HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
toARTICOLI DEL 20-23 settembre 2008
#TOP
·
Articoli
Scuola (56)
Maestri pronti alla guerra
( da "Corriere
delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: venga attuato il piano Gelmini". Gli insegnanti sono concordi nel dire "no" al progetto del governo che vuole portare la scuola pubblica "a un basso livello di qualità". Lo hanno ribadito ieri pomeriggio i docenti appartenenti alla Cgil, ma anche alcuni genitori riunitisi nella sala san Vittore del centro diocesano Giovanni XXIII per parlare non solo del ritorno del maestro unico,
Oggi
parata di ministri, da Brunetta a Frattini
( da "Corriere
delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Attesi anche Alfano, Carfagna e Gelmini. Domani Galan e Schifani CORTINA. Entra nel vivo il convegno di Forza Italia. In mattinata, a partire dalle 9,30 presentazione dei padri della rassegna Remo Sernagiotto e Leonardo Padrin, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia in consiglio regionale.
Meno
ore e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini
( da "Corriere
delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e maestro unico I sindacati bocciano il piano Gelmini Professori e tecnologie Il ministro promette due miliardi ROMA. Dopo la scuola delle "tre I" ecco la scuola dei "tre più": "più efficienza (stesso risultato a costi minori), più risorse da investire, più qualità". E' questo lo slogan che accompagna il piano presentato ieri dal ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati che l'
Scuola,
chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
"io,
maestra per vocazione così lavoro al futuro dei bambini" - luca villoresi
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: saltando le polemiche sul maestro unico della Gelmini ("Come dire? Diciamo che è un provvedimento sul quale bisogna riflettere"), la vita quotidiana di un'insegnante elementare. "Una classe devi portarla avanti tutta assieme. Ci sono fino a 25 alunni. Venticinque storie a se. E devi seguirle una per una.
E
alle elementari arriva la notte bianca
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: elementare capofila della protesta contro la riforma Gelmini. Ma da lunedì ci saranno ancora dibattiti e riunioni alla scuola del Casilino. In programma, sempre per la settimana prossima, anche una fiaccolata. E ieri hanno partecipato al dibattito finale i deputati Maria Coscia e Alba Sasso e Fabio Mussi, ex ministro dell'università.
Il
pd prepara l'autunno caldo - antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro i tagli della Gelmini, che penalizzano le scuole con meno di 500 alunni: abbiamo calcolato che dovrebbero chiudere 508 plessi in tutta la Sicilia", dichiara il vicesegretario regionale del Pd Tonino Russo. E ieri si è insediato l'esecutivo provinciale del Pd, aperto a esponenti della società civile.
Un
grido nel giorno del miracolo "serpenti velenosi, deponete le armi" -
antonio tricomi ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La mattinata si era aperta con la protesta, sul sagrato del Duomo, di un gruppo di maestri elementari: "La cultura dei bambini non fa rima con Gelmini", recitava uno striscione. Dopo la funzione, nel salone dell'Episcopio, un pranzo ufficiale del cardinale con tutti i sacerdoti napoletani di nome Gennaro. Presenti anche Lepore e Montemarano.
Forza
italia: ora il rimpasto - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Una cosa è certa: di rimpasto "vero" ormai parla tutto il partito. Rimpasto reclamato, e con toni molto più duri, anche dalla Lega. Matteo Salvini è perentorio: "Ribadisco la nostra posizione, la giunta potrebbe fare molto meglio con l'inserimento di nuovi giocatori, così com'è la squadra non sta esprimendo il massimo;
L'indiscreto
- vincenzo curia ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha spiegato di aver affrontato l'esame di abilitazione professionale in Calabria e non a Milano perché, in quei concorsi, "passavano solo i figli di avvocato". Stefano Savi, presidente dell'Ordine di Genova è d'accordo a metà. Ammette: "è vero che i candidati spesso cercano sedi ritenute più favorevoli,
Scuola,
appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bologna Genitori e insegnanti contro la Gelmini. Ieri lo sciopero precari Rdb Scuola, appello ai sindaci in piazza con la fascia tricolore non è bastato l'annuncio del ministro dei nuovi posti: genitori e insegnanti confermano la manifestazione di venerdì 26 settembre, e lanciano l'appello ai sindaci, da Cofferati agli amministratori della provincia,
Caro
ministro le spieghiamo i veri problemi della scuola - giancarlo visitilli
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E se provassimo a scrivere una lettera di buon inizio d'anno scolastico noi alunni alla Gelmini? "Professò, chi è la Gelmini?". Insegnante? No. Una preside? Neanche. Un'esperta di scuola? Tantomeno. Vi aiuto io. Scrivete: Gentilissimo ministro della Pubblica Istruzione, o se neanche a voi piace questo bel nome, scrivete della Scuola, che mi sembra più diretto.
Scuola,
la mappa della cgil "via 5000 docenti in puglia" - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari Provincia per provincia la simulazione del sindacato dopo i tagli del ministro Gelmini Scuola, la mappa della Cgil "Via 5000 docenti in Puglia" ILARIA FICARELLA Meno cinquemilaquaranta. Non è un conto alla rovescia ma la misura esatta dei tagli che la riforma della scuola firmata dal ministro Maria Stella Gelmini porterà in Puglia.
Caro
ministro, le spieghiamo i problemi delle nostre scuole - (segue dalla prima
pagina) giancarlo visitilli ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nostre scuole Lettera degli studenti alla Gelmini Possibile che in questi giorni lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di attenzione e di rispetto Abbiamo letto del suo concorso da avvocato al Sud. Siamo felici che non abbia cercato di farsi raccomandare a Milano o a Brescia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIANCARLO VISITILLI (segue dalla prima di cronaca)
Scuola,
niente trattativa. La Gelmini non dà i numeri I tagli ci saranno, ma il
ministro non dice come. Protestano i sindacati. La Cgil: mobilitazione unitaria
( da "Unita,
L'" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con la Gelmini i sindacati. Tutti critici sul maestro unico, la fine del tempo pieno e una controriforma della scuola vista solo come un capitolo di bilancio. Ma la risposta della signora Maristella Gelmini è stata lapidaria, come riferisce Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "Non c'è margine di trattavia.
"meno
ore, più matematica" ma il sindacato boccia la gelmini - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma il sindacato boccia la Gelmini Il ministro illustra il piano. La replica: scuola più povera La Cgil: è un piano di fantasia, con 200mila tagli. La Cisl: mobiliteremo anche le famiglie MARIO REGGIO ROMA - Meno ore di scola alle superiori. Conferma del maestro unico alle elementari, 24 ore a settimana ma con l'aiuto di un insegnante d'inglese.
Il
nuovo liceoclassico?È un po' più scientifico
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA RIFORMA GELMINI ... Il nuovo liceoclassico?è un po' più scientifico di Luigi Illiano I l liceo classico potenzierà lo studio della matematica, delle scienze e dell'inglese. Parola del ministro Mariastella Gelmini, che ha anticipato ieri la svolta ai sindacati.
Padri-padroni
del disagio sociale ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: disagio sociale di Luigi Manconi L e trascrizioni delle telefonate di don Pierino Gelmini, pubblicate da alcuni giornali, sono (come pressoché tutte le intercettazioni) un esemplare di letteratura sordida: forse utile alle indagini (forse), ma comunque dall'inequivocabile sapore di refurtiva, merce rubata e contraffatta, attitudine gaglioffa alla violazione dei limiti del decoro.
L'insegnante
di inglese alle elementari ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Il piano del ministro Gelmini L'insegnante di inglese alle elementari ROMA - "Più efficienza, stesso servizio, più investimenti, uguale qualità". Così il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sintetizza il suo piano per la scuola italiana, nel corso di un incontro con i sindacati.
Superiori,
meno ore di lezione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha presentato il piano che porterà a 130mila tagli tra docenti e Ata Superiori, meno ore di lezione Al classico si studierà l'inglese per tutti gli anni del liceo Luigi Illiano ROMA Più ore di inglese, matematica e scienze al liceo classico;
La
scolarizzazione fa crescere il Pil
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Un secondo elemento emerge, poi, dallo studio e riguarda la meritocrazia. Fino a oggi tutti ne parlano un gran bene, ma nei fatti viene applicata in misura molto ridotta. Se il 91% della classe dirigente dichiara di utilizzare criteri di selezione meritocratici, c'è anche un 54% che considera il merito come il fattore meno soddisfacente per il risultato finale.
Ricci,
lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare l'imbonitore>
( da "Corriere
della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione ". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia": ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio,
L'attesa
( da "Corriere
della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: BREVI L'attesa Uno degli ultimi momenti dell'occupazione notturna dell'Iqbal Masih e, a destra, una maglietta con la protesta contro il ministro Gelmini.
Iqbal,
finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Passiamo il testimone ad altri istituti" Iqbal, finisce l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini La protesta continua: striscioni al Righi e al Russell L'assessore Marsilio annuncia una "cabina di regia" per monitorare la scolarizzazione dei piccoli rom La prima settimana di scuola si conclude come è iniziata. All'insegna delle proteste.
Un
concorso dei genitori per trovare studenti-stilisti
( da "Corriere
della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: imposizione la possibilità che debbano indossare una "divisa" come vorrebbe il ministro Gelmini. Così saranno loro a scegliere gli abiti spiega Donatella Poselli, presidente dell'Uig -. Alle medie e alle superiori non è pensabile che portino un grembiule, ma nemmeno che arrivino in classe con jeans a vita bassa o con magliette scollate.
La
scuola non diventi un caso Alitalia Il ministro Gelmini contestato a Venezia
( da "Corriere
delle Alpi" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini contestato a Venezia VENEZIA. Evitare che "il caso scuola" degeneri a tal punto da farne "un'altra Alitalia". E' questo l'appello lanciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto), dopo la bocciatura arrivata dai sindacati al piano di riforma della scuola messo a punto dal ministero.
Se
la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I "professori" delle medie: da aggiornare e motivare. Le maestre elementari: da ridurre a una sola. (Come le madri di famiglia, di cui dovrebbero costituire l'estensione). I professori universitari: da tempo al centro di polemiche, a causa di concorsi ed esami combinati oppure sospettati di scarsa presenza e preparazione.
Il
sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? - massimo lorello
( da "Repubblica,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in commissione Cultura si discute il decreto Gelmini e non posso rischiare di non esserci. Per noi siciliani l'aereo è l'unico mezzo grazie al quale si può raggiungere Roma in tempi ragionevoli. Con il treno è impossibile". Il treno "è uno stress" per Fabio Giambrone, senatore di Italia dei valori, che "ringrazia" il governo nazionale "per la disastrosa gestione del caso Alitalia"
Le
colpe dei docenti - augusto cavadi
( da "Repubblica,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bossi e la Gelmini sbagliano a generalizzare certe loro accuse, ma la soluzione non può essere negare a oltranza ogni deficienza oggettiva). Dopo molti anni ho ancora in mente lo smarrito, incredulo stupore di una collega trasferitasi dal Veneto a Palermo davanti allo spettacolo indecoroso di un collegio dei docenti in cui quasi nessuno,
La
visione della Gelmini: una scuola di classe
( da "Unita,
L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini sul maestro unico nella scuola primaria. Sostanzialmente il piatto forte del decreto, con il contorno scenico del ritorno del voto in decimi, della valutazione della condotta, e del libro di testo adottabile per un quinquennio. Questo piatto forte del decreto è stato presentato dal Governo e, con qualche dissimulata sofferenza dalla maggioranza,
Catania
a luci spente Ma sparisce l'immondizia Una città in ginocchio. Solo in serata
accordo del sindaco con i netturbini. Comune nel dissesto finanziario
( da "Unita,
L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dove non arriva la ministra Mariastella Gelmini, è già arrivato l'ex sindaco simbolo del berlusconismo isolano, Umberto Scapagnini, otto anni di governo cittadino e un'eredità per i catanesi di svariate migliaia di euro di debito pro-capite, bambini e anziani compresi. Se oggi nasci a Catania ti ritrovi sulle spalle quasi 4mila euro di deficit.
Gelmini,
proteste sul canal grande - nicola pellicani
( da "Repubblica,
La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870.
Junior
Scala ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini. Per loro, non c'è stato bisogno di grembiule scuro, i patti sono chiari dal primo giorno: il piercing non è ammesso in sala, ci si alza quando passa il direttore. Sono stati questi i primi plié cui si sono sottoposti per entrare in un'istituzione di storico prestigio, fondata nel 1813: la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala,
Gelmini
contestata a Venezia <Mi considerano eversiva>
( da "Corriere
della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non pensavo di dovermi avvalere della polizia" Gelmini contestata a Venezia "Mi considerano eversiva" VENEZIA - "Non pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi".
E
spunta un altro Cacciari jr ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a manifestare contro la Gelmini. Fratello minore di Tommaso (no global del Rivolta di Marghera), secondogenito di Paolo Cacciari (Rc), il nipote del sindaco è l'artista di famiglia. Pittore, scultore, è specialista, però, nell'arte dei graffiti. Percorso cultural-politico in progress presso i Magazzini del Sale, occupati un anno fa dagli attivisti,
Granbassi:
Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema
( da "Corriere
della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini? Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così".
SE
SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA
( da "Corriere
della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protestare contro le riforme del ministro Gelmini. Da qui la reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni contro i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i fondi alla propria scuola,
La
scuola dei mille paradossi: a Como nove maestre per una classe
( da "Giornale.it,
Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "L'Istruzione non sia un nuovo caso Alitalia" da Roma Meglio tutte le classi con un unico maestro oppure un'unica classe con nove maestri? Proprio mentre il ministro Mariastella Gelmini finisce nell'occhio del ciclone, bersagliata dagli attacchi del Partito democratico e circondata dalla generale diffidenza di tutto il mondo della scuola nei confronti di qualsiasi cambiamento,
Il
governatore contro la feccia rossa
( da "Corriere
delle Alpi" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini contestata a Venezia: "Odiano le donne" VENEZIA. Galan in difesa della Gelmini contro quella che definisce la "feccia rossa" - studenti, no global e aderenti al Comitato No Mose - che l'ha contestata sabato a Venezia, con slogan e striscioni polemici, in occasione della sua partecipazione al convegno sull'emergenza educativa organizzato dai Giovani Imprenditori della Confcommercio.
Dandini:
noi, robin hood della tv rideremo anche della sinistra - leandro palestini roma
( da "Repubblica,
La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti del ministro della Pubblica istruzione Gelmini (e sul ministro proporremo un concorso tra chi la imiterà meglio in tv). Corrado Guzzanti è atteso sul divano rosso: può atterrare ogni tanto, usando lo studio tv come sala prove (in gennaio sarà in tournée teatrale). Arrivano Federica Cifola e Paola Minaccioni: quest'ultima farà la ministra Meloni (che a noi sta simpatica)
"controlli
e multe non bastano ai ragazzi insegniamo a divertirsi" - oriana liso
( da "Repubblica,
La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per non parlare del ministro dell'Istruzione, la Gelmini, che parla di sette in condotta e grembiulini, senza degnarsi di venire a parlare con noi che ogni giorno, con i ragazzi, ci viviamo, e forse qualcosa da dire in proposito ce l'abbiamo".
Concerti
troppo cari, lite nel pdl ( da "Repubblica, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per l'apertura ci saranno i coordinatori regionali, per la chiusura quelli nazionali. In mezzo una parata di ministri: da Giulio Tremonti a Roberto Maroni, da Mariastella Gelmini a Maurizio Sacconi. E poi il governatore Roberto Formigoni e il sindaco Letizia Moratti. (a. m.).
La
riforma Gelmini: <Bonus di 7mila euro ai docenti migliori>
( da "Giornale.it,
Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'aveva detto poco dopo il suo insediamento al governo: meno insegnanti ma più qualificati e più pagati. L'obiettivo è fissato e la Gelmini lo ribadisce anche a Bruno Vespa nella conversazione contenuta nel nuovo libro firmato dal giornalista: "Un'Italia diversa.
<Testi
introvabili? Colpa delle polemiche sul caro libri>
( da "Giornale.it,
Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Noi, una volta che i libri li abbiamo comprati, poi ce li... mangiamo, se non si vendono". "È un problema tra librerie e singola casa editrice" ha commentato Alfieri Lorenzon, direttore dell'Associazione Italiana Editori (Aie). "I motivi possono essere svariati: un cambiamento di adozione non comunicato in maniera ufficiale,
Roma,
20:02 - SCUOLA: GELMINI, NO TAGLI A DOCENTI RELIGIONE E SOSTEGNO
( da "Repubblica.it"
del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Bagnasco
benedice la scuola della destra Assist della Cei al governo. Preoccupazione per
l'intolleranza contro gli immigrati
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un'inaspettata apertura di credito verso la "riforma Gelmini" dal presidente della Cei che, come a compensazione, esprime la sua stima "sincera e cordiale", verso tutto il personale scolastico, "a cominciare dai docenti per l'importanza e la nobiltà del ruolo che ricoprono a livello culturale, educativo e sociale".
Gelmini
promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il
suo programma davanti a Vespa: Intoccabili gli insegnanti di religione
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini promette aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo programma davanti a Vespa: "Intoccabili gli insegnanti di religione" di Maristella Iervasi / Roma ANCHE SENZA OCCHIALI, sembrava più tirata della signorina Rottermaier.
Una
classe, 9 maestri. <È regolare>
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il sindacato: gli alunni finiscono per non avere figure di riferimento Il ministro Gelmini vuole il ritorno al maestro unico. A Como c'è una classe nella quale si alternano 9 insegnanti DAL NOSTRO INVIATO COMO - Inutile dire c'era una volta l'abbecedario, la maestra era una sola e gli alunni erano più preparati. Altri tempi.
Tiger
chi l'ha visto <Matato> lo spagnolo Garcia
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piacerebbe al ministro Gelmini questo campione. Perché al Valhalla, più che un giocatore di Ryder, sembrava un maestro in gita scolastica. E infatti ai ragazzi europei qualche lezione l'ha pure impartita... 6- a Chad Campbell. Sciapo. Non è certamente un fenomeno né un leader, l'americano.
Una
giornata da top gun per i tre giovani vincitori di <Un volo in classe>
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini - ha ricordato Federico Piccoli, un dirigente scolastico considerato uno dei promotori di questo servizio nella nostra città - si è impegnata ad aumentarlo? Ma di quale tempo pieno si parla se poi si annullano le compresenze? Non basta dare una risposta sociale alle famiglie, perché il tempo pieno si qualifica per i suoi contenuti,
Ovada,
gli asili "scoppiano" ( da "Stampa, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è la riforma del ministro Maria Stella Gelmini che impone alle scuole dell'infanzia di accettare le iscrizioni solo dei bambini che hanno compiuto i 3 anni entro il mese di gennaio, escludendo quindi un consistente numero di piccoli: "Prima infatti si potevano accogliere anche i nati a febbraio, marzo e aprile, mentre oggi non è più possibile" dice Laura Lantero,
L'ex
ministro fa volantinaggio anti-Gelmini
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
228 del
2008-09-23 pagina
Ateneo,
protesta anti-Gelmini salta la prima ora di lezione
( da "Stampa,
La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini salta la prima ora di lezione Parte una stagione di proteste all'Università contro la legge 133 che prevede tagli da 500 milioni agli atenei, turnover ridotto al 20%, possibilità di trasformarsi in fondazioni. Dopo un'assemblea di ricercatori, studenti e docenti del "Coord-Unito", ieri mattina a Palazzo Nuovo c'è stato il blocco della prima ora di lezione;
Studenti
manifestano contro la violenza ( da "Stampa, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i pericoli che corrono le donne fuori di casa, il voto di condotta reintrodotto dal ministro Gelmini". In piazza Cavour i manifestanti non era troppo numerosi: "In effetti erano meno di quanto ci aspettassimo, ma abbiamo informazioni che in alcuni istituti gli studenti siano stati "consigliati" a non partecipare alle manifestazioni di piazza".
Il
ritmo latino è sempre di moda ( da "Stampa, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sanremo Al Roof del casinò musica e canzoni con il duo composto da Reddy Bobbio e Carla Gelmini. Musica allo Zelig, Big Ben, Kermesses e Victory. Karaoke al New Malatesta e al Cool Banana. Lap-dance all'En Plein. Sexy-spettacoli al Gohà, Piper e Whisky. Ospedaletti Ritrovo al Caffrey's Pub. Camporosso Ritrovo musicale sul mare al Billabong.
( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Assemblea Cgil il 27
settembre in città e a Feltre SCUOLA BELLUNO. "La situazione è drammatica:
serve, quindi, un'azione forte, anzi fortissima per impedire che venga attuato il piano Gelmini". Gli insegnanti sono concordi nel dire "no" al
progetto del governo che vuole portare la scuola pubblica "a un basso
livello di qualità". Lo hanno ribadito ieri pomeriggio i docenti
appartenenti alla Cgil, ma anche alcuni genitori riunitisi nella sala san
Vittore del centro diocesano Giovanni XXIII per parlare non solo del ritorno
del maestro unico, ma dell'intero piano di revisione dell'istruzione
pubblica. E i sindacati confederali della Cgil annunciano per il 27 settembre
la prima discesa nelle piazze di Belluno e Feltre, per "cambiare le scelte
del governo". "E' avvilente essere arrivati a fine carriera e dover
tornare indietro", ha detto una maestra presente puntando sulla necessità
di coinvolgere in questa battaglia quante più possibili persone
"informandole correttamente, perchè capiscano quali sono gli svantaggi di
tutto questo". Ma ci sono molti incerti nella schiera dei docenti, persone
che ormai giunte vicine al congedo si chiedono perchè lottare se poi non ci
sono certezze del risultato. A questi sfiduciati ha risposto Alvise Scarpa,
maestro ed esponente della segreteria regionale della Flc Cgil. "Non ci
sono certezze di vittoria quando si inizia una battaglia, ma c'è solo la
certezza dei motivi per cui si combatte, che nel nostro caso sono focalizzati
nel fatto che i docenti sono attaccati sul versante occupazione, sul versante
qualitativo della loro professione, ed anche su quello economico. Rischiamo di
trovarci in un sistema per cui bisogna soltanto obbedire come dei soldati (vedi
l'introduzione del grembiule e del
( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Attesi
anche Alfano, Carfagna e Gelmini. Domani Galan
e Schifani CORTINA. Entra nel vivo il convegno di Forza Italia. In mattinata, a
partire dalle 9,30 presentazione dei padri della rassegna Remo Sernagiotto e
Leonardo Padrin, rispettivamente capogruppo e vice di Forza Italia in consiglio
regionale. Oggi
sarà anche la giornata dei ministri: si comincia alle 12.30 con l'intervento di
Renato Brunetta, che interverrà sulla riforma dell'amministrazione pubblica. A
seguire, nel pomeriggio, a partire dalle 16, si parlerà, ancora di riforma,
questa volta della giustizia, con il ministro Alfano intervistato dal direttore
del Mattino Omar Monestier. Alle
( da "Corriere delle Alpi" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
SULLA SCUOLA
CONFRONTO IN SALITA Meno ore e maestro unico I sindacati
bocciano il piano Gelmini
Professori e tecnologie Il ministro promette due miliardi ROMA. Dopo la scuola
delle "tre I" ecco la scuola dei "tre più": "più
efficienza (stesso risultato a costi minori), più risorse da investire, più
qualità". E' questo lo slogan che accompagna il piano presentato ieri dal
ministro Maria Stella Gelmini ai sindacati che l'hanno subito ribattezzato "piano fantasia"
o "da mago Zurlì" annunciando "nuove azioni di lotta". Nel
mirino: i confermati tagli di risorse, la riduzione del personale, il ritorno
al maestro unico alle elementari e lo "snellimento" degli orari alle
superiori. Sarà "salvaguardato il servizio offerto" ovvero "non
si toccano insegnanti di sostegno e scuole di montagna", saranno
"ampliate le opzioni per le famiglie" e saranno "confermati i
livelli occupazionali del personale a tempo indeterminato". Il confronto
sul piano di riforma della scuola parte in salita. Con queste rassicurazioni,
il ministero ha spiegato che il "piano Gelmini"
porterà due miliardi di euro di risparmi che "saranno investiti in
formazione, nuove tecnologie e premialità per docenti". Ecco cosa prevede.
Nella scuola materna tornano gli "anticipi" a 2 anni e mezzo
introdotti dalla riforma Moratti ed eliminati dal governo Prodi. Vengono poi
confermate le "sezioni primavera" (il servizio educativo per bambini
tra i 2 e i 3 anni) attualmente a gestione regionale, con uno stanziamento di
30 milioni di euro per il 2008-2009 e 50 milioni nel 2009-2010. Alle elementari
il docente unico sarà affiancato dall'insegnante di inglese e avrà un carico
obbligatorio di 24 ore settimanali a fronte delle 27 o 30 ore dei docenti dei
"moduli" (che comunque resteranno), quindi, secondo il Ministero,
"ci saranno più docenti" da utilizzare "per aumentare il tempo
pieno del 50%". Una netta riduzione di orario riguarderà poi le superiori:
gli istituti tecnici e professionali passeranno da
( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it.
I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE
TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 39 ) "
(22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08
Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In
fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di
funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana
memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire
basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne,
Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le
acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi
sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola
italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper
burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione,
il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un
salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva
del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti
incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise,
all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il
concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono
quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo
pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda
sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra
più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e
vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di
tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (42 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere
la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale
e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 109
) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione.
Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) "
(10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista:
ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia
la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per
tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in
serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con
travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema
che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e
soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di
Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà
il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia,
che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere
definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al
monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina
rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento
di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita
Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza
via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni
Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza
ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre
Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in
Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti
i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare
la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica
che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che
vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento
della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto
l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe
del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E
i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è
aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per
farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di
Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati,
sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa
il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato"
e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due
siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia,
nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro,
visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per
non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è
quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di
Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI
DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA
SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (22 votes,
average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare
il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro
della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In
fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di
funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione,
il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un
salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva
del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti
incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise,
all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il
concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono
quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo
pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda
sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra
più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e
vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di
tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (42 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche
candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"?
O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes,
average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza
- e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il
silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15
votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel
del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito
da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da
una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è
trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale").
Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della
rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul
08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso
nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per
far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da
sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni
sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e
grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo
di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver
sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era
attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi
affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito.
casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si
smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e
della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo
apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui
comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho
Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti
berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione
di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto
qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo
strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per
l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia.
Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli
italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e
uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per
l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di
vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni,
anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per
l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come
deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che
non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non
c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria.
Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di
Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa
l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema
e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il
comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average:
3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di
sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo
le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 20Jun
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma
Nessuno indietro Il senso del grembiule "Io, maestra per vocazione così
lavoro al futuro dei bambini" I piccoli, gli stranieri e i bravissimi: non
bisogna lasciare indietro nessuno Non escludo che il grembiule possa avere un
suo effetto pratico, evitando certe divisioni LUCA VILLORESI Voler insegnare ai
bambini, a volte, è una vocazione precoce. "E io credo di aver preso
questa decisione già alle elementari. I primi due anni erano stati idilliaci,
con un maestro tranquillo e gentile". Maria Antonietta Tamburino,
pugliese, insegna dal 1980. Dieci anni a Bologna. Poi a Roma: dalla periferia
di Acilia a via Gregorio VII e, adesso, nel 37° circolo didattico, accanto a
piazza Verbano. Dopo 27 anni di servizio guadagna attorno ai 1.500 euro al mese.
Una maestra fra tante. Per raccontare, saltando le
polemiche sul maestro unico della Gelmini ("Come dire? Diciamo che è un provvedimento sul quale
bisogna riflettere"), la vita quotidiana di un'insegnante elementare.
"Una classe devi portarla avanti tutta assieme. Ci sono fino a 25 alunni.
Venticinque storie a se. E devi seguirle una per una. I piccoli di sei
anni, all'inizio, ti assorbono tutte le energie, anche fisiche. E poi c'è il
problema degli stranieri. Da noi sono almeno cinque o sei per classe. Alcuni
sono nati qui, parlano l'italiano, e se li segui fin dalla prima non ci sono
difficoltà. Ma poi, come spesso accade, ci sono quelli che arrivano in quarta,
o in quinta, senza sapere una parola della nostra lingua. Inserirli è veramente
arduo". "Come è cambiata la scuola? Così come è cambiata la famiglia,
perché le due cose vanno assieme. Avvertiamo una crisi di valori. Ci sono i
casi limite, dove una famiglia proprio non esiste. Ma pure chi ha i genitori
spesso, dopo la scuola, rimane abbandonato a se stesso. La famiglia si
disinteressa, non riesce più a trasmettere certi valori. Eppure, a volte,
paradosso opposto, tende a giustificare certi atteggiamenti, a coprire i figli.
Disorientandoli. Perché - e su questo punto capita di scontrarsi con padri e madri
- io credo che il compito della scuola, al di là dell'apprendimento di certe
conoscenze, debba essere anche quello di insegnare il rispetto delle
regole". "Non ne faccio una questione disciplinare. Un maestro deve
pensare anche alla formazione della personalità dei suoi alunni. E per far
questo deve diventare un punto di riferimento nel quale i bambini, che sono già
in grado di giudicare, possano riconoscere uguaglianza, giustizia,
responsabilità. Dobbiamo trasmettere non solo nozioni e competenze, ma anche
valori e regole di comportamento. Lo dico senza retorica: non scordiamoci che
nei cinque anni delle elementari si formano le personalità future. La scuola
primaria è un fondamento della società". "Tv, computer, giuochi
elettronici... I bambini, al di fuori della scuola, sono influenzati dai
messaggi più disparati. Per dirne una: sono sensibili al fascino delle mode,
all'abito, all'oggetto firmato. E non escludo che il grembiule possa avere un
suo effetto pratico, evitando certe divisioni. Certo anche il rapporto con la
realtà esterna, o il sapersi muovere nella multimedialità è importante. Tutti
quei messaggi, però, alla fine possono diventare invadenti. Dare valore al
libro e alla lettura, così, è sempre più difficile. I bambini preferiscono
strumenti più immediati, risposte semplici. I livelli di attenzione, o la
riflessione personale sono più limitati. L'impegno scritto è vissuto con
fatica. Preferiscono gli orali, che sono più veloci e sintetici".
"Anche tra noi, è ovvio, puoi trovare maestri bravi e meno bravi.
Nell'insieme però, credetemi, gli insegnanti lavorano con dedizione e
competenza. Cercando di tamponare le emergenze. Tutto è sempre molto
provvisorio, incerto. Possiamo fare il caso del maestro unico. Attualmente
ognuno ha le sue specializzazioni. Io insegno italiano e inglese, qualcun altro
si occupa delle materie scientifiche, o delle artistiche. Che accadrà l'anno
prossimo? Dovremmo diventare tutti tuttologi? La vera questione, però, non sta
tanto in questo o in un altro provvedimento. Il disorientamento è continuo,
perché ogni anno si cambia e non fai in tempo ad adeguarti che tutto cambia di
nuovo". SEGUE A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma La
proposta della Iqbal Masih: "Un momento di festa e di riflessione".
Ascanio Celestini: "Io ci sarò" E alle elementari arriva la notte
bianca Si chiameranno "Le notti bianche delle scuole" e Ascanio
Celestini ha già detto che lui ci sarà. La protesta delle 90 scuole elementari
contro il maestro unico prosegue sotto altre forme. "Sarà un momento di
discussione e di spettacolo - spiega Paola Arduini, maestra della Iqbal Masih -
terremo le scuole aperte di sera, scuole aperte per la comunità e per il
quartiere. E' il nostro modo di difendere la scuola pubblica". Intanto
ieri è terminata con una tavola rotonda l'occupazione alla Iqbal Masih, l'elementare capofila della protesta contro la riforma Gelmini. Ma da lunedì ci saranno ancora
dibattiti e riunioni alla scuola del Casilino. In programma, sempre per la
settimana prossima, anche una fiaccolata. E ieri hanno partecipato al dibattito
finale i deputati Maria Coscia e Alba Sasso e Fabio Mussi, ex ministro
dell'università. In protesta anche i ragazzi delle superiori della Rete
studenti medi: al classico Russell e allo scientifico Righi affissi gli
striscioni: "Siamo la soluzione non il problema". Titolo della
campagna informativa anti-Gelmini è "Emergenza
ballismo". (tea maisto).
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo
Il Pd prepara l'autunno caldo "Dalla prossima settimana in piazza per
salari, sanità e sviluppo" Nominato l'esecutivo provinciale Veltroni apre
la festa democratica ANTONELLA ROMANO AUTUNNO di mobilitazione e di impegni
nell'agenda del Pd, con manifestazioni nelle piazze in difesa della scuola e
dei salari. settembre. Il Partito democratico si mette in pista per rilanciare
l'opposizione al centrodestra con un calendario di iniziative dopo aver
definito, a un anno dalla nascita, la sua macchina organizzativa. Ieri è nato
il nuovo esecutivo provinciale e si è insediato l'esecutivo regionale del Pd e
il clima, a detta del responsabile nazionale dell'organizzazione, Andrea
Orlando, "appare progressivamente migliorato, il gruppo dirigente si è
ricomposto attorno ad alcuni obiettivi". Rimandate le scelte sulla
leadership alla stagione congressuale, qualche dissenso ancora resta. L'ultima
rottura si è consumata giusto ieri, mentre la deputazione regionale era riunita
nel resort dell'Abbazia Sant' Anastasia, a Castelbuono, per due giorni di
lezione sul bilancio regionale. Il sindaco del paese madonita, Mario Cicero, ha
rassegnato le sue "irrevocabili" dimissioni dal partito. "Non ci
sono le condizioni per continuare a militare in un partito che non esiste, con
dei gruppi dirigenti autoreferenziali, poco attento al territorio", ha
detto Cicero che al monastero non è stato invitato - anche se la riunione era
riservata ai deputati - nemmeno per un saluto. Al ritiro di due giorni sono
state definite le mosse dell'opposizione all'Ars, che ripartirà con alcune
proposte correttive sul bilancio. Ieri, al suono della campana, i 28 deputati
dell'Assemblea regionale sono stati "indottrinati" da alcuni
dirigenti della Regione, tra cui il ragioniere generale Enzo Emanuele e
l'esperto di finanze comunitarie Marco Salerno. A quanto pare il numero dei
deputati salirà a 29 perché il posto vacante sta per essere assegnato a un
esponente del Pd, se dovesse passare la relazione preparata da Rudy Maira. A
Palermo intanto nella sua prima riunione l'esecutivo regionale ha lanciato le
iniziative per "l'autunno caldo". "Dal 26 settembre scendiamo
nelle piazze per la scuola, contro i tagli della Gelmini, che penalizzano le scuole con
meno di 500 alunni: abbiamo calcolato che dovrebbero chiudere 508 plessi in
tutta la Sicilia", dichiara il vicesegretario regionale del Pd Tonino
Russo. E ieri si è insediato l'esecutivo provinciale del Pd, aperto a esponenti
della società civile. Nello staff che affianca Ninni Terminelli ci sono
due coordinatrici Teresa Piccione e Paola Caselli e due coordinatori Francesco
Todaro e Antonino Sutera. Dell'esecutivo fanno parte docenti come Alessandro
Bellavista, e per la prima volta un responsabile delle politiche giovanili,
Marco Sucameli. Dichiara Terminelli: "Abbiamo istituito una commissione,
?Il futuro di Palermo, per dialogare anche con chi non milita e non è iscritto.
Con la nascita dei circoli e i dipartimenti tematici finalizzati alla stesura
di un programma pensiamo di ridare respiro a Palermo". Intanto si parte
con la Festa Democratica, dal 25 al 5 ottobre al giardino Inglese. Inaugura
Veltroni, conclude Fassino.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Napoli
L'appello Sono i disperati che provocano la morte in nome del dio denaro e
della droga. Finché non saranno sconfitti, avremo un cimitero riempito
dall'odio L'omelia di Sepe mentre si liquefa il sangue di San Gennaro nel Duomo
gremito Un grido nel giorno del miracolo "Serpenti velenosi, deponete le
armi" ANTONIO TRICOMI Alle dieci meno un quarto il sangue di San Gennaro
si scioglie. Anzi si mostra già liquefatto agli occhi dei fedeli, una volta
aperta la cassaforte che contiene le ampolle. Tre ore dopo finisce la messa e
nel Duomo rimbomba un applauso. Le migliaia di fedeli che ieri mattina hanno,
come d'abitudine, gremito la cattedrale hanno così accolto non solo il
miracolo, ma anche le parole pronunciate del cardinale Crescenzio Sepe nella
sua omelia. Contro i killer della camorra, senza mezzi termini. "Serpenti
velenosi, deponete le armi: ciò con cui oggi uccidete, domani ucciderà anche
voi e le vostre famiglie". Sepe, indignato dalla notizia della strage di
Castelvolturno, non fa sconti. "Ci sono persone che hanno perso il vero
significato e il senso di una testimonianza di sangue come il miracolo di San
Gennaro. E spargono un sangue che è morte. Sono i disperati che provocano la
morte in nome del dio denaro e della droga. Finché questi portatori di morte
non saranno sconfitti, avremo un cimitero riempito dall'odio e dalla
violenza". Il tempio è gremito. Nelle prime file il governatore Antonio
Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, il sindaco Rosa Russo
Iervolino, l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, il procuratore
della Repubblica Giandomenico Lepore e il presidente degli industriali Gianni
Lettieri. Ma anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Tutti ascoltano le
parole del cardinale, che parla di camorra e non solo. Napoli, dice Sepe, deve
mettere i poveri al primo posto. Il futuro della città dev'essere costruito
"sulla base delle esigenze che ogni persona reclama: lavoro, servizi,
tutela della salute, crescita culturale e civile". La direzione da seguire
dovrà essere quella "di una giustizia sociale che bandisce ogni
privilegio". E che "metta al primo posto i poveri", per poi
"declinare a loro favore tutti quei verbi impressi a caratteri indelebili
nel vocabolario della solidarietà cristiana". Il vescovo racconta di una
città in allarme. E interpreta in questa chiave anche il "caso" di
quest'anno: il sangue già liquefatto nelle ampolle all'apertura della
cassaforte. "Questa volta San Gennaro non ha voluto far aspettare i
napoletani. Ha inteso dare una risposta immediata. Come avesse voluto dire: non
vi preoccupate, sto con voi, non vi lascio". Ma persino questo prodigio,
avverte Sepe, potrebbe non servire a nulla. Potrebbe risultare soltanto una
vuota ritualità, "se noi non sapessimo rispondere con fede e carità ai
bisogni della gente". Bisogni non solo spirituali: "Penso alle
sofferenze delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Alla
solitudine degli anziani e dei malati. Al disagio dei giovani che cercano un
lavoro e non lo trovano". E inevitabilmente "allo stuolo di ragazzi
di strada, vittime della camorra. Chi di noi non prova sofferenza nel leggere i
dati dell'evasione scolastica?". Ma Napoli può farcela, "questa terra
non morirà". A patto che ciascuno, "nel campo specifico delle proprie
responsabilità, sia disposto a suonare il tasto dell'impegno personale. Io come
vescovo - insiste Sepe - mi impegno moralmente per sensibilizzare la nostra
porzione di popolo". Assuntosi la sua parte di responsabilità di fronte
alla comunità dei credenti, il cardinale esorta le altre forze vive della
società, "che possono e dovrebbero concorrere a realizzare concretamente
questa speranza". D'accordo con Sepe il sindaco Iervolino: "Non solo
Napoli non deve morire, ma deve continuare a fiorire. E i segni di svolta ci
sono, anche se non sono tutti percebili". è d'accordo anche Luigi Rispoli,
capogruppo di An al consiglio provinciale, che però polemizza: "Mi sembra
assolutamente giusto che parlando di fronte ai responsabili dello sfascio,
Bassolino, Iervolino e Di Palma, il cardinale abbia richiamato la necessità di
mettere al centro dell'attività di governo la giustizia sociale". Sulla stessa
linea, ma con toni più soft, Emanuele Filiberto di Savoia: "La città
merita molto di più di quello che abbiamo visto nei mesi scorsi con l'emergenza
rifiuti". La mattinata si era aperta con la protesta,
sul sagrato del Duomo, di un gruppo di maestri elementari: "La cultura dei
bambini non fa rima con Gelmini", recitava uno striscione. Dopo la funzione, nel salone
dell'Episcopio, un pranzo ufficiale del cardinale con tutti i sacerdoti
napoletani di nome Gennaro. Presenti anche Lepore e Montemarano.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Milano Forza
Italia: ora il rimpasto Lunedì vertice per le richieste alla Moratti Nel mirino
non solo l'eredità Maiolo ma anche l'assessorato alla Cultura RODOLFO SALA
Altro che "operazione chirurgica", altro che sostituzione lampo
dell'assessore Tiziana Maiolo messa alla porta dal sindaco. A due giorni
dall'ultimo strappo di Letizia Moratti, Forza Italia alza la voce. Il partito
di maggioranza relativa è sempre più orientato a chiedere un rimpasto vero, non
limitato alla poltrona del Commercio. Anche a costo di allungare i tempi. Vuole
insomma costringere la Moratti a nominare pure il nuovo titolare alla Cultura,
assessorato da lei retto ad interim dopo il licenziamento di Vittorio Sgarbi.
Il sindaco sempre in giro per il mondo (ieri era in Bulgaria) non è ancora pronta
a indicare la personalità di rilievo, di respiro internazionale e
preferibilmente slegata dai partiti alla quale da cinque mesi sta pensando di
affidare il posto che fu di Sgarbi. E proprio a partire da questa ricerca
infruttuosa nasce il pressing di Forza Italia. Che tuttavia, almeno per ora,
non arriva a prenotare per un suo esponente quella poltrona. "Dagli
incontri che sto avendo i questi giorni - dice il coordinatore regionale Guido
Podestà - potrebbe emergere l'esigenza di pensare a una soluzione più
complessiva e non limitata a un semplice avvicendamento all'assessorato al
Commercio". Insomma: "Lo stesso sindaco mi ha detto che non intende
mantenere ancora per molto la delega alla Cultura, quindi mi aspetto che il
rimpasto riguardi almeno questi due assessorati". Ad annunciare battaglia
sono anche i consiglieri comunali del gruppo forzista. Vogliono che il
successore della Maiolo (ieri le deleghe temporanee sono state ufficialmente
affidate a Giovanni Terzi) venga scelto tra le loro fila. Lo scriveranno nero
su bianco lunedì dopo una riunione a Palazzo Marino, in un documento i cui
destinatari sono i vertici del loro partito e anche il sindaco. Se non
venissero ascoltati, la minaccia è di rendere ingovernabile il Consiglio, con
una guerriglia in aula tesa a impedire l'approvazione dei provvedimenti di
giunta. La rosa dei papabili, nell'ipotesi della promozione di un consigliere,
sembra ormai ridotta a due nomi: il capogruppo Giulio Gallera e Alan Rizzi. Su
Gallera, nonostante la vecchia ruggine, ci sarebbe addirittura un cauto via
libera da parte della Moratti, interessata a spegnere la miccia di possibili
imboscate in aula da parte dei consiglieri azzurri che reclamano un posto in
giunta per uno di loro. Il via libera del sindaco, però, non basterebbe. La
promozione di un interno al gruppo è ben vista dai parlamentare Luigi Casero e
Maurizio Lupi, commissari di Fi a Milano, ma osteggiata da Podestà. Che
preferirebbe la nomina di un esterno, su tutti l'ex assessore regionale e ora
deputato Maurizio Bernardo, o magari Luigi Verro, già in squadra con Albertini.
E di questo avviso è anche l'ex coordinatrice lombarda, e ora ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Una cosa è certa: di rimpasto "vero" ormai parla
tutto il partito. Rimpasto reclamato, e con toni molto più duri, anche dalla
Lega. Matteo Salvini è perentorio: "Ribadisco la nostra posizione, la
giunta potrebbe fare molto meglio con l'inserimento di nuovi giocatori, così
com'è la squadra non sta esprimendo il massimo; e noi a Milano ora abbiamo
molti più voti". Il tagliando, secondo il capogruppo del Carroccio,
dovrebbe riguardare non solo il Commercio e la Cultura: "Ci vuole un
cambio di passo sull'Ambiente e traffico, l'Educazione, il Bilancio". Il
partito del rimpasto comprende anche l'opposizione: "Il sindaco - spiega
il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino - ne approfitti per fare
un'operazione più ampia, e restituisca dignità alla sua giunta; in caso
contrario l'attività amministrativa continuerebbe a essere paralizzata".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Genova L'INDISCRETO
Se il ministro fa l'azzeccagarbugli VINCENZO CURIA Il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, ha spiegato di aver affrontato l'esame di abilitazione
professionale in Calabria e non a Milano perché, in quei concorsi,
"passavano solo i figli di avvocato". Stefano Savi, presidente
dell'Ordine di Genova è d'accordo a metà. Ammette: "è vero che i candidati
spesso cercano sedi ritenute più favorevoli, perché l'esame da avvocato
è regolato da norme anacronistiche, che lo rendono iniquo. Ma il ministro ha
torto quando parla di promozione solo per i figli di avvocati". Il
presidente Savi cita le statistiche del Censis, segnalano che su un totale di
210.000 avvocati italiani, i figli d'arte sono il 12,4 per cento. Quindi è
un'illazione sostenere che "loro sarebbero protetti agli esami".Con
un rischio: delegittimare l'Avvocatura mentre il governo sta studiando la sua
nuova giustizia.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna Genitori e insegnanti contro la Gelmini. Ieri lo sciopero precari Rdb Scuola, appello ai sindaci in piazza
con la fascia tricolore non è bastato l'annuncio del ministro dei nuovi posti:
genitori e insegnanti confermano la manifestazione di venerdì 26 settembre, e
lanciano l'appello ai sindaci, da Cofferati agli amministratori della
provincia, a scendere in piazza insieme a loro con la fascia tricolore
al braccio, vista la "rilevanza costituzionale" dell'attacco alla
scuola. La protesta bolognese si terrà venerdì prossimo in piazza XX settembre
alle 17.30, contro il decreto Gelmini che istituisce
il maestro unico e in difesa della scuola pubblica. L'appello ai sindaci si è
deciso ieri durante un'assemblea di insegnanti e genitori alle scuole Guido
Reni: tra le altre richieste, anche quella ai sindacati di uno sciopero
generale unitario e al consiglio di facoltà di Scienze della formazione di
esprimersi sul decreto e di organizzare delle iniziative in accademia. Intanto
la mobilitazione continua: le scuole del quartiere Saragozza si riuniranno
giovedì 25 alle Carracci, mentre il 23 ci sarà un'assemblea alle scuole
Albertazzi. Ieri, inoltre, hanno scioperato i precari delle cooperative sociali
e della pubblica amministrazione, con un corteo indetto dagli autonomi delle
Rdb che ha sfilato da via San Felice alla prefettura, dove alcuni delegati
hanno incontrato il viceprefetto. A loro si sono aggiunti gli insegnanti Rdb,
dopo aver rinunciato a manifestare all'aula Santa Lucia per la mancata presenza
del Ministro Gelmini, annullata all'ultimo momento.
(s. sc.).
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bari In
cattedra Caro ministro le spieghiamo i veri problemi della scuola GIANCARLO
VISITILLI 8 settembre 2008. Sessantacinquesimo anniversario dell'Armistizio.
Nessuno dei ragazzi in classe lo sa. Per loro è solo la data in cui è
ricominciata la scuola, "altro che armistizio!". Abbronzantissimi
alcuni, scollatissime altre, ancora con il profumo del mare, vestiti
coloratissimi, uniformemente calzari all star, gli studenti, anche di questa
parte d'Italia, hanno ripreso la cartella, lasciata per mesi nel mobile di
casa, dove adesso hanno fatto posto al telo da mare e il costume. E se provassimo a scrivere una lettera di buon inizio d'anno
scolastico noi alunni alla Gelmini? "Professò, chi è la Gelmini?". Insegnante? No. Una preside? Neanche. Un'esperta di
scuola? Tantomeno. Vi aiuto io. Scrivete: Gentilissimo ministro della Pubblica
Istruzione, o se neanche a voi piace questo bel nome, scrivete della Scuola,
che mi sembra più diretto. Poi continuate voi, alla fine mettiamo i
vostri pensieri insieme e cerchiamo di scrivere un'unica lettera. Gentilissimo
ministro della Scuola, abbiamo scritto con la maiuscola il nome scuola, perché,
mai come in questo momento, avvertiamo l'urgenza di riporre, nei confronti
dell'istituzione che solitamente odiamo, tanto affetto. Siamo in un preciso
momento storico in cui, addirittura gli alunni solidarizzano con i professori.
Chiaramente con i professori ignoranti del Sud, "quelli che abbassano la
qualità dell'istruzione italiana", per dirlo con le sue parole, che
abbiamo avuto modo di leggere anche sui giornali di gossip: fra Lele Mora, la Colombari,
la Chiatti, c'erano pure alcune sue dichiarazioni. SEGUE A PAGINA XI.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Bari Provincia per provincia la simulazione del sindacato dopo i
tagli del ministro Gelmini
Scuola, la mappa della Cgil "Via 5000 docenti in Puglia" ILARIA
FICARELLA Meno cinquemilaquaranta. Non è un conto alla rovescia ma la misura
esatta dei tagli che la riforma della scuola firmata dal ministro Maria Stella Gelmini porterà in Puglia.
L'elaborazione, sulla base delle indicazioni date dallo stesso Miur, è stata
fatta dalla Cgil Scuola regionale che denuncia: "Ecco perché nessun
precario potrà più essere assunto in Puglia". Semplicemente perché prima
dei precari, a rimanere senza la certezza di poter insegnare saranno centinaia
di docenti di ruolo, nella scuola elementare come in quella media e in quella superiore.
Nemmeno il personale Ata resterà immune dalla sforbiciata generale che sta per
arrivare. Mentre per la scuola dell'infanzia, a perdere sarà soprattutto,
denuncia la Cgil, la qualità del servizio che non sarà più in grado di
rispondere alle esigenze delle famiglie. La simulazione delle ricadute che le
varie norme disposte dal governo avranno sia sul personale di ruolo che sui
precari preannunciano una situazione devastante per la scuola pugliese. Il
taglio nei vari ordini di scuola darà origine secondo la Flc Cgil a centinaia
di soprannumerari. "Un calcolo ? spiega il segretario generale del
sindacato Paolo Peluso ? che deriva dalla differenza tra i posti che saranno
disponibili nell'anno scolastico 2009-2010 e il personale a tempo
indeterminato, comprese le assunzioni di quest'anno e ipotizzando un trend di
pensionamento pari a quello di quest'anno, 27mila unità. In sostanza, come
previsto, nessun precario attuale avrà la possibilità di lavorare". Va
così che nella scuola elementare, i tagli previsti per l'anno prossimo
riguardano mille e 363 posti (di cui
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bari
Attenzione Terroni Caro ministro, le spieghiamo i problemi delle nostre scuole Lettera degli studenti alla Gelmini Possibile che in questi giorni
lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di
attenzione e di rispetto Abbiamo letto del suo concorso da avvocato al Sud.
Siamo felici che non abbia cercato di farsi raccomandare a Milano o a Brescia
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIANCARLO VISITILLI (segue dalla prima di cronaca)
Sappiamo che lei è famosa, ed anche ?unica', allo stesso modo di come vorrebbe
fossero i maestri dei nostri fratellini più piccoli, che ancora si ritrovano,
per loro fortuna, con tante maestre e maestri e non con quell'unico maestro
factotum, esaurito e quindi quasi sempre incattivito dalla mole di lavoro, come
ci raccontano alcuni dei nostri professori più anziani e qualcuno dei nostri
genitori. Quest'estate abbiamo letto anche di un suo concorso da avvocato a
Reggio Calabria. Tanti auguri, ministro-avvocato! Siamo felici che sia venuta
proprio nel profondo Sud e non abbia ricercato le solite raccomandazioni della
gente che conta a Milano, Brescia o anche a Roma. Ha visto come l'hanno
trattata bene questi terroni? Lei si che è una donna onesta! Forse perché
proviene da quel sistema educativo in cui il 7, pardon, il 5 (cinque) in
condotta, facevano i figli belli. E noi sappiamo che lei vuole rendere anche
noi figli da mazza e panella. Infatti, abbiamo trovato un bel po' di folla ad
accoglierci dinanzi ai cancelli della scuola: un paio di ex pensionati che ora
sono addetti alla sicurezza, due vigili urbani e, con gran sorpresa, qualche
poliziotto, mancava il militare. La scusa è che qualcuno spaccia, che sono
tanti gli atti di bullismo, che ci vuole disciplina, ecc. E lei, come tanti,
non ha torto. Ma le pare che il controllo forzato impedisca a qualcuno di
sballarsi o a qualcun altro di usare la violenza? Ben altro servirebbe: per
esempio, l'educazione, l'esempio e la dedizione da parte di chi ci sta dinanzi.
Fra tanti ?maestri' ce ne sono pochi che riescono ad insegnarci veramente
qualcosa: bisogna avere fortuna. E' triste vedere cambiare all'inizio di ogni
anno gli insegnanti, però molte volte può farci anche piacere, visto che,
specie gli insegnanti più giovani, spesso sono i più incazzati, i più severi,
quelli con mille problemi. Sul loro volto vediamo stampato il nome della precarietà.
I precari sono degli ammalati che si curano per soli dieci mesi (i più
fortunati che ottengono la supplenza annuale) nella scuola. Il problema è che
la cura avviene sulla nostra pelle. La scuola italiana ha 85mila ammalati
gravi, ci ha detto il nostro prof., che rischiano di diventare incurabili. Come
il cancro. La scuola del nostro paese ha il cancro per tanti motivi. E non
basta indossare la divisa, come ai tempi di Benito, o studiare le rigide
regole, come ai tempi della scuola fascista, ritornare al voto in condotta, per
esercitare l'autorevolezza nei nostri confronti. Possibile che in questi giorni
lei parli sempre di docenti e mai di noi alunni? Noi abbiamo bisogno di
attenzione, di rispetto, di ritornare ad una scuola, come ai tempi del libro Cuore
(l'ha letto?), in cui c'era la possibilità di ritrovare un'altra famiglia di
persone, ma tante e non una sola (l'unicità da lei proposta sin dalla scuola
elementare non aiuta a crescere), capaci di ascoltarci, di dedicarsi, di farci
piangere e ridere. Insomma, di farci stare bene. Noi, come i professori della
scuola italiana, a Nord come a Sud, non stiamo bene. Dell'autorità, della
gerarchia, della formazione professionale, abbiamo tante agenzie che si
occupano già: basta il mondo della politica, la chiesa, i centri sociali e i
mille corsi di avviamento al lavoro. La scuola è altro. Noi siamo convinti che
lei questo lo sa. Anche se non è un'insegnante, sicuramente, come tutti i
ministri che arrivano lì, c'è sempre il tempo in cui ci si mette a studiare. Tocca
anche a voi. Solo con lo studio s'impara ad imparare. Per esempio, possiamo
farle una proposta? Non si offenda se, in qualità di alunni, le diamo dei
consigli: ma lei ha mai letto gli scritti di don Milani o dei maestri di
Barbiana? Sicuramente si sarà accorta che in quei libri, pur non essendoci la
pubblicità, come quella che invece si vorrebbe inserire nei nostri libri di
testo (altra barbarie di cui abbiamo saputo dai nostri insegnanti), non c'è
neanche una parola che non sia ancora oggi utile alla nostra Scuola. Infine,
non occupi gli insegnanti precari nel turismo, altrimenti neanche noi
lavoreremmo più in estate nei villaggi: a cantare, suonare, come cubiste,
baristi. Lasci a noi un altro po' di tempo di fare gli scemi. Tutti quei
poveracci hanno studiato ?na vita per laurearsi! Hanno anche pagato la Ssis. Ci
permettiamo di inviarLe un pensiero per ogni buonanotte che come studenti Le
vorremmo augurare. Non si preoccupi, non sono parole nostre, ma di quel
?ministro' della Scuola, che fu don Lorenzo Dilani: "La scuola deve
tendere tutto nell'attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le
dice: ?Povera vecchia, non ti intendi più di nulla' e la scuola risponde con la
rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo felice, solo che il suo
figliolo sia vivo e ribelle". Buon anno scolastico! P.S. Per correttezza
vorremmo dirLe che, per la stesura e per alcune notizie, abbiamo consultato
qualcuno dei nostri professori. Non abbiamo copiato!.
( da "Unita, L'" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di Maristella
Iervasi/ Roma I SINDACATI confederali della scuola, lo Snals-Confsal, il Gilda
e l'Associazione nazionale presidi, sono rimasti a mani vuote. La Gelmini non gli ha fornito nes- sun piano programmatico
sulla scuola pubblica, nessun documento scritto. Solo la proiezione di 13
slide, con appena i titoli: riordino degli ordinamenti scolastici, utilizzo
delle risorse umane, razionalizzazione della rete scolastica. E a bocca
asciutta ha lasciato anche i cronisti che attendevano la fine del vertice al
ministero: "Il ministro non parlerà - ha detto il portavoce Massimo
Zennaro -. Ci sarà un comunicato". E il testo non è stato consegnato ai
giornalisti presenti in viale Trastevere: si è preferito scegliere la via del
fax nelle redazioni mentre era ancora in corso l'incontro con le parti sociali.
Una prassi inusuale per un ministero che dovrebbe governare l'istruzione e dare
l'esempio di educazione e democrazia per tutti. Oltre due ore. Tanto sono
rimasti "chiusi" con la Gelmini i sindacati. Tutti critici sul maestro unico, la fine del tempo
pieno e una controriforma della scuola vista solo come un capitolo di bilancio.
Ma la risposta della signora Maristella Gelmini è stata lapidaria, come riferisce Enrico Panini, segretario
generale della Flc-Cgil: "Non c'è margine di trattavia. Il ministro
ci ha detto che il suo vincolo è attuare la legge Finanziaria". Vale a
dire, i tagli alla scuola di Tremonti: 8miliardi di euro in meno in 3 anni. Con
il "dimagrimento" pesantissimo di 87mila posti docenti e oltre 44mila
posti Ata. "Anzichè un piano operativo ci è stato presentato un piano di
fantasia - sottolinea Panini -. Il ministro ha usato delle cifre messe a caso
che comunque non nascondono la realtà di fatto: la fine dell'esperienza del
tempo a modulo all'elementare. Tagli per complessivi 150mila posti che di
sicuro diventeranno 200mila qualora il piano Tremonti-Gelmini
non fosse fermato. Con interventi pesanti anche nella scuola dell'infanzia, le
medie e sul monte ore per le superiori". Intanto sullo schermo scorrono le
slide. In una in particolare si assicura l'impegno di mantenere il tempopieno,
ma poco dopo il ministro "interrogata" dai sindacati in proposito ha
dovuto ammettere la fine della compresenza dei maestri nelle classi. Panini
senza perifrasi ribadisce che è "solo un piano di dismissione per coprire
la manovra. Si delinea una scelta netta: la privatizzazione della scuola
pubblica, a danno delle famiglie più povere". E lancia un appello ad una
più incisiva mobilitazione, anche ai genitori degli studenti e bambini delle
materne ma soprattutto a Cisl e Uil per una manifestazione unitaria. Rino Di
Meglio, coordinatore del Gilda, ha manifestato alla Gelmini
il disagio degli insegnanti. E conferma il sit-in sotto il Parlamento per il 16
ottobre. "La correzione di rotta sul maestro unico non c'è stata: si parla
di 4 modelli per le elementari a 24, 27, 30 e 40 ore su richiesta delle
famiglie. Ma la scuola - sottolinea è una istituzione della Repubblica non un
servizio a domanda". Ironizza Massimo Di Menna della Uil: "Neppure la
magia di Mago Zurlì riuscirebbe a tenere insieme i risparmi e migliorare la
qualità della scuola". E la Cisl con Francesco Scrima conferma la
manifetazione dell'11 ottobre. Nel Paese, intanto, non si ferma la protesta.
Ieri hanno manifestato con striscioni sotto gli istituti anche la Rete degli
studenti. E la Gelmini, preoccupata dalle
mobilitazioni, sceglie di non fornire alcuna carta scritta ai sindacati. Si
riserva di farlo solo in seguito, mentre un nuovo incontro è previsto per la prossima
settimana. E intanto, "detta" via agenzia di stampa la sua politica:
nelle classi con il maestro unico ci sarà anche quello di inglese, meno ore di
lezione alle superiori, più ore di matematica e di lingua straniera ai licei.
Nessun taglio al sostegno e alle scuole di montagna.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca "Meno
ore, più matematica" ma il sindacato boccia la Gelmini Il ministro illustra il piano.
La replica: scuola più povera La Cgil: è un piano di fantasia, con 200mila
tagli. La Cisl: mobiliteremo anche le famiglie MARIO REGGIO ROMA - Meno ore di
scola alle superiori. Conferma del maestro unico alle elementari, 24 ore a
settimana ma con l'aiuto di un insegnante d'inglese. Riappare l'anticipo
a due anni e mezzo alla materna, una scelta di morattiana memoria e cancellata
da Fioroni. Tutti gli studenti avranno un costo standard a prescindere dalle
condizioni nelle quali studiano. L'annunciato incontro tra il ministro della
Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ed i sindacati
della scuola si è svolto ieri pomeriggio a viale Trastevere. Un incontro dai risvolti
"bizzarri": ai segretari delle organizzazioni sindacali non è stato
consegnato il piano che prevede il taglio di oltre 120 mila tra insegnanti e
non docenti, sostituito dalle proiezioni di una serie di slide. Il testo
integrale verrà alla luce la prossima settimana. Al termine dell'incontro i
leader sindacali hanno commentato: è un piano di fantasia, confermiamo lo stato
di mobilitazione ed anche azioni di lotta. Il messaggio del ministro Gelmini è stato, comunque, chiaro: il taglio delle cattedre
è già contenuto nel decreto approvato dal governo e non si discute. Non sono
mancate le rassicurazioni verbali: in tre anni si taglieranno 7 miliardi e 800
milioni di euro ma due miliardi saranno utilizzati per la formazione, le nuove
tecnologie e per premiare gli insegnanti più bravi. Non saranno toccati gli
insegnanti di sostegno e le scuole di montagna. Aumenteranno le sezioni
"primavera" per i bambini da due a tre anni. Il tempo pieno aumenterà
del 50 per cento. Le slide hanno confermato, come anticipato da Repubblica il
14 settembre scorso, la riduzione delle ore di insegnamento nelle superiori:
tecnici e professionali da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-09-20 - pag: 1 autore: ... LA
RIFORMA GELMINI ... Il nuovo liceoclassico?è un po' più scientifico di Luigi
Illiano I l liceo classico potenzierà lo studio della matematica, delle scienze
e dell'inglese. Parola del ministro Mariastella Gelmini, che ha anticipato ieri la svolta ai sindacati. Una
scelta che conferma le linee tracciate nella riforma Moratti e che renderà il
"classico" un po' più"scientifico", riducendo gli storici
confini tra i due indirizzi. E la contaminazione diventerà epocale aggiungendo
lo studio di una lingua "viva" per tutti i cinque anni e non solo per
i primi due, come accade ora. La mossa è ardita, anche se restano da verificare
i margini per realizzarla. Considerando "scientificamente" tutti gli
obiettivi contenuti nel piano programmatico, si comprendono bene i risparmi
(87mila cattedre in meno in tre anni) e la riduzione di orario settimanale, che
in tutti i licei passerà da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-20 - pag: 16 autore: Padri-padroni
del disagio sociale di Luigi Manconi L e trascrizioni delle
telefonate di don Pierino Gelmini, pubblicate da alcuni giornali, sono (come pressoché tutte le
intercettazioni) un esemplare di letteratura sordida: forse utile alle indagini
(forse), ma comunque dall'inequivocabile sapore di refurtiva, merce rubata e
contraffatta, attitudine gaglioffa alla violazione dei limiti del decoro.
Così che l'immagine dell'intercettato ne risulta - in apparenza motivatamente -
comunque deteriorata. Ciò vale praticamente per tutti gli intercettati
(colpevoli e innocenti) e dunque, nel caso richiamato, non deve costituire
prova inoppugnabile della responsabilità penale di don Gelmini.
E, tuttavia, ciò che balza agli occhi di chi non è investigatore né inquirente
è altro: ed è il ruolo, l'identità sociale e lo stile del comando del sacerdote
(ora ridotto allo stato laicale), come emergono nei rapporti con collaboratori,
ex assistiti, familiari di questi ultimi; e, più in generale, come sono stati
evidenziati nei mesi scorsi dai racconti dei testimoni a carico o a favore, dei
beneficiati e degli avversari, dei fan e degli accusatori; e come si esprimono
nella piccola "leggenda" elaborata intorno a don Gelmini
e al suo mondo. Vengono in mente altre figure carismatico- autoritarie, votate
alla filantropia e dotate di grandi capacità organizzative e di notevole
spirito imprenditoriale: penso a Vincenzo Muccioli ma, a scanso di equivoci va
precisato che in tale categoria rientrano sacerdoti e laici, di differente
collocazione politica e di diversa ispirazione culturale. A unificare i
comportamenti e le culture, i sistemi di motivazioni e le modalità di esercizio
della leadership e, ciò che più conta, le strategie pedagogiche, è quanto
possiamo definire " solidarismo autoritario": non a caso don Gelmini è l'ultima espressione di una serie di figure di
"leader del disagio sociale". Quei leader operano, tutti, in
situazioni o istituzioni a rischio (anche quando perfettamente ordinarie), a
composizione prevalentemente adolescenziale e giovanile: dal collegio al
carcere, dalla comunità di recupero all'ospedale psichiatrico, dalla palestra
all'oratorio, dall'associazione ricreativa al seminario. In questi luoghi
emerge una forte domanda di aiuto e protezione, o rispetto a condizioni di
marginalità sociale o rispetto a crisi d'identità e di senso. Ciò porta a
formulare richieste di rassicurazione, di figure forti, di presenze
paternalistico- autoritarie. Queste possono esercitare il loro potere (in primo
luogo morale) tanto più intensamente quanto più quell'esercizio è destinato
"a fin di bene", sorretto da un'ideologia altruistica, ispirato da
dichiarati sentimenti di generosità. Una volta che lo si fa "per il bene
di", tutto (o quasi tutto) può essere fatto. Mi spiego:l'uso di mezzi
pesantemente correzionali, le punizioni particolarmente afflittive, le sanzioni
mortificanti derivano, in genere, da una concezione educativa che ritiene la
disciplina comunque ottenuta quale precondizione di un'efficace strategia
pedagogica: ma come evitare che la disciplina diventi fine a se stessa, mera
affermazione di potere, strumento di coercizione finalizzato alla sudditanza
(psicologica e non solo)? è la storia vera di istitutori diventati despoti,
educatori trasformatisi in manipolatori, assistenti spirituali inclini
all'abuso, sessuale e non. Dietro tutto ciò si scorge anche una sorta di
ideologia, fortemente sorretta da un senso comune oggi sempre più dif-fuso, che
può definirsi come "filantropia torva": una sorta di altruismo
punitivo, che arriva a perseguire "il tuo bene" a prescindere dalla
tua volontà e addirittura contro di essa (perfino la rilevazione delle impronte
digitali ai bambini rom è stata presentata, da chi l'ha voluta, come destinata
a fare il bene dei bambini rom stessi). Ma a fondamento di tutto ciò sta
un'idea ancora più insidiosa: una concezione che tende a considerare chi rivela
una dipendenza (qualunque sia la sostanza o l'inclinazione o il comportamento
da cui si dipende) come interamente privo di volontà e di capacità d'intendere.
Se riteniamo, infatti, che il tossicomane o il malato di mente o il deviante
sia sempre e comunque totalmente riducibile al suo comportamento (la
tossicomania, il disturbo mentale, la trasgressione...) è conseguente
immaginare che sia privo completamente privo - di qualunque capacità di
autonomia e di autodeterminazione, di scelta e di libero arbitrio. In realtà
questa condizione riguarda solo una frazione di chi rivela una dipendenza,
mentre la gran parte dei soggetti dispone di una quota sempre parziale, e pure
variabile e soprattutto suscettibile di incrementarsi, di autodeterminazione.
In presenza di questa capacità di scelta, piccola o grande che sia, le
strategie di riabilitazione possono tendere a valorizzare e irrobustire quel
poco o tanto di autonomia residua oppure a farne a meno, per operare in luogo
del soggetto dipendente, in sua vece, a prescindere e nonostante quel soggetto.
Anni fa, uno dei sacerdoti maggiormente impegnati in opere di assistenza si
espresse così: "Il drogato deve toccare il fondo per trovare la forza di
uscirne". Quelle parole, nella loro sinistra ingenuità, tradiscono una
vera e propria ideologia, alla lettera oscurantista e regressiva, proprio
perché esprimono un'idea illiberale del rapporto pedagogico, così come di
quello terapeutico e assistenziale e una concezione fatalista di cos'è
l'autonomia individuale e di quali risorse possano esistere e resistere
all'interno di una personalità che pure ha conosciuto crisi, dipendenze,
cadute. Qui il ragionamento può collegarsi utilmente a quanto prima detto a
proposito di don Gelmini e del suo sistema di
autorità. Meno si investe nella capacità di autodeterminazione e di
emancipazione della persona in cura (qualunque sia la sua patologia o la sua
dipendenza) e più ci si deve affidare, di conseguenza, ad altri strumenti.
All'interno delle "istituzioni totali" e di quelle comunque chiuse
(dalla comunità di recupero al carcere minorile) è inevitabile, pertanto, che
si sviluppi una tendenza a surrogare la personalità individuale e le sue
potenzialità di riabilitazione con una pratica omologante, che tende alla
spersonalizzazione degli assistiti e, allo stesso tempo, all'esaltazione
dell'Assistente. Ovvero di colui che detiene, insieme, il potere di comandare e
il potere di guarire. Da qui, innanzitutto da qui, derivano quelle perversioni
dell'esercizio dell'autorità di cui si è detto. è un processo che,
evidentemente, riguarda solo una piccola quota di quelle figure di leader-
moltissime altre svolgono un'azione benemerita ma le dinamiche cui quel
processo allude ci parlano di pulsioni profonde che attraversano l'intera
società. LA TENDENZA Le strategie pedagogiche si possono definire
"solidarismo autoritario" che utilizza anche punizioni afflittive e
sanzioni mortificanti.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-20 num: -
pag: 22 categoria: REDAZIONALE Il piano del ministro Gelmini L'insegnante di inglese alle elementari ROMA - "Più
efficienza, stesso servizio, più investimenti, uguale qualità". Così il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sintetizza il suo piano per la scuola italiana, nel corso di un
incontro con i sindacati. Un piano che prevede alcune novità come il
supporto di un insegnante di inglese al maestro unico, il ritorno dell'anticipo
a due anni e mezzo nelle scuole dell'infanzia, un incremento delle sezioni
primavera per i bambini tra i due e i tre anni, l'aumento del 50 per cento del
tempo pieno nell scuola primaria, la riduzione dell'orario negli istituti
tecnici e professionali, che passeranno da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-20 - pag: 35 autore:
Istruzione. Il ministro Gelmini ha presentato il piano che porterà a 130mila tagli tra docenti e
Ata Superiori, meno ore di lezione Al classico si studierà l'inglese per tutti
gli anni del liceo Luigi Illiano ROMA Più ore di inglese, matematica e scienze
al liceo classico; anticipi di nuovo in pista nella scuola
dell'infanzia;aumento delle sezioni primavera e incremento del 50% per il tempo
pieno alle elementari. Sono alcuni delle novità contenute nel piano
programmatico, in attuazione della "manovra d'estate",presentato ieri
dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ai
rappresentanti sindacali. Il piano, che è stato illustrato con delle slide,
verrà consegnato ai rappresentanti dei lavoratori nei primi giorni della
prossima settimana, dopo il via libera dell'Economia. Tra le nuove misure anche
il maestro unico alle elementari, affiancato dall'insegnante di inglese;
l'estensione degli istituti comprensivi (più scuole sotto un'unica direzione);
la riduzione degli indirizzi nelle superiori insieme con la diminuzione
dell'orario settimanale – da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-09-20 - pag: 35 autore:
Indagine dei Giovani Confcommercio La scolarizzazione fa crescere il Pil
VENEZIA L'ipotesi si basa su una proiezione econometrica ma sicuramente fa
riflettere: innalzando di tre anni la media di istruzione degli italiani anche
il tasso di crescita del Pil salirebbe di quasi l'80%, portandoci dall'attuale
1,3-1,5% a un 2,3-2,7%, in linea con la media europea. Il dato deriva da
un'indagine sull'emergenza educativa realizzata dai Giovani imprenditori di
Confcommercio e presentata ieri a Venezia in un convegno che si conclude oggi
alla presenza del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Un secondo elemento emerge,
poi, dallo studio e riguarda la meritocrazia. Fino a oggi tutti ne parlano un
gran bene, ma nei fatti viene applicata in misura molto ridotta. Se il 91%
della classe dirigente dichiara di utilizzare criteri di selezione
meritocratici, c'è anche un 54% che considera il merito come il fattore meno
soddisfacente per il risultato finale. Così si preferisce ancora
affidarsi ai criteri di sempre: conoscenza diretta o segnalazione. In
definitiva il Paese della spintarella non si smentisce. Quanto alla scuola dall'indagine
emergono molte conferme, tutte in negativo. Resiste il divario di competenze
fra Nord e Sud che, per essere colmato, richiede due anni di istruzione
secondaria in più e resiste un sistema di formazione universitaria ormai
ampiamente scollegato dal mercato del lavoro e che risponde a logiche superate.
Tutto questo con il risultato che ogni anno viene "sfornato" un
numero di laureati superiore a quello richiesto dalle aziende. I giovani hanno
ben poche colpe anche perchè, con percentuali che oscillano intorno all'80%,
sono disposti, pur di avere il lavoro giusto, a spostarsi di domicilio e a
sposarsi più tardi. "Ci sono quattro obiettivi prioritari per allineare il
nostro sistema di istruzione agli standard europei dando agli italiani pari
opportunità – ha detto il presidente dei Giovani di ConfCommercio, Paolo
Galimberti –: ripensare la formazione superiore, ridare valore alla
meritocrazia, favorire la nascita di nuove imprese e coinvolgere nel processo
anche le Università." C.Pas.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-20 num: - pag: 60 categoria:
REDAZIONALE Striscia Sigla sulla scuola. "Noi supplenti
dell'informazione" Ricci, lezioni di satira "Grillo? Rischia di fare
l'imbonitore" E preannuncia uno scoop sul Parlamento "Dato che sono
comunista, per me è importante garantire una parte importante di servizio
pubblico" MILANO - Settembre, hanno appena riaperto le scuole. E lunedì,
dopo il Tg5 delle 20 la campanella suonerà anche per "Striscia la
notizia". Pronto a tornare in cattedra, con l'implacabile bacchetta già
sfoderata, Antonio Ricci che quest'anno, ha scelto come sottotitolo del
programma: "La voce della supplenza ". Il perché lo ha raccontato
ieri, trasformando in una specie di one-man-show la tradizionale conferenza
stampa di inizio stagione in cui ha impartito lezioni e lezioncine a politici,
amministratori e concorrenti, senza risparmiare il suo amico Beppe Grillo.
"Nel sottotitolo - spiega - c'è un riferimento alla scuola, ripreso anche
nella nuova sigla dal titolo "Grembiulino e vai" (chiaro l'aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura
che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione
". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle
inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia":
ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio, ma anche i
molti servizi che hanno smascherato truffe ai danni di persone anziane. Nel suo
elenco sembra particolarmente soddisfatto di poter menzionare la bufera
innescata da Diva e donna ma fatta poi definitivamente esplodere da
"Striscia" in novembre quando venne annunciata la relazione tra
Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani. "Nel programma - racconta
divertito - venne mandato in onda il video della Tulliani con Gaucci e
scatenammo il putiferio. Infondo è colpa nostra se è nato il Pdl: per quel
servizio Fini litigò con Berlusconi, da cui prese di colpo le distanze anche
Casini... e la sera dopo il premier annunciò in piazza San Babila la nascita
del nuovo partito". Poi Ricci parla di un nuovo "scooppone "
sempre "dalle parti del Parlamento"... ma non spiega niente di più. E
un'altra novità sarà l'imitazione di Ballantini del ministro Maroni. Al suo
fianco siedono Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, che condurranno il programma fino
a gennaio, quando Iacchetti sarà sostituito da Michelle Hunziker ; a Pasqua
invece torneranno Ficarra e Picone. I due si limitano a spalleggiarlo con
qualche battuta perché Ricci è un fiume in piena: "Ci occuperemo
dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero
sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e
Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente,
che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi".
Più che da supplenza il tono sembra da missione: "Sono convinto che anche
le tv private dovrebbero dare spazio al servizio pubblico. La tv si fa
occupando Novità Sopra Beppe Grillo, di cui Ricci ha detto: "è importante
la provocazione che lancia ma non va preso come uno scienziato". Nella
foto a destra Antonio Ricci con le due veline: la mora Federica Nargi e la
bionda Costanza Caracciolo.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6
categoria: BREVI L'attesa Uno degli ultimi momenti dell'occupazione notturna
dell'Iqbal Masih e, a destra, una maglietta con la protesta contro il ministro Gelmini.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Istruzione Il dirigente della scuola al Casilino: "Passiamo il testimone ad altri istituti" Iqbal, finisce
l'occupazione Il Pdl manifesta per la Gelmini La protesta continua: striscioni al Righi e al Russell
L'assessore Marsilio annuncia una "cabina di regia" per monitorare la
scolarizzazione dei piccoli rom La prima settimana di scuola si conclude come è
iniziata. All'insegna delle proteste. Anti-Gelmini,
ovviamente, le più numerose. Ma anche una pro ministro. All'Iqbal Masih, la
scuola del Casilino capofila della contestazione sulla reintroduzione del
maestro unico, è finita l'occupazione. Evento conclusivo: una tavola rotonda a
cui hanno partecipato l'ex assessore comunale alla Scuola Maria Coscia, l'ex
parlamentare Alba Sasso, l'ex ministro dell'Università Fabio Mussi e
l'esponente dei Verdi Paolo Cento. Grande assente, dopo aver declinato l'invito
della dirigente scolastica del 126º circolo, le reggente delle Politiche
scolastiche del Campidoglio, Laura Marsilio. Che in serata annuncia la nascita,
a Roma, di una "cabina di regia" per il monitoraggio della
scolarizzazione dei bambini rom. Eppure, promettono il coordinamento genitori-insegnanti
"Non rubateci il futuro " e la preside Simonetta Salacone, "la
mobilitazione non finisce con la conclusione del presidio all'Iqbal. Continua
in altre forme". Infatti nei primi tre giorni della settimana la scuola
resterà aperta anche di sera, in modo da permettere altre iniziative e
confronti. Non si fermeranno neanche la raccolta di firme e il volantinaggio.
"In questa seconda fase - spiega la preside Salacone - usciremo dall'Iqbal
per entrare in altre scuole. Insomma, per riassumere, la protesta finisce, ma
continua e adesso inizia la staffetta". La riflessione sulla settimana che
si è appena conclusa è positiva. "L'occupazione è andata molto bene -
sostiene il dirigente - . E siamo riusciti ad attirare l'attenzione non sulla
scuola, come qualcuno ha sostenuto, ma sul tema della riforma scolastica".
Una riforma sostenuta invece dal Pdl. Che, ieri mattina proprio davanti
all'istituto di via Ferraironi, ha distribuito volantini, "fatto
controinformazione e dato voce a tutti quei genitori che non condividono le
forme di protesta che sono state messe in atto". E, per sottolineare la
contrapposizione con i drappi scuri e il lutto al braccio indossato all'Iqbal e
in altri 90 plessi che hanno aderito all'iniziativa, Daniele Rinaldi (vice
presidente della commissione Scuola del VI municipio) e Federico Mollicone
(presidente della commissione Cultura del Campidoglio) hanno vivacizzato il
loro banchetto con tanti palloncini colorati. Contemporaneamente, in due licei
romani (il Russell di via Tuscolana e il Righi di via Campania) la Rete degli
studenti ha ribadito il suo no alla reintroduzione del voto in condotta e ai
tagli all'istruzione previsti dal decreto del ministro Gelmini,
srotolando due striscioni con la scritta "Siamo la soluzione, non il
problema". Gli studenti del neonato sindacato studentesco hanno annunciato
che le azioni dimostrative non si fermeranno qui. "Questo è solo l'inizio
di un anno scolastico di mobilitazioni promettono - . Il prossimo appuntamento
di protesta coinciderà con la manifestazione studentesca nazionale del 4
ottobre davanti al ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere ".
Clarida Salvatori.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Divise & creatività Un concorso dei genitori per trovare
studenti-stilisti Gonnellina blu e camicetta bianca per lei. Pantaloni grigi,
una polo chiara e gilet nero per lui. O magari una tuta colorata unisex con lo
stemma dell'istituto. Potrebbe essere questo il volto della scuola di domani.
Un volto disegnato dagli stessi studenti, che si improvvisano stilisti per un
anno 0grazie a un concorso di idee indetto dall'Unione italiana genitori (Uig)
per creare l'abbigliamento più consono per seguire le lezioni nelle scuole
medie e alle superiori. "Potrebbe essere un modo per non far vivere ai
ragazzi come un' imposizione la possibilità che debbano
indossare una "divisa" come vorrebbe il ministro Gelmini. Così saranno loro a scegliere
gli abiti spiega Donatella Poselli, presidente dell'Uig -. Alle medie e alle
superiori non è pensabile che portino un grembiule, ma nemmeno che arrivino in
classe con jeans a vita bassa o con magliette scollate. E poi alcune
scuole private, come il San Leone Magno e il San Giuseppe de Merode, le hanno
già". Per la realizzazione del concorso di idee, l'Uig ha scelto a Roma
due scuole: l'istituto tecnico per il turismo Colombo, guidato da Ester Rizzi,
e il professionale Wolf, diretto da Sara Manasse. E così gli stilisti per un
anno, dopo aver progettato gli abiti, aver scelto i colori, aver realizzato e confezionato
le loro creazioni, avranno anche la possibilità e la soddisfazione di vederli
sfilare in passerella. E ad ammirarli dal parterre, in prima fila, ci sarà la
giuria che aggiudicherà il premio. Una giuria composta da genitori, professori,
rappresentanti della consulta giovanile e del ministero dell'Istruzione. Cla.
Sa.
( da "Corriere delle Alpi" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Dopo la bocciatura
dei sindacati del piano varato dal ministero "La scuola non diventi un
caso Alitalia" Il ministro Gelmini contestato a Venezia VENEZIA. Evitare che "il caso
scuola" degeneri a tal punto da farne "un'altra Alitalia". E'
questo l'appello lanciato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto), dopo la bocciatura
arrivata dai sindacati al piano di riforma della scuola messo a punto dal
ministero. Contestata al suo arrivo a Venezia, per partecipare al forum
dei giovani imprenditori di Confcommercio dedicato proprio all'"emergenza
educativa", il ministro ha chiesto all'opposizione "di voltare
pagina", cercandone la collaborazione per un più ampio progetto di riforma
del sistema scolastico cui dovrà mettere mano il Parlamento. "Mi auguro
che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro
l'interesse della scuola e dell'Università. Non facciamo della scuola un altro
caso Alitalia", ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non
diversi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà
scomoda". La realtà, ha denunciato, è fatta di una scuola che, voluta
"egualitaria e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia
il mondo studentesco che quello insegnante. Quella di oggi è una scuola che
"forma poco. Il nostro Paese è tra i più disuguali d'Europa, c'è scarsa
mobilità sociale e la scuola ha perso il ruolo di ascensore sociale". Gli
stipendi degli insegnanti sono bassi e non c'è possibilità di carriera. Tocca
al Parlamento dunque impegnarsi ad una vera riforma di lungo termine,
all'insegna dell'autonomia, del merito e della valutazione. Applaudita dai
giovani di Confcommercio, che insieme al presidente dell'associazione, Carlo
Sangalli, hanno invocato in questi giorni "una rivoluzione
copernicana" dell'educazione, la Gelmini è stata
però contestata dai Cobas, dagli studenti e dai genitori di Venezia che hanno
occupato calli e ponti per far sentire la loro voce. "Non pensavo che,
facendo il ministro dell'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della
collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente - ha commentato - temi
di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi".
Anche tra l'opposizione, l'appello è stato colto solo a metà. Piena
disponibilita' a discutere in Parlamento, ha assicurato Enrico Letta (Pd),
purché si parli di riforme concrete.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Commenti Se la
professione è una colpa (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Intere zone del Veneto, dove
risiedo, sono affollate da famiglie che di cognome fanno Tessaro e Lanaro,
eredità della tradizione tessile. Vocazioni produttive tradotte nella (carta
di) identità. Dirsi operai e, di più, metalmeccanici, negli anni Settanta;
oppure, nei decenni seguenti, imprenditori e artigiani, e non più
"padroni": era un segno di appartenenza collettiva e personale. Per
altro verso, alcune importanti figure pubbliche vengono riconosciute, nel
linguaggio comune, attraverso un riferimento professionale. Senza bisogno di
"nominarle". L'Avvocato, il Professore, l'Ingegnere, il Contadino.
Più di recente, l'orizzonte del mercato del lavoro è stato punteggiato dalle
nuove professioni espresse dalla new economy. Consulenti finanziari, broker,
esperti di comunicazione, maghi della rete e dell'informatica. Nuovi miti di
successo - e dell'ascesa sociale. Quest'epoca sembra finita, in modo rapido
quanto irreversibile. Il lavoro e le professioni, oggi, stentano a definire
l'identità privata e sociale delle persone. Semmai servono, al contrario, come
bersagli della pubblica indignazione. Lavori antichi e nuovi, sepolti dal
cambiamento. Gli operai: dimenticati. Rimossi. Ci sono ancora, ve lo possiamo
garantire. Anche se non stanno più nelle grandi fabbriche, che non ci sono
quasi più. Sono, invece, sparsi nella rete delle piccole imprese. Per cui non
fanno "massa critica". E ci si ricorda di loro solo quando muoiono,
tragicamente, vittima di incidenti sul lavoro. Quotidianamente. D'altronde,
l'idea di fare l'operaio non attira i più giovani, per i quali il lavoro
"dipendente" coincide con "temporaneo". Intermittente,
part-time, a progetto, a chiamata. Nel linguaggio comune: "precario".
Difficile ricavarne motivo di orgoglio e di rispetto. Sembra finita in fretta
anche la fortuna delle nuove professioni. Sepolta dalla recessione internazionale
e dal declino interno. Difficile oggi guardare con ammirazione e invidia i
consulenti finanziari e di borsa. Abbiamo negli occhi ? impresse -le immagini
dei broker della Lehman Brothers. Tutta la vita professionale futura (come
hanno osservato Massimo Gramellini e Vittorio Zucconi) in una scatola di
cartone, che contiene i loro effetti personali, raccolti in fretta dalla
scrivania. Il loro lavoro scomparso in un attimo, insieme al loro prestigio.
Guardati con pena mista a risentimento dalla "gente comune" che ha
scoperto di aver perduto risparmi senza capir bene come e perché. Fra gli altri
protagonisti dell'economia e della finanza negli ultimi dieci anni, gli
immobiliaristi non hanno mai goduto di grande popolarità. Oggi che gli affari,
per loro, vanno particolarmente male, non sono in molti a soffrirne. Peccato
che il peso dei loro insuccessi ricada anche sui consumatori e sui
risparmiatori. Attraverso il circuito bancario e assicurativo. D'altra parte,
anche i direttori di banca delle filiali, un tempo veri notabili, hanno perduto
prestigio e ruolo. Altre ragioni di crisi delle professioni come fonte di
identità personale e di riconoscimento sociale sfuggono all'andamento dei
mercati economici e finanziari. Almeno in parte. Assistiamo, infatti, a una
sorta di stigmatizzazione professionale come metodo di comunicazione politica a
fini di consenso. E' avvenuto negli ultimi mesi, soprattutto per alcune
importanti categorie del sistema pubblico. Pensiamo agli "statali",
bersagli della campagna del ministro Brunetta contro i "fannulloni".
Magari, il ministro non intendeva etichettare l'intera categoria, ma
denunciarne un vizio diffuso e di senso comune. Tuttavia, oggi egli è divenuto
popolarissimo come l'inflessibile giustiziere degli "statali fannulloni".
Lo stesso "format" comunicativo (per citare Berselli) adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I "professori" delle
medie: da aggiornare e motivare. Le maestre elementari: da ridurre a una sola.
(Come le madri di famiglia, di cui dovrebbero costituire l'estensione). I
professori universitari: da tempo al centro di polemiche, a causa di concorsi
ed esami combinati oppure sospettati di scarsa presenza e preparazione.
Iniziative non prive di fondamento. (Ma la scuola elementare è l'unica a
essersi rinnovata in modo efficiente, come ha messo in luce l'indagine
dell'OCSE). Solo che, in modo più o meno consapevole (ma noi preferiamo non
accusare di ingenuità i ministri), hanno imposto un marchio degradante a intere
categorie professionali. Facendone il capro espiatorio, su cui scaricare le
colpe e indirizzare l'indignazione sociale in rapporto a questioni e crisi ben
più ampie. I professori incapaci: responsabili delle disfunzioni del sistema
scolastico e formativo. Gli statali fannulloni: origine e soluzione
dell'inefficienza del sistema pubblico. Allo stesso modo: i piloti e gli
assistenti di volo, "unici" colpevoli (insieme al sindacato, pardon:
la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe essere applicato,
nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori. Riconducendo, ad
esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande sofferenza per motivi
di spesa) alle colpe dei medici. (Un primo passo, in tal senso, l'ha mosso ieri
Brunetta, affermando che negli ospedali "i macellai non sono pochi").
D'altronde, questo schema sembra funzionare bene, visto il largo consenso che
ne hanno ricavato i provvedimenti del governo e i ministri interessati. Visto,
in parallelo, il declino di immagine che ha caratterizzato le professioni
coinvolte. Una recente indagine dell'Osservatorio sul Nordest di Demos (per
"il Gazzettino"), ad esempio, rivela una sensibile crescita di quanti
ritengono gli insegnanti i maggiori responsabili dei problemi della scuola: dal
16% nel 2007 al 25% oggi. Dieci punti percentuali in più rispetto a un anno fa.
Quando i principali problemi risultavano, invece, la carenza di risorse e di
fondi e lo scarso rapporto con il mercato del lavoro. Oggi invece i colpevoli
sono soprattutto loro: maestri e professori. D'altra parte, due anni fa, il
decreto Bersani sulle liberalizzazioni produsse (come effetto laterale e in
parte imprevisto) un ampio risentimento sociale contro alcune categorie
professionali "autonome". Come i tassisti. Che reagirono con proteste
talora estreme. Così oggi le professioni servono perlopiù a catalogare le
persone in modo spregiativo. A dividere la società, erigendo barriere di
risentimento e indignazione. Professori, piloti, statali, tassisti, medici,
immobiliaristi, notai, ministeriali, bancari, banchieri, assicuratori,
farmacisti, bottegai. E ancora: giornalisti, giudici, magistrati e politici.
Gli uni contro gli altri. E tutti insieme contro ogni singola professione.
Mentre gli operai sono semplicemente scomparsi dall'orizzonte. Invisibili e
indicibili. Se vostro figlio, interrogato su cosa farà da grande, rispondesse:
"l'intermittente", non guardatelo male. Non è solo realista, ma
lungimirante. Se la professione diventa motivo di risentimento sociale, meglio
flessibili e mimetici che discriminati a tempo pieno.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo
La curiosità Il volo per Roma del martedì mattina è sempre pieno di deputati e
senatori: "Di certo non possiamo raggiungere la Capitale in treno" Il
sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? MASSIMO LORELLO
(segue dalla prima di cronaca) Il capo di Palazzo Madama, in precedenza, poteva
usare l'aereo di Stato solo per viaggi istituzionali. Ma da un mese a questa
parte, per ragioni di sicurezza, può utilizzarlo anche per altri spostamenti.
La stessa opportunità è concessa al presidente della Camera, naturalmente.
Schifani non ne ha ancora usufruito. Resta da capire, qualora decidesse di
farlo, se potrà dare passaggio ai parlamentari che finora, come lui, si sono
mossi dal "Falcone-Borsellino" utilizzando i voli di linea. Certo,
tra maggioranza e opposizione, la lista è lunga: 78 fra deputati e senatori -
al netto di Schifani e Alfano - ogni lunedì o martedì mattina, si presentano al
check-in per imbarcarsi con destinazione Roma e rientrano tre-quattro giorni
dopo. "Ho già prenotato un volo Air One per le 6,10 di martedì mattina -
racconta Alessandra Siragusa, deputata del Partito democratico - Alle
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Palermo
LE COLPE DEI DOCENTI AUGUSTO CAVADI ioè, secondo il vocabolario usato dai meno
giovani tra noi, dei direttori didattici della scuola primaria e dei presidi
della scuola secondaria. Anche di recente la cronaca ha registrato episodi
grotteschi che, se non fossero rattristanti, sarebbero esilaranti: come la
condanna di un professore per aver sputato sul viso della sua dirigente,
ironizzando sul proprio gesto ("è solo un modo per lavarle la
faccia"). Vogliamo archiviare questi fatti come isolati episodi di colore?
Chi frequenta la scuola sa bene che si tratta di punte di iceberg rivelative di
quotidiane tensioni sotterranee. Con quale ricaduta educativa sulla serenità di
una comunità scolastica, è facile indovinarlo. Sarebbe opportuno che talvolta
l'inespresso emergesse alla luce del sole e - magari con la mediazione di un
esperto esterno - i soggetti in conflitto avessero modo di verbalizzare il
disagio e di sperimentare nuove modalità di relazione. Forse alcuni dirigenti
avrebbero modo di spiegare quanto sia difficile, nel clima culturale di
"anomia" dominante nel nostro Meridione, chiedere a tutti i docenti
il rispetto delle regole deontologiche essenziali: puntualità all'inizio delle
lezioni, garbo di tratto con alunni e genitori, un minimo di aggiornamento
professionale per evitare di trovarsi su alcune tematiche disciplinari meno
informati dei propri stessi alunni... (Bossi e la Gelmini sbagliano a generalizzare certe
loro accuse, ma la soluzione non può essere negare a oltranza ogni deficienza
oggettiva). Dopo molti anni ho ancora in mente lo smarrito, incredulo stupore
di una collega trasferitasi dal Veneto a Palermo davanti allo spettacolo
indecoroso di un collegio dei docenti in cui quasi nessuno, impegnato a
chiacchierare col vicino di sedia, prestava ascolto all'oratore di turno,
tranne che nei cinque minuti in cui si affrontavano i criteri di distribuzione
degli incentivi economici. Come da me preannunziatole, si sarebbe presto
abituata: collegi così privi di creanza e di responsabilità democratica non
costituiscono da Roma in giù l'eccezione, bensì la norma. Non so immaginare
quali strategie si possano approntare per modificare simile malcostume
imperante fra docenti che, nelle proprie classi, non tollererebbero
(giustamente) un clima così confusionario e dispersivo: so solo che la reazione
di alcuni presidi che, a scopo preventivo, trattano il corpo docente come fosse
un'indistinta soldataglia da umiliare metodicamente è inutile, anzi
controproducente. In una parola: diseducativa. Se un'insegnante chiede la
parola in collegio e, ottenutala, esordisce con un "La mia idea sarebbe
che...", ma la dirigente l'interrompe con un sorrisetto sardonico:
"Lei non è pagata per avere idee" - ebbene, se quell'insegnante si
abbandonasse a un gesto inconsulto di violenza contro la preside, sarebbe
certamente in torto. Colpevole, ma del tutto priva di attenuanti? L'unica
strada percorribile passerebbe da una seria, duplice autocritica della
categoria dei docenti mirata, da una parte, ad acquisire uno stile più idoneo a
dei cittadini adulti stipendiati anche per costituire dei modelli di
comportamento per le nuove generazioni; e, d'altra parte, a un sussulto di
dignità e di solidarietà nell'impedire - anche con proteste plateali - che
questo o quel dirigente li tratti da sudditi (quante sono le aule a Palermo in
cui si muore di caldo in estate e di freddo in inverno, mentre i locali della
presidenza e della segreteria amministrativa godono permanentemente di ogni
conforto?) o giochi con qualcuno di loro come un gatto col topo. Rivedere,
dunque, i propri difetti professionali e, proprio così, riacquistare prestigio:
purtroppo non so quale dei due obiettivi risulti meno realizzabile... Infatti
le dinamiche evidenziate dalla psicologia delle masse (la media dei componenti
tende ad uniformarsi allo standard comportamentale dei più maleducati) non
cessano di valere quando la folla è costituita da un centinaio di insegnanti.
Di contro, quando un esponente del potere (sia pure il micropotere di un
preside all'interno della comunità scolastica) infierisce ingiustamente su un
soggetto, gli altri assecondano la tendenza umana - troppo umana! - a farsi i
fatti propri, riservando ogni segno di solidarietà a luoghi e tempi di
opportuna segretezza. Se questa analisi sconfortata fosse realistica, per il
futuro sarebbe più logico stupirsi non perché, dentro le mura scolastiche,
avvengano scatti di violenza; ma perché avvengano così raramente.
( da "Unita, L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Eugenio Mazzarella *
La ripresa legislativa per la scuola italiana è stata amara in Commissione
Cultura e Istruzione della Camera con l'arrivo della conversione in legge del
decreto Berlusconi-Gelmini sul
maestro unico nella scuola primaria. Sostanzialmente il piatto forte del
decreto, con il contorno scenico del ritorno del voto in decimi, della
valutazione della condotta, e del libro di testo adottabile per un quinquennio.
Questo piatto forte del decreto è stato presentato dal Governo e, con qualche
dissimulata sofferenza dalla maggioranza, come la panacea di tutti i
mali della scuola primaria italiana, affetta da bulimia di spese (lo
stipendificio per lo più rivolto a pessimi docenti meridionali con cui ci ha
deliziato la Gelmini quest'estate) e anoressia di
risultati di qualità. Eppure la scuola primaria è l'unico segmento formativo
italiano collocato nelle prime posizioni di tutte le classifiche del settore,
anche quelle richiamate dal governo. Ma l'argomento per il Governo è debole, a
fronte dell'esigenza di ridurre il rapporto studenti-docenti, troppo alto
rispetto alla media europea, e di dare alle famiglie più libertà formativa per
i loro figlioli, liberandoli da un tempo in classe troppo prolungato, che gli
consenta qualche ora quotidiana in più per attività formative extrascolastiche.
Il maestro unico e l'orario obbligatorio di fatto ridotto saranno più efficienti
per le casse dello Stato e per la formazione dei bambini. Questa è la tesi del
Governo. Il cui idealtipo educativo, su cui concentrare gli sforzi, è un
bambino di buona famiglia, ben seguito da genitori attenti, che abbiano la
disponibilità economica, e a discendere organizzativa familiare, per attingere
liberamente fuori della scuola, in modo magari più creativo, quel quanto di
formazione extracurriculare che gli viene tolto in classe. In buona sostanza,
per strappare un sorriso, la filosofia 'creativa' di Linus: "meglio ricchi
e felici, che poveri e malati". Facendo grazia al Governo dell'obiezione
che il rapporto docenti-allievi, per il Governo da abbassare portandolo a medie
europee, è incrementato da dati non depurati (ad esempio i docenti di sostegno
e di religione), l'antitesi a questa boutade didattica e formativa è nel
realtipo educativo italiano presente in vaste fasce sociali, soprattutto quelle
più deboli, che si ampliano sempre di più, cominciando ovviamente dal Sud, ai
cui peggiori risultati scolastici medi il Governo pure dice di voler porre
riparo. E questo realtipo parla di famiglie nient'affatto in grado di sostenere
costi aggiuntivi extrascolastici per la formazione dei loro ragazzi, tanto più
che non saranno certamente i Comuni, a loro volta messi in difficoltà
dall'abolizione dell'Ici a poter fornire ai ceti medio-bassi, che sono la
maggioranza del Paese, gratis o a prezzi "popolari" le opportunità
formative extracurriculari portate fuori della scuola. In sostanza il progetto
del Governo è una formazione flessibile in una società flessibile, dove chi può
irrobustirà la sua formazione con mezzi propri, e chi non può starà a guardare.
Alla società flessibile serve una formazione "di classe", questa
sembra essere lo spot del Governo, nel senso che la qualità formativa, un mix
tra quello che lo Stato offrirà nella scuola, e quello che dovrai procurarti a
tue spese fuori della scuola, sarà appannaggio privilegiato di chi se la potrà
permettere in termini di censo, cioè appunto di classe. Né a dire che i
risparmi previsti dall'introduzione del maestro unico e dalla riduzione
dell'orario scolastico saranno investiti sulla scuola secondaria o
sull'università, dove il confronto con l'Europa mano a mano che si sale nella
filiera della formazione ci imporrebbe investimenti maggiori. Anzi, anche qui Gelmini taglia, per fare cassa. Alla fine la pagheranno le
87.000 maestre in meno e i 42.000 esuberi del personale ATA. Bel modo di far
volare l'Italia. Ma anche a voler tenere in conto la franchezza di Tremonti,
che l'ha fatta breve dichiarando a Ballarò che la scuola primaria italiana sarà
pure di qualità, ma non ce la possiamo permettere, anche come mera manovra di
cassa per il Paese il decreto è una manovra sbagliata. Se si guarda ai costi
sociali allargati del decreto - per le famiglie che dovranno integrare di tasca
propria, se lo potranno, il deficit i formazione extracurriculare prodotto dal
combinato disposto maestro unico-riduzione a 24 ore settimanali del tempo
curriculare obbligatorio; per gli enti locali, se potranno e vorranno
sostituirsi, ricorrendo a nuova imposizione, agli impegni formativi cui lo
Stato viene meno; per la spesa sociale, ovviamente sollecitata da 130.000
disoccupati in più - il decreto rischia di essere a somma zero per il sistema
Paese. Inspiegabile resta, su una materia così delicata, su cui ci sarebbe
stato bisogno un ampio confronto in Parlamento e con le parti sociali, nella
quasi totalità - come risulta dalle audizioni in Commissione Cultura -
contrarie al maestro unico e all'orario ridotto, il ricorso al decreto, se
l'urgenza di fare cassa per sostenere i costi di qualche promessa elettorale
del premier, a cominciare dall'Alitalia. E, per restare in tema, se qualche
perverso risparmio avanzerà, molto probabilmente sarà usato per costituire un
tesoretto cui far ricorso a fine legislatura per finanziare in extremis qualche
meschino ed elettoralistico taglio dell'Irpef da vendere agli elettori e
recuperare il consenso perso strada con gli infortuni sociali prevedibili con l'approccio
di Tremonti alla finanza pubblica, impegnato con una cura di magra per lo
Stato. Però a Tremonti andrebbe ricordato che lo Stato e la sua spesa pubblica
sono un po' come la pecora famosa del capitalismo, la puoi tosare non oltre lo
spellamento; dopo l'ammazzi e basta. * docente di filosofia teoretica
all'Università Federico II di Bari, deputato Pd.
( da "Unita, L'" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di Maria
Zegarelliinviata a Catania BENVENUTI A CATANIA La voce dell'hostess Alitalia è cortese,
come il suo sorriso quando saluta i passeggeri del volo Roma-Catania delle
17.05. Alitalia, compagnia al collasso. Come la città dell'Elefantino, che ti
accoglie con il sole tiepido di settembre e una montagna di spazzatura lungo la
strada che dall'aeroporto arriva in centro. 1.500 tonnellate di immondizia:
tante se ne stimavano ieri mattina. Poi, quando cala la sera, resta la puzza,
ma gli ammassi di immondizia non si vedono più: i lampioni di molte strade,
anche le più prestigiose, rimangono spenti. Il Comune è moroso con l'Enel. Con
le ditte che hanno l'appalto per la raccolta dei rifiuti urbani. Con le
cooperative. Con i proprietari degli immobili presi in locazione. Ci sono
scuole che rischiano la chiusura. Dove non arriva la
ministra Mariastella Gelmini, è già arrivato l'ex sindaco simbolo del berlusconismo isolano,
Umberto Scapagnini, otto anni di governo cittadino e un'eredità per i catanesi
di svariate migliaia di euro di debito pro-capite, bambini e anziani compresi.
Se oggi nasci a Catania ti ritrovi sulle spalle quasi 4mila euro di deficit.
La notte fra venerdì e sabato è stato un inferno per i vigili del fuoco: trenta
cassonetti in fiamme, sparsi nei diversi quartieri della città. I vigili urbani,
quei pochi che sono tali (se ne contano 5) perché tutti gli altri il sindaco
medico del premier li ha promossi ispettori (535), non è che possono
controllare più di tanto: sono finiti anche i soldi per la benzina. Ieri
mattina i dipendenti delle ditte e delle cooperative che non prendono lo
stipendio da un mese hanno fatto un presidio sotto il Comune. Il neosindaco,
Raffaelle Stancanelli (senatore Pdl), ha chiamato il premier. "Caro Silvio
pensaci tu". Cioè trova una soluzione, manda soldi perché altrimenti qui
finisce male. Al premier ha illustrato la situazione economica elencando i
debiti ereditati dal suo predecessore: 357 milioni di euro, più altri 100
milioni delle società partecipate, più 600 milioni di euro dei mutui, più non
si quanto dei debiti fuori bilancio che ancora devono essere quantificati.
Un'enormità. Berlusconi con una telefonata ha rassicurato il sindaco, "mi
ha assicurato che l'intervento del governo non sarà assistenzialistico, ma
servirà davvero a risolvere l'emergenza finanziaria. Lui conosce benissimo
Catania e saprà affrontare questo problema". La conosce sì Catania, come
conosce la Sicilia: il maggior bacino di voti. Scapagnini suo luogotenente,
Raffaele Lombardo, governatore potentissimo, tutti uomini del Cavaliere. Enzo
Bianco, Pd, che aveva provato a sfidare il centrodestra per la poltrona di
primo cittadino, è convinto che "la telefonata di Berlusconi al sindaco
equivale quasi a una pacca sulla spalla. Berlusconi ha grandi responsabilità
nel dissesto del Comune Catania ed è bene che se le assuma intervenendo con
fatti concreti e non con generiche affermazioni di interesse". Stancanelli
ha anche proposto l'avvio di una commissione di inchiesta per capire come si
sia arrivati a questo sfacelo. Scapagnini si è detto d'accordo, anche se lo
sfacelo è maturato sotto la sua amministrazione. "Qua siamo alle
barzellette - commenta il responsabile nazionale dell'organizzazione Pdci,
Orazio Licandro - . Chi dovrebbe fare parte di questa commissione d'inchiesta,
magari coloro che approvavano provvedimenti illegittimi o che li
approntavano?". Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, definisce
"provocatoria la posizione dell'ex sindaco sulla necessità di una
commissione d'inchiesta" e ricorda che è il centrodestra a governare la
regione da anni. Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil
parla di un "silenzio totale del governo" e mette agli atti che ci
sarebbero premi di produttività pagati ai dipendenti comunali chissà per quali
meriti. Dipendenti che se continua così rischiano di non beccare più un euro
perché le casse sono asciutte. Finita la pacchia, i balli e le feste a cui l'ex
sindaco che ha in tasca l'elisir di lunga vita aveva abituato il salotto buono
e di destra della città dell'Elefantino, u Liotru. Nei giorni scorsi, qualche
catanese più stanco di altri aveva appeso un cartello sull'imponente simbolo
con su scritto "Si vende". Ieri mattina, il sindaco, mentre in piazza
Duomo andava in scena la protesta dei lavoratori, è arrivato ad un'intesa con
sindacati e imprese per cercare di sbloccare l'emergenza rifiuti. Ai 450
netturbini della "Dusty" verranno dati come acconto sullo stipendio
di agosto 750 euro nei prossimi giorni e il resto entro il 30 settembre, mentre
per i 100 lavoratori della "Solco" la mensilità arretrata verrà data
in un'unica soluzione. Così da ieri sera alle nove è ricominciata la raccolta
dei rifiuti, a partire dai mercati. Le luci, quelle, restano spente.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul
Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno
rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non
da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX
settembre 1870.
Corona della Militia Christi NICOLA PELLICANI VENEZIA - "Il futuro dei
bambini non fa rima con Gelmini". Lo striscione
colorato esposto sul ponte dell'Accademia, a metà del Canal Grande, è il
benvenuto riservato al ministro della Pubblica Istruzione, giunto ieri a
Venezia per partecipare a un convegno organizzato dai giovani di Confcommercio.
Una contestazione che ha preso forma in campo San Maurizio, dove oltre
quattrocento tra studenti, insegnanti e genitori hanno dato vita a una
manifestazione contro il ritorno del maestro unico e il precariato. "La
scuola italiana è in pericolo ? è stato detto in un'assemblea improvvisata ? se
la riforma Gelmini verrà applicata, solo in provincia
di Venezia è prevista una riduzione di 1.600 persone. Dobbiamo bloccare il
progetto del ministro". La manifestazione si è tenuta a due passi dal
palazzo della Provincia dove si svolgeva il forum di Confcommercio, ma tra i
manifestanti e la Gelmini non c'è mai stato contatto.
Un fitto cordone di forze dell'ordine ha isolato la zona. "Non pensavo che
facendo il ministro dell'Istruzione mi sarei dovuta avvalere della
collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente, temi di cui
discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi", ha detto
la giovane componente del governo Berlusconi. Il ministro ha iniziato a parlare
in tono polemico, ma ha concluso l'intervento con un appello per "evitare
che il caso scuola degeneri a tal punto da farne un altro caso Alitalia".
Un appello giunto dopo che l'altra sera il sindacato aveva bocciato il progetto
di riforma della scuola messo a punto dal ministero. "Mi auguro che
l'opposizione ci ripensi ? ha detto il ministro Gelmini
? torni ad usare toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della
scuola e delle università italiane. Voltare pagina ? ha insistito ? significa
cercare la collaborazione per un più ampio progetto di riforma del sistema
scolastico cui dovrà mettere mano il Parlamento". L'opposizione era
presente in sala con Enrico Letta, ministro ombra del Lavoro: "Brava la Gelmini ? ha replicato l'esponente del Pd ? a raccontare una
storia scritta da Tremonti. Vorremmo però che il futuro della scuola lo
scrivesse lei, non lui. Il ministro dell'Economia ? ragiona Letta ? ha fatto
tagli molto pesanti e attorno a questi ha cucito un vestito su misura per la
scuola".
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-21 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE
Anteprima Il nuovo ensemble composto da 50 giovani della storica Scuola di
Ballo debutta a Milano il 2 ottobre e andrà a Bruxelles junior Scala Nasce
Bats, compagnia under 20 che girerà l'Europa S egnatevi quest'indirizzo: via
Campo Lodigiano
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Scuola "Non pensavo di dovermi avvalere
della polizia" Gelmini
contestata a Venezia "Mi considerano eversiva" VENEZIA - "Non
pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere
della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente temi di cui
discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi".
Così Mariastella Gelmini, ha aperto il suo discorso al
forum dei giovani di Confcommercio sull'emergenza educativa organizzato a
Venezia, mentre un gruppo di studenti universitari e di liceo manifestavano
accanto al palazzo della Provincia di Venezia dove era in corso il convegno.
Chiuso il capitolo contestazioni, la Gelmini ha poi
fatto il punto sul suo piano di riforma della scuola chiedendo all'opposizione
di "voltare pagina " e collaborare con il governo. "Mi auguro
che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro
l'interesse della scuola e dell'università. Non facciamo della scuola un altro
caso Alitalia " ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non
dividersi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà
scomoda ". La realtà, ha denunciato la Gelmini, è
fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e inclusiva", ha di
fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco che quello insegnante.
E l'opposizione ha accolto solo in parte l'appello del ministro. Piena
disponibilità a discutere in Parlamento, ha assicurato Enrico Letta (Pd),
purché si parli di riforme concrete, perché fino ad ora "la Gelmini è stata brava a raccontare una storia scritta da
Tremonti" e fatta "solo di tagli attorno ai quali si è cucito un
vestitino per camuffarli da riforma". Per il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli, "il sistema educativo nel suo complesso si è
inceppato", e quindi bisogna "rimboccarsi le maniche e cercare di
condividere una rivoluzione copernicana per la responsabilità, il merito, il
talento".
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE La protesta E spunta un altro Cacciari jr C'era anche Rocco
Cacciari, 20 anni, al primo anno dell'Accademia delle Belle Arti, a manifestare contro la Gelmini. Fratello minore di Tommaso (no global del Rivolta di Marghera),
secondogenito di Paolo Cacciari (Rc), il nipote del sindaco è l'artista di
famiglia. Pittore, scultore, è specialista, però, nell'arte dei graffiti.
Percorso cultural-politico in progress presso i Magazzini del Sale, occupati un
anno fa dagli attivisti, di cui è leader. Ci fu uno sgombero. "Non
ci lasciarono in pace - dice Rocco -. Vicesindaco e assessore al Decoro
ordinarono perquisizioni nelle case per stanare i graffitari.
Un'assurdità". (m.fu.) Pittore Rocco Cacciari, 20 anni, nipote di Massimo,
è studente all'Accademia.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE L'olimpionica La schermitrice ad "AnnoZero" con Santoro
Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema ROMA -
Berlusconi è arrivato tardi, Margherita la juventina il suo fioretto l'ha già
regalato ad Alex Del Piero (contro maglia autografata) e "se continuo a
darne via non me ne resterà più nessuno". Ma il premier non le è
indifferente: "Ha charme e una bella vena ironica, stoffa da showman, le
battute gli vengono proprio bene, come ad Andreotti. Quando si raggiunge tanta
fama un perché c'è". Ora che è ufficialmente in squadra con Michele
Santoro ad AnnoZero ("Che sorpresa la sua telefonata") l'uno-due in
pedana col Cavaliere potrebbe scapparci, ma la Granbassi, doppio bronzo
olimpico, non gli offrirebbe il fianco per farsi "veramente toccare"
come la collega-rivale Vezzali: "Era una battuta senza malizia, l'avete
messa in mezzo. Sono una spontanea anch'io, chissà che potrei dire, spero di
non dovermene pentire". Intanto giura che non avrà paura "nemmeno di
D'Alema perché alla fine mica ti mangiano, fatta la prima domanda il resto
viene da sé, al limite mi arrendo". Da Santoro un solo consiglio:
"Stai tranquilla, hai grinta, usala". Il carabiniere Margherita (29
anni) è anche piuttosto bella. "Forse mi ha scelto anche per questo, spero
non sia l'unico motivo, mi dispiacerebbe. Quando smetterò con la scherma vorrei
fare la giornalista, ho voglia di imparare". E se l'avessero cercata
Vespa, Floris, Mentana? "Non so, ora c'è Michele ". Di tv ne ha
guardata poca: "Sempre in giro. Qualche programma di approfondimento,
film, Distretto di polizia. L'isola dei famosi? Solo quest'anno perché c'è
Filippo ed ero curiosa ". Magnini, altro bello e medagliato.
"Impacciato? Mica si diventa Fiorello in un giorno, si scioglierà".
Di politica non ne mastica molta di più. "Non sono ferratissima. Non ho
votato, ero all'estero. Scelgo le persone, non gli schieramenti". Nei
giudizi resta sul classico: "Belli? Beh, oddio. Il più affascinante è
Casini, però non è il mio tipo, Fini è elegante. Con D'Alema ci andrei in
barca, almeno fa tutto lui. Con Veltroni...". Non le viene. "Potremmo
parlare di sport". La Carfagna? "Molto bella, spero sia anche brava. La Gelmini?
Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le
maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno,
semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna
vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti
richieste: "Deve darmi serenità ma anche emozioni impreviste, dolce e
grintoso, uno forte che non abbia paura di mostrarsi debole". Calciatori?
"Mai nessuno". Fosse libero Del Piero, magari? Ride: "Ma che
dice, è matta?". Giovanna Cavalli Fioretto Margherita Granbassi.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 autore: di
VALERIO MAGRELLI categoria: REDAZIONALE ATENEI E SCUOLE SE SI SVALUTA
L'ISTITUZIONE PUBBLICA D a qualche giorno il mondo dell'istruzione è al centro
del dibattito politico. Per quanto riguarda l'Università italiana (penalizzata
dal Rapporto Ocse 2008), Michele Salvati, sul Corriere della Sera, ha ricordato
che il governo tende ad affamare le "bestie- atenei" riducendo i
finanziamenti. Come potranno vivere organismi sempre più denutriti? Attingendo
risorse nella società civile. Salvati ce lo spiega parodiando la celebre
risposta di Maria Antonietta: "Maestà, il popolo non ha pane (pubblico). E
allora si nutra di brioches (private)". Più che a condannare l'ingresso
del privato, l'articolo depreca la mancanza di un documento ministeriale da cui
partire per una riflessione ponderata. Ma se la situazione universitaria è
preoccupante, più grave ancora appare quella della Scuola, come si può vedere
da due notizie legate a Roma. La prima, ha a che fare con una polemica
scoppiata al liceo Visconti e trasformatasi in interrogazione parlamentare.
Innescata da un tema specifico (quello della didattica e del rapporto
allievi-professori), la questione ha finito per coinvolgere l'attività
complessiva di uno fra i più antichi istituti pubblici. Come ha scritto al
Corriere il preside Rosario Salamone, si è arrivati ad offrire ingiustamente
del Visconti un quadro desolante. La seconda notizia si riferisce invece a
settanta scuole della Capitale, nelle quali insegnanti e genitori si sono
vestiti a lutto per protestare contro le riforme del
ministro Gelmini. Da qui la
reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni contro
i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la
svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi
responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i
fondi alla propria scuola, sostiene quella privata. La verità è che gli
istituti pubblici rappresentano una conquista della nostra cultura, e il loro
smantellamento provocherebbe una spaventosa frattura sociale. L'insegnamento
non va considerato come un'attività produttiva. Le elementari non sono l'Alitalia;
lo studente non è un cliente. Sarebbe bene ricordarlo, prima di ritrovarci con
i metal detector nelle classi, come accade negli Usa o in Gran Bretagna.
( da "Giornale.it, Il" del 21-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 226 del
2008-09-21 pagina 18 La scuola dei mille paradossi: a Como nove maestre per una
classe di Francesca Angeli Così il "modulo" moltiplica i docenti alle
elementari. La Gelmini:
"L'Istruzione non sia un nuovo caso Alitalia" da Roma Meglio tutte le
classi con un unico maestro oppure un'unica classe con nove maestri? Proprio
mentre il ministro Mariastella Gelmini finisce nell'occhio del ciclone, bersagliata dagli attacchi del
Partito democratico e circondata dalla generale diffidenza di tutto il mondo
della scuola nei confronti di qualsiasi cambiamento, dalla provincia di
Como arriva la segnalazione di una sola prima elementare con ben nove
insegnanti, neanche fosse una prima liceo. Segnalazione che offre ampi spunti
di riflessione sulla degenerazione del sistema organizzativo del modulo, ovvero
l'attuale assetto che prevede tre insegnanti su due classi, ai quali poi si
aggiungono spesso il docente di inglese, quello di religione, quello di musica
e chi più ne ha più ne metta. Un'esperienza che il ministro intende concludere
per tornare al maestro unico, affiancato sempre dall'insegnante di lingua.
All'Istituto comprensivo di Como-Albate in una prima elementare il numero delle
maestre che ogni giorno entrano in classe sarebbe schizzato addirittura a nove.
Chissà che cosa ne pensa il ministro che, facendo riferimento a modelli
pedagogici adottati in molti paesi, ha più volte ribadito che i bambini più
piccoli hanno bisogno di un unico modello di riferimento. La segnalazione
sarebbe arrivata al viceprovveditore, Rossella Siporso, che proprio domani
dovrebbe incontrare la preside dell'Istituto comprensivo, Debora Izzo per
verificare come l'organico effettivo della classe possa comprendere ben 9
insegnanti, tra i quali non vi sarebbero docenti di sostegno. Tra le novità che
il governo intende introdurre dal prossimo anno scolastico è proprio quella del
ritorno al maestro unico che più impensierisce i sindacati: in totale
dovrebbero essere circa 130.000 i posti di lavoro da tagliare. Il ministro su
questo punto è stato chiaro: meno insegnanti ma più preparati e meglio pagati.
Anche ieri la Gelmini, mentre partecipava al forum dei
giovani imprenditori di Confcommercio a Venezia ha fatto di nuovo appello al
senso di responsabilità soprattutto dell'opposizione visto che il Partito
Democratico appare deciso a cavalcare la tigre della protesta, anzi ad
aizzarla. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e
si possa mettere al centro l'interesse della scuola e dell'università - ha
detto il ministro -. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia".
Rivolgendosi poi ai genitori ed agli insegnanti, che anche ieri a Venezia
l'hanno contestata, la Gelmini ha ricordato che la
nostra scuola così com'è oggi "forma poco ed ha perso il ruolo di
ascensore sociale: non possiamo fermarci di fronte a falsi problemi, perdendo
di vista il fatto che il Paese cresce nella misura in cui cresce la qualità della
scuola e dell'Università". Il ministro poi, riferendosi anche alle
contestazioni subite a Roma, ha confessato che non si aspettava che, facendo il
ministro dell'Istruzione, si sarebbe dovuta avvalere "della collaborazione
delle forze dell'ordine per discutere i temi della riforma". A sostegno
della Gelmini l'intervento del ministro delle
Politiche Giovanili, Giorgia Meloni: la scuola si è trasformata in uno
stipendificio, ha detto, perdendo di vista gli obbiettivi educativi. "In
Italia ci sono più collaboratori scolastici che carabinieri - dice la Meloni -.
Il numero di coloro che una volta venivano chiamati semplicemente bidelli è
pari a 2,2 per classe e costano allo Stato 4 miliardi all'anno. La mentalità
che ha fatto della scuola uno stipendificio ha limitato per anni la possibilità
di riforma". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il governatore
contro la "feccia rossa" Difende la Gelmini contestata a Venezia: "Odiano le donne" VENEZIA. Galan
in difesa della Gelmini
contro quella che definisce la "feccia rossa" - studenti, no global e
aderenti al Comitato No Mose - che l'ha contestata sabato a Venezia, con slogan
e striscioni polemici, in occasione della sua partecipazione al convegno
sull'emergenza educativa organizzato dai Giovani Imprenditori della Confcommercio.
Erano circa trecento le persone che hanno manifestato in Campo San Maurizio e
sul ponte dell'Accademia contro i tagli e la riforma scolastica annunciata dal
ministro con striscioni come "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". "Dire che i cortei della feccia rossa -
dichiara il presidente della Regione - urlano degli insulti contro il ministro Gelmini significa non dire tutta la verità. C'è un odio
contro le donne che fanno politica con la destra (ma il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni, pur presente, non è stata contestata a Venezia ndr), che è uno
dei segni più angoscianti di un degrado politico e umano che dovrebbe
preoccupare ognuno di noi, a iniziare dalle donne di sinistra. L'altro ieri a
Venezia, ma è lo stesso anche altrove, i contestatori della Gelmini
scandivano cose di questo genere: "Berlusconi boia, Gelmini..."
e qui mi fermo perché la rima trascinerebbe ognuno nel letamaio lessicale in
cui si dibattono sindacati e partiti di una certa sinistra". Prosegue
nella sua difesa del ministro dell'Istruzione e Università, il governatore del
Veneto: "La Gelmini sta facendo bene, ma
sosterremo ancora di più questo bravo ministro dopo aver visto e ascoltato le
contestazioni incivili di cui è bersaglio. E se tutto ciò vale per la Gelmini, lo stesso dobbiamo dire per la Carfagna o per la
Sarah Palin cui auguro di vincere le elezioni americane".
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Spettacoli Le
ministre La conduttrice La conduttrice parla della nuova striscia che il 21
ottobre inaugura il nuovo palinsesto di RaiTre. Con lei Corrado e Caterina Guzzanti
Dandini: noi, Robin Hood della tv rideremo anche della sinistra Caterina
Guzzanti prepara Mara Carfagna, Paola Minaccioni si dedicherà a Giorgia Meloni
LEANDRO PALESTINI ROMA C'è una bomba pronta e esplodere su RaiTre, dal 21
ottobre, collocata sotto un "divano rosso". è il talk show quotidiano
con uso di satira di Serena Dandini e della sua "pericolosa" brigata:
un Parla con me di 40-50 minuti che farà da controcanto ai fatti della
giornata, quelli che agitano il Belpaese (dal martedì al venerdì dopo le 23).
Scardinata la finestra informativa di Primo piano (Tg3), la Rai crea una
allegra alternativa alla partenza dei programmi d'approfondimento di Vespa
(Porta a porta) e Mentana (Matrix), un programma che provocherà mal di pancia
ai politici satireggiati, del governo Berlusconi e non solo. Il marchio resta
il divano rosso che di domenica aveva un milione di fan, confermato il glorioso
cast (Neri Marcorè, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Banda Osiris), mentre
arrivano i nuovi: Caterina Guzzanti e il fratello Corrado (di tanto in tanto),
l'opinionista "Zoro" (Diego Bianchi), la coppia Lillo e Greg, Paola
Minaccioni e Federica Cifola. Il titolo rimane inalterato, ma Serena Dandini
pensa di aggiungere un sottotitolo: "C'è poco da ridere". Dandini, quel
sottotitolo allude al fatto che la satira si fa dura al tempo del governo di
Berlusconi? "Beh, in tv il sottotitolo va di moda. Ma non avremo
l'ossessione del centrodestra al governo, del Berlusconi Ridens. Siamo stanchi
delle etichette destra-sinistra, noi andremo controcorrente. Infatti tra le new
entry ci sarà Diego Bianchi in arte Zoro (una sola "r", alla romana )
che farà un'inchiesta sul "ventre molle del Pd", su quel che resta
del centrosinistra, frantumato in un milione di piccoli pezzi". . Collocato
in una fascia quotidiana il format cambierà? "Faremo satira fresca, di
giornata, per 118 puntate. Come nei giornali rivolteremo la scaletta all'ultimo
momento. Sarà un Parla con me modulato e arricchito dal ritmo della
quotidianità. Di base avremo l'intervista, siamo un talk show, inviteremo
filosofi, scienziati, uomini di spettacolo. Vedrete Richard Gere, Remo Bodei e
Giulio Giorello, ma mai i politici: è una nostra regola. Oggi tutto è
ideologizzato, anche la sanità, ma si possono incontrare ancora gli
"eroi" del nostro tempo. Faremo i Robin Hood della tv italiana:
daremo visibilità a cose interessanti che non si vedono altrove. Come il
regista Marco De Lucia che ha fatto un film con novemila euro". La vecchia
squadra viene confermata? "Squadra che vince non si cambia. Torna la Banda
Osiris, la band anziana che preferisco dopo i Rolling Stones. Dario Vergassola
sarà mio braccio destro e avrà un suo divano trolley rosso da inviato. Ascanio
Celestini farà le sue "inchieste da fermo" ma non solo: sarà anche in
movimento. Andrea Rivera continuerà con i citofoni. Neri Marcoré insieme ai
suoi pezzi forti (Gasparri) sta preparando nuovi personaggi. Farà il direttore
del Tg1 Gianni Riotta (che spiega le elezioni presidenziali americane), un
Daniele Capezzone reloaded (come portavoce del Pdl) e poi farà un Leopardi
molto marchigiano". E dai nuovi acquisti cosa ci dobbiamo aspettare?
"Ci saranno delle sperimentazioni. Lillo e Greg si cimenteranno nella
sit-comedy "Chirughi plastici" con interventi in diretta dalla sala
operatoria. Caterina Guzzanti potrebbe fare il ministro Carfagna, e già prepara
il personaggio dell'insegnante "esubero" alle prese con i provvedimenti del ministro della Pubblica istruzione Gelmini (e sul ministro proporremo un
concorso tra chi la imiterà meglio in tv). Corrado Guzzanti è atteso sul divano
rosso: può atterrare ogni tanto, usando lo studio tv come sala prove (in
gennaio sarà in tournée teatrale). Arrivano Federica Cifola e Paola Minaccioni:
quest'ultima farà la ministra Meloni (che a noi sta simpatica) alle
prese con il gioco dei tabu: deve trovare dei sinonimi alla parola
fascista". E uno spazio per Luttazzi, Travaglio, Grillo e Sabina Guzzanti,
gli esiliati della nostra tv... "Noi non mettiamo al bando nessuno.
Laicamente invitiamo sempre tutti. Luttazzi lo abbiamo invitato in passato, ma
lui ha declinato l'invito. Travaglio è già venuto, e ce l'ho a teatro (lei è
direttore artistico dell'Ambra Jovinelli ndr). Porte aperte a Sabina Guzzanti:
ho lavorato tanto con lei, ma adesso è abituata alle folle oceaniche. Come
Beppe Grillo: difficilmente viene in uno studio tv". Teme la concorrenza
di Vespa e Mentana? "No, il direttore di RaiTre Paolo Ruffini non ci mette
ansia. Vespa con Porta a porta fa l'ascolto per tutta la Rai, così noi possiamo
sperimentare. Se mai, temo Matrix di venerdì: perché sospetto che voglia far
rivedere i pezzi di repertorio dell'Ottavo Nano, quando ero più giovane".
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Milano
Don Mazzi, fondatore di Exodus: i giovani sono a rischio anche senza birre e
spinelli "Controlli e multe non bastano ai ragazzi insegniamo a
divertirsi" Pensare di risolvere i problemi con l'esercito è ingenuo come
parlare di sette in condotta e grembiulini ORIANA LISO (segue dalla prima di
Milano) Forse è banale chiederlo, don Mazzi: ma cosa succede ai ragazzi? "Credo
che noi adulti, ormai, abbiamo consumato tutte le nostre strategie politiche
concentrandoci sul controllo, sulle pene, sulle multe. Ma è completamente
sbagliato pensare di poter risolvere tutti i problemi dei nostri ragazzi con il
controllo, non basterebbe l'esercito intero, per questo. In realtà dovremmo
insegnare loro a divertirsi in modo sano, prima di tutto. Non con le birre e le
canne: don Bosco insegnava ai ragazzi a giocare, prima di tutto. Così, forse,
eviteremmo ogni domenica di piangere i morti del sabato notte". Non sempre
però i colpevoli sono l'alcol o la droga, almeno così sembra. Allora cos'è che
spinge un ragazzo a guidare contromano per nove chilometri? "Io so per
certo, vivendo in mezzo a loro, che i ragazzi non sono tutti fuori di testa,
mica sono tutti fatti o ubriachi, e nonostante questo la generalità dei nostri
ragazzi è a rischio. Spesso buttano la loro vita per colpa di grandi vuoti che
noi non riusciamo a capire, e su cui invece dovremmo farci delle domande. Tra
luglio e agosto ho celebrato i funerali di quattro ragazzi, tra suicidi e
overdose. Io pensavo che fossero ragazzi recuperati, invece non ho capito che
purtroppo a volte per loro basta un problema per mandare all'aria tutto quello
che hanno costruito, che pensiamo di aver costruito con loro". Quando dice
"noi" chi intende? "è difficile stabilirlo, lo dico con
tristezza: perché ormai le famiglie sono fragili, le amicizie o i rapporti veri
non ci sono o sono rarissimi, la scuola è solo un luogo di competizione
sbagliata. Per questo, alla fine, le giornate dei ragazzi sono vuote di momenti
importanti di crescita, e invece sono impostate sui giochi dei grandi".
Cosa sono i giochi dei grandi? "Le auto potenti, quelle che spesso guidano
i protagonisti delle stragi del sabato sera. Ma anche i cellulari e i computer
sofisticati, i vestiti di marca. Noi trasmettiamo ai nostri ragazzi questi
valori: qualsiasi cosa facciano non deve essere un gioco, ma una gara a chi
arriva prima. Così, se giocano a calcio devono diventare subito Maradona, e se
si mettono al volante devono essere i più audaci. Sono giocattoli pericolosi,
con cui loro non sanno giocare. E noi non ce ne preoccupiamo abbastanza, o lo
facciamo nel modo sbagliato, mandando sulle strade, a controllarli, altri
ragazzi come loro: come se i giovani con la divisa non avessero gli stessi
problemi degli altri". Ma quindi lei non crede che la paura dei controlli
serva a qualcosa? "Ma non scherziamo, i nostri ragazzi non hanno certo di
queste paure, riuscirebbero a imbrogliare anche un generale con le loro lacrime
finte, se volessero. Mi sembra impossibile che un Governo commetta una simile
ingenuità, pensando di risolvere così i problemi dei giovani. Per non parlare del ministro dell'Istruzione, la Gelmini, che parla di sette in condotta
e grembiulini, senza degnarsi di venire a parlare con noi che ogni giorno, con
i ragazzi, ci viviamo, e forse qualcosa da dire in proposito ce
l'abbiamo".
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Milano
La polemica Concerti troppo cari, lite nel Pdl Se Atene piange, Sparta non
ride. A poco più di una settimana dalla quattro giorni organizzata dal Popolo
delle libertà al Palalido e dintorni, infatti, Forza Italia e An si comportano
da separati in casa. Dopo le scaramucce che hanno costretto a rinviare la prima
festa del Pdl alla campagna elettorale per le Europee, tra i dirigenti azzurri
non mancano i malumori per i costi imposti da An per la kermesse al Lido, da
giovedì
( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 38 del 2008-09-22
pagina 10 La riforma Gelmini: "Bonus di 7mila
euro ai docenti migliori" di Francesca Angeli Dai tagli agli sprechi le
risorse per investimenti in qualità e innovazione. Sono 257.000 gli insegnanti
in lizza per il premio da Roma Tagliare gli sprechi per investire i risparmi in
qualità, innovazione e premi per i docenti. Un bonus annuale, una gratifica
economica in busta paga da un minimo di cinquemila fino a settemila euro per la
produttività a partire già dal 2010 per una piccola percentuale di professori e
poi dal 2012 per almeno 250.000 insegnanti. Il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'aveva detto poco dopo il suo insediamento al governo: meno
insegnanti ma più qualificati e più pagati. L'obiettivo è fissato e la Gelmini lo ribadisce anche a Bruno Vespa
nella conversazione contenuta nel nuovo libro firmato dal giornalista:
"Un'Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa", in
libreria dal 3 ottobre edito da Mondadori. A Vespa la Gelmini
racconta anche come intende reinvestire parte dei risparmi per incentivare la
classe insegnante. Si deve cominciare dai tagli: ad 87.000 docenti non verrà
rinnovato il contratto. Chi è già di ruolo, chi ha il contratto a tempo indeterminato
lo conserverà, assicura la Gelmini, "ma molte
supplenze non verranno confermate". Una necessità perché in Italia il
numero dei docenti è troppo alto e sproporzionato rispetto a quello degli
alunni. "Che senso hanno classi delle elementari con nove alunni - si
chiede la Gelmini -? Capisco un paesino di montagna,
una piccola isola, ma in città? Da qui la necessità di tagliare: c'è un
organico di cattedre in eccesso rispetto alle necessità". Il reale
fabbisogno verrà valutato sulla base di un costo standard per studente. E non è
vero, dice la Gelmini a Vespa, che l'Italia spenda
poco per l'istruzione, semmai spende male. "La nostra spesa complessiva
per la scuola è il 3,4 per cento del Prodotto interno lordo. Come la Germania,
un po' meno della Francia, un po' più del Giappone - spiega il ministro -.
Siamo dunque in media sulla spesa, ma agli ultimi posti sulla qualità e in
eccesso sulle ore di lezione. Dobbiamo ridurre le ore e far pesare di più
quelle che restano, puntando sulle materie fondamentali senza imparare male un
po' tutto. Poi, eliminati gli sprechi, dobbiamo premiare chi si
sacrifica". Dunque il ministro ha fatto due conti: entro il 2012 i
risparmi ammonteranno a 7,8 miliardi. Di questi almeno 2 devono essere
destinati alla scuola e a premiare i professori. "Penso ad una somma tra i
5.000 ed i 7.000 euro a fine anno per i docenti migliori - annuncia la Gelmini -. Proprio a loro che in questi anni hanno mandato
avanti la scuola spesso anche con sacrifici dobbiamo guardare con riconoscenza
con iniziative concrete". Il ministro fa riferimento all'articolo 64 della
legge 133, dove si prevede che il 30 per cento delle economie di spesa venga
destinato alla valorizzazione e allo sviluppo della carriera del personale
docente a partire dal 2010. Circa 2 miliardi di euro dei quali si calcola che
almeno 850 milioni possano essere impiegati per destinare gratificazioni
economiche ai docenti. Nel libro si fa una proiezione sul premio che arriverà
ai professori. Nel 2012 circa 765 milioni di euro verrebbero suddivisi tra il
40 per cento dei docenti, ovvero 257.000 insegnanti. A questi toccherebbe
dunque un bonus massimo di 7.000 euro. "Se è vero che il prestigio sociale
degli insegnanti è irrimediabilmente in declino, come stupirsene se la paga
oraria di un'insegnante di scuola dell'infanzia con meno di otto anni di
anzianità è di 14,6 euro lordi", conclude il ministro. Questa l'ossatura
del piano programmatico per la scuola del governo: meno insegnanti, meno ore di
lezione, meno materie. Un segno meno che frutterà però risorse da trasformare
in molti più nel disegno della Gelmini: professori più
qualificati e dunque più pagati; scuole più attrezzate e rinnovate anche nelle
strutture e dunque anche studenti più preparati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 38 del 2008-09-22
pagina 10 "Testi introvabili? Colpa delle polemiche sul caro libri"
di Redazione "Finiti. Esauriti. Forse la settimana prossima". E
intanto? "Intanto niente". Non serve cambiare libreria, le risposte
sono le stesse dappertutto: le scuole sono appena cominciate, ma i libri di
testo sono già finiti. Gli istituti scolastici sono ormai tutti aperti, eppure
i libri su cui i ragazzi di medie e superiori dovranno cimentarsi nel corso del
nuovo anno risultano in buona parte introvabili. Su un elenco di quindici di una
prima media, ad esempio, se ne reperiscono subito a malapena tre, cioè un
quinto. E gli altri? "Finiti, esauriti". Di "emergenza estesa e
generalizzata a tutta l'Italia" parla Paolo Pisanti, presidente
dell'Associazione dei Librai Italiani (Ali). "I libri sono introvabili non
tanto per via del numero di copie inadeguato - precisa il presidente -, ma come
risultato dell'incertezza dovuta alla crociata di agosto sul caro-libri. Noi
librai, nell'insicurezza di poterli vendere, ci siamo mantenuti un po' più
bassi del consueto negli acquisti e gli editori un po' più bassi nella stampa.
Avevamo mandato una lettera in proposito al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Noi, una volta che i libri li abbiamo comprati, poi ce li...
mangiamo, se non si vendono". "È un problema tra librerie e singola
casa editrice" ha commentato Alfieri Lorenzon, direttore dell'Associazione
Italiana Editori (Aie). "I motivi possono essere svariati: un cambiamento
di adozione non comunicato in maniera ufficiale, un volume esaurito o
più persone del previsto che lo richiedono. Può esserci, insomma, una
momentanea indisponibilità. Tutto questo non dovrebbe succedere perché, col
mese di luglio terminiamo di raccogliere i dati delle adozioni delle scuole che
vengono comunicati all'Aie, che a sua volte provvede a corredare e controllare
i codici dei volumi. Le schede vanno poi al ministero dell'Istruzione e,
infine, tornano agli istituti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica.it" del 22-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE Conferenze
Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di Roberto
Monteforte / Roma L'EMERGENZA Italia sotto la lente dei vescovi. Il dramma
dell'emigrazione con quella carica di violenza che rischia di incrinare la solidarietà,
sino ad oggi segno distintivo della società italiana. Ma anche l'emergenza
sociale, le difficoltà economiche che at- tanagliano sempre più le famiglie
italiane. Domanda di giustizia sociale con fisco più equo e introduzione del
quoziente familiare. Apertura sul federalismo fiscale, temperato però "dal
senso di solidarietà e della comune appartenenza ad un solo popolo e alla sua
storia". Quindi la giustizia e le questioni etiche, sino al testamento
biologico. È ricca di spunti la prolusione con la quale il presidente della
Cei, cardinale Angelo Bagnasco ha aperto ieri i lavori del Consiglio Permanente
della Cei. Con aperture inattese, anche se parziali, come sul testamento
biologico. Sì alla legge, ma restino fuori alimentazione assistita e idratazione,
che "non possono essere considerate cure mediche": sono i paletti
posti dai vescovi che confermano il no all'accanimento terapeutico, ma nessuno
spazio per l'eutanasia e per l'abbandono terapeutico. Dal presidente della Cei
arrivano inviti a trovare soluzioni adeguate, che tengano conto del "bene
comune", attenti a quell'insieme di interessi di cui si fa portavoce la
Chiesa, "esperta in umanità" e vicina alla gente comune. Inspiegabili
allora risuonano le espressioni che la prolusione dedica alla scuola e alle
misure assunte dal governo che pure tante preoccupazioni e proteste hanno
suscitato tra i genitori e nel mondo della scuola. Bagnasco, quelle che molti
considerano un'opera di vero smantellamento della scuola pubblica, le definisce
"innovazioni e recuperi volti a dare una maggiore credibilità ed efficacia
all'istituzione e ai suoi operatori". Un'inaspettata
apertura di credito verso la "riforma Gelmini" dal presidente della Cei che, come a compensazione,
esprime la sua stima "sincera e cordiale", verso tutto il personale
scolastico, "a cominciare dai docenti per l'importanza e la nobiltà del
ruolo che ricoprono a livello culturale, educativo e sociale". Ai
vescovi sta a cuore il "riconoscimento del ruolo primario della
famiglia" che - lo ribadisce - deve essere "messa in condizione di
scegliere all'interno di un sistema effettivamente paritario e integrato".
Più spazio, mezzi e risorse per la scuola privata e per chi la sceglie: questo
è il messaggio sottinteso. Anche a discapito di quella pubblica. Resta fermo e
prevedibile il no dei vescovi alle unioni di fatto. Nella sua prolusione
Bagnasco fa solo un cenno sull'invito di Benedetto XVI al laicato cattolico
affinché si impegni in politica e per evangelizzare il mondo del lavoro e
dell'economia. È l'emigrazione il tema su quale si sofferma maggiormente e con
preoccupazione il cardinale. Invita a non "sottovalutare" le violenze
e i "segnali di contrapposizione" che sono emersi in questi giorni.
Se sino ad oggi si sono evitate "spaccature sociali o situazioni
drammatiche", ora - osserva - "stanno emergendo segnali di
contrapposizione anche violenta che sarà bene non sottovalutare". Lancia
il suo allarme. A questa emergenza "occorre dare risposte sempre
civili", strategia europea e accordi di cooperazione con i paesi di
provenienza degli immigrati per portare "alla legalità situazioni
irregolari", "integrazione sociale" e accoglienza delle
"domande di ricongiunzione familiare". "Anche gli immigrati
irregolari sono nostri fratelli" ha ricordato Bagnasco. L'altra
preoccupazione è quella per la libertà religiosa e per il clima di
"cristianofobia". Denuncia le violenze anticristiane in India,
Pakistan e Iraq. La libertà religiosa, sottolinea, è "un caposaldo della
civiltà dei diritti dell'uomo e garanzia di autentico pluralismo e vera
democrazia". Non un optional concesso dagli Stati. E indica un nesso tra
"la disinvolta pratica del relativismo, gli eccessi antireligiosi e
anticristiani e la regressione culturale ed etica delle società".
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini promette
aumenti per i prof, ma solo nel 2012 Il ministro ripete a memoria il suo
programma davanti a Vespa: "Intoccabili gli insegnanti di religione"
di Maristella Iervasi / Roma ANCHE SENZA OCCHIALI, sembrava più tirata della
signorina Rottermaier. Il ministro Mariastella Gelmini non è
riuscita a spiegare la sua controriforma sulla scuola. Seduta nel salotto di
Porta a Porta non è riuscita a tener testa ad Enrico Panini, segretario uscente
della Flc-Cgil, e neppure al ministro ombra Maria Pia Garavaglia. Il padrone di
casa, Bruno Vespa, si è fatto un gran da fare per metterla a suo agio (a favore
del ministro Vittorio Feltri, Don Antonio Mazzi, Marco Paolo Nigi dello Snals,
Giorgio Rembado in rappresentanza dei presidi e Maria Rita Munizza per i
genitori). Servizi a go-go sul maestro unico, sul voto in
condotta e la pagella numerica: tutti a favore
dell'"agenzia" scolastica della Gelmini.
Come anche i sondaggi (tranne uno) di Mannheimer. E ancora: bambini
dell'elementare Aristide Leonardi di Roma in candidi grembiulini seduti tra gli
ospiti, un ciak sul Pinocchio a scuola che prende le bacchettate dal maestro e
le immagini-video degli episodi di bullismo nelle aule. Ma niente da fare: la Gelmini sembrava un disco rotto. Ha ribadito in tv che la
scuola non è uno "stipendificio", che il tempo a modulo è "una
anomalia tutta italiana", introdotta quando "diminuivano gli studenti
per trovare un posto agli insegnanti". Che a scuola ci sono "più bidelli
che carabinieri", 900 indirizzi di scuole superiori. Insomma, che il
rischio della "bancarotta educativa" è dietro l'angolo. Quindi, ecco
il perché del massacro sulla scuola, partendo dall'eccellenza dell'elementare.
Da applicare "con il principio del buon padre di famiglia" del
governo Berlusconi. Tagli, soltanto tagli e nient'altro. Massacrando i corsi di
studio, il monte ore di lezione in tutti gli ordini di scuole e riducendo di
87mila posti gli insegnanti. Tranne però i docenti di religione cattolica e
quelli di sostengo. "La finanziaria - ha dovuto ammettere il ministro nel
corso della trasmissione - non tocca queste figure di docenti". Nessuna
spiegazione sul come e dove operare con bisturi-Tremonti. Nessun chiarimento su
che fine faranno le maestre del modulo che dal prossimo anno verranno
allontanate dall'aula per far posto al maestro unico. Circa 16mila insegnanti
che resteranno comunque a scuola, perché di ruolo e di certo non possono essere
licenziati. Nessuna nuova neppure sui criteri di scelta sul maestro unico, come
il nulla sul metro di valutazione dei docenti ai quali verrà riconosciuto un
bonus di produttività fino a 7mila euro l'anno. Su 800mila insegnanti in
totale, sarà il 40% ad essere premiato. Una cifra che la stessa Gelmini ha vergato con gessetto sulla lavagna di Vespa.
Panini l'ha contestata su ogni punto, anche sulla formazione professionale e
per risposta ha ottenuto il seguente richiamo da Vespa: "La sua è una
posizione ideologica". E sui 7mila euro in bonus la Gelmini
è stata presa in castagna: "I premi ai docenti non ci saranno prima del
2012" - ha detto Panini. L'erogazione degli incrementi degli stipendi al
centro dell'incontro del 29 novembre 2007 sono andati a farsi benedire. Nessuna
risposta è arrivata in tal senso da viale Trastevere. E la Gelmini
ha controbattuto: "Non ci sono soldi se non si risparmia. L'Italia è un
paese che ha un enorme debito pubblico". Ma il battibecco non si è
fermato: "È una vergogna - ha detto Panini - risolvono il problema
cannibalizzando alcuni insegnanti per risparmiare e fare il contratto a chi
rimarrà nel 2012". La trasmissione televisiva si è chiusa con la voce
della maestra della Gelmini. "Mariastella, lo sai
che ti adoravo....", ha detto Maria Rosa Montaironi Toson al ministro.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE
Como Nella scuola elementare di Albate insegnanti anche per "recupero e
potenziamento delle eccellenze" Una classe, 9 maestri. "è
regolare" I dirigenti: tutto ok. Il sindacato: gli
alunni finiscono per non avere figure di riferimento Il ministro Gelmini vuole il ritorno al maestro
unico. A Como c'è una classe nella quale si alternano 9 insegnanti DAL NOSTRO
INVIATO COMO - Inutile dire c'era una volta l'abbecedario, la maestra era una
sola e gli alunni erano più preparati. Altri tempi. Ora, in attesa che
il decreto legge voluto dal ministro Gelmini riporti
indietro le lancette della storia, i maestri possono essere addirittura nove,
come nel clamoroso caso delle elementari di Albate, dove le trenta ore
settimanali sono suddivise tra: italiano e storia, matematica e scienze,
tecnologia informatica, educazione musicale, arte e immagine, educazione
fisica, religione, recupero e potenziamento delle eccellenze. Più tre
laboratori facoltativi, più le ore dedicate alla mensa. In totale per
affrontare questa tabella di marcia ci vogliono, appunto, nove insegnanti.
"Chiariamo subito - dice il provveditore Benedetto Scaglione - che in
questo caso non c'è niente di irregolare. Ogni anno, sulla base di alcuni
parametri fissi (numero di alunni stranieri, laboratori, ore di mensa,
eccetera) viene fissato l'organico di ciascuna scuola. Quest'anno, come l'anno
scorso, per tutta la provincia abbiamo a disposizione 2.152 insegnanti per
1.346 classi in 186 plessi, il che vuol dire 1,5 maestri per classe". Ad
Albate, con 29 titolari e due supplenti per 11 classi, la media sale a 2,7 ma,
come ribadisce il provveditore, è tutto nella più assoluta normalità. La
dirigente del plesso scolastico di Albate, Debora Izzo, si stupisce di tanto
clamore: "Quando una scuola può assicurare un'offerta formativa buona
perché non deve farlo? Mi danno 31 insegnanti (che oltretutto qui hanno
specifiche competenze) e io non dovrei utilizzarli?" I genitori,
all'uscita dalla scuola, hanno pareri diversi ma tutti più o meno sostengono che
è inutile avere così tanti insegnanti se poi non sono preparati. "E poi -
dice una mamma - questa dei nove maestri mi pare una polemica inutile: in una
settimana sono solo sei le ore che i bambini fanno con maestri diversi da
quelli di italiano e matematica". Chi proprio non ci sta è il sindacato.
Dice Gerardo Larghi, segretario della Cisl Scuola e presidente del consiglio di
istituto: "Ci vuole un uso più sensato e adeguato delle persone. Qui la
scelta è stata fatta con le migliori intenzioni, ma il risultato non è stato
migliore. Con troppi insegnanti gli alunni finiscono per non avere figure di
riferimento. E poi se qui i maestri sono troppi, in alcune scuole mancano, per
esempio, gli insegnanti di sostegno". Su quest'ultimo punto ribatte il
provveditore: "è vero - spiega Scaglione - per tutta la provincia ne
abbiamo a disposizione soltanto 120. Ma Larghi sa che a diminuire l'organico,
in tutta Italia, è stato il ministero". Polemiche La scuola elementare
"IV Novembre" di Albate: materie classiche e tre laboratori (Foto
Cavicchi) Luigi Corvi.
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 228 del
2008-09-23 pagina 44 Tiger chi l'ha visto "Matato" lo spagnolo Garcia
di Redazione
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 228 del
2008-09-23 pagina 6 Una giornata da top gun per i tre giovani vincitori di
"Un volo in classe" di Augusto Pozzoli Cresce nelle scuole milanesi
la contestazione ai provvedimenti annunciati sui tagli agli organici. Dopo le
iniziative di protesta delle organizzazioni sindacali, nel fine settimana
scende in campo anche il Pd regionale, che per tre giorni ha previsto
manifestazioni davanti alle scuole per spiegare ai genitori l'opposizione al
decreto varato dal governo per il ritorno al maestro unico, ai voti numerici e
al voto di condotta che può portare anche alla bocciatura. Prevista la
distribuzione di volantini davanti alle scuole. A volantinare venerdì mattina
ci sarà anche l'ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, davanti
all'Istituto comprensivo di via Giocosa, l'ex "Trotter". Ieri mattina
è stato presentato il programma della contestazione del Pd durante una conferenza
stampa promossa da Sara Valmaggi, responsabile Scuola regionale, alla quale ha
partecipato tra gli altri il senatore Mauro Ceruti, pedagogista che ha
coordinato la commissione che col precedente governo ha definito i nuovi
programmi della scuola elementare. "Noi non siamo contrari ai tagli - ha
detto - ma vogliamo che vengano fatti là dove servono e non in maniera
indiscriminata. Perché altrimenti si mette a rischio la scuola elementare che
ci invidiano da tutto il mondo. Meglio sarebbe stato cominciare a cambiare le
cose alle superiori, dove ritengo che ci siano problemi irrisolti ormai da
decenni". La preoccupazione maggiore del Pd è il tempo pieno. "Il ministro Gelmini - ha ricordato Federico Piccoli, un dirigente scolastico
considerato uno dei promotori di questo servizio nella nostra città - si è
impegnata ad aumentarlo? Ma di quale tempo pieno si parla se poi si annullano
le compresenze? Non basta dare una risposta sociale alle famiglie, perché il
tempo pieno si qualifica per i suoi contenuti, che con il ritorno al
maestro unico è impossibile attuare". Analoga posizione a quella che
stanno assumendo i sindacati della scuola, che ogni giorno stanno organizzando
assemblee di insegnanti per spiegare che cosa sta succedendo. E, dopo le assemblee,
le stesse organizzazioni si preparano per il prossimo mese di ottobre a indire
una serie di scioperi. L'agitazione avviene tuttavia con tempi e modalità
diverse da organizzazione a organizzazione perché anche all'interno della
scuola si registra una netta divisione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
SERVIZI.RECORD DI
ISCRITTI Mensa e bus Ovada, gli asili "scoppiano" Cinquanta domande
in lista d'attesa per il baby parking delle Madri Pie La scadenza per gli
"sconti" [FIRMA]MIRIAM MASSONE OVADA Gli asili scoppiano. Nelle
scuole dell'infanzia, in tutto l'Ovadese, le classi sono sature e le liste
d'attesa continuano a gonfiarsi. Quest'anno al suono delle campanelle decine di
bambini sono rimasti fuori dalle aule. Un istituto è corso ai ripari in questi
giorni istituendo classi aggiuntive. "Mai avute tante richieste"
confermano all'unisono i dirigenti scolastici. È il primo tangibile effetto del
boom delle nascite, un trend positivo che a Ovada ha raggiunto l'apoteosi nel
2007 con 101 bambini venuti al mondo (
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 228 del 2008-09-23 pagina
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
L'INIZIATIVA IERI A
PALAZZO NUOVO Con Passepartout de La Stampa lettori in prima fila Ateneo,
protesta anti-Gelmini salta la
prima ora di lezione Parte una stagione di proteste all'Università contro la
legge 133 che prevede tagli da 500 milioni agli atenei, turnover ridotto al
20%, possibilità di trasformarsi in fondazioni. Dopo un'assemblea di
ricercatori, studenti e docenti del "Coord-Unito", ieri mattina a
Palazzo Nuovo c'è stato il blocco della prima ora di lezione; nel
pomeriggio collettivi e gruppi studenteschi hanno costituito l'"Assemblea
No Gelmini" che annuncia proteste e lezioni in
strada nei prossimi giorni. Torna Passepartout con una serie di offerte
esclusive per i lettori de La Stampa. Raccogliendo i bollini che da oggi
tornano sulla copertina della Cronaca di Torino si avrà diritto a serate
speciali dal Salone del gusto al Galà del ghiaccio.
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
NUOVA SIGLA. IN
PIAZZA CAVOUR Studenti manifestano contro la violenza E' nata "Student
Action Not Agree", nuova sigla nel mondo studentesco, che ha debuttato
ieri mattina con una manifestazione organizzata in occasione della Giornata per
la pace. "La pace - dicono i ragazzi - prima di essere "non
guerra" è la non violenza nelle nostre strade. Protestiamo contro la
prevaricazione psicologica, i militari nelle strade, il razzismo, i pericoli che corrono le donne fuori di casa, il voto di
condotta reintrodotto dal ministro Gelmini". In piazza Cavour i manifestanti non era troppo numerosi:
"In effetti erano meno di quanto ci aspettassimo, ma abbiamo informazioni
che in alcuni istituti gli studenti siano stati "consigliati" a non
partecipare alle manifestazioni di piazza". Prossimo appuntamento
il 10 ottobre per la manifestazione nazionale contro la legge di riforma della
scuola proposta dal ministro Gelmini.
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Scuola
Genova Dj Julian
alla consolle di El Cafè Latino della Foce. Esordio del Caribe in trasferta
all'Estrella del Terminal Traghetti, con dj Chelo, i Latin Stars e Davide Fazio.
Varazze Ritrovi al Perbacco, al Cupido 2, allo Spot, al Magia, all'Invidia, al
Miramare, al Fiore ed al QQ7. Albissola M. Al Soleluna Beach di Passeggiata
degli Artisti ultima serata "Night Fever", la musica comincia all'ora
della cena e si prolungherà fino alla zona da ballo, dalle 23 con le best hits
'70 '80 '90, alla consolle da Paolo Battistini dj, nel privè musica house
melodica di Valerio Zannetti dj, party ed ospiti a sorpresa. Ritrovi al Testa,
al Prana, all'Happy Bar al Dolphin's Britain, all'Angelo's, al Varadrillo, al
The Friend's ed alla Madonna. Albisola S. Ritrovo all'Extrò, al Pilar, al Dream
Cafè, alla Taverna di hook, all'Ombelico ed all'Sms Café. Cairo M. Ritrovi alla
Baia degli Angeli ed al Be Pub. Carcare Ritrovo in settimana da Crespi. Savona
Ritrovi e musica nei locali della Vecchia Darsena. Bergeggi Ritrovo in
settimana al Krakatoa. Spotorno Ritrovo alla Cambusa, al Sirito ed al Lord
Nelson. Noli Ritrovi in settimana al Floridita Caffè, al Baianita ed al
Malafemmina. Finale L. Ritrovi al Trocadero, al Baquito, al Vanilla, al New
Clipper ed al Vittoria. Serata lap dance, con pasta a mezzanotte, all'Effimero.
Borgio V. Ritrovi all'Antica Società, alla Torre Antica, al Mulino ed alla
Torre dei Sassetti. Pietra L. Nuovo martedì latino (da oggi) al dancing Malibù
con Fortunato ed il suo staff. Ritrovi al Barone Rosso, all'Airone, al Grifone,
da Poldo's ed all'Iguana (festa della birra dell'Oktoberfest). Loano Liscio e
revival al dancing Saitta, al piano superiore serata jazz con Furyo's Bros e
jam session aperta a tutti i musicisti. Al Manhattan Inn si balla, danze
revival, tutti i pomeriggi, questa sera disco-liscio. Ritrovi in musica anche
al Marthyn's wine-risto, all'Art Café, al Marinella, da Vittorino, da Garfield.
Albenga Ritrovi al Café Noir, a La Locanda, al Santeodoro, al Caprice, al Tribe
Pub. Alassio All'U'Brecche serata latino-americana dalle