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toARTICOLI DEL 12-5-2008
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IN
EVIDENZA
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La cultura è diventata più accessibile con Internet, ma il mercato
si oppone: è battaglia ideologica tra chi considera la cultura patrimonio di
tutti e chi proprietà da difendere.
«La gratuità è un furto» è lo slogan provocatorio lanciato da Denis Olivennes, direttore del Nouvel Observateur ex capo di Fnac, in un pamphlet che vanta nell’edizione
italiana la prefazione del presidente Siae Giorgio Assumma: «Il
peer-to-peer è l’ultima forma di pirateria, che danneggia gravemente tutta
l’industria dei contenuti».
Gian Arturo Ferrari, capo dei libri Mondadori (nella foto a sinistra), è d’accordo con Olivennes:
l’emergere di un mercato della cultura ha democratizzato le opere d’ingegno,
entrate nei consumi di massa, ma «i libri gratis sono utopia, la funzione
editoriale di tramite tra autore e pubblico è insostituibile». Per Ferrari
il progresso aumenta il bisogno di intermediazione: «Altrimenti
sarebbe il caos, comunicare è fatica. Internet è un torbido mare in cui non ti
trova nessuno».
Di parere diverso Marco Calvo (nella
foto a destra), fondatore dell’Associazione Liber Liber, che ha creato già 15 anni fa una
biblioteca digitale ad accesso gratuito (Progetto Manuzio),
arricchita da un’audioteca (LiberMusica)
fino alla nuova piattaforma OpenAlexandria per la
produzione e distribuzione di contenuti digitali liberi da copyright. «Allo Stato un popolo colto “conviene”. La cultura non è
diventata più accessibile grazie al mercato, ma alle innovazioni tecnologiche».
La macchina da stampa di Gutenberg fece crollare il costo dei libri e da
allora il progresso ha subìto una straordinaria accelerazione. «Oggi Internet
consentirebbe un crollo del costo della cultura altrettanto significativo, se
non fosse per le resistenze controproducenti (meno cultura, meno mercato) dei
grandi editori».
Internet propone nuovi intermediari: la reputazione di un autore è decretata
dai suoi lettori, che lo fanno emergere tramite il passaparola. Ne sa qualcosa Lorenzo
Fazio, fondatore di ChiareLettere (che pubblica autori di successo come Marco Travaglio),
entusiasta delle potenzialità offerte dalla Rete: «I nostri autori hanno
successo grazie ai blog e i social network». Si chiama «marketing reputazionale» e punta su un nuovo modello di business: sul
Web gli autori dei libri di cucina, i più piratati, possono ripagarsi
attraverso la pubblicità, il merchandising, perfino aprendo ristoranti, grazie
al proprio «marchio».
Eppure Tracy Chevalier, best seller per «La
ragazza con l'orecchino di perla», insiste che la pirateria attraverso Internet
rischia di ridurre gli autori a «non poter più scrivere» e fa eco a Olivennes: «La cultura della gratuità, invece di
diversificare l’offerta, la impoverisce». Calvo eccepisce: «Quali studi dimostrerebbero che la cultura gratuita impoverisce?
Non sono certo che la diversità e ricchezza culturale sia tra le priorità delle
multinazionali, che in realtà impongono gli stessi modelli culturali e gli
stessi prodotti in tutto il mondo per abbattere costi di promozione e
semplificare la gestione del catalogo».
Se molto materiale si trova solo nei circuiti pirata, è segno evidente che
l'attuale mercato non funziona. Quanti autori vivono delle proprie opere?
Quante sono fuori catalogo perché ritenute non produttive? Secondo la teoria
della «coda lunga» di Chris Anderson, Internet fa fiorire
le micro-nicchie, che sommate portano numeri molto
più alti dei pochi successi di massa.
Per Ferrari di Mondadori, che guadagna tra il 10 e il 15% su ogni
copia venduta, «la coda lunga è sottilissima» e bisogna modificare la legge sul
copyright: l’autore ritorna in possesso della propria opera dopo vent’anni solo
a patto che il libro sia ancora in commercio, ma «con il Print
On Demand questa regola deve valere
anche se il libro non è in stampa». Calvo si spinge oltre: «Gli
autori, ostaggi dei mega-editori, devono essere liberi dai contratti di
esclusiva».
Un fatto è certo: cercare di controllare la circolazione delle opere su
Internet è come cercare di fermare il vento con le mani. Contenuti liberi in
licenza «Creative Commons» (il copyright flessibile su
Internet) sono già centinaia di milioni e permettono di fruire opere che le
grandi multinazionali non distribuirebbero mai.
«Ad avere una pericolosità sociale ben più grave della pirateria sono i prezzi
alti e il cartello dei circuiti bancari, che impediscono le microtransazioni, a
loro poco convenienti, ma tecnicamente possibili da anni a costi
sostanzialmente nulli» accusa Calvo. Autori da poche migliaia di opere
ricaverebbero una remunerazione adeguata. E di fronte a prezzi convenienti, la
pirateria sarebbe marginale.
Formazione per 4mila studenti (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a settembre 2009.Il primo mattone per creare agli studenti percorsi omogenei tra le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti, fa riferimento a comuni standard di competenza.
"all'unghiamoci" di
nuovo nel paese dei balocchi - mario pirani ( da "Repubblica, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rilasciato ancor prima di sapere il nome del titolare di Viale Trastevere: "Il meccanismo di recupero dei debiti voluto dal ministro Fioroni non va bene. Lo cancelleremo. Torneremo alla riforma Moratti". Se così fosse si riaprirebbe la maledizione delle continue riforme e contro riforme che hanno devastato la scuola italiana nell'alternarsi dei governi di centro destra e centro sinistra.
Stress da scuola per 20 mila studenti <Più malesseri per
paura degli esami> ( da "Corriere della Sera"
del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ritorno alla severità " voluta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. Il punto di partenza: a settembre, all'inizio delle lezioni, sono circa 8.500 gli alunni di Milano "sotto stress", soprattutto in prima media e in prima superiore. Una cifra fisiologica, "in genere per problemi legati alla famiglia: genitori separati o che chiedono troppo".
Gli studenti a rischio (
da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da quest'anno, infatti, sono state introdotte dall'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni le verifiche di settembre per i ragazzi (maturandi esclusi) che a giugno avranno una o più materie insufficienti: chi non le supererà, non sarà ammesso alla classe successiva. RANCATI alle pagine 10 e 11 12/05/2008.
Scuola, Fioroni e "salti mortali" (
da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incognita che accompagna la riforma Fioroni che ha introdotto corsi di recupero e verifiche finali per gli studenti che alla fine dell'anno scolastico avranno una o più materie insufficienti. Anche gli istituti piacentini sono alle prese con una scarsità di fondi che comunque non pregiudicherà le attività previste dalla legge.
"Rimandato": la paura di tanti (
da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni le verifiche di settembre per i ragazzi (maturandi esclusi) che a giugno avranno una o più materie insufficienti: chi non le supererà, non sarà ammesso alla classe successiva. Guai a chiamarli esami di riparazione, anche se è molto elevata la somiglianza con i temutissimi appuntamenti di fine estate aboliti a metà anni Novanta.
I sindacati: <I problemi ci sono ma il governo non riazzeri tutto> (
da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i sindacati ritengono che la riforma Fioroni debba essere mantenuta. "Naturalmente va migliorata - chiarisce Marina Molinari della Cisl - e il fatto che il prossimo anno inizi già con queste regole potrà favorire una stabilizzazione del sistema. Gli elementi positivi non mancano, speriamo che il nuovo governo non arrivi e riazzeri tutto,
La promozione del merito (
da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: solo 17 centesimi si sono tradotti in finanziamento alle scuole private, mentre il restante è consistito in una redistribuzione a beneficio delle famiglie. Poiché le famiglie che scelgono scuole private sono in media più ricche, questa redistribuzione ha avuto natura regressiva. (risultati analoghi sono ottenuti da Maurizio Conti ed Enrico Sette in un'analisi dell'
Cobas: ''Successo per lo sciopero
contro tagli e recuperi-farsa'' (
da "Redattore sociale" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Fioroni in extremis nell'esame di terza media, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti". Infine, i Cobas chiedono che "a docenti ed Ata venga restituito il diritto di assemblea, a loro e in particolare ai Cobas scippato da Cgil-Cisl-Uil".
Contratti triennali no del sindacato (
da "Stampa, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: se ci sono posti vacanti disponibili per incarichi a tempo determinato non si capisce perché non si debba procedere, su quegli stessi posti, con le immissioni in ruolo". Il ministro uscente Giuseppe Fioroni hanno tentato fino all'ultimo di convincere i responsabili del ministero dell'Economia a dare il via libera per rispettare il piano triennale di assunzioni fissato a fine 2007.
Istruzione privata con fondi statali (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quindi è lo Stato a finanziare le scuole private... Sì. Noi eroghiamo gran parte dei finanziamenti. Ma ora le aziende private forniscono propri macchinari e formatori, contribuendo materialmente e non con denaro. è un fatto di cultura: nell'ultimo quinquennio il settore privato ha assunto un ruolo sempre maggiore sul piano economico industriale.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Domani
un convegno organizzato dallo Ial sul percorso misto
scuola-professione Formazione per 4mila studenti Magnano in RivieraDieci
anni tra le mura scolastiche per apprendere una cultura di base necessaria a
diventare i cittadini del domani e per limitare i danni di una precoce
dispersione scolastica. Con questo intento l'era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che
dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a
settembre 2009.Il primo mattone per creare agli
studenti percorsi omogenei tra le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti,
fa riferimento a comuni standard di competenza. Ed è proprio questo il
tema centrale del convegno che avrà luogo domani e martedì a partire dalle 9 al
Green hotel school di Magnano in Riviera, che lo Ial Fvg ha organizzato con
l'intento di aprire un tavolo di lavoro cui sono invitati a partecipare i
docenti di tutta la regione sia delle scuole pubbliche che degli enti di formazione.All'incontro
"Formare competenze nell'obbligo di formazione" verrà presentata la
sperimentazione che sul territorio regionale viene portata avanti dagli enti di
formazione riuniti nella sigla "Effepi" e
dalle scuole statali superiori. Nell'anno scolastico in corso, in regione,
infatti, sono stati avviati 202 percorsi negli enti di formazione professionale
coinvolgendo circa 3mila allievi e 56 percorsi nelle scuole superiori che hanno
interessato mille studenti. Nelle classi di questi corsi, i programmi si sono
basati sull'ottenimento delle competenze richieste dal mondo dell'istruzione e
quelle relative alla formazione professionale.Per la prima volta, infatti, le scuole hanno aperto
al mondo della formazione spalancando i propri istituti all'insegnamento
professionale con il vantaggio per gli studenti di potere ottenere una
qualifica professionale al termine dei tre anni, immediatamente spendibile nel
mondo del lavoro, oppure di proseguire gli studi conquistando con l'esame di
maturità, il diploma. Grazie a questo "sistema" fortemente monitorato
che va nella direzione dell'integrazione dei saperi per il pieno sviluppo della
persona, si possono sempre verificare le competenze apprese che saranno le
medesime, proprio perché basate su standard ben definiti per tutte le realtà
scolastiche.
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Commenti
LINEA DI CONFINE "All'unghiamoci"
di nuovo nel paese dei balocchi MARIO PIRANI Non conosco la
neo ministro della Pubblica Istruzione e non so come la pensi. Mi auguro, però, che non recepisca a scatola chiusa il preannuncio
di Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia, rilasciato
ancor prima di sapere il nome del titolare di Viale Trastevere: "Il
meccanismo di recupero dei debiti voluto dal ministro Fioroni non va
bene. Lo cancelleremo. Torneremo
alla riforma Moratti". Se così fosse si riaprirebbe la maledizione
delle continue riforme e contro riforme che hanno devastato la scuola italiana
nell'alternarsi dei governi di centro destra e centro sinistra. Un
barlume di speranza ci era venuto, per contro, dal rifiuto del ministro Fioroni di proporre altre riforme. Come anche dal suo
operare ? benissimo coadiuvato dalla vice ministro Bastico
? per un almeno iniziale ritorno all'ordine dopo decenni di permissivismo post
sessantottesco coniugato con l'aziendalismo più stupido, secondo il quale,
essendo la scuola nient'altro che una azienda, i
clienti-studenti hanno sempre ragione e i commessi-insegnanti debbono
soddisfare le loro richieste e non turbare il loro eventuale disinteresse.
Tutto questo nel quadro di una dissennata autonomia, innovazione cara sia a
Berlinguer che alla Moratti, che ha disarticolato i programmi nazionali,
riducendo a coriandoli l'insegnamento. Il punto di arrivo è stato il
declassamento degli studenti italiani agli ultimi posti delle classifiche
internazionali, di cui però potevano ampiamente infischiarsene visto che le
insufficienze (denominate debiti) non solo non portavano quasi mai alla
bocciatura ma neppure alla ripetenza. Con l'esito
finale che ha visto il 40% dei giovani accedere all'università malgrado fossero
oberati da debiti pregressi. Fioroni, come un buon
conservatore illuminato, ha detto semplicemente basta: chi non studia deve
recuperare, magari con l'aiuto di un certo numero di ore di ripetizione offerte
dalla scuola. Poi, se a giugno non supera l'esame, deve ripresentarsi a
settembre, sempre con un certo numero di ore offerte dalla scuola, fermo
restando che, se non basta, dovrà seguitare a studiare da solo (o con l'ausilio
di lezioni private) tutta l'estate. Poi, se ce la fa, viene promosso,
altrimenti ripete. Secondo lo schema seguito da tutti gli studenti da che mondo
è mondo, fino a quando il primo governo Berlusconi, con il convinto plauso
della sinistra, cancellò il rinvio a settembre. Una rivoluzione quella di Fioroni, non una riforma. Il ritorno al principio che
studiare è fatica e non un optional. Di fronte a tutto ciò non sono mancate
difficoltà organizzative (naturali alla prima esperienza), ostacoli di varia
natura, pochi soldi a disposizione. Solo un'idea rinunciataria, il disamore per
lo studio, la diserzione da una battaglia culturale per salvare la scuola
possono, però, spiegare perché siano stati messi in evidenza negli istituti e
nei mass-media solo gli intoppi più che il valore irrinunciabile della posta in
gioco. Si vuol restaurare la governance populista da
paese dei balocchi? Debbo dire che ho letto con profondo sconcerto le parole
dell'onorevole Aprea ma con ancor più desolazione l'affermazione del preside
dell'Istituto alberghiero Colombatto di Torino,
Giorgio Viada, secondo il quale "i corsi di
recupero sono inutili perché a giugno docenti e studenti sono troppo stanchi e
fa caldo". All'attenzione dei politici dediti alle eterne riforme, agli
insegnanti impigriti, agli studenti illusi e alle loro famiglie dedico, quindi,
questa lettera che un docente universitario di Lettere di Napoli mi ha inviato:
"I miei studenti sono nella stragrande maggioranza
motivati, vivaci, intelligenti. La loro incapacità di trasferire il
fluire del pensiero sulla carta, usando un italiano corretto è, però, spesso
totale. Non molti conoscono le basi della sintassi, la grammatica, il
significato delle parole che adoperano a casaccio. La responsabilità del
disastro è della scuola dell'obbligo e degli istituti superiori, dove magari si
organizzano presuntuosi seminari di scrittura "creativa", ma poi si
tollerano frasi infarcite di errori grossolani. Esagero? Le cito qualcuna tra
le moltissime "perle" raccolte dai compiti dell'anno in corso: una
gentile laureanda, riassumendo un testo scrive: "L'attore all'ungandosi verso la finestra...";
un altro racconta di un ladruncolo che "facendosi innocuo uscì dalla
chiesa", mentre "i fedeli si sono posizionati tra i banchi". In
un altro testo trovo "la donna che inizia a vagheggiare (per
vaneggiare)" e il giovane che "addita (per accenna)
un passo in avanti". Temo che ci sia ben poco da
fare". Giriamo la domanda al nuovo ministro che ha due opzioni:
proseguire o tornare indietro.
( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'indagine Tra gli adolescenti cresciuti del 15 per cento disturbi
addominali, cefalee e dolori alle ossa Stress da scuola per 20 mila studenti
"Più malesseri per paura degli esami" Il pediatra Farnetani:
un errore costringere i giovani a studiare d'estate "Una bocciatura
nell'età dell'adolescenza mette l'alunno in una condizione di inferiorità
rispetto ai coetanei" Sette del mattino. "Mamma,
oggi non sto bene. Ho mal di testa, non ce la faccio
ad andare in classe". Interno numero 2: "Ho un dolore
fortissimo alla pancia, meglio che stia a casa".
Non sono scuse, almeno non tutte. I ragazzi, in questa stagione, soffrono
davvero di "mal di scuola ". Circa in 20 mila hanno gli stessi
sintomi. Sono il 15 per cento in più dell'anno scorso. E la spiegazione c'è:
"I nuovi esami a settembre". Più stress, più tensione emotiva, più
angoscia. Gli adolescenti che fino a un anno fa erano abituati a vivere i
debiti come un piccolo fastidio da recuperare durante l'inverno ora si
ritrovano a fare i conti con lo spauracchio della verifica di fine estate. Il
risultato: crescono dolori addominali, cefalea, inappetenza, insonnia. A
spiegarlo è Italo Farnetani, pediatra e professore
all'Università Bicocca. "L'aumento rispetto all'anno passato - dice - è
netto: questi disturbi si sono verificati in 2.500 studenti in più, la maggior
parte fra gli adolescenti". I numeri del fenomeno: mal di pancia per 12 mila,
mal di testa per 6 mila, "mal di ossa" per duemila. Secondo Farnetani, coordinatore dell'indagine a livello locale e
nazionale, "questa patologia non va sottovalutata, ma deve essere uno
stimolo per cercare le cause del disagio". E le cause di questo picco,
insiste l'esperto, sarebbero proprio riconducibili al "ritorno alla severità " voluta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. Il punto di partenza: a settembre, all'inizio delle lezioni,
sono circa 8.500 gli alunni di Milano "sotto stress", soprattutto in
prima media e in prima superiore. Una cifra fisiologica, "in genere per
problemi legati alla famiglia: genitori separati o che chiedono troppo".
In primavera, poi - "ma in condizioni normali" - la cifra raddoppia
(a tutte le età) per l'ansia dovuta alle verifiche di maggio e giugno.
Risultato: 17.500 ragazzi tra i 6 e i 18 anni (su 125.600) affetti da mal di
scuola. Un dato consolidato. Fino a quest'anno: 2.500 casi in più. Che fanno
raggiungere il record di 20 mila giovani "malati". Certo, c'è anche
chi fa finta: improvvisi capogiri, attacchi di vomito, crisi di pianto. "Questi casi sono molto rari - continua il pediatra - e
comunque chi simula nasconde sempre un problema reale. Certi sintomi,
veri o falsi che siano, non vanno mai trascurati. Si tratta
comunque di mal di scuola". Tesi, pallidi,
sofferenti. O forse, come dicono i presidi, "giovani immaturi, incapaci di
affrontare qualsiasi sfida". Ma Farnetani non è
d'accordo: "Una bocciatura negli anni dell'adolescenza - in cui si
strutturano i rapporti relazionali con la società e l'altro sesso - mette
l'alunno in condizione di inferiorità rispetto ai coetanei, con un'evidente
perdita di autostima". Attacco agli esami a settembre: "Ritengo che
siano un errore perché creano tensione emotiva e disagio". E comunque, "l'estate non è il periodo adatto per studiare: le
alte temperature creano all'organismo uno stress fisico. Studiare mentre i coetanei si divertono determina solo una perdita
di autostima". "Poveri" studenti milanesi: i debiti, lo
stress, e l'incubo dell'agosto in città. Farnetani conclude con un appello al neoministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini: "Il nuovo sistema di recupero dei
debiti è inutile e dannoso per la salute, gli esami a settembre andrebbero
aboliti. In fondo gli insegnanti hanno nove mesi per formare gli alunni.
D'estate devono lasciarli in pace". Annachiara Sacchi \\ Italo Farnetani
I casi di simulazione esistono, ma sono rari.
( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Il 35
per cento teme di essere "rimandato" piacenza
- Mare, spiaggia e vacanze rischiano di essere solo un miraggio per un terzo
degli studenti iscritti alle scuole superiori piacentine. Da
quest'anno, infatti, sono state introdotte dall'ex ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni le verifiche di settembre per i ragazzi (maturandi esclusi) che
a giugno avranno una o più materie insufficienti: chi non le supererà, non sarà
ammesso alla classe successiva. RANCATI alle pagine 10 e 11 12/05/2008.
( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Pochi soldi
ma ok ai corsi di recupero piacenza - E' soprattutto
economica l'incognita che accompagna la riforma Fioroni che ha introdotto corsi di recupero e verifiche finali per gli
studenti che alla fine dell'anno scolastico avranno una o più materie insufficienti.
Anche gli istituti piacentini sono alle prese con una scarsità di fondi che
comunque non pregiudicherà le attività previste dalla legge. Il fatto
che sia stata introdotta nell'ottobre scorso, a lezioni già ampiamente
iniziate, ha messo di fronte i dirigenti scolastici a una serie di scelte
finalizzate a razionalizzare le spese e accantonare risorse per poter pagare
docenti e personale che a giugno e luglio saranno chiamati agli
"straordinari" per le lezioni extra dedicate ai ragazzi che ne
avranno bisogno. Alcune scuole, una volta terminati i corsi obbligatori (ma
facoltativi per gli studenti) metteranno in campo una ulteriore
serie di appuntamenti finalizzati a preparare al meglio i giovani alle
verifiche finali, che si terranno in quasi tutti i casi tra la fine di agosto e
la prima settimana di settembre. Generalmente elevata la disponibilità dei
professori "interni" a prendere parte a queste attività, anche se per
avere un quadro definitivo occorrerà aspettare le nomine per gli esami di maturità.
Come al solito molto attivo il liceo Gioia. In questi giorni si è concluso
l'intervento previsto per chi aveva evidenziato lacune nel corso del primo
quadrimestre: caso unico a Piacenza, le lezioni si sono fermate per tre giorni,
chi aveva bisogno (circa un terzo dei 1.500 iscritti) ha seguito le lezioni,
gli altri hanno svolto alcuni approfondimenti. Tra giugno e luglio si terranno
i corsi di recupero, dal 20 luglio via alle attività di tutoring aggiuntive e a
inizio settembre prove e scrutini. Corsi estivi aggiuntivi anche al Raineri-Marcora: dopo la fine di quelli obbligatori per
legge, come da tradizione l'istituto ne metterà in campo altri, finalizzati
quest'anno a preparare i "rimandati" all'esame finale. Tutto ormai
pronto anche al liceo Respighi, dove comunque (come
per gli altri istituti) sarà l'imminente riunione del collegio docenti a
fissare le date definitive: da fine giugno a fine luglio si dovrebbero tenere i
corsi, nella prima settimana di settembre esami e scrutini. Diversa
l'impostazione dell'Isii Marconi: via alle lezioni
extra il 5 luglio, al termine immediata verifica, con scrutinio poi a
settembre. Al liceo Colombini i corsi estivi partiranno invece il 25 giugno: le
classi saranno da 15 persone, ma non è ancora possibile stabilire quante ne
saranno approntate e per quali materie. Prova finale a settembre, come peraltro
dovrebbe essere al liceo Cassinari e all'istituto Romagnosi, che attiveranno le lezioni estive nei mesi di
giugno e luglio. In tutte le scuole, il ricorso a docenti esterni sarà
limitato, mentre la percentuale di studenti chiamati a recuperare le
insufficienze varia: in alcuni casi è inferiore al 30 per cento, mentre la
media generale è leggermente più elevata. Anche se non mancano punte più alte,
fino al 40 per cento. m.r.
12/05/2008.
( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
A
rischio il 35% degli studenti. "E' ingiusto e "caro" per le
famiglie" piacenza - Mare, spiaggia e vacanze
rischiano di essere solo un miraggio per un terzo degli studenti iscritti alle
scuole superiori piacentine. Da quest'anno, infatti, sono state introdotte
dall'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni le verifiche di settembre per i ragazzi (maturandi esclusi) che
a giugno avranno una o più materie insufficienti: chi non le supererà, non sarà
ammesso alla classe successiva. Guai a chiamarli esami di riparazione, anche se
è molto elevata la somiglianza con i temutissimi appuntamenti di fine estate
aboliti a metà anni Novanta. La differenza sostanziale è una: da
quest'anno gli istituti sono obbligati a organizzare corsi di recupero di 12-15
ore per chi dovrà recuperare. Un'incombenza che comporta sforzi logistici ed
economici notevoli ma che comunque pare non abbia trovato impreparate le scuole
cittadine che, non senza qualche sacrificio, hanno accantonato risorse
sufficienti per onorare gli impegni in particolare con i docenti. Ma i più
scontenti dell'ennesima riforma non sono i dirigenti scolastici e i professori,
ma gli studenti, abituati in questi anni ad avere a che fare con debiti
formativi che potevano essere "sanati" nel corso di tutto il percorso
scolastico. In odore di "rimandatura" ci
sarebbe circa il 35 per cento dei giovani che frequentano le classi dalla prima
alla quarta, una percentuale in linea con quella riscontrata alla fine del
primo quadrimestre, quando partirono i primi corsi di recupero per chi
evidenziava qualche lacuna. "Per fortuna io non dovrei
avere problemi in alcuna materia, quindi non parlo per interesse personale -
afferma Valentina Gandolfi, che frequenta la quarta
al Raineri-Marcora - ma ritengo che il nuovo sistema
sia molto più ingiusto di quello con cui ci siamo confrontati per questi anni.
Non si dovrebbe rischiare di essere bocciati per colpa di un'insufficienza
magari in una materia non fondamentale per il tipo di scuola che si frequenta. Soprattutto dopo aver passato tutta l'estate sui libri".
La pensa così anche l'amica Martina Longo, un'altra delle
studentesse che potrà programmare le vacanze senza problemi: "Nessuno
mette in dubbio che chi ha qualche debito formativo debba seguire i corsi per
recuperarlo - spiega - ma non si può bloccare il percorso scolastico di un
ragazzo per una singola o un paio di difficoltà. Purtroppo nella mia
classe c'è qualcuno che non ha tutte le materie sufficienti ed è molto
preoccupato, come non capirlo. Speriamo che per tutti la
situazione si risolva senza problemi". Quelli che si sentono più
penalizzati sono coloro che frequentano le quarte: a un passo dall'ingresso
nell'ultimo anno e dopo averne trascorsi quattro con un sistema, si trovano
alle prese con nuove disposizioni che ritengono penalizzanti. "La prospettiva di passare tutta l'estate sui libri non è
certo positiva - commentano Marco Colosimo e Filippo Mulazzi - ed è ancora peggiore se si pensa che poi a
settembre la verifica potrebbe non andare bene per un sacco di motivi. C'è anche un altro fattore da considerare: in molte scuole i corsi
finiranno a luglio, un mese e mezzo prima delle verifiche finali: significa
restare impegnati anche per tutto agosto, in cui seguire altri corsi o andare a
lezioni private". Con costi aggiuntivi per ragazzi e famiglie.
"Molti dei "rimandati" - proseguono i due ragazzi - dovranno
andare a lavorare per pagarsi le ripetizioni e non gravare sui genitori,
rinunciando anche alle vacanze". "Speriamo che gli
insegnanti lo capiscano - aggiungono Ilenia Romanini
e Manuela Dallavalle - anche se anche loro sono alle
prese con le difficoltà provocate da questo ennesimo cambio di sistema. Che qualcosa non funzioni è stato evidente alla fine del primo
quadrimestre, quando chi aveva i debiti era chiamato ad andare ai corsi di
recupero nel pomeriggio, mentre però alla mattina il programma della stessa
materia andava avanti". "Noi contiamo di non averne bisogno -
concludono - ma crediamo che sarebbe più giusto se uno dei primi atti del nuovo
ministro fosse finalizzato a ripristinare la situazione che c'era fino a pochi
mesi fa". Michele Rancati 12/05/2008.
( da "Libertà" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
I sindacati: "I problemi ci sono ma il governo non riazzeri tutto" piacenza - (mir) "Arrivano al pettine i nodi che abbiamo
denunciato da tempo: mancano adeguati finanziamenti e un'adeguata flessibilità
per gli istituti. Per fortuna a Piacenza dirigenti e docenti
sono riusciti a fare fronte al meglio ai problemi, che devono comunque essere
risolti per affrontare il prossimo anno". I sindacati di categoria
ribadiscono le critiche per una riforma arrivata con le lezioni già iniziate e
senza le adeguate coperture economico-finanziarie. "I
dirigenti ci hanno segnalato nel corso degli incontri che abbiamo avuto anche
recentemente - afferma Raffaella Morsia della Cgil -
una carenza di risorse economiche provocata dal fatto che nel programmare
l'attuale anno scolastico non era assolutamente prevista una novità così
importante come i corsi di recupero. In tutte le
scuole, per non rischiare di trovarsi in difficoltà, sono state razionalizzate
le attività e probabilmente anche le lezioni estive dovranno essere strutturate
in modo non così completo come ipotizzato dalla riforma". Per
superare questi scogli, secondo la Morsia si poteva
concedere maggiore autonomia ai presidi: "La scarsa flessibilità è una
delle questioni più serie: scuole, dirigenti e docenti si sono visti piovere addosso una serie di novità senza avere la minima
possibilità di libera programmazione. Non ha senso che tutti gli istituti siano
stati ridotti a uffici per la compilazione di adempimenti burocratici: ognuno
conosce la propria situazione e doveva potersi organizzare per le proprie
esigenze. Anche perché - conclude - ci sono grandi differenze
didattiche tra le varie realtà: gli istituti tecnici hanno, ad esempio,
laboratori pomeridiani e stage estivi e non possono avere le stesse incombenze
dei licei". Problemi tecnici a parte (incognita comunque non da
poco), i sindacati ritengono che la riforma Fioroni debba essere mantenuta. "Naturalmente va
migliorata - chiarisce Marina Molinari della Cisl - e il fatto che il prossimo
anno inizi già con queste regole potrà favorire una stabilizzazione del sistema.
Gli elementi positivi non mancano, speriamo che il nuovo governo non arrivi e riazzeri tutto, costringendo il settore a
ricominciare ancora tutto da capo. Alla base c'è un concetto che noi
condividiamo: lo studente che ha problemi deve impegnarsi per risolverli nel
più breve tempo possibile, prima se li trascinava anche molti anni, in maniera
spesso contraddittoria. È ovvio che tutto il sistema deve
essere sostenuto da disposizioni e finanziamenti adeguati".
12/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-12 num: - pag: 26 autore: di
FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE GLOBALIZZAZIONE E SCUOLA La
promozione del merito SEGUE DALLA PRIMA La legge Gelmini prevede tre
interventi: 1. "Ripartizione delle risorse pubbliche fra le scuole in
proporzione ai risultati conseguiti, rilevati da un organismo terzo tenuto a
pubblicare annualmente una classifica regionale delle scuole fondata su
parametri trasparenti e verificabili". Affinché questo principio non sia
una semplice enunciazione è necessario che venga accompagnato da un'effettiva
autonomia gestionale a livello delle singole scuole, precondizione per la
verifica a posteriori dei risultati. Su questo punto il neo-ministro si
scontrerà con le resistenze della burocrazia del ministero: se non vuole
soccombere ai mandarini di via Trastevere (come accadde a Letizia Moratti) deve
avere il coraggio di rinnovare radicalmente, e subito, la dirigenza del
ministero. Inoltre la valutazione dovrà essere obbligatoria per ciascuna scuola, non effettuata a campione, come sembrava voler fare il
precedente governo. Se il prossimo febbraio, al momento dell'iscrizione dei
propri figli, le famiglie italiane potranno consultare classifiche affidabili
delle varie scuole, il ministro Gelmini avrà dato un contributo importante al
miglioramento della scuola italiana. 2.
"Riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle
scuole pubbliche o private". In Italia l'esperienza dei voucher non è
stata sinora positiva. In Lombardia, dove il buono scuola copre il 25% del costo totale di iscrizione a
una scuola privata con un tetto massimo di 1.300 euro
per alunno, il 17% del sussidio (cito i dati di una ricerca di Giorgio Brunello
e Daniele Checchi) è stato incamerato delle scuole,
mentre il restante 83% è stato incassato dalle famiglie. Questo significa che
per ogni euro speso dalla Regione, solo 17 centesimi si
sono tradotti in finanziamento alle scuole private, mentre il restante è
consistito in una redistribuzione a beneficio delle famiglie. Poiché le
famiglie che scelgono scuole private sono in media più ricche, questa
redistribuzione ha avuto natura regressiva. (risultati
analoghi sono ottenuti da Maurizio Conti ed Enrico Sette in un'analisi dell'efficacia
dei buoni scuola in Liguria). Inoltre - ed è
probabilmente il fatto più importante - dall'analisi di un campione di studenti
universitari (Bertola e Checchi)
emerge che gli allievi delle scuole private dimostrano un livello di competenze
mediamente più basso rispetto ai loro coetanei che hanno frequentato scuole
pubbliche. 3. Infine la proposta di legge Gelmini era agguerrita contro gli
insegnanti: "Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni
retributive e di carriera; chiamata nominativa degli insegnanti; possibilità
per i presidi di stipulare contratti privati". Finora nessun ministro
dell'Istruzione nella storia della Repubblica è riuscito a fare alcunché di
simile. Speriamo che il ministro Gelmini non debba pentirsi della proposta di
legge che firmò solo tre mesi fa.
( da "Redattore sociale" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
11.2612/05/2008 Cobas: ''Successo per lo sciopero
contro tagli e recuperi-farsa'' Roma - "Lo
sciopero generale della scuola di oggi, promosso dai Cobas, ha registrato un
confortante successo: dai primi dati delle principali citta',
circa il 30% della categoria ha aderito all'iniziativa di lotta per salvare la
scuola pubblica e fermarne il preoccupante degrado". E' quanto afferma
Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas della
scuola. Obiettivi dello sciopero erano "la revoca dell'ordinanza
ministeriale 92, che introduce recuperi-farsa (per gli studenti impreparati in
una o piu' materie) che ridicolizzano la
scuola", l'annullamento dei pesanti tagli (concentrati nel centro-Sud e
nelle isole) degli organici, con migliaia di classi e posti di lavoro
eliminati, l'aumento del numero di alunni/e per classe e il mancato sostegno
all'handicap. Inoltre si e' scioperato per la cancellazione della prova Invalsi
a quiz, "introdotta dall'ex-ministro Fioroni in extremis nell'esame di terza media, non per valutare le
conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione
di scuole e docenti". Infine, i Cobas chiedono che "a docenti ed Ata venga restituito il diritto di assemblea, a loro e in
particolare ai Cobas scippato da Cgil-Cisl-Uil".
Nel corso della manifestazione svoltasi a Roma davanti al ministero della
Pubblica istruzione, una delegazione dei Cobas e' stata ricevuta dallo staff
ministeriale che, "si e' impegnato a trasmettere le richieste, discusse a
lungo nell'incontro, alla neoministra Gelmini". (DIRE).
( da "Stampa, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Precari
Contratti triennali no del sindacato Non trova consensi tra i sindacati la
proposta di far sottoscrivere incarichi triennali ai precari della scuola,
rilanciata nei giorni scorsi dal presidente di Uniscuola,
Leonardo Donofrio, finalizzata a migliorare la
continuità didattica e stabilità tra i lavoratori. A
rifiutare la proposta è Francesco Scrima, segretario
della Cisl Scuola: "Gli incarichi triennali sono difficili da gestire.
E comunque se ci sono posti vacanti
disponibili per incarichi a tempo determinato non si capisce perché non si
debba procedere, su quegli stessi posti, con le immissioni in ruolo". Il ministro uscente Giuseppe Fioroni hanno
tentato fino all'ultimo di convincere i responsabili del ministero
dell'Economia a dare il via libera per rispettare il piano triennale di
assunzioni fissato a fine 2007.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 12-05-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: MONDO data: 2008-05-12 - pag: 20 autore: INTERVISTA Haytham El-Yafi Vice ministro siriano dell'Industria
"Istruzione privata con fondi statali" Paolo
Migliavacca Ahmad Haytham El-Yafi, vice ministro
siriano dell'Industria con delega per il settore privato, rappresenta il volto
economico inatteso di un Paese spesso collocato tra gli "Stati
canaglia": sempre meno statalista, con un settore privato che vale ormai
due terzi del Pil e fortemente attratto dall'Europa. Un volto sempre più
frequente in Medio Oriente. El-Yafi ha presenziato di
recente all'Annual Forum dell'Education
and Training for Employment,
programma promosso dall'European Training Foundation (Etf), con sede a
Torino e alle dirette dipendenze della Commissione Ue, che promuove occupazione
e istruzione sulla riva sud del Mediterraneo. In quella sede ha illustrato
difficoltà e progressi del suo Paese in fatto di sviluppo e lavoro. Su quali
settori la Siria punta per creare nuova occupazione? Sull'industria, ma
soprattutto sul terziario, grazie ai progressi della privatizzazione: il
fenomeno sta creando molti posti di lavoro, permette l'ingresso di gruppi
europei e promuove joint-venture. Altre attività promettenti sono le
infrastrutture, il turismo,l'indotto industriale, ma
anche la scuola: la popolazione è numerosa e c'è molta
richiesta d'insegnanti. Come combattete la disoccupazione giovanile?
Innanzitutto, dobbiamo creare un ambiente favorevole agli investimenti. Per
aiutare l'inserimento nel mondo del lavoro puntiamo a migliorare la
flessibilità del sistema scolastico, con corsi di studio che abbinino le
esigenze di mercato con l'iter degli studi. Lo stiamo facendo da dieci anni con
l'aiuto di Etf, Gtz
(l'Agenzia tedesca per la Cooperazione tecnica, ndr), Commissione Ue e anche
dell'Italia, che contribuisce con iniziative a livello universitario. Che ruolo
ha la formazione professionale nello sviluppo economico siriano? è vitale. Poichè i capitali
cominciano ad arrivare, occorre una manodopera molto qualificata e ciò richiede
corsi di specializzazione all'estero, affinché le competenze acquisite siano
riconosciute ovunque e gli standard internazionali applicati in modo
accettabile. Negli ultimi cinque o sei anni il nostro approccio è mutato a
fondo: ora vi sono scuole e università private e ci si può specializzare;
imprese e organizzazioni professionali partecipano direttamente alla
formazione. Inoltre abbiamo creato Centri di risorse umane nelle Camere
dell'industria di Damasco e Aleppo. Chi finanzia le università e le scuole
private? Mentre un tempo i principali attori erano lo Stato e le imprese, dal
1990 le Camere hanno assunto un ruolo maggiore: il settore privato ha iniziato
a prosperare e il ministero dell'Istruzione ha notato che alcune imprese si
dotavano di nuove tecnologie per istruire i propri dipendenti, perfino di
macchine a controllo numerico. Ha quindi deciso di coinvolgere le Camere e
varie imprese per migliorare il sistema scolastico e formativo professionale,
ma tuttora molti stanziamenti per l'istruzione arrivano dal Governo o dal
ministero dell'Istruzione. Quindi è lo Stato a finanziare
le scuole private... Sì. Noi eroghiamo gran parte dei finanziamenti. Ma
ora le aziende private forniscono propri macchinari e formatori, contribuendo
materialmente e non con denaro. è un fatto di cultura:
nell'ultimo quinquennio il settore privato ha assunto un ruolo sempre maggiore
sul piano economico industriale. Quanto vale, in percentuale sul Pil, il
settore privato? Se escludiamo petrolio e materie prime, siamo al 65-70%. Ciò
non è poi così strano, dato che le aziende statali arrancano. Alcune sono in
perdita, altre vanno meglio, ma sono assai sensibili alla concorrenza del mercato.Perfino il settore privato ha problemi, c'è davvero
un gran risanamento da fare. Le imprese private in perdita ricevono aiuti
statali? Lo Stato non deve versare denaro per salvare un'azienda che va male.
Ma può aiutare per un certo periodo società in lievi difficoltà, per esempio
riducendo il costo del denaro. L'economia siriana si può ancora definire
pianificata? Non più. Da 5-10 anni stiamo creando un mercato più aperto.Vede,
anche noi puntiamo alla "economia sociale di mercato". Se si teme che
alcuni settori sociali siano in difficoltà per periodi prolungati, lo Stato può
intervenire e aiutare le fasce deboli, ma utilizzando i sussidi con cautela.
"Dal settore statale, se si escludono petrolio e miniere, giunge ormai
solo il 30-35% del Pil" Ahmad Haytham El-Yafi.