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Ragazzi
maleducati che fare? ( da "Gazzetta di Modena,La" del
20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Fioroni,
Ministro dell Istruzione, ed è il secondo di 3 convegni regionali dedicati al
dialogo e alla riflessione sulle responsabilità educative di famiglia e scuola.
"Dopo tanti episodi di bullismo, genitori ed insegnanti dovrebbero
ritrovare il loro ruolo sociale - commenta Adriana Querzè, Assessore
all'Istruzione - Crescere è difficile e lo diventa ancora di più se non ci sono
RAGAZZI
troppo ignoranti: cosa ne pensa la nostra scuola? Interviste e proposte p
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il giorno 11
dicembre 2007 sul Resto del Carlino è apparso un articolo in cui il Ministro
della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni afferma che nelle scuole italiane ci
sono troppi ragazzi con uno scarso rendimento. Nelle medie inferiori il 50%
degli studenti esce con un giudizio sufficiente, quindi si pensa che la futura
classe dirigente non sia adeguatamente preparata.
Ma
i prof sono scettici "Un'estate di caos"
( da "Stampa,
La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva
beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema
delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre
procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla
preparazione degli insegnati.
Negli
istituti tecnici gli insufficienti sono il 41 per cento
( da "Stampa,
La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
LE ESIGENZE
LINEA DURA Negli istituti tecnici gli "insufficienti" sono il 41 per
cento Contro gli "indebitati" Fioroni aveva deciso la tolleranza
zero.
La
scuola fa i conti coi debiti ( da "Stampa, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
di
popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso
"tolleranza zero". Visti più nel dettaglio,
gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il
39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e
scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola,
scientifico compreso, c'è matematica,
Riaprire
la graduatoria per gli studenti Ssis
( da "Giornale
di Brescia" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché nonostante Fioroni avesse chiuso le graduatorie,
Mussi ha indetto lo stesso il nono ciclo Ssis, senza chiarire la posizione
degli 11.830 iscritti". Se l'emendamento sarà bocciato, si potrà bandire un
concorso ordinario pubblico a cattedra per gli abilitati Ssis, suggerisce
Giuseppe Bonelli del Ministero della pubblica istruzione.
Debiti
e recuperi, baraonda a scuola
( da "Arena,
L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ordinanza 92
del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero
dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL
TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il
31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni
iniziano dopo.
La
nuova Costituzione è firmata dai ragazzi
( da "Arena,
L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e da Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione uscente:
basta pensare al disegno di un bambino e tutto è più chiaro. "La cosa bella è che ti
accorgi che la scuola è come una nazione, però più piccola, e quindi le regole
sono le stesse, come i diritti e i doveri da sapere per imparare a vivere insieme".
Benigni
docet La scuola riscopre Dante ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni - si registra una certa emarginazione
della presenza dell'opera dantesca, in netto contrasto con l'alto interesse che
questa continua a suscitare in altre culture europee ed extraeuropee". In altre parole si rischia di
restare al palo non solo in matematica, ma anche in letteratura italiana,
avverte il Ministero che suggerisce di correre ai ripari.
La
meritocrazia del '68 ( da "Corriere della Sera"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-02-20 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di FRANCO CORDELLI La
meritocrazia del '68 Sono da un pezzo cominciate le anti-celebrazioni del 1968.
Quello fu un anno apportatore di innumerevoli sciagure, forse di tutte le
sciagure nazionali e internazionali.
Cinquemila
gli studenti con debiti formativi: pochi soldi per i corsi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Fioroni ha parlato di 210 milioni di euro
nazionali, poi di 320 milioni, infine di 1000 euro per ogni docente
ripetitore".
In realtà le risorse ammontano a 267 milioni di euro lordi, per tutte le scuole
dello stivale. Scarsi: "L'ordinanza ministeriale 92 sui
recuperi va cambiata - dicono in casa Flc-Cgil -.
Lezioni
per fioroni ( da "Repubblica,
La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina I - Genova LEZIONI PER FIORONI L'allievo Fioroni, a
differenza dell'allieva Moratti (un'apparente secchiona dal profitto
disastroso), si è applicato: ha riformato con buona volontà (ma scarsi mezzi)
la maturità. Ha
esortato con coraggio (ma scarsi esiti) alla severità.
Per
recuperare i debiti le scuole chiedono obolo alle famiglie
( da "Blogosfere"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
voluta dal
ministro della pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in
questi giorni, con le scuole che hanno pianificato corsi di recupero (circa 15
ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità che
i figli li frequentino per recuperare una,spesso due o
tre insufficienze.
Debiti
e recuperi, baraonda a scuola
( da "Arena.it,
L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ordinanza 92
del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero
dei debiti, fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL
TERMINE. Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il
31 agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni
iniziano dopo.
SOAVE.
Gli studenti di prima media hanno rivisitato, insieme ai colleghi di altre due
scuole milanesi, il testo fondamentale del nostro Stato
( da "Arena.it,
L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentato dal presidente Napolitano e dal ministro
Fioroni Paola Dalli Cani "Cari italiani, la Costituzione ve
la spieghiamo noi": firmato i ragazzi delle tre classi prime della scuola
media "Benedetto Dal Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno
frequentavano la quinta elementare, hanno partecipato al progetto grazie al
quale il pedagogista Mario Lodi ha scritto "
Ma
i prof sono scettici "Un'estate di caos"
( da "Stampaweb,
La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mi pare che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva
beninteso la buona intenzione: un grande caos per nulla. Se vogliamo affrontare il problema
delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre
procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla
preparazione degli insegnati.
La
scuola fa i conti coi debiti ( da "Stampaweb, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
di
popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso
"tolleranza zero". Visti più nel dettaglio,
gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il
39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e
scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola,
scientifico compreso, c'è matematica,
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
IL CONVEGNO Ragazzi
maleducati che fare? Emergenza educazione. Famiglia e scuola devono farsi
carico di questo problema sociale impegnandosi, in sinergia, a trovare
soluzioni. E' l'appello lanciato dal Forum regionale delle Associazioni
Familiari, che sottolinea l'importanza di un confronto tra educatori, esperti,
politici, insegnanti, genitori e studenti. Avrà questo scopo, infatti, il
convegno regionale che si terrà a Modena sabato all'Auditorium del Corni in via
da Vinci. L'incontro che inizierà alle 9 e terminerà alle 17, vedrà tra i partecipanti Giuseppe Fioroni,
Ministro dell' Istruzione, ed è il secondo di 3 convegni regionali dedicati al
dialogo e alla riflessione sulle responsabilità educative di famiglia e scuola.
"Dopo tanti episodi di bullismo, genitori ed insegnanti dovrebbero
ritrovare il loro ruolo sociale - commenta Adriana Querzè, Assessore
all'Istruzione - Crescere è difficile e lo diventa ancora di più se non ci sono
modelli da seguire. La scuola deve diventare un'agenzia
formativa". Della stessa opinione Ermes Rigon, Presidente del Forum
Regionale delle Associazioni Familiari e membro del Direttivo Nazionale: "la famiglia deve essere condottiera dell'educazione,
educando senza delegare il proprio compito a nessuno, proponendosi come soggetto
sociale con cittadinanza nella realtà attuale". Il Forum delle
Associazioni Familiari, che oggi raggruppa 34 associazioni, intende dare un
contributo al dialogo culturale sull'istituzione familiare e sui luoghi in cui
la persona si costruisce: dalla scuola al tempo libero, dal divertimento allo
sport. Le persone investono in media il 2% del tempo libero
nell'associazionismo, sottolinea Domenico Minarini, Presidente Provinciale del
Forum. Questo significa che si da poco spazio al nascere e al concretizzarsi
delle idee. "Il dialogo sull'educazione dei giovani deve
stare a cuore a tutti, gli adulti sono in crisi, e spesso dimenticano il loro
ruolo - continua Lucia Morgillo, rappresentante di Age e Agesc, associazioni
dei genitori impegnati nella scuola. - Nel convegno di
sabato organizzeremo tre laboratori dai quali nasceranno percorsi di lavoro che
verranno poi offerti alle scuole".
(
da
"Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Er migliorare. Il giorno 11 dicembre 2007 sul Resto del Carlino è apparso un
articolo in cui il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni afferma che nelle scuole italiane ci sono troppi ragazzi con uno
scarso rendimento. Nelle medie inferiori il 50% degli studenti esce con un
giudizio sufficiente, quindi si pensa che la futura classe dirigente non sia
adeguatamente preparata. Questo problema è risolvibile, secondo il
Ministro, coinvolgendo tutta la società, dalla famiglia alla scuola. Occorre
perciò proseguire lungo il percorso di serietà che è indispensabile per una
formazione di qualità. Inoltre Fioroni dichiara che
alcuni insegnamenti come matematica, italiano, storia e geografia sono
fondamentali, per questo vanno incentivati. Ragionando in classe su questo
articolo, siamo arrivati alla conclusione di essere abbastanza d'accordo con
quanto affermato dal Ministro. Ma cosa ne pensa il resto della scuola? A questo
proposito abbiamo intervistato un gruppo di alunni, vari insegnanti e il
Dirigente Scolastico della Scuola Media Zangheri, la Prof.ssa Paola Pezzi. LA
MAGGIOR parte degli alunni intervistati si è dimostrato d'accordo con il
Ministro e pensa che la causa del calo del rendimento scolastico sia dovuto al
metodo di insegnamento non sempre stimolante. Gli studenti dichiarano che le
materie per loro prioritarie sono l'italiano, la matematica e l'inglese, ma una
certa rilevanza va data anche alla storia e alla geografia. Per quanto riguarda
gli insegnanti, buona parte di essi concorda su quanto detto da Fioroni, dando come motivazione la caduta dei valori
educativi. A loro parere le famiglie dovrebbero essere più attente ai bisogni
dei ragazzi ed incoraggiarli ad impegnarsi in modo più proficuo. A differenza
degli alunni i docenti ritengono che tutte le materie scolastiche vadano
valorizzate. "La situazione è risolvibile ? afferma poi
il Dirigente Scolastico ? appassionando i ragazzi alla lettura, sviluppabile
fin dalla tenera età in famiglia. La scuola deve proseguire su questo
percorso, continuando a trasmettere l'amore per i libri. La
famiglia inoltre dovrebbe abituare i bambini ad utilizzare anche giochi da loro
stessi inventati per potenziare le capacità intellettive e manuali".
IL DIRIGENTE ha poi proseguito rispondendo ad alcune domande specifiche poste
dalla nostra classe. Secondo lei, questo problema del calo di rendimento
scolastico è collegabile al fenomeno del bullismo? "Il
bullismo è una conseguenza dell'ignoranza. I ragazzi
che non hanno una buona idea di loro, soprattutto come studenti, utilizzano il
metodo della forza per imporsi sugli altri ed emergere nel mondo pieno di
difficoltà". Come pensa di migliorare l'andamento scolastico degli
alunni? "Ogni elemento della scuola ha il compito di
educare gli studenti, dal dirigente scolastico ai bidelli. Sarebbe utile un maggiore accordo tra gli insegnanti per scegliere
attività di apprendimento più stimolanti". E' d'accordo con il
Ministro per dare più spazio a materie come matematica, italiano, storia e
geografia? "Invece di inserire più ore alle 'materie di
base', sottraendone alle altre, bisognerebbe modificare le attività per
renderle più piacevoli, come i laboratori. Secondo me
materie come tecnologia e arte e immagine andrebbero valorizzate".
Classe 2°B Nella foto al centro: i ragazzi della scuola media 'Via
Ribolle-Zangheri' - -->.
( da "Stampa, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Retroscena I dubbi
di insegnanti e pedagogisti Ma i prof sono scettici "Un'estate di
caos" RAFFAELLO MASCI ROMA Per ora si va avanti, ma con l'arrivo dell'estate
la grande (e poco agile) corazzata della scuola italiana potrebbe essere
travolta dall'organizzazione dei corsi di recupero, e oscillare
pericolosamente. A questa conclusione è giunta Daniela Girgenti, direttore
della "Tecnica della scuola", una delle più antiche e diffuse riviste
del settore, che proprio al recupero dei debiti formativi sta per dedicare un
dossier. E che cosa viene fuori dall'inchiesta? "Che fare i corsi di
recupero durante l'anno scolastico - dice Girgenti - non sarà un grande problema,
perché di fatto si fanno già, e fin dal 1995, da
quando cioè furono aboliti gli esami di riparazione. Si chiamano in un altro
modo (Idei: iniziative didattiche e integrative) ma sono all'incirca lo stesso.
Chi va male, chi presenta lacune apprezzabili, deve
frequentare un corso di recupero". Ma che succederà a giugno,
quando gli scrutini finali saranno conclusi e si scoprirà che oltre un terzo
degli allievi si porta dietro debiti multipli e stratificati? "A quel
punto - spiega Girgenti - arrivano i dolori, che possiamo sintetizzare in due
elementi principali: la formazione delle classi e le ferie degli
insegnanti". Bisogna considerare, infatti, che le scuole finiscono a metà giugno, poi ci sono gli scrutini, quindi
gli esami di Stato. Si arriva a metà luglio. "Solo
allora - aggiunge Girgenti - i docenti sono disponibili a tenere i corsi di
recupero, ma fino a quando potranno andare avanti? Non oltre il 20
agosto, perché poi bisogna fare la valutazione finale e saranno necessari
almeno dieci giorni. Il 31 agosto tutto, infatti, dovrà essere concluso. Bene:
ammesso che le cose vadano così, fino al 31 agosto non si saprà quanti saranno
i promossi e i bocciati. E le classi che inizieranno da lì a 15 giorni, quando
verranno formate? Si va, secondo noi, al disastro
organizzativo". C'è poi la seconda questione: le ferie degli
insegnanti. Come tutti i lavoratori dello Stato i professori hanno 40 giorni di
ferie, a regime, di cui 30 devono essere fatte d'estate. "Ma
quando? - si chiede Girgenti - Le faranno a rotazione? Questo è
possibile per i docenti di educazione fisica, o per quelli di religione. Ma per quelli di lettere o di matematica che hanno anche fatto gli
esami di Stato e i corsi di recupero?". E i pedagogisti non sono
meno perplessi. "Nella marina borbonica si diceva
"fare ammuina" - dice con ironia Giuseppe Bertagna, docente a Bergamo
e consigliere pedagogico di vari governi - ecco, mi pare
che Fioroni rischi questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione:
un grande caos per nulla. Se vogliamo
affrontare il problema delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri
allievi, occorre procedere per gradi che non possono essere saltati: primo,
investire sulla preparazione degli insegnati. Secondo, allestire un
sistema di valutazione esterna e omogenea, per evitare che quello che io reputo
da 4 e rinvio al corso di recupero, un altro lo valuti da 7 e lo promuova. Solo al terzo posto si può pensare ad un sistema di corsi di
recupero mirati". Di analogo parere il suo collega Renato Di Nubila, dell'Università di Padova: "Se si tratta di una
riproposizione delle lezioni già svolte, dubito che i corsi possano servire a
qualcosa - commenta - Se i ragazzi non hanno appreso sarà anche perché non
hanno studiato, ma soprattutto perché non hanno imparato a studiare. Quindi, prima delle lezioni, occorre insegnare un metodo di
apprendimento, altrimenti tutto è inutile". Come finirà, dunque,
questo esperimento? "La tecnica della scuola" propone due scenari:
per evitare corsi di recupero estivi le scuole saranno tranchant, o promossi o
bocciati, già a giugno. Seconda ipotesi: arriverà un nuovo ministro e tutto
tornerà in discussione.
( da "Stampa, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
LE
ESIGENZE LINEA DURA Negli istituti tecnici gli "insufficienti" sono
il 41 per cento Contro gli "indebitati" Fioroni aveva deciso
la tolleranza zero.
( da "Stampa, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Il futuro
dell'istruzione Linee guida Il ministero deciso a investire sui docenti: i
ragazzi saranno seguiti fuori orario tutto l'anno Le cifre I
professori che saranno disponibili verranno retribuiti con cinquanta
euro lordi l'ora Torna l'esame di riparazione: stanziati 200 milioni di euro
per i corsi di recupero La scuola fa i conti coi debiti [FIRMA]MARIA TERESA
MARTINENGO TORINO Per la scuola superiore arriva una boccata d'ossigeno da 200
milioni di euro tutti destinati ai corsi per il recupero dei debiti. Si sono
concluse infatti le trattative, conseguenti la firma
del contratto nazionale, sul finanziamento del "fondo dell'istituzione
scolastica". E sono stati fissati i parametri in base ai quali le scuole
riceveranno le risorse che servono a pagare tutte le attività aggiuntive
rispetto all'orario standard dei dipendenti. Tutte le attività comprese quelle,
appunto, sulle quali c'è da mesi massima attenzione e grande nervosismo: i
corsi di matematica, latino, lingue straniere, italiano,
ma anche meccanica o elettrotecnica o cucina, che ai docenti che accetteranno
di svolgerli saranno retribuiti con 50 euro lordi l'ora. I nuovi parametri per
la costituzione del fondo sono: 4.157 euro per ogni sede (una scuola con sede
centrale e due succursali moltiplicherà, insomma, la cifra per tre), 802 euro
lordi per ogni dipendente, infine 577 euro per ogni docente nelle scuole
superiori. In totale, oltre un miliardo e 600 milioni di euro, circa il 20% in
più rispetto al budget del 2007. Ed è dai 577 euro per docente che deriva il
grosso dell'incremento per il 2008 (assieme ad altri 90 milioni lordi del dl
159/2007), i 200 milioni che smorzeranno almeno in parte i timori e le
polemiche che hanno avvelenato la prima parte dell'anno di licei, istituti
tecnici e professionali affollati di studenti "insufficienti", quel
36% di popolazione scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso "tolleranza zero". Visti più nel dettaglio, gli "indebitati" diventano il 41% negli
istituti professionali, il 39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei
licei classici e scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo
di scuola, scientifico compreso, c'è matematica, seguita dalla lingua
straniera. Ma che cosa cambierà in concreto l'immissione di risorse? In primo
luogo consentirà di programmare senza ansie i recuperi successivi agli scrutini
di giugno. Poi, fin dal settembre prossimo, le attività di sostegno per il
2008/2009. Anche perché l'obiettivo del "ritorno all'antico" voluto
dal ministro uscente non è "l'esame di riparazione", ma il rinforzo
"in corso d'anno". Con una prova d'appello a fine estate per chi può
ancora ragionevolmente sperare, con i corsi di giugno-luglio e l'impegno
durante le vacanze, di rimettersi al passo. Un meccanismo che in molti sperano
comunque possa essere ritoccato e migliorato: oggi i corsi di recupero delle
insufficienze del primo quadrimestre sono partiti o stanno partendo, ma - come
scrivono ragazzi e docenti nei blog studenteschi e sindacali - il rischio è che
per stare a scuola due-tre pomeriggi oltre l'orario
molti di coloro che hanno più materie sotto il 6 non riescano a tener dietro al
programma che, nel frattempo, di mattina procede. "Il 20% di risorse in
più è un elemento di tranquillità - commenta il professor Salvatore Iuvara,
preside dello storico liceo classico torinese D'Azeglio -, anche se nelle
scuole continua l'incertezza legata alla programmazione dei corsi estivi.
Dovremo fare i conti, in tutti i sensi, con i risultati finali ottenuti dagli
studenti. E sarà diverso avere il 5% o il 30% con i "conti in sospeso"". Dal suo osservatorio, il preside del D'Azeglio
ha la percezione di un vero ritorno al passato, ad una logica da "esame di
riparazione". "Certo, è giusto che oggi, a
differenza che in passato, la scuola sia chiamata ad assumersi le sue
responsabilità, a prescindere dall'impegno degli studenti. Certo, l'impressione è che quest'anno aumenterà sia il numero dei
promossi sia, nonostante i corsi, quello dei bocciati".
( da "Giornale di Brescia" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 20/02/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:CRONACA
DELL'UNIVERSITA' LA PROTESTA DI 1.800 LOMBARDI "Riaprire la graduatoria
per gli studenti Ssis" L'incontro fra sissini si è svolto a Milano Per
permettere agli 11.830 iscritti al nono ciclo delle Ssis (Scuole di
specializzazione per l'insegnamento secondario) di accedere alle graduatorie ad
esaurimento dalle quali sono ad oggi esclusi, la sinistra presenterà nei
prossimi giorni un emendamento in occasione del decreto Milleproroghe. È quanto
emerso dall'incontro organizzato nei giorni scorsi a Milano dagli studenti
lombardi delle Ssis di Brera, dell'Università Cattolica e Statale di Milano e
dell'Università di Pavia, a cui hanno partecipato le
senatrici Maria Agostina Pellegatta (Pdci) e Giovanna Capelli (Prc),
rispettivamente vicepresidente e membro della commissione Istruzione pubblica
del Senato. Il problema riguarda tutti gli iscritti al nono ciclo delle Ssis -
( da "Arena, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
PUBBLICA ISTRUZIONE.
Preoccupa il numero di corsi previsti con verifica finale: chi li terrà? E se
l'esame va male per gli studenti si profilano ferie all'insegna dello studio
Debiti e recuperi, baraonda a scuola di Emma Cerpelloni
Vacanze estive rovinate? Più che un interrogativo è ritenuta una
certezza per oltre 10 mila famiglie veronesi, quando, in questi giorni, hanno
preso in mano la pagella del primo quadrimestre dei lori figli, che frequentano
le superiori. La "colpa" è del decreto ministeriale 80 e dell'ordinanza 92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le
norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti, fissato "entro la
conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE. Termine questo, che è
stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31 agosto, o entro la prima
settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano dopo. E' stato
detto che sono tornati gli esami di riparazione, ma sembra impropria questa
definizione, in quanto, come dice la normativa, il recupero delle carenze degli
alunni diventa "uno degli aspetti della programmazione del docente" e
dunque, dovrà essere attuato lungo tutto il corso dell'anno, fin da subito. LE FAMIGLIE.
E così, mentre le famiglie stanno già pensando all'estate rovinata, con i figli
che dovranno recuperare matematica, latino, inglese, greco, italiano, chimica,
ragioneria, costruzioni, (questa la classifica delle materie solitamente con
più insufficienti), in tutti gli istituti superiori veronesi è iniziata una attività senza precedenti di corsi di sostegno e di
recupero pomeridiani, oltre a pause didattiche alla mattina, per ripetere i
concetti non capiti (quando, ad essere insufficiente, è più di metà classe),
oppure interventi che prevedono lo studio individuale con tutoraggio (una
modalità che prevede alcuni incontri periodici con il docente, quando
l'insufficienza deriva da mancanza di impegno e lo studente ha bisogno di
essere guidato e controllato nello studio). I CORSI. Una quantità enorme di
corsi, che rischia di far scoppiare la stessa organizzazione scolastica, con
gli istituti a pieno ritmo anche al pomeriggio: le scuole più frequentate della
città hanno contato, in questi giorni, più di 800 interventi di recupero. Ma, è
notizia dell'ultima ora, pare che non siano garantiti i fondi per tutti questi
corsi e, dunque, c'è il rischio che possano essere tagliati, perché i docenti
non potranno essere pagati. Una delle novità principali della normativa è data
dall'obbligo della prova di verifica, alla fine del corso. Non basterà più agli
studenti, come avveniva per i debiti, dimostrare buona volontà e partecipare al
recupero: ci sarà necessariamente una verifica da sostenere. L'ESTATE. E'
indubbio, comunque, che a preoccupare le famiglie è quanto
la normativa prevede per l'estate: "Per gli studenti che allo scrutinio
finale presentino in una o più discipline valutazioni insufficienti", si
legge testualmente, "il consiglio di classe, valutate le possibilità di recupero
dell'alunno entro la fine dell'anno scolastico, rinvia la formulazione del
giudizio finale e provvede a proporre attività di recupero". Tutti gli
istituti veronesi hanno già tenuto la riunione del collegio dei docenti che ha
approvato le modalità e il calendario dei recuperi e delle verifiche finali,
oltre ad aver indicato le materie che saranno oggetto di corsi (non tutte, ma
quelle nelle quali, nell'anno scolastico scorso, vi sono stati più debiti). IL
CAOS. Ebbene, anche a questo proposito, c'è il caos più totale: le scuole non
hanno proposto le stesse date, in quanto la normativa parla di "fine
dell'anno scolastico", come momento delle verifiche, ma aggiunge che, in
casi eccezionali, per motivi organizzativi, gli istituti dovranno comunque
concludere le prove entro l'inizio delle lezioni, lasciando
di fatto la possibilità di spostare le verifiche di una settimana. Così,
per quanto riguarda i corsi di recupero, c'è chi li farà nel mese di giugno,
chi andrà da metà giugno a metà luglio, in contemporanea con l'esame di Stato e
chi in agosto. LE VERIFICHE. Anche per le verifiche finali, date diverse: a
fine giugno, a metà luglio, all'ultima settimana di agosto o alla prima di
settembre. Se poi, le famiglie vorranno metterci qualche lezione privata, quando
andranno in vacanza?.
( da "Arena, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
SOAVE. Gli studenti
di prima media hanno rivisitato, insieme ai colleghi di altre due scuole
milanesi, il testo fondamentale del nostro Stato La
"nuova" Costituzione è firmata dai ragazzi di Paola Dalli Cani
"Cari italiani, la Costituzione ve la spieghiamo noi": firmato i
ragazzi delle tre classi prime della scuola media "Benedetto Dal
Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno
frequentavano la quinta elementare, hanno partecipato al progetto grazie al
quale il pedagogista Mario Lodi ha scritto "Costituzione. La Legge
degli Italiani riscritta per i bambini, per i giovani, per tutti...". E tra le 152 pagine del libro, disponibile da
qualche giorno, ci sono anche le frasi, i commenti e le interpretazioni di
sessanta tra bambini e bambine che lo scorso anno frequentavano l'elementare
"Ippolito Nievo", e che insieme ai colleghi delle scuole milanesi di
Groppello d'Adda e Concorezzo hanno realizzato il progetto. A coinvolgerli era
stata la loro insegnante Luciana Bertinato, non a caso componente del gruppo di
lavoro alla Casa delle Arti e del Gioco (la cascina-laboratorio di Mario Lodi),
assieme a Gioacchino Maviglia e Aldo Pallotti. Oggi, però, il lavoro sulla
Costituzione "che è la nostra bussola", dicono in coro i giovani, va
avanti anche tra i banchi delle medie. Le insegnanti Alice
Zago, Adonella Avallone e Sara Griso, di concerto con il dirigente
scolastico Giuliano Zago, alla Costituzione dedicano un'ora alla settimana nel
laboratorio di educazione alla convivenza civile e all'affettività. Presto sull'argomento
saranno coinvolti tutti gli studenti dell'Istituto comprensivo visto che la
scuola ha ordinato sessanta copie della Costituzione di Mario Lodi da leggere
in classe. Come è nata, però, lo spiegano i ragazzi:
"Prima abbiamo fatto un po' di storia, per capire come si è arrivati a
volerla scrivere. Abbiamo anche rifatto in classe le
votazioni del referendum istituzionale, quello con cui gli italiani scelsero la
Repubblica". Tra i dodici elettori, in dieci hanno scelto la
Repubblica, uno la monarchia e uno si è astenuto.
"Poi", proseguono i ragazzi, "abbiamo cercato di capire cosa
dice. Adesso sappiamo che ci orienta perchè fa capire cosa è
giusto e cosa non lo è". Nel sessantesimo
compleanno, la Costituzione non poteva trovare dono migliore se non quello di
farsi capire in modo semplice e con esempi pratici: "L'articolo 11 dice
che l'Italia ripudia la guerra. Questo vuol dire che
la soluzione dei conflitti passa per l'integrazione", aggiunge una
ragazzina. In molti, però, obiettano che ci siano tante contraddizioni
tra ciò che è scritto e ciò che si fa. Se chiedi quali articoli siano loro più
piaciuti è un coro di voci: "L'articolo 3 sulla
pari dignità", grida uno. "Il 34 sul diritto all'istruzione",
gli fa eco un compagno prima che una vocina timida sottolinei che no, "il
più bello è l'articolo 21 che permette a tutti di esprimersi liberamente e che
non lascia spazio ai prepotenti che vogliono imporre la propria volontà senza
discutere". Che vuol dire lo spiegano gli stessi ragazzi tra le pagine del
libro che è edito dal Comune di Cremona ed è presentato dal presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, e da Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione uscente: basta pensare al disegno di
un bambino e tutto è più chiaro. "La cosa bella è che ti accorgi che la
scuola è come una nazione, però più piccola, e quindi le regole sono le stesse,
come i diritti e i doveri da sapere per imparare a vivere insieme".
E di regole, tra i 139 articoli della Carta, ce ne sono tante. Ma è cambiato
qualcosa, nella scuola della Costituzione, dopo averla compresa?
"Sì", irrompe Alessio, "le prese in giro sono diminuite perchè
tutti abbiamo imparato a rispettare gli altri". Mattia, però, puntualizza
che "quelli di terza continuano a prenderci in giro". Rocco lo
interrompe: "I litigi sono calati e c'è qualcuno in più che si tira
indietro e chiede scusa". Anche Laura vede risultati positivi, "è
sempre più raro che qualcuno resti da solo", mentre Sara si sente grande
"perchè almeno adesso, quando ne parlano gli adulti, posso dire anche io
la mia". Pace, lavoro, famiglia, scuola, libertà, scienza, arte e
immigrazione: nelle idee dei ragazzini i valori fondamentali sono questi. E per
spiegare meglio l'ultimo, il libro usa proprio un contributo dei ragazzini
soavesi che hanno raccontato l'esperienza di Mara, la simpatica bidella delle
elementari, che ha sposato Papa Maguette, di origini
senegalesi. Hanno conosciuto così usi, costumi, lingue e credo religiosi
diversi, "perchè chi arriva da fuori è sempre una ricchezza".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
UN COMITATO DI NOMI
ECCELLENTI. Dirigenti e docenti insieme per rimettere al centro l'autore
Benigni docet La scuola riscopre Dante di Anna Madron Fortissimamente Dante. A
volerlo è il ministero della Pubblica Istruzione che a grande richiesta, come
succede per i big, rilancia il sommo poeta al quale dedica un progetto
ambizioso intitolato "Leggere Dante oggi". Ad occuparsene è un
Comitato scientifico nazionale - presieduto da Francesco Sabatini, presidente
dell'Accademia della crusca - sorto con l' intento di
riaffermare la centralità della figura di Dante come "una delle massime
espressioni vive e operanti nella civiltà europea e occidentale". In
questa direzione si sono già mossi i primi passi . In
ogni regione d'Italia è infatti giunto l'invito a
costituire dei "Comitati di promozione degli studi danteschi" con
l'obiettivo di accendere i riflettori sulla Divina Commedia e sul suo autore,
collocati sull'Olimpo dei grandi, ma spesso sacrificati sull'altare di una
didattica costretta a fare i conti, soprattutto l'ultimo anno delle superiori,
con un ingombrante Novecento. Così "nel panorama scolastico italiano -
scrive l'ex ministro Fioroni - si
registra una certa emarginazione della presenza dell'opera dantesca, in netto
contrasto con l'alto interesse che questa continua a suscitare in altre culture
europee ed extraeuropee". In altre parole si rischia di restare al palo
non solo in matematica, ma anche in letteratura italiana, avverte il Ministero
che suggerisce di correre ai ripari. Monito subito recepito, almeno in
Veneto dove il Comitato ha già una sua fisionomia composta da nomi eccellenti.
Oltre ai rappresentanti dell'Ufficio scolastico regionale - dalla dirigente
Carmela Palumbo a Gianna Miola, Stefano Quaglia, Fernando Cerchiaro, Franco
Venturella - la lista di chi si prenderà a cuore la diffusione della cultura
dantesca vede 19 rappresentanti del mondo universitario, delle associazioni
culturali e naturalmente della scuola. Si va da Massimo Cacciari, sindaco di
Venezia e docente di estetica ai colleghi universitari Manlio
Pastore Stocchi e Gilberto Lonardi, professori di letteratura italiana
rispettivamente a Padova e Venezia, Aldo Maria Costantini, docente di filologia
e critica dantesca a Venezia, Ginetta Auzzas, docente di filologia italiana a
Padova. E ancora Rocco Fiano, rettore del convitto "Foscarini" di
Venezia, Albertina Cortese, presidente del Centro scaligero di Studi danteschi
di Verona, Luisa di San Bonifacio degli Alighieri, presidente della Società
Dante Alighieri di Padova e discendente, il nome la dice lunga, proprio del
grande poeta. A chiudere il cerchio sono infine gli insegnanti - Vicenza è
rappresentata da Francesca Gottin, docente di lettere al liceo classico
Pigafetta - coloro che dovranno veicolare e promuovere nelle scuole questo progetto
che "intende riaffermare la centralità della figura di Dante come una
delle massime espressioni vive e operanti nella civiltà europea e
occidentale". In che modo? Le strade da percorrere sono diverse. I
Comitati dovranno ad esempio tenere i collegamenti con le Università e le
società dantesche presenti sul territorio; organizzare sia a livello regionale
che nazionale seminari di formazione, incontri,
convegni, spettacoli, mostre; suggerire visite ai luoghi danteschi, tenere i
contatti con altre realtà scolastiche italiane ed estere; pubblicare le
ricerche e i lavori migliori realizzati dagli alunni e infine incoraggiare le
scuole, elementari e medie comprese, a partecipare al concorso nazionale
"Dante nella scuola" il cui bando sarà emanato nelle prossime
settimane. Insomma un ventaglio di iniziative che mirano ad
accendere i riflettori su tutte le sfaccettature dell'opera dantesca, come
sottolinea Franco Venturella, dirigente Usp prima a Vicenza e poi a Padova .
"In Dante troviamo tutti quei valori morali, religiosi, etici, politici
che attraversano la nostra società - dice - e che proprio per questo sono
estremamente attuali. In Dante c'è tutto il patrimonio della lingua
italiana, ci sono riflessioni fondamentali sul libero arbitrio, sulla
contrapposizione bene-male, sui rapporti tra Stato e Chiesa, sull'amore umano e
divino. Certo non si tratta di un testo facile, si sa che la Divina Commedia
per uno studente è sinonimo di fatica. Esonerare i ragazzi da
questo impegno vuol dire però negare loro un'esperienza profondamente
significativa, anche dal punto di vista emotivo". Ecco perché Dante
deve tornare tra i banchi, "per non rischiare - prosegue Venturella - che
un autore così importante e formativo per un giovane trovi proprio nella scuola
la sua tomba". Impedire questa fine sarà compito prima di tutto degli
insegnanti che potranno rendere meno impervio per gli alunni il viaggio nella
Commedia ricorrendo anche a tutti quegli strumenti multimediali , a cominciare dal computer, che per i teenagers sono pane
quotidiano. Una strategia didattica anche questa per tenere vivo l'interesse
degli studenti e far sì che l'Inferno non sia solo una selva oscura.
( da "Corriere della Sera" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data:
2008-02-20 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE
CALENDARIO di FRANCO CORDELLI La meritocrazia del '68 Sono
da un pezzo cominciate le anti-celebrazioni del 1968. Quello fu un anno
apportatore di innumerevoli sciagure, forse di tutte le sciagure nazionali e
internazionali.
Prima del 1968 il mondo era meraviglioso. Ma recensendo
L'infanzia è un terremoto di Carola Susani, Giorgio Boatti scrive: "Questo
libro trova con sincerità e franchezza la generazione dei padri: quella che nel
'68 aveva vent'anni e che nel terremoto siciliano del Belice, come nella
Firenze alluvionata, comincia a prendere posto sul palcoscenico italiano.
è un apparire dove, nonostante le polemiche contro un
'68 accusato di aver osteggiato quella meritocrazia che
pare stesse tanto a cuore ai baroni accademici del tempo, il riconoscimento del
talento effettivo di ciascuno si poneva in modo centrale. Anche
se forse era un merito poco meritocratico, ovvero non finalizzato né al potere
né alle rampanti scalate ma, tuttavia, concreto e prezioso: si trattasse di
ripulire Firenze alluvionata o di riedificare i paesi siciliani
terremotati".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Cgil
contro i recuperi nelle ore di laboratorio Cinquemila gli studenti con debiti
formativi: pochi soldi per i corsi Vietato recuperare i debiti degli studenti nelle
ore di laboratorio negli Ipsia e istituti tecnici: l'altolà arriva dal
sindacato Flc-Cgil.
"In alcuni istituti professionali e tecnici del
Pordenonese si divide la classe nelle ore di compresenza tra tecnico, docente e
insegnante pratico itp - puntano il dito i cigiellini -, per recuperare i
debiti. Tutto sbagliato e fuorilegge: il recupero deve
essere extra-curricolare". E' caos, sulla gestione dei
( da "Repubblica, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
I - Genova LEZIONI PER FIORONI L'allievo Fioroni, a differenza
dell'allieva Moratti (un'apparente secchiona dal profitto disastroso), si è
applicato: ha riformato con buona volontà (ma scarsi mezzi) la maturità. Ha
esortato con coraggio (ma scarsi esiti) alla severità. E ha eliminato lo
scandalo debiti formativi ripristinando i corsi di recupero: ma con
pochi soldi, norme vaghe, modalità confuse. Risultato: a Genova (e ovunque)
scuole in grave difficoltà. L'allievo Fioroni dovrebbe
perciò recuperare. Decida lui con quali modalità (così impara).
( da "Blogosfere" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
Feb 0820 Per
recuperare i debiti le scuole chiedono obolo alle famiglie Pubblicato da Franca
Corradini alle 10:09 in Scuola&Società Il grido d'allarme viene lanciato da
ITALIA OGGI in un articolo apparso ieri 19 febbraio 2008 firmato da Alessandra
Ricciardi nella sezione Azienda Scuola. " In una scuola
superiore si rrivano ad avere fino a 700 debiti da recuperare.
Settecento insufficienze per mille alunni. Una media niente male. E da
quest'anno recuperarli obbligatorio, pena la non ammissione all'anno
successivo. La riforma, voluta dal ministro della pubblica
istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole che hanno
pianificato corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni) e stanno
informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per
recuperare una,spesso due o tre insufficienze."
Il caso scoppia a Pescara dove alcuni licei hanno chiesto ai genitori dei
ragazzi con debiti di contribuire al finanziamento delle attività. La somma
richiesta va dai 20 ai 70 euro per ogni insufficienza. "I corsi dovevano
essere gratuiti, ma non è così e quello di Pescara non è un caso isolato",
commenta Enrico Panini, segretario della Flc-Cgil. "Il
problema è che le scuole da sole non ce la fanno. E chiedere un
contributo alla famiglia può essere una strada per autofinanziarsi, come
peraltro già avviene a inizio anno con le cosiddette tasse scolastiche",
spiega Giorgio Rembado, presidente dell'Anp,l'associazione
nazionale dei presidi." L'introduzione di questa "riforma" si
sta rivelando una vero e proprio pasticciaccio. E
secondo noi il bello deve ancora venire.....
Aspettiamo l'estate per vedere quanti docenti parteciperanno all'operazione
vacanze mancate... Per non parlare dell'inizio del nuovo anno scolastico che,
come avevamo già annunciato, sarà prevedibilmente molto lento e poco lineare.
Pubblichiamo qui sotto una tabella, riportata da Italia Oggi nell'articolo in
questione predisposta dalla FLC CGIL.
( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
PUBBLICA ISTRUZIONE.
Preoccupa il numero di corsi previsti con verifica finale: chi li terrà? E se
l'esame va male per gli studenti si profilano ferie all'insegna dello studio
Debiti e recuperi, baraonda a scuola Un decreto ministeriale prevede il
"riscatto" durante il corso dell'anno Vacanze estive a rischio? Pare
sia in arrivo anche un'altra "tegola": non sono garantiti fondi per
tutti i corsi Emma Cerpelloni Vacanze
estive rovinate? Più che un interrogativo è ritenuta una certezza per oltre 10
mila famiglie veronesi, quando, in questi giorni, hanno preso in mano la
pagella del primo quadrimestre dei lori figli, che frequentano le superiori. La
"colpa" è del decreto ministeriale 80 e dell'ordinanza
92 del ministro Giuseppe Fioroni, con le norme che hanno rivoluzionato il recupero dei debiti,
fissato "entro la conclusione dell'anno scolastico". IL TERMINE.
Termine questo, che è stato, però, interpretato in vari modi: entro il 31
agosto, o entro la prima settimana di settembre, visto che le lezioni iniziano
dopo. E' stato detto che sono tornati gli esami di riparazione, ma
sembra impropria questa definizione, in quanto, come dice la normativa, il
recupero delle carenze degli alunni diventa "uno degli aspetti della
programmazione del docente" e dunque, dovrà essere attuato lungo tutto il
corso dell'anno, fin da subito. LE FAMIGLIE. E così, mentre le famiglie stanno
già pensando all'estate rovinata, con i figli che dovranno recuperare
matematica, latino, inglese, greco, italiano, chimica, ragioneria, costruzioni,
(questa la classifica delle materie solitamente con più insufficienti), in
tutti gli istituti superiori veronesi è iniziata una attività
senza precedenti di corsi di sostegno e di recupero pomeridiani, oltre a pause
didattiche alla mattina, per ripetere i concetti non capiti (quando, ad essere
insufficiente, è più di metà classe), oppure interventi che prevedono lo studio
individuale con tutoraggio (una modalità che prevede alcuni incontri periodici
con il docente, quando l'insufficienza deriva da mancanza di impegno e lo
studente ha bisogno di essere guidato e controllato nello studio). I CORSI. Una
quantità enorme di corsi, che rischia di far scoppiare la stessa organizzazione
scolastica, con gli istituti a pieno ritmo anche al pomeriggio: le scuole più
frequentate della città hanno contato, in questi giorni, più di 800 interventi
di recupero. Ma, è notizia dell'ultima ora, pare che non siano garantiti i
fondi per tutti questi corsi e, dunque, c'è il rischio che possano essere
tagliati, perché i docenti non potranno essere pagati. Una delle novità
principali della normativa è data dall'obbligo della prova di verifica, alla
fine del corso. Non basterà più agli studenti, come avveniva per i debiti,
dimostrare buona volontà e partecipare al recupero: ci sarà necessariamente una
verifica da sostenere. L'ESTATE. E' indubbio, comunque, che a preoccupare le
famiglie è quanto la normativa prevede per l'estate:
"Per gli studenti che allo scrutinio finale presentino in una o più
discipline valutazioni insufficienti", si legge testualmente, "il
consiglio di classe, valutate le possibilità di recupero dell'alunno entro la
fine dell'anno scolastico, rinvia la formulazione del giudizio finale e
provvede a proporre attività di recupero". Tutti gli istituti veronesi
hanno già tenuto la riunione del collegio dei docenti che ha approvato le
modalità e il calendario dei recuperi e delle verifiche finali, oltre ad aver
indicato le materie che saranno oggetto di corsi (non tutte, ma quelle nelle
quali, nell'anno scolastico scorso, vi sono stati più debiti). IL CAOS. Ebbene,
anche a questo proposito, c'è il caos più totale: le scuole non hanno proposto
le stesse date, in quanto la normativa parla di "fine dell'anno
scolastico", come momento delle verifiche, ma aggiunge che, in casi
eccezionali, per motivi organizzativi, gli istituti dovranno comunque concludere
le prove entro l'inizio delle lezioni, lasciando di fatto
la possibilità di spostare le verifiche di una settimana. Così, per quanto
riguarda i corsi di recupero, c'è chi li farà nel mese di giugno, chi andrà da
metà giugno a metà luglio, in contemporanea con l'esame di Stato e chi in
agosto. LE VERIFICHE. Anche per le verifiche finali, date diverse: a fine
giugno, a metà luglio, all'ultima settimana di agosto o alla prima di
settembre. Se poi, le famiglie vorranno metterci qualche lezione privata,
quando andranno in vacanza?.
( da "Arena.it, L'" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
La "nuova"
Costituzione è firmata dai ragazzi Sono loro i protagonisti del progetto di
Mario Lodi che ne ha riscritto il testo per renderlo chiaro a tutti Il
volumetto di 152 pagine è presentato dal presidente Napolitano
e dal ministro Fioroni Paola Dalli Cani "Cari italiani, la
Costituzione ve la spieghiamo noi": firmato i ragazzi delle tre classi
prime della scuola media "Benedetto Dal Bene" di Soave. In sessanta, quando lo scorso anno frequentavano la quinta
elementare, hanno partecipato al progetto grazie al quale il pedagogista Mario
Lodi ha scritto "Costituzione. La Legge degli Italiani riscritta
per i bambini, per i giovani, per tutti...". E
tra le 152 pagine del libro, disponibile da qualche giorno, ci sono anche le
frasi, i commenti e le interpretazioni di sessanta tra bambini e bambine che lo
scorso anno frequentavano l'elementare "Ippolito Nievo", e che
insieme ai colleghi delle scuole milanesi di Groppello d'Adda e Concorezzo
hanno realizzato il progetto. A coinvolgerli era stata la loro insegnante
Luciana Bertinato, non a caso componente del gruppo di lavoro alla Casa delle
Arti e del Gioco (la cascina-laboratorio di Mario Lodi), assieme a Gioacchino
Maviglia e Aldo Pallotti. Oggi, però, il lavoro sulla Costituzione "che è
la nostra bussola", dicono in coro i giovani, va avanti anche tra i banchi
delle medie. Le insegnanti Alice Zago, Adonella
Avallone e Sara Griso, di concerto con il dirigente scolastico Giuliano Zago,
alla Costituzione dedicano un'ora alla settimana nel laboratorio di educazione
alla convivenza civile e all'affettività. Presto sull'argomento saranno
coinvolti tutti gli studenti dell'Istituto comprensivo visto che la scuola ha
ordinato sessanta copie della Costituzione di Mario Lodi da leggere in classe. Come è nata, però, lo spiegano i ragazzi: "Prima abbiamo fatto
un po' di storia, per capire come si è arrivati a volerla scrivere. Abbiamo anche rifatto in classe le votazioni del referendum
istituzionale, quello con cui gli italiani scelsero la Repubblica".
Tra i dodici elettori, in dieci hanno scelto la Repubblica, uno
la monarchia e uno si è astenuto. "Poi", proseguono i ragazzi,
"abbiamo cercato di capire cosa dice. Adesso sappiamo
che ci orienta perchè fa capire cosa è giusto e cosa non lo è". Nel sessantesimo compleanno, la Costituzione non poteva trovare
dono migliore se non quello di farsi capire in modo semplice e con esempi
pratici: "L'articolo 11 dice che l'Italia ripudia la guerra. Questo vuol dire che la soluzione dei conflitti passa per
l'integrazione", aggiunge una ragazzina. In molti, però, obiettano
che ci siano tante contraddizioni tra ciò che è scritto e ciò che si fa. Se
chiedi quali articoli siano loro più piaciuti è un coro di voci:
"L'articolo 3 sulla pari dignità", grida
uno. "Il 34 sul diritto all'istruzione", gli fa eco un compagno prima
che una vocina timida sottolinei che no, "il più bello è l'articolo 21 che
permette a tutti di esprimersi liberamente e che non lascia spazio ai
prepotenti che vogliono imporre la propria volontà senza discutere". Che
vuol dire lo spiegano gli stessi ragazzi tra le pagine del libro che è edito
dal Comune di Cremona ed è presentato dal presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, e da Giuseppe Fioroni, ministro
dell'Istruzione uscente: basta pensare al disegno di un bambino e tutto è più
chiaro. "La cosa bella è che ti accorgi che la scuola è come una nazione,
però più piccola, e quindi le regole sono le stesse, come i diritti e i doveri
da sapere per imparare a vivere insieme". E di regole, tra i 139 articoli
della Carta, ce ne sono tante. Ma è cambiato qualcosa, nella scuola della
Costituzione, dopo averla compresa? "Sì", irrompe Alessio, "le
prese in giro sono diminuite perchè tutti abbiamo imparato a rispettare gli
altri". Mattia, però, puntualizza che "quelli di terza continuano a
prenderci in giro". Rocco lo interrompe: "I litigi sono calati e c'è
qualcuno in più che si tira indietro e chiede scusa". Anche Laura vede
risultati positivi, "è sempre più raro che qualcuno resti da solo",
mentre Sara si sente grande "perchè almeno adesso, quando ne parlano gli
adulti, posso dire anche io la mia". Pace, lavoro, famiglia, scuola,
libertà, scienza, arte e immigrazione: nelle idee dei ragazzini i valori fondamentali
sono questi. E per spiegare meglio l'ultimo, il libro usa proprio un contributo
dei ragazzini soavesi che hanno raccontato l'esperienza di Mara, la simpatica
bidella delle elementari, che ha sposato Papa Maguette,
di origini senegalesi. Hanno conosciuto così usi, costumi, lingue e credo
religiosi diversi, "perchè chi arriva da fuori è sempre una
ricchezza".
( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Per ora si va
avanti, ma con l'arrivo dell'estate la grande (e poco agile) corazzata della
scuola italiana potrebbe essere travolta dall'organizzazione dei corsi di
recupero, e oscillare pericolosamente. A questa conclusione è giunta Daniela
Girgenti, direttore della "Tecnica della scuola", una delle più
antiche e diffuse riviste del settore, che proprio al recupero dei debiti
formativi sta per dedicare un dossier. E che cosa viene fuori dall'inchiesta?
"Che fare i corsi di recupero durante l'anno scolastico - dice Girgenti -
non sarà un grande problema, perché di fatto si fanno
già, e fin dal 1995, da quando cioè furono aboliti gli esami di riparazione. Si
chiamano in un altro modo (Idei: iniziative didattiche e integrative) ma sono
all'incirca lo stesso. Chi va male, chi presenta lacune
apprezzabili, deve frequentare un corso di recupero". Ma che
succederà a giugno, quando gli scrutini finali saranno conclusi e si scoprirà
che oltre un terzo degli allievi si porta dietro debiti multipli e
stratificati? "A quel punto - spiega Girgenti - arrivano i dolori, che
possiamo sintetizzare in due elementi principali: la formazione delle classi e
le ferie degli insegnanti". Bisogna considerare, infatti, che le scuole finiscono a metà giugno, poi ci sono gli scrutini, quindi
gli esami di Stato. Si arriva a metà luglio. "Solo
allora - aggiunge Girgenti - i docenti sono disponibili a tenere i corsi di
recupero, ma fino a quando potranno andare avanti? Non oltre il 20 agosto,
perché poi bisogna fare la valutazione finale e saranno necessari almeno dieci
giorni. Il 31 agosto tutto, infatti, dovrà essere concluso. Bene: ammesso che
le cose vadano così, fino al 31 agosto non si saprà quanti saranno i promossi e
i bocciati. E le classi che inizieranno da lì a 15 giorni, quando verranno
formate? Si va, secondo noi, al disastro organizzativo".
C'è poi la seconda questione: le ferie degli insegnanti. Come tutti i
lavoratori dello Stato i professori hanno 40 giorni di ferie, a regime, di cui
30 devono essere fatte d'estate. "Ma quando? - si
chiede Girgenti - Le faranno a rotazione? Questo è possibile per i docenti di
educazione fisica, o per quelli di religione. Ma per quelli
di lettere o di matematica che hanno anche fatto gli esami di Stato e i corsi
di recupero?". E i pedagogisti non sono meno perplessi. "Nella marina borbonica si diceva “fare ammuina” - dice con
ironia Giuseppe Bertagna, docente a Bergamo e consigliere pedagogico di vari
governi - ecco, mi pare che Fioroni rischi
questa deriva, fatta salva beninteso la buona intenzione: un grande caos per
nulla. Se vogliamo affrontare il problema
delle grandi lacune presenti nella formazione dei nostri allievi, occorre
procedere per gradi che non possono essere saltati: primo, investire sulla
preparazione degli insegnati. Secondo, allestire un sistema di
valutazione esterna e omogenea, per evitare che quello che io reputo da 4 e
rinvio al corso di recupero, un altro lo valuti da 7 e lo promuova. Solo al terzo posto si può pensare ad un sistema di corsi di
recupero mirati". Di analogo parere il suo collega Renato Di Nubila, dell'Università di Padova: "Se si tratta di una
riproposizione delle lezioni già svolte, dubito che i corsi possano servire a
qualcosa - commenta - Se i ragazzi non hanno appreso sarà anche perché non
hanno studiato, ma soprattutto perché non hanno imparato a studiare. Quindi, prima delle lezioni, occorre insegnare un metodo di
apprendimento, altrimenti tutto è inutile". Come finirà, dunque,
questo esperimento? "La tecnica della scuola" propone due scenari:
per evitare corsi di recupero estivi le scuole saranno tranchant, o promossi o
bocciati, già a giugno. Seconda ipotesi: arriverà un nuovo ministro e tutto
tornerà in discussione. + La scuola fa i conti coi debiti commenti (0) scrivi.
( da "Stampaweb, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Scuola
TORINO Per la scuola
superiore arriva una boccata d'ossigeno da 200 milioni di euro tutti destinati
ai corsi per il recupero dei debiti. Si sono concluse infatti
le trattative, conseguenti la firma del contratto nazionale, sul finanziamento
del "fondo dell'istituzione scolastica". E sono stati fissati i
parametri in base ai quali le scuole riceveranno le risorse che servono a
pagare tutte le attività aggiuntive rispetto all'orario standard dei
dipendenti. Tutte le attività comprese quelle, appunto, sulle quali c'è da mesi
massima attenzione e grande nervosismo: i corsi di matematica, latino, lingue
straniere, italiano, ma anche meccanica o
elettrotecnica o cucina, che ai docenti che accetteranno di svolgerli saranno
retribuiti con 50 euro lordi l'ora. I nuovi parametri per la costituzione del
fondo sono: 4.157 euro per ogni sede (una scuola con sede centrale e due
succursali moltiplicherà, insomma, la cifra per tre), 802 euro lordi per ogni
dipendente, infine 577 euro per ogni docente nelle scuole superiori. In totale,
oltre un miliardo e 600 milioni di euro, circa il 20% in più rispetto al budget
del 2007. Ed è dai 577 euro per docente che deriva il grosso dell'incremento
per il 2008 (assieme ad altri 90 milioni lordi del dl 159/2007), i 200 milioni
che smorzeranno almeno in parte i timori e le polemiche che hanno avvelenato la
prima parte dell'anno di licei, istituti tecnici e professionali affollati di
studenti "insufficienti", quel 36% di popolazione
scolastica per la quale il ministro Fioroni ha deciso
"tolleranza zero". Visti più nel dettaglio,
gli "indebitati" diventano il 41% negli istituti professionali, il
39% nell'istruzione artistica e tecnica, il 28% nei licei classici e
scientifici. In testa per necessità di recupero in ogni tipo di scuola, scientifico
compreso, c'è matematica, seguita dalla lingua straniera. Ma che cosa
cambierà in concreto l'immissione di risorse? In primo luogo consentirà di
programmare senza ansie i recuperi successivi agli scrutini di giugno. Poi, fin
dal settembre prossimo, le attività di sostegno per il 2008/2009. Anche perché
l'obiettivo del "ritorno all'antico" voluto dal ministro uscente non
è "l'esame di riparazione", ma il rinforzo "in corso
d'anno". Con una prova d'appello a fine estate per chi può ancora
ragionevolmente sperare, con i corsi di giugno-luglio e l'impegno durante le
vacanze, di rimettersi al passo. Un meccanismo che in molti sperano comunque
possa essere ritoccato e migliorato: oggi i corsi di recupero delle
insufficienze del primo quadrimestre sono partiti o stanno partendo, ma - come
scrivono ragazzi e docenti nei blog studenteschi e sindacali - il rischio è che
per stare a scuola due-tre pomeriggi oltre l'orario
molti di coloro che hanno più materie sotto il 6 non riescano a tener dietro al
programma che, nel frattempo, di mattina procede. "Il 20% di risorse in
più è un elemento di tranquillità - commenta il professor Salvatore Iuvara,
preside dello storico liceo classico torinese D'Azeglio -, anche se nelle
scuole continua l'incertezza legata alla programmazione dei corsi estivi.
Dovremo fare i conti, in tutti i sensi, con i risultati finali ottenuti dagli
studenti. E sarà diverso avere il 5% o il 30% con i “conti in sospeso”". Dal suo osservatorio, il preside del D'Azeglio ha
la percezione di un vero ritorno al passato, ad una logica da "esame di
riparazione". "Certo, è giusto che oggi, a
differenza che in passato, la scuola sia chiamata ad assumersi le sue
responsabilità, a prescindere dall'impegno degli studenti. Certo, l'impressione è che quest'anno aumenterà sia il numero dei
promossi sia, nonostante i corsi, quello dei bocciati". + Ma i prof
sono scettici "Un'estate di caos".