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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  12-13 settembre 2008     #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (94)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Ho cambiato partiti ( da "Alto Adige" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'idea della ministra Gelmini di trovare una formula di risparmio sulle spalle dell'educazione degli alunni delle elementari è proprio una delle dimostrazioni di dove si vuol recuperare denaro: dove c'è formazione. Dove finalmente si vedevano dei progressi sul piano educativo.

Maestro unico, liberi di scegliere ( da "Alto Adige" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Decreto Gelmini, ispettori a Roma. "Abbiamo competenza, ma sul resto dovremo adeguarci" Maestro unico, liberi di scegliere Il ministero: "Bolzano ha facoltà di non introdurlo" BOLZANO. Con tutta probabilità, l'Alto Adige farà a meno del maestro unico, introdotto a livello nazionale dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini.

Dal grembiule ai voti, così Trento sfida Roma ( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: aver respinto la riforma di Fioroni non segue nemmeno la Gelmini JACOPO TOMASI TRENTO. Due filosofie, due sistemi diversi. Domani ripartono le lezioni, con gli studenti del Prati che anticipano l'avvio previsto per lunedì, ma che scuola troveranno? In Italia il ministro Mariastella Gelmini ha messo in atto una sorta di rivoluzione, ma in Trentino non è cambiato nulla rispetto all'

Sindacati, un anno di fuoco ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA GELMINI Sindacati, un anno di fuoco Si annuncia un anno scolastico incandescente. i sindacati del settore scuola infatti hanno indetto un intero anno di mobilitazione e protesta. Si comincerà il primo giorno di scuola, il 15 settembre per il Veneto, con la distribuzione di una lettera aperta rivolta ai genitori per informarli sulle misure del Governo e sul decreto Gelmini che,

La linea della Gelmini rischia di penalizzare il territorio: numerose polemiche da docenti e associazioni ( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetto del provvedimento del ministro Maria Stella Gelmini, spariranno 57 insegnanti delle scuole elementari. Sono le classi prime che, se la matematica non è un'opinione, secondo il sindacato Uniscuola, dovrebbero sorgere l'anno prossimo. "In tutta la Lombardia, dal primo settembre 2009 - tuona Leonardo Donofrio, presidente di UniScuola, sindacato indipendente - saranno licenziati 3.

Parola di preside ( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del calibro del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e dell'editorialista del Corriere prof. Ernesto Galli della Loggia. I contenuti sono stati tantissimi così come gli spunti di riflessione e il dibattito che ne è seguito. Si è parlato di calendario scolastico, di docenti mal pagati, di bilancio dell'istruzione, di cattedre da ridurre, di studenti poco preparati.

E chi si fa bocciare è un figlio di papà? ( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini chiede alla polizia in una nota di "non identificare" i suoi contestatori (com'è successo l'altro ieri) perché - sostiene - ha "abbastanza argomenti" per far da sé, l'ex ministro Pierluigi Bersani (Pd) la sfida a portare argomenti anche a lui: "Sono esterrefatto", dice, "dalla giustificazione che lei offre nell'intervista al Riformista sul suo cambio temporaneo di residenza

L'ex ministro rinserra le fila del Pd ( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,

PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzio ( da "Adige, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ne Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense.

Le classi del ferraris nei prefabbricati ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: connesso anche al nuovo piano di riforma del ministro Gelmini che prevede la reintroduzione della figura del maestro unico, con un taglio pesante anche nella nostra zona. Misure che si scontrano, ovviamente, con la necessità di dover reperire più aule per l'aumento degli iscritti italiani e stranieri e con il sostegno che la scuola deve garantire ai portatori di handicap.

Gli appuntamenti di oggi ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: controriforma del ministro Gelmini, no al maestro unico. Lunedì 15 un'ora di disubbidienza civile davanti alle scuole elementari italiane". Interviene Pieraldo Ciucchi (ore 12, gruppo Ps, consiglio regionale). INCONTRO. Viale Morgagni 85. Incontro sulla sclerosi sistemica, malattia che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni e che interessa complessivamente circa 20mila italiani (

Rifondazione ( da "Centro, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altre RIFONDAZIONE RIFONDAZIONE Gelmini: ora vanno aboliti i ticket sulle medicine PESCARA. Il Segretario regionale Prc, Marco Gelmini, ha salutato positivamente la scelta del governo di procedere al commissariamento della sanità abruzzese senza applicare nuove tasse e ha ribadito la richiesta di alleggerire la pressione fiscale anche sulla sanità,

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ora il ministro Gelmini ha deciso di sospendere addirittura le procedure per l'ammissione alla scuola di specializzazione all'insegnamento secondario, e al contempo di non provvedere alla "sistemazione" del personale già abilitato. E' in gioco il futuro di migliaia di persone.

Zingaretti: "scuola, allarme esuberi 6.400 posti di lavoro a rischio" - viola giannoli ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mi auguro che il ministro Gelmini stabilisca un tetto per il numero di immigrati in ogni classe. Farò la mia parte per le scuole materne dove non dovrebbero esserci più di cinque stranieri". Intanto, l'amministrazione provinciale ha fatto il punto sui lavori programmati e realizzati per gli istituti superiori di Roma e del territorio.

Mamme, maestre e bambini in piazza - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo contente di incontrare il ministro Gelmini" TEA MAISTO "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, ridono i bambini". L'hanno cantata così, tenendosi per mano a formare un piccolo cerchio davanti a Montecitorio, un gruppo di bambini delle scuole elementari della capitale in protesta ieri mattina contro il maestro unico.

Rischiano la cattedra 450 maestri elementari ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Lo scopo del ministro Mariastella Gelmini - continua Daniela Fabbrini - è di risparmiare almeno otto miliardi di euro in tre anni dal comparto scuola. Il 70% delle risorse recuperate con questi tagli, però, non verranno reinvestite nell'istruzione secondo il decreto legge, ma in altri settori".

Hostess e piloti disposti a tutto? ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre in meno: visualizzi, lo scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito del rutilante mondo della scuola, sentite che cosa ho letto su "La Stampa": "Co.

MONTECITORIO Girotondo per la scuola: Casca la Gelmini, vincono i bambini ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Casca la Gelmini, vincono i bambini" LA CANTILENA composta per l'occasione recitava: "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, vincono i bambini". L'hanno scandita insieme a insegnanti e genitori gli alunni di alcune scuole elementari della zona sud-est di Roma, che ieri si sono dati appuntamento a Montecitorio per inscenare un mini-

Dibattito sul tema "sos scuola pubblica" ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La ministra Gelmini e il presidente del Consiglio Berlusconi annunciano grandi cambiamenti considerati adatti ad acquistare un consenso superficiale ora in questa ora in quella fascia sociale: il grembiulino, il ritorno ai voti, il 5 in condotta con bocciatura, il ripristino degli esami di riparazione, ecc.

Occupazioni, picchetti e sit-in i precari pronti a dare battaglia - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per portare sin sotto gli uffici del ministro Gelmini le ragioni e la disperazione dei precari. Una trasferta alla quale potrebbe partecipare - dal punto di vista organizzativo - anche la Regione: "Sono pronto a darvi una mano" ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, che ha voluto essere in assemblea al fianco degli insegnanti.

Il piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del conflitto sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la mobilitazione generale visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e votato da cinque milioni di lavoratori.

Scuola, arriva il maestro a ore a pagarlo saranno le famiglie - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, dice che non ha potuto fare altro che chiedere ai genitori come assicurare il tempo prolungato ai bambini già iscritti. "Con le famiglie abbiamo deciso che saranno loro a pagarsi la copertura delle ore pomeridiane - confessa Casalgrandi - utilizzando personale delle cooperative, che in quelle ore terrà gli alunni,

Scuola, la regione si ribella al governo - stefania la malfa ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Volantini Pd contro Gelmini STEFANIA LA MALFA simona poli Ricorso alla Corte Costituzionale contro i tagli alla scuola. La Regione reagisce così alla "rivoluzione Gelmini" che sta scatenando una serie di proteste tra sindacati, associazioni di genitori e istituzioni locali proprio alla vigilia del ritorno sui banchi, fissato in Toscana lunedì prossimo.

Scuola, torna il maestro unico <Sono a rischio settemila posti> ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, come è noto, si è impegnata non solo a mantenere il tempo pieno, ma addirittura, coi risparmi dei tagli, ad aumentarlo del 50 per cento. Ma Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola osserva: "Se la Gelmini non dice bugie deve chiedere che al momento della conversione in legge del suo decreto venga ripristinata la norma che prevede esplicitamente il tempo pieno così come

Premio Belgioioso: ecco i finalisti ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fabrizio Cugia, Marcello Simoni, Roberto Gelmini e Sara Sajetti. La finalissima si svolgerà il 27 settembre al Castello di Belgioioso (Pavia), durante "Parole nel tempo", il salone della piccola editoria che attira ogni anno circa otto mila visitatori in due giorni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

A scuola con il lutto al braccio ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: salta la contestazione al ministro Gelmini Famiglie e docenti scendono in piazza a difesa del tempo pieno, contro il decreto che istituisce il maestro unico alle elementari, e si danno appuntamento il 26 settembre per una manifestazione cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione generale" dice Sandra Soster della Cgil, oltre ad altre iniziative tipo il lutto al braccio.

Rambo Mariastella alla polizia: <Affronto da sola chi contesta> ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini (nella foto), donna elegante quanto decisa, non è certo tipo da farsi intimidire da qualche contestatore. Così, in visita pastorale al liceo Newton di Roma ha preso il coraggio a due mani e, non solo ha affrontato i suoi denigratori, ma ha rivolto un pacato quanto fermo invito alle forze dell'ordine.

Maestro unico, l'altolà dei docenti ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altolà dei docenti Oltre cento firme di insegnanti per fermare il ministro Gelmini LIVORNO. Cresce il malcontento nei confronti delle novità annunciate dal ministro dell'istruzione Gelmini: un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria dei circoli didattici Collodi e Micheli di Livorno, Nazario Sauro di Collesalvetti e delle Rodari di Stagno del Comprensivo Marcacci.

Così il tempo pieno verrà spazzato via ( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini comporta "scelte gravemente negative verso il sistema pubblico dell'istruzione". C'è il rischio - si afferma - che venga spazzata via "anche l'esperienza del tempo pieno che nella nostra provincia ha una forte diffusione". Senza contare che aver proceduto a colpi di decreto legge "riduce il dibattito parlamentare e soprattutto annulla il confronto con i corpi sociali intermedi,

Pagina II - Bari Il Partito democratico scende in piazza per dire no al Sud a passo ridotto. Domani ... ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cisl e Uil contro la riforma Gelmini della scuola e contro l'introduzione in Puglia dei cosiddetti Eurostar lumaca sulla tratta Adriatica in direzione di Milano. Mentre a Lecce, alle 10,30, alla stazione ferroviaria di Lecce, si terrà una manifestazione di protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi su Trenitalia.

La politica si spenda contro la povertà Voglio esprimere il mio apprezzamento per l'i ( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la più colpita invece dalla riforma del ministro Gelmini. Non sono un addetto ai lavori né esperto di pedagogia ma ritengo sbagliato tornare al maestro unico: forse è meglio abituarsi già dall'infanzia a rapportarsi con più insegnanti. Un ritorno al passato che oltre ad avere ripercussioni occupazionali (che ne sarà dei precari e di chi resterà senza cattedra?

Bossi, il figlio a Palazzo con il placet di Silvio ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prima ancora della detestata Gelmini, quando Renzo fu bocciato - "per il secondo anno di fila!" fece notare perfidamente all'Ansa il senatore del Pd Antonio Rusconi - all'esame di maturità, nonostante avesse preparato una tesina dall'impegnativo titolo Carlo Cattaneo e la valorizzazione romantica dell'appartenenza delle identità.

Terza media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Scuola Il ministro Gelmini alla polizia: non identificate chi mi contesta Terza media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese Più matematica ed educazione civica nei programmi Verso la modifica del triennio che precede le Superiori. In arrivo nelle classi migliaia di lavagne interattive multimediali ROMA - Sempre più test nell'esame di terza media.

Terza media, prove nazionali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. D'altra parte è stato lo stesso ministro ad annunciare importanti novità per la scuola che accoglie i ragazzi in uscita dalle elementari. "Cambierò le medie", ha affermato Gelmini (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) aggiungendo: "C'è un deficit di formazione, servono più italiano, più matematica,

L'INIZIATIVA MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al ministro Mariastella Gelmini ( nella foto). Ore 15-18 Spazio in studio a genitori, insegnanti e studenti per discutere e capire. Radio24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del sondaggio, le interviste. E-mail e videomessaggi possono essere inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.

Caccia ai bimbi del vicino <Altrimenti la scuola chiude> ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, parla di razionalizzazione e pensa di sfoltire il corpo docenti tagliando 87 mila insegnanti, nel Pavese è scoppiata la battaglia delle scuole. Le armi? Libri gratuiti, bus navetta e servizio mensa per rubarsi studenti.

Patto a tre per l'aerospazio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini e, soprattutto, preliminare alla creazione fra due mesi della società veicolo espressione delle tre Regioni. Interessante sarà verificare quale metodo verrà utilizzato dal meta- distretto per la distribuzione delle risorse da parte della newco, anche perché in teoria ci potrebbe essere una sorta di perequazione al contrario,

La scuola, i sindacati e le riforme ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini quando denuncia la logica più sindacale che educativa che giustificò l'introduzione del “3x2” nella scuola elementare. Non che la scelta non avesse uno sfondo teorico. Ma si era ormai spenta la disputa che era divampata nei primi anni '80 fra i cattolici (favorevoli al maestro unico per evitare una divaricazione troppo netta fra scuola e famiglia)

Scuola, non basta il ritorno al passato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'energia messa in campo dalla Gelmini si scontra con la mancanza di teorie educative adeguate alle circostanze. Ripristinare la meritocrazia è sacrosanto, ma servono idee nuove unitamente al rendersi conto che la strada finora seguita è diventata ormai impraticabile, costosa e soprattutto inutile.

Specchio italiano ( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.

Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain ( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.

Fioroni incontra gli 80 rappresentanti dei circoli ( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,

A MONTORIO. E stasera c'è Dalla Chiesa ( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,

Bossi, la Gelmini e i ministri <incompetenti> ( da "Brescia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.

A voi la parola ( da "Avvenire" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assimilata a ' stipendificio' dalla Gelmini, popolata da insegnanti vecchi, ignoranti, incapaci, e per di più terroni. Questi, a sentir Sacconi, scelgono la scuola 'perché è sempre meglio che lavorare' e, secondo Brunetta, rinfoltiscono oltremodo una pubblica amministrazione già grondante di 'fannulloni'.

12:46 BLITZ STUDENTI A PROVVEDITORATO MILANO, APPESI STRISCIONI ( da "Agi" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Dominici, ritiratevi. La scuola vi ha bocciato'. La Questura rende noto che gli studenti non hanno bloccato l'entrata, lasciando libero sia l'ingresso che l'uscita e non hanno occupato gli uffici dei dirigenti al terzo piano; inoltre, secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, i ragazzi hanno lasciato il Provveditorato prima del loro arrivo.

<No a un nuovo taglio delle classi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, chiedendo, per la Sardegna, "una deroga alla razionalizzazione delle istituzioni scolastiche". Moriconi ricorda "le condizioni socio-economiche e di disagio che sta vivendo l'Isola. Eliminare le classi sarebbe un errore". L'anno scorso era sparito l'istituto tecnico per geometri e ragionieri di Silius: a nulla erano servite le manifestazioni organizzate dal paese e il dialogo

Il ministro Gelmini inaugurerà il nuovo centro per l'infanzia, uno dei primi del Lodigiano ( da "Cittadino, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: N Potrebbe essere proprio il ministro Maria Stella Gelmini a tagliare il nastro questa mattina alle 10.30 al nuovo centro per l'infanzia di via Cassanello a Zelo, uno dei primi nel Lodigiano dedicato ai giochi e alla cura dei bambini fino a tre anni. All'inaugurazione saranno presente anche il prefetto di Lodi Peg Strano Materia e autorità politiche nazionali e regionali.

Grazie alle Acli ( da "Trentino" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha riqualificato il voto di condotta, per dotare gli insegnanti, da una parte, di uno strumento utile in più, dall'altra per rendere chiaro agli studenti che l'importante non è solo l'apprendimento di concetti, ma anche il modo di relazionarsi, con docenti e compagni, e di stare insieme.

Le novità: tornano i voti e statuto degli studenti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola si prepara ad affrontare le novità introdotte dai ministri Fioroni (governo Prodi) e Gelmini (Berlusconi IV): regolamenti d'istituto, tetto massimo per l'acquisto dei libri, voto in condotta e il ritorno ai lapidari numeri per i giudizi. In vigore da subito. Lo statuto degli studenti (Dpr n. 235 del 21 novembre 2007) introduce sanzioni più dure contro il bullismo.

Piace il grembiule della Gelmini ( da "Arena, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani,

Risponde corrado augias - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: È un peccato che il ministro Gelmini sia stato politicamente azzoppato dall'imbarazzante episodio di Reggio Calabria. L'aspetto più apprezzabile delle sue prime iniziative era proprio nel tentativo di reintrodurre quel senso comune che le ideologie (di sinistra e di destra) avevano scacciato.

Il pd manifesta contro la riforma della scuola ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non va giù al Partito democratico la riforma Gelmini, con tagli alla Pubblica istruzione pari a 7 miliardi e 800 milioni di euro in tre anni 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata. Il Pd Empolese Valdelsa si mobilita e lunedì 15, primo giorno di scuola, dalle 12 davanti al Virgilio, Giancarlo Faenzi, segretario Pd, insieme a Diego Ciulli,

Saitta raduna i presidi "stop al vandalismo" ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivoluzione Gelmini" ormai alle porte. Intanto, oltre ai sindacati, anche la politica si sta mobilitando per protestare contro il decreto legge del ministro Gelmini. Lunedì, infatti, al primo giorno di scuola, oltre agli studenti, non mancheranno gli esponenti del Federazione provinciale di Torino dei Comunisti italiani e della Fgci (

Il sondaggio: maestro unico, il 73% dei lettori dice no - benedetta pintus ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: no BENEDETTA PINTUS Continua la polemica sulla riforma della scuola voluta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il tema più discusso è il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari: l'argomento è stato anche oggetto di un sondaggio online (che permette agli utenti di esprimere la propria opinione pur non avendo validità statistica) sul sito di Repubblica Roma.

Il sondaggio sul maestro unico - benedetta pintus ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è anche chi si schiera con la Gelmini. "Mi chiedo - scrive emanuele83 - se sia giusto che lo Stato utilizzi i soldi destinati alla scuola solo per gli stipendi dei docenti. La scuola è un'istituzione che serva a dare lavoro o un centro per la formazione? La riduzione del corpo docente è una priorità in quanto i soldi risparmiati verrebbero destinati allo studente,

D'alfonso: ora primarie ( da "Centro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: problemi Dibattito con Melilla e Gelmini alla festa di Sinistra democratica PESCARA. "Del Turco? Un marziano". Per la prima volta il segretario regionale del Partito democratico Luciano D'Alfonso esterna senza le cautele della politica contro l'ex governatore implicato nell'inchiesta sulle tangenti della sanità regionale, ma indirettamente anche contro chi lo ha voluto alla guida dell'

Rifondazione scrive agli alleati ma non al partito democratico ( da "Centro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: Pd immobile nonostante le sollecitazioni Rifondazione scrive agli alleati ma non al Partito democratico Pd, nonostante le ripetute sollecitazioni", scrive il segretario regionale del partito, Marco Gelmini, "vi invitiamo a procedere nell'affrontare l'importante scadenza delle prossime elezioni".

I sindacati contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA PROTESTA I sindacati contro la Gelmini LUCCA. Maestro unico? No, grazie. La possibile reintroduzione del maestro unico, previsto dal decreto legge 137 del primo settembre, tormenta da una settimana l'umore degli insegnanti, dei dirigenti e degli stessi organi sindacali. A parlare è Giovanna Guastini, segretaria provinciale della Flc Cgil,

Cancellano esperienze fondamentali ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lucchesi la riforma del ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini non piace. Tra questi c'è Tiziana Ulivieri, insegnante dell'area scientifica alla primaria di Montecarlo. Anche per lei questo decreto è un'assurdità: "Perché - dice - si deve cambiare proprio la scuola che funziona?". L'istruzione primaria italiana, infatti, è tra le migliori del mondo, secondo l'Ocse.

Mobilitazione contro il maestro unico peggiora la didattica alla primaria ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maestre 2008, che per il ministro Gelmini dovranno diventare uniche, come nel 1950 o 1980. Infatti ora il maestro unico è decreto legge, si aspetta ottobre per la ratifica: entrerà in funzione dal 2009/2010 e inizialmente verrà introdotto solo nel primo ciclo, allargandosi gradualmente.

Blitz in provveditorato "no al decreto gelmini" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e alle finestre hanno appeso uno striscione in cui si leggeva "Gelmini, Dominici, ritiratevi! La scuola vi ha bocciato!". Usciti dal palazzo, al termine di un comizio, hanno acceso fumogeni e imbrattato i muri esterni del provveditorato con scritte come "No al ddl Gelmini", "No al ddl", accompagnate dal fulmine cerchiato che è il simbolo dei centri sociali.

Voto di condotta, la svolta del severi "scriveremo le regole con i ragazzi" ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: parte della commissione che deciderà come adeguare le regole di comportamento a quella "severità" chiesta dalla riforma Gelmini. Il preside Pietro De Luca, che dirige sia il liceo scientifico Severi sia l'istituto professionale Correnti, spiega: "Visto che da quest'anno il voto in condotta può comportare la bocciatura è necessario coinvolgere gli studenti nel decidere le regole.

Riforma, 450 docenti in meno a pistoia ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: taglio dei posti che provocherà il nuovo decreto del ministro Gelmini, che riduce appunto dal prossimo anno scolastico l'orario delle lezioni. Oltre naturalmente a impoverire la qualità dell'insegnamento" dicono Cgil e Cisl. Per la precisione: "Nella scuola primaria (elementari) i tagli andrebbero dal 25 al 30%, portando quindi, a Pistoia, una diminuzione di 247- 296 insegnanti.

Maestri in lutto e lenzuola bianche il requiem dell'istruzione pubblica ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: attaccato dai tagli agli organici e tempo prolungato messo in crisi già da quest'anno; maestro unico dal 2009-2010. Oltre le proteste che andranno in scena, i collegi hanno anche approvato diverse mozioni, che saranno inviate sia alla Direzione Scolastica Regionale, sia al Ministero dell'Istruzione: come alla "Montaldo"

A scuola con la maglietta anti gelmini ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Firenze La protesta Le maestre vestite a lutto A scuola con la maglietta anti Gelmini Ritorno in classe con malumori: dai volantini del Pd alla disobbedienza civile dei Socialisti Primo giorno di scuola con protesta alle elementari. La riforma del maestro unico passata per decreto nell'estate ha lasciato una scia di malumori che sfociano in diverse iniziative.

Marinelli si appella alle banche "dateci soldi per i dottorati" - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il decreto Gelmini di giugno ha aumentato il compenso dell'assegno per i dottorati, da 12.300 a 15.800 euro all'anno che per l'università di Firenze si traducono improvvisamente in un aumento dei costi: due milioni 400mila euro da trovare in fretta per rattoppare il bilancio 2008 e poi altri 3milioni e 100mila euro da mettere sul conto del bilancio di previsione del 2009.

Cobas: maestro unico, si vuole regalare la scuola ai privati ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private?" Per queste ragioni i Cobas si sono dichiarati fermamente contrari a questi progetti e attueranno iniziative per contrastarli e sensibilizzare l'opinione pubblica. A.Sc.

Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro gelmini ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pisa Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro Gelmini PISA. Una serie di iniziative per dire no alla politica scolastica del ministro Gelmini. Le ha presentate mercoledì scorso alla festa di Ospedaletto il Partito democratico, durante un dibattito tra mondo della scuola e forze politiche.

Il violino di ughi i solisti del maggio - gregorio moppi ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per il governo, ho invitato Letta, Bondi, Gelmini, nella speranza che possano fare qualcosa in più per la musica rispetto alla Moratti. Infatti la commissione da lei istituita non ha prodotto risultati. Del resto nessun ministro, né di destra né di sinistra, si è mai mostrato sensibile a tali questioni".

Scuola, tutti i tagli in classe ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bologna Cresce la mobilitazione contro la riforma Gelmini. Lunedì banchetti e volantinaggi alle Romagnoli, Fortuzzi e Cremonini Scuola, tutti i tagli in classe Il preside delle Rolandino alle famiglie: pagatevi l'ora di francese La scuola pubblica offre supplementi d'orario a pagamento. Per far fronte ai tagli di bilancio, pesantissimi, del Ministro Gelmini,

"l'ora di francese pagatevela voi" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Effetto perverso della cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini. Che, per ora, colpisce le lingue straniere nella scuola di base. In quasi tutte le scuole medie chi ha i figli iscritti nei corsi storici di bilinguismo con tre ore di spagnolo, tedesco e francese dovrà rinunciare a un'ora a settimana.

Berlusconi accolto dalle proteste - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciata dal ministro Mariastella Gelmini. I segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil e Snals faranno pervenire al presidente del Consiglio una nota congiunta "a difesa della qualità della scuola pubblica barese ? spiega Claudio Menga, della Flc Cgil ? che sopportando già ora il più alto rapporto di alunni per classe, con i tagli agli organici voluti dai ministri Tremonti e Gelmini,

Diciamo alt anche con l'ostruzionismo ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non tutto il Pdl è sdraiato sulle posizioni del ministro Gelmini" e dunque confida "in un ripensamento del governo". Ma - aggiunge - "se dovessero tirare comunque dritto, allora ben venga una battaglia campale in Parlamento. Anche ricorrendo all'ostruzionismo". Per Giuntini è finita nel mirino dei tagli del ministro Gelmini soprattutto la scuola elementare,

Vorrei tanto sentire anche la voce dei genitori ( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione Gelmini vuole risparmiare e quindi vi darà un maestro per le ore della mattina (sabato compreso, avete capito?) e nel pomeriggio vi permetterà sì di lasciare i vostri figli fino alle quattro e mezzo, ma con chi e a fare cosa? Con quale garanzia di qualità e serietà?

Paradosso Gelmini: tempo pieno, casse vuote ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Marina Boscaino Il ministro Gelmini, intervistata qualche giorno fa a "Radio Anch'Io", ha tirato fuori una buona notizia: "il ritorno del maestro unico non compromette la tenuta del tempo pieno che, anzi, verrà esteso a più classi". Ma non è tutto oro ciò che luccica: tra logiche di risparmio (la conferma del taglio di 87mila posti di lavoro e il ritorno al maestro unico)

Più scuole, meno maestri ( da "Adige, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il candidato presidente Divina condivide in toto le proposte del ministro Gelmini: "A differenza di Dellai - afferma - noi vogliamo tenere aperte le scuole nei paesi. Nessuna coppia si sposerà in periferia se sa che non esiste un sistema scolastico. La proposta del maestro unico mi pare assai utile per il nostro territorio.

Scuola, chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni,

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni,

Scuola, prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato "Gelmini, Dominici: ritiratevi!". Ieri mattina, una cinquantina di ragazzi dei collettivi studenteschi si sono ritrovati vicino all'ufficio scolastico in via Ripamonti. Hanno bloccato l'entrata e sono saliti, "armati" di striscioni e fumogeni.

Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Cisl: stato di crisi Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato In 50 bloccano l'entrata e lanciano fumogeni Irruzione nell'ufficio del direttore scolastico. I collettivi: "è solo l'inizio, le mobilitazioni dureranno tutto l'anno" "Gelmini, Dominici: ritiratevi!

IN ONDA SUL WEB ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: al ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le interviste www.ilsole24ore.

Gelmini: in salvo il tempo pieno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: in salvo il tempo pieno Da scuola a scuola, di nuovo sul maestro unico. Dalla "Scuola di formazione politica di FI" a Gubbio il ministro Mariastella Gelmini torna sull'argomento della riforma della scuola primaria. E difende il "maestro unico", "una scelta pedagogica", ma "anche un modo per recuperare risorse e impiegarle meglio"

ScuolaD@y , lunedì la maratona online ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel pomeriggio sarà ospite dello ScuolaD@y il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda anche su Radio24. Ancora: nella redazione multimediale entreranno genitori, insegnanti (di ruolo, precari e presidi) e studenti. E poi videoracconti, foto, vignette, filmati. In chiusura, appuntamento con i risultati del videosondaggio.

Di Pietro, critiche a Veltroni E avverte: c'è il rischio dittatura ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma Gelmini vende fumo e brucia arrosto, e lascerà senza lavoro 100 mila insegnanti. Quanto all'Alitalia, è l'ennesima speculazione finanziaria alle spalle del contribuente. In realtà si tratta del salvataggio di AirOne mascherato... Il commissario non deve mettere in liquidazione la società, deve fare il suo lavoro,

Cedegolo, la centrale è un museo ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini e del presidente della Regione Roberto Formigoni. Nel pomeriggio verrà proiettato il documentario "Il tempo si è fermato" che Ermanno Olmi realizzò negli anni '50 filmando il lavoro nelle centrali idroelettriche. Giuseppe Arrighetti Il racconto Tra le turbine anche una parlante I monitor Video ad alta tecnologia per scoprire il museo La lezione Il fascino dell'

I sindacati sono sul piede di guerra per la politica dei tagli ( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: novità introdotte dal ministro Gelmini: "Si torna indietro negli anni pensando di reintrodurre nella valutazione finale il voto in condotta che dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole che, a nostro avviso ha cause diverse che esigono indubbiamente da parte della scuola, delle famiglie e della società una costante attenzione e un monitoraggio più pressante.

La carica dei cinquemila ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: VOTO IN CONDOTTA il caso Le superiori alla vigilia del nuovo anno LEZIONI Dove&Quando Per la prima volta farà media con le altre materie Da lunedì si torna a scuola. I presidi: preoccupati per i tagli al personale La carica dei cinquemila ANTONIO GIAIMO Orari completi in tutti gli istituti del comprensorio PINEROLO Da lunedì il centro studi di Pinerolo,

SONDAGGIO. Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta ( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico   I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti.

È spaccatura invece sul maestro unico ( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico   I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti.

<Progetto casa> pensa all'ambiente ( da "Brescia Oggi" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'assessore Gelmini di Montichiari ha espresso fiducia su un "evento in crescita". Aperta sabato 20 (dalle ore 14 alle 23); domenica 21 (10-22,30); lunedì 22 (17-22,30); giovedì 25 (17-22,30); venerdì 26 (17-23); sabato 27 (14-23); domenica 28 (10-22,30).

Chianciano Terme, 11:51 - SCUOLA: GELMINI SPESA ISTRUZIONE FUORI CONTROLLO ( da "Repubblica.it" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Elementari di Pero Resteranno le cinque classi ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma l'assessore Giulio Alluto (Pd) si scaglia contro il ministro Gelmini e sul tema ha proposto un ordine del giorno per il prossimo Consiglio. "I varazzini devono ben sapere da dove giungono i tagli e chi è il responsabile. Il pericolo della chiusura della scuola del Pero, con il ministro Gelmini, aumenterà".

La scuola vista con gli occhialini del contabile ( da "AprileOnline.info" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice Tremonti alla Gelmini, pensa tu, paga un po' di consulenti se non sei capace, basta che trovi delle ragioni "pedagogiche", che giustifichino questa decisione. La Gelmini cosa fa? Pesca nel peggiore armamentario del conservatorismo e cosa trova? Ordine, gerarchia, autorità, voto di condotta, divisa per tutti, merito,


Articoli

Ho cambiato partiti (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Ho cambiato partiti per rimanere coerente Vorrei intervenire in merito ai miei passati politici, che sono stati illustrati sull'Alto Adige di ieri e che vanno dal Partito Liberale al Partito Repubblicano e alla Lega Nord. "L'uomo è per natura un animale politico" (Aristotele) ma a differenza di altri politici sono sempre stato coerente nelle mie scelte, non ho mai passato la barricata e sono da sempre un sostenitore entusiasta del centro destra. Ma il mondo della politica, purtroppo, o per fortuna, è volubile e spesso ama mutare o cambiare aspetto. Sta ai politici cercare di mantenere saldi i propri principi ed io resto stabile e fermo sulla mia linea. E certe volte vi si è costretti a fare determinate scelte: ho lasciato il Partito Liberale perché era praticamente scomparso e Forza Italia, al quale ho aderito con entusiasmo, mi aveva disgustato per colpa dei contrasti interni. Anche i Repubblicani sono praticamente scomparsi e io mi sono ritrovato solo, ma avendo tenuto sempre saldi i miei ideali politici ho trovato un'area nella quale sentivo un'affinità di pensiero e ho accolto di buon grado la Lega Nord. Paolo Bassani Siate più obiettivi con noi, dipendenti provinciali Come dipendente provinciale, e leggendo in questi giorni i vari articoli, mi sento di scrivere alcune cose e soprattutto di renderle pubbliche. Per quanto riguarda i parcheggi dell'ospedale per i dipendenti, non capisco quale sia il problema, è da anni che i dipendenti provinciali (pur avendo lo stesso contratto di intercomparto del comune, dell'azienda sanitaria e delle comunità comprensoriali) guadagnano circa 100-150 euro in meno rispetto ai dipendenti ASL e in più pagano il parcheggio 29,95 euro al mese per un totale di 359,40 all'anno. Per non parlare dei buoni pasto che in provincia sono rimasti fermi a euro 3.60. E' vero, ci saranno dipendenti provinciali che non sgobbano un granché o che non si comportano "regolarmente", spesso però sono persone coperte dai vari "direttori" e poi ne pagano le conseguenze i colleghi che devono fare anche il loro lavoro e stare pure zitti, onde evitare valutazioni negative, diminuzione del premio produttivitào chissà cos'altro. Ci sono funzionari che sono inquadrati a dei livelli superiori rispetto alle loro mansioni, che fanno delle "missioni" dubbie e dipendenti che occupano posti liberi pur non avendo ancora passato il concorso dopo essere stati bocciati più di due o tre volte. Tutto questo per dire che non sempre é tutto oro quello che luccica, anzi... Sicuramente ci sono dei vantaggi rispetto al lavoro in un'azienda privata, come quelli dell'orario flessibile (non per tutti, c'è chi deve attenersi a orari prestabiliti), delle ferie da poter prendere quando si vuole (sempre che il capo non ti sia nemico) e sicuramente ci sono molti più vantaggi per chi ha famiglia, ma mi piacerebbe che ci fosse più obiettività nelle cose e meno ingiustizie. Una dipendente provinciale Lettera firmata Dello Sbarba, non ci dica che siamo "talebani" Egregio Presidente Riccardo Dello Sbarba, mi sento profondamente ferito (e con me sicuramente tantissimi altoatesini) per l'epiteto "talebano" nel Suo articolo "Diserens, resisti ai talebani", pubblicato il 28 agosto sul quotidiano Alto Adige. Caro Dello Sbarba, io ne sono molto mortificato, anche perché da tempo La seguo attentamente. Se ben ricorda, proprio un anno fa, ho avuto il piacere di fare con Leiuna bella passeggiata di circa un'ora, lungo il Talvera con la Fondazione "Vital", partendo dal campo Druso. Con il Suo articolo Lei si dimostra felice per la decisione presa dal presidente Lageder e dalla direttrice Corinne Diserens e invita i 5 rappresentanti della Provincia a non rimuovere l'opera la rana crocifissa. Il risultato ormai lo conosciamo tutti. A nulla sono valsi i consensi che sono stati espressi in quel periodo da personaggi illustri: il cardinal Bertone, il ministro Bondi, l'arcivescovo Rino Fisichella, il nostro compianto vescovo Wilhelm Egger, dal presidente Luis Durnwalder. Lei ha vanificato e annullato i progetti anticipati con tanto entusiasmo dal nostro Governatore dell'Alto Adige, dottor Luis, e in particolar modo mi riferisco all'introduzione di "Manifesta", in occasione del viaggio in treno Bolzano-Trento ove veniva esaltata l'occasione di realizzare il riconoscimento"Bolzano capitale della cultura europea". Non immagina, dottor Riccardo, quante conseguenze negative seguiranno a questa Sua vittoria? Vittorio Lo Cicero Guardate che c'è chi vive con gioia il bilinguismo Nell'articolo (peraltro bellissimo) di martedì sulla pagina della cultura, dal titolo "Quelle mura invisibili", Mauro Fattor dice che "non c'è nulla che spinga verso il bilinguismo". Ebbene io vedo che ci sono tante persone (mistilingui, coppie miste, ma anche altri) che vivono con gioia il bilinguismo, "sputando in faccia" all'odioso regime (intendo la cultura dominante che è ben peggio della politica) che lo proibisce e vivendo a pieno la propria libertà di pensiero, senza alcuna paura del giudizio degli altri. Se si considera nulla l'individuo si rischia il ritorno al medioevo: leggetevi magari "L'etica come amor proprio" di Savater. Stefano Lombardo ORA Tornare al maestro unico è un grave errore Il maestro unico è davvero un grande errore. L'idea della ministra Gelmini di trovare una formula di risparmio sulle spalle dell'educazione degli alunni delle elementari è proprio una delle dimostrazioni di dove si vuol recuperare denaro: dove c'è formazione. Dove finalmente si vedevano dei progressi sul piano educativo. Fantastico. Maria Versanti.

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Maestro unico, liberi di scegliere (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Decreto Gelmini, ispettori a Roma. "Abbiamo competenza, ma sul resto dovremo adeguarci" Maestro unico, liberi di scegliere Il ministero: "Bolzano ha facoltà di non introdurlo" BOLZANO. Con tutta probabilità, l'Alto Adige farà a meno del maestro unico, introdotto a livello nazionale dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Dovrà però recepire il resto del decreto ministeriale, soprattutto per quanto attiene voti decimali e insufficienza in condotta. è quanto emerso ieri pomeriggio a Roma, dove i funzionari della sovrintendenza altoatesina hanno partecipato a una riunione straordinaria organizzata dalla commissione istruzione del ministero, incentrata proprio sul recente e contestato decreto Gelmini. Unico dato certo, riguarda per l' appunto il maestro unico. Spiega l'ispettore Claudio Vidoni, presente ieri assieme al collega dell'intendenza tedesca: "In pratica, durante la riunione si è parlato approfonditamente solo dell'introduzione del cosiddetto maestro unico. è emerso che, su questo argomento, la Provincia di Bolzano può decidere liberamente come regolarsi. Avendo competenza in materia di organizzazione scolastica e del tempo-scuola, nonché sul personale, potrà decidere di fare come meglio ritiene". Vidoni è un tecnico e non può esternare dichiarazioni di carattere politico; ma, a questo punto, appare evidente che per il maestro unico, in Alto Adige, lo spazio sia in pratica svanito. Le recenti prese di posizione della giunta e degli stessi assessori alla scuola parlano chiaro. Certo, manca l'ufficialità, ma esistendo la possibilità normativa di non introdurlo, facile che la giunta se ne serva. Senza indugi. Altro disorso riguarda invece le ulteriori prescrizioni del decreto Gelmini, cui ieri, in pratica, si è solo accennato. "Ci sono molti punti da chiarire - prosegue Vidoni - ma per alcuni aspetti sarà necessario adeguarsi, anche se non immedatamente". Insomma, c'è niente da fare: per questioni di omogeneità a livello nazionale, come minimo arriveranno i voti espressi in decimali. Già nella prossima pagella. "Vedremo - conclude Vidoni - come declinare le varie prescrizioni rispetto alla nostra realtà, anche sulla base della recente legge provinciale in materia. Ma sui voti, a livello provinciale non si è legiferato, e dunque è in vigore la norma valida a livello nazionale". Ancora dubbi, invece, sulla bocciatura per insufficienza in condotta. "Ma dovremo probabilmente recepirla, almeno come principio". Insomma, la trasferta romana è andata così così: vittoria sul punto più controverso, il maestro unico; quasi sconfitta sul resto. La prossima settimana, dice l'assessore alla Scuola Francesco Comina, "si riuniranno i tecnici delle tre indentenze, assieme all'ufficio legale; poi tutto passerà al vaglio della giunta". (da.pa).

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Dal grembiule ai voti, così Trento sfida Roma (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

A pochi giorni dall'inizio della scuola ecco tutte le differenze tra i due sistemi Il governatore Dellai dopo aver respinto la riforma di Fioroni non segue nemmeno la Gelmini JACOPO TOMASI TRENTO. Due filosofie, due sistemi diversi. Domani ripartono le lezioni, con gli studenti del Prati che anticipano l'avvio previsto per lunedì, ma che scuola troveranno? In Italia il ministro Mariastella Gelmini ha messo in atto una sorta di rivoluzione, ma in Trentino non è cambiato nulla rispetto all'anno scorso. In materia d'istruzione Roma e Trento imboccano due strade distinte: da una parte si invocano rigore e severità, dall'altra si punta all'equità e all'eccellenza. Ma vediamo tutte le differenze. Esami di riparazione. Già l'anno scorso la scuola trentina aveva imboccato una via diversa rispetto al resto d'Italia. Il governatore Lorenzo Dellai aveva detto "no" agli esami di riparazione, rispolverati dall'allora ministro Giuseppe Fioroni, mantenendo il sistema dei debiti formativi. Una scelta che aveva fatto infuriare sindacati e insegnanti e che ancora oggi non è stata del tutto digerita. Di fatto nelle scuole italiane se uno studente ha delle insufficienze a giugno deve recuperare all'inizio dell'anno successivo o sarà bocciato, mentre in Trentino sono previsti corsi di recupero durante l'anno seguente. Voti. L'altra grande differenza riguarda le pagelle. L'attuale ministro Mariastella Gelmini ha previsto il ritorno dei voti sia alle elementari che alle medie: in pratica nelle scuole italiane spariscono i giudizi "sufficiente", "buono", "distinto", "ottimo" e vengono sostituiti dalle cifre. In Trentino, invece, resterà il giudizio esplicativo ed il voto resterà solamente alle superiori. Poi c'è il voto in condotta, il piatto forte del ministro Gelmini. In tutta Italia da quest'anno farà media e con l'insufficienza si verrà bocciati. Un stretta anti-bullismo che in Trentino non è stata recepita: sulla condotta ci sarà solamente un giudizio simbolico che non farà media e non farà rischiare l'anno. Costituzione. Questa è l'unica parte che sarà recepita, ma non sono ancora chiare le modalità. A Roma vorrebbero far partire subito il nuovo insegnamento inserendolo nel monte ore di materie come storia e geografia. Ipotesi impraticabile secondo Dellai, poiché non c'è tempo per organizzarsi. In Trentino intanto si partirà con l'insegnamento della storia trentina in alcuni istituti. Maestro unico e divisa. "Agli stilisti del grembiulino preferisco Don Milani", ha detto l'altro giorno Lorenzo Dellai facendo intendere il "no" alla divisa, consigliata invece a livello nazionale per alunni di elementari e medie. Poi c'è la grana del maestro unico: per il prossimo anno in Italia sono previsti tagli consistenti di personale e si tornerà alla figura unica alle elementari. Non in Trentino, dove ogni istituto deciderà il numero di maestri in base ad esigenze e risorse. Altre differenze. Il sistema trentino si differenzia da quello nazionale anche per la formazione professionale, per il comitato di valutazione esterno e per i finanziamenti alle scuole paritarie: tutti provvedimenti in vigore già dagli anni passati.

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Sindacati, un anno di fuoco (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

CONTRO LA GELMINI Sindacati, un anno di fuoco Si annuncia un anno scolastico incandescente. i sindacati del settore scuola infatti hanno indetto un intero anno di mobilitazione e protesta. Si comincerà il primo giorno di scuola, il 15 settembre per il Veneto, con la distribuzione di una lettera aperta rivolta ai genitori per informarli sulle misure del Governo e sul decreto Gelmini che, scrivono gli insegnanti: "penalizzano pesantemente la scuola primaria e la scuola pubblica tutta". Lo stesso giorno, lunedì, le sigle indacali hanno indetto un'assemblea pubblica che si svolgerà alle 15.30 presso l'istituto tecnico Palladio. "Tutti gli interventi e le proposte che emergeranno dall'assemblea saranno portate all'attenzione dei direttivi unitari dei sindacati scuola - spiegano le associazioni dei lavoratori - già convocati per il 22 settembre. E' già stato predisposto un calendario di incontri - spiegano - a partire dall'assemblea coi Dirigenti Scolastici prevista il 23 prossimo". A seguire: un calendario di assemblee in orario di lavoro per docenti e Ata che non mancherà di creare tensione in vari istituti.

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La linea della Gelmini rischia di penalizzare il territorio: numerose polemiche da docenti e associazioni (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Maestro unico, a rischio 57 posti Per Uniscuola questo il taglio in provincia dal 2009 n Strage di maestri nel Lodigiano. Per effetto del provvedimento del ministro Maria Stella Gelmini, spariranno 57 insegnanti delle scuole elementari. Sono le classi prime che, se la matematica non è un'opinione, secondo il sindacato Uniscuola, dovrebbero sorgere l'anno prossimo. "In tutta la Lombardia, dal primo settembre 2009 - tuona Leonardo Donofrio, presidente di UniScuola, sindacato indipendente - saranno licenziati 3.670 maestri. Già dal prossimo anno scolastico potrebbero scattare gli esuberi degli insegnanti elementari di ruolo, in modo rilevante nelle province di Pavia, Como, Lodi, Sondrio e Lecco". Donofrio fa appello ai dirigenti scolastici affinché valutino la correttezza dei licenziamenti, evitando la riduzione dei posti in organico."La cosa positiva - si consola Lucia Peloso, segretario della Cgil scuola - è che i tagli del maestro unico saranno solo nelle prime. La Gelmini ha detto che non toglierà il tempo pieno. Se però la scuola resta dalle 8.30 alle 16.30 io mi chiedo come si coprono poi tutte queste ore con un solo insegnante. Cgil, Cisl e Uil si incontreranno, a livello regionale e confederale. Non condivido questa visione della scuola e penso sia inadeguata. A ottobre, intanto, è già previsto uno sciopero dei dirigenti scolastici che non hanno ottenuto il rinnovo del contratto. La protesta si preannuncia massiccia anche nel Lodigiano. Poi ragioneremo anche sulle manifestazioni di lotta contro gli altri provvedimenti" .Desolato anche Nicola Caruso, segretario della Uil scuola. "Gli istituti tecnici e i licei saranno equiparati - commenta -: avranno tutti 30 ore alla settimana, quindi verrà meno, negli istituti tecnici, la parte pratica della lezione, i laboratori, la preparazione al mondo del lavoro. Se al provvedimento del maestro unico si aggiunge questo provvedimento l'effetto che si ottiene è che salteranno nel Lodigiano 80 professori. A livello sindacale ci stiamo attrezzando per andare in manifestazione. Questa mattina (ieri, ndr), la Gelmini ha incontrato i sindacati. Bisogna vedere che cosa è uscito". L'autunno comunque si preannuncia caldo. Nei giorni scorsi dirigenti ed esponenti del mondo della scuola si erano pronunciati contro il ritorno al maestro unico. A bocciarlo erano stati l'ex provveditore Stefano Taravella, l'esponente del Coged, genitori democratici Paola Tramezzani e la direttrice della media Cazzulani Giusy Moroni: "L'iniziativa - avevano detto - rappresenta un ritorno indietro. Significa non tener conto di tutti i vantaggi pedagogici che si hanno con le due maestre. In un'era sempre più specializzata non si può pretendere di avere un insegnante tuttologo. Ciò che serve piuttosto è un'università che prepari di più i docenti sul versante della didattica".Cristina Vercellone.

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Parola di preside (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Necessario mutamento per il futuro Cortina ha offerto recentemente un dibattito interessantissimo con relatori del calibro del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e dell'editorialista del Corriere prof. Ernesto Galli della Loggia. I contenuti sono stati tantissimi così come gli spunti di riflessione e il dibattito che ne è seguito. Si è parlato di calendario scolastico, di docenti mal pagati, di bilancio dell'istruzione, di cattedre da ridurre, di studenti poco preparati. Si *dirigente scolastico dell'Istituto "Agostino Bassi" di Lodisegue a pagina 13.

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E chi si fa bocciare è un figlio di papà? (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

LEGGE. Polemiche sul dicastero dell'Istruzione "E chi si fa bocciare è un figlio di papà?" ROMA Nello stesso giorno in cui Mariastella Gelmini chiede alla polizia in una nota di "non identificare" i suoi contestatori (com'è successo l'altro ieri) perché - sostiene - ha "abbastanza argomenti" per far da sé, l'ex ministro Pierluigi Bersani (Pd) la sfida a portare argomenti anche a lui: "Sono esterrefatto", dice, "dalla giustificazione che lei offre nell'intervista al Riformista sul suo cambio temporaneo di residenza alla ricerca dell'esame facile. Qui non siamo di fronte ad un fatto personale ma a un fatto politico di primo rilievo. Il ministro non dice: "Ho fatto una sciocchezza", ma che la sua famiglia aveva bisogno che lavorasse presto e dice che chi la critica difenderebbe il sistema degli ordini professionali. Dunque, il suo sarebbe stato un gesto antiordinistico e il viaggio a Reggio Calabria una missione rivoluzionaria. Evidentemente, le decine di migliaia di giovani che rimangono a casa loro a farsi respingere sarebbero tutti figli di papà e reggicoda degli ordini. Io", dice Bersani, "penso che una persona che ragiona così non possa avere titoli per rivolgersi ai giovani dalla poltrona di ministro dell'Istruzione". E Epifani (Cgil) rincara la dose: "Di fronte a certe frasi della Gelmini c'è da mettersi le mani nei capelli, perché c'è l'assenza di un pensiero degno di questo nome".

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L'ex ministro rinserra le fila del Pd (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

A MONTORIO. E stasera c'è Dalla Chiesa L'ex ministro rinserra le fila del Pd Un Pd reattivo. Giuseppe Fioroni, nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli provinciali nella prima festa democratica al castello di Montorio, lancia le direttive della campagna d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25 ottobre a Roma: federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del Pd si dice d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa saltare i diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi priverebbe i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che non arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese i Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e quindi costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario del Pd ha poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea di governo. "Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro che la tengano almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per 1miliardo e 200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando così la più grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna utilità pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello dell'ex ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al 13 settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti, spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30, Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e mafia: quali diritti in ballo? S.B.

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PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzio (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Ne Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense. Il movimento "Maestre e Maestri autoconvocati", organizzazione che riunisce 683 maestri di scuola primaria protesterà, assieme alle loro famiglie, contro la decisione di ritornare al maestro unico. "Gli interventi del potere politico portano con sè aumenti del numero di allievi in ogni classe, riduzione delle ore di lezione, scomparsa del tempo pieno - scrive in un comunicato il movimento - Il tutto sulla pelle dei bambini/cittadini ai quali, di fatto, viene negato il diritto di apprendere bene, ma anche a discapito delle donne lavoratrici e delle famiglie". 12/09/2008.

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Le classi del ferraris nei prefabbricati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Empoli Le classi del Ferraris nei prefabbricati In attesa del nuovo istituto i ragazzi costretti ad emigrare La preside Mancini "Di fronte alla scarsa progettualità non posso che scusarmi con gli studenti e con i genitori" EMPOLI. Aumenta il numero complessivo degli iscritti nelle scuole empolesi, dove si registra una crescita elevata soprattutto negli istituti di secondo grado. Ma gli spazi risultano ancora insufficienti per garantire tutte le sezioni. E in attesa della realizzazione del moderno "Iti-Ferraris" (sarà pronto entro tre anni), due classi dell'istituto industriale di via Sanzio saranno costrette ancora una volta ad emigrare, a turno, nelle aule lasciate libere dai colleghi che effettueranno lezione nei laboratori. Nemmeno la realizzazione del nuovo spazio in prefabbricato (sono moduli dotati di aria condizionata) a due passi dalla sede della scuola, infatti, è riuscita a tamponare completamente la falla. I nuovi moduli per l'Iti. Per sopperire al problema degli spazi, infatti, all'esterno del Ferraris saranno ultimati proprio in questo weekend alcuni moduli in prefabbricato che consentiranno di aumentare il numero complessivo di 10 aule che saranno utilizzati dai ragazzi del professionale. Si tratta di zone dotate di servizi e di ampi spazi interni, in pratica una soluzione tampone, ma concreta, in attesa della realizzazione della nuova scuola. "Di fronte ad una storica mancanza di progettualità che va avanti da quindici anni - spiega Daniela Mancini, dirigente scolastica del Ferraris - accogliamo con favore queste nuove aule, che di fatto non sono poi così diverse da quelle presenti all'interno dell'edificio principale. L'unico vero problema è che non potremo garantire la copertura di un'ala per ogni classe e di questo me ne scuso, ancora una volta, con gli alunni e con i genitori". Disagi che si concluderanno con il completamento del nuovo edificio: i lavori sono già iniziati e si tratta di un investimento complessivo di 5,8 milioni di euro, che porterà alla creazione di una scuola ultramoderna, sul modello di edifici già presenti nel nord-europeo. Cresce la popolazione. Cresce il numero degli studenti. Rispetto all'anno scolastico appena concluso, infatti, si è registrato un incremento di 182 alunni. "Numeri importanti - spiega l'assessore all'istruzione Massimo Giraldi - che dimostrano come il nostro territorio si mantenga un polo attrattivo in ogni ordine e grado. E a confermare questa tesi c'è anche l'incremento degli iscritti nelle scuole di secondo grado con un +191". Bene anche la performance nelle scuole primarie. "In questo caso - prosegue l'assessore - l'incremento è stato di 53 bambini". Una crescita importante, nonostante che le risorse siano sempre di meno. "Con la cancellazione dell'imposta Ici - continua Giraldi - abbiamo avuto un introito inferiore di 500mila euro. Risorse che penalizzano fortemente il mondo dell'istruzione, connesso anche al nuovo piano di riforma del ministro Gelmini che prevede la reintroduzione della figura del maestro unico, con un taglio pesante anche nella nostra zona. Misure che si scontrano, ovviamente, con la necessità di dover reperire più aule per l'aumento degli iscritti italiani e stranieri e con il sostegno che la scuola deve garantire ai portatori di handicap. Si va verso una diminuzione, forte, della qualità dei percorsi formativi". Stranieri e portatori di handicap. Cresce il numero degli studenti stranieri, soprattutto nella scuola media. Alle Busoni si tocca il picco con 199 iscritti contro i 168 dell'anno scorso. Bene anche il trend del Virgilio con 5 iscritti in più rispetto ad un anno fa, per un totale di 97 alunni extracomunitari. Sale anche il numero degli alunni portatori di handicap, passati da 127 ai 133 di quest'anno. Trasporto e pasti. Numerose anche le esenzioni concesse dal Comune per quanto riguarda il servizio mensa e di trasporto pubblico (va in base alla dichiarazione Isee presentata dalla famiglia e dal numero dei figli). Le borse di studio soddisfatte sono state 449, mentre 546 sono stati i buoni libro erogati. Curioso anche il dato dei pasti erogati a partire da settembre 2007, fino allo scorso luglio: ben 426mila e 516. Marco Fani.

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Gli appuntamenti di oggi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Empoli GLI APPUNTAMENTI DI OGGI SOCIALISTI. Via Cavour 4. Il Partito socialista presenta l'iniziativa dal titolo "No alla controriforma del ministro Gelmini, no al maestro unico. Lunedì 15 un'ora di disubbidienza civile davanti alle scuole elementari italiane". Interviene Pieraldo Ciucchi (ore 12, gruppo Ps, consiglio regionale). INCONTRO. Viale Morgagni 85. Incontro sulla sclerosi sistemica, malattia che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni e che interessa complessivamente circa 20mila italiani (ore 11, aula magna facoltà medicina e chirurgia dell'università di Firenze). CONVEGNO. Piazza Adua 1. Convegno "La ruralità toscana ed il ruolo del Credito cooperativo", organizzato dalla Federazione toscana banche di credito cooperativo e Iccrea Banca. Intervengono, tra gli altri, il presidente della Regione Martini, Federico Vecchioni, Paolo Bruni (ore 10, sala Verde, Palazzo dei Congressi). FRAGRANZE. Giardini di Palazzo Corsini. Al via "Fragranze", novità e proposte del mondo della profumeria artistica e selettiva. ASSEMBLEA. Borgo dei Greci 3. Assemblea dei lavoratori delle librerie di Firenze, "Da librai a commessi: la precarizzazione della cultura nelle grandi librerie di Firenze" (ore 9-12, Cgil Camera del Lavoro).

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Rifondazione (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Altre RIFONDAZIONE RIFONDAZIONE Gelmini: ora vanno aboliti i ticket sulle medicine PESCARA. Il Segretario regionale Prc, Marco Gelmini, ha salutato positivamente la scelta del governo di procedere al commissariamento della sanità abruzzese senza applicare nuove tasse e ha ribadito la richiesta di alleggerire la pressione fiscale anche sulla sanità, soprattutto attraverso l'abolizione del ticket per i ceti più deboli. "La scelta del Governo", ha dichiarato Gelmini, "è un piccolo ma importante risultato".

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Violenze e indecenze più se ne parla peggio è Alberto Arbasino Forse è un errore pedagogico insistere quotidianamente con tanta evidenza sulle violenze e indecenze a proposito di ebrei, stranieri, fascisti, gay, teppisti, razzisti, eccetera. Innumerevoli ragazzini crescono nel culto della trasgressione irriverente, della "ultima provocazione di", degli anti-italiani controcorrente, di illimitati "anti" e "contro" celebrati in quanto "impietosi e scomodi". Anche disposti a tutto pur di figurare in un video di aggressività e prepotenza, non di civismo, altruismo, gentilezza. Rimproverati e magari condannati, si inorgogliscono. I videogiochi e i programmi che adorano sono di una virulenza estrema. I biasimi contro le droghe e l'alcool non paiono molto efficaci. Così, in epoche di ignoranza estrema, forse un basso profilo minimalistico sarebbe più valido che non la paludata esecrazione morale. (Conclusione evidentemente tristissima, ma si diceva una volta che basta scagliarsi per tre giorni contro i nocivi effetti di una sostanza inesistente, tipo la pirandellina o la bersezia, e presto molti la cercheranno presso gli spacciatori). La passione d'insegnare un valore da tutelare Silvia Ceccarelli Università di Roma La Sapienza Egregio Direttore, la riduzione di borse di studio cui dovranno far fronte le Università italiane, colpirà come sempre maggiormente le donne. La passione che le spinge verso la ricerca si scontra ogni anno di più con la frustrazione di vedere trascorrere gli anni nell'impossibilità di diventare mamme, per il perdurare della loro condizione precaria. Ora il ministro Gelmini ha deciso di sospendere addirittura le procedure per l'ammissione alla scuola di specializzazione all'insegnamento secondario, e al contempo di non provvedere alla "sistemazione" del personale già abilitato. E' in gioco il futuro di migliaia di persone. È sconcertante pensare che nel nostro Paese tesoro inestimabile di storia ed arti siano proprio la cultura e l'insegnamento a pagarne le spese. Spero che l'Italia degli studenti, dei ricercatori, dei professori abbia la forza di protestare e nello stesso tempo di ridare vigore ad un apparato in cui sopravvivono purtroppo favoritismi e mentalità retrograde. E' necessario che vincano il merito e l'efficienza. Ma è necessario ricordare anche sui banchi di scuola, tra le grida e gli sguardi dei maestri sono sbocciate le esperienze di vita più belle, più intense, più vere di ognuno di noi. Si deve lottare affinché nessun governo tolga, a chi considera questa professione una passione, la voglia di continuare ad insegnare e ad ascoltare. Se Poste Italiane vuole essere una banca Roberta Pelletta Roma Ho un conto corrente presso Poste Italiane. In data 20 agosto un mio assegno viene respinto "per difetto di provvista". Per un banale errore di calcolo, il conto è rimasto scoperto per 2 ore, tra l'altro, di una cifra minuscola rispetto all'importo dell'assegno. Appena avvisata dal mio creditore ho provveduto immediatamente alla copertura e l'assegno è stato riscosso il giorno stesso. Dopo 10 giorni ricevo da Poste Italiane Ufficio di Roma una raccomandata di 4 fogli in cui mi si informa che "tale pagamento non è sufficiente ad evitare che Poste Italiane SpA iscriva il mio nominativo nella Centrale di Allarme Interbancaria". La stessa direttrice mi informava che normalmente l'Ufficio Centrale di Poste Italiane a Roma avvisa i correntisti nel caso in cui si crei uno scoperto, ma forse c'è stato un errore. D'altronde concludeva "Poste Italiane non è un istituto di credito". Ecco, prima o poi Poste Italiane dovrà prendere una decisione: mi occupo di pacchi o di conti correnti? La raccolta differenziata tra i cumuli di rifiuti Nancy Carava nancycarava@hotmail.com Sono un'insegnante di matematica. Sono stata quest'anno immessa in ruolo a Palermo dopo aver insegnato 4 anni in Veneto, e tra i progetti che i nuovi colleghi mi hanno illustrato per l'anno appena iniziato c'è la raccolta differenziata dei rifiuti. Niente di strano, è uno dei progetti più "amati" della scuola italiana e che ho sempre affrontato con tanto interesse e professionalità, solo che in una regione come la Sicilia con i metri cubi di immondizia davanti la scuola e in tutta la città, è davvero difficile spiegare ai miei alunni la raccolta differenziata? Con riferimento all'articolo di giovedì 11 settembre dal titolo "Torna in salita la fusione tra Iride, Hera ed Enia", la Compagnia di San Paolo smentisce di possedere una quota del 4% nel capitale di Iride, nonché di averne in programma l'acquisto futuro.

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Zingaretti: "scuola, allarme esuberi 6.400 posti di lavoro a rischio" - viola giannoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma Zingaretti: "Scuola, allarme esuberi 6.400 posti di lavoro a rischio" L'assessore Marsilio: "Non più di 5 bimbi stranieri in classe" VIOLA GIANNOLI "I tagli delle risorse destinate alla Scuola annunciati dal governo Berlusconi avranno ripercussioni drammatiche sulla provincia di Roma". A lanciare l'allarme il presidente della Provincia Nicola Zingaretti insieme all'assessore alle politiche scolastiche Paola Rita Stella. In tutto la riduzione del personale scolastico riguarderà 6400 dipendenti, di cui 3892 insegnanti e 2508 lavoratori Ata, tra bidelli, tecnici e amministrativi. In particolare i tagli colpiranno 264 scuole dell'infanzia, 1476 primarie, 943 medie e 1209 superiori. La Provincia di Roma sarà così tra le più colpite d'Italia, seconda solo a quella di Napoli. "Si tratta di numeri rilevanti - ha commentato Zingaretti - che avranno un impatto molto serio sulla didattica". Al taglio del personale si aggiunge, poi, il rischio di accorpamento ad altri istituti, paventato dal Ministero dell'Istruzione, per 317 scuole del Lazio, ovvero quelle che ospitano meno di 500 alunni. Per Zingaretti si tratta di un'ipotesi che potrebbe creare notevoli disagi anche alla mobilità. "Chi si farà carico - si chiede il presidente della Provincia - di istituire un adeguato sistema di trasporti che consenta agli alunni di raggiungere le scuole non più vicino casa ma addirittura in altri comuni? L'accorpamento, infatti, vuol dire che almeno 80 studenti per ognuno di questi istituti verranno privati della scuola di appartenenza". Una decisione contro cui "la Provincia farà di tutto" ha aggiunto l'assessore Stella annunciando un "piano di salvataggio" per le scuole a rischio chiusura da sottoporre prima alla Regione e poi al governo, a cui spetta l'ultima parola. "La scuola, l'università e l'istruzione in generale - ha aggiunto Zingaretti - non possono e non devono essere considerati capitoli di spesa ma di investimento". Mentre - è, in sintesi, il pensiero del presidente della Provincia - le decisioni del governo e del Ministero vanno in senso contrario. A cominciare dal ritorno del maestro unico alle elementari. "Si tratta di un passo indietro netto e drammatico - ha commentato Zingaretti - che colpisce anche i bambini. Le proteste degli insegnanti mi sembrano naturali visto quanto sta accadendo. E il lutto al braccio che molti maestri indosseranno il primo giorno di scuola è tra le forme più civili di espressione di un malessere che è giusto si manifesti". E in tema di riforme scolastiche interviene anche l'assessore comunale alla Scuola Laura Marsilio con una proposta che farà discutere: "Mi auguro che il ministro Gelmini stabilisca un tetto per il numero di immigrati in ogni classe. Farò la mia parte per le scuole materne dove non dovrebbero esserci più di cinque stranieri". Intanto, l'amministrazione provinciale ha fatto il punto sui lavori programmati e realizzati per gli istituti superiori di Roma e del territorio. La giunta Zingaretti ha già stanziato 64 milioni di euro per 141 interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e nuova edilizia scolastica: più aule, più istituti e pannelli fotovoltaici in 40 scuole. Dopo la denuncia del Codacons, l'obiettivo è la messa in regola entro i prossimi cinque anni di tutti gli istituti superiori. Ma non è tutto. L'assessorato alla politiche scolastiche ha infatti preparato per presidi e dirigenti scolastici un ventaglio di proposte culturali ed educative che potrebbero integrare il piano di offerta formativa. Otto gli ambiti delle attività extra-scolastiche interessati dal progetto e totalmente finanziati dall'assessorato: legalità, memoria, educazione scientifica, dispersione e orientamento, arte visiva, musica, teatro e pari opportunità.

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Mamme, maestre e bambini in piazza - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma La protesta del comitato che riunisce 40 istituti elementari: girotondi, canzoncine e magliette con gli slogan contro le proposte del ministro Mamme, maestre e bambini in piazza Il sit-in a Montecitorio: "No al docente unico e sì al tempo pieno" La direttrice della Iqmal Masih: "Siamo contente di incontrare il ministro Gelmini" TEA MAISTO "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, ridono i bambini". L'hanno cantata così, tenendosi per mano a formare un piccolo cerchio davanti a Montecitorio, un gruppo di bambini delle scuole elementari della capitale in protesta ieri mattina contro il maestro unico. Erano in sit-in con mamma, papà e maestre del comitato "Non rubateci il futuro" che riunisce 40 primarie. Tutti con indosso una maglietta con su scritto "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini, io amo e difendo la mia scuola", le maestre con un fiocco nero al braccio in segno di lutto per la scuola pubblica (che indosseranno anche il primo giorno di scuola) e l'adesivo "non rubate il futuro ai nostri figli". Tra gli istituti che hanno aderito alla protesta il 19° circolo Enrico Toti del Pigneto, l'87° Ada Negri e la Iqbal Masih che da lunedì entrerà in occupazione contro il provvedimento del ministro Gelmini. "Davanti a noi si vede un futuro grigio - spiega Francesca Festa, mamma di Giulia. 9 anni -bisogna rimboccarsi le mani già da ora. Vorrei che i miei figli crescessero tranquillamente e, invece, vogliono minare le radici della cultura e della società". Manifesta con lei un'altra mamma - i suoi figli sono iscritti all'81° circolo - : "Ho un figlio che ha il tempo pieno e un altro che farà l'anno prossimo la prima: a lui toccherà quindi il maestro unico", spiega Maria Luisa Bruno. E ci sono tante maestre: "Il maestro unico è un disastro - aggiunge Paola Di Napoli della Maffi - perché verrebbe a mancare la compresenza e i percorsi comuni con le altre insegnanti sono molto importanti". Per il primo giorno di scuola, le insegnanti della Maffi hanno pensato di "indossare" cartelloni con la scritta "Lotto per non essere unica". E tanti i manifesti affissi a Montecitorio, qualcuno anche dai più piccoli: "Noi vogliamo il tempo pieno, se no come insegnante la tele avremo". "Sono anni che facciamo corsi di aggiornamento perché ci chiedevano di specializzarci, ora invece dovremo saper fare tutto", aggiunge Alessandra Galdenzi della Ada Negri. E, sull'incontro con il comitato, che l'assessore comunale alla Scuola Marsilio ha organizzato con il ministro, dice Simonetta Salacone, direttrice della Iqbal Masih: "Siamo contente di incontrarla. Abbiamo sentito parlare di eventuali utilizzazioni di maestre in esubero in altri settori, ma noi abbiamo studiato per fare le docenti non per stare fra le scartoffie?". In piazza anche il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini e il capogruppo in Consiglio comunale del Gruppo misto, Maria Gemma Azuni che ieri avevano preparato un ordine del giorno da presentare in consiglio comunale che "impegna il sindaco a intraprendere iniziative presso il governo affinché venga difeso il modello del tempo pieno". Presente anche Maria Coscia, ex assessore alla Scuola con Veltroni e deputata del Pd. E un ordine del giorno contro il maestro unico "simbolo di un modello di scuola autoritario, assistenziale, lontano dalla realtà sociale" è stato presentato da Andrea Alzetta, consigliere comunale della Sinistra arcobaleno. Ha aderito al sit-in anche Mimmo Rossi, segretario generale della Cgil scuola di Roma e del Lazio: "Organizzeremo volantinaggi durante il primo giorno di scuola. C'è in gioco il futuro dei bambini".

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Rischiano la cattedra 450 maestri elementari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa Rischiano la cattedra 450 maestri elementari PISA. A rischio centinaia di posti di lavoro nelle scuole pisane. La minaccia viene dal decreto legge che mira a riportare il maestro unico nelle aule delle scuole primarie italiane, come accadeva fino a 18 anni fa, prima della riforma. Mantenere i tre maestri nelle scuole primarie si può, ma bisogna darsi da fare subito. L'accorato appello viene lanciato dai sindacati Cgil Flc, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che stanno preparando una serie di iniziative per salvare centinaia di posti di lavoro ed il tempo pieno nella nostra zona. Molti genitori credono che sia già stata approvata la legge con cui alle elementari si tornerà al maestro unico e che entrerà in vigore all'inizio di quest anno scolastico, ovvero tra pochi giorni. "Ma non è così - spiega Daniela Fabbrini della Cgil Flc - Ad oggi è stato approvato solo un decreto che dovrà essere convertito in legge dal parlamento. Niente è ancora perduto. Dobbiamo darci da fare però". I posti di lavoro a rischio nella provincia di Pisa sono oltre 700, secondo una stima resa nota da Fabrizio Acconci, della Snals Confsal. Circa 450 maestri precari in cinque anni, a partire dal settembre 2009, non insegneranno più nelle scuole primarie. Il decreto legge non mette a rischio il posto di lavoro solo degli insegnanti, ma anche quello di trecento persone tra bidelli, amministrativi e tecnici di laboratorio delle scuole degli altri ordini e gradi. "Questi provvedimenti spingeranno i genitori a mandare i figli nelle scuole private - dice Rodolfo Sorrenti della Uil - perché verranno a mancare le condizioni per garantire un buon livello di insegnamento e il tempo pieno. Secondo il decreto - continua Sorrenti - le ore scolastiche saranno ridotte a ventiquattro e il dopo scuola a chi sarà affidato se non a dei privati?". I tre maestri sono indispensabili oggi per Filippo Cossidente della Cgil Filc per affrontare al meglio le problematiche dei tanti bambini diversamente abili, stranieri, disagiati che frequentano le aule dei nostri istituti e che hanno bisogno di essere seguiti in modo personalizzato. "Come farà un solo maestro ad affrontare tutto questo da solo?" si chiede Cossidente. "Lo scopo del ministro Mariastella Gelmini - continua Daniela Fabbrini - è di risparmiare almeno otto miliardi di euro in tre anni dal comparto scuola. Il 70% delle risorse recuperate con questi tagli, però, non verranno reinvestite nell'istruzione secondo il decreto legge, ma in altri settori". è un vero peccato secondo Alberto Magnolfi della Cisl colpire così duramente la scuola elementare che, in base ad un sondaggio Ocse-Pisa, è a livelli d'eccellenza nel mondo propri grazie ai maggiori investimenti che le vengono riservati. Per cercare di non far convertire in legge il decreto i sindacati hanno preparato una serie di iniziative: volantinaggi, assemblee, incontri con le istituzioni, sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Per il momento lo sciopero è escluso, ma l'opposizione va avanti. V.V.

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Hostess e piloti disposti a tutto? (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Lidia Ravera "Dormiteci voi lontano dai vostri figli per uno stipendio da fame senza un natale o un capodanno retribuito come festività". L'ho letto su "la Repubblica" e ho pensato: come sono lontani i tempi in cui "fare la hostess" era il sogno di tutte le bambine. Nella stessa pagina protestavano i piloti, altra figura mitica della letteratura rosa: "Si direbbe che vogliano costringerci alle dimissioni di massa. Ma dove pensano di trovare gente così alla canna del gas da sostituirci accettando il taglieggiamento?". L'immagine mi fa correre un brivido sottopelle: e se la cloche del comando finisse nelle mani di uno sfigato, di un nevrotico, di un disperato, di uno con poche ore di volo e zero sangue freddo? Quando sei lassù, e io ci sono molto spesso, sei totalmente affidato, un errore umano lo paghi con la vita. Non è rassicurante leggere su tutti i giornali il malcontento del personale di terra e di volo. Nessuna categoria accetta di tornare indietro, di perdere diritti conquistati. È così nel trasporto aereo, è così nella scuola: siamo contenti che i nostri figli, nel grande ritorno d'autunno alla professione di studenti, si ritrovino in classe una maestra con la fascia nera sulla camicetta, in lutto per sé stessa, depressa, malmostosa, agitata? L'Italia che lavora è percorsa da un brontolio di tuono. Sono tutti scontenti. L'ansia si percepisce nitida: fa male vivere precariamente, sentirsi messi in discussione, perdere la certezza del salario, dello stipendio, non sapere che ne sarà di te fra sei mesi, fra un anno. Ci ha pensato, l'illusionista massimo, il nostro immarcescibile Silvio Berlusconi, quando ha mandato in vacca la trattativa con Air France per inserire, nella recita elettorale, anche un po' di birignao patriottico, a chi avrebbe pagato per mantenere "italiana" l'Alitalia? Donne e uomini, persone, padri di famiglia. È vero o no che, fosse andata in porto la fusione con gli "stranieri", gli "esuberi" sarebbero stati meno pesanti? E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre in meno: visualizzi, lo scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito del rutilante mondo della scuola, sentite che cosa ho letto su "La Stampa": "Co.co.co del sesso per pagarsi gli studi". Si tratterebbe di "gigolò e prostitute part time", detti anche "sex workers flessibili a tempo determinato", cioè ragazze e ragazzi in età universitaria che si offrono per fare sesso virtuale o reale, per pochi minuti o per un intero week end, a scopo di lucro. Le più per benino dichiarano di investire i proventi nelle onerose tasse universitarie, le "disinibite fuori corso" ammettono di aspirare ad una borsetta di Prada. Mirella Serri, che firma l'articolo, ci rassicura: non si tratta di un fenomeno solamente italiano. Ma un po' di malinconia permane: "Ho ventidue anni, sono bisognosa e un po' porcellina", scrive una ragazza e un'altra offre "uno spettacolino maialino". Non vorrei che appaltare le proprie grazie diventasse l'unica alternativa alla mendicità anche per hostess stewarts e piloti. (Porci con le ali?) www.lidiaravera.it Fra le righe.

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MONTECITORIO Girotondo per la scuola: Casca la Gelmini, vincono i bambini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

MONTECITORIO Girotondo per la scuola: "Casca la Gelmini, vincono i bambini" LA CANTILENA composta per l'occasione recitava: "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, vincono i bambini". L'hanno scandita insieme a insegnanti e genitori gli alunni di alcune scuole elementari della zona sud-est di Roma, che ieri si sono dati appuntamento a Montecitorio per inscenare un mini-girotondo contro il ministro dell'Istruzione e l'arrivo del maestro unico.

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Dibattito sul tema "sos scuola pubblica" (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa Dibattito sul tema "Sos scuola pubblica" Si svolgerà stasera alla festa di Rifondazione Comunista a Putignano PISA. Continua presso il circolo Arci di Putignano, con grande partecipazione di pubblico, la festa cittadina di Rifondazione comunista. Oggi, venerdi 12, alle ore 18 presso la Spazio Caffè del circolo si terrà un'assemblea pubblica sul tema "S.O.S. scuola pubblica". Intervengono: Loredana Fraleone, Dipartimento scuola Prc; Giovanni Bruno, Esecutivo nazionale Cobas; Elisa Migliaccio, Cgil; Sonia Bortolotti, Associazione "Genitori insegnanti" Firenze. Coordina Maria Letizia Episcopo, circolo S. Ermete Prc. La ministra Gelmini e il presidente del Consiglio Berlusconi annunciano grandi cambiamenti considerati adatti ad acquistare un consenso superficiale ora in questa ora in quella fascia sociale: il grembiulino, il ritorno ai voti, il 5 in condotta con bocciatura, il ripristino degli esami di riparazione, ecc. Nei prossimi 4 anni è previsto il taglio di 8 miliardi di euro alla scuola pubblica con conseguenze pesantemente negative per la qualità della scuola. Perciò Rc sente la necessità di un confronto con i cittadini, con i docenti e gli studenti su questi problemi affinchè vengano promosse forme adeguate di mobilitazione per evitare il definitivo degrado della scuola pubblica.

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Occupazioni, picchetti e sit-in i precari pronti a dare battaglia - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Napoli L'intervento della Regione a favore degli studenti delle scuole medie campane. Obiettivo: contrastare la dispersione Occupazioni, picchetti e sit-in i precari pronti a dare battaglia Scuola: Regione e Provincia con i prof senza cattedra Otto milioni di libri in comodato d'uso per gli alunni delle famiglie a basso reddito BIANCA DE FAZIO L'aula magna dell'istituto Isabella d'Este non è bastata ad ospitare tutti i precari della scuola giunti ieri pomeriggio all'assemblea convocata dalla Cgil. E s'è dovuto far ricorso anche alla palestra. Due assemblee, insomma, in contemporanea. Con circa 500 docenti rimasti senza cattedra. La loro mobilitazione è cominciata da giorni, ma ieri si sono incontrati per mettere insieme le forze, per coordinarsi. Due assemblee parallele, ma convergenti nel ribadire i no ai tagli imposti da Roma. Ma come fare per farsi ascoltare? "Occupiamo gli istituti scolastici" gridava qualcuno. "Facciamo picchetti ai cancelli" proponevano altri. Idee poi rientrate - per ora - aderendo alle proposte del sindacato, ad iniziare dal sit-in in programma lunedì in piazza del Plebiscito, con richiesta al prefetto di esser ricevuti. E poi c'è l'ipotesi di una trasferta a Roma, per portare sin sotto gli uffici del ministro Gelmini le ragioni e la disperazione dei precari. Una trasferta alla quale potrebbe partecipare - dal punto di vista organizzativo - anche la Regione: "Sono pronto a darvi una mano" ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, che ha voluto essere in assemblea al fianco degli insegnanti. E che ha ricordato che Fioroni si era impegnato a stanziare 20 milioni di euro (quanti ne ha stanziati la Regione) per tamponare le falle degli organici campani. Ma, cambiato il ministro, quell'accordo è finito nel dimenticatoio, "mentre potrebbe - afferma Gabriele - consentirci di dare lavoro ad altri 400 precari (oltre ai 400 che rientreranno grazie allo stanziamento regionale)". "La nostra richiesta a Roma - ribadisce Fiorella Esposito, della segreteria provinciale Cgil - è che si conceda una deroga, ai tagli, per almeno 1.000 insegnanti". La gravità della situazione - con i 5.000 tagli già attuati - è stata al centro della discussione anche della conferenza stampa convocata in Provincia per fornire i dati sul mondo della scuola ad apertura dell'anno scolastico. Così l'assessore provinciale alle Politiche scolastiche, Angela Cortese, ha aperto l'incontro con un intervento a gamba tesa contro la politica scolastica del governo Berlusconi, contro la mannaia che si è abbattuta sugli organici. "Gli effetti occupazionali dei tagli saranno esplosivi per la nostra provincia, l'abbassamento delle ore scuola sarà devastante per le famiglie e per gli studenti - ha affermato la Cortese - E a pagare il prezzo più alto ovviamente sarà la scuola del Sud, quella con un contesto socioeconomico più debole. Temo che siamo di fronte ad un progetto classista, autoritario e inefficiente". La scuola viene considerata, ha continuato, "una spesa da tagliare e non un investimento per il futuro. Ma al sapere non si può applicare una mera logica contabile". Nella contabilità si finisce inevitabilmente, invece, parlando degli investimenti della Provincia nell'edilizia scolastica: 430 milioni di euro in 10 anni; 316 milioni dei quali presi dal bilancio provinciale, per nuove edificazioni, ristrutturazioni, manutenzione e adeguamento alle norme sulla sicurezza. "La Provincia ha investito il 50 per cento delle sue risorse economiche nell'edilizia scolastica - ha precisato il presidente Riccardo Di Palma - ma siamo gli unici a farlo. Lo Stato non può pensare che tutto sia demandato agli enti locali". E se quest'anno il numero di studenti delle scuole superiori è cresciuto di 5.000 unità, il numero dei docenti si è ridotto. Un problema che secondo il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino, può essere almeno parzialmente affrontato estendendo il tempo pieno "che nella nostra regione esiste in percentuale minima: così ci sarebbe la possibilità di avere qualche migliaio di posti in più. Ma per il tempo pieno dobbiamo avere le strutture e quindi spingere ancor di più negli investimenti per l'edilizia scolastica".

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Il piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il piano di "salvataggio" del governo si trasforma in macelleria sociale Bruno Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono quasi tutti lì, giornali, televisioni, osservatori, a puntare l'indice nei confronti del sindacato. Tutti col fiato sospeso a sostenere che è una grande sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a difendere i legittimi interessi dei lavoratori ma nello stesso tempo a operare con senso di responsabilità per impedire il tracollo definitivo dell'azienda. Nessuno di questi intransigenti interlocutori punta però l'indice nei confronti di un altro fondamentale Attore di questa vicenda, ovverosia il presidente del Consiglio. La sfida, se si parla di sfida, investe in primo luogo la sua persona, il suo governo. Ricordate cosa era successo un anno fa? Il centrodestra aveva vinto le elezioni scaraventando tutto il suo peso contro l'ipotesi Air France e annunciando una soluzione del tutto diversa, innovativa e quasi indolore. Molti avevano creduto a questa bella Novella, a questa esaltante novità. Ora la verità è sotto gli occhi di tutti. La soluzione prescelta non è quella immaginata: non sarà una passeggiata tranquilla, costerà lacrime e sangue e lo smembramento della famosa Compagnia di Bandiera. Altro che miracolo! E a Fiumicino divampa la protesta con il ricorso a forme di lotta che, certo, in primo luogo colpiscono gli ignari passeggeri alle prese con i voli bloccati. Anche gli utenti però dovrebbero risalire ai veri responsabili di tale stato di cose. E' evidente uno clima di esasperazione diffuso tra piloti, hostess, meccanici, precari. Hanno capito che i nuovi governanti si sono presi gioco di loro. Le promesse anti-Air France erano un bluff. Ora l'offerta consiste non in una nuova potente Alitalia, ma, come è stato detto, semmai di una piccola AirOne. Il tutto accompagnato da un pesantissimo fardello di esuberi e dal taglio delle condizioni salariali e normative per coloro che restano. Staranno con l'amaro in bocca e con la busta paga dimezzata. Non era difficile prevedere che un tale menù avrebbe suscitato le proteste che del resto coinvolgono anche gli Enti Locali interessati. Certo le forme di lotta non sono dettate da un quieto e misurato senso di responsabilità. Ma per impedire l'ansia di chi vede messo a repentaglio il proprio posto di lavoro e vede adottare un nuovo modello contrattuale non servono gli ultimatum. Serve un negoziato vero e servono risultati capaci di costruire (o meglio ricostruire) un rapporto di fiducia con i lavoratori interessati. Così come servirebbe una doverosa autocritica da parte di chi ha promesso lanterne e ora esibisce lucciole. Invece Silvio Berlusconi, noncurante, ancora ieri nascondeva la verità, esaltava il proprio successo. Un modo per inasprire gli animi. E' del resto una metodologia che investe altri campi, altri terreni. Nell'intero settore dei trasporti è stato annunciato uno sciopero per le prossime settimane. Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del conflitto sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la mobilitazione generale visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e votato da cinque milioni di lavoratori. Così come ha fatto a pezzi una piattaforma unitaria su fisco e tariffe che doveva ridare ai lavoratori un potere d'acquisto manomesso. Anche qui si misurano le sfide dell'autunno.

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Scuola, arriva il maestro a ore a pagarlo saranno le famiglie - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Scuola, arriva il maestro a ore a pagarlo saranno le famiglie Le cooperative ingaggiate al "San Gottardo" "Le ore pomeridiane sono scoperte, non ci solo alternative a questa soluzione" GIUSEPPE FILETTO Il Ministro presenta il conto. Già nel primo giorno di scuola. Tre euro al giorno. Per la prima volta nella storia della scuola genovese, il privato sale in cattedra, nello Stato; i direttori ricorrono agli "insegnanti ad ore", al personale delle cooperative, pagato dalle famiglie. La singolare iniziativa è dell'Istituto Comprensivo San Gottardo (cinque scuole, 756 alunni), ma destinata ad espandersi. Il direttore scolastico, Clemino Casalgrandi, di fronte ai 60 maestri (80 mila in Italia) tagliati in provincia di Genova dalla Riforma-Gelmini, dice che non ha potuto fare altro che chiedere ai genitori come assicurare il tempo prolungato ai bambini già iscritti. "Con le famiglie abbiamo deciso che saranno loro a pagarsi la copertura delle ore pomeridiane - confessa Casalgrandi - utilizzando personale delle cooperative, che in quelle ore terrà gli alunni, li aiuterà nello svolgimento dei compiti". A ogni educatore saranno affidati 10 allievi e ciascuna famiglia pagherà 3 euro, nelle 4 ore in cui cessa la sua attività il maestro curriculare, quello pagato dallo Stato: dalle 12.30 alle16.30. La cifra, finora contenuta è destinata a lievitare; comunque, a fine anno si calcolano circa 150 euro e, soprattutto, crea un rischioso precedente. "Nella nostra scuola ci siamo visti tagliare 3 insegnanti - spiega il direttore - questo, inevitabilmente, comporta la contrazione dell'orario, l'eliminazione di un pomeriggio la settimana in ogni classe". L'effetto sarebbe stato la cancellazione del tempo prolungato. Con prevedibili disagi per le famiglie che lo scorso gennaio, al momento dell'iscrizione, scelsero il "modulo": tre maestri su due classi. C'è di più. Alla elementare Borsi l'insegnante di Inglese non è più pagato totalmente dal Ministero dell'Istruzione, che gli ha fatto un contratto per 23 ore settimanali, così il direttore scolastico per garantire il resto, ha messo mano al fondo d'istituto: "è un'autentica anomalia - sentenza il maestro Marco Scannavini - i tagli delle risorse costringono le scuole a ricorrere alle risorse interne o ad appoggiarsi alla famiglie". Non basta: Maria Stella Gelmini ha blindato le deroghe che fino allo scorso anno venivano concesse alle scuole per affrontare il sostegno agli handicappati. "Se domani ci trovassimo di fronte ad esigenze, sopraggiunte dopo l'inizio dell'anno scolastico, come il trasferimento di un disabile da una scuola all'altra, non sapremmo come affrontarle", ammette Roberto Pozzar dell'Ufficio Handicap della Direzione Scolastica Regionale. Sono le prime, vere, conseguenze della Legge 133, di quel capitolo di contenimento della spesa pubblica che riguarda la riduzione del personale della scuola. Che ha applicazione immediata, mentre grembiulini obbligatori, voti sulle pagelle e di condotta passano in secondo piano. Come il maestro unico che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno scolastico. In ogni modo, lunedì, primo giorno di scuola, si inizia sull'onda della protesta. I Cobas ed i sindacati confederali partono con volantinaggi davanti a tutti i plessi scolastici. Ieri, Nicolò Scialfa, presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Presidi, ha convocato i capi d'istituto al "D'Oria": "Ci siamo limitati ad esprimere le nostre preoccupazioni".

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Scuola, la regione si ribella al governo - stefania la malfa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Firenze Scuola, la Regione si ribella al governo Sui tagli farà ricorso alla Consulta. Volantini Pd contro Gelmini STEFANIA LA MALFA simona poli Ricorso alla Corte Costituzionale contro i tagli alla scuola. La Regione reagisce così alla "rivoluzione Gelmini" che sta scatenando una serie di proteste tra sindacati, associazioni di genitori e istituzioni locali proprio alla vigilia del ritorno sui banchi, fissato in Toscana lunedì prossimo. "Il ricorso riguarda quella parte del decreto 112 che solleva un conflitto di competenze tra Stato e Regione", spiega l'assessore all'Istruzione Gianfranco Simoncini che ieri ha incontrato i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Snals, Gilda-Unams per discutere dei provvedimenti del governo. "L'organizzazione della rete scolastica è affidata a noi dalla riforma del titolo V della Costituzione ed è assurdo che ora il ministro Gelmini voglia invece regolamentarla a livello centrale. Ci appelliamo alla Consulta e intanto diciamo a Comuni e Province di continuare a lavorare come hanno sempre fatto, accorpando classi dove c'è bisogno senza però negare alle piccole realtà isolate e ai comuni montani la possibilità di avere scuole per i bambini". Simoncini respinge in toto l'impostazione del governo che, dice, "considera la scuola un'imposta da pagare e non una risorsa da sviluppare". Le stesse parole usate ieri dal segretario toscano del Pd Andrea Manciulli che insieme alla responsabile della scuola Daniela Pampaloni ha annunciato una campagna di mobilitazione contro la politica di Roma che inizierà lunedì davanti alle scuole superiori di tutta la regione. "Ci saremo noi del Pd ma ci saranno anche studenti, genitori e professori intenzionati a battersi contro questo modo di intendere la scuola", dice Manciulli. "Il maestro unico nelle elementari è negativo perché impoverisce l'offerta formativa e rende più faticoso il compito di seguire l'istruzione e la crescita dei bambini. C'è bisogno di più servizi e invece il governo pensa solo a tagliare risorse e posti di lavoro e mette a rischio il tempo pieno così utile alle famiglie dei lavoratori". Lunedì prossimo a partire dalle 14,30, il Pd toscano ha organizzato gli "stati generali" della scuola nella sede del consiglio regionale a Firenze. I sindacati la pensano allo stesso modo. Dice Gianna Fracassi, segretaria regionale della Flc Cgil: "Noi chiediamo che il decreto sul maestro unico alle elementari non sia convertito in legge perché sarebbe un danno irreparabile per la scuola primaria italiana, è incomprensibile interrompere un'esperienza pedagogica che ha dimostrato di funzionare. Col maestro unico sarà ridotto a 24 ore l'orario scolastico e quindi addio al tempo pieno diffuso nel 40 per cento delle scuole toscane". I sindacati hanno accolto la proposta dell'assessore Simoncini di rendere permanente il tavolo di confronto Regione-sindacati, con l'obiettivo di difendere la qualità della scuola. Intanto i dati delle iscrizioni nelle superiori indicano una crescita di preferenze per licei classici e istituti tecnici e professionali, mentre lo scientifico subisce una lieve flessione. Tra pochi giorni sarà chiara anche la situazione delle cattedre di ruolo che dovrebbero essere tutte coperte.

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Scuola, torna il maestro unico <Sono a rischio settemila posti> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 218 del 2008-09-12 pagina 5 Scuola, torna il maestro unico "Sono a rischio settemila posti" di Augusto Pozzoli Sindacati pronti allo sciopero contro il decreto Gelmini: "In piazza per difendere il tempo pieno" La scuola milanese e il maestro unico. Quali sono le prospettive, soprattutto in relazione al tempo pieno che in città coinvolge ormai la quasi totalità delle classi? Cresce il timore che questo tipo di servizio scolastico a Milano sia a rischio. Le organizzazioni sindacali della scuola hanno già fatto i calcoli di previsione dell'applicazione dell'articolo 4 del decreto legge Gelmini sul ritorno a un insegnante solo per classe: nel giro di pochi anni, l'organico provinciale di diritto (quello determinato per legge) in pratica si dimezzerebbe, passando da 14.800 insegnanti a 7.200. Come è possibile, allora, conciliare tagli così drastici con un servizio scolastico a tempo pieno? Poiché il provvedimento dovrebbe andare in vigore, sia pur gradualmente, sin dal prossimo anno scolastico, le scuole sono già fin d'ora sul piede di guerra. Si intensificano le assemblee di protesta e alcune organizzazioni sindacali già parlano di sciopero. La preoccupazione di fondo riguarda appunto il tempo pieno. "Come sarà possibile - si chiede Attilio Paparazzo, responsabile della Cgil scuola - salvaguardare questo importantissimo modello didattico che, con i suoi risultati analizzati dalla pedagogia internazionale, ci colloca al quinto posto al mondo? E come si potrà nello stesso tempo pensare di sostenere le esigenze legate al lavoro delle famiglie, con l'inserimento nel decreto legge della frase: "che i regolamenti terranno conto delle esigenze delle famiglie per una più ampia articolazione del tempo scuola" con un unico docente impegnato solo ad insegnare per 24 ore? Stiamo dando in mano ai docenti e ai genitori i documenti necessari per capire che cosa sta succedendo. Presto ci faremo sentire". Il ministro Mariastella Gelmini, come è noto, si è impegnata non solo a mantenere il tempo pieno, ma addirittura, coi risparmi dei tagli, ad aumentarlo del 50 per cento. Ma Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola osserva: "Se la Gelmini non dice bugie deve chiedere che al momento della conversione in legge del suo decreto venga ripristinata la norma che prevede esplicitamente il tempo pieno così come si attua a Milano, vale a dire due insegnanti per classe. Già qualche anno fa si cercò di smontare questo sistema, ma insegnanti e genitori si ribellarono in massa. Siamo pronti a tornare a lottare". Una questione su cui nutrono perplessità anche le associazioni professionali che fanno riferimento ad un'area politica vicina alla maggioranza come Diesse, didattica e innovazione scolastica Disal, dirigenti scuole autonome e libere, e Foe, federazione opere educative. In un documento diffuso ieri si legge: "Chiediamo che le soluzioni adottate per il rinnovamento della scuola non generino scontri e contese, ma guardino al bene comune ed ai bisogni reali, valorizzando le migliori esperienze. Così la questione del maestro unico sollevata dal decreto legge Gelmini va affrontata senza ostilità pregiudiziali e ponendo attenzione alla realtà. La scuola primaria (o elementare) è stata punto di eccellenza del sistema formativo del nostro Paese, ben prima dell'ingresso della organizzazione didattica per moduli, grazie alla capacità e generosità di generazioni di maestri, di direttori didattici e di famiglie attente ai beni primari dei loro figli: l'educazione e la cultura di base". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Premio Belgioioso: ecco i finalisti (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 218 del 2008-09-12 pagina 7 Premio Belgioioso: ecco i finalisti di Redazione Roberto Mistretta con "Il canto dell'upupa", Maria Rottoli con "Lola e le ombre" e Giovanni Ricciardi con "I gatti lo sapranno" sono i tre finalisti della prima edizione del Premio Belgioioso Giallo, il concorso letterario dedicato ai generi thriller, giallo e noir. Per la categoria dei romanzi pubblicati da piccoli editori, invece, si contenderanno la vittoria: Francesco Gallone, Fabrizio Cugia, Marcello Simoni, Roberto Gelmini e Sara Sajetti. La finalissima si svolgerà il 27 settembre al Castello di Belgioioso (Pavia), durante "Parole nel tempo", il salone della piccola editoria che attira ogni anno circa otto mila visitatori in due giorni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A scuola con il lutto al braccio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Cresce la protesta contro i tagli. Ieri assemblea di genitori alle Guido Reni a favore del tempo pieno A scuola con il lutto al braccio Manifestazione il 26, ma salta la contestazione al ministro Gelmini Famiglie e docenti scendono in piazza a difesa del tempo pieno, contro il decreto che istituisce il maestro unico alle elementari, e si danno appuntamento il 26 settembre per una manifestazione cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione generale" dice Sandra Soster della Cgil, oltre ad altre iniziative tipo il lutto al braccio. CAPELLI A PAGINA III.

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Rambo Mariastella alla polizia: <Affronto da sola chi contesta> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 218 del 2008-09-12 pagina 10 Rambo Mariastella alla polizia: "Affronto da sola chi contesta" di Redazione Rambo Mariastella all'arrembaggio. La Gelmini (nella foto), donna elegante quanto decisa, non è certo tipo da farsi intimidire da qualche contestatore. Così, in visita pastorale al liceo Newton di Roma ha preso il coraggio a due mani e, non solo ha affrontato i suoi denigratori, ma ha rivolto un pacato quanto fermo invito alle forze dell'ordine. "Colgo l'occasione - ha detto il ministro dell'Istruzione - per chiedere alla polizia che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti, a non procedere a controlli e identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione. Mi confronterò con i ragazzi e chiederò loro se la scuola, così com'è, li soddisfa". Rambo Mariastella non teme nessuno, forse qualcuno temerà Rambo Mariastella... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Maestro unico, l'altolà dei docenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno Maestro unico, l'altolà dei docenti Oltre cento firme di insegnanti per fermare il ministro Gelmini LIVORNO. Cresce il malcontento nei confronti delle novità annunciate dal ministro dell'istruzione Gelmini: un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria dei circoli didattici Collodi e Micheli di Livorno, Nazario Sauro di Collesalvetti e delle Rodari di Stagno del Comprensivo Marcacci. In tutto si tratta si qualcosa come 136 firme di docenti in calce a un documento di protesta. Nel mirino soprattutto il ritorno al maestro unico alle elementari e la riduzione dell'orario di scuola a 24 ore settimanali. "Dal prossimo anno scolastico verrebbero smantellate le classi a modulo ed il futuro delle classi a tempo pieno è, a tutt'oggi, incerto", si sottolinea nella petizione. I docenti firmatari giudicano "gravissime" queste scelte. Guardano le possibile conseguenze: "La riduzione dell'orario e l'introduzione di un solo insegnante per classe comporterebbero: 1) tempi sempre più limitati per lo svolgimento delle discipline; 2) impossibilità di effettuare gruppi di recupero e di arricchimento, attività laboratoriali, uscite didattiche; 3) impossibilità di impostare il lavoro dei docenti sulla base della collaborazione e del confronto". Al governo viene rimproverato di aver puntato a "un ritorno al passato" che gli "permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica con costi economici e culturali per le famiglie e per la società tutta". Gli insegnanti che hanno promosso la petizione ribadiscono "la necessità di difendere la scuola pubblica dalla ristrutturazione selvaggia che il governo vuole portare avanti, risparmiando nel settore scuola circa otto miliardi nei prossimi quattro anni".

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Così il tempo pieno verrà spazzato via (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

CISL ACCUSA "Così il tempo pieno verrà spazzato via" LIVORNO. La Cisl scuola livornese dice stop al ritorno al maestro unico così come alla riduzione del tempo scuola: il blitz del ministro Gelmini comporta "scelte gravemente negative verso il sistema pubblico dell'istruzione". C'è il rischio - si afferma - che venga spazzata via "anche l'esperienza del tempo pieno che nella nostra provincia ha una forte diffusione". Senza contare che aver proceduto a colpi di decreto legge "riduce il dibattito parlamentare e soprattutto annulla il confronto con i corpi sociali intermedi, sindacati e associazioni professionali, mettendo in atto un comportamento autoritario". La Cisl sottolinea che in Toscana il rapporto alunni/docente è già in linea con quanto si prefigge la legge 133 per l'anno 2011/2012, dunque qui "non bisogna mettere in atto interventi e misure in questo senso".

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Pagina II - Bari Il Partito democratico scende in piazza per dire no al Sud a passo ridotto. Domani ... (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bari Il Partito democratico scende in piazza per dire no al Sud a passo ridotto. Domani a Bari alle 9 all'ingresso orientale della Fiera, il Pd parteciperà alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la riforma Gelmini della scuola e contro l'introduzione in Puglia dei cosiddetti Eurostar lumaca sulla tratta Adriatica in direzione di Milano. Mentre a Lecce, alle 10,30, alla stazione ferroviaria di Lecce, si terrà una manifestazione di protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi su Trenitalia. "Sarà un'occasione importante di coinvolgimento dei cittadini - sottolinea Teresa Bellanova, deputato del Pd - visto che la Puglia è stata tagliata fuori dagli investimenti di Trenitalia. Eravamo purtroppo già abituati alle odissee dei cittadini pugliesi sugli Eurostar, tra guasti alle motrici, aria condizionata e porte rotte. Adesso siamo passati dagli Eurostar agli Eurocity". Ovvero dei vecchi vettori anni Ottanta dismessi dalle tratte del Centro nord, che viaggiano da lunedì scorso dal Salento verso Milano in luogo dei più moderni Eurostar. "Siamo stanchi - continua l'onorevole Bellanova - di essere considerati cittadini di serie B, occorre muoversi".

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La politica si spenda contro la povertà Voglio esprimere il mio apprezzamento per l'i (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Ntervento dell'ex sindaco Vittorio Voglino sulla necessità di un Piano di contrasto alla povertà. Innanzitutto perché, da cittadino, sono convinto che occorra individuare una definizione di "crescita e sviluppo" che possa ricomprendere appieno tutti gli abitanti. Non è possibile pensare che la solidarietà, il rispetto e l'applicazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione siano residuali rispetto alle scelte di governo di una città. Definire le priorità in questo senso ha a che fare con la civiltà, la cultura, il benessere e la sicurezza di tutti gli abitanti delle nostre città. Affrancarci o meno da una sottocultura violenta, di non rispetto e, di conseguenza, di insicurezza dipende molto da quanto possiamo progettare insieme e a sostegno delle molte realtà, laiche e religiose, che già si impegnano. Tale impegno civile dovrebbe coinvolgere anche la nostra quotidianità, ho in mente molti esempi positivi di impegno per la propria zona e la propria città, che nascono dal pensare che la responsabilità collettiva non è solo per "chi ha il tempo per farla" ma ha a che fare con lo stare insieme per condividere momenti gioiosi (le feste di quartiere, ad esempio) anche per essere solidali e conoscere situazioni da condividere e farsi coinvolgere. La politica in questo senso c'entra ed è decisiva, se esce dagli steccati tradizionali e sa dare indirizzo e risorse. Occorre unire di più i servizi istituzionali ed il volontariato con le "buone pratiche" che esistono in tutti gli schieramenti, ci sono già interessanti possibilità: ultime in ordine di tempo le animazioni nei vari giardini pubblici, di qualche tempo fa le proposte in cui i giovani possono sperimentarsi in forme di cittadinanza piena e solidale, anche conoscendo il tessuto di associazioni ed organizzazioni "no-profit" della città. Spero che la città, chi la governa e chi formalmente ed informalmente rappresenta l'opposizione, sappia seriamente raccogliere l'invito. ROBERTO ZANNA ASTI Quel grosso cubo di cemento all'Enofila Ho partecipato nei giorni scorsi all'appuntamento di "Asti fa goal". Non ho potuto fare a meno di notare che nel cortile dell'Enofila, dove un tempo c'erano le "vele" che coprivano i magazzini all'aperto, ora sorge un cubo di cemento. La definizione più generosa che mi viene in mente è che quel "casotto" sia un vero e proprio pugno nell'occhio. Mi pare, in senso negativo, la classica ciliegina sulla torta di un recupero della struttura complessivamente discutibile anche perché non ha saputo dare voce alla storia di un edificio di grande importanza per la città. LETTERA FIRMATA ASTI Mettiamo in castigo la scuola del futuro Ho letto della bocciatura della scuola italiana da parte dell'Ocse. Mi è parso di capire che dal naufragio riesca a salvarsi solo la scuola elementare, la più colpita invece dalla riforma del ministro Gelmini. Non sono un addetto ai lavori né esperto di pedagogia ma ritengo sbagliato tornare al maestro unico: forse è meglio abituarsi già dall'infanzia a rapportarsi con più insegnanti. Un ritorno al passato che oltre ad avere ripercussioni occupazionali (che ne sarà dei precari e di chi resterà senza cattedra?) coinciderà con classi sempre più numerose. Le mie perplessità riguardano anche quanto accadrà alle Medie. Oltre al minor "tempo scolastico" mi lascia perplesso la sostanziale cancellazione di Tecnologia (le Applicazioni tecniche dei miei tempi) accorpata a Matematica. Certo, la materia è cambiata negli anni, ma temo che le future generazioni finiscano col perdere ogni sorta di manualità. A vantaggio di cosa? La logica del risparmio non può essere motore dei cambiamento. RENATO GROBELLO ASTI.

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Bossi, il figlio a Palazzo con il placet di Silvio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Bossi, il figlio a Palazzo con il placet di Silvio Renzo erede designato ha già conquistato il premier: Umberto porta ai vertici il tuo angelo custode Mercoledì sera all'incontro decisivo sul federalismo, oggi con il padre sul Monviso per il rito dell'ampolla ROMA - Proprio nei giorni in cui Kim Jong Il si eclissa da Pyongyang, un altro figlio di un capo assoluto si manifesta a Roma. Renzo Bossi è tornato l'altra sera, per la seconda volta in due settimane, a palazzo Grazioli, dove con cinque ministri e i capigruppo del Pdl ha partecipato al vertice sul federalismo tra Bossi (Umberto) e Berlusconi. Ieri il prediletto ha accompagnato il padre pure a palazzo Chigi, ed era al suo fianco quando il Senatur, all'uscita del Consiglio dei ministri, ha salutato a pugno alzato in segno di vittoria. Bossi quindi non scherzava affatto nel marzo 2005, nella prima intervista a un anno dalla malattia. Parlando di Renzo, disse che "quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà. La mia famiglia resterà al servizio della Lega. Avanti, sino alla Padania". La predizione suscitò parecchie gelosie. Il primogenito di Bossi, Riccardo, si lamentò: "E io? Anche io sono attratto dalla politica - disse a Gian Antonio Stella del Corriere -. Ho due modelli: papà e Napoleone ". I colonnelli leghisti in pubblico elogiarono l'erede e in privato protestarono. Bossi ripeté che l'indicazione valeva per un futuro remoto: a lungo avrebbe comandato ancora lui. E ci fu anche chi tacque ma capì di essere tra i destinatari del messaggio, e si mosse di conseguenza. Silvio Berlusconi non è affatto contrariato dalla presenza di Renzo accanto al padre. Anzi, la sollecita. "Umberto, porta anche tuo figlio, dai!". Il premier capisce che la successione dinastica è un modo per affermare l'indipendenza della Lega: sul Carroccio Berlusconi non metterà le mani. Può sperare però di legarlo a sé anche nelle prossime generazioni. Il Cavaliere sa che Renzo non ha soltanto un effetto benefico sul padre; la sua parola comincia a essere ascoltata. Meglio quindi avere il ragazzo dalla propria parte, farlo sentire importante, guadagnarsene la simpatia. Tra l'altro, è coetaneo - vent'anni - di Luigi Berlusconi, con cui divide la passione per i motori (entrambi vanno spesso a correre all'autodromo di Monza). "Eccolo, l'angelo custode che veglia su di te" disse il Cavaliere a Bossi quando, il 16 novembre 2005, Renzo venne al Senato con i fratelli Roberto Libertà e Sirio Eridanio e la madre Manuela Marrone - prima signora della Lega, e qualcosa di più - ad assistere al voto sulla devolution. Il battesimo era avvenuto qualche mese prima, quando l'allora minorenne Renzo si era affacciato dalla finestra di casa Cattaneo, a Lugano, urlando: "Padania libera!". Se come giocatore di basket non è andato oltre il Valcuvia di Cuveglio, come segretario generale della nazionale padana di calcio è campione del mondo in carica: i suoi atleti hanno dominato il torneo in Lapponia riservato alle nazioni mancate. Ora gli verrà delegato il rito dell'ampolla, lo sposalizio con il Dio Po, dal Monviso alla Laguna veneta. Il 28 agosto scorso, la prima volta a palazzo Grazioli. Gelosissimo, il fratello maggiore Riccardo commentò: "Speriamo che abbia capito cosa si sono detti nostro padre e Berlusconi. E comunque, io sono stato anche ad Arcore!". Bossi lo ama al punto da polemizzare con l'intero corpo docente di origine meridionale, prima ancora della detestata Gelmini, quando Renzo fu bocciato - "per il secondo anno di fila!" fece notare perfidamente all'Ansa il senatore del Pd Antonio Rusconi - all'esame di maturità, nonostante avesse preparato una tesina dall'impegnativo titolo Carlo Cattaneo e la valorizzazione romantica dell'appartenenza delle identità. Chi l'ha scritta?, gli chiesero. "Mi sono ispirato ai libri di Cattaneo e di Gianfranco Miglio" fu la risposta. Il fratello maggiore Riccardo, sempre più geloso, infierì: "Strano. Alla biblioteca della Camera nei primi mesi della legislatura non risultano libri chiesti dalla Lega. Prima dell'esame di mio fratello, però, qualcuno ha voluto gli scritti di Miglio e di Cattaneo... ". Commentò La Stampa: "è possibile che tra i compiti dei parlamentari leghisti ci sia pure quello di scrivere la tesina al figlio del capo". Non è andata senz'altro così, ma anche la svogliatezza scolastica è un tratto di famiglia: il Senatur ha festeggiato per tre volte una laurea mai presa. Il tempo e il male non ne hanno intaccato il carisma, anzi: vedendolo avanzare in Transatlantico con il passo incerto e lo sguardo duro, un parlamentare di buone letture l'ha accostato al generale Dumesnil, amputato a Wagram ma mai domo, al punto da gridare ai prussiani che lo assediavano a Vincennes, alle porte di Parigi: "Vi renderò questo castello quando voi mi renderete la mia gamba!". Ecco, il problema di uomini così è che di rado lasciano veri eredi. Ma questo non frena le decine di leghiste che lasciano messaggi nella sua pagina di Facebook: "Renzo, sei bellissimo; sposami!". Il fratello geloso La gelosia del fratello maggiore Riccardo: chissà se ha capito i discorsi a quel tavolo... L'investitura Aldo Cazzullo.

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Terza media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-12 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Scuola Il ministro Gelmini alla polizia: non identificate chi mi contesta Terza media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese Più matematica ed educazione civica nei programmi Verso la modifica del triennio che precede le Superiori. In arrivo nelle classi migliaia di lavagne interattive multimediali ROMA - Sempre più test nell'esame di terza media. Dopo l'esordio delle prove oggettive dell'Invalsi dello scorso giugno - giudizio a discrezione dei prof -, il ministro Gelmini rincara la dose. Per cominciare da quest'anno i due test, italiano e matematica, avranno un peso nella valutazione complessiva, secondo criteri validi per tutte le scuole. Inoltre nel 2009 si aggiungerà un terzo test, sempre Invalsi, d'inglese. Test ma anche nuove tecnologie. Sono in arrivo migliaia di lavagne interattive multimediali (Lim). Si tratta di un display - un grande schermo delle dimensioni di una lavagna - collegato ad un computer. Lo si può usare come il tradizionale arredo scolastico, sostituendo il gessetto con una sorta di pennarello virtuale. Il computer registra nella memoria disegni, scritti e formule tracciati sul display che possono quindi essere rielaborati. La Lim, voluta dall'ex ministro Fioroni, può anche funzionare come lo schermo di un computer e veicolare ogni sorta di contenuto multimediale. Dopo le elementari, le medie. Il ministro avanza come un rullo compressore. Con l'appoggio del premier. "Garantiremo il tempo pieno nelle scuole elementari - ha detto Berlusconi - anche con il maestro unico che sarà affiancato da altri insegnanti per la lingua e per l'educazione fisica ". Incurante delle proteste dei prof, anche di quelli più esasperati. "In merito a quanto accaduto al Liceo Newton di Roma - ha dichiarato il ministro, riferendosi alla contestazione verbale durante la quale alcuni docenti precari sono stati identificati -, colgo l'occasione per chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti, di non procedere a controlli e identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione". Stavolta, però, l'impresa non sarà facile. Le medie sono considerate il ventre molle della scuola italiana. Gli insuccessi dei nostri quindicenni nei test internazionali dell'Ocse hanno origine nel triennio tra le elementari e le superiori. Gli esperti del ministro sono al lavoro per ridare alle medie un'identità. Dovranno stabilire quali sono le cose essenziali che uno studente di quattordici anni deve sapere. Tutto ciò equivale a una ristrutturazione. Non solo per gli orari, ma anche per i programmi. La Gelmini ha detto che punterà su italiano, matematica e inglese. Le tre materie oggetto di valutazioni oggettive nell'esame finale. Le stesse che ci condannano da vent'anni nelle parti basse della classifica nelle indagini comparative internazionali. Una cosa sembra certa. Alla fine dei tre anni la preparazione dei ragazzi nelle discipline più importanti - e indirettamente l'efficacia dell'attività didattica e dell'organizzazione scolastica - sarà valutata in maniera oggettiva. I prof non potranno non tenerne conto. Giulio Benedetti.

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Terza media, prove nazionali (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-12 - pag: 13 autore: In vista anche la revisione dei piani di studi. Verso un coinvolgimento diretto dell'Invalsi Terza media, prove nazionali Luigi Illiano ROMA Nuovo esame di terza media con tutte le prove a carattere nazionale. Potrebbe essere la prossima mossa a sorpresa del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. D'altra parte è stato lo stesso ministro ad annunciare importanti novità per la scuola che accoglie i ragazzi in uscita dalle elementari. "Cambierò le medie", ha affermato Gelmini (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) aggiungendo: "C'è un deficit di formazione, servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto". Il ministro non è entrato nei dettagli, e la stessa commissione è abbottonatissima, ma non è difficile intercettare gli ambiti di intervento. Soprattutto se si considerano due aspetti. In primo luogo, la scuola media è considerata da decenni l'anello debole della filiera formativa italiana. Poi, le classifiche internazionali (OcsePisa)sull'apprendimento degli studenti passano al setaccio proprio il livello di preparazione dei quindicenni. Graduatorie nelle quali l'Italia ottiene pessimi piazzamenti, in scienze, matematica e lettura. Da qui la scelta di intervenire sul versante delle materie e dell'esame finale. L'effetto concreto potrebbe determinare, tra l'altro, il potenziamento delle ore di italiano e, soprattutto, di matematica. Anche se appare difficile conciliare questi incrementi con la riduzione di orario dei piani di studio, attraverso i quali centrare il taglio delle cattedre della "manovra d'estate". L'esame di terza media potrebbe essere modificato nella direzione del coinvolgimento diretto dell'Invalsi (Istituto nazionale di valutazione) nell'elaborazione delle prove.Significa che l'Invalsi sarebbe chiamato a gestire l'intera verifica finale, finora affidata alle singole scuole, a parte un test nazionale che ha debuttato proprio a giugno di quest'anno e già coordinato dall'Invalsi. Intanto, a proposito delle contestazioni ricevute mercoledì scorso, durante una manifestazione al liceo Newton di Roma, e delle polemiche suscitate dalla scelta della Polizia di identificare gli oppositori, Gelmini ieri ha diffuso un comunicato. "Colgo l'occasione per chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti –scrive il ministro– di non procedere a controlli e identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione". E Gelmini ha proseguito annunciando: "Sono intenzionata a recarmi nelle scuole d'Italia per confrontarmi con i ragazzi, raccogliere proposte e chiedere loro se la scuola così com'è li soddisfi o, come credo, se sia necessario mettere mano a una riforma complessiva del nostro sistema d'istruzione". A questo punto sarà importante comprendere se il ministro intende recuperare la riforma Moratti ( con alcuni correttivi) o se, invece, intende promuovere un proprio modello targato Gelmini. Le intenzioni saranno già abbastanza chiare nei prossimi giorni, quando sarà presentato il piano programmatico, in applicazione della manovra. DOPO LA MANIFESTAZIONE DI ROMA Il ministro Gelmini: "La Polizia non identifichi chi mi contesta, io mi difendo da sola" E annuncia un viaggio nelle scuole per parlare con i ragazzi.

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L'INIZIATIVA MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-12 - pag: 13 autore: L'INIZIATIVA MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE Lunedì la maratona ScuolaD@y: il ministro e le scuole in diretta In edicola Il primo appuntamento: con il Sole-24 Ore del lunedìi lettori troveranno la Guida dedicata alle famiglie, un ricco vademecum con tutte le novità, dai voti all'educazione civica. Ore 8-10 Dalle nostra redazione multimediale inizia il collegamento in diretta web con i giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore che spiegheranno cosa cambia nella scuola. Poi videotestimonianze dall'estero e un grande sondaggio. Ore 10-11,30 Le scuole italiane si collegheranno vi web per porre le domande ai giornalisti e agli esperti che risponderanno in diretta. 11,30-14 Dalle opportunità di lavoro all'educazione civica, dall'hi-tech all'alimentazione, dall'educazione fisica a come risparmiare, una grande video carrellata Ore 14-15 Intervista-realizzata insieme a Radio24- al ministro Mariastella Gelmini ( nella foto). Ore 15-18 Spazio in studio a genitori, insegnanti e studenti per discutere e capire. Radio24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del sondaggio, le interviste. E-mail e videomessaggi possono essere inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.com Il programma è sul sito www.ilsole24ore.com.

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Caccia ai bimbi del vicino <Altrimenti la scuola chiude> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-12 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Pavia Gli allievi sono pochi e le elementari dei due paesi si contendono gli iscritti Caccia ai bimbi del vicino "Altrimenti la scuola chiude" Libri, bus, mensa gratis per conquistare nuovi alunni Breme accusa Sartirana: fa campagna acquisti nei Comuni vicini per gonfiare le iscrizioni grazie ai non residenti BREME (Pavia) - Una guerra all'ultimo alunno. Mentre Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, parla di razionalizzazione e pensa di sfoltire il corpo docenti tagliando 87 mila insegnanti, nel Pavese è scoppiata la battaglia delle scuole. Le armi? Libri gratuiti, bus navetta e servizio mensa per rubarsi studenti. La legge è chiara: gli istituti con meno di 35 iscritti andranno pian piano scomparendo in favore della razionalizzazione annunciata dal Ministero. E i Comuni diventano "ladri di bambini " che promettono agevolazioni pur di incentivare le iscrizioni dei non residenti. Succede in Lomellina. A Breme, paese di 880 anime immerso nelle risaie, il nemico ha i colori del gonfalone di Sartirana (2.000 abitanti con una scuola elementare e una media). "Fanno di tutto per rubarci gli studenti - dice il sindaco, Francesco Berzero ma noi resistiamo. Quest'anno abbiamo 11 iscritti. Puntiamo sulla qualità. Loro, invece, promettono libri gratis e bus navetta". In effetti a Sartirana la politica del primo cittadino, Giancarlo Berton, è quella di riempire le scuole ad ogni costo: finanziamenti per l'acquisto dei libri (con assegni che coprono fino al 30% della spesa), servizio bus e mensa. "Non volevamo far morire le nostre scuole e abbiamo puntato sui forestieri- ammette Berton che è anche consigliere nazionale dell'Anci (l'Associazione italiana dei piccoli Comuni)- Cosa c'è di male? Garantiamo un servizio adeguato e di qualità. Il 10% dei nostri alunni viene da Breme, ma anche da Candia e altri paesi della zona. Nessuna guerra né mercato degli alunni". A Sartirana esiste una scuola elementare con 80 iscritti (12 arrivati da Breme) e una media con cinque diverse classi (due prime, due seconde e una quinta). "Questi numeri- sottolinea Berton - sono frutto della campagna acquisti fatta fuori le nostre mura". Le agevolazioni, però, riguardano esclusivamente i forestieri. "Fino ad oggi - precisa il sindaco - nessuno dei residenti ha storto il naso per gli incentivi. Mantenere aperta la scuola conviene a tutti e non importa se tra i banchi siedono bambini di altri Comuni né che a questi vengano pagati i libri di testo". Sulla sponda opposta del fosso risponde Berzero. "Quest'anno - sottolinea - solo un bambino su cinque è emigrato a Sartirana per le elementari. Un successo. A giugno ho scritto a tutte le famiglie del paese per convincerle a non mandare i propri figli a studiare altrove. L'appello sembra aver funzionato e di questo passo, tra cinque anni, potremmo dimenticarci la pluriclasse (con alunni di anni diversi) e avere finalmente una vera scuola". A Breme si è investito tutto sulla qualità e sulle strutture. "Sfido chiunque a trovare una scuola più bella della nostra ripete come uno slogan Berzero - Le classi sono ricavate in una abbazia. Gli alunni hanno insegnanti di sostegno, corsi di informatica e lingue. La scuola non deve regalare libri ma insegnare ai bambini a leggere ". A Breme si aspetta solo che crescano i 34 bimbi nati negli ultimi cinque anni. "A quel punto potremmo pensare anche di aprire una scuola media...". Sempre che il Ministero non decida di tagliare ancora e Sartirana smetta di fare campagna acquisti in paese. Sui banchi La maestra fa lezione nell'aula pluriclasse della scuola di Breme. Alle elementari gli iscritti sono 11 Giuseppe Spatola.

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Patto a tre per l'aerospazio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-12 - pag: 23 autore: Industria. Domani la firma all'incontro Alenia di Venaria Reale (To) - In arrivo più fondi per la ricerca Patto a tre per l'aerospazio Tra Piemonte, Campania e Puglia un distretto da 4,2 miliardi Paolo Bricco MILANO L'Italia prova a reagire al miliardo di euro che la Francia ha fatto precipitare negli ultimi tre anni sull'industria aerospaziale di Tolosa. In un settore ad elevata concentrazione di risorse pubbliche e a forti investimenti privati, il nostro Paese risponde ad una concorrenza europea e internazionale sempre più dura puntando sull'evoluzione tecnologica di un modello decisamente italiano, come quello rappresentato dai distretti industriali, e su una nuova forma di collaborazione dal basso, che vede protagoniste tre regioni lontane fra loro: il Piemonte, la Puglia e la Campania. Domani mattina a Venaria Reale,nell'ambito della convention mondiale di Alenia queste ultime sigleranno un accordo per la creazione di un tavolo che costituirà il metadistretto nazionale dell'aerospazio. Un nuovo organismo giuridico a cui daranno vita con le loro firme l'assessore all'Innovazione piemontese Andrea Bairati, quello campano all'industria Andrea Cozzolino e il vicepresidente della Puglia, Sandro Frisullo. Una nuova mossa per provare a superare una minorità testimoniata da un semplice numero: secondo gli ultimi dati disponibili, gli investimenti in Ricerca e Sviluppo del settore aerospaziale espressi dal nostro Paese sono pari al 4% del totale Ocse, contro il 13% della Francia e l'11% sia della Gran Bretagna sia della Germania. "Le singole realtà industriali italiane funzionano – dice la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso – , ma serve un ulteriore salto di qualità, per riuscire ad elaborare e ad attuare politiche industriali in cui il mix pubblico-privato risulti davvero efficace. Lo strumento del meta-distretto, ossia un aggregato in cui si realizzino le sinergie e esplodano le energie scientifico-imprenditoriali tipiche delle dinamiche distrettuali ma senza il vincolo della vicinanza territoriale, può essere quello giusto". Una posizione condivisa da Frisullo: "L'obiettivo è creare piattaforme formate da grandi imprese, piccole aziende, università e politecnici in cui fare convergere per progetti comuni gli asset industriali e le competenze intellettuali ". E naturalmente catalizzare più soldi statali e comunitari. Basti pensare che, a regime, il meta-distretto dovrebbe riuscire ad attirare da Bruxelles e Roma nei prossimi cinque anni un minimo di 500 milioni di euro, più 300 milioni da parte dei grandi gruppi privati. Molti soldi, rinunciando però alla logica del finanziamento a pioggia, storico punto di debolezza delle politiche di sostegno pubbliche italiane, qualunque sia il prodotto che si realizzi: dal lavandino ai chip più sofi-sticati. Pochi progetti, dunque, da finanziare in una misura ragionevole per gli standard di settore. Uno stile già sperimentato, per esempio, in Piemonte, dove gli ultimi 30 milioni di euro pubblici (a cui va aggiunta una cifra simile messa a disposizione dai gruppi privati) sono serviti ad alimentare tre, e solo tre, iniziative partite ad inizio anno: il volo senza piloti per aerei civili, i motori avionici a basso impatto ambientale e alcune tecnologie di frontiera per le esplorazioni spaziali.L'aerospaziale italiana è già di per sé uno dei punti di forza di un Paese povero di specializzazioni a elevato contenuto tecnologico. In Piemonte ci sono a Torino Alenia, Alenia Space, Galileo Avionica e, a Rivalta, Avio. In Puglia si trovano a Brindisi Agusta Westland e, a Grottaglie e a Foggia, Finmeccanica-Alenia. In Campania ci sono, a Pomigliano, Alenia e Avio. Il Piemonte conta su cinque grandi aziende (con più di 50 milioni di euro di fatturato l'uno e più di 250 occupati)e circa 200 Pmi che complessivamente sviluppano un fatturato di 2,2 miliardi all'anno e hanno 10 mila addetti. La Puglia ha 10 grandi imprese e una trentina di Pmi: 700 milioni i ricavi totali e 4.500 i dipendenti. In Campania, con due big player e 130 fra piccole e medie aziende, 9mila gli addetti e un fatturato aggregato pari a 1,3 miliardi. Un contesto in cui cercare di instillare, in un momento di salubrità e di buone commesse da parte del sistema internazionale dell'aerospazio, fattori virtuosi di competitività. Per esempio, con la logica del meta-distretto, le grandi imprese, le uniche in grado di sviluppare valore aggiunto significativo e accumulazione di conoscenza adeguata, per realizzare i progetti in agenda sono tenute a dialogare strettamente con le piccole aziende conservando in loco la filiera. "Si tratta di una vera novità – afferma Cozzolino – che tre Regioni decidano di allearsi su un capitolo tanto decisivo per il futuro del nostro sistema industriale e tecnologico. Una forma innovativa di politica industriale dal basso, che ci auguriamo il governo decida di supportare". A due settimane dalla firma di domani dovrebbe essere costituito il comitato esecutivo essenziale per dialogare a Roma con il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola e con quello dell'istruzione Mariastella Gelmini e, soprattutto, preliminare alla creazione fra due mesi della società veicolo espressione delle tre Regioni. Interessante sarà verificare quale metodo verrà utilizzato dal meta- distretto per la distribuzione delle risorse da parte della newco, anche perché in teoria ci potrebbe essere una sorta di perequazione al contrario, dal Sud al Nord: se si pensa che oggi l'85% dei fondi strutturali europei finiscono nel Mezzogiorno, in questo caso la loro distribuzione dovrebbe essere uniforme fra tutti i territori coinvolti nell'operazione. Un nodo cruciale, che dovrà essere subito sciolto dal comitato esecutivo. paolo.bricco@ilsole24ore.com L'OBIETTIVO Bresso: "Serve un salto di qualità per elaborare politiche industriali il cui mix pubblico-privato risulti davvero efficace" ANSA Poli hi-tech. L'interno del nuovo centro prove a terra per velivoli civili e militari realizzato da Alenia a Torino.

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La scuola, i sindacati e le riforme (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-09-12 num: - pag: 34 autore: di LUIGI COVATTA categoria: REDAZIONALE Contrappunto La scuola, i sindacati e le riforme N on ha torto Mariastella Gelmini quando denuncia la logica più sindacale che educativa che giustificò l'introduzione del “3x2” nella scuola elementare. Non che la scelta non avesse uno sfondo teorico. Ma si era ormai spenta la disputa che era divampata nei primi anni '80 fra i cattolici (favorevoli al maestro unico per evitare una divaricazione troppo netta fra scuola e famiglia) e i laici (favorevoli agli insegnanti “specialisti” per accentuare il ruolo cognitivo dell'istruzione primaria) quando Franca Falcucci avviò la sperimentazione del nuovo modulo, che mediava fra le ragioni degli uni e degli altri, ma soprattutto rimediava agli esuberi che la denatalità aveva determinato fra gli insegnanti elementari. Tant'è vero che poi gli “specialisti” vennero dipinti come tali per opera e virtù dei corsi d'aggiornamento, e che perfino per l'insegnamento della lingua straniera, introdotto proprio allora, non si trovò spazio per gli specialisti veri. Dal sindacato la Falcucci venne ripagata con cattiva moneta. Subito dopo il varo del nuovo modulo, infatti, il Sinascel (fra le organizzazioni più potenti della CISL) chiese l'assunzione di altri 120.000 maestri per "attuare la riforma ". Anche per questo, forse, oggi si parla di 87.000 esuberi. Ma è difficile valutare se sono pochi o tanti se non ci si misura coi cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e socio-culturale di un paese in cui la denatalità è stata superata soprattutto grazie agli stranieri immigrati. Bisognerebbe tenerne conto prima di rialzare le insegne di trent'anni fa. Può anche darsi, infatti, che nella nuova situazione il “3x2” non serva a nulla, e serva, invece, affiancare il maestro unico con specialisti dell'integrazione culturale, oppure, senza scomodare le guide turistiche, provvedere all'alfabetizzazione degli adulti. Fortunatamente mentre a Roma si discute a Sagunto non si muore. Maestro unico o no, infatti, la nostra istruzione primaria mantiene da più di quarant'anni livelli d'eccellenza riconosciuti anche in sede internazionale, e su un corpo sano si interviene più facilmente che su un corpo malato. Magari non solo col bisturi, ma anche con terapie meno invasive. Luigi Covatta: per la scuola non solo bisturi, ma anche terapie meno invasive.

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Scuola, non basta il ritorno al passato (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Il prestigio cancellato Scuola, non basta il ritorno al passato Il prestigio cancellato di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu Apartire dalla fine degli anni Sessanta il mondo, e di conseguenza il mondo della scuola, ha subito un'accelerazione dei processi di innovazione e di cambiamento che si è addirittura accentuato negli ultimi anni. Checché ne dicano i reduci non pentiti del Sessantotto e coloro i quali pensano che allora sia stata spazzata via una scuola classista, autoritaria e inutilmente nozionistica, la crisi vera del sistema scolastico non è imputabile alla rivolta studentesca. È semmai da collegare al fatto che fino ad allora gran parte della cultura e dell'informazione disponibile e necessaria per migliorare e trasformare la propria condizione di vita passava dal sistema scolastico. Dopo non è stato più così. Televisione, media e ora internet, hanno messo a disposizione di tutti una quantità di informazioni variegata e allettante che ha dato la sensazione che della severa disciplina di apprendimento delle nostre scuole si potesse bravamente fare a meno. La diffusione e l'affermazione di pedagogie non autoritarie, coincidente con l'ideologia sessantottesca ha fatto il resto. La scuola tradizionale è stata smontata, i docenti, sottopagati, hanno perso il loro prestigio, le teorie pedagogiche più strampalate, sovente unite al desiderio dei genitori di delegare ad altri la formazione culturale dei propri pargoli, hanno prodotto un clima di lassismo e di permissivismo che hanno definitivamente affondato un'istituzione fino ad allora gloriosa ed invidiata nel mondo. In breve, non ci si è resi conto che dal momento in cui la grande massa di informazioni non passava più dal sistema scolastico, quest'ultimo non doveva inseguire il cambiamento cercando di imitarlo, ma doveva fornire a tutti nozioni semplici e chiare, di base, utili per raccapezzarsi in maniera non dilettantesca tra i flutti e i vortici del cambiamento e dell'innovazione. L'incremento delle pagine dei testi, andato di pari passo col crescere dell'influenza dei pedagogisti e col declinare del prestigio degli insegnanti, era il chiaro sintomo di una rincorsa che non poteva avere successo. E così, dopo aver pensato e sperimentato tutto, abbiamo sbattuto il muso con le classifiche internazionali, quelle che valutano tutti i sistemi scolastici mondiali sulla base dei medesimi parametri, che ci pongono tra gli ultimi posti, e ci siamo accorti che da sperimentare, ormai, non c'era più nulla se non un timido ritorno al passato. Ovviamente i "progressisti" parlano di reazione, si preoccupano (senza però ammetterlo) che il figliolo rimandato possa turbare l'ordinato svolgimento delle vacanze estive, e si scagliano contro il voto di condotta senza tener conto del fatto che il permissivismo imperante nelle classi riduce drasticamente il tempo destinato all'insegnamento e all'apprendimento. Il fatto vero è che tornare al passato non basta e che non è neanche possibile. L'energia messa in campo dalla Gelmini si scontra con la mancanza di teorie educative adeguate alle circostanze. Ripristinare la meritocrazia è sacrosanto, ma servono idee nuove unitamente al rendersi conto che la strada finora seguita è diventata ormai impraticabile, costosa e soprattutto inutile. La crescita di una Paese passa ormai sulla formazione e valorizzazione delle risorse umane. Noi anche in questo campo siamo fermi ma, brutalmente, non sappiamo da dove e come ripartire.

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Specchio italiano (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il profe o, meglio ancora, il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini, essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora, ma magari alla Giustizia dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando alle carte, ha i titoli per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam! ("Ciabattino, non andare oltre la scarpa!") dicevano i latini. Ma si sa che, per azzardo o per tradizione, i governi italiani, salvo qualche eccezione, sono sempre composti da ministri fuori posto e da molti ciabattini che abbandonano il mestiere per improvvisarsi esperti in materie in cui sono totalmente ignoranti. Basta scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti nella storia della Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati riformati alla visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti, Andreotti e Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati semplici di guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che non sono mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne una ferma in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da che parte si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di stalle, sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a sfinirla. Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da una cima di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si nominano i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di authority, i presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne uno che non lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti degli enti lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono mai, guarda caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini di non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo, di conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi, Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un "anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero brillato per competenza e genialità.  .

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Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il profe o, meglio ancora, il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini, essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora, ma magari alla Giustizia dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando alle carte, ha i titoli per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam! ("Ciabattino, non andare oltre la scarpa!") dicevano i latini. Ma si sa che, per azzardo o per tradizione, i governi italiani, salvo qualche eccezione, sono sempre composti da ministri fuori posto e da molti ciabattini che abbandonano il mestiere per improvvisarsi esperti in materie in cui sono totalmente ignoranti. Basta scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti nella storia della Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati riformati alla visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti, Andreotti e Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati semplici di guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che non sono mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne una ferma in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da che parte si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di stalle, sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a sfinirla. Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da una cima di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si nominano i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di authority, i presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne uno che non lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti degli enti lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono mai, guarda caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini di non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo, di conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi, Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un "anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero brillato per competenza e genialità.  .

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Fioroni incontra gli 80 rappresentanti dei circoli (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

A MONTORIO. E stasera c'è Dalla Chiesa L'ex ministro rinserra le fila del Pd Fioroni incontra gli 80 rappresentanti dei circoli   Un Pd reattivo. Giuseppe Fioroni, nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli provinciali nella prima festa democratica al castello di Montorio, lancia le direttive della campagna d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25 ottobre a Roma: federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del Pd si dice d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa saltare i diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi priverebbe i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che non arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese i Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e quindi costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario del Pd ha poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea di governo. "Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro che la tengano almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per 1miliardo e 200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando così la più grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna utilità pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello dell'ex ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al 13 settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti, spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30, Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e mafia: quali diritti in ballo? S.B.  .

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A MONTORIO. E stasera c'è Dalla Chiesa (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

L'ex ministro rinserra le fila del Pd Fioroni incontra gli 80 rappresentanti dei circoli   Un Pd reattivo. Giuseppe Fioroni, nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli provinciali nella prima festa democratica al castello di Montorio, lancia le direttive della campagna d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25 ottobre a Roma: federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del Pd si dice d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa saltare i diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi priverebbe i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che non arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese i Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e quindi costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario del Pd ha poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea di governo. "Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro che la tengano almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per 1miliardo e 200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando così la più grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna utilità pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello dell'ex ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al 13 settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti, spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30, Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e mafia: quali diritti in ballo? S.B.  .

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Bossi, la Gelmini e i ministri <incompetenti> (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain   La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il profe o, meglio ancora, il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini, essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora, ma magari alla Giustizia dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando alle carte, ha i titoli per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam! ("Ciabattino, non andare oltre la scarpa!") dicevano i latini. Ma si sa che, per azzardo o per tradizione, i governi italiani, salvo qualche eccezione, sono sempre composti da ministri fuori posto e da molti ciabattini che abbandonano il mestiere per improvvisarsi esperti in materie in cui sono totalmente ignoranti. Basta scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti nella storia della Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati riformati alla visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti, Andreotti e Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati semplici di guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che non sono mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne una ferma in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da che parte si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di stalle, sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a sfinirla. Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da una cima di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si nominano i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di authority, i presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne uno che non lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti degli enti lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono mai, guarda caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini di non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo, di conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi, Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un "anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero brillato per competenza e genialità.

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A voi la parola (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

FORUM 12-09-2008 a voi la parola FASCISMO, CATTOLICI, RESISTENZA, MEMORIA STORICA Caro Direttore, mi colpisce e addolora la discussione che si è riaperta, prima e dopo le recenti celebrazioni dell'8 settembre, sul fascismo 'malvagio solo dopo le leggi razziali' e sulla rivalutazione del 'patriottismo' dei 'ragazzi di Salò' caduti per la Rsi. Come cattolico e come italiano, non posso tacere. In occasione del 25 aprile del 2005, a sessant'anni dalla Liberazione, 'Avvenire' - ma non solo il quotidiano della Cei - dedicò una lunga e interessante serie di articoli al ruolo dei cattolici nell'antifascismo e nella Resistenza. Tuttavia credo che anche oggi, soprattutto oggi, i cattolici italiani debbano riportare alla memoria le migliaia e migliaia di partigiani cattolici, le centinaia di caduti, torturati, fucilati, deportati nei campi di stermino. Dobbiamo parlare, specie ai più giovani, delle ' Fiamme verdi', della ' Osoppo', del ' Manifesto della resistenza cattolica' steso nella primavera del 1944 a Brescia da padre Luigi Rinaldini con la collaborazione di don Giacomo Vender e don Giuseppe Almici. Non possiamo tacere l'esempio dei 'ribelli per amore', di uomini come Ermanno Gorrieri, don Andrea Ghetti, don Aurelio Giussani, don Luigi Zoppetti, don Domenico Orlandini, di tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che hanno rischiato e spesso sacrificato la vita per liberare l'Italia dalla dittatura e dall'occupazione. Dovremmo rispolverare la 'Preghiera del ribelle' di Teresio Olivelli e Carlo Bianchi. Dobbiamo fare memoria dei nostri martiri, dei religiosi caduti per mano dei nazifascisti del 1944-1945: don Giuseppe Morosini ucciso alle Fosse Ardeatine, don Giuseppe Torelli, parroco Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria di Bucine (Arezzo), don Lazzeri e altri due sacerdoti di Civitella della Chiana (Arezzo), i parroci di Castelnuovo e Massa dei Sabbioni (Arezzo), don Ferrante Bagiardi e don Ernesto Morini, il parroco di Crespino sul Lamone (Firenze), don Eugenio Grigoletti, parroco di Adelano, e don Angelo Quiligotti, docente del Seminario Vescovile di Massa, il parroco di Sant'Anna di Stazzema, don Innocenzo Lazzeri, quello di Bargecchia, don Giuseppe del Fiorentino, i monaci della Certosa dello Spirito Santo di Farneta, e don Ubaldo Marchioni, trucidato dalle SS insieme ai fedeli mentre recitano il rosario nella chiesa di Marzabotto. Ricordiamo anche i martiri per mano degli assassini stalinisti nel Dopoguerra. Ricordiamo la 'strage dei preti' nell'Emilia Romagna tra il '45 e il '47. Andrebbe ripubblicato il 'Martirologio del clero italiano 1940-1946' che, dopo l'edizione del 1963 a cura dell'Azione Cattolica, giace dimenticato in qualche biblioteca. Però in queste ore buie, quando si cerca di confondere la pietà che accomuna i morti di tutte le parti con una sorta d'assoluzione politica postuma delle colpe dei massacratori e dei sostenitori della dittatura e del razzismo, quando si tenta di falsificare la storia, tanto i nostri pastori quanto la stampa cattolica non devono smettere di fare memoria. Nicola Borzi GIUSTIZIA E PRAGMATISMO Caro Direttore, le emergenze italiane che fanno tanto notizia e riempiono le pagine dei giornali e i notiziari radio televisivi, sono tante e tutte mostrano l'urgenza di affrontarle con determinazione e di esserne conseguenti. Parliamo, in particolare, della giustizia, della salute, della sicurezza, del lavoro, della previdenza, della scuola, delle riforme istituzionali. Non possiamo più permetterci il lusso di parlarne senza agire. È finito il tempo delle grandi discussioni, dei lunghi dibattiti parlamentari o delle manifestazioni di piazza o delle dichiarazioni sotto i riflettori mediatici per proporre ricette più o meno salvifiche che gli stessi promotori sanno bene che sono irrealizzabili. Non si costruisce niente di buono se si fanno certe cose perché fa comodo a taluni e non si fanno se gli stessi non ne riscontrano la propria convenienza. Anche questo è un lusso che non possiamo permetterci. Siamo tutti nella stessa barca e il mare già s'ingrossa, rischiamo d'affondare. Dobbiamo, innanzitutto, evitare gli sprechi e stabilire delle priorità. Dobbiamo essere pragmatici. Occorre che la giustizia funzioni a tutto tondo a partire dall'azione giudiziaria che deve essere precisa e celere, rifiutando termini quali il garantismo e il giustizialismo. Dobbiamo partire dall'idea che entro tre mesi dal fatto i processi vanno celebrati e entro sei mesi si pronunci la prima sentenza e non oltre un anno per gli altri gradi di giudizio sino a quella definitiva. Riccardo Alfonso SULL'ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI Caro Direttore, a proposito dei nuovi interventi programmati dal ministro Brunetta e che riguardano l'assistenza dei disabili in gravi condizioni di handicap, traspare dalle parole del ministro la volontà di azzerare o limitare fortemente i permessi che riguardano l'assistenza diretta ai portatori di handicap. Naturalmente per il liberismo puro che va tristemente diffondendosi, poco ha sempre importato la 'ragione umana': si sono sostituite ai vecchi Santi, quelli che eravamo abituati a pregare fin da bambini per intenderci, le nuove icone a cui sacrificare la nostra vita e il nostro tempo, ovvero 'la produzione' il 'rendimento', il 'profitto'. Considerati dunque non più persone, ma risorse, siamo tutti chiamati a dare il massimo dei massimi e con quanto fastidio sono tollerati i disabili in una azienda o società, visto che rallentano il ciclo produttivo e dunque il guadagno. Figuriamoci noi, che spesso ci troviamo in condizioni di dover badare in casa ad un invalido con gravi inabilità e quindi al 100% limitato ed impossibilitato nelle sue funzioni e nei suoi gesti più elementari e poco importa pure, alla macchina del profitto, se questa inabilità provenga (come nel caso specifico di mia madre, che assisto personalmente), da un grave incidente stradale e per giunta avvenuto sulle strisce pedonali. Mi chiedo verso quale modello di società ci stanno portando. Roberto "CARO MINISTRO, LA SCUOLA NON È MONNEZZA" Caro Direttore, inizia il primo anno scolastico dell'era monnezza. Quella conseguente alle elezioni vinte speculando sul pattume di Napoli. Contro chi non l'aveva tolta (amministratori locali), grazie a chi l'aveva fatta accumulata (camorra), con la promessa di toglierla (PdL). La monnezza ha così 'percolato' a Roma una maggioranza politica tanto orgogliosa dei risultati raggiunti da perpetrare consigli dei ministri-passerella, esclusivamente, lungo percorsi preordinati e surreali, tra cassonetti vuoti, tirati a lucido e profumati di fresco. Fin qui, nulla, o quasi, da eccepire. È inquietante, invece, la 'sindrome ministeriale della monnezza' che porta a guardare tutto come cosa vecchia, come pattume da compattare, differenziare e smaltire. In questa prospettiva s'inquadrano il disprezzo col quale, ad esempio, si guarda alla scuola. Assimilata a ' stipendificio' dalla Gelmini, popolata da insegnanti vecchi, ignoranti, incapaci, e per di più terroni. Questi, a sentir Sacconi, scelgono la scuola 'perché è sempre meglio che lavorare' e, secondo Brunetta, rinfoltiscono oltremodo una pubblica amministrazione già grondante di 'fannulloni'. Per il governo, quindi, la scuola va gestita come la monnezza. Va compattata: sopprimendo le scuole con meno di 600 alunni e riducendo da tre a uno i maestri nella scuola primaria. Va differenziata: tra scuole di pregio (al nord) e pessime (al sud). Infine tocca ai 'rifiuti speciali'. Tra loro, vanno smaltiti 160.000 operatori scolastici, con tagli di organico, ed oltre 300.000 precari, per mancata assunzione, temporanea o definitiva. Una specie, quella degli insegnanti precari, che non va neanche trattata. Gianfranco Pignatelli GLI ISTITUTI SECOLARI DI VITA CONSACRATA Caro Direttore, leggendo l'articolo "La 'modernità' dell'Ordo Virginum", pubblicato su Avvenire il 29 agosto scorso (pag. 21), come membro di un istituto secolare desidero condividere una riflessione: nonostante la recente celebrazione di due importanti anniversari del riconoscimento degli istituti secolari da parte della Chiesa il 60° della Costituzione Apostolica Provida Mater Ecclesia nel 2007, e quest'anno il 60° del Motu proprio Primo Feliciter di Pio XII la loro esistenza continua a non essere quasi mai menzionata quando si parla di vita consacrata. Eppure è la forma di vita consacrata nel mondo già riconosciuta e descritta nel Decreto Conciliare 'Perfectae caritatis', prevista nel Codice di diritto canonico del 1983 accanto agli istituti religiosi come una delle due forme di Istituti di vita consacrata attualmente riconosciuti dalla Chiesa; oltre ad essi vi sono gli eremiti e l'ordine delle vergini, che sono riconosciuti quali forme individuali di consacrazione. A mio parere se si vuole affermare correttamente che le vergini consacrate nel mondo possono realizzare 'una forma alta di consacrazione' non le si dovrebbe raffrontare solo con le 'suore o religiose', ma per un quadro più completo e più rispettoso dell'evoluzione delle forme di vita consacrata suscitate dallo Spirito è necessario un confronto anche con gli Istituti Secolari: la loro forma di vita (sebbene non la spiritualità secolare in essi vissuta), in quanto consacrazione nel mondo, è la più vicina a quella dell'Ordo virginum; anche per meglio individuare la loro identità, con le specifiche peculiarità che le differenziano dagli istituti secolari, secondo me era necessario impostare il raffronto anche con essi, almeno con un cenno. La così frequente assenza di un riferimento agli Istituti secolari risulta una incomprensibile mancanza di riconoscimento della loro esistenza, pur definita dal Santo Padre Paolo VI 'laboratorio sperimentale in cui la Chiesa verifica i suoi rapporti con il mondo'. Lettera firmata PER UNA NUOVA PRIMAVERA DEI CATTOLICI IN POLITICA Caro Direttore, il Santo Padre domenica a Cagliari ha esortato all'impegno sociale e politico i cristianocattolici laici per dare un senso all'azione politica con la ricchezza della loro fede. Sono d'accordo nel richiamo a dare testimonianza viva al Vangelo per essere pietre vive nella società. Oggi, i cattolici devono superare le divisioni e recuperare l'unità politica per superare la grave crisi di valori e principi. Abbiamo bisogno di una nuova primavera! Una nuova generazione di cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile. Progetti e programmi costruiti, quindi, che affondino le loro radici nella Dottrina Sociale della Chiesa. Ilario Maiolo.

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12:46 BLITZ STUDENTI A PROVVEDITORATO MILANO, APPESI STRISCIONI (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Milano BLITZ STUDENTI A PROVVEDITORATO MILANO, APPESI STRISCIONI (AGI) - Milano, 12 set. - Alcuni giovani esponenti del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi sono entrati questa mattina nello stabile del Provveditorato agli Studi di Milano, in via Ripamonti. Dall'atrio hanno appeso alle finestre degli striscioni con la scritta: 'Gelmini, Dominici, ritiratevi. La scuola vi ha bocciato'. La Questura rende noto che gli studenti non hanno bloccato l'entrata, lasciando libero sia l'ingresso che l'uscita e non hanno occupato gli uffici dei dirigenti al terzo piano; inoltre, secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, i ragazzi hanno lasciato il Provveditorato prima del loro arrivo. (AGI).

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<No a un nuovo taglio delle classi> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1017 L'assessorato alla Pubblica Istruzione ha scritto al ministro "No a un nuovo taglio delle classi" L'assessorato alla Pubblica Istruzione ha scritto al ministro --> "Mettere da parte il freddo rapporto tra numero di alunni e aule che sta portando alla soppressione continua di classi". È l'appello lanciato dalla Provincia di Cagliari attraverso il suo assessore alla Pubblica Istruzione che ha due giorni fa a scritto al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, chiedendo, per la Sardegna, "una deroga alla razionalizzazione delle istituzioni scolastiche". Moriconi ricorda "le condizioni socio-economiche e di disagio che sta vivendo l'Isola. Eliminare le classi sarebbe un errore". L'anno scorso era sparito l'istituto tecnico per geometri e ragionieri di Silius: a nulla erano servite le manifestazioni organizzate dal paese e il dialogo tra il ministero della Pubblica istruzione e il direttore generale del Provveditorato agli studi di Cagliari. Alla fine avevano prevalso la legge Finanziaria e i parametri tecnici individuati su scala nazionale: dati e numeri che avevano impedito di dar vita a una nuova classe prima. Anche l'anno scolastico 2008/2009 rischia di iniziare con nuove clamorose manifestazioni. È il caso di Nurri: i genitori degli studenti di una seconda media del Grazia Deledda hanno minacciato di occupare l'edificio. I 31 iscritti sono stati riuniti in un'unica classe e l'aula è troppo piccola per ospitarli. "La protesta", conferma Moriconi, "è più che giustificata. Formare e mantenere una classe costa 300 mila euro allo Stato. Badare ai conti è giusto ma chiudere scuole e eliminare classi simboleggia un pezzo di Stato che lascia l'Isola". (m. v.).

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Il ministro Gelmini inaugurerà il nuovo centro per l'infanzia, uno dei primi del Lodigiano (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

N Potrebbe essere proprio il ministro Maria Stella Gelmini a tagliare il nastro questa mattina alle 10.30 al nuovo centro per l'infanzia di via Cassanello a Zelo, uno dei primi nel Lodigiano dedicato ai giochi e alla cura dei bambini fino a tre anni. All'inaugurazione saranno presente anche il prefetto di Lodi Peg Strano Materia e autorità politiche nazionali e regionali. Tra gli invitati anche il vicepresidente della regione Gianni Rossoni, il senatore Romano Comincioli e i sindaci dei paesi vicini. Monsignor Gabriele Bernardelli, il cancelliere vescovile della diocesi di Lodi, benedirà la struttura. La nuova realizzazione sostituisce di fianco alla palestra lo Spazio gioco, un luogo fatto apposta per ospitare i più piccoli ed impegnarli in attività ludiche, sotto l'occhio vigile di personale qualificato, ma con la possibilità di offerta anche ai genitori o ai nonni di star vicino ai loro bambini. La filosofia non cambia così come non cambiano gli angeli custodi del centro, visto che il comune ha deciso di rinnovare la convenzione con l'associazione genitori il Girotondo. "Noi siamo veramente orgogliosi - dichiara il sindaco Paolo Della Maggiore - di inaugurare il centro per la prima infanzia. Un posto che tutti ci invidiano, che noi abbiamo voluto portare a termine venendo incontro a tutele le esigenze dei suoi frequentatori e delle famiglie". In questo senso la struttura è stata costruita su un solo piano e con materiale ecocompatibile, ma prevede anche un giardino esterno e una copertura fotovoltaica che consentirà l'approvvigionamento energetico. Non solo: alle famiglie è data la possibilità di gestire gli orari in base alle proprie necessità; si può portare il bambino anche saltuariamente, solo quando serve, in determinate fasce orarie o ad orario continuato. A costi peraltro contenuti. "Pensiamo solo che per una badante o una baby sitter ci vogliono anche 20 euro per un'ora, qui se ne spendono 3, 50 per 4 ore", commenta il sindaco Della Maggiore.

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Grazie alle Acli (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Grazie alle Acli per le nostre vacanze Noi abbiamo potuto sperimentare in questa fine estate l'accoglienza presso l'albergo Ombretta di Soraga. Albergo costruito con tanto impegno e sacrifici dalle giovani e dalle donne delle Acli, di 40 anni fa. Lo abbiamo rivisto con tanta gioia ristrutturato e rimesso a nuovo grazie anche al contributo sulle leggi provinciali che la nostra amata e tanto discussa autonomia ci ha permesso di ottenere. La Casl (Cooperativa Attività Sociali Lavoratrici) ha consentito a noi e alle nostre famiglie di poter ritornare e godere un periodo di vacanza che altrimenti il nostro portafoglio non ci avrebbe permesso. Vacanze che ci hanno dato l'occasione oltre che di godere di queste meraviglie della natura, di stare insieme e di approfondire con incontri e riflessioni temi di carattere sociale e religioso con altri gruppi presenti nella casa. Un grazie particolare ai responsabili della cooperativa aclista, al personale e uno speciale ad Anna e Fausta che ci hanno accolto e guidato con tanto calore umano e simpatia. Ilda Petrolli TRENTO E' ora che Amistadi si faccia da parte Dopo averci imposto la Sua famigerata "Legge Amistadi", che ha aumentato in modo scandaloso e senza valido motivo, le indennità e i gettoni di presenza in tutte le amministrazioni locali, mettendo in crisi non pochi bilanci comunali, il suddetto Amistadi sappia che non vogliamo più saperne della sua opera scialacquatrice di risorse ad esclusivo beneficio della sua casta. Quindi, anziché imporci la sua arrogante candidatura (Ricorda? "O io o Piergiorgio Ferrari"), Si faccia da parte, Si goda la sua già ragguardevole pensione e saremo tutti più sollevati. Mauro Sonn MEANO La Lega non privatizzerà l'azienda di trasporto In merito alle voci circolanti in questi giorni in azienda secondo le quali una eventuale giunta Divina privatizzerebbe l'azienda di trasporto, la Lega Nord Trentino attraverso il portavoce del Sin.Pa. (sindacato Padano) Paolo Serafini, smentisce nel modo più assoluto tale ipotesi e definisce tali voci puro "terrorismo" elettorale di centro sinistra al solo fine di creare confusione e nel tentativo di riuscire ad accaparrarsi più consensi dai dipendenti aziendali. Segno ancora una volta della forte paura di perdere. Da parte della Lega arriva quindi ai dipendenti la rassicurazione che l'azienda non verrà privatizzata in caso di vittoria elettorale. Paolo Serafini Lega Nord Trentino I vigili urbani fanno solo il loro lavoro Vorrei intervenire in relazione al servizio di Ubaldo Cordellini apparso martedì 9 su "Il voto nelle valli", in cui, attraverso le opinioni di rappresentanti economici, viene monitorata la situazione della Bassa Valsugana in vista delle prossime elezioni provinciali. Condivido molti passaggi sostenuti dagli intervistati ma rimango perplesso dalle affermazioni di uno di loro: "I vigili urbani dovrebbero accogliere invece stangano". Vorrei capirne il significato perché sono parole forti. La polizia locale non agisce e non deve agire contro lo sviluppo e la programmazione economica della valle ma deve collaborare alla sua realizzazione e certamente è con questo spirito che questo organo agisce. Poichè il tenore dell'affermazione è sicuramente riferito alla repressione delle violazioni al codice della strada, si vuole chiarire che "i vigili" non fanno altro che applicare, ove e quando occorra, le norme che tutti conoscono e che tutti sono tenuti a rispettare. In tal senso va chiarito che gli interventi vengono fatti quando vi è necessità e che spesso sono richiesti dai cittadini o dalle amministrazioni comunali. Non esistono, ne mi risultano, situazioni "fuori controllo" rispetto ai contenziosi derivanti dalla vigilanza stradale e del traffico. Gli interventi che si vanno ad effettuare, anche se spesso non ben accetti e poco compresi, sono entro la norma e mirati alla sicurezza degli utenti, anzi, ci sono situazioni in cui bisognerebbe essere più severi. Può darsi che ci siano state delle incomprensioni con qualche utente, casi sporadici e fisiologici, che sicuramente non possono essere presi come testimonianza per affermazioni di questo tipo, legate ad una valutazione sullo sviluppo della valle. Mi pare assurdo affermare che il successo dello sviluppo economico di una zona sia anche legato all'attività di un organo di Polizia Locale. Sergio Cappello Comandante Corpo Polizia Locale Bassa Valsugana e Tesino Sulla scuola Dellai fa scelte sbagliate Sono ormai diversi anni che nel mondo della scuola viene messo in luce un problema fondamentale: la disciplina dei ragazzi. Sono tante, oggi, le sollecitazioni, le distrazioni, talvolta anche le difficoltà familiari, che pesano sul rendimento dei nostri giovani a scuola. Per questo il mestiere dell'insegnante, già di per sè delicato, diviene via via più impegnativo, assorbente e sfiancante. Da una parte la scuola può venire incontro a queste nuove difficoltà con maggiori attenzioni, insegnanti di sostegno, ecc., dall'altra è inevitabile che occorra ridare alla scuola una serietà di fondo, di modo che ogni alunno abbia ben chiara l'importanza di ciò che sta facendo. Regole chiare, condivise, serie, per permettere un vero e proficuo rapporto trainsegnanti e alunni. Tutti se ne gioverebbero: i docenti, che avrebbero così la possibilità di trasmettere sapere e valori, senza dover dedicare troppi sforzi, spesso vani, alla disciplina; e i ragazzi, che solitamente stimano sempre di più i professori esigenti, e "severi", piuttosto di quelli che "lasciano fare tutto". In quest'ottica il ministro del passato governo, Fioroni, ha deciso di ridare dignità al cosiddetto debito formativo, introducendo il corso di recupero, e proponendo che non si possa accedere all'esame di Stato con debiti pregressi. Tanto perché non si insegni che i debiti sono qualcosa che si può contrarre, ma che non è necessario assolvere. Sulla stessa linea, in fondo, il ministro Gelmini ha riqualificato il voto di condotta, per dotare gli insegnanti, da una parte, di uno strumento utile in più, dall'altra per rendere chiaro agli studenti che l'importante non è solo l'apprendimento di concetti, ma anche il modo di relazionarsi, con docenti e compagni, e di stare insieme. Ebbene, di fronte a tutto ciò il presidente Dellai, che ha avocato a sè il dicastero sulla scuola, non si sa bene con quali competenze e con quale tempo (non ha già troppi incarichi?), ha trasformato i debiti formativi in carenze formative, con un gioco nominalistico il cui unico scopo è sottrarsi alla legislazione nazionale, creando una nuova entità, le carenze appunto, sostanzialmente fittizia e ininfluente. Infatti la novità delle carenze, sta nel fatto che hanno perso importanza anche rispetto al debito formativo, già parecchio meno "serio" del vecchio esame a settembre. Contemporaneamente, non soddisfatto, si è opposto al ridare dignità al voto in condotta, con spiegazioni vaghe e indistinte, certamentepoco realistiche. Così facendo, in verità, si propone un modello di scuola e di educazione sempre più elastico, evanescente, buonista, con grave danno anche per le famiglie, che vorrebbero trovare maggior sostegno nella scuola, sia per quanto riguarda l'aspetto educativo sia per quanto concerne l'apprendimento delle singole materie. Pino Morandini Giuseppe Frattin TRENTO.

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Le novità: tornano i voti e statuto degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

TREVISO. La scuola si prepara ad affrontare le novità introdotte dai ministri Fioroni (governo Prodi) e Gelmini (Berlusconi IV): regolamenti d'istituto, tetto massimo per l'acquisto dei libri, voto in condotta e il ritorno ai lapidari numeri per i giudizi. In vigore da subito. Lo statuto degli studenti (Dpr n. 235 del 21 novembre 2007) introduce sanzioni più dure contro il bullismo. Tra le novità assolute c'è il "patto educativo di corresponsabilità" che ogni scuola dovrà sottoporre, all'inizio dell'anno scolastico, alle famiglie per la sottoscrizione. In casi di episodi molto gravi - come gli atti di vandalismo - la famiglia potrà essere chiamata a risarcire i danni provocati dal figlio. Tetto ai libri scolastici (Dm n.28 del 22 febbraio 2008): non si potrà spendere per i testi di una quinta professionale più di 140 euro l'anno, mentre se serviranno 370 per le terze dei licei classici. Per il Dl 112 in ogni scuola, all'adozione dei testi (art. 15) si deve dare la preferenza a quelli resi disponibili in internet, gratuitamente o dopo pagamento dei diritti d'autore. Tagli agli insegnanti e personale Ata (art. 64): taglio al bilancio di 3,2 milioni di euro, a regime, risparmio pari a 7 miliardi e 832 milioni entro il 2012 (456 milioni nel 2009) e tagli agli organici del personale di ben 67 mila posti docente e di 43 mila posti di operatori Ata (il 17 per cento). Tornano i voti. Secondo il provvedimento del ministro della Pubblica Istruzioni del primo agosto scorso, torna il voto in condotta (con il 5 si viene bocciati) e tornano i giudizi espressi in numeri in tutte le scuole, ad eccezione delle elementari. Il provvedimento disciplina l'introduzione dell'educazione civica che avrà un voto a sé in pagella e un monte orario prestabilito. Ci sarà inoltre un esame preliminare per i privatisti che intendono sostenere la maturità. Secondo il ddl è inoltre attribuito alla competenza esclusiva dei dirigenti scolastici il conferimento delle nomine dei docenti a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle lezioni. (m.g.).

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Piace il grembiule della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

SONDAGGIO. Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani, contrari alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over 55" che si esprimono ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli elementi principali emersi da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro Gelmini sulla nuova riforma della scuola stanno generando molteplici dibattiti e polemiche, ma alcune iniziative sono ampiamente condivise dai Veneti, come il ripristino del grembiule alle elementari. Circa l'84% degli intervistati, infatti, è favorevole a tale iniziativa, con la diffusa convinzione che in questa maniera si possano limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani tuttavia emerge più di un disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del grembiule un semplice fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si collocano anche quelli che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le famiglie e chi ritiene il grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli intervistati (91%) è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di ogni studente; tale apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa essere utile per insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli altri (71%), e circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo si possano contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie occasioni hanno occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una sparuta minoranza si schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia di bocciatura non sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai giovani. Nel complesso, tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro unico alle elementari: esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide la proposta (56%), dato che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i bambini delle elementari sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo schieramento dei contrari è consistente (44%); il disappunto deriva principalmente dall'opinione che un unico maestro non possa avere le competenze necessarie a trattare tutte le materie. Inoltre, la possibilità di alternare tre maestri, come prevede l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i bambini a rapportarsi con più persone. Un contrario su cinque sostiene poi che la riduzione dei costi della scuola non deve passare attraverso il taglio del personale. Sono i giovani sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità, perché il ripristino del maestro unico viene visto come un ritorno al passato, mentre la scuola dovrebbe guardare avanti, con un sistema di insegnamento dinamico e più vicino alla realtà di oggi.

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Risponde corrado augias - corrado augias (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

C aro Augias, in sede di esami mi è capitato di sentirmi dire: 1. "mi sono iscritto a questo corso per problemi personali, ma voglio fare il cantante"; "2. i foglietti (appunti fotocopiati e ridotti) mi servono per sicurezza interiore, non li avrei mai guardati"; 3. "non ho studiato molto per questo esame, ma è l'ultimo, devo laurearmi tra un mese, l'esame all'inizio di settembre non è facile dopo le vacanze. Mi sembra una follia perdere sei mesi di vita e aspettare la prossima sessione per un (insignificante?) ultimo esame". Piccoli esempi, completano il quadro deprimente in cui versa l'università dopo la riforma. Un'università che non viene più presa sul serio dagli studenti (in buona parte!), vissuta come un passaggio obbligato verso il lavoro e l'età adulta, mentre si fanno tante altre cose. Non si fa più il cameriere per mantenersi agli studi (un lavoro onesto per una nobile causa), al contrario si lavora e si studia sommariamente come seconda attività. E si chiedono gli "aiutini" ai professori per appelli straordinari e nello studio. "Prof., che le costa? Veniamoci incontro, dai!". Un altro brandello del nostro tessuto civile lacerato e frantumato, che mette in ombra studenti e professori seri e capaci. Laura Sartori Sociologa Università di Bologna La situazione della scuola è spaventosa. Quasi altrettanto lo è pensare di metterci bocca in una rubrica di posta. Però dovevo dare voce ad almeno una delle decine di lettere che ricevo ogni giorno. Sono per lo più di insegnanti, ma c'è anche qualche allievo che vorrebbe studiare meglio. Faccio mie le parole di Giuseppe De Rita pubblicate giorni fa sul Corriere della sera ; trasformarmi nella sua eco è la cosa più utile che nello spazio dato possa fare: "Dobbiamo ricominciare dal basso, dalle fondamenta: da una buona scuola dell'infanzia e da una scuola elementare profondamente ricentrata sulla sua primordiale funzione di formazione dei sentimenti, della sintesi personale, del senso di responsabilità, della serietà del comportamento". La proposta è praticamente utopica visti i condizionamenti di ogni tipo e i paralizzanti interessi incrociati che inceppano la scuola. È un peccato che il ministro Gelmini sia stato politicamente azzoppato dall'imbarazzante episodio di Reggio Calabria. L'aspetto più apprezzabile delle sue prime iniziative era proprio nel tentativo di reintrodurre quel senso comune che le ideologie (di sinistra e di destra) avevano scacciato. La scuola come luogo dove s'impara sì a leggere e a scrivere ma dove si educano anche i sentimenti, il senso di cittadinanza, si collauda il modo di comportarsi con gli altri che vede così spesso gli italiani spaventosamente insufficienti. Certo, poi servono soldi, valutazioni di merito per gli insegnanti, premi per i migliori, una ripartizione delle risorse dove non si veda il 97% del bilancio andar via in stipendi. Servono molte cose. Con dietro il sospetto che a qualcuno il degrado della scuola pubblica in fondo faccia comodo. Le scuole private, per esempio.

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Il pd manifesta contro la riforma della scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Empoli Il Pd manifesta contro la riforma della scuola EMPOLI. Non va giù al Partito democratico la riforma Gelmini, con tagli alla Pubblica istruzione pari a 7 miliardi e 800 milioni di euro in tre anni 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata. Il Pd Empolese Valdelsa si mobilita e lunedì 15, primo giorno di scuola, dalle 12 davanti al Virgilio, Giancarlo Faenzi, segretario Pd, insieme a Diego Ciulli, consigliere regionale e Silvia Melani, coordinatrice forum "Sapere" del Pd, consegnerà agli studenti e ai genitori, materiale informativo contro la riforma. "Il voto di condotta, il grembiulino, il rigore sono solo spot che servono a nascondere i tagli, che sono pesantissimi - afferma Silvia Melani - La scuola è vista solo come un luogo sul quale risparmiare". "Il decreto porterà alla chiusura di centinaia di scuole nei comuni piccoli" continua Diego Ciulli. "Il governo taglia sulla scuola mentre Circondario investe - dice Faenzi - Per capire quanto significativo sia l'investimento in istruzione in zona, basta passare davanti al polo scolastico di via Sanzio in questi giorni: ci sono 2 cantieri, per oltre 5 milioni di euro".

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Saitta raduna i presidi "stop al vandalismo" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Torino La Provincia investirà 80 milioni per nuovi edifici Saitta raduna i presidi "Stop al vandalismo" Lunedì manifestazioni dei Comunisti italiani contro la riforma Gelmini Erano attesi circa ottanta presidi degli istituti superiori torinesi, invece a Palazzo Cisterna, sede della Provincia ne sono arrivati ben di più per il classico saluto di inizio anno da parte del presidente Antonio Saitta, dell'assessore all'Istruzione Umberto D'Ottavio e del direttore scolastico regionale Francesco De Sanctis. Un affollamento inconsueto, dovuto alla presenza di tanti dirigenti scolastici di nuova nomina o di fresco trasferimento, ma forse anche causato dal senso di incertezza che aleggia nel mondo della scuola in questo momento. per le numerose modifiche che il ministro Maria Stella Gelmini ha in programma. L'incontro è stato pensato soprattutto per presentare ai responsabili degli istituti i loro interlocutori, "soprattutto i tecnici - ha sottolineato il presidente Saitta - perché l'ente pubblico sia sempre meno distante dai problemi della scuola". La Provincia ha messo sul piatto investimenti per 80 milioni per rinnovare le strutture scolastiche. Sono oltre 3.800 le aule delle scuole superiori sulle quali la Provincia ha la competenza dell'edilizia e della manutenzione. Ed è per questo che Saitta ha lanciato un appello ai presidi: "Aiutiamoci a contrastare il vandalismo perché nelle 162 scuole superiori pubbliche del nostro territorio ha un costo troppo alto, pari a centinaia di migliaia di euro ogni anno". L'assessore D'Ottavio ha poi annunciato una serie di incontri sulle attività di orientamento, che rischiano di dover essere cambiate radicalmente con la "rivoluzione Gelmini" ormai alle porte. Intanto, oltre ai sindacati, anche la politica si sta mobilitando per protestare contro il decreto legge del ministro Gelmini. Lunedì, infatti, al primo giorno di scuola, oltre agli studenti, non mancheranno gli esponenti del Federazione provinciale di Torino dei Comunisti italiani e della Fgci (la federazione giovanile del partito), che daranno vita ad una mobilitazione con striscioni e volantini. Perché, secondo il capogruppo dei Comunisti Italiani in consiglio comunale Mimmo Gallo "questa riforma è una privatizzazione del sistema scolastico pubblico". (ste.pa.).

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Il sondaggio: maestro unico, il 73% dei lettori dice no - benedetta pintus (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma Il sondaggio: maestro unico, il 73% dei lettori dice no BENEDETTA PINTUS Continua la polemica sulla riforma della scuola voluta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il tema più discusso è il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari: l'argomento è stato anche oggetto di un sondaggio online (che permette agli utenti di esprimere la propria opinione pur non avendo validità statistica) sul sito di Repubblica Roma. I risultati sono stati netti: il 73% ha dato parere contrario al provvedimento. SEGUE A PAGINA VII.

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Il sondaggio sul maestro unico - benedetta pintus (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma IL SONDAGGIO SUL MAESTRO UNICO BENEDETTA PINTUS (segue dalla prima di cronaca) IN POCHI giorni, i lettori intervenuti nel Forum sono stati oltre 1.200. Ecco alcune delle loro opinioni. "Tutto ciò che interessa la ministra e questo governo - commenta un utente che si firma con lo pseudonimo pattit - è il risparmio, non si rendono conto che stanno destrutturando completamente la scuola pubblica ". La pensa allo stesso modo il lettore branzino: "Ritornare al maestro unico è un balzo indietro di molti anni. I ragazzi hanno bisogno di confrontarsi con diverse personalità educative; questo li fa aprire di più. è giusto perseguire il risparmio, ma non a discapito della formazione dei nostri figli". Ma c'è anche chi si schiera con la Gelmini. "Mi chiedo - scrive emanuele83 - se sia giusto che lo Stato utilizzi i soldi destinati alla scuola solo per gli stipendi dei docenti. La scuola è un'istituzione che serva a dare lavoro o un centro per la formazione? La riduzione del corpo docente è una priorità in quanto i soldi risparmiati verrebbero destinati allo studente, al rifacimento delle scuole, all'aggiornamento degli insegnanti". E una mamma che si firma elea aggiunge: "Anche io sono cresciuta con un maestro unico, la cui preparazione era impeccabile e le cui assenze si potevano contare sulle dita di una mano. Mio figlio ha più maestre, spesso assenti e con un bagaglio culturale secondo me non equiparabile a quello di molti docenti di una volta".

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D'alfonso: ora primarie (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Altre D'Alfonso: "Ora primarie" Il segretario Pd: nelle liste gente senza problemi Dibattito con Melilla e Gelmini alla festa di Sinistra democratica PESCARA. "Del Turco? Un marziano". Per la prima volta il segretario regionale del Partito democratico Luciano D'Alfonso esterna senza le cautele della politica contro l'ex governatore implicato nell'inchiesta sulle tangenti della sanità regionale, ma indirettamente anche contro chi lo ha voluto alla guida dell'Abruzzo. Lo ha fatto dalla tribuna della Festa per l'Unità della Sinistra organizzata da Sinistra Democratica ieri e oggi a Pescara. "Quando si affidano le cose ad un marziano", ha spiegato D'Alfonso, "questi sono i risultati. Si è lavorato per non avere una classe dirigente di questa regione. Si poteva avere già una candidatura della società civile alle scorse elezioni, ma non la si è voluta. Sono alla guida del Pd da dieci mesi", ha continuato, "non ho condiviso la scelta di Del Turco come candidato, perché ho una visione troppo elevata del ruolo che ricopre il presidente di una Regione". Il segretario del Pd ha parlato anche di liste: "Sottoporremo i nostri candidati alle primarie sia per scegliere i candidati di collegio sia, ovviamente per la scelta del Presidente e non è detto che il candidato debba essere necessariamente del Pd. E soprattutto non candideremo gente che può creare problemi alla coalizione". Poi la stilettata finale: "Ho visto un centro sinistra arrogante, prepotente e irraggiungibile la sera della vittoria e per 36 mesi. La prossima volta non dobbiamo aspettare 36 mesi perché tutto ciò accada". Al dibattito hanno partecipato anche il coordinatore regionale di Sinistra democratica Gianni Melilla e il segretario regionale di Rifondazione comunista Marco Gelmini. Melilla ha chiesto che "dopo la festa dell'Italia dei Valori che si svolge in questi giorni a Vasto e l'iniziativa del Partito Democratico che si svolgerà domani (oggi per chi legge) a Pescara si convochi il tavolo del centrosinistra per affrontare tutte le questioni sul tappeto. In primo luogo un programma che abbia priorità quali: la salvaguardia del nostro territorio e la stabilizzazione di molti posti di lavoro che a oggi risultano precari. Priorità, ovviamente, dovrà essere data al riassetto della sanità abruzzese". Per Melilla la scelta del candidato presidente deve essere condivisa. Quanto alle liste chiede che "non abbiano persone con problemi in corso con la giustizia". Marco Gelmini condivide l'impostazione di Melilla e aggiunge: "Il Presidente, questa volta, dovrà essere un uomo o una donna che abbia a cuore gli interessi dell'Abruzzo e che conosca le sue questioni profondamente".

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Rifondazione scrive agli alleati ma non al partito democratico (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini: Pd immobile nonostante le sollecitazioni Rifondazione scrive agli alleati ma non al Partito democratico Pd, nonostante le ripetute sollecitazioni", scrive il segretario regionale del partito, Marco Gelmini, "vi invitiamo a procedere nell'affrontare l'importante scadenza delle prossime elezioni". Rifondazione propone a Idv, Comunisti Italiani, Sd e Verdi sia di valutare e formalizzare la proposta di escludere dalle liste gli indagati e sia di verificare possibili convergenze programmatiche. "Liste pulite e un candidato presidente che non sia espressione del blocco di potere che ha governato finora sono misure di buon senso", dice Gelmini, "se tutte le forze di minoranza del centrosinistra le sostenessero con la stessa tenacia, aumenterebbero anche le possibilità di un accordo con il Pd che non può permettersi di correre da solo". Il Prc ha già sottoposto la sua bozza di programma al Partito Democratico. "è esattamente il documento della Conferenza episcopale abruzzese", sottolinea il segretario regionale di Rifondazione, "no a centro oli e inceneritori e sì a raccolta differenziata, acqua pubblica e pulizia nelle liste". Un punto, quest'ultimo, che per Gelmini è ineludibile. "Personalità di area Pd come Cerulli Irelli o come il rettore dell'università aquilana, Ferdinando Di Iorio, hanno posizioni interessanti in merito e a livello nazionale nel Pd sono in molti a pensarla come noi. è la dimostrazione che cambiare è possibile". Sulla questione morale rincara la dose Maurizio Acerbo, membro del comitato politico nazionale: "Non si può fare finta che non è successo nulla. C'è stato lo scandalo della sanità, c'è il caso Abruzzo Engineering e proprio ieri il Tg1 parlava della vicenda dell'acqua avvelenata bevuta da centinaia di migliaia di abruzzesi e della vergogna del potabilizzatore. Il Pd rompa col passato e chi è indagato salti un giro, per poi essere riaccolto una volta chiarita la sua posizione". (s.b.).

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I sindacati contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

LA PROTESTA I sindacati contro la Gelmini LUCCA. Maestro unico? No, grazie. La possibile reintroduzione del maestro unico, previsto dal decreto legge 137 del primo settembre, tormenta da una settimana l'umore degli insegnanti, dei dirigenti e degli stessi organi sindacali. A parlare è Giovanna Guastini, segretaria provinciale della Flc Cgil, che illustra le conseguenze del decreto Gelmini di fronte a decine di docenti di ogni ordine e grado, riuniti in assemblea al terzo piano della Cgil, in via Fillungo. "Il governo intende cancellare sia il sistema collegiale, che caratterizza l'attuale scuola primaria - dice Guastini - sia l'esperienza formativa del tempo pieno, di 40 ore, e del tempo modulare, di 27 ore, che negli anni si è sviluppata e consolidata come strumento di formazione a tutto campo, oltre che di accoglienza e di inclusione sociale". Nel decreto è prevista la riduzione del tempo scuola a ventiquattro ore, pur dicendo che sarà comunque garantito il tempo pieno. "Non si capisce come sia possibile - continua la segretaria generale - mantenere il tempo pieno pur tagliando drasticamente il numero delle ore. La nostra paura è che si torni al vecchio doposcuola, inteso come parcheggio pomeridiano per chi ha i genitori che lavorano e non come attività scolastica". Alcune scuole si stanno già organizzando: l'Istituto comprensivo di Montecarlo monterà per il primo giorno di scuola striscioni di protesta davanti ai cancelli, spiegando il perché dell'iniziativa alle famiglie; altre scuole stanno, invece, prendendo contatti per organizzare una grande assemblea pubblica di informazione. Anche il sindacato non resta immobile. "Dobbiamo scongiurare la conversione di questo decreto - conclude Guastini -. Le segreterie regionali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda hanno predisposto un documento disponibile sui rispettivi siti internet e nelle sedi sindacali dal titolo "Non strappate questa pagina" sul quale chiediamo una firma per contrastare la destrutturazione della scuola pubblica". N.D.

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Cancellano esperienze fondamentali (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Tiziana Ulivieri, docente all'elementare di Montecarlo, illustra il malumore della categoria Cancellano esperienze fondamentali "Colpo di spugna umiliante, sbagliato eliminare tante attivitù didattiche" LUCCA. Ai maestri lucchesi la riforma del ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini non piace. Tra questi c'è Tiziana Ulivieri, insegnante dell'area scientifica alla primaria di Montecarlo. Anche per lei questo decreto è un'assurdità: "Perché - dice - si deve cambiare proprio la scuola che funziona?". L'istruzione primaria italiana, infatti, è tra le migliori del mondo, secondo l'Ocse. Si attesta tra l'ottavo e il quinto posto, mentre ottiene il terzo gradino nella graduatoria europea. Eppure c'è la volontà di tornare indietro, al maestro unico in stile anni Cinquanta, quando le classi erano meno piene, i bambini stranieri si contavano sul palmo di una mano e l'insegnamento scolastico non si spingeva oltre le cinque classiche materie. Maestro unico: favorevole o contraria e perché? "Si parla di maestro unico in termini pedagogici, dicendo che per i bambini, soprattutto nei primi anni di elementari, è preferibile confrontarsi con un'unica figura di riferimento. Ma in realtà già nella scuola dell'infanzia gli alunni si rapportano con due o più maestre. Il migliore strumento pedagogico che noi oggi abbiamo a disposizione è rappresentato dalla riforma degli anni Novanta, che ha rinnovato l'ordinamento della scuola elementare, introducendo l'organizzazione modulare con tre insegnanti su due classi. E fu fatta ascoltando gli studiosi del settore e consultando direttamente le scuole. Riproporre i programmi del 1955 con le ventiquattro ore settimanali significa eliminare tutte le attività musicali, artistiche, manuali e creative che sviluppano la concentrazione e le capacità nel bimbo. Così facendo, inoltre, si spazzano via migliaia di insegnanti e si riduce il tempo scuola, nonostante le famiglie chiedano l'opposto. è inutile che ci dicano che occorre ridurre il numero degli insegnanti, perché la razionalizzazione delle risorse e dei docenti viene fatta ogni anno da molto tempo". Si spieghi meglio. "Un esempio lo può offrire la scuola dove insegno: a Montecarlo venti anni fa funzionavano tre scuole con quindici maestri unici (cinque maestri per plesso). Ora c'è una scuola sola con lo stesso numero di insegnanti. Nel 1999 la regione Toscana accorpò diversi circoli didattici e il personale di segreteria. Tagliare ancora significa non avere idea di cosa sia la scuola elementare oggi: ci sono classi di venticinque, ventotto bambini, molti dei quali stranieri, spesso con problemi di alfabetizzazione linguistica". Che clima si vive in questi giorni di riapertura dell'anno scolastico? "C'è grande pesantezza: siamo demoralizzati perché è un provvedimento che ci viene calato sulla testa senza che ci sia stato un confronto. è come se non venisse riconosciuta la nostra professionalità: dopo la riforma del 1990 la scuola si è rinnovata, sono entrate ad insegnare persone molto giovani che hanno sempre sperimentato il metodo attuale. Si è creato un team di insegnanti abituati alla continua collaborazione e al costante confronto sull'alunno e sul suo modo di apprendere. Abbiamo speso ore di corsi di aggiornamento per diventare degli specialisti nella nostra area di insegnamento e per arricchire la formazione dello studente. Questo colpo di spugna improvviso è umiliante e fa tanta rabbia: sono già diversi i docenti che chiederanno il trasferimento alle scuole medie, dove il clima di tensione è meno accentuato". N.D.

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Mobilitazione contro il maestro unico peggiora la didattica alla primaria (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Lucca Mobilitazione contro il maestro unico "Peggiora la didattica alla primaria" I dirigenti sostengono che si tratta di un colpo basso inferto alla cultura di gruppo che invece dà benefici LUCCA. Tiziana, Maria, Simonetta, Brunella. Maestre 2008, che per il ministro Gelmini dovranno diventare uniche, come nel 1950 o 1980. Infatti ora il maestro unico è decreto legge, si aspetta ottobre per la ratifica: entrerà in funzione dal 2009/2010 e inizialmente verrà introdotto solo nel primo ciclo, allargandosi gradualmente. Ma loro, maestre di diverse scuole elementari pubbliche, che bene funzionano grazie all'organizzazione modulare dei tre maestri su due classi e, in alcuni casi, al tempo pieno, non ci stanno. E neppure i dirigenti. "Questo provvedimento si può commentare solo come un forte colpo alla cultura di gruppo - dice Giovanni Testa, dirigente del primo circolo -. è il rifiuto del team insegnanti e questo mi preoccupa". Per alcuni è il trionfo del qualunquismo; per altri si tratta solo di una mossa per risparmiare sulle spese di bilancio, che niente ha a che vedere con motivi pedagogici; per altri ancora è la testimonianza più concreta dell'arretratezza e del non sapere di chi decide, prendendo provvedimenti unilaterali, privi di pareri. "Il ritorno al docente unico degli anni Settanta - sbotta Silvana Miraglia, dirigente del secondo circolo - dimostra l'assoluta non conoscenza delle motivazioni che portarono in quegli anni pedagogisti e psicologi ad affermare che la scuola elementare è la prima fondamentale base per una formazione completa, in un'età importante. E il maestro unico non contribuirà al processo di crescita dei bambini". Dello stesso parere un'altra maestra, senza parole per il decreto Gelmini. "In questo modo - dice -, si spazzano via venticinque anni di scuola elementare italiana. Siamo diventati degli specialisti nella nostra materia, capaci di offrire una formazione sempre più ricca agli alunni. Il docente unico, che dovrebbe insegnare nove discipline, abbracciando sia l'ambito linguistico, sia quello matematico, scientifico, informatico ed antropologico, potrà solo fornire un quadro generale, senza scendere nel dettaglio". Scetticismo e incredulità anche per i dirigenti del quarto, quinto e sesto circolo. "Trovo che la circolazione di più punti di vista arricchisca il sapere e aiuti il bambino a sviluppare meglio le proprie capacità - dice Leonardo Rotella -. Il docente unico è solo un modo per fare cassa, non c'è fondamento pedagogico". "Oggi - afferma Manuela Salani -, viene richiesto un sapere allargato e plurale, che certo non può fornire un'unica figura di riferimento". "I docenti sono abituati a collaborare - fa sapere Marco Orsi - e i bambini sanno rapportarsi con più figure, perché già nell'infanzia operano due insegnanti. Assurdo che venga presa una decisione del genere senza consultare chi nella scuola lavora ogni giorno". Il disappunto è confermato da Maria Lucignani, maestra della sesta direzione didattica. "Pedagogicamente è un tracollo. Abbiamo fatto un percorso importante nella scuola, accrescendo le conoscenze. Così invece si avrà una perdita di docenti, la riduzione del tempo scuola e, quindi, la diminuzione delle discipline e delle attività. è un brutto inizio di anno scolastico: speriamo che i sindacati si mettano d'accordo con la categoria per respingere questo attacco ingiustificato e dannoso". E il "no" al maestro unico arriva anche dal settimo circolo. "L'organizzazione modulare - dice Beatrice Lambertucci -, è più efficace, perché favorisce il confronto tra i docenti stessi. Con il docente unico, invece, scomparirebbero le uscite sul territorio, i programmi di recupero e le altre attività pomeridiane, fondamentali per l'arricchimento dell'istruzione. Non c'è motivo di cambiare questo sistema scolastico, uno dei migliori in Europa". Nadia Davini.

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Blitz in provveditorato "no al decreto gelmini" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Milano Blitz in provveditorato "No al decreto Gelmini" L'irruzione di 50 studenti dei collettivi Condanne unanimi da Pd e Forza Italia. "Ora decidano i presidi come punirli" FRANCO VANNI Un blitz da ultrà dello stadio: cappucci calcati in testa, bombolette di vernice per imbrattare i muri del provveditorato e fumogeni per accompagnare gli slogan scanditi al megafono davanti all'edificio. Sono una cinquantina i ragazzi dei collettivi studenteschi che hanno fatto irruzione nella sede della direzione scolastica regionale in via Ripamonti per protestare "contro i tagli e la rigidità sulla condotta previsti dalla riforma del governo". L'incursione è scattata alle 11 ed è terminata un'ora dopo con un comizio davanti al palazzo, poi i ragazzi dopo hanno sporcato i muri esterni con scritte "contro il ddl Gelmini" e simboli politici. Gli studenti, arrivati in via Ripamonti dietro uno striscione, sono entrati nell'edificio per fare "un'occupazione simbolica", come hanno poi spiegato. Mentre alcune decine di ragazzi presidiavano l'atrio, un gruppetto è andato in giro per gli uffici cercando di distribuire volantini di protesta ai dipendenti. I manifestanti hanno anche cercato Annamaria Dominici, il direttore scolastico regionale, spingendosi fino al suo ufficio al terzo piano, e alle finestre hanno appeso uno striscione in cui si leggeva "Gelmini, Dominici, ritiratevi! La scuola vi ha bocciato!". Usciti dal palazzo, al termine di un comizio, hanno acceso fumogeni e imbrattato i muri esterni del provveditorato con scritte come "No al ddl Gelmini", "No al ddl", accompagnate dal fulmine cerchiato che è il simbolo dei centri sociali. I responsabili dell'incursione, subito rivendicata con un comunicato comparso sul sito Internet globalproject.info, sono gli studenti del Coordinamento dei collettivi studenteschi. Ragazzi che si ritrovano al centro sociale Cantiere di via Monte Rosa, alcuni iscritti nei licei del centro. Sul sito Internet, punto di riferimento per i collettivi dell'ultra-sinistra scolastica, i ragazzi hanno anche messo i filmati fatti durante l'incursione. In una clip si vede uno studente, berretto da baseball in testa, che gira per la direzione scolastica con i volantini in mano: "Questi uffici sono responsabili dello smantellamento della scuola", dice il giovane agli impiegati allibiti. La direzione scolastica, che ieri ha informato il ministero dell'Istruzione dell'accaduto, commenta seccamente: "Gli studenti hanno diritto di manifestare, ma hanno sbagliato i modi". Al direttore scolastico Dominici arriva la solidarietà di Gianni Rossoni (Forza Italia), assessore regionale all'Istruzione: "Questi giovani hanno dimostrato inciviltà e intolleranza, che sono il peggiore ostacolo al miglioramento della scuola, obiettivo che il direttore persegue con scrupolo e passione". Critiche anche da Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd: "è stata un'iniziativa sciocca e offensiva, azioni del genere fanno il gioco di chi vuole impedire un movimento di massa contro le politiche sbagliate del governo sulla scuola". Quanto all'ipotesi che i ragazzi, riconoscibili nei filmati comparsi su Internet, possano avere ripercussioni sul voto di condotta, il provveditore agli studi Antonio Lupacchino frena: "è stata una goliardata, anche di cattivo gusto, ma non bisogna dare al gesto un'importanza che non ha. A punire i ragazzi ci pensino i presidi nelle scuole". Per il 3 ottobre, intanto, gli studenti hanno proclamato un corteo cittadino con lo slogan "Fermiamo la Gelmini".

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Voto di condotta, la svolta del severi "scriveremo le regole con i ragazzi" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Milano Il caso Il dirigente scolastico dà il via a una "costituente" con prof e alunni per adeguare l'istituto alla riforma Voto di condotta, la svolta del Severi "Scriveremo le regole con i ragazzi" Nella nuova sede il liceo deve coabitare con il professionale Correnti Il preside chiede aiuto agli studenti per scrivere il regolamento della scuola. Succede al Severi-Correnti, dove i ragazzi faranno parte della commissione che deciderà come adeguare le regole di comportamento a quella "severità" chiesta dalla riforma Gelmini. Il preside Pietro De Luca, che dirige sia il liceo scientifico Severi sia l'istituto professionale Correnti, spiega: "Visto che da quest'anno il voto in condotta può comportare la bocciatura è necessario coinvolgere gli studenti nel decidere le regole. La posta in gioco è troppo alta per farlo senza di loro". Il regolamento, che associa i comportamenti scorretti alle relative punizioni, andrà poi approvato dal consiglio d'istituto. Gli studenti accolgono la novità con entusiasmo. Per Marco, iscritto in terza al Severi, "è una buona cosa, soprattutto se avremo la possibilità di discutere anche le proposte dei professori e non solo di portare le nostre idee". Michele, studente in quarta, anche lui allo scientifico, fa una previsione: "Non è detto che con il nostro contributo il regolamento sarà più morbido, anzi". Un pensiero che condivide anche il preside, per cui "è probabile che siano proprio i ragazzi a chiedere regole ferree su temi come il bullismo e il rispetto delle attrezzature della scuola. Dopo tanti anni da insegnante e dirigente scolastico ho capito che i ragazzi sono i primi a volere delle regole, purché siano giuste e certe". E i professori, non vedranno la "commissione paritaria" come un atto di lesa maestà? Ilaria Magistretti, insegnante di Lettere e già coordinatrice dei "progetti salute" al Severi, è ottimista: "Coinvolgere i ragazzi è un'ottima idea e per noi professori sarà un'opportunità, una cosa nuova che potrà fare il bene di entrambi gli istituti". Nella sede di via Alcuino, in zona Fiera, il liceo scientifico Severi si è trasferito solo quest'anno. E la coabitazione con l'istituto professionale Correnti, sotto un unico preside, è una sfida: la sede è nuova, appena ristrutturata dalla Provincia, e gli iscritti superano i mille. "è necessario arrivare a un regolamento che garantisca la convivenza pacifica dei due istituti", spiega il preside. Il prossimo collegio docenti, quello in cui si deciderà che struttura avrà la commissione, si riunirà fra due settimane. Ma per sapere chi saranno gli alunni ne faranno parte si dovrà attendere metà ottobre, dopo le elezioni studentesche. "Per nominare i membri della commissione aspettiamo i risultati del voto - dice il preside - così potremo individuare ragazzi in grado di parlare anche a nome dei compagni". (f. v.).

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Riforma, 450 docenti in meno a pistoia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Montecatini Riforma, 450 docenti in meno a Pistoia Volantinaggio e petizione di protesta all'ingresso degli istituti Cisl e Cgil: "Meno ore di lezione e crollo della qualità, i genitori devono saperlo" PISTOIA. Circa 450 insegnanti in meno nella sola provincia di Pistoia. "E' questo il taglio dei posti che provocherà il nuovo decreto del ministro Gelmini, che riduce appunto dal prossimo anno scolastico l'orario delle lezioni. Oltre naturalmente a impoverire la qualità dell'insegnamento" dicono Cgil e Cisl. Per la precisione: "Nella scuola primaria (elementari) i tagli andrebbero dal 25 al 30%, portando quindi, a Pistoia, una diminuzione di 247- 296 insegnanti. Nella scuola secondaria invece, cioè medie e superiori, si è calcolato che nella provincia di Pistoia spariranno 157 insegnanti". Tagli, ancora non calcolati a livello locale, anche per personale non docente. I sindacati quindi lanciano una prima azione di protesta: "Dalla prossima settimna saremo davanti a tutte le scuole, per 10 giorni a rotazione, per distribuire volantini destinati soprattutto ai genitori in modo che sappiano bene cosa comporta la nuova riforma. Inoltre raccoglieremo firme per mandare al ministero e bloccare il decreto prima che diventi legge". La posizione dei sindacati è stata spiegata ieri in una conferenza stampa nella sede della Cisl. Erano presenti Cristina Zini segretaria provinciale Cisl-scuola, Franco Buralli Slc-Cgil e Alessandra Biagini della segreteria Cisl. Il sindacato precisa quindi che i problemi sono di due tipi: crollo dei posti e crollo della qualità. Nel dettaglio. Scuola elementare: la riforma prevede il ritorno al maestro unico, quindi un taglio di posti di lavoro di un insegnante ogni tre. E ancora: "Niente tempo pieno, ma solo 4 ore al mattino - dicono i sindacati - quindi una peggiore qualità di insegnamento e un problema per i genitori che lavorano". Scuola media. Meno ore di lezione, spariscono i corsi di educazione tecnica, assorbiti da matematica che avrà quindi meno ore a disposizione. Meno ore anche per italiano. "Infine, una riduzione delle classi - spiegano i sindacati - che gradualmente porterà ad avere aule sovraffolate, oltre 30 ragazzi per classi". Superiori: crollo di ore soprattutto negli istituti professionali. "Risultato - spiega Buralli - una scuola che dà un'infarinatura, ma non specializza più". Il sindacato cita i dati dell'indagine Ocse e in particolare la relazione universale sui sistemi formativi nei paesi avanzati: "L'Italia risulta in una posizione eccellente per la qualità della scuola primaria, e con una spesa minore di altri paesi". "Insomma - dicono Cgil e Cisl - si va a cambiare proprio quello che stava funzionando bene".

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Maestri in lutto e lenzuola bianche il requiem dell'istruzione pubblica (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Genova Lunedì, primo giorno di lezioni con le proteste Maestri in lutto e lenzuola bianche il requiem dell'istruzione pubblica "Giovine Italia", "Anna Frank", "Daneo", in tanti sul piede di guerra In lutto. Maestri e genitori in abiti neri. Come vedovi o orfani di una scuola che non c'è più. Edifici scolastici con le lenzuola bianche appese alle finestre e listate a lutto. Insegnanti che indosseranno magliette con scritte di protesta. Per il funerale della scuola di Stato. L'originale iniziativa finora è della elementare "Giovine Italia" di via Burlando, della "Daneo" del Centro Storico e della elementare Anna Frank di Marassi. Anche se il coordinamento dei Cobas e degli insegnanti dice che la contestazione si sta allargando a macchia d'olio. Lunedì, primo giorno di scuola, i docenti insceneranno la morte della scuola pubblica. Si faranno trovare con i cartelloni listati di nero come i necrologi: "Vogliamo lavorare in team, no al maestro unico". Le modalità di protesta sono state messe a punto ieri, durante i vari collegi dei docenti che si sono tenuti nelle scuole. "Ogni circolo didattico si attrezza ed organizza come meglio crede", spiega Anton Maria Chiossone, insegnante alla "Anna Frank". Più agguerrito il personale delle primarie, quello che rischia di più rispetto alla Legge 133 e alla Riforma-Gelmini: attaccato dai tagli agli organici e tempo prolungato messo in crisi già da quest'anno; maestro unico dal 2009-2010. Oltre le proteste che andranno in scena, i collegi hanno anche approvato diverse mozioni, che saranno inviate sia alla Direzione Scolastica Regionale, sia al Ministero dell'Istruzione: come alla "Montaldo" e alla "Carducci". (g. fil.).

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A scuola con la maglietta anti gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze La protesta Le maestre vestite a lutto A scuola con la maglietta anti Gelmini Ritorno in classe con malumori: dai volantini del Pd alla disobbedienza civile dei Socialisti Primo giorno di scuola con protesta alle elementari. La riforma del maestro unico passata per decreto nell'estate ha lasciato una scia di malumori che sfociano in diverse iniziative. La Giotto, la Capponi e l'Andrea del Sarto lanciano l'idea per le maestre di presentarsi in classe vestite a lutto, tutte in nero. Altrove, è il caso per esempio della Montagnola e della Petrarca, per contestare il maestro unico (ma anche il voto in condotta, la minaccia di cancellare il tempo pieno a 40 ore), verranno indossate magliette bianche con slogan contro il decreto. Mercoledì invece alle 21 primo appuntamento assembleare fra genitori e insegnanti per discutere sul decreto e poi a fine settembre a villa Vogel altra mobilitazione con banchetti informativi, spettacoli, musica e giochi per la festa della Scuola statale pubblica. Sempre lunedì parlamentari, dirigenti e amministratori del Pd andranno a fare volantinaggi nelle medie superiori contro i tagli previsti nel decreto del governo, mentre il Partito socialista ha varato per il primo giorno di scuola un'ora di "disobbedienza civile". Così, in Toscana come in tutta Italia, i socialisti protesteranno contro la riforma del ministro Gelmini e contro il ritorno al maestro unico. A Firenze la scuola scelta è la Pestalozzi, dove dalle ore 11 alle 12 il segretario nazionale dei Socialisti Riccardo Nencini inviterà insegnanti e alunni a scendere in strada con lui. "Invitiamo partiti, sindacati, insegnanti e genitori a prendere parte all'ora di disobbedienza civile per dare un segnale forte alla decisione di tagliare la spesa per la scuola con tutte le conseguenze che da ciò deriveranno in termini occupazionali e di cambiare un sistema senza discutere con nessuno" spiega il segretario toscano dei Socialisti Pieraldo Ciucchi. Secondo Ciucchi "con questa riforma si torna ad una scuola anni Cinquanta. I dati Ocse, invece, ci dicono che dobbiamo raggiungere gli standard europei e per far questo andrebbe sviluppato un processo riformista che però non sia solo rivolto a tagliare la spesa pubblica". (l.m.).

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Marinelli si appella alle banche "dateci soldi per i dottorati" - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Sempre più drammatica la situazione dell'Università. Il rettore: non possiamo fare a meno della ricerca Marinelli si appella alle banche "Dateci soldi per i dottorati" LAURA MONTANARI Le parole sono di quelle che scuotono i muri e che in due frasi disegnano perfettamente lo scenario: "Faccio un appello alle banche, agli enti, alle fondazioni perché aiutino l'università di Firenze in questo momento difficile. Abbiamo bisogno di soldi per poter finanziare i dottorati di ricerca". Il rettore Augusto Marinelli è seduto nel suo ufficio di piazza San Marco e sfoglia i numeri con l'aria preoccupata. Chiama il prorettore alla didattica Sandro Rogari: "Quanti ne riusciamo a far partire?". Il prorettore ha una tabellina in mente con le ipotesi presentati nell'ultimo senato accademico di pochi giorni fa. Quattro possibilità: la prospettiva peggiore è quella di tagliare di netto per quest'anno i dottorati, da 250 scendere a 80-90 per azzerare il disavanzo nel bilancio dell'università. Altra ipotesi: avviarne la metà, 126, riducendo (ma non azzerando) il disavanzo. Terza, mantenere quelli che ci sono se arrivassero dei "benefattori" in soccorso. Quarta tagliare il 31% dei dottorati non solo per quest'anno ma anche per gli anni a venire fino almeno al 2011. "Le borse di dottorato sono per i giovani impegnati nella ricerca, un ateneo non può farne a meno" spiega il rettore Marinelli. Eppure siamo arrivati a questo: i conti sono già fin troppo in rosso. Il governo, con il decreto Gelmini di giugno ha aumentato il compenso dell'assegno per i dottorati, da 12.300 a 15.800 euro all'anno che per l'università di Firenze si traducono improvvisamente in un aumento dei costi: due milioni 400mila euro da trovare in fretta per rattoppare il bilancio 2008 e poi altri 3milioni e 100mila euro da mettere sul conto del bilancio di previsione del 2009. Il quadro è questo. Per capire l'impatto che i dottorati di ricerca basta fare un giro di telefonate nei dipartimenti o nei laboratori di eccellenza, Lens, Cerm, a Medicina, dove lavorano decine di giovani dottori di ricerca. "Ridimensionare i dottorati è un danno per i giovani che non possono concludere la formazione nella ricerca, un danno per l'università, ma soprattutto - ed è questo che tutti dobbiamo valutare - un danno per la società civile che spesso chiede di potenziare il mondo della conoscenza, che non perde occasione per sottolineare quando sia importante". A luglio è stato lo stesso rettore Marinelli, a fermare i bandi per i dottorati: "Dobbiamo rifare i conti, aspettiamo e vediamo quanti ce ne possiamo permettere" aveva detto nei giorni della bufera in cui il governo aveva annunciato una selva di tagli e risparmi sull'università. "Ecco già quel ritardo, quello stop rischia di danneggiarci - spiega il professor Massimo Inguscio, uno dei fisici che da anni lavora nel laboratorio di eccellenza del Lens a Sesto Fiorentino - Il Lens ha un dottorato internazionale, avevamo già mandato in giro i manifesti, stiamo già ritardando il reclutamento e questo siccome ci sono altri dottorati in giro che stanno già reclutando i giovani, rischia di farci arrivare delle seconde scelte". Intanto il grido di allarme lanciato dai ricercatori - e non riferito soltanto alla questione dei dottorati, ma al reclutamento, al blocco del turnover, alla riduzione dei finanziamenti - e ripetuto nei giorni scorsi in un incontro con la commissione cultura di palazzo Vecchio poterà la questione universitaria, lunedì come uno dei punti all'ordine del giorno in consiglio comunale.

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Cobas: maestro unico, si vuole regalare la scuola ai privati (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa Cobas: "Maestro unico, si vuole regalare la scuola ai privati" PISA. Volantinaggio dei Cobas della scuola pisana ieri davanti al Csa (l'ex Provveditorato agli studi) contro i tagli nella pubblica istruzione e il maestro unico: i Comitati di base hanno fatto firmare a diversi cittadini la petizione che verrà inviata al Ministero, e lunedì replicheranno l'iniziativa davanti alle scuole pisane. "La volontà del ministro Gelmini di reintrodurre il maestro unico nella scuola elementare - scrivono i Cobas - è gravissima. Ormai sono vent'anni che questa figura è stata superata definitivamente, estendendo a tutta la scuola l' esperienza di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti che era maturata nel tempo pieno. La pluralità docente ha permesso ai maestri e alle maestre di approfondire la conoscenza disciplinare e ha rafforzato lo spirito di collaborazione, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze. Il governo invece vuole solamente un ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica. Che senso ha infatti stravolgere la scuola elementare, che tra l'altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private?" Per queste ragioni i Cobas si sono dichiarati fermamente contrari a questi progetti e attueranno iniziative per contrastarli e sensibilizzare l'opinione pubblica. A.Sc.

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Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro Gelmini PISA. Una serie di iniziative per dire no alla politica scolastica del ministro Gelmini. Le ha presentate mercoledì scorso alla festa di Ospedaletto il Partito democratico, durante un dibattito tra mondo della scuola e forze politiche. In calendario per lunedì 15 una serie di volantinaggi davanti alle scuole in via Benedetto Croce, seguita da una raccolta di firme davanti agli istituti e ai comuni della provincia nelle ultime due settimane del mese. E per il 26, 27 e 29 settembre sono previste tre giornate di mobilitazione nazionale. "Dal decreto Gelmini - dichiara Massimo Baldacci, responsabile scuola del Pd - emerge un quadro molto preoccupante per il futuro dell'istruzione in Italia. I tagli previsti entro il 2012 sono infatti enormi, si parla di 8 miliardi di euro in meno dal bilancio della pubblica istruzione". Pesanti le conseguenze della manovra: "ci saranno 87mila inseganti e 43mila collaboratori tecnico-amministrativi in meno - sottolinea Ivan Ferrucci, segretario provinciale del Pd di Pisa - con classi più numerose e tagli ai sostegni per i diversamente abili. Tutto questo comporterà maggiori difficoltà nel recuperare le situazioni più difficili e nel valorizzare le eccellenze". Fa discutere anche l'introduzione del maestro unico nella scuola elementare, che impedirà ad una esperienza come il tempo pieno di continuare ad esistere, e la sostituzione dei giudizi con i voti, che riducono a puro numero una valutazione che dovrebbe invece avvenire in maniera più complessa. Polemiche inoltre sullo smantellamento del sistema scolastico pubblico nei comuni più piccoli e sull'ipotesi di trasformare le scuole in fondazioni, provvedimenti che, sottolinea ancora Baldacci "esprimono l'intenzione di trasformare l'istruzione da diritto di tutti a un servizio che si può acquisire secondo i meccanismi della domanda e dell'offerta.

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Il violino di ughi i solisti del maggio - gregorio moppi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVII - Firenze A Montecatini finale di "Estate regina" Il violino di Ughi i solisti del Maggio Dal programma per la Rai al festival "Omaggio a Roma" lo sforzo di diffondere l'interesse per la musica GREGORIO MOPPI "Se oggi noi artisti non ci rimbocchiamo le maniche e non lavoriamo in prima persona per la musica, non otterremo nulla". Parola di Uto Ughi, il violinista più amato dalle platee italiane. Sempre esauriti i suoi concerti; e un buon risultato l'hanno ottenuto pure le sue trasmissioni di divulgazione musicale su Raiuno. Circa il 12% di share: niente male, considerato che andavano in onda oltre mezzanotte. "Io stesso sono riuscito a seguire solo la prima: per me che non sono nottambulo, l'orario era proibitivo. E pensare che, su richiesta di Fabrizio Del Noce, ne avevamo studiato a lungo l'impianto. Dieci puntate fatte di brevi interventi musicali con relativa spiegazione. La Rai aveva mandato addirittura una troupe in Giappone per riprendere alcune mie serate". Adesso, comunque, Ughi sta pensando al suo festival "Omaggio a Roma", al via fra tre giorni. "Sarebbe esportabile in qualsiasi altra città, poiché il suo obiettivo è di interessare pubblico nuovo attraverso serate a ingresso libero. Quest'anno, per il governo, ho invitato Letta, Bondi, Gelmini, nella speranza che possano fare qualcosa in più per la musica rispetto alla Moratti. Infatti la commissione da lei istituita non ha prodotto risultati. Del resto nessun ministro, né di destra né di sinistra, si è mai mostrato sensibile a tali questioni". Prima di raggiungere Roma, però, Ughi si ferma a Montecatini (Terme Tettuccio, ore 21.15. Biglietti a 25-30 euro. Info 3474138208. In caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro Verdi di Montecatini) per concludere stasera, come solista-direttore, l'undicesima edizione di "Estate Regina": la rassegna presieduta da Enrico Maria Peruzzi che ha per protagonisti gli strumenti del Maggio fiorentino ribattezzati per l'occasione "Orchestra Regina". In programma i Concerti n. 22 di Viotti e K. 216 di Mozart, oltre all'elegia "Crisantemi" e ai "Tre minuetti per archi" di Puccini. "Credo che tra i miei due preziosi violini, sceglierò di suonare il Guarneri del 1744. Ormai in Italia uso quasi sempre questo, dato che la pienezza del suo suono si adatta meglio ai nostri teatri, rovinati nell'acustica da restauri sciagurati".

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Scuola, tutti i tagli in classe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Cresce la mobilitazione contro la riforma Gelmini. Lunedì banchetti e volantinaggi alle Romagnoli, Fortuzzi e Cremonini Scuola, tutti i tagli in classe Il preside delle Rolandino alle famiglie: pagatevi l'ora di francese La scuola pubblica offre supplementi d'orario a pagamento. Per far fronte ai tagli di bilancio, pesantissimi, del Ministro Gelmini, il preside delle Rolandino sta valutando anche questa opzione per poter assicurare alle sue classi un avvio d'anno regolare. In città molti istituti hanno invece già deciso di ridurre le ore di prima e seconda lingua straniera, informatica e educazione tecnica. Un problema che riguarda sia le elementari che le medie. VENTURI A PAGINA III.

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"l'ora di francese pagatevela voi" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna "L'ora di francese pagatevela voi" Scuola, la resa del preside delle Rolandino che chiede aiuto alle famiglie Si tratta di una cifra attorno ai 60 euro. Tutti i tagli classe per classe ILARIA VENTURI ALLE Rolandino l'ora di francese, tagliata in quindici classi, potrà essere fatta, ma a pagamento: 50-60 euro a famiglia. E' la proposta che il preside Paolo Alessandri farà ai genitori: il governo toglie, se volete il servizio come gli altri anni, e cioè tre ore di francese a settimana e non due, pagatevelo. Effetto perverso della cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini. Che, per ora, colpisce le lingue straniere nella scuola di base. In quasi tutte le scuole medie chi ha i figli iscritti nei corsi storici di bilinguismo con tre ore di spagnolo, tedesco e francese dovrà rinunciare a un'ora a settimana. Alle Rolandino la soluzione annunciata farà discutere. "Grave arrivare a questo, ma ormai è tutto così, siamo sempre più una scuola pubblica che offre opzioni a pagamento", commenta il preside. "Lo facevamo già con il latino, è una tradizione della scuola offrire di più perché i nostri alunni vanno poi al liceo. Speravo di non arrivare a questo, ma le risorse sono sempre meno, siamo ancora a credito dal governo di 80mila euro sul fondo di istituto dell'anno scorso". E' il peggio che i sindacati temevano: la scuola di base pubblica a pagamento. Per chi può. Ma i guai non sono finiti. In alcuni casi, alle medie, sono state ridotte anche le ore di tecnica e informatica. Sergio Simoni, dirigente a Crespellano, pensa al laboratorio rinnovato proprio quest'estate. Sforzo inutile. Senza insegnanti nei corsi a tempo prolungato non si faranno più le due ore di inglese di laboratorio ed è venuta meno l'ora di informatica. Alle elementari, per garantire l'inglese a tutti, gli insegnanti saranno costretti a fare lezione in più classi con scambi di materie, come le figurine: tu insegni al mio posto geografia e io vengo nella tua classe a fare inglese. Oppure salteranno le compresenze dei maestri nelle classi: io tengo gli alunni da solo e rinuncio al recupero per piccoli gruppi mentre tu vai a fare inglese nella quarta in cui manca l'insegnante. "No grazie, non insegneremo così", hanno già detto i docenti delle scuole Longhena, del terzo circolo didattico e dell'Ic 11, dove i dirigenti dovranno emanare ordini di servizio, che saranno impugnati dei docenti. Non è il clima più sereno per iniziare l'anno scolastico lunedì. A bacchettare il governo ci pensa anche la Regione con un messaggio di inizio d'anno firmato dal governatore Errani e dall'assessore alla scuola Paola Manzini. Mentre la protesta monta e lunedì mattina si farà sentire con striscioni, docenti a lutto, volantini e raccolte di firme, ecco i tagli. Alle medie Dozza, il francese nei sei corsi di bilinguismo storico passa da tre a due ore a settimana; alle medie Besta si perdono le ore di compresenza nel tempo prolungato; alle Saffi le ore di francese passano da dodici a otto. Al terzo circolo per coprire le ore di inglese sono stati nominati anche insegnanti con un qualche titolo, ritenuto valido, come un esame fatto all'università. Alle elementari dell'Ottavo Circolo mancano ancora 12 ore di inglese: "Cercherò un supplente, se non si troverà forse non potremo garantire tutte le tre ore nelle quinte", dice la preside Daniela Turci. "Ma l'offesa più grande è considerare i maestri uno spreco". All'Istituto comprensivo 15 ci sono sei ore di inglese ancora scoperte, alle medie di Croce di Casalecchio lo spagnolo è stato salvato con un taglio dell'inglese da cinque a tre ore. Alle Gandino salta la sperimentazione della terza ora di francese, tedesco e spagnolo, così come in alcune classi si farà un'ora in meno di tecnica. Anche alle Farini e alle Salvo D'Acquisto il bilinguismo perde un'ora, mentre alle elementari dell'Ic 3 sono ancora scoperte 16 ore di inglese. I presidi commentano all'unisono: "Siamo stati costretti a cambiare l'offerta didattica già promessa alle famiglie".

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Berlusconi accolto dalle proteste - ilaria ficarella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bari Berlusconi accolto dalle proteste Tre sit-in in Fiera. Per il premier anche un breve giro tra gli stand ILARIA FICARELLA Parte oggi la 72esima Fiera del Levante. Un'edizione particolarmente attesa e non solo per le numerose novità che la Campionaria 2008 offrirà al come sempre ampio pubblico, ma anche per l'aspetto politico, rappresentato proprio dall'evento inaugurale di questa mattina. Nell'auditorium Spazio 7, infatti, sarà il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi a presenziare alla cerimonia, cui prenderanno parte anche il sindaco e il presidente della Provincia di Bari, Michele Emiliano e Vincenzo Divella, e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme con il presidente dell'ente fieristico, Cosimo Lacirignola. E contemporaneamente al taglio del nastro per la Fiera del Levante, proprio davanti ai cancelli del quartiere fieristico barese, i sindacati daranno il via all'annunciato lungo autunno caldo. Saranno in particolare i rappresentanti del mondo della scuola a scendere in strada e a organizzare un sit-in di protesta contro la riforma del settore annunciata dal ministro Mariastella Gelmini. I segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil e Snals faranno pervenire al presidente del Consiglio una nota congiunta "a difesa della qualità della scuola pubblica barese ? spiega Claudio Menga, della Flc Cgil ? che sopportando già ora il più alto rapporto di alunni per classe, con i tagli agli organici voluti dai ministri Tremonti e Gelmini, rischia il definitivo collasso". Alla protesta di docenti e personale amministrativo delle scuole baresi si assocerà poi anche quella dei dipendenti della sanità privata, in attesa di un rinnovo contrattuale che manca da 39 mesi. E poi le proteste del Pd per il nodo trasporti: la cancellazione del Pendolino e il caos Alitalia Secondo l'ultimo aggiornamento che arriva dalla presidenza del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi giungerà allo Spazio 7 alle 10,50, dove si svolgerà la cerimonia, nel corso della quale ai saluti delle autorità locali seguirà il discorso inaugurale del premier: la conclusione è prevista per le 12,30. E c'è attesa per il confronto fra i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione e il capo del governo su numerosi temi di strettissima attualità anche locale: dalla riforma del federalismo alla questione Petruzzelli. Al termine della cerimonia, il presidente Berlusconi visiterà alcuni padiglioni espositivi della Campionaria. Per le 12,30 invece, con un cocktail di benvenuto il presidente del Consiglio regionale della Puglia Pietro Pepe aprirà le porte del rinnovato stand della Regione, al padiglione 152 bis: all'evento prenderanno parte fra gli altri i rappresentanti del Consolato della Repubblica d'Albania a Bari presieduto da Rezart Shkembi. Per oggi le porte della Fiera del Levante resteranno aperte dalle 15 alle 21,30. Da lunedì al venerdì dalle 9 alle 20,30 e sabato e domenica dalle 8,30 alle 21,30. Le prime novità i visitatori potranno verificarle già per quel che riguarda i parcheggi, in particolare quelli per i disabili. Diversamente dal passato infatti, alla sosta per le auto di portatori di handicap è stato dedicato uno spazio esterno al quartiere. Esattamente si tratta di un'area che si trova di fronte alla zona edilizia.

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Diciamo alt anche con l'ostruzionismo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno "Diciamo alt anche con l'ostruzionismo" Giuntini: l'opposizione si impegni in Parlamento in una battaglia di civiltà LIVORNO. "Basta una cifra per capire l'impatto devastante che avrà il blitz del governo Berlusconi contro la scuola pubblica: 870 insegnanti in meno negli istituti del nostro territorio provinciale, stando alle stime che abbiamo fatto riguardo alla riorganizzazione in pista a partire dal prossimo anno". Monica Giuntini, vicepresidente della Provincia, ha già un piede e mezzo nell'Europarlamento dove andrà a sostituire Lilli Gruber: ma - alla vigilia di un anno scolastico che si apre sotto un cielo di piombo e guai, fra ritorno al maestro unico e riduzione del tempo scuola - non vuole affatto rinunciare a richiamare i riflettori sull'istruzione. Giuntini è "pienamente d'accordo" con la Cgil scuola che, oltre a invitare genitori e insegnanti a presentarsi con il lutto al braccio il primo giorno di scuola, ha chiesto all'opposizione di fare ostruzionismo per impedire la conversione in legge di quel che finora resta un decreto legge. Lo spiega ai cronisti in mezzo ai dipinti di Nomellini che danno il nome alla saletta di Palazzo Granducale: "Non ne faccio - dice - un motivo tutto politichese di contrapposizione ideologica astratta: ad esempio, figuriamoci se sono contro il ministro Matteoli quando dice che vuol risolvere il problema della Tirrenica. In realtà, sull'istruzione è in gioco una battaglia di civiltà: riguarda il futuro del Paese, e non è un modo di dire. Il mio non è un atteggiamento di parte, ho criticato pure i governi di centrosinistra che non ha saputo riformare le superiori". La vicepresidente, a dire il vero, ricorda che "non tutto il Pdl è sdraiato sulle posizioni del ministro Gelmini" e dunque confida "in un ripensamento del governo". Ma - aggiunge - "se dovessero tirare comunque dritto, allora ben venga una battaglia campale in Parlamento. Anche ricorrendo all'ostruzionismo". Per Giuntini è finita nel mirino dei tagli del ministro Gelmini soprattutto la scuola elementare, "l'unico segmento che funziona nel nostro sistema di istruzione": tant'è vero che mentre per medie e superiori risultiamo in zona retrocessione nelle classifiche europee, nella scuola elementare "siamo al terzo posto". Poi rincara la dose: "Tutti diciamo che bisogna puntare su innovazione e ricerca, dunque su una buona base scolastica a partire dalla quale far sbocciare figure di eccellenza. Poi ecco che la mannaia del contabile si abbatte sulla scuola, mentre sappiamo bene che nel nostro Paese a essere al di sopra degli standard europei non è davvero la spesa scolastica bensì quella previdenziale". Sul maestro unico è caustica: "Impossibile pensare che, in classi in cui sono presenti bambini stranieri, ragazzi disabili e alunni con mille problemi di disagio familiare, sociale, psicologico: come farà un insegnante da solo a combinare qualcosa?". Idem sul 5 in condotta: "Battere il bullismo con un voto, ma scherziamo? Ci vuole ben altro. La Provincia la sua parte ha cercato di farla: con "Scuole aperte" abbiamo fatto funzionare gli istituti anche nel pomeriggio".

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Vorrei tanto sentire anche la voce dei genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA DELLA SCUOLA Vorrei tanto sentire anche la voce dei genitori Egregio direttore, da oltre dieci anni insegno - prima nella scuola primaria, adesso nella secondaria di secondo grado - ed ho la netta sensazione, tutte le volte che si parla di riforme o cambiamenti in ambito scolastico - e succede praticamente ogni volta che un nuovo governo e una nuova maggioranza si insediano - che le uniche parti interessate siano gli insegnanti e i sindacati, perché sono le uniche che si fanno sentire, che dissentono o manifestano o criticano. Ma i genitori dove sono, mi chiedo? Mi rivolgo a voi genitori che avete, in questi anni, chiesto pressantemente il tempo pieno per i vostri figli perché lavorate: dove siete? Organizzatevi, fatevi sentire! Il ministro dell'Istruzione Gelmini vuole risparmiare e quindi vi darà un maestro per le ore della mattina (sabato compreso, avete capito?) e nel pomeriggio vi permetterà sì di lasciare i vostri figli fino alle quattro e mezzo, ma con chi e a fare cosa? Con quale garanzia di qualità e serietà? E voi, abitanti dei piccoli centri, avete ben chiaro che le vostre care scuole con pochi alunni verranno chiuse e i vostri figli raccattati dallo scuolabus verso il centro più vicino? Insomma mi piacerebbe proprio che i genitori, così attivi nel criticare l'operato degli insegnanti, nel lamentarsi del caro-libri e dei prezzi per ripetizioni private, si mostrassero almeno per una volta uniti per salvaguardare il diritto allo studio dei propri figli, dicendo al ministro Gelmini che una società che non investe nella scuola è una società con poco futuro. E.L.

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Paradosso Gelmini: tempo pieno, casse vuote (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Marina Boscaino Il ministro Gelmini, intervistata qualche giorno fa a "Radio Anch'Io", ha tirato fuori una buona notizia: "il ritorno del maestro unico non compromette la tenuta del tempo pieno che, anzi, verrà esteso a più classi". Ma non è tutto oro ciò che luccica: tra logiche di risparmio (la conferma del taglio di 87mila posti di lavoro e il ritorno al maestro unico) e clamorose miopie culturali a sfondo demagogico ("perché mai il contribuente deve pagare 3 insegnanti per una scuola primaria che funziona benissimo anche con uno solo") è legittimo chiedersi quali fondi saranno destinati all'investimento sul tempo pieno. E quale investimento culturale sarà fatto sulle 40 ore. Alla prima domanda risponde Enrico Panini: "la promessa è negata dal testo del decreto approvato in Consiglio dei ministri, che prevede l'introduzione del maestro unico in prima, seconda e terza elementare senza deroga alcuna, in contraddizione con la legge del 2006 che ripristinava il tempo pieno; in secondo luogo, se le parole del decreto hanno un senso, l'unica possibilità è che, qualora ce ne fossero le condizioni, si arrivi ad un allungamento orario, incrocio tra badantato e tempo scuola". Un modello molto simile, dunque, a quello della Moratti. L'altra questione, quella dell'investimento culturale, è certamente più complessa. L'ossessione antisessantottina, alla quale questo governo sta dando corpo con un passatismo esasperante e anacronistico, cavalcando gli istinti più banali di una società incapace di affrontare la complessità - e dunque alla ricerca di rassicurazioni immediate e di facile realizzazione e consumo - minaccia di investire luoghi, spazi e acquisizioni che non sono esclusivamente il frutto dell'odiata cultura di sinistra, che pure ebbe l'indiscusso merito di elaborarne principi e modalità; ma soprattutto sono modelli ancora validi e risposte plausibili (per quanto perfettibili) a domande sociali e culturali di cui la scuola è per definizione il crocevia e il punto da cui partire. Il tempo pieno non va difeso solo come conquista di gloriosi anni di lotta e di partecipazione; di interesse per la cosa pubblica; di consapevolezza della funzione portante che l'educazione e la conoscenza, ma anche la socialità e lo stile di vita, hanno nell'emancipazione degli individui. Il tempo pieno va difeso perché - oggi soprattutto - una scuola consapevole, luogo di cura, di relazione, di accoglienza può rappresentare la risposta più inclusiva ed equa alle contraddizioni del reale. Può non solo rendere compiuta la cittadinanza dei figli dei migranti e della marginalità sociale; ma anche ribadire e rinforzare quella di tutti i bambini e le bambine che avranno avuto la fortuna di incappare in uno strano luogo in cui si facciano parti uguali tra coloro che una società sfacciata e impudica sempre più considera diversi. Può configurare un modello di società che non abbiamo il diritto - per noi e per i nostri figli - di considerare tramontato. Può fare tutte queste cose sorprendenti e utili attraverso un modello di integrazione didattica, di laborialità, di pluralità dei punti di vista e delle prospettive, di collegialità vissuta come confronto attivo; attraverso un progetto strettamente culturale che per molti anni ha avuto una straordinaria forza di impatto dando risposte cognitive, educative - e quindi anch'esse culturali - a bisogni sociali. L'impresa è difficile: la ostacolano il calo di motivazione degli insegnanti, il calo di tensione civile dei cittadini, il calo di fiducia in idee e temi che hanno caratterizzato una storia che la liquidità dell'oggi ci fa sembrare lontana anni luce. Ma che era solo ieri. È curioso che Gelmini e colleghi abbiano deciso scientemente di penalizzare con maggiore violenza la scuola elementare, l'ordine più efficace del sistema scolastico italiano; quello la cui esperienza didattica viene considerata esemplare da molti punti di vista. È curioso ma non casuale. Da queste e da molte altre ragioni è motivato lo scetticismo sulla veridicità delle promesse di Gelmini: grembiule, maestro unico, tagli, provvedimenti antibullismo di facile impatto mediatico ma di probabile inefficacia, cinque in condotta, mal si coniugano con l'ampio respiro che ha dato vita ad una delle esperienze più significative della scuola italiana.

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Più scuole, meno maestri (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Divina In viaggio di nozze in Primiero, il candidato presidente non rinuncia alla politica Più scuole, meno maestri In questo periodo, dopo il matrimonio di sabato scorso, si è concesso qualche giorno di viaggio di nozze. Ma non ha voluto né lasciare il Trentino, che il prossimo 26 ottobre si candiderà a governare, né trascurare l'attività politica. Così in Primiero il senatore leghista Sergio Divina ha trovato il modo di unire l'utile al dilettevole, alternando momenti di relax ad altri dedicati alla campagna elettorale. Ieri sera ha tenuto un comizio a Fiera di Primiero mentre in mattinata, in una conferenza stampa all'hotel Tressane di Tonadico, ha lanciato alcune proposte che faranno parte del suo programma elettorale e che toccano alcuni temi caldi: turismo, energia, mobilità e scuola. Visto che è in ferie in Trentino, la partenza non poteva che essere riservata al turismo: "Dopo aver fatto per cinque anni l'assessore al turismo, Mellarini se ne esce dicendo che il nostro modello è quello altoatesino. Significa che ha completamente cannato politica. Bisogna sostenere la nostra offerta aiutando gli alberghi, come già succede in Austria, con una politica fiscale ad hoc. La Provincia dovrebbe rinunciare a parte delle accise. Verrebbe sicuramente compensata da entrate di altra natura prodotte proprio dall'incentivo all'economia che si darebbe riducendo il prezzo di benzina e gasolio, una misura ancor più necessaria nelle zone non raggiunte dal metano. Per la montagna la defiscalizzazione è di 13 centesimi al litro, la Provincia dovrebbe aggiungerne altri 20". Per quanto riguarda la mobilità, Divina intende togliere il Primiero dall'isolamento: "Questa - spiega - è di fatto un'enclave veneta raggiungibile da un'unica strada che passa appunto nella regione confinante. Con il Veneto bisognerebbe così raggiungere un accordo che preveda la compartecipazione del Trentino alle spese per migliorare la viabilità: i nostri vicini avrebbero strade più belle e i primierotti godrebbero di collegamenti più rapidi e sicuri. Bisognerebbe però pensare a nuovi tunnel di raccordo tra il Primiero e la Valsugana, da realizzare sotto il passo del Brocon, e tra il Primiero e il Vanoi, oltre a un collegamento veloce tra il Tesino e la Valsugana. Si chiuderebbe così un anello che attualmente è incompleto". Quanto alla scuola, il candidato presidente Divina condivide in toto le proposte del ministro Gelmini: "A differenza di Dellai - afferma - noi vogliamo tenere aperte le scuole nei paesi. Nessuna coppia si sposerà in periferia se sa che non esiste un sistema scolastico. La proposta del maestro unico mi pare assai utile per il nostro territorio. I risparmi che essa consente, possono essere utilizzati per tenere aperti gli istituti in periferia. Anche le pluriclassi, là dove sono necessarie, non sono da demonizzare". Il senatore torna poi sulla questione del voto in condotta e sulla proposta del grembiule: "Giusto offrire agli insegnanti anche uno strumento coercitivo, per insegnare ai ragazzi la cultura del rispetto. Anche quella del grembiule ci pare una proposta assolutamente condivisibile: senza gare a chi espone la marca più alla moda, i ragazzi avranno tutti pari dignità". "Comunque - conclude Divina - per noi resta fondamentale il riequilibrio del nostro territorio, anche attraverso la decentralizzazione dei servizi. Se riusciremo in questo, l'economia e il tessuto sociale del Trentino saranno salvi". 13/09/2008.

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Scuola, chi ha paura della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana" attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana" attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"PARLA SOFRI TUTTI ZITTICaso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleIl Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Esame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Texas, Ike mette in fuga 3,5 milioni "Morte certa per chi rimane qui"Georgia, pugno duro della Palin: "Pronti alla guerra con la Russia"L'arte metropolitana a Milano fra graffiti, grafica e pubblicitàAmalfi: un festival per le repubbliche marinare Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (2) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Scuola, prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-13 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Striscioni e slogan Scuola, prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato "Gelmini, Dominici: ritiratevi!". Ieri mattina, una cinquantina di ragazzi dei collettivi studenteschi si sono ritrovati vicino all'ufficio scolastico in via Ripamonti. Hanno bloccato l'entrata e sono saliti, "armati" di striscioni e fumogeni. Un gruppo di ragazzi è riuscito ad arrivare al terzo piano, direttamente nell'ufficio di Anna Maria Dominici. Il direttore non era presente, e i giovani hanno appeso fuori dalle finestre uno degli striscioni di protesta. "In arrivo altre iniziative" hanno garantito i collettivi. A PAGINA 5 Argentieri.

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Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Proteste "Scuola svuotata dei contenuti". La Cisl: stato di crisi Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato In 50 bloccano l'entrata e lanciano fumogeni Irruzione nell'ufficio del direttore scolastico. I collettivi: "è solo l'inizio, le mobilitazioni dureranno tutto l'anno" "Gelmini, Dominici: ritiratevi! La scuola vi ha bocciate! ". Uno striscione appeso fuori dalla finestra del direttore regionale, nella sede dell'ufficio scolastico. Comincia così, l'autunno caldo delle contestazioni. Con un'occupazione. La prima di una serie di proteste degli studenti dei collettivi, ancora quando molti istituti devono iniziare, e non soltanto dei collettivi: la Cisl- scuola di Milano ha proclamato lo stato di crisi. Ma ieri sono stati i giovani a farsi sentire e notare. Annunciando "dure mobilitazione per tutto l'anno". Perché le manovre del ministro "sono solo di facciata, volte a dare un'apparenza di serietà a una scuola-vetrina svuotata sempre più nei contenuti e privata della possibilità di formare persone critiche". L'appuntamento era per le 11. Incuranti della pioggia, circa una cinquantina di ragazzi si sono ritrovati vicino all'ufficio scolastico in via Ripamonti. Arrivati sotto l'edificio, hanno bloccato l'entrata con striscioni e fumogeni. Un gruppo di studenti è riuscito ad arrivare al terzo piano, nell'ufficio di Anna Maria Dominici. Il direttore non era presente, quando hanno appeso fuori dalla finestre lo striscione: "Volevamo consegnarle un esame di recupero in materia di scuola, ma si è resa irreperibile " hanno detto i giovani. Che poi si sono affidati a slogan urlati al megafono e cori da stadio per circa un'ora. La protesta si è conclusa con un corteo "improvvisato fino alla circonvallazione". Alla Dominici è arrivata tra gli altri la solidarietà dell'assessore regionale all'Istruzione Gianni Rossoni: "La manifestazione del dissenso verso scelte politiche precise - ha detto - è sempre possibile purché avvenga attraverso forme democratiche e nel pieno rispetto del ruolo istituzionale di chi tali scelte ha compiuto". Benedetta Argentieri 50 I ragazzi dei collettivi studenteschi autori del blitz ieri mattina in Provveditorato Il blitz Gli studenti "armati" di striscione davanti alla sede del Provveditorato, teatro del blitz dei collettivi studenteschi.

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IN ONDA SUL WEB (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: IN ONDA SUL WEB LA MARATONA Sul sito del "Sole" dieci ore di diretta per il ritorno in classe Ore 8-10 Partirà con il suono della prima campanella il collegamento in diretta web con i giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore Ore 9,50 Sarà lanciato il videosondaggio sulle novità Ore 10-12 Sarà il momento di chi il primo giorno di scuola lo vive: studenti e insegnanti si collegheranno via web-cam per porre i loro quesiti agli esperti Ore 12-15 Spazio agli approfondimenti: come la scuola aiuta a trovare lavoro,il ritorno dell'educazione civica, il ruolo dello sport, quanto l'hi-tech serve agli studenti, l'alimentazione sui banchi di scuola e i costi dell'istruzione Ore 15 Intervista –realizzata con Radio24 –al ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le interviste www.ilsole24ore.com.

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Gelmini: in salvo il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: Il confronto politico. "Potenziamento del 50%" Gelmini: in salvo il tempo pieno Da scuola a scuola, di nuovo sul maestro unico. Dalla "Scuola di formazione politica di FI" a Gubbio il ministro Mariastella Gelmini torna sull'argomento della riforma della scuola primaria. E difende il "maestro unico", "una scelta pedagogica", ma "anche un modo per recuperare risorse e impiegarle meglio". Il riferimento è alla possibile scomparsa del tempo pieno, che invece secondo il ministro vedrà "addirittura un potenziamento del 50%". Gelmini riserva una stoccataa Walter Veltroni, che parla della riforma della scuola come di "un attacco al settore meglio funzionante della scuola italiana: le elementari ". "A mio parere - afferma Veltroni - più maestri significherebbero un miglioramento per l'insegnamento". Ma il ministro non ci sta e affonda sul leader Pd: "Si lamenta solo della situazione che tanti governi di sinistra e che una cultura di sinistra hanno determinato". Una situazione su cui "ha pesato il '68 con il suo buonismo, con il suo egualitarismo che hanno appiattito il livello verso il basso". Le critiche, però, non arrivano solo da sinistra. A Famiglia Cristiana, infatti, non piace una riforma scolastica fatta a colpi di decreto legge, senza dibattiti e confronti. "Forse il ministro fai-da-te si è consultata solo con le competenze di casa sua, la madre e la sorella maestre. Ma tutto questo cambiamento improvviso sembra più di facciata che di sostanza". Per il settimanale delle edizioni paoline, nella riforma c'è il vecchio che avanza e il nuovo che si affaccia: troppe uova in un solo paniere. "Ma non sarà il 5 in condotta a raddrizzare i ribelli, non sarà il maestro unico, o il taglio delle cattedre, a sanare il bilancio, né il voto numerico, o la riduzione delle ore in classe, a garantire più qualità all'insegnamento". La Toscana intanto annuncia il ricorso alla Consulta "contro il decreto 112 del governo per quanto riguarda l'organizzazione della rete scolastica". E Unicobas annuncia lo sciopero nazionale del 3 ottobre, con manifestazione a Roma. Per Mariastella Gelmini si prospetta un autunno di proteste e scioperi. Di cui, per Famiglia Cristiana, dovrà fare le spese: "Se non saprà ascoltare le critiche che si alzano dal mondo scolastico, se non si confronterà con l'opposizione e non farà aggiustamenti, la sua riforma sarà di facciata. E la scuola resterà, come diceva don Milani, un ospedale che cura i sani e rifiuta i malati". D. Aq. LE CRITICHE "Famiglia cristiana" attacca il ministro: se non farà aggiustamenti la sua riforma sarà di facciata.

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ScuolaD@y , lunedì la maratona online (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: Istruzione. L'iniziativa multimediale del Sole 24 Ore "ScuolaD@y", lunedì la maratona online MILANO è tutto pronto per lo ScuolaD@ y. Partirà, infatti, alle 8 di lunedì la maratona multimediale che "Il Sole 24 Ore" dedica all'istruzione, in concomitanza con il primo giorno di lezioni in quasi tutte le Regioni italiane. Lo ScuolaD@y – che sarà visibile sul sito internet del Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.com) – coinvolgerà tutti i media del Gruppo, dal quotidiano, ai Dorsi regionali, al quindicinale "Scuola-Il Sole 24 Ore" a Radio 24. Lo ScuolaD@y comincia in edicola. Con "Il Sole 24 Ore del lunedì" i lettori troveranno un vademecum per orientarsi tra le novità introdotte di recente: alcune già operative da quest'anno scolastico, altre annunciate per il prossimo. Alle 8 inizierà la diretta web, con l'intervento del direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli. Poi, i giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore metteranno a fuoco i punti-chiave delle riforme degli ultimi anni, partendo dagli spunti forniti dalle mail e dai videomessaggi dei naviganti (che si possono inviare, già da ora e per tutta la giornata di lunedì, con telefonino o web-cam alla casella scuoladay@ilsole24ore.com). Il dibattito sarà animato anche da sindacalisti ed esperti del mondo della scuola. Il nostro sistema scolastico sarà messo a confronto con quelli stranieri: saranno le videotestimonianze dei corrispondenti esteri a spiegare come funziona l'istruzione nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Russia e negli Stati Uniti. Nella mattinata troverà spazio anche il lancio del videosondaggio, pensato per far emergere le opinioni sulle novità. Sarà poi la volta di studenti e insegnanti, che, dalle scuole, si collegheranno con la redazione multimediale via web cam. La maratona continua con gli approfondimenti tematici: "La fabbrica degli occupati", che spiegherà come e quando la scuola aiuta a trovare lavoro, il ritorno dell'educazione civica, il ruolo dello sport, quanto l'hi-tech serve agli studenti. Si potranno, poi, vedere, oltre che ascoltare, le trasmissioni di Radio24 "Essere e Benessere ", dedicata all'alimentazione sui banchi di scuola, e "Salvadanaio ", che indagherà i costi dell'istruzione. Nel pomeriggio sarà ospite dello ScuolaD@y il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda anche su Radio24. Ancora: nella redazione multimediale entreranno genitori, insegnanti (di ruolo, precari e presidi) e studenti. E poi videoracconti, foto, vignette, filmati. In chiusura, appuntamento con i risultati del videosondaggio. Lo ScuolaD@y va in onda anche su Radio 24: all'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del sondaggio e le interviste. E-mail e videomessaggi possono essere inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.com Il programma è sul sito www.ilsole24ore.com.

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Di Pietro, critiche a Veltroni E avverte: c'è il rischio dittatura (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-13 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Nel centrosinistra Il leader dell'Idv: Silvio è mefistofelico Di Pietro, critiche a Veltroni E avverte: c'è il rischio dittatura "Non siamo più un partito di protesta, punto all'8%" DAL NOSTRO INVIATO VASTO - Due ore sotto una pioggia che va e viene, prigionieri di un'umidità da giungla cambogiana. Due ore a disegnare un futuro tutto in rosa, forte degli ultimi sondaggi che lo vogliono all'otto per cento. Due ore a ribadire che il suo piccolo partito è diventato grande ("Non siamo più un partito di nicchia, che raccoglie solo voti di protesta"), e a demolire avversari ed ex alleati. "Vogliamo ribadire che il nostro modo di fare politica è senza "se" e senza "ma" - grida - e soprattutto senza "ma anche"...". La frecciata a Walter Veltroni scalda la platea, ma resterà l'unica: c'è il governo Berlusconi da demolire, Veltroni può aspettare. Un governo - dice Antonio Di Pietro al suo popolo radunato nel cortile di un meraviglioso palazzo, e sparso per i vicoli attorno - a rischio fascismo. ""Il controllo dell'informazione e l'omogeneizzazione della cultura ci stanno portando dritto dritto verso una dittatura, senza che noi ce ne accorgiamo. Sappiamo bene che in Italia c'è stato un fascismo con l'olio di ricino e che difficilmente quegli anni potranno tornare. Ma le parole azzardate di Alemanno e La Russa ci fanno capire che il rischio di un ritorno indietro è sempre esistente". Berlusconi è "mefistofelico", secondo Di Pietro. Nei suoi primi 100 giorni è riuscito a togliere "quasi 3 miliardi al comparto sicurezza, anche se la sicurezza era stato uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale ". E il lavoro, primo punto del programma della sua Italia dei Valori? "Il precariato è un ricatto insostenibile, la riforma Gelmini vende fumo e brucia arrosto, e lascerà senza lavoro 100 mila insegnanti. Quanto all'Alitalia, è l'ennesima speculazione finanziaria alle spalle del contribuente. In realtà si tratta del salvataggio di AirOne mascherato... Il commissario non deve mettere in liquidazione la società, deve fare il suo lavoro, e cioè far funzionare Alitalia. Come ha fatto Bondi con Parmalat ". Per non parlare della legalità, l'argomento che forse sta più a cuore all'ex Pm. "La legalità viene letteralmente calpestata dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza, che o è ricattata o è connivente. Il Lodo Alfano è una vergogna per il nostro paese ". Di Pietro lo boccia dunque per intero, e promette gazebo in tutta Italia ad ottobre per raccogliere firme contro le nuove misure varate dal ministro della Giustizia. No anche al braccialetto elettronico: "Finora è costato 10 milioni di euro, e solo 7 fra quelli a cui l'avevano imposto non sono scappati...". No anche al progetto di Mara Carfagna sulla prostituzione, perché "non si può ridurre tutto a mettere in galera ragazze-schiave arrivate da altri paesi". Ma l'Italia dei Valori non è un partito di soli "no", garantisce il suo leader. E dunque ecco una sventagliata di proposte per ogni settore della vita pubblica: il lavoro, la giustizia, lo sviluppo dei trasporti (e qui salta fuori l'ex ministro), la trasparenza della politica. Un altro "no" Di Pietro se lo concede, alla fine: quello sulla legge elettorale per le europee proposta dal Pdl, che prevede uno sbarramento al 5 per cento. "E' una porcata", dice senza mezzi termini. "Noi non abbiamo paura, ci farebbe anche comodo, perché i sondaggi ci danno molto al di sopra di quella soglia. Ma questa non si può chiamare democrazia, perché il Parlamento europeo non deve avere solo una maggioranza, ma deve essere una rappresentanza dei popoli. Escludere i partiti che non piacciono con il giochino dello sbarramento non è corretto ". No anche all'abolizione delle preferenze: "Così le segreterie dei partiti si riprendono il diritto di far eleggere solo i loro amici...". E vedremo, conclude, "se su questo Veltroni è disposto a passare ad un'opposizione seria". Giuliano Gallo Il Lodo Alfano L'ex ministro lancia la sua campagna sulla giustizia: il Lodo Alfano è una vergogna per il nostro Paese. Ci saranno gazebo in tutto il Paese Le preferenze No all'abolizione delle preferenze: "Così le segreterie dei partiti - ha detto Di Pietro - si riprendono il diritto di far eleggere solo i loro amici" Bologna Veltroni ieri sera alla Festa dell'Unità.

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Cedegolo, la centrale è un museo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-13 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Brescia Archeologia industriale e tecnologia. Un investimento da tre milioni. Stamattina l'inaugurazione Cedegolo, la centrale è un museo Una turbina parlante, schermi, monitor e i ricordi in video degli operai L'impianto dell'Enel è rimasto in funzione sino al 1962 e cinque anni fa è partito il progetto per il recupero CEDEGOLO (Brescia) - Archeologia industriale e tecnologia moderna: enormi turbine e schermi al plasma, granito dell'Adamello e guide audio che si attivano grazie alle fotocellule. Passato e presente sono racchiusi nel "Museo dell'energia idroelettrica" che verrà inaugurato questa mattina e che è stato realizzato per raccontare un pezzo di storia, quello dello sfruttamento dell'acqua che diede una spinta decisiva all'industrializzazione del Paese tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Il museo è nella vecchia centrale dell'Enel di Cedegolo costruita fra il 1909 e il 1910 e rimasta in funzione fino al 1962. Dal 2000 appartiene al Comune di Cedegolo che cinque anni fa diede il via alla realizzazione del museo con un concorso di idee per il suo recupero. Oggi al suo interno sono stati inseriti tavoli con monitor che propongono giochi e quiz sull'energia Passato e presente idroelettrica. Una turbina "parlante " racconta il proprio funzionamento, sui muri sono stati appesi degli schermi da cui ex operai della centrale raccontano come si lavorava e c'è un tubo da attraversare a piedi che ricrea le atmosfere delle dighe I monitor, le turbine, gli schermi al plasma, i ricordi: al museo dell'energia il fascino della storia industriale da cui partiva l'acqua. Il recupero della vecchia centrale ha riguardato una superficie di 2.400 metri quadrati, di cui 1.400 allestiti per il museo. L'intervento (acquisto dell'edificio, opere edili e impianti, allestimenti multimediali) è costato poco più di 3 milioni e 215 mila euro. 2 milioni e 200 mila sono stati messi a disposizione dalla Regione Lombardia, 160 mila dalla Provincia di Brescia, 250 mila dalla Comunità montana di Valcamonica e dal Comune di Cedegolo. All'inaugurazione (alle 11), ci sarà il ministro Maria Stella Gelmini e del presidente della Regione Roberto Formigoni. Nel pomeriggio verrà proiettato il documentario "Il tempo si è fermato" che Ermanno Olmi realizzò negli anni '50 filmando il lavoro nelle centrali idroelettriche. Giuseppe Arrighetti Il racconto Tra le turbine anche una parlante I monitor Video ad alta tecnologia per scoprire il museo La lezione Il fascino dell'energia, dell'acqua e del lavoro.

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I sindacati sono sul piede di guerra per la politica dei tagli (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Scuola I sindacati sono sul piede di guerra per la politica dei tagli Sindacati della scuola sul piede di guerra. Anche nella provincia di Frosinone si avverte la fibrillazione degli operatori del settore dell'istruzione, riguardo alle novità annunciate dal Ministero di viale Trastevere. Nel settore desta preoccupazione, in particolare l'annunciata ottimizzazione delle risorse umane. Dura la presa di posizione della sezione provinciale della Cisl scuola. "La politica dei tagli selvaggi - afferma il segretario generale Alessandro de Santis - è arrivata anche nelle nostre scuole con decurtazioni pesanti sia sul fronte occupazionale che della formazione". De Santis si mostra scettico di fronte alle dichiarazioni ufficiali che parlano di misure necessarie per offrire una offerta formativa più competitiva agli studenti italiani. "Si tratta di una politica dei tagli che ha come alibi, come presunta giustificazione, quella di garantire una scuola migliore - continua il segretario generale di Cisl scuola della provincia di Frosinone - nonostante che vi sia da parte del ministro e del governo una visione distorta e diversificata della didattica in Italia, per cui vi sono scuole del sud di serie B e scuole del nord di serie A. Una posizione elitaria e poco democratica". De Santis commenta poi, aspramente, le novità introdotte dal ministro Gelmini: "Si torna indietro negli anni pensando di reintrodurre nella valutazione finale il voto in condotta che dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole che, a nostro avviso ha cause diverse che esigono indubbiamente da parte della scuola, delle famiglie e della società una costante attenzione e un monitoraggio più pressante. Sul caso del maestro unico - continua De Santis - la Cisl ha detto no, attraverso i suoi dirigenti, come il segretario generale Scrima, in quanto va a colpire la formazione e la crescita socio-culturale degli alunni e di tutto il sistema paese". I.P.

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La carica dei cinquemila (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

VOTO IN CONDOTTA il caso Le superiori alla vigilia del nuovo anno LEZIONI Dove&Quando Per la prima volta farà media con le altre materie Da lunedì si torna a scuola. I presidi: preoccupati per i tagli al personale La carica dei cinquemila ANTONIO GIAIMO Orari completi in tutti gli istituti del comprensorio PINEROLO Da lunedì il centro studi di Pinerolo, quello che comprende liceo scientifico, istituto superiore "Buniva" (tecnico e liceo artistico), la scuola media "Lidia Poet", l'istituto tecnico, l'ipsia e l'alberghiero, sarà nuovamente animato dagli oltre cinquemila studenti, che provengono da Pinerolo, ma anche dai comuni della pianura e dalle tre valli. Molte le novità in arrivo: "Con una di queste già si sono confrontati - dice il preside dell'istituto Buniva, Fulvio Gottero - ed è stato l'esame di riparazione". I risultati sembrano incoraggianti: "Su duecentoventi studenti che avevano delle insufficienze, solo il 10% dovrà ripetere l'anno, i bocciati sono stati 21. Ma se è chiaro questo meccanismo, vogliamo invece capire quale contributo il governo assegnerà alla scuola per dare il via ai corsi che serviranno per recuperare questi studenti". Un altro aspetto con il quale gli allievi dovranno confrontarsi è il voto di condotta, che adesso farà media con le altre materie. Resta la preoccupazione per i tagli che hanno riguardato il personale non docente, bidelli e segreterie, e per quelle figure professionali che sono impegnate nelle attività di sostegno. Si preannuncia un inizio di scuola regolare per gli ottocento alunni della scuola media Lidia Poet, che conta venti classi a Pinerolo, otto a Frossasco, sei a Piscina e quattro a Buriasco. Qui il 90% degli insegnanti è di ruolo e in questi giorni i dirigenti d'istituto hanno avuto via libera dall'ufficio provinciale scolastico per nominare i supplenti. "Un paio di giorni con orario ridotto - spiega il preside, Ezio Michelis - e poi si comincia con l'orario pieno, mattino e pomeriggio, con la mensa in funzione. Senza dubbio uno degli aspetti con il quale ci dovremo confrontare è il ritorno del voto e dell'importanza che ha l'applicazione della media matematica. Infatti, mentre con le vecchie regole dal giudizio insufficiente era più facile risalire verso la sufficienza, adesso se si applica rigidamente la media aritmetica il recupero può diventare più difficile. La valutazione se sarà strettamente matematica rischia di penalizzare lo studente. All'interno della nostra scuola è sorta una commissione che avrà il compito proprio di fornire ai colleghi le linee guida in questo cambiamento". E alle 8,20 di lunedì mattina squillerà anche la campanella del liceo scientifico "Marie Curie": 85 insegnanti, 1.180 studenti, 47 classi. "Si parte con l'orario completo fin dal primo giorno - dice il preside, Gaetano Leo - e, sebbene nella nostra scuola non ci siano episodi da segnalare, la prima circolare riguarderà il divieto dell'utilizzo dei videotelefonini. Saremo severissimi se qualcuno durante le lezioni o all'interno della scuola catturerà immagini da mettere poi in rete". Il preside del Marie Curie accoglie positivamente l'introduzione nella valutazione del voto di condotta, "al quale già negli anni scorsi avevamo comunque dato grande importanza". Benvenuto anche il giro di vite imposto dal ministro Brunetta che, anche per un solo giorno di assenza, ha previsto la visita fiscale agli insegnanti, "anche se ho visto che i dati che trattano questo fenomeno riguardano altri settori del pubblico impiego, non la scuola". Un inizio d'anno, dunque, senza problemi. "Sotto il profilo della didattica sì, ma purtroppo la Provincia ha dato un taglio ai lavori di manutenzione e basta fare una visita nel nostro liceo per capire che forse un po' più di mano d'opera servirebbe". PINEROLO Concorso ippico Seconda giornata di gare del concorso ippico internazionale Csi che si svolge oggi e domani nel campo ostacoli di piazza d'Armi. Si disputeranno cinque premi: Rotary Club di Pinerolo, una categoria mista per cavalli di 6 anni; le gare della Comunità Montana Val Pellice; dell'Ativa; del Lions Club Pinerolese Host e per concludere il premio Goldenboom Italy. Le gare riprenderanno domani, sempre alla 8, con il premio della Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, a seguire il premio Expo Fiere & Eventi, Corcos Industriale di Freudenberg & Cosso e il memorial Ludovico Cosso. La gara più attesa della giornata è quella del pomeriggio, il Gran Premio della Città di Pinerolo e Memorial "Avvocato Giovanni Agnelli". Il montepremi totale per i concorsi ippici pinerolesi è di 82 mila euro. Al temine delle giornate di gare saranno assegnati numerosi premi d'onore, fra questi una targa offerta dal presidente della Repubblica al miglior cavaliere o amazzone italiano. La settimana prossima si disputerà il concorso ippico nazionale. OSASCO Festa patronale Per i festeggiamenti del santo patrono domani dalle 8 alle 20 fiera hobbistica e mercatino delle pulci, alle 8,30 bocce poule a otto formazioni, alle 16 "il cane più simpatico", alle 21 ballo con orchestra. Conclusione della festa patronale lunedì, alle 14 gara alle bocce, alle 16 "Le marionette", spettacolo per grandi e piccini, alle 21 ballo con orchestra Per tutta la serata servizio bar e ristorazione, con bavette allo scoglio. Ingresso libero. A cura della Proloco. Info: 0121/54.14.10. FROSSASCO Mostra Inaugurazione questo pomeriggio alle 16,30, presso la Villa comunale, della mostra da titolo "Quattro passi tra le stelle". Un viaggio nella fantascienza dalle origini ai giorni nostri. Saranno quattro le sezioni, ognuna delle quali dedicata ad un aspetto scientifico. Si prosegue alle 17 con una tavola rotonda su "La fantascienza italiana tra passato e futuro". La mostra resterà aperta anche domenica con il seguente orario, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20. PRAGELATO Fiera zootecnica Oggi per tutta la giornata si svolge, presso i prati della seggiovia Clot dla Soma, la fiera zootecnica dell'Escarton. Saranno presenti oltre 400 capi di bestiame, si proseguirà alle 18 con balli, gofri e cena comunitaria a Casa Pragelato. SAN SECONDO Spettacolo teatrale Questa sera alle 20,45, presso la sede del circolo ricreativo Airali, si alza il sipario su "Ij emigrant", una commedia brillante in dialetto piemontese proposta dalla compagnia Piccolo Varietà. Ingresso libero. TORRE PELLICE Cinema Questa sera nell'ambito della rassegna "I sogni dell'età", proiezione cinematografica presso la Comunità Alloggio Uliveto di via Angrogna 18. Verrà proposto il film di Niki Caro "La ragazza delle balene". VIGONE Storia locale Questo pomeriggio alle 17, nei locali del Gesù, presentazione del libro "Vigone nella storia dal 1700 ai giorni nostri". Inoltre domani sotto i portici di via Umberto I, per tutta la giornata, mostra dell'artigianato artistico e tradizionale. In piazza Palazzo Civico mostra ornitologica ed avicola. Infine dalle 15 spettacoli itineranti per il centro cittadino. \.

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SONDAGGIO. Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico   I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani, contrari alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over 55" che si esprimono ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli elementi principali emersi da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro Gelmini sulla nuova riforma della scuola stanno generando molteplici dibattiti e polemiche, ma alcune iniziative sono ampiamente condivise dai Veneti, come il ripristino del grembiule alle elementari. Circa l'84% degli intervistati, infatti, è favorevole a tale iniziativa, con la diffusa convinzione che in questa maniera si possano limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani tuttavia emerge più di un disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del grembiule un semplice fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si collocano anche quelli che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le famiglie e chi ritiene il grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli intervistati (91%) è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di ogni studente; tale apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa essere utile per insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli altri (71%), e circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo si possano contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie occasioni hanno occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una sparuta minoranza si schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia di bocciatura non sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai giovani. Nel complesso, tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro unico alle elementari: esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide la proposta (56%), dato che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i bambini delle elementari sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo schieramento dei contrari è consistente (44%); il disappunto deriva principalmente dall'opinione che un unico maestro non possa avere le competenze necessarie a trattare tutte le materie. Inoltre, la possibilità di alternare tre maestri, come prevede l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i bambini a rapportarsi con più persone. Un contrario su cinque sostiene poi che la riduzione dei costi della scuola non deve passare attraverso il taglio del personale. Sono i giovani sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità, perché il ripristino del maestro unico viene visto come un ritorno al passato, mentre la scuola dovrebbe guardare avanti, con un sistema di insegnamento dinamico e più vicino alla realtà di oggi.  .

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È spaccatura invece sul maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

SONDAGGIO. Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico   I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani, contrari alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over 55" che si esprimono ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli elementi principali emersi da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro Gelmini sulla nuova riforma della scuola stanno generando molteplici dibattiti e polemiche, ma alcune iniziative sono ampiamente condivise dai Veneti, come il ripristino del grembiule alle elementari. Circa l'84% degli intervistati, infatti, è favorevole a tale iniziativa, con la diffusa convinzione che in questa maniera si possano limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani tuttavia emerge più di un disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del grembiule un semplice fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si collocano anche quelli che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le famiglie e chi ritiene il grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli intervistati (91%) è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di ogni studente; tale apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa essere utile per insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli altri (71%), e circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo si possano contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie occasioni hanno occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una sparuta minoranza si schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia di bocciatura non sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai giovani. Nel complesso, tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro unico alle elementari: esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide la proposta (56%), dato che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i bambini delle elementari sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo schieramento dei contrari è consistente (44%); il disappunto deriva principalmente dall'opinione che un unico maestro non possa avere le competenze necessarie a trattare tutte le materie. Inoltre, la possibilità di alternare tre maestri, come prevede l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i bambini a rapportarsi con più persone. Un contrario su cinque sostiene poi che la riduzione dei costi della scuola non deve passare attraverso il taglio del personale. Sono i giovani sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità, perché il ripristino del maestro unico viene visto come un ritorno al passato, mentre la scuola dovrebbe guardare avanti, con un sistema di insegnamento dinamico e più vicino alla realtà di oggi.  .

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<Progetto casa> pensa all'ambiente (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

MONTICHIARI. Presentata la 16a edizione "Progetto casa" pensa all'ambiente   La 16a edizione della mostra "Progetto Casa", che si aprirà al Centro Fiera di Montichiari dal 20 al 28 settembre, è stata presentata ieri a palazzo Broletto dal direttore organizzativo Ezio Zorzi e alla presenza del presidente provinciale Alberto Cavalli. "Non si parlerà solo di casa - ha promesso Zorzi - ma anche di ambiente ed energia". Progetto Casa coprirà lo spazio di 5 padiglioni del Centro Fiera e per questa esposizione sono attesi non meno di 25.000 visitatori, con ben 180 espositori diretti, provenienti non solo dal Bresciano ma pure dalle province limitrofe di Bergamo, Cremona, Mantova e Verona. Una novità sarà la tavola rotonda prevista per sabato 27 settembre, alle ore 15, che vedrà confrontarsi relatori di prestigio internazionale sul tema "La casa esteriore e la casa interiore: come attivare le energie armoniche della casa". L'assessore Gelmini di Montichiari ha espresso fiducia su un "evento in crescita". Aperta sabato 20 (dalle ore 14 alle 23); domenica 21 (10-22,30); lunedì 22 (17-22,30); giovedì 25 (17-22,30); venerdì 26 (17-23); sabato 27 (14-23); domenica 28 (10-22,30).F.D.C.

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Chianciano Terme, 11:51 - SCUOLA: GELMINI SPESA ISTRUZIONE FUORI CONTROLLO (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

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Elementari di Pero Resteranno le cinque classi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

VARAZZE Elementari di Pero Resteranno le cinque classi Restano in attività le cinque classi delle scuole elementari al Pero e Casanova di Varazze. "Per quest'anno didattico la situazione resta immutata - spiega il sindaco Antonio Ghigliazza -. La rimodulazione del corpo docenti non dipende dal Comune, ma dal ministero. Io sono favorevole al maestro unico e, a livello globale, questa nuova figura potrebbe incidere nel riassetto scolastico". A maggio l'ipotesi formulata era quella di chiudere le prime due classi al Pero e trasferire gli scolari a Casanova, per riportarli al Pero negli ultimi tre anni del ciclo. Scelta che scatenò le ire dei genitori. Il taglio del corpo docenti maturò già durante il governo Prodi, ma l'assessore Giulio Alluto (Pd) si scaglia contro il ministro Gelmini e sul tema ha proposto un ordine del giorno per il prossimo Consiglio. "I varazzini devono ben sapere da dove giungono i tagli e chi è il responsabile. Il pericolo della chiusura della scuola del Pero, con il ministro Gelmini, aumenterà". \.

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La scuola vista con gli occhialini del contabile (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 13-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cosimo De Nitto, 13 settembre 2008, 13:52 L'intervento Siamo un Paese che arranca nella sfida della globalizzazione e nei settori strategici come l'energia, l'informatica, le comunicazioni, le tecnologie, e non riesce a dire la sua nonostante mandi, anzi cacci, i propri ricercatori in tutto il mondo. Ricercatori che si sono formati nella scuola italiana, che, a detta del Tremonti-Gelmini-Bossi pensiero, "rovina" le giovani generazioni I governi prima Da anni i dibattiti sulla scuola, da parte dei governi, cominciano così: nella scuola ci sono troppi insegnanti, il deficit pubblico non permette questi sperperi, negli altri Paesi europei il rapporto insegnanti-alunni è più alto, bisogna aumentare gli alunni per classe, diminuire le classi e gli insegnanti, diminuire le scuole, l'azienda Italia non ce la fa più (a causa della scuola?), bisogna razionalizzare, dimensionare, ridurre drasticamente gli sprechi. La grande stampa Da anni la stampa, la cosiddetta grande stampa, Repubblica e Corriere della Sera in testa, fa da sponda alle campagne governative dando risalto esorbitante a episodi di cronaca negativi, solo quelli però, perché gli episodi positivi, si sa, non fanno notizia. In questo modo fanno montare un'opinione pubblica negativa sulla scuola, che ormai viene descritta come uno scatafascio sgarrupato che "rovina" (termine usato da Tremonti, Gelmini, Bossi) generazioni di studenti, al limite del linciaggio morale e professionale dell'intera categoria degli insegnanti. Si nascondono dietro il diritto di cronaca e trascurano, colpevolmente, il dovere di dare sempre una rappresentazione equilibrata della realtà, non sbilanciata, una sorta di par condicio dell'informazione. Si fa finta di non sapere che la stampa e l'informazione in generale hanno anche il compito, che lo si voglia o no, di "formare" la coscienza critica e la cittadinanza. Il governo ora L'attuale ministro dell'Istruzione Gelmini è il risultato del combinato disposto tra ciò che i governi precedenti, centrodestra e centrosinistra (di meno questo, ma non ha invertito la logica e l'approccio) hanno prodotto per garantire il consenso alla messa in stato d'accusa della scuola. Ciò è stato premessa per operare tagli e disinvestimenti da un lato, e attaccarne il ruolo costituzionale dall'altro (scuola pubblica e per tutti, indipendentemente dalle condizioni di partenza e dal proprio stato di abilità culturale e fisica). Opportunamente e bonariamente guidata (questa era la disperata formula, i vecchi professori ricorderanno, che si usava quando le commissioni d'esame volevano, per varie circostanze, giustificare una stiracchiata sufficienza data ad un colloquio non entusiasmante) da Tremonti, la Gelmini non solo sposa la tesi economicistica, meglio dire l'approccio da contabile, ma si incarica, goffamente, di trovare giustificazioni pedagogiche (?) che non risultano altro che patetiche rimasticazioni ideologiche di una cultura di destra che, sotto questo profilo, semplicemente non esiste, se non come vagheggiamento di un passato già negativo, e superato, comunque incapace di affrontare le sfide del presente e del futuro. Un milione e trecentomila insegnanti Sono troppi, dice il duo Tremonti-Gelmini. Troppo o poco o troppo poco sono aggettivi o pronomi indefiniti che, per determinarsi quantitativamente, hanno bisogno di una proposizione correlativa rispondendo alla domanda: troppi rispetto a che o che cosa? In assoluto non è una cifra trascurabile, ma parliamo di un Paese, come l'Italia, che fa parte del G8, manda militari per garantire la pace (!) in tutto il mondo, è titolare del marchio made in Italy, è Paese fondatore della Comunità Europea, dobbiamo colmare il gap di un secolo e mezzo di questione meridionale, emigrazioni, ora immigrazioni. Dobbiamo colmare le differenze tra città e campagna, e montagna, tra nord e sud, tra centro e periferia, tra continente e isole, ecc. ecc... Siamo un Paese che ha tra i più bassi investimenti nella scuola, nella ricerca, nella cultura e ha altissimi livelli di dispersione scolastica e analfabetismo primario e di ritorno 1). Siamo un Paese in cui si legge pochissimo e i giornali, anche quelli non "governativi", hanno bisogno dei soldi pubblici per mantenersi, altrimenti chiuderebbero battenti. Siamo un Paese che arranca nella sfida della globalizzazione e nei settori strategici come l'energia, l'informatica, le comunicazioni, le tecnologie, e non riesce a dire la sua nonostante mandi, anzi cacci, i propri ricercatori in tutto il mondo. Ricercatori che si sono formati nella scuola italiana, che, a detta del Tremonti-Gelmini-Bossi pensiero, "rovina" le giovani generazioni. La moda dei modelli Ormai non ci si salva più. Imperversa la chiamata in causa dei modelli di scuola degli "altri" Paesi. "In Europa si fa così...." E via di questo passo. Tutti, anche coloro che non dovrebbero, chiamano a sostegno delle proprie tesi l'Europa; gli altri che fan così, gli altri fan colà. Ma di quale Europa si parla, se questa va dalla Germania alla Romania, dalla Francia alla Lituania, dal Regno Unito alla Bulgaria, dalla Spagna a Cipro ecc. ecc...? Come si fa a staccare il modello dal contesto storico, sociale, culturale di cui è prodotto, e ad assolutizzare pezzi di quel modello, per strumentalizzarli capziosamente a fini di bassa politica interna, per giustificare politiche altrimenti ingiustificabili? Per esempio, in Germania i disabili sono messi in college e classi differenziali, o speciali, come le chiamano loro. I ciechi con i ciechi, i sordi con i sordi, i down con i down. E poi? Un rapporto delle Nazioni Unite mette sotto accusa il sistema scolastico tedesco che secondo il curatore dell'inchiesta, Vernor MuÑoz Villalobos, in Germania i poveri, immigrati e disabili subiscono molte discriminazioni. I ragazzi diversamente abili sono relegati in scuole speciali. Agli immigrati che hanno cominciato a frequentare la scuola più tardi è impedito di scegliere l'istituto dove studiare. Certo che così facendo e non avendo una legge come la nostra legge n. 104 che detta i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona handicappata e stabilisce le linee riguardanti l'integrazione scolastica degli allievi diversamente abili, i tedeschi risparmiano insegnanti, in quanto i disabili sono raccolti tutti in un "luogo" ghetto e non sono distribuiti nelle classi "normali", facendo abbassare il numero di alunni per classe e impiegando un insegnante di sostegno e specialisti a vario titolo. I tedeschi risparmiano, ma sulla pelle di chi? Risparmiano a danno di un'integrazione scolastica che ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione, e questo può avvenire solo all'interno dell'aula scolastica assieme ai compagni "normodotati". Possibile che l'economia debba essere una condanna senza appello per alcuni, i più deboli, ed essere una festa di gala per altri, diciamo così, più fortunati? Che società mai vogliamo costruire di questo passo? Allora lasciamo ai Tedeschi o chi altri il diritto di decidere del loro modello, frutto della loro storia e delle loro scelte di politica sociale e scolastica. Ma non rinunciamo mai alla nostra storia, alle nostre specificità, alla nostra sensibilità umana e sociale. Il modello scolastico italiano contribuiscono a costruirlo la nostra storia, la situazione in cui versiamo, il modo in cui immaginiamo il futuro per il nostro Paese, le condizioni strutturali, le diversissime sensibilità degli attori sociali (ricercatori sociali, insegnanti, genitori, giovani ecc.), l'insieme delle istituzioni che hanno voce in capitolo, il tessuto democratico dell'associazionismo professionale, sindacale ecc. I decreti non servono. Lacerano, irritano, sono controproducenti, sono figli della paura del confronto e della faticosa mediazione, che è il sale della democrazia. E lo chiamano cambiamento, mentre sono solo tagli Il duetto Tremonti-Gelmini fa un ragionamento semplice-semplice. Noi (loro) vogliamo cambiare la scuola, perché così non si può andare avanti. Il Paese non sopporta una spesa così alta. Il nocciolo della faccenda è questo. E' un problema di bilancio. La scuola è un ente più o meno inutile, talvolta dannoso ("rovina" i giovani), e costoso. Bisogna tagliare. Cosa, dove? 2) Il 97% della spesa se ne va in stipendi, infatti non ci sono investimenti, con buona pace dell'Europa. Allora bisogna far fuori una parte consistente del "personale" scolastico. Non si pronuncia la parola docenti, perché è controproducente. Bene, dice Tremonti alla Gelmini, pensa tu, paga un po' di consulenti se non sei capace, basta che trovi delle ragioni "pedagogiche", che giustifichino questa decisione. La Gelmini cosa fa? Pesca nel peggiore armamentario del conservatorismo e cosa trova? Ordine, gerarchia, autorità, voto di condotta, divisa per tutti, merito, voti all'elementare, e, perché no, magari anche alla scuola dell'infanzia e al nido. Sono quisquilie e pinzellacchere, direbbe Totò, l'invenzione più efficace è il maestro unico o tutor di gruppi di livello. Quello sì che risolve i problemi di Tremonti, anche se fa fare un rovinoso passo indietro alla scuola italiana. A coloro che si oppongono lanciano l'anatema che sono conservatori e non vogliono cambiare; essi sì, Tremonti e Gelmini, sono i veri innovatori, e via dicendo... Esigenze economiche tutte da dimostrare. Giustificazioni "pedagogiche" che non si tengono nemmeno con l'attack. Ci sarebbero tante politiche di razionalizzazione e risparmio che si potrebbero fare, toccando poteri forti, feudi e imperi. Ma è più facile tirare il collo alle maestre e alla scuola. Se si volesse davvero il cambiamento, diverso sarebbe l'approccio. Più alta la proposta, più seria la ricerca, più aggregante il percorso. Ma si sceglie di mostrare i muscoli di un celodurismo patetico, ai confini del comico, se non fosse tragico per tante persone la cui vita insieme con quella delle loro famiglie viene sacrificata sugli altari del dio economia, sempre agnello con i forti, e sempre lupo con i deboli. ---------------------------------------------------------------------- 1)Consigliamo la lettura del bel saggio di Harrison Gualtiero, Callari Galli Matilde "Né leggere, né scrivere" Ed. Meltemi 1997. 2) A Ballarò Tremonti chiedeva a D'Alema: allora diteci voi dove dobbiamo tagliare. D'Alema ha farfugliato, ma la risposta era semplice-semplice: un governo taglia dove crede sia sprecato il denaro pubblico. Evidentemente il miglioramento del sistema scolastico non è una priorità del governo, come le leggi salva-Berlusconi. La scuola per Tremonti è un ente più o meno inutile, come quelli aboliti per legge tanto tempo fa e che ancora non sono stati soppressi.

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