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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Schola"

Ragazzi maleducati che fare? ( da "Gazzetta di Modena,La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, Ministro dell Istruzione, ed è il secondo di 3 convegni regionali dedicati al dialogo e alla riflessione sulle responsabilità educative di famiglia e scuola. "Dopo tanti episodi di bullismo, genitori ed insegnanti dovrebbero ritrovare il loro ruolo sociale - commenta Adriana Querzè, Assessore all'Istruzione - Crescere è difficile e lo diventa ancora di più se non ci sono

RAGAZZI troppo ignoranti: cosa ne pensa la nostra scuola? Interviste e proposte p ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il giorno 11 dicembre 2007 sul Resto del Carlino è apparso un articolo in cui il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni afferma che nelle scuole italiane ci sono troppi ragazzi con uno scarso rendimento. Nelle medie inferiori il 50% degli studenti esce con un giudizio sufficiente, quindi si pensa che la futura classe dirigente non sia adeguatamente preparata.

Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos" ( da "Stampa, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla preparazione degli insegnati.

Negli istituti tecnici gli insufficienti sono il 41 per cento ( da "Stampa, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE ESIGENZE LINEA DURA Negli istituti tecnici gli "insufficienti" sono il 41 per cento Contro gli "indebitati" Fioroni aveva deciso la tolleranza zero.

La scuola fa i conti coi debiti ( da "Stampa, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso "tolleranza zero". Visti più nel dettaglio, gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il 39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola, scientifico compreso, c'è matematica,

Riaprire la graduatoria per gli studenti Ssis ( da "Giornale di Brescia" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché nonostante Fioroni avesse chiuso le graduatorie, Mussi ha indetto lo stesso il nono ciclo Ssis, senza chiarire la posizione degli 11.830 iscritti". Se l'emendamento sarà bocciato, si potrà bandire un concorso ordinario pubblico a cattedra per gli abilitati Ssis, suggerisce Giuseppe Bonelli del Ministero della pubblica istruzione.

Debiti e recuperi, baraonda a scuola ( da "Arena, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza 92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano dopo.

La nuova Costituzione è firmata dai ragazzi ( da "Arena, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e da Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione uscente: basta pensare al disegno di un bambino e tutto è più chiaro. "La cosa bella è che ti accorgi che la scuola è come una nazione, però più piccola, e quindi le regole sono le stesse, come i diritti e i doveri da sapere per imparare a vivere insieme".

Benigni docet La scuola riscopre Dante ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni - si registra una certa emarginazione della presenza dell'opera dantesca, in netto contrasto con l'alto interesse che questa continua a suscitare in altre culture europee ed extraeuropee". In altre parole si rischia di restare al palo non solo in matematica, ma anche in letteratura italiana, avverte il Ministero che suggerisce di correre ai ripari.

La meritocrazia del '68 ( da "Corriere della Sera" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-02-20 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di FRANCO CORDELLI La meritocrazia del '68 Sono da un pezzo cominciate le anti-celebrazioni del 1968. Quello fu un anno apportatore di innumerevoli sciagure, forse di tutte le sciagure nazionali e internazionali.

Cinquemila gli studenti con debiti formativi: pochi soldi per i corsi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Fioroni ha parlato di 210 milioni di euro nazionali, poi di 320 milioni, infine di 1000 euro per ogni docente ripetitore". In realtà le risorse ammontano a 267 milioni di euro lordi, per tutte le scuole dello stivale. Scarsi: "L'ordinanza ministeriale 92 sui recuperi va cambiata - dicono in casa Flc-Cgil -.

Lezioni per fioroni ( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Genova LEZIONI PER FIORONI L'allievo Fioroni, a differenza dell'allieva Moratti (un'apparente secchiona dal profitto disastroso), si è applicato: ha riformato con buona volontà (ma scarsi mezzi) la maturità. Ha esortato con coraggio (ma scarsi esiti) alla severità.

Per recuperare i debiti le scuole chiedono obolo alle famiglie ( da "Blogosfere" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluta dal ministro della pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole che hanno pianificato corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per recuperare una,spesso due o tre insufficienze.

Debiti e recuperi, baraonda a scuola ( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza 92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano dopo.

SOAVE. Gli studenti di prima media hanno rivisitato, insieme ai colleghi di altre due scuole milanesi, il testo fondamentale del nostro Stato ( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato dal presidente Napolitano e dal ministro Fioroni     Paola Dalli Cani "Cari italiani, la Costituzione ve la spieghiamo noi": firmato i ragazzi delle tre classi prime della scuola media "Benedetto Dal Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno frequentavano la quinta elementare, hanno partecipato al progetto grazie al quale il pedagogista Mario Lodi ha scritto "

Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos" ( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla preparazione degli insegnati.

La scuola fa i conti coi debiti ( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso "tolleranza zero". Visti più nel dettaglio, gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il 39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola, scientifico compreso, c'è matematica,


Articoli

Ragazzi maleducati che fare? (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

IL CONVEGNO Ragazzi maleducati che fare? Emergenza educazione. Famiglia e scuola devono farsi carico di questo problema sociale impegnandosi, in sinergia, a trovare soluzioni. E' l'appello lanciato dal Forum regionale delle Associazioni Familiari, che sottolinea l'importanza di un confronto tra educatori, esperti, politici, insegnanti, genitori e studenti. Avrà questo scopo, infatti, il convegno regionale che si terrà a Modena sabato all'Auditorium del Corni in via da Vinci. L'incontro che inizierà alle 9 e terminerà alle 17, vedrà tra i partecipanti Giuseppe Fioroni, Ministro dell' Istruzione, ed è il secondo di 3 convegni regionali dedicati al dialogo e alla riflessione sulle responsabilità educative di famiglia e scuola. "Dopo tanti episodi di bullismo, genitori ed insegnanti dovrebbero ritrovare il loro ruolo sociale - commenta Adriana Querzè, Assessore all'Istruzione - Crescere è difficile e lo diventa ancora di più se non ci sono modelli da seguire. La scuola deve diventare un'agenzia formativa". Della stessa opinione Ermes Rigon, Presidente del Forum Regionale delle Associazioni Familiari e membro del Direttivo Nazionale: "la famiglia deve essere condottiera dell'educazione, educando senza delegare il proprio compito a nessuno, proponendosi come soggetto sociale con cittadinanza nella realtà attuale". Il Forum delle Associazioni Familiari, che oggi raggruppa 34 associazioni, intende dare un contributo al dialogo culturale sull'istituzione familiare e sui luoghi in cui la persona si costruisce: dalla scuola al tempo libero, dal divertimento allo sport. Le persone investono in media il 2% del tempo libero nell'associazionismo, sottolinea Domenico Minarini, Presidente Provinciale del Forum. Questo significa che si da poco spazio al nascere e al concretizzarsi delle idee. "Il dialogo sull'educazione dei giovani deve stare a cuore a tutti, gli adulti sono in crisi, e spesso dimenticano il loro ruolo - continua Lucia Morgillo, rappresentante di Age e Agesc, associazioni dei genitori impegnati nella scuola. - Nel convegno di sabato organizzeremo tre laboratori dai quali nasceranno percorsi di lavoro che verranno poi offerti alle scuole".

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RAGAZZI troppo ignoranti: cosa ne pensa la nostra scuola? Interviste e proposte p (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Er migliorare. Il giorno 11 dicembre 2007 sul Resto del Carlino è apparso un articolo in cui il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni afferma che nelle scuole italiane ci sono troppi ragazzi con uno scarso rendimento. Nelle medie inferiori il 50% degli studenti esce con un giudizio sufficiente, quindi si pensa che la futura classe dirigente non sia adeguatamente preparata. Questo problema è risolvibile, secondo il Ministro, coinvolgendo tutta la società, dalla famiglia alla scuola. Occorre perciò proseguire lungo il percorso di serietà che è indispensabile per una formazione di qualità. Inoltre Fioroni dichiara che alcuni insegnamenti come matematica, italiano, storia e geografia sono fondamentali, per questo vanno incentivati. Ragionando in classe su questo articolo, siamo arrivati alla conclusione di essere abbastanza d'accordo con quanto affermato dal Ministro. Ma cosa ne pensa il resto della scuola? A questo proposito abbiamo intervistato un gruppo di alunni, vari insegnanti e il Dirigente Scolastico della Scuola Media Zangheri, la Prof.ssa Paola Pezzi. LA MAGGIOR parte degli alunni intervistati si è dimostrato d'accordo con il Ministro e pensa che la causa del calo del rendimento scolastico sia dovuto al metodo di insegnamento non sempre stimolante. Gli studenti dichiarano che le materie per loro prioritarie sono l'italiano, la matematica e l'inglese, ma una certa rilevanza va data anche alla storia e alla geografia. Per quanto riguarda gli insegnanti, buona parte di essi concorda su quanto detto da Fioroni, dando come motivazione la caduta dei valori educativi. A loro parere le famiglie dovrebbero essere più attente ai bisogni dei ragazzi ed incoraggiarli ad impegnarsi in modo più proficuo. A differenza degli alunni i docenti ritengono che tutte le materie scolastiche vadano valorizzate. "La situazione è risolvibile ? afferma poi il Dirigente Scolastico ? appassionando i ragazzi alla lettura, sviluppabile fin dalla tenera età in famiglia. La scuola deve proseguire su questo percorso, continuando a trasmettere l'amore per i libri. La famiglia inoltre dovrebbe abituare i bambini ad utilizzare anche giochi da loro stessi inventati per potenziare le capacità intellettive e manuali". IL DIRIGENTE ha poi proseguito rispondendo ad alcune domande specifiche poste dalla nostra classe. Secondo lei, questo problema del calo di rendimento scolastico è collegabile al fenomeno del bullismo? "Il bullismo è una conseguenza dell'ignoranza. I ragazzi che non hanno una buona idea di loro, soprattutto come studenti, utilizzano il metodo della forza per imporsi sugli altri ed emergere nel mondo pieno di difficoltà". Come pensa di migliorare l'andamento scolastico degli alunni? "Ogni elemento della scuola ha il compito di educare gli studenti, dal dirigente scolastico ai bidelli. Sarebbe utile un maggiore accordo tra gli insegnanti per scegliere attività di apprendimento più stimolanti". E' d'accordo con il Ministro per dare più spazio a materie come matematica, italiano, storia e geografia? "Invece di inserire più ore alle 'materie di base', sottraendone alle altre, bisognerebbe modificare le attività per renderle più piacevoli, come i laboratori. Secondo me materie come tecnologia e arte e immagine andrebbero valorizzate". Classe 2°B Nella foto al centro: i ragazzi della scuola media 'Via Ribolle-Zangheri' - -->.

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Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos" (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Retroscena I dubbi di insegnanti e pedagogisti Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos" RAFFAELLO MASCI ROMA Per ora si va avanti, ma con l'arrivo dell'estate la grande (e poco agile) corazzata della scuola italiana potrebbe essere travolta dall'organizzazione dei corsi di recupero, e oscillare pericolosamente. A questa conclusione è giunta Daniela Girgenti, direttore della "Tecnica della scuola", una delle più antiche e diffuse riviste del settore, che proprio al recupero dei debiti formativi sta per dedicare un dossier. E che cosa viene fuori dall'inchiesta? "Che fare i corsi di recupero durante l'anno scolastico - dice Girgenti - non sarà un grande problema, perché di fatto si fanno già, e fin dal 1995, da quando cioè furono aboliti gli esami di riparazione. Si chiamano in un altro modo (Idei: iniziative didattiche e integrative) ma sono all'incirca lo stesso. Chi va male, chi presenta lacune apprezzabili, deve frequentare un corso di recupero". Ma che succederà a giugno, quando gli scrutini finali saranno conclusi e si scoprirà che oltre un terzo degli allievi si porta dietro debiti multipli e stratificati? "A quel punto - spiega Girgenti - arrivano i dolori, che possiamo sintetizzare in due elementi principali: la formazione delle classi e le ferie degli insegnanti". Bisogna considerare, infatti, che le scuole finiscono a metà giugno, poi ci sono gli scrutini, quindi gli esami di Stato. Si arriva a metà luglio. "Solo allora - aggiunge Girgenti - i docenti sono disponibili a tenere i corsi di recupero, ma fino a quando potranno andare avanti? Non oltre il 20 agosto, perché poi bisogna fare la valutazione finale e saranno necessari almeno dieci giorni. Il 31 agosto tutto, infatti, dovrà essere concluso. Bene: ammesso che le cose vadano così, fino al 31 agosto non si saprà quanti saranno i promossi e i bocciati. E le classi che inizieranno da lì a 15 giorni, quando verranno formate? Si va, secondo noi, al disastro organizzativo". C'è poi la seconda questione: le ferie degli insegnanti. Come tutti i lavoratori dello Stato i professori hanno 40 giorni di ferie, a regime, di cui 30 devono essere fatte d'estate. "Ma quando? - si chiede Girgenti - Le faranno a rotazione? Questo è possibile per i docenti di educazione fisica, o per quelli di religione. Ma per quelli di lettere o di matematica che hanno anche fatto gli esami di Stato e i corsi di recupero?". E i pedagogisti non sono meno perplessi. "Nella marina borbonica si diceva "fare ammuina" - dice con ironia Giuseppe Bertagna, docente a Bergamo e consigliere pedagogico di vari governi - ecco, mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla preparazione degli insegnati. Secondo, allestire un sistema di valutazione esterna e omogenea, per evitare che quello che io reputo da 4 e rinvio al corso di recupero, un altro lo valuti da 7 e lo promuova. Solo al terzo posto si può pensare ad un sistema di corsi di recupero mirati". Di analogo parere il suo collega Renato Di Nubila, dell'Università di Padova: "Se si tratta di una riproposizione delle lezioni già svolte, dubito che i corsi possano servire a qualcosa - commenta - Se i ragazzi non hanno appreso sarà anche perché non hanno studiato, ma soprattutto perché non hanno imparato a studiare. Quindi, prima delle lezioni, occorre insegnare un metodo di apprendimento, altrimenti tutto è inutile". Come finirà, dunque, questo esperimento? "La tecnica della scuola" propone due scenari: per evitare corsi di recupero estivi le scuole saranno tranchant, o promossi o bocciati, già a giugno. Seconda ipotesi: arriverà un nuovo ministro e tutto tornerà in discussione.

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Negli istituti tecnici gli insufficienti sono il 41 per cento (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

LE ESIGENZE LINEA DURA Negli istituti tecnici gli "insufficienti" sono il 41 per cento Contro gli "indebitati" Fioroni aveva deciso la tolleranza zero.

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La scuola fa i conti coi debiti (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Il futuro dell'istruzione Linee guida Il ministero deciso a investire sui docenti: i ragazzi saranno seguiti fuori orario tutto l'anno Le cifre I professori che saranno disponibili verranno retribuiti con cinquanta euro lordi l'ora Torna l'esame di riparazione: stanziati 200 milioni di euro per i corsi di recupero La scuola fa i conti coi debiti [FIRMA]MARIA TERESA MARTINENGO TORINO Per la scuola superiore arriva una boccata d'ossigeno da 200 milioni di euro tutti destinati ai corsi per il recupero dei debiti. Si sono concluse infatti le trattative, conseguenti la firma del contratto nazionale, sul finanziamento del "fondo dell'istituzione scolastica". E sono stati fissati i parametri in base ai quali le scuole riceveranno le risorse che servono a pagare tutte le attività aggiuntive rispetto all'orario standard dei dipendenti. Tutte le attività comprese quelle, appunto, sulle quali c'è da mesi massima attenzione e grande nervosismo: i corsi di matematica, latino, lingue straniere, italiano, ma anche meccanica o elettrotecnica o cucina, che ai docenti che accetteranno di svolgerli saranno retribuiti con 50 euro lordi l'ora. I nuovi parametri per la costituzione del fondo sono: 4.157 euro per ogni sede (una scuola con sede centrale e due succursali moltiplicherà, insomma, la cifra per tre), 802 euro lordi per ogni dipendente, infine 577 euro per ogni docente nelle scuole superiori. In totale, oltre un miliardo e 600 milioni di euro, circa il 20% in più rispetto al budget del 2007. Ed è dai 577 euro per docente che deriva il grosso dell'incremento per il 2008 (assieme ad altri 90 milioni lordi del dl 159/2007), i 200 milioni che smorzeranno almeno in parte i timori e le polemiche che hanno avvelenato la prima parte dell'anno di licei, istituti tecnici e professionali affollati di studenti "insufficienti", quel 36% di popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso "tolleranza zero". Visti più nel dettaglio, gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il 39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola, scientifico compreso, c'è matematica, seguita dalla lingua straniera. Ma che cosa cambierà in concreto l'immissione di risorse? In primo luogo consentirà di programmare senza ansie i recuperi successivi agli scrutini di giugno. Poi, fin dal settembre prossimo, le attività di sostegno per il 2008/2009. Anche perché l'obiettivo del "ritorno all'antico" voluto dal ministro uscente non è "l'esame di riparazione", ma il rinforzo "in corso d'anno". Con una prova d'appello a fine estate per chi può ancora ragionevolmente sperare, con i corsi di giugno-luglio e l'impegno durante le vacanze, di rimettersi al passo. Un meccanismo che in molti sperano comunque possa essere ritoccato e migliorato: oggi i corsi di recupero delle insufficienze del primo quadrimestre sono partiti o stanno partendo, ma - come scrivono ragazzi e docenti nei blog studenteschi e sindacali - il rischio è che per stare a scuola due-tre pomeriggi oltre l'orario molti di coloro che hanno più materie sotto il 6 non riescano a tener dietro al programma che, nel frattempo, di mattina procede. "Il 20% di risorse in più è un elemento di tranquillità - commenta il professor Salvatore Iuvara, preside dello storico liceo classico torinese D'Azeglio -, anche se nelle scuole continua l'incertezza legata alla programmazione dei corsi estivi. Dovremo fare i conti, in tutti i sensi, con i risultati finali ottenuti dagli studenti. E sarà diverso avere il 5% o il 30% con i "conti in sospeso"". Dal suo osservatorio, il preside del D'Azeglio ha la percezione di un vero ritorno al passato, ad una logica da "esame di riparazione". "Certo, è giusto che oggi, a differenza che in passato, la scuola sia chiamata ad assumersi le sue responsabilità, a prescindere dall'impegno degli studenti. Certo, l'impressione è che quest'anno aumenterà sia il numero dei promossi sia, nonostante i corsi, quello dei bocciati".

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Riaprire la graduatoria per gli studenti Ssis (sezione: Schola)

( da "Giornale di Brescia" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 20/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CRONACA DELL'UNIVERSITA' LA PROTESTA DI 1.800 LOMBARDI "Riaprire la graduatoria per gli studenti Ssis" L'incontro fra sissini si è svolto a Milano Per permettere agli 11.830 iscritti al nono ciclo delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) di accedere alle graduatorie ad esaurimento dalle quali sono ad oggi esclusi, la sinistra presenterà nei prossimi giorni un emendamento in occasione del decreto Milleproroghe. È quanto emerso dall'incontro organizzato nei giorni scorsi a Milano dagli studenti lombardi delle Ssis di Brera, dell'Università Cattolica e Statale di Milano e dell'Università di Pavia, a cui hanno partecipato le senatrici Maria Agostina Pellegatta (Pdci) e Giovanna Capelli (Prc), rispettivamente vicepresidente e membro della commissione Istruzione pubblica del Senato. Il problema riguarda tutti gli iscritti al nono ciclo delle Ssis - 1.800 in Lombardia e 11.830 in Italia - che ad oggi non possono accedere alle graduatorie perché chiuse e trasformate in esaurimento dal Ministero della pubblica istruzione con la finanziaria 2007. "C'è stata una mancanza di comunicazione tra i due Ministeri - dicono gli studenti - perché nonostante Fioroni avesse chiuso le graduatorie, Mussi ha indetto lo stesso il nono ciclo Ssis, senza chiarire la posizione degli 11.830 iscritti". Se l'emendamento sarà bocciato, si potrà bandire un concorso ordinario pubblico a cattedra per gli abilitati Ssis, suggerisce Giuseppe Bonelli del Ministero della pubblica istruzione. Intanto gli studenti hanno iniziato a raccogliere le adesioni per un eventuale ricorso al Tar: su 1.800 sissini lombardi già 860 hanno messo la loro firma.

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Debiti e recuperi, baraonda a scuola (sezione: Schola)

( da "Arena, L'" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

PUBBLICA ISTRUZIONE. Preoccupa il numero di corsi previsti con verifica finale: chi li terrà? E se l'esame va male per gli studenti si profilano ferie all'insegna dello studio Debiti e recuperi, baraonda a scuola di Emma Cerpelloni Vacanze estive rovinate? Più che un interrogativo è ritenuta una certezza per oltre 10 mila famiglie veronesi, quando, in questi giorni, hanno preso in mano la pagella del primo quadrimestre dei lori figli, che frequentano le superiori. La "colpa" è del decreto ministeriale 80 e dell'ordinanza 92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano dopo. E' stato detto che sono tornati gli esami di riparazione, ma sembra impropria questa definizione, in quanto, come dice la normativa, il recupero delle carenze degli alunni diventa "uno degli aspetti della programmazione del docente" e dunque, dovrà essere attuato lungo tutto il corso dell'anno, fin da subito. LE FAMIGLIE. E così, mentre le famiglie stanno già pensando all'estate rovinata, con i figli che dovranno recuperare matematica, latino, inglese, greco, italiano, chimica, ragioneria, costruzioni, (questa la classifica delle materie solitamente con più insufficienti), in tutti gli istituti superiori veronesi è iniziata una attività senza precedenti di corsi di sostegno e di recupero pomeridiani, oltre a pause didattiche alla mattina, per ripetere i concetti non capiti (quando, ad essere insufficiente, è più di metà classe), oppure interventi che prevedono lo studio individuale con tutoraggio (una modalità che prevede alcuni incontri periodici con il docente, quando l'insufficienza deriva da mancanza di impegno e lo studente ha bisogno di essere guidato e controllato nello studio). I CORSI. Una quantità enorme di corsi, che rischia di far scoppiare la stessa organizzazione scolastica, con gli istituti a pieno ritmo anche al pomeriggio: le scuole più frequentate della città hanno contato, in questi giorni, più di 800 interventi di recupero. Ma, è notizia dell'ultima ora, pare che non siano garantiti i fondi per tutti questi corsi e, dunque, c'è il rischio che possano essere tagliati, perché i docenti non potranno essere pagati. Una delle novità principali della normativa è data dall'obbligo della prova di verifica, alla fine del corso. Non basterà più agli studenti, come avveniva per i debiti, dimostrare buona volontà e partecipare al recupero: ci sarà necessariamente una verifica da sostenere. L'ESTATE. E' indubbio, comunque, che a preoccupare le famiglie è quanto la normativa prevede per l'estate: "Per gli studenti che allo scrutinio finale presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti", si legge testualmente, "il consiglio di classe, valutate le possibilità di recupero dell'alunno entro la fine dell'anno scolastico, rinvia la formulazione del giudizio finale e provvede a proporre attività di recupero". Tutti gli istituti veronesi hanno già tenuto la riunione del collegio dei docenti che ha approvato le modalità e il calendario dei recuperi e delle verifiche finali, oltre ad aver indicato le materie che saranno oggetto di corsi (non tutte, ma quelle nelle quali, nell'anno scolastico scorso, vi sono stati più debiti). IL CAOS. Ebbene, anche a questo proposito, c'è il caos più totale: le scuole non hanno proposto le stesse date, in quanto la normativa parla di "fine dell'anno scolastico", come momento delle verifiche, ma aggiunge che, in casi eccezionali, per motivi organizzativi, gli istituti dovranno comunque concludere le prove entro l'inizio delle lezioni, lasciando di fatto la possibilità di spostare le verifiche di una settimana. Così, per quanto riguarda i corsi di recupero, c'è chi li farà nel mese di giugno, chi andrà da metà giugno a metà luglio, in contemporanea con l'esame di Stato e chi in agosto. LE VERIFICHE. Anche per le verifiche finali, date diverse: a fine giugno, a metà luglio, all'ultima settimana di agosto o alla prima di settembre. Se poi, le famiglie vorranno metterci qualche lezione privata, quando andranno in vacanza?.

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La nuova Costituzione è firmata dai ragazzi (sezione: Schola)

( da "Arena, L'" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

SOAVE. Gli studenti di prima media hanno rivisitato, insieme ai colleghi di altre due scuole milanesi, il testo fondamentale del nostro Stato La "nuova" Costituzione è firmata dai ragazzi di Paola Dalli Cani "Cari italiani, la Costituzione ve la spieghiamo noi": firmato i ragazzi delle tre classi prime della scuola media "Benedetto Dal Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno frequentavano la quinta elementare, hanno partecipato al progetto grazie al quale il pedagogista Mario Lodi ha scritto "Costituzione. La Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani, per tutti...". E tra le 152 pagine del libro, disponibile da qualche giorno, ci sono anche le frasi, i commenti e le interpretazioni di sessanta tra bambini e bambine che lo scorso anno frequentavano l'elementare "Ippolito Nievo", e che insieme ai colleghi delle scuole milanesi di Groppello d'Adda e Concorezzo hanno realizzato il progetto. A coinvolgerli era stata la loro insegnante Luciana Bertinato, non a caso componente del gruppo di lavoro alla Casa delle Arti e del Gioco (la cascina-laboratorio di Mario Lodi), assieme a Gioacchino Maviglia e Aldo Pallotti. Oggi, però, il lavoro sulla Costituzione "che è la nostra bussola", dicono in coro i giovani, va avanti anche tra i banchi delle medie. Le insegnanti Alice Zago, Adonella Avallone e Sara Griso, di concerto con il dirigente scolastico Giuliano Zago, alla Costituzione dedicano un'ora alla settimana nel laboratorio di educazione alla convivenza civile e all'affettività. Presto sull'argomento saranno coinvolti tutti gli studenti dell'Istituto comprensivo visto che la scuola ha ordinato sessanta copie della Costituzione di Mario Lodi da leggere in classe. Come è nata, però, lo spiegano i ragazzi: "Prima abbiamo fatto un po' di storia, per capire come si è arrivati a volerla scrivere. Abbiamo anche rifatto in classe le votazioni del referendum istituzionale, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica". Tra i dodici elettori, in dieci hanno scelto la Repubblica, uno la monarchia e uno si è astenuto. "Poi", proseguono i ragazzi, "abbiamo cercato di capire cosa dice. Adesso sappiamo che ci orienta perchè fa capire cosa è giusto e cosa non lo è". Nel sessantesimo compleanno, la Costituzione non poteva trovare dono migliore se non quello di farsi capire in modo semplice e con esempi pratici: "L'articolo 11 dice che l'Italia ripudia la guerra. Questo vuol dire che la soluzione dei conflitti passa per l'integrazione", aggiunge una ragazzina. In molti, però, obiettano che ci siano tante contraddizioni tra ciò che è scritto e ciò che si fa. Se chiedi quali articoli siano loro più piaciuti è un coro di voci: "L'articolo 3 sulla pari dignità", grida uno. "Il 34 sul diritto all'istruzione", gli fa eco un compagno prima che una vocina timida sottolinei che no, "il più bello è l'articolo 21 che permette a tutti di esprimersi liberamente e che non lascia spazio ai prepotenti che vogliono imporre la propria volontà senza discutere". Che vuol dire lo spiegano gli stessi ragazzi tra le pagine del libro che è edito dal Comune di Cremona ed è presentato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e da Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione uscente: basta pensare al disegno di un bambino e tutto è più chiaro. "La cosa bella è che ti accorgi che la scuola è come una nazione, però più piccola, e quindi le regole sono le stesse, come i diritti e i doveri da sapere per imparare a vivere insieme". E di regole, tra i 139 articoli della Carta, ce ne sono tante. Ma è cambiato qualcosa, nella scuola della Costituzione, dopo averla compresa? "Sì", irrompe Alessio, "le prese in giro sono diminuite perchè tutti abbiamo imparato a rispettare gli altri". Mattia, però, puntualizza che "quelli di terza continuano a prenderci in giro". Rocco lo interrompe: "I litigi sono calati e c'è qualcuno in più che si tira indietro e chiede scusa". Anche Laura vede risultati positivi, "è sempre più raro che qualcuno resti da solo", mentre Sara si sente grande "perchè almeno adesso, quando ne parlano gli adulti, posso dire anche io la mia". Pace, lavoro, famiglia, scuola, libertà, scienza, arte e immigrazione: nelle idee dei ragazzini i valori fondamentali sono questi. E per spiegare meglio l'ultimo, il libro usa proprio un contributo dei ragazzini soavesi che hanno raccontato l'esperienza di Mara, la simpatica bidella delle elementari, che ha sposato Papa Maguette, di origini senegalesi. Hanno conosciuto così usi, costumi, lingue e credo religiosi diversi, "perchè chi arriva da fuori è sempre una ricchezza".

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Benigni docet La scuola riscopre Dante (sezione: Schola)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

UN COMITATO DI NOMI ECCELLENTI. Dirigenti e docenti insieme per rimettere al centro l'autore Benigni docet La scuola riscopre Dante di Anna Madron Fortissimamente Dante. A volerlo è il ministero della Pubblica Istruzione che a grande richiesta, come succede per i big, rilancia il sommo poeta al quale dedica un progetto ambizioso intitolato "Leggere Dante oggi". Ad occuparsene è un Comitato scientifico nazionale - presieduto da Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della crusca - sorto con l' intento di riaffermare la centralità della figura di Dante come "una delle massime espressioni vive e operanti nella civiltà europea e occidentale". In questa direzione si sono già mossi i primi passi . In ogni regione d'Italia è infatti giunto l'invito a costituire dei "Comitati di promozione degli studi danteschi" con l'obiettivo di accendere i riflettori sulla Divina Commedia e sul suo autore, collocati sull'Olimpo dei grandi, ma spesso sacrificati sull'altare di una didattica costretta a fare i conti, soprattutto l'ultimo anno delle superiori, con un ingombrante Novecento. Così "nel panorama scolastico italiano - scrive l'ex ministro Fioroni - si registra una certa emarginazione della presenza dell'opera dantesca, in netto contrasto con l'alto interesse che questa continua a suscitare in altre culture europee ed extraeuropee". In altre parole si rischia di restare al palo non solo in matematica, ma anche in letteratura italiana, avverte il Ministero che suggerisce di correre ai ripari. Monito subito recepito, almeno in Veneto dove il Comitato ha già una sua fisionomia composta da nomi eccellenti. Oltre ai rappresentanti dell'Ufficio scolastico regionale - dalla dirigente Carmela Palumbo a Gianna Miola, Stefano Quaglia, Fernando Cerchiaro, Franco Venturella - la lista di chi si prenderà a cuore la diffusione della cultura dantesca vede 19 rappresentanti del mondo universitario, delle associazioni culturali e naturalmente della scuola. Si va da Massimo Cacciari, sindaco di Venezia e docente di estetica ai colleghi universitari Manlio Pastore Stocchi e Gilberto Lonardi, professori di letteratura italiana rispettivamente a Padova e Venezia, Aldo Maria Costantini, docente di filologia e critica dantesca a Venezia, Ginetta Auzzas, docente di filologia italiana a Padova. E ancora Rocco Fiano, rettore del convitto "Foscarini" di Venezia, Albertina Cortese, presidente del Centro scaligero di Studi danteschi di Verona, Luisa di San Bonifacio degli Alighieri, presidente della Società Dante Alighieri di Padova e discendente, il nome la dice lunga, proprio del grande poeta. A chiudere il cerchio sono infine gli insegnanti - Vicenza è rappresentata da Francesca Gottin, docente di lettere al liceo classico Pigafetta - coloro che dovranno veicolare e promuovere nelle scuole questo progetto che "intende riaffermare la centralità della figura di Dante come una delle massime espressioni vive e operanti nella civiltà europea e occidentale". In che modo? Le strade da percorrere sono diverse. I Comitati dovranno ad esempio tenere i collegamenti con le Università e le società dantesche presenti sul territorio; organizzare sia a livello regionale che nazionale seminari di formazione, incontri, convegni, spettacoli, mostre; suggerire visite ai luoghi danteschi, tenere i contatti con altre realtà scolastiche italiane ed estere; pubblicare le ricerche e i lavori migliori realizzati dagli alunni e infine incoraggiare le scuole, elementari e medie comprese, a partecipare al concorso nazionale "Dante nella scuola" il cui bando sarà emanato nelle prossime settimane. Insomma un ventaglio di iniziative che mirano ad accendere i riflettori su tutte le sfaccettature dell'opera dantesca, come sottolinea Franco Venturella, dirigente Usp prima a Vicenza e poi a Padova . "In Dante troviamo tutti quei valori morali, religiosi, etici, politici che attraversano la nostra società - dice - e che proprio per questo sono estremamente attuali. In Dante c'è tutto il patrimonio della lingua italiana, ci sono riflessioni fondamentali sul libero arbitrio, sulla contrapposizione bene-male, sui rapporti tra Stato e Chiesa, sull'amore umano e divino. Certo non si tratta di un testo facile, si sa che la Divina Commedia per uno studente è sinonimo di fatica. Esonerare i ragazzi da questo impegno vuol dire però negare loro un'esperienza profondamente significativa, anche dal punto di vista emotivo". Ecco perché Dante deve tornare tra i banchi, "per non rischiare - prosegue Venturella - che un autore così importante e formativo per un giovane trovi proprio nella scuola la sua tomba". Impedire questa fine sarà compito prima di tutto degli insegnanti che potranno rendere meno impervio per gli alunni il viaggio nella Commedia ricorrendo anche a tutti quegli strumenti multimediali , a cominciare dal computer, che per i teenagers sono pane quotidiano. Una strategia didattica anche questa per tenere vivo l'interesse degli studenti e far sì che l'Inferno non sia solo una selva oscura.

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La meritocrazia del '68 (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-02-20 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di FRANCO CORDELLI La meritocrazia del '68 Sono da un pezzo cominciate le anti-celebrazioni del 1968. Quello fu un anno apportatore di innumerevoli sciagure, forse di tutte le sciagure nazionali e internazionali. Prima del 1968 il mondo era meraviglioso. Ma recensendo L'infanzia è un terremoto di Carola Susani, Giorgio Boatti scrive: "Questo libro trova con sincerità e franchezza la generazione dei padri: quella che nel '68 aveva vent'anni e che nel terremoto siciliano del Belice, come nella Firenze alluvionata, comincia a prendere posto sul palcoscenico italiano. è un apparire dove, nonostante le polemiche contro un '68 accusato di aver osteggiato quella meritocrazia che pare stesse tanto a cuore ai baroni accademici del tempo, il riconoscimento del talento effettivo di ciascuno si poneva in modo centrale. Anche se forse era un merito poco meritocratico, ovvero non finalizzato né al potere né alle rampanti scalate ma, tuttavia, concreto e prezioso: si trattasse di ripulire Firenze alluvionata o di riedificare i paesi siciliani terremotati".

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Cinquemila gli studenti con debiti formativi: pochi soldi per i corsi (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Cgil contro i recuperi nelle ore di laboratorio Cinquemila gli studenti con debiti formativi: pochi soldi per i corsi Vietato recuperare i debiti degli studenti nelle ore di laboratorio negli Ipsia e istituti tecnici: l'altolà arriva dal sindacato Flc-Cgil. "In alcuni istituti professionali e tecnici del Pordenonese si divide la classe nelle ore di compresenza tra tecnico, docente e insegnante pratico itp - puntano il dito i cigiellini -, per recuperare i debiti. Tutto sbagliato e fuorilegge: il recupero deve essere extra-curricolare". E' caos, sulla gestione dei 5 in pagella. I debiti degli studenti ci sono (oltre il 40%, con punte al 50%) e le risorse per le scuole superiori provinciali, no. "Serve un milione di euro per recuperare tutti gli studenti indebitati nelle 15 superiori del Pordenonese. La cifra stanziata dal ministero non è sufficiente a coprire il fabbisogno - dicono le sindacaliste Flc-Cgil Carla Franza e Teresa Sarli -. Il ministro Fioroni ha parlato di 210 milioni di euro nazionali, poi di 320 milioni, infine di 1000 euro per ogni docente ripetitore". In realtà le risorse ammontano a 267 milioni di euro lordi, per tutte le scuole dello stivale. Scarsi: "L'ordinanza ministeriale 92 sui recuperi va cambiata - dicono in casa Flc-Cgil -. Alla prova dei fatti, le scuole del Pordenonese non hanno euro sufficienti per i debiti di 5 mila studenti, nei round stagionali di febbraio e agosto. L'organizzazione sarà un problema, soprattutto d'estate: le ferie docenti non si toccano, per legge. Le ferie delle famiglie rischiano la disgregazione e, se i corsi saranno tenuti da docenti precari, fioccheranno i ricorsi al Tar". Il sindacato ha chiesto, poi, nero su bianco, ai 15 dirigenti provinciali delle superiori, di riaprire la contrattazione di istituto per definire i criteri sull'utilizzo del personale docente e non docente da impiegare nelle attività di recupero e di pagamento. "Il ricorso ai professori esterni e ai pensionati è un'altra incognita" concludono i cigiellini. E la partita resta aperta. Chiara Benotti.

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Lezioni per fioroni (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova LEZIONI PER FIORONI L'allievo Fioroni, a differenza dell'allieva Moratti (un'apparente secchiona dal profitto disastroso), si è applicato: ha riformato con buona volontà (ma scarsi mezzi) la maturità. Ha esortato con coraggio (ma scarsi esiti) alla severità. E ha eliminato lo scandalo debiti formativi ripristinando i corsi di recupero: ma con pochi soldi, norme vaghe, modalità confuse. Risultato: a Genova (e ovunque) scuole in grave difficoltà. L'allievo Fioroni dovrebbe perciò recuperare. Decida lui con quali modalità (così impara).

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Per recuperare i debiti le scuole chiedono obolo alle famiglie (sezione: Schola)

( da "Blogosfere" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

Feb 0820 Per recuperare i debiti le scuole chiedono obolo alle famiglie Pubblicato da Franca Corradini alle 10:09 in Scuola&Società Il grido d'allarme viene lanciato da ITALIA OGGI in un articolo apparso ieri 19 febbraio 2008 firmato da Alessandra Ricciardi nella sezione Azienda Scuola. " In una scuola superiore si rrivano ad avere fino a 700 debiti da recuperare. Settecento insufficienze per mille alunni. Una media niente male. E da quest'anno recuperarli obbligatorio, pena la non ammissione all'anno successivo. La riforma, voluta dal ministro della pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole che hanno pianificato corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per recuperare una,spesso due o tre insufficienze." Il caso scoppia a Pescara dove alcuni licei hanno chiesto ai genitori dei ragazzi con debiti di contribuire al finanziamento delle attività. La somma richiesta va dai 20 ai 70 euro per ogni insufficienza. "I corsi dovevano essere gratuiti, ma non è così e quello di Pescara non è un caso isolato", commenta Enrico Panini, segretario della Flc-Cgil. "Il problema è che le scuole da sole non ce la fanno. E chiedere un contributo alla famiglia può essere una strada per autofinanziarsi, come peraltro già avviene a inizio anno con le cosiddette tasse scolastiche", spiega Giorgio Rembado, presidente dell'Anp,l'associazione nazionale dei presidi." L'introduzione di questa "riforma" si sta rivelando una vero e proprio pasticciaccio. E secondo noi il bello deve ancora venire..... Aspettiamo l'estate per vedere quanti docenti parteciperanno all'operazione vacanze mancate... Per non parlare dell'inizio del nuovo anno scolastico che, come avevamo già annunciato, sarà prevedibilmente molto lento e poco lineare. Pubblichiamo qui sotto una tabella, riportata da Italia Oggi nell'articolo in questione predisposta dalla FLC CGIL.

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Debiti e recuperi, baraonda a scuola (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

PUBBLICA ISTRUZIONE. Preoccupa il numero di corsi previsti con verifica finale: chi li terrà? E se l'esame va male per gli studenti si profilano ferie all'insegna dello studio Debiti e recuperi, baraonda a scuola Un decreto ministeriale prevede il "riscatto" durante il corso dell'anno Vacanze estive a rischio? Pare sia in arrivo anche un'altra "tegola": non sono garantiti fondi per tutti i corsi     Emma Cerpelloni Vacanze estive rovinate? Più che un interrogativo è ritenuta una certezza per oltre 10 mila famiglie veronesi, quando, in questi giorni, hanno preso in mano la pagella del primo quadrimestre dei lori figli, che frequentano le superiori. La "colpa" è del decreto ministeriale 80 e dell'ordinanza 92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano dopo. E' stato detto che sono tornati gli esami di riparazione, ma sembra impropria questa definizione, in quanto, come dice la normativa, il recupero delle carenze degli alunni diventa "uno degli aspetti della programmazione del docente" e dunque, dovrà essere attuato lungo tutto il corso dell'anno, fin da subito. LE FAMIGLIE. E così, mentre le famiglie stanno già pensando all'estate rovinata, con i figli che dovranno recuperare matematica, latino, inglese, greco, italiano, chimica, ragioneria, costruzioni, (questa la classifica delle materie solitamente con più insufficienti), in tutti gli istituti superiori veronesi è iniziata una attività senza precedenti di corsi di sostegno e di recupero pomeridiani, oltre a pause didattiche alla mattina, per ripetere i concetti non capiti (quando, ad essere insufficiente, è più di metà classe), oppure interventi che prevedono lo studio individuale con tutoraggio (una modalità che prevede alcuni incontri periodici con il docente, quando l'insufficienza deriva da mancanza di impegno e lo studente ha bisogno di essere guidato e controllato nello studio). I CORSI. Una quantità enorme di corsi, che rischia di far scoppiare la stessa organizzazione scolastica, con gli istituti a pieno ritmo anche al pomeriggio: le scuole più frequentate della città hanno contato, in questi giorni, più di 800 interventi di recupero. Ma, è notizia dell'ultima ora, pare che non siano garantiti i fondi per tutti questi corsi e, dunque, c'è il rischio che possano essere tagliati, perché i docenti non potranno essere pagati. Una delle novità principali della normativa è data dall'obbligo della prova di verifica, alla fine del corso. Non basterà più agli studenti, come avveniva per i debiti, dimostrare buona volontà e partecipare al recupero: ci sarà necessariamente una verifica da sostenere. L'ESTATE. E' indubbio, comunque, che a preoccupare le famiglie è quanto la normativa prevede per l'estate: "Per gli studenti che allo scrutinio finale presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti", si legge testualmente, "il consiglio di classe, valutate le possibilità di recupero dell'alunno entro la fine dell'anno scolastico, rinvia la formulazione del giudizio finale e provvede a proporre attività di recupero". Tutti gli istituti veronesi hanno già tenuto la riunione del collegio dei docenti che ha approvato le modalità e il calendario dei recuperi e delle verifiche finali, oltre ad aver indicato le materie che saranno oggetto di corsi (non tutte, ma quelle nelle quali, nell'anno scolastico scorso, vi sono stati più debiti). IL CAOS. Ebbene, anche a questo proposito, c'è il caos più totale: le scuole non hanno proposto le stesse date, in quanto la normativa parla di "fine dell'anno scolastico", come momento delle verifiche, ma aggiunge che, in casi eccezionali, per motivi organizzativi, gli istituti dovranno comunque concludere le prove entro l'inizio delle lezioni, lasciando di fatto la possibilità di spostare le verifiche di una settimana. Così, per quanto riguarda i corsi di recupero, c'è chi li farà nel mese di giugno, chi andrà da metà giugno a metà luglio, in contemporanea con l'esame di Stato e chi in agosto. LE VERIFICHE. Anche per le verifiche finali, date diverse: a fine giugno, a metà luglio, all'ultima settimana di agosto o alla prima di settembre. Se poi, le famiglie vorranno metterci qualche lezione privata, quando andranno in vacanza?.

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SOAVE. Gli studenti di prima media hanno rivisitato, insieme ai colleghi di altre due scuole milanesi, il testo fondamentale del nostro Stato (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

La "nuova" Costituzione è firmata dai ragazzi Sono loro i protagonisti del progetto di Mario Lodi che ne ha riscritto il testo per renderlo chiaro a tutti Il volumetto di 152 pagine è presentato dal presidente Napolitano e dal ministro Fioroni     Paola Dalli Cani "Cari italiani, la Costituzione ve la spieghiamo noi": firmato i ragazzi delle tre classi prime della scuola media "Benedetto Dal Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno frequentavano la quinta elementare, hanno partecipato al progetto grazie al quale il pedagogista Mario Lodi ha scritto "Costituzione. La Legge degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani, per tutti...". E tra le 152 pagine del libro, disponibile da qualche giorno, ci sono anche le frasi, i commenti e le interpretazioni di sessanta tra bambini e bambine che lo scorso anno frequentavano l'elementare "Ippolito Nievo", e che insieme ai colleghi delle scuole milanesi di Groppello d'Adda e Concorezzo hanno realizzato il progetto. A coinvolgerli era stata la loro insegnante Luciana Bertinato, non a caso componente del gruppo di lavoro alla Casa delle Arti e del Gioco (la cascina-laboratorio di Mario Lodi), assieme a Gioacchino Maviglia e Aldo Pallotti. Oggi, però, il lavoro sulla Costituzione "che è la nostra bussola", dicono in coro i giovani, va avanti anche tra i banchi delle medie. Le insegnanti Alice Zago, Adonella Avallone e Sara Griso, di concerto con il dirigente scolastico Giuliano Zago, alla Costituzione dedicano un'ora alla settimana nel laboratorio di educazione alla convivenza civile e all'affettività. Presto sull'argomento saranno coinvolti tutti gli studenti dell'Istituto comprensivo visto che la scuola ha ordinato sessanta copie della Costituzione di Mario Lodi da leggere in classe. Come è nata, però, lo spiegano i ragazzi: "Prima abbiamo fatto un po' di storia, per capire come si è arrivati a volerla scrivere. Abbiamo anche rifatto in classe le votazioni del referendum istituzionale, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica". Tra i dodici elettori, in dieci hanno scelto la Repubblica, uno la monarchia e uno si è astenuto. "Poi", proseguono i ragazzi, "abbiamo cercato di capire cosa dice. Adesso sappiamo che ci orienta perchè fa capire cosa è giusto e cosa non lo è". Nel sessantesimo compleanno, la Costituzione non poteva trovare dono migliore se non quello di farsi capire in modo semplice e con esempi pratici: "L'articolo 11 dice che l'Italia ripudia la guerra. Questo vuol dire che la soluzione dei conflitti passa per l'integrazione", aggiunge una ragazzina. In molti, però, obiettano che ci siano tante contraddizioni tra ciò che è scritto e ciò che si fa. Se chiedi quali articoli siano loro più piaciuti è un coro di voci: "L'articolo 3 sulla pari dignità", grida uno. "Il 34 sul diritto all'istruzione", gli fa eco un compagno prima che una vocina timida sottolinei che no, "il più bello è l'articolo 21 che permette a tutti di esprimersi liberamente e che non lascia spazio ai prepotenti che vogliono imporre la propria volontà senza discutere". Che vuol dire lo spiegano gli stessi ragazzi tra le pagine del libro che è edito dal Comune di Cremona ed è presentato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e da Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione uscente: basta pensare al disegno di un bambino e tutto è più chiaro. "La cosa bella è che ti accorgi che la scuola è come una nazione, però più piccola, e quindi le regole sono le stesse, come i diritti e i doveri da sapere per imparare a vivere insieme". E di regole, tra i 139 articoli della Carta, ce ne sono tante. Ma è cambiato qualcosa, nella scuola della Costituzione, dopo averla compresa? "Sì", irrompe Alessio, "le prese in giro sono diminuite perchè tutti abbiamo imparato a rispettare gli altri". Mattia, però, puntualizza che "quelli di terza continuano a prenderci in giro". Rocco lo interrompe: "I litigi sono calati e c'è qualcuno in più che si tira indietro e chiede scusa". Anche Laura vede risultati positivi, "è sempre più raro che qualcuno resti da solo", mentre Sara si sente grande "perchè almeno adesso, quando ne parlano gli adulti, posso dire anche io la mia". Pace, lavoro, famiglia, scuola, libertà, scienza, arte e immigrazione: nelle idee dei ragazzini i valori fondamentali sono questi. E per spiegare meglio l'ultimo, il libro usa proprio un contributo dei ragazzini soavesi che hanno raccontato l'esperienza di Mara, la simpatica bidella delle elementari, che ha sposato Papa Maguette, di origini senegalesi. Hanno conosciuto così usi, costumi, lingue e credo religiosi diversi, "perchè chi arriva da fuori è sempre una ricchezza".

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Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos" (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Per ora si va avanti, ma con l'arrivo dell'estate la grande (e poco agile) corazzata della scuola italiana potrebbe essere travolta dall'organizzazione dei corsi di recupero, e oscillare pericolosamente. A questa conclusione è giunta Daniela Girgenti, direttore della "Tecnica della scuola", una delle più antiche e diffuse riviste del settore, che proprio al recupero dei debiti formativi sta per dedicare un dossier. E che cosa viene fuori dall'inchiesta? "Che fare i corsi di recupero durante l'anno scolastico - dice Girgenti - non sarà un grande problema, perché di fatto si fanno già, e fin dal 1995, da quando cioè furono aboliti gli esami di riparazione. Si chiamano in un altro modo (Idei: iniziative didattiche e integrative) ma sono all'incirca lo stesso. Chi va male, chi presenta lacune apprezzabili, deve frequentare un corso di recupero". Ma che succederà a giugno, quando gli scrutini finali saranno conclusi e si scoprirà che oltre un terzo degli allievi si porta dietro debiti multipli e stratificati? "A quel punto - spiega Girgenti - arrivano i dolori, che possiamo sintetizzare in due elementi principali: la formazione delle classi e le ferie degli insegnanti". Bisogna considerare, infatti, che le scuole finiscono a metà giugno, poi ci sono gli scrutini, quindi gli esami di Stato. Si arriva a metà luglio. "Solo allora - aggiunge Girgenti - i docenti sono disponibili a tenere i corsi di recupero, ma fino a quando potranno andare avanti? Non oltre il 20 agosto, perché poi bisogna fare la valutazione finale e saranno necessari almeno dieci giorni. Il 31 agosto tutto, infatti, dovrà essere concluso. Bene: ammesso che le cose vadano così, fino al 31 agosto non si saprà quanti saranno i promossi e i bocciati. E le classi che inizieranno da lì a 15 giorni, quando verranno formate? Si va, secondo noi, al disastro organizzativo". C'è poi la seconda questione: le ferie degli insegnanti. Come tutti i lavoratori dello Stato i professori hanno 40 giorni di ferie, a regime, di cui 30 devono essere fatte d'estate. "Ma quando? - si chiede Girgenti - Le faranno a rotazione? Questo è possibile per i docenti di educazione fisica, o per quelli di religione. Ma per quelli di lettere o di matematica che hanno anche fatto gli esami di Stato e i corsi di recupero?". E i pedagogisti non sono meno perplessi. "Nella marina borbonica si diceva “fare ammuina” - dice con ironia Giuseppe Bertagna, docente a Bergamo e consigliere pedagogico di vari governi - ecco, mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla preparazione degli insegnati. Secondo, allestire un sistema di valutazione esterna e omogenea, per evitare che quello che io reputo da 4 e rinvio al corso di recupero, un altro lo valuti da 7 e lo promuova. Solo al terzo posto si può pensare ad un sistema di corsi di recupero mirati". Di analogo parere il suo collega Renato Di Nubila, dell'Università di Padova: "Se si tratta di una riproposizione delle lezioni già svolte, dubito che i corsi possano servire a qualcosa - commenta - Se i ragazzi non hanno appreso sarà anche perché non hanno studiato, ma soprattutto perché non hanno imparato a studiare. Quindi, prima delle lezioni, occorre insegnare un metodo di apprendimento, altrimenti tutto è inutile". Come finirà, dunque, questo esperimento? "La tecnica della scuola" propone due scenari: per evitare corsi di recupero estivi le scuole saranno tranchant, o promossi o bocciati, già a giugno. Seconda ipotesi: arriverà un nuovo ministro e tutto tornerà in discussione. + La scuola fa i conti coi debiti commenti (0) scrivi.

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La scuola fa i conti coi debiti (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Scuola

TORINO Per la scuola superiore arriva una boccata d'ossigeno da 200 milioni di euro tutti destinati ai corsi per il recupero dei debiti. Si sono concluse infatti le trattative, conseguenti la firma del contratto nazionale, sul finanziamento del "fondo dell'istituzione scolastica". E sono stati fissati i parametri in base ai quali le scuole riceveranno le risorse che servono a pagare tutte le attività aggiuntive rispetto all'orario standard dei dipendenti. Tutte le attività comprese quelle, appunto, sulle quali c'è da mesi massima attenzione e grande nervosismo: i corsi di matematica, latino, lingue straniere, italiano, ma anche meccanica o elettrotecnica o cucina, che ai docenti che accetteranno di svolgerli saranno retribuiti con 50 euro lordi l'ora. I nuovi parametri per la costituzione del fondo sono: 4.157 euro per ogni sede (una scuola con sede centrale e due succursali moltiplicherà, insomma, la cifra per tre), 802 euro lordi per ogni dipendente, infine 577 euro per ogni docente nelle scuole superiori. In totale, oltre un miliardo e 600 milioni di euro, circa il 20% in più rispetto al budget del 2007. Ed è dai 577 euro per docente che deriva il grosso dell'incremento per il 2008 (assieme ad altri 90 milioni lordi del dl 159/2007), i 200 milioni che smorzeranno almeno in parte i timori e le polemiche che hanno avvelenato la prima parte dell'anno di licei, istituti tecnici e professionali affollati di studenti "insufficienti", quel 36% di popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso "tolleranza zero". Visti più nel dettaglio, gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il 39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola, scientifico compreso, c'è matematica, seguita dalla lingua straniera. Ma che cosa cambierà in concreto l'immissione di risorse? In primo luogo consentirà di programmare senza ansie i recuperi successivi agli scrutini di giugno. Poi, fin dal settembre prossimo, le attività di sostegno per il 2008/2009. Anche perché l'obiettivo del "ritorno all'antico" voluto dal ministro uscente non è "l'esame di riparazione", ma il rinforzo "in corso d'anno". Con una prova d'appello a fine estate per chi può ancora ragionevolmente sperare, con i corsi di giugno-luglio e l'impegno durante le vacanze, di rimettersi al passo. Un meccanismo che in molti sperano comunque possa essere ritoccato e migliorato: oggi i corsi di recupero delle insufficienze del primo quadrimestre sono partiti o stanno partendo, ma - come scrivono ragazzi e docenti nei blog studenteschi e sindacali - il rischio è che per stare a scuola due-tre pomeriggi oltre l'orario molti di coloro che hanno più materie sotto il 6 non riescano a tener dietro al programma che, nel frattempo, di mattina procede. "Il 20% di risorse in più è un elemento di tranquillità - commenta il professor Salvatore Iuvara, preside dello storico liceo classico torinese D'Azeglio -, anche se nelle scuole continua l'incertezza legata alla programmazione dei corsi estivi. Dovremo fare i conti, in tutti i sensi, con i risultati finali ottenuti dagli studenti. E sarà diverso avere il 5% o il 30% con i “conti in sospeso”". Dal suo osservatorio, il preside del D'Azeglio ha la percezione di un vero ritorno al passato, ad una logica da "esame di riparazione". "Certo, è giusto che oggi, a differenza che in passato, la scuola sia chiamata ad assumersi le sue responsabilità, a prescindere dall'impegno degli studenti. Certo, l'impressione è che quest'anno aumenterà sia il numero dei promossi sia, nonostante i corsi, quello dei bocciati". + Ma i prof sono scettici "Un'estate di caos".

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