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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  17-20 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

E i giovani democratici lavorano con gli studenti ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Credo fortemente nel valore della scuola come luogo di formazione e di crescita - dice Davide Raja, segretario provinciale - Per questo, in concomitanza con la mobilitazione regionale, ci attiviamo a fianco degli studenti contro i decreti Gelmini e contro i tagli alla scuola, che causeranno meno attività extracurriculari, scuole vecchie, degrado e poca manutenzione».

In bus contro la Gelmini ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In bus contro la Gelmini Protesta a Solferino dei Collettivi SOLFERINO. In bus per protestare contro la Gelmini. Gli studenti dei Collettivi mantovani domani saranno a Solferino per manifestare contro il ministro all'istruzione, nel paese per dare il via ai lavori per la nuova scuola.

Salve le elementari Foscolo e Pascoli ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante le direttive del ministro Gelmini. Ieri il provveditore di Treviso Maria Giuliana Bigardi ha comunicato la decisione alle dirigenti del primo e secondo circolo Sandra Foltran e Maristella Bosu. Soddisfatti per l'esito positivo della vicenda anche i genitori del comitato «Salviamo la Foscolo», di cui è presidente l'avvocato Nicola Todeschini,

Le elementari perdono 10 maestre ( da "Stampa, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. La riduzione più pesante, quattro insegnanti (da 41 del 2008 a 37), si registra al 1° Circolo, dove si ridurrà anche il numero delle classi (da 28 a 27); consistente il taglio anche al 4° Circolo, dove ci saranno tre insegnanti e una classe in meno, mentre al 3° Circolo i docenti saranno 57, contro i 59 attuali,

Il maestro unico cancella 22 docenti delle elementari ( da "Stampa, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quanto ha influito sulla scuola la riforma Gelmini? A cinque mesi dall'inizio del nuovo anno, i dirigenti cominciano a fare i conti, che per le elementari del Biellese segnano meno 22 insegnanti rispetto all'organico di diritto (definito sulla previsione degli iscritti) in carica nell'anno 2008/2009.

[FIRMA]MARCO NEIROTTI INVIATO A L'AQUILA Poveri bambini. Inseguiti per tutta la mattina n... ( da "Stampa, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prima con il ministro Gelmini, poi con il capo del governo Berlusconi che fa le interrogazioni: «Quante dita ha una mano? E dieci mani?». Era importante davvero per le famiglie questa scuola nel campo di Poggio Picenze. Trenta piccoli - dall'asilo nido dei 18 mesi alla materna alle elementari - con quattro maestre, le loro,

la gelmini inaugura 3 classi: si riaccende la speranza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 2 - Attualità La Gelmini inaugura 3 classi: «Si riaccende la speranza» Il ministro L'AQUILA. È mancato solo il suono della campanella ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma del 6 aprile.

nelle dieci scuole comunali d'infanzia 454 richieste, 287 posti disponibili ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In base alla recente decisione del ministro Gelmini sono state accettate per l'eventuale iscrizione anche le domande per i bambini di due anni e mezzo. Ma come è scritto nella stessa normativa ministeriale, i potenziali allievi con meno di tre anni saranno accettati soltanto dopo che saranno soddisfatte tutte le altre domande, liste d'attesa comprese.

università mai ostaggio dei privati - mario girau ( da "Nuova Sardegna, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contro la politica dei tagli annunciata dal "decreto Gelmini", l'unica strada percorribile è il potenziamento della ricerca, unità di misura per attrarre fondi pubblici. Gavino Faa ha promesso che uno dei suoi primi atti sarà l'apertura di un ufficio europeo, "per portare fondi comunitari" sotto la torre dell'Elefante.

Prodi e il funerale del Pd ( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Santoro alza il tiro e attacca il Giornale Giordano: questa è una puntata di sfidaPer il delitto Ambrosio arrestati tre romeni: il killer è il giardiniereGioielliere picchiato spara e ferisce uno dei banditiUcciso per

PESCARA Ci si rialza. ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che dall'Aquila annuncia la riapertura di tutte le scuole lunedì 20 aprile. «Abbiamo avuto una riunione operativa con i prefetti per mettere a punto gli ultimi dettagli. L'inaugurazione di questa scuola a Poggio Picenze riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, alla normalità, anche nelle aree più colpite dove i problemi sono maggiori e i tempi più lunghi»

Berlusconi alle prime lezioni tra le tende: ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Berlusconi stringe mani, accarezza bambini, mangia formaggio e beve vino con gli alpini, non finisce di ringraziare i volontari per la loro straordinaria generosità. «Veramente non avrebbero potuto fare di più», dice seppellendo le polemiche contro i ritardi nei soccorsi, al braccio dell'ormai inseparabile sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso e insieme>

Il premier in cattedra davanti a trenta bambini ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola «Ignazio Silone», 500 metri più in là, resa inagibile dal terremoto. Gli altri hanno trovato per ora sistemazione lungo la costa con le loro famiglie.

Bondi si commuove davanti all'arte violata ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lì sul sagrato incontra il premier Berlusconi e il ministro dell'Istruzione Gelmini di ritorno dall'inaugurazione della prima scuola in tenda. I due si parlano e commentano lo sfacleo che li circonda. Il ministro-poeta spiega quali sono le prime necessità. Berlusconi chiede che il ministero prepari le schede dettagliate dei monumenti più danneggiati.

dall'inviato Giancarla Rondinelli L'AQUILA Tre tende allestite di tutto punto. ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Berlusconi stringe mani, accarezza bambini, mangia formaggio e beve vino con gli alpini, non finisce di ringraziare i volontari per la loro straordinaria generosità. «Veramente non avrebbero potuto fare di più», dice seppellendo le polemiche contro i ritardi nei soccorsi, al braccio dell'ormai inseparabile sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso e insieme

Tutti 6. O niente esame di terza media ( da "Unita, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 914 studenti vicini alla licenza media dovranno avere tutti 6, condotta compresa, per essere ammessi agli scritti. La Gelmini per i ragazzini ha previsto regole più rigide rispetto ai licei, dove basta la media del sei per essere ammessi all'esame di Stato. Lo prevede il regolamento sulla valutazione.

Scuola, 55 sezioni a rischio ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Legge Gelmini L'assessore provinciale Marcheggiani non condivide l'ottimismo Scuola, 55 sezioni a rischio Primarie «Il ministero ha ignorato la specificità del nostro territorio» Elisa Sartarelli e Marco Staffiero Nella provincia di Rieti per la scuola primaria ci sarà un taglio di 83 unità.

Election day, la confessione: Bossi ha minacciato la crisi ( da "Unita, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che rinfaccia alla Gelmini questo spreco di denaro. CANDIDO Parla dunque di soldi e di minacce, di soluzioni naturali e per aggiungere ingenuità tiene per mano due scolaretti vestiti con maglie da calcio e da rugby. I bambini lo ascoltano, le telecamere lo inquadrano, il sindaco Nicola Menna non capisce cosa c'incastri con la scuola,

Nel piccolo e fiero campo tenda di Poggio Picenze si inaugura la prima scuola di fortuna dopo il ter... ( da "Unita, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che rinfaccia alla Gelmini questo spreco di denaro. CANDIDO Parla dunque di soldi e di minacce, di soluzioni naturali e per aggiungere ingenuità tiene per mano due scolaretti vestiti con maglie da calcio e da rugby. I bambini lo ascoltano, le telecamere lo inquadrano, il sindaco Nicola Menna non capisce cosa c'incastri con la scuola,

L'Università non si è fermata parola del Rettore-sfollato Voglia di ricominciare, nonostante il dolore. I professori fanno i pendolari, presto una tenda per le informazioni. Ieri ( da "Unita, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ci ha annunciato un decreto ad hoc». C'è stato qualche timore sul fatto che altre Università approfittassero di questa situazione sottraendo studenti? «Devo dire che la conferenza dei rettori è stata molto solidale. Solo qualche univesità telematica ha cercato di speculare, ma è stata poca cosa.

E a Genova sorgerà il nuovo parco high-tech ( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ricerca Mariastella Gelmini sarà illustrato il progetto riguardante la realizzazione del nuovo Parco Scientifico e Tecnologico a Genova – Erzelli e la sottoscrizione di un Protocollo d'intesa, con il quale i soggetti interessati (tra cui la svedese Ericsson) si impegnano all'istituzione del Centro di Ricerca e Sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni.

università: combattiamo per gli spazi ( da "Tirreno, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluto dalla Gelmini e da Berlusconi è un segnale preoccupante specie per quanti poi rivendicano in pubblico la riappropiazione di spazi e processi di autoformazione (come saranno possibili in una università che offrirà i propri spazi solo a pagamento?). Dal rifiuto di concedere le aule per le iniziative organizzate dalla campagna di boicottaggio a sostegno del popolo palestinese,

prima dell'autunno> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stavolta insieme con il ministro Mariastella Gelmini, per inaugurare il ritorno a scuola di 30 bambini, rassicurare la popolazione che prima dell'autunno non ci saranno più tendopoli, che lo Stato darà a chi vuole rifare la propria casa il 33% delle spese: «Sono sereno, abbiamo praticamente individuato la possibilità di fondi», sottolinea Silvio Berlusconi.

Liste Europee, rompicapo nel centrodestra ( da "Giorno, Il (Milano)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini (candidata numero uno alla successione del «governatore» al Pirellone), diversi componenti della squadra di Palazzo Chigi sperano che Berlusconi allontani da loro l'amaro calice della contesa elettorale. Eventuali risultati pazzi delle urne potrebbero, del resto, riflettersi negativamente sugli equilibri di forza stabilitisi in seno al Pdl.

I partiti schierano i big ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini e il candidato della coalizione alla presidenza della Provincia, Ettore Pirovano, della Lega Nord. Una presenza, quest'ultima, che costituisce pure un segnale forte di compattezza dopo le perplessità espresse da alcuni rappresentanti di Forza Italia sulla scelta del deputato del Carroccio.

Pd, riunione pubblica e raccolta di firme ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA INIZIATIVA DEL PARTITO DEMOCRATICO CONTRO LA RIFORMA GELMINI NON SI PLACANO le polemiche legate alla riforma della scuola proposta dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini. A Viareggio e in Versilia, infatti, continuano a sollevarsi le voci di dissenso nei confronti del decreto legge sulla scuola, a cominciare da quella del Partito Democratico,

Nella foto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale dove questa mattina si incontreranno i s... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Nella foto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale dove questa mattina si incontreranno i sindacati di categoria con i dirigenti dell'Ufficio per discutere dei tagli agli organici imposti dal decreto del ministro Maria Stella Gelmini

Scuola, alle elementari saltano 83 docenti ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Ufficializzati con circolare ministeriale i numeri del decreto Gelmini. Oggi incontro tra sindacati e Ufficio provinciale Scuola, alle elementari saltano 83 docenti Organici invariati alle materne ma ci sono più iscritti: rischio sovraffollamento

Una scuola materna al posto delle elementari? ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accetta della riforma Gelmini che va a tagliare le sezioni scolastiche più piccole. Da settembre, così, molte famiglie sposteranno i loro figli nelle altre scuole elementari di Rovigo o delle frazioni, visto che l'ipotesi delle cosiddette pluriclassi' (ossia classi nelle quali, ad esempio, gli alunni di terza elementare possono trovarsi insieme a quelli di quarta'

Classi numerose e 500 docenti in meno ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi I tagli del ministro Gelmini colpiscono anche la Ciociaria. Insorge la Cgil: sicurezza non garantita Classi numerose e 500 docenti in meno Record per la primaria, a casa 223 maestri. Mandarelli: «Cifra da rivedere»

Scuola, in Emilia tagliati 1637 insegnanti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti DECRETO GELMINI LA REGIONE AL MINISTRO: A RISCHIO LA QUALITA' DEL SERVIZIO BOLOGNA IL DECRETO Gelmini sulla scuola fa già sentire i suoi effetti anche in Emilia Romagna: in base ai piani di razionalizzazione e all'adozione del maestro unico ci sarà un taglio di 1637 posti nella pianta organica degli insegnanti (mentre a livello complessivo nazionale saranno 42100 in meno)

Aumentano gli alunni per classe e il ministero dell'Istruzione taglia gli organici dei docen... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e le superiori verranno colpite dalla scure della Gelmini. Secondo i primi calcoli dell'ufficio scolastico provinciale (manca ancora il dato ufficiale per questi due gradi di scuola), in provincia di Frosinone si perderanno tra i 150 e i 170 posti da insegnante. Siamo quindi a quasi 400. A questi tagli, previsti per l'organico di diritto (definito sulla previsione degli iscritti)

Rivolta contro la riforma Gelmini. ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Rivolta contro la riforma Gelmini. La Facoltà di Medicina dovrà rinunciare a 14 specializzazioni Scuola, Regione e sindacati contro i tagli «Perderemo non solo posti di lavoro ma avremo anche meno sicurezza»

MONTESILVANO - Il terremoto non deve fermare l'attività didattica: questo il messaggio ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assenza del ministro Mariastella Gelmini, che ha dato forfait all'ultimo momento, i tanti presidi intervenuti (specie quelli della provincia aquilana) hanno posto mille domande al responsabile regionale; ma la risposta è stata sempre la stessa. «Abbiamo 2000/2500 studenti -ha ribadito Petracca- , sfollati sui vari centri della costa,

dal nostro inviato RAFFAELLA TROILI L'AQUILA - La scu... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi è arrivato il ministro Mariastella Gelmini, poco dopo anche il premier Silvio Berlusconi. Disegni, plastilina, giochi e voglia di normalità, seppure in una scuola fatta di tre tende, seppure manchino tre ragazzini, Loris, Alena e anche Valbona, seppure i suoi piccoli alunni vivano da qualche giorno la condizione di sfollati, senza luce e senza riscaldamento.

LA SCURE' del ministro Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimi... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimi... LA SCURE' del ministro Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimini. Ma i tagli dovrebbero essere meno pesanti, di quanto previsto inizialmente da dirigenti scolastici e sindacati. Proprio ieri l'ufficio scolastico provinciale ha ricevuto dalla direzione regionale di Bologna il quadro degli organici per il prossimo anno scolastico.

Alla ricerca della normalità ( da "Italia Oggi" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini, è stata inaugurata la prima scuola da campo per i bambini della materna e delle elementari. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti, invece è stato a colloquio con il Magnifico Rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando di Orio.

L'AQUILA - Lo aspettano sotto il sole per qualche ora, ma quando poi arriva, carico di ... ( da "Messaggero, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiega il premier parlando con Guido Bertolaso al suo fianco e il ministro dell'Istruzione Gelmini che ha appena distribuito casse di libri alla trentina di bambini di materne ed elementari di Poggio Picenze, beccandosi anche le urla di un genitore che chiede conto al governo dei «440 milioni di euro regalati alla Lega per il referendum».

IN un tempo record (appena due giorni) hanno organizzato un presidio affollato e ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex Provveditorato sventolando striscioni e gridando a gran voce slogan anti-Gelmini. Come ha annunciato infatti il vicedirettore dell'Ufficio scolastico regionale Fulvio Izzo, spiazzando i sindacati per la portata dei tagli, superiore alle (già poco rosee) proiezioni, nel capoluogo saranno cancellati da settembre ben 276 posti.

NON c'è solo la questione precari e il tempo scuola ridot... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I tagli alla scuola annunciati dal Ministro Gelmini e resi ufficiali due giorni fa dall'Ufficio scolastico regionale avranno pesanti ricadute anche sul tema della sicurezza. Eh sì perchè con meno docenti, maggiori accorpamenti e quindi più alunni per classe si rischia seriamente di non essere in grado di far fronte ad eventuali emergenze con tempestività.

Si scaldano i motori in vista del maxi vertice ( da "Nazione, La (Lucca)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini che garantì il suo impegno. In pratica l'«Esa» viene considerata la porta di accesso allo spazio per l'Europa. La sua missione consiste nello sviluppo delle capacità spaziali europee e nella garanzia che gli investimenti effettuati per la conquista dello spazio continuino a produrre vantaggi e ricadute positive per tutti i cittadini europei.

ROMA Il premier Berlusconi mette a punto nuovi particolari sul piano di ricostruzione in Abruzzo. I... ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la tenda nel ricordo degli alunni scomparsi alla presenza del presidente del Consiglio e del ministro dell'Istruzione Gelmini. Il Vaticano dal canto suo fa sapere che il Pontefice potrebbe far visita alle popolazioni terremotate il primo maggio, ma la data è ancora da confermare. Il Procuratore Antimafia Grasso intanto annuncia: «Task force per prevenire le infiltrazioni mafiose».

Via dalle tende entro l'estate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insieme con i ministri Mariastella Gelmini (Pubblica istruzione) e Sandro Bondi (Beni culturali) – una scuola elementare allestita sotto tre tende dell'accampamento di Poggio Picenze. Una trentina di bambini hanno ricominciato, dopo dieci giorni, le lezioni; per tutti i ragazzi della conca aquilana la scuola ricomincerà lunedì.

Il premier: case entro l'autunno Dallo Stato aiuti fino al 33% ( da "Corriere della Sera" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fa finta di offendersi quando vede che quelle della Juve vanno a ruba e offre un siparietto pure col ministro Mariastella Gelmini che l'accompagna: «Tu che maglia vuoi?». Lei: «Quella della Juve». E Berlusconi pronto: «Espulsa dal governo ». I bambini ridono e questo è l'importante («Dico cose senza senso? Ma allora hanno ragione gli oppositori della sinistra...

di OLIVIA POSANI ROMA ANCORA UNA VOLTA in Abruzzo, stavolta in... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: stavolta insieme con il ministro Mariastella Gelmini, per inaugurare il ritorno a scuola di 30 bambini, rassicurare la popolazione che prima dell'autunno non ci saranno più tendopoli, che lo Stato darà a chi vuole rifare la propria casa il 33% delle spese: «Sono sereno, abbiamo praticamente individuato la possibilità di fondi», sottolinea Silvio Berlusconi.

a poggio picenze ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per gli scolari giornata speciale anche per la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (nella foto a fianco al sindaco Nicola Menna). «Questi bambini hanno subito un trauma molto forte - ha detto il ministro - e la scuola può e deve aiutarli a superarlo». foto Ansa 17/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

Nel Lazio 1.105 docenti ( da "Corriere della Sera" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ribattezzato «delle 40 ore». Secondo i dati diffusi dall'Ufficio scolastico regionale sulle nuove iscrizioni, le famiglie romane si sono infatti orientate verso questa scelta mentre a Frosinone, dove i tagli sono stati 223, Latina (-130), Rieti (-97) e Viterbo (-48) l'interesse prevalente si è diretto sulle 30 ore.

Riapre la scuola, anche se in tenda Di nuovo tra i banchi gli alunni di Poggio Picenze, in tre aule allestite nei pressi del loro istituto distrutto Gelmini: Una speranza che si to ( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aule allestite nei pressi del loro istituto distrutto Gelmini: «Una speranza che si torni alla normalità». Il premier ai bimbi: «Sono il maestro arrivato da Roma» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini incoraggia una piccola alunna della scuola-tenda di Poggio Picenze L'AQUILA È mancato solo il suono della campanella ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze,

La raccolta balza di slancio a 350mila euro ( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini fotografata ieri con alcuni dei bresciani della Protezione civile a Bazzano" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090417/foto/full_brescia_86.jpg',600,671)"> Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fotografata ieri con alcuni dei bresciani della Protezione civile a Bazzano BRESCIA Il rischio è quello,

campagna elettorale ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: eccezione sarà il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Dopo il taglio del nastro, Tentorio e Pirovano si presenteranno insieme alla stampa. E per annunciare l'appuntamento, nel Pdl hanno scelto anche la via telefonica: in questi giorni, se il telefono di casa squilla, può darsi che si senta una voce registrata che invita all'inaugurazione.

Invece del 5 in condotta nelle classi inglesi arrivano i buttafuori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da noi il ministro Gelmini se l'è cavata con il molto più ragionevole cinque in condotta, vien da dire che il problema dei programmi è relativo. Quella che dovrebbe preoccupare e sembrare aberrante è proprio l'idea di trasformare la scuola in uno strano incrocio tra un campo di battaglia e un carcere minorile.

Abruzzo, la vita riparte dalla scuola ( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola Lezioni nelle tende inaugurate dal premier e dal ministro Gelmini. Berlusconi promette aiuti concreti: il 33% a chi ricostruisce la casa. La nostra sottoscrizione vola a quota 350mila euro Silvio Berlusconi tra gli alunni di Poggio Picenze" title="Il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi tra gli alunni di Poggio Picenze" onClick="showImage('http://www.

abruzzo, a scuola sotto le tende ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla lavagna i bimbi hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale». E anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro Gelmini. I SERVIZI A PAGINA

visita lampo di berlusconi "entro l'estate alloggi per tutti" - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Visita lampo di Berlusconi "Entro l´estate alloggi per tutti" Con la Gelmini all´inaugurazione della prima scuola in un campo L´emergenza Il premier regala maglie del Milan E a una volontaria di colore dice: com´è abbronzata MEO PONTE DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Al primo giorno di scuola Silvio Berlusconi arriva in ritardo.

La promessa del premier: ( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Manna Berlusconi torna tra i terremotati e con la Gelmini partecipa alla lezione con 30 alunni sotto la tenda nostro inviato all'Aquila Niente baraccopoli, né tendopoli «a lunga permanenza». Ma «alloggi per tutti», prima che arrivi il freddo e l'autunno. Silvio Berlusconi lo promette appena mette piede a Poggio Picenze, paesino di mille anime (tutte sfollate) a due passi dall'

Procura, pronto l'elenco dei costruttori Silvio: "Tasse ai ricchi, solo un'idea" Bondi: "Per i restauri 50 milioni" ( da "Quotidiano.net" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Muore 19enne: le vittime salgono a 295 - La Gelmini apre la prima scuola - Ma le case in cui viviamo sono a prova di terremoto? - IL NOSTRO SPECIALELA FOTOSTORY Devastazione e speranza tra le macerie - LA TENDA-SCUOLA L'inaugurazione di Berlusconi e GelminiMeglio dare il 5 o l'8 per mille ai terremotati?

Oltre il terremoto: Università, banche e negozi. L'Aquila cerca la normalità ( da "Panorama.it" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul fronte scuole si riaprono i battenti a Pianella e il ministro Gelmini ha assicurato che tutti gli istituti saranno attivi da lunedì prossimo. Il tutto nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro hanno dato il là alla simbolica riapertura delle tre tende a Poggio Picenze, dove ci sono 30 bambini delle scuole materne e elementari.

nuovo statuto deferrari convoca gli stati generali dell'università - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini Alessandro Schiesaro (già ispiratore della riforma dello statuto dell´Università di Camerino, su cui Genova si è orientata) e il preside della facoltà di Scienze politiche dell´Università di Bologna, Giliberto Capano. «Questi interventi ci permetteranno di inquadrare il nostro progetto nel più ampio contesto di riforma nazionale del sistema universitario»

scuola, ribaltone alla direzione regionale - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al suo posto Anna Maria Dominici, voluta dalla Gelmini GIUSEPPE FILETTO Cambio al vertice della direzione scolastica regionale. Dal primo di giugno Attilio Massara va in pensione e al suo posto arriverebbe Anna Maria Dominici, che lascia la prestigiosa sede di Milano. La notizia gira negli ambienti scolastici.

un milione di firme contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello Un milione di firme contro la Gelmini «INACCETTABILE che le scuole e, peggio, le famiglie debbano pagarsi anche l´esame di Maturità. Il Ministero deve dare le risorse, ritirare i tagli e garantire il tempo pieno». E´ la senatrice Mariangela Bastico a dare voce alla petizione popolare in difesa della scuola pubblica promossa dal Pd.

DALL'INVIATO ANTONIO TROISE L'AQUILA. HA GLI OCCHI LUCIDI IL MINISTRO PER I BENI CULTURAL... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bondi incontra il premier Berlusconi e la sua collega di governo, Maria Stella Gelmini, di ritorno da Poggio Picenza, dove ha riaperto i battenti la prima scuola dopo il terremoto. Il ministro dei Beni culturali vuole avere un monitoraggio accurato della situazione. Secondo una prima stima, sarebbero circa 900 i monumenti fortemente danneggiati.

IL MINISTRO GELMINI ALL'APERTURA DELLA SCUOLA NELLE TENDE A POGGIO PICENZ... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)
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Abstract: Il ministro Gelmini all'apertura della scuola nelle tende a Poggio Picenze A sinistra un alunno nell'aula-tenda

RAFFAELLA TROILI L'AQUILA. MA LO SAI CHE VIENE BERLUSCONI? MA CHE VIENE CON L'ELICOTTER... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)
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Abstract: Arriva il ministro Mariastella Gelmini, poi il premier Silvio Berlusconi, i bambini sono lì che aspettano, con le maestre e le mamme che hanno ancora lo sguardo stralunato ma se incrociano quello dei bambini fingono felicità. È un po' una farsa ma è la vita, dice bene, anche se piange, l'insegnante Marianna Del Rossi: «Forse è un po' presto,

DALL'INVIATO GINO CAVALLO L'AQUILA. PIù SPECIALE DI COSì IL PRIMO GIORNO DI SCU... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2009)
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Abstract: Silvio Berlusconi, e del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il premier arriva pieno di regali: magliette del Milan e della Juventus, più richieste le bianconere (anche dalla Gelmini), e un pallone originale della prossima finale della Champions. Il Cavaliere recita persino una poesia di Palazzeschi.

La tragedia dell'abruzzo ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2009)
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Abstract: LA TRAGEDIA DELL'ABRUZZO Poggio Picenze: presente la Gelmini riparte la scuola sotto le tendopoli per trenta bambini terremotati Sale a 294 il numero delle vittime

Tagli alla scuola, chiude la elementare di Buso Al suo posto si prova a mettere una materna ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 17-04-2009)
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Abstract: tagli della riforma Gelmini ai maestri e demografia in calo, la frazione si ritroverà con un edificio vuoto e inutilizzato dal prossimo settembre. A meno che non vada in porto l'idea dell'assessore alla Pubblica istruzione Giovanni Cattozzi. L'interessato non si pronuncia, ma dalle voci che si raccolgono la proposta è sul tavolo ed è discussa da tutte le parti che devono mettersi d'

Sacconi: "Aiutiamo chi ha perso lavoro 800 euro al mese per gli autonomi" ( da "Quotidiano.net" del 17-04-2009)
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Abstract: Muore 19enne: le vittime salgono a 295 - La Gelmini apre la prima scuola - Ma le case in cui viviamo sono a prova di terremoto? - IL NOSTRO SPECIALELA FOTOSTORY Devastazione e speranza tra le macerie - LA TENDA-SCUOLA L'inaugurazione di Berlusconi e GelminiMeglio dare il 5 o l'8 per mille ai terremotati?

La strategiadel Cavaliere ( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)
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Abstract: Ed anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. Berlusconi è salito in cattedra per recitare «Rio Bo» di Palazzeschi. Giancarlo Graziosi

E Berlusconi in cattedra recita una poesia ( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. «Un piccolo segnale ma molto importante - ha detto il ministro - perché riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità». Ma la tensione nel campo non manca. E arriva anche la contestazione: «vergognatevi, dateci i 440 milioni (i risparmi in caso di election day,

( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)
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Abstract: Il responsabile della Protezione civile regionale: su 48 stabili analizzati, solo 7 resisterebbero a un forte sisma. Adeguamenti, costi enormi «Edifici pubblici a rischio in Sicilia, servirebbero 2 mld» La gioia di trenta bambini: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa scuola è davvero speciale». Sfollato contesta la Gelmini

A.Merloni, gruppo di lavoro riunito in mattinata ( da "gomarche.it" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha sollecitato il Ministro Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante, intervento già richiesto prima della crisi Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie.

Verderio S: in aula bilancio, petizione al Miur e Idrolario ( da "Merateonline.it" del 17-04-2009)
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Abstract: Il ministro Gelmini – ha spiegato il vicesindaco Motta – ha più volte assunto pubblicamente l`impegno di garantire il tempo pieno a chi lo avesse richiesto. Ora vogliamo che questo impegno sia mantenuto, per i nostri figli.” Il consiglio ha approvato all`unanimità.

Gruppo di lavoro crisi A. Merloni ( da "Quotidiano.it, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha sollecitato il Ministro Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante. Un intervento già richiesto anche prima della crisi dell'A.

Quadro meschino di una società pronta a perdersi ( da "Trentino" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: caso Don Gelmini e un po' scandalo di Rignano: quel che racconta Scurati in questo libro - in questi giorni al centro delle polemiche per la (auto)candidatura al Premio Strega - è tutto vero e assieme inventato. La stasi dei sentimenti, la quotidiana televisiva vaccinazione da emozioni reali, l'anaffettività imperante,

Franceschini all'Aquila: Non tutto funziona bene La funzione dell'... ( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Inoltre non si può far capire che si sono riaperte tutte le scuole» come è stato fatto dopo la visita di Berlusconi e del ministro Gelmini. «È stata fatta una cosa simbolica, ma per molti la scuola ricomincerà a settembre». Sulla ricostruzione Franceschini ha criticato gli aiuti del 33% da parte del Governo: «serve il 100%, non scaricare i costi sulla popolazione».

Giù le mani dalle elementari ( da "Corriere delle Alpi" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nei prossimi giorni all'assessore veneto Donazzan e al ministro Gelmini. Ma il vicesindaco Ianese è determinato. «Abbiamo cinque bambini nella nostra prima elementare, numero insufficiente per formare una classe, ma non possiamo certo pensare di far alzare questi piccoli alle 6 di mattino per trasportarli a Santo Stefano.

Manerba Museo più fruibile ( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è atteso anche il ministro alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Dalle 11 alle 19 la struttura rimane aperta al pubblico: all'interno, il Museo Civico, la sezione naturalistica del Parco e la mostra «Rotte commerciali della pietra ollare tra Alto e Basso Medioevo dalle Alpi Centrali alla Rocca di Manerba».

SALÒ Visita guidata con l'associazione Lacus Oggi dalle 15 alle 17 l'associazio... ( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: atteso tra gli altri anche il ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini che a Padenghe risiede. MAZZANO Si ribalta Tir carico di calce Ieri alle 13 un autoarticolato carico di calce si è ribaltato sul vecchio tracciato della strada statale 45bis a Mazzano, di fronte all'Italcementi. L'autista è rimasto illeso.

S. Giovanni, solo 12 alunni in seconda Classe a rischio per il decreto Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: solo 12 alunni in seconda Classe a rischio per il decreto Gelmini MOTTA DI LIVENZA. Ci sono dodici alunni soltanto nella seconda elementare di San Giovanni di Motta, perciò la scure del decreto Gelmini potrebbe far saltare la classe per il prossimo anno. I contatti fra i dirigenti scolastici provinciali, regionali e delle direzioni didattiche territoriali sono frenetici.

Guerra sui tagli alle scuole ( da "Stampa, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sulla mancanza di concertazione tra il provveditore, impegnato ad assegnare, entro il 20 aprile, il numero di insegnanti alle primarie, e gli enti locali (Provincia e Comuni) cui spetta la riorganizzazione scolastica sul territorio. Non sono escluse altre iniziative: «L'amministrazione farà valutazioni anche sotto i profili giuridici avvalendosi del supporto fornito dalla

Benedizione negata nelle aule della scuola ( da "Stampa, La" del 18-04-2009)
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Abstract: finita anche in Parlamento con una interrogazione al ministro Gelmini da parte del parlamentare verbanese Marco Zacchera. Il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo, Serafino Di Piano, ha opposto un netto rifiuto al parroco, don Salvatore Gentile, che gli aveva chiesto l'autorizzazione per entrare a scuola per la rituale, e tradizionale, benedizione pasquale.

Cgil contro i tagli del Governo "Più alunni iscritti, meno classi" ( da "Stampa, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Applicando il regolamento del ministo Gelmini l'ufficio scolastico provinciale le ha ridotte a 374, aumentando il numero dei bambini e accorpando classi e puriclassi». Per ora sono state soddisfatte le richieste di mantenere il tempo pieno: «Ma è vergognoso chiamarlo così -prosegue Prandi - infatti, senza compresenze degli insegnanti, non è più il modello didattico in uso oggi.

I bambini: ( da "Tempo, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il via alle lezioni con il premier Berlusconi e il ministro Gelmini, più un happening che un debutto scolastico post-terremoto. Ieri tutti sui banchi: 22 nelle classi elementari, 12 bimbi nella tenda per la materna. Bambini ancora sotto shock ma subito impegnati dalle maestre che non hanno voluto assolutamente far andare il pensiero alla notte del terremoto, alla fuga dalle case.

RITORNO A SCUOLA I disegni di bambini che hanno ripreso le lezioni nelle aule adibite nella tendopoli di Poggio Picenze. ( da "Tempo, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intermezzo lieto dopo la visita del premier Berlusconi e del ministro Gelmini. In basso il disegno di una bambina che ha voluto rappresentare il suo paese: bello e senza case crollate con un bel sole splendente che lo illumina. Tanta voglia di tornare alla normalità nonostante tra le vittiem del terremoto del piccolo centro aquilano ci siano stati tre bambini: Lorsi, Alena e Valbona.

meno maestri, alle elementari il tempo pieno è un rebus - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prossimo anno nonostante i tagli del previsti dalla riforma Gelmini. Ieri l´Ufficio scolastico provinciale ha comunicato quali saranno i loro organici per il prossimo anno. I tagli non sono consistenti, per buona parte delle scuole si tratta di una manciata di docenti. Eppure rischiano di mettere in crisi l´organizzazione delle classi che oggi stanno facendo un tempo pieno ibrido.

Morfasso, Rigolli lascia la segreteria Pd ( da "Libertà" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nocivelli punta il dito contro la circolare del ministro Gelmini, che ha alzato il tetto degli alunni da inserire nelle pluriclassi, e contro «il federalismo alla rovescia» con il quale «dal centro vengono decise le norme in barba alle specificità locali (non c'è nessuna deroga per le zone di montagna) e quindi le zone più disagiate sono anche quelle più colpite.

elementari, il tempio pieno diventa rebus - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quelli che il ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha messo al bando.«Le indicazioni ministeriali sono state applicate alla lettera, in maniera quasi ragionieristica», sostiene Nicola Puttilli, a capo del circolo didattico Mazzini di Torino e presidente regionale dell´Associazione nazionale dirigenti scolastici.

SPETTA al senatore del Pd Franco Marini a inaugurare, oggi alle 13,... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 18-04-2009)
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Abstract: Firme anti Gelmini Il Pd organizza oggi a partire dalle 16 in piazza Garibaldi a Forte un gazebo per la raccolta delle firme per una petizione popolare volta a discutere in Parlamento la riforma Gelmini. «Riteniamo che un provvedimento di questa portata che influenzerà fortemente il futuro degli alunni e delle famiglie,

Il Pdl si presenta in Brianza L'Udc va da sola ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno annunciato la loro presenza anche i Ministri Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini, il Vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e l'onorevole Raffaello Vignali. Il centrodestra sta elaborando il programma che sarà presentando in tutti i Comuni del Lecchese. INTANTO l'Udc ha scelto il suo alfiere per le Provinciale nell'incontro di ieri sera con Pier Ferdinando Casini.

massara, "bocciato" e deluso "mancavano sei mesi, non capisco" - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
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Abstract: amarezza Il successore Scelta del ministro Gelmini: il direttore scolastico regionale lascerà il posto prima della fine del suo mandato Massara, "bocciato" e deluso "Mancavano sei mesi, non capisco" Se mi avessero lasciato finire la carriera qui sarei rimasto, ma l´idea di essere trasferito mi ha convinto ad andarmene Anna Maria Dominici vicina alla Margherita?

università, ecco le cinque scuole che mandano in pensione le facoltà - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
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Abstract: voluta dal rettore e studiata da un´apposita commissione, piace al ministro Mariastella Gelmini, alla cui riforma degli atenei (imminente) aderisce in anticipo, con il contributo strategico del ligure Alessandro Schiesaro (responsabile della segreteria tecnica del ministro e che parteciperà alla "convention sullo statuto" del 4 maggio).

tempo pieno, fuori in 500 ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
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Abstract: L´assessore comunale all´istruzione Daniela Lastri lancia l´allarme e punta l´indice contro il ministro Gelmini: «A causa della sua legge in tutta la Toscana sono stati tagliati 361 insegnanti, così avremo gravi conseguenze. Per molte famiglie sarà una catastrofe». FERRARA A PAGINA VII

PESCARA - Sgravi sulle tasse universitarie, la proroga di sei mesi della durata del corrente anno ac... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-04-2009)
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Abstract: settimana il ministro Gelmini dovrebbe incontrare a questo proposito il presidente della Conferenza dei rettori, Enrico Decleva, ma già in occasione della sua visita all'Aquila il ministro ha annunciato provvedimenti e iniziative per riorganizzare la didattica e per mantenere il più possibile le strutture all'interno della città rendendo agibili alcune strutture non toccate dal sisma.

L'AQUILA - Lo fa per i suoi studenti e per la sua città, perchè è da qui... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-04-2009)
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Abstract: ho parlato col ministro Gelmini, mi ha assicurato che avremo il sostegno economico del governo». Così il 22 Di Orio lo sottoporrà al Senato accademico e se ci sarà il via libera, partirà subito. «Perchè me lo hanno chiesto gli studenti e anche le famiglie, sono stato sommerso da migliaia di mail, vogliamo restare qui, mi hanno detto e me l'hanno chiesto le famiglie,

"tempo pieno negato a 500 famiglie" - ernesto ferrara ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
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Abstract: istruzione Daniela Lastri lancia l´allarme: «A causa della legge Gelmini che ha tagliato 361 insegnanti in tutta la Toscana dal prossimo anno scolastico almeno 500 famiglie fiorentine che iscrivono i loro bambini al primo anno dovranno rinunciare al tempo pieno». Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 ne hanno fatto richiesta: ma solo circa 1.

FABRIANO - Quattro linee d'intervento per affrontare le conseguenze che la crisi dell'Antoni... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. Il terzo punto riguarda una ulteriore proroga per la busta pesante. Intervento già richiesto anche prima della crisi dell'Antonio Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie.

Elementari, 25 maestri in meno ( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'organico sul sostegno, come promesso dal ministro Gelmini, rimane stabile: per 1.700 alunni, che necessitano di aiuto, verranno assegnati 260 posti nell'organico di diritto. Nella scuola statale dell'infanzia, l'organico subirà l'incremento di un posto: su 2.685 bambini, i posti da assegnare saranno 221 invece che 220.

Sos Volania e Buonacompra ( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non avrebbe scampo e finirebbe sotto la scure della cosiddetta legge Gelmini). Assieme a Volania sono a rischio anche i plessi scolastici di San Giovanni di Ostellato, Monticelli di Mesola. In sede di conferenza istruzione, formazione e lavoro sono state affrontate le varie tematiche. Chiesto un congelamento della situazione sia per le primarie che per le secondarie di primo grado.

Nel Dl Bertolaso i 49 Comuni colpiti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: completare anche le misure per permettere agli studenti di non perdere l'anno scolastico: i due decreti già firmati dal ministro Mariastella Gelmini (non ancora pubblicati in Gazzetta) aprono agli studenti le porte delle scuole della Penisola e garantiscono la flessibilità di docenti e amministrativi. Non regolano le modalità per svolgere l'esame di Stato. andrea.carli@ilsole24ore.

Maestre e psicologi nei campi, a scuola di normalità ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. «Le abbiamo chiesto un po' di materiale, quaderni a righe e a quadretti, penne» dice Marisa, un'insegnante. «Facciamo leggere e scrivere i ragazzi. La didattica non si può interrompere del tutto, loro fanno presto a dimenticarsela. È impossibile però svolgere un'attività normale, così come ricostruire le classi dei due paesi perché i bambini sono sparsi ovunque,

Crisi, far rinascere il territorio con la riconversione industriale ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il mese scorso ho infatti sollecitato il ministro Maria Stella Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area». Entro aprile deve essere infatti approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181 per l'attrazione di investimenti e la riconversione industriale.

( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La rivoluzione-Gelmini, con i suoi effetti devastanti, si vedrà alle elementari. E non solo nelle prime classi», evidenzia l'assessore. Sono cento gli alunni in più, rispetto all'anno scolastico in corso, che tra qualche mese frequenteranno la prima elementare.

La riforma Gelmini fa sentire i suoi effetti ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 19 La riforma Gelmini fa sentire i suoi effetti I TAGLI NELLA SCUOLA I PRIMI SEGNALI della riforma Gelmini, iniziano a farsi sentire anche per le scuole di primo grado della media valle del Tenna, con la chiusura delle elementari di Massa Fermana. Già lo scorso fine settimana si è assistito, soprattutto negli istituti superiori della provincia,

Insegnanti, in graduatoria fino a quattro province ( da "Provincia Pavese, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per effetto della riforma Gelmini, si è tagliato di più si tenterà una migrazione. «Si cerca di dare sfogo a questa situazione occupazionale - spiega Torre -. E qualche possibilità ci sarà sul sostegno, ma si dà un po' un 'illusione». Altro punto: i giovani precari. Quelli cioè non ancora abilitati, ma che lo saranno appena completato l'esame.

Perché si buttano quei 460 milioni? Le mie domande scomode hanno disturbato lo show di Berlusconi e Gelmini. Ma non mi hanno risposto ( da "Unita, L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo show di Berlusconi e Gelmini. Ma non mi hanno risposto Mercoledì mi ha telefonato la Protezione Civile di Poggio Picenze per comunicarmi che i vigili del fuoco mi avrebbero accompagnato nella mia casa semicrollata, per farmi prendere alcuni effetti personali. Giovedì mattina alle 8,20 sono già al campo: tante facce nuove,

Da settembre nel Lazio 35 scuole in meno ( da "Corriere della Sera" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciata dal ministro Gelmini. I tagli alle risorse dell'Istruzione rischiano di compromettere soprattutto i piccoli Comuni: il prossimo anno scolastico si conteranno nel Lazio 35 istituti scolastici in meno rispetto al settembre scorso. L'allarme è stato lanciato da Legambiente nell'ambito della giornata dedicata agli studenti dei piccoli borghi,

aria di festa dal 26 al 29 giugno e per madrina un ministro donna ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini o Giorgia Meloni. Solo voci? Per saperlo bisognerà attendere le prossime mosse del Consorzio che per altro nel corso delle settimane a venire sarà occupato con i più svariati aspetti legati all'organizzazione della manifestazione. Il Comune, la sua parte, l'ha fatta recentemente deliberando la concessione d'uso di gran parte del centro in occasione di Aria di Festa.

Tempo pieno: a Milano richieste in aumento Ma mancano le risorse ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come la Gelmini ha promesso, tutte le domande delle famiglie venissero accolte». Alla trattativa di alcuni giorni fa l'amministrazione scolastica era disponibile a recuperare altre risorse togliendole però dagli organici delle medie inferiori. Una proposta di fronte alla quale le organizzazioni sindacali si sono irrigidite.

Massara: ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Liguria perchè scalzata dal suo posto da un uomo di fiducia del ministro Maria Stella Gelmini, Giuseppe Colosio oggi al provveditorato di Brescia. E si dice pronto per essere nominato direttore regionale della Lombardia. Verrebbe bene dunque questo posto che si libera anticipatamente, vale a dire il primo giugno, a Genova. Ma Attilio Massara non entra nel merito dei suoi successori.

Brunetta: 'Vedrete i curriculum dei manager pubblici' ( da "Corriere.it" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: commentando le critiche del sindacato valdostano Savt-Ecole sulla legge Gelmini e sulla legge Brunetta. «Tutte le Regioni italiane - ha precisato - saranno speciali, non ci saranno più privilegi». «Le Regioni a Statuto speciale - ha affermato Brunetta - sono istituzioni della Repubblica che per 50-60 anni hanno chi bene chi meno bene goduto di un vantaggio finanziario.

Scuola, l'elementare non si salva ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cade la scure della riforma Gelmini, la terza riforma nell'arco degli ultimi tre /quattro anni, quella che sembra destinata a provocare un vero terremoto sull'istruzione pubblica». Per la Pillon è inutile, come è stato fatto da qualche consigliere comunale, chiamare in causa la pianificazione della rete scolastica da parte dell'amministrazione comunale che,

L'Ennese è pienod'acqua, mancapianificazioneper l'utilizzo ( da "Sicilia, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: "utilizzato per gli studenti stranieri e tutte le università sanno perfettamente come fare. Tutti i 27 mila studenti aquilani potrebbero così trovare in questo modo una immediata soluzione. Per avviare la procedura - conclude Cataldo Salerno - è sufficiente una direttiva del ministro Gelmini". William Savoca

GIANLUCA SOLLAZZO SONO I NUMERI A PARLARE DA SOLI, NUMERI CHE FANNO MALE PIù DI UNO SCHIAFFO... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini: introduzione della figura del maestro unico, modelli di orario compresi tra le 24 e le 30 ore settimanali, riduzione delle compresenze. La conseguenza più preoccupante è la riduzione delle cattedre disponibili. Tagli che peseranno fortemente nella provincia di Salerno dove ad essere penalizzati saranno ben 236 insegnanti ordinari,

SILVESTRO MONTANARO NESSUNA DELLE OLTRE QUATTROCENTO NUOVE RICHIESTE AVANZATE PER IL PROSSIMO ANN... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini si è impegnato con i sindacati ma anche con noi per la praticabilità di quattro opzioni: 24, 27, 30 ore e del tempo pieno. Ed è secondo le scelte che le famiglie stanno compiendo che verranno poi dimensionati gli organici: è previsto dalla legge».

TAGLI E ANCORA TAGLI. LA PROVINCIA DI CASERTA PAGA UN CARO PREZZO PER LA RIFORMA GELMINI SULL'ORGANI... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La provincia di Caserta paga un caro prezzo per la riforma Gelmini sull'organico di diritto della scuola primaria. Dai primi dati, infatti, risultano per la scuola primaria 420 docenti in soprannumero, di cui 160 immessi in ruolo su posti comuni e sostegno che non hanno addirittura la sede di titolarità.

Il Pd: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)>" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come è stato fatto dopo la visita di Berlusconi e Gelmini, che sono riaperte tutte le scuole: è stata fatta una cosa bella e simbolica, riaprendo una classe in una tenda, ma a tutti gli altri bambini hanno detto che si torna a scuola a settembre». GLI ENTI LOCALI Franceschini è poi preoccupato per un eventuale esautoramento dei Comuni e della Provincia: «Il futuro - ha detto -

Federalismo, Brunetta: "Regioni statuto speciale? Ora finiranno i privilegi" ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: avviene purtroppo nel resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta". "Mi sono arrabbiato - ha sottolineato Brunetta commentando l?annuncio del sindacato valdostano - perchè è troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri. La Valle d?Aosta è una regione piccola, che riceve dallo Stato cinque volte le risorse delle altre.

Brunetta attacca: "Avete un federalismo bastardo" ( da "Stampa, La" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: colpevole di aver criticato in una nota la legge Gelmini e la legge Brunetta e di aver annunciato «con soddisfazione» un aumento di posti per i docenti a livello regionale. L'avesse mai detto. Il ministro s'è infuriato e le sue parole sono destinate a rovinare ancor di più l'umore in casa Uv, alla luce della svolta a destra e dell'alleanza con il Pdl per le Europee.

Il Probios centra l'exploit col Moglia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 15 pt e 29 st Gelmini, 8 st e 33 st Fezzardi S, 33 st Ghisleri GOZZOLINA: Piazza, Maghella, Berteni, Raminzoni, Pedrali, Fezzardi M, Gelmini, Tosadori, Hairech, Fezzardi S DirTagliani EDILBOX: Attianese, Campioni, Castelli, Cavallaro, Ghisleri, Grazioli D, Grazioli R, Mutti, Parmigiani, Perani, Ridoli, Sanbinelli, Scavone All.

il pd di carmignano si mobilita contro la riforma della gelmimi ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: primo partito nel Comune, si mobilita: contro la riforma della scuola Gelmini, già legge, e in vista delle elezioni provinciali. Lo fa raccogliendo, come nel resto d'Italia, firme per una petizione popolare a favore di una "scuola pubblica e di qualità", ribadendo ancora una volta la centralità dell'istruzione.

"Abbiamo teso la mano alla prof di religione" ( da "Stampa, La" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il legame che nasce tra il pachistano Casim e l'irlandese Roisin) su cui è incentrato il film del regista britannico quanto per i problemi che la donna, insegnante di musica in una scuola cattolica di Glasgow, si trova ad affrontare poiché è divorziata e secondo l'istituto religioso non può garantire il buon nome della scuola.

Festa in ritardo per Nava ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, che ha rinunciato all'appuntamento. HANNO PRESENZIATO poi l'assessore regionale alla Solidarietà sociale Giulio Boscagli e i vertici lecchesi del neocostituito Popolo della Libertà e della Lega Nord, come rispettivamente i segretari provinciali Mauro Piazza ed Ennio Fumagalli.

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: linea verde" della scelta dei giovani fu suggerita con forza dall'allora coordinatore Gelmini. Non vedo perché dunque non si sia continuato su questa linea, con una persona valida e propositiva come il segretario Claudio Pedrazzini, che si è fatto in quattro nel partito, o con un uomo di grande esperienza come Antonio Biancardi».

Tentorio e Pirovano aprono la sede del Comitato elettorale ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmin: «Lavoriamo per vincere insieme ha detto il candidato sindaco, determinato a mettere a tacere le polemiche anti-Pirovano innescate da una fronda interna a Forza Italia - Io sono stato indicato dai vertici nazionali, lui pure, non dobbiamo più chiedere niente a nessuno ma metterci al lavoro».

Cna, il settore moda chiede misure urgenti contro la crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «Oggi appaiono evidenti i risultati di riduzione di classi, di servizi-scuola per i cittadini e di posti di lavoro. Le modifiche alla scuola primaria sono state funzionali, come si è detto, alla riduzione di 60 maestre solo in Polesine si legge nella nota del coordinamento ma in realtà sono quasi altrettante anche le classi che non ci sono più e presto saranno chiusi molti

"Pensionata a chi?" Un confronto bipartisan ( da "Riformista, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fenomeno aggravato, ad esempio, dalla riforma Gelmini, che invece di aiutare le mamme che lavorano allungando le ore scolastiche, fa l'opposto (Saraceno). Pochi sembrano capire che il lavoro e le culle sono strettamente correlati: «nei paesi in cui l'occupazione femminile è elevata lo è anche la fecondità» (Cazzola).

L'AQUILA - Studenti aquilani tutti già promossi? La scuola non riapre, la nostra sfi... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha già detto che i ragazzi potranno essere inseriti nelle scuole delle città dove sono attualmente alloggiati. I loro percorsi scolastici curriculari saranno consegnati ai nuovi istituti. Chi resta, e avrebbe dovuto sostenere gli esami di Stato o di terza media, sarà impegnato in prove esclusivamente orali sul programma svolto fino al 4 aprile.

Una petizione contro la chiusura della scuola primaria della frazione Cesano. È l'iniziativa pr... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini per garantire l'apertura di un istituto. Di qui, la lotta tra i genitori delle due frazioni vicine per garantire l'esistenza del proprio plesso scolastico. «I cittadini di Cesano - concludono i genitori -, lontani dal voler fare una mera battaglia localistica, chiedono alle Istituzioni di considerare razionalmente i recenti investimenti fatti nella scuola e la programmazione

Università, l'Italia importa cervelli ( da "Corriere della Sera" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini). L'aumento delle iscrizioni di studenti stranieri non è solo una curiosità statistica, un motivo di orgoglio per il nostro mondo accademico che all'improvviso si scopre un po' più competitivo. Quei laureati, una volta tornati a casa, manterranno vivo per molti anni un legame con la cultura, le competenze e le capacità produttive del nostro Paese.

Brunetta attacca le Regioni a statuto speciale ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: resto del territorio nazionale in applicazione alla legge Gelmini e alla legge Brunetta», il ministro, a margine di un incontro elettorale ad Alba, ha colto l'occasione per dire che «tutte le Regioni italiane saranno speciali, non ci saranno più privilegi». Parole che hanno scatenato le reazioni degli esponenti politici di Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Alto Adige e Valle d'Aosta:

Corrado Guzzanti torna in scena con un a effetti speciali ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per la prima volta anche Di Pietro - e ai suoi cavalli di battaglia, svelerà al pubblico i trucchi per preparare i personaggi più complicati. Sul palco dello Smeraldo fino a stasera, ci saranno anche Marco Marzocca e Caterina Guzzanti nei panni di Maria Stella Gelmini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

brunetta: basta con le regioni speciali ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta», il ministro, a margine di un incontro elettorale ad Alba, ha colto l'occasione per dire che «tutte le Regioni italiane saranno speciali, non ci saranno più privilegi». Parole che hanno scatenato le reazioni degli esponenti politici di Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Alto Adige e Valle d'Aosta:

Università, l'Italia importa cervelli ( da "Corriere.it" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini). L'aumento delle iscrizioni di studenti stranieri non è solo una curiosità statistica, un motivo di orgoglio per il nostro mondo accademico che all'improvviso si scopre un po' più competitivo. Quei laureati, una volta tornati a casa, manterranno vivo per molti anni un legame con la cultura, le competenze e le capacità produttive del nostro Paese.

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini: «Non c'è da temere: le condizioni di base dell'istruzione primaria non sono modificate» «Alle superiori in settembre non ci saranno sperimentazioni o "anticipi" della riforma: non hanno senso "prove" a ridosso del cambiamento che inizierà nel 2010 per tutti» 19/04/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione,

Professionali, tutto va a Regione e Province ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è la riforma Gelmini sugli istituti superiori di secondo grado, che ridurrà drasticamente gli indirizzi di studio da oltre settecento a una trentina: ed ecco il ruolo di primo piano delle Province. Come quella di Vicenza, delegata dalla Regione alla competenza non solo sulle strutture, ma anche su Commissioni d'ambito e sperimentazioni,

Il Pd chiede una firma per salvare le scuole vicentine ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 19-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La petizione popolare non chiede infatti l'abolizione del decreto Gelmini, ma la revisione di alcuni provvedimenti previsti. «Chiediamo l'immediata cancellazione», spiega la brochure che sarà distribuita ai cittadini, «dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132 mila lavoratori della scuola attuati con la finanziaria estiva».

Scuole soppresse? Valenza già insorge ( da "Stampa, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL QUADRO UFFICIALE DEI TAGLI DOPO IL DECRETO GELMINI Scuole soppresse? Valenza già insorge Un alunno in meno: niente prima all'elementare Carducci [FIRMA]RODOLFO CASTELLARO ALESSANDRIA Oggi giornata campale per le scuole: alle 10 tutti i dirigenti delle elementari della provincia sono convocati dall'assessore Massimo Barbadoro che contesta le decisioni del provveditore Paola d'

Presidio sindacale al Provveditorato ( da "Corriere delle Alpi" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sotto il coordinamento della Provincia, sarà inviato all'assessore regionale dell'istruzione Elena Donazzan e al ministro Mariastella Gelmini. «Il nostro è un no a tutti i tagli, perchè la scuola di montagna ha già dato. E poi in questo modo si rischia di privare l'istruzione del suo ruolo fondamentale», dicono i sindacati.

I primi giorni non se n'è accorto nessuno. C'era altro cui pensare: il paese sventrat... ( da "Stampa, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proprio nel campo dove Berlusconi e il ministro Gelmini sono venuti per l'inaugurazione della prima scuola riaperta nelle grandi tende. «Noi siamo venuti per aiutare, abbiamo portato tonnellate di roba. Appena hanno saputo del terremoto, i nostri iscritti si sono mobilitati. Siamo venuti da tutta Italia», racconta Carletti e indica le trenta tende piantate nel prato.

Trofeo Gambini Under 17: trionfa la Virtus Bologna ( da "Libertà" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Buone prestazioni per i due piacentini in prestito all'Assigeco: Manstretta e Gelmini. Da rilevare la presenza anche di un altro piacentino tra le fila di Assigeco: Fedeli. La seconda giornata ha visto la vittoria della formazione più compatta nella finale di consolazione. Ha avuto la meglio Cernusco (111-62), compagine più completa e organizzata dei giovani piacentini.

Due ministri per il battesimo degli erzelli ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, sarà firmato il protocollo d'intesa tra Ericsonn, Regione, Comune e Provincia per la realizzazione agli Erzelli di un Centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni. In concreto il più grande centro Ericsson fuori dai confini svedesi e completamente votato alla ricerca sulla banda larga.

scuola e futuro: domani iniziativa di rifondazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si parlerà di Ddl Gelmini, Ddl Aprea, riduzione di organico, piani orario, maestro unico, accorpamenti, tempo pieno. Genitori, insegnanti, studenti, personale della scuola sono invitati per discutere delle prospettive della scuola pubblica, dei suoi significati e dei problemi che ne derivano.

GRUPPO DI LAVORO CRISI A. MERLONI. SPACCA: ACCELERAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA; DISTRETTO TECNOLOGICO; BUSTA PESANTE; QUARTO POLO FOTOVOLTAICO. ACCETTATA LA RICHIESTA DI RISORSE PER ( da "marketpress.info" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha sollecitato il Ministro Gelmini affinche` venisse sostenuta un´azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell´abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell´area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante. Un intervento gia` richiesto anche prima della crisi dell´A.

TERREMOTO: CHIODI, PRIMA NECESSITA' DARE UN TETTO A TUTTI ( da "marketpress.info" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insieme con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha visitato a Poggio Picenze la prima tensostruttura destinata agli alunni della scuola elementare del piccolo centro. "Passata la fase di emergenza acuta ? ha aggiunto Chiodi ? inizia ora la seconda fase e cioè dare agli aquilani una sistemazione più stabile e più sicura".

ASCOLI Il Piceno paga per tutti. Saranno 324 i posti di lavoro in meno per i docenti nel prossimo a... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: entrata a regime della riforma Gelmini, potrebbero raddoppiarsi nel giro di un paio di anni. E il timore di restare a vita senza una cattedra spinge i docenti precari a costituire un coordinamento provinciale per la difesa del posto di lavoro. In una situazione così difficile di contrazione di organici, il dirigente del circolo "Malaspina" di Ascoli,

TERREMOTO:GATTI,AIUTARE RAGAZZI E FAMIGLIE VERSO NORMALITA' L'ASSESSORE CON IL MINISTRO: LAVORIAMO PER GESTIRE EMERGENZA ( da "marketpress.info" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini. "Dobbiamo alleviare le difficoltà di queste persone - ha aggiunto Gatti, affinché possano ricostruire il proprio futuro. Sentiamo fortemente la vicinanza del Governo e del Ministro che si è mosso con sollecitudine. E´importante riprendere l´attività scolastica per ridare speranza a bambini, ragazzi e famiglie.

I paesi mobilitati per salvare le elementari ( da "Nuova Ferrara, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per la sorte delle elementari di Monticelli: il plesso con la nuova legge Gelmini non ha i numeri per sopravvivere e mentre i bimbi di 1ª e 2ª dovranno traslocare a Mesola rimane da vedere se anche le altre classi dovranno traslocare. A tale proposito nei prossimi giorni la direzione didattica dovrebbe convocare una riunione con i genitori dei bambini.

Per San Giovanni faremo tutto il possibile ( da "Nuova Ferrara, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: elementari sotto la scure della legge Gelmini c'è anche l'istituto di San Giovanni di Ostellato. «Le elementari non chiuderanno - afferma Giulia Merlo, (nella foto) assessore alla Pubblica istruzione -: non si farà la prima classe perchè ci sono solo 5 bambini iscritti ma, in base alle proiezioni già effettuate, nei prossimi anni è previsto un aumento demografico che ci fa ben sperare.

Corrado Guzzanti: molte facce, anche nuove ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Caterina Guzzanti sarà impegnata fra le altre nell'imitazione del ministro Mariastella Gelmini, mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Corrado Guzzanti propone una satira graffiante

piccoli comuni, una risorsa ( da "Tirreno, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Infine la scuola: «è necessario lavorare - dice - per un'Italia che sappia valorizzare le piccole comunità salvaguardando i vari presidi scolastici. Il ruolo della scuola è la garanzia della vita di tutti i comuni. La riforma Gelmini, infatti, punta proprio a questo».

Lo spoil system premia i giudici ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, ha dovuto rivedere l'organigramma dei propri collaboratori: come capo dell'ufficio legislativo aveva inizialmente scelto Tito Varrone, che però è stato sostituito da Maria Celentano. Prima di approdare a viale Trastevere la Celentano ricopriva lo stesso incarico al legislativo del dicastero per i Rapporti con il Parlamento.

"No ai volontari in camicia nera" ( da "Stampaweb, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proprio nel campo dove Berlusconi e il ministro Gelmini sono venuti per l?inaugurazione della prima scuola riaperta nelle grandi tende. «Noi siamo venuti per aiutare, abbiamo portato tonnellate di roba. Appena hanno saputo del terremoto, i nostri iscritti si sono mobilitati. Siamo venuti da tutta Italia», racconta Carletti e indica le trenta tende piantate nel prato.

Alunni stranieri In ogni classe non più del 30% ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in linea poi con quanto deciso dal ministro Gelmini». L'amministrazione finanzia anche altri progetti a favore dell'integrazione; si tratta del progetto "Persona", rivolto all'aiuto ed al sostegno degli alunni stranieri delle scuola elementare, ma anche attivo il progetto "Andrea nella scuola" rivolto agli alunni della scuola media.

Prodi e il funerale del Pd. ( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Sicilia, sbarcati i migranti della Pinar Malta: "Solo un disguido tra amici"Razzismo, via al vertice E Israele richiama il suo ambasciatoreZawahiri contro Obama:

Il Cnr dice due volte: buon compleanno Rita ( da "SaluteEuropa.it" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini e il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, assieme al presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani. Tra le autorità politiche che saranno presenti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

Altro Abruzzo - Diario di una visita di Berlusconi, tra penne lunghe, magliette della Juve, Silvan e preti abbronzati ( da "e-gazette" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Berlusconi chiede al ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini se preferisce una maglia della Juve o una del Milan. La Gelmini sceglie la maglia bianconera e lui ribatte: "Espulsa dal Governo". Tutti ridono. Autografi a 10 euro - Allora Berlusconi si schermisce, "Sono ormai un vecchietto". Un bambino sbotta: "Tu non sei un vecchietto".

Inaugurazione bagnata per la Sede Elettorale di Antonio Canzian ( da "Quotidiano.it, Il" del 20-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini sta massacrando la scuola, i cittadini devono tornare ad arrabbiarsi. Non possiamo esser resi passivi da un sistema che utilizza la televisione per renderci consenzienti, per addormentarci. Dobbiamo rimotivare il nostro elettorato, sottraendolo all'azione attrattiva esercitata dall'astensionismo,


Articoli

E i giovani democratici lavorano con gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

E i giovani democratici lavorano con gli studenti Oggi e domani i giovani Democratici attiveranno la loro prima iniziativa. Saranno presenti davanti alle scuole alle 13 per incontrare gli studenti e coinvolgerli in un confronto sulla scuola, attraverso l'email creata nei giorni scorsi per i contatti diretti (gd½pdmantova.it). Oggi sarà la volta dei licei classico e linguistico di Mantova e davanti ai licei e alla ragioneria di Suzzara. Domani saranno davanti a liceo scientifico, Itis, Vinci, magistrali, ragioneria e geometri di Mantova e davanti agli istituti di Guidizzolo, di Castiglione, all'Agrario e agli istituti superiori di Ostiglia. Ai ragazzi sarà distribuito un volantino con il quale si chiede «una scuola che non lasci indietro, pubblica, di qualità e più autonoma, più sicura e qualificata». «Credo fortemente nel valore della scuola come luogo di formazione e di crescita - dice Davide Raja, segretario provinciale - Per questo, in concomitanza con la mobilitazione regionale, ci attiviamo a fianco degli studenti contro i decreti Gelmini e contro i tagli alla scuola, che causeranno meno attività extracurriculari, scuole vecchie, degrado e poca manutenzione».

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In bus contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

In bus contro la Gelmini Protesta a Solferino dei Collettivi SOLFERINO. In bus per protestare contro la Gelmini. Gli studenti dei Collettivi mantovani domani saranno a Solferino per manifestare contro il ministro all'istruzione, nel paese per dare il via ai lavori per la nuova scuola. Il pullman partirà alle 9 dalla stazione Apam di viale Risorgimento. A Solferino gli studenti, che finora sono già una cinquantina, provenienti dai Collettivi 'aca tora' di Mantova, 'la fenice' di Suzzara e 'I care' di Ostiglia, sfileranno in corteo con striscioni. Una manifestazione pacifica, sotto cui cova però la rabbia contro il ministro. «Che senso ha l'inaugurazione di un nuovo istituto da parte di chi sta smantellando la scuola pubblica? - scrivono gli studenti - Quel 29 ottobre i cui questa riforma è passata al Senato è ancora vivo nelle nostre menti. Nel Mantovano diverse scuole cadono a pezzi. Altre stanno chiudendo sotto i colpi dei decreti ministeriali e allora a cosa serve questa inaugurazione se non come ennesimo spot elettorale? Mariastella Gelmini verrà in provincia di Mantova a regalare ancora una volta i suoi ipocriti sorrisi: è il momento di farle sentire la nostra voce direttamente». Forti della mobilitazione e delle lotte condotte finora, gli studenti lanciano un appello a tutti gli istituti «colpiti dalle leggi sulla scuola di questo governo, affinché anche rappresentanze di questi e dei comitati locali prendano parte alla manifestazione di sabato. Riteniamo importante che anche i piccoli paesi che vedono la propria scuola chiudere non cadano nei giochi elettorali dei partiti, sia di centrodestra che di centrosinistra, che non fanno altro che proporre assemblee a tema alla disperata ricerca di voti, non facendo altro che alimentare la mercificazione dei saperi». Per partecipare telefonare al 3456111578, oppure inviare una mail a i486@anche.no.

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Salve le elementari Foscolo e Pascoli (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il sindaco Scottà: una decisione diversa avrebbe creato solo problemi a tutti. Il presidente del comitato Todeschini: non abbassiamo la guardia Salve le elementari Foscolo e Pascoli Il provveditore Bigardi ha comunicato la decisione alle dirigenti scolastiche VITTORIO VENETO. Studenti, genitori e insegnanti delle scuole elementari Foscolo di Ceneda e Pascoli di via Nannetti tirano un sospiro di sollievo. Le loro scuole sono salve, non chiuderanno, nonostante le direttive del ministro Gelmini. Ieri il provveditore di Treviso Maria Giuliana Bigardi ha comunicato la decisione alle dirigenti del primo e secondo circolo Sandra Foltran e Maristella Bosu. Soddisfatti per l'esito positivo della vicenda anche i genitori del comitato «Salviamo la Foscolo», di cui è presidente l'avvocato Nicola Todeschini, che martedì avevano dato vita anche ad un blog su Facebook. Ieri la salvezza delle due elementari Foscolo e Pascoli, considerate a rischio per l'esiguità degli iscritti, è stata comunicata dalla direttrice degli istituti scolastici provinciali Maria Giuliana Bigardi alle dirigenti del primo e secondo circolo vittoriesi, Foltran e Bosu. Queste ultime, dopo l'incontro a Treviso, si sono recate in Municipio per comunicare la svolta positiva al sindaco Giancarlo Scottà e all'assessore alle politiche scolastiche Antonella Caldart. «Il contributo della dirigente Bigardi è stato fondamentale - afferma Caldart -. Ha infatti accolto i bisogni di studenti, insegnanti, genitori, personale non docente, tramite le dirigenti scolastiche e risolto con la consueta professionalità il problema. Di questa decisione siamo molto grati alla Bigardi». «Fortunatamente le nostre due scuole, che sembravano a rischio a causa dei pochi bambini iscritti, potranno continuare ad accogliere i piccoli studenti - afferma il sindaco Scottà -. Una decisione diversa avrebbe creato molti problemi sia al corpo docente, ma soprattutto ai bambini e ai genitori, che avrebbero dovuto abbandonare compagni, maestre, ambienti conosciuti per andarsene in altri plessi». I numeri per il prossimo anno scolastico parlano di 67 alunni alla Foscolo e 84 alla Pascoli. «Due scuole belle, ben tenute, con validi insegnanti - afferma Caldart - che sarebbe stato assolutamente insensato venissero accorpate ad altre realtà». Il popolo di Facebook, da quando martedì era stato lanciato l'appello per salvare la Foscolo, ha comunque risposto in maniera massiccia. «Da martedì ad oggi - afferma l'avvocato Nicola Todeschini - le persone che hanno dimostrato affetto ed interesse per la causa Foscolo sono state su Facebook oltre 90. E più di 200 sono stati invece i genitori che da quando è nato il comitato, hanno sottoscritto l' adesione. Nonostante il felice esito della vicenda non abbassiamo però la guardia, perché se per il prossimo anno la scuola Foscolo è salva, non è detto che nei prossimi anni si riesca ugualmente a garantire gli stessi numeri. Per cui per quanto ci riguarda continueremo la sottoscrizione». La Foscolo il prossimo anno scolastico avrà dunque 67 bimbi iscritti, di cui 11 in prima, 12 in seconda, 18 in terza, 13 in quarta e 13 in quinta. «Sono due ottime scuole che andavano salvate - conclude la dirigente Bosu -. A Pasquetta le classi quarta e quinta della Foscolo hanno vinto a Serravalle il primo campionato di lettura del Veneto, sfidando la Parravicini sul libro"Il peggior bambino del mondo" di Eoin Colfer». (Stefania Rotella)

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Le elementari perdono 10 maestre (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.GLI ORGANICI DOPO I RIDIMENSIONAMENTI MINISTERIALI Le elementari perdono 10 maestre [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Una decina di insegnanti in meno: questo il bilancio delle elementari di Asti città nell'assegnazione degli organici, dopo i tagli stabiliti dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. La riduzione più pesante, quattro insegnanti (da 41 del 2008 a 37), si registra al 1° Circolo, dove si ridurrà anche il numero delle classi (da 28 a 27); consistente il taglio anche al 4° Circolo, dove ci saranno tre insegnanti e una classe in meno, mentre al 3° Circolo i docenti saranno 57, contro i 59 attuali, con l'aggiunta di una classe e al 6° Circolo da 50 maestre si passa a 48, con una classe in meno. In un quadro di tagli, c'è, però, chi vede aumentare il numero dei docenti, come al 5° Circolo, dove da 54 si passerà a 55 insegnanti, con una prima in più, a tempo pieno, alla scuola «Buonarroti» e la conferma di corsi a 40 ore anche alla «Rio Crosio». «Per noi è un grande sollievo poter rispondere positivamente alle richieste delle famiglie - commenta Rosanna Sardo, direttrice del Circolo - Credo che la grande mobilitazione di genitori, sindacati e insegnanti abbia contribuito a determinare un forte senso di responsabilità. Molto del merito va riconosciuto anche all'Ufficio scolastico provinciale». Fra le notizie positive, c'è anche la conferma delle scuole nelle frazioni. «Non ci sono prime non autorizzate - assicura il provveditore agli Studi, Francesco Contino - Pur nel quadro di una riduzione dell'organico, siamo riusciti a limitare i danni, mantenendo i tempi scuola attuali. Nelle frazioni e nei piccoli paesi siamo riusciti a garantire le prime, limitando dove possibile il ricorso alle pluriclassi». Non manca, però, qualche preoccupazione sul modo in cui i tagli influiranno nella gestione delle classi. «La riduzione dell'organico farà vedere i propri effetti nel tempo - commenta Monica Iviglia, responsabile Cgil scuola - Le classi formate saranno più numerose di quanto non siano oggi e verranno a mancare le compresenze di insegnanti, fondamentali soprattutto in presenza di bambini con problemi e nelle pluriclassi». Per quanto riguarda la provincia, i tagli più pesanti nell'organico si registrano a Castelnuovo (-4), Moncalvo (-3) e Villanova (-3), mentre aumenta il numero di docenti assegnati a San Damiano (+3) e Rocchetta Tanaro (+2).

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Il maestro unico cancella 22 docenti delle elementari (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. LA SCURE DELLA RIFORMA Il maestro unico cancella 22 docenti delle elementari Nessun taglio per il sostegno E il tempo pieno sarà aumentato [FIRMA]STEFANIA ZORIO BIELLA Maestro unico, anticipo dell'età d'iscrizione, accorpamenti, tagli. Quanto ha influito sulla scuola la riforma Gelmini? A cinque mesi dall'inizio del nuovo anno, i dirigenti cominciano a fare i conti, che per le elementari del Biellese segnano meno 22 insegnanti rispetto all'organico di diritto (definito sulla previsione degli iscritti) in carica nell'anno 2008/2009. «La situazione non è allarmante come si temeva - commenta il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Piergiorgio Giannone -: gli insegnanti in meno sono l'effetto, in pratica, dell'istituzione del maestro unico nel primo anno». Nel dettaglio, lo scorso anno gli insegnanti assegnati erano 726, mentre quest'anno sono 704, di cui (restano fuori dal calcolo 3 insegnanti che insegnano al centro provinciale per l'istruzione per gli adulti) 403 a tempo normale e 298 a tempo pieno (contro 431 e i 292 dell'anno ancora in corso). Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, anche in questo caso il segno è positivo: più 3. Nel 2008 erano 58, mentre quest'anno saranno 61. «Anche il tempo pieno - continua Giannone - è stato aumentato: lo dimostra sia il numero degli insegnanti che il numero delle classi». Gli iscritti a settembre 2009 per il momento sono infatti 4533 a tempo normale, e 2632 a tempo pieno (mentre a settembre 2008 erano rispettivamente 4611 e 2506), divisi in 421 classi di cui 271 a tempo normale e 150 a tempo pieno (contro 281 a tempo normale dello scorso anno e 146 a tempo pieno nello scorso anno scolastico). Anche il rapporto tra numero di alunni e numero di insegnanti è migliorato, passando da 9,8 a 10,2. «Le cifre saranno ancora suscettibili di variazioni a luglio - puntualizza Giannone -, con le iscrizioni definitive, ma non sono pessimista. L'unico neo resta però sempre la mancata riorganizzazione della rete scolastica. La legge impone che non si formino classi al di sotto dei 15 alunni, quindi in alcuni paesi della provincia abbiamo dovuto accorpare bambini di prima, seconda, terza e quarta. Ma questa soluzione non va bene dal punto di vista didattico. Come non andrebbe comunque bene lasciare classi formate da due alunni, anche perché non socializzerebbero».

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[FIRMA]MARCO NEIROTTI INVIATO A L'AQUILA Poveri bambini. Inseguiti per tutta la mattina n... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]MARCO NEIROTTI INVIATO A L'AQUILA Poveri bambini. Inseguiti per tutta la mattina nella tendopoli da telecamere: «Sei contento di andare a scuola? Rivedrai i tuoi compagni?». Dicono di sì, non stanno a spiegare che è da quella notte di fine del mondo che li vedono lungo i corridoi ghiaiosi fra le tende. Poveri bambini. Adesso sanno cosa prova Vasco Rossi prima del concerto, quando deve ripetere le stesse cose a tante televisioni diverse. Ma lui è abituato e ci guadagna pure bene. Poi fa lo spettacolo. Loro anche. Prima con il ministro Gelmini, poi con il capo del governo Berlusconi che fa le interrogazioni: «Quante dita ha una mano? E dieci mani?». Era importante davvero per le famiglie questa scuola nel campo di Poggio Picenze. Trenta piccoli - dall'asilo nido dei 18 mesi alla materna alle elementari - con quattro maestre, le loro, quelle dalle quali si fanno prendere in braccio con fiducia. In tre tende hanno ricostruito le classi con i banchi, davanti agli ingressi dondoli e vasi di fiori. Anche in altri «villaggi» maestre richiamate dal Comune, maestre scampate ai crolli e sfollate organizzano scuola, ma qui ci sono proprio i banchi e c'è l'imprimatur dall'alto. Sarebbe la loro festicciola, una donna porta pure i cannoli e li fa passare tra la gente, severa: «Giù le mani, sono per loro». Lo stesso sindaco, Nicola Menna, nel saluto al ministro, fa cenno allo stupore per un assalto che poteva aspettarsi e che con un lapsus chiama «guerra mediatica». I piccoli che di notte hanno freddo sopportano un caldo tosto nelle tre tende blu, aspettando che abbia fine il circo e la loro vita torni alle cure delle insegnanti e poi delle famiglie. In questa confusione di uniformi e festa mediatica, la dolcezza sopravvive: le maestre, tenere nonostante siano braccate quanto i bambini. Donatella Galeoto risponde con pacatezza perfino quando le domandano se farà l'appello. Per cosa? Per sentire due assenze giustificate? Dalla morte. Ci sono stati due bimbi uccisi qui. Eppure la festa degenera con un altro microfono verso un uomo dolente: «Loris sarebbe stato contento di essere qui?». Mah, forse un banco marroncino è meglio di una piccola bara bianca. E' tutta allegra così la giornata. Il ministro Gelmini arriva senza chiasso, al microfono non spreca parole e, nella simbologia dell'inaugurazione, evita trionfalismi, bada alla tenda-scuola come elemento in più per lavorare sui traumi dei bambini. Il presidente Berlusconi è in forma: regala magliette di Milan e Juventus (nelle preferenze vince la Juventus), recita un po' di Palazzeschi, trova il parroco «abbronzato» anche se non è Obama e si dispiace di «non aver tempo di star qui ad abbronzarmi con voi». Alle signore consiglia di stare attente agli alpini che «sono peggio dei marinai». A tutti promette che finita l'estate «nessuno resterà nelle tende». Può accadere. Ieri sera tre sindaci spiegavano a proprietari di seconde case: «Se sarà necessario, per l'inverno firmeremo le ordinanze». Un po' seccati: «Il governo promette e noi faremo i cattivi». Eppure c'è un imbuto tritatutto: «Quelle sono passerelle, spot tv, ma è importante averli, ricordare che il tuo paese non c'è più in tanti muri, ma c'è nelle persone spossate». Davanti alla scuola da campo un padre lo dice alla Gelmini: «Perché invece di queste passeggiate non investite qui i soldi dell'election day?». Nei municipi o in quel che ne resta l'ottimismo di governo è utile, tra le tende il sorriso e l'ottimismo troppo cozzano con gli animi.

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la gelmini inaugura 3 classi: si riaccende la speranza (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Attualità La Gelmini inaugura 3 classi: «Si riaccende la speranza» Il ministro L'AQUILA. È mancato solo il suono della campanella ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma del 6 aprile. La campanella non ha suonato perchè manca ancora la corrente nella tendopoli che ospita una comunità di circa mille persone, allestita dalla Protezione civile della Regione Campania, ma i bambini erano eccitati come in un primo, vero, giorno di scuola. Sulla lavagna hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare». E anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. «Un piccolo segnale ma molto importante - ha detto il ministro - perchè riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità». Ma la tensione nel campo non manca. E arriva anche la contestazione: «Vergognatevi, dateci i 440 milioni (i risparmi in caso di election day, ndr) invece di fare passerelle», grida uno degli sfollati. Poi, però, tutto torna tranquillo. Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola "Ignazio Silone", 500 metri più in là, resa inagibile dal terremoto. Gli altri hanno trovato per ora sistemazione lungo la costa con le loro famiglie. Sui banchi, ieri mattina, hanno trovato dei fiori, penne e quaderni e un cornetto ripieno di crema. Hanno ritrovato anche tutti e sei i loro insegnati, emozionati come loro, e forse anche più. Non hanno trovato, invece, Loris e Alena, i loro compagni della 5ª elementare, uno italiano l'altra macedone, uccisi nel sonno dal crollo delle loro abitazioni. Li ricorda padre Giorgio, nella preghiera che precede la cerimonia di inaugurazione. «È soprattutto nel loro ricordo - aggiunge il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna - che abbiamo voluto ripartire dai bambini, per trarre da loro la forza di ricominciare». «Questi bambini - fa eco il ministro - hanno subito un trauma molto forte e la scuola può e deve aiutarli a superarlo».

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nelle dieci scuole comunali d'infanzia 454 richieste, 287 posti disponibili (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-04-2009)

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Pagina 25 - Cronaca Nelle dieci scuole comunali d'infanzia 454 richieste, 287 posti disponibili Sono pubbliche a partire da oggi le graduatorie per le iscrizioni dei bambini da 3 a 6 anni alle dieci scuole materne comunali. Si tratta di un momento molto atteso perchè i posti disponibili sono solo 287, ma le domande presentate sono state 454. Quindi in lista d'attesa vanno automaticamente 167 bambini con i loro genitori. A partire da oggi coloro i quali sono stati inseriti nell'elenco dei 287 «fortunati» hanno 30 giorni di tempo per presentarsi negli uffici di via Raggio di Sole e sottoscrivere l'accettazione formale. In caso contrario il posto non confermato sarà assegnato al primo della lista in attesa all'interno della specifica graduatoria, formulata scuola per scuola. Come si prevedeva, anche quest'anno il numero dei genitori stranieri che hanno chiesto l'iscrizione alla Scuola comunale dell'infanzia è risultato numeroso: 172 su 454, pari ad una percentuale del 35%. Come sempre il rapporto più alto tra alunni padovani ed alunni immigrati è stato registrato nelle scuole della Stanga e dell'Arcella. Al mago di OZ, all'Arcella, ad esempio, su 37 domande ben 20 sono quelle degli stranieri (oltre il 60%). Chi lascia a scuola i rispettivi figli solo due pomeriggi alla settimana paga una retta pari a 30 euro. Per 3 a 5 rientri si sborsano, invece, 65 euro. Delle dieci scuole comunali sette aprono i cancelli alle 8 (alcune alle 7,45) e terminano le lezioni alle 16, mentre soltanto tre tengono i bambini a scuola sino alle 18. Queste ultime sono la Cremonese, a San Lazzaro, la Madonna di Lourdes, a Santa Croce e la San Lorenzo da Brindisi, all'Arcella. In base alla recente decisione del ministro Gelmini sono state accettate per l'eventuale iscrizione anche le domande per i bambini di due anni e mezzo. Ma come è scritto nella stessa normativa ministeriale, i potenziali allievi con meno di tre anni saranno accettati soltanto dopo che saranno soddisfatte tutte le altre domande, liste d'attesa comprese. Ogni classe, chiamata anche sezione, sarà formata da 25 bambini. Il responsabile della formazione delle graduatorie, Maurizio Melchiorri, intanto, ricorda che il 15 maggio prossimo è l'ultimo giorno utile per iscrivere i bambini alla graduatoria per frequentare gli asili nido (da 6 mesi a 3 anni). Per ogni ulteriore informazione gli uffici di Palazzo Moroni sono a disposizione. (Felice Paduano)

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università mai ostaggio dei privati - mario girau (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Cagliari Università mai ostaggio dei privati I cinque candidati a confronto con il personale amministrativo MARIO GIRAU CAGLIARI. Cinque professori contemporaneamente sotto esame era da un po' che non si vedevano. C'è voluta la corsa, ormai lanciata, alla successione di Pasquale Mistretta per sottoporre Maria Del Zompo, Gavino Faa, Giovanni Melis, Raffaele Paci e Antonio Sassu alla valutazione di una commissione esigente: il personale dell'Università convocato da Cgil, Cisl e Uil per "interrogare i futuri rettori". Risultato? Giudizio sospeso, niente standing ovation, l'applausometro è schizzato in alto solamente quando Sassu ha dichiarato che "la politica del personale non si può fare con la circolare Brunetta". Per il resto battimani da bon ton del galateo. Banditi i toni da campagna elettorale, molto soft i riferimenti al curriculum individuale, indicato come unica stella polare per non sbagliare nella scelta del rettore. «Anche se bisogna riconoscere - ha aggiunto la Del Zompo - che non sono indifferenti carattere e personalità per un ruolo di coordinamento e confronto». S'è parlato molto di ricerca, organizzazione, personale, rapporti col territorio e governance. Solenne la promessa corale davanti ai rappresentanti di 1190 amministrativi e tecnici: l'Università di Cagliari dovrà rimanere totalmente pubblica, autonoma, a finanziamento statale, perché le "Fondazioni non risolvono i problemi", ha chiarito Giovanni Melis. Contro la politica dei tagli annunciata dal "decreto Gelmini", l'unica strada percorribile è il potenziamento della ricerca, unità di misura per attrarre fondi pubblici. Gavino Faa ha promesso che uno dei suoi primi atti sarà l'apertura di un ufficio europeo, "per portare fondi comunitari" sotto la torre dell'Elefante. Raffaele Paci ha già individuato le direttrici: riorganizzazione, premialità, merito e valutazione. Il futuro rettore, qualunque sia il suo nome, teme il rischio dell'autoreferenzialità, che l'Ateneo si chiuda in una torre d'avorio avulsa dalla città e dalla regione. «Con la ricerca si fa la fertilizzazione del territorio», ha spiegato efficacemente Antonio Sassu, che invita i 1200 docenti (compresi 540 ricercatori) a potenziare il connubio università-territorio. «Il servizio più richiesto dagli studenti - ha detto Gavino Faa - è farci carico dei loro problemi ordinari: casa e trasporti prima di tutto». Con un appello-critico alla città: «Cagliari non ha capito l'importanza dell'Università». Neppure quella economica. è stato calcolato che ciascuno dei 20 mila studenti fuori sede spende ogni mese 1000 euro e un assegno mensile di 20 milioni merita maggior attenzione e sensibilità, forse addirittura un vero quartiere universitario da Castello all'Orto botanico, da piazza Yenne a piazza d'Armi. Ricerca e didattica in cima alle preoccupazioni dei futuri rettori, ma supportate da una macchina amministrativa e tecnica oliata, ancor meglio se decentrata - secondo Melis - "per dare più potere a facoltà e dipartimenti". Qualche brusco colpo di timone e cambiamento di rotta immediato l'Universià cagliaritana se lo deve aspettare. Per risolvere il precariato: alcuni ricercatori da ben 16 anni lasciati "tra coloro che son sospesi". Per scorporare dall'Università le 130 persone che fanno parte dell'azienda mista. Per risolvere i conflitti di competenza tra Senato accademico e Consiglio di Amministrazione.

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Prodi e il funerale del Pd (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Un passo alla volta, felpato, come si usa nello stile degli ex dc (mai ex, in verità, in fondo all'anima politica). Romano Prodi prepara così il suo rientro dopo aver (ri)preso la tessera del Pd. E lo fa ancora una volta a Bologna. Con una frase buttata lì, quasi a caso, anch'essa felpata nel tono, ma politicamente durissima nella sostanza: "Qui c'è unione, quindi c'è vittoria". L'occasione era davvero ghiotta per questa nuova uscita: la convention per lanciare la candidatura a sindaco di Bologna del centrosinistra Flavio Delbono (area Margherita-Pd, allievo prediletto di Prodi) che ha presentato il suo programma elettorale al Teatro delle Celebrazioni. Luogo evocativo perché il Professore ha celebrato messa per pronunciare il de profundis definitivo sul progetto veltroniano ormai naufragato. Da dimenticare. Altro che "da soli si vince", ci mancava solo che Prodi rievocasse pure la "gioiosa macchina guerra" di Occhetto. Del resto basta dare un'occhiata allo schieramento che sostiene Delbono: ricalca il modello dell'Unione e annovera tra gli altri anche il Prc e liste di cosiddetti "delusi del Pd". E non è solamente uno schieramento che lega gli anti-Cofferati (non a caso il sindaco che la sinistra bolognese non ha mai amato, nei giorni scorsi ha sparato a zero proprio su Delbono, non a caso il Cinese aveva rotto col Prc in Comune). A chi gli chiedeva se con una coalizione di questo tipo ci sia del rischio, Prodi ha risposto: "No, no, va bene. Basta con le liti astratte sugli schieramenti.". Il Professore c'è e lotta di nuovo, insomma. E quando lo applaudono fa finta di tirarsi indietro dice serafico: "Si applaudono sempre i defunti.". Ma forse pensava proprio a Veltroni. chissà. "L'Unione vince", chi vuol capire capisca, la marcia di Romano è ripartita da Bologna. Senza troppi proclami, senza "sporcarsi le mani" con l'anti berlusconismo di sempre. A quello ci pensa il partito giustizialista che unisce Di Pietro, Grillo e l'accoppiata Santoro-Travaglio. In fondo gli "arrabbiati" possono essere d'aiuto a Romano, marcano le distanze fra cattolici ex dc (di sinistra) e riformisti ex Pci-Pds-Ds dagli "arrabbiati" avvicinandoli ai centristi di Casini. Ma questa è un'altra storia. Bufera nel Pd, Bettini sbatte la porta e denuncia: regime correntizio A sconquassare ancora di più il Pd arriva anche Goffredo Battini, gran regista delle politiche veltroniane che dalle pagine del Messaggero annuncia: "Non mi candido alle Europee, da due mesi non ho contatti con i leader". "Avevo dato una disponibilità all'impegno per la candidatura europea nel quadro di un sereno e condiviso giudizio, da parte del nuovo gruppo dirigente, della sua necessità e utilità politica, ma questo unitario giudizio non è emerso. È del tutto egittimo ma è così. Da circa due mesi non ho alcun contatto con la segreteria del partito". E Bettini denuncia: "Non sono stato coinvolto nella composizione delle liste che, da quel che appare sui giornali, lasciano in me più di una perplessità per un assetto che risente di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze". Scritto in Varie Commenti ( 7 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Apr 09 Epifani, Dario e la piazza elettorale E così Dario Franceschini alla fine ha risposto alla "chiamata" di Epifani e della Cgil: tutti in piazza a Roma appassionatamente per una manifestazione che così, da sindacale, diventa tutta politica. Un affare tra Cgil e Pd, insomma, con la Cgil che fa da locomotiva politica, detta la linea al Pd e preannuncia anche la linea dura sui rinnovi dei contratti. Il bersaglio, ovviamente è il solito: Berlusconi e quelli che l'opposizione definisce "spot" riducendo a una battuta da passa parola buono per gli apparatick elettorale in vista delle Europee e delle amministrative di giugno. Le riforme del governo? Le grandi opere? Gli aiuti all'industria? Gli incentivi? Gli interventi sul versante sociale? "Spot". Da piazza elettorale. La Cgil offre un salvagente al Pd diviso e in difficoltà, con il segretario Franceschini di fatto commissariato (leggi l'articolo di Laura Cesaretti) dagli ex Ds forte dei buoni rapporto con D'Alema. O ti aggrappi al salvagente sindacale o anneghi. Adunata con sindacalisti, deputati, amministratori e pure l'Anpi. e Bertinotti-Ferrero-Diliberto fino al "resuscitato" Veltroni. Come rileva il segretario della Cisl Bonanni: "Io mi meraviglio di chi ci va, perché una manifestazione potrebbero farsela da soli, e mi meraviglio di un sindacato che al posto di inseguireo biettivi sindacali, indica un obiettivo tutto politico. Sono sempre gli stessi che vanno li. Mi paiono gli aeroplani di Mussolini che ora sono lì che ora sono qui, sempre per obiettivi politici.". Giudizio impietoso, sulla Cgil, che fa il paio con quello sul Pd e sul suo segretario che ha detto "vengo anch'io" all'ultimo minuto, quasi non potesse farne a meno, di accettare "l'invito". Mossa che giustifica così: "Non volevo che i giorni precedenti alla manifestazione fossero attraversati dal dibattito su cosa fa il segretario del Pd". Naturalmente niente delegazione "ufficiale", mossa come al solito ambigua ma che certo non aiuta il fragile riformismo di parte del centrosinistra. E allontana ancora di più moderati e ceto medio dal Pd. Pensiero post manifestazione: siamo 2.700.00, siamo 300.000, siamo 1 milione, siamo 800.000 più degli altri. Vale per sinistra, destra, centro, grillini, girotondini ecc. ecc. ma non sarebbe ora di darci un taglio con questo "rituale" dell'iperbole politica insulso e bugiardo che, tra l'altro, mette in subordine e squalifica i "contenuti" di una manifestazione? Cosa ne pensate. Per meglio meglio quattro amici al bar. è più realistico, e poi la canzone di Gino Paoli è anche allegra. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) » (20 votes, average: 3.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 09 Casa, il "piano famiglia" riapre i cantieri Silvio Berlusconi incassa il sì delle Regioni e il piano casa parte. Così il governo può aprire una partita importante: da un lato si risponde ad esigenze concrete delle famiglie, dall'altro si rimette in moto l'edilizia da sempre volano importante dell'economia. Non è un risultato da poco in tempo di crisi e viste le polemiche a volte fondate ma spesso davvero strumentali, che hanno accompagnato la proposta lanciata dal premier. Certo, si dirà tanto per dire "qualcosa di sinistra" che il piano iniziale è stato ridimensionato (ma il premier ha sempre detto che doveva essere concordato con le Regioni) ma ora d'incanto la cementificazione del Bel Paese scompare o quasi, visto che anche le regioni "rosse" si sono messe in marcia assieme a quelle governate dal Pdl. Vabbé l'importante è che i cantieri partano: sono in ballo fra 60 e 70 miliardi di euro, che non sono bruscolini. Entro 10 giorni il governo varerà il decreto legge, poi toccherà al "federalismo del mattone" dare le risposte concrete. Tra l'altro il governo ha "confermato integralmente" gli impegni per i nuovi alloggi di edilizia popolare per i quali erano stati stanziati inizialmente 550 milioni di euro, con una parte di risorse che potranno essere reperite con la vedita delle case agli inquilini senza vendite "forzate" nei confronti di chi le occupa e non ha disponibilità economiche". Insomma, il governo mette a segno un altro punto importante, dopo la realizzazione del passante di Mestre, l'alta velocità Fs, il termovalorizzatore di Acerra. E, a proposito di cemento "buono" e "cattivo", arriverà anche il piano per le "nuove città": un insediamento urbanistico nuovo per ciascun capoluogo, sempre da realizzare in collaborazione con le regioni. In sintesi. Ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi. Premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia (ma i tetti nazionali si potranno anche superare). Sono questi i principali interventi che saranno contenuti nelle leggi regionali, leggi che i governatori - perché è a loro che passa la palla e sono loro che poi dovranno risponderne i cittadini - dovranno varare entro che i governatori s'impegnano a varare entro 90 giorni, altrimenti interverrà un commissario ad acta per "agire". Con questa crisi è meglio non scherzare e i tempi di apertura dei cantieri non dovevono essere lunghi. Due i punti importanti dell'accordo. Il primo. "Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento". Il secondo. Le Regioni s'impegnano a "introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta". Leggi il testo integrale dell'accordo fra governo e regioni Piano casa per le famiglie, ecco cosa si può fare punto per punto Scritto in Varie Commenti ( 32 ) » (12 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 09 Prodi, il ritorno al passato E così Romano Prodi ridiscende in campo. Non mi sorprende affatto, del resto l'avevo preventivato e scritto in altri post. Era solo questione di tempo. Pensare che il Prof si auto-pensionasse davvero non era nell'ordine delle cose (politiche) e nemmeno nel carattere dell'uomo. Farsi da parte? Proprio lui, il fondatore dell'Ulivo? Eppoi la scuola della vecchia Dc lascia il suo imprinting nel dna politico di chi ne ha praticato a lungo il rito. Ha solo aspettato che le cose andassero come dovevano andare (dal suo punto di vista), che il centrosinistra si sfasciasse sotto il peso delle sconfitte elettorali veltroniane. E ora torna a giocare il ruolo di "padre nobile", di grande "federatore". Comodamente seduto nel salotto tv buonista e caramelloso di Fabio Fazio, il Prof ha alzato l'indice della mano sinistra e ha affondato definitivamente il Pd così com'era stato concepito da Walter, il perdente di successo. E non l'ha fatto nemmeno troppo "pacatamente", evitando pure i "ma anche". Un assist prefetto per il buon Franceschini impegnato a de-veltronizzare il partito e a duettare con l'Udc di Casini. Fra ex della sinistra Dc si intendono, almeno loro. Altro che Pd come partito identitario e solitario. "Io ho sempre sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme. Se la legge permette ancora la frammentazione, allora serve una coalizione per vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto tra l'altro Romano. Insomma, assieme alla tessera del Pd ("non c'è stata una nuova iscrizione, c'è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava la tessera stampata") Prodi redivivo lancia la nuova-vecchia parola d'ordine: "Bisogna coalizzarsi". Insomma, rifare l'Ulivo (o l'Unione se preferite) e possibilmente allargarlo. Verso il centro? Verso la sinistra? Da tutte e due le parti? Il Prof per ora si ferma, sul punto, ma un fatto è certo: è tornato, e non farà la comparsa. Due volte affondato dai suoi, pare che voglia riprovarci con un copione che in realtà non è affatto nuovo ma che prevede a mio parere una variante importante: saranno gli ex Dc a pesare di più nella Balena bianco-rossa assieme all'ala anti veltroniana del Pd. Restano da capire due cose: quale sarà il ruolo di Massimo D'Alema? E come verrà declinata l'allenza con Di Pietro e l'ala giustizialista-girotondina della sinistra? E voi cosa ne pensate del ritorno di Prodi, serve davvero al centrosinistra? "Prodi affonda il Pd per riusumare l'Ulivo" di Federico Novella Cossiga: "Romano era in agguato. Ora si prende la rivincita" di Roberto Scafuri Cacciari: "Con il rientro di Romano torniamo al vecchio Ulivo, meglio scioglierci" di Francesco Cramer Scritto in Varie Commenti ( 101 ) » (29 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 11Mar 09 Se il cemento è di sinistra Il governo prepara il piano casa e subito il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. Il Giornale (lunedì 23 marzo) Dietrofront del pd sul piano casa: si può fare/di Gian Maria De Francesco Scritto in Varie Commenti ( 61 ) » (14 votes, average: 4.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 91 ) » (23 votes, average: 3.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 104 ) » (30 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 240 ) » (63 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (36 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 155 ) » (50 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (68) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pinto, guardi che non è colpa mia se Prodi non è andato in pensione. mi appassionano le... Michele Pinto: Signor Taliani, ad un mese esatto torna a parlare di Prodi. Va bene, lo faccia pure se vuole, ma per... voce nel deserto: Bella faccia tosta.Non gli bastano i gravissimi danni che ha inferto all'Italia.Coi suoi... Alberto Taliani: Ettore scrive per mail: Non ho mai creduto che Prodi sarebbe rimasto con le mani in mano, dopo la... Alberto Taliani: Caro Italiano, guardi che non sono io che penso a Prodi ma è Prodi che pensa al Pd, o quel che ne... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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PESCARA Ci si rialza. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa PESCARA Ci si rialza. Ma a fatica. La fobia del sisma dilaga tra le crepe delle strutture scolastiche. Sebbene il suono della prima campanella a Poggio Picenze abbia risvegliato a nuova vita i giovani terremotati. Non ancora riesce a ridestare, o meglio a tranquillizzare, quelli delle zone al margine del terremoto. Boicottano l'ingresso a scuola gli alunni del Liceo classico "Saffo" di Roseto. Hanno paura. Non si sentono sicuri. Chiedono altri accertamenti. E solo dopo averli ottenuti, entrano in classe. Dilaga la psicosi. Serve a ben poco il supporto del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che dall'Aquila annuncia la riapertura di tutte le scuole lunedì 20 aprile. «Abbiamo avuto una riunione operativa con i prefetti per mettere a punto gli ultimi dettagli. L'inaugurazione di questa scuola a Poggio Picenze riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, alla normalità, anche nelle aree più colpite dove i problemi sono maggiori e i tempi più lunghi». E ancora: «Un piccolo ma importante segnale che individua la volontà di ridare a queste popolazioni e ai bambini la normalità di cui hanno bisogno». Non erano neppure tranquilli i genitori degli alunni della scuola media "Paolucci" di Vasto. Come reporter, dotati di macchine fotografiche, si sono lanciati nei corridoi dell'edificio per immortalare le crepe presenti sui muri. Hanno preteso dei nuovi sopralluoghi. Li hanno ottenuti, ma soprattutto hanno avuto la rassicurazione che quella struttura è stabile. «Dal 2005 - spiega il sindaco Luciano Lapenna - abbiamo messo in campo un team di esperti che hanno setacciato le nostre scuole, garantendoci la loro sicurezza. I ragazzi frequenteranno aule agibili, ne siamo più che certi». L'ombra dell'inagibilità sovrasta anche l'istituto d'arte Mario de' Fiori di Penne e due delle tre sedi del Liceo scientifico Luca da Penne. Per questi ultimi si prospettano doppi turni o traslochi in altri edifici cittadini. Possono stare tranquilli invece i piccoli delle scuole comunali di Pianella: l'ultima conferma circa l'agibilità delle strutture è arrivata ieri dai Vigili del Fuoco che hanno effettuato una nuova ispezione negli istituti, accertando l'assenza di lesioni, crepe o altri danni eventualmente causati dalla scossa dello scorso 6 aprile. «Avevamo comunque registrato la preoccupazione di alcune famiglie, in apprensione per il perdurare dello sciame sismico - ha spiegato il sindaco Giorgio D'Ambrosio-, e proprio per tale ragione ho prorogato la chiusura delle scuole fino a sabato prossimo, disponendo per lunedì 20 aprile la ripresa delle lezioni». Meno rassicurante è il quadro degli istituti della Valle Subequana. Una nuova conferenza dei servizi, prevista per questa mattina nella sede della Comunità Montana, riconfermerà il desiderio di avere nuovi controlli sulle strutture con certificazioni che ribadiscano la loro stabilità. Ma anche dei moduli abitativi (tende) in cui allestire le scuole. I sindaci hanno anche inviato una lettera a Trenitalia e all'assessore regionale ai trasporti con la quale hanno chiesto un rimodellamento degli orari dei treni che risponda alle esigenze degli studenti pendolari. Per ora risultano agibili le scuole di Castelvecchio Subequo e le elementari (non la materna) di Molina. Intanto arrivano anche i risultati degli screening sulle scuole superiori del Teramano. Si potranno riaprire le porte dell'Itis di Sant'Egidio, dell'Istituto per geometri Forti (con la sola eccezione dell'auditorium e della palestra), dell'Istituto alberghiero Di Poppa, del Liceo artistico di Teramo, del magistrale Milli, dell'Itis e del Liceo scientifico (che evidenzia delle piccole lesione che saranno riparate prima di lunedì). A Teramo sono ancora sotto osservazione, invece, il liceo classico, il Comi e l'Ipsia. Ma anche l'istituto d'arte di Castelli, l'istituto tecnico per programmatori di Montorio e l'Istituto Pascal di Teramo. Da verificare ancora l'Istituto professionale per l'agricoltura di Piano d'Accio. Ad Atri, inoltre, concluse le verifiche, spetterà all'amministrazione deciderne l'apertura. Sui banchi già da ieri gli alunni di Nereto e Giulianova. A.D.L.

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Berlusconi alle prime lezioni tra le tende: (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Berlusconi alle prime lezioni tra le tende: «Entro l'autunno alloggio per tutti» dall'inviato Giancarla Rondinelli L'AQUILA Tre tende allestite di tutto punto. Banchi, lavagne, libri e giochi per i più piccoli. È così che nelle tendopoli i tanti rimasti senza casa cercano di tornare a una vita quanto possibile normale. Trenta bambini da ieri sono tornati sui banchi di scuola, e lo fanno in una tendopoli di Poggio Picenze, piccolo paesino alle porte dell'Aquila. Per l'occasione Berlusconi torna in mezzo ai terremotati dell'Abruzzo (la sesta volta dal giorno del sisma) e lo fa per portare parole di speranza, testimoniando con la sua presenza che lo Stato è accanto agli sfollati. Innanzitutto una rassicurazione: «Il governo non intende costruire baraccopoli e men che meno tendopoli. Vorremmo chiudere le tende e costruire vere case prima che inizi il freddo, prima dell'autunno», è la promessa del premier. Controlli contro mafia e speculazione «saranno rigidissimi». Le nuove abitazioni saranno «super sicure e a prova di qualsiasi tipo di scossa, come quelle costruite in Giappone». Ma soprattutto, chi vuole ristrutturare o ricostruire, potrà contare sullo Stato, con aiuti fino ad una cifra del 33%, mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma, «ognuno potrà essere artefice del proprio futuro». Il premier arriva a Poggio Picenze un po' in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ad attenderlo c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella >Gelmini. Berlusconi stringe mani, accarezza bambini, mangia formaggio e beve vino con gli alpini, non finisce di ringraziare i volontari per la loro straordinaria generosità. «Veramente non avrebbero potuto fare di più», dice seppellendo le polemiche contro i ritardi nei soccorsi, al braccio dell'ormai inseparabile sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso e insieme al presidente della Regione Gianni Chiodi. «Stiamo lavorando con esiti che lasciano ben sperare sulla ricostruzione e abbiamo praticamente individuato i fondi, siamo sereni al riguardo», spiega Berlusconi annunciando una riunione proprio oggi al riguardo. Di cifre non vuole farne. «Dodici miliardi? Adesso nessuno può ragionevolmente fare cifre». Di ipotesi sul tappeto ce ne sono tante. Anzi, ce ne sono ben diciassette. Si vedrà come procedere, seguendo quali priorità. Ma comunque come lui stesso annuncia parlando con alcuni giornalisti «vi stupiremo». Intanto, sul tavolo del governo ci sarebbe la questione "renserire l'Abruzzo nell'obiettivo uno" (regioni meno sviluppate e aiutate dai fondi europei). Già, reinserire. Perché l'Abruzzo qualche anno fa ne faceva parte, per poi, con la sua crescita socio-economica, essere slittato nell'obiettivo due. Domenica scorsa, dopo la messa di Pasqua, durante la solita riunione tecnica alla caserma di Coppito tra Berlusconi, Bertolaso, e Chiodi, il sottosegretario Gianni Letta ha telefonato al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Oggetto della telefonata proprio l'inserimento nell'obiettivo 1, non tanto dell'Abruzzo, ma solo della provincia dell'Aquila, cioè solo le zone colpite dal sisma. Una richiesta sulla quale Tajani avrebbe già dato la massima disponibilità. Tra le misure a cui si starebbe pensando il presidente del Consiglio ci sarebbe invece quella della tassa sui ricchi, tanto evocata il giorno prima ma subito ridimensionata da Palazzo Chigi. Lo stesso premier, rispondendo a una domanda secca sulla questione, minimizza. «Io assolutamente ho detto che non c'è stata nessuna decisione. Quanto al 5 per mille, non deve togliere agli altri, per esempio alle onlus». Funziona, per il Cavaliere, il modulo di affidare a singole province e regioni la responsabilità su diversi progetti di ricostruzione, previa «verifica nazionale». La grande disponibilità degli italiani, che hanno messo a disposizione le proprie case, e delle associazioni alberghiere consentirà a regime di dare un alloggio a tutti «ed entro l'estate ci sarà la possibilità di togliere la gente dalle tende». Il capo del Governo avrebbe in mente già un'idea sulle case su come potrebbero essere o con quali tecnologie realizzarle. Di una cosa intanto Berlusconi è certo, e cioè che le nuove case saranno tecnologicamente avanzate e supersicure perché costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e può avvenire qualsiasi tipo di scossa ma non accadrà nulla. «Su queste costruzioni metteremo pannelli solari anche per quanto riguarda l'energia, avranno metrature che vanno dai 50 ai 102-104 metri quadri. Io ho una vecchia esperienza da costruttore, cittadine ne ho fatte diverse, faremo case anche esteticamente apprezzabili».

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Il premier in cattedra davanti a trenta bambini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa La visita Il Cav assiste all'avvio dell'attività scolastica nella tendopoli a Poggio Picenze Il premier in cattedra davanti a trenta bambini dall'inviato È mancato solo il suono della campanella nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze. E questo perché manca ancora la corrente nella tendopoli che ospita una comunità di circa mille persone. Ma il clima tra i bambini era quello da primo giorno di scuola. Sulla lavagna hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare». Ed anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola «Ignazio Silone», 500 metri più in là, resa inagibile dal terremoto. Gli altri hanno trovato per ora sistemazione lungo la costa con le loro famiglie. Sui banchi c'erano dei fiori, penne e quaderni e un cornetto ripieno di crema. Non hanno trovato, invece, Loris e Alena, i loro compagni della 5/a elementare, uno italiano l'altra macedone, uccisi nel sonno dal crollo delle loro abitazioni. Li ricorda padre Giorgio nella preghiera che precede la cerimonia di inaugurazione, e il sindaco di Poggio Picenze Nicola menna nel suo discorso: «È soprattutto nel loro ricordo che abbiamo voluto ripartire dai bambini, per trarre da loro la forza di ricominciare». Nel frattempo, a ridargli un po' di allegria e di serenità ci pensa il premier. «Sono il maestro arrivato da Roma», scherza Berlusconi entrando nella prima tenda: «Se siete bravi e preparati ho dei regali per voi». Poi si siede in cattedra e, tra una battuta e l'altra, recita anche una poesia, "Rio Bo" di Aldo Palazzeschi: «Tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello...» comincia il premier. Ma i bambini non la sanno, si guardano intorno cercando un aiuto negli insegnanti. Dopodichè via coi regali: qualche pallone da calcio e da football americano, il pallone originale che useranno per la finale di Champions a Roma e tante magliette di Milan e Juve. Prima delusione: ne avanzano due rossonere. «E tu Mariastella quale maglietta vuoi?», chiede scherzosamente al ministro Gelmini. Seconda amarezza, la risposta del ministro: «Quella della Juve». Ma il premier incassa con eleganza: «Bene, eccola, espulsa dal governo però!». Davanti all'esuberanza dei piccoli alunni Berlusconi si schermisce, sottolineando di essere ormai un vecchietto. «Tu non sei un vecchietto», gli dice sicuro uno dei bambini. «Ok, assunto», ribatte Berlusconi sorridendo. I bambini ridono e il Cavaliere li accarezza e firma autografi. «Speriamo che conservino sempre questo sorriso», commenta con gli occhi lucidi una delle insegnanti. Autografi anche per due piccoli macedoni, ai quali il premier consiglia di rivenderli a non meno di 10 euro. «Io semmai lo vendo a 20», ribatte il bambino. E il Cavaliere: «Tu sì che hai fiuto per gli affari». Gia.Ron.

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Bondi si commuove davanti all'arte violata (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Bondi si commuove davanti all'arte violata Interventi Marchetti commissario per i beni culturali Il Cav: «Lista di nozze» per trovare fondi all'estero dall'inviato Maurizio Piccirilli L'AQUILA Una Via Crucis lungo la tragedia dell'arte aquilana. Il ministro Sandro Bondi ieri è arrivato sui luoghi del disastro. Ha toccato con mano i gioielli dell'archiettura medioevale feriti. Le chiese sfregiate. Gli affreschi polverizzati. E ha subito assunto le prime decisioni. Un commissario ad hoc per i beni culturali, Luciano Marchetti, veterano del terremoto di Marche e Umbria; l'inventario dei danni e la richiesta al Consiglio dei Ministri di 50 milioni di euro per le prime emergenze. Scortato dai vigili del fuoco e dal generale Nistri del Comando Tutela patrimonio artistico dei carabinieri, il ministro visita la Basilica sventrata di Collemaggio, assiste in diretta al salvataggio di una Madonna cinquecentesca in terracotta. Poi è la volta delle spoglie di Celestino V, messe in sicurezza nel vicino Torrione. Ha gli occhi lucidi: «Vedere le spoglie di Celestino V deposte in un sottoscala mi ha fatto una grande emozione». La commozione ravviva altri ricordi: «L'Abruzzo è una terra bellissima - dice Bondi - Ne scoprii i tesori grazie alla guida dell'amico scultore Pietro Cascella». Un altro attimo di esitazione e poi continua: «Ora si devono ricostruire questi tesori. E la Basilica di Collemaggio, così simbolica per l'arte abruzzese e italiana, sarà la nostra priorità». Per dare maggiore impulso il ministro assicura che verrà a L'Aquila ogni settimana. «Abbiamo attivato un centro operativo alla caserma della Finanza - spiega il responsabile dei Beni culturali - e nominato commissario, Luciano Marchetti. Le prime otto squadre di rilevamento per i danni ai monumenti sono già al lavoro. E presto, sempre a Coppito, funzionerà una sezione distaccata dell'Istituto Centrale del restauro. Per le prime emergenze, ha sottolineato Bondi, «servono 50 milioni di euro, per cui abbiamo deciso di chiedere d'inserire questo stanziamento nel decreto legge che sarà approvato la prossima settimana». Sono tanti soldi e per questo il ministero ha attivato un conto corrente dove chi vuole può «adottare» un monumento con una donazione. Il ministro si sofferma a guardare lo scempio della Basilica di Collemaggio e rivela: «Il Consigliere Mario Resca volerà negli Stati Uniti per prendere contatti con tutte le associazioni ed enti interessati a fare donazione». Il tour dell'«arte violata» continua. Bondi arriva a San Bernardino. Lì sul sagrato incontra il premier Berlusconi e il ministro dell'Istruzione Gelmini di ritorno dall'inaugurazione della prima scuola in tenda. I due si parlano e commentano lo sfacleo che li circonda. Il ministro-poeta spiega quali sono le prime necessità. Berlusconi chiede che il ministero prepari le schede dettagliate dei monumenti più danneggiati. Bondi assicura che entro la prossima settimana presenterà l'elenco di 38 beni artistici da restaurare, con tanto di indicazioni di spesa e di tempi. E il premier annuncia: «Questo elenco, una lista di nozze, io lo sottoporrò a tutti gli amici che si erano offerti nell'immediatezza. Il G8 mi sembra una buona occasione». Poi rivela: «Zapatero ha detto che c'è un castello spagnolo, forse di questo si occuperà lui». «Dove non arriveranno gli amici - assicura infine Berlusconi - lo Stato italiano interverrà con un suo programma tempestivo, con le date di inizio e di conclusione lavori scritte sui cartelli appesi nei cantieri».

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dall'inviato Giancarla Rondinelli L'AQUILA Tre tende allestite di tutto punto. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa dall'inviato Giancarla Rondinelli L'AQUILA Tre tende allestite di tutto punto. Banchi, lavagne, libri e giochi per i più piccoli. È così che nelle tendopoli i tanti rimasti senza casa cercano di tornare a una vita quanto possibile normale. Trenta bambini da ieri sono tornati sui banchi di scuola, e lo fanno in una tendopoli di Poggio Picenze, piccolo paesino alle porte dell'Aquila. Per l'occasione Berlusconi torna in mezzo ai terremotati dell'Abruzzo (la sesta volta dal giorno del sisma) e lo fa per portare parole di speranza, testimoniando con la sua presenza che lo Stato è accanto agli sfollati. Innanzitutto una rassicurazione: «Il governo non intende costruire baraccopoli e men che meno tendopoli. Vorremmo chiudere le tende e costruire vere case prima che inizi il freddo, prima dell'autunno», è la promessa del premier. Controlli contro mafia e speculazione «saranno rigidissimi». Le nuove abitazioni saranno «super sicure e a prova di qualsiasi tipo di scossa, come quelle costruite in Giappone». Ma soprattutto, chi vuole ristrutturare o ricostruire, potrà contare sullo Stato, con aiuti fino ad una cifra del 33%, mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma, «ognuno potrà essere artefice del proprio futuro». Il premier arriva a Poggio Picenze un po' in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ad attenderlo c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Berlusconi stringe mani, accarezza bambini, mangia formaggio e beve vino con gli alpini, non finisce di ringraziare i volontari per la loro straordinaria generosità. «Veramente non avrebbero potuto fare di più», dice seppellendo le polemiche contro i ritardi nei soccorsi, al braccio dell'ormai inseparabile sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso e insieme al presidente della Regione Gianni Chiodi. «Stiamo lavorando con esiti che lasciano ben sperare sulla ricostruzione e abbiamo praticamente individuato i fondi, siamo sereni al riguardo», spiega Berlusconi annunciando una riunione proprio oggi al riguardo. Di cifre non vuole farne. «Dodici miliardi? Adesso nessuno può ragionevolmente fare cifre». Di ipotesi sul tappeto ce ne sono tante. Anzi, ce ne sono ben diciassette. Si vedrà come procedere, seguendo quali priorità. Ma comunque come lui stesso annuncia parlando con alcuni giornalisti «vi stupiremo». Intanto, sul tavolo del governo ci sarebbe la questione "renserire l'Abruzzo nell'obiettivo uno" (regioni meno sviluppate e aiutate dai fondi europei). Già, reinserire. Perché l'Abruzzo qualche anno fa ne faceva parte, per poi, con la sua crescita socio-economica, essere slittato nell'obiettivo due. Domenica scorsa, dopo la messa di Pasqua, durante la solita riunione tecnica alla caserma di Coppito tra Berlusconi, Bertolaso, e Chiodi, il sottosegretario Gianni Letta ha telefonato al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani. Oggetto della telefonata proprio l'inserimento nell'obiettivo 1, non tanto dell'Abruzzo, ma solo della provincia dell'Aquila, cioè solo le zone colpite dal sisma. Una richiesta sulla quale Tajani avrebbe già dato la massima disponibilità. Tra le misure a cui si starebbe pensando il presidente del Consiglio ci sarebbe invece quella della tassa sui ricchi, tanto evocata il giorno prima ma subito ridimensionata da Palazzo Chigi. Lo stesso premier, rispondendo a una domanda secca sulla questione, minimizza. «Io assolutamente ho detto che non c'è stata nessuna decisione. Quanto al 5 per mille, non deve togliere agli altri, per esempio alle onlus». Funziona, per il Cavaliere, il modulo di affidare a singole province e regioni la responsabilità su diversi progetti di ricostruzione, previa «verifica nazionale». La grande disponibilità degli italiani, che hanno messo a disposizione le proprie case, e delle associazioni alberghiere consentirà a regime di dare un alloggio a tutti «ed entro l'estate ci sarà la possibilità di togliere la gente dalle tende». Il capo del Governo avrebbe in mente già un'idea sulle case su come potrebbero essere o con quali tecnologie realizzarle. Di una cosa intanto Berlusconi è certo, e cioè che le nuove case saranno tecnologicamente avanzate e supersicure perché costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e può avvenire qualsiasi tipo di scossa ma non accadrà nulla. «Su queste costruzioni metteremo pannelli solari anche per quanto riguarda l'energia, avranno metrature che vanno dai 50 ai 102-104 metri quadri. Io ho una vecchia esperienza da costruttore, cittadine ne ho fatte diverse, faremo case anche esteticamente apprezzabili».

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Tutti 6. O niente esame di terza media (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Tutti 6. O niente esame di terza media L'esame di terza media rischia di diventare un percorso ad ostacoli. I 540.914 studenti vicini alla licenza media dovranno avere tutti 6, condotta compresa, per essere ammessi agli scritti. La Gelmini per i ragazzini ha previsto regole più rigide rispetto ai licei, dove basta la media del sei per essere ammessi all'esame di Stato. Lo prevede il regolamento sulla valutazione.

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Scuola, 55 sezioni a rischio (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Legge Gelmini L'assessore provinciale Marcheggiani non condivide l'ottimismo Scuola, 55 sezioni a rischio Primarie «Il ministero ha ignorato la specificità del nostro territorio» Elisa Sartarelli e Marco Staffiero Nella provincia di Rieti per la scuola primaria ci sarà un taglio di 83 unità. Per la scuola dell'infanzia invece non ci saranno variazioni nell'organico, con un aumento però di 345 bambini, per un totale di dieci sezioni in più. Queste le conclusioni, dopo ore di dibattito in sede regionale mercoledì, dell'incontro tra l'assessore all'Istruzione Silvia Costa, il dirigente scolastico Bucchioni e le varie realtà sindacali sui tagli nelle scuole. «È del tutto evidente che in una provincia come la nostra, che rappresenta nemmeno il 3% della popolazione scolastica del Lazio, queste scelte siano inaccettabili – dichiara l'assessore alla Scuola della Provincia, Gustavo Marcheggiani – Nella scuola primaria si vorrebbero abolire 55 sezioni su un totale regionale di 139, e si vorrebbe tagliare l'organico di diritto del 12,8%». La posizione dell'assessore Marcheggiani è netta. «Ribadiamo la netta contrarietà della Provincia ai tagli, consideriamo inaccettabili i metodi seguiti dal ministero, respingiamo ogni tentativo di penalizzare la nostra provincia anche rispetto alle altre province del Lazio. Ed è solo il primo taglio annuale dei tre previsti dalla Finanziaria. Ora mi auguro che nessuno voglia rappresentare le posizioni della Provincia come visioni di parte, e che tutti, a partire dai parlamentari eletti nel territorio, si sentano seriamente impegnati a sostenere le specificità della nostra provincia, che rischia davvero di ricevere un colpo durissimo in un settore fondamentale». Resterebbe invariato per il momento il numero delle maestre di sostegno, che come l'anno in corso dovrebbero essere 154. In totale nel Lazio il taglio complessivo è di 2794 docenti, pari al 7,6 % del taglio nazionale, mentre il taglio del personale Ata è di 1338 posti, di cui 868 collaboratori scolastici. Per quanto riguarda la scuola media, i tagli previsti sono di oltre 1.144 docenti e per la secondaria di II grado di 1.121. Si resta in attesa di conoscere i numeri definitivi dei tagli per la scuola secondaria di primo e secondo grado, che saranno resi noti oggi ai sindacati provinciali Snals-Confsal, Cisl-Scuola, Flc-Cgil e Uil-Scuola dall'Usp di Rieti.

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Election day, la confessione: Bossi ha minacciato la crisi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Election day, la confessione: «Bossi ha minacciato la crisi» MARCO BUCCIANTINI Nel piccolo e fiero campo tenda di Poggio Picenze si inaugura la prima scuola di fortuna dopo il terremoto: ci sono 27 bambini, 5 maestre, 221 giornalisti accreditati, 19 telecamere, ci sono quattro preti, un ministro quasi puntuale e un sindaco stanco e dignitoso che impreca: «Non li volevo tutti questi giornalisti fra i piedi». La scena è ferma. Si aspetta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che arriva all'una, con tre ore di ritardo, maglioncino nero, completo blu, e si prende la ribalta con un candore fanciullesco: «Avessimo accorpato il referendum alle elezioni europee, la Lega avrebbe fatto cadere il governo». Tecnicamente si chiama ricatto, ordito da un partito che vede il referendum come l'estrema unzione. Romanticamente si chiama occasione persa: l'election day avrebbe fatto risparmiare allo Stato 460 milioni: sarebbero tornati utili nella ricostruzione dell'Abruzzo. «Erano molti di meno», dice Berlusconi, ma non è convinto. Lo è però della decisione presa: «Dovremo ospitare il G8 alla Maddalena, c'è l'emergenza economica e c'è il terremoto: non potevamo permetterci la crisi di governo. Non è stata una debolezza di fronte alla Lega, la scelta mi è parsa naturale». Vallo a spiegare al Pd, a Fini, al Taddei, sfollato e arrabbiato, che rinfaccia alla Gelmini questo spreco di denaro. CANDIDO Parla dunque di soldi e di minacce, di soluzioni naturali e per aggiungere ingenuità tiene per mano due scolaretti vestiti con maglie da calcio e da rugby. I bambini lo ascoltano, le telecamere lo inquadrano, il sindaco Nicola Menna non capisce cosa c'incastri con la scuola, ma non ha più voce per protestare («l'ho persa nelle nottate in tenda, non abbiamo le stufette, fra un freddo boia»). Chissà quante stufette e quante case ci venivano con 400 milioni... «Vi darò una sistemazione entro la fine dell'estate - assicura il premier che poi però si prende un autunno di tempo -«Per l'inverno avrete tutti una casa, chi se la rifà da solo avrà un terzo di contributi dallo Stato». Non cerca scorciatoie: «Qualcuno della mia età si sarebbe trovato in difficoltà con sette schede in cabina...», lo dice così, come chi si era convinto che fare tutto in un giorno era più giusto, più solidale, ma che ha dovuto pagare il "pizzo" per tenere aperta la bottega del governo. LA CLASSE I bambini vanno «in classe» alle dieci, quando il sindaco suona la prima campanella dopo quel giorno. Lucian Sescu è al primo banco con Francesca. Quando si annoia, disegna delle bandierine con la matita blu. In questo fiume di annunci e promesse, quello che accade è una cosa concreta: la scuola per gli sfollati. I bambini della tendopoli sono divisi in tre gruppi: materne, elementari dal 1° al 3° anno, elementari del 4°-5° anno. «Siamo qui, dobbiamo fare» - con queste parole ha ricominciato la maestra. Alle 13 e 10, quando arriva «il presidente del Milan» - come dice Marco, i bambini sono sfiniti dal caldo, dall'attesa, dal prete che improvvisa la messa e dal comizietto della Gelmini. Francesca ha scritto un pensiero nella pagina del nuovo quaderno: «Per Loris e Alena». Sono i bambini della V elementare di Poggio Picenze che non risponderanno più all'appello. Berlusconi gira per il campo, alla ragazza di colore dice che «sarebbe bello poter prendere il sole quanto te... stringimi forte, chiamami papà...», alla quasi coetanea 76enne che lo raccomanda di «lasciare spazio ai giovani», risponde: «Signora, pensi per lei». Al bambino macedone che gli chiede un autografo dà un consiglio che provoca una lieve intossicazione aziendalista: «Non rivenderlo a meno di 20 euro». Il quaderno di Lucian è pieno di piccole bandiere blu, ripassate più volte. lo scenario del rinvio di un anno In serata, dopo l'ufficio politico Pdl a Palazzo Grazioli, arrivano le parole del ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Abbiamo deciso di affidare a Berlusconi la decisione di procedere con il voto il 21 giugno oppure di rinviare di un anno il referendum». Ci sono più giornalisti che bambini, è il primo giorno di scuola per i piccoli sfollati a Poggio Picenze. Arriva il premier (in ritardo) che confessa: sull'election day ho dovuto cedere alla Lega sennò saltava il governo.

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Nel piccolo e fiero campo tenda di Poggio Picenze si inaugura la prima scuola di fortuna dopo il ter... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Nel piccolo e fiero campo tenda di Poggio Picenze si inaugura la prima scuola di fortuna dopo il terremoto: ci sono 27 bambini, 5 maestre, 221 giornalisti accreditati, 19 telecamere, ci sono quattro preti, un ministro quasi puntuale e un sindaco stanco e dignitoso che impreca: «Non li volevo tutti questi giornalisti fra i piedi». La scena è ferma. Si aspetta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che arriva all'una, con tre ore di ritardo, maglioncino nero, completo blu, e si prende la ribalta con un candore fanciullesco: «Avessimo accorpato il referendum alle elezioni europee, la Lega avrebbe fatto cadere il governo». Tecnicamente si chiama ricatto, ordito da un partito che vede il referendum come l'estrema unzione. Romanticamente si chiama occasione persa: l'election day avrebbe fatto risparmiare allo Stato 460 milioni: sarebbero tornati utili nella ricostruzione dell'Abruzzo. «Erano molti di meno», dice Berlusconi, ma non è convinto. Lo è però della decisione presa: «Dovremo ospitare il G8 alla Maddalena, c'è l'emergenza economica e c'è il terremoto: non potevamo permetterci la crisi di governo. Non è stata una debolezza di fronte alla Lega, la scelta mi è parsa naturale». Vallo a spiegare al Pd, a Fini, al Taddei, sfollato e arrabbiato, che rinfaccia alla Gelmini questo spreco di denaro. CANDIDO Parla dunque di soldi e di minacce, di soluzioni naturali e per aggiungere ingenuità tiene per mano due scolaretti vestiti con maglie da calcio e da rugby. I bambini lo ascoltano, le telecamere lo inquadrano, il sindaco Nicola Menna non capisce cosa c'incastri con la scuola, ma non ha più voce per protestare («l'ho persa nelle nottate in tenda, non abbiamo le stufette, fra un freddo boia»). Chissà quante stufette e quante case ci venivano con 400 milioni... «Vi darò una sistemazione entro la fine dell'estate - assicura il premier che poi però si prende un autunno di tempo -«Per l'inverno avrete tutti una casa, chi se la rifà da solo avrà un terzo di contributi dallo Stato». Non cerca scorciatoie: «Qualcuno della mia età si sarebbe trovato in difficoltà con sette schede in cabina...», lo dice così, come chi si era convinto che fare tutto in un giorno era più giusto, più solidale, ma che ha dovuto pagare il "pizzo" per tenere aperta la bottega del governo. LA CLASSE I bambini vanno «in classe» alle dieci, quando il sindaco suona la prima campanella dopo quel giorno. Lucian Sescu è al primo banco con Francesca. Quando si annoia, disegna delle bandierine con la matita blu. In questo fiume di annunci e promesse, quello che accade è una cosa concreta: la scuola per gli sfollati. I bambini della tendopoli sono divisi in tre gruppi: materne, elementari dal 1° al 3° anno, elementari del 4°-5° anno. «Siamo qui, dobbiamo fare» - con queste parole ha ricominciato la maestra. Alle 13 e 10, quando arriva «il presidente del Milan» - come dice Marco, i bambini sono sfiniti dal caldo, dall'attesa, dal prete che improvvisa la messa e dal comizietto della Gelmini. Francesca ha scritto un pensiero nella pagina del nuovo quaderno: «Per Loris e Alena». Sono i bambini della V elementare di Poggio Picenze che non risponderanno più all'appello. Berlusconi gira per il campo, alla ragazza di colore dice che «sarebbe bello poter prendere il sole quanto te... stringimi forte, chiamami papà...», alla quasi coetanea 76enne che lo raccomanda di «lasciare spazio ai giovani», risponde: «Signora, pensi per lei». Al bambino macedone che gli chiede un autografo dà un consiglio che provoca una lieve intossicazione aziendalista: «Non rivenderlo a meno di 20 euro». Il quaderno di Lucian è pieno di piccole bandiere blu, ripassate più volte. lo scenario del rinvio di un anno In serata, dopo l'ufficio politico Pdl a Palazzo Grazioli, arrivano le parole del ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Abbiamo deciso di affidare a Berlusconi la decisione di procedere con il voto il 21 giugno oppure di rinviare di un anno il referendum».

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L'Università non si è fermata parola del Rettore-sfollato Voglia di ricominciare, nonostante il dolore. I professori fanno i pendolari, presto una tenda per le informazioni. Ieri (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

«L'Università non si è fermata» parola del Rettore-sfollato Voglia di ricominciare, nonostante il dolore. I professori fanno i pendolari, presto una tenda per le informazioni. Ieri la prima lezione di zoologia. «Speriamo che non vincano gli avvoltoi» BIANCA DI GIOVANNI L'Università non vuole fermarsi. Neanche davanti al lutto - irreparabile e terribile - della cinquantina di studenti morti sotto le macerie. «Le singole facoltà già si sono attivate, c'è un continuo comunicare tra gli studenti e i professori sulle date degli appelli e per le tesi», spiega il Rettore Ferdinando Di Orio. Come si comunica? «Attraverso il nostro sito, www.univaq.it, che abbiamo già ripristinato dopo i primi giorni di stallo». Oggi tutto regolare, quindi? «Oggi (ieri, ndr) si è tenuta la prima lezione del dopo-sisma nella sede di Coppito (una frazione dell'Aquila, ndr), non danneggiata dal sisma. Si tratta di una lezione di zoologia, tenuta dal professor Maurizio Biondi». Dove risiedono i professori? «Molti viaggiano, come me. Io mi divido tra Roma e l'Aquila. Loro fanno lo stesso, in case di parenti e amici. Ma in questi giorni stiamo lavorando anche 13 ore al giorno per organizzarci». Quanti danni ha l'Università? «Il 30% delle strutture, quelle delle facoltà umanistiche che erano nel centro storico, è stato distrutto. La parte decentrata ha resistito meglio: un 30% è abitabile e un 40% ha bisogno di ristrutturazione». Dove vi incontrate? «Ci vediamo a Coppito: abbiamo fatto senato accademico e consiglio d'amministrazione. Stiamo riprendendo la nostra vita. Tra poco installeremo delle tende per i servizi agli studenti. Stiamo ripartendo con strutture provvisorie. Il sito comunque assicura un rapporto continuo studenti-professori». Quanto servirà per recuperare tutto? «Stiamo ancora valutando i danni. Il ministro Gelmini ci ha annunciato un decreto ad hoc». C'è stato qualche timore sul fatto che altre Università approfittassero di questa situazione sottraendo studenti? «Devo dire che la conferenza dei rettori è stata molto solidale. Solo qualche univesità telematica ha cercato di speculare, ma è stata poca cosa. Speriamo solo che non ci siano avvoltoi nella ricostruzione: tutto dev'essere trasparente. Vogliamo ricostruire per dare un futuro ai nostri figli, nulla di più». L'intervista

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E a Genova sorgerà il nuovo parco high-tech (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Centro d'eccellenza E a Genova sorgerà il nuovo parco high-tech Lunedì prossimo alla Prefettura di Genova, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e del Ministro dell'Istruzione e… … Ricerca Mariastella Gelmini sarà illustrato il progetto riguardante la realizzazione del nuovo Parco Scientifico e Tecnologico a Genova – Erzelli e la sottoscrizione di un Protocollo d'intesa, con il quale i soggetti interessati (tra cui la svedese Ericsson) si impegnano all'istituzione del Centro di Ricerca e Sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni.

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università: combattiamo per gli spazi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pisa Università: combattiamo per gli spazi Nell'Ateneo di Pisa da alcuni mesi si stanno restringendo gli spazi di libertà e di partecipazione. Quello che ci preoccupa è il sostegno accordato da liste studentesche a provvedimenti che vanno nella direzione di mercificare non solo il sapere ma anche l'uso di spazi universitari fino ad oggi liberi ambiti dove discutere, dialogare, organizzare dibattiti. Non capire che il nuovo regolamento sugli spazi è espressione di un modello universitario analogo a quello voluto dalla Gelmini e da Berlusconi è un segnale preoccupante specie per quanti poi rivendicano in pubblico la riappropiazione di spazi e processi di autoformazione (come saranno possibili in una università che offrirà i propri spazi solo a pagamento?). Dal rifiuto di concedere le aule per le iniziative organizzate dalla campagna di boicottaggio a sostegno del popolo palestinese, al silenzio del corpo accademico verso le cariche della Polizia agli studenti, registriamo fatti preoccupanti che sanciscono la chiusura dell'università rispetto alla città. Negli anni l'università, specie nelle stagioni di maggiore conflitto sociale, è stato un punto di discussione aperto a lavoratori e cittadini, la presenza di molti operai nelle aule dell'Ateneo ha avuto anche l'effetto di avvicinare i docenti e gli studenti alla cittadinanza e di acculturare con convegni e dibattiti quanti avevano abbandonato gli studi. Abbiamo più volte ripetuto le strette analogie tra il regolamento sull'uso delle biblioteche e il regolamento per la concessione di spazi dell'ateneo gestiti direttamente dall'amministrazione centrale. Poche riflessioni su questo testo: gli spazi saranno per lo più a pagamento (sempre, per il personale esterno all'Università); anche per la concessione gratuita il concessionario dovrà sostenere le spese per la vigilanza, per l'antincendio e il pronto soccorso; il rettore avrà il potere di revocare la concessione e in molti casi verrà richiesta una cauzione. è evidente che questo regolamento si prefigge l'obiettivo ben preciso di eliminare ogni libero accesso alle aule universitarie, eliminare le aule autogestite, lasciare a Rettori e Presidi ogni decisione in materia. Il nostro invito va agli studenti: respingete questo regolamento e combattete ogni forma di restringimento degli spazi di libera discussione. Salvatore Bonavoglia Cobas pubblico impiego

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prima dell'autunno> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 11 prima dell'autunno» «Lo Stato paga un terzo delle case ricostruite» di OLIVIA POSANI ROMA ANCORA UNA VOLTA in Abruzzo, stavolta insieme con il ministro Mariastella Gelmini, per inaugurare il ritorno a scuola di 30 bambini, rassicurare la popolazione che prima dell'autunno non ci saranno più tendopoli, che lo Stato darà a chi vuole rifare la propria casa il 33% delle spese: «Sono sereno, abbiamo praticamente individuato la possibilità di fondi», sottolinea Silvio Berlusconi. Che però riconosce come «al momento, nessuno può ragionevolmente fare cifre» sui costi del post terremoto. MARONI ha parlato di 12 miliardi, Tremonti e lo stesso premier sperano che l'asticella del conto finale si fermi prima. Ma di sicuro, come va ripentendo il ministro dell'Economia, servono molte risorse: circa 2 miliardi per superare la fase dell'emergenza e ben di più per affrontare la ricostruzione, che avverrà «con controlli rigidissimi contro la mafia e le speculazioni». Berlusconi ieri è tornato ad escludere che il Governo abbia già deciso di tassare i ricchi: «Questa tassa qualcuno l'ha evocata come ipotesi. Io ho detto che non c'è assolutamente stata alcuna decisione. Domani 17 (oggi per chi legge,ndr) alle ore 17 si farà la riunione per decidere. Di ipotesi per reperire i fondi scherza ce ne sono 17, ma una la casso adesso, così ne restano 16». Si parla di aumentare di 5 centesimi il prezzo della benzina (darebbe un gettito di 2 miliardi, calcola il presidente di Nomisma energia), di rincarare le sigarette, di introdurre un 5 per mille bis, di rinviare alcune infrastrutture. Gettito immediato in attesa che possa produrre i suoi frutti anche il ritorno dello scudo fiscale per far rientrare i capitali portati all'estero. Ma soprattutto in queste ore Tremonti ha messo al lavoro i tecnici, che stanno effettuando tutta una serie di simulazioni per vedere quanti soldi potrebbe incassare lo Stato se fosse introdotta quella che nessuno vuole chiamare tassa, bensì contributo di solidarietà. Naturalmente non graverebbe sui redditi medio-bassi e naturalmente le cifre cambiano, e di molto, a seconda di quanto ampia sia la platea di contribuenti interessati e della percentuale che si sceglierà di adottare: si parla di un 1-2% in più rispetto all'attuale aliquota marginale del 43% che scatta a partire dai 75 mila euro lordi di reddito dichiarato. Se il contributo partisse dai 125 mila euro, l'erario incasserebbe 500 milioni. Troppo poco per le spese necessarie. Perciò si pensa a scaglioni di reddito assai meno «pesanti». Comunque c'è ancora qualche giorno di tempo prima di prendere decisioni definitive: il consiglio dei ministri che varerà il decreto per l'Abruzzo si terrà la prossima settimana. Nel frattempo, durante la sua sesta visita da quella terribile scossa di 10 giorni fa, il presidente del Consiglio assicura che «il Governo non intende costruire baraccopoli e men che meno tendopoli. Vogliamo chiudere le tende e costruire vere case, in prossimità dei centri abitati esistenti prima dell'autunno». E saranno case sicure, «a prova di qualsiasi tipo di scossa». Chi vuole ricostruire o ristrutturare da solo la propria abitazione potrà contare su un cospicuo aiuto da parte dello Stato: «Potrà arrivare a una cifra del 33%, più mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma conclude Berlusconi un terzo lo mettete voi e un altro terzo lo mette lo Stato». E POI C'È da pensare alle opere d'arte andate distrutte. Il ministro Bondi calcola che occorrano 50 milioni per metterle in sicurezza. Per il restauro dei beni culturali Berlusconi conta però di non spendere un euro: «Faremo una lista di nozze da sottoporre agli amici che si sono offerti di aiutare l'Italia. Entro la prossima settimana ci sarà l'elenco dei 38 beni artistici con le indicazioni di spesa e di tempo. Zapatero credo che si vorrà occupare del forte spagnolo dell'Aquila danneggiato». Infine una risposta acida a chi lo ha accusato di voler convocare il consiglio dei ministri all'Aquila per «fare passerella»: «Non è vero ho assunto quell'impegno davanti alle bare. I ministri saranno qui e laoreranno per la popolazione».

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Liste Europee, rompicapo nel centrodestra (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 9 Liste Europee, rompicapo nel centrodestra VERSO LE URNE IN FORTE RITARDO LA DEFINIZIONE DELLA GRIGLIA MILANO IL «TUTTI DENTRO» le liste del Pdl per le Europee scandito da Silvio Berlusconi per esortare i ministri e i presidenti delle Regioni a correre per onor di partito (gli incarichi risultano incompatibili) le «continentali» sta provocando ritardi nella definizione della griglia di partenza del gran premio di Strasburgo. Tanto che, a 20 giorni dal termine ultimo di presentazione presso le Corti d'appello del Bel Paese, dei «listoni» frutto della fusione a caldo tra Forza Italia e An non si vede nenche l'ombra. «Per ora siamo in alto mare», giurano alcuni degli europarlamentari uscenti. La categoria, cioè, più penalizzata dall'inserimento di ministri e «governatori» auspicato dal Cavaliere. E se Roberto Formigoni, che ha identificato nelle Europee con preferenza incorporata una sorta di Primarie del Pdl, non vede l'ora di confrontarsi a botte di voti con ministri come la titolare dell'Istruzione Mariastella Gelmini (candidata numero uno alla successione del «governatore» al Pirellone), diversi componenti della squadra di Palazzo Chigi sperano che Berlusconi allontani da loro l'amaro calice della contesa elettorale. Eventuali risultati pazzi delle urne potrebbero, del resto, riflettersi negativamente sugli equilibri di forza stabilitisi in seno al Pdl. Mettiamo, tanto per fare un esempio, che non tanto Formigoni, alla guida comunque di una Regione-Stato all'ottavo posto in Europa rispetto al Prodotto interno lordo, quanto un europarlamentare espresso dall'ala ciellina tipo Mario Mauro incassi più preferenze di Sandro Bondi o di Giulio Tremonti o di Ignazio La Russa. Beh, se davvero dovesse verificarsi questo caso o altri simili, chi sarebbe in grado di escludere che la corrente ciellina non reclamerebbe il posto al Governo finora negatole? Nessuno, appunto. E il medesimo discorso vale per tutte le altre componenti del Pdl che potrebbero sentirsi autorizzate, subito dopo lo spoglio delle schede, a esigire quantomeno uno strapuntino da sottosegretario. TUTTE le considerazioni che precedono, sommate, per di più, all'ostilità degli europarlamentari uscenti e ricandidati in pectore (lo ripetiamo: non esiste neppure una bozza del «listone» da compilare per la Circoscrizione Italia Nord-Occidentale comprendente Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, conducono a una sola conclusione. Ossia: nel Pdl cresce di ora in ora il partito del no alla corsa dei ministri. Morale? Berlusconi dovrà, entro la prossima settimana, risolvere il rompicapo delle candidature-civetta. C.D.

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I partiti schierano i big (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 4 I partiti schierano i big ELEZIONI IL DUPLICE appuntamento con le elezioni amministrative ed europee del 6 e 7 giugno si avvicina e anche nella Bergamasca si arricchisce il calendario d'iniziative organizzate per promuovere programmi e candidati. Si comincia oggi alle 16, all'hotel Excelsior San Marco di piazza della Repubblica, a Bergamo, dove Massimo D'Alema, esponente di punta del Partito democratico, interverrà sul tema "Per un'Europa dei cittadini". D'Alema è il primo degli ospiti del Pd orobico in vista del voto: nelle prossime settimane arriveranno anche Pierluigi Bersani e il segretario nazionale Dario Franceschini. Il centrodestra risponde con il candidato sindaco di Bergamo del Pdl, Franco Tentorio, che domani alle 17.30 inaugura la sede del proprio Comitato elettorale, denominata "Tentorio Point", in via Borfuro 4, insieme con il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e il candidato della coalizione alla presidenza della Provincia, Ettore Pirovano, della Lega Nord. Una presenza, quest'ultima, che costituisce pure un segnale forte di compattezza dopo le perplessità espresse da alcuni rappresentanti di Forza Italia sulla scelta del deputato del Carroccio. Intanto continuano le grandi manovre per definire alleanze e orientamenti: in prima fila c'è il presidente uscente della Provincia, Valerio Bettoni, sul punto di annunciare la presentazione di una sua lista,che potrebbe essere guidata dall'attuale rettore dell'Università (in scadenza in autunno), Alberto Castoldi.

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Pd, riunione pubblica e raccolta di firme (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA VIAREGGIO pag. 2 Pd, riunione pubblica e raccolta di firme «I genitori hanno respinto il maestro unico» SCUOLA INIZIATIVA DEL PARTITO DEMOCRATICO CONTRO LA RIFORMA GELMINI NON SI PLACANO le polemiche legate alla riforma della scuola proposta dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini. A Viareggio e in Versilia, infatti, continuano a sollevarsi le voci di dissenso nei confronti del decreto legge sulla scuola, a cominciare da quella del Partito Democratico, che a tal proposito lunedì prossimo alle 21 organizza, nella sala riunioni della Croce verde di via Garibaldi, un dibattito dal titolo «Il disastro Gelmini sulla scuola pubblica: il ruolo del Pd nelle prospettive di lotta». Interverranno all'appuntamento, tra gli altri, i senatori del Pd Vincenzo Vita, Andrea Marcucci e Manuela Granaiola, i deputati Rosa De Pasquale e Raffaella Mariani, il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e l'assessore alla pubblica istruzione di palazzo Ducale, Silvano Simonetti. E SEMPRE per manifestare contrarietà al decreto Gelmini, il Pd della Versilia, unitamente alle altre sezioni nazionali del partito, ha promosso una petizione popolare al fine di raccogliere firme contro il decreto, che poi saranno presentate a Roma, ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. A tal proposito, oggi il Pd sarà presente con dei gazebo ai mercati di Camaiore, Torre del Lago e Stazzema, ma anche a Massarosa, dove a partire dalle 18.30, in piazza Vittorio Veneto, avrà luogo un'iniziativa alla quale prenderà parte anche il senatore Franco Marini. La raccolta firme proseguirà anche domani, ai mercati di Marina di Pietrasanta e Querceta, ma anche a Viareggio, dalle 16 alle 18 in via Cesare Battisti, e Forte dei Marmi, in piazza Garibaldi. CONTRO la riforma Gelmini si schiera compatto anche il Comitato di genitori e docenti di Viareggio e Massarosa che scrive: «Il 90% dei genitori, bocciando drasticamente l'imposizione del maestro unico, ha scelto di non volere per i suoi figli le 24 ore settimanali di lezione, preferendo le 30 o 40 ore di attività scolastica».

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Nella foto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale dove questa mattina si incontreranno i s... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Nella foto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale dove questa mattina si incontreranno i sindacati di categoria con i dirigenti dell'Ufficio per discutere dei tagli agli organici imposti dal decreto del ministro Maria Stella Gelmini

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Scuola, alle elementari saltano 83 docenti (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Ufficializzati con circolare ministeriale i numeri del decreto Gelmini. Oggi incontro tra sindacati e Ufficio provinciale Scuola, alle elementari saltano 83 docenti Organici invariati alle materne ma ci sono più iscritti: rischio sovraffollamento

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Una scuola materna al posto delle elementari? (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO pag. 4 Una scuola materna al posto delle elementari? BUSO IL PICCOLO PLESSO SI AVVIA ALLA CHIUSURA. ECCO L'IDEA DEL COMUNE SI AVVIA VERSO l'estinzione il plesso delle scuole elementari di Buso: poche classi, pochi studenti. E l'accetta della riforma Gelmini che va a tagliare le sezioni scolastiche più piccole. Da settembre, così, molte famiglie sposteranno i loro figli nelle altre scuole elementari di Rovigo o delle frazioni, visto che l'ipotesi delle cosiddette pluriclassi' (ossia classi nelle quali, ad esempio, gli alunni di terza elementare possono trovarsi insieme a quelli di quarta') non è stata presa in considerazione dai genitori. Fatto sta che, chiudendo il plesso delle elementari, vengono comunque a liberarsi spazi importanti. Che il Comune avrebbe intenzione di mantenere a spazi scolastici. L'idea dell'assessore Giovanni Cattozzi è quella di adibire, questo stabile a sede di una sezione distaccata della scuola materna privata. E di mettere anche a disposizione delle famiglie rodigine un autobus per il trasporto dei piccoli. L'assessore sta ragionando di questa ipotesi con la Fism (la federazione delle scuole materne) e con gli uffici scolastici, i genitori e tutti le istituzioni che potrebbero essere coinvolte in questo percorso. E tra qualche settimana si dovrebbe anche conoscere la risposta della Fism in merito all'idea del Comune di Rovigo. m.c. Image: 20090417/foto/10787.jpg

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Classi numerose e 500 docenti in meno (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi I tagli del ministro Gelmini colpiscono anche la Ciociaria. Insorge la Cgil: sicurezza non garantita Classi numerose e 500 docenti in meno Record per la primaria, a casa 223 maestri. Mandarelli: «Cifra da rivedere»

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Scuola, in Emilia tagliati 1637 insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 14 Scuola, in Emilia tagliati 1637 insegnanti DECRETO GELMINI LA REGIONE AL MINISTRO: A RISCHIO LA QUALITA' DEL SERVIZIO BOLOGNA IL DECRETO Gelmini sulla scuola fa già sentire i suoi effetti anche in Emilia Romagna: in base ai piani di razionalizzazione e all'adozione del maestro unico ci sarà un taglio di 1637 posti nella pianta organica degli insegnanti (mentre a livello complessivo nazionale saranno 42100 in meno). La riduzione, che nel suo complesso farà risparmiare allo Stato 1600 milioni di euro nel 2009-2010 e 3200, nel prossimo triennio, non è stato affatto digerita sia dai diretti interessati, gli insegnanti, che da alcuni rappresentanti del governo locale. «In questa regione è già stato realizzato negli anni precedenti, un efficace lavoro di razionalizzazione dei servizi scolastici - dichiara l'assessore regionale alla scuola, Giovanni Sedioli - che ci ha portato in Italia ai migliori rapporti alunni/classe ( la media è 26/27, quando a livello nazionale si parla di 22) e alunni/docenti. I tagli comporterebbero inevitabilmente una riduzione dell'estensione e della qualità del servizio, ora elevato». Sedioli chiede quindi al ministro Maria Stella Gelmini un ripensamento, anche alla luce dell'incremento di studenti (6, 7mila nell'ultimo anno) e del sempre numero maggiore di richieste da parte dei genitori di usufruire del tempo pieno. A.Gold. Image: 20090417/foto/7978.jpg

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Aumentano gli alunni per classe e il ministero dell'Istruzione taglia gli organici dei docen... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi di MASSIMO CECI Aumentano gli alunni per classe e il ministero dell'Istruzione taglia gli organici dei docenti. Per il prossimo anno scolastico la Ciociaria perderà 500 cattedre. Penalizzata la scuola primaria. Reazione della Flc-Cgil di Roma e del Lazio: il segretario generale Mimmo Rossi invierà una nota ai presidenti di Provincia, ai sindaci e ai comandi dei vigili del fuoco «affinché verifichino il numero massimo di alunni che le scuole possono contenere». Confermato il tempo pieno dell'anno in corso. Nella scuola primaria Frosinone perderà 223 posti in organico. Una cifra enorme, se raffrontata alla popolazione e a quella delle altre province: Latina -130, Viterbo -48, Rieti -97 e Roma -607. l'ufficio scolastico regionale per il Lazio «ha operato una ripartizione della dotazione organica - scrive Rossi - senza un confronto di merito con i sindacati e addirittura senza un confronto preventivo con la Regione Lazio e con gli Enti Locali, prescritto dalla circolare del Miur del 2 aprile». Secondo la Cgil, questo comporterà una «riduzione del tempo scuola e delle compresenze», nonché «un incremento del numero di alunni per classe con il rischio di mancato rispetto dei parametri di sicurezza nella formazione delle classi». Anche le medie e le superiori verranno colpite dalla scure della Gelmini. Secondo i primi calcoli dell'ufficio scolastico provinciale (manca ancora il dato ufficiale per questi due gradi di scuola), in provincia di Frosinone si perderanno tra i 150 e i 170 posti da insegnante. Siamo quindi a quasi 400. A questi tagli, previsti per l'organico di diritto (definito sulla previsione degli iscritti), dovrebbero poi aggiungersi circa 100 posti a perdere nell'organico di fatto (quello corretto a settembre), per un totale approssimativo di 500 cattedre mancanti (che supereranno le 3000 in tutto il Lazio). «I tagli sono stati troppo forti alle elementari - commenta il primo dirigente dell'Usp di Frosinone, Mario Mandarelli - ma possono essere compensati. Farò alle elementari meno tagli di quelli previsti in astratto, mentre ne farò di più alle medie, dove il numero calcolato mi pare troppo basso. Alle superiori non dovrebbe esserci bisogno di compensazione». Buone notizie, invece, per il tempo pieno alla scuola primaria: «Abbiamo concesso lo stesso numero di tempi prolungati dell'anno scorso», assicura Mandarelli. «Anche nella nostra Regione siamo di fronte, di fatto, ad una riduzione dell'offerta formativa - chiosa la Cgil - ed una contrazione del tempo scuola e alla creazione di nuovi disoccupati».

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Rivolta contro la riforma Gelmini. (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi Rivolta contro la riforma Gelmini. La Facoltà di Medicina dovrà rinunciare a 14 specializzazioni Scuola, Regione e sindacati contro i tagli «Perderemo non solo posti di lavoro ma avremo anche meno sicurezza»

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MONTESILVANO - Il terremoto non deve fermare l'attività didattica: questo il messaggio ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi di PIERGIORGIO ORSINI MONTESILVANO - Il terremoto non deve fermare l'attività didattica: questo il messaggio del direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Carlo Petracca agli oltre 300 dirigenti scolastici delle quattro province, ieri all'Hotel Serena Majestic di Montesilvano. Nonostante l'assenza del ministro Mariastella Gelmini, che ha dato forfait all'ultimo momento, i tanti presidi intervenuti (specie quelli della provincia aquilana) hanno posto mille domande al responsabile regionale; ma la risposta è stata sempre la stessa. «Abbiamo 2000/2500 studenti -ha ribadito Petracca- , sfollati sui vari centri della costa, che non possono permettersi il lusso di stare in ozio. A questi giovani dico di presentarsi nelle scuole dei centri in cui sono ospitati, i presidi hanno l'obbligo di accoglierli nelle loro scuole». E sempre riferendosi ai capi d'istituto, ha aggiunto che dovranno pensarle tutte per non interrompere l'attività didattica e ricevere gli studenti terremotati, a costo di ricorrere ai doppi turni. Quanto al ritorno nelle sedi scolastiche colpite dal terremoto saranno i sindaci ad informare i presidi (previo controlli sull'agibilità degli edifici) circa la data di riapertura. Ma toccherà sempre ai sindaci reperire locali dove svolgere attività didattica. In extremis andrà bene anche una tensostruttura; l'importante è che i giovani siano impegnati, magari anche per svolgere una semplice attività di animazione. «Siamo in un momento di emergenza -ha aggiunto- per cui le modalità degli esami, sia quelli di terza media, sia quelli di maturità quasi certamente subiranno cambiamenti rispetto al passato. Probabilmente saranno previsti dei colloqui». Nulla di definito invece per le date. Intanto i più "volenterosi" si sono già presentati nelle scuole di Montesilvano, sia alla materna, sia alle superiori (all'Itc Alessandrini). Al classico D'Annunzio di Pescara la preside Luciana Vecchi ha già ricevuto oltre 50 richieste di frequenza. Alla direzione didattica di Silvi si sono presentati per l'iscrizione dei propri figli i genitori di 150 alunni per le elementari e ben 200 delle materne. Un lento ma progressivo ritorno alla normalità dunque, nonostante le mille difficoltà logistiche, i timori mai sopiti e tanta incertezza per il futuro, come confidavano ieri due giovani ospiti dell'Hotel Serena prossimi alla laurea, ma con l'università ancora inagibile.

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dal nostro inviato RAFFAELLA TROILI L'AQUILA - La scu... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi dal nostro inviato RAFFAELLA TROILI L'AQUILA - La scuola ricomincia, l'Abruzzo riparte. E' il senso, forse, di una lunga mattinata in cui un paese di 1.100 anime, Poggio Picenze, ha visto l'invasione di centinaia di giornalisti, poi è arrivato il ministro Mariastella Gelmini, poco dopo anche il premier Silvio Berlusconi. Disegni, plastilina, giochi e voglia di normalità, seppure in una scuola fatta di tre tende, seppure manchino tre ragazzini, Loris, Alena e anche Valbona, seppure i suoi piccoli alunni vivano da qualche giorno la condizione di sfollati, senza luce e senza riscaldamento. Il sindaco-preside, Nicola Menna, nelle tende anche lui, l'ha tanto voluto: «E' lo spirito abruzzese, noi siamo ripartiti dalla scuola, questo io potevo fare, ognuno conosce il suo ambito. Ma ci sono pure imprenditori che hanno ricominciato le loro attività... Per le nostre cinque vittime, per il loro sacrificio, non possiamo fermarci». E a chi lo incalzava sugli istituti non a norma: «Sì, lo so: io e altri dirigenti scolastici ogni giorno ci assumiamo la responsabilità di tenere gli alunni in strutture non a norma. Per forte dose di incoscienza e per spirito di sacrificio». Alla spicciolata, un po' diffidenti, si affacciano i genitori con in braccio i loro bambini. Ci sono le maestre ad accoglierli, hanno ancora lo sguardo stralunato ma se incrociano quello dei piccoli fingono normalità, anzi felicità. Dice l'insegnante Marianna Del Rossi che «la riapertura di una scuola è un evento importante, era giusto ricominciare per i nostri alunni e i nostri figli: loro, devono continuare a credere nel futuro. Anche la mia vita è tutta da riorganizzare, ma facciamo finta di essere felici per loro». Letizia Carrozzi arriva con Francesca, 10 anni, e Vincenzo, 1 anno. «Per loro la scuola è il primo modo di ricominciare, mia figlia non vedeva l'ora. E' chiaro, ci mancano le comodità, ma siamo persone che ci accomodiamo, l'importante è che i giorni passino e si riprenda la vita normale». Francesca giocava con Loris, il ragazzino di 10 anni morto assieme alla mamma, Rosalba. «L'ha saputo, ha pianto tutto il giorno». Il nome di Loris insieme a quello di Alena, un'altra giovane vittima del terremoto, ieri era scritto sulla lavagna, nella tenda dove Berlusconi si è fermato una decina di minuti. Al suo arrivo sono stati distribuiti libri, quaderni, maglie delle squadre di calcio, lui ha scherzato, promesso aiuti concreti, fatto battute affettuose, detto alle maestre di promuovere tutti. Ma la paura resta. «Che ora non ci dimentichino», lo chiedono la maestra Anna, il sindaco, tutti. «Stateci vicini, qui l'inverno fa veramente freddo». Lo svago dei bambini è assicurato, molto altro resta da fare. «Noi maestre faremo del nostro meglio per aiutarli, li lasceremo liberi di esprimere quello che hanno dentro», spiega Maria Di Giovanni, «non so come troveremo le parole - aggiunge Donatella Galeota, altra insegnante terremotata - ci aiuteranno loro, i bambini, loro le sanno trovare sempre». Alessia Galeota, stringe a sè le figlie Camilla e Matilde, si fanno largo per vedere Berlusconi da vicino, «ma noi stiamo in un albergo sulla costa ancora per un paio di settimane, poi dobbiamo tornare, anche se abbiamo paura. I bambini appena arrivano qui pensano al terremoto, mentre stando lontano riesci a fare una vita normale. Appena entri nell'Aquilano, l'angoscia ti prende».

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LA SCURE' del ministro Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimi... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 17-04-2009)

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RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 LA SCURE' del ministro Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimi... LA SCURE' del ministro Gelmini si abbatterà anche sulle scuole di Rimini. Ma i tagli dovrebbero essere meno pesanti, di quanto previsto inizialmente da dirigenti scolastici e sindacati. Proprio ieri l'ufficio scolastico provinciale ha ricevuto dalla direzione regionale di Bologna il quadro degli organici per il prossimo anno scolastico. In tutta l'Emilia Romagna, dati alla mano, a settembre in cattedra ci saranno 1637 insegnanti in meno rispetto all'anno scolastico in corso. Di questi circa 400 (da 8340 a 7972) verranno a mancare alle medie, altri 450 (da 13313 a 12886) alle superiori, e gli altri saranno tagliati' tra i maestri delle elementari. Proprio su questi ultimi a Rimini c'era grande apprensione. In realtà, al momento, sono previsti 31 insegnanti in meno alle scuole rispetto a quest'anno. È ancora incerto il numero di cattedre tagliate nelle scuole medie e superiori riminesi. Saranno comunque diverse decine, e andranno a penalizzare (per quanto riguarda le superiori) le scuole tecniche e professionali che hanno molti indirizzi. Rispetto alle prime stime fatte dai sindacati, che inizialmente prevedevano un taglio di oltre 200 insegnanti per Rimini, le scuole riminesi dovrebbero riuscire a limitare i danni.

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Alla ricerca della normalità (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 17-04-2009)

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ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 17/04/2009 - pag: 3 autore: Il punto sulla Solidarietà Alla ricerca della normalità Continuano le iniziative in aiuto della popolazione abruzzese che cerca di ricominciare a percorrere la strada della normalità dopo la fase d'emergenza terremoto. Ieri, a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini, è stata inaugurata la prima scuola da campo per i bambini della materna e delle elementari. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti, invece è stato a colloquio con il Magnifico Rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando di Orio. Oltre ad aver parlato di finanziamenti pubblici per la ricostruzione dell'ateneo, in gran parte inagibile per i danni subiti dal sisma, nel corso dell'incontro il ministro Tremonti, a titolo personale, in un alogica di rilancio dell'università aquilana, ha promesso che alla ripresa dell'anno accademico terrà un ciclo di lezioni all'interno die normali corsi di studio per gli studenti dell'ateneo. Intanto, Unioncamere ha dato il via libera per l'attivazione di un fondo speciale di solidarietà che servirà a finanziare misure straordinarie di sostegno sraordinarie per accelerare la ripresa dell'attività economica della regione Abruzzo. Le risorse, raccolte, dalle singole Camere di commercio italiane, verranno direttamente messe a disposizione delle Camere di Commercio abruzzesi.Infine, prosegue l'iniziativa «Un tetto per l'Abruzzo» attivata dal Cup e ItaliaOggi, per la realizzazione di un laboratorio multimediale, che sorgerà all'interno della facoltà di Economia dell'università dell'Aquila, a partire dal prossimo anno accademico.

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L'AQUILA - Lo aspettano sotto il sole per qualche ora, ma quando poi arriva, carico di ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi dal nostro inviato MARCO CONTI L'AQUILA - Lo aspettano sotto il sole per qualche ora, ma quando poi arriva, carico di magliette e palloni da calcio e rugby, ai bambini della scuola "Ignazio Silone" di Poggio Picenze passa anche la fame. A Silvio Berlusconi piace stare in mezzo alla gente e nella tendopoli allestita nel campo di calcio, mamme, maestre, bambini e un paio di preti in abiti neri super-impolverati lo accolgono come una star alla quale chiedono però subito per quanto tempo ancora dovranno far lezioni sotto una tenda calda di giorno e fredda la sera. Una risposta di speranza, mista a promessa il presidente del Consiglio non se la lascia scappare: «L'obiettivo prioritario del governo per le aree terremotate - spiega - è che entro la fine dell'estate, prima che arrivi il freddo, ci sia la possibilità di chiudere tutte le tendopoli. Il governo per primo intende non costruire baraccopoli, men che meno lasciare le tendopoli». «Le speculazioni non sono possibili - aggiunge il premier - perchè queste case le dobbiamo fare in sei mesi. Ci sarà un bando, niente speculazioni e niente mafia. Ci saranno controlli rigidissimi contro le speculazioni e la mafia» L'obiettivo è ambizioso, almeno a giudicare dal numero di macchie blue che si scorgono arrivando ad Onna e che indicano ognuna una tendopoli di decine di tende. Una accanto all'altra e con sopra una seria di fili elettrici che i tecnici stanno ancora stendendo. «Chi vuole ricostruire la propria casa dov'era o in un altro luogo avrà il sostegno dello Stato che potrà arrivare ad una cifra del 33%. In più - aggiunge - vi sarà concesso un mutuo al tasso del 4% e possibilmente fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma, un terzo lo mettete voi, un terzo lo Stato», , spiega il premier parlando con Guido Bertolaso al suo fianco e il ministro dell'Istruzione Gelmini che ha appena distribuito casse di libri alla trentina di bambini di materne ed elementari di Poggio Picenze, beccandosi anche le urla di un genitore che chiede conto al governo dei «440 milioni di euro regalati alla Lega per il referendum». Qualcuno della sicurezza non gradisce e l'uomo viene messo in un angolo e immediatamente identificato. «Mi raccomando, quest'anno promuovete tutti», scherza il premier rivolto alle maestre che hanno riempito la scuola-tenda di disegni sulla notte del terremoto fatti dai bambini. Una poesia di Palazzeschi, tante foto e autografi, poi la promessa di tornare prestissimo perchè «il consiglio dei ministri a L'Aquila non è una passarella, ma serve a far sentire la vicinanza del governo ai cittadini». Su come reperire il denaro necessario alla ricostruzione, circa 12 miliardi di euro secondo il ministro Maroni, è invece buio fitto. Berlusconi spiega che ci sono sul tavolo «diciassette idee» e che quella sulla tassa sui redditi altissimi «non è mia», ma c'è, così come il 5 per mille che però «non deve togliere soldi agli altri». Comunque il premier, prima di complimentarsi con un soccorritore per «l'abbronzatura», annuncia per oggi una riunione, anche se, sostiene. «prima di decidere dove prendere i soldi, dobbiamo fare l'elenco delle necessità».

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IN un tempo record (appena due giorni) hanno organizzato un presidio affollato e ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 4 IN un tempo record (appena due giorni) hanno organizzato un presidio affollato e ... IN un tempo record (appena due giorni) hanno organizzato un presidio affollato e partecipato. Si vede che la questione dei tagli alla scuola pubblica, resi ufficiali dall'Ufficio scolastico regionale martedì, non è andata giù a molti. Così ieri i rappresentanti sindacali di Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola e Snals, insieme ad alcuni esponenti politici tra cui gli assessori Stefania Benatti e Maurizio Quercetti e tanti lavoratori della scuola, si sono dati appuntamento nel primo pomeriggio davanti alla sede dell'ex Provveditorato sventolando striscioni e gridando a gran voce slogan anti-Gelmini. Come ha annunciato infatti il vicedirettore dell'Ufficio scolastico regionale Fulvio Izzo, spiazzando i sindacati per la portata dei tagli, superiore alle (già poco rosee) proiezioni, nel capoluogo saranno cancellati da settembre ben 276 posti. 121 nella primaria, 114 nella secondaria di primo grado e 41 in quella di secondo grado. Senza contare i 127 Ata (personale tecnico amministrativo). Ma a far infuriare di più i manifestanti di ieri è stato il criterio «meramente numerico» della sforbiciata agli organici. Mentre alcuni genitori tenevano uno striscione con su scritto «La scuola di qualità non può essere la scuola a metà», altri indossavano magliette bianche che riportavano «Si realizza la scuola delle tre i: insostenibile, inaccettabile, incivile». «Stanno calpestando la nostra dignità» ha attaccato Luca Costantini, docente di informatica, precario e originario dell'Aquila dove la famiglia ha perso la casa per il sisma. «Vorrei avvicinarmi alla famiglia ma so che potrei perdere il posto, anche se sono il primo in graduatoria». «Hanno scatenato una guerra tra poveri dove per salire di qualche punto non ti resta che pagare costosi master e corsi abilitanti» ha fatto eco Duilio Centogatti, docente di matematica, precario da ben 15 anni. «Siamo soddisfatti per la riuscita della manifestazione» ha esultato la segretaria Flc-Cgil Daniela Barbaresi. Che insieme agli altri sindacati ha fatto convocare un tavolo interistituzionale per il prossimo lunedì». «Non si tiene conto delle esigenze del territorio, hanno operato i tagli con criteri meramente numerici, a tavolino. Ed è mancata la concertazione con gli Enti locali»: agguerrita anche l'assessore regionale all'Istruzione Stefania Benatti che ha sottolineato come il tavolo sarà bipartisan e coinvolgerà i capigruppo di maggioranza e di minoranza, oltre ai sindacati, a Uncem e Anci. «Vogliamo una valutazione di merito che guardi alla realtà locale ha ribadito l'assessore per questo chiederemo subito una revisione dell'intera manovra». Ilaria Traditi

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NON c'è solo la questione precari e il tempo scuola ridot... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 4 NON c'è solo la questione precari e il tempo scuola ridot... NON c'è solo la questione precari e il tempo scuola ridotto. I tagli alla scuola annunciati dal Ministro Gelmini e resi ufficiali due giorni fa dall'Ufficio scolastico regionale avranno pesanti ricadute anche sul tema della sicurezza. Eh sì perchè con meno docenti, maggiori accorpamenti e quindi più alunni per classe si rischia seriamente di non essere in grado di far fronte ad eventuali emergenze con tempestività. Inoltre la nostra regione è al terzo posto in Italia per numero di alunni per docente (11,96 contro la media di 11,44) e Ancona al di sopra delle altre province per numero di alunni per sezione in tutti gli ordini di scuola, superando anche qui di gran lunga la media nazionale. Il numero più alto nel capoluogo si registra nella scuola dell'infanzia con 25 bambini per sezione contro la media nazionale di 22,9 ma anche nella primaria la percentuale è di 19,7 bambini per classe mentre la media italiana è di 18,7. Nella secondaria di primo grado (ex media) Ancona stacca le altre Province con una media di 22,5 alunni mentre nelle superiori la differenza è un po' più bassa (22,6 contro la media nazionale di 22,1). «Questo vuol dire che abbiamo già dato, questi numeri non possono crescere ancora» ha denunciato la segretaria provinciale Uil Claudia Mazzucchelli. Anche l'assessore all'Edilizia delle scuole Maurizio Quercetti non ha fatto mancare la sua presenza ieri durante il presidio: «Non ci sono solo i tagli agli organici. La Finanziaria ha ridotto le somme destinate agli investimenti scolastici, non ci sono le risorse per le manutenzioni straordinarie. La sicurezza è una priorità che va sostenuta attraverso fondi adeguati e non con bilanci risicati» ha spiegato. Infuriata anche la segretaria regionale del sindacato autonomo Snals Paola Martano che da mesi denuncia la situazione e i rischi per gli studenti se il coefficiente di affollamento aumenterà. «La circolare sugli organici prevede un incremento di alunni per classe, chiediamo con forza di tenere conto di questi dati al momento dell'assegnazione dei posti». Dal canto suo la Flc-Cgil nei giorni scorsi ha già allertato la Provincia i dirigenti scolastici e il Comando dei Vigili del Fuoco affinchè verifichino il numero massimo di alunni che le scuole possono contenere e vigilino nella fase di costituzione delle classi. Ilaria Traditi

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Si scaldano i motori in vista del maxi vertice (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 Si scaldano i motori in vista del maxi vertice RICERCA SPAZIALE SI SVOLGERA' IN AUTUNNO. ALLO STUDIO LE MIGLIORI LOCATION SI INCONTRERANNO in autunno per un evento di grande portata internazionale: il mega vertice sulla ricerca spaziale. E' praticamente confermato l'appuntamento che vedrà riuniti a Lucca 27 ministri europei per parlare dell'«Esa», l'Agenzia Spaziale Europea. I primi contatti per la realizzazione dell'evento risalgono allo scorso 19 marzo quando una delegazione composta dal sindaco Favilla e dall'assessore Buonriposi, accompagnati dall'onorevole Deborah Bergamini (nella foto) fu ricevuta a Roma dal Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che garantì il suo impegno. In pratica l'«Esa» viene considerata la porta di accesso allo spazio per l'Europa. La sua missione consiste nello sviluppo delle capacità spaziali europee e nella garanzia che gli investimenti effettuati per la conquista dello spazio continuino a produrre vantaggi e ricadute positive per tutti i cittadini europei. I rappresentanti dei Governi degli Stati europei (ma non tutti i paesi dell'UE sono membri e non tutti i membri «ESA» sono europei, ndr) si incontreranno, come detto, al vertice di Lucca. L'«ESA» È un'organizzazione indipendente sebbene mantenga stretti legami con l'Unione Europea in base a precisi accordi. Compito principale è quello di delineare il programma spaziale europeo e darne attuazione. I progetti dell'Agenzia sono concepiti per scoprire quanto più possibile sul pianeta Terra, sull'ambiente spaziale circostante, sul sistema solare e sull'Universo in generale, ma puntano anche allo sviluppo delle tecnologie e servizi satellitari e alla promozione delle industrie europee. Inoltre l'«ESA» collabora attivamente con le organizzazioni spaziali extra europee per condividere con tutta l'umanità i vantaggi derivanti dalla ricerca spaziale. Dispone di importanti centri operativi e dirigenziali in vari paesi europei. A questo punto dovranno essere indicate le strutture o la struttura unica che ospiterà il vertice lucchese. Cris. Cons.

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ROMA Il premier Berlusconi mette a punto nuovi particolari sul piano di ricostruzione in Abruzzo. I... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 17 Aprile 2009 Chiudi ROMA Il premier Berlusconi mette a punto nuovi particolari sul piano di ricostruzione in Abruzzo. Intanto, l'impegno: case pronte entro l'estate. Poi i fondi per i privati cittadini: chi ricostruisce da sé la casa distrutta, avrà dallo Stato il 33 per cento della spesa. E i bambini hanno cominciato a tornare a scuola: a Poggio Picenze prime lezioni sotto la tenda nel ricordo degli alunni scomparsi alla presenza del presidente del Consiglio e del ministro dell'Istruzione Gelmini. Il Vaticano dal canto suo fa sapere che il Pontefice potrebbe far visita alle popolazioni terremotate il primo maggio, ma la data è ancora da confermare. Il Procuratore Antimafia Grasso intanto annuncia: «Task force per prevenire le infiltrazioni mafiose».

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Via dalle tende entro l'estate (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-17 - pag: 3 autore: «Via dalle tende entro l'estate» Il premier: sostegno ai privati per ricostruire, dallo Stato il 33% e mutui agevolati Jacopo Giliberto L'AQUILA. Dal nostro inviato Un aiuto statale del 33% agli aquilani che vorranno ricostruirsi la casa. E un mutuo a tasso agevolato, 4%, fino al 50% della spesa. Sono questi gli strumenti – che fanno leva sull'orgoglio e l'indipendenza degli abruzzesi – pensati dal premier Silvio Berlusconi per rendere più flessibile e rapida la ricostruzione nella conca aquilana. Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio durante una visita agli accampamenti nelle zone colpite dal disastro. La visita ha consentito di inaugurare –insieme con i ministri Mariastella Gelmini (Pubblica istruzione) e Sandro Bondi (Beni culturali) – una scuola elementare allestita sotto tre tende dell'accampamento di Poggio Picenze. Una trentina di bambini hanno ricominciato, dopo dieci giorni, le lezioni; per tutti i ragazzi della conca aquilana la scuola ricomincerà lunedì. Agli alunni attendati a Poggio Picenze il premier ha donato palloni di pregio e magliette di Milan e Juventus (a ruba quelle della Juventus, ne sono avanzate alcune del Milan). Ecco le parole di Berlusconi sugli incentivi ai privati: «Se volete ristrutturare la vostra casa lo Stato vi sosterrà. L'aiuto, immagino, potrà arrivare al 33%». Saranno comunque costruiti anche alloggi pubblici, perché il premier non vuole che il prossimo inverno passi in tenda. Alcuni provvedimenti potrebbero essere decisi oggi, venerdì 17, per il Consiglio dei ministri programmato per le ore 17. Sulla "tassa dei ricchi" Berlusconi ha ricordato che «non è stata presa alcuna decisione» mentre «l'ipotesi del 5 per mille non deve togliere agli altri, come per esempio le onlus». Cultura: è cominciato il recupero delle opere d'arte custodite nel Museo nazionale d'Abruzzo. Riccardo Muti fa sapere che dirigerà appena possibile all'Aquila l'Orchestra sinfonica abruzzese in segno di solidarietà. Un aiuto a ricuperare le bellezze storiche e artistiche dell'Aquilano verrà dai Paesi che hanno offerto disponibilità all'Italia: «C'è una lista di nozze», dice Berlusconi; la settimana ventura sarà proposto l'elenco dei 38 beni artistici. L'Università pian piano riparte. «Confermiamo le tesi di laure – spiega il rettore, il medico Ferdinando Di Orio – e siamo riusciti a salvare le carriere scolastiche. Gli edifici universitari sono agibili al 30% e bisogna pensare agli studenti, l'area umanistica con i suoi 9mila studenti non ha più sede». Perfino la lontana Università della Calabriasi è offerta a ospitare gli universitari dell'Aquila, ma la Regione Abruzzo resta incerta se utilizzare la nuovissima Casa dello studente già pronta nella vicinissima Chieti, che potrebbe dare alloggio a centinaia di universitari ma è ancora priva di convenzione. Ieri la Cassa di risparmio dell'Aquila ha tenuto la sua regolamentare assemblea dei soci: l'assemblea più informale ed emozionante nella sua storia di 150 anni. Il bilancio è stato appenatratteggiato senza relazioni ragioneristiche (massa amministrata 2,3 miliardi, utile 12 milioni di euro), soci impolverati di calcinacci e interventi a occhi umidi che non si sono mai visti a un'assemblea bancaria. Dalla relazione ufficiale del presidente Antonio Battaglia: «Ho visto riapparire questo nemico nascosto nel buio come quando ero bambino ». Dalla relazione ufficiale del presidente della Camera di commercio, Giorgio Rainaldi: «Quei 21 secondo mi hanno trasformato ». L'amministratore delegato Fabrizio Viola per la prima volta a una grigia assemblea di bancaè intervenuto indossando un giubbino da vela della Slam. Mentre la bancomobile a sei ruote motrici fa servizio negli attendamenti, oggi arriveranno sei bancontainer fissi. Anche l'Unicredit ha riaperto due uffici bancari. Un'ultima notizia, terribile. è morto in ospedale Tonino Colonna, 19 anni, la vittima numero 294. © RIPRODUZIONE RISERVATA Verso la normalità. Berlusconi con un gruppo di bambini nella scuola da campo inaugurata ieri a Poggio Picense, a pochi chilometri dall'Aquila AFP

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Il premier: case entro l'autunno Dallo Stato aiuti fino al 33% (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 17/04/2009 - pag: 8 Il premier: case entro l'autunno Dallo Stato aiuti fino al 33% Berlusconi inaugura una tenda-scuola e recita Palazzeschi Il Papa sarà in Abruzzo il primo maggio Sacconi: otto miliardi per gli ammortizzatori Morto un altro dei feriti DA UNO DEI NOSTRI INVIATI POGGIO PICENZE (L'Aquila) È un altro paesino addolorato, quello che trova Silvio Berlusconi entrando a Poggio Picenze nel primo giorno di scuola dopo il terremoto. La campanella suona sotto la tenda. Sulla lavagna, accanto a tre cuori colorati, ci sono i nomi dei bambini uccisi dai crolli: Loris e Alena di 11 anni e Valbona che ne aveva 13. È la sesta visita del premier in Abruzzo dal giorno del sisma e si capisce subito che il presidente del Consiglio ha voglia di infondere fiducia a questa gente: «Vi stupiremo », promette a una mamma. «Prima che ritorni il freddo dell'autunno, chiuderemo le tendopoli e troveremo un alloggio a tutti gli abruzzesi, le nuove case saranno supersicure», annuncia Berlusconi alla folla che lo applaude. Il governo non è qui per fare passerella ribadisce ma per dare risposte concrete. La più importante: «Chi vorrà ricostruire la propria casa, là dove era o nelle vicinanze o anche da un'altra parte, potrà contare sull'aiuto dello Stato», che garantirà un terzo della cifra, il 33 per cento. Il resto? «Un altro terzo lo metterete voi. E un terzo infine si pagherà attraverso mutui agevolati, con tassi massimi al 4 per cento». Risposte concrete, nessuna passerella, assicura. Oggi, così, verrà in Abruzzo Maurizio Sacconi, il titolare del Welfare, per firmare l'accordo definitivo con la Regione sulla ripartizione degli ammortizzatori sociali in deroga (8 miliardi nel biennio). Ieri, invece, c'è stato Sandro Bondi, il ministro dei Beni culturali, che ha parlato di un primo stanziamento (15 milioni di euro) per il recupero del-- l'arte ferita («Anche la comunità di Portorotondo adotterà un capolavoro», dà la notizia il premier). Urgono soldi per la ricostruzione e diverse sono le ipotesi per trovare i fondi. «Ne discuteremo domani...», taglia corto il Cavaliere nella tendopoli. Qualcuno allora gli fa notare che è venerdì 17. «Benissimo, allora ne discuteremo venerdì 17 alle 17, perché noi siamo più forti». Il presidente è di buonumore («Contro la fatica mi son fatto due iniezioni di cortisone»), ricasca nella battuta su Obama scherzando con un parroco di colore («Complimenti, lei è molto abbronzato ») ma soprattutto cerca di portare allegria tra i 30 bambini, a cui firma autografi («Non rivendeteli a meno di 10 euro, mi raccomando») e regala palloni e magliette della Juve e del Milan. Fa finta di offendersi quando vede che quelle della Juve vanno a ruba e offre un siparietto pure col ministro Mariastella Gelmini che l'accompagna: «Tu che maglia vuoi?». Lei: «Quella della Juve». E Berlusconi pronto: «Espulsa dal governo ». I bambini ridono e questo è l'importante («Dico cose senza senso? Ma allora hanno ragione gli oppositori della sinistra... »). Prima di salutarli, recita «Rio Bo» di Aldo Palazzeschi e invita le maestre a insegnar loro tante poesie. Il primo maggio in Abruzzo arriverà il Papa, ormai è quasi ufficiale. Ci sarà bisogno anche del suo conforto. Ieri, il bilancio delle vittime del terremoto è salito a 295: al Forlanini di Roma è morto un altro ragazzo, Tonino Colonna, di 19 anni. Contro i costruttori delle case crollate (che verranno convocati tutti dai magistrati) ora piovono le denunce. La sorella di un ragazzo ucciso dalle macerie della Casa dello studente ha presentato un esposto con molte foto per documentare il disastro. Insieme a lei ci sono decine di familiari dei morti. Nascerà un comitato e si costituirà parte civile, se e quando si farà un processo. Primo giorno Silvio Berlusconi e il ministro Gelmini con i bambini della prima scuola in tendopoli Fabrizio Caccia

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di OLIVIA POSANI ROMA ANCORA UNA VOLTA in Abruzzo, stavolta in... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-04-2009)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 10 di OLIVIA POSANI ROMA ANCORA UNA VOLTA in Abruzzo, stavolta in... di OLIVIA POSANI ROMA ANCORA UNA VOLTA in Abruzzo, stavolta insieme con il ministro Mariastella Gelmini, per inaugurare il ritorno a scuola di 30 bambini, rassicurare la popolazione che prima dell'autunno non ci saranno più tendopoli, che lo Stato darà a chi vuole rifare la propria casa il 33% delle spese: «Sono sereno, abbiamo praticamente individuato la possibilità di fondi», sottolinea Silvio Berlusconi. Che però riconosce come «al momento, nessuno può ragionevolmente fare cifre» sui costi del post terremoto. MARONI ha parlato di 12 miliardi, Tremonti e lo stesso premier sperano che l'asticella del conto finale si fermi prima. Ma di sicuro, come va ripentendo il ministro dell'Economia, servono molte risorse: circa 2 miliardi per superare la fase dell'emergenza e ben di più per affrontare la ricostruzione, che avverrà «con controlli rigidissimi contro la mafia e le speculazioni». Berlusconi ieri è tornato ad escludere che il Governo abbia già deciso di tassare i ricchi: «Questa tassa qualcuno l'ha evocata come ipotesi. Io ho detto che non c'è assolutamente stata alcuna decisione. Domani 17 (oggi per chi legge,ndr) alle ore 17 si farà la riunione per decidere. Di ipotesi per reperire i fondi scherza ce ne sono 17, ma una la casso adesso, così ne restano 16». Si parla di aumentare di 5 centesimi il prezzo della benzina (darebbe un gettito di 2 miliardi, calcola il presidente di Nomisma energia), di rincarare le sigarette, di introdurre un 5 per mille bis, di rinviare alcune infrastrutture. Gettito immediato in attesa che possa produrre i suoi frutti anche il ritorno dello scudo fiscale per far rientrare i capitali portati all'estero. Ma soprattutto in queste ore Tremonti ha messo al lavoro i tecnici, che stanno effettuando tutta una serie di simulazioni per vedere quanti soldi potrebbe incassare lo Stato se fosse introdotta quella che nessuno vuole chiamare tassa, bensì contributo di solidarietà. Naturalmente non graverebbe sui redditi medio-bassi e naturalmente le cifre cambiano, e di molto, a seconda di quanto ampia sia la platea di contribuenti interessati e della percentuale che si sceglierà di adottare: si parla di un 1-2% in più rispetto all'attuale aliquota marginale del 43% che scatta a partire dai 75 mila euro lordi di reddito dichiarato. Se il contributo partisse dai 125 mila euro, l'erario incasserebbe 500 milioni. Troppo poco per le spese necessarie. Perciò si pensa a scaglioni di reddito assai meno «pesanti». Comunque c'è ancora qualche giorno di tempo prima di prendere decisioni definitive: il consiglio dei ministri che varerà il decreto per l'Abruzzo si terrà la prossima settimana. Nel frattempo, durante la sua sesta visita da quella terribile scossa di 10 giorni fa, il presidente del Consiglio assicura che «il Governo non intende costruire baraccopoli e men che meno tendopoli. Vogliamo chiudere le tende e costruire vere case, in prossimità dei centri abitati esistenti prima dell'autunno». E saranno case sicure, «a prova di qualsiasi tipo di scossa». Chi vuole ricostruire o ristrutturare da solo la propria abitazione potrà contare su un cospicuo aiuto da parte dello Stato: «Potrà arrivare a una cifra del 33%, più mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma conclude Berlusconi un terzo lo mettete voi e un altro terzo lo mette lo Stato». E POI C'È da pensare alle opere d'arte andate distrutte. Il ministro Bondi calcola che occorrano 50 milioni per metterle in sicurezza. Per il restauro dei beni culturali Berlusconi conta però di non spendere un euro: «Faremo una lista di nozze da sottoporre agli amici che si sono offerti di aiutare l'Italia. Entro la prossima settimana ci sarà l'elenco dei 38 beni artistici con le indicazioni di spesa e di tempo. Zapatero credo che si vorrà occupare del forte spagnolo dell'Aquila danneggiato». Infine una risposta acida a chi lo ha accusato di voler convocare il consiglio dei ministri all'Aquila per «fare passerella»: «Non è vero ho assunto quell'impegno davanti alle bare. I ministri saranno qui e laoreranno per la popolazione».

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a poggio picenze (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

a poggio picenze --> Venerdì 17 Aprile 2009 GENERALI, pagina 5 e-mail print Le lezioni sono riprese ieri, per trenta bambini delle elementari, nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma. Per gli scolari giornata speciale anche per la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (nella foto a fianco al sindaco Nicola Menna). «Questi bambini hanno subito un trauma molto forte - ha detto il ministro - e la scuola può e deve aiutarli a superarlo». foto Ansa 17/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

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Nel Lazio 1.105 docenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 17/04/2009 - pag: 5 Scuola Meno 607 a Roma Nel Lazio «tagliati» 1.105 docenti Confermati i pesanti tagli di insegnanti per il prossimo anno scolastico: nel Lazio ci saranno 1105 docenti in meno rispetto al settembre scorso a fronte di un aumento degli studenti di 1178 unità. A soffrirne sarà soprattutto la scuola primaria e qualla dell'infanzia dove l'organizzazione didattica era strutturata in alcune ore dalla compresenza di due maestre. A Roma verranno «sottratti» complessivamente 607 insegnanti con un paradossale aumento della richiesta del «tempo pieno», nel post-Gelmini ribattezzato «delle 40 ore». Secondo i dati diffusi dall'Ufficio scolastico regionale sulle nuove iscrizioni, le famiglie romane si sono infatti orientate verso questa scelta mentre a Frosinone, dove i tagli sono stati 223, Latina (-130), Rieti (-97) e Viterbo (-48) l'interesse prevalente si è diretto sulle 30 ore. Nonostante le rassicurazioni del ministro: «le risorse recuperate ci serviranno per laboratori, nuove strutture e attività didattiche», fortemente critica la Flc-Cgil di Roma e Lazio: «Siamo di fronte a una preoccupante riduzione dell'offerta formativa e alla creazione di nuovi disoccupati - ha dichiarato il segretario generale Mimmo Rossi - per la scuola primaria, l'Ufficio scolastico regionale ha ripartito gli organici per le varie province senza un confronto con le organizzazioni sindacali nè con la la Regione e gli Enti Locali come prescritto da Miur. Infine - conclude Rossi - i tagli porteranno a un aumento degli alunni per classe. Invieremo una lettera alle autorità competenti perchè ci diano garanzie sulla sicurezza» Ieri intanto, il «Comitato mamme della Piscacane», l'elementare del Prenestino con il 90% di bimbi stranieri, ha preso parte alla Commissione scuola della Regione per ribadire le difficoltà didattiche dei propri figli (italiani) «in una scuola con 15 bimbi italiani su 166 studenti». Nei prossimi giorni la Commissione dovrebbe effettuare una vista presso la Pisacane. La Cgil «Chiederemo la verifica del numero massimo di alunni per scuola» Flavia Fiorentino

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Riapre la scuola, anche se in tenda Di nuovo tra i banchi gli alunni di Poggio Picenze, in tre aule allestite nei pressi del loro istituto distrutto Gelmini: Una speranza che si to (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 17/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Riapre la scuola, anche se in tenda Di nuovo tra i banchi gli alunni di Poggio Picenze, in tre aule allestite nei pressi del loro istituto distrutto Gelmini: «Una speranza che si torni alla normalità». Il premier ai bimbi: «Sono il maestro arrivato da Roma» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini incoraggia una piccola alunna della scuola-tenda di Poggio Picenze L'AQUILA È mancato solo il suono della campanella ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma. La campanella non ha suonato perché manca ancora la corrente nella tendopoli che ospita una comunità di circa mille persone, allestita dalla Protezione civile della Regione Campania, ma i bambini erano eccitati come in un primo, vero, giorno di scuola. Sulla lavagna hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare». Ed anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza di Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. «Un piccolo segnale ma molto importante - ha detto il ministro - perché riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità». Ma la tensione nel campo non manca. E arriva anche la contestazione: «vergognatevi, dateci i 440 milioni (i risparmi in caso di election day, ndr) invece di fare passerelle», grida uno degli sfollati. Poi, però, tutto torna tranquillo. Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola «Ignazio Silone», 500 metri più in là, resa inagibile dal terremoto. Gli altri hanno trovato per ora sistemazione lungo la costa con le loro famiglie. Sui banchi hanno trovato dei fiori, penne e quaderni e un cornetto ripieno di crema. Hanno ritrovato anche tutti e sei i loro insegnati, emozionati come loro, e forse anche più. Non hanno trovato, invece, Loris e Alena, i loro compagni della 5a elementare, uno italiano l'altra macedone, uccisi nel sonno dal crollo delle loro abitazioni. Li ricorda padre Giorgio, nella preghiera che precede la cerimonia di inaugurazione. «È soprattutto nel loro ricordo - aggiunge il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna - che abbiamo voluto ripartire dai bambini, per trarre da loro la forza di ricominciare». «Questi bambini - fa eco il ministro Gelmini - hanno subito un trauma molto forte e la scuola può e deve aiutarli a superarlo». Nel frattempo, a ridargli un po' di allegria e di serenità ci pensa il premier. «Sono il maestro arrivato da Roma», scherza Berlusconi entrando nella prima tenda: «Se siete bravi e preparati ho dei regali per voi». Poi si siede in cattedra e, tra una battuta e l'altra, recita anche una poesia, Rio Bo di Aldo Palazzeschi: «Tre casette dai tetti aguzzi, un verde praticello...» recita il premier. Ma i bambini non la sanno. Allora, via coi regali: qualche pallone da calcio e da football americano, il pallone originale che useranno per la finale di Champions a Roma e tante magliette di Milan e Juve. Prima delusione: ne avanzano due rossonere. «E tu Mariastella quale maglietta vuoi?», chiede scherzosamente al ministro Gelmini. Seconda amarezza: «Quella della Juve». Ma il premier incassa con eleganza: «bene, eccola, espulsa dal governo però?». I bambini ridono e Berlusconi li accarezza e firma autografi.

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La raccolta balza di slancio a 350mila euro (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 17/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Terremoto La nostra sottoscrizione La raccolta balza di slancio a 350mila euro Quasi duemila le persone e le associazioni che hanno partecipato sinora all'iniziativa con alcuni dei bresciani della Protezione civile a Bazzano" title="Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fotografata ieri con alcuni dei bresciani della Protezione civile a Bazzano" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090417/foto/full_brescia_86.jpg',600,671)"> Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fotografata ieri con alcuni dei bresciani della Protezione civile a Bazzano BRESCIA Il rischio è quello, ormai concreto, di esaurire gli aggettivi. Non abbiamo infatti sinceramente più parole per definire la gara di solidarietà che si rinnova ogni giorno con slancio che pare inarrestabile tra i nostri lettori. Al decimo giorno, la raccolta è giunta a sfiorare i trecentocinquantamila euro(per la precisione 349.296,29 euro). Ed il dato è ancora più sorprendente soprattutto se si considera che, per ragioni tecniche, ieri non ci è pervenuto l'elenco delle offerte fatte attraverso i bonifici indirizzati alla Banca di Valle Camonica: quindi possiamo dare tranquillamente già per superata la soglia dei 350mila euro. E si prenda in considerazione anche il fatto che ieri era una giornata climaticamente assai infelice, fattore che ha certamente frenato il flusso di quanti si presentano personalmente alla nostra Segreteria di Redazione per consegnare il generoso e gradito obolo. Comunque, la registrazione meticolosa di quanti hanno partecipato sinora alla sottoscrizione ci comunica che si tratta di ben 1.957 tra singole persone, associazioni ed aziende (sicuramente oltre duemila pensando agli amici della Banca di Valle Camonica): in dieci giorni è un risultato semplicemente straordinario. A questo punto diventa praticamente impossibile ipotizzare un traguardo per questo fiume che pare inarrestabile. Una cosa però è certa: il raggiungimento di obiettivi che a questo punto possiamo anche ipotizzare a livelli assai importanti, ci permette di guardare con fiducia alla possibilità di realizzare in Abruzzo un'opera destinata a soddisfare in maniera duratura un bisogno di quelle popolazioni così duramente colpite. Come abbiamo detto nei giorni scorsi, infatti, il Giornale di Brescia provvederà nelle prossime settimane ad individuare sia il luogo sia la struttura su cui intervenire: in questo modo, come abbiamo sempre fatto in occasione di interventi a favore delle vittime di calamità naturali (dal Friuli, al Kosovo, allo Sri Lanka, ecc.) sapremo come indirizzare le risorse, perché non un solo euro vada sprecato. Se lo meritano Abruzzesi e Bresciani. ma. c.

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campagna elettorale (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

campagna elettorale --> Venerdì 17 Aprile 2009 CRONACA, pagina 18 e-mail print La campagna elettorale in tandem comincia dai manifesti: Franco Tentorio ed Ettore Pirovano, candidati del centrodestra rispettivamente a sindaco di Bergamo e a presidente della Provincia, si sono fatti ritrarre insieme sui cartelloni di propaganda per le amministrative. «Un segno concreto della nostra volontà di collaborare, soprattutto dopo il voto», spiega Tentorio. Che proprio domani alle 17,30, in via Borfuro, inaugurerà il suo «Tentorio point», sede operativa dell'aspirante primo cittadino. Ospite d'eccezione sarà il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Dopo il taglio del nastro, Tentorio e Pirovano si presenteranno insieme alla stampa. E per annunciare l'appuntamento, nel Pdl hanno scelto anche la via telefonica: in questi giorni, se il telefono di casa squilla, può darsi che si senta una voce registrata che invita all'inaugurazione. 17/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

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Invece del 5 in condotta nelle classi inglesi arrivano i buttafuori (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Commenti Pagina 336 Invece del 5 in condotta nelle classi inglesi arrivano i buttafuori --> Potremmo chiamarla "School storm" che fa tanto guerre irachene. Oppure "S-day" che suona bene e riporta la memoria ai fasti della grande operazione aviotrasportata degli alleati in Normandia. Di cosa stiamo parlando? Dell'ultima trovata britannica per tenere sotto controllo gli studenti indisciplinati. L'idea in sé è semplicissima, tanto che sir Alan Steer - consulente del governo di Sua Maestà per gli affari scolastici - si è stupito che tanto uovo di Colombo non fosse stato partorito prima. Altro che costosi supplenti qualificati, altro che professori con gli occhialini che un qualunque bullo può malmenare incurante dei loro tentativi di blandirlo a colpi di sonetti shakespeariani. Molto meglio mandare in aula ex militari, buttafuori, guardie giurate; al limite, se proprio non si trova di meglio, dei pompieri (gente che comunque dovrebbe essere ben capace di spegnere bollenti spiriti). Questi nerboruti gendarmi, infatti, sembrano molto più adatti a gestire gli studenti indisciplinati. Li mettono al loro posto con un solo sguardo, o magari con un ringhio. E alcune scuole li hanno già provati, nonostante i dubbi dei docenti. Anzi pare che alcune agenzie di lavoro interinale come la Aspire People si siano messe a reclutarli con annunci tipo: "Nessuna competenza scolastica, ma capacità di mantenere l'ordine". Non bastasse, sir Steer sta valutando anche l'idea, molto americana, di creare delle stanze di contenimento dove imprigionare gli elementi più refrattari alle lezioni, per metterli in isolamento.Altra ipotesi che ha destato preoccupazione nei sindacati degli insegnanti britannici. Qualche professorino ha fatto notare che dopo qualche settimana di isolamento, sotto la sorveglianza di nerboruti quanto poco educativi vigilantes, quelli che tornano in classe sono magari un po' più remissivi ma certamente non in linea con i programmi. A guardare le cose con occhio fortunatamente estraneo, da noi il ministro Gelmini se l'è cavata con il molto più ragionevole cinque in condotta, vien da dire che il problema dei programmi è relativo. Quella che dovrebbe preoccupare e sembrare aberrante è proprio l'idea di trasformare la scuola in uno strano incrocio tra un campo di battaglia e un carcere minorile. Peggio ancora se il progetto nasce in un Paese con la lunghissima tradizione pedagogica dell'Inghilterra. Dietro alle "truppe in classe" o ai metal detector all'ingresso delle scuole, c'è solo il vuoto, il disastro di un modello culturale, la paura dei nostri stessi figli e, perché no, anche un panico sterile indotto dai media. Se fossimo sinceri con noi stessi dovremmo ammettere che generazioni di maestri e professori, inglesi e non, hanno affrontato ragazzini ben più ignoranti e riottosi di quelli attuali. Per rendersene conto basta il banale rimando letterario al Franti di De Amicis: "Picchia il muratorino perché è piccolo; tormenta Crossi perché ha il braccio morto; schernisce Precossi, che tutti rispettano; burla perfino Robetti, quello della seconda, che cammina con le stampelle per aver salvato un bambino. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s'inferocisce... Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno, si porta a scuola degli spilloni per punzecchiare i vicini... ha cartella, quaderni, libro, tutto sgualcito, stracciato, sporco... Egli odia la scuola, odia i compagni odia il maestro... Derossi gli disse un giorno: ma finiscila, vedi che il maestro ci soffre troppo, ed egli lo minacciò di piantargli un chiodo nel ventre". E nessuno ha mai pensato di mandare le teste di cuoio. La differenza era che se il maestro ti rifilava una nota o magari ti tirava le orecchie (la mia maestra molto progressista - lo era davvero - me le ha allungate di molto), i genitori invece di far ricorso al Tar ti sistemavano per le feste (e non parliamo della cinghia ma di una normale bella strigliata). Forse tutti sapevano, con un po' di retorica, che le nazioni si forgiano a scuola. Generazioni di maestri e professori hanno artigianalmente mescolato cultura, arte istrionica, approssimazioni, autorevolezza (non autorità) e sonore bocciature nel tentativo di inchiodare gli studenti ai libri. Era un feroce corpo a corpo, combattuto in nome della Cultura con la C maiuscola (e che nessuno sappia davvero cosa sia questa Cultura poco importa, conta lo sforzo non la definizione). Se questa battaglia, dicevamo, non siamo più disposti a combatterla, né a casa né fuori, è inutile chiamare i marines. I marines possono obbligare lo studente a star seduto, non ad alzare la mano con l'urgenza di una domanda nuova (e c'è un gran bisogno di domande nuove). FRANCESCO AGOSTINI

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Abruzzo, la vita riparte dalla scuola (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 17/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione: Abruzzo, la vita riparte dalla scuola Lezioni nelle tende inaugurate dal premier e dal ministro Gelmini. Berlusconi promette aiuti concreti: il 33% a chi ricostruisce la casa. La nostra sottoscrizione vola a quota 350mila euro Silvio Berlusconi tra gli alunni di Poggio Picenze" title="Il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi tra gli alunni di Poggio Picenze" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090417/foto/full_brescia_6.jpg',600,610)"> Il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi tra gli alunni di Poggio Picenze L'AQUILASi torna a scuola in tenda. È un primo concreto segno di ritorno alla normalità. Le lezioni nelle tendopoli che ospitano, nei dintorni de L'Aquila gli sfollati del terremoto, sono state inaugurate ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Un piccolo segnale, ma molto importante - ha detto il ministro - perché riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità». Ma le tensioni nei campi non mancano con gli sfollati che se la prendono con le «passerelle dei ministri». Berlusconi però, oltre a stringere mani, promette aiuti concreti e puntualizza: «Il governo non intende costruire baraccopoli e men che meno tendopoli. Vorremmo chiudere le tende e costruire vere case prima che inizi il freddo, prima dell'autunno», è la promessa. A chi vuole ristrutturare o ricostruire, dice Berlusconi, potrà contare sullo Stato, con «aiuti fino ad una cifra del 33%, mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile». Insomma, «ognuno potrà essere artefice del proprio futuro». Di cifre però Berlusconi non vuole farne. «Dodici miliardi? Adesso nessuno può ragionevolmente fare cifre». Di ipotesi sul tappeto ce ne sono tante. Non però quella della tassa sui ricchi. «Qualcuno l'ha evocata - minimizza Berlusconi - Io assolutamente ho detto che non c'è stata nessuna decisione. Quanto al 5 per mille, non deve togliere agli altri, per esempio alle onlus». Funziona, per il Cavaliere, il modulo di affidare a singole province e regioni la responsabilità su diversi progetti di ricostruzione, previa «verifica nazionale», mentre per i beni artistici si conta sull'aiuto degli altri Paesi. Nel frattempo prosegue con grande partecipazione da parte dei nostri lettori la sottoscrizione promossa dal Giornale di Brescia a favore dei terremotati dell'Abruzzo. Ieri si è raggiunta la quota di 350mila euro. La raccolta prosegue. a pagina 2, 3 e 4

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abruzzo, a scuola sotto le tende (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Abruzzo, a scuola sotto le tende L'AQUILA. Di nuovo sui banchi ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma. Sulla lavagna i bimbi hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale». E anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro Gelmini. I SERVIZI A PAGINA 2

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visita lampo di berlusconi "entro l'estate alloggi per tutti" - meo ponte (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Cronaca Visita lampo di Berlusconi "Entro l´estate alloggi per tutti" Con la Gelmini all´inaugurazione della prima scuola in un campo L´emergenza Il premier regala maglie del Milan E a una volontaria di colore dice: com´è abbronzata MEO PONTE DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Al primo giorno di scuola Silvio Berlusconi arriva in ritardo. Alle 13,10 di ieri quando i trenta bambini delle elementari di Poggio Picenze sono nelle due tende azzurre che sostituiscono la scuola terremotata dalle 10. Così, in attesa del premier, tocca al ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini beccarsi la protesta di Adolfo Taddei, ferroviere in pensione, per i 440 milioni di euro sprecati rinunciando all´election day. Protesta che però all´arrivo di Berlusconi annega negli applausi. Il premier è tornato in Abruzzo per l´inaugurazione della prima scuola post-terremoto nella frazione di 1120 abitanti. Nicola Menna, il sindaco che è anche preside, è visibilmente stordito dall´assedio di telecamere e microfoni che arrivano al seguito di Berlusconi e dall´atmosfera da "battaglia del grano" che istintivamente si respira. Il premier però è al suo meglio. Prima che ai bambini si rivolge agli sfollati che qui contano cinque compaesani morti. «In confronto all´entità del sisma le vittime sono state poche», dice Berlusconi che non ha ancora visto che sulla lavagna della tenda che ospita le classi quarta e quinta hanno scritto "Loris e Alena vi vogliamo bene". Loris è un alunno morto sotto le macerie con la mamma, Alena una piccola macedone. A Roma ieri è morto anche Tonino Colonna, 19 anni, 295ma vittima del sisma. Il leader del Pdl però preferisce pensare al futuro e promette: «Il governo non intende costruire né baraccopoli né tendolpoli. Prima che cominci il freddo dell´autunno vorremmo chiudere le tendopoli. Chi vorrà costruirsi la propria casa avrà il sostegno dello Stato con mutui fino al 50% del valore dell´immobile ad un tasso del 4 per cento». E poi fa sognare i terremotati con case costruite su piattaforme di ferro e anche belle da vedere. Poi finalmente incontra i bimbi. «Toc, toc, c´è un professore arrivato da Roma», dice di prima di entrare nelle tende azzurre. «Che begli occhi che hai? E tu come ti chiami?». Guarda il dettato appena scritto dagli alunni («Siamo contenti di essere di nuovo insieme. Questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare») e chiede: «Sapete qualcosa a memoria? Un tempo si studiava a memoria. Sentite…». E recita Rio Bo di Palazzeschi d´un fiato: «Tre casettine dai tetti aguzzi…». Distribuisce poi maglie delle Juventus e del Milan e ci resta male quando quelle bianconere sono preferite a quelle rossonere. Pier Luigi, 7 anni, che ha perso il padre nel sisma, indossa quella del Milan ma sotto porta quella della Roma. «è mia, è quella della mia vera squadra». Ai bimbi macedoni Berlusconi regala un autografo con un consiglio: «Non venderlo per meno di 20 euro». Un bimbo risponde: «Lo vendo a 30». E lui soddisfatto: «Così si fa». Poi nuovamente fuori tra gli sfollati e alla pensionata di 76 anni che gli dice: «Dai lavoro ai giovani, noi dobbiamo farci da parte» risponde: «Pensi per lei». Battute a una volontaria di colore: «Com´è abbronzata!». E finisce la visita sulla scalinata di San Bernardino con il ministro Bondi che ha un elenco di 38 beni artistici da recuperare. Lui dice: «Faremo una lista nozze tra i nostri amici europei».

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La promessa del premier: (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 92 del 2009-04-17 pagina 6 La promessa del premier: «Entro sei mesi tutti avranno un tetto» di Vincenzo La Manna Berlusconi torna tra i terremotati e con la Gelmini partecipa alla lezione con 30 alunni sotto la tenda nostro inviato all'Aquila Niente baraccopoli, né tendopoli «a lunga permanenza». Ma «alloggi per tutti», prima che arrivi il freddo e l'autunno. Silvio Berlusconi lo promette appena mette piede a Poggio Picenze, paesino di mille anime (tutte sfollate) a due passi dall'Aquila, dove inaugura la prima scuola da campo post-terremoto: «La volontà del governo è far sì che entro l'estate le persone possano ritornare in casa». È una delle priorità di Palazzo Chigi, forse la più importante, assicura il premier al microfono, durante una mini-conferenza stampa improvvisata. E sotto un sole cocente, di fianco alle tre tende-aula che ospitano trenta bambini della scuola elementare e materna, si dice convinto che a ridosso dell'estate «ci sarà la possibilità di chiudere» le strutture mobili allestite dalla Protezione civile. «Grazie alle associazioni alberghiere e a molte famiglie italiane», impegnate in una «gara di generosità, con punte di coraggio non indifferenti, che ha dato a noi l'orgoglio di essere italiani». In Abruzzo per la sesta volta in undici giorni, il presidente del Consiglio stavolta si fa attendere. E per farsi perdonare dai più piccoli, si presenta al campo sportivo con alcune buste di regali: magliette di Milan e Juventus, divise da volley, palloni da calcio (c'è quello della prossima finale di Champions League) ma non solo. Insomma, gli strumenti giusti per intrattenere le classi, nel nuovo "primo giorno di scuola" - con la complicità del ministro dell'Istruzione, Mariastellla Gelmini -. Così, il Cavaliere si siede dietro la cattedra, ripassa le tabelline con le consuete domande («quante dita ha una mano, quante due, quante dieci?») e recita la poesia "Rio Bo" di Aldo Palazzeschi. Poi, dinanzi ai giornalisti, traccia un quadro più che positivo dell'attività dei soccorritori: «Meglio di così non si poteva fare». Gli edifici da ricostruire, ricorda, «sono almeno il 50%», ma «procederemo in tempi molti stretti». Controlli contro mafia e speculazione, tra l'altro, «saranno rigidissimi», anche perché «dobbiamo fare tutto in sei mesi» e le nuove abitazioni, da 50 a 100 metri quadrati, saranno «super sicure e a prova di qualsiasi tipo di scossa, come quelle costruite in Giappone». E «chi vuole rimettere su la propria casa avrà il sostegno dello Stato», con «aiuti fino ad una cifra del 33% e mutui a tasso agevolato al 4% fino al 50% del valore dell'immobile». Già, quello Stato di cui Berlusconi - riconosce Die Zeit, settimanale progressista tedesco, di solito poco tenero nei suoi confronti - «è un rappresentante credibile», che «ha fatto tutto giusto» nella gestione dell'emergenza. Ma ora, dopo la prima fase, sottolinea il diretto interessato, si deve guardare avanti e «tornare alla vita normale a fine estate». Intanto, «stiamo lavorando, con esiti che lasciano ben sperare, anche sul piano dei fondi. Abbiamo individuato la disponibilità e siamo sereni», pure se al momento «nessuno può ragionevolmente fare cifre». In ogni caso, il governo non ha ancora preso decisioni sull'ipotesi di tassa sui redditi più alti. «No, no, no, abbiamo già smentito la notizia», attacca il premier, prima di recarsi alla tendopoli di Picenze e brindare con gli alpini. «Ci sono tante ipotesi sul campo, 17 per la precisione, di cui una già cassata da me, ma prima di scegliere le misure giuste serve una stima totale dei danni. Comunque, vi stupiremo...». Ma l'idea della super-tassa, che difficilmente vedrà la luce, «non l'ho proposta io», precisa. E sulla querelle 5 per mille, avverte: «Non deve togliere agli altri, alle Onlus». La doppia visita finisce qui. Ma prima di rientrare a Roma, breve sopralluogo ai monumenti del capoluogo, in compagnia del ministro Sandro Bondi. E sul sagrato della storica Chiesa di San Bernardino, il premier lancia l'idea di una sorta di «lista nozze»: 38 beni artistici da restaurare, con indicazioni di spesa e tempi. Un «elenco» che «sottoporrò», promette il Cavaliere, «a tutti gli amici», italiani e stranieri,«che si erano già offerti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Procura, pronto l'elenco dei costruttori Silvio: "Tasse ai ricchi, solo un'idea" Bondi: "Per i restauri 50 milioni" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sarebbe già stato stilato un elenco di costruttori da interrogare "nelle prossime ore" : sono una ventina, tutti quelli che hanno realizzato gli immobili sottoposti a sequestro. Brunetta: "Serve trasparenza"

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L’individuazione degli immobiliaristi coinciderebbe con quella delle aree dove si sono registrati crolli e dove ci sono state vittime. Il numero degli imprenditori ammonterebbe a circa venti unità. I FONDI PER LA RICOSTRUZIONE Sul fronte della ricostruzione, per questo pomeriggio è in calendario a palazzo Chigi una riunione per decidere sul reperimento dei fondi. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha ribadito che l’ipotesi di tassare i ricchi `una tantum’ è solo una proposta “evocata da qualcuno” ma su cui nulla si è deciso e che anche “l’ipotesi del 5xmille non deve togliere agli altri, come le Onlus”. Non ragionevole, ha aggiunto, è cercare di quantificare adesso l’entità dei danni. BRUNETTA: SERVE TRASPARENZA Trasparenza della pubblica amministrazione combinata con l’interesse delle compagnie assicurative e il coinvolgimento dei cittadini: ecco la 'ricetta' del ministro Brunetta per la ricostruzione in Abruzzo. In un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore, il ministro spiega che la trasparenza è ‘’innanzitutto informazione e, chiamata con questo nome, essa e’ il fondamento del mercato e della concorrenza’’. LE CIFRE DI BONDI Per i restauri dei beni artistici «abbiamo fatto una stima ufficiale di 50 milioni di euro». Lo ha sottolineato il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, ospite di ‘Panorama del giornò, condotto da Maurizio Belpietro su Canale 5. «Abbiamo stanziato per l’emergenza -ha spiegato ancora l’esponente dell’esecutivo- 10 milioni di euro dei fondi ordinari del ministero, più cinque milioni di euro d’intesa con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola per il polo museale dell’Aquila». Bondi è poi tornato sull’idea della cosiddetta ‘lista di nozzè lanciata ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che «ha chiesto al mio ministero di compilare 38 schede dei monumenti artistici più importanti dell’Aquila e della provincia colpiti dal terremoto, da sottopporre ai Paesi amici europei e non che si sono offerti di dare un aiuto», perchè possano «adottare un monumento, per contribuire direttamente a restaurare un monumento importante tra questi che noi sottoporremo». Se i contributi non dovessero bastare «interverrà lo Stato nei modi e nelle forme che decideremo credo nel prossimo Consiglio dei Ministri». Muore 19enne: le vittime salgono a 295 - La Gelmini apre la prima scuola - Ma le case in cui viviamo sono a prova di terremoto? - IL NOSTRO SPECIALELA FOTOSTORY Devastazione e speranza tra le macerie - LA TENDA-SCUOLA L'inaugurazione di Berlusconi e GelminiMeglio dare il 5 o l'8 per mille ai terremotati? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Un centesimo per Anno Zero (62 commenti) Bufera su Annozero, punito Santoro E il vignettista Vauro è stato sospeso (39 commenti) Strade, roulette russa: muore a 24 anni (26 commenti) Election day, spunta il compromesso Così il Pdl tenta l'accordo con la Lega (17 commenti) Negozi aperti il 25 aprile? "Con la crisi devono lavorare" (16 commenti) "Sì ti sposo ancora. 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Di[...] Wawrinka sgambetta l'amico Federer.09:42:09 - @francesco davila: io non so se Roger e il suo staff siano confusi o meno. Ieri il nostro mi è parso[...] Wawrinka sgambetta l'amico Federer.09:37:55 - Mi dispiace deludervi, ma non ci srà nessun derby...pronostico doppia sconfitta per Vinci e Schiavon[...] Schiavone ok altro derby? 'X Factor': chi vincerà?Sutor, 4 vittorie in 4 mesi: di chi è la colpa?Facebook nel mirino della Ue:giusto proteggere di più la privacy, soprattutto dei minori?Champions League: il Barcellona riuscirà a battere il calcio inglese?Il governo ha deciso di non accorpare referendum ed elezioni, sei d'accordo?La Lube raggiungerà la finale dei play off?La Ferrari riuscirà a recuperare il distacco dalla Brawn Gp?Annozero sul terremoto in Abruzzo, giusto bacchettare Santoro e sospendere Vauro?Papadopulo salverà il Bologna?Terremoto in Abruzzo: daresti il 5 o l'8 per mille?Chi vincerà il Grande Fratello 9?L'Inter deve rescindere il contratto di Adriano?Daresti il tuo 5 per mille in favore dei terremotati?Pasqua 2009 tra crisi economica e terremoto: viene celbrata in modo più sobrio rispetto agli anni scorsi?Vai in vacanza a Pasqua? La foto del giorno Wolksawen La Volkswagen Golf è stata designata "World Car Of The Year 2009". La cerimonia di consegna del riconoscimento si è svolta al Salone Internazionale dell'Automobile di New York, hanno ritirato il premio Stefan Jacoby, ceo e presidente di Volkswagen Group of America, e Klaus Bischoff, responsabile design di Volkswagen. RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >

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Oltre il terremoto: Università, banche e negozi. L'Aquila cerca la normalità (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Oltre il terremoto: Università, banche e negozi. L'Aquila cerca la normalità Posted By redazione On 17/4/2009 @ 8:48 In Headlines | No Comments Banche, scuole, negozi, caserme. L'Aquila cerca un disperato ritorno alla normalità: soldi, consumi, aule nelle tende, lenti a contatto. Tutto concorre a cercare di riportare la vita più avanti del 6 aprile. A partire dalla ricostruzione degli alloggi per gli sfollati con la precisa richiesta del Difensore Civico aquilano di far lavorare le aziende del posto e non importare case di legno dall'estero. Muovere l'economia, smuovere le macerie psicologiche dell'apparato produttivo. Ha riaperto oggi i battenti all'Aquila la Carispaq, la Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, il maggior istituto di credito della zona. La sede centrale della banca, in corso Vittorio Emanuele, è stata gravemente lesionata dal sisma ed è inagibile: la Carispaq si è quindi insediata in via Strinella, in un complesso di nuova costruzione che ha retto al sisma. Anche la Bnl ha riaperto oggi lo sportello della frazione di Pettino, lo stesso istituto spiega che da ieri è operativo anche uno sportello nella ''cittadella delle istituzionì' allestita presso la scuola sottufficiali della Guardia di Finanza a Coppito. Stessa cosa per Unicredit, che ha aperto uno sportello anche in un centro commerciale. Dopo le banche ecco i negozi: il primo negozio di ottica che ha riaperto in città è l'Ottica Lao. Attesa domani inoltre la riapertura del supermercato Gallucci nei pressi dell'ospedale San Salvatore a Coppito. E si sposta anche il Comando Militare Esercito Abruzzo che ha trasferito la propria sede operativa presso il 33/o reggimento Artiglieria dell'Aquila. Sul fronte scuole si riaprono i battenti a Pianella e il ministro Gelmini ha assicurato che tutti gli istituti saranno attivi da lunedì prossimo. Il tutto nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro hanno dato il là alla simbolica riapertura delle tre tende a Poggio Picenze, dove ci sono 30 bambini delle scuole materne e elementari. La normalità passa anche se non soprattutto attraverso il lavoro. Alcune ditte dell'Aquila saranno tra i 250 espositori, in rappresentanza di 600 aziende, che partecipano alla 48/a fiera nazionale dell'Agricoltura che si svolgerà dal 24 al 27 aprile prossimi a Lanciano; anche alcune ditte dell'Aquila, con enormi sacrifici, saranno presenti nel settore agroalimentare. E sempre sul fronte dell'agroalimentare anche Slowfood ha organizzato un gruppo di acquisto da 5 euro per partecipante da destinare all'acquisto di agnelli da pastori aquilani che saranno poi cucinati alle mense che ospitano i cittadini dalla provincia di L'Aquila. Slowfood di Pescara ha organizzato l'acquisto per supportare gli allevatori e permettere loro di ritornare il prima possibile ad una normalità produttiva, compromessa prima del sisma anche dall'arrivo nei supermercati di prodotti proveniente dal mercato dell'est Europa a prezzi insostenibili per i pastori aquilani. A ricominciare ci prova anche l'Università. Dal futuro dell'ateneo aquilano dipendono anche l'economia della città e la vivacità culturale che da sempre anima sia il centro storico che le zone periferiche ( dei 70mila abitanti, ben 30mila sono studenti, 13mila quelli fuori sede). Dopo il terremoto, che ha reso inutilizzabili gran parte delle strutture in centro e anche molti laboratori si cerca di fare un punto della situazione da cui ripartire. Il 15 aprile presso la sede di Coppito 1 il Senato Accademico si è riunito per decidere le modalità di ripresa delle attività' didattiche. Tutte le informazioni si possono leggere sul sito web dell'Università, riattivato il 9 aprile scorso, e dal quale, attraverso un video, il rettore Ferdinando Di Orio fa appello agli studenti iscritti al suo ateneo a "continuare a credere nell'istituzione accademica aquilana, che è ancora vitale e in grado di corrispondere alle loro attese di formazione professionale". Il VIDEO servizio:

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nuovo statuto deferrari convoca gli stati generali dell'università - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova L´appello Nuovo Statuto Deferrari convoca gli Stati generali dell´università MICHELA BOMPANI Gli Stati Generali del rettore Giacomo Deferrari. Il teatro della Gioventù, a Genova, il 4 maggio si trasformerà nella sala della Pallacorda: ha convocato i 40.000 professori, tecnici amministrativi, studenti dell´Università di Genova, per un´iniziativa senza precedenti. Il rettore ha scelto un luogo in città, e non l´aula magna dell´Ateneo, per presentare ufficialmente il progetto della sua rivoluzione, che riguarda tutti i cittadini: il nuovo statuto dell´Università. A fare da maestri di cerimonia, ci saranno il presidente della Crui (la conferenza italiani dei rettori) Enrico Decleva, il responsabile della segreteria tecnica del ministro Mariastella Gelmini Alessandro Schiesaro (già ispiratore della riforma dello statuto dell´Università di Camerino, su cui Genova si è orientata) e il preside della facoltà di Scienze politiche dell´Università di Bologna, Giliberto Capano. «Questi interventi ci permetteranno di inquadrare il nostro progetto nel più ampio contesto di riforma nazionale del sistema universitario», spiega Deferrari nella lettera invito che ha diffuso in Ateneo. Dopo l´illustrazione di Deferrari del «progetto di riforma della governance e dell´organizzazione dell´Ateneo genovese» e i contributi degli ospiti, si aprirà il dibattito con la platea.

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scuola, ribaltone alla direzione regionale - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Genova Scuola, ribaltone alla direzione regionale Massara verso l´addio, al suo posto Anna Maria Dominici, voluta dalla Gelmini GIUSEPPE FILETTO Cambio al vertice della direzione scolastica regionale. Dal primo di giugno Attilio Massara va in pensione e al suo posto arriverebbe Anna Maria Dominici, che lascia la prestigiosa sede di Milano. La notizia gira negli ambienti scolastici. Nella rotazione delle direzioni scolastiche regionali, disposta dal ministro dell´Istruzione che proprio in queste ore sta per firmare il decreto di nomina, Massara non rientrerebbe nelle preferenze di Maria Stella Gelmini. Ieri non è stato possibile mettersi in contatto telefonico con il direttore, ma da fonti bene informate si è saputo che a lui negli scorsi giorni sarebbe stata comunicata la necessità di far posto a Dominici e l´offerta di un trasferimento in un´altra regione, oppure a Roma, a disposizione del dipartimento. Attilio Massara, che nello spoil-system applicato dal centrodestra era stato scelto da Letizia Moratti al posto di Gaetano Cuozzo, non avrebbe gradito ed avendo maturato gli anni della pensione, avrebbe deciso di lasciare. L´avvicendamento sarebbe imminente: appena un mese e mezzo di tempo per svuotare l´ufficio di via Assarotti. Anche se Anna Maria Dominici, originaria di Palermo, ieri ha negato di esserne a conoscenza: «Al momento non ho firmato alcun contratto - ha detto - ma so che il ministro sta pensando alle rotazioni. Comunque, dovendo lasciare Milano, dove ho iniziato la mia carriera 40 anni fa, prima da funzionario, poi da Provveditore, vengo volentieri in Liguria, perché è una bellissima regione». Stando a notizie scritte dai quotidiani lombardi, il governatore Roberto Formigoni avrebbe voluto la riconferma dell´attuale direttore, ma la Gelmini starebbe per scegliere un suo uomo di fiducia: un modo per dire che in Lombardia comanda lei. Dominici, laureata in Legge, infatti lascerebbe il posto a Giuseppe Colosio, al momento direttore dell´Ufficio Scolastico Provinciale (l´ex Provveditorato agli Studi) di Brescia. Colosio è nato a Remedello, gode del rapporto di fiducia che lo lega a Mariastella Gelmini, sua concittadina.

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un milione di firme contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bologna L´appello Un milione di firme contro la Gelmini «INACCETTABILE che le scuole e, peggio, le famiglie debbano pagarsi anche l´esame di Maturità. Il Ministero deve dare le risorse, ritirare i tagli e garantire il tempo pieno». E´ la senatrice Mariangela Bastico a dare voce alla petizione popolare in difesa della scuola pubblica promossa dal Pd. Obiettivo: un milione di firme. Per fermare la riforma Gelmini. La petizione è stata presentata da Andrea De Maria con i candidati: «La scuola è la nostra priorità». (il. ve.)

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DALL'INVIATO ANTONIO TROISE L'AQUILA. HA GLI OCCHI LUCIDI IL MINISTRO PER I BENI CULTURAL... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)

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DALL'INVIATO ANTONIO TROISE L'Aquila. Ha gli occhi lucidi il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, quando esce da S. Maria di Collemaggio, facendosi strada fra i calcinacci che coprono la navata della chiesa che è un po' il simbolo del centro storico della città. È qui che hanno trovato riparo i resti di Celestino V, il Papa del gran rifiuto, nella sua teca di cristallo miracolosamente recuperata dai Vigili del Fuoco qualche giorno fa. Ora è al sicuro, sotto un ponteggio, nel torrione che ha resistito al sisma e che si trova proprio al fianco della chiesa. Anche la facciata di Collemaggio è rimasta in piedi, sorretta dall'impalcatura che era stata realizzata prima del terremoto per i lavori di restauro. Dentro la chiesa anche la salma di San Cesidio, sistemata alla buona sulle assi del ponteggio. «Ero particolarmente legato a San Celestino e a questi luoghi - confessa Bondi uscendo dalla chiesa - vedendo quello che è successo e la distruzione del terremoto si sono intrecciati molti ricordi». Era stato il suo amico e scultore, Pietro Cascella, a fargli conoscere i monumenti artistici della città. «Sono venuto qui con lui tante volte - dice Bondi - Cascella amava molto l'Abruzzo e me l'ha fatto conoscere, oggi c'è molta emozione». Ma il ministro, all'Aquila, annuncia anche le prime misure operative per la rinascita del centro storico. A cominciare dalla nomina di un commissario ad hoc per i beni culturali. Un incarico che finirà nelle mani di Luciano Marchetti, vice di Bertolaso con alle spalle una lunga esperienza nella ricostruzione post-terremoto fra il '97 e il '98 nelle Marche e nell'Umbria. Una scelta che non è piaciuta del tutto all'assessore al turismo e alla cultura della Regione, Mauro di Dalmazio, che non a caso ha disertato la verifica sul campo effettuata da Bondi. Ma non basta. Il ministro ha anche fatto lievitare fino a 50 milioni di euro la dote dei primi interventi necessari per fare fronte alle situazioni di emergenza. Facendo capire che il complesso di Collemaggio sarà sicuramente al primo posto nella lista delle opere da recuperare. L'elenco completo sarà presentato, comunque, la prossima settimana, e dovrebbe contenere almeno 38 monumenti. «Una lista di nozze - ha sentenziato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - a disposizione di tutti i paesi che vorranno dimostrare la loro solidarietà sostenendo il recupero dei tesori artistici distrutti dal terremoto». Visitare il centro storico dell'Aquila è come un viaggio in una città che ha perso tutti o quasi i suoi monumenti. Chiese sventrate, facciate in bilico, cupole crollate, come quella del Duomo, altro luogo simbolo della città: a dare il colpo «mortale» alla Chiesa è stata una delle scosse di assestamento più pesanti dopo quella della notte del 6 aprile. Qui è tutta zona rossa, si entra solo se «scortati» dai vigili del fuoco. C'è il pericolo di nuovi crolli. Per raggiungere le loro case per recuperare qualche oggetto da portare nelle tendopoli, gli aquilani devono fare lunghe file davanti ai camper rossi sistemati a ridosso del centro antico. Ma continua anche l'opera di recupero dei «gioielli» della città. Sotto gli occhi di Bondi i vigili estraggono dalle macerie una madonna cinquecentesca di terracotta, trovata sempre nella chiesa di Collemaggio. «Sembra che voglia dirci qualcosa - sussurra - ma non sappiamo cosa.». Davanti al complesso di San Bernardino, dove è crollata buona parte della cupola, Bondi incontra il premier Berlusconi e la sua collega di governo, Maria Stella Gelmini, di ritorno da Poggio Picenza, dove ha riaperto i battenti la prima scuola dopo il terremoto. Il ministro dei Beni culturali vuole avere un monitoraggio accurato della situazione. Secondo una prima stima, sarebbero circa 900 i monumenti fortemente danneggiati. Del resto, L'Aquila, è la sesto posto in Italia, per numero di musei, circuiti museali e beni storici e monumentali. Le soprintendenze avranno sede nel nuovo centro operativo dell'Aquila nella scuola della Guardia di Finanza di Coppito, cuore istituzionale della ricostruzione. E qui, annuncia Bondi, si trasferirà presto anche una succursale dell'istituto centrale di restauro per «iniziare a lavorare sul campo». Insieme alla schedatura continuano i traslochi delle opere salvate da chiese e musei, quasi tutte, dice Bondi, saranno portate a Paludi di Celano in un edificio laboratorio del Ministero.

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IL MINISTRO GELMINI ALL'APERTURA DELLA SCUOLA NELLE TENDE A POGGIO PICENZ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro Gelmini all'apertura della scuola nelle tende a Poggio Picenze A sinistra un alunno nell'aula-tenda

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RAFFAELLA TROILI L'AQUILA. MA LO SAI CHE VIENE BERLUSCONI? MA CHE VIENE CON L'ELICOTTER... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

RAFFAELLA TROILI l'aquila. Ma lo sai che viene Berlusconi? Ma che viene con l'elicottero? E certo, mica vola come Superman...». Scambi di battute tra bambini di prima elementare, tornati in tre classi che sono tre tende. Per ricominciare, per far finta che la normalità sia a un soffio da qui, anche se all'appello mancano tre ragazzini, e i loro nomi sono scritti sulle lavagne e nelle ombre che passano negli occhi delle maestre. Poggio Picenze, mille e cento anime, cinque vittime del terremoto, la prima a riaprire la scuola, la fissazione del sindaco-preside, Nicola Menna, sfollato nelle tende anche lui, in questo posto dove don Giorgio, il parroco, si mette a far gli shampoo insieme ai parrucchieri del paese per aiutare la barca e la Protezione civile della Regione Campania canta 'O Sarracino e riempie i piatti perché «quando mangiano non piangono» sorride convinta Caterina. Arriva il ministro Mariastella Gelmini, poi il premier Silvio Berlusconi, i bambini sono lì che aspettano, con le maestre e le mamme che hanno ancora lo sguardo stralunato ma se incrociano quello dei bambini fingono felicità. È un po' una farsa ma è la vita, dice bene, anche se piange, l'insegnante Marianna Del Rossi: «Forse è un po' presto, perché siamo tutti vittime, ma era giusto ricominciare per i nostri alunni e i nostri figli». Papà e mamme si presentano con i figli in braccio, hanno vestiti e volti sgualciti, ma spalle fiere. «Linda, tre anni, era tutta contenta di venire - racconta il papà, Marco Bonanni - invece Lorenzo, che ha 2 anni, come sempre ha fatto storie». A molti bimbi è mancata la scuola, il sindaco si commuove a ricordare quel ragazzino che mentre lui «addobbava» le tende è entrato ed ha esclamato: «La scuola, che figata...». Ma è una soluzione temporanea, «perché qui da settembre già fa freddo, si gela nelle tende», mentre ora comincia a far caldo. Albulena, 9 anni, stringe i regali distribuiti in occasione dell'arrivo di Berlusconi: «Ma non mi piace stare in tenda, è scomodo». Libri, quaderni, maglie delle squadre di calcio, battute, poesie: la mattinata scorre, con gli sketch affettuosi del premier, perché tutti compresa la Gelmini si prendono le maglie della Juve e gli lasciano quelle del Milan, e lui non ci sta, se la prende pure con il suo ministro: «Domani fuori dal governo». Ma la paura resta. «Che ora non ci dimentichino», chiedono tutti. «Mi raccomando promuovete tutti», dice Berlusconi alle maestre, ma molto altro c'è ancora da fare. Sui disegni, i temi, i pensierini dei piccoli alunni il terremoto nudo e crudo è tutto da metabolizzare. «Faremo del nostro meglio per aiutarli» dicono le maestre. Francesca, 10 anni, era tutta contenta, poi si è ricordata di Loris, il compagno di giochi che non c'è più anche se la mamma Rosalba l'ha coperto col suo corpo e li hanno ritrovati così. E di Alena, 11 anni, anche lei rimasta sotto le macerie. Ha preso il gesso e sulla lavagna in fondo alla tenda, ha scritto i loro nomi, li ha cancellati, per riscriverli ogni volta sempre più grandi.

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DALL'INVIATO GINO CAVALLO L'AQUILA. PIù SPECIALE DI COSì IL PRIMO GIORNO DI SCU... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

DALL'INVIATO GINO CAVALLO L'Aquila. Più speciale di così il primo giorno di scuola per i bambini di Poggio Picenze proprio non poteva esserlo. Sono i testimonial del ritorno tra i banchi in Abruzzo. Tre tende blu divenute aule di fortuna nel campo allestito e gestito con passione e professionalità dalla Protezione civile della Campania. Nella tendopoli si fa ancora fatica a garantire gli allacciamenti elettrici per le stufette, ma ora nella scuola di tela cerata quei trenta bambini sono la speranza. Un lavoro, quello dei volontari campani, che Berlusconi elogia a lungo, parlando alla presenza dell'assessore regionale Walter Ganapini di un risultato «meraviglioso, come meglio non sarebbe stato possibile». Un giorno speciale, tanto da meritare la visita a Poggio Picenze, 1063 anime, paese che al terremoto ha pagato il prezzo di cinque vite, di cui due bambini, del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il premier arriva pieno di regali: magliette del Milan e della Juventus, più richieste le bianconere (anche dalla Gelmini), e un pallone originale della prossima finale della Champions. Il Cavaliere recita persino una poesia di Palazzeschi. Poi, in un'altra tendopoli, rivolto a un parroco di colore rispolvera la gaffe e/o battuta sull'Obama abbronzato. Conquista i piccoli scolari che lo ricompensano con un graditissimo: «Tu non sei un vecchietto». Poi le promesse, quelle impegnative: «Entro fine estate toglieremo le tende e sistemeremo le persone nelle case. Il governo non intende costruire nè baraccopoli nè tendopoli. Prima che arrivi il freddo tutti avranno un alloggio, grazie anche alla generosità degli italiani e alla disponibilità delle associazioni alberghiere». Anche sui tantissimi soldi che serviranno per passare dalle parole ai fatti mostra di non nutrire particolari timori. Anzi, dice «sono sereno, già sono state individuati i fondi necessari per l'Abruzzo». Serviranno davvero 12 miliardi? «Non ci sono ancora le condizioni - replica - per fare ragionevolmente delle cifre». Non cambia registro sui tempi: «Il frazionamento dei cantieri consentirà di procedere in modo molto spedito». Quanto ai ricchi, sulla tassa a loro destinata frena: «Qualcuno l'ha evocata come ipotesi. Io assolutamente ho solo detto che non c'è stata alcuna decisione». Nè sì nè no nemmeno sul 5x1000. La polemica sul recupero dei soldi per il referendum non è sopita. Lo sa bene la Gelmini, che a Poggio Picenze arriva prima del Cavaliere. E viene contestata da uno degli sfollati: «Basta con le parole, con le passerelle, vogliamo i 440 milioni di euro che state regalando a Bossi». Un discreto intervento della polizia evita la replica della protesta. L'evento è lo scuola-day abruzzese, ma Berlusconi rilancia le linee-guida dell'operazione ricostruzione. A cominciare dal coinvolgimento dei privati: «Se volete rifarvi la casa da voi lo Stato vi aiuterà. Un aiuto che potrà arrivare al 33% dell'importo totale dei lavori. In più vi sarà concesso un mutuo al tasso del 4% e possibilmente fino al 50% del valore dell'immobile. Insomma, un terzo lo mettete voi, un terzo lo Stato». Non manca un accenno al rischio di infiltrazioni malavitose nella gestione appalti. I controlli saranno «rigidissimi», perché «siamo sul pezzo». Un'altra garanzia, sostiene il premier, è quella dei tempi accelerati d'intervento: «Faremo tutto in 6 mesi, tenendo fuori speculazione e mafia». Per il dopo-tendopoli pensa a una tipologia di case «costruite su una piastra che le isoli dal terreno» con tecnologie «inusitate e innovative», con impiego di fonti di energia rinnovabili, le unità abitative andranno «da 50 ai 102-104 metri quadri». Ma non si corre un po' troppo? Si può fare, la risposta: «Ho una vecchia esperienza di costruttore, cittadine ne ho fatte diverse e alla fine, vedrete, saranno case anche esteticamente apprezzabili». In questi giorni più volte è stato criticato l'eccessivo presenzialismo del premier e dei suoi ministri sui luoghi del terremoto. «Nessuna passerella per la riunione dell'esecutivo a L'Aquila - replica nel pomeriggio Berlusconi visitando con il ministro Bondi il centro della città - ma l'impegno nei confronti della popolazione». Un impegno preso «davanti alle bare». Polemiche a parte, quel che conta davvero è che da ieri una scuola in questa terra sfortunata torna a esserci. Ma la normalità è lontana. Lo testimoniano le lacrime di Gaetano Franco, 69 anni: «Ho perso mia figlia Rosalba di 39 anni sotto le macerie. E mio nipote Loris, di 10. Ci doveva essere anche lui a scuola con gli altri sotto queste tende. La casa di mia figlia e mio nipote era vecchia, lei aveva chiesto un alloggio popolare al Comune. Ce n'erano. Se l'avessero ascoltata ora sarebbe viva. Non è giusto». E non ce l'ha fatta nemmeno Tonino Colonna, 19 anni, trasferito in coma al Forlanini di Roma la notte della tragedia. La vittima 294 di quella notte maledetta. Infinie ieri sera alle 19,49 in provincia dell'Aquila è stata registrata una nuova scossa: magnitudo 3.8.

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La tragedia dell'abruzzo (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

LA TRAGEDIA DELL'ABRUZZO Poggio Picenze: presente la Gelmini riparte la scuola sotto le tendopoli per trenta bambini terremotati Sale a 294 il numero delle vittime

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Tagli alla scuola, chiude la elementare di Buso Al suo posto si prova a mettere una materna (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli alla scuola, chiude la elementare di Buso Al suo posto si prova a mettere una materna Venerdì 17 Aprile 2009, (l.g.) La scuola elementare di Buso chiude. Tra tagli della riforma Gelmini ai maestri e demografia in calo, la frazione si ritroverà con un edificio vuoto e inutilizzato dal prossimo settembre. A meno che non vada in porto l'idea dell'assessore alla Pubblica istruzione Giovanni Cattozzi. L'interessato non si pronuncia, ma dalle voci che si raccolgono la proposta è sul tavolo ed è discussa da tutte le parti che devono mettersi d'accordo per concretizzare l'ipotesi. La soluzione che l'assessore ha offerto è quella di avere una materna privata ospitata nella ormai quasi ex scuola elementare. L'obiettivo, come detto, è quello di mantenere aperto, vivo l'immobile portandoci dei bambini. E come effetto indotto evitare alla frazione di sentirsi portare via pezzi della propria realtà, avendo invece modo di vedere ancora bambini e movimento. Buso ha già una scuola materna privata che dà il suo apporto di "vivacità", ma quello cui Cattozzi punta è averne ancora di più e tale volontà si attuerebbe convincendo un'altra materna ad aprire una sezione staccata nella frazione. Questo significa che i bambini che la frequenterebbero non sarebbero necessariamente di Buso, ma anche del centro storico, in un'ottica pure di diffusione dei servizi sul territorio per non averli concentrati tutti in città e sotto casa. Sul piatto Cattozzi metterebbe sia l'uso dell'immobile, che è anche abbastanza a posto e in regola con le norme di sicurezza e sarebbe un peccato lasciarlo vuoto, che il trasporto con lo scuolabus. A questo punto spetta alle materne private valutare l'occasione, così come alle parti coinvolte e che devono dare l'assenso all'operazione, a partire dal distretto scolastico. Il confronto si sta svolgendo in tempi abbastanza stretti e veloci e potrebbe essere che una risposta, qualunque sia tra positiva e negativa, possa arrivare nel giro di poche settimane, forse anche entro la fine del mese.

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Sacconi: "Aiutiamo chi ha perso lavoro 800 euro al mese per gli autonomi" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 17-04-2009)

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Intanto la Procura ha stilato un elenco di costruttori da interrogare "nelle prossime ore" : sono una ventina, tutti quelli che hanno realizzato gli immobili sottoposti a sequestro. Brunetta: "Serve trasparenza". Bondi: "Per i restauri servono 50 milioni"

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In arrivo, ha annunciato il ministro, 55 milioni di euro di stanziamento in deroga relativi agli ammortizzatori sociali: venticinque milioni di euro sono destinati all’intero territorio regionale, mentre trenta milioni sono destinati alle aree del terremoto. I FONDI DALL'EUROPA Ingenti fondi anche dall’Europa: dalla Commissione Europea arriveranno all’Abruzzo 500 milioni di euro tra il Fondo di solidarietà previste per le calamità naturali e la riallocazione dei fondi strutturali 2007-2013. Lo ha annunciato il commissario europeo Antonio Tajani, spiegando che il sindaco de L’Aquila e la Confindustria hanno chiesto di reinserire la provincia de L’Aquila nell’ex obiettivo 1 dei fondi strutturali europei. LE INDAGINI Intanto proseguono le indagini: «Dobbiamo vedere se qualche manina, per motivi dolosi o colposi, ha contribuito a cagionare queste morti. Se uno ha sbagliato allora il reato è colposo, ma se uno ha rubato e non ha messo il ferro giusto nel pilastro, allora è doloso». Così il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, confermando che le perizie sono in corso e che si stanno raccogliendo prove documentali e materiali per passare poi alla seconda fase dell’inchiesta, quella degli interrogatori. «Abbiamo sequestrato 13 edifici - ha detto ancora Rossini - pensiamo che ce ne se saranno altri da sequestrare. I costruttori, intanto, stanno in attesa di vedere se li convocheremo o no. Ma ancora non abbiamo chiamato nessuno». Il procuratore dell’Aquila ha confermato inoltre che per il momento l’indagine ha come base il disastro colposo e l’omicidio colposo e che tante persone sporgono denuncia. BONDI: DANNI GRAVISSIMI ALL'ARTE Mentre continuano le stime dei danni ai beni artistici. Il ministro Bondi ha parlato di «danni gravissimi»: «Ho visitato i principali monumenti artistici de L’Aquila che sono stati gravemente danneggiati, a partire dalla Basilica di Collemaggio, dalla Chiesa di San Bernardino, dal Duomo, dalla Chiesa di Santa Maria del Suffragio, in parte anche dalla Fortezza Spagnola, oltre a tutte le altre chiese che si trovano nei paesi circostanti. Il lavoro che ci aspetta è un lavoro molto lungo, impegnativo e faticoso, che ci impegnerà nei prossimi anni». Un aiuto viene dalla Spagna, che si è offerta di riportare al suo originario splendore proprio il Forte spagnolo, vero e proprio gioiello dell’architettura militare del Rinascimento. I FONDI PER LA RICOSTRUZIONE Sul fronte della ricostruzione, per questo pomeriggio è in calendario a palazzo Chigi una riunione per decidere sul reperimento dei fondi. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha ribadito che l’ipotesi di tassare i ricchi `una tantum’ è solo una proposta “evocata da qualcuno” ma su cui nulla si è deciso e che anche “l’ipotesi del 5xmille non deve togliere agli altri, come le Onlus”. Non ragionevole, ha aggiunto, è cercare di quantificare adesso l’entità dei danni. BRUNETTA: SERVE TRASPARENZA Trasparenza della pubblica amministrazione combinata con l’interesse delle compagnie assicurative e il coinvolgimento dei cittadini: ecco la 'ricetta' del ministro Brunetta per la ricostruzione in Abruzzo. In un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore, il ministro spiega che la trasparenza è ‘’innanzitutto informazione e, chiamata con questo nome, essa e’ il fondamento del mercato e della concorrenza’’. Muore 19enne: le vittime salgono a 295 - La Gelmini apre la prima scuola - Ma le case in cui viviamo sono a prova di terremoto? - IL NOSTRO SPECIALELA FOTOSTORY Devastazione e speranza tra le macerie - LA TENDA-SCUOLA L'inaugurazione di Berlusconi e GelminiMeglio dare il 5 o l'8 per mille ai terremotati? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Un centesimo per Anno Zero (88 commenti) Bufera su Annozero, punito Santoro E il vignettista Vauro è stato sospeso (45 commenti) Strade, roulette russa: muore a 24 anni (26 commenti) Negozi aperti il 25 aprile? "Con la crisi devono lavorare" (18 commenti) Election day, spunta il compromesso Così il Pdl tenta l'accordo con la Lega (17 commenti) "Sì ti sposo ancora. Dopo 75 anni" Nozze di platino per Carmine e Vilma (12 commenti) Gli avvoltoi nelle banche fanno pagare il mutuo agli abruzzesi senza casa e le commissioni sulle offerte (12 commenti) All'Abruzzo: il mio 8 per mille sì, il mio 5 per mille no (10 commenti) 15:01:00 - a questo punto mi sembra tutto chiaro: il grande roger si è preso l'anno sabbatico. Tornerà l'anno p[...] Wawrinka sgambetta l'amico Federer.15:00:35 - ahahah e pensare che dopo la stangata di Melbourne alcuni fans del reuccio ancora speravano di veder[...] Wawrinka sgambetta l'amico Federer.14:54:53 - Non sono d'accordo con chi dice che Fognini non potrà mai entrare nei top 50. E chi mi conosce sa ch[...] Fognini, Bolelli che peccato!14:53:03 - dimenticavo un GRAZIE a Theresa per avermi difeso (difesO con la "o" di Otranto, così anche Artemide[...] Sarah Gronert turba il tennis14:43:42 - Ma perché bisogna sempre essere così pessimisti riguardo all'Italtennis!? quello maschile ci ha lasc[...] Schiavone ok altro derby?14:40:18 - Artemide per risponderti dovrei dilungarmi eccessivamente mi limito a dire che se mi trovi un bambin[...] Sarah Gronert turba il tennis14:39:37 - @Francesco Davila: D'accordissimo con quello che sostieni, il mio timore è che Federer sia arrivato [...] Wawrinka sgambetta l'amico Federer. 'X Factor': chi vincerà?Sutor, 4 vittorie in 4 mesi: di chi è la colpa?Facebook nel mirino della Ue:giusto proteggere di più la privacy, soprattutto dei minori?Champions League: il Barcellona riuscirà a battere il calcio inglese?Il governo ha deciso di non accorpare referendum ed elezioni, sei d'accordo?La Lube raggiungerà la finale dei play off?La Ferrari riuscirà a recuperare il distacco dalla Brawn Gp?Annozero sul terremoto in Abruzzo, giusto bacchettare Santoro e sospendere Vauro?Papadopulo salverà il Bologna?Terremoto in Abruzzo: daresti il 5 o l'8 per mille?Chi vincerà il Grande Fratello 9?L'Inter deve rescindere il contratto di Adriano?Daresti il tuo 5 per mille in favore dei terremotati?Pasqua 2009 tra crisi economica e terremoto: viene celbrata in modo più sobrio rispetto agli anni scorsi?Vai in vacanza a Pasqua? La foto del giorno Aria condizionata Andando verso la stagione estiva, nei mezzi pubblici si soffre il caldo?! Ecco una soluzione alquanto originale e sicuramente economica ma molto poco sicura! RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>

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La strategiadel Cavaliere (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

La strategia del Cavaliere È mancato solo il suono della campanella ieri mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma del 6 aprile. Sulla lavagna hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare». Ed anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. Berlusconi è salito in cattedra per recitare «Rio Bo» di Palazzeschi. Giancarlo Graziosi 5

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E Berlusconi in cattedra recita una poesia (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

E Berlusconi in cattedra recita una poesia Giancarlo Graziosi L'Aquila. È mancato solo il suono della campanella questa mattina nelle tre scuole-tenda di Poggio Picenze, la prima struttura scolastica a riavviare la propria attività nell'area colpita dal sisma del 6 aprile. La campanella non ha suonato perché manca ancora la corrente nella tendopoli che ospita una comunità di circa mille persone, allestita dalla Protezione civile della Regione Campania, ma i bambini erano eccitati come in un primo, vero, giorno di scuola. Sulla lavagna hanno scritto: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa è una scuola speciale che ci permette di ricominciare». Ed anche la loro giornata è stata speciale, con la presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, a sottolineare l'importanza dell'evento. «Un piccolo segnale ma molto importante - ha detto il ministro - perché riaccende la speranza di un ritorno, anche se lento, verso la normalità». Ma la tensione nel campo non manca. E arriva anche la contestazione: «vergognatevi, dateci i 440 milioni (i risparmi in caso di election day, ndr) invece di fare passerelle», grida uno degli sfollati. Poi, però, tutto torna tranquillo. Nelle tre tende azzurre hanno trovato sistemazione 30 degli 80 bambini della scuola «Ignazio Silone», 500 metri più in là, resa inagibile dal terremoto. Gli altri hanno trovato per ora sistemazione lungo la costa con le loro famiglie. Sui banchi, stamani, hanno trovato dei fiori, penne e quaderni e un cornetto ripieno di crema. Hanno ritrovato anche tutti e sei i loro insegnati, emozionati come loro, e forse anche più. Non hanno trovato, invece, Loris e Alena, i loro compagni della quinta elementare, uno italiano l'altra macedone, uccisi nel sonno dal crollo delle loro abitazioni. Li ricorda padre Giorgio, nella preghiera che precede la cerimonia di inaugurazione. «È soprattutto nel loro ricordo - aggiunge il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna - che abbiamo voluto ripartire dai bambini, per trarre da loro la forza di ricominciare». «Questi bambini - fa eco il ministro Gelmini - hanno subito un trauma molto forte e la scuola può e deve aiutarli a superarlo». Nel frattempo, a ridargli un po' di allegria e di serenità ci pensa il premier. «Sono il maestro arrivato da Roma», scherza Berlusconi entrando nella prima tenda: «Se siete bravi e preparati ho dei regali per voi». Poi si siede in cattedra e, tra una battuta e l'altra, recita anche una poesia, Rio Bo di Aldo Palazzeschi: «Tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello...» recita il premier. Ma i bambini non la sanno. Allora, via coi regali: qualche pallone da calcio e da football americano, il pallone originale che useranno per la finale di Champions a Roma e tante magliette di Milan e Juve. Prima delusione: ne avanzano due rossonere. «E tu Mariastella quale maglietta vuoi?», chiede scherzosamente al ministro Gelmini. Seconda amarezza: «Quella della Juve». Ma il premier incassa con eleganza: «Nene, eccola, espulsa dal governo però?» I bambini ridono e Berlusconi li accarezza e firma autografi. «Speriamo che conservino sempre questo sorriso», commenta con gli occhi lucidi una delle insegnanti.

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'allarme. Il responsabile della Protezione civile regionale: su 48 stabili analizzati, solo 7 resisterebbero a un forte sisma. Adeguamenti, costi enormi «Edifici pubblici a rischio in Sicilia, servirebbero 2 mld» La gioia di trenta bambini: «Siamo contenti di essere di nuovo insieme, questa scuola è davvero speciale». Sfollato contesta la Gelmini

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A.Merloni, gruppo di lavoro riunito in mattinata (sezione: Scuola)

( da "gomarche.it" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

navigazione: Home > Lavoro > A.Merloni, gruppo di lavoro riunito in mattinata Venerdì 17 Aprile 2009 16:32 A.Merloni, gruppo di lavoro riunito in mattinata Sono quattro le linee d'intervento rilanciate per affrontare le conseguenze che la crisi dell'Antonio Merloni ha prodotto sul territorio, indotto delle piccole imprese e reddito delle famiglie. ANCONA - Crisi dell'Antonio Merloni, il presidente Gian Mario Spacca ha coordinato il gruppo di lavoro riunito questa mattina nella sede della Regione. Il Tavolo si è costituito ufficialmente ad ottobre, ma ha tenuto la prima riunione solo nei giorni scorsi. Come più volte ricordato le misure da adottare riguardano: la difesa del lavoro e dell'indotto, l'attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva. Seconda linea d'intervento: il progetto per il distretto tecnologico delle Marche.Il presidente, il mese scorso, ha sollecitato il Ministro Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante, intervento già richiesto prima della crisi Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie. La proposta è di considerare quale misura anticrisi, tra l'altro semplice e veloce, l'aumento della quota di esonero degli oneri sospesi, portandola dal 60 al 90%. In questo senso è stata inviata oggi una lettera indirizzata al premier Berlusconi, al sottosegretario Letta e al ministro Tremonti, firmata daii presidenti di Marche e Umbria Gian Mario Spacca e Maria Rita Lorenzetti. Il presidente Spacca ha quindi lanciato un'ulteriore proposta: la richiesta di far nascere nel territorio del distretto il quarto polo nazionale del fotovoltaico, un progetto strategico e innovativo, che già interessa i territori di Liguria, Lazio e Sicilia. Il gruppo di lavoro ha inoltre fatta propria la richiesta avanzata dalla Regione di un intervento straordinario per l'attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Entro aprile deve essere approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181. Con l'articolo due della nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di Programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Un ammontare di risorse in grado di provocare investimenti per 350 milioni e circa 3000 posti di lavoro. Questa la richiesta ufficiale che il gruppo di lavoro fa al Ministero per lo Sviluppo economico. Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al Ministero dell'Economia per il parere per sbloccare l'operatività di finanziamenti, già garantiti dall'UE e assicurati dal pool di banche che si è costituito. All'incontro a cui hanno partecipato due commissari (Antonio Rizzi e Silvano Montaldo), i rappresentanti sindacali e delle categorie, i rappresentanti della Regione Umbria e del Ministero, Elda Fiorillo, che coordina il Tavolo nazionale. Presenti anche gli assessori Fabio Badiali e Lidio Rocchi.

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Verderio S: in aula bilancio, petizione al Miur e Idrolario (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca >> Cronaca dal territorio 17 / 4 / 2009 Verderio S: in aula bilancio, petizione al Miur e Idrolario Originariamente previsto per il 9 aprile, giovedì Santo, il consiglio comunale di Verderio Superiore è stato posticipato al 16 in seguito alle proteste del gruppo di minoranza “Viviamo Verderio”. A causa di questo slittamento il sindaco Beniamino Colnaghi non ha potuto presenziare alla riunione, presieduta in sua vece dal vicesindaco Giordana Motta. Dopo il minuto di silenzio per le vittime del terremoto abruzzese, il consiglio si è aperto con la lettura e l`approvazione dei verbali della precedente seduta. Ambrogio Biglia, assessore al bilancio, ha quindi preso la parola per illustrare il bilancio consuntivo dell`esercizio finanziario 2008, allargando l`analisi delle cifre all`intero quinquennio amministrativo: “Abbiamo raggiunto un equilibrio di bilancio durevole. L`incidenza degli interessi passivi sulle entrate correnti è scesa progressivamente dal 3,4% del 2006 al 2,1% del 2008. Non si sono registrate irregolarità, di nessun tipo, e questa è la quinta volta in cinque anni. Il merito naturalmente va ai nostri uffici. In questi cinque anni le spese correnti sono state fatte corrispondere alle entrate correnti. Il totale delle entrate per il 2008 è stata di 2.006.000 €, di cui 1.714.000 € di entrate correnti, principalmente composte dall`ICI (non sulla prima casa) per 290.000 €, dall`addizionale IRPEF che da noi è dello 0,2% per un totale di 88.000 €, e dalle entrate per la raccolta dei rifiuti urbani per 195.000 €. Il complesso delle entrate tributarie ammonta a 665.000 €. Come li abbiamo impiegati questi soldi? Per spese di struttura 587.000 €, per l`istruzione 331.000 € (soprattutto per la scuola elementare), 12.000 € per lo sport, 24.000 € per la biblioteca, 220.000 € per il territorio e l`ambiente, 657.000 € per il sociale. Penso che in questi cinque anni il comune di Verderio Superiore sia molto cambiato. Prima di tutto esteticamente, per il piano di illuminazione che abbiamo realizzato ad inizio mandato, oltre che per quanto riguarda le asfaltature e la messa in sicurezza dei principali accessi stradali. Oggi Verderio Superiore non è più una zona di transito ma una zona residenziale. Abbiamo rinnovato Via San Floriano e Via dei Contadini Verderesi. Anche il Palazzo Comunale è stato ristrutturato, sia dal punto di vista architettonico che da quello operativo, con la completa informatizzazione di tutti gli uffici. Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e il rispetto dell`ambiente posso dire che da quando c`è stato il passaggio alla raccolta differenziata abbiamo registrato punteggi sempre crescenti, fino ad attestarci nel 2007 come il migliore comune del meratese con il 65,5% di rifiuti differenziati. Abbiamo partecipato alla costituzione del sistema idrico integrato, con la nostra presenza in Ecosistem e a tutti i passaggi istituzionali successivi. Alla fine lasciamo 372.174 € di avanzo di bilancio, una cifra che sarà a disposizione della prossima amministrazione comunale. Questa cifra è il frutto di una sana gestione, e in futuro potrà essere utilizzata per mantenere l`attuale standard di servizi, anche a fronte di una tendenziale diminuzione delle entrate tributarie.” Il primo a replicare è stato Marco Concina, capogruppo di uno dei due gruppi di minoranza, Viviamo Verderio. “Sei stato molto chiaro, ma voglio comunque fare l`avvocato del diavolo. La prossima amministrazione si troverà di fronte due ordini di problemi: la gestione della viabilità e l`incognita del complesso della Salette. Si tratta di un edificio in disfacimento, non recintato, pericoloso per chiunque si trovi ad entrarvi, nel peggiore dei casi anche per i nostri bambini. In due anni quello che ho visto è stato un taglio dell`erba. Dove sono le ruspe? Se la proprietà non dovesse procedere alla ristrutturazione e alla messa in sicurezza dell`immobile – in cui sappiamo che di tanto in tanto entrano delle persone – l`amministrazione comunale potrebbe trovarsi nella necessità di sborsare un mucchio di soldi, una cifra che probabilmente supererà l`avanzo di bilancio di cui hai parlato.” L`assessore Biglia ha quindi spiegato che dal punto di vista contabile sarà opportuno che la prossima amministrazione preveda un ammortamento nel tempo per l`eventuale ristrutturazione dello stabile. Una risposta più strettamente politica è arrivata dal vicesindaco Motta: “Non sappiamo ancora come si comporterà la proprietà. Abbiamo stimolato la soluzione del problema. Non passa mese che il sindaco non solleciti la proprietà a prendere una decisione. I vigili hanno notificato la nostra posizione alla proprietà.” Il segretario comunale Silvia Carra ha quindi spiegato che dal punto di vista giuridico il comune non ha competenza in merito. “L`amministrazione può e deve intervenire solo se l`edificio dovesse rappresentare un pericolo per la collettività, ed essendo la Salette distante dalle vie di passaggio questa ipotesi non si configura. Nemmeno i vigili possono entrare in una proprietà privata senza un mandato del magistrato.” La seconda replica all`intervento dell`assessore Biglia è venuta da Leonardo Pavin, della minoranza. “Le asfaltature sono insoddisfacenti. Le vie principali sono tutte una buca, anche vicino ai marciapiedi. Non mi interessa la nevicata di quest`anno... La realtà è sotto gli occhi: le strade sono piene di buche.” Il consigliere Pavin ha quindi proseguito porgendo le sue scuse al segretario comunale per una frase contenuta in un articolo apparso nei giorni scorsi sull`informatore comunale. “Vorrei tranquillizzare il segretario. Non ho niente contro di lei.” Marco Bartesaghi, del gruppo di maggioranza, ha quindi chiesto a Pavin di chiarire quale fosse il contenuto e il senso di quell`articolo: “Hai affermato che il passaggio pedonale di Via dei Contadini Verderesi stava per essere realizzato senza averne verificato la legalità. E` vero o no?” “Sì, - ha risposto Pavin – anche se non esattamente con quelle parole. Il mio era un giudizio politico sull`operato dell`attuale amministrazione nel suo complesso. Non era indirizzato al segretario Carra in particolare.” Il vicesindaco ha quindi invitato tutti a lasciare fuori dal consiglio comunale questo tipo di polemica. “E` prerogativa dei consiglieri accedere agli atti. Quando si hanno dei dubbi sull`operato dell`amministrazione si prende e si va a vedere gli atti e si verifica”. Il bilancio consuntivo 2008 è stato approvato con l`astensione di Pavin. Al terzo punto è stata approvata una variazione al bilancio di previsione 2009. “7.077 € sono stati allocati per le scuole - ha spiegato l`assessore Biglia - 1.446 € per il trasporto scuola media, 615 € per il trasporto scuola elementare, 5.067 € per interventi educativi.” Il nuovo regolamento per l`uso degli automezzi comunali è stato approvato con immediata eseguibilità, e allo stesso modo si è approvata la convenzione con il comune di Robbiate per sostituire il tecnico comunale attualmente in congedo malattia. Per due giorni alla settimana il tecnico di Robbiate sarà presente negli uffici di Verderio Superiore, e rimarrà comunque a disposizione della cittadinanza per qualsiasi esigenza. Al sesto punto è stata approvata all`unanimità la cessione a “Idrolario srl” della rete idrica comunale, per un valore complessivo di 439.560 €. “Avremo il 2,20% della quota capitale – ha proseguito Biglia – Questo è il momento conclusivo di un lavoro durato anni,un lavoro che ha visto coinvolti i 90 comuni della provincia lecchese. Ben 65 comuni hanno già approvato la cessione degli impianti alla nuova società. Va detto che si tratta di una società a completa partecipazione pubblica, e anche se nei primi tempi dovremo di sicuro vigilare per quanto riguarda la manutenzione e il loro operato in genere, si tratta di una garanzia di stabilità a lungo termine. La legge regionale in qualche modo ce lo impone, perchè l`alternativa sarebbe il commissariamento del comune, ma occorre considerare che in questo modo tutta la rete provinciale rimarrà pubblica e avremo la garanzia che le tariffe dell`acqua saranno sempre ad orientamento sociale.” Immediata eseguibilità. Al settimo punto la vicesindaco ha proposto l`adesione del comune di Verderio Superiore alla petizione che i comuni del lecchese hanno indirizzato al Ministero dell`Istruzione, Università e Ricerca per sollecitare l`accoglimento delle richieste delle famiglie per le 30 e 40 ore. “Il ministro Gelmini – ha spiegato il vicesindaco Motta – ha più volte assunto pubblicamente l`impegno di garantire il tempo pieno a chi lo avesse richiesto. Ora vogliamo che questo impegno sia mantenuto, per i nostri figli.” Il consiglio ha approvato all`unanimità. All`ultimo punto sono stati approvati all`unanimità due prelievi dal fondo di riserva: 1.470 € per il rinnovo del certificato prevenzione incendi della scuola primaria intercomunale di Verderio, e 2.500 € per pagare l`assistenza legale del comune nel procedimento presso il tribunale di Lecco con la ditta Stalcos. Il vicesindaco ha infine precisato che la convocazione del consiglio comunale per il 9 aprile era dovuta all`urgenza di deliberare la convenzione con il comune di Robbiate per il tecnico comunale, essendoci in paese dei cantieri aperti, oltre che per l`adesione alla “Idrolario srl”, il cui termine era fissato per il 20 aprile. “Non abbiamo assolutamente voluto offendere i cattolici. – ha concluso la vicesindaco – Si è trattato di un`esigenza pratica, tanto che in questo modo il sindaco Colnaghi ha dovuto rinunciare al suo ultimo consiglio comunale. Era sua intenzione ringraziare tutti per la fattiva collaborazione che ha trovato in questi cinque anni. Penso che comunque troverà l`occasione per farlo di persona.” Massimo Colombo Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 17/4/2009 alle 16.23

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Gruppo di lavoro crisi A. Merloni (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Scuola

Gruppo di lavoro crisi A. Merloni Ancona | Spacca: accelerazione accordo di programma; distretto tecnologico; busta pesante; quarto polo fotovoltaico. Accettata la richiesta di risorse per la diversificazione produttiva: ora spetta al Ministero. Crisi Merloni Si è riunito oggi presso la sede della giunta regionale il gruppo di lavoro sulle aree di crisi in seguito alle vicende della A. Merloni. Spacca ha presieduto l'incontro. Presenti anche gli assessori Fabio Badiali e Lidio Rocchi. Vi hanno preso parte: i commissari Antonio Rizzi e Silvano Montaldo; il sindaco di Fabriano Roberto Sorci; l'assessore alle Attività produttive del Comune di Fabriano Angelo Costantini; Giancarlo Sagramola per la Provincia di Ancona; Daniele Salvi per la Provincia di Macerata; rappresentanti sindacali: Stefano Mastrovincenzo segretario Cisl e Guanito Morici, Graziano Fioretti segretario Uil, Marco Manzotti e Giuliano Giampaoli della Cgil; delle categorie: Gilberto Gasparoni della CGIA, Giorgio Cippitelli della Confartigianato; Simone Clementi della Confartigianato di Fabriano; Franco Gattari della Confartigianato Marche; Walter Recchia della Cna Marche; Andrea Pesaresi della Confapi; Paolo Centofanti di Confindustria Ancona. Oltre a rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico Elda Fiorillo e Francesco Sprovieri. La Regione Umbria era rappresentata dall'assessore regionale Mario Giovanetti, da funzionari e rappresentanti sindacali e di categoria. Sono quattro le linee d'intervento rilanciate per affrontare le conseguenze che la crisi dell'Antonio Merloni ha prodotto sul territorio, indotto delle piccole imprese e reddito delle famiglie. Le ha illustrate il presidente Gian Mario Spacca, che ha coordinato il gruppo di lavoro sulle aree di crisi riunito oggi nella sede della Regione. Una risposta rapida da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sull'Accordo di Programma Governo-Regioni, il cui documento iniziale è stato inoltrato già nel settembre scorso. Il Tavolo si è costituito ufficialmente ad ottobre, ma ha tenuto la prima riunione solo nei giorni scorsi. Come più volte ricordato le misure da adottare riguardano: la difesa del lavoro e dell'indotto, l'attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva. Seconda linea d'intervento: il progetto per il distretto tecnologico delle Marche. Il presidente, il mese scorso, ha sollecitato il Ministro Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante. Un intervento già richiesto anche prima della crisi dell'A. Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie. La proposta è di considerare quale misura anticrisi, tra l'altro semplice e veloce, l'aumento della quota di esonero degli oneri sospesi, portandola dal 60 al 90%. In questo senso è stata inviata oggi una lettera indirizzata al premier Berlusconi, Letta e Tremonti, firmata da Spacca e Lorenzetti. Il presidente Spacca ha quindi lanciato un'ulteriore proposta: la richiesta di far nascere nel territorio del distretto il quarto polo nazionale del fotovoltaico, un progetto strategico e innovativo, che già interessa i territori di Liguria, Lazio e Sicilia. Il gruppo di lavoro ha inoltre fatta propria la richiesta avanzata dalla Regione di un intervento straordinario per l'attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Entro aprile deve essere approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181. Con l'articolo due della nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di Programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Un ammontare di risorse in grado di provocare investimenti per 350 milioni e circa 3000 posti di lavoro. Questa la richiesta ufficiale che il gruppo di lavoro fa al Ministero per lo Sviluppo economico. Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al Ministero dell'Economia per il parere per sbloccare l'operatività di finanziamenti, già garantiti dall'UE e assicurati dal pool di banche che si è costituito. All'incontro a cui hanno partecipato due commissari (Antonio Rizzi e Silvano Montaldo), i rappresentanti sindacali e delle categorie, i rappresentanti della Regione Umbria e del Ministero, Elda Fiorillo, che coordina il Tavolo nazionale. Presenti anche gli assessori Fabio Badiali e Lidio Rocchi. Il commissario Rizzi ha informato su quelle che sono le procedure relative alle manifestazioni di interesse: non sono vincolanti, ha detto, sono utili per capire come risponde il mercato, dopo di che occorre acquisire le informazioni necessarie per capire se si può trattare di manifestazioni da prendere in considerazione: un lavoro che deve concludere il Ministero. 17/04/2009

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Quadro meschino di una società pronta a perdersi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

IL ROMANZO DI SCURATI Quadro meschino di una società pronta a perdersi La pedofilia, violenza stupratrice per antonomasia, come psicosi ricorrente: prima un adulto accusa un onorevole prelato, don Presti, di averlo molestato quando da bambino frequentava il seminario, poi alcune mamme denunciano due maestre di abusi nei confronti dei loro bambini. Un po' caso Don Gelmini e un po' scandalo di Rignano: quel che racconta Scurati in questo libro - in questi giorni al centro delle polemiche per la (auto)candidatura al Premio Strega - è tutto vero e assieme inventato. La stasi dei sentimenti, la quotidiana televisiva vaccinazione da emozioni reali, l'anaffettività imperante, portano a credere l'unica reazione positiva quella della paura. Il salto di qualità tra il dramma de Il sopravvissuto, cui si intitola un suo precedente fortunato romanzo, vincitore del Campiello 2005, unico docente non ucciso di una commissione d'esami, e quello dell'io narrante odierno, è nella assoluta virtualità del tutto. E Scurati lo racconta benissimo, coinvolgendoci tra citazioni vere e ricostruzioni letterarie, offrendoci il quadro articolato, meschino, di una società che ha perso i propri riferimenti più solidi ed è pronta a perdersi. ANTONIO SCURATI Il bambino che sognava la fine del mondo Bompiani, euro 18,00

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Franceschini all'Aquila: Non tutto funziona bene La funzione dell'... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano IL SEGRETARIO PD NELLE TENDOPOLI Franceschini all'Aquila: «Non tutto funziona bene» «La funzione dell'opposizione è quella di contribuire alla individuazione di soluzioni concrete e legislative ma anche di controllo», lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini visitando ieri alcune tendopoli a L'Aquila. «Abbiamo visto campi che funzionano benissimo ma siamo andati in campi più lontani dove non c'è ancora il riscaldamento. Lo diciamo senza nessuna volontà polemica, ma è giusto fare un'operazione verità. Inoltre non si può far capire che si sono riaperte tutte le scuole» come è stato fatto dopo la visita di Berlusconi e del ministro Gelmini. «È stata fatta una cosa simbolica, ma per molti la scuola ricomincerà a settembre». Sulla ricostruzione Franceschini ha criticato gli aiuti del 33% da parte del Governo: «serve il 100%, non scaricare i costi sulla popolazione».

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Giù le mani dalle elementari (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Ieri incontro in Provincia. Gravi le situazioni di S. Nicolò Comelico, Carve e Chies d'Alpago «Giù le mani dalle elementari» I sindaci tutti compatti (escluso Feltre) contro i tagli BELLUNO. «Costi quel che costi la prima elementare rimarrà a San Nicolò. Non intendiamo privare il nostro territorio di un servizio così importante». A dirsi pronto a tutto per salvaguardare la scuola primaria è stato ieri il vicesindaco di San Nicolò Comelico, Giancarlo Ianese, nel corso dell'incontro indetto a palazzo Piloni sulla scuola. Ma a dire «no» ai tagli e a promuovere per questo un'iniziativa originale è il capofrazione di Carve a Mel, Edoardo Comiotto che su Facebook ha lanciato un appello a tutti i genitori: «Reiscrizione alla prima elementare dei genitori e degli adulti così da raggiungere il numero degli alunni previsto dalla normativa ministeriale». A queste proteste si è aggiunta anche quella del sindaco di Chies d'Alpago che si è detto contrario alla formazione della pluriclasse che raccoglie una prima e una quinta elementare. Insomma, gli amministratori bellunesi non sono intenzionati a lasciar cadere la battaglia contro una finanziaria che penalizza proprio i piccoli comuni. E così al termine dell'incontro è stato sottoscritto da tutti i sindaci (ad esclusione del comune di Feltre che non ha mai aderito agli incontri) il documento messo a punto dalla Provincia in cui «si ribadisce che non vogliamo nessun taglio nè di cattedre nè di classi così come ci era stato promesso e che, per il nostro territorio interamente montuoso, si superi il sistema delle deroghe analizzando i singoli casi di volta in volta, ascoltando i sindaci, veri conoscitori del proprio territorio», sottolinea l'assessore all'istruzione, Claudia Bettiol che si dice pronta a tenere aperto il tavolo permanente sulla scuola. «I tagli non si esauriscono quest'anno, ma ce ne saranno altri anche il prossimo e nel 2010». Il documento, che contiene anche un punto in cui si chiede che «nella formazione delle classi siano rispettate le norme vigenti in materia di sicurezza per evitare di stipare i ragazzi in edifici non adeguati», sarà spedito, nei prossimi giorni all'assessore veneto Donazzan e al ministro Gelmini. Ma il vicesindaco Ianese è determinato. «Abbiamo cinque bambini nella nostra prima elementare, numero insufficiente per formare una classe, ma non possiamo certo pensare di far alzare questi piccoli alle 6 di mattino per trasportarli a Santo Stefano. E poi non è giusto che venga soppressa la primaria, già dovremo sorbirci due pluriclasse. E se», dice con passione, «una volta si protestava con il forcone, siamo pronti a usare tutti i mezzi per far sentire le nostre ragioni alla Regione». A ribadire l'urgenza di sedersi ad un tavolo per decidere come sarà la scuola in provincia di Belluno, è Anna Orsini della Cisl Scuola. «E' necessario che si affrontino i problemi in veste generale, e non soffermandosi alle proprie ridotte realtà stilando un documento in cui precisare come questo territorio intende razionalizzare la scuola così da poterlo portare a Venezia che, nella Conferenza Stato-Regioni di giugno potrà perorare la nostra causa». «Pensare che i tagli non ci saranno», precisa Orsini, «è utopistico, la cosa da fare è decidere noi e ora dove e come farli. Anche perchè il rischio è che con i tagli al personale si arrivi a situazioni come quelle dell'istituto comprensivo di Auronzo che per il sottodimensionamento del personale rischia di chiudere. E' necessario, che gli stessi sindaci siano informati correttamente di quello che succederà per poter poi prendere le conseguenti decisioni». Categorico invece Renato Bressan della Cgil: «I tagli non si fanno e basta nè ora nè mai, non possiamo concedere spazi di intervento. E questo lo ribadiremo anche lunedì quando ci sarà il presidio unitario dei sindacati davanti all'ufficio scolastico provinciale. E a questa manifestazione invito anche gli amministratori locali». Paola Dall'Anese

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Manerba Museo più fruibile (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia Manerba Museo più fruibile Domani l'inaugurazione del Centro visitatori del Parco archeologico Veduta aerea del Museo civico archeologico MANERBASi inaugura il «Centro visitatori del Parco archeologico naturalistico della Rocca», che ospita anche quel Museo civico archeologico della Valtenesi che fino a qualche anno fa aveva sede a Montinelle. Questa mattina, alle 10.30 la prima ouverture, con la presentazione dei volumi «La Rocca di Manerba del Garda tra Storia e Natura» ed «Andar per sentieri. Nel Parco della Rocca», risultati di laboratori didattici nelle scuole, dedicati al Parco naturale della Rocca e del Sasso che di fatto è il vero «museo» a cielo aperto del territorio, ricco di specie naturali e di reperti storici. Domani per tutta la giornata un programma di eventi intenso: lo start alle 10, con benedizione e taglio del nastro. Nel parterre delle autorità, al fianco del sindaco Mariella Speziani e dell'assessore alla Cultura Clara Merici, è atteso anche il ministro alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Dalle 11 alle 19 la struttura rimane aperta al pubblico: all'interno, il Museo Civico, la sezione naturalistica del Parco e la mostra «Rotte commerciali della pietra ollare tra Alto e Basso Medioevo dalle Alpi Centrali alla Rocca di Manerba». Alle 11.15 il via, dal porto di Dusano, a «Il Parco dal Lago», mini crociera guidata a cura di Startur (prenotazione obbligatoria), alle 12 al ristoro gestito dal Gruppo alpini locale. Dalle 13.30 alle 15, il Cai di Desenzano conduce una visita guidata al «Bus de la paul» (età minima 8 anni, prenotazione obbligatoria, costo 5 euro). Tre sono le visite guidate al parco a cura dell'Associazione centro naturalistico la Rocca: alle 14.30, alle 15.30 e alle 16.30, mentre alle 15 e alle 16 si terrà la visita alla Rocca. Per i più giovani si susseguono i laboratori didattici dell'associazione «Labirinto3». Informazioni e prenotazioni al numero 348-5204902.a. pall.

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SALÒ Visita guidata con l'associazione Lacus Oggi dalle 15 alle 17 l'associazio... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia SALÒ Visita guidata con l'associazione Lacus Oggi dalle 15 alle 17 l'associazione culturale Lacus propone una visita guidata alla città di Salò, alla scoperta delle memorie della Magnifica Patria. Per prenotazioni telefonare al numero 0365.521896; il biglietto costa 5 euro. GARGNANO Assemblea per l'associazione Altopiano Da vent'anni offrono aiuti e solidarietà alle popolazioni del Terzo Mondo, in particolare ai contadini peruviani dei villaggi rurali andini. Sono i soci dell'associazione «Altopiano» di Gargnano, che si ritroveranno domani alle 11 alla «Fontanella» per l'annuale assemblea. Per chi volesse saperne di più sulle sue iniziative, un'occasione è offerta dall'incontro di domani. PADENGHE Taglio del nastro per la nuova ala delle scuole Padenghe inaugura domani il nuovo blocco delle scuole XXVII Maggio 1974. L'appuntamento, alle 11,45, è per la cittadinanza e per una lunga fila di autorità: atteso tra gli altri anche il ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini che a Padenghe risiede. MAZZANO Si ribalta Tir carico di calce Ieri alle 13 un autoarticolato carico di calce si è ribaltato sul vecchio tracciato della strada statale 45bis a Mazzano, di fronte all'Italcementi. L'autista è rimasto illeso. Per recuperare il Tir sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di San Polo con un'autopompa e quelli di via Scuole con l'autogru. L'intervento si è concluso poco dopo le 16. Limitati i disagi al traffico.

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S. Giovanni, solo 12 alunni in seconda Classe a rischio per il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

S. Giovanni, solo 12 alunni in seconda Classe a rischio per il decreto Gelmini MOTTA DI LIVENZA. Ci sono dodici alunni soltanto nella seconda elementare di San Giovanni di Motta, perciò la scure del decreto Gelmini potrebbe far saltare la classe per il prossimo anno. I contatti fra i dirigenti scolastici provinciali, regionali e delle direzioni didattiche territoriali sono frenetici. Anche ieri mattina tutti i direttori didattici sono stati convocati a Treviso. L'obiettivo è quello di cercare di non creare eccessivi dissesti nel tessuto scolastico consolidato, anche nell'Opitergino Mottense. A San Giovanni di Motta, i numeri dei ragazzi che frequentano le elementari sono sufficienti a mantenere quasi tutte le classi, fuorché nella seconda dove gli alunni sono soltanto 12. La nuova regola impone che classi così esigue vengano accorpate ad altre, anche trasferendo i ragazzi in altre scuole. Ma è prevista anche l'istituzione di pluriclassi, come avveniva in passato. Il sindaco, Paolo Speranzon, attende le decisioni delle autorità scolastiche: «Sappiamo che la seconda di San Giovanni non ha i numeri adeguati alle attuali richieste. E' evidente che diversi assetti scolastici imporrebbero nuove iniziative anche da parte del Comune». (g.p.)

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Guerra sui tagli alle scuole (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. LA QUESTIONE DEI 15 ALUNNI AL MINIMO PER OGNI PRIMA ELEMENTARE Guerra sui tagli alle scuole Dalla Provincia un esposto al ministro sull'operato del provveditore [FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA La Provincia e i sindaci sul piede di guerra perché, dopo molte che se ne sono dette e scritte, adesso il rischio di veder scomparire plessi di scuola elementare si sta delineando come un evento reale. A dare voce alle preoccupazioni soprattutto dei piccoli Comuni è l'assessore provinciale all'Istruzione Massimo Barbadoro: «Se il provveditore non assegna insegnanti alle prime classi, non autorizzandone l'attivazione per l'anno scolastico 2009-2010, specialmente per i paesi significa, nel giro di un paio d'anni, veder scomparire la scuola che andrà ad esaurimento. Ma la decisione sulla riorganizzazione scolastica spetta, in base all'articolo V della Costituzione, agli enti locali che hanno la responsabilità e l'onere, tra l'altro, di promuovere i servizi di supporto, come trasporti, mensa e altro». Secondo Barbadoro ce ne abbasatanza per mandare un esposto al ministro dell'Istruzione Gelmini sulla mancanza di concertazione tra il provveditore, impegnato ad assegnare, entro il 20 aprile, il numero di insegnanti alle primarie, e gli enti locali (Provincia e Comuni) cui spetta la riorganizzazione scolastica sul territorio. Non sono escluse altre iniziative: «L'amministrazione farà valutazioni anche sotto i profili giuridici avvalendosi del supporto fornito dalla propria Avvocatura, anche per eventuali iniziative di tutela giudiziaria». Replica immediata dal provveditore Paola d'Alessandro: «Non ho chiuso nessuna scuola perché non è mio compito e non lo posso fare. La mia competenza è assegnare o no l'organico a una classe. Lo assegno dove ci sono i numeri per farlo». La norma impone che ci siano almeno quindici iscritti, a meno che si tratti di situazioni particolari e in luoghi con determinate caratteristiche. «In certi casi abbiamo derogato, in altri no, specialmente quando ci sono plessi vicini a pochissimi chilometri di distanza». La dottoressa d'Alessandro ha preannunciato che darà conto della situazione dettagliata delle scuole primarie in un incontro fissato per lunedì alle 11. Barbadoro, a sua volta, parallelamente all'esposto e a eventuali altre iniziative per la mancata concertazione con gli enti locali, ha convocato lunedì alle 10 tutti i dirigenti scolastici delle elementari per un confronto sulle situazioni a rischio e che destano maggiore preoccupazione. Barbadoro dice anche che, in un summit piemontese l'altro giorno a Torino, è emerso l'orientamento dell'Ufficio scolastico regionale di non mutare la situazione rispetto all'attuale anno scolastico. «Qui non si è fatto così». D'Alessandro ribatte: «Non ho assegnato l'organico solo in casi estremi, quando mancano i numeri e ci sono le condizioni oggettive per spostare altrove i bambini senza difficoltà».

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Benedizione negata nelle aule della scuola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

POGNO.ZACCHERA HA PRESENTATO UN'INTERROGAZIONE AL MINISTRO Benedizione negata nelle aule della scuola Scontro aperto fra parroco e preside delle elementari [FIRMA]VINCENZO AMATO POGNO Niente benedizione pasquale nella scuola primaria. Ed è polemica, finita anche in Parlamento con una interrogazione al ministro Gelmini da parte del parlamentare verbanese Marco Zacchera. Il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo, Serafino Di Piano, ha opposto un netto rifiuto al parroco, don Salvatore Gentile, che gli aveva chiesto l'autorizzazione per entrare a scuola per la rituale, e tradizionale, benedizione pasquale. «Mi è stato negato il permesso perchè la scuola è un'istituzione laica - dice don Salvatore -. Mi ha sorpreso anche se c'erano già stati dei precedenti». In questi giorni Di Piano è assente; tornerà lunedì. Ma l'episodio, che sembrava destinato a restare nei confini di Pogno, ha finito con l'assumere una valenza più ampia. «Ho presentato un'interrogazione per sapere perchè sia stata impedita la benedizione pasquale alle aule ed agli scolari - dice Zacchera -. La motivazione, ovvero non urtare la sensibilità degli allievi non cattolici, non mi sembra una grande giustificazione visto che pochi mesi fa lo stesso don Salvatore ha benedetto lo scuolabus». La diatriba tra don Salvatore ed i dirigenti della scuola è di vecchia data. «In precedenza mi era stata negata, sempre nel nome della laicità della scuola, anche la possibilità di celebrare la Messa ad inizio dell'anno scolastico - ricorda il parroco - ma partecipare alla celebrazione non era certo un obbligo. Anche alla benedizione poteva partecipare chi lo desiderava». Dello stesso parere Marco Zacchera: «Non era necessaria la presenza di tutti. Chi non crede non deve sentirsi offeso davanti ad una benedizione mentre chi crede trova conforto e pace in un gesto che ricorda le nostre radici cristiane pur essendo la nostra società multiculturale e multireligosa. Così facendo invece si scavano solchi all'interno della comunità». Sulla vicenda cerca di gettare acqua sul fuoco il sindaco di Pogno, Gianluca Simonotti: «In municipio don Salvatore viene a dare la benedizione e non credo ci sia nulla di male se lo facesse anche la scuola - afferma Simonotti -. I bambini non cattolici, che già non partecipano alle ore di religione, possono non assistere. Cercherò di parlare con don Salvatore e con il preside, dottor Di Piano, che mi dicono sia persone sensibile e molto preparata». Adesso Zacchera che chiede al ministro Maria Stella Gelmini di dare indicazioni chiare su come procedere in futuro.

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Cgil contro i tagli del Governo "Più alunni iscritti, meno classi" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Cgil contro i tagli del Governo "Più alunni iscritti, meno classi" [FIRMA]MARIA ELISA GUALANDRIS VERBANIA «Più alunni, meno classi e meno tempo a scuola». Contro i tagli del Governo protesta la segretaria della Flc della Cgil provinciale Gabriella Prandi, dopo l'incontro con l'ufficio scolastico provinciale in vista dell'assegnazione dell'organico dei docenti della scuola primaria che avverrà lunedì. «Con la sola logica del risparmio eliminano classi, non rispondono alle richieste delle famiglie, azzerano progetti e impoveriscono la qualità stravolgendo le migliori esperienze didattiche delle nostre scuole» dice la rappresentante sindacale. Cominciando dalle classi: «Visto l'aumento degli alunni iscritti alle primarie, che l'anno prossimo saranno 6216 contro gli attuali 6169 - prosegue Prandi -, le scuole hanno richiesto 400 classi. Applicando il regolamento del ministo Gelmini l'ufficio scolastico provinciale le ha ridotte a 374, aumentando il numero dei bambini e accorpando classi e puriclassi». Per ora sono state soddisfatte le richieste di mantenere il tempo pieno: «Ma è vergognoso chiamarlo così -prosegue Prandi - infatti, senza compresenze degli insegnanti, non è più il modello didattico in uso oggi. Inoltre bisogna chiedersi come faranno a proseguire nei prossimi anni visti gli ulteriori tagli previsti». E' stato sospeso il progetto per gli alunni stranieri messo in atto dal primo circolo di Verbania, così come gli altri analoghi in Piemonte. Cattive notizie anche per gli abitanti di Fondotoce: «Il plesso, con 7 bambini, è stato chiuso. E' una situazione molto pesante con qualche "contentino" che riguarda i piccoli plessi di Gurro, Orasso, Coimo e Trasquera mantenuti, così come 11 classi con meno di 15 alunni tenute in vita in deroga in alcune località montane» prosegue la sindacalista. La preoccupazione ora è anche per le sorti del personale: «I posti assegnati sono in tutto 639, contro i 664 dello scorso anno, portati a 696 con l'organico di fatto, cioè un adeguamento flessibile, secondo le necessità. I docenti risultati soprannumerari e costretti alla mobilità provinciale sono 25». In Ossola i maggiori esuberi: a Santa Maria Maggiore hanno perso il posto in 8, mentre gli altri sono suddivisi tra Baceno, Ornavasso, Crevoladossola, Baveno e Stresa.

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I bambini: (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa I bambini: «Vivere in tenda è triste» Primo giorno vero di lezione tra ansie e ricordi dei piccoli compagni morti nel sisma dall'inviato Maurizio Piccirilli POGGIO PICENZE «Vivere qui in tenda è triste ma possiamo prendere questa cosa come un campeggio per rendere più felici i nostri giorni dopo il terremoto». È uno dei pensieri che Ilaria, 11 anni, quinta elementare, ha scritto nel tema a piacere che la maestra le ha assegnato nel primo giorno di scuola nella tendopoli di Poggio Picenze. Giovedì il via alle lezioni con il premier Berlusconi e il ministro Gelmini, più un happening che un debutto scolastico post-terremoto. Ieri tutti sui banchi: 22 nelle classi elementari, 12 bimbi nella tenda per la materna. Bambini ancora sotto shock ma subito impegnati dalle maestre che non hanno voluto assolutamente far andare il pensiero alla notte del terremoto, alla fuga dalle case. Martina, seconda elementare, otto anni, viene da Paganica ed è salita fino a Poggio Picenze per venire a lezione. «Ho disegnato il mio paese così come lo ricordo», dice con una vocina esile e un po' timorosa». Giordana, sei anni, anche lei ha fatto un disegno ma «l'ho perso» dice. La nonna le è venute a prendere tutte e tre. Zainetti in spalla, si allontanano dalle tende-scuola. Ieri i bambini hanno poi ricevuto un'altra visita gradita. Sono venuti i carabinieri del Comando provinciale de L'Aquila, che hanno distribuito libri e album da disegno. Un ufficiale arrivato da Roma ha regalato loro giocattoli e libri che gli aveva consegnato la figlia. Il sindaco-direttore didattico Nicola Menna ha costituito due pluri-classi: da una parte i bambini più piccoli fino alla terza e, dall'altra, quarta e quinta elementare. «Ti chiedo di perdonarmi per i dispetti che ti ho fatto», è il pensierino di un piccolo sfollato che ha voluto così ricordare Loris, il bimbo morto sotto le macerie con la mamma Rosalba. Sono tre i bambini che hanno perso la vita in questo paesino a causa del sisma del 6 aprile. Oltre a Loris, Alena e Valbona, entrambi di origine macedone. «Un fatto che ha segnato tutti i bambini del paese - sottolinea una delle maestre, che viene da Capestrano - noi abbiamo cercato di non toccare l'argomanto. Abbiamo inziato con una didattica semplice per farli tornare a loro agio. Sono stati loro a parlare degli amichetti che hanno perso la vita. E qualcuno lo ha anche scritto nei pensierini a piacere che avevamo loro assegnato». Le lezioni sono durate appena tre ore, con l'intermezzo giocoso dell'arrivo dei carabinieri-babbi Natale. Un momento piacevole che i bimbi della materna hanno raccontato in un disegno dove hanno stilizzato il «comandante Michelangelo» e intorno tutti gli altri militari identificati con il nome di battesimo. Le tre maestre, Anita Mattei, Maria Di Giovanni e Donatella Galeota, hanno trovato i piccoli un po' cupi, gli sguardi velati: «Il segno di una paura interiore inespressa». Però il ritorno in classe sembra aver innescato un percorso positivo. I bambini sono particolarmente vivaci. Giocano a pallone tra le tende-aule, zainetto in spalla, come facevano prima davanti alla scuola del paese. «Un segnale di una certa reazione - spiega la maestra Anita Mattei - è stato quando hanno preso a bisticciare tra di loro. Un segno che stanno reagendo alla paura». Una paura che li porta a cancellare quanto avvenuto in questi giorni. I loro disegni raccontano sempre di un paese bello e solare: «Il mio paese si chiama Poggio Picenze. Ha un bel po' di case, qualche negozio e qualche bar. Ci sono anche altri edifici e le chiese», scrive Daniela senza accennare a crolli e distruzioni.

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RITORNO A SCUOLA I disegni di bambini che hanno ripreso le lezioni nelle aule adibite nella tendopoli di Poggio Picenze. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa RITORNO A SCUOLA I disegni di bambini che hanno ripreso le lezioni nelle aule adibite nella tendopoli di Poggio Picenze. Disegni solari dove si parla di primo giorno di scuola con la data del 16 aprile. Al centro i bimbi della Materna hanno voluto rappresentare la visita dei carabinieri che hanno portato loro libri di favole e album da disegno. Un altro intermezzo lieto dopo la visita del premier Berlusconi e del ministro Gelmini. In basso il disegno di una bambina che ha voluto rappresentare il suo paese: bello e senza case crollate con un bel sole splendente che lo illumina. Tanta voglia di tornare alla normalità nonostante tra le vittiem del terremoto del piccolo centro aquilano ci siano stati tre bambini: Lorsi, Alena e Valbona. Questi ultimi due di origine macedone

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meno maestri, alle elementari il tempo pieno è un rebus - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino Meno maestri, alle elementari il tempo pieno è un rebus STEFANO PAROLA Per i capi d´istituto delle scuole elementari è tempo di rompicapo: dovranno organizzare le classi del prossimo anno nonostante i tagli del previsti dalla riforma Gelmini. Ieri l´Ufficio scolastico provinciale ha comunicato quali saranno i loro organici per il prossimo anno. I tagli non sono consistenti, per buona parte delle scuole si tratta di una manciata di docenti. Eppure rischiano di mettere in crisi l´organizzazione delle classi che oggi stanno facendo un tempo pieno ibrido. SEGUE A PAGINA V

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Morfasso, Rigolli lascia la segreteria Pd (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Morfasso, Rigolli lascia la segreteria Pd «Candidato sindaco, emerso un nome fortissimo». Il Prc: niente lista alternativa morfasso - Marco Rigolli si è dimesso dalla carica di segretario del Partito democratico di Morfasso. Lo ha reso noto il direttivo locale del partito che, «dopo un'attenta analisi della situazione provinciale e locale, ha preso alcune decisioni che servono al raggiungimento di un percorso già intrapreso a suo tempo». Sulle motivazioni che hanno indotto Rigolli a fare un passo indietro, il primo cittadino di Morfasso precisa di essere stato spinto «da alcune considerazioni di carattere personale e da altre utili a favorire un più ampio schieramento e una più ampia condivisione politica tesa a favorire una lista organica per le elezioni comunali». Il direttivo del Pd ha proposto Gianni Guselli (già segretario locale dei Ds e vicesindaco del Comune) quale reggente la segreteria, il quale non ha però sciolto la riserva se accettare o meno l'incarico rimandando ogni decisione in merito al segretario provinciale Paolo Botti. Circa le prossime scadenze elettorali, si è appreso dallo stesso direttivo «che è venuto fuori un nome fortissimo per la candidatura a sindaco della lista del Pd, anche se lo stesso papabile si riserva di accettare la proposta». Ad un fronte politico, come quello del Pd, che si prepara ad affrontare la contesa elettorale di giugno, se ne affianca un altro che annuncia una "virata di rotta": Giovanni Nocivelli ha confermato di non lavorare più ad una lista di sinistra alternativa «per essere venuti meno i requisiti necessari alla formazione della stessa». Il capogruppo di Rifondazione, però, dice di non voler abbassare la guardia, e punta la sua attenzione politica sulle scuole del capoluogo. «La prossimità delle elezioni amministrative - dichiara Nocivelli - con i vari giochetti a queste legate, rischia di far passare in secondo piano le emergenze vere di Morfasso, tra cui quello delle scuole. Infatti, in base ai tagli del Governo il prossimo anno a Morfasso rischiamo di avere una sola pluriclasse alle elementari e una sola pluriclasse alle medie». Nocivelli punta il dito contro la circolare del ministro Gelmini, che ha alzato il tetto degli alunni da inserire nelle pluriclassi, e contro «il federalismo alla rovescia» con il quale «dal centro vengono decise le norme in barba alle specificità locali (non c'è nessuna deroga per le zone di montagna) e quindi le zone più disagiate sono anche quelle più colpite. Anche il progetto messo in campo e finanziato dalla Provincia - prosegue Nocivelli - rischia di non essere più sufficiente per garantire pari opportunità formative ai bambini di Morfasso, e pertanto chiedo che il Comune prenda una posizione precisa contro questi provvedimenti e contro le forze politiche che li hanno adottati, e che si attivi per garantire adeguate risorse professionali e finanziarie per le scuole di Morfasso, che altrimenti sarebbero davvero a rischio chiusura e con un'offerta didattica molto limitata». Gianluca Saccomani 18/04/2009

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elementari, il tempio pieno diventa rebus - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino Elementari, il tempio pieno diventa rebus Meno personale, stesse ore: "Sarà difficile far funzionare tutte le classi" STEFANO PAROLA (segue dalla prima di cronaca) Cioè quelle che utilizzano modelli a 33 o a 36 ore settimanali ottenuti "allungando" i cosiddetti moduli, quelli che il ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha messo al bando.«Le indicazioni ministeriali sono state applicate alla lettera, in maniera quasi ragionieristica», sostiene Nicola Puttilli, a capo del circolo didattico Mazzini di Torino e presidente regionale dell´Associazione nazionale dirigenti scolastici. «Per calcolare l´organico - spiega il dirigente - alle classi prime è stato applicato il modello a 27 ore, mentre dalle seconde alle quinte quello a 30 ore. Ma la realtà della nostra provincia è diversa, ci sono moltissimi tempi pieni "artigianali"». Orari settimanali con tanto di rientri pomeridiani, organizzati così bene che le famiglie quasi non si sono accorte di aver iscritto il proprio figlio a un tempo "normale". Per mantenerli, ora, i dirigenti scolastici sono di fronte a un bivio. Puttilli per esempio quest´anno gestisce la scuola Chiovini con 18 posti da docente, ma per il prossimo anno gliene sono stati assegnati soltanto 16 e mezzo. In sostanza, se si tiene conto che ciascun maestro lavora 22 ore a settimana, ha 33 ore in meno: «Ora - spiega il dirigente scolastico - posso scegliere se togliere delle ore di lezione ad alcune classi, oppure se cercare di ricavare quelle ore in qualche modo, sfruttando l´abolizione delle compresenze». Un fitto lavoro di taglia e cuci che potrebbe portare a conseguenze grottesche: «Per esempio - continua Puttilli - un´insegnante potrebbe lavorare in una sede e spostarsi in un´altra scuola dello stesso circolo per fare due ore con un´altra classe». Gabriella Mortarotto, dirigente dell´istituto Di Nanni di Grugliasco, è in una situazione simile: «Ho 21 classi e ho ricevuto 40 docenti, quindi non ho tutte le risorse per offrire a tutte il tempo pieno. Dovrò disfare l´organizzazione che abbiamo creato in questi anni. All´apparenza i tagli possono sembrare poco onerosi, ma in realtà ci portano a modificare tutto l´assetto». A Raffaele Moretto, che guida la scuola elementare Fontana, il taglio ha fatto meno male: «Ci hanno dato tutto quanto abbiamo richiesto, tranne un insegnante in più per il laboratorio stranieri, che si occupa di aiutare i bambini non italiani che fanno fatica a integrarsi. Studieremo un modo per rimediare». La presidente dell´Asapi Piemonte e dirigente dell´elementare Gabelli, Nunzia Del Vento, ha perso due insegnanti: «Sarà un problema far funzionare tutte le classi a tempo pieno, dovrò pensare a come riorganizzare tutto. Vedremo se otterremo qualcosa dall´organico "di fatto"». E´ l´ultima ancora di salvezza: si tratta di posti extra che vengono distribuiti all´inizio dell´estate. Ma anche in questo caso si parla di forti riduzioni. Ieri mattina Del Vento ha incontrato il prefetto per un´altra battaglia che sta portando avanti, quella delle scuole che attendono da mesi ingenti somme di denaro dal ministero: «Ci sono alcuni istituti - spiega - che hanno terminato i soldi per pagare gli stipendi ai supplenti».

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SPETTA al senatore del Pd Franco Marini a inaugurare, oggi alle 13,... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

FORTE DEI MARMI / SERAVEZZA / STAZZEMA pag. 16 SPETTA al senatore del Pd Franco Marini a inaugurare, oggi alle 13,... SPETTA al senatore del Pd Franco Marini a inaugurare, oggi alle 13,30 la settimana di inziative che legano il parco della pace di Sant'Anna alla festa della Liberazione di sabato prossimo 25 aprile. Il senatore, ex presidente del Senato visiterà il Parco della Pace e aprirà di fatto gli appuntamenti in programma a Sant'Anna per tutta la settimana a partire da martedì 21 con la tre giorni, e undicesima edizione, del Forum dei giovani a cui parteciperà lo storico Paolo Pezzino con il suo libro sulla ricostruzione dell'eccidio di Sant'Anna sui documenti e gli atti del processo della Spezia. La storia di Pozzi Sarà presentato oggi alle 18 alla Pubblica Assistenza in via S.Maria della neve, il libro di Giorgio Salvatori «Pozzi tra storia e memoria». Un viaggio nel tempo e in quell'insolito borgo articolato su campi e olivi. Con l'autore interverrà il sindaco Ettore Neri. Firme anti Gelmini Il Pd organizza oggi a partire dalle 16 in piazza Garibaldi a Forte un gazebo per la raccolta delle firme per una petizione popolare volta a discutere in Parlamento la riforma Gelmini. «Riteniamo che un provvedimento di questa portata che influenzerà fortemente il futuro degli alunni e delle famiglie, non vadae varato con un Decreto legge per di più approvato dal Parlamento con l'imposizione della fiducia». Il Pd ribadisce che pur essendo contro gli sprechi i fondi per l'istruzione vanno considerati solo investimenti.

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Il Pdl si presenta in Brianza L'Udc va da sola (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

LECCO E HINTERLAND pag. 14 Il Pdl si presenta in Brianza L'Udc va da sola GLI SFIDANTI LECCO IL CANDIDATO alla presidente della Provincia del centrodestra Daniele Nava ha avviato la campagna elettorale con i primi incontri in città e oggi si presenta per la prima volta in Brianza, nella convention che si terrà presso Villa Colombo, a Barzago. Un evento che fa da richiamo per sostenitori e candidati nei diversi collegi provinciali, ma anche nei Comuni della brianza che saranno rinnovati il prossimo 6 e 7 giugno. Alla convention odierna, in calendario dalla 14 alle 18, hanno annunciato la loro presenza anche i Ministri Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini, il Vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e l'onorevole Raffaello Vignali. Il centrodestra sta elaborando il programma che sarà presentando in tutti i Comuni del Lecchese. INTANTO l'Udc ha scelto il suo alfiere per le Provinciale nell'incontro di ieri sera con Pier Ferdinando Casini. Correrà da sola e il candidato presidente sarà Marco Cariboni. In caso di ballottaggio sarà comunque disponibile a un apparentamento con il centrodestra.

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massara, "bocciato" e deluso "mancavano sei mesi, non capisco" - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

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Pagina VII - Genova L´amarezza Il successore Scelta del ministro Gelmini: il direttore scolastico regionale lascerà il posto prima della fine del suo mandato Massara, "bocciato" e deluso "Mancavano sei mesi, non capisco" Se mi avessero lasciato finire la carriera qui sarei rimasto, ma l´idea di essere trasferito mi ha convinto ad andarmene Anna Maria Dominici vicina alla Margherita? Fantasie, semmai è amica dell´ex sottosegretario forzista GIUSEPPE FILETTO «Se mi avessero lasciato finire la carriera a Genova, sarei rimasto in servizio, ma l´ipotesi di poter essere trasferito a Bologna o a Trieste mi ha convinto ad andarmene», confessa Attilio Massara, ancora per poche settimane direttore scolastico regionale della Liguria. Dal primo giungo al suo posto arriverà Anna Maria Dominici. è vero che lei è stato sacrificato per dare spazio all´attuale direttore della Lombardia, data in quota Margherita e gradita a Massimiliano Costa, assessore regionale all´Istruzione? «Tutte fantasie. La Dominici è invece molto amica di Valentina Aprea, sottosegretario al Ministero dell´Istruzione quando c´era Letizia Moratti». L´onorevole Aprea, di Fi, adesso è presidente della Commissione Istruzione. Perché allora non lasciare lei per ancora sei mesi, fino a novembre, alla scadenza del suo mandato? «Con tutta onestà, devo dire che questa parte mi sfugge. Quello che posso garantire è che io avrei pronto il contratto fino al primo novembre, ma per il giro di nomine e di rotazioni potrei appunto finire in Friuli o in Emilia Romagna. Chi me lo fa fare alla mia età? Compio 65 anni il 5 di ottobre e per la Legge Brunetta comunque dovrei andare in pensione a novembre». Lei, da buon calabrese, testardo, ha avuto uno scatto di orgoglio: se ne va sbattendo la porta? «No. Mi sono detto: che senso ha rimanere e rimettersi in moto? Preferisco andare in pensione, dando le dimissioni volontarie, piuttosto che per raggiunti limiti d´età. Non ho ritenuto di lavorare per questi mesi, sapendo che, comunque, sarei dovuto andar via». Qualcuno vocifera che la "bocciatura" per la sede ligure sarebbe il prezzo pagato dalla sua presa di posizione, molto dura nei confronti della Regione, in particolare nello scontro verbale ed a distanza con il presidente Burlando, nella vicenda del Piano di Dimensionamento Scolastico. «Se fosse per questo, mi avrebbero dovuto promuovere: il centrodestra, il ministro Maria Stella Gelmini mi avrebbe dovuto nominare direttore generale del Ministero». In ogni caso, sarebbe stato più onorevole finire la carriera in Liguria? «Guardi, io ho avuto già tanto dalla vita. Adesso, dopo 43 anni di servizio, voglio godermela: questo lavoro mi ha lasciato poco spazio e tempo libero; ho due figli, uno avvocato, l´altra ordinaria di Italiano e Latino all´università. Nonostante io sia originario dalla Calabria ed abbia girato tutta Italia, oggi siamo radicati e viviamo tutti a Savona. Adesso con mia moglie, anche lei in pensione, vogliamo andare in giro per il mondo».

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università, ecco le cinque scuole che mandano in pensione le facoltà - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova Università, ecco le cinque Scuole che mandano in pensione le Facoltà Il Rettore rompe gli indugi, pronto il nuovo statuto "Pubblicheremo il testo on-line, ognuno potrà valutarlo e avanzare proposte" MICHELA BOMPANI Cinque scuole e venticinque (o ventidue) dipartimenti, il consiglio d´amministrazione aperto per metà a membri esterni di nomina del rettore, il senato accademico quasi dimezzato, le sedi distaccate "razionalizzate" e rappresentate negli organi d´ateneo: ecco come cambia l´Università di Genova, secondo l´ultima bozza dello statuto che il rettore Giacomo Deferrari presenterà la mattina del 4 maggio ai 40.000 membri del mondo accademico (dai docenti ai tecnici amministrativi agli studenti) che ha invitato al teatro della Gioventù. La rivoluzione all´Università di Genova, voluta dal rettore e studiata da un´apposita commissione, piace al ministro Mariastella Gelmini, alla cui riforma degli atenei (imminente) aderisce in anticipo, con il contributo strategico del ligure Alessandro Schiesaro (responsabile della segreteria tecnica del ministro e che parteciperà alla "convention sullo statuto" del 4 maggio). Si chiameranno "scuole", e non "poli" come prevedeva una prima versione del nuovo statuto, i cinque gruppi in cui saranno riunite le facoltà (che scompariranno). Si chiameranno "dipartimenti" e saranno venticinque (ma qualcuno ne vorrebbe solo 22) suddivisioni interne alle "scuole": si occuperanno, altra novità, sia della ricerca che della didattica. E Roberto Sinigaglia, membro della commissione statuto e del senato accademico, lancia l´iniziativa: «Pubblicheremo on-line, sul sito dell´Università, il testo dello statuto, dopo l´incontro pubblico del 4 maggio. Ciascuno potrà leggerlo e valutarlo e avanzare proposte e controproposte. Come ribadisce spesso il rettore, questo è un documento aperto al contributo di tutti». La rivoluzione di Deferrari dovrebbe entrare in vigore nel 2010 e affianca Genova e il politecnico di Torino (e dopo Camerino) come atenei-pionieri della riforma che coinvolgerà tutte le università italiane. Il numero dei membri del consiglio d´amministrazione potrebbe leggermente aumentare (oggi sono 15) ma soltanto perché più della metà dell´assemblea sarà composta da "membri esterni", ovvero super-manager focalizzati sulla gestione economica e sul bilancio, che diventerebbero competenze esclusive del cda. Gli "esterni" sarebbero nominati direttamente dal rettore, con il consenso del senato accademico. Nel cda potrebbero entrare gli sponsor: sia enti pubblici, sia privati (singoli o consorziati), e l´Università stabilirà un tetto minimo (cospicuo) di finanziamento per accogliere un rappresentante dello sponsor nel consiglio. Il senato accademico sarà invece quasi dimezzato (oggi i membri sono 30): si occuperà esclusivamente della strategia culturale, della didattica e della ricerca di ateneo. Sederanno nell´assemblea due-tre membri per ogni "scuola", anche gli studenti avranno una propria rappresentanza (che deve comporre il 15% del totale del membri, così come accadrà nel cda). Il rettore presiederà entrambi gli organismi. Sia nel senato che nel cda, poi, entreranno per la prima volta rappresentanti delle sedi distaccate dell´Università, in regione, dando loro un inedito spazio. Dovrebbe essere creata infatti una "federazione" tra le sedi liguri: Imperia, Savona e La Spezia verranno però prima valutate, in base all´"efficienza", con l´eventualità di essere ridimensionate.

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tempo pieno, fuori in 500 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Firenze Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 ne hanno fatto richiesta: ne potranno usufruire solo circa 1.600. Assessore contro ministro Tempo pieno, fuori in 500 Scuola, allarme di Lastri: "Un bimbo su 4 non potrà farlo" Un bambino ogni quattro delle future prime elementari di Firenze non avrà il tempo pieno che invece la sua famiglia desidera. L´assessore comunale all´istruzione Daniela Lastri lancia l´allarme e punta l´indice contro il ministro Gelmini: «A causa della sua legge in tutta la Toscana sono stati tagliati 361 insegnanti, così avremo gravi conseguenze. Per molte famiglie sarà una catastrofe». FERRARA A PAGINA VII

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PESCARA - Sgravi sulle tasse universitarie, la proroga di sei mesi della durata del corrente anno ac... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 18 Aprile 2009 Chiudi PESCARA - Sgravi sulle tasse universitarie, la proroga di sei mesi della durata del corrente anno accademico, una revisione delle scadenze ministeriali anticipando l'erogazione di circa 37 milioni di risorse ordinarie già previste. Sono alcune delle misure a cui sta lavorando il ministero dell'Istruzione per aiutare l'ateneo dell'Aquila a rimettersi in piedi e riprendere la normale attività. La prossima settimana il ministro Gelmini dovrebbe incontrare a questo proposito il presidente della Conferenza dei rettori, Enrico Decleva, ma già in occasione della sua visita all'Aquila il ministro ha annunciato provvedimenti e iniziative per riorganizzare la didattica e per mantenere il più possibile le strutture all'interno della città rendendo agibili alcune strutture non toccate dal sisma. Mariastella Gelmini, secondo quanto emerso dalla riunione del consiglio di amministrazione dell'ateneo aquilano, avrebbe assicurato un robusto incremento delle borse di studio per gli studenti. Nell'incontro tra il rettore, Ferdinando Di Orio, e il ministro si sarebbe inoltre ipotizzata la realizzazione di un villaggio per gli studenti con fabbricati in legno. Il capo della Protezione civile - sempre secondo quanto emerso dalla riunione del cda dell'ateneo - sta reperendo in tutta Italia le tensostrutture la cui realizzazione richiede circa 45 giorni. Insediata una Commissione didattica che avrà il compito di trovare non solo adeguati spazi per l'attività didattica ma anche alloggi sicuri per gli studenti, valutando tutte le proposte avanzate dalle varie istituzioni (tra le altre quella del presidente della provincia di Pescara). Per la didattica, in alternativa alle tende messe a disposizione della Protezione civile, l'ateneo sta vagliando la possibilità di utilizzare alcuni capannoni situati nella zona di Pile e altri disponibili vicino a Pizzoli. È ferma intenzione dei vertici dell'ateneo, infatti, andare avanti «garantendo nell'immediato agli studenti il rispetto delle scadenze previste, in particolar modo di quelle relative alle sedute di laurea ed esami di dottorato». Intanto, il rettore Di Orio ha chiesto per gli studenti dell'ateneo l'esonero dal pagamento della seconda rata, l'iscrizione gratuita per il prossimo anno accademico e la creazione di un apposito fondo per l'acquisto di libri e Pc per gli studenti.

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L'AQUILA - Lo fa per i suoi studenti e per la sua città, perchè è da qui... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 18 Aprile 2009 Chiudi di LILLI MANDARA L'AQUILA - Lo fa per i suoi studenti e per la sua città, perchè è da qui che si dovrà ripartire, perchè ieri mattina gliel'hanno chiesto i commercianti e anche le mamme e i padri e i docenti, perchè adesso che è rimasto poco o quasi niente basta un nulla per sperare. Oppure perchè la vita è un circolo tondo che toglie e poi dà, e L'Aquila che ha ucciso i sogni di decine di ragazzi schiacciati lì sotto le macerie, adesso si aggrappa a loro per poter ricominciare. «Lo faccio perchè altrimenti L'Aquila rischia di scomparire, di diventare una necropoli, come Pompei. Io per primo mi devo impegnare, e ce la metterò tutta: lo devo ai miei studenti e alla mia città». Per un motivo o per l'altro, per tutti e due dice Ferdinando Di Orio rettore dell'università aquilana. Da qui o da quel che resta dell'università ripartirà la città distrutta dal terremoto, perchè adesso che tutto è perso, i figli i fratelli i padri e le madri, adesso si deve ricominciare per forza, cullare la speranza e rimettere in moto i progetti. Non c'era rimasto molto qui nel capoluogo piegato dalla crisi, produzione industriale sotto del dieci per cento, industrie chiuse, polo industriale ridotto a 280 addetti da cinquemila di qualche anno fa, cassa integrazione in aumento del mille per cento, il doppio che nel resto d'Italia, c'erano rimasti soltanto gli studenti ad animare il commercio, il mercato immobiliare, la vita della città. Un'industria, anche quella. E proprio ieri mattina il rettore ha incontrato i commercianti della città, vogliono riaprire, tornare a lavorare. «Mi hanno scongiurato di restare, di difendere l'università in tutti i modi, di non traslocare, di non andare via». E allora subito al lavoro, Di Orio tira fuori dal cassetto quel vecchio progetto Carispaq, quindicimila metri quadri divisi in tre blocchi per ospitare il polo umanistico che prima faceva base nel centro storico, a Palazzo Camponeschi o all'ex ospedale, «l'avevamo scartato, prima, non ci serviva. Stavamo bene lì dentro le mura dell'Aquila, era giusto che le facoltà umanistiche e i suoi novemila studenti stessero lì vicino al nostro patrimonio culturale», ma adesso va bene, adesso tutto va bene, «è un progetto cantierabile, pronto nel giro di un anno e mezzo, ho parlato col ministro Gelmini, mi ha assicurato che avremo il sostegno economico del governo». Così il 22 Di Orio lo sottoporrà al Senato accademico e se ci sarà il via libera, partirà subito. «Perchè me lo hanno chiesto gli studenti e anche le famiglie, sono stato sommerso da migliaia di mail, vogliamo restare qui, mi hanno detto e me l'hanno chiesto le famiglie, sono loro che insistono più di tutti». Che beffa per questa università così vicina agli studenti, ventisettemila iscritti, tredicimila fuorisede, nove facoltà, cresciuta di diecimila studenti in cinque anni, un bassissimo tasso di pendolarismo dei prof, mille e duecento dipendenti, trovarsi adesso a piangere i suoi ragazzi morti, e che forza bisognerà tirare fuori adesso che si deve ricominciare dalle macerie.Il problema magari sarà come aspettare questo anno e mezzo, ammesso che basti. «Trovare le tende anche se nell'inverno sarà dura, e poi costruzioni di metallo», qualsiasi cosa, un tetto qualunque. «In quei tre blocchi di cinquemila metri quadri che saranno realizzati o nell'area Centi Colella o a Canzatessa, alla periferia ovest dell'Aquila, trasferiremo anche il rettorato, rimasto senza sede copo il crollo di Palazzo Carli. Ma non conterrà l'Ateneo, perchè nessuno pensa di dismettere nè Roio nè Coppito». Nessuno, e allora è il sito dell'università il primo a ripartire: «Cari amici - scrive il rettore agli studenti - c'è un momento per piangere e un momento per tornare a vivere. C'è un momento per restare attoniti di fronte alla sconvolgente forza della natura e un momento per reagire e trovare le ragioni per tornare a costruire il nostro futuro. Dopo il dolore e lo stupore, è ora arrivato il momento di progettare, pensare in prospettiva». Lo deve all'Aquila, città universitaria, lo deve agli studenti vivi ma soprattutto agli studenti morti: «Per loro - dice - dovrò trovare la forza per ricominciare».

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"tempo pieno negato a 500 famiglie" - ernesto ferrara (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze "Tempo pieno negato a 500 famiglie" L´assessore all´istruzione Lastri: un bambino su quattro dovrà rinunciare Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 lo hanno richiesto: solo circa 1.600 ne usufruiranno ERNESTO FERRARA scuole elementari, mannaia sul tempo pieno. L´assessore comunale all´istruzione Daniela Lastri lancia l´allarme: «A causa della legge Gelmini che ha tagliato 361 insegnanti in tutta la Toscana dal prossimo anno scolastico almeno 500 famiglie fiorentine che iscrivono i loro bambini al primo anno dovranno rinunciare al tempo pieno». Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 ne hanno fatto richiesta: ma solo circa 1.600 potranno usufruirne perché a fronte delle circa 100 classi di tempo pieno necessarie per iscrivere 2.171 bambini, la direzione scolastica regionale ne ha concesse a Firenze solo 77. Una famiglia su quattro dovrà rinunciare al tempo pieno per il proprio figlio e accontentarsi del tempo "normale" (8.30-13), che la direzione scolastica regionale pensa di applicare invece in ben 38 classi quando invece le richieste delle famiglie erano appena per 18. Saranno delle graduatorie basate sulla condizione dei nuclei familiari a stabilire quali bambini accederanno alle classi a tempo pieno e quali no: «Grazie alla Gelmini nelle scuole si aprirà la guerra dei poveri», si arrabbia Lastri. Salta agli occhi l´esempio della scuola Carducci di viale Bassi: 117 nuovi iscritti, 100 domande di tempo pieno e 17 di tempo normale. Ci sarebbe bisogno di quattro classi a tempo pieno e ne vengono concesse 2, di 1 classe di tempo normale e invece ce ne saranno 3. «E´ la devastazione: centinaia di famiglie saranno costrette a rivoluzionare le loro vite e l´offerta educativa per i bambini ne risentirà in maniera drammatica, e chissà quanti insegnamenti salteranno», si chiede polemica Lastri che ha già nel cassetto una lettera al ministro Gelmini per denunciare il caso fiorentino. Oltre al problema delle prime classi delle elementari si pone anche quello per gli anni dal secondo al quinto: dall´anno prossimo scompaiono i cosiddetti "moduli" (il tempo normale e pieno a giorni alterni) e con la riduzione degli insegnanti si prospettano tagli dei giorni di tempo pieno e ore di lezione tagliate a metà. Dal prossimo anno scompaiono anche le compresenze dei docenti in aula: «Non ci sarà il personale sufficiente nemmeno per programmare una passeggiata», teme l´assessore comunale all´istruzione, secondo cui ci sono ancora margini di trattativa con la direzione regionale e tempi per rendere la situazione meno drammatica. Aumentano gli iscritti alla scuola primaria sul 2010: 100 in più rispetto al 2009.

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FABRIANO - Quattro linee d'intervento per affrontare le conseguenze che la crisi dell'Antoni... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 18 Aprile 2009 Chiudi di CLAUDIO CURTI FABRIANO - Quattro linee d'intervento per affrontare le conseguenze che la crisi dell'Antonio Merloni ha prodotto nel Fabrianese: accelerazione sull'accordo di programma, distretto tecnologico, busta pesante e polo fotovoltaico. Le ha illustrate il presidente della Regione Gian Mario Spacca, che ha coordinato ieri la riunione del gruppo di lavoro sulle aree di crisi. Primo punto: una risposta rapida da parte del ministero dello Sviluppo economico sull'Accordo di programma Governo-Regioni, il cui documento iniziale è stato inoltrato a settembre. Le misure da adottare riguardano la difesa del lavoro e dell'indotto, l'attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva. La seconda linea d'intervento punta invece sul progetto per il distretto tecnologico delle Marche. Spacca lo scorso mese ha sollecitato il ministro alla Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area. Il terzo punto riguarda una ulteriore proroga per la busta pesante. Intervento già richiesto anche prima della crisi dell'Antonio Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie. La proposta è di considerare quale misura anticrisi, tra l'altro semplice e veloce, l'aumento della quota di esonero degli oneri sospesi portandola dal 60 al 90%. In questo senso è stata inviata ieri una lettera a Berlusconi, Letta e Tremonti, firmata da Spacca e Lorenzetti. Il governatore ha quindi lanciato un'ulteriore proposta: far nascere nel territorio del distretto il quarto polo nazionale del fotovoltaico. Il gruppo di lavoro ha poi fatto propria la richiesta avanzata dalla Regione di un intervento straordinario per l'attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Entro aprile deve essere approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181. Con l'articolo 2 della nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Risorse in grado di muovere investimenti per 350 milioni e circa 3000 posti di lavoro. Questa la richiesta ufficiale che il gruppo di lavoro fa al ministero per lo Sviluppo economico. Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al ministero dell'Economia sul parere per sbloccare l'operatività di finanziamenti, già garantiti dall'UE e assicurati dal pool di banche che si è costituito. All'incontro hanno partecipato due commissari della Antonio Merloni, Antonio Rizzi e Silvano Montaldo. Rizzi ha illustrato le procedure relative alle manifestazioni di interesse. Dovrebbero essere 24: 17 industriali e 7 finanziarie, non vincolanti ma utili per capire come risponde il mercato.

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Elementari, 25 maestri in meno (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Vendra (Cisl): da verificare gli effetti su medie e superiori Elementari, 25 maestri in meno Le previsioni erano più pessimiste, il sostegno resta invariato I TAGLI ALLA SCUOLA Saranno venticinque in meno, rispetto allo scorso anno scolastico, i posti da assegnare ai docenti, nelle scuole elementari di città e provincia. A sostenerlo è l'Ufficio scolastico provinciale, sulla base di quanto stabilito dal ministero dell'Istruzione che, nel determinare l'organico di diritto, ha iniziato ad operare i primi tagli. Per il momento la dotazione organica riguarda soltanto la scuola dell'infanzia, la primaria statale ed il sostegno, mentre per le scuole medie e superiori bisognerà attendere ancora. Su 12.257 alunni iscritti alle scuole primarie di Ferrara e provincia, verranno assegnate 1.038 cattedre, di cui 1.001 di posto comune, 33 di lingua straniera e 4 per l'educazione permanente (quella riservata agli adulti). L'organico sul sostegno, come promesso dal ministro Gelmini, rimane stabile: per 1.700 alunni, che necessitano di aiuto, verranno assegnati 260 posti nell'organico di diritto. Nella scuola statale dell'infanzia, l'organico subirà l'incremento di un posto: su 2.685 bambini, i posti da assegnare saranno 221 invece che 220. I 25 posti in meno alle elementari rappresentano comunque un numero piuttosto contenuto, rispetto ai tagli previsti per la regione Emilia Romagna il cui numero complessivo ammonta a 1.300 posti. Tradotto a livello provinciale, ciò significa che, complessivamente saranno 120 i posti in meno. E con ogni probabilità ad essere colpite maggiormente dai tagli, saranno le scuole medie e gli istituti superiori. E in un momento di particolare crisi come quello attuale, resta difficile riuscire a capire che tipo di collocazione potranno avere gli insegnanti che si ritroveranno «in eccesso». Un problema sollevato a più riprese dalle stesse organizzazioni sindacali, e su cui restano ancora tanti dubbi. Per quanto riguarda le graduatorie, invece, è stato pubblicato proprio nei giorni scorsi il bando per l'aggiornamento di quelle permanenti e per i 24 mesi del personale Ata. Rimane invariato il principio secondo il quale i posti in organico vengono assegnati partendo dalle graduatorie permanenti fino ad esaurimento. Una è la novità: chi si inserisce nelle graduatorie permanenti secondo il punteggio di merito, può anche scegliere tre altre province, chiedendo di essere messo in coda alla graduatoria. «Questa - commenta Cristina Vendra (responsabile della Cisl Scuola provinciale) - è una novità che sarà utile per l'assegnazione dei posti di ruolo e delle supplenze». Sul sito del ministero dell'Istruzione (alla voce personale della scuola/reclutamento/consistenza aspiranti in graduatoria) è possibile controllare la situazione delle graduatorie di tutta Italia e scegliere quelle province che sono più a corto di insegnanti. Per la pubblicazione del bando della terza fascia (coloro che non hanno l'abilitazione all'insegnamento), bisognerà attendere fino all'11 maggio. Silvia Siano

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Sos Volania e Buonacompra (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sos Volania e Buonacompra Il Comune di Bondeno difenderà Stellata e Pilastri LE CHIUSURE Plessi a rischio in provincia Altre scuole elementari in tutta la provincia rischiano la chiusura. Si tratta di Buonacompra nel centese, di Volania nel Comacchiese, (con 44 alunni non avrebbe scampo e finirebbe sotto la scure della cosiddetta legge Gelmini). Assieme a Volania sono a rischio anche i plessi scolastici di San Giovanni di Ostellato, Monticelli di Mesola. In sede di conferenza istruzione, formazione e lavoro sono state affrontate le varie tematiche. Chiesto un congelamento della situazione sia per le primarie che per le secondarie di primo grado. Il Comune di Bondeno sta invece lottando per difendere le scuole elementari di Stellata e Pilastri. I due plessi non devono chiudere. Almeno nelle intenzioni dell'Amministrazione, che ha fissato per il prossimo 24 aprile un incontro con i vertici Usp (Ufficio scolastico provinciale). Ai giorni scorsi risale infatti una comunicazione dell'Usp ai due plessi in cui si dice, di fatto, che a causa del basso numero di iscritti per l'anno accademico 2009-2010 - 2 a Stellata e 4 a Pilastri - dal prossimo settembre sarà soppressa la prima classe e lo stesso personale docente sarà riorganizzato. Di qui la decisione tempestiva del Comune di fissare un confronto con l'Uisp. «Da sempre - spiegano gli assessori Alan Fabbri, candidato sindaco, e Luca Pancaldi -, pur su un territorio vasto come il nostro, tentiamo di privilegiare e salvaguardare la capillarità didattica ed educativa. Per questo ci faremo parte attiva per trovare una soluzione». Una soluzione che i due assessori avrebbero individuato in un tentativo di classe pluriennale. «In questo modo - spiegano Fabbri e Pancaldi - non ci sarebbero cambiamenti drastici, si potrebbe inaugurare una strada intermedia in attesa di vedere l'andamento della popolazione scolastica nei prossimi anni. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto dell'aspetto didattico ed educativo». Eliminare la prima classe delle elementari, secondo Fabbri e Pancaldi, sarebbe un po' come depauperare le frazioni. «Tanto più - confermano - che in questi anni abbiamo puntato molto sulla loro valorizzazione. La recente realizzazione dell'impianto sportivo di Pilastri - rimarcano - ne è prova». Sull'aspetto «del valore sociale delle scuole, che per le stesse famiglie costituiscono una garanzia e un punto di riferimento» insistono i due assessori. «Fermo restando che l'ultima parola non spetta a noi ma all'Usp - chiudono Fabri e Pancaldi - sarà nostra cura caldeggiare qualsiasi soluzione che non danneggi le due comunità frazionali».

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Nel Dl Bertolaso i 49 Comuni colpiti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-04-18 - pag: 3 autore: Azioni urgenti. Moratoria dei mutui Nel Dl Bertolaso i 49 Comuni colpiti Andrea Carli Valentina Maglione ROMA L'elenco dei Comuni danneggiati dal terremoto del 6 aprile – 49, individuati dal decreto del commissario Guido Bertolaso, pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale – sblocca molti degli interventi decisi d'urgenza nei giorni scorsi.A partire dall'anticipo delle pensioni: gli enti previdenziali possono ora dare un nome e un cognome ai pensionati che hanno diritto al pagamento ad aprile delle pensioni di maggio. Così, da ieri l'Inps adotta questa soluzione per 22.240 pensionati che risiedono nei Comuni colpiti dal terremoto, mentre l'Inpdap farà partire i pagamenti per i pensionati della Pa dal 21 aprile. Diventa operativa la revoca del piano delle verifiche straordinarie sugli invalidi civili. Infine,l'Inail potrà pagare in anticipo le rendite del mese di maggio. Non solo pensioni: tutte le misure veicolate dall'ordinanza 3754 del 9 aprile attendevano, per diventare operative, l'elenco dei Comuni colpiti dal sisma: dalla sospensione fino al 31 maggio delle rate dei mutui a quella per due mesi del pagamento delle bollette di luce e gas, fino alla possibilità per i farmacisti di consegnare senza formalità i medicinali per le patologie acute e croniche. La lista dei Comuni, diffusa ieri, individua anche il perimetro entro il quale potranno essere concessi i contributi fino a 400 euro (500 per anziani e disabili) per le famiglie sfollate. Alla lista dei provvedimenti attesi per gestire l'emergenza mancano le disposizioni che sospendono i termini degli adempimenti e dei versamenti tributari nei Comuni colpiti dal sisma fuori dalla provincia dell'Aquila:il ministro dell'Economia dovrebbe varare a breve un decreto, in base alle indicazioni della Protezione civile. è atteso anche un Dl, allo studio del ministero della Giustizia, che regoli la sospensione dei termini processuali con riferimento alla Corte di appello dell'Aquila (inagibile dopo il sisma), alla quale fanno capo anche i tribunali non colpiti dal terremoto. Da completare anche le misure per permettere agli studenti di non perdere l'anno scolastico: i due decreti già firmati dal ministro Mariastella Gelmini (non ancora pubblicati in Gazzetta) aprono agli studenti le porte delle scuole della Penisola e garantiscono la flessibilità di docenti e amministrativi. Non regolano le modalità per svolgere l'esame di Stato. andrea.carli@ilsole24ore.com valentina.maglione@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Maestre e psicologi nei campi, a scuola di normalità (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Maestre e psicologi nei campi, a scuola di normalità --> Sabato 18 Aprile 2009 GENERALI, pagina 4 e-mail print Lezione in tenda a Monticchio Segue da pagina 1 Ai Campi di Monticchio (1 e 2), ad esempio, da mercoledì hanno organizzato qualcosa del genere per tutti e quattro i cicli scolastici: materne, elementari, medie e superiori. Qui al «Monticchio 1» hanno diviso in due il tendone polifunzionale, separando i bambini piccoli da quelli delle elementari. La mattina un bus-navetta porta i ragazzi del Monticchio 1 che frequentano le medie e le superiori al Monticchio 2, e viceversa preleva bambini e insegnanti di scuola materna ed elementare e li porta qua. A gestire la «scuola da campo» è un gruppo di psicologi di Milano in tuta fluorescente. «Abbiamo iniziato mercoledì - spiega Gianluca Pietrantonio -, con una settantina di bambini, ma ogni giorno che passa ne vengono sempre di più. L'iniziativa piace, si sta spargendo la voce. Questo è un campo scuola - ci tiene a precisare -, non ha nulla a che vedere con il ministero», almeno per il momento. «È un'iniziativa di noi Psicologi per i popoli. Cerchiamo di far tornare un po' di ordinarietà nella vita di questa gente, di aiutare un rientro alla normalità». Diverse insegnanti si sono messe a disposizione in modo volontario. Giovedì ha visitato la «scuola» di Monticchio il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Le abbiamo chiesto un po' di materiale, quaderni a righe e a quadretti, penne» dice Marisa, un'insegnante. «Facciamo leggere e scrivere i ragazzi. La didattica non si può interrompere del tutto, loro fanno presto a dimenticarsela. È impossibile però svolgere un'attività normale, così come ricostruire le classi dei due paesi perché i bambini sono sparsi ovunque, a questo punto per tutta Italia». Le maestre li fanno disegnare, tengono brevi lezioni di cultura varia, un po' di educazione civica: hanno portato al tendone l'ambulanza e i volontari hanno mostrato come funziona. «Noi maestre - dice Marisa - siamo sempre criticate, ma siamo abituate anche a fare cose straordinarie come questa. Facciamo, nei limiti del possibile, tutto quello che si può. Tenendo presente il fatto che siamo terremotate anche noi». Lunedì portano i bambini a Roma, in pullman, a vedere l'anteprima di un film. Uno degli organizzatori del campo è Marco Lampugnani, coordinatore del 2° Raggruppamento della Protezione civile dell'Ana che raccoglie Lombardia ed Emilia Romagna: guida 5000 volontari, ed è anche responsabile di «logistica, mezzi e materiali» della colonna mobile. Sono piombati in Abruzzo alle 3 di notte di martedì, a 24 ore dal sisma, e alle 8 c'era già la cucina che funzionava. Hanno allestito un campo che oggi, oltre alla scuola, offre un servizio postale, un bancomat, l'ambulatorio dei medici di famiglia, il dentista, la tenda del barbiere, organizza weekend al cinema grazie all'aiuto della Cineteca della Regione Puglia. Dieci lavatrici e altrettante asciugabiancheria sono in funzione da mattina a sera. «C'è una buona armonia di campo» dice Lampugnani. Qualcuno negli ultimi giorni ha iniziato a tornare a lavorare: «Alcune aziende - spiega - sono state dichiarate agibili e riprendono un po' di attività». All'ingresso del campo è scritta, nero su bianco, la mission: «L'aquila tornerà a volare, più forte e gentile, sulle maestose cime d'Abruzzo». Firmato da gente alpina, ma che anche sull'Appennino non se la cava male. Carlo Dignola 18/04/2009 nascosto-->

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Crisi, far rinascere il territorio con la riconversione industriale (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 16 Crisi, far rinascere il territorio con la riconversione industriale Rinviare a fine 2010 l'avvio della restituzione degli oneri sospesi di ALESSANDRO DI MARCO ANCONA LA CRISI della Antonio Merloni e del distretto industriale fabrianese si batte con il sostegno di Stato e con una buona dose di inventiva imprenditoriale. E' stato il governatore regionale Gian Mario Spacca a tracciare la via ieri mattina ad Ancona nel corso dell'incontro del tavolo tecnico sulla Merloni a cui, tra gli altri, hanno partecipato due dei tre commissari straordinari dell'azienda, Antonio Rizzi e Silvano Montaldo, e il sindaco di Fabriano Roberto Sorci. Lungo l'elenco delle richieste a partire dalla speranza-volontà di trasformare il Fabrianese da distretto metalmeccanico in fotovoltaico. «Chiediamo ha spiegato Spacca - di far nascere nel territorio il quarto polo nazionale del fotovoltaico, un progetto strategico e innovativo, che già interessa i territori di Liguria, Lazio e Sicilia. La nostra attenzione si focalizza anche sul progetto per il distretto tecnologico delle Marche. Il mese scorso ho infatti sollecitato il ministro Maria Stella Gelmini affinché venisse sostenuta un'azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell'area». Entro aprile deve essere infatti approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181 per l'attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Con la nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Un ammontare di risorse in grado di movimentare investimenti per 350 milioni e circa 3.000 posti di lavoro. AL TEMPO STESSO il governatore è pronto a tornare alla carica sul fronte della richiesta di ulteriore proroga per la restituzione della busta pesante poste terremoto 1997 in Marche e Umbria. «Un intervento lo definisce Spacca già invocato anche prima della crisi dell'A. Merloni e ora particolarmente atteso da lavoratori e famiglie. La proposta è di considerare quale misura anticrisi, tra l'altro semplice e veloce, l'aumento della quota di esonero degli oneri sospesi, portandola dal 60 al 90%». In questo senso è stata inviata ieri stesso una lettera indirizzata al premier Berlusconi, Letta e Tremonti, firmata dallo stesso Spacca e dalla presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti. Entrando, invece, nello specifico del caso Merloni, il governatore invoca una risposta rapida da parte del ministero dello Sviluppo Economico sull'accordo di programma Governo-Regioni. «Come più volte ricordato si legge in una nota della Regione il documento si incentrerà sulle misure da adottare per la difesa del lavoro e dell'indotto, l'attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva». Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al ministero dell'Economia per il parere per sbloccare l'operatività di finanziamenti, già garantiti dall'Unione europea e assicurati dal pool di banche che si è costituito.

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(sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 3 «Gli insegnanti non bastano Il tempo pieno è a rischio» L'ASSESSORE LASTRI LANCIA L'ALLARME SULLE ELEMENTARI CIRCA UN QUARTO delle famiglie fiorentine dovrà rinunciare al tempo pieno per i figli che da settembre frequenteranno la scuola primaria. «La situazione è tragica. E per questo ci auguriamo che vengano assegnate nuove classi a tempo pieno. Sennò, i genitori dei bambini che andranno in prima elementare si troveranno in grossa difficoltà». A lanciare il grido d'allarme è l'assessore Daniela Lastri, che ieri ha reso noti i dati sulle iscrizioni nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. «La rivoluzione-Gelmini, con i suoi effetti devastanti, si vedrà alle elementari. E non solo nelle prime classi», evidenzia l'assessore. Sono cento gli alunni in più, rispetto all'anno scolastico in corso, che tra qualche mese frequenteranno la prima elementare. In tutto, si tratta di 2551 nuovi iscritti, di cui il 14,16% stranieri. «A chiedere il tempo pieno sono state 2171 famiglie, quindi la stragrande maggioranza fa sapere Lastri . Peccato però che, a causa del taglio dei docenti, il Governo non sia in grado di formare le classi necessarie a tempo pieno». Il dato toscano parla di 361 docenti in meno alla primaria. Una situazione che, spiega l'assessore, ha fatto sì che «a fronte del centinaio di classi a tempo pieno necessarie per rispondere alle richieste dei genitori, ne siano state date solo 77». Abbondano invece le classi a tempo normale (24 ore settimanali invece delle 40 del tempo pieno): ne sono state concesse 37. «E pensare che ne sarebbero bastate 18, dato che le richieste sono state appena 380», sospira Lastri. Che prefigura scenari allarmanti. «Per esempio, alla Carducci sono state date due classi a tempo pieno e tre a tempo normale. Invece ne servirebbero, rispettivamente, quattro e una. Ci sono poi scuole, come Don Minzoni, Marconi, Carducci, Duca D'Aosta, Ambrosoli e Acciaioli, dove è stato concesso solo il tempo normale», aggiunge l'assessore, secondo cui «problemi ci saranno anche per i bambini iscritti agli ultimi quattro anni delle elementari, dato che l'orario scenderà da 66 ore settimanali a 60». «SARANNO PREVISTI meno rientri pomeridiani. E spesso la continuità didattica non potrà essere assicurata», mette in guardia Lastri. Nessun problema invece per le scuole dell'infanzia dove gli iscritti al primo anno sono stati 2728, di cui 14,74% stranieri, e le medie, in cui si registrano 2610 nuovi iscritti, dei quali 13,08% stranieri. «Dati in linea con quelli dello scorso anno», conclude l'assessore, rilevando però «un generale aumento di un punto e mezzo percentuale della presenza di stranieri». Elettra Gullè

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La riforma Gelmini fa sentire i suoi effetti (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

FERMANO pag. 19 La riforma Gelmini fa sentire i suoi effetti I TAGLI NELLA SCUOLA I PRIMI SEGNALI della riforma Gelmini, iniziano a farsi sentire anche per le scuole di primo grado della media valle del Tenna, con la chiusura delle elementari di Massa Fermana. Già lo scorso fine settimana si è assistito, soprattutto negli istituti superiori della provincia, a grosse polemiche sulla soppressione di classi. Ora la riforma scolastica, anche se in maniera al momento minore, sta iniziando a dare i primi segnali anche nelle scuole di primo grado della media Valtenna. «Dipende tutto dal numero delle iscrizioni spiega Patrizia Tirabasso, dirigente dell'Istituto comprensivo di Montegiorgio, che ingloba anche le scuole di Grottazzolina . Sotto questo profilo quest'anno siamo andati bene. A Grottazzolina è aumentata una sezione della scuola dell'infanzia, che ha richiesto l'ausilio di altri due insegnanti; elementari e medie non hanno subito variazioni. Pressoché inalterata la situazione di Montegiorgio; non è ancora ufficiale ma si prevede una contrazione del personale amministrativo». Diversa la situazione dell'Istituto comprensivo di Falerone, che ingloba le scuole di Massa Fermana, Montappone, Monte Vidon Corrado, Falerone e Servigliano. «Abbiamo avuto una contrazione del personale con tre insegnanti in meno spiega Vincenzo Trobbiani dell'Istituto comprensivo di Falerone . La scuola elementare di Massa Fermana il prossimo anno non ci sarà e i bambini sono stati spostati nel polo scolastico di Montappone». Alessio Carassai

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Insegnanti, in graduatoria fino a quattro province (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Insegnanti, in graduatoria fino a quattro province Il sindacato: «Può penalizzare i più giovani non ancora abilitati» Scadenza l'11 maggio. Forse possibilità per le materie tecniche MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Entro l'11 maggio vanno presentate le domande per aggiornare o entrare nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti. Ci sono alcune novità. Da interpretare. A partire dal numero di province da indicare: oltre alla propria, se ne possono aggiungere altre tre. Potrebbe significare più possibilità di lavoro, ma a rimetterci potrebbero essere i più giovani. E' la preoccupazione dei sindacati. Facciamo un esempio. Un insegnante è iscritto da sempre nelle graduatorie di esaurimento in provincia di Pavia. Entro l'11 maggio i precari devono presentare la domanda, per aggiornare il punteggio e comunque per ribadire la loro presenza. Lo fanno gli abilitati, ma anche i non abilitato che stanno finendo la Silsis (la scuola di specializzazione che forma gli insegnanti, arrivata al suo ultimo anno di vita). «Fin qui niente di nuovo - spiega Silvio Torre, segretario provinciale della Cgil-Scuola - Ma adesso si possono richiedere altre tre province. Non mi inserisco però con il mio punteggio, ma in coda agli altri». Che cosa può comportare questo? «Le graduatorie vengono usate per immissioni in ruolo - spiega Torre -. E' difficile pensare di essere messi di ruolo in un'altra provincia, però c'è possibilità per le nomine annuali». Nelle regioni in cui, per effetto della riforma Gelmini, si è tagliato di più si tenterà una migrazione. «Si cerca di dare sfogo a questa situazione occupazionale - spiega Torre -. E qualche possibilità ci sarà sul sostegno, ma si dà un po' un 'illusione». Altro punto: i giovani precari. Quelli cioè non ancora abilitati, ma che lo saranno appena completato l'esame. Per le nomine annuali chi non è abilitato non viene preso in considerazione, finché non si abilita. «Possono subentrare quelli che vengono da altre province - riflette Torre - Poi ci sono le graduatorie di istituto per le nomine di sostituzioni di maternità, e tempi limitati. Prima si chiamano gli abilitati che hanno fatto domanda in quella determinata scuola e poi i non abilitati. Ed è vero che un certo numero di non abilitati lavorava sui posti residuati dal provveditorato - spiega ancora il sindacalista della Cgil - ma non sarà più così. Il provveditorato fa le nomine, se non esaurisce i posti, questi vanno ai presidi che possono chiamare anche i non abilitati. Con questo spostamento dalle altre province probabilmente i non abilitati vedono ridotte le loro possibilità». Resteranno magari le supplenze di poche settimane. «Per i non abilitati a questo punto la possibilità di avere supplenze lunghe è ridotta a niente - spiega Torre -. E ci sono tanti non abilitati che lavoravano sul sostegno, ma anche in classi di concorso tecniche che non venivano esaurite». Significava maturare punti per la grauatoria. Un dubbio. Un insegnante di Pavia, per esempio, ottiene la nomina in una delle altre tre province indicate. Sarà cancellato da tutte le liste? A questo risponde l'ufficio scolastico: «L'ottica della delibera è dare un posto di lavoro, quindi se si ottiene la nomina e la si accetta si viene subito cancellati dalle graduatorie». E se si rifiuta il posto si va in fondo alla lista. E ricomincia tutto dall'inizio.

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Perché si buttano quei 460 milioni? Le mie domande scomode hanno disturbato lo show di Berlusconi e Gelmini. Ma non mi hanno risposto (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Perché si buttano quei 460 milioni? Le mie domande scomode hanno «disturbato» lo show di Berlusconi e Gelmini. Ma non mi hanno risposto Mercoledì mi ha telefonato la Protezione Civile di Poggio Picenze per comunicarmi che i vigili del fuoco mi avrebbero accompagnato nella mia casa semicrollata, per farmi prendere alcuni effetti personali. Giovedì mattina alle 8,20 sono già al campo: tante facce nuove, tante divise, oltre ai pompieri e alla protezione civile, che qualche giorno fa non c'erano. Alla Protezione Civile mi viene cortesemente confermato l'appuntamento, solo che c'è da aspettare Berlusconi. Premetto che già al mio arrivo erano pronte telecamere e paraboliche di tutte le televisioni possibili e immaginabili, e tanti di quei cronisti che siamo abituati a vedere in tv. Le 9, le 10, le 11, ma degli ospiti neanche l'ombra. Finalmente, 12 in punto, arriva un macchinone e un'auto civetta: la Gelmini, quella dell'istruzione. Fa il giro del campo e poi si ferma vicino a due tende dove erano sistemati i bambini. È la nuova scuola da inaugurare. Parla il Sindaco di Poggio Picenze, il Professor Menna, tante bellissime parole e la speranza che questa volta si faccia sul serio. Quindi il Provveditore agli studi dell Aquila, molto bello anche questo. Infine la Gelmini. A questo punto riesco ad urlare: chiedo perché non si accorpano le elezioni, perché si dà retta a Bossi, perché ai terremotati d'Abruzzo vengono sottratti 460 milioni. Ho detto alla ministra di vergognarsi, le ho anche rinfacciato la presenza di tutto l'apparato militare che in questi brutti giorni dovrebbe preoccuparsi di altro. È stata l'unica voce fuori dal coro. Va via la Gelmini, ma la gente resta ad aspettare, coro compreso. Mentre anch'io aspetto si avvicina un Sottufficiale dei Carabinieri e mi chiede i documenti. Gli dico che fra venti giorni ho 60, sono incensurato, pago le tasse e non capisco il motivo della richiesta. Comunque gli dò la mia carta di identità. Mentre il sottufficiale comunica per telefono tutti i miei dati, mi accorgo che vicino a me e al maresciallo si erano avvicinate più persone. Il Sottufficiale chiede ad una di queste persone se desiderava guardare il mio documento, ma questi gli risponde che già sapeva chi ero. Erano agenti in borghese che da quel momento mi si mettono alle calcagna. 13 in punto, l'ora dei tg che contano, arriva Berlusconi. Accenna al perché non vengono accorpate le elezioni, la minaccia della crisi da parte del Senatur, ma non spiega perché 460 milioni vengano sottratti ai terremotati. Quindi fra gli applausi della claque riparte per altri lidi. Il tour mediatico è finito, lo spot elettorale è a segno. Ho avuto come consolazione tante belle parole dai ragazzi della protezione civile come pure da diverse persone in divisa. Non dai miei compaesani. ADOLFO TADDEI La lettera / 1

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Da settembre nel Lazio 35 scuole in meno (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 18/04/2009 - pag: 9 Istruzione Da settembre nel Lazio 35 scuole in meno Meno insegnanti, ma anche meno scuole. Sarà questo il risultato della «razionalizzazione della rete scolastica» annunciata dal ministro Gelmini. I tagli alle risorse dell'Istruzione rischiano di compromettere soprattutto i piccoli Comuni: il prossimo anno scolastico si conteranno nel Lazio 35 istituti scolastici in meno rispetto al settembre scorso. L'allarme è stato lanciato da Legambiente nell'ambito della giornata dedicata agli studenti dei piccoli borghi, con cui si è aperta «Voler Bene all'Italia», una manifestazione volta alla valorizzazione dei paesi con meno di cinquemila abitanti. Per il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati «la scuola rappresenta un importante valore sociale e culturale, assurdo dunque tagliare i fondi applicando criteri di produttività soprattutto nelle piccole comunità. Oltre alla riduzione dell'offerta formativa, la scomparsa di alcune scuole ridurrebbe ancor più la concreta possibilità di vivere in questi luoghi». Secondo le proiezioni di Legambiente, elaborate sulla base dei dati 2008 del ministero dell''Istruzione, gli istituti a rischio chiusura sono quelli con meno di 50 alunni: nel Lazio sono oltre 600.

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aria di festa dal 26 al 29 giugno e per madrina un ministro donna (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

San Daniele. Quest'anno per il taglio del nastro un esponente del governo potrebbe prendere il posto della "velina" Gli spazi subiranno qualche variazione Aria di festa dal 26 al 29 giugno e per madrina un ministro donna L'ORGANIZZAZIONE SAN DANIELE. Sarà un'edizione all'insegna del nuovo quella di Aria di Festa 2009, la manifestazione dedicata al prosciutto di San Daniele che si prepara ad andare in scena nella città collinare dal 26 al 29 giugno. Le date sono fissate e da qualche giorno sono stati decisi anche gli spazi, che a causa degli importanti cantieri sulla biblioteca Guarneriana, subiranno quest'anno qualche variazione. Il centro resterà tuttavia il cuore pulsante del maxi evento ed è qui che si svolgerà l'atteso taglio del nastro, compito che di anno in anno l'organizzatore Consorzio prosciutti di San Daniele affida a una bellezza del piccolo schermo. Una lei che quest'anno potrebbe essere non solo di bell'aspetto - così almeno secondo insistenti voci di piazza - , ma anche una figura di spessore nel panorama politico nazionale. Stando infatti ad alcune indiscrezioni, il Consorzio sarebbe già sulle tracce di un ministro della Repubblica in gonnella. A San Daniele si starebbe insomma cercando il colpo grosso per consegnare la simbolica forbice in mano non più a una soubrette, carina sì, ma poco altro, bensì a una tra Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini o Giorgia Meloni. Solo voci? Per saperlo bisognerà attendere le prossime mosse del Consorzio che per altro nel corso delle settimane a venire sarà occupato con i più svariati aspetti legati all'organizzazione della manifestazione. Il Comune, la sua parte, l'ha fatta recentemente deliberando la concessione d'uso di gran parte del centro in occasione di Aria di Festa. Come detto, le novità in arrivo sono diverse. A spiegarle è proprio il sindaco Gino Marco Pascolini: «Il centro storico resterà il cuore dell'evento - dichiara Pascolini - anche se quest'anno, rispetto alle passate edizioni, la loggia della Guarneriana sarà inutilizzabile. I cantieri che la interessano ne rendono infatti impossibile l'uso e per questo dovremo individuare un'area alternativa per ospitare il maxi stand del consorzio che storicamente trovava spazio proprio qui». Sarà ricollocato nell'ambito delle aree destinate alla festa. «A disposizione resta praticamente tutta la piazza - continua Pascolini - fin su ai giardini del Castello». Stesse zone (o quasi), diversa disposizione degli stand. «Il centro in senso stretto sarà interamente dedicato alla degustazione del prosciutto - spiega Pascolini -, mentre nella via del teatro troverà spazio un mercatino di artigianato tipico locale, in via Cesare Battisti saranno collocati i mercati della terra e ancora in piazza IV novembre avranno la loro sede i distretti. Insomma - conclude Pascolini - il protagonista incontrastato resterà il prosciutto, ma all'interno di una cornice più ampia che intende dar respiro e visibilità al made in Italy alimentare attraverso la presenza dei distretti». Maura Delle Case

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Tempo pieno: a Milano richieste in aumento Ma mancano le risorse (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 93 del 2009-04-18 pagina 5 Tempo pieno: a Milano richieste in aumento Ma mancano le risorse di Augusto Pozzoli Sugli organici delle scuole di Milano e Lombardia continua il braccio di ferro tra amministrazione scolastica e organizzazioni sindacali. Dopo la ripresa delle trattative dell'altro giorno, nemmeno il tentativo promosso dalla Cgil scuola di raggiungere un accordo ieri in prefettura ha fatto segnare dei passi innanzi verso una possibile intesa: le parti restano lontane e i sindacati si preparano a scendere sul piede di guerra. Pomo della discordia resta la questione del tempo pieno, un modulo che ha segnato anche quest'anno una significativa crescita della domanda che solo per Milano e provincia si quantifica in 85 classi in più. Verranno tutte soddisfatte? E come? Si sperava che ci fossero risorse disponibili grazie alle scelte del maestro unico, ma sull'intero territorio milanese non figura una sola domanda di classe a 24 ore settimanali. Di fatto a fronte di un incremento di 2000 iscritti in più la scuola milanese si vede costretta a subire i tagli più pesanti: quasi la metà di quelli previsti per l'intera Lombardia. «Una situazione assurda - commenta Pippo Frisone, sindacalista della Cgil scuola -. Non si è tenuto conto che a Milano c'è la massima domanda di tempo pieno e si dovevano prevedere le risorse necessarie perché, come la Gelmini ha promesso, tutte le domande delle famiglie venissero accolte». Alla trattativa di alcuni giorni fa l'amministrazione scolastica era disponibile a recuperare altre risorse togliendole però dagli organici delle medie inferiori. Una proposta di fronte alla quale le organizzazioni sindacali si sono irrigidite. Per far quadrare i conti pare ormai inevitabile che sarà necessario sacrificare almeno in parte le compresenze. In tal modo però si andrebbe incontro a un servizio che prescinde dal modulo didattico milanese del tempo pieno, facendo mancare risorse finora impiegate per l'integrazione degli stranieri e per le attività di laboratorio e di classi aperte. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Massara: (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Massara: «A fine maggio vado in pensione» scuola Il direttore regionale agli Studi ha deciso di dimettersi. Nel toto nomina è favorita Anna Maria Dominici 18/04/2009 GENOVA. «Me ne vado in pensione volontariamente. Mi dimetto alla fine di maggio, perchè per effetto della legge Brunetta avrei dovuto concludere il mio incarico il primo novembre poco dopo aver compiuto 65 anni. Preferisco andarmene ora, francamente ho bisogno di risentirmi un uomo libero, a cominciare dall'estate che altrimenti sarebbe per me troppo faticosa». Così il direttore regionale agli Studi Attilio Massara annuncia il ritiro, di fatto per raggiunti limiti di età. Avrebbe in realtà dovuto rimanere al suo posto fino al novembre 2011, secondo il decreto ministeriale superato però dalle indicazioni dell'attuale ministro Brunetta. Il suo sostituto? Si fa già il nome di Anna Maria Dominici, direttore regionale della Lombardia che in realtà ha raggiunto, dopo anni di spostamenti da una regione all'altra la sede di Milano dove ha casa e famiglia, ma la Dominici si troverebbe nella condizione di scegliere la vicina Liguria perchè scalzata dal suo posto da un uomo di fiducia del ministro Maria Stella Gelmini, Giuseppe Colosio oggi al provveditorato di Brescia. E si dice pronto per essere nominato direttore regionale della Lombardia. Verrebbe bene dunque questo posto che si libera anticipatamente, vale a dire il primo giugno, a Genova. Ma Attilio Massara non entra nel merito dei suoi successori. Si limita a dire che il ministero dell'Istruzione aveva già messo nero su bianco l'ennesimo rinnovo della sua nomina: «Mancava solo la mia firma, ma ora andrò a Roma a sottoscrivere le mie dimissioni volontarie». Dopo 43 anni dunque di carriera all'interno dell'amministrazione della scuola di cui gli ultimi sette nelle stanze di via Assarotti come direttore regionale agli Studi, Massara se ne va. «In questo lungo arco di tempo la scuola ha subito cambiamenti epocali e sta per approdare nella devolution. Ci vogliono uomini più giovani di me, con una cultura più adatta e più efficiente per recepire e fronteggiare questa ennesima rivoluzione, la più importante di tutte». 18/04/2009

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Brunetta: 'Vedrete i curriculum dei manager pubblici' (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

«non per demonizzare, ma per trasparenza» Brunetta: « A breve pubblicherò i curricula di dg e manager pubblici » «Se uno è bravo è giusto che sia pagato, ma la pubblica amministrazione non sia ospizio per politici trombati» Renato Brunetta (Lapresse) ALBA (CUNEO) - «Tra poche settimane pubblicherò i curricula di tutti i direttori generali e dei manager della pubblica amministrazione». L'annuncio è del ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, intervenuto ad Alba alla presentazione del candidato sindaco Carlo Castellengo. «Lo farò -ha annunciato il ministro fra gli appalusi del pubblico- come ho pubblicato i nomi, i cognomi e le remunerazioni di tutti gli amministratori delle public utilities, le ex municipalizzate che a volte sono aree di grande efficienza ma a volte barconi per trombati». Ricordando che già sono stati pubblicati 27mila nomi e che saliranno nelle prossime settimane, Brunetta ha concluso: «Li pubblicherò tutti non per demonizzare qualcuno ma per trasparenza. Se uno è un bravo amministratore, produce bene e fa efficienza è giusto che sia pagato, ma la pubblica amministrazione non deve essere un ospizio per trombati della politica». «FINE PRIVILEGI REGIONI STATUTO SPECIALI» - «Basta con le Regioni a statuto speciale» ha anche detto Brunetta, commentando le critiche del sindacato valdostano Savt-Ecole sulla legge Gelmini e sulla legge Brunetta. «Tutte le Regioni italiane - ha precisato - saranno speciali, non ci saranno più privilegi». «Le Regioni a Statuto speciale - ha affermato Brunetta - sono istituzioni della Repubblica che per 50-60 anni hanno chi bene chi meno bene goduto di un vantaggio finanziario. Molti l'hanno usato bene, altri meno bene. Con il federalismo e il federalismo fiscale che stiamo realizzando avremo tutte regioni a statuto speciale. Si giocherà non più sui trasferimenti maggiori, ma sull'efficienza, la qualità, la trasparenza, la produttività. E saremo tutti un po' più equi. Che nessuno - ha aggiunto - strilli alla lesa autonomia, non si tratta di questo. Si tratta solo di redistribuire meglio le risorse della collettività». «QUELLO É UN FEDERALISMO EGOISTICO» - «Il sindacato Savt-Ecole ha detto oggi che per il prossimo anno ci sarà un incremento nella regione di 30 posti per gli insegnanti e «non il taglio di organici come avviene purtroppo nel resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta». «Mi sono arrabbiato - ha sottolineato Brunetta - perchè è troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri. La Valle d'Aosta è una regione piccola, che riceve dallo Stato cinque volte le risorse delle altre. Questo è ciò che io chiamo federalismo bastardo: è troppo facile nascondersi dietro all'autonomia per sprecare le risorse». Secondo Brunetta, «federalismo non vuole dire avere la spesa facile, ma esercitare responsabilità e trasparenza». «L'attuale federalismo egoista di matrice post bellica - ha rimarcato - è finito. D'ora in poi dovrà esserci un federalismo nel quale tutte le Regioni siano speciali, e non perchè hanno più soldi delle altre. Credo che in Italia non dobbiamo più avere figli e figliastri, cicale e formiche, con i soldi che vanno sempre solo alle cicale. È stato così per 50 anni, ora è una storia finita: il federalismo che stiamo costruendo sarà un federalismo della convergenza e della responsabilità». stampa |

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Scuola, l'elementare non si salva (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, l'elementare non si salva Il verdetto del ministero: il plesso di San Giovanni di Livenza perderà la prima classe Sabato 18 Aprile 2009, Sacile Il plesso elementare di San Giovanni di Livenza non avrà la prima classe all'avvio dell'anno scolastico 2009/2010. La decisione è stata presa dal ministero della Pubblica Istruzione che sulla base delle 9 iscrizioni registrate ha deciso di non concedere il personale per la prima classe. «Abbiamo appresa con profondo rammarico - sottolinea l'assessore all'istruzione Daniela Pillon - la notizia. La classe con i suoi 9 alunni era sottodimensionata rispetto ai parametri, minimo 15 anzichè dieci, per la formazione delle classi introdotti a partire da quest'anno dal Ministero». Per l'assessore a nulla sono valsi l'impegno del consiglio comunale che in seduta straordinaria si era espresso unanimemente a difesa del plesso, né l'intervento suo e del sindaco nei confronti del dirigente regionale Ugo Panetta e del Ministero stesso. La timida speranza che si era accesa nei giorni scorsi, quando pareva che i tagli all'organico risparmiassero parzialmente Sacile, si è immediatamente spenta di fronte ai dati che non lasciano dubbi. Aggiunge: «Sulle scuole di Sacile, come del resto in tutta Italia, cade la scure della riforma Gelmini, la terza riforma nell'arco degli ultimi tre /quattro anni, quella che sembra destinata a provocare un vero terremoto sull'istruzione pubblica». Per la Pillon è inutile, come è stato fatto da qualche consigliere comunale, chiamare in causa la pianificazione della rete scolastica da parte dell'amministrazione comunale che, al contrario, negli anni precedenti ha funzionato perfettamente con oscillazioni minime. Alla luce dei dati in possesso del Comune all'avvio delle iscrizioni, il calo non poteva essere prevedibile ed eventualmente arginabile perché legato ad insindacabili scelte familiari. L'assessore non ha dubbi sulla qualità dell'offerta formativa del plesso o dei servizi comunali attivati. Pillon assicura che in ogni caso l'amministrazione onorerà gli impegni presi con le famiglie della frazione e, d'intesa, con la direzione didattica, farà ogni sforzo per contenere il disagio «di una decisione ragionieristica presa a Roma, lontana mille miglia dalle istanze locali, indifferente ai sacrifici che alcuni territori hanno fatto al posto di altri». «L'Ufficio scolastico provinciale mi ha informato della soppressione della prima classe plesso di San Giovanni di Livenza», questa la prima battuta del dirigente scolastico Paolo Bottega che comunque aggiunge che, dati alla mano, si aspettava questa decisione. Non è sorpreso: «Anche se mi era rimasta la speranza che potessero essere considerati positivamente gli impegni espressi dall'amministrazione comunale. Sono rimasto male soprattutto pensando ai disagi per i bambini e le famiglie». Che cosa succederà dei nove iscritti? Tre famiglie hanno già chiesto il trasferimento, due andranno a Fontanafredda e uno nella scuola di San Michele. Le altre sei famiglie devono decidere. In quanto al mantenimento della seconda classe, la decisione passa al Comune. Appresa la notizia, il deputato e consigliere comunale Isidoro Gottardo esprime il rammarico per «non essere stato coinvolto nel momento in cui la pratica era stata inviata agli organi superiori, ufficio Scolastico regionale e ministero dell'Istruzione, così come era stato deciso dal consiglio comunale, affinchè potessi intervenire a livello romano». Michelangelo Scarabellotto

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L'Ennese è pienod'acqua, mancapianificazioneper l'utilizzo (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'Ennese è pieno d'acqua, manca pianificazione per l'utilizzo Il terremoto in Abruzzo ha fatto muovere tutta l'Italia in segno di solidarietà, ma si è anche parlato di come aiutare tutta la popolazione abruzzese ognuno le proprio ambito e a tal proposito è intervenuto anche il presidente dell'Università Kore di Enna, Cataldo Salerno, che ha lanciato un'idea importante a favore degli studenti dell'università dell'Aquila. "Si può dare una soluzione immediata e semplicissima agli studenti dell'Università dell'Aquila senza correre il rischio che l'Ateneo abruzzese smetta di funzionare per la diaspora degli iscritti. Basta utilizzare il modello Erasmus". È questa la proposta lanciata da Salerno che andrebbe così a risolvere in tempi brevissimi i problemi di frequenza e di esami degli studenti della città colpita dal devastante terremoto. "Gli studenti aquilani dovrebbero essere accolti gratuitamente da tutti gli atenei italiani statali e non statali - ha detto Salerno - dove potrebbero seguire le lezioni e sostenere gli esami relativi ai propri piani di studio per tutto il tempo necessario alla ripresa delle attività universitarie a L'Aquila"; secondo il presidente dell'Università Kore si tratterebbe "di una immatricolazione provvisoria sovrapposta a quella dell'Aquila e quindi senza pagamento di ulteriori tasse rispetto a quelle già versate all'Aquila ed usufruendo nel contempo dei servizi degli enti regionali per il diritto allo studio" esattamente come avviene per gli studenti Erasmus, un modello, spiega ancora Salerno, "utilizzato per gli studenti stranieri e tutte le università sanno perfettamente come fare. Tutti i 27 mila studenti aquilani potrebbero così trovare in questo modo una immediata soluzione. Per avviare la procedura - conclude Cataldo Salerno - è sufficiente una direttiva del ministro Gelmini". William Savoca

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GIANLUCA SOLLAZZO SONO I NUMERI A PARLARE DA SOLI, NUMERI CHE FANNO MALE PIù DI UNO SCHIAFFO... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

GIANLUCA SOLLAZZO Sono i numeri a parlare da soli, numeri che fanno male più di uno schiaffo rifilato in pieno volto. 236 insegnanti titolari della scuola primaria di Salerno e provincia si sono ritrovati negli ultimi giorni senza cattedra di riferimento, in altre parole saranno costretti a trovare una nuova sede territoriale e quindi a spostarsi in altre scuole della provincia. Un numero che preoccupa stando ai "soli", per così dire, 82 docenti titolari di scuola primaria in sovrannumero che si sono registrati alla vigilia dell'anno scolastico 2008/2009. Il rischio per molti docenti della scuola primaria del capoluogo di rimanere senza cattedra si è quindi materializzato e tutto è dipeso dal piano di razionalizzazione della rete scolastica fissato in sede governativa dalla riforma del ministro dell'istruzione Gelmini: introduzione della figura del maestro unico, modelli di orario compresi tra le 24 e le 30 ore settimanali, riduzione delle compresenze. La conseguenza più preoccupante è la riduzione delle cattedre disponibili. Tagli che peseranno fortemente nella provincia di Salerno dove ad essere penalizzati saranno ben 236 insegnanti ordinari, di cui ben 43 di sostegno, della scuola primaria. Ma le brutte sorprese non finiscono qui come spiega Antonio Gallotta, segretario provinciale dello Snals: «Oltre a trovarsi senza posto e quindi a piombare in uno stato di sovrannumerarietà, questi docenti - dice Gallotta - dovranno allontanarsi da casa e formulare all'Ufficio Scolastico Provinciale domanda di trasferimento in altre sedi della provincia». Però ben 127 rischiano di restare senza cattedra. «Mentre per i docenti di sostegno c'è una graduatoria a parte - dice Gallotta - per gli insegnanti di posto comune ci sono solo 66 cattedre disponibili». Con circolare n.104 di ieri inviata a tutti i dirigenti scolastici della provincia, l'Ufficio Scolastico Provinciale ha invitato i docenti individuati perdenti posto nella primaria a presentare domanda di trasferimento «entro e non oltre le ore 12 del giorno 18 aprile 2009». Lo ha espresso la propria indignazione disapprovando le modalità operative dell'Usp per l'individuazione dei docenti sovrannumerari. Lo spauracchio della soprannumerarietà - recita il comunicato - si materializzerà senza alcun preavviso per molti insegnanti che non avranno il tempo necessario per riflettere sulle scelte più opportune per il loro futuro». Gallotta rimarca che «i tagli non si fermeranno alla scuola primaria, che è la più colpita, ma si estenderanno anche alla scuola media e le superiori».

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SILVESTRO MONTANARO NESSUNA DELLE OLTRE QUATTROCENTO NUOVE RICHIESTE AVANZATE PER IL PROSSIMO ANN... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

SILVESTRO MONTANARO Nessuna delle oltre quattrocento nuove richieste avanzate per il prossimo anno scolastico dalle famiglie della provincia di Caserta che intendono usufruire del tempo pieno nella scuola Primaria è stata accolta. Il punto di vista di Gennaro Bernardo, referente regionale dell'Associazione Genitori. Come giudica l'attuale situazione? «Non mi sorprende l'accaduto: purtroppo, allo stato attuale, tutti i Usp, non solo quello di Caserta, sono impossibilitati a venire incontro alle esigenze delle famiglie su questo tema perché non hanno organici sufficienti e non sanno neppure su quali risorse potranno contare per il prossimo anno». Preoccupato? «Al momento no: mi aspetto che entro fine aprile tutto si risolva. Il ministro Gelmini si è impegnato con i sindacati ma anche con noi per la praticabilità di quattro opzioni: 24, 27, 30 ore e del tempo pieno. Ed è secondo le scelte che le famiglie stanno compiendo che verranno poi dimensionati gli organici: è previsto dalla legge». Ecco, la questione è urgente: e se ci fossero ritardi? «È necessario essere tempestivi. Il nostro presidente nazionale Davide Guarneri ha parlato con il responsabile del dicastero della Pubblica Istruzione appena due giorni fa. Ed hanno un nuovo appuntamento in agenda la settimana prossima al ritorno della Gelmini dall'Abruzzo, dove so che sta organizzando il prosieguo dell'attività scolastica: le famiglie devono avere risposte immediate in vista di settembre». E siete certi di ottenere quanto promesso? La scuola ha subìto i tagli della spesa pubblica. «Il sistema scolastico in Campania ha molti e seri problemi, forse anche più gravi ma sul tema del tempo pieno non abbiamo motivo di dubitare: sul punto non abbiamo discusso di tagli ma solo di razionalizzazioni di spesa. Ci saranno problemi economici ma si è stabilito di dover fare tutto il possibile e questo aspetto non può diventare un problema: colpirebbe le famiglie due volte perché si riverbera anche su dinamiche sociali consolidate». Avete riserve sull'argomento? «Derivano dal fatto che ci teniamo proprio tanto. Vogliamo perciò che la qualità del servizio scolastico sia di livello alto durante tutta la fascia del tempo pieno. Con progetti e attività che stimolino la permanenza dei bambini nell'ambiente scolastico che non deve mai, e lo sottolineo, diventare un parcheggio. Molti genitori vorrebbero seguire personalmente i propri figli e non potendo assicurare la loro presenza scelgono questa soluzione essendovi obbligati. Una scelta delicata che ha anche risvolti psicologici». Suggerimenti? «Nelle scuole dove è maturata con successo l'esperienza del tempo pieno c'è personale preparato che è in grado di fornire un esempio fondamentale per il miglioramento del servizio: ascoltiamoli».

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TAGLI E ANCORA TAGLI. LA PROVINCIA DI CASERTA PAGA UN CARO PREZZO PER LA RIFORMA GELMINI SULL'ORGANI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli e ancora tagli. La provincia di Caserta paga un caro prezzo per la riforma Gelmini sull'organico di diritto della scuola primaria. Dai primi dati, infatti, risultano per la scuola primaria 420 docenti in soprannumero, di cui 160 immessi in ruolo su posti comuni e sostegno che non hanno addirittura la sede di titolarità. Docenti che ad oggi non sanno nemmeno come e dove saranno collocati il prossimo anno scolastico, mentre la dotazione organica provinciale è stata ridotta di ben 331 unità. Per la primaria, infatti, si è passati dagli attuali 4747 posti in organico ai 4416 del prossimo anno. Le previsioni dei mesi scorsi, quindi, secondo il piano programmatico del Ministro Gelmini e l'ultima Finanziaria, sono state rispettate. Il danno oltre la beffa, se si pensa che il numero degli iscritti alla primaria quest'anno ha avuto un leggero aumento: dagli attuali 48241 iscritti, infatti, si passerà il prossimo anno scolastico a 48272, con un aumento di 31 alunni. Ieri l'angoscia di tanti docenti di ruolo, individuati in soprannumero, che hanno affollato gli uffici del terzo piano dell'ufficio scolastico provinciale per consegnare le domande di trasferimento. I funzionari dell'Usp Franco Fedele e Mimmo Marino sono stati impegnati fino a tarda mattinata per dare informazioni. «C'è il tentativo - sottolinea il dirigente scolastico del primo circolo di Caserta, Alfonso Marotta - di distruggere completamente la scuola primaria casertana. Questi tagli influiranno pesantemente sulla qualità dell'insegnamento. Basti pensare che in due anni nel mio istituto sono stati individuati ben 12 docenti in soprannumero, di cui solo sette nel corrente anno scolastico». Intanto la Cgil scuola di Caserta ha predisposto dei modelli di reclamo avverso la mancata notifica di individuazione dei docenti perdenti posto che, in alcuni istituti della provincia, non sarebbe avvenuta nelle modalità previste dall'ordinanza ministeriale sulla mobilità. «Tutto ciò è gravissimo - dichiara il segretario provinciale della Uil scuola, Antonio Di Zazzo - perché l'amministrazione non ha garantito né le 40 ore del tempo pieno né il modulo a 30 ore settimanale richiesto dalle famiglie. La conseguenza più grave sarà l'impoverimento della qualità della didattica. Le scuole, infatti, saranno obbligate ad organizzare le loro attività su calcoli ragionieristici e numeri imposti esclusivamente dal ministero». Insomma per il prossimo anno si preannuncia per la provincia di Caserta un trend, sul versante scuola, sicuramente negativo. dia. ma.

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Il Pd: (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)>" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Franceschini all'Aquila: sì alla collaborazione col Governo ma non tutto va bene Il Pd: «Serve un'operazione verità» Franceschini all'Aquila: sì alla collaborazione col Governo ma non tutto va bene --> L'AQUILA Il Pd conferma la linea della «responsabilità», e cioè della collaborazione col governo per fronteggiare il terremoto, ma non tralascia la funzione di «controllo» tipica dell'opposizione, lanciando «un'operazione verità» dopo i troppo facili entusiasmi del premier Silvio Berlusconi. Questo è emerso dalla giornata trascorsa da Dario Franceschini all'Aquila e provincia, dove ha visitato quattro tendopoli e ha incontrato il responsabile della protezione civile Guido Bertolaso, diversi sindaci e amministratori, nonché i rappresentanti delle categorie produttive della provincia. LE TAPPE In mattinata il segretario del Pd è stato nel campo allestito nello stadio del rugby dell'Acquasanta, nel capoluogo, e quello di Filetto, un borgo di 250 anime a 1100 metri di altezza e a 20 chilometri dalla città. E lì ha riscontrato le difficoltà incontrate dai volontari della protezione civile: come l'assenza di cavi per portare nelle tende l'elettricità per le stufe. Dopo l'incontro con Bertolaso e col sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, è salito di nuovo in auto per andare a pranzare nella tendopoli di Castel di Ieri, in fondo alla valle Subequana. Il campo, come a Goriano Sicoli, è gestito dai volontari del Pd toscano, che hanno montato tendoni e cucine di solito usate per le feste dell'Unità. Infine, di nuovo all'Aquila per una visita nella tendopoli allestita in piazza d'Armi. Franceschini certo non ha il carisma di Berlusconi e non ha suscitato gli entusiasmi come invece fa il premier nelle sue visite, ma questo non è stato neanche cercato: «Sono venuto per vedere e ascoltare», ha spiegato il leader Pd. Tirando alla fine le somme con i cronisti, ha confermato la collaborazione nella fase dell'emergenza. Ma dalla “fase 2” il Pd inizia a esercitare il suo ruolo di controllo. Serve, spiega Franceschini, «un'operazione verità: non si può raccontare che tutto va bene. Non si può dire, come è stato fatto dopo la visita di Berlusconi e Gelmini, che sono riaperte tutte le scuole: è stata fatta una cosa bella e simbolica, riaprendo una classe in una tenda, ma a tutti gli altri bambini hanno detto che si torna a scuola a settembre». GLI ENTI LOCALI Franceschini è poi preoccupato per un eventuale esautoramento dei Comuni e della Provincia: «Il futuro - ha detto - lo decidano le comunità locali». Nella gestione commissariale «ci dev'essere un altissimo livello di responsabilità di Comune, Provincia e Regione. Non si può decidere a Roma di fare le new town, le Milano 2 o Milano 3. Bisogna che siano le comunità locali a decidere come ricostruire le loro città». Un altro timore riguarda le risorse che il governo è disposto a mettere in campo dopo che Berlusconi ha annunciato che il governo darà il 33 per cento a chi si ricostruisce da solo casa: «Qui va fatto quello che è stato fatto in Umbria», ha sottolineato Franceschini: «Chi ha perso la casa deve averla ricostruita al 100 per cento con risorse pubbliche. Non si può scaricare su queste persone una parte cosi rilevante del costo della ricostruzione».

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Federalismo, Brunetta: "Regioni statuto speciale? Ora finiranno i privilegi" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 93 del 2009-04-18 pagina 0 Federalismo, Brunetta: "Regioni statuto speciale? Ora finiranno i privilegi" di Redazione Stop ai privilegi, anche a quelli delle Regioni a statuto speciale. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione. Brunetta: "Le Regioni a Statuto speciale per 50-60 anni hanno goduto di un vantaggio finanziario. Molti l’hanno usato bene, altri meno" Cuneo - Stop ai privilegi, anche a quelli delle Regioni a statuto speciale. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Il ministro ha aggiunto: "Le Regioni a Statuto speciale per 50-60 anni hanno goduto di un vantaggio finanziario. Molti l’hanno usato bene, altri meno. Con il federalismo che stiamo realizzando avremo tutte regioni a statuto speciale. Si giocherà non più sui trasferimenti maggiori, ma sull’efficienza, la qualità, la trasparenza". Federalismo bastardo Il sindacato Savt-Ecole ha detto oggi che per il prossimo anno ci sarà un incremento nella regione di 30 posti per gli insegnanti e "non il taglio di organici come avviene purtroppo nel resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta". "Mi sono arrabbiato - ha sottolineato Brunetta commentando l’annuncio del sindacato valdostano - perchè è troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri. La Valle d’Aosta è una regione piccola, che riceve dallo Stato cinque volte le risorse delle altre. Questo è ciò che io chiamo federalismo bastardo: è troppo facile nascondersi dietro all’autonomia per sprecare le risorse". Responsabilità e trasparenza Secondo Brunetta, "federalismo non vuole dire avere la spesa facile, ma esercitare responsabilità e trasparenza". "L’attuale federalismo egoista di matrice post bellica - ha rimarcato - è finito. D’ora in poi dovrà esserci un federalismo nel quale tutte le Regioni siano speciali, e non perchè hanno più soldi delle altre. Credo che in Italia non dobbiamo più avere figli e figliastri, cicale e formiche, con i soldi che vanno sempre solo alle cicale. è stato così per 50 anni, ora è una storia finita: il federalismo che stiamo costruendo sarà un federalismo della convergenza e della responsabilità". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Brunetta attacca: "Avete un federalismo bastardo" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

il caso Nel mirino gli organici della scuola Il ministro: "Facile assumere più docenti con i soldi degli altri" STEFANO SERGI Brunetta attacca: "Avete un federalismo bastardo" AOSTA Non le ha mai mandate a dire, ma stavolta il ministro Brunetta ha pigiato a fondo sull'acceleratore della dialettica, sferrando un violentissimo attacco alla Valle d'Aosta e a quelli che lui definisce i privilegi dell'autonomia. Da Cuneo e Alba ha tuonato all'indirizzo di piazza Deffeyes: «E' ciò che chiamo federalismo bastardo. Troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri, troppo facile nascondersi dietro all'autonomia per sprecare le risorse». Nel mirino del ministro berlusconiano c'è il Savt, il sindacato autonomo valdostano, colpevole di aver criticato in una nota la legge Gelmini e la legge Brunetta e di aver annunciato «con soddisfazione» un aumento di posti per i docenti a livello regionale. L'avesse mai detto. Il ministro s'è infuriato e le sue parole sono destinate a rovinare ancor di più l'umore in casa Uv, alla luce della svolta a destra e dell'alleanza con il Pdl per le Europee. «Basta - ha detto Brunetta -, tutte le Regioni italiane saranno speciali, non ci saranno più privilegi. Le Regioni a Statuto speciale sono istituzioni che per 60 anni hanno, chi bene e chi meno bene, goduto di un vantaggio finanziario. Con il federalismo fiscale che stiamo realizzando si giocherà non più sui trasferimenti maggiori, ma sull'efficienza, la qualità, la trasparenza, la produttività. E saremo tutti più equi. Che nessuno strilli alla lesa autonomia». «Mi sono arrabbiato - ha sottolineato Brunetta - perchè è troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri. La Valle d'Aosta è una regione piccola, che riceve dallo Stato 5 volte le risorse delle altre. Questo è ciò che io chiamo federalismo bastardo: è troppo facile nascondersi dietro all'autonomia per sprecare le risorse. Federalismo non vuole dire avere la spesa facile, ma esercitare responsabilità e trasparenza. L'attuale federalismo egoista di matrice post bellica è finito. In Italia non dobbiamo più avere cicale e formiche, con i soldi che vanno sempre solo alle cicale. E' stato così per 50 anni, ora è una storia finita». Alessia Démé, del Savt-Ecole, ribatte: «E' da tempo che parliamo di contrattazione regionale per la scuola. In Valle d'Aosta manteniamo un modello perché crediamo in un determinato percorso. Non so se la nostra sia una scuola d'eccellenza, ma ci sembra un buon modello. Un simile attacco, oltretutto da parte di un ministro, fa molto male. Spero che le persone si rendano conto della gravità inaudita di quelle affermazioni superficiali e aggressive. E sotto il profilo politico, dovremmo interrogarci tutti».

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Il Probios centra l'exploit col Moglia (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

QUARTI DI FINALE Il Probios centra l'exploit col Moglia Il Casalromano supera di misura il coriaceo Corte Belfiore Salina ANSPI - IL CAPRICCIO: 4 - 3 RETI: 22' Castagna, 26' Rahhaoui, 29' Hadir, 39' Castagna, 60' Moubarrir, 62' Gandini, 64' Franchi ANSPI: Mouhine, Sammou, Rahhaoui, Hadir, Fouadi, Moubarrir, Varini, Gandini, Piadena, Errahouy All. Franceschetti IL CAPRICCIO: Maltraversi, Cimardi, Anzelotti, Azzoni, Tornaboni, Caleffi, Poli, Serini, Castagna, Bertoli, Cavalli, Franchi, Tarzioli, Sarzi M. Dir. Cavalli ARBITRO: Simonazzi N.GOZZOLINA - EDILBOX: 4 - 1 RETI: 15 pt e 29 st Gelmini, 8 st e 33 st Fezzardi S, 33 st Ghisleri GOZZOLINA: Piazza, Maghella, Berteni, Raminzoni, Pedrali, Fezzardi M, Gelmini, Tosadori, Hairech, Fezzardi S DirTagliani EDILBOX: Attianese, Campioni, Castelli, Cavallaro, Ghisleri, Grazioli D, Grazioli R, Mutti, Parmigiani, Perani, Ridoli, Sanbinelli, Scavone All.Prati ARBITRO: Vitari MANTOVA. Conclusa la fase a gironi, il campionato open a 7 ha visto in campo nel fine settimana le otto compagini rimaste in corsa. Nelle sfide di andata dei quarti di finale non sono mancati i risultati a sorpresa. Nel derby di Gozzolina pesante rovescio per l'Edilbox, battuta nettamente dai cugini della Nuova Gozzolina. Protagonisti dell'incontro Gelmini e Fezzardi, decisivi con le loro doppiette. Il team di casa ha trovato il vantaggio dopo 15' e ha poi sfruttato al massimo le difficoltà dell'Edilbox, in 10 per buona parte dellincontro per l'espulsione di Campioni. Nella ripresa il punteggio ha assunto dimensioni pesanti, con la Nuova Gozzolina capace di rifilare altre tre reti agli avversari. A rendere meno netto il passivo il gol di Ghisleri nei minuti finali. Nella gara di ritorno servirà una vera e propria impresa all'Edilbox, anche se nulla appare impossibile viste le notevoli qualità messe in luce dalla squadra di mister Prati nelle precedenti fasi a gironi. Termina invece con un pirotecnico 4-3 la gara di Guidizzolo fra Anspi La Famiglia e Ristorante Il Capriccio. La sfida si è sviluppata all'insegna dell'equilibrio e del grande agonismo. Gli ospiti, in vantaggio con Castagna, si erano fatti rimontare da Rahhaoui e Hadir. Ad inizio ripresa ancora Castagna portava la gara sul 2-2 ma l'Anspi grazie a Moubarrir e Gandini riusciva ad allungare di nuovo. Franchi metteva a segno proprio allo scadere la rete del 4-3 che riapriva del tutto il discorso qualificazione. La gara di ritorno si giocherà in anticipo mercoledì alle 21 a Breda Cisoni. Vittoria esterna per il Probios, corsaro per 3-2 a Moglia nell'ennesima sfida di questa stagione fra le due società. Servirà una grande prestazione al Moja 71 per ribaltare la situazione nella partita di ritorno. Qualificazione in bilico fra Casalromano e Corte Belfiore Salina. A Barchi di Asola i locali si sono imposti per 2-1 non chiudendo di fatto i discorsi in prospettiva passaggio del turno. Matteo Sbarbada

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il pd di carmignano si mobilita contro la riforma della gelmimi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Prato Il Pd di Carmignano si mobilita contro la riforma della Gelmimi CARMIGNANO. Il Pd di Carmignano, primo partito nel Comune, si mobilita: contro la riforma della scuola Gelmini, già legge, e in vista delle elezioni provinciali. Lo fa raccogliendo, come nel resto d'Italia, firme per una petizione popolare a favore di una "scuola pubblica e di qualità", ribadendo ancora una volta la centralità dell'istruzione. E lo fa tenendo aperta ogni martedì sera dalle 21.30 alle 23.30 la propria sede a Seano, in via Baccheretana 247. Le firme per la petizione sulla scuola sono state raccolte ieri in piazza Matteotti a Carmignano dalle 15.30 alle 18.30 mentre oggi lo saranno in piazza Cesare Battisti a Comeana dalle 10.30 alle 12.30. Le uscite in piazza e le aperture serali della sede di Seano sono anche l'occasione, spiegano dalla segreteria del Pd, per avvicinare nuovi simpatizzanti ed avviare ufficialmente la campagna di adesione e iscrizione al Pd. W.F.

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"Abbiamo teso la mano alla prof di religione" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

BACENO. LICENZIATA PERCHÉ HA SPOSATO UN DIVORZIATO Come al cinema "Abbiamo teso la mano alla prof di religione" Simile alla protagonista del film «Un bacio appassionato» La Curia interviene sul caso approdato l'altra sera in tv [FIRMA]RENATO BALDUCCI BACENO «L'insegnante licenziata per aver sposato un divorziato ha rinunciato a difendersi». L'ufficio comunicazioni sociali della Diocesi interviene il giorno dopo la messa in onda del caso a «Mi manda Rai3». Marilena Zaninetti, 43 anni di Baceno, non avrebbe fatto valere i suoi diritti contro la revoca della cattedra di religione all'Agroforestale di Crodo. Anche Franca Giordano, responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, aveva ricordato come l'insegnante fosse stata invitata a fare ricorso. Persa la cattedra, la docente avrebbe potuto continuare a prestare servizio nella scuola. Ma lei non si sarebbe opposta all'allontanamento. «Il mio licenziamento l'ho appreso quand'ero in viaggio di nozze con mio marito» aveva detto in trasmissione Marilena. La versione della Diocesi è un'altra: «Il responsabile dell'Ufficio scuola ha incontrato Zaninetti che, di sua iniziativa, molto lealmente, aveva comunicato l'avvenuta pubblicazione all'albo comunale di Baceno del matrimonio civile. Il responsabile ha invitato due volte la signora a fare le sue osservazioni, con l'intenzione di aiutarla per una futura prospettiva lavorativa. Zaninetti ha preferito non rispondere e non presentarsi, come pure aveva diritto di fare. Ciò non ha reso possibile un ulteriore aiuto da parte dell'Ufficio scuola». La Diocesi difende la decisione di revocare l'insegnamento della religione, ma dice di aver teso una mano a Marilena per aiutarla. La coppia è sorpresa: «Non possiamo parlare. Abbiamo firmato un'esclusiva con la Rai e sino a domani non possiamo fare dichiarazioni» dicono Marilena e il marito Claudio. Aggiungono: «Parleremo la prossima settimana. Possiamo anticipare che non è vero che abbiamo accettato tranquillamente il licenziamento». E il marito aggiunge: «Crede che Marilena dopo 22 anni di insegnamento non abbia cercato di difendere il posto di lavoro?». Per la Curia però l'ordinario diocesano è tenuto a seguire le disposizioni vincolanti del codice di diritto canonico: «L'insegnamento della religione è revocato al docente del quale è stata accertata una grave carenza concernente la retta dottrina o l'abilità pedagogica, oppure risulti un comportamento pubblico e notorio contrastante con la morale cattolica». Come essere convolata a nozze civilmente con un uomo che aveva appena ottenuto il divorzio. Ad alcuni la storia di Marilena Zaninetti, l'insegnante di religione a cui è stata revocata la cattedra per aver sposato un uomo divorziato, ha ricordato quella della protagonista di «Un bacio appassionato» di Ken Loach. Niente in comune con la questione razziale (il legame che nasce tra il pachistano Casim e l'irlandese Roisin) su cui è incentrato il film del regista britannico quanto per i problemi che la donna, insegnante di musica in una scuola cattolica di Glasgow, si trova ad affrontare poiché è divorziata e secondo l'istituto religioso non può garantire il buon nome della scuola.

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Festa in ritardo per Nava (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

BRIANZA CASATESE pag. 7 Festa in ritardo per Nava Sontuoso ricevimento a Villa Colombo di Barzago ELEZIONI PROVINCIALI di DANIELE DE SALVO BARZAGO LA LUNGA CORSA del candidato del Centrodestra Daniele Nava verso Villa Locatelli è cominciata. La campagna elettorale dell'aspirante presidente della Provincia ha preso ufficialmente il via ieri in Brianza, a Barzago, con un ricevimento per ospiti selezionati a Villa Colombo, in centro paese, presidiata da un fitto cordone di forze dell'ordine. Ad accompagnarlo il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla e il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e l'onorevole Raffaello Vignali, numero due della Commissione di Montecitorio sulle Attività produttive e il Commercio, che però si sono lasciati desiderare a lungo dai partecipanti prima di arrivare. Duo ore d'attesa prima dell'inizio del ricevimento. Chi invece non si è proprio fatta vedere è stata il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, che ha rinunciato all'appuntamento. HANNO PRESENZIATO poi l'assessore regionale alla Solidarietà sociale Giulio Boscagli e i vertici lecchesi del neocostituito Popolo della Libertà e della Lega Nord, come rispettivamente i segretari provinciali Mauro Piazza ed Ennio Fumagalli. Tra il pubblico molte delle persone che si sono messe in gioco in vista delle amministrative di giugno per cercare di strappare il governo degli enti locali della zona al Centrosinistra. «Daniele Nava è l'uomo giusto - ha salutato i convenuti La Russa - Anche lo slogan che ha scelto su una Provincia che deve servire ed essere utile è appropriato, perchè le province non devono opprimere, ma essere a disposizione della gente e valorizzare il territorio». Un discorso in qualche modo anticipato dallo stesso Nava che nel suo intervento ha parlato di rilancio del lecchese per superare la difficile situazione finanziaria: «Vogliamo vincere perché rappresentiamo l'unica prospettiva per affrontare e superare la crisi economica eccezionale che ha colpito anche la nostra terra e vinceremo perché sapremo spiegare ai cittadini che con noi cambierà il modo di fare politica». IL PORTAVOCE del Carroccio ha invece affrontato il tema dell'alleanza tra i due movimenti che costituiscono il Centrodestra. «La maggioranza dell'elettorato è dalla nostra parte - ha illustrato - eppure dobbiamo affrontare l'anomalia che molti dei nostri Comuni sono in mano alle Sinistre». «Ci attende una grande sfida - gli ha fatto eco Piazza - Dobbiamo cambiare il corso della politica». Boscagli quindi ha riferito di un «treno che non si può assolutamente perdere».

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(sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 «Perché non si è scelto Pedrazzini?» STEFANO BUZZI (FI) STEFANO BUZZI, già segretario cittadino di Forza Italia, consigliere provinciale e autorevole esponente azzurro si schiera in difesa del suo partito. «Pietro Foroni è una persona ottima spiega , dotata anche di una certa esperienza amministrativa, specie nei piccoli Comuni. In questi dodici anni di vita amministrativa, però, devo dire che non l'ho mai visto». Ma non basta. «UN PO' PERÒ mi dispiace, perché non posso credere che il Pdl non abbia persone altrettanto degne, specie pensando ai due segretari. Anche perché quando andammo al congresso cittadino la "linea verde" della scelta dei giovani fu suggerita con forza dall'allora coordinatore Gelmini. Non vedo perché dunque non si sia continuato su questa linea, con una persona valida e propositiva come il segretario Claudio Pedrazzini, che si è fatto in quattro nel partito, o con un uomo di grande esperienza come Antonio Biancardi».

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Tentorio e Pirovano aprono la sede del Comitato elettorale (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 Tentorio e Pirovano aprono la sede del Comitato elettorale CANDIDATI PER LA CITTÀ E LA PROVINCIA PRIMO APPUNTAMENTO UFFICIALE della campagna elettorale, ieri pomeriggio in via Borfuro a Bergamo, per il candidato sindaco di Bergamo, Franco Tentorio (Pdl) e quello alla presidenza della Provincia, Ettore Pirovano (Lega Nord). L'occasione è stata l'inaugurazione della sede del Comitato elettorale dello stesso Tentorio, il "Tentorio Point", alla presenza del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmin: «Lavoriamo per vincere insieme ha detto il candidato sindaco, determinato a mettere a tacere le polemiche anti-Pirovano innescate da una fronda interna a Forza Italia - Io sono stato indicato dai vertici nazionali, lui pure, non dobbiamo più chiedere niente a nessuno ma metterci al lavoro». «La novità di quest'alleanza ha fatto eco il candidato leghista - è molto positiva sia per il Comune che per la Provincia. Eliminare contrapposizioni e dispute renderà tutto più semplice con vantaggio per i cittadini». Dal canto suo, il segretario provinciale del Carroccio, Cristian Invernizzi, ha rimarcato che «questa prima uscita congiunta mette a tacere coloro che hanno paura di perdere le poltrone». Intanto proseguono le grandi manovre per la composizione delle liste, a poco più di due settimane dalla scadenza del termine per la loro presentazione: in quella di Tentorio sembra ormai scontata la presenza dell'ex assessore alla cultura della Giunta Veneziani, Valerio Marabini. Nella compagine del Carroccio per Palazzo Frizzoni, invece, dopo il goleador Beppe Savoldi, è certo l'inserimento, anche se da indipendente, dell'imprenditrice ed ex campionessa di sci Elena Matuos Radici, vedova di Fausto Radici. A.B.

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Cna, il settore moda chiede misure urgenti contro la crisi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO pag. 4 Cna, il settore moda chiede misure urgenti contro la crisi SI È COSTITUITO il coordinamento provinciale della scuola di Rovigo. Gli insegnanti del Coordinamento Provinciale della Scuola di Rovigo, infatti, si sono riuniti in assemblea e hanno costituito un organismo permanente, aperto a tutti i cittadini. E fanno appello, come si legge in una nota, «a coloro che condividono un comune interesse per il bene ed il futuro della scuola per ricostruire un progetto di scuola che sia all'altezza della tradizione e dei livelli formativi del nostro Paese, puntando all'innovazione e alla qualità». GLI INSEGNANTI si dichiarano «contro una campagna populista e demagogica di denigrazione e intimidazione dei lavoratori della scuola, comune a tutti i pubblici dipendenti, e che deve vedere tutti uniti a difesa della qualità e della dignità del loro lavoro e della scuola stessa». Gli insegnanti di ogni ordine e grado del Coordinamento provinciale si rivolgono in particolare a tutte le componenti che sono coinvolte nel mondo della scuola: insegnanti, dirigenti, studenti, famiglie, sindacati, ma anche sindaci e amministratori, «per trovare strade comuni per affrontare insieme la situazione della scuola». In tal senso saranno realizzate iniziative specifiche di coinvolgimento e l'attività del coordinamento sarà articolata sul territorio provinciale, anche attraverso la rete internet ed altre forme di comunicazione. IL PUNTO di partenza, naturalmente, è la situazione attuale della scuola, soprattutto dopo la riforma Gelmini. «Oggi appaiono evidenti i risultati di riduzione di classi, di servizi-scuola per i cittadini e di posti di lavoro. Le modifiche alla scuola primaria sono state funzionali, come si è detto, alla riduzione di 60 maestre solo in Polesine si legge nella nota del coordinamento ma in realtà sono quasi altrettante anche le classi che non ci sono più e presto saranno chiusi molti plessi nelle piccole realtà, come è successo a Buso, che già da quest'anno non si è riusciti a mantenere in mancanza di un'azione coordinata fra Comune e Direzione scolastica». «Si è verificata affermano gli insegnanti una riduzione forte di ore nella scuola media, in particolare ai danni della seconda lingua, ma la novità vera è che si sono tagliati più posti alla scuola superiore, senza alcuna riforma o modifica di ordinamenti. Questo dimostra che i tagli sono stati fatti a prescindere».

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"Pensionata a chi?" Un confronto bipartisan (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

riforme "Pensionata a chi?" Un confronto bipartisan La recente sentenza europea che condanna l'Italia ad innalzare l'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego ha il merito di aver (ri)animato una discussione sull'infelice condizione femminile. Una questione raramente percepita come un'emergenza, tra i nostri governanti. Un libro appena uscito, Pensionata sarà lei, edito da Rubbettino, curato da Emma Bonino, Filippo di Robilant e Valeria Manieri, propone una serie di interventi bipartisan raccolti ad un convegno della fine del 2008. Contributi utili a ricordarci i contorni dell'eterno dilemma delle donne più povere, più disoccupate, più frustrate, più sterili d'Europa. Impegnate ormai da anni, come disse la Bonino in un recente convegno in Banca d'Italia, nella loro «ribellione silenziosa delle culle vuote». Bonino è promotrice dal 2007 dell'iniziativa "Proteggimi di meno, includimi di più" che chiede di allineare l'età pensionabile delle donne e degli uomini per recuperare risorse da destinare a servizi di cura e assistenza e agli ammortizzatori sociali. Più in generale, l'emancipazione economica delle donne è, per la vicepresidente del Senato «un concetto pienamente femminista e attuale». Da noi prevale il modello della donna «ancora angelo del focolare, anche se lavoratrice». E le donne che lavorano pagano lo scotto di pregiudizi devastanti. «Ovviamente tutte "sante" o "buone" se commesse o infermiere, ma insopportabili, arriviste odiose, iene o poco di buono, appena fanno carriera o hanno desiderio di raggiungere posizioni apicali. Se poi non sono sposate, sono separate o non hanno figli e lavorano magari in posti di responsabilità, non c'è limite alla rappresentazione acida e denigratoria». Ma la vera emergenza delle donne sta nei numeri che gli interventi raccolti nel libro di economisti, sociologici, parlamentari di centrodestra e centrosinistra e del ministro del Welfare, Sacconi, aiutano a ricordare. Già la base di partenza per impostare qualsiasi politica di conciliazione o di equiparazione, è avvilente, lontana da quella degli altri paesi civilizzati. Il 67% delle persone che non hanno un lavoro, in Italia, sono donne. E tre milioni e mezzo vorrebbero un lavoro (Bonino). Siamo anni luce dagli obiettivi europei (46 invece che 60 donne su 100 lavorano). Ma se riuscissimo ad aumentare il tasso di occupazione femminile al livello degli altri paesi europei, il nostro Pil si arricchirebbe del 15-17% (Paolazzi). Le donne hanno notoriamente stipendi e pensioni più bassi, soprattutto «devono essere più brave» per essere uguali agli uomini (Kostoris). Ormai sono molto di più le donne laureate con 110 e lode, ma «i risultati universitari non si traducono in risultati lavorativi». Un esempio? Una donna su dieci, nel settore bancario, è dirigente (Martone). La società e il mondo del lavoro, evidentemente, considerano la donna «ancora una problema, invece che una risorsa» (Fedeli). La questione diventa ancora pù scottante, se si parla delle pensioni e dell'esigenza di conciliare lavoro e figli. Con il sistema contributivo, le donne sono già condannate a percepire pensioni più basse degli uomini, visto che guadagnano meno (Kostoris). Fenomeno aggravato, ovviamente, dal pensionamento anticipato. Quanto alle politiche di conciliazione, è evidente che le donne sono ancora obbligate, nel nostro paese,a scegliere tra figli e lavoro. Il risultato è anche il nostro ormai famoso tasso di natalità al lumicino. Fenomeno aggravato, ad esempio, dalla riforma Gelmini, che invece di aiutare le mamme che lavorano allungando le ore scolastiche, fa l'opposto (Saraceno). Pochi sembrano capire che il lavoro e le culle sono strettamente correlati: «nei paesi in cui l'occupazione femminile è elevata lo è anche la fecondità» (Cazzola). Le proposte per migliorare la condizione femminile sono numerose, il libro ne ricorda molte. Ci vorrebbe qualcuno finalmente interessato ad ascoltarle. di Tonia Mastrobuoni 19/04/2009

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L'AQUILA - Studenti aquilani tutti già promossi? La scuola non riapre, la nostra sfi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 19 Aprile 2009 Chiudi L'AQUILA - Studenti aquilani tutti già promossi? «La scuola non riapre, la nostra sfida è riaprirla a settembre». L'assessore regionale al Lavoro, formazione e pubblica istruzione, Paolo Gatti, non ha alcun dubbio: «L'anno scolastico si è chiuso. Saranno riattivati percorsi didattici e ludici di supporto, ma non è possibile riaprire la scuola, tenere lezioni, svolgere una regolare didattica. E come si fa? Nelle tende? Non scherziamo. Il ministro Gelmini ha già detto che i ragazzi potranno essere inseriti nelle scuole delle città dove sono attualmente alloggiati. I loro percorsi scolastici curriculari saranno consegnati ai nuovi istituti. Chi resta, e avrebbe dovuto sostenere gli esami di Stato o di terza media, sarà impegnato in prove esclusivamente orali sul programma svolto fino al 4 aprile. Gli scrutini, per tutti gli altri, ugualmente, terranno conto dell'attività svolta fino al 4 aprile». Intanto, sul fronte delle inchieste, è guerra di carte bollate tra imprenditori. Fazzi e Martinelli alle pagg.36 e 39 e in Nazionale

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Una petizione contro la chiusura della scuola primaria della frazione Cesano. È l'iniziativa pr... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 19 Aprile 2009 Chiudi Una petizione contro la chiusura della scuola primaria della frazione Cesano. È l'iniziativa promossa dal Gruppo Genitori del Cesano che ha raccolto in questi giorni 548 firme, dopo le proteste nei giorni scorsi dei genitori della scuola primaria di Scapezzano. «La scuola di Cesano - scrivono i componenti del Gruppo Genitori - rappresenta un fiore all'occhiello per il Comune dal punto di vista strutturale, in quanto è uno dei pochi plessi scolastici completamente conformi agli standard di sicurezza e di accessibilità richiesti dalle normative vigenti: la recentissima messa a norma la rende, sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista della fruibilità, tra le scuole di eccellenza della nostra regione e del nostro Paese». Attualmente la scuola conta 80 bambini iscritti. L'Amministrazione ha investito in questi anni per uno sviluppo residenziale del quartiere e quindi la cifra degli alunni, secondo i genitori del Cesano, è destinata in un futuro non lontano ad aumentare. «Il plesso scolastico di Cesano - proseguono - è anche noto per l'alta qualità della sua offerta formativa: nel caso in cui la scuola non riuscisse a raggiungere il numero richiesto dal Governo per la futura prima elementare, i cittadini chiedono agli Enti preposti di garantire, nella frazione, la formazione della classe». Il rischio, infatti, è che alcune scuole della periferia, come quelle a Cesano e a Scapezzano, non riescano a raggiungere il numero minimo di 50 alunni, richiesto dal piano Gelmini per garantire l'apertura di un istituto. Di qui, la lotta tra i genitori delle due frazioni vicine per garantire l'esistenza del proprio plesso scolastico. «I cittadini di Cesano - concludono i genitori -, lontani dal voler fare una mera battaglia localistica, chiedono alle Istituzioni di considerare razionalmente i recenti investimenti fatti nella scuola e la programmazione territoriale che prevede una densità di popolazione in continuo sviluppo». M.Mor.

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Università, l'Italia importa cervelli (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 19/04/2009 - pag: 23 La svolta Il rapporto sulla «guerra globale per i talenti». Più della lingua a frenare la corsa è la burocrazia Università, l'Italia importa cervelli Gli studenti dall'estero crescono del 20%: sorpasso su quelli in fuga Dal 2004 al 2006, gli studenti di altre nazionalità sono passati da 40 mila a 48 mila, più venti per cento ROMA Tra il 2004 e il 2006 i corsi delle nostre università, spesso al centro di polemiche e di analisi impietose, hanno attratto un 20 per cento in più di studenti di altre nazionalità: da 40 mila a 48 mila. Il 2006, per quanto riguarda la capacità del nostro sistema universitario di richiamare iscritti d'oltrefrontiera, è stato un anno di svolta. Il numero dei giovani stranieri che hanno deciso di formarsi in Italia ha superato quello degli italiani che si sono iscritti ad un ateneo d'oltreconfine. Nel 2004 infatti il numero dei nostri ragazzi che emigravano per ragioni di studio superava di 4.251 unità quello degli stranieri che frequentavano le nostre università. In buona sostanza eravamo fuori dal novero dei Paesi sviluppati: nell'Ocse solo l'Italia attirava meno studenti di quanti ne uscivano. Nel 2006 gli arrivi hanno oltrepassato di 8.501 unità le partenze. Numeri molto piccoli se si tiene conto di un flusso mondiale di due milioni e 700.000 studenti universitari che studiano all'estero e che valgono 30 miliardi di euro. O se si guarda a quanto accade in Europa. Ma quei dati segnano un'inversione di tendenza. Nella «guerra globale per i talenti» qualcosa si sta muovendo anche nei nostri atenei? È quanto sembra emergere da un'indagine sulle università italiane nel mercato globale dell'innovazione condotta da «Vision», un «pensatoio » indipendente che produce ricerche sociali e politiche (il rapporto sarà presentato il 20 alla Camera, Palazzo Marini, alla presenza del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini). L'aumento delle iscrizioni di studenti stranieri non è solo una curiosità statistica, un motivo di orgoglio per il nostro mondo accademico che all'improvviso si scopre un po' più competitivo. Quei laureati, una volta tornati a casa, manterranno vivo per molti anni un legame con la cultura, le competenze e le capacità produttive del nostro Paese. Nei primi dieci posti per la presenza di studenti stranieri(in rapporto agli iscritti e non in valore assoluto) troviamo il Politecnico di Torino seguito da Bocconi, Trieste, Politecnico di Milano, Urbino, Bologna, Trento, Genova, Camerino, Brescia, Verona e Firenze. Il saldo tra studenti universitari stranieri in arrivo e in uscita 8.501 giovani immigrati nel 2006 è poca cosa se paragonato a quello degli Stati Uniti (535.492) dove tuttavia tra il 2000 e il 2006 si nota un calo pari al 5 per cento. Ma le distanze restano forti anche se ci confrontiamo con i nostri diretti competitori europei: Regno Unito (305.051), Germania (183.122), Francia (181.730), Belgio (35.469) o Spagna (24.138). «Vision» giunge alla seguente conclusione: «Mentre Francia, Germania e Regno Unito sono abituati ad avere più del 10 per cento dei propri studenti che sono stranieri, la media italiana è del 2 per cento». C'è la difficoltà della lingua. L'Italiano non è un idioma veicolare, anche se nei migliori atenei sta aumentando l'offerta di corsi in lingua inglese. La maggiore difficoltà sembra però essere un'altra, almeno secondo l'indagine condotta da «Vision» nel Politecnico di Torino tra ricercatori e studenti di master per lo più colombiani e cinesi: il 60 per cento ha espresso un giudizio negativo sulla nostra burocrazia e il 32 per cento sulle normative in merito agli immigrati. «Una sorta di selezione al contrario conclude lo studio attraverso la quale riduciamo l'emigrazione togliendo la parte migliore». Giulio Benedetti

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Brunetta attacca le Regioni a statuto speciale (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 14 Brunetta attacca le Regioni a statuto speciale «Stop ai privilegi, ora efficienza e qualità» PROTESTANO FRIULI, SICILIA, ALTO ADIGE E VALLE D'AOSTA ALBA (Cuneo) PER RENATO Brunetta (foto Ansa) è ora di dire basta ai privilegi delle Regioni a statuto speciale. Arrabbiato per una polemica sollevata ieri dal sindacato di categoria autonomista valdostano Savt-Ecole, che ha criticato, in contrapposizione con la Valle d'Aosta, «il taglio di organici nel resto del territorio nazionale in applicazione alla legge Gelmini e alla legge Brunetta», il ministro, a margine di un incontro elettorale ad Alba, ha colto l'occasione per dire che «tutte le Regioni italiane saranno speciali, non ci saranno più privilegi». Parole che hanno scatenato le reazioni degli esponenti politici di Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Alto Adige e Valle d'Aosta: «Non siamo dei privilegiati». «Le Regioni a Statuto speciale ha affermato Brunetta sono istituzioni della Repubblica che per 50-60 anni hanno, chi bene, chi meno bene, goduto di un vantaggio finanziario. Molti l'hanno usato bene, altri meno bene. Con il federalismo e il federalismo fiscale che stiamo realizzando, avremo tutte regioni a statuto speciale. Si giocherà non più sui trasferimenti maggiori, ma sull'efficienza, la qualità, la trasparenza, la produttività. E saremo tutti un po' più equi. Che nessuno ha aggiunto strilli alla lesa autonomia. Si tratta solo di redistribuire meglio le risorse della collettività». LE RISPOSTE non si sono fatte attendere. «Attacchi inauditi contro l'autonomia della Valle d'Aosta», ha commentato l'assessore all'Istruzione della Regione autonoma Valle d'Aosta, Laurent Vierin. «Ho l'impressione che il ministro non conosca la costituzione», ha ribattuto il governatore dell'Alto Adige Luis Durnwalder. Ma il coordinatore regionale del Pdl del Friuli Venezia Giulia, Isidoro Gottardo, ha detto: «Devo precisare che è corretto dire basta ai privilegi laddove si annidano».

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Corrado Guzzanti torna in scena con un a effetti speciali (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 94 del 2009-04-19 pagina 12 Corrado Guzzanti torna in scena con un «Recital» a effetti speciali di Redazione Maxischermo, filmati ed effetti speciali. Corrado Guzzanti torna alla ribalta dopo anni di assenza con un «Recital» tutto nuovo in cui oltre alle parodie dei politici - per la prima volta anche Di Pietro - e ai suoi cavalli di battaglia, svelerà al pubblico i trucchi per preparare i personaggi più complicati. Sul palco dello Smeraldo fino a stasera, ci saranno anche Marco Marzocca e Caterina Guzzanti nei panni di Maria Stella Gelmini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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brunetta: basta con le regioni speciali (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pronta la replica anche di Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige: è bene che il governo rispetti quanto previsto dalla Carta costituzionale Gottardo: non temiamo penalizzazioni Moretton: lo statuto è fondamentale per assicurare benessere e sviluppo Brunetta: basta con le Regioni speciali Il ministro spiega il nuovo modello federale: stop ai privilegi, tutti gli enti saranno posti sullo stesso piano Il Pdl: ma nel Fvg non ci sono sprechi. Il Pd attacca: la nostra autonomia è attuale ROMA. Per Renato Brunetta è ora di dire basta ai privilegi delle Regioni a statuto speciale. Arrabbiato per una polemica sollevata dal sindacato di categoria autonomista valdostano Savt-Ecole, che ha criticato, in contrapposizione con la Valle d'Aosta, «il taglio di organici nel resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta», il ministro, a margine di un incontro elettorale ad Alba, ha colto l'occasione per dire che «tutte le Regioni italiane saranno speciali, non ci saranno più privilegi». Parole che hanno scatenato le reazioni degli esponenti politici di Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Alto Adige e Valle d'Aosta: «Non siamo dei privilegiati». «Le Regioni a statuto speciale - ha affermato Brunetta - sono istituzioni della Repubblica che per 50-60 anni hanno, chi bene, chi meno bene, goduto di un vantaggio finanziario. Molti l'hanno usato bene, altri meno bene». I SERVIZI A PAGINA 2

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Università, l'Italia importa cervelli (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

La svolta Il rapporto sulla «guerra globale per i talenti». Università, l'Italia importa cervelli Gli studenti dall'estero crescono del 20%: sorpasso su quelli in fuga ROMA Tra il 2004 e il 2006 i corsi delle nostre università, spesso al centro di polemiche e di analisi impietose, hanno attratto un 20 per cento in più di studenti di altre nazionalità: da 40 mila a 48 mila. Il 2006, per quanto riguarda la capacità del nostro sistema universitario di richiamare iscritti d'oltrefrontiera, è stato un anno di svolta. Il numero dei giovani stranieri che hanno deciso di formarsi in Italia ha superato quello degli italiani che si sono iscritti ad un ateneo d'oltreconfine. Nel 2004 infatti il numero dei nostri ragazzi che emigravano per ragioni di studio superava di 4.251 unità quello degli stranieri che frequentavano le nostre università. In buona sostanza eravamo fuori dal novero dei Paesi sviluppati: nell'Ocse solo l'Italia attirava meno studenti di quanti ne uscivano. Nel 2006 gli arrivi hanno oltrepassato di 8.501 unità le partenze. Numeri molto piccoli se si tiene conto di un flusso mondiale di due milioni e 700.000 studenti universitari che studiano all'estero e che valgono 30 miliardi di euro. O se si guarda a quanto accade in Europa. Ma quei dati segnano un'inversione di tendenza. Nella «guerra globale per i talenti» qualcosa si sta muovendo anche nei nostri atenei? È quanto sembra emergere da un'indagine sulle università italiane nel mercato globale dell'innovazione condotta da «Vision», un «pensatoio» indipendente che produce ricerche sociali e politiche (il rapporto sarà presentato il 20 alla Camera, Palazzo Marini, alla presenza del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini). L'aumento delle iscrizioni di studenti stranieri non è solo una curiosità statistica, un motivo di orgoglio per il nostro mondo accademico che all'improvviso si scopre un po' più competitivo. Quei laureati, una volta tornati a casa, manterranno vivo per molti anni un legame con la cultura, le competenze e le capacità produttive del nostro Paese. Nei primi dieci posti per la presenza di studenti stranieri(in rapporto agli iscritti e non in valore assoluto) troviamo il Politecnico di Torino seguito da Bocconi, Trieste, Politecnico di Milano, Urbino, Bologna, Trento, Genova, Camerino, Brescia, Verona e Firenze. Il saldo tra studenti universitari stranieri in arrivo e in uscita 8.501 giovani immigrati nel 2006 è poca cosa se paragonato a quello degli Stati Uniti (535.492) dove tuttavia tra il 2000 e il 2006 si nota un calo pari al 5 per cento. Ma le distanze restano forti anche se ci confrontiamo con i nostri diretti competitori europei: Regno Unito (305.051), Germania (183.122), Francia (181.730), Belgio (35.469) o Spagna (24.138). «Vision» giunge alla seguente conclusione: «Mentre Francia, Germania e Regno Unito sono abituati ad avere più del 10 per cento dei propri studenti che sono stranieri, la media italiana è del 2 per cento». C'è la difficoltà della lingua. L'Italiano non è un idioma veicolare, anche se nei migliori atenei sta aumentando l'offerta di corsi in lingua inglese. La maggiore difficoltà sembra però essere un'altra, almeno secondo l'indagine condotta da «Vision» nel Politecnico di Torino tra ricercatori e studenti di master per lo più colombiani e cinesi: il 60 per cento ha espresso un giudizio negativo sulla nostra burocrazia e il 32 per cento sulle normative in merito agli immigrati. «Una sorta di selezione al contrario conclude lo studio attraverso la quale riduciamo l'emigrazione togliendo la parte migliore». Giulio Benedetti stampa |

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(sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'INTERVISTA. Il “numero uno” Mariastella Gelmini: «Non c'è da temere: le condizioni di base dell'istruzione primaria non sono modificate» «Alle superiori in settembre non ci saranno sperimentazioni o "anticipi" della riforma: non hanno senso "prove" a ridosso del cambiamento che inizierà nel 2010 per tutti» 19/04/2009 rss e-mail print Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Nessun insegnante perderà il posto. E nonostante l'eliminazione delle compresenze garantiremo i servizi necessari come la mensa» La riforma è alle porte: come cambierà a settembre e nei prossimi anni la scuola, è la domanda di tutte le famiglie. Ecco le risposte del "numero uno" della riforma stessa, il ministro Mariastella Gelini. Ministro Gelmini, la riforma della scuola, nel caso del Veneto contempla 2.227 insegnanti in meno. Data la situazione di crisi economica può escludere che a giugno non ci saranno altri tagli? E visto che a fronte di meno insegnanti le iscrizioni degli alunni invece aumentano, come si concilia questo con il mantenimento della qualità dell'istruzione? L'adozione dei nuovi modelli organizzativi nella scuola primaria e nella scuola secondaria di 1° grado consente, anche in Veneto, di conseguire economie di risorse che, in parte, saranno utilizzate per garantire l'offerta formativa sino ad ora assicurata alle famiglie. In particolare l'Ufficio scolastico regionale veneto e la Regione si sono impegnate a mantenere nella scuola primaria il cosiddetto "tempo lungo", molto diffuso soprattutto nel Padovano. Nel Vicentino oltre il 50% delle famiglie ha preferito il tempo pieno o il tempo prolungato, e continuano ad essere preoccupate che il taglio degli insegnanti ne cambi l'attuale organizzazione; in alcune scuole medie stanno valutando se organizzare le 30 ore con un orario 8-14 per 5 giorni la settimana eliminando la mensa perché le ore degli insegnanti non arrivano a coprirne la sorveglianza. Ci può spiegare allora come è possibile che questi modelli siano garantiti il prossimo anno e anche i successivi? Nel Vicentino la richiesta delle famiglie per la primaria porterebbe a formare 300 classi a tempo pieno su 2254. Quindi il 13,31%. La richiesta di tempo prolungato alla scuola media si aggira, sulla base dei dati ancora parziali di cui disponiamo, intorno al 20% delle classi. Per quanto riguarda il modello a 30 ore della scuola media nulla è innovato. Anche prima del nuovo assetto ordinamentale, le classi di scuola media funzionanti a tempo ordinario non vedevano contemplata nel tempo scuola la sorveglianza durante la mensa che, ove prevista, era già svolta dagli enti locali. La riforma della scuola primaria non prevede più il modulo con tre insegnanti su due classi, ma due insegnanti per due classi: come verrà impiegato il personale già di ruolo in esubero con la nuova organizzazione? E nelle medie e nelle superiori, dove sono ancora più specializzati e meno "intercambiabili", che succederà in attesa che siano avviati i corsi di riconversione? Non c'è da preoccuparsi. Come già ribadito altre volte nessun insegnante perderà il posto. Il passaggio al maestro unico nella scuola elementare avverrà con gradualità a cominciare dal prossimo anno scolastico. Non sono previsti esuberi, perché il turn over consentirà di ricollocare il personale della scuola su sedi vacanti secondo le normali procedure di mobilità. Anche il criterio di riutilizzo del personale docente nella scuola secondaria di 1° e di 2° grado seguirà le stesse procedure di mobilità e di utilizzazione, previste dai contratti nazionali integrativi del personale scolastico, come è sempre avvenuto. Giustamente lei sostiene la necessità di valorizzare gli insegnanti eccellenti. Finora però l'unico criterio possibile è stato non tanto il merito, ma la progressione di carriera per anzianità. Se diventa centrale individuare i criteri per premiare gli insegnanti più bravi, in che modo questi si stabiliranno? Dal 2012 gli insegnanti più meritevoli percepiranno 7 mila euro all'anno in più. Circa 1.000 milioni di euro saranno destinati a premiare merito e qualità del personale scolastico. Soldi , voglio sottolinearlo, che non saranno distribuiti "a pioggia", ma terranno conto della professionalità, dell'impegno e della qualità del lavoro degli insegnanti. Stiamo valutando le modalità per attribuire queste risorse premianti secondo criteri che riconoscano, appunto, professionalità e qualità delle prestazioni, in linea con quanto accade in quasi tutti i Paesi d'Europa. La scuola, lo ha detto chiaramente, non può essere uno "stipendificio" e vanno razionalizzate le spese. I tagli riguarderanno anche di personale Ata con ausiliari che garantivano anche la mensa. Questo servizio non rischia di gravare con maggiori spese sui Comuni o di saltare del tutto? Il nostro obiettivo sin dal principio è stato tagliare gli sprechi e stabilire priorità di spesa in modo da assicurare prima di tutto ciò che è necessario per la scuola. Questo significa, ad esempio, che il servizio mensa, nonostante l'eliminazione delle compresenze, sarà comunque garantito. La scuola deve adeguarsi ad una società più complessa che in passato, tanto da parlare di percorsi "personalizzati". Le compresenze che saranno eliminate favorivano lo sviluppo di competenze multidisciplinari e garantivano di seguire anche bambini con difficoltà - oltre ai particolari casi con i loro insegnanti di sostegno - e gruppi di stranieri. Il presidente Berlusconi ha detto che con la crisi non sarà lasciato indietro nessuno, sarà così anche nella scuola? È vero, nessuno sarà lasciato indietro, soprattutto a scuola. Percorsi multidisciplinari e insegnanti di sostegno saranno garantiti a tutti gli studenti, italiani e stranieri. Le famiglie non avranno alcun problema. Inoltre, le compresenze nella scuola primaria che derivano dalla presenza dei docenti di inglese o di religione cattolica restano nella piena disponibilità delle scuole che ne possono fare l'uso ritenuto più appropriato secondo autonomia e responsabilità. La promozione o l'ammissione agli esami di Stato conclusivi per il primo e secondo ciclo di istruzione è condizionata dall'avere la sufficienza in tutte le materie. Alla prova dei fatti: nel caso di uno studente che merita un "4" solo in educazione fisica ma che in tutte altre le materie ha la media dell'8, in consiglio di classe va difesa quell'insufficienza pregiudicando la promozione o l'ammissione agli esami di quello studente? E se l'unica insufficienza fosse, per esempio, in matematica, cambierebbe qualcosa? Come per il passato, la decisione per l'ammissione alla classe successiva o all'esame spetta al consiglio di classe. Per essere promossi è necessario avere una media non inferiore al 6. Nella scuola secondaria di 2° grado, dove già oggi esiste il voto in decimi, non si può promuovere uno studente che abbia conseguito debiti in una o più materie. Il consiglio di classe, in presenza di gravi insufficienze, può decidere l'immediata non ammissione alla classe successiva oppure sospendere il giudizio di scrutinio finale fino al termine dell'anno scolastico e poi decidere. È definitivo che non saranno concessi anticipi del modello di nuova scuola superiore? La riforma della scuola secondaria di 2° grado partirà gradualmente dal 2010-2011. Il prossimo anno scolastico è destinato a preparare e organizzare il passaggio a questa riforma attesa da decenni. Sperimentare anticipatamente per un anno la riforma non offrirebbe in tempo utili elementi di verifica e di "prova" da impiegare per possibili interventi modificatori. Peraltro la nostra scuola ha già sperimentato per circa un ventennio tutti i possibili percorsi dell'innovazione fornendo validi elementi per strutturare questa riforma. Si tratta ora di applicarla, preparandola prima per condividerne obiettivi e modalità di attuazione. Ritiene che si possa parlare di vera autonomia scolastica senza la possibilità per i dirigenti di gestire direttamente le risorse e soprattutto senza competenze decisionali sulle capacità dei docenti? Ci sono ancora molte resistenze culturali e sindacali per arrivare ad attribuire alle istituzioni scolastiche autonome questo potere. In tutte le altre Amministrazioni pubbliche, però, i dirigenti hanno la responsabilità e l'obbligo di valutare le capacità dei propri dipendenti. Spero al più presto di arrivare ad un sistema di valutazione simile anche nella scuola. I genitori di bambini che già frequentano la scuola lamentano che di fatto verranno modificate le condizioni in base alle quali avevano scelto la proposta formativa: non ritiene che sarà penalizzato lo studente, venendo meno la continuità didattica? Che destino avranno poi le ore di approfondimento o di recupero dei Larsa, laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti, o i laboratori previsti oggi dalle 30 ore alle scuole medie? Le condizioni di base delle classi di scuola primaria attualmente funzionanti non vengono modificate: l'orario settimanale scelto (27, 30 o 40 ore) viene rispettato; allo stesso modo il gruppo docente viene riconfermato con eventuali minime modifiche rimesse alla flessibilità organizzativa dell'autonomia scolastica.Non esistono da anni i Larsa. Se però ci si riferisce alla possibilità di svolgere ore di approfondimento e di recupero, ricordo che le scuole, secondo l'autonomia didattica, possono già oggi organizzare flessibilmente l'orario delle attività ricavando spazi orari per laboratori, approfondimenti e recuperi. Il voto è uno strumento di valutazione molto chiaro e immediato. Chi lo avversa sostiene che non dà giustificazione del percorso dello studente, per esempio, sull'impegno o l'interesse dimostrato. Limitatamente alla scuola primaria, dove si crea il tessuto sociale della collaborazione, si impara a fare gruppo, ritiene potrebbe essere comunque utile riflettere sul riportare la valutazione al solo sistema dei giudizi eliminando la competitività più chiaramente espressa con i voti? È un falso problema. Anche con i giudizi sintetici del bravo, buono, sufficiente la valutazione può rischiare di essere inadeguata e non avere valore formativo. Certamente il voto in decimi offre maggiore chiarezza e toglie l'ambiguità dei giudizi generici. Come si concilia il potenziamento della lingua inglese alle medie (3 ore più 2) con la risoluzione Ue che chiede l'insegnamento di due lingue comunitarie? L'intero percorso del nostro sistema di istruzione prevede diverse possibilità di accedere all'insegnamento della seconda o anche della terza lingua comunitaria, rispettando i principi del plurilinguismo. Nella scuola secondaria di 1° grado resta come situazione generale l'insegnamento di una seconda lingua comunitaria, oltre all'inglese. Avvalendomi di una norma legislativa varata e confermata dai ministri che mi hanno preceduto e che non era ancora stata messa in atto, ho voluto offrire alle famiglie l'opportunità della scelta di potenziare l'insegnamento dell'inglese per offrire un'occasione formativa fortemente richiesta e apprezzata. Cinzia Zuccon Morgani Cinzia Zuccon Morgani

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Professionali, tutto va a Regione e Province (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

IL SEMINARIO. Lo Snals ha chiamato a dibattito dirigenti ministeriali Martini: «Aprirò un confronto tra tutti» 19/04/2009 rss e-mail print Il tavolo dei relatori (tra gli altri il dirigente dell'Usp Venturella) al seminario dello Snals. COLORFOTO Una profonda riorganizzazione a livello locale della rete scolastica è in corso, e gli attori principali saranno Regioni e Province. A illustrarlo è stato il seminario "Le scuole del futuro: politiche scolastiche e territoriali a confronto" organizzato ieri dalla segreteria regionale del sindacato Snals-Confsal nell'aula dell'Università, a S. Nicola, davanti a 200 dirigenti scolastici di tutto il Veneto. Le relazioni di Alberto de Toni, presidente della commissione sugli istituti tecnici e professionali del ministero dell'Università, Anna Laura Marini (sempre del Miur) e Marco Paolo Nigi, segretario generale Snals, hanno contribuito a spiegare che se a partire dalle iscrizioni del 25 gennaio 2010 gli studenti di istituti e licei tecnici e professionali non conseguiranno più un diploma statale, bensì regionale, ciò è conseguenza dell'attuazione della riforma del titolo 5 della Costituzione, che tra le altre cose fissava il passaggio di competenze Stato-Regioni su istruzione e formazione professionale. Poi c'è la riforma Gelmini sugli istituti superiori di secondo grado, che ridurrà drasticamente gli indirizzi di studio da oltre settecento a una trentina: ed ecco il ruolo di primo piano delle Province. Come quella di Vicenza, delegata dalla Regione alla competenza non solo sulle strutture, ma anche su Commissioni d'ambito e sperimentazioni, che dovranno fare appunto i conti con la modifica dei percorsi formativi. Altro aspetto sottolineato è l'arrivo delle Fondazioni nella formazione tecnico-professionale, con la partneshirp scuola-privati. Morena Martini, assessore provinciale all'Istruzione, ha annunciato: «Aprirò un tavolo permanente tra dirigenti scolastici, associazioni di categoria e dei genitori, e centri di formazione professionale per capirne le necessità. La Provincia di Vicenza con un accordo quadro ha già sposato gli indirizzi formativi con le richieste di professionalità, e per tempo ha adottato i criteri di razionalizzazione. Negli istituti superiori vicentini la media degli studenti è di 864. Spero che il Ministero non ci chieda altro, anche perché serviranno mense e impianti sportivi per conciliare meglio tempo scuola e tempo lavoro. E ci sono laboratori-doppione tra istituti tecnici e professionali, poco utilizzati, che si potrebbero accorpare in poli scolastici per condividere spese e risorse». Col passaggio di competenze alla Regione scompariranno gli Uffici scolastici regionali e provinciali, almeno per come sono oggi? È la previsione di Doriano Zordan segretario provinciale Snals, che aggiunge: «Di certo non moriranno le qualifiche professionali. La principale conseguenza del passaggio di competenze è la riorganizzazione della rete scolastica a livello locale, cui la Regione dovrà arrivare tramite accordi con istituti tecnici e professionali, compresi i licei geotecnici e tecnico professionali». Gian Maria Maselli Gian Maria Maselli

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Il Pd chiede una firma per salvare le scuole vicentine (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 19-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Pd chiede una firma per salvare le scuole vicentine "Petizione popolare" con raccolta di sottoscrizioni in tutto il territorio. Nella provincia berica a rischio 200 cattedre Domenica 19 Aprile 2009, Arrivano le prime cifre sugli effetti dei tagli, previsti dal Governo, sul fronte scuola pubblica. Secondo l'ufficio scolastico regionale saranno infatti 779 gli insegnanti in meno nelle scuole primarie del Veneto a partire dal prossimo settembre. Ed una stima approssimativa, resa nota dal "Forum Scuola" del Pd vicentino, parla di ben 200 cattedre che scompariranno nella provincia berica. «Le famiglie vicentine ancora non si rendono conto della portata dei tagli», ha sottolineato Daniela Sbrollini, parlamentare del Pd, «da parte del Governo c'è solo l'idea che tutto ciò che è pubblico costa e quindi va eliminato». La deputata, in collaborazione con il Forum, ha presentato l'altra sera la "Petizione Popolare" e la conseguente raccolta di firme che in tutta Italia impegnerà il Partito Democratico nei prossimi giorni. A livello locale le sottoscrizioni si svolgeranno nei numerosi gazebo e nelle sedi dei circa 90 circoli del Pd. «Noi non siamo il partito del no», ha spiegato Sbrollini, «la raccolta firme ci permetterà in tempi rapidi di aprire una discussione vera in parlamento che fino ad ora non c'è mai stata». La petizione popolare non chiede infatti l'abolizione del decreto Gelmini, ma la revisione di alcuni provvedimenti previsti. «Chiediamo l'immediata cancellazione», spiega la brochure che sarà distribuita ai cittadini, «dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132 mila lavoratori della scuola attuati con la finanziaria estiva». Ma sotto accusa c'è anche l'introduzione del maestro unico e dell'accorpamento delle classi (le previsioni parlano di un rigonfiamento di circa un 20% dal prossimo anno scolastico). E ancora, la contestatissima questione dell'introduzione dell'orario a 24 ore settimanali, che prevede la scomparsa del tempo pieno nella scuola dell'infanzia. «Come posso tenermi il lavoro se devo andare a prendere i miei figli a mezzogiorno?», si è chiesta a esempio Karen Ponzo, coordinatrice del circolo scolastico di Trissino. E Girolamo Covallero dell'esecutivo provinciale di Pd, ha aggiunto: «Siamo molto critici su come il governo sta trattando la scuola: una riorganizzazione può dare dei risparmi, ma non si può partire da un tetto di spesa predefinito». Pietro Rossi

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Scuole soppresse? Valenza già insorge (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. OGGI IL QUADRO UFFICIALE DEI TAGLI DOPO IL DECRETO GELMINI Scuole soppresse? Valenza già insorge Un alunno in meno: niente prima all'elementare Carducci [FIRMA]RODOLFO CASTELLARO ALESSANDRIA Oggi giornata campale per le scuole: alle 10 tutti i dirigenti delle elementari della provincia sono convocati dall'assessore Massimo Barbadoro che contesta le decisioni del provveditore Paola d'Alessandro. La quale alle 11 illustrerà le assegnazioni d'insegnanti per le preme elementari, secondo la regola-Gelmini: almeno 15 allievi per classe. Salvo deroghe, ovviamente. E già è battaglia a Valenza sulla possibile soppressione della prima alla Carducci, con conseguente redistribuzione degli allievi negli altri plessi scolastici: tutto perché manca un solo alunno, gli iscritti oggi sono quattordici. «Per questo si vorrebbe vanificare il bacino di appartenenza di questa scuola, che è un punto di riferimento imprescindibile per l'intero centro storico - insorge la segretaria del pdci, Lia Giansante - E poi, le altre strutture sono in grado di assorbire i nuovi arrivati, che andranno ad aggiungersi al numero consueto di iscritti? Verranno mantenuti i criteri di sicurezza?». Il pdci ha già indetto una raccolta di firme, consegnate agli uffici del provveditorato. Inoltre, nel fine settimana, si è svolto con grande partecipazione un incontro alla sala polifunzionale San Rocco, con i genitori degli alunni della Carducci. C'erano anche il sindaco e l'assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pecetto, anche loro bersaglio della legge Gelmini. I relatori, Alessandro Montali della Cgil scuola, l'insegnante di Garbagna, Dina Balsamo, e l'assessore Barbadoro, hanno tracciato un quadro allarmante della situazione che si verrà a creare se la nuova legge verrà applicata alla lettera. Poi un gruppo di genitori ha incontrato la direttrice della Carducci, che ha risposto con la convocazione di tutti i genitori, prevista per oggi. Intanto, prosegue la raccolta di firme, anche attraverso il gazebo di piazzetta Verdi. Sull'argomento prende posizione il vice sindaco, Maddalena Griva: «Diciamo subito che la scuola si distingue per l'eccellenza della formazione, vicina agli asili Rota e Pellizzari rende più vivo il centro, riunisce realtà di diverse culture e di differente estrazione economica, è un luogo dove la collaborazione tra insegnanti, genitori e bambini rende più facile portare avanti qualsiasi progetto, vorrei dire con entusiasmo. Il Comune l'ha sempre mantenuta, portando avanti la messa a norma e l'intento è quello di continuare. Invoco la massima concertazione tra gli enti locali per risolvere i problemi posti dalla riforma Gelmini».

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Presidio sindacale al Provveditorato (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

QUESTA MATTINA Presidio sindacale al Provveditorato BELLUNO. Contro i tagli alla scuola di montagna si terrà questa mattina dalle 11 alle 13 un presidio davanti l'ufficio scolastico provinciale in via Mezzaterra. L'iniziativa, organizzata da tutti i sindacati di categoria, è nata qualche settimana fa dopo che erano arrivate notizie sull'entità della scure che si sarebbe abbattuta sulle scuole e soprattutto sulle classi della provincia bellunese. Quarantacinque cattedre saltate, diverse pluriclasse formate, a rischio alcuni plessi nei comuni più piccoli e isolati del territorio. E questo solo per le elementari. C'è attesa inoltre, per i numeri dei tagli alle medie e alle superiori. Nel frattempo anche i sindaci di molti comuni si sono mossi sottoscrivendo un documento che, sotto il coordinamento della Provincia, sarà inviato all'assessore regionale dell'istruzione Elena Donazzan e al ministro Mariastella Gelmini. «Il nostro è un no a tutti i tagli, perchè la scuola di montagna ha già dato. E poi in questo modo si rischia di privare l'istruzione del suo ruolo fondamentale», dicono i sindacati.

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I primi giorni non se n'è accorto nessuno. C'era altro cui pensare: il paese sventrat... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

I primi giorni non se n'è accorto nessuno. C'era altro cui pensare: il paese sventrato dal terremoto e i morti. Poi, però, l'angoscia ha concesso una tregua e a Poggio Picenze qualcuno ha puntato gli occhi sulle bandiere alzate proprio accanto al campo della Protezione Civile. Sui ragazzi vestiti di nero, con il cappuccio alzato e la scritta «me ne frego» tatuata sul collo. Così tra la gente più d'uno ha cominciato a protestare: «Io proprio non voglio farmi aiutare da un gruppo di fascisti», sospira Maria puntando il dito verso lo striscione nero che fa bella mostra vicino alla chiesa diroccata. Poco distante i ragazzi in mimetica e giacconi neri non sembrano curarsi dell'attenzione. Loro sono i membri dell'associazione Casa Pound. Fascisti? «Mi riconosco nella dottrina fascista che ritengo tuttora validissima, ma non nel periodo storico del fascismo che è finito nel 1945. Noi siamo i fascisti del Terzo Millennio, non ci riconosciamo nella destra di oggi, siamo un movimento di estremo centro alto», spiega Massimo Carletti, responsabile del campo. Il punto, però, è anche un altro: il comune ha affidato a Casa Pound la gestione degli aiuti. Così camminando tra le tende si assiste a scene che proprio non ti immagineresti nell'Abruzzo del terremoto: sguardi storti, battute. Proprio nel campo dove Berlusconi e il ministro Gelmini sono venuti per l'inaugurazione della prima scuola riaperta nelle grandi tende. «Noi siamo venuti per aiutare, abbiamo portato tonnellate di roba. Appena hanno saputo del terremoto, i nostri iscritti si sono mobilitati. Siamo venuti da tutta Italia», racconta Carletti e indica le trenta tende piantate nel prato. E' mattino, una giornata fredda, con l'umidità che ti entra nelle ossa, e i ragazzi si preparano per un'altra giornata. Passerebbero quasi inosservati se non fosse per le mimetiche, le giacche nere, le felpe con i teschi. Carletti accetta di fare la guida al cronista. Cammina e intanto spiega: «Le costruzioni del Ventennio non sono crollate». Il magazzino gestito da Casa Pound è una delle poche costruzioni che hanno retto la botta del terremoto, nel grande spazio di dieci metri per trenta è accumulato di tutto: cibo, pannolini, vestiti, giochi per bambini. I militanti in giacca nera catalogano gli oggetti, li distribuiscono, parlano con gli abitanti. I modi sono gentili, si respira entusiasmo. Ma rispetto alle altre tendopoli c'è una tensione impalpabile. Quando passa un volontario della Protezione Civile ecco che viene fuori. «Scusa, tu chi sei?», gli chiede un ragazzo. E l'altro di rimando: «Mi chiamo Luigi, e tu chi sei?». Finisce lì, ma Carletti racconta: «Succede continuamente». Poi c'è la gente di Poggio Picenze. Molti non fanno caso a quel nero dominante, altri, però, storcono il naso: «Ma perché il Comune ha affidato la gestione dell'emergenza a un gruppo di estremisti? Siamo nell'Abruzzo di Silone e della Resistenza. è uno schiaffo alla memoria», sbotta Attilio. Il sindaco, Nicola Menna, professore di scuola arruolato dal centrodestra, scrolla le spalle: «A me questa storia dell'associazione fascista non interessa, nel campo non fanno politica». Ma le proteste di volontari e abitanti? «Noi adesso abbiamo bisogno di aiuto e quei ragazzi si danno da fare». Com'è che il Comune gli ha affidato la gestione degli aiuti? «Me li ha presentati un mio ex alunno». E qualcuno fa notare che a San Biagio di Tempera sono arrivati i ragazzi del centro sociale Spartacus. Insomma, si dice, c'è anche la sinistra. Al campo ufficiale, quello della Protezione Civile, continuano il loro lavoro nonostante la notizia comparsa sul Messaggero. Pasquale Landinetti, della Regione Campania, mostra questa tendopoli che è un esempio di solidarietà italiana: efficienza svizzera mischiata a calore campano. Ieri nella tenda-chiesa sono arrivate le reliquie di San Felice Martire e la campana del campanile pericolante. «Noi a Casa Pound non diamo nulla, per noi non sono riconosciuti. Diamo al Comune il materiale in eccedenza rispetto alle esigenze del campo, loro ne fanno quello che credono». E' l'ora della messa nella chiesa che sa di gomma come un canotto. Sulle sedie si dispongono anziani del paese vestiti di scuro, uomini della Protezione Civile con la divisa gialla e un ragazzone con la testa rasata e la giacca nera con il distintivo: «Invincibili».

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Trofeo Gambini Under 17: trionfa la Virtus Bologna (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Trofeo Gambini Under 17: trionfa la Virtus Bologna piacenza - Va alla Virtus Bologna la prima edizione del Memorial Gambini, torneo per Under 17 organizzato dall'Ucp. Nella prima giornata, Virtus e Caslapusterlengo battono rispettivamente Ucp e Cernusco. Scontata la vittoria dei bolognesi, che hanno dimostrato più tecnica, ma anche più prestanza fisica. La formazione locale era rimaneggiata e il campo è stato impietoso. Della squadra di casa emerge Petkowski (16 punti). Bravi i piacentini a non lasciarsi condizionare dalle mitiche V nere allenate da Marco Sanguettoli, considerato uno dei migliori allenatori di giovanili in Italia e scopritore di talenti. Nella squadra felsinea, da segnalare le prestazioni corali, ma un accenno particolare meritano Tugnoli e Quarta (20 punti ciascuno), Galeotti (14 punti) e il piacentino Bottioni (10 punti), che ha dimostrato di saper bene interpretare il suo ruolo, guidando con sicurezza i virtussini nelle loro azioni. Il verdetto finale: 122 a 51. Nella seconda partita, risultato in bilico fino alla fine, ha la meglio Casalpusterlengo sul Cernusco per 84-76. Buone prestazioni per i due piacentini in prestito all'Assigeco: Manstretta e Gelmini. Da rilevare la presenza anche di un altro piacentino tra le fila di Assigeco: Fedeli. La seconda giornata ha visto la vittoria della formazione più compatta nella finale di consolazione. Ha avuto la meglio Cernusco (111-62), compagine più completa e organizzata dei giovani piacentini. Nella finale per il primo posto, vittoria un po' sofferta per Virtus Bologna contro un'Assigeco concreta. Nel quarto periodo i ragazzi di Sanguettoli, spronati da Bottioni, cambiano marcia e vincono 76-67. 20/04/2009

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Due ministri per il battesimo degli erzelli (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Due ministri per il battesimo degli erzelli firma del protocollo d'intesa DUE ministri oggi a Genova per tenere a battesimo il progetto del villaggio scientifico degli Erzelli. Nel pomeriggio in Prefettura, alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Stella Gelmini, sarà firmato il protocollo d'intesa tra Ericsonn, Regione, Comune e Provincia per la realizzazione agli Erzelli di un Centro di ricerca e sviluppo di apparati e sistemi di telecomunicazioni. In concreto il più grande centro Ericsson fuori dai confini svedesi e completamente votato alla ricerca sulla banda larga. Inoltre il protocollo finanziamenti statali (si parla di 15 milioni di euro) e finanziamenti della Regione attraverso i fondi strutturali europei (Por). La pioggia di denaro statale è giustificata dal fatto che la collina sestrese, catalogata come area 87-3c, è una delle poche in Italia che attiva aiuti statali alle aziende che vi si trasferiscono. Alla firma del protocollo saranno presenti il governatore della Regione Liguria Claudio Burlando, il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto e il sindaco Marta Vincenzi oltre all'amministratore delegato di Ericsson Telecomunicazioni, Cesare Avenia e il presidente di Genova High Tech, Carlo Castellano. Nei giorni scorsi, dopo il via libera a febbraio della conferenza dei servizi che in sede deliberante ha approvato i progetti del palazzo Ericsson e delle opere di urbanizzazione del parco scientifico e tecnologico, la trasformazione degli Erzelli è partita ufficialmente. 20/04/2009

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scuola e futuro: domani iniziativa di rifondazione (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Udine Scuola e futuro: domani iniziativa di Rifondazione Domani sera, a partire dalle 20.30, all'auditorium della scuola Tiepolo in via del Pioppo 61, si terrà un'iniziativa sull'istruzione del Partito della Rifondazione comunista dal titolo "Cosa succederà alla nostra scuola?". Si parlerà di Ddl Gelmini, Ddl Aprea, riduzione di organico, piani orario, maestro unico, accorpamenti, tempo pieno. Genitori, insegnanti, studenti, personale della scuola sono invitati per discutere delle prospettive della scuola pubblica, dei suoi significati e dei problemi che ne derivano.

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GRUPPO DI LAVORO CRISI A. MERLONI. SPACCA: ACCELERAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA; DISTRETTO TECNOLOGICO; BUSTA PESANTE; QUARTO POLO FOTOVOLTAICO. ACCETTATA LA RICHIESTA DI RISORSE PER (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Aprile 2009 GRUPPO DI LAVORO CRISI A. MERLONI. SPACCA: ACCELERAZIONE ACCORDO DI PROGRAMMA; DISTRETTO TECNOLOGICO; BUSTA PESANTE; QUARTO POLO FOTOVOLTAICO. ACCETTATA LA RICHIESTA DI RISORSE PER LA DIVERSIFICAZIONE PRODUTTIVA: ORA SPETTA AL MINISTERO . Ancona 20 Aprile 2009 - Sono quattro le linee d´intervento rilanciate per affrontare le conseguenze che la crisi dell´Antonio Merloni ha prodotto sul territorio, indotto delle piccole imprese e reddito delle famiglie. Le ha illustrate il presidente Gian Mario Spacca, che ha coordinato il gruppo di lavoro sulle aree di crisi riunito il 17 aprile nella sede della Regione. Una risposta rapida da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sull´Accordo di Programma Governo-regioni, il cui documento iniziale e` stato inoltrato gia` nel settembre scorso. Il Tavolo si e` costituito ufficialmente ad ottobre, ma ha tenuto la prima riunione solo nei giorni scorsi. Come piu` volte ricordato le misure da adottare riguardano: la difesa del lavoro e dell´indotto, l´attrazione di nuovi investimenti produttivi, la diversificazione produttiva. Seconda linea d´intervento: il progetto per il distretto tecnologico delle Marche. Il presidente, il mese scorso, ha sollecitato il Ministro Gelmini affinche` venisse sostenuta un´azione per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell´abitare, puntando sulla domotica, vista la vocazione dell´area. La terza linea: una ulteriore proroga per la busta pesante. Un intervento gia` richiesto anche prima della crisi dell´A. Merloni e ora particolarmente attesa da lavoratori e famiglie. La proposta e` di considerare quale misura anticrisi, tra l´altro semplice e veloce, l´aumento della quota di esonero degli oneri sospesi, portandola dal 60 al 90%. In questo senso e` stata inviata oggi una lettera indirizzata al premier Berlusconi, Letta e Tremonti, firmata da Spacca e Lorenzetti. Il presidente Spacca ha quindi lanciato un´ulteriore proposta: la richiesta di far nascere nel territorio del distretto il quarto polo nazionale del fotovoltaico, un progetto strategico e innovativo, che gia` interessa i territori di Liguria, Lazio e Sicilia. Il gruppo di lavoro ha inoltre fatta propria la richiesta avanzata dalla Regione di un intervento straordinario per l´attrazione di investimenti e la riconversione industriale. Entro aprile deve essere approvato il disegno di legge 1195, che ripropone una nuova 181. Con l´articolo due della nuova normativa si possono attivare, attraverso un Accordo di Programma con la Regione, 50 milioni di euro per progetti di questo tipo. Un ammontare di risorse in grado di provocare investimenti per 350 milioni e circa 3000 posti di lavoro. Questa la richiesta ufficiale che il gruppo di lavoro fa al Ministero per lo Sviluppo economico. Spacca ha rivolto anche una sollecitazione al Ministero dell´Economia per il parere per sbloccare l´operativita` di finanziamenti, gia` garantiti dall´Ue e assicurati dal pool di banche che si e` costituito. All´incontro a cui hanno partecipato due commissari (Antonio Rizzi e Silvano Montaldo), i rappresentanti sindacali e delle categorie, i rappresentanti della Regione Umbria e del Ministero, Elda Fiorillo, che coordina il Tavolo nazionale. Presenti anche gli assessori Fabio Badiali e Lidio Rocchi. Il commissario Rizzi ha informato su quelle che sono le procedure relative alle manifestazioni di interesse: non sono vincolanti, ha detto, sono utili per capire come risponde il mercato, dopo di che occorre acquisire le informazioni necessarie per capire se si puo` trattare di manifestazioni da prendere in considerazione: un lavoro che deve concludere il Ministero. . <<BACK

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TERREMOTO: CHIODI, PRIMA NECESSITA' DARE UN TETTO A TUTTI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Aprile 2009 TERREMOTO: CHIODI, PRIMA NECESSITA´ DARE UN TETTO A TUTTI L´aquila, 20 aprile 2009 - "Prima necessità inderogabile è dare un tetto a tutti coloro che sono le tende. Si tratta di 58 mila persone e credo che una cosa del genere non sia mai accaduta nella storia italiana dei disastri naturali". Lo ha detto, il 16 aprile, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che insieme con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha visitato a Poggio Picenze la prima tensostruttura destinata agli alunni della scuola elementare del piccolo centro. "Passata la fase di emergenza acuta ? ha aggiunto Chiodi ? inizia ora la seconda fase e cioè dare agli aquilani una sistemazione più stabile e più sicura". . <<BACK

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ASCOLI Il Piceno paga per tutti. Saranno 324 i posti di lavoro in meno per i docenti nel prossimo a... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Aprile 2009 Chiudi ASCOLI Il Piceno paga per tutti. Saranno 324 i posti di lavoro in meno per i docenti nel prossimo anno scolastico. Oltre 120 quelli del personale amministrativo. Un numero, in percentuale, di gran lunga superiore alle altre Province della regione. A settembre, quando inizierà l'anno scolastico, resteranno a casa, compreso il personale con contratto a tempo determinato, non meno di 800-900 docenti e circa 200 amministrativi. Una catastrofe per tantissime famiglie. La Provincia di Ascoli registra anche un singolare primato in negativo. A fronte di una diminuzione di 300 iscritti nella scuola dell'infanzia, che comporterebbe una contrazione di 10-12 classi, l'Ufficio scolastico ha tagliato ben 35 classi di scuola elementare. Tanto che i posti in meno saranno 130, pari al 52% di tutti e 249 posti delle elementari tagliati a livello regionale. Numeri che fanno paura e che, con l'entrata a regime della riforma Gelmini, potrebbero raddoppiarsi nel giro di un paio di anni. E il timore di restare a vita senza una cattedra spinge i docenti precari a costituire un coordinamento provinciale per la difesa del posto di lavoro. In una situazione così difficile di contrazione di organici, il dirigente del circolo "Malaspina" di Ascoli, Giuseppe Pacetti, si è "inventato" il gruppo classe per non chiudere la prima classe del plesso di San Domenico che registra solo 16 iscritti. In pratica il dirigente costituirà una seconda prima classe alla "Malaspina" con la formula del "gruppo classe" senza l'autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione. Funzionerà con le risorse del personale già assegnato, senza aggravio di spesa per l'Erario. Un escamotage che supera la non concessione di cinque prime classi (ne sono state concesse quattro) da parte dell'Ufficio scolastico. Una formula dovrebbe scongiurare anche la sicura chiusura del plesso di San Domenico nell'anno scolastico 2010/2011. La mancanza dell'inizio di un nuovo ciclo scolastico (quinquennale) avrebbe fatto registrare anche una diminuzione di alunni al disotto della fatidica soglia di 50 unità. Praticamente, secondo la riforma Gelmini, la chiusura del plesso. E. Man.

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TERREMOTO:GATTI,AIUTARE RAGAZZI E FAMIGLIE VERSO NORMALITA' L'ASSESSORE CON IL MINISTRO: LAVORIAMO PER GESTIRE EMERGENZA (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 20 Aprile 2009 TERREMOTO:GATTI,AIUTARE RAGAZZI E FAMIGLIE VERSO NORMALITA´ L´ASSESSORE CON IL MINISTRO: LAVORIAMO PER GESTIRE EMERGENZA L´aquila, 16 aprile 2009 - "La comunità aquilana vuole reagire rispetto all´evento catastrofico che ha messo in ginocchio il territorio. Anche gli studenti e le loro famiglie hanno diritto di tornare alla normalità, alla ripresa delle lezioni, sia pure nelle tendopoli. Lavoriamo tutti insieme per gestire questa fase di emergenza ma la vera sfida ci sarà a settembre con il nuovo anno scolastico". Lo ha detto l´assessore Paolo Gatti nel corso della conferenza stampa del Ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini. "Dobbiamo alleviare le difficoltà di queste persone - ha aggiunto Gatti, affinché possano ricostruire il proprio futuro. Sentiamo fortemente la vicinanza del Governo e del Ministro che si è mosso con sollecitudine. E´importante riprendere l´attività scolastica per ridare speranza a bambini, ragazzi e famiglie. Si sta cercando di fare un censimento degli studenti sfollati lungo la costa per consentire a loro l´integrazione nelle classi dei paesi ospitanti. In molte zone della regione già da lunedì le scuole agibili riapriranno". . <<BACK

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I paesi mobilitati per salvare le elementari (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

di Maurizio Barbieri e Alberto Vincenzi I paesi mobilitati per salvare le elementari Niente prime classi in sei istituti. Assemblee e proteste. Si attivano i Comuni A Stellata domani incontro pubblico e nasce un comitato STELLATA. C'è chi si è già mobilitato con volantinaggi e indicendo assemblee di tutto il paese. C'è chi sta procedendo tramite i canali istituzionali con i Comuni impegnati in prima linea. Certo è che i «tagli» delle prime classi elementari in sei paesi stanno suscitando reazioni in serie. Anche perchè il timore è che i tagli delle prima classe nel prossimo anno scolastico siano forieri di chiusure totali delle scuole. Così da qualche giorno a questa parte - da quando sono arrivate le prime comunicazioni dell'Ufficio scolastico provinciale - è iniziata una vera e propria mobilitazione da un capo all'altro della provincia. Il motivo dello stop alle prime classi per il prossimo anno scolastico è lo stesso per tutti: pochi bambini iscritti. Il provvedimento va a colpire nel Bondenese Pilastri e di Stellata, nel Comacchiese Volania, poi San Giovanni di Ostellato, Masi Torello e Monticelli. In più, a Buonacompra il Comune ha deciso la chiusura del plesso. L'amministrazione comunale bondenese si è già attivata per cercare di evitare il provvedimento per le due scuole e nei paesi si stanno muovendo genitori e cittadini, con volantinaggi, il tentativo di costituire comitati e non solo. Ecco allora che domani sera a Stellata (inizio alle 21, nel capannone del doposcuola parrocchiale) è stata indetta una assemblea pubblica aperta a tutto il paese, con tema «Difendiamo la nostra scuola elementare». E questo anche in vista dell'incontro che è previsto a Bondeno venerdì 24 aprile tra l'amministrazione comunale e il dirigente scolastico provinciale, Vincenzo Viglione. Preoccupazione anche nel Comune di Mesola, per la sorte delle elementari di Monticelli: il plesso con la nuova legge Gelmini non ha i numeri per sopravvivere e mentre i bimbi di 1ª e 2ª dovranno traslocare a Mesola rimane da vedere se anche le altre classi dovranno traslocare. A tale proposito nei prossimi giorni la direzione didattica dovrebbe convocare una riunione con i genitori dei bambini. «Appena è arrivata la circolare - spiega Lino Albano Selvatico, assessore a Scuola, Cultura e Ambiente - abbiamo contattato la reggente della direzione didattica Pasqua Lina Carli ed il dirigente provinciale Vincenzo Viglione facendo presente la situazione di Monticelli. I numeri ci condanano ma non lasceremo intentata nessuna ipotesi». «I numeri ci damnno torto - afferma Carlo Ragazzi, assessore nell'attuale giunta che risiede proprio a Monticelli - non si possono più fare classi con meno di 10 alunni. Il prossimo anno saranno solo tre i bimbi di Monticelli che frequenteranno la prima classe ed anche per gli anni a venire il trend non è incoraggiante. Nei piccoli paesi le scuole elementari sono molto importanti per la vita della frazione, un po' come la chiesa, il bar e l'ufficio postale. Purtroppo di fronte all'evidenza dei numeri anche l'amministrazione comunale è in difficoltà».

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Per San Giovanni faremo tutto il possibile (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'ASSESSORE «Per San Giovanni faremo tutto il possibile» SAN GIOVANNI. Tra le scuole elementari sotto la scure della legge Gelmini c'è anche l'istituto di San Giovanni di Ostellato. «Le elementari non chiuderanno - afferma Giulia Merlo, (nella foto) assessore alla Pubblica istruzione -: non si farà la prima classe perchè ci sono solo 5 bambini iscritti ma, in base alle proiezioni già effettuate, nei prossimi anni è previsto un aumento demografico che ci fa ben sperare. Come giunta siamo già intervenuti quest'anno, perchè mancava un insegnante e abbiamo inserito un educatore che affianca gli insegnanti e copre anche l'attività pomeridiana. Faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per salvaguardare il plesso scolastico di San Giovanni in quanto assieme alle scuole di Ostellato e Dogato le riteniamo un patrimonio importante per le nostre comunità». Anche nel 1991 ci fu in paese una notevole mobilitazione per salvare le scuole medie ma i tanti sforzi non venero premiati in quanto l'istituto venne chiuso.

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Corrado Guzzanti: molte facce, anche nuove (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 20/04/2009 - pag: 11 Gran Teatro A Tor di Quinto torna stasera «Recital» con una sola replica giovedì 30 aprile Corrado Guzzanti: molte facce, anche nuove Al Gran Teatro Tor di Quinto torna in scena stasera alle ore 21 «Recital» con Corrado Guzzanti, anche autore in collaborazione con Andrea Pistacchi, affiancato da Caterina Guzzanti e Marco Marzocca. L'unica replica dello spettacolo è prevista giovedì 30 aprile. Dopo il grande successo avuto al debutto romano nei primi giorni di aprile, Corrado Guzzanti ripropone questo suo «Recital» che sarà poi in tour nelle principali città italiane fino a tutto maggio. Dopo tanto tempo Guzzanti ritorna protagonista in un vero e proprio evento teatrale e in compagnia affiatatissima con Marco Marzocca e con la sorella Caterina Guzzanti proporrà alcuni suoi personaggi classici e di grande successo, fra i quali il santone Quèlo, il conduttore La Porta o l'avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia. Non macherà naturalmente un ampio spazio riservato alla satira politica con le parodie di Romano Prodi, di Giulio Tremonti, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di Pietro. Per questo spettacolo Corrado Guzzanti si avvarrà di un maxischermo sul quale verranno proiettati diversi contributi preparati appositamente e filmati in precedenza per quei personaggi che necessitano di maggiori trucchi speciali, impensabili da realizzare in tempo reale. Caterina Guzzanti sarà impegnata fra le altre nell'imitazione del ministro Mariastella Gelmini, mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Corrado Guzzanti propone una satira graffiante

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piccoli comuni, una risorsa (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scansano. Fini rivendica il valore dell'identità locale Piccoli comuni, una risorsa SCANSANO.Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ieri a Scansano per la festa nazionale dei piccoli Comuni, più triste, quest'anno, per il terremoto in terra di Abruzzo, afferma che è giusto chiedere l'accertamento delle responsabilità nei crolli degli edifici e chiede «che le costruzioni vengano realizzate nel rispetto dell'ambiente riducendolo quasi allo zero i rischi». Fini si mostra anche molto sensibile al sentimento dell'identità. «La crisi globale dell'economia - dice - può essere contrastata anche difendendo le piccole identità, come quella dei piccoli Comuni». «L'Unesco - ha detto ancora Fini - ha dichiarato che il patrimonio artistico culturale dell'Italia, è pari al 50% di quello esistente al mondo, pertanto va tutelato, perché patrimonio dell'umanità. Sono necessarie politiche adeguate per mantenere questo patrimonio storico-culturale». E proprio in una piccola piazza, Gianfranco Fini invita ad «essere orgogliosi delle radici, dell'identità, del rapporto con il territorio dove sono nati i nostri padri», e, riferendosi ai piccoli comuni (oltre 5.800 quelli con meno di 5.000, vi risiede il 19% della popolazione italiana e custodiscono il 55% del territorio), spiega che «sono il simbolo di quell'Italia di ieri e di quell'Italia che vogliamo costruire. Essere consapevoli della propria identità e delle proprie radici - aggiunge - permette di proiettarci in avanti e di competere e di vincere nello scenario globale anche in questi momenti di crisi». Infine la scuola: «è necessario lavorare - dice - per un'Italia che sappia valorizzare le piccole comunità salvaguardando i vari presidi scolastici. Il ruolo della scuola è la garanzia della vita di tutti i comuni. La riforma Gelmini, infatti, punta proprio a questo».

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Lo spoil system premia i giudici (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-04-20 - pag: 14 autore: Pubblica amministrazione. Il bilancio ai vertici degli uffici dopo gli ultimi avvicendamenti Lo spoil system premia i giudici I più richiesti sono i magistrati dei Tar e del Consiglio di Stato Antonello Cherchi Alessandra Tibollo Il valzer delle poltrone ministeriali non si ferma. Pur essendo ormai esaurito l'effetto dello spoil system di inizio legislatura, la geografia dei posti di vertice della pubblica amministrazione ha di recente subìto un riassetto con l'abbandono della segreteria generale di Palazzo Chigi da parte di Mauro Masi, passato alla direzione generale della Rai. Movimento preceduto dall'uscita di Filippo Patroni Griffi, transitato dalla stanza di capo di gabinetto del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a quella di segretario generale del Garante della privacy, poltrona lasciata vuota da Giovanni Buttarelli, che dopo undici anni a capo dell'ufficio dell'Authority si è spostato a Bruxelles in qualità di Garante europeo aggiunto. Per le due poltrone rimaste vuote si è optato per soluzioni interne. Al posto di Masi è stato chiamato il suo vice Manlio Strano, a Palazzo Chigi dal lontano 1973, quando entrò in servizio nell'ufficio legislativo. A Palazzo Vidoni, invece, Patroni Griffi – consigliere di Stato con un ricco passato di frequentazioni nelle stanze del potere: è stato responsabile dell'ufficio legislativo della Funzione pubblica con Cassese, Motzo, Bassanini e Frattini; capo di gabinetto con Amato al ministero per le Riforme istituzionali; prima di ritornare alla Funzione pubblica, nella scorsa legislatura era a Palazzo Chigi con Prodi come capo del Dipartimento affari giuridici (Dagl) – è stato sostituito da Carlo Deodato, anche lui consigliere di Stato che, sempre per Brunetta, reggeva l'ufficio legislativo. Il risiko di Palazzo Vidoni è stato poi completato con la nomina a capo dell'ufficio legislativo di Germana Panzironi, giudice Tar, già vice di Patroni Griffi. I profili La presenza dei magistrati amministrativi negli staff dei ministri si conferma, dunque, una costante. Dei 43 incarichi di diretta collaborazione, 11 sono infatti ricoperti da giudici dei Tar o di Palazzo Spada (soprattutto da questi ultimi). Consigliere di Stato è anche Claudio Zucchelli, capo del Dagl di Palazzo Chigi, e pure Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, proviene dalle fila della giustizia amministrativa, anche se ha poi lasciato il Tar per altri incarichi: è stato già capo di gabinetto di Tremonti nel precedente Governo Berlusconi e con Di Pietro alle Infrastrutture nella passata legislatura, nonché rettore della Scuola del ministero dell'Economia. Alla magistratura amministrativa, tuttavia, Fortunato non ha del tutto rinunciato, perché è componente (ora in scadenza) del Consiglio di presidenza, l'organo di autogoverno dei Tar e del Consiglio di Stato. Incarico che in passato ha dato adito ad alcune interrogazioni parlamentari per incompatibilità. Insieme ai magistrati ammini-strativi, nelle stanze dei bottoni si trovano gli avvocati dello Stato. In questo Governo sono sei e altrettanti sono i magistrati ordinari, mentre i giudici contabili a capo degli uffici di gabinetto o di quelli legislativi sono tre. Così come tre sono i prefetti. Negli altri casi, ai vertici degli staff ministeriali sono stati chiamati dirigenti pubblici o consiglieri parlamentari. Alla Difesa, invece, sono stati scelti due militari: Biagio Abrate (capo di gabinetto) e Tullio Del Sette (responsabile dell'ufficio legislativo), al terzo mandato in quei ruoli. I ritocchi Non solo alla Funzione pubblica e a Palazzo Chigi hanno, tuttavia, dovuto rimettere mano agli assetti. Al ministero dell'Ambiente, infatti, la Prestigiacomo ha dovuto affrontare un cambiamento in corsa nel proprio staff: all'ufficio di gabinetto, in sostituzione di Giancarlo Montedoro, a febbraio è arrivato un quarantenne con una discreta conoscenza dei corridoi ministeriali: il consigliere di Stato Michele Corradino, già vicecapo di gabinetto allo Sviluppo economico con Scajola e capo di gabinetto con il ministro Santagata (Attuazione del programma) nella scorsa legislatura. E pure il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha dovuto rivedere l'organigramma dei propri collaboratori: come capo dell'ufficio legislativo aveva inizialmente scelto Tito Varrone, che però è stato sostituito da Maria Celentano. Prima di approdare a viale Trastevere la Celentano ricopriva lo stesso incarico al legislativo del dicastero per i Rapporti con il Parlamento. Per sostituirla, Vito ha scelto la continuità al femminile, nominando Carla Ciuffetti, una new entry nei corridoi ministeriali, con un passato da consigliere parlamentare alla Camera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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"No ai volontari in camicia nera" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

INVIATO A POGGIO PICENZE (L’Aquila) I primi giorni non se n’è accorto nessuno. C’era altro cui pensare: il paese sventrato dal terremoto e i morti. Poi, però, l’angoscia ha concesso una tregua e a Poggio Picenze qualcuno ha puntato gli occhi sulle bandiere alzate proprio accanto al campo della Protezione Civile. Sui ragazzi vestiti di nero, con il cappuccio alzato e la scritta «me ne frego» tatuata sul collo. Così tra la gente più d’uno ha cominciato a protestare: «Io proprio non voglio farmi aiutare da un gruppo di fascisti», sospira Maria puntando il dito verso lo striscione nero che fa bella mostra vicino alla chiesa diroccata. Poco distante i ragazzi in mimetica e giacconi neri non sembrano curarsi dell’attenzione. Loro sono i membri dell’associazione Casa Pound. Fascisti? «Mi riconosco nella dottrina fascista che ritengo tuttora validissima, ma non nel periodo storico del fascismo che è finito nel 1945. Noi siamo i fascisti del Terzo Millennio, non ci riconosciamo nella destra di oggi, siamo un movimento di estremo centro alto», spiega Massimo Carletti, responsabile del campo. Il punto, però, è anche un altro: il comune ha affidato a Casa Pound la gestione degli aiuti. Così camminando tra le tende si assiste a scene che proprio non ti immagineresti nell’Abruzzo del terremoto: sguardi storti, battute. Proprio nel campo dove Berlusconi e il ministro Gelmini sono venuti per l’inaugurazione della prima scuola riaperta nelle grandi tende. «Noi siamo venuti per aiutare, abbiamo portato tonnellate di roba. Appena hanno saputo del terremoto, i nostri iscritti si sono mobilitati. Siamo venuti da tutta Italia», racconta Carletti e indica le trenta tende piantate nel prato. E’ mattino, una giornata fredda, con l’umidità che ti entra nelle ossa, e i ragazzi si preparano per un’altra giornata. Passerebbero quasi inosservati se non fosse per le mimetiche, le giacche nere, le felpe con i teschi. Carletti accetta di fare la guida al cronista. Cammina e intanto spiega: «Le costruzioni del Ventennio non sono crollate». Il magazzino gestito da Casa Pound è una delle poche costruzioni che hanno retto la botta del terremoto, nel grande spazio di dieci metri per trenta è accumulato di tutto: cibo, pannolini, vestiti, giochi per bambini. I militanti in giacca nera catalogano gli oggetti, li distribuiscono, parlano con gli abitanti. I modi sono gentili, si respira entusiasmo. Ma rispetto alle altre tendopoli c’è una tensione impalpabile. Quando passa un volontario della Protezione Civile ecco che viene fuori. «Scusa, tu chi sei?», gli chiede un ragazzo. E l’altro di rimando: «Mi chiamo Luigi, e tu chi sei?». Finisce lì, ma Carletti racconta: «Succede continuamente». Poi c’è la gente di Poggio Picenze. Molti non fanno caso a quel nero dominante, altri, però, storcono il naso: «Ma perché il Comune ha affidato la gestione dell’emergenza a un gruppo di estremisti? Siamo nell’Abruzzo di Silone e della Resistenza… è uno schiaffo alla memoria», sbotta Attilio. Il sindaco, Nicola Menna, professore di scuola arruolato dal centrodestra, scrolla le spalle: «A me questa storia dell’associazione fascista non interessa, nel campo non fanno politica». Ma le proteste di volontari e abitanti? «Noi adesso abbiamo bisogno di aiuto e quei ragazzi si danno da fare». Com’è che il Comune gli ha affidato la gestione degli aiuti? «Me li ha presentati un mio ex alunno». E qualcuno fa notare che a San Biagio di Tempera sono arrivati i ragazzi del centro sociale Spartacus. Insomma, si dice, c’è anche la sinistra. Al campo ufficiale, quello della Protezione Civile, continuano il loro lavoro nonostante la notizia comparsa sul Messaggero. Pasquale Landinetti, della Regione Campania, mostra questa tendopoli che è un esempio di solidarietà italiana: efficienza svizzera mischiata a calore campano. Ieri nella tenda-chiesa sono arrivate le reliquie di San Felice Martire e la campana del campanile pericolante. «Noi a Casa Pound non diamo nulla, per noi non sono riconosciuti. Diamo al Comune il materiale in eccedenza rispetto alle esigenze del campo, loro ne fanno quello che credono». E’ l’ora della messa nella chiesa che sa di gomma come un canotto. Sulle sedie si dispongono anziani del paese vestiti di scuro, uomini della Protezione Civile con la divisa gialla e un ragazzone con la testa rasata e la giacca nera con il distintivo: «Invincibili».

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Alunni stranieri In ogni classe non più del 30% (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

THIENE. Unificati i circoli didattici 20/04/2009 rss e-mail print L'assessore Luciano Bassan L'unificazione di un unico circolo didattico delle scuole elementari e l'aver fissato un tetto massimo per la presenza di stranieri in una classe non sono le uniche iniziative per garantire una offerta formativa omogenea in tutte le scuole elementari in città. Ci sono diverse proposte di integrazione ed alfabetizzazione a favore dei ragazzi stranieri, sia alle elementari che alle scuole medie. L'unificazione dei due circoli era nata infatti con l'intento di poter meglio omogeneizzare la presenza di alunni stranieri nei diversi plessi scolastici visto che ora ci sono scuole con percentuali del 50% ed altre che non sfiorano neanche il 20. «Il nuovo modello organizzativo è frutto di una scelta precisa e convinta dell'amministrazione - spiega l'assessore all'istruzione Luciano Bassan -. Si è trattato di una decisione nè semplice nè facile, ma grazie alla proficua collaborazione con il dirigente del primo circolo, che diventerà direttore unico l'anno prossimo, si è arrivati a fissare il tetto massimo del 30% di bambini stranieri, in linea poi con quanto deciso dal ministro Gelmini». L'amministrazione finanzia anche altri progetti a favore dell'integrazione; si tratta del progetto "Persona", rivolto all'aiuto ed al sostegno degli alunni stranieri delle scuola elementare, ma anche attivo il progetto "Andrea nella scuola" rivolto agli alunni della scuola media. Se nel prossimo anno si dovranno spostare alcuni ragazzi da una scuola elementare all'altra sarà compito dell'amministrazione trovare le risorse adeguate. «Siamo pronti ad individuare le soluzioni più idonee, non escludendo la possibilità di favorire la mobilità di questi nuovi alunni con un servizio di trasporto verso altri plessi scolastici», precisa ancora Bassan. Sono inoltre in programma anche altri lavori che riguardano le scuole; dalla nuova mensa alle scuole elementari Collodi che partirà con l'estate alle scuole di Lampertico, dove la la mensa è già in corso d'opera, oltre alla realizzazione di due nuove aule e dell'ascensore, e l'adeguamento alle norme di sicurezza. M.D.V.

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Prodi e il funerale del Pd. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Un passo alla volta, felpato, come si usa nello stile degli ex dc (mai ex, in verità, in fondo all'anima politica). Romano Prodi prepara così il suo rientro dopo aver (ri)preso la tessera del Pd. E lo fa ancora una volta a Bologna. Con una frase buttata lì, quasi a caso, anch'essa felpata nel tono, ma politicamente durissima nella sostanza: "Qui c'è unione, quindi c'è vittoria". L'occasione era davvero ghiotta per questa nuova uscita: la convention per lanciare la candidatura a sindaco di Bologna del centrosinistra Flavio Delbono (area Margherita-Pd, allievo prediletto di Prodi) che ha presentato il suo programma elettorale al Teatro delle Celebrazioni. Luogo evocativo perché il Professore ha celebrato messa per pronunciare il de profundis definitivo sul progetto veltroniano ormai naufragato. Da dimenticare. Altro che "da soli si vince", ci mancava solo che Prodi rievocasse pure la "gioiosa macchina guerra" di Occhetto. Del resto basta dare un'occhiata allo schieramento che sostiene Delbono: ricalca il modello dell'Unione e annovera tra gli altri anche il Prc e liste di cosiddetti "delusi del Pd". E non è solamente uno schieramento che lega gli anti-Cofferati (non a caso il sindaco che la sinistra bolognese non ha mai amato, nei giorni scorsi ha sparato a zero proprio su Delbono, non a caso il Cinese aveva rotto col Prc in Comune). A chi gli chiedeva se con una coalizione di questo tipo ci sia del rischio, Prodi ha risposto: "No, no, va bene. Basta con le liti astratte sugli schieramenti.". Il Professore c'è e lotta di nuovo, insomma. E quando lo applaudono fa finta di tirarsi indietro dice serafico: "Si applaudono sempre i defunti.". Ma forse pensava proprio a Veltroni. chissà. "L'Unione vince", chi vuol capire capisca, la marcia di Romano è ripartita da Bologna. Senza troppi proclami, senza "sporcarsi le mani" con l'anti berlusconismo di sempre. A quello ci pensa il partito giustizialista che unisce Di Pietro, Grillo e l'accoppiata Santoro-Travaglio. In fondo gli "arrabbiati" possono essere d'aiuto a Romano, marcano le distanze fra cattolici ex dc (di sinistra) e riformisti ex Pci-Pds-Ds dagli "arrabbiati" avvicinandoli ai centristi di Casini. Ma questa è un'altra storia. Bufera nel Pd, Bettini sbatte la porta e denuncia: regime correntizio A sconquassare ancora di più il Pd arriva anche Goffredo Battini, gran regista delle politiche veltroniane che dalle pagine del Messaggero annuncia: "Non mi candido alle Europee, da due mesi non ho contatti con i leader". "Avevo dato una disponibilità all'impegno per la candidatura europea nel quadro di un sereno e condiviso giudizio, da parte del nuovo gruppo dirigente, della sua necessità e utilità politica, ma questo unitario giudizio non è emerso. È del tutto egittimo ma è così. Da circa due mesi non ho alcun contatto con la segreteria del partito". E Bettini denuncia: "Non sono stato coinvolto nella composizione delle liste che, da quel che appare sui giornali, lasciano in me più di una perplessità per un assetto che risente di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze". Scritto in Varie Commenti ( 31 ) » (6 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Apr 09 Epifani, Dario e la piazza elettorale E così Dario Franceschini alla fine ha risposto alla "chiamata" di Epifani e della Cgil: tutti in piazza a Roma appassionatamente per una manifestazione che così, da sindacale, diventa tutta politica. Un affare tra Cgil e Pd, insomma, con la Cgil che fa da locomotiva politica, detta la linea al Pd e preannuncia anche la linea dura sui rinnovi dei contratti. Il bersaglio, ovviamente è il solito: Berlusconi e quelli che l'opposizione definisce "spot" riducendo a una battuta da passa parola buono per gli apparatick elettorale in vista delle Europee e delle amministrative di giugno. Le riforme del governo? Le grandi opere? Gli aiuti all'industria? Gli incentivi? Gli interventi sul versante sociale? "Spot". Da piazza elettorale. La Cgil offre un salvagente al Pd diviso e in difficoltà, con il segretario Franceschini di fatto commissariato (leggi l'articolo di Laura Cesaretti) dagli ex Ds forte dei buoni rapporto con D'Alema. O ti aggrappi al salvagente sindacale o anneghi. Adunata con sindacalisti, deputati, amministratori e pure l'Anpi. e Bertinotti-Ferrero-Diliberto fino al "resuscitato" Veltroni. Come rileva il segretario della Cisl Bonanni: "Io mi meraviglio di chi ci va, perché una manifestazione potrebbero farsela da soli, e mi meraviglio di un sindacato che al posto di inseguireo biettivi sindacali, indica un obiettivo tutto politico. Sono sempre gli stessi che vanno li. Mi paiono gli aeroplani di Mussolini che ora sono lì che ora sono qui, sempre per obiettivi politici.". Giudizio impietoso, sulla Cgil, che fa il paio con quello sul Pd e sul suo segretario che ha detto "vengo anch'io" all'ultimo minuto, quasi non potesse farne a meno, di accettare "l'invito". Mossa che giustifica così: "Non volevo che i giorni precedenti alla manifestazione fossero attraversati dal dibattito su cosa fa il segretario del Pd". Naturalmente niente delegazione "ufficiale", mossa come al solito ambigua ma che certo non aiuta il fragile riformismo di parte del centrosinistra. E allontana ancora di più moderati e ceto medio dal Pd. Pensiero post manifestazione: siamo 2.700.00, siamo 300.000, siamo 1 milione, siamo 800.000 più degli altri. Vale per sinistra, destra, centro, grillini, girotondini ecc. ecc. ma non sarebbe ora di darci un taglio con questo "rituale" dell'iperbole politica insulso e bugiardo che, tra l'altro, mette in subordine e squalifica i "contenuti" di una manifestazione? Cosa ne pensate. Per meglio meglio quattro amici al bar. è più realistico, e poi la canzone di Gino Paoli è anche allegra. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) » (21 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 09 Casa, il "piano famiglia" riapre i cantieri Silvio Berlusconi incassa il sì delle Regioni e il piano casa parte. Così il governo può aprire una partita importante: da un lato si risponde ad esigenze concrete delle famiglie, dall'altro si rimette in moto l'edilizia da sempre volano importante dell'economia. Non è un risultato da poco in tempo di crisi e viste le polemiche a volte fondate ma spesso davvero strumentali, che hanno accompagnato la proposta lanciata dal premier. Certo, si dirà tanto per dire "qualcosa di sinistra" che il piano iniziale è stato ridimensionato (ma il premier ha sempre detto che doveva essere concordato con le Regioni) ma ora d'incanto la cementificazione del Bel Paese scompare o quasi, visto che anche le regioni "rosse" si sono messe in marcia assieme a quelle governate dal Pdl. Vabbé l'importante è che i cantieri partano: sono in ballo fra 60 e 70 miliardi di euro, che non sono bruscolini. Entro 10 giorni il governo varerà il decreto legge, poi toccherà al "federalismo del mattone" dare le risposte concrete. Tra l'altro il governo ha "confermato integralmente" gli impegni per i nuovi alloggi di edilizia popolare per i quali erano stati stanziati inizialmente 550 milioni di euro, con una parte di risorse che potranno essere reperite con la vedita delle case agli inquilini senza vendite "forzate" nei confronti di chi le occupa e non ha disponibilità economiche". Insomma, il governo mette a segno un altro punto importante, dopo la realizzazione del passante di Mestre, l'alta velocità Fs, il termovalorizzatore di Acerra. E, a proposito di cemento "buono" e "cattivo", arriverà anche il piano per le "nuove città": un insediamento urbanistico nuovo per ciascun capoluogo, sempre da realizzare in collaborazione con le regioni. In sintesi. Ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi. Premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia (ma i tetti nazionali si potranno anche superare). Sono questi i principali interventi che saranno contenuti nelle leggi regionali, leggi che i governatori - perché è a loro che passa la palla e sono loro che poi dovranno risponderne i cittadini - dovranno varare entro che i governatori s'impegnano a varare entro 90 giorni, altrimenti interverrà un commissario ad acta per "agire". Con questa crisi è meglio non scherzare e i tempi di apertura dei cantieri non dovevono essere lunghi. Due i punti importanti dell'accordo. Il primo. "Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento". Il secondo. Le Regioni s'impegnano a "introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta". Leggi il testo integrale dell'accordo fra governo e regioni Piano casa per le famiglie, ecco cosa si può fare punto per punto Scritto in Varie Commenti ( 32 ) » (13 votes, average: 3.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 09 Prodi, il ritorno al passato E così Romano Prodi ridiscende in campo. Non mi sorprende affatto, del resto l'avevo preventivato e scritto in altri post. Era solo questione di tempo. Pensare che il Prof si auto-pensionasse davvero non era nell'ordine delle cose (politiche) e nemmeno nel carattere dell'uomo. Farsi da parte? Proprio lui, il fondatore dell'Ulivo? Eppoi la scuola della vecchia Dc lascia il suo imprinting nel dna politico di chi ne ha praticato a lungo il rito. Ha solo aspettato che le cose andassero come dovevano andare (dal suo punto di vista), che il centrosinistra si sfasciasse sotto il peso delle sconfitte elettorali veltroniane. E ora torna a giocare il ruolo di "padre nobile", di grande "federatore". Comodamente seduto nel salotto tv buonista e caramelloso di Fabio Fazio, il Prof ha alzato l'indice della mano sinistra e ha affondato definitivamente il Pd così com'era stato concepito da Walter, il perdente di successo. E non l'ha fatto nemmeno troppo "pacatamente", evitando pure i "ma anche". Un assist prefetto per il buon Franceschini impegnato a de-veltronizzare il partito e a duettare con l'Udc di Casini. Fra ex della sinistra Dc si intendono, almeno loro. Altro che Pd come partito identitario e solitario. "Io ho sempre sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme. Se la legge permette ancora la frammentazione, allora serve una coalizione per vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto tra l'altro Romano. Insomma, assieme alla tessera del Pd ("non c'è stata una nuova iscrizione, c'è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava la tessera stampata") Prodi redivivo lancia la nuova-vecchia parola d'ordine: "Bisogna coalizzarsi". Insomma, rifare l'Ulivo (o l'Unione se preferite) e possibilmente allargarlo. Verso il centro? Verso la sinistra? Da tutte e due le parti? Il Prof per ora si ferma, sul punto, ma un fatto è certo: è tornato, e non farà la comparsa. Due volte affondato dai suoi, pare che voglia riprovarci con un copione che in realtà non è affatto nuovo ma che prevede a mio parere una variante importante: saranno gli ex Dc a pesare di più nella Balena bianco-rossa assieme all'ala anti veltroniana del Pd. Restano da capire due cose: quale sarà il ruolo di Massimo D'Alema? E come verrà declinata l'allenza con Di Pietro e l'ala giustizialista-girotondina della sinistra? E voi cosa ne pensate del ritorno di Prodi, serve davvero al centrosinistra? "Prodi affonda il Pd per riusumare l'Ulivo" di Federico Novella Cossiga: "Romano era in agguato. Ora si prende la rivincita" di Roberto Scafuri Cacciari: "Con il rientro di Romano torniamo al vecchio Ulivo, meglio scioglierci" di Francesco Cramer Scritto in Varie Commenti ( 103 ) » (29 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 11Mar 09 Se il cemento è di sinistra Il governo prepara il piano casa e subito il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. Il Giornale (lunedì 23 marzo) Dietrofront del pd sul piano casa: si può fare/di Gian Maria De Francesco Scritto in Varie Commenti ( 61 ) » (14 votes, average: 4.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 91 ) » (23 votes, average: 3.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 104 ) » (30 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 240 ) » (63 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (36 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 155 ) » (51 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (68) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Carlo, credo che con il mio blog il buon Fede c'entri poco e se il suo paragone volesse... Alberto Taliani: Caro Teramano, mi spiace per lei, evidentemente non le piace Prodi, ma cosa ci posso fare se Prodi... Vincenzo: Personalmente prego Dio che "mortadella" scenda ancora in campo vorrebbe dire che per altri 10... Francesco Dama: Sig. GI_GI Partendo dal presupposto che a parer mio ognuno deve essere libero di esprimere la propria... Carlo: Egregio sig. Taliani, lei mi fa una gran pena. E' semplicemente uno strumento del potere come il suo... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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( da "SaluteEuropa.it" del 20-04-2009)

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20/04/2009 Il Cnr dice due volte: buon compleanno Rita Il Cnr festeggia il centenario di Rita Levi-Montalcini due volte: con un convegno scientifico che si terrà domani 21 aprile, presso la sede dove la professoressa continua a lavorare, e un incontro più istituzionale, in Campidoglio, il 22 aprile. Due manifestazioni di rilievo internazionale, cui parteciperanno studiosi di ogni parte del mondo e alle quali lo stesso Premio Nobel ha assicurato la presenza. L'evento del 21 aprile sarà dedicato all'NGF, il Nerve growth factor (Fattore di crescita nervosa), la proteina per la cui scoperta la prof.ssa Levi-Montalcini ha ricevuto il Nobel. Il convegno, dal titolo "One day meeting on nerve growth factor: from sarcoma 180 to clinical applications" si terrà a Roma, presso l'EBRI (European Brain Research Institute), il centro di ricerca scientifica internazionale sulle neuroscienze fondato dalla Levi-Montalcini (in via del Fosso di Fiorano n. 64, dalle ore nove). Organizzato dal dr. Luigi Aloe, ricercatore dell'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr e dal 1969 allievo della professoressa, vi parteciperanno studiosi italiani e provenienti da USA, Canada, Bulgaria, Germania, Svezia, Israele e Gran Bretagna. "Si discuterà dell'intuizione originaria della Levi-Montalcini e dell'importante ruolo della molecola NGF nel comportamento aggressivo, nell'ansia (compresa quella dell'innamoramento), nella risposta allergica e nei meccanismi delle cellule cardiovascolari - spiega il dr. Aloe - Si presenteranno inoltre i più recenti risultati relativi all'azione terapeutica e clinica del NGF nelle patologie umane, quali le ulcere della cornea, della cute (incluse quelle da decubito) e nei processi neurodegenerativi cerebrali nel morbo di Alzheimer". L'ingresso e la partecipazione al convegno sono libere. Il secondo convegno, dal titolo "The Brain in Health and Disease" si terrà il 22 nell'Aula di Giulio Cesare e nella Sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio. E' organizzato per la fondazione EBRI da un comitato scientifico internazionale, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo di Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Lazio, Comune di Roma, Provincia di Roma. Direttore scientifico il prof. Piergiorgio Strata dell'Università di Torino. Apriranno i lavori il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Maria Stella Gelmini e il sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, assieme al presidente del Cnr, prof. Luciano Maiani. Tra le autorità politiche che saranno presenti, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il governatore Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti. "Rita Levi-Montalcini rappresenta un punto di riferimento per tutta la scienza italiana", afferma il presidente Maiani, che ricorda come il Cnr per primo, nel 1963, offrì alla scienziata italiana, di ritorno in Italia dopo 15 anni negli Stati Uniti, un posto stabile dove continuare a fare ricerca. "Già allora, e ancor più oggi continua Maiani Rita Levi-Montalcini è considerata dagli scienziati italiani un nume tutelare della ricerca del nostro Paese, per il suo prestigio e per il suo attaccamento alla scienza". Nella prima sessione del convegno parleranno tre Premi Nobel: il biochimico statunitense Stanley Cohen, che ha vinto il premio nel 1986 per gli studi sull'NGF assieme alla professoressa Rita Levi-Montalcini, l'israeliano Aaron Ciechanover e lo svedese Torsten Wiesel. Al convegno saranno poi presentati gli studi di altri scienziati italiani e stranieri. I lavori termineranno alle 17,30 con il Concluding speech della professoressa Rita Levi-Montalcini.

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Altro Abruzzo - Diario di una visita di Berlusconi, tra penne lunghe, magliette della Juve, Silvan e preti abbronzati (sezione: Scuola)

( da "e-gazette" del 20-04-2009)

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Altro Abruzzo - Diario di una visita di Berlusconi, tra penne lunghe, magliette della Juve, Silvan e preti abbronzati di Pepi Katona Cronaca dettagliata e ufficiale di una giornata politica tra i terremotati. Risate, sorrisi e tanto buonumore. Cresce il consenso per il premier. La lettera di Seppia al suo Capitano morto tra le macerie. Il diario di Anna. L'Aquila, 20 aprile – La cronaca abruzzese di oggi comincia con il diario di una visita del Governo e in particolare di Silvio Berlusconi ai terremotati. E' la visita numero sei di Berlusconi nell'Abruzzo terremotato; si è svolta pochi giorni fa, giovedì 16 aprile; nei giorni successivi ne seguiranno molte altre. Quanto segue sono testimonianze dirette e personali, confortate dalle fonti ufficiali fornite dall'informazione ufficiale. Le magliette del Milan - Silvio Berlusconi - insieme con la nuvola di fotografi, telecamere e giornalisti - arriva a Poggio Picenze per inaugurare le tre tende dove 30 bambini delle scuole materne e elementari riprendono a fare scuola. Berlusconi si mette in cattedra e recita la poesia Rio Bo di Aldo Palazzeschi (qui il testo della poesia www.ilpaesedeibambinichesorridono.it). Poi interroga i bambini: "Quante dita ha una mano? Quante due mani, quante dieci mani?" "Come mi chiamo io?" Ridono. In dono per i piccoli terremotati ha portato magliette della Juventus e del Milan. I bambini preferiscono le maglie bianconere della Juve e Berlusconi mostra disappunto quando, dopo la scelta dei bambini, si ritrova in mano due magliette rossonere. Poi distribuisce ai piccoli un pallone da football americano e un pallone originale della finale di Champions League che si svolgerà  in maggio a Roma. Berlusconi chiede al ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini se preferisce una maglia della Juve o una del Milan. La Gelmini sceglie la maglia bianconera e lui ribatte: "Espulsa dal Governo". Tutti ridono. Autografi a 10 euro - Allora Berlusconi si schermisce, "Sono ormai un vecchietto". Un bambino sbotta: "Tu non sei un vecchietto". Berlusconi sorride: "Ok, assunto". Risate. Poi firma un pacchetto di autografi. Gli chiedono un autografo due bambini macedoni, e lui firmandoli dice loro: "Mi raccomando, sono autografi importanti: rivendeteli a non meno di 10 euro". Il bambino macedone risponde: "Io semmai lo vendo a 20". Berlusconi sorride: "Bravo, tu sì che hai fiuto per gli affari". I piccoli ridono e Berlusconi li accarezza, firma altri autografi, dà  pizzicotti, fa battere le mani a ritmo, si fa scattare una foto ricordo con loro facendo alzare agli scolari le mani in alto. Case piacevoli e belle - Visita all'accampamento. Dice agli sfollati: "Faremo case tecnologicamente avanzate, appartamenti da 50 metri a 102-104 super sicure perché saranno costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e perciò anche se arriva qualsiasi tipo di scossa non accade nulla. Saranno anche piacevoli dal punto di vista estetico". Presidente - dice uno - che non restino solo parole! Berlusconi si ferma e dice: "Non sono parole, sono abituato a fare i fatti". Dalla folla si alza una voce rivolta alla Gelmini. E' un profugo: "Quattrocentoquaranta milioni di euro per la Lega. Vergognatevi, vergognatevi". Gelmini risponde : "Il Governo e il presidente Berlusconi in primis sarà  in Abruzzo ogni volta che sarà  necessario". Una donna di 76 anni (quasi coetanea di Berlusconi) si avvicina al premier e lo supplica. "Presidente, pensi ai giovani che noi vecchi abbiamo fatto il nostro tempo ormai". Risposta pronta di Berlusconi: "Signora, parli per sè". Il prete abbronzato - La corte si trasferisce da Poggio Picenze alla tendopoli di Picenze. Il premier ispeziona il piccolo ospedale da campo allestito dal battaglione San Marco. Berlusconi incontra il parroco di Picenze: il sacerdote è africano: "La trovo molto abbronzato, complimenti". Poi il primo ministro si ferma gli alpini di Novara che gestiscono la cucina da campo. Gli alpini gli offrono formaggio e vino. "Basta che non sia pecorino, e non datemi né aglio né cipolla"; apprezza il bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo ("Eccezionale"). Donne, gli alpini ce l'hanno più lunga - E' il momento dei ricordi. "Gli alpini li conosco bene, avevo una casa di fronte a un loro club. Si vedevano alle 9 di sera e, poi, fino all'una...". Si rivolge alle sfollate: "Donne, attenzione, questi alpini hanno l'occhio vispo e la penna lunga, ma quanto a promesse sono peggio dei marinai". Tra le donne, una volontaria della protezione civile. E' di origine africana. "La vedo abbronzata, vorrei avere anch'io il tempo di stare qui con voi a prendere un po' di sole". Poi prende la volontaria per mano, l'attrae a sé e: "Stringimi forte e chiamami papà ". Dopo le tendopoli di Poggio Picenze e di Picenze Silvio Berlusconi accompagnato da Guido Bertolaso con Mariastella Gelmini e Sandro Bondi visita la basilica di Collemaggio e la chiesa di San Bernardino, devastate dal terremoto. Annuncia che il giorno dopo terrà  una riunione sul terremoto: venerdì 17 alle ore 17. "Ci sono tante ipotesi sul campo, sono 17: una l'ho cassata , quindi sono 16". Le cose vere: la lettera di Seppia al suo Capitano - Ripubblichiamo la lettera mandata a Raffaele, morto il 6 aprile sotto le macerie: Caro Capitano, parla la tua Seppia, la tua compagna che ti è stata vicina per 8 anni. Insieme abbiamo viaggiato in moto, liberi e felici, ci siamo fatti scaldare dal sole della Spagna, abbiamo sentito il calore del deserto del Marocco, abbiamo visitato i bellissimi posti della Francia, della Costa Azzurra, ecc...ecc.. Eri il maestro di sci dei bimbi dell'Aquila, un grande maestro di vela, ma soprattutto il Capitano della barca della mia vita.....mi hai dato tutto, amore, sorrisi, bei momenti, mi hai fatto diventare una donna, la tua donna, eravamo un'unica cosa e vivevamo tu per io e io per te. Insieme abbiamo vissuto e condiviso tutto, e la nostra convivenza era come vivere in paradiso. Ti ho amato, ti amo e ti amerò per sempre... Tu grande uomo che hai vissuto poco, ma che hai fatto vivere tanto gli altri. Ciao luce della mia vita. La tua compagna Puoi leggere altri commenti rivolti ai morti dell'Aquila su racconta.kataweb.it Nessuna passerella - Non solamente Bondi e Gelmini. I ministri si seguono all'Aquila tutti i giorni. Come Maurizio Sacconi, e perfino Giulio Tremonti: il ministro dell'Economia fa sapere che verrà  all'università  dell'Aquila per tenere un ciclo di lezioni agli studenti. Specifica dall'Aquila Berlusconi: "Hanno detto che facciamo la passerella dei ministri. Non è vero". E' una replica alle accuse di Dario Franceschini (Pd), il quale non si esime nemmeno lui dal tenda-tour e si fa vedere all'Aquila. Come fa la sua visita sismica anche Pierluigi Bersani (Pd). Il terremoto sembra funzionare dal punto di vista del consenso pre-elettorale: secondo l'analista Renato Mannheimer (www.corriere.it) più di un quarto degli italiani ha aumentato la sua considerazione per il presidente del Consiglio in seguito al suo atteggiamento durante il terremoto. Guglielmi e lo zelo televisivo - Un'analisi interessante è offerta da Angelo Guglielmi, fondatore di Rai3 e oggi assessore uscente alla cultura della giunta Cofferati al comune di Bologna. "Ho avuto l'impressione che tutte le tv sembrassero impegnate in un fondamentale obiettivo: valorizzare al massimo la presenza costante di Silvio Berlusconi, le sue lacrime, le sue parole, i suoi abbracci. La Rai era più fastidiosa nella costanza di voler dimostrare devozione verso il presidente del Consiglio. Forse Mediaset può permettersi di non dichiararla continuamente. Invece, la tv pubblica, per mille motivi, paura del nuovo vertice, vigilia delle nomine, si sente più in dovere di eccedere nello zelo. Le tv del premier, in effetti, hanno meno bisogno della Rai di dimostrare fedeltà ". La minaccia Silvan - Un esempio di quanto dice Guglielmi è avvenuto a Domenica In (Rai1). La conduttrice Lorena Bianchetti affianca Silvan, il prestigiatore veneziano di 74 anni, inossidabile e con il suo garbo inappuntabile. In questa trasmissione i giochini di Silvan sono rivolti soprattutto al pubblico dei bambini, e con il suo consueto sorriso appena accennato Silvan scherza sulla sua bacchetta magica, "che poi presteremo anche a Berlusconi". La Bianchetti impallidisce, fa con la mano cenni di soccorso alla regìa, e poi interviene per dissociarsi da Silvan e per "ringraziare le istituzioni" che "stanno dimostrando l'impegno concreto". Guarda su youtube l'attentato politico di Silvan a Domenica In e la coraggiosa replica della Bianchetti: www.youtube.com Torniamo in Abruzzo: Teresa dormiva vestita - Avrebbe forse scritto di questa tragedia, Teresa. Dopo una vita passata a insegnare nella scuola elementare De Amicis, Teresa era andata in pensione da pochi mesi. Aveva scritto numerosi volumi di storia dell'arte e sulla storia dell'Aquila che, oltre a essere la sua città, era anche la sua più grande passione. Amava andare in giro a fotografare i monumenti. Fotografie che poi trovavano posto nei manoscritti che custodiva gelosamente e che sono andati perduti nel crollo della sua abitazione in via Campo di Fossa. Scriveva appunti e riassunti su tutti i libri che leggeva, memorie sulla sua vita o brevi brani su tutto quello che l'appassionava. In camera sua non ha mai avuto una scrivania e passava giornate intere sdraiata sul letto a scrivere. Al momento del crollo Teresa era a letto. L'hanno trovata vestita. Pronta a scappare fuori di casa. Non ce l'ha fatta. Da e-gazette della settimana scorsa: i morti sconosciuti - Quanta gente è morta davvero nel terremoto di dieci giorni fa? Quasi trecento persone. Tuttavia su Facebook diverse voci indipendenti parlano di un centinaio di clandestini, ammassati nei sottoscala con affitti in nero per un letto a castello da condividere con altri. I clandestini, sorpresi dal terremoto del 6 aprile, si sarebbero trovati rinchiusi nelle cantine, nel buio e nel silenzio terrorizzante, senza acqua e senza aria. C'è anche un video "pirata", girato con telecamera nascosta, in cui un addetto della Protezione civile parlerebbe di circa 360 morti. Qui a L'Aquila si dicono cifre diverse: i morti potrebbero essere 480, forse 500. Non tutti i sepolti dalle macerie e non cercati sarebbero clandestini: basta guardare il paesino di Colle di Roio, che in pochi istanti è stato trasformato in un ammasso informe di sassi e travi. Chi scava lassù, su quel poggio di montagna? Molti degli abitanti potrebbero essere ancora là  sotto. Forse non sapevi che c'è la tendopoli dei ricchi (Centi-Colella), dove ci sono le tivù al plasma e dove arrivano i vestiti nuovi di pacca che profumano ancora di fabbrica, e la tendopoli dei poveri (Spogna) dove la Protezione civile ha buttato le tende dai finestrini e ha detto ai vecchietti: "Bene, ora montatevele". Il diario di Anna: vivere in campagna, sospesi - e-gazette sostiene l'informazione indipendente e ha fatto un accordo con Anna Pacifica Colasacco per valorizzare il suo blog, miskappa.blogspot.com: una testimonianza bruciante in diretta dal terremoto dell'Aquila. "Qui si balla ancora tanto, troppo. C'è il sole, ma la notte appena trascorsa è stata freddissima - scriveva ieri mattina Anna. - Oggi ho poca voce e mi fa male la gola. Spero di non ammalarmi. Vorrei fare un giro nei campi cittadini". Le testimonianze della signora Anna, 52 anni tutti vissuti all'Aquila, sono scritte con un computer portatile che le hanno regalato e mandate con una connessione precaria, quando si riesce a prendere la linea. Anna ha perso tutto. Alcuni amici le hanno prestato una roulotte. "Sembra di vivere in campagna, ma sono Ha bisogno di un telefonino con abbonamento. Ha bisogno anche di un pc le cui batterie durino a lungo o addio diario on line. Mi piacerebbe parlarvi di altro. Scherzare.Dirvi del Presidente del Consiglio che è arrivato al campo di Poggio Picenze. Sotto il sole cocente, vestito di scuro. Il fondotinta colava. Il gatto morto che sovrasta la fronte spaziosa lo riscaldava troppo. Invece sono qui a parlarvi di morti. E lo faccio con il cuore lacerato. Ieri al campo ho parlato con un giovane uomo della Protezione Civile. Un Aquilano di un paesino che mi indicava vagamente con la mano. Alle spalle del campo Monticchio1. A me che gli chiedevo se i morti fossero davvero mille ha risposto "non ancora" e io "quanti?" "TANTI" "perchè non ne parlano i media?" "i media danno solo il numero delle persone identificate, e poi ce ne sono ancora tantissimi sotto le macerie". Non ha voluto dirmi il suo nome, pensava fossi una giornalista. Qui hanno sentito in molti. Altri della protezione civile. Altri sfollati. Che qualche giornalista venga qui a chiedere. Con me non vogliono più parlare. Per parlar d'altro, vado sul personale. Ho fatto grandi progressi. Ho una casa. Amici di amici mi hanno inviato una roulotte, vecchia e rotta, piccola, ma per me è stato un dono enorme. La abbiamo montata con tanto di verandina in un posto che amo. La campagna di Arischia. Terra di montagna, fra balle di fieno ed erba medica. E cavalli, buoi, pecore, galline. E tanti cani. Degli amici allevatori, che hanno perso le loro stalle, ci hanno dato la corrente. L'acqua andiamo a prenderla alla fontana. E' gelata. Ma contiamo di montare una piccola cucina da campo. Presto. Amici, divento contadina. Il sogno della mia vita. Domani inizierò a preparare un orto, ed anche un giardino. E spero di avere della galline. Mi terrorizza l'inverno. Ma per ora andiamo verso il caldo. Non appena avrò le fotocamera, vi mostrerò tutto. Leggi la vita sospesa di Anna nel blog miskappa.blogspot.com di Pepi Katona E-GAZETTE - 20/04/2009 e-gazette.it -->

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Inaugurazione bagnata per la Sede Elettorale di Antonio Canzian (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 20-04-2009)

Argomenti: Scuola

Inaugurazione bagnata per la Sede Elettorale di Antonio Canzian Ascoli Piceno | Nonostante una pioggia battente che non si è interrotta per tutto il pomeriggio,un grande successo ha avuto l'inaugurazione della Sede Elettorale di Antonio Canzian situata in Corso Vittorio Emanuele (EX GALLO D'ORO), aperta tuttii giorni dalle 16 alle 20 Antonio Canzian Tanti i cittadini che hanno preso parte a questo piccolo avvenimento in cui non è mancato l'atteso discorso del candidato sindaco del centro sinistra. "Ogni volta che ci sono le elezioni amministrative ad Ascoli Piceno, per noi è sempre una piccola scommessa. E' importante per il centro sinistra ripartire proprio dalle amministrazioni locali, per scongiurare la deriva reazionaria a cui Berlusconi sta conducendo il nostro Paese. La nostra è una città difficile. Una città in cui l'elettorato non è tanto orientato a destra per motivi ideologici ma per una sorta di abitudine, di consuetudine." Canzian non ha risparmiato la critica all'amministrazione uscente, di cui nei fatti "Castelli rappresenta la continuazione", e che ha condotto Ascoli all'immobilismo riducendola al ruolo di enclave all'interno del più ampio territorio provinciale. "La delusione maturata nei confronti dell'amministrazione Celani non è detto che si tramuti in consensi per il centro sinistra - ha continuato Canzian - per questo la nostra campagna elettorale non è fatta solo di slogan, che sortiscono un effetto momentaneo. E' indiscutibile l'ottimo lavoro svolto dai consiglieri di minoranza uscenti che per dieci anni ci hanno segnalato l'inadeguatezza del centro destra nel governare la città di Ascoli. Ma dobbiamo tradurre in consensi questo lavoro. E il programma che stileremo è un importante punto di partenza. La città non si governa attraverso gruppi di potere. Questo è sicuramente il primo messaggio forte che lanciamo e per questo ogni singolo cittadino può sentirsi partecipe nella realizzazione di questo programma. Perché ogni singolo cittadino verrà ascoltato in quanto tale e no in quanto facente parte di un gruppo di potere o di una lobby. Vogliamo interrompere questo modo di governare la città". Canzian ha poi ribadito che se dovesse diventare sindaco questo dialogo con tutti i cittadini continuerà nei modi che sono a disposizione, ovvero consulte, conferenze, incontri. "Abbiamo perso l'abitudine a indignarci dinanzi ai danni compiuti da chi ci governa. La riforma Gelmini sta massacrando la scuola, i cittadini devono tornare ad arrabbiarsi. Non possiamo esser resi passivi da un sistema che utilizza la televisione per renderci consenzienti, per addormentarci. Dobbiamo rimotivare il nostro elettorato, sottraendolo all'azione attrattiva esercitata dall'astensionismo, attraverso i contenuti e programmi. E cercare di convincere quella parte di cittadini che ha votato il centro destra della bontà dei nostri progetti. I sondaggi ci fanno capire che c'è questa possibilità. C'è la possibilità per noi a giugno di sottrarre Ascoli ad un nuovo lungo sonno in cui si troverebbe ancora una volta a cadere. Per questo - ha concluso Canzian il suo incisivo e passionale discorso- il contributo di ognuno è importante e ringrazio tutti voi per quello che già state facendo". "E' necessario istituire un luogo in cui parte pubblica e terzo settore possano incontrarsi e affinché possa avvenire uno scambio propositivo e che le associazioni che possano esser raggruppate per la somiglianza dei fini che si propongono vengano ascoltate congiuntamente in modo da creare una sinergia che eviti sprechi e che si traduca in atti concreti". Queste le incisive parole di Antonio Canzian all'incontro con il Terzo Settore svoltosi presso la Sala Docens lo scorso sabato 18 aprile. Il canidato del centro sinistra ha poi aggiunto come spesso l'esiguità delle risorse a disposizione per il Terzo Settore sia solo una scusa posta in essere per giustificare il dirottamento di tali risorse altrove. " La Casa del Volontariato è solo un esempio di come le risorse c'erano ma in ogni caso non si è raggiunto l'obiettivo". E poi ha aggiunto: "Parlare di disabilità apre il cuore. Tutta l'attenzione va data alla famiglia, alle famiglie che hanno persone con questo problema. Il primo passo è sostenere economicamente tali famiglie. E' un passaggio obbligato cui però deve necessariamente aggiungersi l'aumento dei servizi. E in questo aspetto è il settore pubblico che deve dare il proprio importante contributo. 20/04/2009

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