi. "Ci sono quattro obiettivi prioritari per allineare il nostro sistema di istruzione agli standard europei dando agli italiani pari opportunità – ha detto il presidente dei Giovani di ConfCommercio, Paolo Galimberti –: ripensare la formazione superiore, ridare valore alla meritocrazia, favorire la nascita di nuove imprese e coinvolgere nel processo anche le Università." C.Pas.

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Ricci, lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare l'imbonitore> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-20 num: - pag: 60 categoria: REDAZIONALE Striscia Sigla sulla scuola. "Noi supplenti dell'informazione" Ricci, lezioni di satira "Grillo? Rischia di fare l'imbonitore" E preannuncia uno scoop sul Parlamento "Dato che sono comunista, per me è importante garantire una parte importante di servizio pubblico" MILANO - Settembre, hanno appena riaperto le scuole. E lunedì, dopo il Tg5 delle 20 la campanella suonerà anche per "Striscia la notizia". Pronto a tornare in cattedra, con l'implacabile bacchetta già sfoderata, Antonio Ricci che quest'anno, ha scelto come sottotitolo del programma: "La voce della supplenza ". Il perché lo ha raccontato ieri, trasformando in una specie di one-man-show la tradizionale conferenza stampa di inizio stagione in cui ha impartito lezioni e lezioncine a politici, amministratori e concorrenti, senza risparmiare il suo amico Beppe Grillo. "Nel sottotitolo - spiega - c'è un riferimento alla scuola, ripreso anche nella nuova sigla dal titolo "Grembiulino e vai" (chiaro l'aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione ". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia": ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio, ma anche i molti servizi che hanno smascherato truffe ai danni di persone anziane. Nel suo elenco sembra particolarmente soddisfatto di poter menzionare la bufera innescata da Diva e donna ma fatta poi definitivamente esplodere da "Striscia" in novembre quando venne annunciata la relazione tra Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani. "Nel programma - racconta divertito - venne mandato in onda il video della Tulliani con Gaucci e scatenammo il putiferio. Infondo è colpa nostra se è nato il Pdl: per quel servizio Fini litigò con Berlusconi, da cui prese di colpo le distanze anche Casini... e la sera dopo il premier annunciò in piazza San Babila la nascita del nuovo partito". Poi Ricci parla di un nuovo "scooppone " sempre "dalle parti del Parlamento"... ma non spiega niente di più. E un'altra novità sarà l'imitazione di Ballantini del ministro Maroni. Al suo fianco siedono Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, che condurranno il programma fino a gennaio, quando Iacchetti sarà sostituito da Michelle Hunziker ; a Pasqua invece torneranno Ficarra e Picone. I due si limitano a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è un fiume in piena: "Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente, che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi". Più che da supplenza il tono sembra da missione: "Sono convinto che anche le tv private dovrebbero dare spazio al servizio pubblico. La tv si fa occupando Novità Sopra Beppe Grillo, di cui Ricci ha detto: "è importante la provocazione che lancia ma non va preso come uno scienziato". Nella foto a destra Antonio Ricci con le due veline: la mora Federica Nargi e la bionda Costanza Caracciolo.

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L'attesa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI L'attesa Uno degli ultimi momenti dell'occupazione notturna dell'Iqbal Masih e, a destra, una maglietta con la protesta contro il ministro Gelmini.

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Iqbal, finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Istruzione Il dirigente della scuola al Casilino: "Passiamo il testimone ad altri istituti" Iqbal, finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini La protesta continua: striscioni al Righi e al Russell L'assessore Marsilio annuncia una "cabina di regia" per monitorare la scolarizzazione dei piccoli rom La prima settimana di scuola si conclude come è iniziata. All'insegna delle proteste. Anti-Gelmini, ovviamente, le più numerose. Ma anche una pro ministro. All'Iqbal Masih, la scuola del Casilino capofila della contestazione sulla reintroduzione del maestro unico, è finita l'occupazione. Evento conclusivo: una tavola rotonda a cui hanno partecipato l'ex assessore comunale alla Scuola Maria Coscia, l'ex parlamentare Alba Sasso, l'ex ministro dell'Università Fabio Mussi e l'esponente dei Verdi Paolo Cento. Grande assente, dopo aver declinato l'invito della dirigente scolastica del 126º circolo, le reggente delle Politiche scolastiche del Campidoglio, Laura Marsilio. Che in serata annuncia la nascita, a Roma, di una "cabina di regia" per il monitoraggio della scolarizzazione dei bambini rom. Eppure, promettono il coordinamento genitori-insegnanti "Non rubateci il futuro " e la preside Simonetta Salacone, "la mobilitazione non finisce con la conclusione del presidio all'Iqbal. Continua in altre forme". Infatti nei primi tre giorni della settimana la scuola resterà aperta anche di sera, in modo da permettere altre iniziative e confronti. Non si fermeranno neanche la raccolta di firme e il volantinaggio. "In questa seconda fase - spiega la preside Salacone - usciremo dall'Iqbal per entrare in altre scuole. Insomma, per riassumere, la protesta finisce, ma continua e adesso inizia la staffetta". La riflessione sulla settimana che si è appena conclusa è positiva. "L'occupazione è andata molto bene - sostiene il dirigente - . E siamo riusciti ad attirare l'attenzione non sulla scuola, come qualcuno ha sostenuto, ma sul tema della riforma scolastica". Una riforma sostenuta invece dal Pdl. Che, ieri mattina proprio davanti all'istituto di via Ferraironi, ha distribuito volantini, "fatto controinformazione e dato voce a tutti quei genitori che non condividono le forme di protesta che sono state messe in atto". E, per sottolineare la contrapposizione con i drappi scuri e il lutto al braccio indossato all'Iqbal e in altri 90 plessi che hanno aderito all'iniziativa, Daniele Rinaldi (vice presidente della commissione Scuola del VI municipio) e Federico Mollicone (presidente della commissione Cultura del Campidoglio) hanno vivacizzato il loro banchetto con tanti palloncini colorati. Contemporaneamente, in due licei romani (il Russell di via Tuscolana e il Righi di via Campania) la Rete degli studenti ha ribadito il suo no alla reintroduzione del voto in condotta e ai tagli all'istruzione previsti dal decreto del ministro Gelmini, srotolando due striscioni con la scritta "Siamo la soluzione, non il problema". Gli studenti del neonato sindacato studentesco hanno annunciato che le azioni dimostrative non si fermeranno qui. "Questo è solo l'inizio di un anno scolastico di mobilitazioni promettono - . Il prossimo appuntamento di protesta coinciderà con la manifestazione studentesca nazionale del 4 ottobre davanti al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere ". Clarida Salvatori.

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Un concorso dei genitori per trovare studenti-stilisti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Divise & creatività Un concorso dei genitori per trovare studenti-stilisti Gonnellina blu e camicetta bianca per lei. Pantaloni grigi, una polo chiara e gilet nero per lui. O magari una tuta colorata unisex con lo stemma dell'istituto. Potrebbe essere questo il volto della scuola di domani. Un volto disegnato dagli stessi studenti, che si improvvisano stilisti per un anno 0grazie a un concorso di idee indetto dall'Unione italiana genitori (Uig) per creare l'abbigliamento più consono per seguire le lezioni nelle scuole medie e alle superiori. "Potrebbe essere un modo per non far vivere ai ragazzi come un' imposizione la possibilità che debbano indossare una "divisa" come vorrebbe il ministro Gelmini. Così saranno loro a scegliere gli abiti spiega Donatella Poselli, presidente dell'Uig -. Alle medie e alle superiori non è pensabile che portino un grembiule, ma nemmeno che arrivino in classe con jeans a vita bassa o con magliette scollate. E poi alcune scuole private, come il San Leone Magno e il San Giuseppe de Merode, le hanno già". Per la realizzazione del concorso di idee, l'Uig ha scelto a Roma due scuole: l'istituto tecnico per il turismo Colombo, guidato da Ester Rizzi, e il professionale Wolf, diretto da Sara Manasse. E così gli stilisti per un anno, dopo aver progettato gli abiti, aver scelto i colori, aver realizzato e confezionato le loro creazioni, avranno anche la possibilità e la soddisfazione di vederli sfilare in passerella. E ad ammirarli dal parterre, in prima fila, ci sarà la giuria che aggiudicherà il premio. Una giuria composta da genitori, professori, rappresentanti della consulta giovanile e del ministero dell'Istruzione. Cla. Sa.

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La scuola non diventi un caso Alitalia Il ministro Gelmini contestato a Venezia (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Dopo la bocciatura dei sindacati del piano varato dal ministero "La scuola non diventi un caso Alitalia" Il ministro Gelmini contestato a Venezia VENEZIA. Evitare che "il caso scuola" degeneri a tal punto da farne "un'altra Alitalia". E' questo l'appello lanciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto), dopo la bocciatura arrivata dai sindacati al piano di riforma della scuola messo a punto dal ministero. Contestata al suo arrivo a Venezia, per partecipare al forum dei giovani imprenditori di Confcommercio dedicato proprio all'"emergenza educativa", il ministro ha chiesto all'opposizione "di voltare pagina", cercandone la collaborazione per un più ampio progetto di riforma del sistema scolastico cui dovrà mettere mano il Parlamento. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e dell'Università. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia", ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non diversi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda". La realtà, ha denunciato, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco che quello insegnante. Quella di oggi è una scuola che "forma poco. Il nostro Paese è tra i più disuguali d'Europa, c'è scarsa mobilità sociale e la scuola ha perso il ruolo di ascensore sociale". Gli stipendi degli insegnanti sono bassi e non c'è possibilità di carriera. Tocca al Parlamento dunque impegnarsi ad una vera riforma di lungo termine, all'insegna dell'autonomia, del merito e della valutazione. Applaudita dai giovani di Confcommercio, che insieme al presidente dell'associazione, Carlo Sangalli, hanno invocato in questi giorni "una rivoluzione copernicana" dell'educazione, la Gelmini è stata però contestata dai Cobas, dagli studenti e dai genitori di Venezia che hanno occupato calli e ponti per far sentire la loro voce. "Non pensavo che, facendo il ministro dell'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente - ha commentato - temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi". Anche tra l'opposizione, l'appello è stato colto solo a metà. Piena disponibilita' a discutere in Parlamento, ha assicurato Enrico Letta (Pd), purché si parli di riforme concrete.

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Se la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Commenti Se la professione è una colpa (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Intere zone del Veneto, dove risiedo, sono affollate da famiglie che di cognome fanno Tessaro e Lanaro, eredità della tradizione tessile. Vocazioni produttive tradotte nella (carta di) identità. Dirsi operai e, di più, metalmeccanici, negli anni Settanta; oppure, nei decenni seguenti, imprenditori e artigiani, e non più "padroni": era un segno di appartenenza collettiva e personale. Per altro verso, alcune importanti figure pubbliche vengono riconosciute, nel linguaggio comune, attraverso un riferimento professionale. Senza bisogno di "nominarle". L'Avvocato, il Professore, l'Ingegnere, il Contadino. Più di recente, l'orizzonte del mercato del lavoro è stato punteggiato dalle nuove professioni espresse dalla new economy. Consulenti finanziari, broker, esperti di comunicazione, maghi della rete e dell'informatica. Nuovi miti di successo - e dell'ascesa sociale. Quest'epoca sembra finita, in modo rapido quanto irreversibile. Il lavoro e le professioni, oggi, stentano a definire l'identità privata e sociale delle persone. Semmai servono, al contrario, come bersagli della pubblica indignazione. Lavori antichi e nuovi, sepolti dal cambiamento. Gli operai: dimenticati. Rimossi. Ci sono ancora, ve lo possiamo garantire. Anche se non stanno più nelle grandi fabbriche, che non ci sono quasi più. Sono, invece, sparsi nella rete delle piccole imprese. Per cui non fanno "massa critica". E ci si ricorda di loro solo quando muoiono, tragicamente, vittima di incidenti sul lavoro. Quotidianamente. D'altronde, l'idea di fare l'operaio non attira i più giovani, per i quali il lavoro "dipendente" coincide con "temporaneo". Intermittente, part-time, a progetto, a chiamata. Nel linguaggio comune: "precario". Difficile ricavarne motivo di orgoglio e di rispetto. Sembra finita in fretta anche la fortuna delle nuove professioni. Sepolta dalla recessione internazionale e dal declino interno. Difficile oggi guardare con ammirazione e invidia i consulenti finanziari e di borsa. Abbiamo negli occhi ? impresse -le immagini dei broker della Lehman Brothers. Tutta la vita professionale futura (come hanno osservato Massimo Gramellini e Vittorio Zucconi) in una scatola di cartone, che contiene i loro effetti personali, raccolti in fretta dalla scrivania. Il loro lavoro scomparso in un attimo, insieme al loro prestigio. Guardati con pena mista a risentimento dalla "gente comune" che ha scoperto di aver perduto risparmi senza capir bene come e perché. Fra gli altri protagonisti dell'economia e della finanza negli ultimi dieci anni, gli immobiliaristi non hanno mai goduto di grande popolarità. Oggi che gli affari, per loro, vanno particolarmente male, non sono in molti a soffrirne. Peccato che il peso dei loro insuccessi ricada anche sui consumatori e sui risparmiatori. Attraverso il circuito bancario e assicurativo. D'altra parte, anche i direttori di banca delle filiali, un tempo veri notabili, hanno perduto prestigio e ruolo. Altre ragioni di crisi delle professioni come fonte di identità personale e di riconoscimento sociale sfuggono all'andamento dei mercati economici e finanziari. Almeno in parte. Assistiamo, infatti, a una sorta di stigmatizzazione professionale come metodo di comunicazione politica a fini di consenso. E' avvenuto negli ultimi mesi, soprattutto per alcune importanti categorie del sistema pubblico. Pensiamo agli "statali", bersagli della campagna del ministro Brunetta contro i "fannulloni". Magari, il ministro non intendeva etichettare l'intera categoria, ma denunciarne un vizio diffuso e di senso comune. Tuttavia, oggi egli è divenuto popolarissimo come l'inflessibile giustiziere degli "statali fannulloni". Lo stesso "format" comunicativo (per citare Berselli) adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I "professori" delle medie: da aggiornare e motivare. Le maestre elementari: da ridurre a una sola. (Come le madri di famiglia, di cui dovrebbero costituire l'estensione). I professori universitari: da tempo al centro di polemiche, a causa di concorsi ed esami combinati oppure sospettati di scarsa presenza e preparazione. Iniziative non prive di fondamento. (Ma la scuola elementare è l'unica a essersi rinnovata in modo efficiente, come ha messo in luce l'indagine dell'OCSE). Solo che, in modo più o meno consapevole (ma noi preferiamo non accusare di ingenuità i ministri), hanno imposto un marchio degradante a intere categorie professionali. Facendone il capro espiatorio, su cui scaricare le colpe e indirizzare l'indignazione sociale in rapporto a questioni e crisi ben più ampie. I professori incapaci: responsabili delle disfunzioni del sistema scolastico e formativo. Gli statali fannulloni: origine e soluzione dell'inefficienza del sistema pubblico. Allo stesso modo: i piloti e gli assistenti di volo, "unici" colpevoli (insieme al sindacato, pardon: la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe essere applicato, nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori. Riconducendo, ad esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande sofferenza per motivi di spesa) alle colpe dei medici. (Un primo passo, in tal senso, l'ha mosso ieri Brunetta, affermando che negli ospedali "i macellai non sono pochi"). D'altronde, questo schema sembra funzionare bene, visto il largo consenso che ne hanno ricavato i provvedimenti del governo e i ministri interessati. Visto, in parallelo, il declino di immagine che ha caratterizzato le professioni coinvolte. Una recente indagine dell'Osservatorio sul Nordest di Demos (per "il Gazzettino"), ad esempio, rivela una sensibile crescita di quanti ritengono gli insegnanti i maggiori responsabili dei problemi della scuola: dal 16% nel 2007 al 25% oggi. Dieci punti percentuali in più rispetto a un anno fa. Quando i principali problemi risultavano, invece, la carenza di risorse e di fondi e lo scarso rapporto con il mercato del lavoro. Oggi invece i colpevoli sono soprattutto loro: maestri e professori. D'altra parte, due anni fa, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni produsse (come effetto laterale e in parte imprevisto) un ampio risentimento sociale contro alcune categorie professionali "autonome". Come i tassisti. Che reagirono con proteste talora estreme. Così oggi le professioni servono perlopiù a catalogare le persone in modo spregiativo. A dividere la società, erigendo barriere di risentimento e indignazione. Professori, piloti, statali, tassisti, medici, immobiliaristi, notai, ministeriali, bancari, banchieri, assicuratori, farmacisti, bottegai. E ancora: giornalisti, giudici, magistrati e politici. Gli uni contro gli altri. E tutti insieme contro ogni singola professione. Mentre gli operai sono semplicemente scomparsi dall'orizzonte. Invisibili e indicibili. Se vostro figlio, interrogato su cosa farà da grande, rispondesse: "l'intermittente", non guardatelo male. Non è solo realista, ma lungimirante. Se la professione diventa motivo di risentimento sociale, meglio flessibili e mimetici che discriminati a tempo pieno.

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Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? - massimo lorello (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina VI - Palermo La curiosità Il volo per Roma del martedì mattina è sempre pieno di deputati e senatori: "Di certo non possiamo raggiungere la Capitale in treno" Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Il capo di Palazzo Madama, in precedenza, poteva usare l'aereo di Stato solo per viaggi istituzionali. Ma da un mese a questa parte, per ragioni di sicurezza, può utilizzarlo anche per altri spostamenti. La stessa opportunità è concessa al presidente della Camera, naturalmente. Schifani non ne ha ancora usufruito. Resta da capire, qualora decidesse di farlo, se potrà dare passaggio ai parlamentari che finora, come lui, si sono mossi dal "Falcone-Borsellino" utilizzando i voli di linea. Certo, tra maggioranza e opposizione, la lista è lunga: 78 fra deputati e senatori - al netto di Schifani e Alfano - ogni lunedì o martedì mattina, si presentano al check-in per imbarcarsi con destinazione Roma e rientrano tre-quattro giorni dopo. "Ho già prenotato un volo Air One per le 6,10 di martedì mattina - racconta Alessandra Siragusa, deputata del Partito democratico - Alle 11 in commissione Cultura si discute il decreto Gelmini e non posso rischiare di non esserci. Per noi siciliani l'aereo è l'unico mezzo grazie al quale si può raggiungere Roma in tempi ragionevoli. Con il treno è impossibile". Il treno "è uno stress" per Fabio Giambrone, senatore di Italia dei valori, che "ringrazia" il governo nazionale "per la disastrosa gestione del caso Alitalia" e poi, tra il serio e il faceto, propone: "Possiamo celebrare le sedute parlamentari in video conferenza, chissà che risparmio". Simona Vicari, senatrice del Pdl, confessa un debole per l'ormai derelitta compagnia di bandiera: "Sono affezionata all'Alitalia perché porta il nome del nostro Paese". Certo, su questo punto, con Air One non c'è partita. "E poi - confessa Vicari - il personale Alitalia ha modi migliori rispetto a tutte le altre compagnie". Anche Costantino Garraffa, senatore del Pd, è un "fidelizzato" Alitalia: "Abbiamo la compagnia più attenta del mondo nella sicurezza e nella manutenzione. Ora, per colpa della politica del premier, rischia di liquefarsi". E con lei rischiano di liquefarsi pure i trattamenti di riguardo riservati ai parlamentari: "In realtà - afferma Garraffa - da Palermo non è previsto alcun privilegio. Solo per i voli in partenza da Roma esistono due posti riservati per i senatori ma devi prenotare il giorno prima. Non mi sembra un grande privilegio". Tuttavia, per quanto piccolo possa essere, non è detto che le compagnie del futuro ne terranno conto. Resta la corsia preferenziale nelle liste d'attesa: "Ma il rischio di rimanere a terra è elevato - dice Tonino Russo, deputato del Pd - e allora è meglio prenotare per tempo, come tutti i cittadini". Anche il senatore dell'Udc Salvatore Cintola è preoccupato per il caos partenze, ma probabilmente ancora per poco: "Il 7 novembre il giudice si pronuncerà sulla causa per il mio ingresso all'Assemblea regionale - racconta - Se vinco, lascio il Senato e me ne torno a Palazzo dei Normanni. Altro che aereo, là ci vado con la macchina".

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Le colpe dei docenti - augusto cavadi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Palermo LE COLPE DEI DOCENTI AUGUSTO CAVADI ioè, secondo il vocabolario usato dai meno giovani tra noi, dei direttori didattici della scuola primaria e dei presidi della scuola secondaria. Anche di recente la cronaca ha registrato episodi grotteschi che, se non fossero rattristanti, sarebbero esilaranti: come la condanna di un professore per aver sputato sul viso della sua dirigente, ironizzando sul proprio gesto ("è solo un modo per lavarle la faccia"). Vogliamo archiviare questi fatti come isolati episodi di colore? Chi frequenta la scuola sa bene che si tratta di punte di iceberg rivelative di quotidiane tensioni sotterranee. Con quale ricaduta educativa sulla serenità di una comunità scolastica, è facile indovinarlo. Sarebbe opportuno che talvolta l'inespresso emergesse alla luce del sole e - magari con la mediazione di un esperto esterno - i soggetti in conflitto avessero modo di verbalizzare il disagio e di sperimentare nuove modalità di relazione. Forse alcuni dirigenti avrebbero modo di spiegare quanto sia difficile, nel clima culturale di "anomia" dominante nel nostro Meridione, chiedere a tutti i docenti il rispetto delle regole deontologiche essenziali: puntualità all'inizio delle lezioni, garbo di tratto con alunni e genitori, un minimo di aggiornamento professionale per evitare di trovarsi su alcune tematiche disciplinari meno informati dei propri stessi alunni... (Bossi e la Gelmini sbagliano a generalizzare certe loro accuse, ma la soluzione non può essere negare a oltranza ogni deficienza oggettiva). Dopo molti anni ho ancora in mente lo smarrito, incredulo stupore di una collega trasferitasi dal Veneto a Palermo davanti allo spettacolo indecoroso di un collegio dei docenti in cui quasi nessuno, impegnato a chiacchierare col vicino di sedia, prestava ascolto all'oratore di turno, tranne che nei cinque minuti in cui si affrontavano i criteri di distribuzione degli incentivi economici. Come da me preannunziatole, si sarebbe presto abituata: collegi così privi di creanza e di responsabilità democratica non costituiscono da Roma in giù l'eccezione, bensì la norma. Non so immaginare quali strategie si possano approntare per modificare simile malcostume imperante fra docenti che, nelle proprie classi, non tollererebbero (giustamente) un clima così confusionario e dispersivo: so solo che la reazione di alcuni presidi che, a scopo preventivo, trattano il corpo docente come fosse un'indistinta soldataglia da umiliare metodicamente è inutile, anzi controproducente. In una parola: diseducativa. Se un'insegnante chiede la parola in collegio e, ottenutala, esordisce con un "La mia idea sarebbe che...", ma la dirigente l'interrompe con un sorrisetto sardonico: "Lei non è pagata per avere idee" - ebbene, se quell'insegnante si abbandonasse a un gesto inconsulto di violenza contro la preside, sarebbe certamente in torto. Colpevole, ma del tutto priva di attenuanti? L'unica strada percorribile passerebbe da una seria, duplice autocritica della categoria dei docenti mirata, da una parte, ad acquisire uno stile più idoneo a dei cittadini adulti stipendiati anche per costituire dei modelli di comportamento per le nuove generazioni; e, d'altra parte, a un sussulto di dignità e di solidarietà nell'impedire - anche con proteste plateali - che questo o quel dirigente li tratti da sudditi (quante sono le aule a Palermo in cui si muore di caldo in estate e di freddo in inverno, mentre i locali della presidenza e della segreteria amministrativa godono permanentemente di ogni conforto?) o giochi con qualcuno di loro come un gatto col topo. Rivedere, dunque, i propri difetti professionali e, proprio così, riacquistare prestigio: purtroppo non so quale dei due obiettivi risulti meno realizzabile... Infatti le dinamiche evidenziate dalla psicologia delle masse (la media dei componenti tende ad uniformarsi allo standard comportamentale dei più maleducati) non cessano di valere quando la folla è costituita da un centinaio di insegnanti. Di contro, quando un esponente del potere (sia pure il micropotere di un preside all'interno della comunità scolastica) infierisce ingiustamente su un soggetto, gli altri assecondano la tendenza umana - troppo umana! - a farsi i fatti propri, riservando ogni segno di solidarietà a luoghi e tempi di opportuna segretezza. Se questa analisi sconfortata fosse realistica, per il futuro sarebbe più logico stupirsi non perché, dentro le mura scolastiche, avvengano scatti di violenza; ma perché avvengano così raramente.

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La visione della Gelmini: una scuola di classe (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Eugenio Mazzarella * La ripresa legislativa per la scuola italiana è stata amara in Commissione Cultura e Istruzione della Camera con l'arrivo della conversione in legge del decreto Berlusconi-Gelmini sul maestro unico nella scuola primaria. Sostanzialmente il piatto forte del decreto, con il contorno scenico del ritorno del voto in decimi, della valutazione della condotta, e del libro di testo adottabile per un quinquennio. Questo piatto forte del decreto è stato presentato dal Governo e, con qualche dissimulata sofferenza dalla maggioranza, come la panacea di tutti i mali della scuola primaria italiana, affetta da bulimia di spese (lo stipendificio per lo più rivolto a pessimi docenti meridionali con cui ci ha deliziato la Gelmini quest'estate) e anoressia di risultati di qualità. Eppure la scuola primaria è l'unico segmento formativo italiano collocato nelle prime posizioni di tutte le classifiche del settore, anche quelle richiamate dal governo. Ma l'argomento per il Governo è debole, a fronte dell'esigenza di ridurre il rapporto studenti-docenti, troppo alto rispetto alla media europea, e di dare alle famiglie più libertà formativa per i loro figlioli, liberandoli da un tempo in classe troppo prolungato, che gli consenta qualche ora quotidiana in più per attività formative extrascolastiche. Il maestro unico e l'orario obbligatorio di fatto ridotto saranno più efficienti per le casse dello Stato e per la formazione dei bambini. Questa è la tesi del Governo. Il cui idealtipo educativo, su cui concentrare gli sforzi, è un bambino di buona famiglia, ben seguito da genitori attenti, che abbiano la disponibilità economica, e a discendere organizzativa familiare, per attingere liberamente fuori della scuola, in modo magari più creativo, quel quanto di formazione extracurriculare che gli viene tolto in classe. In buona sostanza, per strappare un sorriso, la filosofia 'creativa' di Linus: "meglio ricchi e felici, che poveri e malati". Facendo grazia al Governo dell'obiezione che il rapporto docenti-allievi, per il Governo da abbassare portandolo a medie europee, è incrementato da dati non depurati (ad esempio i docenti di sostegno e di religione), l'antitesi a questa boutade didattica e formativa è nel realtipo educativo italiano presente in vaste fasce sociali, soprattutto quelle più deboli, che si ampliano sempre di più, cominciando ovviamente dal Sud, ai cui peggiori risultati scolastici medi il Governo pure dice di voler porre riparo. E questo realtipo parla di famiglie nient'affatto in grado di sostenere costi aggiuntivi extrascolastici per la formazione dei loro ragazzi, tanto più che non saranno certamente i Comuni, a loro volta messi in difficoltà dall'abolizione dell'Ici a poter fornire ai ceti medio-bassi, che sono la maggioranza del Paese, gratis o a prezzi "popolari" le opportunità formative extracurriculari portate fuori della scuola. In sostanza il progetto del Governo è una formazione flessibile in una società flessibile, dove chi può irrobustirà la sua formazione con mezzi propri, e chi non può starà a guardare. Alla società flessibile serve una formazione "di classe", questa sembra essere lo spot del Governo, nel senso che la qualità formativa, un mix tra quello che lo Stato offrirà nella scuola, e quello che dovrai procurarti a tue spese fuori della scuola, sarà appannaggio privilegiato di chi se la potrà permettere in termini di censo, cioè appunto di classe. Né a dire che i risparmi previsti dall'introduzione del maestro unico e dalla riduzione dell'orario scolastico saranno investiti sulla scuola secondaria o sull'università, dove il confronto con l'Europa mano a mano che si sale nella filiera della formazione ci imporrebbe investimenti maggiori. Anzi, anche qui Gelmini taglia, per fare cassa. Alla fine la pagheranno le 87.000 maestre in meno e i 42.000 esuberi del personale ATA. Bel modo di far volare l'Italia. Ma anche a voler tenere in conto la franchezza di Tremonti, che l'ha fatta breve dichiarando a Ballarò che la scuola primaria italiana sarà pure di qualità, ma non ce la possiamo permettere, anche come mera manovra di cassa per il Paese il decreto è una manovra sbagliata. Se si guarda ai costi sociali allargati del decreto - per le famiglie che dovranno integrare di tasca propria, se lo potranno, il deficit i formazione extracurriculare prodotto dal combinato disposto maestro unico-riduzione a 24 ore settimanali del tempo curriculare obbligatorio; per gli enti locali, se potranno e vorranno sostituirsi, ricorrendo a nuova imposizione, agli impegni formativi cui lo Stato viene meno; per la spesa sociale, ovviamente sollecitata da 130.000 disoccupati in più - il decreto rischia di essere a somma zero per il sistema Paese. Inspiegabile resta, su una materia così delicata, su cui ci sarebbe stato bisogno un ampio confronto in Parlamento e con le parti sociali, nella quasi totalità - come risulta dalle audizioni in Commissione Cultura - contrarie al maestro unico e all'orario ridotto, il ricorso al decreto, se l'urgenza di fare cassa per sostenere i costi di qualche promessa elettorale del premier, a cominciare dall'Alitalia. E, per restare in tema, se qualche perverso risparmio avanzerà, molto probabilmente sarà usato per costituire un tesoretto cui far ricorso a fine legislatura per finanziare in extremis qualche meschino ed elettoralistico taglio dell'Irpef da vendere agli elettori e recuperare il consenso perso strada con gli infortuni sociali prevedibili con l'approccio di Tremonti alla finanza pubblica, impegnato con una cura di magra per lo Stato. Però a Tremonti andrebbe ricordato che lo Stato e la sua spesa pubblica sono un po' come la pecora famosa del capitalismo, la puoi tosare non oltre lo spellamento; dopo l'ammazzi e basta. * docente di filosofia teoretica all'Università Federico II di Bari, deputato Pd.

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Catania a luci spente Ma sparisce l'immondizia Una città in ginocchio. Solo in serata accordo del sindaco con i netturbini. Comune nel dissesto finanziario (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Maria Zegarelliinviata a Catania BENVENUTI A CATANIA La voce dell'hostess Alitalia è cortese, come il suo sorriso quando saluta i passeggeri del volo Roma-Catania delle 17.05. Alitalia, compagnia al collasso. Come la città dell'Elefantino, che ti accoglie con il sole tiepido di settembre e una montagna di spazzatura lungo la strada che dall'aeroporto arriva in centro. 1.500 tonnellate di immondizia: tante se ne stimavano ieri mattina. Poi, quando cala la sera, resta la puzza, ma gli ammassi di immondizia non si vedono più: i lampioni di molte strade, anche le più prestigiose, rimangono spenti. Il Comune è moroso con l'Enel. Con le ditte che hanno l'appalto per la raccolta dei rifiuti urbani. Con le cooperative. Con i proprietari degli immobili presi in locazione. Ci sono scuole che rischiano la chiusura. Dove non arriva la ministra Mariastella Gelmini, è già arrivato l'ex sindaco simbolo del berlusconismo isolano, Umberto Scapagnini, otto anni di governo cittadino e un'eredità per i catanesi di svariate migliaia di euro di debito pro-capite, bambini e anziani compresi. Se oggi nasci a Catania ti ritrovi sulle spalle quasi 4mila euro di deficit. La notte fra venerdì e sabato è stato un inferno per i vigili del fuoco: trenta cassonetti in fiamme, sparsi nei diversi quartieri della città. I vigili urbani, quei pochi che sono tali (se ne contano 5) perché tutti gli altri il sindaco medico del premier li ha promossi ispettori (535), non è che possono controllare più di tanto: sono finiti anche i soldi per la benzina. Ieri mattina i dipendenti delle ditte e delle cooperative che non prendono lo stipendio da un mese hanno fatto un presidio sotto il Comune. Il neosindaco, Raffaelle Stancanelli (senatore Pdl), ha chiamato il premier. "Caro Silvio pensaci tu". Cioè trova una soluzione, manda soldi perché altrimenti qui finisce male. Al premier ha illustrato la situazione economica elencando i debiti ereditati dal suo predecessore: 357 milioni di euro, più altri 100 milioni delle società partecipate, più 600 milioni di euro dei mutui, più non si quanto dei debiti fuori bilancio che ancora devono essere quantificati. Un'enormità. Berlusconi con una telefonata ha rassicurato il sindaco, "mi ha assicurato che l'intervento del governo non sarà assistenzialistico, ma servirà davvero a risolvere l'emergenza finanziaria. Lui conosce benissimo Catania e saprà affrontare questo problema". La conosce sì Catania, come conosce la Sicilia: il maggior bacino di voti. Scapagnini suo luogotenente, Raffaele Lombardo, governatore potentissimo, tutti uomini del Cavaliere. Enzo Bianco, Pd, che aveva provato a sfidare il centrodestra per la poltrona di primo cittadino, è convinto che "la telefonata di Berlusconi al sindaco equivale quasi a una pacca sulla spalla. Berlusconi ha grandi responsabilità nel dissesto del Comune Catania ed è bene che se le assuma intervenendo con fatti concreti e non con generiche affermazioni di interesse". Stancanelli ha anche proposto l'avvio di una commissione di inchiesta per capire come si sia arrivati a questo sfacelo. Scapagnini si è detto d'accordo, anche se lo sfacelo è maturato sotto la sua amministrazione. "Qua siamo alle barzellette - commenta il responsabile nazionale dell'organizzazione Pdci, Orazio Licandro - . Chi dovrebbe fare parte di questa commissione d'inchiesta, magari coloro che approvavano provvedimenti illegittimi o che li approntavano?". Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, definisce "provocatoria la posizione dell'ex sindaco sulla necessità di una commissione d'inchiesta" e ricorda che è il centrodestra a governare la regione da anni. Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil parla di un "silenzio totale del governo" e mette agli atti che ci sarebbero premi di produttività pagati ai dipendenti comunali chissà per quali meriti. Dipendenti che se continua così rischiano di non beccare più un euro perché le casse sono asciutte. Finita la pacchia, i balli e le feste a cui l'ex sindaco che ha in tasca l'elisir di lunga vita aveva abituato il salotto buono e di destra della città dell'Elefantino, u Liotru. Nei giorni scorsi, qualche catanese più stanco di altri aveva appeso un cartello sull'imponente simbolo con su scritto "Si vende". Ieri mattina, il sindaco, mentre in piazza Duomo andava in scena la protesta dei lavoratori, è arrivato ad un'intesa con sindacati e imprese per cercare di sbloccare l'emergenza rifiuti. Ai 450 netturbini della "Dusty" verranno dati come acconto sullo stipendio di agosto 750 euro nei prossimi giorni e il resto entro il 30 settembre, mentre per i 100 lavoratori della "Solco" la mensilità arretrata verrà data in un'unica soluzione. Così da ieri sera alle nove è ricominciata la raccolta dei rifiuti, a partire dai mercati. Le luci, quelle, restano spente.

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Gelmini, proteste sul canal grande - nicola pellicani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870. Corona della Militia Christi NICOLA PELLICANI VENEZIA - "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Lo striscione colorato esposto sul ponte dell'Accademia, a metà del Canal Grande, è il benvenuto riservato al ministro della Pubblica Istruzione, giunto ieri a Venezia per partecipare a un convegno organizzato dai giovani di Confcommercio. Una contestazione che ha preso forma in campo San Maurizio, dove oltre quattrocento tra studenti, insegnanti e genitori hanno dato vita a una manifestazione contro il ritorno del maestro unico e il precariato. "La scuola italiana è in pericolo ? è stato detto in un'assemblea improvvisata ? se la riforma Gelmini verrà applicata, solo in provincia di Venezia è prevista una riduzione di 1.600 persone. Dobbiamo bloccare il progetto del ministro". La manifestazione si è tenuta a due passi dal palazzo della Provincia dove si svolgeva il forum di Confcommercio, ma tra i manifestanti e la Gelmini non c'è mai stato contatto. Un fitto cordone di forze dell'ordine ha isolato la zona. "Non pensavo che facendo il ministro dell'Istruzione mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente, temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi", ha detto la giovane componente del governo Berlusconi. Il ministro ha iniziato a parlare in tono polemico, ma ha concluso l'intervento con un appello per "evitare che il caso scuola degeneri a tal punto da farne un altro caso Alitalia". Un appello giunto dopo che l'altra sera il sindacato aveva bocciato il progetto di riforma della scuola messo a punto dal ministero. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi ? ha detto il ministro Gelmini ? torni ad usare toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e delle università italiane. Voltare pagina ? ha insistito ? significa cercare la collaborazione per un più ampio progetto di riforma del sistema scolastico cui dovrà mettere mano il Parlamento". L'opposizione era presente in sala con Enrico Letta, ministro ombra del Lavoro: "Brava la Gelmini ? ha replicato l'esponente del Pd ? a raccontare una storia scritta da Tremonti. Vorremmo però che il futuro della scuola lo scrivesse lei, non lui. Il ministro dell'Economia ? ragiona Letta ? ha fatto tagli molto pesanti e attorno a questi ha cucito un vestito su misura per la scuola".

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Junior Scala (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-21 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Anteprima Il nuovo ensemble composto da 50 giovani della storica Scuola di Ballo debutta a Milano il 2 ottobre e andrà a Bruxelles junior Scala Nasce Bats, compagnia under 20 che girerà l'Europa S egnatevi quest'indirizzo: via Campo Lodigiano 2, a pochi passi da Corso Italia. Qui, in una casa di ringhiera sontuosamente ristrutturata, nella cui corte campeggia una ballerina in bronzo di Francesco Messina, l'eccezione è la regola, l'eccellenza l'obiettivo per cinquanta adolescenti che farebbero luccicare gli occhi al ministro dell'istruzione Gelmini. Per loro, non c'è stato bisogno di grembiule scuro, i patti sono chiari dal primo giorno: il piercing non è ammesso in sala, ci si alza quando passa il direttore. Sono stati questi i primi plié cui si sono sottoposti per entrare in un'istituzione di storico prestigio, fondata nel 1813: la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, da cui sono uscite generazioni di stelle, da Carla Fracci a Luciana Savignano ad Alessandra Ferri e Roberto Bolle. Nell'ultimo decennio la scuola è stata sottoposta a un'intensa modernizzazione, dal trasloco della sede storica di via Verdi adiacente al Piermarini alla palazzina di via Campo Lodigiano fino all'assorbimento dell'attività nella ben più articolata Accademia Teatro alla Scala. In questi giorni, fervono i preparativi per una svolta epocale: la nascita di una nuova compagnia costituita dagli allievi degli ultimi anni della Scuola. Si chiama Bats (acronimo di Balletto Accademia Teatro alla Scala) e riceverà il suo battesimo ufficiale al Teatro Studio dal 2 al 4 ottobre con la creazione "Ipnos" di Davide Bombana. "Così anche il ballo avrà una sua formazione artistica - dice Luisa Vinci, direttore generale dell'Accademia Teatro alla Scala -. La neocompagnia si aggiunge agli altri due complessi dell'Accademia: l'orchestra e l'ensemble di musica del '900". Come all'estero In Europa le compagnie di balletto junior sono una realtà competitiva che mette in risalto le forze emergenti: qualche esempio, il Conservatoire National de Danse de Paris, l'American Ballet Theatre 2, l'IT Dansa del-l'Institut de Teatre di Barcellona, il Ballet Junior di Ginevra, i gruppi dei giovani di Monaco di Baviera e di Zurigo. "In Italia - spiega Frédéric Olivieri, direttore della Scuola di ballo della Scala - il Bats sarà la prima compagnia junior nata da un'accademia istituzionale. Sarà formata da 50 ragazzi degli ultimi tre anni di corso, tra i 16 e i 19 anni: si confronteranno con un repertorio che spazia da Balanchine a Kylian, da Godani a Bigonzetti, a Bombana. Andremo in tournée in Italia e all'estero, abbiamo già ricevuto parecchie richieste tra cui un invito a Bruxelles". Per i ballerini sarà un'occasione d'oro per mettersi in luce sul mercato europeo : "Così conquistano sicurezza per presentarsi alle audizioni - prosegue Olivieri - e imparano a lavorare con i coreografi. Questi ragazzi meritano il massimo, sono impegnati dalle nove della mattina alle 11 di sera. Oggi gli allievi della Scuola sono 204, numero in continua crescita: erano 110 solo 5 anni fa. Da loro pretendiamo disciplina e qualità: ma chi esce da qui trova subito lavoro. L'obiettivo della Scuola resta quello di formare leve per il Balletto della Scala. In questo modo, l'eccellenza resta in casa". Valeria Crippa Da Desio Virna, quasi 16 anni, la più giovane Unica Frédéric Olivieri, direttore della Scuola di Ballo della Scala, con i ragazzi di "Bats" unica compagnia junior italiana nata da un'istituzione storica: "Potremo così mettere in luce i nostri talenti" (Foto E. Magri) \\ Gli allievi sono 204, un numero in continua crescita: 5 anni fa erano 110 \\ Questi ragazzi lavorano 12 ore al giorno. E meritano il massimo.

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Gelmini contestata a Venezia <Mi considerano eversiva> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Scuola "Non pensavo di dovermi avvalere della polizia" Gelmini contestata a Venezia "Mi considerano eversiva" VENEZIA - "Non pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi". Così Mariastella Gelmini, ha aperto il suo discorso al forum dei giovani di Confcommercio sull'emergenza educativa organizzato a Venezia, mentre un gruppo di studenti universitari e di liceo manifestavano accanto al palazzo della Provincia di Venezia dove era in corso il convegno. Chiuso il capitolo contestazioni, la Gelmini ha poi fatto il punto sul suo piano di riforma della scuola chiedendo all'opposizione di "voltare pagina " e collaborare con il governo. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e dell'università. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia " ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non dividersi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda ". La realtà, ha denunciato la Gelmini, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco che quello insegnante. E l'opposizione ha accolto solo in parte l'appello del ministro. Piena disponibilità a discutere in Parlamento, ha assicurato Enrico Letta (Pd), purché si parli di riforme concrete, perché fino ad ora "la Gelmini è stata brava a raccontare una storia scritta da Tremonti" e fatta "solo di tagli attorno ai quali si è cucito un vestitino per camuffarli da riforma". Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "il sistema educativo nel suo complesso si è inceppato", e quindi bisogna "rimboccarsi le maniche e cercare di condividere una rivoluzione copernicana per la responsabilità, il merito, il talento".

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E spunta un altro Cacciari jr (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE La protesta E spunta un altro Cacciari jr C'era anche Rocco Cacciari, 20 anni, al primo anno dell'Accademia delle Belle Arti, a manifestare contro la Gelmini. Fratello minore di Tommaso (no global del Rivolta di Marghera), secondogenito di Paolo Cacciari (Rc), il nipote del sindaco è l'artista di famiglia. Pittore, scultore, è specialista, però, nell'arte dei graffiti. Percorso cultural-politico in progress presso i Magazzini del Sale, occupati un anno fa dagli attivisti, di cui è leader. Ci fu uno sgombero. "Non ci lasciarono in pace - dice Rocco -. Vicesindaco e assessore al Decoro ordinarono perquisizioni nelle case per stanare i graffitari. Un'assurdità". (m.fu.) Pittore Rocco Cacciari, 20 anni, nipote di Massimo, è studente all'Accademia.

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Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE L'olimpionica La schermitrice ad "AnnoZero" con Santoro Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema ROMA - Berlusconi è arrivato tardi, Margherita la juventina il suo fioretto l'ha già regalato ad Alex Del Piero (contro maglia autografata) e "se continuo a darne via non me ne resterà più nessuno". Ma il premier non le è indifferente: "Ha charme e una bella vena ironica, stoffa da showman, le battute gli vengono proprio bene, come ad Andreotti. Quando si raggiunge tanta fama un perché c'è". Ora che è ufficialmente in squadra con Michele Santoro ad AnnoZero ("Che sorpresa la sua telefonata") l'uno-due in pedana col Cavaliere potrebbe scapparci, ma la Granbassi, doppio bronzo olimpico, non gli offrirebbe il fianco per farsi "veramente toccare" come la collega-rivale Vezzali: "Era una battuta senza malizia, l'avete messa in mezzo. Sono una spontanea anch'io, chissà che potrei dire, spero di non dovermene pentire". Intanto giura che non avrà paura "nemmeno di D'Alema perché alla fine mica ti mangiano, fatta la prima domanda il resto viene da sé, al limite mi arrendo". Da Santoro un solo consiglio: "Stai tranquilla, hai grinta, usala". Il carabiniere Margherita (29 anni) è anche piuttosto bella. "Forse mi ha scelto anche per questo, spero non sia l'unico motivo, mi dispiacerebbe. Quando smetterò con la scherma vorrei fare la giornalista, ho voglia di imparare". E se l'avessero cercata Vespa, Floris, Mentana? "Non so, ora c'è Michele ". Di tv ne ha guardata poca: "Sempre in giro. Qualche programma di approfondimento, film, Distretto di polizia. L'isola dei famosi? Solo quest'anno perché c'è Filippo ed ero curiosa ". Magnini, altro bello e medagliato. "Impacciato? Mica si diventa Fiorello in un giorno, si scioglierà". Di politica non ne mastica molta di più. "Non sono ferratissima. Non ho votato, ero all'estero. Scelgo le persone, non gli schieramenti". Nei giudizi resta sul classico: "Belli? Beh, oddio. Il più affascinante è Casini, però non è il mio tipo, Fini è elegante. Con D'Alema ci andrei in barca, almeno fa tutto lui. Con Veltroni...". Non le viene. "Potremmo parlare di sport". La Carfagna? "Molto bella, spero sia anche brava. La Gelmini? Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti richieste: "Deve darmi serenità ma anche emozioni impreviste, dolce e grintoso, uno forte che non abbia paura di mostrarsi debole". Calciatori? "Mai nessuno". Fosse libero Del Piero, magari? Ride: "Ma che dice, è matta?". Giovanna Cavalli Fioretto Margherita Granbassi.

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SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 autore: di VALERIO MAGRELLI categoria: REDAZIONALE ATENEI E SCUOLE SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA D a qualche giorno il mondo dell'istruzione è al centro del dibattito politico. Per quanto riguarda l'Università italiana (penalizzata dal Rapporto Ocse 2008), Michele Salvati, sul Corriere della Sera, ha ricordato che il governo tende ad affamare le "bestie- atenei" riducendo i finanziamenti. Come potranno vivere organismi sempre più denutriti? Attingendo risorse nella società civile. Salvati ce lo spiega parodiando la celebre risposta di Maria Antonietta: "Maestà, il popolo non ha pane (pubblico). E allora si nutra di brioches (private)". Più che a condannare l'ingresso del privato, l'articolo depreca la mancanza di un documento ministeriale da cui partire per una riflessione ponderata. Ma se la situazione universitaria è preoccupante, più grave ancora appare quella della Scuola, come si può vedere da due notizie legate a Roma. La prima, ha a che fare con una polemica scoppiata al liceo Visconti e trasformatasi in interrogazione parlamentare. Innescata da un tema specifico (quello della didattica e del rapporto allievi-professori), la questione ha finito per coinvolgere l'attività complessiva di uno fra i più antichi istituti pubblici. Come ha scritto al Corriere il preside Rosario Salamone, si è arrivati ad offrire ingiustamente del Visconti un quadro desolante. La seconda notizia si riferisce invece a settanta scuole della Capitale, nelle quali insegnanti e genitori si sono vestiti a lutto per protestare contro le riforme del ministro Gelmini. Da qui la reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni contro i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i fondi alla propria scuola, sostiene quella privata. La verità è che gli istituti pubblici rappresentano una conquista della nostra cultura, e il loro smantellamento provocherebbe una spaventosa frattura sociale. L'insegnamento non va considerato come un'attività produttiva. Le elementari non sono l'Alitalia; lo studente non è un cliente. Sarebbe bene ricordarlo, prima di ritrovarci con i metal detector nelle classi, come accade negli Usa o in Gran Bretagna.

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La scuola dei mille paradossi: a Como nove maestre per una classe (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 21-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 226 del 2008-09-21 pagina 18 La scuola dei mille paradossi: a Como nove maestre per una classe di Francesca Angeli Così il "modulo" moltiplica i docenti alle elementari. La Gelmini: "L'Istruzione non sia un nuovo caso Alitalia" da Roma Meglio tutte le classi con un unico maestro oppure un'unica classe con nove maestri? Proprio mentre il ministro Mariastella Gelmini finisce nell'occhio del ciclone, bersagliata dagli attacchi del Partito democratico e circondata dalla generale diffidenza di tutto il mondo della scuola nei confronti di qualsiasi cambiamento, dalla provincia di Como arriva la segnalazione di una sola prima elementare con ben nove insegnanti, neanche fosse una prima liceo. Segnalazione che offre ampi spunti di riflessione sulla degenerazione del sistema organizzativo del modulo, ovvero l'attuale assetto che prevede tre insegnanti su due classi, ai quali poi si aggiungono spesso il docente di inglese, quello di religione, quello di musica e chi più ne ha più ne metta. Un'esperienza che il ministro intende concludere per tornare al maestro unico, affiancato sempre dall'insegnante di lingua. All'Istituto comprensivo di Como-Albate in una prima elementare il numero delle maestre che ogni giorno entrano in classe sarebbe schizzato addirittura a nove. Chissà che cosa ne pensa il ministro che, facendo riferimento a modelli pedagogici adottati in molti paesi, ha più volte ribadito che i bambini più piccoli hanno bisogno di un unico modello di riferimento. La segnalazione sarebbe arrivata al viceprovveditore, Rossella Siporso, che proprio domani dovrebbe incontrare la preside dell'Istituto comprensivo, Debora Izzo per verificare come l'organico effettivo della classe possa comprendere ben 9 insegnanti, tra i quali non vi sarebbero docenti di sostegno. Tra le novità che il governo intende introdurre dal prossimo anno scolastico è proprio quella del ritorno al maestro unico che più impensierisce i sindacati: in totale dovrebbero essere circa 130.000 i posti di lavoro da tagliare. Il ministro su questo punto è stato chiaro: meno insegnanti ma più preparati e meglio pagati. Anche ieri la Gelmini, mentre partecipava al forum dei giovani imprenditori di Confcommercio a Venezia ha fatto di nuovo appello al senso di responsabilità soprattutto dell'opposizione visto che il Partito Democratico appare deciso a cavalcare la tigre della protesta, anzi ad aizzarla. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e dell'università - ha detto il ministro -. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia". Rivolgendosi poi ai genitori ed agli insegnanti, che anche ieri a Venezia l'hanno contestata, la Gelmini ha ricordato che la nostra scuola così com'è oggi "forma poco ed ha perso il ruolo di ascensore sociale: non possiamo fermarci di fronte a falsi problemi, perdendo di vista il fatto che il Paese cresce nella misura in cui cresce la qualità della scuola e dell'Università". Il ministro poi, riferendosi anche alle contestazioni subite a Roma, ha confessato che non si aspettava che, facendo il ministro dell'Istruzione, si sarebbe dovuta avvalere "della collaborazione delle forze dell'ordine per discutere i temi della riforma". A sostegno della Gelmini l'intervento del ministro delle Politiche Giovanili, Giorgia Meloni: la scuola si è trasformata in uno stipendificio, ha detto, perdendo di vista gli obbiettivi educativi. "In Italia ci sono più collaboratori scolastici che carabinieri - dice la Meloni -. Il numero di coloro che una volta venivano chiamati semplicemente bidelli è pari a 2,2 per classe e costano allo Stato 4 miliardi all'anno. La mentalità che ha fatto della scuola uno stipendificio ha limitato per anni la possibilità di riforma". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il governatore contro la feccia rossa (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il governatore contro la "feccia rossa" Difende la Gelmini contestata a Venezia: "Odiano le donne" VENEZIA. Galan in difesa della Gelmini contro quella che definisce la "feccia rossa" - studenti, no global e aderenti al Comitato No Mose - che l'ha contestata sabato a Venezia, con slogan e striscioni polemici, in occasione della sua partecipazione al convegno sull'emergenza educativa organizzato dai Giovani Imprenditori della Confcommercio. Erano circa trecento le persone che hanno manifestato in Campo San Maurizio e sul ponte dell'Accademia contro i tagli e la riforma scolastica annunciata dal ministro con striscioni come "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". "Dire che i cortei della feccia rossa - dichiara il presidente della Regione - urlano degli insulti contro il ministro Gelmini significa non dire tutta la verità. C'è un odio contro le donne che fanno politica con la destra (ma il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, pur presente, non è stata contestata a Venezia ndr), che è uno dei segni più angoscianti di un degrado politico e umano che dovrebbe preoccupare ognuno di noi, a iniziare dalle donne di sinistra. L'altro ieri a Venezia, ma è lo stesso anche altrove, i contestatori della Gelmini scandivano cose di questo genere: "Berlusconi boia, Gelmini..." e qui mi fermo perché la rima trascinerebbe ognuno nel letamaio lessicale in cui si dibattono sindacati e partiti di una certa sinistra". Prosegue nella sua difesa del ministro dell'Istruzione e Università, il governatore del Veneto: "La Gelmini sta facendo bene, ma sosterremo ancora di più questo bravo ministro dopo aver visto e ascoltato le contestazioni incivili di cui è bersaglio. E se tutto ciò vale per la Gelmini, lo stesso dobbiamo dire per la Carfagna o per la Sarah Palin cui auguro di vincere le elezioni americane".

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Dandini: noi, robin hood della tv rideremo anche della sinistra - leandro palestini roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

Spettacoli Le ministre La conduttrice La conduttrice parla della nuova striscia che il 21 ottobre inaugura il nuovo palinsesto di RaiTre. Con lei Corrado e Caterina Guzzanti Dandini: noi, Robin Hood della tv rideremo anche della sinistra Caterina Guzzanti prepara Mara Carfagna, Paola Minaccioni si dedicherà a Giorgia Meloni LEANDRO PALESTINI ROMA C'è una bomba pronta e esplodere su RaiTre, dal 21 ottobre, collocata sotto un "divano rosso". è il talk show quotidiano con uso di satira di Serena Dandini e della sua "pericolosa" brigata: un Parla con me di 40-50 minuti che farà da controcanto ai fatti della giornata, quelli che agitano il Belpaese (dal martedì al venerdì dopo le 23). Scardinata la finestra informativa di Primo piano (Tg3), la Rai crea una allegra alternativa alla partenza dei programmi d'approfondimento di Vespa (Porta a porta) e Mentana (Matrix), un programma che provocherà mal di pancia ai politici satireggiati, del governo Berlusconi e non solo. Il marchio resta il divano rosso che di domenica aveva un milione di fan, confermato il glorioso cast (Neri Marcorè, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Banda Osiris), mentre arrivano i nuovi: Caterina Guzzanti e il fratello Corrado (di tanto in tanto), l'opinionista "Zoro" (Diego Bianchi), la coppia Lillo e Greg, Paola Minaccioni e Federica Cifola. Il titolo rimane inalterato, ma Serena Dandini pensa di aggiungere un sottotitolo: "C'è poco da ridere". Dandini, quel sottotitolo allude al fatto che la satira si fa dura al tempo del governo di Berlusconi? "Beh, in tv il sottotitolo va di moda. Ma non avremo l'ossessione del centrodestra al governo, del Berlusconi Ridens. Siamo stanchi delle etichette destra-sinistra, noi andremo controcorrente. Infatti tra le new entry ci sarà Diego Bianchi in arte Zoro (una sola "r", alla romana ) che farà un'inchiesta sul "ventre molle del Pd", su quel che resta del centrosinistra, frantumato in un milione di piccoli pezzi". . Collocato in una fascia quotidiana il format cambierà? "Faremo satira fresca, di giornata, per 118 puntate. Come nei giornali rivolteremo la scaletta all'ultimo momento. Sarà un Parla con me modulato e arricchito dal ritmo della quotidianità. Di base avremo l'intervista, siamo un talk show, inviteremo filosofi, scienziati, uomini di spettacolo. Vedrete Richard Gere, Remo Bodei e Giulio Giorello, ma mai i politici: è una nostra regola. Oggi tutto è ideologizzato, anche la sanità, ma si possono incontrare ancora gli "eroi" del nostro tempo. Faremo i Robin Hood della tv italiana: daremo visibilità a cose interessanti che non si vedono altrove. Come il regista Marco De Lucia che ha fatto un film con novemila euro". La vecchia squadra viene confermata? "Squadra che vince non si cambia. Torna la Banda Osiris, la band anziana che preferisco dopo i Rolling Stones. Dario Vergassola sarà mio braccio destro e avrà un suo divano trolley rosso da inviato. Ascanio Celestini farà le sue "inchieste da fermo" ma non solo: sarà anche in movimento. Andrea Rivera continuerà con i citofoni. Neri Marcoré insieme ai suoi pezzi forti (Gasparri) sta preparando nuovi personaggi. Farà il direttore del Tg1 Gianni Riotta (che spiega le elezioni presidenziali americane), un Daniele Capezzone reloaded (come portavoce del Pdl) e poi farà un Leopardi molto marchigiano". E dai nuovi acquisti cosa ci dobbiamo aspettare? "Ci saranno delle sperimentazioni. Lillo e Greg si cimenteranno nella sit-comedy "Chirughi plastici" con interventi in diretta dalla sala operatoria. Caterina Guzzanti potrebbe fare il ministro Carfagna, e già prepara il personaggio dell'insegnante "esubero" alle prese con i provvedimenti del ministro della Pubblica istruzione Gelmini (e sul ministro proporremo un concorso tra chi la imiterà meglio in tv). Corrado Guzzanti è atteso sul divano rosso: può atterrare ogni tanto, usando lo studio tv come sala prove (in gennaio sarà in tournée teatrale). Arrivano Federica Cifola e Paola Minaccioni: quest'ultima farà la ministra Meloni (che a noi sta simpatica) alle prese con il gioco dei tabu: deve trovare dei sinonimi alla parola fascista". E uno spazio per Luttazzi, Travaglio, Grillo e Sabina Guzzanti, gli esiliati della nostra tv... "Noi non mettiamo al bando nessuno. Laicamente invitiamo sempre tutti. Luttazzi lo abbiamo invitato in passato, ma lui ha declinato l'invito. Travaglio è già venuto, e ce l'ho a teatro (lei è direttore artistico dell'Ambra Jovinelli ndr). Porte aperte a Sabina Guzzanti: ho lavorato tanto con lei, ma adesso è abituata alle folle oceaniche. Come Beppe Grillo: difficilmente viene in uno studio tv". Teme la concorrenza di Vespa e Mentana? "No, il direttore di RaiTre Paolo Ruffini non ci mette ansia. Vespa con Porta a porta fa l'ascolto per tutta la Rai, così noi possiamo sperimentare. Se mai, temo Matrix di venerdì: perché sospetto che voglia far rivedere i pezzi di repertorio dell'Ottavo Nano, quando ero più giovane".

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"controlli e multe non bastano ai ragazzi insegniamo a divertirsi" - oriana liso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Milano Don Mazzi, fondatore di Exodus: i giovani sono a rischio anche senza birre e spinelli "Controlli e multe non bastano ai ragazzi insegniamo a divertirsi" Pensare di risolvere i problemi con l'esercito è ingenuo come parlare di sette in condotta e grembiulini ORIANA LISO (segue dalla prima di Milano) Forse è banale chiederlo, don Mazzi: ma cosa succede ai ragazzi? "Credo che noi adulti, ormai, abbiamo consumato tutte le nostre strategie politiche concentrandoci sul controllo, sulle pene, sulle multe. Ma è completamente sbagliato pensare di poter risolvere tutti i problemi dei nostri ragazzi con il controllo, non basterebbe l'esercito intero, per questo. In realtà dovremmo insegnare loro a divertirsi in modo sano, prima di tutto. Non con le birre e le canne: don Bosco insegnava ai ragazzi a giocare, prima di tutto. Così, forse, eviteremmo ogni domenica di piangere i morti del sabato notte". Non sempre però i colpevoli sono l'alcol o la droga, almeno così sembra. Allora cos'è che spinge un ragazzo a guidare contromano per nove chilometri? "Io so per certo, vivendo in mezzo a loro, che i ragazzi non sono tutti fuori di testa, mica sono tutti fatti o ubriachi, e nonostante questo la generalità dei nostri ragazzi è a rischio. Spesso buttano la loro vita per colpa di grandi vuoti che noi non riusciamo a capire, e su cui invece dovremmo farci delle domande. Tra luglio e agosto ho celebrato i funerali di quattro ragazzi, tra suicidi e overdose. Io pensavo che fossero ragazzi recuperati, invece non ho capito che purtroppo a volte per loro basta un problema per mandare all'aria tutto quello che hanno costruito, che pensiamo di aver costruito con loro". Quando dice "noi" chi intende? "è difficile stabilirlo, lo dico con tristezza: perché ormai le famiglie sono fragili, le amicizie o i rapporti veri non ci sono o sono rarissimi, la scuola è solo un luogo di competizione sbagliata. Per questo, alla fine, le giornate dei ragazzi sono vuote di momenti importanti di crescita, e invece sono impostate sui giochi dei grandi". Cosa sono i giochi dei grandi? "Le auto potenti, quelle che spesso guidano i protagonisti delle stragi del sabato sera. Ma anche i cellulari e i computer sofisticati, i vestiti di marca. Noi trasmettiamo ai nostri ragazzi questi valori: qualsiasi cosa facciano non deve essere un gioco, ma una gara a chi arriva prima. Così, se giocano a calcio devono diventare subito Maradona, e se si mettono al volante devono essere i più audaci. Sono giocattoli pericolosi, con cui loro non sanno giocare. E noi non ce ne preoccupiamo abbastanza, o lo facciamo nel modo sbagliato, mandando sulle strade, a controllarli, altri ragazzi come loro: come se i giovani con la divisa non avessero gli stessi problemi degli altri". Ma quindi lei non crede che la paura dei controlli serva a qualcosa? "Ma non scherziamo, i nostri ragazzi non hanno certo di queste paure, riuscirebbero a imbrogliare anche un generale con le loro lacrime finte, se volessero. Mi sembra impossibile che un Governo commetta una simile ingenuità, pensando di risolvere così i problemi dei giovani. Per non parlare del ministro dell'Istruzione, la Gelmini, che parla di sette in condotta e grembiulini, senza degnarsi di venire a parlare con noi che ogni giorno, con i ragazzi, ci viviamo, e forse qualcosa da dire in proposito ce l'abbiamo".

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Concerti troppo cari, lite nel pdl (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Milano La polemica Concerti troppo cari, lite nel Pdl Se Atene piange, Sparta non ride. A poco più di una settimana dalla quattro giorni organizzata dal Popolo delle libertà al Palalido e dintorni, infatti, Forza Italia e An si comportano da separati in casa. Dopo le scaramucce che hanno costretto a rinviare la prima festa del Pdl alla campagna elettorale per le Europee, tra i dirigenti azzurri non mancano i malumori per i costi imposti da An per la kermesse al Lido, da giovedì 2 a domenica 5 ottobre. Soprattutto per gli spettacoli: ben ottantamila euro è stato il budget richiesto per pagare i tre concerti di Max Pezzali (giovedì alle 21.30), Enrico Ruggeri (venerdì all stessa ora) e Mogol con la band "Il mio canto Libero", che saranno i protagonisti di un tributo a Lucio Battisti, sabato, sempre alle 21,30. Una cifra che ha destato "sconcerto" in tutta la direzione regionale forzista. Per domenica sarebbe in programma addirittura un Festival in onore del premier Berlusconi, che in serata parteciperà a una cena a pagamento. "Per pagare la kermesse - sottolinea polemicamente il capo delegazione forzista al Pirellone, Massimo Buscemi - e soprattutto per cominciare a finanziare le prossime campagne elettorali, ricorreremo come al solito all'unico soggetto in grado di darci una mano: Silvio Berlusconi". Incertezze anche sul programma politico. Nei manifesti già affissi si annuncia l'arrivo del premier alle 20,30, ma il coordinatore regionale azzurro Doriano Ripardelli ammette che, in realtà, l'appuntamento dovrebbe essere in mattinata. "Nessuna polemica - spiega - tra qualche giorno sarà tutto chiarito. Resta solo da decidere il catering". Prima di Berlusconi premier arriverà, sabato, il presidente della Camera Gianfranco Fini. Per l'apertura ci saranno i coordinatori regionali, per la chiusura quelli nazionali. In mezzo una parata di ministri: da Giulio Tremonti a Roberto Maroni, da Mariastella Gelmini a Maurizio Sacconi. E poi il governatore Roberto Formigoni e il sindaco Letizia Moratti. (a. m.).

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La riforma Gelmini: <Bonus di 7mila euro ai docenti migliori> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 38 del 2008-09-22 pagina 10 La riforma Gelmini: "Bonus di 7mila euro ai docenti migliori" di Francesca Angeli Dai tagli agli sprechi le risorse per investimenti in qualità e innovazione. Sono 257.000 gli insegnanti in lizza per il premio da Roma Tagliare gli sprechi per investire i risparmi in qualità, innovazione e premi per i docenti. Un bonus annuale, una gratifica economica in busta paga da un minimo di cinquemila fino a settemila euro per la produttività a partire già dal 2010 per una piccola percentuale di professori e poi dal 2012 per almeno 250.000 insegnanti. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'aveva detto poco dopo il suo insediamento al governo: meno insegnanti ma più qualificati e più pagati. L'obiettivo è fissato e la Gelmini lo ribadisce anche a Bruno Vespa nella conversazione contenuta nel nuovo libro firmato dal giornalista: "Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa", in libreria dal 3 ottobre edito da Mondadori. A Vespa la Gelmini racconta anche come intende reinvestire parte dei risparmi per incentivare la classe insegnante. Si deve cominciare dai tagli: ad 87.000 docenti non verrà rinnovato il contratto. Chi è già di ruolo, chi ha il contratto a tempo indeterminato lo conserverà, assicura la Gelmini, "ma molte supplenze non verranno confermate". Una necessità perché in Italia il numero dei docenti è troppo alto e sproporzionato rispetto a quello degli alunni. "Che senso hanno classi delle elementari con nove alunni - si chiede la Gelmini -? Capisco un paesino di montagna, una piccola isola, ma in città? Da qui la necessità di tagliare: c'è un organico di cattedre in eccesso rispetto alle necessità". Il reale fabbisogno verrà valutato sulla base di un costo standard per studente. E non è vero, dice la Gelmini a Vespa, che l'Italia spenda poco per l'istruzione, semmai spende male. "La nostra spesa complessiva per la scuola è il 3,4 per cento del Prodotto interno lordo. Come la Germania, un po' meno della Francia, un po' più del Giappone - spiega il ministro -. Siamo dunque in media sulla spesa, ma agli ultimi posti sulla qualità e in eccesso sulle ore di lezione. Dobbiamo ridurre le ore e far pesare di più quelle che restano, puntando sulle materie fondamentali senza imparare male un po' tutto. Poi, eliminati gli sprechi, dobbiamo premiare chi si sacrifica". Dunque il ministro ha fatto due conti: entro il 2012 i risparmi ammonteranno a 7,8 miliardi. Di questi almeno 2 devono essere destinati alla scuola e a premiare i professori. "Penso ad una somma tra i 5.000 ed i 7.000 euro a fine anno per i docenti migliori - annuncia la Gelmini -. Proprio a loro che in questi anni hanno mandato avanti la scuola spesso anche con sacrifici dobbiamo guardare con riconoscenza con iniziative concrete". Il ministro fa riferimento all'articolo 64 della legge 133, dove si prevede che il 30 per cento delle economie di spesa venga destinato alla valorizzazione e allo sviluppo della carriera del personale docente a partire dal 2010. Circa 2 miliardi di euro dei quali si calcola che almeno 850 milioni possano essere impiegati per destinare gratificazioni economiche ai docenti. Nel libro si fa una proiezione sul premio che arriverà ai professori. Nel 2012 circa 765 milioni di euro verrebbero suddivisi tra il 40 per cento dei docenti, ovvero 257.000 insegnanti. A questi toccherebbe dunque un bonus massimo di 7.000 euro. "Se è vero che il prestigio sociale degli insegnanti è irrimediabilmente in declino, come stupirsene se la paga oraria di un'insegnante di scuola dell'infanzia con meno di otto anni di anzianità è di 14,6 euro lordi", conclude il ministro. Questa l'ossatura del piano programmatico per la scuola del governo: meno insegnanti, meno ore di lezione, meno materie. Un segno meno che frutterà però risorse da trasformare in molti più nel disegno della Gelmini: professori più qualificati e dunque più pagati; scuole più attrezzate e rinnovate anche nelle strutture e dunque anche studenti più preparati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Testi introvabili? Colpa delle polemiche sul caro libri> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 38 del 2008-09-22 pagina 10 "Testi introvabili? Colpa delle polemiche sul caro libri" di Redazione "Finiti. Esauriti. Forse la settimana prossima". E intanto? "Intanto niente". Non serve cambiare libreria, le risposte sono le stesse dappertutto: le scuole sono appena cominciate, ma i libri di testo sono già finiti. Gli istituti scolastici sono ormai tutti aperti, eppure i libri su cui i ragazzi di medie e superiori dovranno cimentarsi nel corso del nuovo anno risultano in buona parte introvabili. Su un elenco di quindici di una prima media, ad esempio, se ne reperiscono subito a malapena tre, cioè un quinto. E gli altri? "Finiti, esauriti". Di "emergenza estesa e generalizzata a tutta l'Italia" parla Paolo Pisanti, presidente dell'Associazione dei Librai Italiani (Ali). "I libri sono introvabili non tanto per via del numero di copie inadeguato - precisa il presidente -, ma come risultato dell'incertezza dovuta alla crociata di agosto sul caro-libri. Noi librai, nell'insicurezza di poterli vendere, ci siamo mantenuti un po' più bassi del consueto negli acquisti e gli editori un po' più bassi nella stampa. Avevamo mandato una lettera in proposito al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Noi, una volta che i libri li abbiamo comprati, poi ce li... mangiamo, se non si vendono". "È un problema tra librerie e singola casa editrice" ha commentato Alfieri Lorenzon, direttore dell'Associazione Italiana Editori (Aie). "I motivi possono essere svariati: un cambiamento di adozione non comunicato in maniera ufficiale, un volume esaurito o più persone del previsto che lo richiedono. Può esserci, insomma, una momentanea indisponibilità. Tutto questo non dovrebbe succedere perché, col mese di luglio terminiamo di raccogliere i dati delle adozioni delle scuole che vengono comunicati all'Aie, che a sua volte provvede a corredare e controllare i codici dei volumi. Le schede vanno poi al ministero dell'Istruzione e, infine, tornano agli istituti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Roma, 20:02 - SCUOLA: GELMINI, NO TAGLI A DOCENTI RELIGIONE E SOSTEGNO (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 22-09-2008)

Argomenti: Scuola

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Bagnasco benedice la scuola della destra Assist della Cei al governo. Preoccupazione per l'intolleranza contro gli immigrati (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Roberto Monteforte / Roma L'EMERGENZA Italia sotto la lente dei vescovi. Il dramma dell'emigrazione con quella carica di violenza che rischia di incrinare la solidarietà, sino ad oggi segno distintivo della società italiana. Ma anche l'emergenza sociale, le difficoltà economiche che at- tanagliano sempre più le famiglie italiane. Domanda di giustizia sociale con fisco più equo e introduzione del quoziente familiare. Apertura sul federalismo fiscale, temperato però "dal senso di solidarietà e della comune appartenenza ad un solo popolo e alla sua storia". Quindi la giustizia e le questioni etiche, sino al testamento biologico. È ricca di spunti la prolusione con la quale il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco ha aperto ieri i lavori del Consiglio Permanente della Cei. Con aperture inattese, anche se parziali, come sul testamento biologico. Sì alla legge, ma restino fuori alimentazione assistita e idratazione, che "non possono essere considerate cure mediche": sono i paletti posti dai vescovi che confermano il no all'accanimento terapeutico, ma nessuno spazio per l'eutanasia e per l'abbandono terapeutico. Dal presidente della Cei arrivano inviti a trovare soluzioni adeguate, che tengano conto del "bene comune", attenti a quell'insieme di interessi di cui si fa portavoce la Chiesa, "esperta in umanità" e vicina alla gente comune. Inspiegabili allora risuonano le espressioni che la prolusione dedica alla scuola e alle misure assunte dal governo che pure tante preoccupazioni e proteste hanno suscitato tra i genitori e nel mondo della scuola. Bagnasco, quelle che molti considerano un'opera di vero smantellamento della scuola pubblica, le definisce "innovazioni e recuperi volti a dare una maggiore credibilità ed efficacia all'istituzione e ai suoi operatori". Un'inaspettata apertura di credito verso la "riforma Gelmini" dal presidente della Cei che, come a compensazione, esprime la sua stima "sincera e cordiale", verso tutto il personale scolastico, "a cominciare dai docenti per l'importanza e la nobiltà del ruolo che ricoprono a livello culturale, educativo e sociale". Ai vescovi sta a cuore il "riconoscimento del ruolo primario della famiglia" che - lo ribadisce - deve essere "messa in condizione di scegliere all'interno di un sistema effettivamente paritario e integrato". Più spazio, mezzi e risorse per la scuola privata e per chi la sceglie: questo è il messaggio sottinteso. Anche a discapito di quella pubblica. Resta fermo e prevedibile il no dei vescovi alle unioni di fatto. Nella sua prolusione Bagnasco fa solo un cenno sull'invito di Benedetto XVI al laicato cattolico affinché si impegni in politica e per evangelizzare il mondo del lavoro e dell'economia. È l'emigrazione il tema su quale si sofferma maggiormente e con preoccupazione il cardinale. Invita a non "sottovalutare" le violenze e i "segnali di contrapposizione" che sono emersi in questi giorni. Se sino ad oggi si sono evitate "spaccature sociali o situazioni drammatiche", ora - osserva - "stanno emergendo segnali di contrapposizione anche violenta che sarà bene non sottovalutare". Lancia il suo allarme. A questa emergenza "occorre dare risposte sempre civili", strategia europea e accordi di cooperazione con i paesi di provenienza degli immigrati per portare "alla legalità situazioni irregolari", "integrazione sociale" e accoglienza delle "domande di ricongiunzione familiare". "Anche gli immigrati irregolari sono nostri fratelli" ha ricordato Bagnasco. L'altra preoccupazione è quella per la libertà religiosa e per il clima di "cristianofobia". Denuncia le violenze anticristiane in India, Pakistan e Iraq. La libertà religiosa, sottolinea, è "un caposaldo della civiltà dei diritti dell'uomo e garanzia di autentico pluralismo e vera democrazia". Non un optional concesso dagli Stati. E indica un nesso tra "la disinvolta pratica del relativismo, gli eccessi antireligiosi e anticristiani e la regressione culturale ed etica delle società".

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Gelmini promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo programma davanti a Vespa: Intoccabili gli insegnanti di religione (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo programma davanti a Vespa: "Intoccabili gli insegnanti di religione" di Maristella Iervasi / Roma ANCHE SENZA OCCHIALI, sembrava più tirata della signorina Rottermaier. Il ministro Mariastella Gelmini non è riuscita a spiegare la sua controriforma sulla scuola. Seduta nel salotto di Porta a Porta non è riuscita a tener testa ad Enrico Panini, segretario uscente della Flc-Cgil, e neppure al ministro ombra Maria Pia Garavaglia. Il padrone di casa, Bruno Vespa, si è fatto un gran da fare per metterla a suo agio (a favore del ministro Vittorio Feltri, Don Antonio Mazzi, Marco Paolo Nigi dello Snals, Giorgio Rembado in rappresentanza dei presidi e Maria Rita Munizza per i genitori). Servizi a go-go sul maestro unico, sul voto in condotta e la pagella numerica: tutti a favore dell'"agenzia" scolastica della Gelmini. Come anche i sondaggi (tranne uno) di Mannheimer. E ancora: bambini dell'elementare Aristide Leonardi di Roma in candidi grembiulini seduti tra gli ospiti, un ciak sul Pinocchio a scuola che prende le bacchettate dal maestro e le immagini-video degli episodi di bullismo nelle aule. Ma niente da fare: la Gelmini sembrava un disco rotto. Ha ribadito in tv che la scuola non è uno "stipendificio", che il tempo a modulo è "una anomalia tutta italiana", introdotta quando "diminuivano gli studenti per trovare un posto agli insegnanti". Che a scuola ci sono "più bidelli che carabinieri", 900 indirizzi di scuole superiori. Insomma, che il rischio della "bancarotta educativa" è dietro l'angolo. Quindi, ecco il perché del massacro sulla scuola, partendo dall'eccellenza dell'elementare. Da applicare "con il principio del buon padre di famiglia" del governo Berlusconi. Tagli, soltanto tagli e nient'altro. Massacrando i corsi di studio, il monte ore di lezione in tutti gli ordini di scuole e riducendo di 87mila posti gli insegnanti. Tranne però i docenti di religione cattolica e quelli di sostengo. "La finanziaria - ha dovuto ammettere il ministro nel corso della trasmissione - non tocca queste figure di docenti". Nessuna spiegazione sul come e dove operare con bisturi-Tremonti. Nessun chiarimento su che fine faranno le maestre del modulo che dal prossimo anno verranno allontanate dall'aula per far posto al maestro unico. Circa 16mila insegnanti che resteranno comunque a scuola, perché di ruolo e di certo non possono essere licenziati. Nessuna nuova neppure sui criteri di scelta sul maestro unico, come il nulla sul metro di valutazione dei docenti ai quali verrà riconosciuto un bonus di produttività fino a 7mila euro l'anno. Su 800mila insegnanti in totale, sarà il 40% ad essere premiato. Una cifra che la stessa Gelmini ha vergato con gessetto sulla lavagna di Vespa. Panini l'ha contestata su ogni punto, anche sulla formazione professionale e per risposta ha ottenuto il seguente richiamo da Vespa: "La sua è una posizione ideologica". E sui 7mila euro in bonus la Gelmini è stata presa in castagna: "I premi ai docenti non ci saranno prima del 2012" - ha detto Panini. L'erogazione degli incrementi degli stipendi al centro dell'incontro del 29 novembre 2007 sono andati a farsi benedire. Nessuna risposta è arrivata in tal senso da viale Trastevere. E la Gelmini ha controbattuto: "Non ci sono soldi se non si risparmia. L'Italia è un paese che ha un enorme debito pubblico". Ma il battibecco non si è fermato: "È una vergogna - ha detto Panini - risolvono il problema cannibalizzando alcuni insegnanti per risparmiare e fare il contratto a chi rimarrà nel 2012". La trasmissione televisiva si è chiusa con la voce della maestra della Gelmini. "Mariastella, lo sai che ti adoravo....", ha detto Maria Rosa Montaironi Toson al ministro.

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Una classe, 9 maestri. <È regolare> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Como Nella scuola elementare di Albate insegnanti anche per "recupero e potenziamento delle eccellenze" Una classe, 9 maestri. "è regolare" I dirigenti: tutto ok. Il sindacato: gli alunni finiscono per non avere figure di riferimento Il ministro Gelmini vuole il ritorno al maestro unico. A Como c'è una classe nella quale si alternano 9 insegnanti DAL NOSTRO INVIATO COMO - Inutile dire c'era una volta l'abbecedario, la maestra era una sola e gli alunni erano più preparati. Altri tempi. Ora, in attesa che il decreto legge voluto dal ministro Gelmini riporti indietro le lancette della storia, i maestri possono essere addirittura nove, come nel clamoroso caso delle elementari di Albate, dove le trenta ore settimanali sono suddivise tra: italiano e storia, matematica e scienze, tecnologia informatica, educazione musicale, arte e immagine, educazione fisica, religione, recupero e potenziamento delle eccellenze. Più tre laboratori facoltativi, più le ore dedicate alla mensa. In totale per affrontare questa tabella di marcia ci vogliono, appunto, nove insegnanti. "Chiariamo subito - dice il provveditore Benedetto Scaglione - che in questo caso non c'è niente di irregolare. Ogni anno, sulla base di alcuni parametri fissi (numero di alunni stranieri, laboratori, ore di mensa, eccetera) viene fissato l'organico di ciascuna scuola. Quest'anno, come l'anno scorso, per tutta la provincia abbiamo a disposizione 2.152 insegnanti per 1.346 classi in 186 plessi, il che vuol dire 1,5 maestri per classe". Ad Albate, con 29 titolari e due supplenti per 11 classi, la media sale a 2,7 ma, come ribadisce il provveditore, è tutto nella più assoluta normalità. La dirigente del plesso scolastico di Albate, Debora Izzo, si stupisce di tanto clamore: "Quando una scuola può assicurare un'offerta formativa buona perché non deve farlo? Mi danno 31 insegnanti (che oltretutto qui hanno specifiche competenze) e io non dovrei utilizzarli?" I genitori, all'uscita dalla scuola, hanno pareri diversi ma tutti più o meno sostengono che è inutile avere così tanti insegnanti se poi non sono preparati. "E poi - dice una mamma - questa dei nove maestri mi pare una polemica inutile: in una settimana sono solo sei le ore che i bambini fanno con maestri diversi da quelli di italiano e matematica". Chi proprio non ci sta è il sindacato. Dice Gerardo Larghi, segretario della Cisl Scuola e presidente del consiglio di istituto: "Ci vuole un uso più sensato e adeguato delle persone. Qui la scelta è stata fatta con le migliori intenzioni, ma il risultato non è stato migliore. Con troppi insegnanti gli alunni finiscono per non avere figure di riferimento. E poi se qui i maestri sono troppi, in alcune scuole mancano, per esempio, gli insegnanti di sostegno". Su quest'ultimo punto ribatte il provveditore: "è vero - spiega Scaglione - per tutta la provincia ne abbiamo a disposizione soltanto 120. Ma Larghi sa che a diminuire l'organico, in tutta Italia, è stato il ministero". Polemiche La scuola elementare "IV Novembre" di Albate: materie classiche e tre laboratori (Foto Cavicchi) Luigi Corvi.

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Tiger chi l'ha visto <Matato> lo spagnolo Garcia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 228 del 2008-09-23 pagina 44 Tiger chi l'ha visto "Matato" lo spagnolo Garcia di Redazione 5 a Tiger Woods. Dimenticato. Dopo il crac delle banche, dopo il crac della Borsa, al Valhalla nessuno si è ricordato del crac del ginocchio dell'americano. Anzi. Della serie: la solitudine dei... numeri uno! 2 a Sergio Garcia. Matato. Pimpante e pimpato, in Ryder Cup doveva recitare la parte del matador. Ha finito invece a fare la fine del toro. Infilzato in ogni dove. Soprattutto nel morale e nell'orgoglio. 8 a Anthony Kim. Promettente. Ecco un giocatore "antigravità": al Valhalla ha fatto volare alti i suoi drive, ma soprattutto il morale del team. L'unica cosa che gli vola basso è... il cavallo dei pantaloni, ma crescerà. Eccome. 8 a Hunter Mahan. La rivelazione. Elegante, glaciale e preciso, da solo o in coppia con il texano Leonard, in Ryder Cup il biondo statunitense è stato un osso durissimo per chiunque l'abbia affrontato. Verrebbe da dire... Mahan... naggia! 7 a Kenny Perry. Implacabile. Piacerebbe al ministro Gelmini questo campione. Perché al Valhalla, più che un giocatore di Ryder, sembrava un maestro in gita scolastica. E infatti ai ragazzi europei qualche lezione l'ha pure impartita... 6- a Chad Campbell. Sciapo. Non è certamente un fenomeno né un leader, l'americano. Piuttosto è solo un medio giocatore. Naturalmente insipido come le zuppe omonime. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Una giornata da top gun per i tre giovani vincitori di <Un volo in classe> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 228 del 2008-09-23 pagina 6 Una giornata da top gun per i tre giovani vincitori di "Un volo in classe" di Augusto Pozzoli Cresce nelle scuole milanesi la contestazione ai provvedimenti annunciati sui tagli agli organici. Dopo le iniziative di protesta delle organizzazioni sindacali, nel fine settimana scende in campo anche il Pd regionale, che per tre giorni ha previsto manifestazioni davanti alle scuole per spiegare ai genitori l'opposizione al decreto varato dal governo per il ritorno al maestro unico, ai voti numerici e al voto di condotta che può portare anche alla bocciatura. Prevista la distribuzione di volantini davanti alle scuole. A volantinare venerdì mattina ci sarà anche l'ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, davanti all'Istituto comprensivo di via Giocosa, l'ex "Trotter". Ieri mattina è stato presentato il programma della contestazione del Pd durante una conferenza stampa promossa da Sara Valmaggi, responsabile Scuola regionale, alla quale ha partecipato tra gli altri il senatore Mauro Ceruti, pedagogista che ha coordinato la commissione che col precedente governo ha definito i nuovi programmi della scuola elementare. "Noi non siamo contrari ai tagli - ha detto - ma vogliamo che vengano fatti là dove servono e non in maniera indiscriminata. Perché altrimenti si mette a rischio la scuola elementare che ci invidiano da tutto il mondo. Meglio sarebbe stato cominciare a cambiare le cose alle superiori, dove ritengo che ci siano problemi irrisolti ormai da decenni". La preoccupazione maggiore del Pd è il tempo pieno. "Il ministro Gelmini - ha ricordato Federico Piccoli, un dirigente scolastico considerato uno dei promotori di questo servizio nella nostra città - si è impegnata ad aumentarlo? Ma di quale tempo pieno si parla se poi si annullano le compresenze? Non basta dare una risposta sociale alle famiglie, perché il tempo pieno si qualifica per i suoi contenuti, che con il ritorno al maestro unico è impossibile attuare". Analoga posizione a quella che stanno assumendo i sindacati della scuola, che ogni giorno stanno organizzando assemblee di insegnanti per spiegare che cosa sta succedendo. E, dopo le assemblee, le stesse organizzazioni si preparano per il prossimo mese di ottobre a indire una serie di scioperi. L'agitazione avviene tuttavia con tempi e modalità diverse da organizzazione a organizzazione perché anche all'interno della scuola si registra una netta divisione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ovada, gli asili "scoppiano" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

SERVIZI.RECORD DI ISCRITTI Mensa e bus Ovada, gli asili "scoppiano" Cinquanta domande in lista d'attesa per il baby parking delle Madri Pie La scadenza per gli "sconti" [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Gli asili scoppiano. Nelle scuole dell'infanzia, in tutto l'Ovadese, le classi sono sature e le liste d'attesa continuano a gonfiarsi. Quest'anno al suono delle campanelle decine di bambini sono rimasti fuori dalle aule. Un istituto è corso ai ripari in questi giorni istituendo classi aggiuntive. "Mai avute tante richieste" confermano all'unisono i dirigenti scolastici. È il primo tangibile effetto del boom delle nascite, un trend positivo che a Ovada ha raggiunto l'apoteosi nel 2007 con 101 bambini venuti al mondo (19 in più rispetto al 2006). E poi c'è la riforma del ministro Maria Stella Gelmini che impone alle scuole dell'infanzia di accettare le iscrizioni solo dei bambini che hanno compiuto i 3 anni entro il mese di gennaio, escludendo quindi un consistente numero di piccoli: "Prima infatti si potevano accogliere anche i nati a febbraio, marzo e aprile, mentre oggi non è più possibile" dice Laura Lantero, preside delle scuole del primo circolo. Qui le sezioni sono otto: quattro in via Galliera, tutte composte da 28 piccoli, e quattro in via Dania, di cui tre omogenee per età (con 20 bimbi in una classe, 22 nell'altra e 27 nella terza) e una eterogenea: "Quest'ultima è stata formata ad hoc negli ultimi giorni - conferma Lantero - a fronte delle tante domande e proprio per consentire l'accoglienza del numero più alto di bimbi. Invece per ora la scuola non è attrezzata per l'apertura di una sezione Primavera dedicata ai bambini ancora più piccoli". Cresce il numero di baby allievi anche nei paesi: a Silvano d'Orba, che rientra sempre nella competenza del primo circolo di Ovada, ci sono 43 bimbi divisi in due sezioni, a Cremolino sono 20, a Rocca Grimalda addirittura 24. A Molare ai 56 piccoli ospiti si sono aggiunti 20 nuovi compagni, mentre la materna di Castelletto d'Orba ne ospita 40 (dipende dall'Istituto comprensivo di Ovada). Numeri eccezionali, che non sono solo la diretta conseguenza del boom delle nascite, come sottolinea la preside Lantero: "Sull'afflusso alle scuole dell'infanzia influiscono anche altri fattori. C'è una ragione culturale ad esempio, per cui molte famiglie ormai hanno interiorizzato l'importanza di mandare i figli a scuola per introdurli alla socializzazione fin dai primi anni di vita quando si sviluppa il potenziale cognitivo". E poi c'è l'incremento dei piccoli stranieri, immigrati di seconda generazione, figli di extracomunitari, nati già in Italia: nel primo circolo ce n'è una media di 4 per classe. I genitori che non riescono a iscrivere i propri pargoli alle materne pubbliche, tentano invece la strada dell'asilo privato: impresa ancora più ardua. Nell'Istituto delle suore Madri Pie, in via Buffa, quest'anno è già "sold out", tutto esaurito. "Abbiamo avuto un record di iscrizioni - conferma la preside, madre Carla Ballarati -. Segno di un ringiovanimento della popolazione". Qui le sezioni sono due, entrambe hanno 25 bambini. La scuola ospita anche un baby parking, riservato ai piccoli di età compresa tra i 13 mesi e i 3 anni: ieri in classe, tra i tavolini formato mignon, i palloni di gommapiuma e i pennarelli per colorare, all'appello hanno risposto tutti i 18 (numero massimo consentito) baby ospiti. Fuori intanto la lista d'attesa cresce: "Sono 50 i bambini in graduatoria che aspettano di entrare". L'assessore all'Istruzione, Sabrina Caneva: "I dati sono significativi, ma vanno monitorati nel tempo: servono almeno tre anni per capire se il trend delle nascite è costantemente in crescita, in tal caso anche l'amministrazione potrebbe attrezzarsi e valutare nuovi soluzioni da prendere per offrire un servizio ancora più capillare". Fino al 16 ottobre si può presentare domanda al Comune per le agevolazioni per i servizi di ristorazione e trasporto scolastico, riservate agli alunni della scuola dell'infanzia e della scuola primaria e secondaria. I requisiti sono: residenza a Ovada, iscrizione al servizio comunale e reddito secondo i parametri specificati nel bando.

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L'ex ministro fa volantinaggio anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

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N. 228 del 2008-09-23 pagina 1 L'ex ministro fa volantinaggio anti-Gelmini di Redazione Sindacati e Pd partono a testa bassa nella loro campagna d'autunno contro le riforme della scuola messe a punto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. A Milano il Pd prepara tre giorni di volantinaggio davanti agli istituti. Parteciperà anche il predecessore della Gelmini, Giuseppe Fioroni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ateneo, protesta anti-Gelmini salta la prima ora di lezione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

L'INIZIATIVA IERI A PALAZZO NUOVO Con Passepartout de La Stampa lettori in prima fila Ateneo, protesta anti-Gelmini salta la prima ora di lezione Parte una stagione di proteste all'Università contro la legge 133 che prevede tagli da 500 milioni agli atenei, turnover ridotto al 20%, possibilità di trasformarsi in fondazioni. Dopo un'assemblea di ricercatori, studenti e docenti del "Coord-Unito", ieri mattina a Palazzo Nuovo c'è stato il blocco della prima ora di lezione; nel pomeriggio collettivi e gruppi studenteschi hanno costituito l'"Assemblea No Gelmini" che annuncia proteste e lezioni in strada nei prossimi giorni. Torna Passepartout con una serie di offerte esclusive per i lettori de La Stampa. Raccogliendo i bollini che da oggi tornano sulla copertina della Cronaca di Torino si avrà diritto a serate speciali dal Salone del gusto al Galà del ghiaccio.

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Studenti manifestano contro la violenza (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

NUOVA SIGLA. IN PIAZZA CAVOUR Studenti manifestano contro la violenza E' nata "Student Action Not Agree", nuova sigla nel mondo studentesco, che ha debuttato ieri mattina con una manifestazione organizzata in occasione della Giornata per la pace. "La pace - dicono i ragazzi - prima di essere "non guerra" è la non violenza nelle nostre strade. Protestiamo contro la prevaricazione psicologica, i militari nelle strade, il razzismo, i pericoli che corrono le donne fuori di casa, il voto di condotta reintrodotto dal ministro Gelmini". In piazza Cavour i manifestanti non era troppo numerosi: "In effetti erano meno di quanto ci aspettassimo, ma abbiamo informazioni che in alcuni istituti gli studenti siano stati "consigliati" a non partecipare alle manifestazioni di piazza". Prossimo appuntamento il 10 ottobre per la manifestazione nazionale contro la legge di riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini.

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Il ritmo latino è sempre di moda (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Scuola

Genova Dj Julian alla consolle di El Cafè Latino della Foce. Esordio del Caribe in trasferta all'Estrella del Terminal Traghetti, con dj Chelo, i Latin Stars e Davide Fazio. Varazze Ritrovi al Perbacco, al Cupido 2, allo Spot, al Magia, all'Invidia, al Miramare, al Fiore ed al QQ7. Albissola M. Al Soleluna Beach di Passeggiata degli Artisti ultima serata "Night Fever", la musica comincia all'ora della cena e si prolungherà fino alla zona da ballo, dalle 23 con le best hits '70 '80 '90, alla consolle da Paolo Battistini dj, nel privè musica house melodica di Valerio Zannetti dj, party ed ospiti a sorpresa. Ritrovi al Testa, al Prana, all'Happy Bar al Dolphin's Britain, all'Angelo's, al Varadrillo, al The Friend's ed alla Madonna. Albisola S. Ritrovo all'Extrò, al Pilar, al Dream Cafè, alla Taverna di hook, all'Ombelico ed all'Sms Café. Cairo M. Ritrovi alla Baia degli Angeli ed al Be Pub. Carcare Ritrovo in settimana da Crespi. Savona Ritrovi e musica nei locali della Vecchia Darsena. Bergeggi Ritrovo in settimana al Krakatoa. Spotorno Ritrovo alla Cambusa, al Sirito ed al Lord Nelson. Noli Ritrovi in settimana al Floridita Caffè, al Baianita ed al Malafemmina. Finale L. Ritrovi al Trocadero, al Baquito, al Vanilla, al New Clipper ed al Vittoria. Serata lap dance, con pasta a mezzanotte, all'Effimero. Borgio V. Ritrovi all'Antica Società, alla Torre Antica, al Mulino ed alla Torre dei Sassetti. Pietra L. Nuovo martedì latino (da oggi) al dancing Malibù con Fortunato ed il suo staff. Ritrovi al Barone Rosso, all'Airone, al Grifone, da Poldo's ed all'Iguana (festa della birra dell'Oktoberfest). Loano Liscio e revival al dancing Saitta, al piano superiore serata jazz con Furyo's Bros e jam session aperta a tutti i musicisti. Al Manhattan Inn si balla, danze revival, tutti i pomeriggi, questa sera disco-liscio. Ritrovi in musica anche al Marthyn's wine-risto, all'Art Café, al Marinella, da Vittorino, da Garfield. Albenga Ritrovi al Café Noir, a La Locanda, al Santeodoro, al Caprice, al Tribe Pub. Alassio All'U'Brecche serata latino-americana dalle 21,30 in collaborazione con Riva Salsera e Nz dj. Al Manila Club balli per tutti. Ritrovi al bar Riviera, all'Alchemy Pub, al Fino all'Orlo, da Spotti, al Gallery Caffè, al Maximilian pub, al Liquid, all'Brecche, al The Victorian Pub e a La Tavernetta. Andora Ritrovi al Bodeguita della Playa, al Bit Below, al Birò ed al Mata Mua. Diano Marina Musica e animazione al pub Excalibur, al Capriccio, al Solito Posto, allo Skipper, al birrificio Chevalier. Imperia Ritrovi al Vivamè, al Serendipity, al Touky. Riva Ligure Al Sensual, a partire dalle 21,30, danze con Le Nuove Immagini. Dalle 0,30 subentra Domix (musica discoteca). Arma di Taggia Al "Da Vinci" italian caffé apericena, karaoke e animaizone con Alex Penna. Karaoke al bar Giardino. Musica al Gatto Nero e al Nadir. Sanremo Al Roof del casinò musica e canzoni con il duo composto da Reddy Bobbio e Carla Gelmini. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli al Gohà, Piper e Whisky. Ospedaletti Ritrovo al Caffrey's Pub. Camporosso Ritrovo musicale sul mare al Billabong. Dolceacqua Ritrovo all'Aquila Nera dopo le 19. Ventimiglia Aperitivo musicale da Consani. Happy Hour al Tondo Cafè in via Roma dalle 18. Monaco Alberto Marsico Organ Logistic in concerto al Moods. Dj set e musica dal vivo con Cabine 13 alla Rascasse. Allo Zebra Square musica house, chill out e dance. Si balla al Living Room con dj e pianobar. Nizza Musica salsa dal vivo e corso di danza cubana a Le Sezamo, in Rue Fontaine de la Ville. A Les 3 Diables in corso Saleya musica elettronica e tecno con Planet of Sound. Juan Les Pins House Music all'M Club. Cannes House al Tantra e r'n'b a l'Atelier del Palm Beach. Live music a L'Amstel.

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