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DOSSIER “SCUOLA”

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3)   La "sqola" che frena l'Italia.Insegnamento e formazione in Italia ancora lontani dalla media comunitaria. E chi ha il diploma, spesso non sa cosa farsene. Di Marco Zatterin (La Stampa 15-2-2008)

Ci sono molti motivi che spiegano l'arrancare dell'Italia e la sua difficoltà a liberare il talento naturale che la pervade.  Uno è l'istruzione. Abbiamo una scuola vecchia, ancorata a dogmi fatiscenti, in cui le nozioni trionfano sullo stimolo delle capacità. La maggior parte dei giovani finisce il ciclo dell'obbligo carica più di informazioni disinnescate  che di istruzioni per l'uso della vita.
Vale la battuta che, qualche giorno fa, un politico nostrano ha fatto su un nostro esponente governativo di punta. "Ha tutto i talenti meno quello di sfruttarli". Ovvio che ci sono le eccezioni e da noi l'eccellenza non sorprende mai. Ma il livello medio è preoccupante e aiuta a capire come mai capita non di rado che gli stranieri ci mangino sul naso. 
Fotografa bene la situazione, o almeno così mi pare, il Rapporto 2008 sui progressi nel raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona per lo sviluppo e la crescita economica.
Dal testo emerge che in Italia aumentano i diplomati, calano gli abbandoni precoci, ma in genere i dati restano sempre sotto la media Europea. Anche quando si tratta di competenze linguistiche dei quindicenni (in discesa libera nel nostro Paese, ma anche in molti altri Stati membri) o di educazione permanente degli adulti. 
L'Italia non compare tra i "best performers" (i Paesi con i migliori risultati) in nessuno degli indicatori (tra cui figurano proprio gli abbandoni precoci) che riguardano l'istruzione superiore. E neppure tra quelli relativi all'istruzione terziaria. 
È invece al top per quanto riguarda i servizi scolastici per l'infanzia. Secondo l'Ue siamo al di sopra, con quasi il 100% di partecipazione dei bimbi di 4 anni, ai livelli mediani di Europa a 27 (85,7%), Usa (65,3%) e Giappone (94,7%).  
Decisamente peggio per quanto concerne gli abbandoni: nonostante punte di miglioramento, l'Italia resta tra i Paesi con il 20,8% di giovani che lasciano precocemente i banchi, contro il 10% auspicato dagli obiettivi di Lisbona.
Basse le competenze chiave dei nostri giovani nella lettura: sono più del 21% i ragazzi che hanno problemi. E tra il 200 ed il 2005, secondo il Rapporto, e' calato anche l'insegnamento delle lingue straniere.  Come se non ce ne fosse bisogno…
E c'è la beffa finale. L'Ue lamenta che in Paesi come l'Italia un anno dopo il diploma il 50% dei ragazzi sono senza un lavoro. E, comunque, il 50% di quelli che lo trovano hanno un'occupazione temporanea.
Per quanto riguarda la formazione permanente, i paesi che se la cavano meglio (per numero di 25-56enni coinvolti) sono Danimarca, Regno Unito e Finlandia. L'Italia, con poco piu' del 5%, resta, decisamente sotto la media Ue.
Capito l'arcano? Parliamo tanto, e per certi versi giustamente, di riforme previdenziali, elettorali e istituzionali. La scuola e la formazione emergono di rado e poi scompaiono dal dibattito. Così dimentichiamo che avere i conti pubblici non serve a molto se la scuola resta solo e soltanto una "sqola".
Poi ci riempiamo la bocca - o meglio si riempiono, i politici - di belle parole sull'importanza dell'apprendimento e dello sviluppo della capacità. Alla prova dei fatti siamo fermi a Manzoni. Quando vedo che i programmi sono quasi gli stessi di quando ho fatto le medie negli anni Settanta, provo l'orrore di chi si trova a guardare negli occhi le regioni del nostro ritardo.  
Possibile che nessuno faccia nulla? E che, riforma dopo riforma, si sia ancora al punto di partenza? Possibile. Ma c'è da infuriarsi come tori.


2) Le “prime volte” di un'istruzione da rifondare. Risorse alle scuole e all'università, un patto fondato su autonomia e responsabilità di Maria Antonietta Mongiu * (Da altravoce.net  15-2-2008)

 

Non ha dubbi la responsabile del progetto Ocse-Pisa, Karin Zimmer, quando analizza le ragioni del divario di risultati tra le scuole dell'Italia e quelle della Finlandia. La ricetta che riassume il successo è “valorizzazione dell'autonomia”. Parola troppo a lungo svuotata di significato ed effettività su scala nazionale; è imbarazzante dire di quella regionale. L'esperienza dell'Autonomia scolastica è emblematica: a suo tempo fu definita cantiere aperto; è stata di seguito declassata a cantiere dismesso ed infine è stata marginalizzata perché in avanzato stato di abbandono, a dispetto del Titolo V della Costituzione che configura la scuola un vero e proprio sistema delle autonomie, indipendente rispetto all'organizzazione statale e a quello delle istituzioni locali.

E allora quale miglior intervento piuttosto che proseguire con l'assistenza a pioggia e con i proggettifici variamente titolati e pagati, per arginare l'emergenza che di continuo si autoriproduce, che un piano programmatico fondato sulla centralità dell'autonomia scolastica ed universitaria protagonista del sistema formativo? A quell'autonomia costantemente vilipesa e costantemente bambina si attribuiscono non tanto estemporanee “paghette” ma investimenti che non trovano eguali sul territorio nazionale, ossia importanti risorse di bilancio - quasi trenta milioni di euro per anno fino al 2010 solo per l'istruzione - e soprattutto un progetto con metodologia e strumenti di valutazione e monitoraggio.

Possiamo argomentare a lungo sull'autonomia e sul suo orizzonte immateriale ma senza denari disponibili, i luoghi dell'istruzione in tutte le diverse fasi della vita avviliscono la qualità più alta non negoziabile, ossia il cuore e la testa di quelli che la frequentano. Senza biblioteche, senza laboratori, senza luoghi del confronto e della didattica, senza ricerca anche il cervello più strutturato e brillante e la volontà più determinata soccombono.

Per la prima volta in Sardegna si sta percorrendo la strada dei Patti formativi territoriali, finalizzati a una gestione unitaria e concertata degli interventi. Per la prima volta la Regione Sardegna ha avviato, nell'anno dell'istruzione e delle pari opportunità, un piano organico per il miglioramento dei livelli di istruzione e formazione, la cui base fondante è costituita dall'anagrafe dell'offerta formativa, della popolazione e dell'edilizia scolastica.

Per la prima volta gli studenti, attraverso la Consulta regionale, sono interlocutori privilegiati e responsabilizzati di questo assessorato che non li considera destinatari di disposizioni e direttive estranee alla loro volontà. Per la prima volta il monitoraggio, previsto in ogni fase del percorso per verificare il raggiungimento di singoli obiettivi, attraverso l'autovalutazione, rimarca un'importante differenza qualitativa dell'attuale piano regionale e la validità della modalità dell'azione regionale.

Questa molteplicità di “prime volte” altro non è se non il segnale della consapevolezza condivisa che soltanto lavorando insieme in una prospettiva che dall'immediato contempla il medio e lungo periodo si può iniziare ad abbattere le pesanti negatività registrate dai dati Ocse - Pisa.

Il progetto della Regione Sardegna - insieme con le autonomie scolastiche, le università, gli enti locali- è quello di trasformare i luoghi di elaborazione, costruzione, trasmissione del sapere in veri e propri presidi territoriali, aperti all'intera cittadinanza, che stimolino l'interesse e la passione verso l'apprendimento e saldino, attraverso la partecipazione e la condivisione delle esperienze, i legami tra le diverse componenti delle comunità. Al centro della scena didattico-pedagogica viene posto l'allievo, il docente e l'ambiente educante, valorizzati e qualificati attraverso un'alleanza con le autonomie locali e le qualità ed opportunità del territorio.

Per quanto attiene la scuola è stato messo in moto un insieme di interventi che in questi primi mesi del 2008 ha già cominciato a rinnovare l'ambiente educante e la geografia pedagogica del sistema scolastico, per incanalarlo nel piano del successo formativo e rientrare in una “normalità” da troppo tempo evasa.

La cultura è trascendimento dei saperi compartimentati e affermazione di una prospettiva unitaria dove competenze logiche, matematiche, linguistiche ed artistiche interagiscono per costituire inclusione. La cultura è condivisione di un sapere capace di declinarsi nell'abilità di fare, di inventare, di pensare. Dall'investimento su questo sapere dipende la qualità del nostro domani. Per questo i laboratori e la formazione dei docenti; per questo la lotta senza retrocessioni per una scuola e un'università capaci di preparare al meglio le generazioni che tra breve dovranno prendersi cura della nostra Sardegna.

Patto formativo territoriale e patto intergenerazionale sono alla base del nuovo percorso. Dal nido al master non dobbiamo consentire mai più soluzioni di continuità, abbandoni, o mortalità precoci nella costruzione dei saperi soggettivi e collettivi. Sarebbe imperdonabile, una volta presa coscienza della deriva a cui, se non si interviene, condanniamo le giovani generazioni.

In questo periodo si discute molto di istruzione e di università. È un bene! Non ne abbiamo mai discusso abbastanza; e se per caso ci troviamo in una dialettica così appassionata significa che nei decenni c'è stato una grande rimozione del tema. Abbiamo dato per scontato che il diritto allo studio fosse un dato acquisito ed invece è ancora un obiettivo difficile da conseguire. Spesso disquisiamo con dati non certi, con statistiche differenti a seconda delle premialità delle linee di finanziamento.

Il primo impegno di questo assessorato è stato dunque quello della raccolta dei dati per compilare l'anagrafe dell'istruzione, dalle classi primavera ai percorsi dell'alta formazione. La lettura dei dati, lo sappiamo, non è confortante. Basti pensare che i promossi senza debiti nella scuola secondaria non raggiungono il 40% degli studenti, con una distinzione importante che accentra i maggiori insuccessi sui maschi. E all'università non tira aria migliore: se i diplomati sono stati 14.856 nel 2006, il numero di laureati, negli atenei della Sardegna, precipita a 6.312 unità.

Ecco perché tanta insistenza per evitare sprechi e per incanalare risorse a favore del diritto allo studio e di una concreta politica delle pari opportunità, con ingenti contributi economici a chi non ha mezzi sufficienti e ai meritevoli, con la moltiplicazione dei posti letto per gli studenti, sollecitati a pretendere la qualità della didattica e la corrispondenza degli insegnamenti alle realtà del territorio.

Il domani è già iniziato e la responsabilità a cui sono e siamo stati chiamati ci impone rigore e di non indietreggiare rispetto agli standard e alle pratiche migliori. Crediamo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze. E sentiamo l'obbligo etico e morale di attrezzarli con gli strumenti più adeguati per affrontare le sfide del domani. Il nostro vero welfare è l'istruzione.

* assessore della pubblica istruzione, Regione Sardegna


1)   Ripartiamo dalla scuola. di Francesco Giavazzi (La Repubblica 15-2-2008)

Sarebbe un peccato se in questa campagna elettorale si discutesse solo di tasse. E non perché la pressione fiscale non sia elevata: lo è, ed è urgente ridurla. Ma le tasse sono solo un sintomo dei mali del-l'Italia. Da sola, una riduzione della pressione fiscale non risolverebbe alcuno dei nostri problemi. (Diverso se si discutesse di spesa e di come diminuirla).
Due le questioni che dovrebbero essere al centro del dibattito e che riguardano la capacità delle famiglie di arrivare alla fine del mese (il problema a mio parere più immediato): il potere di acquisto dei salari (abbiamo stipendi greci e prezzi tedeschi) e una spesa sociale che non aiuta chi ne ha davvero bisogno. Abbassando le tasse si aiuterebbero i salari, alzandole si potrebbe finanziare più spesa sociale. Ma è un'illusione pensare che il fisco sia lo strumento per risolvere questi problemi.
In Italia i salari sono, in media, del 30% inferiori rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna. Ma questa differenza non è equamente distribuita. È più ampia per i giovani e si restringe via via che passano gli anni: a 55 anni scompare perché i nostri salari crescono con l'età più rapidamente che nel resto d'Europa. In altre parole, in Italia l'anzianità è più importante del merito nel determinare la progressione di carriere e stipendi. Chi proporrà l'eliminazione degli scatti di anzianità — a cominciare dai contratti dei dipendenti pubblici, in primis
dei docenti universitari — per destinare più risorse al merito?
Rimane il fatto che il livello medio dei salari è più basso che altrove in Europa. In parte questo riflette un premio di assicurazione: un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato è di fatto illicenziabile e il mancato salario è un prezzo che egli paga per «assicurarsi » contro il rischio di licenziamento. Non si possono chiedere al tempo stesso salari più elevati e garanzie contro i licenziamenti.
Il divario tra i salari italiani ed europei è dovuto anche a una minor produttività. Produttività significa efficienza, ma anche innovazione: questa spesso richiede la capacità di analizzare dati, fare esperimenti e affrontare i problemi con un approccio scientifico. I test Pisa (si vedano al sito www.pisa. oecd.org) misurano queste competenze nella scuola secondaria: i risultati sono sconfortanti. I nostri studenti sono al 35˚posto sui 40 Paesi studiati nel 2006. Ciò che più colpisce è la loro scarsa dimestichezza con il metodo scientifico.
Che fare per migliorare la scuola? Una cosa è certa: un'ennesima riforma studiata dal ministero non servirebbe a nulla. Bisogna introdurre più concorrenza fra le scuole. Per farlo occorre dare alle famiglie la possibilità di scegliere: le scuole cattive rimarranno senza studenti e ci sarà la coda per iscrivere i figli alle migliori. Ma le famiglie devono essere informate. Le scuole dovrebbero pubblicare dati sui loro allievi: quanto tempo hanno impiegato a trovare un lavoro? Quanto guadagnano? In quanto tempo si sono laureati? Dove, con che voti? Sono dati che molte scuole già raccolgono, ma si guardano bene dal rendere pubblici.

15 febbraio 2008


Report "Schola"

Il governo boccia la legge sulla lingua friulana ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i più perplessi sarebbero stati Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Giuliano Amato (Interno), oltre a Linda Lanzillotta (Affari regionali). Le analisi dei diversi ministeri "e le tantissime segnalazioni e i rilievi arrivati da più parti", aggiungono proprio al ministero degli Affari regionali, hanno convinto l'intero governo a fermare la corsa della legge.

DAL MINISTERO non arrivano abbastanza contributi? Le casse delle scuole sono sempre pi ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche al ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Non è la prima volta che Cna si impegna a far 'incontrare' le scuole e le imprese. Dal 2002 a oggi l'associazione degli artigiani ha realizzato, insieme alle scuole di ogni ordine e grado (dalle elementari alle superiori) già 200 progetti coinvolgendo 5mila studenti.

L'UNICA CERTEZZA, per ora, <I ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per far fronte ai corsi di recupero imposti dal ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, per tutti quegli studenti che hanno avuto una o più insufficienze nel primo quadrimestre. I corsi, di 10 o 15 ore l'uno per materia, sono gratuiti, ma non obbligatori: i genitori possono decidere di mandare i ragazzi a lezioni private.

Riforma scuola lettera a Dellai dai sindacati ( da "Trentino" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: oltre mille docenti della scuola trentina in merito alla questione del "recupero dei debiti formativi", oggetto delle deliberazioni della giunta provinciale. E' quindi richiesto un incontro in tempi brevi e si minacciano azioni di protesta. Le recenti disposizioni sull'elevazione dell'obbligo scolastico - viene detto in una nota congiunta dei sindacati confederali e dello Snals -

Un'esperienza di frontiera, una testimonianza di speranza, un esempio. Attenzione e partecipazi ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad ascoltarlo una platea gremita di ragazzi delle scuole rodigine, riuniti assieme ai docenti in occasione della Giornata della legalità. Don Luigi Merola, per il suo impegno contro la criminalità è stato più volte minacciato e vive sotto scorta. E' stato nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. - -->.

Scuola, tutti al lavoro per saldare i debiti ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma indirettamente anche degli istituti dopo la recente riforma del ministro Fioroni. Per quattordici anni una parte consistente degli studenti promossi con alcune insufficienze non recuperava le carenze registrate l'anno precedente e con i corsi organizzati a settembre dalle scuole non sempre si raggiungeva l'effetto sperato.

Continuo a sognare elena - cristina genesin ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il delitto Fioroni. Davanti alla Corte d'Assise lo psichiatra del carcere che segue l'imputato dal giorno del suo arresto "Continuo a sognare Elena" L'ossessione di Gian Luca Cappuzzo tra amore e rabbia "Riconosce di aver perso progressivamente il controllo della situazione è depresso ma lucido" CRISTINA GENESIN La sognava a pochi giorni dall'

Asili aperti ai clandestini? La Moratti pronta a fare ricorso ( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma il Comune attraverso i propri legali presenterà subito ricorso e la circolare sulle iscrizioni - contestata nei giorni scorsi anche da Cei, Caritas e Cgil, mentre il ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni il mese scorso ha addirittura tagliato i fondi agli asili comunali - dovrebbe rimanere immutata.

Lunedì il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd ( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DOPPIO APPUNTAMENTO CALLIANO Lunedì il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd Ex presidentessa Pro loco è azzannata dal proprio cane Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni lunedì sarà ad Asti. La sua giornata avrà una parte istituzionale e una con i simpatizzanti del Pd.

I corsi di recupero a scuola minacciano il turismo estivo ( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: A livello nazionale i sindacati avevano fatto presente al ministro Giuseppe Fioroni i problemi delle ferie degli insegnanti, ma dal ministero hanno fatto sapere che lo svolgimento dei corsi di recupero a luglio e ad agosto è pienamente legittimo, mettendo a tacere, di fatto, tutte le polemiche.

Il debito è mio e lo gestisco io ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gestisco io di Roberto Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni? Mistero. Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci, per un totale di un milione e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate di quest'anno, a dieci anni dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di riparazione e nel primo anno della riforma Fioroni che li ha ripristinati di fatto,

Never walk alone l'accordo con l'idv impone un emendamento ad partitum ( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Identica sensazione ha avuto Beppe Fioroni, che ha testimoniato il suo disappunto ("Il Pd non è né un tram, né un autobus"). La trattativa prosegue, dunque. Fermo restando che il veterano radicale, e di questo i democrat ne hanno piena coscienza, a cambiare e ricambiare le carte in tavola ci mette un attimo.

La moglie compare nei sogni di Cappuzzo ( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziale amnesia alla presa di coscienza dell'omicidio con l'uretano di Elena Fioroni La moglie compare nei sogni di Cappuzzo Lo psichiatra del medico uxoricida: "E' una proiezione del suo desiderio" PADOVA - Elena torna di notte, compare nei sogni di Gianluca Cappuzzo. Lui continua a sognare la moglie a due anni dalla notte in cui la uccise.

Scuole nel caos, partono i corsi di recupero ( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: coerentemente con l'ultima ordinanza del Ministro Fioroni, non c'è debito che tenga: per ogni 4 confermato in pagella, la pena sarà l'obbligo di fare un altro corso di recupero in piena estate, rinunciando a tre settimane di vacanze e con lo spauracchio della bocciatura, accontentandosi intanto di una "promozione sospesa".

I giovani e le sette note si incontrano a scuola ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la materia della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle scuole, oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ". Idea che ha entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.

Veltroni si libera di Prodi e trascina Rutelli nel Pse ( da "Libero" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo ha fatto in segreto e nella speranza di affrontarne le conseguenze con gli ex Margheritini, da Fioroni a Marini da Enrico Letta a Rosy Bindi, solo dopo il voto e a cose fatte. Quanto a Schulz, due giorni fa ha riunito il suo gruppo parlamentare e si è lamentato perché "nessuno mi ha invitato in Italia per la campagna elettorale di Veltroni".

Pd-radicali, porte quasi chiuse D'Alema: ora stop ai partitini ( da "Corriere della Sera" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora stop ai partitini Fioroni: non siamo un tram. Bettini propone una "delegazione" Lo sfogo di Emma Bonino: che idea è? Bertinotti: con Di Pietro meno limpida la scelta di correre soli ROMA - Si sono incontrati di nascosto come gli amanti clandestini, da una parte del tavolo Rita Bernardini e Marco Cappato e dall'altra Goffredo Bettini,

Tagli per 11 mila posti, sindacati in guerra ( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727)e Calabria (-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351),

Psicofarmaci, ''medicalizzazione'' a scuola? Segnalati altri casi in Italia ( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia".

La rivolta contro i <paracadutati> ( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni. In bilico De Mita, Mattarella, Visco. Deputati e senatori veneti della passata legislatura dovrebbero quindi essere riconfermati in cima alla lista: spazio quindi tra gli altri aDe Piccoli,Treu,Casson,Naccarato,Martella. Qualche problema si potrebbe porre in virtù dell'alleanza con l'Idv di Di Pietro,

Governo contro il friulano: ricorso alla Consulta ( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E con i ministri Fioroni, Amato e Lanzillotta che avrebbero mosso le principali perplessità sul provvedimento.Già nel corso del dibattito sull'approvazione della legge, in Friuli Venezia Giulia si erano registrati due diversi schieramenti trasversali: Alleanza nazionale, una parte dei sindacati, politici e amministratori dell'area triestina e pordenonese,

<Il dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Elena Fioroni, madre di due figlioletti, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006. Il chirurgo sostiene che la verità su quella tragica notte è venuta lentamente a galla nella sua mente. Ci sono voluti mesi e mesi di grandi elaborazioni prima di mettere a fuoco la dinamica di un omicidio di cui ancora oggi non si rende conto.

MINORI. Psicofarmaci consigliati nelle scuole, il commento di Giù le mani dai bambini ( da "HelpConsumatori" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ed il Ministro Fioroni è al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica. Il problema è stato ignorato, ora chi di dovere dovrà prendersi responsabilità tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte città d'Italia: il messaggio che si cerca di far passare con questi 'corsi di informazione e specializzazione'

Via 11 mila posti, sindacati sul piede di guerra ( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727) e Calabria (-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351),

Psicofarmaci scuola: segnalati altri casi in Italia ( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia".

Divieto clandestini alle scuole materne/ Il Comune capitola dopo la sentenza del giudice. Le carte di Affari ( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Fioroni, che aveva ingaggiato una durissima battaglia con il sindaco Letizia Moratti può quindi gioire. A dare l'annuncio della resa è stata Mariolina Moioli, assessore comunale alle politiche sociali. "La direzione centrale dell'Assessorato ha recepito in una apposita determina la ordinanza del magistrato che prevede l'

SCUOLA/ RECUPERO DEBITI, OGNI ISTITUTO SCEGLIE VACANZE DIVERSE ( da "Virgilio Notizie" del 15-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio.


Articoli

Il governo boccia la legge sulla lingua friulana (sezione: Schola)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Il Consiglio dei ministri impugna la norma di tutela: "È anticostituzionale e prefigura un regime di sostanziale bilinguismo". Regione pronta a resistere Il governo boccia la legge sulla lingua friulana Dall'uso negli uffici pubblici all'insegnamento a scuola, arriva un no unanime. Antonaz: "Una cantonata" TRIESTE Alla fine la bocciatura è arrivata. Il governo uscente di Romano Prodi ha impugnato all'unanimità la legge regionale sulla valorizzazione della lingua friulana. La decisione era nell'aria da sempre ma suona come uno schiaffo a Riccardo Illy che di quella legge, indigesta a più di un componente della sua maggioranza, ha fatto una bandiera di autonomia. Quattro i punti contestati tra cui quello della scuola. La Regione è comunque pronta a resistere e parla di "cantonata" del governo. Ma lo stop di Roma rischia di creare tensioni nel centrosinistra, dove peraltro Illy non ha ancora sciolto le riserve, e ripercuotersi sulla campagna elettorale. IL GIUDIZIO Il giudizio di palazzo Chigi, arrivato ieri mattina, è molto pesante: gli articoli della legge impugnati, "oltre ad apparire in contrasto con numerosi principi costituzionali", "esorbitano dall'oggetto della legge" e "prefigurano un regime di sostanziale bilinguismo e, per taluni aspetti, di esclusività della lingua friulana". IL CONSIGLIO Eppure, tra il dipartimento degli Affari regionali del ministero e la Regione in queste settimane è continuato il dialogo serrato. Tanto che le obiezioni sollevate in un primo momento erano addirittura 12. Ma quel dialogo, come recita la nota di palazzo Chigi, non ha consentito di superare alcuni rilievi di costituzionalità: rilievi che coinvolgono diversi ambiti e ministri tanto che, nel consiglio di ieri, i più perplessi sarebbero stati Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Giuliano Amato (Interno), oltre a Linda Lanzillotta (Affari regionali). Le analisi dei diversi ministeri "e le tantissime segnalazioni e i rilievi arrivati da più parti", aggiungono proprio al ministero degli Affari regionali, hanno convinto l'intero governo a fermare la corsa della legge. FRIULANO FREE Secondo il consiglio dei ministri l'area non friulanofona e quindi la provincia di Trieste e parte di quella isontina - ed è questo il primo punto contestato - devono essere "friulano free". La legge forza la mano, secondo il governo, prevedendo "un obbligo generale per gli uffici dell'intera regione" di rispondere in friulano "alla generalità dei cittadini" che si avvalgono del diritto di usare tale lingua e di redigere anche in friulano gli atti comunicati "alla generalità dei cittadini", nonchè di effettuare in tale lingua la comunicazione istituzionale e la pubblicità". Questi principi contrastano con la legge 482/99 "che circoscrive l'uso della lingua minoritaria nei soli comuni di insediamento del relativo gruppo linguistico". In pratica chi si reca all'ospedale di Trieste, piuttosto che negli uffici regionali, non può pretendere risposte - scritte o orali - in friulano. ITALIANO A RISCHIO Due dei punti cassati - su premura, pare, di Amato - sono quelli che prevedono il sopravvento della lingua friulana sull'italiano. Il fatto che "per garantire la traduzione a coloro che non comprendono la lingua friulana "può" essere prevista la ripetizione degli interventi in lingua italiana" è insufficiente per il governo. La traduzione, come vuole la 482, deve essere garantita. Non è poi piaciuta ad Amato la possibilità che gli enti locali "possano adottare l'uso di toponimi nella sola lingua friulana" e che "la denominazione prescelta diviene la denominazione ufficiale a tutti gli effetti". Anche questo violerebbe la 482. A SCUOLA Il piatto forte, però, l'hanno portato gli uffici legali di Fioroni che hanno contestato i punti evidenziati già dai sindacati. Il primo è il cosiddetto silenzio assenso (obbligo delle famiglie di indicare se non vogliono avvalersi del friulano a scuola). Segue - sempre perché ritenuta un'invasione di campo dell'autonomia scolastica - la bocciatura dell'articolo 14 secondo cui "l'insegnamento della lingua friulana è garantito per almeno un'ora alla settimana per la durata dell'anno scolastico". Non gradito nemmeno l'apprendimento veicolare. Inaccettabile, ancora, il sostegno ad iniziative che promuovano il friulano fuori dell'area friulanofona. LA REGIONE L'assessore regionale all'Istruzione Roberto Antonaz, ieri a Roma, non porge però l'altra guancia. E parla di "cantonata" del governo: "Ne parleremo in giunta, ma la mia opinione è che la Regione debba resistere all'impugnazione perchè la legge non è in conflitto con alcun principio costituzionale". Se ne parla, assai probabilmente, già stamattina, nella seduta di giunta programmata. Martina Milia.

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DAL MINISTERO non arrivano abbastanza contributi? Le casse delle scuole sono sempre pi (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Ù a secco? E allora ci pensa la Cna a trovare il 'tesoretto' per le medie e le superiori di Rimini... E mica spiccioli: ammonta a oltre 100mila euro il valore dei contributi che la Cna, grazie al sostegno di un centinaio di aziende del Riminese e della Banca popolare di Ancona, destinerà a favore delle scuole per finanziare progetti mirati per migliorare la formazione tecnica e scientifica e favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto, primo di questo genere nella provincia, sarà presentato oggi pomeriggio nel convegno all'Holiday Inn, al quale parteciperà (subito dopo il dibattito organizzato dal Pd) anche al ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Non è la prima volta che Cna si impegna a far 'incontrare' le scuole e le imprese. Dal 2002 a oggi l'associazione degli artigiani ha realizzato, insieme alle scuole di ogni ordine e grado (dalle elementari alle superiori) già 200 progetti coinvolgendo 5mila studenti. "Ma ora, con questo 'tesoretto', che è piuttosto cospicuo ? spiega il direttore provinciale di Cna, Salvatore Bugli ? andiamo a costituire un vero e proprio fondo per le scuole. Sono già un centinaio le aziende che hanno dato un contributo, e molte ancora si aggiungeranno". Il fondo per la prima volta, servirà a finanziare i "progetti proposti dalle scuole stesse ? aggiunge Primula Lucarelli, responsabile di Cna Buon lavoro ? in particolare alla promozione della cultura del lavoro, ad approfondimenti sulla tecnica e la tecnologia (laboratori, visite guidate) e all'alternanza scuola-lavoro". Un modo per far conoscere sempre meglio ai ragazzi le possibilità professionali riminesi, e dar loro alla fine degli studi un'opportunità di lavoro. Alle imprese saranno infatti segnalati gli studenti con i curriculum più interessanti. - -->.

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L'UNICA CERTEZZA, per ora, <I (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

L'UNICA CERTEZZA, per ora, è che quasi la metà degli studenti delle superiori riminesi dovrà tornare a scuola anche al pomeriggio. E che, per organizzare le lezioni, molti istituti saranno costretti a chiamare docenti in pensione e insegnanti di altre scuole. Quasi una chiamata alle 'armi', per far fronte ai corsi di recupero imposti dal ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, per tutti quegli studenti che hanno avuto una o più insufficienze nel primo quadrimestre. I corsi, di 10 o 15 ore l'uno per materia, sono gratuiti, ma non obbligatori: i genitori possono decidere di mandare i ragazzi a lezioni private. Tutti gli studenti però, tra marzo e aprile, saranno costretti alle verifiche: se non le supereranno saranno guai. E sono guai anche per le scuole superiori riminesi, che proprio in questi giorni (dopo l'incontro col provveditore della settimana scorsa) stanno organizzando i corsi. Tra mille incertezze, e una domanda che per ora resta senza risposta per tutti: se i ragazzi al pomeriggio sono a scuola per recuperare in italiano o o in matematica, quando fanno i compiti? "Questo è il problema ? ammette Alessandro Gaspari, preside dell'Istituto per geometri Belluzzi ? ma cercheremo di risolverlo". Intanto, al Belluzzi, i corsi di recupero per le quinte sono già partiti, "per le altre è questione di giorni". Al Belluzzi si sono inventati persino la 'classifica' delle materie con più insufficenti: "Stiamo organizzando i corsi in base alla classifica, cercando così ? spiega Gaspari ? di permettere al meglio i recuperi". Non tutti, però, saranno 'invitati' : "Ai genitori dei ragazzi che hanno l'insufficienza perché non hanno voglia di studiare, abbiamo mandato una segnalazione a casa. I corsi sono per chi ha difficoltà, e non per chi non si impegna...". Anche all'Istituto per il turismo Marco Polo stanno per iniziare i corsi di recupero. "Ma i contributi arrivati dal Ministero sono piuttosto limitati ? allarga le braccia il preside, Umberto Moretti ? perciò credo che saremo costretti ad accorpare, nello stesso corso, ragazzi di diverse classi". Una delle scuole meno 'impreparate' ad organizzare i nuovi corsi di recupero imposti dal Ministero è il liceo classico psicopedagogico Giulio Cesare Valgimigli. "Qui i corsi di recupero in realtà li facciamo già da molti anni ? premette la preside Maria Iole Pelliccioni ? e questo ci ha facilitato non poco. Per ogni classe, a seconda di quanti sono gli studenti con insufficienze, stiamo decidendo soluzioni diverse. Se in una classe gli alunni che devono recuperare sono la maggior parte, per due settimane gli insegnanti si dedicano al ripasso e alle verifiche. In altri casi organizziamo corsi di recupero nelle varie materie. Per quei ragazzi, specialmente dei primi anni, che hanno parecchie insufficienze, chiediamo un incontro alle famiglie, e gli proponiamo dei corsi di motivazione...". Un po' di psicologia non guasta, soprattutto quando in ballo c'è la promozione. E soprattutto, non si esita a chiamare docenti esterni o in pensione, se nella scuola non ce ne sono abbastanza disponibili. "Noi li chiameremo sicuramente: insegnanti in pensione, e docenti esterni che ci danno grande affidabilità ? spiega Giuseppe Prosperi, preside del liceo scientifico Einstein ? Nell'organizzare i corsi ci siamo concentrati sulle materie che prevedono maggior difficoltà". Già perché non per tutte le materie (per questioni pratiche e di finanziamenti) ci saranno corsi, ma solo in quelle che prevedono competenze tecniche. Insomma: dove si deve 'solo' studiare all'alunno non verrà prescritto un corso specifico. Nessun insegnante esterno invece per i corsi di recupero all'Itis Leonardo da Vinci. Anche perché "organizzeremo vari momenti di ripasso e recupero ? sottolinea Roberto Monacchi ? anche al mattino, durante le normali lezioni". Corsi di recupero al via anche all'Itc Valturio. "Abbiamo più di 350 alunni che frequenteranno i corsi di recupero ? spiega Paolo Correggioli, collaboratore della preside Villardi ? I corsi saranno per le materie principali e di indirizzo, con tanto di prova scritta alla fine". Luca Pizzagalli Manuel Spadazzi - -->.

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Riforma scuola lettera a Dellai dai sindacati (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Chiesto un incontro Riforma scuola lettera a Dellai dai sindacati TRENTO. I sindacati della scuola invieranno oggi al presidente della Provincia Lorenzo Dellai il documento approvato in assemblea provinciale lo scorso 30 gennaio e sottoscritto da oltre mille docenti della scuola trentina in merito alla questione del "recupero dei debiti formativi", oggetto delle deliberazioni della giunta provinciale. E' quindi richiesto un incontro in tempi brevi e si minacciano azioni di protesta. Le recenti disposizioni sull'elevazione dell'obbligo scolastico - viene detto in una nota congiunta dei sindacati confederali e dello Snals - offrono la possibilità di cogliere proprio alla conclusione del biennio della scuola secondaria di secondo grado il momento in cui collocare la verifica e la certificazione, o meno, del recupero delle carenze riscontrate. Le finalità della proposta che qui si avanza sono connesse alle motivazioni, più volte espresse, di costruire un sistema scolastico concretamente fondato sull'accertamento delle competenze che si affianchi al recupero della credibilità del ruolo professionale dei docenti e anche del processo didattico-educativo a cui è chiamata la scuola. L'assemblea dei docenti chiede "la chiara definizione di "attività accessorie" relativamente a tutte le prestazioni effettuate per i corsi di recupero. Queste attività dovranno risultare specificatamente retribuite come attività di recupero e dovranno, per questo, essere espressamente deliberate come prestazioni da effettuare al di fuori dall'orario ordinario", si chiude la nota.

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Un'esperienza di frontiera, una testimonianza di speranza, un esempio. Attenzione e partecipazi (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

One ieri mattina al teatro don Bosco per don Luigi Merola e la sua esperienza di sacerdote a Napoli, nel quartiere Forcella. Ad ascoltarlo una platea gremita di ragazzi delle scuole rodigine, riuniti assieme ai docenti in occasione della Giornata della legalità. Don Luigi Merola, per il suo impegno contro la criminalità è stato più volte minacciato e vive sotto scorta. E' stato nominato dal ministro Fioroni referente nazionale per l'educazione alla legalità. - -->.

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Scuola, tutti al lavoro per saldare i debiti (sezione: Schola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Oristano Scuola, tutti al lavoro per saldare i debiti ORISTANO. Saldare i debiti: ecco il nuovo impegno degli studenti delle scuole superiori. Non solo degli studenti, ma indirettamente anche degli istituti dopo la recente riforma del ministro Fioroni. Per quattordici anni una parte consistente degli studenti promossi con alcune insufficienze non recuperava le carenze registrate l'anno precedente e con i corsi organizzati a settembre dalle scuole non sempre si raggiungeva l'effetto sperato. Così anche in città in questi giorni dopo gli scrutini del primo quadrimestre o, per alcuni istituti dopo il pagellino di fine novembre, iniziano i corsi per colmare le insufficienze. Non solo corsi, ma anche studio individuale, lavoro personale supportato dai cosiddetti sportelli didattici a domanda, pause didattiche e utilizzo del 20% dell'orario per materia per colmare i debiti. Insomma, grande impegno organizzativo di presidi e docenti, orario scolastico più lungo per gli studenti e qualche sacrificio in più per gli allievi pendolari, chiamati a qualche rientro in più. E giusto su tutti questi problemi si confrontano i dirigenti degli istituti superiori, non tralasciando anche l'aspetto economico della questione.

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Continuo a sognare elena - cristina genesin (sezione: Schola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Il delitto Fioroni. Davanti alla Corte d'Assise lo psichiatra del carcere che segue l'imputato dal giorno del suo arresto "Continuo a sognare Elena" L'ossessione di Gian Luca Cappuzzo tra amore e rabbia "Riconosce di aver perso progressivamente il controllo della situazione è depresso ma lucido" CRISTINA GENESIN La sognava a pochi giorni dall'omicidio confessato solo quattro mesi e mezzo più tardi stretto da una morsa di prove difficili da azzerare. E la sogna ancora oggi. Gian Luca Cappuzzo sogna la moglie Elena Fioroni. Sogna la donna che ha ucciso e i viaggi compiuti insieme. è quanto ha riferito, ieri mattina ai giudici della Corte d'Assise di Padova, il dottor Massimo De Mari, lo psichiatra in servizio nel carcere padovano che segue il medico-assassino fin dal suo arrivo nella casa circondariale Due Palazzi. Lo psichiatra ha spiegato che Cappuzzo ha sempre manifestato grande affetto per la moglie. "Mi disse che la vita con Elena era fatta di momenti bellissimi e di altri di aperta conflittualità". Come i viaggi in Scozia dove Gian Luca amava andare a caccia o i comportamenti imprevedibili di lei nei confronti del marito e dei figli, almeno secondo la versione resa dall'imputato. "Si lamentava dell'atteggiamento brusco della moglie e mi riferì degli episodi in cui il figlio maggiore era stato chiuso nello sgabuzzino. Lui non poteva opporsi per il rischio di una reazione più dura. Ma questa situazione lo faceva star male perché vedeva i bambini gestiti in un modo che non condivideva", ha raccontato lo psichiatra. In più Cappuzzo riferì che Elena usava sostanze per favorire il sonno dei figli, scelta che lui non condivideva. Un'accusa pesante nei confronti di Elena che oggi non può parlare e difendersi. E un "dettaglio" della vita familiare Fioroni-Cappuzzo che non è mai emerso dall'indagine coordinata dal pubblico ministero Orietta Canova. De Mari ha proseguito: "Cappuzzo mi ha sempre riferito di come la moglie si fosse rifugiata in comportamenti di dipendenza dall'alcol". C'è poi il "capitolo figli", due bimbi in tenera età oggi affidati in via temporanea alla nonna paterna. "La principale sofferenza di Gian Luca è relativa ai figli - ha sottolineato lo psichiatra che segue il medico-imputato dal 13 febbraio 2006 - Specialmente all'inizio si rendeva conto di aver compiuto un gesto che lo avrebbe privato della potestà genitoriale. E tutte le notizie che arrivavano dall'esterno, lo agitavano. Così si alzava il rischio suicidario... La sua angoscia è collegata ai figli sui quali ha fatto un investimento affettivo totale: per loro stravedeva e stravede". Figli che, a causa dell'assassinio di mamma da parte del papà, sono rimasti di fatto orfani. Lo psichiatra ha rammentato che per mesi Gian Luca Cappuzzo soffriva di amnesie. "Iniziò a ricordare verso il giugno 2006 (alla fine del mese il primo colloquio con il pm Canova nel corso del quale confessò di essere l'autore del delitto): prima solo frammenti...". Cappuzzo narrò del proposito coltivato con la moglie di un terzo figlio, della storia extraconiugale di Elena con un maestro di sci (secondo l'indagine non corrispondente alla realtà dei fatti), della notte in cui minacciò Elena sul lungargine. Ha sottolineato De Mari: "Riconosce di aver perso progressivamente il controllo della situazione e di aver messo in atto un comportamento fuori da ogni controllo". Infine lo psichiatra ha ricostruito il primo incontro con Cappuzzo: "Manifestava una patologia depressiva in una persona lucida in grado di affrontare il dialogo". Prossima udienza il 21 febbraio.

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Asili aperti ai clandestini? La Moratti pronta a fare ricorso (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di Chiara Campo - venerdì 15 febbraio 2008, 07:00 Avanti col ricorso, nessuna retromarcia. Appena rientrata dalla missione a New York, il sindaco Letizia Moratti ha rassicurato la sua maggioranza, già in fibrillazione dopo le aperture dell'assessore all'Educazione Mariolina Moioli sull'accesso dei bambini clandestini alle materne comunali. I casi dei figli di irregolari saranno presi in carico, come sempre, dai servizi sociali che per le situazioni di bisogno hanno sempre trovato un posto all'asilo anche a chi è senza permesso di soggiorno. Ma le liste d'attesa sono riservate a residenti e stranieri regolari, e Palazzo Marino non transige. Dunque: avanti col ricorso contro l'ordinanza del tribunale che lunedì ha dato ragione a una mamma marocchina irregolare che chiedeva di accogliere la figlia alla materna. Nelle motivazioni il giudice Claudio Marangoni ha fatto riferimento all'"abituale dimora" della bambina nel territorio comunale. Ragion per cui, l'assessore Moioli due giorni fa in commissione aveva spiegato ai consiglieri che quasi certamente la circolare sarebbe stata corretta, dando la possibilità a chi è in grado di dimostrare quel requisito - praticamente, quasi tutti i bimbi irregolari - di iscriversi all'asilo. Apriti cielo della maggioranza, che ha chiesto di tenere la linea dura. Nessun cedimento, hanno preteso compatte Forza Italia, An e Lega: "Visto che è diventata una battaglia di principio, sul principio noi abbiamo ragione e non transigiamo: avanti col ricorso". Ma la Moratti, ieri, ha dato rassicurazioni che vanno proprio in questa direzione. Palazzo Marino recepirà l'ordinanza del tribunale, perché in attesa del giudizio finale è da intendersi immediatamente esecutiva (l'udienza sulla causa è rinviata al 15 maggio), ma di fatto già aveva accolto la richiesta della donna, che infatti ha un appuntamento fissato con gli operatori per il 18 febbraio. Ma il Comune attraverso i propri legali presenterà subito ricorso e la circolare sulle iscrizioni - contestata nei giorni scorsi anche da Cei, Caritas e Cgil, mentre il ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni il mese scorso ha addirittura tagliato i fondi agli asili comunali - dovrebbe rimanere immutata.

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Lunedì il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

DOPPIO APPUNTAMENTO CALLIANO Lunedì il ministro Fioroni incontra studenti e il Pd Ex presidentessa Pro loco è azzannata dal proprio cane Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni lunedì sarà ad Asti. La sua giornata avrà una parte istituzionale e una con i simpatizzanti del Pd. Dalle 9 incontrerà studenti, insegnanti e i capi d'istituto nel salone consiliare della Provincia. La giornata astigiana di Fioroni, proseguirà poi con un incontro con amici e simpatizzanti del Pd dalle 12,30 pranzando al ristorante Reale. Per partecipare occorre prenotare, telefonando entro oggi ai numeri 338/78.19.650 e 0141/593.217. L'ex presidente della Pro loco di Calliano, Daniela Castagna, 44 anni, è stata azzannata nel primo pomeriggio di ieri dal suo cane in casa, in frazione Pietra. La donna è stata subito trasportata in ospedale ad Asti e sottoposta a un intervento chirurgico. I medici avrebbero riscontrato numerose morsicature. La notizia ieri si è difffusa velocemente in paese. Il cane è un incrocio tra un pastore maremmano e un bastardino, e non avrebbe mai dato segni di particolare aggressività.

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I corsi di recupero a scuola minacciano il turismo estivo (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Un milione e 800 mila. E' questa la stima dei ragazzi che probabilmente rischiano la bocciatura in quest'anno scolastico e per i quali si aprono le porte dei corsi di recupero che permetterebbero di "saldare" i debiti formativi. I corsi però non si tengono solamente durante questi mesi di scuola, ma anche e soprattutto in estate. A risentirne saranno le ferie delle famiglie italiane, di quelle degli studenti ma anche degli insegnanti, che dovranno tornare prima a scuola rispetto agli altri compagni, o non potranno spostarsi come in passato, per seguire le lezioni di recupero che sono programmate anche a luglio e ad agosto, a discrezionalità di ogni istituto scolastico. E come conseguenza, anche le località turistiche quali quelle del Ponente, si svuoteranno irrimediabilmente prima rispetto agli anni passati o vedranno diminuire di molto i giorni di permanenza dei turisti. La battaglia degli operatori economici ponentini era cominciata molti anni fa contro l'inizio delle lezioni a settembre, però con pochi risultati. Questo nuovo problema che si affaccia all'orizzonte non può che peggiorare la situazione. "Speriamo che il nuovo governo pensi un po' di più alla nostra economia principale, che è il turismo, e meno ad altre cose", dice Giuseppe Maiellano, presidente provinciale di Assoturismo-Confesercenti. Il lavoro delle attività commerciali si concentra principalmente da metà luglio e per tutto agosto, se contiamo anche gli esami di maturità. I corsi estivi sarebbero un'ennesimo freno allo spostamento dei turisti dai bacini di utenza liguri, ossia Piemonte e Lombardia. "Siamo preoccupati della situazione che si profila all'orizzonte", dice Angelo Galtieri, presidente provinciale degli albergatori. "Non è sicuramente un vantaggio per la nostra categoria quanto potrebbe accadere. Si tratterebbe di un ulteriore limite di sviluppo per il turismo", spiega Galtieri. A livello nazionale i sindacati avevano fatto presente al ministro Giuseppe Fioroni i problemi delle ferie degli insegnanti, ma dal ministero hanno fatto sapere che lo svolgimento dei corsi di recupero a luglio e ad agosto è pienamente legittimo, mettendo a tacere, di fatto, tutte le polemiche.

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Il debito è mio e lo gestisco io (sezione: Schola)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità ANNO SCOLASTICO /IL PUZZLE DEI RIMANDATI Il debito è mio e lo gestisco io di Roberto Carlini Quando svolgere gli esami di riparazione voluti da Fioroni? Mistero. Ogni scuola decide da sé Quattro studenti su dieci, per un totale di un milione e 375 mila debiti. Tutti da pagare entro l'estate di quest'anno, a dieci anni dalla riforma D'Onofrio che abolì gli esami di riparazione e nel primo anno della riforma Fioroni che li ha ripristinati di fatto, stabilendo che tutte le insufficienze vanno recuperate prima di settembre. Possibilmente durante l'anno scolastico, o nell'estate. Così allo scadere del primo quadrimestre, le 6.500 scuole superiori sono entrate in fibrillazione: corsi da organizzare, ricorsi da scongiurare, orari da incastrare, verifiche da attuare, vacanze da salvare. Il tutto entro il 31 agosto. I dati nazionali sono allarmanti: la media già alta degli studenti promossi con debito, 36 per cento per tutte le scuole superiori, sale al 39,5 per i tecnici e supera il 41 per i professionali, mentre scende nei licei classici. Dati messi solo da poco sotto la lente, dopo dieci anni di quella che Fiorella Farinelli, direttore del Servizio studi del ministero dell'Istruzione, chiama "la versione educativa del paese dei condoni": l'accumularsi di debiti su debiti, di nodi che arrivavano al pettine troppo tardi oppure mai. Adesso si devono sciogliere tutti insieme, in poco tempo e con il mese-tabù di agosto a intralciare tutto. I corsi di recupero già avviati con molte difficoltà ovunque, non riusciranno a rimediare a tutte le insufficienze emerse al primo scrutinio: e i debiti che resteranno andranno saldati entro il 31 agosto, salvo casi eccezionali. Il che obbliga gli istituti a organizzare i corsi di recupero estivi e le verifiche finali dribblando vari paletti: gli esami di maturità; la composizione del collegio che giudica, che deve essere identica a quello che ha dato il debito, anche se c'erano supplenti, o prof nel frattempo pensionati o trasferiti; e i 36 giorni di ferie degli insegnanti, da prendere tutti a scuole chiuse. Insomma: il mese di luglio si riempie di attività, quello di agosto rischia di accorciarsi. E i prof temono per le ferie. "Ma queste, per contratto, vanno prese tutte a scuole chiuse. Così da molti istituti mi chiedono se le ferie sono una motivazione eccezionale, cioè di quelle che giustificano un rinvio della verifica a settembre", racconta Alberto Bottino, direttore regionale della Campania. Alcuni suoi colleghi già prevedono che si finirà ai primi di settembre. Altri invece spingono per anticipare tutto, e chiudere anche le verifiche entro luglio. La motivazione è burocratica: sapere già a fine luglio promossi e bocciati, e poter fare l'organico delle classi. In questo senso va una circolare dettata dal coordinamento dei presidi del Lazio. Ma "è solo un orientamento", dice il direttore regionale laziale, Raffaele Sanso, "sono le scuole che decidono". E molte hanno già deciso incastrando i vari pezzi del puzzle: "Allora: corsi di recupero tra fine giugno e inizi luglio, verifiche dal 24 al 30 agosto", dice Rosario Salamone, preside del classico Visconti di Roma. "Così diamo tempo ai ragazzi di studiare ad agosto, come si può pensare che recuperino tutto in pochi giorni?". In più, c'è chi teme una pioggia di ricorsi da parte dei bocciati in caso di anticipi delle verifiche a luglio. Il che fa prevedere che nella maggioranza dei casi si andrà agli esami a fine agosto oppure a settembre. Dopodiché si dovranno formare le classi, tenendo conto dei promossi e bocciati. Tutto fa prevedere che, tra esami e burocrazie varie, l'inizio del prossimo anno scolastico slitti in avanti. Meno prevedibile quello che sarà l'esito concreto di questo terremoto: ci saranno davvero i recuperi dei debiti? Ci saranno più promossi? O più bocciati? "Non vorrei che si passasse dal sei politico al sei facile", dice Sanso, forse temendo che qualcuno elargisca sufficienze per evitare la rogna dei corsi estivi. Ma c'è anche il rischio opposto: far fioccare le bocciature, per avere l'estate libera. Dalle prime indicazioni, sembra che la tendenza sia quella a voti "un po' più tirati", sostiene Marco Rossi Doria, consulente del ministero dell'Istruzione, secondo il quale il nuovo meccanismo "avrebbe bisogno di due-tre anni di rodaggio". Salvo che il cambio di governo non rigiri per l'ennesima volta l'abito consunto della scuola italiana. n.

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Never walk alone l'accordo con l'idv impone un emendamento ad partitum (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Never walk alone l'accordo con l'idv impone un emendamento ad partitum Il Pd aspetta i radicali (e cambia lo statuto) Summit di Bernardini e Cappato con Bettini. E Veltroni confida: "Sono abbastanza ottimista" Un piccolo tassello tecnico, un grande problema politico, una corsa contro il tempo. L'ultima versione dello Statuto del Pd, che sarà approvato domani, renderebbe di fatto impercorribile la confluenza post-elezioni dell'Italia dei Valori nel partito guidato da Walter Veltroni. Passi la deroga alla corsa solitaria più volte annunciata dal segretario democrat, passi anche la decisione (conseguente) di dar vita a gruppi unici alla Camera e al Senato. Ma l'ingresso del soggetto politico dipietrista nel Pd apre una questione politica tutt'altro che trascurabile. Massimo D'Alema, che non è certo tra coloro che fanno salti di gioia di fronte alla prospettiva di trovarsi nello stesso partito di Tonino Di Pietro, ha spiegato ieri chez Bruno Vespa: "La ragione che ci ha spinto ad avanzare la proposta all'Italia dei Valori è un accordo già previsto per far convergere il partito di Di Pietro nel Pd. Vogliamo costruire un grande partito riformista, di centrosinistra, di tipo europeo". Tutto questo, però, le attuali regole del loft non solo non lo prevedono. Ma addirittura lo vietano. Per far nascere il Partito democratico, Ds e Margherita hanno attraversato due congressi paralleli che li hanno portati a sciogliersi dentro il nuovo soggetto politico. Di conseguenza, ragionando sulle regole e volendo cancellare per sempre altri sospetti sulle "fusioni a freddo", hanno inserito nella Carta fondamentale che nel nuovo partito non si potrà entrare in blocco ma solo per adesione individuale. Un meccanismo tecnico dietro il quale c'era un principio di grammatica politica. Che ora, dopo l'accordo stipulato con Di Pietro, apre una questione non di poco conto. "Ci abbiamo pensato. È vero, in linea di principio, le regole del Pd non prevedono forme di adesione collettiva", ammette Salvatore Vassallo, presidente della commissione Statuto del Pd. "Effettivamente c'è un problema, non solo tecnico", aggiunge Michele Salvati. Morale? Alla grande questione politica si rimedierà con un emendamento tecnico allo Statuto, che sarà approvato domani dall'assemblea costituente. Una specie di leggina ad partitum , che consentirà a Di Pietro e compagnia di entrare - da aprile - nel Pd e di avere rappresentanza nei gruppi dirigenti. Fermo restando, spiegano dal loft, che la norma dovrebbe avere carattere transitorio e valere soltanto nella fase post-elettorale. Un modo come un altro per ribadire che l'eccezione alla regola "solitaria" si è fatta solo per l'Idv. E qui si apre la seconda questione. Andrà in porto o no l'accordo coi Radicali, che ieri hanno avuto le prime adesioni (Gianfranco Pasquino, Oliviero Toscani, Alessandro Haber, Pino Caruso, Giuliana De Sio) all'appello a pagamento pubblicato ieri sul Riformista ? A ventiquattr'ore dall'apertura ufficiale della trattativa, Veltroni ha confidato ai suoi di essere abbastanza ottimista. Per chi fosse in cerca di un segnale "positivo", basta citare il summit di ieri sera tra Goffredo Bettini e una mini-delegazione radicale composta da Rita Bernardini e Marco Cappato. Il super-coordinatore del Pd, che tra l'altro conosce Marco Pannella da vecchia data, ha ribadito la non praticabilità di una via che porti a un'alleanza con una terza lista. Sia Veltroni che Bettini, poi, sanno perfettamente che "la scelta se accettare o meno la proposta piddina passa, a Torre Argentina, solo dalle mani del vecchio Giacinto detto Marco". E visto che nell'incontro di ieri con Bernardini e Cappato si è discusso molto della delegazione radicale che potrebbe (condizionale d'obbligo) entrare nelle liste Pd, le conclusioni che ne hanno tratto al loft, per ora, vanno in una sola direzione: "Pannella forse ci sta". Identica sensazione ha avuto Beppe Fioroni, che ha testimoniato il suo disappunto ("Il Pd non è né un tram, né un autobus"). La trattativa prosegue, dunque. Fermo restando che il veterano radicale, e di questo i democrat ne hanno piena coscienza, a cambiare e ricambiare le carte in tavola ci mette un attimo. Forse anche meno. (t.labate) 15/02/2008.

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La moglie compare nei sogni di Cappuzzo (sezione: Schola)

( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2008-02-15 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il processo Dall'iniziale amnesia alla presa di coscienza dell'omicidio con l'uretano di Elena Fioroni La moglie compare nei sogni di Cappuzzo Lo psichiatra del medico uxoricida: "E' una proiezione del suo desiderio" PADOVA - Elena torna di notte, compare nei sogni di Gianluca Cappuzzo. Lui continua a sognare la moglie a due anni dalla notte in cui la uccise. Lo psichiatra del carcere Due Palazzi, Massimo De Mari lo segue dal 13 febbraio 2006, subito dopo l'arresto. Ieri in aula ha ripercorso le diverse tappe della sua mente, da quando arrivò in prigione, depresso e a rischio di suicidio, ma lucido e capace di spiegarsi, poi sempre più in grado di affrontare i suoi atti di parlare di quello che ha fatto. Il primo pensiero per Cappuzzo restano due figli piccoli, lasciati senza una madre né un padre. "La principale sofferenza - ha spiegato lo psichiatra, testimone per la difesa dell'avvocato Giovanni Chiello - è sempre relativa ai figli. Rappresentano la sua angoscia costante, su di loro ha fatto un investimento affettivo totale. Per loro stravedeva e stravede tuttora". Cappuzzo parla anche di Elena Fioroni. "Per la moglie - prosegue la testimonianza - ha sempre manifestato grande affetto. Ha continuato a sognarsela e continua anche ora". Non sembra un sonno tormentato, i ricordi spesso sono legati a bei momenti. "I sogni sono rischi di simboli, ma certe volte sono più semplici da interpretare. Quando sogna una viaggio con la moglie è la proiezione di un suo desiderio". Ma poi le parole riguardo ad Elena spesso sono dure, il dottor De Mari spiega quello che il paziente gli ha raccontato nei loro incontri: "Il rapporto con la moglie era reso difficile dal comportamento imprevedibile nei suoi confronti e nei confronti dei figli. Lui si lamentava del suo atteggiamento molto brusco, riferisce delle punizioni verso il figlio maggiore cui lui non poteva opporsi per non rischiare reazioni più dure". Per molto tempo Gian Luca Cappuzzo parlò della moglie, dei figli, ma senza affrontare il momento del delitto. Sembrava accusare un'amnesia, dissoltasi in giugno 2006, quando iniziò le sue confessioni anche di fronte al pm Orietta Canova. "L'amnesia è un sintomo soggettivo, io non posso entrare nella testa delle persone e capire se dicono la verità" ha chiarito lo psichiatra rispondendo al pm. E solo a giugno Cappuzzo ha iniziato a dire quello che ha poi ripetuto in aula. Quella notte ci sarebbe stato un riavvicinamento, poi lei lo aveva allontanato di nuovo, minacciando di togliergli i figli. E lui avrebbe cercato in bagno, qualcosa, qualunque cosa per farla tacere. C'era etere, con cui la addormentò. Per poi iniettarle due punture di uretano, un tremendo veleno che portava in tasca, solo per caso, continua a sostenere. Alessia Pirolo Elena Fioroni e Gianluca Cappuzzo.

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Scuole nel caos, partono i corsi di recupero (sezione: Schola)

( da "Corriere del Veneto" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-02-15 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuole nel caos, partono i corsi di recupero Due studenti su 5 alle lezioni pomeridiane. Gli istituti richiamano anche prof in pensione Il record del Pacinotti con 87 corsi organizzati per recuperare le insufficienze. Lo Zuccante fa lo sportello on line VENEZIA - E' scattata l'operazione "corsi di recupero". E tra lezioni pomeridiane per la metà degli studenti, l'andirivieni di insegnanti e la mancanza di fondi, per le scuole superiori veneziane è il caos. Il giudizio è inflessibile, a sentire presidi e vicepresidi di Mestre e Venezia: a scuola fino al tardo pomeriggio, inchiodati da un'insufficienza secca in almeno una materia, ci saranno in questi giorni almeno il 40 per cento degli studenti veneziani, costretti a piegare la testa e a dar fondo ai libri, per cercare di superare le verifiche finali. E questa volta, coerentemente con l'ultima ordinanza del Ministro Fioroni, non c'è debito che tenga: per ogni 4 confermato in pagella, la pena sarà l'obbligo di fare un altro corso di recupero in piena estate, rinunciando a tre settimane di vacanze e con lo spauracchio della bocciatura, accontentandosi intanto di una "promozione sospesa". Scuole record Studenti avvisati, mezzi salvati, aveva fatto intendere l'anno scorso, con la prima ritoccata all'esame di maturità, il Ministro Fioroni. E infatti, degli studenti sottoposti all'onda d'urto dei corsi di recupero non se ne sono salvati più della metà. In questi giorni, finiti gli scrutini del primo quadrimestre, è iniziato il valzer dei corsi. Ci sono scuole che si salvano, come il liceo Morin, dove i corsi di recupero sono 15 e altre, come il turistico Gritti, che ne ha attivati 40 per 400 studenti. Decisamente imponente il numero al Giordano Bruno di Mestre, liceo da oltre 1200 studenti: "Ottantasette corsi", spiega con aria lievemente stravolta la vicepreside Querci Della Rovere. E i numeri crescerebbero ancora, se non fosse per la mancanza di fondi. La percentuale dei ragazzi con carenze da colmare sale infatti ulteriormente, se si tiene conto dello sforzo di contenimento praticato dai dirigenti scolastici, per sostenere il pagamento delle ore pomeridiane svolte degli insegnanti. C'è chi ha selezionato il numero delle materie, la maggior parte non ha assegnato più di due corsi a studente, e per le insufficienze meno gravi ogni scuola ha trovato misure alternative: dagli sportelli on line del tecnico Zuccante al recupero in orario mattutino, fino alle consulenze personali o allo studio individuale. Insegnanti in prestito Resta lo sforzo sovrumano di docenti e dirigenti, impegnati nella fase di organizzazione: "Per assegnare con cura i corsi pomeridiani, ogni consiglio di classe è durato circa mezz'ora in più, così abbiamo assegnato il recupero ai ragazzi che in pagella avevano 4, 3, oppure 2: un voto che corrisponde al rifiuto della materia" spiega la dirigente del Pacinotti, Teresa Gobbi. "Siamo ancora in fase di rodaggio - dice anche la vicepreside del Bruno - c'è qualche problema con gli insegnanti esterni". Se infatti nella maggioranza delle scuole i docenti interni sono bastati, al Bruno si è dovuti andare a prestito dalle altre scuole della città: "Alcuni nostri insegnanti non hanno dato la loro disponibi-lità, altri l'hanno data ma per la loro materia il corso non è stato attivato, quindi abbiamo cominciato a chiamare secondo le graduatorie, tra docenti di prima, seconda e terza fascia, giovani precari, e addirittura insegnanti pensionati ". L'introduzione del recupero potrebbe diventare l'ennesima frontiera per le migliaia di precari. I dubbi dell'estate Tutt'altro orizzonte si apre invece per questa estate, quando per far recuperare le insufficienze ottenute dopo gli scrutini di giugno, gli insegnanti dovranno scegliere quando fare i corsi di recupero, se a fine scuola, tra giugno e luglio o prima dell'inizio del nuovo anno, ad agosto. "La decisione sui tempi, non essendo tassativo il termine del 31 agosto, la decisione spetta alle scuole", dice la dirigente dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo, "io vorrei però che gli istituti mantenessero una linea comune, per facilitare anche le famiglie, magari introducendo i corsi in luglio per rimandare le verifiche a fine agosto". In realtà, ancora nessuna indicazione è giunta alle singole scuole che, già abbastanza in difficoltà in questa prima fase, attendono intanto tempi migliori. M. Paola Scaramuzza Insegnanti in prestito Il liceo Bruno ha chiesto docenti in prestito ad altre scuole per fare le attività di sostegno L'incognita estate Palumbo: per l'estate il mio consiglio è adottare una linea comune e concentrarli a luglio.

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I giovani e le sette note si incontrano a scuola (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-02-2008)

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Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 19 autore: La musica nelle aule I giovani e le sette note si incontrano a scuola Centro-Nord ricco di laboratori e cori sperimentali L' Emilia-Romagna ha già messo in cantiere 36 laboratori musicali e 100 cori. La Toscana si candida a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della diffusione e della produzione musicale negli istituti scolastici.L'Umbria ha costituito un gruppo di lavoro che ha già fatto partire un monitoraggio deilaboratori musicali operativi in regione. Nelle Marche, infine, sono stati attivati dieci nuovi corsi a indirizzo musicale. In tutto il Centro-Nord sta prendendo piede il progetto per la diffusione della musica pratica nelle istituzioni scolastiche caldeggiato dal ministero alla Pubblica istruzione (che a livello nazionale ha stanziato 2 milioni di euro) sulla base delle indicazioni arrivate dall'omonimo Comitato presieduto da Luigi Berlinguer. Praticamente conclusa l'indagine conoscitiva nazionale sulle dotazioni tecnologiche e le attività didattiche per la produzione musicale (la compilazione dei questionari online è iniziata i primi novembre) l'Emilia-Romagna, regione pilota, si prepara a varare un progetto –rivolto a tutte le scuole, da quelle dell'infanzia agli istituti superiori- che consentirà di allestire 36 laboratori musicali, 26 spazi attrezzati, 100 cori scolastici, con uno stanziamento complessivo che sfiora i 400mila euro. Il tutto, come precisa l'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, "nella profonda convinzione del valore formativo della musica, dal punto di vista critico, creativo, affettivo, relazionale e di educazione alla cittadinanza, valori profondi che stanno alla base di una crescita equilibrata della personalità di ciascuno". è lo stesso Berlinguer a spiegare – non senza un pizzico di orgoglio – che "il ministro Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la materia della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle scuole, oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ". Idea che ha entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.Questo con l'attivazione di un progetto per l'uso delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione al servizio della produzione musicale e con la programmazione di un convegno annuale per mettere a confronto le esperienze di didattica e cultura musicale nella scuola. "Siamo consapevoli –dice Gianfranco Simoncini, assessore regionale all'Istruzione – che far entrare a pieno titolo questa disciplina nella scuola significa avvicinare di più la scuola ai giovani". In Umbria, l'Ufficio scolastico regionale ha costituito da due mesi un apposito gruppo di lavoro che in questa prima fase sta portando a termine un monitoraggio dei laboratori musicali già presenti in regione, dopo aver inserito nel piano formativo dell'anno scolastico (con uno stanziamento di 70mila euro, di cui 40mila provenienti dal Ministero), uno specifico riferimento "all'educazione alla pratica musicale, alle arti e alle tradizioni popolari in conseguenza delle evidenti connessioni con le scienze matematiche, con la fisica, con la filosofia e con le arti". Nelle Marche sono state invece anticipate le indicazioni ministeriali con la previsione di dieci corsi a indirizzo musicale (dei quali due già in corso di sperimentazione in due licei) e con un concorso nazionale per la produzione di opere musicali. "Hanno partecipato 57 scuole di tutto il Paese – spiega la responsabile dell'Usr per l'educazione musicale Gianna Prapotnich – e oltre 2.500 persone, tra studenti, loro familiari e docenti. In tutto abbiamo ricevuto 88 opere". Natascia Ronchetti LA REGIONE PILOTA L'Emilia-Romagna ha messo in campo 400mila euro per allestire spazi ad hoc e incentivare i gruppi FOTOGRAMMA In aula. La musica torna tra i banchi anche grazie alle risorse ministeriali per laboratori e orchestre scolastiche.

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Veltroni si libera di Prodi e trascina Rutelli nel Pse (sezione: Schola)

( da "Libero" del 15-02-2008)

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Anzitutto 15-02-2008 Veltroni si libera di Prodi e trascina Rutelli nel Pse ROMA Il più arrabbiato di tutti si chiama Martin Schulz. Quel posto doveva essere il suo. Ora arriva Romano Prodi e, con la scusa che un ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione non può stare senza far niente, ha deciso che il prossimo presidente del Parlamento europeo dovrà essere lui. Lo ha chiesto a Walter Veltroni, e Walter Veltroni si è subito messo all'opera perché questo avvenisse. Anche a costo di scontentare Schulz, noto alle cronache italiane da quando in pieno Europarlamento Berlusconi lo ribattezzo "kapò". E a costo anche di scontentare mezzo Pd, perché per piazzare Prodi sulla poltrona più alta di Strasburgo l'ormai ex sindaco di Roma ha dovuto promettere qualcosa che non piacerà affatto alla metà cattolica del suo partito. Ma procediamo per gradi. La storia è articolata. BLAIR CONTRO PRODI In principio, ovvero subito dopo la crisi di governo, il Professore improvvisamente disoccupato (tranne che per l'incarico di presidente del Partito democratico) disse di volersi impegnare a tempo pieno coi nipotini. Di voler fare il nonno. Nelle stesse ore, però, chiedeva al leader del suo partito, Veltroni, una collocazione che lo avrebbe fatto tornare sulle tracce di quello che, in effetti, gli è rimasto come un grande amore dai tempi in cui presiedeva la Commissione di Bruxelles: l'Europa. Con l'entrata in vigore del nuovo Trattato europeo, da dicembre 2009, la presidenza del consiglio europeo non sia più scaglionata di sei mesi in sei mesi, come è sempre stato finora, ma durerà due anni e mezzo, con possibilità di rinnovo. Quale migliore occasione, per Prodi, per continuare a contare da una posizione di grande prestigio e visibilità? E quale migliore occasione, per i suoi nemici interni del Pd, per liberarsi di una persona difficilmente controllabile e proverbialmente portata a non dimenticare i torti subiti? È iniziato a questo punto un attivismo, da parte dei vertici del partito di Veltroni e di Veltroni medesimo, che però quasi subito si è scontrato con il "non se ne parla" della Gran Bretagna, il cui candidato ufficioso, Tony Blair, gode delle simpatie dei conservatori europei, per via della sua politica estera, e dei socialisti, per la sua estrazione politica. Da qui la richiesta di ripiego di Romano Prodi: la presidenza del Parlamento europeo. In effetti il 2009 sarà un anno cruciale per gli equilibri europei. Non solo l'avvio della nuova presidenza del Consiglio (in cui un posto cruciale avrà anche il ministro degli Esteri, che sarà vicepresidente di diritto, e di fatto "voce" dell'Unione con tutti i Paesi del mondo), ma anche il nuovo Europarlamento, e, a novembre, la nuova Commissione. In questo giro di poltrone, possibile che non se trovi una per un "ex" di così tanti incarichi come Prodi? IL PD IN SVENDITA Nel generoso (non si sa quanto disinteressato) tentativo di soddisfare le mire del Professore, Veltroni si è così rivolto al danese Poul Nyrup Rasmussen, presidente del Partito socialista europeo: si potrebbe pensare a Prodi come prossimo presidente del Parlamento europeo? Ed è qui che si è consmuato lo scontro con Martin Schulz, attuale capogruppo del Pse a Strasburgo, candidato naturale allo scranno oggi occupato dal Popolare Hans-Gert Poettering. Schulz, furibondo per la richiesta avanzata dall'Italia, avrebbe alzato così tanto il prezzo per rinunciare alla sua aspirazione, da costringere Rasmussen ad alzarlo a sua volta con Veltroni, chiedendogli in cambio della rinuncia di Schulz l'ingres so armi e bagagli del Pd nelle file del Partito socialista. La questione della collocazione del Pd in sede europea non è questione di poco conto e certo non è questione che Veltroni può permettersi di affrontare alla luce del sole, in una campagna elettorale per lui tutta in salita. Su una questione come questa, infatti, il rischio di spaccare il Pd è altissimo: per questo motivo se, come pare, l'ex sindaco ha già detto sì a Rasmussen, lo ha fatto in segreto e nella speranza di affrontarne le conseguenze con gli ex Margheritini, da Fioroni a Marini da Enrico Letta a Rosy Bindi, solo dopo il voto e a cose fatte. Quanto a Schulz, due giorni fa ha riunito il suo gruppo parlamentare e si è lamentato perché "nessuno mi ha invitato in Italia per la campagna elettorale di Veltroni". Il giorno dopo, ieri, si è affrettato a gettare acqua sul fuoco: "I miei rapporti con Walter sono eccellenti, prima o poi mi inviteranno, ne ho parlato con Fassino". Di Prodi, però, ha preferito tacere. MAR.PRI. LO SCAMBIO Il leader del Partito democratico Walter Veltroni con il premier uscente Romano Prodi. Veltroni ha chiesto che il Professore diventi il prossimo presidente dell'Europar lamento, ma in cambio il Partito socialista europeo vuole che il Pd entri nel gruppo. Lapresse Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Pd-radicali, porte quasi chiuse D'Alema: ora stop ai partitini (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 15-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-15 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Le trattative Molti i dubbi su Pannella. Il ministro degli Esteri a Boselli: settario Pd-radicali, porte quasi chiuse D'Alema: ora stop ai partitini Fioroni: non siamo un tram. Bettini propone una "delegazione" Lo sfogo di Emma Bonino: che idea è? Bertinotti: con Di Pietro meno limpida la scelta di correre soli ROMA - Si sono incontrati di nascosto come gli amanti clandestini, da una parte del tavolo Rita Bernardini e Marco Cappato e dall'altra Goffredo Bettini, capo della diplomazia veltroniana. Visto l'appello a pagamento pubblicato a tutta pagina dal Riformista elaminaccia di una lista Bonino zeppa di personaggi da copertina, il coordinatore ha convocato i Radicali italiani e ha offerto loro "una delegazione dentro le liste del Pd". La segretaria dei Radicali e il segretario dell'associazione Luca Coscioni (che oggi a Salerno apre il congresso) sono tornati a Torre Argentina con un nulla di fatto. "Che vuol dire una delegazione? E di quanti? E con quale posizione nelle liste? Ma vi pare una proposta, questa?" si è sfogata con i suoi Emma Bonino. Se un'offerta più definita ancora non è arrivata è perché dentro il Pd i contrari al matrimonio con Marco Pannella sono troppi e troppo influenti. Massimo D'Alema, quando gli chiedono se un accordo coi radicali sia ancora possibile, risponde che lui vuol costruire "un grande partito riformista, capace di governare il Paese senza i partitini". E Beppe Fioroni chiude il portone del loft a doppia mandata: "Il Pd non è un tram né un autobus, per entrare in lista bisogna condividere il programma, i valori, l'impostazione". Dove i valori, per gli ex Popolari, sono quelli cari alle alte gerarchie del Vaticano. Quindi l'ipotesi di un apparentamento è accantonata, l'unica possibilità di una intesa con i radicali riguarda qualche posto in lista, non più di quattro, dove l'ostacolo è il nome di Pannella. Nel Pd sono in tanti a non volerlo e la Bernardini dice che se il leader non entra non se ne fa niente: "Non esiste proprio". C'è chi dice che in Toscana, Umbria ed Emilia Romagna la Sinistra sarebbe disposta a desistenze per favorire il Pd, ma Giovanni Russo Spena smentisce: "è una partita chiusa, perché dovremmo fare un regalo a Veltroni?". Ed è ancora polemica dopo l'accordo con Antonio Di Pietro. L'Idv non si mostra del tutto convinto di volersi sciogliere nel Pd ("Per il momento questa ipotesi non c'è" assicura Massimo Donadi), i socialisti fanno gli offesi e Fausto Bertinotti attacca: "Ora è meno limpida la scelta del Pd di correre da solo". E se Giuliano Amato invita Enrico Boselli ad "avere più coraggio" sciogliendo le proprie truppe nel Pd, D'Alema fa suo il rimprovero di Veltroni, che a Porta a Porta aveva trattato il leader socialista un po' come una signora dai facili costumi che fa la ritrosa con il bello del villaggio. "Che proprio con noi Boselli senta il bisogno di insopprimibile del simbolo socialista - sferza dunque il ministro degli Esteri - io lo trovo un atteggiamento chiuso, mi permetterei di dire... settario". E Boselli: "Non accetto lezioni di coerenza da D'Alema". M. Gu.

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Tagli per 11 mila posti, sindacati in guerra (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)

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SCUOLA 13.0515/02/2008 Tagli per 11 mila posti, sindacati in guerra Roma - Diecimila prof e mille Ata (unita' di personale tecnico ausiliario e amministrativo) in meno: e' questo il saldo dei tagli predisposti dal ministero della Pubblica istruzione e dal Tesoro per il 2007/2008. Decurtazioni che verranno diluite in due tranche. Il 60% avverra' subito, in organico di fatto (quello "base" definito di questi tempi), il 40% avverra' piu' in la', tra agosto e settembre quando si faranno i conti dell'organico di diritto (quello di "aggiustamento"). Lo schema di decreto interministeriale (Tesoro-Istruzione) e' stato messo in rete sul sito della Pubblica istruzione il 1° febbraio. Ma e' in questi giorni che, a livello locale, gli Uffici scolastici regionali stanno prendendo contatto con le sigle sindacali, che sono gia' sul piede di guerra, per cominciare a discutere questi numeri. In Puglia la Flc-Cgil si e' rivolta direttamente al Consiglio regionale per scongiurare la perdita di 988 posti subito (insegnanti, sostegno escluso) e oltre 500 nei prossimi mesi. L'organo amministrativo ha gia' approvato un ordine del giorno in cui chiede espressamente al ministero della Pubblica istruzione di "riformulare i parametri di riferimento contenuti nella bozza del decreto interministeriale" e di "prevedere per la Puglia un incremento delle immissioni in ruolo, a fronte dell'incremento, che si e' dovuto registrare, di personale precario nelle graduatorie a esaurimento". Anche la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727)e Calabria (-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351), Friuli (-22), Lazio (-637), Liguria (-208), Marche (-139); Molise (-214), Puglia (-988), Umbria (-15) Sardegna (-941). Aumentano i posti, invece, in Emilia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto, tutte regioni del Centro-Nord. Per il sostegno l'incremento e' generalizzato. (DIRE).

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Psicofarmaci, ''medicalizzazione'' a scuola? Segnalati altri casi in Italia (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

MINORI 14.0315/02/2008 Psicofarmaci, ''medicalizzazione'' a scuola? Segnalati altri casi in Italia Roma - Dopo la denuncia di ieri dei "sedicenti psicologi" che in Emilia Romagna ignoravano le prudenze dell'Asl e, anche quando non necessario, consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini, arrivano segnalazioni di casi analoghi da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre citta'. "Sono due anni- afferma Luca Poma, portavoce nazionale di 'Giu' le Mani dai Bambini'- che presso la competente Direzione generale del ministero della Pubblica istruzione giace una richiesta, completa di documentazione scientifica, per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola. Va evitato- spiega Poma- l'assalto da parte di 'sedicenti esperti' che stanno letteralmente invadendo le scuole propagandando l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia". Il messaggio che si cerca di veicolare con questi 'corsi di informazione e specializzazione' per insegnanti e' che la strada per la soluzione del disagio e' la medicalizzazione. "C'e' una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia- sottolinea Poma-, che s'improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri genitori". "Per forza, poi- prosegue il portavoce del comitato-, assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'Asl di competenza, giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli, e portati presso strutture dalla 'ricetta facile'". Questo, conclude Poma, "dimostra che i protocolli dell'Istituto superiore di sanita' sono carenti: perche'- si interroga il portavoce- un bambino e' sano a Bologna e malato altrove?". (DIRE).

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La rivolta contro i <paracadutati> (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

La rivolta contro i "paracadutati" Paracadutati? No, grazie. Da destra a sinistra si leva un fuoco di sbarramento contro i candidati che "piovono dall'alto" sul Veneto. E il fuoco è più intenso dalle parti del centrosinistra. Il motivo è facilmente comprensibile: se la rimonta sognata da Veltroni non dovesse concretizzarsi, i posti alla Camera e al Senato sarebbero molti meno di quelli della scorsa legislatura. Solo domani, sabato, si potrà capire qualcosa in più dopo che l'assemblea costituente convocata a Roma avrà definito lo statuto che regola anche le modalità e i limiti delle candidature.Nelle ultime ore si è ipotizzata la celebrazione di "piccole primarie", ma chi dovrebbe votare? Chiunque? Il rischio di strumentalizzazioni, se non addirittura di infiltrazioni, sarebbe alto: nessuno potrebbe impedire a qualche organizzazione, magari al Sud, di "piazzare" un fedelissimo con una messe di voti: e a quel punto, chi potrebbe impedirgli di essere candidato? Gli organismi del partito a livello provinciale e locale sono ancora in via di definizione: a Treviso per esempio si voterà il 24 febbraio, con una battaglia annunciata tra la senatrice Rubinato e il coordinatore provvisorio Quarello. LaRubinato comprensibilmente punta a una riconferma al Senato: se dovesse perdere, non sarebbe certo una buona base di partenza.Il coordinatore regionalePaolo Giaretta (la cui candidatura al Senato è data per scontata) ha appena nominato l'esecutivo e si appresta a scendere a Roma per definire i nomi da presentare: ma ha già fissato alcuni paletti espliciti: "Nella bozza dello statuto sono previsti il limite di 3 legislature "piene" (quindi quella appena finita non fa testo, ndr) e un forte aumento della presenza femminile". Sarà impossibile arrivare al 50\% come chiedono alcune aspiranti candidate qualiLaura Fincato eMargherita Miotto, più probabile che si arrivi al 30\%. "Ma - avverte Giaretta - questo non vuol dire che le parlamentari uscenti pensino di essere più sicure del posto: non è che una donna scarsa sarà riconfermata lasciando fuori un uomo valido".Sistemate le signore, tocca ai paracadutati: sembra che sarà assegnata una "quota" uguale per tutte le regioni. Ipotizzabile una deroga per personaggi come Marini, D'Alema, Finocchiaro, Soro, Castagnetti, Fassino, Parisi, Rutelli, Turco, Fioroni. In bilico De Mita, Mattarella, Visco. Deputati e senatori veneti della passata legislatura dovrebbero quindi essere riconfermati in cima alla lista: spazio quindi tra gli altri aDe Piccoli,Treu,Casson,Naccarato,Martella. Qualche problema si potrebbe porre in virtù dell'alleanza con l'Idv di Di Pietro, che in Veneto esprime il portavoceDonadi e il capogruppoBorghesi: chi farà loro spazio? Giaretta esclude candidature di persone fuori dalle rose che saranno espresse dalle province: "In nessun caso accetteremo "turismo elettorale"". Tra le incognite non c'è la necessità di regolarsi in base alle liste degli avversari. Neanche in caso di decollo per Roma da parte di Giancarlo Galan? "Se il Pdl dovesse vincere sarebbe una disgrazia, ma se Galan diventasse ministro sarei felice", è la battuta del coordinatore veneto del Pd.A. G.

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Governo contro il friulano: ricorso alla Consulta (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Si riapre la polemica: nel mirino cinque gruppi di norme. Il fronte contrario è trasversale e va da An a politici e sindacalisti dell'area triestina Governo contro il friulano: ricorso alla Consulta Secondo il ministro Lanzillotta la legge regionale istituisce un "regime di bilinguismo" contrario alla Costituzione UdineNOSTRA REDAZIONEBocciata nel timore di deriva bilingue, con una decisione che in Friuli Venezia Giulia rianima il dibattito trasversale sulle minoranze linguistiche e dà il via alle prime polemiche elettorali.Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge, varata dalla Regione, di tutela e promozione della lingua friulana. A detta del Governo, il provvedimento votato sul finire dell'autunno scorso dal Consiglio regionale, appare in contrasto con alcuni principi costituzionali, va al di là della tutela della lingua e prefigura - secondo una nota diffusa dal ministero degli Affari Regionali guidato da Linda Lanzillotta - "un regime di sostanziale bilinguismo, fino a una sorta di esclusività della lingua friulana" in alcuni settori.In particolare, il Governo ha ritenuto che ci siano cinque gruppi di norme che presenterebbero profili di illegittimità costituzionale. Sono quelle che prevedono "un obbligo generale per gli uffici dell'intera regione" (compresi, quindi, quelli che si trovano fuori dei confini dell'area individuata come "friulanofona") di rispondere in friulano alla generalità dei cittadini che si avvalgono del diritto di usare il friulano.Ci sono poi le norme che, per garantire la traduzione a coloro che non comprendono la lingua friulana, stabiliscono che può essere prevista la ripetizione degli interventi in lingua italiana e quelle che consentono agli enti locali di usare toponimi "nella sola lingua friulana".Altre norme contestate dal Governo sono quelle che prevedono una sorta di silenzio-assenso per l'insegnamento del friulano a scuola (chi non vuole partecipare a tali lezioni deve dirlo al momento dell'iscrizione) e quelle che fissano in un'ora alla settimana e per l'intero anno scolastico l'insegnamento del friulano (per il Governo violano i principi dell'autonomia organizzativa e didattica della scuola). Roma, infine, ha contestato la possibilità che la Regione sostenga l'insegnamento della lingua friulana anche fuori delle aree d'insediamento della minoranza friulana.Una decisione presa dal Governo ormai a fine mandato, in quanto i termini per esprimersi sulla legge regionale scadevano il 29 febbraio prossimo. E con i ministri Fioroni, Amato e Lanzillotta che avrebbero mosso le principali perplessità sul provvedimento.Già nel corso del dibattito sull'approvazione della legge, in Friuli Venezia Giulia si erano registrati due diversi schieramenti trasversali: Alleanza nazionale, una parte dei sindacati, politici e amministratori dell'area triestina e pordenonese, ma anche il deputato del Partito democratico Alessandro Maran, che hanno gridato alla deriva balcanica per la comunità regionale. Dall'altra il Centrosinistra tenuto insieme da Riccardo Illy, la Lega nord, la società civile friulana (compreso il rettore dell'università Furio Honsell e l'arcivescovo di Udine Pietro Brollo) a favore delle norme che attuano la legge nazionale 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche in Italia.Prima ancora di approvare la legge, si era discusso a lungo sull'opportunità di adottare un modello bilingue ispirato a quello della Catalogna, regione della Spagna dove il catalano è ormai la prima lingua. Ma alla fine ha prevalso la scelta di rifarsi a quello adottato nel Galles, dove le regole sono propositive, anziché impositive.La legge impugnata dal Governo Prodi, infatti, è stata presentata come opportunità per i cittadini, ma anche per enti pubblici e scuole, di avvalersi dell'uso della lingua friulana. Un approcciosoft tanto che si prevede, in futuro e per chi deciderà di avvalersi, un'ora di insegnamento della lingua alla settimana. Ma già questo è bastato per far lanciare anche ai sindacati nazionali del settore scolastico l'allarme contro una regionalizzazione del settore Istruzione, già richiesta a Prodi da Illy. "In realtà - assicura l'assessore regionale Roberto Antonaz, ieri a Roma per far valere le ragioni della giunta Illy - le norme sono state fraintese. L'ora di friulano rientra nella quota di ore aggiuntive alla didattica scolastica che competono alla Regione. Mentre la toponomastica solo in friulano è stata pensata per quei centri che hanno visto storpiati in italiano i toponimi originari".Lorenzo Marchiori.

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<Il dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie> (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

IL PSICHIATRA DEL CARCERE DEPONE IN CORTE D'ASSISE "Il dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie" Il dottor Massimo De Mari è lo psichiatra della casa circondariale di strada Due Palazzi. L'avvocato Giovanni Chiello, difensore del chirurgo Gian Luca Cappuzzo, lo chiama a deporre davanti ai giudici della Corte d'assise. Il dottor De Mari ha seguito tutto il percorso carcerario del medico, accusato di aver ucciso con il veleno la moglie, Elena Fioroni, madre di due figlioletti, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006. Il chirurgo sostiene che la verità su quella tragica notte è venuta lentamente a galla nella sua mente. Ci sono voluti mesi e mesi di grandi elaborazioni prima di mettere a fuoco la dinamica di un omicidio di cui ancora oggi non si rende conto. Questo sostiene l'imputato. E il dottor De Mari ha confermato ai giudici che il medico ha ricordato con molta fatica. Solo nel mese di giugno 2006 è riuscito a ricostruire i fatti. La cosa coincide con la sua confessione. Un lungo interrogatorio durato dodici ore reso al pubblico ministero Orietta Canova. Quali prove ci sono? Certo, il dottor De Mari dice alla Corte che lui deve credere a quello che gli raccontano i suoi pazienti. Non può esserci alcuna prova.Oggi il dottor Cappuzzo sogna ancora la moglie. La sogna nei momenti più belli della loro unione. In Scozia, la loro vacanza ideale. Ricorda i momenti belli, ma anche quelli meno belli.L'imputato ha confidato allo psichiatra del carcere che il suo rapporto con Elena non è sempre stato idilliaco. Ci sono stati momenti di tensioni, creati da presunti "comportamenti fuori del controllo" da parte della povera donna. E la coppia ha vissuto anche momenti di grande conflittualità. Il dottor Cappuzzo ha pure confidato allo psichiatra della casa circondariale che non condivideva tutti i comportamenti che la moglie aveva nei confronti dei due figlioletti. A suo avviso, era soprattutto dura con il primogenito.I figli adesso rappresentano il problema più grave per il medico in carcere, accusato di omicidio premeditato della moglie. Il suo legame con i due bambini è sempre fortissimo. Cappuzzo ha parlato con il dottor De Mari anche dell'omicidio. Lo psichiatra riferisce ai giudici che l'imputato sostiene che non voleva ucciderla. Ma solo farla tacere.

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MINORI. Psicofarmaci consigliati nelle scuole, il commento di Giù le mani dai bambini (sezione: Schola)

( da "HelpConsumatori" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

News MINORI. Psicofarmaci consigliati nelle scuole, il commento di Giù le mani dai bambini 15/02/2008 - 15:55 E' di ieri la notizia della denuncia di psicologi che in una scuola di Bologna - consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini. Il comitato nazionale per la farmacovigilanza" Giù le mani dai bambini" in una nota fa sapere di altre segnalazioni analoghe da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre città. "Sono due anni - dichiara Luca Poma, portavoce nazionale - che presso la competente Direzione Generale del Ministero Pubblica Istruzione giace una richiesta - completa di documentazione scientifica - per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola ed evitare l'assalto da parte di "sedicenti esperti" che hanno stanno letteralmente invadendo le scuole in più città d'Italia (segnalazioni sono pervenute da Bologna, Roma, Frosinone, Sassari, Palermo, Messina, Belluno ed altre) propagandando l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il Ministro Fioroni è al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica. Il problema è stato ignorato, ora chi di dovere dovrà prendersi responsabilità tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte città d'Italia: il messaggio che si cerca di far passare con questi 'corsi di informazione e specializzazione' per insegnanti è che la strada per la soluzione del disagio è la medicalizzazione". Poma parla di "una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia, che s'improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri genitori. Per forza poi assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'ASL di competenza - giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli - e portati presso strutture dalla 'ricetta facile'. Questo dimostra che i protocolli dell'Istituto Superiore di Sanità sono carenti: perché un bambino è sano a Bologna e malato altrove?". Dure prese di posizioni sono state prese anche da altre realtà come la Cisl Scuola che chiede che "queste ingerenze nella scuola debbano essere fermate, e a questi 'sedicenti esperti' non debba essere più permesso di metter piede in un istituto scolastico". Emilia Costa, decana di psichiatria dell'Università de 'La Sapienza' di Roma dice: "in quarant'anni di psichiatria ne ho viste tante, ma superficialità a questi livelli davvero mai: 'tuttologi' improvvisati che consigliano farmaci ai bambini? Un fatto gravissimo, ed i 'nomadi della ricetta' che vanno a caccia dello psicofarmaco anche quando non serve sono ignoranti e creduloni". Mentre Enrico Nonnis, neuropsichiatria infantile di Psichiatria Democratica, aggiunge: "è folle, al giorno d'oggi qualsiasi situazione che va ad interferire con i processi scolastici deve avere una risposta medico-psichiatrica, e genitori ed insegnanti vedono la malattia come 'rifugio', e abdicano al proprio ruolo di educatori". Sostegno alla posizione di "Giù le Mani dai Bambini" anche dai molti esponenti del mondo istituzionale, tra i quali la Presidente dell'Udeur On. Rossi Gasparrini, che dichiara: "la scuola deve ritrovare centralità, basta con queste 'ingerenze interessate' dall'esterno. Il mestiere di genitore è già difficile: siano educatori, non 'promoter' di psicofarmaci", e la Deputata di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana, che in più di un'occasione ebbe ad occuparsi di questi temi in corso di legislatura, conclude dicendo: "i genitori di oggi non sono pronti ad affrontare le difficoltà di un bimbo che cresce: chiediamoci come li facciamo vivere, questi piccoli, chiusi tra quattro mura, invece di medicalizzare i loro disagi con terapie dannose per i bambini che risolvono solo i problemi degli adulti". 2008 - redattore: SB.

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Via 11 mila posti, sindacati sul piede di guerra (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 16.5815/02/2008 Via 11 mila posti, sindacati sul piede di guerra Roma - Diecimila prof e mille Ata (unita' di personale tecnico ausiliario e amministrativo) in meno: e' questo il saldo dei tagli predisposti dal ministero della Pubblica istruzione e dal Tesoro per il 2007/2008. Lo schema di decreto interministeriale (Tesoro-Istruzione) e' stato messo in rete sul sito della Pubblica istruzione il 1^ febbraio. Ma e' in questi giorni che, a livello locale, gli Uffici scolastici regionali stanno prendendo contatto con le sigle sindacali, che sono gia' sul piede di guerra, per cominciare a discutere questi numeri. In Puglia la Flc-Cgil si e' rivolta direttamente al Consiglio regionale per scongiurare la perdita di 988 posti subito (insegnanti, sostegno escluso) e oltre 500 nei prossimi mesi. L'organo amministrativo ha gia' approvato un ordine del giorno in cui chiede espressamente al ministero della Pubblica istruzione di "riformulare i parametri di riferimento contenuti nella bozza del decreto interministeriale" e di "prevedere per la Puglia un incremento delle immissioni in ruolo, a fronte dell'incremento, che si e' dovuto registrare, di personale precario nelle graduatorie a esaurimento". Anche la deputata di Sinistra democratica Alba Sasso ha fatto un appello a Fioroni per rivedere i tagli previsti in Puglia. Intanto il decreto parla chiaro, la Regione piu' penalizzata e' la Campania con 2.373 posti in meno per quanto riguarda gli insegnanti. Seguono Sicilia (-1.727) e Calabria (-1.195). Questi gli altri tagli, regione per regione: Abruzzo (-229), Basilicata (-351), Friuli (-22), Lazio (-637), Liguria (-208), Marche (-139); Molise (-214), Puglia (-988), Umbria (-15) Sardegna (-941). Aumentano i posti, invece, in Emilia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto, tutte regioni del Centro-Nord. Per il sostegno l'incremento e', invece, generalizzato.(DIRE).

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Psicofarmaci scuola: segnalati altri casi in Italia (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

MINORI 14.0315/02/2008 Psicofarmaci scuola: segnalati altri casi in Italia Roma - Dopo la denuncia di ieri dei "sedicenti psicologi" che in Emilia Romagna ignoravano le prudenze dell'Asl e, anche quando non necessario, consigliavano ai genitori psicofarmaci da somministrare ai bambini, arrivano segnalazioni di casi analoghi da Messina, Belluno, Palermo, Roma, Sassari, Frosinone ed altre citta'. "Sono due anni- afferma Luca Poma, portavoce nazionale di 'Giu' le Mani dai Bambini'- che presso la competente Direzione generale del ministero della Pubblica istruzione giace una richiesta, completa di documentazione scientifica, per una circolare nazionale per porre ordine nella scuola. Va evitato- spiega Poma- l'assalto da parte di 'sedicenti esperti' che stanno letteralmente invadendo le scuole propagandando l'uso di psicofarmaci come soluzione ai disagi comportamentali dei minori, ed il ministro Fioroni e' al corrente, dal momento che in tal senso ci sono stati anche appelli di risonanza pubblica". Il problema, spiega il portavoce, "e' stato ignorato, ora chi di dovere dovra' prendersi responsabilita' tecniche e politiche per quanto sta accadendo in molte citta' d'Italia". Il messaggio che si cerca di veicolare con questi 'corsi di informazione e specializzazione' per insegnanti e' che la strada per la soluzione del disagio e' la medicalizzazione. "C'e' una selva di associazioni di genitori, sedicenti esperti della materia- sottolinea Poma-, che s'improvvisano conferenzieri nelle scuole, e se del caso anche medici, consigliando psicofarmaci ad altri genitori". "Per forza, poi- prosegue il portavoce del comitato-, assistiamo a 'migrazioni' come quelle avvenute a Bologna, dove i bambini vengono sottratti all'Asl di competenza, giustamente prudente nel somministrare molecole psicoattive a bimbi piccoli, e portati presso strutture dalla 'ricetta facile'". Questo, conclude Poma, "dimostra che i protocolli dell'Istituto superiore di sanita' sono carenti: perche'- si interroga il portavoce- un bambino e' sano a Bologna e malato altrove?". (DIRE).

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Divieto clandestini alle scuole materne/ Il Comune capitola dopo la sentenza del giudice. Le carte di Affari (sezione: Schola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

Venerdí 15.02.2008 15:12 --> Il Comune capitola. Dopo gli attacchi dell'opposizione e della Cei, e soprattutto dopo la sentenza del Tribunale civile di Milano, alla fine la contestatissima ordinanza sul divieto di frequenza per i figli dei clandestini alle scuole materne è stata ritirata. Il ministro Fioroni, che aveva ingaggiato una durissima battaglia con il sindaco Letizia Moratti può quindi gioire. A dare l'annuncio della resa è stata Mariolina Moioli, assessore comunale alle politiche sociali. "La direzione centrale dell'Assessorato ha recepito in una apposita determina la ordinanza del magistrato che prevede l'accoglienza delle domande anche per minori che appartengono a una famiglia clandestina, laddove si possa dimostrare l'abituale dimora". "Nella giunta di stamani abbiamo deciso di ricorrere contro l'ordinanza del giudice". Lo ha annunciato l'assessore comunale alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, nella conferenza dopogiunta riguardo alla circolare per l'iscrizione alle materne. La decisione è stata presa, ha spiegato Moioli, "perche' l'ordinanza introducendo la fattispecie della 'abituale dimora' finalizzata all'accoglienza della domanda anche di figli di clandestini, apre una serie di questioni, rispetto alla realtà non solo milanese ma nazionale. Perché molte famiglie, anche italiane, pur avendo residenza in una citta', hanno l'abituale dimora in un'altra".

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SCUOLA/ RECUPERO DEBITI, OGNI ISTITUTO SCEGLIE VACANZE DIVERSE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 15-02-2008)

Argomenti: Scuola

15-02-2008 19:33 Alcuni terminano 15 luglio, altri iniziano solo dopo la maturità Roma, 15 feb. (Apcom) - Si prospettano periodi di vacanza diversificati per almeno un milione di studenti e 200 mila docenti delle scuole medie e superiori che durante l'estate saranno impegnati nel recupero dei debiti formativi: dopo la conferma nei giorni scorsi, da parte dei vertici del ministero della Pubblica Istruzione sulla legittimità di saldare le insufficienze entro il 31 di agosto o, al massimo, prima dell'inizio delle lezioni del 2008-09, ogni istituto si sta organizzando con modalità del tutto proprie. Non sono evidentemente bastate le indicazioni di viale Trastevere contenute prima nel decreto n. 80 di inizio ottobre, poi nell'ordinanza 92 del 5 novembre ed infine nelle risposte (le cosiddette Faq) ai tanti quesiti provenienti da presidi docenti: leggendo le delibere di questi giorni realizzate dai collegi degli istituti che stanno affrontando la questione emerge un quadro di interpretazione diversificato della normativa introdotta dal ministro Fioroni. Il risultato è che nelle scuole si stanno organizzando i corsi per i recuperi con date del tutto diverse: alcune inizieranno i corsi subito dopo terminato l'anno scolastico per terminarli entro la metà di luglio, mentre altre aspetteranno la terza decade di luglio in modo da permettere ai docenti impegnati nella maturità di tornare nelle rispettive scuole di servizio. Ancora più incertezza sulla tempistica delle verifiche e degli scrutini finali: mentre dei collegi hanno deciso di prendere alla lettera la normativa chiedendo a prof e studenti di tornare a scuola con una settimana di anticipo (l'ultima di agosto), altri hanno optato per una soluzione simile ai vecchi esami di riparazione aboliti dall'ex ministro D'Onofrio rimandando prove e decisioni finali ai primi di settembre. I collegi più 'audaci', sfidando possibili ricorsi da parte delle famiglie che avrebbero preferito tempi direcupero più lunghi, hanno deciso di chiudere tutto (corsi, verifiche e consigli di classe straordinari) addirittura entro la metà di luglio. Ma sulla decisione di questi istituti potrebbe aver pesato l'indicazione di alcuni Uffici scolastici regionali (come quello del Lazio), che per permettere la formazione degli organici del personale ha invitato le scuole a terminare questo tipo di attività al massimo entro il 31 luglio. (segue).

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