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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  13-17 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Feste di strada ( da "Stampa, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Prospettive educative al tempo della crisi» e alle 19 seguirà un apericena con musica dal vivo. Sabato a partire dalle 15,30 e per tutto il pomeriggio ci sarà la tenda della ludoteca popolare. La serata si concluderà alle 20,30 con una cena popolare in giardino e dalle 22 il reading musical-teatrale Musciariesta della compagnia Arte dei Ricci e alle 23 notte di musica con

E ora una rivoluzione rosa ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini dell'Istruzione e Michela Brambilla del Turismo. Look variopinto invece per Gheddafi che scende dall'auto blu indossando una tunica color sabbia, blu cobalto e inserti oro scintillante. Intanto nella sala più grande dell'Auditorium prendono posto le invitate, tra cui Daniela Santanchè, Isabella Rauti,

Dal 2010 i licei cambiano volto Sei indirizzi e meno ore di lezione ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: centrali del provvedimento sulla scuola varato dal governo e definito dal ministro Gelmini «una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile», e che partirà nel 2010. Il decreto dovrà ora acquisire il parere delle commissioni parlamentari e della conferenza Stato-Regioni. Immediate prese di posizioni di sindacati e opposizioni: «Controriforma basata sui tagli».

Meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dov'era quando la Gelmini introduceva il voto in condotta?» e «soprattutto d quando Tremonti proponeva un piano di tagli per chiudere la scuola pubblica?». I ragazzi si dicono «stupiti che ora la Meloni faccia un appello per una scuola che guardi allo studente: per far questo c'è bisogno di risorse e di una riforma vera».

Pantaleo (Flc-Cgil) dice no: è un ritorno al passato ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'ultimo momento la Gelmini si è accorta che c'era troppo latino e poca scienza e ha istituito un sistema di opzioni. Gli stessi licei artistici si dovranno sdoppiare mentre quelli musicali saranno solo 40. E' un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica: meno sperimentazione di lingua straniera e informatica,

IN UN PIANO BASATO SUL RISPARMIO A SOFFRIRE SARÀ L'INFORMATICA ( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono sei i nuovi licei ridisegnati dal ministro Mariastella Gelmini: classico (con l'obbligo della lingua straniera per tutti e cinque gli anni); scientifico (con la possibilità di attivare l'opzione scientifico-tecnologica che elimina, di conseguenza, il latino); delle scienze umane (che sostituisce il liceo sociopsicopedagogico con la possibilità d'attivare un'opzione economico-

due licei in più, basta indirizzi sperimentali ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono i punti centrali del provvedimento sulla scuola varato dal governo e definito dal ministro Gelmini «una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile», e che partirà nel 2010. Il decreto dovrà ora acquisire il parere delle commissioni parlamentari e della conferenza Stato-Regioni. LECIS a pagina

nuovi licei ci sono anche musicale e scienze umane ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono le novità più significative della riforma dei licei che ieri ha avuto il primo sì del Consiglio dei ministri. Le nuove norme entreranno in vigore nell´anno scolastico 2010-2011. Il ministro Gelmini: «Svolta epocale che coniuga innovazione e tradizione». Critiche dall´opposizione: si torna ai tempi di Gentile. ALLE PAGINE 10 E 11

mille donne per ascoltare il raìs "serve una rivoluzione rosa" - laura laurenzi ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli viene presentato il ministro Gelmini, che appare come sopraffatta. Peccato che la Brambilla (tailleur di shantung turchese fosforescente da gran sera e zeppe tacco 12) sia andata via prima della fine. Alla bella e grintosa imprenditrice Luisa Todini, l´unica con il ministro Carfagna che ha avuto diritto di parola sul palco, il raìs dice: «Tu sei un uomo»

L'ultima provocazione di Muammar: ( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e poi Stefania Prestigiacomo, Mariastella Gelmini e Micaela Brambilla e di quasi mille rappresentanti del «gentil sesso» che accolgono le sue affermazioni con salve di mormorii e mugugni, qualche fischio e pochi applausi. Il nucleo della «filosofia jamahiryana» di Muammar El Gheddafi è abbastanza semplice.

la rivoluzione della gelmini sei licei, diminuiscono le ore - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 10 - Cronaca La rivoluzione della Gelmini Sei licei, diminuiscono le ore Ok del Cdm. Cancellati gli indirizzi sperimentali. I sindacati: solo tagli MARIO REGGIO ROMA - L´ennesima riforma «epocale» della scuola italiana: questa volta, dopo Letizia Moratti, ci riprova Mariastella Gelmini.

inglese, francese, tedesco per tutti e cinque gli anni ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tedesco per tutti e cinque gli anni con la riforma sarà finalmente introdotto nel liceo classico l´insegnamento di una lingua straniera per l´intero quinquennio. Per il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini il liceo classico rimane anche nel nuovo sistema "uno dei licei fondamentali del nostro sistema"

Il ministro Gelmini: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Italiana Pagina 109 I cambiamenti Il ministro Gelmini: «Tradizione e innovazione» I cambiamenti --> ROMA Il tentativo fatto con la riforma dei licei è quello di «coniugare la tradizione con l'innovazione privilegiando la qualità». Lo ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, illustrando ieri a Palazzo Chigi, il riordino di questo ramo dell'istruzione superiore.

Sì alla nomina giuridica per i docenti precari ( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo chiesto al ministro Mariastella Gelmini - spiega il segretario generale dello Snals Marco Paolo Nigi - che a tutti i precari delle graduatorie permanenti ad esaurimento con nomina annuale, in servizio nel corrente anno scolastico, sia garantita la nomina giuridica, valida ai fini dell'anzianità e della pensione, con decorrenza dal 1 settembre.

La rivoluzione dei licei partirà nel 2010 ( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri mattina Mariastella Gelmini ha portato in Consiglio dei Ministri la sua riforma dei licei che in prima lettura è stata approvata. «Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano - annuncia trionfalmente il Ministero dell'Istruzione - L'impianto complessivo dei licei,

Digitale e Web 2.0, la scuola del futuro è qui ( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le nuove tecnologie, dunque, entrano in classe e riducono le spese. Consentono un dialogo con le famiglie sempre efficiente e veloce e rendono le lezioni in classe più dinamiche e moderne. Questa è la scuola del futuro, al servizio degli studenti e del nostro Paese. Mariastella Gelmini

benefit a pioggia per i dirigenti le promozioni costano un milione - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che nel 2006 coordinava cinque settori, ha ottenuto una pagella con voti altissimi che si sono tradotti in un premio economico di 34 mila 234 euro. Ogni anno un Nucleo di valutazione, guidato dal direttore generale Gaetano Lo Cicero, fissa con i dirigenti di ciascun settore gli obiettivi da raggiungere.

i nostri figli scippati della maestra ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era stato assicurato loro che i cambiamenti previsti dalla riforma Gelmini avrebbero interessato solo le future classi prime. Ci sembra una grande ingiustizia consumata alle spalle di bambini che tanto hanno fiducia nel buon senso degli adulti. Tanto più che di questo ruolo - continuano le famiglie dei ragazzi - c'è bisogno per un solo anno, visto che, con l'inizio del nuovo ciclo,

con i tagli non c'è futuro - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: evidente mancanza di risorse finanziarie con cui il ministro Gelmini deve misurarsi, e che traspare, per esempio, dagli equilibrismi cui è costretta per quanto attiene alla quantità complessiva dell´offerta formativa (il numero di ore scolastiche fissato per ogni indirizzo, che vede, in alcuni casi, riduzioni anche drastiche e difficilmente giustificabili sul piano pedagogico).

in un piano basato sul risparmio a soffrire sarà l'informatica - massimo onofri ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono sei i nuovi licei ridisegnati dal ministro Mariastella Gelmini: classico (con l'obbligo della lingua straniera per tutti e cinque gli anni); scientifico (con la possibilità di attivare l'opzione scientifico-tecnologica che elimina, di conseguenza, il latino); delle scienze umane (che sostituisce il liceo sociopsicopedagogico con la possibilità d'attivare un'opzione economico-

meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dov'era quando la Gelmini introduceva il voto in condotta?» e «soprattutto d quando Tremonti proponeva un piano di tagli per chiudere la scuola pubblica?». I ragazzi si dicono «stupiti che ora la Meloni faccia un appello per una scuola che guardi allo studente: per far questo c'è bisogno di risorse e di una riforma vera».

pantaleo (flc-cgil) dice no: è un ritorno al passato ( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'ultimo momento la Gelmini si è accorta che c'era troppo latino e poca scienza e ha istituito un sistema di opzioni. Gli stessi licei artistici si dovranno sdoppiare mentre quelli musicali saranno solo 40. E' un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica: meno sperimentazione di lingua straniera e informatica,

Così cambieranno i licei: più scienze e lingue straniere ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, entri in vigore nell'anno scolastico 2010-2011 per le prime e le seconde classi, per andare poi a regime nel 2013. Gli indirizzi. Resteranno in vita i licei Classico, Scientifico, Artistico, Linguistico, Musicale e coreutico, quello delle Scienze umane (che sostituisce il sociopsicopedagogico).

Mille donne in platea Il Colonnello le incita ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, e l'organizzatrice Mara Carfagna. Quando dovrebbe iniziare l'incontro con le donne del mondo dell'imprenditoria, della cultura e della politica all'Auditorium del Parco della Musica, Gheddafi è appena arrivato con la sua limousine bianca dall'altra parte della città, all'auditorium della Confindustria.

Nuovi licei, sparisce il Ginnasio Sì a Musicale e Scienze umane ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono le principali novità della proposta Gelmini (ieri il regolamento è stato approvato dal Consiglio dei ministri in prima lettura) che richiama in vita la riforma Moratti. Entrerà in vigore nell'anno scolastico 2010-2011, per le prime e le seconde classi. Sarà a regime nel 2013. Dopo il biennio iniziale con 27 ore, le ore diventano 30 nel secondo biennio e nel quinto anno.

Scuole medie sempre più dure I bocciati crescono del 55% ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera sezione: Cronache data: 13/06/2009 - pag: 21 Le nuove regole La Gelmini aveva annunciato maggiore rigore Scuole medie sempre più dure I bocciati crescono del 55% Il boom in un anno. Ora 7 su 100 non vengono promossi MILANO È l'effetto riforma. A lungo atteso, contestato e temuto. Gli studenti «pagano » la linea dura a scuola.

R?. ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma dei licei del ministro Gelmini entrerà in vigore solo nel settembre del 2010. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento in prima lettura. Ora la bozza dovrà essere esaminata dalle commissioni parlamentari e dalla Conferenza Stato Regioni e poi tornare al Consiglio dei ministri.

Licei, meno ore più efficacia ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Al terzo tentativo, sembra finalmente a portata di mano quella riforma della secondaria superiore che gli altri Paesi hanno fatto da molto tempo e che da noi sembrava impossibile. Da apprezzare, intanto, il metodo: fondato sul recupero di quanto di buono si era costruito nei tentativi precedenti e sulla dichiarata intenzione del Ministro di muoversi nel segno della condivisione,

Scuole dei piccoli comuni addio, arriva la riforma Gelmini: Istituti accorpati se il tempo da percorrere tra paese e paese supera i 15 minuti e 5 km Con questo sistema entro il 201 ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuole dei piccoli comuni addio, arriva la riforma Gelmini: Istituti accorpati se il tempo da percorrere tra paese e paese supera i 15 minuti e 5 km Con questo sistema entro il 2012 ne spariranno circa tremila

LE SCUOLE SPEZZATE ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo impone la riforma Gelmini che ha aperto la lotteria dei tagli su prof e maestre. Lo prevede il ridimensionamento scolastico che punta al risparmio anche di presidi e bidelli. Lo esige il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ansioso di far cassa sull'istruzione: un ghiotto bottino di 85milioni di euro.

Sfoltito il labirinto dei licei Dal 2010 solo sei indirizzi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA GELMINI Sfoltito il labirinto dei licei Dal 2010 solo sei indirizzi di Luigi Illiano S ei nuovi licei per eliminare la selva dei 400 indirizzi sperimentali che caratterizzano l'attuale scenario nel circuito delle scuole superiori. Il primo via libera è arrivato ieri dal Consiglio dei ministri che ha approvato il regolamento di riforma.

Il re libico delude le donne Per gli arabi sono mobilio ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: visione delle donne e dall'iniziativa della collega Mara), Mariastella Gelmini; la parlamentare-vestali del Pdl Anna Grazia Calabria, la bionda Ceccacci e la monacale Roccella con Deborah Bergamini; Barbara Saltamartini e Melania Rizzoli. Poi la moglie di Gianni Letta e l'unica giudice donna della Corte Costituzionale, Maria Rita Saulli.

Esami, gli ammessi e l'incubo della pagella parallela ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ha bollato come improprio l'uso del 6 rosso per le insufficienze. Da quest'anno infatti, oltre ai voti in decimi per essere ammessi all'anno successivo o agli esami di licenza media gli studenti devono prendere la sufficienza in tutte le materie, condotta compresa.

Nuovi licei con link al lavoro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è la strada decisa dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, tra l'altro già adottata per la riforma degli istituti tecnici e per i professionali, prevista sempre nel 2010. Liceo classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale e coreutico (al debutto assoluto) e delle scienze umane sono i nuovi percorsi di istruzione liceale.

Il voto di condotta facilita l'ammissione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini vuole ragazzi più disciplinati (ritorna il voto in condotta) e scuole più selettive (con un'insufficienza si può bocciare): preoccupazioni in più per i "maturandi". Ma - una novità - la valutazione del comportamento fa media. E «i ragazzi si sono fatti furbi: si comportano meglio e i non ammessi non sono affatto aumentati»

Otto regioni in attesa del verdetto della Corte Costituzionale ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è chiamata innanzitutto a decidere su un'istanza di sospensione delle norme impugnate dal Piemonte che paventa un «rischio grave e irreparabile dell'interesse pubblico, per diritti dei cittadini». Nel merito, la Consulta stabilirà se sono fondati i motivi per cui le 8 Regioni hanno impugnato i tagli previsti dal decreto Gelmini.

Attualmente le autonomie scolastiche (con segreteria e presidenza) sono 10.800. Le scuole (plessi sc... ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma la Gelmini tira dritto, anzi ha una carta nel cassetto: ha escogitato il «giochino» del contachilometri e la tirerà fuori nella prossima Conferenza Stato-Regioni unificata, in cerca di un'intesa che difficilmente otterrà. Il criterio sui chilometri Ogni giorno una protesta di piazza.

La rivolta di Austis: un paese contro i tagli ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grazie alla riforma Gelmini, dall'anno prossimo un'intera scuola sarà inghiottita a colpi di tagli. Due classi di otto bambini ciascuna sono infatti poche secondo il Ministro per continuare a garantire l'istruzione. La normativa infatti prevede l'accorpamento della terza e quarta elementare con la creazione di una pluriclasse di sedici alunni.

I licei della Gelmini Pd: Si torna a Gentile ( da "Unita, L'" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I licei della Gelmini Pd: «Si torna a Gentile» Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato in prima lettura il regolamento Gelmini sui licei. L'Unità ha anticipato il testo il 5 giugno scorso. Sei i nuovi licei con opzioni per gli studenti dell'anno scolastico 2010-2011 e si comincerà con le prime e le seconde classi.

Il rap degli Assalti Frontali in difesa della scuola pubblica ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Enea super rap» e la sua versione alternativa «Il rap di Enea», scritta in difesa della scuola pubblica contro i tagli del ministro Gelmini. Tra le novità, «Africa Bambataa Tribute», il pezzo allegato al libro di U.Net «Renegades of funk», omaggio ai padri fondatori della cultura hip hop. Villa Gordiani, ore 21,30

Insegnanti in campo contro la pluriclasse ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini? Sbagliata - si sostiene - poiché dettata da criteri ragionieristici che non tengono conto delle piccole realtà come Austis «dove i bambini non avranno le stesse condizioni e opportunità dei coetanei di altre aree geografiche più ricche e demograficamente più forti».

Pioggia di 6 e asterischi salva-discoli alle Medie ( da "Stampa, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Ma la pagella rilasciata dalle scuole è stata stravolta. Genitori e ragazzi sembrano soddisfatti. Ieri alla sede della Media unificata di Cuneo in via Sobrero (45 classi, oltre mille alunni, la maggiore della provincia) sono stati appesi nella bacheca i risultati delle quattro scuole dell'Altipiano.

insegnanti e custodi a rischio: la riforma colpisce il tabarrini ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: forbici della riforma Gelmini. Con queste ombre l'istituto comprensivo Marco Tabarrini di Pomarance si appresta a chiudere l'anno scolastico e ad iniziarne uno nuovo con non poca preoccupazione per le sorti del personale non di ruolo. Le normative previste dal governo, infatti, andrebbero a falciare alcuni degli incarichi a tempo determinato che non sarebbero riconfermati per l'

due licei musicali dal piano gelmini sono a rischio gli ex magistrali - tomaso clavarino a pagina ix ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina V - Torino La Provincia prepara la rivoluzione saranno tagliati altri 1500 docenti Due licei musicali dal piano Gelmini sono a rischio gli ex magistrali TOMASO CLAVARINO A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX

cancellati dieci istituti nelle valli del torinese ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Torino tra quelle di cui il decreto Gelmini mette a rischio la sopravvivenza. Tra queste gli istituti comprensivi di Luserna San Giovanni, Villar Perosa, Perosa Argentina, di Sant´Antonino di Susa, di Oulx di Vistrorio di Ceres e di Pont Canavese. A lanciare l´allarme è l´assessore regionale alla Montagna Luigi Sergio Ricca: «Le nuove norme sul dimensionamento degli istituti -

gli studenti fanno festa a colpi di gavettoni in centro ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ancora i quadri non sono usciti. C'è chi è sicuro di avercela fatta, chi, invece, è in bilico, chi sa già che è difficile che l'abbia sfangata. Ma che importa! Dicono quei giovani volti. Alla faccia della rigorosa ministra Gelmini: almeno oggi si ride.

la scuola che funziona e gli errori del governo - franco buccino ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo capiscono tutti, eccetto il governo e il ministro Gelmini. La Gelmini ha colpito al cuore questa bella scuola primaria per risparmiare soldi. Incurante dei risultati, delle istanze pedagogiche e didattiche. Potrebbe almeno evitare di andar in giro a dire che l´anno prossimo funzionerà meglio.

podestà va a pontida: "lo voteremo" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, Michela Vittoria Brambilla, Mario Mauro e il vicesindaco Riccardo De Corato e i leghisti Matteo Salvini e Davide Boni hanno intrattenuto i militanti. E il ciellino Maurizio Lupi ha fatto il presentatore. Così, sono in molti a tirare un sospiro di sollievo quando Podestà sale sul palco.

bimbo suicida, la maestra incontra i genitori ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini è intervenuta sul caso di Andrea, 9 anni, trovato impiccato dalla madre nella sua cameretta, sette ore dopo una nota di rimprovero presa in classe. La maestra che quella nota l´ha scritta sul diario del piccolo, Mariangela Varesi, 55 anni, una vita passata tra i banchi dell´istituto Fratelli Ferrandi,

nei licei "processo" alla nuova riforma - gaia rau ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultima riforma Gelmini è soltanto un regolamento, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri: nei fatti, il modello dei sei licei potrebbe diventare operativo, in via sperimentale, soltanto nel 2010. La proposta, però, fa già discutere. E se i sindacati si preoccupano per l´orario settimanale, ridotto a 27 ore nel biennio,

"assurdo togliere il ginnasio rimarcava la differenza" ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: se la riforma del ministro Gelmini andrà in porto, scomparirà il nome «ginnasio»? «E perché mai? Non vedo nessuna utilità in questo». Le dispiace? «A me piaceva la distinzione liceo/ginnasio. Mi divertiva, perché era una definizione che creava il caos: questo modo di contare gli anni al contrario, partendo dalla quarta per arrivare alla terza,

il taglio delle ore nei licei? "è grave". "no, va bene" - gaia rau ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prof e sindacati sulla nuova riforma Gelmini La scuola Conte: senza il latino non si può acquisire un senso storico dell´Europa GAIA RAU (segue dalla prima di cronaca) «Credo che oggi, per il cittadino europeo, sia fondamentale possedere una coscienza identitaria, una forte consapevolezza delle tradizioni, per evitare l´appiattimento», dice Conte.

"è ottimo per la cultura musicale una tragedia per il conservatorio" - gregorio moppi ( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che sono tanti" GREGORIO MOPPI «I nuovi licei musicali annunciati dal ministro Gelmini per il 2010? In Toscana esistono già da tempo, come indirizzi sperimentali, ad Arezzo e Lucca. E comunque l´idea di istituire scuole superiori dedicate alla musica era già contenuta nella legge di riforma dei Conservatori, anno 1999».

a settembre iniziano i dolori - maria eugenia parodi ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: far tornare i conti con la riforma Gelmini le scuole stanno facendo un puzzle certosino di materie e di orari e, dove i conti non tornano, semplicemente tagliano. Basta con le solite maestre, basta con i tre pomeriggi di rientro. Puoi trovarti con una sola delle vecchie maestre e sentirti dire che di pomeriggi non è possibile averne più di due e non c'è niente che tu possa fare.

notte bianca in difesa della scuola ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proseguono le proteste contro la riforma Gelmini. Alla vigilia dell'ultimo giorno di scuola, gli insegnanti del Gramsci Keynes con alcuni studenti e i loro genitori, hanno occupato l'auditorium per un'assemblea permanente durata tutta la notte. Cioè fino alle otto del mattino, quando ha suonato la campanella della prima ora e tutti sono tornati in classe per l'

IL TRIONFO DELLA BOCCIATURA ( da "Unita, L'" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ieri alle 13 ha mandato in onda un trionfale servizio sulla scuola. Con l'annuncio della bocciatura di 70.000 ragazzini, esaltata in quanto segno evidente che la scuola italiana è migliorata per impulso della Gelmini. Come dire che la sanità pubblica migliora quando aumenta la mortalità negli ospedali.

S tefania ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 14/06/2009 - pag: 9 Qui Lina di LINA SOTIS S tefania Prestigiacomo, Daniela Santanché, Mariastella Gelmini sobbalzano alle parole di Gheddafi: «Serve una rivoluzione rosa». Poi il colonnello si rivolge alla loro vicina Luisa Todini e le dice: «Lei non è una donna è un uomo». Sarà il complimento giusto? linasotis@gmail.com

Nuovo liceo musicale Si pensa al numero chiuso ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronache data: 14/06/2009 - pag: 18 Scuola I consulenti della Gelmini: vogliamo formare musicisti, non musicofili Nuovo liceo musicale Si pensa al numero chiuso Al ministero già arrivate dagli istituti cento richieste ROMA «Ci sarà un esame di ammissione. Non sarà un liceo come tutti gli altri. Al ministero sembrano convinti.

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa pensa di questa riforma dei Licei? «Non l'ho letta. E non so cosa ci sia nella testa del ministro Gelmini, né quali studi abbia fatto. Ma in genere i riformatori della scuola sono pericolosissimi. Anche perché spesso non sono abbastanza competenti». Virginia Piccolillo>

38,8 48,8 ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 3 Verso il ballottaggio La Gelmini: dobbiamo cacciare la sinistra. La Lega: non tradiremo. Il Pd: siamo abituati alle parate romane, ma poi i fondi non arrivano Ministri per Podestà. Penati: sto con la gente Il governo a Milano per sostenere la campagna del Pdl. I comunisti: nessun accordo, ma voteremo la lista del presidente cinque anni di menzogne,

Bambino morto, i genitori: ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Stiamo ragionando sull'ipotesi di mandare ispettori nella scuola. Al momento non pensiamo siano state commesse delle irregolarità da parte della scuola. Ma stiamo approfondendo il caso». Leila Codecasa La scuola I genitori dei bimbi

nidi, 118 bimbi in attesa ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spazio per 150 piccoli nelle scuole private e per 70 nelle strutture accreditate Nidi, 118 bimbi in attesa Nelle scuole comunali 291 posti per 409 domande LUCCA. Nelle graduatorie appena pubblicate dal Comune ci sono 409 bambini, mentre i posti nelle strutture pubbliche, compreso il nido della Cappella, sono 291.

blitz gelmini, che guaio per le medie ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Conseguenze negative Blitz Gelmini, che guaio per le medie Alle Bartolena i prof di lettere contestano le misure del governo In base alla normativa Gelmini, nella scuola secondaria di primo grado dal prossimo anno verranno a crearsi situazioni che incideranno negativamente sulla attività didattica e sugli alunni: 1) Chi già frequenta la scuola media,

Via libera ai ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I regolamenti della Gelmini puntano a modificare gli equilibri di potere all'interno delle scuole spostando attribuzioni e competenze su nuovi organi. Il Comitato nazionale e i comitati scientifici d'istituto, sono chiamati, anche in modo indiretto, a monitorare l'efficacia dell'offerta formativa su scala nazionale e locale.

Dove sono le lavagne interattive previst ( da "superEva notizie" del 15-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini? La rivoluzione dei sussidi didattici disponibili nelle scuole italiane doveva partire dalle lavagne interattive che a sentire il ministro Gelmini invaderanno le aule scolastiche nel prossimo anno. Alcuni[...] La rivoluzione dei sussidi didattici disponibili nelle scuole italiane doveva partire dalle lavagne interattive che a sentire il ministro Gelmini invaderanno le aule

Contastata la Gelmini, salta l'incontro ( da "Stampaweb, La" del 15-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestanti hanno issato striscioni contro la riforma della scuola e consegnato finte pagelle di bocciatura per la Gelmini. Dopo diversi minuti di slogan contro il ministro, l?incontro è stato annullato. Il ministro Gelmini, dopo che più volte Giordano ha tentato di riprendere la parola, è riuscita soltanto a dire, sommersa dalle proteste: «Complimenti, siete veramente democratici.

Contestano la Gelmini "Meriti zero ti bocciamo" ( da "Stampa, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, è entrata nella sala del Mondadori Multicenter dove era in programma l'iniziativa, è partita la protesta e la presentazione, a cui erano presenti anche l'autore e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, è saltata. La Gelmini è riuscita soltanto a dire, sommersa dalle proteste: «Complimenti,

Alcune domande su Ahmadinejad Leggendo le dichiarazioni del leader iraniano Mahmud Ahmadin... ( da "Stampa, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non so come si possa dire che il ministro Gelmini abbia fatto una rivoluzione con i nuovi licei. È un tentativo di razionalizzazione, nulla più, tra l'altro dovuto all'urgenza di assecondare la politica dei tagli dell'attuale governo. Delle proposte del ministro Gelmini si può discutere all'infinito, la questione vera a questo punto è una sola,

Metà studenti in attesa di promozione ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre inevitabilmente diminuisce la media dei voti. E il tanto temuto voto in condotta che da quest'anno fa media nella pagella non fa più paura, visto che si va dal 10 al minimo 7. E mentre alle medie gli esami di licenza sono iniziati tra sabato e ieri, e si concluderanno, per quanto riguarda le prove scritte giovedì con la prova Invalsi ministeriale di italiano e matematica,

Tre sorrisi dall'Italia ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quasi applicando le nuove disposizoni della Gelmini sui criteri delle pagelle. Ma gli azzurri non sfruttano l'uomo in più: concedono un paio di «coast to coast» a Bradley e Altidore e soprattutto regalano un rigore assolutamente evitabile con Chiellini che «casca» nella finta dello stesso Altidore e lo sgambetta in modo scolastico.

Scuola, contestazione a Milano per il ministro Gelmini ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contestazione a Milano per il ministro Gelmini MILANO. Al grido di "Vergogna, vergogna" e sventolando bandiere con scritto "Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto", alcuni esponenti dell'assemblea delle scuole di Milano hanno protestato alla presentazione del libro di Mario Giordano "5 in condotta".

Il G8 della Scienza slitta a fine settembre ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: compresa la milanese Maria Stella Gelmini, avrebbero dovuto incontrarsi proprio a Lesmo, in Brianza, dal 25 al 28 giugno. La prestigiosa Villa Gernetto, acquistata dal Cavaliere per 35 milioni di euro da Unicredit, con l'obiettivo di trasformarla in "Università del pensiero liberale", doveva accogliere le menti scientifiche e dare il via all'anno accademico berlusconiano.

parlamento, la classifica dei fannulloni - roma ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che stanno soprattutto a destra. Per non dire che con le pagelle scolastiche reintrodotte dalla Gelmini (da 0 a 10), solo il 2,6% dei parlamentari (16 deputati e 8 senatori per la precisione) sarebbero promossi al secondo anno di legislatura. SEGUE A PAGINA 16

proteste anti-gelmini il ministro lascia l'aula ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina De Vito e Montanari a pagina 23 Milano, contestazione alla presentazione di un libro Proteste anti-Gelmini il ministro lascia l´aula SEGUE A PAGINA 23

 ( da "Tempo, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Appello alla Regione ad assegnare i fondi previsti e a mediare col Governo per ritardare l'attuazione della Gelmini «Subito il nuovo polo scolastico» Provincia Lo ha chiesto il presidente D'Ascanio, per Campobasso e Termoli CAMPOBASSO Un polo scolastico, da costruire a Campobasso e Termoli, per dare risposte in materia di sicurezza e riorganizzazione dei programmi.

tre sorrisi dall'italia - valentino beccari ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quasi applicando le nuove disposizoni della Gelmini sui criteri delle pagelle. Ma gli azzurri non sfruttano l'uomo in più: concedono un paio di «coast to coast» a Bradley e Altidore e soprattutto regalano un rigore assolutamente evitabile con Chiellini che «casca» nella finta dello stesso Altidore e lo sgambetta in modo scolastico.

medie, taglio di 42 cattedre ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base al regolamento Gelmini, con minimo 27 alunni, che con il docente portano a 28 il numero delle persone) superano il limite di 26 persone per aula previsto dalla normativa. è vero che sono ammesse deroghe, ma solo in presenza di formale assunzione di responsabilità del dirigente scolastico, di porte che si aprano nel senso dell'esodo e,

g8, non c'è stato alcun scippo ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Favilla, comunque, parlerà con il ministro Gelmini: siamo in credito con il governo «G8, non c'è stato alcun scippo» Il sindaco: non c'erano programmi concreti né fondi stanziati LUCCA. Un credito da riscuotere. Con garbo. Da far pesare per ottenere un altro evento di portata internazionale.

maturità, è boom di ammessi ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Dalla riforma Gelmini ci si aspettava maggiore severità - dice Roberto Ceriani, preside del Marie Curie - invece è più facile essere promossi». In controtendenza il tecnico Caterina da Siena, dove chi ha 6 nel comportamento viene rimandato in tutte le materie.

la riforma del voto di condotta aumenta gli ammessi alla maturità - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: preside del Marie Curie - si è parlato per mesi di una scuola più severa, invece oggi è facile essere promossi». Oltre a facilitare l´accesso all´esame, la condotta che fa media aiuta gli studenti a prendere più "crediti formativi", punti che vengono dati in base alla pagella e che aumentano il voto di maturità.

presidi tiepidi sulla riforma dei licei ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Analizzando i contenuti della riforma Gelmini, salta all'occhio anche una riorganizzazione, e riduzione, complessiva dell'orario scolastico che potrebbe portare anche ad alcuni tagli al personale. Si passa infatti da 34 a 30 per il triennio del pedagogico (che diventerà liceo delle scienze umane) fino alle 27 ore per il biennio.

una scuola dedicata a insegnare musica e danza ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini che coinvolgerà le classi prime e seconde dall'anno scolastico 2010/11 ed entrerà a pieno regime nel 2013. Le novità maggiori riguardano l'apertura di un nuovo liceo denominato musicale e coreutico: inizialmente avrà 50 sedi in tutta Italia, dando la priorità a quelle città che hanno conservatori e accademie di danza,

il sei politico boccia la gelmini ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno Il sei politico boccia la Gelmini I presidi dribblano il ministro facendo "scomparire" l´insufficienza è una sorta di "sei politico", quello che in queste ore mettono in pagella i professori ed i presidi genovesi. Per dribblare il decreto-Gelmini e quindi il 5 che da quest´anno prevede la bocciatura, trasformano le insufficienze in "sei-rosso",

cambio al vertice in via assarotti una donna succede a massara ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluto nottetempo dal ministro Maria Stella Gelmini, però si presta alle vociferazioni più svariate. Anna Maria Dominici, che dal primo giugno avrebbe dovuto sostituire Attilio Massara (in pensione), ha lasciato la prestigiosa sede di Milano. Qui il Ministro ha voluto Giuseppe Colosio, direttore dell´Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia: di Remedello,

scuola, schiaffo alla gelmini i presidi inventano il "sei politico" - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: schiaffo alla Gelmini i presidi inventano il "sei politico" Per evitare le bocciature scompare l´insufficienza A rendere la vita difficile ai docenti i decreti attuativi firmati dal numero uno del ministero della Pubblica Istruzione, Mario Dutto GIUSEPPE FILETTO C´è chi ha inventato il sei-rosso, il voto segnato con il pennarello storicamente usato per gli errori.

e il prossimo anno addio alle mense per gli studenti tour de force mattutino ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, che nelle scuole medie riduce di 2 ore settimanali l´insegnamento di Lettere, Storia e Geografia; ma anche un´ora in meno di Tecnica. Con questa operazione al risparmio, di fatto cancella l´orario prolungato. Inoltre, dal prossimo anno scolastico il Ministero ha deciso che le ore didattiche saranno di 60 minuti e non più di 50 o di 55.

schiaffo alla prof, nautico sotto choc ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E' un episodio che arriva «proprio nell'anno in cui il voto in condotta entra a fare media in pagella». Ma la responsabile dell'istituto tiene soprattutto a evitare che «un caso isolato» finisca per danneggiare «tutti i nostri ragazzi»: «No, i nostri alunni non sono così, non si comportano in questo modo.

sos scuola, preoccupati i genitori ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per la riforma Gelmini Sos scuola, preoccupati i genitori LIVORNO. «Il ministro Gelmini ha riformato la scuola dell'obbligo senza preoccuparsi dei contratti di lavoro e della normativa preesistente e adesso i nodi giungono al pettine: fioccano le prime proteste sui tavoli degli Uffici scolastici provinciali ma fra poco arriva messer Agosto e a settembre chi vivrà vedrà»

milano, proteste contro la gelmini e il ministro abbandona la sala - luca de vito andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: proteste contro la Gelmini e il ministro abbandona la sala LUCA DE VITO ANDREA MONTANARI MILANO - Non è riuscita nemmeno a iniziare a difendere la sua riforma, che subito è stata costretta ad andarsene. è accaduto al ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini duramente contestata da una trentina di militanti dell´assemblea delle scuole del milanese in una libreria di piazza Duomo.

Gelmini contestata, salta la presentazione di un libro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti di Milano criticano il ministro Gelmini contestata, salta la presentazione di un libro Al grido di «vergogna, vergogna» e sventolando bandiere con scritto "Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto" (nella foto), alcuni esponenti dell'assemblea delle scuole di Milano hanno protestato alla presentazione del libro di Mario Giordano "5 in condotta"

Esami alle Medie, gli studenti temono la prova di giovedì ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impressione era quella che l'irrigidimento proposto dal ministro Maristella Gelmini, che aveva proposto l'ammissione solo agli studenti con tutti sei in pagella, non abbia provocato l'ecatombe annunciata. I RAGAZZI «L'esame di inglese non sembrava difficile», racconta Matteo, uno dei primi a uscire dalla scuola ?Alagon?

La Gelmini contestata salta l'incontro sul libro ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bella democrazia La Gelmini contestata salta l'incontro sul libro Professori anti-riforma. Il ministro: la scuola non è loro MILANO Alle 18.30 il pubblico è composto, silenzioso, in attesa. Alla Mondadori di piazza del Duomo c'è la presentazione di «5 in condotta», libro sul «disastro della scuola» scritto dal direttore de il Giornale,

e protesta ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera sezione: Cronache data: 16/06/2009 - pag: 30 Slogan e protesta Davanti alla libreria Mondadori una trentina di manifestanti hanno urlato slogan contro la Gelmini

L'Udc non si schiera. Podestà e Penati, caccia a 300 mila voti ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prima, Maria Stella Gelmini, poi Claudio Scajola con cui si è recato in Duomo, in serata Ignazio La Russa. Con un intervento in videoconferenza del sindaco Letizia Moratti (che indossava un cappellino con la scritta «I love Pod»), al Marriot, dove in serata c'è stata una festa di tutti gli eletti.

La situazione si ingarbuglia. Dall'inizio: il premier si offende, e forse piange, ogni volta ch... ( da "Unita, L'" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La sua irriconoscente Gelmini, ad esempio, se potesse bocciare anche i neonati lo farebbe volentieri: com'è possibile che questi sovvervisi si permettano di fare cacca e pipì fuori dal vasetto? Un bel cinque in condotta e imparano. Però, poi leggiamo che, tagliati fuori dalla scuola, questi capricciosi svagati appena possono vanno a lavorare e infatti si apprende che il 28%

Il di Farinotti ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il quarto ordine è composto da quattro cardinali e da un esorcista: un Ordine sopravvissuto dal '500, quando papa Alessandro VI Borgia fu trovato morto...». Con Pino Farinotti, presenteranno il thriller Andrea G. Pinketts, Diego Gelmini e il prete-manager («nel romanzo è il sacerdote che consiglia il pm») Roberto Di Diodato. Modera Roberta Scorranese. (i.b.)

Milano: Gelmini contestata alla Mondadori ( da "Unita, L'" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Milano: Gelmini contestata alla Mondadori Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è stata contestata a Milano da un gruppo di manifestanti appartenenti a Rete Scuola e dalle Assemblee delle scuole del milanese. Il ministro era intervenuto alla presentazione di un libro di Mario Giordano alla libreria Mondadori.

Parlamento, la classifica dei fannulloni "I più inefficienti sono sui banchi della destra" ( da "Repubblica.it" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per non dire che con le pagelle scolastiche reintrodotte dalla Gelmini (da 0 a 10), solo il 2,6% dei parlamentari (16 deputati e 8 senatori per la precisione) sarebbero promossi al secondo anno di legislatura. Il primo anno si archivia così, con insufficienze a go-go: poco presenti, poco attivi, poco propositivi.

Gelmini, non mi impediranno di raccontare questa scuola ( da "Stampaweb, La" del 16-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Mariastella Gelmini, si difende dopo le contestazioni ricevute a Milano durante la presentazione di un libro. «Nessuno - dice - mi impedirà di raccontare all?Italia com?è questa scuola. La scuola non è proprietà privata di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra ma appartiene al Paese».

Scuole di montagna parte la guerra al ministro Gelmini ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: NUOVI PLESSI Scuole di montagna parte la guerra al ministro Gelmini [FIRMA]ALESSANDRO BALLESIO Suonerà ancora la campanella nelle piccole aule di montagna? L'allarme si fa più forte dopo che l'altro ieri sono stati fissati i numeri minimi per il mantenimento dei plessi. Quindici bambini per la scuola d'infanzia, venti per la scuola primaria e trenta per la secondaria di primo grado:

Mai tanti bocciati nelle Medie cuneesi ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini aveva chiesto «rigore» e «stop al 6 politico», ma tutto è in mano alla (legittima) discrezione dei Collegi docenti, l'assemblea degli insegnanti. «Si attendeva un regolamento da Roma, non è mai uscito: ce lo siamo dati noi sulla base della legge» dice Alberto Perassi, dirigente della media «Carducci» di Busca,

"Sui tagli al Classico e al Sella il sindaco deve intervenire" ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A prendere posizione sulle pesanti ricadute che la riforma Gelmini avrà sul liceo classico Alfieri e l'istituto Sella, sono alcuni consiglieri di minoranza e maggioranza. Fabrizio Brignolo (Pd), Alberto Pasta (Idv), Piero Mora (Pdl) e Paola Calosso (Lista civica per Galvagno) firmano una mozione bipartisan depositata da Paolo Bagnadentro (Pd).

Sindacato solidale ( da "Corriere delle Alpi" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CON LA GELMINI Sindacato solidale MILANO. «Un'occasione perduta per chi ha protestato invece di dibattere». Così la Cisl scuola, come il resto del sindacato, critica le dure contestazioni di genitori e insegnanti che lunedì hanno impedito la presentazione del libro del direttore del «Il Giornale» Mario Giordano,

Professori, il 52 per cento è over 50 ( da "Tempo, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presidi di scuole di 23 paesi e che sarà presentato oggi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Sempre riguardo all'Italia, tra le voci monitorate, l'aspetto che più contraddistingue il suo corpo docente è l'elevata età media. «L'Italia ha la forza lavoro più anziana tra i paesi Talis - spiega l'Ocse - il 52% degli insegnanti italiani è ultra 50enne e solo un 3% è under 30.

Maturità, sette giorni al via Ammessi solo con i debiti saldati ( da "Tempo, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: doveva partire la riforma degli esami di maturità targata Gelmini. In particolare per essere ammessi all'esame, si chiedeva almeno la sufficienza in ogni materia. Non se ne fa più niente. La riforma è rimandata tra due anni con l'avvio della riforma della scuola secondaria superiore. Per quest'anno, comunque «gli alunni devono aver saldato i debiti contratti nell'anno scolastico 2006/

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: almeno in misura apprezzabile, casi di rinuncia. Si è comunque in grado di affrontare eventuali sostituzioni grazie ad appositi nuclei provinciali». Voto in condotta «Abbiamo fatto uno sforzo per rendere più obiettivi i parametri di valutazione di un comportamento corretto» Al vertice Maddalena Novelli F.

L'Ocse bacchetta la scuola italiana La Gelmini: "Vero, avanti con le riforme" ( da "TGCom" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo dice il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Per il ministro l'Ocse "auspica un'azione riformista e suggerisce provvedimenti urgenti che noi abbiamo adottato fin dal nostro insediamento un anno fa". Secondo la Gelmini quindi la ricerca presentata va nella direzione e sostiene le scelte effettuate dal governo.

Corrado Guzzanti "recital" ( da "superEva notizie" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. CALENDARIO RECITAL - CORRADO GUZZANTI 20 aprile ROMA GRAN TEATRO 23 aprile BRESCIA TEATRO DI BRESCIA 28 aprile VARESE TEATRO DI VARESE 29 aprile CESENA NUOVO TEATRO CARISPORT 30 aprile ROMA GRAN TEATRO 4 maggio PORDENONE PALA FORUM 8 maggio CARRARA (

Gelmini, dal 2010 borse di studio ai migliori diplomati ( da "Stampaweb, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, ha colto oggi l?occasione, a margine della presentazione dei dati Ocse sulla Scuola per annunciare l?intenzione del Miur di introdurre dal prossimo anno scolastico delle borse di studio agli studenti diplomati con votazioni eccellenti: «Dal prossimo anno - ha detto Gelmini- vorremmo introdurre borse di studio ai ragazzi che hanno superato brillantemente gli esami conclusivi


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Feste di strada (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Feste di strada da Vanchiglia a Regio Parco Venerdì 12 e sabato 13 l'area pedonale di via Balbo ospiterà la seconda «Grande festa popolare di Borgo Vanchiglia», organizzata dal Comitato di Quartiere e dal centro sociale Askatasuna, che ha come motto «dalla parte della cicala, che il suo bel canto non vende, ma regala». Il pomeriggio, dalle ore 15,30, sarà dedicato in particolare ai piccoli con laboratori ludici ispirati a Gianni Rodari. Per gli adulti alle 17 si svolgerà il dibattito pubblico dal titolo «La scuola oltre la Gelmini. Prospettive educative al tempo della crisi» e alle 19 seguirà un apericena con musica dal vivo. Sabato a partire dalle 15,30 e per tutto il pomeriggio ci sarà la tenda della ludoteca popolare. La serata si concluderà alle 20,30 con una cena popolare in giardino e dalle 22 il reading musical-teatrale Musciariesta della compagnia Arte dei Ricci e alle 23 notte di musica con dj Caravanserrai. Sabato 13 giugno, dalle 16 alle 20, festa di strada «Mettersi insieme per fare:..» in via Gallina, a Regio Parco. Ci saranno musica, video, teatro, cibo e soprattutto gli stand delle associazioni e dei cittadini che si sono «messi insieme per fare...» cittadinanza attiva, partecipazione, cultura e intercultura, mutuoaiuto. A cura delle Associazioni del Tavolo sociale di via Ghedini e via Gallina, nell'ambito del Contratto di Quartiere II via Ghedini - Città di Torino con il patrocinio della VI Circoscrizione. Domenica 14 dalle 9 alle 20 in corso Siracusa, nel tratto che va da piazza Pitagora a via Nallino, festa promossa dall'associazione commercianti di piazza Livio Bianco dedicata ai piccoli e alle loro famiglie. Durante tutta la giornata i bambini potranno divertirsi con giostre, musica, animazione circense e i cavalli. Alle 11 ci sarà un incontro in cui si parlerà del problema violenza femminile, interverranno l'assessore alle pari opportunità Marta Levi, il consigliere Giuseppe Lonero ed esponenti dell'associazione Udi con la portavoce nazionale della staffetta contro la violenza alle donne Rita Murgia. E alle 12 megagrigliata. Si prosegue nel pomeriggio con gli spettacoli delle scuole di ballo Gypsy Academy School, Alma de Cuba e profumo di danza. ALMA BRUNETTO

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E ora una rivoluzione rosa (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Svolta femminista del leader libico durante l'incontro con imprenditrici e ministre «E ora una rivoluzione rosa» Nel mondo islamico la donna è «un pezzo di mobilio» ANNALISA D'APRILE ROMA. L'incitamento alla «rivoluzione rosa» e le «donne mobilio», l'elogio alla scrittrice e giornalista Matilde Serao, ma anche all'attrice Claudia Cardinale. Muammar Gheddafi parla, a suo modo, della questione femminile rivolgendosi direttamente a una platea di mille donne riunite nella Sala Sinopoli dell'Auditorium. Nel suo terzo e ultimo giorno di visita nella Capitale, il colonnello incontra una folta rappresentanza di signore del mondo della politica, delle istituzioni e dell'imprenditoria. Rivolgendosi proprio a loro Gheddafi dice: «C'è bisogno di una rivoluzione femminile nel mondo, costruita su una rivoluzione culturale». E parlando del trattamento che le donne sono costrette a subire in determinate culture, aggiunge: «Nel mondo arabo e islamico la donna è come un pezzo di mobilio che si può cambiare quando si vuole. E nessuno chiederà mai perché». In un'assolata mattina di giugno, il Parco della Musica vede arrivare una schiera di appartenenti al gentil sesso. In sobrio tailleur nero, la Carfagna annuncia al suo ingresso che rivolgerà al leader libico «l'invito affinché le donne africane possano vedere riconosciuti i loro diritti». Presenti, naturalmente, anche tutte le ministro del governo, Stefania Prestigiacomo dell'Ambiente, Giorgia Meloni della Gioventù, Mariastella Gelmini dell'Istruzione e Michela Brambilla del Turismo. Look variopinto invece per Gheddafi che scende dall'auto blu indossando una tunica color sabbia, blu cobalto e inserti oro scintillante. Intanto nella sala più grande dell'Auditorium prendono posto le invitate, tra cui Daniela Santanchè, Isabella Rauti, Marta Marzotto, Deborah Bergamini (ex dirigente Rai), Luisa Todini, Maria Pia Fanfani, Afef, ma anche una rappresentanza di donne libiche e una dell'Organizzazione Donne Padane, con tanto di fazzoletto verde al collo. Davanti a loro il leader libico sostiene che «le donne devono avere gli stessi diritti dell'uomo», che non bisogna «sopraffarle, né commettere ingiustizie, perché «senza donne la società camminerebbe su una sola gamba, mentre bisogna camminare su entrambe le gambe». Ma dice anche che le donne non possono fare gli stessi lavori degli uomini. E non convince affatto la platea da cui si alza anche qualche fischio e qualche «buuh». Gheddafi elogia comunque le donne italiane famose (una per tutte, Claudia Cardinale) e dispensa consigli letterari. «Conoscete la storia della fioraia morta tra i fiori?» chiede alla platea il colonnello parlando della scrittrice Matilde Serao, che definisce una delle «donne molto grandi nella storia d'Italia», che «ci ha lasciato più di quaranta libri». «Cercatela e leggetela» insiste Gheddafi riferendosi alla compassionevole storia «Una fioraia» (contenuto nella raccolta giovanile della Serao, «Piccole Anime», 1883). «Se non ce l'avete vi mando il libro».

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Dal 2010 i licei cambiano volto Sei indirizzi e meno ore di lezione (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

di Vindice Lecis Dal 2010 i licei cambiano volto Sei indirizzi e meno ore di lezione Netto calo delle sperimentazioni Sindacati e opposizioni parlano di «controriforma basata sui tagli» ROMA. Meno ore di lezione per gran parte degli studenti e minor numero di indirizzi che saranno ricondotti in sei licei. Sono i punti centrali del provvedimento sulla scuola varato dal governo e definito dal ministro Gelmini «una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile», e che partirà nel 2010. Il decreto dovrà ora acquisire il parere delle commissioni parlamentari e della conferenza Stato-Regioni. Immediate prese di posizioni di sindacati e opposizioni: «Controriforma basata sui tagli». La proposta del governo accorpa in sei licei gli attuali 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le sperimentazioni in atto. Rispetto al vecchio impianto che prevedeva il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico - oltre all'istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici - ora avremo: liceo artistico articolato in tre indirizzi; liceo classico con l'insegnamento di una lingua straniera per il quinquennio; liceo scientifico con l'aggiunta dell'opzione scientifico tecnologica; liceo linguistico che prevederà l'insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera (diventeranno due dalla quarta); liceo musicale e coreutico articolato in due sezioni (musicale e coreutica) con sole 50 sezioni complessive in tutta Italia; liceo delle scienze umane, che sostituisce il sociopedagogico con un piano di studi che prevede l'approfondimento dei campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica. Le materie. Il latino è obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e previsto come opzione negli altri due. Il decreto prevede l'incremento della matematica, fisica e scienze anche con l'attivazione di insegnamenti specifici nel biennio del classico. Saranno potenziate le lingue straniere con la presenza obbligatoria dell'insegnamento nei cinque anni. Le discipline giuridiche sono previste nel liceo scientifico (opzione tecnologica) e in quello delle scienze sociali ma con la possibilità di inserirle come insegnamento negli altri licei attraverso la quota di autonomia. Gli orari. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio (meno che in terza media) e 30 nel secondo biennio e nel quinto anno. Farà eccezione il classico (31 ore nel triennio finale), l'artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale per assegnare alle scuole una certa flessibilità nella gestione del personale. Tagli agli indirizzi. Le oltre 70 sperimentazioni e progetti assistiti del liceo classico e scientifico subiranno un calo drastico. D'altra parte all'articolo 1 del decreto approvato dal governo è esplicitamente spiegato che i nuovi licei sono volti «a una maggior razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili tali da conferire efficacia ed efficienza al sistena scolastico». Alcuni esempi: la sperimentazione della lingua straniera al liceo classico da 4983 ore di studio nei 5 anni passerà a 4851. Il piano informatico (indirizzo matematico) dello scientifico scenderà a 4752 ore dalle attuali 5049. Partenza complicata. La riforma Gelmini partirà dal 2010-2011 con le prime e le seconde classi. In questo modo il mezzo milione di ragazzi che, da oggi, sostengono l'esame di terza media e cominceranno a settembre il primo anno della scuola superiore scelta col vecchio sistema si troveranno l'anno successivo a gestire una girandola di novità: orari, materie e organizzazione. Le reazioni. Per il ministro Meloni la riforma dei licei «consegna alla storia il 1968 poiché incrocia la grande tradizione scolastica italiana con gli strumenti didattici moderni». «è un ritorno al passato - replica Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd - e a un'idea che credevamo superata, quella dell'insegnamento classista voluto da Gentile nel 1923 e basato solo sugli apprendimenti teorici». Per il Pdci «si demolisce la scuola pubblica» e Unicobas parla di «controriforma con un ennesimo programma di tagli». La Uil è preoccupata per organici e modalità di attuazione. E il conservatorio di Firenze attacca: il liceo musicale è una tragedia.

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Meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature La Rete degli studenti replica: dov'era quando decidevano su questi temi? ROMA. «Una buona scuola non si fa soltanto con le bocciature» e «gli insegnanti ricordino il ruolo educativo dell'istituzione, molto diverso dall'applicazione di schemi freddamente nozionistici». è l'appello che, alla vigilia della conclusione dell'anno scolastico, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rivolge agli insegnanti. «Anche per la mia esperienza di dirigente politico - afferma Meloni - so che spesso i soggetti problematici sono anche quelli che in potenza possono dare di più». Il ministro non vuole essere accusata di giustificazionismo pedagogico. «Io invito solo - spiega - a non fare di tutt'erba un fascio. La società degli adulti - aggiunge - deve stare attenta a come racconta i ragazzi, perché questi spesso si identificano con quel racconto». Meloni porta il caso del bullismo. «Abbiamo usato la categoria del bullismo - osserva - per definire questa generazione e in tanti si sono identificati in quello schema, lo hanno fatto proprio anche se erano diversi». Dura la replica al ministro Meloni della Rete degli studenti: «è uno sfregio scaricare la responsabilità sui docenti chiedendo loro di assumere scelte sagge, mentre gli stessi docenti vengono licenziati e privati delle risorse necessarie per fare bene il loro lavoro. La Meloni coglie senz'altro nel segno quando sottolinea che la bocciatura non può essere utilizzata per eliminare gli studenti più problematici ma - si legge nella nota dell'associazione - «dov'era la Meloni quando il suo governo approvava alla fine del mese scorso la riforma della valutazione?», «dov'era quando la Gelmini introduceva il voto in condotta?» e «soprattutto d quando Tremonti proponeva un piano di tagli per chiudere la scuola pubblica?». I ragazzi si dicono «stupiti che ora la Meloni faccia un appello per una scuola che guardi allo studente: per far questo c'è bisogno di risorse e di una riforma vera». Se la Meloni vuole fare questa battaglia ne saremo felici, ma per favore non faccia appelli ai docenti o chicchessia senza prima farsi un bell'esame di coscienza, magari insieme alla sua collega di viale Trastevere».

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Pantaleo (Flc-Cgil) dice no: è un ritorno al passato (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pantaleo (Flc-Cgil) dice no: è un ritorno al passato «Si seguono logiche aziendali e il cambiamento in corsa provocherà caos» «è un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica» ROMA. «Questo progetto è tarato su pesantissimi tagli ed è funzionale a quella che il ministero definisce razionalizzazione delle risorse umane e strumentali. Si frantuma il sistema, si torna al passato piegando l'istruzione a modelli e a logiche aziendali». Mimmo Pantaleo, segretario generale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) aderente alla Cgil, critica dalle fondamenta la riorganizzazione dei licei, che prefigura una scuola «con minor qualità dell'offerta formativa». Perché lo definite un progetto funzionale ai tagli? «Basta leggersi il testo, all'articolo 1. Abbiamo calcolato tagli all'organico nella scuola pubblica anche fino all'8%». Quali rischi dalla modifica del biennio unico? «Facendo mancare l'unitarietà della scuola pubblica, il sistema dei licei risulterà privo di coerenza al proprio interno. Il biennio unico, funzionale all'innalzamento dell'età scolastica, non esisterà più, tenderà a scomparire. Con le 27 ore si determinerà una modifica radicale del progetto didattico e dovrà essere ripensato il modello di apprendimento, perché in realtà si cancellano tutte le sperimentazioni realizzate finora». Sono poche 27 ore settimanali per il biennio nei licei? «E' bene che si sappia che in terza media i ragazzi fanno 30 ore settimanali. Ha un senso tutto questo?». La base del progetto è su sei licei con meno indirizzi e meno ore di lezione. «Una razionalizzazione era necessaria ma i licei in realtà non sono sei ma il doppio. All'ultimo momento la Gelmini si è accorta che c'era troppo latino e poca scienza e ha istituito un sistema di opzioni. Gli stessi licei artistici si dovranno sdoppiare mentre quelli musicali saranno solo 40. E' un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica: meno sperimentazione di lingua straniera e informatica, ad esempio». Si creerà una frattura con le scuole tecniche e professionali? «Chi vuole passare al liceo proveniente da un tecnico non potrà farlo. I percorsi diventano rigidi, anche all'interno degli stessi licei, dove ci sono 27 ore settimanali nel biennio del Classico e 31 per gli altri. Chi inizia a 14 anni in una scuola avrà difficoltà a cambiarla. Il modello non convince perché crea scuole di elite come i licei e scuole di serie B come i tecnici». Cosa significa? «Viene promosso il modello lombardo che piega gli istituti tecnici alle logiche aziendali, che non è esattamente l'integrazione tra scuola e lavoro. La scuola che opera per preparare sbocchi occupativi non è, però, una semplice struttura di formazione professionale. L'istruzione è un'altra cosa». Preoccupati anche per la partenza della riforma? «Chi a settembre frequenterà la prima liceo col vecchio sistema l'anno dopo si troverà di fronte a un radicale cambiamento. Sarà il caos». (V.L.)

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IN UN PIANO BASATO SUL RISPARMIO A SOFFRIRE SARÀ L'INFORMATICA (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE IN UN PIANO BASATO SUL RISPARMIO A SOFFRIRE SARà L'INFORMATICA MASSIMO ONOFRI Sono sei i nuovi licei ridisegnati dal ministro Mariastella Gelmini: classico (con l'obbligo della lingua straniera per tutti e cinque gli anni); scientifico (con la possibilità di attivare l'opzione scientifico-tecnologica che elimina, di conseguenza, il latino); delle scienze umane (che sostituisce il liceo sociopsicopedagogico con la possibilità d'attivare un'opzione economico-sociale, anche questa escludendo il latino); artistico (tre indirizzi: arti figurative, architettura-design-ambiente, audiovisivo-multimedia-scenografia); linguistico (tre lingue straniere, con l'attivazione di altri insegnamenti non in italiano a partire dal terzo anno), musicale e coreutico. La riforma entrerà in funzione a partire dall'anno scolastico 2010-2011 e di fatto coinvolgerà da subito anche le seconde classi. Una riforma con forti intenti di semplificazione: è infatti da salutare positivamente visto che gli indirizzi sperimentali erano circa 400. Ma è anche una riforma con conseguenze piuttosto drastiche, se è vero che a oggi sono più del 60 per cento gli studenti che scelgono un corso sperimentale. Con un paradosso aggiuntivo, però, per la scuola delle tre i (inglese, impresa, internet) tanto auspicata dal presidente del Consiglio: che a soffrirne, della razionalizzazione, sarà proprio l'informatica, materia regina nei corsi sperimentali. Ha ragione il ministro Gelmini a dire che si tratta di una riforma che «modifica un impianto che risale alla legge Gentile del 1923». Epperò, la riforma gentiliana postulava un sistema pedagogico coerente - criticabile quanto si voglia - fondandosi su una rigorosa filosofia della scuola. Su quali principi generali si fonda - nel faticoso raccordo tra scuola primaria, secondaria e università - la riforma Gelmini? Si fonda sull'urgenza non più eludibile, bisogna darne atto, di risparmiare: come dimostra la notevole riduzione di ore (e di cattedre) che si avrà nella nostra scuola. E' sufficiente, questo, per una vera e radicale riforma del nostro sistema educativo? Mi limito ad aggiungere che - seppure ostile a quel «pedagogichese» che ha imperversato nelle nostre scuole e in molti inutili corsi di formazione per insegnanti di questi ultimi decenni - non smetto di pensare che, nella riorganizzazione degli studi, la pedagogia debba continuare a contare di più dell'economia e delle mere esigenze di cassa. Sulla scuola non si può e non si deve risparmiare: pena il suicidio nazionale. Detto questo, quando penso all'aggressione che si va consumando, in nome del maestro unico, nella scuola elementare - sinora una delle migliori realtà europee - non posso non notare che, in tale ridefinizione dei nostri licei qualcosa di veramente buono ci sia. Non si tratta soltanto dell'importanza che viene finalmente data alla lingua straniera in tutti gli indirizzi. Mi riferisco, piuttosto, alla consacrazione della musica e della danza: a colmare una lacuna che, in un'Italia che fu culla di civiltà, è stata, a dir poco, vergognosa.

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due licei in più, basta indirizzi sperimentali (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Musica e scienze umane le novità Due licei in più, basta indirizzi sperimentali ROMA. Meno ore di lezione per gran parte degli studenti e minor numero di indirizzi che saranno ricondotti in sei licei. Sono i punti centrali del provvedimento sulla scuola varato dal governo e definito dal ministro Gelmini «una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile», e che partirà nel 2010. Il decreto dovrà ora acquisire il parere delle commissioni parlamentari e della conferenza Stato-Regioni. LECIS a pagina 3

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nuovi licei ci sono anche musicale e scienze umane (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Primo sì del cdm alla riforma Diminuiscono le ore in classe Nuovi licei ci sono anche Musicale e Scienze umane ROMA - Meno ore di lezione in classe e due nuovi indirizzi: musicale e delle scienze umane. Sono le novità più significative della riforma dei licei che ieri ha avuto il primo sì del Consiglio dei ministri. Le nuove norme entreranno in vigore nell´anno scolastico 2010-2011. Il ministro Gelmini: «Svolta epocale che coniuga innovazione e tradizione». Critiche dall´opposizione: si torna ai tempi di Gentile. ALLE PAGINE 10 E 11

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mille donne per ascoltare il raìs "serve una rivoluzione rosa" - laura laurenzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Esteri Gran parterre all´Auditorium: tra ministre, principesse, starlette e pr Mille donne per ascoltare il raìs "Serve una rivoluzione rosa" LAURA LAURENZI ROMA - Lo acclamano, lo toccano, lo baciano, si fanno fare l´autografo, implorano una foto insieme. Gli occhi come fessure, gli zigomi immobili da mimica azzerata, capelli ala di corvo, nella sua tunica color oro il raìs non ha mai sorriso tanto (o è un ghigno?), stretto fra le adoranti signore e le sue quattro minacciose amazzoni in uniforme mimetica. «C´è bisogno di una rivoluzione femminile mondiale costruita su una rivoluzione culturale!», annuncia. Parla per tre quarti d´ora, a braccio. Cita Matilde Serao ma anche Claudia Cardinale. E´ ambiguo e rivendicativo insieme. Dice che oggi «la donna europea guida i treni e gli autobus, viaggia da sola, dorme in albergo» ma dice anche: «Se incarichiamo una donna di svolgere compiti dell´uomo, vuol dire che abbiamo aggredito la sua natura e abbiamo commesso un´ingiustizia nei suoi confronti». Un grido, voce isolata, si leva dalla piccionaia: «Libertà di scelta!». Che bagno di folla ieri per il Colonnello, planato insolitamente puntuale - solo mezz´ora di ritardo - all´Auditorium per l´incontro con le donne, e sono almeno mille. Lo ha chiesto esplicitamente lui, ed eccolo servito. Donne di governo e sottogoverno, imprenditrici e principesse. Ministre ma anche star dell´Isola dei famosi (Patrizia De Blanc). Pr di mega feste come Tiziana Rocca, regine dei salotti come Maria Angiolillo, stiliste come Carla Fendi. Afef raggiante, Maddalena Letta, Isabella Alemanno. Un po´ di Telecamere (Anna La Rosa) e un po´ di Domenica in (Massimo Giletti). Presenzialismo dai quartieri alti ma anche un intero pullman di donne della Lega da Treviso. Beato fra le donne. Conclusa la sua lezione, galante e osannato Gheddafi scende a fare una vasca davanti alla prima fila. L´abbraccio più caloroso è per la contessa Marta Marzotto, amica storica della Libia. Il deputato Melania Rizzoli riesce a illustrargli il progetto dell´ospedale oncologico che l´Università di Modena sta per costruire a Bengasi. Gli viene presentato il ministro Gelmini, che appare come sopraffatta. Peccato che la Brambilla (tailleur di shantung turchese fosforescente da gran sera e zeppe tacco 12) sia andata via prima della fine. Alla bella e grintosa imprenditrice Luisa Todini, l´unica con il ministro Carfagna che ha avuto diritto di parola sul palco, il raìs dice: «Tu sei un uomo». Il ministro dell´Ambiente Prestigiacomo sembra ricredersi: «A tratti è stato contraddittorio, ma ha fatto anche affermazioni condivisibili». Concorda la Santanchè: «Un discorso avanzato». Nel suo controverso intervento-monologo Gheddafi fa un excursus sulla condizione femminile nel mondo. In quello arabo e islamico «la situazione è orrenda e incita alla rivoluzione. La donna è come un pezzo di mobilio». Quanto all´Italia, «se la famiglia continua a essere trattata come ora, se i giovani diminuiranno e aumenteranno i vecchi, nel 2050 il vostro Paese potrebbe sparire». Il pubblico sciama vero il buffet; c´è chi trova il Colonnello «ancora molto attraente». Ma ha fatto il botox? Una signora butta lì: «Ha lo stesso chirurgo plastico di Berlusconi. E´ un brasiliano, Liacyr Ribeiro».

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L'ultima provocazione di Muammar: (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Mormorii, fischi e pochi applausi per il discorso all'Auditorium L'ultima provocazione di Muammar: «Le vostre donne non sono libere» Sono state le due guerre mondiali a forgiare il destino delle donne occidentali. Molti dei loro mariti sono morti e così loro sono state costrette a fare i lavori destinati agli uomini. E questo non è giusto. Specialmente se le donne svolgono mansioni maschili per bisogno e non invece per libera scelta. Perché le donne sono diverse dall'uomo. E vanno trattate di conseguenza. È l'universo femminile Secondo Gheddafi. Il leader della rivoluzione libica lo tratteggia seduto in cattedra nella sala Sinopoli dell'Auditorium della Musica alla presenza di quattro ministre, quella delle Pari Opportunità Mara Carfagna che gli siede amichevolmente al fianco violando il cerimoniale, e poi Stefania Prestigiacomo, Mariastella Gelmini e Micaela Brambilla e di quasi mille rappresentanti del «gentil sesso» che accolgono le sue affermazioni con salve di mormorii e mugugni, qualche fischio e pochi applausi. Il nucleo della «filosofia jamahiryana» di Muammar El Gheddafi è abbastanza semplice. Forse troppo. «La base della vita è la diversità - spiega la guida della rivoluzione - In tutte le specie esistono maschi e femmine e noi non possiamo trattare le rose», cioè le donne, «come l'orzo», cioè l'uomo. E aggiunge, con una domanda alla quale risponde da solo: «Perché Dio ha creato maschi e femmine? Dobbiamo rispettare le differenze fra i due sessi, e dare l'opportunità alla donna di scegliere il lavoro più adatto a lei». Un discorso «rivoluzionario» anche in Italia, almeno a parole, visto che il riconoscimento della diversità è il primo passo per il rispetto dell'«altro». Ma Gheddafi appare all'uditorio tutto femminile dell'Auditorium eccessivamente paternalista e professorale nell'esprimere il suo pensiero. E le sue dichiarazioni vengono accolte spesso da rumorose manifestazioni di dissenso. Come quando spiega che, sebbene nella società jamahiryana» c'è «assoluta uguaglianza fra uomini e donne» e che in molte filosofie Dio o Allah, i profeti e gli angeli sono sempre maschi e l'unica donna è Maria, fra i due sessi ci deve essere parità di diritti. Ma per «quanto riguarda i doveri, se noi incarichiamo una donna dei compiti propri degli uomini tradiamo la sua natura. E questa è un'ingiustizia. Ma è così che funziona in Europa». D'altra parte, sottolinea Gheddafi, «nei Paesi musulmani la donna è un pezzo di mobilio, viene offesa, non è considerata un essere umano. Cambia il mobilio e nessuno ti chiederà perché l'hai fatto...». Poi ci sono le donne africane, che fanno dieci figli senza avere un padre accanto che se ne prenda cura e quindi generano futuri bambini-soldato. Insomma, l'Eldorado delle femmine libere è la Gran Jamahirya, lo Stato del popolo dove la legge rivoluzionaria prevede che «il matrimonio avvenga con il consenso delle due parti». Che lì sarà pure una rivoluzione ma qui fa sorridere la maggior parte delle presenti in platea. Qualcuna urla: «Libertà» e Gheddafi si dice d'accordo. Molte, però, fanno notare che le idee del leader libico sono lontane dal nostro modo di concepire il mondo. Alla fine, comunque, in tante lo circono per chiedergli l'autografo. È vero, le donne sono proprio «diverse». Mau. Gal.

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la rivoluzione della gelmini sei licei, diminuiscono le ore - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Cronaca La rivoluzione della Gelmini Sei licei, diminuiscono le ore Ok del Cdm. Cancellati gli indirizzi sperimentali. I sindacati: solo tagli MARIO REGGIO ROMA - L´ennesima riforma «epocale» della scuola italiana: questa volta, dopo Letizia Moratti, ci riprova Mariastella Gelmini. E questa volta tocca ai licei. I numeri sono accattivanti: sei licei e dieci indirizzi, con due new entry, vale a dire il liceo musicale coreutico e quello delle scienze umane. L´obiettivo: tagliare drasticamente i 400 indirizzi sperimentali che si sono accumulati nei decenni. Il testo del regolamento è stato approvato ieri, in prima lettura, dal Consiglio dei ministri. Si comincerà dal primo biennio, a partire dall´anno scolastico 2010-2011, per andare poi a regime nel 2013. Ma il cammino del regolamento è ancora lungo: prima le commissioni di Camera e Senato, quindi il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. Solo a questo punto tornerà in Consiglio dei ministri per l´approvazione in seconda lettura, prima della firma del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Un progetto bocciato dalla Cgil e dalla Uil. La Cisl chiede un confronto in tempi rapidi. Molti dubbi sulla «coerenza e la chiarezza del regolamento» secondo l´Ugl. Aspre critiche anche dall´opposizione. «Ma quale cambiamento epocale, così si torna ai vecchi principi classisti della riforma di Giovanni Gentile», commenta la responsabile scuola del Pd Mariangela Bastico. Il ministro Gelmini: «Valorizzazione del latino, incremento delle ore di matematica, fisica e scienze, potenziamento delle lingue straniere ed insegnamento all´ultimo anno di una disciplina non linguistica in lingua straniera». Detta così sembra un libro dei sogni, anche perché dal 2010 le ore settimanali di lezione nei licei scenderanno da 30 a 27. Ma non finisce qui, «vogliamo avviare un dialogo approfondito con le famiglie - annuncia il ministro Gelmini - avremo a disposizione cinque o sei mesi di tempo per svolgere un´attività di orientamento e i quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i risultati nelle indagini Ocse-Pisa, come la Finlandia dove sono di 856 l´anno». Peccato che in Finlandia quelle ore siano dedicate solo all´apprendimento, alle quali si sommano decine di ore al mese di laboratorio ed attività esterne alla scuola. E dove i bimbi, fin dalle elementari imparano a cucinarsi da soli. La realtà italiana è ben diversa. Un taglio di 42 mila insegnanti e 15 mila non docenti solo nel prossimo anno scolastico. «Ormai la scuola è diventata proprietà privata di Tremonti - commenta Beppe Fioroni, responsabile educazione del Pd - tutto si basa su riforme non per migliorare ma per risparmiare». Il segretario della Cgil Mimmo Pantaleo: «Così si rischia il caos. Far partire la "riforma" in prima e seconda costringe gli studenti di prima del 2009 a cambiare indirizzo e percorso di studi nel 2010».

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inglese, francese, tedesco per tutti e cinque gli anni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Classico Inglese, francese, tedesco per tutti e cinque gli anni con la riforma sarà finalmente introdotto nel liceo classico l´insegnamento di una lingua straniera per l´intero quinquennio. Per il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini il liceo classico rimane anche nel nuovo sistema "uno dei licei fondamentali del nostro sistema"

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Il ministro Gelmini: (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 109 I cambiamenti Il ministro Gelmini: «Tradizione e innovazione» I cambiamenti --> ROMA Il tentativo fatto con la riforma dei licei è quello di «coniugare la tradizione con l'innovazione privilegiando la qualità». Lo ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, illustrando ieri a Palazzo Chigi, il riordino di questo ramo dell'istruzione superiore. «È una riforma epocale - ha detto - che modifica un impianto che risale alla legge Gentile del '23». Assieme al provvedimento sui licei è stato approvato dal consiglio dei ministri anche un regolamento sulle classi di concorso. «Si tratta - ha spiegato il ministro - di un regolamento improntato a criteri di flessibilità e che consentirà anche un risparmio». Secondo la Gelmini l'obiettivo della riforma è «una forte apertura al mondo del lavoro. La scuola non può più essere autoreferenziale, ma deve agevolare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Deve formare i ragazzi preparandoli a un futuro sempre più competitivo». Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie, ha spiegato il ministro aggiungendo che i quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse-Pisa come la Finlandia (856 ore all'anno). Rispondendo alla domande dei giornalisti, ha ribadito i termini del progetto: «Abbiamo deciso di non far partire subito la riforma dei licei per dare tempo alle scuole di abituarsi alle novità. Vogliamo avviare con le famiglie un dialogo approfondito sui nuovi indirizzi. Avremo a disposizione cinque o sei mesi per svolgere un'attività di orientamento in modo che le famiglie e gli studenti facciano scelte consapevoli e ragionate. Il provvedimento - ha sottolineato il ministro - favorisce la personalizzazione dei percorsi per gli studenti lasciando alle scuole ampia autonomia e salvaguardando le sperimentazioni che si sono rivelate più positive». Sui contenuti della riforma si è pronunciata poi il ministro della Gioventù Giorgia Meloni: «La riforma dei licei consegna alla storia il 1968, poichè incrocia la grande tradizione scolastica italiana con gli strumenti didattici e gli obiettivi che definiscono la modernità» ha affermato la Meloni: «Affronta la sfida educativa della nostra epoca senza accantonare quanto di buono è stato fatto negli anni precedenti, ma facendo giustizia delle molte aberrazioni che hanno affossato la scuola in Italia». E ha poi approfondito il concetto: «mi riferisco alle innumerevoli sperimentazioni, figlie della cultura sessantottina, introdotte all'interno del sistema educativo a discapito di nozioni basilari per la crescita culturale e civile degli studenti italiani».

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Sì alla nomina giuridica per i docenti precari (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Sì alla nomina giuridica per i docenti precari Buone notizie per i precari della scuola che saranno licenziati il 30 giugno e temono di non ritrovare un nuovo contratto dal 1 settembre. «Abbiamo chiesto al ministro Mariastella Gelmini - spiega il segretario generale dello Snals Marco Paolo Nigi - che a tutti i precari delle graduatorie permanenti ad esaurimento con nomina annuale, in servizio nel corrente anno scolastico, sia garantita la nomina giuridica, valida ai fini dell'anzianità e della pensione, con decorrenza dal 1 settembre. Nell'ultimo incontro con i sindacati il ministro s'è dichiarato favorevole. Inoltre s'è impegnato ad accelerare le immissioni in ruolo (ne sono previste 25.000 tra docenti e personale Ata) perchè finora c'è stato solo il via libera». I docenti precari saranno più risollevati.. «In pratica a tutti quelli che restano senza posto gli viene assicurata la nomina giuridica che vale ai fini dell'acquisizione dei punteggi. Così non perdono il posto in graduatoria». E dal punto di vista contributivo? «I docenti precari non reimpiegati danno disponibilita per le supplenze indicando una rete di scuole. Quando servono saranno contattati dagli stessi istituti (i docenti di nomina giuridica hanno la precedenza sugli altri) e allora scatterà la retribuzione economica. Prima della nomina potranno godere dell'indennità di disoccupazione che gli spetta di diritto avendo lavorato un anno intero. L'ammortizzatore sociale viene così sospeso quando l'insegnante trova una supplenza che può essere a breve, medio, lungo termine» Quante saranno le cattedre vacanti? «Saranno diciottomila, circa, i precari che non ritroveranno il posto. Altri diciottomila dei trentaseimila posti tagliati dalla riforma saranno rimpiazzati dalle nuove immissioni in ruolo». Nat. Pog.

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La rivoluzione dei licei partirà nel 2010 (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa La riforma è stata approvata in prima lettura dal Consiglio dei ministri La rivoluzione dei licei partirà nel 2010 Solo sei indirizziSarà coniugata tradizione e innovazione Due le novità: musicale (e coreutico) e le scienze umane La riforma dei licei, agognata da anni e inutilmente rincorsa da vari ministri prima di lei, sarà un altro fiore all'occhiello dell'attuale capo di Viale Trastevere. Ieri mattina Mariastella Gelmini ha portato in Consiglio dei Ministri la sua riforma dei licei che in prima lettura è stata approvata. «Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano - annuncia trionfalmente il Ministero dell'Istruzione - L'impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923». La rivoluzione, targata Gelmini, punta sostanzialmente a «fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione, razionalizzare i piani di studio, personalizzare il percorso scolastico (grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze) pur riconoscendo ampio spazio all'autonomia delle istituzioni scolastiche». I licei saranno sei, questo per cancellare la frammentazione (attualmente sono 396 gli indirizzi sperimentali e 51 i progetti assistiti dal Miur). Il Liceo artistico sarà articolato in tre indirizzi: arti figurative, architettura, design, ambiente e audiovisivo, multimedia, scenografia. Nel Liceo Classico, invece, con la riforma sarà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio. Per quanto riguarda il Liceo scientifico oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l'opzione scientifico tecnologica. Il Liceo linguistico prevederà l'insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito sempre in lingua straniera. Passiamo alle novità: il Liceo musicale e coreutico che sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche che potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza. E, altra novità, il Liceo delle scienze umane. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Tra le altre peculiarità: la valorizzazione della lingua latina che sarà obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei; l'incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze; il potenziamento delle lingue straniere; la presenza delle discipline giuridiche ed economiche nello scientifico e nelle scienze social. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5 anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell'artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni. Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall'anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.

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Digitale e Web 2.0, la scuola del futuro è qui (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Digitale e Web 2.0, la scuola del futuro è qui Con il progetto «La scuola digitale» abbiamo finalmente la possibilità di innovare il nostro sistema d'istruzione dall'interno attraverso metodi e strumenti didattici che rispondono alle nuove esigenze degli studenti. Il piano di intervento si articola in due fasi. La prima, proposta a gennaio 2009 e già operativa, prevede l'introduzione delle Lavagne interattive multimediali (LIM). La seconda, denominata «Classi 2.0», è pensata per favorire l'uso interattivo della rete da parte degli studenti. Le prime lavagne interattive saranno distribuite in sedicimila classi della scuola secondaria di primo grado. Gli studenti potranno interagire con testi, immagini, animazioni e video in formato digitale grazie al supporto offerto dalle nuove lavagne. Cinquantamila docenti saranno contemporaneamente coinvolti in percorsi di formazione per agevolare fin dai primi giorni l'utilizzo di questo strumento. Nell'anno scolastico 2010-2011 il piano si estenderà alla scuola secondaria di II grado e alla scuola primaria con ottomila Lim e circa venticinquemila insegnanti coinvolti nella sperimentazione. La scuola deve utilizzare i nuovi linguaggi e le potenzialità che le ICT offrono e che i ragazzi utilizzano quando comunicano fuori dalla scuola. Ecco perché i genitori verranno informati sulle assenze dei propri figli attraverso gli sms. Non solo. Le pagelle saranno consultabili sulla rete e la gestione degli incarichi per le supplenze sarà on line. Senza telegrammi e raccomandate. Le nuove tecnologie, dunque, entrano in classe e riducono le spese. Consentono un dialogo con le famiglie sempre efficiente e veloce e rendono le lezioni in classe più dinamiche e moderne. Questa è la scuola del futuro, al servizio degli studenti e del nostro Paese. Mariastella Gelmini

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benefit a pioggia per i dirigenti le promozioni costano un milione - sara scarafia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Benefit a pioggia per i dirigenti le promozioni costano un milione Le pagelle dei burocrati. Il più bravo? Il capo staff del sindaco Il Comune in rosso Un consigliere "Stando a quei voti l´amministrazione dovrebbe essere perfetta" SARA SCARAFIA I dirigenti del Comune? Tutti promossi. Nell´ultima busta paga per centosette burocrati di Palazzo delle Aquile, è arrivato il premio in danaro per il raggiungimento degli obiettivi 2006 per una spesa complessiva di oltre un milione di euro. Con una curiosità: i dirigenti che guidano più uffici prendono il premio per ciascuno dei loro incarichi. Il vicesegretario Renato Di Matteo, che nel 2006 coordinava cinque settori, ha ottenuto una pagella con voti altissimi che si sono tradotti in un premio economico di 34 mila 234 euro. Ogni anno un Nucleo di valutazione, guidato dal direttore generale Gaetano Lo Cicero, fissa con i dirigenti di ciascun settore gli obiettivi da raggiungere. A fine anno, i risultati vengono valutati e a ciascun burocrate viene assegnato un punteggio che poi si traduce in un premio in busta paga. Il gruppo dirigente di Palazzo delle Aquile, secondo la valutazione del Nucleo, nel 2006 ha lavorato bene. Anzi benissimo. A parte un paio di casi di dirigenti che non hanno raggiunto il punteggio minimo per ottenere il beneficio economico, tutti gli altri sono stati premiati e molti con quasi il massimo della retribuzione. La valutazione si fa attraverso la compilazione di una scheda con varie domande, da "Quanto tempo viene dedicato in ufficio al lavoro di gruppo?" a "Quanti pomeriggi in media a settimana sei presente in ufficio?", e da un colloquio. Il premio, però, non è uguale per tutti ma varia a seconda della qualifica del dirigente: più alta è la sua indennità di posizione, più alto è il beneficio economico che può ottenere. I premi dei super burocrati dunque, quelli che oltre allo stipendio standard da dirigente (circa 35 mila euro) guadagnano 51 mila euro all´anno come indennità di posizione, sono i più lauti. Ma i vertici di Palazzo della Aquile hanno raggiunto gli obiettivi? Promosso a pieni voti il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, arrivato a metà del 2006, che con un voto di 91,5 su 100 ha guadagnato 11 mila euro. Ventuno mila euro, invece, sono stati guadagnati da Girolamo D´Accardio, capo della Manutenzioni. Sedici mila dal capo dell´area Infrastrutture Concetto Di Mauro. Per Giulio Geraci il raggiungimento degli obiettivi ha fruttato 14 mila 229 euro. E il capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita? Con un punteggio di 92,1 è il più bravo tra i burocrati e guadagna 15 mila 201 euro. Ma d´orecchie d´asino, nelle pagelle 2006, non c´è traccia. Dal superpremiato Renato Di Matteo, dirigente al quale è stato affidato nel 2008 anche l´incarico di incardinare il rimborso dei pass Ztl, all´ex numero uno dell´ufficio Grandi Eventi Massimo Collesano che incassa 9 mila euro. Ma i dirigenti sono davvero tutti così bravi? «Se così fosse il Comune funzionerebbe alla perfezione», dice un politico di maggioranza che preferisce rimanere anonimo. E che racconta delle richieste di aiuto di alcuni per migliorare un punteggio. Circostanza che preoccupa il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo: «Mi stupisce che i dirigenti siano stati praticamente tutti promossi - dice - verificherò in futuro che la politica non interferisca minimamente. Il raggiungimento degli obiettivi deve essere valutato dagli uffici competenti in base ai risultati e al merito». A partire da quest´anno il sistema per la valutazione dei dirigenti sarà diverso: il Nucleo di valutazione non sarà più formato dal direttore generale e da due esterni, ma da Lo Cicero, dal segretario generale Damiano Li Vecchi e da un dirigente a rotazione.

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i nostri figli scippati della maestra (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLE PASCOLI «I nostri figli scippati della maestra» FORTE. «Basterebbe aspettare un anno e tutto andrebbe a posto, senza rompere quel legame di affetto e conoscenza che stringe bambini e insegnante nei cinque anni delle scuole primarie». Lo sostengono gli alunni della quarta B e le loro famiglie dell scuola Pascoli di Vittoria Apuana. «Questi bambini non avranno il prossimo anno la loro insegnante prevalente - spiegano i genitori - semplicemente perché, avendo compiuto 65 anni, non le viene concesso di rimandare di un anno la pensione. I bambini e le loro famiglie sono disorientati e dispiaciuti, in quanto era stato assicurato loro che i cambiamenti previsti dalla riforma Gelmini avrebbero interessato solo le future classi prime. Ci sembra una grande ingiustizia consumata alle spalle di bambini che tanto hanno fiducia nel buon senso degli adulti. Tanto più che di questo ruolo - continuano le famiglie dei ragazzi - c'è bisogno per un solo anno, visto che, con l'inizio del nuovo ciclo, basterà un unico maestro per classe. Chiaramente la deroga al pensionamento è stata rifiutata per evitare situazioni di esubero del personale docente che certamente si verificheranno con l'attuazione della riforma scolastica voluta dalla Gelmini. Crediamo però che il mestiere di insegnante non dovrebbe essere paragonato a quello di un impiegato della pubblica amministrazione: una maestra fa dei progetti, ma soprattutto sigla un contratto affettivo oltre che educativo con i suoi alunni. Ecco perché ai nostri bambini e alle famiglie farebbe piacereconcludere insieme il percorso iniziato, considerato che l'insegnante in questione è molto motivata, piena di energia ed entusiasmo. C'è da pensare - continuano - che questo episodio sia un esempiodi smantellamento della scuola pubblica. Se non è possibile fare niente, che ci resti almeno la possibilità della denuncia».

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con i tagli non c'è futuro - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 31 - Commenti CON I TAGLI NON C´è FUTURO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E se i suoi studenti sono ancora in grado di sostenere il confronto con i loro pari delle più avanzate nazioni del mondo. Qualunque intervento legislativo su questa struttura e sui suoi meccanismi è dunque compito delicatissimo, in cui procedere con estrema attenzione e cautela. Il regolamento ministeriale sul riassetto dei licei varato ieri dal Consiglio dei Ministri in attuazione della legge 133/2008 non riflette pregiudizi ideologici, né fa tabula rasa di un processo di sperimentazione farraginoso ma non inutile che ha attraversato negli ultimi anni più di un cambio di maggioranza e di governo. E questo è senza dubbio un punto positivo. Meno confortante è l´evidente mancanza di risorse finanziarie con cui il ministro Gelmini deve misurarsi, e che traspare, per esempio, dagli equilibrismi cui è costretta per quanto attiene alla quantità complessiva dell´offerta formativa (il numero di ore scolastiche fissato per ogni indirizzo, che vede, in alcuni casi, riduzioni anche drastiche e difficilmente giustificabili sul piano pedagogico). Mentre tutti i grandi Paesi dell´Occidente investono sulla scuola e sull´Università, individuando nella crescita della formazione una via per uscire in avanti dalla crisi, solo l´Italia continua a immaginare di riformare senza investire. Un tragico errore: e non aiuta certo a sopportarlo constatare che, in questo, Tremonti non si sta discostando poi molto da Padoa-Schioppa. L´impianto dei sei licei previsto dal riordino ministeriale – classico, scientifico, delle scienze umane, artistico, linguistico, musicale – è, nell´insieme, abbastanza convincente, e mi sembra rispecchiare in modo sufficientemente coerente il quadro attuale degli studi specialistici non meno che (in prospettiva) quello degli sbocchi professionali. Rilievi più specifici si possono avanzare sul disegno di alcuni indirizzi. Nell´architettura d´insieme il percorso meno persuasivo mi sembra quello dedicato alle "scienze umane" (a cominciare dal nome; forse sarebbe stato preferibile "scienze sociali", per evitare ogni confusione con l´impianto altrettanto "umanistico" del liceo clasico): una novità che andrebbe pensata meglio, anche articolando con più cura i suoi curricula, che si potrebbero centrare con più nettezza rispettivamente sulle scienze storiche e antropologiche e sociologiche da un lato, e su quelle economiche e giuridiche dall´altro. Più in generale, credo si debba fare uno sforzo maggiore per rendere evidente quella che chiamerei una "affinità formativa" fra tutti e sei gli indirizzi, in coerenza con la proclamata – e giustissima - "parità di dignità" fra i diversi percorsi, senza alcuna articolazione di livello fra di loro (una conquista di "democrazia della conoscenza" da non perdere). Un´eguaglianza che dovrebbe risultare più evidente attraverso la riproduzione in ciascuno di essi di un identico "blocco formativo" costruito sull´insegnamento dell´italiano, della storia e della matematica. Lo spazio opportunamente lasciato all´autonomia progettuale di ciascun istituto dovrebbe ruotare intorno a questo irrinunciabile asse comune. Sarebbe auspicabile che su questi temi si aprisse una discussione approfondita e serena nell´opinione pubblica del Paese. Non sono in gioco né problemi di una lontana tecnicità da pedagogisti, né temi su cui scatenare risse ideologiche, ma l´avvenire delle nostre giovani generazioni, e la loro speranza di poter continuare a competere ad armi pari con le avanguardie intellettuali del mondo globale. E sarebbe importante che l´opposizione intervenisse con competenza, rigore e concretezza su queste proposte, come finora non è riuscita a fare (penso soprattutto all´Università), favorendo l´avvio di un grande dibattito nazionale sul futuro dell´intelligenza italiana. Perché è di questo che stiamo parlando.

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in un piano basato sul risparmio a soffrire sarà l'informatica - massimo onofri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE IN UN PIANO BASATO SUL RISPARMIO A SOFFRIRE SARà L'INFORMATICA MASSIMO ONOFRI Sono sei i nuovi licei ridisegnati dal ministro Mariastella Gelmini: classico (con l'obbligo della lingua straniera per tutti e cinque gli anni); scientifico (con la possibilità di attivare l'opzione scientifico-tecnologica che elimina, di conseguenza, il latino); delle scienze umane (che sostituisce il liceo sociopsicopedagogico con la possibilità d'attivare un'opzione economico-sociale, anche questa escludendo il latino); artistico (tre indirizzi: arti figurative, architettura-design-ambiente, audiovisivo-multimedia-scenografia); linguistico (tre lingue straniere, con l'attivazione di altri insegnamenti non in italiano a partire dal terzo anno), musicale e coreutico. La riforma entrerà in funzione a partire dall'anno scolastico 2010-2011 e di fatto coinvolgerà da subito anche le seconde classi. Una riforma con forti intenti di semplificazione: è infatti da salutare positivamente visto che gli indirizzi sperimentali erano circa 400. Ma è anche una riforma con conseguenze piuttosto drastiche, se è vero che a oggi sono più del 60 per cento gli studenti che scelgono un corso sperimentale. Con un paradosso aggiuntivo, però, per la scuola delle tre i (inglese, impresa, internet) tanto auspicata dal presidente del Consiglio: che a soffrirne, della razionalizzazione, sarà proprio l'informatica, materia regina nei corsi sperimentali. Ha ragione il ministro Gelmini a dire che si tratta di una riforma che «modifica un impianto che risale alla legge Gentile del 1923». Epperò, la riforma gentiliana postulava un sistema pedagogico coerente - criticabile quanto si voglia - fondandosi su una rigorosa filosofia della scuola. Su quali principi generali si fonda - nel faticoso raccordo tra scuola primaria, secondaria e università - la riforma Gelmini? Si fonda sull'urgenza non più eludibile, bisogna darne atto, di risparmiare: come dimostra la notevole riduzione di ore (e di cattedre) che si avrà nella nostra scuola. E' sufficiente, questo, per una vera e radicale riforma del nostro sistema educativo? Mi limito ad aggiungere che - seppure ostile a quel «pedagogichese» che ha imperversato nelle nostre scuole e in molti inutili corsi di formazione per insegnanti di questi ultimi decenni - non smetto di pensare che, nella riorganizzazione degli studi, la pedagogia debba continuare a contare di più dell'economia e delle mere esigenze di cassa. Sulla scuola non si può e non si deve risparmiare: pena il suicidio nazionale. Detto questo, quando penso all'aggressione che si va consumando, in nome del maestro unico, nella scuola elementare - sinora una delle migliori realtà europee - non posso non notare che, in tale ridefinizione dei nostri licei qualcosa di veramente buono ci sia. Non si tratta soltanto dell'importanza che viene finalmente data alla lingua straniera in tutti gli indirizzi. Mi riferisco, piuttosto, alla consacrazione della musica e della danza: a colmare una lacuna che, in un'Italia che fu culla di civiltà, è stata, a dir poco, vergognosa.

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meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Attualità Meloni: cari prof, una buona scuola non si fa solo con le bocciature La Rete degli studenti replica: dov'era quando decidevano su questi temi? ROMA. «Una buona scuola non si fa soltanto con le bocciature» e «gli insegnanti ricordino il ruolo educativo dell'istituzione, molto diverso dall'applicazione di schemi freddamente nozionistici». è l'appello che, alla vigilia della conclusione dell'anno scolastico, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rivolge agli insegnanti. «Anche per la mia esperienza di dirigente politico - afferma Meloni - so che spesso i soggetti problematici sono anche quelli che in potenza possono dare di più». Il ministro non vuole essere accusata di giustificazionismo pedagogico. «Io invito solo - spiega - a non fare di tutt'erba un fascio. La società degli adulti - aggiunge - deve stare attenta a come racconta i ragazzi, perché questi spesso si identificano con quel racconto». Meloni porta il caso del bullismo. «Abbiamo usato la categoria del bullismo - osserva - per definire questa generazione e in tanti si sono identificati in quello schema, lo hanno fatto proprio anche se erano diversi». Dura la replica al ministro Meloni della Rete degli studenti: «è uno sfregio scaricare la responsabilità sui docenti chiedendo loro di assumere scelte sagge, mentre gli stessi docenti vengono licenziati e privati delle risorse necessarie per fare bene il loro lavoro. La Meloni coglie senz'altro nel segno quando sottolinea che la bocciatura non può essere utilizzata per eliminare gli studenti più problematici ma - si legge nella nota dell'associazione - «dov'era la Meloni quando il suo governo approvava alla fine del mese scorso la riforma della valutazione?», «dov'era quando la Gelmini introduceva il voto in condotta?» e «soprattutto d quando Tremonti proponeva un piano di tagli per chiudere la scuola pubblica?». I ragazzi si dicono «stupiti che ora la Meloni faccia un appello per una scuola che guardi allo studente: per far questo c'è bisogno di risorse e di una riforma vera». Se la Meloni vuole fare questa battaglia ne saremo felici, ma per favore non faccia appelli ai docenti o chicchessia senza prima farsi un bell'esame di coscienza, magari insieme alla sua collega di viale Trastevere».

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pantaleo (flc-cgil) dice no: è un ritorno al passato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Attualità Pantaleo (Flc-Cgil) dice no: è un ritorno al passato «Si seguono logiche aziendali e il cambiamento in corsa provocherà caos» «è un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica» ROMA. «Questo progetto è tarato su pesantissimi tagli ed è funzionale a quella che il ministero definisce razionalizzazione delle risorse umane e strumentali. Si frantuma il sistema, si torna al passato piegando l'istruzione a modelli e a logiche aziendali». Mimmo Pantaleo, segretario generale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) aderente alla Cgil, critica dalle fondamenta la riorganizzazione dei licei, che prefigura una scuola «con minor qualità dell'offerta formativa». Perché lo definite un progetto funzionale ai tagli? «Basta leggersi il testo, all'articolo 1. Abbiamo calcolato tagli all'organico nella scuola pubblica anche fino all'8%». Quali rischi dalla modifica del biennio unico? «Facendo mancare l'unitarietà della scuola pubblica, il sistema dei licei risulterà privo di coerenza al proprio interno. Il biennio unico, funzionale all'innalzamento dell'età scolastica, non esisterà più, tenderà a scomparire. Con le 27 ore si determinerà una modifica radicale del progetto didattico e dovrà essere ripensato il modello di apprendimento, perché in realtà si cancellano tutte le sperimentazioni realizzate finora». Sono poche 27 ore settimanali per il biennio nei licei? «E' bene che si sappia che in terza media i ragazzi fanno 30 ore settimanali. Ha un senso tutto questo?». La base del progetto è su sei licei con meno indirizzi e meno ore di lezione. «Una razionalizzazione era necessaria ma i licei in realtà non sono sei ma il doppio. All'ultimo momento la Gelmini si è accorta che c'era troppo latino e poca scienza e ha istituito un sistema di opzioni. Gli stessi licei artistici si dovranno sdoppiare mentre quelli musicali saranno solo 40. E' un chiarissimo ridimensionamento dell'offerta didattica: meno sperimentazione di lingua straniera e informatica, ad esempio». Si creerà una frattura con le scuole tecniche e professionali? «Chi vuole passare al liceo proveniente da un tecnico non potrà farlo. I percorsi diventano rigidi, anche all'interno degli stessi licei, dove ci sono 27 ore settimanali nel biennio del Classico e 31 per gli altri. Chi inizia a 14 anni in una scuola avrà difficoltà a cambiarla. Il modello non convince perché crea scuole di elite come i licei e scuole di serie B come i tecnici». Cosa significa? «Viene promosso il modello lombardo che piega gli istituti tecnici alle logiche aziendali, che non è esattamente l'integrazione tra scuola e lavoro. La scuola che opera per preparare sbocchi occupativi non è, però, una semplice struttura di formazione professionale. L'istruzione è un'altra cosa». Preoccupati anche per la partenza della riforma? «Chi a settembre frequenterà la prima liceo col vecchio sistema l'anno dopo si troverà di fronte a un radicale cambiamento. Sarà il caos». (V.L.)

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Così cambieranno i licei: più scienze e lingue straniere (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 13/06/2009 - pag: 1 Sì alla riforma: dal 2010 sei indirizzi. Via la parola ginnasio Così cambieranno i licei: più scienze e lingue straniere Riduzione a sei del numero dei licei , addio alla parola «ginnasio », meno ore di lezione, più lingue straniere, matematica e scienze. Sono gli elementi principali della riforma dell'istruzione superiore approvata dal Consiglio dei ministri. I tempi. E' previsto che la riforma, definita «epocale» dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, entri in vigore nell'anno scolastico 2010-2011 per le prime e le seconde classi, per andare poi a regime nel 2013. Gli indirizzi. Resteranno in vita i licei Classico, Scientifico, Artistico, Linguistico, Musicale e coreutico, quello delle Scienze umane (che sostituisce il sociopsicopedagogico). Addio quindi alle sperimentazioni (396) attualmente in vigore. ALLE PAGINE 20E21 Argentieri, Benedetti, Conti A PAGINA 14 commenti di Attilio Oliva e Paolo Ferratini

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Mille donne in platea Il Colonnello le incita (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/06/2009 - pag: 6 Mille donne in platea Il Colonnello le incita «Serve una rivoluzione» «Nell'Islam sono come un pezzo di mobilio» Alla Marcegaglia: priorità alle vostre imprese ROMA L'attesa, essendoci centinaia di donne, si trasforma in un piacevole cicaleccio, nell'occasione per saluti, per una foto con la deputata di zona (soprattutto quelle leghiste) per curiosare la mise delle quattro ministre presenti: Stefania Prestigiacomo, Michela Brambilla (in seta turchese), Maria Stella Gelmini, e l'organizzatrice Mara Carfagna. Quando dovrebbe iniziare l'incontro con le donne del mondo dell'imprenditoria, della cultura e della politica all'Auditorium del Parco della Musica, Gheddafi è appena arrivato con la sua limousine bianca dall'altra parte della città, all'auditorium della Confindustria. A fare gli onori di casa Emma Marcegaglia per una riunione ristretta con una decina di amministratori delegati e poi per un incontro con oltre seicento imprenditori: in prima linea l'ad di Enel Fulvio Conti, quello delle Ferrovie Mauro Moretti e di Unicredit Alessandro Profumo. Sono promesse importanti quelle di Gheddafi che annuncia: «Le imprese italiane avranno la priorità in Libia », Paese che «non favorirà la fornitura di gas e petrolio ad altri Stati a spese dell'Italia ». Il leader libico ringrazia anche apertamente Silvio Berlusconi spiegando che «finché governerà l'Italia le opportunità per le imprese saranno maggiori». Anche Marcegaglia ha delle richieste precise per Gheddafi e per la Libia parlando dell'istituzione della zona franca per le imprese italiane e dell'aumento «della presenza libica in Italia a partire dall'ingresso nel capitale di Unicredit». Ma molte imprenditrici sono ad attendere Gheddafi nell'incontro riservato al mondo femminile. Con loro ci sono le signore dei salotti romani da Maria Angiolillo, sparute dive tv come la contessa De Blanc, deputate impegnate in prima linea come Melania Rizzoli che a settembre poserà la prima pietra di un ospedale oncologico in Libia, Daniela Santanché, Afef e un pullman di donne della padania con fazzoletto al collo, compresa la presidente dell'associazione culturale «la mondina» Raffaella Tartaglia. Arrivano anche Rosi Greco, Augusta Iannini, Benedetta Geronzi, Isabella Rauti e Gabriella Alemanno. Del mondo politico del centrosinistra non c'è nessuno. Con un'ora di ritardo fa il suo ingresso Gheddafi, rilassato, seguito dalle sue amazzoni e da un gran numero di agenti e uomini del servizio d'ordine. Mara Carfagna introduce con un discorso duro (al quale ha lavorato anche la deputata Barbara Saltamartini) in cui chiede conto dei diritti umani e delle donne, parla dell'infibulazione e auspica un messaggio definitivo e chiaro di condanna da parte di Gheddafi contro gli abusi sulle donne. Quando parte l'applauso Gheddafi sorride ma non ha ancora ricevuto la traduzione delle parole della Carfagna. Segue un saluto di Luisa Todini, che non risparmia il tema degli asili nido, e infine tocca a Gheddafi, che risponde alle richieste italiane proponendo una generica «rivoluzione femminile» (applaudita) dopo una tormentata analisi della condizione della donna in Europa («si è emancipata solo per necessità dopo la fine della guerra e molti soldati italiani hanno divorziato perché le loro donne uscivano di casa», argomenta tra le proteste, risate ironiche e qualche buh), nel mondo islamico «dove la situazione della donna è orrenda, è come un pezzo di mobilio» e in Africa. Alla fine annuncia anche uno studio che prevede l'estinzione dell'Italia nel 2050 se non si fa qualcosa «per salvare la famiglia», altro brusio e un ultimo consiglio del Colonnello, prima di firmare autografi e posare per le foto dei telefonini di diverse signore scatenate: «Leggete Matilde Serao, che è una donna molto conosciuta in Libia insieme a Claudia Cardinale ». Stefania Prestigiacomo è dubbiosa sulle parole del leader, la Santanché apprezza il riferimento alla «rivoluzione delle donne», Mara Carfagna tira un sospiro di sollievo perché «non è andata così male» e Luisa Todini incassa un complimento libico da Gheddafi: «Lei non è una donna, è un uomo». Gianna Fregonara Parterre Sopra Afef con l'imprenditrice Luisa Todini; accanto Gheddafi con Marta Marzotto; sotto (da sin.) le deputate Pdl Ceccacci Rubino e Rizzoli, il ministro Gelmini e Daniela Santanché Stretta di mano Muammar Gheddafi ha avuto ieri un breve incontro con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia In sala Centinaia le invitate, dal mondo dell'imprenditoria e dei salotti romani Assente il centrosinistra Divorzio all'italiana Risate e proteste quando Gheddafi dice: «I soldati italiani divorziavano perché le mogli uscivano di casa»

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Nuovi licei, sparisce il Ginnasio Sì a Musicale e Scienze umane (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 13/06/2009 - pag: 20 La riforma Il testo varato dal governo. Sei tipi di istituto, scelta tra dieci indirizzi Nuovi licei, sparisce il Ginnasio Sì a Musicale e Scienze umane Si riducono le ore di lezione, possibili stage nelle aziende ROMA Cura dimagrante per i licei: in tutto sei con dieci indirizzi e 27 ore settimanali nel primo biennio. Come una volta, prima della proliferazione degli indirizzi sperimentali, una vera moltiplicazione che ha portato a 396 le specialità offerte alle famiglie, anche per motivi di concorrenza, con una media di 33 ore. Meno latino e più lingue. Possibilità di stage. E sparisce lo storico nome Ginnasio. Sono le principali novità della proposta Gelmini (ieri il regolamento è stato approvato dal Consiglio dei ministri in prima lettura) che richiama in vita la riforma Moratti. Entrerà in vigore nell'anno scolastico 2010-2011, per le prime e le seconde classi. Sarà a regime nel 2013. Dopo il biennio iniziale con 27 ore, le ore diventano 30 nel secondo biennio e nel quinto anno. A eccezione del classico dove le ore salgono a 31 «per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera », dell'artistico (massimo 35), del musicale e coreutico (32), per far posto alle esercitazioni. Nel classico dove scompare dopo 80 anni la denominazione Ginnasio riferita ai primi due anni che diventeranno 1 e 2 liceo classico sarà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio. Un tributo alle sperimentazioni. Solo 10 classici in tutto il paese avevano conservato la lingua straniera solo nel biennio. Nello scientifico, oltre all'indirizzo tradizionale, le scuole potranno attivare l'opzione tecnologica senza latino e con un potenziamento degli insegnamenti scientifici (fisica, informatica). È probabile che que-- st'offerta, abbia successo, soprattutto tra i ragazzi. Il liceo delle Scienze umane sostituisce il liceo Socio-psicopedagogico che ha dato dignità di studio liceale alle ex magistrali. Le scuole potranno attivare anche l'opzione economico-sociale che non prevede il latino tra gli insegnamenti obbligatori. Il liceo artistico sarà articolato in tre indirizzi, assorbendo gli istituti d'arte: arti figurative; architettura, design, ambiente; audiovisivo, multimedia, scenografia. Il liceo linguistico conquista la piena autonomia dal '74 era un indirizzo dello scientifico e prevede l'insegnamento di tre lingue straniere. Dal terzo anno una materia non un insegnamento linguistico sarà impartito in lingua straniera. Nel quarto si aggiungerà una seconda materia. Novità assoluta, il liceo musicale e coreutico. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche, anche in collaborazione con i conservatori e le accademie di Belle arti. Le scuole avranno poi la possibilità di usufruire di una quota di flessibilità degli orari (20 per cento nel primo biennio e nell'ultimo anno e del 30 nel secondo biennio) anche per attivare ulteriori insegnamenti. Giulio Benedetti Ministro Mariastella Gelmini, 36 anni il 1Ú luglio, è ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (foto LaPresse)

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Scuole medie sempre più dure I bocciati crescono del 55% (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 13/06/2009 - pag: 21 Le nuove regole La Gelmini aveva annunciato maggiore rigore Scuole medie sempre più dure I bocciati crescono del 55% Il boom in un anno. Ora 7 su 100 non vengono promossi MILANO È l'effetto riforma. A lungo atteso, contestato e temuto. Gli studenti «pagano » la linea dura a scuola. Non soltanto alle superiori, ma anche alle medie. Del resto il ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini era stata chiara: ritorno a una valutazione più attenta e più severità nei giudizi. E questo è il risultato: 70 mila i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che non sono stati ammessi alle classi successive contro i 45 mila dello scorso anno. Il 55 per cento di respinti in più rispetto a dodici mesi fa. Da Nord a Sud, crescono le famiglie che dovranno fare i conti con l'amarezza e la delusione di una bocciatura. I primi dati del ministero (600 scuole) sottolineano il record. Ha superato la prima media il 93,1 per cento contro il 96,4 dello scorso anno. Stessa situazione in seconda: 93,8 per cento contro il 95,9. Si passa quindi da un 3 per cento di «fermati» al 7%, su oltre un milione e 100 mila studenti. L'uno per cento, cioè quasi 10 mila alunni, è stato respinto solo per il 5 in condotta. Per il ministro Gelmini «non si può pensare di educare meglio i ragazzi solo promuovendoli. Così vengono aiutati nel percorso educativo ». Una tendenza che, però, non piace al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: «Una buona scuola non si fa soltanto con le bocciature». E ricorda agli insegnanti «il ruolo educativo dell'istituzione, molto diverso dall'applicazione di schemi freddamente nozionistici ». La crescita fa sospirare anche i presidi. A cominciare da Francesca Lavizzari, a capo dell'Istituto comprensivo Cavalieri di Milano: «I respinti? Non si poteva fare altrimenti ». Solo in prima, il quaranta per cento di fermati in più. «È meglio intervenire all'inizio del progetto formativo piuttosto che quando sono più grandi. Comunque, abbiamo seguito le indicazioni del ministero». Meno ligio il dirigente dell'istituto Gandhi di Firenze, Carlo Testi. Più che altro per una questione di necessità. «Le nostre classi sono già troppo piene. E avere molti respinti avrebbe significato il caos. Poi non sempre la bocciatura è la giusta soluzione, soprattutto nei soggetti più difficili». Ma in alcuni casi non si può evitare. «Ci sono stranieri che non frequentano. Ragazzi che non si interessano ». Per questo Giovanni Schiavone, a capo dell'istituto comprensivo Irnerio a Bologna, non ha avuto scelta. «Alcuni li ho dovuti respingere, l'impegno è tutto». Posizione simile per Rita Quagliarella. Lei, a capo del Vobio- Colletta di Napoli, ha cercato di aiutare i ragazzi. Ma alla fine «il 12 per cento, in prima media, proprio non era il caso passasse». Sono sempre scelte difficili. A maggior ragione se riguardano i più giovani. «Purtroppo abbiamo dovuto fermare anche quattro bambini delle elementari. Le famiglie hanno capito e spero in una loro collaborazione». Non tutti i genitori però sono così presenti. Per questo il provveditore di Bari, Giovanni Lacoppola, li richiama: «Se si usano le scuole come parcheggi, non bisogna stupirsi del cattivo andamento scolastico dei figli». Anche qui bocciati. Così come a Venezia. Carlo Paladini, preside della media Trentin, è soddisfatto: «Abbiamo evitato l'effetto riforma, grazie ai corsi di recupero ». Benedetta Argentieri L'appello della Meloni Il ministro: una buona scuola non si fa soltanto facendo ripetere l'anno ai ragazzi

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R?. (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 13/06/2009 - pag: 21 Quando scatterà la riforma dei licei? R? La riforma dei licei del ministro Gelmini entrerà in vigore solo nel settembre del 2010. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento in prima lettura. Ora la bozza dovrà essere esaminata dalle commissioni parlamentari e dalla Conferenza Stato Regioni e poi tornare al Consiglio dei ministri. Ma il momento delle scelte ci sono delle novità su cui riflettere non è poi così lontano. I ragazzi e le famiglie infatti dovranno decidere entro gennaio.

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Licei, meno ore più efficacia (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 13/06/2009 - pag: 14 LA RIFORMA DELLA SCUOLA Licei, meno ore più efficacia di ATTILIO OLIVA B erlinguer, Moratti: e ora Gelmini. Al terzo tentativo, sembra finalmente a portata di mano quella riforma della secondaria superiore che gli altri Paesi hanno fatto da molto tempo e che da noi sembrava impossibile. Da apprezzare, intanto, il metodo: fondato sul recupero di quanto di buono si era costruito nei tentativi precedenti e sulla dichiarata intenzione del Ministro di muoversi nel segno della condivisione, anziché della discontinuità. Ma ci sono altri motivi per apprezzare lo schema di regolamento presentato oggi in Consiglio dei Ministri. Intanto, il superamento di una stagione di frammentazione dei curricoli, con centinaia di indirizzi (le cosiddette «sperimentazioni») ed una spinta che sembrava inarrestabile verso la dilatazione degli orari. Si è finalmente compreso che il sovraccarico delle materie e delle ore non favorisce il successo formativo, anzi satura le menti dei giovani e genera rigetto verso lo studio. In Europa, altri lo avevano compreso ed attuato da tempo: lì non si superano le 30 ore, da noi si era giunti a 34-37. Ora si torna a 27-32: meglio tardi che mai. In secondo luogo, la scelta di individuare un numero limitato di indirizzi base e di affidare alle scuole la possibilità di personalizzare l'offerta in misura significativa, ma non irragionevole: soprattutto, non dilatando gli orari di lezione, ma operando delle scelte. E favorendo quindi l'assunzione di responsabilità, delle scuole come dei giovani. Ancora e certamente non la novità meno rilevante la nascita di un liceo scientifico nuovo (nella versione scientificotecnologica), senza Latino e con una presenza finalmente consistente di materie scientifiche. Il Latino rimane per chi lo vuole, come è giusto che sia e come avviene quasi dappertutto. Ma un Liceo scientifico che abbia un senso deve anche avere il coraggio di potere farne a meno: come l'associazione «Treellle », fra i primi ed a lungo da sola, aveva evidenziato, dimostrando come fossimo rimasti i soli ad averlo obbligatorio. La riforma parte dal 2010 ed anche questo è positivo, se il tempo verrà speso per prepararla bene e non, come troppo spesso è accaduto, per fermarla prima che si avvii. EMANUELE LA MEDICA

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Scuole dei piccoli comuni addio, arriva la riforma Gelmini: Istituti accorpati se il tempo da percorrere tra paese e paese supera i 15 minuti e 5 km Con questo sistema entro il 201 (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole dei piccoli comuni addio, arriva la riforma Gelmini: Istituti accorpati se il tempo da percorrere tra paese e paese supera i 15 minuti e 5 km Con questo sistema entro il 2012 ne spariranno circa tremila

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LE SCUOLE SPEZZATE (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

LE SCUOLE SPEZZATE MARISTELLA IERVASI La campanella suonerà come sempre in settembre, ma molte scuole non ci saranno più. Lezioni a rischio in almeno 3.300 istituti di piccoli e piccolissimi Comuni, dalle Alpi alla Sicilia. Se non accadrà nel prossimo anno scolastico, succederà in seguito: entro il 2012. E non c'è scampo. Lo impone la riforma Gelmini che ha aperto la lotteria dei tagli su prof e maestre. Lo prevede il ridimensionamento scolastico che punta al risparmio anche di presidi e bidelli. Lo esige il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ansioso di far cassa sull'istruzione: un ghiotto bottino di 85milioni di euro. proprio razionalizzando anche la rete scolastica. A farne le spese saranno i bambini e gli studenti delle scuole sottodimensionate, cioè gli istituti che hanno meno di 500 alunni, 300 per quelli ubicati nelle isole o nei comuni montani.

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Sfoltito il labirinto dei licei Dal 2010 solo sei indirizzi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-06-13 - pag: 1 autore: LA RIFORMA GELMINI Sfoltito il labirinto dei licei Dal 2010 solo sei indirizzi di Luigi Illiano S ei nuovi licei per eliminare la selva dei 400 indirizzi sperimentali che caratterizzano l'attuale scenario nel circuito delle scuole superiori. Il primo via libera è arrivato ieri dal Consiglio dei ministri che ha approvato il regolamento di riforma. Liceo classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane: sono i sei percorsi che debutteranno, a partire dal 2010-2011, nelle classi prime e seconde. Tra le novità introdotte la valorizzazione del collegamento con il mondo del lavoro e dell'università e l'insegnamento della lingua inglese obbligatorio nei cinque anni di tutti gli indirizzi. Previste anche quote di autonomia per le singole scuole. Il Consiglio dei ministri ha fatto scattare il disco verde anche per altri due regolamenti: il primo riduce, e accorpa, le classi di concorso per i docenti; l'altro riorganizza i centri di istruzione per gli adulti. Servizi u pagina 25 l'articolo prosegue in altra pagina

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Il re libico delude le donne Per gli arabi sono mobilio (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il «re libico» delude le donne «Per gli arabi sono mobilio» NATALIA LOMBARDO Cenerentola e il Re. Secondo Muhammar Gheddafi nei paesi arabi (gli altri) le donne sono pari a «pezzi di mobilio», oggetti che «si può cambiare quando vuoi e nessuno chiederà perché lo hai fatto». In compenso ieri la ministra Mara Carfagna è stata tenuta seduta su una sediolina con le rotelle, a fianco del Rais in caftano dorato seduto su una specie di trono. Cenerentola in black accanto al Re di una tribù africana. Per offrirle la sedia è stato anche chiesto il permesso al «leader della rivoluzione» dall'onnipresente assistente libico stile rock manager. Lei, Mara, con la dizione impeccabile della precedente tele-vita, dal palchetto della Sala Sinopoli all'Auditorium della Musica ha cercato di chiedere «impegno» sui diritti delle donne in Africa, quello che darebbe anche il governo; applaudita, invita a lottare insieme perché, con l'Onu, si ponga fine all'«orrore della mutilazione genitale». Una «beffa», critica Rosy Bindi. La rivoluzione Gheddafi invoca una «rivoluzione femminile mondiale» per emancipare le donne «costrette a fare gli stessi lavori degli uomini». Come «guidare i treni a vapore», è l'arcaica visione del Rais, piuttosto che scegliere lavori più consoni e pensare alla famiglia. Perché, avverte, «nel 2050 l'Italia rischia di sparire» se non fate più figli. Le imprenditrici temono un aiutino... In sala le donne che hanno risposto agli inviti di Confindustria, ministero Pari Opportunità e Ambasciata libica sono circa ottocento. Arrivate «curiosità», dicono, ma uscite deluse o arrabbiate, in un crescendo di «Buuhhh...» e risate di scherno. La diretta è vietata se non per la tv libica. In sala solo donne a parte il drappello della sicurezza (due le Amazzoni). Trabocca di tacchi a spillo, però, nasi rifatti e labbra siliconate del generone romano, deputate e ministre. Michela Brambilla (taffetà turchese e sandali con zeppa e tacco da lungomare di Rimini) «una mise da sera...», se la ride Madame Picassò, la duchessa Silvana Augero; sbuffa la contessa De Blanc de la Tv. Sedute nelle retrovie delle leghiste con foulard verde padano che fa anche Jamahiriya. Indignate: «Ma viene qui a parlarci dei treni a vaporeee? È un dittatore, vada a casa sua». Gheddafi la prende alla lontana, alla II guerra mondiale quando «le donne sono state costrette a uscire da casa perché gli uomini erano morti in guerra». Perplessità in sala. partono i «buuhh» quando dice che «per sposarsi o divorziare non si deve chiedere il permesso allo Stato, semmai al padre o al fratello». Qualcuna urla «libertààà», lui consiglia il racconto «La fioraia» di Matilde Serao e cita Claudia Cardinale ridendo. Ci sono le sorelle Fendi e Federica Balestra. Le ministre ci sono tutte (Giorgia Meloni no, era già in dubbio) Stefania Prestigiacomo (perplessa sulla «contraddittoria» visione delle donne e dall'iniziativa della collega Mara), Mariastella Gelmini; la parlamentare-vestali del Pdl Anna Grazia Calabria, la bionda Ceccacci e la monacale Roccella con Deborah Bergamini; Barbara Saltamartini e Melania Rizzoli. Poi la moglie di Gianni Letta e l'unica giudice donna della Corte Costituzionale, Maria Rita Saulli. Del centrosinistra nessuna. Afef rincorre il leader libico per salutarlo mentre riparte in limousine bianca. Un gruppo di impreditrici protesta: «Ci hanno strumentalizzato, alla tv libica faranno vedere solo gli applausi e non gli sberleffi. E pure la Carfagna ci ha deluse». Surreale e movimentata kermesse di Gheddafi con le donne all'Auditorium della Musica: Mara Carfagna fa la Cenerentola accanto al Rais, in sala mugugni e scherno da imprenditrici, deputate e contesse.

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Esami, gli ammessi e l'incubo della pagella parallela (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Esami, gli ammessi e l'incubo della pagella parallela Per gli studenti delle medie stanno per essere pubblicati i quadri dell'ammissione agli esami. In molte scuole la parolina «ammesso» o «non ammesso» ha già fatto bella mostra. E sarà interessante scoprire quante famiglia riceveranno insieme alla scheda di valutazione la «pagella» parallela. La Gelmini ha bollato come improprio l'uso del 6 rosso per le insufficienze. Da quest'anno infatti, oltre ai voti in decimi per essere ammessi all'anno successivo o agli esami di licenza media gli studenti devono prendere la sufficienza in tutte le materie, condotta compresa. Le scuole che avevano già concluso gli scrutini hanno dovuto correggere in corso d'opera, allegando un foglio che riporta i voti veri. I ragazzi colpiti dal 6 con l'asterisco dovranno dunque recuperare durante l'estate le lacune. A settembre, al ritorno tra i banchi, la scuola valuterà se c'è stato il recupero. Una regola che penalizza due volte i ragazzi delle medie rispetto a quelli delle superiori: i corsi di recupero per i più piccini non sono consentiti. Intanto è tempo di esami. Alle medie si comincerà da lunedì, con lo scritto di italiano, seguiranno la prova nazionale Invalsi (per tutti il 18 giugno) e quelle di matematica e lingua, martedì e mercoledì prossimo per le scuole sedi di seggio per i ballottaggi. Infine, gli orali. MEDIE

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Nuovi licei con link al lavoro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-13 - pag: 25 autore: Scuola. Primo via libera del Consiglio dei ministri alla riforma che prevede sei macro-indirizzi e debutto dal 2010 Nuovi licei con link al lavoro Stage nel secondo biennio - Comitati scientifici con professionisti e imprenditori Luigi Illiano ROMA Sei nuovi percorsi liceali dal 2010-11, a partire delle classi prime e seconde: lo stabilisce il regolamento approvato ieri dal Consiglio dei ministri, in prima lettura. I ragazzi che da settembre cominceranno a frequentare la classe prima dovranno confrontarsi con il cambiamento quando, nel 2010-11, approderanno al secondo anno. Uno "scalino" che potrà far mutare percorso, ore di lezione, programmi e materie di studio. è la strada decisa dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, tra l'altro già adottata per la riforma degli istituti tecnici e per i professionali, prevista sempre nel 2010. Liceo classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale e coreutico (al debutto assoluto) e delle scienze umane sono i nuovi percorsi di istruzione liceale. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha spiegato che il modello è il tentativo di «coniugare la tradizione con l'innovazione, privilegiando la qualità. è una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile del 1923». La riforma darà prima di tutto una sforbiciata ai 400 indirizzi sperimentali, mettendo fine a una frammentazione didattica esplosa fino a diventare fuori controllo. Il liceo scientifico conterrà l'opzione scientificotecnologica; l'artistico si aprirà in tre indirizzi a partire dal terzo anno; in quello delle scienze umane potrà essere attivata la sezione economico-sociale. Tra le novità introdotte dal riordino c'è la valorizzazione del latino, presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane. Sarà incrementato l'orario settimanale dell'insegnamento di matematica, fisica e scienze. Potenziamento in vista anche per le lingue straniere, con la presenza obbligatoria di un insegnamento lungo i cinque anni. Inoltre, nel quinto è previsto l'insegnamento in lingua straniera per una disciplina non linguistica. All'autonomia organizzativa delle scuole viene affidato un pacchetto pari al 20% del monte ore complessivo nel primo biennio e nel quinto anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso queste quote ogni istituto potrà decidere di diversificare le proprie sezioni: ridurre (fino a un terzo nell'arco dei cinque anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in uno specifico elenco. Dal secondo biennio, sarà possibile svolgere parte del percorso attraverso l'alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con l'alta formazione ( università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie). Dipartimenti disciplinari riuniranno i docenti di uno stesso ambito d'insegnamento. Gli istituti potranno anche costituire un comitato tecnico scientifico, composto in modo paritario da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro (come professionisti e imprenditori). Secondo le proiezioni del ministero la riduzione della spesa per il personale (per tagli e nuovi orari) sarà di 74,5 milioni nel 2010-11; 86,1 milioni nel 2011-12 e 104 milioni nel 2012-13. Intanto, sul fronte del diritto allo studio, la giunta comunale di Milano ha confermato che anche per il 2009-10 gli alunni di elementari e medie riceveranno gratis i libri di testo. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com Il testo del provvedimento I CURRICULA Previsto l'insegnamento per cinque anni di una lingua straniera Più latino, scienze e matematica

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Il voto di condotta facilita l'ammissione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-13 - pag: 25 autore: Maturità Il voto di condotta facilita l'ammissione Francesco Padulano Andrea Tempestini MILANO Chiusi i licei, per gli studenti si apre l'estate. E per alcuni si avvicina l'esame finale: ora è tempo di scrutini. Ma quanti saranno i non ammessi alla maturità? Il ministro Mariastella Gelmini vuole ragazzi più disciplinati (ritorna il voto in condotta) e scuole più selettive (con un'insufficienza si può bocciare): preoccupazioni in più per i "maturandi". Ma - una novità - la valutazione del comportamento fa media. E «i ragazzi si sono fatti furbi: si comportano meglio e i non ammessi non sono affatto aumentati», spiega la preside del liceo scientifico Tito Lucrezio Caro di Napoli. Franco Biasoni, preside del liceo paritario Alexis Carrer di Milano, fa la stessa considerazione. Da un'altra prospettiva: «Un 8 in condotta, tradizionalmente non un gran voto, alza la media a studenti che magari hanno tutti 6 in pagella». Difficile precludere loro la prova finale e infatti, conclude Biasoni «i non ammessi sono in linea con gli altri anni». Anche se è difficile avere dati esaustivi prima del termine degli scrutini, la tendenza che emerge dal sondaggio effettuato nelle scuole sembra quella di un «niente di nuovo». Emblematica la risposta del liceo scientifico Volta di Milano: «da noi sono stati ammessi tutti ». Per Teresa Capra, che a Milano dirige l'istituto professionale Bertarelli, la riforma Gelmini «ha provocato reazioni negative solo a parole, non nei fatti: i numeri sono uguali agli anni precedenti». Spiccano i sei non ammessi di una classe dell'Itcs Schiapparelli- Gramsci di Milano. «Ma nonè un caso rilevante» spiega la preside, Loretta Incudine. «Le cause - continua - sono altre, non i provvedimenti della Gelmini: a parte quest'eccezione non vedo grosse differenze rispetto allo scorso anno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Otto regioni in attesa del verdetto della Corte Costituzionale (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Otto regioni in attesa del verdetto della Corte Costituzionale Contro il piano di ridimensionamento degli istituti scolastici 8 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzinale (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia). I ricorsi sono stati discussi in udienza pubblica il 9 giugno scorso. La decisione è attesa in settimana. Intanto slitta l'intesa governo- Regioni prevista per legge entro il 15 giugno. Sarà per i ballottaggi o per il verdetto della Consulta: non è aria di Conferenza unificata. Ai giudici costituzionali le Regioni hanno chiesto di dichiarare illegittime le norme sui tagli alle scuole previste nell'art.64 della legge 133. La Corte, presieduta da Francesco Amirante, è chiamata innanzitutto a decidere su un'istanza di sospensione delle norme impugnate dal Piemonte che paventa un «rischio grave e irreparabile dell'interesse pubblico, per diritti dei cittadini». Nel merito, la Consulta stabilirà se sono fondati i motivi per cui le 8 Regioni hanno impugnato i tagli previsti dal decreto Gelmini.

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Attualmente le autonomie scolastiche (con segreteria e presidenza) sono 10.800. Le scuole (plessi sc... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Attualmente le autonomie scolastiche (con segreteria e presidenza) sono 10.800. Le scuole (plessi scolastici) sono 42 mila. In tutt'Italia quest'ultimi non regola sono 2.960, la metà ha la chiusura già segnata: il governo ha infatti imposto alle Regioni un taglio del 50% da subito. 1080 del totale sono le uniche scuole esistenti in un territorio comunale, prevalentemente montano. Per sopravvivere però devono rispettare dei parametri: 30 bambini iscritti alla scuola dell'infanzia; 50 alle elementari e medie, mentre alle superiori la regola è un intero corso quinquennale. Intanto, gli accorpamenti d'istituto sono già in corso d'opera laddove non si raggiungono i 100 e i 50 alunni. Accade nei paesini ai piedi delle Alpi del Piemonte ma anche nel cuore della Pieve aretina, fino alle isole. Protestano le Regioni (8 su 10, Calabria e Abruzzo escluse), che hanno presentato un ricorso alla Corte costituzionale. La sentenza è attesta a giorni. Protestano i genitori e i sindaci. Ma la Gelmini tira dritto, anzi ha una carta nel cassetto: ha escogitato il «giochino» del contachilometri e la tirerà fuori nella prossima Conferenza Stato-Regioni unificata, in cerca di un'intesa che difficilmente otterrà. Il criterio sui chilometri Ogni giorno una protesta di piazza. In Piemonte ad esempio le scuole a rischio chiusura sono 816. In provincia di Belluno si profila un taglio di oltre 70 classi. E così di seguito a seconda della posizione geografica del comune, senza dimenticare che le scuole con pochi alunni sono parecchie in tutto lo Stivale, basta il caso Ustica, l'isola più piccola. Così ecco la singolare trovata di viale Trastevere in cerca d'intesa con le Regioni: la deroga sui chilometri di distanza e dei minuti di percorrenza. Della serie, munitevi di contachilometri per accertare se la scuola X che non è in mezzo ai monti è a rischio chiusura o meno. Ed eccoli i parametri del contachilometri Gelmini: accorpamento sicuro con il plesso più vicino per le materne se il tempo da percorrere non supera i 15 minuti con una distanza di 5 km. Primaria e medie: 10 km e 30 minuti. Superiori: 30 kilometri da coprire in 45 minuti. Una strategia che non tiene conto di un fatto: già oggi gli studenti che vivono nelle frazioni dei piccolissimi comuni sono costretti a raggiungere la valle con i pulmini scolastici. Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, promette battaglia: «Siamo disposti ad accogliere le proposte concrete, questa del contachilometri è una stupidaggine. La rifiuteremo e faremo un nuovo ricorso. Dove li portiamo gli studenti in scuole già piene dove non ci sono aule? Occorrerà investire e spenderemo di più delle attuali pluriclasse per portare gli alunni a valle. Il governo vuole solo scaricare i costi sul sistema locale. Allora ci diano un budget e faremo da soli». La scuola che li attende Molti bambini e ragazzi delle medie potrebbero non trovare più i loro prof e maestre. Ammesso che sopravviva la loro scuola, rischiano di finire in un'unica classe: dalla 1a alla quinta elementare o peggio dalla prima alla 3a media. Pluriclassi, come vengono tecnicamente definite. In montagna sono cosa nota, ma il rischio che questo tipo di scuola con l'insegnante unico e l'orario di scuola ridotto prenda piede anche nei comuni piccolissimi che non sono comunità montane. Il presidente Uncem Enrico Borghi è il presidente dell'Unione nazionale Comuni e comunità montane: «Il governo ci dice di voler chiudere circa 3.300 plessi scolastici senza chiarire come siano identificati, dove siano e se nel calcolo numerico si sono tenute in considerazione le attuali deroghe per le zone montane oppure no. Sui temi della scuola e del diritto all'istruzione - sottolinea Borghi - non si può procedere muro contro muro. In Conferenza unificata ribadiremo le nostre istanze: non si possono buttare al macero le esperienze positivi, come gli istituti comprensivi. Occorre dettagliare regione per regione. Chiudere una scuola di montagna significa sancire la fine di una comunità locale». Il braccio di ferro dunque è destinato a proseguire. Settembre non è lontano e sono ancora tanti i nodi da sciogliere. La Gelmini sarà costretta a concedere qualcosa. Già nei mesi scorsi il governo ha dovuto fare retromarcia con il commissariamento delle regioni inadempienti qualora non fosse stato approntato un piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica entro il 30 novembre prossimo. Fu un primo importante risultato, come affermò Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. Adesso si avvicina il secondo round. Ma la deroga chilometrica è davvero difficile da accettare.

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La rivolta di Austis: un paese contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

La rivolta di Austis: un paese contro i tagli FRANCESCA ORTALLI Tredici giorni di sciopero, per difendere il diritto allo studio garantito dalla Costituzione e, ciliegina sulla torta, l'arrivo dei carabinieri giovedì scorso con conseguente denuncia per interruzione di pubblico servizio. Non è la trama di un film, ma è successo veramente ad Austis, piccolo paese nel cuore della Sardegna di novecentocinquanta anime. Qui, grazie alla riforma Gelmini, dall'anno prossimo un'intera scuola sarà inghiottita a colpi di tagli. Due classi di otto bambini ciascuna sono infatti poche secondo il Ministro per continuare a garantire l'istruzione. La normativa infatti prevede l'accorpamento della terza e quarta elementare con la creazione di una pluriclasse di sedici alunni. Fin qui niente di strano se non fosse che il decreto n°33/98 ha stabilito il limite massimo di dodici unità per le pluriclassi a partire dall'anno scolastico 2009-2010. Quindi tutti a casa, con una scuola, tra l'altro appena rimessa a nuovo con finanziamenti pubblici, che rimarrà una scatola vuota e pazienza se i diritti vanno a farsi benedire. Peccato però che questa volta in molti hanno avuto il coraggio di dire no ad un vero e proprio sopruso, con un intero paese che si mobilita e decide di «scioperare» non mandando i propri figli a scuola. E per ribadire meglio il concetto, una targa in bella vista fuori dall'istituto recita: «Scuola premiata ditta Gelmini- Pietrella (direttore scolastico regionale n.d.r.) per non dimenticare chi ha tagliato il diritto all'istruzione dei nostri figli. I genitori di Austis 2009». «Questa logica dei tagli imposti dall'alto, senza nessun dialogo con le altre istituzioni del territorio va fermata a testa bassa»- spiega Franco Carta, presidente del consiglio d'Istituto delle scuole comprensive di Atzara e portavoce dei «ribelli» di Austis- «oltre a non garantire il diritto allo studio, non tiene minimamente conto di realtà piccole come la nostra dove la scuola è un punto di aggregazione e socializzazione. È qui che noi investiamo e formiamo i nostri giovani, risorsa importantissima in centri con grossi problemi di spopolamento. Non siamo sudditi ma cittadini e non ci piace per niente che una scuola venga cancellata con una comunicazione di poche righe. Gridiamo forte no e ci rifiutiamo solo di subire perché i nostri figli hanno diritto al futuro come tutti». La protesta nel frattempo si è allargata anche al territorio circostante con la proliferazione di comitati di genitori, e ad Austis in tanti hanno restituito le schede elettorali per le europee: l'affluenza alle urne ha toccato il pozzo del 21%, tanto per far capire che si fa sul serio. «L'arrivo dei Carabinieri»- continua Carta- «ci ha fatto il grande regalo di farci apparire sulle prime pagine dei giornali locali. Il colmo è che ci hanno denunciato per interruzione di pubblico servizio, hanno voluto i registri di classe per avere i nomi dei bambini assenti per capire chi non ha ottemperato all'obbligo di mandare i figli a scuola. Accuse gravi, che vanno sul penale alle quali noi siamo in grado di rispondere. La scuola non è mai stata chiusa, anzi era aperta a tutti con varie attività. In secondo luogo l'interruzione di pubblico servizio sarà da attribuirsi al Ministero della Pubblica Istruzione, dal momento che la responsabilità della cancellazione di una scuola sarà sua». L'insurrezione di Austis ha attirato l'attenzione dell'assessore regionale all'istruzione Maria Lucia Baire. In un incontro di mercoledì scorso ha preso l'impegno di prendere in considerazione il caso, ma- come ha sottolineato Franco Carta- «senza dare risposte definitive». Tra una quindicina di giorni si dovrebbero disporre i piani definitivi per l'anno scolastico 2009-2010 e, in vista dei tagli promessi, i comitati dei genitori si riuniranno per attuare nuove iniziative senza nessuna intenzione di gettare la spugna. Per niente intimoriti, i ribelli di Austis vanno avanti nella loro lotta in nome del diritto allo studio garantito dalla Costituzione. E in un piccolo paese di novecentocinquanta anime significa un no secco alla disgregazione sociale e ribadire il ruolo fondamentale della scuola: educare al rispetto dei diritti, compreso quello di avere ancora un futuro, Gelmini permettendo. Il caso

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I licei della Gelmini Pd: Si torna a Gentile (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

I licei della Gelmini Pd: «Si torna a Gentile» Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato in prima lettura il regolamento Gelmini sui licei. L'Unità ha anticipato il testo il 5 giugno scorso. Sei i nuovi licei con opzioni per gli studenti dell'anno scolastico 2010-2011 e si comincerà con le prime e le seconde classi. Eccoli: Classico, Scientifico (con anche un indirizzo tencologico), Musicale e Coreutico (con 40 sezioni musicali e 10 per il liceo coreutico), il liceo delle Scienze umane con la new entry dell'indirizzo economico-sociale, l'Artistico (articolato in 3 indirizzi: arti figurative, architettura/design/ ambiente e quello audiovisio/multimedia/scenografia) e infine il liceo Linguistico, con 3 lingue straniere una materia non linguistica che verrà insegnata in inglese. Come anticipato dal nostro giornale, meno ora di lezione per la maggiorparte degli iscritti, soprattutto al biennio: 27 ore contro le 30 delle medie. Al Classico l'inglese per tutto il quinquennio. Allo scientifico-tecnologico salta il Latino. Per la Gelmini è «una riforma epocale». Immediata la replica di Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil: «È solo ispirata ad una logica di tagli. I licei musicali non saranno presenti in tutti le province. I bienni non hanno un'area comune unitaria come i tecnici e i professionali». Ma è soprattutto il Pd a «bocciare» la Gelmini. «La scuola è diventata una proprietà privata del ministro del Tesoro, nessun confronto: solo la logica dei taglio delle risorse», commenta Beppee Fioroni, responsabile educazione del partito. E Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, rincara la dose: «Altro che cambiamento epocale. La Gelmini ci riporta a Gentile. Sbagliato cancellare le sperimentazioni». MA.IER.

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Il rap degli Assalti Frontali in difesa della scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 13/06/2009 - pag: 19 Festa di Liberazione Il rap degli Assalti Frontali in difesa della scuola pubblica A Villa Gordiani per la Festa di Liberazione suona il gruppo Assalti Frontali che presenta il meglio della sua storia e le super hit del nuovo disco «Un'intesa perfetta» (il manifesto cd - 2008) come «Mappe della libertà», «Giù le lame», «Senza resa», «Enea super rap» e la sua versione alternativa «Il rap di Enea», scritta in difesa della scuola pubblica contro i tagli del ministro Gelmini. Tra le novità, «Africa Bambataa Tribute», il pezzo allegato al libro di U.Net «Renegades of funk», omaggio ai padri fondatori della cultura hip hop. Villa Gordiani, ore 21,30

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Insegnanti in campo contro la pluriclasse (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-06-2009)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5019 austis Cresce il fronte della protesta Insegnanti in campo contro la pluriclasse Austis. Cresce il fronte della protesta --> Anche il corpo docente, che opera nella scuola materna, primaria e secondaria di Austis, affianca compatto la battaglia del paese, contrario all'istituzione di una pluriclasse di sedici alunni alle elementari. Battaglia pienamente condivisa in quanto come si legge in un comunicato - «l'attività d'insegnamento, la qualità e il successo formativo sono strettamente connessi alla possibilità di avere una scuola dove la didattica sia ripartita nelle classi ordinarie e sulla base dell'età degli allievi». Le pluriclassi - si osserva - non consentono all'insegnante di svolgere quello che è il suo ruolo educativo e condizionano negativamente il pieno diritto all'istruzione dei bambini. La riforma Gelmini? Sbagliata - si sostiene - poiché dettata da criteri ragionieristici che non tengono conto delle piccole realtà come Austis «dove i bambini non avranno le stesse condizioni e opportunità dei coetanei di altre aree geografiche più ricche e demograficamente più forti». Nel rimarcare il silenzio più assoluto di chi ha competenza in materia di istruzione a livello provinciale e regionale, gli insegnanti fanno notare che l'unica presenza tempestiva ad Austis è stata quella dei carabinieri, intervenuti «per richiamare i genitori all'adempimento dell'obbligo scolastico dei propri figli». «Ci sentiamo sconcertati e impotenti - sottolineano gli insegnanti - e non si può non rilevare che la politica, con questo atteggiamento, dimostra la completa inadeguatezza ad affrontare i problemi del presente e a trovare soluzioni in grado di ridurre al minimo i danni e le conseguenze drammatiche a cui la scuola andrà incontro nei prossimi anni». ATTILIO LOCHE

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Pioggia di 6 e asterischi salva-discoli alle Medie (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola e scrutini Pioggia di 6 e asterischi salva-discoli alle Medie Da ieri i tabelloni. In una classe di 27 i bocciati sono 6, i "graziati" 5 [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Non c'è stata la temuta «pioggia» di bocciature alla scuola media, come paventato per le novità introdotte nella scuola «secondaria di primo grado» dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Ma la pagella rilasciata dalle scuole è stata stravolta. Genitori e ragazzi sembrano soddisfatti. Ieri alla sede della Media unificata di Cuneo in via Sobrero (45 classi, oltre mille alunni, la maggiore della provincia) sono stati appesi nella bacheca i risultati delle quattro scuole dell'Altipiano. Pochi i «non ammessi» alle classi superiori o all'esame di terza media, molti invece gli «asterischi» accanto all'ammissione, segno cioè che gli alunni sono stati «aiutati» dagli insegnanti in alcune materie, trasformando in «6» voti che ne erano molto al di sotto. Si rischiava la bocciatura con un solo «5» e i prof hanno scelto di premiare i ragazzi meno gravi. Soltanto in una classe, una seconda alla «Bersezio» di via Barbaroux, nel centro storico del capoluogo, ci sono stati sei bocciati e 5 asterischi su 27 ragazzi. Nelle altre classi il numero massimo di asterischi era 8 (per una classe terza di San Rocco Castagnaretta) e di bocciati 3. In linea con il passato. Fuori dalla scuola ieri i ragazzi festeggiavano e si prendevano in giro. Grande calca, alle 16, per guardare i nomi di chi non ce l'aveva fatta, molti ragazzi neppure accompagnati dai genitori. La preside della Media unica di Cuneo, Luciana Basso: «Rientro da due giorni di scrutini senza sosta, neppure per il pranzo. Ho messo 4 mila firme e discusso di oltre mille ragazzi, senza contare il Centro territoriale permanente per gli adulti. Le bocciature? Non ho fatto paragoni con l'anno passato, non ne ho avuto tempo, ma abbiamo adottato lo stesso metro. I numeri al posto dei giudizi? Vengo dalle Superiori, ho una mentalità diversa, meglio un numero secco che non scrivere giudizi lunghi 4 righe per poi non dire nulla, nascondendo la verità». Anche i genitori apprezzano la novità. Pier Aldo Migliore: «Mia figlia Anna ha appena finito la prima in via Bersezio. I numeri? Più chiari, rispecchiano un voto vero, il 9 è un 9, mentre un distinto non sai mai bene cosa voglia dire». Daniela Bruno, mamma di Sofia, 12 anni, 2ª media: «Promossi e aiutati sono in linea con l'anno scorso. Contenta dell'abbandono dei giudizi». Anna Gerbino e Patrizia Bianco hanno due figli che da domani inizieranno l'esame di terza media (ma in alcune scuole sono già iniziati ieri, come a Madonna dell'Olmo). Spiegano: «Anche quest'anno c'è stata la tendenza a "tirare su" i casi più difficili, come in passato. La riforma da questo punto di vista ha cambiato poco». «Mia figlia ha avuto professori molto in gamba - dice Rosanna Bruno, un figlio con la media del 9 -. Nella prima parte di quest'anno gli insegnanti hanno accompagnato i voti con giudizi, così la transizione è stata soft. Ho appena ritirato la pagella». «Con i numeri è più chiaro, come ai miei tempi: i ragazzi fanno subito la media dei voti e sanno quanto "valgono" i risultati del loro impegno», aggiunge Antonio Culotta, papà di Christian, 13 anni, anche lui ammesso all'esame. All'uscita un ragazzo guarda «storto» la dirigente Basso e le dice solo: «Grazie preside». È un bocciato, per la seconda volta. «Aveva due terzi dei giorni di scuola di assenze, non abbiamo potuto fare diversamente. Ci sono alcuni casi complessi, dove neppure i genitori aiutano gli insegnanti: si doveva bocciare e l'abbiamo fatto. Scusi lo sfogo, ma rientro da un duro lavoro e lunedì si ricomincia con la prova finale».

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insegnanti e custodi a rischio: la riforma colpisce il tabarrini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Cecina Insegnanti e custodi a rischio: la riforma colpisce il Tabarrini POMARANCE. Tre insegnanti che potrebbero non essere riconfermate. Così anche tra il personale Ata quattro unità rischierebbero di saltare. Pure un impiegato del settore amministrativo sembra dover soccombere sotto le forbici della riforma Gelmini. Con queste ombre l'istituto comprensivo Marco Tabarrini di Pomarance si appresta a chiudere l'anno scolastico e ad iniziarne uno nuovo con non poca preoccupazione per le sorti del personale non di ruolo. Le normative previste dal governo, infatti, andrebbero a falciare alcuni degli incarichi a tempo determinato che non sarebbero riconfermati per l'anno 2009-2010. «Al momento stiamo aspettando le ultime risposte certe dall'Ufficio scolastico provinciale. Sicuramente non sarà toccato il personale di ruolo», fanno sapere dalla scuola, frequentata da circa 730 alunni distribuiti su materne, elementari e medie su otto plessi scolastici, 2 a Pomarance, 2 a Montecerboli, 1 a Larderello, 1 a Serrazzano, 2 a Castelnuovo e 1 a Monteverdi Marittimo. Si tratta di un istituto che copre tre Comuni, quindi. «Come amministrazione non ci limiteremo a subire in silenzio i tagli della Rifoma, proprio perché in un territorio logisticamente già svantaggiato come il nostro è fondamentale tutelare i servizi primari. Ci muoveremo in sinergia anche con i Comuni di Volterra e di Castelnuovo che hanno le nostre stesse problematiche sulla scuola. In settimana prossima ci incontreremo per definire una precisa politica di zona da portare avanti», fa sapere il nuovo sindaco Loris Martignoni. Il motto del primo cittadino è quello di "provare" a far sentire la voce e il peso della comunità. «Magari poi i tagli ci saranno lo stesso, ma almeno ci abbiamo provato», continua. Qualcuno sostiene che la vecchia amministrazione avrebbe dovuto seguire e sostenere la questione maggiormente rispetto a quel che ha fatto. L'istituto, da parte sua, sembra poter garantire che il personale in servizio nelle scuole materne resterà inalterato. Con tutta probabilità saranno ritoccati insegnanti e custodi delle elementari e delle medie. «Essendo diminuite le ore di lezione di lettere, di francese e di tecnologia, è ovvio che alcune insegnanti non potranno essere riconfermate», concludono in attesa di eventi e comunicazioni. Francesca Suggi

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due licei musicali dal piano gelmini sono a rischio gli ex magistrali - tomaso clavarino a pagina ix (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino La Provincia prepara la rivoluzione saranno tagliati altri 1500 docenti Due licei musicali dal piano Gelmini sono a rischio gli ex magistrali TOMASO CLAVARINO A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX

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cancellati dieci istituti nelle valli del torinese (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Torino Ricca: "Il governo penalizza le strutture più piccole" Cancellati dieci istituti nelle valli del Torinese Ci sono anche dieci scuole delle valli della Provincia di Torino tra quelle di cui il decreto Gelmini mette a rischio la sopravvivenza. Tra queste gli istituti comprensivi di Luserna San Giovanni, Villar Perosa, Perosa Argentina, di Sant´Antonino di Susa, di Oulx di Vistrorio di Ceres e di Pont Canavese. A lanciare l´allarme è l´assessore regionale alla Montagna Luigi Sergio Ricca: «Le nuove norme sul dimensionamento degli istituti - spiega - varate dal ministro del governo Berlusconi, sono molto più restrittive. In pratica riducono il numero di alunni necessari perché, anche in situazioni come quelle delle valli montane, possano essere mantenute in vita delle classi e della scuole. Così c´è il rischio che molti dei bambini (perché si tratta soprattutto di scuole elementari o medie) che oggi possono frequentare la scuola nel loro paese o nelle vicinanze debbano tra un anno o due trovarsi ad affrontare tutti i giorni lunghi viaggi per arrivare nella loro classe. Con i disagi che si possono immaginare per loro e le loro famiglie». Sono una cinquantina le scuole a rischio in tutta la Regione distribuite equamente tra le valli: «Non sappiamo ancora con certezza quali saranno quelle che dovranno essere chiuse e accorpate ad altre anche perché in qualche caso saranno possibili delle deroghe. Ma il rischio è doppio: perché oltre ai pochi alunni qualcuna potrebbe chiudere perché non ha più insegnanti. I tagli agli organici infatti colpiscono particolarmente in quelle zone».

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gli studenti fanno festa a colpi di gavettoni in centro (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Ultimo giorno di scuola. In attesa dei quadri si ride Gli studenti fanno festa a colpi di gavettoni in centro GROSSETO. Salva di gavettoni liberatori in centro. Ieri, ultimo giorno di scuola e gli studenti fanno festa, come fosse Ferragosto, quando vengono bagnati come pulcini i bagnanti che si avventurano sulla spiaggia. A Ferragosto c'è chi la prende a ridere e chi, invece, si arrabbia con i gavettonari. Ma, ieri, ridevano tutti; l'uno contro l'altro, armato di sola acqua. O, forse, è meglio dire: l'uno con l'altro. Basta guardare le facce sorridenti dei ragazzi, per capire che si divertivano un mondo. Ancora i quadri non sono usciti. C'è chi è sicuro di avercela fatta, chi, invece, è in bilico, chi sa già che è difficile che l'abbia sfangata. Ma che importa! Dicono quei giovani volti. Alla faccia della rigorosa ministra Gelmini: almeno oggi si ride.

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la scuola che funziona e gli errori del governo - franco buccino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XVII - Napoli LA SCUOLA CHE FUNZIONA E GLI ERRORI DEL GOVERNO FRANCO BUCCINO L a settimana scorsa ho assistito, in qualità di osservatore, alle prove nazionali svolte dai ragazzini della seconda e quinta elementare. Sono stato mandato nel circolo didattico di un comune vesuviano a ridosso della periferia orientale. Proprio nei giorni in cui le forze dell´ordine hanno inferto un duro colpo a un clan camorristico della zona. Vedendo in azione gruppi di alunni preparati, disinvolti, educati, mi è capitato di pensare a quanti duri colpi vengono inferti alla malavita, alla malasocietà, alla maleducazione da una scuola che funziona. Soprattutto nelle periferie e nei comuni che cingono Napoli, in zone spesso degradate, con strade, superstrade e assi viarii, che dividono più che unire, isolano più che congiungere, rendono anonimi i luoghi che attraversano più che salvarne ed esaltarne l´identità. Nello svolgimento delle prove gli alunni si sono mostrati preparati, hanno risposto in genere con sicurezza anche a quesiti complicati, non sono caduti nei tranelli tesi - con qualche ingenuità, devo dire - da chi ha confezionato le prove, qualche volta con le loro risposte hanno messo perfino in discussione nostre certezze. Alla domanda "Perché uno dei protagonisti vuole fare il veterinario?", un alunno ha scelto la risposta: "Per stare con gli animali" e non quella esatta "Per curare gli animali", mettendoci in imbarazzo nella valutazione. Si classificheranno bene a livello nazionale, questi ragazzi. Più ancora della preparazione ha colpito la capacità di relazionarsi tra loro e con gli adulti, il modo di affrontare gli argomenti, la disinvoltura nel muoversi e nell´organizzarsi. Gran parte del merito spetta alla scuola e alle loro insegnanti. Serie, colte, competenti, abituate al dialogo tra loro e con gli alunni. Si tocca con mano che cos´è il modulo nella scuola primaria: prima che un modello organizzativo è una scelta di condividere la professione, di mettere in comune proprie competenze, capacità e limiti. Davanti ai propri alunni. è proprio vero, quelle poche ore di compresenza segnano tutta l´attività didattica che si svolge nella classe, sono il nucleo fondante di tutte le attività svolte singolarmente. Lo capiscono tutti, eccetto il governo e il ministro Gelmini. La Gelmini ha colpito al cuore questa bella scuola primaria per risparmiare soldi. Incurante dei risultati, delle istanze pedagogiche e didattiche. Potrebbe almeno evitare di andar in giro a dire che l´anno prossimo funzionerà meglio.

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podestà va a pontida: "lo voteremo" - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano La Russa: "Possiamo stravincere, ma non diamolo per scontato". Salvini: "Abbiamo fatto 30, con Milano faremo 31" Podestà va a Pontida: "Lo voteremo" In forse la presenza di Berlusconi alla chiusura della campagna per impegni all´estero ANDREA MONTANARI Guido Podestà arriva in piazza San Carlo sotto un caldo torrido quando la festa di piazza organizzata in suo onore da Pdl e Lega è quasi finita. Per oltre un´ora, Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Michela Vittoria Brambilla, Mario Mauro e il vicesindaco Riccardo De Corato e i leghisti Matteo Salvini e Davide Boni hanno intrattenuto i militanti. E il ciellino Maurizio Lupi ha fatto il presentatore. Così, sono in molti a tirare un sospiro di sollievo quando Podestà sale sul palco. Parte il primo appello al voto. «Potrà costarvi fatica ritardare la partenza per il mare per votare al ballottaggio - attacca il candidato di Pdl e Lega - ma pensate cosa potrebbero costarvi altri cinque anni di governo Penati. Non mettetemi in croce, ma mettere una croce su Podestà». L´assessore regionale leghista Davide Boni era lì per lo shopping, ma viene risucchiato. Matteo Salvini, in bermuda e maglietta blu con la scritta Lombardia è più convinto: «Abbiamo fatto 30 e vogliamo fare 31. Abbiamo stravinto in tutta la Lombardia, non può mancare Milano». Per questo oggi Podestà sarà al raduno leghista di Pontida. Il ministro Ignazio La Russa è prudente: «Stravinciamo, ma non diamo nulla per scontato. Si tratta solo di mantenere il grande vantaggio del nostro candidato». Non lo impensierisce la scadenza oggi a mezzogiorno del termine per decidere un apparentamento con l´Udc: «In assenza di un apparentamento serio e visibile, l´influenza di ciò che possono dire i leader da Roma non raggiunge l´elettore. Se l´Udc dovesse sostenere la sinistra, i loro elettori non capirebbero più nulla, dato che governano con noi la Regione e il Comune». Nel frattempo, è già arrivato l´appoggio di Emanuele Filiberto, che l´Udc aveva candidato a Strasburgo, senza successo. Il ministro Gelmini è categorica: «La giunta di Penati merita il cinque in condotta per lo spreco del denaro pubblico, l´utilizzo delle risorse a fini elettorali. Anche il profitto lascia un po´ a desiderare». C´è ottimismo, anche se si fa strada l´ipotesi che il premier Berlusconi non potrà chiudere la campagna elettorale a Cinisello per colpa di impegni di governo europei.

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bimbo suicida, la maestra incontra i genitori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Milano Bimbo suicida, la maestra incontra i genitori «Al momento non pensiamo siano state commesse delle irregolarità da parte della scuola di Truccazzano. Ma stiamo approfondendo il caso». Così ieri il Ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini è intervenuta sul caso di Andrea, 9 anni, trovato impiccato dalla madre nella sua cameretta, sette ore dopo una nota di rimprovero presa in classe. La maestra che quella nota l´ha scritta sul diario del piccolo, Mariangela Varesi, 55 anni, una vita passata tra i banchi dell´istituto Fratelli Ferrandi, non si dà pace. Ma non riesce a spiegarsi l´assurda fine di quel ragazzino che non aveva mai dato problemi: «Non ci si uccide per un richiamo». Ieri sera è stata ricoverata per lo shock e poi dimessa. E ha incontrato i genitori di Andrea. «Un lungo colloquio - racconta Giancarlo Pretalli, il padre del piccolo - . Ci siamo chiariti. Abbiamo detto quello che c´era da dire». «Era una nota normalissima, niente di più - aggiunge Maria Luisa Balconi, preside della scuola - . Ho parlato ancora con Mariangela, rifarebbe quello che ha fatto. è ancora scossa, con l´aiuto di tutti sta cercando la tranquillità che si merita». Dall´istituto di via Dante, professori e dirigenti fanno quadrato. Ma la Procura di Milano ha aperto un´inchiesta. Saranno ascoltati i compagni di classe di Andrea e gli insegnanti. (g. c.)

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nei licei "processo" alla nuova riforma - gaia rau (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Firenze La scuola Nei licei "processo" alla nuova riforma GAIA RAU Allo stato attuale, l´ultima riforma Gelmini è soltanto un regolamento, approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri: nei fatti, il modello dei sei licei potrebbe diventare operativo, in via sperimentale, soltanto nel 2010. La proposta, però, fa già discutere. E se i sindacati si preoccupano per l´orario settimanale, ridotto a 27 ore nel biennio, c´è chi teme la scomparsa del latino, che si continuerà a studiare al classico e al linguistico, mentre allo scientifico e al nuovo liceo delle scienze umane (ex pedagogico) non sarà più obbligatorio: scegliendo nel primo caso l´opzione scientifico-tecnologica, e nel secondo quella economico-sociale, la lingua di Cicerone cederà il posto ad altre discipline. «Mi preoccupa la sua opzionalità allo scientifico, liceo che fa la parte del leone nel panorama italiano, e che, così, ne uscirà indebolito», dice il latinista Gian Biagio Conte, ordinario alla Normale di Pisa e autore, fra l´altro, del Dizionario della Lingua Latina pubblicato da Le Monnier. SEGUE A PAGINA IV

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"assurdo togliere il ginnasio rimarcava la differenza" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Firenze La scrittrice Elena Stancanelli ha frequentato il Michelangelo "Assurdo togliere il ginnasio rimarcava la differenza" "Tra i banchi bisogna apprendere l´impossibile e anche l´inutile" Erano i primi anni Ottanta quando la scrittrice Elena Stancanelli frequentava il "Miche", ed era l´epoca in cui, racconta, «tra noi del classico e tutti gli altri c´era davvero una distanza abissale». Lo sa che, se la riforma del ministro Gelmini andrà in porto, scomparirà il nome «ginnasio»? «E perché mai? Non vedo nessuna utilità in questo». Le dispiace? «A me piaceva la distinzione liceo/ginnasio. Mi divertiva, perché era una definizione che creava il caos: questo modo di contare gli anni al contrario, partendo dalla quarta per arrivare alla terza, ti faceva sentire in un mondo capovolto. Ed era anche un modo per rimarcare la differenza tra noi e gli altri, perché in quei tempi frequentare il classico, nel mio caso il Michelangelo, o frequentare un altro liceo, era una cosa completamente diversa». Al classico ci saranno anche altri cambiamenti. Per esempio, lo studio della lingua straniera sarà obbligatorio per tutti e cinque gli anni. «E´ una questione piuttosto complicata. Io credo che le lingue straniere si dovrebbero imparare quando si è ancora piccoli: alle elementari, o addirittura all´asilo. Iniziare a studiarle a quattordici anni non risolve niente. Io al liceo ho fatto francese, eppure non ricordo quasi nulla di quegli insegnamenti. La lingua l´ho imparata dopo, all´estero, così come l´inglese». Allo scientifico e al nuovo liceo delle scienze umane, che sostituirà il pedagogico, il latino non sarà più obbligatorio. «Non sono assolutamente d´accordo. Io sono profondamente legata allo studio del latino e del greco: è ovvio che non servono a niente, ma tra tutte le cose inutili che ho fatto nella mia vita studiare queste due lingue è di gran lunga la migliore. Non credo che a scuola le materie debbano essere scelte sulla base del loro risvolto pratico: questa è una cosa che avviene dopo, sul lavoro. Al liceo, invece, bisogna apprendere il folle, l´impossibile, anche l´inutile: tutto ciò che possa aiutarti ad aprire la mente in un momento in cui questa è ancora fertile». (g.r.)

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il taglio delle ore nei licei? "è grave". "no, va bene" - gaia rau (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Firenze Il taglio delle ore nei licei? "è grave". "No, va bene" Presidi, prof e sindacati sulla nuova riforma Gelmini La scuola Conte: senza il latino non si può acquisire un senso storico dell´Europa GAIA RAU (segue dalla prima di cronaca) «Credo che oggi, per il cittadino europeo, sia fondamentale possedere una coscienza identitaria, una forte consapevolezza delle tradizioni, per evitare l´appiattimento», dice Conte. «In fondo - spiega - la globalizzazione è un po´ come una cena dove ognuno porta qualcosa. Gli europei portano la loro identità storica, e la prima idea di Europa è stata quella di Carlo Magno, il quale fece del latino uno strumento di unificazione politica e culturale. Per questo, senza il latino, non si può acquisire un senso storico dell´Europa». «Ma l´aspetto della riforma che ritengo più grave - aggiunge - è la riduzione dell´orario scolastico: ancora una volta la prima delle preoccupazioni è tagliare indiscriminatamente, senza pensare a ciò che è necessario fare. E così si perde anche il senso del lavoro, del tempo che è necessario per formarsi una cultura». Ed è proprio contro la diminuzione delle ore di scuola nei licei che puntano il dito i sindacati: «E non si tratta soltanto di tutelare posti di lavoro - precisa Mario Battistini della Flc-Cgil, membro del Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi) che, probabilmente già il prossimo mese, presenterà un parere ufficiale sulla riforma - il vero problema, per noi, è la didattica: ventisette ore, che tolto l´insegnamento della religione diventano ventisei, sono troppo poche. Si parla di potenziare le lingue straniere, di approfondire l´insegnamento della matematica e delle materie scientifiche, ma come sarà possibile, con un orario così ridotto? Credo che, come al solito, a fare le vere scelte non sia il ministero dell´Istruzione, ma quello dell´Economia: non vedo giustificazioni pedagogiche a questa riforma, ma soltanto la volontà di tagliare, sempre e comunque». Tra i presidi dei licei, destinati a vivere le conseguenze del nuovo modello sulla propria pelle, i pareri sono discordanti: «Ben venga la diminuzione dell´orario settimanale a 27 ore e il prolungamento dello studio della lingua straniera per tutti e cinque gli anni - dice Luigi Nespoli, preside del classico Cicognini di Prato - sono dei cambiamenti che giudico positivi, ma che da noi, come in moltissime altre scuole, sono già una realtà, forse senza che il ministero se ne sia reso conto. Anche il fatto di cancellare la parola "ginnasio", mi sembra una novità più formale che sostanziale». «Invece - aggiunge - non condivido la polemica dei sindacati: non è il numero di ore a fare la differenza, a rendere una scuola efficiente, ma la qualità dell´insegnamento». Di parere opposto Giuseppe Di Lorenzo, preside del Castelnuovo: «Il problema - dice - è che in Italia si ragiona al contrario: prima si tagliano le risorse, poi si decide il percorso da realizzare. E questo è un assurdo programmatico, che ci pone in serie difficoltà». Per quanto riguarda, nello specifico, i licei scientifici, Di Lorenzo è invece d´accordo sull´introduzione dell´opzione scientifico-tecnologica: «Permetterà di creare un dialogo tra teoria e pratica che, fino ad oggi, è mancato, perché la seconda è rimasta appannaggio degli istituti tecnici».

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"è ottimo per la cultura musicale una tragedia per il conservatorio" - gregorio moppi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze Il direttore del Cherubini sulle novità del ministero. E Lucchesini, della Scuola di Fiesole: "Non basta" "è ottimo per la cultura musicale una tragedia per il conservatorio" "In base alla legge del 1999 verranno spostati i corsi di base per bambini, che sono tanti" GREGORIO MOPPI «I nuovi licei musicali annunciati dal ministro Gelmini per il 2010? In Toscana esistono già da tempo, come indirizzi sperimentali, ad Arezzo e Lucca. E comunque l´idea di istituire scuole superiori dedicate alla musica era già contenuta nella legge di riforma dei Conservatori, anno 1999». Evento atteso da tempo, dunque. Come spiega Paolo Biordi, direttore del Conservatorio "Cherubini", che di questi licei dà un giudizio articolato. «Si presentano allo stesso tempo come un bene e una tragedia. Da un lato, difatti, non si può che salutare con favore una maggior apertura della scuola alla pratica strumentale. Tuttavia prevedere soltanto 40 licei musicali in tutta Italia (due per regione, a occhio e croce) è insufficiente. Quanti ragazzi potranno frequentarli? Quali strumenti saranno insegnati? E come verranno reclutati i docenti?». Quel che Biordi teme è l´attivazione di classi-fotocopia dovunque: pianoforte, chitarra, flauto e poco altro. «E il resto degli strumenti, dove impararli? Tanto più che, stando alla legge del ‘99, l´apertura dei licei musicali sottrarrà ai Conservatori i corsi di base per bambini. Ciò che, peraltro, in pochi anni condurrà al tracollo dei Conservatori, privati del loro vivaio di talenti e senza che un adeguato numero di allievi provenienti dai nuovi licei riesca a rimpiazzarli. Basti dire che quest´anno, da Arezzo, sono pervenute soltanto tre domande di iscrizione al "Cherubini"». Eppure il Conservatorio è ormai equiparato all´università, che senso avrebbe continuare a accettarvi bimbi e adolescenti? «Anche diversi miei colleghi la pensano così. Non si rendono conto che, senza la formazione di base, le loro aule presto si svuoteranno. I numeri parlano chiaro: qui a Firenze 550 allievi su 795 frequentano i corsi di base. Ma c´è una soluzione. E a costo zero per le casse dello stato. Basterebbe che - almeno per qualche anno, giusto il tempo di valutare pregi e difetti dei nuovi indirizzi di studio - i licei musicali utilizzassero docenti, spazi e strumenti dei Conservatori per l´insegnamento delle discipline musicali. Del resto, chi fornirebbe a un liceo i fondi per comprare e mantenere in buono stato, per esempio, un pianoforte?». Tutto questo, ovviamente, a patto che i licei musicali si trovassero nelle vicinanze di un Conservatorio, perché altrimenti gli alunni sarebbero costretti a spostarsi addirittura tra due città. E se in Toscana fossero proprio Arezzo e Lucca a richiedere al ministero di rendere stabili i propri indirizzi musicali, il "Cherubini" non ne trarrebbe alcun giovamento: infatti agli studenti non si potrebbe chiedere di sdoppiarsi ogni giorno tra Firenze e Arezzo; e Lucca, poi, ha già un suo Conservatorio, il «Boccherini». Del tutto positivo, invece, il parere del direttore della Scuola di Fiesole, Andrea Lucchesini, sui nuovi licei. «Ben vengano. Aumenteranno così per i ragazzi le opportunità di studiare uno strumento. Però non basta ancora. Il mio sogno è che la musica diventi parte del curriculum scolastico fin dalle materne. Se temo che ciò possa portare a un calo di iscritti per Fiesole? No. Quel che offriamo noi, in termini di musica d´insieme e di formazione orchestrale, un liceo non potrebbe mai garantirlo».

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a settembre iniziano i dolori - maria eugenia parodi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

LA RIFORMA DELLA SCUOLA A SETTEMBRE INIZIANO I DOLORI MARIA EUGENIA PARODI Ultimo suono della campanella per la scuola che conosciamo. A settembre alunni e genitori si troveranno con buona probabilità in un mondo tutto nuovo, fatto di "maestri unici" e di "maestri mordi e fuggi", due ore qua, tre là per tappare i buchi orari. Perché, e i genitori iniziano ad accorgesene, per far tornare i conti con la riforma Gelmini le scuole stanno facendo un puzzle certosino di materie e di orari e, dove i conti non tornano, semplicemente tagliano. Basta con le solite maestre, basta con i tre pomeriggi di rientro. Puoi trovarti con una sola delle vecchie maestre e sentirti dire che di pomeriggi non è possibile averne più di due e non c'è niente che tu possa fare. Le prime elementari sono le più penalizzate: avendo già in partenza una dotazione organica ridotta (27 ore invece di 30) e nell'incertezza per gli anni a venire, i dirigenti costituiscono nuove classi a orario ridotto, indipendentemente da quello che hanno scelto i genitori in sede di iscrizioni. E la colpa non è neppure del Ministero, ma delle scuole che non si saprebbero organizzare. Si salvano solo le classi a tempo pieno, perché restano due insegnanti e, con le ore di compresenza che sono state tagliate, è possibile mantenere un po' di flessibilità e anche assicurare la sorveglianza a pranzo per i bambini dei moduli, a patto però che si trovino all'interno del medesimo edificio. Fatto sta che il ministro Gelmini ha riformato la scuola dell'obbligo senza preoccuparsi dei contratti di lavoro e della normativa preesistente e adesso i nodi giungono al pettine. Fioccano le prime proteste sui tavoli degli uffici scolastici provinciali, ma tanto si sa, fra poco arriva messer agosto e a settembre chi vivrà vedrà. Intanto il consiglio dei ministri approva i regolamenti per i nuovi licei e per gli istituti tecnici e professionali. Andranno verificati alla prova dei fatti, ma non sembrano male, con il potenziamento delle materie scientifiche e della lingua straniera e il ritorno del latino ai licei. Almeno, dietro a questa riforma c'è il serio lavoro di studio e di approfondimento fatto a suo tempo dal ministro Moratti e dai suoi tecnici. (associazione genitori Age-Toscana)

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notte bianca in difesa della scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Prato Notte bianca in difesa della scuola Al Gramsci-Keynes assemblea no-stop di insegnanti, genitori e studenti No al taglio dei fondi di istituto e alle "superclassi" PRATO. Proseguono le proteste contro la riforma Gelmini. Alla vigilia dell'ultimo giorno di scuola, gli insegnanti del Gramsci Keynes con alcuni studenti e i loro genitori, hanno occupato l'auditorium per un'assemblea permanente durata tutta la notte. Cioè fino alle otto del mattino, quando ha suonato la campanella della prima ora e tutti sono tornati in classe per l'ultima lezione dell'anno. Dopo aver incontrato nei giorni scorsi il dirigente scolastico e indetto un'assemblea straordinaria, l'istituto di via Reggiana è passato all'occupazione per ribadire un deciso "no" al taglio dei fondi d'istituto. No alla perdita delle cattedre (di conseguenza per i precari si allontana la possibilità di entrare di ruolo) e all'aumento degli alunni per classe. Nel frattempo il ricorso al Tar del Lazio è stato accolto in quanto mancherebbero i regolamenti per poter applicare la legge. All'avvocato Corrado Mauceri, membro del tavolo regionale per la difesa della scuola pubblica, è toccato illustrare i vari aspetti di irregolarità della riforma in via di applicazione. «Esiste una legge, ma non ci sono gli strumenti per poterla applicare - sostiene l'avvocato -. Per ora è solo un pezzo di carta che non ha alcun valore giuridico. Lo dimostra il fatto, che non esiste nessun piano programmatico di Governo, sulla base del quale dovevano essere adottati dei regolamenti che ancora non sono arrivati. In altre parole la normativa non è efficace». L'assemblea ha coinvolto però solo una sessantina di persone. Complice il clima vacanziero, che convinto molti studenti a rimandare qualsiasi forma di protesta a settembre. «A noi ci è sembrato giusto essere presenti - spiegano Giulia e Gianluca della 2ª liceo scientifico - la prima classe della nostra sperimentazione bilingue verrà tagliata. E da programma, ci saranno meno ore a disposizione per le materie caratterizzanti, quindi scienze e lingue. Che senso ha?». Nel quadro generale delle penalizzazioni, il Gramsci Keynes è l'istituto che ha pagato il prezzo più alto. In base ai dati provvisori degli organici di diritto, le scuole superiori pratesi perderanno 23 cattedre di cui 12 all'istituto di via Reggiana. Che inoltre, dovrà subire il taglio di quattro classi. E poi c'è un problema d'ordine economico: «La scuola è al collasso finanziario, i fondi stanziati sono pari a zero - dichiara la preside Grazia Maria Tempesti -. Se non ci sarà una condivisione degli obiettivi anche da parte della futura amministrazione, la scuola pubblica chiuderà». «Dopo ventisei anni d'insegnamento - spiega Gabriella Ghisleri, docente di ruolo - mi ritrovo precaria come vent'anni fa. Ma non è solo un problema di lavoro. Si vuole distruggere l'intero sistema scolastico: tutte le sperimentazioni saranno abolite e trovare un posto di lavoro, senza una formazione adeguata, sarà sempre più difficile». «Si va ledere il diritto di studio - interviene Stefano Nigro, insegnante precario di francese da 5 anni -. I tagli ai fondi non permetteranno di garantire i corsi di recupero, senza contare il problema della sicurezza. Prevedere quattro classi da trenta alunni è al limite della legalità». Barbara Burzi

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IL TRIONFO DELLA BOCCIATURA (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

IL TRIONFO DELLA BOCCIATURA FRONTE DEL VIDEO Niente di nuovo: come ogni giorno, show di Berlusconi in apertura dei tg. Stavolta ha parlato davanti ai suoi colleghi industriali e si vedeva che si sentiva proprio a casa sua (tipo Villa Certosa), nei gesti balneari e nel linguaggio del cactus. Perciò, si è lasciato un po' andare, ma senza ricadere negli insulti alla Marcegaglia, intesa come velina. Ha chiarito in modo definitivo la sua posizione sulla stampa: chi lo critica o si permette di fargli domande alle quali non sa rispondere, non solo è un cattivo giornalista, ma addirittura un eversore; compresi i direttori della stampa estera indipendente. Ma, per fortuna, ci sono anche i giornalisti dipendenti, come il direttore del Tg2, che ieri alle 13 ha mandato in onda un trionfale servizio sulla scuola. Con l'annuncio della bocciatura di 70.000 ragazzini, esaltata in quanto segno evidente che la scuola italiana è migliorata per impulso della Gelmini. Come dire che la sanità pubblica migliora quando aumenta la mortalità negli ospedali.

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S tefania (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/06/2009 - pag: 9 Qui Lina di LINA SOTIS S tefania Prestigiacomo, Daniela Santanché, Mariastella Gelmini sobbalzano alle parole di Gheddafi: «Serve una rivoluzione rosa». Poi il colonnello si rivolge alla loro vicina Luisa Todini e le dice: «Lei non è una donna è un uomo». Sarà il complimento giusto? linasotis@gmail.com

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Nuovo liceo musicale Si pensa al numero chiuso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 14/06/2009 - pag: 18 Scuola I consulenti della Gelmini: vogliamo formare musicisti, non musicofili Nuovo liceo musicale Si pensa al numero chiuso Al ministero già arrivate dagli istituti cento richieste ROMA «Ci sarà un esame di ammissione. Non sarà un liceo come tutti gli altri. Al ministero sembrano convinti. È una novità rispetto alla prima proposta, quella della Moratti. Alla Gelmini l'idea di un liceo che non forma musicisti ma musicofili non piace». Emilio Ghezzi, direttore del Conservatorio di Parma, membro della commissione nazionale che dovrà fissare, entro qualche mese, i requisiti minimi per l'istituzione del nuovo percorso, è quasi certo di una selezione all'ingresso. Il musicale e coreutico sarà il primo caso di scuola superiore a numero chiuso, che tende ad escludere chi non ha talento? Saranno in molti i delusi. La domanda di un liceo con queste caratteristiche, nel mercato del-- l'istruzione, è alta. A parte il profluvio di scuole private esistenti, al ministero sono già arrivate cento richieste. Ed anche sull'onda di trasmissioni di grande successo del genere «talent show», il nuovo liceo potrebbe essere preso d'assalto. I posti però sono pochi, anzi pochissimi. Quaranta nuove istituzioni(solo 10 con l'opzione della danza), a partire dal 2010-2011, formate però da una sola sezione o classe. In cifre 25 ragazzi. Mille in tutto. Al ministero i collaboratori della Gelmini contano sul buon senso delle famiglie: inutile iscrivere chi risulta inabile alla danza o è stonato, solo perché quel tipo di liceo è alla moda. Bisognerebbe prendere esempio, azzarda qualcuno, dai due prof della scuola di «Amici», Alessandra Celentano e Luca Jurman, i più selettivi, quelli che per il tuo bene ti dicono se hai i numeri oppure no. «Difficile evitare una selezione - conferma Emanuele Beschi, titolare di viola al Conservatorio di Milano - . Prendiamo il violino e il pianoforte: lo studio di questi strumenti inizia molto presto, tra gli 8 e i 9 anni. Se uno si iscrive a 14 anni e pretende di partire da zero che si fa?» I ragazzi che sceglieranno l'indirizzo musicale si divideranno - come già accade col vecchio ordinamento - tra scuola e Conservatorio. I nuovi licei continueranno ad appoggiarsi a queste istituzioni, le sole in grado di garantire tutto ciò che serve: insegnanti, strumenti, l'intera gamma di corsi. Il carico di ore di lezione non sarà leggero. Nel primo biennio gli insegnamenti fondamentali (italiano, matematica ecc) arrivano a 594 ore (18 ore settimanali). Nel secondo biennio e nel quinto anno raggiungono le 627 ore (19 ore). Poi c'è la parte che riguarda i due indirizzi, il musicale e il coreutico: 462 ore nel primo biennio (14 ore) e 429 ore nel secondo biennio e nel quinto anno (13 ore). Il diploma aprirà le porte di Conservatori e Accademie. «Non ci sono solo gli sbocchi naturali: attività solistica, orchestre, insegnamento - continua Emanuele Beschi - . L'indirizzo musicale può formare le nuove figure richieste dal mondo dei media. Esistono opportunità nel settore della musica elettronica e digitale, in fortissima evoluzione. C'è spazio nel campo della prassi esecutiva storica, grazie ai numerosi festival della musica antica. Qualcuno potrebbe accontentarsi di diventare un dilettante con la 'D' maiuscola, come se ne incontrano tanti all'estero ». Non tutti, nei Conservatori, assistono alla nascita dei nuovi licei senza preoccupazione. I licei coreutici e musicali (pochi iscritti) dovranno sostituire tutti i corsi (30 mila iscritti) che oggi alimentano il triennio delle «università della musica». Paolo Biordi, direttore del «Cherubini » di Firenze teme che il flusso di allievi possa esaurirsi nel giro di qualche anno. «Benissimo i licei musicali - dice - purché ci sia consentito di non interrompere la formazione di base. Però si rischia di abbassare il livello qualitativo e di licealizzare i conservatori Giulio Benedetti Lezione Studenti di viola nel conservatorio «Arrigo Boito» di Parma nel 2004: i nuovi licei potrebbero consentire l'accesso alle accademie musicali IL COMMENTO di Isabella Bossi Fedrigotti nelle Idee&opinioni ».

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 14/06/2009 - pag: 18 Luciano Canfora «Il Ginnasio modello di tutta l'Europa Un errore eliminarlo» ROMA «Eliminare la parola Ginnasio? Un errore. Non era un termine qualsiasi, ma un riferimento al nostro modello culturale europeo». Luciano Canfora, storico, saggista e ordinario di filologia greca e latina all'università di Bari, non apprezza il restyling linguistico del primo biennio del Liceo Classico. Perché? «Potrebbe avere un senso, perché prima c'era il Ginnasio inferiore e il Ginnasio Superiore. Poi, sin dai tempi di Bottai, il Ginnasio inferiore è stato chiamato Scuola Media. Ed è rimasto questo Ginnasio superiore un po' appeso al nulla. Però...». Però? «Quel termine, mutuato dal greco, era stato adottato dall'Humanistische Gymnasium, la scuola umanistica tedesca dell'800, riformata da Wilhelm von Humboldt, che ha fatto grande la Germania. Poi copiata da tutta l'Europa, noi compresi. E anche dalla Russia». Tenere quel nome cosa significherebbe? «Non perdere anche l'ultimo riferimento a ciò che è stato il modello culturale di tutto l'Occidente». Il latino diventerà facoltativo anche in un indirizzo dello Scientifico. E' un male? «Diciamo che ormai era un insegnamento allo stato larvale. Ma io sono sempre del parere che è meglio curare che amputare». Ma al Liceo Classico si insegnerà l'inglese per 5 anni. «Invece che due. Non mi sembra una gran riforma». Cosa servirebbe invece per migliorare la formazione dei ragazzi che arrivano all'Università? «Lo dico? So di essere controcorrente. Ma credo che serva allungare di un anno le superiori. Lo esige il '900: la storia, la filosofia, l'arte. Devono essere studiate con più calma». Molti teorizzano l'opposto. «Come il 3+2 dell'Università nato per la fretta di far inserire nel mondo del lavoro. Così invece di 4 tutti studiano 5 anni». Cosa pensa di questa riforma dei Licei? «Non l'ho letta. E non so cosa ci sia nella testa del ministro >Gelmini, né quali studi abbia fatto. Ma in genere i riformatori della scuola sono pericolosissimi. Anche perché spesso non sono abbastanza competenti». Virginia Piccolillo

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38,8 48,8 (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 14/06/2009 - pag: 3 Verso il ballottaggio La Gelmini: dobbiamo cacciare la sinistra. La Lega: non tradiremo. Il Pd: siamo abituati alle parate romane, ma poi i fondi non arrivano Ministri per Podestà. Penati: sto con la gente Il governo a Milano per sostenere la campagna del Pdl. I comunisti: nessun accordo, ma voteremo la lista del presidente cinque anni di menzogne, immobilismo, incapacità progettuale? ». Sul palco arrivano anche i leghisti: ci sono Matteo Salvini in bermuda e maglietta «Lombardia», l'assessore Davide Boni e il vice-sindaco di Biassono Angelo De Biasio. Con una scusa, tutti e tre evitano di cantare l'inno nazionale, ma in compenso convincono il pubblico e i vertici del Pdl a intonare «va Pensiero». Boni è categorico: «Se Podestà dovesse perdere, non sarà certo per colpa della Lega. Noi ci siamo e votiamo». Podestà stringe la mano al futuro presidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro e al sottosegretario Luigi Casero. Ringrazia Viviana Beccalossi, arrivata da Brescia con un pullman di supporter, il vicesindaco Riccardo De Corato e Vittoria Brambilla. Poi, chiude con l'appello: «Non rinunciamo a votare. Quanto ci costerebbe over sopportare ancora Penati, che trascorre la giornata incontrando elettori nei comuni della provincia, commenta l'evento: «A Milano ci siamo abituati alle parate elettorali di ministri e sottosegretari. Che vengono, non lasciano un euro per il nostro territorio e non prendono impegni che possano cambiare la vita dei cittadini. Il Governo ha il braccino corto». Intanto, il candidato del centrosinistra intasca una importante dichiarazione di Massimo Gatti, candidato di Prc, Pdci e della lista Un'altra Provincia: «Per quanto riguarda il ballottaggio del 21-22 giugno prossimo venturo, è chiaro che la lista civica Centrodestra Guido Podestà, 62 anni, candidato presidente di Pdl e Lega La percentuale Democratici Filippo Penati, 56 anni, del Pd, presidente della Provincia uscente ottenuta al primo turno da Podestà pari a 790.027 voti 38,8 48,8 Da una parte, la carrellata di rappresentanti istituzionali che tifano per Podestà e chiedono agli elettori di «cacciare la sinistra». Dall'altra, il tour forsennato in molti comuni della provincia a chiedere «sostengo ad un programma forte e condiviso» stando «vicino alla gente». Ultimo week end di campagna elettorale in vista del ballottaggio: domenica e lunedì prossimi i milanesi e gli abitanti dei Comuni della provincia sceglieranno se confermare a Palazzo Isimbardi Filippo Penati o se sostituirlo con Guido Podestà. Per il candidato di centrodestra, appuntamento in piazza San Carlo, con maglie e bandierine con lo slogan: «I love Pod». Su un palco sfilano, presentati dal ministro Ignazio La Russa e dal vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, ministri e sottosegretari, amministratori e sindaci. Il ministro Mariastella Gelmini affibbia alla Provincia di Penati «un cinque in condotta» per «lo spreco di denaro pubblico, anche per la campagna elettorale, e per il profitto di cinque anni che lascia a desiderare un'Altra Provincia è contraria all'affermazione del centrodestra e delle destre in provincia di Milano». Libertà di scelta, dunque, con il rinvio ad un incontro ai primi di luglio «per una nuova assemblea organizzativa in cui coordinare, organizzare e dare seguito al lavoro della lista civica provinciale in relazione anche con le liste civiche dei comuni». A loro e a tutti gli elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio si rivolge Matteo Mauri, coordinatore della campagna elettorale di Penati: «Chiediamo a tutti gli elettori che hanno a cuore il pluralismo e la libertà d'espressione, di riconfermare la loro decisione di indipendenza scegliendo la persona e votando al ballottaggio del 21 e 22 giugno Filippo Penati, che in questi anni ha lavorato con grande concretezza e ha dimostrato forte autonomia nelle scelte di governo». Così Penati: «Il confronto con i partiti che hanno sostenuto Massimo Gatti è positivo e si potrà sviluppare ulteriormente dando garanzie sulle tematiche ambientali a partire dalla difesa del Parco Sud» La percentuale ottenuta da Penati al primo turno pari a 627.690 voti ». Elisabetta Soglio

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Bambino morto, i genitori: (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Grande Milano data: 14/06/2009 - pag: 10 Truccazzano Ieri l'autopsia. L'ipotesi di un gioco finito in tragedia Bambino morto, i genitori: «La scuola non ha colpe» Lo dice abbassando un poco il tono di voce: «Questo non è il dramma di una famiglia». Si ferma un istante, poi aggiunge: «E' il dramma di un'intera comunità ». Lo dice convinto, Vittorio Sartirana. Lui sindaco di Truccazzano, il paese travolto giovedì sera dal dramma della morte di un bimbo di appena nove anni, trovato dalla sua mamma in cameretta, appeso con un laccio ad una maniglia dell'armadio. La mamma stessa, poi il padre e i famigliari, in un primo momento si erano buttati addosso la colpa di quella morte, si erano convinti che la causa fosse un rimprovero per una nota presa in classe la mattina perché «disturbava, non era attento». Solo col passare delle ore, anche con l'aiuto degli psicologi, del medico, dei parenti, hanno cominciato a pensare che forse poteva esser stato in realtà un gioco pericoloso finito in tragedia, non legato alla nota della maestra nè tanto meno al rimprovero della mamma. «Non sta a noi indagare - ha commentato ieri mattina il sindaco - quel che ci preme invece è di esser di aiuto sia ai genitori che ai compagni del bimbo. Per questo motivo abbiamo già contattato un'associazione milanese specializzata nel trattare situazioni di questo genere e abbiamo chiesto loro di intervenire, se necessario». Un sostegno psicologico gratuito per i famigliari del bambino, per gli alunni e i genitori della classe che frequentava. I funerali, probabilmente, martedì. La conferma si avrà solo dopo che il magistrato avrà dato il via libera, l'autopsia si è svolta ieri, i risultati saranno comunicati domattina. I genitori del bimbo hanno voluto contattare la preside Maria Luisa Balconi, per chiarire che non intendono puntare il dito contro la scuola, nè contro le insegnanti. «Pur nel dolore - ha spiegato la Balconi - ci hanno tenuto a farmi sapere che semmai fosse uscita qualche dichiarazione attribuita a loro che accusava la scuola, non corrispondeva a verità. Non hanno nulla da rimproverare alle docenti o alla classe e non volevano esser coinvolti in montature inesistenti ». Una telefonata che ha commosso la preside, in prima fila da venerdì a fronteggiare accuse, voci, mezze insinuazioni. «Ho ricontattato anche le insegnanti - ha spiegato - sono riuscita a parlare con una di loro, volevo farle coraggio ma lei stessa mi ha ripetuto che, in tutta coscienza, sentiva di non aver di che rimproverarsi, il bambino non era problematico, non aveva dato segni di disagio e stava provando a superare la sua timidezza, crescendo». Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Stiamo ragionando sull'ipotesi di mandare ispettori nella scuola. Al momento non pensiamo siano state commesse delle irregolarità da parte della scuola. Ma stiamo approfondendo il caso». Leila Codecasa La scuola I genitori dei bimbi

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nidi, 118 bimbi in attesa (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2009)

Argomenti: Scuola

Lucca. Pronte le graduatorie, spazio per 150 piccoli nelle scuole private e per 70 nelle strutture accreditate Nidi, 118 bimbi in attesa Nelle scuole comunali 291 posti per 409 domande LUCCA. Nelle graduatorie appena pubblicate dal Comune ci sono 409 bambini, mentre i posti nelle strutture pubbliche, compreso il nido della Cappella, sono 291. Considerando doppie domande (per il nido e per lo spazio giochi), il risultato è che ci sono 118 bambini in lista di attesa. Almeno per le scuole pubbliche. Il Comune ricorda che a Lucca esistono anche nidi privati che possono accogliere fino a 150 bambini e che nelle strutture "accreditate" c'è posto per altri 70 piccoli, ma il problema delle liste d'attesa resta. In Lucca I SEGUE A PAGINA 1

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blitz gelmini, che guaio per le medie (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2009)

Argomenti: Scuola

Conseguenze negative Blitz Gelmini, che guaio per le medie Alle Bartolena i prof di lettere contestano le misure del governo In base alla normativa Gelmini, nella scuola secondaria di primo grado dal prossimo anno verranno a crearsi situazioni che incideranno negativamente sulla attività didattica e sugli alunni: 1) Chi già frequenta la scuola media, dovrà subire una contrazione dell'orario settimanale, dato che anche le seconde e terze classi passeranno a 30 ore, in palese violazione delle scelte operate dalle famiglie al momento dell'iscrizione alla prima classe. 2) Non sarà più possibile garantire la continuità dei docenti di lettere nelle classi. 3) A meno che non si ricorra agli insegnanti di lettere perdenti posto, visto che 2 delle 3 ore "tagliate" appartengono alla loro cattedra, mancheranno docenti che possano garantire agli alunni attività alternativa all'insegnamento della religione cattolica; con ciò verrebbe negato un pari trattamento tra chi intende avvalersi di tale insegnamento e chi invece, altrettanto legittimamente, non intende farlo. 4) A tutto questo si aggiunge, già da quest'anno, la questione della valutazione finale. Secondo la normativa, una sola insufficienza in pagella può comportare la non ammissione alla classe successiva o all'esame di licenza. Il Consiglio di classe potrà a maggioranza decidere diversamente, ma in tal caso le eventuali insufficienze dovranno essere trasformate in altrettanti 6. Ipocrisia a parte, tutta questa "severità" va a contrastare con quanto previsto per la scuola primaria, che come la media è scuola dell'obbligo, ma dove la non ammissione alla classe successiva rimane un'ipotesi piuttosto remota. Insomma, ci sembra proprio che per quanto riguarda la scuola, per l'ennesima volta e nel vero senso della parola, la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. I docenti di lettere della scuola secondaria di 1º grado G. Bartolena

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Via libera ai (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 15/06/2009 - pag: 25 La riforma Cambia la «governance» della scuola. Un organismo nazionale vigilerà sui programmi Via libera ai «comitati di liceo» Professionisti e aziende sceglieranno le materie facoltative ROMA Comincia a cambiare la «governance» della scuola. Un po' alla volta, con piccoli aggiustamenti. Ed un obiettivo: fare entrare nel sistema la cultura della valutazione. Un primo passo è stato appena fatto. Un comitato nazionale controllerà e aggiornerà i piani di studio dei licei e degli istituti tecnici e professionali. È una novità importante che ci avvicina all'Europa dove il compito di valutare e migliorare l'offerta formativa, in soldoni i programmi, è affidata ad apposite agenzie. L'idea è quella di poter contare su un organismo in grado di elaborare delle proposte di cambiamento dei piani di studio in modo autonomo, avvalendosi dell'assistenza tecnica dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (Invalsi) e dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica (Ansas). Il comitato è previsto sia dal regolamento dei tecnici, definitivamente approvato, che dal regolamento dei licei, approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri. A tenere sotto controllo «il profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo» sarà un ristretto gruppo di volontari (non ci sarà nessun onere per la finanza pubblica) composto, per quanto riguarda i licei, da «un rappresentante scelto dal ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, rappresentanti delle scuole, delle università ed esponenti del mondo della cultura, dell'arte e della ricerca ». La materia modifiche curriculari, programmi è anche una delle competenze del Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi), un organismo espressione del mondo sindacale dei professori. D'ora in avanti se ne occuperà un Comitato formato da esperti. Se ci spostiamo nei singoli istituti scopriamo un'altra novità. In ogni scuola, liceo o istituto tecnico, nascerà un comitato scientifico composto da docenti, esperti del mondo del lavoro, delle professioni, della ricerca scientifica e tecnologica, delle università, dei conservatori. Queste persone (anche in questo caso non è previsto alcun onere per la finanza pubblica) potranno dare consigli e fare proposte «per l'organizzazione e l'utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità», ossia fino al venti per cento del monte ore annuale nei primi due anni e nel quinto anno e fino al trenta per cento nel secondo biennio. Il «comitatino» non si occuperà di programmi, ma potrà dire la sua sull'organizzazione di nuovi corsi. Cosa non di poco conto soprattutto negli istituti tecnici che per garantire la spendibilità del diploma devono tenere costantemente sotto controllo l'evoluzione del mercato del lavoro locale. Anche in questo caso, come per il Comitato nazionale, si potrebbe aprire un piccolo conflitto. Il collegio dei docenti da sempre esercita le sue competenze in materia di didattica, valutazione e orari. Il suo ruolo, d'ora in avanti, potrebbe essere in qualche modo ridimensionato. I regolamenti della Gelmini puntano a modificare gli equilibri di potere all'interno delle scuole spostando attribuzioni e competenze su nuovi organi. Il Comitato nazionale e i comitati scientifici d'istituto, sono chiamati, anche in modo indiretto, a monitorare l'efficacia dell'offerta formativa su scala nazionale e locale. Il ministro sta gettando le basi di un vero e proprio sistema di valutazione. Giulio Benedetti Sui banchi All'ultimo anno di superiori (Newpress) IL COMMENTO di Maurizio Ferrera a pagina 12 Equilibri Ecco come i regolamenti della Gelmini cambiano gli equilibri di potere all'interno delle scuole 20 Per cento Il comitato scientifico di ogni scuola farà proposte per un totale del 20% del monte ore nel biennio e nell'ultimo anno, per il 30% al terzo e quarto

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Dove sono le lavagne interattive previst (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 15-06-2009)

Argomenti: Scuola

Dove sono le lavagne interattive previste dalla Gelmini? La rivoluzione dei sussidi didattici disponibili nelle scuole italiane doveva partire dalle lavagne interattive che a sentire il ministro Gelmini invaderanno le aule scolastiche nel prossimo anno. Alcuni[...] La rivoluzione dei sussidi didattici disponibili nelle scuole italiane doveva partire dalle lavagne interattive che a sentire il ministro Gelmini invaderanno le aule scolastiche nel prossimo anno. Alcuni sono scettici sulla reale possibilità che quanto promesso si avveri. Di questo e altro si parla nel sito La Stampa. Di seguito la parte introduttiva dell'articolo: 'Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, non ha risparmiato il ministro Gelmini che aveva annunciato l'arrivo di 16 mila nuove lavagne interattive dal prossimo anno. Il ministro «vende lavagne come Totò la fontana di Trevi», ha risposto Mariangela Bastico. E ha sottolineato come «ancora un volta il Ministro prometta ciò che non ha». «Infatti - spiega - cerca di far credere all'opinione pubblica che sono pronte per le nostre scuole le lavagne interattive. Insomma vende le lavagne che non ha».' Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 15 giugno 2009 in: Scuola hi-tech » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Contastata la Gelmini, salta l'incontro (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 15-06-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO Il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini è stato contestato da un gruppo di docenti e genitori della «Assemblea delle scuole del milanese» durante la presentazione del libro del direttore de Il Giornale, Mario Giordano, "5 in condotta". Il fatto è avvenuto alla Mondadori di piazza Duomo a Milano. I manifestanti hanno issato striscioni contro la riforma della scuola e consegnato finte pagelle di bocciatura per la Gelmini. Dopo diversi minuti di slogan contro il ministro, l’incontro è stato annullato. Il ministro Gelmini, dopo che più volte Giordano ha tentato di riprendere la parola, è riuscita soltanto a dire, sommersa dalle proteste: «Complimenti, siete veramente democratici. Avete particolarmente a cuore la scuola pubblica». «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto» si leggeva sugli striscioni issati dai genitori e dai docenti. Ancora prima che prendesse la parola Mario Giordano per la presentazione del suo libro è iniziato il confronto-scontro, solo verbale, tra chi voleva ascoltare la conferenza e i docenti che volevano esprimere dissenso nei confronti del ministro. «Siamo qui oggi e saremo il primo settembre davanti a tutte le scuole perché la riforma della Gelmini non passerà», ha detto Paolo Limonta, della Rete scuole, secondo cui la stragrande maggioranza dei docenti milanesi boccia le proposte di Maria Stella Gelmini. Durante i brevi ma concitati momenti della protesta i manifestanti hanno distribuito la pagella di bocciatura alla Gelmini con le valutazioni su ogni singola materia, con i giudizi finali tra cui «assoluta incapacità di comprendere la realtà; pochissima serietà nei confronti di docenti e famiglie; taglio dei fondi di istituto, niente specialisti, niente compresenze, nessun laboratorio»; e il voto: zero. L’alunna, si legge ancora nella valutazione intermedia, «non si è positivamente inserita nel mondo della scuola. Non si confronta, non ascolta e testardamente si ostina a tenere atteggiamenti non consoni alla serietà dell’istutuzioni scolastica». Lasciando la sala del terzo piano del Multicenter Mondadori dove era prevista la presentazione del suo libro, Mario Giordano ha detto al microfono rivolto ai contestatori: «Grazie ai fascisti che sono nel pubblico e che sono il male del Paese». I docenti e i genitori hanno poi continuato la protesta fuori dalla libreria per circa un altro quarto d’ora prima di disperdersi.

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Contestano la Gelmini "Meriti zero ti bocciamo" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

GLI STUDENTI A MILANO Contestano la Gelmini "Meriti zero ti bocciamo" MILANO Al grido di «Vergogna, vergogna» e sventolando bandiere con scritto «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto», alcuni esponenti dell'assemblea delle scuole di Milano hanno protestato alla presentazione del libro di Mario Giordano «5 in condotta». Appena il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è entrata nella sala del Mondadori Multicenter dove era in programma l'iniziativa, è partita la protesta e la presentazione, a cui erano presenti anche l'autore e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, è saltata. La Gelmini è riuscita soltanto a dire, sommersa dalle proteste: «Complimenti, siete veramente democratici. Avete particolarmente a cuore la scuola pubblica». Durante i brevi ma concitati momenti della protesta i manifestanti hanno distribuito la pagella di bocciatura alla Gelmini con le valutazioni su ogni singola materia, con i giudizi finali tra cui «assoluta incapacità di comprendere la realtà; pochissima serietà nei confronti di docenti e famiglie; taglio dei fondi di istituto, niente specialisti, niente compresenze, nessun laboratorio»; e il voto: zero. L'alunna, si legge ancora nella valutazione intermedia, «non si è positivamente inserita nel mondo della scuola. Non si confronta, non ascolta e testardamente si ostina a tenere atteggiamenti non consoni alla serietà dell'istituzione scolastica».

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Alcune domande su Ahmadinejad Leggendo le dichiarazioni del leader iraniano Mahmud Ahmadin... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Alcune domande su Ahmadinejad Leggendo le dichiarazioni del leader iraniano Mahmud Ahmadinejad dopo la sua vittoria elettorale, non ho potuto fare a meno di pormi delle domande sul suo elettorato che, brogli a parte, comunque esiste. Come fanno a dire «è uno di noi, è uno del popolo» parlando di un dittatore affamapopoli che preferisce investire in una sterile, se non minacciosa, ricerca nucleare piuttosto che in un serio sviluppo della sua nazione? Come possono avere rispetto di un governante che di rispetto dimostra di non averne, anche nei confronti di Barack Obama, dell'Onu, della Nato o di chicchessia? Che credibilità possono dare a un uomo che mette a tacere tutti coloro che non si allineano alle sue posizioni? Poi il mio pensiero è andato agli ultimi risultati elettorali in Italia... E ho smesso di pormi domande. ALBERTO SGARLATO, ALBENGA (SV) Allarme pellet a stufe spente Il pellet radioattivo scoperto in alcuni lotti arrivati fino in Italia ha scatenato l'allarme. Alcuni pensano che sia stato prodotto con legname proveniente dalle foreste investite dalla nube di Cernobil. Appena si parla di isotopi radioattivi (nel caso attuale l'imputato è il cesio 137) scatta il panico e se ne sentono di tutti i colori. I tg spiegano che se viene bruciato diventa pericoloso per la salute. Falso: i fumi vengono respirati solo se il camino non funziona e se il camino non funziona si muore subito per intossicazione da monossido di carbonio, non per tumore. Le attuali stufe a pellet sono quasi stagne e neanche un filo di fumo finisce negli ambienti riscaldati. L'attuale pellet non può arrivare da Cernobil. Un dubbio: com'è che queste rivelazioni arrivano ora che le stufe sono spente? LUTEZIO LANTANIDI Istituto di Geofisica la sicurezza a rischio L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è in difficoltà. L'ente che ha come ruolo primario il servizio di sorveglianza sismica e vulcanica del territorio italiano corre il rischio di perdere buona parte del personale precario e la capacità di svolgere il proprio compito in modo efficiente. Gli oltre 300 lavoratori precari, di cui quasi 250 inseriti nel processo di stabilizzazione del personale (legge 27 dicembre 2006, n. 269), da settembre del 2008 manifestano la fortissima preoccupazione per il proprio futuro. Ricercatori e tecnici precari che in una lunga carriera hanno maturato una formazione scientifica di altissimo profilo e che per tale motivo sono parte integrante dell'attività di sorveglianza. Competenze che hanno permesso di indirizzare l'intervento della Protezione Civile fin dai primi secondi successivi al disastroso terremoto del 6 aprile. Molti fra questi lavoratori vedono davanti a sé solo incertezza. Qualcuno è già andato via. Molti potrebbero essere costretti a farlo. A quel punto sarebbe difficile spiegare, a chi vive in aree sismiche (il 70% del territorio italiano) o in prossimità di uno dei 7 vulcani attivi in Italia, perché queste competenze e questi servizi sono stati abbandonati. Chiediamo al governo un immediato provvedimento che permetta di garantire il lavoro del personale precario dell'Ingv. I LAVORATORI PRECARI DELL'INGV La politica canta ancora Rabagliati Mentre nelle aziende italiane il ricambio generazionale è un dato di fatto, la politica italiana è un'evidente manifestazione di gerontocrazia: dal presidente del Consiglio ai sottosegretari, tutti rigorosamente ultrasessantacinquenni, a molti ministri dediti più all'ascolto di Rabagliati che di Ramazzotti. Non credo che in Italia manchino valide forze fresche: e pensare che al ventiseienne Chris Brose era stato affidato il compito di scrivere i discorsi per il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, quando già a 24 svolgeva brillantemente lo stesso compito per Colin Powell. Mentre la più grande democrazia del mondo si è affidata a un quasi cinquantenne, il ricambio generazionale nella politica italiana è ancora un miraggio. MAURO LUGLIO, MONFALCONE Prenotazioni-beffa sui treni Secondo le nuove regole imposte da Trenitalia saranno sempre più numerosi i treni che necessiteranno di prenotazione. In pratica, sparendo il biglietto che valeva 2 mesi, quando entreremo in biglietteria dovremo avere le idee ben chiare su quale treno prendere e guai a sgarrare, pena dover cambiare la prenotazione per non più di due volte. Il nuovo sistema potrebbe anche funzionare ma solo se la rete italiana fosse perfetta come quella svizzera o tedesca, dove i treni partono e arrivano puntuali. In Italia, dove il ritardo è una costante e le coincidenze saltano che è un piacere, il tutto rischia di diventare una beffa aggiuntiva per il viaggiatore che, oltre a subire il disagio di dover prendere il treno successivo, dovrà anche sobbarcarsi la coda in biglietteria per cambiare la prenotazione del treno che ha appena perso, certamente non per propria colpa. ELETTRA COSFÌ, POTENZA Quale autonomia nei nuovi licei? Non so come si possa dire che il ministro Gelmini abbia fatto una rivoluzione con i nuovi licei. È un tentativo di razionalizzazione, nulla più, tra l'altro dovuto all'urgenza di assecondare la politica dei tagli dell'attuale governo. Delle proposte del ministro Gelmini si può discutere all'infinito, la questione vera a questo punto è una sola, se lascerà alle scuole una reale autonomia o se i suoi schemi funzionano come dei diktat. Questo è il problema, se dovremo eseguire ligi ligi le direttive del ministro sarà un disastro, se invece potremo tratteggiare noi la scuola in cui siamo, allora la cosa diventerà interessante e potrà realizzarsi qualcosa di realmente nuovo. Se il ministro vuole riformare la scuola dica: «Questi schemi sono il risultato del lavoro fatto al ministero, sono una base a cui fare riferimento, ma ogni scuola costruisca ciò che meglio risponde alle sue esigenze e alle risorse di cui dispone». Faccio un esempio molto semplice per capirci: il ministro vuole l'insegnamento della lingua latina in quasi tutti i licei, io insegno in un liceo scientifico e da anni di esperienza ritengo che l'insegnamento del latino sia inutile e inefficace, per cui se fosse lasciata vera autonomia io lotterei per togliere l'insegnamento della lingua latina, lasciando quello della letteratura, e per usare alcune ore per storia del cinema e del teatro. Ma la domanda rimane, il ministro ci lascerà questa autonomia? O l'autonomia è solo sul come realizzare quello che ha già deciso con i suoi consulenti? È una domanda cui urge una risposta. GIANNI MEREGHETTI, ABBIATEGRASSO (MI)

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Metà studenti in attesa di promozione (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

GLI SCRUTINI Metà studenti in attesa di promozione Insufficienti, devono superare i corsi di recupero. Al Catullo la "strage" BELLUNO. Aumentano gli studenti con i giudizi sospesi, vale a dire con materie insufficienti che vanno recuperate nei mesi estivi con i corsi di recupero. Aumentano anche i bocciati, mentre inevitabilmente diminuisce la media dei voti. E il tanto temuto voto in condotta che da quest'anno fa media nella pagella non fa più paura, visto che si va dal 10 al minimo 7. E mentre alle medie gli esami di licenza sono iniziati tra sabato e ieri, e si concluderanno, per quanto riguarda le prove scritte giovedì con la prova Invalsi ministeriale di italiano e matematica, alle superiori tutto è fermo in attesa dell'avvio degli esami di Stato che inizieranno il 25 giugno. All'Iti Segato, una delle scuole più frequentate dai ragazzi della provincia, i sospesi e i non ammessi rappresentano complessivamente circa la metà dei componenti della classe. Un fatto emerge e trovando conferma negli anni: il numero di non ammessi e sospesi è molto più elevato nelle prime classi, per lo più nel biennio, per poi diminuire nelle classi successive. Segno, cioè, che gli insegnanti preferiscono "fermare" subito un ragazzo che ammetterlo alla classe successiva con gravi carenze. Per cui se nel biennio le classi superano in molti casi anche i 25 alunni, negli anni successivi il numero si restringe, in alcuni casi anche repentinamente. Nelle prime classi al Segato, i non ammessi sono stati 27, mentre i sospesi 49 su un totale di un centinaio di stidenti. Cosa analoga anche in seconda dove i bocciati sono stati 10 e i sospesi 39. Nel triennio, invece, se le bocciature non si fanno più così spesso come nei primi anni, il dato resta però poco incorraggiante: su sette classi si sono registrate ben 31 sospensioni di giudizio e 10 bocciature. La quota sale ancora nel penultimo anno dove si sono registrati 3 non ammessi e 43 sospesi. E non è mancato neppure un caso esemplare come quello della 4ª Amm meccanica dove su 20 ragazzi, 7 sono stati promossi al "primo colpo", 11 sospesi e 2 bocciati. Al liceo classico Tiziano i risultati sono stati più positivi, anche se si deve fare i conti con un numero ridotto di iscritti. In 4ª Ginnasio si contano otto sospesi e 3 bocciati, in Vª si sale a 11 sospesi e un solo bocciato. I debiti non mancano nemmeno nel triennio: 21 in Iª liceo, 11 in seconda. L'unico dato consolante il fatto che agli esami di Stato sono stati tutti ammessi. Al Catullo, invece la "strage" è compiuta. Esemplificativo quanto accaduto in una prima con indirizzo operatore grafico pubblicitario dove su 25 frequentanti, sei soltanto sono stati promossi, 13 sono stati sospesi, 5 bocciati e uno si è ritirato. Anche i voti in condotta sono stati piuttosto bassi, raggiungendo il sette. E a prenderli non sono stati i ragazzi, bensì le studentesse. E cosa dire di uno straniero del secondo anno che, si è meritato un "sei" tondo tondo. Per fortuna lo ha salvato un bell'8 in matematica che gli ha alzato la media facendolo passare all'anno successivo.

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Tre sorrisi dall'Italia (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Buon avvio degli azzurri che vanno sotto nel primo tempo e si sbloccano nella ripresa Tre sorrisi dall'Italia Rossi (doppietta) e De Rossi stendono gli Usa Confederations Cup. La squadra non incanta ma Lippi parte con il piede giusto azzeccando soprattutto i cambi al termine della prima frazione. Meglio i giovani dei "vecchietti" VALENTINO BECCARI PRETORIA. è un'Italia sbiadita come quel pallido azzurro della nuova divisa disegnata dalla Puma che si ispira alla nazionale di Pozzo ma sembra la «Celeste» di Schiaffino e Ghiggia. I «vecchietti» di Berlino 2006 non sono più terribili e la vittoria sui collegiali americani e con il vantaggio della superiorità numerica arriva grazie all'«americano» Giuseppe Rossi lanciato nella ripresa da un Lippi pentito. è stato più facile per la Fiat acquisire la Chrysler che per l'Italia avere ragione degli Stati Uniti, che nel «soccer» non erano potenza mondiale nemmeno quando dalla Casa Bianca si dominava il mondo, figuriamoci ora con Obama che batte cassa all'Europa. A centrocampo il nostro cuore pulsa come quello di un quarantenne in leggero sovrappeso. Gattuso ha ancora il certificato di malattia dopo il lungo stop per l'operazione al ginocchio e anche se siamo in Africa non riesce a ruggire come una belva inferocita. De Rossi si piazza davanti alla difesa, cuce come un sarto ma non ha la creatività di uno stilista. E allora tutti i palloni passano per Pirlo che però viene sistematicamente messo in gabbia dagli americani. Anche in difesa parliamo a bassa voce, arrossiamo spesso e non ci intendiamo. Legrottaglie e Chiellini hanno troppe tossine bianconere da smaltire, Zambrotta si affaccia raramente alla finestra ed il solo Grosso viaggia su un treno ad alta velocità. Davanti l'usato sicuro non convince. Camoranesi vaga come un puma ferito nella sua Pampa argentina, Iaquinta ha bisogno del traduttore simultaneo per capirsi con Gilardino, che è ariete da manovra ma che non ha nelle corde il guizzo di Inzaghi. Con il premio fedeltà non si vincerà il Mondiale 2010 e Lippi dovrà assolutamente far indossare un paio di jeans ad una squadra troppo ingessata nel classico abito grigio. Lo ha dimostrato l'ingresso di Giuseppe Rossi che ha portato la corrente elettrica ad una manovra illuminata dalla candela. E pensare che l'arbitro aveva strizzato l'occhio a Lippi rifilando un «rosso» severo a Clark, quasi applicando le nuove disposizoni della Gelmini sui criteri delle pagelle. Ma gli azzurri non sfruttano l'uomo in più: concedono un paio di «coast to coast» a Bradley e Altidore e soprattutto regalano un rigore assolutamente evitabile con Chiellini che «casca» nella finta dello stesso Altidore e lo sgambetta in modo scolastico. Donovan non si fa accecare dalla divisa rosso fuoco di Buffon e firma il vantaggio americano. Nella ripresa Lippi si ravvede e «taglia» due fedelissimi come Gattuso e Camoranesi che porterebbe con sè anche in barca, per lanciare Montolivo e Giuseppe Rossi. E il ragazzino del New Jersey, cresciuto nel Parma, svezzato da Ferguson ma snobbato dalle nostre grandi, dà la scossa alla partita. Del resto per lui è un derby visto che parla inglese e da ragazzino faceva il tifo per i Nets. Ci mette un paio di minuti per entrare in atmosfera: ruba palla a centrocampo a Dempsey e scocca un tiro da 25 metri che Howard vede solo in fotografia. L'attaccante del Villarreal vince sul campo le primarie per un posto da titolare nelle prossime partite e probabilmente nel Mondiale del prossimo anno. Entra anche Toni per Gilardino ma tra i due è una gara al ribasso come i titoli spazzatura che hanno messo in crisi l'economia mondiale. Meno male che De Rossi possiede quel fondamentale che nel calcio è un autentico comandamento: il tiro da fuori. Il soldatino romanista, sempre presente quando si va alla guerra, si ricorda di avere un conto in sospeso con gli Usa ed insacca da una trentina di metri con il solito Howard che si distende però come uno afflitto da ernia al disco. Poi nel recupero Giuseppe Rossi legittima la sua prestazione straordinaria con un tiro di controbalzo che vale il 3-1. Toni e Gilardino fattevi in là. E ora ci tocca l'Egitto che ha dimostrato con il Brasile di non essere una squadra... d'Egitto. Lippi: largo alla meglio gioventù.

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Scuola, contestazione a Milano per il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, contestazione a Milano per il ministro Gelmini MILANO. Al grido di "Vergogna, vergogna" e sventolando bandiere con scritto "Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto", alcuni esponenti dell'assemblea delle scuole di Milano hanno protestato alla presentazione del libro di Mario Giordano "5 in condotta". Appena il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è entrata nella sala del Mondadori Multicenter dove era in programma l'iniziativa, è partita la protesta. E la presentazione, a cui erano presenti anche l'autore e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri, è saltata. Mentre venivano scanditi gli slogan, il ministro Gelmini ha detto: «Complimenti, siete veramente democratici. Avete particolarmente a cuore la scuola pubblica. Meglio per me». Gli esponenti dell'assemblea delle scuole del Milanese hanno detto che sono pronti a contestare il ministro ogni volta che verrà a Milano.

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Il G8 della Scienza slitta a fine settembre (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Monza, è quasi un giallo il rinvio del summit Il G8 della Scienza slitta a fine settembre MONZA. Slitta a fine settembre la riunione internazionale del G8 dedicata alla ricerca scientifica che si svolgerà a Monza. Le ragioni restano piuttosto vaghe. Infatti il G8 della Scienza e della Tecnologia, che il premier Berlusconi aveva deciso di portare nella sua Villa Gernetto, a Lesmo (esattamente a metà strada tra la residenza di famiglia di Macherio e Villa San Martino ad Arcore), è stato cancellato. Non ve n'è più traccia sul sito di Palazzo Chigi dove fino a qualche giorno fa era indicato come appuntamento assieme agli altri vertici tematici che faranno contorno al programma principale previsto per l'8 luglio all'Aquila. Eppure i ministri della Ricerca, compresa la milanese Maria Stella Gelmini, avrebbero dovuto incontrarsi proprio a Lesmo, in Brianza, dal 25 al 28 giugno. La prestigiosa Villa Gernetto, acquistata dal Cavaliere per 35 milioni di euro da Unicredit, con l'obiettivo di trasformarla in "Università del pensiero liberale", doveva accogliere le menti scientifiche e dare il via all'anno accademico berlusconiano. Il premier sogna infatti di portare ad insegnare personaggi come George W. Bush e José Maria Aznar. Pare proprio che il ministero di Viale Trastevere abbia issato bandiera bianca: l'impossibilità di predisporre tutto il materiale tecnico necessario (traduzioni comprese) e problemi logistico-oganizzativi hanno avuto la meglio. Il ministero spiega: «A differenza di altre riunioni preparatorie del G8 che vedono la presenza di 8 Stati più altri 6, l'appuntamento dedicato alla Ricerca coinvolge un numerso di Paesi e di delegazioni molto maggiore». (r.r.)

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parlamento, la classifica dei fannulloni - roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Il caso "Cittadinanzattiva" studia il lavoro degli onorevoli: radicali e Idv i più stakanovisti Parlamento, la classifica dei fannulloni ROMA Pochi stakanovisti e un esercito di «fannulloni», direbbe Brunetta. Che stanno soprattutto a destra. Per non dire che con le pagelle scolastiche reintrodotte dalla Gelmini (da 0 a 10), solo il 2,6% dei parlamentari (16 deputati e 8 senatori per la precisione) sarebbero promossi al secondo anno di legislatura. SEGUE A PAGINA 16

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proteste anti-gelmini il ministro lascia l'aula (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina De Vito e Montanari a pagina 23 Milano, contestazione alla presentazione di un libro Proteste anti-Gelmini il ministro lascia l´aula SEGUE A PAGINA 23

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 (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Appello alla Regione ad assegnare i fondi previsti e a mediare col Governo per ritardare l'attuazione della Gelmini «Subito il nuovo polo scolastico» Provincia Lo ha chiesto il presidente D'Ascanio, per Campobasso e Termoli CAMPOBASSO Un polo scolastico, da costruire a Campobasso e Termoli, per dare risposte in materia di sicurezza e riorganizzazione dei programmi. E interventi inseriti nel piano di dimensionamento scolastico concordati da una consulta, per «attutire» gli effetti della riforma Gelmini, che provocherà la chiusura di istituti nei comuni più piccoli e il taglio di 334 docenze in Molise dal prossimo anno scolastico, 1.200 in tre anni. Due temi importanti, affrontati nella conferenza stampa che il presidente della Provincia di Campobasso Nicola D'Ascanio ha tenuto per illustrare la situazione dei 47 edifici superiori di competenza provinciale ed esprimere preoccupazioni in merito all'attuazione della Gelmini. «Avevamo preso un impegno di parlare di scuola anche dopo la chiusura delle lezioni - ha spiegato - e lo facciamo dopo la riunionedella Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica, a cui hanno partecipato i sindaci, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, i sindacati e i dirigenti scolastici. Ne è emersa la necessità di garantire il diritto allo studio e attivare un programma rivolto al dimensionamento scolastico e alla messa in sicurezza degli edifici». Una richiesta è stata rivolta al governo regionale, a farsi portavoce nella Conferenza Stato-Regioni di una proposta di proroga della riforma Gelmini, per guadagnare tempo. Quanto al tema «Scuole sicure» D'Ascanio si è rivolto al neo sindaco di Campobasso Gino Di bartolomeo, per rilanciare sull'idea del Polo scolastico, valida anche per Termoli. «Si potrebbe lavorare con un project financing - ha chiarito - studiando coi privati forme di collaborazione che prevedano l'utilizzo degli spazi collaterali, in scuole che restino pubbliche. Chiediamo la collaborazione della Regione, perché in questo settore non si si può operare da soli». Riflettori puntati sul Liceo scientifico «Romita» di Campobasso, per la cui ricostruzione la Provincia dovrà anticipare 3 milioni di euro, stornati fino a primavera dall'intervento previsto per Larino. «Ma la Regione deve restituirci questi fondi, insieme ai 9 milioni di euro che abbiamo anticipato per l'edilizia scolstica - ha detto D'Ascanio -. Quanto alla soluzione provvisoria la Regione ha preso un impegno a trovare un'alternativa e se ne assumerà i meriti. Da parte nostra non siamo in grado di pagare sedi in affitto». La situazione generale è stata illustrata da Giovanna Iannelli, dirigente del settore di edilizia scolastica. Dei 47 istituti di competenza provinciale 6 sono inagibili o in fase di demolizione e ricostruzione. Trattandosi di edifici costruiti decenni fa «per cui non c'è tutta la documentazione«, solo 6 hanno la prevenzione incendi, 2 l'agibilità. L'agibilità post-sisma è stata invece assegnata a tutti, il collaudo statico parziale è stato effettuato in 21 scuole, quello parziale in 5. Resta aperta la questione dell'Artistico di Campobasso, del Nautico di Termoli e dell'Agrario di Larino. In ricostruzione i Licei scientifici di Campobasso e Riccia e l'Iistituto Commerciale e Magistrale di Cascalenda. Lavori in corsoo anche all'Industriale di Campobasso, allo Scientifico, all'Industriale e al Geometra di Termoli. C.S.

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tre sorrisi dall'italia - valentino beccari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Buon avvio degli azzurri che vanno sotto nel primo tempo e si sbloccano nella ripresa Tre sorrisi dall'Italia Rossi (doppietta) e De Rossi stendono gli Usa Confederations Cup. La squadra non incanta ma Lippi parte con il piede giusto azzeccando soprattutto i cambi al termine della prima frazione. Meglio i giovani dei "vecchietti" VALENTINO BECCARI PRETORIA. è un'Italia sbiadita come quel pallido azzurro della nuova divisa disegnata dalla Puma che si ispira alla nazionale di Pozzo ma sembra la «Celeste» di Schiaffino e Ghiggia. I «vecchietti» di Berlino 2006 non sono più terribili e la vittoria sui collegiali americani e con il vantaggio della superiorità numerica arriva grazie all'«americano» Giuseppe Rossi lanciato nella ripresa da un Lippi pentito. è stato più facile per la Fiat acquisire la Chrysler che per l'Italia avere ragione degli Stati Uniti, che nel «soccer» non erano potenza mondiale nemmeno quando dalla Casa Bianca si dominava il mondo, figuriamoci ora con Obama che batte cassa all'Europa. A centrocampo il nostro cuore pulsa come quello di un quarantenne in leggero sovrappeso. Gattuso ha ancora il certificato di malattia dopo il lungo stop per l'operazione al ginocchio e anche se siamo in Africa non riesce a ruggire come una belva inferocita. De Rossi si piazza davanti alla difesa, cuce come un sarto ma non ha la creatività di uno stilista. E allora tutti i palloni passano per Pirlo che però viene sistematicamente messo in gabbia dagli americani. Anche in difesa parliamo a bassa voce, arrossiamo spesso e non ci intendiamo. Legrottaglie e Chiellini hanno troppe tossine bianconere da smaltire, Zambrotta si affaccia raramente alla finestra ed il solo Grosso viaggia su un treno ad alta velocità. Davanti l'usato sicuro non convince. Camoranesi vaga come un puma ferito nella sua Pampa argentina, Iaquinta ha bisogno del traduttore simultaneo per capirsi con Gilardino, che è ariete da manovra ma che non ha nelle corde il guizzo di Inzaghi. Con il premio fedeltà non si vincerà il Mondiale 2010 e Lippi dovrà assolutamente far indossare un paio di jeans ad una squadra troppo ingessata nel classico abito grigio. Lo ha dimostrato l'ingresso di Giuseppe Rossi che ha portato la corrente elettrica ad una manovra illuminata dalla candela. E pensare che l'arbitro aveva strizzato l'occhio a Lippi rifilando un «rosso» severo a Clark, quasi applicando le nuove disposizoni della Gelmini sui criteri delle pagelle. Ma gli azzurri non sfruttano l'uomo in più: concedono un paio di «coast to coast» a Bradley e Altidore e soprattutto regalano un rigore assolutamente evitabile con Chiellini che «casca» nella finta dello stesso Altidore e lo sgambetta in modo scolastico. Donovan non si fa accecare dalla divisa rosso fuoco di Buffon e firma il vantaggio americano. Nella ripresa Lippi si ravvede e «taglia» due fedelissimi come Gattuso e Camoranesi che porterebbe con sè anche in barca, per lanciare Montolivo e Giuseppe Rossi. E il ragazzino del New Jersey, cresciuto nel Parma, svezzato da Ferguson ma snobbato dalle nostre grandi, dà la scossa alla partita. Del resto per lui è un derby visto che parla inglese e da ragazzino faceva il tifo per i Nets. Ci mette un paio di minuti per entrare in atmosfera: ruba palla a centrocampo a Dempsey e scocca un tiro da 25 metri che Howard vede solo in fotografia. L'attaccante del Villarreal vince sul campo le primarie per un posto da titolare nelle prossime partite e probabilmente nel Mondiale del prossimo anno. Entra anche Toni per Gilardino ma tra i due è una gara al ribasso come i titoli spazzatura che hanno messo in crisi l'economia mondiale. Meno male che De Rossi possiede quel fondamentale che nel calcio è un autentico comandamento: il tiro da fuori. Il soldatino romanista, sempre presente quando si va alla guerra, si ricorda di avere un conto in sospeso con gli Usa ed insacca da una trentina di metri con il solito Howard che si distende però come uno afflitto da ernia al disco. Poi nel recupero Giuseppe Rossi legittima la sua prestazione straordinaria con un tiro di controbalzo che vale il 3-1. Toni e Gilardino fattevi in là. E ora ci tocca l'Egitto che ha dimostrato con il Brasile di non essere una squadra... d'Egitto. Lippi: largo alla meglio gioventù.

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medie, taglio di 42 cattedre (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

COBAS «Medie, taglio di 42 cattedre» LUCCA. Quarantadue cattedre in meno nelle scuole medie e cattedre con più di 18 ore non rispondenti alla normativa. è l'allarme lanciato dai Cobas scuola. «In base all'informazione fornita dall'Ufficio scolastico provinciale di Lucca - afferma Rino Capasso dell'esecutivo Cobas scuola - anche per le scuole medie delle provincia si registrano 42 cattedre in meno rispetto all'anno scorso con, in particolare, 17 perdenti posto per "lettere", per effetto del taglio delle ore e dell'aumento del numero di alunni per classe». «Inoltre - continua - sono state formate 7 cattedre alle superiori e 6 alle medie con più di 18 ore: si tratta di una pratica non corretta, seppur suggerita dal Ministero a livello nazionale, perché la normativa vigente prevede che tali cattedre siano possibili solo nell'organico di fatto - a settembre dopo le nomine dei precari - e con il consenso dei docenti. Va segnalato che tali numeri erano in origine anche maggiori e che sono stati ridotti grazie alla diffida che abbiamo inviato come Cobas e alle rimostranze esercitate». «Denunciamo inoltre - prosegue - la violazione della normativa sulla sicurezza: infatti tutte le classi prime e terze delle superiori della provincia (formate, in base al regolamento Gelmini, con minimo 27 alunni, che con il docente portano a 28 il numero delle persone) superano il limite di 26 persone per aula previsto dalla normativa. è vero che sono ammesse deroghe, ma solo in presenza di formale assunzione di responsabilità del dirigente scolastico, di porte che si aprano nel senso dell'esodo e, soprattutto, garantendo a ogni persona 1,96 metri quadri, il che significa aule di 54,28 metri quadri, condizioni quasi inesistenti». «Anche alle medie - conclude Capasso - con i numeri massimi della classi prime, 27 alunni (28 persone con il docente), si supera la soglia delle 26 persone e anche qui la deroga è ammessa solo con le condizioni sopra citate, ma con 1,8 metri quadri a persona, il che implica aule di 50,4 metri quadri. Il Testo unico della sicurezza sul lavoro individua la scuola come luogo privilegiato per promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro: in realtà, la scuola diventa luogo privilegiato per la violazione delle norme».

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g8, non c'è stato alcun scippo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

L'evento. Favilla, comunque, parlerà con il ministro Gelmini: siamo in credito con il governo «G8, non c'è stato alcun scippo» Il sindaco: non c'erano programmi concreti né fondi stanziati LUCCA. Un credito da riscuotere. Con garbo. Da far pesare per ottenere un altro evento di portata internazionale. Il sindaco, Mauro Favilla, non vuole creare attrito con il governo per lo scippo subito del G8 della Scienza: nemmeno ora che è certo che non andrà a Lesmo, la cittadina della Brianza preferita a Lucca, dove pure era venuto il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza, ad annunciare l'avvenimento. Oggi che è certo che il rendez vous internazionale non si terrà nella villa del premier Silvio Berlusconi a Lesmo e che sembra che un evento simile (ma non proprio il G8 della Scienza) sarà spostato alla villa Reale di Monza (ma in settembre), Favilla dice che, in realtà, Lucca non ha subito un vero e proprio scippo. Perché, in realtà, in città il G8 della Scienza «non era proprio definito». E anche i fondi non erano stati trovati, perché «le fondazioni avevano promesso di stanziarli, ma non li avevano deliberati». Insomma, per Favilla la città ha perso un possibile evento internazionale, non un G8 già organizzato. «In ogni caso - osserva il sindaco - qualche mese fa abbiamo attivato una serie di azioni per cercare di mantenere in città il G8 della Scienza e non ci siamo riusciti. Visto che la decisione di spostare l'evento ha creato un danno di immagine alla città, oggi noi vantiamo un credito e chiediamo, perciò, che in qualche modo venga saldato. Un impegno in questo senso, a Roma sembra che ci sia anche se ancora non mi hanno detto che cosa si potrebbe organizzare a Lucca». Tuttavia, Favilla insiste sul fatto che i fondi per il G8 della Scienza a Lucca non c'erano: «Il governo doveva stanziare la cifra sul bilancio della pubblica istruzione, ma non l'ha fatto. E il Comune non aveva certo fondi a sufficienza. A quel punto la città di Milano si è fatta avanti, impegnandosi a finanziare l'appuntamento per collegarlo anche al lancio dell'Expò internazionale che ospiterà nel 2015. Lucca dal canto suo non sapeva se avrebbe trovato le risorse perché le fondazioni avevano promesso i fondi, ma non li avevano materialmente stanziati». In realtà quando il sottosegretario Pizza è venuto a Lucca in novembre ha annunciato il G8 della Scienza a palazzo Ducale e palazzo Orsetti come un appuntamento ormai deciso: «è così - conclude Favilla - ma in quel momento pareva che ci fossero le disponibilità. Quando il sottosegretario ha lanciato l'idea pareva che le cose fossero chiare, definite. Ma poi, con il passare dei mesi, sono maturati aspetti contrastanti e quindi l'evento a Lucca non si è più fatto. Ora vedremo cosa succede per il futuro».

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maturità, è boom di ammessi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Milano I presidi: è un paradosso, per mesi si è parlato di criteri più severi invece alla fine i ragazzi sono stati agevolati Maturità, è boom di ammessi è l´effetto voto in condotta: il giudizio ha alzato le medie Il numero di bocciati prima della maturità si è dimezzato. Il voto di condotta, quasi mai sotto il 7, ora fa media con le altre materie, e le pagelle se ne giovano. Ieri sono usciti i primi tabelloni con i nomi dei ragazzi ammessi all´esame di Stato: al professionale Marie Curie si è passati dai dieci bocciati del 2008 a quattro. Allo scientifico Vittorini faranno tutti l´esame, come al linguistico Manzoni e al classico Parini. «Dalla riforma Gelmini ci si aspettava maggiore severità - dice Roberto Ceriani, preside del Marie Curie - invece è più facile essere promossi». In controtendenza il tecnico Caterina da Siena, dove chi ha 6 nel comportamento viene rimandato in tutte le materie. E arrivano anche i primi 5 in condotta nei licei. FRANCO VANNI A PAGINA II

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la riforma del voto di condotta aumenta gli ammessi alla maturità - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Milano La riforma del voto di condotta aumenta gli ammessi alla maturità Il giudizio sul comportamento fa media: punteggi più alti Il preside: "è un paradosso: per mesi si è parlato di introdurre una maggiore severità, invece la scuola diventa più facile" Tutti gli studenti dell´ultimo anno a Vittorini, Parini e Volta faranno l´esame. Al Marie Curie i fermati passano da 10 a 4 FRANCO VANNI Tutti ammessi alla maturità, o quasi. Nelle scuole superiori il numero degli studenti di quinta fermati prima dell´esame si è dimezzato rispetto all´anno scorso. La ragione è semplice: il voto di condotta, raramente sotto al 7, adesso fa media e le bocciature all´ultimo anno sono praticamente sparite. Ieri alcuni istituti hanno cominciato a esporre i tabelloni con i nomi di chi potrà fare l´esame di Stato, e i dati parlano chiaro. Al professionale Marie Curie si è passati dai dieci studenti "non ammessi" del 2008 a quattro. Allo scientifico Vittorini tutti i 160 ragazzi di quinta faranno l´esame, mentre nel giugno scorso in tre erano stati fermati. Nessun bocciato nemmeno al classico Parini, come al linguistico Manzoni e allo scientifico Volta. «La situazione è paradossale - dice Roberto Ceriani, preside del Marie Curie - si è parlato per mesi di una scuola più severa, invece oggi è facile essere promossi». Oltre a facilitare l´accesso all´esame, la condotta che fa media aiuta gli studenti a prendere più "crediti formativi", punti che vengono dati in base alla pagella e che aumentano il voto di maturità. Al liceo scientifico Severi e al tecnico Correnti, che dividono edificio e preside, i "non ammessi" sono due su 150. «Senza contare la condotta ne avrei fermati una decina, che mai avrebbero avuto la media sufficiente», commenta il preside Pietro De Luca. In compenso, proprio al Severi si è punito con il 5 il comportamento di uno studente che l´ultimo giorno di scuola ha esagerato nel lanciare uova e farina ai compagni. Il ragazzo sarà bocciato, «ma lo sarebbe stato comunque, ha molte insufficienze», precisa De Luca. Stesso ragionamento si è fatto all´itis Cavalieri, dove hanno 5 in condotta quattro studenti già bocciati per i voti presi, e al Marie Curie, dove rischiano una decina di ragazzi. Le medie più alte di sempre non sono l´unico "regalo" che la riforma della scuola ha fatto ai maturandi: c´è anche il bonus facile. Fino all´anno scorso, infatti, i professori potevano dare 5 punti in più all´orale a chi aveva raggiunto quota 70 fra crediti formativi e prove scritte, su un massimo di 85. La regola rimane quella, ma ora scritti e crediti pesano per 90, e prendere 70 è quindi più semplice. «Diciamo grazie a Santa Mariastella Gelmini», scherzava ieri uno studente di fronte all´istituto tecnico Galilei. Ammesso alla maturità, come tutti i suoi amici. Ma c´è un rischio: che i bocciati invece facciano ricorso. «Le regole sulla valutazione sono state cambiate in corso d´anno - dice Raffaele Ciuffreda, responsabile dei presidi per Flc Cgil - gli studenti respinti potranno usare l´argomento per contestare la decisione della scuola». In controtendenza con l´andazzo generale è l´istituto tecnico Caterina da Siena, dove si è bocciato di più rispetto agli anni scorsi. Nel 2008 erano stati fermati prima dell´esame cinque studenti su 135, ora i "non ammessi" sono dieci. La preside Clara Magistrelli spiega: «Non abbiamo dato voti troppo alti nel comportamento proprio per non falsare gli scrutini». Anzi: chi ha 6 in condotta per essere promosso dovrà sostenere esami di riparazione a settembre in tutte le materie «Lo abbiamo già fatto l´anno scorso con buoni risultati - spiega la preside - i tre ragazzi col 6 hanno capito la lezione e sono stati promossi». Per sapere se l´effetto miracoloso della condotta sulle pagelle riguarderà anche gli studenti delle prime quattro classi bisogna attendere: le lezioni sono appena finite e sono in corso gli scrutini. L´ultima scuola a chiudere è il liceo classico Berchet, che oggi finisce le lezioni con un cineforum. Fra i film scelti, anche Arancia Meccanica, che il preside Alessandro Gullo aveva impedito di vedere ai ragazzi durante l´autogestione. Ora ha dato l´ok, ma a patto che gli studenti del ginnasio «presentino una liberatoria scritta dei genitori».

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presidi tiepidi sulla riforma dei licei (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Montecatini Presidi tiepidi sulla riforma dei licei Perplessi per la riduzione dell'orario e l'incertezza sulle risorse Rita Flamma Delusa «Non ci faranno fare il corso musicale» PISTOIA. E' stata varata una nuova riforma della scuola e, come da tradizione, non mancano le polemiche. La rivoluzione che dall'anno scolastico 2010/11 investirà i licei è destinata a sconvolgere abitudini oramai consolidate. Alcuni esempi? Al linguistico bisognerà conoscere tre lingue, ci sarà più spazio per nuove tecnologie e multimedialità (sia allo scientifico che all'istituto d'arte), nascerà infine il liceo musicale e coreutico. Questa specializzazione, però, non sarà presente almeno inizialmente a Pistoia, visto che la priorità verrà data a quelle città che già hanno un conservatorio o un'accademia di danza. «E' una novità importante questa - afferma la preside del liceo classico "Niccolò Forteguerri", Rita Flamma - e il nostro istituto era interessato a poter aprire questo tipo di corso, però abbiamo già notato l'esistenza di questa clausola che, di fatto, ci taglia fuori. A questo punto si pone il problema di capire se la musica viene vista come un'arte minore rispetto alle altre, in quanto rappresenta uno dei patrimoni del nostro paese ma non è presa in considerazione nella scuola superiore». Analizzando i contenuti della riforma Gelmini, salta all'occhio anche una riorganizzazione, e riduzione, complessiva dell'orario scolastico che potrebbe portare anche ad alcuni tagli al personale. Si passa infatti da 34 a 30 per il triennio del pedagogico (che diventerà liceo delle scienze umane) fino alle 27 ore per il biennio. «Nei licei classici c'è la riduzione della matematica - continua la preside - così come per le ore di lingua straniera. Con l'attuale organizzazione si potevano curare meglio gli strumenti di base che hanno gli alunni, ma in futuro molto probabilmente non sarà più così. Alcune materie saranno ridotte all'osso, senza possibilità di approfondimento, e si rischia di avere a che fare con studenti meno preparati». L'altra novità più importante riguarda la struttura del liceo scientifico, in quanto potrà essere attivato un nuovo indirizzo di tipo "scientifico-tecnologico", per far apprendere meglio ai ragazzi i cosiddetti processi tecnologici. Un qualcosa che, di per sé, cozza con l'attività degli istituti professionali. «Siamo ancora ad una fase embrionale della riforma - commenta Alessandro Rabuzzi, preside del liceo "Amedeo Duca d'Aosta" - però di fatto si crea una grossa concorrenza ai danni, per esempio, dell'Iti, anche se rimane per i ragazzi lo spauracchio di dover studiare il latino. Le perplessità maggiori riguardano l'entrata in vigore di queste novità perché i ragazzi si sentiranno notevolmente disorientati, soprattutto per le classi seconde e quarte visto che sono partiti con un determinato percorso e si ritrovano, strada facendo, all'interno di un altro. L'innovazione richiede investimenti: se questa riorganizzazione dei licei sarà produttiva o meno lo si vedrà soltanto se le varie scuole potranno disporre di maggiori fondi». Saverio Melegari

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una scuola dedicata a insegnare musica e danza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Montecatini Una scuola dedicata a insegnare musica e danza Più tecnologia allo scientifico, lingua straniera al classico PISTOIA. Dai 396 indirizzi sperimentali di oggi ai sei del domani. E' questa la novità essenziale della riforma "dei licei" introdotta dal ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini che coinvolgerà le classi prime e seconde dall'anno scolastico 2010/11 ed entrerà a pieno regime nel 2013. Le novità maggiori riguardano l'apertura di un nuovo liceo denominato musicale e coreutico: inizialmente avrà 50 sedi in tutta Italia, dando la priorità a quelle città che hanno conservatori e accademie di danza, quindi non riguarderà Pistoia. Nei licei già esistenti, ci sarà l'introduzione di nuove specializzazioni come ad esempio i tre corsi per l' artistico: arti figurative, architettura, design e ambiente e audiovisivo e scenografia. Al classico l'unica variazione riguarda una lingua straniera per l'intero quinquennio di studi, mentre lo scientifico potrà attivare l'opzione scientifico-tecnologica. Rivoluzione anche al linguistico dove i ragazzi dovranno sapere ben tre lingue straniere, mentre dalla terza liceo una materia non linguistica sarà sviluppata con un'altra lingua e, dalla quarta, saliranno a due. Ci sarà poi una valorizzazione generale della lingua latina e la presenza di discipline giuridiche ed economiche. Dal punto di vista degli orari, i bienni avranno 27 ore settimanali e 30 nel triennio, ad eccezione del classico che ne avrà 31. Nel corso della formazione scolastica, poi, si punterà ad avere un rapporto più forte con il mondo del lavoro e dell'università con stage da svolgere nel secondo biennio. s.m.

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il sei politico boccia la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Un voto in rosso o con l´asterisco e una scheda informativa per le famiglie: l´alunno dovrà frequentare i corsi di recupero ma non perderà l´anno Il sei politico boccia la Gelmini I presidi dribblano il ministro facendo "scomparire" l´insufficienza è una sorta di "sei politico", quello che in queste ore mettono in pagella i professori ed i presidi genovesi. Per dribblare il decreto-Gelmini e quindi il 5 che da quest´anno prevede la bocciatura, trasformano le insufficienze in "sei-rosso", in "sei con l´asterisco". Tutto ciò mentre dal prossimo anno scolastico potrebbero sparire le mense nelle scuole medie. GIUSEPPE FILETTO ALLE PAGINE II e III

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cambio al vertice in via assarotti una donna succede a massara (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Genova La nomina Cambio al vertice in via Assarotti una donna succede a Massara La sua prima visita, "di cortesia", l´ha fatta ieri. Senza alcuna ufficialità. Il nuovo direttore scolastico regionale, Anna Maria Dominici, si è presentato in via Assarotti in sordina. Anche se ieri doveva essere il giorno dell´investitura, la nomina dal Ministero dell´Istruzione non è arrivata. Sebbene gli stretti collaboratori di Dominici dicano che "non c´è nessun giallo, si tratta soltanto di un ritardo burocratico". Il cambio al vertice della Direzione Scolastica Regionale, voluto nottetempo dal ministro Maria Stella Gelmini, però si presta alle vociferazioni più svariate. Anna Maria Dominici, che dal primo giugno avrebbe dovuto sostituire Attilio Massara (in pensione), ha lasciato la prestigiosa sede di Milano. Qui il Ministro ha voluto Giuseppe Colosio, direttore dell´Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia: di Remedello, come Maria Stella.

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scuola, schiaffo alla gelmini i presidi inventano il "sei politico" - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Genova La circolare Scuola, schiaffo alla Gelmini i presidi inventano il "sei politico" Per evitare le bocciature scompare l´insufficienza A rendere la vita difficile ai docenti i decreti attuativi firmati dal numero uno del ministero della Pubblica Istruzione, Mario Dutto GIUSEPPE FILETTO C´è chi ha inventato il sei-rosso, il voto segnato con il pennarello storicamente usato per gli errori. Chi il sei con l´asterisco, che richiama ad una "doverosa e legale precisazione". Chi la scheda da allegare alla pagella o la lettera da spedire alle famiglie, informandole che quella sufficienza di fatto è un´insufficienza; che in estate il tale alunno dovrà frequentare i corsi di recupero, quantomeno studiare la materia in cui non ha raggiunto la soglia per essere promosso senza riserva alla classe successiva. Il "sei politico" è stato escogitato in tantissime scuole genovesi, per dribblare il "Decreto-Gelmini", voluto dal ministro del centrodestra per "riportare il merito nella scuola italiana": la recente norma che impone la bocciatura in presenza di un 5 in pagella, anche in una sola materia, oppure in condotta. «Non ci sono più respinti degli altri anni - assicura Piera Torselli, docente di Lettere alla media Don Milani-Colombo - abbiamo rispettato la legge, ma abbiamo valutato il bene del ragazzo, come si è sempre fatto». «D´altra parte, il consiglio di classe è sovrano - precisa Santo Deldio, presidente dei presidi liguri - soltanto esso decide se un alunno è promosso o bocciato, indipendentemente dai voti che ha». Fatta la legge, trovato l´inganno. Varato il decreto e spedite, una dopo l´altra, le circolari ministeriali esplicative (firmate da Mario Dutto, direttore generale del Ministero dell´Istruzione) i presidi si adeguano. Meglio dire: si attrezzano per scavalcare l´ostacolo. «Le regole non sono cambiate - ripete Deldio - il voto presentato allo scrutinio finale dal professore è soltanto una proposta. L´unica cosa diversa, rispetto a prima, è che l´alunno non può avere sulla pagella neppure una sola insufficienza». Così, se un ragazzo riporta una o più insufficienze, gli insegnanti, riuniti collegialmente, possono decidere di promuoverlo: con un´abilissima operazione di alchimia matematica il 5 diventa 6. Nella scuola di Deldio, la media Durazzo" di Quinto, alla pagella del ragazzi "graziati" è stata allegata una scheda: «Abbiamo detto ai genitori che l´alunno è stato promosso, ma segnaliamo l´insufficienza o le insufficienze». Alla media Don Milani-Colombo è stata consegnata una lettera. «Se non possiamo andare contro la legge e se si vuole promuovere un ragazzo - spiega Piera Torselli - i 5 diventano 6, e si avvisano i genitori, raccomandando di far seguire all´alunno i corsi di recupero, dalla fine di giugno in poi». Alla "Centurione" di Sestri Ponente il 5 (o più insufficienze) è diventato un sei-rosso. «Ma solo nel caso in cui i professori, con una decisione collegiale e ragionata, hanno ritenuto di dover passare il ragazzo alla classe successiva», sottolinea Franco Bozzo, insegnante di Italiano.

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e il prossimo anno addio alle mense per gli studenti tour de force mattutino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Meno docenti e bidelli, poche ore a disposizione degli insegnanti. Risultato: cambieranno tutti gli orari delle medie E il prossimo anno addio alle mense per gli studenti tour de force mattutino La Centurione: "Sappiamo già che sarà impossibile garantire le visite di istruzione" Veardo: "Serve un vertice con l´ufficio provinciale, ma anche loro non sanno che fare" Meno lezioni di Lettere, Storia, Geografia e Tecnica Per i professori obbligo di 18 ore di insegnamento in classe Addio ai rientri pomeridiani; addio alle mense scolastiche. Sono già diversi i Comuni che annunciano la disdetta dei contratti con i servizi di ristorazione, altri che dal prossimo settembre dovranno modificare gli appalti. Ancora di più i bandi di gara. E sono altrettante le ditte che hanno in appalto le cucine e che hanno annunciato la cassa integrazione per una parte dei loro dipendenti. Sono i primi contraccolpi di quanto stabilito dal ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, che nelle scuole medie riduce di 2 ore settimanali l´insegnamento di Lettere, Storia e Geografia; ma anche un´ora in meno di Tecnica. Con questa operazione al risparmio, di fatto cancella l´orario prolungato. Inoltre, dal prossimo anno scolastico il Ministero ha deciso che le ore didattiche saranno di 60 minuti e non più di 50 o di 55. Con il recupero dei 5 e dei 10 minuti in ogni ora, moltiplicati per tutto l´orario settimanale, le scuole scenderanno da 36 a 30 ore piene. Sono quelle 6 ore in più ore che finora hanno consentito di esplicare attività didattiche al pomeriggio. C´è di più: la Gelmini ha detto che tutti i professori dovranno fare 18 ore di insegnamento in classe. Finora, coloro che avevano cattedre di 16 ore, mettevano a disposizione le ore aggiuntive, che i presidi destinavano alla vigilanza nelle mense ed al rientro pomeridiano (almeno uno per classe). Capi di istituto e professori dicono che non sarà più così. «Se a tutto ciò si aggiunge che la Finanziaria taglierà i docenti ed i bidelli, allora il risultato è che, in carenza di personale e di ore, dovranno essere cancellati i rientri pomeridiani», spiega Paolo Cortigiani, preside dalla media Don Milani-Colombo. «Abbiamo avvisato anzitempo le famiglie - assicura - sia degli alunni che ci sono già, sia dei nuovi iscritti». Ai rientri pomeridiani è legato l´utilizzo della mensa scolastica. Mancando i primi, diventa superfluo il pranzo a scuola. E sono tanti i capi di istituto che aspettano di capire cosa fare dal prossimo settembre. «Attendiamo gli organici e in base a quelli si cercherà di costruire l´orario - ammette Teresa Gosmino, vice preside della Centurione di Sestri Ponente - ma già da ora possiamo anticipare che sarà impossibile garantire i rientri pomeridiani, tantomeno le uscite da scuola per visite di istruzione o le attività extradidattiche». Se le scuole si attrezzano già per far fronte a quello che si annuncia un vero stravolgimento, soprattutto per quelle famiglie che sui rientri pomeridiani hanno organizzato la loto vita, al Comune di Genova aspettano che la situazione diventi più chiara. «Non c´è nulla di deciso - dice Paolo Veardo - vedremo caso per caso, analizzando le esigenze dei genitori». Stando a quanto precisa l´assessore comunale alle Scuole, Palazzo Tursi è in stand-by: «Siamo in attesa di incontri con l´Ufficio Scolastico Provinciale, per concordare il da farsi: incontri che non arrivano, probabilmente perché neppure loro sanno cosa devono fare». (g. fil.)

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schiaffo alla prof, nautico sotto choc (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Livorno Schiaffo alla prof, Nautico sotto choc Sabato prossimo il verdetto (con la pagella) La preside: «Ma i nostri ragazzi non sono così» LIVORNO. Il fotogramma-clou è tutto in quell'istante: all'uscita dell'ultimo giorno di scuola in un corridoio all'istituto nautico un ragazzo di prima incrocia una delle sue insegnanti (che aveva appena finito di fare lezione in un'altra classe) e le dà uno schiaffo. Questa è la ricostruzione dell'episodio che arriva da fonti di primo piano della scuola: un attimo, ma quanto basta per choccare tutto l'istituto. E adesso? La decisione sulla punizione la prenderà il collegio dei docenti: la scelta sarà resa nota sabato. E «fino al momento in cui sarà affisso all'albo il tabellone degli scrutini potremo anche tornarci sopra e rivederla», dice la preside Nedi Orlandini. Viene ritenuto difficile che possa scattare la sospensione: si trattava dell'ultimo giorno. Resta da capire se il gesto verrà punito con il "5" in condotta (che significa bocciatura d'ufficio) o in altre forme. «E' stata una sorpresa per tutti, lo assicuro», afferma la preside Orlandini: «Quella docente non aveva mai avuto problemi con nessuno ed è ritenuta una persona attenta al rapporto con gli alunni. Quel ragazzo riteneva la prof "colpevole" di volerlo bocciare? Intanto, lo scrutinio non c'era ancora stato. E comunque promozioni e bocciature sono decisioni prese collegialmente dagli insegnanti della classe: è un ragazzo che si è dimostrato immaturo nelle reazioni. Abbiamo parlato a lungo con lui e la famiglia». E' un episodio che arriva «proprio nell'anno in cui il voto in condotta entra a fare media in pagella». Ma la responsabile dell'istituto tiene soprattutto a evitare che «un caso isolato» finisca per danneggiare «tutti i nostri ragazzi»: «No, i nostri alunni non sono così, non si comportano in questo modo. I compagni di scuola hanno capito immediatamente la gravità di quel gesto di rabbia e hanno preso le distanze».

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sos scuola, preoccupati i genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Per la riforma Gelmini Sos scuola, preoccupati i genitori LIVORNO. «Il ministro Gelmini ha riformato la scuola dell'obbligo senza preoccuparsi dei contratti di lavoro e della normativa preesistente e adesso i nodi giungono al pettine: fioccano le prime proteste sui tavoli degli Uffici scolastici provinciali ma fra poco arriva messer Agosto e a settembre chi vivrà vedrà». E' preoccupata l'Age, l'associazione genitori di ispirazione cristiana, fra «"maestri unici" e "maestri mordi e fuggi", due ore qua, tre là per tappare i buchi orari». «Le prime elementari - afferma - sono le più penalizzate: avendo già in partenza una dotazione organica ridotta (27 ore invece di 30) e nell'incertezza per gli anni a venire, i dirigenti costituiscono nuove classi a orario ridotto, indipendentemente da quello che hanno scelto i genitori in sede di iscrizioni. E la colpa non è neppure del Ministero, ma delle scuole che non si saprebbero organizzare». Invece per le superiori l'Age guarda con interesse ai regolamenti per i nuovi licei e per gli istituti tecnici e professionali.

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milano, proteste contro la gelmini e il ministro abbandona la sala - luca de vito andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Cronaca Milano, proteste contro la Gelmini e il ministro abbandona la sala LUCA DE VITO ANDREA MONTANARI MILANO - Non è riuscita nemmeno a iniziare a difendere la sua riforma, che subito è stata costretta ad andarsene. è accaduto al ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini duramente contestata da una trentina di militanti dell´assemblea delle scuole del milanese in una libreria di piazza Duomo. Al grido di «A casa, vergogna, vergogna» e sventolando bandiere con scritto «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto». L´occasione era la presentazione del libro di Mario Giordano «5 in condotta». Tra i relatori invitati anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, che è rimasto impassibile quando alcuni contestatori hanno consegnato al ministro una pagella. «Purtroppo non è una buona pagella - ha spiegato uno di loro - Mariastella Gelmini non è stata ammessa alla seconda classe primaria perché ha preso zero in tutte le materie». Di seguito una serie di giudizi ironici. Come, «l´alunna non si è positivamente inserita nel mondo della scuola. Non si confronta, non ascolta e, testardamente, si ostina a tenere atteggiamenti non consoni alla serietà dell´istituzione scolastica». Oppure: «Nonostante i ripetuti interventi delle strutture di supporto psicologico, l´alunna mantiene un atteggiamento di assoluta chiusura nei confronti dell´intero Paese». Tra chi protesta, ci sono docenti e genitori inferociti per gli effetti della riforma scolastica. Ma anche Piero Ricca, con la sua telecamera, noto per aver contestato in passato anche Silvio Berlusconi. Lui se la prende con tutti e tre i relatori. A questo punto si rischia la rissa anche tra il pubblico presente in sala. «Andatevene, lasciatela parlare - urlavano alcuni. «No, è lei che deve andarsene» - replicavano altri. Anche il ministro passava al contrattacco: «Vergognatevi voi», indicando una parte degli spettatori. «Grazie ai fascisti che sono nel pubblico», ha tagliato corto dopo venti minuti di insulti e buu il direttore del Giornale. Prima di alzarsi e andarsene insieme alla Gelmini e Confalonieri. Lasciando così il campo libero ai contestatori. Preciserà poi: «Il dissenso va espresso in modo civile». Ma Paolo Limonta, insegnante di ruolo non ci sta: «Accoglieremo la Gelmini così ogni volta che viene a Milano. Ci facciamo un punto d´onore. Non ci stancheremo mai di protestare. Faremo di tutto per sventare la riforma e fare in modo che non sia applicata. Saremo dappertutto». Pronta la rabbiosa controreplica del ministro: «Andrò dovunque a presentare questo come altri libri. Tutti gli italiani devono sapere come è ridotta la scuola. Impedire in un paese democratico che si svolga la presentazione di un libro dà il senso dell´intolleranza e della prepotenza di chi vuole lasciare la scuola così com´è, opponendosi al cambiamento. La scuola non è proprietà privata di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra, ma appartiene al paese. Le persone che contestano difendono una scuola indifendibile che ha premiato finora non il merito, ma i fannulloni. Queste proteste sono solo battaglie strumentali di chi non ha a cuore la qualità dell´istruzione».

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Gelmini contestata, salta la presentazione di un libro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-06-16 - pag: 18 autore: Gli studenti di Milano criticano il ministro Gelmini contestata, salta la presentazione di un libro Al grido di «vergogna, vergogna» e sventolando bandiere con scritto "Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto" (nella foto), alcuni esponenti dell'assemblea delle scuole di Milano hanno protestato alla presentazione del libro di Mario Giordano "5 in condotta". Appena il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è entrata nella sala del Mondadori Multicenter dove era in programma l'iniziativa, è partita la protesta e la presentazione è saltata. INFOPHOTO

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Esami alle Medie, gli studenti temono la prova di giovedì (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2009)

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Cronaca di Cagliari Pagina 1017 scuola Ieri il test di matematica Esami alle Medie, gli studenti temono la prova di giovedì Scuola. Ieri il test di matematica --> Gli esami sono iniziati quasi ovunque sabato col tema di italiano, ma già ieri, in varie scuole medie cagliaritane, gli alunni di terza erano alle prese col compito di inglese. Il calendario delle prove scritte è simile a quello delle superiori, salvo la novità che ciascun istituto ha deciso autonomamente quando iniziare. Punto comune, invece, sarà la prova nazionale: uguale per tutti si svolgerà giovedì prossimo. Per i numeri bisognerà ancora attendere, ma già ieri girando per le scuole l'impressione era quella che l'irrigidimento proposto dal ministro Maristella Gelmini, che aveva proposto l'ammissione solo agli studenti con tutti sei in pagella, non abbia provocato l'ecatombe annunciata. I RAGAZZI «L'esame di inglese non sembrava difficile», racconta Matteo, uno dei primi a uscire dalla scuola “Alagon” di via Abruzzi, «ma speriamo bene. Il problema è lo scritto nazionale che non abbiamo ancora capito come funzioni. Stiamo anche cercando notizie su Internet, ma c'è poco perché hanno iniziato a farlo solo lo scorso anno. Il test farà media e soprattutto quello di matematica dicono sia molto complicato». L'appuntamento più temuto sembra dunque essere quello di giovedì, il famigerato test “Invalsi”. Un questionario unico per tutta Italia che dovrà rivelare il livello di apprendimento degli studenti: due fascicoli, da risolvere in due ore, uno dedicato alla valutazione in matematica e l'altro a quella in italiano. «Mia figlia non ha studiato mai tanto come per questo esame», racconta Enrica Stara, ieri in attesa fuori dall'Alagon, «il timore è soprattutto per questo test, perché dicono abbia una griglia di valutazione molto rigida. Sappiamo che c'è una parte che riguarda la comprensione di un testo, una sulla grammatica, poi quelle di matematica e geometria. Ora l'esame di licenza media è diventato talmente complicato da ricordare la maturità dei miei tempi e anche il carico di ansia dei ragazzi è simile». MATURITÀ Un clima che si respira anche fuori dall'Alfieri, in via De Gioannis, così come alla “Colombo” nel Quartiere del Sole. Gli esami di maturità per le scuole superiori, invece, inizieranno il 25 giugno con il tema di italiano. Il giorno successivo, invece, ci sarà la prova caratteristica di ciascun istituto (matematica per i licei scientifici, latino per i classici e lingua straniera per il linguistico). Infine, dopo qualche giorno di riposo, arriva anche la terza prova (il 29 giugno), quella più temuta dai maturandi: scelta da ciascuna commissione, comprende varie materie e può svolgersi sia con quesiti a risposta aperta che con quelli a risposta singola o multipla. Insomma, ciascuna commissione d'esame può decidere liberamente tenendo presente che non possono essere chiesti più di quattro argomenti, non più di otto quesiti a risposta singola e 10 a risposta multipla. FRANCESCO PINNA

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La Gelmini contestata salta l'incontro sul libro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 16/06/2009 - pag: 30 La polemica Giordano: impedita la presentazione di un testo, bella democrazia La Gelmini contestata salta l'incontro sul libro Professori anti-riforma. Il ministro: la scuola non è loro MILANO Alle 18.30 il pubblico è composto, silenzioso, in attesa. Alla Mondadori di piazza del Duomo c'è la presentazione di «5 in condotta», libro sul «disastro della scuola» scritto dal direttore de il Giornale, Mario Giordano. E con l'autore sono in arrivo il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Due minuti di ritardo, poi, appena i tre ospiti entrano nella sala, oltre trenta persone si alzano in piedi, sfoderano bandiere gialle con la scritta «Vogliono distruggere la scuola», gridano alla Gelmini «Vergogna ». Sono insegnanti e genitori di Retescuole, il movimento milanese anti-riforma. Protestano. E l'evento finisce ancora prima di cominciare. Mentre lascia la stanza, Giordano sentenzia amareggiato: «Quando si impedisce la presentazione di un libro, la si dice lunga sullo stato della democrazia». Contestazione in libreria. Niente studenti, niente centri sociali. Ma prof di mezza età, padri e madri «contro i tagli all'istruzione ». Con pagelle finte da consegnare al ministro: zero in ogni disciplina. I cori: «Sei bocciata»; «Vai in Calabria furbetta»; «Siamo insegnanti, non terroristi». Alle urla risponde il «pubblico vero», quello arrivato per ascoltare il dibattito: «Andate via, fateci sentire». Si inserisce anche il contestatore di Berlusconi, Piero Ricca. E a quel punto ce n'è anche per Giordano: «Servo!». Dieci minuti di caos. Mariastella Gelmini fissa la platea, mantiene la calma, «complimenti, siete davvero democratici », saluta mentre esce da una porta laterale. Giordano tenta di prendere la parola, ma invano. E quando ormai gridano tutti, si alza e ringrazia «i fascisti presenti nel pubblico che sono il male del Paese». La protesta continua in strada: «Sono mesi che cerchiamo un confronto, non siamo ascoltati », dicono i manifestanti. «Ci facciamo un punto d'onore di accogliere la Gelmini ogni volta che viene a Milano». Replicherà in serata il ministro: «La scuola non è proprietà privata di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra, ma appartiene al Paese». Altro commento: «Le persone che contestano difendono una scuola indifendibile. Queste sono battaglie strumentali di chi non ha a cuore la qualità dell'istruzione ». I più costernati sono i dirigenti di Mondadori: «Denunciamo il pesante clima di intimidazione causato da un ristretto gruppo di facinorosi». E l'ex sindaco di Milano, l'europarlamentare Gabriele Albertini, aggiunge: «Sono fascisti rossi, corporazioni talebane». Poco prima delle 19, Mario Giordano si avvia a piedi in via Negri, la sede de il Giornale. Scortato, e seguito da alcuni manifestanti, sospira: «Evidentemente non è possibile parlare di scuola pubblica in modo sereno. Si può essere d'accordo o meno, il dissenso è legittimo. Ma bisognerebbe esprimerlo in modo civile». Uscita Mariastella Gelmini lascia la libreria Mondadori Annachiara Sacchi GUARDA il video della contestazione su www.corriere.it

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e protesta (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 16/06/2009 - pag: 30 Slogan e protesta Davanti alla libreria Mondadori una trentina di manifestanti hanno urlato slogan contro la Gelmini

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L'Udc non si schiera. Podestà e Penati, caccia a 300 mila voti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 16/06/2009 - pag: 3 L'Udc non si schiera. Podestà e Penati, caccia a 300 mila voti Il Pdl: messaggio chiaro, più vicini a noi. Il Pd: no, la libertà di voto è un segnale nei nostri confronti Libertà di coscienza. La direzione centrale dell'Udc, insieme alla segreteria lombarda, ha dato la linea per il voto di domenica e lunedì quando Filippo Penati e Guido Podestà si sfideranno per la presidenza della Provincia. «L'Udc si legge nella nota ufficiale del partito conferma la linea di libertà di voto per i propri elettori al ballottaggio di domenica prossima per la Presidenza della Provincia». Vertice a Roma. Con il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini e il segretario Lorenzo Cesa. Per la Lombardia erano presenti il coordinatore regionale, Luigi Baruffi, il segretario provinciale, Gianni Verga e Enrico Marcora, candidato alla presidenza della Provincia per il partito di Casini. Prima i ringraziamenti al proprio elettorato per i 300 mila voti presi a Milano e provincia. Poi la dichiarazione di voto: «I vertici locali, in sintonia con la Direzione Nazionale, nel ribadire il giudizio positivo sull'amministrazione regionale presieduta da Formigoni e sull'amministrazione comunale guidata dal sindaco Moratti, riaffermano con convinzione la propria linea di autonomia e in questo contesto la linea di libertà di voto per i propri elettori al ballottaggio di domenica prossima per la presidenza della Provincia». Tutto chiaro? Per niente. Perché sia il Pdl sia il Pd si contendono, fino all'ultima virgola, la dichiarazione del partito di Casini. Secondo il centrodestra, il messaggio «politico» è chiaro. Il passaggio «illuminante» sarebbe in quel «giudizio positivo» sulle due giunte di centrodestra: la Regione e il Comune dove l'Udc è nella squadra di governo. Non viene nominata invece la Provincia retta da Filippo Penati. C'è poi il riferimento al «contesto», quello in cui è inserita la «libertà di voto». Il «contesto » è proprio «il giudizio positivo » sulle due giunte di centrodestra. Conclusione: libertà di voto sì ma nell'ambito della maggioranza che regge il Pirellone e Palazzo Marino. «Anche se aggiunge Podestà avrei preferito una scelta di campo più chiara e netta». Ma anche gli ermeneuti del centrosinistra si sono messi al lavoro sul minidocumento dell'Udc. «Apprezziamo la scelta di Casini attacca Patrizia Toia, eurodeputata del Pd . Sono parole che danno un segno chiaro all'elettorato dell'Udc nel senso di una libertà di espressione che deve basarsi soprattutto sui programmi e sulle realizzazioni fatte. In questo senso la giunta Penati ha tutte le carte in regola». Anche Maurizio Martina, coordinatore del Pd, guarda a quelle tre parole: «libertà di voto». Sono quelle che fanno la differenza: «Di fronte alle forzature e ai ricatti di questi giorni messi in scena dalla destra, la decisione dell'Udc è innanzitutto da rispettare perché frutto di una discussione autonoma. Chi ha perso certamente autonomia in queste ore è Guido Podestà che non più tardi di ieri, per tentare di affascinare all' ultimo minuto la Lega, ha pure indossato goffamente il fazzoletto verde al collo». In realtà, dentro l'Udc locale esistono più anime. Una maggioritaria che vuole andare con il centrodestra e vuole mantenere «viva » la presenza assessorile in Comune e Regione. E una minoritaria favorevole alla conferma di Penati perché pesa l'alleanza del Pdl con la Lega. In questo senso sono illuminanti due dichiarazioni di rappresentanti dell'Udc: «La lettura è evidente attacca il coordinatore Baruffi , abbiamo ribadito la libertà di voto come scelta politica di fondo, altrimenti ci saremo alleati al primo turno o avremmo deciso per l'apparentamento. Abbiamo fotografato la situazione locale, dove c'è una buona collaborazione con Comune e Regione. Non sono elementi da cui poter prescindere. Poi gli elettori faranno quello che ritengono più opportuno». «La posizione dell'Udc sulla libertà di voto nel ballottaggio attacca il deputato Udc, Pierluigi Mantini è coerente con la linea autonoma e critica del partito. Certo io e altri amici non abbiamo gradito la visione di Podestà a Pontida, con fazzoletto verde, tra la guardia padana». Ma oltre all'Udc ci sono altre realtà politiche in movimento. Penati ha portato a casa l'accordo con il Partito Pensionati, che avranno un loro rappresentante in giunta in caso di vittoria del presidente uscente. Nell'illustrare l'intesa insieme ad Elisabetta Fatuzzo, Penati ha annunciato che se verrà eletto costituirà un fondo di 2 milioni di euro per la non autosufficienza destinato agli anziani o alle famiglie che hanno un anziano in casa o ricoverato in un istituto. Anche la sinistra radicale ha dato la sua indicazione. Libertà di voto ma con una precisazione: «Data la natura di una consultazione elettorale particolare come quella del ballottaggio il nostro elettorato, che è noto per non votare a destra, saprà assumere la propria decisione in piena autonomia ». Con Penati anche l'ex deputato dell'Msi Tomaso Staiti di Cuddia («Votiamo Penati da eretici ») e il direttore d'orchestra, Alberto Veronesi, del Movimento per le Autonomie. Per Podestà è stata un'altra giornata piena di ministri. Prima, Maria Stella Gelmini, poi Claudio Scajola con cui si è recato in Duomo, in serata Ignazio La Russa. Con un intervento in videoconferenza del sindaco Letizia Moratti (che indossava un cappellino con la scritta «I love Pod»), al Marriot, dove in serata c'è stata una festa di tutti gli eletti. Pieno appoggio al candidato Podestà («L'appello è quello di andare a votare tutti»). Il sindaco, forse, è stata quella che si è spesa di più in campagna elettorale. È arrivato anche l'indicazione di voto di Alleanza di centro che invita i propri elettori a votare Podestà. E il candidato del centrodestra ha preso anche posizione sul proliferare di ronde «pittoresche»: «Io credo che i nostri concittadini richiedono una presenza maggiore di chi può dar loro sicurezza. Le ronde che sono espressione di chi è stato un poliziotto o un carabiniere o che vengono individuate dai prefetti possano essere di aiuto. Escludo assolutamente che vi siano ronde che possano portare i colori di un partito. Non credo che si debba lasciare spazio a forme paramilitari». Maurizio Giannattasio Elisabetta Soglio

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La situazione si ingarbuglia. Dall'inizio: il premier si offende, e forse piange, ogni volta ch... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 16-06-2009)

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La situazione si ingarbuglia. Dall'inizio: il premier si offende, e forse piange, ogni volta che qualcuno gli ricorda che troppi italiani se la passano male e se ne lamentano, a cominciare dai frignoni precari a vita e da quegli ingrati che s'ammazzano perché hanno perso il posto di lavoro e la casa. È un sensibilone, lo sappiamo. Ma c'è chi gli taglia le gambe, in casa. La sua irriconoscente Gelmini, ad esempio, se potesse bocciare anche i neonati lo farebbe volentieri: com'è possibile che questi sovvervisi si permettano di fare cacca e pipì fuori dal vasetto? Un bel cinque in condotta e imparano. Però, poi leggiamo che, tagliati fuori dalla scuola, questi capricciosi svagati appena possono vanno a lavorare e infatti si apprende che il 28% dei ragazzini dell'area metropolitana di Roma a 15 anni ha già lavorato almeno una volta. Cucù! Non è finita: il ministro Sacconi ha ieri dichiarato tolleranza zero nei confronti dello sfruttamento minorile. E il cerchio si chiude con infingarda eleganza mentre il premier singhiozza.

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Il di Farinotti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 16/06/2009 - pag: 17 ROMANZI Il «thriller mistico» di Farinotti Un antico ordine di religiosi che combatte i malvagi dalla sede segreta nel Duomo di Milano con la sola arma della fede e un pm milanese che indaga sulla morte di alcuni famosi («omologhi di noti personaggi reali») di dubbia reputazione. Il nuovo libro di Pino Farinotti, Il quarto ordine (Morellini) che viene presentato oggi alla Rizzoli in Galleria V. Emanuele (ore 18) è un «thriller mistico». Spiega Farinotti, scrittore, critico e autore del «Dizionario» del cinema che porta il suo nome: «Il quarto ordine è composto da quattro cardinali e da un esorcista: un Ordine sopravvissuto dal '500, quando papa Alessandro VI Borgia fu trovato morto...». Con Pino Farinotti, presenteranno il thriller Andrea G. Pinketts, Diego Gelmini e il prete-manager («nel romanzo è il sacerdote che consiglia il pm») Roberto Di Diodato. Modera Roberta Scorranese. (i.b.)

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Milano: Gelmini contestata alla Mondadori (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

Milano: Gelmini contestata alla Mondadori Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è stata contestata a Milano da un gruppo di manifestanti appartenenti a Rete Scuola e dalle Assemblee delle scuole del milanese. Il ministro era intervenuto alla presentazione di un libro di Mario Giordano alla libreria Mondadori. La contestazione ha impedito al ministro di presenziare all'evento.

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Parlamento, la classifica dei fannulloni "I più inefficienti sono sui banchi della destra" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Pochi stakanovisti e un esercito di "fannulloni", direbbe Brunetta. Che stanno soprattutto a destra. Per non dire che con le pagelle scolastiche reintrodotte dalla Gelmini (da 0 a 10), solo il 2,6% dei parlamentari (16 deputati e 8 senatori per la precisione) sarebbero promossi al secondo anno di legislatura. Il primo anno si archivia così, con insufficienze a go-go: poco presenti, poco attivi, poco propositivi. Con gli onorevoli di opposizione a salvare la faccia. Le donne, come sempre, meglio degli uomini. E col dato più avvilente a fare da sfondo: un Parlamento ormai in ginocchio, ridotto a ratificare decisioni già adottate a Palazzo Chigi: in un anno, 61 ddl presentati dall'esecutivo trasformati in legge (90%), a fronte dei soli 7 di iniziativa parlamentare (10%). La fotografia dei primi dodici mesi di vita delle Camere l'ha scattata l'"Osservatorio" composto da Cittadinanzattiva (movimento che dal '78 promuove i diritti dei cittadini e dei consumatori), Controllo cittadino e Openpolis. Le 32 pagine del rapporto 2008-2009 sulle attività parlamentari - che sarà presentato oggi - misurano con grafici e classifiche l'efficienza di gruppi e singoli. Un "indice di attività" elaborato in base a una serie di parametri: quante volte ogni parlamentare è stato primo firmatario o cofirmatario di un atto legislativo o ispettivo, quante volte relatore di un progetto di legge, quante volte è intervenuto in aula o in commissione, quante volte presente alle votazioni. Cosa si scopre? "Emerge molto chiaramente che i deputati dell'Italia dei valori sono i più attivi tra tutti i gruppi presenti alla Camera", su una scala da 0 a 10, la loro media di attività si attesterebbe attorno al 3,57. Sotto la sufficienza, ma meglio degli altri. Seguiti dal gruppo della Lega (2,67) e dal Pd (2,65). OAS_RICH('Middle'); Stesso discorso al Senato, anche lì in testa i dipietristi, seguiti però da Udc e Pd. In entrambi i rami del Parlamento, il principale gruppo di maggioranza, il Pdl, ha raccolto il grado di efficienza più basso, ultimo alla Camera (2,01) e penultimo (seguito dal solo misto) al Senato (0,67). Quozienti che si invertono, ed è facile immaginare il perché, se si passano ai raggi x le presenze in occasione delle votazioni: essendo la gran parte dei ddl di origine governativa, ecco che i deputati del Pdl sono risultati presenti all'83% delle votazioni, i leghisti all'86, i democratici all'81. Le donne hanno un indice di attività medio di 2,7, mentre gli uomini si fermano al 2,2. Tra le senatrici e i senatori "la differenza è ancora più marcata: le prime hanno un indice di attività di oltre 3 punti, mentre i senatori sono al 2". Stesso discorso per le presenze. E come alla fine di ogni anno scolastico che si rispetti, Cittadinanzattiva ha affisso i quadri con promossi e bocciati. Classifiche elaborate, anche queste, sulla base di quei criteri (presenze, firme agli atti, interventi, votazioni). Ed ecco allora la pidiellina Angela Napoli in testa ai virtuosi, affiancata dalla senatrice radicale-Pd Donatella Poretti (entrambe con un bel 10 per indici di attività). Maglia nera tra i "bocciati", invece, al coordinatore del Pdl Denis Verdini alla Camera e al senatore (anche lui pdl) Marcello Pera, che di Palazzo Madama è stato presidente. "È la prima volta che i cittadini accendono un faro sui lavori del Parlamento, basato su dati incontrovertibili e pubblici - spiega Antonio Gaudioso di Cittadinanzattiva - . È giunto il momento che gli elettori si assumano la responsabilità di verificare le attività delle istituzioni, tanto più utile nel momento in cui viene a mancare il rapporto diretto con gli eletti, ormai semplici nominati". (16 giugno 2009

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Gelmini, non mi impediranno di raccontare questa scuola (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-06-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si difende dopo le contestazioni ricevute a Milano durante la presentazione di un libro. «Nessuno - dice - mi impedirà di raccontare all’Italia com’è questa scuola. La scuola non è proprietà privata di un gruppo organizzato e rumoroso di sinistra ma appartiene al Paese». «Impedire, in un Paese democratico, che si svolga la presentazione di un libro dà il senso Dell’intolleranza e della prepotenza di chi vuole lasciare la scuola così com’è, opponendosi al cambiamento», prosegue. «E “5 in condotta” di Mario Giordano - afferma il ministro - contiene scomode verità su una scuola agli ultimi posti nelle classifiche internazionali, diventata nel tempo un ammortizzatore sociale dove si è badato ad aumentare il numero dei dipendenti invece che alla qualità». Le persone che contestano «difendono una scuola indifendibile. Queste proteste sono solo battaglie strumentali di chi non ha a cuore la qualità dell’istruzione». + Contastata la Gelmini, salta l'incontro

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Scuole di montagna parte la guerra al ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

POLEMICA NO DEI SINDACI AI NUMERI MINIMI PER I NUOVI PLESSI Scuole di montagna parte la guerra al ministro Gelmini [FIRMA]ALESSANDRO BALLESIO Suonerà ancora la campanella nelle piccole aule di montagna? L'allarme si fa più forte dopo che l'altro ieri sono stati fissati i numeri minimi per il mantenimento dei plessi. Quindici bambini per la scuola d'infanzia, venti per la scuola primaria e trenta per la secondaria di primo grado: è questa la deroga concessa per i territori montani che naturalmente non possono contare sulle cifre delle grandi classi di città. Cancellate, spazzate via: è questo il rischio che corrono in una cinquantina di Comuni piemontesi. E intanto cresce sempre più la mobilitazione dei sindaci e dei politici che criticano la riforma e appoggiano la protesta - già annunciata - degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. In provincia di Torino la mappa dei casi più critici è sostanziosa: si va dalle Valli Chisone e Germanasca alla Val Pellice, dalle Valli di Lanzo alle Valli Orco e Soana. Senza dimenticare l'alta e bassa Val di Susa, la Valchiusella. Ogni piccola scuola ha una storia fatta di sacrifici quotidiani. Come a Inverso Pinasca, con i suoi 13 alunni, e nemmeno uno che ha terminato la quinta. Ceresole Reale e Ronco, in Canavese, con 8 e 9 bambini a testa. Usseglio, con 6 iscritti, 3 dei quali passati alle medie. Non si arriva mai a venti bambini a Rorà, Prali, Perrero, San Didero, Clavière, Oulx, Brosso. Una tribù nemmeno troppo esigua, pronta a scendere in piazza per non scomparire. «Il problema è che non hanno neanche i numeri minimi previsti dalla deroga per i territori montani - dice l'assessore regionale Luigi Sergio Ricca, Sdi -. E anche se si ottenesse una deroga della deroga, il rischio è che non ci sarebbero gli insegnanti: non c'è relazione tra la loro disponibilità e la programmazione dei plessi. Ma chiudere le scuole di montagna significa sancire la fine di una comunità locale». E' il timore del sindaco di Ronco Canavese, Danilo Crosasso, che è anche il presidente della Comunità montana valli Orco e Soana: «Bisogna assolutamente trovare un punto d'incontro, perché la scuola è un servizio che non si può assolutamente eliminare: altrimenti tutti i discorsi sulla lotta allo spopolamento delle valli varrebbero zero. Io di dubbi non ne ho: se si dovesse andare avanti su questa strada noi ci metteremmo di traverso. E di sicuro non saremmo soli». Il collega della Comunità montana Valli di Lanzo, Mauro Marucco, intanto, ha fatto approvare a tutti i suoi Comuni una delibera con cui si tenta la carta della deroga. Ma basterà? «Il fatto è che sono a rischio molte più scuole del previsto. Da noi, ad esempio, finirà che lo saranno tutte quante. C'è il caos: e per l'anno prossimo mancheranno sia le ore di insegnamento che gli insegnanti». Il consigliere regionale della Lega Nord, Gianfranco Novero, sottolinea che «in mancanza di politiche anche regionali di investimento e a sostegno del lavoro sarà sempre più difficile garantire i numeri minimi per il mantenimento dei plessi. Solo con forti incentivi per giovani coppie e quanti vogliono investire su questi territori si potrà invertire la tendenza all'abbandono e all'evidente calo di iscrizioni nelle scuole». E per il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba: «La formazione delle risorse umane è fondamentale per il rilancio dell'economia montana. Per questo è assolutamente necessario difendere le scuole nei paesi di valle».

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Mai tanti bocciati nelle Medie cuneesi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. ESAMI E SCRUTINI Mai tanti bocciati nelle Medie cuneesi Il caso di Busca: ripeteranno l'anno 33 dei 304 studenti [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Un bocciato su 10 alle scuole Medie. Il dato complessivo della Provincia ancora non si conosce, ma i primi risultati pubblici di alcune città dimostrano una severità che non ha precedenti nelle scuole dell'obbligo. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini aveva chiesto «rigore» e «stop al 6 politico», ma tutto è in mano alla (legittima) discrezione dei Collegi docenti, l'assemblea degli insegnanti. «Si attendeva un regolamento da Roma, non è mai uscito: ce lo siamo dati noi sulla base della legge» dice Alberto Perassi, dirigente della media «Carducci» di Busca, 33 fermati su 304 allievi. Come dire: il 10,8% che non ce l'ha fatta. A Bagnolo 23 bocciati su 200 ragazzi. Il reggente Gianpiero Sola, dirigente anche della media unificata di Savigliano: «Fermare con un insufficienza? Decreto poco chiaro. A Savigliano abbiamo bocciato in linea col passato: 53 su 770 alunni. A Bagnolo è forte la componente di stranieri. Un caso a sè». I «salvati» dall'asterisco sono molti di più rispetto ai «sommersi» della non ammissione: nel primo quadrimestre, aveva un'insufficienza il 55% dei 16 mila alunni della «secondaria inferiore» nella Granda. Il decreto legge Gelmini di settembre, diceva: «Ammessi alla classe successiva o all'esame chi ha ottenuto sei decimi in ogni disciplina». Però «con decisione a maggioranza del Consiglio di classe». Una circolare ministeriale dell'8 giugno ha dato poi autonomia alla scuole per comunicare a famiglie e ragazzi «la preparazione raggiunta». Anche in questo caso ognuno ha fatto come gli pareva. Raffaella Curetti, preside a Caraglio (6 fermati su 250): «Il garante ha detto che i voti non sono ''dati sensibili''. Non volevamo che l'autonomia scolastica diventasse anarchia: ci siamo incontrati con gli altri dirigenti della zona. Abbiamo appeso in bacheca solo l'elenco degli ammessi. Alle famiglie, in un foglio a parte, abbiamo spiegato cosa significava l'asterisco, scritto solo in pagella». Così hanno fatto anche a Diano d'Alba (7 fermati su 121). Luciana Basso, della Media unificata a Cuneo: «Indicati sui tabelloni i non ammessi e gli asterischi, su scelta del collegio docenti: 74 sì su 104 insegnanti. Ho chiesto anche conferma all'Ufficio regionale». A Dronero (28 bocciati su 425) non hanno appeso il nome dei fermati. «Come sempre in passato - dice il preside Gianpiero Ristorto -. Bocciato solo chi aveva 6 insufficienze o 300 ore si assenza». Servizi ALLE PAG. 56 E 57

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"Sui tagli al Classico e al Sella il sindaco deve intervenire" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

COMUNE.PRESENTATA UNA MOZIONE BIPARTISAN "Sui tagli al Classico e al Sella il sindaco deve intervenire" La mobilitazione degli studenti dalla piazza al municipio. Dopo la manifestazione dei giorni scorsi e le polemiche alla «Festa dei diciottenni», la «questione scuola» arriva in Consiglio. A prendere posizione sulle pesanti ricadute che la riforma Gelmini avrà sul liceo classico Alfieri e l'istituto Sella, sono alcuni consiglieri di minoranza e maggioranza. Fabrizio Brignolo (Pd), Alberto Pasta (Idv), Piero Mora (Pdl) e Paola Calosso (Lista civica per Galvagno) firmano una mozione bipartisan depositata da Paolo Bagnadentro (Pd). «Il Consiglio comunale dia mandato al sindaco affinché chieda una deroga ai tagli imposti dalla riforma - si legge nella mozione - Le disposizioni del Governo penalizzano il liceo classico e l'istituto Sella, perché queste scuole si trovano ad avere classi composte da un numero di alunni inferiore ai limiti previsti dalla legge. Questo significa che la scuola sarà obbligata a sopprimere una classe e ridistribuire gli studenti». Spiega Bagnadentro: «Questo con diverse conseguenze, prima fra tutte la soppressione di ore e posti di insegnamento, lasciando a casa giovani insegnanti che si sono distinti per competenza e professionalità. Senza contare che gli alunni delle due scuole sono ospitati in un edificio che ha oltre 100 anni e che, per ragioni di sicurezza, non può ospitare più di 25 alunni per classe». In conclusione, avanzando la possibilità di convocare un Consiglio straordinario, i consiglieri chiedono «con somma urgenza» che il sindaco Galvagno, coinvolgendo anche il presidente della Provincia, Armosino «operi per quanto in suo potere, affinché venga decisa una deroga alla riforma e sia consentita nelle due scuole l'attuale articolazione di classi, cattedre e moduli organizzativi». \

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Sindacato solidale (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

CON LA GELMINI Sindacato solidale MILANO. «Un'occasione perduta per chi ha protestato invece di dibattere». Così la Cisl scuola, come il resto del sindacato, critica le dure contestazioni di genitori e insegnanti che lunedì hanno impedito la presentazione del libro del direttore del «Il Giornale» Mario Giordano, «5 in condotta», con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a Milano.

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Professori, il 52 per cento è over 50 (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Inchiesta Talis Professori, il 52 per cento è over 50 In Italia gli insegnanti di scuola riferiscono di essere costretti a sottrarre tempo alle lezioni per mantenere l'ordine in classe (rispetto alle medie internazionali). È un aspetto rilevato dall'Ocse sulla base dell'indagine Teaching and Learning International Survey (Talis) che si basa su un campione di 70.000 tra docenti e presidi di scuole di 23 paesi e che sarà presentato oggi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Sempre riguardo all'Italia, tra le voci monitorate, l'aspetto che più contraddistingue il suo corpo docente è l'elevata età media. «L'Italia ha la forza lavoro più anziana tra i paesi Talis - spiega l'Ocse - il 52% degli insegnanti italiani è ultra 50enne e solo un 3% è under 30. Nella media internazionale questa quota è cinque volte tanto». Inoltre l'Ocse segnala che in Italia è più elevata la quota dei presidi che lamenta la mancanza di insegnanti specializzati e personale tecnico.

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Maturità, sette giorni al via Ammessi solo con i debiti saldati (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Il 25 giugno la prima prova scritta per quasi 500 mila studenti italiani Maturità, sette giorni al via Ammessi solo con i debiti saldati San Girolamo, San Luigi Gonzaga, San Giuseppe da Copertino, San Espedito da Militene: ecco i nomi dei santi a cui votarsi per superare brillantemente gli esami di maturità . Almeno così assicurano alcuni studenti sul Forum di Studenti.it dedicato ai problemi della maturità prossima ventura. Così tra invocazioni ai patroni e più profani riti scaramantici (gli studenti sardi, ad esempio, sono soliti ballare l'inno sardo accompagnati da un rito celtico) siamo già arrivati a meno sette. Infatti giovedì 25 giugno è fissata la prima prova scritta, la «madre» di tutte le prove: il tema d'italiano. Intanto, però, i 500 mila maturandi, proprio in queste ore, stanno apprendendo il loro primo punteggio: il credito scolastico cumulato nel triennio (il totale attribuibile è 25 punti). L'usanza fu «inaugurata» dalla ormai jurassica gestione Berlinguer e puntava a dare un giusto riconoscimento agli studenti con una carriera scolastica brillante. Mai come in questi giorni abbondano da ogni luogo i consigli ai maturandi per aggirare il fattore A, cioè Ansia, che attanaglia lo studente alla vigilia degli esami. L'unico che resta valido è: studio, studio, studio! Evitando le tirate notturne ma con l'inevitabile rush finale! Quest'anno doveva partire la riforma degli esami di maturità targata Gelmini. In particolare per essere ammessi all'esame, si chiedeva almeno la sufficienza in ogni materia. Non se ne fa più niente. La riforma è rimandata tra due anni con l'avvio della riforma della scuola secondaria superiore. Per quest'anno, comunque «gli alunni devono aver saldato i debiti contratti nell'anno scolastico 2006/07» e ottenere «almeno la media del sei». E naturalmente niente ammissione per chi ha meno di sei in condotta. Per il resto «le solite cose»: su internet e youtube impazza il toto-tema. Sorvoliamo. La seconda prova scritta si svolgerà 24 ore dopo la prima. Latino al liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al liceo linguistico, pedagogia al liceo pedagogico, elementi di architettura all'artistico: sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta. Invariati i punteggi per la prima, la seconda e la terza prova (un massimo di 15 punti ciascuna). Il colloquio orale darà 30 punti. È possibile concedere la lode, a discrezione della commissione, per gli studenti che ottengano il massimo punteggio.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 17/06/2009 - pag: 3 Intervista Maddalena Novelli, direttore dell'ufficio scolastico regionale «Il "6 rosso" non serve a niente Famiglie da responsabilizzare» Cosa pensa dei 6 rosso? Trasfomare il 5 in un 6 per evitare un esercito di ripetenti o di non ammessi? «È del tutto impropria l'adozione del 'sei rosso' adottata semplicisticamente per 'evitare bocciature o non ammissioni'. Il Consiglio di classe invece, in sede di scrutinio finale, dopo aver valutato i traguardi di conoscenze e competenze maturati dall'allievo, può scegliere di trasformare un cinque in un sei per segnalare una carenza recuperabile responsabilizzando le famiglie e trasmettere un messaggio educativo». Quale consiglio darebbe a suo figlio se tra dieci giorni dovesse affrontare l'esame e fosse «mediamente » preparato? «La dicitura 'media preparazione' lascia presupporre che lo studente abbia un livello accettabile di conoscenza di ciò che è irrinunciabilmente essenziale in ogni disciplina. Su questa base gli consiglierei di contestualizzare ciò che già sa, consolidando quanto finora realizzato, con un impegno non cumulativo ma di elaborazione e di sintesi delle sue conoscenze». Il voto in condotta non è più causa di bocciatura immediata. Come hanno recepito le scuole romane questo «aggiustamento» ? «È stato fatto uno sforzo per rendere il più obiettivi possibili i paramentri di valutazione di un comportamento corretto e la sua traduzione in voto. Il fatto che la condotta concorra alla valutazione complessiva, indica l'importanza rivestita dal codice di relazionalità dello studente e dal suo partecipare alla crescita della comunità scolastica». Avete fatto fatica a trovare i commissari d'esame? «Da un paio di anni la procedura di costituzione mista delle commissioni (metà interni e metà esterni) ha consentito una più efficace distribuzione delle risorse professionali. Ad oggi non si sono registrati, almeno in misura apprezzabile, casi di rinuncia. Si è comunque in grado di affrontare eventuali sostituzioni grazie ad appositi nuclei provinciali». Voto in condotta «Abbiamo fatto uno sforzo per rendere più obiettivi i parametri di valutazione di un comportamento corretto» Al vertice Maddalena Novelli F. Fio.

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L'Ocse bacchetta la scuola italiana La Gelmini: "Vero, avanti con le riforme" (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

17/6/2009 Dossier Ocse:scuola italiana ultima Gelmini: "Vero, avanti con riforme" Siamo in coda nella classifica dei Paesi Ocse: la scuola italiana produce risultati "fra i più modesti" dell'area, "nonostante la spesa per studente sia molto elevata". E' l'impietosa analisi del dossier Ocse, che evidenzia come, fra i tanti problemi, vi sia quello delle "forti differenze regionali". "Il rapporto Ocse ci dà ragione", commenta il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che aggiunge: "Avanti con le riforme". Nel rapporto sull'Italia, l'Ocse riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma volta a "razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti". Tuttavia l'organismo di Parigi sottolinea la mancanza di un quadro complessivo e definitivo. "Fare riforme organiche" E, in proposito, suggerisce all'esecutivo un approccio più organico: "Considerando la natura di queste riforme - si legge nel rapporto - sarebbe preferibile realizzarle con un pacchetto onnicomprensivo, piuttosto che in modo parcellizzato". L'Ocse parte dalla constatazione che "l'assenza di chiare informazioni sulla valutazione degli studenti e dell'intero sistema, dai docenti all'amministrazione centrale, è stata la causa principale delle cattive performance". "Maggiore responsabilità a tutti i livelli" E suggerisce il principio della responsabilità che "va introdotta a diversi livelli, in primi luogo per i presidi e i direttori scolastici, ma anche per gli insegnanti, in modo tale che la scelta degli insegnanti stessi, la formazione delle classi e i metodi educativi abbiano un'adeguata informazione consentendo il giudizio sui risultati formativi e sul sistema di incentivi". Ma per realizzare questi obiettivi, i presidi dovranno "ottenere un'adeguata autonomia dei poteri di gestione, al contrario dell'attuale quasi completa assenza di autonomia". Una sfida per l'Italia Secondo l'Ocse, "elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide" per l'Italia. La riuscita di una riforma complessiva del sistema educativo è anche una chiave per ridurre le differenze regionali: "Contenere il gap educativo fra Nord e Sud è una della vie per ridurre le differenze economiche e sociali complessive. Di conseguenza, andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono". Gelmini: "Avanti con le riforme" "Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall'opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagineLa scuola italiana non è adeguata alle necessità del Paese e il confronto con le altre nazioni europee è per molti aspetti impietoso". Lo dice il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Per il ministro l'Ocse "auspica un'azione riformista e suggerisce provvedimenti urgenti che noi abbiamo adottato fin dal nostro insediamento un anno fa". Secondo la Gelmini quindi la ricerca presentata va nella direzione e sostiene le scelte effettuate dal governo. Scelte che l'esecutivo dovrebbe condividere anche con l'opposizione. "Ci sono tanti professori e dirigenti che comprendono che la scuola non funziona - dichiara la Gelmini -. Mi auguro che anche la sinistra voglia contribuire proficuamente e fattivamente a questo progetto di riforma, che noi comunque continueremo".

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Corrado Guzzanti "recital" (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corrado Guzzanti "recital" Catania, martedì 27 ottobre 2009 al Teatro Metropolitan - Palermo, venerdì 30 ottobre 2009 al Palauditore - Con Caterina Guzzanti Marco Marzocca Dopo anni di assenza dalle scene teatrali ha debuttato "Recital" lo spettacolo di Corrado Guzzanti che sarà in tour nelle principali città italiane fino alla fine di maggio. Dopo tanto tempo Corrado Guzzanti torna in scena con un vero e proprio recital dove in compagnia di Marco Marzocca e Caterina Guzzanti proporrà alcuni suoi personaggi storici come il santone Quèlo, il conduttore La Porta o l'avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia, ma anche tanta satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell'ex presidente del consiglio Prodi, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di Pietro; Corrado si avvarrà dell'aiuto in scena di un maxi schermo sul quale andranno diversi contributi filmati in precedenza di quei personaggi che necessitano maggiori trucchi speciali impensabili da realizzare in tempo reale (Prodi, La Porta, i mafiosi). Caterina Guzzanti sarà tra le altre il ministro Mariastella Gelmini mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. CALENDARIO RECITAL - CORRADO GUZZANTI 20 aprile ROMA GRAN TEATRO 23 aprile BRESCIA TEATRO DI BRESCIA 28 aprile VARESE TEATRO DI VARESE 29 aprile CESENA NUOVO TEATRO CARISPORT 30 aprile ROMA GRAN TEATRO 4 maggio PORDENONE PALA FORUM 8 maggio CARRARA (MS) FIERA 9 maggio BOLOGNA PALA DOZZA 10 maggio FABRIANO (AN) TEATRO GENTILE 12 maggio GROSSETO TEATRO GRANDE 14 maggio GENOVA VAILLANT PALACE 15 maggio REGGIO EMILIA PALA BIGI 16 maggio TORINO PALA OLIMPICO Dopo il debutto di "Recital" nelle principali città italiane, Corrado Guzzanti sarà a Catania e Palermo per riproporre alcuni fra i suoi indimenticabili personaggi! CORRADO GUZZANTI: MARTEDÌ 27 OTTOBRE TEATRO METROPOLITAN CATANIA h 21.30 VENERDÌ 30 OTTOBRE - PALAUDITORE PALERMO H 21:30 Biglietti disponibili presso i circuiti Greenticket e sul sito www.musicaesuoni.it BIGLIETTI: CATANIA: Poltronissima € 48,00 Poltrona € 38,00 Distinti: € 28,80 PALERMO I sett. Parterre numerato € 46,00 II sett. Parterre numerato € 40,00 III sett. Parterre numerato € 34,50 Tribuna non numerata € 28,80 I prezzi sono da intendersi comprensivi dei diritti di prevendita È un'organizzazione Musica e Suoni di Nuccio La Ferlita Infoline: 095/7222327 www.musicaesuoni.it PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 17 giugno 2009 in: news » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Gelmini, dal 2010 borse di studio ai migliori diplomati (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ha colto oggi l’occasione, a margine della presentazione dei dati Ocse sulla Scuola per annunciare l’intenzione del Miur di introdurre dal prossimo anno scolastico delle borse di studio agli studenti diplomati con votazioni eccellenti: «Dal prossimo anno - ha detto Gelmini- vorremmo introdurre borse di studio ai ragazzi che hanno superato brillantemente gli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione con l’intento di dare maggiore peso a questa prova di maturità». L’intenzione del ministro è quella di puntare fortemente sulla meritocrazia sia a livello di studenti che di insegnanti. A tale proposito, Gelmini si è rivolta a quei non pochi docenti che lo scorso anno intervennero durante le prove Invalsi riguardanti la terza media: «Invito gli insegnati - ha detto il ministro alla vigilia della prova nazionale che si terrà domani in tutte le scuole medie inferiori italiane a non aiutare i ragazzi,come ha già fatto il presidente Cipollone». Alla domanda riguardo la possibilità che gli studenti in futuro arrivino a valutare i docenti Gelmini ha risposto: «Perché no: stiamo studiando un sistema organizzativo che non si accontenti di una scuola a luci e ombre, serve una buona scuola che sia veramente meritocratica». + La scuola italiana è in coda nella classifica dei Paesi Ocse

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