HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 12-13 settembre
2008 #TOP
·
Articoli
Scuola (94)
Ho cambiato partiti
( da "Alto
Adige" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'idea della ministra Gelmini di trovare una formula di risparmio sulle spalle dell'educazione degli alunni delle elementari è proprio una delle dimostrazioni di dove si vuol recuperare denaro: dove c'è formazione. Dove finalmente si vedevano dei progressi sul piano educativo.
Maestro
unico, liberi di scegliere ( da "Alto Adige"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Decreto Gelmini, ispettori a Roma. "Abbiamo competenza, ma sul resto dovremo adeguarci" Maestro unico, liberi di scegliere Il ministero: "Bolzano ha facoltà di non introdurlo" BOLZANO. Con tutta probabilità, l'Alto Adige farà a meno del maestro unico, introdotto a livello nazionale dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini.
Dal
grembiule ai voti, così Trento sfida Roma
( da "Trentino"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: aver respinto la riforma di Fioroni non segue nemmeno la Gelmini JACOPO TOMASI TRENTO. Due filosofie, due sistemi diversi. Domani ripartono le lezioni, con gli studenti del Prati che anticipano l'avvio previsto per lunedì, ma che scuola troveranno? In Italia il ministro Mariastella Gelmini ha messo in atto una sorta di rivoluzione, ma in Trentino non è cambiato nulla rispetto all'
Sindacati,
un anno di fuoco ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA GELMINI Sindacati, un anno di fuoco Si annuncia un anno scolastico incandescente. i sindacati del settore scuola infatti hanno indetto un intero anno di mobilitazione e protesta. Si comincerà il primo giorno di scuola, il 15 settembre per il Veneto, con la distribuzione di una lettera aperta rivolta ai genitori per informarli sulle misure del Governo e sul decreto Gelmini che,
La
linea della Gelmini rischia di penalizzare il territorio: numerose polemiche da
docenti e associazioni ( da "Cittadino, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto del provvedimento del ministro Maria Stella Gelmini, spariranno 57 insegnanti delle scuole elementari. Sono le classi prime che, se la matematica non è un'opinione, secondo il sindacato Uniscuola, dovrebbero sorgere l'anno prossimo. "In tutta la Lombardia, dal primo settembre 2009 - tuona Leonardo Donofrio, presidente di UniScuola, sindacato indipendente - saranno licenziati 3.
Parola
di preside ( da "Cittadino, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del calibro del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e dell'editorialista del Corriere prof. Ernesto Galli della Loggia. I contenuti sono stati tantissimi così come gli spunti di riflessione e il dibattito che ne è seguito. Si è parlato di calendario scolastico, di docenti mal pagati, di bilancio dell'istruzione, di cattedre da ridurre, di studenti poco preparati.
E
chi si fa bocciare è un figlio di papà?
( da "Arena,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini chiede alla polizia in una nota di "non identificare" i suoi contestatori (com'è successo l'altro ieri) perché - sostiene - ha "abbastanza argomenti" per far da sé, l'ex ministro Pierluigi Bersani (Pd) la sfida a portare argomenti anche a lui: "Sono esterrefatto", dice, "dalla giustificazione che lei offre nell'intervista al Riformista sul suo cambio temporaneo di residenza
L'ex
ministro rinserra le fila del Pd ( da "Arena, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,
PARMA
- Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la
sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del
ministro dell'Istruzio ( da "Adige, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ne Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense.
Le
classi del ferraris nei prefabbricati
( da "Tirreno,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: connesso anche al nuovo piano di riforma del ministro Gelmini che prevede la reintroduzione della figura del maestro unico, con un taglio pesante anche nella nostra zona. Misure che si scontrano, ovviamente, con la necessità di dover reperire più aule per l'aumento degli iscritti italiani e stranieri e con il sostegno che la scuola deve garantire ai portatori di handicap.
Gli
appuntamenti di oggi ( da "Tirreno, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: controriforma del ministro Gelmini, no al maestro unico. Lunedì 15 un'ora di disubbidienza civile davanti alle scuole elementari italiane". Interviene Pieraldo Ciucchi (ore 12, gruppo Ps, consiglio regionale). INCONTRO. Viale Morgagni 85. Incontro sulla sclerosi sistemica, malattia che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni e che interessa complessivamente circa 20mila italiani (
Rifondazione
( da "Centro,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Altre RIFONDAZIONE RIFONDAZIONE Gelmini: ora vanno aboliti i ticket sulle medicine PESCARA. Il Segretario regionale Prc, Marco Gelmini, ha salutato positivamente la scelta del governo di procedere al commissariamento della sanità abruzzese senza applicare nuove tasse e ha ribadito la richiesta di alleggerire la pressione fiscale anche sulla sanità,
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ora il ministro Gelmini ha deciso di sospendere addirittura le procedure per l'ammissione alla scuola di specializzazione all'insegnamento secondario, e al contempo di non provvedere alla "sistemazione" del personale già abilitato. E' in gioco il futuro di migliaia di persone.
Zingaretti:
"scuola, allarme esuberi 6.400 posti di lavoro a rischio" - viola
giannoli ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mi auguro che il ministro Gelmini stabilisca un tetto per il numero di immigrati in ogni classe. Farò la mia parte per le scuole materne dove non dovrebbero esserci più di cinque stranieri". Intanto, l'amministrazione provinciale ha fatto il punto sui lavori programmati e realizzati per gli istituti superiori di Roma e del territorio.
Mamme,
maestre e bambini in piazza - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Siamo contente di incontrare il ministro Gelmini" TEA MAISTO "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, ridono i bambini". L'hanno cantata così, tenendosi per mano a formare un piccolo cerchio davanti a Montecitorio, un gruppo di bambini delle scuole elementari della capitale in protesta ieri mattina contro il maestro unico.
Rischiano
la cattedra 450 maestri elementari
( da "Tirreno,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Lo scopo del ministro Mariastella Gelmini - continua Daniela Fabbrini - è di risparmiare almeno otto miliardi di euro in tre anni dal comparto scuola. Il 70% delle risorse recuperate con questi tagli, però, non verranno reinvestite nell'istruzione secondo il decreto legge, ma in altri settori".
Hostess
e piloti disposti a tutto? ( da "Unita, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre in meno: visualizzi, lo scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito del rutilante mondo della scuola, sentite che cosa ho letto su "La Stampa": "Co.
MONTECITORIO
Girotondo per la scuola: Casca la Gelmini, vincono i bambini
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Casca la Gelmini, vincono i bambini" LA CANTILENA composta per l'occasione recitava: "Giro, girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, vincono i bambini". L'hanno scandita insieme a insegnanti e genitori gli alunni di alcune scuole elementari della zona sud-est di Roma, che ieri si sono dati appuntamento a Montecitorio per inscenare un mini-
Dibattito
sul tema "sos scuola pubblica"
( da "Tirreno,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La ministra
Gelmini e il presidente del Consiglio Berlusconi annunciano grandi cambiamenti
considerati adatti ad acquistare un consenso superficiale ora in questa ora in
quella fascia sociale: il grembiulino, il ritorno ai voti, il
Occupazioni,
picchetti e sit-in i precari pronti a dare battaglia - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per portare sin sotto gli uffici del ministro Gelmini le ragioni e la disperazione dei precari. Una trasferta alla quale potrebbe partecipare - dal punto di vista organizzativo - anche la Regione: "Sono pronto a darvi una mano" ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, che ha voluto essere in assemblea al fianco degli insegnanti.
Il
piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del conflitto sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la mobilitazione generale visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e votato da cinque milioni di lavoratori.
Scuola,
arriva il maestro a ore a pagarlo saranno le famiglie - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, dice che non ha potuto fare altro che chiedere ai genitori come assicurare il tempo prolungato ai bambini già iscritti. "Con le famiglie abbiamo deciso che saranno loro a pagarsi la copertura delle ore pomeridiane - confessa Casalgrandi - utilizzando personale delle cooperative, che in quelle ore terrà gli alunni,
Scuola,
la regione si ribella al governo - stefania la malfa
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Volantini Pd contro Gelmini STEFANIA LA MALFA simona poli Ricorso alla Corte Costituzionale contro i tagli alla scuola. La Regione reagisce così alla "rivoluzione Gelmini" che sta scatenando una serie di proteste tra sindacati, associazioni di genitori e istituzioni locali proprio alla vigilia del ritorno sui banchi, fissato in Toscana lunedì prossimo.
Scuola,
torna il maestro unico <Sono a rischio settemila posti>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, come è noto, si è impegnata non solo a mantenere il tempo pieno, ma addirittura, coi risparmi dei tagli, ad aumentarlo del 50 per cento. Ma Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola osserva: "Se la Gelmini non dice bugie deve chiedere che al momento della conversione in legge del suo decreto venga ripristinata la norma che prevede esplicitamente il tempo pieno così come
Premio
Belgioioso: ecco i finalisti ( da "Giornale.it, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fabrizio Cugia, Marcello Simoni, Roberto Gelmini e Sara Sajetti. La finalissima si svolgerà il 27 settembre al Castello di Belgioioso (Pavia), durante "Parole nel tempo", il salone della piccola editoria che attira ogni anno circa otto mila visitatori in due giorni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
A
scuola con il lutto al braccio ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: salta la contestazione al ministro Gelmini Famiglie e docenti scendono in piazza a difesa del tempo pieno, contro il decreto che istituisce il maestro unico alle elementari, e si danno appuntamento il 26 settembre per una manifestazione cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione generale" dice Sandra Soster della Cgil, oltre ad altre iniziative tipo il lutto al braccio.
Rambo
Mariastella alla polizia: <Affronto da sola chi contesta>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini (nella foto), donna elegante quanto decisa, non è certo tipo da farsi intimidire da qualche contestatore. Così, in visita pastorale al liceo Newton di Roma ha preso il coraggio a due mani e, non solo ha affrontato i suoi denigratori, ma ha rivolto un pacato quanto fermo invito alle forze dell'ordine.
Maestro
unico, l'altolà dei docenti ( da "Tirreno, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altolà dei docenti Oltre cento firme di insegnanti per fermare il ministro Gelmini LIVORNO. Cresce il malcontento nei confronti delle novità annunciate dal ministro dell'istruzione Gelmini: un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria dei circoli didattici Collodi e Micheli di Livorno, Nazario Sauro di Collesalvetti e delle Rodari di Stagno del Comprensivo Marcacci.
Così
il tempo pieno verrà spazzato via
( da "Tirreno,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini comporta "scelte gravemente negative verso il sistema pubblico dell'istruzione". C'è il rischio - si afferma - che venga spazzata via "anche l'esperienza del tempo pieno che nella nostra provincia ha una forte diffusione". Senza contare che aver proceduto a colpi di decreto legge "riduce il dibattito parlamentare e soprattutto annulla il confronto con i corpi sociali intermedi,
Pagina
II - Bari Il Partito democratico scende in piazza per dire no al Sud a passo
ridotto. Domani ... ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cisl e Uil contro la riforma Gelmini della scuola e contro l'introduzione in Puglia dei cosiddetti Eurostar lumaca sulla tratta Adriatica in direzione di Milano. Mentre a Lecce, alle 10,30, alla stazione ferroviaria di Lecce, si terrà una manifestazione di protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi su Trenitalia.
La
politica si spenda contro la povertà Voglio esprimere il mio apprezzamento per
l'i ( da "Stampa, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la più colpita invece dalla riforma del ministro Gelmini. Non sono un addetto ai lavori né esperto di pedagogia ma ritengo sbagliato tornare al maestro unico: forse è meglio abituarsi già dall'infanzia a rapportarsi con più insegnanti. Un ritorno al passato che oltre ad avere ripercussioni occupazionali (che ne sarà dei precari e di chi resterà senza cattedra?
Bossi,
il figlio a Palazzo con il placet di Silvio
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prima ancora della detestata Gelmini, quando Renzo fu bocciato - "per il secondo anno di fila!" fece notare perfidamente all'Ansa il senatore del Pd Antonio Rusconi - all'esame di maturità, nonostante avesse preparato una tesina dall'impegnativo titolo Carlo Cattaneo e la valorizzazione romantica dell'appartenenza delle identità.
Terza
media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Scuola Il ministro Gelmini alla polizia: non identificate chi mi contesta Terza media, cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese Più matematica ed educazione civica nei programmi Verso la modifica del triennio che precede le Superiori. In arrivo nelle classi migliaia di lavagne interattive multimediali ROMA - Sempre più test nell'esame di terza media.
Terza
media, prove nazionali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. D'altra parte è stato lo stesso ministro ad annunciare importanti novità per la scuola che accoglie i ragazzi in uscita dalle elementari. "Cambierò le medie", ha affermato Gelmini (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) aggiungendo: "C'è un deficit di formazione, servono più italiano, più matematica,
L'INIZIATIVA
MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al ministro Mariastella Gelmini ( nella foto). Ore 15-18 Spazio in studio a genitori, insegnanti e studenti per discutere e capire. Radio24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del sondaggio, le interviste. E-mail e videomessaggi possono essere inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.
Caccia
ai bimbi del vicino <Altrimenti la scuola chiude>
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, parla di razionalizzazione e pensa di sfoltire il corpo docenti tagliando 87 mila insegnanti, nel Pavese è scoppiata la battaglia delle scuole. Le armi? Libri gratuiti, bus navetta e servizio mensa per rubarsi studenti.
Patto
a tre per l'aerospazio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini e, soprattutto, preliminare alla creazione fra due mesi della società veicolo espressione delle tre Regioni. Interessante sarà verificare quale metodo verrà utilizzato dal meta- distretto per la distribuzione delle risorse da parte della newco, anche perché in teoria ci potrebbe essere una sorta di perequazione al contrario,
La
scuola, i sindacati e le riforme ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini quando denuncia la logica più sindacale che educativa che giustificò l'introduzione del “3x2” nella scuola elementare. Non che la scelta non avesse uno sfondo teorico. Ma si era ormai spenta la disputa che era divampata nei primi anni '80 fra i cattolici (favorevoli al maestro unico per evitare una divaricazione troppo netta fra scuola e famiglia)
Scuola,
non basta il ritorno al passato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'energia messa in campo dalla Gelmini si scontra con la mancanza di teorie educative adeguate alle circostanze. Ripristinare la meritocrazia è sacrosanto, ma servono idee nuove unitamente al rendersi conto che la strada finora seguita è diventata ormai impraticabile, costosa e soprattutto inutile.
Specchio
italiano ( da "Arena.it, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.
Ma
chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo
sosteneva anche Mark Twain ( da "Arena.it, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.
Fioroni
incontra gli 80 rappresentanti dei circoli
( da "Arena.it,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,
A
MONTORIO. E stasera c'è Dalla Chiesa
( da "Arena.it,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle 16 di ieri,
Bossi,
la Gelmini e i ministri <incompetenti>
( da "Brescia
Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Specchio italiano Bossi, la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole.
A
voi la parola ( da "Avvenire"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assimilata a ' stipendificio' dalla Gelmini, popolata da insegnanti vecchi, ignoranti, incapaci, e per di più terroni. Questi, a sentir Sacconi, scelgono la scuola 'perché è sempre meglio che lavorare' e, secondo Brunetta, rinfoltiscono oltremodo una pubblica amministrazione già grondante di 'fannulloni'.
12:46
BLITZ STUDENTI A PROVVEDITORATO MILANO, APPESI STRISCIONI
( da "Agi"
del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Dominici, ritiratevi. La scuola vi ha bocciato'. La Questura rende noto che gli studenti non hanno bloccato l'entrata, lasciando libero sia l'ingresso che l'uscita e non hanno occupato gli uffici dei dirigenti al terzo piano; inoltre, secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, i ragazzi hanno lasciato il Provveditorato prima del loro arrivo.
<No
a un nuovo taglio delle classi>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, chiedendo, per la Sardegna, "una deroga alla razionalizzazione delle istituzioni scolastiche". Moriconi ricorda "le condizioni socio-economiche e di disagio che sta vivendo l'Isola. Eliminare le classi sarebbe un errore". L'anno scorso era sparito l'istituto tecnico per geometri e ragionieri di Silius: a nulla erano servite le manifestazioni organizzate dal paese e il dialogo
Il
ministro Gelmini inaugurerà il nuovo centro per l'infanzia, uno dei primi del
Lodigiano ( da "Cittadino, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: N Potrebbe essere proprio il ministro Maria Stella Gelmini a tagliare il nastro questa mattina alle 10.30 al nuovo centro per l'infanzia di via Cassanello a Zelo, uno dei primi nel Lodigiano dedicato ai giochi e alla cura dei bambini fino a tre anni. All'inaugurazione saranno presente anche il prefetto di Lodi Peg Strano Materia e autorità politiche nazionali e regionali.
Grazie
alle Acli ( da "Trentino"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini ha riqualificato il voto di condotta, per dotare gli insegnanti, da una parte, di uno strumento utile in più, dall'altra per rendere chiaro agli studenti che l'importante non è solo l'apprendimento di concetti, ma anche il modo di relazionarsi, con docenti e compagni, e di stare insieme.
Le
novità: tornano i voti e statuto degli studenti
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scuola si prepara ad affrontare le novità introdotte dai ministri Fioroni (governo Prodi) e Gelmini (Berlusconi IV): regolamenti d'istituto, tetto massimo per l'acquisto dei libri, voto in condotta e il ritorno ai lapidari numeri per i giudizi. In vigore da subito. Lo statuto degli studenti (Dpr n. 235 del 21 novembre 2007) introduce sanzioni più dure contro il bullismo.
Piace
il grembiule della Gelmini ( da "Arena, L'"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani,
Risponde
corrado augias - corrado augias ( da "Repubblica, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: È un peccato che il ministro Gelmini sia stato politicamente azzoppato dall'imbarazzante episodio di Reggio Calabria. L'aspetto più apprezzabile delle sue prime iniziative era proprio nel tentativo di reintrodurre quel senso comune che le ideologie (di sinistra e di destra) avevano scacciato.
Il
pd manifesta contro la riforma della scuola
( da "Tirreno,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non va giù al Partito democratico la riforma Gelmini, con tagli alla Pubblica istruzione pari a 7 miliardi e 800 milioni di euro in tre anni 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata. Il Pd Empolese Valdelsa si mobilita e lunedì 15, primo giorno di scuola, dalle 12 davanti al Virgilio, Giancarlo Faenzi, segretario Pd, insieme a Diego Ciulli,
Saitta
raduna i presidi "stop al vandalismo"
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rivoluzione Gelmini" ormai alle porte. Intanto, oltre ai sindacati, anche la politica si sta mobilitando per protestare contro il decreto legge del ministro Gelmini. Lunedì, infatti, al primo giorno di scuola, oltre agli studenti, non mancheranno gli esponenti del Federazione provinciale di Torino dei Comunisti italiani e della Fgci (
Il
sondaggio: maestro unico, il 73% dei lettori dice no - benedetta pintus
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: no BENEDETTA PINTUS Continua la polemica sulla riforma della scuola voluta dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il tema più discusso è il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari: l'argomento è stato anche oggetto di un sondaggio online (che permette agli utenti di esprimere la propria opinione pur non avendo validità statistica) sul sito di Repubblica Roma.
Il
sondaggio sul maestro unico - benedetta pintus
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è anche chi si schiera con la Gelmini. "Mi chiedo - scrive emanuele83 - se sia giusto che lo Stato utilizzi i soldi destinati alla scuola solo per gli stipendi dei docenti. La scuola è un'istituzione che serva a dare lavoro o un centro per la formazione? La riduzione del corpo docente è una priorità in quanto i soldi risparmiati verrebbero destinati allo studente,
D'alfonso:
ora primarie ( da "Centro, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: problemi Dibattito con Melilla e Gelmini alla festa di Sinistra democratica PESCARA. "Del Turco? Un marziano". Per la prima volta il segretario regionale del Partito democratico Luciano D'Alfonso esterna senza le cautele della politica contro l'ex governatore implicato nell'inchiesta sulle tangenti della sanità regionale, ma indirettamente anche contro chi lo ha voluto alla guida dell'
Rifondazione
scrive agli alleati ma non al partito democratico
( da "Centro,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: Pd immobile nonostante le sollecitazioni Rifondazione scrive agli alleati ma non al Partito democratico Pd, nonostante le ripetute sollecitazioni", scrive il segretario regionale del partito, Marco Gelmini, "vi invitiamo a procedere nell'affrontare l'importante scadenza delle prossime elezioni".
I
sindacati contro la gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA PROTESTA I sindacati contro la Gelmini LUCCA. Maestro unico? No, grazie. La possibile reintroduzione del maestro unico, previsto dal decreto legge 137 del primo settembre, tormenta da una settimana l'umore degli insegnanti, dei dirigenti e degli stessi organi sindacali. A parlare è Giovanna Guastini, segretaria provinciale della Flc Cgil,
Cancellano
esperienze fondamentali ( da "Tirreno, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lucchesi la riforma del ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini non piace. Tra questi c'è Tiziana Ulivieri, insegnante dell'area scientifica alla primaria di Montecarlo. Anche per lei questo decreto è un'assurdità: "Perché - dice - si deve cambiare proprio la scuola che funziona?". L'istruzione primaria italiana, infatti, è tra le migliori del mondo, secondo l'Ocse.
Mobilitazione
contro il maestro unico peggiora la didattica alla primaria
( da "Tirreno,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maestre 2008, che per il ministro Gelmini dovranno diventare uniche, come nel 1950 o 1980. Infatti ora il maestro unico è decreto legge, si aspetta ottobre per la ratifica: entrerà in funzione dal 2009/2010 e inizialmente verrà introdotto solo nel primo ciclo, allargandosi gradualmente.
Blitz
in provveditorato "no al decreto gelmini" - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e alle finestre hanno appeso uno striscione in cui si leggeva "Gelmini, Dominici, ritiratevi! La scuola vi ha bocciato!". Usciti dal palazzo, al termine di un comizio, hanno acceso fumogeni e imbrattato i muri esterni del provveditorato con scritte come "No al ddl Gelmini", "No al ddl", accompagnate dal fulmine cerchiato che è il simbolo dei centri sociali.
Voto
di condotta, la svolta del severi "scriveremo le regole con i
ragazzi" ( da "Repubblica, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: parte della commissione che deciderà come adeguare le regole di comportamento a quella "severità" chiesta dalla riforma Gelmini. Il preside Pietro De Luca, che dirige sia il liceo scientifico Severi sia l'istituto professionale Correnti, spiega: "Visto che da quest'anno il voto in condotta può comportare la bocciatura è necessario coinvolgere gli studenti nel decidere le regole.
Riforma,
450 docenti in meno a pistoia ( da "Tirreno, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: taglio dei posti che provocherà il nuovo decreto del ministro Gelmini, che riduce appunto dal prossimo anno scolastico l'orario delle lezioni. Oltre naturalmente a impoverire la qualità dell'insegnamento" dicono Cgil e Cisl. Per la precisione: "Nella scuola primaria (elementari) i tagli andrebbero dal 25 al 30%, portando quindi, a Pistoia, una diminuzione di 247- 296 insegnanti.
Maestri
in lutto e lenzuola bianche il requiem dell'istruzione pubblica
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: attaccato dai tagli agli organici e tempo prolungato messo in crisi già da quest'anno; maestro unico dal 2009-2010. Oltre le proteste che andranno in scena, i collegi hanno anche approvato diverse mozioni, che saranno inviate sia alla Direzione Scolastica Regionale, sia al Ministero dell'Istruzione: come alla "Montaldo"
A
scuola con la maglietta anti gelmini
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firenze La protesta Le maestre vestite a lutto A scuola con la maglietta anti Gelmini Ritorno in classe con malumori: dai volantini del Pd alla disobbedienza civile dei Socialisti Primo giorno di scuola con protesta alle elementari. La riforma del maestro unico passata per decreto nell'estate ha lasciato una scia di malumori che sfociano in diverse iniziative.
Marinelli
si appella alle banche "dateci soldi per i dottorati" - laura
montanari ( da "Repubblica, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
con il decreto
Gelmini di giugno ha aumentato il compenso dell'assegno per i dottorati, da
Cobas:
maestro unico, si vuole regalare la scuola ai privati
( da "Tirreno,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali, se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato e delle scuole private?" Per queste ragioni i Cobas si sono dichiarati fermamente contrari a questi progetti e attueranno iniziative per contrastarli e sensibilizzare l'opinione pubblica. A.Sc.
Volantinaggi
e raccolta di firme contro il ministro gelmini
( da "Tirreno,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pisa Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro Gelmini PISA. Una serie di iniziative per dire no alla politica scolastica del ministro Gelmini. Le ha presentate mercoledì scorso alla festa di Ospedaletto il Partito democratico, durante un dibattito tra mondo della scuola e forze politiche.
Il
violino di ughi i solisti del maggio - gregorio moppi
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per il governo, ho invitato Letta, Bondi, Gelmini, nella speranza che possano fare qualcosa in più per la musica rispetto alla Moratti. Infatti la commissione da lei istituita non ha prodotto risultati. Del resto nessun ministro, né di destra né di sinistra, si è mai mostrato sensibile a tali questioni".
Scuola,
tutti i tagli in classe ( da "Repubblica, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bologna Cresce la mobilitazione contro la riforma Gelmini. Lunedì banchetti e volantinaggi alle Romagnoli, Fortuzzi e Cremonini Scuola, tutti i tagli in classe Il preside delle Rolandino alle famiglie: pagatevi l'ora di francese La scuola pubblica offre supplementi d'orario a pagamento. Per far fronte ai tagli di bilancio, pesantissimi, del Ministro Gelmini,
"l'ora
di francese pagatevela voi" - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Effetto perverso della cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini. Che, per ora, colpisce le lingue straniere nella scuola di base. In quasi tutte le scuole medie chi ha i figli iscritti nei corsi storici di bilinguismo con tre ore di spagnolo, tedesco e francese dovrà rinunciare a un'ora a settimana.
Berlusconi
accolto dalle proteste - ilaria ficarella
( da "Repubblica,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: annunciata dal ministro Mariastella Gelmini. I segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil e Snals faranno pervenire al presidente del Consiglio una nota congiunta "a difesa della qualità della scuola pubblica barese ? spiega Claudio Menga, della Flc Cgil ? che sopportando già ora il più alto rapporto di alunni per classe, con i tagli agli organici voluti dai ministri Tremonti e Gelmini,
Diciamo
alt anche con l'ostruzionismo ( da "Tirreno, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non tutto il Pdl è sdraiato sulle posizioni del ministro Gelmini" e dunque confida "in un ripensamento del governo". Ma - aggiunge - "se dovessero tirare comunque dritto, allora ben venga una battaglia campale in Parlamento. Anche ricorrendo all'ostruzionismo". Per Giuntini è finita nel mirino dei tagli del ministro Gelmini soprattutto la scuola elementare,
Vorrei
tanto sentire anche la voce dei genitori
( da "Tirreno,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione Gelmini vuole risparmiare e quindi vi darà un maestro per le ore della mattina (sabato compreso, avete capito?) e nel pomeriggio vi permetterà sì di lasciare i vostri figli fino alle quattro e mezzo, ma con chi e a fare cosa? Con quale garanzia di qualità e serietà?
Paradosso
Gelmini: tempo pieno, casse vuote
( da "Unita,
L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Marina Boscaino Il ministro Gelmini, intervistata qualche giorno fa a "Radio Anch'Io", ha tirato fuori una buona notizia: "il ritorno del maestro unico non compromette la tenuta del tempo pieno che, anzi, verrà esteso a più classi". Ma non è tutto oro ciò che luccica: tra logiche di risparmio (la conferma del taglio di 87mila posti di lavoro e il ritorno al maestro unico)
Più
scuole, meno maestri ( da "Adige, L'"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il candidato presidente Divina condivide in toto le proposte del ministro Gelmini: "A differenza di Dellai - afferma - noi vogliamo tenere aperte le scuole nei paesi. Nessuna coppia si sposerà in periferia se sa che non esiste un sistema scolastico. La proposta del maestro unico mi pare assai utile per il nostro territorio.
Scuola,
chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni,
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni,
Scuola,
prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato
( da "Corriere
della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prima contestazione dell'anno Studenti occupano il Provveditorato "Gelmini, Dominici: ritiratevi!". Ieri mattina, una cinquantina di ragazzi dei collettivi studenteschi si sono ritrovati vicino all'ufficio scolastico in via Ripamonti. Hanno bloccato l'entrata e sono saliti, "armati" di striscioni e fumogeni.
Striscioni
anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato
( da "Corriere
della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Cisl: stato di crisi Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato In 50 bloccano l'entrata e lanciano fumogeni Irruzione nell'ufficio del direttore scolastico. I collettivi: "è solo l'inizio, le mobilitazioni dureranno tutto l'anno" "Gelmini, Dominici: ritiratevi!
IN
ONDA SUL WEB ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le interviste www.ilsole24ore.
Gelmini:
in salvo il tempo pieno ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: in salvo il tempo pieno Da scuola a scuola, di nuovo sul maestro unico. Dalla "Scuola di formazione politica di FI" a Gubbio il ministro Mariastella Gelmini torna sull'argomento della riforma della scuola primaria. E difende il "maestro unico", "una scelta pedagogica", ma "anche un modo per recuperare risorse e impiegarle meglio"
ScuolaD@y
, lunedì la maratona online ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel pomeriggio sarà ospite dello ScuolaD@y il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda anche su Radio24. Ancora: nella redazione multimediale entreranno genitori, insegnanti (di ruolo, precari e presidi) e studenti. E poi videoracconti, foto, vignette, filmati. In chiusura, appuntamento con i risultati del videosondaggio.
Di
Pietro, critiche a Veltroni E avverte: c'è il rischio dittatura
( da "Corriere
della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma Gelmini vende fumo e brucia arrosto, e lascerà senza lavoro 100 mila insegnanti. Quanto all'Alitalia, è l'ennesima speculazione finanziaria alle spalle del contribuente. In realtà si tratta del salvataggio di AirOne mascherato... Il commissario non deve mettere in liquidazione la società, deve fare il suo lavoro,
Cedegolo,
la centrale è un museo ( da "Corriere della Sera"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini e del presidente della Regione Roberto Formigoni. Nel pomeriggio verrà proiettato il documentario "Il tempo si è fermato" che Ermanno Olmi realizzò negli anni '50 filmando il lavoro nelle centrali idroelettriche. Giuseppe Arrighetti Il racconto Tra le turbine anche una parlante I monitor Video ad alta tecnologia per scoprire il museo La lezione Il fascino dell'
I
sindacati sono sul piede di guerra per la politica dei tagli
( da "Tempo,
Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: novità introdotte dal ministro Gelmini: "Si torna indietro negli anni pensando di reintrodurre nella valutazione finale il voto in condotta che dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del bullismo nelle scuole che, a nostro avviso ha cause diverse che esigono indubbiamente da parte della scuola, delle famiglie e della società una costante attenzione e un monitoraggio più pressante.
La
carica dei cinquemila ( da "Stampa, La"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: VOTO IN CONDOTTA il caso Le superiori alla vigilia del nuovo anno LEZIONI Dove&Quando Per la prima volta farà media con le altre materie Da lunedì si torna a scuola. I presidi: preoccupati per i tagli al personale La carica dei cinquemila ANTONIO GIAIMO Orari completi in tutti gli istituti del comprensorio PINEROLO Da lunedì il centro studi di Pinerolo,
SONDAGGIO.
Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta
( da "Arena.it,
L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti.
È
spaccatura invece sul maestro unico
( da "Arena.it,
L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro unico I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti.
<Progetto
casa> pensa all'ambiente ( da "Brescia Oggi"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'assessore Gelmini di Montichiari ha espresso fiducia su un "evento in crescita". Aperta sabato 20 (dalle ore 14 alle 23); domenica 21 (10-22,30); lunedì 22 (17-22,30); giovedì 25 (17-22,30); venerdì 26 (17-23); sabato 27 (14-23); domenica 28 (10-22,30).
Chianciano
Terme, 11:51 - SCUOLA: GELMINI SPESA ISTRUZIONE FUORI CONTROLLO
( da "Repubblica.it"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Elementari
di Pero Resteranno le cinque classi
( da "Stampa,
La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma l'assessore Giulio Alluto (Pd) si scaglia contro il ministro Gelmini e sul tema ha proposto un ordine del giorno per il prossimo Consiglio. "I varazzini devono ben sapere da dove giungono i tagli e chi è il responsabile. Il pericolo della chiusura della scuola del Pero, con il ministro Gelmini, aumenterà".
La
scuola vista con gli occhialini del contabile
( da "AprileOnline.info"
del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dice Tremonti alla Gelmini, pensa tu, paga un po' di consulenti se non sei capace, basta che trovi delle ragioni "pedagogiche", che giustifichino questa decisione. La Gelmini cosa fa? Pesca nel peggiore armamentario del conservatorismo e cosa trova? Ordine, gerarchia, autorità, voto di condotta, divisa per tutti, merito,
( da "Alto Adige" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ho cambiato partiti
per rimanere coerente Vorrei intervenire in merito ai miei passati politici,
che sono stati illustrati sull'Alto Adige di ieri e che vanno dal Partito
Liberale al Partito Repubblicano e alla Lega Nord. "L'uomo è per natura un
animale politico" (Aristotele) ma a differenza di altri politici sono
sempre stato coerente nelle mie scelte, non ho mai passato la barricata e sono
da sempre un sostenitore entusiasta del centro destra. Ma il mondo della
politica, purtroppo, o per fortuna, è volubile e spesso ama mutare o cambiare
aspetto. Sta ai politici cercare di mantenere saldi i propri principi ed io
resto stabile e fermo sulla mia linea. E certe volte vi si è costretti a fare
determinate scelte: ho lasciato il Partito Liberale perché era praticamente
scomparso e Forza Italia, al quale ho aderito con entusiasmo, mi aveva
disgustato per colpa dei contrasti interni. Anche i Repubblicani sono
praticamente scomparsi e io mi sono ritrovato solo, ma avendo tenuto sempre
saldi i miei ideali politici ho trovato un'area nella quale sentivo un'affinità
di pensiero e ho accolto di buon grado la Lega Nord. Paolo Bassani Siate più
obiettivi con noi, dipendenti provinciali Come dipendente provinciale, e
leggendo in questi giorni i vari articoli, mi sento di scrivere alcune cose e
soprattutto di renderle pubbliche. Per quanto riguarda i parcheggi
dell'ospedale per i dipendenti, non capisco quale sia il problema, è da anni
che i dipendenti provinciali (pur avendo lo stesso contratto di intercomparto
del comune, dell'azienda sanitaria e delle comunità comprensoriali) guadagnano
circa 100-150 euro in meno rispetto ai dipendenti ASL e in più pagano il
parcheggio 29,95 euro al mese per un totale di 359,40 all'anno. Per non parlare
dei buoni pasto che in provincia sono rimasti fermi a euro 3.60. E' vero, ci
saranno dipendenti provinciali che non sgobbano un granché o che non si
comportano "regolarmente", spesso però sono persone coperte dai vari
"direttori" e poi ne pagano le conseguenze i colleghi che devono fare
anche il loro lavoro e stare pure zitti, onde evitare valutazioni negative,
diminuzione del premio produttivitào chissà cos'altro. Ci sono funzionari che
sono inquadrati a dei livelli superiori rispetto alle loro mansioni, che fanno
delle "missioni" dubbie e dipendenti che occupano posti liberi pur
non avendo ancora passato il concorso dopo essere stati bocciati più di due o
tre volte. Tutto questo per dire che non sempre é tutto oro quello che luccica,
anzi... Sicuramente ci sono dei vantaggi rispetto al lavoro in un'azienda
privata, come quelli dell'orario flessibile (non per tutti, c'è chi deve
attenersi a orari prestabiliti), delle ferie da poter prendere quando si vuole
(sempre che il capo non ti sia nemico) e sicuramente ci sono molti più vantaggi
per chi ha famiglia, ma mi piacerebbe che ci fosse più obiettività nelle cose e
meno ingiustizie. Una dipendente provinciale Lettera firmata Dello Sbarba, non
ci dica che siamo "talebani" Egregio Presidente Riccardo Dello
Sbarba, mi sento profondamente ferito (e con me sicuramente tantissimi
altoatesini) per l'epiteto "talebano" nel Suo articolo
"Diserens, resisti ai talebani", pubblicato il 28 agosto sul
quotidiano Alto Adige. Caro Dello Sbarba, io ne sono molto mortificato, anche
perché da tempo La seguo attentamente. Se ben ricorda, proprio un anno fa, ho
avuto il piacere di fare con Leiuna bella passeggiata di circa un'ora, lungo il
Talvera con la Fondazione "Vital", partendo dal campo Druso. Con il
Suo articolo Lei si dimostra felice per la decisione presa dal presidente
Lageder e dalla direttrice Corinne Diserens e invita i 5 rappresentanti della
Provincia a non rimuovere l'opera la rana crocifissa. Il risultato ormai lo
conosciamo tutti. A nulla sono valsi i consensi che sono stati espressi in quel
periodo da personaggi illustri: il cardinal Bertone, il ministro Bondi,
l'arcivescovo Rino Fisichella, il nostro compianto vescovo Wilhelm Egger, dal
presidente Luis Durnwalder. Lei ha vanificato e annullato i progetti anticipati
con tanto entusiasmo dal nostro Governatore dell'Alto Adige, dottor Luis, e in
particolar modo mi riferisco all'introduzione di "Manifesta", in
occasione del viaggio in treno Bolzano-Trento ove veniva esaltata l'occasione
di realizzare il riconoscimento"Bolzano capitale della cultura
europea". Non immagina, dottor Riccardo, quante conseguenze negative
seguiranno a questa Sua vittoria? Vittorio Lo Cicero Guardate che c'è chi vive
con gioia il bilinguismo Nell'articolo (peraltro bellissimo) di martedì sulla
pagina della cultura, dal titolo "Quelle mura invisibili", Mauro
Fattor dice che "non c'è nulla che spinga verso il bilinguismo".
Ebbene io vedo che ci sono tante persone (mistilingui, coppie miste, ma anche
altri) che vivono con gioia il bilinguismo, "sputando in faccia"
all'odioso regime (intendo la cultura dominante che è ben peggio della
politica) che lo proibisce e vivendo a pieno la propria libertà di pensiero,
senza alcuna paura del giudizio degli altri. Se si considera nulla l'individuo
si rischia il ritorno al medioevo: leggetevi magari "L'etica come amor
proprio" di Savater. Stefano Lombardo ORA Tornare al maestro unico è un
grave errore Il maestro unico è davvero un grande errore. L'idea
della ministra Gelmini di
trovare una formula di risparmio sulle spalle dell'educazione degli alunni
delle elementari è proprio una delle dimostrazioni di dove si vuol recuperare
denaro: dove c'è formazione. Dove finalmente si vedevano dei progressi sul
piano educativo. Fantastico. Maria Versanti.
( da "Alto Adige" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Decreto
Gelmini, ispettori a
Roma. "Abbiamo competenza, ma sul resto dovremo adeguarci" Maestro
unico, liberi di scegliere Il ministero: "Bolzano ha facoltà di non
introdurlo" BOLZANO. Con tutta probabilità, l'Alto Adige farà a meno del
maestro unico, introdotto a livello nazionale dal ministro alla Pubblica
istruzione Maria Stella Gelmini. Dovrà però recepire il resto del
decreto ministeriale, soprattutto per quanto attiene voti decimali e
insufficienza in condotta. è quanto emerso ieri pomeriggio a Roma, dove i
funzionari della sovrintendenza altoatesina hanno partecipato a una riunione
straordinaria organizzata dalla commissione istruzione del ministero,
incentrata proprio sul recente e contestato decreto Gelmini.
Unico dato certo, riguarda per l' appunto il maestro unico. Spiega l'ispettore
Claudio Vidoni, presente ieri assieme al collega dell'intendenza tedesca:
"In pratica, durante la riunione si è parlato approfonditamente solo
dell'introduzione del cosiddetto maestro unico. è emerso che, su questo
argomento, la Provincia di Bolzano può decidere liberamente come regolarsi.
Avendo competenza in materia di organizzazione scolastica e del tempo-scuola,
nonché sul personale, potrà decidere di fare come meglio ritiene". Vidoni
è un tecnico e non può esternare dichiarazioni di carattere politico; ma, a
questo punto, appare evidente che per il maestro unico, in Alto Adige, lo
spazio sia in pratica svanito. Le recenti prese di posizione della giunta e
degli stessi assessori alla scuola parlano chiaro. Certo, manca l'ufficialità,
ma esistendo la possibilità normativa di non introdurlo, facile che la giunta
se ne serva. Senza indugi. Altro disorso riguarda invece le ulteriori
prescrizioni del decreto Gelmini, cui ieri, in
pratica, si è solo accennato. "Ci sono molti punti da chiarire - prosegue
Vidoni - ma per alcuni aspetti sarà necessario adeguarsi, anche se non
immedatamente". Insomma, c'è niente da fare: per questioni di omogeneità a
livello nazionale, come minimo arriveranno i voti espressi in decimali. Già
nella prossima pagella. "Vedremo - conclude Vidoni - come declinare le
varie prescrizioni rispetto alla nostra realtà, anche sulla base della recente
legge provinciale in materia. Ma sui voti, a livello provinciale non si è
legiferato, e dunque è in vigore la norma valida a livello nazionale". Ancora
dubbi, invece, sulla bocciatura per insufficienza in condotta. "Ma dovremo
probabilmente recepirla, almeno come principio". Insomma, la trasferta
romana è andata così così: vittoria sul punto più controverso, il maestro
unico; quasi sconfitta sul resto. La prossima settimana, dice l'assessore alla
Scuola Francesco Comina, "si riuniranno i tecnici delle tre indentenze,
assieme all'ufficio legale; poi tutto passerà al vaglio della giunta".
(da.pa).
( da "Trentino" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
A pochi giorni
dall'inizio della scuola ecco tutte le differenze tra i due sistemi Il
governatore Dellai dopo aver respinto la riforma di Fioroni
non segue nemmeno la Gelmini JACOPO TOMASI TRENTO. Due filosofie, due sistemi diversi. Domani
ripartono le lezioni, con gli studenti del Prati che anticipano l'avvio
previsto per lunedì, ma che scuola troveranno? In Italia il ministro
Mariastella Gelmini ha
messo in atto una sorta di rivoluzione, ma in Trentino non è cambiato nulla
rispetto all'anno scorso. In materia d'istruzione Roma e Trento
imboccano due strade distinte: da una parte si invocano rigore e severità,
dall'altra si punta all'equità e all'eccellenza. Ma vediamo tutte le
differenze. Esami di riparazione. Già l'anno scorso la scuola trentina aveva
imboccato una via diversa rispetto al resto d'Italia. Il governatore Lorenzo
Dellai aveva detto "no" agli esami di riparazione, rispolverati
dall'allora ministro Giuseppe Fioroni, mantenendo il sistema dei debiti
formativi. Una scelta che aveva fatto infuriare sindacati e insegnanti e che
ancora oggi non è stata del tutto digerita. Di fatto nelle scuole italiane se
uno studente ha delle insufficienze a giugno deve recuperare all'inizio
dell'anno successivo o sarà bocciato, mentre in Trentino sono previsti corsi di
recupero durante l'anno seguente. Voti. L'altra grande differenza riguarda le
pagelle. L'attuale ministro Mariastella Gelmini ha
previsto il ritorno dei voti sia alle elementari che alle medie: in pratica
nelle scuole italiane spariscono i giudizi "sufficiente",
"buono", "distinto", "ottimo" e vengono
sostituiti dalle cifre. In Trentino, invece, resterà il giudizio esplicativo ed
il voto resterà solamente alle superiori. Poi c'è il voto in condotta, il piatto forte del ministro Gelmini. In tutta Italia da quest'anno farà media e con
l'insufficienza si verrà bocciati. Un stretta anti-bullismo che in Trentino non
è stata recepita: sulla condotta ci sarà solamente un
giudizio simbolico che non farà media e non farà rischiare l'anno.
Costituzione. Questa è l'unica parte che sarà recepita, ma non sono ancora
chiare le modalità. A Roma vorrebbero far partire subito il nuovo insegnamento
inserendolo nel monte ore di materie come storia e geografia. Ipotesi
impraticabile secondo Dellai, poiché non c'è tempo per organizzarsi. In
Trentino intanto si partirà con l'insegnamento della storia trentina in alcuni
istituti. Maestro unico e divisa. "Agli stilisti del grembiulino
preferisco Don Milani", ha detto l'altro giorno Lorenzo Dellai facendo
intendere il "no" alla divisa, consigliata invece a livello nazionale
per alunni di elementari e medie. Poi c'è la grana del maestro unico: per il prossimo
anno in Italia sono previsti tagli consistenti di personale e si tornerà alla
figura unica alle elementari. Non in Trentino, dove ogni istituto deciderà il
numero di maestri in base ad esigenze e risorse. Altre differenze. Il sistema
trentino si differenzia da quello nazionale anche per la formazione
professionale, per il comitato di valutazione esterno e per i finanziamenti
alle scuole paritarie: tutti provvedimenti in vigore già dagli anni passati.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
CONTRO LA GELMINI Sindacati, un anno di fuoco Si annuncia un anno
scolastico incandescente. i sindacati del settore scuola infatti hanno indetto
un intero anno di mobilitazione e protesta. Si comincerà il primo giorno di
scuola, il 15 settembre per il Veneto, con la distribuzione di una lettera
aperta rivolta ai genitori per informarli sulle misure del Governo e sul decreto
Gelmini che,
scrivono gli insegnanti: "penalizzano pesantemente la scuola primaria e la
scuola pubblica tutta". Lo stesso giorno, lunedì, le sigle indacali hanno
indetto un'assemblea pubblica che si svolgerà alle 15.30 presso l'istituto
tecnico Palladio. "Tutti gli interventi e le proposte che emergeranno
dall'assemblea saranno portate all'attenzione dei direttivi unitari dei
sindacati scuola - spiegano le associazioni dei lavoratori - già convocati per
il 22 settembre. E' già stato predisposto un calendario di incontri - spiegano
- a partire dall'assemblea coi Dirigenti Scolastici prevista il 23
prossimo". A seguire: un calendario di assemblee in orario di lavoro per
docenti e Ata che non mancherà di creare tensione in vari istituti.
( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Maestro unico, a
rischio 57 posti Per Uniscuola questo il taglio in provincia dal 2009 n Strage
di maestri nel Lodigiano. Per effetto del provvedimento del
ministro Maria Stella Gelmini, spariranno 57 insegnanti delle scuole elementari. Sono le
classi prime che, se la matematica non è un'opinione, secondo il sindacato
Uniscuola, dovrebbero sorgere l'anno prossimo. "In tutta la Lombardia, dal
primo settembre 2009 - tuona Leonardo Donofrio, presidente di UniScuola,
sindacato indipendente - saranno licenziati 3.670 maestri. Già dal prossimo
anno scolastico potrebbero scattare gli esuberi degli insegnanti elementari di
ruolo, in modo rilevante nelle province di Pavia, Como, Lodi, Sondrio e
Lecco". Donofrio fa appello ai dirigenti scolastici affinché valutino la
correttezza dei licenziamenti, evitando la riduzione dei posti in
organico."La cosa positiva - si consola Lucia Peloso, segretario della
Cgil scuola - è che i tagli del maestro unico saranno solo nelle prime. La Gelmini ha detto che non toglierà il tempo pieno. Se però la
scuola resta dalle 8.30 alle 16.30 io mi chiedo come si coprono poi tutte
queste ore con un solo insegnante. Cgil, Cisl e Uil si incontreranno, a livello
regionale e confederale. Non condivido questa visione della scuola e penso sia
inadeguata. A ottobre, intanto, è già previsto uno sciopero dei dirigenti
scolastici che non hanno ottenuto il rinnovo del contratto. La protesta si
preannuncia massiccia anche nel Lodigiano. Poi ragioneremo anche sulle
manifestazioni di lotta contro gli altri provvedimenti" .Desolato anche
Nicola Caruso, segretario della Uil scuola. "Gli istituti tecnici e i
licei saranno equiparati - commenta -: avranno tutti 30 ore alla settimana,
quindi verrà meno, negli istituti tecnici, la parte pratica della lezione, i
laboratori, la preparazione al mondo del lavoro. Se al provvedimento del
maestro unico si aggiunge questo provvedimento l'effetto che si ottiene è che
salteranno nel Lodigiano 80 professori. A livello sindacale ci stiamo
attrezzando per andare in manifestazione. Questa mattina (ieri, ndr), la Gelmini ha incontrato i sindacati. Bisogna vedere che cosa è
uscito". L'autunno comunque si preannuncia caldo. Nei giorni scorsi
dirigenti ed esponenti del mondo della scuola si erano pronunciati contro il ritorno
al maestro unico. A bocciarlo erano stati l'ex provveditore Stefano Taravella,
l'esponente del Coged, genitori democratici Paola Tramezzani e la direttrice
della media Cazzulani Giusy Moroni: "L'iniziativa - avevano detto -
rappresenta un ritorno indietro. Significa non tener conto di tutti i vantaggi
pedagogici che si hanno con le due maestre. In un'era sempre più specializzata
non si può pretendere di avere un insegnante tuttologo. Ciò che serve piuttosto
è un'università che prepari di più i docenti sul versante della
didattica".Cristina Vercellone.
( da "Cittadino, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Necessario mutamento
per il futuro Cortina ha offerto recentemente un dibattito interessantissimo
con relatori del calibro del Ministro della Pubblica
Istruzione Mariastella Gelmini e dell'editorialista del Corriere prof. Ernesto Galli della
Loggia. I contenuti sono stati tantissimi così come gli spunti di riflessione e
il dibattito che ne è seguito. Si è parlato di calendario scolastico, di
docenti mal pagati, di bilancio dell'istruzione, di cattedre da ridurre, di
studenti poco preparati. Si *dirigente scolastico dell'Istituto
"Agostino Bassi" di Lodisegue a pagina 13.
( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
LEGGE. Polemiche sul
dicastero dell'Istruzione "E chi si fa bocciare è un figlio di papà?"
ROMA Nello stesso giorno in cui Mariastella Gelmini chiede alla polizia in una nota di "non identificare"
i suoi contestatori (com'è successo l'altro ieri) perché - sostiene - ha
"abbastanza argomenti" per far da sé, l'ex ministro Pierluigi Bersani
(Pd) la sfida a portare argomenti anche a lui: "Sono esterrefatto",
dice, "dalla giustificazione che lei offre nell'intervista al Riformista
sul suo cambio temporaneo di residenza alla ricerca dell'esame facile.
Qui non siamo di fronte ad un fatto personale ma a un fatto politico di primo
rilievo. Il ministro non dice: "Ho fatto una sciocchezza", ma che la
sua famiglia aveva bisogno che lavorasse presto e dice che chi la critica
difenderebbe il sistema degli ordini professionali. Dunque, il suo sarebbe
stato un gesto antiordinistico e il viaggio a Reggio Calabria una missione
rivoluzionaria. Evidentemente, le decine di migliaia di giovani che rimangono a
casa loro a farsi respingere sarebbero tutti figli di papà e reggicoda degli
ordini. Io", dice Bersani, "penso che una persona che ragiona così
non possa avere titoli per rivolgersi ai giovani dalla poltrona di ministro
dell'Istruzione". E Epifani (Cgil) rincara la dose: "Di fronte a
certe frasi della Gelmini c'è da mettersi le mani nei
capelli, perché c'è l'assenza di un pensiero degno di questo nome".
( da "Arena, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
A MONTORIO. E
stasera c'è Dalla Chiesa L'ex ministro rinserra le fila del Pd Un Pd reattivo.
Giuseppe Fioroni, nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli provinciali
nella prima festa democratica al castello di Montorio, lancia le direttive
della campagna d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25 ottobre a
Roma: federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del Pd si dice
d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa saltare i
diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi priverebbe
i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che non
arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese i
Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e quindi
costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario del Pd ha
poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto educativo
del ministro Gelmini.
"Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un
progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di
Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato
in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle
16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea di governo.
"Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro che la tengano
almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per 1miliardo e
200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando così la più
grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna utilità
pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello dell'ex
ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al 13
settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti,
spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30,
Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e
mafia: quali diritti in ballo? S.B.
( da "Adige, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ne
Mariastella Gelmini all'inaugurazione del nuovo plesso
scolastico del comune parmense PARMA - Iniziativa di protesta domani mattina a
Noceto, in provincia di Parma, per la sola eventualità della presenza, che non
è stata ancora confermata, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
all'inaugurazione del nuovo plesso scolastico del comune parmense. Il movimento "Maestre e
Maestri autoconvocati", organizzazione che riunisce 683 maestri di scuola
primaria protesterà, assieme alle loro famiglie, contro la decisione di
ritornare al maestro unico. "Gli interventi del potere politico portano
con sè aumenti del numero di allievi in ogni classe, riduzione delle ore di
lezione, scomparsa del tempo pieno - scrive in un comunicato il movimento - Il
tutto sulla pelle dei bambini/cittadini ai quali, di fatto, viene negato il
diritto di apprendere bene, ma anche a discapito delle donne lavoratrici e
delle famiglie". 12/09/2008.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli Le classi del
Ferraris nei prefabbricati In attesa del nuovo istituto i ragazzi costretti ad
emigrare La preside Mancini "Di fronte alla scarsa progettualità non posso
che scusarmi con gli studenti e con i genitori" EMPOLI. Aumenta il numero
complessivo degli iscritti nelle scuole empolesi, dove si registra una crescita
elevata soprattutto negli istituti di secondo grado. Ma gli spazi risultano
ancora insufficienti per garantire tutte le sezioni. E in attesa della
realizzazione del moderno "Iti-Ferraris" (sarà pronto entro tre
anni), due classi dell'istituto industriale di via Sanzio saranno costrette
ancora una volta ad emigrare, a turno, nelle aule lasciate libere dai colleghi
che effettueranno lezione nei laboratori. Nemmeno la realizzazione del nuovo
spazio in prefabbricato (sono moduli dotati di aria condizionata) a due passi
dalla sede della scuola, infatti, è riuscita a tamponare completamente la
falla. I nuovi moduli per l'Iti. Per sopperire al problema degli spazi,
infatti, all'esterno del Ferraris saranno ultimati proprio in questo weekend
alcuni moduli in prefabbricato che consentiranno di aumentare il numero
complessivo di 10 aule che saranno utilizzati dai ragazzi del professionale. Si
tratta di zone dotate di servizi e di ampi spazi interni, in pratica una
soluzione tampone, ma concreta, in attesa della realizzazione della nuova
scuola. "Di fronte ad una storica mancanza di progettualità che va avanti
da quindici anni - spiega Daniela Mancini, dirigente scolastica del Ferraris -
accogliamo con favore queste nuove aule, che di fatto non sono poi così diverse
da quelle presenti all'interno dell'edificio principale. L'unico vero problema
è che non potremo garantire la copertura di un'ala per ogni classe e di questo
me ne scuso, ancora una volta, con gli alunni e con i genitori". Disagi
che si concluderanno con il completamento del nuovo edificio: i lavori sono già
iniziati e si tratta di un investimento complessivo di 5,8 milioni di euro, che
porterà alla creazione di una scuola ultramoderna, sul modello di edifici già
presenti nel nord-europeo. Cresce la popolazione. Cresce il numero degli
studenti. Rispetto all'anno scolastico appena concluso, infatti, si è
registrato un incremento di 182 alunni. "Numeri importanti - spiega
l'assessore all'istruzione Massimo Giraldi - che dimostrano come il nostro
territorio si mantenga un polo attrattivo in ogni ordine e grado. E a
confermare questa tesi c'è anche l'incremento degli iscritti nelle scuole di
secondo grado con un +191". Bene anche la performance nelle scuole
primarie. "In questo caso - prosegue l'assessore - l'incremento è stato di
53 bambini". Una crescita importante, nonostante che le risorse siano
sempre di meno. "Con la cancellazione dell'imposta Ici - continua Giraldi
- abbiamo avuto un introito inferiore di 500mila euro. Risorse che penalizzano
fortemente il mondo dell'istruzione, connesso anche al
nuovo piano di riforma del ministro Gelmini che prevede la reintroduzione della figura del maestro unico,
con un taglio pesante anche nella nostra zona. Misure che si scontrano,
ovviamente, con la necessità di dover reperire più aule per l'aumento degli
iscritti italiani e stranieri e con il sostegno che la scuola deve garantire ai
portatori di handicap. Si va verso una diminuzione, forte, della qualità
dei percorsi formativi". Stranieri e portatori di handicap. Cresce il
numero degli studenti stranieri, soprattutto nella scuola media. Alle Busoni si
tocca il picco con 199 iscritti contro i 168 dell'anno scorso. Bene anche il
trend del Virgilio con 5 iscritti in più rispetto ad un anno fa, per un totale
di 97 alunni extracomunitari. Sale anche il numero degli alunni portatori di
handicap, passati da 127 ai 133 di quest'anno. Trasporto e pasti. Numerose
anche le esenzioni concesse dal Comune per quanto riguarda il servizio mensa e
di trasporto pubblico (va in base alla dichiarazione Isee presentata dalla
famiglia e dal numero dei figli). Le borse di studio soddisfatte sono state
449, mentre 546 sono stati i buoni libro erogati. Curioso anche il dato dei
pasti erogati a partire da settembre 2007, fino allo scorso luglio: ben 426mila
e 516. Marco Fani.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli GLI
APPUNTAMENTI DI OGGI SOCIALISTI. Via Cavour 4. Il Partito socialista presenta
l'iniziativa dal titolo "No alla controriforma del
ministro Gelmini, no al
maestro unico. Lunedì 15 un'ora di disubbidienza civile davanti alle scuole
elementari italiane". Interviene Pieraldo Ciucchi (ore 12, gruppo Ps,
consiglio regionale). INCONTRO. Viale Morgagni 85. Incontro sulla sclerosi
sistemica, malattia che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni e
che interessa complessivamente circa 20mila italiani (ore 11, aula magna
facoltà medicina e chirurgia dell'università di Firenze). CONVEGNO. Piazza Adua
1. Convegno "La ruralità toscana ed il ruolo del Credito
cooperativo", organizzato dalla Federazione toscana banche di credito
cooperativo e Iccrea Banca. Intervengono, tra gli altri, il presidente della
Regione Martini, Federico Vecchioni, Paolo Bruni (ore 10, sala Verde, Palazzo
dei Congressi). FRAGRANZE. Giardini di Palazzo Corsini. Al via
"Fragranze", novità e proposte del mondo della profumeria artistica e
selettiva. ASSEMBLEA. Borgo dei Greci 3. Assemblea dei lavoratori delle
librerie di Firenze, "Da librai a commessi: la precarizzazione della
cultura nelle grandi librerie di Firenze" (ore 9-12, Cgil Camera del
Lavoro).
( da "Centro, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Altre
RIFONDAZIONE RIFONDAZIONE Gelmini: ora vanno
aboliti i ticket sulle medicine PESCARA. Il Segretario regionale Prc, Marco Gelmini, ha salutato
positivamente la scelta del governo di procedere al commissariamento della
sanità abruzzese senza applicare nuove tasse e ha ribadito la richiesta di
alleggerire la pressione fiscale anche sulla sanità, soprattutto attraverso
l'abolizione del ticket per i ceti più deboli. "La scelta del
Governo", ha dichiarato Gelmini, "è un piccolo
ma importante risultato".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Violenze e indecenze
più se ne parla peggio è Alberto Arbasino Forse è un errore pedagogico
insistere quotidianamente con tanta evidenza sulle violenze e indecenze a
proposito di ebrei, stranieri, fascisti, gay, teppisti, razzisti, eccetera.
Innumerevoli ragazzini crescono nel culto della trasgressione irriverente,
della "ultima provocazione di", degli anti-italiani controcorrente,
di illimitati "anti" e "contro" celebrati in quanto
"impietosi e scomodi". Anche disposti a tutto pur di figurare in un
video di aggressività e prepotenza, non di civismo, altruismo, gentilezza.
Rimproverati e magari condannati, si inorgogliscono. I videogiochi e i
programmi che adorano sono di una virulenza estrema. I biasimi contro le droghe
e l'alcool non paiono molto efficaci. Così, in epoche di ignoranza estrema,
forse un basso profilo minimalistico sarebbe più valido che non la paludata
esecrazione morale. (Conclusione evidentemente tristissima, ma si diceva una
volta che basta scagliarsi per tre giorni contro i nocivi effetti di una
sostanza inesistente, tipo la pirandellina o la bersezia, e presto molti la
cercheranno presso gli spacciatori). La passione d'insegnare un valore da
tutelare Silvia Ceccarelli Università di Roma La Sapienza Egregio Direttore, la
riduzione di borse di studio cui dovranno far fronte le Università italiane,
colpirà come sempre maggiormente le donne. La passione che le spinge verso la
ricerca si scontra ogni anno di più con la frustrazione di vedere trascorrere
gli anni nell'impossibilità di diventare mamme, per il perdurare della loro
condizione precaria. Ora il ministro Gelmini ha deciso di sospendere
addirittura le procedure per l'ammissione alla scuola di specializzazione
all'insegnamento secondario, e al contempo di non provvedere alla
"sistemazione" del personale già abilitato. E' in gioco il futuro di
migliaia di persone. È sconcertante pensare che nel nostro Paese tesoro
inestimabile di storia ed arti siano proprio la cultura e l'insegnamento a
pagarne le spese. Spero che l'Italia degli studenti, dei ricercatori, dei
professori abbia la forza di protestare e nello stesso tempo di ridare vigore
ad un apparato in cui sopravvivono purtroppo favoritismi e mentalità
retrograde. E' necessario che vincano il merito e l'efficienza. Ma è necessario
ricordare anche sui banchi di scuola, tra le grida e gli sguardi dei maestri
sono sbocciate le esperienze di vita più belle, più intense, più vere di ognuno
di noi. Si deve lottare affinché nessun governo tolga, a chi considera questa
professione una passione, la voglia di continuare ad insegnare e ad ascoltare.
Se Poste Italiane vuole essere una banca Roberta Pelletta Roma Ho un conto
corrente presso Poste Italiane. In data 20 agosto un mio assegno viene respinto
"per difetto di provvista". Per un banale errore di calcolo, il conto
è rimasto scoperto per 2 ore, tra l'altro, di una cifra minuscola rispetto
all'importo dell'assegno. Appena avvisata dal mio creditore ho provveduto
immediatamente alla copertura e l'assegno è stato riscosso il giorno stesso.
Dopo 10 giorni ricevo da Poste Italiane Ufficio di Roma una raccomandata di 4
fogli in cui mi si informa che "tale pagamento non è sufficiente ad
evitare che Poste Italiane SpA iscriva il mio nominativo nella Centrale di
Allarme Interbancaria". La stessa direttrice mi informava che normalmente
l'Ufficio Centrale di Poste Italiane a Roma avvisa i correntisti nel caso in
cui si crei uno scoperto, ma forse c'è stato un errore. D'altronde concludeva
"Poste Italiane non è un istituto di credito". Ecco, prima o poi
Poste Italiane dovrà prendere una decisione: mi occupo di pacchi o di conti
correnti? La raccolta differenziata tra i cumuli di rifiuti Nancy Carava
nancycarava@hotmail.com Sono un'insegnante di matematica. Sono stata quest'anno
immessa in ruolo a Palermo dopo aver insegnato 4 anni in Veneto, e tra i
progetti che i nuovi colleghi mi hanno illustrato per l'anno appena iniziato
c'è la raccolta differenziata dei rifiuti. Niente di strano, è uno dei progetti
più "amati" della scuola italiana e che ho sempre affrontato con
tanto interesse e professionalità, solo che in una regione come la Sicilia con
i metri cubi di immondizia davanti la scuola e in tutta la città, è davvero
difficile spiegare ai miei alunni la raccolta differenziata? Con riferimento
all'articolo di giovedì 11 settembre dal titolo "Torna in salita la fusione
tra Iride, Hera ed Enia", la Compagnia di San Paolo smentisce di possedere
una quota del 4% nel capitale di Iride, nonché di averne in programma
l'acquisto futuro.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Roma
Zingaretti: "Scuola, allarme esuberi 6.400 posti di lavoro a rischio"
L'assessore Marsilio: "Non più di 5 bimbi stranieri in classe" VIOLA
GIANNOLI "I tagli delle risorse destinate alla Scuola annunciati dal
governo Berlusconi avranno ripercussioni drammatiche sulla provincia di
Roma". A lanciare l'allarme il presidente della Provincia Nicola
Zingaretti insieme all'assessore alle politiche scolastiche Paola Rita Stella.
In tutto la riduzione del personale scolastico riguarderà 6400 dipendenti, di
cui 3892 insegnanti e 2508 lavoratori Ata, tra bidelli, tecnici e amministrativi.
In particolare i tagli colpiranno 264 scuole dell'infanzia, 1476 primarie, 943
medie e 1209 superiori. La Provincia di Roma sarà così tra le più colpite
d'Italia, seconda solo a quella di Napoli. "Si tratta di numeri rilevanti
- ha commentato Zingaretti - che avranno un impatto molto serio sulla
didattica". Al taglio del personale si aggiunge, poi, il rischio di
accorpamento ad altri istituti, paventato dal Ministero dell'Istruzione, per
317 scuole del Lazio, ovvero quelle che ospitano meno di 500 alunni. Per
Zingaretti si tratta di un'ipotesi che potrebbe creare notevoli disagi anche
alla mobilità. "Chi si farà carico - si chiede il presidente della
Provincia - di istituire un adeguato sistema di trasporti che consenta agli
alunni di raggiungere le scuole non più vicino casa ma addirittura in altri
comuni? L'accorpamento, infatti, vuol dire che almeno 80 studenti per ognuno di
questi istituti verranno privati della scuola di appartenenza". Una
decisione contro cui "la Provincia farà di tutto" ha aggiunto
l'assessore Stella annunciando un "piano di salvataggio" per le
scuole a rischio chiusura da sottoporre prima alla Regione e poi al governo, a
cui spetta l'ultima parola. "La scuola, l'università e l'istruzione in
generale - ha aggiunto Zingaretti - non possono e non devono essere considerati
capitoli di spesa ma di investimento". Mentre - è, in sintesi, il pensiero
del presidente della Provincia - le decisioni del governo e del Ministero vanno
in senso contrario. A cominciare dal ritorno del maestro unico alle elementari.
"Si tratta di un passo indietro netto e drammatico - ha commentato
Zingaretti - che colpisce anche i bambini. Le proteste degli insegnanti mi
sembrano naturali visto quanto sta accadendo. E il lutto al braccio che molti
maestri indosseranno il primo giorno di scuola è tra le forme più civili di
espressione di un malessere che è giusto si manifesti". E in tema di
riforme scolastiche interviene anche l'assessore comunale alla Scuola Laura
Marsilio con una proposta che farà discutere: "Mi
auguro che il ministro Gelmini stabilisca un tetto per il numero di immigrati in ogni classe.
Farò la mia parte per le scuole materne dove non dovrebbero esserci più di
cinque stranieri". Intanto, l'amministrazione provinciale ha fatto il
punto sui lavori programmati e realizzati per gli istituti superiori di Roma e
del territorio. La giunta Zingaretti ha già stanziato 64 milioni di euro
per 141 interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e nuova
edilizia scolastica: più aule, più istituti e pannelli fotovoltaici in 40
scuole. Dopo la denuncia del Codacons, l'obiettivo è la messa in regola entro i
prossimi cinque anni di tutti gli istituti superiori. Ma non è tutto.
L'assessorato alla politiche scolastiche ha infatti preparato per presidi e
dirigenti scolastici un ventaglio di proposte culturali ed educative che
potrebbero integrare il piano di offerta formativa. Otto gli ambiti delle
attività extra-scolastiche interessati dal progetto e totalmente finanziati
dall'assessorato: legalità, memoria, educazione scientifica, dispersione e
orientamento, arte visiva, musica, teatro e pari opportunità.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Roma La
protesta del comitato che riunisce 40 istituti elementari: girotondi,
canzoncine e magliette con gli slogan contro le proposte del ministro Mamme,
maestre e bambini in piazza Il sit-in a Montecitorio: "No al docente unico
e sì al tempo pieno" La direttrice della Iqmal Masih: "Siamo contente di incontrare il ministro Gelmini" TEA MAISTO "Giro,
girotondo casca il mondo, casca la Gelmini, ridono i bambini". L'hanno cantata così, tenendosi per mano
a formare un piccolo cerchio davanti a Montecitorio, un gruppo di bambini delle
scuole elementari della capitale in protesta ieri mattina contro il maestro
unico. Erano in sit-in con mamma, papà e maestre del comitato "Non
rubateci il futuro" che riunisce 40 primarie. Tutti con indosso una
maglietta con su scritto "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini, io amo e difendo la mia scuola", le maestre
con un fiocco nero al braccio in segno di lutto per la scuola pubblica (che
indosseranno anche il primo giorno di scuola) e l'adesivo "non rubate il
futuro ai nostri figli". Tra gli istituti che hanno aderito alla protesta
il 19° circolo Enrico Toti del Pigneto, l'87° Ada Negri e la Iqbal Masih che da
lunedì entrerà in occupazione contro il provvedimento del ministro Gelmini. "Davanti a noi si vede un futuro grigio -
spiega Francesca Festa, mamma di Giulia. 9 anni -bisogna rimboccarsi le mani
già da ora. Vorrei che i miei figli crescessero tranquillamente e, invece, vogliono
minare le radici della cultura e della società". Manifesta con lei
un'altra mamma - i suoi figli sono iscritti all'81° circolo - : "Ho un
figlio che ha il tempo pieno e un altro che farà l'anno prossimo la prima: a
lui toccherà quindi il maestro unico", spiega Maria Luisa Bruno. E ci sono
tante maestre: "Il maestro unico è un disastro - aggiunge Paola Di Napoli
della Maffi - perché verrebbe a mancare la compresenza e i percorsi comuni con
le altre insegnanti sono molto importanti". Per il primo giorno di scuola,
le insegnanti della Maffi hanno pensato di "indossare" cartelloni con
la scritta "Lotto per non essere unica". E tanti i manifesti affissi
a Montecitorio, qualcuno anche dai più piccoli: "Noi vogliamo il tempo
pieno, se no come insegnante la tele avremo". "Sono anni che facciamo
corsi di aggiornamento perché ci chiedevano di specializzarci, ora invece
dovremo saper fare tutto", aggiunge Alessandra Galdenzi della Ada Negri.
E, sull'incontro con il comitato, che l'assessore comunale alla Scuola Marsilio
ha organizzato con il ministro, dice Simonetta Salacone, direttrice della Iqbal
Masih: "Siamo contente di incontrarla. Abbiamo sentito parlare di
eventuali utilizzazioni di maestre in esubero in altri settori, ma noi abbiamo
studiato per fare le docenti non per stare fra le scartoffie?". In piazza
anche il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini e il capogruppo in Consiglio
comunale del Gruppo misto, Maria Gemma Azuni che ieri avevano preparato un
ordine del giorno da presentare in consiglio comunale che "impegna il
sindaco a intraprendere iniziative presso il governo affinché venga difeso il
modello del tempo pieno". Presente anche Maria Coscia, ex assessore alla
Scuola con Veltroni e deputata del Pd. E un ordine del giorno contro il maestro
unico "simbolo di un modello di scuola autoritario, assistenziale, lontano
dalla realtà sociale" è stato presentato da Andrea Alzetta, consigliere
comunale della Sinistra arcobaleno. Ha aderito al sit-in anche Mimmo Rossi,
segretario generale della Cgil scuola di Roma e del Lazio: "Organizzeremo
volantinaggi durante il primo giorno di scuola. C'è in gioco il futuro dei
bambini".
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Rischiano la
cattedra 450 maestri elementari PISA. A rischio centinaia di posti di lavoro
nelle scuole pisane. La minaccia viene dal decreto legge che mira a riportare il
maestro unico nelle aule delle scuole primarie italiane, come accadeva fino a
18 anni fa, prima della riforma. Mantenere i tre maestri nelle scuole primarie
si può, ma bisogna darsi da fare subito. L'accorato appello viene lanciato dai
sindacati Cgil Flc, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, che
stanno preparando una serie di iniziative per salvare centinaia di posti di
lavoro ed il tempo pieno nella nostra zona. Molti genitori credono che sia già
stata approvata la legge con cui alle elementari si tornerà al maestro unico e
che entrerà in vigore all'inizio di quest anno scolastico, ovvero tra pochi
giorni. "Ma non è così - spiega Daniela Fabbrini della Cgil Flc - Ad oggi
è stato approvato solo un decreto che dovrà essere convertito in legge dal
parlamento. Niente è ancora perduto. Dobbiamo darci da fare però". I posti
di lavoro a rischio nella provincia di Pisa sono oltre 700, secondo una stima
resa nota da Fabrizio Acconci, della Snals Confsal. Circa 450 maestri precari
in cinque anni, a partire dal settembre 2009, non insegneranno più nelle scuole
primarie. Il decreto legge non mette a rischio il posto di lavoro solo degli
insegnanti, ma anche quello di trecento persone tra bidelli, amministrativi e
tecnici di laboratorio delle scuole degli altri ordini e gradi. "Questi
provvedimenti spingeranno i genitori a mandare i figli nelle scuole private -
dice Rodolfo Sorrenti della Uil - perché verranno a mancare le condizioni per
garantire un buon livello di insegnamento e il tempo pieno. Secondo il decreto
- continua Sorrenti - le ore scolastiche saranno ridotte a ventiquattro e il
dopo scuola a chi sarà affidato se non a dei privati?". I tre maestri sono
indispensabili oggi per Filippo Cossidente della Cgil Filc per affrontare al
meglio le problematiche dei tanti bambini diversamente abili, stranieri,
disagiati che frequentano le aule dei nostri istituti e che hanno bisogno di
essere seguiti in modo personalizzato. "Come farà un solo maestro ad
affrontare tutto questo da solo?" si chiede Cossidente. "Lo scopo del ministro Mariastella Gelmini - continua Daniela Fabbrini - è di risparmiare almeno otto
miliardi di euro in tre anni dal comparto scuola. Il 70% delle risorse
recuperate con questi tagli, però, non verranno reinvestite nell'istruzione secondo
il decreto legge, ma in altri settori". è un vero peccato secondo
Alberto Magnolfi della Cisl colpire così duramente la scuola elementare che, in
base ad un sondaggio Ocse-Pisa, è a livelli d'eccellenza nel mondo propri
grazie ai maggiori investimenti che le vengono riservati. Per cercare di non
far convertire in legge il decreto i sindacati hanno preparato una serie di
iniziative: volantinaggi, assemblee, incontri con le istituzioni,
sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Per il momento lo sciopero è escluso,
ma l'opposizione va avanti. V.V.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Lidia Ravera
"Dormiteci voi lontano dai vostri figli per uno stipendio da fame senza un
natale o un capodanno retribuito come festività". L'ho letto su "la
Repubblica" e ho pensato: come sono lontani i tempi in cui "fare la
hostess" era il sogno di tutte le bambine. Nella stessa pagina protestavano
i piloti, altra figura mitica della letteratura rosa: "Si direbbe che
vogliano costringerci alle dimissioni di massa. Ma dove pensano di trovare
gente così alla canna del gas da sostituirci accettando il
taglieggiamento?". L'immagine mi fa correre un brivido sottopelle: e se la
cloche del comando finisse nelle mani di uno sfigato, di un nevrotico, di un
disperato, di uno con poche ore di volo e zero sangue freddo? Quando sei lassù,
e io ci sono molto spesso, sei totalmente affidato, un errore umano lo paghi
con la vita. Non è rassicurante leggere su tutti i giornali il malcontento del
personale di terra e di volo. Nessuna categoria accetta di tornare indietro, di
perdere diritti conquistati. È così nel trasporto aereo, è così nella scuola:
siamo contenti che i nostri figli, nel grande ritorno d'autunno alla
professione di studenti, si ritrovino in classe una maestra con la fascia nera
sulla camicetta, in lutto per sé stessa, depressa, malmostosa, agitata?
L'Italia che lavora è percorsa da un brontolio di tuono. Sono tutti scontenti.
L'ansia si percepisce nitida: fa male vivere precariamente, sentirsi messi in
discussione, perdere la certezza del salario, dello stipendio, non sapere che
ne sarà di te fra sei mesi, fra un anno. Ci ha pensato, l'illusionista massimo,
il nostro immarcescibile Silvio Berlusconi, quando ha mandato in vacca la
trattativa con Air France per inserire, nella recita elettorale, anche un po'
di birignao patriottico, a chi avrebbe pagato per mantenere
"italiana" l'Alitalia? Donne e uomini, persone, padri di famiglia. È
vero o no che, fosse andata in porto la fusione con gli "stranieri",
gli "esuberi" sarebbero stati meno pesanti? E la
composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un
pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre
in meno: visualizzi, lo scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito
del rutilante mondo della scuola, sentite che cosa ho letto su "La
Stampa": "Co.co.co del sesso per pagarsi gli studi". Si
tratterebbe di "gigolò e prostitute part time", detti anche "sex
workers flessibili a tempo determinato", cioè ragazze e ragazzi in età
universitaria che si offrono per fare sesso virtuale o reale, per pochi minuti
o per un intero week end, a scopo di lucro. Le più per benino dichiarano di
investire i proventi nelle onerose tasse universitarie, le "disinibite
fuori corso" ammettono di aspirare ad una borsetta di Prada. Mirella
Serri, che firma l'articolo, ci rassicura: non si tratta di un fenomeno
solamente italiano. Ma un po' di malinconia permane: "Ho ventidue anni,
sono bisognosa e un po' porcellina", scrive una ragazza e un'altra offre
"uno spettacolino maialino". Non vorrei che appaltare le proprie
grazie diventasse l'unica alternativa alla mendicità anche per hostess stewarts
e piloti. (Porci con le ali?) www.lidiaravera.it Fra le righe.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
MONTECITORIO
Girotondo per la scuola: "Casca la Gelmini, vincono i bambini" LA
CANTILENA composta per l'occasione recitava: "Giro, girotondo casca il
mondo, casca la Gelmini,
vincono i bambini". L'hanno scandita insieme a insegnanti e genitori gli
alunni di alcune scuole elementari della zona sud-est di Roma, che ieri si sono
dati appuntamento a Montecitorio per inscenare un mini-girotondo contro
il ministro dell'Istruzione e l'arrivo del maestro unico.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Dibattito sul
tema "Sos scuola pubblica" Si svolgerà stasera alla festa di
Rifondazione Comunista a Putignano PISA. Continua presso il circolo Arci di
Putignano, con grande partecipazione di pubblico, la festa cittadina di
Rifondazione comunista. Oggi, venerdi 12, alle ore 18 presso la Spazio Caffè
del circolo si terrà un'assemblea pubblica sul tema "S.O.S. scuola
pubblica". Intervengono: Loredana Fraleone, Dipartimento scuola Prc;
Giovanni Bruno, Esecutivo nazionale Cobas; Elisa Migliaccio, Cgil; Sonia
Bortolotti, Associazione "Genitori insegnanti" Firenze. Coordina
Maria Letizia Episcopo, circolo S. Ermete Prc. La ministra Gelmini e il presidente del Consiglio
Berlusconi annunciano grandi cambiamenti considerati adatti ad acquistare un
consenso superficiale ora in questa ora in quella fascia sociale: il grembiulino,
il ritorno ai voti, il
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Napoli
L'intervento della Regione a favore degli studenti delle scuole medie campane.
Obiettivo: contrastare la dispersione Occupazioni, picchetti e sit-in i precari
pronti a dare battaglia Scuola: Regione e Provincia con i prof senza cattedra
Otto milioni di libri in comodato d'uso per gli alunni delle famiglie a basso
reddito BIANCA DE FAZIO L'aula magna dell'istituto Isabella d'Este non è
bastata ad ospitare tutti i precari della scuola giunti ieri pomeriggio
all'assemblea convocata dalla Cgil. E s'è dovuto far ricorso anche alla
palestra. Due assemblee, insomma, in contemporanea. Con circa 500 docenti
rimasti senza cattedra. La loro mobilitazione è cominciata da giorni, ma ieri
si sono incontrati per mettere insieme le forze, per coordinarsi. Due assemblee
parallele, ma convergenti nel ribadire i no ai tagli imposti da Roma. Ma come
fare per farsi ascoltare? "Occupiamo gli istituti scolastici" gridava
qualcuno. "Facciamo picchetti ai cancelli" proponevano altri. Idee
poi rientrate - per ora - aderendo alle proposte del sindacato, ad iniziare dal
sit-in in programma lunedì in piazza del Plebiscito, con richiesta al prefetto
di esser ricevuti. E poi c'è l'ipotesi di una trasferta a Roma, per portare sin sotto gli uffici del ministro Gelmini le ragioni e la disperazione dei
precari. Una trasferta alla quale potrebbe partecipare - dal punto di vista
organizzativo - anche la Regione: "Sono pronto a darvi una mano" ha
affermato l'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele, che ha voluto
essere in assemblea al fianco degli insegnanti. E che ha ricordato che
Fioroni si era impegnato a stanziare 20 milioni di euro (quanti ne ha stanziati
la Regione) per tamponare le falle degli organici campani. Ma, cambiato il
ministro, quell'accordo è finito nel dimenticatoio, "mentre potrebbe -
afferma Gabriele - consentirci di dare lavoro ad altri 400 precari (oltre ai
400 che rientreranno grazie allo stanziamento regionale)". "La nostra
richiesta a Roma - ribadisce Fiorella Esposito, della segreteria provinciale
Cgil - è che si conceda una deroga, ai tagli, per almeno 1.000
insegnanti". La gravità della situazione - con i 5.000 tagli già attuati -
è stata al centro della discussione anche della conferenza stampa convocata in
Provincia per fornire i dati sul mondo della scuola ad apertura dell'anno
scolastico. Così l'assessore provinciale alle Politiche scolastiche, Angela
Cortese, ha aperto l'incontro con un intervento a gamba tesa contro la politica
scolastica del governo Berlusconi, contro la mannaia che si è abbattuta sugli organici.
"Gli effetti occupazionali dei tagli saranno esplosivi per la nostra
provincia, l'abbassamento delle ore scuola sarà devastante per le famiglie e
per gli studenti - ha affermato la Cortese - E a pagare il prezzo più alto
ovviamente sarà la scuola del Sud, quella con un contesto socioeconomico più
debole. Temo che siamo di fronte ad un progetto classista, autoritario e
inefficiente". La scuola viene considerata, ha continuato, "una spesa
da tagliare e non un investimento per il futuro. Ma al sapere non si può
applicare una mera logica contabile". Nella contabilità si finisce
inevitabilmente, invece, parlando degli investimenti della Provincia
nell'edilizia scolastica: 430 milioni di euro in 10 anni; 316 milioni dei quali
presi dal bilancio provinciale, per nuove edificazioni, ristrutturazioni,
manutenzione e adeguamento alle norme sulla sicurezza. "La Provincia ha
investito il 50 per cento delle sue risorse economiche nell'edilizia scolastica
- ha precisato il presidente Riccardo Di Palma - ma siamo gli unici a farlo. Lo
Stato non può pensare che tutto sia demandato agli enti locali". E se
quest'anno il numero di studenti delle scuole superiori è cresciuto di 5.000
unità, il numero dei docenti si è ridotto. Un problema che secondo il direttore
scolastico regionale, Alberto Bottino, può essere almeno parzialmente
affrontato estendendo il tempo pieno "che nella nostra regione esiste in
percentuale minima: così ci sarebbe la possibilità di avere qualche migliaio di
posti in più. Ma per il tempo pieno dobbiamo avere le strutture e quindi
spingere ancor di più negli investimenti per l'edilizia scolastica".
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il piano di
"salvataggio" del governo si trasforma in macelleria sociale Bruno
Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono quasi tutti lì, giornali, televisioni,
osservatori, a puntare l'indice nei confronti del sindacato. Tutti col fiato
sospeso a sostenere che è una grande sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a
difendere i legittimi interessi dei lavoratori ma nello stesso tempo a operare
con senso di responsabilità per impedire il tracollo definitivo dell'azienda.
Nessuno di questi intransigenti interlocutori punta però l'indice nei confronti
di un altro fondamentale Attore di questa vicenda, ovverosia il presidente del
Consiglio. La sfida, se si parla di sfida, investe in primo luogo la sua
persona, il suo governo. Ricordate cosa era successo un anno fa? Il
centrodestra aveva vinto le elezioni scaraventando tutto il suo peso contro
l'ipotesi Air France e annunciando una soluzione del tutto diversa, innovativa
e quasi indolore. Molti avevano creduto a questa bella Novella, a questa
esaltante novità. Ora la verità è sotto gli occhi di tutti. La soluzione
prescelta non è quella immaginata: non sarà una passeggiata tranquilla, costerà
lacrime e sangue e lo smembramento della famosa Compagnia di Bandiera. Altro
che miracolo! E a Fiumicino divampa la protesta con il ricorso a forme di lotta
che, certo, in primo luogo colpiscono gli ignari passeggeri alle prese con i
voli bloccati. Anche gli utenti però dovrebbero risalire ai veri responsabili
di tale stato di cose. E' evidente uno clima di esasperazione diffuso tra
piloti, hostess, meccanici, precari. Hanno capito che i nuovi governanti si
sono presi gioco di loro. Le promesse anti-Air France erano un bluff. Ora
l'offerta consiste non in una nuova potente Alitalia, ma, come è stato detto,
semmai di una piccola AirOne. Il tutto accompagnato da un pesantissimo fardello
di esuberi e dal taglio delle condizioni salariali e normative per coloro che
restano. Staranno con l'amaro in bocca e con la busta paga dimezzata. Non era
difficile prevedere che un tale menù avrebbe suscitato le proteste che del
resto coinvolgono anche gli Enti Locali interessati. Certo le forme di lotta
non sono dettate da un quieto e misurato senso di responsabilità. Ma per
impedire l'ansia di chi vede messo a repentaglio il proprio posto di lavoro e
vede adottare un nuovo modello contrattuale non servono gli ultimatum. Serve un
negoziato vero e servono risultati capaci di costruire (o meglio ricostruire)
un rapporto di fiducia con i lavoratori interessati. Così come servirebbe una
doverosa autocritica da parte di chi ha promesso lanterne e ora esibisce
lucciole. Invece Silvio Berlusconi, noncurante, ancora ieri nascondeva la
verità, esaltava il proprio successo. Un modo per inasprire gli animi. E' del
resto una metodologia che investe altri campi, altri terreni. Nell'intero
settore dei trasporti è stato annunciato uno sciopero per le prossime
settimane. Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del
conflitto sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la
mobilitazione generale visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a
parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e
votato da cinque milioni di lavoratori. Così come ha fatto a pezzi una
piattaforma unitaria su fisco e tariffe che doveva ridare ai lavoratori un
potere d'acquisto manomesso. Anche qui si misurano le sfide dell'autunno.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova
Scuola, arriva il maestro a ore a pagarlo saranno le famiglie Le cooperative
ingaggiate al "San Gottardo" "Le ore pomeridiane sono scoperte,
non ci solo alternative a questa soluzione" GIUSEPPE FILETTO Il Ministro
presenta il conto. Già nel primo giorno di scuola. Tre euro al giorno. Per la
prima volta nella storia della scuola genovese, il privato sale in cattedra,
nello Stato; i direttori ricorrono agli "insegnanti ad ore", al
personale delle cooperative, pagato dalle famiglie. La singolare iniziativa è
dell'Istituto Comprensivo San Gottardo (cinque scuole, 756 alunni), ma
destinata ad espandersi. Il direttore scolastico, Clemino Casalgrandi, di
fronte ai 60 maestri (80 mila in Italia) tagliati in provincia di Genova dalla
Riforma-Gelmini, dice che non ha
potuto fare altro che chiedere ai genitori come assicurare il tempo prolungato
ai bambini già iscritti. "Con le famiglie abbiamo deciso che saranno loro
a pagarsi la copertura delle ore pomeridiane - confessa Casalgrandi -
utilizzando personale delle cooperative, che in quelle ore terrà gli alunni,
li aiuterà nello svolgimento dei compiti". A ogni educatore saranno
affidati 10 allievi e ciascuna famiglia pagherà 3 euro, nelle 4 ore in cui
cessa la sua attività il maestro curriculare, quello pagato dallo Stato: dalle
12.30 alle16.30. La cifra, finora contenuta è destinata a lievitare; comunque,
a fine anno si calcolano circa 150 euro e, soprattutto, crea un rischioso
precedente. "Nella nostra scuola ci siamo visti tagliare 3 insegnanti -
spiega il direttore - questo, inevitabilmente, comporta la contrazione
dell'orario, l'eliminazione di un pomeriggio la settimana in ogni classe".
L'effetto sarebbe stato la cancellazione del tempo prolungato. Con prevedibili
disagi per le famiglie che lo scorso gennaio, al momento dell'iscrizione,
scelsero il "modulo": tre maestri su due classi. C'è di più. Alla elementare
Borsi l'insegnante di Inglese non è più pagato totalmente dal Ministero
dell'Istruzione, che gli ha fatto un contratto per 23 ore settimanali, così il
direttore scolastico per garantire il resto, ha messo mano al fondo d'istituto:
"è un'autentica anomalia - sentenza il maestro Marco Scannavini - i tagli
delle risorse costringono le scuole a ricorrere alle risorse interne o ad
appoggiarsi alla famiglie". Non basta: Maria Stella Gelmini
ha blindato le deroghe che fino allo scorso anno venivano concesse alle scuole
per affrontare il sostegno agli handicappati. "Se domani ci trovassimo di
fronte ad esigenze, sopraggiunte dopo l'inizio dell'anno scolastico, come il
trasferimento di un disabile da una scuola all'altra, non sapremmo come
affrontarle", ammette Roberto Pozzar dell'Ufficio Handicap della Direzione
Scolastica Regionale. Sono le prime, vere, conseguenze della Legge 133, di quel
capitolo di contenimento della spesa pubblica che riguarda la riduzione del
personale della scuola. Che ha applicazione immediata, mentre grembiulini
obbligatori, voti sulle pagelle e di condotta passano in secondo piano. Come il
maestro unico che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno scolastico. In
ogni modo, lunedì, primo giorno di scuola, si inizia sull'onda della protesta.
I Cobas ed i sindacati confederali partono con volantinaggi davanti a tutti i
plessi scolastici. Ieri, Nicolò Scialfa, presidente provinciale
dell'Associazione Nazionale Presidi, ha convocato i capi d'istituto al
"D'Oria": "Ci siamo limitati ad esprimere le nostre
preoccupazioni".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Firenze
Scuola, la Regione si ribella al governo Sui tagli farà ricorso alla Consulta. Volantini Pd contro Gelmini STEFANIA LA MALFA simona poli Ricorso alla Corte Costituzionale
contro i tagli alla scuola. La Regione reagisce così alla "rivoluzione Gelmini" che sta scatenando una
serie di proteste tra sindacati, associazioni di genitori e istituzioni locali
proprio alla vigilia del ritorno sui banchi, fissato in Toscana lunedì
prossimo. "Il ricorso riguarda quella parte del decreto 112 che
solleva un conflitto di competenze tra Stato e Regione", spiega
l'assessore all'Istruzione Gianfranco Simoncini che ieri ha incontrato i
sindacati della scuola Cgil, Cisl, Snals, Gilda-Unams per discutere dei
provvedimenti del governo. "L'organizzazione della rete scolastica è
affidata a noi dalla riforma del titolo V della Costituzione ed è assurdo che
ora il ministro Gelmini voglia invece regolamentarla a
livello centrale. Ci appelliamo alla Consulta e intanto diciamo a Comuni e Province
di continuare a lavorare come hanno sempre fatto, accorpando classi dove c'è
bisogno senza però negare alle piccole realtà isolate e ai comuni montani la
possibilità di avere scuole per i bambini". Simoncini respinge in toto
l'impostazione del governo che, dice, "considera la scuola un'imposta da
pagare e non una risorsa da sviluppare". Le stesse parole usate ieri dal
segretario toscano del Pd Andrea Manciulli che insieme alla responsabile della
scuola Daniela Pampaloni ha annunciato una campagna di mobilitazione contro la
politica di Roma che inizierà lunedì davanti alle scuole superiori di tutta la
regione. "Ci saremo noi del Pd ma ci saranno anche studenti, genitori e
professori intenzionati a battersi contro questo modo di intendere la scuola",
dice Manciulli. "Il maestro unico nelle elementari è negativo perché
impoverisce l'offerta formativa e rende più faticoso il compito di seguire
l'istruzione e la crescita dei bambini. C'è bisogno di più servizi e invece il
governo pensa solo a tagliare risorse e posti di lavoro e mette a rischio il
tempo pieno così utile alle famiglie dei lavoratori". Lunedì prossimo a
partire dalle 14,30, il Pd toscano ha organizzato gli "stati
generali" della scuola nella sede del consiglio regionale a Firenze. I
sindacati la pensano allo stesso modo. Dice Gianna Fracassi, segretaria
regionale della Flc Cgil: "Noi chiediamo che il decreto sul maestro unico
alle elementari non sia convertito in legge perché sarebbe un danno
irreparabile per la scuola primaria italiana, è incomprensibile interrompere
un'esperienza pedagogica che ha dimostrato di funzionare. Col maestro unico
sarà ridotto a 24 ore l'orario scolastico e quindi addio al tempo pieno diffuso
nel 40 per cento delle scuole toscane". I sindacati hanno accolto la proposta
dell'assessore Simoncini di rendere permanente il tavolo di confronto
Regione-sindacati, con l'obiettivo di difendere la qualità della scuola.
Intanto i dati delle iscrizioni nelle superiori indicano una crescita di
preferenze per licei classici e istituti tecnici e professionali, mentre lo
scientifico subisce una lieve flessione. Tra pochi giorni sarà chiara anche la
situazione delle cattedre di ruolo che dovrebbero essere tutte coperte.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 218 del
2008-09-12 pagina 5 Scuola, torna il maestro unico "Sono a rischio
settemila posti" di Augusto Pozzoli Sindacati pronti allo sciopero contro
il decreto Gelmini: "In piazza per difendere il
tempo pieno" La scuola milanese e il maestro unico. Quali sono le
prospettive, soprattutto in relazione al tempo pieno che in città coinvolge
ormai la quasi totalità delle classi? Cresce il timore che questo tipo di
servizio scolastico a Milano sia a rischio. Le organizzazioni sindacali della
scuola hanno già fatto i calcoli di previsione dell'applicazione dell'articolo
4 del decreto legge Gelmini sul ritorno a un insegnante
solo per classe: nel giro di pochi anni, l'organico provinciale di diritto
(quello determinato per legge) in pratica si dimezzerebbe, passando da 14.800
insegnanti a 7.200. Come è possibile, allora, conciliare tagli così drastici
con un servizio scolastico a tempo pieno? Poiché il provvedimento dovrebbe
andare in vigore, sia pur gradualmente, sin dal prossimo anno scolastico, le
scuole sono già fin d'ora sul piede di guerra. Si intensificano le assemblee di
protesta e alcune organizzazioni sindacali già parlano di sciopero. La
preoccupazione di fondo riguarda appunto il tempo pieno. "Come sarà
possibile - si chiede Attilio Paparazzo, responsabile della Cgil scuola -
salvaguardare questo importantissimo modello didattico che, con i suoi risultati
analizzati dalla pedagogia internazionale, ci colloca al quinto posto al mondo?
E come si potrà nello stesso tempo pensare di sostenere le esigenze legate al
lavoro delle famiglie, con l'inserimento nel decreto legge della frase:
"che i regolamenti terranno conto delle esigenze delle famiglie per una
più ampia articolazione del tempo scuola" con un unico docente impegnato
solo ad insegnare per 24 ore? Stiamo dando in mano ai docenti e ai genitori i
documenti necessari per capire che cosa sta succedendo. Presto ci faremo
sentire". Il ministro Mariastella Gelmini, come è noto, si è impegnata non solo a mantenere il tempo
pieno, ma addirittura, coi risparmi dei tagli, ad aumentarlo del 50 per cento.
Ma Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola osserva: "Se la Gelmini non dice bugie deve chiedere che
al momento della conversione in legge del suo decreto venga ripristinata la
norma che prevede esplicitamente il tempo pieno così come si attua a
Milano, vale a dire due insegnanti per classe. Già qualche anno fa si cercò di
smontare questo sistema, ma insegnanti e genitori si ribellarono in massa.
Siamo pronti a tornare a lottare". Una questione su cui nutrono
perplessità anche le associazioni professionali che fanno riferimento ad
un'area politica vicina alla maggioranza come Diesse, didattica e innovazione
scolastica Disal, dirigenti scuole autonome e libere, e Foe, federazione opere
educative. In un documento diffuso ieri si legge: "Chiediamo che le
soluzioni adottate per il rinnovamento della scuola non generino scontri e
contese, ma guardino al bene comune ed ai bisogni reali, valorizzando le
migliori esperienze. Così la questione del maestro unico sollevata dal decreto
legge Gelmini va affrontata senza ostilità
pregiudiziali e ponendo attenzione alla realtà. La scuola primaria (o
elementare) è stata punto di eccellenza del sistema formativo del nostro Paese,
ben prima dell'ingresso della organizzazione didattica per moduli, grazie alla
capacità e generosità di generazioni di maestri, di direttori didattici e di famiglie
attente ai beni primari dei loro figli: l'educazione e la cultura di
base". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 218 del
2008-09-12 pagina 7 Premio Belgioioso: ecco i finalisti di Redazione Roberto
Mistretta con "Il canto dell'upupa", Maria Rottoli con "Lola e
le ombre" e Giovanni Ricciardi con "I gatti lo sapranno" sono i
tre finalisti della prima edizione del Premio Belgioioso Giallo, il concorso
letterario dedicato ai generi thriller, giallo e noir. Per la categoria dei
romanzi pubblicati da piccoli editori, invece, si contenderanno la vittoria:
Francesco Gallone, Fabrizio Cugia, Marcello Simoni, Roberto
Gelmini e Sara Sajetti. La
finalissima si svolgerà il 27 settembre al Castello di Belgioioso (Pavia),
durante "Parole nel tempo", il salone della piccola editoria che attira
ogni anno circa otto mila visitatori in due giorni. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna
Cresce la protesta contro i tagli. Ieri assemblea di genitori alle Guido Reni a
favore del tempo pieno A scuola con il lutto al braccio Manifestazione il 26,
ma salta la contestazione al ministro Gelmini Famiglie e docenti scendono in
piazza a difesa del tempo pieno, contro il decreto che istituisce il maestro
unico alle elementari, e si danno appuntamento il 26 settembre per una
manifestazione cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione
generale" dice Sandra Soster della Cgil, oltre ad altre iniziative tipo il
lutto al braccio. CAPELLI A PAGINA III.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 218 del
2008-09-12 pagina 10 Rambo Mariastella alla polizia: "Affronto da sola chi
contesta" di Redazione Rambo Mariastella all'arrembaggio. La Gelmini (nella
foto), donna elegante quanto decisa, non è certo tipo da farsi intimidire da
qualche contestatore. Così, in visita pastorale al liceo Newton di Roma ha
preso il coraggio a due mani e, non solo ha affrontato i suoi denigratori, ma
ha rivolto un pacato quanto fermo invito alle forze dell'ordine.
"Colgo l'occasione - ha detto il ministro dell'Istruzione - per chiedere
alla polizia che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui
lavoro è fondamentale per tutti, a non procedere a controlli e identificazioni
se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni
per rispondere a qualsiasi contestazione. Mi confronterò con i ragazzi e
chiederò loro se la scuola, così com'è, li soddisfa". Rambo Mariastella
non teme nessuno, forse qualcuno temerà Rambo Mariastella... © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Livorno Maestro
unico, l'altolà dei docenti Oltre cento firme di insegnanti
per fermare il ministro Gelmini LIVORNO. Cresce il malcontento nei confronti delle novità
annunciate dal ministro dell'istruzione Gelmini: un nutrito gruppo di insegnanti della scuola primaria dei
circoli didattici Collodi e Micheli di Livorno, Nazario Sauro di Collesalvetti
e delle Rodari di Stagno del Comprensivo Marcacci. In tutto si tratta si
qualcosa come 136 firme di docenti in calce a un documento di protesta. Nel
mirino soprattutto il ritorno al maestro unico alle elementari e la riduzione
dell'orario di scuola a 24 ore settimanali. "Dal prossimo anno scolastico
verrebbero smantellate le classi a modulo ed il futuro delle classi a tempo pieno
è, a tutt'oggi, incerto", si sottolinea nella petizione. I docenti
firmatari giudicano "gravissime" queste scelte. Guardano le possibile
conseguenze: "La riduzione dell'orario e l'introduzione di un solo
insegnante per classe comporterebbero: 1) tempi sempre più limitati per lo
svolgimento delle discipline; 2) impossibilità di effettuare gruppi di recupero
e di arricchimento, attività laboratoriali, uscite didattiche; 3) impossibilità
di impostare il lavoro dei docenti sulla base della collaborazione e del
confronto". Al governo viene rimproverato di aver puntato a "un
ritorno al passato" che gli "permetta di ottenere nuovi risparmi ai
danni della già tartassata scuola pubblica con costi economici e culturali per
le famiglie e per la società tutta". Gli insegnanti che hanno promosso la
petizione ribadiscono "la necessità di difendere la scuola pubblica dalla
ristrutturazione selvaggia che il governo vuole portare avanti, risparmiando
nel settore scuola circa otto miliardi nei prossimi quattro anni".
( da "Tirreno, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
CISL ACCUSA
"Così il tempo pieno verrà spazzato via" LIVORNO. La Cisl scuola livornese
dice stop al ritorno al maestro unico così come alla riduzione del tempo
scuola: il blitz del ministro Gelmini comporta "scelte gravemente negative verso il sistema
pubblico dell'istruzione". C'è il rischio - si afferma - che venga
spazzata via "anche l'esperienza del tempo pieno che nella nostra
provincia ha una forte diffusione". Senza contare che aver proceduto a
colpi di decreto legge "riduce il dibattito parlamentare e soprattutto
annulla il confronto con i corpi sociali intermedi, sindacati e
associazioni professionali, mettendo in atto un comportamento
autoritario". La Cisl sottolinea che in Toscana il rapporto alunni/docente
è già in linea con quanto si prefigge la legge 133 per l'anno 2011/2012, dunque
qui "non bisogna mettere in atto interventi e misure in questo
senso".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Bari Il
Partito democratico scende in piazza per dire no al Sud a passo ridotto. Domani
a Bari alle 9 all'ingresso orientale della Fiera, il Pd parteciperà alla
manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la riforma
Gelmini della scuola e
contro l'introduzione in Puglia dei cosiddetti Eurostar lumaca sulla tratta
Adriatica in direzione di Milano. Mentre a Lecce, alle 10,30, alla stazione
ferroviaria di Lecce, si terrà una manifestazione di protesta contro i provvedimenti
del governo Berlusconi su Trenitalia. "Sarà un'occasione importante
di coinvolgimento dei cittadini - sottolinea Teresa Bellanova, deputato del Pd
- visto che la Puglia è stata tagliata fuori dagli investimenti di Trenitalia.
Eravamo purtroppo già abituati alle odissee dei cittadini pugliesi sugli
Eurostar, tra guasti alle motrici, aria condizionata e porte rotte. Adesso
siamo passati dagli Eurostar agli Eurocity". Ovvero dei vecchi vettori
anni Ottanta dismessi dalle tratte del Centro nord, che viaggiano da lunedì
scorso dal Salento verso Milano in luogo dei più moderni Eurostar. "Siamo
stanchi - continua l'onorevole Bellanova - di essere considerati cittadini di
serie B, occorre muoversi".
( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ntervento dell'ex
sindaco Vittorio Voglino sulla necessità di un Piano di contrasto alla povertà.
Innanzitutto perché, da cittadino, sono convinto che occorra individuare una
definizione di "crescita e sviluppo" che possa ricomprendere appieno
tutti gli abitanti. Non è possibile pensare che la solidarietà, il rispetto e
l'applicazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione siano residuali
rispetto alle scelte di governo di una città. Definire le priorità in questo
senso ha a che fare con la civiltà, la cultura, il benessere e la sicurezza di
tutti gli abitanti delle nostre città. Affrancarci o meno da una sottocultura
violenta, di non rispetto e, di conseguenza, di insicurezza dipende molto da
quanto possiamo progettare insieme e a sostegno delle molte realtà, laiche e
religiose, che già si impegnano. Tale impegno civile dovrebbe coinvolgere anche
la nostra quotidianità, ho in mente molti esempi positivi di impegno per la
propria zona e la propria città, che nascono dal pensare che la responsabilità
collettiva non è solo per "chi ha il tempo per farla" ma ha a che
fare con lo stare insieme per condividere momenti gioiosi (le feste di
quartiere, ad esempio) anche per essere solidali e conoscere situazioni da
condividere e farsi coinvolgere. La politica in questo senso c'entra ed è
decisiva, se esce dagli steccati tradizionali e sa dare indirizzo e risorse.
Occorre unire di più i servizi istituzionali ed il volontariato con le
"buone pratiche" che esistono in tutti gli schieramenti, ci sono già
interessanti possibilità: ultime in ordine di tempo le animazioni nei vari
giardini pubblici, di qualche tempo fa le proposte in cui i giovani possono
sperimentarsi in forme di cittadinanza piena e solidale, anche conoscendo il
tessuto di associazioni ed organizzazioni "no-profit" della città.
Spero che la città, chi la governa e chi formalmente ed informalmente
rappresenta l'opposizione, sappia seriamente raccogliere l'invito. ROBERTO
ZANNA ASTI Quel grosso cubo di cemento all'Enofila Ho partecipato nei giorni
scorsi all'appuntamento di "Asti fa goal". Non ho potuto fare a meno
di notare che nel cortile dell'Enofila, dove un tempo c'erano le
"vele" che coprivano i magazzini all'aperto, ora sorge un cubo di
cemento. La definizione più generosa che mi viene in mente è che quel
"casotto" sia un vero e proprio pugno nell'occhio. Mi pare, in senso
negativo, la classica ciliegina sulla torta di un recupero della struttura
complessivamente discutibile anche perché non ha saputo dare voce alla storia
di un edificio di grande importanza per la città. LETTERA FIRMATA ASTI Mettiamo
in castigo la scuola del futuro Ho letto della bocciatura della scuola italiana
da parte dell'Ocse. Mi è parso di capire che dal naufragio riesca a salvarsi
solo la scuola elementare, la più colpita invece dalla
riforma del ministro Gelmini. Non sono un addetto ai lavori né esperto di pedagogia ma
ritengo sbagliato tornare al maestro unico: forse è meglio abituarsi già
dall'infanzia a rapportarsi con più insegnanti. Un ritorno al passato che oltre
ad avere ripercussioni occupazionali (che ne sarà dei precari e di chi resterà
senza cattedra?) coinciderà con classi sempre più numerose. Le mie
perplessità riguardano anche quanto accadrà alle Medie. Oltre al minor
"tempo scolastico" mi lascia perplesso la sostanziale cancellazione
di Tecnologia (le Applicazioni tecniche dei miei tempi) accorpata a Matematica.
Certo, la materia è cambiata negli anni, ma temo che le future generazioni
finiscano col perdere ogni sorta di manualità. A vantaggio di cosa? La logica
del risparmio non può essere motore dei cambiamento. RENATO GROBELLO ASTI.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Bossi, il figlio a Palazzo con il placet di Silvio Renzo erede
designato ha già conquistato il premier: Umberto porta ai vertici il tuo angelo
custode Mercoledì sera all'incontro decisivo sul federalismo, oggi con il padre
sul Monviso per il rito dell'ampolla ROMA - Proprio nei giorni in cui Kim Jong
Il si eclissa da Pyongyang, un altro figlio di un capo assoluto si manifesta a
Roma. Renzo Bossi è tornato l'altra sera, per la seconda volta in due
settimane, a palazzo Grazioli, dove con cinque ministri e i capigruppo del Pdl
ha partecipato al vertice sul federalismo tra Bossi (Umberto) e Berlusconi.
Ieri il prediletto ha accompagnato il padre pure a palazzo Chigi, ed era al suo
fianco quando il Senatur, all'uscita del Consiglio dei ministri, ha salutato a
pugno alzato in segno di vittoria. Bossi quindi non scherzava affatto nel marzo
2005, nella prima intervista a un anno dalla malattia. Parlando di Renzo, disse
che "quando passerò la mano, non certo adesso, qualcosa di me resterà. La
mia famiglia resterà al servizio della Lega. Avanti, sino alla Padania".
La predizione suscitò parecchie gelosie. Il primogenito di Bossi, Riccardo, si
lamentò: "E io? Anche io sono attratto dalla politica - disse a Gian
Antonio Stella del Corriere -. Ho due modelli: papà e Napoleone ". I
colonnelli leghisti in pubblico elogiarono l'erede e in privato protestarono.
Bossi ripeté che l'indicazione valeva per un futuro remoto: a lungo avrebbe
comandato ancora lui. E ci fu anche chi tacque ma capì di essere tra i
destinatari del messaggio, e si mosse di conseguenza. Silvio Berlusconi non è
affatto contrariato dalla presenza di Renzo accanto al padre. Anzi, la
sollecita. "Umberto, porta anche tuo figlio, dai!". Il premier
capisce che la successione dinastica è un modo per affermare l'indipendenza
della Lega: sul Carroccio Berlusconi non metterà le mani. Può sperare però di
legarlo a sé anche nelle prossime generazioni. Il Cavaliere sa che Renzo non ha
soltanto un effetto benefico sul padre; la sua parola comincia a essere
ascoltata. Meglio quindi avere il ragazzo dalla propria parte, farlo sentire
importante, guadagnarsene la simpatia. Tra l'altro, è coetaneo - vent'anni - di
Luigi Berlusconi, con cui divide la passione per i motori (entrambi vanno
spesso a correre all'autodromo di Monza). "Eccolo, l'angelo custode che
veglia su di te" disse il Cavaliere a Bossi quando, il 16 novembre 2005,
Renzo venne al Senato con i fratelli Roberto Libertà e Sirio Eridanio e la
madre Manuela Marrone - prima signora della Lega, e qualcosa di più - ad
assistere al voto sulla devolution. Il battesimo era avvenuto qualche mese
prima, quando l'allora minorenne Renzo si era affacciato dalla finestra di casa
Cattaneo, a Lugano, urlando: "Padania libera!". Se come giocatore di
basket non è andato oltre il Valcuvia di Cuveglio, come segretario generale
della nazionale padana di calcio è campione del mondo in carica: i suoi atleti
hanno dominato il torneo in Lapponia riservato alle nazioni mancate. Ora gli
verrà delegato il rito dell'ampolla, lo sposalizio con il Dio Po, dal Monviso
alla Laguna veneta. Il 28 agosto scorso, la prima volta a palazzo Grazioli.
Gelosissimo, il fratello maggiore Riccardo commentò: "Speriamo che abbia
capito cosa si sono detti nostro padre e Berlusconi. E comunque, io sono stato
anche ad Arcore!". Bossi lo ama al punto da polemizzare con l'intero corpo
docente di origine meridionale, prima ancora della
detestata Gelmini, quando
Renzo fu bocciato - "per il secondo anno di fila!" fece notare
perfidamente all'Ansa il senatore del Pd Antonio Rusconi - all'esame di
maturità, nonostante avesse preparato una tesina dall'impegnativo titolo Carlo
Cattaneo e la valorizzazione romantica dell'appartenenza delle identità.
Chi l'ha scritta?, gli chiesero. "Mi sono ispirato ai libri di Cattaneo e
di Gianfranco Miglio" fu la risposta. Il fratello maggiore Riccardo,
sempre più geloso, infierì: "Strano. Alla biblioteca della Camera nei
primi mesi della legislatura non risultano libri chiesti dalla Lega. Prima
dell'esame di mio fratello, però, qualcuno ha voluto gli scritti di Miglio e di
Cattaneo... ". Commentò La Stampa: "è possibile che tra i compiti dei
parlamentari leghisti ci sia pure quello di scrivere la tesina al figlio del capo".
Non è andata senz'altro così, ma anche la svogliatezza scolastica è un tratto
di famiglia: il Senatur ha festeggiato per tre volte una laurea mai presa. Il
tempo e il male non ne hanno intaccato il carisma, anzi: vedendolo avanzare in
Transatlantico con il passo incerto e lo sguardo duro, un parlamentare di buone
letture l'ha accostato al generale Dumesnil, amputato a Wagram ma mai domo, al
punto da gridare ai prussiani che lo assediavano a Vincennes, alle porte di
Parigi: "Vi renderò questo castello quando voi mi renderete la mia
gamba!". Ecco, il problema di uomini così è che di rado lasciano veri
eredi. Ma questo non frena le decine di leghiste che lasciano messaggi nella
sua pagina di Facebook: "Renzo, sei bellissimo; sposami!". Il
fratello geloso La gelosia del fratello maggiore Riccardo: chissà se ha capito
i discorsi a quel tavolo... L'investitura Aldo Cazzullo.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-12 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Scuola Il ministro Gelmini alla polizia: non identificate chi mi contesta Terza media,
cambia l'esame Ci sarà anche il test d'inglese Più matematica ed educazione
civica nei programmi Verso la modifica del triennio che precede le Superiori.
In arrivo nelle classi migliaia di lavagne interattive multimediali ROMA -
Sempre più test nell'esame di terza media. Dopo l'esordio delle prove
oggettive dell'Invalsi dello scorso giugno - giudizio a discrezione dei prof -,
il ministro Gelmini rincara la dose. Per cominciare da
quest'anno i due test, italiano e matematica, avranno un peso nella valutazione
complessiva, secondo criteri validi per tutte le scuole. Inoltre nel 2009 si
aggiungerà un terzo test, sempre Invalsi, d'inglese. Test ma anche nuove
tecnologie. Sono in arrivo migliaia di lavagne interattive multimediali (Lim).
Si tratta di un display - un grande schermo delle dimensioni di una lavagna -
collegato ad un computer. Lo si può usare come il tradizionale arredo
scolastico, sostituendo il gessetto con una sorta di pennarello virtuale. Il
computer registra nella memoria disegni, scritti e formule tracciati sul
display che possono quindi essere rielaborati. La Lim, voluta dall'ex ministro
Fioroni, può anche funzionare come lo schermo di un computer e veicolare ogni
sorta di contenuto multimediale. Dopo le elementari, le medie. Il ministro
avanza come un rullo compressore. Con l'appoggio del premier. "Garantiremo
il tempo pieno nelle scuole elementari - ha detto Berlusconi - anche con il
maestro unico che sarà affiancato da altri insegnanti per la lingua e per
l'educazione fisica ". Incurante delle proteste dei prof, anche di quelli
più esasperati. "In merito a quanto accaduto al Liceo Newton di Roma - ha
dichiarato il ministro, riferendosi alla contestazione verbale durante la quale
alcuni docenti precari sono stati identificati -, colgo l'occasione per
chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il
cui lavoro è fondamentale per tutti, di non procedere a controlli e
identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti
argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione". Stavolta, però,
l'impresa non sarà facile. Le medie sono considerate il ventre molle della
scuola italiana. Gli insuccessi dei nostri quindicenni nei test internazionali
dell'Ocse hanno origine nel triennio tra le elementari e le superiori. Gli
esperti del ministro sono al lavoro per ridare alle medie un'identità. Dovranno
stabilire quali sono le cose essenziali che uno studente di quattordici anni
deve sapere. Tutto ciò equivale a una ristrutturazione. Non solo per gli orari,
ma anche per i programmi. La Gelmini ha detto che
punterà su italiano, matematica e inglese. Le tre materie oggetto di
valutazioni oggettive nell'esame finale. Le stesse che ci condannano da
vent'anni nelle parti basse della classifica nelle indagini comparative
internazionali. Una cosa sembra certa. Alla fine dei tre anni la preparazione
dei ragazzi nelle discipline più importanti - e indirettamente l'efficacia
dell'attività didattica e dell'organizzazione scolastica - sarà valutata in
maniera oggettiva. I prof non potranno non tenerne conto. Giulio Benedetti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-12 - pag: 13 autore: In vista anche
la revisione dei piani di studi. Verso un coinvolgimento diretto dell'Invalsi
Terza media, prove nazionali Luigi Illiano ROMA Nuovo esame di terza media con
tutte le prove a carattere nazionale. Potrebbe essere la prossima mossa a
sorpresa del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. D'altra parte è stato lo stesso
ministro ad annunciare importanti novità per la scuola che accoglie i ragazzi
in uscita dalle elementari. "Cambierò le medie", ha affermato Gelmini (si veda "Il Sole 24
Ore" di ieri) aggiungendo: "C'è un deficit di formazione, servono più
italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che
studia la riforma. Voglio farla presto". Il ministro non è entrato nei
dettagli, e la stessa commissione è abbottonatissima, ma non è difficile
intercettare gli ambiti di intervento. Soprattutto se si considerano due
aspetti. In primo luogo, la scuola media è considerata da decenni l'anello
debole della filiera formativa italiana. Poi, le classifiche internazionali
(OcsePisa)sull'apprendimento degli studenti passano al setaccio proprio il
livello di preparazione dei quindicenni. Graduatorie nelle quali l'Italia
ottiene pessimi piazzamenti, in scienze, matematica e lettura. Da qui la scelta
di intervenire sul versante delle materie e dell'esame finale. L'effetto
concreto potrebbe determinare, tra l'altro, il potenziamento delle ore di italiano
e, soprattutto, di matematica. Anche se appare difficile conciliare questi
incrementi con la riduzione di orario dei piani di studio, attraverso i quali
centrare il taglio delle cattedre della "manovra d'estate". L'esame
di terza media potrebbe essere modificato nella direzione del coinvolgimento
diretto dell'Invalsi (Istituto nazionale di valutazione) nell'elaborazione
delle prove.Significa che l'Invalsi sarebbe chiamato a gestire l'intera
verifica finale, finora affidata alle singole scuole, a parte un test nazionale
che ha debuttato proprio a giugno di quest'anno e già coordinato dall'Invalsi.
Intanto, a proposito delle contestazioni ricevute mercoledì scorso, durante una
manifestazione al liceo Newton di Roma, e delle polemiche suscitate dalla scelta
della Polizia di identificare gli oppositori, Gelmini
ieri ha diffuso un comunicato. "Colgo l'occasione per chiedere alla
polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è
fondamentale per tutti –scrive il ministro– di non procedere a controlli e
identificazioni se qualche facinoroso alza la voce, anche perché ho sufficienti
argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione". E Gelmini ha proseguito annunciando: "Sono intenzionata a
recarmi nelle scuole d'Italia per confrontarmi con i ragazzi, raccogliere
proposte e chiedere loro se la scuola così com'è li soddisfi o, come credo, se
sia necessario mettere mano a una riforma complessiva del nostro sistema
d'istruzione". A questo punto sarà importante comprendere se il ministro
intende recuperare la riforma Moratti ( con alcuni correttivi) o se, invece,
intende promuovere un proprio modello targato Gelmini.
Le intenzioni saranno già abbastanza chiare nei prossimi giorni, quando sarà
presentato il piano programmatico, in applicazione della manovra. DOPO LA
MANIFESTAZIONE DI ROMA Il ministro Gelmini: "La
Polizia non identifichi chi mi contesta, io mi difendo da sola" E annuncia
un viaggio nelle scuole per parlare con i ragazzi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-12 - pag: 13 autore: L'INIZIATIVA MULTIMEDIALE
DEL SOLE 24 ORE Lunedì la maratona ScuolaD@y: il ministro e le scuole in
diretta In edicola Il primo appuntamento: con il Sole-24 Ore del lunedìi
lettori troveranno la Guida dedicata alle famiglie, un ricco vademecum con
tutte le novità, dai voti all'educazione civica. Ore 8-10 Dalle nostra
redazione multimediale inizia il collegamento in diretta web con i giornalisti
e gli esperti del Sole 24 Ore che spiegheranno cosa cambia nella scuola. Poi
videotestimonianze dall'estero e un grande sondaggio. Ore 10-11,30 Le scuole
italiane si collegheranno vi web per porre le domande ai giornalisti e agli
esperti che risponderanno in diretta. 11,30-14 Dalle opportunità di lavoro
all'educazione civica, dall'hi-tech all'alimentazione, dall'educazione fisica a
come risparmiare, una grande video carrellata Ore 14-15 Intervista-realizzata
insieme a Radio24- al ministro Mariastella Gelmini ( nella foto). Ore 15-18 Spazio
in studio a genitori, insegnanti e studenti per discutere e capire. Radio24
All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le
voci del sondaggio, le interviste. E-mail e videomessaggi possono essere
inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.com Il programma è sul sito
www.ilsole24ore.com.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-12 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Pavia Gli allievi sono pochi e le elementari dei due paesi si
contendono gli iscritti Caccia ai bimbi del vicino "Altrimenti la scuola
chiude" Libri, bus, mensa gratis per conquistare nuovi alunni Breme accusa
Sartirana: fa campagna acquisti nei Comuni vicini per gonfiare le iscrizioni
grazie ai non residenti BREME (Pavia) - Una guerra all'ultimo alunno. Mentre Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, parla di razionalizzazione e pensa di
sfoltire il corpo docenti tagliando 87 mila insegnanti, nel Pavese è scoppiata
la battaglia delle scuole. Le armi? Libri gratuiti, bus navetta e servizio
mensa per rubarsi studenti. La legge è chiara: gli istituti con meno di
35 iscritti andranno pian piano scomparendo in favore della razionalizzazione
annunciata dal Ministero. E i Comuni diventano "ladri di bambini "
che promettono agevolazioni pur di incentivare le iscrizioni dei non residenti.
Succede in Lomellina. A Breme, paese di 880 anime immerso nelle risaie, il
nemico ha i colori del gonfalone di Sartirana (2.000 abitanti con una scuola
elementare e una media). "Fanno di tutto per rubarci gli studenti - dice
il sindaco, Francesco Berzero ma noi resistiamo. Quest'anno abbiamo 11
iscritti. Puntiamo sulla qualità. Loro, invece, promettono libri gratis e bus
navetta". In effetti a Sartirana la politica del primo cittadino,
Giancarlo Berton, è quella di riempire le scuole ad ogni costo: finanziamenti
per l'acquisto dei libri (con assegni che coprono fino al 30% della spesa),
servizio bus e mensa. "Non volevamo far morire le nostre scuole e abbiamo
puntato sui forestieri- ammette Berton che è anche consigliere nazionale
dell'Anci (l'Associazione italiana dei piccoli Comuni)- Cosa c'è di male?
Garantiamo un servizio adeguato e di qualità. Il 10% dei nostri alunni viene da
Breme, ma anche da Candia e altri paesi della zona. Nessuna guerra né mercato
degli alunni". A Sartirana esiste una scuola elementare con 80 iscritti
(12 arrivati da Breme) e una media con cinque diverse classi (due prime, due
seconde e una quinta). "Questi numeri- sottolinea Berton - sono frutto
della campagna acquisti fatta fuori le nostre mura". Le agevolazioni,
però, riguardano esclusivamente i forestieri. "Fino ad oggi - precisa il
sindaco - nessuno dei residenti ha storto il naso per gli incentivi. Mantenere
aperta la scuola conviene a tutti e non importa se tra i banchi siedono bambini
di altri Comuni né che a questi vengano pagati i libri di testo". Sulla
sponda opposta del fosso risponde Berzero. "Quest'anno - sottolinea - solo
un bambino su cinque è emigrato a Sartirana per le elementari. Un successo. A
giugno ho scritto a tutte le famiglie del paese per convincerle a non mandare i
propri figli a studiare altrove. L'appello sembra aver funzionato e di questo
passo, tra cinque anni, potremmo dimenticarci la pluriclasse (con alunni di
anni diversi) e avere finalmente una vera scuola". A Breme si è investito
tutto sulla qualità e sulle strutture. "Sfido chiunque a trovare una
scuola più bella della nostra ripete come uno slogan Berzero - Le classi sono
ricavate in una abbazia. Gli alunni hanno insegnanti di sostegno, corsi di
informatica e lingue. La scuola non deve regalare libri ma insegnare ai bambini
a leggere ". A Breme si aspetta solo che crescano i 34 bimbi nati negli
ultimi cinque anni. "A quel punto potremmo pensare anche di aprire una
scuola media...". Sempre che il Ministero non decida di tagliare ancora e
Sartirana smetta di fare campagna acquisti in paese. Sui banchi La maestra fa
lezione nell'aula pluriclasse della scuola di Breme. Alle elementari gli
iscritti sono 11 Giuseppe Spatola.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-09-12 - pag: 23 autore: Industria.
Domani la firma all'incontro Alenia di Venaria Reale (To) - In arrivo più fondi
per la ricerca Patto a tre per l'aerospazio Tra Piemonte, Campania e Puglia un
distretto da 4,2 miliardi Paolo Bricco MILANO L'Italia prova a reagire al
miliardo di euro che la Francia ha fatto precipitare negli ultimi tre anni
sull'industria aerospaziale di Tolosa. In un settore ad elevata concentrazione
di risorse pubbliche e a forti investimenti privati, il nostro Paese risponde
ad una concorrenza europea e internazionale sempre più dura puntando
sull'evoluzione tecnologica di un modello decisamente italiano, come quello
rappresentato dai distretti industriali, e su una nuova forma di collaborazione
dal basso, che vede protagoniste tre regioni lontane fra loro: il Piemonte, la
Puglia e la Campania. Domani mattina a Venaria Reale,nell'ambito della
convention mondiale di Alenia queste ultime sigleranno un accordo per la
creazione di un tavolo che costituirà il metadistretto nazionale
dell'aerospazio. Un nuovo organismo giuridico a cui daranno vita con le loro
firme l'assessore all'Innovazione piemontese Andrea Bairati, quello campano
all'industria Andrea Cozzolino e il vicepresidente della Puglia, Sandro
Frisullo. Una nuova mossa per provare a superare una minorità testimoniata da
un semplice numero: secondo gli ultimi dati disponibili, gli investimenti in
Ricerca e Sviluppo del settore aerospaziale espressi dal nostro Paese sono pari
al 4% del totale Ocse, contro il 13% della Francia e l'11% sia della Gran
Bretagna sia della Germania. "Le singole realtà industriali italiane
funzionano – dice la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso – , ma
serve un ulteriore salto di qualità, per riuscire ad elaborare e ad attuare
politiche industriali in cui il mix pubblico-privato risulti davvero efficace.
Lo strumento del meta-distretto, ossia un aggregato in cui si realizzino le
sinergie e esplodano le energie scientifico-imprenditoriali tipiche delle
dinamiche distrettuali ma senza il vincolo della vicinanza territoriale, può
essere quello giusto". Una posizione condivisa da Frisullo:
"L'obiettivo è creare piattaforme formate da grandi imprese, piccole
aziende, università e politecnici in cui fare convergere per progetti comuni
gli asset industriali e le competenze intellettuali ". E naturalmente
catalizzare più soldi statali e comunitari. Basti pensare che, a regime, il
meta-distretto dovrebbe riuscire ad attirare da Bruxelles e Roma nei prossimi
cinque anni un minimo di 500 milioni di euro, più 300 milioni da parte dei
grandi gruppi privati. Molti soldi, rinunciando però alla logica del
finanziamento a pioggia, storico punto di debolezza delle politiche di sostegno
pubbliche italiane, qualunque sia il prodotto che si realizzi: dal lavandino ai
chip più sofi-sticati. Pochi progetti, dunque, da finanziare in una misura
ragionevole per gli standard di settore. Uno stile già sperimentato, per
esempio, in Piemonte, dove gli ultimi 30 milioni di euro pubblici (a cui va
aggiunta una cifra simile messa a disposizione dai gruppi privati) sono serviti
ad alimentare tre, e solo tre, iniziative partite ad inizio anno: il volo senza
piloti per aerei civili, i motori avionici a basso impatto ambientale e alcune tecnologie
di frontiera per le esplorazioni spaziali.L'aerospaziale italiana è già di per
sé uno dei punti di forza di un Paese povero di specializzazioni a elevato
contenuto tecnologico. In Piemonte ci sono a Torino Alenia, Alenia Space,
Galileo Avionica e, a Rivalta, Avio. In Puglia si trovano a Brindisi Agusta
Westland e, a Grottaglie e a Foggia, Finmeccanica-Alenia. In Campania ci sono,
a Pomigliano, Alenia e Avio. Il Piemonte conta su cinque grandi aziende (con
più di 50 milioni di euro di fatturato l'uno e più di 250 occupati)e circa 200
Pmi che complessivamente sviluppano un fatturato di 2,2 miliardi all'anno e
hanno 10 mila addetti. La Puglia ha 10 grandi imprese e una trentina di Pmi:
700 milioni i ricavi totali e 4.500 i dipendenti. In Campania, con due big
player e 130 fra piccole e medie aziende, 9mila gli addetti e un fatturato
aggregato pari a 1,3 miliardi. Un contesto in cui cercare di instillare, in un
momento di salubrità e di buone commesse da parte del sistema internazionale
dell'aerospazio, fattori virtuosi di competitività. Per esempio, con la logica
del meta-distretto, le grandi imprese, le uniche in grado di sviluppare valore
aggiunto significativo e accumulazione di conoscenza adeguata, per realizzare i
progetti in agenda sono tenute a dialogare strettamente con le piccole aziende
conservando in loco la filiera. "Si tratta di una vera novità – afferma
Cozzolino – che tre Regioni decidano di allearsi su un capitolo tanto decisivo
per il futuro del nostro sistema industriale e tecnologico. Una forma
innovativa di politica industriale dal basso, che ci auguriamo il governo
decida di supportare". A due settimane dalla firma di domani dovrebbe
essere costituito il comitato esecutivo essenziale per dialogare a Roma con il
ministro delle Attività produttive Claudio Scajola e con quello dell'istruzione Mariastella Gelmini e, soprattutto, preliminare alla creazione fra due mesi della
società veicolo espressione delle tre Regioni. Interessante sarà verificare
quale metodo verrà utilizzato dal meta- distretto per la distribuzione delle
risorse da parte della newco, anche perché in teoria ci potrebbe essere una
sorta di perequazione al contrario, dal Sud al Nord: se si pensa che
oggi l'85% dei fondi strutturali europei finiscono nel Mezzogiorno, in questo
caso la loro distribuzione dovrebbe essere uniforme fra tutti i territori
coinvolti nell'operazione. Un nodo cruciale, che dovrà essere subito sciolto
dal comitato esecutivo. paolo.bricco@ilsole24ore.com L'OBIETTIVO Bresso:
"Serve un salto di qualità per elaborare politiche industriali il cui mix
pubblico-privato risulti davvero efficace" ANSA Poli hi-tech. L'interno
del nuovo centro prove a terra per velivoli civili e militari realizzato da
Alenia a Torino.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-09-12 num: - pag: 34 autore: di
LUIGI COVATTA categoria: REDAZIONALE Contrappunto La scuola, i sindacati e le
riforme N on ha torto Mariastella Gelmini quando denuncia la logica più sindacale che educativa che
giustificò l'introduzione del “3x2” nella scuola elementare. Non che la scelta
non avesse uno sfondo teorico. Ma si era ormai spenta la disputa che era
divampata nei primi anni '80 fra i cattolici (favorevoli al maestro unico per
evitare una divaricazione troppo netta fra scuola e famiglia) e i laici
(favorevoli agli insegnanti “specialisti” per accentuare il ruolo cognitivo
dell'istruzione primaria) quando Franca Falcucci avviò la sperimentazione del
nuovo modulo, che mediava fra le ragioni degli uni e degli altri, ma
soprattutto rimediava agli esuberi che la denatalità aveva determinato fra gli
insegnanti elementari. Tant'è vero che poi gli “specialisti” vennero dipinti
come tali per opera e virtù dei corsi d'aggiornamento, e che perfino per
l'insegnamento della lingua straniera, introdotto proprio allora, non si trovò
spazio per gli specialisti veri. Dal sindacato la Falcucci venne ripagata con
cattiva moneta. Subito dopo il varo del nuovo modulo, infatti, il Sinascel (fra
le organizzazioni più potenti della CISL) chiese l'assunzione di altri 120.000
maestri per "attuare la riforma ". Anche per questo, forse, oggi si
parla di 87.000 esuberi. Ma è difficile valutare se sono pochi o tanti se non
ci si misura coi cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e
socio-culturale di un paese in cui la denatalità è stata superata soprattutto
grazie agli stranieri immigrati. Bisognerebbe tenerne conto prima di rialzare
le insegne di trent'anni fa. Può anche darsi, infatti, che nella nuova
situazione il “3x2” non serva a nulla, e serva, invece, affiancare il maestro
unico con specialisti dell'integrazione culturale, oppure, senza scomodare le
guide turistiche, provvedere all'alfabetizzazione degli adulti. Fortunatamente
mentre a Roma si discute a Sagunto non si muore. Maestro unico o no, infatti,
la nostra istruzione primaria mantiene da più di quarant'anni livelli
d'eccellenza riconosciuti anche in sede internazionale, e su un corpo sano si
interviene più facilmente che su un corpo malato. Magari non solo col bisturi,
ma anche con terapie meno invasive. Luigi Covatta: per la scuola non solo
bisturi, ma anche terapie meno invasive.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Argomenti: Scuola
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Il prestigio cancellato Scuola, non basta il ritorno al passato Il prestigio
cancellato di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu Apartire dalla fine
degli anni Sessanta il mondo, e di conseguenza il mondo della scuola, ha subito
un'accelerazione dei processi di innovazione e di cambiamento che si è
addirittura accentuato negli ultimi anni. Checché ne dicano i reduci non
pentiti del Sessantotto e coloro i quali pensano che allora sia stata spazzata
via una scuola classista, autoritaria e inutilmente nozionistica, la crisi vera
del sistema scolastico non è imputabile alla rivolta studentesca. È semmai da
collegare al fatto che fino ad allora gran parte della cultura e
dell'informazione disponibile e necessaria per migliorare e trasformare la
propria condizione di vita passava dal sistema scolastico. Dopo non è stato più
così. Televisione, media e ora internet, hanno messo a disposizione di tutti
una quantità di informazioni variegata e allettante che ha dato la sensazione
che della severa disciplina di apprendimento delle nostre scuole si potesse
bravamente fare a meno. La diffusione e l'affermazione di pedagogie non
autoritarie, coincidente con l'ideologia sessantottesca ha fatto il resto. La
scuola tradizionale è stata smontata, i docenti, sottopagati, hanno perso il
loro prestigio, le teorie pedagogiche più strampalate, sovente unite al
desiderio dei genitori di delegare ad altri la formazione culturale dei propri
pargoli, hanno prodotto un clima di lassismo e di permissivismo che hanno
definitivamente affondato un'istituzione fino ad allora gloriosa ed invidiata
nel mondo. In breve, non ci si è resi conto che dal momento in cui la grande
massa di informazioni non passava più dal sistema scolastico, quest'ultimo non
doveva inseguire il cambiamento cercando di imitarlo, ma doveva fornire a tutti
nozioni semplici e chiare, di base, utili per raccapezzarsi in maniera non
dilettantesca tra i flutti e i vortici del cambiamento e dell'innovazione.
L'incremento delle pagine dei testi, andato di pari passo col crescere
dell'influenza dei pedagogisti e col declinare del prestigio degli insegnanti,
era il chiaro sintomo di una rincorsa che non poteva avere successo. E così,
dopo aver pensato e sperimentato tutto, abbiamo sbattuto il muso con le
classifiche internazionali, quelle che valutano tutti i sistemi scolastici
mondiali sulla base dei medesimi parametri, che ci pongono tra gli ultimi
posti, e ci siamo accorti che da sperimentare, ormai, non c'era più nulla se
non un timido ritorno al passato. Ovviamente i "progressisti" parlano
di reazione, si preoccupano (senza però ammetterlo) che il figliolo rimandato
possa turbare l'ordinato svolgimento delle vacanze estive, e si scagliano
contro il voto di condotta senza tener conto del fatto che il permissivismo
imperante nelle classi riduce drasticamente il tempo destinato all'insegnamento
e all'apprendimento. Il fatto vero è che tornare al passato non basta e che non
è neanche possibile. L'energia messa in campo dalla Gelmini si scontra con la mancanza di
teorie educative adeguate alle circostanze. Ripristinare la meritocrazia è
sacrosanto, ma servono idee nuove unitamente al rendersi conto che la strada
finora seguita è diventata ormai impraticabile, costosa e soprattutto inutile.
La crescita di una Paese passa ormai sulla formazione e valorizzazione delle
risorse umane. Noi anche in questo campo siamo fermi ma, brutalmente, non
sappiamo da dove e come ripartire.
( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Bossi,
la Gelmini e i ministri "incompetenti" Ma chi l'ha detto
che in un posto ci vada per forza la persona giusta? Lo sosteneva anche Mark
Twain La teoria di Bossi è che nessuno può fare il ministro dell'Istruzione
se prima non ha avuto esperienza di insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il
profe o, meglio ancora, il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini, essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora,
ma magari alla Giustizia dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando
alle carte, ha i titoli per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe
fare il proprio mestiere e non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam!
("Ciabattino, non andare oltre la scarpa!") dicevano i latini. Ma si
sa che, per azzardo o per tradizione, i governi italiani, salvo qualche
eccezione, sono sempre composti da ministri fuori posto e da molti ciabattini
che abbandonano il mestiere per improvvisarsi esperti in materie in cui sono
totalmente ignoranti. Basta scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti
nella storia della Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati
riformati alla visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti,
Andreotti e Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati
semplici di guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che
non sono mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne
una ferma in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da
che parte si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di
stalle, sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a
sfinirla. Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da
una cima di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si
nominano i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di
authority, i presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne
uno che non lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti
degli enti lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono
mai, guarda caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini
di non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo,
di conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un
posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi,
Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un
"anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato
che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi
sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico
potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente
un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel
Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici
talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano
veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto
del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia
francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al
Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a
Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli
incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche
un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina
cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo
così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri
mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero
brillato per competenza e genialità. .
( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Specchio
italiano Bossi, la Gelmini e i ministri
"incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la
persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain La teoria di Bossi è che nessuno
può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza di
insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il profe o, meglio ancora,
il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini,
essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora, ma magari alla Giustizia
dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando alle carte, ha i titoli
per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e
non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam! ("Ciabattino, non andare oltre
la scarpa!") dicevano i latini. Ma si sa che, per azzardo o per
tradizione, i governi italiani, salvo qualche eccezione, sono sempre composti
da ministri fuori posto e da molti ciabattini che abbandonano il mestiere per
improvvisarsi esperti in materie in cui sono totalmente ignoranti. Basta
scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti nella storia della
Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati riformati alla
visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti, Andreotti e
Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati semplici di
guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che non sono
mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne una ferma
in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da che parte
si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di stalle,
sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a sfinirla.
Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da una cima
di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si nominano
i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di authority, i
presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne uno che non
lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti degli enti
lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono mai, guarda
caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini di
non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo, di
conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un
posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi,
Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un
"anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato
che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi
sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico
potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente
un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel
Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici
talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano
veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto
del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia
francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al
Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a
Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli
incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche
un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina
cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo
così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri
mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero
brillato per competenza e genialità. .
( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
A MONTORIO. E
stasera c'è Dalla Chiesa L'ex ministro rinserra le fila del Pd Fioroni incontra
gli 80 rappresentanti dei circoli Un Pd reattivo. Giuseppe Fioroni,
nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli provinciali nella prima festa
democratica al castello di Montorio, lancia le direttive della campagna
d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25 ottobre a Roma:
federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del Pd si dice
d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa saltare i
diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi priverebbe
i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che non
arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese i
Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e quindi
costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario del Pd ha
poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto educativo
del ministro Gelmini.
"Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma l'assenza di un
progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al bilancio di
Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso Alitalia. Arrivato
in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto all'improvviso alle
16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea di governo.
"Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro che la tengano
almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per 1miliardo e
200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando così la più
grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna utilità
pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello dell'ex
ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al 13
settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti,
spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30,
Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e
mafia: quali diritti in ballo? S.B. .
( da "Arena.it, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
L'ex ministro rinserra
le fila del Pd Fioroni incontra gli 80 rappresentanti dei circoli Un Pd
reattivo. Giuseppe Fioroni, nell'incontro con gli 80 coordinatori dei circoli
provinciali nella prima festa democratica al castello di Montorio, lancia le
direttive della campagna d'autunno che culminerà nella manifestazione del 25
ottobre a Roma: federalismo, scuola, diritti. Il segretario organizzativo del
Pd si dice d'accordo con il federalismo "ma non con un federalismo che fa
saltare i diritti del cittadino". Per l'ex ministro, il progetto di Bossi
priverebbe i Comuni della certezza dei finanziamenti: "ora si sa solo che
non arriveranno più dallo Stato, e da chi altro allora?". A farne le spese
i Comuni con meno di 6mila abitanti: "Si troverebbero senza risorse e
quindi costretti a privare i cittadini dei loro diritti". Il segretario
del Pd ha poi ripreso a tutto campo la critica all'impianto
educativo del ministro Gelmini. "Non è un problema di grembiule o di sette in condotta, ma
l'assenza di un progetto. La scuola di oggi è solo la risulta dei tagli al
bilancio di Tremonti". Non è mancato neppure un giudizio sul caso
Alitalia. Arrivato in ritardo proprio per lo sciopero della compagnia indetto
all'improvviso alle 16 di ieri, Fioroni ha contestato duramente la linea
di governo. "Ora che hanno svenduto la compagnia di bandiera, mi auguro
che la tengano almeno per cinque anni. È più probabile che la rivendano per
1miliardo e 200milioni di euro, avendola pagata solo 400milioni, realizzando
così la più grande operazione finanziaria di solo interesse privato e nessuna
utilità pubblica". Con l'incontro di Fioroni, a cui è seguito quello
dell'ex ministro Cesare Damiano, sì è aperta la Festa democratica che fino al
13 settembre porterà nell'area del castello di Montorio dibattiti, concerti,
spettacolo e gastronomia. Tema centrale i diritti. Questa sera, alle 20.30,
Nando Dalla Chiesa e don Luigi Tellatin interverranno su democrazia, politica e
mafia: quali diritti in ballo? S.B. .
( da "Brescia Oggi" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Specchio
italiano Bossi, la Gelmini e i ministri
"incompetenti" Ma chi l'ha detto che in un posto ci vada per forza la
persona giusta? Lo sosteneva anche Mark Twain La teoria di Bossi è che
nessuno può fare il ministro dell'Istruzione se prima non ha avuto esperienza
di insegnamento nelle scuole. Non ha fatto cioè il maestro, il profe o, meglio ancora,
il preside. Quindi la ministra Mariastella Gelmini,
essendo avvocato, non dovrebbe essere lì dov'è ora, ma magari alla Giustizia
dove però c'è già Angelino Alfano che, almeno stando alle carte, ha i titoli
per esserci. Secondo Bossi, dunque, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e
non osare oltre. Sutor, ne ultra crepidam! ("Ciabattino, non andare oltre
la scarpa!") dicevano i latini. Ma si sa che, per azzardo o per
tradizione, i governi italiani, salvo qualche eccezione, sono sempre composti
da ministri fuori posto e da molti ciabattini che abbandonano il mestiere per
improvvisarsi esperti in materie in cui sono totalmente ignoranti. Basta
scorrere l'elenco dei governi che si sono succeduti nella storia della
Repubblica per trovare ministri della Difesa che sono stati riformati alla
visita di leva: comandavano ai generali ma (due nomi su tutti, Andreotti e
Spadolini) non avevano fatto un giorno di naia, nemmeno da soldati semplici di
guardia ai muli. Ci sono stati ministri della Marina mercantile che non sono
mai saliti su una nave e che pativano il mal di mare solo a vederne una ferma
in porto. Ci sono stati ministri dell'Agricoltura che non sapevano da che parte
si mungesse una vacca. Ministri della Sanità che invece, esperti di stalle,
sapevano come si mungeva la Sanità e, purtroppo, l'hanno munta fino a sfinirla.
Ministri ai Beni culturali che non sapevano distinguere una cimasa da una cima
di rapa. E con lo stesso criterio con cui si affidano i ministeri, si nominano
i direttori generali delle Asl, i membri delle schidionate di authority, i
presidenti di tutti gli enti preda dei partiti (difficile trovarne uno che non
lo sia), i vertici delle aziende municipalizzate, i sovrintendenti degli enti
lirici, perfino i capi dei circoli ricreativi per nani che non sono mai, guarda
caso, dei nani. Ma anche chi rinfaccia alla Gelmini di
non essere la persona adatta a fare la ministra dell'Istruzione, alludendo, di
conseguenza, al vezzo tutto italiano di premiare l'incompetenza, occupa un
posto che dovrebbe essere di altri. Secondo l'ex ministro del governo Prodi,
Parisi, Bossi non potrebbe fare il ministro della Repubblica perché è un
"anti-italiano" e non perde occasione per dimostrarlo. Considerato
che in questo Paese, sull'esempio che viene dall'alto, anche in basso pochi
sono al loro posto e uno che, magari, fa svogliatamente il metalmeccanico
potrebbe rivelarsi un ottimo e motivato chirurgo e viceversa, mi viene in mente
un bellissimo racconto di Mark Twain intitolato Viaggio in Paradiso. Nel
Paradiso del grande umorista della Frontiera americana emergono gli autentici
talenti che durante la vita terrena sono passati inosservati. Così si rivelano
veri Profeti, e ne ottengono la qualifica, emeriti sconosciuti come un sarto
del Tennessee, un veterinario dell'Afghanistan e un calzolaio di una colonia
francese, mentre viene accertato che se il muratore Jones, prima di salire al
Cielo, ne avesse avuto l'occasione, sarebbe stato un genio militare superiore a
Napoleone: invece venne scartato alla visita di leva perché gli mancavano gli
incisivi ed entrambi i pollici. Mark Twain dà quindi torto a Bossi perché anche
un insegnante nominato ministro dell'Istruzione o un luminare della Medicina
cui sia stato affidato il dicastero della Sanità, a una valutazione, diciamo
così, celeste, potrebbero rivelarsi degli inetti e comunque più adatti ad altri
mestieri, mentre un fruttivendolo o un imbianchino, al loro posto, avrebbero
brillato per competenza e genialità.
( da "Avvenire" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
FORUM 12-09-
( da "Agi" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Milano BLITZ
STUDENTI A PROVVEDITORATO MILANO, APPESI STRISCIONI (AGI) - Milano, 12 set. -
Alcuni giovani esponenti del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi sono
entrati questa mattina nello stabile del Provveditorato agli Studi di Milano,
in via Ripamonti. Dall'atrio hanno appeso alle finestre degli striscioni con la
scritta: 'Gelmini, Dominici,
ritiratevi. La scuola vi ha bocciato'. La Questura rende noto che gli studenti
non hanno bloccato l'entrata, lasciando libero sia l'ingresso che l'uscita e
non hanno occupato gli uffici dei dirigenti al terzo piano; inoltre, secondo
quanto riferiscono le forze dell'ordine, i ragazzi hanno lasciato il
Provveditorato prima del loro arrivo. (AGI).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari
Pagina
( da "Cittadino, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
N
Potrebbe essere proprio il ministro Maria Stella Gelmini a tagliare il
nastro questa mattina alle 10.30 al nuovo centro per l'infanzia di via
Cassanello a Zelo, uno dei primi nel Lodigiano dedicato ai giochi e alla cura
dei bambini fino a tre anni. All'inaugurazione saranno presente anche il
prefetto di Lodi Peg Strano Materia e autorità politiche nazionali e regionali. Tra gli invitati anche il
vicepresidente della regione Gianni Rossoni, il senatore Romano Comincioli e i
sindaci dei paesi vicini. Monsignor Gabriele Bernardelli, il cancelliere
vescovile della diocesi di Lodi, benedirà la struttura. La nuova realizzazione
sostituisce di fianco alla palestra lo Spazio gioco, un luogo fatto apposta per
ospitare i più piccoli ed impegnarli in attività ludiche, sotto l'occhio vigile
di personale qualificato, ma con la possibilità di offerta anche ai genitori o
ai nonni di star vicino ai loro bambini. La filosofia non cambia così come non
cambiano gli angeli custodi del centro, visto che il comune ha deciso di
rinnovare la convenzione con l'associazione genitori il Girotondo. "Noi
siamo veramente orgogliosi - dichiara il sindaco Paolo Della Maggiore - di
inaugurare il centro per la prima infanzia. Un posto che tutti ci invidiano,
che noi abbiamo voluto portare a termine venendo incontro a tutele le esigenze
dei suoi frequentatori e delle famiglie". In questo senso la struttura è
stata costruita su un solo piano e con materiale ecocompatibile, ma prevede
anche un giardino esterno e una copertura fotovoltaica che consentirà
l'approvvigionamento energetico. Non solo: alle famiglie è data la possibilità
di gestire gli orari in base alle proprie necessità; si può portare il bambino
anche saltuariamente, solo quando serve, in determinate fasce orarie o ad
orario continuato. A costi peraltro contenuti. "Pensiamo solo che per una
badante o una baby sitter ci vogliono anche 20 euro per un'ora, qui se ne
spendono 3, 50 per 4 ore", commenta il sindaco Della Maggiore.
( da "Trentino" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Grazie alle Acli per
le nostre vacanze Noi abbiamo potuto sperimentare in questa fine estate
l'accoglienza presso l'albergo Ombretta di Soraga. Albergo costruito con tanto
impegno e sacrifici dalle giovani e dalle donne delle Acli, di 40 anni fa. Lo
abbiamo rivisto con tanta gioia ristrutturato e rimesso a nuovo grazie anche al
contributo sulle leggi provinciali che la nostra amata e tanto discussa
autonomia ci ha permesso di ottenere. La Casl (Cooperativa Attività Sociali
Lavoratrici) ha consentito a noi e alle nostre famiglie di poter ritornare e
godere un periodo di vacanza che altrimenti il nostro portafoglio non ci
avrebbe permesso. Vacanze che ci hanno dato l'occasione oltre che di godere di
queste meraviglie della natura, di stare insieme e di approfondire con incontri
e riflessioni temi di carattere sociale e religioso con altri gruppi presenti
nella casa. Un grazie particolare ai responsabili della cooperativa aclista, al
personale e uno speciale ad Anna e Fausta che ci hanno accolto e guidato con
tanto calore umano e simpatia. Ilda Petrolli TRENTO E' ora che Amistadi si
faccia da parte Dopo averci imposto la Sua famigerata "Legge
Amistadi", che ha aumentato in modo scandaloso e senza valido motivo, le
indennità e i gettoni di presenza in tutte le amministrazioni locali, mettendo
in crisi non pochi bilanci comunali, il suddetto Amistadi sappia che non
vogliamo più saperne della sua opera scialacquatrice di risorse ad esclusivo
beneficio della sua casta. Quindi, anziché imporci la sua arrogante candidatura
(Ricorda? "O io o Piergiorgio Ferrari"), Si faccia da parte, Si goda
la sua già ragguardevole pensione e saremo tutti più sollevati. Mauro Sonn
MEANO La Lega non privatizzerà l'azienda di trasporto In merito alle voci
circolanti in questi giorni in azienda secondo le quali una eventuale giunta
Divina privatizzerebbe l'azienda di trasporto, la Lega Nord Trentino attraverso
il portavoce del Sin.Pa. (sindacato Padano) Paolo Serafini, smentisce nel modo
più assoluto tale ipotesi e definisce tali voci puro "terrorismo"
elettorale di centro sinistra al solo fine di creare confusione e nel tentativo
di riuscire ad accaparrarsi più consensi dai dipendenti aziendali. Segno ancora
una volta della forte paura di perdere. Da parte della Lega arriva quindi ai
dipendenti la rassicurazione che l'azienda non verrà privatizzata in caso di
vittoria elettorale. Paolo Serafini Lega Nord Trentino I vigili urbani fanno
solo il loro lavoro Vorrei intervenire in relazione al servizio di Ubaldo
Cordellini apparso martedì 9 su "Il voto nelle valli", in cui,
attraverso le opinioni di rappresentanti economici, viene monitorata la
situazione della Bassa Valsugana in vista delle prossime elezioni provinciali. Condivido
molti passaggi sostenuti dagli intervistati ma rimango perplesso dalle
affermazioni di uno di loro: "I vigili urbani dovrebbero accogliere invece
stangano". Vorrei capirne il significato perché sono parole forti. La
polizia locale non agisce e non deve agire contro lo sviluppo e la
programmazione economica della valle ma deve collaborare alla sua realizzazione
e certamente è con questo spirito che questo organo agisce. Poichè il tenore
dell'affermazione è sicuramente riferito alla repressione delle violazioni al
codice della strada, si vuole chiarire che "i vigili" non fanno altro
che applicare, ove e quando occorra, le norme che tutti conoscono e che tutti
sono tenuti a rispettare. In tal senso va chiarito che gli interventi vengono
fatti quando vi è necessità e che spesso sono richiesti dai cittadini o dalle
amministrazioni comunali. Non esistono, ne mi risultano, situazioni "fuori
controllo" rispetto ai contenziosi derivanti dalla vigilanza stradale e
del traffico. Gli interventi che si vanno ad effettuare, anche se spesso non
ben accetti e poco compresi, sono entro la norma e mirati alla sicurezza degli
utenti, anzi, ci sono situazioni in cui bisognerebbe essere più severi. Può
darsi che ci siano state delle incomprensioni con qualche utente, casi sporadici
e fisiologici, che sicuramente non possono essere presi come testimonianza per
affermazioni di questo tipo, legate ad una valutazione sullo sviluppo della
valle. Mi pare assurdo affermare che il successo dello sviluppo economico di
una zona sia anche legato all'attività di un organo di Polizia Locale. Sergio
Cappello Comandante Corpo Polizia Locale Bassa Valsugana e Tesino Sulla scuola
Dellai fa scelte sbagliate Sono ormai diversi anni che nel mondo della scuola
viene messo in luce un problema fondamentale: la disciplina dei ragazzi. Sono
tante, oggi, le sollecitazioni, le distrazioni, talvolta anche le difficoltà
familiari, che pesano sul rendimento dei nostri giovani a scuola. Per questo il
mestiere dell'insegnante, già di per sè delicato, diviene via via più
impegnativo, assorbente e sfiancante. Da una parte la scuola può venire
incontro a queste nuove difficoltà con maggiori attenzioni, insegnanti di
sostegno, ecc., dall'altra è inevitabile che occorra ridare alla scuola una
serietà di fondo, di modo che ogni alunno abbia ben chiara l'importanza di ciò
che sta facendo. Regole chiare, condivise, serie, per permettere un vero e
proficuo rapporto trainsegnanti e alunni. Tutti se ne gioverebbero: i docenti,
che avrebbero così la possibilità di trasmettere sapere e valori, senza dover
dedicare troppi sforzi, spesso vani, alla disciplina; e i ragazzi, che
solitamente stimano sempre di più i professori esigenti, e "severi",
piuttosto di quelli che "lasciano fare tutto". In quest'ottica il ministro
del passato governo, Fioroni, ha deciso di ridare dignità al cosiddetto debito
formativo, introducendo il corso di recupero, e proponendo che non si possa
accedere all'esame di Stato con debiti pregressi. Tanto perché non si insegni
che i debiti sono qualcosa che si può contrarre, ma che non è necessario
assolvere. Sulla stessa linea, in fondo, il ministro Gelmini ha riqualificato il voto di
condotta, per dotare gli insegnanti, da una parte, di uno strumento utile in
più, dall'altra per rendere chiaro agli studenti che l'importante non è solo
l'apprendimento di concetti, ma anche il modo di relazionarsi, con docenti e
compagni, e di stare insieme. Ebbene, di fronte a tutto ciò il
presidente Dellai, che ha avocato a sè il dicastero sulla scuola, non si sa
bene con quali competenze e con quale tempo (non ha già troppi incarichi?), ha
trasformato i debiti formativi in carenze formative, con un gioco nominalistico
il cui unico scopo è sottrarsi alla legislazione nazionale, creando una nuova
entità, le carenze appunto, sostanzialmente fittizia e ininfluente. Infatti la
novità delle carenze, sta nel fatto che hanno perso importanza anche rispetto
al debito formativo, già parecchio meno "serio" del vecchio esame a
settembre. Contemporaneamente, non soddisfatto, si è opposto al ridare dignità
al voto in condotta, con spiegazioni vaghe e indistinte, certamentepoco
realistiche. Così facendo, in verità, si propone un modello di scuola e di
educazione sempre più elastico, evanescente, buonista, con grave danno anche
per le famiglie, che vorrebbero trovare maggior sostegno nella scuola, sia per
quanto riguarda l'aspetto educativo sia per quanto concerne l'apprendimento
delle singole materie. Pino Morandini Giuseppe Frattin TRENTO.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
TREVISO. La scuola si prepara ad affrontare le novità introdotte dai
ministri Fioroni (governo Prodi) e Gelmini (Berlusconi IV): regolamenti d'istituto, tetto massimo per
l'acquisto dei libri, voto in condotta e il ritorno ai lapidari numeri per i giudizi. In vigore da
subito. Lo statuto degli studenti (Dpr n. 235 del 21 novembre 2007) introduce
sanzioni più dure contro il bullismo. Tra le novità assolute c'è il
"patto educativo di corresponsabilità" che ogni scuola dovrà
sottoporre, all'inizio dell'anno scolastico, alle famiglie per la
sottoscrizione. In casi di episodi molto gravi - come gli atti di vandalismo -
la famiglia potrà essere chiamata a risarcire i danni provocati dal figlio.
Tetto ai libri scolastici (Dm n.28 del 22 febbraio 2008): non si potrà spendere
per i testi di una quinta professionale più di 140 euro l'anno, mentre se
serviranno 370 per le terze dei licei classici. Per il Dl
( da "Arena, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
SONDAGGIO.
Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule
della Gelmini I Veneti si
schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle
elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione
sul maestro unico genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i
giovani, contrari alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over
55" che si esprimono ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli
elementi principali emersi da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi
di Padova, su un campione di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro
Gelmini sulla nuova riforma della scuola stanno
generando molteplici dibattiti e polemiche, ma alcune iniziative sono
ampiamente condivise dai Veneti, come il ripristino del grembiule alle
elementari. Circa l'84% degli intervistati, infatti, è favorevole a tale
iniziativa, con la diffusa convinzione che in questa maniera si possano
limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani tuttavia emerge più di un
disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del grembiule un semplice
fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si collocano anche quelli
che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le famiglie e chi ritiene il
grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli intervistati (91%)
è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di ogni studente; tale
apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa essere utile per
insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli altri (71%), e
circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo si possano
contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie occasioni hanno
occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una sparuta minoranza si
schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia di bocciatura non
sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai giovani. Nel complesso,
tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro unico alle elementari:
esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide la proposta (56%), dato
che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i bambini delle elementari
sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo schieramento dei contrari
è consistente (44%); il disappunto deriva principalmente dall'opinione che un
unico maestro non possa avere le competenze necessarie a trattare tutte le
materie. Inoltre, la possibilità di alternare tre maestri, come prevede
l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i bambini a rapportarsi con più
persone. Un contrario su cinque sostiene poi che la riduzione dei costi della
scuola non deve passare attraverso il taglio del personale. Sono i giovani
sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità, perché il ripristino del
maestro unico viene visto come un ritorno al passato, mentre la scuola dovrebbe
guardare avanti, con un sistema di insegnamento dinamico e più vicino alla
realtà di oggi.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
C aro Augias, in
sede di esami mi è capitato di sentirmi dire: 1. "mi sono iscritto a
questo corso per problemi personali, ma voglio fare il cantante"; "2.
i foglietti (appunti fotocopiati e ridotti) mi servono per sicurezza interiore,
non li avrei mai guardati"; 3. "non ho studiato molto per questo
esame, ma è l'ultimo, devo laurearmi tra un mese, l'esame all'inizio di
settembre non è facile dopo le vacanze. Mi sembra una follia perdere sei mesi
di vita e aspettare la prossima sessione per un (insignificante?) ultimo
esame". Piccoli esempi, completano il quadro deprimente in cui versa
l'università dopo la riforma. Un'università che non viene più presa sul serio
dagli studenti (in buona parte!), vissuta come un passaggio obbligato verso il
lavoro e l'età adulta, mentre si fanno tante altre cose. Non si fa più il
cameriere per mantenersi agli studi (un lavoro onesto per una nobile causa), al
contrario si lavora e si studia sommariamente come seconda attività. E si
chiedono gli "aiutini" ai professori per appelli straordinari e nello
studio. "Prof., che le costa? Veniamoci incontro, dai!". Un altro
brandello del nostro tessuto civile lacerato e frantumato, che mette in ombra
studenti e professori seri e capaci. Laura Sartori Sociologa Università di
Bologna La situazione della scuola è spaventosa. Quasi altrettanto lo è pensare
di metterci bocca in una rubrica di posta. Però dovevo dare voce ad almeno una
delle decine di lettere che ricevo ogni giorno. Sono per lo più di insegnanti,
ma c'è anche qualche allievo che vorrebbe studiare meglio. Faccio mie le parole
di Giuseppe De Rita pubblicate giorni fa sul Corriere della sera ; trasformarmi
nella sua eco è la cosa più utile che nello spazio dato possa fare:
"Dobbiamo ricominciare dal basso, dalle fondamenta: da una buona scuola
dell'infanzia e da una scuola elementare profondamente ricentrata sulla sua
primordiale funzione di formazione dei sentimenti, della sintesi personale, del
senso di responsabilità, della serietà del comportamento". La proposta è
praticamente utopica visti i condizionamenti di ogni tipo e i paralizzanti
interessi incrociati che inceppano la scuola. È un peccato
che il ministro Gelmini sia
stato politicamente azzoppato dall'imbarazzante episodio di Reggio Calabria.
L'aspetto più apprezzabile delle sue prime iniziative era proprio nel tentativo
di reintrodurre quel senso comune che le ideologie (di sinistra e di destra)
avevano scacciato. La scuola come luogo dove s'impara sì a leggere e a
scrivere ma dove si educano anche i sentimenti, il senso di cittadinanza, si
collauda il modo di comportarsi con gli altri che vede così spesso gli italiani
spaventosamente insufficienti. Certo, poi servono soldi, valutazioni di merito
per gli insegnanti, premi per i migliori, una ripartizione delle risorse dove
non si veda il 97% del bilancio andar via in stipendi. Servono molte cose. Con
dietro il sospetto che a qualcuno il degrado della scuola pubblica in fondo
faccia comodo. Le scuole private, per esempio.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli Il Pd manifesta
contro la riforma della scuola EMPOLI. Non va giù al
Partito democratico la riforma Gelmini, con tagli alla Pubblica istruzione pari a 7 miliardi e 800
milioni di euro in tre anni 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata.
Il Pd Empolese Valdelsa si mobilita e lunedì 15, primo giorno di scuola, dalle
12 davanti al Virgilio, Giancarlo Faenzi, segretario Pd, insieme a Diego
Ciulli, consigliere regionale e Silvia Melani, coordinatrice forum
"Sapere" del Pd, consegnerà agli studenti e ai genitori, materiale
informativo contro la riforma. "Il voto di condotta, il grembiulino, il
rigore sono solo spot che servono a nascondere i tagli, che sono pesantissimi -
afferma Silvia Melani - La scuola è vista solo come un luogo sul quale
risparmiare". "Il decreto porterà alla chiusura di centinaia di
scuole nei comuni piccoli" continua Diego Ciulli. "Il governo taglia
sulla scuola mentre Circondario investe - dice Faenzi - Per capire quanto
significativo sia l'investimento in istruzione in zona, basta passare davanti
al polo scolastico di via Sanzio in questi giorni: ci sono 2 cantieri, per
oltre 5 milioni di euro".
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Torino
La Provincia investirà 80 milioni per nuovi edifici Saitta raduna i presidi
"Stop al vandalismo" Lunedì manifestazioni dei Comunisti italiani
contro la riforma Gelmini Erano attesi circa ottanta
presidi degli istituti superiori torinesi, invece a Palazzo Cisterna, sede
della Provincia ne sono arrivati ben di più per il classico saluto di inizio
anno da parte del presidente Antonio Saitta, dell'assessore all'Istruzione
Umberto D'Ottavio e del direttore scolastico regionale Francesco De Sanctis. Un
affollamento inconsueto, dovuto alla presenza di tanti dirigenti scolastici di
nuova nomina o di fresco trasferimento, ma forse anche causato dal senso di
incertezza che aleggia nel mondo della scuola in questo momento. per le
numerose modifiche che il ministro Maria Stella Gelmini
ha in programma. L'incontro è stato pensato soprattutto per presentare ai
responsabili degli istituti i loro interlocutori, "soprattutto i tecnici -
ha sottolineato il presidente Saitta - perché l'ente pubblico sia sempre meno
distante dai problemi della scuola". La Provincia ha messo sul piatto
investimenti per 80 milioni per rinnovare le strutture scolastiche. Sono oltre
3.800 le aule delle scuole superiori sulle quali la Provincia ha la competenza
dell'edilizia e della manutenzione. Ed è per questo che Saitta ha lanciato un
appello ai presidi: "Aiutiamoci a contrastare il vandalismo perché nelle
162 scuole superiori pubbliche del nostro territorio ha un costo troppo alto,
pari a centinaia di migliaia di euro ogni anno". L'assessore D'Ottavio ha
poi annunciato una serie di incontri sulle attività di orientamento, che
rischiano di dover essere cambiate radicalmente con la "rivoluzione Gelmini" ormai alle porte. Intanto, oltre ai sindacati, anche la
politica si sta mobilitando per protestare contro il decreto legge del ministro
Gelmini. Lunedì, infatti,
al primo giorno di scuola, oltre agli studenti, non mancheranno gli esponenti
del Federazione provinciale di Torino dei Comunisti italiani e della Fgci (la
federazione giovanile del partito), che daranno vita ad una mobilitazione con
striscioni e volantini. Perché, secondo il capogruppo dei Comunisti Italiani in
consiglio comunale Mimmo Gallo "questa riforma è una privatizzazione del
sistema scolastico pubblico". (ste.pa.).
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma Il
sondaggio: maestro unico, il 73% dei lettori dice no
BENEDETTA PINTUS Continua la polemica sulla riforma della scuola voluta dal
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il tema più discusso è il ritorno del maestro unico nelle
scuole elementari: l'argomento è stato anche oggetto di un sondaggio online
(che permette agli utenti di esprimere la propria opinione pur non avendo
validità statistica) sul sito di Repubblica Roma. I risultati sono stati
netti: il 73% ha dato parere contrario al provvedimento. SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma IL
SONDAGGIO SUL MAESTRO UNICO BENEDETTA PINTUS (segue dalla prima di cronaca) IN
POCHI giorni, i lettori intervenuti nel Forum sono stati oltre 1.200. Ecco
alcune delle loro opinioni. "Tutto ciò che interessa la ministra e questo governo
- commenta un utente che si firma con lo pseudonimo pattit - è il risparmio,
non si rendono conto che stanno destrutturando completamente la scuola pubblica
". La pensa allo stesso modo il lettore branzino: "Ritornare al
maestro unico è un balzo indietro di molti anni. I ragazzi hanno bisogno di
confrontarsi con diverse personalità educative; questo li fa aprire di più. è
giusto perseguire il risparmio, ma non a discapito della formazione dei nostri
figli". Ma c'è anche chi si schiera con la Gelmini. "Mi chiedo - scrive
emanuele83 - se sia giusto che lo Stato utilizzi i soldi destinati alla scuola
solo per gli stipendi dei docenti. La scuola è un'istituzione che serva a dare
lavoro o un centro per la formazione? La riduzione del corpo docente è una
priorità in quanto i soldi risparmiati verrebbero destinati allo studente,
al rifacimento delle scuole, all'aggiornamento degli insegnanti". E una
mamma che si firma elea aggiunge: "Anche io sono cresciuta con un maestro
unico, la cui preparazione era impeccabile e le cui assenze si potevano contare
sulle dita di una mano. Mio figlio ha più maestre, spesso assenti e con un
bagaglio culturale secondo me non equiparabile a quello di molti docenti di una
volta".
( da "Centro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Altre D'Alfonso:
"Ora primarie" Il segretario Pd: nelle liste gente senza problemi Dibattito con Melilla e Gelmini alla festa di Sinistra democratica PESCARA. "Del Turco? Un
marziano". Per la prima volta il segretario regionale del Partito
democratico Luciano D'Alfonso esterna senza le cautele della politica contro
l'ex governatore implicato nell'inchiesta sulle tangenti della sanità regionale,
ma indirettamente anche contro chi lo ha voluto alla guida dell'Abruzzo.
Lo ha fatto dalla tribuna della Festa per l'Unità della Sinistra organizzata da
Sinistra Democratica ieri e oggi a Pescara. "Quando si affidano le cose ad
un marziano", ha spiegato D'Alfonso, "questi sono i risultati. Si è
lavorato per non avere una classe dirigente di questa regione. Si poteva avere
già una candidatura della società civile alle scorse elezioni, ma non la si è
voluta. Sono alla guida del Pd da dieci mesi", ha continuato, "non ho
condiviso la scelta di Del Turco come candidato, perché ho una visione troppo
elevata del ruolo che ricopre il presidente di una Regione". Il segretario
del Pd ha parlato anche di liste: "Sottoporremo i nostri candidati alle
primarie sia per scegliere i candidati di collegio sia, ovviamente per la
scelta del Presidente e non è detto che il candidato debba essere
necessariamente del Pd. E soprattutto non candideremo gente che può creare
problemi alla coalizione". Poi la stilettata finale: "Ho visto un
centro sinistra arrogante, prepotente e irraggiungibile la sera della vittoria
e per 36 mesi. La prossima volta non dobbiamo aspettare 36 mesi perché tutto
ciò accada". Al dibattito hanno partecipato anche il coordinatore regionale
di Sinistra democratica Gianni Melilla e il segretario regionale di
Rifondazione comunista Marco Gelmini. Melilla ha
chiesto che "dopo la festa dell'Italia dei Valori che si svolge in questi
giorni a Vasto e l'iniziativa del Partito Democratico che si svolgerà domani
(oggi per chi legge) a Pescara si convochi il tavolo del centrosinistra per
affrontare tutte le questioni sul tappeto. In primo luogo un programma che
abbia priorità quali: la salvaguardia del nostro territorio e la
stabilizzazione di molti posti di lavoro che a oggi risultano precari.
Priorità, ovviamente, dovrà essere data al riassetto della sanità
abruzzese". Per Melilla la scelta del candidato presidente deve essere
condivisa. Quanto alle liste chiede che "non abbiano persone con problemi in
corso con la giustizia". Marco Gelmini condivide
l'impostazione di Melilla e aggiunge: "Il Presidente, questa volta, dovrà
essere un uomo o una donna che abbia a cuore gli interessi dell'Abruzzo e che
conosca le sue questioni profondamente".
( da "Centro, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini: Pd immobile nonostante
le sollecitazioni Rifondazione scrive agli alleati ma non al Partito
democratico Pd, nonostante le ripetute sollecitazioni", scrive il
segretario regionale del partito, Marco Gelmini, "vi
invitiamo a procedere nell'affrontare l'importante scadenza delle prossime
elezioni".
Rifondazione propone a Idv, Comunisti Italiani, Sd e Verdi sia di valutare e
formalizzare la proposta di escludere dalle liste gli indagati e sia di
verificare possibili convergenze programmatiche. "Liste pulite e un
candidato presidente che non sia espressione del blocco di potere che ha
governato finora sono misure di buon senso", dice Gelmini,
"se tutte le forze di minoranza del centrosinistra le sostenessero con la stessa
tenacia, aumenterebbero anche le possibilità di un accordo con il Pd che non
può permettersi di correre da solo". Il Prc ha già sottoposto la sua bozza
di programma al Partito Democratico. "è esattamente il documento della
Conferenza episcopale abruzzese", sottolinea il segretario regionale di
Rifondazione, "no a centro oli e inceneritori e sì a raccolta
differenziata, acqua pubblica e pulizia nelle liste". Un punto,
quest'ultimo, che per Gelmini è ineludibile.
"Personalità di area Pd come Cerulli Irelli o come il rettore
dell'università aquilana, Ferdinando Di Iorio, hanno posizioni interessanti in
merito e a livello nazionale nel Pd sono in molti a pensarla come noi. è la
dimostrazione che cambiare è possibile". Sulla questione morale rincara la
dose Maurizio Acerbo, membro del comitato politico nazionale: "Non si può
fare finta che non è successo nulla. C'è stato lo scandalo della sanità, c'è il
caso Abruzzo Engineering e proprio ieri il Tg1 parlava della vicenda dell'acqua
avvelenata bevuta da centinaia di migliaia di abruzzesi e della vergogna del
potabilizzatore. Il Pd rompa col passato e chi è indagato salti un giro, per
poi essere riaccolto una volta chiarita la sua posizione". (s.b.).
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
LA
PROTESTA I sindacati contro la Gelmini LUCCA. Maestro
unico? No, grazie. La possibile reintroduzione del maestro unico, previsto dal
decreto legge 137 del primo settembre, tormenta da una settimana l'umore degli
insegnanti, dei dirigenti e degli stessi organi sindacali. A parlare è Giovanna
Guastini, segretaria provinciale della Flc Cgil, che illustra le conseguenze del
decreto Gelmini di fronte a decine di docenti di ogni
ordine e grado, riuniti in assemblea al terzo piano della Cgil, in via
Fillungo. "Il governo intende cancellare sia il sistema collegiale, che
caratterizza l'attuale scuola primaria - dice Guastini - sia l'esperienza formativa
del tempo pieno, di 40 ore, e del tempo modulare, di 27 ore, che negli anni si
è sviluppata e consolidata come strumento di formazione a tutto campo, oltre
che di accoglienza e di inclusione sociale". Nel decreto è prevista la
riduzione del tempo scuola a ventiquattro ore, pur dicendo che sarà comunque
garantito il tempo pieno. "Non si capisce come sia possibile - continua la
segretaria generale - mantenere il tempo pieno pur tagliando drasticamente il
numero delle ore. La nostra paura è che si torni al vecchio doposcuola, inteso
come parcheggio pomeridiano per chi ha i genitori che lavorano e non come
attività scolastica". Alcune scuole si stanno già organizzando: l'Istituto
comprensivo di Montecarlo monterà per il primo giorno di scuola striscioni di
protesta davanti ai cancelli, spiegando il perché dell'iniziativa alle
famiglie; altre scuole stanno, invece, prendendo contatti per organizzare una
grande assemblea pubblica di informazione. Anche il sindacato non resta
immobile. "Dobbiamo scongiurare la conversione di questo decreto -
conclude Guastini -. Le segreterie regionali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola,
Snals e Gilda hanno predisposto un documento disponibile sui rispettivi siti
internet e nelle sedi sindacali dal titolo "Non strappate questa pagina"
sul quale chiediamo una firma per contrastare la destrutturazione della scuola
pubblica". N.D.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Tiziana Ulivieri,
docente all'elementare di Montecarlo, illustra il malumore della categoria
Cancellano esperienze fondamentali "Colpo di spugna umiliante, sbagliato
eliminare tante attivitù didattiche" LUCCA. Ai maestri lucchesi la riforma del ministro della pubblica istruzione
Mariastella Gelmini non
piace. Tra questi c'è Tiziana Ulivieri, insegnante dell'area scientifica alla
primaria di Montecarlo. Anche per lei questo decreto è un'assurdità: "Perché
- dice - si deve cambiare proprio la scuola che funziona?". L'istruzione
primaria italiana, infatti, è tra le migliori del mondo, secondo l'Ocse.
Si attesta tra l'ottavo e il quinto posto, mentre ottiene il terzo gradino
nella graduatoria europea. Eppure c'è la volontà di tornare indietro, al
maestro unico in stile anni Cinquanta, quando le classi erano meno piene, i
bambini stranieri si contavano sul palmo di una mano e l'insegnamento
scolastico non si spingeva oltre le cinque classiche materie. Maestro unico:
favorevole o contraria e perché? "Si parla di maestro unico in termini
pedagogici, dicendo che per i bambini, soprattutto nei primi anni di
elementari, è preferibile confrontarsi con un'unica figura di riferimento. Ma
in realtà già nella scuola dell'infanzia gli alunni si rapportano con due o più
maestre. Il migliore strumento pedagogico che noi oggi abbiamo a disposizione è
rappresentato dalla riforma degli anni Novanta, che ha rinnovato l'ordinamento
della scuola elementare, introducendo l'organizzazione modulare con tre
insegnanti su due classi. E fu fatta ascoltando gli studiosi del settore e
consultando direttamente le scuole. Riproporre i programmi del 1955 con le
ventiquattro ore settimanali significa eliminare tutte le attività musicali, artistiche,
manuali e creative che sviluppano la concentrazione e le capacità nel bimbo.
Così facendo, inoltre, si spazzano via migliaia di insegnanti e si riduce il
tempo scuola, nonostante le famiglie chiedano l'opposto. è inutile che ci
dicano che occorre ridurre il numero degli insegnanti, perché la
razionalizzazione delle risorse e dei docenti viene fatta ogni anno da molto
tempo". Si spieghi meglio. "Un esempio lo può offrire la scuola dove
insegno: a Montecarlo venti anni fa funzionavano tre scuole con quindici
maestri unici (cinque maestri per plesso). Ora c'è una scuola sola con lo
stesso numero di insegnanti. Nel 1999 la regione Toscana accorpò diversi
circoli didattici e il personale di segreteria. Tagliare ancora significa non
avere idea di cosa sia la scuola elementare oggi: ci sono classi di
venticinque, ventotto bambini, molti dei quali stranieri, spesso con problemi
di alfabetizzazione linguistica". Che clima si vive in questi giorni di
riapertura dell'anno scolastico? "C'è grande pesantezza: siamo
demoralizzati perché è un provvedimento che ci viene calato sulla testa senza
che ci sia stato un confronto. è come se non venisse riconosciuta la nostra
professionalità: dopo la riforma del 1990 la scuola si è rinnovata, sono
entrate ad insegnare persone molto giovani che hanno sempre sperimentato il
metodo attuale. Si è creato un team di insegnanti abituati alla continua
collaborazione e al costante confronto sull'alunno e sul suo modo di
apprendere. Abbiamo speso ore di corsi di aggiornamento per diventare degli
specialisti nella nostra area di insegnamento e per arricchire la formazione
dello studente. Questo colpo di spugna improvviso è umiliante e fa tanta
rabbia: sono già diversi i docenti che chiederanno il trasferimento alle scuole
medie, dove il clima di tensione è meno accentuato". N.D.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Lucca Mobilitazione
contro il maestro unico "Peggiora la didattica alla primaria" I
dirigenti sostengono che si tratta di un colpo basso inferto alla cultura di
gruppo che invece dà benefici LUCCA. Tiziana, Maria, Simonetta, Brunella. Maestre 2008, che per il ministro Gelmini dovranno diventare uniche, come nel 1950 o 1980. Infatti ora il
maestro unico è decreto legge, si aspetta ottobre per la ratifica: entrerà in
funzione dal 2009/2010 e inizialmente verrà introdotto solo nel primo ciclo,
allargandosi gradualmente. Ma loro, maestre di diverse scuole elementari
pubbliche, che bene funzionano grazie all'organizzazione modulare dei tre
maestri su due classi e, in alcuni casi, al tempo pieno, non ci stanno. E
neppure i dirigenti. "Questo provvedimento si può commentare solo come un
forte colpo alla cultura di gruppo - dice Giovanni Testa, dirigente del primo
circolo -. è il rifiuto del team insegnanti e questo mi preoccupa". Per
alcuni è il trionfo del qualunquismo; per altri si tratta solo di una mossa per
risparmiare sulle spese di bilancio, che niente ha a che vedere con motivi
pedagogici; per altri ancora è la testimonianza più concreta dell'arretratezza
e del non sapere di chi decide, prendendo provvedimenti unilaterali, privi di
pareri. "Il ritorno al docente unico degli anni Settanta - sbotta Silvana
Miraglia, dirigente del secondo circolo - dimostra l'assoluta non conoscenza
delle motivazioni che portarono in quegli anni pedagogisti e psicologi ad
affermare che la scuola elementare è la prima fondamentale base per una
formazione completa, in un'età importante. E il maestro unico non contribuirà
al processo di crescita dei bambini". Dello stesso parere un'altra
maestra, senza parole per il decreto Gelmini. "In
questo modo - dice -, si spazzano via venticinque anni di scuola elementare
italiana. Siamo diventati degli specialisti nella nostra materia, capaci di
offrire una formazione sempre più ricca agli alunni. Il docente unico, che
dovrebbe insegnare nove discipline, abbracciando sia l'ambito linguistico, sia
quello matematico, scientifico, informatico ed antropologico, potrà solo
fornire un quadro generale, senza scendere nel dettaglio". Scetticismo e
incredulità anche per i dirigenti del quarto, quinto e sesto circolo.
"Trovo che la circolazione di più punti di vista arricchisca il sapere e
aiuti il bambino a sviluppare meglio le proprie capacità - dice Leonardo
Rotella -. Il docente unico è solo un modo per fare cassa, non c'è fondamento
pedagogico". "Oggi - afferma Manuela Salani -, viene richiesto un
sapere allargato e plurale, che certo non può fornire un'unica figura di
riferimento". "I docenti sono abituati a collaborare - fa sapere
Marco Orsi - e i bambini sanno rapportarsi con più figure, perché già
nell'infanzia operano due insegnanti. Assurdo che venga presa una decisione del
genere senza consultare chi nella scuola lavora ogni giorno". Il
disappunto è confermato da Maria Lucignani, maestra della sesta direzione
didattica. "Pedagogicamente è un tracollo. Abbiamo fatto un percorso
importante nella scuola, accrescendo le conoscenze. Così invece si avrà una
perdita di docenti, la riduzione del tempo scuola e, quindi, la diminuzione
delle discipline e delle attività. è un brutto inizio di anno scolastico:
speriamo che i sindacati si mettano d'accordo con la categoria per respingere
questo attacco ingiustificato e dannoso". E il "no" al maestro
unico arriva anche dal settimo circolo. "L'organizzazione modulare - dice
Beatrice Lambertucci -, è più efficace, perché favorisce il confronto tra i
docenti stessi. Con il docente unico, invece, scomparirebbero le uscite sul
territorio, i programmi di recupero e le altre attività pomeridiane,
fondamentali per l'arricchimento dell'istruzione. Non c'è motivo di cambiare
questo sistema scolastico, uno dei migliori in Europa". Nadia Davini.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Milano
Blitz in provveditorato "No al decreto Gelmini"
L'irruzione di 50 studenti dei collettivi Condanne unanimi da Pd e Forza
Italia. "Ora decidano i presidi come punirli" FRANCO VANNI Un blitz
da ultrà dello stadio: cappucci calcati in testa, bombolette di vernice per
imbrattare i muri del provveditorato e fumogeni per accompagnare gli slogan
scanditi al megafono davanti all'edificio. Sono una cinquantina i ragazzi dei
collettivi studenteschi che hanno fatto irruzione nella sede della direzione
scolastica regionale in via Ripamonti per protestare "contro i tagli e la
rigidità sulla condotta previsti dalla riforma del governo". L'incursione
è scattata alle 11 ed è terminata un'ora dopo con un comizio davanti al
palazzo, poi i ragazzi dopo hanno sporcato i muri esterni con scritte
"contro il ddl Gelmini" e simboli politici.
Gli studenti, arrivati in via Ripamonti dietro uno striscione, sono entrati
nell'edificio per fare "un'occupazione simbolica", come hanno poi spiegato.
Mentre alcune decine di ragazzi presidiavano l'atrio, un gruppetto è andato in
giro per gli uffici cercando di distribuire volantini di protesta ai
dipendenti. I manifestanti hanno anche cercato Annamaria Dominici, il direttore
scolastico regionale, spingendosi fino al suo ufficio al terzo piano, e alle finestre hanno appeso uno striscione in cui si leggeva
"Gelmini, Dominici,
ritiratevi! La scuola vi ha bocciato!". Usciti dal palazzo, al termine di
un comizio, hanno acceso fumogeni e imbrattato i muri esterni del
provveditorato con scritte come "No al ddl Gelmini", "No al ddl", accompagnate dal fulmine cerchiato
che è il simbolo dei centri sociali. I responsabili dell'incursione,
subito rivendicata con un comunicato comparso sul sito Internet globalproject.info,
sono gli studenti del Coordinamento dei collettivi studenteschi. Ragazzi che si
ritrovano al centro sociale Cantiere di via Monte Rosa, alcuni iscritti nei
licei del centro. Sul sito Internet, punto di riferimento per i collettivi
dell'ultra-sinistra scolastica, i ragazzi hanno anche messo i filmati fatti
durante l'incursione. In una clip si vede uno studente, berretto da baseball in
testa, che gira per la direzione scolastica con i volantini in mano:
"Questi uffici sono responsabili dello smantellamento della scuola",
dice il giovane agli impiegati allibiti. La direzione scolastica, che ieri ha
informato il ministero dell'Istruzione dell'accaduto, commenta seccamente:
"Gli studenti hanno diritto di manifestare, ma hanno sbagliato i
modi". Al direttore scolastico Dominici arriva la solidarietà di Gianni
Rossoni (Forza Italia), assessore regionale all'Istruzione: "Questi
giovani hanno dimostrato inciviltà e intolleranza, che sono il peggiore
ostacolo al miglioramento della scuola, obiettivo che il direttore persegue con
scrupolo e passione". Critiche anche da Pierfrancesco Majorino, capogruppo
del Pd: "è stata un'iniziativa sciocca e offensiva, azioni del genere
fanno il gioco di chi vuole impedire un movimento di massa contro le politiche
sbagliate del governo sulla scuola". Quanto all'ipotesi che i ragazzi,
riconoscibili nei filmati comparsi su Internet, possano avere ripercussioni sul
voto di condotta, il provveditore agli studi Antonio Lupacchino frena: "è
stata una goliardata, anche di cattivo gusto, ma non bisogna dare al gesto
un'importanza che non ha. A punire i ragazzi ci pensino i presidi nelle
scuole". Per il 3 ottobre, intanto, gli studenti hanno proclamato un
corteo cittadino con lo slogan "Fermiamo la Gelmini".
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Milano
Il caso Il dirigente scolastico dà il via a una "costituente" con
prof e alunni per adeguare l'istituto alla riforma Voto di condotta,
la svolta del Severi "Scriveremo le regole con i ragazzi" Nella nuova
sede il liceo deve coabitare con il professionale Correnti Il preside chiede
aiuto agli studenti per scrivere il regolamento della scuola. Succede al
Severi-Correnti, dove i ragazzi faranno parte della
commissione che deciderà come adeguare le regole di comportamento a quella
"severità" chiesta dalla riforma Gelmini. Il preside Pietro De Luca, che dirige sia il liceo scientifico
Severi sia l'istituto professionale Correnti, spiega: "Visto che da
quest'anno il voto in condotta può comportare la bocciatura è necessario coinvolgere gli
studenti nel decidere le regole. La posta in gioco è troppo alta per
farlo senza di loro". Il regolamento, che associa i comportamenti
scorretti alle relative punizioni, andrà poi approvato dal consiglio
d'istituto. Gli studenti accolgono la novità con entusiasmo. Per Marco,
iscritto in terza al Severi, "è una buona cosa, soprattutto se avremo la
possibilità di discutere anche le proposte dei professori e non solo di portare
le nostre idee". Michele, studente in quarta, anche lui allo scientifico,
fa una previsione: "Non è detto che con il nostro contributo il regolamento
sarà più morbido, anzi". Un pensiero che condivide anche il preside, per
cui "è probabile che siano proprio i ragazzi a chiedere regole ferree su
temi come il bullismo e il rispetto delle attrezzature della scuola. Dopo tanti
anni da insegnante e dirigente scolastico ho capito che i ragazzi sono i primi
a volere delle regole, purché siano giuste e certe". E i professori, non
vedranno la "commissione paritaria" come un atto di lesa maestà?
Ilaria Magistretti, insegnante di Lettere e già coordinatrice dei
"progetti salute" al Severi, è ottimista: "Coinvolgere i ragazzi
è un'ottima idea e per noi professori sarà un'opportunità, una cosa nuova che
potrà fare il bene di entrambi gli istituti". Nella sede di via Alcuino,
in zona Fiera, il liceo scientifico Severi si è trasferito solo quest'anno. E
la coabitazione con l'istituto professionale Correnti, sotto un unico preside,
è una sfida: la sede è nuova, appena ristrutturata dalla Provincia, e gli
iscritti superano i mille. "è necessario arrivare a un regolamento che
garantisca la convivenza pacifica dei due istituti", spiega il preside. Il
prossimo collegio docenti, quello in cui si deciderà che struttura avrà la
commissione, si riunirà fra due settimane. Ma per sapere chi saranno gli alunni
ne faranno parte si dovrà attendere metà ottobre, dopo le elezioni
studentesche. "Per nominare i membri della commissione aspettiamo i
risultati del voto - dice il preside - così potremo
individuare ragazzi in grado di parlare anche a nome dei compagni". (f.
v.).
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Montecatini Riforma,
450 docenti in meno a Pistoia Volantinaggio e petizione di protesta
all'ingresso degli istituti Cisl e Cgil: "Meno ore di lezione e crollo
della qualità, i genitori devono saperlo" PISTOIA. Circa 450 insegnanti in
meno nella sola provincia di Pistoia. "E' questo il taglio
dei posti che provocherà il nuovo decreto del ministro Gelmini, che riduce appunto dal prossimo
anno scolastico l'orario delle lezioni. Oltre naturalmente a impoverire la
qualità dell'insegnamento" dicono Cgil e Cisl. Per la precisione: "Nella
scuola primaria (elementari) i tagli andrebbero dal 25 al 30%, portando quindi,
a Pistoia, una diminuzione di 247- 296 insegnanti. Nella scuola
secondaria invece, cioè medie e superiori, si è calcolato che nella provincia
di Pistoia spariranno 157 insegnanti". Tagli, ancora non calcolati a
livello locale, anche per personale non docente. I sindacati quindi lanciano
una prima azione di protesta: "Dalla prossima settimna saremo davanti a
tutte le scuole, per 10 giorni a rotazione, per distribuire volantini destinati
soprattutto ai genitori in modo che sappiano bene cosa comporta la nuova
riforma. Inoltre raccoglieremo firme per mandare al ministero e bloccare il
decreto prima che diventi legge". La posizione dei sindacati è stata
spiegata ieri in una conferenza stampa nella sede della Cisl. Erano presenti
Cristina Zini segretaria provinciale Cisl-scuola, Franco Buralli Slc-Cgil e
Alessandra Biagini della segreteria Cisl. Il sindacato precisa quindi che i
problemi sono di due tipi: crollo dei posti e crollo della qualità. Nel
dettaglio. Scuola elementare: la riforma prevede il ritorno al maestro unico,
quindi un taglio di posti di lavoro di un insegnante ogni tre. E ancora:
"Niente tempo pieno, ma solo 4 ore al mattino - dicono i sindacati -
quindi una peggiore qualità di insegnamento e un problema per i genitori che
lavorano". Scuola media. Meno ore di lezione, spariscono i corsi di
educazione tecnica, assorbiti da matematica che avrà quindi meno ore a
disposizione. Meno ore anche per italiano. "Infine, una riduzione delle
classi - spiegano i sindacati - che gradualmente porterà ad avere aule
sovraffolate, oltre 30 ragazzi per classi". Superiori: crollo di ore
soprattutto negli istituti professionali. "Risultato - spiega Buralli -
una scuola che dà un'infarinatura, ma non specializza più". Il sindacato
cita i dati dell'indagine Ocse e in particolare la relazione universale sui
sistemi formativi nei paesi avanzati: "L'Italia risulta in una posizione
eccellente per la qualità della scuola primaria, e con una spesa minore di
altri paesi". "Insomma - dicono Cgil e Cisl - si va a cambiare
proprio quello che stava funzionando bene".
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Genova
Lunedì, primo giorno di lezioni con le proteste Maestri in lutto e lenzuola
bianche il requiem dell'istruzione pubblica "Giovine Italia",
"Anna Frank", "Daneo", in tanti sul piede di guerra In
lutto. Maestri e genitori in abiti neri. Come vedovi o orfani di una scuola che
non c'è più. Edifici scolastici con le lenzuola bianche appese alle finestre e
listate a lutto. Insegnanti che indosseranno magliette con scritte di protesta.
Per il funerale della scuola di Stato. L'originale iniziativa finora è della
elementare "Giovine Italia" di via Burlando, della "Daneo"
del Centro Storico e della elementare Anna Frank di Marassi. Anche se il coordinamento
dei Cobas e degli insegnanti dice che la contestazione si sta allargando a
macchia d'olio. Lunedì, primo giorno di scuola, i docenti insceneranno la morte
della scuola pubblica. Si faranno trovare con i cartelloni listati di nero come
i necrologi: "Vogliamo lavorare in team, no al maestro unico". Le
modalità di protesta sono state messe a punto ieri, durante i vari collegi dei
docenti che si sono tenuti nelle scuole. "Ogni circolo didattico si
attrezza ed organizza come meglio crede", spiega Anton Maria Chiossone,
insegnante alla "Anna Frank". Più agguerrito il personale delle
primarie, quello che rischia di più rispetto alla Legge 133 e alla Riforma-Gelmini: attaccato dai tagli agli
organici e tempo prolungato messo in crisi già da quest'anno; maestro unico dal
2009-2010. Oltre le proteste che andranno in scena, i collegi hanno anche
approvato diverse mozioni, che saranno inviate sia alla Direzione Scolastica
Regionale, sia al Ministero dell'Istruzione: come alla "Montaldo"
e alla "Carducci". (g. fil.).
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze La protesta Le maestre vestite a lutto A scuola con la maglietta
anti Gelmini Ritorno in
classe con malumori: dai volantini del Pd alla disobbedienza civile dei
Socialisti Primo giorno di scuola con protesta alle elementari. La riforma del
maestro unico passata per decreto nell'estate ha lasciato una scia di malumori
che sfociano in diverse iniziative. La Giotto, la Capponi e l'Andrea del
Sarto lanciano l'idea per le maestre di presentarsi in classe vestite a lutto,
tutte in nero. Altrove, è il caso per esempio della Montagnola e della
Petrarca, per contestare il maestro unico (ma anche il voto in condotta, la
minaccia di cancellare il tempo pieno a 40 ore), verranno indossate magliette
bianche con slogan contro il decreto. Mercoledì invece alle 21 primo
appuntamento assembleare fra genitori e insegnanti per discutere sul decreto e
poi a fine settembre a villa Vogel altra mobilitazione con banchetti
informativi, spettacoli, musica e giochi per la festa della Scuola statale
pubblica. Sempre lunedì parlamentari, dirigenti e amministratori del Pd
andranno a fare volantinaggi nelle medie superiori contro i tagli previsti nel
decreto del governo, mentre il Partito socialista ha varato per il primo giorno
di scuola un'ora di "disobbedienza civile". Così, in Toscana come in
tutta Italia, i socialisti protesteranno contro la riforma del ministro Gelmini e contro il ritorno al maestro unico. A Firenze la
scuola scelta è la Pestalozzi, dove dalle ore 11 alle 12 il segretario
nazionale dei Socialisti Riccardo Nencini inviterà insegnanti e alunni a
scendere in strada con lui. "Invitiamo partiti, sindacati, insegnanti e
genitori a prendere parte all'ora di disobbedienza civile per dare un segnale
forte alla decisione di tagliare la spesa per la scuola con tutte le
conseguenze che da ciò deriveranno in termini occupazionali e di cambiare un
sistema senza discutere con nessuno" spiega il segretario toscano dei
Socialisti Pieraldo Ciucchi. Secondo Ciucchi "con questa riforma si torna
ad una scuola anni Cinquanta. I dati Ocse, invece, ci dicono che dobbiamo
raggiungere gli standard europei e per far questo andrebbe sviluppato un
processo riformista che però non sia solo rivolto a tagliare la spesa
pubblica". (l.m.).
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze
Sempre più drammatica la situazione dell'Università. Il rettore: non possiamo
fare a meno della ricerca Marinelli si appella alle banche "Dateci soldi
per i dottorati" LAURA MONTANARI Le parole sono di quelle che scuotono i
muri e che in due frasi disegnano perfettamente lo scenario: "Faccio un
appello alle banche, agli enti, alle fondazioni perché aiutino l'università di
Firenze in questo momento difficile. Abbiamo bisogno di soldi per poter
finanziare i dottorati di ricerca". Il rettore Augusto Marinelli è seduto
nel suo ufficio di piazza San Marco e sfoglia i numeri con l'aria preoccupata.
Chiama il prorettore alla didattica Sandro Rogari: "Quanti ne riusciamo a
far partire?". Il prorettore ha una tabellina in mente con le ipotesi
presentati nell'ultimo senato accademico di pochi giorni fa. Quattro
possibilità: la prospettiva peggiore è quella di tagliare di netto per
quest'anno i dottorati, da 250 scendere a 80-90 per azzerare il disavanzo nel
bilancio dell'università. Altra ipotesi: avviarne la metà, 126, riducendo (ma
non azzerando) il disavanzo. Terza, mantenere quelli che ci sono se arrivassero
dei "benefattori" in soccorso. Quarta tagliare il 31% dei dottorati
non solo per quest'anno ma anche per gli anni a venire fino almeno al 2011.
"Le borse di dottorato sono per i giovani impegnati nella ricerca, un
ateneo non può farne a meno" spiega il rettore Marinelli. Eppure siamo arrivati
a questo: i conti sono già fin troppo in rosso. Il governo, con il decreto Gelmini di giugno ha aumentato il compenso dell'assegno per i dottorati,
da 12.300 a 15.800 euro all'anno che per l'università di Firenze si traducono
improvvisamente in un aumento dei costi: due milioni 400mila euro da trovare in
fretta per rattoppare il bilancio 2008 e poi altri 3milioni e 100mila euro da
mettere sul conto del bilancio di previsione del 2009. Il quadro è
questo. Per capire l'impatto che i dottorati di ricerca basta fare un giro di
telefonate nei dipartimenti o nei laboratori di eccellenza, Lens, Cerm, a
Medicina, dove lavorano decine di giovani dottori di ricerca.
"Ridimensionare i dottorati è un danno per i giovani che non possono
concludere la formazione nella ricerca, un danno per l'università, ma
soprattutto - ed è questo che tutti dobbiamo valutare - un danno per la società
civile che spesso chiede di potenziare il mondo della conoscenza, che non perde
occasione per sottolineare quando sia importante". A luglio è stato lo
stesso rettore Marinelli, a fermare i bandi per i dottorati: "Dobbiamo
rifare i conti, aspettiamo e vediamo quanti ce ne possiamo permettere"
aveva detto nei giorni della bufera in cui il governo aveva annunciato una
selva di tagli e risparmi sull'università. "Ecco già quel ritardo, quello
stop rischia di danneggiarci - spiega il professor Massimo Inguscio, uno dei
fisici che da anni lavora nel laboratorio di eccellenza del Lens a Sesto
Fiorentino - Il Lens ha un dottorato internazionale, avevamo già mandato in
giro i manifesti, stiamo già ritardando il reclutamento e questo siccome ci
sono altri dottorati in giro che stanno già reclutando i giovani, rischia di
farci arrivare delle seconde scelte". Intanto il grido di allarme lanciato
dai ricercatori - e non riferito soltanto alla questione dei dottorati, ma al
reclutamento, al blocco del turnover, alla riduzione dei finanziamenti - e
ripetuto nei giorni scorsi in un incontro con la commissione cultura di palazzo
Vecchio poterà la questione universitaria, lunedì come uno dei punti all'ordine
del giorno in consiglio comunale.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Cobas:
"Maestro unico, si vuole regalare la scuola ai
privati" PISA. Volantinaggio dei Cobas della scuola
pisana ieri davanti al Csa (l'ex Provveditorato agli studi) contro i tagli
nella pubblica istruzione e il maestro unico: i
Comitati di base hanno fatto firmare a diversi cittadini la petizione che verrà
inviata al Ministero, e lunedì replicheranno l'iniziativa davanti alle scuole
pisane. "La volontà del ministro Gelmini di
reintrodurre il maestro unico nella scuola elementare
- scrivono i Cobas - è gravissima. Ormai sono vent'anni che questa figura è
stata superata definitivamente, estendendo a tutta la scuola
l' esperienza di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti
che era maturata nel tempo pieno. La pluralità docente ha permesso ai maestri e
alle maestre di approfondire la conoscenza disciplinare e ha rafforzato lo
spirito di collaborazione, rendendo la scuola
elementare una comunità di conoscenze. Il governo invece vuole solamente un
ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della
già tartassata scuola pubblica. Che senso ha infatti
stravolgere la scuola elementare, che tra l'altro viene valutata positivamente anche nei test internazionali,
se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio del mercato
e delle scuole private?" Per queste ragioni i Cobas si sono dichiarati
fermamente contrari a questi progetti e attueranno iniziative per contrastarli
e sensibilizzare l'opinione pubblica. A.Sc.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa
Volantinaggi e raccolta di firme contro il ministro Gelmini PISA. Una
serie di iniziative per dire no alla politica scolastica del ministro Gelmini. Le ha
presentate mercoledì scorso alla festa di Ospedaletto il Partito democratico,
durante un dibattito tra mondo della scuola e forze politiche. In calendario per lunedì 15 una
serie di volantinaggi davanti alle scuole in via Benedetto Croce, seguita da
una raccolta di firme davanti agli istituti e ai comuni della provincia nelle
ultime due settimane del mese. E per il 26, 27 e 29 settembre sono previste tre
giornate di mobilitazione nazionale. "Dal decreto Gelmini
- dichiara Massimo Baldacci, responsabile scuola del Pd - emerge un quadro
molto preoccupante per il futuro dell'istruzione in Italia. I tagli previsti
entro il 2012 sono infatti enormi, si parla di 8 miliardi di euro in meno dal
bilancio della pubblica istruzione". Pesanti le conseguenze della manovra:
"ci saranno 87mila inseganti e 43mila collaboratori tecnico-amministrativi
in meno - sottolinea Ivan Ferrucci, segretario provinciale del Pd di Pisa - con
classi più numerose e tagli ai sostegni per i diversamente abili. Tutto questo
comporterà maggiori difficoltà nel recuperare le situazioni più difficili e nel
valorizzare le eccellenze". Fa discutere anche l'introduzione del maestro
unico nella scuola elementare, che impedirà ad una esperienza come il tempo
pieno di continuare ad esistere, e la sostituzione dei giudizi con i voti, che
riducono a puro numero una valutazione che dovrebbe invece avvenire in maniera
più complessa. Polemiche inoltre sullo smantellamento del sistema scolastico
pubblico nei comuni più piccoli e sull'ipotesi di trasformare le scuole in
fondazioni, provvedimenti che, sottolinea ancora Baldacci "esprimono
l'intenzione di trasformare l'istruzione da diritto di tutti a un servizio che
si può acquisire secondo i meccanismi della domanda e dell'offerta.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVII -
Firenze A Montecatini finale di "Estate regina" Il violino di Ughi i
solisti del Maggio Dal programma per la Rai al festival "Omaggio a
Roma" lo sforzo di diffondere l'interesse per la musica GREGORIO MOPPI
"Se oggi noi artisti non ci rimbocchiamo le maniche e non lavoriamo in
prima persona per la musica, non otterremo nulla". Parola di Uto Ughi, il
violinista più amato dalle platee italiane. Sempre esauriti i suoi concerti; e
un buon risultato l'hanno ottenuto pure le sue trasmissioni di divulgazione
musicale su Raiuno. Circa il 12% di share: niente male, considerato che
andavano in onda oltre mezzanotte. "Io stesso sono riuscito a seguire solo
la prima: per me che non sono nottambulo, l'orario era proibitivo. E pensare
che, su richiesta di Fabrizio Del Noce, ne avevamo studiato a lungo l'impianto.
Dieci puntate fatte di brevi interventi musicali con relativa spiegazione. La
Rai aveva mandato addirittura una troupe in Giappone per riprendere alcune mie
serate". Adesso, comunque, Ughi sta pensando al suo festival "Omaggio
a Roma", al via fra tre giorni. "Sarebbe esportabile in qualsiasi
altra città, poiché il suo obiettivo è di interessare pubblico nuovo attraverso
serate a ingresso libero. Quest'anno, per il governo, ho
invitato Letta, Bondi, Gelmini, nella speranza che possano fare qualcosa in più per la musica
rispetto alla Moratti. Infatti la commissione da lei istituita non ha prodotto
risultati. Del resto nessun ministro, né di destra né di sinistra, si è mai
mostrato sensibile a tali questioni". Prima di raggiungere Roma,
però, Ughi si ferma a Montecatini (Terme Tettuccio, ore 21.15. Biglietti a
25-30 euro. Info 3474138208. In caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro
Verdi di Montecatini) per concludere stasera, come solista-direttore,
l'undicesima edizione di "Estate Regina": la rassegna presieduta da
Enrico Maria Peruzzi che ha per protagonisti gli strumenti del Maggio fiorentino
ribattezzati per l'occasione "Orchestra Regina". In programma i
Concerti n. 22 di Viotti e K. 216 di Mozart, oltre all'elegia
"Crisantemi" e ai "Tre minuetti per archi" di Puccini.
"Credo che tra i miei due preziosi violini, sceglierò di suonare il
Guarneri del 1744. Ormai in Italia uso quasi sempre questo, dato che la
pienezza del suo suono si adatta meglio ai nostri teatri, rovinati
nell'acustica da restauri sciagurati".
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna Cresce la mobilitazione contro la riforma Gelmini. Lunedì banchetti e volantinaggi
alle Romagnoli, Fortuzzi e Cremonini Scuola, tutti i tagli in classe Il preside
delle Rolandino alle famiglie: pagatevi l'ora di francese La scuola pubblica
offre supplementi d'orario a pagamento. Per far fronte ai tagli di bilancio,
pesantissimi, del Ministro Gelmini, il preside delle Rolandino sta valutando anche questa
opzione per poter assicurare alle sue classi un avvio d'anno regolare. In città
molti istituti hanno invece già deciso di ridurre le ore di prima e seconda
lingua straniera, informatica e educazione tecnica. Un problema che riguarda
sia le elementari che le medie. VENTURI A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna
"L'ora di francese pagatevela voi" Scuola, la resa del preside delle
Rolandino che chiede aiuto alle famiglie Si tratta di una cifra attorno ai 60
euro. Tutti i tagli classe per classe ILARIA VENTURI ALLE Rolandino l'ora di
francese, tagliata in quindici classi, potrà essere fatta, ma a pagamento:
50-60 euro a famiglia. E' la proposta che il preside Paolo Alessandri farà ai
genitori: il governo toglie, se volete il servizio come gli altri anni, e cioè
tre ore di francese a settimana e non due, pagatevelo. Effetto
perverso della cura dimagrante voluta dal ministro Gelmini. Che, per ora, colpisce le lingue straniere nella scuola di
base. In quasi tutte le scuole medie chi ha i figli iscritti nei corsi storici
di bilinguismo con tre ore di spagnolo, tedesco e francese dovrà rinunciare a
un'ora a settimana. Alle Rolandino la soluzione annunciata farà
discutere. "Grave arrivare a questo, ma ormai è tutto così, siamo sempre
più una scuola pubblica che offre opzioni a pagamento", commenta il
preside. "Lo facevamo già con il latino, è una tradizione della scuola
offrire di più perché i nostri alunni vanno poi al liceo. Speravo di non
arrivare a questo, ma le risorse sono sempre meno, siamo ancora a credito dal
governo di 80mila euro sul fondo di istituto dell'anno scorso". E' il
peggio che i sindacati temevano: la scuola di base pubblica a pagamento. Per
chi può. Ma i guai non sono finiti. In alcuni casi, alle medie, sono state
ridotte anche le ore di tecnica e informatica. Sergio Simoni, dirigente a
Crespellano, pensa al laboratorio rinnovato proprio quest'estate. Sforzo
inutile. Senza insegnanti nei corsi a tempo prolungato non si faranno più le
due ore di inglese di laboratorio ed è venuta meno l'ora di informatica. Alle
elementari, per garantire l'inglese a tutti, gli insegnanti saranno costretti a
fare lezione in più classi con scambi di materie, come le figurine: tu insegni
al mio posto geografia e io vengo nella tua classe a fare inglese. Oppure
salteranno le compresenze dei maestri nelle classi: io tengo gli alunni da solo
e rinuncio al recupero per piccoli gruppi mentre tu vai a fare inglese nella
quarta in cui manca l'insegnante. "No grazie, non insegneremo così",
hanno già detto i docenti delle scuole Longhena, del terzo circolo didattico e
dell'Ic 11, dove i dirigenti dovranno emanare ordini di servizio, che saranno
impugnati dei docenti. Non è il clima più sereno per iniziare l'anno scolastico
lunedì. A bacchettare il governo ci pensa anche la Regione con un messaggio di
inizio d'anno firmato dal governatore Errani e dall'assessore alla scuola Paola
Manzini. Mentre la protesta monta e lunedì mattina si farà sentire con
striscioni, docenti a lutto, volantini e raccolte di firme, ecco i tagli. Alle
medie Dozza, il francese nei sei corsi di bilinguismo storico passa da tre a
due ore a settimana; alle medie Besta si perdono le ore di compresenza nel
tempo prolungato; alle Saffi le ore di francese passano da dodici a otto. Al
terzo circolo per coprire le ore di inglese sono stati nominati anche
insegnanti con un qualche titolo, ritenuto valido, come un esame fatto
all'università. Alle elementari dell'Ottavo Circolo mancano ancora 12 ore di
inglese: "Cercherò un supplente, se non si troverà forse non potremo garantire
tutte le tre ore nelle quinte", dice la preside Daniela Turci. "Ma
l'offesa più grande è considerare i maestri uno spreco". All'Istituto
comprensivo 15 ci sono sei ore di inglese ancora scoperte, alle medie di Croce
di Casalecchio lo spagnolo è stato salvato con un taglio dell'inglese da cinque
a tre ore. Alle Gandino salta la sperimentazione della terza ora di francese,
tedesco e spagnolo, così come in alcune classi si farà un'ora in meno di
tecnica. Anche alle Farini e alle Salvo D'Acquisto il bilinguismo perde un'ora,
mentre alle elementari dell'Ic 3 sono ancora scoperte 16 ore di inglese. I
presidi commentano all'unisono: "Siamo stati costretti a cambiare
l'offerta didattica già promessa alle famiglie".
( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari
Berlusconi accolto dalle proteste Tre sit-in in Fiera. Per il premier anche un breve
giro tra gli stand ILARIA FICARELLA Parte oggi la 72esima Fiera del Levante.
Un'edizione particolarmente attesa e non solo per le numerose novità che la
Campionaria 2008 offrirà al come sempre ampio pubblico, ma anche per l'aspetto
politico, rappresentato proprio dall'evento inaugurale di questa mattina.
Nell'auditorium Spazio 7, infatti, sarà il presidente del Consiglio dei
Ministri Silvio Berlusconi a presenziare alla cerimonia, cui prenderanno parte
anche il sindaco e il presidente della Provincia di Bari, Michele Emiliano e
Vincenzo Divella, e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme
con il presidente dell'ente fieristico, Cosimo Lacirignola. E
contemporaneamente al taglio del nastro per la Fiera del Levante, proprio
davanti ai cancelli del quartiere fieristico barese, i sindacati daranno il via
all'annunciato lungo autunno caldo. Saranno in particolare i rappresentanti del
mondo della scuola a scendere in strada e a organizzare un sit-in di protesta
contro la riforma del settore annunciata dal ministro
Mariastella Gelmini. I
segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil e Snals faranno pervenire al presidente
del Consiglio una nota congiunta "a difesa della qualità della scuola
pubblica barese ? spiega Claudio Menga, della Flc Cgil ? che sopportando già
ora il più alto rapporto di alunni per classe, con i tagli agli organici voluti
dai ministri Tremonti e Gelmini, rischia il definitivo collasso". Alla protesta di
docenti e personale amministrativo delle scuole baresi si assocerà poi anche quella
dei dipendenti della sanità privata, in attesa di un rinnovo contrattuale che
manca da 39 mesi. E poi le proteste del Pd per il nodo trasporti: la
cancellazione del Pendolino e il caos Alitalia Secondo l'ultimo aggiornamento
che arriva dalla presidenza del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
giungerà allo Spazio 7 alle 10,50, dove si svolgerà la cerimonia, nel corso
della quale ai saluti delle autorità locali seguirà il discorso inaugurale del
premier: la conclusione è prevista per le 12,30. E c'è attesa per il confronto
fra i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione e il capo del governo su
numerosi temi di strettissima attualità anche locale: dalla riforma del
federalismo alla questione Petruzzelli. Al termine della cerimonia, il
presidente Berlusconi visiterà alcuni padiglioni espositivi della Campionaria.
Per le 12,30 invece, con un cocktail di benvenuto il presidente del Consiglio
regionale della Puglia Pietro Pepe aprirà le porte del rinnovato stand della
Regione, al padiglione 152 bis: all'evento prenderanno parte fra gli altri i
rappresentanti del Consolato della Repubblica d'Albania a Bari presieduto da
Rezart Shkembi. Per oggi le porte della Fiera del Levante resteranno aperte
dalle 15 alle 21,30. Da lunedì al venerdì dalle 9 alle 20,30 e sabato e
domenica dalle 8,30 alle 21,30. Le prime novità i visitatori potranno
verificarle già per quel che riguarda i parcheggi, in particolare quelli per i
disabili. Diversamente dal passato infatti, alla sosta per le auto di portatori
di handicap è stato dedicato uno spazio esterno al quartiere. Esattamente si
tratta di un'area che si trova di fronte alla zona edilizia.
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Livorno
"Diciamo alt anche con l'ostruzionismo" Giuntini: l'opposizione si
impegni in Parlamento in una battaglia di civiltà LIVORNO. "Basta una
cifra per capire l'impatto devastante che avrà il blitz del governo Berlusconi
contro la scuola pubblica: 870 insegnanti in meno negli istituti del nostro
territorio provinciale, stando alle stime che abbiamo fatto riguardo alla
riorganizzazione in pista a partire dal prossimo anno". Monica Giuntini,
vicepresidente della Provincia, ha già un piede e mezzo nell'Europarlamento
dove andrà a sostituire Lilli Gruber: ma - alla vigilia di un anno scolastico
che si apre sotto un cielo di piombo e guai, fra ritorno al maestro unico e
riduzione del tempo scuola - non vuole affatto rinunciare a richiamare i
riflettori sull'istruzione. Giuntini è "pienamente d'accordo" con la
Cgil scuola che, oltre a invitare genitori e insegnanti a presentarsi con il
lutto al braccio il primo giorno di scuola, ha chiesto all'opposizione di fare
ostruzionismo per impedire la conversione in legge di quel che finora resta un
decreto legge. Lo spiega ai cronisti in mezzo ai dipinti di Nomellini che danno
il nome alla saletta di Palazzo Granducale: "Non ne faccio - dice - un
motivo tutto politichese di contrapposizione ideologica astratta: ad esempio,
figuriamoci se sono contro il ministro Matteoli quando dice che vuol risolvere
il problema della Tirrenica. In realtà, sull'istruzione è in gioco una
battaglia di civiltà: riguarda il futuro del Paese, e non è un modo di dire. Il
mio non è un atteggiamento di parte, ho criticato pure i governi di
centrosinistra che non ha saputo riformare le superiori". La
vicepresidente, a dire il vero, ricorda che "non tutto
il Pdl è sdraiato sulle posizioni del ministro Gelmini" e dunque confida "in un ripensamento del
governo". Ma - aggiunge - "se dovessero tirare comunque dritto,
allora ben venga una battaglia campale in Parlamento. Anche ricorrendo
all'ostruzionismo". Per Giuntini è finita nel mirino dei tagli del ministro
Gelmini soprattutto la
scuola elementare, "l'unico segmento che funziona nel nostro
sistema di istruzione": tant'è vero che mentre per medie e superiori
risultiamo in zona retrocessione nelle classifiche europee, nella scuola
elementare "siamo al terzo posto". Poi rincara la dose: "Tutti
diciamo che bisogna puntare su innovazione e ricerca, dunque su una buona base
scolastica a partire dalla quale far sbocciare figure di eccellenza. Poi ecco
che la mannaia del contabile si abbatte sulla scuola, mentre sappiamo bene che
nel nostro Paese a essere al di sopra degli standard europei non è davvero la
spesa scolastica bensì quella previdenziale". Sul maestro unico è
caustica: "Impossibile pensare che, in classi in cui sono presenti bambini
stranieri, ragazzi disabili e alunni con mille problemi di disagio familiare,
sociale, psicologico: come farà un insegnante da solo a combinare
qualcosa?". Idem sul 5 in condotta: "Battere il bullismo con un voto,
ma scherziamo? Ci vuole ben altro. La Provincia la sua parte ha cercato di
farla: con "Scuole aperte" abbiamo fatto funzionare gli istituti
anche nel pomeriggio".
( da "Tirreno, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA DELLA SCUOLA
Vorrei tanto sentire anche la voce dei genitori Egregio direttore, da oltre
dieci anni insegno - prima nella scuola primaria, adesso nella secondaria di
secondo grado - ed ho la netta sensazione, tutte le volte che si parla di
riforme o cambiamenti in ambito scolastico - e succede praticamente ogni volta
che un nuovo governo e una nuova maggioranza si insediano - che le uniche parti
interessate siano gli insegnanti e i sindacati, perché sono le uniche che si
fanno sentire, che dissentono o manifestano o criticano. Ma i genitori dove
sono, mi chiedo? Mi rivolgo a voi genitori che avete, in questi anni, chiesto
pressantemente il tempo pieno per i vostri figli perché lavorate: dove siete?
Organizzatevi, fatevi sentire! Il ministro dell'Istruzione Gelmini vuole risparmiare e quindi vi
darà un maestro per le ore della mattina (sabato compreso, avete capito?) e nel
pomeriggio vi permetterà sì di lasciare i vostri figli fino alle quattro e
mezzo, ma con chi e a fare cosa? Con quale garanzia di qualità e serietà?
E voi, abitanti dei piccoli centri, avete ben chiaro che le vostre care scuole
con pochi alunni verranno chiuse e i vostri figli raccattati dallo scuolabus
verso il centro più vicino? Insomma mi piacerebbe proprio che i genitori, così
attivi nel criticare l'operato degli insegnanti, nel lamentarsi del caro-libri
e dei prezzi per ripetizioni private, si mostrassero almeno per una volta uniti
per salvaguardare il diritto allo studio dei propri figli, dicendo al ministro Gelmini che una società che non investe nella scuola è una
società con poco futuro. E.L.
( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Marina
Boscaino Il ministro Gelmini, intervistata qualche giorno fa a
"Radio Anch'Io", ha tirato fuori una buona notizia: "il ritorno
del maestro unico non compromette la tenuta del tempo pieno che, anzi, verrà
esteso a più classi". Ma non è tutto oro ciò che luccica: tra logiche di
risparmio (la conferma del taglio di 87mila posti di lavoro e il ritorno al
maestro unico)
e clamorose miopie culturali a sfondo demagogico ("perché mai il
contribuente deve pagare 3 insegnanti per una scuola primaria che funziona
benissimo anche con uno solo") è legittimo chiedersi quali fondi saranno
destinati all'investimento sul tempo pieno. E quale investimento culturale sarà
fatto sulle 40 ore. Alla prima domanda risponde Enrico Panini: "la
promessa è negata dal testo del decreto approvato in Consiglio dei ministri,
che prevede l'introduzione del maestro unico in prima, seconda e terza
elementare senza deroga alcuna, in contraddizione con la legge del 2006 che
ripristinava il tempo pieno; in secondo luogo, se le parole del decreto hanno
un senso, l'unica possibilità è che, qualora ce ne fossero le condizioni, si
arrivi ad un allungamento orario, incrocio tra badantato e tempo scuola".
Un modello molto simile, dunque, a quello della Moratti. L'altra questione,
quella dell'investimento culturale, è certamente più complessa. L'ossessione
antisessantottina, alla quale questo governo sta dando corpo con un passatismo
esasperante e anacronistico, cavalcando gli istinti più banali di una società
incapace di affrontare la complessità - e dunque alla ricerca di rassicurazioni
immediate e di facile realizzazione e consumo - minaccia di investire luoghi,
spazi e acquisizioni che non sono esclusivamente il frutto dell'odiata cultura
di sinistra, che pure ebbe l'indiscusso merito di elaborarne principi e
modalità; ma soprattutto sono modelli ancora validi e risposte plausibili (per
quanto perfettibili) a domande sociali e culturali di cui la scuola è per
definizione il crocevia e il punto da cui partire. Il tempo pieno non va difeso
solo come conquista di gloriosi anni di lotta e di partecipazione; di interesse
per la cosa pubblica; di consapevolezza della funzione portante che
l'educazione e la conoscenza, ma anche la socialità e lo stile di vita, hanno
nell'emancipazione degli individui. Il tempo pieno va difeso perché - oggi
soprattutto - una scuola consapevole, luogo di cura, di relazione, di
accoglienza può rappresentare la risposta più inclusiva ed equa alle
contraddizioni del reale. Può non solo rendere compiuta la cittadinanza dei
figli dei migranti e della marginalità sociale; ma anche ribadire e rinforzare
quella di tutti i bambini e le bambine che avranno avuto la fortuna di
incappare in uno strano luogo in cui si facciano parti uguali tra coloro che
una società sfacciata e impudica sempre più considera diversi. Può configurare
un modello di società che non abbiamo il diritto - per noi e per i nostri figli
- di considerare tramontato. Può fare tutte queste cose sorprendenti e utili
attraverso un modello di integrazione didattica, di laborialità, di pluralità
dei punti di vista e delle prospettive, di collegialità vissuta come confronto
attivo; attraverso un progetto strettamente culturale che per molti anni ha
avuto una straordinaria forza di impatto dando risposte cognitive, educative -
e quindi anch'esse culturali - a bisogni sociali. L'impresa è difficile: la
ostacolano il calo di motivazione degli insegnanti, il calo di tensione civile
dei cittadini, il calo di fiducia in idee e temi che hanno caratterizzato una
storia che la liquidità dell'oggi ci fa sembrare lontana anni luce. Ma che era
solo ieri. È curioso che Gelmini e colleghi abbiano
deciso scientemente di penalizzare con maggiore violenza la scuola elementare,
l'ordine più efficace del sistema scolastico italiano; quello la cui esperienza
didattica viene considerata esemplare da molti punti di vista. È curioso ma non
casuale. Da queste e da molte altre ragioni è motivato lo scetticismo sulla
veridicità delle promesse di Gelmini: grembiule,
maestro unico, tagli, provvedimenti antibullismo di facile impatto mediatico ma
di probabile inefficacia, cinque in condotta, mal si coniugano con l'ampio
respiro che ha dato vita ad una delle esperienze più significative della scuola
italiana.
( da "Adige, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Divina In viaggio di
nozze in Primiero, il candidato presidente non rinuncia alla politica Più
scuole, meno maestri In questo periodo, dopo il matrimonio di sabato scorso, si
è concesso qualche giorno di viaggio di nozze. Ma non ha voluto né lasciare il
Trentino, che il prossimo 26 ottobre si candiderà a governare, né trascurare
l'attività politica. Così in Primiero il senatore leghista Sergio Divina ha
trovato il modo di unire l'utile al dilettevole, alternando momenti di relax ad
altri dedicati alla campagna elettorale. Ieri sera ha tenuto un comizio a Fiera
di Primiero mentre in mattinata, in una conferenza stampa all'hotel Tressane di
Tonadico, ha lanciato alcune proposte che faranno parte del suo programma
elettorale e che toccano alcuni temi caldi: turismo, energia, mobilità e
scuola. Visto che è in ferie in Trentino, la partenza non poteva che essere
riservata al turismo: "Dopo aver fatto per cinque anni l'assessore al
turismo, Mellarini se ne esce dicendo che il nostro modello è quello
altoatesino. Significa che ha completamente cannato politica. Bisogna sostenere
la nostra offerta aiutando gli alberghi, come già succede in Austria, con una
politica fiscale ad hoc. La Provincia dovrebbe rinunciare a parte delle accise.
Verrebbe sicuramente compensata da entrate di altra natura prodotte proprio
dall'incentivo all'economia che si darebbe riducendo il prezzo di benzina e
gasolio, una misura ancor più necessaria nelle zone non raggiunte dal metano.
Per la montagna la defiscalizzazione è di 13 centesimi al litro, la Provincia dovrebbe
aggiungerne altri 20". Per quanto riguarda la mobilità, Divina intende
togliere il Primiero dall'isolamento: "Questa - spiega - è di fatto
un'enclave veneta raggiungibile da un'unica strada che passa appunto nella
regione confinante. Con il Veneto bisognerebbe così raggiungere un accordo che
preveda la compartecipazione del Trentino alle spese per migliorare la
viabilità: i nostri vicini avrebbero strade più belle e i primierotti
godrebbero di collegamenti più rapidi e sicuri. Bisognerebbe però pensare a
nuovi tunnel di raccordo tra il Primiero e la Valsugana, da realizzare sotto il
passo del Brocon, e tra il Primiero e il Vanoi, oltre a un collegamento veloce
tra il Tesino e la Valsugana. Si chiuderebbe così un anello che attualmente è
incompleto". Quanto alla scuola, il candidato
presidente Divina condivide in toto le proposte del ministro Gelmini: "A differenza di Dellai -
afferma - noi vogliamo tenere aperte le scuole nei paesi. Nessuna coppia si
sposerà in periferia se sa che non esiste un sistema scolastico. La proposta
del maestro unico mi pare assai utile per il nostro territorio. I
risparmi che essa consente, possono essere utilizzati per tenere aperti gli
istituti in periferia. Anche le pluriclassi, là dove sono necessarie, non sono
da demonizzare". Il senatore torna poi sulla questione del voto in
condotta e sulla proposta del grembiule: "Giusto offrire agli insegnanti
anche uno strumento coercitivo, per insegnare ai ragazzi la cultura del
rispetto. Anche quella del grembiule ci pare una proposta assolutamente
condivisibile: senza gare a chi espone la marca più alla moda, i ragazzi
avranno tutti pari dignità". "Comunque - conclude Divina - per noi
resta fondamentale il riequilibrio del nostro territorio, anche attraverso la
decentralizzazione dei servizi. Se riusciremo in questo, l'economia e il
tessuto sociale del Trentino saranno salvi". 13/09/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08
Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si
rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader
del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati.
Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini
per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per
concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non
italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede
dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare..
(basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per
come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia
collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto
nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra
vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva
anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce
l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al
Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova
occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra
riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente
"il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude
l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il
premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina
e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che
riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per
fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni
verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che
legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice
Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 )
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31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una
cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come
finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra
(in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 )
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37
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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito
democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei
conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma,
secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e
democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua
fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate,
acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo
della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il
secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano
dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice.
andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme
con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere
consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda
invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e
esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in
piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma
anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la
tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua
moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd.
Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di
D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd).
Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più
innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa:
"Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il
Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare
anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo
agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e
la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla
guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto
partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra,
impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine
dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter
eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo.
"Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come
obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto
il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex
ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile
difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta
essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia".
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Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel
senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi
in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio
idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della
solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice
"il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al
Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da
un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani,
dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a
pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma
anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la
clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure
Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della
poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema,
capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare
Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori
i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è
l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
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Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana"
attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente
di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto
Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo
e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il
merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino:
L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati
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ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
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psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus...
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paura della Gelmini Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile
degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce
Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il
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( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire
(mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo
dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08
Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si
rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader
del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati.
Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini
per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per
concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non
italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede
dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare..
(basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per
come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia
collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto
nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la
sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco
arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce
l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al
Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova
occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra
riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente
"il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude
l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il
premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina
e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che
riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per
fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni
verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che
legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice
Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto
di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati
regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire,
come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le
ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 ) " (24 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti,
la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti
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20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul
Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le
rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con
calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e
democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua
fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate,
acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo
della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il
secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano
dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice.
andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme
con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere
consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda
invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e
esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in
piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma
anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la
tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua
moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè
il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema,
ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto
che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi
dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa:
"Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il
Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare
anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo
agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e
la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla
guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto
partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra,
impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine
dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter
eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo.
"Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come
obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto
il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex
ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel
senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi
in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio
idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita
Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il
loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito
socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato
c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il
livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle
elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che
pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura
rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il
"parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un
seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di
guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che
vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i
"cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è
l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47)
Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana"
attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente
di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto
Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo
e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il
merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino:
L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa"
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Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre
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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft
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( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-13 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Striscioni e slogan Scuola, prima contestazione
dell'anno Studenti occupano il Provveditorato "Gelmini, Dominici: ritiratevi!". Ieri mattina, una cinquantina di
ragazzi dei collettivi studenteschi si sono ritrovati vicino all'ufficio
scolastico in via Ripamonti. Hanno bloccato l'entrata e sono saliti, "armati"
di striscioni e fumogeni. Un gruppo di ragazzi è riuscito ad arrivare al
terzo piano, direttamente nell'ufficio di Anna Maria Dominici. Il direttore non
era presente, e i giovani hanno appeso fuori dalle finestre uno degli
striscioni di protesta. "In arrivo altre iniziative" hanno garantito
i collettivi. A PAGINA 5 Argentieri.
( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-13 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Proteste "Scuola svuotata dei contenuti". La Cisl: stato di crisi Striscioni anti Gelmini Studenti occupano il provveditorato In 50 bloccano l'entrata e
lanciano fumogeni Irruzione nell'ufficio del direttore scolastico. I
collettivi: "è solo l'inizio, le mobilitazioni dureranno tutto
l'anno" "Gelmini,
Dominici: ritiratevi! La scuola vi ha bocciate! ". Uno striscione
appeso fuori dalla finestra del direttore regionale, nella sede dell'ufficio
scolastico. Comincia così, l'autunno caldo delle contestazioni. Con
un'occupazione. La prima di una serie di proteste degli studenti dei
collettivi, ancora quando molti istituti devono iniziare, e non soltanto dei
collettivi: la Cisl- scuola di Milano ha proclamato lo stato di crisi. Ma ieri
sono stati i giovani a farsi sentire e notare. Annunciando "dure
mobilitazione per tutto l'anno". Perché le manovre del ministro "sono
solo di facciata, volte a dare un'apparenza di serietà a una scuola-vetrina
svuotata sempre più nei contenuti e privata della possibilità di formare
persone critiche". L'appuntamento era per le 11. Incuranti della pioggia,
circa una cinquantina di ragazzi si sono ritrovati vicino all'ufficio
scolastico in via Ripamonti. Arrivati sotto l'edificio, hanno bloccato
l'entrata con striscioni e fumogeni. Un gruppo di studenti è riuscito ad
arrivare al terzo piano, nell'ufficio di Anna Maria Dominici. Il direttore non
era presente, quando hanno appeso fuori dalla finestre lo striscione:
"Volevamo consegnarle un esame di recupero in materia di scuola, ma si è
resa irreperibile " hanno detto i giovani. Che poi si sono affidati a
slogan urlati al megafono e cori da stadio per circa un'ora. La protesta si è
conclusa con un corteo "improvvisato fino alla circonvallazione".
Alla Dominici è arrivata tra gli altri la solidarietà dell'assessore regionale
all'Istruzione Gianni Rossoni: "La manifestazione del dissenso verso scelte
politiche precise - ha detto - è sempre possibile purché avvenga attraverso
forme democratiche e nel pieno rispetto del ruolo istituzionale di chi tali
scelte ha compiuto". Benedetta Argentieri 50 I ragazzi dei collettivi
studenteschi autori del blitz ieri mattina in Provveditorato Il blitz Gli
studenti "armati" di striscione davanti alla sede del Provveditorato,
teatro del blitz dei collettivi studenteschi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: IN ONDA SUL WEB LA
MARATONA Sul sito del "Sole" dieci ore di diretta per il ritorno in
classe Ore 8-10 Partirà con il suono della prima campanella il collegamento in
diretta web con i giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore Ore 9,50 Sarà
lanciato il videosondaggio sulle novità Ore 10-12 Sarà il momento di chi il
primo giorno di scuola lo vive: studenti e insegnanti si collegheranno via
web-cam per porre i loro quesiti agli esperti Ore 12-15 Spazio agli
approfondimenti: come la scuola aiuta a trovare lavoro,il ritorno
dell'educazione civica, il ruolo dello sport, quanto l'hi-tech serve agli
studenti, l'alimentazione sui banchi di scuola e i costi dell'istruzione Ore 15
Intervista –realizzata con Radio24 –al ministro
dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e
studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno
dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le
interviste www.ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: Il confronto
politico. "Potenziamento del 50%" Gelmini: in salvo il tempo pieno Da scuola a scuola, di nuovo sul maestro
unico. Dalla "Scuola di formazione politica di FI" a Gubbio il
ministro Mariastella Gelmini torna sull'argomento della riforma della scuola primaria. E
difende il "maestro unico", "una scelta pedagogica", ma
"anche un modo per recuperare risorse e impiegarle meglio". Il
riferimento è alla possibile scomparsa del tempo pieno, che invece secondo il
ministro vedrà "addirittura un potenziamento del 50%". Gelmini riserva una stoccataa Walter Veltroni, che parla
della riforma della scuola come di "un attacco al settore meglio
funzionante della scuola italiana: le elementari ". "A mio parere -
afferma Veltroni - più maestri significherebbero un miglioramento per
l'insegnamento". Ma il ministro non ci sta e affonda sul leader Pd:
"Si lamenta solo della situazione che tanti governi di sinistra e che una
cultura di sinistra hanno determinato". Una situazione su cui "ha
pesato il '68 con il suo buonismo, con il suo egualitarismo che hanno
appiattito il livello verso il basso". Le critiche, però, non arrivano
solo da sinistra. A Famiglia Cristiana, infatti, non piace una riforma
scolastica fatta a colpi di decreto legge, senza dibattiti e confronti.
"Forse il ministro fai-da-te si è consultata solo con le competenze di
casa sua, la madre e la sorella maestre. Ma tutto questo cambiamento improvviso
sembra più di facciata che di sostanza". Per il settimanale delle edizioni
paoline, nella riforma c'è il vecchio che avanza e il nuovo che si affaccia:
troppe uova in un solo paniere. "Ma non sarà il 5 in condotta a raddrizzare
i ribelli, non sarà il maestro unico, o il taglio delle cattedre, a sanare il
bilancio, né il voto numerico, o la riduzione delle ore in classe, a garantire
più qualità all'insegnamento". La Toscana intanto annuncia il ricorso alla
Consulta "contro il decreto 112 del governo per quanto riguarda
l'organizzazione della rete scolastica". E Unicobas annuncia lo sciopero
nazionale del 3 ottobre, con manifestazione a Roma. Per Mariastella Gelmini si prospetta un autunno di proteste e scioperi. Di
cui, per Famiglia Cristiana, dovrà fare le spese: "Se non saprà ascoltare
le critiche che si alzano dal mondo scolastico, se non si confronterà con
l'opposizione e non farà aggiustamenti, la sua riforma sarà di facciata. E la
scuola resterà, come diceva don Milani, un ospedale che cura i sani e rifiuta i
malati". D. Aq. LE CRITICHE "Famiglia cristiana" attacca il
ministro: se non farà aggiustamenti la sua riforma sarà di facciata.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-13 - pag: 23 autore: Istruzione.
L'iniziativa multimediale del Sole 24 Ore "ScuolaD@y", lunedì la maratona
online MILANO è tutto pronto per lo ScuolaD@ y. Partirà, infatti, alle 8 di
lunedì la maratona multimediale che "Il Sole 24 Ore" dedica
all'istruzione, in concomitanza con il primo giorno di lezioni in quasi tutte
le Regioni italiane. Lo ScuolaD@y – che sarà visibile sul sito internet del
Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.com) – coinvolgerà tutti i media del Gruppo, dal
quotidiano, ai Dorsi regionali, al quindicinale "Scuola-Il Sole 24
Ore" a Radio 24. Lo ScuolaD@y comincia in edicola. Con "Il Sole 24 Ore
del lunedì" i lettori troveranno un vademecum per orientarsi tra le novità
introdotte di recente: alcune già operative da quest'anno scolastico, altre
annunciate per il prossimo. Alle 8 inizierà la diretta web, con l'intervento
del direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli. Poi, i giornalisti e gli
esperti del Sole 24 Ore metteranno a fuoco i punti-chiave delle riforme degli
ultimi anni, partendo dagli spunti forniti dalle mail e dai videomessaggi dei
naviganti (che si possono inviare, già da ora e per tutta la giornata di
lunedì, con telefonino o web-cam alla casella scuoladay@ilsole24ore.com). Il
dibattito sarà animato anche da sindacalisti ed esperti del mondo della scuola.
Il nostro sistema scolastico sarà messo a confronto con quelli stranieri:
saranno le videotestimonianze dei corrispondenti esteri a spiegare come
funziona l'istruzione nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Russia e
negli Stati Uniti. Nella mattinata troverà spazio anche il lancio del
videosondaggio, pensato per far emergere le opinioni sulle novità. Sarà poi la
volta di studenti e insegnanti, che, dalle scuole, si collegheranno con la
redazione multimediale via web cam. La maratona continua con gli
approfondimenti tematici: "La fabbrica degli occupati", che spiegherà
come e quando la scuola aiuta a trovare lavoro, il ritorno dell'educazione
civica, il ruolo dello sport, quanto l'hi-tech serve agli studenti. Si
potranno, poi, vedere, oltre che ascoltare, le trasmissioni di Radio24
"Essere e Benessere ", dedicata all'alimentazione sui banchi di
scuola, e "Salvadanaio ", che indagherà i costi dell'istruzione. Nel pomeriggio sarà ospite dello ScuolaD@y il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda anche su Radio24. Ancora: nella
redazione multimediale entreranno genitori, insegnanti (di ruolo, precari e
presidi) e studenti. E poi videoracconti, foto, vignette, filmati. In chiusura,
appuntamento con i risultati del videosondaggio. Lo ScuolaD@y va in onda
anche su Radio 24: all'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in
tutta Italia, le voci del sondaggio e le interviste. E-mail e videomessaggi
possono essere inviati all'indirizzo scuoladay@ilsole24ore.com Il programma è
sul sito www.ilsole24ore.com.
( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-13 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Nel centrosinistra Il leader dell'Idv: Silvio è mefistofelico Di
Pietro, critiche a Veltroni E avverte: c'è il rischio dittatura "Non siamo
più un partito di protesta, punto all'8%" DAL NOSTRO INVIATO VASTO - Due
ore sotto una pioggia che va e viene, prigionieri di un'umidità da giungla
cambogiana. Due ore a disegnare un futuro tutto in rosa, forte degli ultimi
sondaggi che lo vogliono all'otto per cento. Due ore a ribadire che il suo
piccolo partito è diventato grande ("Non siamo più un partito di nicchia,
che raccoglie solo voti di protesta"), e a demolire avversari ed ex
alleati. "Vogliamo ribadire che il nostro modo di fare politica è senza
"se" e senza "ma" - grida - e soprattutto senza "ma
anche"...". La frecciata a Walter Veltroni scalda la platea, ma
resterà l'unica: c'è il governo Berlusconi da demolire, Veltroni può aspettare.
Un governo - dice Antonio Di Pietro al suo popolo radunato nel cortile di un
meraviglioso palazzo, e sparso per i vicoli attorno - a rischio fascismo.
""Il controllo dell'informazione e l'omogeneizzazione della cultura
ci stanno portando dritto dritto verso una dittatura, senza che noi ce ne
accorgiamo. Sappiamo bene che in Italia c'è stato un fascismo con l'olio di
ricino e che difficilmente quegli anni potranno tornare. Ma le parole azzardate
di Alemanno e La Russa ci fanno capire che il rischio di un ritorno indietro è
sempre esistente". Berlusconi è "mefistofelico", secondo Di
Pietro. Nei suoi primi 100 giorni è riuscito a togliere "quasi 3 miliardi
al comparto sicurezza, anche se la sicurezza era stato uno dei cavalli di
battaglia della sua campagna elettorale ". E il lavoro, primo punto del
programma della sua Italia dei Valori? "Il precariato è un ricatto
insostenibile, la riforma Gelmini vende fumo e brucia arrosto, e lascerà senza lavoro 100 mila
insegnanti. Quanto all'Alitalia, è l'ennesima speculazione finanziaria alle
spalle del contribuente. In realtà si tratta del salvataggio di AirOne
mascherato... Il commissario non deve mettere in liquidazione la società, deve
fare il suo lavoro, e cioè far funzionare Alitalia. Come ha fatto Bondi
con Parmalat ". Per non parlare della legalità, l'argomento che forse sta
più a cuore all'ex Pm. "La legalità viene letteralmente calpestata dal governo
Berlusconi e dalla sua maggioranza, che o è ricattata o è connivente. Il Lodo
Alfano è una vergogna per il nostro paese ". Di Pietro lo boccia dunque
per intero, e promette gazebo in tutta Italia ad ottobre per raccogliere firme
contro le nuove misure varate dal ministro della Giustizia. No anche al
braccialetto elettronico: "Finora è costato 10 milioni di euro, e solo 7
fra quelli a cui l'avevano imposto non sono scappati...". No anche al
progetto di Mara Carfagna sulla prostituzione, perché "non si può ridurre
tutto a mettere in galera ragazze-schiave arrivate da altri paesi". Ma
l'Italia dei Valori non è un partito di soli "no", garantisce il suo
leader. E dunque ecco una sventagliata di proposte per ogni settore della vita
pubblica: il lavoro, la giustizia, lo sviluppo dei trasporti (e qui salta fuori
l'ex ministro), la trasparenza della politica. Un altro "no" Di
Pietro se lo concede, alla fine: quello sulla legge elettorale per le europee
proposta dal Pdl, che prevede uno sbarramento al 5 per cento. "E' una
porcata", dice senza mezzi termini. "Noi non abbiamo paura, ci
farebbe anche comodo, perché i sondaggi ci danno molto al di sopra di quella
soglia. Ma questa non si può chiamare democrazia, perché il Parlamento europeo
non deve avere solo una maggioranza, ma deve essere una rappresentanza dei
popoli. Escludere i partiti che non piacciono con il giochino dello sbarramento
non è corretto ". No anche all'abolizione delle preferenze: "Così le
segreterie dei partiti si riprendono il diritto di far eleggere solo i loro
amici...". E vedremo, conclude, "se su questo Veltroni è disposto a
passare ad un'opposizione seria". Giuliano Gallo Il Lodo Alfano L'ex
ministro lancia la sua campagna sulla giustizia: il Lodo Alfano è una vergogna
per il nostro Paese. Ci saranno gazebo in tutto il Paese Le preferenze No
all'abolizione delle preferenze: "Così le segreterie dei partiti - ha
detto Di Pietro - si riprendono il diritto di far eleggere solo i loro
amici" Bologna Veltroni ieri sera alla Festa dell'Unità.
( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-13 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Brescia Archeologia industriale e tecnologia. Un investimento da
tre milioni. Stamattina l'inaugurazione Cedegolo, la centrale è un museo Una
turbina parlante, schermi, monitor e i ricordi in video degli operai L'impianto
dell'Enel è rimasto in funzione sino al 1962 e cinque anni fa è partito il
progetto per il recupero CEDEGOLO (Brescia) - Archeologia industriale e
tecnologia moderna: enormi turbine e schermi al plasma, granito dell'Adamello e
guide audio che si attivano grazie alle fotocellule. Passato e presente sono
racchiusi nel "Museo dell'energia idroelettrica" che verrà inaugurato
questa mattina e che è stato realizzato per raccontare un pezzo di storia,
quello dello sfruttamento dell'acqua che diede una spinta decisiva
all'industrializzazione del Paese tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Il
museo è nella vecchia centrale dell'Enel di Cedegolo costruita fra il 1909 e il
1910 e rimasta in funzione fino al 1962. Dal 2000 appartiene al Comune di
Cedegolo che cinque anni fa diede il via alla realizzazione del museo con un
concorso di idee per il suo recupero. Oggi al suo interno sono stati inseriti
tavoli con monitor che propongono giochi e quiz sull'energia Passato e presente
idroelettrica. Una turbina "parlante " racconta il proprio
funzionamento, sui muri sono stati appesi degli schermi da cui ex operai della
centrale raccontano come si lavorava e c'è un tubo da attraversare a piedi che
ricrea le atmosfere delle dighe I monitor, le turbine, gli schermi al plasma, i
ricordi: al museo dell'energia il fascino della storia industriale da cui
partiva l'acqua. Il recupero della vecchia centrale ha riguardato una
superficie di 2.400 metri quadrati, di cui 1.400 allestiti per il museo.
L'intervento (acquisto dell'edificio, opere edili e impianti, allestimenti
multimediali) è costato poco più di 3 milioni e 215 mila euro. 2 milioni e 200
mila sono stati messi a disposizione dalla Regione Lombardia, 160 mila dalla
Provincia di Brescia, 250 mila dalla Comunità montana di Valcamonica e dal
Comune di Cedegolo. All'inaugurazione (alle 11), ci sarà il ministro Maria Stella Gelmini e del presidente della Regione Roberto Formigoni. Nel pomeriggio
verrà proiettato il documentario "Il tempo si è fermato" che Ermanno
Olmi realizzò negli anni '50 filmando il lavoro nelle centrali idroelettriche.
Giuseppe Arrighetti Il racconto Tra le turbine anche una parlante I monitor
Video ad alta tecnologia per scoprire il museo La lezione Il fascino dell'energia,
dell'acqua e del lavoro.
( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa Scuola I
sindacati sono sul piede di guerra per la politica dei tagli Sindacati della
scuola sul piede di guerra. Anche nella provincia di Frosinone si avverte la
fibrillazione degli operatori del settore dell'istruzione, riguardo alle novità
annunciate dal Ministero di viale Trastevere. Nel settore desta preoccupazione,
in particolare l'annunciata ottimizzazione delle risorse umane. Dura la presa
di posizione della sezione provinciale della Cisl scuola. "La politica dei
tagli selvaggi - afferma il segretario generale Alessandro de Santis - è
arrivata anche nelle nostre scuole con decurtazioni pesanti sia sul fronte
occupazionale che della formazione". De Santis si mostra scettico di
fronte alle dichiarazioni ufficiali che parlano di misure necessarie per
offrire una offerta formativa più competitiva agli studenti italiani. "Si
tratta di una politica dei tagli che ha come alibi, come presunta
giustificazione, quella di garantire una scuola migliore - continua il
segretario generale di Cisl scuola della provincia di Frosinone - nonostante
che vi sia da parte del ministro e del governo una visione distorta e
diversificata della didattica in Italia, per cui vi sono scuole del sud di
serie B e scuole del nord di serie A. Una posizione elitaria e poco democratica".
De Santis commenta poi, aspramente, le novità introdotte
dal ministro Gelmini:
"Si torna indietro negli anni pensando di reintrodurre nella valutazione
finale il voto in condotta che dovrebbe servire a contrastare il fenomeno del
bullismo nelle scuole che, a nostro avviso ha cause diverse che esigono
indubbiamente da parte della scuola, delle famiglie e della società una
costante attenzione e un monitoraggio più pressante. Sul caso del
maestro unico - continua De Santis - la Cisl ha detto no, attraverso i suoi
dirigenti, come il segretario generale Scrima, in quanto va a colpire la
formazione e la crescita socio-culturale degli alunni e di tutto il sistema
paese". I.P.
( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
VOTO
IN CONDOTTA il caso Le superiori alla vigilia del nuovo anno LEZIONI
Dove&Quando Per la prima volta farà media con le altre materie Da lunedì si
torna a scuola. I presidi: preoccupati per i tagli al personale La carica dei
cinquemila ANTONIO GIAIMO Orari completi in tutti gli istituti del comprensorio
PINEROLO Da lunedì il centro studi di Pinerolo, quello che comprende liceo
scientifico, istituto superiore "Buniva" (tecnico e liceo artistico),
la scuola media "Lidia Poet", l'istituto tecnico, l'ipsia e
l'alberghiero, sarà nuovamente animato dagli oltre cinquemila studenti, che
provengono da Pinerolo, ma anche dai comuni della pianura e dalle tre valli.
Molte le novità in arrivo: "Con una di queste già si sono confrontati -
dice il preside dell'istituto Buniva, Fulvio Gottero - ed è stato l'esame di
riparazione". I risultati sembrano incoraggianti: "Su duecentoventi
studenti che avevano delle insufficienze, solo il 10% dovrà ripetere l'anno, i
bocciati sono stati 21. Ma se è chiaro questo meccanismo, vogliamo invece
capire quale contributo il governo assegnerà alla scuola per dare il via ai
corsi che serviranno per recuperare questi studenti". Un altro aspetto con
il quale gli allievi dovranno confrontarsi è il voto
di condotta, che adesso farà media con le altre
materie. Resta la preoccupazione per i tagli che hanno riguardato il personale
non docente, bidelli e segreterie, e per quelle figure professionali che sono
impegnate nelle attività di sostegno. Si preannuncia un inizio di scuola
regolare per gli ottocento alunni della scuola media Lidia Poet, che conta
venti classi a Pinerolo, otto a Frossasco, sei a Piscina e quattro a Buriasco.
Qui il 90% degli insegnanti è di ruolo e in questi giorni i dirigenti
d'istituto hanno avuto via libera dall'ufficio provinciale scolastico per
nominare i supplenti. "Un paio di giorni con orario ridotto - spiega il
preside, Ezio Michelis - e poi si comincia con l'orario pieno, mattino e
pomeriggio, con la mensa in funzione. Senza dubbio uno degli aspetti con il
quale ci dovremo confrontare è il ritorno del voto e
dell'importanza che ha l'applicazione della media matematica. Infatti, mentre
con le vecchie regole dal giudizio insufficiente era più facile risalire verso
la sufficienza, adesso se si applica rigidamente la media aritmetica il
recupero può diventare più difficile. La valutazione se sarà strettamente
matematica rischia di penalizzare lo studente. All'interno della nostra scuola
è sorta una commissione che avrà il compito proprio di fornire ai colleghi le
linee guida in questo cambiamento". E alle 8,20 di lunedì mattina
squillerà anche la campanella del liceo scientifico "Marie Curie": 85
insegnanti, 1.180 studenti, 47 classi. "Si parte con l'orario completo fin
dal primo giorno - dice il preside, Gaetano Leo - e, sebbene nella nostra
scuola non ci siano episodi da segnalare, la prima circolare riguarderà il
divieto dell'utilizzo dei videotelefonini. Saremo severissimi se qualcuno
durante le lezioni o all'interno della scuola catturerà immagini da mettere poi
in rete". Il preside del Marie Curie accoglie positivamente l'introduzione
nella valutazione del voto di condotta,
"al quale già negli anni scorsi avevamo comunque dato grande
importanza". Benvenuto anche il giro di vite imposto dal ministro Brunetta
che, anche per un solo giorno di assenza, ha previsto la visita fiscale agli
insegnanti, "anche se ho visto che i dati che trattano questo fenomeno riguardano
altri settori del pubblico impiego, non la scuola". Un inizio d'anno,
dunque, senza problemi. "Sotto il profilo della didattica sì, ma purtroppo
la Provincia ha dato un taglio ai lavori di manutenzione e basta fare una
visita nel nostro liceo per capire che forse un po' più di mano d'opera
servirebbe". PINEROLO Concorso ippico Seconda giornata di gare del
concorso ippico internazionale Csi che si svolge oggi e domani nel campo
ostacoli di piazza d'Armi. Si disputeranno cinque premi: Rotary Club di Pinerolo,
una categoria mista per cavalli di 6 anni; le gare della Comunità Montana Val
Pellice; dell'Ativa; del Lions Club Pinerolese Host e per concludere il premio
Goldenboom Italy. Le gare riprenderanno domani, sempre alla 8, con il premio
della Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, a seguire il premio Expo Fiere
& Eventi, Corcos Industriale di Freudenberg & Cosso e il memorial
Ludovico Cosso. La gara più attesa della giornata è quella del pomeriggio, il
Gran Premio della Città di Pinerolo e Memorial "Avvocato Giovanni
Agnelli". Il montepremi totale per i concorsi ippici pinerolesi è di 82
mila euro. Al temine delle giornate di gare saranno assegnati numerosi premi
d'onore, fra questi una targa offerta dal presidente della Repubblica al
miglior cavaliere o amazzone italiano. La settimana prossima si disputerà il
concorso ippico nazionale. OSASCO Festa patronale Per i festeggiamenti del
santo patrono domani dalle 8 alle 20 fiera hobbistica e mercatino delle pulci,
alle 8,30 bocce poule a otto formazioni, alle 16 "il cane più
simpatico", alle 21 ballo con orchestra. Conclusione della festa patronale
lunedì, alle 14 gara alle bocce, alle 16 "Le marionette", spettacolo
per grandi e piccini, alle 21 ballo con orchestra Per tutta la serata servizio
bar e ristorazione, con bavette allo scoglio. Ingresso libero. A cura della
Proloco. Info: 0121/54.14.10. FROSSASCO Mostra Inaugurazione questo pomeriggio
alle 16,30, presso la Villa comunale, della mostra da titolo "Quattro
passi tra le stelle". Un viaggio nella fantascienza dalle origini ai
giorni nostri. Saranno quattro le sezioni, ognuna delle quali dedicata ad un
aspetto scientifico. Si prosegue alle 17 con una tavola rotonda su "La
fantascienza italiana tra passato e futuro". La mostra resterà aperta
anche domenica con il seguente orario, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20.
PRAGELATO Fiera zootecnica Oggi per tutta la giornata si svolge, presso i prati
della seggiovia Clot dla Soma, la fiera zootecnica dell'Escarton. Saranno
presenti oltre 400 capi di bestiame, si proseguirà alle 18 con balli, gofri e
cena comunitaria a Casa Pragelato. SAN SECONDO Spettacolo teatrale Questa sera
alle 20,45, presso la sede del circolo ricreativo Airali, si alza il sipario su
"Ij emigrant", una commedia brillante in dialetto piemontese proposta
dalla compagnia Piccolo Varietà. Ingresso libero. TORRE PELLICE Cinema Questa
sera nell'ambito della rassegna "I sogni dell'età", proiezione
cinematografica presso la Comunità Alloggio Uliveto di via Angrogna 18. Verrà
proposto il film di Niki Caro "La ragazza delle balene". VIGONE
Storia locale Questo pomeriggio alle 17, nei locali del Gesù, presentazione del
libro "Vigone nella storia dal 1700 ai giorni nostri". Inoltre domani
sotto i portici di via Umberto I, per tutta la giornata, mostra dell'artigianato
artistico e tradizionale. In piazza Palazzo Civico mostra ornitologica ed
avicola. Infine dalle 15 spettacoli itineranti per il centro cittadino. \.
( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Piace
il grembiule della Gelmini È spaccatura invece sul maestro
unico I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto
riguarda l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del
voto
in condotta ai fini della promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico
genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani, contrari
alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over 55" che si esprimono
ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli elementi principali emersi
da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi di Padova, su un campione
di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro Gelmini
sulla nuova riforma della scuola stanno generando molteplici dibattiti e
polemiche, ma alcune iniziative sono ampiamente condivise dai Veneti, come il
ripristino del grembiule alle elementari. Circa l'84% degli intervistati, infatti,
è favorevole a tale iniziativa, con la diffusa convinzione che in questa
maniera si possano limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani
tuttavia emerge più di un disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del
grembiule un semplice fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si
collocano anche quelli che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le
famiglie e chi ritiene il grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto
riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli
intervistati (91%) è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di
ogni studente; tale apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa
essere utile per insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli
altri (71%), e circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo
si possano contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie
occasioni hanno occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una
sparuta minoranza si schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia
di bocciatura non sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai
giovani. Nel complesso, tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro
unico alle elementari: esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide
la proposta (56%), dato che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i
bambini delle elementari sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo
schieramento dei contrari è consistente (44%); il disappunto deriva
principalmente dall'opinione che un unico maestro non possa avere le competenze
necessarie a trattare tutte le materie. Inoltre, la possibilità di alternare
tre maestri, come prevede l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i
bambini a rapportarsi con più persone. Un contrario su cinque sostiene poi che
la riduzione dei costi della scuola non deve passare attraverso il taglio del
personale. Sono i giovani sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità,
perché il ripristino del maestro unico viene visto come un ritorno al passato,
mentre la scuola dovrebbe guardare avanti, con un sistema di insegnamento
dinamico e più vicino alla realtà di oggi. .
( da "Arena.it, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
SONDAGGIO. Rilevazione di Panel Data in Veneto: sì al voto in condotta Piace il grembiule
della Gelmini È spaccatura
invece sul maestro unico I Veneti si schierano dalla parte del Ministro Gelmini per quanto riguarda
l'obbligatorietà del grembiule alle elementari e la reintroduzione del voto in condotta ai fini della
promozione o bocciatura degli studenti. L'opinione sul maestro unico
genera invece due schieramenti contrapposti: da una parte i giovani, contrari
alla proposta, dall'altra soprattutto gli "over 55" che si esprimono
ampiamente a favore dell'iniziativa. Sono questi gli elementi principali emersi
da un'indagine di Panel Data, l'istituto di sondaggi di Padova, su un campione
di 800 cittadini del Veneto. Le proposte del ministro Gelmini
sulla nuova riforma della scuola stanno generando molteplici dibattiti e
polemiche, ma alcune iniziative sono ampiamente condivise dai Veneti, come il
ripristino del grembiule alle elementari. Circa l'84% degli intervistati,
infatti, è favorevole a tale iniziativa, con la diffusa convinzione che in
questa maniera si possano limitare le disuguaglianze tra i bambini. Nei giovani
tuttavia emerge più di un disappunto, dato che si attribuisce al ritorno del
grembiule un semplice fattore nostalgico. Tra le altre voci fuori dal coro si
collocano anche quelli che vedono nel grembiule un ulteriore costo per le
famiglie e chi ritiene il grembiule inadatto per la scuola di oggi. Per quanto
riguarda il voto in condotta quasi la totalità degli
intervistati (91%) è favorevole al suo utilizzo ai fini della valutazione di
ogni studente; tale apprezzamento deriva principalmente dall'idea che ciò possa
essere utile per insegnare ai giovani la disciplina ed il rispetto verso gli altri
(71%), e circa un cittadino su quattro ritiene anche che in questo modo si
possano contrastare i fenomeni di bullismo e vandalismo, che in varie occasioni
hanno occupato le cronache dei media negli ultimi anni. Solo una sparuta
minoranza si schiera contro il provvedimento, ritenendo che la minaccia di
bocciatura non sia uno strumento valido per insegnare l'educazione ai giovani.
Nel complesso, tuttavia, il tema più caldo resta quello del maestro unico alle
elementari: esiste una leggera maggioranza di Veneti che condivide la proposta
(56%), dato che nella maggior parte dei casi si ritiene che per i bambini delle
elementari sia utile avere un'unica figura di riferimento, ma lo schieramento
dei contrari è consistente (44%); il disappunto deriva principalmente
dall'opinione che un unico maestro non possa avere le competenze necessarie a
trattare tutte le materie. Inoltre, la possibilità di alternare tre maestri,
come prevede l'attuale sistema di insegnamento, abituerebbe i bambini a
rapportarsi con più persone. Un contrario su cinque sostiene poi che la
riduzione dei costi della scuola non deve passare attraverso il taglio del
personale. Sono i giovani sotto i 35 anni ad esprimere le maggiori perplessità,
perché il ripristino del maestro unico viene visto come un ritorno al passato,
mentre la scuola dovrebbe guardare avanti, con un sistema di insegnamento
dinamico e più vicino alla realtà di oggi. .
( da "Brescia Oggi" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
MONTICHIARI.
Presentata la 16a edizione "Progetto casa" pensa all'ambiente
La 16a edizione della mostra "Progetto Casa", che si aprirà al Centro
Fiera di Montichiari dal 20 al 28 settembre, è stata presentata ieri a palazzo
Broletto dal direttore organizzativo Ezio Zorzi e alla presenza del presidente
provinciale Alberto Cavalli. "Non si parlerà solo di casa - ha promesso
Zorzi - ma anche di ambiente ed energia". Progetto Casa coprirà lo spazio
di 5 padiglioni del Centro Fiera e per questa esposizione sono attesi non meno
di 25.000 visitatori, con ben 180 espositori diretti, provenienti non solo dal
Bresciano ma pure dalle province limitrofe di Bergamo, Cremona, Mantova e
Verona. Una novità sarà la tavola rotonda prevista per sabato 27 settembre,
alle ore 15, che vedrà confrontarsi relatori di prestigio internazionale sul
tema "La casa esteriore e la casa interiore: come attivare le energie armoniche
della casa". L'assessore Gelmini di Montichiari ha espresso fiducia su un "evento in
crescita". Aperta sabato 20 (dalle ore 14 alle 23); domenica 21
(10-22,30); lunedì 22 (17-22,30); giovedì 25 (17-22,30); venerdì 26 (17-23);
sabato 27 (14-23); domenica 28 (10-22,30).F.D.C.
( da "Repubblica.it" del 13-09-2008)
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( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
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VARAZZE Elementari
di Pero Resteranno le cinque classi Restano in attività le cinque classi delle
scuole elementari al Pero e Casanova di Varazze. "Per quest'anno didattico
la situazione resta immutata - spiega il sindaco Antonio Ghigliazza -. La
rimodulazione del corpo docenti non dipende dal Comune, ma dal ministero. Io
sono favorevole al maestro unico e, a livello globale, questa nuova figura
potrebbe incidere nel riassetto scolastico". A maggio l'ipotesi formulata
era quella di chiudere le prime due classi al Pero e trasferire gli scolari a
Casanova, per riportarli al Pero negli ultimi tre anni del ciclo. Scelta che
scatenò le ire dei genitori. Il taglio del corpo docenti maturò già durante il
governo Prodi, ma l'assessore Giulio Alluto (Pd) si scaglia
contro il ministro Gelmini
e sul tema ha proposto un ordine del giorno per il prossimo Consiglio. "I
varazzini devono ben sapere da dove giungono i tagli e chi è il responsabile. Il
pericolo della chiusura della scuola del Pero, con il ministro Gelmini, aumenterà". \.
( da "AprileOnline.info" del 13-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cosimo De Nitto, 13
settembre 2008, 13:52 L'intervento Siamo un Paese che arranca nella sfida della
globalizzazione e nei settori strategici come l'energia, l'informatica, le
comunicazioni, le tecnologie, e non riesce a dire la sua nonostante mandi, anzi
cacci, i propri ricercatori in tutto il mondo. Ricercatori che si sono formati
nella scuola italiana, che, a detta del Tremonti-Gelmini-Bossi
pensiero, "rovina" le giovani generazioni I governi prima Da anni i
dibattiti sulla scuola, da parte dei governi, cominciano così: nella scuola ci
sono troppi insegnanti, il deficit pubblico non permette questi sperperi, negli
altri Paesi europei il rapporto insegnanti-alunni è più alto, bisogna aumentare
gli alunni per classe, diminuire le classi e gli insegnanti, diminuire le
scuole, l'azienda Italia non ce la fa più (a causa della scuola?), bisogna
razionalizzare, dimensionare, ridurre drasticamente gli sprechi. La grande
stampa Da anni la stampa, la cosiddetta grande stampa, Repubblica e Corriere
della Sera in testa, fa da sponda alle campagne governative dando risalto
esorbitante a episodi di cronaca negativi, solo quelli però, perché gli episodi
positivi, si sa, non fanno notizia. In questo modo fanno montare un'opinione
pubblica negativa sulla scuola, che ormai viene descritta come uno scatafascio
sgarrupato che "rovina" (termine usato da Tremonti, Gelmini, Bossi) generazioni di studenti, al limite del
linciaggio morale e professionale dell'intera categoria degli insegnanti. Si
nascondono dietro il diritto di cronaca e trascurano, colpevolmente, il dovere
di dare sempre una rappresentazione equilibrata della realtà, non sbilanciata,
una sorta di par condicio dell'informazione. Si fa finta di non sapere che la
stampa e l'informazione in generale hanno anche il compito, che lo si voglia o
no, di "formare" la coscienza critica e la cittadinanza. Il governo
ora L'attuale ministro dell'Istruzione Gelmini è il
risultato del combinato disposto tra ciò che i governi precedenti, centrodestra
e centrosinistra (di meno questo, ma non ha invertito la logica e l'approccio)
hanno prodotto per garantire il consenso alla messa in stato d'accusa della
scuola. Ciò è stato premessa per operare tagli e disinvestimenti da un lato, e
attaccarne il ruolo costituzionale dall'altro (scuola pubblica e per tutti,
indipendentemente dalle condizioni di partenza e dal proprio stato di abilità
culturale e fisica). Opportunamente e bonariamente guidata (questa era la
disperata formula, i vecchi professori ricorderanno, che si usava quando le
commissioni d'esame volevano, per varie circostanze, giustificare una
stiracchiata sufficienza data ad un colloquio non entusiasmante) da Tremonti,
la Gelmini non solo sposa la tesi economicistica,
meglio dire l'approccio da contabile, ma si incarica, goffamente, di trovare
giustificazioni pedagogiche (?) che non risultano altro che patetiche
rimasticazioni ideologiche di una cultura di destra che, sotto questo profilo,
semplicemente non esiste, se non come vagheggiamento di un passato già
negativo, e superato, comunque incapace di affrontare le sfide del presente e
del futuro. Un milione e trecentomila insegnanti Sono troppi, dice il duo
Tremonti-Gelmini. Troppo o poco o troppo poco sono
aggettivi o pronomi indefiniti che, per determinarsi quantitativamente, hanno
bisogno di una proposizione correlativa rispondendo alla domanda: troppi
rispetto a che o che cosa? In assoluto non è una cifra trascurabile, ma
parliamo di un Paese, come l'Italia, che fa parte del G8, manda militari per garantire
la pace (!) in tutto il mondo, è titolare del marchio made in Italy, è Paese
fondatore della Comunità Europea, dobbiamo colmare il gap di un secolo e mezzo
di questione meridionale, emigrazioni, ora immigrazioni. Dobbiamo colmare le
differenze tra città e campagna, e montagna, tra nord e sud, tra centro e
periferia, tra continente e isole, ecc. ecc... Siamo un Paese che ha tra i più
bassi investimenti nella scuola, nella ricerca, nella cultura e ha altissimi
livelli di dispersione scolastica e analfabetismo primario e di ritorno 1).
Siamo un Paese in cui si legge pochissimo e i giornali, anche quelli non
"governativi", hanno bisogno dei soldi pubblici per mantenersi,
altrimenti chiuderebbero battenti. Siamo un Paese che arranca nella sfida della
globalizzazione e nei settori strategici come l'energia, l'informatica, le
comunicazioni, le tecnologie, e non riesce a dire la sua nonostante mandi, anzi
cacci, i propri ricercatori in tutto il mondo. Ricercatori che si sono formati
nella scuola italiana, che, a detta del Tremonti-Gelmini-Bossi
pensiero, "rovina" le giovani generazioni. La moda dei modelli Ormai
non ci si salva più. Imperversa la chiamata in causa dei modelli di scuola
degli "altri" Paesi. "In Europa si fa così...." E via di
questo passo. Tutti, anche coloro che non dovrebbero, chiamano a sostegno delle
proprie tesi l'Europa; gli altri che fan così, gli altri fan colà. Ma di quale
Europa si parla, se questa va dalla Germania alla Romania, dalla Francia alla
Lituania, dal Regno Unito alla Bulgaria, dalla Spagna a Cipro ecc. ecc...? Come
si fa a staccare il modello dal contesto storico, sociale, culturale di cui è
prodotto, e ad assolutizzare pezzi di quel modello, per strumentalizzarli
capziosamente a fini di bassa politica interna, per giustificare politiche
altrimenti ingiustificabili? Per esempio, in Germania i disabili sono messi in
college e classi differenziali, o speciali, come le chiamano loro. I ciechi con
i ciechi, i sordi con i sordi, i down con i down. E poi? Un rapporto delle
Nazioni Unite mette sotto accusa il sistema scolastico tedesco che secondo il
curatore dell'inchiesta, Vernor MuÑoz Villalobos, in Germania i poveri,
immigrati e disabili subiscono molte discriminazioni. I ragazzi diversamente
abili sono relegati in scuole speciali. Agli immigrati che hanno cominciato a
frequentare la scuola più tardi è impedito di scegliere l'istituto dove
studiare. Certo che così facendo e non avendo una legge come la nostra legge n.
104 che detta i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione
sociale e assistenza della persona handicappata e stabilisce le linee
riguardanti l'integrazione scolastica degli allievi diversamente abili, i
tedeschi risparmiano insegnanti, in quanto i disabili sono raccolti tutti in un
"luogo" ghetto e non sono distribuiti nelle classi
"normali", facendo abbassare il numero di alunni per classe e
impiegando un insegnante di sostegno e specialisti a vario titolo. I tedeschi
risparmiano, ma sulla pelle di chi? Risparmiano a danno di un'integrazione
scolastica che ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona
handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella
socializzazione, e questo può avvenire solo all'interno dell'aula scolastica
assieme ai compagni "normodotati". Possibile che l'economia debba
essere una condanna senza appello per alcuni, i più deboli, ed essere una festa
di gala per altri, diciamo così, più fortunati? Che società mai vogliamo
costruire di questo passo? Allora lasciamo ai Tedeschi o chi altri il diritto
di decidere del loro modello, frutto della loro storia e delle loro scelte di
politica sociale e scolastica. Ma non rinunciamo mai alla nostra storia, alle
nostre specificità, alla nostra sensibilità umana e sociale. Il modello
scolastico italiano contribuiscono a costruirlo la nostra storia, la situazione
in cui versiamo, il modo in cui immaginiamo il futuro per il nostro Paese, le
condizioni strutturali, le diversissime sensibilità degli attori sociali
(ricercatori sociali, insegnanti, genitori, giovani ecc.), l'insieme delle
istituzioni che hanno voce in capitolo, il tessuto democratico
dell'associazionismo professionale, sindacale ecc. I decreti non servono.
Lacerano, irritano, sono controproducenti, sono figli della paura del confronto
e della faticosa mediazione, che è il sale della democrazia. E lo chiamano
cambiamento, mentre sono solo tagli Il duetto Tremonti-Gelmini
fa un ragionamento semplice-semplice. Noi (loro) vogliamo cambiare la scuola,
perché così non si può andare avanti. Il Paese non sopporta una spesa così
alta. Il nocciolo della faccenda è questo. E' un problema di bilancio. La
scuola è un ente più o meno inutile, talvolta dannoso ("rovina" i
giovani), e costoso. Bisogna tagliare. Cosa, dove? 2) Il 97% della spesa se ne
va in stipendi, infatti non ci sono investimenti, con buona pace dell'Europa.
Allora bisogna far fuori una parte consistente del "personale"
scolastico. Non si pronuncia la parola docenti, perché è controproducente.
Bene, dice Tremonti alla Gelmini, pensa tu, paga un po' di consulenti se non sei capace, basta
che trovi delle ragioni "pedagogiche", che giustifichino questa
decisione. La Gelmini cosa
fa? Pesca nel peggiore armamentario del conservatorismo e cosa trova? Ordine,
gerarchia, autorità, voto di condotta, divisa per tutti, merito, voti
all'elementare, e, perché no, magari anche alla scuola dell'infanzia e al nido.
Sono quisquilie e pinzellacchere, direbbe Totò, l'invenzione più efficace è il
maestro unico o tutor di gruppi di livello. Quello sì che risolve i problemi di
Tremonti, anche se fa fare un rovinoso passo indietro alla scuola italiana. A
coloro che si oppongono lanciano l'anatema che sono conservatori e non vogliono
cambiare; essi sì, Tremonti e Gelmini, sono i veri
innovatori, e via dicendo... Esigenze economiche tutte da dimostrare.
Giustificazioni "pedagogiche" che non si tengono nemmeno con
l'attack. Ci sarebbero tante politiche di razionalizzazione e risparmio che si
potrebbero fare, toccando poteri forti, feudi e imperi. Ma è più facile tirare il
collo alle maestre e alla scuola. Se si volesse davvero il cambiamento, diverso
sarebbe l'approccio. Più alta la proposta, più seria la ricerca, più aggregante
il percorso. Ma si sceglie di mostrare i muscoli di un celodurismo patetico, ai
confini del comico, se non fosse tragico per tante persone la cui vita insieme
con quella delle loro famiglie viene sacrificata sugli altari del dio economia,
sempre agnello con i forti, e sempre lupo con i deboli.
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1)Consigliamo la lettura del bel saggio di Harrison Gualtiero, Callari Galli
Matilde "Né leggere, né scrivere" Ed. Meltemi 1997. 2) A Ballarò
Tremonti chiedeva a D'Alema: allora diteci voi dove dobbiamo tagliare. D'Alema
ha farfugliato, ma la risposta era semplice-semplice: un governo taglia dove
crede sia sprecato il denaro pubblico. Evidentemente il miglioramento del
sistema scolastico non è una priorità del governo, come le leggi
salva-Berlusconi. La scuola per Tremonti è un ente più o meno inutile, come
quelli aboliti per legge tanto tempo fa e che ancora non sono stati soppressi.