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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  11-12 novembre 2008      #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (62)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Orienta , un aiuto per il futuro ( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che forse vedrà la presenza del ministro Gelmini «Orienta», un aiuto per il futuro La rassegna serve per scegliere la scuola più adatta LONGARONE. Scegliere una scuola superiore o un corso di laurea non è semplice per un ragazzo di 12 anni, ma nemmeno per la sua famiglia, che lo deve affiancare e supportare valutandone le attitudini e i desideri.

Università, Gelmini convoca i sindacati ( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma il ministro non accenna a revocare i tagli Università, Gelmini convoca i sindacati Veltroni incalza il governo: aperti al dialogo se ritirate i decreti sulla scuola ROMA. «Ministro Tremonti, ministro Gelmini...». Walter Veltroni ha messo nero su bianco l'offerta di una tregua su scuola e università.

"noi dell'onda in centomila assedieremo montecitorio" - tea maisto laura mari ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: controriforma Gelmini". Il 17 novembre, invece, in concomitanza con la Giornata internazionale degli studenti, i liceali annunciano occupazioni e cortei cittadini. Ma le proteste dell´Onda continuano anche sul fronte della cultura. Questa mattina, alle ore 11, il premio Nobel Dario Fo incontrerà, con la moglie Franca Rame,

l'università al plebiscito - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così la protesta contro i tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti diventa anche l´occasione per mostrare in piazza, a chi l´università non la frequenta e non la conosce, cosa l´università stessa produce. Dunque oggi la Federico II si trasferisce in piazza del Plebiscito, e «porta tra la gente il proprio mondo quotidiano, fatto di ricerca, studio e lezioni»,

la statale mette online i voti ai prof ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a Scienze politiche: da stamattina sono on line nel sito della facoltà i voti ai loro professori, come da mesi chiedono gli studenti. Intanto l´Onda invade piazza Scala con concerti e messaggi in bottiglia anti Gelmini e Luigi Cavalli Sforza a Citta Studi dice all´assemblea: «I tagli uccidono la ricerca». VANNI A PAGINA VIII

la flemma di emma - enzo costa ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Genova LA FLEMMA DI EMMA ENZO COSTA Mi sono fatto una ragione, se il ministro Gelmini - con l´intercessione di Confindustria - ha fatto sgomberare la sala del seminario sanremese da taccuini e telecamere. Se non ho letto o ascoltato la sua oratoria fluente, costellata di accenti sbagliati e congiuntivi abortiti, pazienza.

e i musicisti dell'opera cavalcano l'onda ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prima della partenza del corteo che sfiderà le stelle con l´enorme pupazza dell´"Ignoranza"-Gelmini, alta quattro metri. Saranno loro a "celebrare" l´attesa dell´inizio della manifestazione: il primo flauto dell´orchestra del Teatro Carlo Felice, Francesco Loi, con il quartetto d´archi "Gnu quartet" composto, per metà, da elementi del teatro dell´opera di Genova.

Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Via al Dl Gelmini: prevalenza agli ordinari Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati Sciolto l'ultimo nodo del decreto legge sull'università, che è stato firmato ieri dal Capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta ufficiale con il numero 180: nelle commissioni per i ricercatori gli associati potranno esserci solo come membri interni.

Tempo pieno, elementari nel caos <Nessuna garanzia per i genitori> ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle prese con le incertezze e le novità introdotte dal ministro Gelmini. Per domani in via Giusti è prevista una riunione dei dirigenti milanesi. Obiettivo: «Metterci d'accordo su cosa dire ai genitori». Ammissione: «La rabbia è tanta». Come quella degli studenti: ancora proteste nel mondo dell'università.

Commissioni, altolà agli associati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che il ministro Mariastella Gelmini ha fissato per oggi. Gelmini che intanto ha rotto il silenzio dei giorni scorsi. Nel rispondere all'appello del segretario del Pd Walter Veltroni, che in una lettera inviata anche al ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva chiesto di sospendere «le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale»

CHI HA PAURA DEL SORTEGGIO ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: criticano il decreto del ministro Gelmini che prevede una nuova modalità per la scelta dei commissari nei concorsi universitari: elezione di un numero pari a tre volte i commissari necessari e poi sorteggio. «In Gran Bretagna, dove l'università funziona, i dipartimenti scelgono i professori senza bisogno di un concorso ».

molotov contro unicredit ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: TRE BOTTIGLIE molotov nella notte contro altrettante sedi Unicredit, e dopo i vandalismi di venerdì ad un´altra filiale in centro, durante un corteo anti-Gelmini, qualcuno teme che l´ala dura degli anarchici cerchi di strumentalizzare gli studenti. La questura: «nessun collegamento». S´indaga su una scritta: «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra». GULOTTA A PAGINA

Santoro a Rds: potrei chiedere i danni ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altro e chiama la Gelmini per invitarla in trasmissione, con Santoro che poi s'infuria e mette in mezzo l'avvocato «è incomprensibile: prima dell'estate ci siamo incontrati in un bar e ci abbiamo persino riso sopra. Perché si arrabbia adesso?». Intanto Santoro (quello vero) si «riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi»

"ragazzi, non fatevi strumentalizzare per qualcuno la scuola è un pretesto" ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cerchino di cavalcare l´onda studentesca anti-Gelmini. Magari per agire protetti dalla folla, o per tentare qualche forma di proselitismo. Sarebbe un fatto grave. Forse proprio per questo il questore Luigi Merolla lancia un appello a tutti gli studenti. «Sì, c´è molta preoccupazione per i fatti accaduti la scorsa notte.

molotov per cavalcare gli studenti - carlo gulotta ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini furono lanciati palloncini pieni di vernice contro i muri e fu "incatenato" l´ingresso. Ma attenzione a intravedere un collegamento fra i due episodi, cosa che infatti non fa nemmeno la polizia. Perché in quel caso gli autori, alcuni dei quali a volto coperto, diedero subito una spiegazione: «Abbiamo sanzionato dal basso Unicredit che è la banca dove tutti noi versiamo le

Scuola, la Cei alle famiglie <Scegliete l'ora di religione> ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dialogo se il governo sospende il piano Gelmini Il ministro apre a un confronto sull'università: l'obiettivo deve essere migliorare l'istruzione ROMA — Scegliete l'ora di religione cattolica, scrivono i vescovi italiani alle famiglie. Sceglietela perché «in una società sempre più connotata in senso multietnico e multiculturale —

scienze politiche "riapre" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea «No Gelmini» e dalle rappresentanze dei gruppi di Facoltà. Divisi sul blocco: «Una minoranza non poteva impedire le lezioni a tutti», critica lo Student Office. «Non abbiamo mai voluto il blocco della didattica in Facoltà, è stata una mossa politica per affossare il movimento», reagiscono gli studenti in lotta.

Messaggi in bottiglia e concerto ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11 num: - pag: 15 categoria: BREVI Messaggi in bottiglia e concerto La protesta Gli studenti della Statale di Milano ieri davanti al Comune: prima hanno scritto in bottiglie di plastica messaggi di protesta contro il decreto Gelmini, poi le hanno lanciate davanti a Palazzo Marino

la procura: "ingenerosi" ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ai Dirigenti Scolastici sulle proteste contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. «Il collega, opportunamente - ha spiegato Piro - , ha fatto accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa di diverso. Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio.

Lucy, Guzzanti e la <meritocrazia> ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo lei la Gelmini... E intanto nei corridoi di Washington, Obama, sogno di una notte di mezz'inverno, deve fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni governo». Non è che per colpa del fuso orario rischiamo di leggere i cambiamenti della politica internazionale con gli occhi delle nostre povere lotte intestine?

contro i tagli la scuola marcia su roma - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il combinato fra i provvedimenti proposti dal ministro Gelmini e quelli firmati da Renato Brunetta, secondo i sindacati, crea le condizioni per destrutturare l´intero sistema della conoscenza italiano. "Che ci sia bisogno di una riforma è innegabile - spiega il segretario generale della Flc - ma ci auguriamo che il governo riveda le sue posizioni.

tutti temono un passo falso troppe attese sul "messia obama" - mario calabresi ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e che Sasha e Malia già a Chicago vanno ad una scuola privata. Ma dall´uomo che ha promesso di rimettere in piedi l´istruzione pubblica si pretende il buon esempio, tanto che mamma Michelle ha dovuto cominciare il suo viaggio washingtoniano con la visita ad una scuola pubblica. Ma questi sono dettagli per un presidente che deve terminare senza fare disastri due guerre,

"sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola" - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola" Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini. Lei risponde: si può discutere, ma sul futuro Il ministro convoca i sindacati per evitare lo sciopero di venerdì MARIO REGGIO ROMA - Walter Veltroni scrive al ministro Tremonti e alla Gelmini. «Sospendete i tagli alla scuola, all´università e alla ricerca.

Convenzione con il Politecnico voto favorevole "bypartisan" ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma non sono mancati i toni passionali quando si sono toccati i punti caldi del decreto-Gelmini e dei tagli introdotti dal decreto-Tremonti: ma conferma di quanto il tema fosse sentito, al dibattito ha partecipato il 50% dei consiglieri presenti. Alla fine i sì sono stati 30 con FI, Ppe, An, e Lega che hanno votato con la maggioranza di centrosinistra;

Allarme rientrato Le scuole valsesiane escluse dai "tagli" ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Dopo il decreto Gelmini - commenta l'assessore all'Istruzione Roberto Saviolo -, la solerzia della Provincia nel difendere le scuole del nostro territorio, ha fatto in modo che sia già stato parzialmente affrontato e risolto in maniera positiva il nuovo assetto del sistema scolastico.

L'Università in piazza con lezioni pubbliche ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla vittoria di Obama e sul significato della comunicazione nella campagna elettorale del neo presidente. Studenti e professori si stanno intanto organizzando per la manifestazione nazionale del 14 novembre, quando in tutta Italia si tornerà in piazza per protestare contro la riforma universitaria del ministro Gelmini. \

Continua l'attività de La Talpa ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Flc-Cgil: «Gelmini clandestina al Royal» Non sapevamo che il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca fosse entrato in clandestinità. Non partecipa agli incontri pubblici, non presenzia alle trasmissioni televisive e ha tenuto ben nascosta la sua presenza al seminario degli stati generali di Confindustria,

Superiori e Università rilanciano la protesta ( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla protesta contro la riforma Gelmini si uniscono le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Snals, con un duro comunicato contro il piano di accorpamenti: «In provincia sono circa 24 i plessi con meno di 50 alunni che rischiano la chiusura. A pagare il prezzo più alto potrebbero essere i piccoli comuni e le località montane.

gli studenti battono cassa al pd - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini´ battono cassa. A chi? «A quel partito e a quel sindacato che in questi giorni stanno cavalcando la nostra protesta, andando in televisione a parlare al posto nostro, appropriandosi della nostra lotta» spiegano. Intendendo prima di tutto il Partito democratico, ma anche la Cgil.

e sul web "sfilano" cortei anti gelmini ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cortei anti Gelmini Dalla piazza reale a quella virtuale, l´Onda travolge anche il web. E così dopo aver oscurato il sito del ministro Tremonti, il collettivo "Informatica in movimento" lancia il Netstrike contro il ministero dell´Istruzione. Una sorta di "corteo digitale" anti-Gelmini che consiste nel sovraffollamento del sito.

scure sulle elezioni studentesche fuori sei liste delle otto in corsa - laura mari ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini» affermano in una nota congiunta i rappresentanti degli studenti dei consigli di facoltà di Psicologia, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. «La scadenza dell´iscrizione alla Sapienza è prevista per il 17 novembre - prosegue la nota - e quindi far votare solo gli studenti che hanno pagato la prima rata universitaria significa concedere

auschwitz, lite studenti-assessore - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla domanda sul rischio di discriminazione contenuto nella proposta Gelmini di istituire classi differenziate, ha parlato della sua esperienza di studentessa di destra impegnata nelle occupazioni ma «per ragioni più serie» e di come la didattica risultasse compromessa dalla massiccia presenza di extracomunitari, «fino all´80%», in aule romane, definite «classi-ghetto».

parentopoli all'università la falsa coscienza di palermo - matteo di gesù ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il movimento "anti-Gelmini" sta avendo comunque il merito di scuotere dal torpore una nazione assopita. E a Palermo, insieme alle mobilitazioni sociali dei mesi scorsi e all´attività delle associazioni contro il pizzo, sembra essere l´unico elemento di vitalità politica in un contesto di conclamato coma civile.

università, lezione in piazza contro i tagli - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università sono compatte contro la Gelmini. E compatti parteciperanno venerdì alla manifestazione nazionale di Roma, dove giungeranno chi coi pullman organizzati dai sindacati chi coi treni. E proprio i treni sono stati ieri oggetto di lunghe trattative tra Trenitalia e gli studenti: i ragazzi delle sedi universitarie occupate sono andati in corteo fino alla stazione centrale,

università, prof con lo sponsor. e l'onda brucia la "pupazza" gelmini ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Professori con lo sponsor. Succede all´Università di Genova, dove si moltiplicano i casi di cattedre finanziate da privati, siano essi fondazioni o aziende. Soggetti che investono centinaia di migliaia di euro su posti di professore ordinario o associato, che ancora non esistono e che vengono poi realizzati attraverso concorsi pubblici.

l'onda all'assalto della fiera e stasera "brucia" la gelmini ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini L´Onda parte da piazzale Kennedy al mattino e la "pupazza" con la faccia da ministro percorrerà le vie del centro in serata. La protesta degli studenti oggi riprende vita con due appuntamenti. Il primo è relativo alle voci che ieri si susseguivano circa il possibile arrivo a Genova del ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini per l´

piano scuola, scintille in regione - ava zunino ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dalla Gelmini" Accorpamenti e riorganizzazioni. Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" AVA ZUNINO Il nuovo è servito: nel prossimo autunno, dall´inizio del nuovo anno scolastico le istituzioni scolastiche (primarie e superiori) della Liguria saranno riorganizzate secondo le previsioni delle norme nazionali che stabiliscono come gli istituti debbano avere tra i 500 ed i 900 alunni,

torna crash con uno striscione sulle due torri ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: collettivi universitari che in nottata partiranno per Roma dove il giorno dopo si svolgerà la manifestazione nazionale contro la Gelmini. La trattativa con Fs per il prezzo dei biglietti è ancora in corso. Dopo i manifesti "Sensi unici contro la crisi", apparsi qualche notte fa nel centro della città, la campagna "La direzione giusta" portata avanti dal centro sociale si rimette in moto.

la protesta degli studenti universitari dalle piazze invade blog e siti internet e la lezione della hack finisce su you tube - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini» ospitato in My Space, definito di umore combattivo. I ricercatori del Cnr raccolgono «volti» in www. laricercacalpestata. it, l´ironico e drammatico video dei precari dell´Inaf di Bologna è visibile in www. iasfbo. inaf. it. I ricercatori e i professori a contratto di Scienze della comunicazione dialogano nel gruppo di Google «

All'azienda servono tecnici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini sembra favorevole a mantenere questa rotta: è fondamentale per restituire al Paese la cultura tecnico scientifica che merita ». giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLI INTERVENTI Nicola Vittorio (Preside di scienze a Tor Vergata): «Per invertire le rotta bisogna restituire ai ricercatori la dignità che meritano»

Gelmini apre, sindacati divisi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha abbandonato il tavolo reputando del «tutto insufficienti » le aperture della Gelmini perché «complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Gelmini a parte, la parola passa ora al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e al premier Silvio Berlusconi.

Come cambia la scuola: il libro è anche web ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: punti chiave del progetto del ministro Mariastella Gelmini, dal maestro unico nelle elementari al riordino delle superiori, dal finanziamento meritocratico degli atenei reclutamento dei docenti. Edè uno strumento utile per orientarsi nel dibattito pubblico, cogliendone i differenti punti di vista tra istanze riformatrici, esigenze di compatibilità finanziaria e proteste di studenti,

La qualità della ricerca bussola per allocare i fondi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se il decreto Gelmini costituisce il primo passo di una marcia indietro sui tagli a casaccio e l'inizio di una profonda, prevedibile e ragionata strategia di riforma deve essere salutato con favore. Per il momento si devono registrare segnali positivi misti a propaganda e improvvisazione.

Scuola, 15 mila stranieri in più Dominici: un errore le classi ponte ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vedrete che il ministro non lo toccherà, Mariastella Gelmini apprezza molto il modello lombardo». Quanto alle classi ponte, «meglio qualche ora in più di italiano ». Un sistema già ben collaudato al Bertarelli, il 75 per cento di stranieri al serale. «In realtà — spiega la preside, Teresa Capra —

Canti e dibattiti Il rettore Decleva all'assemblea Cl ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: docente a Torino, parlamentare Pdl e consulente del ministro Gelmini. «Loro» sono i ragazzi di Clds, il coordinamento della liste per il diritto allo studio, giovani vicini a Cl che ieri in Statale hanno organizzato un incontro nell'Aula magna dell'università degli Studi. Il tema: «Non sospendere ma costruire».

Stasera un approfondimento a Salce ( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: DECRETO GELMINI Stasera un approfondimento a Salce BELLUNO. Questa sera, alle 20,30 presso la scuola materna di Salce, il Circolo di Belluno - Mussoi, del Partito Democratico, propone un incontro su un tema molto sentito, come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di domani.

Sciopero, sindacati divisi su precari e contratti ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. La Gelmini aveva chiesto «di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» invitando i sindacati a «non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di individuare le migliori soluzioni per riportare l'

Sapienza, slitta il voto An e Collettivi <battono> il rettore ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In piena «onda» anti-Gelmini, il movimento travolge anche le elezioni studentesche per nominare sei rappresentanti in Cda, cinque in Senato accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport e nel Comitato territoriale Adisu, oltre alla componente studentesca nei Consigli di facoltà scaduti.

APPELLO AL MINISTRO GELMINI <SALVIAMO IL TEMPO PIENO> ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008-11-12 num: - pag: 9 categoria: BREVI APPELLO AL MINISTRO GELMINI «SALVIAMO IL TEMPO PIENO» uno spazio in cui i nostri figli stiano con i loro insegnanti e con tutti i loro compagni per svolgere regolare attività didattica senza essere i «pochi» all'interno di una scuola a «doversi fermare», non è un traguardo da poco.

italia, che brutto record il popolo degli sportivi più sedentari d'europa - fulvio bianchi roma ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presto un incontro fra il ministro Mariastella Gelmini e il presidente Gianni Petrucci. In Italia le ore di attività motoria sono ferme a 810 all´anno: in Francia arrivano a 2600, in Germania 1468. In Italia c´è una palestra ogni quattro scuole. Nell´occasione, il sottosegretario Rocco Crimi ha rassicurato il Coni sull´autonomia dello sport ma soprattutto si è impegnato a recuperare,

"sospendete lo sciopero dell'università" appello della gelmini, la cgil dice no - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 17 - Interni "Sospendete lo sciopero dell´università" appello della Gelmini, la Cgil dice no Cisl e Uil aspettano Brunetta. L´Onda prepara il corteo del 14 Il sindacato guidato da Epifani conferma la protesta di venerdì prossimo MARIO REGGIO ROMA - Università, ricerca, sciopero nazionale di venerdì 14 novembre.

La Cgil conferma lo sciopero di venerdì ( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro con la Gelmini. Cisl e Uil invece non rompono Gli studenti preparano la manifestazione nazionale a Roma in concomitanza con l'iniziativa sindacale ROMA. Il ministro Mariastella Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati ieri pomeriggio al ministero dell'Istruzione, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì per l'

Fusione tra scuole a Imperia quasi terremoto per Albisola ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini», commenta Costa, ricordando che «ovunque si mantiene il servizio agli studenti e alle famiglie» e che con questo piano si rafforzano le scuole deboli e si salvaguardano gli istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale.

Il Pool 2000 Loano società-guida ma volano anche "Scuola" e Albenga ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tassara 11, Manni 4, Gelmini 8, Delfini, Bianchi 2, Scala 6, Cascone 2, Rotolo 2, Morana 8. Nell'Under 15 maschile la Scuola Basket Team '98 ha superato Imperia con l'eloquente punteggio di 69-37. Nell'Under 14 e nell'Under 13 prosegue la striscia vincente del Basket Albenga guidato dall'esperto coach Lupi.

Studenti spaccati sulla riforma I sindacati preparano il corteo ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: BARBARA COTTAVOZ NOVARA Anche da Novara pullman per la manifestazione anti-Gelmini di venerdì a Roma. Ieri mattina all'università si sono riuniti in assemblea i dipendenti amministrativi che promettono battaglia. Molto più cauti gli stutenti: qualcuno organizza dibattiti con i prof, altri si dicono disinteressati o proprio contrari alla protesta.

I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività di orientamento ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività di orientamento [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA «Il ridimensionamento scolastico e i tagli alle scuole di montagna non sono definitivamente scongiurati, ma solo rinviati di un anno.

Liceo Grassi, parte la cogestione ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, che ha risposto a molte preoccupazioni e dubbi espressi dai giovani. Proiezioni di film, dibattiti sul progetto Margonara e sulla piattaforma di Vado, contraddittorio sulla legge Gelmini con intervento del senatore Franco Orsi (FI), politici di opposizione e sindacalisti contrari alla riforma: questi e altri gli argomenti alternativi al programma didattico che saranno proposti

I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI Cascina Cauda I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione Sopralluogo di Ebarnabo e Imerito La classe si trasferisce in piazza e la lezione diventa «aperta». L'iniziativa è partita dall'istituto Agrario «Penna» di Asti, scuola forse troppo spesso dimenticata, e adesso messa a serio rischio dalle recenti riforme del ministro Gelmini.

"Non toccate le nostre scuole" ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI "Non toccate le nostre scuole" [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO «Le scuole di montagna non si toccano»: tutti d'accordo in Consiglio provinciale, poi ognuno (maggioranza e opposizione) vota il proprio ordine del giorno sulla legge Gelmini.

Scuola, parte il progetto stranieri ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: proprio in un periodo in cui divampano le polemiche sulle classi differenziate previsti dalla legge Gelmini. Spiega l'assessore all'Istruzione, Giuseppe Fossati: «Ci siamo resi conto che per quanto riguarda l'integrazione degli studenti stranieri nelle nostre scuole, le difficoltà maggiori, soprattutto inizialmente, riguardano il dialogo con le famiglie.

Litigio in aula fra Caviglia Giusto e Parino ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla partecipazione del vicesindaco con la fascia tricolore al corteo contro il ministro Gelmini. Dopo uno scambio di battute sopra le righe, nella polemica si è inserito anche il consigliere di An Alessandro Parino che ha ostentatamente voltato le spalle al vicesindaco che stava parlando. A quel punto la polemica è divampata con più consiglieri che gridavano contemporaneamente.

Meloni: "Quella battuta su Obama Berlusconi poteva risparmiarsela" ( da "Repubblica.it" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano - aggiunge il ministro - che dopo l'approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull'università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti,


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Orienta , un aiuto per il futuro (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Longarone. Giovedì parte la Fiera, che forse vedrà la presenza del ministro Gelmini «Orienta», un aiuto per il futuro La rassegna serve per scegliere la scuola più adatta LONGARONE. Scegliere una scuola superiore o un corso di laurea non è semplice per un ragazzo di 12 anni, ma nemmeno per la sua famiglia, che lo deve affiancare e supportare valutandone le attitudini e i desideri. Un aiuto concreto arriva anche quest'anno da "Orient@", il salone dell'orientamento scolastico e professionale, che aprirà i battenti giovedì a Longarone Fiere. Molte le proposte in programma, tra stand e tavole rotonde, cui forse sarà presente anche il ministro Gelmini. La manifestazione, organizzata dalla Provincia con la collaborazione della Regione e dell'Ufficio scolastico provinciale, si rivolge sia ai ragazzi che si apprestano a finire le medie, sia a quelli delle superiori, catapultandoli per qualche ora nel mondo del futuro professionale. Nei 3000 mq di esposizione troveranno spazio gli stand degli istituti superiori, con insegnanti e studenti, l'Usp, le associazioni di categoria del mondo dei lavoratori, i sindacati, ma anche le forze dell'ordine e i centri per l'impiego della provincia, tutti insieme per aiutare i giovani a orientarsi e a guardare al loro futuro con una prospettiva concreta. Sarà significativa anche la presenza degli atenei di Padova, Udine, Venezia, Ferrara e lo Iulm di Milano, oltre alla fondazione per l'Università e l'Alta cultura della provincia di Belluno. Accanto al ricco panorama espositivo, è stato organizzato anche un intenso programma di incontri e convegni che si occuperanno di temi attuali e scottanti. Giovedì verrà presentato il servizio informativo e bibliotecario mobile della provincia "Vieni a bordo con noi", e verranno illustratate ai giovani presenti le attività della squadra di soccorso alpino dei carabinieri e dei sommozzatori della polizia di Stato. Venerdì, invece, sarà la giornata dedicata alle università, che incontreranno gli studenti fornendo loro materiale informativo e consigli utili sulla scelta da effettuare. Inoltre alle 9.45, nell'ambito della 15ª giornata nazionale Orientagiovani, è stato organizzato l'incontro sul tema "Giovani, scienza e tecnologia", curato dal gruppo Giovani imprenditori di Assindustria Belluno. Nel corso della mattinata troveranno spazio anche l'iniziative "Orienta Teatro" e un incontro sul servizio civile. Sabato sarà la volta dell'evento clou della manifestazione, la tavola rotonda sul tema "Formazione, lavoro, università: come fare una scelta? Rigidità dei sistemi attuali e prospettive future", per la quale è stato invitato anche il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. «Il tema della riforma scolastica sarà latente in tutta la manifestazione, è inevitabile», ha detto il presidente di Longarone Fiere, Giovanni De Lorenzi, «visto che tocca un ambito che riguarda il futuro dei nostri ragazzi». Domenica saranno infine protagonisti ragazzi e famiglie. «E' importante coinvolgere padri e madri nella scelta del futuro dei propri figli», ha detto la responsabile dell'Usp Cason, «perché è giusto che i ragazzi vengano affiancati e supportati nel loro percorso». L'incontro, dal titolo "Né sopra né sotto, ma accanto" testimonia l'importanza dell'affiancamento costruttivo e la negatività delle imposizioni. Sabato e domenica si terrano anche gli incontri organizzati dall'Arma dei carabinieri. La fiera sarà aperta da giovedì a sabato dalle 8.30 alle 13, la domenica dalle 12 alle 17.30. Ingresso libero. Alessia Forzin

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Università, Gelmini convoca i sindacati (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Tentativo in extremis per evitare lo sciopero indetto per venerdì. Ma il ministro non accenna a revocare i tagli Università, Gelmini convoca i sindacati Veltroni incalza il governo: aperti al dialogo se ritirate i decreti sulla scuola ROMA. «Ministro Tremonti, ministro Gelmini...». Walter Veltroni ha messo nero su bianco l'offerta di una tregua su scuola e università. Sospendete gli effetti della legge Gelmini, modifichiamo la finanziaria eliminando i tagli, ha chiesto il segretario del Pd in una lettera ai due ministri, e tornate a confrontarvi con le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione. Solo così, sottolinea infatti, si può trovare un accordo il più ampio possibile. Per evitare che ad ogni cambio di governo si stravolgano le regole di un settore decisivo per il Paese e «per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori». «Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori - scrive infatti Veltroni - questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università». Un settore, specifica, che ha bisogno in Italia «di una profonda innovazione, di una radicale riforma», partendo però da un principio: «Quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori». Quindi la proposta di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale». Un modo per permettere al Parlamento di tornare a discutere «senza la continua minaccia del voto di fiducia». Fissando magari una scadenza («di due mesi o più») per il confronto, al termine del quale prendere le decisioni. La Gelmini ha intanto convocato per oggi i sindacati di università e ricerca, proprio mentre per venerdì è stato proclamato lo sciopero generale del personale delle università e dei ricercatori. Ma è anche tornata a dirsi disponibile al confronto sul sistema universitario con «tutte le forze riformiste». Aggiungendo che per la riforma dell'università «la sede del confronto sarà sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma». Da parte del ministro non c'è stato però nessun accenno di possibile revisione dei tagli previsti dalla finanziaria. Vale a dire il cuore della contestazione da parte degli studenti e dell'opposizione. Non a caso Beppe Fioroni (Pd) apprezza «i toni cortesi e la disponibilità teorica» della Gelmini, ma aggiunge che «restano come macigni i tagli già decisi dal governo e di cui il ministro dell'Istruzione non fa alcun cenno». Tanto più, aggiunge, che «il taglio del 67 per cento della spesa corrente per l'università entro il 2010 e gli 8 miliardi in meno per la scuola in tre anni non sono misure di razionalizzazione, ma di vera e propria demolizione». (a.p.)

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"noi dell'onda in centomila assedieremo montecitorio" - tea maisto laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma I preparativi per la manifestazione nazionale di venerdì. In quattromila dormiranno alla Sapienza "Noi dell´Onda in centomila assedieremo Montecitorio" TEA MAISTO LAURA MARI L´assemblea ha emesso il verdetto: l´Onda assedierà Montecitorio. A deciderlo i rappresentanti capitolini del movimento, che ieri pomeriggio nel quartier generale delle proteste, la Sapienza, in gran segreto hanno votato all´unanimità la destinazione finale del corteo nazionale di venerdì. «Nella capitale arriveranno almeno 100mila manifestanti - hanno annunciato i leader riuniti nella facoltà di Chimica - dalla Toscana giungeranno almeno 50 pullman di studenti e nel resto delle regioni sono in corso le trattative con Trenitalia per ottenere treni speciali e gratuiti». L´appuntamento, per venerdì mattina, è fissato alle 9.30 a piazzale Aldo Moro: dalla Sapienza, infatti, partirà il primo spezzone universitario, mentre altri due cortei prenderanno il via rispettivamente dalla Piramide (dove sfileranno gli studenti di Roma Tre) e da piazza della Repubblica (dove si raduneranno gli studenti medi). I tre cortei, a cui a piazza dei Cinquecento si uniranno gli studenti provenienti dalle altre università italiane, giungeranno a piazza Venezia e si legheranno al corteo della Cgil che, sempre dalle 10 del mattino, sfilerà fino a piazza Navona. «Poi andremo sotto Montecitorio e lo assedieremo pacificamente - fanno sapere i portavoce dell´Onda - ci auguriamo che la Questura non metta veti al percorso e non delimiti "zone rosse", perché quello che rivendichiamo è semplicemente il diritto democratico di manifestare pacificamente». La notte, poi, circa quattromila delegati degli atenei italiani in mobilitazione dormiranno nelle facoltà occupate della Sapienza, per prendere parte all´assemblea plenaria dell´Onda di sabato e per approvare, domenica mattina, il documento della "controriforma Gelmini". Il 17 novembre, invece, in concomitanza con la Giornata internazionale degli studenti, i liceali annunciano occupazioni e cortei cittadini. Ma le proteste dell´Onda continuano anche sul fronte della cultura. Questa mattina, alle ore 11, il premio Nobel Dario Fo incontrerà, con la moglie Franca Rame, gli studenti della facoltà di Architettura di Valle Giulia. «Abbiamo collegato i maxi-schermi della facoltà con l´aula magna, in modo che tutti possano assistere alla lectio magistralis di Dario Fo» fanno sapere gli studenti di Valle Giulia. E questa sera, alle ore 20, le proteste creative sbarcheranno alla facoltà di Lettere di Tor Vergata, dove è prevista una serata con Ascanio Celestini.

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l'università al plebiscito - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Napoli L´università al Plebiscito Oggi lezioni della "Federico II" nella piazza E gli studenti del Mercalli discutono del ?68 in via dei Mille durante lo shopping BIANCA DE FAZIO Non è più tempo di torri eburnee. Gli atenei al centro della bufera hanno bisogno di recuperare legittimità e prestigio. Così la protesta contro i tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti diventa anche l´occasione per mostrare in piazza, a chi l´università non la frequenta e non la conosce, cosa l´università stessa produce. Dunque oggi la Federico II si trasferisce in piazza del Plebiscito, e «porta tra la gente il proprio mondo quotidiano, fatto di ricerca, studio e lezioni», scrivono gli organizzatori dell´evento. Un´idea nata in seno alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, che già la scorsa settimana ha portato in piazza del Gesù i suoi "bancarielli" - come i docenti stessi li hanno battezzati - per rispondere alle domande della gente sull´una o l´altra scienza. Il "comitato bancarielli" ha fatto scuola, ed ecco aderire all´iniziativa di oggi quasi tutte le facoltà dell´ateneo. Dalle 10 alle 16 nella piazza più rappresentativa della città docenti, ricercatori e studenti, con tanto di "bancarielli", mostreranno «cosa rischia di sparire sotto un´ondata di tagli indiscriminati previsti dalle recenti finanziarie». Condividere la cultura significa proteggere chi la custodisce e la produce, e garantire lo sviluppo del Paese. Ecco allora l´accademia parlare a chi attraversa la piazza. Parlare di batteri e dna, ad esempio, o di dipendenza dalle droghe e cellule staminali, o di ogm e chimica sostenibile, di ologrammi e fotografia, di terremoti e rocce, di intelligenza artificiale e cozze impepate, e via così, disciplina dopo disciplina. In piazza del Plebiscito ci saranno tutti i corsi di laurea di Scienze, ma anche Agraria, Farmacia, Ingegneria, Psicologia, Veterinaria. E ci saranno i gazebo dell´Istituto nazionale di fisica nucleare, del Cnr e di alcune facoltà dell´Orientale. In piazza si difende l´università, ma anche la scuola. Alcuni docenti universitari, infatti, indosseranno magliette che invitano la Gelmini a ritirare il decreto su tagli e maestro unico alle scuole elementari. E mentre gli studenti dei collettivi preparano la trasferta a Roma per la manifestazione nazionale di venerdì, mentre l´assemblea interfacoltà riunitasi a palazzo Giusso chiede a Trenitalia di mettere a disposizione treni per consentire agli studenti di giungere a Roma per manifestare il proprio dissenso, mentre il collettivo di Lettere scrive «ai lavoratori» spiegando che l´attacco alla scuola e all´università «mina il futuro dei loro figli ed è dunque necessario essere uniti nella lotta» (di qui l´annuncio che gli studenti aderiranno allo sciopero dei metalmeccanici, il 12 dicembre), mentre anche a Salerno si torna in piazza, con lezioni nel centro della città, a Napoli, nella facoltà di Lettere, si consuma la frattura tra il Consiglio di facoltà, che la scorsa settimana aveva deliberato lo stop alle lezioni e alla didattica, in questa settimana, e il preside Arturo De Vivo. Che nei giorni scorsi ha inviato ai suoi docenti una comunicazione, via mail, con la quale li informava - incurante dello stop voluto dai prof - dell´aula nella quale avrebbero dovuto tenere le lezioni in questi giorni (visto che Porta di Massa è ancora occupata). Intanto ieri studenti e prof del liceo scientifico "Mercalli" hanno organizzato una lezione all´aperto sul ?68, in via dei Mille, in orario di shopping.

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la statale mette online i voti ai prof (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano Dopo le richieste degli studenti l´iniziativa del preside di Scienze politiche: "Più trasparenza" La Statale mette online i voti ai prof Svolta «a favore di trasparenza e meritocrazia» a Scienze politiche: da stamattina sono on line nel sito della facoltà i voti ai loro professori, come da mesi chiedono gli studenti. Intanto l´Onda invade piazza Scala con concerti e messaggi in bottiglia anti Gelmini e Luigi Cavalli Sforza a Citta Studi dice all´assemblea: «I tagli uccidono la ricerca». VANNI A PAGINA VIII

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la flemma di emma - enzo costa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova LA FLEMMA DI EMMA ENZO COSTA Mi sono fatto una ragione, se il ministro Gelmini - con l´intercessione di Confindustria - ha fatto sgomberare la sala del seminario sanremese da taccuini e telecamere. Se non ho letto o ascoltato la sua oratoria fluente, costellata di accenti sbagliati e congiuntivi abortiti, pazienza. Non mi sono fatto una ragione ad aver visto, al Tgr, la presidente degli industriali Marcegaglia che ringhiava davanti ai media il suo plauso all´invisibile Mariastella. Grondava apprezzamento per il ministro da tutti gli artigli.

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e i musicisti dell'opera cavalcano l'onda (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Il ministro e la pupazza Strumentisti del Carlo Felice, a titolo personale, suoneranno dentro la Facoltà di Lettere occupata E i musicisti dell´Opera cavalcano l´Onda Oggi a Balbi l´assemblea plenaria degli studenti di tutte le Facoltà Anche i musicisti del Carlo Felice, entrano nell´Onda. Alcuni strumentisti, anche se a titolo personale, infatti, suoneranno dentro la Facoltà occupata di Lettere, mercoledì sera, alle 20.30, prima della partenza del corteo che sfiderà le stelle con l´enorme pupazza dell´"Ignoranza"-Gelmini, alta quattro metri. Saranno loro a "celebrare" l´attesa dell´inizio della manifestazione: il primo flauto dell´orchestra del Teatro Carlo Felice, Francesco Loi, con il quartetto d´archi "Gnu quartet" composto, per metà, da elementi del teatro dell´opera di Genova. "Da Mozart a oggi" è il titolo del concerto, è di fatto la testa di ponte della saldatura tra il movimento universitario e la mobilitazione che si sta preparando in teatro non appena si conosceranno i tagli al Fus (fondo unico per lo spettacolo) imposti dal governo. «Sì stiamo organizzando una grande manifestazione di tutto il teatro, in piazza, con i nostri musicisti, i nostri coristi - conferma Nicola Lo Gerfo, del sindacato autonomo Fials del teatro Carlo Felice - non appena saranno confermate le allucinanti indiscrezioni che abbiamo avuto sui tagli. Ci legheremo alla protesta degli universitari. Tutti vittime di un attacco sciagurato alla cultura pubblica di questo paese». Intanto, a Lettere, oggi, si svolgerà l´assemblea plenaria di tutte le Facoltà mentre nel pomeriggio si riunirà il coordinamento del fronte anti-Gelmini (maestri e genitori) di "Sos scuola". è invece stata posticipata a venerdì - per l´annunciata pioggia - la fiaccolata organizzata dal liceo D´Oria, con altre dieci scuole superiori della città. L´appuntamento per gli studenti medi - e l´Onda universitaria ha già annunciato la partecipazione - è per venerdì alle 20, alle Caravelle di piazza della Vittoria. Domani sera, invece, dopo il concerto, alle 21.30 da via Balbi partirà il corteo aperto dalla grande "pupazza", con il volto di Mariastella Gelmini, e il corpo impunturato di girandole e miccette scoppiettanti. La manifestazione sfilerà in piazza dell´Annunziata, passerà in galleria, piazza Fontane Marose, piazza De Ferrari, dove sarà appiccato il fuoco al fantoccio e l´Onda ballerà intorno al rogo dell´Ignoranza. E se qualcuno sussurra che il ministro potrebbe arrivare a Genova giovedì, al Salone della formazione "Abcd" che si apre oggi, quando la maggior parte degli studenti saranno a Roma alla manifestazione nazionale, ecco che cresce il numero di ragazzi dell´Onda che sta pensando di organizzare una manifestazione territoriale, in città, proprio il 14. Mentre gli studenti di Fisica hanno presentato un programma di lezioni in piazza «per la città» (dall´atomo al vento) a Matteotti, che arriva fino a dicembre, quelli di Lettere, dopo l´incontro con lo scrittore Stefano Benni, stanno preparando l´arrivo, la prossima settimana, di Ascanio Celestini e del premio Nobel Dario Fo. (m.bo.)

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Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-11-11 - pag: 1 autore: Via al Dl Gelmini: prevalenza agli ordinari Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati Sciolto l'ultimo nodo del decreto legge sull'università, che è stato firmato ieri dal Capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta ufficiale con il numero 180: nelle commissioni per i ricercatori gli associati potranno esserci solo come membri interni. A Veltroni che chiede di riaprire il confronto, il ministro Gelmini replica: sì ma solo con chi vuole riformare. Bruno e Trovati u pagina 21 Il testo u pagina 37 IN EDICOLA L'instant book «Come cambia la scuola. Domande e risposte» è in vendita a 4,90 euro oltre al prezzo del giornale l'articolo prosegue in altra pagina

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Tempo pieno, elementari nel caos <Nessuna garanzia per i genitori> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-11-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Scuola, nuove proteste Tempo pieno, elementari nel caos «Nessuna garanzia per i genitori» «Entro pochi giorni dovremo incontrare le famiglie per presentare la nostra offerta formativa. Cosa diremo su tempo pieno, compresenze e maestro unico?». A chiederselo sono i presidi delle scuole elementari milanesi, alle prese con le incertezze e le novità introdotte dal ministro Gelmini. Per domani in via Giusti è prevista una riunione dei dirigenti milanesi. Obiettivo: «Metterci d'accordo su cosa dire ai genitori». Ammissione: «La rabbia è tanta». Come quella degli studenti: ancora proteste nel mondo dell'università. A PAGINA 5 Sacchi

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Commissioni, altolà agli associati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-11 - pag: 21 autore: Università. Nella valutazione dei ricercatori interverranno come membri interni: niente lista nazionale Commissioni, altolà agli associati Veltroni: via i tagli e dialoghiamo - Gelmini: solo con chi vuole cambiare Eugenio Bruno ROMA Niente associati nelle commissioni per i ricercatori. A meno che non sia la facoltà committente a sceglierne uno come membro interno al posto di un ordinario. è questo il compromesso raggiunto tra i tecnici del ministero dell'Istruzione sull'ultima questione ancora aperta del Dl sull'università, che è stato firmato ieri dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il provvedimento, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale (Dl n.180), è già in vigore. Si è scelta una via di mezzo, dunque. Mentre nella versione licenziata giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, sia nei concorsi per professori di I e II fascia sia in quelli per ricercatori, la commissione di valutazione era un "monocolore" di ordinari (5 nel primo caso e 3 nel secondo), nella riunione tecnica di venerdì era emersa la possibilità di far partecipare alle selezioni del secondo tipo anche un associato. In realtà, nel testo definitivo la valutazione dei ricercatori è affidata a un ordinario (o in alternativa un associato) scelto "in house" e altri due sorteggiati. Per il resto sono state confermate le altre misure del provvedimento: sblocco del reclutamento già preventivato di circa 2.300 ricercatori; stop alle assunzioni di docenti e personale tecnico negli atenei che hanno una spesa del personale superiore al 90% del finanziamento statale; innalzamento del turn over consentito, per tutte le altre università, dal 20 al 50% della spesa dell'anno precedente,con l'obbligo di destinare il 60% di risorse al reclutamento di ricercatori e non più del 10% agli associati; attribuzione del 7% dei fondi statali (circa 530 milioni) agli atenei più virtuosi in base a criteri da definire in un successivo decreto ministeriale; investimenti di 135 milioni per le borse di studio e 65 per le residenze universitarie, in entrambi i casi prelevati dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Fin i qui i contenuti del decreto. Che i sindacati però vorrebbero già cambiare. Quanto meno nella parte che introduce la predetta soglia del 90%. «Più flessibilità nell'arrivare al 90%» ha chiesto il segretario generale Cisl-Università Antonio Marsilia che ha aggiunto: sennò gli atenei interessati dalla stretta, che oggi sono sette, «con i tagli diventeranno il doppio o il triplo». Rimodulazione dei tagli previsti dalla manovra 2009 e fondi per i rinnovi con-trattuali, le altre richieste delle organizzazioni dei lavoratori che per ora confermano lo sciopero generale di venerdì 14. E che, come ha sottolineato il responsabile della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo, potrà essere revocato solo in presenza di «un passo indietro consistente sulla legge 133 ». Di tutto ciò si discuterà nell'incontro con i rappresentanti di università e ricerca che il ministro Mariastella Gelmini ha fissato per oggi. Gelmini che intanto ha rotto il silenzio dei giorni scorsi. Nel rispondere all'appello del segretario del Pd Walter Veltroni, che in una lettera inviata anche al ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva chiesto di sospendere «le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale» per varare riforme condivise, la responsabile dell'Istruzione si è detta «disponibile a un confronto». Specie, ha specificato, «con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere lo status quo». FRONTE SINDACALE Oggi al ministero summit con le sigle che chiedono «più flessibilità» al decreto nel blocco per chi supera il tetto del 90%

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CHI HA PAURA DEL SORTEGGIO (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-11 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE UNIVERSITA' E DOCENTI CHI HA PAURA DEL SORTEGGIO G li studenti di Trieste hanno avuto un'idea brillante. Tutto è nato sul loro blog dove uno si è chiesto perché in tante università rettori e professori partecipino alle manifestazioni contro i «tagli del governo»: «Può essere che utilizzino il nostro movimento non per il bene dell'università, ma per proteggere qualche loro interesse, magari per impedire che si modifichi il sistema con cui vengono reclutati i professori?». E così sono andati sui siti dove vengono riportate le pubblicazioni scientifiche dei loro docenti e quanto ciascuna è citata in altri lavori. Ad esempio «Publish or perish » che usa i dati di Google Scholar ed è disponibile sul sito www.harzing.com o semplicemente i dati delle valutazioni del Civr disponibili sul sito del ministero dell'Università. Racconta Maddalena Rebecca sul Piccolo che da quel giorno si vedono pochi professori alle assemblee degli studenti triestini. Alcune «anime belle» criticano il decreto del ministro Gelmini che prevede una nuova modalità per la scelta dei commissari nei concorsi universitari: elezione di un numero pari a tre volte i commissari necessari e poi sorteggio. «In Gran Bretagna, dove l'università funziona, i dipartimenti scelgono i professori senza bisogno di un concorso ». Lo so bene, ma lì il titolo di studio non ha valore legale e i fondi pubblici vengono assegnati alle università non a seconda del numero degli studenti iscritti, ma in funzione della qualità della ricerca: ricerca che nessuno cita, niente fondi e il dipartimento chiude. Se i critici vogliono essere coerenti dicano che sono pronti a cancellare il valore legale del titolo di studio (come ha fatto ieri sul Corriere Giovanni Sartori) e ad accettare che vengano chiusi i dipartimenti scadenti. E dicano anche che preferirebbero che i concorsi banditi venissero tutti rimandati in attesa di una riforma dell'università. In realtà temo che le critiche tradiscano la rabbia per un decreto che ha fatto saltare gli accordi con i quali i professori si erano divisi i 6.000 posti a concorso prima ancora che si svolgessero le elezioni per la scelta dei commissari. Ne è un segno il tentativo (fortunatamente fallito) di modificare in extremis il testo del decreto per consentire ai professori associati di partecipare alle commissioni. Un vecchio trucco: gli associati devono ancora essere giudicati (per diventare ordinari) quindi sono facilmente ricattabili. E infatti a premere per estendere l'eleggibilità ai più giovani erano gli anziani non gli stessi associati. Vorrei avanzare una modesta proposta. Fra poco più di un mese in tutte le università si voterà secondo le nuove modalità, cioè per costituire un pool di candidati fra i quali poi avverrà il sorteggio. Affinché si possa votare con sufficiente informazione, le diverse discipline dovrebbero prendere esempio dagli studenti triestini e pubblicare un elenco dei professori eleggibili e della loro produttività scientifica. Poiché esistono diversi criteri (l'impact factor e altri) si potrebbero pubblicare indici diversi. Io mi impegno a farlo per le materie economiche e statistiche e sono certo altri lo faranno per altre discipline, soprattutto quelle meno abituate a standard internazionali. Poi si vedrà, sia quali discipline non avranno ritenuto utile dare questa informazione sia quelle che, pur avendo stilato gli elenchi, voteranno per candidati non particolarmente brillanti.

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molotov contro unicredit (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Tre bottiglie incendiarie lanciate nella notte contro altrettante filiali della banca. Una strana rivendicazione in via Bellaria Molotov contro Unicredit Il questore: "Tentano di strumentalizzare la protesta delle scuole" TRE BOTTIGLIE molotov nella notte contro altrettante sedi Unicredit, e dopo i vandalismi di venerdì ad un´altra filiale in centro, durante un corteo anti-Gelmini, qualcuno teme che l´ala dura degli anarchici cerchi di strumentalizzare gli studenti. La questura: «nessun collegamento». S´indaga su una scritta: «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra». GULOTTA A PAGINA V

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Santoro a Rds: potrei chiedere i danni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-11-11 num: - pag: 55 categoria: REDAZIONALE L'imitatore Joe Violanti: sono un suo fan Santoro a Rds: potrei chiedere i danni MILANO — «Ora, non è che io passi tutta la vita nei panni di Santoro: mica vado a prenotare al ristorante a nome della redazione di Annozero... ». L'imitatore e conduttore radiofonico Joe — al secolo Sergio — Violanti ancora non ha capito perché il giornalista se la sia presa per i suoi scherzi telefonici targati Rds tanto da diffidare come «illecito comportamento» «l'abusivo utilizzo» e il «furto della sua identità»: «Mi è sembrato eccessivo, anche perché lui fa largo uso della satira. Io, poi, sono un suo fan dai tempi del Rosso e il Nero e il giovedì lo guardo sempre, anche se non condivido le sue idee politiche». Questa polemica su Violanti che si spaccia per l'altro e chiama la Gelmini per invitarla in trasmissione, con Santoro che poi s'infuria e mette in mezzo l'avvocato «è incomprensibile: prima dell'estate ci siamo incontrati in un bar e ci abbiamo persino riso sopra. Perché si arrabbia adesso?». Intanto Santoro (quello vero) si «riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi» .(e. mu.) Joe Violanti Michele Santoro

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"ragazzi, non fatevi strumentalizzare per qualcuno la scuola è un pretesto" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Le identità Il Questore Merolla: "Ci sono persone che si infiltrano nelle manifestazioni di protesta per fare altro, sono facce conosciute" "Ragazzi, non fatevi strumentalizzare per qualcuno la scuola è un pretesto" Nei cortei abbiamo riscontato presenze ben note, sulle quali lavoriamo da tempo, ma non scartiamo nessuna ipotesi investigativa E ADESSO qualcuno teme che le frange più estreme dell´anarchia, quelli che gli investigatori chiamano "insurrezionalisti", cerchino di cavalcare l´onda studentesca anti-Gelmini. Magari per agire protetti dalla folla, o per tentare qualche forma di proselitismo. Sarebbe un fatto grave. Forse proprio per questo il questore Luigi Merolla lancia un appello a tutti gli studenti. «Sì, c´è molta preoccupazione per i fatti accaduti la scorsa notte. E faccio appello agli studenti che hanno a cuore i motivi autentici della protesta, e che hanno sfilato in strada esprimendo correttamente il loro dissenso - che è una cosa legittima - senza infrangere le regole, a non farsi strumentalizzare da nessuno e a isolare chi eventualmente potrebbe cercare di strumentalizzare proprio loro». Un segnale chiaro. Preoccupazione per chi ora cerca di "alzare il livello dello scontro", come si diceva trent´anni fa, perché una cosa è buttare secchi di vernice contro una banca, altro è cercare di bruciarla, e timore per chi potrebbe subire il fascino dei "cattivi maestri". Merolla, alle spalle una lunghissima esperienza alla Digos, suggerimenti sulle piste investigative non vuol darne. E all´inizio di un´indagine, sarebbe la cosa più dannosa lavorare in una sola direzione. Ma il raid anti-Unicredit dell´altra notte non ha nulla a che vedere con la protesta studentesca, anche se nelle settimane scorse, anche il 30 ottobre, il giorno della carica della polizia in via Castiglione e del blocco stradale sui viali e in via Rizzoli, fra gli studenti sono rispuntate le facce coperte dai foulard, gli slogan duri contro le forze dell´ordine, qualche attivista del collettivo Fuoriluogo, più volte interessato dalle indagini della Digos. «Nei cortei - dice Merolla - abbiamo riscontato presenze ben note, sulle quali lavoriamo da tempo. "Saldature"? Su questo preferisco non esprimermi, sarebbe davvero prematuro». Per gli uomini della Digos, la scritta a caratteri neri e geometrici sui muri della Unicredit in via Bellaria resta un rebus. Ma non risultano interessi del gruppo bancario nel business dei rifiuti in Campania, né nelle ore successive al blitz col fuoco dell´altra notte sono giunte rivendicazioni o altro. Una cosa sembra sicura: ad agire è stato un solo commando, un gruppo ristretto di persone che si sono spostate dalla periferia Est a quella Ovest e hanno lanciato le molotov a intervalli di 15 minuti. (c. g.)

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molotov per cavalcare gli studenti - carlo gulotta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Molotov per cavalcare gli studenti Tre bottiglie incendiarie nella notte contro filiali Unicredit Le telecamere di sicurezza della banca potrebbero aver filmato gli attentatori CARLO GULOTTA TRE BOTTIGLIE incendiarie nella notte contro altrettante filiali Unicredit, danni ingenti, una scritta apparentemente misteriosa su un muro, «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra», ma che forse è una spia importante, e subito torna in mente il blitz alla direzione generale della banca in via Zamboni venerdì scorso, quando durante una manifestazione studentesca anti-Gelmini furono lanciati palloncini pieni di vernice contro i muri e fu "incatenato" l´ingresso. Ma attenzione a intravedere un collegamento fra i due episodi, cosa che infatti non fa nemmeno la polizia. Perché in quel caso gli autori, alcuni dei quali a volto coperto, diedero subito una spiegazione: «Abbiamo sanzionato dal basso Unicredit che è la banca dove tutti noi versiamo le tasse universitarie». Azione alla luce del sole, insomma. Per non parlare delle mani tracciate con la vernice rossa sulla targa dell´edificio, come a voler dire "Le impronte ve le lasciamo in faccia», come sta scritto su un blog che potrebbe essere di un certo interesse per gli investigatori. Partiamo da un dato preciso: gli studenti non lanciano bombe. Chi ha colpito l´altra notte in tre punti diversi della città, a intervalli di 15 minuti, quasi certamente la protesta contro la scuola vuole "cavalcarla", ha messo in conto di poter fare del male a qualcuno (gli incendi si sarebbero potuti estendere ai piani di sopra, pieni di gente addormentata) le impronte ha fatto di tutto per non lasciarle (sui resti delle molotov le tracce dei guanti di gomma) ed ha una buona esperienza nel campo. Alla benzina è stato aggiunto un detergente, per amplificare la portata della fiamma. Alle 3,30 il primo allarme, da via Emilia ponente 211: bancomat completamente distrutto, nessuno ha visto niente, chiamata al 113 da una guardia giurata di passaggio. Filiale chiusa per tutto il giorno. In mattinata, poi, le chiamate al 113 all´apertura delle filiali di via Bellaria 37 e via don Sturzo 33: nella prima la bottiglia ha preso fuoco, lasciando tracce evidenti sul muro, nella seconda la stoppino si è spento e gli incendiari se ne sono andati senza cercare di riattivarla. Qui è stato un vigilante de La Ronda, al mattino, a scoprire la bottiglia ancora intera e a chiamare la polizia. In tutti i casi gli ingressi sono sorvegliati da telecamere di sicurezza e forse qualcuna potrebbe aver immortalato gli autori: i filmati sono già stati consegnati alla Digos. Le indagini partono proprio da lì, dalla strana scritta trovata sul muro posteriore della filiale in via Bellaria. Una scritta che sembra rimandare alle frange più oltranziste del movimento contro l´Alta Velocità, i No Tav antagonisti o di area anarchica, che usano proprio questo slogan con la dieresi sulla "U". E poi, Chiaiano: non è certo un mistero che nel movimento che si oppone alla mega discarica in Campania siano attivi diversi elementi di area anarchica. Una ricerca sul sito www.informa-azione.info, poi, riscontra coincidenze interessanti: in un comunicato che fa riferimento ad una manifestazione del 2 giugno scorso a Trento, dove durante un corteo fu bersagliata con la vernice una sede Unicredit e fu scritto sul muro «Qui si finanzia l´Impregilo, Solidarietà con i campani in lotta», i compagni di Rovereto e Trento scrivono «Alcuni compagni appena rientrati da Chiaiano hanno parlato della lotta in Campania, anche come terreno di sperimentazione, da parte dello Stato, delle nuove leggi repressive. Una lotta da sostenere e allargare con determinazione».

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Scuola, la Cei alle famiglie <Scegliete l'ora di religione> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Istruzione Il capo dello Stato firma in serata il decreto sull'università Scuola, la Cei alle famiglie «Scegliete l'ora di religione» E Veltroni: dialogo se il governo sospende il piano Gelmini Il ministro apre a un confronto sull'università: l'obiettivo deve essere migliorare l'istruzione ROMA — Scegliete l'ora di religione cattolica, scrivono i vescovi italiani alle famiglie. Sceglietela perché «in una società sempre più connotata in senso multietnico e multiculturale — argomenta la Cei nel messaggio a genitori, studenti e insegnanti — l'insegnamento della religione cattolica può essere anche un utile spazio di integrazione, aiutando gli stranieri presenti nel nostro Paese ad accostare valori e tradizioni », che sono profondamente permeati «dallo spirito cristiano». E questo perché «tale insegnamento pone al centro la persona umana e la sua insopprimibile dignità, lasciandosi illuminare dalla vicenda unica di Gesù di Nazareth». La lettera della Cei arriva proprio nel giorno in cui un'altra lettera sulle questioni della scuola e dell'università viene scritta e inviata dal leader dell'opposizione Veltroni a due ministri, Tremonti e Gelmini. Walter Veltroni chiede di «esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e dunque del confronto». Poi, l'apertura di un «tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione ». Infine, azzarda: chiede apertamente di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale ». Il decreto sulla scuola, replicano dal ministero, quello ormai diventato legge, non si tocca. Altro che sospenderne gli effetti. Per il decreto sull'università, invece, che è stato varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri e che dovrà essere ora approvato dal Parlamento entro 60 giorni, qualcosa si può fare. Ma pare di capire che si tratti solo di qualcosina. «Sono disponibile a un confronto — così risponde il ministro Gelmini a Veltroni — che abbia come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia». E quindi ad un confronto soltanto con quelle «forze riformiste che pensano non si possa esclusivamente difendere lo status quo». Sull'università il dibattito potrebbe dunque riaprirsi anche perché, continua Gelmini, il decreto legge contiene solo alcune «misure indifferibili e urgenti» mentre «per la riforma completa la sede del confronto sarà sicuramente il Parlamento ». Che il ministro sull'università sia più «morbido» lo dimostra anche il fatto che ha convocato per oggi pomeriggio al ministero i sindacati di categoria. I quali, però, a meno di significativi passi indietro, non intendono revocare lo sciopero e la manifestazione di venerdì. Ad ogni modo, il decreto legge sull'università varato giovedì scorso dal governo, il cui testo è stato limato fino all'ultimo momento dai tecnici di Viale Trastevere, in particolare per la parte relativa alle nuove norme per le commissioni dei concorsi, è stato firmato ieri sera dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ora sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A Milano La protesta si è conclusa con un concerto eseguito da un gruppo di studenti del Conservatorio Mariolina Iossa

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scienze politiche "riapre" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Bologna Scienze Politiche "riapre" E alla scuola mancano sette milioni di euro, 31 in Emilia In consiglio comunale arriva lo sfogo dei ricercatori di Cnr e Alma Mater ILARIA VENTURI IL blocco della didattica a Scienze Politiche è durato un giorno. Ieri il preside e gli studenti hanno raggiunto un accordo sull´utilizzo delle aule: per questa settimana saranno concesse solo al pomeriggio, dalle 15 alle nove di sera. E le lezioni così da oggi ripartiranno. Le ore perdute in questi giorni saranno recuperate, si legge nell´accordo condiviso dall´assemblea «No Gelmini» e dalle rappresentanze dei gruppi di Facoltà. Divisi sul blocco: «Una minoranza non poteva impedire le lezioni a tutti», critica lo Student Office. «Non abbiamo mai voluto il blocco della didattica in Facoltà, è stata una mossa politica per affossare il movimento», reagiscono gli studenti in lotta. La protesta continua. A Scienze politiche è atteso, domani alle 15, Moni Ovadia. A Statistica lezioni serali promosse dalla sinistra universitaria: oggi, dalle 20 alle 22, discussione sulle conseguenze della legge 133 con i professori Cammelli e Brasili. Mentre ieri in commissione comunale è arrivato lo sfogo dei ricercatori del Cnr e dell´Alma Mater, i più colpiti dai tagli, pronti allo sciopero nazionale venerdì e a coprire piazza Maggiore, con mille volti, sabato 29 novembre. Per segnalare quanto la ricerca sia «calpestata». «A Bologna i ricercatori sono il 38 per cento dei docenti, e quasi tutti svolgono anche attività didattica: se smettono di far lezione si blocca l´Ateneo», ha ricordato ai consiglieri comunali Federico Condello. Vittorio Morandi, ricercatore del Cnr-Inaf, e membro dell´assemblea permanente del Cnr, ha illustrato l´emergenza fondi che colpisce gli enti di ricerca. Domani e giovedì i dipendenti del Cnaf, il centro per le tecnologie informatiche e telematiche che fa parte dell´Istituto nazionale di fisica nucleare, annunciano due giorni di assemblea: «Qui i precari sono il 75%». Contro i tagli negli enti di ricerca si schierano i sindacati. «A Bologna un ricercatore ha vinto uno dei Nobel europei per i giovani: chi glielo fa fare di rimanere?», dice Gianni Quarantotto, della Uil. Sandra Soster, della Flc-Cgil, sollecita un pronunciamento del Comune («E´ un mese che ci sono lezioni degli universitari sotto le finestre di Palazzo d´Accursio») e della Regione. Se le università piangono, le scuole non stanno meglio. L´ufficio scolastico provinciale ha concluso il monitoraggio sui bilanci, dalle elementari alle superiori: la sofferenza di cassa, al 30 settembre, per una settantina di scuole è stata calcolata di oltre sette milioni di euro (più di 31 milioni in Emilia Romagna). Soldi che mancano e quindi supplenze, esami e ore aggiuntive non pagati. Non solo. Le scuole della provincia di Bologna sono a credito dal ministero per 9,6 milioni per il 2006; nel 2007 i soldi sono arrivati, ma mal distribuiti: così risultano residui attivi per più di due milioni, ma anche soldi in più rispetto al fabbisogno arrivati in alcune scuole per quasi 1,9 milioni. SEGUE A PAGINA V

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Messaggi in bottiglia e concerto (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11 num: - pag: 15 categoria: BREVI Messaggi in bottiglia e concerto La protesta Gli studenti della Statale di Milano ieri davanti al Comune: prima hanno scritto in bottiglie di plastica messaggi di protesta contro il decreto Gelmini, poi le hanno lanciate davanti a Palazzo Marino

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la procura: "ingenerosi" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Bologna Il caso La Procura: "Ingenerosi" «Se non possiamo fare nemmeno gli accertamenti preliminari per capire, allora chiudiamo gli uffici delle Procura». A dirlo è il Procuratore Reggente di Bologna Silverio Piro dopo che alcune organizzazioni sindacali della scuola e degli insegnanti avevano protestato per le richieste di informazioni fatte dalla Digos, su mandato del Pm Luigi Persico, ai Dirigenti Scolastici sulle proteste contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. «Il collega, opportunamente - ha spiegato Piro - , ha fatto accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa di diverso. Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio. Certamente sono un fatto diverso gli scontri in piazza o il blocco dei treni». Persico ha incaricato la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei giorni passati la Procura aveva aperto quindici fascicoli d´inchiesta, anche per gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane da studenti e universitari. Garagnani in una nota ieri ha espresso apprezzamento «per le iniziative della Procura».

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Lucy, Guzzanti e la <meritocrazia> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-11-11 num: - pag: 61 categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Lucy, Guzzanti e la «meritocrazia» P otenza del jet set! Domenica mattina, avevo appena finito di leggere un'analisi di Lucia Annunziata sulle elezioni americane, siglata da New York, e pubblicata su un noto quotidiano, quando me la vedo apparire in tv: In 1/2 h (Raitre, ore 14.30). L'analisi (in realtà, una lettura dei corridoi di Washington) spiegava che Barack Obama è già sceso dall'Olimpo e che adesso bisogna fare i conti con «la macchina di poteri, ambizioni e lotte interne che è l'anima di ogni governo». Insomma, per la realista Lucy il sogno è durato meno di una notte. Per darci un'idea di cos'è la politica, l'infaticabile jetsettista (scrive sui giornali, fa un programma sulla Rai, è persino coordinatrice del comitato editoriale di Oil, il giornale dell'Enel) intervista Paolo Guzzanti su un tema di alto contenuto: la mignottocrazia, ovvero come diventare ministri per meriti non meglio precisati. Quando Guzzanti accusava Romano Prodi di essere uno dei responsabili dell'omicidio Moro nessun opinionista di sinistra lo intervistava, anzi. Adesso che è in crisi con Berlusconi, maltrattato dal suo giornale e vittima dell'ostracismo di Forza Italia è ridiventato un «fuoriclasse». Ma intanto nei corridoi di Washington, Obama deve fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni governo». L'intervista tra Lucy e Paolo Guzzanti (il nostro umile sogno sarebbe quello di vederlo recitare insieme con i suoi tre figli) tocca temi di alta politica: la meritocrazia, ad esempio. Non il caso Carfagna, per carità non abbassiamoci a tanto, dice Lucy, affrontiamo la questione alle radici. Ecco ad esempio, caro Guzzanti, secondo lei la Gelmini... E intanto nei corridoi di Washington, Obama, sogno di una notte di mezz'inverno, deve fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni governo». Non è che per colpa del fuso orario rischiamo di leggere i cambiamenti della politica internazionale con gli occhi delle nostre povere lotte intestine?

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contro i tagli la scuola marcia su roma - ilaria ficarella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Contro i tagli la scuola marcia su Roma Venerdì in migliaia anche dalla Puglia. Pantaleo: "Il governo ci ripensi" La mobilitazione della Cgil ad appena 15 giorni dalla grande manifestazione unitaria del 30 ottobre Tornano le lezioni in piazza Ferrarese: il 13, 18 e 19 tre ore con studenti e professori della facoltà di Scienze ILARIA FICARELLA Salari e risorse. Scuola pubblica e università. Pubblica amministrazione e precarietà. Questi sono alcuni dei cardini della vertenza che la Cgil, Funzione pubblica e Scuola, stanno portando avanti congiuntamente e che sarà al centro della manifestazione nazionale organizzata per venerdì prossimo a Roma. Le ragioni della protesta sono state ribadite ieri dai segretari generali delle due federazioni, Carlo Podda e Mimmo Pantaleo. Dopo soli 15 giorni dalla grande manifestazione del 30 ottobre, la Cgil torna dunque in piazza. "Contestiamo i provvedimenti del governo su università e ricerca e tutta la filiera della conoscenza - dice Pantaleo - perché mettono in discussione la stessa funzione istituzionale pubblica dell´università. Dalla possibilità di trasformare le università in fondazioni al blocco del turn over, alla non stabilizzazione dei precari, si dà di fatto l´avvio a un processo di privatizzazione che garantirà solo chi ha i mezzi per continuare a studiare". Il combinato fra i provvedimenti proposti dal ministro Gelmini e quelli firmati da Renato Brunetta, secondo i sindacati, crea le condizioni per destrutturare l´intero sistema della conoscenza italiano. "Che ci sia bisogno di una riforma è innegabile - spiega il segretario generale della Flc - ma ci auguriamo che il governo riveda le sue posizioni. Occorre fermarsi e affrontare i temi centrali di questa riforma, non basta una dichiarazione di volontà". D´altronde la Cgil è l´unico sindacato a non aver firmato l´accordo dello scorso 30 ottobre sul pubblico impiego perché "non prevede investimenti nel lavoro pubblico e propone solo tagli e sacrifici ai salari, agli organici, alla qualità e quantità delle prestazioni", spiega il sindacato. Oggi è previsto un faccia a faccia con il ministro Gelmini. Ma il segretario generale della Flc ha già anticipato che "se non ci saranno proposte concrete scenderemo in piazza il 14 novembre in difesa dei diritti dei lavoratori dell´università e della ricerca, che sono stati relegati ad un ruolo marginale nella prospettiva di privatizzare il sistema formativo". Antonella Morga, segretario della Funzione pubblica in Puglia, ha aggiunto che "c´è la necessità confermare la stabilizzazione dei lavoratori precari, decisa dalla precedente legge finanziaria e di un unico modello contrattuale per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato. Occorre incrementare le retribuzioni, consolidando il contratto nazionale e rafforzando la contrattazione integrativa". Solo dalla Puglia partiranno cinque pullman della Cgil, mentre gli studenti si stanno organizzando autonomamente. Il 13, il 18 e il 19 novembre infine tornano le lezioni in piazza del Ferrarese. Dalle 18 alle 21, tre ore di lezione "di tipo divulgativo su argomenti didattici e ricerche scientifiche". Studenti e professori si ritroveranno in strada per dare un saggio di quello che l´università italiana, così com´è ora, è in grado di offrire. A tutte le lezioni parteciperà il preside della facoltà di Scienze Paolo Spinelli

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tutti temono un passo falso troppe attese sul "messia obama" - mario calabresi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Esteri Tutti temono un passo falso troppe attese sul "Messia Obama" Il presidente si prepara a usare il web per mantenere il consenso La transizione Ora ogni scelta è vista come cartina di tornasole della vera natura del nuovo leader I nemici vogliono dimostrare che le sue promesse non potevano essere mantenute MARIO CALABRESI dal nostro corrispondente New york - «Vietato camminare sulle acque», recita il cartello piazzato davanti alla fontana nel giardino della Casa Bianca. è una vignetta umoristica, ma contiene tutto il dibattito che in questi giorni tormenta gli americani, soprattutto i democratici più radicali e appassionati: la paura che Barack Obama li deluda. Le aspettative verso il neo presidente sono talmente alte che ogni suo passo segnerà inevitabilmente la fine della luna di miele con i sostenitori più appassionati, quelli che hanno investito sul 44esimo presidente ogni loro desiderio e ora guardano con il fiato sospeso alla sua prima mossa. I suoi nemici, con la stessa ansia, lo aspettano al varco per dimostrare che le sue promesse non potevano essere mantenute. Tanto che Obama, sfruttando la macchina tecnologica costruita in campagna elettorale, sta mettendo a punto una nuova strategia di comunicazione per rivolgersi direttamente via Internet ai suoi elettori e spiegare ogni suo passo. Deve farlo in fretta. La festa di martedì notte non era ancora finita che sui blog si era già scatenato il primo dibattito, quello sul cane per Malia e Sasha: «Lo deve prendere al canile, dovrà essere un trovatello, altrimenti - gridavano gli animalisti - ci delude, perché i cani di razza non hanno bisogno di aiuto». Nella prima conferenza stampa Obama è corso ai ripari: «Vogliamo prenderlo al canile, ma - si è giustificato - deve essere di razza perché mia figlia Malia è allergica». E per sdrammatizzare ha aggiunto: «Al canile di solito ci sono solo degli incroci, dei bastardini come me». Non erano ancora stati tranquillizzati gli amici degli animali che già erano partiti alla carica i sostenitori della scuola pubblica, che chiedono a gran voce per le figlie del presidente l´istruzione statale. Nessuno tiene conto che a Washington praticamente non esistono scuole pubbliche di buon livello - l´ultima ad averne frequentata una fu la figlia di Carter - e che Sasha e Malia già a Chicago vanno ad una scuola privata. Ma dall´uomo che ha promesso di rimettere in piedi l´istruzione pubblica si pretende il buon esempio, tanto che mamma Michelle ha dovuto cominciare il suo viaggio washingtoniano con la visita ad una scuola pubblica. Ma questi sono dettagli per un presidente che deve terminare senza fare disastri due guerre, rimettere in piedi l´economia e il sistema finanziario, garantire la sanità a tutti i cittadini, ricostruire l´immagine dell´America nel mondo, chiudere Guantanamo e rendere accessibili a tutti i ragazzi le università. Ora ogni possibile scelta è vista come cartina di tornasole della vera natura del nuovo presidente. Un esempio perfetto è questo scambio di battute tra due elettori democratici, un uomo e una donna, ascoltato su un ascensore: «Al Tesoro dovrebbe mettere Timothy Geithner (il giovane presidente della Fed di New York), è un uomo brillante e preparato», dice lei. «Ah no - replica lui - , se lo fa vuol dire che si è piegato a Wall Street, meglio Lawrence Summers». «Che delusione, significherebbe che non ha rispetto per noi donne (Summers dovette lasciare Harvard, dove era rettore, per commenti considerati misogini)». Entrambi prima di salutarsi hanno concordato che se invece prendesse Bob Rubin allora mostrerebbe di essere «prigioniero dell´ombra di Clinton». E per ogni casella si ripete questo teatrino: se alla Difesa lascia Gates allora si è piegato al compromesso con l´Amministrazione Bush, ma se lo rimuove si scatenerà chi si aspetta una politica di dialogo con i repubblicani e un´uscita realistica dall´Iraq. Ieri mattina l´American Civil Liberties Union, l´organizzazione che guida la battaglia sui diritti civili negli Stati Uniti, ha comprato l´intera pagina nove del New York Times per ricordare a Obama le sue parole: «Da presidente chiuderò Guantanamo e aderirò alla Convenzione di Ginevra» e per chiedergli di mantenere la promessa «On Day One», nel primo giorno della sua presidenza. Il pressing è incredibile, ogni gruppo, ogni minoranza, ogni associazione, adesso vuole mantenute le promesse e lo vuole subito. Per questo Obama ha fatto annunciare da John Podesta, il capo dello staff che guida la transizione, che non appena si insedierà farà largo uso degli «executive orders» - i decreti presidenziali - per bloccare le trivellazioni petrolifere nelle aree a rischio ambientale e per permettere la ricerca sulle cellule staminali. Un modo per lanciare subito dei segnali che soddisfino il suo elettorato affamato di decisioni e novità. Inoltre la campagna di Obama ha deciso di tenere in piedi la rete internet costruita in questi due anni per permettere al presidente di comunicare direttamente con gli elettori: manderà ogni settimana e-mail dalla Casa Bianca agli oltre dieci milioni di indirizzi raccolti prima delle elezioni. Un modo per saltare ogni critica e mediazione giornalistica, per lanciare i suoi messaggi e per dare l´idea ai suoi supporter di tenersi continuamente in contatto con loro. Ma un gruppo arrabbiato con Obama c´è già ed è anche molto agguerrito: la comunità gay, delusa e rabbiosa per la vittoria del referendum che in California mette al bando i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il nuovo presidente non si è speso per loro, anzi ha detto di preferire il riconoscimento delle coppie di fatto, e proprio ispanici e neri, che sono corsi alle urne per votarlo, sono stati decisivi nel promuovere il divieto. Così nella democraticissima San Francisco il mito di Barack Obama è già tramontato.

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"sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola" - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Interni "Sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola" Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini. Lei risponde: si può discutere, ma sul futuro Il ministro convoca i sindacati per evitare lo sciopero di venerdì MARIO REGGIO ROMA - Walter Veltroni scrive al ministro Tremonti e alla Gelmini. «Sospendete i tagli alla scuola, all´università e alla ricerca. Poi potremo iniziare un confronto su temi che hanno bisogno di una profonda innovazione e di una radicale riforma». Risponde il ministro Mariastella Gelmini: «Sono disponibile ad un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare l´istruzione in Italia. Sono disponibile a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa difendere lo status quo». è disposta a bloccare i tagli di 7 miliardi e 800 milioni alla scuola, e di 700 milioni al Fondo ordinario agli atenei nel 2010? «Sono provvedimenti già passati nell´anticipo della finanziaria 2009, quindi non si toccano. Ma con l´opposizione possiamo discutere sul futuro della scuola, dell´università e della ricerca». C´è un altro punto dolente: il decreto approvato il 6 novembre dal Consiglio dei ministri. Solo ieri è arrivato al Quirinale e il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha potuto firmarlo. Eppure contiene provvedimenti urgenti per università e ricerca: nessun blocco per i concorsi già banditi, l´estrazione a sorte tra i 12 docenti più votati dei 4 che formeranno le commissioni, il parziale sblocco del turn over per i ricercatori ed altri provvedimenti come l´esenzione dal blocco per gli enti di ricerca. Perché? «è stato necessario mettere a punto tecnicamente alcune procedure» risponde Mariastella Gelmini. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Decreto a parte il dialogo appare da subito difficile. «Apprezzo i toni cortesi e la disponibilità teorica al confronto del ministro Gelmini - commenta Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica Istruizione e coordinatore nazionale del Pd - ma i tagli decisi dal governo restano come macigni». Intanto si avvicina un´altra giornata di mobilitazione e di proteste. Per venerdì 14 novembre i sindacati confederali hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale e il corteo a Roma. Nella stessa giornata scenderanno in piazza i collettivi universitari che si sono dati appuntamento nella Capitale da tutta Italia. E per oggi pomeriggio, a viale Trastevere, il ministro Gelmini ha convocato i sindacati confederali di università e ricerca nell´estremo tentativo di scongiurare lo sciopero. Non sarà facile perché la base di partenza per qualsiasi dialogo è il ritiro dei tagli previsti dalla legge 133, quella che prevede anche la trasformazione degli atenei in fondazioni private. Nelle due giornate successive al corteo del 14 novembre, la Sapienza sarà lo scenario degli stati generali dei collettivi universitari, che discuteranno e presenteranno la piattaforma programmatica sul loro presente e sul loro futuro.

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Convenzione con il Politecnico voto favorevole "bypartisan" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

COMUNE. IL CONSIGLIO DOPO 3 ORE DI DIBATTITO APPROVA Convenzione con il Politecnico voto favorevole "bypartisan" [FIRMA]MAURIZIO ALFISI BIELLA Il Consiglio comunale dice sì alla convenzione con il Politecnico di Torino che istituzionalizza la nascita del corso di Ingegneria tessile in inglese, secondo mattone dell'università biellese dopo i corsi di Economia e di Scienze politiche formalizzati con l'Università di Torino. Dopo 3 ore di confronto tra maggioranza e opposizione, l'assemblea di Palazzo Oropa ha votato quasi all'unanimità a favore dell'accordo che impegna Camera di Commercio, Provincia e Comune a finanziare 285 mila euro l'anno per i prossimi 10 anni a parziale copertura dei costi. Biella spenderà 50 mila euro l'anno. Il Politecnico oltre a coprire le altre spese, svolgerà in loco anche attività ricerca. La lunga discussione ha sviscerare aspetti importanti come le ricadute sul territorio, ma non sono mancati i toni passionali quando si sono toccati i punti caldi del decreto-Gelmini e dei tagli introdotti dal decreto-Tremonti: ma conferma di quanto il tema fosse sentito, al dibattito ha partecipato il 50% dei consiglieri presenti. Alla fine i sì sono stati 30 con FI, Ppe, An, e Lega che hanno votato con la maggioranza di centrosinistra; si sono astenuti i due consiglieri dell'Udc, Cardinale e Vaglio; Luigi Apicella (FI) non ha partecipato alla votazione. Ma se è prevalso il senso di responsabilità e di attaccamento al territorio, i «però» nelle fila dell'opposizione sono stati tanti: il disimpegno dell'Unione Industriale, il sostegno inadeguato all'importanza del progetto-Città Studi dato dall'amministrazione Barazzotto, e poi il rimpianto per il progetto-Ruozi (bocciato) che nel breve periodo in cui è stato presidente di Città Studi di legare Biella a Novara e all'Università del Nord-Ovest. «Questa università è un lusso per il territorio che nei prossimi anni questo territorio potrà ancora permettersi?» ha chiesto ad esempio Perini (FI). Silvano Rey, capogruppo di Lega Nord, premesso che «è difficile e impopolare contrastare questa delibera» ha sottolineato l'assenza dell'Uib tra gli attori della convenzione «mette fondi per le borse di studio ma non la faccia». Tema ripreso anche da Vaglio e Cardinale Udc. Dino Gentile (possibile candidato sindaco per il Pdl) ha insistitito sulla inadeguatezza degli investimenti dell'amministrazione Barazzotto a Città Studi «in questi 5 anni non hanno speso un euro» rimarcando invece il grandissimo ruolo svolto dalla Fondazione Crb e dal suo presidente Squillario. Tema questo ripreso per FI da Gaggino mentre Zappalà (An) ha criticato l'eccessivo decentramento della sede universitaria. La replica all'assessore all'Università Zola ha toccato tutti i dubbi e le critiche. Ha difesa le scelte dell'Unione industriale «possiamo anche accettare che si concentri sulle borse di studio» evidenziando i risultati centrati da un progetto «che è sempre stato presente nel bilancio comunale negli anni del nostro mandato». E cioè, in sintesi «stabilizzare e radicare l'università alla città, dare la possibilità ai giovani biellesi di chiudere i loro studi con una laurea in loco; potenziare e dare grande visibilità al polo dell'eccellenza; internazionalizzare il polo universitario (il 5% degli studenti oggi sono stranieri). Ma a sostegno della «straordinaria importanza della delibera» è intervenuta quasi tutta la maggioranza: Valenti (Pd), Merlo, Mottino e Rauso (Ulivo per il Pd), Pietrobon (Prc), Filoni (Comunisti), Galuppi (Psi). Per la cronaca il Comune dal 2004 a oggi ha stanziato fondi per 184 mila euro.

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Allarme rientrato Le scuole valsesiane escluse dai "tagli" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. RISPOSTA DI SALA TARSIE Allarme rientrato Le scuole valsesiane escluse dai "tagli" [FIRMA]MARIA CUSCELA VERCELLI Torna il sereno sulle scuole valsesiane, dopo l'ipotesi del ridimensionamento delle presidenze nelle superiori e dei tagli. A tranquillizzare un po' tutti è la Provincia di Vercelli. «Dopo il decreto Gelmini - commenta l'assessore all'Istruzione Roberto Saviolo -, la solerzia della Provincia nel difendere le scuole del nostro territorio, ha fatto in modo che sia già stato parzialmente affrontato e risolto in maniera positiva il nuovo assetto del sistema scolastico. E se in pianura ci sono ancora realtà che devono essere in parte o totalmente modificate in accordo con l'ufficio scolastico vercellese, per la Valsesia è stata definita l'organizzazione delle scuole». Per andare sul pratico, non si preannunciano novità rilevanti per quel che riguarda la scuole dell'obbligo, mentre il presidente Masoero, insieme agli assessori Saviolo e Buonanno, ha trovato una soluzione che modificherebbe sì il dimensionamento scolastico delle superiori, senza però sacrificare nessuna delle presidenze esistenti (quattro in tutto). Nel dettaglio sono quindi stati definiti quattro poli: il polo scientifico (con presidenza a Borgosesia), che comprende il liceo scientifico valsesiano, il polo tecnologico, con sede a Gattinara, l'unico vero cambiamento, formato da Ipsia Borgosesia, che perde così la dirigenza scolastica, Iti Borgosesia e geometri di Gattinara (questi ultimi si «disuniranno» semplicemente dall'attuale assetto con il liceo borgosesiano), quello storico-umanistico, con dirigenza a Varallo, composto dai licei classico e artistico e dall'istituto tecnico commerciale della città del Sacro Monte, e infine il polo enogastronomico, con preside a Varallo, con i due istituti alberghieri di Varallo e Gattinara. «La montagna non ha mai corso rischi, e su questo è sempre stata altissima l'attenzione dell'amministrazione provinciale - dice il vicepresidente della Provincia Gianluca Buonanno -. Ora che il governo si è fermato e ha sospeso il procedimento le garanzie sono ancora più forti. A questo punto tocca alle Regioni fare la proposta di dimensionamento, con un anno di tempo e la possibilità di valutare caso per caso. E sono ottimista visto che con la Regione, e in particolare con l'assessore all'Istruzione Giovanna Pentenero c'è un rapporto costruttivo». Gli fa eco Renzo Masoero: «Nei lavori della giunta della prossima settimana parleremo del Vercellese, mentre c'è il disco verde in Valsesia. Rimarranno quattro presidenze, delle quali due a Varallo, una a Borgosesia e una a Gattinara. Gli allarmismi si possono considerare ingiustificati. Non ci sarà alcuna chiusura delle scuole».

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L'Università in piazza con lezioni pubbliche (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA L'Università in piazza con lezioni pubbliche L'Università torna in piazza. Questa mattina, alle 10,30, il professor Marco Mariano, docente di Storia contemporanea ed esperto di storia degli Stati Uniti d'America, terrà una lezione in piazza Cavour sulle recenti elezioni presidenziali americane, sulla vittoria di Obama e sul significato della comunicazione nella campagna elettorale del neo presidente. Studenti e professori si stanno intanto organizzando per la manifestazione nazionale del 14 novembre, quando in tutta Italia si tornerà in piazza per protestare contro la riforma universitaria del ministro Gelmini. \

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Continua l'attività de La Talpa (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

La parola ai lettori Continua l'attività de «La Talpa» Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Con la chiusura della seconda edizione della mostra Altrarte si è conclusa la settimana di mobilitazione antisgombero. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto, Bunna, Iba, Prinzy, e le centinaia di persone che hanno partecipato ai loro spettacoli. Altri appuntamenti sono già fissati: il 21 novembre incontro con Chiara Castellani, medico Aifo in Congo, che ci racconterà dei progressi dei progetti di cooperazione nella martoriata regione centroafricana; il 27 si parlerà di Nepal attraverso la lente del commercio equo e del turismo responsabile, per arrivare all'ormai tradizionale concerto in attesa dell'ufficiale giudiziario dell'11 dicembre. E altri se ne aggiungeranno: non sarà certo per il ricatto delle intimazioni di sgombero che fermeremo le attività del centro, anzi è proprio per quelle che chiediamo il rispetto degli accordi sottoscritti. CENTRO SOCIALE «LA TALPA E L'OROLOGIO» IMPERIA Risponde Enrico Ferrari: «Lo psicodramma dello sgombero, regolarmente prorogato, si ripresenterà sotto Natale. E il trasferimento a Caramagna? A Santa Claus l'ardua sentenza».Flc-Cgil: «Gelmini clandestina al Royal» Non sapevamo che il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca fosse entrato in clandestinità. Non partecipa agli incontri pubblici, non presenzia alle trasmissioni televisive e ha tenuto ben nascosta la sua presenza al seminario degli stati generali di Confindustria, che si è tenuto a Sanremo sabato 8 novembre. Gli organi di stampa riportano che tutto si è svolto nella massima tranquillità, senza protesta alcuna. Rispondiamo: semplicemente perché nessuno sapeva della sua presenza! Perchè nessun mezzo di informazione ne ha dato notizia, se non a cose praticamente fatte! Se, da una parte, può farci pensare che forse il Ministro non abbia piacere di confrontarsi sulla sua riforma del sistema scuola poiché non sono molte le argomentazioni che la legittimano, se non i tagli, dall'altra ci sembra una prosecuzione della mancanza di democrazia il silenzio che c'è stato circa la sua presenza e la non comunicazione con i giornalisti. Abbiamo perso un'occasione di confronto pacifico e democratico al quale un ministro «di tutti i cittadini» non può pensare di fuggire per cinque anni! Pensiamo che sarebbe più serio ascoltare la protesta che non è fine a se stessa e non cerca di tutelare i privilegi di pochi, ma di salvare e migliorare la qualità della nostra scuola pubblica. FLC-CGILSEGRETERIA PROVINCIALE, IMPERIA Piani e Dolcedo restino nel 1° Circolo Sono l'insegnante fiduciaria della Scuola dell'Infanzia di Piani, e non riesco a capire come degli addetti ai lavori come i prof. Calsamiglia e Quaglia possano pensare di distruggere anni di lavoro di insegnanti che attraverso un percorso di coordinamento e programmazione si sono adoperati per garantire una migliore qualità dell'offerta formativa, testimoniata da varie attività e intersacambi durante gli anni: sembra purtrtroppo ormai scontato che oggi il Consiglio regionale decida l'accorpamento dei nostri plessi con la Boine. Mi sembra che ai due presidi delle Medie non importi nulla degli alunni e della scuola, ma importi solo dei numeri per non perdere la presidenza. Lasciamo quindi ogni scuola sotto la propria direzione e/o presidenza, cercando di ottimizzare le risorse professionali che certamente esistono con una progettazzione mirata. Noi insegnanti di Piani e Dolcedo non intendiamo distaccarci dal primo Circolo per risolvere i problemi di altri. ANNA RAVERA IMPERIA

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Superiori e Università rilanciano la protesta (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA SI APRE UN'ALTRA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE Superiori e Università rilanciano la protesta Il Grassi decide la cogestione, oggi incontro al Campus [FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA L'assemblea di questa mattina al liceo scientifico Grassi, che quasi certamente decreterà la cogestione, apre un'altra settimana di mobilitazine della scuola savonese. Riunioni e assemblee sono in calendario in quasi tutti gli istituti superiori. In prima linea anche gli studenti di Scienze della comunicazione del Campus che oggi avranno un incontro con il presidente della Spes, Alessandro Schiesaro, e che si preparano alla manifestazione nazionale di venerdì 14. Alla protesta contro la riforma Gelmini si uniscono le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Snals, con un duro comunicato contro il piano di accorpamenti: «In provincia sono circa 24 i plessi con meno di 50 alunni che rischiano la chiusura. A pagare il prezzo più alto potrebbero essere i piccoli comuni e le località montane. Gli accorpamenti creeranno anche un grave problema di costi sugli enti locali e le famiglie». Al liceo Grassi l'assemblea di oggi, per motivi di spazio, sarà divisa in due parti: dalle 9 alle 10,30 per i ragazzi delle prime classi, dalle 10,30 a mezzogiorno per quelli più «anziani». «Naturalmente si parlerà della riforma e sarà presa una decisione definitiva sulla cogestione, che prevede lezioni alternative e parallele a quelle del programma scolastico. Una protesta simbolica, che dovrebbe andare avanti alcuni giorni: è importante però che l'adesione sia molto alta», dice un rappresentante degli studenti. Al liceo classico Chiabrera domani si incontreranno tutti i rappresentanti di classe per decidere eventuali iniziative. Già in questi giorni, fuori dell'orario delle lezioni, gruppi di studenti di quinta si riuniscono in comitati di studio per approfondire i contenuti della legge anche in riferimento all'Università. E intanto, su iniziativa degli iscritti di Scienze della comunicazione, che si confermano le «avanguardie» della protesta, oggi alle 14,30 gli studenti del Campus di Legino incontreranno Alessandro Schiesaro, presidente della Spes, nell'aulla studio della palazzina Marchi. Schiesaro è stato nominato di recente responsabile della segreteria tecnica per l'università e la ricerca al ministero, nello staff della Gelmini, e quindi in grado di fornire notizie di prima mano sulla riforma. Venerdì un gruppo di studenti andrà in treno a Roma per la manifestazione nazionale. Gli universitari savonesi però potrbbero anticipare la protesta di un giorno e fermarsi a Genova se giovedì il ministro Gelmini parteciperà al salone dell'Educazione nel capoluogo ligure.

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gli studenti battono cassa al pd - federica cravero (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Torino Gli studenti battono cassa al Pd "Avete cavalcato la nostra protesta, ora dateci i soldi per andare a Roma" La replica: "Non abbiamo fondi" Fallita pure la trattativa per uno sconto dalle Fs FEDERICA CRAVERO Il treno speciale per partecipare alla manifestazione di Roma costa troppo e gli studenti dell´assemblea ?No Gelmini´ battono cassa. A chi? «A quel partito e a quel sindacato che in questi giorni stanno cavalcando la nostra protesta, andando in televisione a parlare al posto nostro, appropriandosi della nostra lotta» spiegano. Intendendo prima di tutto il Partito democratico, ma anche la Cgil. E così ieri pomeriggio un centinaio di ragazzi in corteo è andato sotto la sede del Pd, in piazza Palazzo di Città, a chiedere un contributo per il treno speciale che dovrebbe partire giovedì sera per la capitale, dove venerdì mattina partirà un grande corteo in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil cui aderiranno studenti, universitari e ricercatori che protestano contro i tagli e le riforme alla scuola. L´idea di chiedere denaro ai politici di centrosinistra è venuta dopo due ore di assemblea tenuta nell´atrio di Porta Nuova. Cordone di polizia e carabinieri tutto attorno, passeggeri disorientati costretti a districarsi tra i cantieri e il sit-in degli studenti che chiedevano a Trenitalia la possibilità di andare a Roma a prezzi popolari. Poco praticabile la strada di viaggiare con i treni ordinari, seppure con lo sconto comitiva, per la mancanza di posti. La richiesta è di un treno speciale che parta da Torino la sera di giovedì e ritorni la sera successiva, con arrivo sabato mattina. Ma i prezzi sono esorbitanti per gli studenti: 32mila euro per un convoglio da circa 700 posti. Una delegazione di ragazzi è stata ricevuta dai responsabili della stazione. «Il gruppo Ferrovie dello Stato ha ricevuto stamattina (ieri per chi legge, ndr) la richiesta per un treno straordinario. Dal momento che occorrono almeno cinque giorni di preavviso per reperire i convogli non siamo riusciti a garantire subito la partenza di un treno charter, ma è possibile che lo faremo in mattinata. In ogni caso i prezzi sono da tariffa, non è presa in considerazione la contrattazione con nessuno». Dunque, fatti i conti, mancano i soldi. Il prezzo del biglietto vuole restare intenzionalmente basso, 10 euro andata e ritorno, che per 700 posti fanno settemila euro. La Cgil e Rifondazione comunista hanno già stanziato dei fondi, ma gli studenti chiedono di aumentarli, soprattutto al sindacato, che ha organizzato lo sciopero. E la richiesta si rivolta anche al Pd. «Non chiediamo un contributo - ha detto Davide Grasso, dell´assemblea ?No Gelmini´ - ma un risarcimento per i danni che il Pd ha fatto al movimento cercando di strumentalizzarlo. Noi non chiediamo un favore al Pd, ma ci aspettavamo una cifra consistente, visto che Veltroni ha voluto cavalcare un movimento che vuole essere apartitico e questo ha danneggiato la nostra immagine». La risposta del Pd non si è fatta attendere. «Abbiamo organizzato un pullman per i giovani del nostro partito - ha ribattuto Stefano Lo Russo, coordinatore della segreteria regionale del Pd - se ci sono ancora dei posti disponibili potete salire. Di più non abbiamo intenzione di fare. Quella di Roma è una manifestazione cui noi abbiamo aderito, ma non è organizzata da noi». Fischi, qualche insulto. «Adesso chiederemo ai professori universitari di aprire una sottoscrizione - continua Davide Grasso - poi si andrà a bussare all´Università e agli enti locali, ma siamo determinati ad andare a Roma». E se ne parlerà anche domani in un Senato Accademico aperto a tutti, dove, tra le altre cose, sarà formalizzata la richiesta delle dimissioni del rettore come protesta contro la riforma.

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e sul web "sfilano" cortei anti gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Netstrike E sul web "sfilano" cortei anti Gelmini Dalla piazza reale a quella virtuale, l´Onda travolge anche il web. E così dopo aver oscurato il sito del ministro Tremonti, il collettivo "Informatica in movimento" lancia il Netstrike contro il ministero dell´Istruzione. Una sorta di "corteo digitale" anti-Gelmini che consiste nel sovraffollamento del sito. Per far sì che lo "sciopero della rete" funzioni, l´Onda invita domani alle 14 in punto il maggior numero possibile di persone a visitare il sito del ministero (www.miur.it) per bloccare il server che lo ospita e renderlo inaccessibile per diverse ore. (viola giannoli)

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scure sulle elezioni studentesche fuori sei liste delle otto in corsa - laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina V - Roma Sapienza alle urne, critiche al rettore Frati: può votare solo chi ha pagato la prima rata Scure sulle elezioni studentesche fuori sei liste delle otto in corsa LAURA MARI Prima la decisione di non rinviare la data delle elezioni. Poi la scelta di far votare solo gli studenti che hanno pagato la prima rata universitaria. Ovvero circa il 30 per cento degli aventi diritto. Per questo motivo sei delle otto liste iscritte alle elezioni per le rappresentanze studentesche della Sapienza (che si svolgeranno oggi e domani) questa mattina potrebbero ritirarsi dalla competizione, valida per l´elezione dei rappresentanti nel senato accademico, nel Cda, nel comitato territoriale dell´Adisu, nel il Cus e nei vari consigli di facoltà. «La decisione del rettore Frati rappresenta un grave atto di violazione della democrazia e un modo per destabilizzare il movimento dell´Onda e le contestazioni anti-Gelmini» affermano in una nota congiunta i rappresentanti degli studenti dei consigli di facoltà di Psicologia, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. «La scadenza dell´iscrizione alla Sapienza è prevista per il 17 novembre - prosegue la nota - e quindi far votare solo gli studenti che hanno pagato la prima rata universitaria significa concedere il diritto di voto solo a 50mila studenti su 130mila». Proprio per contestare questa decisione, ieri pomeriggio i rappresentanti delle otto liste (Anomalia Sapienza, I Corvi, Azione Universitaria, Vento di Cambiamento, Sapienza in Movimento, Udu, Mondo Sapienza-Lista Aperta, Studenti Democratici) si sono riuniti nel rettorato e hanno chiesto al consigliere amministrativo D´Amore di stilare un decreto immediato per modificare la norma decisa da Frati. «Ci è stato risposto che era impossibile, anche perché il rettore si trova in Francia - hanno fatto sapere i candidati dei collettivi della lista Anomalia Sapienza - ed è per questo che nella riunione dei rappresentanti di lista abbiamo deciso di ritirarci dalle elezioni. A parole siamo tutti d´accordo, speriamo solo che domani (oggi ndr) qualcuno non ci ripensi». Al momento, dunque, le liste che avrebbero deciso di abbandonare, in segno di protesta, la competizione elettorale sarebbero sei, ovvero tutte tranne Vento di cambiamento (lista radicata nella facoltà di Medicina e dunque direttamente legata al rettore Frati) e Mondo Sapienza (che si presenta alle elezioni con Lista aperta, che dovrebbe però ritirare i suoi candidati). «Non vorremmo che alla base della decisione del rettore Frati - sottolineano i candidati - ci fosse la volontà di delegittimare la grande partecipazione democratica e di movimento che si è sviluppata in questi giorni nelle università italiane, per favorire liste a favore della Gelmini o fortemente legate alla facoltà di Medicina».

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auschwitz, lite studenti-assessore - giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina IX - Roma Auschwitz, lite studenti-assessore Marsilio contestata. Eletto il delegato alla Memoria GIOVANNA VITALE DAL NOSTRO INVIATO CRACOVIA - è finita con la contestazione notturna degli studenti all´assessore alla Scuola Laura Marsilio, seguito l´indomani da un piccolo incidente diplomatico tra la delegazione capitolina e il presidente della Camera polacca, il primo viaggio ad Auschwitz organizzato dall´amministrazione di centrodestra. Che, oltre alla netta condanna del fascismo da parte del sindaco Alemanno, ha prodotto anche un altro risultato: la nomina di Claudio Procaccia a delegato alla memoria del Comune. Quarantaquattro anni, professore a contratto all´università di Cassino dove insegna Storia economica, Procaccia è consulente dell´Archivio storico della comunità ebraica romana, nonché curatore insieme ad altri del volume "Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione". «Sono onorato, ma anche preoccupato: è un incarico molto impegnativo, so che ho di fronte una montagna da scalare», ha subito commentato il neo-delegato. «Il mio obbiettivo è quello di ricostruire la storia della città dal 1870 fino all´immediato secondo dopoguerra, con il contributo dei centri di ricerca e delle università, ripercorrendo la storia delle differenze che si sono create negli anni, dando spazio alla memoria di tutti». Nobili le intenzioni: «Spero di creare una vera e propria arena di dibattito sulla storia, che possa diventare un centro studi, senza nessun intento revisionista. Un terreno di confronto anche duro, ma aperto e leale». Un esempio si è visto già martedì sera, quando dopo il dibattito fra gli studenti, il sindaco Alemanno, i sopravvissuti e l´assessore Marsilio, si è quasi sfiorata la rissa. A innescare la miccia è stata una risposta della responsabile delle Politiche educative che, alla domanda sul rischio di discriminazione contenuto nella proposta Gelmini di istituire classi differenziate, ha parlato della sua esperienza di studentessa di destra impegnata nelle occupazioni ma «per ragioni più serie» e di come la didattica risultasse compromessa dalla massiccia presenza di extracomunitari, «fino all´80%», in aule romane, definite «classi-ghetto». Detto subito dopo la visita ad Auschwitz insieme agli ebrei è suonata come una provocazione. Affermazioni che hanno subito scatenato una mezza sollevazione della platea, sedata solo dall´invito dello storico Marcello Pezzetti a mantenere il confronto sui temi della memoria. Cosa che è avvenuta, almeno per tutta la durata del dibattito, condito dai ricordi di Alemanno che ha raccontato il suo passato da «leader studentesco che occupava e scioperava» consigliando ai ragazzi di «non essere faziosi». La protesta è esplosa dopo, quando l´assessore ha voluto insistere nella difesa del decreto Gelmini di fronte a un gruppo di studenti e di professori, alcuni dei quali precari. Discussione iniziata con toni soft e finita con le urla della Marsilio, che ha accusato gli studenti di avere «posizioni ideologiche». Alterata al tal punto che, per cercare di calmarla, è dovuto intervenire il sindaco in persona: «Non ti sembra il caso di smetterla», le ha sussurrato Alemanno. Mentre due sopravvissuti, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, commentavano: «L´assessore sta sbagliando. Non è questo l´approccio giusto per confrontarsi con i ragazzi». La notte però deve aver portato consiglio. «E´ stata una discussione utile e franca» ha minimizzato la Marsilio il mattino dopo. Una giornata, quella di ieri, all´insegna degli appuntamenti istituzionali. Non tutti andati a buon fine. L´incontro previsto con il presidente della Camera polacca è infatti saltato perché Alemanno ha tardato ad arrivare. Dieci minuti fatali, che gli hanno consentito di salutare solo il sindaco di Cracovia, «città che sarà presto gemellata con Roma nel nome di Giovanni Paolo II». L´ultimo giorno del viaggio della memoria si è chiuso in cattedrale, dove il cardinale Stanislao Dziwisz, già segretario particolare di Wojtyla, ha accolto gli studenti, la delegazione capitolina e la comunità ebraica. SEGUE A PAGINA VI

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parentopoli all'università la falsa coscienza di palermo - matteo di gesù (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina XV - Palermo PARENTOPOLI ALL´UNIVERSITà LA FALSA COSCIENZA DI PALERMO MATTEO DI GESù er quanto sacrosanta nelle sue intenzioni e tempestiva rispetto all´attualità, temo che l´inchiesta condotta da questo giornale sulla cosiddetta «parentopoli» dell´università palermitana abbia prodotto, nell´inevitabile rielaborazione che ne ha fatto l´opinione pubblica, una serie di effetti indesiderati. Vorrei soffermarmi in primo luogo su questi effetti, ma per farlo non posso non spendere qualche parola sui fatti. E, siccome sono parte in causa, mi corre l´obbligo preliminare di precisare che non sto parlando a nome di una categoria (la mia sarebbe quella dei ricercatori) né mi passa per la testa di ergermi a difensore dell´intero corpo docente dell´Ateneo: parlo per me e parlo di quello che so. Quello che so è che esistono svariati episodi, alcuni facilmente accertabili, di favoritismo, nepotismo, clientelismo per i quali urgono provvedimenti netti e inequivocabili (e in alcuni casi l´ho appreso grazie a "Repubblica"). E che invece ci sono situazioni per le quali parlare di «nepotismo» è una solenne stupidaggine. Per esempio per chi ha fatto carriera in settori disciplinari diversi da quelli del «parente»; ma soprattutto per le donne che, coniugandosi con un collega conosciuto nell´ambiente di lavoro, hanno assunto anche il cognome del marito: dare per assodato che la loro carriera sia stata condizionata dal potere del congiunto maschio mi pare insultante (tenuto conto, oltretutto, che le amanti e gli amanti in carriera dei baroni conservano solitamente il loro cognome di nascita). E perché, poi, escludere una linea matrilineare di trasmissione del potere accademico? Quello che so è che il sistema attualmente vigente in Italia per il reclutamento dei ricercatori è su base locale e non dà sufficienti garanzie di trasparenza ed equità. E che approfittando di questo sistema sono potute entrare all´università persone che non avrebbero avuto titolo a farlo. Ma che, proprio vagliando il funzionamento di questo sistema e considerando la trafila pluriennale e già selettiva che richiede l´accesso alla carriera universitaria (per non dire di quanto allettante possa essere, per un giovane studioso straniero, un salario da mille-milleduecento euro e un trasferimento in una delle città con la peggiore qualità della vita d´Europa) è ridicolo ritenere che a questi concorsi si sarebbero dovuti presentare frotte di concorrenti (c´è chi su questo argomento ha fornito su queste pagine delucidazioni esaurienti). So ancora che con questo sistema di reclutamento hanno invece intrapreso la loro carriera universitaria a Palermo anche studiosi eccellenti, molti dei quali avevano anche dieci anni di formazione e ricerca post lauream alle loro spalle; in alcuni casi, visto il profilo scientifico che possono vantare, il loro incardinamento nell´ateneo palermitano è un vanto per l´ateneo stesso, non certo un´onta. Imputare indifferentemente ai ricercatori la «colpa» di avere usufruito di questo canale di selezione (come se ce ne fosse stato uno alternativo!) mi pare quantomeno fuorviante. Per chiudere questa già lunga premessa, tuttavia, non posso non indicare una fonte pubblica e accessibile di informazioni su ricercatori e docenti dell´università cittadina: il Catalogo di ateneo, documentazione delle pubblicazioni sulla quale annualmente si è valutati - con l´attribuzione di un punteggio che, se inferiore a determinate soglie, sbarra l´accesso a fondi di ricerca, commissioni di dottorato, eccetera - consultabile nel sito www.unipa.it. Non sarà difficile, scorrendo le pubblicazioni scientifiche, comprendere chi ha un posto all´università per merito e chi ce l´ha per ventura. Ma mi ero ripromesso di soffermarmi sugli effetti di questa polemica. Tra una precisa denuncia dei numerosi e più o meno clamorosi casi di corruttela occorsi in questi anni nell´ateneo di Palermo (opportuna e inderogabile, torno a dire) e una generica tirata, inevitabilmente sintetizzabile nella nota formula «è tutto un magna magna anche, se non di più, all´università», ho l´impressione che la summenzionata opinione pubblica di casa nostra era quest´ultima (la tirata, intendo) che non vedeva l´ora di sentirsi raccontare (e, specularmente, c´era probabilmente un discreto numero di accademici corrotti e maneggioni ai quali non è parso vero di potere chiamare l´intera corporazione a fare fronte comune, per potersi mimetizzare ancora una volta tra le persone per bene). Cosa offrire di meglio, di questi tempi, alla borghesia cittadina, per la gran parte improduttiva e parassitaria, corrotta e compromessa, compromissoria e mestatrice già nella sua maniera di stare al mondo (nella sua ontologia, verrebbe da dire) se non nei suoi comportamenti quotidiani e nelle sue relazioni sociali, di questo grande lavacro pubblico della propria falsa (e assai sozza) coscienza? E finanche a buona parte di quella più colta e sensibile, «progressista e di sinistra», sprofondata da tempo in un allarmante sonno politico, la quale non aspettava altro che un nuovo motivo sul quale continuare a cullarsi? Il darsi di gomito ammiccante, dopo la lettura dei giornali, degli esponenti della classe dirigente di una città in piena bancarotta amministrativa, economica, civile è stato il penoso spettacolo al quale si è assistito nei giorni scorsi. Pur con tutti i suoi limiti e le sue e le sue prudenze, il movimento "anti-Gelmini" sta avendo comunque il merito di scuotere dal torpore una nazione assopita. E a Palermo, insieme alle mobilitazioni sociali dei mesi scorsi e all´attività delle associazioni contro il pizzo, sembra essere l´unico elemento di vitalità politica in un contesto di conclamato coma civile. Se non riconoscenza o consenso, mi pare che gli si debba quantomeno un minimo di rispetto.

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università, lezione in piazza contro i tagli - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Napoli Università, lezione in piazza contro i tagli Folla al Plebiscito, prof e studenti: ecco che cosa andrà perduto Oggi altre manifestazioni che culmineranno con una notte bianca BIANCA DE FAZIO Per protestare contro i tagli al mondo dell´università e della ricerca i professori e i ricercatori dell´ateneo Federico II hanno portato in piazza quanto hanno di più prezioso: gli studenti. Anche loro mobilitati - talvolta con le occupazioni, tal altra con le iniziative comuni ai prof - contro le politiche del governo sulla conoscenza. Ce n´erano centinaia, ieri mattina, in piazza del Plebiscito. Dove «la cultura è scesa in piazza» per mostrare ai passanti, ai curiosi, ai cittadini, cosa nelle università si produce e cosa rischia di sparire sotto la scure dei tagli indiscriminati. Decine di professori e centinaia di studenti impegnati a spiegare, sperimentare, ragionare. Un «bancariello» per ogni materia. «Qui parliamo di Ingegneria. Fate domande», invitava ad esempio uno dei gazebo. Ma gran parte delle postazioni schierate dinanzi Palazzo Reale era di corsi di laurea della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Che ha deliberato lo stop alla didattica tradizionale, in questa settimana, e ha lanciato il «comitato bancarielli» che ha portato la cultura in piazza coinvolgendo nell´iniziativa anche altre facoltà, da Farmacia a Veterinaria, da Agraria a Lettere. Proprio i docenti di Lettere precisano, però, che la loro partecipazione alla giornata di mobilitazione è stata a titolo personale e in orario extracurriculare, visto che il preside della facoltà non ha accettato di interrompere la didattica, come chiesto, invece, dal Consiglio di facoltà. Una manifestazione efficace soprattutto quanto a visibilità e a dimostrazione che le varie anime componenti dell´università sono compatte contro la Gelmini. E compatti parteciperanno venerdì alla manifestazione nazionale di Roma, dove giungeranno chi coi pullman organizzati dai sindacati chi coi treni. E proprio i treni sono stati ieri oggetto di lunghe trattative tra Trenitalia e gli studenti: i ragazzi delle sedi universitarie occupate sono andati in corteo fino alla stazione centrale, per chiedere treni speciali che li portassero a Roma, venerdì. Ma Trenitalia ha messo sul tavolo solo uno sconto del 30 per cento sul biglietto di quattro treni. «Troppo poco - replicano i collettivi studenteschi - il 30 per cento è l´equivalente dello sconto comitiva. Noi partiremo in migliaia, e pagheremo quanto potranno le nostre tasche precarie. Se non ci sarà permesso partire, il nostro disagio si rovescerà sulla città». Un annuncio che suona anche come una minaccia. Intanto, per finanziare la trasferta e la prosecuzione della protesta sono in programma, oggi, una lunga serie di eventi che culmineranno nella «notte bianca contro la legge 133». Primo appuntamento, alle 13 a San Marcellino per un pranzo sociale. E via con musica e immagini «in movimento» a Lettere (ore 16), aperitivi a palazzo Giusso (ore 18), cena sociale a piazza San Domenico Maggiore (ore 20), fino ai concerti, agli spettacoli, al teatro di strada, agli eventi organizzati dagli studenti nelle vie del centro antico. Tutto culminerà, dalle 24 in poi, nella festa programmata nella facoltà di Architettura, a via Monteoliveto. E le vie del centro antico saranno scenario, anche dalle 15.30 in poi, dell´ennesima protesta del mondo della ricerca. Il coordinamento dei ricercatori precari (non solo delle università, ma anche dei centri di ricerca), la Cgil e la Uil hanno organizzato un evento che, oltre alle lezioni in piazza, prevede di offrire a tutti, passanti compresi, di calpestare questi lavoratori: grandi fotografie di ricercatori all´opera saranno stese a terra, come tappeti nella piazza, perché la gente vi passi sopra «come sta facendo il governo». Contro i cui provvedimenti i Verdi lanciano, proprio a Napoli, la raccolta di firme per l´abolizione della riforma Gelmini. Sin dalle 11, in piazza Augusteo, ci saranno il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma e la portavoce nazionale dei Verdi, Grazia Francescato. Ma nel giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge sulle «Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca», i vertici dell´Istituto universitario Orientale, il rettore Viganoni ed i presidi delle varie facoltà, rendono pubblico l´ennesimo documento «contro». Parlano del «perdurare di politiche unicamente punitive nei confronti del sistema universitario nazionale» (proprio in relazione all´ultimo decreto), ribadiscono «la volontà di continuare a manifestare il loro dissenso, nelle forme che saranno di volta in volta individuate come le più efficaci e comunque sempre ispirate al civile confronto e aperte al dialogo tra le istituzioni». Dunque rettore e presidi «auspicano che cessino le occupazioni di sedi, che gli studenti tutti, e in particolare le matricole, possano frequentare le lezioni e sostenere gli esami; che gli studiosi possano veder rimossi gli ostacoli che una occupazione inevitabilmente determina nelle attività collegiali di ricerca».

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università, prof con lo sponsor. e l'onda brucia la "pupazza" gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Università, prof con lo sponsor. E l´Onda brucia la "pupazza" Gelmini Professori con lo sponsor. Succede all´Università di Genova, dove si moltiplicano i casi di cattedre finanziate da privati, siano essi fondazioni o aziende. Soggetti che investono centinaia di migliaia di euro su posti di professore ordinario o associato, che ancora non esistono e che vengono poi realizzati attraverso concorsi pubblici. Il caso raccontato qui è quello di un corso di chirurgo vascolare realizzato alla facoltà di Medicina ma a Ingegneria il fenomeno pare essere ancora più diffuso. BOMPANI E PREVE A PAGINA IV

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l'onda all'assalto della fiera e stasera "brucia" la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Genova Gli studenti sfileranno in via Balbi con il pupazzo del ministro L´Onda all´assalto della Fiera e stasera "brucia" la Gelmini L´Onda parte da piazzale Kennedy al mattino e la "pupazza" con la faccia da ministro percorrerà le vie del centro in serata. La protesta degli studenti oggi riprende vita con due appuntamenti. Il primo è relativo alle voci che ieri si susseguivano circa il possibile arrivo a Genova del ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini per l´apertura in Fiera di Abcd, il Salone dell´educazione. Anche se si tratta solo di voci l´Onda degli studenti medi e universitari si è data appuntamento per le 9 in piazzale Kennedy davanti alla Fiera. Il programma della mattinata dipende evidentemente dalla presenza o meno del ministro. La Gelmini sarà invece presente, ma sotto forma di fantoccio, questa sera a partire dalla 21.30 in via Balbi. Sarà, il fantoccio, il protagonista di una irriverente processione. Al centro ci sarà appunto la "Pupazza dell´ignoranza" alta 4 metri e con il volto del ministro Gelmini, animata da un figurante e creata dalla scultrice Lu e dal fabbro Erica. La pupazza sfilerà in via Balbi, per poi attraversare piazza della Nunziata, e poi percorrere la galleria per arrivare in piazza Fontane Marose e quindi in piazza Deferrari dove sarà bruciata. In questo caso il programma è vincolato alle condizioni meteo. In caso di poggia la pupazza, invece che bruciata sarà inzuppata dai manifestanti.

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piano scuola, scintille in regione - ava zunino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Piano scuola, scintille in Regione Accorpamenti e riorganizzazioni. Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" Accorpamenti e riorganizzazioni. Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" AVA ZUNINO Il nuovo è servito: nel prossimo autunno, dall´inizio del nuovo anno scolastico le istituzioni scolastiche (primarie e superiori) della Liguria saranno riorganizzate secondo le previsioni delle norme nazionali che stabiliscono come gli istituti debbano avere tra i 500 ed i 900 alunni, prevedendo lo scorporo per le realtà con alunni in eccedenza e l´accorpamento per chi invece è sotto ai cinquecento iscritti. Con la possibilità di avere deroghe, che sono state concesse per le piccole scuole dell´entroterra. Il piano è stato approvato ieri mattina dal consiglio regionale, con il voto contrario del centrodestra che con un intervento del capogruppo di An Gianni Plinio ha anche cercato di rinviare l´adozione del piano e poi, una volta che l´aula ha respinto la richiesta, di fare ostruzionismo. Alla fine però il piano è passato nonostante le critiche del centrodestra. Perché il piano avrebbe dovuto essere rinviato a data da destinarsi? «Il decreto Gelmini che prevedeva il commissariamento delle Regioni inadempienti entro il 30 novembre, è stato rimandato. Possono esserci istituti che oggi sono appena al disotto del minimo necessario a non essere accorpati e magari l´anno prossimo possono avere più iscritti e dunque mantenere la loro autonomia», ha detto Plinio. E il suo collega Alessio Saso ha fatto l´esempio della scuola media Boine, in Provincia di Imperia, che viene accorpata con due elementari. Il vice presidente della giunta e assessore all´istruzione, Massimiliano Costa, in aula ha replicato che questo piano: «stabilizza e rafforza le scuole della Liguria per i prossimi anni, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini. Non si chiuderà alcun plesso nemmeno quelli piccoli dell´entroterra e ovunque si mantiene il servizio agli studenti e alle famiglie: si rafforzano le scuole deboli e si salvaguardano gli istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale». Costa ha anche sottolineato che il piano ha recepito le indicazioni delle quattro Province: «proponendo solo alcune soluzioni alternative con la massima condivisione». Cosa questa che è stata negata da Plinio di An. A a bollare senza pietà il piano è l´associazione nazionale dirigenti della scuola, con un documento firmato da Nicolò Scialfa (vice presidente del consiglio comunale, eletto in Rifondazione e passato a Italia dei Valori), che lo considera squilibrato rispetto a quello proposto dalla Provincia di Genova». Plinio in particolare ha criticato lo smembramento della Bertani-Ruffini. Costa ha replicato: «La media Bertani-Ruffini di Genova mantiene la sua autonomia e la ex scuola media Ruffini, che si trova in un´altra municipalità, contribuirà a comporre il nuovo istituto comprensivo di via Burlando». Fi, attraverso Luigi Morgillo, ha criticato anche l´accorpamento del nautico di La Spezia (calato sotto alla soglia dei 200 iscritti) all´istituto tecnico industriale: «così non avrà più visibilità». La Provincia di La Spezia aveva chiesto una deroga che è stata negata. Gino Garibaldi, Fi, ha criticato gli accorpamenti delle direzioni in Val d´Aveto. A fine seduta il consiglio ha approvato all´unanimità una proposta di Luigi Cola, Pd, che chiede alla giunta e al presidente Burlando di «promuovere azioni più adeguate nei confronti delle Province liguri, delle aziende di trasporti e di Trenitalia, affinché su possa estendere a tutto il territorio ligure l´abbonamento a basso costo per gli studenti che intendono usufruire dell´integrazione fra autobus e treno».

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torna crash con uno striscione sulle due torri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna La protesta In piazza di nuovo il 22 novembre Torna Crash con uno striscione sulle Due Torri Crash torna a farsi sentire. Uno striscione con su scritto "We love the space"che svolazza tra le Due Torri e volantini lanciati dalla terrazza degli Asinelli. Il laboratorio occupato di via Zanardi annuncia così la manifestazione del 22 novembre. Tra dieci giorni, infatti, l´intenzione è di mettere in piedi una "street parade per la riappropriazione", spiegano i ragazzi di Crash. Il percorso è ancora da definire, ma il concentramento è già fissato per le 17,30 all´angolo tra via Indipendenza e via Righi. Quella di sabato sarà una "piazza aperta", dalla quale Crash individuerà "obiettivi dimostrativi pubblici". In vista del 22, intanto, il collettivo annuncia altri appuntamenti in cantiere: il primo domani, con una "Reclaim the street" alle 18 in piazza Verdi in cui i ragazzi torneranno a "vivere" la piazza. Poche ore dopo invece (alle 23), davanti via Zamboni 38, si ritroveranno gli studenti e i collettivi universitari che in nottata partiranno per Roma dove il giorno dopo si svolgerà la manifestazione nazionale contro la Gelmini. La trattativa con Fs per il prezzo dei biglietti è ancora in corso. Dopo i manifesti "Sensi unici contro la crisi", apparsi qualche notte fa nel centro della città, la campagna "La direzione giusta" portata avanti dal centro sociale si rimette in moto. "Lo striscione che vola grazie ai palloncini - ha spiegato Giuseppe di Crash - rappresenta la condizione di precarietà vissuta da studenti, precari e migranti: appesi a un filo". (alessandro cori)

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la protesta degli studenti universitari dalle piazze invade blog e siti internet e la lezione della hack finisce su you tube - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina IX - Bologna La protesta degli studenti universitari dalle piazze invade blog e siti internet e la lezione della Hack finisce su You tube Domani in piazza Verdi si faranno vedere gli "invisibili", quelli che di solito sono nascosti nei laboratori e in biblioteca ILARIA VENTURI LA lezione di Margherita Hack in piazza Puntoni su You Tube. I ricercatori di chimica che in piazza Maggiore intervistano i passanti, mentre il professor Vincenzo Balzani fa lezione, e il video che finisce sul loro blog «No 133 Bologna». «Volete un consiglio? Non tenete tutto chiuso dentro l´università, fatevi capire», una delle testimonianze. Gli studenti di Scienze politiche che comunicano in scipolmove. noblogs. it: c´è tutto, dagli appuntamenti alle analisi politiche. E il dibattito in www. repubblica. bologna. it. La protesta degli universitari corre via Internet. L´ultimo nato, dagli studenti di Lettere ma di Ateneo, è il blog labomove. noblogs. org. Poi c´è il «No Gelmini» ospitato in My Space, definito di umore combattivo. I ricercatori del Cnr raccolgono «volti» in www. laricercacalpestata. it, l´ironico e drammatico video dei precari dell´Inaf di Bologna è visibile in www. iasfbo. inaf. it. I ricercatori e i professori a contratto di Scienze della comunicazione dialogano nel gruppo di Google «Ddc Bologna», dove si trova il documento dei «diversamente strutturati», ovvero precari, del dipartimento. E proprio gli universitari «invisibili» dell´Alma Mater si faranno vedere domani in piazza Verdi: dalle 10, per mezz´ora, e dalle 11.30, per un´ora, di fronte all´ufficio professori a contratto verranno organizzate brevi e divertenti lezioni; alle 10.30 performance ludica in cui studenti e ricercatori, «quelli che di solito sono nascosti nei laboratori e nelle biblioteche», racconteranno vicende di ordinaria precarietà all´Alma Mater. La mobilitazione continua in vista dello sciopero e della manifestazione a Roma di venerdì. Il movimento tratta con le Ferrovie per biglietti a prezzi scontati e lancia l´autofinanziamento con le notti bianche ieri a Scienze politiche e stasera a Lettere. L´appuntamento è giovedì alle 23 in piazza Verdi per poi andare in stazione. Oggi Moni Ovadia incontrerà gli studenti alle 15 all´aula A di viale Berti Pichat. A Giurisprudenza alle 15 lezione di Massimo Pavarini su «Stato di diritto, stato di polizia». A Statistica, oggi alle 20 seminario sulle risorse dell´università italiana con il professor Carlo Filippucci; domani, alle 20, dibattito «La funzione dell´università pubblica» con i docenti Ignazio Drudi e Giorgio Tassinari. Domani, alle ore 16, all´aula magna Ciamician, il chimico Dario Braga, candidato al rettorato, terrà la prima delle sue «Lezioni di università»: «Con la protesta in tanti, non solo studenti, vogliono conoscere come funziona l´università, com´è governata e quanto costa». SEGUE A PAGINA V

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All'azienda servono tecnici (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2008-11-12 - pag: 29 autore: Scuola. All'Orientagiovani di Genova le strategie di Confindustria per sviluppare competenze scientifiche All'azienda servono tecnici Tra domanda e offerta di lavoro un gap di oltre 180mila giovani Giuliano Balestreri MILANO In Italia è emergenza tecnico- scientifica: negli ultimi 15 anni gli iscritti agli istituti tecnici sono crollati eppure non è diminuita la richiesta di competenze specializzate. Da un picco di 230mila diplomati a metà degli anni novanta si è scesi 169mila del 2007, con il sorpasso, nel 2003, del numero di iscritti al liceo ai danni degli iscritti agli istituti tecnici. Un calo dovuto soprattutto a «pregiudizi culturali » spiegano gli esperti. Un'emorragia che colpisce anche le immatricolazioni universitarie nelle scienze di base (matematica, fisica e chimica) e che sarà al centro della prossima giornata nazionale di Orientagiovani, l'incontro per aiutare le scelte degli studenti organizzato da Confindustria, quest'anno a Genova, il 14 novembre. Un appuntamento che servirà a capire cosa succede ai ragazzi tra i 5 e i 18 anni perché «da bambini – dicono scienziati e ricercatori – tutti vogliono giocare al piccolo chimico, mentre all'ultimo anno di liceo fanno gli scongiuri perché alla maturità non ci sia la prova di fisica». Se l'emergenza scientifica è esplosa negli ultimi 15 anni, il problema è invece iniziato nel 1923 con la riforma della scuola di Giovanni Gentile «che ha abrogato l'istituto tecnico sezione tecnicoscientifica per istituire il liceo dove si studia più latino che scienza. Con un colpo di spugna si è cancellata la scuola di Fermi e Voltaire», dice Luigi Berlinguer, ministro dell'istruzione dal 1996 al 2000 e oggi presidente del comitato per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica. «L'Italia ha bisogno di un vero liceo scientifico – continua Berlinguer –, quando ero ministro avevamo approvato la legge sul riordino dei cicli scolastici. Mancava il decreto attuattivo, ma la normativa è stata poi abrogata». Fanno eco all'ex ministro, il preside della facoltà di Scienza di Tor Vergata a Roma Nicola Vittorio (animatore tra l'altro del progetto lauree scientifiche) e Giovanni Sedioli già preside dell'Istituto Tecnico Aldini Valeriani e Direttore del Museo del Patrimonio industriale di Bologna: «Ci sono due problemi. Uno è culturale, l'altro è di approccio alle materie e di conseguenza riguarda l'insegnamento ». Eppure –secondo laricerca di Confindustria – per l'intero 2008 le aziende italiane hanno programmato di assumere 335.280 diplomati, di cui 323.492 provenienti dagli istituti tecnico professionali. L'offerta, però, si ferma a 142.218 studenti «e le imprese evidenziano una carenza su tutta la filiera produttiva», incalza Sedioli che osserva: «C'è una netta sottovalutazione della componente culturale tecnologica, come se fosse di serie B. Inoltre le famiglie spingono perché i giovani si iscrivano al liceo, soprattutto per posticipare il tempo delle scelte di vita». Una situazione alla quale si aggiunge il fatto che per molti l'impiego da neodiplomati, è più un rischio che un'opportunità. La situazione non è migliore sul fronte universitario delle scienze di base. Se è vero dal 2001 le immatricolazioni sono tornate a crescere, la situazione resta difficile: «Il problema è l'orientamento – spiega Vittorio –. La gente crede siano materie inutili sulle quali pesa l'incognita del futuro professionale». A preoccupare gli studenti le prospettive di lavoro, «o meglio l'immagine che si è creata – prosegue il preside –. Oggi un ricercatore ha uno stipendio basso con una difficile prospettiva di carriera». Uno dei principali obiettivi di Orientagiovani diventa così quello di dimostrare «quanto sia ampio lo spettro di attività alle quali si può accedere con una laurea in matematica », dice Vittorio sottolineando come le capacità del problem solving siano richieste sul mercato, «ma forse per cambiare la situazione basterebbe restituire ai ricercatori la dignità che meritano ». Un altro problema riguarda l'insegnamento «perché i bambini nascono curiosi prima che la loro voglia di scoprire le cose venga uccisa dalla scuola», osserva Berlinguer. Insomma per salvare il panorama tecnico scientifico italiano bisognerebbecambiare il metodo d'apprendimento, «mettendo lo studente al centro delle lezioni» dice Vittorio, «ma è fondamentale dimostrare gli esperimenti in laboratorio » incalza Berlinguer. Insomma anche la scuola dovrebbe recuperare il metodo di Galileo: passare dall'osservazione alla sperimentazione per arrivare alla formulazione di una teoria prima di verificarla in modo inconfutabile. Berlinguer insiste anche perché vengano moltiplicate le iniziative come il Festival della scienza di Genova, «dove la gente impara divertendosi». Ma un ruolo importante spetta al Governo: «Il ministro Fioroni aveva stanziato 15 milioni per finanziare i laboratori scolastici. Il ministro Gelmini sembra favorevole a mantenere questa rotta: è fondamentale per restituire al Paese la cultura tecnico scientifica che merita ». giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLI INTERVENTI Nicola Vittorio (Preside di scienze a Tor Vergata): «Per invertire le rotta bisogna restituire ai ricercatori la dignità che meritano»

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Gelmini apre, sindacati divisi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore: Università. Il ministro tende la mano su stabilizzazione dei precari e rinnovo del contratto, a Berlusconi la decisione finale Gelmini apre, sindacati divisi Cisl e Uil disponibili a trattare, ma la Cgil è ferma sullo sciopero di venerdì ROMA L'unità sindacale che si era realizzata sulla scuola rischia di andare in fumo sull'università e la ricerca. Cisl e Uil, infatti, si sono dette disponibili a sospendere lo sciopero generale di venerdì qualora il Governo "sbloccasse" le partite sulla stabilizzazione dei precari e sui rinnovi contrattuali in sospeso e avviasse tavoli tecnici di confronto sulla riforma degli atenei e sulle risorse per la ricerca. Mentre la Cgil si è mostrata ferma sul proposito di scendere in piazza. Per ora la revoca della manifestazione nazionale fissata per il 14 novembre a Roma è solo un'ipotesi.Che è emersa ieri sera al termine di un vertice tra il responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Nel corso del quale è stato lo stesso ministro a proporre «di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi». Possibiliste si sono dichiarate due sigle confederali su tre. Per Alberto Civica (Uilpa) «è una questione di merito, nient'altro. Se il ministero ci verrà incontro su una piattaforma che abbiamo definito – ha spiegato – revocheremo lo sciopero su università e ricerca, altrimenti andremo avanti». Sulla stessa linea Antonio Marsilia (Cisl università). Opposto il parere di Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil) che ha abbandonato il tavolo reputando del «tutto insufficienti » le aperture della Gelmini perché «complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Gelmini a parte, la parola passa ora al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e al premier Silvio Berlusconi. Saranno loro, d'accordo con il titolare dell'Economia Giulio Tremonti, a dover quantificare le risorse finanziarie a disposizione per stabilizzare i precari della ricerca e procedere ai rinnovi contrattuali ancora in sospeso. La risposta definitiva è attesa per giovedì quando ci sarà un nuovo incontro tra le parti a cui parteciperà anche Brunetta. In quella sede si deciderà anche sulle sorti dello sciopero previsto per l'indomani. Certo è che un'eventuale risposta positiva potrebbe significare l'avvio del dialogo anche su altri aspetti della riforma Gelmini su università e ricerca: dalla rimodulazione dei tagli imposti dalla manovra d'estate alla condivisione dei contenuti dei Ddl con cui verranno recepite le linee guida rese note dal ministro dell'Istruzione giovedì scorso,fino alla modifica di alcune parti del decreto legge 180 (in vigore da ieri), ad esempio il divieto di procedere ad assunzioni per gli atenei con un costo del personale superiore al 90% del finanziamento statale. Una disposizione che le sigle sindacali vorrebbero diventasse più flessibile. Nel frattempo il Dl 180 è arrivato al Senato. Dopo il parere della commissione Affari costituzionali sulla presenza dei presupposti di necessità e urgenza, il testo verrà assegnato alla commissione Istruzione. Già scelto il nome del relatore: sarà Giuseppe Valditara. Chiamato a dare un giudizio sul testo l'esponente del Pdl vede con favore la «piramide rovesciata» che si punta a creare con la scelta di premiare soprattutto i giovani ricercatori. Sia sbloccando le 2.300 assunzioni già deliberate ma mai eseguite, sia stabilendo che sia destinato a queste figure il 60% dei posti creati con l'innalzamento del blocco del turn over dal 20 al 50 per cento. Novità, infine, anche sul fronte scuola. L'aula del Senato ha approvato in maniera bipartisan un emendamento alla legge di conversione del Dl 154 per il contenimento della spesa sanitaria e delle autonomie locali, che rinvia al 2010-2011 l'avvio del piano diridimensionamento degli istituti scolastici, previsto in precedenza per il 2009-2010 (inclusa la chiusura degli istituti con meno di 50 alunni), e cancella il commissariamento automatico fissato originariamente per le Regioni inadempienti. Il piano in esame dovrà essere concordato in sede di Conferenza unificata entro il 15 giugno 2009. Fermo restando l'obbligo per tutti gli istituti scolastici di comunicare entro il 31 dicembre 2008 gli interventi necessari per quanto riguarda le spese del personale non docente e amministrativo per conseguire gli obiettivi di finanza pubblica. Eu. B. ASCOLTATE LE REGIONI Al Senato voto bipartisan su un emendamento che rinvia al 2010-2011 il ridimensionamento degli istituti Ministro dell'Istruzione. Mariastella Gelmini CONTRASTO

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Come cambia la scuola: il libro è anche web (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore: In edicola. L'instant book del Sole 24 Ore Come cambia la scuola: il libro è anche web U n libro interattivo. Che offre una panoramica su tutte le novità che interessano la scuolae l'università.E,allo stesso, apre una finestra esclusiva su internet dove il lettore può seguire giorno per giorno l'evoluzione delle scelte legislative e della discussione che interessa forze politiche, famiglie e mondo dell'istruzione.Lo sguardo d'assieme e l'aggiornamento:a questa duplice esigenza risponde «Come cambia la scuola. Domande e risposte», il nuovo instant book realizzatodopo «La Grande Crisi» - dai giornalisti del Sole 24 Ore. In edicola al prezzo di 4,90 euro, il libro concilia lo stile divulgativo con il confronto di idee. è, infatti, una guida per capire i punti chiave del progetto del ministro Mariastella Gelmini, dal maestro unico nelle elementari al riordino delle superiori, dal finanziamento meritocratico degli atenei reclutamento dei docenti. Edè uno strumento utile per orientarsi nel dibattito pubblico, cogliendone i differenti punti di vista tra istanze riformatrici, esigenze di compatibilità finanziaria e proteste di studenti, insegnanti e rettori. L'instant book ha un completamento quotidiano sul web.All'interno del libro i lettori trovano un codice che consente per un mese l'accesso gratuitoa un'area riservata del sito internet del Sole 24 Ore dove sono raccolti gli aggiornamenti su scuola e università: articoli pubblicati dal quotidiano, documentazione legislativa e analisi degli esperti. Non solo. Con lo stesso codice, sempre gratuitamente e per trenta giorni, è possibile consultare le banche dati del Sole 24 Ore e accedere ai contenuti esclusivi della sezione online Premium 24.

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La qualità della ricerca bussola per allocare i fondi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore: INTERVENTO La qualità della ricerca bussola per allocare i fondi di Salvatore Vassallo* C ome ha scritto Salvatore Settis nell'articolo pubblicato dal Sole 24 Ore ieri, l'Università italiana soffre di due seri problemi strutturali: un livello di investimento complessivo tra i più bassi nell'area Ocse, una autonomia degli atenei degenerata in localismo. Il rapporto 2008 dell'Ocse "Education at a Glance" ricorda che la spesa pubblica per l'istruzione superiore è stata nel 2005 in Italia pari allo 0,6% del Pil, quella privata pari allo 0,3%: decisamente sotto la media dei paesi censiti (1,1 + 0,4). Gli Stati Uniti, il cui sistema universitario è giustamente preso a modello dai riformatori italiani, investivano risorse pubbliche per l'1%del Pil,sommate ad un 1,9 conferito da soggetti privati. Pur in un momento di crisi economica, Obama promette consistenti risorse aggiuntive. Fa lo stesso la Francia di Sarkozy che ha deciso di considerare «l'insegnamento superiore e la ricerca la prima priorità di bilancio del governo, con un impegno supplementare di 1,8 miliardi di euro nel 2009, 2010 e 2011», «per fare della conoscenza il pilastro di una crescita duratura e dello sviluppo sociale ». Un impegno accompagnato da 5 miliardi di investimenti per ammodernare 10 campus universitari. Le risorse di cui dispone l'Università italiana sono insufficienti ma anche mal canalizzate. L'allocazione dei finanziamenti tra gli atenei è totalmente basato sulla spesa storica, senza riferimenti agli output; la spesa per il personale pesa troppo, quella per il diritto allo studio troppo poco; la remunerazione dei docenti è rigida, non ricompensa l'impegno e la qualità del lavoro inducendo i ricercatori più ambiziosi o più dotati a cercare riconoscimenti altrove; la composizione del corpo docente ha una struttura cilindrica anziché a piramide (ordinari, associati e ricercatori sono quasi in egual numero); meccanismi di selezione distorti tendono a generare conformismo e indolenza. Ma, ormai dovremmo saperlo, non è modificando le procedure di concorso che si riattivano comportamenti virtuosi. Tutte le possibili varianti sono state già tentate, compreso il sorteggio, senza sortire gli effetti astrattamente auspicati. Si tratta semmai, come ha spiegato la commissione Muraro, di ampliare l'autonomia degli atenei (e al loro interno di facoltà e dipartimenti) rendendo al tempo stesso molto più incisivi i meccanismi di valutazione ex post, facendone discendere una allocazione delle risorse basata sui servizi didattici offerti e sulla qualità della produzione scientifica misurata secondo standard internazionali. Solo così si possono sollecitare le strutture meno virtuose a rinnovarsi e consentire alle punte di eccellenza di acquisire maggiore reputazione fuori dai nostri confini. All'università serve insomma una drastica cura meritocratica che porti in dieci anni ad allocare l'intero fondo statale in base all'output piuttosto che alla spesa storica. Ma serve anche, parallelamente, uno sforzo per allineare l'investimento complessivo ai livelli di paesi comparabili al nostro, ampliando, come si è iniziato a fare, soprattutto la spesa per borse di studio e per l'edilizia. Un investimento per il futuro utile anche a rilanciare, nel breve termine, l'economia reale in una fase di stagnazione. Riforme del genere richiedono un ampio consenso. D'altro canto in questo campo riformisti e conservatori non sono divisi secondo le tradizionali linee politiche. Di sicuro non è e non sarà il Pd a frenare riforme lungimiranti, inserite dentro un piano di medio termine, prevedibile nel suo svolgimento, che consenta alle università di adeguare, se ne sono capaci, i loro comportamenti. Il governo fino ad ora ha fatto l'esatto contrario. Con il decreto Ici e la manovra di luglio, ha imposto un taglio lineare, identico per le università virtuose e quelle inefficienti, di dimensioni tali da mettere in ginocchio le une e le altre. In particolare, mentre l'intervento è modesto nel 2009 e nel 2011, per il 2010 implica una contrazione delle risorse statali del 10,6%. Considerando che una parte consistente dei trasferimenti coprono spese non comprimibili, anche le università più oculate dovrebbero quindi ridurre in un anno di circa il 50% le spese di funzionamento. Se il decreto Gelmini costituisce il primo passo di una marcia indietro sui tagli a casaccio e l'inizio di una profonda, prevedibile e ragionata strategia di riforma deve essere salutato con favore. Per il momento si devono registrare segnali positivi misti a propaganda e improvvisazione. Basta dire che il decreto, "approvato" dal Consiglio dei ministri il 6 novembre, è stato consegnato al Presidente della Repubblica per la firma, dopo ripetuti rimaneggiamenti, solo la sera del 10. Con il decreto Tremonti di luglio il fondo per le borse di studio aveva subito una riduzione di 40,1 milioni di euro, quello per il sostegno alla mobilità dei giovani di 9,7 milioni. Ora il primo viene reintegrato, ma solo per il 2009, con 135 milioni di euro, per un investimento aggiuntivo, dunque, in realtà, di 85 milioni. Il Fondo per alloggi e residenze per gli studenti universitari che la finanziaria riduce di 12,5 milioni, viene reintegrato dal decreto Gelmini con 65 milioni (le risorse aggiuntive rispetto al 2008 sono quindi 52,5 milioni). Entrambe ottime scelte, che il Pd aveva chiesto con emendamenti alla finanziaria solo due settimane fa, ricevendo allora un diniego. è del tutto condivisibile la decisione di inibire agli atenei che si sono già caricati di una spesa per stipendi superiore al consentito di mettere nuovi posti a concorso. L'ampliamento dei margini per il turnover e l'assunzione di nuovi ricercatori è un buon segno, ma i suoi effetti sono destinati ad essere meno incisivi di quanto è stato dato a vedere, per ragioni che ha spiegato sul Sole 24 Ore ieri Gianni Trovati (p. 21). Molto bene, infine, che si allochi una parte non piccola (il 7%) del fondo per le Università sulla base di indicatori dell'offerta didattica e della produzione scientifica. Il decreto è piuttosto vago in realtà sui metodi per misurare le performance didattiche mentre avrebbe potuto riferirsi ad un modello già formalizzato e approvato dalla Crui nel 2004. è comunque una strada su cui occorre insistere, purché nel frattempo non vengano indebolite in misura esiziale anche le parti sane del malato che si vuole curare. * Professore ordinario Università di Bologna e deputato Pd CURA DRASTICA In dieci anni occorre distribuire le risorse statali in base agli output prodotti invece che alla spesa storica

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Scuola, 15 mila stranieri in più Dominici: un errore le classi ponte (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il progetto La Provincia investirà 4 milioni per facilitatori linguistici e corsi aggiuntivi di italiano Scuola, 15 mila stranieri in più Dominici: un errore le classi ponte La direttrice regionale: la vera integrazione si fa stando assieme «Per evitare le sezioni ghetto è sufficiente distribuire meglio gli immigrati: nella prossima circolare sulle iscrizioni ci potrebbero essere alcune novità» Al Bertarelli progetto pilota di inserimento La scuola e un altro anno difficile. Più studenti stranieri (in Lombardia sono 15 mila in più rispetto al 2007), meno facilitatori linguistici (a Milano sono 98, erano 600 una decina di anni fa), sezioni «ghetto» in aumento. «Ma le classi ponte — sostiene il direttore scolastico regionale, Annamaria Dominici — non sono la soluzione: la vera integrazione si fa stando insieme, uno accanto all'altro». La responsabile della scuola lombarda e il suo no alle «sezioni di inserimento» per i piccoli immigrati. Lo dice senza timore, «perché il modello lombardo è un altro». E lo fa al Bertarelli, l'istituto superiore con oltre il 50 per cento di iscritti extracomunitari scelto dalla Provincia per inaugurare il suo progetto «Non uno di meno»: 4 milioni di euro per insegnare ai «nuovi arrivati» (delle superiori e di terza media) la lingua italiana. Un aiuto all'integrazione. Sono in arrivo 500 facilitatori, corsi di formazione per i docenti, lezioni aggiuntive di italiano «Lingua 2», iniziative di orientamento in collaborazione con il «centro Come» e l'Università Bicocca. «Vogliamo dare un segnale incisivo — dice l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi — rispetto a politiche che spesso vanno in direzioni opposte». Nuovi fondi per gli stranieri. Ma sul futuro della scuola ci sono ancora molti dubbi. A partire dall'anno prossimo: «Stiamo aspettando — dice il direttore Dominici — la circolare sulle iscrizioni». Anticipazione: «Potrebbe esserci qualche novità sulla distribuzione degli extracomunitari nelle classi». Ma la dirigente è ancora una volta scettica: «Non credo alle quote. In fondo non è difficile risolvere certi problemi». Esempio di via Paravia, l'elementare con 9 stranieri su 10: «Basterebbe sistemarli negli altri plessi dell'istituto dove le percentuali sono inferiori». Anche sul «tempo scuola» si attendono le novità dell'anno prossimo: «Ma Milano è la capitale del tempo pieno, vedrete che il ministro non lo toccherà, Mariastella Gelmini apprezza molto il modello lombardo». Quanto alle classi ponte, «meglio qualche ora in più di italiano ». Un sistema già ben collaudato al Bertarelli, il 75 per cento di stranieri al serale. «In realtà — spiega la preside, Teresa Capra — noi abbiamo una "classe di transito"». Funziona così: «Chi arriva da noi e non parla la nostra lingua, viene mandato a seguire solo lezioni di italiano. Si resta nel gruppo solo per il periodo che serve. E non c'è nessun intento discriminatorio ». Motto del Bertarelli: «Siamo l'istituto più internazionale di Milano». Conferma Susanna Mantovani, prorettore della Bicocca: «Negli atenei si punta all'internazionalizzazione. Nelle scuole, invece, non c'è ancora la percezione di questa grande risorsa». Annachiara Sacchi Lezione Una classe del Bertarelli, istituto superiore con oltre il 50 per cento di iscritti stranieri (Foto Marmorino)

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Canti e dibattiti Il rettore Decleva all'assemblea Cl (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Statale Canti e dibattiti Il rettore Decleva all'assemblea Cl Arrivano in duemila, perfettamente organizzati, videoconferenza con 35 città italiane e tre ospiti d'onore: il rettore della Statale, Enrico Decleva, Nicola Rossi, ordinario a Tor Vergata e senatore Pd, Giuseppe Valditara, docente a Torino, parlamentare Pdl e consulente del ministro Gelmini. «Loro» sono i ragazzi di Clds, il coordinamento della liste per il diritto allo studio, giovani vicini a Cl che ieri in Statale hanno organizzato un incontro nell'Aula magna dell'università degli Studi. Il tema: «Non sospendere ma costruire». Prima di cominciare, canto de «L'Opera» di Claudio Chieffo, poi silenzio assoluto, si comincia. Interventi e repliche. Decleva: «Bisogna trasformare questo momento di crisi in rinnovamento». Il nodo: «decidere se stare in Europa o uscirne». Applausi dalla platea (presenti molti docenti della Statale) e il confronto tra i tre ospiti. Per parlare di governance e valutazione, di merito e fondazioni. «Le aperture ci sono — conclude Decleva — ora bisogna guardare avanti».

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Stasera un approfondimento a Salce (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

DECRETO GELMINI Stasera un approfondimento a Salce BELLUNO. Questa sera, alle 20,30 presso la scuola materna di Salce, il Circolo di Belluno - Mussoi, del Partito Democratico, propone un incontro su un tema molto sentito, come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di domani. Considerazioni sul decreto legge Gelmini". Una serata di approfondimento per meglio capire i contenuti al di là delle critiche. «Con l'organizzazione di questo appuntamento», spiega il coordinatore del circolo di Mussoi del Pd, Biagio Giannone, «vogliamo contribuire a tenere viva l'attenzione su temi attuali come quello sulla scuola. Siamo convinti che il nostro lavoro di opposizioni debba andare necessariamente ad affiancarsi a quello degli addetti ai lavori, della scuola pubblica. La scelta di dar voce appunto, a questi ultimi, per capire come questo decreto legge possa riformare, portando innovazioni e cambiamenti ad un comparto, che possiamo dire senza indugi, d'eccellenza, lasciando da parte la demagogia, è stata centrale a tutto il resto, infatti saranno loro, docenti e sindacalisti, gli attori principali di questo incontro. Insomma», prosegue il coordinatore del circolo che ha organizzato l'evento di questa sera, «vogliamo entrare in punta di piedi in una questione già molto delicata ma che ha bisogno di una particolare attenzione e soprattutto di essere spiegata all'opinione pubblica il più possibile, che questa legge conosce solamente tramite degli "spot". Ringrazio fin d'ora», conclude il coordinatore Giannone, «chi vorrà partecipare ad un convegno che vorrà fin da subito "esprimere solidarietà" ad una classe lavoratrice che si è vista piombare addosso una riforma, se così possiamo chiamarla, dall'oggi al domani, senza neanche essere interpellata».

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Sciopero, sindacati divisi su precari e contratti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-12 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Università Sciopero, sindacati divisi su precari e contratti ROMA — Università: spaccatura tra Cgil da una parte e Cisl e Uil, dall'altra. La Flc-Cgil ha confermato sciopero e manifestazione di venerdì. Gli altri due sindacati subordinano invece le loro decisioni ad un incontro che avverrà domani con il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in cui si approfondirà l'esame di alcune proposte «tecniche» relative alla stabilizzazione dei precari e ai rinnovi contrattuali. Queste le conclusioni cui si è giunti ieri sera al termine di una riunione-fiume con il ministro Mariastella Gelmini. La Gelmini aveva chiesto «di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» invitando i sindacati a «non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di individuare le migliori soluzioni per riportare l'Università italiana a livelli di eccellenza e combattere gli sprechi». La Cgil invece ha ritenuto «del tutto insufficienti le proposte del ministro rispetto ai comparti dell'università, della ricerca e dell' Afam. Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del ministro ad affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti, complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Intanto gli universitari si stanno organizzando. Con pullman, treni e viaggi «fai da te», a prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le riforme.

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Sapienza, slitta il voto An e Collettivi <battono> il rettore (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Elezioni studentesche Contestate le regole Sapienza, slitta il voto An e Collettivi «battono» il rettore Frati: ho detto sì, ma solo per 10 giorni Il meccanismo delle iscrizioni avrebbe consentito di accedere al voto solo a una piccola parte di studenti. Ora si andrà alle urne il 25 e 26 novembre «Sono state rinviate al 25 e 26 novembre le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali dell'università la Sapienza». Lo annunciano in tarda serata i rapresentanti delle otto liste candidate per il triennio accademico 2008-11 dopo un pomeriggio di proteste. Il neorettore, Luigi Frati, a Parigi per motivi di lavoro, conferma «il rinvio tecnico»: «Mi hanno chiesto di spostare la data di 10 giorni. Ho accettato perchè così si mantiene in vigore la delibera del Senato accademico. Oltre questo limite, però, non voglio andare perchè rimarrebbero scoperti della componente studentesca gli organi collegiali». La rivolta, nata giorni fa, monta nel pomeriggio: il neorettore, alle richieste di posticipare la data del voto per la mobilitazione in atto, aveva risposto con un secco «no». A quel punto prima «Anomalia Sapienza» (Collettivi), poi via via tutte le altre in uno schieramento bipartisan che comprende anche Azione universitaria, minacciano di ritirare le liste all'ultimo momento. Uniche eccezioni «Vento di cambiamento», e in parte «Mondo Sapienza » (vicina a Cl): sono loro che prolungano la trattativa fino a oltre le undici di sera. In piena «onda» anti-Gelmini, il movimento travolge anche le elezioni studentesche per nominare sei rappresentanti in Cda, cinque in Senato accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport e nel Comitato territoriale Adisu, oltre alla componente studentesca nei Consigli di facoltà scaduti. E ieri, a 24 ore dal voto, è scoppiata la polemica per la decisione degli organi centrali di governo dell'ateneo di riservare il diritto di voto solo a quanti in regola con l'iscrizione per il nuovo anno, mentre la scadenza per il pagamento della prima rata è fissata al 17 novembre o addirittura oltre per alcuni corsi. Quando i giovani si rendono conto che non tutti potranno votare, è il caos. Per Aurora Donato, rappresentante studenti nel Cda uscente, «la decisione di Frati è una violazione della democrazia. Su 130 mila iscritti a oggi possono votare solo in 50 mila». Andrea Volpi (Azione universitaria) taglia corto: «Il comportamento dell'amministrazione dell'Ateneo è deprecabile ». Inoltre non si può dimenticare il problema dell'astensionismo. La lettura, tutta politica, che viene data della vicenda è quella di una «manovra per favorire la lista più strutturata, con più eletti uscenti», ovvero quel «Vento di cambiamento » da sempre considerata vicina al neorettore e particolarmente forte nella facoltà di Medicina. Simona De Santis Edoardo Sassi

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APPELLO AL MINISTRO GELMINI <SALVIAMO IL TEMPO PIENO> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12 num: - pag: 9 categoria: BREVI APPELLO AL MINISTRO GELMINI «SALVIAMO IL TEMPO PIENO» uno spazio in cui i nostri figli stiano con i loro insegnanti e con tutti i loro compagni per svolgere regolare attività didattica senza essere i «pochi» all'interno di una scuola a «doversi fermare», non è un traguardo da poco. Il tempo pieno è il futuro della nostra scuola primaria, dove sempre più famiglie si avviano a organizzare (ormai per necessità) la loro vita su un lavoro full-time e che vogliono poter continuare a scegliere per i propri figli scuole pubbliche che garantiscano la presenza delle proprie maestre e l'attività didattica per tutto l'orario scolastico giornaliero nella convinzione che il tempo che il lavoro sottrae ai loro figli sia così tempo sano e valido, ma soprattutto coordinato all'interno di un progetto formativo ed educativo. Chiediamo alla scuola di essere viva, ricca, piena di occasioni per i nostri figli, moderna e aperta alla società. Ma con l'innalzamento del numero di alunni per classe, la riduzione delle ore di sostegno ai disabili, con un unico maestro, il tempo pieno che scompare e il doposcuola che riappare, sarà così? Scusate se ero rimasta nostalgicamente ferma allo slogan: «I bambini sono il futuro». Cinzia Micoli Cara Cinzia, contano ancora gli appelli? Al suo aggiungo il mio, al ministro Gelmini: riconsideri la questione del tempo pieno dove funziona, non cancelli una realtà apprezzata dal 90 per cento dei genitori di Milano e della provincia. Passare al doposcuola (gestito dai Comuni) è un ritorno al passato, un passo indietro educativo. Purtroppo chi difende il tempo pieno in Italia è una minoranza: ma la battaglia è giusta. E per una buona ragione chi vuole sottoscrivere l'appello lo faccia anche da questa rubrica: i bambini sono il futuro. gschiavi@rcs.it

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italia, che brutto record il popolo degli sportivi più sedentari d'europa - fulvio bianchi roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 58 - Sport Italia, che brutto record il popolo degli sportivi più sedentari d´Europa Rapporto Censis su sport e società Oltre il 40% non fa nessuna attività fisica: è allarme FULVIO BIANCHI ROMA Due Italie a confronto. Chi corre per sport, magari solo per perdere qualche chilo, batte i pantofolai. Ma attenzione: i pantofolai-sedentari (23 milioni contro i 34 degli sportivi) sono in netta rimonta: sono i più numerosi d´Europa, e questo preoccupa non poco. E´ la "fotografia" del Censis: il primo rapporto "Sport e società" è stato presentato ieri mattina al salone d´onore del Coni. E il guaio è che aumentano i giovani che abbandonano lo sport: sono i figli della generazione dell´IPod, dei telefonini, della nuova pigrizia. La Regione con meno sportivi, in assoluto, è la Campania seguita da Calabria e Sicilia: e pensare che la Campania è riuscita a conquistare sette medaglie a Pechino, una in meno del Veneto. Ma paga, come è scritto nel rapporto di De Rita, «l´esistenza di aree residuali di disagio sociale e giovanile che risultano spesso estranee alla diffusione dell´attività sportiva». Lo sport di vertice e quello di base, due mondi a volte ancora troppo lontani. Ci sono ombre, quindi, fra le tante luci nel dettagliato studio Censis, realizzato in collaborazione con Coni e Istat. Aumenta le possibilità di fare sport: ci sono quasi 95.000 "punti offerta", 631 per abitante. Più di tabaccai, bar, scuole e panetterie. E questo facilita l´attività sportiva (agonistica o amatoriale che sia), tanto da coinvolgere 34 milioni di abitanti. Lo sport rappresenta infatti il 2,7-3,0 punti del Pil, prodotto interno lordo. Tra gli 11 e i 14 anni il 65% dei ragazzi pratica in modo organizzato una disciplina sportiva. Ma quale? Vince il calcio: il basket ha scavalcato la pallavolo, tengono bene ginnastica, fitness, aerobica e cultura fisica. Cresciuti molto negli ultimi dieci anni i cosidetti "sport minori", e questo è un buon segno. Il vero guaio, come detto, è che aumenta il popolo dei sedentari: nel 1995 era il 37,8 per cento, nel 2006 è cresciuto al 41% (36,2 uomini e 45,5 donne). In pratica ci sono 23 milioni e 300 mila che non fanno nulla, e questo aumenta i problemi sociali e anche di spesa sanitaria. «Dai 25 anni in poi - spiega Petrucci - la pratica sportiva diminuisce sensibilmente, con danni alla salute irreversibili». Difficile però invertire il trend, legato non solo alla situazione economica. Il benessere, in qualche caso, frena la pratica sportiva. Almeno in Italia: in altre nazioni "ricche" non è così. Fra i nodi, antichi, da sciogliere anche quello della scuola: presto un incontro fra il ministro Mariastella Gelmini e il presidente Gianni Petrucci. In Italia le ore di attività motoria sono ferme a 810 all´anno: in Francia arrivano a 2600, in Germania 1468. In Italia c´è una palestra ogni quattro scuole. Nell´occasione, il sottosegretario Rocco Crimi ha rassicurato il Coni sull´autonomia dello sport ma soprattutto si è impegnato a recuperare, magari più avanti, qualche euro dai tagli previsti dalla Finanzia: 113 milioni in meno al Coni, che andrebbero ad incidere anche sulla preparazione olimpica in vista di Londra 2012.

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"sospendete lo sciopero dell'università" appello della gelmini, la cgil dice no - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Interni "Sospendete lo sciopero dell´università" appello della Gelmini, la Cgil dice no Cisl e Uil aspettano Brunetta. L´Onda prepara il corteo del 14 Il sindacato guidato da Epifani conferma la protesta di venerdì prossimo MARIO REGGIO ROMA - Università, ricerca, sciopero nazionale di venerdì 14 novembre. L´incontro del ministro Mariastella Gelmini con Cgil, Cisl e Uil si è concluso ieri sera in un´atmosfera kafkiana. Il ministro: «Chiedo ai sindacati di revocare lo sciopero del 14 novembre. Il decreto sulle misure urgenti per l´università e la ricerca è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, mentre la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca ed il contratto nazionale della categoria e dei non docenti dell´università - afferma - sono un problema che riguarda il ministro Brunetta. Infine sui tagli all´università decisi nella finanziaria la competenza è del ministro Tremonti. Cercherò con loro di trovare una soluzione. Ma le decisioni finali spettano al governo». La Cgil ha confermato lo sciopero del 14 febbraio. Cisl e Uil non nascondono che si tratta di una «missione impossibile», ma hanno dato tempo al ministro Brunetta fino a giovedì mattina prima di prendere una decisione definitiva. Intanto, ieri, il Senato ha approvato l´emendamento che blocca il taglio delle scuole con meno di 50 studenti. Intanto gli universitari si stanno organizzando: con pullman, treni e viaggi ?fai da te´. Venerdì, a prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le riforme ipotizzate dal ministro Gelmini. Una protesta, quella dell´Onda che è restata in piedi nonostante il decreto legge «tecnico» varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi, alleggerisce il blocco del turn over, destina risorse per gli atenei migliori, ma senza investimenti aggiuntivi, e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. «Ho proposto di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» ha dichiarato Mariastella Gelmini. Chiusura da parte della Cgil: «Sono del tutto insufficienti le proposte del Ministro» ha commentato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che ha confermato sciopero e manifestazione del 14. «Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del ministro ad affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti - ha spiegato - complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l´impianto del decreto Brunetta». Intanto le iniziative di protesta degli studenti sono proseguite anche ieri. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni per protesta. Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria gli universitari anche ieri hanno raccolto le adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per racimolare i soldi necessari a pagare l´affitto degli autobus per raggiungere Roma. Altri pullman sono previsti dall´Abruzzo e una delegazione partirà dalla Sardegna dove venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in programma un corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella Capitale da Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle altre regioni.

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La Cgil conferma lo sciopero di venerdì (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

La Cgil conferma lo sciopero di venerdì Negativo l'incontro con la Gelmini. Cisl e Uil invece non rompono Gli studenti preparano la manifestazione nazionale a Roma in concomitanza con l'iniziativa sindacale ROMA. Il ministro Mariastella Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati ieri pomeriggio al ministero dell'Istruzione, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì per l'università e la ricerca. La Cgil ha già risposto no, mentre Cisl e Uil di categoria stanno valutando se le rassicurazioni date dal ministro - in particolare per quanto riguarda stabilizzazione dei precari e risorse per i rinnovi contrattuali - sono sufficienti a fare dietrofront. Questioni che continueranno a essere approfondite al ministero e che saranno riprese domani in una riunione alla quale parteciperà anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Intanto gli universitari si stanno organizzando: con pullman, treni e viaggi "fai da te": venerdì, a prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le riforme ipotizzate dal ministro Gelmini. Una protesta, quella dell'Onda, che è restata in piedi nonostante il decreto legge «tecnico» varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi, alleggerisce il blocco del turn over, stanzia più risorse per gli atenei migliori e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. Un fronte di protesta che potrebbe dunque soltanto perdere un pezzo, anche se politicamente importante, se i sindacati, o parte di essi, decidessero di revocare lo sciopero. «Ho proposto di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» ha dichiarato Mariastella Gelmini che ha invitato i sindacati a «non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del governo di individuare le migliori soluzioni». Chiusura da parte della Cgil: «Sono del tutto insufficienti le proposte del ministro» ha commentato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che ha confermato sciopero e manifestazione del 14. «Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del ministro ad affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti - ha spiegato - complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Intanto, le iniziative degli studenti sono proseguite. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni per protesta. Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria (dove continuano lezioni all'aperto e assemblee) gli universitari hanno raccolto le adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per racimolare i soldi necessari a pagare l'affitto degli autobus per raggiungere Roma. Altri pullman sono previsti dall'Abruzzo e una delegazione partirà dalla Sardegna dove venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in programma un corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella capitale da Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle altre regioni.

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Fusione tra scuole a Imperia quasi terremoto per Albisola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

REGIONE DIBATTITO IN CONSIGLIO: I LICEI DI CARCARE E FINALE MANTENGONO L'AUTONOMIA Fusione tra scuole a Imperia quasi terremoto per Albisola [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA La Media Boine di Porto Maurizio darà vita ad un istituto comprensivo insieme alle elementari e alle materne di Piani e Dolcedo, mentre le Medie Sauro, Novaro e Natta comporranno un altro istituto. Il Consiglio regionale, chiamato ieri mattina a votare il nuovo piano di dimensionamento scolastico, ha approvato l'emendamento presentato da Franco Bonello (Unione a sinistra) e bocciato quello di Alessio Saso (An), per il quale gli accorpamenti stabiliti sono «poco meditati e forzati: si poteva aspettare un anno e arrivare così a 500 studenti, risolvendo tutti i problemi; un mese di discussione in più questa maggioranza poteva concederlo e invece si è arroccata». In pratica, Saso chiedeva una proroga al 2010. Ora nell'Imperiese partono le proteste. Ieri sera nell'istituto di Piani si sono riuniti genitori e insegnanti, che hanno saputo soltanto venerdì sera della proposta di Bonello. Già un anno fa l'unione era stata evitata dopo una sollevazione delle famiglie: questa volta le proteste, comprese quelle dell'amministrazione comunale che a sua volta caldeggiava una proroga, sono arrivate fuori tempo massimo. Proteste anche in provincia di Savona, dove al mantenimento dello «status quo» per i Licei scientifici di Finale e Carcare (benché sottodimensionati mantengono la loro autonomia) si contrappone la mezza rivoluzione di Albisola dove i due istituti comprensivi fin qui esistenti sono stati divisi (con la primaria di Albisola Capo inserita nell'ambito di Albisola Marina). «I sindaci delle due località hanno chiesto di mantenere l'attuale situazione, anche per non andare a toccare la continuità didattica», aveva detto Matteo Marcenaro (Moderati per il Pdl) in sede di dibattito, presentando poi un ordine del giorno approvato all'unanimità per garantire al nuovo istituto comprensivo di Albisola Marina l'autonomia necessaria, senza escludere eventuali finanziamenti. Il piano è stato invece approvato con 23 voti a favore e 10 contrari (il centrodestra) e va a riorganizzare le varie realtà prevedendo istituti con un numero di studenti tra 500 e 900. Per arrivare a questo è stato necessario provvedere per accorpamenti, soprattutto in verticale (gli istituti comprensivi dalle materne alle superiori), ma il vicepresidente della giunta ed assessore all'Istruzione Massimiliano Costa ci tiene a sottolineare che «nessuna scuola in Liguria dovrà chiudere, né quelle dei piccoli Comuni montani, né gli istituti d'arte». Erano una novantina in Liguria i plessi a rischio perché con un numero di allievi sotto il limite. «Oggi stabilizziamo e rafforziamo le scuole della Liguria per i prossimi anni, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini», commenta Costa, ricordando che «ovunque si mantiene il servizio agli studenti e alle famiglie» e che con questo piano si rafforzano le scuole deboli e si salvaguardano gli istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale. Aggiunge: «L'amministrazione provinciale d'Imperia non ha operato con attenzione, tralasciando le numerose sollecitazioni della Regione per intervenire sulla Media Boine, sottodimensionata». Il Piano stabilisce invece la deroga per l'Istituto d'arte di Imperia, per l'Alberghiero di Taggia e l'Agrario di Sanremo, come previsto per i poli specialistici. Aumenta così il numero degli istituti comprensivi nell'intento di garantire la continuità didattica ed educativa richiesta dagli indirizzi pedagogici più moderni. Il provvedimento, vigente dall'anno scolastico 2009-10, è il risultato di un percorso di due anni portato avanti di concerto con le Province, che hanno presentato i piani di dimensionamento.

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Il Pool 2000 Loano società-guida ma volano anche "Scuola" e Albenga (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

BASKET TRA LE FEMMINE L'AMATORI SAVONA DEBUTTA VINCENDO A PIETRA Il Pool 2000 Loano società-guida ma volano anche "Scuola" e Albenga Nei campionati di pallacanestro riflettori innanzi tutto sull'Under 19 Open dove conserva il comando, pur avendo osservato un turno di riposo, il Basket Pool 2000 Loano con otto punti. Stasera i ragazzi del presidente Stefano Della Casa saranno impegnati alle 19,30 sul parquet dell'Alcione Rapallo, nono in classifica e che nell'ultimo turno ha ceduto di misura a un' Amatori Savona (74-72) che ha registrato il seguente tabellino: La Rocca 15, Bartolozzi 18, Frisina, De Nino 2, Saltarelli, Lahbichi 11, De Marzi 20, Manunta 6, Arrigoni 2. Ma il Pool Loano 2000 guida anche l'Under 17 dopo la vittoria (57-48) contro il Pegli. Ecco il tabellino dei ponentini allenati da Spedaliere con «secondo» Costagliola: Damonte 2,Ugo Gambetta 11, Tassara 11, Manni 4, Gelmini 8, Delfini, Bianchi 2, Scala 6, Cascone 2, Rotolo 2, Morana 8. Nell'Under 15 maschile la Scuola Basket Team '98 ha superato Imperia con l'eloquente punteggio di 69-37. Nell'Under 14 e nell'Under 13 prosegue la striscia vincente del Basket Albenga guidato dall'esperto coach Lupi. Ricordando che nei vari campionati le partite si svolgono durante la settimana, occhio all'Under 15 femminile che è iniziata con il derby Maremola-Amatori Savona terminato con un successo esterno per 45-41. I tabellini. Maremola: Rembado 6, Bacelliere 9, De Battisti 4, Roncelli 7, Liscio 4. Beltramo 5, Massaro 4, Negro 2, Pozzi, Gulfo. Amatori Savona: Piras 1, Ferraris 4, Cerruti 4, Picot 18, Revello, Esposito, De Martini 7, Sorrenti 11, Rebagliati, Titone. \

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Studenti spaccati sulla riforma I sindacati preparano il corteo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA'.PULLMAN PER ROMA E DIBATTITI ALLA PERRONE Studenti spaccati sulla riforma I sindacati preparano il corteo [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Anche da Novara pullman per la manifestazione anti-Gelmini di venerdì a Roma. Ieri mattina all'università si sono riuniti in assemblea i dipendenti amministrativi che promettono battaglia. Molto più cauti gli stutenti: qualcuno organizza dibattiti con i prof, altri si dicono disinteressati o proprio contrari alla protesta. Ieri i sindacati hanno convocato un'assemblea sulla manifestazione: «Stiamo andando verso un'università inaccessibile - commenta Rino Lamonaca, segretario generale della della Flc Cgil -. La nuova legge prevede la trasformazione in fondazioni: volontaria però quasi obbligata con il taglio dei fondi. Questo comporta che possano essere fissate liberamente le tasse che invece adesso sono calmierate. Far studiare i figli diventerà impossibile per molte famiglie». I ragazzi non ne sono così sicuri. «La riforma Gelmini è giusta: ci sono troppe università e corsi assurdi, bisogna razionalizzare. Anche i tagli di personale non sono sbagliati: si pensi a quanti bidelli poco utili ci sono nelle scuole» commenta Alessandro, studente di Economia. «Ho fiducia in quel che sta facendo il Governo: ci voleva qualcuno che mettesse mano all'università - commenta Iuri, anche lui iscritto ad Economia -. Ho sentito che ci sono incentivi per i più bravi e questo mi piace». Sul fronte opposto Ilaria: «Sono una cattiva cittadina perchè non scendo in piazza a protestare. Questa riforma non si può appoggiare: si dovrebbe tagliare altrove, ad esempio del spese della politica, e non nelle università e nella scuola. Ci saranno un effetto placebo sul bilancio dello Stato e danni a lungo termine». Gianluca si limita a dire: «Non sono informato, ho avuto da studiare». Non è l'unico. E così università e studenti hanno organizzato dibattiti. Il primo si terrà venerdì alle 16,30 a Economia: è una tavola rotonda per riflettere sulla realtà dell'università italiana dove docenti ed esperti saranno affiancati da rappresentanti del sistema imprenditoriale. Il secondo, incentrato proprio sulla legge 133, è partito da un'idea degli studenti di Medicina e sarà mercoledì prossimo alle 14,30 sempre a Economia.

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I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività di orientamento (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.RIFORMA GELMINI I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività di orientamento [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA «Il ridimensionamento scolastico e i tagli alle scuole di montagna non sono definitivamente scongiurati, ma solo rinviati di un anno. Tra dodici mesi saremo punto e a capo». Così Lilliana Graziobelli, assessore provinciale all'Istruzione, frena gli entusiasmi sull'emendamento alla riforma Gelmini che ha posticipato al 2009/2010 gli interventi sulle sedi con meno di 50 allievi e annullato l'ipotesi di commissariamento per le Regioni che non avessero completato il ridimensionamento entro il 30 novembre. Se la Regione parla di «marcia indietro del Governo, che ammette in qualche modo l'invasione di campo riguardo alle competenze istituzionali sulla scuola», Graziobelli fa presente la richiesta ricevuta da parte di undici dirigenti di istituti superiori del Vco, ossia sospendere tutte le attività di orientamento indirizzate agli alunni di terza media, «vista l'incertezza degli assetti che la scuola superiore assumerà dal prossimo anno scolastico». Ai ragazzi, insomma, non si sa che consigli dare, tanto che oggi alle 12 è previsto un incontro in Provincia tra Graziobelli e i presidi per stilare un documento condiviso «da spedire agli organi competenti per sollecitare indirizzi precisi». Per quanto riguarda l'immediato futuro, poi, l'assessore fa notare che in primavera «ci sarà un'importante tornata elettorale amministrativa che coinvolgerà centinaia di Province e Comuni, per cui i tagli alla scuola, messi momentaneamente nel cassetto grazie alla protesta di operatori, famiglie, studenti, parlamentari ed enti locali, potrebbero tornare alla ribalta a settembre, ad urne chiuse». La protesta contro la riforma Gelmini, nel frattempo, non si è fermata e sul sito di studenti, genitori e insegnanti del Vco www.scuolapertutti.net continua la raccolta di firme e la diffusione di informazioni e dati sugli effetti della riorganizzazione.

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Liceo Grassi, parte la cogestione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

DA OGGI LEZIONI ALTERNATIVE SI PARLERA' ANCHE DI MAERSK E MARGONARA Liceo Grassi, parte la cogestione Cogestione: la protesta di parte di studenti e insegnanti del liceo Grassi comincerà questa mattina alle 8,15 e proseguirà fino a sabato. La decisione è stata ufficializzata ieri mattina al termine dell'assemblea di istituto. Sul fronte della mobilitazione contro la riforma Gelmini, da segnalare anche l'incontro di ieri pomeriggio al Campus di Legino fra gli studenti di Scienze della comunicazione e il presidente della Spes (società di promozione degli enti savonesi per l'Università), Alessandro Schiesaro, nominato di recente capo della segreteria tecnica per l'università e la ricerca del ministero, nello staff della Gelmini, che ha risposto a molte preoccupazioni e dubbi espressi dai giovani. Proiezioni di film, dibattiti sul progetto Margonara e sulla piattaforma di Vado, contraddittorio sulla legge Gelmini con intervento del senatore Franco Orsi (FI), politici di opposizione e sindacalisti contrari alla riforma: questi e altri gli argomenti alternativi al programma didattico che saranno proposti in questi giorni al Liceo scientifico, utilizzando classi, l'aula magna, la biblioteca e il cortile dell'Istituto. «Su mille iscritti, ci auguriamo che almeno la metà aderisca alla cogestione - dicono alcuni rappresentanti degli studenti - non protestiamo per saltare la scuola ma per approfondire argomenti che riguardano il presente il nostro futuro». Tra gli insegnanti almeno una decina avrebbero già assicurato il proprio sostegno. Dopo l'appello i ragazzi, a loro scelta, potranno seguire una delle lezioni alternative. Passando a Legino, il presidente della Spes, Schiesaro, ha fornito importanti garanzie: «Il Campus di Savona ha una sua dignità e ragione di esistere». Sembrano diradarsi le ombre e le preoccupazioni di tagli sul Campus locale che la Spes continuerà a supportare e che ospita corsi non presenti all'ateneo genovese, «ragion per cui non può essere considerato solo un distaccamento». Schiesaro ha poi ribadito la necessità di razionalizzare le spese, di individuare con attenzione i «rami secchi» del mondo accademico e di investire con criterio sui giovani ricercatori, ribadendo la necessità di una legge che indichi le linee guida per la trasformazione degli atenei in fondazioni. «I tagli non minacciano il 2009 e abbiamo sei mesi di tempo per salvare il 2010 degli atenei italiani, concordando con il ministero del Tesoro alcune misure per massimizzare le potenzialità del sistema universitario», ha concluso.\ ALTRO SERVIZIO A PAGINA63

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I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.STAMANE PROTESTA ANTI-GELMINI Cascina Cauda I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione Sopralluogo di Ebarnabo e Imerito La classe si trasferisce in piazza e la lezione diventa «aperta». L'iniziativa è partita dall'istituto Agrario «Penna» di Asti, scuola forse troppo spesso dimenticata, e adesso messa a serio rischio dalle recenti riforme del ministro Gelmini. Un po' per protestare e un po' per dire «ci siamo anche noi», questa mattina, dalle 11, in pieno mercato del mercoledì, quattro docenti e una ventina di studenti delle classi seconde faranno lezione di italiano e attività di laboratorio di Chimica in piazza Alfieri, sotto i portici lato bar «Cocchi». A corredo della matinata, e come vetrina per le attività della scuola, sarà anche allestito un banchetto con i prodotti tipici dell'azienda agricola interna all'istituto agrario: si potranno assaggiare miele, «cugnà» tradizionali astigiane e vini bianchi e rossi. «Le nuove disposizioni del ministro - spiega il neo preside Angelo Barruscotto, insediato nella scuola di Viatosto dal 1° settembre - oltre a penalizzare il corso professionale, che con ogni probabilità verrà cancellato, sicuramente determineranno tagli e perdita di autonomia della scuola». In altre parole, l'Agrario «Penna» non avrà più una sua presidenza e segreteria, ma finirà sotto la gestione di un altro istituto, ancora da designare. La voce che circola con più insistenza è che possa essere accorpato all'altro istituto tecnico astigiano, il «Giobert», che per ironia della sorte da quest'anno è presieduto da Patrizia Ferrero, fino al 30 agosto preside proprio all'Agrario, e che da settembre ha preso il posto di Cesare Alfio Pellegrini, «storico» preside di ragionieri e geometri. Un destino analogo (perdita di autonomia e pesanti tagli) dovrebbe toccare anche l'istituto d'Arte «Benedetto Alfieri», altra scuola diretta da un preside subentrato con il nuovo anno scolastico, Massimo Mongero, che ha sostituito Elsa Almonte, trasferita all'«Einaudi» di Alba. Proprio l'istituto d'Arte era stato al centro di una accesa protesta da parte degli studenti, che nei giorni scorsi avevano dato vita ad un'occupazione della scuola in forma di protesta contro i tagli annunciati. «Sotto il profilo della didattica - precisa ancora il preside dell'Agrario - la riforma "Gelmini" e la conseguente perdita del corso professionale determinerà una riduzione del monte ore, un impoverimento di attività pratiche e di laboratorio e la perdita di figure professionali particolarmente importanti per l'economia di un territorio come quello astigiano, che vive in gran parte di attività agricole». \Più illuminazione pubblica, e maggiori controlli da parte della polizia municipale: questi i provvedimenti decisi dal Comune per l'area di cascina Cauda nella zona industriale della città. La decisione, a seguito di un sopralluogo effettuato ieri l'altro dal vice sindaco Sergio Ebarnabo, con l'assessore all'Urbanistica Fabrizio Imerito e con vigili e tecnici. Scopo dell'iniziativa, constatare di persona lo stato di degrado dell'area, dove «prolificano» rifiuti abbandonati ai bordi della strada e cercare di trovare soluzioni per «rendere più decorosa l'area».

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"Non toccate le nostre scuole" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

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CONSIGLIO PROVINCIALE. RIFORMA GELMINI "Non toccate le nostre scuole" [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO «Le scuole di montagna non si toccano»: tutti d'accordo in Consiglio provinciale, poi ognuno (maggioranza e opposizione) vota il proprio ordine del giorno sulla legge Gelmini. Vivace discussione, l'altro giorno, per due documenti, uno del leghista, Guido Brignone, l'altro di 10 consiglieri di minoranza. Nell'illustrare il proprio ordine del giorno, Brignone ha sottolineato anche gli aspetti positivi del decreto Gelmini, come la destinazione del 30% delle economie di spesa per i contratti e la durata quinquennale dei libri di testo. «Il dimensionamento delle scuole - ha ribadito Brignone -, non vada, però, a danno delle aree svantaggiate, specie montane, con il conseguente aggravio di spesa per il trasporto alunni per i piccoli comuni». Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda anche l'ordine del giorno delle opposizioni, illustrato da Andrea Cane (Pd): «La Provincia si attivi affinché il Governo, d'intesa con le Regioni e le autonomie locali, competenti in materia di soppressione e aggregazione delle scuole, riveda la normativa già approvata alla Camera». Nel dibattito sono, però, emerse le sfumature politiche dei vari schieramenti. «Le premesse del decreto Gelmini - ha detto Franco Guida, gruppo misto -, stanno nel libro bianco sulla scuola del Governo Prodi». «Quello che vogliono fare il Governo e la Gelmini - ha replicato Giulio Ambroggio, Pd, vicepresidente del Consiglio provinciale -, non è una riforma, ma sono tagli indiscriminati». «Nel libro bianco elaborato dal Governo Prodi si prestava attenzione ai precari - ha sottolineato Ivan Di Giambattista (Rifondazione Comunista) -, che ora invece vengono lasciati a casa». Si è anche cercato un'intesa per un voto all'unanimità sui due documenti. Brignone ha accettato di cancellare anche la richiesta di reclutare i professori a livello regionale. Gianfranco Dogliani, capogruppo Fi, ha, però, frenato sulla convergenza dei voti: «L'ordine del giorno della minoranza è un processo alle intenzioni, così non lo possiamo votare». Entrambi i documenti sono stati, comunque, approvati: il primo con 15 sì e 8 astenuti; il secondo con 8 sì, 14 astenuti, un voto contrario. La seduta si era aperta con la commemorazione da parte del senatore Giuseppe Fassino di Antonio Turbiglio, monregalese, assessore regionale, morto nel 1988. Sempre in apertura Giuseppe Lauria, (gruppo misto), ha protestato, lasciando l'aula, per una delibera sulla proposta di apertura della succursale del liceo scientifico di Alba a Canale. Proposta che, secondo lui, non è stata discussa in commissione.

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Scuola, parte il progetto stranieri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

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IMPERIA L'INIZIATIVA DEL COMUNE ILLUSTRATA DALL'ASSESSORE FOSSATI Scuola, parte il progetto stranieri [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Dei traduttori in madre lingua per favorire il contatto fra gli insegnanti e i genitori degli studenti stranieri che frequentano le lezioni nelle scuole cittadine: questa, in sintesi, l'iniziativa promossa dall'Amministrazione comunale di Imperia, proprio in un periodo in cui divampano le polemiche sulle classi differenziate previsti dalla legge Gelmini. Spiega l'assessore all'Istruzione, Giuseppe Fossati: «Ci siamo resi conto che per quanto riguarda l'integrazione degli studenti stranieri nelle nostre scuole, le difficoltà maggiori, soprattutto inizialmente, riguardano il dialogo con le famiglie. Per questo motivo abbiamo pensato di istituire la figura del "mediatore linguistico culturale". Si tratta di persone di madrelingua che affiancheranno il personale delle scuole per favorire l'approccio con i genitori dei giovani immigrati». Al momento, in sinergia con i dirigenti scolastici del capoluogo, il Comune ha stretto accordi con mediatori tunisini, turchi, arabi, spagnoli e rumeni. In futuro il programma prevede anche il coinvolgimento di esperti di altre lingue e culture come quelle albanese e cinese. Aggiunge Fossati: «Per ora è stata avviata una fase sperimentale. L'Amministrazione ha stanziato fondi per garantire alle diverse scuole la copertura totale di 200 ore nell'arco dell'anno scolastico. Ogni scuola sarà libera di gestire gli orari di impiego dei mediatori linguistici culturali come meglio riterrà opportuno. Una volta sperimentata l'iniziativa, potremo valutarne un eventuale incremento». Non si tratta comunque della prima e unica iniziativa di integrazione per gli stranieri avviata dal Comune nelle scuole. Un progetto simile esisteva lo scorso anno. Spiega l'assessore: «Questo progetto si può considerare complementare a quello avviato lo scorso anno nel Primo circolo didattico imperiese e che riproporremo. Avevamo infatti istituito delle classi di affiancamento con delle educatrici comunali. In questo modo i maestri possono inviare in queste classi i bambini che ritengono abbiamo dei problemi di alfabetizzazione, dovuti alla mancanza di comprensione della lingua italiana. Molte maestre, infatti, ci hanno evidenziato che sono tanti i bambini che non conoscono per nulla l'italiano». Conclude Fossati: «Per questo torneremo a riproporre anche questo progetto. Non si tratta di relegare i giovani immigrati in classi differenziate, ma semmai di metterli in condizione di proseguire il loro cammino di apprendimento scolastico con le stesse opportunità dei giovani italiani. Entrambi i progetti hanno trovato grande apprezzamento da parte di insegnanti, dirigenti scolastici e anche delle famiglie più direttamente interessate. Queste ultime hanno infatti compreso che si tratta di un'attenzione particolare nei confronti dei loro figli e non certo della volontà di ghettizzarli».

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Litigio in aula fra Caviglia Giusto e Parino (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Scuola

CORTEO SCUOLA Litigio in aula fra Caviglia Giusto e Parino Vivace polemica in Consiglio fra il vicesindaco Caviglia, il consigliere della Lega Nord Renato Giusto e quello di An Parino. Giusto aveva presentato un'interpellanza sulla partecipazione del vicesindaco con la fascia tricolore al corteo contro il ministro Gelmini. Dopo uno scambio di battute sopra le righe, nella polemica si è inserito anche il consigliere di An Alessandro Parino che ha ostentatamente voltato le spalle al vicesindaco che stava parlando. A quel punto la polemica è divampata con più consiglieri che gridavano contemporaneamente. Alla fine il presidente Pozzo ha riportato la calma. \

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Meloni: "Quella battuta su Obama Berlusconi poteva risparmiarsela" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 12-11-2008)

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ROMA - Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in piazza assieme al movimento studentesco. A patto - spiega - che "si manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle baronie". Giorgia Meloni risponde in diretta per un'ora alle domande degli spettatori di Repubblica Tv. A scrivere sono molti studenti, e nel videofoum si affronta dunque subito il tema dell'Onda, delle proteste nelle scuole e nelle università. "Io da studentessa impegnata in politica in passato sono scesa in piazza - ricorda Giorgia Meloni - anche contro governi della mia parte, ad esempio contro il ministro dell'Istruzione d'Onofrio. Ma nelle manifestazioni studentesche di questi giorni riscontro delle strane saldature tra baroni e studenti, anche perché la riforma dell'università, va detto, va incontro agli studenti e mette a freno le baronie. Nelle proteste di piazza non sono riuscita a carpire una proposta alternativa a quelle del governo. Si dice solo no e basta". GUARDA L'INTERVISTA SU REPUBBLICA TV Il governo secondo lei ha sbagliato a non ascoltare i giovani? "No, il governo non ha sbagliato particolarmente. Certo, bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili, ma ripeto, non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa. Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano - aggiunge il ministro - che dopo l'approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull'università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti, nessuno ha detto che il provvedimento va in quella direzione". Cosa pensa dell'irruzione dei giovani di estrema destra nella sede Rai di Via Teulada? "Ho seguito la vicenda di Chi l'ha visto, sono contenta che sia stato chiesto scusa, ma mi ha fatto riflettere il fatto che in quella trasmissione siano stati usati video con facce di minorenni. Sia chiaro, non giustifico quella iniziativa, ma mi chiedo se sia normale che un programma televisivo faccia quel genere di servizio. Non credo che sia di sua competenza e non mi è mai capitato di assistere ad una trasmissione che in merito a questi episodi ricercasse i volti delle persone". Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il più giovane ministro della storia della Repubblica italiana ed è deputato da quando ne aveva 29. Come descritto dall'inchiesta di oggi su Repubblica, l'età media del potere in Italia è 70 anni. Non sarebbe meglio avere un premier più giovane di Berlusconi, ad esempio Fini? "Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo della libertà ha una leadership molto forte che è quella di Silvio Berlusconi e per ora andiamo bene così. Comunque il problema della gerontocrazia è reale, siamo un paese bloccato. Dove i giovani non hanno sbocchi. E la politica non gliene da. Il mio è un caso isolato". Cosa pensa della battuta di Berlusconi su Barack Obama abbronzato? "Sarebbe stato meglio se se la fosse risparmiata. Ma sarebbero tante le cose da risparmiare nella politica italiana e non solo: con la stessa attenzione con cui torniamo su queste vicende, dovremmo occuparci delle cose che tanti quotidiani stranieri dicono di noi. La battuta di Berlusconi può essere stata vista come una gaffe, ma poi è stata esagerata per farne un caso politico. Mi pare che la risposta migliore l'abbia data Obama con una telefonata al presidente Berlusconi ripresa in tutto il mondo. Comunque il caso è stato un po' forzato". Nel Consiglio dei ministri è possibile dissentire dal premier? "Certo. Il nostro cdm non deve essere disegnato come quello di Ceausescu. Siamo un sistema democratico, c'è un Consiglio dei ministri, ci sono le forze politiche e si può dibattere di tutto". Cosa pensa delle classi differenziate proposte dalla Lega? "E' un provvedimento ancora da studiare nel dettaglio. Può essere comunque uno strumento utile per integrare i giovani stranieri, altro che razzismo o apartheid. Chi viene in Italia deve fare una scelta chiara e consapevole sulla patria in cui vuole vivere. Perché la patria è una scelta. Ma poi vi chiedo: è davvero solidarietà far entrare in Italia tutti questi immigrati per poi metterli a lavare i vetri ai semafori?". (11 novembre 2008

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