HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
top ARTICOLI DEL
15-2-2008 #TOP
![]()
Ci
sono molti motivi che spiegano l'arrancare dell'Italia e la sua difficoltà a
liberare il talento naturale che la pervade. Uno è l'istruzione. Abbiamo
una scuola vecchia, ancorata a dogmi fatiscenti, in cui le nozioni trionfano
sullo stimolo delle capacità. La maggior parte dei giovani finisce il
ciclo dell'obbligo carica più di informazioni disinnescate che di
istruzioni per l'uso della vita.
Vale la battuta che, qualche giorno fa, un politico nostrano ha fatto su un
nostro esponente governativo di punta. "Ha tutto i talenti meno quello di
sfruttarli". Ovvio che ci sono le eccezioni e da noi l'eccellenza non
sorprende mai. Ma il livello medio è preoccupante e aiuta a capire come mai
capita non di rado che gli stranieri ci mangino sul naso.
Fotografa bene la situazione, o almeno così mi pare, il Rapporto 2008 sui
progressi nel raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona per lo
sviluppo e la crescita economica.
Dal testo emerge che in Italia aumentano i diplomati, calano gli abbandoni
precoci, ma in genere i dati restano sempre sotto la media Europea.
Anche quando si tratta di competenze linguistiche dei quindicenni (in discesa
libera nel nostro Paese, ma anche in molti altri Stati membri) o di educazione
permanente degli adulti.
L'Italia non compare tra i "best performers" (i Paesi con i migliori
risultati) in nessuno degli indicatori (tra cui figurano proprio gli abbandoni
precoci) che riguardano l'istruzione superiore. E neppure tra quelli relativi
all'istruzione terziaria.
È invece al top per quanto riguarda i servizi scolastici per l'infanzia.
Secondo l'Ue siamo al di sopra, con quasi il 100% di partecipazione dei bimbi
di 4 anni, ai livelli mediani di Europa a 27 (85,7%), Usa (65,3%) e
Giappone (94,7%).
Decisamente peggio per quanto concerne gli abbandoni: nonostante punte di
miglioramento, l'Italia resta tra i Paesi con il 20,8% di giovani che lasciano
precocemente i banchi, contro il 10% auspicato dagli obiettivi di Lisbona.
Basse le competenze chiave dei nostri giovani nella lettura: sono più del 21% i
ragazzi che hanno problemi. E tra il 200 ed il 2005, secondo il Rapporto, e'
calato anche l'insegnamento delle lingue straniere. Come se non ce ne
fosse bisogno…
E c'è la beffa finale. L'Ue lamenta che in Paesi come l'Italia un anno dopo il
diploma il 50% dei ragazzi sono senza un lavoro. E, comunque, il 50% di quelli
che lo trovano hanno un'occupazione temporanea.
Per quanto riguarda la formazione permanente, i paesi che se la cavano meglio
(per numero di 25-56enni coinvolti) sono Danimarca, Regno Unito e Finlandia.
L'Italia, con poco piu' del 5%, resta, decisamente sotto la media Ue.
Capito l'arcano? Parliamo tanto, e per certi versi giustamente, di riforme
previdenziali, elettorali e istituzionali. La scuola e la formazione
emergono di rado e poi scompaiono dal dibattito. Così dimentichiamo che avere i
conti pubblici non serve a molto se la scuola resta solo e soltanto una
"sqola".
Poi ci riempiamo la bocca - o meglio si riempiono, i politici - di belle parole
sull'importanza dell'apprendimento e dello sviluppo della capacità. Alla prova
dei fatti siamo fermi a Manzoni. Quando vedo che i programmi sono quasi gli
stessi di quando ho fatto le medie negli anni Settanta, provo l'orrore di chi
si trova a guardare negli occhi le regioni del nostro ritardo.
Possibile che nessuno faccia nulla? E che, riforma dopo riforma, si sia ancora
al punto di partenza? Possibile. Ma c'è da infuriarsi come tori.
Non ha dubbi la responsabile del progetto
Ocse-Pisa, Karin Zimmer, quando analizza le ragioni del divario di risultati
tra le scuole dell'Italia e quelle della Finlandia. La ricetta che riassume il
successo è “valorizzazione dell'autonomia”. Parola troppo a lungo svuotata di
significato ed effettività su scala nazionale; è imbarazzante dire di quella
regionale. L'esperienza dell'Autonomia scolastica è emblematica: a suo tempo fu
definita cantiere aperto; è stata di seguito declassata a cantiere dismesso ed
infine è stata marginalizzata perché in avanzato stato di abbandono, a dispetto
del Titolo V della Costituzione che configura la scuola un vero e proprio sistema
delle autonomie, indipendente rispetto all'organizzazione statale e a quello
delle istituzioni locali.
E allora quale miglior intervento piuttosto che
proseguire con l'assistenza a pioggia e con i proggettifici variamente titolati
e pagati, per arginare l'emergenza che di continuo si autoriproduce, che un
piano programmatico fondato sulla centralità dell'autonomia scolastica ed
universitaria protagonista del sistema formativo? A quell'autonomia
costantemente vilipesa e costantemente bambina si attribuiscono non tanto
estemporanee “paghette” ma investimenti che non trovano eguali sul territorio
nazionale, ossia importanti risorse di bilancio - quasi trenta milioni di euro
per anno fino al 2010 solo per l'istruzione - e soprattutto un progetto con
metodologia e strumenti di valutazione e monitoraggio.
Possiamo argomentare a lungo sull'autonomia e sul
suo orizzonte immateriale ma senza denari disponibili, i luoghi dell'istruzione
in tutte le diverse fasi della vita avviliscono la qualità più alta non
negoziabile, ossia il cuore e la testa di quelli che la frequentano. Senza
biblioteche, senza laboratori, senza luoghi del confronto e della didattica,
senza ricerca anche il cervello più strutturato e brillante e la volontà più
determinata soccombono.
Per la prima volta in Sardegna si sta percorrendo
la strada dei Patti formativi territoriali, finalizzati a una gestione unitaria
e concertata degli interventi. Per la prima volta la Regione Sardegna ha
avviato, nell'anno dell'istruzione
e delle pari opportunità, un piano organico per il miglioramento
dei livelli di istruzione e formazione, la cui base fondante è costituita
dall'anagrafe dell'offerta formativa, della popolazione e dell'edilizia
scolastica.
Per la prima volta gli studenti, attraverso la
Consulta regionale, sono interlocutori privilegiati e responsabilizzati di
questo assessorato che non li considera destinatari di disposizioni e direttive
estranee alla loro volontà. Per la prima volta il monitoraggio, previsto in
ogni fase del percorso per verificare il raggiungimento di singoli obiettivi,
attraverso l'autovalutazione, rimarca un'importante differenza qualitativa
dell'attuale piano regionale e la validità della modalità dell'azione
regionale.
Questa molteplicità di “prime volte” altro non è se
non il segnale della consapevolezza condivisa che soltanto lavorando insieme in
una prospettiva che dall'immediato contempla il medio e lungo periodo si può
iniziare ad abbattere le pesanti negatività registrate dai dati Ocse - Pisa.
Il progetto della Regione Sardegna - insieme con le
autonomie scolastiche, le università, gli enti locali- è quello di trasformare
i luoghi di elaborazione, costruzione, trasmissione del sapere in veri e propri
presidi territoriali, aperti all'intera cittadinanza, che stimolino l'interesse
e la passione verso l'apprendimento e saldino, attraverso la partecipazione e
la condivisione delle esperienze, i legami tra le diverse componenti delle
comunità. Al centro della scena didattico-pedagogica viene posto l'allievo, il
docente e l'ambiente educante, valorizzati e qualificati attraverso un'alleanza
con le autonomie locali e le qualità ed opportunità del territorio.
Per quanto attiene la scuola è stato messo in moto
un insieme di interventi che in questi primi mesi del
La cultura è trascendimento dei saperi compartimentati
e affermazione di una prospettiva unitaria dove competenze logiche,
matematiche, linguistiche ed artistiche interagiscono per costituire
inclusione. La cultura è condivisione di un sapere capace di declinarsi
nell'abilità di fare, di inventare, di pensare. Dall'investimento su questo
sapere dipende la qualità del nostro domani. Per questo i laboratori e la
formazione dei docenti; per questo la lotta senza retrocessioni per una scuola
e un'università capaci di preparare al meglio le generazioni che tra breve
dovranno prendersi cura della nostra Sardegna.
Patto formativo territoriale e patto
intergenerazionale sono alla base del nuovo percorso. Dal nido al master non
dobbiamo consentire mai più soluzioni di continuità, abbandoni, o mortalità
precoci nella costruzione dei saperi soggettivi e collettivi. Sarebbe
imperdonabile, una volta presa coscienza della deriva a cui, se non si
interviene, condanniamo le giovani generazioni.
In questo periodo si discute molto di istruzione e
di università. È un bene! Non ne abbiamo mai discusso abbastanza; e se per caso
ci troviamo in una dialettica così appassionata significa che nei decenni c'è
stato una grande rimozione del tema. Abbiamo dato per scontato che il diritto
allo studio fosse un dato acquisito ed invece è ancora un obiettivo difficile
da conseguire. Spesso disquisiamo con dati non certi, con statistiche
differenti a seconda delle premialità delle linee di finanziamento.
Il primo impegno di questo assessorato è stato
dunque quello della raccolta dei dati per compilare l'anagrafe dell'istruzione,
dalle classi primavera ai percorsi dell'alta formazione. La lettura dei dati,
lo sappiamo, non è confortante. Basti pensare che i promossi senza debiti nella
scuola secondaria non raggiungono il 40% degli studenti, con una distinzione
importante che accentra i maggiori insuccessi sui maschi. E all'università non
tira aria migliore: se i diplomati sono stati 14.856 nel 2006, il numero di
laureati, negli atenei della Sardegna, precipita a 6.312 unità.
Ecco perché tanta insistenza per evitare sprechi e
per incanalare risorse a favore del diritto allo studio e di una concreta
politica delle pari opportunità, con ingenti contributi economici a chi non ha
mezzi sufficienti e ai meritevoli, con la moltiplicazione dei posti letto per
gli studenti, sollecitati a pretendere la qualità della didattica e la
corrispondenza degli insegnamenti alle realtà del territorio.
Il domani è già iniziato e la responsabilità a cui
sono e siamo stati chiamati ci impone rigore e di non indietreggiare rispetto
agli standard e alle pratiche migliori. Crediamo nei nostri ragazzi e nelle
nostre ragazze. E sentiamo l'obbligo etico e morale di attrezzarli con gli
strumenti più adeguati per affrontare le sfide del domani. Il nostro vero
welfare è l'istruzione.
* assessore della pubblica istruzione, Regione
Sardegna
Sarebbe un peccato se in questa campagna elettorale
si discutesse solo di tasse. E non perché la pressione fiscale non sia elevata:
lo è, ed è urgente ridurla. Ma le tasse sono solo un sintomo dei mali
del-l'Italia. Da sola, una riduzione della pressione fiscale non risolverebbe
alcuno dei nostri problemi. (Diverso se si discutesse di spesa e di come
diminuirla).
Due le questioni che dovrebbero essere al centro del dibattito e che riguardano
la capacità delle famiglie di arrivare alla fine del mese (il problema a mio
parere più immediato): il potere di acquisto dei salari (abbiamo stipendi greci
e prezzi tedeschi) e una spesa sociale che non aiuta chi ne ha davvero bisogno.
Abbassando le tasse si aiuterebbero i salari, alzandole si potrebbe finanziare
più spesa sociale. Ma è un'illusione pensare che il fisco sia lo strumento per
risolvere questi problemi.
In Italia i salari sono, in media, del 30% inferiori rispetto a Francia,
Germania e Gran Bretagna. Ma questa differenza non è equamente distribuita. È
più ampia per i giovani e si restringe via via che passano gli anni: a 55 anni
scompare perché i nostri salari crescono con l'età più rapidamente che nel
resto d'Europa. In altre parole, in Italia l'anzianità è più importante del
merito nel determinare la progressione di carriere e stipendi. Chi proporrà
l'eliminazione degli scatti di anzianità — a cominciare dai contratti dei
dipendenti pubblici, in primis
dei docenti universitari — per destinare più risorse al merito?
Rimane il fatto che il livello medio dei salari è più basso che altrove in
Europa. In parte questo riflette un premio di assicurazione: un lavoratore con
un contratto a tempo indeterminato è di fatto illicenziabile e il mancato
salario è un prezzo che egli paga per «assicurarsi » contro il rischio di
licenziamento. Non si possono chiedere al tempo stesso salari più elevati e
garanzie contro i licenziamenti.
Il divario tra i salari italiani ed europei è dovuto anche a una minor
produttività. Produttività significa efficienza, ma anche innovazione: questa
spesso richiede la capacità di analizzare dati, fare esperimenti e affrontare i
problemi con un approccio scientifico. I test Pisa (si vedano al sito www.pisa.
oecd.org) misurano queste competenze nella scuola secondaria: i risultati sono
sconfortanti. I nostri studenti sono al 35˚posto sui 40 Paesi studiati nel
2006. Ciò che più colpisce è la loro scarsa dimestichezza con il metodo
scientifico.
Che fare per migliorare la scuola? Una cosa è certa: un'ennesima riforma
studiata dal ministero non servirebbe a nulla. Bisogna introdurre più
concorrenza fra le scuole. Per farlo occorre dare alle famiglie la possibilità
di scegliere: le scuole cattive rimarranno senza studenti e ci sarà la coda per
iscrivere i figli alle migliori. Ma le famiglie devono essere informate. Le
scuole dovrebbero pubblicare dati sui loro allievi: quanto tempo hanno
impiegato a trovare un lavoro? Quanto guadagnano? In quanto tempo si sono
laureati? Dove, con che voti? Sono dati che molte scuole già raccolgono, ma si
guardano bene dal rendere pubblici.
15 febbraio 2008
Il
governo boccia la legge sulla lingua friulana
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
i più
perplessi sarebbero stati Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Giuliano Amato
(Interno), oltre a Linda Lanzillotta (Affari regionali). Le analisi dei diversi
ministeri "e le tantissime segnalazioni e i rilievi arrivati da più
parti", aggiungono proprio al ministero degli Affari regionali, hanno
convinto l'intero governo a fermare la corsa della legge.
DAL
MINISTERO non arrivano abbastanza contributi? Le casse delle scuole sono sempre
pi ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
anche al
ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Non è la prima volta che
Cna si impegna a far 'incontrare' le scuole e le imprese. Dal
L'UNICA
CERTEZZA, per ora, <I ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
per far
fronte ai corsi di recupero imposti dal ministro alla Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni, per tutti quegli studenti che hanno avuto una o più
insufficienze nel primo quadrimestre. I corsi, di 10 o 15 ore l'uno per
materia, sono gratuiti, ma non obbligatori: i genitori possono decidere di
mandare i ragazzi a lezioni private.
Riforma
scuola lettera a Dellai dai sindacati
( da "Trentino"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
oltre mille
docenti della scuola trentina in merito alla questione del "recupero dei
debiti formativi", oggetto delle deliberazioni della giunta provinciale.
E' quindi richiesto un incontro in tempi brevi e si minacciano azioni di
protesta. Le recenti disposizioni sull'elevazione dell'obbligo scolastico -
viene detto in una nota congiunta dei sindacati confederali e dello Snals -
Un'esperienza
di frontiera, una testimonianza di speranza, un esempio. Attenzione e
partecipazi ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ad ascoltarlo
una platea gremita di ragazzi delle scuole rodigine, riuniti assieme ai docenti
in occasione della Giornata della legalità. Don Luigi Merola, per il suo
impegno contro la criminalità è stato più volte minacciato e vive sotto scorta.
E' stato nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione
alla legalità. - -->.
Scuola,
tutti al lavoro per saldare i debiti
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ma
indirettamente anche degli istituti dopo la recente riforma del ministro
Fioroni. Per quattordici anni una parte consistente degli studenti promossi con
alcune insufficienze non recuperava le carenze registrate l'anno precedente e
con i corsi organizzati a settembre dalle scuole non sempre si raggiungeva
l'effetto sperato.
Continuo
a sognare elena - cristina genesin
( da "Mattino
di Padova, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il delitto
Fioroni. Davanti alla Corte d'Assise lo psichiatra del carcere che segue
l'imputato dal giorno del suo arresto "Continuo a sognare Elena"
L'ossessione di Gian Luca Cappuzzo tra amore e rabbia "Riconosce di aver
perso progressivamente il controllo della situazione è depresso ma lucido"
CRISTINA GENESIN La sognava a pochi giorni dall'
Asili
aperti ai clandestini? La Moratti pronta a fare ricorso
( da "Giornale.it,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ma il Comune
attraverso i propri legali presenterà subito ricorso e la circolare sulle
iscrizioni - contestata nei giorni scorsi anche da Cei, Caritas e Cgil, mentre
il ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni il mese scorso ha addirittura
tagliato i fondi agli asili comunali - dovrebbe rimanere immutata.
Lunedì
il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd
( da "Stampa,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
DOPPIO
APPUNTAMENTO CALLIANO Lunedì il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd Ex
presidentessa Pro loco è azzannata dal proprio cane Il ministro della Pubblica
Istruzione Giuseppe Fioroni lunedì sarà ad Asti. La sua giornata avrà una parte
istituzionale e una con i simpatizzanti del Pd.
I
corsi di recupero a scuola minacciano il turismo estivo
( da "Stampa,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
A livello
nazionale i sindacati avevano fatto presente al ministro Giuseppe Fioroni i
problemi delle ferie degli insegnanti, ma dal ministero hanno fatto sapere che
lo svolgimento dei corsi di recupero a luglio e ad agosto è pienamente
legittimo, mettendo a tacere, di fatto, tutte le polemiche.
Il
debito è mio e lo gestisco io ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
gestisco io
di Roberto Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni?
Mistero. Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci, per un totale di
un milione e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate di quest'anno, a
dieci anni dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di riparazione e nel
primo anno della riforma Fioroni che li ha ripristinati di fatto,
Never
walk alone l'accordo con l'idv impone un emendamento ad partitum
( da "Riformista,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Identica
sensazione ha avuto Beppe Fioroni, che ha testimoniato il suo disappunto
("Il Pd non è né un tram, né un autobus"). La trattativa prosegue,
dunque. Fermo restando che il veterano radicale, e di questo i democrat ne
hanno piena coscienza, a cambiare e ricambiare le carte in tavola ci mette un
attimo.
La
moglie compare nei sogni di Cappuzzo
( da "Corriere
del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
iniziale
amnesia alla presa di coscienza dell'omicidio con l'uretano di Elena Fioroni La
moglie compare nei sogni di Cappuzzo Lo psichiatra del medico uxoricida:
"E' una proiezione del suo desiderio" PADOVA - Elena torna di notte,
compare nei sogni di Gianluca Cappuzzo. Lui continua a sognare la moglie a due
anni dalla notte in cui la uccise.
Scuole
nel caos, partono i corsi di recupero
( da "Corriere
del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
coerentemente
con l'ultima ordinanza del Ministro Fioroni, non c'è debito che tenga: per ogni
4 confermato in pagella, la pena sarà l'obbligo di fare un altro corso di
recupero in piena estate, rinunciando a tre settimane di vacanze e con lo
spauracchio della bocciatura, accontentandosi intanto di una "promozione
sospesa".
I
giovani e le sette note si incontrano a scuola
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la materia
della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle scuole,
oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ". Idea che ha
entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a diventare una
sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.
Veltroni
si libera di Prodi e trascina Rutelli nel Pse
( da "Libero"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
lo ha fatto
in segreto e nella speranza di affrontarne le conseguenze con gli ex
Margheritini, da Fioroni a Marini da Enrico Letta a Rosy Bindi, solo dopo il
voto e a cose fatte. Quanto a Schulz, due giorni fa ha riunito il suo gruppo
parlamentare e si è lamentato perché "nessuno mi ha invitato in Italia per
la campagna elettorale di Veltroni".
Pd-radicali,
porte quasi chiuse D'Alema: ora stop ai partitini
( da "Corriere
della Sera" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ora stop ai
partitini Fioroni: non siamo un tram. Bettini propone una
"delegazione" Lo sfogo di Emma Bonino: che idea è? Bertinotti: con Di
Pietro meno limpida la scelta di correre soli ROMA - Si sono incontrati di
nascosto come gli amanti clandestini, da una parte del tavolo Rita Bernardini e
Marco Cappato e dall'altra Goffredo Bettini,
Tagli
per 11 mila posti, sindacati in guerra
( da "Redattore
sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Anche la
deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per
rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la
Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto
riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727)e Calabria (-1.195). Questi
gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351),
Psicofarmaci,
''medicalizzazione'' a scuola? Segnalati altri casi in Italia
( da "Redattore
sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
uso di
psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro
Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche
appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e'
stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e
politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia".
La
rivolta contro i <paracadutati>
( da "Gazzettino,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Fioroni. In
bilico De Mita, Mattarella, Visco. Deputati e senatori veneti della passata
legislatura dovrebbero quindi essere riconfermati in cima alla lista: spazio
quindi tra gli altri aDe Piccoli,Treu,Casson,Naccarato,Martella. Qualche
problema si potrebbe porre in virtù dell'alleanza con l'Idv di Di Pietro,
Governo
contro il friulano: ricorso alla Consulta
( da "Gazzettino,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E con i
ministri Fioroni, Amato e Lanzillotta che avrebbero mosso le principali
perplessità sul provvedimento.Già nel corso del dibattito sull'approvazione
della legge, in Friuli Venezia Giulia si erano registrati due diversi
schieramenti trasversali: Alleanza nazionale, una parte dei sindacati, politici
e amministratori dell'area triestina e pordenonese,
<Il
dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Elena
Fioroni, madre di due figlioletti, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006. Il
chirurgo sostiene che la verità su quella tragica notte è venuta lentamente a
galla nella sua mente. Ci sono voluti mesi e mesi di grandi elaborazioni prima
di mettere a fuoco la dinamica di un omicidio di cui ancora oggi non si rende
conto.
MINORI.
Psicofarmaci consigliati nelle scuole, il commento di Giù le mani dai bambini
( da "HelpConsumatori"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ed il
Ministro Fioroni è al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati
anche appelli di risonanza pubblica. Il problema è stato ignorato, ora chi di
dovere dovrà prendersi responsabilità tecniche e politiche per quanto sta
accadendo in molte città d'Italia: il messaggio che si cerca di far passare con
questi 'corsi di informazione e specializzazione'
Via
11 mila posti, sindacati sul piede di guerra
( da "Redattore
sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Anche la
deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per
rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la
Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto
riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727) e Calabria (-1.195). Questi
gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351),
Psicofarmaci
scuola: segnalati altri casi in Italia
( da "Redattore
sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
uso di
psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il
ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati
anche appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce,
"e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita'
tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia".
Divieto
clandestini alle scuole materne/ Il Comune capitola dopo la sentenza del
giudice. Le carte di Affari ( da "Affari Italiani (Online)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Fioroni, che aveva ingaggiato una durissima battaglia con il sindaco Letizia
Moratti può quindi gioire. A dare l'annuncio della resa è stata Mariolina
Moioli, assessore comunale alle politiche sociali. "La direzione centrale
dell'Assessorato ha recepito in una apposita determina la ordinanza del
magistrato che prevede l'
SCUOLA/
RECUPERO DEBITI, OGNI ISTITUTO SCEGLIE VACANZE DIVERSE
( da "Virgilio
Notizie" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i
recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo
terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre
altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti
impegnati nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Il Consiglio dei
ministri impugna la norma di tutela: "È anticostituzionale e prefigura un
regime di sostanziale bilinguismo". Regione pronta a resistere Il governo
boccia la legge sulla lingua friulana Dall'uso negli uffici pubblici all'insegnamento
a scuola, arriva un no unanime. Antonaz: "Una cantonata" TRIESTE Alla
fine la bocciatura è arrivata. Il governo uscente di Romano Prodi ha impugnato
all'unanimità la legge regionale sulla valorizzazione della lingua friulana. La
decisione era nell'aria da sempre ma suona come uno schiaffo a Riccardo Illy
che di quella legge, indigesta a più di un componente della sua maggioranza, ha
fatto una bandiera di autonomia. Quattro i punti contestati tra cui quello
della scuola. La Regione è comunque pronta a resistere e parla di
"cantonata" del governo. Ma lo stop di Roma rischia di creare
tensioni nel centrosinistra, dove peraltro Illy non ha ancora sciolto le
riserve, e ripercuotersi sulla campagna elettorale. IL GIUDIZIO Il giudizio di
palazzo Chigi, arrivato ieri mattina, è molto pesante: gli articoli della legge
impugnati, "oltre ad apparire in contrasto con numerosi principi
costituzionali", "esorbitano dall'oggetto della legge" e
"prefigurano un regime di sostanziale bilinguismo e, per taluni aspetti,
di esclusività della lingua friulana". IL CONSIGLIO Eppure, tra il
dipartimento degli Affari regionali del ministero e la Regione in queste
settimane è continuato il dialogo serrato. Tanto che le obiezioni sollevate in
un primo momento erano addirittura 12. Ma quel dialogo, come recita la nota di
palazzo Chigi, non ha consentito di superare alcuni rilievi di
costituzionalità: rilievi che coinvolgono diversi ambiti e ministri tanto che,
nel consiglio di ieri, i più perplessi sarebbero stati
Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Giuliano Amato (Interno), oltre a Linda
Lanzillotta (Affari regionali). Le analisi dei diversi ministeri "e le
tantissime segnalazioni e i rilievi arrivati da più parti", aggiungono
proprio al ministero degli Affari regionali, hanno convinto l'intero governo a
fermare la corsa della legge. FRIULANO FREE Secondo il consiglio dei
ministri l'area non friulanofona e quindi la provincia di Trieste e parte di
quella isontina - ed è questo il primo punto contestato - devono essere
"friulano free". La legge forza la mano, secondo il governo,
prevedendo "un obbligo generale per gli uffici dell'intera regione"
di rispondere in friulano "alla generalità dei cittadini" che si
avvalgono del diritto di usare tale lingua e di redigere anche in friulano gli
atti comunicati "alla generalità dei cittadini", nonchè di effettuare
in tale lingua la comunicazione istituzionale e la pubblicità". Questi
principi contrastano con la legge 482/99 "che circoscrive l'uso della
lingua minoritaria nei soli comuni di insediamento del relativo gruppo
linguistico". In pratica chi si reca all'ospedale di Trieste, piuttosto
che negli uffici regionali, non può pretendere risposte - scritte o orali - in
friulano. ITALIANO A RISCHIO Due dei punti cassati - su premura, pare, di Amato
- sono quelli che prevedono il sopravvento della lingua friulana sull'italiano.
Il fatto che "per garantire la traduzione a coloro che non comprendono la
lingua friulana "può" essere prevista la ripetizione degli interventi
in lingua italiana" è insufficiente per il governo. La traduzione, come
vuole la 482, deve essere garantita. Non è poi piaciuta ad Amato la possibilità
che gli enti locali "possano adottare l'uso di toponimi nella sola lingua
friulana" e che "la denominazione prescelta diviene la denominazione
ufficiale a tutti gli effetti". Anche questo violerebbe la
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Ù a secco? E allora
ci pensa la Cna a trovare il 'tesoretto' per le medie e le superiori di
Rimini... E mica spiccioli: ammonta a oltre 100mila euro il valore dei
contributi che la Cna, grazie al sostegno di un centinaio di aziende del
Riminese e della Banca popolare di Ancona, destinerà a favore delle scuole per
finanziare progetti mirati per migliorare la formazione tecnica e scientifica e
favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto, primo di questo
genere nella provincia, sarà presentato oggi pomeriggio nel convegno
all'Holiday Inn, al quale parteciperà (subito dopo il dibattito organizzato dal
Pd) anche al ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Non è la prima volta che Cna si impegna a far 'incontrare' le
scuole e le imprese. Dal
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
15-02-2008)
Argomenti: Scuola
L'UNICA CERTEZZA,
per ora, è che quasi la metà degli studenti delle superiori riminesi dovrà
tornare a scuola anche al pomeriggio. E che, per organizzare le lezioni, molti
istituti saranno costretti a chiamare docenti in pensione e insegnanti di altre
scuole. Quasi una chiamata alle 'armi', per far fronte ai
corsi di recupero imposti dal ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, per tutti quegli studenti che hanno avuto una o più insufficienze
nel primo quadrimestre. I corsi, di 10 o 15 ore l'uno per materia, sono
gratuiti, ma non obbligatori: i genitori possono decidere di mandare i ragazzi
a lezioni private. Tutti gli studenti però, tra marzo e aprile, saranno
costretti alle verifiche: se non le supereranno saranno guai. E sono guai anche
per le scuole superiori riminesi, che proprio in questi giorni (dopo l'incontro
col provveditore della settimana scorsa) stanno organizzando i corsi. Tra mille
incertezze, e una domanda che per ora resta senza risposta per tutti: se i
ragazzi al pomeriggio sono a scuola per recuperare in italiano o o in
matematica, quando fanno i compiti? "Questo è il problema ? ammette
Alessandro Gaspari, preside dell'Istituto per geometri Belluzzi ? ma cercheremo
di risolverlo". Intanto, al Belluzzi, i corsi di recupero per le quinte
sono già partiti, "per le altre è questione di giorni". Al Belluzzi
si sono inventati persino la 'classifica' delle materie con più insufficenti:
"Stiamo organizzando i corsi in base alla classifica, cercando così ?
spiega Gaspari ? di permettere al meglio i recuperi". Non tutti, però,
saranno 'invitati' : "Ai genitori dei ragazzi che hanno l'insufficienza
perché non hanno voglia di studiare, abbiamo mandato una segnalazione a casa. I
corsi sono per chi ha difficoltà, e non per chi non si impegna...". Anche
all'Istituto per il turismo Marco Polo stanno per iniziare i corsi di recupero.
"Ma i contributi arrivati dal Ministero sono piuttosto limitati ? allarga
le braccia il preside, Umberto Moretti ? perciò credo che saremo costretti ad
accorpare, nello stesso corso, ragazzi di diverse classi". Una delle
scuole meno 'impreparate' ad organizzare i nuovi corsi di recupero imposti dal
Ministero è il liceo classico psicopedagogico Giulio Cesare Valgimigli.
"Qui i corsi di recupero in realtà li facciamo già da molti anni ?
premette la preside Maria Iole Pelliccioni ? e questo ci ha facilitato non
poco. Per ogni classe, a seconda di quanti sono gli studenti con insufficienze,
stiamo decidendo soluzioni diverse. Se in una classe gli alunni che devono
recuperare sono la maggior parte, per due settimane gli insegnanti si dedicano
al ripasso e alle verifiche. In altri casi organizziamo corsi di recupero nelle
varie materie. Per quei ragazzi, specialmente dei primi anni, che hanno
parecchie insufficienze, chiediamo un incontro alle famiglie, e gli proponiamo
dei corsi di motivazione...". Un po' di psicologia non guasta, soprattutto
quando in ballo c'è la promozione. E soprattutto, non si esita a chiamare
docenti esterni o in pensione, se nella scuola non ce ne sono abbastanza
disponibili. "Noi li chiameremo sicuramente: insegnanti in pensione, e
docenti esterni che ci danno grande affidabilità ? spiega Giuseppe Prosperi,
preside del liceo scientifico Einstein ? Nell'organizzare i corsi ci siamo
concentrati sulle materie che prevedono maggior difficoltà". Già perché
non per tutte le materie (per questioni pratiche e di finanziamenti) ci saranno
corsi, ma solo in quelle che prevedono competenze tecniche. Insomma: dove si
deve 'solo' studiare all'alunno non verrà prescritto un corso specifico. Nessun
insegnante esterno invece per i corsi di recupero all'Itis Leonardo da Vinci.
Anche perché "organizzeremo vari momenti di ripasso e recupero ?
sottolinea Roberto Monacchi ? anche al mattino, durante le normali
lezioni". Corsi di recupero al via anche all'Itc Valturio. "Abbiamo
più di 350 alunni che frequenteranno i corsi di recupero ? spiega Paolo
Correggioli, collaboratore della preside Villardi ? I corsi saranno per le
materie principali e di indirizzo, con tanto di prova scritta alla fine".
Luca Pizzagalli Manuel Spadazzi - -->.
( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Chiesto un incontro
Riforma scuola lettera a Dellai dai sindacati TRENTO.
I sindacati della scuola invieranno oggi al presidente
della Provincia Lorenzo Dellai il documento approvato in assemblea provinciale
lo scorso 30 gennaio e sottoscritto da oltre mille docenti
della scuola trentina in merito alla questione del "recupero dei debiti
formativi", oggetto delle deliberazioni della giunta provinciale. E'
quindi richiesto un incontro in tempi brevi e si minacciano azioni di protesta.
Le recenti disposizioni sull'elevazione dell'obbligo scolastico - viene detto
in una nota congiunta dei sindacati confederali e dello Snals - offrono
la possibilità di cogliere proprio alla conclusione del biennio della scuola secondaria di secondo grado il momento in cui
collocare la verifica e la certificazione, o meno, del recupero delle carenze
riscontrate. Le finalità della proposta che qui si avanza sono connesse alle
motivazioni, più volte espresse, di costruire un sistema scolastico
concretamente fondato sull'accertamento delle competenze che si affianchi al
recupero della credibilità del ruolo professionale dei docenti e anche del
processo didattico-educativo a cui è chiamata la scuola.
L'assemblea dei docenti chiede "la chiara definizione di "attività
accessorie" relativamente a tutte le prestazioni effettuate per i corsi di
recupero. Queste attività dovranno risultare specificatamente retribuite come
attività di recupero e dovranno, per questo, essere espressamente deliberate
come prestazioni da effettuare al di fuori dall'orario ordinario", si
chiude la nota.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
15-02-2008)
Argomenti: Scuola
One ieri mattina al
teatro don Bosco per don Luigi Merola e la sua esperienza di sacerdote a
Napoli, nel quartiere Forcella. Ad ascoltarlo una platea gremita di ragazzi
delle scuole rodigine, riuniti assieme ai docenti in occasione della Giornata
della legalità. Don Luigi Merola, per il suo impegno contro la criminalità è
stato più volte minacciato e vive sotto scorta. E' stato nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità.
- -->.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Oristano Scuola,
tutti al lavoro per saldare i debiti ORISTANO. Saldare i debiti: ecco il nuovo
impegno degli studenti delle scuole superiori. Non solo degli studenti, ma indirettamente anche degli istituti dopo la recente riforma
del ministro Fioroni. Per quattordici anni una parte consistente degli studenti
promossi con alcune insufficienze non recuperava le carenze registrate l'anno
precedente e con i corsi organizzati a settembre dalle scuole non sempre si
raggiungeva l'effetto sperato. Così anche in città in questi giorni dopo
gli scrutini del primo quadrimestre o, per alcuni istituti dopo il pagellino di
fine novembre, iniziano i corsi per colmare le insufficienze. Non solo corsi,
ma anche studio individuale, lavoro personale supportato dai cosiddetti
sportelli didattici a domanda, pause didattiche e utilizzo del 20% dell'orario
per materia per colmare i debiti. Insomma, grande impegno organizzativo di
presidi e docenti, orario scolastico più lungo per gli studenti e qualche
sacrificio in più per gli allievi pendolari, chiamati a qualche rientro in più.
E giusto su tutti questi problemi si confrontano i dirigenti degli istituti
superiori, non tralasciando anche l'aspetto economico della questione.
( da "Mattino di Padova, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Il
delitto Fioroni. Davanti alla
Corte d'Assise lo psichiatra del carcere che segue l'imputato dal giorno del
suo arresto "Continuo a sognare Elena" L'ossessione di Gian Luca
Cappuzzo tra amore e rabbia "Riconosce di aver perso progressivamente il
controllo della situazione è depresso ma lucido" CRISTINA GENESIN La
sognava a pochi giorni dall'omicidio confessato solo quattro mesi e mezzo più tardi
stretto da una morsa di prove difficili da azzerare. E la sogna ancora oggi.
Gian Luca Cappuzzo sogna la moglie Elena Fioroni.
Sogna la donna che ha ucciso e i viaggi compiuti insieme. è quanto ha riferito,
ieri mattina ai giudici della Corte d'Assise di Padova, il dottor Massimo De
Mari, lo psichiatra in servizio nel carcere padovano che segue il
medico-assassino fin dal suo arrivo nella casa circondariale Due Palazzi. Lo
psichiatra ha spiegato che Cappuzzo ha sempre manifestato grande affetto per la
moglie. "Mi disse che la vita con Elena era fatta di momenti bellissimi e
di altri di aperta conflittualità". Come i viaggi in Scozia dove Gian Luca
amava andare a caccia o i comportamenti imprevedibili di lei nei confronti del
marito e dei figli, almeno secondo la versione resa dall'imputato. "Si lamentava
dell'atteggiamento brusco della moglie e mi riferì degli episodi in cui il
figlio maggiore era stato chiuso nello sgabuzzino. Lui non poteva opporsi per
il rischio di una reazione più dura. Ma questa situazione lo faceva star male
perché vedeva i bambini gestiti in un modo che non condivideva", ha
raccontato lo psichiatra. In più Cappuzzo riferì che Elena usava sostanze per
favorire il sonno dei figli, scelta che lui non condivideva. Un'accusa pesante
nei confronti di Elena che oggi non può parlare e difendersi. E un
"dettaglio" della vita familiare Fioroni-Cappuzzo
che non è mai emerso dall'indagine coordinata dal pubblico ministero Orietta
Canova. De Mari ha proseguito: "Cappuzzo mi ha sempre riferito di come la
moglie si fosse rifugiata in comportamenti di dipendenza dall'alcol". C'è
poi il "capitolo figli", due bimbi in tenera età oggi affidati in via
temporanea alla nonna paterna. "La principale sofferenza di Gian Luca è
relativa ai figli - ha sottolineato lo psichiatra che segue il medico-imputato
dal 13 febbraio 2006 - Specialmente all'inizio si rendeva conto di aver
compiuto un gesto che lo avrebbe privato della potestà genitoriale. E tutte le
notizie che arrivavano dall'esterno, lo agitavano. Così si alzava il rischio
suicidario... La sua angoscia è collegata ai figli sui quali ha fatto un
investimento affettivo totale: per loro stravedeva e stravede". Figli che,
a causa dell'assassinio di mamma da parte del papà, sono rimasti di fatto
orfani. Lo psichiatra ha rammentato che per mesi Gian Luca Cappuzzo soffriva di
amnesie. "Iniziò a ricordare verso il giugno 2006 (alla fine del mese il
primo colloquio con il pm Canova nel corso del quale confessò di essere
l'autore del delitto): prima solo frammenti...". Cappuzzo narrò del
proposito coltivato con la moglie di un terzo figlio, della storia
extraconiugale di Elena con un maestro di sci (secondo l'indagine non
corrispondente alla realtà dei fatti), della notte in cui minacciò Elena sul
lungargine. Ha sottolineato De Mari: "Riconosce di aver perso progressivamente
il controllo della situazione e di aver messo in atto un comportamento fuori da
ogni controllo". Infine lo psichiatra ha ricostruito il primo incontro con
Cappuzzo: "Manifestava una patologia depressiva in una persona lucida in
grado di affrontare il dialogo". Prossima udienza il 21 febbraio.
( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Di Chiara Campo -
venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Avanti col ricorso, nessuna retromarcia. Appena
rientrata dalla missione a New York, il sindaco Letizia Moratti ha rassicurato
la sua maggioranza, già in fibrillazione dopo le aperture dell'assessore all'Educazione
Mariolina Moioli sull'accesso dei bambini clandestini alle materne comunali. I
casi dei figli di irregolari saranno presi in carico, come sempre, dai servizi
sociali che per le situazioni di bisogno hanno sempre trovato un posto
all'asilo anche a chi è senza permesso di soggiorno. Ma le liste d'attesa sono
riservate a residenti e stranieri regolari, e Palazzo Marino non transige.
Dunque: avanti col ricorso contro l'ordinanza del tribunale che lunedì ha dato
ragione a una mamma marocchina irregolare che chiedeva di accogliere la figlia
alla materna. Nelle motivazioni il giudice Claudio Marangoni ha fatto
riferimento all'"abituale dimora" della bambina nel territorio
comunale. Ragion per cui, l'assessore Moioli due giorni fa in commissione aveva
spiegato ai consiglieri che quasi certamente la circolare sarebbe stata
corretta, dando la possibilità a chi è in grado di dimostrare quel requisito -
praticamente, quasi tutti i bimbi irregolari - di iscriversi all'asilo. Apriti
cielo della maggioranza, che ha chiesto di tenere la linea dura. Nessun
cedimento, hanno preteso compatte Forza Italia, An e Lega: "Visto che è
diventata una battaglia di principio, sul principio noi abbiamo ragione e non
transigiamo: avanti col ricorso". Ma la Moratti, ieri, ha dato rassicurazioni
che vanno proprio in questa direzione. Palazzo Marino recepirà l'ordinanza del
tribunale, perché in attesa del giudizio finale è da intendersi immediatamente
esecutiva (l'udienza sulla causa è rinviata al 15 maggio), ma di fatto già
aveva accolto la richiesta della donna, che infatti ha un appuntamento fissato
con gli operatori per il 18 febbraio. Ma il Comune
attraverso i propri legali presenterà subito ricorso e la circolare sulle
iscrizioni - contestata nei giorni scorsi anche da Cei, Caritas e Cgil, mentre
il ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni il mese
scorso ha addirittura tagliato i fondi agli asili comunali - dovrebbe rimanere
immutata.
( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
DOPPIO
APPUNTAMENTO CALLIANO Lunedì il ministro Fioroni incontra
studenti e il Pd Ex presidentessa Pro loco è azzannata dal proprio cane Il
ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni lunedì sarà ad
Asti. La sua giornata avrà una parte istituzionale e una con i simpatizzanti
del Pd. Dalle 9
incontrerà studenti, insegnanti e i capi d'istituto nel salone consiliare della
Provincia. La giornata astigiana di Fioroni,
proseguirà poi con un incontro con amici e simpatizzanti del Pd dalle 12,30
pranzando al ristorante Reale. Per partecipare occorre prenotare, telefonando
entro oggi ai numeri 338/78.19.650 e 0141/593.217. L'ex presidente della Pro
loco di Calliano, Daniela Castagna, 44 anni, è stata azzannata nel primo
pomeriggio di ieri dal suo cane in casa, in frazione Pietra. La donna è stata
subito trasportata in ospedale ad Asti e sottoposta a un intervento chirurgico.
I medici avrebbero riscontrato numerose morsicature. La notizia ieri si è
difffusa velocemente in paese. Il cane è un incrocio tra un pastore maremmano e
un bastardino, e non avrebbe mai dato segni di particolare aggressività.
( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Un milione e 800
mila. E' questa la stima dei ragazzi che probabilmente rischiano la bocciatura
in quest'anno scolastico e per i quali si aprono le porte dei corsi di recupero
che permetterebbero di "saldare" i debiti formativi. I corsi però non
si tengono solamente durante questi mesi di scuola, ma anche e soprattutto in
estate. A risentirne saranno le ferie delle famiglie italiane, di quelle degli
studenti ma anche degli insegnanti, che dovranno tornare prima a scuola
rispetto agli altri compagni, o non potranno spostarsi come in passato, per
seguire le lezioni di recupero che sono programmate anche a luglio e ad agosto,
a discrezionalità di ogni istituto scolastico. E come conseguenza, anche le
località turistiche quali quelle del Ponente, si svuoteranno irrimediabilmente
prima rispetto agli anni passati o vedranno diminuire di molto i giorni di
permanenza dei turisti. La battaglia degli operatori economici ponentini era
cominciata molti anni fa contro l'inizio delle lezioni a settembre, però con
pochi risultati. Questo nuovo problema che si affaccia all'orizzonte non può
che peggiorare la situazione. "Speriamo che il nuovo governo pensi un po'
di più alla nostra economia principale, che è il turismo, e meno ad altre
cose", dice Giuseppe Maiellano, presidente provinciale di
Assoturismo-Confesercenti. Il lavoro delle attività commerciali si concentra
principalmente da metà luglio e per tutto agosto, se contiamo anche gli esami
di maturità. I corsi estivi sarebbero un'ennesimo freno allo spostamento dei
turisti dai bacini di utenza liguri, ossia Piemonte e Lombardia. "Siamo
preoccupati della situazione che si profila all'orizzonte", dice Angelo
Galtieri, presidente provinciale degli albergatori. "Non è sicuramente un
vantaggio per la nostra categoria quanto potrebbe accadere. Si tratterebbe di
un ulteriore limite di sviluppo per il turismo", spiega Galtieri. A livello nazionale i sindacati avevano fatto presente al
ministro Giuseppe Fioroni i problemi delle ferie degli insegnanti, ma dal ministero hanno
fatto sapere che lo svolgimento dei corsi di recupero a luglio e ad agosto è
pienamente legittimo, mettendo a tacere, di fatto, tutte le polemiche.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità ANNO
SCOLASTICO /IL PUZZLE DEI RIMANDATI Il debito è mio e lo gestisco
io di Roberto Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni? Mistero. Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci,
per un totale di un milione e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate
di quest'anno, a dieci anni dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di
riparazione e nel primo anno della riforma Fioroni che li ha ripristinati
di fatto, stabilendo che tutte le insufficienze vanno recuperate prima
di settembre. Possibilmente durante l'anno scolastico, o nell'estate. Così allo
scadere del primo quadrimestre, le 6.500 scuole superiori sono entrate in
fibrillazione: corsi da organizzare, ricorsi da scongiurare, orari da
incastrare, verifiche da attuare, vacanze da salvare. Il tutto entro il 31
agosto. I dati nazionali sono allarmanti: la media già alta degli studenti
promossi con debito, 36 per cento per tutte le scuole superiori, sale al 39,5
per i tecnici e supera il 41 per i professionali, mentre scende nei licei
classici. Dati messi solo da poco sotto la lente, dopo dieci anni di quella che
Fiorella Farinelli, direttore del Servizio studi del ministero dell'Istruzione,
chiama "la versione educativa del paese dei condoni": l'accumularsi
di debiti su debiti, di nodi che arrivavano al pettine troppo tardi oppure mai.
Adesso si devono sciogliere tutti insieme, in poco tempo e con il mese-tabù di
agosto a intralciare tutto. I corsi di recupero già avviati con molte
difficoltà ovunque, non riusciranno a rimediare a tutte le insufficienze emerse
al primo scrutinio: e i debiti che resteranno andranno saldati entro il 31
agosto, salvo casi eccezionali. Il che obbliga gli istituti a organizzare i
corsi di recupero estivi e le verifiche finali dribblando vari paletti: gli
esami di maturità; la composizione del collegio che giudica, che deve essere
identica a quello che ha dato il debito, anche se c'erano supplenti, o prof nel
frattempo pensionati o trasferiti; e i 36 giorni di ferie degli insegnanti, da
prendere tutti a scuole chiuse. Insomma: il mese di luglio si riempie di
attività, quello di agosto rischia di accorciarsi. E i prof temono per le
ferie. "Ma queste, per contratto, vanno prese tutte a scuole chiuse. Così
da molti istituti mi chiedono se le ferie sono una motivazione eccezionale,
cioè di quelle che giustificano un rinvio della verifica a settembre",
racconta Alberto Bottino, direttore regionale della Campania. Alcuni suoi
colleghi già prevedono che si finirà ai primi di settembre. Altri invece
spingono per anticipare tutto, e chiudere anche le verifiche entro luglio. La
motivazione è burocratica: sapere già a fine luglio promossi e bocciati, e
poter fare l'organico delle classi. In questo senso va una circolare dettata
dal coordinamento dei presidi del Lazio. Ma "è solo un orientamento",
dice il direttore regionale laziale, Raffaele Sanso, "sono le scuole che
decidono". E molte hanno già deciso incastrando i vari pezzi del puzzle:
"Allora: corsi di recupero tra fine giugno e inizi luglio, verifiche dal
24 al 30 agosto", dice Rosario Salamone, preside del classico Visconti di
Roma. "Così diamo tempo ai ragazzi di studiare ad agosto, come si può
pensare che recuperino tutto in pochi giorni?". In più, c'è chi teme una
pioggia di ricorsi da parte dei bocciati in caso di anticipi delle verifiche a
luglio. Il che fa prevedere che nella maggioranza dei casi si andrà agli esami
a fine agosto oppure a settembre. Dopodiché si dovranno formare le classi,
tenendo conto dei promossi e bocciati. Tutto fa prevedere che, tra esami e
burocrazie varie, l'inizio del prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno
prevedibile quello che sarà l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno
davvero i recuperi dei debiti? Ci saranno più promossi? O più bocciati?
"Non vorrei che si passasse dal sei politico al sei facile", dice
Sanso, forse temendo che qualcuno elargisca sufficienze per evitare la rogna
dei corsi estivi. Ma c'è anche il rischio opposto: far fioccare le bocciature,
per avere l'estate libera. Dalle prime indicazioni, sembra che la tendenza sia
quella a voti "un po' più tirati", sostiene Marco Rossi Doria,
consulente del ministero dell'Istruzione, secondo il quale il nuovo meccanismo
"avrebbe bisogno di due-tre anni di rodaggio". Salvo che il cambio di
governo non rigiri per l'ennesima volta l'abito consunto della scuola italiana.
n.
( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Never walk alone
l'accordo con l'idv impone un emendamento ad partitum Il Pd aspetta i radicali
(e cambia lo statuto) Summit di Bernardini e Cappato con Bettini. E Veltroni
confida: "Sono abbastanza ottimista" Un piccolo tassello tecnico, un
grande problema politico, una corsa contro il tempo. L'ultima versione dello
Statuto del Pd, che sarà approvato domani, renderebbe di fatto impercorribile
la confluenza post-elezioni dell'Italia dei Valori nel partito guidato da
Walter Veltroni. Passi la deroga alla corsa solitaria più volte annunciata dal
segretario democrat, passi anche la decisione (conseguente) di dar vita a
gruppi unici alla Camera e al Senato. Ma l'ingresso del soggetto politico
dipietrista nel Pd apre una questione politica tutt'altro che trascurabile.
Massimo D'Alema, che non è certo tra coloro che fanno salti di gioia di fronte
alla prospettiva di trovarsi nello stesso partito di Tonino Di Pietro, ha
spiegato ieri chez Bruno Vespa: "La ragione che ci ha spinto ad avanzare
la proposta all'Italia dei Valori è un accordo già previsto per far convergere
il partito di Di Pietro nel Pd. Vogliamo costruire un grande partito
riformista, di centrosinistra, di tipo europeo". Tutto questo, però, le
attuali regole del loft non solo non lo prevedono. Ma addirittura lo vietano.
Per far nascere il Partito democratico, Ds e Margherita hanno attraversato due
congressi paralleli che li hanno portati a sciogliersi dentro il nuovo soggetto
politico. Di conseguenza, ragionando sulle regole e volendo cancellare per
sempre altri sospetti sulle "fusioni a freddo", hanno inserito nella
Carta fondamentale che nel nuovo partito non si potrà entrare in blocco ma solo
per adesione individuale. Un meccanismo tecnico dietro il quale c'era un
principio di grammatica politica. Che ora, dopo l'accordo stipulato con Di Pietro,
apre una questione non di poco conto. "Ci abbiamo pensato. È vero, in
linea di principio, le regole del Pd non prevedono forme di adesione
collettiva", ammette Salvatore Vassallo, presidente della commissione
Statuto del Pd. "Effettivamente c'è un problema, non solo tecnico",
aggiunge Michele Salvati. Morale? Alla grande questione politica si rimedierà
con un emendamento tecnico allo Statuto, che sarà approvato domani
dall'assemblea costituente. Una specie di leggina ad partitum , che consentirà
a Di Pietro e compagnia di entrare - da aprile - nel Pd e di avere
rappresentanza nei gruppi dirigenti. Fermo restando, spiegano dal loft, che la
norma dovrebbe avere carattere transitorio e valere soltanto nella fase
post-elettorale. Un modo come un altro per ribadire che l'eccezione alla regola
"solitaria" si è fatta solo per l'Idv. E qui si apre la seconda
questione. Andrà in porto o no l'accordo coi Radicali, che ieri hanno avuto le
prime adesioni (Gianfranco Pasquino, Oliviero Toscani, Alessandro Haber, Pino
Caruso, Giuliana De Sio) all'appello a pagamento pubblicato ieri sul Riformista
? A ventiquattr'ore dall'apertura ufficiale della trattativa, Veltroni ha
confidato ai suoi di essere abbastanza ottimista. Per chi fosse in cerca di un
segnale "positivo", basta citare il summit di ieri sera tra Goffredo
Bettini e una mini-delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Marco
Cappato. Il super-coordinatore del Pd, che tra l'altro conosce Marco Pannella
da vecchia data, ha ribadito la non praticabilità di una via che porti a
un'alleanza con una terza lista. Sia Veltroni che Bettini, poi, sanno
perfettamente che "la scelta se accettare o meno la proposta piddina
passa, a Torre Argentina, solo dalle mani del vecchio Giacinto detto
Marco". E visto che nell'incontro di ieri con Bernardini e Cappato si è
discusso molto della delegazione radicale che potrebbe (condizionale d'obbligo)
entrare nelle liste Pd, le conclusioni che ne hanno tratto al loft, per ora,
vanno in una sola direzione: "Pannella forse ci sta". Identica sensazione ha avuto Beppe Fioroni, che ha
testimoniato il suo disappunto ("Il Pd non è né un tram, né un
autobus"). La trattativa prosegue, dunque. Fermo restando che il veterano
radicale, e di questo i democrat ne hanno piena coscienza, a cambiare e ricambiare
le carte in tavola ci mette un attimo. Forse anche meno. (t.labate)
15/02/2008.
( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-02-15 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Il processo Dall'iniziale amnesia alla presa di
coscienza dell'omicidio con l'uretano di Elena Fioroni La moglie
compare nei sogni di Cappuzzo Lo psichiatra del medico uxoricida: "E' una
proiezione del suo desiderio" PADOVA - Elena torna di notte, compare nei
sogni di Gianluca Cappuzzo. Lui continua a sognare la moglie a due anni dalla
notte in cui la uccise. Lo psichiatra del carcere Due Palazzi, Massimo
De Mari lo segue dal 13 febbraio 2006, subito dopo l'arresto. Ieri in aula ha
ripercorso le diverse tappe della sua mente, da quando arrivò in prigione,
depresso e a rischio di suicidio, ma lucido e capace di spiegarsi, poi sempre
più in grado di affrontare i suoi atti di parlare di quello che ha fatto. Il
primo pensiero per Cappuzzo restano due figli piccoli, lasciati senza una madre
né un padre. "La principale sofferenza - ha spiegato lo psichiatra,
testimone per la difesa dell'avvocato Giovanni Chiello - è sempre relativa ai
figli. Rappresentano la sua angoscia costante, su di loro ha fatto un
investimento affettivo totale. Per loro stravedeva e stravede tuttora".
Cappuzzo parla anche di Elena Fioroni. "Per la
moglie - prosegue la testimonianza - ha sempre manifestato grande affetto. Ha
continuato a sognarsela e continua anche ora". Non sembra un sonno
tormentato, i ricordi spesso sono legati a bei momenti. "I sogni sono
rischi di simboli, ma certe volte sono più semplici da interpretare. Quando
sogna una viaggio con la moglie è la proiezione di un suo desiderio". Ma
poi le parole riguardo ad Elena spesso sono dure, il dottor De Mari spiega
quello che il paziente gli ha raccontato nei loro incontri: "Il rapporto
con la moglie era reso difficile dal comportamento imprevedibile nei suoi
confronti e nei confronti dei figli. Lui si lamentava del suo atteggiamento
molto brusco, riferisce delle punizioni verso il figlio maggiore cui lui non
poteva opporsi per non rischiare reazioni più dure". Per molto tempo Gian
Luca Cappuzzo parlò della moglie, dei figli, ma senza affrontare il momento del
delitto. Sembrava accusare un'amnesia, dissoltasi in giugno 2006, quando iniziò
le sue confessioni anche di fronte al pm Orietta Canova. "L'amnesia è un
sintomo soggettivo, io non posso entrare nella testa delle persone e capire se
dicono la verità" ha chiarito lo psichiatra rispondendo al pm. E solo a
giugno Cappuzzo ha iniziato a dire quello che ha poi ripetuto in aula. Quella
notte ci sarebbe stato un riavvicinamento, poi lei lo aveva allontanato di
nuovo, minacciando di togliergli i figli. E lui avrebbe cercato in bagno,
qualcosa, qualunque cosa per farla tacere. C'era etere, con cui la addormentò.
Per poi iniettarle due punture di uretano, un tremendo veleno che portava in
tasca, solo per caso, continua a sostenere. Alessia Pirolo Elena Fioroni e Gianluca Cappuzzo.
( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-02-15 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Scuole nel caos, partono i corsi di recupero Due studenti su 5 alle
lezioni pomeridiane. Gli istituti richiamano anche prof in pensione Il record
del Pacinotti con 87 corsi organizzati per recuperare le insufficienze. Lo
Zuccante fa lo sportello on line VENEZIA - E' scattata l'operazione "corsi
di recupero". E tra lezioni pomeridiane per la metà degli studenti,
l'andirivieni di insegnanti e la mancanza di fondi, per le scuole superiori
veneziane è il caos. Il giudizio è inflessibile, a sentire presidi e
vicepresidi di Mestre e Venezia: a scuola fino al tardo pomeriggio, inchiodati
da un'insufficienza secca in almeno una materia, ci saranno in questi giorni
almeno il 40 per cento degli studenti veneziani, costretti a piegare la testa e
a dar fondo ai libri, per cercare di superare le verifiche finali. E questa
volta, coerentemente con l'ultima ordinanza del Ministro Fioroni, non c'è debito che tenga: per ogni 4 confermato in pagella, la
pena sarà l'obbligo di fare un altro corso di recupero in piena estate,
rinunciando a tre settimane di vacanze e con lo spauracchio della bocciatura,
accontentandosi intanto di una "promozione sospesa". Scuole
record Studenti avvisati, mezzi salvati, aveva fatto intendere l'anno scorso,
con la prima ritoccata all'esame di maturità, il Ministro Fioroni.
E infatti, degli studenti sottoposti all'onda d'urto dei corsi di recupero non
se ne sono salvati più della metà. In questi giorni, finiti gli scrutini del
primo quadrimestre, è iniziato il valzer dei corsi. Ci sono scuole che si
salvano, come il liceo Morin, dove i corsi di recupero sono 15 e altre, come il
turistico Gritti, che ne ha attivati 40 per 400 studenti. Decisamente imponente
il numero al Giordano Bruno di Mestre, liceo da oltre 1200 studenti:
"Ottantasette corsi", spiega con aria lievemente stravolta la
vicepreside Querci Della Rovere. E i numeri crescerebbero ancora, se non fosse
per la mancanza di fondi. La percentuale dei ragazzi con carenze da colmare
sale infatti ulteriormente, se si tiene conto dello sforzo di contenimento
praticato dai dirigenti scolastici, per sostenere il pagamento delle ore
pomeridiane svolte degli insegnanti. C'è chi ha selezionato il numero delle
materie, la maggior parte non ha assegnato più di due corsi a studente, e per
le insufficienze meno gravi ogni scuola ha trovato misure alternative: dagli
sportelli on line del tecnico Zuccante al recupero in orario mattutino, fino
alle consulenze personali o allo studio individuale. Insegnanti in prestito
Resta lo sforzo sovrumano di docenti e dirigenti, impegnati nella fase di
organizzazione: "Per assegnare con cura i corsi pomeridiani, ogni
consiglio di classe è durato circa mezz'ora in più, così abbiamo assegnato il
recupero ai ragazzi che in pagella avevano 4, 3, oppure 2: un voto che
corrisponde al rifiuto della materia" spiega la dirigente del Pacinotti,
Teresa Gobbi. "Siamo ancora in fase di rodaggio - dice anche la
vicepreside del Bruno - c'è qualche problema con gli insegnanti esterni".
Se infatti nella maggioranza delle scuole i docenti interni sono bastati, al
Bruno si è dovuti andare a prestito dalle altre scuole della città:
"Alcuni nostri insegnanti non hanno dato la loro disponibi-lità, altri
l'hanno data ma per la loro materia il corso non è stato attivato, quindi
abbiamo cominciato a chiamare secondo le graduatorie, tra docenti di prima,
seconda e terza fascia, giovani precari, e addirittura insegnanti pensionati
". L'introduzione del recupero potrebbe diventare l'ennesima frontiera per
le migliaia di precari. I dubbi dell'estate Tutt'altro orizzonte si apre invece
per questa estate, quando per far recuperare le insufficienze ottenute dopo gli
scrutini di giugno, gli insegnanti dovranno scegliere quando fare i corsi di
recupero, se a fine scuola, tra giugno e luglio o prima dell'inizio del nuovo
anno, ad agosto. "La decisione sui tempi, non essendo tassativo il termine
del 31 agosto, la decisione spetta alle scuole", dice la dirigente dell'ufficio
scolastico regionale Carmela Palumbo, "io vorrei però che gli istituti
mantenessero una linea comune, per facilitare anche le famiglie, magari
introducendo i corsi in luglio per rimandare le verifiche a fine agosto".
In realtà, ancora nessuna indicazione è giunta alle singole scuole che, già
abbastanza in difficoltà in questa prima fase, attendono intanto tempi
migliori. M. Paola Scaramuzza Insegnanti in prestito Il liceo Bruno ha chiesto
docenti in prestito ad altre scuole per fare le attività di sostegno
L'incognita estate Palumbo: per l'estate il mio consiglio è adottare una linea
comune e concentrarli a luglio.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 19 autore: La musica nelle aule I giovani e
le sette note si incontrano a scuola Centro-Nord ricco di laboratori e cori
sperimentali L' Emilia-Romagna ha già messo in cantiere 36 laboratori musicali
e 100 cori. La Toscana si candida a diventare una sede nazionale per la
sperimentazione della diffusione e della produzione musicale negli istituti
scolastici.L'Umbria ha costituito un gruppo di lavoro che ha già fatto partire
un monitoraggio deilaboratori musicali operativi in regione. Nelle Marche,
infine, sono stati attivati dieci nuovi corsi a indirizzo musicale. In tutto il
Centro-Nord sta prendendo piede il progetto per la diffusione della musica
pratica nelle istituzioni scolastiche caldeggiato dal ministero alla Pubblica
istruzione (che a livello nazionale ha stanziato 2 milioni di euro) sulla base
delle indicazioni arrivate dall'omonimo Comitato presieduto da Luigi Berlinguer.
Praticamente conclusa l'indagine conoscitiva nazionale sulle dotazioni
tecnologiche e le attività didattiche per la produzione musicale (la
compilazione dei questionari online è iniziata i primi novembre)
l'Emilia-Romagna, regione pilota, si prepara a varare un progetto –rivolto a
tutte le scuole, da quelle dell'infanzia agli istituti superiori- che
consentirà di allestire 36 laboratori musicali, 26 spazi attrezzati, 100 cori
scolastici, con uno stanziamento complessivo che sfiora i 400mila euro. Il
tutto, come precisa l'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini,
"nella profonda convinzione del valore formativo della musica, dal punto
di vista critico, creativo, affettivo, relazionale e di educazione alla
cittadinanza, valori profondi che stanno alla base di una crescita equilibrata
della personalità di ciascuno". è lo stesso Berlinguer a spiegare – non
senza un pizzico di orgoglio – che "il ministro Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la
materia della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle
scuole, oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ".
Idea che ha entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a
diventare una sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.Questo
con l'attivazione di un progetto per l'uso delle tecnologie e dei mezzi di
comunicazione al servizio della produzione musicale e con la programmazione di
un convegno annuale per mettere a confronto le esperienze di didattica e
cultura musicale nella scuola. "Siamo consapevoli –dice Gianfranco
Simoncini, assessore regionale all'Istruzione – che far entrare a pieno titolo
questa disciplina nella scuola significa avvicinare di più la scuola ai
giovani". In Umbria, l'Ufficio scolastico regionale ha costituito da due
mesi un apposito gruppo di lavoro che in questa prima fase sta portando a
termine un monitoraggio dei laboratori musicali già presenti in regione, dopo
aver inserito nel piano formativo dell'anno scolastico (con uno stanziamento di
70mila euro, di cui 40mila provenienti dal Ministero), uno specifico
riferimento "all'educazione alla pratica musicale, alle arti e alle
tradizioni popolari in conseguenza delle evidenti connessioni con le scienze
matematiche, con la fisica, con la filosofia e con le arti". Nelle Marche
sono state invece anticipate le indicazioni ministeriali con la previsione di
dieci corsi a indirizzo musicale (dei quali due già in corso di sperimentazione
in due licei) e con un concorso nazionale per la produzione di opere musicali.
"Hanno partecipato 57 scuole di tutto il Paese – spiega la responsabile
dell'Usr per l'educazione musicale Gianna Prapotnich – e oltre 2.500 persone,
tra studenti, loro familiari e docenti. In tutto abbiamo ricevuto 88 opere".
Natascia Ronchetti LA REGIONE PILOTA L'Emilia-Romagna ha messo in campo 400mila
euro per allestire spazi ad hoc e incentivare i gruppi FOTOGRAMMA In aula. La
musica torna tra i banchi anche grazie alle risorse ministeriali per laboratori
e orchestre scolastiche.
( da "Libero" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Anzitutto 15-02-2008
Veltroni si libera di Prodi e trascina Rutelli nel Pse ROMA Il più arrabbiato
di tutti si chiama Martin Schulz. Quel posto doveva essere il suo. Ora arriva
Romano Prodi e, con la scusa che un ex presidente del Consiglio ed ex
presidente della Commissione non può stare senza far niente, ha deciso che il
prossimo presidente del Parlamento europeo dovrà essere lui. Lo ha chiesto a
Walter Veltroni, e Walter Veltroni si è subito messo all'opera perché questo
avvenisse. Anche a costo di scontentare Schulz, noto alle cronache italiane da
quando in pieno Europarlamento Berlusconi lo ribattezzo "kapò". E a
costo anche di scontentare mezzo Pd, perché per piazzare Prodi sulla poltrona
più alta di Strasburgo l'ormai ex sindaco di Roma ha dovuto promettere qualcosa
che non piacerà affatto alla metà cattolica del suo partito. Ma procediamo per
gradi. La storia è articolata. BLAIR CONTRO PRODI In principio, ovvero subito
dopo la crisi di governo, il Professore improvvisamente disoccupato (tranne che
per l'incarico di presidente del Partito democratico) disse di volersi
impegnare a tempo pieno coi nipotini. Di voler fare il nonno. Nelle stesse ore,
però, chiedeva al leader del suo partito, Veltroni, una collocazione che lo
avrebbe fatto tornare sulle tracce di quello che, in effetti, gli è rimasto
come un grande amore dai tempi in cui presiedeva la Commissione di Bruxelles:
l'Europa. Con l'entrata in vigore del nuovo Trattato europeo, da dicembre 2009,
la presidenza del consiglio europeo non sia più scaglionata di sei mesi in sei
mesi, come è sempre stato finora, ma durerà due anni e mezzo, con possibilità
di rinnovo. Quale migliore occasione, per Prodi, per continuare a contare da
una posizione di grande prestigio e visibilità? E quale migliore occasione, per
i suoi nemici interni del Pd, per liberarsi di una persona difficilmente
controllabile e proverbialmente portata a non dimenticare i torti subiti? È
iniziato a questo punto un attivismo, da parte dei vertici del partito di
Veltroni e di Veltroni medesimo, che però quasi subito si è scontrato con il
"non se ne parla" della Gran Bretagna, il cui candidato ufficioso,
Tony Blair, gode delle simpatie dei conservatori europei, per via della sua
politica estera, e dei socialisti, per la sua estrazione politica. Da qui la
richiesta di ripiego di Romano Prodi: la presidenza del Parlamento europeo. In
effetti il 2009 sarà un anno cruciale per gli equilibri europei. Non solo
l'avvio della nuova presidenza del Consiglio (in cui un posto cruciale avrà
anche il ministro degli Esteri, che sarà vicepresidente di diritto, e di fatto
"voce" dell'Unione con tutti i Paesi del mondo), ma anche il nuovo
Europarlamento, e, a novembre, la nuova Commissione. In questo giro di
poltrone, possibile che non se trovi una per un "ex" di così tanti
incarichi come Prodi? IL PD IN SVENDITA Nel generoso (non si sa quanto
disinteressato) tentativo di soddisfare le mire del Professore, Veltroni si è
così rivolto al danese Poul Nyrup Rasmussen, presidente del Partito socialista
europeo: si potrebbe pensare a Prodi come prossimo presidente del Parlamento
europeo? Ed è qui che si è consmuato lo scontro con Martin Schulz, attuale
capogruppo del Pse a Strasburgo, candidato naturale allo scranno oggi occupato
dal Popolare Hans-Gert Poettering. Schulz, furibondo per la richiesta avanzata
dall'Italia, avrebbe alzato così tanto il prezzo per rinunciare alla sua
aspirazione, da costringere Rasmussen ad alzarlo a sua volta con Veltroni,
chiedendogli in cambio della rinuncia di Schulz l'ingres so armi e bagagli del
Pd nelle file del Partito socialista. La questione della collocazione del Pd in
sede europea non è questione di poco conto e certo non è questione che Veltroni
può permettersi di affrontare alla luce del sole, in una campagna elettorale
per lui tutta in salita. Su una questione come questa, infatti, il rischio di
spaccare il Pd è altissimo: per questo motivo se, come pare, l'ex sindaco ha
già detto sì a Rasmussen, lo ha fatto in segreto e nella
speranza di affrontarne le conseguenze con gli ex Margheritini, da Fioroni a Marini da Enrico Letta a Rosy Bindi, solo dopo il voto e a
cose fatte. Quanto a Schulz, due giorni fa ha riunito il suo gruppo
parlamentare e si è lamentato perché "nessuno mi ha invitato in Italia per
la campagna elettorale di Veltroni". Il giorno dopo, ieri, si è
affrettato a gettare acqua sul fuoco: "I miei rapporti con Walter sono
eccellenti, prima o poi mi inviteranno, ne ho parlato con Fassino". Di
Prodi, però, ha preferito tacere. MAR.PRI. LO SCAMBIO Il leader del Partito
democratico Walter Veltroni con il premier uscente Romano Prodi. Veltroni ha
chiesto che il Professore diventi il prossimo presidente dell'Europar lamento,
ma in cambio il Partito socialista europeo vuole che il Pd entri nel gruppo.
Lapresse Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle
notizie senza autorizzazione.
( da "Corriere della Sera" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-15 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Le trattative Molti i dubbi su Pannella. Il ministro degli Esteri a
Boselli: settario Pd-radicali, porte quasi chiuse D'Alema: ora
stop ai partitini Fioroni: non siamo un tram. Bettini propone una "delegazione"
Lo sfogo di Emma Bonino: che idea è? Bertinotti: con Di Pietro meno limpida la
scelta di correre soli ROMA - Si sono incontrati di nascosto come gli amanti
clandestini, da una parte del tavolo Rita Bernardini e Marco Cappato e
dall'altra Goffredo Bettini, capo della diplomazia veltroniana. Visto
l'appello a pagamento pubblicato a tutta pagina dal Riformista elaminaccia di
una lista Bonino zeppa di personaggi da copertina, il coordinatore ha convocato
i Radicali italiani e ha offerto loro "una delegazione dentro le liste del
Pd". La segretaria dei Radicali e il segretario dell'associazione Luca
Coscioni (che oggi a Salerno apre il congresso) sono tornati a Torre Argentina
con un nulla di fatto. "Che vuol dire una delegazione? E di quanti? E con
quale posizione nelle liste? Ma vi pare una proposta, questa?" si è
sfogata con i suoi Emma Bonino. Se un'offerta più definita ancora non è
arrivata è perché dentro il Pd i contrari al matrimonio con Marco Pannella sono
troppi e troppo influenti. Massimo D'Alema, quando gli chiedono se un accordo
coi radicali sia ancora possibile, risponde che lui vuol costruire "un
grande partito riformista, capace di governare il Paese senza i partitini".
E Beppe Fioroni chiude il portone del loft a doppia
mandata: "Il Pd non è un tram né un autobus, per entrare in lista bisogna
condividere il programma, i valori, l'impostazione". Dove i valori, per
gli ex Popolari, sono quelli cari alle alte gerarchie del Vaticano. Quindi
l'ipotesi di un apparentamento è accantonata, l'unica possibilità di una intesa
con i radicali riguarda qualche posto in lista, non più di quattro, dove
l'ostacolo è il nome di Pannella. Nel Pd sono in tanti a non volerlo e la
Bernardini dice che se il leader non entra non se ne fa niente: "Non
esiste proprio". C'è chi dice che in Toscana, Umbria ed Emilia Romagna la
Sinistra sarebbe disposta a desistenze per favorire il Pd, ma Giovanni Russo
Spena smentisce: "è una partita chiusa, perché dovremmo fare un regalo a
Veltroni?". Ed è ancora polemica dopo l'accordo con Antonio Di Pietro.
L'Idv non si mostra del tutto convinto di volersi sciogliere nel Pd ("Per
il momento questa ipotesi non c'è" assicura Massimo Donadi), i socialisti
fanno gli offesi e Fausto Bertinotti attacca: "Ora è meno limpida la
scelta del Pd di correre da solo". E se Giuliano Amato invita Enrico
Boselli ad "avere più coraggio" sciogliendo le proprie truppe nel Pd,
D'Alema fa suo il rimprovero di Veltroni, che a Porta a Porta aveva trattato il
leader socialista un po' come una signora dai facili costumi che fa la ritrosa
con il bello del villaggio. "Che proprio con noi Boselli senta il bisogno
di insopprimibile del simbolo socialista - sferza dunque il ministro degli
Esteri - io lo trovo un atteggiamento chiuso, mi permetterei di dire...
settario". E Boselli: "Non accetto lezioni di coerenza da
D'Alema". M. Gu.
( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
13.0515/02/2008 Tagli per 11 mila posti, sindacati in guerra Roma - Diecimila
prof e mille Ata (unita' di personale tecnico ausiliario e amministrativo) in
meno: e' questo il saldo dei tagli predisposti dal ministero della Pubblica
istruzione e dal Tesoro per il 2007/2008. Decurtazioni che verranno diluite in
due tranche. Il 60% avverra' subito, in organico di fatto (quello
"base" definito di questi tempi), il 40% avverra' piu' in la', tra
agosto e settembre quando si faranno i conti dell'organico di diritto (quello
di "aggiustamento"). Lo schema di decreto interministeriale
(Tesoro-Istruzione) e' stato messo in rete sul sito della Pubblica istruzione
il 1° febbraio. Ma e' in questi giorni che, a livello locale, gli Uffici
scolastici regionali stanno prendendo contatto con le sigle sindacali, che sono
gia' sul piede di guerra, per cominciare a discutere questi numeri. In Puglia
la Flc-Cgil si e' rivolta direttamente al Consiglio regionale per scongiurare
la perdita di 988 posti subito (insegnanti, sostegno escluso) e oltre 500 nei
prossimi mesi. L'organo amministrativo ha gia' approvato un ordine del giorno
in cui chiede espressamente al ministero della Pubblica istruzione di
"riformulare i parametri di riferimento contenuti nella bozza del decreto
interministeriale" e di "prevedere per la Puglia un incremento delle
immissioni in ruolo, a fronte dell'incremento, che si e' dovuto registrare, di
personale precario nelle graduatorie a esaurimento". Anche
la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto
parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in
meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727)e Calabria
(-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229),
Basilicata (-351), Friuli (-22), Lazio (-637), Liguria (-208), Marche
(-139); Molise (-214), Puglia (-988), Umbria (-15) Sardegna (-941). Aumentano i
posti, invece, in Emilia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto, tutte regioni
del Centro-Nord. Per il sostegno l'incremento e' generalizzato. (DIRE).
( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
MINORI
14.0315/02/2008 Psicofarmaci, ''medicalizzazione'' a scuola? Segnalati altri
casi in Italia Roma - Dopo la denuncia di ieri dei "sedicenti
psicologi" che in Emilia Romagna ignoravano le prudenze dell'Asl e, anche
quando non necessario, consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare
ai bambini, arrivano segnalazioni di casi analoghi da Messina, Belluno,
Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre citta'. "Sono due anni- afferma
Luca Poma, portavoce nazionale di 'Giu' le Mani dai Bambini'- che presso la
competente Direzione generale del ministero della Pubblica istruzione giace una
richiesta, completa di documentazione scientifica, per una circolare nazionale
per porre ordine nella scuola. Va evitato- spiega Poma- l'assalto da parte di
'sedicenti esperti' che stanno letteralmente invadendo le scuole propagandando
l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi
comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al
corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza
pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e' stato ignorato, ora
chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto
sta accadendo in molte citta' d'Italia". Il messaggio che si cerca
di veicolare con questi 'corsi di informazione e specializzazione' per
insegnanti e' che la strada per la soluzione del disagio e' la
medicalizzazione. "C'e' una selva di associazioni di genitori, sedicenti
esperti della materia- sottolinea Poma-, che s'improvvisano conferenzieri nelle
scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri
genitori". "Per forza, poi- prosegue il portavoce del comitato-,
assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini
vengono sottratti all'Asl di competenza, giustamente prudente nel somministrare
molecole psicoattive a bimbi piccoli, e portati presso strutture dalla 'ricetta
facile'". Questo, conclude Poma, "dimostra che i protocolli
dell'Istituto superiore di sanita' sono carenti: perche'- si interroga il
portavoce- un bambino e' sano a Bologna e malato altrove?". (DIRE).
( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
La rivolta contro i
"paracadutati" Paracadutati? No, grazie. Da destra a sinistra si leva
un fuoco di sbarramento contro i candidati che "piovono dall'alto"
sul Veneto. E il fuoco è più intenso dalle parti del centrosinistra. Il motivo
è facilmente comprensibile: se la rimonta sognata da Veltroni non dovesse
concretizzarsi, i posti alla Camera e al Senato sarebbero molti meno di quelli
della scorsa legislatura. Solo domani, sabato, si potrà capire qualcosa in più
dopo che l'assemblea costituente convocata a Roma avrà definito lo statuto che
regola anche le modalità e i limiti delle candidature.Nelle ultime ore si è
ipotizzata la celebrazione di "piccole primarie", ma chi dovrebbe
votare? Chiunque? Il rischio di strumentalizzazioni, se non addirittura di
infiltrazioni, sarebbe alto: nessuno potrebbe impedire a qualche
organizzazione, magari al Sud, di "piazzare" un fedelissimo con una
messe di voti: e a quel punto, chi potrebbe impedirgli di essere candidato? Gli
organismi del partito a livello provinciale e locale sono ancora in via di
definizione: a Treviso per esempio si voterà il 24 febbraio, con una battaglia
annunciata tra la senatrice Rubinato e il coordinatore provvisorio Quarello.
LaRubinato comprensibilmente punta a una riconferma al Senato: se dovesse
perdere, non sarebbe certo una buona base di partenza.Il coordinatore
regionalePaolo Giaretta (la cui candidatura al Senato è data per scontata) ha
appena nominato l'esecutivo e si appresta a scendere a Roma per definire i nomi
da presentare: ma ha già fissato alcuni paletti espliciti: "Nella bozza
dello statuto sono previsti il limite di 3 legislature "piene"
(quindi quella appena finita non fa testo, ndr) e un forte aumento della presenza
femminile". Sarà impossibile arrivare al 50\% come chiedono alcune
aspiranti candidate qualiLaura Fincato eMargherita Miotto, più probabile che si
arrivi al 30\%. "Ma - avverte Giaretta - questo non vuol dire che le
parlamentari uscenti pensino di essere più sicure del posto: non è che una
donna scarsa sarà riconfermata lasciando fuori un uomo valido".Sistemate
le signore, tocca ai paracadutati: sembra che sarà assegnata una
"quota" uguale per tutte le regioni. Ipotizzabile una deroga per
personaggi come Marini, D'Alema, Finocchiaro, Soro, Castagnetti, Fassino,
Parisi, Rutelli, Turco, Fioroni. In bilico De Mita, Mattarella, Visco. Deputati e senatori
veneti della passata legislatura dovrebbero quindi essere riconfermati in cima
alla lista: spazio quindi tra gli altri aDe
Piccoli,Treu,Casson,Naccarato,Martella. Qualche problema si potrebbe porre in
virtù dell'alleanza con l'Idv di Di Pietro, che in Veneto esprime il
portavoceDonadi e il capogruppoBorghesi: chi farà loro spazio? Giaretta esclude
candidature di persone fuori dalle rose che saranno espresse dalle province:
"In nessun caso accetteremo "turismo elettorale"". Tra le
incognite non c'è la necessità di regolarsi in base alle liste degli avversari.
Neanche in caso di decollo per Roma da parte di Giancarlo Galan? "Se il
Pdl dovesse vincere sarebbe una disgrazia, ma se Galan diventasse ministro
sarei felice", è la battuta del coordinatore veneto del Pd.A. G.
( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Si riapre la
polemica: nel mirino cinque gruppi di norme. Il fronte contrario è trasversale
e va da An a politici e sindacalisti dell'area triestina Governo contro il friulano:
ricorso alla Consulta Secondo il ministro Lanzillotta la legge regionale
istituisce un "regime di bilinguismo" contrario alla Costituzione
UdineNOSTRA REDAZIONEBocciata nel timore di deriva bilingue, con una decisione
che in Friuli Venezia Giulia rianima il dibattito trasversale sulle minoranze
linguistiche e dà il via alle prime polemiche elettorali.Ieri il Consiglio dei
ministri ha deciso di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge,
varata dalla Regione, di tutela e promozione della lingua friulana. A detta del
Governo, il provvedimento votato sul finire dell'autunno scorso dal Consiglio
regionale, appare in contrasto con alcuni principi costituzionali, va al di là
della tutela della lingua e prefigura - secondo una nota diffusa dal ministero
degli Affari Regionali guidato da Linda Lanzillotta - "un regime di
sostanziale bilinguismo, fino a una sorta di esclusività della lingua
friulana" in alcuni settori.In particolare, il Governo ha ritenuto che ci
siano cinque gruppi di norme che presenterebbero profili di illegittimità
costituzionale. Sono quelle che prevedono "un obbligo generale per gli
uffici dell'intera regione" (compresi, quindi, quelli che si trovano fuori
dei confini dell'area individuata come "friulanofona") di rispondere
in friulano alla generalità dei cittadini che si avvalgono del diritto di usare
il friulano.Ci sono poi le norme che, per garantire la traduzione a coloro che
non comprendono la lingua friulana, stabiliscono che può essere prevista la
ripetizione degli interventi in lingua italiana e quelle che consentono agli
enti locali di usare toponimi "nella sola lingua friulana".Altre
norme contestate dal Governo sono quelle che prevedono una sorta di
silenzio-assenso per l'insegnamento del friulano a scuola (chi non vuole partecipare
a tali lezioni deve dirlo al momento dell'iscrizione) e quelle che fissano in
un'ora alla settimana e per l'intero anno scolastico l'insegnamento del
friulano (per il Governo violano i principi dell'autonomia organizzativa e
didattica della scuola). Roma, infine, ha contestato la possibilità che la
Regione sostenga l'insegnamento della lingua friulana anche fuori delle aree
d'insediamento della minoranza friulana.Una decisione presa dal Governo ormai a
fine mandato, in quanto i termini per esprimersi sulla legge regionale
scadevano il 29 febbraio prossimo. E con i ministri Fioroni, Amato e Lanzillotta che avrebbero mosso le principali
perplessità sul provvedimento.Già nel corso del dibattito sull'approvazione
della legge, in Friuli Venezia Giulia si erano registrati due diversi
schieramenti trasversali: Alleanza nazionale, una parte dei sindacati, politici
e amministratori dell'area triestina e pordenonese, ma anche il deputato
del Partito democratico Alessandro Maran, che hanno gridato alla deriva
balcanica per la comunità regionale. Dall'altra il Centrosinistra tenuto
insieme da Riccardo Illy, la Lega nord, la società civile friulana (compreso il
rettore dell'università Furio Honsell e l'arcivescovo di Udine Pietro Brollo) a
favore delle norme che attuano la legge nazionale 482 del 1999 sulle minoranze
linguistiche in Italia.Prima ancora di approvare la legge, si era discusso a
lungo sull'opportunità di adottare un modello bilingue ispirato a quello della
Catalogna, regione della Spagna dove il catalano è ormai la prima lingua. Ma
alla fine ha prevalso la scelta di rifarsi a quello adottato nel Galles, dove
le regole sono propositive, anziché impositive.La legge impugnata dal Governo
Prodi, infatti, è stata presentata come opportunità per i cittadini, ma anche
per enti pubblici e scuole, di avvalersi dell'uso della lingua friulana. Un
approcciosoft tanto che si prevede, in futuro e per chi deciderà di avvalersi,
un'ora di insegnamento della lingua alla settimana. Ma già questo è bastato per
far lanciare anche ai sindacati nazionali del settore scolastico l'allarme
contro una regionalizzazione del settore Istruzione, già richiesta a Prodi da
Illy. "In realtà - assicura l'assessore regionale Roberto Antonaz, ieri a
Roma per far valere le ragioni della giunta Illy - le norme sono state
fraintese. L'ora di friulano rientra nella quota di ore aggiuntive alla
didattica scolastica che competono alla Regione. Mentre la toponomastica solo
in friulano è stata pensata per quei centri che hanno visto storpiati in italiano
i toponimi originari".Lorenzo Marchiori.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
IL PSICHIATRA DEL
CARCERE DEPONE IN CORTE D'ASSISE "Il dottor Cappuzzo sogna ancora la
moglie" Il dottor Massimo De Mari è lo psichiatra della casa circondariale
di strada Due Palazzi. L'avvocato Giovanni Chiello, difensore del chirurgo Gian
Luca Cappuzzo, lo chiama a deporre davanti ai giudici della Corte d'assise. Il
dottor De Mari ha seguito tutto il percorso carcerario del medico, accusato di
aver ucciso con il veleno la moglie, Elena Fioroni, madre di due figlioletti, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio
2006. Il chirurgo sostiene che la verità su quella tragica notte è venuta
lentamente a galla nella sua mente. Ci sono voluti mesi e mesi di grandi
elaborazioni prima di mettere a fuoco la dinamica di un omicidio di cui ancora
oggi non si rende conto. Questo sostiene l'imputato. E il dottor De Mari
ha confermato ai giudici che il medico ha ricordato con molta fatica. Solo nel
mese di giugno 2006 è riuscito a ricostruire i fatti. La cosa coincide con la
sua confessione. Un lungo interrogatorio durato dodici ore reso al pubblico
ministero Orietta Canova. Quali prove ci sono? Certo, il dottor De Mari dice
alla Corte che lui deve credere a quello che gli raccontano i suoi pazienti.
Non può esserci alcuna prova.Oggi il dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie. La
sogna nei momenti più belli della loro unione. In Scozia, la loro vacanza
ideale. Ricorda i momenti belli, ma anche quelli meno belli.L'imputato ha
confidato allo psichiatra del carcere che il suo rapporto con Elena non è
sempre stato idilliaco. Ci sono stati momenti di tensioni, creati da presunti
"comportamenti fuori del controllo" da parte della povera donna. E la
coppia ha vissuto anche momenti di grande conflittualità. Il dottor Cappuzzo ha
pure confidato allo psichiatra della casa circondariale che non condivideva
tutti i comportamenti che la moglie aveva nei confronti dei due figlioletti. A
suo avviso, era soprattutto dura con il primogenito.I figli adesso
rappresentano il problema più grave per il medico in carcere, accusato di
omicidio premeditato della moglie. Il suo legame con i due bambini è sempre
fortissimo. Cappuzzo ha parlato con il dottor De Mari anche dell'omicidio. Lo
psichiatra riferisce ai giudici che l'imputato sostiene che non voleva
ucciderla. Ma solo farla tacere.
( da "HelpConsumatori" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
News MINORI.
Psicofarmaci consigliati nelle scuole, il commento di Giù le mani dai bambini
15/02/2008 - 15:55 E' di ieri la notizia della denuncia di psicologi che in una
scuola di Bologna - consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai
bambini. Il comitato nazionale per la farmacovigilanza" Giù le mani dai
bambini" in una nota fa sapere di altre segnalazioni analoghe da Messina,
Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre città. "Sono due anni
- dichiara Luca Poma, portavoce nazionale - che presso la competente Direzione
Generale del Ministero Pubblica Istruzione giace una richiesta - completa di
documentazione scientifica - per una circolare nazionale per porre ordine nella
scuola ed evitare l'assalto da parte di "sedicenti esperti" che hanno
stanno letteralmente invadendo le scuole in più città d'Italia (segnalazioni
sono pervenute da Bologna, Roma, Frosinone, Sassari, Palermo, Messina, Belluno
ed altre) propagandando l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi
comportamentali dei minori, ed il Ministro Fioroni è al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche
appelli di risonanza pubblica. Il problema è stato ignorato, ora chi di dovere
dovrà prendersi responsabilità tecniche e politiche per quanto sta accadendo in
molte città d'Italia: il messaggio che si cerca di far passare con questi
'corsi di informazione e specializzazione' per insegnanti è che la
strada per la soluzione del disagio è la medicalizzazione". Poma parla di
"una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia,
che s'improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici,
consigliando psicofarmaci ad altri genitori. Per forza poi assistiamo a
'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'ASL
di competenza - giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a
bimbi piccoli - e portati presso strutture dalla 'ricetta facile'. Questo
dimostra che i protocolli dell'Istituto Superiore di Sanità sono carenti:
perché un bambino è sano a Bologna e malato altrove?". Dure prese di
posizioni sono state prese anche da altre realtà come la Cisl Scuola che chiede
che "queste ingerenze nella scuola debbano essere fermate, e a questi
'sedicenti esperti' non debba essere più permesso di metter piede in un
istituto scolastico". Emilia Costa, decana di psichiatria dell'Università
de 'La Sapienza' di Roma dice: "in quarant'anni di psichiatria ne ho viste
tante, ma superficialità a questi livelli davvero mai: 'tuttologi' improvvisati
che consigliano farmaci ai bambini? Un fatto gravissimo, ed i 'nomadi della
ricetta' che vanno a caccia dello psicofarmaco anche quando non serve sono
ignoranti e creduloni". Mentre Enrico Nonnis, neuropsichiatria infantile
di Psichiatria Democratica, aggiunge: "è folle, al giorno d'oggi qualsiasi
situazione che va ad interferire con i processi scolastici deve avere una
risposta medico-psichiatrica, e genitori ed insegnanti vedono la malattia come
'rifugio', e abdicano al proprio ruolo di educatori". Sostegno alla posizione
di "Giù le Mani dai Bambini" anche dai molti esponenti del mondo
istituzionale, tra i quali la Presidente dell'Udeur On. Rossi Gasparrini, che
dichiara: "la scuola deve ritrovare centralità, basta con queste
'ingerenze interessate' dall'esterno. Il mestiere di genitore è già difficile:
siano educatori, non 'promoter' di psicofarmaci", e la Deputata di
Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana, che in più di un'occasione ebbe ad
occuparsi di questi temi in corso di legislatura, conclude dicendo: "i
genitori di oggi non sono pronti ad affrontare le difficoltà di un bimbo che
cresce: chiediamoci come li facciamo vivere, questi piccoli, chiusi tra quattro
mura, invece di medicalizzare i loro disagi con terapie dannose per i bambini
che risolvono solo i problemi degli adulti". 2008 - redattore: SB.
( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA 16.5815/02/2008
Via 11 mila posti, sindacati sul piede di guerra Roma - Diecimila prof e mille
Ata (unita' di personale tecnico ausiliario e amministrativo) in meno: e'
questo il saldo dei tagli predisposti dal ministero della Pubblica istruzione e
dal Tesoro per il 2007/2008. Lo schema di decreto interministeriale
(Tesoro-Istruzione) e' stato messo in rete sul sito della Pubblica istruzione
il 1^ febbraio. Ma e' in questi giorni che, a livello locale, gli Uffici
scolastici regionali stanno prendendo contatto con le sigle sindacali, che sono
gia' sul piede di guerra, per cominciare a discutere questi numeri. In Puglia
la Flc-Cgil si e' rivolta direttamente al Consiglio regionale per scongiurare
la perdita di 988 posti subito (insegnanti, sostegno escluso) e oltre 500 nei
prossimi mesi. L'organo amministrativo ha gia' approvato un ordine del giorno
in cui chiede espressamente al ministero della Pubblica istruzione di
"riformulare i parametri di riferimento contenuti nella bozza del decreto
interministeriale" e di "prevedere per la Puglia un incremento delle
immissioni in ruolo, a fronte dell'incremento, che si e' dovuto registrare, di
personale precario nelle graduatorie a esaurimento". Anche
la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto
parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in
meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727) e Calabria
(-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229),
Basilicata (-351), Friuli (-22), Lazio (-637), Liguria (-208), Marche
(-139); Molise (-214), Puglia (-988), Umbria (-15) Sardegna (-941). Aumentano i
posti, invece, in Emilia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto, tutte regioni
del Centro-Nord. Per il sostegno l'incremento e', invece, generalizzato.(DIRE).
( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
MINORI
14.0315/02/2008 Psicofarmaci scuola: segnalati altri casi in Italia Roma - Dopo
la denuncia di ieri dei "sedicenti psicologi" che in Emilia Romagna
ignoravano le prudenze dell'Asl e, anche quando non necessario, consigliavano
ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini, arrivano segnalazioni di
casi analoghi da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre
citta'. "Sono due anni- afferma Luca Poma, portavoce nazionale di 'Giu' le
Mani dai Bambini'- che presso la competente Direzione generale del ministero
della Pubblica istruzione giace una richiesta, completa di documentazione
scientifica, per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola. Va
evitato- spiega Poma- l'assalto da parte di 'sedicenti esperti' che stanno
letteralmente invadendo le scuole propagandando l'uso di
psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il
ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche
appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e'
stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e
politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia". Il
messaggio che si cerca di veicolare con questi 'corsi di informazione e
specializzazione' per insegnanti e' che la strada per la soluzione del disagio
e' la medicalizzazione. "C'e' una selva di associazioni di genitori,
sedicenti esperti della materia- sottolinea Poma-, che s'improvvisano
conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando
psicofarmaci ad altri genitori". "Per forza, poi- prosegue il
portavoce del comitato-, assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a
Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'Asl di competenza, giustamente prudente
nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli, e portati presso
strutture dalla 'ricetta facile'". Questo, conclude Poma, "dimostra
che i protocolli dell'Istituto superiore di sanita' sono carenti: perche'- si
interroga il portavoce- un bambino e' sano a Bologna e malato altrove?".
(DIRE).
( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
Venerdí 15.02.2008
15:12 --> Il Comune capitola. Dopo gli attacchi dell'opposizione e della
Cei, e soprattutto dopo la sentenza del Tribunale civile di Milano, alla fine
la contestatissima ordinanza sul divieto di frequenza per i figli dei
clandestini alle scuole materne è stata ritirata. Il
ministro Fioroni, che aveva ingaggiato una durissima battaglia con il sindaco
Letizia Moratti può quindi gioire. A dare l'annuncio della resa è stata Mariolina
Moioli, assessore comunale alle politiche sociali. "La direzione centrale
dell'Assessorato ha recepito in una apposita determina la ordinanza del
magistrato che prevede l'accoglienza delle domande anche per minori che
appartengono a una famiglia clandestina, laddove si possa dimostrare l'abituale
dimora". "Nella giunta di stamani abbiamo deciso di ricorrere contro
l'ordinanza del giudice". Lo ha annunciato l'assessore comunale alle
Politiche sociali, Mariolina Moioli, nella conferenza dopogiunta riguardo alla
circolare per l'iscrizione alle materne. La decisione è stata presa, ha
spiegato Moioli, "perche' l'ordinanza introducendo la fattispecie della
'abituale dimora' finalizzata all'accoglienza della domanda anche di figli di
clandestini, apre una serie di questioni, rispetto alla realtà non solo
milanese ma nazionale. Perché molte famiglie, anche italiane, pur avendo
residenza in una citta', hanno l'abituale dimora in un'altra".
( da "Virgilio Notizie" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola
15-02-2008 19:33
Alcuni terminano 15 luglio, altri iniziano solo dopo la maturità Roma, 15 feb.
(Apcom) - Si prospettano periodi di vacanza diversificati per almeno un milione
di studenti e 200 mila docenti delle scuole medie e superiori che durante
l'estate saranno impegnati nel recupero dei debiti formativi: dopo la conferma
nei giorni scorsi, da parte dei vertici del ministero della Pubblica Istruzione
sulla legittimità di saldare le insufficienze entro il 31 di agosto o, al
massimo, prima dell'inizio delle lezioni del 2008-09, ogni istituto si sta
organizzando con modalità del tutto proprie. Non sono evidentemente bastate le
indicazioni di viale Trastevere contenute prima nel decreto n. 80 di inizio
ottobre, poi nell'ordinanza 92 del 5 novembre ed infine nelle risposte (le
cosiddette Faq) ai tanti quesiti provenienti da presidi docenti: leggendo le
delibere di questi giorni realizzate dai collegi degli istituti che stanno
affrontando la questione emerge un quadro di interpretazione diversificato
della normativa introdotta dal ministro Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi
per i recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito
dopo terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre
altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati
nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio. Ancora
più incertezza sulla tempistica delle verifiche e degli scrutini finali: mentre
dei collegi hanno deciso di prendere alla lettera la normativa chiedendo a prof
e studenti di tornare a scuola con una settimana di anticipo (l'ultima di
agosto), altri hanno optato per una soluzione simile ai vecchi esami di
riparazione aboliti dall'ex ministro D'Onofrio rimandando prove e decisioni
finali ai primi di settembre. I collegi più 'audaci', sfidando possibili
ricorsi da parte delle famiglie che avrebbero preferito tempi direcupero più
lunghi, hanno deciso di chiudere tutto (corsi, verifiche e consigli di classe
straordinari) addirittura entro la metà di luglio. Ma sulla decisione di questi
istituti potrebbe aver pesato l'indicazione di alcuni Uffici scolastici
regionali (come quello del Lazio), che per permettere la formazione degli
organici del personale ha invitato le scuole a terminare questo tipo di
attività al massimo entro il 31 luglio. (segue).