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DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DAL 17 al 19 febbraio 2008        #TOP


Report "Schola"

Giovanie adulti, prove di comunicazione ( da "Nazione, La (Umbria)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre le conclusioni saranno affidato al professor Marco Rossi Doria noto per la sua esperienza di 'maestro di Strada' nel progetto per i giovani dei quartieri "spagnoli" di Napoli e attualmente consulente del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni proprio per l'originalità del suo progetto. - -->.

"sfida per cambiare l'italia" pd, il programma di veltroni - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni: bene Bonino, stop a Pannella e a D'Elia GIOVANNA CASADIO ROMA - E per finire, Walter Veltroni legge le mail di tre elettori che si sono ricreduti e ora sono disposti a scommettere sull'Italia del Partito democratico. La gente concreta con concretissimi problemi si affaccia nel discorso programmatico del segretario in 12 obiettivi.

Strappo di Casini: Soli al voto Pdl gelido: Un errore storico La Lega: meglio così. Ferrara: L'apparentamento è vicino ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel centrosinistra D'Alema afferma che "ora Berlusconi s'è separato dal centro". Enrico Letta e il ministro Fioroni, invece, prevedono che la decisione avrà "influenza anche sul Pd". Entusiasta Fassino ("Scelta coraggiosa"), mentre Rutelli è convinto che la "svolta di Casini andava fatta prima". Ugo Bonasi - -->.

Sotto accusa abbonamenti a bus e navigazione ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: CRITICHE anche all'aumento delle tariffe degli abbonamenti dei bus e della navigazione che penalizzano specialmente gli studenti proventienti dal Centro ed Alto Lario. Sotto accusa anche il ripristino degli esami di riparazione a settembre, reinseriti dall'ex-ministro Giuseppe Fioroni. M.Mag. - -->.

Studenti in piazza: la manifestazione fa flop Solo quaranta ragazzi e il corteo diventa presidio ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: da parte dell'ex ministro all'Istruzione Fioroni degli esami di riparazione: "Proprio non riesco a spiegarmi l'assenza dei rappresentanti degli studenti di ogni scuola superiore della provincia - spiega con un notevole imbarazzo e delusione Michele Bianchi, studente delle Magistrali Teresa Ciceri - evidentemente a loro va bene così.

Corsi di recupero, istituti in difficoltà <Pochi soldi per lezioni raddoppiate> ( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni, stanno facendo "impazzire " circa due studenti su cinque nel caso del classico "Tiziano ". Terminate le lezioni della mattina, non saranno quindi molti i ragazzi che si lasceranno alle spalle le porte della scuola per aprire quelle di casa: un'insufficienza in una delle materie, anche non grave,

Benvenuti alle secondarie. Dopo le primarie del 14 ottobre, il popolo del ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non ci sarà da vedere solo chi prevale tra l'asse Fioroni-Sposetti e Parroncini: la conta è buona anche tra ministro e deputato. Lo spoglio è andato avanti fino a tarda sera. Per ora di certo c'è l'alta affluenza. E il Comune: il Pd corre da solo? "E' solo una mia idea, che non esclude soluzioni diverse.

Legge sul friulano, una bocciatura che era stata preannunciata ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal Ministro Fioroni non fanno che confermare. Ma affermare come si fa nel testo unificato che deve essere "garantito l'insegnamento della lingua friulana per almeno un'ora alla settimana " al di là di un giudizio di merito circa la validità e la fattibilità di cui dirò dopo, francamente mi fa pensare a un possibile conflitto di tipo costituzionale con quanto prescrive il DPR 275/

Scuola, giro di vite contro il bullismo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: senso lanciate nei mesi scorsi dallo stesso ministro alla pubblica istruzione Fioroni. La lotta per prevenire il bullismo nelle scuole (ma va ricordato che la maggior parte degli episodi di prevaricazione violenta tra coetanei si verifica al di fuori delle mura scolastiche) ha portato alla formazione di un tavolo permanente formato da provveditorato, istituti, polizia, Provincia,

Immigrati, la disinformazione del professor Gubert ( da "Trentino" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che il ministro Fioroni abbia duramente sconfessato la circolare e che il giudice abbia giudicato illegittimo quel provvedimento discriminatorio. Ignorando che quelle decisioni si fondano sulla rigorosa interpretazione del dettato costituzionale, delle leggi sull'immigrazione e delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti fondamentali del fanciullo,

Le consulte territoriali sarzanesi rivendicanoposti e risorse per ostetricia e ginecologia ( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo il giro di vite di Fioroni, comunque, non si faranno più riprese in aula: "Vietato - ammette Luca - vuol dire che ci rifaremo all'esterno. Una buona location, è la hall dell'albergo, quando non c'è nessuno: c'è spazio, e si presta bene. Ma sì, a papà l'ho detto: non facciamo mica danni".

Pd, arriva la carica dei cattolici - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni ne è sicurissimo. Personalmente, ha invitato don Carlo Nanni, teologo e pedagogista salesiano, ad aprire (con Andrea Riccardi della comunità di Sant'Egidio e con il sociologo Franco Garelli) il convegno dei cattolici del Pd, il 27 febbraio a Roma.

Il prete anti-camorra: La cultura è libertà ( da "Arena, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra.

I presidi: linea dura in classe La regola vale anche per i prof ( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come ha chiesto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. Sequestro immediato del telefonino in caso di "uso improprio in classe" e convocazione dei genitori per il ritiro. Eppure, sebbene spento (o, più spesso, silenzioso), nessuno rinuncia a portare il telefonino a scuola. Non lo fanno i ragazzi, non ci pensano gli insegnanti.

La scuola riformata? Un disastro ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola riformata. Il libro, diviso in 8 brevi ma esaustivi capitoli completati da ricche note esplicative, è di quelli che un po tutti dovrebbero leggere: non solo gli insegnanti sempre più oppressi da continue riforme e controriforme che destabilizzano la scuola anziché darle solidità, ma anche i genitori troppo spesso incapaci di stabilire se la novità che bolle in pentola

E' la dimostrazione che, pur a distanza di mesi, la decisione di localizzare a Viterbo il terz ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: replica del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, a quanti tentano di rimettere in discussione i deliberati del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi a favore della città dei Papi. E il caso di Riccardo Pedrizzi (An), deputato di Latina, che proprio a Bianchi ha indirizzato una interrogazione ipotizzando anomalie nella composizione della commissione ministeriale,

Scuola: +10% di bocciati ( da "Vita non profit online" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la pressione del ministro Fioroni per maggiore severita nella valutazione degli studenti, ha avuto l'effetto di incrementare sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe successiva con debito scolastico. Dai dati pubblicati dalla direzione generale studi e programmazione del MPI risulta che gli istituti statali sono stati mediamente un po'

Recupero debiti, ogni istituto sceglie vacanze diverse ( da "Stampaweb, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio.

LA TESTIMONIANZA. Chiusa la <settimana della legalità> nella scuola di polizia di Peschiera ( da "Arena.it, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra.

SCUOLA E UNIVERSITA' ( da "Lavoce.info" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza.

SCUOLA/ COBAS: 29 FEBBRAIO SCIOPERO UN' ORA CONTRO SISTEMA DEBITI ( da "Virgilio Notizie" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sullo stesso piano la gestione Fioroni con quelle che l'hanno preceduta: "La scuola-azienda di Berlinguer-Moratti-Fioroni e la sedicente 'autonomia - sostiene il rappresentante dei Cobas - hanno distrutto l'istruzione pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, ridicolizzando la didattica, umiliando i docenti e gli Ata e immiserendoli con stipendi da fame,

Tamaro: il mio Luisito un nuovo romanzo nato in una notte sola ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I simboli della nostra umanità profonda, che rinneghiamo giorno dopo giorno". Anselma, la maestra del libro, nasce da ricordi personali? "È soprattutto l'incarnazione di quello che le maestre, oggi, non possono più essere. Perchè le riforme della scuola, e in particolare quelle delle elementari, hanno polverizzato in maniera davvero folle un'

Pd con Agostini e Sereni Pdl soltanto umbro Le quote della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi papabili ( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pd con Agostini e Sereni Pdl "soltanto umbro" Le quote della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi "papabili" - -->.

Gli istituti tecnici preferiti ai licei ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che a seguito del decreto del ministro Fioroni non possono più entrare in anticipo alla scuola dell'infanzia. Per poter accedere il termine è tassativo: 31 gennaio. I bimbi che risultano accolti nelle 185 Materne statali della "Granda" dai primi calcoli sono 10.749. Erano 10.642 nel 2007: un centinaio in meno.

'Sospeso, ecco perchè' ( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: regolamento adottato dalla scuola e lo stesso decreto Fioroni, che indirizza l'iter educativo nei casi di bullismo (compreso l'uso di cellulari durante le lezioni), legittimano la scelta della preside e del consiglio di classe. Nel regolamento infatti si prospetta "l'allontanamento dalla comunità scolastica da 1 a 3 giorni per mancanze gravi occasionali o per somma di censure scritte"

<Ora un nuovo patriottismo> ( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: diversamente (penso ai temi cruciali di meritocrazia, straordinari, incentivi, contrattazione decentrata, contratto più lungo) potrebbe vedersi scavalcato dal gradimento che le nostre proposte suscitano tra i lavoratori". Poi l'accenno alla candidatura di Matteo Colaninno, ex presidente dei giovani industriali, nel Pd.

Istituti con i portafogli... al verde a rischio la copertura delle cattedre ( da "Tirreno, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il rinnovo del contratto ai docenti e la riforma Fioroni, i "portafogli" degli istituti sono sempre più vuoti. I dirigenti della Valdera lanciano l'ennesimo grido d'allarme. "Il rinnovo del contratto ha aumentato le retribuzioni dei docenti da poco più di 28 euro a 50 euro - spiega Lucia Orsini, preside del professionale Pacinotti - questo di per sé è un segnale positivo.

Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti ESAMI DI RIPARAZIONE, LA SCUOLA DIVENTA UN CAOS ( da "Corriere di Bologna" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Arrivò il ministro Fioroni a sparare a zero sui debiti formativi e recuperò, fra plausi e linciaggi, i vecchi esami di riparazione. Gran titoli sui giornali, grandi mobilitazioni di studenti. Nessuno poi ne ha più parlato, sembrava che i tempi fossero troppo stretti per introdurre questa riforma.

Ora la scuola deve correre ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Fioroni aveva presentato immediatamente ricorso. Probabilmente non riteneva giusto che i docenti capaci e meritevoli potessero godere di un trattamento economico migliore di quelli mediamente o del tutto incapaci. O forse temeva che l'iniziativa della Regione industrialmente più avanzata d'Italia potesse trasformarsi in un modello utile anche ad altre.

Debiti scolastici: c'è chi punta sulla pausa didattica ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo ricordiamo, secondo le indicazioni del ministro Fioroni, devono essere obbligatoriamente attivati dalle scuole per permettere agli alunni valutati in modo insufficiente in una o più discipline di poter colmare le proprie lacune e iniziare il nuovo anno scolastico senza trascinarsi i famosi "debiti".

Pagelle, un terzo degli studenti con insufficienze ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni ha stretto le viti anche riguardo bocciature e debiti. Dal 2007 al primo quadrimestre 2008. In città, è il rettore del Collegio Sant'Alessandro monsignor Achille Sana a mettere il dito sulla piaga: "Sono gli studenti del terz'anno a rischiare di più con i debiti, perché le nuove disposizioni sugli esami di maturità che prevedono un triennio immacolato per essere ammessi,

Riforma dei <professionali> C'è l'accordo governo-Regione ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, ndr) nei fatti l'ha ritirato e ha fatto l'accordo con la Regione", ha assicurato ieri a Cremona il governatore Roberto Formigoni intervenendo agli Stati generali di Confindustria Lombardia. Le novità Dall'approvazione nel luglio scorso a oggi la Regione ha lasciato perdere talune sottolineature che potevano far pensare a un sistema formativo in opposizione a quello nazionale,

Chi paga i tagli alla spesa pubblica? La scuola, ovvio. Ancora una volta la scure del Tesoro s' ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tavolo dal ministro Fioroni per la dotazione organica, nel Lazio si tradurrà in un taglio di ben 673 posti da ripartire tra le cinque province. Se la scuola dell'infanzia resta pressoché invariata, a pagare il dazio più elevato sono medie e superiori (in quest'ultimo caso la perdita è di oltre 480 posti su scala laziale) mentre nell'elementare ci sarà una riduzione di circa 40 unità.

Per recuperare bisogna pagare ( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluta dal ministro della pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole che hanno pianificato i corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per recuperare una, spesso due o tre insufficienze.

Crisi politica penalizzante per gli aspiranti presidi ( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni, ed ai gruppi parlamentari, perché si facciano carico del problema non solo per soddisfare le legittime attese degli idonei in pole position ma per colmare le carenze d'organico che i due concorsi. C'è il rischio che, se non verrà introdotta la cosiddetta intersettorialità e interregionalità, gli idonei dovranno ripetere il concorso,

Debiti scolastici, legittimo saldarli con i corsi estivi ( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le raccomandazioni del ministro Fioroni ai professori di esercitare maggiore severità nella valutazione degli studenti, ha avuto evidentemente l'effetto di incrementare sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe successiva con debito scolastico.

Il bilancio del governo della scuola ( da "Blogosfere" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prova ad analizzare i provvedimenti del Ministro Fioroni nei due anni di governo, difficile poter dare un giudizio complessivo perchè purtroppo il problema della stabilità di governo non permette di sapere se altri provvedimenti avrebbero consentito di rivedere l'intero sistema formativo, dato che poi il Ministro Fioroni ha caratterizzato la sua azione con la tecnica del cacciavite,

I congiuntivi di Fioroni ( da "Opinione, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: piede sbagliato I congiuntivi di Fioroni di Claudio Romiti Circola nel mondo politico, soprattutto dalle parti del Partito democratico, l'idea che si possa imporre il merito attraverso una sorta di decisione burocratica presa dall'alto. Come se le capacità di una società di collocare nei posti giusti gli individui non fosse legato ai meccanismi spontanei del mercato in senso ampio (

SCUOLA ( da "Lavoce.info" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza.

Debiti formativi. Bisogna recuperarli entro l'anno scolastico ( da "Quotidiano.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Antonio De Signoribus Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni Debiti addio, sanarli è un obbligo. In ottemperanza alla ordinanza ministeriale l'I.T.C."A. Capriotti" introduce le nuove modalità di recupero del debito formativo al fine di rendere operative le nuove linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione.

ITALIA-VATICANO: POLITICA ESTERA E ALLEANZE INTERNE A VILLA BORROMEO ( da "Asca" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: concentrati principalmente sulla lunga conversazione a quattro che ha impegnato Pier Ferdinando Casini, Giuseppe Fioroni, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, e il segretario generale mons. Giuseppe Betori. Nelle sale della villa si affollavano un gran numero di rappresentanti della politica, dell'economia e della societa civile, oltre che della gerarchia ecclesiastica.

ITALIA-VATICANO/ DIETRO HAPPENING PATTI CACCIA AL VOTO CATTOLICO ( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni, Bobo Craxi, Gustavo Selva, Antonio Martino, Beppe Pisanu. E Vannino Chiti che si dice "fiducioso che il Pd possa intercettare il voto dei cattolici soprattutto dopo l'approvazione della carta dei valori". Cosa che non crede affatto il professor Domenico Fisichella, ex An poi confluito nella Margherita e infine approdato nel gruppo misto al Senato:

Cattolici da proteggere. Non tutti ( da "EUROPA.it" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, Formigoni, Livia Turco? L'unica spiegazione che si può dare di questa attenta selezione è che si voglia difendere i quattro poveri centrini non tanto dai "radicali seminatori di odio" (così c'è scritto a proposito di Bonino e compagni), quanto dalla minaccia di schiacciamento tra Pd e Pdl, ora sospettati da Avvenire di voler neutralizzare i temi etici nel nome della "


Articoli

Giovanie adulti, prove di comunicazione (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 17-02-2008)

Argomenti: Scuola

GUBBIO CONVEGNO PROMOSSO DA COMUNE, AGESCI E CESVOL: CI SARA' ANCHE IL VESCOVO Giovanie adulti, prove di comunicazione "I GIOVANI tra responsabilità e territorio": è questo il tema di un incontro in programma per le ore 15 di martedì 19 nell'aula multimediale del liceo statale "Mazzatinti", che lo ha promosso insieme al Comune, all'Agesci (Scout), al Cesvol. Muove dalle risultanze di un'inchiesta realizzata nelle scuole superiori eugubine (condotta dagli scout "Gubbio 2" su un campione di 200 studenti dai 15 ai 20 anni, per il 59% ragazze, con il 45% che vive nel centro storico) e si propone come momento di riflessione sui caratteri delle nuove generazioni, le loro aspirazioni, le attese, i problemi, i malesseri. Una riflessione indirizzata al mondo politico, alle istituzioni, alla rete sociale del territorio per individuare i percorsi più efficaci per riallacciare rapporti di dialogo e di fiducia che appaiono sempre più sfilacciati quasi a delineare due mondi, quello dei giovani e quello degli adulti, incapaci di incontrarsi e confrontarsi. Un'occasione per un'analisi che può trovare il conforto dei dati messi insieme con l'inchiesta realizzata a livello studentesco. Hanno garantito un loro contributo il sindaco Ofeo Goracci ed il vescovo, Monsignor Mario Ceccobelli (nella foto), mentre le conclusioni saranno affidato al professor Marco Rossi Doria noto per la sua esperienza di 'maestro di Strada' nel progetto per i giovani dei quartieri "spagnoli" di Napoli e attualmente consulente del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni proprio per l'originalità del suo progetto. - -->.

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"sfida per cambiare l'italia" pd, il programma di veltroni - giovanna casadio (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Scuola

Il segretario "Sfida per cambiare l'Italia" Pd, il programma di Veltroni "Il centrodestra si sgretola". Prodi: "Non mi ricandido" La convention Bindi: "Non lasciamo i cattolici ai Ferrara e ai Casini". Fioroni: bene Bonino, stop a Pannella e a D'Elia GIOVANNA CASADIO ROMA - E per finire, Walter Veltroni legge le mail di tre elettori che si sono ricreduti e ora sono disposti a scommettere sull'Italia del Partito democratico. La gente concreta con concretissimi problemi si affaccia nel discorso programmatico del segretario in 12 obiettivi. C'è la conferma dell'impegno delle missioni all'estero e la commozione per il maresciallo ucciso in Afghanistan. Il taglio dell'Irpef dal 2009, le misure per il contenimento della spesa e i ragazzi, le mamme, i pensionati impantanati in un paese "stanco" mentre è "l'Italia viva che deve prendere il posto di quella stanca". L'analisi e la pratica. Le ricette economiche per rilanciare i salari e aiutare i precari e il "6 politico" del '68 che "perpetuava le divisioni sociali e di classe esistenti". Futuro e passato. Quindi, la laicità e la difesa della 194, dei diritti dei conviventi e contro l'omofobia. Più crescita, più eguaglianza, più libertà e il voto agli immigrati alle amministrative e ai ragazzi di 16 anni. All'Assemblea costituente - 2.800 delegati riuniti per la seconda volta da quando quattro mesi fa il Pd è nato - le scelte di Veltroni piacciono. Clima elettorale quasi euforico, come se la sconfitta del governo sia affare che non riguarda. Malumori solo tra i cattolici dell'ex Ppi sull'alleanza con i Radicali che andrebbe bene sì, però solo se si tratta di ospitare Emma Bonino e pochi altri. Ma chi l'avrebbe detto, rimarca il segretario, che nel centrodestra, cioè "tra i nostri avversari si sgretola la certezza, inossidabile fino a qualche tempo fa, di una vittoria facile". Il "vero terremoto" ora è dall'altra parte: si sono "precipitati verso le elezioni con la bottiglia di champagne in mano e ora per effetto della nostra iniziativa vedono squadernate le loro divisioni e le loro lacerazioni". Hanno "scaricato Casini e preso la Mussolini", il Pdl di Berlusconi e Fini è "obiettivamente un partito di destra". Applausi e incoraggiamenti dalla platea. Romano Prodi, il premier dimissionario e presidente del partito, annuisce. Spetta a lui ieri aprire la Costituente, rivendicare i risultati dell'azione di governo e spiegare: "Non mi candido perché ritengo di avere svolto il mio compito e perché la buona politica esige il rinnovamento". Standing ovation alla quale si sottrae solo la moglie, Flavia Franzoni che segue in disparte. Giornata di commozione. Quella di Anna Finocchiaro, che ha accettato di candidarsi alla guida della Sicilia. "Brava" le gridano i delegati. Massimo D'Alema alza i toni dell'attacco a Berlusconi usando l'arma dell'arma dell'ironia: "Tocca agli italiani far sì che quando i leader del G8 verranno in Italia trovino qui un leader contemporaneo e non l'imbarazzo di visitare un sito archeologico benché tirato a lucido". Il Cavaliere, s'intende. Risate che si protraggono quando il ministro degli Esteri racconta: "Difficile spiegare in inglese la crisi di governo e i problemi di Mastella wife's". Loda Casini "coraggioso" e ipotizza un 8-9% per l'Udc. Accolto da una standing ovation di gratitudine Piero Fassino, che conferma l'apertura ai Radicali. Invece Beppe Fioroni, interpretando la perplessità di molti cattolici (teodem in testa) dà l'altolà: bene Bonino nelle "nostre liste" ma certo "non chi è stato condannato per terrorismo" (come Sergio D'Elia) o qualche "altro personaggio autorevole che ha superato i limiti d'età" (come Marco Pannella) . Chiede una giusta attenzione per i cattolici Rosy Bindi: "Non lasceremo il voto cattolico ai Ferrara o ai Casini o alla Rosa bianca" e "no alle larghe intese, il Pd non è un partito di centro". Breve riunione del gruppo Bindi e anche del gruppo di Enrico Letta. Dal palco, incalza Francesco Rutelli (che non ha sciolto la riserva se candidarsi a sindaco di Roma): "Vinceremo conquistando gli incerti". E Pierluigi Bersani: "Ci vuole chiarezza", né bisogna avere paura delle polemiche. Si votano Manifesto, Statuto, Carta etica. Veltroni non fa la replica finale, firma autografi sui manifesti "Si può fare", canta con tutti l'Inno nazionale, rincara: "è una sfida tutta da giocare, soprattutto dopo la scelta Udc".

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Strappo di Casini: Soli al voto Pdl gelido: Un errore storico La Lega: meglio così. Ferrara: L'apparentamento è vicino (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

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Strappo di Casini: "Soli al voto" Pdl gelido: "Un errore storico" La Lega: meglio così. Ferrara: "L'apparentamento è vicino" ? ROMA ? PORTE aperte, se non spalancate dal centrosinistra. Spalle girate e accuse di "scelta incomprensibile e sbagliata" dal centrodestra dove il solo Bossi non esclude che "l'Udc potrà dare fastidio". Lo strappo dopo 14 anni si consuma ieri mattina a Mestre dove Pier Ferdinando Casini annuncia che correrà da solo. "Mi candido premier ? dice ? e a Berlusconi dico: in Italia non tutti sono in vendita. L'Udc va da sola, con il suo simbolo e le sue bandiere". ORA CHE LO strappo è compiuto, ognuno procederà per la sua strada nel centro ma alcune caselle sono ancora da riempire. Come quelle che riguardano Mastella, che offre la sua disponibilità ad un raggruppamento centrista ("Ma con un solo candidato premier") o la Rosa bianca che rimane in attesa di eventuali sviluppi e non manifesta eccessiva fretta per un'intesa. "Siamo disponibili al confronto, ma dev'essere paritetico e ci deve essere un'etica per le candidature", mette le mani avanti Pezzotta, presidente del movimento che lascia la palla a Casini: "Ora sta a lui decidere". Ieri, intanto, altri esponenti, dalla Sicilia al Piemonte, hanno lasciato l'Udc per Berlusconi o la Rosa Bianca, oltre all'eurodeputato Vito Bonsignore che ha aderito al Pdl. Baccini, segretario della Rosa Bianca, punta a fare il distaccato e alza le spalle davanti allo scontro Casini-Berlusconi: "Da questi giochi e giochini il Paese non trae alcun beneficio". E' in Sicilia, comunque, che si giocherà molto del futuro degli ex Dc. Il leader del Mpa, Raffaele Lombardo, sembrava ad un passo dall'accordo con l'Udc, poi tutto è saltato. E oggi vedrà nuovamente Berlusconi. MASTELLA tiene il profilo basso mentre il suo telefono è bollente. Riconferma di "credere fortemente nella costruzione del centro" e chiede che "nessuno disperda questa possibilità: sarebbe una responsabilità storica". Un'area, quella centrista, che però non reggerebbe tre candidati premier, ricorda. Così Mastella sembrerebbe mettersi a disposizione di Casini ("Ognuno metta da parte i propri egoismi"), ma le certezze si avranno solo nei prossimi giorni. Fini difende la scelta di Berlusconi per il Pdl che "è il centro destra, la costola italiana del Ppe", dove lui però non è ancora entrato. E trova "sbagliata" la decisione di Casini di "attardarsi in discussioni poco dignitose quando si tratta di costruire un soggetto che vuole costruire il futuro". Al leader dell'Udc, che aveva ricordato lo scontro tra Fini e Berlusconi dopo l'annuncio della nascita del Pdl, replica che "ora tutto è cambiato, non confluiremo in un soggetto fatto da altri" e assicura che il Pdl avrà una maggioranza tale da "escludere alleanze di altro genere dopo il voto". Fini avvia le pratiche per lo scioglimento di An attraverso il congresso di autunno. "Ovviamente la stessa cosa dovrà farla Forza Italia" aggiunge esprimendo soddisfazione pe r il sì unanime arrivato dalla direzione del partito. Forza Italia con Cicchitto accusa l'Udc di "errore storico". Il leghista Calderoli sintetizza: "Meglio separati consensualmente che separati in casa coi piatti che volano". Per Carlo Giovanardi, ex Udc, Casini che definisce "populista e demagogico" un partito composto dalle forze che l'hanno fatto eleggere nel 2001, "è un ingrato: incredibile". Nessun problema, assicura Rotondi, Dca, perchè i "democristiani sono con Berlusconi". E Giuliano Ferrara annuncia che è vicino l'apparentamento del Pdl con la sua lista per la vita e quindi la sua candidatura al Campidoglio. "E grazie a Jannuzzi, Sterpa e Biondi posso presentarmi in tutta Italia". Nel centrosinistra D'Alema afferma che "ora Berlusconi s'è separato dal centro". Enrico Letta e il ministro Fioroni, invece, prevedono che la decisione avrà "influenza anche sul Pd". Entusiasta Fassino ("Scelta coraggiosa"), mentre Rutelli è convinto che la "svolta di Casini andava fatta prima". Ugo Bonasi - -->.

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Sotto accusa abbonamenti a bus e navigazione (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))

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LE RAGIONI DELLA PROTESTA, NON SOLO I LIBRI TROPPO CARI Sotto accusa abbonamenti a bus e navigazione ? COMO ? NONOSTANTE la grande delusione per una manifestazione non riuscita, gli esponenti del Collettivo studentesco Iskra sono comunque riusciti ad esternare i motivi della loro presa di posizione. Per l'intera giornata un eloquente striscione ha campeggiato davanti all'istituto professionale Gaetano Pessina di via Milano nel quale stava scritto, a caratteri cubitali, "La speculazione uccide l'istruzione", con chiaro riferimento ai costi esagerati e sempre maggiori che compromettono il diritto allo studio specie per le famiglie meno abbienti. "CI SIAMO PREPARATI alla manifestazione - spiega Michele Bianchi, supportato da altri rappresentanti degli studenti degli istituti superiori cittadini e provinciali - con dati che dimostrano in modo inequivocabile quanto si spende per i libri di testo. Cifre esorbitanti. Ad esempio per il Liceo Classico Volta si spende una media annua di 392,06 euro (+0,71 % rispetto all'anno scorso che già era tanta), ma ci sono classi, tipo la IVD e la IVE che ne spendono 590. Per lo Scientifico la spesa media è di 297 euro a studente, per le Magistrali 259, per il Galileo Galilei di Erba 320 euro; per lo scientifico Giuseppe Terragni di Olgiate Comasco e per lo scientifico Enrico Fermi di Cantù siamo a 306 euro. Ma all'interno di ogni istituto superiore ci sono sezioni e classi dove la spesa è ben sopra alla media, anche di 200 euro. La spesa influisce troppo sul bilancio delle famiglie, in particolare quelle che hanno due o tre figli alle Superiori. Vogliamo che ci sia una decisa presa di posizione da parte del Governo, l'Ufficio scolastico provinciale, le direzioni didattiche per calmierare il costo della cultura e dell'istruzione. Non dimentichiamo poi che ci sono testi che nel corso dell'anno vengono utilizzati solo in minima parte e che è difficile trovare, l'anno successivo, al mercato dell'usato. Senza contare che, oltre al costo dei libri, c'è anche quello del materiale scolastico ed il contributo (ormai obbligatorio) per far fronte ai sempre minori trasferimenti dallo Stato per le scuole pubbliche". CRITICHE anche all'aumento delle tariffe degli abbonamenti dei bus e della navigazione che penalizzano specialmente gli studenti proventienti dal Centro ed Alto Lario. Sotto accusa anche il ripristino degli esami di riparazione a settembre, reinseriti dall'ex-ministro Giuseppe Fioroni. M.Mag. - -->.

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Studenti in piazza: la manifestazione fa flop Solo quaranta ragazzi e il corteo diventa presidio (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))

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Di MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? UN VERO e proprio flop la manifestazione degli studenti indetta per ieri mattina e che, secondo gli organizzatori del Collettivo studentesco Iskra, avrebbe dovuto creare non pochi disagi al traffico cittadino proprio per richiamare l'attenzione della popolazione sui problemi relativi al diritto allo studio e ai disagi ai quali sono sottoposti migliaia di studenti comaschi di tutta la provincia per accedere al luogo di studio. SOLO UNA QUARANTINA coloro che hanno aderito all'invito del collettivo Iskra, una cinquantina di studenti che però hanno rappresentato i maggiori istituti superiosi comaschi, ovvero il Lieco Ginnasio Alessandro Volta, l'Istituto tecnico industriale statale di Setificio Paolo Carcano, il Lieco scientifico Paolo Giovio e l'Istituto Magistrale Teresa Ciceri. Presenti anche delegazioni di Cantù (Liceo scientifico Enrico Fermi) e Olgiate Comasco (Liceo scientifico Giuseppe Terragni). Eppure gli argomenti al centro della rivendicazione e della manifestazione erano di una certa rilevanza, come ad esempio il "carolibri", l'aumento dell'abbonamento dei bus che penalizza soprattutto gli studenti che arrivano dalle zone più decentrate della provincia, e il ripristino, da parte dell'ex ministro all'Istruzione Fioroni degli esami di riparazione: "Proprio non riesco a spiegarmi l'assenza dei rappresentanti degli studenti di ogni scuola superiore della provincia - spiega con un notevole imbarazzo e delusione Michele Bianchi, studente delle Magistrali Teresa Ciceri - evidentemente a loro va bene così. Siamo in una scuola allo sfascio, siamo arrivati a cifre esorbitanti per l'acquisto dei testi scolastici e, dopo aver pubblicizzato al massimo questa manifestazione, ci troviamo qui in quattro gatti. Mi auguro, comunque, che il messaggio che i miei compagni ed altri pochi studenti delle superiori comasche hanno voluto trasmettere sia arrivato a destinazione. Nei prossimi giorni valuteremo il motivo di una così consistente assenza di studenti alla manifestazione alla quale, fino a pochi giorni fa, avevano garantito la massima adesione tutte le scuole". - -->.

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Corsi di recupero, istituti in difficoltà <Pochi soldi per lezioni raddoppiate> (sezione: Schola)

( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2008)

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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-02-17 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Scuola Aumentano ore e studenti impegnati: superlavoro negli istituti superiori Corsi di recupero, istituti in difficoltà "Pochi soldi per lezioni raddoppiate" BELLUNO - Il tormentone corsi di recupero mette in difficoltà anche le scuole bellunesi. Moltissimi quelli resisi necessari rispetto all'anno scorso, sovraffollati di studenti ma a volte con difficoltà a trovare insegnanti disponibili e soprattutto con fondi spesso inadeguati e insufficienti, i corsi in questione stanno comunque creando problemi anche negli istituti superiori bellunesi. Partiti tra la prima e la seconda settimana di febbraio, in fase d'attivazione o già avviati verso la conclusione, resi obbligatori dalla recente ordinanza firmata dal ministro all'Istruzione, Beppe Fioroni, stanno facendo "impazzire " circa due studenti su cinque nel caso del classico "Tiziano ". Terminate le lezioni della mattina, non saranno quindi molti i ragazzi che si lasceranno alle spalle le porte della scuola per aprire quelle di casa: un'insufficienza in una delle materie, anche non grave, basterà ad inchiodare ai banchi gli alunni in deficit alcuni pomeriggi della settimana. Inoltre, nel momento in cui il debito non venisse superato una volta concluse le attività di recupero, per ogni 4 confermato in pagella a giugno, scattano i corsi obbligatori anche durante le vacanze estive. Senza parlare del fantasma bocciatura in agguato se il voto negativo non fosse rovesciato prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Resta tra l'altro anche in alto mare anche a Belluno la soluzione della gestione dei corsi di recupero estivi che potrebbero essere attivati subito dopo gli scrutini di giugno fino a luglio, o prima dell'inizio del nuovo anno, ad agosto. "Abbiamo decisamente attivato molti più corsi di recupero rispetto al 2006-'07 appena si è concluso il primo quadrimestre ", spiega la preside del commerciale "Calvi", Tiziana Bolla, seguita a ruota da quella del liceo scientifico "Galilei", Elena Zaglio, che parla di "grandi numeri per quest'anno". Al liceo scientifico "Dal Piaz" di Feltre, gli incastri delle attività di recupero sono ancora in fase di assestamento: "Stiamo cercando in tutti i modi di evitare - dice il dirigente Salvatore Russotto -, agli studenti che si ritrovano con tre insufficienze gravi (il numero massimo) accavallamenti di orari e di giorni, tenendo conto che per ogni disciplina sono previste sei ore di lezione da svolgersi solo al pomeriggio". Non tira aria migliore quando il discorso cade sulla quasi totalità dei docenti impegnati in questi giorni in una full immersion scolastica, spesso numericamente inferiori alle richieste per le attività di recupero. "Stiamo avendo problemi a trovare docenti disponibili all'interno della nostra struttura - lamenta lal preside del "Galilei" per coprire tre corsi di matematica ancora in sospeso, importantissimi per il nostro indirizzo. Saremo costretti a contattare docenti esterni. Non parliamo poi di quelli che che insegnano lingue straniere e che si trovano da soli con cinque corsi da gestire ". Un altro tasto dolente, anche se non tutti sono della stessa idea, sono i fondi stanziati dal ministero della pubblica istruzione per i corsi di recupero non ancora fruibili da tutte le scuole. "Le ore obbligatorie per le attività di sostegno e di recuperospiega il preside delle magistrali "Renier", Riccardo Dell'Eva - sono quasi raddoppiate nel 2008 come il compenso percepito dai docenti: 50 euro invece di 28; se non arriveranno i fondi previsti potremmo avere delle difficoltà in futuro". Entusiasta invece il preside dell'Itis "Segato", Gerardo Cavaliero: "I soldi ci sono, basta darsi da fare". Ora il grande nodo da sciogliere sono i tempi di recupero nel corso dell'estate. Simonetta Canali Superlavoro Studenti all'uscita del liceo Tiziano di Belluno. Sono iniziati i corsi di recupero.

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Benvenuti alle secondarie. Dopo le primarie del 14 ottobre, il popolo del (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 17-02-2008)

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Di MASSIMO CHIARAVALLI Benvenuti alle secondarie. Dopo le primarie del 14 ottobre, il popolo del Pd si è ritrovato ieri in tutta la Tuscia per eleggere i rappresentanti dei 72 circoli territoriali - i quali giovedì prossimo voteranno per i coordinatori comunali - e per l'assemblea provinciale. Tra gli ultimi, 48 i posti disponibili, che si aggiungeranno ai 47 scelti con le primarie e ai 36 usciti dalla cooptazione. Due schede e due voti per scheda: un uomo e una donna, 50 e 50. Più parità di così si muore. Nel capoluogo urne nella parrocchia della Sacra Famiglia, al Carmine. Ma vista l'affluenza, nel pomeriggio tutti nella più ampia palestra. Di certificati di socio fondatore - indispensabile per il voto - ne sono stati distribuiti 20.000. Solo a Viterbo oltre 3.000, più 200 sul posto. Il via vai è senza fine, ma neanche il tempo entrare che scatta l'acchiappo: i candidati sequestrano gli elettori né più né meno come alle elezioni, quelle vere. Qualcuno che non ha capito bene come funziona l'ambaradan si porta pure il certificato elettorale, che non si sa mai. Tanto movimento ha almeno due buoni motivi: la novità che il Pd ha dato alla politica e il fatto che stavolta non si scherza. Sparite le liste bloccate ora ci sono le preferenze. E chi vince ha più voce in vista nella partita per palazzo dei Priori. Non ci sarà da vedere solo chi prevale tra l'asse Fioroni-Sposetti e Parroncini: la conta è buona anche tra ministro e deputato. Lo spoglio è andato avanti fino a tarda sera. Per ora di certo c'è l'alta affluenza. E il Comune: il Pd corre da solo? "E' solo una mia idea, che non esclude soluzioni diverse. Giovedì eleggeremo l'organo cittadino: la discussione ufficiale si aprirà solo lì". Intanto la Sinistra arcobaleno spinge per unità e primarie mentre il MeetUp dei Grillini annuncia la nascita della Lista civica per la Tuscia - Amici di Beppe Grillo che concorrerà alle prossime elezioni per il comune capoluogo.

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Legge sul friulano, una bocciatura che era stata preannunciata (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-02-2008)

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Di Pasquale D'Avolio Non fa certamente piacere a chi scrive la "bocciatura" della legge regionale sul friulano, anche perché condivido le finalità della legge stessa. Ho avuto modo di esprimere le mie perplessità riguardanti i modi e gli strumenti nel mio intervento al Malignani, quando fummo consultati come Presidi dalla Commissione presieduta da Franzil e qui devo dire che avevo visto giusto, senza falsa modestia. Personalmente, dicevo, propenderei per un insegnamento del friulano "trasversale" alla discipline PER TUTTI GLI ALUNNI DELLA CLASSE, come si fa nella maggior parte delle scuole primarie della Regione, soprattutto nell'ambito linguistico.Detto questo facevo notare nella memoria scritta, lasciata a tutti componenti della Commissione e inviata al Presidente dell'Assemblea Tesini, un problema di carattere giuridico riguardante un aspetto della legge che ora il Governo giudica inammissibile. Se mi è consentito, vorrei riportare integralmente quella parte del discorso, che il Presidente Franzil ascoltò con interesse, ma si riservò di sottoporla all'Ufficio legislativo. Ora vedo che il Governo riconosce la giustezza di quella mia interpretazione. Ecco lo stralcio del testo dell'intervento"Dire che la lingua friulana "è inserita nel percorso educativo" (art. 12 comma 2) corrisponde a quanto già prevedeva la L. 482 e le Indicazioni, seppure sperimentali, per le scuole del I ciclo emanate recentemente dal Ministro Fioroni non fanno che confermare. Ma affermare come si fa nel testo unificato che deve essere "garantito l'insegnamento della lingua friulana per almeno un'ora alla settimana " al di là di un giudizio di merito circa la validità e la fattibilità di cui dirò dopo, francamente mi fa pensare a un possibile conflitto di tipo costituzionale con quanto prescrive il DPR 275/99 (norme sull'autonomia) dove all'art. 8 si afferma che è compito dello Stato definire " le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale". Accanto allo Stato esiste una quota riservata alle Scuole, come recita lo stesso articolo, quota che attualmente è del 20\% , ma non esiste una quota regionale, come invece prevedeva la revisione costituzionale del precedentemente governo, bocciata poi nel Referendum. Si dirà che secondo il ddl regionale tale insegnamento non è obbligatorio; ma in ogni caso essendo prescrittivo per le Scuole garantirlo, non si va in qualche modo a ledere l'autonomia delle Scuole e ad invadere un campo non ancora di competenza della Regione? A meno che non si intenda collocare l'ora di friulano nelle ore cosiddette facoltative-opzionali a scelta delle famiglie; ma anche in questo caso, a parte le questioni organizzative di cui dirò dopo, sono sempre le Scuole a decidere nel POF se la richiesta delle famiglie può essere soddisfatta e non ci può essere imposizione della Regione. So che qualcuno richiama un articolo della L. 53/2003 (legge Moratti) e precisamente l'articolo 2 laddove si parla di "quote regionali", lettera l) i piani di studio personalizzati, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizioni e l'identità nazionale, e prevedono una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche collegata con le realtà locali.ma né il cosiddetto "nucleo fondamentale" né la quota riservata alle Regioni è stata mai definita, senza contare che con le Nuove Indicazioni di quest'estate sono scomparsi addirittura i "Piani di studio personalizzati" (un bel pasticcio davvero)Mi scuso preventivamente per le citazioni giuridiche, che so non appassionano molto i lettori, ma per completezza devo riportare quanto previsto dai Decreti ministeriali sull'argomento, uno del 2005 (D.L. 28/12/2005 della Moratti) e uno del 13/6/2006 n. 47 del Ministro Fioroni, i quali recitano "La quota oraria riservata alle singole istituzioni scolastiche, e da esse determinata nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni (sott. mia) , sulla base dell'esercizio della loro potestà legislativa, ai sensi dell'articolo 27, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è costituita dal restante 20\% del monte ore annuale obbligatorio di cui al comma 1" La Regione FVG, come le altre, non ha mai definito tali "indirizzi" NEANCHE, a quanto mi consta, nella recente legge approvata dalla Giunta (legge Antonaz-Cosolini). Pertanto la Regione non può "garantire" che almeno 1 ora settimanale nella scuole del territorio "friulanofono" sia dedicata al friulano e ha ragione il Governo a contestare tale norma.

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Scuola, giro di vite contro il bullismo (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-02-2008)

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Di Nicola Corradini Scuola, giro di vite contro il bullismo Il provveditore: "Certezza della punizione per i prepotenti" Ghilardotti: "Piccoli episodi persino alle elementari Ma la situazione non è grave come altrove" "Per i bulli deve esserci la certezza di un provvedimento disciplinare". Giro di vite contro gli atti di prevaricazione e prepotenza compiuti da studenti nei confronti dei compagni di classe. A richiamare docenti e dirigenti scolastici sulla necessità di punire chi compie atti di bullismo, fatta salva la natura educativa dei provvedimenti disciplinari, è il provveditore Gianfranco Ghilardotti. Che segnala: "Il fenomeno nel Mantovano non è grave come nelle aree metropolitane, ma è comunque in crescita". Spiega il provveditore che "il bullismo si riscontra anche nelle scuole medie e abbiamo ricevuto alcune segnalzioni di piccoli episodi persino alle elementari". Non si tratta di una richiesta di applicare il 'pugno di ferro', di punire tanto per punire. E' piuttosto, come chiarisce Ghilardotti, il richiamo alla necessità "di responsabilizzare i ragazzi che compiono atti di prevaricazione nei confronti di compagni di scuola e di coinvolgere le famiglie". La preoccupazione del provveditore è di ricordare che la mission principale degli istituti scolastici - di ogni ordine e grado come suol dirsi - è quella educativa e culturale in senso lato. "Insomma, i ragazzi devono sapere che a scuola non ci si va semplicemente per stare assieme a dei coetanei e fare amicizie - dice Ghilardotti - scuola significa formazione e educazione. Quindi vi deve essere la certezza dell'azione disciplinare nei confronti di quegli studenti che hanno un comportamento prevaricatore verso altri ragazzi". Una presa di posizione che si richiama, seppur non esplicitamente, alle ripetute indicazioni in questo senso lanciate nei mesi scorsi dallo stesso ministro alla pubblica istruzione Fioroni. La lotta per prevenire il bullismo nelle scuole (ma va ricordato che la maggior parte degli episodi di prevaricazione violenta tra coetanei si verifica al di fuori delle mura scolastiche) ha portato alla formazione di un tavolo permanente formato da provveditorato, istituti, polizia, Provincia, Comune e Asl per monitorare il fenomeno e studiare iniziative. Proprio in questi giorni la Questura ha aperto uno spazio nel proprio sito internet con consigli utili e una casella elettronica a cui i ragazzi possono rivolgersi per segnalare problemi o chiedere chiarimenti. Il tavolo tornerà a riunirsi l'otto marzo in provveditorato, con la partecipazione delle associazioni dei genitori e dell'Aisam (l'associazione delle scuole mantovane) per predisporre altre iniziative negli istituti.

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Immigrati, la disinformazione del professor Gubert (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 18-02-2008)

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L'INTERVENTO Immigrati, la disinformazione del professor Gubert ANTONIO RAPANà Di fronte ad un fenomeno epocale e certamente complesso come sono le grandi migrazioni dai "vecchi e nuovi sud del mondo", gli "imprenditori politici" dell'intolleranza non perdono occasione, anche in Trentino, di alimentare e di cavalcare spregiudicatamente le paure diffuse in una parte dell'opinione pubblica. Costruendo becere rappresentazioni delle culture delle persone migranti e fomentando istericamente diffidenze, cercano di costruire le loro fortune politiche sui muri dell'intolleranza. Urlano contro un'invasione che non c'è, alimentano allarmismi rancorosi contro mitologiche orde di stranieri criminali, umiliano i sentimenti religiosi di tutti con becere rappresentazioni dei centri di culto islamici, sfruttano il diffuso sentimento di insicurezza sociale per scaricare rozze campagne di odio contro i nuovi cittadini, accusati di rubare lavoro, casa e servizi sociali. Ormai siamo ben oltre quella diffusa intolleranza sottopelle, spontanea o appena simulata, che si è progressivamente insinuata nella società: non a caso, oltre alla aggressività becera e cialtronesca dei piccoli uomini della Lega, partecipano alla costruzione dei pregiudizi contro i cittadini stranieri anche uomini colti, come il professor Gubert, che, nell'articolo pubblicato sul "Trentino" del 14 febbraio, sembra proporre ragionamenti solo apparentemente più pacati ed argomentati. Prendendo spunto dalla vicenda della circolare del comune di Milano, che escludeva dall'iscrizione alle scuole materne dei bambini figli di stranieri privi di permesso di soggiorno, clandestini quindi, il professor Gubert si avventura in maldestre ed inquietanti considerazioni. Non pare accettabile al "nostro" che il ministro Fioroni abbia duramente sconfessato la circolare e che il giudice abbia giudicato illegittimo quel provvedimento discriminatorio. Ignorando che quelle decisioni si fondano sulla rigorosa interpretazione del dettato costituzionale, delle leggi sull'immigrazione e delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti fondamentali del fanciullo, il professore imprudentemente imputa queste scelte di civiltà giuridica e politica al facile "buonismo" di tante sconsiderate "anime belle" del multiculturalismo a tutti i costi. E senza alcun pudore falsifica la rappresentazione di un'Italia, comoda patria di tutti i clandestini, ai quali senza battere ciglio, spensieratamente, vengono offerte istruzione, assistenza sanitaria, casa, prestazioni pensionistiche.è perfino ovvio che "informazioni" di questo tipo sollecitino sentimenti di diffidenza e di animosità nei cittadini italiani che si trovano di fronte a concorrenti così privilegiati, pur senza alcun titolo. è davvero inquietante la disinformazione che diffonde il professor Gubert, per il quale avevamo sperato che nella lunga carriera di accademico e di parlamentare avesse acquisito una meno avventata conoscenza delle leggi che regolano la convivenza di tutti i cittadini. La verità è che agli stranieri irregolari non è riconosciuto alcun diritto a prestazioni o a servizi pubblici, all'infuori del diritto alle cure urgenti ed essenziali, ancorché continuative, e agli interventi a tutela della gravidanza e della maternità, e dei minori. Solo questo dispone, in applicazione dell'art. 32 della Costituzione, l'art. 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, mai modificato, nemmeno dalla legge "Bossi-Fini": ma, evidentemente, il professore non paventa di essere più leghista di Bossi e più "nero" di Fini. Qui finiscono i privilegi degli immigrati clandestini: non ci sono altre prestazioni sanitarie, né assistenza sociale, né case, né pensioni, né università. E, d'altra parte, anche le prospettive di integrazione dei cittadini stranieri regolari tendono ad esaurirsi nel riconoscimento del diritto ad lavoro, pure attraverso una corsa ad ostacoli, sul filo di norme chiuse e di pratiche ancora discriminatorie nell'accesso a diritti fondamentali: perché - diciamolo una volta per tutte - per gli alloggi di edilizia pubblica, infatti, è richiesta, ai cittadini immigrati, la residenza in provincia da almeno tre anni, che però consente solo l'inserimento in una graduatoria separata, specifica per gli stranieri; lo stesso requisito, peraltro, è previsto per godere di alcune importanti prestazioni di assistenza sociale; nessun privilegio, poi, per la pensione, ed anzi occorre la titolarità della carta di soggiorno per l'assegno sociale e per le prestazioni a favore degli invalidi civili. Vede, professor Gubert, la questione epocale dell'immigrazione e della convivenza interculturale pone problemi complessi e, talvolta, anche laceranti, ma ineludibili: il modo con cui sapremo affrontarli non è questione settoriale che riguardi soli i cittadini stranieri, ma investe il sistema dei valori, le forme e la qualità della convivenza democratica, i livelli di civiltà della intera comunità trentina. è necessario, allora, che in questo processo gli intellettuali intervengano con rigore, anche aspramente critico, certo, ma non cavalchino il mercato delle emozioni e delle falsificazioni che contribuiscono solo all'imbarbarimento della vita comune.

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Le consulte territoriali sarzanesi rivendicanoposti e risorse per ostetricia e ginecologia (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)

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Piano ospedaliero SCENE di vita del liceo classico "Lorenzo Costa", momenti di intervallo, e delle gite, citazioni da Erodoto, e scherzi di classe, e perfino il proff di religione, il giovane parroco don Franco Pagano, che spunta sulle note della famosa canzone scritta da Eros Rmazzotti, "Testa": un invito ad ascoltare il cuore, parlare alla gente senza usare il cellulare, mollare l'auto e andare a piedi, dimenticare internet e indici di borsa, per predicare amore. Perché era la sigla della fiction tv "Benedetti dal Signore", in cui i conduttori di "Striscia", Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, erano frati. Su "You Tube", impazzano i video musicali delle scuole spezzine. Licei, istituti superiori, Polo Marconi. Fra i più documentati, c'è appunto il "Costa". E ci sono clip allegre come "School Music", che documenta momenti di vita del liceo di piazza Verdi. Ci sono anche trenini musicali in classe, la parodia dell'imbecillità di programmi televisivi come "Amici Miei", e gli ormai famosi spot della lista "I care", presentata alle ultime elezioni per la Consulta Studentesca, in cui ci si ispira agli insegnamenti di don Milani. Si tratta di video girati "negli intervalli, fuori dalle lezioni, e comunque sottoposti alla visione dei proff", precisano i ragazzi, mettendo le mani avanti contro le (ovvie) limitazioni imposte all'uso dei video telefonini dopo le ben note brutte storie di molestie e bullismo documentate in altre scuole italiane. Lo spirito, qui, è assai diverso. E infatti il clima è leggero e scherzoso. Uno degli autori dei clip è uno studente appassionato di riprese e musica, che sta documentando gite e piccoli grandi eventi della sua scuola, inseriti tanto su "You tube" che sul suo blog personale, in cui ironicamente si definisce "figlio di Italia Uno, del digitale terrestre, di Wanna Marchi e del mago Donascimento", fan di...Naruto, ma cita poi Erodoto: "Non c'è uomo, né fra di loro né in tutto il mondo, che nell'arco di una vita così breve sia tanto felice da non anteporre non dico una volta soltanto ma spesso la morte alla vita. Le disgrazie che ci colpiscono e le malattie che ci affliggono ci fanno ritenere lunga l'esistenza, mentre essa è breve. E così la morte, essendo la vita un cumulo di affanni, è divenuta per l'uomo un rifugio ben preferibile: e il dio, dopo averci fatto assaporare la dolcezza della vita, si rivela invidioso...". Luca, figlio del titolare di un noto hotel cittadino, ormai ha messo in rete di tutto: compresi interi album fotografici su di sé e sui compagni di scuola. "I miei amici apprezzano, i proff mi danno atto che non c'è nulla di volgare, ma solo messaggi simpatici, e un po' di ironia, della quale abbiamo tutti bisogno - ammette - anche il don, visionando la clip in cui compare, l'ha trovata divertente. I video sono una forma di espressione moderna, immediata, un linguaggio giovane". Dopo il giro di vite di Fioroni, comunque, non si faranno più riprese in aula: "Vietato - ammette Luca - vuol dire che ci rifaremo all'esterno. Una buona location, è la hall dell'albergo, quando non c'è nessuno: c'è spazio, e si presta bene. Ma sì, a papà l'ho detto: non facciamo mica danni". E cosa farà, Luca, da grande? "Veramente, davvero io non lo so...". Sondra Coggio .x/18/0802 Scena di vita del Liceo di piazza verdi inserite nella libreria di You Tube: dai trenini in classe alla parodia di "Amici miei" .x/18/0802 "CHIAREZZA e trasparenza sulla questione del riassetto della sanità provinciale". E' questo il messaggio chiaro e forte che l'assemblea delle Consulte territoriali del comune di Sarzana, riuniti presidenti e consiglieri dei parlamentini decentrati, indirizzano all'Azienda sanitaria locale spezzina. La riunione, convocata sabato sera ma risultata comunque molto partecipata, è servita per mettere a punto le prossime comuni strategie. "Prendiamo atto - si legge in un documento sottoscritto da tutte le Consulte al termine del rendes vous - che l'affollatissima assemblea di qualche settimana fa alla Sala della Repubblica ha sortito un primo risultato, come testimonia la conferma del reparto di ostetricia e ginecologia al San Bartolomeo. La nostra mobilitazione, gestita in contatto e collaborazione con i comitati popolari che hanno avuto un ruolo fondamentale, è servita. Ma - avvertono le Consulte - non ci fermiamo". Le Consulte territoriali di Sarzana alzano anzi il tiro chiedendo di potere acquisire i contenuti del nuovo piano di riorganizzazione ospedaliera provinciale. Preso atto che il reparto di Ostetricia e Ginecologia non dovrà più traslocare al Sant'Andrea della Spezia, le Consulte chiedono garanzie sulla qualità dell'assistenza avanzando la richiesta di "sapere quali risorse finanziarie e di persone vengono messe a disposizione". Il documento rivendica infatti che i lavoratori di questo reparto e dell'ospedale San Bartolomeo nel complesso possano lavorare in assoluta sicurezza, Le Consulte infine chiedono anche la conferma dell'Unità operativa di Neonatologia. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Minella Mosca, alla Sala della Repubblica aveva sostenuto che la regione, l'Asl e le amministrazioni avrebbero aperto un tavolo di confronto territoriale alla presenza degli stessi primi cittadini della Val di Magra, dei consiglieri comunali, delle consulte e dei comitati sulla riorganizzazione dei servizi sanitari in vallata. Le consulte che allora avevano in vassato l'impegno, fanno ora sapere di "essere in attesa che alle parole seguano i fatti, e ci sia dunque una chiamata. I colleghi consiglieri regionali della Mosca, Moreno Veschi e Luigi Morgillo - sostengono - avevano condiviso la proposta, ma quando intendo attivare questo tavolo di discussione?". Infine, altro punto fondamentale, le consulte portano avanti l'approfondimento del problema del dissesto finanziario della nostra sanità. La presenza sabato sera dell' assessore Antonella Guastini, non era casuale. Sarà presentata una documentazione alla regione, all'ASL e al sindaco di Sarzana Massimo Caleo nella quale sarà chiesto di conoscere i flussi di mobilità tra l'Asl spezzina e le altre della Liguria o fuori regione. Ovvero quali sono i servizi specifici che impongono la scelta del malato di farsi curare nelle regioni confinanti rispetto alla Liguria. Le consulte chiedono di conoscere la pianta organica dell'Asl 5: quanti sono e come sono le risorse-forza lavoro tra impiegati ed infermieri, da dotazione organizzativa dei vari reparti. A.G.P. .x/18/0802.

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Pd, arriva la carica dei cattolici - giovanna casadio (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

I consigli di Avvenire Pd, arriva la carica dei cattolici Il 27 convention a Roma. Dalla Bindi alla Binetti stop alla diaspora La sfida dei leader "Dimostriamo nei fatti dove sono i credenti in politica" Aprirà i lavori il salesiano don Carlo Nanni, vicino al cardinale Tarcisio Bertone GIOVANNA CASADIO ROMA - Giuliano Ferrara "pro Life" più che altro "irrita le gerarchie". Pier Ferdinando Casini ha il partito sotto botta e dovrebbe accogliere i suggerimenti di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, sulla "qualità" di chi mette in lista. Da ciò ne deriva che "una questione cattolica si è ormai aperta per Berlusconi e company; al contrario la diffidenza della Chiesa nei confronti del Partito democratico va calando". Beppe Fioroni ne è sicurissimo. Personalmente, ha invitato don Carlo Nanni, teologo e pedagogista salesiano, ad aprire (con Andrea Riccardi della comunità di Sant'Egidio e con il sociologo Franco Garelli) il convegno dei cattolici del Pd, il 27 febbraio a Roma. C'è da scommettere che lo stesso cardinale Tarcisio Bertone, salesiano di formazione, apprezzerà la scelta dell'amico don Carlo. E insomma, i cattolici dei democratici passano all'attacco. Lasciandosi alle spalle certi antichi rancori tra i prodiani "cattolici adulti" come Rosy Bindi e Franco Monaco e i teodem Paola Binetti o Emanuela Baio, i cristiano-sociali o gli stessi Popolari. Tutti insieme, uniti, stanno predisponendo la convention. A volere l'iniziativa è stato soprattutto Dario Franceschini, vice di Veltroni, leader cattolico popolare. Su Franceschini si scaricano tutti i malumori e le tensioni che scuotono in queste ore i cattolici nel Pd. La vicenda dell'accordo con i Radicali, per dire. Lo hanno tempestato di sms e di telefonate. Lo hanno anche accusato di esserci "veltronizzato" se non ci fosse stato un chiarimento, e cioè che "i cattolici sono radice essenziale del Pd al pari di chi proviene dalla tradizione socialista e che non possono esserci derive laiciste". A un certo punto lui, il pacato Franceschini, è sbottato: "Dimostriamo nei fatti dove sono i cattolici in politica". Nel Pd, appunto. Oltre cento parlamentari, consiglieri regionali, comunali, provinciali ma rigorosamente in platea. A parlare dal palco esponenti delle associazioni ecclesiali, sindacalisti, intellettuali. Poi si aprirà il dibattito. E il titolo della convention la dice lunga sulle intenzioni di "rassicurare la base cattolica e le gerarchie", rimarca la Binetti, perché è "Educare al bene comune", lo stesso tema delle settimane sociali della Chiesa. Conclusione e saluto di Veltroni. I cattolici del Pd hanno un doppio obiettivo: da un lato mostrare che non sono affatto "irrilevanti" e che un'eventuale presenza dei Radicali nelle liste non snatura la fisionomia del partito nato dall'accoppiamento di Ds e Margherita; dall'altro, approfittare del momento che giudicano propizio per raccogliere i consensi cattolici. Certamente, ragiona Francesco Saverio Garofani, queste elezioni potranno rappresentare "un test" sull'atteggiamento dei cattolici che si trovano a scegliere tra centrosinistra, la destra e un centro peraltro frammentato. Fioroni insiste: "Ripeto, la questione cattolica ormai si è aperta nel centrodestra perché il Pdl di Berlusconi e Fini è diventato conservatore e di destra e ha spostato la sua posizione su rive quanto più distanti dalla dottrina sociale della Chiesa. L'apparentamento con Ferrara è lo specchietto per annacquare questa situazione. A Formigoni e a Pisanu ho chiesto: siete consapevoli della sempre maggiore lontananza tra voi e il mondo cattolico?". Nonostante all'Assemblea costituente di sabato, un'ondata di irritazione abbia attraversato i cattolici Popolari e teodem quando il segretario ha dichiarato di volere accogliere "Emma Bonino e il suo partito", il giorno dopo prevale "l'ottimismo del fare". Emanuela Baio è convinta che, "forse sarebbe stato meglio spiegare non solo che la 194 non si modifica ma anche che va attuata completamente". è altresì sicura che un programma "in cui si parla molto di famiglia va incontro alle richieste dei cattolici" e che solo "poche personalità radicali" saranno ben accette. La Baio è stata incaricata di invitare esponenti delle Acli, dei Focolarini, dell'Azione cattolica. Giorgio Merlo, un "fedelissimo" di Franceschini, è un altro degli organizzatori. Rosy Bindi alla Costituente ha affermato che il Pd "non lascerà i cattolici a Ferrara, Casini o Pezzotta". Precisa ora che questo non si fa attraverso "correnti cattoliche", bensì "non inseguendo la strumentalità con cui Ferrara introduce i temi etici nella campagna elettorale". Tutti d'accordo. Franceschini qualche giorno fa aveva dichiarato: "Non c'è nulla di più rabbrividente che fare delle questioni eticamente sensibili, aborto in testa, un terreno di scontro tra laici e cattolici da cavalcare in campagna elettorale, è una cosa che tutti dobbiamo sfuggire". Condivide pure la Binetti, esprimendo un desiderio: "Vorrei non sentire più nessuno dire che i cattolici non possono stare a sinistra. Anche se sui Radicali ho già detto tutto il mio dissenso, sono contagiata da un certo ottimismo: ci sono tanti cattolici nel Pd e , miracolo, sono pure uniti".

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Il prete anti-camorra: La cultura è libertà (sezione: Schola)

( da "Arena, L'" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

LA TESTIMONIANZA. Chiusa la "settimana della legalità" nella scuola di polizia di Peschiera Il prete anti-camorra: "La cultura è libertà" di Giuditta Bolognesi È stato don Luigi Merola, giovane sacerdote della diocesi di Napoli divenuto uno dei simboli alla lotta contro la delinquenza organizzata, a chiudere la "Settimana della legalità nella scuola del Veneto", progetto promosso dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione e la Direzione generale dell'Ufficio scolastico regionale. La cerimonia conclusiva è stata ospitata nell'aula magna della Scuola di Polizia di Peschiera alla presenza di molti ragazzi e docenti e di autorità civili e militari, fra cui il sindaco Umberto Chincarini, il direttore dell'Istituto Giuseppe Reccia, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palombo, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara, il viceprefetto Pier Giuseppe Canero, l'assessore Alberto Benetti. L'idea di dedicare una settimana all'Educazione alla legalità promuovendo un incontro in ogni provincia veneta è nata nello scorso novembre a Job-Orienta, su iniziativa delle Consulte provinciali degli studenti. Sono proprio gli studenti, infatti, a essere coinvolti in prima persona nell'educazione alla legalità: legalità come lotta a tutte le forme di prevaricazione, dal bullismo alle mafie, e come baluardo di democrazia e libertà di ognuno. All'incontro al Job-Orienta aveva partecipato anche don Merola, nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra. La sua prima risposta fu di mettere a disposizione la parrocchia per dare ai giovani un luogo dove incontrarsi, divertirsi, stare insieme anziché sulla strada come "esercito" dei vari boss. Nel 2004 la morte di Annalisa Durante, 14 anni, colpita casualmente alla testa da un proiettile sparato durante un conflitto fra bande rivali: la tragedia intensifica la battaglia di don Merola che diventa a sua volta un bersaglio e da allora vive sotto scorta. Il linguaggio diretto del sacerdote ha catturato la platea di Peschiera. Il suo intervento é stato preceduto dalla proiezione di un filmato sulle stragi di Capaci e di via D'Amelio in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quindi il dirigente Pontara ha consegnato una formella di San Zeno ai genitori di Lorenzo Modena, morto lo scorso 22 dicembre sul campo di calcio in cui doveva arbitrare; prima della consegna lo stesso dirigente ha letto alcune frasi di un tema di Lorenzo proprio sulla legalità. "Non solo la chiesa ma anche la scuola devono tornare a essere luoghi aperti al territorio: mattino e pomeriggio, per studiare giocare, fare musica, ritrovarsi. Il modello Forcella può funzionare ovunque", ha detto don Merola. "In questa settimana in Veneto ho incontrato molti giovani e la mancanza di luoghi di aggregazione è un problema diffuso cui le istituzioni devono dare una risposta". "La cultura è libertà, mentre internet insegna a essere falsi", ha detto il sacerdote. "Non chattate, ragazzi, ma vivete. E tenete lontana la droga: leggera o pesante distrugge il cervello. Fa bene solo a chi la gestisce, quella criminalità organizzata cui lo Stato deve confiscare i beni perché deve morire povera".[\FIRMA].

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I presidi: linea dura in classe La regola vale anche per i prof (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-02-18 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le reazioni I presidi: linea dura in classe La regola vale anche per i prof Linea dura. Come ha chiesto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. Sequestro immediato del telefonino in caso di "uso improprio in classe" e convocazione dei genitori per il ritiro. Eppure, sebbene spento (o, più spesso, silenzioso), nessuno rinuncia a portare il telefonino a scuola. Non lo fanno i ragazzi, non ci pensano gli insegnanti. "Difficile - dicono i presidi - far rispettare le regole ". Videomessaggi, sms, squilli per avvertirsi all'uscita, "tribù". I ragazzi e le nuove tecnologie. E migliaia di telefonini che ogni giorno entrano in classe, nascosti negli zaini, nelle tasche, negli astucci. "Non possiamo obbligare gli studenti a lasciare il cellulare a casa", dicono i professori. C'è la mamma che vuole sapere dove va il figlio dopo le lezioni, il papà da avvertire appena scesi dal tram, l'appuntamento da spostare. Meglio essere sempre raggiungibili. "Ma questo è un pretesto", commenta Donata Andreotti, preside della scuola media Buzzati. O meglio: "Capiamo la necessità delle famiglie di entrare in contatto con i figli. Ma per i casi urgenti noi mettiamo a disposizione la nostra segreteria. I ragazzi sono reperibili in qualsiasi momento". Risultato: alla Buzzati i cellulari devono rimanere spenti. Anche durante l'intervallo: "possono essere motivo di discriminazione, scatenare invidie e diventare strumento di azioni illegittime". Vietato l'uso del telefonino. Lo ribadisce Giuseppe Acquati, dirigente dell'istituto comprensivo Italo Calvino: "Nel momento in cui sentiamo uno squillo, ritiriamo il telefono finché non arrivano i genitori del ragazzo. Non si possono interrompere le lezioni. E questo vale anche per gli insegnanti". Già, gli adulti. Quelli che per primi dovrebbero dare il buon esempio spesso vengono scoperti a fare telefonate in classe, durante le verifiche, nei bagni. Bruna Sinnone, preside dell'istituto superiore Besta, glissa: "I docenti conoscono le regole e dovrebbero rispettarle". Sebastiana Spoliti, a capo del liceo scientifico Einstein, aggiunge: "Lasciamo perdere: durante i consigli di istituto gli squilli arrivano dalle borse degli insegnanti e dei genitori". Un istinto irrinunciabile: lasciare acceso il telefono. Alle superiori è tollerata qualche chiamata durante l'intervallo. "Ma non a lezione - continua la preside Sinnone -: in quel caso sequestro il cellulare per due o tre giorni. è un sistema infallibile per far venire i genitori a scuola, anche quelli che non vediamo mai". Il problema però è un altro, ribadisce la dirigente: i furti. "Spariscono in continuazione telefonini e iPod. Io cerco di incoraggiare i ragazzi a lasciarli a casa, ma è una battaglia persa". A. Sac.

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La scuola riformata? Un disastro (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

PETROCELLI La scuola riformata? Un disastro UN ARGOMENTO fra i più attuali e discussi è quello affrontato dal docente filosofo forlivese Paolo Petrocelli in 'Il mandolino del Professor Pietro Celli' (ed. Armando, Roma, 2007) che ha come sottotitolo una frase ironicamente polemica 'Una analisi politicamente scorretta della scuola riformata'. Il libro, diviso in 8 brevi ma esaustivi capitoli completati da ricche note esplicative, è di quelli che un po' tutti dovrebbero leggere: non solo gli insegnanti sempre più oppressi da continue riforme e controriforme che destabilizzano la scuola anziché darle solidità, ma anche i genitori troppo spesso incapaci di stabilire se la novità che bolle in pentola è veramente una conquista per i loro figli o invece una degenerazione culturale, e infine soprattutto per chi fa queste leggi, purtroppo quasi sempre in commissioni di cui non fa parte nessun insegnante. E i risultati si vedono con molta chiarezza. Gli esempi non mancano: Petrocelli esamina: i 'Corsi di recupero' attuati negli anni e ne constata il quasi totale fallimento; la svalutazione del lavoro degli insegnanti costretti a far di tutto (compresa la battuta ironica di intrattenere i 'clienti', ossia gli studenti, col mandolino), la incapacità di tutti (genitori ed insegnanti) a dire 'no' quando è necessario. Non manca poi un'allusione al 'concorsone' che risultò un autentico bluff. Nel libro si parte dalle riforme di D'Onofrio a quelle attuate dal ministro Fioroni fino ad un respiro di speranza per la Grande Riforma in fase attuativa che dovrebbe far diventare la scuola libera, colta, partecipata. Il volume di Petrocelli è scritto in modo scorrevole e facile, adatto a tutti, documentato con esempi e analizzato nei vari pro e contro attraverso cui oggi si dibatte la scuola. Rosanna Ricci - -->.

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E' la dimostrazione che, pur a distanza di mesi, la decisione di localizzare a Viterbo il terz (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

"E' la dimostrazione che, pur a distanza di mesi, la decisione di localizzare a Viterbo il terzo scalo aeroportuale ancora non è stata digerita. Al di là di tutte le dietrologie, una cosa è certa: che la designazione è stata ancorata a mere valutazioni tecniche e non di natura politica". E' netta le replica del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, a quanti tentano di rimettere in discussione i deliberati del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi a favore della città dei Papi. E' il caso di Riccardo Pedrizzi (An), deputato di Latina, che proprio a Bianchi ha indirizzato una interrogazione ipotizzando anomalie nella composizione della commissione ministeriale, presunti conflitti d'interessi di qualcuno dei membri del medesimo organismo, nonché il "cambiamento di atteggiamento di Enac (ente nazionale aviazione civile) ed Enav (ente nazionale assistenza al volo) nel corso dell'istruttoria", in prima fase favorevole alla struttura pontina. L'esponente di An peraltro, ha chiesto al ministro di rendere immediatamente pubblico il dossier che ha portato alla scelta di Viterbo, in quanto "non è dato sapere, la documentazione non essendo disponibile, quali siano stati gli elementi utili""alla designazione di un sito piuttosto che un altro. Come si intuisce, dopo Frosinone - che ha presentato ricorso al Tar avverso ai provvedimenti ministeriali - anche Latina, attraverso Pedrizzi, tenta di rilanciare la battaglia aeroportuale, con argomentazioni che, a giudizio di Giovanni Bartoletti, presidente del Comitato Aeroporto ed opere della Tuscia, sono da ritenere "gravi ed inaccettabili". "In campagna elettorale tutto è ammesso - dice Bartoletti con sarcasmo - ma è bene documentarsi prima di esprimere illazioni sfornite di ogni fondamento: l'Enac ha sempre espresso pareri tecnicamente incontrovertibili a favore di Viterbo, senza mai cambiare orientamento". "Appare singolare - aggiunge l'avvocato - l'intervento di Pedrizzi, e soprattutto intempestivo: sempre per ragioni elettorali, forse si è guardato bene dal pronunciarsi, o attivarsi, a tempo debito. E ora che i giochi sono fatti si professa, come alcuni politici ciociari, paladino delle battagli perse". "La designazione di Viterbo è avvenuta, non in base a pressioni politiche (che ci sono state, e forti, ma provenienti da altri ambiti), ma a valutazioni tecniche, al di sopra delle parti" ripete il ministro Fioroni. "Mi sembra - aggiunge l'esponente del partito Democratico - incredibile e assurdo che qualcuno provi, con argomentazioni deboli e comunque pretestuose, alimentate solo dal clima elettorale, di rimettere in discussione ciò che è stato formalizzato, proprio qualche giorno fa, dall'accordo di programma tra ministero e Regione Lazio. Ora il nostro obiettivo è uno solo: accelerare al massimo l'iter tecnico-amministrativo per realizzare lo scalo e dare così corpo a decisioni incontrovertibili". Al di là di ogni altra considerazione, comunque un rischio esiste. Un'eventuale vittoria del centrodestra alle politiche potrebbe rimettere in discussione una decisione già presa. Re. Vi.

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Scuola: +10% di bocciati (sezione: Schola)

( da "Vita non profit online" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di Redazione (redazione@vita.it) 18/02/2008 --> I dati 2006/07: scuole più severe, soprattutto al primo anno delle superiori L'anno scorso il 36,1% degli studenti delle superiori (circa 760 mila) e' stato promosso con uno o piu' debiti scolastici. Da quest'anno i debiti dovranno, pero', essere saldati prima dell'inizio delle lezioni, altrimenti sara' bocciatura certa. La piu' alta percentuale di studenti con debito si e' registrata negli istituti professionali (41,1%), seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai tecnici (39,5%). Sara' qui, pertanto, che quest'anno dovranno esserci i piu' numerosi corsi di recupero. I meno indebitati sono risultati l'anno scorso gli studenti dei licei classici (28,7%). L'anno critico per maggiori debiti e' risultato il secondo (37,6%), mentre nel primo anno la percentuale e' risultata inferiore anche perche' e' stato piu' alto il numero dei bocciati. Rispetto al 2005-2006, la pressione del ministro Fioroni per maggiore severita' nella valutazione degli studenti, ha avuto l'effetto di incrementare sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe successiva con debito scolastico. Dai dati pubblicati dalla direzione generale studi e programmazione del MPI risulta che gli istituti statali sono stati mediamente un po' piu' severi degli istituti paritari nel caricare i ragazzi promossi con debiti scolastici. La maggiore severita' valutativa da parte degli istituti statali si e' registrata comunque, piu' che nei debiti, nella bocciatura, come avvenuto, ad esempio, nel primo anno di corso degli istituti superiori dove si e' registrata una differenza di quasi 10 punti in percentuale. Info: http://www.tuttoscuola.com.

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Recupero debiti, ogni istituto sceglie vacanze diverse (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Si prospettano periodi di vacanza diversificati per almeno un milione di studenti e 200 mila docenti delle scuole medie e superiori che durante l'estate saranno impegnati nel recupero dei debiti formativi: dopo la conferma nei giorni scorsi, da parte dei vertici del ministero della Pubblica Istruzione sulla legittimità di saldare le insufficienze entro il 31 di agosto o, al massimo, prima dell'inizio delle lezioni del 2008-09, ogni istituto si sta organizzando con modalità del tutto proprie. Non sono evidentemente bastate le indicazioni di viale Trastevere contenute prima nel decreto n. 80 di inizio ottobre, poi nell'ordinanza 92 del 5 novembre ed infine nelle risposte (le cosiddette Faq) ai tanti quesiti provenienti da presidi docenti: leggendo le delibere di questi giorni realizzate dai collegi degli istituti che stanno affrontando la questione emerge un quadro di interpretazione diversificato della normativa introdotta dal ministro Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio. Ancora più incertezza sulla tempistica delle verifiche e degli scrutini finali: mentre dei collegi hanno deciso di prendere alla lettera la normativa chiedendo a prof e studenti di tornare a scuola con una settimana di anticipo (l'ultima di agosto), altri hanno optato per una soluzione simile ai vecchi esami di riparazione aboliti dall'ex ministro D'Onofrio rimandando prove e decisioni finali ai primi di settembre. I collegi più “audaci”, sfidando possibili ricorsi da parte delle famiglie che avrebbero preferito tempi di recupero più lunghi, hanno deciso di chiudere tutto (corsi, verifiche e consigli di classe straordinari) addirittura entro la metà di luglio. Ma sulla decisione di questi istituti potrebbe aver pesato l'indicazione di alcuni Uffici scolastici regionali (come quello del Lazio), che per permettere la formazione degli organici del personale ha invitato le scuole a terminare questo tipo di attività al massimo entro il 31 luglio. L'esito non bilanciato dei debiti formativi (con tanti promossi o tanti bocciati) potrebbe infatti determinare la formazione di un alto numero di nuove classi: il ministero ha cercato di attenuare questa circostanza indicando ai presidi di inserire i bocciati fino a che la classe non raggiunga il numero di 32 studenti. Solo raggiunta questa soglia scatterebbe lo sdoppiamento. Un'eventualità, quest'ultima, che se si presentasse a settembre determinerebbe l'esigenza di individuare i supplenti con estremo ritardo e soprattutto con il pericolo di creare delle classi composte da quasi tutti studenti ripetenti e docenti precari. Al momento, però, sembrerebbero pochi gli istituti preoccupati della formazione delle nuove classi derivanti dall'esito della nuova legge sui debito. L'attenzione è concentrata soprattutto sull'evitare che docenti e alunni si ritrovino per tutta l'estate del 2008 alle prese con recuperi (di norma da 15 ore ciascuno), esami e verifiche finali. Così si passa da chi ha optato per chiudere tutto entro la fine di luglio (soluzione già prescelta da molte scuole superiori della Lombardia, anche perché la regione ha deciso di avviare il nuovo anno scolastico nella prima decade di settembre) a chi invece determinerà la lista di bocciati e promossi solo a ridosso dell'inizio delle nuove lezioni. è il caso del liceo classico Visconti di Roma, dove il Collegio ha deciso che i corsi di recupero si svolgeranno dal 16 giugno fino al 12 luglio 2008, mentre valutazioni e scrutini verranno attuato solo alla fine di agosto. Discorso analogo per il tecnico industriale Galileo Ferrarsi di Verona, dove i recuperi avranno luogo dal 7 luglio al 18 agosto, mentre verifiche e scrutini scatteranno nell'ultima settimana di agosto per concludersi solo ai primi di settembre. Al liceo Giovanni XXIII di Marsala i corsi non prenderanno addirittura il via prima del 10 luglio e si concluderanno solo il 31 agosto. Stessa decisione presa dal Berchet di Milano, che in controtendenza alla maggior parte degli istituti della sua regione darà appuntamento a docenti e studenti con il giudizio “sospeso” solo per l'inizio di settembre. Anche in molte scuole superiori di Bologna, come lo storico Righi, molte scuole sarebbero intenzionate a verificare il recupero degli studenti nella prima settimana di settembre: prima di prendere la decisione finale questi istituti però hanno chiesto conferme dall'Ufficio scolastico regionale. Altre scuole, come l'Itis Severi di Padova, producono invece mozioni di ritiro dell'ordinanza 92. Segnali ulteriori che sulla questione debiti rimane ancora tanta incertezza.

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LA TESTIMONIANZA. Chiusa la <settimana della legalità> nella scuola di polizia di Peschiera (sezione: Schola)

( da "Arena.it, L'" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

LA TESTIMONIANZA. Chiusa la "settimana della legalità" nella scuola di polizia di Peschiera Il prete anti-camorra: "La cultura è libertà" Don Luigi Merola ha invitato gli studenti a dire di no alla droga: "Distrugge il cervello e fa bene solo ai trafficanti"     Giuditta Bolognesi È stato don Luigi Merola, giovane sacerdote della diocesi di Napoli divenuto uno dei simboli alla lotta contro la delinquenza organizzata, a chiudere la "Settimana della legalità nella scuola del Veneto", progetto promosso dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione e la Direzione generale dell'Ufficio scolastico regionale. La cerimonia conclusiva è stata ospitata nell'aula magna della Scuola di Polizia di Peschiera alla presenza di molti ragazzi e docenti e di autorità civili e militari, fra cui il sindaco Umberto Chincarini, il direttore dell'Istituto Giuseppe Reccia, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palombo, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara, il viceprefetto Pier Giuseppe Canero, l'assessore Alberto Benetti. L'idea di dedicare una settimana all'Educazione alla legalità promuovendo un incontro in ogni provincia veneta è nata nello scorso novembre a Job-Orienta, su iniziativa delle Consulte provinciali degli studenti. Sono proprio gli studenti, infatti, a essere coinvolti in prima persona nell'educazione alla legalità: legalità come lotta a tutte le forme di prevaricazione, dal bullismo alle mafie, e come baluardo di democrazia e libertà di ognuno. All'incontro al Job-Orienta aveva partecipato anche don Merola, nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra. La sua prima risposta fu di mettere a disposizione la parrocchia per dare ai giovani un luogo dove incontrarsi, divertirsi, stare insieme anziché sulla strada come "esercito" dei vari boss. Nel 2004 la morte di Annalisa Durante, 14 anni, colpita casualmente alla testa da un proiettile sparato durante un conflitto fra bande rivali: la tragedia intensifica la battaglia di don Merola che diventa a sua volta un bersaglio e da allora vive sotto scorta. Il linguaggio diretto del sacerdote ha catturato la platea di Peschiera. Il suo intervento é stato preceduto dalla proiezione di un filmato sulle stragi di Capaci e di via D'Amelio in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quindi il dirigente Pontara ha consegnato una formella di San Zeno ai genitori di Lorenzo Modena, morto lo scorso 22 dicembre sul campo di calcio in cui doveva arbitrare; prima della consegna lo stesso dirigente ha letto alcune frasi di un tema di Lorenzo proprio sulla legalità. "Non solo la chiesa ma anche la scuola devono tornare a essere luoghi aperti al territorio: mattino e pomeriggio, per studiare giocare, fare musica, ritrovarsi. Il modello Forcella può funzionare ovunque", ha detto don Merola. "In questa settimana in Veneto ho incontrato molti giovani e la mancanza di luoghi di aggregazione è un problema diffuso cui le istituzioni devono dare una risposta". "La cultura è libertà, mentre internet insegna a essere falsi", ha detto il sacerdote. "Non chattate, ragazzi, ma vivete. E tenete lontana la droga: leggera o pesante distrugge il cervello. Fa bene solo a chi la gestisce, quella criminalità organizzata cui lo Stato deve confiscare i beni perché deve morire povera".

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SCUOLA E UNIVERSITA' (sezione: Schola)

( da "Lavoce.info" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

Informazione / Scuola e Università SCUOLA E UNIVERSITA' di Daniele Checchi 18.02.2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza. Tra i provvedimenti adottati: 1) innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, e parziale disapplicazione della alternanza scuola-lavoro prevista dalla precedente riforma Moratti (in particolare mancata sottoscrizione di accordi di sperimentazione regionale). 2) commissariamento della agenzia nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione (Invalsi), ma incompleta realizzazione di un sistema di valutazione nazionale. Il Ministro ha espresso pareri contradditori sulla necessità di una valutazione "campionaria" contrapposta ad una valutazione "censuaria" delle scuole. 3) riscrittura dei programmi scolastici, definendo dal centro traguardi terminali e linee di indirizzo e non prescrizione di contenuti specifici, ma nel contempo preoccupandosi di un recupero contenutistico nella attuale scuola dell'obbligo, a seguito del ridimensionamento degli stessi introdotto dalla riforma Moratti. 4) ripristino della serietà delle verifiche (in particolare reintroducendo i commissari esterni per l'esame di maturità, ma anche con la reintroduzione dell'esame di riparazione in sostituzione del meccanismo del recupero crediti) 5) accettazione della riduzione degli organici previsto in finanziaria 2007 (in particolare con l'imposizione di un tetto massimo agli insegnanti di sostegno) in cambio di una progressiva immissione in ruolo dei precari, con la conseguente chiusura delle graduatorie ed il passaggio ad un nuovo meccanismo di ingresso nella professione insegnante basato sulle scuole di specializzazione (SIS). 6) sperimentazione di nuove forme di gestione a livello locale delle risorse docenti disponibili (proposta avanzata nel quaderno bianco sulla scuola, recepita in finanziaria 2007 ed attualmente in corso di definizione nelle linee di indirizzo del Ministero della Pubblica Istruzione). QUANDO SI VEDRANNO GLI EFFETTI Gli effetti attesi dovrebbero essere quelli di innalzamento della scolarità giovanile (intervento 1) e di miglioramento della qualità degli apprendimenti (interventi 3 e 4). Incerti gli effetti degli interventi sugli organici (interventi 5 e 6), sia sul piano del bilancio che su quello della formazione impartita. OCCASIONI MANCATE Due sembrano i nodi non ancora affrontati: 1) il riassetto del sistema formativo, alla luce della preoccupante performance negli apprendimenti emersa dalle indagini internazionali. Molti indicatori di inefficienza puntano i riflettori sulla scuola secondaria di primo grado, che in seguito all'innalzamento dell'obbligo avrebbe potuto essere ridisegnata legandola in modo più organico alla scuola secondaria di secondo grado. È curioso che un provvedimento di rilevante portata (quale l'età dell'obbligo) sia finito in Finanziaria, e non invece inserito in una legge appropriata. È stata correttamente arrestata la licealizzazione della formazione tecnica sponsorizzata dal governo precedente, senza però sciogliere il nodo di quale fosse l'assetto desiderato. 2) non si può avere maggior autonomia gestionale a livello decentrato senza la costruzione di un adeguato sistema di valutazione censuario. Come già in passato, non si è avuto il coraggio di andare in una direzione attuativa dell'autonomia scolastica (trasferendo risorse e responsabilità a livello della dirigenza delle singole scuole) costruendone la precondizione di verifica a posteriore dei risultati.

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SCUOLA/ COBAS: 29 FEBBRAIO SCIOPERO UN' ORA CONTRO SISTEMA DEBITI (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-02-2008)

Argomenti: Scuola

18-02-2008 19:25 Astensioni anche 18 marzo e ogni 15-20 giorni fino ritiro om 92 Roma, 18 feb. (Apcom) - Uno sciopero breve della scuola media superiore per il ritiro dell'ordinanza ministeriale 92 che contiene la nuova normativa sui debiti formativi: è quello indetto dai Cobas della scuola per la prima ora di lezione del 29 febbraio e del 18 marzo prossimi. L'astensione riguarderà la prima ora di lezione degli insegnanti e quella di servizio di presidi e personale Ata (non docenti). Sotto accusa tutto l'impianto sui debiti introdotto a novembre e che in questi giorni sta impegnando i collegi dei docenti delle scuole superiori per deciderne l'applicazione. I motivi dello sciopero sono spiegati da Enrico Bernocchi, leader dei Cobas: "L'ordinanza 92 - dice Bernocci - impone i recuperi-farsa, le mancette salariali per rendere gli insegnanti complici della scuola-burletta, l'aggravio di lavoro gratuito per gli Ata; lede diritti come le ferie, vìola la legislazione vigente e mette a rischio la formazione degli organici in tempi utili per l'inizio delle lezioni, danneggiando il diritto allo studio". Il sindacato mette sullo stesso piano la gestione Fioroni con quelle che l'hanno preceduta: "La scuola-azienda di Berlinguer-Moratti-Fioroni e la sedicente 'autonomia' - sostiene il rappresentante dei Cobas - hanno distrutto l'istruzione pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale unitario, ridicolizzando la didattica, umiliando i docenti e gli Ata e immiserendoli con stipendi da fame, producendo ignoranza ed analfabetismo di ritorno". Nei giorni scorsi però il ministero della Pubblica Istruzione ha confermato che non intende modificare le nuove norme sui debiti: "Sciopereremo a catena per la prima ora di lavoro ogni 15-20 giorni - conclude Bernocchi - fino a quando l'om. 92 non verrà ritirata".

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Tamaro: il mio Luisito un nuovo romanzo nato in una notte sola (sezione: Schola)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-02-2008)

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NARRATIVA Rizzoli pubblica il libro della scrittrice triestina Tamaro: il mio "Luisito" un nuovo romanzo nato in una notte sola AMORE E POESIA "Ho scritto una piccola fiaba sull'amore e sulla poesia. Il mondo si fonda sulla necessità, accumuliamo solo cose inutili e ci servirebbero più sorrisi" Dalla prima pagina di Alessandro Mezzena Lona Immaginate l'ansia e la frustrazione che deve avere fatto compagnia a Susanna Tamaro lungo quegli improvvidi giorni di vacanza. Sorride, adesso, quando racconta il travagliato parto del suo nuovo romanzo, "Luisito. Una storia d'amore" (pagg. 154, euro 12), che Rizzoli distribuirà nelle librerie domani. Un romanzo, questo, che Susanna Tamaro deve aver scritto con grande gioia. Perchè i personaggi che ha inventato non sono le solite statuine capaci di vivere solo tra le pagine di un libro, ma comunicano passione, malinconia, disperazione, rabbia, sgomento. Sognano e ridono, amano e odiano, e soprattutto tentano di andare controcorrente in un mondo che sta uccidendo l'allegria, che sta impallinando le illusioni. Che pensa di costruire il futuro contro l'uomo. Anselma, la protagonista, è una maestra che ha interrotto la sua liaison con la scuola elementare in maniera brusca. Traumatica. I figli non mancano mai di telefonare per esortarla, sotto sotto, a prendersi in casa una badante. Gli amici sono evaporati come il suo amore per Giancarlo, il marito morto da tempo. Uno che aveva costruito la sua vita di coppia su palafitte di menzogne, di silenzi. Solo un animale può portare una scheggia di luce, d'amore, in quella vecchiaia segnata dalla solitudine. Un meraviglioso pappagallo che qualcuno ha cacciato a forza dentro un cassonetto della spazzatura. Come capita ad altri cuccioli, di questi tempi. Ai neonati, ai cagnolini, ai gatti di cui non si sa che fare. Che cos'è un pappagallo? Apparentemente, poco più di un soprammobile che, di tanto in tanto, può strappare un sorriso con la sua voce da registratore inceppato. Non per Anselma, che scoprirà in Luisito (ma in realtà si rivelerà una Luisita) un motivo nuovo per attaccarsi alla vita. Per svegliarsi la mattina con un sorriso, con un progetto. Con la voglia di riempire le ore del giorno di nuove idee, di altre speranze. Fino a quando il buon senso, le illuminate leggi di questo stupido mondo non intervengono a riportare l'ordine. "Questo è un libro diverso, senz'altro, tra i miei - precisa Susanna Tamaro -. Gli altri sono stati accompagnati da una lunga preparazione, da ragionamenti e riflessioni anche complesse. Però io credo di possedere la vena del narratore puro. Che ama raccontare storie. Siano per adulti o per bambini, non importa". "Luisito" non rientrava nei suoi programmi? "Assolutamente no. Anche perchè nel 2006 era uscito un libro impegnativo come "Ascolta la mia voce". Che, in fondo, raccoglie l'eredità di "Va' dove ti porta il cuore"". E allora come è saltato fuori? "Una mattina, all'improvviso. Mi sono svegliata, nella mia casa di Trieste, e ho capito che dentro la mia testa aveva preso forma una storia. Bella, completa, con un inizio e una fine". Si è precipitata a scriverla subito? "No, c'era un problema. Proprio quel giorno dovevo partire in crociera con le mie nipoti. Avevamo in programma di raggiungere la Croazia via mare. Sembrava che qualcuno si fosse divertito a giocarmi uno scherzo: avevo una bella storia in testa e non potevo scriverla". Ha annullato il viaggio? "E come facevo? Sono partita con l'ansia di cancellare tutto, di dimenticare la storia. Al ritorno, era una domenica mattina, sono scesa dalla nave alle nove del mattino e un'ora dopo ero già china sul tavolo a scrivere. La prima stesura è stata rapidissima". Un libro che ha amato immediatamente? "Assolutamente sì. Credo lo si capisca leggendolo. "Luisito" l'ho scritto subito al computer proprio perchè avevo chiarissimo in testa il percorso narrativo che dovevo seguire. Altre volte, soprattutto per i miei romanzi più impegnativi, all'inizio preferisco usare carta e penna". Il suo racconto sta dalla parte dei deboli... "Nasce da un disagio che provo spesso quando mi confronto con la realtà. Mi capita di trascorrere lunghi periodi a Roma, dove vivo in una casa popolare. Ci sono un sacco di anziani, parecchi tirano avanti con la pensione minima. E non è difficile vederne qualcuno che arriva a chiedere la carità. Sono italiani, vivono in un Paese che dovrebbe avere un alto grado di civiltà". Eppure? "Vivono in un mondo che non li considera più. Sono schiacciati da una realtà tagliata su misura per chi sta bene, per chi ha soldi. Non possono contare sulla famiglia, che in troppi casi è inesistente. Non hanno il conforto dei figli, risucchiati nel vortice di una vita dai ritmi sempre più pazzi. Li vedi al supermercato spingere dei carrelli enormi in cui c'è un pacchetto di margarina, qualche cracker e basta". Dove ha fallito il nostro mondo? "Il fatto è che sono saltati i fondamenti antropologici. Non c'è più quel senso di rispetto per le generazioni che ci hanno preceduti. Stiamo tutti impazzendo alla ricerca di un salario dignitoso, di un tenore di vita che non ci faccia cadere nel baratro della disperazione. E hanno un bel dire che siamo tutti felici, che non abbiamo problemi". Un antidoto ci sarebbe: l'amore. "Il mio "Luisito" è proprio una piccola fiaba sull'amore e sulla poesia. Il nostro mondo si fonda sull'utilità, sulla necessità. Accumuliamo un sacco di cose inutili e non ci rendiamo conto che ci servirebbero soltanto piccoli gesti, un sorriso. Un po' di tenerezza. I simboli della nostra umanità profonda, che rinneghiamo giorno dopo giorno". Anselma, la maestra del libro, nasce da ricordi personali? "È soprattutto l'incarnazione di quello che le maestre, oggi, non possono più essere. Perchè le riforme della scuola, e in particolare quelle delle elementari, hanno polverizzato in maniera davvero folle un'istituzione che tutta Europa ci invidiava. Un tempo, maestre e genitori operavano in sintonia. Per questo la scuola, oltre che formare dal punto di vista culturale, educava. Oggi tutto questo è svanito. Se un'insegnante riprende un bambino, giustamente, la famiglia le si schiera subito contro". È vero che voleva fare la maestra? "Sì, ho fatto le Magistrali e poi anche il concorso per insegnare alle elementari. Mi sarebbe piaciuto molto. Non rimpiango, però, di non essere entrata nelle scuole come maestra. Adesso, chi sta al liceo ha la preparazione di un ragazzo delle medie. E all'università, se va bene, arrivi al livello delle superiori. Dagli anni Ottanta in poi hanno assassinato la scuola italiana". In questo libro lei si arrabbia con Dio. "Lo trovo giusto, sano. Invidio chi dice "Dio lo vuole" e accetta tutte le cose spaventose che ci circondano. Io no, perchè credo che oggi si stia tentando di cancellare il rapporto con il mistero, con il sacro, che dev'essere anche molto dialettico. Che ci può portare allo scontro con Dio. Ma che è necessario. Altrimenti ci ritroveremo a vivere in un mondo dove con un'iniezione elimineremo gli anziani. Dove trionferà l'egoismo, il tornaconto personale". Molto meglio gli animali? "Senza dubbio. Più vivo a contatto con gli animali, più mi rendo conto che non abbiamo capito niente di loro. Per noi sono un mistero fatto di pensieri, ricordi, invidia, anche cattiveria e grande amore. Un mistero spirituale che sfugge agli schemi che tentiamo di imporre loro". Luisito, il pappagallo, è il vero deus-ex-machina della storia. "Una mia amica ha perso il suo pappagallo e ancora piange. Un'altra gli ha insegnato a dire l'indirizzo e il numero di telefono cellulare: non si sa mai. Il mio Luisito è nato dal ricordo di una coppia di anziani a cui i poliziotti avevano sequestrato il pappagallo, dopo quarant'anni di convivenza, nel rispetto della legge sugli animali esotici. Facendo a brandelli il cuore del volatile e dei suoi amici umani". Non pensa di girare un nuovo film, dopo "Nel mio amore"? "Ho due progetti pronti, ma non hanno incontrato nessun favore. Tra i produttori c'è un grande conformismo. Non vogliono rischiare, provare a fare qualcosa di nuovo. Preferiscono riproporre all'infinito le solite storie. Collaudate, sicure".

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Pd con Agostini e Sereni Pdl soltanto umbro Le quote della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi papabili (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-02-2008)

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Pd con Agostini e Sereni Pdl "soltanto umbro" Le quote della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi "papabili" - -->.

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Gli istituti tecnici preferiti ai licei (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

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ISTRUZIONE. MENO ALUNNI NELLE ELEMENTARI Gli istituti tecnici preferiti ai licei [FIRMA]VANNA PESCATORI CUNEO Diminuiscono gli alunni nella "Granda", soprattutto nelle Elementari. A due settimane dalla scadenza per le iscrizioni (31 gennaio) all'Ufficio scolastico provinciale si fanno i conti. In base alle rilevazioni si definisce il numero di cattedre. Materne I primi dati vedono, però, un lieve aumento nelle iscrizioni dei più piccoli, che a seguito del decreto del ministro Fioroni non possono più entrare in anticipo alla scuola dell'infanzia. Per poter accedere il termine è tassativo: 31 gennaio. I bimbi che risultano accolti nelle 185 Materne statali della "Granda" dai primi calcoli sono 10.749. Erano 10.642 nel 2007: un centinaio in meno. Unico modo per mandare già a scuola i piccolissimi dai 24 ai 30 mesi, sono le "sezioni primavera", ma per ora nelle scuole statali, ne è stata attivata soltanto una, al secondo circolo di Alba. "Attualmente abbiamo 18 iscritti - conferma il direttore amministrativo Luigi Garassino - e la sperimentazione continuerà perché è prevista nella Finanziaria. Attendiamo però di ricevere dal ministero della Pubblica istruzione specifiche indicazioni per il prossimo anno, fra cui anche la scadenza delle iscrizioni. In via informale abbiamo avuto già 35 richieste". Elementari I nuovi iscritti alle Elementari sono in ribasso: 5.050 contro i 5.235 nel febbraio dello scorso anno. Nel raffronto è d'obbligo tenere conto del periodo, in quanto durante l'anno è normale che ci siano "movimenti" nei numeri a causa di arrivi, partenze e trasferimenti familiari. All'Ufficio scolastico provinciale suggeriscono prudenza: "Sono ancora dati da verificare, speriamo che si tratti di una diminuzione molto più contenuta del previsto". Medie Variazioni decisamente meno significative vengono registrate nelle iscrizioni negli altri ordini di scuola della "Granda", che non risentono, rispetto all'anno scorso, degli indici di natalità. In tutta la provincia di Cuneo hanno chiesto di frequentare la prima media 5.399 alunni rispetto ai 5.193 iscritti che sono relativi all'anno scolastico precedente. Superiori Entreranno 4.629 nuovi studenti, pochi meno dell'anno scorso: erano stati 4.675. Lievi variazioni anche per le scelte degli istituti. Licei classici, scientifici e magistrali hanno raccolto 1.782 iscrizioni: lo scorso anno erano 1.905. Al calo dell'area definita "classica" corrisponde la crescita di iscritti in quella tecnica, da 1.555 del 2007 a 1.624 quest'anno, e della professionale (riunisce agrari, Ipsia, Alberghiero, Istituto professionale, commercio e altri) che acquista, in totale, 39 iscritti (da 1.036 a 1.075 nel 2008). Infine in calo l'istruzione artistica con 148 iscritti contro 178 dell'anno scorso. Per quanto riguarda, infine, le richieste arrivate ai singoli istituti della "Granda", secondo i dati dell'Ufficio scolastico provinciale, le variazioni sono contenute nell'ordine al massimo di una decina di studenti, ad eccezione del caso dell'istituto tecnico "Denina" di Saluzzo che quest'anno ha avuto 62 iscritti al corso per geometri che era stato fra i pochi nuovi indirizzi concessi dall'Ufficio scolastico regionale due anni fa.

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'Sospeso, ecco perchè' (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

L'impone il regolamento, alunni d'accordo FINALE Studente punito per i voti ai prof FINALE. La sospensione di tre giorni per il 15enne che aveva stilato pagelle poco simpatiche sui propri insegnanti del liceo 'Morandi' continua a far discutere. Da una parte ci sono gli studenti, molti dei quali hanno condiviso la punizione, dall'altra ci sono gli interrogativi sull'effettiva legittimità della sospensione. Il ragazzino infatti aveva sì parlato degli insegnanti in termini non lusinghieri, ma lo aveva fatto all'esterno del contesto scolastico, utilizzando un proprio spazio virtuale su internet, senza coinvolgere direttamente tutta l'istituzione di via Digione. Una limitazione della libertà d'espressione? A conti fatti potrebbe essere considerata tale, ma il regolamento adottato dalla scuola e lo stesso decreto Fioroni, che indirizza l'iter educativo nei casi di bullismo (compreso l'uso di cellulari durante le lezioni), legittimano la scelta della preside e del consiglio di classe. Nel regolamento infatti si prospetta "l'allontanamento dalla comunità scolastica da 1 a 3 giorni per mancanze gravi occasionali o per somma di censure scritte". A sua volta l'articolo 4 è integrato dal 6 comma 3. "In quanto membri della comunità scolastica, gli studenti sono tenuti ad acquisire e mantenere un comportamento fondato sul rispetto di tutti. Costituisce violazione di questo dovere una condotta che risulti comunque offensiva nelle parole e negli atti della persona e del ruolo professionale di chi appartiene all'ambiente formativo. E' considerata una grave mancanza di rispetto un comportamento che si configura come atti di bullismo. Sono tali i comportamenti indiretti di prevaricazione che riguardano una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo dei pari, e la diffusione di calunnie e di pettegolezzi e altre modalità definite 'cyberbulling', inteso quest'ultimo come particolare tipo di aggressività intenzionale prodotta attraverso forme elettroniche". E' proprio quest'ultimo passaggio ad aver legittimato la sospensione del 15enne per tre giorni. Ma tra i provvedimenti si era anche pensato all'allontanamento da scuola per 9 giorni, ipotesi poi lasciata decadere. Nell'istituto comunque resta la preoccupazione per possibili imitazioni. Contro lo 'sfogo' dell'alunno prendono posizione anche gli studenti. Ieri mattina, davanti al liceo, sono stati in diversi ad aver condiviso la punizione, soprattutto per le offese rivolte agli insegnanti. "In ogni classe - ammette un ragazzo che frequenta la 5ª - qualche professore è deriso. C'è chi fa le imitazioni e chi non condivide le metodologie di insegnamento, ma prima di usare espressioni così pesanti, per di più su un blog, bisognerebbe riflettere. Se la sospensione deve essere un segnale ben venga". Ma c'è anche chi prende le difese del 15enne: "Ha solo scritto quello che in tanti pensano, questa è stata la sua unica colpa. Magari poteva evitare le offese". Il dubbio però nasce spontaneo: chi controlla gli studenti? Il ragazzo è stato scoperto solo per una fortuita coincidenza (un'insegnante stava cercando una graduatoria e si è imbattuta nello 'space'), ma quanti altri, e non solo al liceo 'Morandi', hanno sfruttato le nuove tecnologie per esplicitare le loro considerazioni... (f.d.).

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<Ora un nuovo patriottismo> (sezione: Schola)

( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl "Ora un nuovo patriottismo" Da Luca di Montezemolo l'appello al lavoro per il 'bene comune' di Andrea Gandolfi "Ora in molti sembrano aver sposato le nostre parole d'ordine su crescita e sviluppo: è un passo avanti ma non basta, perchè come sempre contano solo i fatti. 'Not talk but action', per dirla con Bill Clinton. Ora i partiti ci dicano non solo cosa, ma anche come lo vogliono fare". C'è il richiamo alla concretezza per un Paese "che non può accontentarsi di galleggiare", l'appello a un "nuovo patriottismo" in cui ciascuno dia il meglio nella prospettiva del bene comune, perfino il richiamo evangelico rivolto agli imprenditori in sala ("a chi molto è dato, molto è richiesto"). Le occasioni legate alla campagna elettorale e l'ormai prossima staffetta con Emma Marcegaglia alla guida di viale dell'Astronomia attraversano l'intervento con cui il presidente nazionale Luca Cordero di Montezemolo ha concluso ieri al Ponchielli la seconda edizione degli Stati Generali di Confindustria Lombardia. 'La Lombardia e la cultura dello sviluppo: un valore da condividere' era il tema dell'appuntamento, che per il leader degli Industriali ha assunto anche il sapore del bilancio e del 'passo d'addio'. "Ero già stato a Cremona nel 2005; tempi di 'crescita zero' in cui molte imprese (Fiat inclusa) venivano date ad un passo dal fallimento. Ne siamo usciti rimboccandoci le maniche e accettando la competizione. Oggi che i risultati di quell'impegno sono sotto gli occhi di tutti, si torna finalmente a parlare di sviluppo. Ma non devono essere solo parole: l'industria, a partire dal manifatturiero, deve vedersi riconoscere la giusta centralità. Perchè quanto a tasso di crescita siamo ancora ultimi in Europa, e non lo meritiamo". L'impresa ha mostrato come si può risalire la china, guadagnandosi sul campo il diritto-dovere a incalzare la politica nella logica dell'interesse comune. "Logica che dovrebbe finalmente essere condivisa anche dal sindacato; diversamente (penso ai temi cruciali di meritocrazia, straordinari, incentivi, contrattazione decentrata, contratto più lungo) potrebbe vedersi scavalcato dal gradimento che le nostre proposte suscitano tra i lavoratori". Poi l'accenno alla candidatura di Matteo Colaninno, ex presidente dei giovani industriali, nel Pd. "Confindustria non candida nessuno; ma è chiaro che un'iniezione di cultura d'impresa, in tutti gli schieramenti, può solo fare bene al Parlamento". Quindi il lungo elenco delle 'priorità assolute'. Le principali? Politica energetica che 'riapra' al nucleare, drastici interventi sulla pubblica amministrazione, una 'macchina-Stato' da rendere più semplice ed efficiente, rinunciando a certe invasioni di campo: "Basta con lo statalismo municipale, il proliferare di società pubbliche che ci fanno concorrenza col denaro di tutti; ormai l'unica discarica che funziona in Italia sono i cda delle municipalizzate, ambito rifugio per i trombati di ogni colore alle elezioni. Bisogna tagliare una spesa pubblica che invece continua a crescere, ridurre drasticamente sprechi e spese improduttive, procedendo con liberalizzazioni che rendano disponibili risorse per gli investimenti. Puntare su scuola, formazione, capitale umano, meritocrazia, concorrenza. Farsi carico delle condizioni competitive di un Paese in cui gli stranieri non investono più e non vengono a studiare. Mettere mano ad un federalismo vero, non fermandosi all'eterna transizione che oggi ci riserva solo svantaggi, moltiplicando centri di spesa e di potere. Rilanciare col sindacato una strategia all'altezza delle sfide di oggi, e non attardata su rituali e liturgie ormai fuori dalla storia". L'emergenza sicurezza? "C'è stata molta demagogia, ma la verità è che non si fa mai abbastanza. Questa battaglia non si vince inasprendo le pene, ma insistendo su lotta al lavoro nero, prevenzione e formazione, introducendo nuove tecnologie, riducendo e accorpando gli enti preposti che troppo spesso si fanno la guerra tra loro anzichè dedicarsi ai controlli. Siamo stati noi a chiedere che il 2008 fosse l'anno della sicurezza, aspettiamo ancora un incontro con Governo e sindacati". Infine il passaggio sull'ormai prossima successione al vertice di Confindustria. "Speravo potessimo arrivare a questo momento senza liti, dando il buon esempio ad un Paese diviso su tutto. Purtroppo non è andata così", ha ironizzato. "Ormai è evidente la netta spaccatura tra Emma e Marcegaglia. Vinca il migliore".

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Istituti con i portafogli... al verde a rischio la copertura delle cattedre (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pontedera Istituti con i portafogli... al verde A rischio la copertura delle cattedre I FONDI Da sette anni vengono ridotti PONTEDERA. Scuola con il pelo dell'acqua alla gola. Dopo l'ultima finanziaria, il rinnovo del contratto ai docenti e la riforma Fioroni, i "portafogli" degli istituti sono sempre più vuoti. I dirigenti della Valdera lanciano l'ennesimo grido d'allarme. "Il rinnovo del contratto ha aumentato le retribuzioni dei docenti da poco più di 28 euro a 50 euro - spiega Lucia Orsini, preside del professionale Pacinotti - questo di per sé è un segnale positivo. Ma la riforma ha decretato obbligatori i corsi di recupero senza fissare incrementi ai fondi d'istituto: in questo modo la disponibilità di risorse si è assottigliata in modo considerevole". Fra agevolazioni parziali e riforme a metà, i presidi si vedono insomma costretti a calcolare le spese con il contagocce, spesso dovendo rimandare le retribuzioni, come racconta Pierluigi Robino, direttore dell'istituto tecnico industriale "G. Marconi": "Esistono delle spese imprescindibili, ad esempio quelle per rifiuti e supplenze, ma la morsa che si è venuta a creare con l'aumento degli stipendi spesso costringe a pagare gli insegnanti in ritardo". Una morsa che a quanto pare non riguarda solo la sfera economica: a rischio sono le stesse cattedre. Cristina Cosci, preside dell'Itcg Enrico fermi, chiarisce: "La riforma prevede che l'assegnamento delle cattedre debba tener conto del numero complessivo degli alunni all'interno dell'istituto, mentre una volta si considerava il numero classe per classe. Il risultato è l'aumento della probabilità di ritrovarsi con cattedre scoperte negli anni successivi, e quindi il dover creare gruppi articolati di studenti appartenenti a indirizzi diversi. Con tutte le difficoltà didattiche che ne conseguono". Uno scenario poco rassicurante che coinvolge non solo le scuole medie superiori, ma l'intero complesso scolastico, medie ed elementari comprese. E non risparmi neppure le materie prime: "Capita di trovarsi in difficoltà anche per quanto riguarda materiale quale carta e tovagliolini - racconta Gabriella Galligani, fiduciaria della scuola elementare DeAmicis -. La situazione può variare da zona a zona. Molte volte viene richiesto un contributo direttamente alle famiglie degli studenti". Lo sconforto aumenta nel considerare che un quadro del genere affonda le proprie radici in un arco di 7 anni: "Niente di nuovo - continua Robino - il contributo alle scuole va subendo una progressiva riduzione. Frequente è il dover fare i conti ipotizzando le cifre che si avranno a disposizione, perché spesso e volentieri l'entità dei fondi viene comunicata in ritardo. Stiamo ancora aspettando di sapere quello che ci riserva il 2008". Filippo Bernardeschi.

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Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti ESAMI DI RIPARAZIONE, LA SCUOLA DIVENTA UN CAOS (sezione: Schola)

( da "Corriere di Bologna" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-02-19 num: - pag: 9 categoria: BREVI Dalla tua parte di Gaia Giorgetti ESAMI DI RIPARAZIONE, LA SCUOLA DIVENTA UN CAOS I l caos nella scuola è totale e non riesco a capire se gli esami di riparazione ci saranno o si continua come prima. Se ho ben compreso quest'anno sono stati aboliti i debiti formativi e si torna agli esami di riparazione, ma non è affatto chiaro quando si terranno le prove. Le scuole non sanno ancora dare risposte chiare e il Provveditorato mi ha detto di chiedere al capo di Istituto. I miei ragazzi frequentano due scuole diverse, una delle quali parificata e nessuno sa ancora quando ci saranno questi esami e come saranno. Non solo questa mancanza di notizie disorienta i ragazzi, ma anche le famiglie non sanno come programmare le vacanze. Elisabetta Protti Gentile signora Protti, d'istinto mi viene da commentare: caos calmo. Regna nelle scuole questa confusione che passa sotto silenzio, solo perché ci sono emergenze più gravi e, soprattutto, le elezioni sono alle porte. La situazione, a mio modesto avviso, ha dell'incredibile. Arrivò il ministro Fioroni a sparare a zero sui debiti formativi e recuperò, fra plausi e linciaggi, i vecchi esami di riparazione. Gran titoli sui giornali, grandi mobilitazioni di studenti. Nessuno poi ne ha più parlato, sembrava che i tempi fossero troppo stretti per introdurre questa riforma. Fra una scivolata del governo e una figuraccia internazionale (Campania docet) ci si è dimenticati che la scuola inaugura il quadrimestre finale e, quindi, comincia il conto alla rovescia per guadagnarsi la promozione. Chi non riesce ad ottenere la sufficienza in tutte le materie che fine farà? Il ministro ha stabilito che non ci saranno più i debiti, ma gli alunni dovranno recuperare i brutti voti entro l'inizio dell'anno successivo. Sarebbe a dire per l'inizio di settembre. Quando recuperarli e come, spetta al collegio e al consiglio docenti dell'istituto stabilirlo. In pratica, ogni scuola dovrà decidere quando fissare la data degli esami che potranno tenersi in luglio, agosto e, comunque, entro la prima settimana di settembre. Chi ha più figli, come lei, è letteralmente nei guai, perché rischia di passare l'estate in città poiché ogni istituto è libero di decidere come vuole. So che alcune scuole hanno già optato per gli esami a luglio. E mi chiedo: chi è somaro in latino a giugno come può risalire la china in un mese?.

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Ora la scuola deve correre (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Alberto Brasioli Viviamo tra color che son sospesi. La Lombardia aveva varato la miglior legge sull'Istruzione professionale che si potesse immaginare. Il ministro Fioroni aveva presentato immediatamente ricorso. Probabilmente non riteneva giusto che i docenti capaci e meritevoli potessero godere di un trattamento economico migliore di quelli mediamente o del tutto incapaci. O forse temeva che l'iniziativa della Regione industrialmente più avanzata d'Italia potesse trasformarsi in un modello utile anche ad altre. La riforma viene bloccata. La Regione Lombardia riparte ? fortunatamente ? all'attacco e presenta un contro-ricorso. Mentre il ministero di viale Trastevere si accinge a formalizzare il suo contro-controricorso, il governo Prodi cade. La situazione va in stallo. Ma il tempo continua a scorrere. La Regione Lombardia ha bisogno di certezze per poter avviare la macchina in ottobre. Certezze non ce ne sono, però il ministro lascia intendere che per quanto attiene all'organizzazione dei corsi non ha obiezioni. Formigoni proceda pure. Sugli aspetti più delicati quali il reclutamento e il trattamento economico dei docenti, e altre norme che rischierebbero di fare del sistema di formazione della Lombardia un fiore all'occhiello del nostro Paese, ci si intenderà a ottobre. Nel frattempo, agli imprenditori preoccupati per il continuo deflusso di ragazzi dall'istruzione professionale verso i bacini dell'istruzione generica il presidente Formigoni fa capire che ce la si può fare. Speriamo. Cioè speriamo, prima ancora che a vincere sia la Regione Lombardia, che si insinui nei nostri governanti ? e in particolare in coloro che hanno diretta responsabilità sulla scuola ? l'idea, o per lo meno il sospetto, che le decisioni che riguardano i ragazzi in crescita hanno a che fare coi tempi, appunto, della crescita. Lo studente che entra in un ordine di studi ? si vuol dire ? mantiene lo stesso nome negli anni, ma in realtà non è più lo stesso quando entra e quando esce. O quando vi soggiorna. O l'abbandona. Ogni decisione deve tener conto di questo mutamento in perenne e rapido corso, se vuole intervenire con almeno un minimo di tempestività e sperare nella relativa efficacia. Ma non basta ancora. Perché il sistema produttivo di una nazione è soggetto ad accelerazioni ancor più forti della crescita individuale. Non sarebbe dunque affatto male che qualcuno prendesse atto degli studi in proposito e, operata una scelta culturale e politica forte, ne traesse motivo per iniziative che non possono essere di semplice aggiustamento rispetto ai modelli al momento ancora giuridicamente in vigore ma fattualmente in preda a marasma senile. Se infatti fino a qualche decennio fa il progresso della società poteva essere immaginato come uniforme e solidale (una specie di largo e lento fiume in cammino verso la foce), oggi sembra che non sia più così. Lo sviluppo attuale si presenta piuttosto come una serie di lamine sovrapposte, di diverso peso e scorrevolezza, che si muovono su tapis roulants soggetti ad accelerazioni e blocchi improvvisi. Un sistema di questo tipo, in cui i diversi segmenti in corsa mutano continuamente il rapporto coi loro prossimi, non consente a nessuno che intenda tenere il passo di fermarsi a sognare un ordine perfetto e durevole, come facevano gli ideologi di un tempo. La tecnologia procede a ritmi impensabili perfino a quegli scrittori di fantascienza che nel secolo scorso sognavano androidi, ma non riuscivano ad immaginare niente che assomigliasse al Blackberry o ai gingilli di Steve Jobs. Vivere sospesi è sempre stato pericoloso. Congelare la situazione scolastica per qualche mese ancora rischia di farci assomigliare sempre più all'uomo di Similaun, la mummia dei ghiacci.

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Debiti scolastici: c'è chi punta sulla pausa didattica (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Per adesso i soldi ci sono, poi si vedrà. Con un po' di fatalismo e un sacco di buona volontà i dirigenti scolastici degli istituti superiori della nostra provincia, in accordo con i consigli di classe, all'indomani della chiusura del primo quadrimestre hanno organizzato i corsi di recupero. Corsi che, lo ricordiamo, secondo le indicazioni del ministro Fioroni, devono essere obbligatoriamente attivati dalle scuole per permettere agli alunni valutati in modo insufficiente in una o più discipline di poter colmare le proprie lacune e iniziare il nuovo anno scolastico senza trascinarsi i famosi "debiti". Tra le top ten delle materie più ostiche per gli alunni, figurano al primo posto quelle dell'area scientifica, seguite a breve distanza dalle lingue straniere e da italiano. A queste si uniscono per gli alunni del triennio degli istituti tecnici e dei professionali le cosiddette "materie d'indirizzo". Una nota dolente per tutti i dirigenti sono i fondi a disposizione per pagare i docenti incaricati di svolgere i corsi. i fondi non bastano Fondi che, nelle migliori delle ipotesi, al momento bastano solo per questa prima tranche di recuperi. "Nel nostro istituto ? spiega Leonardo Russo, dirigente dell'Istituto superiore di Gazzaniga ? abbiamo il trimestre e il pentamestre. Dunque già a gennaio abbiamo dato il via ai recuperi organizzati in corsi pomeridiani di 15 ore. Per ogni corso il numero massimo è di 10-12 ragazzi, dai quali comunque si pretende motivazione e impegno. Altrimenti non ha senso frequentare il corso. Altre ore di recupero sono previste durante la mattina, soprattutto per le materie dove c'è scritto e orale. Per adesso i fondi non sono un problema ? commenta il preside ? perché ho trovato un "tesoretto", frutto del risparmio della gestione precedente. Per l'estate decideremo cosa fare a maggio". Anche all'Oberdan di Treviglio viene chiesto ai ragazzi il massimo dell'impegno possibile: "È lo studente il principale fautore del proprio successo formativo ? sottolinea la dirigente Maria Gloria Bertolini ?. Detto questo le insufficienze maggiori degli studenti dei corsi diurni (altro discorso meritano quelli dei corsi serali attivati nella nostra scuola) sono nell'area linguistico-letteraria (30%), area informatica (55%) area matematica (44%)". Tipologie di recupero Diverse le tipologie di recupero deliberate in questa scuola dai singoli docenti: dal lavoro individuale in più durante le vacanze, alla sospensione dei programmi, alle attività di supporto per acquisire il metodo di studio: "Abbiamo organizzato 48 corsi di recupero pomeridiani divisi su matematica, economia aziendale e lingue straniere. Perché il corso sia efficace è stato anche stabilito che ogni alunno non può frequentarne più di due". All'Istituto Turoldo di Zogno invece è stata deliberata una pausa didattica obbligatoria per tutti di due settimane: "Abbiamo attivato 830 ore di recupero e 702 di approfondimento su 51 classi ? precisa il dirigente Bonaventura Foppolo ?. In tutti i corsi le difficoltà maggiori sono in matematica e nelle lingue straniere, mentre per il biennio dell'indirizzo professionale anche italiano. Per poter disporre dei fondi necessari abbiamo cercato di risparmiare fin dall'inizio dell'anno anche perché il costo delle supplenze è elevato, visto che è passato dai 35 euro ai 50 euro. È il solito discorso della coperta troppo corta: o si realizzano progetti per attività aggiuntive o si fanno i corsi di recupero". Niente sospensioni delle lezioni al Liceo di Alzano , bensì una serie diversificata di interventi di recupero: "Davanti a un'insufficienza ogni docente individua e attua un particolare intervento ? spiega il dirigente Ernesto Cefis ?. Non c'è un'insufficienza che non sia accompagnata da un piano di recupero che viene comunicato alla famiglia. Si va dalle lezioni al pomeriggio, all'utilizzo della sesta ora, all'assegnazione di lavoro personale da fare a casa, alle indicazioni su come studiare anche attraverso un contatto e-mail con l'alunno, al tutoring da parte degli studenti più capaci nei confronti dei compagni in difficoltà". Lo studio assistito Anche in questa scuola le insufficienze sono nelle discipline "storiche" come matematica, fisica e latino dove la percentuale è di circa il 20% mentre in altre materie è intorno al 12-15%. Corsi di recupero al pomeriggio, più ore di sostegno in itinere, anche al liceo Weil di Treviglio , mentre all'Itis Marconi di Dalmine per risolvere le difficoltà legate al metodo di studio è stato attivato fin dall'inizio dell'anno un percorso di studio assistito facoltativo della durata di 46 ore per le classi prime. Corsi per 700 ore anche al Betty Ambiveri di Presezzo e al Majorana di Seriate , anche se come sottolinea il dirigente Carlo Martelli "il problema vero è motivare i ragazzi all'impegno a casa e all'attenzione in classe". Tiziana Sallese.

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Pagelle, un terzo degli studenti con insufficienze (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Chi ne ha più di cinque rischia la bocciatura I voti peggiori in matematica, inglese e italiano Matematica e inglese sono le bestie nere degli studenti, e quelli bergamaschi non fanno eccezione. Secondo il ministero della Pubblica Istruzione, l'anno scorso la media nazionale del debito matematico era intorno al 44%, 51,3% nei licei scientifici. Subito dopo c'è la lingua straniera (quasi sempre inglese) con un bel 32,4% di debito nazionale. La lingua italiana mantiene uno zoccolo duro di 14,3% di debitori. Il 2006-2007 è stato un anno severo: l'effetto Fioroni ha stretto le viti anche riguardo bocciature e debiti. Dal 2007 al primo quadrimestre 2008. In città, è il rettore del Collegio Sant'Alessandro monsignor Achille Sana a mettere il dito sulla piaga: "Sono gli studenti del terz'anno a rischiare di più con i debiti, perché le nuove disposizioni sugli esami di maturità che prevedono un triennio immacolato per essere ammessi, li rendono la generazione-cavia". Gli studenti possono autovalutare le proprie probabilità di successo con il metodo artigianale del "5": meno di cinque insufficienze tra orali e scritti nel primo quadrimestre danno buona probabilità di recupero netto perché si traducono in due materie da studiare a fondo e una da rinforzare. Più di cinque insufficienze fanno prevedere, salvo una improvvisa conversione alla pedalata da scalatore, la bocciatura. Quanto ai debiti, via Garibaldi è la dimostrazione che gli studenti sono assolutamente paritari: anche qui le insufficienze top si rilevano in matematica, inglese, greco e latino. Al liceo scientifico Lussana , il numero medio di insufficienze per studente è due, mentre la percentuale di studenti con insufficienze è il 22% su 1.551 studenti scrutinati a dicembre 2007. Di questi, il 44% è insufficiente in matematica, il 43% in latino, il 35% in fisica e il 31% italiano. Sui tre indirizzi d'istituto, il linguistico ha il 18% di insufficienti, il matematico il 20% e il naturalistico il 26%. Nel biennio la materia nera è il latino: il 48% degli studenti è insufficiente. Ma al triennio, in testa passa matematica con il 48%. Al liceo Falcone sono stati attivati 27 corsi di matematica per 453 alunni dalla prima alla quinta, 21 corsi di inglese per 306 alunni, 16 corsi di francese per 180 alunni, 14 corsi latino per 156 allieve del biennio,12 corsi tedesco per 127 alunni. Il recupero dei debiti consiste in 8 ore per ogni materia insufficiente dopo gli scrutini e altre 7 ore in primavera dopo la valutazione intermedia di marzo. Gli alunni insufficienti frequentano, al mattino corsi di matematica, lingue straniere, latino (solo biennio) e una materia debole eventualmente decisa dal consiglio di classe. Al liceo scientifico Mascheroni , nelle classi prime la media delle insufficienze è stata del 30% per il latino, 26% scienze, 23% inglese, 20% matematica. Nelle classi terze, la media degli insufficienti è stata del 24% per matematica, 17% per fisica e scienze, latino 15% e inglese 10%. All'Itc Belotti i debiti maggiori sono suddivisi tra matematica, informatica, lingua straniera. Un 150 insufficienze a testa su 900 iscritti. All'inizio dell'anno scolastico 13 ragazzi sono partiti con 3 debiti da recuperare, 46 con due, 105 con uno mentre 110 avevano recuperato tutti i debiti dell'anno precedente. "Dei debitori ? dice il dirigente Cosimo Malagnini ? un terzo recupera bene, un terzo parzialmente e un terzo degli allievi non recupera affatto". La novità è l'obbligo a 16 anni, i dirigenti si chiedono che accadrà alle valutazioni finali: "L'obbligo a 16 anni implica una revisione delle regole per tutti ? osserva Malagnini ? i ragazzi e le famiglie devono capire che lo studio è necessario, alla scuola resta il compito di migliorare le competenze di base nel biennio e professionalizzare nel triennio, occorre una selezione equilibrata perché una scuola tecnica deve mantenere il buon nome che permette poi ai diplomati di trovare lavoro". Al liceo artistico il maggior numero di insufficienze è nel biennio, con italiano, matematica, inglese e elaborazioni geometriche. Nel triennio, le materie a rischio sono matematica e inglese. Il liceo ha organizzato 40 corsi da 5 a 13 alunni ciascuno per otto ore mentre per rafforzare le carenze non gravi sono aperti sportelli a richiesta individuale di due ore per materie come storia o diritto. "Piuttosto che puntare sulla selezione ? spiega la dirigente Gabriella Lo Verro ? preferiamo nel biennio utilizzare il riorientamento. Adesso stiamo riorientando 15 ragazzi su 218 studenti dei corsi quinquennali e 24 del corso quadriennale". Riorientare significa consigliare di passare ad altra scuola entro il primo quadrimestre, in modo da non perdere l'anno. Il nuovo Istituto superiore sociosanitario (prima classe del liceo sociale e istituto professionale) ha organizzato 58 corsi di recupero, 22 di approfondimento e 13 alternativi. I corsi riguardano italiano, matematica e lingua straniera per la prima liceo e prima, seconda e terza professionale, mentre per la quarta e quinta professionale si organizzano corsi per matematica, lingua straniera e diritto amministrativo. Le carenze in prima professionale riguardano italiano (37), matematica (56), inglese( 43). In seconda e terza le insufficienze in italiano sono rispettivamente 26 e 16, in matematica 46 e 33 e in inglese 39 e 34. In quarta e quinta ci sono 35 insufficienze in matematica, 42 e 29 in inglese e infine 27 e 24 in tecniche amministrative. Ovviamente uno studente può sommare più carenze, in media due. La prima liceo ha carenze in italiano (42), matematica (40), inglese (39). All'Imiberg le principali insufficienze riguardano al liceo scientifico, matematica, latino, fisica e lingua straniera; all'istituto tecnico commerciale: economia aziendale, matematica e lingua straniera. La scuola organizza corsi di recupero mirati ma anche pomeriggi di studio guidato tutto l'anno. Al liceo classico Sarpi , le insufficienze sono in greco, latino e matematica, come da tradizione. In città i recuperi sono fatti fermando per una settimana le lezioni ordinarie, sostituite da approfondimenti e sostegno. Susanna Pesenti.

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Riforma dei <professionali> C'è l'accordo governo-Regione (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma dei "professionali" C'è l'accordo governo-Regione Il presidente Formigoni: la legge per l'istruzione in Lombardia va avanti Da percorsi triennali di studio fino ad attestati europei di competenza La Lombardia va avanti con la sua legge per l'Istruzione e la Formazione professionale: doti e corsi, almeno, in accordo con le esigenze produttive e formative del territorio. Tutto il contenzioso tra Regione e ministero della Pubblica Istruzione infatti è stato congelato fino a ottobre 2008, ma ci sono buone probabilità che si arrivi prima a un accordo che permetta di sciogliere anche i nodi più difficili, come la questione del reclutamento dei docenti e della valutazione dei risultati. La legge è sottoposta a continui micro-aggiustamenti, per renderla il più possibile in linea con la realtà dell'occupazione e dello sviluppo economico lombardo. "Il governo aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale, ma dopo un confronto serrato il ministro (Giuseppe Fioroni, ndr) nei fatti l'ha ritirato e ha fatto l'accordo con la Regione", ha assicurato ieri a Cremona il governatore Roberto Formigoni intervenendo agli Stati generali di Confindustria Lombardia. Le novità Dall'approvazione nel luglio scorso a oggi la Regione ha lasciato perdere talune sottolineature che potevano far pensare a un sistema formativo in opposizione a quello nazionale, per scegliere una linea pragmatica che permette di sperimentare il nuovo sistema in attesa della programmata partenza complessiva della riforma scolastica prevista da Fioroni per il 2009-2010, dopo il biennio di lavoro delle scuole dell'autonomia sulle Indicazioni Nazionali e il raccordo con il biennio superiore. Quali sono i punti fondanti della legge regionale? La legge parla di "sistema" di percorsi utili all'assolvimento dell'obbligo di istruzione (portato a 16 anni) finalizzati a un inserimento nel mondo del lavoro con certificazioni valide anche a livello europeo e con attenzione a far crescere le competenze per tutto l'arco della vita lavorativa. L'articolo 2 sottolinea la centralità della persona, la funzione educativa della famiglia, la libertà di scelta e la pari opportunità di accesso ai percorsi. In parallelo si richiama la libertà di insegnamento, la valorizzazione delle professioni educative, l'autonomia delle scuole e la parità dei soggetti accreditati che erogano i servizi formativi. La Regione prende atto che gli studenti hanno diverse "velocità" di apprendimento, tutela il valore dell'identità e del pluralismo culturale, linguistico e religioso sullo sfondo dell'Europa e dell'economia della conoscenza, conta sulla sussidiarietà per organizzare un sistema volto all'eccellenza. La legge tien conto anche dell'inserimento delle persone svantaggiate e delle particolari necessità di inserimento degli stranieri. Sperimentazione Già dal 2002 Regione Lombardia aveva promosso percorsi sperimentali di Istruzione e Formazione professionale che avevano coinvolto sia i Centri di Formazione professionale sia gli Istituti professionali e tecnici. Nel 2002 le classi erano 35 con 620 allievi, nel 2007 le classi sono diventate 1.585 con 31.498 allievi. I corsi professionali si sono rivelati utili per contrastare l'abbandono scolastico essendo scelti come alternativa dopo la terza media. Il sistema di Istruzione e Formazione professionale regionale si articola in percorsi triennali che rilasciano una qualifica di Istruzione e Formazione professionale di II livello europeo. È possibile aggiungere un quarto anno che rilascia un attestato di competenza di III livello europeo e un periodo di Formazione Superiore, di durata annuale, biennale o triennale che rilascia un attestato di competenza di IV livello europeo; si prevedono anche corsi integrativi post-diploma, realizzati in accordo con le Università, che sono validi per sostenere l'esame di Stato necessario per l'accesso all'Università. Certificati di qualifica e attestati di competenza costituiscono le tappe di uno stesso percorso formativo e, essendo riconosciuti per l'assolvimento dell'obbligo, entrano nel quadro nazionale dell'istruzione e formazione. La qualifica triennale è di base per il settore di riferimento, mentre i gradi successivi approfondiscono le tecniche e le metodologie dell'area professionale. L'attestato di competenza di Tecnico superiore (IV livello europeo) si acquisisce al termine di un percorso annuale biennale o triennale successivo all'attestato di competenze del IV anno. Poli formativi Sul territorio possono formarsi poli formativi in grado di offrire tutti i livelli della filiera di formazione. Nel sistema entrano anche apprendistato e alternanza scuola-lavoro. La novità sta nella possibilità di arrivare anche all'Università attraverso una formazione che mette l'accento sul lavoro e sulla professionalizzazione: non prepararsi (sui libri) a fare, ma imparare facendo, permettendo a ciascuno di scoprire un'eventuale vocazione anche per "i libri". D'accordo su questa impostazione è per esempio il dirigente dell'Istituto Pesenti, Marco Pacati che sottolinea come l'imparare facendo sia essenziale per questo tipo di studenti: "La riforma del '92 che ha reso più teorici e meno laboratoriali gli Istituti professionali - spiega il preside - valutata sul campo è stata un errore. I percorsi sperimentali con il 20 % del monteore flessibile permettono di riequilibrare a metà ore teoriche e ore di laboratorio. Ma, a mio parere, occorre spingere ancora di più nella direzione pratica, se si vuol ridurre la selezione, che resta comunque altissima. Altrimenti non-abbandono diventa sinonimo di parcheggio e non di progressione". La legge 19, approvata dal Consiglio Regionale il 27 luglio del 2007, prevede che i corsi siano organizzati o dai Centri di Formazione professionale pubblici, da scuole o da enti privati accreditati e riuniti in un albo. La legge stabilisce che gli enti che organizzano i corsi possono scegliere i propri docenti, ma che la Regione può controllare il livello del servizio erogato. Il che significa che gli organizzatori dei corsi devono monitorare il livello professionale dei propri docenti per non rischiare di perdere finanziamenti e accreditamento. La legge interessa 30 mila studenti, il 6,6% degli studenti lombardi. Nella nostra provincia gli iscritti ai corsi professionali sono passati da 200 nel 2002 a 1.265 per il prossimo anno scolastico. S. P.

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Chi paga i tagli alla spesa pubblica? La scuola, ovvio. Ancora una volta la scure del Tesoro s' (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di ILARIA STRINATI Chi paga i tagli alla spesa pubblica? La scuola, ovvio. Ancora una volta la scure del Tesoro s'affila per abbattersi sugli organici degli insegnanti che, in vista dell'anno scolastico 2008-2009, dovranno prepararsi ad una consistente sfoltita. Lo schema di decreto interministeriale, lasciato sul tavolo dal ministro Fioroni per la dotazione organica, nel Lazio si tradurrà in un taglio di ben 673 posti da ripartire tra le cinque province. Se la scuola dell'infanzia resta pressoché invariata, a pagare il dazio più elevato sono medie e superiori (in quest'ultimo caso la perdita è di oltre 480 posti su scala laziale) mentre nell'elementare ci sarà una riduzione di circa 40 unità. Ed è solo il primo round. Perché questa prima operazione effettuata sui cosiddetti organici di diritto riguarda il 60 per cento dei tagli in programma. Il resto arriverà a settembre e lì, se il calo d'iscritti dovesse essere confermato, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Quale potrà essere la ricaduta della manovra sul territorio provinciale? "Dovremo attendere ancora per quantificare l'entità dei tagli che riguarderanno la scuola reatina - analizza Roberto Melchiorre (Uil Scuola) -, ma considerando il fatto che i grandi numeri restano sempre ad appannaggio di Roma è possibile fare una previsione nell'ordine di circa 50, 60 posti in meno". Previsione che non allarma più di tanto la Uil, convinta che "l'eventuale riduzione sarà compensata dal turn over, ossia dagli insegnanti che andranno in pensione". Il che è possibile ma non basta a smorzare il rammarico espresso da Riccardo Petroni (Flcgil): "Ogni anno la scuola reatina si ritrova ad essere penalizzata sul piano degli organici - dice - E' un aspetto preoccupante che il personale scolastico dovrebbe capire. Lo sciopero generale proclamato la scorsa settimana era in fondo legato anche a questa condizione di marginalità vissuta dalla provincia". Perché se le cinghie si stringono attorno alla scuola, le conseguenze arrivano come un effetto domino: meno insegnanti, più alunni per classe, abbassamento della qualità didattica, maggiori difficoltà per l'inserimento degli studenti diversamente abili. Mentre le speranze d'immissione in ruolo per l'esercito dei supplenti si assottigliano fino a scomparire. A questo punto, non resta che rimettere il coltello tra i denti per salvare il salvabile sui tavoli della direzione regionale.

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Per recuperare bisogna pagare (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 042, pag. 19 del 19/2/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Partono in questi giorni i corsi di recupero. Le scuole: non abbiamo le risorse per farli gratis Per recuperare bisogna pagare Alle famiglie chiesti dai 20 a 70 euro per ogni insufficienza In una scuola superiore si arrivano ad avere fino a 700 debiti da recuperare. Settecento insufficienze per mille alunni. Una media niente male. E da quest'anno recuperarli è obbligatorio, pena la non ammissione all'anno successivo. La riforma, voluta dal ministro della pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole che hanno pianificato i corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per recuperare una, spesso due o tre insufficienze. Corsi anch'essi obbligatori, salvo che le famiglie attestino di voler risolvere diversamente le insufficienze dei propri figli. E alcune lettere contengono una sorpresa: la richiesta di pagare per le lezioni aggiuntive. Dai 20 ai 70 euro a materia, giustificati dalla necessità della scuola di integrare le scarse risorse che gli arrivano dal ministero. Il caso è scoppiato a Pescara, dove alcuni licei hanno chiesto ai genitori dei ragazzi con debiti di contribuire al finanziamento delle attività. "I corsi dovevano essere gratuiti, ma non è così e quello di Pescara non è un caso isolato", commenta Enrico Panini, segretario della Flc-Cgil. "Il problema è che le scuole da sole non ce la fanno. E chiedere un contributo alla famiglia può essere una strada per autofinanziarsi, come peraltro già avviene a inizio anno con le cosiddette tasse scolastiche", spiega Giorgio Rembado, presidente dell'Anp, l'associazione nazionale dei presidi. Il caso E proprio come avviene con i contributi di inizio anno, che dovrebbero essere facoltativi e non dovrebbero essere preclusivi all'iscrizione, la richiesta di pagamento per i corsi di recupero è perentoria. "A conclusione dello scrutinio, il consiglio di classe, al fine di prevenire l'aggravarsi delle carenze formative che potrebbero pregiudicarne gli esiti finali, visto il dm n. 80/2007, ha deliberato", si legge in una nota di un liceo scientifico di Montesilvano, "per l'alunno in oggetto la frequenza obbligatoria di un corso di recupero per le seguenti materie"; e poi, messo ben in evidenza, si precisa che "....tutti i partecipanti ai corsi interni dovranno versare una quota contributiva di 25 euro". L'autofinanziamento Con una media di 50 euro per 700 debiti (e spesso uno studente ne ha fino a 3) ogni istituto riesce a recuperare 35 mila euro. Molto più di quanto gli arriva a livello centrale dal ministero ella pubblica istruzione. Stando una elaborazione della Flc-Cgil, i finanziamenti complessivi disponibili ammontano a 267 milioni di euro. Troppo poco per far fronte alla valanga di asini, accusano i sindacati di settore, "perché i ragazzi al primo quadrimestre hanno molti più debiti che a fine anno e, alla fine della fiera, lo stato paga un solo corso a classe, con una media di otto alunni a corso", spiega Panini. Quanti sono gli asini L'anno scorso oltre il 36% degli studenti delle superiori è stato promosso con uno o più debiti. Circa 760 mila studenti, per i quali da quest'anno scatta l'obbligo di recuperare prima che inizino le lezioni dell'anno scolastico successivo. Anche a costo di fare i corsi, con la verifica finale, in estate. E dove stanno I ragazzi più indebitati navigano negli istituti professionali, dove 4 su dieci hanno una o più insufficienze (fonte: direzione generale studi e programmazione del Mpi) . Seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai tecnici (39,5%). I più bravi sono nei classici (28,7%). L'anno più a rischio Si è confermato essere il secondo, l'anno più a rischio per gli studenti delle superiori, con un tasso di indebitamento di oltre il 37%. E non perché il primo sia indenne, ma semplicemente perché qui la scrematura si fa a colpi di bocciature. La crisi dell'estate I debiti vanno recuperati entro il 31 agosto di ogni anno, ovvero prima che cominci il nuovo anno. Lo spartiacque del 31 agosto aveva lasciato intendere che potevano esser organizzati anche in estate, con il problema, per i docenti impegnanti nei corsi prima e nella verifica finale, dopo, di dover rinunciare a una fetta di ferie. E Fioroni non ha mai escluso che i corsi si potessero fare anche in estate. Ora però pare aver corretto la rotta. In una recente risposta a una delle domande più frequenti fatte dagli insegnanti sul sito del ministero, ha affermato che l'attivazione dei corsi non può non tenere conto del diritto del personale docente alla fruizione delle ferie. "Nella programmazione dei tempi e della durata delle succitate verifiche il dirigente scolastico e gli organi collegiali operano in modo da garantire agli studenti il diritto al recupero del debito scolastico, promuovendo anche, a rinforzo degli interventi scolastici, lo studio individuale. L'unico vincolo", precisa viale Trastevere, "che dovrà in ogni caso essere rispettato è che tutti gli adempimenti si concludano prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo".

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Crisi politica penalizzante per gli aspiranti presidi (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 042, pag. 22 del 19/2/2008 Autore: Mario D'Adamo Visualizza la pagina in PDF     Crisi politica penalizzante per gli aspiranti presidi La crisi politica mette in bilico il destino dei dirigenti scolastici risultati idonei agli ultimi concorsi ordinario e riservato e non nominati per carenza di posti nelle rispettive regioni e nei rispettivi settori formativi. Potranno richiedere di essere almeno assunti sui posti di un altro settore formativo o di un'altra regione? Il disegno di legge Bersani ter, approvato a larghissima maggioranza dalla camera il 10 ottobre scorso e approdato alla commissione istruzione senato, aveva previsto tale possibilità, attivabile a domanda, ma non ce l'ha fatta a concludere il proprio iter parlamentare, causa lo scioglimento delle camere. Una speranza c'è, ed è che nei primi sei mesi della prossima legislatura il Bersani-ter sia ripreso e fatto proprio dalla nuova camera (art. 107 del regolamento di Montecitorio), riprendendo il cammino nel punto in cui era stato interrotto. Dovrà diventare legge al massimo entro giugno, per consentire che le nomine possano poi effettivamente decorrere con l'inizio del prossimo anno scolastico. Nell'incertezza dei tempi, Cgil, Cisl, Uil e Snals puntano a un emendamento da inserire nel decreto milleproroghe (destinato così a trasformarsi in un decreto omnibus, sul quale tutti tenteranno di salire). L'8 febbraio hanno anche inviato una lettera al ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, ed ai gruppi parlamentari, perché si facciano carico del problema non solo per soddisfare le legittime attese degli idonei in pole position ma per colmare le carenze d'organico che i due concorsi. C'è il rischio che, se non verrà introdotta la cosiddetta intersettorialità e interregionalità, gli idonei dovranno ripetere il concorso, perché la validità delle graduatorie è a tempo.

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Debiti scolastici, legittimo saldarli con i corsi estivi (sezione: Schola)

( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Il Ministero ai sindacati Debiti scolastici, legittimo "saldarli" con i corsi estivi Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Metà febbraio: nelle scuole italiane in questi giorni si sta celebrando il rito della visione pagelle primo quadrimestre. Ci sono ancora quattro mesi per migliorare e superare le eventuali insufficienze. La novità di quest'anno, però, è che i debiti andranno saldati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Altrimenti la bocciatura sarà certa e bisognerà ripetere la classe. Quindi se a giugno le insufficienze non sono state superate bisognerà provvedere durante l'estate. Le scuole sono tenute ad organizzare corsi di recupero nei mesi di luglio e agosto. Sulla legittimità ad istituire corsi di recupero estivi, messa in dubbio dal sindacato Gilda, è intervenuto nei giorni scorsi il Ministero dell'Istruzione precisando che "il loro svolgimento nei mesi di luglio ed agosto è pienamente legittimo, in quanto regolato dalla legge che ha modificato gli esami di Stato che prevede che le nuove modalità per il saldo dei debiti siano definite con decreto del Ministro della pubblica istruzione". Il decreto ministeriale del 22 maggio 2007 stabilisce che si possono attivare gli interventi riguardanti il saldo dei debiti "anche a partire dal termine delle lezioni dell'anno scolastico nel quale il debito è stato rilevato". Come riporta la rivista specializzata "Tuttoscuola" l'anno scorso circa il 36% degli studenti superiori (circa 760 mila) è stato promosso con uno o più debiti. La più alta percentuale di studenti insufficienti si è registrata negli istituti professionali (41,1%), seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai tecnici (39,5%). Dunque proprio negli istituti tecnici dovranno essere più numerosi i corsi dir ecupero. Meno indebitati sono risultati gli studenti del classico (28,7%). L'anno critico per maggiori debiti è risultato il secondo (37,6%): nel primo anno la percentuale è risultata inferiore ma sicuramente è stato più alto il numero dei bocciati. Le raccomandazioni del ministro Fioroni ai professori di esercitare maggiore severità nella valutazione degli studenti, ha avuto evidentemente l'effetto di incrementare sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe successiva con debito scolastico.

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Il bilancio del governo della scuola (sezione: Schola)

( da "Blogosfere" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Feb 0819 Il bilancio del governo della scuola Pubblicato da Andrea Garbin alle 09:28 in giovani e scuola Daniele Cecchi su Lavoce.info prova ad analizzare i provvedimenti del Ministro Fioroni nei due anni di governo, difficile poter dare un giudizio complessivo perchè purtroppo il problema della stabilità di governo non permette di sapere se altri provvedimenti avrebbero consentito di rivedere l'intero sistema formativo, dato che poi il Ministro Fioroni ha caratterizzato la sua azione con la tecnica del cacciavite, cioè si è mosso abbastanza in continuità con il precedente governo, operando poi per smontare alcune parti come lo stop alla licealizzazione degli istituti tecnici e ai percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sicuramente positivo l'innalzamento dell'obbligo a 16 anni ma si doveva intervenire anche sul collegamento tra scuola secondaria di primo e secondo grado.

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I congiuntivi di Fioroni (sezione: Schola)

( da "Opinione, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Mar, 19 Feb 2008 Edizione 34 del 19-02-2008 Se la battaglia per la meritocrazia parte con il piede sbagliato I congiuntivi di Fioroni di Claudio Romiti Circola nel mondo politico, soprattutto dalle parti del Partito democratico, l'idea che si possa imporre il merito attraverso una sorta di decisione burocratica presa dall'alto. Come se le capacità di una società di collocare nei posti giusti gli individui non fosse legato ai meccanismi spontanei del mercato in senso ampio (concorrenza, anche delle idee, e libera scelta), bensì che ciò rappresentasse il decreto di un politico pianificatore, il quale decidesse che un certo bel giorno il merito fosse applicato tout-court in ogni ambito del Paese. Una simile presa di posizione l'abbiamo ascoltata dal ministro uscente della Pubblica istruzione Fioroni, durante l'assemblea costituente del Partito democratico tenutasi a Roma il 16 febbraio. Battendosi il petto con enfasi per far entrare il merito nella scuola e nelle università, il nostro ha pronunciato parole di fuoco contro le rendite di posizione e le baronie che soffocano la ricerca italiana, costringendo i migliori talenti ad emigrare all'estero. Egli ha rimarcato l'esigenza di una migliore selezione meritocratica in ogni luogo che si occupi di studio e formazione. Tutto giusto, tutto sacrosanto. Però, a margine del magnifico predicozzo espresso dall'autorevole notabile democratico, c'è stato un piccolissimo dettaglio, una leggera ma sgradevole stonatura che ha in qualche modo inficiato le altisonanti dichiarazioni di questo novello paladino della pubblica istruzione italiana: l'uso dei congiuntivi. Già, proprio quella particolare forma espressiva che rende ricca ed elegante la nostra amata lingua italiana. Ebbene, il buon Fioroni se li è praticamente dimenticati, nella sua forsennata perorazione del merito. Le sue frasi esprimenti dubbio o possibilità, i suoi periodi ipotetici assetati di congiuntivi sono stati, ahimè, costruiti tutti, ma dico tutti, con il molto colloquiale indicativo, secondo una antica tradizione occhettiana (i meno giovani forse ricorderanno l'ex segretario pidiessino quando pronunciava i suoi lunghi monologhi in totale apnea di congiuntivi). Ora, la domanda sorge spontanea. E' ragionevole sperare nell'avvento di una epoca aurea del merito quando personaggi ai vertici della pubblica istruzione utilizzano l'italiano, materia fondamentale nella nostra didattica, come se fosse una clava da dare in testa ai pochi puristi che ancora provano a sciacquare la lingua di Dante in Arno? Ai posteri-elettori l'ardua sentenza.

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SCUOLA (sezione: Schola)

( da "Lavoce.info" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Informazione / Scuola e Università SCUOLA di Daniele Checchi 18.02.2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza. Tra i provvedimenti adottati: 1) innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, e parziale disapplicazione della alternanza scuola-lavoro prevista dalla precedente riforma Moratti (in particolare mancata sottoscrizione di accordi di sperimentazione regionale). 2) commissariamento della agenzia nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione (Invalsi), ma incompleta realizzazione di un sistema di valutazione nazionale. Il Ministro ha espresso pareri contradditori sulla necessità di una valutazione "campionaria" contrapposta ad una valutazione "censuaria" delle scuole. 3) riscrittura dei programmi scolastici, definendo dal centro traguardi terminali e linee di indirizzo e non prescrizione di contenuti specifici, ma nel contempo preoccupandosi di un recupero contenutistico nella attuale scuola dell'obbligo, a seguito del ridimensionamento degli stessi introdotto dalla riforma Moratti. 4) ripristino della serietà delle verifiche (in particolare reintroducendo i commissari esterni per l'esame di maturità, ma anche con la reintroduzione dell'esame di riparazione in sostituzione del meccanismo del recupero crediti) 5) accettazione della riduzione degli organici previsto in finanziaria 2007 (in particolare con l'imposizione di un tetto massimo agli insegnanti di sostegno) in cambio di una progressiva immissione in ruolo dei precari, con la conseguente chiusura delle graduatorie ed il passaggio ad un nuovo meccanismo di ingresso nella professione insegnante basato sulle scuole di specializzazione (SIS). 6) sperimentazione di nuove forme di gestione a livello locale delle risorse docenti disponibili (proposta avanzata nel quaderno bianco sulla scuola, recepita in finanziaria 2007 ed attualmente in corso di definizione nelle linee di indirizzo del Ministero della Pubblica Istruzione). QUANDO SI VEDRANNO GLI EFFETTI Gli effetti attesi dovrebbero essere quelli di innalzamento della scolarità giovanile (intervento 1) e di miglioramento della qualità degli apprendimenti (interventi 3 e 4). Incerti gli effetti degli interventi sugli organici (interventi 5 e 6), sia sul piano del bilancio che su quello della formazione impartita. OCCASIONI MANCATE Due sembrano i nodi non ancora affrontati: 1) il riassetto del sistema formativo, alla luce della preoccupante performance negli apprendimenti emersa dalle indagini internazionali. Molti indicatori di inefficienza puntano i riflettori sulla scuola secondaria di primo grado, che in seguito all'innalzamento dell'obbligo avrebbe potuto essere ridisegnata legandola in modo più organico alla scuola secondaria di secondo grado. È curioso che un provvedimento di rilevante portata (quale l'età dell'obbligo) sia finito in Finanziaria, e non invece inserito in una legge appropriata. È stata correttamente arrestata la licealizzazione della formazione tecnica sponsorizzata dal governo precedente, senza però sciogliere il nodo di quale fosse l'assetto desiderato. 2) non si può avere maggior autonomia gestionale a livello decentrato senza la costruzione di un adeguato sistema di valutazione censuario. Come già in passato, non si è avuto il coraggio di andare in una direzione attuativa dell'autonomia scolastica (trasferendo risorse e responsabilità a livello della dirigenza delle singole scuole) costruendone la precondizione di verifica a posteriore dei risultati.

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Debiti formativi. Bisogna recuperarli entro l'anno scolastico (sezione: Schola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

San Benedetto del Tronto | Il fenomeno è di una gravità tale da essere considerato dagli esperti, non solo del settore,un elemento destabilizzante per l'economia ed il futuro dell'intero Paese. di Antonio De Signoribus Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni Debiti addio, sanarli è un obbligo. In ottemperanza alla ordinanza ministeriale l'I.T.C."A. Capriotti" introduce le nuove modalità di recupero del debito formativo al fine di rendere operative le nuove linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione. Il monitoraggio ministeriale registra infatti una quota pari al 41% di ragazzi che accede con debito all'anno successivo di corso e, di questi, solo uno su quattro riesce a recuperare. Il fenomeno è di una gravità tale da essere considerato dagli esperti, non solo del settore,un elemento destabilizzante per l'economia ed il futuro dell'intero Paese. Ecco quindi l'intervento del ministro Fioroni volto al recupero dei debiti entro la conclusione dell'anno scolastico. "Il Capriotti - sottolinea la dirigente, professoressa Paola Fiorini - si allinea con puntualità alla direttiva ministeriale e,dopo gli scrutini della seconda settimana di gennaio, ha attivato interventi di recupero per gli alunni che hanno manifestato carenze in discipline o aree disciplinari trasversali o caratterizzanti degli indirizzi di studio. Sono state organizzate pause didattiche in cui il gruppo classe 'rallenta', ripassa, si esercita. E poi interventi pomeridiani. Non sono state dimenticate le eccellenze per le quali sono stati organizzati interventi di docenti dell'Università di Camerino. Il tutto con un impegno economico dell'Istituto Capriotti pari a 50.000 euro per un totale di quasi 1.000 ore in questa prima parte dell'anno scolastico. Tra giugno e luglio seguiranno altri corsi di recupero e potenziamento per chi non avrà ancora sanato le carenze, al fine di far arrivare il minor numero di studenti a settembre con la sospensione del giudizio di promozione". "Va comunque chiarito ad alunni e genitori - prosegue Paola Fiorini - che i recuperi scolastici non sono la panacea e che nessun risultato positivo può essere raggiunto senza l'impegno dello studente, senza il suo studio autonomo e il suo senso di responsabilità.La scuola fa la sua parte, tutta intera e senza risparmio di energia. Allo studente spetta il compito di rispondere con maturità e senso di responsabilità". 19/02/2008.

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ITALIA-VATICANO: POLITICA ESTERA E ALLEANZE INTERNE A VILLA BORROMEO (sezione: Schola)

( da "Asca" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 19 feb - Le massime autorita' civili ed ecclesiastiche hanno preso parte oggi alla tradizionale commemorazione della firma dei Patti Lateranensi. Il ricevimento, a Villa Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, e' stato preceduto da un incontro tra una delegazione italiana, guidata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del Consglio Romano Prodi, e una vaticana, guidata dal Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone. Al centro dei colloqui bilaterali c'e' stata prevalentemente, a quanto si apprende da voci di corridoio, la situazione internazionale mentre solo marginalmente si e' parlato dell'Italia. ''L'impressione e' stata quella di uno sguardo positivo e di grande fiducia sullo scenario internazionale'', ha riferito mons. Giuseppe Betori, spiegando che i colloqui hanno spaziato dal Kosovo al Medio Oriente, dall'America Latina alla Cina. ''Abbiamo - ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - una visione comune per quanto riguarda l'impegno al sostegno della pace e della distensione''. Per il Vaticano, erano presenti anche il ''ministro degli Esteri'' mons. Dominique Mamberti, il sostituto alla segreteria di Stato mons.Fernando Filoni e il nunzio in Italia mons. Giuseppe Bertello. Al ricevimento, pero', gli occhi dei presenti si sono concentrati principalmente sulla lunga conversazione a quattro che ha impegnato Pier Ferdinando Casini, Giuseppe Fioroni, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, e il segretario generale mons. Giuseppe Betori. Nelle sale della villa si affollavano un gran numero di rappresentanti della politica, dell'economia e della societa' civile, oltre che della gerarchia ecclesiastica. Tra i piu' espansivi proprio Casini, che si e' detto ''sereno come non mai in vita mia'', perche' ''finalmente libero''. Quanto ai suoi ex-alleati della PdL, il presidente dell'Udc ha commentato di fronte ai cronisti assiepati: ''Si appellano al voto utile, cioe' dicono votate per noi, perche' siamo i piu' grandi. Dicono cosi' perche' non hanno altro da dire'?''. ''Io - ha aggiunto in merito alle potenziali alleanze con Mastella o con la Rosa Bianca di Pezzotta - devo pensare al programma. Alle alleanze ci pensa Cesa. Perche' se non presento idee originali, viene fuori solo una brutta copia''. Lo stesso Mastella non e' mancato al ricevimento, mentre spiccavano per la loro assenza proprio gli esponenti del nuovo movimento centrista promosso da Tabacci, Baccini e Pezzotta. Tra i piu' ricercati anche il direttore dell'Osservatore Romano, Gian Maria Vian, mentre due ministri della difesa, l'ex Antonio Martino e l'attuale Arturo Parisi, parlavano con i numerosi esponenti delle Forze Armate presenti. asp/sam/rob.

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ITALIA-VATICANO/ DIETRO HAPPENING PATTI CACCIA AL VOTO CATTOLICO (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

19-02-2008 21:31 Nessuno ne parla ufficialmente ma tutti pensano ai sondaggi Roma, 19 feb. (Apcom) - La partita sul voto dei cattolici è più che mai aperta e il tema è, sommessamente ma decisamente, protagonista nei conciliaboli a Palazzo Borromeo. Nella sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede sfilano, fianco a fianco, il mondo politico e le alte gerarchie ecclesiastiche per l'anniversario dei Patti Lateranensi. Occasione che cade per la prima volta nel bel mezzo della campagna elettorale e, a meno di due mesi dalle elezioni e con la gara ingaggiata per la conquista dell'elettorato moderato, le bocche sono cucite solo ufficialmente. Mancano, è vero, i big come Silvio Berlusconi e Walter Veltroni e l'unico candidato premier che si vede è Pier Ferdinando Casini, a lungo al centro dell'attenzione. Il programma dell'evento è rigido fino al termine dei colloqui riservati tra la delegazione italiana, guidata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Romano Prodi, e quella vaticana. Poi, durante il ricevimento, il cerimoniale si allenta e la politica la fa da padrona. I protagonisti del colloquio riservato, che dura circa mezz'ora, puntano tutto sui temi della politica estera. Nella delegazione italiana anche il presidente del Senato Franco Marini, il vice presidente della Camera Pierluigi Castagnetti, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il sottosegretario Enrico Letta. Da parte vaticana il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, e il segretario generale monsignor Giuseppe Betori, il segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone. E' lo stesso presidente Giorgio Napolitano a spiegare ai cronisti che con Oltretevere "si è registrata una larghissima convergenza sui temi di politica estera sia sul Kosovo sia sul Medio Oriente, ci sono sforzi convergenti". Un comune sentire che, en passant, come ha osservato un alto prelato, ha riguardato anche la Cina, fronte sempre molto delicato per la Chiesa cattolica. Sulle relazioni bilaterali è 'nulla quaestio': i rapporti, come Napolitano e lo stesso Benedetto XVI hanno avuto modo di dire, sono "eccellenti" e c'è un'intesa piena proprio sui dossier dell'agenda internazionale. La politica? I partecipanti all'incontro giurano che i temi della campagna elettorale sono rimasti assolutamente fuori dai colloqui. Ma quel che è certo è che tutti hanno letto le anticipazioni del sondaggio di 'Famiglia cristiana' sul voto dei cattolici, indecisi nel 41% dei casi e ancora poco polarizzati. Quindi elettori potenziali. Però, in tempi di liste pro-life e monotematiche, come quella annunciata da Giuliano Ferrara, alfiere della moratoria sull'aborto, tra le alte gerarchie vaticane si osserva che "la gente ha i piedi per terra, i problemi se li pone quando li vive...". Insomma il cattolico non può sentirsi rappresentato da una sola battaglia, ma guarda a un intero programma. Semmai, come osserva in serata il segretario di Stato vaticano Bertone, citando il salmo 71 sul "principe buono", i politici cattolici devono prendersi cura "dei più deboli e dei più poveri". Tra un aperitivo al mandarino e champagne e un vassoio di fritti mignon, politica e Chiesa si incontrano ed è una girandola di strette di mano tra porporati ed ex ministri come Clemente Mastella, che, muto, si trattiene giusto il tempo di qualche saluto; tra cardinali come Camillo Ruini, Crescenzio Sepe, Achille Silvestrini, Michele Giordano, Jean-Louis Tauran, Renato Raffaele Martino e una fitta e bipartisan schiera di politici, da Pier Ferdinando Casini ad Arturo Parisi, Beppe Fioroni, Bobo Craxi, Gustavo Selva, Antonio Martino, Beppe Pisanu. E Vannino Chiti che si dice "fiducioso che il Pd possa intercettare il voto dei cattolici soprattutto dopo l'approvazione della carta dei valori". Cosa che non crede affatto il professor Domenico Fisichella, ex An poi confluito nella Margherita e infine approdato nel gruppo misto al Senato: "Credo che difficilmente il Pd possa conquistare qualche voto nell'area cattolica, forse di più in quella laica...". Immancabili i 'teodem' del centrosinistra. Enzo Carra è convinto che il Pd abbia notevoli chance "tra i cattolici di buon senso che non apprezzano e non voterebbero forze integraliste mentre credo possa esserci un apprezzamento per un partito con rappresentanti che si battono per certe idee". Paola Binetti, invece, sta a vedere e attende di capire come andrà con i Radicali ribadendo che "è necessario raggiungere un equilibrio" perchè le varie anime del Pd siano rappresentate. E mentre domani il cardinale Tarcisio Bertone vola a Cuba c'è chi, proprio da Oltretevere, non rinuncia a fare una battuta: "Prima ha chiesto a Castro di dimettersi...".

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Cattolici da proteggere. Non tutti (sezione: Schola)

( da "EUROPA.it" del 19-02-2008)

Argomenti: Scuola

Abituato com'è, giustamente, a trattare così i manager pubblici (ma non i banchieri, per esempio), il Sole 24 Ore ha azzardato ieri una di quelle tabelle grafiche che piacciono ai lettori: solo che, accanto ai simboli dei partiti a segnalare l'appartenenza politica, non venivano catalogati direttori generali delle Asl o boiardi di stato, bensì cardinali e vescovi. Da Ruini a Bertone, da Caffarra a Bagnasco, da Sepe a Tettamanzi a Betori, a nessun prelato di peso è stato risparmiato l'apparentamento con il Pdl, col Pd, con Pezzotta o con Casini. Diciamo che solo il papa, non sappiamo se per rispetto o per incertezza, s'è salvato dalla lottizzazione porporata. Il tutto sotto un titolo piuttosto crudo: "La Chiesa assegna i compiti ai partiti". Dato che de Bortoli non è Sansonetti, e il Sole non è un foglio pannelliano, immaginiamo che tra Cei e Santa sede ieri ci sia stato un po' di sconcerto. Non è bello per i pastori di anime farsi trattare come consiglieri d'amministrazione delle Ferrovie. È presumibile che in queste ore qualcuno si faccia sentire. Almeno da Avvenire ci aspettiamo oggi la meritata bacchettata ai confindustriali. Siccome però dopo una certa età ognuno è responsabile di ciò che gli capita, è inevitabile porsi la domanda se le gerarchie cattoliche non se lo siano un po' cercato, questo profano ridimensionamento. In effetti è proprio il quotidiano della Cei a fornire lo spunto per queste operazioni di catalogazione. Fin dalla sortita del direttore Boffo in favore dell'apparentamento tra Udc e Pdl, poi fallito per motivi evidentemente non suggeriti dallo spirito santo, ogni giorno Avvenire ha esercitato attivo interventismo nel puzzle della campagna elettorale. E ieri, mentre il Sole distribuiva tessere ai cardinali, Avvenire distribuiva benedizioni ai candidati, segnalando coloro che nei prossimi mesi necessiteranno di speciale assistenza in quanto potenziali vittime "di odio civile". I nomi delle possibili vittime sarebbero quelli di chi "non molla la presa sulle questioni eticamente sensibili", ma è chiaro che è stata fatta una cernita. Ci sono Ferrara, Casini, Pezzotta, c'è anche Mastella che in effetti soffre per questioni etiche ma forse non proprio quelle alle quali pensa Mimmo Delle Foglie. Mancano molti altri: non è che le polemiche, diciamo così, laiciste, abbiano risparmiato nel tempo, per dire, Rutelli, Bondi, la Binetti, Fioroni, Formigoni, Livia Turco? L'unica spiegazione che si può dare di questa attenta selezione è che si voglia difendere i quattro poveri centrini non tanto dai "radicali seminatori di odio" (così c'è scritto a proposito di Bonino e compagni), quanto dalla minaccia di schiacciamento tra Pd e Pdl, ora sospettati da Avvenire di voler neutralizzare i temi etici nel nome della "pacificazione": Veltroni non vuole polemiche sull'aborto, Berlusconi si accontenta della libertà di coscienza. Se l'abbiamo capita bene, l'operazione è rischiosa, lo diciamo con amicizia, anche se infine il suo unico scopo immediato fosse quello di dissuadere dall'accordo tra Pd e radicali (i quali peraltro sembrano volersi dissuadere da sé). Pare infatti arrischiato pensare che tutta la vicenda politica nazionale si giochi sui destini di Casini e Ferrara. Opinabile sostenere che le necessità delle famiglie italiane siano ristrette ai temi etici. E soprattutto bizzarro sul giornale dei vescovi, nel nome di questo giudizio, svalutare il tentativo parallelo di Veltroni e Berlusconi di cambiare stagione e svelenire il clima. Nel caso Avvenire decidesse di bacchettare il Sole per la sua mancanza di rispetto, potremmo assecondarlo. Ma se invece dovessimo pensare che proprio il quotidiano della Cei in fondo preferirebbe per l'Italia la rissa permanente, purché eticamente sensibile, a una faticosa linea del dialogo (che potrebbe alla fine anche portare ad affrontare i temi biopolitici in maniera costruttiva e non distruttiva), allora il peccatuccio veniale di de Bortoli sparirebbe, di fronte a una autentica prova di scarso amor patrio.

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