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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Libri di testo :i
genitori servono solo per pagare ?
( da "Blogosfere" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pubblicato da Franca Corradini alle 23:53 in Scuola&Società La
presa di posizione sulla circolare Gelmini dell'Associazione Genitori Toscana :
è quasi perfetta la circolare sull?adozione dei libri di testo per il prossimo
anno scolastico. Peccato che dimentichi una componente importante: i genitori,
relegati a meri finanziatori di scelte altrui.
Il coordinamento
docenti attacca la riforma Gelmini
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Il coordinamento docenti di Mantova ospite nella sede del Prc
si è espresso sulla riforma Gelmini con particolare attenzione alle
problematiche della scuola media. La principale critica alla «pseudo-riforma»,
com'è stata definita dal Coordinamento, riguarda il grande numero di tagli alla
scuola pubblica che va contro al progetto incentrato sulla qualità promosso dai
docenti
Scuola, pensioni:
boom di domande di prof e bidelli (
da "Giornale di Brescia" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione della riforma Gelmini. Al 6 febbraio le domande di
pensionamento per il personale della scuola erano circa 26mila tra docenti e
personale Ata. Ma la scadenza delle domande era fissata al 10 febbraio, e la
proiezione finale per i pensionamenti totali porta ad un complessivo numero di
35mila nuovi pensionati.
Turanon Un
volantino della maggioranza sul futuro della primaria
( da "Cittadino, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incertezza provocata dai tagli che il Governo e in particolare il
ministro Gelmini hanno operato» e sottolineava: «Ciò comporta la possibilità
che la formazione della classe prima per la scuola primaria pubblica possa
rischiare di non essere fattibile, in quanto i bambini con l'età per poter
entrare in questa classe sono solo 10 e altri tre potrebbero essere inserimenti
anticipati,
Roma sblocca i
fondi al Darwin ( da "Stampa, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: DENUNCIAVANO LO SCARSO SOSTEGNO DEL GOVERNO Roma sblocca i fondi al
Darwin [FIRMA]PATRIZIO ROMANO RIVOLI Il ministro Maria Stella Gelmini ha messo
mano al portafogli per aiutare il liceo scientifico Darwin di Rivoli. Dopo la
lettera dei genitori, che le chiedevano un intervento, il ministro si è
attivato, anche su sollecitazione dell'ex governatore della Regione Piemonte,
Enzo Ghigo.
asilo, iscrizioni
aperte fino ad aprile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione ai contenuti della legge di riforma scolastica del
ministro Gelmini, terrà aperte le iscrizioni valide per il prossimo anno
scolastico fino al 30 aprile. Lo ha reso noto la direzione dell'asilo, l'unico
presente nel capoluogo, che rimarrà quindi a disposizione delle famiglie dei
bambini che dovranno cominciare la scuola dell'infanzia con il prossimo mese di
settembre,
comunità montana
in difesa delle pluriclassi
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini", rischia di mettere seriamente a repentaglio il livello
qualitativo dell'istruzione in Carnia, non garantendo la continuità didattica».
Ad affermarlo è Marino Corti, assessore alla cultura e all'istruzione della
Comunità montana della Carnia e coordinatore del gruppo di lavoro istituito
presso l'ente sovracomunale e composto dai rappresentanti dei dirigenti
scolastici della
L'ultimo addio ad
Ottavio Arvedi ( da "Arena, L'" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Luigi Gelmini presidente regionale dell'Unione ciechi e responsabile
della cooperativa «Luce e Lavoro», ad imprenditori della vallata, ai dipendenti
con le loro famiglie (attuali ed ex), agli amici e soprattutto tanti giovani.
«Ottavio Arvedi», ha detto il parroco don Ottavio Birtele, «ha chiesto una
cerimonia sobria,
niente carnevale
per la gelmini genitori inferociti con le maestre - luisa morbiato
( da "Mattino di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 26 - Provincia Niente Carnevale per la Gelmini Genitori
inferociti con le maestre LUISA MORBIATO SACCOLONGO. «Quest'anno, a scuola, non
faremo la festicciola di Carnevale come forma di protesta contro la nuova
organizzazione che la riforma Gelmini prevede per il prossimo anno scolastico».
giovedi'
anti-gelmini. carnevale, il comitato genitori e insegnanti ha deciso di non
festeggiare ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 18 - Cronaca GIOVEDI' ANTI-GELMINI. Carnevale, il comitato
genitori e insegnanti ha deciso di non festeggiare ... GIOVEDI' ANTI-GELMINI.
Carnevale, il comitato genitori e insegnanti ha deciso di non festeggiare e,
anzi, di protestare contro i tagli alla scuola decisi dal governo (nella foto
sopra).
convegno sulla scuola
col ministro gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il 2 marzo ad Abano Convegno sulla scuola col ministro Gelmini Salvo
cambiamenti di programma, il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini, il
prossimo 2 marzo inaugurerà all'hotel Alexander di Abano, l'apertura dei lavori
di un convegno nazionale sull'orientamento, che continuerà anche il 3 e 4
marzo.
la scuola
tartassata dai tagli ( da "Tirreno, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stato deciso che in segno di protesta contro la legge Gelmini
quest'anno non verranno fatte uscite scolastiche di una intera giornata, cioè
le gite scolastiche. Decisione presa senza consultare i genitori, i quali
vengono contattati solo per essere sollecitati a partecipare a riunioni serali
dove si dovrebbe discutere della riforma.
Curie e Curiali
Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi cardinali sembrano dei cuculi
( da "Italia Oggi" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Indietro Curie e Curiali Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi
cardinali sembrano dei cuculi PRIMO PIANO Di Andrea Bevilacqua In Vaticano la
grana don Pierino Gelmini non è stata ancora dissinescata. L'ultima, infatti,
viene proprio da Amelia dove don Gelimini risiede. Dalla sua abitazione don
Gelmini ha accusato pesantemente il Vaticano in questo modo:
coinvolti 650
ragazzi il comune si mobilita contro i tagli gelmini
( da "Mattino di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia Coinvolti 650 ragazzi Il Comune si mobilita contro i tagli
Gelmini SANT'ANGELO DI PIOVE. Arrivano i primi tagli alla scuola previsti dal
decreto Gelmini. Interesseranno 12 mila famiglie della provincia di Padova e
più di 50 mila famiglie nell'intero territorio regionale veneto. Sant'Angelo,
come Saonara, non fa eccezione.
nelle elementari
79 cattedre in meno ( da "Tirreno, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Già da settembre gli effetti devastanti della riforma Gelmini» Alle
medie altri 70 posti in meno nel giro di tre anni LUCCA. Precari al palo,
insegnanti di ruolo sotto la scure del "trasferimento d'ufficio",
valzer di maestre nelle classi. Il ciclone Gelmini travolgerà la scuola
elementare lucchese già dal prossimo mese di settembre.
precari
polverizzati - franco buccino
( da "Repubblica, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini partecipava alla presentazione dello studio della
fondazione, e accondiscendeva alla proposta. Azzerare le graduatorie e passare
alla chiamata diretta da parte delle scuole per colmare i vuoti d´organico: a
prima vista non si riesce a capire quali vantaggi deriverebbero
all´amministrazione.
<CHE VOTO mi do?
Non me posso dà i voti da solo, sarebbe altro che la rifo...
( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sarebbe altro che la riforma Gelmini». *** «Non so da dove nasca la
mia baudizzazione. Se è così ne sarei orgoglioso». *** «Mannaggia la pupazza»
*** «Chi ama questo palcoscenico ha tutti fili del dna necessari per svolgere
il ruolo di conduttore». *** «Non me toccà Stefano Di Battista, non me toccà
gli Afterhours».
e adesso i
genitori non firmano le pagelle
( da "Repubblica, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ora a protestare contro la riforma Gelmini che reintroduce i voti in
decimi alle elementari sono i genitori. La protesta «simbolica» (perché non avrà
alcun effetto sulla validità della pagella) cresce di giorno in giorno e si
allarga nelle scuole. E´ partita da qualche mamma e si è allargata a macchia
d´olio, raccolta dai comitati dei genitori: dalle Costa,
SANDRONE: Mudnes
de-dzà e de-dlà da la mura s ...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sculèr col maestro unico e méster castighè dal decreto Gelmini, a-v
salut tótt quant in màsa. Csa vliv ch'a-v déga... mè quand a vègn a Mòdna, chè,
in sta piaza, davanti al Dom e a la Ghirlandeina, a-m pèr ed turner a nàser....
Dounca Mudnes, csa gh'è ed nov?... Gninta....? Come gninta?.... A-j-ho savù che
finalment i han avért al satpasag' ed via Emilia,
Docenti,
innovazione made in Scampia
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che vorrebbe brevettarlo, l'ha illustrato alla ministra Gelmini quando
recentemente si è recata in visita all'istituto. «Abbiamo anche chiesto al
direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino, di poter
sperimentare Enea in una piccola scuola di provincia — spiega Ciotola —
Studenti lavavetri
contro la riforma Gelmini ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 3 Studenti lavavetri contro la riforma Gelmini BERGAMO SINGOLARE FORMA
di protesta, ieri, degli studenti autoconvocati dell'Università di Bergamo, che
per manifestare contro le recenti leggi Gelmini e Tremonti che prevedono tagli
al fondo ordinario per la scuola (leggi 133, 137 e 180), si sono improvvisati
lavavetri (nella foto de Pascale) nel centro di Bergamo.
Sindaci a difesa
del "tempo lungo"
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Parlerò direttamente con il Ministro alla Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini per segnalare la questione del tempo lungo nelle scuole
elementari venete. Senza giri di parole: vogliamo che rimanga". Così si è
espressa ieri Elena Donazzan, assessore regionale ai Servizi Scolastici,
all'incontro con i sindaci della provincia che si è tenuto in Villa Obizzi ad
Albignasego.
Santarcangelo, più
bambini e le scuole vanno strette
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: una delle scuole riminesi a sperimentare la riforma voluta dal
ministro Gelmini, proponendo per alcune classi il nuovo orario scolastico con 5
giorni di lezione anziché 6 (si uscirà da scuola alle 13 meno un quarto). In
questo modo i bambini al sabato potranno rimanere a casa, anziché andare a
scuola, proprio come accade già per tutte le classi che fanno il tempo pieno.
SENIGALLIA
CONSEGUENZE della riform...
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SENIGALLIA CONSEGUENZE della riforma Gelmini sulle scuole del
territorio comunale al centro della seduta del Consiglio grande, alla presenza
di rappresentanti scolastici, ma anche associazioni cittadine. «Purtroppo -
evidenzia l'assessore alla istruzione, Simone Ceresoni - l'attuazione della
riforma scolastica sta già producendo alcuni effetti.
Petizione dei
genitori contro la riforma del ministro Gelmini
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 15 Petizione dei genitori contro la riforma del ministro Gelmini
VIMERCATE RACCOLTE 1.200 FIRME IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA CON TRE MAESTRI
E IL TEMPO PROLUNGATO VIMERCATE TEMONO già di ridursi come i genitori di Roma,
in fila di notte per accaparrarsi un posto al tempo pieno. E le madri che
lavorano, praticamente tutte, vivono ore di grande incertezza.
Denunciati 7
studenti ( da "Nazione, La (Siena)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Erano i giorni caldi delle contestazioni al decreto Gelmini e
coincisero con la bufera che aveva investito la nostra università. La mattina
c'era stato un corteo autorizzato, poi intorno alle 15 una quarantina di ragazi
uscirono di corsa dal rettorato e bloccarono il traffico fuori porta Camollia.
URBINO -
"Tardive e strumentali". Così vengono definite dal consigliere
regio... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, infatti, nell'anno scolastico 2010/2011 l'Isa di Urbino
potrebbe trovarsi con meno di 500 studenti, il numero minimo previsto per
mantenere l'autonomia. Giannotti ricorda di aver presentato in Consiglio
regionale due proposte: "con la prima si chiedeva di annullare e con la
seconda di sospendere la scelta relativa alla istituzione nella provincia di
Pesaro e Urbino del Centro
LUGNANO IN
TEVERINA - Lui criticava la riqualificazione delle terme di Ramici, e lei, per
tu... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dal 2004 ad oggi, c'è voluto il Ministro Gelmini e la decisione della
Provincia di ridisegnare la geografia degli istituti scolastici per mettere
d'accordo - una volta, e una soltanto - i due contendenti. Sono quasi coetanei:
quarantasette anni la Moretti, solo quattro in meno Dimiziani.
SI DIBATTE SU
INTERNET E MINORI Oggi alle 17, all'istituto comprensivo O...
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: PUBBLICA Ultima assemblea pubblica sulla scuola e le novità introdotte
dalla riforma Gelmini questa sera alle 21 nella sala della circoscrizione a
Borgo Santa Maria. MUSEI CIVICI A PALAZZO CIACCHI Questo pomeriggio, come ogni
terzo venerdì del mese, sarà possibile visitare il percorso espositivo di
palazzo Ciacchi, con dipinti e ceramiche provenienti dai depositi dei musei
civici.
Taglio di docenti,
a rischio il tempo lungo 20mila famiglie in ansia
( da "Corriere del Veneto" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: orario cancellato dalla riforma Gelmini, che permette agli alunni di
restare a scuola per la mensa fino alle 15.30. La scuola veneta è nel caos, in
vista ci sono tagli per 4.261 insegnanti, così rischia di perdere un orario
affinato in vent'anni e meritevole di averla portata sulla vetta europea in
termini di qualità dell'istruzione.
Elena Donazzan
( da "Corriere del Veneto" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 20 num: - pag: 8 categoria: BREVI Elena Donazzan L'assessore regionale
all'Istruzione ha scritto una lettera al ministro Gelmini, per difendere «la
scuola veneta dell'eccellenza» Famiglie in rivolta Un'immagine della
manifestazione di protesta contro il taglio del tempo lungo organizzata ieri a
Padova (Gobbi/Bergamaschi)
<La legge
Gelmini> Incontro in biblioteca
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 9 «La legge Gelmini» Incontro in biblioteca Una serata per capire
«Come cambia la Scuola - Le novità della Legge Gelmini», oggi alle 21 nella
biblioteca civica di via Monte Santo a Camnago, con interventi di professori e
presidi. Ingresso libero.
NEL PRC volano gli
stracci. L'ex segretario Tiziano Loreti che ha las...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nei giorni scorsi aveva dato vita alla protesta anti-Gelmini definita
del 10 politico' alle scuole Longhena. Ferrero, accusa Loreti, «ha espresso
solidarietà a Walter Veltroni, che ha cercato di distruggere il Prc, e non ha
trovato il tempo di telefonare a me, che da 15 anni cerco di salvare il
partito».
sarà un brutto
voto in condotta ( da "Mattino di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sarà un brutto voto in condotta» CHIAMPO. «Certamente valuteremo quali
implicazioni dal punto di vista disciplinare scolastico possa avere il gesto
compiuto dai cinque ragazzi». Così commenta Fiorella Menti, preside della
scuola statale media di Chiampo, frequentata dai ragazzi denunciati per aver
legato e poi filmato un loro compagno di scuola.
Prof di
matematica, i conti non tornano
( da "Giornale.it, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i conti non tornano di Alessandra Pasotti Con la riforma Gelmini
aumentano le ore per le materie scientifiche, ma le cattedre sono vacanti, In
esubero, invece, gli insegnanti di lettere, lingue straniere e musica. In
pensione 1942 dipendenti Insegnanti di matematica cercansi. è questa la buona
notizia, l?
Carnevale in
replica La Gelmini sul carro
( da "Corriere Adriatico" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lotteria Carnevale in replica La Gelmini sul carro Bis per il
Carnevale montemarcianese, che dopo la sfilata di domenica scorsa a Marina
replica domani presso il centro storico del capoluogo. Con l'organizzazione di
Comune e Pro Loco ed in collaborazione con il Comitato carnevalesco e
l'oratorio "San Macario" di Montemarciano (che hanno tra l'altro
realizzato i carri allegorici)
San Donà di Piave
"La riforma Gelmini: la famiglia al centro della nuova organizzazion...
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì 20 Febbraio 2009, San Donà di Piave "La riforma Gelmini:
la famiglia al centro della nuova organizzazione scolastica?". Questo è il
tema dato all'incontro organizzato dal Comitato Genitori Romolo Onor, che si
terrà oggi, venerdì 20 febbraio, alle ore 20.45, nell'aula magna dell'oratorio
Don Bosco.
Saccolongo Niente
festa di carnevale a scuola per i bambini dell'elementare "Giovanni...
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini prevede per il prossimo anno scolastico". Questo quanto
riportato nell'avviso consegnato in questi giorni dalle maestre agli alunni e
giunto così nelle mani dei genitori. Una forma di protesta che coinvolge
direttamente i bambini e che ha sollevato malcontento fra i genitori che, pur
non entrando nel merito della contestazione degli insegnati,
ALBIGNASEGO E' un
vero movimento spontaneo quello sorto per difendere il tempo lungo negli
istituti Sindaci contro i tagli alla scuola Donazzan: la Regione vi sosterrà a
Roma; abbi ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Parlerò direttamente con il ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini
per segnalare la questione del tempo lungo nelle scuole elementari venete.
Senza giri di parole: vogliamo che rimanga". Così si è espressa Elena
Donazzan, assessore regionale ai Servizi Scolastici, all'incontro con i sindaci
della provincia che si è tenuto in Villa Obizzi.
Pd/ Rutelli: Per
mesi ci si e' baloccati con assurda
( da "Virgilio Notizie" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal referendum sulla legge Gelmini all'ipotesi di referendum sul
testamento biologico); ora che ha iniziato a formulare una proposta, per quanto
insufficiente, Veltroni si è dimesso". Insomma, "penso che nei
prossimi cento giorni il Pd debba occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al
fianco di chi lavora e crea ricchezza.
La sinistra non ha
bisogno di un leader ( da "Blogosfere" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la gelmini riforma la scuola? le ragioni degli studenti siano spiegate
da una studentessa inkazzata! ce ne sono tantissime. il governo pontifica
sull'economia? gli risponda il classico pensionato che arriva a fine mese con
750 euro. ce ne sono milioni.
E i maestri
boicottano il voto numerico
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come previsto dalla riforma della scuola del ministro Gelmini, ma con
le vecchie valutazioni. E ora cosa succede? Secondo l'assessore comunale alle
Politiche scolastiche, Gianpaolo Lavagetto, «si apre la strada all'arrivo degli
ispettori ministeriali», come già avvenuto a Bologna, dove per protesta i
maestri di una scuola hanno dato
Pd: con i tagli
una università senza futuro (
da "Giornale di Brescia" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Su due punti delle linee guida proposte dal ministro Gelmini siamo
pienamente d'accordo: riformare il sistema di governo delle università
conferendo maggiori poteri ai portatori di interessi, e rafforzare le norme sul
diritto allo studio per attuare una mobilità sociale attualmente bloccata»
spiega Modica, che aggiunge: «Non condividiamo invece i tagli forsennati,
Ciaccio, ministra
della fraternità francescana
( da "Cittadino, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'attuale Fraternità di Lodi con sede in San Francesco fu
ufficialmente eretta nel 1882 dal vescovo Domenico Gelmini, a conclusione delle
celebrazioni del settimo centenario della nascita del Santo. L'Ordine
Francescano Secolare ha dato alla Chiesa 44 santi e 67 beati ed una infinità di
servi di Dio.
Corsini: Sono
solidale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini non ha proposto una riforma bensì una destrutturazione che ha
ripercussioni molto negative su Brescia in termini di diritto allo studio,
risorse finanziarie, possibilità di carriera dei docenti - dice Corsini - e io
sono solidale con la battaglia del rettore perché il taglio di 1,4 miliardi di
euro impedisce di gestire il sistema e il meccanismo concorsuale a sorteggio
confermerà
ploaghe, oggi la
prima sfilata dei sei carri allegorici
( da "Nuova Sardegna, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sarcastica politica sulla riforma Gelmini e, per concludere, i Blues
Brothers e i Giamaicani. L'amministrazione comunale la Proloco, con il prezioso
ed essenziale lavoro dei giovani e di tutte le associazioni ploaghesi, si sono
incontrati per più di un mese, creando tra loro veri e propri momenti di
aggregazione e socializzazione, per predisporre la formazione dei carri
allegorici.
LA SCUOLA
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ma delle stesse Regioni, spaventate forse dal passaggio dalla
sperimentazione a una condizione a regime che obbliga a predisporre e garantire
un sistema stabile e rispondente alle prescrizioni normative. Tuttavia non è il
caso della Lombardia, che si muove a grandi passi verso la costruzione del
sistema regionale della formazione professionale previsto dalla sua legge 19:
L'Imw punta su
scuola e talenti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. «La scuola (di oggi) fucina di talenti (di
domani)?» è il titolo dell'iniziativa in programma venerdì 20 marzo a partire
dalle 10 nella sede dell'Aib (sala Beretta, via Cefalonia, 62 Brescia). Ricco
il programma della giornata, animata dal giornalista di Radio24, Sebastiano
Barisoni: si aprirà con i saluti di Franco Tamburini (
la dc garantirà il
g8 della scienza ( da "Tirreno, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al ministro Gelmini e al presidente del Consiglio, Berlusconi, che
spingerebbero per il cambio di sede il sottosegretario Giuseppe Pizza (Dc)
avrebbe fatto notare che non ci sarebbero nemmeno i tempi per approntare il
piano sicurezza per l'evento già studiato per Lucca, dove tra l'altro avranno
sede i corsi patrocinati dall'Onu per i sistemi di sicurezza internazionale.
La fuga dalle
scuole, trecento in pensione
( da "Provincia Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la paura dei cambiamenti in negativo che la riforma Gelmini prevede e
di quelli che ci si aspetta nei requisiti per andare in pensione. Altra
differenza: non ci sarà un ricambio totale. Significa che a 300 pensionamenti
non corrisponderanno altrettante assunzioni. Inoltre le domande per prorogare
il servizio per un biennio, presentate da chi ha più di 65 anni,
E' l'effetto della
riforma, prevede tagli e dà insicurezza
( da "Provincia Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è la testimonianza della situazione di disagio della categoria legata
alla riforma Gelmini. Agisce anche la paura di ulteriori riduzioni sulle
pensioni e soprattutto sull'innalzamento dell'età per le donne». Quindi che
aveva la possibilità di andare in pensione ha presentato la domanda giù per
quest'anno, anche se con altre condizioni si sarebbe dedicato ancora
all'insegnamento.
Stradella, cosa
fare dopo le medie Psicologi e esperti danno consigli
( da "Provincia Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì sera il primo incontro con i genitori che si sono supportati
in una scelta complessa anche alla luce della riforma scolastica voluta dal
ministro Gelmini. «Esperienza positiva - conclude l'assessore Covini - faremo
un altro incontro a fine marzo con il dirigente Nardi un esperto sulle
prospettive offerte dalla medie superiori pavesi». (p.r.)
C'è la Gelmini nel
corteo del giorno prima ( da "Arena, L'" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma la parte migliore della sfilata era la protagonista del carro, il
ministro Gelmini. A impersonarla una «maestra unica», come l'hanno etichettata
i colleghi e i genitori che in corteo la seguivano. La Gelmini delle Rubele si
è presentata in tailleur tenendo tra le mani un registro, pronta a dare un voto
in numeri a chiunque le passasse davanti.
La riforma Gelmini
spiegata dal comitato ( da "Provincia Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi alla Cavallerizza La riforma Gelmini spiegata dal comitato
VIGEVANO. Cosa sta cambiando nel futuro della scuola pubblica? Il «Comitato
cittadino per la scuola pubblica» vuole rispondere a tutte le domande che
riguardano il decreto del ministro dell'istruzione Gelmini, con una iniziativa
che partirà oggi pomeriggio, alle 16, nella Cavallerizza del castello.
Riforma
scolastica, novità per i remigini
( da "Provincia Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il nuovo assetto delle scuole elementari voluto dal ministro Gelmini:
l'argomento di un incontro tra lo staff della scuola primaria mortarese e i
genitori dei bambini nati nel 2003 e fino all'aprile del 2004, che devono
iscrivere i piccoli alla prima classe. Il confronto con la dirigente scolastica
Maria Teresa Barisio e le sue collaboratrici si è tenuto in aula magna.
il futuro della
scuola, dibattito aperto ( da "Tirreno, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pistoia, l'assessore
alla formazione della provincia di Pistoia e tutti i dirigenti scolastici, i
sindacati della scuola, i partiti politici, i candidati alle elezioni
provinciali e coloro che sono interessati a conoscere le caratteristiche della
scuola proposta dal ministro Gelmini.
I soci Fidas
festeggiano il primato di donazioni
( da "Arena, L'" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha raggiunto quota 74, e il distintivo d'oro per Renzo Gelmini,
che ha effettuato 103 donazioni. «Il nostro desiderio è continuare ad
incrementare la partecipazione giovanile», spiega Gianmarco Savoia, presidente
della Fidas, «e sensibilizzare i cittadini sulla necessità di donare il
sangue».L.CO.
pochi alunni,
scuola a rischio chiusura ( da "Nuova Venezia, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutto è legato alla cosiddetta «legge Gelmini», che fissa ad almeno 15
il numero minimo di studenti per poter formare una classe. Requisito che,
basandosi sui dati parziali delle pre-iscrizioni che si chiudono il 28
febbraio, ad Asseggiano non sarebbe rispettato per la classe prima: stando così
le cose, la Prima non potrebbe essere formata,
slogan, fumogeni e
tensione gli studenti tornano in piazza - gaia rau
( da "Repubblica, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oltre alla riforma Gelmini e ai tagli della scuola e all´università,
si sono alternati tanti altri temi: dalla sicurezza a scuola e sui luoghi di
lavoro, alla solidarietà nei confronti degli immigrati e alla lotta contro i
Centri di permanenza temporanea (a sfilare anche uno striscione con su scritto:
«Solidarietà ai rivoltosi di Lampedusa,
il comune chiede
aiuti per la scuola ( da "Nuova Venezia, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordine del giorno sostiene anche che la scelta del maestro unico da parte
del ministro Maria Stella Gelmini produrrà un'impoverimento della didattica
perchè mancherà il confronto tra i docenti e anche perchè non saranno più
possibili laboratori e uscite. Inoltre, nella scuole più piccole a modulo sarà
sempre più difficoltoso gestire il tempo della mensa.
La Giornata del
Braille, lezioni a scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Iniziative analoghe anche presso le sedi dell'Anpvi
(Associazione nazionale privi della vista e ipovedenti) e dell'Ierpof (Istituto
europeo ricerca formazione e orientamento professionale). «La giornata - spiega
Bachisio Zolo, coordinatore regionale dell'Anpvi nonché docente dell'Ierpof -
si prefigge di sviluppare politiche pubbliche e comportamenti privati che
allarghino
S'intitola Rap di
Enea e ha divertito i bimbi durante i cortei contro la Gelmini
( da "Stampa, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e ha divertito i bimbi durante i cortei contro la Gelmini Parte
stasera dal «Condorito» (sulla statale Cuneo-Mondovì), di Margarita, il nuovo
tour della cantante americana Vanessa Peters «Sweetheart, Keep Your Chin Up»
(«Amore, cammina a testa alta»), che proseguirà, nei prossimi mesi con tappe in
Olanda, Belgio, Germania, Norvegia, Danimarca e negli Stati Uniti.
Più alunni sui
banchi delle scuole ( da "Stampa, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: modifiche introdotte dalla riforma Gelmini anche quest'anno i genitori
ci hanno confermato di preferire il tempo pieno tradizionale - commenta la
dirigente scolastica -. Su 51 sezioni solo nove sono a modulo normale, le altre
42 sono tutte a tempo pieno». Molto dipende dalle modifiche che nell'ultimo
decennio hanno interessato la cittadina: «A Trecate sono numerose le famiglie -
I sindaci del
golfo Paradiso si uniscono per salvare tre scuole
( da "Secolo XIX, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I sindaci del golfo Paradiso si uniscono per salvare tre scuole
riforma gelmini I primi cittadini chiedono che le medie di Pieve e di Uscio e
l'elementare di Capreno siano considerate come un unico plesso 21/02/2009 DUE
SCUOLE medie, quella di Pieve Ligure e quella di Uscio, e la scuola elementare
di Capreno, frazione di Sori.
Nelle frazioni presto
scuole a rischio ( da "Stampa, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lanciato al momento delle prime indiscrezioni sul decreto Gelmini, e
che ora ribadisce, «dopo la lettera inviatami dal dirigente scolastico Giovanni
Bonifacino che, se dovessero essere confermate le indicazioni giunte finora,
palesa gravi problemi di organizzazione». Al centro delle preoccupazioni, la
mancanza di dati sulle risorse di personale docente: «Ovvero - sottolinea
Briano -
<Il Cagliari è
l'orgoglio della regione>
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tasto dolente: «Ho incontrato pochi giorni fa il ministro Gelmini, e
mi ha dimostrato grande sensibilità. Capisco i sui problemi, ma ha un approccio
positivo verso il nostro mondo. La possibilità di fare sport nella scuola
primaria mi rende ottimista». DOPING Meno ottimismo può essere riversato sul
fronte della lotta al doping.
"quote per
gli alunni stranieri non più del 20% in ogni classe"
( da "Repubblica, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in uscita domani con Repubblica) Roberto Cota, capogruppo leghista
alla Camera: «Individuiamo nel 20% il tetto massimo di presenza di studenti
stranieri per classe. Spetterà alla Gelmini adottare un atto amministrativo con
cui fissare già dal prossimo anno scolastico questo tetto e istituire poi le
classi d´inserimento». (vla.po.)
arriva marino e
genova si spacca proteste e manifestazioni all'università - michela bompani
( da "Repubblica, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: già in assemblea nelle diverse facoltà per proseguire la lotta
anti-Gelmini. Ma il fronte della protesta non si esaurisce qui: voci del
dissenso potrebbero levarsi anche tra gli stessi "togati", che
vorrebbero cogliere l´occasione per rivendicare l´intoccabilità della radice
pubblica dell´Università.
a piccoli passi
verso l'inciviltà - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini aveva dichiarato che per i bambini stranieri prevede corsi
di lingua pomeridiani anziché classi separate. Ma i leghisti stanno per
riscuotere le classi separate. Tutte le peggiori previsioni si stanno
avverando. La prossima tappa, c´è da scommetterci, saranno le normative
differenziali sull´erogazione dei servizi sociali (
Claviere Non
chiude la pluriclasse Le famiglie dei 10-12 allievi della scuola elementa...
( da "Stampa, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la pluriclasse del loro piccolo paese non chiuderà per effetto del
decreto Gelmini sul ridimensionamento scolastico. A lanciare l'allarme sul
futuro della scuola del Comune al confine con la Francia era stato l'Uncem a
gennaio: quella di Claviere era tra le otto elementari indicate a rischio in
tutta la Provincia di Torino, l'unica in Alta Val Susa.
All'indomani della
notizia del possibile e altamente probabile taglio di 83 plessi in p...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha firmato la direttiva per i pensionabili (coloro
che hanno raggiunto i 40 anni di servizio) in soprannumero nelle categorie
dell'esubero e per i fuori-ruolo. «Sono 5mila posti che vanno sommati ai 23mila
circa regolari che hanno presentato la domanda di pensionamento - spiega Isceri
-.
Oggi pomeriggio a
Vetralla si parlerà di decreto Gelmini. Organizzato dall'assessore alla ...
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vetralla si parlerà di decreto Gelmini. Organizzato dall'assessore
alla pubblica istruzione Luca Mancini, l'incontro - in programma oggi
pomeriggio alle 16,30 nella biblioteca comunale - vuole porre l'accento
sull'articolo 4 del decreto, quello che prevede la riduzione del tempo scuola
in 24 ore, che potrebbero però passare a 27, 30 o 40 sulla base delle esigenze
delle famiglie.
Cartelli
giganteschi campeggiano sulla città, per far sapere a tutti che: "Il
Casagrand... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: imitare il Ministro Gelmini quanto piuttosto contrastare una
situazione contingente. «Con questa gran confusione generata dal
dimensionamento scolastico, che a Terni si è concretizzato con l'accorpamento
di quattro istituti superiori, non si hanno certezze, ora ci sono le iscrizioni
e dobbiamo far sapere che la scuola Casagrande esiste - spiega Giuseppe
Metastasio preside di quell'
La Carta delle
autonomie torna in Conferenza unificata
( da "Italia Oggi" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini allo schema di regolamento per la determinazione
degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) delle
scuole. Il consiglio dei ministri ha accolto la richiesta della regione Puglia
di derogare al limite del 20% relativo al prelievo sulle giacenze di cassa, in
modo da poter procedere al risanamento del deficit sanitario,
Alle elementari è
panico Fuga dalle classi di periferia
( da "Corriere del Veneto" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per effetto dei decreto Gelmini. E tra le famiglie c'è allarme. A una
settimana dallo scadere del termine per le iscrizioni sta succedendo un po' di
tutto. La prima elementare del circolo Colombo nella sede di Asseggiano diventa
a rischio chiusura per il calo di iscrizioni, ci sono genitori in fuga anche in
centro storico verso le scuole più «ricche»
La Cisl:
<Firmare era necessario>
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quello di una seria opposizione alla proposta legislativa della
Gelmini. "Certamente"-continua Leonardi-"le risorse erano esigue
, una limitazione derivante da ben due leggi finanziarie, approvate da
maggioranze politiche di diverso segno, ma entrambe insufficienti rispetto ad
una significativa rivalutazione dei trattamenti retributivi".
Elementari, fuga
dalle classi di periferia ( da "Corriere del Veneto" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per effetto dei decreto Gelmini. Un numero non confermato dai dati
ministeriali, che devono ancora essere forniti, ma che intanto mette in allarme
le famiglie. A una settimana dallo scadere del termine per le iscrizioni sta
succedendo un po' di tutto. La prima elementare del circolo Colombo nella sede
di Asseggiano diventa a rischio chiusura per il calo di iscrizioni,
<Cinque in
condotta e tanti compiti per
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini dispone che la valutazione del
comportamento sia espressa in decimi come per le altre materie e che con meno
di sei, ovvero insufficiente, lo studente non venga ammesso all'anno
successivo. Tuttavia, il voto deve tenere conto dei segnali di ravvedimento,
che possono far riguadagnare la sufficienza.
di ENRICO BARBETTI
e FEDERICA GIERI SONO STATI s...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini dispone che la valutazione del
comportamento sia espressa in decimi come per le altre materie e che con meno
di sei, ovvero insufficiente, lo studente non venga ammesso all'anno
successivo. Tuttavia, il voto deve tenere conto dei segnali di ravvedimento,
che possono far riguadagnare la sufficienza.
Assemblea
nazionale thriller. E intanto Rutelli e D'Alema sparano su Walter
( da "Tempo, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi ha seguito agende estemporanee dettate dal giorno per giorno, dal
referendum sulla legge Gelmini all'ipotesi di referendum sul testamento
biologico». A questo punto, aggiunge, «ci sono cento giorni, prima di
un'importante tornata elettorale, per salvare l'idea, la speranza e la forza
del Pd. Si può riuscire solo con la proposta e l'azione politica».
A piccoli passi
verso l'inciviltà ( da "Repubblica.it" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini aveva dichiarato che per i bambini stranieri prevede corsi
di lingua pomeridiani anziché classi separate. Ma i leghisti stanno per
riscuotere le classi separate. Tutte le peggiori previsioni si stanno
avverando. La prossima tappa, c'è da scommetterci, saranno le normative
differenziali sull'erogazione dei servizi sociali (
Una prova
d'appello internazionale per la scuola italiana
( da "Avvenire" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tanto che il ministro Gelmini aveva ipotizzato una campagna di
aggiornamento ad hoc per i docenti operanti nel Mezzogiorno, suscitando non
poche polemiche. «Negli incontri delle scorse settimane, abbiamo cercato di
spiegare che queste prove devono essere vissute non come un giudizio sul loro
lavoro, bensì come un'occasione per meglio calibrare la didattica»
Gli assessori
della provincia etneapreparano una strategia comune
( da "Sicilia, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione della Legge Gelmini, è sottoposta a notevoli cambiamenti
sia sul piano organizzativo che didattico. Nel corso dell'incontro verrà
illustrato il «report» dei comuni che aderiscono all'iniziativa. «L'obiettivo
che perseguiamo con convinzione - ha affermato l'assessore alle politiche
scolastiche Sebastiano Arcidiacono - è quello di mettere la scuola al di sopra
delle parti,
DIAMANTE MAROTTA
SI PREANNUNCIANO ANCORA TAGLI PER LA SCUOLA CASERTANA CON TANTI DOCENTI DI
RUOLO... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: auspicio è che i pensionamenti andranno a sopperire una discreta fetta
dei tagli previsti dalla Finanziaria e dalla riforma Gelmini dando la
possibilità a quei docenti in soprannumero di trovare una sede non disagiata.
La qual cosa andrà a penalizzare i precari casertani che vedranno sfumare
l'agognata assunzione a tempo indeterminato e si ritroveranno senza più lavoro.
Delusa dalla
riforma, la prof emigra ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dover affrontare lo tsunami chiamato Gelmini pronto a spazzar via dal
prossimo anno scolastico molto di quanto fatto finora. Dopo ventotto anni di
onorata carriera, di cui 21 qui a Padova, la Nespolo se na va. Lascia non solo
la nostra città, ma l'italia, l'Europa. Va dall'altra parte del mondo, in
Australia: ad Adelaide dirigerà per tre anni la scuola di lingua e cultura
italiana.
LA CORNICE
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È stato invitato anche il ministro all'istruzione, Maria Stella
Gelmini. Nonostante la giornata lavorativa, un buon pubblico ha assistito alla
prima giornata del "Circo rosa". Vicino all'area di gara sorge il
villaggio "Via dei sapori", che mette a disposizione varie
specialità, a prezzi contenuti, tipici di alcune Pro Loco regionali.
Riforma Gelmini,
58 insegnanti scrivono al Governo
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini, 58 insegnanti scrivono al Governo Sabato 21 Febbraio
2009, CORDIGNANO - Cresce la protesta contro la Riforma Gelmini. Nelle scuole
genitori e insegnanti discutono, organizzano dibattiti. In vista della scadenza
per le nuove iscrizioni, il 28 febbraio, e della necessità di scegliere i tempi
scuola,
Vettorata decima
ai mondiali ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Femminili. Juniores: 1. Roberta Zanon (Dolomitica). Allieve: 1. Teresa
Franceschet (Silca Ultralite). Cadette: 1. Lilli Gelmini (Fumane Triathlon).
Ragazze: 1. Margherita Bonfante (Peschiera Triathlon). Esordienti: 1. Stella
Gelmini (Fumane).
Due bambini in
otto giorni per salvare la scuola elementare di Asseggiano. Se non si
raggiungoeranno... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con i nuovi vincoli del decreto Gelmini, infatti, la scuola non riesce
a garantire le tre giornate settimanali di tempo pieno richieste dai genitori,
molti dei quali preferiscono dunque iscrivere i figli altrove. «Senza la classe
prima - commenta la presidente della Municipalità, Maria Teresa Dini - entro qualche
anno la scuola potrebbe trovarsi con meno di 50 alunni,
Le ronde e la
micragna. ( da "Blogosfere" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le ore di lezione dei maestri defenestrati dalla legge Gelmini. Pare sia
proibito per ora, ma sicuramente qualcuno raccoglierà l'idea, non appena
troveranno il modo di filtrare i genitori comunisti. Infine, i cittadini che
vanno allegramente a pattugliare le strade. Tutto risparmio, mentre le nostre
tasse finiscono nelle grandi opere inutili, o nelle casse scassate delle
banche,
( da "Blogosfere"
del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Feb 0919 Libri di testo :i genitori servono solo per
pagare ? Pubblicato da Franca Corradini alle 23:53 in Scuola&Società La
presa di posizione sulla circolare Gelmini
dell'Associazione Genitori Toscana : è quasi perfetta la circolare
sull?adozione dei libri di testo per il prossimo anno scolastico. Peccato che
dimentichi una componente importante: i genitori, relegati a meri finanziatori
di scelte altrui. “Le adozioni non esauriscono i propri effetti all'interno
della scuola poiché hanno anche una ricaduta non indifferente sulle famiglie.
Nella scuola secondaria, infatti, chi effettua la scelta del libro di testo,
cioè il docente, non coincide con l'acquirente che ne sopporta il relativo
costo” recita la circolare. E dimentica quello che ha affermato pochi righi
prima, ossia che, a norma dell?art. 4 del DPR 416/74 “Il collegio dei docenti
provvede all'adozione dei libri di testo, sentiti i consigli di interclasse o
di classe”. Non il singolo docente, ma l?intero consiglio di classe -genitori
inclusi- deve esaminare i testi proposti dalle case editrici, dare un parere e
formulare una proposta. “è un vero peccato che il Ministero metta i genitori
così in un angolo –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell?Associazione
Genitori A.Ge. Toscana- per il resto la circolare è davvero esemplare, perché
si fa carico di tanti problemi finora irrisolti: il costo, il peso, il malvezzo
di classificare testi fondamentali come solo consigliati per non sforare i
tetti di spesa, il valore dei libri di testo quali strumenti di cultura, le
versioni on line, i prezzi bloccati e gli aggiornamenti. Si parla anche di
comodato e di noleggio, anche se per ora restano soluzioni poco percorribili”.
“In una parola c?è tutto quello per cui come Associazione ci siamo battuti per
anni all?interno del progetto ?La Schiena a Scuola?, solo che -in violazione
alla vigente normativa- i genitori sono stati lasciati fuori dalla porta”.
“Questa ?dimenticanza? risulta ancor più inquietante se collocata nell?attuale
contesto di ?rottamazione? della componente genitori all?interno della scuola
–dichiara la Presidente A.Ge. Toscana- Ieri ad esempio è stata celebrata la VII
Giornata Europea dei Genitori e della Scuola, ma al contrario di quanto
avveniva con i ministri Moratti e Fioroni, con i quali la giornata era un
evento di rilevanza nazionale, quest?anno si è ridotta a una semplice
celebrazione presso la Sala Comunicazione del Ministero, senza che le fosse
dato alcun rilievo”. “Preoccupa inoltre –conclude Di Goro- il disegno di legge
presentato dall?on. Valentina Aprea, che prevede un generale ridimensionamento
della presenza dei genitori all?interno degli Organi collegiali della scuola.
La sostanziale abolizione dei rappresentanti di classe la dice lunga sul
disinteresse nei confronti della componente genitoriale. In questo contesto
parlare di Patto educativo di corresponsabilità diventa puramente formale”.
agetoscana@age.it www.agetoscana.it
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il coordinamento docenti attacca la riforma Gelmini Il coordinamento docenti di Mantova ospite nella sede del Prc si
è espresso sulla riforma Gelmini con particolare attenzione alle problematiche della scuola
media. La principale critica alla «pseudo-riforma», com'è stata definita dal
Coordinamento, riguarda il grande numero di tagli alla scuola pubblica che va
contro al progetto incentrato sulla qualità promosso dai docenti e che
può avere ripercussioni sull'alfabetizzazione degli studenti stranieri, sugli
studenti in difficoltà e sulla graduale scomparsa di materie come cinema,
musica e sport. Riguardo ai cambiamenti più radicali che entreranno in vigore
con la riforma c'è - è stato sottolineato - il ritorno alle 30 ore settimanali
che porterà alla scomparsa del tempo prolungato, l'abolizione delle ore di
compresenza per far posto alla didattica frontale poco incline alla formazione
del singolo alunno, il ritorno della valutazione in voti a scapito di quella in
giudizi e la possibilità per le famiglie di optare solo per l'insegnamento
della lingua inglese che va contro le nuove direttive europee sulla formazione
lavorativa. Rita Scapinelli, portavoce dell'incontro invita i genitori a
prestare attenzione a cosa la riforma può precludere al futuro formativo dei
loro figli. Andrea Scattolini
( da "Giornale
di Brescia" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 20/02/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:in primo piano Scuola, pensioni: boom di domande di prof e bidelli
ROMACresce la febbre della pensione tra il personale delle scuole in vista
dell'applicazione della riforma Gelmini. Al 6
febbraio le domande di pensionamento per il personale della scuola erano circa
26mila tra docenti e personale Ata. Ma la scadenza delle domande era fissata al
10 febbraio, e la proiezione finale per i pensionamenti totali porta ad un
complessivo numero di 35mila nuovi pensionati. Secondo quanto risulta ai
sindacati, le domande di pensionamento sono state presentate da 22mila docenti
e 5mila personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La proiezione dei dati
parla di poco meno di 30mila docenti e circa 6mila Ata. Dati che, se
confermati, sono in crescita rispetto a quelli degli anni precedenti, con una
serie storica che parla di 23mila pensionamenti all'anno. Più complesso il discorso
relativo agli organici, con relative immissioni in ruolo per il prossimo anno
scolastico 2009/2010. Da una parte bisogna fare i conti con i tagli previsti,
che parlano di 42.100 docenti in meno: in parte questi tagli saranno compensati
proprio dai pensionamenti, in parte dai cosiddetti posti vacanti, pari a circa
20.000.
( da "Cittadino,
Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
«La scuola rischia la chiusura», ma per la direttrice non
è vero turano Secondo la maggioranza che amministra il comune di Turano la
scuola primaria locale è a rischio chiusura, la dirigenza invece smentisce ogni
allarmismo. Nell'intento di scongiurare la temuta chiusura della scuola
primaria locale, lo scorso 10 febbraio il gruppo di maggioranza
"Democratici per Turano" ha diffuso un volantino che recitava: «Le
famiglie che devono iscrivere i loro figli alle classi iniziali d'ogni ciclo
d'istruzione si trovano in una situazione d'estrema incertezza
provocata dai tagli che il Governo e in particolare il ministro Gelmini hanno operato» e sottolineava: «Ciò comporta la possibilità che
la formazione della classe prima per la scuola primaria pubblica possa
rischiare di non essere fattibile, in quanto i bambini con l'età per poter
entrare in questa classe sono solo 10 e altri tre potrebbero essere inserimenti
anticipati, ma con un decreto il Governo ha stabilito che le classi primarie
devono essere composte da un minimo di 15 alunni a un massimo di 26, salvo la
presenza di un disabile». Nelle righe successive il documento aggiungeva:
«Consultata in merito la direttrice scolastica Tiziana Rainò, ci si è sentiti
dichiarare che l'unica possibilità sarebbe quella di comporre una pluriclasse,
vale a dire una classe come quelle del dopoguerra con bambini di vario livello
tutti insieme. Lasciamo immaginare a quali risultati porterebbe questa
sciagurata scelta».Ma la Rainò smentisce: «Il volantino ha stampo politico e
non voglio entrare nel merito. Ma non posso accettare mi siano attribuiti
pensieri mai espressi. Al contrario, come ho già detto direttamente alle
famiglie in assemblea lo scorso 31 gennaio, non c'è assolutamente nessun rischio
di chiusura. Inoltre, dato che il termine massimo per le iscrizioni è fissato a
fine mese, mi sembra prematuro esprimersi ora».Oggi il primo cittadino Umberto
Ciampetti ricorda: «Io e una decina di mamme abbiamo scritto due lettere alla
direttrice facendo capire che se non sarà costituita la classe normale
porteremo i nostri figli altrove, mettendo così in moto un non auspicabile
percorso per la chiusura della scuola pubblica locale. Abbiamo semplicemente
agito in favore di coloro che ci hanno contattati preoccupati e senza andare
assolutamente contro alla direzione scolastica che stimiamo tutti».Nel
frattempo il gruppo di minoranza in consiglio comunale "Sviluppo
democratico" guidato da Mauro Tresoldi e citato nel volantino nel punto
«ci vogliono riportare al Medioevo, questo dopo che il nostro presidente del
consiglio Berlusconi, il ministro delle Finanze Tremonti, il ministro Gelmini etc. e il nostro capogruppo della minoranza
consiliare Tresoldi ci avevano assicurato che nulla sarebbe cambiato sulla scuola,
anzi sarebbe migliorata», risponde al sindaco: «Le informazioni divulgate non
sono vere ed è inutile creare allarmismo. È per giunta molto grave che una
maggioranza si permetta di rilasciare dichiarazioni per conto di terzi, sarebbe
infatti meglio organizzare un'assemblea pubblica sull'argomento alla presenza
di tutte le parti politiche e della Rainò». Paola Arensi
( da "Stampa,
La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
RIVOLI DOPO LA LETTERA DEI GENITORI CHE DENUNCIAVANO LO SCARSO SOSTEGNO DEL GOVERNO Roma sblocca i fondi
al Darwin [FIRMA]PATRIZIO ROMANO RIVOLI Il ministro Maria Stella Gelmini ha messo mano al portafogli per aiutare il liceo scientifico
Darwin di Rivoli. Dopo la lettera dei genitori, che le chiedevano un
intervento, il ministro si è attivato, anche su sollecitazione dell'ex
governatore della Regione Piemonte, Enzo Ghigo. «L'Ufficio scolastico
regionale e provinciale ci hanno comunicato che su richiesta del ministro sono
stati recuperati circa 150 mila euro - spiega Maria Torelli, preside del liceo
- Soldi che erano nel fondo destinato agli arredi delle scuole e che verranno
girati a brevissimo al nostro istituto. Penso che già la prossima settimana
potrebbero essere destinati». L'unico vincolo, però, è che potranno essere
utilizzati solo ed unicamente per comprare arredi scolastici. «Per questo
stiamo pensando di acquistare attrezzature per la palestra e sostituire gli
arredi dell'aula magna - prosegue la Torelli - entrambi sono obsoleti e
necessitano di sostituzioni urgente». Ma non è finita. La Provincia da tempo
lamentava il fatto che mancassero ancora un milione di euro per finire i lavori
di ristrutturazione della scuola, soprattutto per quanto riguarda l'ultimo
piano e quello posto sotto sequestro da parte della magistratura. «Per
intervenire nella carenza di fondi e finire i lavori - ammette la preside - il
ministro ha chiesto che i fondi sbloccati dell'Inail vengano in parte destinati
a questo scopo». Una soddisfazione. «Beh, mi fa piacere questa sinergia tra
Ministero ed enti locali - afferma - tutto per permettere al Darwin non solo di
tornare al suo antico splendore, ma per diventare anche più bello. Una risposta
seria e concreta al prezzo altissimo pagato e ai sacrifici sopportati dagli
studenti». Soddisfatti con cautela i genitori. «Aspettiamo di vedere le carte -
dice serio Franco Audino -, per ora sono solo parole, ma è già un passo
importante». Come dire, la lettera ha avuto un effetto. E i soldi, adesso,
sembra ci siano tutti: la gara di solidarietà al Darwin dopo Provincia e
Regione ha visto intervenire anche il Ministero. Ma restano ancora dei punti
interrogativi e dei nodi da sciogliere, prima che gli alunni possano rientrare
nelle loro aule. «Dicono che per fine aprile una parte di noi rientra - dice
Matteo Gala, rappresentante degli studenti -, ma resta sospeso ancora il
rientro di tutti, visto che non si sa quando la procura toglierà i sigilli alle
aule sequestrate».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Udine Asilo, iscrizioni aperte fino ad aprile
LATISANA. Anche l'asilo infantile "Rosa De Egregis Gaspari" di
Latisana come scuola paritetica, in applicazione ai
contenuti della legge di riforma scolastica del ministro Gelmini, terrà aperte le iscrizioni valide per il prossimo anno
scolastico fino al 30 aprile. Lo ha reso noto la direzione dell'asilo, l'unico
presente nel capoluogo, che rimarrà quindi a disposizione delle famiglie dei
bambini che dovranno cominciare la scuola dell'infanzia con il prossimo mese di
settembre, tutti le mattine dalle 9.30 alle 12: con lo stesso orario
sarà possibile conoscere i contenuti dell'offerta formativa dell'asilo, vedere
la struttura, le aule, la mensa e la cucina dove vengono preparati tutti i
giorni i pasti per i bambini iscritti. E sempre in applicazione alla riforma Gelmini anche all'asilo di Latisana quest'anno sarà
possibile iscrivere fino a esaurimento dei posti i bambini che compiranno i tre
anni entro il mese di aprile dell'anno scolastico di riferimento e quindi entro
il 30 aprile del 2010. (p.m.)
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il gruppo di lavoro con dirigenti scolastici e Comuni: con
la riforma a rischio la continuità didattica Comunità montana in difesa delle
pluriclassi TOLMEZZO. «La modifica dei parametri che ha fatto salire da
( da "Arena,
L'" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009 PRIMAPAGINA Pagina 19 VERONESI
ILLUSTRI. I funerali nella chiesetta dietro la villa L'ultimo addio ad Ottavio
Arvedi Autorità e cittadini al rito funebre Ottavio Arvedi ora riposa nella
tomba di famiglia nel cimitero di Verona. Per l'ultimo saluto in Villa Arvedi
sono accorse moltissime persone, come nei grandi eventi. Parenti, autorità
cittadine, tra le quali il sindaco di Grezzana Mauro Bellamoli e il comandante
dei carabinieri Roberto de Razza Planelli, il comandante della polizia locale
Castrese Coppola, il presidente delle Cantine Bertani Pedron, Luigi Gelmini presidente regionale dell'Unione ciechi e responsabile della
cooperativa «Luce e Lavoro», ad imprenditori della vallata, ai dipendenti con
le loro famiglie (attuali ed ex), agli amici e soprattutto tanti giovani.
«Ottavio Arvedi», ha detto il parroco don Ottavio Birtele, «ha chiesto una
cerimonia sobria, una messa semplice, come quella che ogni mese siamo
soliti celebrare in questa chiesetta di San Carlo, dove lui partecipava sempre».
Tuttavia la chiesetta gremita, ha presentato in maniera ancor più suggestiva i
preziosi affreschi di Ludovico Dorigny, specialmente quello dietro l'altare
barocco raffigurante San Carlo Borromeo, e quello del plafond del soffitto,
raffigurante lo Spirito Santo con gli Angeli: parevano tutti pronti ad
accogliere Ottavio Arvedi, che in vita, con la sua famiglia, ha avuto anche il
grande merito di aver intrapreso un attento lavoro di conservazione del
patrimonio artistico della villa e dell'oratorio di San Carlo (come lo
definiscono gli storici). I frequentatori della Villa ricordano come Ottavio
Arvedi fosse solito al mattino far aprire anche la porta di questa chiesetta,
per meglio conservarla. «Ottavio Arvedi ha dato lavoro a molte persone», ha
ricordato il celebrante don Ottavio Birtele nell'omelia, «ha speso la sua vita
per la campagna, per la madre terra dalla quale ha ricevuta pace e serenità,
che trasmetteva agli altri, anche illuminato e aperto alla luce della fede». Al
termine della messa la bara coperta da un mazzo di rose bianche è stata
lasciata ancora un po' in mezzo a tutte quelle persone (mentre la moglie e i
figli salutavano parenti e amici), e molti lo immaginavano e lo ricorderanno
così com'era in vita «squisito e disponibile proprietario sempre protagonista,
sereno e compiaciuto nel vedere tutte le persone accorrere felici in Villa
Arvedi anche per godere delle numerose opere architettoniche ed artistiche che
questa contiene». Il testimone passa adesso alla moglie signora Alda Bertani e
ai figli Paolo, Arvedo, Giovanni Battista e Anna Carolina: la vita continuerà e
Villa Arvedi sarà di nuovo aperta per gli eventi importanti.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 26 - Provincia Niente
Carnevale per la Gelmini Genitori inferociti con le maestre LUISA MORBIATO
SACCOLONGO. «Quest'anno, a scuola, non faremo la festicciola di Carnevale come
forma di protesta contro la nuova organizzazione che la riforma Gelmini prevede per il prossimo anno scolastico». Questo l'asciutto comunicato recapitato ai genitori degli alunni
dell'elementare «Pascoli» di via san Leopoldo, dagli insegnati. Una decisione
che ha provocato molti mugugni tra i genitori e li ha lasciati perplessi, non
tanto per la protesta degli insegnanti, ma per la forma adottata. Per loro c'è
infatti l'oggettiva difficoltà di far comprendere ai piccoli le motivazioni
della cancellazione, il perché debbano mettere da parte costumi, coriandoli e
trombette. Per un padre: «I bambini non dovrebbero essere coinvolti nelle
poteste, gli insegnanti hanno i loro rappresentanti nelle organizzazioni sindacali
ed è a queste che dovrebbero demandare la discussione e soluzione dei
problemi». Una mamma sottolinea: «Un bambino capisce che non c'è più la festa
di carnevale con gli amici, com'è possibile fargli capire perché non si fa più?
I problemi degli insegnanti andrebbero discussi in altre sedi, non trovo giusto
mettere di mezzo gli alunni». Anche se tra i genitori non sembra serpeggiare
aria di rivolta o di proteste eclatanti, in tanti non sono soddisfatti della
decisione e pensano ai loro figli o alle feste alle feste di carnevale alle
quali loro stessi partecipavano a scuola. «Si è trattato di una scelta autonoma
degli insegnanti di Saccolongo che hanno potere decisionale su feste, uscite e
attività complementari - spiega il direttore didattico di Selvazzano Maurizio
Sartori, dal quale dipendono anche i plessi di Saccolongo - inoltre si tratta
di consuetudini non in vigore in tutte le scuole non esistono conflittualità di
nessun genere». Sartori spiega che l'abolizione della festa di Carnevale è
stata decisa dagli insegnanti che vogliono far comprendere ai genitori che la
riduzione degli insegnanti prevista dalla riforma Gelmini
«garantisce solo lo volgimento della didattica mettendo in discussione tutte le
altre attività». «La compresenza di più insegnanti in una classe permette
infatti di svolgere altre attività - continua Sartori - con un unico insegnante
è garantita solo l'attività didattica e questo potrebbe essere il futuro anche
se è ancora tutto in discussione». La direzione didattica ha già programmato
degli incontri ai quali saranno invitati i genitori per sensibilizzarli alla
nuova situazione, per capire come sarà la scuola del futuro.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 18 - Cronaca GIOVEDI'
ANTI-GELMINI. Carnevale, il comitato genitori e insegnanti ha deciso di non
festeggiare ... GIOVEDI' ANTI-GELMINI. Carnevale, il comitato genitori e
insegnanti ha deciso di non festeggiare e, anzi, di protestare contro i tagli alla
scuola decisi dal governo (nella foto sopra). Nel mirino, il ministro Gelmini: «Peccato!
La scuola primaria era una scuola che funzionava», «La scuola è nostra», «Più
scuola meno tagli uguale futuro per tutti», «La scuola è primaria no ai tagli»,
sono stati gli striscioni esposti dai manifestanti, ieri mattina in piazza dei
Signori. SCUOLA E URBANISTICA. In occasione della «Settimana urbanistica» gli
studenti dell'istituto tecnico per geometri Belzoni sperimenteranno le regole
dell'organizzazione del territorio, dalla costituzione alla legge regionale
fino al Pat. Sono infatti questi gli strumenti principali che i ragazzi delle
quinte dell'Itg Belzoni utilizzeranno in una serie di attività per acquisire
competenze specifiche da spendere poi nella società civile, ma soprattutto nel
mondo del lavoro, dal momento che questi studenti si apprestano a diventare
urbanisti e progettisti. Nel mese di marzo, durante la settimana dedicata
all'urbanistica, grazie alla disponibilità e collaborazione del Comune di Padova,
del consiglio di quartiere 1, dell'ufficio tecnico comunale, del consiglio
regionale, di Civil-life e dell'associazione Fram-menti, i ragazzi
parteciperanno ad una seduta della giunta comunale, studieranno l'iter di
approvazione di una legge regionale a Palazzo Ferro-Fini a Venezia,
incontreranno, presso l'aula magna della scuola, esperti di urbanistica con cui
discutere di pianificazione, di procedure e di ruolo degli enti pubblici. In un
rapporto diretto con la città e con i percorsi partecipativi svolti, gli alunni
sperimenteranno infine la partecipazione attraverso un laboratorio.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il 2 marzo ad Abano Convegno sulla
scuola col ministro Gelmini Salvo cambiamenti di programma, il ministro
dell'Istruzione Maristella Gelmini, il prossimo 2 marzo inaugurerà all'hotel Alexander
di Abano, l'apertura dei lavori di un convegno nazionale sull'orientamento, che
continuerà anche il 3 e 4 marzo. L'anima
organizzativa dell'incontro è la preside dell'Itis Marconi, Maddalena «Marisa»
Carraro e sono attesi sul palco anche Carmela Palumbo, responsabile
dell'Ufficio scolastico regionale e il provveditore Franco Venturella. Intanto
proprio in questi giorni anche in tutte le scuole di Padova e provincia viene
resa esecutiva l'ultima circolare del ministro, che invita i presidi a
comunicare a cervellone centrale tutti i dati relativi alle pagelle del primo
quadrimestre con un particolare riferimento al voto in
condotta. Un monitoraggio nazionale, che la Gelmini
considera essenziale prima di emanare una nuova circolare in cui sarà chiarito,
definitivamente, come gli insegnanti dovranno comportarsi con il voto in condotta alla fine dell'anno scolastico. Al momento
si sa solo che il voto disciplinare non fa media
aritmetica, cioè non abbassa la media conseguita.
( da "Tirreno,
Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Empoli La scuola tartassata dai tagli Tempo
pieno a rischio a Staffoli, gite "annullate" a S. Croce SANTA CROCE.
La scuola sta vivendo il tempo delle iscrizioni. Insomma, il primo atto, in
preparazione del prossimo anno scolastico. Che, com'è noto, porterà una serie
di novità, legate alla riforma. La protesta, contro questa legge, è partita da
diversi mesi. Ancor prima che fosse approvata. E continua, di pari passo con le
preoccupazioni su quel che accadrà alla scuola. O meglio, su quello che accadrà
ai bambini e ai ragazzi che la frequentano. Un grido d'allarme arriva dal
consiglio di Interclasse della scuola primaria di Staffoli (al quale
partecipano gli insegnanti, ma anche i rappresentanti dei genitori), che nei
giorni scorsi s'è riunita ed ha discusso un documento nel quale la
preoccupazione diventa realtà. «Nell'ultima riunione del consiglio di
interclasse della scuola elementare a tempo pieno di Staffoli - dicono i
docenti - abbiamo esaminato la grave situazione che si prospetta per il prossimo
anno scolastico. Ci preoccupa l'annunciata diminuzione del numero di
insegnanti, che interessa anche la nostra scuola a tempo pieno. Che, di
conseguenza, verrebbe a trasformarsi in un doposcuola». Spiegano gli addetti ai
lavori della scuola di Staffoli che la riduzione degli insegnati costringe a
rivedere i piani anche delle varie attività che vengono, adesso, svolte. «E
soprattutto - prosegue il documento - questo constata la rottura di un modello
pedagogico sperimentato da anni». Per evitare che tutto questo si trasformi in
pratica, il consiglio ha raccolto le firme di tutti i suoi componenti,
impegnando gli organismi preposti a garantire che la scuola rimanga così com'è
stata da trent'anni a questa parte. Un'altra lamentela, sempre dalla scuola,
arriva da una mamma, il cui figlio frequenta l'istituto comprensivo di Santa
Croce. «Nell'ultimo collegio d'istituto - racconta la donna - è stato deciso che in segno di protesta contro la legge Gelmini quest'anno non verranno fatte uscite scolastiche di una intera
giornata, cioè le gite scolastiche. Decisione presa senza consultare i
genitori, i quali vengono contattati solo per essere sollecitati a partecipare
a riunioni serali dove si dovrebbe discutere della riforma. E ascoltati
ed informati. Riunioni nelle quali puntualmente viene sottolineato che ai
bambini non viene tolto niente. Invece, poi, si scopre che ai bambini hanno
tolto le gite». Prosegue la mamma: «Mi hanno detto che con la nuova riforma le
gite verranno tolte insieme a tante altre cose; che la scuola peggiorerà, che
tutto andrà male. Io non ci sto: non ha senso, per protesta, operare questa
scelta già da ora: tanti bambini non hanno neppure la possibilità - per cultura
o per fattori economici - di uscire dal territorio anche solo per andare nel comune
vicino. E sarebbero contenti di andare in gita con la scuola, con le maestre».
( da "Italia
Oggi" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 043
pag. 6 del 20/2/2009 | Indietro Curie
e Curiali Ora don Gelmini accusa il Vaticano: certi cardinali sembrano dei cuculi PRIMO
PIANO Di Andrea Bevilacqua In Vaticano la grana don Pierino Gelmini non è stata ancora dissinescata. L'ultima, infatti, viene
proprio da Amelia dove don Gelimini risiede. Dalla sua abitazione don Gelmini ha accusato pesantemente il Vaticano in questo modo: «Il
Vaticano - ha detto testuale - ha perso la fede, segue regole rigide di
potere». E ancora: «Il cristianesimo è la religione del sì, non del divieto.
Certi cardinali facciano un passo indietro, sembrano dei cuculi». è la prima
volta che don Gelmini parla dopo che è stato ridotto
allo stato laicale a seguito dello scandalo dei presunti abusi sessuali su
ospiti delle sue comunità di recupero. Sul sito religioso Pontifex, il
«J'accuse» contro la Santa Sede è durissimo. La Santa Sede, dice, «non sa
perdonare». E ancora: «In Vaticano non hanno più la fede e trasformano il
cristianesimo in una cosa burocratica. Troppi documenti confusi e poche idee».
Don Gelmini ha raccontato anche le sue giornate ad
Amelia: «Quando la sera mi addormento - dice - benedico il Nord, il Sud, l'Est
e l'Ovest pensando ai miei figli che soffrono». E poi il racconto dei
compleanni festeggiati in convention via satellite con leader politici e
cardinali, una fiction Mediaset in lavorazione sull'«eroica epopea del prete
anti-droga», il Mulino Silla trasformato da rudere nella campagna di Amelia in
sfavillante «città della speranza», casa madre di una multinazionale della
speranza che nei cinque continenti assiste emarginati e accumula crediti nei
palazzi del potere civile ed ecclesiastico, il seggio all'Onu come ong.
«Abbiamo trovato - dice - una casa distrutta e da qui abbiamo iniziato. Eravamo
talmente poveri che mangiavamo pane, mortadella e una mela». Tra i mille
impegni, don Pierino, «prete non per caso», si è pure conquistato i galloni di
cappellano e guida spirituale della Casa della libertà. Del resto chiama tutti
«figli»: Silvio Berlusconi che gli dona pubblicamente 5 milioni di euro, i
profughi del Sud-est asiatico soccorsi per lo tsunami e Alfredo il primo
ragazzo incontrato per caso a piazza Navona nel 1963 e strappato alla droga:
«Non voleva soldi, ma una prospettiva». Da allora don Pierino ha rinunciato
«alla carriera in Vaticano per imbarcarmi in una corriera piena di balordi».
Adesso ad ogni festa della comunità si affollano decine di ministri e
parlamentari, arcivescovi, personaggi dello spettacolo, vip di curia come il
vicario papale Angelo Comastri e il cardinale Jorge Mejia. «Grazie Gianfranco
per la legge anti-droga! Affido a voi di An il compito di difendere i principi
cristiani», disse a Fini alla conferenza programmatica, davanti alla platea di
partito in piedi ad applaudirlo. «Sono con voi - spiegò -, non potevo essere
altrove. Credo negli ideali che difendete». Poi lanciò la crociata contro le
unioni di fatto: «Esiste un solo matrimonio, sacro ed inviolabile.
Difendetelo!». Quando due anni fa il premier Berlusconi, accompagnato dai
ministri Buttiglione, Lunardi e Gasparri, varcò la soglia dell'auditorium
Incontro, don Pierino lo fece accogliere da un sacrale «Alleluja» cantato a tremila
voci. Eppure, in pieno Giubileo, aveva bacchettato i «ragazzi» per l'accordo
diabolico tra il Polo e l'antiproibizionista Pannella: «Casini, Buttiglione,
guardatemi in faccia: ci tradite per un piatto di lenticchie?», tuonò don
Pierino. Ci fu bisogno di un «vis-à-vis» chiarificatore con «il buon cristiano
Silvio» per esorcizzare l'avvicinamento. Questo è don Gelmini,
prete anti-droga che su Pontifex ha voluto condurre la sua ultima battaglia,
quella contro il Vaticano.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 32 - Provincia Coinvolti 650
ragazzi Il Comune si mobilita contro i tagli Gelmini
SANT'ANGELO DI PIOVE. Arrivano i primi tagli alla scuola previsti dal decreto Gelmini. Interesseranno 12 mila famiglie della provincia di Padova e più
di 50 mila famiglie nell'intero territorio regionale veneto. Sant'Angelo, come
Saonara, non fa eccezione. L'applicazione del decreto Gelmini
rischia infatti di eliminare, nelle scuole elementari dei Comuni, comprese cioè
anche le frazioni, il cosiddetto tempo lungo dall'orario scolastico.
Duecentocinquanta ragazzi a Saonara e
( da "Tirreno,
Il" del 20-02-2009)
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Pagina 4 - Lucca Nelle elementari 79 cattedre in meno La
Cgil: «Già da settembre gli effetti devastanti della
riforma Gelmini» Alle medie altri 70 posti in meno nel giro di tre anni LUCCA.
Precari al palo, insegnanti di ruolo sotto la scure del "trasferimento
d'ufficio", valzer di maestre nelle classi. Il ciclone Gelmini travolgerà la scuola elementare lucchese già dal prossimo mese
di settembre. L'aveva denunciato il Coordinamento scuole lucchesi per la
difesa della scuola pubblica, ora lo ribadisce con forza e preoccupazione la
segretaria provinciale Flc - Cgil, Giovanna Guastini: le compresenze, alla
scuola primaria, non ci saranno più. Addio allo schema dei due maestri
impegnati contemporaneamente con i bambini per due/tre ore per classe a
settimana nel modello a moduli e per quattro nel tempo pieno. Addio a tutte le
attività di supplenza, corsi di recupero per bambini in difficoltà e per gli
alunni provenienti da paesi stranieri. E le previsioni fanno intravedere un
futuro di "lacrime e sangue": secondo i calcoli della Cgil, saranno
infatti 79 le cattedre ad essere tagliate a partire dal prossimo anno
scolastico in tutta la provincia, dalla prima alla quinta elementare. Con
conseguenti guai anche per genitori e bambini che assisteranno al balletto
delle insegnanti. Alunni e famiglie, infatti, anche in relazione alle richieste
di orario (24, 27, 30 o 40 ore settimanali) non vedranno più alternarsi in
classe tre insegnanti che, da ora in poi, si occuperanno singolarmente
dell'area linguistica, di quella scientifica e di quella logico-matematica. Per
i precari le speranze di vedersi rinnovati l'incarico sono quasi del tutto
annullate, mentre gli insegnanti di ruolo possono essere trasferiti, con il consenso
o d'ufficio, in altre scuole o saranno utilizzati per supplenze o per progetti
scolastici. Una strategia da boomerang. I vari modelli orari da scuola
supermarket sono 24 (maestro unico), 27, 30 (con attività opzionali a carico
delle scuole) e 40 ore (tempo pieno con due docenti ma senza compresenza).
Sulla carta ci sono tutte le opzioni, ma la scelta delle famiglie è subordinata
agli organici che il ministero tirerà fuori solo a fine estate, alla
disponibilità dei locali (con l'aumento del numero degli alunni per classe,
dalle materne alle medie, non ci saranno strutture adeguate, perché le classi
sono già strapiene ora), all'erogazione dei servizi, agli strumenti didattici
disponibili. Alle scuole medie la situazione non è appare certo migliore. Nel giro
di tre anni è previsto, sempre secondo i calcoli della Cgil, un taglio di 50
cattedre per italiano, storia, geografia e di 20 cattedre per l'insegnamento
dell'educazione tecnica su tutto il territorio provinciale. Per non parlare
della lingua straniera: davvero un rebus. Alla primaria verrà organizzato un
corso di aggiornamento coatto di inglese di 150-200 ore per tutti gli
insegnanti. Alle medie, invece, non sarà più obbligatoria la seconda lingua,
rendendola opzionale a beneficio dell'inglese. «Una scelta - spiega ancora
Guastini -, in totale controtendenza rispetto all'Europa». La garanzia del
tempo scuola e dell'offerta didattica sono fondamentali anche per
l'organizzazione della vita di tutte le famiglie lucchesi. «Un genitore vuol
sapere se gli insegnanti di suo figlio resteranno in quella cattedra per tutto
il ciclo di studi - conclude la sindacalista -. Sceglie per suo figlio il
meglio e non una scuola con un'offerta al minimo su didattica e servizi. Si
arriverà mai a capire che nella scuola non si possono operare tagli
indiscriminati, utili per manovre di bilancio e non per motivi
didattici-pedagogici?». Nadia Davini
( da "Repubblica,
La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Napoli PRECARI POLVERIZZATI FRANCO BUCCINO I
riflettori dei media nazionali si sono accesi sui precari della scuola.
Trecentomila persone (60 mila lavorano in Campania) che fanno parte del sistema
dell´istruzione nel nostro Paese. Si parla soprattutto dei precari disperati e
spregiudicati nel far punti e nel cercare di sopravvivere, un precario che
compra, baratta e vende, se è necessario, i suoi diritti e la sua dignità.
Riflettori puntati perfino sugli "aversani" che tutte le mattine si
recano a Roma in treno e aspettano a Termini la telefonata che annuncia un
giorno di supplenza, o si insegna senza guadagnare, in nome del punteggio. Ma è
giusto, ora, parlare anche del supplente annuale o insegnante a tempo
determinato. Che non si distingue dall´insegnante di ruolo se non perché rimane
per un solo anno su una cattedra. I supplenti annuali sono del tutto uguali ai
colleghi di ruolo in responsabilità, compiti, funzioni e professionalità. E così
sono percepiti dagli studenti, dalla famiglie, dalla scuola, perfino
dall´amministrazione: senza supplenti annuali, ad esempio, non si farebbero gli
esami di Stato. Ma più semplicemente non si farebbe lezione, le scuole si
bloccherebbero. L´obiettivo dovrebbe essere quello di stabilizzare i docenti
con incarichi annuali. E invece no. Una proposta che circola è quella di
eliminare le graduatorie e azzerare le posizioni individuali. Ripartire tutti
da zero. Così, si dice, le scuole selezionano solo gli insegnanti più bravi. è
un´utopia diffusa e popolare: vorremmo gli insegnanti migliori, come i medici
più esperti, gli impiegati pubblici più efficienti, eccetera. Neanche ci sfiora
il dubbio che forse non è una questione di addetti. Ma, tornando alla scuola,
la proposta di eliminare le graduatorie l´avanza la fondazione Agnelli dentro
un´ipotesi più complessiva di riorganizzazione, con tanto di albi, di bandi da
parte delle scuole, di retribuzioni differenziate, di un sistema di
valutazione, di un´effettiva autonomia delle scuole. Una proposta che andrebbe
discussa e approfondita, e secondo me bocciata perché sposa la privatizzazione.
Ma, lo dico in termini provocatori, se passasse dovrebbe riguardare tutti gli
insegnanti e dirigenti, e non solo i supplenti, i precari, i giovani: se le
scuole chiamano loro i docenti, li devono chiamare tutti. Altrimenti?
Altrimenti c´è il trucco. La Gelmini
partecipava alla presentazione dello studio della fondazione, e accondiscendeva
alla proposta. Azzerare le graduatorie e passare alla chiamata diretta da parte
delle scuole per colmare i vuoti d´organico: a prima vista non si riesce a
capire quali vantaggi deriverebbero all´amministrazione. Intanto, il
tutto sarebbe molto più complicato da gestire, perché si tratterebbe di sostituire
a un unico e collaudato sistema centrale di reclutamento, regionale o
provinciale, tanti piccoli sistemi quante sono le scuole. Anche in termini di
trasparenza diverrebbe più difficile il controllo di eventuali errori e
favoritismi, e aumenterebbe il contenzioso. Sul versante professionale la
chiamata diretta, anche con il bando, non garantirebbe più della chiamata
secondo l´ordine delle graduatorie. Per i precari sarebbe come muoversi in una
giungla e dovrebbero sperare non più nel buon punteggio, ma nella buona sorte.
Allora viene da chiedersi perché la proposta non è stata immediatamente
archiviata. La risposta è semplice. Si otterrebbe di frantumare il precariato
della scuola in diecimila precariati, quante sono le scuole; di effettuare i
tagli da una cabina di regia nazionale; di ridurre i diritti e le tutele
contrattuali dei lavoratori. Ridurre la spesa, sguarnire le scuole, rendere i
precari innocui e senza pretese erano proprio gli obiettivi perseguiti da tutti
i governi di centrodestra, e non solo, senza successo. Ora la Gelmini potrebbe illudersi di riuscirci e passare alla
storia. Sta alle scuole non cadere nel tranello della "chiamata
diretta" e agli insegnanti, di ruolo e non di ruolo, rimanere saldamente
uniti.
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
SPETTACOLI pag. 33 «CHE VOTO mi do? Non me posso dà i voti
da solo, sarebbe altro che la rifo... «CHE VOTO mi do? Non me posso dà i voti
da solo, sarebbe altro che la riforma Gelmini». *** «Non so da dove nasca la mia baudizzazione. Se è così ne
sarei orgoglioso». *** «Mannaggia la pupazza» *** «Chi ama questo palcoscenico
ha tutti fili del dna necessari per svolgere il ruolo di conduttore». *** «Non
me toccà Stefano Di Battista, non me toccà gli Afterhours». *** «Adesso
ci manca lei a farmi coglionella». *** «Io credo che sia possibile immaginare
di godere della possibilità che un Big come Bacharach, Zucchero. Ranieri Dalla,
Pino Daniele, Cocciante aiuti un giovane».
( da "Repubblica,
La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna Silvani e Bottego contro la
reintroduzione dei voti E adesso i genitori non firmano le pagelle GLI
insegnanti devono mettere i voti in pagella? E noi non la firmiamo. Ora a protestare contro la riforma Gelmini che
reintroduce i voti in decimi alle elementari sono i genitori. La protesta
«simbolica» (perché non avrà alcun effetto sulla validità della pagella) cresce
di giorno in giorno e si allarga nelle scuole. E´ partita da qualche mamma e si
è allargata a macchia d´olio, raccolta dai comitati dei genitori: dalle Costa,
alle Scandellara, dalle XXI Aprile alle Fortuzzi e Matteuzzi Casali. L´ultimo
appello è di ieri e viene da un gruppo di genitori delle Silvani e Bottego che
invitano a non firmare la scheda di valutazione durante i colloqui di lunedì
prossimo nelle due scuole. «Firmate solo il foglio di presa visione e non la
scheda, così manifesteremo il nostro dissenso: il difetto dei numeri è che non
hanno giudizio, non hanno valore didattico, ma rappresentano solo il ritorno
all´antico. E questo mentre si stanno realizzando pesantissimi interventi di
tagli alle risorse e di stravolgimento dell´organizzazione delle scuole». Alle
Matteuzzi Casali ieri molti genitori hanno consegnato una sorta di lettera
aperta alle loro insegnanti, rifiutandosi di firmare la pagella dei figli.
«Vogliamo esservi di aiuto nel costruire una scuola migliore e di qualità, dove
tutti i bambini hanno pari opportunità», c´è scritto. E il pensiero è a don
Milani. «Il nostro è un atto di disobbedienza civile, così vogliamo manifestare
il nostro disappunto contro lo smantellamento della scuola primaria - spiegano
i genitori - consapevoli che non avrà nessuna conseguenza sui nostri figli, a
cui sarà spiegato il perché del nostro agire». (il. ve.)
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 20-02-2009)
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MODENA PRIMO PIANO pag. 4 SANDRONE: Mudnes de-dzà e de-dlà
da la mura s ... SANDRONE: Mudnes de-dzà e de-dlà da la mura s'cet come al
lambrosch e generos come la nostra tèra ch'la sà ed sudor e fadiga, Zemian
avilî ch'a cherdivi d'aver du sold da na pert e che ed colp a-v si catè in
buláta, zitadein importè ch'a tachè a capir al noster dialat e a magner al
zampoun, Mudnes lavurador instancabil e fannulloni del pubblico impiego, sculèr col maestro unico e méster castighè dal decreto Gelmini, a-v salut tótt quant in màsa. Csa vliv ch'a-v déga... mè quand
a vègn a Mòdna, chè, in sta piaza, davanti al Dom e a la Ghirlandeina, a-m pèr
ed turner a nàser.... Dounca Mudnes, csa gh'è ed nov?... Gninta....? Come
gninta?.... A-j-ho savù che finalment i han avért al satpasag' ed via Emilia,
finî el rotatori dla Vignolese e quala dal Muran, e s'a-n fósa per cal semafor
ch'a gh'è a Vazî, ch'al sérev sól per fer pasèr di pensionè visti da podésta,
a-s rivarev al Muntèl in un bater d'occ. A-m sambra che adesa a Mòdna a-s gira
un pò méj. Basta però ch'a-n-n'imbruchedi Trento Trieste in degl' ór ed punta,
perchè alora, caro mio, a fè in teimp a tór al capuccino e la briôs in viel
Muratori e arivè in fand'a Ciro Menoti ch'l'è ora dl'aperitiv. A-j-ho vest anch
la nova rotatoria ed la Maserati, che con quìli ed Divisione Acqui e tótti
chegli-etri 34 sparpaiedi per Mòdna, a pèr ch'a sáma turnè al teimp dal"
giro giro tondo come è bello il mondo". Però gnint da dir, el giratori a
Mòdna el funziounen e pò anch bein! Ma dato che mè a sun ed campagna e a cgnass
al mèl dla bestia, a m'aspet che i noster ministrador, per recuperer tótt i
sold ch'i han spes per fèrli, i s'inveinten na tàsa sul giro, na specie ed
Rotopass cum'a-gh'è in autostreda. Ad ogni entreda la scatleina la s'cefla, a
l'uscida eter tant, e a la fin dal mes a-s pega a secand dal nómer di gir t'è
fat. Mò adesa al problema a Mòdna a-n-n'è menga girer... l'è fermeres!! Come al
solit l'è seimper piò dificil catèr un post per la machina. I-v mai pruvè a
zerchèr un parcàg' asvein al ceinter, quand al Novi Sad a gh'è al merchè o a
zoga in cà al Modna e adesa anch al Sassol? Mè a degh ch'a-gh vol na bela
pazinzia. Anzi, Zemian, a-v dag un cunséli: in chegl-ucasion lè stè a cà
vostra, almeno a-gh guadagnè in salut e sold. In salut, perchè avanzè
d'imbragherev, e in di sold, perchè avanzè ed ferev rapiner dai parcometri.
Sgorghiguelo: Comunque, popà, l'è ancara piò facil parchegèr in ceinter, che
vuler cun l'Alitalia. Sandrone: A staràm pò a vàder. Mè l'ultma volta ch'a sun gnû
a Mòdna l'è stè per al Festival dla filosofia. Prema ed tótt perchè a gh'è
seimper quèl da imparer e pò perchè l'è na manifestazioun ch'la fa descàrer ed
Mòdna in tótt'Italia. A sun stè ateinti sò tótt i argomeint e a sun arivè a la
conclusioun che al filosof piò togo l'è stè Diogene, ch'l'iva risolt al
problema dl'energia e quàl dal mutuo per la cà: al gireva per streda cun in man
un lanternein e al campeva in na báta.A-i-ho savû ed cal brót pultéi ch'l-ha
minacèe ed fer fallir al festival per via ed la lit ch'l-ha fat sturlèr la
direttrice col presideint dla Fundazioun. A spér che San Chèrel al pòssa
risolver la questioun perché a vrev che st'an a gnéssa un filosof mudnes a
tgnir na confereinza chè, in piaza; l'argomeint a g'al dag mè: analisi filosofica
dello stato depressivo d'un Zemian a la rizérca d'un post per la machina.
Giorgio, dam ameint per piaser: zerca ed fer piò parcàg'! Possibilmeint a
gratis. L'è vera ch'e-t s'è imprumes 1720 post al Novi Sad, ma dimandi i-èn
bele stè acaparè, perquindi, in cal meinter ch'aspettam chi vegnen prount,
bisagna te strolegh in presia quelch cos'eter. Sgorghiguelo: Set popà perchè di
post in ceinter a gh-n'è poch? Perchè i si cóchen tótt: el machin dal comun,
quìli dl'Hera, quìli dl'USL e tótt quî coi permás specié. Pulonia: Ma,NIA
Sandroun, s'i al dàn cun tanta facilitè al permás speciel, posia fer la dmanda
anch'a mè ch'a g'ho un'ongia incarneda? Sandrone: Beh, mò Pulonia csa dit?
Sicura Mudnes che la véta la s'è cambieda. Da la crisi a-n s'è salvè nisun! A
sam in piena recessione e crescita zero! Di sold in gir a-n gh'è n'è piò! Na
volta, i Zemian, d'inveren i andeven in muntagna a fer la settimana bianca,
d'istè na stmana al mer e in setàmber na stmana in crocera; adesa i stan a
Mòdna a fer la settimana Estense. Per mè la colpa l'è dal 2008 ch'l'è stè un
anno bisesto. St'istè a-i-avàm avù un cheld ch'l'ha schèe incosa, in autun è
piuvû tant che ormai andàm tótt sat'aqua, st'inveren tra la neva e al taramot
a-n sam mai stè tranquel. A-n descurama pò dla caduta dla borsa e della crisi
energetica. Cuma vliv ch'al faga al 2009 ander péz d'acsè? Avrà dir che invece
d'ander in gir a spander di sold a staram a cà a guarder i noster bê monumeint
anch se, déta cuma la vol déta, del nuvitè a-gh nè pochi. Al proget architettonico
ch'l'iva da cambièr la ghégna ed Mòdna l'è armes in dal fotografî di giorné, in
dla testa di noster ministrador e in quala di architàt che man man chi pasèven
d'ed chè i given la sua, i cambieven i proget, i tireven i sold e via chi
andeven... Sgnor dla Cumuna l'è ora ch'a-v decididi: piaza Mateoti, piaza Venti
e piaza Mazini el volen sistemedi, da boun e a la svelta. Sgorghiguelo: Popà
s'i'n dit ed cal proget ch'i gh'iven ed tirer sò un mur ch'al srèva piaza
Mazini? Sandrone: A-gh mancarev sol quala l'è! Di mur ch'i dividen la geint a
n'a-m vest abasta, a gh'è bisagn ed spazi avert, d'aria pulida. Sgorghiguelo:
Per quàl i faran un bel prè in piaza Ráma Pulonia.: Dio che bela idea!! Acsè
chi camarant ch'i stan lè d'atorna i sran comed a fer l'erba per i cunéj..
Sandrone: E a-n v'descurdedi pò ed tótt chi eter lavor, come piaza
Sant'Agustein, la zona dal fonderî e anch cal bel spiaz ed l'ex A
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI -
data: 2009-02-20 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La novità Con «Enea» il
ministero risparmierebbe 4,5 milioni l'anno Docenti, innovazione made in
Scampia Software realizzato dall'itis Ferraris per la nomina dei supplenti
NAPOLI — Sessanta milioni di euro ogni anno per inviare telegrammi. Ancora nel
2009, la procedura da seguire per nominare un supplente è una cosa medievale.
All'itis Galileo Ferraris, 77 classi per 1.700 studenti, per assegnare 6 ore di
lavoro a un supplente hanno inviato 68 telegrammi. è la procedura. Una scuola
napoletana spende dai 600 ai 1.000 euro soltanto per portare a termine la
nomina, ed è «normale», considerando che spesso e volentieri si arriva a
spedire 100 telegrammi per sapere quale docente è disponibile. Sarebbe tutto
tremendamente facile, se solo si riportasse al 22esimo secolo la macchina del tempo.
Basta sapere qual è il docente più titolato per la supplenza, conoscere i suoi
impegni lavorativi (quante ore è impegnato, quando, e in quale scuola) e
sondare la sua disponibilità. Con internet è una bazzecola. Coi telegrammi è un
inferno, uno spreco mostruoso di tempo e di soldi, non solo per l'istituto, ma
anche per gli stessi insegnanti. L'itis Galileo Ferraris, a Scampia, è una
scuola che a vederla da fuori sembra una prigione di massima sicurezza in una
terra di confine. L'ultimo ispettore ministeriale che l'ha visitata, ha
preferito lasciare a casa portafoglio e carte di credito. S'è dovuto ricredere.
Bisogna entrarci per spalancare gli occhi di fronte al miracolo: nel Lotto G di
Scampia, proprio di fianco a quel progetto miseramente fallito che porta il
nome di «Piazza Telematica» — a tutti gli effetti un autoparco della Napoli
Servizi — c'è una scuola che trabocca della materia più preziosa: le idee.
«Enea», è il nome del software creato dal professore Salvatore Staropoli
insieme a un team di colleghi, che organizzando telematicamente il sistema
delle supplenze consentirebbe di risparmiare 4 milioni e mezzo se ad applicarlo
fossero soltanto le scuole napoletane. Il preside Enzo Ciotola, che vorrebbe
brevettarlo, l'ha illustrato alla ministra Gelmini
quando recentemente si è recata in visita all'istituto. «Abbiamo anche chiesto
al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino, di poter
sperimentare Enea in una piccola scuola di provincia — spiega Ciotola — Ma le
graduatorie appartengono alla società Eds, che le compila per conto del
ministero, e per usarle occorre il suo permesso o magari quello dello stesso
ministero». Se il permesso arrivasse sul serio, dopo la fase sperimentale le
graduatorie si potrebbero acquistare, con una spesa certamente molto inferiore
rispetto a quella attuale. Autoprodurre i software, per il Ferraris è
un'abitudine. Basti pensare che ai docenti viene fornito un palmare dotato di
un programma, anche questo autoprodotto, per il rilevamento automatico delle presenze,
dei ritardi e così via. E non è neanche indispensabile, il palmare, perché il
software gira tranquillamente sui telefoni cellulari. Il Registro elettronico
adottato da alcune scuole del napoletano, per Ciotola è roba vecchia: «Abbiamo
smesso di utilizzarlo quando gli studenti hanno imparato a violarlo per
truccare i voti». Stefano Piedimonte Fai da te Quella di autoprodurre i
software utilizzati, nella scuola di Scampia è un'abitudine da molti anni La
fila Nell'immagine, docenti in coda per consultare le graduatorie per le
suppelenze
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
BERGAMO pag. 3 Studenti lavavetri
contro la riforma Gelmini BERGAMO SINGOLARE FORMA di protesta, ieri, degli studenti
autoconvocati dell'Università di Bergamo, che per manifestare contro le recenti
leggi Gelmini e Tremonti che prevedono tagli al fondo ordinario per la scuola
(leggi 133, 137 e 180), si sono improvvisati lavavetri (nella foto de Pascale)
nel centro di Bergamo. «Con la scelta fatta dal Governo - sostengono gli
studenti protagonisti ieri della protesta - le Università possono trovare i
fondi necessari alla loro attività di studio e ricerca soltanto attraverso la
questua. E allora, abbiamo deciso di lavare i vetri delle auto agli incroci,
racimolando così qualche euro che doneremo poi simbolicamente alla nostra
università». Così, chi intorno alle 13 di ieri è transitato dal centralissimo
largo Porta Nuova, ha potuto vedere una ventina di studenti che, oltre a
volantinare, armati di secchi e spazzole , per un'ora circa ha lavato i vetri
delle automobili ferme ai semafori. «È un'azione simbolica - hanno spiegato i
ragazzi agli automobilisti - per sottolineare le prospettive di peggioramento
delle condizioni di vita dei giovani dopo queste scelte del Governo». Image:
20090220/foto/41.jpg
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sindaci a difesa del "tempo lungo" Venerdì 20
Febbraio 2009, "Parlerò direttamente con il Ministro
alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini per
segnalare la questione del tempo lungo nelle scuole elementari venete. Senza
giri di parole: vogliamo che rimanga". Così si è espressa ieri Elena
Donazzan, assessore regionale ai Servizi Scolastici, all'incontro con i sindaci
della provincia che si è tenuto in Villa Obizzi ad Albignasego. La bolla
è esplosa la scorsa settimana quando il sindaco Massimiliano Barison ha
"scoperto" che dall'anno prossimo quattro scuole - "Moro",
"Marconi", "Falcone e Borsellino" e "Raggio di
sole" - non potranno garantire l'orario 8.15-15.45 per effetto della
riforma Gelmini. Il primo cittadino ha quindi
convocato d'urgenza il consiglio comunale, che ha approvato all'unanimità una
mozione pro tempo lungo, e un'assemblea con i colleghi della provincia nella
sua stessa situazione. Ieri la riunione alla quale erano presenti diversi
sindaci ed amministratori di comuni della provincia che condividono le
posizioni di difesa del tempo lungo a scuola. A pagina VIII
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 16 Santarcangelo, più bambini
e le scuole vanno strette LE ISCRIZIONI si chiuderanno tra una settimana. Ma
l'assessore alla Pubblica istruzione Monica Ricci, insieme ai suoi uffici, ha
già fatto i conti. Come e più dell'anno in corso, a settembre le scuole
elementari di Santarcangelo andranno decisamente un po' strette ai bambini. «Il
2003 è stato un anno con molte nascite conferma la Ricci Dovremmo avere quasi
una cinquantina di bambini in più rispetto a quest'anno, e non avremo pertanto
meno di 12 classi. Questo significa, visto che in questo anno scolastico le
quinte sono 10, che ritroveremo l'anno prossimo con 2 classi in più». E questo
costringerà il Comune non solo dover cercare altri spazi, ma soprattutto ad
ottenere dal Ministero gli insegnanti che servono. «Abbiamo chiesto ai due
circoli didattici di tenerci costantemente aggiornati. Faremo il punto subito
dopo il 28, quando le iscrizioni saranno chiuse, e poi ci attiveremo per la
richiesta dei docenti. Sperando di avere buone risposte da Roma». MA
PREOCCUPANO anche gli spazi. Anche perché a giugno partiranno gli attesi lavori
per sistemare e mettere a norma (rispetto alle leggi anti-sismiche) la
principale scuola elementare di Santarcangelo, la Pascucci' di piazza
Ganganelli. «Stiamo valutando varie ipotesi continua l'assessore anche se i
lavori alla Pascucci' non dovrebbero creare particolari disagi. La prima parte
si dovrebbe concludere in tempo per l'inizio dell'anno scolastico, permettendo
così il rientro a scuola degli alunni». La Pascucci' sarà, tra l'altro, una delle scuole riminesi a sperimentare la riforma voluta dal
ministro Gelmini, proponendo per alcune classi il nuovo orario scolastico con 5
giorni di lezione anziché 6 (si uscirà da scuola alle 13 meno un quarto). In
questo modo i bambini al sabato potranno rimanere a casa, anziché andare a
scuola, proprio come accade già per tutte le classi che fanno il tempo pieno.
ma. spa.
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag. 15 SENIGALLIA CONSEGUENZE della riform... SENIGALLIA CONSEGUENZE della riforma Gelmini sulle
scuole del territorio comunale al centro della seduta del Consiglio grande,
alla presenza di rappresentanti scolastici, ma anche associazioni cittadine.
«Purtroppo - evidenzia l'assessore alla istruzione, Simone Ceresoni -
l'attuazione della riforma scolastica sta già producendo alcuni effetti.
Ne sono testimonianza le incertezze che vivono in particolare le frazioni
periferiche che potrebbero vedere a rischio la formazione delle prime classi
dal prossimo anno scolastico. E diamo atto dell'impegno con il quale affrontano
la situazione i comitati che sono sorti spontanei a difesa delle scuole; si
tratta di un valore aggiunto, perchè i comitati non combattono le loro
battaglie contro le altre frazioni, ma tutti vogliono raggiungere lo stesso
obiettivo». PREOCCUPANTE fin da ora invece il taglio degli organici «A fronte
di 52 insegnanti di sostegno - sottolinea l'assessore - siamo scesi a 46 unità,
ma nel bilancio abbiamo voluto sostenere la spesa per mantenere i sei docenti
come garanzia importante per l'integrazione. Ma siamo anche molto preoccupati per
il tempo pieno che è a rischio; la sua scomparsa si tradurrà in un maggiore
onere per il Comune che dovrà prevedere risorse in bilanci con sempre maggiori
difficoltà». Importanza della integrazione anche con gli alunni immigrati,
rimarcata dalla dirigente scolastica, Angela Leone, così come la collega Fulvia
Principi evidenzia le potenzialità delle scuole. «CREDIAMO che oggi più che
mai, i quattro Istituti comprensivi piuttosto che presentarsi ognuno per sé,
drenando iscrizioni a salvaguardia della propria sopravvivenza, avrebbero
dovuto pensare ad una strategia di gruppo che potesse coniugare la formazione
delle classi con il territorio - osserva il presidente dell'Associazione
genitori Age, Alberto Di Capua -. Ma qui è mancata probabilmente anche una regia
comunale affinchè questo potesse avvenire, perché la proposta delle iscrizioni
intelligenti' poteva essere percorribile sull'intero territorio comunale e non
solo all'interno di un singolo istituto come sta accadendo a Scapezzano e S.
Angelo. Quando ci si impegna, il contributo delle famiglie alla qualità della
scuola possono fare la differenza; e infatti, dobbiamo dire che Scapezzano e
S.Angelo stanno dando proprio un bel esempio, perché sono le uniche scuole
della città che sono state presentate con forza da genitori».
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
VIMERCATE ARCORE pag. 15 Petizione dei
genitori contro la riforma del ministro Gelmini VIMERCATE
RACCOLTE 1.200 FIRME IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA CON TRE MAESTRI E IL TEMPO
PROLUNGATO VIMERCATE TEMONO già di ridursi come i genitori di Roma, in fila di
notte per accaparrarsi un posto al tempo pieno. E le madri che lavorano,
praticamente tutte, vivono ore di grande incertezza. Il messaggio è
rimbalzato forte e chiaro in seno alla Commissione Istruzione che nell'ultima
seduta ha messo all'ordine del giorno la Riforma Gelmini
e l'audizione dei genitori del primo e secondo circolo di Vimercate, autori di
una petizione che ha raccolto 1.200 firme. Petizione nella quale si difende la
scuola pubblica con tre maestri e il tempo prolungato. «Con il nuovo corso,
temiamo che i ragazzi abbiano a disposizione meno opportunità di prima», spiega
Susi Rovai, presidente del secondo circolo scolastico. A sostenere la causa
sono arrivati in parecchi in sala consiliare. Il centrosinistra, che a novembre
ha approvato una mozione «contro la Riforma», ha preso le parti delle famiglie
preoccupate (la metà di quelle coinvolte; nel complesso ai due circoli sono
iscritti 2.500 bambini), mentre l'opposizione di centrodestra ha fatto la
difesa di ufficio della Ministra. «Riforma perfettibile, ma buona», dice Andrea
Assi, capogruppo azzurro. Solo il 28 febbraio quando si saprà quanti sono i
piccoli iscritti in prima elementare il prossimo anno, e i numeri verranno
comunicati all'ufficio scolastico provinciale, si potrà fare i conti con
l'organico assegnato dall'ex provveditorato. Poi bisognerà vedersela con
l'autonomia, gli istituti gestiscono in proprio le risorse, e solo allora si
potranno calcolare le conseguenze della manovra, che non piace a Francesca
Paparazzo, assessore all'Istruzione, ed ex insegnante. «L'offerta formativa
vimercatese potrebbe subire un colpo senza precedenti», aggiunge insieme ai
genitori. Il Consiglio registra e promette di recapitare la petizione anti-Gelmini in Regione. Sarà proprio il Pirellone, raccolto il
malcontento dei campanili lombardi, a doversi pronunciare in conferenza
Stato-Regioni. Bar.Cal.
( da "Nazione,
La (Siena)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA SIENA pag. 7 Denunciati 7 studenti Bloccarono il
traffico con un corteo non autorizzato DIGOS SETTE STUDENTI senesi sono stati
denunciati per manifestazione non autorizzata e interruzione di pubblico
servizio. La decisione è sttata presa dagli uomini della Digos dopo quanto
accaduto nel pomeriggio dello scorso 29 ottobre. Erano i
giorni caldi delle contestazioni al decreto Gelmini e
coincisero con la bufera che aveva investito la nostra università. La mattina
c'era stato un corteo autorizzato, poi intorno alle 15 una quarantina di ragazi
uscirono di corsa dal rettorato e bloccarono il traffico fuori porta Camollia.
La polizia più volte aveva cercato di far capire loro che non potevano
comportarsi in quel modo. Di fatto si erano messi a sedere in mezzo alla strada
obbligando gli autobus urbani a fermarsi e bloccarono tutta la viabilità che in
quel momento era costituita prevalentemente da genitori che andavano a prendere
a scuola i loro figli. Gli studenti non risposero alle sollecitazioni della
Digos. DOPO DUE MESI e mezzo a fronte delle riprese fatte nell'occasione dalla
Scientifica dei quaranta partecipanti ne sono stati identificati sette e per
loro è scattata la denuncia per manifestazione non autorizzata e interruzione
di pubblico servizio.
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009 Chiudi di MAURO BERNARDINI URBINO
- "Tardive e strumentali". Così vengono definite dal consigliere
regionale del Pdl Roberto Giannotti le dichiarazioni del sindaco e
dell'assessore alle Politiche educative sul nuovo dimensionamento scolastico
che, sottraendo alla "Scuola del Libro" di Urbino a vantaggio di
Pesaro un corso serale frequentato da 70 studenti lavoratori, creerebbe
incertezza sulla futura autonomia dello storico Istituto Statale d'Arte di
Urbino. Anche se la scelta compiuta dalla Regione è stata presa nonostante il
parere contrario espresso da Comune di Urbino e Consiglio d'Istituto, per
Giannotti si poteva e si doveva fare di più. Con l'applicazione della legge Gelmini, infatti, nell'anno scolastico 2010/2011 l'Isa di Urbino potrebbe
trovarsi con meno di 500 studenti, il numero minimo previsto per mantenere
l'autonomia. Giannotti ricorda di aver presentato in Consiglio regionale due
proposte: "con la prima si chiedeva di annullare e con la seconda di
sospendere la scelta relativa alla istituzione nella provincia di Pesaro e
Urbino del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti. Quella
proposta richiamava il voto unanime espresso dal Consiglio Comunale di Urbino
che chiedeva appunto il non luogo a procedere per quanto concerne il CPIA
proprio per i rischi che tale scelta avrebbe prodotto per il mantenimento
dell'autonomia dell'Istituto d'Arte".
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009 Chiudi di FEDERICO FABRIZI
LUGNANO IN TEVERINA - Lui criticava la riqualificazione delle terme di Ramici,
e lei, per tutta risposta, portava la banda del paese a suonare accanto al
ruscello di acqua solfurea per l'inaugurazione della struttura. Lei decideva
l'ingresso di Lugnano nel consorzio di polizia municipale con Attigliano, Giove
e Penna, e lui ricordava che quel consorzio era un'idea del centrodestra e
l'amministrazione di centrosinistra ne era uscita per poi doversi
"rimettere in regola" e rientrare. Lei è Nadia Moretti, sindaco al
termine del primo mandato, s'è iscritta al Pd quando indossava già la fascia tricolore,
ed ora ha tutte le intenzioni di fare il secondo mandato. Lui è Alessandro
Dimiziani, capogruppo di opposizione in consiglio comunale - prima An, oggi Pdl
- e si sente pronto per il ruolo di primo cittadino. Entrambi devono ancora
sciogliere le riserve in modo ufficiale, mancano i "timbri
definitivi", ma a meno di rivoluzioni dell'ultimo momento saranno loro a
sfidarsi per le amministrative di giugno. Incroceranno le lame dopo cinque anni
trascorsi a battagliare, battibeccare, guerreggiare, e in fin dei conti anche a
studiarsi a vicenda. Lui a punzecchiarla in aula con interrogazioni e mozioni a
raffica, lei a battere i pugni sul tavolo per difendere il proprio operato.
Quando il sindaco s'accordava con l'istituto Leonino per sostituire le suore dell'ordine
Maestre Pie Venerini, che lasciavano l'asilo di Lugnano dopo un secolo e mezzo,
il capogruppo di minoranza denunciava il silenzio della giunta comunale, che
fino all'ultimo momento aveva tenuto nascosta la faccenda alla gente. Dal 2004 ad oggi, c'è voluto il Ministro Gelmini e la decisione della Provincia di ridisegnare la geografia degli
istituti scolastici per mettere d'accordo - una volta, e una soltanto - i due
contendenti. Sono quasi coetanei: quarantasette anni la Moretti, solo quattro
in meno Dimiziani. Entrambi, insieme al partito cui sono iscritti,
avranno a disposizione "aiutanti" sul campo: lei la sinistra
radicale, vale a dire tutto il movimento che sta intorno a Rifondazione
comunista «Con cui - ci tiene a precisare - lavoriamo insieme, e se altrove
litigano, qui a Lugnano siamo un'eccezione: Pd e Rifondazione vanno d'accordo».
Comunque, quel che ne uscirà sarà una lista civica, ma con una chiara identità
di centrosinistra. Lui, Dimiziani, potrà contare sull'appoggio dei voti
socialisti: oggi, nel gruppo di opposizione in consiglio comunale siede Enrico
Nucci, che probabilmente sarà tra i dodici candidati della lista civica di
centrodestra. E anche con l'Udc il dialogo è a buon punto. Intanto, s'è già
messo al lavoro il "laboratorio delle idee": «Aperto alla società
civile e incaricato di tirar giù il programma elettorale». Il bello è che
cinque anni fa finì quasi in pareggio: circa milleduecento votanti, e il
centrosinistra la spuntò per una quarantina di preferenze. Si usciva da una consigliatura
di marca centrodestra, guidata da Luciano Felici, proprio con Alessandro
Dimiziani nei panni di vicesindaco, ma a raccogliere il testimone di quello che
si chiamava "il polo" fu un altro candidato: Martini. Battuto dalla
grintosa Nadia Moretti, un'outsider, come lei ama definirsi, allora alla prima
esperienza politica e senza alcuna tessera di partito in tasca. Ed ora partirà
la campagna elettorale.
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009 Chiudi SI DIBATTE SU INTERNET E
MINORI Oggi alle 17, all'istituto comprensivo Olivieri incontro con genitori e
insegnati sulle opportunità e sui problemi legati all'utilizzo dei nuovi mezzi
di comunicazione dal titolo "Internet e minori: adulti più informati,
bambini più sicuri". Interverranno il presidente Co.Re.Com. Marche Marco
Maruzzi e il comandante della Polizia delle Comunicazioni - compartimento
Marche, Maurizio Pierlorenzi. ASSEMBLEA SCUOLA PUBBLICA
Ultima assemblea pubblica sulla scuola e le novità introdotte dalla riforma Gelmini questa sera alle 21 nella sala della circoscrizione a Borgo
Santa Maria. MUSEI CIVICI A PALAZZO CIACCHI Questo pomeriggio, come ogni terzo
venerdì del mese, sarà possibile visitare il percorso espositivo di palazzo
Ciacchi, con dipinti e ceramiche provenienti dai depositi dei musei civici.
L'appuntamento è dalle 15 alle 18, la visita è gratuita ma la prenotazione è
obbligatoria. INCONTRO DEDICATO A SAN PAOLO L'Istituto Superiore di Scienze
Religiose "Giovanni Paolo II organizza questa sera, alle ore 21,15, presso
l'Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, una conferenza in occasione dell'anno
dedicato a S.Paolo. Ad illustrare la personalità dell'Apostolo delle genti sarà
il professor Romano Penna, che tratterà come tema "La figura di S.Paolo
nel quadro delle origini cristiane"'.
( da "Corriere
del Veneto" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VERONA - sezione: REGIONE - data:
2009-02-20 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuola Doppia manifestazione di
protesta dei genitori Taglio di docenti, a rischio il tempo lungo 20mila
famiglie in ansia PADOVA — Ventimila famiglie del Veneto rischiano di non poter
più lasciare i figli a scuola di pomeriggio. E' l'esercito dei genitori del
«tempo lungo», l'orario cancellato dalla riforma Gelmini, che permette agli alunni di restare a scuola per la mensa fino
alle 15.30. La scuola veneta è nel caos, in vista ci sono tagli per 4.261
insegnanti, così rischia di perdere un orario affinato in vent'anni e
meritevole di averla portata sulla vetta europea in termini di qualità
dell'istruzione. Il tempo lungo è un ibrido di 37 ore tra il tempo
normale (30 ore) e quello pieno (40 ore), con tre insegnanti ogni due classi in
compresenza. Con l'arrivo del maestro unico questo orario non ci potrà più
essere e così il ministero potrebbe decidere di tagliare sugli insegnanti. Le
iscrizioni terminano a fine mese ma i genitori non sanno ancora se avranno
garantito lo stesso servizio scolastico. Per loro solo una nota della scuola:
«L'attivazione del servizio è subordinata all'organico del ministero». Le mense
di tutta la regione potrebbero restare vuote se mancheranno docenti e gli
investimenti dei Comuni andrebbero in fumo. Come potrebbero saltare corsi di
recupero, sostegno e integrazione linguistica. Ieri c'è stata una doppia
manifestazione a Padova per bloccare i tagli nella scuola: dodicimila famiglie
hanno scelto il tempo lungo, il 60% di tutta la regione. In piazza dei Signori,
nella città del Santo, i genitori hanno messo in scena una protesta «in
maschera », per salvare la qualità dell'istruzione. Ad Albignasego invece si è
riunito il movimento dei sindaci «per salvare il tempo lungo», nato per fare
pressioni sul ministero in vista della trattativa per il numero dei docenti.
«Il tempo lungo ha fatto risparmiare allo Stato il 30% delle spese», dice in
difesa del modello scolastico il sindaco di Albignasego Roberto Battiston, a
capo della protesta. I primi cittadini hanno chiesto all'assessore regionale
all'Istruzione Elena Donazzan di portare la protesta a Roma e lei ha accettato.
E ha lanciato la proposta di mettere i bidelli a fare sorveglianza in mensa, se
non arriveranno sufficienti insegnanti: «Così non graveremo con nuove spese su
enti locali e famiglie», dichiara la Donazzan. L'organico di maestri e
professori si deciderà a cominciare dal 26 febbraio, quando a Roma ci sarà
l'incontro tra Regioni e ministero dell'Istruzione. Le iscrizioni si chiudono
il 28 febbraio, due giorni dopo. «Ho già scritto una lettera al ministro Gelmini — spiega la Donazzan — per difendere la scuola
veneta dell'eccellenza, regione virtuosa che contiene la dispersione scolastica
e aumenta ogni anno il numero dei suoi iscritti, sempre di più stranieri, che
necessitano di sostegno. Questo sistema del tempo lungo permette di ridurre la
spesa pubblica e deve essere salvato». Martino Galliolo
( da "Corriere
del Veneto" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VERONA - sezione: REGIONE - data:
2009-02-20 num: - pag: 8 categoria: BREVI Elena Donazzan
L'assessore regionale all'Istruzione ha scritto una lettera al ministro Gelmini, per difendere «la scuola veneta dell'eccellenza» Famiglie in rivolta
Un'immagine della manifestazione di protesta contro il taglio del tempo lungo
organizzata ieri a Padova (Gobbi/Bergamaschi)
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
PASSATEMPO pag. 9 «La legge Gelmini» Incontro in biblioteca Una serata per capire «Come cambia la
Scuola - Le novità della Legge Gelmini», oggi alle 21 nella
biblioteca civica di via Monte Santo a Camnago, con interventi di professori e
presidi. Ingresso libero.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 NEL PRC volano gli stracci.
L'ex segretario Tiziano Loreti che ha las... NEL PRC volano gli stracci. L'ex
segretario Tiziano Loreti che ha lasciato Rifondazione insieme con un'altra
decina di compagni, accusando il partito di cercare il dialogo con il Pd passa
al contrattacco. «Mi sono sentito bersaglio di un killer inviato da un
mandante», accusa. Il mandante è Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc;
il killer politico è Gianluigi Pegolo, responsabile degli Enti locali, che
lunedì ha partecipato alla riunione del Comitato federale in cui sono finiti in
minoranza Loreti e la sua mozione, contraria ad aperture al Pd. «Non capiamo
perché il normale esercizio della democrazia debba diventare sempre fonte di
accuse infamanti», è la replica di Ferrero e Pegolo. Il gruppo dirigente
bolognese, ribattono, «ha democraticamente deciso di procedere nel confronto
con il Pd». Intanto, si ritiene «sia bene», prima di assumere decisioni su un
eventuale appoggio al Pd e a Flavio Delbono, «attuare una consultazione
vincolante degli iscritti» della federazione. Con Loreti (che potrebbe andare
con Monteventi) è uscita anche una decina di amministratori locali, tra cui
Sergio Spina, capogruppo in Provincia, e la responsabile scuola Marzia
Mascagni, che, nei giorni scorsi aveva dato vita alla
protesta anti-Gelmini definita del 10 politico' alle scuole Longhena. Ferrero, accusa
Loreti, «ha espresso solidarietà a Walter Veltroni, che ha cercato di
distruggere il Prc, e non ha trovato il tempo di telefonare a me, che da 15
anni cerco di salvare il partito». La Mascagni tuona contro «il
sospirato accordo salvapoltrone» con il Pd e prevede che gli elettori del Prc «voteranno
altro o non voteranno affatto». Avverte Lorenzo Grandi, consigliere
provinciale: «I segnali ci dicono che le elezioni saranno una Caporetto del
centrosinistra. E i dirigenti del Pd non daranno incarichi a un partito che non
porterà neanche un voto».
( da "Mattino
di Padova, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
LA PRESIDE «Sarà un brutto voto in condotta» CHIAMPO. «Certamente valuteremo quali implicazioni dal punto di
vista disciplinare scolastico possa avere il gesto compiuto dai cinque
ragazzi». Così commenta Fiorella Menti, preside della scuola statale media di
Chiampo, frequentata dai ragazzi denunciati per aver legato e poi filmato un
loro compagno di scuola. La preside spiega che «ci sarà un'analisi di
quello che è accaduto», «in un incontro con gli insegnanti decideremo cosa
fare. E' - aggiunge - un argomento vecchio, più volte affrontato. Ogni volta
però che si ripresentano c'è ansia nei ragazzi e negli adulti». «Di recente -
dice - abbiamo sospeso un giovane che ha scritto frasi offensive contro il
personale della scuola».
( da "Giornale.it,
Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
n. 44 del 2009-02-20 pagina 5 Prof di matematica, i conti
non tornano di Alessandra Pasotti Con la riforma Gelmini
aumentano le ore per le materie scientifiche, ma le cattedre sono vacanti, In
esubero, invece, gli insegnanti di lettere, lingue straniere e musica. In
pensione 1942 dipendenti Insegnanti di matematica cercansi. è questa la buona
notizia, l?unica per la verità, per i precari della scuola: il prossimo anno
scolastico mancheranno insegnanti di matematica alle medie. Cattedre vuote,
posti da assegnare, una volta tanto, in un panorama, quello delle assunzioni
dei docenti, che per i più sarà desolante. Si prospetta un futuro nero per i
docenti di lettere: a Milano da settembre ci saranno 253 insegnanti in più del
necessario, 70 almeno saranno i docenti di lingua inglese e francese che
dovranno trovare un?altra sistemazione, 30 quelli di musica. Ma in matematica, no,
complice la riforma Gelmini che alle scuole secondarie
di primo grado (le ex medie) ha aggiunto un paio d?ore in più di insegnamento
scientifico, lì le cattedre saranno vacanti. I dati, ancora provvisori, sono
stati illustrati dall?Ufficio scolastico regionale durante un incontro con i
maggiori sindacati di categoria, due giorni fa. Un incontro fortemente voluto
da Cgil-Cisl e Uil per avere un quadro, anche se ancora da confermare, di
quello che attenderà personale docente e non dal prossimo settembre. Perché da
settimane gli sportelli di ricevimento sono intasati e subissati da richieste
di delucidazione. I numeri dunque: perché è lì che si gioca la partita del chi
esce e chi entra. Il rischio maggiore è naturalmente quel taglio alle cattedre,
incubo dei precari, ma anche dei professori di prima nomina che ancora una
cattedra non ce l?hanno e di quelli che hanno un punteggio basso e che quindi,
in caso di esuberi, sarebbero i primi a dover cambiare scuola e mansione. Per
avere il quadro esatto bisognerà aspettare i numeri delle scuole: la fine delle
iscrizioni (il 28 febbraio) e il piano didattico di ogni singolo istituto. Le
primarie dovranno presentare il proprio rapporto agli uffici di via Ripamonti
entro il 31 marzo, entro il 24 aprile le materne (che fanno capo però al Comune
di Milano), entro il 23 maggio le scuole superiori e entro il 15 giugno le
scuole secondarie di primo grado. Il dato certo è che all?interno delle scuole
di Milano se ne andranno in pensione 1942 persone: 30 dirigenti scolastici,
1412 insegnanti e 500 tra personale amministrativo e bidelli. Ecco che
incrociando questi dati con i nuovi orari per materia stabiliti dal decreto Gelmini la previsione è di esubero per tutte le cattedre ad
eccezione di matematica, appunto. Nessuna previsione invece per le scuole
primarie dove giocherà un ruolo fondamentale la scelta dell?orario da parte
delle famiglie (24, 27, 30 o 40 ore settimanali) per stabilire di quante
insegnanti ogni singolo istituto avrà bisogno. «La confusione che si è creata e
l?incertezza sul proprio posto di lavoro non aiuta - commenta Rita Frigerio -
segretario regionale Cisl Scuola. I lavoratori sono preoccupati. E noi non ci
stancheremo di dirlo: non si costruisce una scuola migliore con questi tagli
indiscriminati». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Corriere
Adriatico" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
C'è la lotteria Carnevale in replica
La Gelmini sul carro Bis per il Carnevale montemarcianese, che dopo la
sfilata di domenica scorsa a Marina replica domani presso il centro storico del
capoluogo. Con l'organizzazione di Comune e Pro Loco ed in collaborazione con
il Comitato carnevalesco e l'oratorio "San Macario" di Montemarciano
(che hanno tra l'altro realizzato i carri allegorici), la manifestazione
prenderà il via alle 15, ad ingresso libero. Anche domani saranno presenti
quindi i carri montemarcianesi, dedicati quest'anno al ministro Gelmini, ai mitici Puffi e alla vita di corte, con tanto di
abiti perfettamente ricreati, insieme ai gruppi di Montignano e Sant'Angelo.
Sarà anche possibile acquistare i biglietti della lotteria di Carnevale. Al
termine, sarà eletto il miglior gruppo mascherato. Completeranno quindi il
pomeriggio l'animazione della Jimmy Band e la musica della banda "Gastone
Greganti". Contribuiranno infine alla manifestazione anche l'associazione
"Giocolieri che passione", la Protezione civile, i commercianti ed i
centri sociali del Comune.
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009, San Donà
di Piave "La riforma Gelmini: la famiglia al centro della nuova organizzazione
scolastica?". Questo è il tema dato all'incontro organizzato dal Comitato
Genitori Romolo Onor, che si terrà oggi, venerdì 20 febbraio, alle ore 20.45,
nell'aula magna dell'oratorio Don Bosco. Iniziativa che rientra nelle proposte volute proprio dallo stesso
Comitato dal titolo 'Educarsi per Educare' per tutto il 2009. «Un incontro -
spiega il presidente Giannina Pierobon - ci aiuterà a comprendere meglio quali
saranno i mutamenti e le trasformazioni che riguarderanno il mondo della scuola
dopo l'approvazione della Legge Gelmini». L'incontro
sarà tenuto da Antonio Leo, coordinatore dei dirigenti scolastici del Veneto.
«Riteniamo - continua Giannina Pierobon - che l'importanza dei temi trattati
riguardi personalmente i genitori ma soprattutto i figli, che in un modo o
nell'altro ne affronteranno le conseguenze. Il nostro non vuole essere un
intervento di parte e nemmeno una presa di posizione politica: se il Comitato
Genitori sta da una parte, è sicuramente quella dei nostri figli: il loro
futuro dipende da come sapremo muoverci oggi». F.Cib.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 20 Febbraio 2009, Saccolongo Niente festa di carnevale
a scuola per i bambini dell'elementare "Giovanni Pascoli" di
Saccolongo. Per martedì mattina, ultimo giorno di carnevale, le insegnanti
hanno deciso che nessuna mascherina varcherà il cancello dell'elementare
"come forma di protesta contro la nuova organizzazione che la riforma-Gelmini prevede per il prossimo anno scolastico". Questo quanto
riportato nell'avviso consegnato in questi giorni dalle maestre agli alunni e
giunto così nelle mani dei genitori. Una forma di protesta che coinvolge
direttamente i bambini e che ha sollevato malcontento fra i genitori che, pur
non entrando nel merito della contestazione degli insegnati, non
comprendono la necessità di coinvolgere direttamente i bambini. "Non credo
che i bambini debbano essere parte attiva di questa protesta - commenta un papà
- ritengo che gli insegnanti siano rappresentanti dai sindacati e che queste
questioni vadano discusse su appositi tavoli di confronto. Non capisco
l'utilità di coinvolgere i bambini privandoli del carnevale a scuola". La
decisione, presa in autonomia dagli insegnanti del plesso scolastico di
Saccolongo, sembra essere un modo per far comprendere alle famiglie cosa
significheranno per la scuola i tagli previsti dalla riforma Gelmini.
Tagli che per gli insegnanti andranno ad interessare tutte le attività non
didattiche promosse dalla scuola. "Ben vengano gli incontri e le
manifestazioni per coinvolgere i genitori sulle difficoltà che si troverà ad
affrontare la scuola - ha commentato una mamma -, ma non capisco perché interessare
direttamente i bambini togliendoli questa festa". Per i genitori è poi
impossibile per i bambini cogliere le motivazioni che hanno fatto decidere le
insegnanti per il "no" al carnevale a scuola. Giornata che, se per
gli alunni di prima sarebbe stata tutta da scoprire, i più grandicelli non
potranno ripetere ricordando quella degli anni precedenti. Barbara Turetta
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
ALBIGNASEGO E' un vero movimento spontaneo quello sorto
per difendere il tempo lungo negli istituti Sindaci contro i tagli alla scuola
Donazzan: la Regione vi sosterrà a Roma; abbiamo la spesa pubblica pro capite
studente più bassa Venerdì 20 Febbraio 2009, Albignasego "Parlerò direttamente con il ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini per segnalare la questione del tempo lungo nelle scuole
elementari venete. Senza giri di parole: vogliamo che rimanga". Così si è
espressa Elena Donazzan, assessore regionale ai Servizi Scolastici,
all'incontro con i sindaci della provincia che si è tenuto in Villa Obizzi.
La bolla è esplosa la scorsa settimana quando il sindaco Massimiliano Barison
ha "scoperto" che dall'anno prossimo quattro scuole -
"Moro", "Marconi", "Falcone e Borsellino" e
"Raggio di sole" - non potranno garantire l'orario 8.15-15.45 per
effetto della riforma Gelmini. Il primo cittadino ha
quindi convocato d'urgenza il consiglio comunale, che ha approvato
all'unanimità una mozione pro tempo lungo, e un'assemblea con i colleghi della
provincia nella sua stessa situazione. Ieri la riunione clou - è intervenuto
anche Leonardo Padrin, consigliere regionale di Forza Italia - alla quale hanno
partecipato Nunzio Tacchetto, sindaco di Vigonza, Nicola De Paoli, Maserà, Lino
Ravazzolo, Teolo, Mirco Gastaldon, Cadoneghe, e Giovanni Gasparin, Ponte San
Nicolò; presenti amministratori di Abano, Bovolenta, Cartura, Casalserugo,
Cittadella, Due Carrare, Masi, Monselice, Pernumia, Pozzonovo e Saonara. Ha
sottolineato la Donazzan: "Stiamo chiedendo che vengano rispettati i
patti. Quando è passata la riforma abbiamo posto una condizione: che in Veneto
rimanesse il tempo lungo. Al Ministro ricorderò che la nostra Regione ha la
spesa pubblica pro capite per studente più bassa d'Italia; e nove anni fa sono
stati ridotti gli istituti sottodimensionati. Secondo uno studio dell'Ocse la
qualità della scuola in Veneto è ai primi posti a livello europeo". Il
prossimo 26 febbraio si terrà una riunione tecnica a Roma sul problema del tempo
lungo. "In quella sede ribadirò questi numeri - ha precisato l'assessore -
al Nord tale forma oraria è un'esigenza sociale, mi auguro che il Ministro
tenga conto della particolarità della nostra Regione". Padrin ha posto
l'attenzione sui costi: "Vent'anni fa il Veneto ha inventato il tempo
lungo, un orario a metà fra tempo normale e pieno, per risparmiare; abbiamo
avuto un atteggiamento virtuoso, senza pesare sulle casse dello Stato. Non
auspichiamo la protezione di un privilegio, ma la continuità di un
servizio". Nunzio Tacchetto, sindaco di Vigonza, ha portato quindi il suo
caso: "Se fossi costretto a cancellare il tempo lungo nelle 32 classi dove
è già in atto non avrei i soldi, 80mila euro, per riportare i bambini a casa
con il bus all'ora di pranzo". Infine la nota congiunta di Piergiorgio
Cortelazzo e Raffaele Zanon, consiglieri regionali di An: "La Regione non
si è mai sottratta ai suoi obblighi e riconosce la valenza del tempo
prolungato: uno strumento necessario viste le difficoltà di molte famiglie
causate da una crisi economica che sta cambiando i modelli e gli orari di
lavoro". Francesco Cavallaro
( da "Virgilio
Notizie" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 20 feb. (Apcom) - Il Pd non ha un'identità, "ha
avuto un buon inizio" ma poi "il seguito è stato negativo" ed è
grave che mentre scoppiava la crisi economica, anziché fornire possibili
risposte, il partito si sia "baloccato per mesi con un'assurda petizione
'Salva l'Italia' priva di contenuti". Francesco Rutelli, nel suo
intervento su Facebook, non risparmia duri giudizi sulla gestione-Veltroni e
afferma che "molti italiani pensano che il Pd sia 'né carne né pesce' e
non manifesti una propria identità". "C'e' un solo modo per definire
l'identita' del Pd", continua. "Non come bricolage delle culture
politiche di provenienza. Non con un posizionamento ideologico fuori tempo. Non
con un dibattito di soli principi, o, meno ancora, teorico, o accademico.
L'identità del Pd, un partito nuovo, si afferma solo definendo le sue missioni,
con la battaglia politica. Lo si deve fare adesso. C'è un terreno preciso su
cui farlo: quello dell'economia e delle conseguenze sociali della crisi".
La crisi ha "dimensioni enormi" ma "il Pd non è stato abbastanza
incisivo. Mentre esplodeva la crisi finanziaria, si è baloccato per mesi con
una assurda 'petizione Salva l'Italia' priva di contenuti. Poi, ha seguito
agende estemporanee del giorno per giorno (dal referendum
sulla legge Gelmini all'ipotesi di referendum sul testamento biologico); ora che ha
iniziato a formulare una proposta, per quanto insufficiente, Veltroni si è
dimesso". Insomma, "penso che nei prossimi cento giorni il Pd debba
occuparsi fondamentalmente di mobilitarsi al fianco di chi lavora e crea
ricchezza. Il pane quotidiano della politica - impastato sull'economia
sociale di mercato, sulle regole e la concorrenza liberali - sarà anche il
terreno su cui formare concretamente l'identità smarrita del Pd".
( da "Blogosfere"
del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
Feb 0920 La sinistra non ha bisogno di un leader
Pubblicato da Iperio alle 18:57 in , originally uploaded by k_insomniac. Aprite
gli occhi. la sinistra non ha bisogno di un leader. ha bisogno di idee, di un
programma condiviso da tutti. e di un gruppo dirigente silenzioso, onesto, che
non appaia mai. che non sgomiti per apparire, un gruppo dirigente che si
astenga dai salottini bene. non di un leader. se è necessario un portavoce, si
metta un leader a rotazione: e non necessariamente un politico, anzi meglio di
no. Silvio parla di banche? gli risponda un frizzante Benigni. gasparri esterna
da par suo? gli risponda un Neri Marcorè per le rime. la
gelmini riforma la scuola? le ragioni degli studenti siano spiegate da una
studentessa inkazzata! ce ne sono tantissime. il governo pontifica
sull'economia? gli risponda il classico pensionato che arriva a fine mese con
750 euro. ce ne sono milioni. la sinistra faccia parlare la gente o
altrimenti come ha detto con sante ragioni Silvio, farà fuori anche l'ottavo...
(il prossimo leader della sinistra)
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Scuola
E i maestri boicottano il voto numerico Il voto numerico
nella scuola primaria? «No, grazie». Un rifiuto che per i docenti del circolo
didattico «Fratelli Bandiera» di Parma non è solo di principio, ma concreto.
Tant'è vero che nelle schede di valutazione del primo semestre (ovvero le
pagelle) che stanno arrivando ai genitori, in molti casi i voti non sono
espressi in numeri, come previsto dalla riforma della
scuola del ministro Gelmini, ma con le vecchie valutazioni. E ora cosa succede? Secondo
l'assessore comunale alle Politiche scolastiche, Gianpaolo Lavagetto, «si apre
la strada all'arrivo degli ispettori ministeriali», come già avvenuto a
Bologna, dove per protesta i maestri di una scuola hanno dato
( da "Giornale
di Brescia" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 21/02/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:la città Pd: con i tagli una università senza futuro L'on. Corsini:
«Necessario premiare il merito e promuovere la ricerca». Il prof. Modica: «No
alla privatizzazione» Un momento dell'incontro tenutosi ieri in Sala Piamarta
Il futuro dell'università dopo i provvedimenti del Governo è stato al centro
del dibattito promosso ieri, nella Sala Piamarta di via San Faustino, dal
Gruppo scuola del Pd provinciale e dai Giovani democratici di Brescia. Relatori
sono stati Luciano Modica, già rettore dell'Università di Pisa e attuale
responsabile nazionale università del Pd e Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia
ed ora deputato del Pd. «Su due punti delle linee guida
proposte dal ministro Gelmini siamo pienamente d'accordo: riformare il sistema di governo
delle università conferendo maggiori poteri ai portatori di interessi, e
rafforzare le norme sul diritto allo studio per attuare una mobilità sociale
attualmente bloccata» spiega Modica, che aggiunge: «Non condividiamo invece i
tagli forsennati, che dal 2010 metteranno in ginocchio l'intero sistema,
e l'idea di una privatizzazione anche solo strisciante delle università». I
tagli interesseranno anche l'Università statale bresciana: «Sono d'accordo -
osserva Corsini - con le posizioni più volte espresse dal rettore Preti circa
l'insostenibilità della gestione del nostro ateneo a seguito dei tagli
previsti. Inoltre la nostra città verrà penalizzata anche dal sistema
concorsuale per sorteggio, che premierà i grandi atenei, marginalizzando quelli
più piccoli». Qual è allora il futuro che potrà avere l'università italiana?
«Se permangono i tagli attuali - conclude Modica - non ci sarà futuro. Occorre
prima togliere questo macigno e poi ricostruire l'università su due pilastri:
consentire agli studenti tramite borse di studio, alloggi e mense, di scegliere
l'ateneo dove studiare, e destinare almeno il 30% dei finanziamenti a premi di
qualità che stimolino le eccellenze». Secondo Corsini occorre un'università che
«premi il merito, sviluppi la ricerca, promuova la selezione, sia collegata al
mondo del lavoro e soprattutto tuteli la crescita umana e scientifica degli
studenti». All'incontro - moderato da Francesco Esposto, consigliere nazionale
degli studenti universitari - hanno partecipato anche Lorenzo Spadacini,
ricercatore alla facoltà di Giurisprudenza, e Fabio Fornari, coordinatore delle
Rsu del personale tecnico-amministrativo della Statale. Mario Nicoliello
( da "Cittadino,
Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Ciaccio, ministra della fraternità francescana n Il 15
febbraio, presso la cappella del collegio San Francesco dei padri barnabiti a
Lodi, si è svolto il capitolo per il rinnovo del Consiglio della Fraternità fra
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
IL CONVEGNO. Incontro del Pd alla sala Piamarta. Modica
rilancia il trinomio «autonomia, responsabilità, valutazione» Corsini: «Sono
solidale» Le proteste del rettore Augusto Preti ricevono la «incondizionata
solidarietà» di Paolo Corsini, già sindaco e ora deputato Pd. «Il ministro Gelmini non ha proposto una riforma bensì una destrutturazione che ha
ripercussioni molto negative su Brescia in termini di diritto allo studio,
risorse finanziarie, possibilità di carriera dei docenti - dice Corsini - e io
sono solidale con la battaglia del rettore perché il taglio di 1,4 miliardi di
euro impedisce di gestire il sistema e il meccanismo concorsuale a sorteggio
confermerà il monopolio dei grandi atenei a svantaggio dei piccoli come
il nostro». LE DICHIARAZIONI dell'ex sindaco sono venute a margine del convegno
«Quale università dopo i provvedimenti del Governo», organizzato dal Gruppo
scuola dell'esecutivo provinciale Pd e dai Giovani democratici di Brescia per
ieri mattina in una sala Piamarta non certo affollata. Insieme a Corsini, al
tavolo dei relatori anche Luciano Modica, ex rettore di Pisa e ora parlamentare
e responsabile nazionale Pd per l'università (assente l'onorevole Pierangelo
Ferrari). Modica spara ad alzo zero contro il disegno dei ministri Gelmini e Tremonti, va da sé. Ma non si limita a quello, e
avanza proposte per una «vera» riforma dell'università. Tagliare «linearmente»
tutte le spese del 6 per cento, compreso il fondo ordinario dell'università,
significa che «dal 2010 la metà del fondo di funzionamento del sistema pubblico
non c'è più e si esce dall'Europa nel cui Trattato è scritto che la formazione
è un bene pubblico». Per di più, quel taglio «differito» ha del «ricattatorio -
aggiunge Modica - e sembra dire accettate le riforme o la mannaia cade».
Intanto le Fondazioni non decollano perché «gli atenei se ne guardano bene». E
niente si fa per un diritto allo studio che dia una spinta alla mobilità
sociale ingessata e faccia valere il merito. Insomma, «un fallimento». E allora
le proposte. La prima riguarda proprio il diritto allo studio. «Le borse di
studio vengono date dopo l'iscrizione - argomenta Modica - e le famiglie meno
abbienti sono costrette a iscrivere i figli all'università più vicina perché
non sanno se avranno il sostegno. Dunque bisogna darle prima dell'iscrizione
per lasciare gli studenti liberi di iscriversi dove vogliono, anche all'estero
come accade in altri Paesi, e dare una forte leva alla mobilità sociale». Per
il resto, il Pd propone una riforma basata sul trinomio «autonomia,
responsabilità, valutazione». FINORA SI È DATA solo la prima, e «in mancanza di
responsabilità non si rispetta il merito, vengono assunti anche docenti che non
valgono, tanto non sono soggetti a valutazione». La proposta del Pd - dice l'ex
rettore di Pisa - lascia libere le università di assumere, ma dopo 4 anni i
docenti vengono valutati e se non producono lo Stato gli toglie lo stipendio.
Deciderà poi l'ateneo se tenerselo». E pure Corsini sottolinea la «natura
cooperativa e partecipata del sistema, che deve governarsi in assunzione di
responsabilità per restare fulcro ed elemento centrale dello sviluppo del
Paese». MI.VA.
( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 27 - Sassari Ploaghe, oggi la prima sfilata dei sei
carri allegorici PLOAGHE. Anche quest'anno a Ploaghe si prevede una
manifestazione carnevalesca in grande stile. Sono sei i carri allegorici che
sono stati allestiti sui temi più svariati: dal mondo dei cartoni di Heidi, a
quello di Prince of Persia, dalla dama di cuori, alla sarcastica
politica sulla riforma Gelmini e, per concludere, i Blues Brothers e i Giamaicani.
L'amministrazione comunale la Proloco, con il prezioso ed essenziale lavoro dei
giovani e di tutte le associazioni ploaghesi, si sono incontrati per più di un
mese, creando tra loro veri e propri momenti di aggregazione e socializzazione,
per predisporre la formazione dei carri allegorici. Gli appuntamenti per
le sfilate dei carri sono previsti per oggi e martedì 24. Centinaia di maschere
si raduneranno alle 15 nei pressi della chiesa di Cristo Re per poi proseguire
in corteo verso via Roma, via Fiume, via Minerva e l'arrivo, verso le
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
ISTRUZIONE E SCELTE. LA LOMBARDIA SI STA GIÀ MUOVENDO
VERSO LA COSTRUZIONE DI UN SISTEMA REGIONALE COMPETITIVO LA SCUOLA CHE PENSA di
Mimmo Varone I contorni sono ancora bui, ma cominciano a intravedersi i tratti
essenziali della nuova scuola superiore, di licei, istituti tecnici, istruzione
e formazione professionale. Intanto è chiaro il cambiamento rispetto alla
«Riforma Moratti», che assegnava all'istruzione-formazione professionale il mantenimento
dell'area pratica e operativa e faceva confluire nel sistema dei licei alcuni
istituti tecnici. Il nuovo corso inizia con la scelta del ministro Fioroni del
2007, che toglie il tecnologico e l'economico dall'elenco degli otto licei e
ripristina l'istruzione tecnica e professionale. Il passaggio successivo sta
nel definire distintamente (con la «e» e non con il trattino) il sistema degli
istituti tecnici e quello dei professionali. E però, al momento non c'è molto
di più. Se non che le bozze in discussione prevedono due «sistemi» distinti.
Anzi, la bozza di regolamento per gli istituti professionali, preparata
nell'ottobre scorso insieme a quella dei tecnici, si è persa nelle nebbie. A
differenza di quest'ultima, che ha subito limature e assestamenti, quella
professionale non risulta oggetto di ulteriori elaborazioni, e resta con i sei
mega indirizzi in cui dovrebbero confluire i 22 attuali. È probabile che in
discussione sia la struttura curricolare dei primi tre anni, finora finalizzati
all'acquisizione del diploma di qualifica. Nel disegno su base quinquennale il
triennio diventa parte di un percorso verticale di cinque anni come negli
istituti tecnici. PRIMA O POI si dovrà decidere. In ogni caso resta
l'architettura della quadriripartizione tra licei, istruzione tecnica,
istruzione professionale e formazione professionale regionale. Su quest'ultima,
la scelta del Governo è stata «minimalista», per la verità non solo per volontà
del ministro, Mariastella Gelmini, ma delle stesse Regioni, spaventate forse dal passaggio dalla
sperimentazione a una condizione a regime che obbliga a predisporre e garantire
un sistema stabile e rispondente alle prescrizioni normative. Tuttavia non è il
caso della Lombardia, che si muove a grandi passi verso la costruzione del
sistema regionale della formazione professionale previsto dalla sua legge 19:
è fortemente innovativa e contiene potenzialità da sviluppare. Nasce dopo la
legge sul mercato del lavoro e intende regolamentare i servizi alla persona
attraverso un percorso formativo e di inserimento al lavoro possibilmente senza
soluzione di continuità. Su alcune questioni, d'altronde, la potestà
regolamentativa è regionale, e la Lombardia potrebbe anche darsi regole diverse
nella programmazione unitaria del sistema puntando sulla pari dignità dei licei
e della formazione. L'orientamento sembra proprio questo. Tant'è che il
Pirellone ha manifestato l'intenzione di proporre al ministero una
sperimentazione che consenta di assorbire gli istituti professionali statali
con percorsi costruiti con la scuola, ma con caratteristiche proprie. La
scommessa, insomma, è mantenere l'unitarietà della formazione, con qualità
alta. Il sistema lombardo prevede l'acquisizione del diploma dal secondo anno.
Il triennio, che permette di assolvere all'obbligo scolastico, porta alla
qualifica. Un quarto anno permette di conseguire il diploma regionale.
Dopodiché si prosegue con due anni di formazione superiore accademica, e un
terzo anno è previsto in raccordo con il ministero. Ce n'è perché la formazione
professionale esca dalla serie B a cui si voleva relegata. Su questa strada,
nel dicembre scorso è stato deliberato il dimensionamento dei servizi per
programmare in modo integrato l'offerta scolastica e quella formativa. Non sarà
agevole, considerate le competenze anche di organico che restano in capo allo
Stato, ma la Regione dichiara che, pur rimanendo nel contesto nazionale, vuole
muoversi rispetto alle esigenze del territorio. Per questo ha già adottato
standard professionali e profili in base ai quali gli operatori del sistema
devono costruire l'offerta, con il repertorio di figure professionali da
formare nel triennio. Ora si punta a un sistema di certificazione delle
competenze in prospettiva europea, si lavora a una valutazione dei requisiti di
accreditamento degli operatori, a una rete federata che raccolga i dati per
trasmettere alla politica i risultati. Si delinea, insomma, un sistema
regionale che permetterà di razionalizzare le esperienze, anche di enti privati
che in provincia sono all'avanguardia anche nella formazione superiore
accademica. La stessa Aib, da 20 anni, è attiva sul fronte della scuola e
dell'università con varie iniziative. Stipula convenzioni di tirocinio con
istituti superiori e università per avvicinare i giovani al mondo del lavoro,
ha all'attivo progetti di alternanza scuola-lavoro, promuove master... L'ultima
iniziativa, di cui raccontiamo anche in queste pagine, è la campagna
informativa «Andrea dove sei?» insieme alla Provincia, che fa riferimento a un
documentato sito internet (www.andreadovesei.it). Dentro i nuovi assetti anche
alcune di queste iniziative potrebbero trovare sistemazione più organica.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
L'APPUNTAMENTO. VENERDÌ 20 MARZO, NELLA SALA «BERETTA» L'11A
EDIZIONE DEL CONVEGNO PROMOSSO DAL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DELL'AIB L'Imw
punta su scuola e talenti Scuola, merito e cultura tecnica in Italia. Di questo
si parlerà nel corso dell'undicesima edizione dell'«Imw», il tradizionale
convegno promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori dell'Associazione industriale
bresciana (presieduto da Francesco Franceschetti), al quale quest'anno prenderà
parte, tra gli altri, anche il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. «La scuola (di oggi) fucina
di talenti (di domani)?» è il titolo dell'iniziativa in programma venerdì 20
marzo a partire dalle 10 nella sede dell'Aib (sala Beretta, via Cefalonia, 62
Brescia). Ricco il programma della giornata, animata dal giornalista di
Radio24, Sebastiano Barisoni: si aprirà con i saluti di Franco Tamburini (presidente
dell'Associazione industriale bresciana) e Marco Campanari (presidente del
Comitato regionale Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia). Sarà poi
il presidente del Gruppo Giovani Aib, Francesco Franceschetti, a introdurre gli
interventi di Anna Maria Dominici (direttore generale dell'Ufficio scolastico
regionale per la Lombardia), Valentina Aprea (presidente della commissione
Cultura, scienza e istruzione del ministero dell'Istruzione) e Maria Teresa
Siniscalco (National Project Manager di Pisa 2003). Chiuderà la mattinata una
tavola rotonda dedicata alla scuola bresciana e lombarda con Maria Rosa
Raimondi (dirigente tecnico dell'Ufficio scolastico regionale), Piero Maffeis
(presidente dell'Associazione scuole autonome bresciane), Gianni Rossoni
(vicepresidente Regione Lombardia e assessore all'Istruzione), Giampaolo
Mantelli (assessore provinciale all'Istruzione) e Saverio Gaboardi (presidente
di Isfor 2000). Nel pomeriggio è previsto l'intervento dell'advisor e saggista,
Roger Abravanel, cui seguiranno due tavole rotonde dedicate, rispettivamente,
al merito e alla formazione universitaria e alla questione della cultura
tecnica in Italia. Alla prima parteciperanno Mauro Ferrari (Presidente di Texas
Nanotechnology Consortium), Vincenzo Giori (vicepresidente e ad di Siemens) e
Giancarlo Provasi (prorettore dell'Università degli Studi di Brescia); la
seconda sarà animata da Alberto Barcella (presidente Confindustria Bergamo e
presidente della commissione Scuola di Confindustria), Alberto De Toni
(presidente commissione Tecnica e Professionale del ministero dell'Istruzione),
Claudio Demartini (preside della facoltà di Ingegneria meccanica del
Politecnico di Torino) e Giuseppe Colosio (responsabile dell'Ufficio scolastico
provinciale di Brescia). Alle 17.30 è previsto l'intervento del ministro,
Mariastella Gelmini; a seguire le conclusioni di
Federica Guidi, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria. Un ricco
e articolato programma, dunque, per una giornata che metterà al centro
dell'attenzione il mondo della scuola e non solo.
( da "Tirreno,
Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Lucca «La Dc garantirà il G8 della scienza»
Impegno del sottosegretario Pizza per evitare lo scippo LUCCA. Mobilitata la Dc
locale e nazionale per evitare che si concretizzi l'ipotesi di portare in
Brianza il G8 della scienza finora previsto a Lucca dall'11 al 14 giugno. Al ministro Gelmini e al presidente del
Consiglio, Berlusconi, che spingerebbero per il cambio di sede il
sottosegretario Giuseppe Pizza (Dc) avrebbe fatto notare che non ci sarebbero
nemmeno i tempi per approntare il piano sicurezza per l'evento già studiato per
Lucca, dove tra l'altro avranno sede i corsi patrocinati dall'Onu per i sistemi
di sicurezza internazionale. La segreteria provinciale della Dc informa
che sta già lavorando da una settimana, facendo riferimento a Pizza ed alla sua
segreteria, per fare chiarezza definitiva sulla questione del G8 a Lucca. «Ci
sono state, è vero, delle pressioni da parte del premier per una eventuale
ricollocazione del vertice della scienza e della ricerca in Brianza, ma allo
stato attuale la notizia - dice la segreteria provincialenon è stata
minimamente confermata. Anzi il sito ufficiale riporta sempre Lucca come luogo
di svolgimento dell'incontro, un incontro per cui sia il comune che la
provincia di Lucca, tramite il raccordo della prefettura, si sono già impegnati
a fondo al fine di garantire una riuscita perfetta a favore della città e della
sua immagine internazionale. «Confidiamo che gli sforzi fatti da Pizza - per
inciso un profondo estimatore di Lucca - vengano confermati senza che il luogo
venga modificato. Ma, lo ripetiamo, al momento non occorrono interventi di
particolare intensità sul sottosegretatio visto che egli sta facendo già tutto
il possibile per far restare Lucca la capitale della scienza e della ricerca
per il 2009. «Poi, se le forze PdL vorranno unirsi anche per sollecitare i
propri referenti romani per aiutare Pizza e di riflesso Lucca a restare il
luogo deputato al G8, crediamo che ciò non sarà altro che cosa estremamente
gradita vista anche la attenzione che molti membri eminenti della PdL romana
(per citarne alcuni Matteoli, Bondi, l'onorevole Bergamini, i senatori
Quagliariello, Baldini, Pera, per non parlare del dottor Ermolli, spesso
presente a Lucca per motivi pucciniani) han sempre dimostrato verso la città,
il suo futuro e la sua immagine. «Contiamo che l'appello venga ascoltato, anche
perché se il G8 dovesse non essere a Lucca - cosa da dimostrare - non sarà
certo per mancanza di volontà di Pizza o di chi lo rappresenta. La città non
può perdere assolutamente questo appuntamento».
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Marianna Bruschi La fuga dalle scuole, trecento in
pensione L'anno scorso in provincia erano la metà. Non tutti i docenti saranno
sostituiti C'è paura per le nuove riforme pensionistiche che potrebbero rendere
più duri i requisiti PAVIA. A settembre i pensionamenti nelle scuole saranno
trecento, tra insegnanti e personale. Dati che riguardano tutta la provincia. E
che danno un segnale forte sulla situazione del mondo dell'istruzione. Perché?
Perché l'anno scorso i pensionamenti sono stati circa 180. Per il 2009/2010
siamo quasi al doppio. A fare la differenza per il prossimo anno scolastico è
l'incertezza, la paura dei cambiamenti in negativo che la
riforma Gelmini prevede e di quelli che ci si aspetta nei requisiti per andare
in pensione. Altra differenza: non ci sarà un ricambio totale. Significa che a
300 pensionamenti non corrisponderanno altrettante assunzioni. Inoltre le
domande per prorogare il servizio per un biennio, presentate da chi ha più di
65 anni, non saranno accolte. La situazione per la provincia è questa:
300 pensionamenti. Divisi tra i diversi ordini scolastici. Sono 9 per le scuole
d'infanzia, 85 nelle elementari, 61 nelle medie e 78 nelle superiori. A questi
si aggiungono i 64 pensionamenti del personale Ata, il personale
amministrativo, tecnico e ausiliario. L'anno scorso il totale era 180.
Considerando i soli docenti, le cifre sono 233 per il prossimo settembre, su un
totale di circa 5mila docenti e 145 lo scorso anno. Cosa è cambiato? «Trecento
per Pavia sono tanti - spiega Laura Gavio, dell'Ufficio scolastico provinciale
- Abbiamo avuto un picco simile nel 2007 con 350 pensionamenti, anche in quel
caso era stata la paura a spingere ad andare in pensione». E' così anche
quest'anno? «La spinta più grossa è la paura su una possibile riforma che
restringe le possibilità di andare in pensione alzando i requisiti, ma anche sul
conteggio della pensione - spiega ancora Laura Gavio - perché come dipendenti
statali c'è ancora un benificio, ma c'è anche il timore che lo tolgano». Non
solo. «C'è anche la paura della riforma scolastica - aggiunge Gavio - ci sono
docenti che non se la sentono perché ogni volta si ricomincia tutto da capo».
E' un'incertezza su più fronti. Una fuga dalle scuole che però non vedrà
altrettanti nuovi ingressi. Quanti saranno sostituiti? «Dipenderà dagli
organici - spiegano dall'ufficio scolastico - Si va comunque nella direzione di
una diminuzione». In alcuni istituti la situazione sarà più difficile,
soprattutto in quelli con i numeri più elevati. Per esempio tra Bordoni, Itis e
Copernico andranno in pensione circa 45 persone. Inoltre dalla direzione regionale,
che fa da tramite con il Ministero, è arrivata anche l'indicazione sulle
richieste di proroga per il mantenimento in servizio di chi ha già i 40 anni o
65 anni d'età. «Non possiamo accogliere le domande di chi è oltre i 65 anni -
spiegano dall'Ufficio scolastico - e di chi comunque non raggiungerebbe i 40
anni di servizio». Per la provincia di Pavia erano meno di una decina le
richieste. Che comunque non saranno accolte.
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
«E' l'effetto della riforma, prevede tagli e dà
insicurezza» I sindacati allargano le previsioni negative: molti precari
resteranno senza lavoro PAVIA. «Questo è sicuramente l'effetto dell'instabilità
che trasmette il cambiamento della normativa e delle pensioni», spiega Elena
Maga, sindacalistica della Cisl. «In prospettiva c'è una diminuzione delle ore
e del numero delle cattedre - spiega - questo ha influito. Ed è improbabile che
ci sia un turn over. Sicuramente se i regolamenti, soprattutto per la scuola
primaria e di primo grado, resteranno questi, il numero in meno di posti sarà
eclatante». Bisognerà attendere le indicazioni sugli organici, dopo che ogni
scuola avrà segnalato al Ministero le sue esigenze. «Non sappiamo dove ci
saranno meno posti - dice Luigi Piccoli, Uil-Scuola - E comunque la diminuzione
di posti si rifletterà sui precari. Il ministro ha anche chiesto delle
assunzioni in ruolo, quindi vedremo». Silvio Torre della Cgil Scuola spiega:
«Il numero di pensionamenti così alto è la testimonianza
della situazione di disagio della categoria legata alla riforma Gelmini. Agisce anche la paura di ulteriori riduzioni sulle pensioni e
soprattutto sull'innalzamento dell'età per le donne». Quindi che aveva la
possibilità di andare in pensione ha presentato la domanda giù per quest'anno,
anche se con altre condizioni si sarebbe dedicato ancora all'insegnamento.
«La riforma prevede tagli, soprattutto su elementari e medie - riflette Torre -
molti quindi non saranno rimpiazzati. La riforma interessa gli organici non
solo delle prime, perché anche nelle altre classi toglie le compresenze. Non
solo, molti precari non avranno il posto riconfermato». (ma.br.)
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Stradella, cosa fare dopo le medie Psicologi e esperti
danno consigli STRADELLA. La scelta della scuola superiore, in modo convinto e
soprattutto consapevole. E non a caso per gli studenti della scuola secondaria
di primo grado (le ex scuole medie) «Depretis» di Stradella, il Comune propone
una nuova iniziativa tesa a suggerire possibili percorsi educativi. Si chiama
«orientamento scolastico individualizzato», un progetto presentato l'altro giorno,
nel corso di una conferenza stampa presso la sala «Depretis» del Comune,
dall'assessore all'istruzione, Cristina Covini, alla presenza di Silvia
Campetella, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta e delle psicologhe
Angela Sozzio ed Emanuela Manstretta. Tre figure professionali altamente
qualificate che parteciperanno attivamente alla realizzazione del progetto. Lo
scopo, come ha sottolineato Cristina Covini, «è quello di promuovere, assieme
alla scuola secondaria di primo grado, Depretis, una nuova politica educativa
con l'intenzione di sostenere gli studenti ed i loro genitori, nella delicata
fase di passaggio dalla scuola dell'obbligo all'istruzione superiore.
L'attenzione da parte della Giunta Comunale di Stradella è volta a prevenire il
fenomeno della dispersione scolastica - ha aggiunto Cristina Covini - ma anche
a a prevenire il disagio conseguente all'insucceso scolastico». La sfida è
quello degli abbandoni o di chi, nel corso dell'anno scolastico, si trova nella
condizione di dover cambiare percorso scolastico. Un' iniziativa che ben si
integra con quanto già avviato da anni dalla scuola «Depretis», accogliendo i
vari rappresentanti delle scuole superiori presenti sul territorio, per
l'illustrazione dell'offerta formativa. Il nuovo progetto scolastico, sarà
rivolto ai circa 150 studenti che frequentano la seconda classe della scuola
Media, con un orientamento scolastico personalizzato, curato direttamente dalle
psicologhe e tenendo conto, oltre che delle attitudini personali, delle
tipologie di scuole presenti sul territorio, senza tralasciare l'aspetto
relativo ad eventuali prospettive future di lavoro. Insomma corridoi
preferenziali dove inserire le possibili scelte per il dopo media inferiore. Venerdì sera il primo incontro con i genitori che si sono
supportati in una scelta complessa anche alla luce della riforma scolastica
voluta dal ministro Gelmini. «Esperienza positiva - conclude l'assessore Covini - faremo un
altro incontro a fine marzo con il dirigente Nardi un esperto sulle prospettive
offerte dalla medie superiori pavesi». (p.r.)
( da "Arena,
L'" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009 CRONACA Pagina
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Oggi alla Cavallerizza La riforma Gelmini spiegata dal comitato VIGEVANO. Cosa sta cambiando
nel futuro della scuola pubblica? Il «Comitato cittadino per la scuola
pubblica» vuole rispondere a tutte le domande che riguardano il decreto del
ministro dell'istruzione Gelmini, con una iniziativa che partirà oggi pomeriggio,
alle 16, nella Cavallerizza del castello. Una giornata per fare e produrre informazione sull'ondata di
cambiamenti che coinvolgono ogni scuola di ordine e grado, dai decreti
attuativi al disegno di legge Aprea, che fissa le norme per l'autogoverno delle
istituzioni pubbliche, reo, secondo il comitato, che si è formato lo scorso
autunno in vista della visita a Vigevano che il ministro Gelmini
avrebbe dovuto fare, «di portare a una progressiva privatizzazione delle
scuole, e che porterà a un cambiamento drastico della gestione, con il
consiglio di istituto che diventerà una specie di consiglio di amministrazione,
gestito da esterni». Dalle
( da "Provincia
Pavese, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
ALLE ELEMENTARI DI MORTARA Riforma scolastica, novità per
i remigini MORTARA. Il nuovo assetto delle scuole
elementari voluto dal ministro Gelmini: l'argomento di un incontro
tra lo staff della scuola primaria mortarese e i genitori dei bambini nati nel
2003 e fino all'aprile del 2004, che devono iscrivere i piccoli alla prima
classe. Il confronto con la dirigente scolastica Maria Teresa Barisio e le sue
collaboratrici si è tenuto in aula magna. Ha chiarito le nuove proposte
didattiche per il prossimo anno: tempo pieno, ma senza più compresenza delle
due insegnanti, della durata di 40 ore - dove il tempo per la mensa viene
considerato parte integrante dell'orario scolastico - e tempo di 24 ore, con
maestra prevalente coadiuvata da altri insegnanti per ambiti specifici, come
musica e inglese. Le iscrizioni chiariranno quali saranno gli orientamenti dei
genitori. (s.m.)
( da "Tirreno,
Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Montecatini Il futuro della scuola, dibattito
aperto PISTOIA. Il Comitato provinciale genitori di Pistoia, sorto per
contrastare la riforma della scuola indicata dal governo Berlusconi, promuove una
nuova iniziativa di informazione e controinformazione. Oggi alle ore 16 alla
scuola Scornio ovest in via Monterosa, si terrà il dibattito dal titolo
"Cosa succederà alla scuola del modulo e del tempo pieno". Partecipa
Patrizia Zucchetta, insegnante della scuola Iqbal Masih di Roma e membro del
coordinamento nazionale genitori-insegnanti "Non rubateci il futuro".
All'iniziativa sono stati invitati l'assessore alla
pubblica istruzione del Comune di Pistoia, l'assessore alla formazione della
provincia di Pistoia e tutti i dirigenti scolastici, i sindacati della scuola,
i partiti politici, i candidati alle elezioni provinciali e coloro che sono
interessati a conoscere le caratteristiche della scuola proposta dal ministro Gelmini.
( da "Arena,
L'" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009 PROVINCIA Pagina 26 PEDEMONTE I
soci Fidas festeggiano il primato di donazioni All'annuale incontro della Fidas
di Pedemonte, domani saranno festeggiati gli undici nuovi iscritti, che hanno
portato una ventata di gioventù all'interno del gruppo. E' anche grazie a loro
se nel 2008 si è riusciti a toccare la soglia delle 318 donazioni (il 3 per
cento in più rispetto al 2007), per una media di due all'anno per ciascuno dei
158 volontari del sangue. E così, durante il pranzo a Breonio, che seguirà la
messa a Pedemonte, saranno premiati sia i giovani, con il diploma di «new
entry», sia i veterani. La medaglia di bronzo, per cominciare, andrà a Mariella
Farina, Enrico Adami e Fabio Ceradini, che hanno effettuato rispettivamente 20,
21 e 23 donazioni. Argento per Valentina Murari, Luca Bianco e Maurizio
Nicolis, con 27, 31 e 32 donazioni. Medaglia d'oro per Sergio Sona e Ezio
Bragantini, che hanno donato sangue 47 e 49 volte. Ci sono poi due
riconoscimenti speciali: la croce d'oro a Lino Ragno, che
ha raggiunto quota 74, e il distintivo d'oro per Renzo Gelmini, che ha effettuato 103 donazioni. «Il nostro desiderio è
continuare ad incrementare la partecipazione giovanile», spiega Gianmarco
Savoia, presidente della Fidas, «e sensibilizzare i cittadini sulla necessità
di donare il sangue».L.CO.
( da "Nuova
Venezia, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Cronaca Pochi alunni, scuola a rischio
chiusura Preiscrizioni, ad Asseggiano la futura classe prima avrà meno di 15
allievi ASSEGGIANO. Si apre la campagna per salvare la scuola elementare di
Asseggiano. La questione è emersa ieri: tutto è legato alla
cosiddetta «legge Gelmini», che fissa ad almeno 15 il numero minimo di studenti per poter
formare una classe. Requisito che, basandosi sui dati parziali delle
pre-iscrizioni che si chiudono il 28 febbraio, ad Asseggiano non sarebbe
rispettato per la classe prima: stando così le cose, la Prima non potrebbe
essere formata, con il rischio di una reazione a catena che potrebbe
portare alla chiusura del plesso scolastico stesso. Ipotesi, questa, che la
Municipalità di Chirignago-Zelarino non vuole nemmeno prendere in
considerazione. «Lasciare Asseggiano senza la sua scuola», afferma la
presidente Maria Teresa Dini, «vorrebbe trasformare un paese in una strada con
le case attorno. Stiamo lavorando, in stretto contatto con il Comune e con i
Servizi educativi, per evitare che questo accada, uno dei punti dove ci
impegneremo è l'adozione del tempo prolungato». La missione di
Chirignago-Zelarino, infatti, potrebbe essere quella di rendere più
«attrattiva» la scuola di Asseggiano, contando sul fatto che molte persone, pur
vivendo nelle vicinanze, hanno iscritto i propri figli in altri istituti.
«Penso che una soluzione sia aumentare i servizi forniti dal plesso scolastico
di Asseggiano», spiega Emanuele Rosteghin, delegato alle Politiche abitative,
«facendo così in modo che la scelta di questa scuola sia preferibile per i
genitori». Una cosa è certa, l'esecutivo di centrosinistra che guida
Chirignago-Zelarino non ne vuole sapere di vedere sparire la scuola di
Asseggiano. C'è anche da ricordare, infatti, che questa è una zona ad alta
espansione demografica: se per il 2009/2010 si stenta a rientrare nei canoni
dei minimo 15 alunni per classe, non è detto che nei prossimi anni la richiesta
di iscrizioni non sia di gran lunga superiore. (m.t.)
( da "Repubblica,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze Slogan, fumogeni e tensione gli
studenti tornano in piazza Castelnuovo, no dei ragazzi all´occupazione.
Protesta sotto Confindustria GAIA RAU Trecento ragazzi in corteo, decine di
fumogeni accesi nelle strade del centro e la palestra del liceo Castelnuovo
occupata per fare posto a un´«assemblea regionale del movimento studentesco».
E´ il risultato di una manifestazione indetta dalla rete dei collettivi
fiorentini, dal coordinamento studentesco livornese e dal collettivo autonomo
di Prato, e alla quale hanno partecipato vari gruppi studenteschi autorganizzati
provenienti da tutta la Toscana. Un corteo partito intorno alle 10 di ieri
dalla stazione di Santa Maria Novella, e che ha sfilato fino a piazza
Santissima Annunziata dietro a uno striscione con su scritto «La ricreazione è
appena iniziata»: «Vogliamo riportare in piazza la grande mobilitazione di
ottobre - hanno annunciato i manifestanti - con la stessa forza e lo stesso
entusiasmo, per una scuola libera, autogestita, che non sia una scuola
dell´obbedienza né una fabbrica di lavoratori precari». In realtà, tra bandiere
della Palestina e dell´anarchia, simboli dell´autorganizzazione e qualche falce
e martello, al centro della contestazione degli studenti , oltre
alla riforma Gelmini e ai tagli della scuola e all´università, si sono alternati
tanti altri temi: dalla sicurezza a scuola e sui luoghi di lavoro, alla
solidarietà nei confronti degli immigrati e alla lotta contro i Centri di
permanenza temporanea (a sfilare anche uno striscione con su scritto:
«Solidarietà ai rivoltosi di Lampedusa, a fuoco i Cpt»), fino ad
attacchi generici alla polizia («Via, via la polizia», «Fuori gli sbirri dal
corteo») e ai giornalisti («Giornalista, sei il primo terrorista»). Qualche
momento di tensione sotto la sede di Confindustria, in via Valfonda, prima
tappa del percorso: qui, scandendo il coro che, lo scorso autunno, era
diventato una sorta di simbolo dell´Onda - «noi la crisi non la paghiamo» - i
manifestanti hanno acceso fumogeni bianchi e rossi e gridato insulti. In piazza
San Marco, sede del rettorato, hanno contestato i recenti tagli attuati dagli
organi accademici su servizi e personale («provvedimenti che mantengono
intaccati i privilegi dei baroni e le cui conseguenze ricadono soltanto sugli
studenti») e «il processo di privatizzazione dei saperi». Proteste, infine,
anche al passaggio sotto la sede del consolato greco in via Cavour («Alexis
vive con noi», hanno cantato, riferendosi al ragazzo rimasto ucciso durante gli
scontri di dicembre ad Atene, e diventato anch´esso un´icona della protesta
studentesca) e sotto la Prefettura. Al termine del corteo, in piazza Santissima
Annunziata, un centinaio di manifestanti si sono diretti verso il liceo
Castelnuovo, in via Lamarmora, e sono riusciti a entrare nella palestra con
l´obiettivo - hanno spiegato - di organizzare un´assemblea. Per evitare che i
ragazzi - per la stragrande maggioranza estranei alla scuola - potessero
invadere il resto dell´edificio, il preside Giuseppe Di Lorenzo ha chiuso
allora l´accesso alla palestra, isolandola dalle aule. Intanto, l´edificio è
stato circondato da camionette della polizia e dei carabinieri. Da subito,
molti alunni del liceo si sono mostrati contrari alla prospettiva di una nuova
occupazione, dichiarando di non conoscere i nuovi arrivati e di non essere
stati coinvolti nella decisione. Alla fine, i manifestanti hanno potuto
svolgere la loro assemblea, che è terminata intorno alle 17. «Quando, nel
pomeriggio, sono entrato in palestra - racconta Di Lorenzo - erano rimasti in
meno di una decina a voler restare a oltranza. Alla fine, però, se ne sono
andati via tutti». Lasciando dietro di sé qualche piccolo danno, tra cui una
panca rotta, e una buona dose di sporcizia, tanto che - racconta ancora il
preside - «sono stato costretto a chiedere un turno straordinario, in serata, alla
ditta delle pulizie».
( da "Nuova
Venezia, La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
L'ordine del giorno sarà presentato in Consiglio comunale
la prossima settimana Il Comune chiede aiuti per la scuola «I genitori
disperati, Stato e Regione intervengano» VENEZIA. Ultima settimana per le
iscrizioni a scuola per le famiglie di bambini e ragazzi e la giunta comunale,
in particolare l'assessore alle Politiche educative Anna Maria Miraglia,
intercetta il disagio e la difficoltà di tanto genitori soprattutto nella
scuola primaria (l'ex elementare). Proprio per questo sarà presentato per
essere approvato un ordine del giorno al Consiglio comunale in cui si chiede
maggior attenzione da parte dello Stato e della Regione. «Inoltre ho chiesto al
più presto - aggiunge Anna Maria Miraglia - un incontro con l'assessore
regionale all'Istruzione Elena Donazzan». Nell'ordine del giorno che sarà
presentato all'assemblea di Ca'Farsetti si descrive prima di tutto il disagio
delle famiglie nella scelta del tempo scuola perchè gli stessi dirigenti
scolastici - si legge - non sono in grado di assicurare quali modelli
organizzativi e temporali potranno essere garantiti. Tutto questo a causa dei
tagli agli organici (molti saranno il prossimo anno i precari che perderanno il
posto) e conseguentemente al tempo scuola. L'ordine del
giorno sostiene anche che la scelta del maestro unico da parte del ministro
Maria Stella Gelmini produrrà un'impoverimento della didattica perchè mancherà il
confronto tra i docenti e anche perchè non saranno più possibili laboratori e
uscite. Inoltre, nella scuole più piccole a modulo sarà sempre più difficoltoso
gestire il tempo della mensa. «Il Comune farà quello che può - spiega
l'assessore Miraglia - ma con questo documento vogliamo chiedere allo Stato e
alla Regione un impegno maggiore in modo che la scuola primaria italiana,
giudicata tra le migliori a livello europeo stando ai parametri Ocse, non
subisca un degrado». «In questo giorni - racconta - sono tanti i genitori
disperati che mi chiamano, che mi telefonano. C'è addirittura chi tra loro sta
pensando di mettere in piedi i vecchi doposcuola pagando gli operatori di tasca
propria e questo sarebbe un passo indietro, ma capisco che a muoverli è
un'esiogenza impellente». L'assessore, inoltre, denuncia un altro pericolo,
quello che i genitori, per timore di minori garanzie sul tempo scuola,
abbandonino le scuole più piccole, come a Castello o ad Asseggiano. (g.c.)
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cagliari e Provincia Pagina 1015 Non vedenti La Giornata
del Braille, lezioni a scuola Non vedenti --> Si celebra oggi la seconda
Giornata nazionale del Braille. La ricorrenza è stata istituita nell'agosto del
2007 (con la legge 126) al fine di commemorare la figura di Louis Braille, il
francese che per primo, nel 1800, codificò una comunicazione tattile per i non
vedenti. A Cagliari, così come nel resto d'Italia, sono previste durante la
giornata numerose iniziative finalizzate a ricordare l'importanza fondamentale
che il sistema Braille riveste attualmente nella vita delle persone non vedenti
e di quanti sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle loro vicende. In
città la giornata sarà celebrata nelle scuole cagliaritane di ogni ordine e
grado anche per sensibilizzare gli studenti: si svolgeranno delle lezioni
specifiche, come d'altronde suggerito dallo stesso ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini. Iniziative analoghe anche presso le sedi dell'Anpvi
(Associazione nazionale privi della vista e ipovedenti) e dell'Ierpof (Istituto
europeo ricerca formazione e orientamento professionale). «La giornata - spiega
Bachisio Zolo, coordinatore regionale dell'Anpvi nonché docente dell'Ierpof -
si prefigge di sviluppare politiche pubbliche e comportamenti privati che
allarghino le possibilità di reale inclusione sociale e di accesso alla
cultura e all'informazione per tutti coloro che soffrono di minorazioni
visive». In Sardegna sono complessivamente 7 mila i soggetti non vedenti e
ipovedenti. Nell'80 per cento dei casi si tratta di persone anziane, la cui
cecità è sopraggiunta con l'avanzare del'età. ( p.l. )
( da "Stampa,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
MINI CD S'intitola «Rap di Enea» e ha
divertito i bimbi durante i cortei contro la Gelmini Parte
stasera dal «Condorito» (sulla statale Cuneo-Mondovì), di Margarita, il nuovo
tour della cantante americana Vanessa Peters «Sweetheart, Keep Your Chin Up»
(«Amore, cammina a testa alta»), che proseguirà, nei prossimi mesi con tappe in
Olanda, Belgio, Germania, Norvegia, Danimarca e negli Stati Uniti. Alle
22, la giovane cantautrice indiefolk texana, sarà accompagnata da Manuel
Schicchi, alla chitarra. L'album, registrato tra Dallas e la Toscana, è stato
definito un «concept-album, dove le favole, i miti e le storie dei marinai
vengono riviste in chiave moderna, dando una nuova voce a Ulisse, Penelope, le
Sirene (una in particolare innamorata di Ulisse), Icaro e la Strega Cattiva
dell'Ovest (dal Mago di Oz)». Ingresso 6 euro. Al «Ratatoj» di Saluzzo arriva
la Julie's Haircut, una band emiliana attiva da ormai quasi quindici anni, a
presentare il nuovissimo disco «Our secret ceremony», che continua a portare il
marchio psichedelico del gruppo. L'ingresso costa 7 euro. L'Isla Tortuga di
Lurisia ospita invece il concerto dei Litio, gruppo nato nel
( da "Stampa,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
TRECATE.ATTESO NUOVO INCREMENTO PER IL PROSSIMO ANNO Più alunni
sui banchi delle scuole [FIRMA]EMANUELA BRICCO TRECATE Crescono gli alunni
delle scuole trecatesi. Quest'anno superano quota 1432, fra materna ed
elementare. E le iscrizioni continuano ad aumentare. Non solo: il 90% delle
famiglie ha scelto il tempo pieno rispetto a quello «normale», un caso unico in
tutto l'Ovest Ticino. Il plesso delle scuole primarie trecatesi include, oltre
alle elementari Don Milani e Rodari, anche la materna: «La crescita degli
iscritti è trasversale e riguarda tutti gli istituti. Rispetto allo scorso anno
i nostri alunni sono aumentati - sottolinea la direttrice scolastica Alida
Colombano - a quota 1432: nel 2007-2008 erano 1417». Le iscrizioni per il
prossimo anno scolastico non sono ancora chiuse: «Termineranno il 28 febbraio -
aggiunge la professoressa Colombano -, ci aspettiamo un ulteriore incremento».
Neppure le richieste delle famiglie sono cambiate rispetto all'anno passato:
«Nonostante le modifiche introdotte dalla riforma Gelmini anche quest'anno i genitori ci hanno confermato di preferire il
tempo pieno tradizionale - commenta la dirigente scolastica -. Su 51 sezioni
solo nove sono a modulo normale, le altre 42 sono tutte a tempo pieno». Molto
dipende dalle modifiche che nell'ultimo decennio hanno interessato la cittadina:
«A Trecate sono numerose le famiglie - sottolinea Colombano - con
genitori giovani, entrambi occupati, e figli piccoli. Ragazzi con parenti
distanti spesso provenienti da Milano». Uno stato di cose unico in tutto
l'Ovest Ticino, che per i tagli imposti dalla riforma rischia di entrare in
crisi. «E' troppo presto per parlarne - chiosa la dirigente scolastica -. Lo
sapremo con certezza solo al termine delle iscrizioni e una volta avuta la
pianta organica definitiva». Intanto i genitori affollano le segreterie della
scuola: «Rispetto allo scorso anno - aggiunge la professoressa - la situazione
è più ordinata, senza code e lunghe attese». Numerosi anche i bambini che
frequenteranno la prima elementare: «Trecate oltre ad avere un'alta percentuale
di immigrati - evidenzia la dirigente -, vanta da anni un saldo positivo fra
nascite e morti».
( da "Secolo
XIX, Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
I sindaci del golfo Paradiso si
uniscono per salvare tre scuole riforma gelmini I primi cittadini chiedono che
le medie di Pieve e di Uscio e l'elementare di Capreno siano considerate come
un unico plesso 21/02/2009 DUE SCUOLE medie, quella di Pieve Ligure e quella di
Uscio, e la scuola elementare di Capreno, frazione di Sori. Sono i plessi che chiuderanno, stando alle previsioni del decreto
legge 154, firmato da Mariastella Gelmini, ministro
dell'Istruzione, che impone la soppressione degli istituti con meno di 50
iscritti. Per tentare di salvare l'attività didattica nei tre plessi i sette
sindaci dei comuni del golfo Paradiso hanno firmato un protocollo d'intesa sul
tema della scuola pubblica, mettendo da parte storiche rivalità e l'autonomia
didattica, sperando così di riuscire ad aggirare la scure della riforma.
«Stiamo tentando di trovare una soluzione legale e logica per evitare le
chiusure - dice Dario Capurro, assessore alla pubblica istruzione di Recco,
parlando a nome del comprensorio - la legge prevede la possibilità che i Comuni
si possano consorziare, diventando di fatto un unico ente dal punto di vista
scolastico». Con la finestra offerta dalla normativa Gelmini,
che prevede espressamente la possibilità di consorzi tra comuni, si spera di
evitare una situazione tanto negativa. Il punto a cui si richiamano le sette
amministrazione è quello previsto all'articolo 3 dello schema di regolamento
del ministro dell'Istruzione, secondo il quale "l'istituzione e il
funzionamento di scuole statali devono rispondere a criteri di qualità ed
efficienza del servizio, nell'ambito di collaborazioni tra l'amministrazione
scolastica e i comuni interessati anche tra loro consorziati". Dal punto
di vista formale, la soluzione decisa dalle sette amministrazioni appare come
un escamotage per superare le rigidità della riforma e salvare le scuole più
piccole. Ovviamente in prima fila nel tentativo disperato di salvare i plessi
condannati c'è il comune di Pieve Ligure, il cui sindaco, Adolfo Olcese, un
anno fa era stato al centro di una lunga querelle legale con la direzione
regionale, approvata prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Lo stesso
discorso vale per la scuola elementare di Capreno, frazione collinare di Sori.
Qui gli scolari iscritti sono poco meno di una ventina, dunque ben al di sotto
dei parametri fissati dalla riforma Gelmini. La
piccola scuola è una delle ultime della provincia di Genova a essere
organizzata dal punto di vista didattico con il sistema della multiclasse e
fino a metà degli anni Novanta era considerata a tutti gli effetti "scuola
di montagna". Naturalmente la comunità di Capreno è gelosa della
"sua" scuola e già si annunciano manifestazioni di piazza nel caso si
dovesse arrivare a una chiusura. «Ci opponiamo con tutti i mezzi legali alla
chiusura - dichiara Luigi Castagnola, sindaco sorese - per questo abbiamo
aderito al protocollo tra le amministrazioni del comprensorio». La speranza,
naturalmente, è che il consorzio diventi operativo al più presto e che il
provveditorato dia la propria autorizzazione. E. M. 21/02/2009
( da "Stampa,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
DICHIARAZIONI ALLARMATE DEL SINDACO DI CAIRO E DEL
DIRIGENTE SCOLASTICO Nelle frazioni presto scuole a rischio [FIRMA]MAURO
CAMOIRANO CAIRO MONTENOTTE A rischio le scuole delle frazioni cairesi. Un
allarme che il sindaco Fulvio Briano, aveva già lanciato al
momento delle prime indiscrezioni sul decreto Gelmini, e che ora
ribadisce, «dopo la lettera inviatami dal dirigente scolastico Giovanni
Bonifacino che, se dovessero essere confermate le indicazioni giunte finora,
palesa gravi problemi di organizzazione». Al centro delle preoccupazioni, la
mancanza di dati sulle risorse di personale docente: «Ovvero - sottolinea
Briano - il Governo, per evitare sollevazioni popolari e per la
posizione contraria già annunciata dalla Regione Liguria, non chiude
direttamente i plessi periferici, ma fa in modo che non vi siano insegnanti in
numero adeguato per mantenerli in vita». In «burocratichese spinto», infatti,
il dirigente scolastico anticipa al sindaco che, «qualora le risorse di
personale assegnato non fossero sufficienti per mantenere l'attuale numero di
classi e sezioni di scuola dell'infanzia sarebbe opportuna una collaborazione
tra Ente locale e Scuola per concordare l'eventuale necessità di rivedere la
consistenza di classi in uno o più plessi di scuola primaria e/o monosezioni di
scuola dell'infanzia e i criteri in base ai quali operare la scelta». In
sostanza, sottolinea Briano, «il professor Bonifacino sta palesando il rischio
di non poter disporre di adeguato personale per mantenere in attività tutte le
scuole e tutti i plessi, con una mannaia che dovrebbe, evidentemente, cadere
sulle realtà più periferiche. Eventualità contro la quale la posizione del
Comune di Cairo, auspico anche con l'appoggio dell'attuale minoranza, sebbene
sia un provvedimento del loro governo, sarà netta». Ma i problemi potrebbero
riguardare anche la mensa e l'orario, con pesanti conseguenza anche sul
trasporto alunni, «con vincoli all'utilizzo del personale docente che,
unitamente alla diminuzione dei docenti, renderebbero impossibile avere
personale per la sorveglianza degli alunni in mensa. Ciò comporterebbe un
orario delle lezioni solo antimeridiano per sei giorni alla settimana, con un
orario di ingresso ed uscita per scuola primaria e per le medie che
coinciderebbe, mentre deve essere per forza diversificato per consentire il
trasporto degli alunni con gli attuali mezzi a disposizione». Per Briano «a
questo punto credo sia necessaria un'assemblea generale di tutti i sindaci e i
dirigenti scolastici valbormidesi per individuare azioni comuni ed unitarie a sostegno
del nostro sistema scolastico».
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sport Pagina 10045 «Il Cagliari è l'orgoglio della
regione» Il presidente del Coni loda Cellino: «Che intuito per i talenti»
--> Il presidente del Coni loda Cellino: «Che intuito per i talenti» DAL
NOSTRO INVIATO CARLO ALBERTO MELIS ORISTANO Con un sole così, sembra quasi un
peccato stare chiusi nella palestra dell'Istituto Tecnico Commerciale Sergio
Atzeni. Ma si inaugura la Coppa Europa di tamburello e Gianni Petrucci, il
numero uno dello sport italiano, assiste volentieri a qualche scambio.
«Presidente, sta guardando?», si premura la professoressa Cosetta Iriu, una
delle artefici del trionfo europeo dell'Aeden Santa Giusta, nella Coppa
femminile del 2007. «Come no? Anche quel tuffo non me lo sono perso», la
rassicura il massimo dirigente del Coni, romano, 63 anni, prossimo a una
probabile riconferma alla presidenza. «Sport minore?», attacca. «La palla
tamburello è il terzo in Italia per praticanti nelle scuole, altro che». Sport
nelle scuole, tasto dolente: «Ho incontrato pochi giorni fa
il ministro Gelmini, e mi ha dimostrato grande sensibilità. Capisco i sui problemi,
ma ha un approccio positivo verso il nostro mondo. La possibilità di fare sport
nella scuola primaria mi rende ottimista». DOPING Meno ottimismo può essere
riversato sul fronte della lotta al doping. Il caso Valverde ha
dimostrato che non tutti gli sport e tutti i Paesi spingono nella stessa
direzione: «La serietà si valuta da chi fa o non fa i controlli. Dubitate delle
nazioni dove non emergono casi di doping. Noi li facciamo molto seriamente,
come dimostrano il numero di casi e i provvedimenti presi. Di Valverde non
voglio parlare, parlano i risultati ottenuti dalla nostra Procura Antidoping,
in collaborazione con la Procura di Roma». SARDEGNA A proposito di risultati,
non sfuggono quelli ottenuti un po' in tutte le discipline dagli atleti sardi.
«Non vedo la Sardegna come una piccola realtà dello sport. Avete una squadra di
calcio che è il vanto della regione, con un presidente veramente bravo e
apprezzato. Devo fare i complimenti a Massimo Cellino per ciò che è riuscito a
fare. Il fatto stesso che trovi allenatori giovani che poi raggiungono il
successo dimostra il suo grande intuito nel riconoscere i talenti». Resta il
fatto che, a causa dell'insularità, per fare sport d'alto livello in Sardegna
occorrono maggiori sacrifici che altrove: «No, non credo che si debbano fare
più distinzioni. La Sardegna è spesso nell'elite dello sport, lo è stata anche
nel basket, che io conosco meglio, e la frequente presenza della Nazionale lo
dimostra. Anche grazie a queste opportunità, io resto legato a questa terra».
GRANDI EVENTI Cosa chiederebbe allora, se fosse presidente del Coni regionale
al presidente nazionale? «Di portare nell'Isola il maggior numero possibile di
grandi eventi, che servono a promuovere la disciplina». E cosa chiede, da
presidente nazionale, ai suoi comitati regionali: «Di avere un proficuo
rapporto con gli enti e le amministrazioni locali, e il territorio, per
divulgare la pratica sportiva. E devo dire che Gianfranco Fara in Sardegna lo
ha fatto molto bene». SPORT MINORI In un mondo sempre più sofisticato, viene da
chiedersi se lo sport abbia bisogno di più professionismo, o magari meno
professionismo: «Lo sport ha bisogno di diffondere tutte le sue discipline. Il
calcio deve smetterla di pensare di essere l'unico sport, soltanto perché è
quello più popolare. Non è più come vent'anni fa: oggi ginnastica e fitness
hanno più tesserati del calcio, il rugby ha triplicato i praticanti, la danza
(che ha 100 mila tesserati) e la pesca sportiva sono realtà enormemente
diffuse, tamburello e bocce, idem. E spero che sia sempre di più così». IN
CAMPO Squilla il telefono, è ora di andare. C'è il sole, l'aria del mattino
comincia rapidamente a intiepidirsi ed è un peccato non fare un salto alla vicina
cattedrale di Santa Giusta. Riccardo Agabio, cagliaritano e presidente
nazionale della Federginnastica, fa da cicerone alla visita in Sardegna del
presidente del Coni. Dentro la palestra gremita, le sedici squadre di nove
federazioni e sette Paesi (ci sono anche Catalogna e Scozia) fanno tuonare i
loro tamburelli. Peccato non ci sia la squadra di Santa Giusta a rappresentare
l'Italia. Unica sarda in campo è Federica Serra, studentessa fuori sede,
capitano della squadra tedesca. Ma la Sardegna risponde presente e Petrucci
giura: «Questo sport entrerà presto nell'elite italiana».
( da "Repubblica,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Cronaca La Lega "Quote per gli alunni
stranieri non più del 20% in ogni classe" ROMA - Alunni stranieri?
Arrivano le quote: uno ogni cinque italiani. Questo sarà il tetto nelle scuole
dell´obbligo. La Lega Nord prepara la sua "rivoluzione" tra i banchi
di scuola e chiede al ministero dell´Istruzione l´avvio delle classi-ponte nel
prossimo anno scolastico. Non solo. Il Carroccio insiste nella proposta di un
azzeramento dei decreti flussi per il 2009 e il 2010. Lo anticipa a Metropoli (in uscita domani con Repubblica) Roberto Cota, capogruppo
leghista alla Camera: «Individuiamo nel 20% il tetto massimo di presenza di
studenti stranieri per classe. Spetterà alla Gelmini adottare
un atto amministrativo con cui fissare già dal prossimo anno scolastico questo
tetto e istituire poi le classi d´inserimento». (vla.po.)
( da "Repubblica,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Interni Il senatore, protagonista delle
polemiche sul testamento biologico, all´inaugurazione dell´anno accademico
Arriva Marino e Genova si spacca proteste e manifestazioni all´università
Veronesi boccia il ddl Calabrò sul testamento biologico, ok da mons. Fisichella
MICHELA BOMPANI GENOVA - Polemica e assedio all´inaugurazione dell´anno
accademico di Genova. Ospite d´onore, sabato 28 febbraio, nell´aula magna
dell´Università, sarà il senatore Ignazio Marino, ex capogruppo del Pd nella
commissione Sanità del Senato (poi "sostituito" dalla teodem Dorina
Bianchi) che, nei giorni scorsi, ha invocato il referendum se dovesse essere
approvato il disegno di legge in materia presentato dal centrodestra. Dopo il
deflagrare del caso Englaro, l´Ateneo genovese suscita l´attenzione nazionale
per questo ospite protagonista del dibattito politico e che all´inaugurazione
dell´anno accademico parteciperà con l´intervento «La legge e la bioetica al
confine tra umanità e progresso scientifico». La polemica infatti è ancora
accesissima: solo ieri l´oncologo Umberto Veronesi ha definito "un
obbrobrio giuridico" il ddl della maggioranza, che porta la firma del
senatore Calabrò, mentre per monsignor Fisichella, presidente della pontificia
Accademia per la Vita, l´adozione del testo da aprte del Senato "è un buon
passo". Marino è genovese, ha un pedigree scientifico di prim´ordine (è
professore al Jefferson Medical College di Filadelfia) ed autore di una
proposta di legge sul testamento biologico, e un paio di mesi fa era stato
invitato dal rettore Giacomo Deferrari a tenere una "lectio
magistralis". Allora nessuno ebbe nulla da ridire, ma l´esplosione del
caso Englaro ha cambiato le carte in tavola e ora il rettore si ritrova suo
malgrado al centro di una bufera. Oggi l´arrivo di Marino spacca gli studenti,
lacera il corpo accademico e crea problemi anche nel mondo della sinistra
genovese. I giovani di Comunione e Liberazione stanno preparando un documento
da distribuire il giorno dell´inaugurazione, contestando le convinzioni del
senatore. Mentre gli studenti della sinistra si riuniranno lunedì per
organizzare una contromanifestazione in favore del senatore Pd. Inoltre il
vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa, cattolico, ex Margherita e
compagno di partito di Marino, annuncia che non parteciperà alla cerimonia: «Ho
altri impegni - spiega - e poi non condivido la posizione del senatore Marino,
che ha agitato l´opzione referendum quasi come un ricatto, ancor prima di
vedere che tipo di legge si sta discutendo». Costa precisa che questa assenza
non inficia il rapporto di stima e fiducia che la Regione ha nei confronti
dell´Università e del Rettore Giacomo Deferrari: «Vado d´accordo con il
Rettore, sono in disaccordo con Marino sul referendum: e poi credo che la scienza
e la politica dovrebbero rimanere separate». A tentare di "invadere",
pacificamente, la cerimonia (da alcuni ribattezzata «inaugurazione del (d)anno
accademico»), ci saranno i ragazzi dell´Onda, già in
assemblea nelle diverse facoltà per proseguire la lotta anti-Gelmini. Ma il fronte della protesta non si esaurisce qui: voci del
dissenso potrebbero levarsi anche tra gli stessi "togati", che
vorrebbero cogliere l´occasione per rivendicare l´intoccabilità della radice
pubblica dell´Università.
( da "Repubblica,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 31 - Commenti A PICCOLI PASSI VERSO L´INCIVILTà (SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA) Ma tale premura suona come una cinica beffa: la violenza,
si sa, è stata fomentata anche dai messaggi xenofobi di sindaci e ministri. Il
decreto governativo giunge come una benedizione delle camicie verdi padane e
delle squadracce organizzate dalla destra romana. Propone agli italiani di
militarizzarsi nell´ambito di un "Piano straordinario di controllo del
territorio" fondato sul concetto di "sicurezza partecipata". I
benpensanti minimizzeranno, come già hanno fatto con le "classi
ponte" per i bambini stranieri, i cancelli ai campi rom, l´incoraggiamento
a denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari. Cosa
volete che sia? Norme analoghe sono in vigore altrove, si obietta. Mica vorremo
passare per amici degli stupratori? Così, un passo dopo l´altro, in marcia
dietro allo stendardo popolare della castrazione chimica, cresce l´assuefazione
all´inciviltà. La promessa del grande repulisti darà luogo a sempre nuove
misure che lo stesso Berlusconi fino a ieri dichiarava inammissibili. Il
presidente del Consiglio era dubbioso anche sulle ronde, ma si è lasciato
trascinare dai leghisti per istinto: forza e marketing non sono forse le
materie prime del suo potere suggestivo? Poco importa se ciò lo pone in
(momentanea) rotta di collisione con il Vaticano, che denuncia
"l´abdicazione dallo stato di diritto". A lui la Chiesa interessa
come potere, non come Vangelo: si adeguerà. Quanto al distinguo del presidente
Napolitano, gli viene naturale calpestarlo: come prevede la forzatura
berlusconiana della costituzione materiale del Paese. Il capo del governo
concede che gli stupri sono in calo del 10% nella penisola. Ma più della
statistica vale per lui il "grande clamore suscitato da recenti
episodi". Per la verità nel novembre 2007, dopo l´omicidio con stupro
della signora Reggiani a Tor di Quinto, fu posseduto dal medesimo impazzimento
mediatico anche il centrosinistra, guidato all´epoca dal sindaco di Roma. Mal
gliene incolse. La destra populista invece trova nell´insicurezza il suo
principale fattore di radicamento territoriale. Prospetta la riconquista
dell´ambito esterno al domicilio privato, vissuto da tanti come ostile. Le
parole "ronda", "squadra", "pattuglia",
"perlustrazione" ? un incubo negli anni della violenza politica -
vengono adesso sdoganate come potere calato dall´alto per guidare il popolo.
Nuove milizie, nelle quali i volontari dei partiti di governo e gli uomini
dello Stato si fondono e si confondono. Come avveniva nel regime fascista.
Lunedì scorso all´"Infedele" una giornalista rumena ha provocato un
senatore leghista: «Noi le abbiamo conosciute già, le vostre ronde. Si
chiamavano "Securitate"». Lungi dall´offendersi per tale paragone con
le squadracce comuniste di Ceausescu, il senatore leghista le ha risposto:
«All´epoca in Romania c´era molta meno delinquenza». Ora anche il governo
minimizza. Le ronde saranno disarmate (a differenza di quanto previsto nella
prima versione, bocciata al Senato). Mentre la Lega esulta, gli altri cercano
di ridimensionarle a contentino simbolico, poco rilevante nella gestione
dell´ordine pubblico. Fatto sta che è sempre l´estremismo a prevalere.
Berlusconi si era opposto pubblicamente anche al rincaro della tassa sul
permesso di soggiorno. Si sa com´è finita. La Gelmini aveva dichiarato che per i bambini stranieri prevede corsi di
lingua pomeridiani anziché classi separate. Ma i leghisti stanno per riscuotere
le classi separate. Tutte le peggiori previsioni si stanno avverando. La
prossima tappa, c´è da scommetterci, saranno le normative differenziali
sull´erogazione dei servizi sociali (agli italiani sì, agli stranieri
no, e pazienza se pagano anche loro le tasse); seguirà il distinguo nei sussidi
di disoccupazione (c´è la crisi, non possiamo mantenere gli stranieri, e
pazienza se hanno versato i contributi). Fantascienza? Ha davvero esagerato
"Famiglia Cristiana" denunciando il ritorno al tempo delle leggi
razziali? Le ronde dei volontari guidate dagli ex funzionari di polizia
annunciano un clima di guerra interna che non si fermerà certo agli stupratori
e agli altri delinquenti. Quale che sia la volontà del presidente del
Consiglio, cui la situazione sta già sfuggendo di mano.
( da "Stampa,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Claviere Non chiude la pluriclasse Le famiglie dei 10-12
allievi della scuola elementare di Claviere possono tirare un sospiro di
sollievo. Perché, a quanto pare, la pluriclasse del loro
piccolo paese non chiuderà per effetto del decreto Gelmini sul
ridimensionamento scolastico. A lanciare l'allarme sul futuro della scuola del
Comune al confine con la Francia era stato l'Uncem a gennaio: quella di
Claviere era tra le otto elementari indicate a rischio in tutta la Provincia di
Torino, l'unica in Alta Val Susa. «Abbiamo interpellato i parlamentari
piemontesi Enzo Ghigo e Osvaldo Napoli, e scritto sia al ministro Gelmini che in Regione e Provincia, all'assessore Sibille e
al presidente Saitta, per avere chiarimenti sulla questione», ricorda il
sindaco Franco Capra. La risposta delle istituzioni è arrivata in questi
giorni: «Ci hanno assicurato che l'elementare non sarà accorpata a quella di
Cesana perché tutelata come altre scuole di montagna dove le distanze, sono un
problema serio». \
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI
All'indomani della notizia del possibile e altamente probabile taglio di 83
plessi in provincia di Rieti, la scuola si mostra per quel che è: un vascello
in tempesta e - vista la gestione degli uffici a tutti i livelli - pure senza
timoniere a correggere la rotta. E tra i sindacati le preoccupazioni sono
altissime, i toni forse tra i più cupi registrati negli ultimi anni. Le ansie
rivolte, oltre agli istituti destinati a chiudere, ai precari sempre più
penalizzati: «La sfida nei prossimi tre anni sarà mantenere il più possibile i
posti di lavoro per chi ha la fortuna di averlo e difendere l'anello più debole
del sistema lavorativo scolastico: i precari», ribadisce Luciano Isceri,
segretario provinciale dello Snals. Lo scenario è da brivido: nel taglio
complessivo di 42mila cattedre nelle medie ed elementari, ci sono le 3500 nel
Lazio e le 300 nella nostra provincia. Con il risultato che decine e decine di
precari non vedranno il rinnovo dei contratti ed anche i docenti di ruolo
rischiano il trasferimento d'ufficio. Allarmismo? «Direi proprio di no -
afferma Isceri - la situazione con cui dovremo fare i conti nelle prossime
settimane sarà di gran lunga peggiore rispetto a quella già penalizzante di
settembre». Anche per salvare i plessi scolastici dei piccoli comuni si è già
fatto tutto il possibile provvedendo ad accorpamenti e attivando istituti
omnicomprensivi. E sebbene il margine di tempo per fronteggiare l'emergenza sia
piuttosto ampio, non resta che sperare in un intervento normativo. Qualche
tenue speranza per i precari potrebbe arrivare dai pensionamenti. Il ministro Gelmini ha firmato la direttiva per
i pensionabili (coloro che hanno raggiunto i 40 anni di servizio) in
soprannumero nelle categorie dell'esubero e per i fuori-ruolo. «Sono 5mila
posti che vanno sommati ai 23mila circa regolari che hanno presentato la
domanda di pensionamento - spiega Isceri -. All'incirca 28mila nuove
immissioni in ruolo di precari». In bilico restano circa tredicimila cattedre.
«Il ministro è orientata verso un intervento legislativo che obblighi a tornare
a casa con sei mesi di preavviso tutti quelli che hanno 40 anni di servizio.
Estenderebbe inoltre al personale della scuola la possibilità di andare a casa
dopo 35 anni indipendentemente dall'età anagrafica con mezzo stipendio fino al
raggiungimento del quarantesimo anno». A Rieti e provincia sono 120 le unità di
personale docente ed Ata che cesseranno il servizio a partire da settembre. Un
numero che, se confermato anche nei prossimi anni, «sarà appena sufficiente per
colmare i trecento posti di lavoro che perderemo e che comunque non risolve il
dramma dei precari». Ecco perché la Confsal ha proposto per questa categoria di
lavoratori una cassa speciale: «In piena crisi economica è necessario estendere
gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori che non ne usufruiscono, i
precari». In che modo? «Con gli otto miliardi stanziati dal governo va definita
una cassa speciale per i precari che così non andrebbero licenziati ma sospesi
dalle aziende per cui lavorano che poi s'impegnano a riprenderli a crisi
finita. Nel settore pubblico, invece, sarebbe indispensabile intervenire con
l'istituto del contratto con differimento della decorrenza dell'assunzione
congiunto, naturalmente, con il soccorso del reddito».
( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009 Chiudi Oggi pomeriggio a Vetralla si parlerà di decreto Gelmini.
Organizzato dall'assessore alla pubblica istruzione Luca Mancini, l'incontro -
in programma oggi pomeriggio alle 16,30 nella biblioteca comunale - vuole porre
l'accento sull'articolo 4 del decreto, quello che prevede la riduzione del
tempo scuola in 24 ore, che potrebbero però passare a 27, 30 o 40 sulla base
delle esigenze delle famiglie. Che in teoria potrebbero, di concerto con
gli istituti scolastici, intervenire direttamente sui regolamenti,
modificandoli. Perplessità sull'istituzione di classi con un tempo scuola di
base di 24 ore viene espressa da Mancini. «A mio avviso - sottolinea - sono
insufficienti a garantire una proposta adeguata alla formazione dei ragazzi, in
una società attuale competitiva, basata sulla tecnologia e sulla conoscenza».
L'incontro dibattito cade a una settimana esatta dalla scadenza della
possibilità di scelta dei genitori delle ore di insegnamento scolastico dei
propri figli. E. Man.
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009 Chiudi di LUCILLA PICCIONI
Cartelli giganteschi campeggiano sulla città, per far sapere a tutti che:
"Il Casagrande c'è". Pagine di giornale raccontano come funziona e
cosa offre il liceo scientifico Galilei, quali sono i nuovi corsi del tecnico
Cesi. Camioncini pubblicitari con i manifesti bene in vista vengono parcheggiati
ad hoc di fronte alle scuole medie. Si stanno attrezzando anche l'Itis,
l'istituto industriale Allievi, il professionale per l'industria e
l'artigianato Pertini, il tecnico per ragionieri Cesi. Tutti aguzzano l'ingegno
per essere sul mercato. Competitivi non solo per l'offerta formativa. Segno dei
nuovi tempi? Sembrerebbe proprio di no perché l'idea di fare pubblicità alle
scuole risale al 1923, quando, negli ordinamenti degli istituti tecnici e
professionali, comparve proprio il suggerimento di farsi conoscere nelle
proprie città con una campagna di promozione della scuola stessa. «Del resto
anche il Ministero della Pubblica istruzione sta mettendo a punto una compagna
di comunicazione usando i nuovi media», ricorda Roberto Monetti dirigente
dell'ufficio scolastico regionale. I presidi delle scuole ternane però non
sembrano voler imitare il Ministro Gelmini quanto piuttosto contrastare una situazione contingente. «Con
questa gran confusione generata dal dimensionamento scolastico, che a Terni si
è concretizzato con l'accorpamento di quattro istituti superiori, non si hanno
certezze, ora ci sono le iscrizioni e dobbiamo far sapere che la scuola
Casagrande esiste - spiega Giuseppe Metastasio preside di quell'istituto.
Abbiamo difficoltà a comunicare con l'utenza, nonostante i dieci anni di vita
ancora in molti non sanno che a Terni funziona un istituto alberghiero». Farsi
conoscere quindi per aumentare il numero degli iscritti, questo conta molto non
solo per chiarire la situazione sull'accorpamento scolastico. Avere più alunni
significa anche avere più insegnanti, un maggior numero di bidelli, di
personale di segreteria e di laboratorio. Anche se di poco con la crescita del
numero degli alunni aumentano anche i finanziamenti statali. Male non fa. «Anche
le scuole medie si stanno organizzando per farsi pubblicità e questo è un
segno», rintuzza Carla Fiori della Cgil scuola. Ma i presidi ci tengono a dire
che la pubblicità va a tamponare una cattiva informazione che viene fatta ai
ragazzi delle medie che si devono iscrivere al superiore. «Lo facciamo da soli
l'orientamento anche se pure questo è sbagliato perché ad informare i ragazzi
che andranno in prima superiore non devono essere solo le scuole ma le
istituzioni del territorio, le associazioni di categoria, le imprese, gli
ordini professionali, l'università. Solo così si potrebbero capire le vere
esigenze del territorio. Non ci si può lamentare se non si sono create le
condizioni necessarie affinché si sviluppino alcuni saperi», nota polemico
Giocondo Talamonti preside dell'Ipsia Pertini. Se la prende con l'orientamento
fatto male anche la preside dell'Itis Allievi. Matilde Cuccuini: «E' sempre
stato distante dall'istruzione superiore - dice - l'unica cosa che è chiara è
gli studenti che escono con il minimo dalle medie si orientano verso i tecnici
ed i professionali. Tutto qui». Insomma non si sa come funzionano gli istituti
tecnici e professionali. «E c'è da dire che non riusciamo a diplomare tutti
quelli che ci richiedono le aziende locali», ricorda la preside dell'Itis. La
pubblicità quindi andrebbe a riequilibrare un deficit di informazione, una
mancanza di amore da parte dei professori delle medie per i tecnici ed i
professionali. Ma ci deve essere di più perché a fare pubblicità alle scuole
superiori non sono solo le quattro coinvolte nel dimensionamento ovvero Itis,
Ipsia, Casagrande ed Istituto commerciale Cesi. A voler parlare di sé anche il
liceo scientifico Galilei, la scuola che negli ultimi cinque o sei anni è stata
la più amata dai ternani, quella più scelta. Tanto che lo scorso anno aveva
1010 studenti ed ha dovuto chiedere asilo per cinque classi all'altro liceo
scientifico, il Donatelli. La vecchia sede è diventata troppo stretta. «Non c'è
bisogno di rinverdire la flotta scolastica ma abbiamo voluto far sentire la
nostra voce, altrimenti rimanevamo fuori dal giro. Perché noi no?», dice con
tono scherzoso la vicepreside Beltrame. Per fare chiarezza , per esserci
comunque. C'è comunque anche chi non vuole entrare in gioco e di fare pubblicità
alla scuola non ne vuol sentire parlare. «Credo che non sia un modo che poi
paga quello di far affiggere manifesti, la scuola si deve fare pubblicità
attraverso la qualità dei servizi solo così si può innalzare la qualità
dell'immagine. Forse è un lavoro più lento ma io credo in questo», dice senza
tentennamenti Brunero Brunelli preside del liceo classico Tacito.
( da "Italia
Oggi" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Giustizia e Società data: 21/02/2009 -
pag: 28 autore: Francesco Cerisano Davico: È l'occasione per riprendere il
dialogo con i comuni. IMpugnate sette leggi regionali La Carta delle autonomie
torna in Conferenza unificata «Riprendere il dialogo sulla Carta delle
autonomie per tornare a confrontarsi sui problemi di bilancio dei comuni». Nel
giorno in cui i quattro ddl, che ridisegneranno l'assetto istituzionale degli
enti locali, hanno iniziato l'iter in consiglio dei ministri, il
sottosegretario all'interno, Michelino Davico, tende una mano all'Anci. Che ha
sospeso le relazioni istituzionali con il governo in segno di protesta per le
mancate risposte sui tanti nodi contabili ancora in attesa di soluzione. Le
richieste dell'Associazione dei comuni (per cui il presidente, Leonardo
Domenici ha chiesto un incontro urgente al presidente del consiglio, Silvio
Berlusconi) sono quattro: garantire la stabilità delle entrate comunali
attraverso la compensazione dei tagli ai trasferimenti e la mancata integrale
copertura degli interventi sull'Ici; consentire ai comuni l'utilizzo immediato,
in deroga alle regole sul patto di stabilità interno, dei residui passivi e
degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale; incentivare
l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale
ed abbattere il debito. Se non dovessero arrivare risposte l'Anci diserterà le
sedi istituzionali (a cominciare dalla Conferenza Unificata) con evidenti
ripercussioni sul cammino delle riforme in cantiere: in primis il federalismo
fiscale e poi proprio la Carta delle autonomie. Un rischio che il governo non
può permettersi di correre.Ieri i quattro ddl sono stati illustrati in consiglio
dei ministri. Ma palazzo Chigi ha deciso di rinviarne l'esame preliminare,
ritenendo indispensabile un ulteriore passaggio in Unificata per sondare il
gradimento delle autonomie. «In ogni caso l'impianto generale dei testi non
cambierà», ha assicurato Davico che non vuol sentir parlare di bocciatura del
testo: «riformare l'assetto istituzionale degli enti locali non è cosa facile.
C'è da parte nostra la disponibilità a un dialogo costruttivo a cominciare dai
problemi di bilancio dei comuni e auspico che la sede per riprendere la
concertazione sia proprio il confronto sulla Carta delle autonomie». Gli altri
provvedimenti approvati in consiglio dei ministri. Su proposta del ministro per
le politiche europee, Andrea Ronchi, palazzo Chigi ha approvato due decreti
legislativi per il recepimento delle direttive comunitarie 2006/117 Euratom
(sull'istituzione di un sistema di controllo dei trasferimenti di rifiuti
radioattivi e di combustibile nucleare esaurito) e 2006/87 sui requisiti
tecnici delle navi che effettuano navigazione in acque interne. Via libera
anche, su proposta del ministro dell'istruzione, Mariastella
Gelmini allo schema di regolamento per la determinazione degli organici
del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) delle scuole. Il consiglio
dei ministri ha accolto la richiesta della regione Puglia di derogare al limite
del 20% relativo al prelievo sulle giacenze di cassa, in modo da poter
procedere al risanamento del deficit sanitario, come previsto dalla
manovra d'estate (dl 112/2008). Nomine. Su proposta del premier Berlusconi,
palazzo Chigi ha ufficializzato la nomina di Giuliano Amato a presidente
dell'Istituto dell'enciclopedia italiana. Nominati ambasciatori i ministri
plenipotenziari: Giovan Battista Verderame, Fabio Fabbri, Vincenzo Petrone,
Attilio Massimo Iannucci, Michele Valensise, Antonio Zanardi Landi. Oreste
Iovino e Maurizio Alicandro saranno i cimmissari straordinari del comune di
Gioia Tauro. E ancora, su proposta del ministro della difesa, Ignazio La Russa,
sono state conferite al generale ispettore Francesco Landolfi le funzioni di
direttore generale dell'Ufficio centrale del bilancio e degli affari
finanziari. Infine, Giuseppe Stanghini è stato nominato componente della
Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip). Leggi regionali impugnate.
Palazzo Chigi, ai sensi dell'art.127 della Costituzione, ha esaminato una serie
di leggi regionali per valutarne la compatibilità con l'ordinamento. Sono sette
le leggi che, su proposta del ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele
Fitto, sono state impugnate dinanzi alla Consulta. Si tratta della regione
Puglia n. 45 del 23/12/2008 in materia di sanità che è finita nel mirino del
governo per violazione delle norme sulla stabilizzazione e sull'inquadramento
del personale sanitario. Inoltre, secondo palazzo Chigi la legge sarebbe lesiva
delle competenza dello stato e degli enti locali. Soggetta ad impugnativa anche
la legge della Calabria n.42 del 29/12/2008 in materia di fonti energetiche
rinnovabili in quanto stabilisce misure più restrittive rispetto alle
disposizioni nazionali e comunitarie in materia. Il consiglio dei ministri ha
impugnato due leggi della regione Lazio (n. 26 e 27 del 2008) in materia di
tutela dei minori, la legge della regione Liguria n. 44 del 24/12/2008
(collegato alla legge finanziaria 2009). Infine, sono state impugnate due
Finanziarie regionali per il 2009: la legge n. 31 del 24/12/2008 della
Basilicata e la legge della regione Marche n. 37 del 24/12/2008.
( da "Corriere
del Veneto" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA -
data: 2009-02-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Venezia Paura dei tagli,
i genitori temono per il tempo pieno Alle elementari è panico Fuga dalle classi
di periferia VENEZIA - Potrebbero essere 22 mila i docenti tagliati l'anno
prossimo in Veneto, per effetto dei decreto Gelmini. E tra le famiglie c'è allarme. A una settimana dallo scadere
del termine per le iscrizioni sta succedendo un po' di tutto. La prima
elementare del circolo Colombo nella sede di Asseggiano diventa a rischio
chiusura per il calo di iscrizioni, ci sono genitori in fuga anche in centro
storico verso le scuole più «ricche» e centrali e poi associazioni e
cooperative già contattate per supplire ad eventuali «buchi» che potrebbero
presentarsi l'anno prossimo nei pomeriggi o durante le ore di sorveglianza alla
mensa. A PAGINA 11 Scaramuzza
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 10 La Cisl: «Firmare era necessario» IL
CONTRATTO DELLA SCUOLA "FIRMARE era necessario e non c'erano le condizioni
oggettive per concludere il contratto in modo migliore". La replica di Cisl-Scuola
alla Cgil (unico sindacato a non aver firmato il contratto) arriva puntuale e
perentoria. "Il protrarre la trattativa senza alcuna possibilità di
miglioramento avrebbe determinato rischi senza produrre alcun vantaggio e
vorremmo che la nostra decisione di sottoscrivere questa intesa venisse
rispettata"- spiega Monica Leonardi, segretario provinciale Cisl Scuola.
"Inutile nasconderlo, stiamo vivendo una crisi internazionale di vasta
portata e di larghe dimensioni, una crisi che colpisce anche il mondo della
scuola e lo dimostrano tutte le recenti disposizioni legislative con le quali
siamo costretti a confrontarci". E' una diatriba accesa, quella che vede
schierati i sindacati confederati contro il comparto scuola della camera del
lavoro anche se- su un punto-continuano a ritrovarsi a muoversi sullo stesso
terreno: quello di una seria opposizione alla proposta
legislativa della Gelmini. "Certamente"-continua Leonardi-"le risorse erano
esigue , una limitazione derivante da ben due leggi finanziarie, approvate da
maggioranze politiche di diverso segno, ma entrambe insufficienti rispetto ad
una significativa rivalutazione dei trattamenti retributivi". Così,
la Cisl spiega le ragioni del proprio agire, pur garantendo di continuare ad
interagire secondo i crismi di sempre che parlano di autonomia,solidarietà e
concertazione. "L'accordo da noi firmato insieme a Uil-Gilda e Snals, per
i contenuti ed i tempi in cui la sottoscrizione si colloca, rappresenta,
pertanto, una sorta di accordo ponte di un anno, in attesa di pervenire a
partire dal 2010, ad un nuovo e diverso assetto delle regole e dei tempi della
contrattazione collettiva". Nel frattempo, continua l'agitazione nel mondo
dell'istruzione, dove i tagli del personale docente ed Ata previsti per il
futuro, nell'ambito di pesantissimi interventi di razionalizzazione,destano
preoccupazione in tutti i sopracitati contingenti. Cisl-Scuola rassicura:
"Continuerà il nostro impegno a favore dei lavoratori. Sia livello
nazionale che locale abbiamo sempre difeso la scuola tutta ed in particolare la
scuola primaria".
( da "Corriere
del Veneto" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE -
data: 2009-02-21 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Le iscrizioni I genitori
temono di non riuscire ad avere il tempo pieno o prolungato. Il caso Asseggiano
Elementari, fuga dalle classi di periferia Miraglia: «Si parla di 22 mila tagli
in Veneto, appello al Governo» Incertezza per le mense. I circoli Diaz e San
Girolamo chiudono le iscrizioni una settimana prima per dare alle famiglie la
chance di cambiare VENEZIA Potrebbero essere 22 mila i docenti tagliati l'anno
prossimo in Veneto, per effetto dei decreto Gelmini. Un numero non confermato dai dati ministeriali, che devono
ancora essere forniti, ma che intanto mette in allarme le famiglie. A una
settimana dallo scadere del termine per le iscrizioni sta succedendo un po' di
tutto. La prima elementare del circolo Colombo nella sede di Asseggiano diventa
a rischio chiusura per il calo di iscrizioni, ci sono genitori in fuga
anche in centro storico verso le scuole più «ricche» e centrali e poi associazioni
e cooperative già contattate per supplire ad eventuali «buchi» che potrebbero
presentarsi l'anno prossimo nei pomeriggi o durante le ore di sorveglianza alla
mensa. Un clima di incertezza che ha spinto ieri Ca' Farsetti a fare un ordine
del giorno, presentato dall'assessore alle politiche educative Anna Maria
Miraglia e dai consiglieri di maggioranza, nel quale Venezia si dichiarerà
preoccupata per le conseguenze dei tagli nelle strutture scolastiche del
territorio. «Tagli di posti per i precari, tagli al tempo pieno, e
l'introduzione del maestro unico che metterà in crisi il servizio mensa e il
tempo scuola, sono condizioni che impegnano il Comune ad attivarsi nei
confronti del Governo al fine di evitare la drastica svalutazione della scuola»
si legge nel documento, che dovrà essere votato dal Consiglio. «Gira voce che i
docenti tagliati possano essere 22mila - conferma l'assessore Miraglia - le
famiglie si stanno preoccupando, oggi possono iscriversi richiedendo un tempo
scuola lungo ma le scuole non sono in grado di assicurarglielo. Chiederò presto
un incontro all'assessore Elena Donazzan che si sta già muovendo: non è
pensabile che le famiglie siano costrette a pagarsi il doposcuola». Le scuole
più a rischio sono quelle di periferia, dove i genitori preferiscono non
rischiare. Solo l'altro ieri, infatti, l'assessore Miraglia e la presidente
della Municipalità di Chirignago- Zelarino, Maria Teresa Dini, hanno risposto
all'appello di un preoccupato gruppo di famiglie di Asseggiano, che già
meditano la fuga verso territori in cui la scuola non corra il rischio chiusura
per mancanza di moduli e tempo pieno: «L'elementare di Asseggiano ha un unico
corso con tre rientri pomeridiani, ma nella zona c'è una forte richiesta di
tempo pieno e i genitori temono con la nuova riforma di non avere insegnanti
sufficienti, perciò meditano di migrare altrove», spiega Dini, «la scuola è
piccola ma di eccellenza, faremo di tutto per assicurarle il meglio». Qualche
timore di annunciata fuga c'è anche in laguna, dove i circoli didattici San
Girolamo e Diaz chiuderanno oggi le iscrizioni: «Il numero di posti disponibili
alla Diedo è già esaurito, di contro alla Gozzi la sezione attivata l'anno
prossimo sarà una sola», conferma il dirigente scolastico Riccardo Carlon.
L'Ufficio scolastico regionale ha garantito che le sezioni che già lo
possedevano quest'anno, il prossimo lo vedranno confermato. Il problema sta
nella via di mezzo, per chi cioè desidera uno o due rientri a settimana per un
orario di 33 o 36 ore complessive, non più contemplate nella riforma che spinge
invece verso le 24 ore del tempo normale. «Eppure, sulle 158 domande di
iscrizione raccolte alla Diaz - dice Carlon - solo due famiglie hanno richiesto
le 24 ore». Maria Paola Scaramuzza
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 «Cinque in condotta
e tanti compiti per Ecco i provvedimenti presi dalla media Volta' per i tre
baby-incendiari. di ENRICO BARBETTI e FEDERICA GIERI SONO STATI sospesi per 16
giorni i tre ragazzini terribili che lo scorso 18 gennaio hanno gettato due
bottiglie incendiarie in un'aula delle scuole medie Volta' di via Biancolelli,
a Borgo Panigale, dopo avere spaccato una vetrata esterna con una pietra. Il
provvedimento disciplinare è tra i più severi che si possano contemplare ed è
di competenza del consiglio d'istituto, organo presieduto da un genitore, nel
quale siede anche il dirigente scolastico. NEI GIORNI scorsi sono arrivate
anche le pagelle del primo quadrimestre dei tre ragazzi, tutti alunni della
struttura colpita dal raid. Il voto in condotta è
stato cinque, ovvero insufficiente. Se venisse confermato nel secondo
quadrimestre comporterebbe la bocciatura ma c'è tempo e modo di recuperare. «Ho
la pagella qua davanti assicura però il padre di uno
dei due dodicenni coinvolti nella vicenda : il voto in
condotta è sette, non cinque. Per il resto mio figlio ha ottimi
risultati in tutte le materie. Ora è tutto a posto e lui è ancora in punizione.
Ha fatta la sua cavolata e ne ha pagato le conseguenze». La recente circolare
del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini dispone che la valutazione del comportamento sia espressa in
decimi come per le altre materie e che con meno di sei, ovvero insufficiente,
lo studente non venga ammesso all'anno successivo. Tuttavia, il voto deve tenere conto dei segnali di ravvedimento, che possono far
riguadagnare la sufficienza. E' su questo punto che si è concentrata
l'azione della dirigenza dell'istituto. «Per i sedici giorni di sospensione i
ragazzi sono rimasti a casa spiega la preside Anna Maria Leone ma abbiamo
assegnato loro un progetto didattico-educativo. Per tutto il periodo sono stati
seguiti da un educatore. Il percorso prevedeva molti compiti, affinché i
ragazzi non rimanessero indietro e tornassero a scuola preparati. Questo era
inoltre il modo di dimostrare il loro ravvedimento perché, se allo scrutinio
finale il voto non venisse convertito in una
sufficienza, sarebbero bocciati». Adesso la dirigente auspica che i ragazzi
«vengano lasciati tranquilli». «La scuola spiega ha preso tutti i provvedimenti
adeguati alla loro situazione e contattato anche uno psicologo: il loro rientro
in classe è stato seguito con grande attenzione. Ora stanno dimostrando di
essersi ravveduti. Certo, quello che hanno fatto è grave ma vanno tutelati, a
noi sta molto a cuore il loro benessere psicofisico e va dato loro la
possibilità di essere recuperati. E' per questo che è stato dato loro un
progetto preciso». I TRE ragazzini, due dodicenni e un quattordicenne, avevano
inizialmente negato di fronte agli investigatori di essere gli autori del raid
ma nel giro di 48 ore erano andati uno dopo l'altro al commissariato Santa
Viola, accompagnati dai rispettivi genitori, per confessare. Il raid scoperto
la mattina del 19 gennaio era stato preceduto da due atti di vandalismo,
segnalati il 7 e 16 gennaio, ma i tre negano di esserne i responsabili e tali
fatti non sono stati loro contestati. I più piccoli non sono punibili mentre il
quattordicenne potrebbe avere conseguenze penali dall'inchiesta della Procura
dei minori. Nella stessa giornata del 19 gennaio erano giunte a scuola anche
due telefonate minatorie che intimavano di chiudere l'istituto «per almeno 15
giorni». Le minacce avevano portato a una rapida svolta nelle indagini perché
la volante intervenuta in seguito alle chiamate era stata imbrattata da un
quarto adolescente e, individuando il gruppo di cui faceva parte il writer', i
poliziotti erano arrivati a identificare il terzetto.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3 di ENRICO BARBETTI e FEDERICA
GIERI SONO STATI s... di ENRICO BARBETTI e FEDERICA GIERI SONO STATI sospesi
per 16 giorni i tre ragazzini terribili che lo scorso 18 gennaio hanno gettato
due bottiglie incendiarie in un'aula delle scuole medie Volta' di via
Biancolelli, a Borgo Panigale, dopo avere spaccato una vetrata esterna con una
pietra. Il provvedimento disciplinare è tra i più severi che si possano
contemplare ed è di competenza del consiglio d'istituto, organo presieduto da un
genitore, nel quale siede anche il dirigente scolastico. NEI GIORNI scorsi sono
arrivate anche le pagelle del primo quadrimestre dei tre ragazzi, tutti alunni
della struttura colpita dal raid. Il voto in condotta
è stato cinque, ovvero insufficiente. Se venisse confermato nel secondo
quadrimestre comporterebbe la bocciatura ma c'è tempo e modo di recuperare. «Ho
la pagella qua davanti assicura però il padre di uno
dei due dodicenni coinvolti nella vicenda : il voto in
condotta è sette, non cinque. Per il resto mio figlio ha ottimi
risultati in tutte le materie. Ora è tutto a posto e lui è ancora in punizione.
Ha fatta la sua cavolata e ne ha pagato le conseguenze». La recente circolare
del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini dispone che la valutazione del comportamento sia espressa in
decimi come per le altre materie e che con meno di sei, ovvero insufficiente,
lo studente non venga ammesso all'anno successivo. Tuttavia, il voto deve tenere conto dei segnali di ravvedimento, che possono far
riguadagnare la sufficienza. E' su questo punto che si è concentrata
l'azione della dirigenza dell'istituto. «Per i sedici giorni di sospensione i
ragazzi sono rimasti a casa spiega la preside Anna Maria Leone ma abbiamo
assegnato loro un progetto didattico-educativo. Per tutto il periodo sono stati
seguiti da un educatore. Il percorso prevedeva molti compiti, affinché i
ragazzi non rimanessero indietro e tornassero a scuola preparati. Questo era
inoltre il modo di dimostrare il loro ravvedimento perché, se allo scrutinio
finale il voto non venisse convertito in una
sufficienza, sarebbero bocciati». Adesso la dirigente auspica che i ragazzi
«vengano lasciati tranquilli». «La scuola spiega ha preso tutti i provvedimenti
adeguati alla loro situazione e contattato anche uno psicologo: il loro rientro
in classe è stato seguito con grande attenzione. Ora stanno dimostrando di
essersi ravveduti. Certo, quello che hanno fatto è grave ma vanno tutelati, a
noi sta molto a cuore il loro benessere psicofisico e va dato loro la
possibilità di essere recuperati. E' per questo che è stato dato loro un
progetto preciso». I TRE ragazzini, due dodicenni e un quattordicenne, avevano
inizialmente negato di fronte agli investigatori di essere gli autori del raid
ma nel giro di 48 ore erano andati uno dopo l'altro al commissariato Santa
Viola, accompagnati dai rispettivi genitori, per confessare. Il raid scoperto
la mattina del 19 gennaio era stato preceduto da due atti di vandalismo,
segnalati il 7 e 16 gennaio, ma i tre negano di esserne i responsabili e tali
fatti non sono stati loro contestati. I più piccoli non sono punibili mentre il
quattordicenne potrebbe avere conseguenze penali dall'inchiesta della Procura
dei minori. Nella stessa giornata del 19 gennaio erano giunte a scuola anche
due telefonate minatorie che intimavano di chiudere l'istituto «per almeno 15
giorni». Le minacce avevano portato a una rapida svolta nelle indagini perché
la volante intervenuta in seguito alle chiamate era stata imbrattata da un
quarto adolescente e, individuando il gruppo di cui faceva parte il writer', i
poliziotti erano arrivati a identificare il terzetto.
( da "Tempo,
Il" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Il giorno più lungo Il Pd va alla conta, è tutti
contro tutti Il giorno più lungo. è quello che il Partito Democratico
affronterà oggi. Alle 10, presso i padiglioni della Nuova Fiera di Roma, si
riunirà l'Assemblea nazionale che dovrà decidere se affidare il futuro del
partito nelle mani di Dario Franceschini o in quelle di militanti e
simpatizzanti. Sulla carta la scelta verrà affidata a 2.800 persone ma solo
stamattina, guardando la platea romana, si saprà quante saranno quelle
effettivamente presenti. Un'incertezza che preoccupa i vertici del partito e
che rende l'esito finale assolutamente imprevedibile. Anche per questo il coordinamento
si è riunito per l'ennesima volta ieri sera (ancora una volta il veltroniano
Goffredo Bettini lo ha disertato) per cercare di trovare un modo per evitare
che l'Assemblea decida di andare ad un congresso anticipato e alle primarie. Ma
mentre al Nazareno si lavora con codici e statuti, l'immagine che il Pd dà
all'esterno è quella di un partito allo sbando. Incapace di rialzarsi dopo le
dimissioni di Walter Veltroni. E se fino ieri l'imperativo categorico era non
dividersi, oggi ognuno porta avanti la propria battaglia. Senza timore. Così
Francesco Rutelli ha affidato a Facebook la sua riflessione sui 16 mesi di
regno veltroniano. «Le dimissioni di Veltroni - esordisce - sono un colpo
durissimo al progetto del Pd. Lo avevamo scelto e sostenuto per far nascere un
partito nuovo, non per mediare tra sensibilità divergenti, poiché avevamo
creduto nel suo profilo politico-culturale e sperato nella sua capacità di
guida. Una questione è infatti ineludibile, nella politica contemporanea: senza
leadership, non esistono progetti politici. E il fallimento di una leadership
può vanificare il più ambizioso dei progetti politici». In ogni caso il
giudizio dell'ex leader della Margherita è netto: «Sedici mesi di vita del Pd
sono andati perduti irrimediabilmente senza che fossero messi in campo progetti
riformatori solidi». Rutelli elenca minuziosamente gli errori del partito:
«Mentre esplodeva la crisi finanziaria per mesi si è baloccato con una
petizione "Salva l'Italia" priva di contenuti. Poi
ha seguito agende estemporanee dettate dal giorno per giorno, dal referendum
sulla legge Gelmini all'ipotesi di referendum sul testamento biologico». A questo
punto, aggiunge, «ci sono cento giorni, prima di un'importante tornata
elettorale, per salvare l'idea, la speranza e la forza del Pd. Si può riuscire
solo con la proposta e l'azione politica». Altrimenti si «rischia la più
precoce delle estinzioni, come le specie che non riescono ad adattarsi al
cambiamento del loro ambiente». Ma non è solo Rutelli a criticare la gestione
di Veltroni. Anche Massimo D'Alema, che in questi giorni è stato spesso evocato
come il mandante «dell'omicidio politico» del segretario, rompe il silenzio e
dalle pagine di Repubblica prima esprime la propria vicinanza a Walter, poi
accusa: «Le condizioni di maggiore solidarietà non si ottengono mettendo il
bavaglio al dibattito politico, ma promuovendolo e indirizzandolo verso esiti
condivisi. E questo è il vero problema di questi mesi. Si è creduto di andare
avanti con una scorciatoia: il rapporto taumaturgico tra un leader e le masse.
E non ha funzionato. Serviva e serve un gruppo dirigente che collabora, e che è
capace di una riflessione profonda, poi di una mediazione e infine di una
decisione. Insomma, serve la politica. E a mio avviso è proprio questa che è
mancata. E di qui nascono le nostre difficoltà. Non dai complotti, non da chi
ha remato contro, ma da scelte insufficienti, o confuse». Sia Rutelli che
D'Alema, però, a meno di clamorose sorprese, dovrebbero schierarsi dalla parte
di Franceschini anche se il lìder Maximo, da Napoli, lo avverte: «Non si tratta
qui di giudicare una persona, che è sicuramente rispettabile, giovane,
intelligente. Ascolteremo le sue intenzioni politiche». Già, perché in fondo è
su queste che il vicesegretario del Pd, giocherà il proprio futuro. I nodi da
sciogliere sono molti: dalla collocazione del Pd in Europa alla bioetica,
passando per l'atteggiamento da tenere nei confronti della crisi economica (con
Confindustria o con la Cgil?) e del governo. Cha farà poi Fraceschini per dare
un segnale di novità al partito? Azzererà il vertice e coinvolgerà forze
fresche o rimarrà incastrato nel gioco delle correnti? Proprio su questo punto,
ieri, alcuni amministratori locali (tra cui i governatori Vasco Errani,
Mercedes Bresso e Piero Marrazzo, i sindaci Leonardo Domenici e Sergio
Chiamparino, il presidente della Provincia di Rieti e presidente dell'Upi Fabio
Melilli) hanno inviato una lettera a Franceschini per chiedere «immediati
segnali di discontinuità» sul piano degli organismi dirigenti con
«l'azzeramento del governo ombra e del coordinamento politico». C'è poi la
«fronda» che chiede un congresso immediato (gli ulivisti di Arturo Parisi, ma
anche Sergio Cofferati) o in alternativa le primarie (è già pronta una mozione
dei veltroniani Enrico Morando e Stefano Ceccanti). Stamattina toccherà ad Anna
Finocchiaro aprire i lavori dell'Assemblea. Una breve introduzione per spiegare
l'orientamento dei vertici e esporre le alternative previste dallo statuto:
elezione immediata del segretario o scioglimento dell'assise e convocazione del
congresso. Poi il voto. Affatto scontato.
( da "Repubblica.it"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
UN governo estremista e irresponsabile introduce d'urgenza
nel nostro ordinamento le ronde dei cittadini, nonostante le perplessità
manifestate dalle stesse forze di polizia, accampando la più ipocrita delle
motivazioni: lo facciamo per contenere la furia del popolo. Spacciano le ronde
come freno alla "giustizia fai-da-te", cioè alle ormai frequenti
aggressioni di malcapitati colpevoli di essere stranieri o senza fissa dimora.
Ma tale premura suona come una cinica beffa: la violenza, si sa, è stata
fomentata anche dai messaggi xenofobi di sindaci e ministri. Il decreto
governativo giunge come una benedizione delle camicie verdi padane e delle
squadracce organizzate dalla destra romana. Propone agli italiani di
militarizzarsi nell'ambito di un "Piano straordinario di controllo del
territorio" fondato sul concetto di "sicurezza partecipata". I
benpensanti minimizzeranno, come già hanno fatto con le "classi
ponte" per i bambini stranieri, i cancelli ai campi rom, l'incoraggiamento
a denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari. Cosa
volete che sia? Norme analoghe sono in vigore altrove, si obietta. Mica vorremo
passare per amici degli stupratori? Così, un passo dopo l'altro, in marcia
dietro allo stendardo popolare della castrazione chimica, cresce l'assuefazione
all'inciviltà. La promessa del grande repulisti darà luogo a sempre nuove
misure che lo stesso Berlusconi fino a ieri dichiarava inammissibili. Il
presidente del Consiglio era dubbioso anche sulle ronde, ma si è lasciato
trascinare dai leghisti per istinto: forza e marketing non sono forse le
materie prime del suo potere suggestivo? Poco importa se ciò lo pone in
(momentanea) rotta di collisione con il Vaticano, che denuncia
"l'abdicazione dallo stato di diritto". A lui la Chiesa interessa
come potere, non come Vangelo: si adeguerà. Quanto al distinguo del presidente
Napolitano, gli viene naturale calpestarlo: come prevede la forzatura
berlusconiana della costituzione materiale del Paese. OAS_RICH('Middle'); Il
capo del governo concede che gli stupri sono in calo del 10% nella penisola. Ma
più della statistica vale per lui il "grande clamore suscitato da recenti
episodi". Per la verità nel novembre 2007, dopo l'omicidio con stupro
della signora Reggiani a Tor di Quinto, fu posseduto dal medesimo impazzimento
mediatico anche il centrosinistra, guidato all'epoca dal sindaco di Roma. Mal
gliene incolse. La destra populista invece trova nell'insicurezza il suo
principale fattore di radicamento territoriale. Prospetta la riconquista
dell'ambito esterno al domicilio privato, vissuto da tanti come ostile. Le
parole "ronda", "squadra", "pattuglia",
"perlustrazione" - un incubo negli anni della violenza politica -
vengono adesso sdoganate come potere calato dall'alto per guidare il popolo.
Nuove milizie, nelle quali i volontari dei partiti di governo e gli uomini
dello Stato si fondono e si confondono. Come avveniva nel regime fascista.
Lunedì scorso all'"Infedele" una giornalista rumena ha provocato un
senatore leghista: "Noi le abbiamo conosciute già, le vostre ronde. Si
chiamavano "Securitate"". Lungi dall'offendersi per tale
paragone con le squadracce comuniste di Ceausescu, il senatore leghista le ha
risposto: "All'epoca in Romania c'era molta meno delinquenza". Ora
anche il governo minimizza. Le ronde saranno disarmate (a differenza di quanto
previsto nella prima versione, bocciata al Senato). Mentre la Lega esulta, gli
altri cercano di ridimensionarle a contentino simbolico, poco rilevante nella
gestione dell'ordine pubblico. Fatto sta che è sempre l'estremismo a prevalere.
Berlusconi si era opposto pubblicamente anche al rincaro della tassa sul
permesso di soggiorno. Si sa com'è finita. La Gelmini aveva dichiarato che per i bambini stranieri prevede corsi di
lingua pomeridiani anziché classi separate. Ma i leghisti stanno per riscuotere
le classi separate. Tutte le peggiori previsioni si stanno avverando. La
prossima tappa, c'è da scommetterci, saranno le normative differenziali
sull'erogazione dei servizi sociali (agli italiani sì, agli stranieri
no, e pazienza se pagano anche loro le tasse); seguirà il distinguo nei sussidi
di disoccupazione (c'è la crisi, non possiamo mantenere gli stranieri, e
pazienza se hanno versato i contributi). Fantascienza? Ha davvero esagerato "Famiglia
Cristiana" denunciando il ritorno al tempo delle leggi razziali? Le ronde
dei volontari guidate dagli ex funzionari di polizia annunciano un clima di
guerra interna che non si fermerà certo agli stupratori e agli altri
delinquenti. Quale che sia la volontà del presidente del Consiglio, cui la
situazione sta già sfuggendo di mano. (21 febbraio 2009
( da "Avvenire"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
CHIESA 21-02-2009 ISTRUZIONE E QUALITÀ Una prova d'appello
internazionale per la scuola italiana DA MILANO ENRICO LENZI E same di
riparazione per l'Italia nelle prove Ocse-Pisa. Tra metà marzo e metà aprile
quasi 42mila quindicenni affronteranno le domande preparate per quest'indagine
internazionale, che coinvolgerà 61 nazioni di tutti i continenti. Un
appuntamento vissuto con ansia e preoccupazione soprattutto dai docenti, visto
che i non brillanti risultati della prova 2006 si sono trasformati, oltre che
per i quindicenni coinvolti, in una sonora bocciatura per loro (vedi box): tre
anni fa l'Italia si è classificata al 36esimo posto per la cultura scientifica,
al 38esimo per la matematica e al 33esimo per la lettura. Un malumore che gli
ispettori del ministero della Pubblica Istruzione hanno potuto toccare con mano
nelle scorse settimane, soprattutto nell'ambito degli incontri di
sensibilizzazione e informazione sul tema svolti in quattro Regioni: Puglia,
Calabria, Sicilia e Campania. Duplice il motivo: il fatto che a queste realtà
siano destinati i fondi europei per lo sviluppo delle competenze e la necessità
di dare un segnale forte nella macro area rappresentata dal Sud, che ha
evidenziato i risultati italiani peggiori (il 40% degli studenti è sotto il
livello di competenza ritenuto 'sufficiente'), tanto che il
ministro Gelmini aveva ipotizzato una campagna di aggiornamento ad hoc per i
docenti operanti nel Mezzogiorno, suscitando non poche polemiche. «Negli incontri
delle scorse settimane, abbiamo cercato di spiegare che queste prove devono
essere vissute non come un giudizio sul loro lavoro, bensì come un'occasione
per meglio calibrare la didattica», racconta Giorgio Guidi, uno dei 250
esperti inviati dal ministero per incontrare quasi 20mila docenti. Una
precisazione quanto mai opportuna, anche perché «l'indagine Ocse-Pisa punta a
verificare le competenze acquisite dai quindicenni di diversi Paesi e con
differenti sistemi scolastici. Livelli di competenze che, però, si ritengono
necessari per un quindicenne al termine del percorso scolastico obbligatorio.
Quindi si vogliono misurare le loro competenze e non la qualità delle scuole
che frequentano », spiega E- lena Ugolini, componente del Comitato di Indirizzo
dell'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di
istruzione e formazione, a cui spetta il compito di gestire in Italia la prova
Ocse-Pisa. E poi basta ricordare che il campione sottoposto alla prova è del
tutto casuale, per quanto rappresentativo dei quindicenni. «Non si può parlare
di una vera valutazione della scuola ribadisce la professoressa Ugolini anche
se i risultati possono diventare un'ottima occasione per interrogarci sui punti
critici e cercare soluzioni per migliorare ». È un po' l'atteggiamento che
l'Invalsi ha cercato di trasmettere in questi mesi al corpo docente, pur non
nascondendosi che «la scuola può fare la differenza. La questione, al fondo, è
questa: il destino di questi ragazzi è determinato dalla condizione e dal
contesto sociale nel quale vivono, oppure la scuola, pur tra mille difficoltà,
può fare qualcosa? Io, ma anche gli altri operatori dell'Invalsi e moltissimi
docenti, pensiamo che la scuola può modificare quello che potrebbe sembrare un
destino ineluttabile » , afferma Ugolini. «Ai docenti che abbiamo incontrato
aggiunge Guidi si è cercato di far comprendere l'importanza della prova, in
modo che la possano trasmettere anche ai loro studenti, che nelle scorse
edizioni l'hanno sottovalutata o snobbata ». E anche ciò ha influito sul
pessimo risultato al Sud: prove non completate, risposte lasciate in bianco e
neppure affrontate. «Pure a queste prove incomplete viene assegnato un
punteggio spiega Guidi . Ecco allora l'importanza di cercare di rispondere a
tutte le domande, cercando di ragionare sui quesiti posti». E qui si apre un
altro capitolo: le domande delle prove Ocse-Pisa non puntano tanto a stabilire
la conoscenza delle nozioni (così come avviene nelle interrogazioni o nei
compiti in classe), ma a verificare la capacità dei quindicenni di servirsi di
conoscenze e abilità, apprese principalmente a scuola, per affrontare
situazioni e compiti problematici che caratterizzano la vita quotidiana e la
società al di fuori della scuola. Insomma, «occorre ragionare», ma i «ragazzi
ammette Elena Ugolini a volte non provano neppure a rispondere ai quesiti»
sollevati nelle prove di lettura, matematica e scienze, che sono presenti in
ogni edizione triennale, anche se con la prevalenza di un'area. Quest'anno sarà
la lettura, che segna l'avvio del secondo ciclo di indagine, iniziata nel 2000
e con cadenza triennale. Al di là di precisazioni e parole rassicuranti per
tutti, resta la necessità di sviluppare nella scuola italiana una vera cultura
della valutazione. Non siamo all'anno zero, visto che l'Invalsi nel suo sito
(www.invalsi.it) offre strumenti per procedere alla «misurazione». Allo stesso
capitolo Ocse-Pisa il sito riserva uno spazio (denominato 'piano di
informazione e sensibilizzazione'), in cui si trovano obiettivi, test e
risultati. «Lo scopo complessivo conclude U- golini è quello di sviluppare la
cultura della valutazione. Del resto, a scuola i docenti per verificare
l'apprendimento degli studenti fanno compiti in classe e interrogazioni.
Possibile che questo non possa avvenire per valutare l'intero sistema e la
singola scuola?». Un quesito destinato a fare da sfondo all'ormai prossima
prova Ocse-Pisa. Nel Sud il 40% degli studenti era classificato sotto il
livello di competenze ritenuto «sufficiente»
( da "Sicilia,
La" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
politiche scolastiche Gli assessori della provincia etnea
preparano una strategia comune Stamani a partire dalle10 nelll'aula consiliare
di Palazzo degli Elefanti si riuniranno gli assessori alle politiche
scolastiche dei 58 Comuni della provincia di Catania. L'iniziativa promossa
dall'assessore comunale di Catania Sebastiano Arcidiacono fa seguito l'incontro
con i responsabili alle politiche scolastiche delle altre città capoluogo della
Sicilia finalizzato a fare fronte comune alle numerose problematiche emergenti
nel mondo della scuola la quale, con l'applicazione della
Legge Gelmini, è sottoposta a notevoli cambiamenti sia sul piano organizzativo
che didattico. Nel corso dell'incontro verrà illustrato il «report» dei comuni
che aderiscono all'iniziativa. «L'obiettivo che perseguiamo con convinzione -
ha affermato l'assessore alle politiche scolastiche Sebastiano Arcidiacono - è
quello di mettere la scuola al di sopra delle parti, a considerarla un
bene di tutti e luogo in cui è possibile migliorare la nostra società, offrendo
servizi migliori ai nostri ragazzi salvaguardando la qualità dell'offerta che
risulterebbe fortemente pregiudicata soprattutto nel Mezzogiorno qualora la
legge di riforma varata dal parlamento venisse applicata integralmente». Otto
scuole perderanno l'autonomia Sette dirigenti scolastici di istituti di base e
uno della scuola secondaria di secondo grado perderanno la presidenza a causa
del dimensionamento della rete scolastica nella provincia di Catania e, se non
hanno i requisiti utili per andare in pensione, un volta venuta meno
l'autonomia delle scuole che dirigono, dovranno occupare presidenze di altri
istituti che si renderanno disponibili per il pensionamento dei titolari . Come
è noto, l'assessore regionale ai beni culturali ed ambientali e alla Pubblica
Istruzione, Antonello Antinoro, ha già firmato il piano di dimensionamento
scolastico in Sicilia. Antinoro sostiene di avere fatto un proficuo lavoro,
però non ha considerato che nella nostra provincia sono saltate ben 7 scuole
autonome, nel settore di base, ed una nella Media superiore. Fra queste, gli
istituti comprensivi 'Manzoni e Leopardi', che hanno una lunga tradizione
storica, fra l'altro curano i centri eda e seguono alunni provenienti da
quartieri difficili. Scuole, che si trovano al centro di Catania. Ma c'è di
più. l'assessore Antinoro ha pensato al dimensionamento delle scuole di base,
ma si è completamente dimenticato delle super affollate scuole secondarie di
secondo grado, molte, con organici di 2000 alunni, mentre per norma non
dovrebbero superare i 900 iscritti. Vero è che come sostiene l'assessore
provinciale dott. Giovanni Ciampi, non si trovano locali, fra l'altro sarebbero
molto costosi per l'affitto, oltretutto anche non idonei per ospitare scuole
superiori, che necessitano tante strutture, per cui l'amministrazione
provinciale ha l'obiettivo di costruire nuovi edifici scolastici, però sarebbe
stato opportuno quanto meno equilibrare il dimensionamento, cioè sdoppiare 8
istituti superiori, cioè in numero uguale alle istituzioni scolastiche che
perderanno l'autonomia in modo da evitare la perdita delle presidenze e
segreterie e, quindi, la riduzione del numero di scuole nella nostra
provincia.( ovviamente gli alunni resteranno nelle loro scuole) I dirigenti
scolastici ed i direttori amministrativi che dovrebbero trovare altra
sistemazione si trovano. Nelle seguenti scuole.. Istituti comprensivi 'Manzoni,
Martoglio Recupero, Leopardi'. Inoltre, un dirigente per scuola , naturalmente
con minor punteggio, perderanno la presidenza a causa della fusione del circolo
didattico D'Annunzio e Don Milani; un altro dalla fusione del circolo didattico
Corridoni con l'istituto comprensivo Meucci ed un altro ancora con la fusione
dell' istituto comprensivo Mazzini- Di Bartolo e istituto comprensivo Capuana
Pirandello, mentre per il secondo grado un dirigente tra la fusione
dell'istituto tecnico Einaudi e l'istituto tecnico Duca degli Abruzzi. Come
abbiamo rilevato i dirigenti scolastici che resteranno in servizio occuperanno
le presidenze che lasceranno i pensionati, ovvero le presidenze che ,in caso di
esuberi di capi di istituto, dovranno lasciare i dirigenti scolastici che hanno
65 anni e 40 anni di contributi e non potendo rimanere fino a 67 anni, proroga
che in detti casi non verrebbe concessa dalla Direzione regionale. A questo
punto ci si augura che sia l'assessore provinciale alla PI. che l'assessore
comunale alle politiche scolastiche ( che in verità ,quantunque in situazioni
difficili, hanno lavorato bene per la scuola catanese )si adoperino ancora una
volta affinché vengano recuperate le otto presidenze tagliate da detto piano
;considerato il numero di alunni nel comune di Catania, potevano essere
confermate le 79 istituzioni scolastiche tra primo e secondo ciclo attualmente
esistenti. MARIO CASTRO
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
DIAMANTE MAROTTA Si preannunciano ancora tagli per la
scuola casertana con tanti docenti di ruolo in soprannumero. E per i precari
casertani, oltre 11 mila, sarà ancora più difficile trovare un posto di lavoro
il prossimo anno scolastico. L'ufficio scolastico provinciale, infatti, ha
comunicato le classi di concorso in esubero per tutti gli ordini di scuola. In
particolare, per la scuola media si prevedono esuberi per la classe A043
(materie letterarie) e per la A033 (educazione tecnica). Per le scuole
secondarie di secondo grado, invece, le classi di concorso in esubero sono le
seguenti: discipline giuridiche ed economiche (A019), elettronica (A034),
elettrotecnica (A035), trattamento testi (A076), lingue e civiltà straniere
tedesco (A546), laboratorio di elettronica (C260), laboratorio di informatica
gestionale (C300), laboratorio di informatica industriale (C310), esercitazione
di pratica professionale (C550). La situazione più grave, però, resta alle
scuole primarie dove già quest'anno i docenti soprannumerari sono stati circa
100, utilizzati nei vari ordini di scuole su posti finanziati dalla Regione. Il
direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Alberto Bottino, in
prossimità della scadenza per la domanda di collocamento a riposo (28
febbraio), ha chiarito che i docenti che pur non compiendo 65 anni al 31 agosto
2008, vantino quarant'anni di contribuzione, saranno collocati a riposo
d'ufficio se appartengono a ordini di scuola o a classi di concorso in esubero.
È ovvio che coloro che compiono 65 anni e hanno maturato 40 anni di
contribuzione non avranno diritto a proroga e saranno collocati in pensione.
Fari puntati, quindi, sulle domande di trasferimento di tutto il personale
della scuola, la cui scadenza è fissata al 9 marzo, e sul numero di persone che
andranno in pensione quest'anno. Il problema più serio resta comunque quello
dei docenti della scuola primaria e dei prof che, per qualsiasi motivo, al
termine delle operazioni di mobilità, dovessero risultare in esubero. Docenti che
saranno ricollocati d'ufficio nello stesso ordine di scuola e solo in
subordine, qualora non dovessero esserci altre possibilità, in altro ordine di
scuola. L'auspicio è che i pensionamenti andranno a
sopperire una discreta fetta dei tagli previsti dalla Finanziaria e dalla
riforma Gelmini dando la possibilità a quei docenti in soprannumero di trovare
una sede non disagiata. La qual cosa andrà a penalizzare i precari casertani
che vedranno sfumare l'agognata assunzione a tempo indeterminato e si ritroveranno
senza più lavoro. Del resto sono stati persi nel
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Delusa dalla riforma, la prof emigra «In 28 anni di lavoro
tanta dedizione e fatica, che adesso sarebbero insostenibili» Sabato 21
Febbraio 2009, Cinque scuole per i ragazzi dai 6 ai 13 anni (Collodi, Randi,
Valeri, Zanibon e Vivaldi) e un Ctp (centro territoriale permanente) per gli
adulti, italiani e stranieri, fanno tutti capo all'undicesimo istituto
comprensivo. Una mole di lavoro e di difficoltà insostenibile perfino per una
dirigente di ferro e combattiva come Ignazia Nespolo. Si è arresa prima di dover affrontare lo tsunami chiamato Gelmini pronto a
spazzar via dal prossimo anno scolastico molto di quanto fatto finora. Dopo
ventotto anni di onorata carriera, di cui 21 qui a Padova, la Nespolo se na va.
Lascia non solo la nostra città, ma l'italia, l'Europa. Va dall'altra parte del
mondo, in Australia: ad Adelaide dirigerà per tre anni la scuola di lingua e
cultura italiana. La dirigente è stata al centro di una serata di saluto
al Lux, organizzata dalla sua "creatura", il Ctp "Valeri",
e dalla sezione musicale della scuola media Vivaldi: «Non so se mi merito
questa festa - ha detto "supercommossa" - ma ho lavorato tanto in
questi anni padovani, ultimamente troppo. Ho deciso di andarmene perché se si
ha a cuore il bene dei nostri ragazzi, a scuola e fuori, l'impegno richiesto è
davvero insostenibile. Troppo il lavoro, che si scontra con tante difficoltà e
aspettative. Non reggo più lo stress. E non sopporto di fare la voltagabbana.
Spero che ciò che ho seminato venga raccolto da chi mi sostituirà. Tantissimi i
progetti avviati: tra tutti voglio ricordare con orgoglio proprio il Ctp.
Purtroppo la scorsa primavera è stato al centro di una polemica che ha
coinvolto gli studenti immigrati. Mi auguro che l'Italia sappia capire che è
dando che potrà poi ricevere comprensione e disponibilità da chi viene da altri
paesi e culture. E che l'integrazione paga molto di più dei soldati per le
nostre strade». A salutare la dirigente anche l'assessore comunale alla
Pubblica Istruzione, Claudio Piron,: «Ringrazio con sincerità la professoressa
Nespolo, un "osso duro", forte di notevole passione e
professionalità, per la collaborazione, la dedizione, l'inventiva». Sul palco
del Lux, che già ospita i "Mercoledì a viva voce" ideati dal Ctp
Valeri, alcuni "vecchi allievi-giovani talenti", ovvero un gruppo di
ex studenti della Vivaldi che hanno proseguito gli studi musicali al
conservatorio mantenendo un forte legame con la scuola media dove hanno mosso i
primi passi tra le note. Capitanati dalla prof. Antonella Tuzzato, hanno saputo
dar vita ad uno spettacolo quanto mai variegato, con diverse formazioni, dal
duo al quartetto, e tanti strumenti, dal pianoforte al sax, dal vibrafono alla
chitarra. Spaziando da Telemann a Parker, da Mozart a Chabrier, per chiudere la
serata con la travolgente "gallina" a quattro mani di Gottschalk.
Caterina Cisotto
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
LA CORNICE Sabato 21 Febbraio 2009, Tarvisio Doveva essere
una festa. Così è stato. Complice la bella giornata di sole e l'esibizione
della pattuglia acrobatica delle Frecce tricolori, si respirava già aria di
entusiasmo ieri a Tarvisio per l'apertura della Coppa del Mondo di sci. Già
dalla prima mattinata, ecco i ragazzi del "Progetto scuole" voluto
dalla Fisi regionale. Capitanati dal Liceo per gli sport invernali
"Ingeborg Bachmann" di Tarvisio (cui è andato un premio speciale),
gli studenti hanno colorato con gioia e trasporto l'Arena Di Prampero. Il
premio per il tifo più riuscito è andato all'Istituto Manzini di Udine (a
supporto della Svezia), seguito dal Torricelli di Maniago (Francia), mentre
terzi ex aequo, si sono piazzati Sello e Ceconi, entrambi di Udine. La consegna
dei trofei, consistenti in assegni per le scuole, è attesa entro metà aprile
nell'ambito della "Festa dello Sport - premiando i talenti
regionali", che si terrà a Udine alla presenza dei vertici regionali. È stato invitato anche il ministro all'istruzione, Maria Stella Gelmini. Nonostante la giornata lavorativa, un buon pubblico ha
assistito alla prima giornata del "Circo rosa". Vicino all'area di
gara sorge il villaggio "Via dei sapori", che mette a disposizione
varie specialità, a prezzi contenuti, tipici di alcune Pro Loco regionali.
Come hanno vissuto queste ultime l'ouverture della manifestazione? «Non abbiamo
ricevuto moltissime visite - racconta Solidea Del Negro, della Pro Loco
"Val d'Incarojo" di Paularo - ma la prima è una giornata di rodaggio.
Chi è venuto a trovarci, però, ha gradito molto le nostre specialità. Nel
weekend ci aspettiamo una crescita di utenti e vogliamo offrire un buon
servizio». La Pro Loco Valle di Soffumbergo (Faedis) è tornata a Camporosso
anche per la seconda edizione della Coppa del Mondo: «E siamo molto felici -
commenta Mario Bertoni - di essere ancora qui. Non ci sono stati grandi riscontri,
ma l'allegria non manca e l'organizzazione è ottima. Siamo fiduciosi per gli
altri due giorni». Intanto, hanno preso forma i primi eventi collaterali
studiati per il dopo-gare. Il centro di Tarvisio, chiuso ieri al traffico dalle
18 alle 21, si è animato con le prime iniziative. Oggi, la via centrale sarà
interdetta al traffico dalle 15 alle 24 e un pezzetto di Brasile sbarcherà in
piazza con la band carioca "Latin All Stars From NY" (dalle 19.30
alle 21). Sempre dalle
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Riforma Gelmini, 58 insegnanti scrivono al Governo Sabato 21
Febbraio 2009, CORDIGNANO - Cresce la protesta contro la Riforma Gelmini. Nelle scuole genitori e insegnanti discutono,
organizzano dibattiti. In vista della scadenza per le nuove iscrizioni, il 28
febbraio, e della necessità di scegliere i tempi scuola, 58 insegnanti della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di
Cordignano, che comprende anche i plessi di Pinidello, Villa di Villa e Orsago
hanno scritto una lettera inviata ai genitori e al Governo. "Con
preoccupazione e sofferenza - scrivono, assistiamo increduli e impotenti a cambiamenti
che stravolgeranno la scuola pubblica, imposti senza un dibattito da chi di
pedagogia, psicologia e scuola non sa nulla". La denuncia degli insegnanti
è chiara, la Riforma Gelmini provocherà la perdita di
molte cose a cominciare dalla compresenza e cioè da quel monte ore grazie al
quale due insegnanti lavorano nella stessa classe: "Un'opportunità che
andava invece potenziata perché è un'indispensabile risorsa per il recupero
scolastico e l'individualizzazione dell'insegnamento. Se proprio si doveva
tagliare, sarebbe stato meglio sacrificare i progetti o l'aula computer, ma il
tempo per insegnare e gli insegnanti, per far sì che nessun bambino si perda
per strada sono fondamentali. Non solo per i bambini extra-comunitari, ma anche
per i "nostri" che non rientrano nei parametri per il sostegno, ma
hanno tempi più lunghi di apprendimento. Come potrà un solo insegnante
occuparsi di loro?". Uno dei rischi dell'abolizione della compresenza è
che saltino le ore di assistenza mensa o peggio che, per mantenerle, si perdano
ore di lezione o che venga a mancare le sostituzioni in caso di assenza.
Secondo gli insegnanti la nuova didattica porterà ad un ritorno al passato
negativo, a quelle bocciature che penalizzavano i bambini in difficoltà.
Bocciata anche la scelta del maestro unico. Milvana Citter
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Vettorata decima ai mondiali Sabato 21 Febbraio 2009,
Vittorio Veneto Dopo il sesto posto degli Europei, il decimo dei Mondiali.
Greta Vettorata ha concluso l'accoppiata tra le due rassegne internazionali di
winter triathlon con la positiva esperienza della gara iridata di Gaishorn.
Sulle montagne austriache, la junior della Silca Ultralite ha sofferto nella
frazione di sci nordico, specialità a cui si sta dedicando solo da un paio di
stagioni, ma si è confermata atleta su cui, in prospettiva, il winter triathlon
azzurro può contare. Mentre la Vettorata era impegnata nella prova iridata, la
Silca Ultralite ha organizzato, a Vittorio, la prima edizione della Nuota &
Corri. Una sessantina gli atleti impegnati tra la piscina e la pista comunale.
Per il club di casa, gradino più alto del podio per l'allieva Teresa
Franceschet. Questi i risultati. Maschili. Juniores: 1. Jacopo Butturini
(Fumane Triathlon). Allievi: 1. Lorenzo Brigadoi (Dolomitica Nuoto), 2. Alberto
Ceschin (Silca Ultralite). Cadetti: 1. Marco Corrà (Fumane Triathlon), 3.
Nicola Ceschin (Silca Ultralite). Ragazzi: 1. Pietro Zamperlin (3kids Legnago).
Esordienti: 1. Umberto Casalini (3kids Legnago). Cuccioli: 1. Dante Visentin
(Silca Ultralite). Femminili. Juniores: 1. Roberta Zanon
(Dolomitica). Allieve: 1. Teresa Franceschet (Silca Ultralite). Cadette: 1.
Lilli Gelmini (Fumane Triathlon). Ragazze: 1. Margherita Bonfante (Peschiera
Triathlon). Esordienti: 1. Stella Gelmini (Fumane).
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 21 Febbraio 2009, Due bambini in otto giorni per
salvare la scuola elementare di Asseggiano. Se non si raggiungoeranno i 15
iscritti, la scuola della frazione ai confini con Spinea l'anno prossimo non
avrà una classe prima, e nel giro di qualche anno molto probabilmente chiuderà
i battenti. Una preoccupazione che ha portato a mobilitarsi l'intero rione,
anche chi non ha figli in età scolare, ma che comunque, da giorni, partecipa
attivamente assieme ai genitori, disposti anche ad autotassarsi per risollevare
le sorti della scuola. Con i nuovi vincoli del decreto Gelmini, infatti, la scuola non riesce a garantire le tre giornate
settimanali di tempo pieno richieste dai genitori, molti dei quali preferiscono
dunque iscrivere i figli altrove. «Senza la classe prima - commenta la
presidente della Municipalità, Maria Teresa Dini - entro qualche anno la scuola
potrebbe trovarsi con meno di 50 alunni, e dunque a rischio di chiusura
definitiva». Un pericolo da scongiurare contro il quale si sono mossi tutti:
genitori, vicini di casa, dirigenza scolastica e Municipalità, che sottolinea
l'importanza di trovare una soluzione. Il delegato Rosteghin aggiunge: «Con i
nuovi insediamenti abitativi previsti ad Asseggiano aumenterà anche il numero
di possibili alunni che sarebbero poi costretti a rivolgersi ad altre scuole,
magari inflazionando altri plessi». Non da ultimo è arrivato il sostegno
dell'assessore comunale Anna Maria Miraglia, che ha incontrato i genitori in
un'assemblea pubblica giovedì sera. «Affrontiamo le conseguenze di decisioni
poco chiare - ha dichiarato l'assessore -. Noi riteniamo che le scuole siano
importanti per il territorio, per questo garantisco la piena disponibilità
dell'amministrazione comunale a valorizzare la scuola attraverso progetti con
gli Itinerari educativi, ma anche rivolgendomi personalmente all'assessore
regionale Donazzan, alla quale ho già chiesto un incontro». Tutto questo per
rendere una scuola che già funziona bene ancora più appetibile per eventuali
altri alunni. «Il problema principale - commenta Nicoletta Ferrari, una delle
13 mamme che hanno già iscritto i propri figli - è la mancanza di garanzie sul
tempo pieno, ma su questo abbiamo già la soluzione, la stessa adottata da altre
scuole di Mestre. Siamo pronti ad autotassarci per attivare un servizio
pomeridiano a una cooperativa con un costo di 3 o 4 euro per pomeriggio,
sicuramente molto meno di una baby sitter. Abbiamo già l'appoggio della
dirigenza che garantirebbe l'apertura del plesso, le garanzie dell'assessorato
per quanto riguarda la mensa e l'appoggio della Municipalità. Ma dobbiamo
arrivare a 15 bambini, il minimo per fare una classe». E le iscrizioni si
chiudono il 28 febbraio. Daniele Duso
( da "Blogosfere"
del 21-02-2009)
Argomenti: Scuola
Feb 0921 Le ronde e la micragna. Pubblicato da Debora
Billi alle 21:39 in Ordine Pubblico Serpeggia in Rete una comprensibile
inquietudine per la novità delle ronde. La stessa inquietudine che avevamo
manifestato per i soldati nelle strade. In Italia la sola parola
"ronde" evoca fantasmi del passato, e di olio di ricino. Non un bel
pensiero. Già quei maniaci di Forza Nuova stanno radunando le menti migliori
della loro generazione per andare a difendere l'italica stirpe dall'alieno
bolscevico e traditor. Ci scappa il morto prima o poi, e ci stracceremo le
vesti come al solito. In attesa delle rivolte per il pane, tornando l'argomento
soldati, li vediamo qui a Roma fermi e sonnolenti a far la guardia ai cancelli
delle Ambasciate. Prima c'era la Polizia, ora evidentemente dirottata ad altri
e più utili compiti che non proteggere a prezzo della vita l'ambasciatore del
Meringhistan. Insomma, i soldati sono serviti a risparmiare sui costi delle
Forze dell'Ordine. Costi che evidentemente pesano assai, se persino il
sindacato della Polizia lamenta auto ferme per mancanza di benzina,
addestratissimi 007 Digos che circolano su carrette da 200mila km, intere
caserme costrette a giocarsi a dadi il giro sulla volante. L'avete letto tutti,
d'altronde. Ebbene: a me le cose paiono stranamente collegate. Soldati che
fanno i lavori dei poliziotti, ed ora cittadini che fanno il lavoro dei
poliziotti. Aggratis ovviamente, anzi a spese (di benzina) loro. Quanto costa
un poliziotto che fa il turno di notte a controllare le periferie o le
campagne? Una macchina privata di cittadini costa nulla, allo Stato. Paga il
volenteroso volontario. Forza Nuova a parte, quanti padri di famiglia, quanti
ragazzi, parteciperanno a queste ronde? Rischiando la vita in brutti incontri,
a cui non sono assolutamente preparati? Sii, c'è l'ex poliziotto ad
accompagnarli, come ci sentiamo tranquilli. Negli ospedali ci sono i parenti
che lavano i malati e cambiano loro le lenzuola, e sulle ambulanze pensate ci
sia gente retribuita? Le spiagge e i giardini vengono puliti da associazioni
ambientaliste, cominciarono "per protesta" e ora è diventato un compito
fisso. Se la spiaggia è sporca, il bagnante telefona direttamente a
Legambiente: "Ehi, venite a dare una pulita, lavativi!" Come
raccontavo nel forum, a scuola di mio figlio abbiamo preso in esame di mandare
genitori laureati a coprire le ore di lezione dei maestri
defenestrati dalla legge Gelmini. Pare sia proibito per ora, ma sicuramente qualcuno raccoglierà
l'idea, non appena troveranno il modo di filtrare i genitori comunisti. Infine,
i cittadini che vanno allegramente a pattugliare le strade. Tutto risparmio,
mentre le nostre tasse finiscono nelle grandi opere inutili, o nelle casse
scassate delle banche, o in quelle senza fondo della Fiat. Buona fortuna
ronde, e guardatevi le spalle: perché c'è qualcuno che ve lo sta mettendo in
quel posto... e no, non è un rumeno.