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febbraio 2008 #TOP
Giovanie adulti, prove di comunicazione
( da "Nazione, La (Umbria)" del
17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre le conclusioni saranno affidato al
professor Marco Rossi Doria noto per la sua esperienza di 'maestro di Strada'
nel progetto per i giovani dei quartieri "spagnoli" di Napoli e
attualmente consulente del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni proprio
per l'originalità del suo progetto. - -->.
"sfida per cambiare l'italia" pd, il programma
di veltroni - giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni: bene Bonino, stop a Pannella e a
D'Elia GIOVANNA CASADIO ROMA - E per finire, Walter Veltroni legge le mail di
tre elettori che si sono ricreduti e ora sono disposti a scommettere
sull'Italia del Partito democratico. La gente concreta con concretissimi
problemi si affaccia nel discorso programmatico del segretario in 12 obiettivi.
Strappo di Casini: Soli al voto Pdl gelido: Un errore
storico La Lega: meglio così. Ferrara: L'apparentamento è vicino
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
+ 2 altre fonti
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel centrosinistra D'Alema afferma che
"ora Berlusconi s'è separato dal centro". Enrico Letta e il ministro
Fioroni, invece, prevedono che la decisione avrà "influenza anche sul
Pd". Entusiasta Fassino ("Scelta coraggiosa"), mentre Rutelli è
convinto che la "svolta di Casini andava fatta prima". Ugo Bonasi -
-->.
Sotto accusa abbonamenti a bus e navigazione
( da "Giorno, Il (Lecco)" del
17-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: CRITICHE anche all'aumento delle tariffe
degli abbonamenti dei bus e della navigazione che penalizzano specialmente gli
studenti proventienti dal Centro ed Alto Lario. Sotto accusa anche il
ripristino degli esami di riparazione a settembre, reinseriti dall'ex-ministro
Giuseppe Fioroni. M.Mag. - -->.
Studenti in piazza: la manifestazione fa flop Solo
quaranta ragazzi e il corteo diventa presidio
( da "Giorno, Il (Lecco)" del
17-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: da parte dell'ex ministro all'Istruzione
Fioroni degli esami di riparazione: "Proprio non riesco a spiegarmi
l'assenza dei rappresentanti degli studenti di ogni scuola superiore della
provincia - spiega con un notevole imbarazzo e delusione Michele Bianchi,
studente delle Magistrali Teresa Ciceri - evidentemente a loro va bene così.
Corsi di recupero, istituti in difficoltà <Pochi soldi
per lezioni raddoppiate> ( da "Corriere del Veneto"
del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni, stanno facendo
"impazzire " circa due studenti su cinque nel caso del classico
"Tiziano ". Terminate le lezioni della mattina, non saranno quindi
molti i ragazzi che si lasceranno alle spalle le porte della scuola per aprire
quelle di casa: un'insufficienza in una delle materie, anche non grave,
Benvenuti alle secondarie. Dopo le primarie del 14
ottobre, il popolo del ( da "Messaggero, Il
(Viterbo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non ci sarà da vedere solo chi prevale tra
l'asse Fioroni-Sposetti e Parroncini: la conta è buona anche tra ministro e
deputato. Lo spoglio è andato avanti fino a tarda sera. Per ora di certo c'è
l'alta affluenza. E il Comune: il Pd corre da solo? "E' solo una mia idea,
che non esclude soluzioni diverse.
Legge sul friulano, una bocciatura che era stata
preannunciata ( da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal Ministro Fioroni non fanno che
confermare. Ma affermare come si fa nel testo unificato che deve essere
"garantito l'insegnamento della lingua friulana per almeno un'ora alla
settimana " al di là di un giudizio di merito circa la validità e la
fattibilità di cui dirò dopo, francamente mi fa pensare a un possibile
conflitto di tipo costituzionale con quanto prescrive il DPR 275/
Scuola, giro di vite contro il bullismo
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: senso lanciate nei mesi scorsi dallo stesso
ministro alla pubblica istruzione Fioroni. La lotta per prevenire il bullismo
nelle scuole (ma va ricordato che la maggior parte degli episodi di
prevaricazione violenta tra coetanei si verifica al di fuori delle mura
scolastiche) ha portato alla formazione di un tavolo permanente formato da
provveditorato, istituti, polizia, Provincia,
Immigrati, la disinformazione del professor Gubert
( da "Trentino" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che il ministro Fioroni abbia duramente
sconfessato la circolare e che il giudice abbia giudicato illegittimo quel
provvedimento discriminatorio. Ignorando che quelle decisioni si fondano sulla
rigorosa interpretazione del dettato costituzionale, delle leggi
sull'immigrazione e delle convenzioni internazionali che tutelano i diritti
fondamentali del fanciullo,
Le consulte territoriali sarzanesi rivendicanoposti e
risorse per ostetricia e ginecologia
( da "Secolo XIX, Il" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo il giro di vite di Fioroni, comunque,
non si faranno più riprese in aula: "Vietato - ammette Luca - vuol dire
che ci rifaremo all'esterno. Una buona location, è la hall dell'albergo, quando
non c'è nessuno: c'è spazio, e si presta bene. Ma sì, a papà l'ho detto: non
facciamo mica danni".
Pd, arriva la carica dei cattolici - giovanna casadio
( da "Repubblica, La" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni ne è sicurissimo.
Personalmente, ha invitato don Carlo Nanni, teologo e pedagogista salesiano, ad
aprire (con Andrea Riccardi della comunità di Sant'Egidio e con il sociologo
Franco Garelli) il convegno dei cattolici del Pd, il 27 febbraio a Roma.
Il prete anti-camorra: La cultura è libertà
( da "Arena, L'" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nominato dal ministro Fioroni referente
nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato
sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella
parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio
controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra.
I presidi: linea dura in classe La regola vale anche per
i prof ( da "Corriere della Sera"
del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come ha chiesto il ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni. Sequestro immediato del telefonino in caso di "uso
improprio in classe" e convocazione dei genitori per il ritiro. Eppure,
sebbene spento (o, più spesso, silenzioso), nessuno rinuncia a portare il
telefonino a scuola. Non lo fanno i ragazzi, non ci pensano gli insegnanti.
La scuola riformata? Un disastro
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della scuola riformata. Il libro, diviso in
8 brevi ma esaustivi capitoli completati da ricche note esplicative, è di
quelli che un po tutti dovrebbero leggere: non solo gli insegnanti sempre più
oppressi da continue riforme e controriforme che destabilizzano la scuola
anziché darle solidità, ma anche i genitori troppo spesso incapaci di stabilire
se la novità che bolle in pentola
E' la dimostrazione che, pur a distanza di mesi, la
decisione di localizzare a Viterbo il terz
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: replica del ministro della Pubblica
Istruzione Giuseppe Fioroni, a quanti tentano di rimettere in discussione i
deliberati del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi a favore della città
dei Papi. E il caso di Riccardo Pedrizzi (An), deputato di Latina, che proprio
a Bianchi ha indirizzato una interrogazione ipotizzando anomalie nella
composizione della commissione ministeriale,
Scuola: +10% di bocciati
( da "Vita non profit online" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la pressione del ministro Fioroni per
maggiore severita nella valutazione degli studenti, ha avuto l'effetto di
incrementare sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi
alla classe successiva con debito scolastico. Dai dati pubblicati dalla
direzione generale studi e programmazione del MPI risulta che gli istituti
statali sono stati mediamente un po'
Recupero debiti, ogni istituto sceglie vacanze diverse
( da "Stampaweb, La" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Fioroni. Il risultato è che nelle
scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con date del tutto
diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno scolastico per
terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la terza decade
di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità di tornare
nelle rispettive scuole di servizio.
LA TESTIMONIANZA. Chiusa la <settimana della
legalità> nella scuola di polizia di Peschiera
( da "Arena.it, L'" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nominato dal ministro Fioroni referente
nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato
sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella
parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio
controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra.
SCUOLA E UNIVERSITA'
( da "Lavoce.info" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a
differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di
apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in
realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per
modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza.
SCUOLA/ COBAS: 29 FEBBRAIO SCIOPERO UN' ORA CONTRO
SISTEMA DEBITI ( da "Virgilio Notizie"
del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sullo stesso piano la gestione Fioroni con
quelle che l'hanno preceduta: "La scuola-azienda di
Berlinguer-Moratti-Fioroni e la sedicente 'autonomia - sostiene il
rappresentante dei Cobas - hanno distrutto l'istruzione pubblica, demolendone
la serietà e l'impianto nazionale unitario, ridicolizzando la didattica,
umiliando i docenti e gli Ata e immiserendoli con stipendi da fame,
Tamaro: il mio Luisito un nuovo romanzo nato in una notte
sola ( da "Piccolo di Trieste,
Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I simboli della nostra umanità profonda, che
rinneghiamo giorno dopo giorno". Anselma, la maestra del libro, nasce da
ricordi personali? "È soprattutto l'incarnazione di quello che le maestre,
oggi, non possono più essere. Perchè le riforme della scuola, e in particolare
quelle delle elementari, hanno polverizzato in maniera davvero folle un'
Pd con Agostini e Sereni Pdl soltanto umbro Le quote
della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi papabili
( da "Nazione, La (Umbria)" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pd con Agostini e Sereni Pdl "soltanto
umbro" Le quote della Cosa Rossa Anna Maria Fioroni fra i pochi nuovi
"papabili" - -->.
Gli istituti tecnici preferiti ai licei
( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che a seguito del decreto del ministro
Fioroni non possono più entrare in anticipo alla scuola dell'infanzia. Per
poter accedere il termine è tassativo: 31 gennaio. I bimbi che risultano
accolti nelle 185 Materne statali della "Granda" dai primi calcoli
sono 10.749. Erano 10.642 nel 2007: un centinaio in meno.
'Sospeso, ecco perchè'
( da "Gazzetta di Modena,La" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: regolamento adottato dalla scuola e lo
stesso decreto Fioroni, che indirizza l'iter educativo nei casi di bullismo
(compreso l'uso di cellulari durante le lezioni), legittimano la scelta della
preside e del consiglio di classe. Nel regolamento infatti si prospetta
"l'allontanamento dalla comunità scolastica da 1 a 3 giorni per mancanze
gravi occasionali o per somma di censure scritte"
<Ora un nuovo patriottismo>
( da "Provincia di Cremona, La" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: diversamente (penso ai temi cruciali di
meritocrazia, straordinari, incentivi, contrattazione decentrata, contratto più
lungo) potrebbe vedersi scavalcato dal gradimento che le nostre proposte
suscitano tra i lavoratori". Poi l'accenno alla candidatura di Matteo
Colaninno, ex presidente dei giovani industriali, nel Pd.
Istituti con i portafogli... al verde a rischio la
copertura delle cattedre ( da "Tirreno, Il"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il rinnovo del contratto ai docenti e la
riforma Fioroni, i "portafogli" degli istituti sono sempre più vuoti.
I dirigenti della Valdera lanciano l'ennesimo grido d'allarme. "Il rinnovo
del contratto ha aumentato le retribuzioni dei docenti da poco più di 28 euro a
50 euro - spiega Lucia Orsini, preside del professionale Pacinotti - questo di
per sé è un segnale positivo.
Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti ESAMI DI RIPARAZIONE,
LA SCUOLA DIVENTA UN CAOS ( da "Corriere di Bologna"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Arrivò il ministro Fioroni a sparare a zero
sui debiti formativi e recuperò, fra plausi e linciaggi, i vecchi esami di
riparazione. Gran titoli sui giornali, grandi mobilitazioni di studenti.
Nessuno poi ne ha più parlato, sembrava che i tempi fossero troppo stretti per
introdurre questa riforma.
Ora la scuola deve correre
( da "Eco di Bergamo, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Fioroni aveva presentato
immediatamente ricorso. Probabilmente non riteneva giusto che i docenti capaci
e meritevoli potessero godere di un trattamento economico migliore di quelli
mediamente o del tutto incapaci. O forse temeva che l'iniziativa della Regione
industrialmente più avanzata d'Italia potesse trasformarsi in un modello utile
anche ad altre.
Debiti scolastici: c'è chi punta sulla pausa didattica
( da "Eco di Bergamo, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lo ricordiamo, secondo le indicazioni del
ministro Fioroni, devono essere obbligatoriamente attivati dalle scuole per
permettere agli alunni valutati in modo insufficiente in una o più discipline
di poter colmare le proprie lacune e iniziare il nuovo anno scolastico senza
trascinarsi i famosi "debiti".
Pagelle, un terzo degli studenti con insufficienze
( da "Eco di Bergamo, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni ha stretto le viti anche riguardo
bocciature e debiti. Dal 2007 al primo quadrimestre 2008. In città, è il
rettore del Collegio Sant'Alessandro monsignor Achille Sana a mettere il dito
sulla piaga: "Sono gli studenti del terz'anno a rischiare di più con i
debiti, perché le nuove disposizioni sugli esami di maturità che prevedono un
triennio immacolato per essere ammessi,
Riforma dei <professionali> C'è l'accordo
governo-Regione ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni, ndr) nei fatti l'ha ritirato e ha
fatto l'accordo con la Regione", ha assicurato ieri a Cremona il
governatore Roberto Formigoni intervenendo agli Stati generali di Confindustria
Lombardia. Le novità Dall'approvazione nel luglio scorso a oggi la Regione ha
lasciato perdere talune sottolineature che potevano far pensare a un sistema
formativo in opposizione a quello nazionale,
Chi paga i tagli alla spesa pubblica? La scuola, ovvio.
Ancora una volta la scure del Tesoro s'
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tavolo dal ministro Fioroni per la dotazione
organica, nel Lazio si tradurrà in un taglio di ben 673 posti da ripartire tra
le cinque province. Se la scuola dell'infanzia resta pressoché invariata, a
pagare il dazio più elevato sono medie e superiori (in quest'ultimo caso la
perdita è di oltre 480 posti su scala laziale) mentre nell'elementare ci sarà
una riduzione di circa 40 unità.
Per recuperare bisogna pagare
( da "Italia Oggi" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluta dal ministro della pubblica
istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in questi giorni, con le scuole
che hanno pianificato i corsi di recupero (circa 15 ore per cinque-otto alunni)
e stanno informando le famiglie sulla necessità che i figli li frequentino per
recuperare una, spesso due o tre insufficienze.
Crisi politica penalizzante per gli aspiranti presidi
( da "Italia Oggi" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni, ed ai gruppi parlamentari,
perché si facciano carico del problema non solo per soddisfare le legittime
attese degli idonei in pole position ma per colmare le carenze d'organico che i
due concorsi. C'è il rischio che, se non verrà introdotta la cosiddetta
intersettorialità e interregionalità, gli idonei dovranno ripetere il concorso,
Debiti scolastici, legittimo saldarli con i corsi estivi
( da "Tempo, Il" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le raccomandazioni del ministro Fioroni ai
professori di esercitare maggiore severità nella valutazione degli studenti, ha
avuto evidentemente l'effetto di incrementare sia la percentuale dei bocciati
sia quella degli studenti ammessi alla classe successiva con debito scolastico.
Il bilancio del governo della scuola
( da "Blogosfere" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prova ad analizzare i provvedimenti del
Ministro Fioroni nei due anni di governo, difficile poter dare un giudizio
complessivo perchè purtroppo il problema della stabilità di governo non
permette di sapere se altri provvedimenti avrebbero consentito di rivedere
l'intero sistema formativo, dato che poi il Ministro Fioroni ha caratterizzato
la sua azione con la tecnica del cacciavite,
I congiuntivi di Fioroni
( da "Opinione, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: piede sbagliato I congiuntivi di Fioroni di
Claudio Romiti Circola nel mondo politico, soprattutto dalle parti del Partito
democratico, l'idea che si possa imporre il merito attraverso una sorta di
decisione burocratica presa dall'alto. Come se le capacità di una società di
collocare nei posti giusti gli individui non fosse legato ai meccanismi
spontanei del mercato in senso ampio (
SCUOLA ( da "Lavoce.info"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a
differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di
apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in
realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per
modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza.
Debiti formativi. Bisogna recuperarli entro l'anno
scolastico ( da "Quotidiano.it, Il"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Antonio De Signoribus Ministro della
Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni Debiti addio, sanarli è un obbligo. In
ottemperanza alla ordinanza ministeriale l'I.T.C."A. Capriotti"
introduce le nuove modalità di recupero del debito formativo al fine di rendere
operative le nuove linee guida del Ministero della Pubblica Istruzione.
ITALIA-VATICANO: POLITICA ESTERA E ALLEANZE INTERNE A
VILLA BORROMEO ( da "Asca"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: concentrati principalmente sulla lunga
conversazione a quattro che ha impegnato Pier Ferdinando Casini, Giuseppe
Fioroni, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, e il segretario
generale mons. Giuseppe Betori. Nelle sale della villa si affollavano un gran
numero di rappresentanti della politica, dell'economia e della societa civile,
oltre che della gerarchia ecclesiastica.
ITALIA-VATICANO/ DIETRO HAPPENING PATTI CACCIA AL VOTO
CATTOLICO ( da "Virgilio Notizie"
del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni, Bobo Craxi, Gustavo Selva,
Antonio Martino, Beppe Pisanu. E Vannino Chiti che si dice "fiducioso che
il Pd possa intercettare il voto dei cattolici soprattutto dopo l'approvazione
della carta dei valori". Cosa che non crede affatto il professor Domenico
Fisichella, ex An poi confluito nella Margherita e infine approdato nel gruppo
misto al Senato:
Cattolici da proteggere. Non tutti
( da "EUROPA.it" del
19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni, Formigoni, Livia Turco? L'unica
spiegazione che si può dare di questa attenta selezione è che si voglia
difendere i quattro poveri centrini non tanto dai "radicali seminatori di
odio" (così c'è scritto a proposito di Bonino e compagni), quanto dalla
minaccia di schiacciamento tra Pd e Pdl, ora sospettati da Avvenire di voler
neutralizzare i temi etici nel nome della "
( da "Nazione, La (Umbria)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
GUBBIO
CONVEGNO PROMOSSO DA COMUNE, AGESCI E CESVOL: CI SARA' ANCHE IL VESCOVO
Giovanie adulti, prove di comunicazione "I GIOVANI tra responsabilità e
territorio": è questo il tema di un incontro in programma per le ore 15 di
martedì 19 nell'aula multimediale del liceo statale "Mazzatinti", che
lo ha promosso insieme al Comune, all'Agesci (Scout), al Cesvol. Muove dalle
risultanze di un'inchiesta realizzata nelle scuole superiori eugubine (condotta
dagli scout "Gubbio 2" su un campione di 200 studenti dai 15 ai 20
anni, per il 59% ragazze, con il 45% che vive nel centro storico) e si propone
come momento di riflessione sui caratteri delle nuove generazioni, le loro aspirazioni,
le attese, i problemi, i malesseri. Una riflessione indirizzata al mondo
politico, alle istituzioni, alla rete sociale del territorio per individuare i
percorsi più efficaci per riallacciare rapporti di dialogo e di fiducia che
appaiono sempre più sfilacciati quasi a delineare due mondi, quello dei giovani
e quello degli adulti, incapaci di incontrarsi e confrontarsi. Un'occasione per
un'analisi che può trovare il conforto dei dati messi insieme con l'inchiesta
realizzata a livello studentesco. Hanno garantito un loro contributo il sindaco
Ofeo Goracci ed il vescovo, Monsignor Mario Ceccobelli (nella foto), mentre le
conclusioni saranno affidato al professor Marco Rossi Doria noto per la sua
esperienza di 'maestro di Strada' nel progetto per i giovani dei quartieri
"spagnoli" di Napoli e attualmente consulente del ministro della
Pubblica Istruzione Fioroni proprio per l'originalità
del suo progetto. - -->.
( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Il
segretario "Sfida per cambiare l'Italia" Pd, il programma di Veltroni
"Il centrodestra si sgretola". Prodi: "Non mi ricandido" La
convention Bindi: "Non lasciamo i cattolici ai Ferrara e ai Casini". Fioroni: bene Bonino, stop a Pannella e a D'Elia GIOVANNA CASADIO ROMA -
E per finire, Walter Veltroni legge le mail di tre elettori che si sono
ricreduti e ora sono disposti a scommettere sull'Italia del Partito
democratico. La gente concreta con concretissimi problemi si affaccia nel
discorso programmatico del segretario in 12 obiettivi. C'è la conferma
dell'impegno delle missioni all'estero e la commozione per il maresciallo
ucciso in Afghanistan. Il taglio dell'Irpef dal 2009, le misure per il
contenimento della spesa e i ragazzi, le mamme, i pensionati impantanati in un
paese "stanco" mentre è "l'Italia viva che deve prendere il
posto di quella stanca". L'analisi e la pratica. Le ricette economiche per
rilanciare i salari e aiutare i precari e il "6 politico" del '68 che
"perpetuava le divisioni sociali e di classe esistenti". Futuro e
passato. Quindi, la laicità e la difesa della 194, dei diritti dei conviventi e
contro l'omofobia. Più crescita, più eguaglianza, più libertà e il voto agli
immigrati alle amministrative e ai ragazzi di 16 anni. All'Assemblea
costituente - 2.800 delegati riuniti per la seconda volta da quando quattro
mesi fa il Pd è nato - le scelte di Veltroni piacciono. Clima elettorale quasi
euforico, come se la sconfitta del governo sia affare che non riguarda.
Malumori solo tra i cattolici dell'ex Ppi sull'alleanza con i Radicali che
andrebbe bene sì, però solo se si tratta di ospitare Emma Bonino e pochi altri.
Ma chi l'avrebbe detto, rimarca il segretario, che nel centrodestra, cioè
"tra i nostri avversari si sgretola la certezza, inossidabile fino a
qualche tempo fa, di una vittoria facile". Il "vero terremoto"
ora è dall'altra parte: si sono "precipitati verso le elezioni con la
bottiglia di champagne in mano e ora per effetto della nostra iniziativa vedono
squadernate le loro divisioni e le loro lacerazioni". Hanno
"scaricato Casini e preso la Mussolini", il Pdl di Berlusconi e Fini
è "obiettivamente un partito di destra". Applausi e incoraggiamenti
dalla platea. Romano Prodi, il premier dimissionario e presidente del partito,
annuisce. Spetta a lui ieri aprire la Costituente, rivendicare i risultati
dell'azione di governo e spiegare: "Non mi candido perché ritengo di avere
svolto il mio compito e perché la buona politica esige il rinnovamento".
Standing ovation alla quale si sottrae solo la moglie, Flavia Franzoni che
segue in disparte. Giornata di commozione. Quella di Anna Finocchiaro, che ha
accettato di candidarsi alla guida della Sicilia. "Brava" le gridano
i delegati. Massimo D'Alema alza i toni dell'attacco a Berlusconi usando l'arma
dell'arma dell'ironia: "Tocca agli italiani far sì che quando i leader del
G8 verranno in Italia trovino qui un leader contemporaneo e non l'imbarazzo di
visitare un sito archeologico benché tirato a lucido". Il Cavaliere,
s'intende. Risate che si protraggono quando il ministro degli Esteri racconta:
"Difficile spiegare in inglese la crisi di governo e i problemi di
Mastella wife's". Loda Casini "coraggioso" e ipotizza un 8-9%
per l'Udc. Accolto da una standing ovation di gratitudine Piero Fassino, che
conferma l'apertura ai Radicali. Invece Beppe Fioroni,
interpretando la perplessità di molti cattolici (teodem in testa) dà l'altolà:
bene Bonino nelle "nostre liste" ma certo "non chi è stato
condannato per terrorismo" (come Sergio D'Elia) o qualche "altro
personaggio autorevole che ha superato i limiti d'età" (come Marco
Pannella) . Chiede una giusta attenzione per i cattolici Rosy Bindi: "Non
lasceremo il voto cattolico ai Ferrara o ai Casini o alla Rosa bianca" e
"no alle larghe intese, il Pd non è un partito di centro". Breve
riunione del gruppo Bindi e anche del gruppo di Enrico Letta. Dal palco,
incalza Francesco Rutelli (che non ha sciolto la riserva se candidarsi a
sindaco di Roma): "Vinceremo conquistando gli incerti". E Pierluigi
Bersani: "Ci vuole chiarezza", né bisogna avere paura delle
polemiche. Si votano Manifesto, Statuto, Carta etica. Veltroni non fa la
replica finale, firma autografi sui manifesti "Si può fare", canta
con tutti l'Inno nazionale, rincara: "è una sfida tutta da giocare,
soprattutto dopo la scelta Udc".
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del
Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Scuola
Strappo
di Casini: "Soli al voto" Pdl gelido: "Un errore storico"
La Lega: meglio così. Ferrara: "L'apparentamento è vicino" ? ROMA ?
PORTE aperte, se non spalancate dal centrosinistra. Spalle girate e accuse di
"scelta incomprensibile e sbagliata" dal centrodestra dove il solo
Bossi non esclude che "l'Udc potrà dare fastidio". Lo strappo dopo 14
anni si consuma ieri mattina a Mestre dove Pier Ferdinando Casini annuncia che
correrà da solo. "Mi candido premier ? dice ? e a Berlusconi dico: in
Italia non tutti sono in vendita. L'Udc va da sola, con il suo simbolo e le sue
bandiere". ORA CHE LO strappo è compiuto, ognuno procederà per la sua
strada nel centro ma alcune caselle sono ancora da riempire. Come quelle che
riguardano Mastella, che offre la sua disponibilità ad un raggruppamento
centrista ("Ma con un solo candidato premier") o la Rosa bianca che
rimane in attesa di eventuali sviluppi e non manifesta eccessiva fretta per
un'intesa. "Siamo disponibili al confronto, ma dev'essere paritetico e ci
deve essere un'etica per le candidature", mette le mani avanti Pezzotta,
presidente del movimento che lascia la palla a Casini: "Ora sta a lui
decidere". Ieri, intanto, altri esponenti, dalla Sicilia al Piemonte,
hanno lasciato l'Udc per Berlusconi o la Rosa Bianca, oltre all'eurodeputato
Vito Bonsignore che ha aderito al Pdl. Baccini, segretario della Rosa Bianca,
punta a fare il distaccato e alza le spalle davanti allo scontro
Casini-Berlusconi: "Da questi giochi e giochini il Paese non trae alcun
beneficio". E' in Sicilia, comunque, che si giocherà molto del futuro
degli ex Dc. Il leader del Mpa, Raffaele Lombardo, sembrava ad un passo
dall'accordo con l'Udc, poi tutto è saltato. E oggi vedrà nuovamente
Berlusconi. MASTELLA tiene il profilo basso mentre il suo telefono è bollente.
Riconferma di "credere fortemente nella costruzione del centro" e
chiede che "nessuno disperda questa possibilità: sarebbe una
responsabilità storica". Un'area, quella centrista, che però non
reggerebbe tre candidati premier, ricorda. Così Mastella sembrerebbe mettersi a
disposizione di Casini ("Ognuno metta da parte i propri egoismi"), ma
le certezze si avranno solo nei prossimi giorni. Fini difende la scelta di
Berlusconi per il Pdl che "è il centro destra, la costola italiana del
Ppe", dove lui però non è ancora entrato. E trova "sbagliata" la
decisione di Casini di "attardarsi in discussioni poco dignitose quando si
tratta di costruire un soggetto che vuole costruire il futuro". Al leader
dell'Udc, che aveva ricordato lo scontro tra Fini e Berlusconi dopo l'annuncio
della nascita del Pdl, replica che "ora tutto è cambiato, non confluiremo
in un soggetto fatto da altri" e assicura che il Pdl avrà una maggioranza
tale da "escludere alleanze di altro genere dopo il voto". Fini avvia
le pratiche per lo scioglimento di An attraverso il congresso di autunno.
"Ovviamente la stessa cosa dovrà farla Forza Italia" aggiunge
esprimendo soddisfazione pe r il sì unanime arrivato dalla direzione del
partito. Forza Italia con Cicchitto accusa l'Udc di "errore storico".
Il leghista Calderoli sintetizza: "Meglio separati consensualmente che
separati in casa coi piatti che volano". Per Carlo Giovanardi, ex Udc,
Casini che definisce "populista e demagogico" un partito composto
dalle forze che l'hanno fatto eleggere nel 2001, "è un ingrato:
incredibile". Nessun problema, assicura Rotondi, Dca, perchè i
"democristiani sono con Berlusconi". E Giuliano Ferrara annuncia che
è vicino l'apparentamento del Pdl con la sua lista per la vita e quindi la sua
candidatura al Campidoglio. "E grazie a Jannuzzi, Sterpa e Biondi posso presentarmi
in tutta Italia". Nel centrosinistra D'Alema afferma che "ora
Berlusconi s'è separato dal centro". Enrico Letta e il ministro Fioroni, invece, prevedono che la decisione avrà
"influenza anche sul Pd". Entusiasta Fassino ("Scelta
coraggiosa"), mentre Rutelli è convinto che la "svolta di Casini
andava fatta prima". Ugo Bonasi - -->.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))
Argomenti: Scuola
LE
RAGIONI DELLA PROTESTA, NON SOLO I LIBRI TROPPO CARI Sotto accusa abbonamenti a
bus e navigazione ? COMO ? NONOSTANTE la grande delusione per una
manifestazione non riuscita, gli esponenti del Collettivo studentesco Iskra
sono comunque riusciti ad esternare i motivi della loro presa di posizione. Per
l'intera giornata un eloquente striscione ha campeggiato davanti all'istituto
professionale Gaetano Pessina di via Milano nel quale stava scritto, a
caratteri cubitali, "La speculazione uccide l'istruzione", con chiaro
riferimento ai costi esagerati e sempre maggiori che compromettono il diritto
allo studio specie per le famiglie meno abbienti. "CI SIAMO PREPARATI alla
manifestazione - spiega Michele Bianchi, supportato da altri rappresentanti
degli studenti degli istituti superiori cittadini e provinciali - con dati che
dimostrano in modo inequivocabile quanto si spende per i libri di testo. Cifre
esorbitanti. Ad esempio per il Liceo Classico Volta si spende una media annua
di 392,06 euro (+0,71 % rispetto all'anno scorso che già era tanta), ma ci sono
classi, tipo la IVD e la IVE che ne spendono 590. Per lo Scientifico la spesa
media è di 297 euro a studente, per le Magistrali 259, per il Galileo Galilei
di Erba 320 euro; per lo scientifico Giuseppe Terragni di Olgiate Comasco e per
lo scientifico Enrico Fermi di Cantù siamo a 306 euro. Ma all'interno di ogni
istituto superiore ci sono sezioni e classi dove la spesa è ben sopra alla
media, anche di 200 euro. La spesa influisce troppo sul bilancio delle
famiglie, in particolare quelle che hanno due o tre figli alle Superiori.
Vogliamo che ci sia una decisa presa di posizione da parte del Governo,
l'Ufficio scolastico provinciale, le direzioni didattiche per calmierare il
costo della cultura e dell'istruzione. Non dimentichiamo poi che ci sono testi
che nel corso dell'anno vengono utilizzati solo in minima parte e che è
difficile trovare, l'anno successivo, al mercato dell'usato. Senza contare che,
oltre al costo dei libri, c'è anche quello del materiale scolastico ed il
contributo (ormai obbligatorio) per far fronte ai sempre minori trasferimenti
dallo Stato per le scuole pubbliche". CRITICHE anche all'aumento delle
tariffe degli abbonamenti dei bus e della navigazione che penalizzano
specialmente gli studenti proventienti dal Centro ed Alto Lario. Sotto accusa
anche il ripristino degli esami di riparazione a settembre, reinseriti
dall'ex-ministro Giuseppe Fioroni. M.Mag. - -->.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 17-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))
Argomenti: Scuola
Di
MAURIZIO MAGNONI ? COMO ? UN VERO e proprio flop la manifestazione degli
studenti indetta per ieri mattina e che, secondo gli organizzatori del
Collettivo studentesco Iskra, avrebbe dovuto creare non pochi disagi al
traffico cittadino proprio per richiamare l'attenzione della popolazione sui
problemi relativi al diritto allo studio e ai disagi ai quali sono sottoposti
migliaia di studenti comaschi di tutta la provincia per accedere al luogo di
studio. SOLO UNA QUARANTINA coloro che hanno aderito all'invito del collettivo
Iskra, una cinquantina di studenti che però hanno rappresentato i maggiori
istituti superiosi comaschi, ovvero il Lieco Ginnasio Alessandro Volta,
l'Istituto tecnico industriale statale di Setificio Paolo Carcano, il Lieco
scientifico Paolo Giovio e l'Istituto Magistrale Teresa Ciceri. Presenti anche
delegazioni di Cantù (Liceo scientifico Enrico Fermi) e Olgiate Comasco (Liceo
scientifico Giuseppe Terragni). Eppure gli argomenti al centro della
rivendicazione e della manifestazione erano di una certa rilevanza, come ad
esempio il "carolibri", l'aumento dell'abbonamento dei bus che
penalizza soprattutto gli studenti che arrivano dalle zone più decentrate della
provincia, e il ripristino, da parte dell'ex ministro
all'Istruzione Fioroni degli esami di riparazione: "Proprio non riesco a spiegarmi
l'assenza dei rappresentanti degli studenti di ogni scuola superiore della
provincia - spiega con un notevole imbarazzo e delusione Michele Bianchi,
studente delle Magistrali Teresa Ciceri - evidentemente a loro va bene così.
Siamo in una scuola allo sfascio, siamo arrivati a cifre esorbitanti per
l'acquisto dei testi scolastici e, dopo aver pubblicizzato al massimo questa
manifestazione, ci troviamo qui in quattro gatti. Mi auguro, comunque, che il
messaggio che i miei compagni ed altri pochi studenti delle superiori comasche
hanno voluto trasmettere sia arrivato a destinazione. Nei prossimi giorni
valuteremo il motivo di una così consistente assenza di studenti alla
manifestazione alla quale, fino a pochi giorni fa, avevano garantito la massima
adesione tutte le scuole". - -->.
( da "Corriere del Veneto" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-02-17 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Scuola Aumentano ore e studenti impegnati: superlavoro
negli istituti superiori Corsi di recupero, istituti in difficoltà "Pochi
soldi per lezioni raddoppiate" BELLUNO - Il tormentone corsi di recupero
mette in difficoltà anche le scuole bellunesi. Moltissimi quelli resisi
necessari rispetto all'anno scorso, sovraffollati di studenti ma a volte con
difficoltà a trovare insegnanti disponibili e soprattutto con fondi spesso
inadeguati e insufficienti, i corsi in questione stanno comunque creando
problemi anche negli istituti superiori bellunesi. Partiti tra la prima e la
seconda settimana di febbraio, in fase d'attivazione o già avviati verso la
conclusione, resi obbligatori dalla recente ordinanza firmata dal ministro
all'Istruzione, Beppe Fioroni, stanno
facendo "impazzire " circa due studenti su cinque nel caso del
classico "Tiziano ". Terminate le lezioni della mattina, non saranno
quindi molti i ragazzi che si lasceranno alle spalle le porte della scuola per
aprire quelle di casa: un'insufficienza in una delle materie, anche non grave,
basterà ad inchiodare ai banchi gli alunni in deficit alcuni pomeriggi della
settimana. Inoltre, nel momento in cui il debito non venisse superato una volta
concluse le attività di recupero, per ogni 4 confermato in pagella a giugno,
scattano i corsi obbligatori anche durante le vacanze estive. Senza parlare del
fantasma bocciatura in agguato se il voto negativo non fosse rovesciato prima
dell'inizio del nuovo anno scolastico. Resta tra l'altro anche in alto mare
anche a Belluno la soluzione della gestione dei corsi di recupero estivi che
potrebbero essere attivati subito dopo gli scrutini di giugno fino a luglio, o
prima dell'inizio del nuovo anno, ad agosto. "Abbiamo decisamente attivato
molti più corsi di recupero rispetto al 2006-'07 appena si è concluso il primo
quadrimestre ", spiega la preside del commerciale "Calvi",
Tiziana Bolla, seguita a ruota da quella del liceo scientifico
"Galilei", Elena Zaglio, che parla di "grandi numeri per
quest'anno". Al liceo scientifico "Dal Piaz" di Feltre, gli
incastri delle attività di recupero sono ancora in fase di assestamento:
"Stiamo cercando in tutti i modi di evitare - dice il dirigente Salvatore
Russotto -, agli studenti che si ritrovano con tre insufficienze gravi (il
numero massimo) accavallamenti di orari e di giorni, tenendo conto che per ogni
disciplina sono previste sei ore di lezione da svolgersi solo al
pomeriggio". Non tira aria migliore quando il discorso cade sulla quasi
totalità dei docenti impegnati in questi giorni in una full immersion
scolastica, spesso numericamente inferiori alle richieste per le attività di
recupero. "Stiamo avendo problemi a trovare docenti disponibili
all'interno della nostra struttura - lamenta lal preside del
"Galilei" per coprire tre corsi di matematica ancora in sospeso,
importantissimi per il nostro indirizzo. Saremo costretti a contattare docenti
esterni. Non parliamo poi di quelli che che insegnano lingue straniere e che si
trovano da soli con cinque corsi da gestire ". Un altro tasto dolente,
anche se non tutti sono della stessa idea, sono i fondi stanziati dal ministero
della pubblica istruzione per i corsi di recupero non ancora fruibili da tutte
le scuole. "Le ore obbligatorie per le attività di sostegno e di
recuperospiega il preside delle magistrali "Renier", Riccardo
Dell'Eva - sono quasi raddoppiate nel 2008 come il compenso percepito dai
docenti: 50 euro invece di 28; se non arriveranno i fondi previsti potremmo
avere delle difficoltà in futuro". Entusiasta invece il preside dell'Itis
"Segato", Gerardo Cavaliero: "I soldi ci sono, basta darsi da
fare". Ora il grande nodo da sciogliere sono i tempi di recupero nel corso
dell'estate. Simonetta Canali Superlavoro Studenti all'uscita del liceo Tiziano
di Belluno. Sono iniziati i corsi di recupero.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di
MASSIMO CHIARAVALLI Benvenuti alle secondarie. Dopo le primarie del 14 ottobre,
il popolo del Pd si è ritrovato ieri in tutta la Tuscia per eleggere i
rappresentanti dei 72 circoli territoriali - i quali giovedì prossimo voteranno
per i coordinatori comunali - e per l'assemblea provinciale. Tra gli ultimi, 48
i posti disponibili, che si aggiungeranno ai 47 scelti con le primarie e ai 36
usciti dalla cooptazione. Due schede e due voti per scheda: un uomo e una
donna, 50 e 50. Più parità di così si muore. Nel capoluogo urne nella
parrocchia della Sacra Famiglia, al Carmine. Ma vista l'affluenza, nel
pomeriggio tutti nella più ampia palestra. Di certificati di socio fondatore -
indispensabile per il voto - ne sono stati distribuiti 20.000. Solo a Viterbo
oltre 3.000, più 200 sul posto. Il via vai è senza fine, ma neanche il tempo
entrare che scatta l'acchiappo: i candidati sequestrano gli elettori né più né
meno come alle elezioni, quelle vere. Qualcuno che non ha capito bene come
funziona l'ambaradan si porta pure il certificato elettorale, che non si sa
mai. Tanto movimento ha almeno due buoni motivi: la novità che il Pd ha dato
alla politica e il fatto che stavolta non si scherza. Sparite le liste bloccate
ora ci sono le preferenze. E chi vince ha più voce in vista nella partita per
palazzo dei Priori. Non ci sarà da vedere solo chi prevale
tra l'asse Fioroni-Sposetti e Parroncini: la conta è buona anche tra ministro e
deputato. Lo spoglio è andato avanti fino a tarda sera. Per ora di certo c'è
l'alta affluenza. E il Comune: il Pd corre da solo? "E' solo una mia idea,
che non esclude soluzioni diverse. Giovedì eleggeremo l'organo
cittadino: la discussione ufficiale si aprirà solo lì". Intanto la
Sinistra arcobaleno spinge per unità e primarie mentre il MeetUp dei Grillini
annuncia la nascita della Lista civica per la Tuscia - Amici di Beppe Grillo
che concorrerà alle prossime elezioni per il comune capoluogo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 17-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di
Pasquale D'Avolio Non fa certamente piacere a chi scrive la
"bocciatura" della legge regionale sul friulano, anche perché
condivido le finalità della legge stessa. Ho avuto modo di esprimere le mie
perplessità riguardanti i modi e gli strumenti nel mio intervento al Malignani,
quando fummo consultati come Presidi dalla Commissione presieduta da Franzil e
qui devo dire che avevo visto giusto, senza falsa modestia. Personalmente,
dicevo, propenderei per un insegnamento del friulano "trasversale"
alla discipline PER TUTTI GLI ALUNNI DELLA CLASSE, come si fa nella maggior
parte delle scuole primarie della Regione, soprattutto nell'ambito
linguistico.Detto questo facevo notare nella memoria scritta, lasciata a tutti
componenti della Commissione e inviata al Presidente dell'Assemblea Tesini, un
problema di carattere giuridico riguardante un aspetto della legge che ora il
Governo giudica inammissibile. Se mi è consentito, vorrei riportare
integralmente quella parte del discorso, che il Presidente Franzil ascoltò con
interesse, ma si riservò di sottoporla all'Ufficio legislativo. Ora vedo che il
Governo riconosce la giustezza di quella mia interpretazione. Ecco lo stralcio
del testo dell'intervento"Dire che la lingua friulana "è inserita nel
percorso educativo" (art. 12 comma 2) corrisponde a quanto già prevedeva
la L. 482 e le Indicazioni, seppure sperimentali, per le scuole del I ciclo
emanate recentemente dal Ministro Fioroni non fanno
che confermare. Ma affermare come si fa nel testo unificato che deve essere
"garantito l'insegnamento della lingua friulana per almeno un'ora alla
settimana " al di là di un giudizio di merito circa la validità e la
fattibilità di cui dirò dopo, francamente mi fa pensare a un possibile
conflitto di tipo costituzionale con quanto prescrive il DPR 275/99
(norme sull'autonomia) dove all'art. 8 si afferma che è compito dello Stato
definire " le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei
curricoli e il relativo monte ore annuale". Accanto allo Stato esiste una
quota riservata alle Scuole, come recita lo stesso articolo, quota che
attualmente è del 20\% , ma non esiste una quota regionale, come invece
prevedeva la revisione costituzionale del precedentemente governo, bocciata poi
nel Referendum. Si dirà che secondo il ddl regionale tale insegnamento non è
obbligatorio; ma in ogni caso essendo prescrittivo per le Scuole garantirlo,
non si va in qualche modo a ledere l'autonomia delle Scuole e ad invadere un
campo non ancora di competenza della Regione? A meno che non si intenda
collocare l'ora di friulano nelle ore cosiddette facoltative-opzionali a scelta
delle famiglie; ma anche in questo caso, a parte le questioni organizzative di
cui dirò dopo, sono sempre le Scuole a decidere nel POF se la richiesta delle
famiglie può essere soddisfatta e non ci può essere imposizione della Regione.
So che qualcuno richiama un articolo della L. 53/2003 (legge Moratti) e
precisamente l'articolo 2 laddove si parla di "quote regionali",
lettera l) i piani di studio personalizzati, nel rispetto dell'autonomia delle
istituzioni scolastiche, contengono un nucleo fondamentale, omogeneo su base
nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizioni e l'identità nazionale, e
prevedono una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di interesse
specifico delle stesse, anche collegata con le realtà locali.ma né il
cosiddetto "nucleo fondamentale" né la quota riservata alle Regioni è
stata mai definita, senza contare che con le Nuove Indicazioni di quest'estate
sono scomparsi addirittura i "Piani di studio personalizzati" (un bel
pasticcio davvero)Mi scuso preventivamente per le citazioni giuridiche, che so
non appassionano molto i lettori, ma per completezza devo riportare quanto
previsto dai Decreti ministeriali sull'argomento, uno del 2005 (D.L. 28/12/2005
della Moratti) e uno del 13/6/2006 n. 47 del Ministro Fioroni,
i quali recitano "La quota oraria riservata alle singole istituzioni
scolastiche, e da esse determinata nell'ambito degli indirizzi definiti dalle
Regioni (sott. mia) , sulla base dell'esercizio della loro potestà legislativa,
ai sensi dell'articolo 27, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226, è costituita dal restante 20\% del monte ore annuale obbligatorio
di cui al comma 1" La Regione FVG, come le altre, non ha mai definito tali
"indirizzi" NEANCHE, a quanto mi consta, nella recente legge
approvata dalla Giunta (legge Antonaz-Cosolini). Pertanto la Regione non può
"garantire" che almeno 1 ora settimanale nella scuole del territorio
"friulanofono" sia dedicata al friulano e ha ragione il Governo a
contestare tale norma.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di
Nicola Corradini Scuola, giro di vite contro il bullismo Il provveditore:
"Certezza della punizione per i prepotenti" Ghilardotti:
"Piccoli episodi persino alle elementari Ma la situazione non è grave come
altrove" "Per i bulli deve esserci la certezza di un provvedimento
disciplinare". Giro di vite contro gli atti di prevaricazione e prepotenza
compiuti da studenti nei confronti dei compagni di classe. A richiamare docenti
e dirigenti scolastici sulla necessità di punire chi compie atti di bullismo,
fatta salva la natura educativa dei provvedimenti disciplinari, è il
provveditore Gianfranco Ghilardotti. Che segnala: "Il fenomeno nel
Mantovano non è grave come nelle aree metropolitane, ma è comunque in
crescita". Spiega il provveditore che "il bullismo si riscontra anche
nelle scuole medie e abbiamo ricevuto alcune segnalzioni di piccoli episodi
persino alle elementari". Non si tratta di una richiesta di applicare il
'pugno di ferro', di punire tanto per punire. E' piuttosto, come chiarisce
Ghilardotti, il richiamo alla necessità "di responsabilizzare i ragazzi
che compiono atti di prevaricazione nei confronti di compagni di scuola e di
coinvolgere le famiglie". La preoccupazione del provveditore è di
ricordare che la mission principale degli istituti scolastici - di ogni ordine
e grado come suol dirsi - è quella educativa e culturale in senso lato.
"Insomma, i ragazzi devono sapere che a scuola non ci si va semplicemente
per stare assieme a dei coetanei e fare amicizie - dice Ghilardotti - scuola
significa formazione e educazione. Quindi vi deve essere la certezza
dell'azione disciplinare nei confronti di quegli studenti che hanno un
comportamento prevaricatore verso altri ragazzi". Una presa di posizione
che si richiama, seppur non esplicitamente, alle ripetute indicazioni in questo
senso lanciate nei mesi scorsi dallo stesso ministro alla
pubblica istruzione Fioroni. La lotta per prevenire il bullismo nelle scuole (ma va
ricordato che la maggior parte degli episodi di prevaricazione violenta tra
coetanei si verifica al di fuori delle mura scolastiche) ha portato alla
formazione di un tavolo permanente formato da provveditorato, istituti,
polizia, Provincia, Comune e Asl per monitorare il fenomeno e studiare
iniziative. Proprio in questi giorni la Questura ha aperto uno spazio nel
proprio sito internet con consigli utili e una casella elettronica a cui i
ragazzi possono rivolgersi per segnalare problemi o chiedere chiarimenti. Il
tavolo tornerà a riunirsi l'otto marzo in provveditorato, con la partecipazione
delle associazioni dei genitori e dell'Aisam (l'associazione delle scuole
mantovane) per predisporre altre iniziative negli istituti.
( da "Trentino" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
L'INTERVENTO
Immigrati, la disinformazione del professor Gubert ANTONIO RAPANà Di fronte ad
un fenomeno epocale e certamente complesso come sono le grandi migrazioni dai
"vecchi e nuovi sud del mondo", gli "imprenditori politici"
dell'intolleranza non perdono occasione, anche in Trentino, di alimentare e di
cavalcare spregiudicatamente le paure diffuse in una parte dell'opinione
pubblica. Costruendo becere rappresentazioni delle culture delle persone
migranti e fomentando istericamente diffidenze, cercano di costruire le loro
fortune politiche sui muri dell'intolleranza. Urlano contro un'invasione che
non c'è, alimentano allarmismi rancorosi contro mitologiche orde di stranieri
criminali, umiliano i sentimenti religiosi di tutti con becere rappresentazioni
dei centri di culto islamici, sfruttano il diffuso sentimento di insicurezza
sociale per scaricare rozze campagne di odio contro i nuovi cittadini, accusati
di rubare lavoro, casa e servizi sociali. Ormai siamo ben oltre quella diffusa
intolleranza sottopelle, spontanea o appena simulata, che si è progressivamente
insinuata nella società: non a caso, oltre alla aggressività becera e
cialtronesca dei piccoli uomini della Lega, partecipano alla costruzione dei
pregiudizi contro i cittadini stranieri anche uomini colti, come il professor
Gubert, che, nell'articolo pubblicato sul "Trentino" del 14 febbraio,
sembra proporre ragionamenti solo apparentemente più pacati ed argomentati.
Prendendo spunto dalla vicenda della circolare del comune di Milano, che
escludeva dall'iscrizione alle scuole materne dei bambini figli di stranieri
privi di permesso di soggiorno, clandestini quindi, il professor Gubert si
avventura in maldestre ed inquietanti considerazioni. Non pare accettabile al
"nostro" che il ministro Fioroni abbia duramente sconfessato la circolare e che il giudice abbia
giudicato illegittimo quel provvedimento discriminatorio. Ignorando che quelle
decisioni si fondano sulla rigorosa interpretazione del dettato costituzionale,
delle leggi sull'immigrazione e delle convenzioni internazionali che tutelano i
diritti fondamentali del fanciullo, il professore imprudentemente imputa
queste scelte di civiltà giuridica e politica al facile "buonismo" di
tante sconsiderate "anime belle" del multiculturalismo a tutti i
costi. E senza alcun pudore falsifica la rappresentazione di un'Italia, comoda
patria di tutti i clandestini, ai quali senza battere ciglio, spensieratamente,
vengono offerte istruzione, assistenza sanitaria, casa, prestazioni
pensionistiche.è perfino ovvio che "informazioni" di questo tipo
sollecitino sentimenti di diffidenza e di animosità nei cittadini italiani che
si trovano di fronte a concorrenti così privilegiati, pur senza alcun titolo. è
davvero inquietante la disinformazione che diffonde il professor Gubert, per il
quale avevamo sperato che nella lunga carriera di accademico e di parlamentare
avesse acquisito una meno avventata conoscenza delle leggi che regolano la
convivenza di tutti i cittadini. La verità è che agli stranieri irregolari non
è riconosciuto alcun diritto a prestazioni o a servizi pubblici, all'infuori
del diritto alle cure urgenti ed essenziali, ancorché continuative, e agli
interventi a tutela della gravidanza e della maternità, e dei minori. Solo
questo dispone, in applicazione dell'art. 32 della Costituzione, l'art. 35 del
decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, mai modificato, nemmeno dalla legge
"Bossi-Fini": ma, evidentemente, il professore non paventa di essere
più leghista di Bossi e più "nero" di Fini. Qui finiscono i privilegi
degli immigrati clandestini: non ci sono altre prestazioni sanitarie, né
assistenza sociale, né case, né pensioni, né università. E, d'altra parte, anche
le prospettive di integrazione dei cittadini stranieri regolari tendono ad
esaurirsi nel riconoscimento del diritto ad lavoro, pure attraverso una corsa
ad ostacoli, sul filo di norme chiuse e di pratiche ancora discriminatorie
nell'accesso a diritti fondamentali: perché - diciamolo una volta per tutte -
per gli alloggi di edilizia pubblica, infatti, è richiesta, ai cittadini
immigrati, la residenza in provincia da almeno tre anni, che però consente solo
l'inserimento in una graduatoria separata, specifica per gli stranieri; lo
stesso requisito, peraltro, è previsto per godere di alcune importanti
prestazioni di assistenza sociale; nessun privilegio, poi, per la pensione, ed
anzi occorre la titolarità della carta di soggiorno per l'assegno sociale e per
le prestazioni a favore degli invalidi civili. Vede, professor Gubert, la
questione epocale dell'immigrazione e della convivenza interculturale pone
problemi complessi e, talvolta, anche laceranti, ma ineludibili: il modo con
cui sapremo affrontarli non è questione settoriale che riguardi soli i
cittadini stranieri, ma investe il sistema dei valori, le forme e la qualità
della convivenza democratica, i livelli di civiltà della intera comunità
trentina. è necessario, allora, che in questo processo gli intellettuali intervengano
con rigore, anche aspramente critico, certo, ma non cavalchino il mercato delle
emozioni e delle falsificazioni che contribuiscono solo all'imbarbarimento
della vita comune.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Piano
ospedaliero SCENE di vita del liceo classico "Lorenzo Costa", momenti
di intervallo, e delle gite, citazioni da Erodoto, e scherzi di classe, e
perfino il proff di religione, il giovane parroco don Franco Pagano, che spunta
sulle note della famosa canzone scritta da Eros Rmazzotti, "Testa":
un invito ad ascoltare il cuore, parlare alla gente senza usare il cellulare,
mollare l'auto e andare a piedi, dimenticare internet e indici di borsa, per
predicare amore. Perché era la sigla della fiction tv "Benedetti dal
Signore", in cui i conduttori di "Striscia", Ezio Greggio ed
Enzo Iacchetti, erano frati. Su "You Tube", impazzano i video
musicali delle scuole spezzine. Licei, istituti superiori, Polo Marconi. Fra i
più documentati, c'è appunto il "Costa". E ci sono clip allegre come
"School Music", che documenta momenti di vita del liceo di piazza
Verdi. Ci sono anche trenini musicali in classe, la parodia dell'imbecillità di
programmi televisivi come "Amici Miei", e gli ormai famosi spot della
lista "I care", presentata alle ultime elezioni per la Consulta
Studentesca, in cui ci si ispira agli insegnamenti di don Milani. Si tratta di
video girati "negli intervalli, fuori dalle lezioni, e comunque sottoposti
alla visione dei proff", precisano i ragazzi, mettendo le mani avanti
contro le (ovvie) limitazioni imposte all'uso dei video telefonini dopo le ben
note brutte storie di molestie e bullismo documentate in altre scuole italiane.
Lo spirito, qui, è assai diverso. E infatti il clima è leggero e scherzoso. Uno
degli autori dei clip è uno studente appassionato di riprese e musica, che sta
documentando gite e piccoli grandi eventi della sua scuola, inseriti tanto su
"You tube" che sul suo blog personale, in cui ironicamente si
definisce "figlio di Italia Uno, del digitale terrestre, di Wanna Marchi e
del mago Donascimento", fan di...Naruto, ma cita poi Erodoto: "Non
c'è uomo, né fra di loro né in tutto il mondo, che nell'arco di una vita così
breve sia tanto felice da non anteporre non dico una volta soltanto ma spesso
la morte alla vita. Le disgrazie che ci colpiscono e le malattie che ci
affliggono ci fanno ritenere lunga l'esistenza, mentre essa è breve. E così la
morte, essendo la vita un cumulo di affanni, è divenuta per l'uomo un rifugio
ben preferibile: e il dio, dopo averci fatto assaporare la dolcezza della vita,
si rivela invidioso...". Luca, figlio del titolare di un noto hotel
cittadino, ormai ha messo in rete di tutto: compresi interi album fotografici
su di sé e sui compagni di scuola. "I miei amici apprezzano, i proff mi
danno atto che non c'è nulla di volgare, ma solo messaggi simpatici, e un po'
di ironia, della quale abbiamo tutti bisogno - ammette - anche il don,
visionando la clip in cui compare, l'ha trovata divertente. I video sono una
forma di espressione moderna, immediata, un linguaggio giovane". Dopo il giro di vite di Fioroni, comunque,
non si faranno più riprese in aula: "Vietato - ammette Luca - vuol dire
che ci rifaremo all'esterno. Una buona location, è la hall dell'albergo, quando
non c'è nessuno: c'è spazio, e si presta bene. Ma sì, a papà l'ho detto: non
facciamo mica danni". E cosa farà, Luca, da grande?
"Veramente, davvero io non lo so...". Sondra Coggio .x/18/0802 Scena
di vita del Liceo di piazza verdi inserite nella libreria di You Tube: dai
trenini in classe alla parodia di "Amici miei" .x/18/0802
"CHIAREZZA e trasparenza sulla questione del riassetto della sanità
provinciale". E' questo il messaggio chiaro e forte che l'assemblea delle
Consulte territoriali del comune di Sarzana, riuniti presidenti e consiglieri
dei parlamentini decentrati, indirizzano all'Azienda sanitaria locale spezzina.
La riunione, convocata sabato sera ma risultata comunque molto partecipata, è
servita per mettere a punto le prossime comuni strategie. "Prendiamo atto
- si legge in un documento sottoscritto da tutte le Consulte al termine del
rendes vous - che l'affollatissima assemblea di qualche settimana fa alla Sala
della Repubblica ha sortito un primo risultato, come testimonia la conferma del
reparto di ostetricia e ginecologia al San Bartolomeo. La nostra mobilitazione,
gestita in contatto e collaborazione con i comitati popolari che hanno avuto un
ruolo fondamentale, è servita. Ma - avvertono le Consulte - non ci
fermiamo". Le Consulte territoriali di Sarzana alzano anzi il tiro
chiedendo di potere acquisire i contenuti del nuovo piano di riorganizzazione
ospedaliera provinciale. Preso atto che il reparto di Ostetricia e Ginecologia
non dovrà più traslocare al Sant'Andrea della Spezia, le Consulte chiedono
garanzie sulla qualità dell'assistenza avanzando la richiesta di "sapere
quali risorse finanziarie e di persone vengono messe a disposizione". Il
documento rivendica infatti che i lavoratori di questo reparto e dell'ospedale
San Bartolomeo nel complesso possano lavorare in assoluta sicurezza, Le Consulte
infine chiedono anche la conferma dell'Unità operativa di Neonatologia. Il
consigliere regionale del Partito Democratico, Minella Mosca, alla Sala della
Repubblica aveva sostenuto che la regione, l'Asl e le amministrazioni avrebbero
aperto un tavolo di confronto territoriale alla presenza degli stessi primi
cittadini della Val di Magra, dei consiglieri comunali, delle consulte e dei
comitati sulla riorganizzazione dei servizi sanitari in vallata. Le consulte
che allora avevano in vassato l'impegno, fanno ora sapere di "essere in
attesa che alle parole seguano i fatti, e ci sia dunque una chiamata. I
colleghi consiglieri regionali della Mosca, Moreno Veschi e Luigi Morgillo -
sostengono - avevano condiviso la proposta, ma quando intendo attivare questo
tavolo di discussione?". Infine, altro punto fondamentale, le consulte
portano avanti l'approfondimento del problema del dissesto finanziario della
nostra sanità. La presenza sabato sera dell' assessore Antonella Guastini, non
era casuale. Sarà presentata una documentazione alla regione, all'ASL e al
sindaco di Sarzana Massimo Caleo nella quale sarà chiesto di conoscere i flussi
di mobilità tra l'Asl spezzina e le altre della Liguria o fuori regione. Ovvero
quali sono i servizi specifici che impongono la scelta del malato di farsi
curare nelle regioni confinanti rispetto alla Liguria. Le consulte chiedono di
conoscere la pianta organica dell'Asl 5: quanti sono e come sono le
risorse-forza lavoro tra impiegati ed infermieri, da dotazione organizzativa
dei vari reparti. A.G.P. .x/18/0802.
( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
I
consigli di Avvenire Pd, arriva la carica dei cattolici Il 27 convention a
Roma. Dalla Bindi alla Binetti stop alla diaspora La sfida dei leader
"Dimostriamo nei fatti dove sono i credenti in politica" Aprirà i
lavori il salesiano don Carlo Nanni, vicino al cardinale Tarcisio Bertone
GIOVANNA CASADIO ROMA - Giuliano Ferrara "pro Life" più che altro
"irrita le gerarchie". Pier Ferdinando Casini ha il partito sotto
botta e dovrebbe accogliere i suggerimenti di Avvenire, il quotidiano dei
vescovi, sulla "qualità" di chi mette in lista. Da ciò ne deriva che
"una questione cattolica si è ormai aperta per Berlusconi e company; al
contrario la diffidenza della Chiesa nei confronti del Partito democratico va
calando". Beppe Fioroni ne è
sicurissimo. Personalmente, ha invitato don Carlo Nanni, teologo e pedagogista
salesiano, ad aprire (con Andrea Riccardi della comunità di Sant'Egidio e con
il sociologo Franco Garelli) il convegno dei cattolici del Pd, il 27 febbraio a
Roma. C'è da scommettere che lo stesso cardinale Tarcisio Bertone,
salesiano di formazione, apprezzerà la scelta dell'amico don Carlo. E insomma,
i cattolici dei democratici passano all'attacco. Lasciandosi alle spalle certi
antichi rancori tra i prodiani "cattolici adulti" come Rosy Bindi e
Franco Monaco e i teodem Paola Binetti o Emanuela Baio, i cristiano-sociali o
gli stessi Popolari. Tutti insieme, uniti, stanno predisponendo la convention.
A volere l'iniziativa è stato soprattutto Dario Franceschini, vice di Veltroni,
leader cattolico popolare. Su Franceschini si scaricano tutti i malumori e le
tensioni che scuotono in queste ore i cattolici nel Pd. La vicenda dell'accordo
con i Radicali, per dire. Lo hanno tempestato di sms e di telefonate. Lo hanno
anche accusato di esserci "veltronizzato" se non ci fosse stato un
chiarimento, e cioè che "i cattolici sono radice essenziale del Pd al pari
di chi proviene dalla tradizione socialista e che non possono esserci derive
laiciste". A un certo punto lui, il pacato Franceschini, è sbottato: "Dimostriamo
nei fatti dove sono i cattolici in politica". Nel Pd, appunto. Oltre cento
parlamentari, consiglieri regionali, comunali, provinciali ma rigorosamente in
platea. A parlare dal palco esponenti delle associazioni ecclesiali,
sindacalisti, intellettuali. Poi si aprirà il dibattito. E il titolo della
convention la dice lunga sulle intenzioni di "rassicurare la base
cattolica e le gerarchie", rimarca la Binetti, perché è "Educare al
bene comune", lo stesso tema delle settimane sociali della Chiesa.
Conclusione e saluto di Veltroni. I cattolici del Pd hanno un doppio obiettivo:
da un lato mostrare che non sono affatto "irrilevanti" e che
un'eventuale presenza dei Radicali nelle liste non snatura la fisionomia del
partito nato dall'accoppiamento di Ds e Margherita; dall'altro, approfittare
del momento che giudicano propizio per raccogliere i consensi cattolici.
Certamente, ragiona Francesco Saverio Garofani, queste elezioni potranno
rappresentare "un test" sull'atteggiamento dei cattolici che si
trovano a scegliere tra centrosinistra, la destra e un centro peraltro
frammentato. Fioroni insiste: "Ripeto, la
questione cattolica ormai si è aperta nel centrodestra perché il Pdl di
Berlusconi e Fini è diventato conservatore e di destra e ha spostato la sua
posizione su rive quanto più distanti dalla dottrina sociale della Chiesa.
L'apparentamento con Ferrara è lo specchietto per annacquare questa situazione.
A Formigoni e a Pisanu ho chiesto: siete consapevoli della sempre maggiore
lontananza tra voi e il mondo cattolico?". Nonostante all'Assemblea
costituente di sabato, un'ondata di irritazione abbia attraversato i cattolici
Popolari e teodem quando il segretario ha dichiarato di volere accogliere
"Emma Bonino e il suo partito", il giorno dopo prevale "l'ottimismo
del fare". Emanuela Baio è convinta che, "forse sarebbe stato meglio
spiegare non solo che la 194 non si modifica ma anche che va attuata
completamente". è altresì sicura che un programma "in cui si parla
molto di famiglia va incontro alle richieste dei cattolici" e che solo
"poche personalità radicali" saranno ben accette. La Baio è stata
incaricata di invitare esponenti delle Acli, dei Focolarini, dell'Azione
cattolica. Giorgio Merlo, un "fedelissimo" di Franceschini, è un
altro degli organizzatori. Rosy Bindi alla Costituente ha affermato che il Pd
"non lascerà i cattolici a Ferrara, Casini o Pezzotta". Precisa ora
che questo non si fa attraverso "correnti cattoliche", bensì
"non inseguendo la strumentalità con cui Ferrara introduce i temi etici
nella campagna elettorale". Tutti d'accordo. Franceschini qualche giorno
fa aveva dichiarato: "Non c'è nulla di più rabbrividente che fare delle
questioni eticamente sensibili, aborto in testa, un terreno di scontro tra
laici e cattolici da cavalcare in campagna elettorale, è una cosa che tutti
dobbiamo sfuggire". Condivide pure la Binetti, esprimendo un desiderio:
"Vorrei non sentire più nessuno dire che i cattolici non possono stare a
sinistra. Anche se sui Radicali ho già detto tutto il mio dissenso, sono contagiata
da un certo ottimismo: ci sono tanti cattolici nel Pd e , miracolo, sono pure
uniti".
( da "Arena, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
LA
TESTIMONIANZA. Chiusa la "settimana della legalità" nella scuola di
polizia di Peschiera Il prete anti-camorra: "La cultura è libertà" di
Giuditta Bolognesi È stato don Luigi Merola, giovane sacerdote della diocesi di
Napoli divenuto uno dei simboli alla lotta contro la delinquenza organizzata, a
chiudere la "Settimana della legalità nella scuola del Veneto",
progetto promosso dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione con il
ministero della Pubblica istruzione e la Direzione generale dell'Ufficio
scolastico regionale. La cerimonia conclusiva è stata ospitata nell'aula magna
della Scuola di Polizia di Peschiera alla presenza di molti ragazzi e docenti e
di autorità civili e militari, fra cui il sindaco Umberto Chincarini, il direttore
dell'Istituto Giuseppe Reccia, il direttore generale dell'Ufficio scolastico
regionale Carmela Palombo, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale
Giovanni Pontara, il viceprefetto Pier Giuseppe Canero, l'assessore Alberto
Benetti. L'idea di dedicare una settimana all'Educazione alla legalità
promuovendo un incontro in ogni provincia veneta è nata nello scorso novembre a
Job-Orienta, su iniziativa delle Consulte provinciali degli studenti. Sono
proprio gli studenti, infatti, a essere coinvolti in prima persona
nell'educazione alla legalità: legalità come lotta a tutte le forme di
prevaricazione, dal bullismo alle mafie, e come baluardo di democrazia e
libertà di ognuno. All'incontro al Job-Orienta aveva partecipato anche don
Merola, nominato dal ministro Fioroni referente
nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato
sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella
parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio
controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra. La
sua prima risposta fu di mettere a disposizione la parrocchia per dare ai
giovani un luogo dove incontrarsi, divertirsi, stare insieme anziché sulla
strada come "esercito" dei vari boss. Nel 2004 la morte di Annalisa
Durante, 14 anni, colpita casualmente alla testa da un proiettile sparato
durante un conflitto fra bande rivali: la tragedia intensifica la battaglia di
don Merola che diventa a sua volta un bersaglio e da allora vive sotto scorta.
Il linguaggio diretto del sacerdote ha catturato la platea di Peschiera. Il suo
intervento é stato preceduto dalla proiezione di un filmato sulle stragi di
Capaci e di via D'Amelio in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Quindi il dirigente Pontara ha consegnato una formella di San Zeno ai genitori
di Lorenzo Modena, morto lo scorso 22 dicembre sul campo di calcio in cui
doveva arbitrare; prima della consegna lo stesso dirigente ha letto alcune
frasi di un tema di Lorenzo proprio sulla legalità. "Non solo la chiesa ma
anche la scuola devono tornare a essere luoghi aperti al territorio: mattino e
pomeriggio, per studiare giocare, fare musica, ritrovarsi. Il modello Forcella
può funzionare ovunque", ha detto don Merola. "In questa settimana in
Veneto ho incontrato molti giovani e la mancanza di luoghi di aggregazione è un
problema diffuso cui le istituzioni devono dare una risposta". "La
cultura è libertà, mentre internet insegna a essere falsi", ha detto il
sacerdote. "Non chattate, ragazzi, ma vivete. E tenete lontana la droga:
leggera o pesante distrugge il cervello. Fa bene solo a chi la gestisce, quella
criminalità organizzata cui lo Stato deve confiscare i beni perché deve morire
povera".[\FIRMA].
( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-02-18 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE Le reazioni I presidi: linea dura in classe La regola
vale anche per i prof Linea dura. Come ha chiesto il
ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. Sequestro
immediato del telefonino in caso di "uso improprio in classe" e
convocazione dei genitori per il ritiro. Eppure, sebbene spento (o, più spesso,
silenzioso), nessuno rinuncia a portare il telefonino a scuola. Non lo fanno i
ragazzi, non ci pensano gli insegnanti. "Difficile - dicono i
presidi - far rispettare le regole ". Videomessaggi, sms, squilli per
avvertirsi all'uscita, "tribù". I ragazzi e le nuove tecnologie. E
migliaia di telefonini che ogni giorno entrano in classe, nascosti negli zaini,
nelle tasche, negli astucci. "Non possiamo obbligare gli studenti a
lasciare il cellulare a casa", dicono i professori. C'è la mamma che vuole
sapere dove va il figlio dopo le lezioni, il papà da avvertire appena scesi dal
tram, l'appuntamento da spostare. Meglio essere sempre raggiungibili. "Ma
questo è un pretesto", commenta Donata Andreotti, preside della scuola
media Buzzati. O meglio: "Capiamo la necessità delle famiglie di entrare
in contatto con i figli. Ma per i casi urgenti noi mettiamo a disposizione la
nostra segreteria. I ragazzi sono reperibili in qualsiasi momento".
Risultato: alla Buzzati i cellulari devono rimanere spenti. Anche durante
l'intervallo: "possono essere motivo di discriminazione, scatenare invidie
e diventare strumento di azioni illegittime". Vietato l'uso del
telefonino. Lo ribadisce Giuseppe Acquati, dirigente dell'istituto comprensivo
Italo Calvino: "Nel momento in cui sentiamo uno squillo, ritiriamo il
telefono finché non arrivano i genitori del ragazzo. Non si possono
interrompere le lezioni. E questo vale anche per gli insegnanti". Già, gli
adulti. Quelli che per primi dovrebbero dare il buon esempio spesso vengono
scoperti a fare telefonate in classe, durante le verifiche, nei bagni. Bruna
Sinnone, preside dell'istituto superiore Besta, glissa: "I docenti
conoscono le regole e dovrebbero rispettarle". Sebastiana Spoliti, a capo
del liceo scientifico Einstein, aggiunge: "Lasciamo perdere: durante i
consigli di istituto gli squilli arrivano dalle borse degli insegnanti e dei
genitori". Un istinto irrinunciabile: lasciare acceso il telefono. Alle
superiori è tollerata qualche chiamata durante l'intervallo. "Ma non a
lezione - continua la preside Sinnone -: in quel caso sequestro il cellulare
per due o tre giorni. è un sistema infallibile per far venire i genitori a
scuola, anche quelli che non vediamo mai". Il problema però è un altro,
ribadisce la dirigente: i furti. "Spariscono in continuazione telefonini e
iPod. Io cerco di incoraggiare i ragazzi a lasciarli a casa, ma è una battaglia
persa". A. Sac.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
PETROCELLI
La scuola riformata? Un disastro UN ARGOMENTO fra i
più attuali e discussi è quello affrontato dal docente filosofo forlivese Paolo
Petrocelli in 'Il mandolino del Professor Pietro Celli' (ed. Armando, Roma,
2007) che ha come sottotitolo una frase ironicamente polemica 'Una analisi
politicamente scorretta della scuola riformata'. Il
libro, diviso in 8 brevi ma esaustivi capitoli completati da ricche note
esplicative, è di quelli che un po' tutti dovrebbero leggere: non solo gli
insegnanti sempre più oppressi da continue riforme e controriforme che
destabilizzano la scuola anziché darle solidità, ma
anche i genitori troppo spesso incapaci di stabilire se la novità che bolle in
pentola è veramente una conquista per i loro figli o invece una degenerazione
culturale, e infine soprattutto per chi fa queste leggi, purtroppo quasi sempre
in commissioni di cui non fa parte nessun insegnante. E i risultati si vedono
con molta chiarezza. Gli esempi non mancano: Petrocelli esamina: i 'Corsi di
recupero' attuati negli anni e ne constata il quasi totale fallimento; la
svalutazione del lavoro degli insegnanti costretti a far di tutto (compresa la
battuta ironica di intrattenere i 'clienti', ossia gli studenti, col
mandolino), la incapacità di tutti (genitori ed insegnanti) a dire 'no' quando
è necessario. Non manca poi un'allusione al 'concorsone' che risultò un
autentico bluff. Nel libro si parte dalle riforme di D'Onofrio a quelle attuate
dal ministro Fioroni fino ad un respiro di speranza
per la Grande Riforma in fase attuativa che dovrebbe far diventare la scuola libera, colta, partecipata. Il volume di Petrocelli è
scritto in modo scorrevole e facile, adatto a tutti, documentato con esempi e
analizzato nei vari pro e contro attraverso cui oggi si dibatte la scuola. Rosanna Ricci - -->.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
18-02-2008)
Argomenti: Scuola
"E'
la dimostrazione che, pur a distanza di mesi, la decisione di localizzare a
Viterbo il terzo scalo aeroportuale ancora non è stata digerita. Al di là di
tutte le dietrologie, una cosa è certa: che la designazione è stata ancorata a
mere valutazioni tecniche e non di natura politica". E' netta le replica
del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni,
a quanti tentano di rimettere in discussione i deliberati del ministro dei
Trasporti Alessandro Bianchi a favore della città dei Papi. E' il caso di
Riccardo Pedrizzi (An), deputato di Latina, che proprio a Bianchi ha
indirizzato una interrogazione ipotizzando anomalie nella composizione della
commissione ministeriale, presunti conflitti d'interessi di qualcuno dei membri
del medesimo organismo, nonché il "cambiamento di atteggiamento di Enac
(ente nazionale aviazione civile) ed Enav (ente nazionale assistenza al volo)
nel corso dell'istruttoria", in prima fase favorevole alla struttura
pontina. L'esponente di An peraltro, ha chiesto al ministro di rendere
immediatamente pubblico il dossier che ha portato alla scelta di Viterbo, in
quanto "non è dato sapere, la documentazione non essendo disponibile,
quali siano stati gli elementi utili""alla designazione di un sito
piuttosto che un altro. Come si intuisce, dopo Frosinone - che ha presentato
ricorso al Tar avverso ai provvedimenti ministeriali - anche Latina, attraverso
Pedrizzi, tenta di rilanciare la battaglia aeroportuale, con argomentazioni
che, a giudizio di Giovanni Bartoletti, presidente del Comitato Aeroporto ed
opere della Tuscia, sono da ritenere "gravi ed inaccettabili".
"In campagna elettorale tutto è ammesso - dice Bartoletti con sarcasmo -
ma è bene documentarsi prima di esprimere illazioni sfornite di ogni
fondamento: l'Enac ha sempre espresso pareri tecnicamente incontrovertibili a
favore di Viterbo, senza mai cambiare orientamento". "Appare
singolare - aggiunge l'avvocato - l'intervento di Pedrizzi, e soprattutto
intempestivo: sempre per ragioni elettorali, forse si è guardato bene dal
pronunciarsi, o attivarsi, a tempo debito. E ora che i giochi sono fatti si
professa, come alcuni politici ciociari, paladino delle battagli perse".
"La designazione di Viterbo è avvenuta, non in base a pressioni politiche
(che ci sono state, e forti, ma provenienti da altri ambiti), ma a valutazioni
tecniche, al di sopra delle parti" ripete il ministro Fioroni.
"Mi sembra - aggiunge l'esponente del partito Democratico - incredibile e
assurdo che qualcuno provi, con argomentazioni deboli e comunque pretestuose,
alimentate solo dal clima elettorale, di rimettere in discussione ciò che è
stato formalizzato, proprio qualche giorno fa, dall'accordo di programma tra
ministero e Regione Lazio. Ora il nostro obiettivo è uno solo: accelerare al
massimo l'iter tecnico-amministrativo per realizzare lo scalo e dare così corpo
a decisioni incontrovertibili". Al di là di ogni altra considerazione, comunque
un rischio esiste. Un'eventuale vittoria del centrodestra alle politiche
potrebbe rimettere in discussione una decisione già presa. Re. Vi.
( da "Vita non profit online" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di
Redazione (redazione@vita.it) 18/02/2008 --> I dati 2006/07: scuole più
severe, soprattutto al primo anno delle superiori L'anno scorso il 36,1% degli
studenti delle superiori (circa 760 mila) e' stato promosso con uno o piu'
debiti scolastici. Da quest'anno i debiti dovranno, pero', essere saldati prima
dell'inizio delle lezioni, altrimenti sara' bocciatura certa. La piu' alta
percentuale di studenti con debito si e' registrata negli istituti
professionali (41,1%), seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai tecnici
(39,5%). Sara' qui, pertanto, che quest'anno dovranno esserci i piu' numerosi
corsi di recupero. I meno indebitati sono risultati l'anno scorso gli studenti
dei licei classici (28,7%). L'anno critico per maggiori debiti e' risultato il
secondo (37,6%), mentre nel primo anno la percentuale e' risultata inferiore
anche perche' e' stato piu' alto il numero dei bocciati. Rispetto al 2005-2006,
la pressione del ministro Fioroni per maggiore
severita' nella valutazione degli studenti, ha avuto l'effetto di incrementare
sia la percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe
successiva con debito scolastico. Dai dati pubblicati dalla direzione generale
studi e programmazione del MPI risulta che gli istituti statali sono stati
mediamente un po' piu' severi degli istituti paritari nel caricare i ragazzi
promossi con debiti scolastici. La maggiore severita' valutativa da parte degli
istituti statali si e' registrata comunque, piu' che nei debiti, nella
bocciatura, come avvenuto, ad esempio, nel primo anno di corso degli istituti
superiori dove si e' registrata una differenza di quasi 10 punti in
percentuale. Info: http://www.tuttoscuola.com.
( da "Stampaweb, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA
Si prospettano periodi di vacanza diversificati per almeno un milione di
studenti e 200 mila docenti delle scuole medie e superiori che durante l'estate
saranno impegnati nel recupero dei debiti formativi: dopo la conferma nei
giorni scorsi, da parte dei vertici del ministero della Pubblica Istruzione
sulla legittimità di saldare le insufficienze entro il 31 di agosto o, al
massimo, prima dell'inizio delle lezioni del 2008-09, ogni istituto si sta
organizzando con modalità del tutto proprie. Non sono evidentemente bastate le
indicazioni di viale Trastevere contenute prima nel decreto n. 80 di inizio
ottobre, poi nell'ordinanza 92 del 5 novembre ed infine nelle risposte (le
cosiddette Faq) ai tanti quesiti provenienti da presidi docenti: leggendo le delibere
di questi giorni realizzate dai collegi degli istituti che stanno affrontando
la questione emerge un quadro di interpretazione diversificato della normativa
introdotta dal ministro Fioroni. Il
risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con
date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno
scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la
terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità
di tornare nelle rispettive scuole di servizio. Ancora più incertezza
sulla tempistica delle verifiche e degli scrutini finali: mentre dei collegi
hanno deciso di prendere alla lettera la normativa chiedendo a prof e studenti
di tornare a scuola con una settimana di anticipo (l'ultima di agosto), altri
hanno optato per una soluzione simile ai vecchi esami di riparazione aboliti
dall'ex ministro D'Onofrio rimandando prove e decisioni finali ai primi di
settembre. I collegi più “audaci”, sfidando possibili ricorsi da parte delle
famiglie che avrebbero preferito tempi di recupero più lunghi, hanno deciso di
chiudere tutto (corsi, verifiche e consigli di classe straordinari) addirittura
entro la metà di luglio. Ma sulla decisione di questi istituti potrebbe aver
pesato l'indicazione di alcuni Uffici scolastici regionali (come quello del
Lazio), che per permettere la formazione degli organici del personale ha
invitato le scuole a terminare questo tipo di attività al massimo entro il 31
luglio. L'esito non bilanciato dei debiti formativi (con tanti promossi o tanti
bocciati) potrebbe infatti determinare la formazione di un alto numero di nuove
classi: il ministero ha cercato di attenuare questa circostanza indicando ai
presidi di inserire i bocciati fino a che la classe non raggiunga il numero di
32 studenti. Solo raggiunta questa soglia scatterebbe lo sdoppiamento.
Un'eventualità, quest'ultima, che se si presentasse a settembre determinerebbe
l'esigenza di individuare i supplenti con estremo ritardo e soprattutto con il
pericolo di creare delle classi composte da quasi tutti studenti ripetenti e
docenti precari. Al momento, però, sembrerebbero pochi gli istituti preoccupati
della formazione delle nuove classi derivanti dall'esito della nuova legge sui
debito. L'attenzione è concentrata soprattutto sull'evitare che docenti e
alunni si ritrovino per tutta l'estate del 2008 alle prese con recuperi (di
norma da 15 ore ciascuno), esami e verifiche finali. Così si passa da chi ha
optato per chiudere tutto entro la fine di luglio (soluzione già prescelta da
molte scuole superiori della Lombardia, anche perché la regione ha deciso di
avviare il nuovo anno scolastico nella prima decade di settembre) a chi invece
determinerà la lista di bocciati e promossi solo a ridosso dell'inizio delle
nuove lezioni. è il caso del liceo classico Visconti di Roma, dove il Collegio
ha deciso che i corsi di recupero si svolgeranno dal 16 giugno fino al 12
luglio 2008, mentre valutazioni e scrutini verranno attuato solo alla fine di
agosto. Discorso analogo per il tecnico industriale Galileo Ferrarsi di Verona,
dove i recuperi avranno luogo dal 7 luglio al 18 agosto, mentre verifiche e
scrutini scatteranno nell'ultima settimana di agosto per concludersi solo ai
primi di settembre. Al liceo Giovanni XXIII di Marsala i corsi non prenderanno
addirittura il via prima del 10 luglio e si concluderanno solo il 31 agosto.
Stessa decisione presa dal Berchet di Milano, che in controtendenza alla
maggior parte degli istituti della sua regione darà appuntamento a docenti e
studenti con il giudizio “sospeso” solo per l'inizio di settembre. Anche in
molte scuole superiori di Bologna, come lo storico Righi, molte scuole
sarebbero intenzionate a verificare il recupero degli studenti nella prima
settimana di settembre: prima di prendere la decisione finale questi istituti
però hanno chiesto conferme dall'Ufficio scolastico regionale. Altre scuole,
come l'Itis Severi di Padova, producono invece mozioni di ritiro dell'ordinanza
92. Segnali ulteriori che sulla questione debiti rimane ancora tanta
incertezza.
( da "Arena.it, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
LA
TESTIMONIANZA. Chiusa la "settimana della legalità" nella scuola di
polizia di Peschiera Il prete anti-camorra: "La cultura è libertà"
Don Luigi Merola ha invitato gli studenti a dire di no alla droga:
"Distrugge il cervello e fa bene solo ai trafficanti"
Giuditta Bolognesi È stato don Luigi Merola, giovane sacerdote della diocesi di
Napoli divenuto uno dei simboli alla lotta contro la delinquenza organizzata, a
chiudere la "Settimana della legalità nella scuola del Veneto",
progetto promosso dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione con il
ministero della Pubblica istruzione e la Direzione generale dell'Ufficio
scolastico regionale. La cerimonia conclusiva è stata ospitata nell'aula magna
della Scuola di Polizia di Peschiera alla presenza di molti ragazzi e docenti e
di autorità civili e militari, fra cui il sindaco Umberto Chincarini, il
direttore dell'Istituto Giuseppe Reccia, il direttore generale dell'Ufficio
scolastico regionale Carmela Palombo, il dirigente dell'Ufficio scolastico
provinciale Giovanni Pontara, il viceprefetto Pier Giuseppe Canero, l'assessore
Alberto Benetti. L'idea di dedicare una settimana all'Educazione alla legalità
promuovendo un incontro in ogni provincia veneta è nata nello scorso novembre a
Job-Orienta, su iniziativa delle Consulte provinciali degli studenti. Sono
proprio gli studenti, infatti, a essere coinvolti in prima persona
nell'educazione alla legalità: legalità come lotta a tutte le forme di
prevaricazione, dal bullismo alle mafie, e come baluardo di democrazia e
libertà di ognuno. All'incontro al Job-Orienta aveva partecipato anche don
Merola, nominato dal ministro Fioroni referente
nazionale per l'educazione alla legalità. Il suo è un curriculum conquistato
sul campo, nel quartiere napoletano di Forcella. Arrivato nel 2000 in quella
parrocchia, il sacerdote si è subito reso conto dei problemi di un territorio
controllato giorno e notte da telecamere posizionate dalla camorra. La
sua prima risposta fu di mettere a disposizione la parrocchia per dare ai
giovani un luogo dove incontrarsi, divertirsi, stare insieme anziché sulla
strada come "esercito" dei vari boss. Nel 2004 la morte di Annalisa
Durante, 14 anni, colpita casualmente alla testa da un proiettile sparato durante
un conflitto fra bande rivali: la tragedia intensifica la battaglia di don
Merola che diventa a sua volta un bersaglio e da allora vive sotto scorta. Il
linguaggio diretto del sacerdote ha catturato la platea di Peschiera. Il suo
intervento é stato preceduto dalla proiezione di un filmato sulle stragi di
Capaci e di via D'Amelio in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Quindi il dirigente Pontara ha consegnato una formella di San Zeno ai genitori
di Lorenzo Modena, morto lo scorso 22 dicembre sul campo di calcio in cui
doveva arbitrare; prima della consegna lo stesso dirigente ha letto alcune
frasi di un tema di Lorenzo proprio sulla legalità. "Non solo la chiesa ma
anche la scuola devono tornare a essere luoghi aperti al territorio: mattino e
pomeriggio, per studiare giocare, fare musica, ritrovarsi. Il modello Forcella
può funzionare ovunque", ha detto don Merola. "In questa settimana in
Veneto ho incontrato molti giovani e la mancanza di luoghi di aggregazione è un
problema diffuso cui le istituzioni devono dare una risposta". "La
cultura è libertà, mentre internet insegna a essere falsi", ha detto il
sacerdote. "Non chattate, ragazzi, ma vivete. E tenete lontana la droga:
leggera o pesante distrugge il cervello. Fa bene solo a chi la gestisce, quella
criminalità organizzata cui lo Stato deve confiscare i beni perché deve morire
povera".
( da "Lavoce.info" del 18-02-2008)
Argomenti: Scuola
Informazione
/ Scuola e Università SCUOLA E UNIVERSITA' di Daniele Checchi 18.02.2008 PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a
differenza del ministro Mussi) si è caratterizzato per una politica di
apparente continuità con i provvedimenti del precedente governo, mentre in
realtà ha adottato una politica graduale (il famoso "cacciavite") per
modificare i contenuti più invisi alla nuova maggioranza. Tra i
provvedimenti adottati: 1) innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, e
parziale disapplicazione della alternanza scuola-lavoro prevista dalla
precedente riforma Moratti (in particolare mancata sottoscrizione di accordi di
sperimentazione regionale). 2) commissariamento della agenzia nazionale per la
valutazione del sistema dell'istruzione (Invalsi), ma incompleta realizzazione
di un sistema di valutazione nazionale. Il Ministro ha espresso pareri
contradditori sulla necessità di una valutazione "campionaria"
contrapposta ad una valutazione "censuaria" delle scuole. 3)
riscrittura dei programmi scolastici, definendo dal centro traguardi terminali
e linee di indirizzo e non prescrizione di contenuti specifici, ma nel contempo
preoccupandosi di un recupero contenutistico nella attuale scuola dell'obbligo,
a seguito del ridimensionamento degli stessi introdotto dalla riforma Moratti.
4) ripristino della serietà delle verifiche (in particolare reintroducendo i
commissari esterni per l'esame di maturità, ma anche con la reintroduzione
dell'esame di riparazione in sostituzione del meccanismo del recupero crediti)
5) accettazione della riduzione degli organici previsto in finanziaria 2007 (in
particolare con l'imposizione di un tetto massimo agli insegnanti di sostegno)
in cambio di una progressiva immissione in ruolo dei precari, con la
conseguente chiusura delle graduatorie ed il passaggio ad un nuovo meccanismo
di ingresso nella professione insegnante basato sulle scuole di
specializzazione (SIS). 6) sperimentazione di nuove forme di gestione a livello
locale delle risorse docenti disponibili (proposta avanzata nel quaderno bianco
sulla scuola, recepita in finanziaria 2007 ed attualmente in corso di
definizione nelle linee di indirizzo del Ministero della Pubblica Istruzione).
QUANDO SI VEDRANNO GLI EFFETTI Gli effetti attesi dovrebbero essere quelli di
innalzamento della scolarità giovanile (intervento 1) e di miglioramento della
qualità degli apprendimenti (interventi 3 e 4). Incerti gli effetti degli
interventi sugli organici (interventi 5 e 6), sia sul piano del bilancio che su
quello della formazione impartita. OCCASIONI MANCATE Due sembrano i nodi non
ancora affrontati: 1) il riassetto del sistema formativo, alla luce della
preoccupante performance negli apprendimenti emersa dalle indagini
internazionali. Molti indicatori di inefficienza puntano i riflettori sulla
scuola secondaria di primo grado, che in seguito all'innalzamento dell'obbligo
avrebbe potuto essere ridisegnata legandola in modo più organico alla scuola
secondaria di secondo grado. È curioso che un provvedimento di rilevante
portata (quale l'età dell'obbligo) sia finito in Finanziaria, e non invece
inserito in una legge appropriata. È stata correttamente arrestata la
licealizzazione della formazione tecnica sponsorizzata dal governo precedente,
senza però sciogliere il nodo di quale fosse l'assetto desiderato. 2) non si
può avere maggior autonomia gestionale a livello decentrato senza la
costruzione di un adeguato sistema di valutazione censuario. Come già in
passato, non si è avuto il coraggio di andare in una direzione attuativa
dell'autonomia scolastica (trasferendo risorse e responsabilità a livello della
dirigenza delle singole scuole) costruendone la precondizione di verifica a
posteriore dei risultati.
( da "Virgilio Notizie" del 18-02-2008)
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18-02-2008
19:25 Astensioni anche 18 marzo e ogni 15-20 giorni fino ritiro om 92 Roma, 18
feb. (Apcom) - Uno sciopero breve della scuola media superiore per il ritiro
dell'ordinanza ministeriale 92 che contiene la nuova normativa sui debiti
formativi: è quello indetto dai Cobas della scuola per la prima ora di lezione
del 29 febbraio e del 18 marzo prossimi. L'astensione riguarderà la prima ora
di lezione degli insegnanti e quella di servizio di presidi e personale Ata
(non docenti). Sotto accusa tutto l'impianto sui debiti introdotto a novembre e
che in questi giorni sta impegnando i collegi dei docenti delle scuole
superiori per deciderne l'applicazione. I motivi dello sciopero sono spiegati
da Enrico Bernocchi, leader dei Cobas: "L'ordinanza 92 - dice Bernocci -
impone i recuperi-farsa, le mancette salariali per rendere gli insegnanti
complici della scuola-burletta, l'aggravio di lavoro gratuito per gli Ata; lede
diritti come le ferie, vìola la legislazione vigente e mette a rischio la
formazione degli organici in tempi utili per l'inizio delle lezioni,
danneggiando il diritto allo studio". Il sindacato mette sullo stesso
piano la gestione Fioroni con quelle che l'hanno
preceduta: "La scuola-azienda di Berlinguer-Moratti-Fioroni
e la sedicente 'autonomia' - sostiene il rappresentante dei Cobas - hanno
distrutto l'istruzione pubblica, demolendone la serietà e l'impianto nazionale
unitario, ridicolizzando la didattica, umiliando i docenti e gli Ata e
immiserendoli con stipendi da fame, producendo ignoranza ed analfabetismo di
ritorno". Nei giorni scorsi però il ministero della Pubblica Istruzione ha
confermato che non intende modificare le nuove norme sui debiti:
"Sciopereremo a catena per la prima ora di lavoro ogni 15-20 giorni -
conclude Bernocchi - fino a quando l'om. 92 non verrà ritirata".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-02-2008)
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NARRATIVA
Rizzoli pubblica il libro della scrittrice triestina Tamaro: il mio
"Luisito" un nuovo romanzo nato in una notte sola AMORE E POESIA
"Ho scritto una piccola fiaba sull'amore e sulla poesia. Il mondo si fonda
sulla necessità, accumuliamo solo cose inutili e ci servirebbero più
sorrisi" Dalla prima pagina di Alessandro Mezzena Lona Immaginate l'ansia
e la frustrazione che deve avere fatto compagnia a Susanna Tamaro lungo quegli
improvvidi giorni di vacanza. Sorride, adesso, quando racconta il travagliato
parto del suo nuovo romanzo, "Luisito. Una storia d'amore" (pagg.
154, euro 12), che Rizzoli distribuirà nelle librerie domani. Un romanzo,
questo, che Susanna Tamaro deve aver scritto con grande gioia. Perchè i
personaggi che ha inventato non sono le solite statuine capaci di vivere solo
tra le pagine di un libro, ma comunicano passione, malinconia, disperazione,
rabbia, sgomento. Sognano e ridono, amano e odiano, e soprattutto tentano di
andare controcorrente in un mondo che sta uccidendo l'allegria, che sta
impallinando le illusioni. Che pensa di costruire il futuro contro l'uomo.
Anselma, la protagonista, è una maestra che ha interrotto la sua liaison con la
scuola elementare in maniera brusca. Traumatica. I
figli non mancano mai di telefonare per esortarla, sotto sotto, a prendersi in
casa una badante. Gli amici sono evaporati come il suo amore per Giancarlo, il
marito morto da tempo. Uno che aveva costruito la sua vita di coppia su
palafitte di menzogne, di silenzi. Solo un animale può portare una scheggia di
luce, d'amore, in quella vecchiaia segnata dalla solitudine. Un meraviglioso
pappagallo che qualcuno ha cacciato a forza dentro un cassonetto della
spazzatura. Come capita ad altri cuccioli, di questi tempi. Ai neonati, ai
cagnolini, ai gatti di cui non si sa che fare. Che cos'è un pappagallo?
Apparentemente, poco più di un soprammobile che, di tanto in tanto, può
strappare un sorriso con la sua voce da registratore inceppato. Non per
Anselma, che scoprirà in Luisito (ma in realtà si rivelerà una Luisita) un
motivo nuovo per attaccarsi alla vita. Per svegliarsi la mattina con un
sorriso, con un progetto. Con la voglia di riempire le ore del giorno di nuove
idee, di altre speranze. Fino a quando il buon senso, le illuminate leggi di
questo stupido mondo non intervengono a riportare l'ordine. "Questo è un
libro diverso, senz'altro, tra i miei - precisa Susanna Tamaro -. Gli altri
sono stati accompagnati da una lunga preparazione, da ragionamenti e
riflessioni anche complesse. Però io credo di possedere la vena del narratore
puro. Che ama raccontare storie. Siano per adulti o per bambini, non
importa". "Luisito" non rientrava nei suoi programmi?
"Assolutamente no. Anche perchè nel 2006 era uscito un libro impegnativo
come "Ascolta la mia voce". Che, in fondo, raccoglie l'eredità di
"Va' dove ti porta il cuore"". E allora come è saltato fuori?
"Una mattina, all'improvviso. Mi sono svegliata, nella mia casa di
Trieste, e ho capito che dentro la mia testa aveva preso forma una storia.
Bella, completa, con un inizio e una fine". Si è precipitata a scriverla
subito? "No, c'era un problema. Proprio quel giorno dovevo partire in
crociera con le mie nipoti. Avevamo in programma di raggiungere la Croazia via
mare. Sembrava che qualcuno si fosse divertito a giocarmi uno scherzo: avevo
una bella storia in testa e non potevo scriverla". Ha annullato il
viaggio? "E come facevo? Sono partita con l'ansia di cancellare tutto, di
dimenticare la storia. Al ritorno, era una domenica mattina, sono scesa dalla nave
alle nove del mattino e un'ora dopo ero già china sul tavolo a scrivere. La
prima stesura è stata rapidissima". Un libro che ha amato immediatamente?
"Assolutamente sì. Credo lo si capisca leggendolo. "Luisito"
l'ho scritto subito al computer proprio perchè avevo chiarissimo in testa il
percorso narrativo che dovevo seguire. Altre volte, soprattutto per i miei
romanzi più impegnativi, all'inizio preferisco usare carta e penna". Il
suo racconto sta dalla parte dei deboli... "Nasce da un disagio che provo
spesso quando mi confronto con la realtà. Mi capita di trascorrere lunghi
periodi a Roma, dove vivo in una casa popolare. Ci sono un sacco di anziani,
parecchi tirano avanti con la pensione minima. E non è difficile vederne
qualcuno che arriva a chiedere la carità. Sono italiani, vivono in un Paese che
dovrebbe avere un alto grado di civiltà". Eppure? "Vivono in un mondo
che non li considera più. Sono schiacciati da una realtà tagliata su misura per
chi sta bene, per chi ha soldi. Non possono contare sulla famiglia, che in
troppi casi è inesistente. Non hanno il conforto dei figli, risucchiati nel
vortice di una vita dai ritmi sempre più pazzi. Li vedi al supermercato
spingere dei carrelli enormi in cui c'è un pacchetto di margarina, qualche
cracker e basta". Dove ha fallito il nostro mondo? "Il fatto è che
sono saltati i fondamenti antropologici. Non c'è più quel senso di rispetto per
le generazioni che ci hanno preceduti. Stiamo tutti impazzendo alla ricerca di
un salario dignitoso, di un tenore di vita che non ci faccia cadere nel baratro
della disperazione. E hanno un bel dire che siamo tutti felici, che non abbiamo
problemi". Un antidoto ci sarebbe: l'amore. "Il mio
"Luisito" è proprio una piccola fiaba sull'amore e sulla poesia. Il
nostro mondo si fonda sull'utilità, sulla necessità. Accumuliamo un sacco di
cose inutili e non ci rendiamo conto che ci servirebbero soltanto piccoli
gesti, un sorriso. Un po' di tenerezza. I simboli della
nostra umanità profonda, che rinneghiamo giorno dopo giorno". Anselma, la
maestra del libro, nasce da ricordi personali? "È soprattutto
l'incarnazione di quello che le maestre, oggi, non possono più essere. Perchè
le riforme della scuola, e in particolare quelle delle elementari, hanno polverizzato in
maniera davvero folle un'istituzione che tutta Europa ci invidiava. Un
tempo, maestre e genitori operavano in sintonia. Per questo la scuola, oltre che formare dal punto di vista culturale,
educava. Oggi tutto questo è svanito. Se un'insegnante riprende un bambino,
giustamente, la famiglia le si schiera subito contro". È vero che voleva
fare la maestra? "Sì, ho fatto le Magistrali e poi anche il concorso per
insegnare alle elementari. Mi sarebbe piaciuto molto. Non rimpiango, però, di
non essere entrata nelle scuole come maestra. Adesso, chi sta al liceo ha la
preparazione di un ragazzo delle medie. E all'università, se va bene, arrivi al
livello delle superiori. Dagli anni Ottanta in poi hanno assassinato la scuola italiana". In questo libro lei si arrabbia con
Dio. "Lo trovo giusto, sano. Invidio chi dice "Dio lo vuole" e
accetta tutte le cose spaventose che ci circondano. Io no, perchè credo che
oggi si stia tentando di cancellare il rapporto con il mistero, con il sacro,
che dev'essere anche molto dialettico. Che ci può portare allo scontro con Dio.
Ma che è necessario. Altrimenti ci ritroveremo a vivere in un mondo dove con
un'iniezione elimineremo gli anziani. Dove trionferà l'egoismo, il tornaconto
personale". Molto meglio gli animali? "Senza dubbio. Più vivo a
contatto con gli animali, più mi rendo conto che non abbiamo capito niente di
loro. Per noi sono un mistero fatto di pensieri, ricordi, invidia, anche
cattiveria e grande amore. Un mistero spirituale che sfugge agli schemi che
tentiamo di imporre loro". Luisito, il pappagallo, è il vero
deus-ex-machina della storia. "Una mia amica ha perso il suo pappagallo e
ancora piange. Un'altra gli ha insegnato a dire l'indirizzo e il numero di
telefono cellulare: non si sa mai. Il mio Luisito è nato dal ricordo di una
coppia di anziani a cui i poliziotti avevano sequestrato il pappagallo, dopo
quarant'anni di convivenza, nel rispetto della legge sugli animali esotici.
Facendo a brandelli il cuore del volatile e dei suoi amici umani". Non
pensa di girare un nuovo film, dopo "Nel mio amore"? "Ho due
progetti pronti, ma non hanno incontrato nessun favore. Tra i produttori c'è un
grande conformismo. Non vogliono rischiare, provare a fare qualcosa di nuovo.
Preferiscono riproporre all'infinito le solite storie. Collaudate,
sicure".
( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Pd con
Agostini e Sereni Pdl "soltanto umbro" Le quote della Cosa Rossa Anna
Maria Fioroni fra i pochi nuovi "papabili" -
-->.
( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
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ISTRUZIONE.
MENO ALUNNI NELLE ELEMENTARI Gli istituti tecnici preferiti ai licei
[FIRMA]VANNA PESCATORI CUNEO Diminuiscono gli alunni nella "Granda",
soprattutto nelle Elementari. A due settimane dalla scadenza per le iscrizioni
(31 gennaio) all'Ufficio scolastico provinciale si fanno i conti. In base alle
rilevazioni si definisce il numero di cattedre. Materne I primi dati vedono,
però, un lieve aumento nelle iscrizioni dei più piccoli, che
a seguito del decreto del ministro Fioroni non
possono più entrare in anticipo alla scuola dell'infanzia. Per poter accedere
il termine è tassativo: 31 gennaio. I bimbi che risultano accolti nelle 185
Materne statali della "Granda" dai primi calcoli sono 10.749. Erano
10.642 nel 2007: un centinaio in meno. Unico modo per mandare già a
scuola i piccolissimi dai 24 ai 30 mesi, sono le "sezioni primavera",
ma per ora nelle scuole statali, ne è stata attivata soltanto una, al secondo
circolo di Alba. "Attualmente abbiamo 18 iscritti - conferma il direttore
amministrativo Luigi Garassino - e la sperimentazione continuerà perché è
prevista nella Finanziaria. Attendiamo però di ricevere dal ministero della
Pubblica istruzione specifiche indicazioni per il prossimo anno, fra cui anche
la scadenza delle iscrizioni. In via informale abbiamo avuto già 35
richieste". Elementari I nuovi iscritti alle Elementari sono in ribasso:
5.050 contro i 5.235 nel febbraio dello scorso anno. Nel raffronto è d'obbligo
tenere conto del periodo, in quanto durante l'anno è normale che ci siano "movimenti"
nei numeri a causa di arrivi, partenze e trasferimenti familiari. All'Ufficio
scolastico provinciale suggeriscono prudenza: "Sono ancora dati da
verificare, speriamo che si tratti di una diminuzione molto più contenuta del
previsto". Medie Variazioni decisamente meno significative vengono
registrate nelle iscrizioni negli altri ordini di scuola della
"Granda", che non risentono, rispetto all'anno scorso, degli indici
di natalità. In tutta la provincia di Cuneo hanno chiesto di frequentare la
prima media 5.399 alunni rispetto ai 5.193 iscritti che sono relativi all'anno
scolastico precedente. Superiori Entreranno 4.629 nuovi studenti, pochi meno
dell'anno scorso: erano stati 4.675. Lievi variazioni anche per le scelte degli
istituti. Licei classici, scientifici e magistrali hanno raccolto 1.782
iscrizioni: lo scorso anno erano 1.905. Al calo dell'area definita
"classica" corrisponde la crescita di iscritti in quella tecnica, da
1.555 del 2007 a 1.624 quest'anno, e della professionale (riunisce agrari, Ipsia,
Alberghiero, Istituto professionale, commercio e altri) che acquista, in
totale, 39 iscritti (da 1.036 a 1.075 nel 2008). Infine in calo l'istruzione
artistica con 148 iscritti contro 178 dell'anno scorso. Per quanto riguarda,
infine, le richieste arrivate ai singoli istituti della "Granda",
secondo i dati dell'Ufficio scolastico provinciale, le variazioni sono
contenute nell'ordine al massimo di una decina di studenti, ad eccezione del
caso dell'istituto tecnico "Denina" di Saluzzo che quest'anno ha avuto
62 iscritti al corso per geometri che era stato fra i pochi nuovi indirizzi
concessi dall'Ufficio scolastico regionale due anni fa.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
L'impone
il regolamento, alunni d'accordo FINALE Studente punito per i voti ai prof
FINALE. La sospensione di tre giorni per il 15enne che aveva stilato pagelle
poco simpatiche sui propri insegnanti del liceo 'Morandi' continua a far
discutere. Da una parte ci sono gli studenti, molti dei quali hanno condiviso
la punizione, dall'altra ci sono gli interrogativi sull'effettiva legittimità
della sospensione. Il ragazzino infatti aveva sì parlato degli insegnanti in
termini non lusinghieri, ma lo aveva fatto all'esterno del contesto scolastico,
utilizzando un proprio spazio virtuale su internet, senza coinvolgere
direttamente tutta l'istituzione di via Digione. Una limitazione della libertà
d'espressione? A conti fatti potrebbe essere considerata tale, ma il regolamento adottato dalla scuola e lo stesso decreto Fioroni, che indirizza l'iter educativo nei casi di bullismo (compreso
l'uso di cellulari durante le lezioni), legittimano la scelta della preside e
del consiglio di classe. Nel regolamento infatti si prospetta
"l'allontanamento dalla comunità scolastica da 1 a 3 giorni per mancanze
gravi occasionali o per somma di censure scritte". A sua volta
l'articolo 4 è integrato dal 6 comma 3. "In quanto membri della comunità
scolastica, gli studenti sono tenuti ad acquisire e mantenere un comportamento
fondato sul rispetto di tutti. Costituisce violazione di questo dovere una
condotta che risulti comunque offensiva nelle parole e negli atti della persona
e del ruolo professionale di chi appartiene all'ambiente formativo. E'
considerata una grave mancanza di rispetto un comportamento che si configura
come atti di bullismo. Sono tali i comportamenti indiretti di prevaricazione
che riguardano una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal
gruppo dei pari, e la diffusione di calunnie e di pettegolezzi e altre modalità
definite 'cyberbulling', inteso quest'ultimo come particolare tipo di
aggressività intenzionale prodotta attraverso forme elettroniche". E'
proprio quest'ultimo passaggio ad aver legittimato la sospensione del 15enne
per tre giorni. Ma tra i provvedimenti si era anche pensato all'allontanamento
da scuola per 9 giorni, ipotesi poi lasciata decadere. Nell'istituto comunque
resta la preoccupazione per possibili imitazioni. Contro lo 'sfogo' dell'alunno
prendono posizione anche gli studenti. Ieri mattina, davanti al liceo, sono
stati in diversi ad aver condiviso la punizione, soprattutto per le offese
rivolte agli insegnanti. "In ogni classe - ammette un ragazzo che
frequenta la 5ª - qualche professore è deriso. C'è chi fa le imitazioni e chi
non condivide le metodologie di insegnamento, ma prima di usare espressioni
così pesanti, per di più su un blog, bisognerebbe riflettere. Se la sospensione
deve essere un segnale ben venga". Ma c'è anche chi prende le difese del
15enne: "Ha solo scritto quello che in tanti pensano, questa è stata la
sua unica colpa. Magari poteva evitare le offese". Il dubbio però nasce
spontaneo: chi controlla gli studenti? Il ragazzo è stato scoperto solo per una
fortuita coincidenza (un'insegnante stava cercando una graduatoria e si è
imbattuta nello 'space'), ma quanti altri, e non solo al liceo 'Morandi', hanno
sfruttato le nuove tecnologie per esplicitare le loro considerazioni... (f.d.).
( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione
di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl "Ora un nuovo
patriottismo" Da Luca di Montezemolo l'appello al lavoro per il 'bene
comune' di Andrea Gandolfi "Ora in molti sembrano aver sposato le nostre
parole d'ordine su crescita e sviluppo: è un passo avanti ma non basta, perchè
come sempre contano solo i fatti. 'Not talk but action', per dirla con Bill
Clinton. Ora i partiti ci dicano non solo cosa, ma anche come lo vogliono
fare". C'è il richiamo alla concretezza per un Paese "che non può
accontentarsi di galleggiare", l'appello a un "nuovo
patriottismo" in cui ciascuno dia il meglio nella prospettiva del bene
comune, perfino il richiamo evangelico rivolto agli imprenditori in sala
("a chi molto è dato, molto è richiesto"). Le occasioni legate alla
campagna elettorale e l'ormai prossima staffetta con Emma Marcegaglia alla
guida di viale dell'Astronomia attraversano l'intervento con cui il presidente
nazionale Luca Cordero di Montezemolo ha concluso ieri al Ponchielli la seconda
edizione degli Stati Generali di Confindustria Lombardia. 'La Lombardia e la
cultura dello sviluppo: un valore da condividere' era il tema
dell'appuntamento, che per il leader degli Industriali ha assunto anche il
sapore del bilancio e del 'passo d'addio'. "Ero già stato a Cremona nel
2005; tempi di 'crescita zero' in cui molte imprese (Fiat inclusa) venivano
date ad un passo dal fallimento. Ne siamo usciti rimboccandoci le maniche e
accettando la competizione. Oggi che i risultati di quell'impegno sono sotto
gli occhi di tutti, si torna finalmente a parlare di sviluppo. Ma non devono
essere solo parole: l'industria, a partire dal manifatturiero, deve vedersi
riconoscere la giusta centralità. Perchè quanto a tasso di crescita siamo
ancora ultimi in Europa, e non lo meritiamo". L'impresa ha mostrato come
si può risalire la china, guadagnandosi sul campo il diritto-dovere a incalzare
la politica nella logica dell'interesse comune. "Logica che dovrebbe
finalmente essere condivisa anche dal sindacato; diversamente
(penso ai temi cruciali di meritocrazia, straordinari,
incentivi, contrattazione decentrata, contratto più lungo) potrebbe vedersi
scavalcato dal gradimento che le nostre proposte suscitano tra i
lavoratori". Poi l'accenno alla candidatura di Matteo Colaninno, ex
presidente dei giovani industriali, nel Pd. "Confindustria non
candida nessuno; ma è chiaro che un'iniezione di cultura d'impresa, in tutti
gli schieramenti, può solo fare bene al Parlamento". Quindi il lungo
elenco delle 'priorità assolute'. Le principali? Politica energetica che
'riapra' al nucleare, drastici interventi sulla pubblica amministrazione, una
'macchina-Stato' da rendere più semplice ed efficiente, rinunciando a certe
invasioni di campo: "Basta con lo statalismo municipale, il proliferare di
società pubbliche che ci fanno concorrenza col denaro di tutti; ormai l'unica
discarica che funziona in Italia sono i cda delle municipalizzate, ambito
rifugio per i trombati di ogni colore alle elezioni. Bisogna tagliare una spesa
pubblica che invece continua a crescere, ridurre drasticamente sprechi e spese
improduttive, procedendo con liberalizzazioni che rendano disponibili risorse
per gli investimenti. Puntare su scuola, formazione, capitale umano, meritocrazia, concorrenza. Farsi carico delle condizioni
competitive di un Paese in cui gli stranieri non investono più e non vengono a
studiare. Mettere mano ad un federalismo vero, non fermandosi all'eterna
transizione che oggi ci riserva solo svantaggi, moltiplicando centri di spesa e
di potere. Rilanciare col sindacato una strategia all'altezza delle sfide di
oggi, e non attardata su rituali e liturgie ormai fuori dalla storia".
L'emergenza sicurezza? "C'è stata molta demagogia, ma la verità è che non
si fa mai abbastanza. Questa battaglia non si vince inasprendo le pene, ma insistendo
su lotta al lavoro nero, prevenzione e formazione, introducendo nuove
tecnologie, riducendo e accorpando gli enti preposti che troppo spesso si fanno
la guerra tra loro anzichè dedicarsi ai controlli. Siamo stati noi a chiedere
che il 2008 fosse l'anno della sicurezza, aspettiamo ancora un incontro con
Governo e sindacati". Infine il passaggio sull'ormai prossima successione
al vertice di Confindustria. "Speravo potessimo arrivare a questo momento
senza liti, dando il buon esempio ad un Paese diviso su tutto. Purtroppo non è
andata così", ha ironizzato. "Ormai è evidente la netta spaccatura
tra Emma e Marcegaglia. Vinca il migliore".
( da "Tirreno, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Pontedera
Istituti con i portafogli... al verde A rischio la copertura delle cattedre I
FONDI Da sette anni vengono ridotti PONTEDERA. Scuola con il pelo dell'acqua
alla gola. Dopo l'ultima finanziaria, il rinnovo del
contratto ai docenti e la riforma Fioroni, i
"portafogli" degli istituti sono sempre più vuoti. I dirigenti della
Valdera lanciano l'ennesimo grido d'allarme. "Il rinnovo del contratto ha
aumentato le retribuzioni dei docenti da poco più di 28 euro a 50 euro - spiega
Lucia Orsini, preside del professionale Pacinotti - questo di per sé è un
segnale positivo. Ma la riforma ha decretato obbligatori i corsi di
recupero senza fissare incrementi ai fondi d'istituto: in questo modo la
disponibilità di risorse si è assottigliata in modo considerevole". Fra
agevolazioni parziali e riforme a metà, i presidi si vedono insomma costretti a
calcolare le spese con il contagocce, spesso dovendo rimandare le retribuzioni,
come racconta Pierluigi Robino, direttore dell'istituto tecnico industriale
"G. Marconi": "Esistono delle spese imprescindibili, ad esempio
quelle per rifiuti e supplenze, ma la morsa che si è venuta a creare con
l'aumento degli stipendi spesso costringe a pagare gli insegnanti in
ritardo". Una morsa che a quanto pare non riguarda solo la sfera
economica: a rischio sono le stesse cattedre. Cristina Cosci, preside dell'Itcg
Enrico fermi, chiarisce: "La riforma prevede che l'assegnamento delle cattedre
debba tener conto del numero complessivo degli alunni all'interno
dell'istituto, mentre una volta si considerava il numero classe per classe. Il
risultato è l'aumento della probabilità di ritrovarsi con cattedre scoperte
negli anni successivi, e quindi il dover creare gruppi articolati di studenti
appartenenti a indirizzi diversi. Con tutte le difficoltà didattiche che ne
conseguono". Uno scenario poco rassicurante che coinvolge non solo le
scuole medie superiori, ma l'intero complesso scolastico, medie ed elementari
comprese. E non risparmi neppure le materie prime: "Capita di trovarsi in
difficoltà anche per quanto riguarda materiale quale carta e tovagliolini -
racconta Gabriella Galligani, fiduciaria della scuola elementare DeAmicis -. La
situazione può variare da zona a zona. Molte volte viene richiesto un
contributo direttamente alle famiglie degli studenti". Lo sconforto
aumenta nel considerare che un quadro del genere affonda le proprie radici in
un arco di 7 anni: "Niente di nuovo - continua Robino - il contributo alle
scuole va subendo una progressiva riduzione. Frequente è il dover fare i conti
ipotizzando le cifre che si avranno a disposizione, perché spesso e volentieri
l'entità dei fondi viene comunicata in ritardo. Stiamo ancora aspettando di
sapere quello che ci riserva il 2008". Filippo Bernardeschi.
( da "Corriere di Bologna" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-02-19 num: - pag: 9
categoria: BREVI Dalla tua parte di Gaia Giorgetti ESAMI DI RIPARAZIONE, LA
SCUOLA DIVENTA UN CAOS I l caos nella scuola è totale e non riesco a capire se
gli esami di riparazione ci saranno o si continua come prima. Se ho ben
compreso quest'anno sono stati aboliti i debiti formativi e si torna agli esami
di riparazione, ma non è affatto chiaro quando si terranno le prove. Le scuole
non sanno ancora dare risposte chiare e il Provveditorato mi ha detto di
chiedere al capo di Istituto. I miei ragazzi frequentano due scuole diverse,
una delle quali parificata e nessuno sa ancora quando ci saranno questi esami e
come saranno. Non solo questa mancanza di notizie disorienta i ragazzi, ma
anche le famiglie non sanno come programmare le vacanze. Elisabetta Protti
Gentile signora Protti, d'istinto mi viene da commentare: caos calmo. Regna
nelle scuole questa confusione che passa sotto silenzio, solo perché ci sono
emergenze più gravi e, soprattutto, le elezioni sono alle porte. La situazione,
a mio modesto avviso, ha dell'incredibile. Arrivò il
ministro Fioroni a sparare a zero sui debiti formativi e recuperò, fra plausi e
linciaggi, i vecchi esami di riparazione. Gran titoli sui giornali, grandi
mobilitazioni di studenti. Nessuno poi ne ha più parlato, sembrava che i tempi
fossero troppo stretti per introdurre questa riforma. Fra una scivolata
del governo e una figuraccia internazionale (Campania docet) ci si è
dimenticati che la scuola inaugura il quadrimestre finale e, quindi, comincia
il conto alla rovescia per guadagnarsi la promozione. Chi non riesce ad
ottenere la sufficienza in tutte le materie che fine farà? Il ministro ha
stabilito che non ci saranno più i debiti, ma gli alunni dovranno recuperare i
brutti voti entro l'inizio dell'anno successivo. Sarebbe a dire per l'inizio di
settembre. Quando recuperarli e come, spetta al collegio e al consiglio docenti
dell'istituto stabilirlo. In pratica, ogni scuola dovrà decidere quando fissare
la data degli esami che potranno tenersi in luglio, agosto e, comunque, entro
la prima settimana di settembre. Chi ha più figli, come lei, è letteralmente
nei guai, perché rischia di passare l'estate in città poiché ogni istituto è
libero di decidere come vuole. So che alcune scuole hanno già optato per gli
esami a luglio. E mi chiedo: chi è somaro in latino a giugno come può risalire
la china in un mese?.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Alberto
Brasioli Viviamo tra color che son sospesi. La Lombardia aveva varato la
miglior legge sull'Istruzione professionale che si potesse immaginare. Il ministro Fioroni aveva presentato
immediatamente ricorso. Probabilmente non riteneva giusto che i docenti capaci
e meritevoli potessero godere di un trattamento economico migliore di quelli
mediamente o del tutto incapaci. O forse temeva che l'iniziativa della Regione
industrialmente più avanzata d'Italia potesse trasformarsi in un modello utile
anche ad altre. La riforma viene bloccata. La Regione Lombardia riparte
? fortunatamente ? all'attacco e presenta un contro-ricorso. Mentre il
ministero di viale Trastevere si accinge a formalizzare il suo
contro-controricorso, il governo Prodi cade. La situazione va in stallo. Ma il
tempo continua a scorrere. La Regione Lombardia ha bisogno di certezze per
poter avviare la macchina in ottobre. Certezze non ce ne sono, però il ministro
lascia intendere che per quanto attiene all'organizzazione dei corsi non ha
obiezioni. Formigoni proceda pure. Sugli aspetti più delicati quali il
reclutamento e il trattamento economico dei docenti, e altre norme che
rischierebbero di fare del sistema di formazione della Lombardia un fiore
all'occhiello del nostro Paese, ci si intenderà a ottobre. Nel frattempo, agli
imprenditori preoccupati per il continuo deflusso di ragazzi dall'istruzione
professionale verso i bacini dell'istruzione generica il presidente Formigoni
fa capire che ce la si può fare. Speriamo. Cioè speriamo, prima ancora che a
vincere sia la Regione Lombardia, che si insinui nei nostri governanti ? e in
particolare in coloro che hanno diretta responsabilità sulla scuola ? l'idea, o
per lo meno il sospetto, che le decisioni che riguardano i ragazzi in crescita
hanno a che fare coi tempi, appunto, della crescita. Lo studente che entra in
un ordine di studi ? si vuol dire ? mantiene lo stesso nome negli anni, ma in
realtà non è più lo stesso quando entra e quando esce. O quando vi soggiorna. O
l'abbandona. Ogni decisione deve tener conto di questo mutamento in perenne e
rapido corso, se vuole intervenire con almeno un minimo di tempestività e sperare
nella relativa efficacia. Ma non basta ancora. Perché il sistema produttivo di
una nazione è soggetto ad accelerazioni ancor più forti della crescita
individuale. Non sarebbe dunque affatto male che qualcuno prendesse atto degli
studi in proposito e, operata una scelta culturale e politica forte, ne traesse
motivo per iniziative che non possono essere di semplice aggiustamento rispetto
ai modelli al momento ancora giuridicamente in vigore ma fattualmente in preda
a marasma senile. Se infatti fino a qualche decennio fa il progresso della
società poteva essere immaginato come uniforme e solidale (una specie di largo
e lento fiume in cammino verso la foce), oggi sembra che non sia più così. Lo
sviluppo attuale si presenta piuttosto come una serie di lamine sovrapposte, di
diverso peso e scorrevolezza, che si muovono su tapis roulants soggetti ad
accelerazioni e blocchi improvvisi. Un sistema di questo tipo, in cui i diversi
segmenti in corsa mutano continuamente il rapporto coi loro prossimi, non
consente a nessuno che intenda tenere il passo di fermarsi a sognare un ordine
perfetto e durevole, come facevano gli ideologi di un tempo. La tecnologia
procede a ritmi impensabili perfino a quegli scrittori di fantascienza che nel
secolo scorso sognavano androidi, ma non riuscivano ad immaginare niente che
assomigliasse al Blackberry o ai gingilli di Steve Jobs. Vivere sospesi è
sempre stato pericoloso. Congelare la situazione scolastica per qualche mese
ancora rischia di farci assomigliare sempre più all'uomo di Similaun, la mummia
dei ghiacci.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Per
adesso i soldi ci sono, poi si vedrà. Con un po' di fatalismo e un sacco di
buona volontà i dirigenti scolastici degli istituti superiori della nostra
provincia, in accordo con i consigli di classe, all'indomani della chiusura del
primo quadrimestre hanno organizzato i corsi di recupero. Corsi che, lo ricordiamo, secondo le indicazioni del ministro Fioroni, devono essere obbligatoriamente attivati dalle scuole per
permettere agli alunni valutati in modo insufficiente in una o più discipline
di poter colmare le proprie lacune e iniziare il nuovo anno scolastico senza
trascinarsi i famosi "debiti". Tra le top ten delle materie
più ostiche per gli alunni, figurano al primo posto quelle dell'area
scientifica, seguite a breve distanza dalle lingue straniere e da italiano. A
queste si uniscono per gli alunni del triennio degli istituti tecnici e dei
professionali le cosiddette "materie d'indirizzo". Una nota dolente
per tutti i dirigenti sono i fondi a disposizione per pagare i docenti
incaricati di svolgere i corsi. i fondi non bastano Fondi che, nelle migliori
delle ipotesi, al momento bastano solo per questa prima tranche di recuperi.
"Nel nostro istituto ? spiega Leonardo Russo, dirigente dell'Istituto
superiore di Gazzaniga ? abbiamo il trimestre e il pentamestre. Dunque già a
gennaio abbiamo dato il via ai recuperi organizzati in corsi pomeridiani di 15
ore. Per ogni corso il numero massimo è di 10-12 ragazzi, dai quali comunque si
pretende motivazione e impegno. Altrimenti non ha senso frequentare il corso.
Altre ore di recupero sono previste durante la mattina, soprattutto per le
materie dove c'è scritto e orale. Per adesso i fondi non sono un problema ?
commenta il preside ? perché ho trovato un "tesoretto", frutto del
risparmio della gestione precedente. Per l'estate decideremo cosa fare a
maggio". Anche all'Oberdan di Treviglio viene chiesto ai ragazzi il
massimo dell'impegno possibile: "È lo studente il principale fautore del
proprio successo formativo ? sottolinea la dirigente Maria Gloria Bertolini ?.
Detto questo le insufficienze maggiori degli studenti dei corsi diurni (altro
discorso meritano quelli dei corsi serali attivati nella nostra scuola) sono
nell'area linguistico-letteraria (30%), area informatica (55%) area matematica
(44%)". Tipologie di recupero Diverse le tipologie di recupero deliberate
in questa scuola dai singoli docenti: dal lavoro individuale in più durante le
vacanze, alla sospensione dei programmi, alle attività di supporto per
acquisire il metodo di studio: "Abbiamo organizzato 48 corsi di recupero
pomeridiani divisi su matematica, economia aziendale e lingue straniere. Perché
il corso sia efficace è stato anche stabilito che ogni alunno non può
frequentarne più di due". All'Istituto Turoldo di Zogno invece è stata
deliberata una pausa didattica obbligatoria per tutti di due settimane:
"Abbiamo attivato 830 ore di recupero e 702 di approfondimento su 51
classi ? precisa il dirigente Bonaventura Foppolo ?. In tutti i corsi le
difficoltà maggiori sono in matematica e nelle lingue straniere, mentre per il
biennio dell'indirizzo professionale anche italiano. Per poter disporre dei
fondi necessari abbiamo cercato di risparmiare fin dall'inizio dell'anno anche
perché il costo delle supplenze è elevato, visto che è passato dai 35 euro ai 50
euro. È il solito discorso della coperta troppo corta: o si realizzano progetti
per attività aggiuntive o si fanno i corsi di recupero". Niente
sospensioni delle lezioni al Liceo di Alzano , bensì una serie diversificata di
interventi di recupero: "Davanti a un'insufficienza ogni docente individua
e attua un particolare intervento ? spiega il dirigente Ernesto Cefis ?. Non
c'è un'insufficienza che non sia accompagnata da un piano di recupero che viene
comunicato alla famiglia. Si va dalle lezioni al pomeriggio, all'utilizzo della
sesta ora, all'assegnazione di lavoro personale da fare a casa, alle
indicazioni su come studiare anche attraverso un contatto e-mail con l'alunno,
al tutoring da parte degli studenti più capaci nei confronti dei compagni in
difficoltà". Lo studio assistito Anche in questa scuola le insufficienze
sono nelle discipline "storiche" come matematica, fisica e latino
dove la percentuale è di circa il 20% mentre in altre materie è intorno al
12-15%. Corsi di recupero al pomeriggio, più ore di sostegno in itinere, anche
al liceo Weil di Treviglio , mentre all'Itis Marconi di Dalmine per risolvere
le difficoltà legate al metodo di studio è stato attivato fin dall'inizio
dell'anno un percorso di studio assistito facoltativo della durata di 46 ore
per le classi prime. Corsi per 700 ore anche al Betty Ambiveri di Presezzo e al
Majorana di Seriate , anche se come sottolinea il dirigente Carlo Martelli
"il problema vero è motivare i ragazzi all'impegno a casa e all'attenzione
in classe". Tiziana Sallese.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Chi ne
ha più di cinque rischia la bocciatura I voti peggiori in matematica, inglese e
italiano Matematica e inglese sono le bestie nere degli studenti, e quelli
bergamaschi non fanno eccezione. Secondo il ministero della Pubblica
Istruzione, l'anno scorso la media nazionale del debito matematico era intorno
al 44%, 51,3% nei licei scientifici. Subito dopo c'è la lingua straniera (quasi
sempre inglese) con un bel 32,4% di debito nazionale. La lingua italiana
mantiene uno zoccolo duro di 14,3% di debitori. Il 2006-2007 è stato un anno
severo: l'effetto Fioroni ha stretto le viti anche riguardo bocciature e debiti. Dal 2007
al primo quadrimestre 2008. In città, è il rettore del Collegio Sant'Alessandro
monsignor Achille Sana a mettere il dito sulla piaga: "Sono gli studenti
del terz'anno a rischiare di più con i debiti, perché le nuove disposizioni
sugli esami di maturità che prevedono un triennio immacolato per essere
ammessi, li rendono la generazione-cavia". Gli studenti possono
autovalutare le proprie probabilità di successo con il metodo artigianale del
"5": meno di cinque insufficienze tra orali e scritti nel primo
quadrimestre danno buona probabilità di recupero netto perché si traducono in
due materie da studiare a fondo e una da rinforzare. Più di cinque insufficienze
fanno prevedere, salvo una improvvisa conversione alla pedalata da scalatore,
la bocciatura. Quanto ai debiti, via Garibaldi è la dimostrazione che gli
studenti sono assolutamente paritari: anche qui le insufficienze top si
rilevano in matematica, inglese, greco e latino. Al liceo scientifico Lussana ,
il numero medio di insufficienze per studente è due, mentre la percentuale di
studenti con insufficienze è il 22% su 1.551 studenti scrutinati a dicembre
2007. Di questi, il 44% è insufficiente in matematica, il 43% in latino, il 35%
in fisica e il 31% italiano. Sui tre indirizzi d'istituto, il linguistico ha il
18% di insufficienti, il matematico il 20% e il naturalistico il 26%. Nel
biennio la materia nera è il latino: il 48% degli studenti è insufficiente. Ma
al triennio, in testa passa matematica con il 48%. Al liceo Falcone sono stati
attivati 27 corsi di matematica per 453 alunni dalla prima alla quinta, 21
corsi di inglese per 306 alunni, 16 corsi di francese per 180 alunni, 14 corsi
latino per 156 allieve del biennio,12 corsi tedesco per 127 alunni. Il recupero
dei debiti consiste in 8 ore per ogni materia insufficiente dopo gli scrutini e
altre 7 ore in primavera dopo la valutazione intermedia di marzo. Gli alunni
insufficienti frequentano, al mattino corsi di matematica, lingue straniere,
latino (solo biennio) e una materia debole eventualmente decisa dal consiglio
di classe. Al liceo scientifico Mascheroni , nelle classi prime la media delle
insufficienze è stata del 30% per il latino, 26% scienze, 23% inglese, 20%
matematica. Nelle classi terze, la media degli insufficienti è stata del 24%
per matematica, 17% per fisica e scienze, latino 15% e inglese 10%. All'Itc
Belotti i debiti maggiori sono suddivisi tra matematica, informatica, lingua
straniera. Un 150 insufficienze a testa su 900 iscritti. All'inizio dell'anno
scolastico 13 ragazzi sono partiti con 3 debiti da recuperare, 46 con due, 105
con uno mentre 110 avevano recuperato tutti i debiti dell'anno precedente.
"Dei debitori ? dice il dirigente Cosimo Malagnini ? un terzo recupera
bene, un terzo parzialmente e un terzo degli allievi non recupera
affatto". La novità è l'obbligo a 16 anni, i dirigenti si chiedono che
accadrà alle valutazioni finali: "L'obbligo a 16 anni implica una revisione
delle regole per tutti ? osserva Malagnini ? i ragazzi e le famiglie devono
capire che lo studio è necessario, alla scuola resta il compito di migliorare
le competenze di base nel biennio e professionalizzare nel triennio, occorre
una selezione equilibrata perché una scuola tecnica deve mantenere il buon nome
che permette poi ai diplomati di trovare lavoro". Al liceo artistico il
maggior numero di insufficienze è nel biennio, con italiano, matematica,
inglese e elaborazioni geometriche. Nel triennio, le materie a rischio sono
matematica e inglese. Il liceo ha organizzato 40 corsi da 5 a 13 alunni
ciascuno per otto ore mentre per rafforzare le carenze non gravi sono aperti
sportelli a richiesta individuale di due ore per materie come storia o diritto.
"Piuttosto che puntare sulla selezione ? spiega la dirigente Gabriella Lo
Verro ? preferiamo nel biennio utilizzare il riorientamento. Adesso stiamo
riorientando 15 ragazzi su 218 studenti dei corsi quinquennali e 24 del corso
quadriennale". Riorientare significa consigliare di passare ad altra
scuola entro il primo quadrimestre, in modo da non perdere l'anno. Il nuovo
Istituto superiore sociosanitario (prima classe del liceo sociale e istituto
professionale) ha organizzato 58 corsi di recupero, 22 di approfondimento e 13
alternativi. I corsi riguardano italiano, matematica e lingua straniera per la
prima liceo e prima, seconda e terza professionale, mentre per la quarta e
quinta professionale si organizzano corsi per matematica, lingua straniera e
diritto amministrativo. Le carenze in prima professionale riguardano italiano
(37), matematica (56), inglese( 43). In seconda e terza le insufficienze in
italiano sono rispettivamente 26 e 16, in matematica 46 e 33 e in inglese 39 e
34. In quarta e quinta ci sono 35 insufficienze in matematica, 42 e 29 in
inglese e infine 27 e 24 in tecniche amministrative. Ovviamente uno studente
può sommare più carenze, in media due. La prima liceo ha carenze in italiano
(42), matematica (40), inglese (39). All'Imiberg le principali insufficienze
riguardano al liceo scientifico, matematica, latino, fisica e lingua straniera;
all'istituto tecnico commerciale: economia aziendale, matematica e lingua
straniera. La scuola organizza corsi di recupero mirati ma anche pomeriggi di
studio guidato tutto l'anno. Al liceo classico Sarpi , le insufficienze sono in
greco, latino e matematica, come da tradizione. In città i recuperi sono fatti
fermando per una settimana le lezioni ordinarie, sostituite da approfondimenti
e sostegno. Susanna Pesenti.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma
dei "professionali" C'è l'accordo governo-Regione Il presidente
Formigoni: la legge per l'istruzione in Lombardia va avanti Da percorsi
triennali di studio fino ad attestati europei di competenza La Lombardia va
avanti con la sua legge per l'Istruzione e la Formazione professionale: doti e
corsi, almeno, in accordo con le esigenze produttive e formative del
territorio. Tutto il contenzioso tra Regione e ministero della Pubblica
Istruzione infatti è stato congelato fino a ottobre 2008, ma ci sono buone
probabilità che si arrivi prima a un accordo che permetta di sciogliere anche i
nodi più difficili, come la questione del reclutamento dei docenti e della
valutazione dei risultati. La legge è sottoposta a continui
micro-aggiustamenti, per renderla il più possibile in linea con la realtà
dell'occupazione e dello sviluppo economico lombardo. "Il governo aveva
fatto ricorso alla Corte Costituzionale, ma dopo un confronto serrato il
ministro (Giuseppe Fioroni, ndr) nei fatti l'ha ritirato e ha fatto l'accordo con la
Regione", ha assicurato ieri a Cremona il governatore Roberto Formigoni
intervenendo agli Stati generali di Confindustria Lombardia. Le novità
Dall'approvazione nel luglio scorso a oggi la Regione ha lasciato perdere
talune sottolineature che potevano far pensare a un sistema formativo in
opposizione a quello nazionale, per scegliere una linea pragmatica che
permette di sperimentare il nuovo sistema in attesa della programmata partenza
complessiva della riforma scolastica prevista da Fioroni
per il 2009-2010, dopo il biennio di lavoro delle scuole dell'autonomia sulle
Indicazioni Nazionali e il raccordo con il biennio superiore. Quali sono i
punti fondanti della legge regionale? La legge parla di "sistema" di
percorsi utili all'assolvimento dell'obbligo di istruzione (portato a 16 anni)
finalizzati a un inserimento nel mondo del lavoro con certificazioni valide
anche a livello europeo e con attenzione a far crescere le competenze per tutto
l'arco della vita lavorativa. L'articolo 2 sottolinea la centralità della
persona, la funzione educativa della famiglia, la libertà di scelta e la pari
opportunità di accesso ai percorsi. In parallelo si richiama la libertà di
insegnamento, la valorizzazione delle professioni educative, l'autonomia delle
scuole e la parità dei soggetti accreditati che erogano i servizi formativi. La
Regione prende atto che gli studenti hanno diverse "velocità" di
apprendimento, tutela il valore dell'identità e del pluralismo culturale,
linguistico e religioso sullo sfondo dell'Europa e dell'economia della
conoscenza, conta sulla sussidiarietà per organizzare un sistema volto
all'eccellenza. La legge tien conto anche dell'inserimento delle persone
svantaggiate e delle particolari necessità di inserimento degli stranieri.
Sperimentazione Già dal 2002 Regione Lombardia aveva promosso percorsi
sperimentali di Istruzione e Formazione professionale che avevano coinvolto sia
i Centri di Formazione professionale sia gli Istituti professionali e tecnici.
Nel 2002 le classi erano 35 con 620 allievi, nel 2007 le classi sono diventate
1.585 con 31.498 allievi. I corsi professionali si sono rivelati utili per
contrastare l'abbandono scolastico essendo scelti come alternativa dopo la
terza media. Il sistema di Istruzione e Formazione professionale regionale si
articola in percorsi triennali che rilasciano una qualifica di Istruzione e
Formazione professionale di II livello europeo. È possibile aggiungere un
quarto anno che rilascia un attestato di competenza di III livello europeo e un
periodo di Formazione Superiore, di durata annuale, biennale o triennale che
rilascia un attestato di competenza di IV livello europeo; si prevedono anche
corsi integrativi post-diploma, realizzati in accordo con le Università, che
sono validi per sostenere l'esame di Stato necessario per l'accesso
all'Università. Certificati di qualifica e attestati di competenza
costituiscono le tappe di uno stesso percorso formativo e, essendo riconosciuti
per l'assolvimento dell'obbligo, entrano nel quadro nazionale dell'istruzione e
formazione. La qualifica triennale è di base per il settore di riferimento,
mentre i gradi successivi approfondiscono le tecniche e le metodologie
dell'area professionale. L'attestato di competenza di Tecnico superiore (IV
livello europeo) si acquisisce al termine di un percorso annuale biennale o
triennale successivo all'attestato di competenze del IV anno. Poli formativi
Sul territorio possono formarsi poli formativi in grado di offrire tutti i
livelli della filiera di formazione. Nel sistema entrano anche apprendistato e
alternanza scuola-lavoro. La novità sta nella possibilità di arrivare anche
all'Università attraverso una formazione che mette l'accento sul lavoro e sulla
professionalizzazione: non prepararsi (sui libri) a fare, ma imparare facendo,
permettendo a ciascuno di scoprire un'eventuale vocazione anche per "i
libri". D'accordo su questa impostazione è per esempio il dirigente
dell'Istituto Pesenti, Marco Pacati che sottolinea come l'imparare facendo sia
essenziale per questo tipo di studenti: "La riforma del '92 che ha reso
più teorici e meno laboratoriali gli Istituti professionali - spiega il preside
- valutata sul campo è stata un errore. I percorsi sperimentali con il 20 % del
monteore flessibile permettono di riequilibrare a metà ore teoriche e ore di
laboratorio. Ma, a mio parere, occorre spingere ancora di più nella direzione
pratica, se si vuol ridurre la selezione, che resta comunque altissima.
Altrimenti non-abbandono diventa sinonimo di parcheggio e non di
progressione". La legge 19, approvata dal Consiglio Regionale il 27 luglio
del 2007, prevede che i corsi siano organizzati o dai Centri di Formazione
professionale pubblici, da scuole o da enti privati accreditati e riuniti in un
albo. La legge stabilisce che gli enti che organizzano i corsi possono
scegliere i propri docenti, ma che la Regione può controllare il livello del
servizio erogato. Il che significa che gli organizzatori dei corsi devono
monitorare il livello professionale dei propri docenti per non rischiare di
perdere finanziamenti e accreditamento. La legge interessa 30 mila studenti, il
6,6% degli studenti lombardi. Nella nostra provincia gli iscritti ai corsi
professionali sono passati da 200 nel 2002 a 1.265 per il prossimo anno
scolastico. S. P.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di
ILARIA STRINATI Chi paga i tagli alla spesa pubblica? La scuola, ovvio. Ancora
una volta la scure del Tesoro s'affila per abbattersi sugli organici degli
insegnanti che, in vista dell'anno scolastico 2008-2009, dovranno prepararsi ad
una consistente sfoltita. Lo schema di decreto interministeriale, lasciato sul tavolo dal ministro Fioroni per la
dotazione organica, nel Lazio si tradurrà in un taglio di ben 673 posti da
ripartire tra le cinque province. Se la scuola dell'infanzia resta pressoché
invariata, a pagare il dazio più elevato sono medie e superiori (in
quest'ultimo caso la perdita è di oltre 480 posti su scala laziale) mentre
nell'elementare ci sarà una riduzione di circa 40 unità. Ed è solo il
primo round. Perché questa prima operazione effettuata sui cosiddetti organici
di diritto riguarda il 60 per cento dei tagli in programma. Il resto arriverà a
settembre e lì, se il calo d'iscritti dovesse essere confermato, la situazione
potrebbe peggiorare ulteriormente. Quale potrà essere la ricaduta della manovra
sul territorio provinciale? "Dovremo attendere ancora per quantificare
l'entità dei tagli che riguarderanno la scuola reatina - analizza Roberto
Melchiorre (Uil Scuola) -, ma considerando il fatto che i grandi numeri restano
sempre ad appannaggio di Roma è possibile fare una previsione nell'ordine di
circa 50, 60 posti in meno". Previsione che non allarma più di tanto la
Uil, convinta che "l'eventuale riduzione sarà compensata dal turn over,
ossia dagli insegnanti che andranno in pensione". Il che è possibile ma
non basta a smorzare il rammarico espresso da Riccardo Petroni (Flcgil):
"Ogni anno la scuola reatina si ritrova ad essere penalizzata sul piano
degli organici - dice - E' un aspetto preoccupante che il personale scolastico
dovrebbe capire. Lo sciopero generale proclamato la scorsa settimana era in
fondo legato anche a questa condizione di marginalità vissuta dalla
provincia". Perché se le cinghie si stringono attorno alla scuola, le
conseguenze arrivano come un effetto domino: meno insegnanti, più alunni per
classe, abbassamento della qualità didattica, maggiori difficoltà per
l'inserimento degli studenti diversamente abili. Mentre le speranze
d'immissione in ruolo per l'esercito dei supplenti si assottigliano fino a
scomparire. A questo punto, non resta che rimettere il coltello tra i denti per
salvare il salvabile sui tavoli della direzione regionale.
( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 042, pag. 19 del 19/2/2008 Autore: di
Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF Partono
in questi giorni i corsi di recupero. Le scuole: non abbiamo le risorse per
farli gratis Per recuperare bisogna pagare Alle famiglie chiesti dai 20 a 70
euro per ogni insufficienza In una scuola superiore si arrivano ad avere fino a
700 debiti da recuperare. Settecento insufficienze per mille alunni. Una media
niente male. E da quest'anno recuperarli è obbligatorio, pena la non ammissione
all'anno successivo. La riforma, voluta dal ministro della
pubblica istruzione Beppe Fioroni, sta andando a regime in
questi giorni, con le scuole che hanno pianificato i corsi di recupero (circa
15 ore per cinque-otto alunni) e stanno informando le famiglie sulla necessità
che i figli li frequentino per recuperare una, spesso due o tre insufficienze.
Corsi anch'essi obbligatori, salvo che le famiglie attestino di voler risolvere
diversamente le insufficienze dei propri figli. E alcune lettere contengono una
sorpresa: la richiesta di pagare per le lezioni aggiuntive. Dai 20 ai 70 euro a
materia, giustificati dalla necessità della scuola di integrare le scarse
risorse che gli arrivano dal ministero. Il caso è scoppiato a Pescara, dove
alcuni licei hanno chiesto ai genitori dei ragazzi con debiti di contribuire al
finanziamento delle attività. "I corsi dovevano essere gratuiti, ma non è
così e quello di Pescara non è un caso isolato", commenta Enrico Panini,
segretario della Flc-Cgil. "Il problema è che le scuole da sole non ce la
fanno. E chiedere un contributo alla famiglia può essere una strada per
autofinanziarsi, come peraltro già avviene a inizio anno con le cosiddette
tasse scolastiche", spiega Giorgio Rembado, presidente dell'Anp,
l'associazione nazionale dei presidi. Il caso E proprio come avviene con i
contributi di inizio anno, che dovrebbero essere facoltativi e non dovrebbero
essere preclusivi all'iscrizione, la richiesta di pagamento per i corsi di
recupero è perentoria. "A conclusione dello scrutinio, il consiglio di
classe, al fine di prevenire l'aggravarsi delle carenze formative che
potrebbero pregiudicarne gli esiti finali, visto il dm n. 80/2007, ha
deliberato", si legge in una nota di un liceo scientifico di Montesilvano,
"per l'alunno in oggetto la frequenza obbligatoria di un corso di recupero
per le seguenti materie"; e poi, messo ben in evidenza, si precisa che
"....tutti i partecipanti ai corsi interni dovranno versare una quota
contributiva di 25 euro". L'autofinanziamento Con una media di 50 euro per
700 debiti (e spesso uno studente ne ha fino a 3) ogni istituto riesce a
recuperare 35 mila euro. Molto più di quanto gli arriva a livello centrale dal
ministero ella pubblica istruzione. Stando una elaborazione della Flc-Cgil, i
finanziamenti complessivi disponibili ammontano a 267 milioni di euro. Troppo
poco per far fronte alla valanga di asini, accusano i sindacati di settore,
"perché i ragazzi al primo quadrimestre hanno molti più debiti che a fine
anno e, alla fine della fiera, lo stato paga un solo corso a classe, con una
media di otto alunni a corso", spiega Panini. Quanti sono gli asini L'anno
scorso oltre il 36% degli studenti delle superiori è stato promosso con uno o
più debiti. Circa 760 mila studenti, per i quali da quest'anno scatta l'obbligo
di recuperare prima che inizino le lezioni dell'anno scolastico successivo.
Anche a costo di fare i corsi, con la verifica finale, in estate. E dove stanno
I ragazzi più indebitati navigano negli istituti professionali, dove 4 su dieci
hanno una o più insufficienze (fonte: direzione generale studi e programmazione
del Mpi) . Seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai tecnici (39,5%). I
più bravi sono nei classici (28,7%). L'anno più a rischio Si è confermato
essere il secondo, l'anno più a rischio per gli studenti delle superiori, con
un tasso di indebitamento di oltre il 37%. E non perché il primo sia indenne,
ma semplicemente perché qui la scrematura si fa a colpi di bocciature. La crisi
dell'estate I debiti vanno recuperati entro il 31 agosto di ogni anno, ovvero
prima che cominci il nuovo anno. Lo spartiacque del 31 agosto aveva lasciato
intendere che potevano esser organizzati anche in estate, con il problema, per
i docenti impegnanti nei corsi prima e nella verifica finale, dopo, di dover
rinunciare a una fetta di ferie. E Fioroni non ha mai
escluso che i corsi si potessero fare anche in estate. Ora però pare aver
corretto la rotta. In una recente risposta a una delle domande più frequenti
fatte dagli insegnanti sul sito del ministero, ha affermato che l'attivazione
dei corsi non può non tenere conto del diritto del personale docente alla
fruizione delle ferie. "Nella programmazione dei tempi e della durata
delle succitate verifiche il dirigente scolastico e gli organi collegiali
operano in modo da garantire agli studenti il diritto al recupero del debito
scolastico, promuovendo anche, a rinforzo degli interventi scolastici, lo
studio individuale. L'unico vincolo", precisa viale Trastevere, "che
dovrà in ogni caso essere rispettato è che tutti gli adempimenti si concludano
prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo".
( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Azienda Scuola Numero 042, pag. 22 del
19/2/2008 Autore: Mario D'Adamo Visualizza la pagina in PDF Crisi
politica penalizzante per gli aspiranti presidi La crisi politica mette in
bilico il destino dei dirigenti scolastici risultati idonei agli ultimi
concorsi ordinario e riservato e non nominati per carenza di posti nelle
rispettive regioni e nei rispettivi settori formativi. Potranno richiedere di
essere almeno assunti sui posti di un altro settore formativo o di un'altra
regione? Il disegno di legge Bersani ter, approvato a larghissima maggioranza
dalla camera il 10 ottobre scorso e approdato alla commissione istruzione
senato, aveva previsto tale possibilità, attivabile a domanda, ma non ce l'ha
fatta a concludere il proprio iter parlamentare, causa lo scioglimento delle
camere. Una speranza c'è, ed è che nei primi sei mesi della prossima
legislatura il Bersani-ter sia ripreso e fatto proprio dalla nuova camera (art.
107 del regolamento di Montecitorio), riprendendo il cammino nel punto in cui
era stato interrotto. Dovrà diventare legge al massimo entro giugno, per
consentire che le nomine possano poi effettivamente decorrere con l'inizio del
prossimo anno scolastico. Nell'incertezza dei tempi, Cgil, Cisl, Uil e Snals
puntano a un emendamento da inserire nel decreto milleproroghe (destinato così
a trasformarsi in un decreto omnibus, sul quale tutti tenteranno di salire).
L'8 febbraio hanno anche inviato una lettera al ministro della pubblica
istruzione, Beppe Fioroni, ed ai
gruppi parlamentari, perché si facciano carico del problema non solo per
soddisfare le legittime attese degli idonei in pole position ma per colmare le
carenze d'organico che i due concorsi. C'è il rischio che, se non verrà
introdotta la cosiddetta intersettorialità e interregionalità, gli idonei
dovranno ripetere il concorso, perché la validità delle graduatorie è a
tempo.
( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
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Il Ministero ai sindacati Debiti scolastici, legittimo "saldarli" con
i corsi estivi Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Metà febbraio: nelle scuole
italiane in questi giorni si sta celebrando il rito della visione pagelle primo
quadrimestre. Ci sono ancora quattro mesi per migliorare e superare le
eventuali insufficienze. La novità di quest'anno, però, è che i debiti andranno
saldati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Altrimenti la bocciatura
sarà certa e bisognerà ripetere la classe. Quindi se a giugno le insufficienze
non sono state superate bisognerà provvedere durante l'estate. Le scuole sono
tenute ad organizzare corsi di recupero nei mesi di luglio e agosto. Sulla
legittimità ad istituire corsi di recupero estivi, messa in dubbio dal sindacato
Gilda, è intervenuto nei giorni scorsi il Ministero dell'Istruzione precisando
che "il loro svolgimento nei mesi di luglio ed agosto è pienamente
legittimo, in quanto regolato dalla legge che ha modificato gli esami di Stato
che prevede che le nuove modalità per il saldo dei debiti siano definite con
decreto del Ministro della pubblica istruzione". Il decreto ministeriale
del 22 maggio 2007 stabilisce che si possono attivare gli interventi
riguardanti il saldo dei debiti "anche a partire dal termine delle lezioni
dell'anno scolastico nel quale il debito è stato rilevato". Come riporta
la rivista specializzata "Tuttoscuola" l'anno scorso circa il 36%
degli studenti superiori (circa 760 mila) è stato promosso con uno o più
debiti. La più alta percentuale di studenti insufficienti si è registrata negli
istituti professionali (41,1%), seguiti dall'istruzione artistica (39,6%) e dai
tecnici (39,5%). Dunque proprio negli istituti tecnici dovranno essere più
numerosi i corsi dir ecupero. Meno indebitati sono risultati gli studenti del
classico (28,7%). L'anno critico per maggiori debiti è risultato il secondo
(37,6%): nel primo anno la percentuale è risultata inferiore ma sicuramente è
stato più alto il numero dei bocciati. Le raccomandazioni
del ministro Fioroni ai professori di esercitare maggiore severità nella valutazione
degli studenti, ha avuto evidentemente l'effetto di incrementare sia la
percentuale dei bocciati sia quella degli studenti ammessi alla classe
successiva con debito scolastico.
( da "Blogosfere" del 19-02-2008)
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Feb
0819 Il bilancio del governo della scuola Pubblicato da Andrea Garbin alle
09:28 in giovani e scuola Daniele Cecchi su Lavoce.info prova
ad analizzare i provvedimenti del Ministro Fioroni nei due
anni di governo, difficile poter dare un giudizio complessivo perchè purtroppo
il problema della stabilità di governo non permette di sapere se altri
provvedimenti avrebbero consentito di rivedere l'intero sistema formativo, dato
che poi il Ministro Fioroni ha caratterizzato la sua azione con la tecnica del cacciavite,
cioè si è mosso abbastanza in continuità con il precedente governo, operando
poi per smontare alcune parti come lo stop alla licealizzazione degli istituti
tecnici e ai percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sicuramente positivo
l'innalzamento dell'obbligo a 16 anni ma si doveva intervenire anche sul
collegamento tra scuola secondaria di primo e secondo grado.
( da "Opinione, L'" del 19-02-2008)
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Oggi è
Mar, 19 Feb 2008 Edizione 34 del 19-02-2008 Se la battaglia per la meritocrazia
parte con il piede sbagliato I congiuntivi di Fioroni di Claudio Romiti Circola nel mondo politico, soprattutto dalle
parti del Partito democratico, l'idea che si possa imporre il merito attraverso
una sorta di decisione burocratica presa dall'alto. Come se le capacità di una
società di collocare nei posti giusti gli individui non fosse legato ai
meccanismi spontanei del mercato in senso ampio (concorrenza, anche
delle idee, e libera scelta), bensì che ciò rappresentasse il decreto di un
politico pianificatore, il quale decidesse che un certo bel giorno il merito
fosse applicato tout-court in ogni ambito del Paese. Una simile presa di
posizione l'abbiamo ascoltata dal ministro uscente della Pubblica istruzione Fioroni, durante l'assemblea costituente del Partito
democratico tenutasi a Roma il 16 febbraio. Battendosi il petto con enfasi per
far entrare il merito nella scuola e nelle università, il nostro ha pronunciato
parole di fuoco contro le rendite di posizione e le baronie che soffocano la
ricerca italiana, costringendo i migliori talenti ad emigrare all'estero. Egli
ha rimarcato l'esigenza di una migliore selezione meritocratica in ogni luogo
che si occupi di studio e formazione. Tutto giusto, tutto sacrosanto. Però, a
margine del magnifico predicozzo espresso dall'autorevole notabile democratico,
c'è stato un piccolissimo dettaglio, una leggera ma sgradevole stonatura che ha
in qualche modo inficiato le altisonanti dichiarazioni di questo novello
paladino della pubblica istruzione italiana: l'uso dei congiuntivi. Già,
proprio quella particolare forma espressiva che rende ricca ed elegante la
nostra amata lingua italiana. Ebbene, il buon Fioroni
se li è praticamente dimenticati, nella sua forsennata perorazione del merito.
Le sue frasi esprimenti dubbio o possibilità, i suoi periodi ipotetici assetati
di congiuntivi sono stati, ahimè, costruiti tutti, ma dico tutti, con il molto
colloquiale indicativo, secondo una antica tradizione occhettiana (i meno
giovani forse ricorderanno l'ex segretario pidiessino quando pronunciava i suoi
lunghi monologhi in totale apnea di congiuntivi). Ora, la domanda sorge
spontanea. E' ragionevole sperare nell'avvento di una epoca aurea del merito
quando personaggi ai vertici della pubblica istruzione utilizzano l'italiano,
materia fondamentale nella nostra didattica, come se fosse una clava da dare in
testa ai pochi puristi che ancora provano a sciacquare la lingua di Dante in Arno?
Ai posteri-elettori l'ardua sentenza.
( da "Lavoce.info" del 19-02-2008)
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Informazione
/ Scuola e Università SCUOLA di Daniele Checchi 18.02.2008
PROVVEDIMENTI Il ministro Fioroni (a differenza del ministro
Mussi) si è caratterizzato per una politica di apparente continuità con i
provvedimenti del precedente governo, mentre in realtà ha adottato una politica
graduale (il famoso "cacciavite") per modificare i contenuti più
invisi alla nuova maggioranza. Tra i provvedimenti adottati: 1)
innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, e parziale disapplicazione
della alternanza scuola-lavoro prevista dalla precedente riforma Moratti (in
particolare mancata sottoscrizione di accordi di sperimentazione regionale). 2)
commissariamento della agenzia nazionale per la valutazione del sistema
dell'istruzione (Invalsi), ma incompleta realizzazione di un sistema di
valutazione nazionale. Il Ministro ha espresso pareri contradditori sulla
necessità di una valutazione "campionaria" contrapposta ad una
valutazione "censuaria" delle scuole. 3) riscrittura dei programmi
scolastici, definendo dal centro traguardi terminali e linee di indirizzo e non
prescrizione di contenuti specifici, ma nel contempo preoccupandosi di un
recupero contenutistico nella attuale scuola dell'obbligo, a seguito del
ridimensionamento degli stessi introdotto dalla riforma Moratti. 4) ripristino
della serietà delle verifiche (in particolare reintroducendo i commissari
esterni per l'esame di maturità, ma anche con la reintroduzione dell'esame di
riparazione in sostituzione del meccanismo del recupero crediti) 5)
accettazione della riduzione degli organici previsto in finanziaria 2007 (in
particolare con l'imposizione di un tetto massimo agli insegnanti di sostegno)
in cambio di una progressiva immissione in ruolo dei precari, con la
conseguente chiusura delle graduatorie ed il passaggio ad un nuovo meccanismo di
ingresso nella professione insegnante basato sulle scuole di specializzazione
(SIS). 6) sperimentazione di nuove forme di gestione a livello locale delle
risorse docenti disponibili (proposta avanzata nel quaderno bianco sulla
scuola, recepita in finanziaria 2007 ed attualmente in corso di definizione
nelle linee di indirizzo del Ministero della Pubblica Istruzione). QUANDO SI
VEDRANNO GLI EFFETTI Gli effetti attesi dovrebbero essere quelli di
innalzamento della scolarità giovanile (intervento 1) e di miglioramento della
qualità degli apprendimenti (interventi 3 e 4). Incerti gli effetti degli
interventi sugli organici (interventi 5 e 6), sia sul piano del bilancio che su
quello della formazione impartita. OCCASIONI MANCATE Due sembrano i nodi non
ancora affrontati: 1) il riassetto del sistema formativo, alla luce della
preoccupante performance negli apprendimenti emersa dalle indagini
internazionali. Molti indicatori di inefficienza puntano i riflettori sulla
scuola secondaria di primo grado, che in seguito all'innalzamento dell'obbligo
avrebbe potuto essere ridisegnata legandola in modo più organico alla scuola
secondaria di secondo grado. È curioso che un provvedimento di rilevante
portata (quale l'età dell'obbligo) sia finito in Finanziaria, e non invece inserito
in una legge appropriata. È stata correttamente arrestata la licealizzazione
della formazione tecnica sponsorizzata dal governo precedente, senza però
sciogliere il nodo di quale fosse l'assetto desiderato. 2) non si può avere
maggior autonomia gestionale a livello decentrato senza la costruzione di un
adeguato sistema di valutazione censuario. Come già in passato, non si è avuto
il coraggio di andare in una direzione attuativa dell'autonomia scolastica
(trasferendo risorse e responsabilità a livello della dirigenza delle singole
scuole) costruendone la precondizione di verifica a posteriore dei risultati.
( da "Quotidiano.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
San
Benedetto del Tronto | Il fenomeno è di una gravità tale da essere considerato
dagli esperti, non solo del settore,un elemento destabilizzante per l'economia
ed il futuro dell'intero Paese. di Antonio De Signoribus
Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni Debiti
addio, sanarli è un obbligo. In ottemperanza alla ordinanza ministeriale
l'I.T.C."A. Capriotti" introduce le nuove modalità di recupero del
debito formativo al fine di rendere operative le nuove linee guida del
Ministero della Pubblica Istruzione. Il monitoraggio ministeriale
registra infatti una quota pari al 41% di ragazzi che accede con debito
all'anno successivo di corso e, di questi, solo uno su quattro riesce a
recuperare. Il fenomeno è di una gravità tale da essere considerato dagli
esperti, non solo del settore,un elemento destabilizzante per l'economia ed il
futuro dell'intero Paese. Ecco quindi l'intervento del ministro Fioroni volto al recupero dei debiti entro la conclusione
dell'anno scolastico. "Il Capriotti - sottolinea la dirigente,
professoressa Paola Fiorini - si allinea con puntualità alla direttiva
ministeriale e,dopo gli scrutini della seconda settimana di gennaio, ha
attivato interventi di recupero per gli alunni che hanno manifestato carenze in
discipline o aree disciplinari trasversali o caratterizzanti degli indirizzi di
studio. Sono state organizzate pause didattiche in cui il gruppo classe
'rallenta', ripassa, si esercita. E poi interventi pomeridiani. Non sono state
dimenticate le eccellenze per le quali sono stati organizzati interventi di
docenti dell'Università di Camerino. Il tutto con un impegno economico
dell'Istituto Capriotti pari a 50.000 euro per un totale di quasi 1.000 ore in
questa prima parte dell'anno scolastico. Tra giugno e luglio seguiranno altri
corsi di recupero e potenziamento per chi non avrà ancora sanato le carenze, al
fine di far arrivare il minor numero di studenti a settembre con la sospensione
del giudizio di promozione". "Va comunque chiarito ad alunni e
genitori - prosegue Paola Fiorini - che i recuperi scolastici non sono la
panacea e che nessun risultato positivo può essere raggiunto senza l'impegno
dello studente, senza il suo studio autonomo e il suo senso di responsabilità.La
scuola fa la sua parte, tutta intera e senza risparmio di energia. Allo
studente spetta il compito di rispondere con maturità e senso di
responsabilità". 19/02/2008.
( da "Asca" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
(ASCA)
- Roma, 19 feb - Le massime autorita' civili ed ecclesiastiche hanno preso
parte oggi alla tradizionale commemorazione della firma dei Patti Lateranensi.
Il ricevimento, a Villa Borromeo, sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa
Sede, e' stato preceduto da un incontro tra una delegazione italiana, guidata
dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal presidente del
Consglio Romano Prodi, e una vaticana, guidata dal Segretario di Stato, card.
Tarcisio Bertone. Al centro dei colloqui bilaterali c'e' stata prevalentemente,
a quanto si apprende da voci di corridoio, la situazione internazionale mentre
solo marginalmente si e' parlato dell'Italia. ''L'impressione e' stata quella
di uno sguardo positivo e di grande fiducia sullo scenario internazionale'', ha
riferito mons. Giuseppe Betori, spiegando che i colloqui hanno spaziato dal
Kosovo al Medio Oriente, dall'America Latina alla Cina. ''Abbiamo - ha detto il
ministro degli Esteri Massimo D'Alema - una visione comune per quanto riguarda
l'impegno al sostegno della pace e della distensione''. Per il Vaticano, erano
presenti anche il ''ministro degli Esteri'' mons. Dominique Mamberti, il
sostituto alla segreteria di Stato mons.Fernando Filoni e il nunzio in Italia
mons. Giuseppe Bertello. Al ricevimento, pero', gli occhi dei presenti si sono
concentrati principalmente sulla lunga conversazione a quattro che ha impegnato
Pier Ferdinando Casini, Giuseppe Fioroni, il
presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, e il segretario generale mons.
Giuseppe Betori. Nelle sale della villa si affollavano un gran numero di
rappresentanti della politica, dell'economia e della societa' civile, oltre che
della gerarchia ecclesiastica. Tra i piu' espansivi proprio Casini, che si e'
detto ''sereno come non mai in vita mia'', perche' ''finalmente libero''.
Quanto ai suoi ex-alleati della PdL, il presidente dell'Udc ha commentato di
fronte ai cronisti assiepati: ''Si appellano al voto utile, cioe' dicono votate
per noi, perche' siamo i piu' grandi. Dicono cosi' perche' non hanno altro da
dire'?''. ''Io - ha aggiunto in merito alle potenziali alleanze con Mastella o
con la Rosa Bianca di Pezzotta - devo pensare al programma. Alle alleanze ci
pensa Cesa. Perche' se non presento idee originali, viene fuori solo una brutta
copia''. Lo stesso Mastella non e' mancato al ricevimento, mentre spiccavano
per la loro assenza proprio gli esponenti del nuovo movimento centrista
promosso da Tabacci, Baccini e Pezzotta. Tra i piu' ricercati anche il
direttore dell'Osservatore Romano, Gian Maria Vian, mentre due ministri della
difesa, l'ex Antonio Martino e l'attuale Arturo Parisi, parlavano con i
numerosi esponenti delle Forze Armate presenti. asp/sam/rob.
( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
19-02-2008
21:31 Nessuno ne parla ufficialmente ma tutti pensano ai sondaggi Roma, 19 feb.
(Apcom) - La partita sul voto dei cattolici è più che mai aperta e il tema è,
sommessamente ma decisamente, protagonista nei conciliaboli a Palazzo Borromeo.
Nella sede dell'ambasciata italiana presso la Santa Sede sfilano, fianco a
fianco, il mondo politico e le alte gerarchie ecclesiastiche per l'anniversario
dei Patti Lateranensi. Occasione che cade per la prima volta nel bel mezzo
della campagna elettorale e, a meno di due mesi dalle elezioni e con la gara
ingaggiata per la conquista dell'elettorato moderato, le bocche sono cucite
solo ufficialmente. Mancano, è vero, i big come Silvio Berlusconi e Walter
Veltroni e l'unico candidato premier che si vede è Pier Ferdinando Casini, a
lungo al centro dell'attenzione. Il programma dell'evento è rigido fino al
termine dei colloqui riservati tra la delegazione italiana, guidata dal
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Romano Prodi, e
quella vaticana. Poi, durante il ricevimento, il cerimoniale si allenta e la
politica la fa da padrona. I protagonisti del colloquio riservato, che dura
circa mezz'ora, puntano tutto sui temi della politica estera. Nella delegazione
italiana anche il presidente del Senato Franco Marini, il vice presidente della
Camera Pierluigi Castagnetti, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il
sottosegretario Enrico Letta. Da parte vaticana il presidente della Cei, il
cardinale Angelo Bagnasco, e il segretario generale monsignor Giuseppe Betori,
il segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone. E' lo stesso
presidente Giorgio Napolitano a spiegare ai cronisti che con Oltretevere
"si è registrata una larghissima convergenza sui temi di politica estera
sia sul Kosovo sia sul Medio Oriente, ci sono sforzi convergenti". Un
comune sentire che, en passant, come ha osservato un alto prelato, ha
riguardato anche la Cina, fronte sempre molto delicato per la Chiesa cattolica.
Sulle relazioni bilaterali è 'nulla quaestio': i rapporti, come Napolitano e lo
stesso Benedetto XVI hanno avuto modo di dire, sono "eccellenti" e
c'è un'intesa piena proprio sui dossier dell'agenda internazionale. La
politica? I partecipanti all'incontro giurano che i temi della campagna
elettorale sono rimasti assolutamente fuori dai colloqui. Ma quel che è certo è
che tutti hanno letto le anticipazioni del sondaggio di 'Famiglia cristiana'
sul voto dei cattolici, indecisi nel 41% dei casi e ancora poco polarizzati. Quindi
elettori potenziali. Però, in tempi di liste pro-life e monotematiche, come
quella annunciata da Giuliano Ferrara, alfiere della moratoria sull'aborto, tra
le alte gerarchie vaticane si osserva che "la gente ha i piedi per terra,
i problemi se li pone quando li vive...". Insomma il cattolico non può
sentirsi rappresentato da una sola battaglia, ma guarda a un intero programma.
Semmai, come osserva in serata il segretario di Stato vaticano Bertone, citando
il salmo 71 sul "principe buono", i politici cattolici devono
prendersi cura "dei più deboli e dei più poveri". Tra un aperitivo al
mandarino e champagne e un vassoio di fritti mignon, politica e Chiesa si
incontrano ed è una girandola di strette di mano tra porporati ed ex ministri
come Clemente Mastella, che, muto, si trattiene giusto il tempo di qualche
saluto; tra cardinali come Camillo Ruini, Crescenzio Sepe, Achille Silvestrini,
Michele Giordano, Jean-Louis Tauran, Renato Raffaele Martino e una fitta e
bipartisan schiera di politici, da Pier Ferdinando Casini ad Arturo Parisi, Beppe Fioroni, Bobo Craxi, Gustavo Selva, Antonio Martino, Beppe Pisanu. E
Vannino Chiti che si dice "fiducioso che il Pd possa intercettare il voto
dei cattolici soprattutto dopo l'approvazione della carta dei valori".
Cosa che non crede affatto il professor Domenico Fisichella, ex An poi
confluito nella Margherita e infine approdato nel gruppo misto al Senato:
"Credo che difficilmente il Pd possa conquistare qualche voto nell'area
cattolica, forse di più in quella laica...". Immancabili i 'teodem' del
centrosinistra. Enzo Carra è convinto che il Pd abbia notevoli chance "tra
i cattolici di buon senso che non apprezzano e non voterebbero forze
integraliste mentre credo possa esserci un apprezzamento per un partito con
rappresentanti che si battono per certe idee". Paola Binetti, invece, sta
a vedere e attende di capire come andrà con i Radicali ribadendo che "è
necessario raggiungere un equilibrio" perchè le varie anime del Pd siano
rappresentate. E mentre domani il cardinale Tarcisio Bertone vola a Cuba c'è chi,
proprio da Oltretevere, non rinuncia a fare una battuta: "Prima ha chiesto
a Castro di dimettersi...".
( da "EUROPA.it" del 19-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abituato
com'è, giustamente, a trattare così i manager pubblici (ma non i banchieri, per
esempio), il Sole 24 Ore ha azzardato ieri una di quelle tabelle grafiche che
piacciono ai lettori: solo che, accanto ai simboli dei partiti a segnalare
l'appartenenza politica, non venivano catalogati direttori generali delle Asl o
boiardi di stato, bensì cardinali e vescovi. Da Ruini a Bertone, da Caffarra a
Bagnasco, da Sepe a Tettamanzi a Betori, a nessun prelato di peso è stato
risparmiato l'apparentamento con il Pdl, col Pd, con Pezzotta o con Casini.
Diciamo che solo il papa, non sappiamo se per rispetto o per incertezza, s'è
salvato dalla lottizzazione porporata. Il tutto sotto un titolo piuttosto
crudo: "La Chiesa assegna i compiti ai partiti". Dato che de Bortoli
non è Sansonetti, e il Sole non è un foglio pannelliano, immaginiamo che tra
Cei e Santa sede ieri ci sia stato un po' di sconcerto. Non è bello per i
pastori di anime farsi trattare come consiglieri d'amministrazione delle
Ferrovie. È presumibile che in queste ore qualcuno si faccia sentire. Almeno da
Avvenire ci aspettiamo oggi la meritata bacchettata ai confindustriali. Siccome
però dopo una certa età ognuno è responsabile di ciò che gli capita, è
inevitabile porsi la domanda se le gerarchie cattoliche non se lo siano un po'
cercato, questo profano ridimensionamento. In effetti è proprio il quotidiano
della Cei a fornire lo spunto per queste operazioni di catalogazione. Fin dalla
sortita del direttore Boffo in favore dell'apparentamento tra Udc e Pdl, poi
fallito per motivi evidentemente non suggeriti dallo spirito santo, ogni giorno
Avvenire ha esercitato attivo interventismo nel puzzle della campagna
elettorale. E ieri, mentre il Sole distribuiva tessere ai cardinali, Avvenire
distribuiva benedizioni ai candidati, segnalando coloro che nei prossimi mesi
necessiteranno di speciale assistenza in quanto potenziali vittime "di
odio civile". I nomi delle possibili vittime sarebbero quelli di chi
"non molla la presa sulle questioni eticamente sensibili", ma è
chiaro che è stata fatta una cernita. Ci sono Ferrara, Casini, Pezzotta, c'è
anche Mastella che in effetti soffre per questioni etiche ma forse non proprio
quelle alle quali pensa Mimmo Delle Foglie. Mancano molti altri: non è che le
polemiche, diciamo così, laiciste, abbiano risparmiato nel tempo, per dire,
Rutelli, Bondi, la Binetti, Fioroni, Formigoni, Livia Turco? L'unica spiegazione che si può dare di
questa attenta selezione è che si voglia difendere i quattro poveri centrini
non tanto dai "radicali seminatori di odio" (così c'è scritto a
proposito di Bonino e compagni), quanto dalla minaccia di schiacciamento tra Pd
e Pdl, ora sospettati da Avvenire di voler neutralizzare i temi etici nel nome
della "pacificazione": Veltroni non vuole polemiche
sull'aborto, Berlusconi si accontenta della libertà di coscienza. Se l'abbiamo
capita bene, l'operazione è rischiosa, lo diciamo con amicizia, anche se infine
il suo unico scopo immediato fosse quello di dissuadere dall'accordo tra Pd e
radicali (i quali peraltro sembrano volersi dissuadere da sé). Pare infatti
arrischiato pensare che tutta la vicenda politica nazionale si giochi sui
destini di Casini e Ferrara. Opinabile sostenere che le necessità delle
famiglie italiane siano ristrette ai temi etici. E soprattutto bizzarro sul
giornale dei vescovi, nel nome di questo giudizio, svalutare il tentativo
parallelo di Veltroni e Berlusconi di cambiare stagione e svelenire il clima.
Nel caso Avvenire decidesse di bacchettare il Sole per la sua mancanza di
rispetto, potremmo assecondarlo. Ma se invece dovessimo pensare che proprio il
quotidiano della Cei in fondo preferirebbe per l'Italia la rissa permanente,
purché eticamente sensibile, a una faticosa linea del dialogo (che potrebbe
alla fine anche portare ad affrontare i temi biopolitici in maniera costruttiva
e non distruttiva), allora il peccatuccio veniale di de Bortoli sparirebbe, di
fronte a una autentica prova di scarso amor patrio.