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DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Schola"

Insegnanti pronti allo sciopero "non toccate luglio e agosto" - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sotto accusa il decreto del ministro Fioroni che fissa come data ultima per il recupero dei debiti quella del 31 di agosto. E con un'ordinanza che dovrebbe chiarire, crea ancora più confusione. Piovono le domande al ministero: quando si faranno i corsi, a luglio e agosto? Come si fa se gli insegnanti sono impegnati contemporaneamente negli esami di maturità?

Esami di riparazioni estivi l'anno scolastico parte dopo - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fissare le verifiche introdotte dal decreto Fioroni a metà luglio non ha senso - sottolinea l'assessore all'Istruzione della giunta Bresso, Gianna Pentenero - non si dà modo a chi è rimasto indietro di mettersi al passo con gli altri. Troppo poco tempo". Sulla stessa linea il collega della Provincia, Umberto D'Ottavio: "Va bene l'autonomia scolastica - dice - ma su alcune questioni,

Laicità, Sud, fisco, scuola... il nostro programma per il Pd ( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Filippo Le mani e il grano Serietà e rigore con meritocrazia nella scuola;in tutti gli atti sempre attenzione alle fasce più deboli; etica pubblica e civile ai primi posti. Battersi per il ritorno di spessore culturale nella Tv. Immediata Ridistribuzione sociale per cancellare l'anomalia del "Ricco paese dei poveri".

Scuola, in sella resta di stefano ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni. "Si tratta - spiega il vice ministro Mariangela Bastico - di una scelta che premia, accanto alla qualità e alle competenze, il criterio della continuità, indispensabile in questa instabile fase politica. In tempi rapidi si procederà anche alla nomina di tutti i dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditori,

Il no agli esami è una scelta scellerata GIUSEPPE MORATELLI ( da "Adige, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, con il maggior rigore nella valutazione che questi comportano, contribuisca senz'altro ad aumentare la qualità della preparazione dei nostri studenti ed ovviamente alla credibilità della professione docente. Ciò che invece suscita più di una perplessità sono i continui corsi di recupero che la scuola deve necessariamente porre in essere per sostenere gli alunni in difficoltà,

Clandestini e asili, la Cei scomunica Milano ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni e due giorni fa per la sentenza del tribunale che ha accolto il ricorso di una mamma marocchina. Padre Bruno Mioli, a nome della Fondazione Migrantes della Cei, usa parole pesanti e sostiene che la decisione della giunta rischia di "accentuare nella direzione sbagliata gli umori della gente".

La rivolta degli esami di riparazione ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i presidi bocciano il decreto Fioroni La rivolta degli esami di riparazione Vacanze estive a rischio per le famiglie dei "rimandati" DOVEVA essere l'anno del ritorno degli esami di riparazione, la liberazione dell'incubo dei debiti formativi che gli studenti delle superiori si portano dietro fino agli esami di Stato.

Esami di riparazione, è rivolta - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni: chi deve ricuperare rischia di essere sui banchi a fine agosto Esami di riparazione, è rivolta I presidi: "Troppi problemi, a Genova rischiamo di non farcela" Il capo del Colombo "Cerchiamo di organizzarci sin da adesso, per i genitori è un problema in più" Le "ripetizioni" potrebbero essere "delegate" a insegnanti esterni agli istituti GIUSEPPE FILETTO NON è bastato un

IL CAVOLO, ortaggio molto spesso bistrattato, è diventato il p ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pratiche che sono anche una risposta alle perplessità che il Ministro Fioroni ha sollevato sulle conoscenze degli studenti italiani. Negli ultimi tempi i ragazzi sono entrati a far parte delle pagine di cronaca cittadina e non, per episodi non certo gratificanti; ragazzi responsabili di atti di bullismo, ragazzi schiavi del telefonino ed ora un nuovo triste primato: ragazzi "somari"!

I MILANESI I CLANDESTINI E I DIRITTI ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, una montagna insuperabile. Ci domandiamo se i figli di quei clandestini che avranno un posto all'asilo toglieranno davvero un posto nelle scuole materne ai figli di altrettanti cittadini milanesi che pagano le tasse. Non è giusto, e si può dire: perché la catena dei diritti vale per tutti e certe forzature alzano soltanto nuovi steccati.

LA VICENDA ( da "Libero" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni, annuncia che avrebbe tagliato i fondi statali agli asili milanesi (circa 8 milioni di euro, il Comune dalle sue casse ce ne mette invece 92) se la giunta non avesse ritirato il provvedimento. E definisce la circolare "razzista e discriminatoria" IL RICORSO Una donna marocchina che vive a Milano dal '93,

I giovani e le sette note si incontrano a scuola ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la materia della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle scuole, oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ". Idea che ha entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.

NELLA LOCATION DEL GALILEI INTENDONO OSPITARE LA LOGISTICA DEL SERVIZIO DI RACCOLTA, VAL ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una Scuola che rivendica - con giusto orgoglio - l'elogio ricevuto dal ministro Fioroni, ritiene forse che il modo più giusto per addestrare i propri discenti alle sfide della convivenza civile sia quello di insegnar loro a diventare gli emuli dei cittadini signornò che oggi continuano a impedire l'apertura d'ogni discarica su suolo campano?

CORSI DI RIPARAZIONE VACANZE PIù DIFFICILI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, dopo il primo giudizio non brillante gli alunni carenti hanno infatti la possibilità di mettersi in pari usufruendo dei corsi supplemantari - di almeno 15 ore per ciascuna materia - organizzati dalle varie scuole. Per far marciare la macchina dei recuperi sono stati stanziati da Fioroni 210 milioni: gli insegnanti saranno pagati 35 euro l'

CINZIA PELUSO I CORSI DI RECUPERO? L'IDEA NON è SBAGLIATA DI PER Sè, MA GUAI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non conosco i particolari della nuova organizzazione voluta dal ministro Fioroni, ma credo che complicherà la vita degli studenti e degli stessi insegnanti". Un giudizio critico che sembra andare oltre quello sui corsi... "Sì, il nocciolo della questione è che bisognerebbe ripensare la scuola e la formazione dei professori".

Oltre 30% alunni ancora con i debiti, verso un aumento dei bocciati ( da "Redattore sociale" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con lo svolgimento dei corsi di recupero voluti dal ministro Fioroni. Lo scorso giugno il 40% degli alunni della secondaria di II grado e' stato promosso con almeno una lacuna. A quasi un anno di distanza la situazione e' in leggero miglioramento "ma- dicono i presidi- gli studenti con lacune nelle materie fondamentali sono ancora troppi".

Debiti: istituti divisi sulla data del recupero finale ( da "Redattore sociale" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro della Pubblica istruzione, Fioroni, ha stabilito che i ragazzi (quelli a cui, a giugno, verra' sospeso il giudizio a causa di evidenti lacune) dovranno di mostrare di aver saldato le loro insufficienze entro il 31 di agosto o, al massimo, prima dell'inizio delle lezioni.

Dopo la sentenza, aperto il dibattito sulla scuola per i figli dei clandestini. La Lega: "Vogliamo un incontro con la Moratti" ( da "Affari Italiani (Online)" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni diffida la Moratti La Destra milanese contro Fioroni: "Le materne? Questo governo è anti-italiano" Milano/ Gli immigrati? Non hanno il diritto di curarsi dal medico di base. E ora intervenga il ministro Turco... La circolare Moratti che vietava l'iscrizione dei figli degli immigrati irregolari nelle scuole di Milano non è stata corretta né ritirata.

Le mamme: <Il fatto che i bambini siano pochi permette alle insegnanti di seguirli meglio rispetto ad altre strutture> I genitori: <La scuola funziona e va salvata> Numerose le pro ( da "Provincia di Lecco, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: propri figli nella struttura di via Fioroni. Il ventilato accorpamento delle elementari di Lasnigo con quelle di Asso è mal digerito dai genitori: alcuni sono intransigenti, altri capiscono comunque anche le esigenze dell'amministrazione. Tutti però rimarcano l'ottimo lavoro che stanno svolgendo le insegnanti del plesso, e non intendono perdere la loro scuola a misura di bambino.


Articoli

Insegnanti pronti allo sciopero "non toccate luglio e agosto" - ottavia giustetti (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Torino Assemblea cittadina dei docenti. Si rischia una valanga di ricorsi degli studenti al Tar Insegnanti pronti allo sciopero "Non toccate luglio e agosto" I sindacati puntano il dito anche contro l'aumento della burocratizzazione Tra i problemi segnalati quello della formazione degli organici in tempo utile OTTAVIA GIUSTETTI Sull'organizzazione dei corsi di recupero si spacca il mondo della scuola e gli insegnanti lanciano l'allarme: se non si rispetterà il periodo di pausa di luglio e agosto si scatenerà una valanga di ricorsi al Tar da parte degli studenti. La prossima settimana sarà organizzata un'assemblea cittadina sul tema, indetta dai delegati di scuola di diversa appartenenza sindacale e la Cub Scuola apre le procedure per la proclamazione di uno sciopero. A oggi gli istituti aspettano ancora di sapere di quanti fondi disporranno per la pianificazione dei corsi. Qualcuno ce la farà con i professori interni, altri saranno costretti a chiedere il supporto di docenti esterni, mentre febbraio volge al termine e proprio in questo periodo si arranca tra i banchi di scuola per sostenere il peso delle ultime verifiche che si sovrappongono con le lezioni di ripasso. "Questa riforma ha portato solo a un aumento della burocratizzazione - dice Dario Molino, rappresentante Cub scuola del liceo Volta - condividiamo l'intenzione del ministro di restituire severità alla scuola ma gli strumenti legislativi che ci sono stati forniti sono scarni e spesso in contraddizione, l'applicazione del decreto risulterà solo un gran pasticcio". All'Itis Peano, racconta Giovanna Lo Presti, "lo studente insufficiente porterà a casa un bel plico di fogli: la pagella, poi una scheda in cui vengono elencate le insufficienze, poi ancora una serie di carte in cui si spiega ai genitori quali sono le carenze del ragazzo, da cosa derivano, quali sono i rimedi offerti. I genitori dovranno familiarizzare con termini come sportello, recupero in itinere, e-learning, saperi minimi e verranno tirati dentro quel vortice docimologico che, a mio parere, è una delle iatture della nostra scuola. E alla fine quante sono le ore che il mio consiglio di classe ha a disposizione per il recupero degli alunni insufficienti? Venti, per tutte le materie e per tutti gli insufficienti almeno a sentire il dirigente. In media tre-quattro ore per materia: non serve commento". All'indomani della notizia che il liceo scientifico Volta si sta organizzando per chiudere tutto (scrutini, recupero e ultime verifiche) entro la metà di luglio, arrivano gli echi delle lamentele dalle altre scuole dove ai professori viene chiesto di riprendere l'insegnamento già ad agosto per permettere ai ragazzi di ripassare le materie sotto la sufficienza e chiudere con le ultime verifiche entro la fine del mese. Sotto accusa il decreto del ministro Fioroni che fissa come data ultima per il recupero dei debiti quella del 31 di agosto. E con un'ordinanza che dovrebbe chiarire, crea ancora più confusione. Piovono le domande al ministero: quando si faranno i corsi, a luglio e agosto? Come si fa se gli insegnanti sono impegnati contemporaneamente negli esami di maturità? Il decreto non è in contrasto con il Testo unico che stabilisce che le attività didattiche si concludano entro il 30 giugno? Si possono spostare gli scrutini "riparatori" all'inizio di settembre? Non ci sarà ritardo nella formazione degli organici di fatto? E così via, sino ad arrivare alla domanda centrale: ma i fondi per attivare i corsi di recupero necessari ci sono oppure no? "Ci sono e sono anche consistenti - dice l'assessore regionale all'Istruzione Gianna Pentenero - si tratta solo di dare un'occasione alla scuola che quest'anno dovrà fare per la prima volta un esercizio di grande autonomia". "Siamo in una fase di sperimentazione ma alcune correzioni andranno fatte - dice Enzo Pappalettera, rappresentante della Cisl Scuola - bisogna concentrare tutto sul sostegno nel corso dell'anno e dedicare gli esami riparatori solo a una piccolissima minoranza che sia in condizione di recuperare davvero".

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Esami di riparazioni estivi l'anno scolastico parte dopo - diego longhin (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Le cifre Esami di riparazioni estivi l'anno scolastico parte dopo D'Ottavio: "Le date delle prove devono essere omogenee" Pentenero: "Gli allievi non hanno tempo per preparare la verifica" DIEGO LONGHIN La Regione è pronta a far slittare l'inizio dell'anno scolastico per evitare che gli studenti debbano sostenere gli esami di riparazione a metà luglio, come nel caso del liceo scientifico Volta. Istituto dove i docenti hanno preferito dare un solo mese ai ragazzi per recuperare le lacune piuttosto che rientrare prima dalle ferie d'agosto. Unica soluzione? Sposare il ritorno in aula almeno di una settimana rispetto allo scorso anno. "Fissare le verifiche introdotte dal decreto Fioroni a metà luglio non ha senso - sottolinea l'assessore all'Istruzione della giunta Bresso, Gianna Pentenero - non si dà modo a chi è rimasto indietro di mettersi al passo con gli altri. Troppo poco tempo". Sulla stessa linea il collega della Provincia, Umberto D'Ottavio: "Va bene l'autonomia scolastica - dice - ma su alcune questioni, come la date delle prove per gli studenti che hanno debiti, le decisioni adottate dalle scuole devono essere omogenee. L'ufficio scolastico dia un indirizzo, altrimenti si creano disparità pericolose e si rischia che un esame si trasformi in una burla". Per entrambi, dopo essersi confrontati con il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Francesco De Sanctis, l'unica modo per dare più tempo ai ragazzi e per rispettare le ferie d'agosto dei docenti è lo slittamento dell'inizio delle lezioni. A settembre si è rientrati in aula il 10. Per il prossimo anno scolastico si ipotizzava l'8 settembre, rispettando così la tendenza ad anticipare il rientro. "Il nuovo calendario uscirà a metà marzo - dice l'assessore Pentenero - dovremo tenere conto della novità delle verifiche e posticipare l'inizio rispetto all'anno scorso, almeno di una settimana. è una cosa che si può fare". La data dovrebbe essere quella del 15. Sette giorni in più di vacanze per chi non ha debiti formativi, sette giorni in più utili alle scuole per organizzare le verifiche per i ragazzi che devono mettersi in regola prima del ritorno in aula, pena la bocciatura. "Un ritardo che non può valere solo per gli istituti superiori - aggiunge Pentenero - in questi anni si è cercato di mettere a punto un calendario omogeneo per evitare problemi alle famiglie con più figli. Slitterà quindi anche l'apertura delle scuole dell'obbligo". E il collega della Provincia, D'Ottavio, va oltre: "Ci confronteremo con la Regione e con il direttore dell'ufficio scolastico - dice - ma vista la situazione credo che non si possa iniziare il nuovo anno scolastico prima del 20 settembre, almeno per gli istituti superiori". L'assessore della giunta Saitta è anche preoccupato per l'avvio dei corsi di recupero. Le scuole lamentano la mancanza di fondi per far fronte alle lezioni extra dedicate agli studenti indietro. "Non c'è crisi di governo che tenga - dice D'Ottavio - altrimenti si rischia solo una brutta figura. Se i soldi promessi dal ministero non arriveranno dovrà intervenire la Regione". Secondo Pentenero nopn sarà necessario: "Quello dei fondi è un falso problema che rischia di trasformarsi in un alibi per i dirigenti scolastici - dice - il ministero ha garantito che le risorse ci sono. Sono già state stanziate, come confermato dal direttore dell'ufficio scolastico regionale".

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Laicità, Sud, fisco, scuola... il nostro programma per il Pd (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del PARLANO I LETTORI Laicità, Sud, fisco, scuola... il "nostro" programma per il Pd La campagna elettorale del Pd è iniziata. Toccherà tutte le 110 province italiane. Veltroni ha già lanciato due priorità: tagli alle tasse e aumenti degli stipendi. Quali sono le due o tre cose che ritieni debbano essere indispensabili nel programma del Partito democratico? Ecco cosa rispondono i lettori de l'Unità on line. Laicità e ricerca Una politica seria per l'occupazione dei giovani laureati. Una politica di liberalizzazioni in tutti i settori per combattere le varie caste che divorano il paese e per dare finalmente ai cittadini la possibilità di scegliere secondo le proprie esigenze. L'affermazione del laicismo come valore fondamentale della convivenza civile e per limitare l'ingerenza della chiesa nelle questioni private della gente. Mario Rinaldi Cominciamo dal sud Il Mezzogiorno d'Italia deve ridiventare questione nazionale come base per lo sviluppo generale del paese. Non possiamo correre con due velocità. Altra questione il precariato ed il lavoro. Poi la sicurezza dei cittadini quella che riguarda la microcriminalità, le attenzioni e le preoccupazioni di tutti i giorni dei cittadini. Paolo Fatuzzo Sì alle intercettazioni Se dalle intercettazioni fatte su persone che svolgono una funzione politica o di pubblico interesse emergono atti o fatti penalmente rilevanti si deve dare la massima pubblicità poiché gli elettori hanno il sacrosanto diritto di essere informati e non di nascondere le malefatte come è nei programmi della destra. Savino Muscillo Trasparenza e legalità Conflitto d'interesse. Legge sul monopolio Tv. Nuova legge elettorale. Oltre naturalmente a continuare la lotta all'evasione fiscale senza i penosi condoni del governo precedente che erano la base delle finanziarie di quel governo. E, se possibile, una legge che impedisca a chi ha pendenze con la legge di candidarsi per una qualsiasi carica pubblica. Enzo Paliotti Sostegno ai deboli Maggiore attenzione ai problemi delle fasce più deboli (dipendenti e pensionati). Abolizioni delle provincie. Maggiori privatizzazionoi a cominciare dalle aziende pubbliche locali. Alfredo Zucchetti Attenzione per gli operai Non c'è dubbio che la prima questione sono gli aumenti, e la diminuzione delle tasse su salari e pensioni. Anche se queste due cose le chiederanno tutti. Subito! Il conflitto di interessi. Dicasi per quanto riguarda il falso in bilancio. Eliminazione del precariato. No alla riduzione dell'Ici, altrimenti i comuni sono costretti a prendere soldi comunque dai cittadini. Riforma elettorale, i Dico, la questione morale. La laicità, la questione ambientale. Più attenzione verso gli operai, e classe lavoratrice in generale. Questa per me è la priorità. Poi c'è il resto. Roberto Sanità e diritti Asili nido, trasporti scolastici per i disabili, più maestri e professori di sostegno, più preparazione per il professori. Sanità: meno attesa per esami tipo mammografia ecografia ecc. Liste preferenziali per i malati oncologici e tutti coloro che hanno malattie croniche. Più attenzione verso gli anziani, assistenza domiciliare. Aiuto alle donne che lavorano con asili nido, scuole materne, con orari articolati per coprire tutte le esigenze. Dare agli immmigrati la possibilità di vivere nel nostro paese con dignità. Tiziana Regole, anche al Vaticano Chiarezza e rispetto nei rapporti tra lo Stato Italiano e il Vaticano, anche all'interno del Pd. Allontanare gli indagati dalla Giustizia sia Civile che Penale. Maggiore attenzione per le infrastrutture, diventate, ormai, un collo di bottiglia sulle grandi direttrici di traffico. Le considerazioni sul da farsi sono molteplici. Dalla cultura alla consapevolezza che il rispetto delle regole non deve consentire scappatoie di alcun tipo. Fondamentale è la difesa, contro le lobby, di ogni provvedimento, non possiamo consentire lo squilibrio esistente con il resto dell'Europa trà le categorie. Cesare Non sono residuale Non dimentichiamoci dei pensionati, ritengo di non dover essere considerato un evento residuale. Peraltro si è sempre in maggior numero. Si potrebbe chiedere di lavorare in settori sociali e di supporto alla collettività e pertanto migliorare la condizione che a volte è anche di percezione di abbandono ed inutilità. Alberto Massaruti Meno precarietà Limitare a un anno (considerandolo come periodo di prova) i contratti precari. Servono a dare fiducia ai giovani, danno una base meno labile per accedere al credito (mutui casa, credito alle famiglie, ecc.) e, non trascurabile, ciò permette di creare una migliore base per la pensione consentendo, grazie al tfr, la possibilità di avere anche loro una pensione integrativa. Ridurre le imposte ai cittadini che fruiscono di un reddito fisso e, contemporaneamente, collegare la rivalutazione dei redditi in base all'inflazione reale! Espulsione veloce e definitiva dei delinquenti stranieri. Filippo Le mani e il grano Serietà e rigore con meritocrazia nella scuola;in tutti gli atti sempre attenzione alle fasce più deboli; etica pubblica e civile ai primi posti. Battersi per il ritorno di spessore culturale nella Tv. Immediata Ridistribuzione sociale per cancellare l'anomalia del "Ricco paese dei poveri". Essere sempre attenti a mostrarsi con azioni eticamente superiori agli atti, a tutti gli atti di quel signore, che ci fa vergognare di essere italiani, il quale mostrando le sue mani ad un affascinato elettore ha detto "Baciale, hanno fatto il"grano"". Santolo Sica Si va per titoli Redistribuzione (Welfare), Detassazione lavoro subordinato, Lotta a evasione fiscale, Abolizione di strutture obsolete (Motorizzazione Civile, Province). Non rappresentabilità a politici con sentenze in giudicato, Diritto di famiglia alle coppie di fatto, Stato veramente laico, scuole superiori moderne con programmi a livelli piu' avanzati, Università baron-free con ricerca di alta classe, Nuove politiche energetiche (nucleare, eolico), Riduzione senato/deputati, lotta a mafia, processi veloci, conflitto interessi, no IVA su alimentari, Authority su servizi finanziari, Meritocrazia, Catholic-free. Giovanni Fattori Tutti paghino le tasse Primo: combattere l'evasione fiscale, affinchè tutti paghino le tasse, specialmente l'alta società. Secondo: dare più credito ai magistrati affinché i pezzi da novanta paghino per corruzione, altrimenti detto i signori ricchi avendo possibilità affogano con i loro soldi le indagini su di loro per cui dopo un periodo di tempo nessuno ne parla più. Vivo in Canada, qui tutti paghiamo le tasse, riformate la legge elettorale, altrimenti detto L'Italia va direttamente a finire come l'immondizia di Napoli. Esther Rossi Ricerca e sapere. E poi... Forti investimenti per la scuola pubblica, università e ricerca con specifiche finalizzazioni allo sviluppo economico del Paese. Poi ci vuole uno sforzo straordinario nella lotta alla criminalità ed in particolare contro quella che controlla ed avvelena il territorio e la società: mafia, camorra, 'ndrangheta e Sacra corona unit. Tarcisio Lupi Multiculturalismo e integrazione È cruciale che il Pd metta al suo centro i temi dell'integrazione e dell'immigrazione. La nostra società è già molto cambiata con i flussi migratori, ed il suo volto muterà ancor più profondamente negli anni a venire. Dobbiamo capire che è un'Italia sempre più multiculturale quella che abbiamo davanti: una questione che porta con sé tutto la questione dei diritti, dei nuovi diritti, delle tante intolleranze che ancora ci sono in vasti strati del Paese. Francesco.

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Scuola, in sella resta di stefano (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo Confermato dal ministro Scuola, in sella resta Di Stefano Guido Di Stefano rimarrà nei prossimi anni al vertice della direzione scolastica regionale per la Sicilia. Nominato dall'ex ministro Letizia Moratti nel 2002, è stato ora confermato dal successore, Giuseppe Fioroni. "Si tratta - spiega il vice ministro Mariangela Bastico - di una scelta che premia, accanto alla qualità e alle competenze, il criterio della continuità, indispensabile in questa instabile fase politica. In tempi rapidi si procederà anche alla nomina di tutti i dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditori, ndr)". s. i.

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Il no agli esami è una scelta scellerata GIUSEPPE MORATELLI (sezione: Schola)

( da "Adige, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Il dibattito sulla scuola Il no agli esami è una scelta scellerata GIUSEPPE MORATELLI R eputo opportuno intervenire nuovamente sulla questione degli esami di riparazione. Due sono gli aspetti fondamentali in relazione ai quali valutare un sistema scolastico: da un lato il livello di preparazione degli allievi e dall'altro il tasso di dispersione scolastica; appare evidente che un sistema è tanto migliore quanto è alta la preparazione degli studenti e quanto è bassa la dispersione. Nelle politiche scolastiche degli ultimi trent'anni si è cercato più o meno consapevolmente di aumentare l'inclusività del sistema proponendo agli allievi di ogni indirizzo un percorso scolastico sempre meno meritocratico e selettivo ed inevitabilmente la preparazione ne ha risentito pesantemente. Riteniamo che il modo più efficace e complessivamente più equo per coniugare un buon livello di preparazione con una bassa dispersione consista nel proporre agli allievi una variegata offerta formativa, ovvero molteplici indirizzi ed in questa senso riteniamo una risorsa fondamentale gli istituti tecnici e la formazione professionale, e però al contempo pretendere, premiando il merito e sanzionando l'errore, buoni livelli di conoscenze e competenze. Appare poi evidente che la reintroduzione degli esami di riparazione voluta dall'ormai ex ministro Fioroni, con il maggior rigore nella valutazione che questi comportano, contribuisca senz'altro ad aumentare la qualità della preparazione dei nostri studenti ed ovviamente alla credibilità della professione docente. Ciò che invece suscita più di una perplessità sono i continui corsi di recupero che la scuola deve necessariamente porre in essere per sostenere gli alunni in difficoltà, così come previsto dal decreto. Quali le ragioni di queste perplessità? Partendo dalla constatazione che i ritmi di apprendimento proposti dagli insegnanti sono sempre compatibili con le capacità medie degli studenti e che allo studente volenteroso non è mai negata una ripetizione, arriviamo alla conclusione che o lo studente non si impegna come dovrebbe e quindi non merita un corso di recupero deresponsabilizzante, oppure le difficoltà che incontra sono tali da consigliare un riorientamento verso un altro tipo di scuola. Il sillogismo proposto ha ovviamente carattere del tutto generale: ma è sufficiente a nostro avviso per arrivare alla conclusione che il ricorso allo strumento del recupero non dovrebbe essere imposto per legge. Crediamo che i lettori ormai siano al corrente della scelta scellerata operata nella nostra provincia, unica in Italia, di non introdurre gli esami di riparazione. Non è da molto che si è venuti a conoscenza dei risultati dell'indagine Ocse-Pisa sulla preparazione degli studenti trentini quindicenni in lettura, matematica, scienze : preparazione che è risultata essere fra le migliori in Europa ed in linea con quella degli studenti del nord-est di Italia. I vertici dell'istruzione trentina hanno colto la palla al balzo per sostenere che ciò che funziona non si cambia. A questa capziosa conclusione sono arrivati non tenendo conto dello scadimento generale del livello di preparazione degli allievi nel mondo occidentale a cui prima accennavamo ma soprattutto non hanno tenuto conto di un dato per noi eclatante che boccia inequivocabilmente la loro politica scolastica: nonostante la profusione di risorse investite nella scuola trentina i risultati ottenuti non si scostano da quelli del vicino Veneto, che come è noto non gode né di autonomia scolastica né delle conseguenti risorse. Denaro utilizzato ad esempio per attribuire ai dirigenti scolastici trentini un 50% in più dello stipendio dei dirigenti veneti , a parità di competenze ovviamente, oppure per finanziare lautamente enti quali l'Iprase oppure per produrre una legislazione scolastica spesso peggiore per pressapochismo e confusione di quella partorita a Roma, che è tutto dire. Denaro non certo speso per stipendiare dignitosamente gli insegnanti , ai quali deve ascriversi a nostro giudizio buona parte del merito per la preparazione dei nostri studenti; aggiungiamo che gli insegnanti trentini,così come quelli che lavorano nel nord-est, hanno la fortuna di operare in un ambiente particolarmente favorevole per tradizione e cultura, nonostante Dellai e la sua giunta appunto! Giuseppe Moratelli È responsabile del settore Istruzione e Formazione di Alleanza Nazionale 13/02/2008.

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Clandestini e asili, la Cei scomunica Milano (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Di Chiara Campo - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Peppone e Don Camillo "alleati" contro il Comune. La Cgil e la Comunità episcopale italiana definiscono "un gesto discriminatorio" quella circolare di Palazzo Marino che limita l'accesso ai bimbi irregolari nelle materne. Un divieto finito nel mirino prima per le accuse del ministro all'Istruzione Giuseppe Fioroni e due giorni fa per la sentenza del tribunale che ha accolto il ricorso di una mamma marocchina. Padre Bruno Mioli, a nome della Fondazione Migrantes della Cei, usa parole pesanti e sostiene che la decisione della giunta rischia di "accentuare nella direzione sbagliata gli umori della gente". Oltre al figlio della donna marocchina che ha vinto il ricorso - e potrà dunque essere ammesso all'asilo anche se i genitori sono clandestini - "a Milano altri 350 bambini extracomunitari (...).

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La rivolta degli esami di riparazione (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Le scuole non sanno quando e come organizzare i corsi per gli studenti, i presidi bocciano il decreto Fioroni La rivolta degli esami di riparazione Vacanze estive a rischio per le famiglie dei "rimandati" DOVEVA essere l'anno del ritorno degli esami di riparazione, la liberazione dell'incubo dei debiti formativi che gli studenti delle superiori si portano dietro fino agli esami di Stato. è invece l'anno dei pasticci. Scuole che non sanno come e quando organizzare i corsi di recupero, con il rischio di far saltare le vacanze estive. Prende posizione l'Associazione Nazionale Presidi della provincia di Genova, bocciando il decreto Fioroni. FILETTO A PAGINA V.

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Esami di riparazione, è rivolta - giuseppe filetto (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Le scuole superiori alle prese con gli effetti del decreto Fioroni: chi deve ricuperare rischia di essere sui banchi a fine agosto Esami di riparazione, è rivolta I presidi: "Troppi problemi, a Genova rischiamo di non farcela" Il capo del Colombo "Cerchiamo di organizzarci sin da adesso, per i genitori è un problema in più" Le "ripetizioni" potrebbero essere "delegate" a insegnanti esterni agli istituti GIUSEPPE FILETTO NON è bastato un "summit" dei presidi della provincia di Genova. Non è stato sufficiente il parere, seppure informale, del ministro dell'Istruzione, quando lo scorso 10 gennaio fu interrogato ai Magazzini del Cotone da un gruppo di docenti e di capi di istituto. Che gli chiedevano quando e come organizzare i corsi di recupero ed i relativi scrutini di valutazione. "Ogni scuola ha la sua autonomia - aveva risposto Beppe Fioroni - e può prepararsi come meglio crede". Così non è. Almeno a sentire docenti e presidi, ma anche sindacalisti di categoria e famiglie. Così non è, se l'Associazione Nazionale Presidi della provincia di Genova oggi assume una posizione molto dura sul decreto che dopo 13 anni per gli studenti delle scuole superiori reintroduce una sorta di esame di riparazione, trasformato in verifica per valutare se l'allievo ha estinto i debiti formativi accumulati nell'anno scolastico precedente. "Esprimiamo forti riserve sul meccanismo messo in piedi dal ministro - sentenzia il presidente, Santo Deldio - è un sistema burocratico, estremamente difficoltoso da attuare, un marchingegno destinato al fallimento dal punto di vista organizzativo". C'è molta confusione sui corsi di recupero estivi, quelli che dovrebbero servire a saldare i debiti formativi degli studenti, e soprattutto sulle successive prove di verifica. C'è il rischio di compromettere le ferie dei professori e, specialmente, quelle delle famiglie, costrette a programmarle in base agli impegni dei figli "rimandati". "C'è preoccupazione sull'effettiva applicazione delle normative ministeriali - sentenzia Dino Castiglioni, segretario regionale della Cisl-Scuola - da una parte fissano gli obblighi, delegano i collegi docenti a stabilire la tempistica e le scadenze, dall'altra occorre farne un uso compatibile con tutti gli altri adempimenti di fine anno". Anche se Castiglioni ci tiene a puntualizzare il principio positivo dell'introduzione delle riparazioni: "Soprattutto perché finalmente è la scuola a farsi carico del recupero, sottraendo i ragazzi ed i genitori al mercato selvaggio delle lezioni private". Tutto ciò succede mentre la macchina è già in moto. In questi giorni parte la prima tranche dei corsi di recupero per gli oltre 25 mila studenti genovesi. Dopo lo scrutinio del primo quadrimestre ogni istituto si attrezza come meglio può, con lezioni pomeridiane, oppure con i corsi da tenere nella settimana di fermo didattico. Solo per chi ha dei debiti formativi. "Noi, in allegato alle pagelle, stiamo consegnando alle famiglie la documentazione riguardante tutti i cicli che verranno attivati prossimamente - spiega Nunzio Cotena, preside del liceo classico Colombo - i genitori entro due giorni dovranno risponderci su cosa intendano fare: se avvalersi dei nostri corsi, oppure se vogliono fare recuperare i figli autonomamente". Il decreto-Fioroni, infatti, da questo punto di vista lascia libere le famiglie. Di scegliere. Il problema vero rimane invece per le "riparazioni" estive, di fine anno scolastico. "Su quello non è stato deciso nulla - ammette Cotena - anche se si pensa di attivarli nella seconda parte di giugno e nella prima parte di luglio; la verifica finale sarebbe opportuno farla nell'ultima settimana di agosto". La normativa, però, sembra chiara: quest'ultima va fatta prima della fine dell'anno scolastico, che per legge si intende entro il 31 agosto. I capi di istituto genovesi si sono riuniti, soprattutto per darsi una uniformità rispetto al trattamento degli studenti, quindi per fornire una risposta omogenea alle famiglie. Ultimato lo scrutinio di fine anno, gli alunni con lacune in alcune materie saranno tenuti con il giudizio sospeso, a loro sarà lanciato l'ultimo salvagente. Per loro ciascuna scuola organizzerà i corsi di recupero. "Secondo la legge, però, gli insegnanti non sono obbligati a tenerli - precisa Santo Deldio - per cui le scuole possono assegnare questo compito ad altri docenti, ai supplenti, oppure le famiglie possono optare per fare seguire il figlio da insegnanti privati". In merito il decreto non dice quali e quanti soldi sono a disposizione dei presidi per pagare il personale esterno. "Le soluzioni dipendono dalle varie scuole - spiega Carla Castelli, preside del liceo psicopedagogico Pertini - alcune fanno i corsi di recupero a giugno, altre li tengono a luglio, altre ancora più avanti. Noi li attiveremo entro la metà di luglio e le prove di verifica ai primi di settembre". Già, perché lo stesso decreto dice che "per particolari ed eccezionali motivi le verifiche possono essere svolte nella prima settimana di settembre". Dalle prime avvisaglie sembra che l'eccezionale sia destinato a diventare regola corrente: per gran parte dei presidi.

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IL CAVOLO, ortaggio molto spesso bistrattato, è diventato il p (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Rotagonista di un esperimento che la III C, della scuola media Marco Palmezzano, ha realizzato nel corso dell'anno scolastico. Scopo dell'attività è stato quello di individuare e quindi distinguere le sostanze acide da quelle basiche, utilizzando il cavolo rosso come indicatore di PH. Alla base di tale esperimento vi è stata l'esigenza di rivalutare, riconoscendone le proprietà, quei prodotti naturali che troppo spesso siamo inclini a sostituire con sostanze artificiali. L'esperimento si è svolto nel laboratorio della scuola e tutti hanno dimostrato interesse e partecipazione, mentre se l'argomento fosse stato solo letto e studiato sicuramente sarebbe risultato noioso e avrebbe accresciuto il numero dei "somari". LE DIFFICOLTÀ, che l'apprendimento di materie come matematica e scienze comportano, si possono superare svolgendo attività pratiche che sono anche una risposta alle perplessità che il Ministro Fioroni ha sollevato sulle conoscenze degli studenti italiani. Negli ultimi tempi i ragazzi sono entrati a far parte delle pagine di cronaca cittadina e non, per episodi non certo gratificanti; ragazzi responsabili di atti di bullismo, ragazzi schiavi del telefonino ed ora un nuovo triste primato: ragazzi "somari"! Ecco allora che la mente ritorna al libro di Collodi e al povero burattino catapultato, per sua scelta, nel Paese dei Balocchi. Sorprende come Collodi sia riuscito a percorrere i tempi! Quello che per Pinocchio doveva essere il Paese della Cuccagna, altro non è che la strada che conduce a nuove sventure e i suoi compagni, sorprendentemente simili ai ragazzi di oggi, solo apparentemente sono felici. Tutti sono amici, ma nessuno si conosce; l'unico momento collettivo si consuma davanti al teatrino, mentre i giochi frenetici, ma individuali, non lasciano spazio al dialogo: ".chi giocava alle noci,chi alle piastrelle, chi alla palla,chi andava in velocipede, chi sopra un cavallino di legno...". IL PAESE dei Balocchi nasce dal desiderio che ogni ragazzo ha di non abbandonare l'infanzia e dalla paura dell'adolescenza con tutte le incertezze e le responsabilità che comporta e non è un caso che i suoi abitanti abbiano dagli 8 ai 14 anni. Oggi il Paese dei Balocchi sono le sale giochi, le ore davanti alla play station o alla televisione, è infatti così che i ragazzi trascorrono, in solitudine, i loro pomeriggi sfuggendo alla fatica che lo studio richiede perché non tutti hanno in famiglia qualcuno disposto e in grado di seguirli e sostenerli nel loro percorso. A questo punto diventa urgente trovare una soluzione per arginare quella che il Ministro Fioroni ha definito una "emergenza educativa e normativa che non riguarda solo la scuola, ma tutto il Paese". L'INDAGINE Ocse Pisa 2006 ha rilevato che il 35% dei ragazzi italiani è insufficiente in matematica e oltre la metà si colloca ai livelli minimi riguardo alla lettura e alla comprensione dei testi; dati allarmanti che hanno messo i professori della scuola media sul banco degli imputati.Ma molti studenti, nonostante la consueta avversione per gli insegnanti, si sono dimostrati pronti ad assolverli. Se da una parte vi è chi considera la società, volta ad attribuire sempre più valore al denaro e sempre meno importanza alla formazione intellettuale, responsabile di questa decadenza culturale, dall'altra vi è chi si sente offeso e propone i laboratori come strumenti che potrebbero stimolare ed aiutare i ragazzi nello studio delle materie scientifiche. Per risolvere la situazione servirebbe uno sforzo da parte del governo, delle amministrazioni regionali e delle scuole perché la cifra che l'Italia destina all'istruzione ( il 4,7 per cento del PIL) risulta irrisoria e non permette l'acquisto di attrezzature diventate ormai indispensabili. Ora è al Ministro che spetta la decisione finale, ma deve fare in fretta prima che nei ragazzi avvenga la completa metamorfosi e che, oltre alle orecchie, spunti anche la coda. "Ma il momento più brutto fu quello quando sentirono spuntarsi di dietro la coda". Classe III C - -->.

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I MILANESI I CLANDESTINI E I DIRITTI (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-02-13 num: - pag: 1 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE BIMBI ALL'ASILO I MILANESI I CLANDESTINI E I DIRITTI L a convenzione internazionale sull'infanzia firmata dall'Italia nel 1991 garantisce a ogni fanciullo l'assistenza "a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione", e la tutela "da ogni discriminazione motivata dalla condizione sociale, dalle attività e dalle convinzioni dei suoi genitori". Ma noi oggi ci domandiamo se doveva essere un giudice a ripristinare il diritto all'ammissione alla scuola materna dei bimbi figli di clandestini o se bastava il pratico buon senso di una politica un po' meno ideologizzata a chiudere uno scontro triste e forse inutile, perché giocato sulla pelle dei minori. Ci domandiamo se a Milano c'è un'invasione di campo nei diritti dei bambini figli di clandestini che chiedono l'iscrizione alla scuola materna, e se la legalità si deve spingere fino all'anello più debole della catena per uscire dalla doppia morale di chi mostra i muscoli contro gli stranieri irregolari e poi finge di non vedere quelli che ha davanti agli occhi. Ci domandiamo se nella linea dell'assessore Moioli che difende la sua politica di integrazione nella legalità e promette di accogliere come casi sociali tutti i bambini figli di clandestini in attesa di regolarizzazione, c'è un'ingenuità giuridica diventata, dopo le accuse di razzismo del ministro (ex) Fioroni, una montagna insuperabile. Ci domandiamo se i figli di quei clandestini che avranno un posto all'asilo toglieranno davvero un posto nelle scuole materne ai figli di altrettanti cittadini milanesi che pagano le tasse. Non è giusto, e si può dire: perché la catena dei diritti vale per tutti e certe forzature alzano soltanto nuovi steccati. Ma chi sono questi clandestini? Molti vivono nelle nostre case, sono badanti e baby sitter, o lavorano nei cantieri. è in questa contraddizione la vulnerabilità del sistema, l'anello debole di una legislazione che fa acqua da ogni parte. Ci domandiamo infine cos'è oggi Milano, una città fedele a se stessa, che sa guardare a chi resta ai margini, ai più deboli, in linea con la sua identità di accoglienza, o una città che vive di paure e contraddizioni irrisolte. C'è un'idea di integrazione degli stranieri che non sia accettazione passiva o dissennata, ma nemmeno esclusione, tranchant, di bambini? Domande: nel groviglio dell'ideologia per ora non c'e risposta.

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LA VICENDA (sezione: Schola)

( da "Libero" del 13-02-2008)

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Italia 13-02-2008 LA VICENDA IL DIVIETO Lo scorso 17 dicembre il sindaco di Milano, Letizia Moratti, decide di vietare l'iscrizione agli asili meneghini dei figli degli immigrati clandestini I TAGLI A gennaio il ministro dell'Istruzio ne, Giuseppe Fioroni, annuncia che avrebbe tagliato i fondi statali agli asili milanesi (circa 8 milioni di euro, il Comune dalle sue casse ce ne mette invece 92) se la giunta non avesse ritirato il provvedimento. E definisce la circolare "razzista e discriminatoria" IL RICORSO Una donna marocchina che vive a Milano dal '93, dopo una decina d'anni da regolare (e dopo aver perso il posto per la seconda gravidanza, perdendo anche il permesso di soggiorno) ha fatto causa a Palazzo Marino perché la sua seconda figlia ha l'età per frequentare le materne, ma il regolamento comunale glielo impedisce. Il giudice Claudio Marangoni non si è limitato a far riammettere la bambina alle lezioni, ma ha imposto di modificare l'intero regolamento, ritenendolo "discriminatorio, lesivo dei suoi diritti" e soprattutto in contrasto con le normative nazionali sull'immigrazione IL DIETROFRONT Dopo la decisione del giudice, il Comune di Milano è pronto ad annullare l'ordinanza sulle scuole materne ma a Palazzo Marino nessuno ammette il dietrofront. "Ci hanno costretti a fare una cosa illogica -ha detto l'assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli - ora, con qualche modifica, ripristineremo il regolamento dello scorso anno, come ci hanno chiesto. Il che vuol dire che per gli irregolari sarà ancora più difficile entrare alle materne" Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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I giovani e le sette note si incontrano a scuola (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-02-13 - pag: 19 autore: La musica nelle aule I giovani e le sette note si incontrano a scuola Centro-Nord ricco di laboratori e cori sperimentali L' Emilia-Romagna ha già messo in cantiere 36 laboratori musicali e 100 cori. La Toscana si candida a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della diffusione e della produzione musicale negli istituti scolastici.L'Umbria ha costituito un gruppo di lavoro che ha già fatto partire un monitoraggio deilaboratori musicali operativi in regione. Nelle Marche, infine, sono stati attivati dieci nuovi corsi a indirizzo musicale. In tutto il Centro-Nord sta prendendo piede il progetto per la diffusione della musica pratica nelle istituzioni scolastiche caldeggiato dal ministero alla Pubblica istruzione (che a livello nazionale ha stanziato 2 milioni di euro) sulla base delle indicazioni arrivate dall'omonimo Comitato presieduto da Luigi Berlinguer. Praticamente conclusa l'indagine conoscitiva nazionale sulle dotazioni tecnologiche e le attività didattiche per la produzione musicale (la compilazione dei questionari online è iniziata i primi novembre) l'Emilia-Romagna, regione pilota, si prepara a varare un progetto –rivolto a tutte le scuole, da quelle dell'infanzia agli istituti superiori- che consentirà di allestire 36 laboratori musicali, 26 spazi attrezzati, 100 cori scolastici, con uno stanziamento complessivo che sfiora i 400mila euro. Il tutto, come precisa l'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, "nella profonda convinzione del valore formativo della musica, dal punto di vista critico, creativo, affettivo, relazionale e di educazione alla cittadinanza, valori profondi che stanno alla base di una crescita equilibrata della personalità di ciascuno". è lo stesso Berlinguer a spiegare – non senza un pizzico di orgoglio – che "il ministro Fioroni ha ripreso i nostri temi, la nostra ambizione di far entrare la materia della musica nelle scuole, rilanciando l'idea di prevedere cori nelle scuole, oltre a nuovi laboratori musicali e a orchestre scolastiche ". Idea che ha entusiasmato la Regione Toscana, tanto da indurla a candidarsi a diventare una sede nazionale per la sperimentazione della produzione musicale.Questo con l'attivazione di un progetto per l'uso delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione al servizio della produzione musicale e con la programmazione di un convegno annuale per mettere a confronto le esperienze di didattica e cultura musicale nella scuola. "Siamo consapevoli –dice Gianfranco Simoncini, assessore regionale all'Istruzione – che far entrare a pieno titolo questa disciplina nella scuola significa avvicinare di più la scuola ai giovani". In Umbria, l'Ufficio scolastico regionale ha costituito da due mesi un apposito gruppo di lavoro che in questa prima fase sta portando a termine un monitoraggio dei laboratori musicali già presenti in regione, dopo aver inserito nel piano formativo dell'anno scolastico (con uno stanziamento di 70mila euro, di cui 40mila provenienti dal Ministero), uno specifico riferimento "all'educazione alla pratica musicale, alle arti e alle tradizioni popolari in conseguenza delle evidenti connessioni con le scienze matematiche, con la fisica, con la filosofia e con le arti". Nelle Marche sono state invece anticipate le indicazioni ministeriali con la previsione di dieci corsi a indirizzo musicale (dei quali due già in corso di sperimentazione in due licei) e con un concorso nazionale per la produzione di opere musicali. "Hanno partecipato 57 scuole di tutto il Paese – spiega la responsabile dell'Usr per l'educazione musicale Gianna Prapotnich – e oltre 2.500 persone, tra studenti, loro familiari e docenti. In tutto abbiamo ricevuto 88 opere". Natascia Ronchetti LA REGIONE PILOTA L'Emilia-Romagna ha messo in campo 400mila euro per allestire spazi ad hoc e incentivare i gruppi FOTOGRAMMA In aula. La musica torna tra i banchi anche grazie alle risorse ministeriali per laboratori e orchestre scolastiche.

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NELLA LOCATION DEL GALILEI INTENDONO OSPITARE LA LOGISTICA DEL SERVIZIO DI RACCOLTA, VAL (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Nella location del Galilei intendono ospitare la "logistica" del servizio di raccolta, vale a dire impiegati e kit destinati ai cittadini. Non rifiuti, insomma, non sacchetti maleodoranti o percolose ecoballe. Ma tant'è, gli insegnanti lo considerano un gravissimo attentato alla funzione e alla funzionalità della (loro) istituzione scolastica. E lo scrivono in un documento approvato all'unanimità dal collegio dei docenti. In cui si dilungano nell'adeguare ai tempi il verbo mussoliniano. Oggi l'opposizione frantumata è quella dei partiti "con percentuali da prefissi telefonici". Mentre il "popolo ignorante" è reso tale da chi non concede alla Scuola l'attenzione e l'interessa che essa richiede. Insomma, dagli odierni ed indigeni emuli di Benito. I quali, incassata la lezione, a docenti tanto sapienti potrebbero chiedere ulteriore e definitiva illuminazione sui risvolti più squisitamente pedagogici della questione Galilei. Due domande sembrano necessarie. Quegli studenti che seguono così bene l'ammaestramento ricevuto quando vanno a gridare "vergogna" con i tatsebao sotto le finestre di palazzo Sant'Agostino non saranno diventati - almeno un pochino - "popolo ignorante" anche per le preziose ore di lezione saltate? E soprattutto: non avranno, insieme ai loro prof, praticato la tanto vituperata mal'arte della "politica frantumata" quando si preoccupano di cacciare i "promiscui" invasori del Galilei e non anche di interrogarsi sullo sforzo di responsabilità che oggi a tutti viene richiesto per cancellare la vergogna della monnezza campana? Una Scuola che rivendica - con giusto orgoglio - l'elogio ricevuto dal ministro Fioroni, ritiene forse che il modo più giusto per addestrare i propri discenti alle sfide della convivenza civile sia quello di insegnar loro a diventare gli emuli dei cittadini signornò che oggi continuano a impedire l'apertura d'ogni discarica su suolo campano? Di addestrarsi all'esercizio dello scaricabarile imputato a tanto ceto politico - di opposizione e di governo? L'altra domanda "necessaria", per illuminare chi dovrà "governare" il caso Galilei, la suggerisce lo stesso documento del collegio dei docenti. Che invita "gli organi preposti a valutare altre soluzioni, per esempio alcune cattedrali disabitate dislocate sul territorio comunale, come ad esempio scuole elementari chiuse per mancanza di bambini, istituti "regionali" chiusi da molti lustri, interi capannoni industriali già in uso al comune e via di questo passo...". Potrebbero aver ragione, i sapienti prof, quando sostengono che per sistemare gli uffici della raccolta differenziata ci siano soluzioni migliori del Galilei. Ma non credono di aver torto - marcio - quando rivelano, suggerendo alternative in altri plessi scolastici, che la loro battaglia anti-rifiuti riguarda esclusivamente il loro orticello didattico e non l'istituzione Scuola difesa nella sua interezza? Non sarà anche così, con la mascellare difesa del proprio particulare, che si contribuisce a formare la mentalità del "popolo ignorante"? Carla Errico.

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CORSI DI RIPARAZIONE VACANZE PIù DIFFICILI (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Corsi di riparazione vacanze più difficili GATY SEPE Altro che lowcost, lastminute e vacanze intelligenti. Dal prossimo giugno, a decidere le ferie delle famiglie italiane sarà la variabile pagella. Da quest'anno, infatti, per gli studenti che non hanno la sufficienza in tutte le materie, i conti con l'anno scolastico si saldano a settembre. Una sorta di ritorno al passato, fino al 1995 la pagella prevedeva ancora l'opzione "rimandato", che, oltre che studenti e familiari, coinvolgerà però anche gli insegnanti - addio ai due mesi di vacanza - coinvolti nei corsi di recupero estivi. Una vera e propria rivoluzione per milioni di famiglie che dovranno prima aspettare la pagella di giugno, e poi tener conto degli obblighi di studio dei figli meno meritevoli, per programmare le ferie. Una idea di come andranno le cose, però, ce la si può cominciare a fare anche adesso. Concluso il primo quadrimestre, infatti, in questi giorni già un milione e 800mila studenti sono alle prese con le lezioni di recupero per saldare i propri "debiti" formativi accumulati nella prima metà dell'anno scolastico. In base alla normativa introdotta tre mesi fa dal ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, dopo il primo giudizio non brillante gli alunni carenti hanno infatti la possibilità di mettersi in pari usufruendo dei corsi supplemantari - di almeno 15 ore per ciascuna materia - organizzati dalle varie scuole. Per far marciare la macchina dei recuperi sono stati stanziati da Fioroni 210 milioni: gli insegnanti saranno pagati 35 euro l'ora per le lezioni aggiuntive, 50 per quelle estive. Nessun costo, invece, deve ricadere sullo studente, precisa la Cgil di Pescara che ha duramente criticato la scelta di alcuni istituti superiori della provincia della città abruzzese di far versare una quota ai familiari degli alunni. Ad allarmare di più, soprattutto i professori, è però la seconda tranche di corsi. Fra lezioni svolte a giugno, a luglio o ad agosto, per la prima volta in assoluto, gli insegnanti della scuola superiore dovranno concordare le ferie al pari di tutti gli altri impiegati statali. I professori potrebbero anche rifiutare di svolgere i corsi estivi ma in parecchi casi è stato già deliberato dai collegi dei docenti che le lezioni di recupero vengano affidate agli stessi insegnanti che hanno seguito i ragazzi durante tutto l'anno. La Gilda, uno dei sindacati degli insegnanti ha sollecitato l'intervento del ministro, ma nella risposta giunta da Viale Trastevere non c'era nessuna apertura: "A proposito dei corsi di recupero dei debiti formativi, si precisa che il loro svolgimento nei mesi di luglio ed agosto è pienamente legittimo". Discorso chiuso. Così, dopo oltre un decennio, la pagella rischia di cambiare gli scenari delle ferie degli italiani e di creare nuovi allarmi negli operatori turistici. Con gli insegnanti al lavoro, per esempio, potrebbero esserci meno ombrelloni sulle spiagge di luglio. E sotto gli ombrelloni potrebbero spuntare libri di matematica - è la materia in cima alla classifica dei debiti - o di latino. E in giro potrebbero esserci meno giovani a spassarsela. E magari, chissà, anche meno amori estivi.

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CINZIA PELUSO I CORSI DI RECUPERO? L'IDEA NON è SBAGLIATA DI PER Sè, MA GUAI (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

CINZIA PELUSO "I corsi di recupero? L'idea non è sbagliata di per sè, ma guai a reintrodurre la stessa formalità in cui si erano trasformati, dopo che il ministro D'Onofrio nel 1995 aveva abolito gli esami di riparazione". Lo scrittore Domenico Starnone, forte della sua lunga esperienza acquisita sul campo da docente delle superiori, tentenna un po' prima di esprimere un giudizio sull'iniziativa che sta per partire nelle scuole. "Non la conosco, ormai non insegno più da tanti anni", si schermisce. Ma, poi, il vincitore del Premio Strega del 2001, si lascia trascinare dalle domande. Siamo alla "riedizione" degli esami di riparazione. E molti rilevano l'inutilità del vecchio metodo, che portò a rimandare in matematica persino Einstein... "Io ho fatto scuola quando c'erano gli esami di riparazione e mi sembravano assolutamente inutili. Saccheggiavano soltanto le finanze delle famiglie attraverso le lezioni private. Oggi bisognerebbe fare un tentativo serio per correggere le disparità tra gli allievi". In che modo? "La premessa indispensabile è che l'insegnante abbia una buona preparazione, ma anche autorità. I corsi dovrebbero essere, quindi, rigorosi". Allora, il perno del problema è il ruolo dell'insegnante? "Sì, perché quando i ragazzi vanno male una discreta responsabilità è della famiglia, dell'ambiente che li circonda e della capacità degli alunni a reagire a quest'ultimo. Ma una grossa responsabilità è degli stessi docenti. E, se sono proprio questi ultimi a occuparsi del recupero, allora credo che sia tutto inutile. Ripeto, non conosco i particolari della nuova organizzazione voluta dal ministro Fioroni, ma credo che complicherà la vita degli studenti e degli stessi insegnanti". Un giudizio critico che sembra andare oltre quello sui corsi... "Sì, il nocciolo della questione è che bisognerebbe ripensare la scuola e la formazione dei professori".

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Oltre 30% alunni ancora con i debiti, verso un aumento dei bocciati (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 15.4413/02/2008 Oltre 30% alunni ancora con i debiti, verso un aumento dei bocciati Roma - Un lieve miglioramento c'e' stato, ma gli studenti delle scuole superiori che hanno ancora almeno un debito sono una valanga, oltre il 30%, secondo quanto raccontano gli stessi dirigenti scolastici alle prese, in questi giorni, con lo svolgimento dei corsi di recupero voluti dal ministro Fioroni. Lo scorso giugno il 40% degli alunni della secondaria di II grado e' stato promosso con almeno una lacuna. A quasi un anno di distanza la situazione e' in leggero miglioramento "ma- dicono i presidi- gli studenti con lacune nelle materie fondamentali sono ancora troppi". Alunni che, ora, rischiano concretamente di incappare in una bocciatura a giugno, soprattutto se hanno piu' di un debito. "I docenti, infatti- spiega Domenico Altamura, preside del liceo Righi di Bologna, il piu' prestigioso in citta'- si stanno indirizzando verso giudizi piu' netti e severi che in passato". La linea di azione, conferma il dirigente del liceo Berchet di Milano, Innocente Pessina, sara' questa: "con un solo debito molto probabilmente si sara' promossi con il sei in quella materia: gli insegnanti faranno di tutto per far recuperare il ragazzo. Con tre debiti, pero', non ci sara' scampo: piuttosto che trascinare l'alunno fino a settembre, facendogli frequentare un monte ore enorme di corsi di recupero d'estate, si optera' piu' facilmente per la bocciatura". Insomma, gli studenti sono avvertiti. E, a guardare i dati segnalati dalle scuole, c'e' poco da stare tranquilli. In media, in ogni istituto, oltre il 30% dei ragazzi ha ancora una lacuna aperta dallo scorso anno, o l'ha accumulata a partire da settembre. Accade, ad esempio, nei licei scientifici Kennedy e Pasteur di Roma. Al Tasso (classico), sempre nella Capitale, la percentuale scende di poco: e' del 25%. Le materie piu' ostiche restano la matematica, le lingue e il greco. Allo scientifico Righi di Bologna il 35% dei ragazzi (soprattuto in prima e seconda), alla fine del trimestre, aveva almeno una insufficienza: sono stati tutti invitati a seguire i corsi di recupero organizzati dalla scuola. E il preside fa gia' previsioni nere per la fine dell'anno. "Almeno un 15-20% degli studenti italiani che hanno ancora un debito- spiega Altamura- rischiano la sospensione del giudizio e l'obbligo del recupero questa estate, un 5% e' a rischio bocciatura". Se la cavano meglio i ragazzi del Berchet di Milano: "solo" il 25% ha una situazione debitoria. La croce comune? Greco e matematica. Situazione ben piu' drammatica, invece, al Ferraris (istituto tecnico industriale) di Napoli: le insufficienze toccano quasi il 50% dei 1.700 alunni della scuola. "E prevediamo- annuncia il preside Vincenzo Ciotola- che ci sara' un aumento di bocciati rispetto allo scorso anno". Ma perche' gli studenti, pur avvertiti della possibilita' di essere "rimandati" non si sono messi a studiare di piu'? "Perche' la scuola ha perso negli anni una parte della sua credibilita'- afferma Ciotola- e' probabile che non abbiano creduto ai proclami e solo in ritardo capiranno che non si stava scherzando". Ma, se i ragazzi credono sempre meno nella scuola, non vale lo stesso per le famiglie. In questi giorni i presidi stanno comunicando ai genitori se i figli devono partecipare, o meno, ai corsi di recupero. Mamme e papa' possono decidere di non avvalersi di queste attivita' e far seguire ai figli lezioni private. "Ma il 98% delle famiglie sta dando fiducia alle scuole- racconta Agostino Miele, a capo dell'istituto Gentileschi di Milano- il 2% che dice no e' solo per motivi logistici, perche' viene da fuori e non puo' tornare nelle opre pomeridiane. In quel caso, comunque, ci sono sempre le attivita' che stiamo facendo durante le normali ore della didattica". (DIRE).

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Debiti: istituti divisi sulla data del recupero finale (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 18.1813/02/2008 Debiti: istituti divisi sulla data del recupero finale Roma - Scuole divise sull'ora x del recupero dei debiti. Il ministro della Pubblica istruzione, Fioroni, ha stabilito che i ragazzi (quelli a cui, a giugno, verra' sospeso il giudizio a causa di evidenti lacune) dovranno di mostrare di aver saldato le loro insufficienze entro il 31 di agosto o, al massimo, prima dell'inizio delle lezioni. Ma sulla data ideale le scuole non sembrano essere per niente d'accordo: c'e' chi pensa di rimandare tutto a settembre e di far slittare anche l'inizio dell'anno, se necessario (sta accadendo soprattutto in Lombardia) e chi, invece, vuole chiudere entro la fine di luglio. Al liceo scientifico Kennedy di Roma, ad esempio, contano di chiudere tutto entro il 31 luglio, in linea anche con la richiesta avanzata dall'Ufficio scolastico regionale del Lazio. Durante l'ultima settimana del mese ci saranno le prove di verifica anche per "tutelare il diritto alle ferie degli insegnanti" che rischiano di saltare per fare i corsi di recupero. Il Righi di Bologna, insieme alle altre scuole superiori della provincia, ha chiesto all'amministrazione territoriale di svolgere la verifica la prima settimana di settembre. Solo un istituto, il Fermi, ha fissato le prove tra il 9 ed il 15 luglio, ma le associazioni dei genitori sono sul piede di guerra: chiedono di dare piu' tempo ai figli per recuperare. Al Berchet di Milano si puo' studiare fino alla prima settimana di settembre. Nel capoluogo lombardo molte scuole stanno facendo questa scelta, ma, poiche' la Regione ha fissato l'inizio delle lezioni l'8, i presidi stanno gia' pensando, come all'istituto Gentileschi, di far slittare di una settimana l'inizio delle lezioni. (DIRE).

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Dopo la sentenza, aperto il dibattito sulla scuola per i figli dei clandestini. La Lega: "Vogliamo un incontro con la Moratti" (sezione: Schola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Mercoledí 13.02.2008 18:00 --> LO SPECIALE Scuola/ Fioroni diffida la Moratti La Destra milanese contro Fioroni: "Le materne? Questo governo è anti-italiano" Milano/ Gli immigrati? Non hanno il diritto di curarsi dal medico di base. E ora intervenga il ministro Turco... La circolare Moratti che vietava l'iscrizione dei figli degli immigrati irregolari nelle scuole di Milano non è stata corretta né ritirata. Lo afferma una nota dell'ufficio stampa del Ministero dell'Istruzione. "Contrariamente a quanto riportato oggi e nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa sulla vicenda degli asili del Comune di Milano - si legge - si fa presente che al Ministero della Pubblica Istruzione non e' pervenuto niente di nuovo anche dopo l'ordinanza del giudice del tribunale. Non risultano, dunque, né ritiri né correzioni della circolare che vieta l'iscrizione ai bambini figli di immigrati irregolari". GALLERA - "Questa ipocrisia va risolta, bisogna che si sciolga in modo definitivo questo nodo di incompatibilità e contraddizione: tra il fatto che le legge dice che il clandestino va espulso e il diritto all'istruzione di tutti i bambini". Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia, Giulio Gallera, intervenendo in commissione Servizi sociali che sta discutendo della circolare per l'iscrizione alle scuole materne, alla presenza dell'assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli. "Questo messaggio, perché si sciolga questo nodo in modo definitivo - ha detto Gallera - alle istituzioni va mandato: non si possono sempre risolvere le cose a tarallucci e vino". SALVINI - "Abbiamo chiesto tramite il nostro segretario nazionale un incontro con il sindaco, Letizia Moratti. Noi chiediamo che il Comune opponga reclamo alla sentenza del giudice". Lo annuncia il capogruppo della Lega a palazzo Marino, Matteo Salvini.

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Le mamme: <Il fatto che i bambini siano pochi permette alle insegnanti di seguirli meglio rispetto ad altre strutture> I genitori: <La scuola funziona e va salvata> Numerose le pro (sezione: Schola)

( da "Provincia di Lecco, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Scuola

Le mamme: "Il fatto che i bambini siano pochi permette alle insegnanti di seguirli meglio rispetto ad altre strutture" I genitori: "La scuola funziona e va salvata" Numerose le proteste contro lo spostamento del plesso elementare di Lasnigo nell'istituto di Asso LASNIGO I genitori delle elementari di Lasnigo non vogliono spostare i propri ragazzi ad Asso; non vogliono vedere le attuali classi sparpagliate e non vogliono che i figli cambino maestre. Se potessero scegliere, continuerebbero a portare i propri figli nella struttura di via Fioroni. Il ventilato accorpamento delle elementari di Lasnigo con quelle di Asso è mal digerito dai genitori: alcuni sono intransigenti, altri capiscono comunque anche le esigenze dell'amministrazione. Tutti però rimarcano l'ottimo lavoro che stanno svolgendo le insegnanti del plesso, e non intendono perdere la loro scuola a misura di bambino. "Qui i ragazzi sono seguiti benissimo, i maestri sono davvero bravi; mio figlio in prima elementare legge e scrive senza difficoltà - spiega Teresa Migliazza -. Non credo manchi nulla alla scuola di Lasnigo, e il numero basso di bambini permette agli insegnanti di seguirli con attenzione. Io sono contrarissima allo spostamento, anche perché qui i ragazzi si conoscono tutti; sarebbe un trauma cambiare". Per la mamma la maggiore distanza tra scuola e casa è un problema relativo: "Se li spostano ad Asso qualche difficoltà in più la creano, è meno comodo; ma è il tipo di lavoro che svolgono qui a essere difficile da trovare in altri plessi". Anche Gilberto Mazza preferirebbe vedere ancora in funzione l'elementare di Lasnigo: "Mi trovo bene qui, non capisco perché cambiare. Le dimensioni della scuola permettono di seguire con attenzione i ragazzi. Non conosco poi come funziona ad Asso, bisognerebbe provare per capire le differenze. Capisco anche che i bambini sono pochi". Walter Cecchettin ha una motivazione validissima contro lo spostamento: "Abito qui di fianco (e mostra una casa ad alcuni metri dalla scuola); più comodo di così...scendo in moto o a piedi, e in un paio di minuti torno a casa. Non mi pare poi manchino gli alunni, alla fine il numero è sempre quello; io per esempio il prossimo anno ho una figlia in entrata. I ragazzi sono seguiti molto bene, le maestre stanno facendo un buon lavoro, non credo ci siano motivi per cui spostarli". Tutti quindi concordi: la scuola funziona bene e andrebbe salvata. Alcuni genitori però, da Barni, spostano i figli a Civenna e non a Lasnigo; e qualcun altro porta già il bambino ad Asso. "Da Barni ci sono almeno cinque o sei bambini che si spostano a Civenna; è una scelta dei genitori, la distanza non è poi così diversa - spiega René Sottocasa, autista dello scuolabus -. Penso ci siano anche famiglie che portano da Lasnigo il proprio figlio ad Asso. Chi si sposta per lavoro può portare il ragazzino anche molto lontano da qui. C'era qualcuno che accompagnava dalla valle il bambino fino a Merone". Giovanni Cristiani.

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