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toARTICOLI DEL 11-12 novembre
2008 #TOP
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Articoli
Scuola (62)
Orienta , un aiuto per il futuro (
da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che forse vedrà la presenza del ministro Gelmini «Orienta», un aiuto per il futuro La rassegna serve per scegliere la scuola più adatta LONGARONE. Scegliere una scuola superiore o un corso di laurea non è semplice per un ragazzo di 12 anni, ma nemmeno per la sua famiglia, che lo deve affiancare e supportare valutandone le attitudini e i desideri.
Università, Gelmini convoca i sindacati (
da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma il ministro non accenna a revocare i tagli Università, Gelmini convoca i sindacati Veltroni incalza il governo: aperti al dialogo se ritirate i decreti sulla scuola ROMA. «Ministro Tremonti, ministro Gelmini...». Walter Veltroni ha messo nero su bianco l'offerta di una tregua su scuola e università.
"noi dell'onda in centomila assedieremo
montecitorio" - tea maisto laura mari (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: controriforma Gelmini". Il 17 novembre, invece, in concomitanza con la Giornata internazionale degli studenti, i liceali annunciano occupazioni e cortei cittadini. Ma le proteste dell´Onda continuano anche sul fronte della cultura. Questa mattina, alle ore 11, il premio Nobel Dario Fo incontrerà, con la moglie Franca Rame,
l'università al plebiscito - bianca de fazio (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Così la protesta contro i tagli voluti dai ministri Gelmini e Tremonti diventa anche l´occasione per mostrare in piazza, a chi l´università non la frequenta e non la conosce, cosa l´università stessa produce. Dunque oggi la Federico II si trasferisce in piazza del Plebiscito, e «porta tra la gente il proprio mondo quotidiano, fatto di ricerca, studio e lezioni»,
la statale mette online i voti ai prof (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a Scienze politiche: da stamattina sono on line nel sito
della facoltà i voti ai loro professori, come da mesi chiedono gli studenti.
Intanto l´Onda invade piazza Scala con concerti e messaggi in bottiglia anti
Gelmini e Luigi Cavalli Sforza a Citta Studi dice all´assemblea: «I tagli
uccidono la ricerca». VANNI A P
la flemma di emma - enzo costa (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Genova LA FLEMMA DI EMMA ENZO COSTA Mi sono fatto una ragione, se il ministro Gelmini - con l´intercessione di Confindustria - ha fatto sgomberare la sala del seminario sanremese da taccuini e telecamere. Se non ho letto o ascoltato la sua oratoria fluente, costellata di accenti sbagliati e congiuntivi abortiti, pazienza.
e i musicisti dell'opera cavalcano l'onda (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prima della partenza del corteo che sfiderà le stelle con l´enorme pupazza dell´"Ignoranza"-Gelmini, alta quattro metri. Saranno loro a "celebrare" l´attesa dell´inizio della manifestazione: il primo flauto dell´orchestra del Teatro Carlo Felice, Francesco Loi, con il quartetto d´archi "Gnu quartet" composto, per metà, da elementi del teatro dell´opera di Genova.
Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Via al Dl Gelmini: prevalenza agli ordinari Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati Sciolto l'ultimo nodo del decreto legge sull'università, che è stato firmato ieri dal Capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta ufficiale con il numero 180: nelle commissioni per i ricercatori gli associati potranno esserci solo come membri interni.
Tempo pieno, elementari nel caos <Nessuna garanzia per i
genitori> ( da "Corriere della Sera"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle prese con le incertezze e le novità introdotte dal ministro Gelmini. Per domani in via Giusti è prevista una riunione dei dirigenti milanesi. Obiettivo: «Metterci d'accordo su cosa dire ai genitori». Ammissione: «La rabbia è tanta». Come quella degli studenti: ancora proteste nel mondo dell'università.
Commissioni, altolà agli associati (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che il ministro Mariastella Gelmini ha fissato per oggi. Gelmini che intanto ha rotto il silenzio dei giorni scorsi. Nel rispondere all'appello del segretario del Pd Walter Veltroni, che in una lettera inviata anche al ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva chiesto di sospendere «le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale»
CHI HA PAURA DEL SORTEGGIO (
da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: criticano il decreto del ministro Gelmini che prevede una nuova modalità per la scelta dei commissari nei concorsi universitari: elezione di un numero pari a tre volte i commissari necessari e poi sorteggio. «In Gran Bretagna, dove l'università funziona, i dipartimenti scelgono i professori senza bisogno di un concorso ».
molotov contro unicredit (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: TRE BOTTIGLIE molotov nella notte contro altrettante sedi
Unicredit, e dopo i vandalismi di venerdì ad un´altra filiale in centro,
durante un corteo anti-Gelmini, qualcuno teme che l´ala dura degli anarchici
cerchi di strumentalizzare gli studenti. La questura: «nessun collegamento».
S´indaga su una scritta: «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra». GULOTTA A P
Santoro a Rds: potrei chiedere i danni (
da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altro e chiama la Gelmini per invitarla in trasmissione, con Santoro che poi s'infuria e mette in mezzo l'avvocato «è incomprensibile: prima dell'estate ci siamo incontrati in un bar e ci abbiamo persino riso sopra. Perché si arrabbia adesso?». Intanto Santoro (quello vero) si «riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi»
"ragazzi, non fatevi strumentalizzare per qualcuno la
scuola è un pretesto" ( da "Repubblica, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cerchino di cavalcare l´onda studentesca anti-Gelmini. Magari per agire protetti dalla folla, o per tentare qualche forma di proselitismo. Sarebbe un fatto grave. Forse proprio per questo il questore Luigi Merolla lancia un appello a tutti gli studenti. «Sì, c´è molta preoccupazione per i fatti accaduti la scorsa notte.
molotov per cavalcare gli studenti - carlo gulotta (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini furono lanciati palloncini pieni di vernice contro i muri e fu "incatenato" l´ingresso. Ma attenzione a intravedere un collegamento fra i due episodi, cosa che infatti non fa nemmeno la polizia. Perché in quel caso gli autori, alcuni dei quali a volto coperto, diedero subito una spiegazione: «Abbiamo sanzionato dal basso Unicredit che è la banca dove tutti noi versiamo le
Scuola, la Cei alle famiglie <Scegliete l'ora di
religione> ( da "Corriere della Sera"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dialogo se il governo sospende il piano Gelmini Il ministro apre a un confronto sull'università: l'obiettivo deve essere migliorare l'istruzione ROMA — Scegliete l'ora di religione cattolica, scrivono i vescovi italiani alle famiglie. Sceglietela perché «in una società sempre più connotata in senso multietnico e multiculturale —
scienze politiche "riapre" - ilaria venturi (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea «No Gelmini» e dalle rappresentanze dei gruppi di Facoltà. Divisi sul blocco: «Una minoranza non poteva impedire le lezioni a tutti», critica lo Student Office. «Non abbiamo mai voluto il blocco della didattica in Facoltà, è stata una mossa politica per affossare il movimento», reagiscono gli studenti in lotta.
Messaggi in bottiglia e concerto (
da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11 num: - pag: 15 categoria: BREVI Messaggi in bottiglia e concerto La protesta Gli studenti della Statale di Milano ieri davanti al Comune: prima hanno scritto in bottiglie di plastica messaggi di protesta contro il decreto Gelmini, poi le hanno lanciate davanti a Palazzo Marino
la procura: "ingenerosi" (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ai Dirigenti Scolastici sulle proteste contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. «Il collega, opportunamente - ha spiegato Piro - , ha fatto accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa di diverso. Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio.
Lucy, Guzzanti e la <meritocrazia> (
da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo lei la Gelmini... E intanto nei corridoi di Washington, Obama, sogno di una notte di mezz'inverno, deve fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni governo». Non è che per colpa del fuso orario rischiamo di leggere i cambiamenti della politica internazionale con gli occhi delle nostre povere lotte intestine?
contro i tagli la scuola marcia su roma - ilaria ficarella (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il combinato fra i provvedimenti proposti dal ministro Gelmini e quelli firmati da Renato Brunetta, secondo i sindacati, crea le condizioni per destrutturare l´intero sistema della conoscenza italiano. "Che ci sia bisogno di una riforma è innegabile - spiega il segretario generale della Flc - ma ci auguriamo che il governo riveda le sue posizioni.
tutti temono un passo falso troppe attese sul "messia
obama" - mario calabresi ( da "Repubblica, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e che Sasha e Malia già a Chicago vanno ad una scuola privata. Ma dall´uomo che ha promesso di rimettere in piedi l´istruzione pubblica si pretende il buon esempio, tanto che mamma Michelle ha dovuto cominciare il suo viaggio washingtoniano con la visita ad una scuola pubblica. Ma questi sono dettagli per un presidente che deve terminare senza fare disastri due guerre,
"sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola"
- mario reggio ( da "Repubblica, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sì al confronto se bloccate i tagli alla scuola" Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini. Lei risponde: si può discutere, ma sul futuro Il ministro convoca i sindacati per evitare lo sciopero di venerdì MARIO REGGIO ROMA - Walter Veltroni scrive al ministro Tremonti e alla Gelmini. «Sospendete i tagli alla scuola, all´università e alla ricerca.
Convenzione con il Politecnico voto favorevole
"bypartisan" ( da "Stampa, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma non sono mancati i toni passionali quando si sono toccati i punti caldi del decreto-Gelmini e dei tagli introdotti dal decreto-Tremonti: ma conferma di quanto il tema fosse sentito, al dibattito ha partecipato il 50% dei consiglieri presenti. Alla fine i sì sono stati 30 con FI, Ppe, An, e Lega che hanno votato con la maggioranza di centrosinistra;
Allarme rientrato Le scuole valsesiane escluse dai
"tagli" ( da "Stampa, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Dopo il decreto Gelmini - commenta l'assessore all'Istruzione Roberto Saviolo -, la solerzia della Provincia nel difendere le scuole del nostro territorio, ha fatto in modo che sia già stato parzialmente affrontato e risolto in maniera positiva il nuovo assetto del sistema scolastico.
L'Università in piazza con lezioni pubbliche (
da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla vittoria di Obama e sul significato della comunicazione nella campagna elettorale del neo presidente. Studenti e professori si stanno intanto organizzando per la manifestazione nazionale del 14 novembre, quando in tutta Italia si tornerà in piazza per protestare contro la riforma universitaria del ministro Gelmini. \
Continua l'attività de La Talpa (
da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Flc-Cgil: «Gelmini clandestina al Royal» Non sapevamo che il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca fosse entrato in clandestinità. Non partecipa agli incontri pubblici, non presenzia alle trasmissioni televisive e ha tenuto ben nascosta la sua presenza al seminario degli stati generali di Confindustria,
Superiori e Università rilanciano la protesta (
da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla protesta contro la riforma Gelmini si uniscono le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Snals, con un duro comunicato contro il piano di accorpamenti: «In provincia sono circa 24 i plessi con meno di 50 alunni che rischiano la chiusura. A pagare il prezzo più alto potrebbero essere i piccoli comuni e le località montane.
gli studenti battono cassa al pd - federica cravero (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini´ battono cassa. A chi? «A quel partito e a quel sindacato che in questi giorni stanno cavalcando la nostra protesta, andando in televisione a parlare al posto nostro, appropriandosi della nostra lotta» spiegano. Intendendo prima di tutto il Partito democratico, ma anche la Cgil.
e sul web "sfilano" cortei anti gelmini (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cortei anti Gelmini Dalla piazza reale a quella virtuale, l´Onda travolge anche il web. E così dopo aver oscurato il sito del ministro Tremonti, il collettivo "Informatica in movimento" lancia il Netstrike contro il ministero dell´Istruzione. Una sorta di "corteo digitale" anti-Gelmini che consiste nel sovraffollamento del sito.
scure sulle elezioni studentesche fuori sei liste delle
otto in corsa - laura mari ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini» affermano in una nota congiunta i rappresentanti degli studenti dei consigli di facoltà di Psicologia, Scienze Politiche, Giurisprudenza e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. «La scadenza dell´iscrizione alla Sapienza è prevista per il 17 novembre - prosegue la nota - e quindi far votare solo gli studenti che hanno pagato la prima rata universitaria significa concedere
auschwitz, lite studenti-assessore - giovanna vitale (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla domanda sul rischio di discriminazione contenuto nella proposta Gelmini di istituire classi differenziate, ha parlato della sua esperienza di studentessa di destra impegnata nelle occupazioni ma «per ragioni più serie» e di come la didattica risultasse compromessa dalla massiccia presenza di extracomunitari, «fino all´80%», in aule romane, definite «classi-ghetto».
parentopoli all'università la falsa coscienza di palermo -
matteo di gesù ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il movimento "anti-Gelmini" sta avendo comunque il merito di scuotere dal torpore una nazione assopita. E a Palermo, insieme alle mobilitazioni sociali dei mesi scorsi e all´attività delle associazioni contro il pizzo, sembra essere l´unico elemento di vitalità politica in un contesto di conclamato coma civile.
università, lezione in piazza contro i tagli - bianca de
fazio ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università sono compatte contro la Gelmini. E compatti parteciperanno venerdì alla manifestazione nazionale di Roma, dove giungeranno chi coi pullman organizzati dai sindacati chi coi treni. E proprio i treni sono stati ieri oggetto di lunghe trattative tra Trenitalia e gli studenti: i ragazzi delle sedi universitarie occupate sono andati in corteo fino alla stazione centrale,
università, prof con lo sponsor. e l'onda brucia la
"pupazza" gelmini ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Professori con lo sponsor. Succede all´Università di Genova, dove si moltiplicano i casi di cattedre finanziate da privati, siano essi fondazioni o aziende. Soggetti che investono centinaia di migliaia di euro su posti di professore ordinario o associato, che ancora non esistono e che vengono poi realizzati attraverso concorsi pubblici.
l'onda all'assalto della fiera e stasera "brucia"
la gelmini ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini L´Onda parte da piazzale Kennedy al mattino e la "pupazza" con la faccia da ministro percorrerà le vie del centro in serata. La protesta degli studenti oggi riprende vita con due appuntamenti. Il primo è relativo alle voci che ieri si susseguivano circa il possibile arrivo a Genova del ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini per l´
piano scuola, scintille in regione - ava zunino (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dalla Gelmini" Accorpamenti e riorganizzazioni. Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" AVA ZUNINO Il nuovo è servito: nel prossimo autunno, dall´inizio del nuovo anno scolastico le istituzioni scolastiche (primarie e superiori) della Liguria saranno riorganizzate secondo le previsioni delle norme nazionali che stabiliscono come gli istituti debbano avere tra i 500 ed i 900 alunni,
torna crash con uno striscione sulle due torri (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: collettivi universitari che in nottata partiranno per Roma dove il giorno dopo si svolgerà la manifestazione nazionale contro la Gelmini. La trattativa con Fs per il prezzo dei biglietti è ancora in corso. Dopo i manifesti "Sensi unici contro la crisi", apparsi qualche notte fa nel centro della città, la campagna "La direzione giusta" portata avanti dal centro sociale si rimette in moto.
la protesta degli studenti universitari dalle piazze invade
blog e siti internet e la lezione della hack finisce su you tube - ilaria
venturi ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini» ospitato in My Space, definito di umore combattivo. I ricercatori del Cnr raccolgono «volti» in www. laricercacalpestata. it, l´ironico e drammatico video dei precari dell´Inaf di Bologna è visibile in www. iasfbo. inaf. it. I ricercatori e i professori a contratto di Scienze della comunicazione dialogano nel gruppo di Google «
All'azienda servono tecnici (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini sembra favorevole a mantenere questa rotta: è fondamentale per restituire al Paese la cultura tecnico scientifica che merita ». giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLI INTERVENTI Nicola Vittorio (Preside di scienze a Tor Vergata): «Per invertire le rotta bisogna restituire ai ricercatori la dignità che meritano»
Gelmini apre, sindacati divisi (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha abbandonato il tavolo reputando del «tutto insufficienti » le aperture della Gelmini perché «complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Gelmini a parte, la parola passa ora al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e al premier Silvio Berlusconi.
Come cambia la scuola: il libro è anche web (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: punti chiave del progetto del ministro Mariastella Gelmini, dal maestro unico nelle elementari al riordino delle superiori, dal finanziamento meritocratico degli atenei reclutamento dei docenti. Edè uno strumento utile per orientarsi nel dibattito pubblico, cogliendone i differenti punti di vista tra istanze riformatrici, esigenze di compatibilità finanziaria e proteste di studenti,
La qualità della ricerca bussola per allocare i fondi (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se il decreto Gelmini costituisce il primo passo di una marcia indietro sui tagli a casaccio e l'inizio di una profonda, prevedibile e ragionata strategia di riforma deve essere salutato con favore. Per il momento si devono registrare segnali positivi misti a propaganda e improvvisazione.
Scuola, 15 mila stranieri in più Dominici: un errore le
classi ponte ( da "Corriere della Sera"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vedrete che il ministro non lo toccherà, Mariastella Gelmini apprezza molto il modello lombardo». Quanto alle classi ponte, «meglio qualche ora in più di italiano ». Un sistema già ben collaudato al Bertarelli, il 75 per cento di stranieri al serale. «In realtà — spiega la preside, Teresa Capra —
Canti e dibattiti Il rettore Decleva all'assemblea Cl (
da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: docente a Torino, parlamentare Pdl e consulente del ministro Gelmini. «Loro» sono i ragazzi di Clds, il coordinamento della liste per il diritto allo studio, giovani vicini a Cl che ieri in Statale hanno organizzato un incontro nell'Aula magna dell'università degli Studi. Il tema: «Non sospendere ma costruire».
Stasera un approfondimento a Salce (
da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: DECRETO GELMINI Stasera un approfondimento a Salce BELLUNO. Questa sera, alle 20,30 presso la scuola materna di Salce, il Circolo di Belluno - Mussoi, del Partito Democratico, propone un incontro su un tema molto sentito, come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di domani.
Sciopero, sindacati divisi su precari e contratti (
da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. La Gelmini aveva chiesto «di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» invitando i sindacati a «non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di individuare le migliori soluzioni per riportare l'
Sapienza, slitta il voto An e Collettivi <battono> il
rettore ( da "Corriere della Sera"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In piena «onda» anti-Gelmini, il movimento travolge anche le elezioni studentesche per nominare sei rappresentanti in Cda, cinque in Senato accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport e nel Comitato territoriale Adisu, oltre alla componente studentesca nei Consigli di facoltà scaduti.
APPELLO AL MINISTRO GELMINI <SALVIAMO IL TEMPO PIENO> (
da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008-11-12 num: - pag: 9 categoria: BREVI APPELLO AL MINISTRO GELMINI «SALVIAMO IL TEMPO PIENO» uno spazio in cui i nostri figli stiano con i loro insegnanti e con tutti i loro compagni per svolgere regolare attività didattica senza essere i «pochi» all'interno di una scuola a «doversi fermare», non è un traguardo da poco.
italia, che brutto record il popolo degli sportivi più
sedentari d'europa - fulvio bianchi roma (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: presto un incontro fra il ministro Mariastella Gelmini e
il presidente Gianni Petrucci. In Italia le ore di attività motoria sono ferme
a 810 all´anno: in Francia arrivano a
"sospendete lo sciopero dell'università" appello
della gelmini, la cgil dice no - mario reggio (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 17 - Interni "Sospendete lo sciopero dell´università" appello della Gelmini, la Cgil dice no Cisl e Uil aspettano Brunetta. L´Onda prepara il corteo del 14 Il sindacato guidato da Epifani conferma la protesta di venerdì prossimo MARIO REGGIO ROMA - Università, ricerca, sciopero nazionale di venerdì 14 novembre.
La Cgil conferma lo sciopero di venerdì (
da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con la Gelmini. Cisl e Uil invece non rompono Gli studenti preparano la manifestazione nazionale a Roma in concomitanza con l'iniziativa sindacale ROMA. Il ministro Mariastella Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati ieri pomeriggio al ministero dell'Istruzione, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì per l'
Fusione tra scuole a Imperia quasi terremoto per Albisola (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini», commenta Costa, ricordando che «ovunque si mantiene il servizio agli studenti e alle famiglie» e che con questo piano si rafforzano le scuole deboli e si salvaguardano gli istituti secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale.
Il Pool 2000 Loano società-guida ma volano anche
"Scuola" e Albenga ( da "Stampa, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tassara 11, Manni 4, Gelmini 8, Delfini, Bianchi 2, Scala
6, Cascone 2, Rotolo 2, Morana 8. Nell'Under 15 maschile la Scuola Basket Team
'
Studenti spaccati sulla riforma I sindacati preparano il
corteo ( da "Stampa, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: BARBARA COTTAVOZ NOVARA Anche da Novara pullman per la manifestazione anti-Gelmini di venerdì a Roma. Ieri mattina all'università si sono riuniti in assemblea i dipendenti amministrativi che promettono battaglia. Molto più cauti gli stutenti: qualcuno organizza dibattiti con i prof, altri si dicono disinteressati o proprio contrari alla protesta.
I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività
di orientamento ( da "Stampa, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI I presidi delle superiori chiedono di sospendere l'attività di orientamento [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA «Il ridimensionamento scolastico e i tagli alle scuole di montagna non sono definitivamente scongiurati, ma solo rinviati di un anno.
Liceo Grassi, parte la cogestione (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, che ha risposto a molte preoccupazioni e dubbi espressi dai giovani. Proiezioni di film, dibattiti sul progetto Margonara e sulla piattaforma di Vado, contraddittorio sulla legge Gelmini con intervento del senatore Franco Orsi (FI), politici di opposizione e sindacalisti contrari alla riforma: questi e altri gli argomenti alternativi al programma didattico che saranno proposti
I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI Cascina Cauda I ragazzi del Penna scendono in piazza ma per fare lezione Sopralluogo di Ebarnabo e Imerito La classe si trasferisce in piazza e la lezione diventa «aperta». L'iniziativa è partita dall'istituto Agrario «Penna» di Asti, scuola forse troppo spesso dimenticata, e adesso messa a serio rischio dalle recenti riforme del ministro Gelmini.
"Non toccate le nostre scuole" (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI "Non toccate le nostre scuole" [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO «Le scuole di montagna non si toccano»: tutti d'accordo in Consiglio provinciale, poi ognuno (maggioranza e opposizione) vota il proprio ordine del giorno sulla legge Gelmini.
Scuola, parte il progetto stranieri (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proprio in un periodo in cui divampano le polemiche sulle classi differenziate previsti dalla legge Gelmini. Spiega l'assessore all'Istruzione, Giuseppe Fossati: «Ci siamo resi conto che per quanto riguarda l'integrazione degli studenti stranieri nelle nostre scuole, le difficoltà maggiori, soprattutto inizialmente, riguardano il dialogo con le famiglie.
Litigio in aula fra Caviglia Giusto e Parino (
da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla partecipazione del vicesindaco con la fascia tricolore al corteo contro il ministro Gelmini. Dopo uno scambio di battute sopra le righe, nella polemica si è inserito anche il consigliere di An Alessandro Parino che ha ostentatamente voltato le spalle al vicesindaco che stava parlando. A quel punto la polemica è divampata con più consiglieri che gridavano contemporaneamente.
Meloni: "Quella battuta su Obama Berlusconi poteva
risparmiarsela" ( da "Repubblica.it"
del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che funziona. E mi è sembrato strano - aggiunge il ministro - che dopo l'approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull'università che prevede borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale del turn over, e che dunque va incontro agli studenti,
( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Longarone.
Giovedì parte la Fiera, che forse vedrà la presenza del
ministro Gelmini «Orienta»,
un aiuto per il futuro La rassegna serve per scegliere la scuola più adatta
LONGARONE. Scegliere una scuola superiore o un corso di laurea non è semplice
per un ragazzo di 12 anni, ma nemmeno per la sua famiglia, che lo deve
affiancare e supportare valutandone le attitudini e i desideri. Un aiuto
concreto arriva anche quest'anno da "Orient@", il salone
dell'orientamento scolastico e professionale, che aprirà i battenti giovedì a
Longarone Fiere. Molte le proposte in programma, tra stand e tavole rotonde, cui
forse sarà presente anche il ministro Gelmini. La
manifestazione, organizzata dalla Provincia con la collaborazione della Regione
e dell'Ufficio scolastico provinciale, si rivolge sia ai ragazzi che si
apprestano a finire le medie, sia a quelli delle superiori, catapultandoli per
qualche ora nel mondo del futuro professionale. Nei 3000 mq di esposizione
troveranno spazio gli stand degli istituti superiori, con insegnanti e
studenti, l'Usp, le associazioni di categoria del mondo dei lavoratori, i
sindacati, ma anche le forze dell'ordine e i centri per l'impiego della
provincia, tutti insieme per aiutare i giovani a orientarsi e a guardare al
loro futuro con una prospettiva concreta. Sarà significativa anche la presenza
degli atenei di Padova, Udine, Venezia, Ferrara e lo Iulm di Milano, oltre alla
fondazione per l'Università e l'Alta cultura della provincia di Belluno.
Accanto al ricco panorama espositivo, è stato organizzato anche un intenso
programma di incontri e convegni che si occuperanno di temi attuali e
scottanti. Giovedì verrà presentato il servizio informativo e bibliotecario
mobile della provincia "Vieni a bordo con noi", e verranno
illustratate ai giovani presenti le attività della squadra di soccorso alpino
dei carabinieri e dei sommozzatori della polizia di Stato. Venerdì, invece,
sarà la giornata dedicata alle università, che incontreranno gli studenti
fornendo loro materiale informativo e consigli utili sulla scelta da
effettuare. Inoltre alle 9.45, nell'ambito della 15ª giornata nazionale Orientagiovani,
è stato organizzato l'incontro sul tema "Giovani, scienza e
tecnologia", curato dal gruppo Giovani imprenditori di Assindustria
Belluno. Nel corso della mattinata troveranno spazio anche l'iniziative
"Orienta Teatro" e un incontro sul servizio civile. Sabato sarà la
volta dell'evento clou della manifestazione, la tavola rotonda sul tema
"Formazione, lavoro, università: come fare una scelta? Rigidità dei
sistemi attuali e prospettive future", per la quale è stato invitato anche
il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. «Il
tema della riforma scolastica sarà latente in tutta la manifestazione, è
inevitabile», ha detto il presidente di Longarone Fiere, Giovanni De Lorenzi,
«visto che tocca un ambito che riguarda il futuro dei nostri ragazzi». Domenica
saranno infine protagonisti ragazzi e famiglie. «E' importante coinvolgere
padri e madri nella scelta del futuro dei propri figli», ha detto la
responsabile dell'Usp Cason, «perché è giusto che i ragazzi vengano affiancati
e supportati nel loro percorso». L'incontro, dal titolo "Né sopra né
sotto, ma accanto" testimonia l'importanza dell'affiancamento costruttivo
e la negatività delle imposizioni. Sabato e domenica si terrano anche gli
incontri organizzati dall'Arma dei carabinieri. La fiera sarà aperta da giovedì
a sabato dalle 8.30 alle 13, la domenica dalle 12 alle 17.30. Ingresso libero.
Alessia Forzin
( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Tentativo
in extremis per evitare lo sciopero indetto per venerdì. Ma
il ministro non accenna a revocare i tagli Università, Gelmini convoca i sindacati Veltroni
incalza il governo: aperti al dialogo se ritirate i decreti sulla scuola ROMA.
«Ministro Tremonti, ministro Gelmini...». Walter Veltroni ha messo nero su bianco l'offerta di una
tregua su scuola e università. Sospendete gli effetti della legge Gelmini, modifichiamo la finanziaria eliminando i tagli, ha
chiesto il segretario del Pd in una lettera ai due ministri, e tornate a
confrontarvi con le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione. Solo
così, sottolinea infatti, si può trovare un accordo il più ampio possibile. Per
evitare che ad ogni cambio di governo si stravolgano le regole di un settore
decisivo per il Paese e «per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di
insegnanti e professori». «Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la
sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare
divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori - scrive infatti
Veltroni - questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e
l'Università». Un settore, specifica, che ha bisogno in Italia «di una profonda
innovazione, di una radicale riforma», partendo però da un principio: «Quello
di investire su di esso maggiori risorse, non minori». Quindi la proposta di
«sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai
approvato e di modificare con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla
scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale». Un modo per
permettere al Parlamento di tornare a discutere «senza la continua minaccia del
voto di fiducia». Fissando magari una scadenza («di due mesi o più») per il
confronto, al termine del quale prendere le decisioni. La Gelmini
ha intanto convocato per oggi i sindacati di università e ricerca, proprio
mentre per venerdì è stato proclamato lo sciopero generale del personale delle
università e dei ricercatori. Ma è anche tornata a dirsi disponibile al
confronto sul sistema universitario con «tutte le forze riformiste».
Aggiungendo che per la riforma dell'università «la sede del confronto sarà
sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e
suggerimenti, indispensabili per una riforma». Da parte del ministro non c'è
stato però nessun accenno di possibile revisione dei tagli previsti dalla
finanziaria. Vale a dire il cuore della contestazione da parte degli studenti e
dell'opposizione. Non a caso Beppe Fioroni (Pd) apprezza «i toni cortesi e la
disponibilità teorica» della Gelmini, ma aggiunge che
«restano come macigni i tagli già decisi dal governo e di cui il ministro
dell'Istruzione non fa alcun cenno». Tanto più, aggiunge, che «il taglio del 67
per cento della spesa corrente per l'università entro il 2010 e gli 8 miliardi
in meno per la scuola in tre anni non sono misure di razionalizzazione, ma di
vera e propria demolizione». (a.p.)
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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Pagina
IX - Roma I preparativi per la manifestazione nazionale di venerdì. In quattromila
dormiranno alla Sapienza "Noi dell´Onda in centomila assedieremo
Montecitorio" TEA MAISTO LAURA MARI L´assemblea ha emesso il verdetto:
l´Onda assedierà Montecitorio. A deciderlo i rappresentanti capitolini del
movimento, che ieri pomeriggio nel quartier generale delle proteste, la
Sapienza, in gran segreto hanno votato all´unanimità la destinazione finale del
corteo nazionale di venerdì. «Nella capitale arriveranno almeno 100mila
manifestanti - hanno annunciato i leader riuniti nella facoltà di Chimica -
dalla Toscana giungeranno almeno 50 pullman di studenti e nel resto delle
regioni sono in corso le trattative con Trenitalia per ottenere treni speciali
e gratuiti». L´appuntamento, per venerdì mattina, è fissato alle
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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Pagina
IX - Napoli L´università al Plebiscito Oggi lezioni della "Federico
II" nella piazza E gli studenti del Mercalli discutono del ?
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
VII - Milano Dopo le richieste degli studenti l´iniziativa del preside di
Scienze politiche: "Più trasparenza" La Statale mette online i voti
ai prof Svolta «a favore di trasparenza e meritocrazia» a
Scienze politiche: da stamattina sono on line nel sito della facoltà i voti ai
loro professori, come da mesi chiedono gli studenti. Intanto l´Onda invade
piazza Scala con concerti e messaggi in bottiglia anti Gelmini e Luigi Cavalli Sforza a Citta
Studi dice all´assemblea: «I tagli uccidono la ricerca». VANNI A P
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I
- Genova LA FLEMMA DI EMMA ENZO COSTA Mi sono fatto una
ragione, se il ministro Gelmini - con l´intercessione di Confindustria - ha fatto sgomberare la
sala del seminario sanremese da taccuini e telecamere. Se non ho letto o
ascoltato la sua oratoria fluente, costellata di accenti sbagliati e
congiuntivi abortiti, pazienza. Non mi sono fatto una ragione ad aver
visto, al Tgr, la presidente degli industriali Marcegaglia che ringhiava
davanti ai media il suo plauso all´invisibile Mariastella. Grondava apprezzamento
per il ministro da tutti gli artigli.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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Pagina III
- Genova Il ministro e la pupazza Strumentisti del Carlo Felice, a titolo
personale, suoneranno dentro la Facoltà di Lettere occupata E i musicisti
dell´Opera cavalcano l´Onda Oggi a Balbi l´assemblea plenaria degli studenti di
tutte le Facoltà Anche i musicisti del Carlo Felice, entrano nell´Onda. Alcuni
strumentisti, anche se a titolo personale, infatti, suoneranno dentro la
Facoltà occupata di Lettere, mercoledì sera, alle 20.30, prima
della partenza del corteo che sfiderà le stelle con l´enorme pupazza
dell´"Ignoranza"-Gelmini, alta quattro metri. Saranno loro a "celebrare"
l´attesa dell´inizio della manifestazione: il primo flauto dell´orchestra del
Teatro Carlo Felice, Francesco Loi, con il quartetto d´archi "Gnu
quartet" composto, per metà, da elementi del teatro dell´opera di Genova.
"Da Mozart a oggi" è il titolo del concerto, è di fatto la testa di
ponte della saldatura tra il movimento universitario e la mobilitazione che si
sta preparando in teatro non appena si conosceranno i tagli al Fus (fondo unico
per lo spettacolo) imposti dal governo. «Sì stiamo organizzando una grande
manifestazione di tutto il teatro, in piazza, con i nostri musicisti, i nostri
coristi - conferma Nicola Lo Gerfo, del sindacato autonomo Fials del teatro
Carlo Felice - non appena saranno confermate le allucinanti indiscrezioni che
abbiamo avuto sui tagli. Ci legheremo alla protesta degli universitari. Tutti
vittime di un attacco sciagurato alla cultura pubblica di questo paese».
Intanto, a Lettere, oggi, si svolgerà l´assemblea plenaria di tutte le Facoltà
mentre nel pomeriggio si riunirà il coordinamento del fronte anti-Gelmini (maestri e genitori) di "Sos scuola". è
invece stata posticipata a venerdì - per l´annunciata pioggia - la fiaccolata
organizzata dal liceo D´Oria, con altre dieci scuole superiori della città.
L´appuntamento per gli studenti medi - e l´Onda universitaria ha già annunciato
la partecipazione - è per venerdì alle 20, alle Caravelle di piazza della
Vittoria. Domani sera, invece, dopo il concerto, alle 21.30 da via Balbi
partirà il corteo aperto dalla grande "pupazza", con il volto di
Mariastella Gelmini, e il corpo impunturato di
girandole e miccette scoppiettanti. La manifestazione sfilerà in piazza
dell´Annunziata, passerà in galleria, piazza Fontane Marose, piazza De Ferrari,
dove sarà appiccato il fuoco al fantoccio e l´Onda ballerà intorno al rogo
dell´Ignoranza. E se qualcuno sussurra che il ministro potrebbe arrivare a
Genova giovedì, al Salone della formazione "Abcd" che si apre oggi,
quando la maggior parte degli studenti saranno a Roma alla manifestazione
nazionale, ecco che cresce il numero di ragazzi dell´Onda che sta pensando di
organizzare una manifestazione territoriale, in città, proprio il 14. Mentre
gli studenti di Fisica hanno presentato un programma di lezioni in piazza «per
la città» (dall´atomo al vento) a Matteotti, che arriva fino a dicembre, quelli
di Lettere, dopo l´incontro con lo scrittore Stefano Benni, stanno preparando
l´arrivo, la prossima settimana, di Ascanio Celestini e del premio Nobel Dario
Fo. (m.bo.)
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
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Il Sole-24
Ore sezione: PRIMA data: 2008-11-11 - pag: 1 autore: Via al
Dl Gelmini: prevalenza agli
ordinari Atenei, nella scelta dei ricercatori freno agli associati Sciolto
l'ultimo nodo del decreto legge sull'università, che è stato firmato ieri dal
Capo dello Stato e pubblicato in Gazzetta ufficiale con il numero 180: nelle
commissioni per i ricercatori gli associati potranno esserci solo come membri
interni. A Veltroni che chiede di riaprire il confronto, il ministro Gelmini replica: sì ma solo con chi vuole riformare. Bruno e
Trovati u pagina 21 Il testo u pagina
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: PRIMA P
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-11 - pag: 21 autore:
Università. Nella valutazione dei ricercatori interverranno come membri interni:
niente lista nazionale Commissioni, altolà agli associati Veltroni: via i tagli
e dialoghiamo - Gelmini: solo con chi vuole cambiare
Eugenio Bruno ROMA Niente associati nelle commissioni per i ricercatori. A meno
che non sia la facoltà committente a sceglierne uno come membro interno al
posto di un ordinario. è questo il compromesso raggiunto tra i tecnici del
ministero dell'Istruzione sull'ultima questione ancora aperta del Dl
sull'università, che è stato firmato ieri dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Il provvedimento, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale (Dl n.180), è già in
vigore. Si è scelta una via di mezzo, dunque. Mentre nella versione licenziata
giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, sia nei concorsi per professori di I
e II fascia sia in quelli per ricercatori, la commissione di valutazione era un
"monocolore" di ordinari (5 nel primo caso e 3 nel secondo), nella
riunione tecnica di venerdì era emersa la possibilità di far partecipare alle
selezioni del secondo tipo anche un associato. In realtà, nel testo definitivo
la valutazione dei ricercatori è affidata a un ordinario (o in alternativa un
associato) scelto "in house" e altri due sorteggiati. Per il resto
sono state confermate le altre misure del provvedimento: sblocco del reclutamento
già preventivato di circa 2.300 ricercatori; stop alle assunzioni di docenti e
personale tecnico negli atenei che hanno una spesa del personale superiore al
90% del finanziamento statale; innalzamento del turn over consentito, per tutte
le altre università, dal 20 al 50% della spesa dell'anno precedente,con
l'obbligo di destinare il 60% di risorse al reclutamento di ricercatori e non
più del 10% agli associati; attribuzione del 7% dei fondi statali (circa 530
milioni) agli atenei più virtuosi in base a criteri da definire in un
successivo decreto ministeriale; investimenti di 135 milioni per le borse di
studio e 65 per le residenze universitarie, in entrambi i casi prelevati dal
Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Fin i qui i contenuti del decreto. Che
i sindacati però vorrebbero già cambiare. Quanto meno nella parte che introduce
la predetta soglia del 90%. «Più flessibilità nell'arrivare al 90%» ha chiesto
il segretario generale Cisl-Università Antonio Marsilia che ha aggiunto: sennò
gli atenei interessati dalla stretta, che oggi sono sette, «con i tagli
diventeranno il doppio o il triplo». Rimodulazione dei tagli previsti dalla
manovra 2009 e fondi per i rinnovi con-trattuali, le altre richieste delle
organizzazioni dei lavoratori che per ora confermano lo sciopero generale di
venerdì 14. E che, come ha sottolineato il responsabile della Flc-Cgil Mimmo
Pantaleo, potrà essere revocato solo in presenza di «un passo indietro
consistente sulla legge 133 ». Di tutto ciò si discuterà nell'incontro con i
rappresentanti di università e ricerca che il ministro
Mariastella Gelmini ha
fissato per oggi. Gelmini
che intanto ha rotto il silenzio dei giorni scorsi. Nel rispondere all'appello
del segretario del Pd Walter Veltroni, che in una lettera inviata anche al
ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva chiesto di sospendere «le scelte
di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra
triennale» per varare riforme condivise, la responsabile dell'Istruzione
si è detta «disponibile a un confronto». Specie, ha specificato, «con tutte
quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere
lo status quo». FRONTE SINDACALE Oggi al ministero summit con le sigle che
chiedono «più flessibilità» al decreto nel blocco per chi supera il tetto del
90%
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-11 num: - pag: 1
autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE UNIVERSITA' E DOCENTI CHI
HA PAURA DEL SORTEGGIO G li studenti di Trieste hanno avuto un'idea brillante.
Tutto è nato sul loro blog dove uno si è chiesto perché in tante università
rettori e professori partecipino alle manifestazioni contro i «tagli del
governo»: «Può essere che utilizzino il nostro movimento non per il bene
dell'università, ma per proteggere qualche loro interesse, magari per impedire
che si modifichi il sistema con cui vengono reclutati i professori?». E così
sono andati sui siti dove vengono riportate le pubblicazioni scientifiche dei
loro docenti e quanto ciascuna è citata in altri lavori. Ad esempio «Publish or
perish » che usa i dati di Google Scholar ed è disponibile sul sito
www.harzing.com o semplicemente i dati delle valutazioni del Civr disponibili
sul sito del ministero dell'Università. Racconta Maddalena Rebecca sul Piccolo
che da quel giorno si vedono pochi professori alle assemblee degli studenti
triestini. Alcune «anime belle» criticano il decreto del
ministro Gelmini che
prevede una nuova modalità per la scelta dei commissari nei concorsi
universitari: elezione di un numero pari a tre volte i commissari necessari e
poi sorteggio. «In Gran Bretagna, dove l'università funziona, i dipartimenti
scelgono i professori senza bisogno di un concorso ». Lo so bene, ma lì
il titolo di studio non ha valore legale e i fondi pubblici vengono assegnati
alle università non a seconda del numero degli studenti iscritti, ma in
funzione della qualità della ricerca: ricerca che nessuno cita, niente fondi e
il dipartimento chiude. Se i critici vogliono essere coerenti dicano che sono
pronti a cancellare il valore legale del titolo di studio (come ha fatto ieri
sul Corriere Giovanni Sartori) e ad accettare che vengano chiusi i dipartimenti
scadenti. E dicano anche che preferirebbero che i concorsi banditi venissero
tutti rimandati in attesa di una riforma dell'università. In realtà temo che le
critiche tradiscano la rabbia per un decreto che ha fatto saltare gli accordi
con i quali i professori si erano divisi i 6.000 posti a concorso prima ancora
che si svolgessero le elezioni per la scelta dei commissari. Ne è un segno il
tentativo (fortunatamente fallito) di modificare in extremis il testo del
decreto per consentire ai professori associati di partecipare alle commissioni.
Un vecchio trucco: gli associati devono ancora essere giudicati (per diventare
ordinari) quindi sono facilmente ricattabili. E infatti a premere per estendere
l'eleggibilità ai più giovani erano gli anziani non gli stessi associati.
Vorrei avanzare una modesta proposta. Fra poco più di un mese in tutte le
università si voterà secondo le nuove modalità, cioè per costituire un pool di
candidati fra i quali poi avverrà il sorteggio. Affinché si possa votare con
sufficiente informazione, le diverse discipline dovrebbero prendere esempio
dagli studenti triestini e pubblicare un elenco dei professori eleggibili e
della loro produttività scientifica. Poiché esistono diversi criteri (l'impact
factor e altri) si potrebbero pubblicare indici diversi. Io mi impegno a farlo
per le materie economiche e statistiche e sono certo altri lo faranno per altre
discipline, soprattutto quelle meno abituate a standard internazionali. Poi si
vedrà, sia quali discipline non avranno ritenuto utile dare questa informazione
sia quelle che, pur avendo stilato gli elenchi, voteranno per candidati non
particolarmente brillanti.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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Pagina
III - Bologna Tre bottiglie incendiarie lanciate nella notte contro altrettante
filiali della banca. Una strana rivendicazione in via Bellaria Molotov contro
Unicredit Il questore: "Tentano di strumentalizzare la protesta delle
scuole" TRE BOTTIGLIE molotov nella notte contro
altrettante sedi Unicredit, e dopo i vandalismi di venerdì ad un´altra filiale
in centro, durante un corteo anti-Gelmini, qualcuno teme che l´ala dura degli anarchici cerchi di
strumentalizzare gli studenti. La questura: «nessun collegamento». S´indaga su
una scritta: «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra». GULOTTA A P
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-11-11 num: - pag: 55
categoria: REDAZIONALE L'imitatore Joe Violanti: sono un suo fan Santoro a Rds:
potrei chiedere i danni MILANO — «Ora, non è che io passi tutta la vita nei
panni di Santoro: mica vado a prenotare al ristorante a nome della redazione di
Annozero... ». L'imitatore e conduttore radiofonico Joe — al secolo Sergio —
Violanti ancora non ha capito perché il giornalista se la sia presa per i suoi
scherzi telefonici targati Rds tanto da diffidare come «illecito comportamento»
«l'abusivo utilizzo» e il «furto della sua identità»: «Mi è sembrato eccessivo,
anche perché lui fa largo uso della satira. Io, poi, sono un suo fan dai tempi
del Rosso e il Nero e il giovedì lo guardo sempre, anche se non condivido le
sue idee politiche». Questa polemica su Violanti che si spaccia per l'altro e chiama la Gelmini per invitarla in trasmissione, con Santoro che poi s'infuria e
mette in mezzo l'avvocato «è incomprensibile: prima dell'estate ci siamo incontrati
in un bar e ci abbiamo persino riso sopra. Perché si arrabbia adesso?». Intanto
Santoro (quello vero) si «riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti
e subendi» .(e. mu.) Joe Violanti Michele Santoro
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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VII - Bologna Le identità Il Questore Merolla: "Ci sono persone che si
infiltrano nelle manifestazioni di protesta per fare altro, sono facce
conosciute" "Ragazzi, non fatevi strumentalizzare per qualcuno la
scuola è un pretesto" Nei cortei abbiamo riscontato presenze ben note,
sulle quali lavoriamo da tempo, ma non scartiamo nessuna ipotesi investigativa
E ADESSO qualcuno teme che le frange più estreme dell´anarchia, quelli che gli
investigatori chiamano "insurrezionalisti", cerchino
di cavalcare l´onda studentesca anti-Gelmini. Magari per agire protetti dalla folla, o per tentare qualche
forma di proselitismo. Sarebbe un fatto grave. Forse proprio per questo il
questore Luigi Merolla lancia un appello a tutti gli studenti. «Sì, c´è molta
preoccupazione per i fatti accaduti la scorsa notte. E faccio appello
agli studenti che hanno a cuore i motivi autentici della protesta, e che hanno
sfilato in strada esprimendo correttamente il loro dissenso - che è una cosa
legittima - senza infrangere le regole, a non farsi strumentalizzare da nessuno
e a isolare chi eventualmente potrebbe cercare di strumentalizzare proprio
loro». Un segnale chiaro. Preoccupazione per chi ora cerca di "alzare il
livello dello scontro", come si diceva trent´anni fa, perché una cosa è
buttare secchi di vernice contro una banca, altro è cercare di bruciarla, e
timore per chi potrebbe subire il fascino dei "cattivi maestri".
Merolla, alle spalle una lunghissima esperienza alla Digos, suggerimenti sulle
piste investigative non vuol darne. E all´inizio di un´indagine, sarebbe la
cosa più dannosa lavorare in una sola direzione. Ma il raid anti-Unicredit
dell´altra notte non ha nulla a che vedere con la protesta studentesca, anche
se nelle settimane scorse, anche il 30 ottobre, il giorno della carica della
polizia in via Castiglione e del blocco stradale sui viali e in via Rizzoli,
fra gli studenti sono rispuntate le facce coperte dai foulard, gli slogan duri
contro le forze dell´ordine, qualche attivista del collettivo Fuoriluogo, più
volte interessato dalle indagini della Digos. «Nei cortei - dice Merolla -
abbiamo riscontato presenze ben note, sulle quali lavoriamo da tempo.
"Saldature"? Su questo preferisco non esprimermi, sarebbe davvero
prematuro». Per gli uomini della Digos, la scritta a caratteri neri e
geometrici sui muri della Unicredit in via Bellaria resta un rebus. Ma non
risultano interessi del gruppo bancario nel business dei rifiuti in Campania,
né nelle ore successive al blitz col fuoco dell´altra notte sono giunte
rivendicazioni o altro. Una cosa sembra sicura: ad agire è stato un solo commando,
un gruppo ristretto di persone che si sono spostate dalla periferia Est a
quella Ovest e hanno lanciato le molotov a intervalli di 15 minuti. (c. g.)
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
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VII - Bologna Molotov per cavalcare gli studenti Tre bottiglie incendiarie
nella notte contro filiali Unicredit Le telecamere di sicurezza della banca potrebbero
aver filmato gli attentatori CARLO GULOTTA TRE BOTTIGLIE incendiarie nella
notte contro altrettante filiali Unicredit, danni ingenti, una scritta
apparentemente misteriosa su un muro, «A Chiaiano Unicredit sarà dÜra», ma che
forse è una spia importante, e subito torna in mente il blitz alla direzione
generale della banca in via Zamboni venerdì scorso, quando durante una
manifestazione studentesca anti-Gelmini furono lanciati palloncini pieni di vernice contro i muri e fu
"incatenato" l´ingresso. Ma attenzione a intravedere un collegamento
fra i due episodi, cosa che infatti non fa nemmeno la polizia. Perché in quel
caso gli autori, alcuni dei quali a volto coperto, diedero subito una
spiegazione: «Abbiamo sanzionato dal basso Unicredit che è la banca dove tutti
noi versiamo le tasse universitarie». Azione alla luce del sole,
insomma. Per non parlare delle mani tracciate con la vernice rossa sulla targa
dell´edificio, come a voler dire "Le impronte ve le lasciamo in faccia»,
come sta scritto su un blog che potrebbe essere di un certo interesse per gli
investigatori. Partiamo da un dato preciso: gli studenti non lanciano bombe.
Chi ha colpito l´altra notte in tre punti diversi della città, a intervalli di
15 minuti, quasi certamente la protesta contro la scuola vuole
"cavalcarla", ha messo in conto di poter fare del male a qualcuno
(gli incendi si sarebbero potuti estendere ai piani di sopra, pieni di gente
addormentata) le impronte ha fatto di tutto per non lasciarle (sui resti delle
molotov le tracce dei guanti di gomma) ed ha una buona esperienza nel campo.
Alla benzina è stato aggiunto un detergente, per amplificare la portata della
fiamma. Alle 3,30 il primo allarme, da via Emilia ponente 211: bancomat
completamente distrutto, nessuno ha visto niente, chiamata al 113 da una
guardia giurata di passaggio. Filiale chiusa per tutto il giorno. In mattinata,
poi, le chiamate al 113 all´apertura delle filiali di via Bellaria 37 e via don
Sturzo 33: nella prima la bottiglia ha preso fuoco, lasciando tracce evidenti
sul muro, nella seconda la stoppino si è spento e gli incendiari se ne sono
andati senza cercare di riattivarla. Qui è stato un vigilante de La Ronda, al
mattino, a scoprire la bottiglia ancora intera e a chiamare la polizia. In
tutti i casi gli ingressi sono sorvegliati da telecamere di sicurezza e forse
qualcuna potrebbe aver immortalato gli autori: i filmati sono già stati
consegnati alla Digos. Le indagini partono proprio da lì, dalla strana scritta
trovata sul muro posteriore della filiale in via Bellaria. Una scritta che
sembra rimandare alle frange più oltranziste del movimento contro l´Alta
Velocità, i No Tav antagonisti o di area anarchica, che usano proprio questo
slogan con la dieresi sulla "U". E poi, Chiaiano: non è certo un mistero
che nel movimento che si oppone alla mega discarica in Campania siano attivi
diversi elementi di area anarchica. Una ricerca sul sito
www.informa-azione.info, poi, riscontra coincidenze interessanti: in un
comunicato che fa riferimento ad una manifestazione del 2 giugno scorso a
Trento, dove durante un corteo fu bersagliata con la vernice una sede Unicredit
e fu scritto sul muro «Qui si finanzia l´Impregilo, Solidarietà con i campani
in lotta», i compagni di Rovereto e Trento scrivono «Alcuni compagni appena rientrati
da Chiaiano hanno parlato della lotta in Campania, anche come terreno di
sperimentazione, da parte dello Stato, delle nuove leggi repressive. Una lotta
da sostenere e allargare con determinazione».
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Istruzione Il capo dello Stato firma in serata il decreto
sull'università Scuola, la Cei alle famiglie «Scegliete l'ora di religione» E
Veltroni: dialogo se il governo sospende il piano Gelmini Il ministro apre a un confronto
sull'università: l'obiettivo deve essere migliorare l'istruzione ROMA —
Scegliete l'ora di religione cattolica, scrivono i vescovi italiani alle
famiglie. Sceglietela perché «in una società sempre più connotata in senso
multietnico e multiculturale — argomenta la Cei nel messaggio a
genitori, studenti e insegnanti — l'insegnamento della religione cattolica può
essere anche un utile spazio di integrazione, aiutando gli stranieri presenti
nel nostro Paese ad accostare valori e tradizioni », che sono profondamente permeati
«dallo spirito cristiano». E questo perché «tale insegnamento pone al centro la
persona umana e la sua insopprimibile dignità, lasciandosi illuminare dalla
vicenda unica di Gesù di Nazareth». La lettera della Cei arriva proprio nel
giorno in cui un'altra lettera sulle questioni della scuola e dell'università
viene scritta e inviata dal leader dell'opposizione Veltroni a due ministri,
Tremonti e Gelmini. Walter Veltroni chiede di
«esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella
dell'ascolto e dunque del confronto». Poi, l'apertura di un «tavolo al quale
partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione
». Infine, azzarda: chiede apertamente di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Finanziaria
le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la
manovra triennale ». Il decreto sulla scuola, replicano dal ministero, quello
ormai diventato legge, non si tocca. Altro che sospenderne gli effetti. Per il
decreto sull'università, invece, che è stato varato giovedì scorso dal
Consiglio dei ministri e che dovrà essere ora approvato dal Parlamento entro 60
giorni, qualcosa si può fare. Ma pare di capire che si tratti solo di
qualcosina. «Sono disponibile a un confronto — così risponde il ministro Gelmini a Veltroni — che abbia come obiettivo riformare e
migliorare l'istruzione in Italia». E quindi ad un confronto soltanto con
quelle «forze riformiste che pensano non si possa esclusivamente difendere lo
status quo». Sull'università il dibattito potrebbe dunque riaprirsi anche
perché, continua Gelmini, il decreto legge contiene
solo alcune «misure indifferibili e urgenti» mentre «per la riforma completa la
sede del confronto sarà sicuramente il Parlamento ». Che il ministro
sull'università sia più «morbido» lo dimostra anche il fatto che ha convocato
per oggi pomeriggio al ministero i sindacati di categoria. I quali, però, a
meno di significativi passi indietro, non intendono revocare lo sciopero e la
manifestazione di venerdì. Ad ogni modo, il decreto legge sull'università
varato giovedì scorso dal governo, il cui testo è stato limato fino all'ultimo
momento dai tecnici di Viale Trastevere, in particolare per la parte relativa
alle nuove norme per le commissioni dei concorsi, è stato firmato ieri sera dal
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ora sarà pubblicato in
Gazzetta Ufficiale. A Milano La protesta si è conclusa con un concerto eseguito
da un gruppo di studenti del Conservatorio Mariolina Iossa
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
VIII - Bologna Scienze Politiche "riapre" E alla scuola mancano sette
milioni di euro,
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-11
num: - pag: 15 categoria: BREVI Messaggi in bottiglia e concerto La protesta
Gli studenti della Statale di Milano ieri davanti al Comune: prima hanno
scritto in bottiglie di plastica messaggi di protesta contro il decreto Gelmini, poi le hanno lanciate davanti a
Palazzo Marino
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
VIII - Bologna Il caso La Procura: "Ingenerosi" «Se non possiamo fare
nemmeno gli accertamenti preliminari per capire, allora chiudiamo gli uffici
delle Procura». A dirlo è il Procuratore Reggente di Bologna Silverio Piro dopo
che alcune organizzazioni sindacali della scuola e degli insegnanti avevano protestato
per le richieste di informazioni fatte dalla Digos, su mandato del Pm Luigi
Persico, ai Dirigenti Scolastici sulle proteste contro i
provvedimenti del Ministro Gelmini. «Il collega, opportunamente - ha spiegato Piro - , ha fatto
accertamenti per capire se si è trattato delle solite iniziative o di qualcosa
di diverso. Che si protesti parlando di stato di polizia mi pare ingeneroso nei
nostri confronti, visto che abbiamo dimostrato il massimo equilibrio.
Certamente sono un fatto diverso gli scontri in piazza o il blocco dei treni».
Persico ha incaricato la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei
giorni passati la Procura aveva aperto quindici fascicoli d´inchiesta, anche
per gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle
occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane
da studenti e universitari. Garagnani in una nota ieri ha espresso
apprezzamento «per le iniziative della Procura».
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-11-11 num: - pag: 61
categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Lucy, Guzzanti e la
«meritocrazia» P otenza del jet set! Domenica mattina, avevo appena finito di
leggere un'analisi di Lucia Annunziata sulle elezioni americane, siglata da New
York, e pubblicata su un noto quotidiano, quando me la vedo apparire in tv: In
1/2 h (Raitre, ore 14.30). L'analisi (in realtà, una lettura dei corridoi di
Washington) spiegava che Barack Obama è già sceso dall'Olimpo e che adesso
bisogna fare i conti con «la macchina di poteri, ambizioni e lotte interne che
è l'anima di ogni governo». Insomma, per la realista Lucy il sogno è durato
meno di una notte. Per darci un'idea di cos'è la politica, l'infaticabile
jetsettista (scrive sui giornali, fa un programma sulla Rai, è persino coordinatrice
del comitato editoriale di Oil, il giornale dell'Enel) intervista Paolo
Guzzanti su un tema di alto contenuto: la mignottocrazia, ovvero come diventare
ministri per meriti non meglio precisati. Quando Guzzanti accusava Romano Prodi
di essere uno dei responsabili dell'omicidio Moro nessun opinionista di
sinistra lo intervistava, anzi. Adesso che è in crisi con Berlusconi,
maltrattato dal suo giornale e vittima dell'ostracismo di Forza Italia è
ridiventato un «fuoriclasse». Ma intanto nei corridoi di Washington, Obama deve
fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni governo». L'intervista tra
Lucy e Paolo Guzzanti (il nostro umile sogno sarebbe quello di vederlo recitare
insieme con i suoi tre figli) tocca temi di alta politica: la meritocrazia, ad
esempio. Non il caso Carfagna, per carità non abbassiamoci a tanto, dice Lucy,
affrontiamo la questione alle radici. Ecco ad esempio, caro Guzzanti, secondo lei la Gelmini... E intanto nei corridoi di Washington, Obama, sogno di una
notte di mezz'inverno, deve fare i conti con le lotte interne, «l'anima di ogni
governo». Non è che per colpa del fuso orario rischiamo di leggere i
cambiamenti della politica internazionale con gli occhi delle nostre povere
lotte intestine?
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
IV - Bari Contro i tagli la scuola marcia su Roma Venerdì in migliaia anche
dalla Puglia. Pantaleo: "Il governo ci ripensi" La mobilitazione
della Cgil ad appena 15 giorni dalla grande manifestazione unitaria del 30
ottobre Tornano le lezioni in piazza Ferrarese: il 13, 18 e 19 tre ore con
studenti e professori della facoltà di Scienze ILARIA FICARELLA Salari e
risorse. Scuola pubblica e università. Pubblica amministrazione e precarietà.
Questi sono alcuni dei cardini della vertenza che la Cgil, Funzione pubblica e
Scuola, stanno portando avanti congiuntamente e che sarà al centro della
manifestazione nazionale organizzata per venerdì prossimo a Roma. Le ragioni
della protesta sono state ribadite ieri dai segretari generali delle due
federazioni, Carlo Podda e Mimmo Pantaleo. Dopo soli 15 giorni dalla grande
manifestazione del 30 ottobre, la Cgil torna dunque in piazza.
"Contestiamo i provvedimenti del governo su università e ricerca e tutta
la filiera della conoscenza - dice Pantaleo - perché mettono in discussione la
stessa funzione istituzionale pubblica dell´università. Dalla possibilità di
trasformare le università in fondazioni al blocco del turn over, alla non
stabilizzazione dei precari, si dà di fatto l´avvio a un processo di
privatizzazione che garantirà solo chi ha i mezzi per continuare a
studiare". Il combinato fra i provvedimenti proposti
dal ministro Gelmini e
quelli firmati da Renato Brunetta, secondo i sindacati, crea le condizioni per
destrutturare l´intero sistema della conoscenza italiano. "Che ci sia
bisogno di una riforma è innegabile - spiega il segretario generale della Flc -
ma ci auguriamo che il governo riveda le sue posizioni. Occorre fermarsi
e affrontare i temi centrali di questa riforma, non basta una dichiarazione di
volontà". D´altronde la Cgil è l´unico sindacato a non aver firmato
l´accordo dello scorso 30 ottobre sul pubblico impiego perché "non prevede
investimenti nel lavoro pubblico e propone solo tagli e sacrifici ai salari,
agli organici, alla qualità e quantità delle prestazioni", spiega il
sindacato. Oggi è previsto un faccia a faccia con il ministro Gelmini. Ma il segretario generale della Flc ha già
anticipato che "se non ci saranno proposte concrete scenderemo in piazza
il 14 novembre in difesa dei diritti dei lavoratori dell´università e della
ricerca, che sono stati relegati ad un ruolo marginale nella prospettiva di
privatizzare il sistema formativo". Antonella Morga, segretario della
Funzione pubblica in Puglia, ha aggiunto che "c´è la necessità confermare
la stabilizzazione dei lavoratori precari, decisa dalla precedente legge
finanziaria e di un unico modello contrattuale per tutto il mondo del lavoro,
pubblico e privato. Occorre incrementare le retribuzioni, consolidando il
contratto nazionale e rafforzando la contrattazione integrativa". Solo
dalla Puglia partiranno cinque pullman della Cgil, mentre gli studenti si
stanno organizzando autonomamente. Il 13, il 18 e il 19 novembre infine tornano
le lezioni in piazza del Ferrarese. Dalle 18 alle 21, tre ore di lezione
"di tipo divulgativo su argomenti didattici e ricerche scientifiche".
Studenti e professori si ritroveranno in strada per dare un saggio di quello
che l´università italiana, così com´è ora, è in grado di offrire. A tutte le
lezioni parteciperà il preside della facoltà di Scienze Paolo Spinelli
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 6
- Esteri Tutti temono un passo falso troppe attese sul "Messia Obama"
Il presidente si prepara a usare il web per mantenere il consenso La
transizione Ora ogni scelta è vista come cartina di tornasole della vera natura
del nuovo leader I nemici vogliono dimostrare che le sue promesse non potevano
essere mantenute MARIO CALABRESI dal nostro corrispondente New york - «Vietato
camminare sulle acque», recita il cartello piazzato davanti alla fontana nel
giardino della Casa Bianca. è una vignetta umoristica, ma contiene tutto il
dibattito che in questi giorni tormenta gli americani, soprattutto i
democratici più radicali e appassionati: la paura che Barack Obama li deluda.
Le aspettative verso il neo presidente sono talmente alte che ogni suo passo
segnerà inevitabilmente la fine della luna di miele con i sostenitori più
appassionati, quelli che hanno investito sul 44esimo presidente ogni loro
desiderio e ora guardano con il fiato sospeso alla sua prima mossa. I suoi
nemici, con la stessa ansia, lo aspettano al varco per dimostrare che le sue
promesse non potevano essere mantenute. Tanto che Obama, sfruttando la macchina
tecnologica costruita in campagna elettorale, sta mettendo a punto una nuova
strategia di comunicazione per rivolgersi direttamente via Internet ai suoi
elettori e spiegare ogni suo passo. Deve farlo in fretta. La festa di martedì
notte non era ancora finita che sui blog si era già scatenato il primo
dibattito, quello sul cane per Malia e Sasha: «Lo deve prendere al canile,
dovrà essere un trovatello, altrimenti - gridavano gli animalisti - ci delude,
perché i cani di razza non hanno bisogno di aiuto». Nella prima conferenza
stampa Obama è corso ai ripari: «Vogliamo prenderlo al canile, ma - si è
giustificato - deve essere di razza perché mia figlia Malia è allergica». E per
sdrammatizzare ha aggiunto: «Al canile di solito ci sono solo degli incroci,
dei bastardini come me». Non erano ancora stati tranquillizzati gli amici degli
animali che già erano partiti alla carica i sostenitori della scuola pubblica, che chiedono a gran voce per le figlie del
presidente l´istruzione statale. Nessuno tiene conto che a Washington
praticamente non esistono scuole pubbliche di buon livello - l´ultima ad averne
frequentata una fu la figlia di Carter - e che Sasha e Malia
già a Chicago vanno ad una scuola privata. Ma dall´uomo che ha promesso di rimettere in piedi l´istruzione
pubblica si pretende il
buon esempio, tanto che mamma Michelle ha dovuto cominciare il suo viaggio
washingtoniano con la visita ad una scuola pubblica. Ma questi sono dettagli per un presidente che deve terminare
senza fare disastri due guerre, rimettere in piedi l´economia e il
sistema finanziario, garantire la sanità a tutti i cittadini, ricostruire
l´immagine dell´America nel mondo, chiudere Guantanamo e rendere accessibili a
tutti i ragazzi le università. Ora ogni possibile scelta è vista come cartina
di tornasole della vera natura del nuovo presidente. Un esempio perfetto è
questo scambio di battute tra due elettori democratici, un uomo e una donna,
ascoltato su un ascensore: «Al Tesoro dovrebbe mettere Timothy Geithner (il
giovane presidente della Fed di New York), è un uomo brillante e preparato»,
dice lei. «Ah no - replica lui - , se lo fa vuol dire che si è piegato a Wall
Street, meglio Lawrence Summers». «Che delusione, significherebbe che non ha
rispetto per noi donne (Summers dovette lasciare Harvard, dove era rettore, per
commenti considerati misogini)». Entrambi prima di salutarsi hanno concordato
che se invece prendesse Bob Rubin allora mostrerebbe di essere «prigioniero
dell´ombra di Clinton». E per ogni casella si ripete questo teatrino: se alla
Difesa lascia Gates allora si è piegato al compromesso con l´Amministrazione
Bush, ma se lo rimuove si scatenerà chi si aspetta una politica di dialogo con
i repubblicani e un´uscita realistica dall´Iraq. Ieri
mattina l´American Civil Liberties Union, l´organizzazione che guida la
battaglia sui diritti civili negli Stati Uniti, ha comprato l´intera pagina
nove del New York Times per ricordare a Obama le sue parole: «Da presidente
chiuderò Guantanamo e aderirò alla Convenzione di Ginevra» e per chiedergli di
mantenere la promessa «On Day One», nel primo giorno della sua presidenza. Il
pressing è incredibile, ogni gruppo, ogni minoranza, ogni associazione, adesso
vuole mantenute le promesse e lo vuole subito. Per questo Obama ha fatto
annunciare da John Podesta, il capo dello staff che guida la transizione, che
non appena si insedierà farà largo uso degli «executive orders» - i decreti
presidenziali - per bloccare le trivellazioni petrolifere nelle aree a rischio
ambientale e per permettere la ricerca sulle cellule staminali. Un modo per
lanciare subito dei segnali che soddisfino il suo elettorato affamato di
decisioni e novità. Inoltre la campagna di Obama ha deciso di tenere in piedi
la rete internet costruita in questi due anni per permettere al presidente di
comunicare direttamente con gli elettori: manderà ogni settimana e-mail dalla
Casa Bianca agli oltre dieci milioni di indirizzi raccolti prima delle
elezioni. Un modo per saltare ogni critica e mediazione giornalistica, per
lanciare i suoi messaggi e per dare l´idea ai suoi supporter di tenersi
continuamente in contatto con loro. Ma un gruppo arrabbiato con Obama c´è già
ed è anche molto agguerrito: la comunità gay, delusa e rabbiosa per la vittoria
del referendum che in California mette al bando i matrimoni tra persone dello
stesso sesso. Il nuovo presidente non si è speso per loro, anzi ha detto di
preferire il riconoscimento delle coppie di fatto, e proprio ispanici e neri,
che sono corsi alle urne per votarlo, sono stati decisivi nel promuovere il
divieto. Così nella democraticissima San Francisco il mito di Barack Obama è
già tramontato.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
15 - Interni "Sì al confronto se bloccate i tagli alla
scuola" Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini. Lei risponde: si può discutere, ma sul futuro Il ministro
convoca i sindacati per evitare lo sciopero di venerdì MARIO REGGIO ROMA -
Walter Veltroni scrive al ministro Tremonti e alla Gelmini. «Sospendete i tagli alla scuola, all´università e alla ricerca.
Poi potremo iniziare un confronto su temi che hanno bisogno di una profonda
innovazione e di una radicale riforma». Risponde il ministro Mariastella Gelmini: «Sono disponibile ad un confronto che abbia come
obiettivo riformare e migliorare l´istruzione in Italia. Sono disponibile a
discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa
difendere lo status quo». è disposta a bloccare i tagli di 7 miliardi e 800
milioni alla scuola, e di 700 milioni al Fondo ordinario agli atenei nel 2010?
«Sono provvedimenti già passati nell´anticipo della finanziaria 2009, quindi
non si toccano. Ma con l´opposizione possiamo discutere sul futuro della
scuola, dell´università e della ricerca». C´è un altro punto dolente: il
decreto approvato il 6 novembre dal Consiglio dei ministri. Solo ieri è
arrivato al Quirinale e il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha potuto
firmarlo. Eppure contiene provvedimenti urgenti per università e ricerca: nessun
blocco per i concorsi già banditi, l´estrazione a sorte tra i 12 docenti più
votati dei 4 che formeranno le commissioni, il parziale sblocco del turn over
per i ricercatori ed altri provvedimenti come l´esenzione dal blocco per gli
enti di ricerca. Perché? «è stato necessario mettere a punto tecnicamente
alcune procedure» risponde Mariastella Gelmini. Ora si
attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Decreto a parte il dialogo
appare da subito difficile. «Apprezzo i toni cortesi e la disponibilità teorica
al confronto del ministro Gelmini - commenta Giuseppe
Fioroni, ex ministro della Pubblica Istruizione e coordinatore nazionale del Pd
- ma i tagli decisi dal governo restano come macigni». Intanto si avvicina
un´altra giornata di mobilitazione e di proteste. Per venerdì 14 novembre i
sindacati confederali hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale e il
corteo a Roma. Nella stessa giornata scenderanno in piazza i collettivi
universitari che si sono dati appuntamento nella Capitale da tutta Italia. E
per oggi pomeriggio, a viale Trastevere, il ministro Gelmini
ha convocato i sindacati confederali di università e ricerca nell´estremo
tentativo di scongiurare lo sciopero. Non sarà facile perché la base di
partenza per qualsiasi dialogo è il ritiro dei tagli previsti dalla legge 133,
quella che prevede anche la trasformazione degli atenei in fondazioni private.
Nelle due giornate successive al corteo del 14 novembre, la Sapienza sarà lo
scenario degli stati generali dei collettivi universitari, che discuteranno e
presenteranno la piattaforma programmatica sul loro presente e sul loro futuro.
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
COMUNE.
IL CONSIGLIO DOPO 3 ORE DI DIBATTITO APPROVA Convenzione con il Politecnico
voto favorevole "bypartisan" [FIRMA]MAURIZIO ALFISI BIELLA Il Consiglio
comunale dice sì alla convenzione con il Politecnico di Torino che
istituzionalizza la nascita del corso di Ingegneria tessile in inglese, secondo
mattone dell'università biellese dopo i corsi di Economia e di Scienze
politiche formalizzati con l'Università di Torino. Dopo 3 ore di confronto tra
maggioranza e opposizione, l'assemblea di Palazzo Oropa ha votato quasi
all'unanimità a favore dell'accordo che impegna Camera di Commercio, Provincia
e Comune a finanziare 285 mila euro l'anno per i prossimi 10 anni a parziale
copertura dei costi. Biella spenderà 50 mila euro l'anno. Il Politecnico oltre
a coprire le altre spese, svolgerà in loco anche attività ricerca. La lunga
discussione ha sviscerare aspetti importanti come le ricadute sul territorio, ma non sono mancati i toni passionali quando si sono toccati i
punti caldi del decreto-Gelmini e dei tagli introdotti dal decreto-Tremonti: ma conferma di
quanto il tema fosse sentito, al dibattito ha partecipato il 50% dei
consiglieri presenti. Alla fine i sì sono stati 30 con FI, Ppe, An, e Lega che
hanno votato con la maggioranza di centrosinistra; si sono astenuti i
due consiglieri dell'Udc, Cardinale e Vaglio; Luigi Apicella (FI) non ha
partecipato alla votazione. Ma se è prevalso il senso di responsabilità e di
attaccamento al territorio, i «però» nelle fila dell'opposizione sono stati
tanti: il disimpegno dell'Unione Industriale, il sostegno inadeguato
all'importanza del progetto-Città Studi dato dall'amministrazione Barazzotto, e
poi il rimpianto per il progetto-Ruozi (bocciato) che nel breve periodo in cui
è stato presidente di Città Studi di legare Biella a Novara e all'Università
del Nord-Ovest. «Questa università è un lusso per il territorio che nei
prossimi anni questo territorio potrà ancora permettersi?» ha chiesto ad
esempio Perini (FI). Silvano Rey, capogruppo di Lega Nord, premesso che «è
difficile e impopolare contrastare questa delibera» ha sottolineato l'assenza
dell'Uib tra gli attori della convenzione «mette fondi per le borse di studio ma
non la faccia». Tema ripreso anche da Vaglio e Cardinale Udc. Dino Gentile
(possibile candidato sindaco per il Pdl) ha insistitito sulla inadeguatezza
degli investimenti dell'amministrazione Barazzotto a Città Studi «in questi 5
anni non hanno speso un euro» rimarcando invece il grandissimo ruolo svolto
dalla Fondazione Crb e dal suo presidente Squillario. Tema questo ripreso per
FI da Gaggino mentre Zappalà (An) ha criticato l'eccessivo decentramento della
sede universitaria. La replica all'assessore all'Università Zola ha toccato
tutti i dubbi e le critiche. Ha difesa le scelte dell'Unione industriale
«possiamo anche accettare che si concentri sulle borse di studio» evidenziando
i risultati centrati da un progetto «che è sempre stato presente nel bilancio
comunale negli anni del nostro mandato». E cioè, in sintesi «stabilizzare e
radicare l'università alla città, dare la possibilità ai giovani biellesi di
chiudere i loro studi con una laurea in loco; potenziare e dare grande
visibilità al polo dell'eccellenza; internazionalizzare il polo universitario
(il 5% degli studenti oggi sono stranieri). Ma a sostegno della «straordinaria
importanza della delibera» è intervenuta quasi tutta la maggioranza: Valenti
(Pd), Merlo, Mottino e Rauso (Ulivo per il Pd), Pietrobon (Prc), Filoni
(Comunisti), Galuppi (Psi). Per la cronaca il Comune dal
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
ISTRUZIONE.
RISPOSTA DI SALA TARSIE Allarme rientrato Le scuole valsesiane escluse dai
"tagli" [FIRMA]MARIA CUSCELA VERCELLI Torna il sereno sulle scuole valsesiane,
dopo l'ipotesi del ridimensionamento delle presidenze nelle superiori e dei
tagli. A tranquillizzare un po' tutti è la Provincia di Vercelli. «Dopo il decreto Gelmini - commenta l'assessore all'Istruzione Roberto Saviolo -, la
solerzia della Provincia nel difendere le scuole del nostro territorio, ha
fatto in modo che sia già stato parzialmente affrontato e risolto in maniera
positiva il nuovo assetto del sistema scolastico. E se in pianura ci
sono ancora realtà che devono essere in parte o totalmente modificate in
accordo con l'ufficio scolastico vercellese, per la Valsesia è stata definita
l'organizzazione delle scuole». Per andare sul pratico, non si preannunciano
novità rilevanti per quel che riguarda la scuole dell'obbligo, mentre il presidente
Masoero, insieme agli assessori Saviolo e Buonanno, ha trovato una soluzione
che modificherebbe sì il dimensionamento scolastico delle superiori, senza però
sacrificare nessuna delle presidenze esistenti (quattro in tutto). Nel
dettaglio sono quindi stati definiti quattro poli: il polo scientifico (con
presidenza a Borgosesia), che comprende il liceo scientifico valsesiano, il
polo tecnologico, con sede a Gattinara, l'unico vero cambiamento, formato da
Ipsia Borgosesia, che perde così la dirigenza scolastica, Iti Borgosesia e
geometri di Gattinara (questi ultimi si «disuniranno» semplicemente
dall'attuale assetto con il liceo borgosesiano), quello storico-umanistico, con
dirigenza a Varallo, composto dai licei classico e artistico e dall'istituto
tecnico commerciale della città del Sacro Monte, e infine il polo
enogastronomico, con preside a Varallo, con i due istituti alberghieri di
Varallo e Gattinara. «La montagna non ha mai corso rischi, e su questo è sempre
stata altissima l'attenzione dell'amministrazione provinciale - dice il
vicepresidente della Provincia Gianluca Buonanno -. Ora che il governo si è
fermato e ha sospeso il procedimento le garanzie sono ancora più forti. A
questo punto tocca alle Regioni fare la proposta di dimensionamento, con un anno
di tempo e la possibilità di valutare caso per caso. E sono ottimista visto che
con la Regione, e in particolare con l'assessore all'Istruzione Giovanna
Pentenero c'è un rapporto costruttivo». Gli fa eco Renzo Masoero: «Nei lavori
della giunta della prossima settimana parleremo del Vercellese, mentre c'è il
disco verde in Valsesia. Rimarranno quattro presidenze, delle quali due a
Varallo, una a Borgosesia e una a Gattinara. Gli allarmismi si possono
considerare ingiustificati. Non ci sarà alcuna chiusura delle scuole».
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA
L'Università in piazza con lezioni pubbliche L'Università torna in piazza.
Questa mattina, alle 10,30, il professor Marco Mariano, docente di Storia
contemporanea ed esperto di storia degli Stati Uniti d'America, terrà una
lezione in piazza Cavour sulle recenti elezioni presidenziali americane, sulla vittoria di Obama e sul significato della comunicazione
nella campagna elettorale del neo presidente. Studenti e professori si stanno
intanto organizzando per la manifestazione nazionale del 14 novembre, quando in
tutta Italia si tornerà in piazza per protestare contro la riforma
universitaria del ministro Gelmini. \
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
La
parola ai lettori Continua l'attività de «La Talpa» Lettere ed e-mail vanno
inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax:
0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 -
18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i
lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito
telefonico non saranno pubblicati.Con la chiusura della seconda edizione della
mostra Altrarte si è conclusa la settimana di mobilitazione antisgombero.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto, Bunna, Iba, Prinzy, e le
centinaia di persone che hanno partecipato ai loro spettacoli. Altri
appuntamenti sono già fissati: il 21 novembre incontro con Chiara Castellani,
medico Aifo in Congo, che ci racconterà dei progressi dei progetti di
cooperazione nella martoriata regione centroafricana; il 27 si parlerà di Nepal
attraverso la lente del commercio equo e del turismo responsabile, per arrivare
all'ormai tradizionale concerto in attesa dell'ufficiale giudiziario dell'11
dicembre. E altri se ne aggiungeranno: non sarà certo per il ricatto delle
intimazioni di sgombero che fermeremo le attività del centro, anzi è proprio
per quelle che chiediamo il rispetto degli accordi sottoscritti. CENTRO SOCIALE
«LA TALPA E L'OROLOGIO» IMPERIA Risponde Enrico Ferrari: «Lo psicodramma dello
sgombero, regolarmente prorogato, si ripresenterà sotto Natale. E il
trasferimento a Caramagna? A Santa Claus l'ardua sentenza».Flc-Cgil:
«Gelmini clandestina al
Royal» Non sapevamo che il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca fosse
entrato in clandestinità. Non partecipa agli incontri pubblici, non presenzia
alle trasmissioni televisive e ha tenuto ben nascosta la sua presenza al
seminario degli stati generali di Confindustria, che si è tenuto a
Sanremo sabato 8 novembre. Gli organi di stampa riportano che tutto si è svolto
nella massima tranquillità, senza protesta alcuna. Rispondiamo: semplicemente
perché nessuno sapeva della sua presenza! Perchè nessun mezzo di informazione
ne ha dato notizia, se non a cose praticamente fatte! Se, da una parte, può
farci pensare che forse il Ministro non abbia piacere di confrontarsi sulla sua
riforma del sistema scuola poiché non sono molte le argomentazioni che la
legittimano, se non i tagli, dall'altra ci sembra una prosecuzione della
mancanza di democrazia il silenzio che c'è stato circa la sua presenza e la non
comunicazione con i giornalisti. Abbiamo perso un'occasione di confronto
pacifico e democratico al quale un ministro «di tutti i cittadini» non può
pensare di fuggire per cinque anni! Pensiamo che sarebbe più serio ascoltare la
protesta che non è fine a se stessa e non cerca di tutelare i privilegi di
pochi, ma di salvare e migliorare la qualità della nostra scuola pubblica.
FLC-CGILSEGRETERIA PROVINCIALE, IMPERIA Piani e Dolcedo restino nel 1° Circolo
Sono l'insegnante fiduciaria della Scuola dell'Infanzia di Piani, e non riesco
a capire come degli addetti ai lavori come i prof. Calsamiglia e Quaglia
possano pensare di distruggere anni di lavoro di insegnanti che attraverso un
percorso di coordinamento e programmazione si sono adoperati per garantire una
migliore qualità dell'offerta formativa, testimoniata da varie attività e
intersacambi durante gli anni: sembra purtrtroppo ormai scontato che oggi il
Consiglio regionale decida l'accorpamento dei nostri plessi con la Boine. Mi
sembra che ai due presidi delle Medie non importi nulla degli alunni e della
scuola, ma importi solo dei numeri per non perdere la presidenza. Lasciamo
quindi ogni scuola sotto la propria direzione e/o presidenza, cercando di
ottimizzare le risorse professionali che certamente esistono con una
progettazzione mirata. Noi insegnanti di Piani e Dolcedo non intendiamo
distaccarci dal primo Circolo per risolvere i problemi di altri. ANNA RAVERA
IMPERIA
( da "Stampa, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
SI APRE UN'ALTRA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE Superiori e Università rilanciano
la protesta Il Grassi decide la cogestione, oggi incontro al Campus
[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA L'assemblea di questa mattina al liceo scientifico
Grassi, che quasi certamente decreterà la cogestione, apre un'altra settimana
di mobilitazine della scuola savonese. Riunioni e assemblee sono in calendario
in quasi tutti gli istituti superiori. In prima linea anche gli studenti di
Scienze della comunicazione del Campus che oggi avranno un incontro con il
presidente della Spes, Alessandro Schiesaro, e che si preparano alla
manifestazione nazionale di venerdì 14. Alla protesta
contro la riforma Gelmini
si uniscono le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Snals, con un duro comunicato
contro il piano di accorpamenti: «In provincia sono circa 24 i plessi con meno
di 50 alunni che rischiano la chiusura. A pagare il prezzo più alto potrebbero
essere i piccoli comuni e le località montane. Gli accorpamenti
creeranno anche un grave problema di costi sugli enti locali e le famiglie». Al
liceo Grassi l'assemblea di oggi, per motivi di spazio, sarà divisa in due
parti: dalle 9 alle 10,30 per i ragazzi delle prime classi, dalle
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
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XI - Torino Gli studenti battono cassa al Pd "Avete cavalcato la nostra
protesta, ora dateci i soldi per andare a Roma" La replica: "Non
abbiamo fondi" Fallita pure la trattativa per uno sconto dalle Fs FEDERICA
CRAVERO Il treno speciale per partecipare alla manifestazione di Roma costa
troppo e gli studenti dell´assemblea ?No Gelmini´ battono cassa. A chi? «A quel
partito e a quel sindacato che in questi giorni stanno cavalcando la nostra protesta,
andando in televisione a parlare al posto nostro, appropriandosi della nostra
lotta» spiegano. Intendendo prima di tutto il Partito democratico, ma anche la
Cgil. E così ieri pomeriggio un centinaio di ragazzi in corteo è andato
sotto la sede del Pd, in piazza Palazzo di Città, a chiedere un contributo per
il treno speciale che dovrebbe partire giovedì sera per la capitale, dove
venerdì mattina partirà un grande corteo in occasione dello sciopero generale
indetto dalla Cgil cui aderiranno studenti, universitari e ricercatori che
protestano contro i tagli e le riforme alla scuola. L´idea di chiedere denaro
ai politici di centrosinistra è venuta dopo due ore di assemblea tenuta
nell´atrio di Porta Nuova. Cordone di polizia e carabinieri tutto attorno,
passeggeri disorientati costretti a districarsi tra i cantieri e il sit-in
degli studenti che chiedevano a Trenitalia la possibilità di andare a Roma a
prezzi popolari. Poco praticabile la strada di viaggiare con i treni ordinari,
seppure con lo sconto comitiva, per la mancanza di posti. La richiesta è di un
treno speciale che parta da Torino la sera di giovedì e ritorni la sera
successiva, con arrivo sabato mattina. Ma i prezzi sono esorbitanti per gli
studenti: 32mila euro per un convoglio da circa 700 posti. Una delegazione di
ragazzi è stata ricevuta dai responsabili della stazione. «Il gruppo Ferrovie
dello Stato ha ricevuto stamattina (ieri per chi legge, ndr) la richiesta per
un treno straordinario. Dal momento che occorrono almeno cinque giorni di preavviso
per reperire i convogli non siamo riusciti a garantire subito la partenza di un
treno charter, ma è possibile che lo faremo in mattinata. In ogni caso i prezzi
sono da tariffa, non è presa in considerazione la contrattazione con nessuno».
Dunque, fatti i conti, mancano i soldi. Il prezzo del biglietto vuole restare
intenzionalmente basso, 10 euro andata e ritorno, che per 700 posti fanno
settemila euro. La Cgil e Rifondazione comunista hanno già stanziato dei fondi,
ma gli studenti chiedono di aumentarli, soprattutto al sindacato, che ha
organizzato lo sciopero. E la richiesta si rivolta anche al Pd. «Non chiediamo
un contributo - ha detto Davide Grasso, dell´assemblea ?No Gelmini´
- ma un risarcimento per i danni che il Pd ha fatto al movimento cercando di
strumentalizzarlo. Noi non chiediamo un favore al Pd, ma ci aspettavamo una
cifra consistente, visto che Veltroni ha voluto cavalcare un movimento che
vuole essere apartitico e questo ha danneggiato la nostra immagine». La
risposta del Pd non si è fatta attendere. «Abbiamo organizzato un pullman per i
giovani del nostro partito - ha ribattuto Stefano Lo Russo, coordinatore della
segreteria regionale del Pd - se ci sono ancora dei posti disponibili potete
salire. Di più non abbiamo intenzione di fare. Quella di Roma è una
manifestazione cui noi abbiamo aderito, ma non è organizzata da noi». Fischi,
qualche insulto. «Adesso chiederemo ai professori universitari di aprire una
sottoscrizione - continua Davide Grasso - poi si andrà a bussare all´Università
e agli enti locali, ma siamo determinati ad andare a Roma». E se ne parlerà
anche domani in un Senato Accademico aperto a tutti, dove, tra le altre cose,
sarà formalizzata la richiesta delle dimissioni del rettore come protesta
contro la riforma.
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
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- Roma Netstrike E sul web "sfilano" cortei anti Gelmini Dalla piazza reale a quella
virtuale, l´Onda travolge anche il web. E così dopo aver oscurato il sito del
ministro Tremonti, il collettivo "Informatica in movimento" lancia il
Netstrike contro il ministero dell´Istruzione. Una sorta di "corteo digitale"
anti-Gelmini che consiste
nel sovraffollamento del sito. Per far sì che lo "sciopero della
rete" funzioni, l´Onda invita domani alle
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
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Pagina V
- Roma Sapienza alle urne, critiche al rettore Frati: può votare solo chi ha
pagato la prima rata Scure sulle elezioni studentesche fuori sei liste delle
otto in corsa LAURA MARI Prima la decisione di non rinviare la data delle
elezioni. Poi la scelta di far votare solo gli studenti che hanno pagato la
prima rata universitaria. Ovvero circa il 30 per cento degli aventi diritto.
Per questo motivo sei delle otto liste iscritte alle elezioni per le
rappresentanze studentesche della Sapienza (che si svolgeranno oggi e domani)
questa mattina potrebbero ritirarsi dalla competizione, valida per l´elezione
dei rappresentanti nel senato accademico, nel Cda, nel comitato territoriale
dell´Adisu, nel il Cus e nei vari consigli di facoltà. «La decisione del
rettore Frati rappresenta un grave atto di violazione della democrazia e un
modo per destabilizzare il movimento dell´Onda e le contestazioni anti-Gelmini» affermano in una nota congiunta
i rappresentanti degli studenti dei consigli di facoltà di Psicologia, Scienze
Politiche, Giurisprudenza e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. «La
scadenza dell´iscrizione alla Sapienza è prevista per il 17 novembre - prosegue
la nota - e quindi far votare solo gli studenti che hanno pagato la prima rata
universitaria significa concedere il diritto di voto solo a 50mila
studenti su 130mila». Proprio per contestare questa decisione, ieri pomeriggio
i rappresentanti delle otto liste (Anomalia Sapienza, I Corvi, Azione Universitaria,
Vento di Cambiamento, Sapienza in Movimento, Udu, Mondo Sapienza-Lista Aperta,
Studenti Democratici) si sono riuniti nel rettorato e hanno chiesto al
consigliere amministrativo D´Amore di stilare un decreto immediato per
modificare la norma decisa da Frati. «Ci è stato risposto che era impossibile,
anche perché il rettore si trova in Francia - hanno fatto sapere i candidati
dei collettivi della lista Anomalia Sapienza - ed è per questo che nella
riunione dei rappresentanti di lista abbiamo deciso di ritirarci dalle
elezioni. A parole siamo tutti d´accordo, speriamo solo che domani (oggi ndr)
qualcuno non ci ripensi». Al momento, dunque, le liste che avrebbero deciso di
abbandonare, in segno di protesta, la competizione elettorale sarebbero sei,
ovvero tutte tranne Vento di cambiamento (lista radicata nella facoltà di
Medicina e dunque direttamente legata al rettore Frati) e Mondo Sapienza (che
si presenta alle elezioni con Lista aperta, che dovrebbe però ritirare i suoi
candidati). «Non vorremmo che alla base della decisione del rettore Frati -
sottolineano i candidati - ci fosse la volontà di delegittimare la grande
partecipazione democratica e di movimento che si è sviluppata in questi giorni
nelle università italiane, per favorire liste a favore della Gelmini
o fortemente legate alla facoltà di Medicina».
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
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IX - Roma Auschwitz, lite studenti-assessore Marsilio contestata. Eletto il
delegato alla Memoria GIOVANNA VITALE DAL NOSTRO INVIATO CRACOVIA - è finita
con la contestazione notturna degli studenti all´assessore alla Scuola Laura
Marsilio, seguito l´indomani da un piccolo incidente diplomatico tra la
delegazione capitolina e il presidente della Camera polacca, il primo viaggio
ad Auschwitz organizzato dall´amministrazione di centrodestra. Che, oltre alla
netta condanna del fascismo da parte del sindaco Alemanno, ha prodotto anche un
altro risultato: la nomina di Claudio Procaccia a delegato alla memoria del
Comune. Quarantaquattro anni, professore a contratto all´università di Cassino
dove insegna Storia economica, Procaccia è consulente dell´Archivio storico
della comunità ebraica romana, nonché curatore insieme ad altri del volume
"Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione". «Sono onorato,
ma anche preoccupato: è un incarico molto impegnativo, so che ho di fronte una
montagna da scalare», ha subito commentato il neo-delegato. «Il mio obbiettivo
è quello di ricostruire la storia della città dal 1870 fino all´immediato
secondo dopoguerra, con il contributo dei centri di ricerca e delle università,
ripercorrendo la storia delle differenze che si sono create negli anni, dando
spazio alla memoria di tutti». Nobili le intenzioni: «Spero di creare una vera
e propria arena di dibattito sulla storia, che possa diventare un centro studi,
senza nessun intento revisionista. Un terreno di confronto anche duro, ma
aperto e leale». Un esempio si è visto già martedì sera, quando dopo il
dibattito fra gli studenti, il sindaco Alemanno, i sopravvissuti e l´assessore
Marsilio, si è quasi sfiorata la rissa. A innescare la miccia è stata una
risposta della responsabile delle Politiche educative che, alla
domanda sul rischio di discriminazione contenuto nella proposta Gelmini di istituire classi
differenziate, ha parlato della sua esperienza di studentessa di destra
impegnata nelle occupazioni ma «per ragioni più serie» e di come la didattica
risultasse compromessa dalla massiccia presenza di extracomunitari, «fino
all´80%», in aule romane, definite «classi-ghetto». Detto subito dopo la
visita ad Auschwitz insieme agli ebrei è suonata come una provocazione. Affermazioni
che hanno subito scatenato una mezza sollevazione della platea, sedata solo
dall´invito dello storico Marcello Pezzetti a mantenere il confronto sui temi
della memoria. Cosa che è avvenuta, almeno per tutta la durata del dibattito,
condito dai ricordi di Alemanno che ha raccontato il suo passato da «leader
studentesco che occupava e scioperava» consigliando ai ragazzi di «non essere
faziosi». La protesta è esplosa dopo, quando l´assessore ha voluto insistere
nella difesa del decreto Gelmini di fronte a un gruppo
di studenti e di professori, alcuni dei quali precari. Discussione iniziata con
toni soft e finita con le urla della Marsilio, che ha accusato gli studenti di
avere «posizioni ideologiche». Alterata al tal punto che, per cercare di calmarla,
è dovuto intervenire il sindaco in persona: «Non ti sembra il caso di
smetterla», le ha sussurrato Alemanno. Mentre due sopravvissuti, le sorelle
Andra e Tatiana Bucci, commentavano: «L´assessore sta sbagliando. Non è questo
l´approccio giusto per confrontarsi con i ragazzi». La notte però deve aver
portato consiglio. «E´ stata una discussione utile e franca» ha minimizzato la
Marsilio il mattino dopo. Una giornata, quella di ieri, all´insegna degli
appuntamenti istituzionali. Non tutti andati a buon fine. L´incontro previsto
con il presidente della Camera polacca è infatti saltato perché Alemanno ha
tardato ad arrivare. Dieci minuti fatali, che gli hanno consentito di salutare
solo il sindaco di Cracovia, «città che sarà presto gemellata con Roma nel nome
di Giovanni Paolo II». L´ultimo giorno del viaggio della memoria si è chiuso in
cattedrale, dove il cardinale Stanislao Dziwisz, già segretario particolare di
Wojtyla, ha accolto gli studenti, la delegazione capitolina e la comunità
ebraica. SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV
- Palermo PARENTOPOLI ALL´UNIVERSITà LA FALSA COSCIENZA DI PALERMO MATTEO DI
GESù er quanto sacrosanta nelle sue intenzioni e tempestiva rispetto
all´attualità, temo che l´inchiesta condotta da questo giornale sulla
cosiddetta «parentopoli» dell´università palermitana abbia prodotto,
nell´inevitabile rielaborazione che ne ha fatto l´opinione pubblica, una serie
di effetti indesiderati. Vorrei soffermarmi in primo luogo su questi effetti,
ma per farlo non posso non spendere qualche parola sui fatti. E, siccome sono
parte in causa, mi corre l´obbligo preliminare di precisare che non sto
parlando a nome di una categoria (la mia sarebbe quella dei ricercatori) né mi
passa per la testa di ergermi a difensore dell´intero corpo docente
dell´Ateneo: parlo per me e parlo di quello che so. Quello che so è che
esistono svariati episodi, alcuni facilmente accertabili, di favoritismo,
nepotismo, clientelismo per i quali urgono provvedimenti netti e inequivocabili
(e in alcuni casi l´ho appreso grazie a "Repubblica"). E che invece
ci sono situazioni per le quali parlare di «nepotismo» è una solenne
stupidaggine. Per esempio per chi ha fatto carriera in settori disciplinari
diversi da quelli del «parente»; ma soprattutto per le donne che, coniugandosi
con un collega conosciuto nell´ambiente di lavoro, hanno assunto anche il
cognome del marito: dare per assodato che la loro carriera sia stata
condizionata dal potere del congiunto maschio mi pare insultante (tenuto conto,
oltretutto, che le amanti e gli amanti in carriera dei baroni conservano
solitamente il loro cognome di nascita). E perché, poi, escludere una linea
matrilineare di trasmissione del potere accademico? Quello che so è che il
sistema attualmente vigente in Italia per il reclutamento dei ricercatori è su
base locale e non dà sufficienti garanzie di trasparenza ed equità. E che
approfittando di questo sistema sono potute entrare all´università persone che
non avrebbero avuto titolo a farlo. Ma che, proprio vagliando il funzionamento
di questo sistema e considerando la trafila pluriennale e già selettiva che
richiede l´accesso alla carriera universitaria (per non dire di quanto
allettante possa essere, per un giovane studioso straniero, un salario da
mille-milleduecento euro e un trasferimento in una delle città con la peggiore
qualità della vita d´Europa) è ridicolo ritenere che a questi concorsi si
sarebbero dovuti presentare frotte di concorrenti (c´è chi su questo argomento
ha fornito su queste pagine delucidazioni esaurienti). So ancora che con questo
sistema di reclutamento hanno invece intrapreso la loro carriera universitaria
a Palermo anche studiosi eccellenti, molti dei quali avevano anche dieci anni
di formazione e ricerca post lauream alle loro spalle; in alcuni casi, visto il
profilo scientifico che possono vantare, il loro incardinamento nell´ateneo
palermitano è un vanto per l´ateneo stesso, non certo un´onta. Imputare
indifferentemente ai ricercatori la «colpa» di avere usufruito di questo canale
di selezione (come se ce ne fosse stato uno alternativo!) mi pare quantomeno
fuorviante. Per chiudere questa già lunga premessa, tuttavia, non posso non
indicare una fonte pubblica e accessibile di informazioni su ricercatori e
docenti dell´università cittadina: il Catalogo di ateneo, documentazione delle
pubblicazioni sulla quale annualmente si è valutati - con l´attribuzione di un
punteggio che, se inferiore a determinate soglie, sbarra l´accesso a fondi di
ricerca, commissioni di dottorato, eccetera - consultabile nel sito
www.unipa.it. Non sarà difficile, scorrendo le pubblicazioni scientifiche,
comprendere chi ha un posto all´università per merito e chi ce l´ha per
ventura. Ma mi ero ripromesso di soffermarmi sugli effetti di questa polemica.
Tra una precisa denuncia dei numerosi e più o meno clamorosi casi di corruttela
occorsi in questi anni nell´ateneo di Palermo (opportuna e inderogabile, torno
a dire) e una generica tirata, inevitabilmente sintetizzabile nella nota
formula «è tutto un magna magna anche, se non di più, all´università», ho
l´impressione che la summenzionata opinione pubblica di casa nostra era
quest´ultima (la tirata, intendo) che non vedeva l´ora di sentirsi raccontare
(e, specularmente, c´era probabilmente un discreto numero di accademici
corrotti e maneggioni ai quali non è parso vero di potere chiamare l´intera
corporazione a fare fronte comune, per potersi mimetizzare ancora una volta tra
le persone per bene). Cosa offrire di meglio, di questi tempi, alla borghesia
cittadina, per la gran parte improduttiva e parassitaria, corrotta e compromessa,
compromissoria e mestatrice già nella sua maniera di stare al mondo (nella sua
ontologia, verrebbe da dire) se non nei suoi comportamenti quotidiani e nelle
sue relazioni sociali, di questo grande lavacro pubblico della propria falsa (e
assai sozza) coscienza? E finanche a buona parte di quella più colta e
sensibile, «progressista e di sinistra», sprofondata da tempo in un allarmante
sonno politico, la quale non aspettava altro che un nuovo motivo sul quale
continuare a cullarsi? Il darsi di gomito ammiccante, dopo la lettura dei
giornali, degli esponenti della classe dirigente di una città in piena
bancarotta amministrativa, economica, civile è stato il penoso spettacolo al
quale si è assistito nei giorni scorsi. Pur con tutti i suoi limiti e le sue e
le sue prudenze, il movimento "anti-Gelmini" sta avendo comunque il
merito di scuotere dal torpore una nazione assopita. E a Palermo, insieme alle
mobilitazioni sociali dei mesi scorsi e all´attività delle associazioni contro
il pizzo, sembra essere l´unico elemento di vitalità politica in un contesto di
conclamato coma civile. Se non riconoscenza o consenso, mi pare che gli
si debba quantomeno un minimo di rispetto.
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Napoli Università, lezione in piazza contro i tagli Folla al Plebiscito, prof
e studenti: ecco che cosa andrà perduto Oggi altre manifestazioni che
culmineranno con una notte bianca BIANCA DE FAZIO Per protestare contro i tagli
al mondo dell´università e della ricerca i professori e i ricercatori
dell´ateneo Federico II hanno portato in piazza quanto hanno di più prezioso:
gli studenti. Anche loro mobilitati - talvolta con le occupazioni, tal altra
con le iniziative comuni ai prof - contro le politiche del governo sulla
conoscenza. Ce n´erano centinaia, ieri mattina, in piazza del Plebiscito. Dove
«la cultura è scesa in piazza» per mostrare ai passanti, ai curiosi, ai
cittadini, cosa nelle università si produce e cosa rischia di sparire sotto la
scure dei tagli indiscriminati. Decine di professori e centinaia di studenti
impegnati a spiegare, sperimentare, ragionare. Un «bancariello» per ogni
materia. «Qui parliamo di Ingegneria. Fate domande», invitava ad esempio uno
dei gazebo. Ma gran parte delle postazioni schierate dinanzi Palazzo Reale era
di corsi di laurea della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.
Che ha deliberato lo stop alla didattica tradizionale, in questa settimana, e
ha lanciato il «comitato bancarielli» che ha portato la cultura in piazza
coinvolgendo nell´iniziativa anche altre facoltà, da Farmacia a Veterinaria, da
Agraria a Lettere. Proprio i docenti di Lettere precisano, però, che la loro
partecipazione alla giornata di mobilitazione è stata a titolo personale e in
orario extracurriculare, visto che il preside della facoltà non ha accettato di
interrompere la didattica, come chiesto, invece, dal Consiglio di facoltà. Una
manifestazione efficace soprattutto quanto a visibilità e a dimostrazione che
le varie anime componenti dell´università sono compatte
contro la Gelmini. E
compatti parteciperanno venerdì alla manifestazione nazionale di Roma, dove
giungeranno chi coi pullman organizzati dai sindacati chi coi treni. E proprio
i treni sono stati ieri oggetto di lunghe trattative tra Trenitalia e gli
studenti: i ragazzi delle sedi universitarie occupate sono andati in corteo
fino alla stazione centrale, per chiedere treni speciali che li
portassero a Roma, venerdì. Ma Trenitalia ha messo sul tavolo solo uno sconto
del 30 per cento sul biglietto di quattro treni. «Troppo poco - replicano i
collettivi studenteschi - il 30 per cento è l´equivalente dello sconto
comitiva. Noi partiremo in migliaia, e pagheremo quanto potranno le nostre
tasche precarie. Se non ci sarà permesso partire, il nostro disagio si
rovescerà sulla città». Un annuncio che suona anche come una minaccia. Intanto,
per finanziare la trasferta e la prosecuzione della protesta sono in programma,
oggi, una lunga serie di eventi che culmineranno nella «notte bianca contro la
legge 133». Primo appuntamento, alle
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I
- Genova Università, prof con lo sponsor. E l´Onda brucia la
"pupazza" Gelmini
Professori con lo sponsor. Succede all´Università di Genova, dove si
moltiplicano i casi di cattedre finanziate da privati, siano essi fondazioni o
aziende. Soggetti che investono centinaia di migliaia di euro su posti di
professore ordinario o associato, che ancora non esistono e che vengono poi
realizzati attraverso concorsi pubblici. Il caso raccontato qui è quello
di un corso di chirurgo vascolare realizzato alla facoltà di Medicina ma a
Ingegneria il fenomeno pare essere ancora più diffuso. BOMPANI E PREVE A P
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV
- Genova Gli studenti sfileranno in via Balbi con il pupazzo del ministro
L´Onda all´assalto della Fiera e stasera "brucia" la Gelmini
L´Onda parte da piazzale Kennedy al mattino e la "pupazza" con la
faccia da ministro percorrerà le vie del centro in serata. La protesta degli
studenti oggi riprende vita con due appuntamenti. Il primo è relativo alle voci
che ieri si susseguivano circa il possibile arrivo a Genova del ministro
dell´Istruzione Mariastella Gelmini per l´apertura in Fiera di Abcd, il Salone
dell´educazione. Anche se si tratta solo di voci l´Onda degli studenti medi e
universitari si è data appuntamento per le
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Genova Piano scuola, scintille in Regione Accorpamenti e riorganizzazioni.
Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" Accorpamenti e
riorganizzazioni. Costa: "Così ci difendiamo dalla Gelmini" AVA ZUNINO Il nuovo è
servito: nel prossimo autunno, dall´inizio del nuovo anno scolastico le istituzioni
scolastiche (primarie e superiori) della Liguria saranno riorganizzate secondo
le previsioni delle norme nazionali che stabiliscono come gli istituti debbano
avere tra i 500 ed i 900 alunni, prevedendo lo scorporo per le realtà
con alunni in eccedenza e l´accorpamento per chi invece è sotto ai cinquecento
iscritti. Con la possibilità di avere deroghe, che sono state concesse per le
piccole scuole dell´entroterra. Il piano è stato approvato ieri mattina dal
consiglio regionale, con il voto contrario del centrodestra che con un
intervento del capogruppo di An Gianni Plinio ha anche cercato di rinviare
l´adozione del piano e poi, una volta che l´aula ha respinto la richiesta, di
fare ostruzionismo. Alla fine però il piano è passato nonostante le critiche
del centrodestra. Perché il piano avrebbe dovuto essere rinviato a data da
destinarsi? «Il decreto Gelmini che prevedeva il
commissariamento delle Regioni inadempienti entro il 30 novembre, è stato
rimandato. Possono esserci istituti che oggi sono appena al disotto del minimo
necessario a non essere accorpati e magari l´anno prossimo possono avere più
iscritti e dunque mantenere la loro autonomia», ha detto Plinio. E il suo
collega Alessio Saso ha fatto l´esempio della scuola media Boine, in Provincia
di Imperia, che viene accorpata con due elementari. Il vice presidente della
giunta e assessore all´istruzione, Massimiliano Costa, in aula ha replicato che
questo piano: «stabilizza e rafforza le scuole della Liguria per i prossimi
anni, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal
ministro Gelmini. Non si chiuderà alcun plesso nemmeno
quelli piccoli dell´entroterra e ovunque si mantiene il servizio agli studenti
e alle famiglie: si rafforzano le scuole deboli e si salvaguardano gli istituti
secondari superiori, anche se piccoli, che hanno una specificità regionale».
Costa ha anche sottolineato che il piano ha recepito le indicazioni delle
quattro Province: «proponendo solo alcune soluzioni alternative con la massima
condivisione». Cosa questa che è stata negata da Plinio di An. A a bollare
senza pietà il piano è l´associazione nazionale dirigenti della scuola, con un
documento firmato da Nicolò Scialfa (vice presidente del consiglio comunale,
eletto in Rifondazione e passato a Italia dei Valori), che lo considera
squilibrato rispetto a quello proposto dalla Provincia di Genova». Plinio in
particolare ha criticato lo smembramento della Bertani-Ruffini. Costa ha
replicato: «La media Bertani-Ruffini di Genova mantiene la sua autonomia e la
ex scuola media Ruffini, che si trova in un´altra municipalità, contribuirà a
comporre il nuovo istituto comprensivo di via Burlando». Fi, attraverso Luigi
Morgillo, ha criticato anche l´accorpamento del nautico di La Spezia (calato
sotto alla soglia dei 200 iscritti) all´istituto tecnico industriale: «così non
avrà più visibilità». La Provincia di La Spezia aveva chiesto una deroga che è
stata negata. Gino Garibaldi, Fi, ha criticato gli accorpamenti delle direzioni
in Val d´Aveto. A fine seduta il consiglio ha approvato all´unanimità una
proposta di Luigi Cola, Pd, che chiede alla giunta e al presidente Burlando di
«promuovere azioni più adeguate nei confronti delle Province liguri, delle
aziende di trasporti e di Trenitalia, affinché su possa estendere a tutto il
territorio ligure l´abbonamento a basso costo per gli studenti che intendono
usufruire dell´integrazione fra autobus e treno».
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
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IV - Bologna La protesta In piazza di nuovo il 22 novembre Torna Crash con uno
striscione sulle Due Torri Crash torna a farsi sentire. Uno striscione con su
scritto "We love the space"che svolazza tra le Due Torri e volantini
lanciati dalla terrazza degli Asinelli. Il laboratorio occupato di via Zanardi
annuncia così la manifestazione del 22 novembre. Tra dieci giorni, infatti,
l´intenzione è di mettere in piedi una "street parade per la
riappropriazione", spiegano i ragazzi di Crash. Il percorso è ancora da
definire, ma il concentramento è già fissato per le 17,30 all´angolo tra via
Indipendenza e via Righi. Quella di sabato sarà una "piazza aperta",
dalla quale Crash individuerà "obiettivi dimostrativi pubblici". In
vista del 22, intanto, il collettivo annuncia altri appuntamenti in cantiere:
il primo domani, con una "Reclaim the street" alle
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
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IX - Bologna La protesta degli studenti universitari dalle piazze invade blog e
siti internet e la lezione della Hack finisce su You tube Domani in piazza
Verdi si faranno vedere gli "invisibili", quelli che di solito sono
nascosti nei laboratori e in biblioteca ILARIA VENTURI LA lezione di Margherita
Hack in piazza Puntoni su You Tube. I ricercatori di chimica che in piazza
Maggiore intervistano i passanti, mentre il professor Vincenzo Balzani fa
lezione, e il video che finisce sul loro blog «No 133 Bologna». «Volete un
consiglio? Non tenete tutto chiuso dentro l´università, fatevi capire», una
delle testimonianze. Gli studenti di Scienze politiche che comunicano in
scipolmove. noblogs. it: c´è tutto, dagli appuntamenti alle analisi politiche.
E il dibattito in www. repubblica. bologna. it. La protesta degli universitari
corre via Internet. L´ultimo nato, dagli studenti di Lettere ma di Ateneo, è il
blog labomove. noblogs. org. Poi c´è il «No Gelmini» ospitato in My Space, definito
di umore combattivo. I ricercatori del Cnr raccolgono «volti» in www. laricercacalpestata.
it, l´ironico e drammatico video dei precari dell´Inaf di Bologna è visibile in
www. iasfbo. inaf. it. I ricercatori e i professori a contratto di Scienze
della comunicazione dialogano nel gruppo di Google «Ddc Bologna», dove
si trova il documento dei «diversamente strutturati», ovvero precari, del
dipartimento. E proprio gli universitari «invisibili» dell´Alma Mater si
faranno vedere domani in piazza Verdi: dalle 10, per mezz´ora, e dalle 11.30,
per un´ora, di fronte all´ufficio professori a contratto verranno organizzate
brevi e divertenti lezioni; alle 10.30 performance ludica in cui studenti e
ricercatori, «quelli che di solito sono nascosti nei laboratori e nelle
biblioteche», racconteranno vicende di ordinaria precarietà all´Alma Mater. La
mobilitazione continua in vista dello sciopero e della manifestazione a Roma di
venerdì. Il movimento tratta con le Ferrovie per biglietti a prezzi scontati e
lancia l´autofinanziamento con le notti bianche ieri a Scienze politiche e
stasera a Lettere. L´appuntamento è giovedì alle
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2008-11-12 - pag: 29 autore: Scuola. All'Orientagiovani
di Genova le strategie di Confindustria per sviluppare competenze scientifiche
All'azienda servono tecnici Tra domanda e offerta di lavoro un gap di oltre
180mila giovani Giuliano Balestreri MILANO In Italia è emergenza tecnico-
scientifica: negli ultimi 15 anni gli iscritti agli istituti tecnici sono
crollati eppure non è diminuita la richiesta di competenze specializzate. Da un
picco di 230mila diplomati a metà degli anni novanta si è scesi 169mila del
2007, con il sorpasso, nel 2003, del numero di iscritti al liceo ai danni degli
iscritti agli istituti tecnici. Un calo dovuto soprattutto a «pregiudizi
culturali » spiegano gli esperti. Un'emorragia che colpisce anche le
immatricolazioni universitarie nelle scienze di base (matematica, fisica e
chimica) e che sarà al centro della prossima giornata nazionale di
Orientagiovani, l'incontro per aiutare le scelte degli studenti organizzato da
Confindustria, quest'anno a Genova, il 14 novembre. Un appuntamento che servirà
a capire cosa succede ai ragazzi tra i 5 e i 18 anni perché «da bambini –
dicono scienziati e ricercatori – tutti vogliono giocare al piccolo chimico,
mentre all'ultimo anno di liceo fanno gli scongiuri perché alla maturità non ci
sia la prova di fisica». Se l'emergenza scientifica è esplosa negli ultimi 15
anni, il problema è invece iniziato nel 1923 con la riforma della scuola di
Giovanni Gentile «che ha abrogato l'istituto tecnico sezione tecnicoscientifica
per istituire il liceo dove si studia più latino che scienza. Con un colpo di
spugna si è cancellata la scuola di Fermi e Voltaire», dice Luigi Berlinguer,
ministro dell'istruzione dal 1996 al 2000 e oggi presidente del comitato per lo
sviluppo della cultura scientifica e tecnologica. «L'Italia ha bisogno di un
vero liceo scientifico – continua Berlinguer –, quando ero ministro avevamo
approvato la legge sul riordino dei cicli scolastici. Mancava il decreto
attuattivo, ma la normativa è stata poi abrogata». Fanno eco all'ex ministro,
il preside della facoltà di Scienza di Tor Vergata a Roma Nicola Vittorio
(animatore tra l'altro del progetto lauree scientifiche) e Giovanni Sedioli già
preside dell'Istituto Tecnico Aldini Valeriani e Direttore del Museo del
Patrimonio industriale di Bologna: «Ci sono due problemi. Uno è culturale,
l'altro è di approccio alle materie e di conseguenza riguarda l'insegnamento ».
Eppure –secondo laricerca di Confindustria – per l'intero 2008 le aziende
italiane hanno programmato di assumere 335.280 diplomati, di cui 323.492
provenienti dagli istituti tecnico professionali. L'offerta, però, si ferma a
142.218 studenti «e le imprese evidenziano una carenza su tutta la filiera
produttiva», incalza Sedioli che osserva: «C'è una netta sottovalutazione della
componente culturale tecnologica, come se fosse di serie B. Inoltre le famiglie
spingono perché i giovani si iscrivano al liceo, soprattutto per posticipare il
tempo delle scelte di vita». Una situazione alla quale si aggiunge il fatto che
per molti l'impiego da neodiplomati, è più un rischio che un'opportunità. La
situazione non è migliore sul fronte universitario delle scienze di base. Se è
vero dal 2001 le immatricolazioni sono tornate a crescere, la situazione resta
difficile: «Il problema è l'orientamento – spiega Vittorio –. La gente crede
siano materie inutili sulle quali pesa l'incognita del futuro professionale». A
preoccupare gli studenti le prospettive di lavoro, «o meglio l'immagine che si
è creata – prosegue il preside –. Oggi un ricercatore ha uno stipendio basso
con una difficile prospettiva di carriera». Uno dei principali obiettivi di
Orientagiovani diventa così quello di dimostrare «quanto sia ampio lo spettro
di attività alle quali si può accedere con una laurea in matematica », dice
Vittorio sottolineando come le capacità del problem solving siano richieste sul
mercato, «ma forse per cambiare la situazione basterebbe restituire ai
ricercatori la dignità che meritano ». Un altro problema riguarda
l'insegnamento «perché i bambini nascono curiosi prima che la loro voglia di
scoprire le cose venga uccisa dalla scuola», osserva Berlinguer. Insomma per
salvare il panorama tecnico scientifico italiano bisognerebbecambiare il metodo
d'apprendimento, «mettendo lo studente al centro delle lezioni» dice Vittorio,
«ma è fondamentale dimostrare gli esperimenti in laboratorio » incalza
Berlinguer. Insomma anche la scuola dovrebbe recuperare il metodo di Galileo:
passare dall'osservazione alla sperimentazione per arrivare alla formulazione
di una teoria prima di verificarla in modo inconfutabile. Berlinguer insiste
anche perché vengano moltiplicate le iniziative come il Festival della scienza
di Genova, «dove la gente impara divertendosi». Ma un ruolo importante spetta
al Governo: «Il ministro Fioroni aveva stanziato 15 milioni per finanziare i
laboratori scolastici. Il ministro Gelmini sembra favorevole a mantenere
questa rotta: è fondamentale per restituire al Paese la cultura tecnico
scientifica che merita ». giuliano.balestreri@ilsole24ore.com GLI INTERVENTI
Nicola Vittorio (Preside di scienze a Tor Vergata): «Per invertire le rotta
bisogna restituire ai ricercatori la dignità che meritano»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore:
Università. Il ministro tende la mano su stabilizzazione dei precari e rinnovo
del contratto, a Berlusconi la decisione finale Gelmini
apre, sindacati divisi Cisl e Uil disponibili a trattare, ma la Cgil è ferma
sullo sciopero di venerdì ROMA L'unità sindacale che si era realizzata sulla
scuola rischia di andare in fumo sull'università e la ricerca. Cisl e Uil,
infatti, si sono dette disponibili a sospendere lo sciopero generale di venerdì
qualora il Governo "sbloccasse" le partite sulla stabilizzazione dei
precari e sui rinnovi contrattuali in sospeso e avviasse tavoli tecnici di
confronto sulla riforma degli atenei e sulle risorse per la ricerca. Mentre la
Cgil si è mostrata ferma sul proposito di scendere in piazza. Per ora la revoca
della manifestazione nazionale fissata per il 14 novembre a Roma è solo
un'ipotesi.Che è emersa ieri sera al termine di un vertice tra il responsabile
dell'Istruzione Mariastella Gelmini e i rappresentanti
di Cgil, Cisl e Uil. Nel corso del quale è stato lo stesso ministro a proporre
«di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo
approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di
approfondimento dei problemi». Possibiliste si sono dichiarate due sigle
confederali su tre. Per Alberto Civica (Uilpa) «è una questione di merito,
nient'altro. Se il ministero ci verrà incontro su una piattaforma che abbiamo
definito – ha spiegato – revocheremo lo sciopero su università e ricerca,
altrimenti andremo avanti». Sulla stessa linea Antonio Marsilia (Cisl
università). Opposto il parere di Mimmo Pantaleo (Flc-Cgil) che ha abbandonato il tavolo reputando del «tutto insufficienti »
le aperture della Gelmini
perché «complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133
e l'impianto del decreto Brunetta». Gelmini a parte, la parola passa ora al ministro della Pubblica
amministrazione Renato Brunetta e al premier Silvio Berlusconi. Saranno
loro, d'accordo con il titolare dell'Economia Giulio Tremonti, a dover
quantificare le risorse finanziarie a disposizione per stabilizzare i precari
della ricerca e procedere ai rinnovi contrattuali ancora in sospeso. La
risposta definitiva è attesa per giovedì quando ci sarà un nuovo incontro tra
le parti a cui parteciperà anche Brunetta. In quella sede si deciderà anche
sulle sorti dello sciopero previsto per l'indomani. Certo è che un'eventuale
risposta positiva potrebbe significare l'avvio del dialogo anche su altri
aspetti della riforma Gelmini su università e ricerca:
dalla rimodulazione dei tagli imposti dalla manovra d'estate alla condivisione
dei contenuti dei Ddl con cui verranno recepite le linee guida rese note dal
ministro dell'Istruzione giovedì scorso,fino alla modifica di alcune parti del
decreto legge 180 (in vigore da ieri), ad esempio il divieto di procedere ad
assunzioni per gli atenei con un costo del personale superiore al 90% del
finanziamento statale. Una disposizione che le sigle sindacali vorrebbero
diventasse più flessibile. Nel frattempo il Dl 180 è arrivato al Senato. Dopo
il parere della commissione Affari costituzionali sulla presenza dei
presupposti di necessità e urgenza, il testo verrà assegnato alla commissione
Istruzione. Già scelto il nome del relatore: sarà Giuseppe Valditara. Chiamato
a dare un giudizio sul testo l'esponente del Pdl vede con favore la «piramide
rovesciata» che si punta a creare con la scelta di premiare soprattutto i
giovani ricercatori. Sia sbloccando le 2.300 assunzioni già deliberate ma mai
eseguite, sia stabilendo che sia destinato a queste figure il 60% dei posti
creati con l'innalzamento del blocco del turn over dal 20 al 50 per cento.
Novità, infine, anche sul fronte scuola. L'aula del Senato ha approvato in
maniera bipartisan un emendamento alla legge di conversione del Dl 154 per il
contenimento della spesa sanitaria e delle autonomie locali, che rinvia al
2010-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore: In
edicola. L'instant book del Sole 24 Ore Come cambia la scuola: il libro è anche
web U n libro interattivo. Che offre una panoramica su tutte le novità che
interessano la scuolae l'università.E,allo stesso, apre una finestra esclusiva
su internet dove il lettore può seguire giorno per giorno l'evoluzione delle
scelte legislative e della discussione che interessa forze politiche, famiglie
e mondo dell'istruzione.Lo sguardo d'assieme e l'aggiornamento:a questa duplice
esigenza risponde «Come cambia la scuola. Domande e risposte», il nuovo instant
book realizzatodopo «La Grande Crisi» - dai giornalisti del Sole 24 Ore. In
edicola al prezzo di 4,90 euro, il libro concilia lo stile divulgativo con il
confronto di idee. è, infatti, una guida per capire i punti
chiave del progetto del ministro Mariastella Gelmini, dal maestro unico nelle elementari al riordino delle superiori,
dal finanziamento meritocratico degli atenei reclutamento dei docenti. Edè uno
strumento utile per orientarsi nel dibattito pubblico, cogliendone i differenti
punti di vista tra istanze riformatrici, esigenze di compatibilità finanziaria
e proteste di studenti, insegnanti e rettori. L'instant book ha un
completamento quotidiano sul web.All'interno del libro i lettori trovano un
codice che consente per un mese l'accesso gratuitoa un'area riservata del sito
internet del Sole 24 Ore dove sono raccolti gli aggiornamenti su scuola e
università: articoli pubblicati dal quotidiano, documentazione legislativa e
analisi degli esperti. Non solo. Con lo stesso codice, sempre gratuitamente e
per trenta giorni, è possibile consultare le banche dati del Sole 24 Ore e
accedere ai contenuti esclusivi della sezione online Premium 24.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-12 - pag: 22 autore:
INTERVENTO La qualità della ricerca bussola per allocare i fondi di Salvatore
Vassallo* C ome ha scritto Salvatore Settis nell'articolo pubblicato dal Sole
24 Ore ieri, l'Università italiana soffre di due seri problemi strutturali: un
livello di investimento complessivo tra i più bassi nell'area Ocse, una
autonomia degli atenei degenerata in localismo. Il rapporto 2008 dell'Ocse
"Education at a Glance" ricorda che la spesa pubblica per
l'istruzione superiore è stata nel
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE Il progetto La Provincia investirà 4 milioni per
facilitatori linguistici e corsi aggiuntivi di italiano Scuola, 15 mila
stranieri in più Dominici: un errore le classi ponte La direttrice regionale:
la vera integrazione si fa stando assieme «Per evitare le sezioni ghetto è
sufficiente distribuire meglio gli immigrati: nella prossima circolare sulle
iscrizioni ci potrebbero essere alcune novità» Al Bertarelli progetto pilota di
inserimento La scuola e un altro anno difficile. Più studenti stranieri (in
Lombardia sono 15 mila in più rispetto al 2007), meno facilitatori linguistici
(a Milano sono 98, erano 600 una decina di anni fa), sezioni «ghetto» in
aumento. «Ma le classi ponte — sostiene il direttore scolastico regionale,
Annamaria Dominici — non sono la soluzione: la vera integrazione si fa stando
insieme, uno accanto all'altro». La responsabile della scuola lombarda e il suo
no alle «sezioni di inserimento» per i piccoli immigrati. Lo dice senza timore,
«perché il modello lombardo è un altro». E lo fa al Bertarelli, l'istituto
superiore con oltre il 50 per cento di iscritti extracomunitari scelto dalla
Provincia per inaugurare il suo progetto «Non uno di meno»: 4 milioni di euro
per insegnare ai «nuovi arrivati» (delle superiori e di terza media) la lingua
italiana. Un aiuto all'integrazione. Sono in arrivo 500 facilitatori, corsi di
formazione per i docenti, lezioni aggiuntive di italiano «Lingua 2», iniziative
di orientamento in collaborazione con il «centro Come» e l'Università Bicocca.
«Vogliamo dare un segnale incisivo — dice l'assessore provinciale Giansandro
Barzaghi — rispetto a politiche che spesso vanno in direzioni opposte». Nuovi
fondi per gli stranieri. Ma sul futuro della scuola ci sono ancora molti dubbi.
A partire dall'anno prossimo: «Stiamo aspettando — dice il direttore Dominici —
la circolare sulle iscrizioni». Anticipazione: «Potrebbe esserci qualche novità
sulla distribuzione degli extracomunitari nelle classi». Ma la dirigente è
ancora una volta scettica: «Non credo alle quote. In fondo non è difficile
risolvere certi problemi». Esempio di via Paravia, l'elementare con 9 stranieri
su 10: «Basterebbe sistemarli negli altri plessi dell'istituto dove le
percentuali sono inferiori». Anche sul «tempo scuola» si attendono le novità
dell'anno prossimo: «Ma Milano è la capitale del tempo pieno, vedrete che il ministro non lo toccherà, Mariastella Gelmini apprezza molto il modello
lombardo». Quanto alle classi ponte, «meglio qualche ora in più di italiano ».
Un sistema già ben collaudato al Bertarelli, il 75 per cento di stranieri al serale.
«In realtà — spiega la preside, Teresa Capra — noi abbiamo una
"classe di transito"». Funziona così: «Chi arriva da noi e non parla
la nostra lingua, viene mandato a seguire solo lezioni di italiano. Si resta
nel gruppo solo per il periodo che serve. E non c'è nessun intento
discriminatorio ». Motto del Bertarelli: «Siamo l'istituto più internazionale
di Milano». Conferma Susanna Mantovani, prorettore della Bicocca: «Negli atenei
si punta all'internazionalizzazione. Nelle scuole, invece, non c'è ancora la
percezione di questa grande risorsa». Annachiara Sacchi Lezione Una classe del
Bertarelli, istituto superiore con oltre il 50 per cento di iscritti stranieri
(Foto Marmorino)
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE Statale Canti e dibattiti Il rettore Decleva
all'assemblea Cl Arrivano in duemila, perfettamente organizzati,
videoconferenza con 35 città italiane e tre ospiti d'onore: il rettore della
Statale, Enrico Decleva, Nicola Rossi, ordinario a Tor Vergata e senatore Pd,
Giuseppe Valditara, docente a Torino, parlamentare Pdl e
consulente del ministro Gelmini. «Loro» sono i ragazzi di Clds, il coordinamento della liste per
il diritto allo studio, giovani vicini a Cl che ieri in Statale hanno
organizzato un incontro nell'Aula magna dell'università degli Studi. Il tema:
«Non sospendere ma costruire». Prima di cominciare, canto de «L'Opera»
di Claudio Chieffo, poi silenzio assoluto, si comincia. Interventi e repliche.
Decleva: «Bisogna trasformare questo momento di crisi in rinnovamento». Il
nodo: «decidere se stare in Europa o uscirne». Applausi dalla platea (presenti
molti docenti della Statale) e il confronto tra i tre ospiti. Per parlare di
governance e valutazione, di merito e fondazioni. «Le aperture ci sono —
conclude Decleva — ora bisogna guardare avanti».
( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
DECRETO GELMINI Stasera un approfondimento a Salce BELLUNO. Questa
sera, alle 20,30 presso la scuola materna di Salce, il Circolo di Belluno -
Mussoi, del Partito Democratico, propone un incontro su un tema molto sentito,
come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di domani. Considerazioni sul
decreto legge Gelmini". Una serata di
approfondimento per meglio capire i contenuti al di là delle critiche. «Con
l'organizzazione di questo appuntamento», spiega il coordinatore del circolo di
Mussoi del Pd, Biagio Giannone, «vogliamo contribuire a tenere viva
l'attenzione su temi attuali come quello sulla scuola. Siamo convinti che il
nostro lavoro di opposizioni debba andare necessariamente ad affiancarsi a
quello degli addetti ai lavori, della scuola pubblica. La scelta di dar voce
appunto, a questi ultimi, per capire come questo decreto legge possa riformare,
portando innovazioni e cambiamenti ad un comparto, che possiamo dire senza
indugi, d'eccellenza, lasciando da parte la demagogia, è stata centrale a tutto
il resto, infatti saranno loro, docenti e sindacalisti, gli attori principali
di questo incontro. Insomma», prosegue il coordinatore del circolo che ha
organizzato l'evento di questa sera, «vogliamo entrare in punta di piedi in una
questione già molto delicata ma che ha bisogno di una particolare attenzione e
soprattutto di essere spiegata all'opinione pubblica il più possibile, che
questa legge conosce solamente tramite degli "spot". Ringrazio fin
d'ora», conclude il coordinatore Giannone, «chi vorrà partecipare ad un
convegno che vorrà fin da subito "esprimere solidarietà" ad una
classe lavoratrice che si è vista piombare addosso una riforma, se così
possiamo chiamarla, dall'oggi al domani, senza neanche essere interpellata».
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-12 num: - pag: 23
categoria: REDAZIONALE Università Sciopero, sindacati divisi su precari e
contratti ROMA — Università: spaccatura tra Cgil da una parte e Cisl e Uil,
dall'altra. La Flc-Cgil ha confermato sciopero e manifestazione di venerdì. Gli
altri due sindacati subordinano invece le loro decisioni ad un incontro che
avverrà domani con il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in cui
si approfondirà l'esame di alcune proposte «tecniche» relative alla
stabilizzazione dei precari e ai rinnovi contrattuali. Queste le conclusioni
cui si è giunti ieri sera al termine di una riunione-fiume con il ministro Mariastella Gelmini. La Gelmini
aveva chiesto «di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il
Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo
lavoro di approfondimento dei problemi» invitando i sindacati a «non avere un
atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di
individuare le migliori soluzioni per riportare l'Università italiana a
livelli di eccellenza e combattere gli sprechi». La Cgil invece ha ritenuto
«del tutto insufficienti le proposte del ministro rispetto ai comparti
dell'università, della ricerca e dell' Afam. Pur apprezzando alcune
dichiarazioni di buona volontà del ministro ad affrontare alcune criticità
relative al problema del precariato e dei contratti, complessivamente vengono
riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto
Brunetta». Intanto gli universitari si stanno organizzando. Con pullman, treni
e viaggi «fai da te», a prescindere dalla decisione che prenderanno i
sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla
manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le
riforme.
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-12 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Elezioni studentesche Contestate le regole Sapienza,
slitta il voto An e Collettivi «battono» il rettore Frati: ho detto sì, ma solo
per 10 giorni Il meccanismo delle iscrizioni avrebbe consentito di accedere al
voto solo a una piccola parte di studenti. Ora si andrà alle urne il 25 e 26
novembre «Sono state rinviate al 25 e 26 novembre le elezioni per il rinnovo
delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali dell'università la
Sapienza». Lo annunciano in tarda serata i rapresentanti delle otto liste
candidate per il triennio accademico 2008-11 dopo un pomeriggio di proteste. Il
neorettore, Luigi Frati, a Parigi per motivi di lavoro, conferma «il rinvio
tecnico»: «Mi hanno chiesto di spostare la data di 10 giorni. Ho accettato
perchè così si mantiene in vigore la delibera del Senato accademico. Oltre
questo limite, però, non voglio andare perchè rimarrebbero scoperti della
componente studentesca gli organi collegiali». La rivolta, nata giorni fa,
monta nel pomeriggio: il neorettore, alle richieste di posticipare la data del
voto per la mobilitazione in atto, aveva risposto con un secco «no». A quel
punto prima «Anomalia Sapienza» (Collettivi), poi via via tutte le altre in uno
schieramento bipartisan che comprende anche Azione universitaria, minacciano di
ritirare le liste all'ultimo momento. Uniche eccezioni «Vento di cambiamento»,
e in parte «Mondo Sapienza » (vicina a Cl): sono loro che prolungano la
trattativa fino a oltre le undici di sera. In piena «onda»
anti-Gelmini, il movimento
travolge anche le elezioni studentesche per nominare sei rappresentanti in Cda,
cinque in Senato accademico, due nel Comitato per lo sviluppo dello sport e nel
Comitato territoriale Adisu, oltre alla componente studentesca nei Consigli di
facoltà scaduti. E ieri, a 24 ore dal voto, è scoppiata la polemica per
la decisione degli organi centrali di governo dell'ateneo di riservare il
diritto di voto solo a quanti in regola con l'iscrizione per il nuovo anno,
mentre la scadenza per il pagamento della prima rata è fissata al 17 novembre o
addirittura oltre per alcuni corsi. Quando i giovani si rendono conto che non
tutti potranno votare, è il caos. Per Aurora Donato, rappresentante studenti
nel Cda uscente, «la decisione di Frati è una violazione della democrazia. Su
130 mila iscritti a oggi possono votare solo in 50 mila». Andrea Volpi (Azione
universitaria) taglia corto: «Il comportamento dell'amministrazione dell'Ateneo
è deprecabile ». Inoltre non si può dimenticare il problema dell'astensionismo.
La lettura, tutta politica, che viene data della vicenda è quella di una
«manovra per favorire la lista più strutturata, con più eletti uscenti», ovvero
quel «Vento di cambiamento » da sempre considerata vicina al neorettore e
particolarmente forte nella facoltà di Medicina. Simona De Santis Edoardo Sassi
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-12
num: - pag: 9 categoria: BREVI APPELLO AL MINISTRO GELMINI «SALVIAMO IL TEMPO PIENO»
uno spazio in cui i nostri figli stiano con i loro insegnanti e con tutti i
loro compagni per svolgere regolare attività didattica senza essere i «pochi»
all'interno di una scuola a «doversi fermare», non è un traguardo da poco.
Il tempo pieno è il futuro della nostra scuola primaria, dove sempre più
famiglie si avviano a organizzare (ormai per necessità) la loro vita su un
lavoro full-time e che vogliono poter continuare a scegliere per i propri figli
scuole pubbliche che garantiscano la presenza delle proprie maestre e
l'attività didattica per tutto l'orario scolastico giornaliero nella
convinzione che il tempo che il lavoro sottrae ai loro figli sia così tempo
sano e valido, ma soprattutto coordinato all'interno di un progetto formativo
ed educativo. Chiediamo alla scuola di essere viva, ricca, piena di occasioni
per i nostri figli, moderna e aperta alla società. Ma con l'innalzamento del
numero di alunni per classe, la riduzione delle ore di sostegno ai disabili,
con un unico maestro, il tempo pieno che scompare e il doposcuola che riappare,
sarà così? Scusate se ero rimasta nostalgicamente ferma allo slogan: «I bambini
sono il futuro». Cinzia Micoli Cara Cinzia, contano ancora gli appelli? Al suo
aggiungo il mio, al ministro Gelmini: riconsideri la
questione del tempo pieno dove funziona, non cancelli una realtà apprezzata dal
90 per cento dei genitori di Milano e della provincia. Passare al doposcuola
(gestito dai Comuni) è un ritorno al passato, un passo indietro educativo.
Purtroppo chi difende il tempo pieno in Italia è una minoranza: ma la battaglia
è giusta. E per una buona ragione chi vuole sottoscrivere l'appello lo faccia
anche da questa rubrica: i bambini sono il futuro. gschiavi@rcs.it
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
58 - Sport Italia, che brutto record il popolo degli sportivi più sedentari
d´Europa Rapporto Censis su sport e società Oltre il 40% non fa nessuna
attività fisica: è allarme FULVIO BIANCHI ROMA Due Italie a confronto. Chi
corre per sport, magari solo per perdere qualche chilo, batte i pantofolai. Ma
attenzione: i pantofolai-sedentari (23 milioni contro i 34 degli sportivi) sono
in netta rimonta: sono i più numerosi d´Europa, e questo preoccupa non poco. E´
la "fotografia" del Censis: il primo rapporto "Sport e
società" è stato presentato ieri mattina al salone d´onore del Coni. E il
guaio è che aumentano i giovani che abbandonano lo sport: sono i figli della
generazione dell´IPod, dei telefonini, della nuova pigrizia. La Regione con
meno sportivi, in assoluto, è la Campania seguita da Calabria e Sicilia: e
pensare che la Campania è riuscita a conquistare sette medaglie a Pechino, una
in meno del Veneto. Ma paga, come è scritto nel rapporto di De Rita,
«l´esistenza di aree residuali di disagio sociale e giovanile che risultano
spesso estranee alla diffusione dell´attività sportiva». Lo sport di vertice e
quello di base, due mondi a volte ancora troppo lontani. Ci sono ombre, quindi,
fra le tante luci nel dettagliato studio Censis, realizzato in collaborazione
con Coni e Istat. Aumenta le possibilità di fare sport: ci sono quasi 95.000
"punti offerta", 631 per abitante. Più di tabaccai, bar, scuole e
panetterie. E questo facilita l´attività sportiva (agonistica o amatoriale che
sia), tanto da coinvolgere 34 milioni di abitanti. Lo sport rappresenta infatti
il 2,7-3,0 punti del Pil, prodotto interno lordo. Tra gli 11 e i 14 anni il 65%
dei ragazzi pratica in modo organizzato una disciplina sportiva. Ma quale?
Vince il calcio: il basket ha scavalcato la pallavolo, tengono bene ginnastica,
fitness, aerobica e cultura fisica. Cresciuti molto negli ultimi dieci anni i
cosidetti "sport minori", e questo è un buon segno. Il vero guaio,
come detto, è che aumenta il popolo dei sedentari: nel 1995 era il 37,8 per
cento, nel 2006 è cresciuto al 41% (36,2 uomini e 45,5 donne). In pratica ci
sono 23 milioni e 300 mila che non fanno nulla, e questo aumenta i problemi
sociali e anche di spesa sanitaria. «Dai 25 anni in poi - spiega Petrucci - la
pratica sportiva diminuisce sensibilmente, con danni alla salute
irreversibili». Difficile però invertire il trend, legato non solo alla
situazione economica. Il benessere, in qualche caso, frena la pratica sportiva.
Almeno in Italia: in altre nazioni "ricche" non è così. Fra i nodi,
antichi, da sciogliere anche quello della scuola: presto un
incontro fra il ministro Mariastella Gelmini e il presidente Gianni Petrucci. In Italia le ore di attività
motoria sono ferme a 810 all´anno: in Francia arrivano a
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Interni "Sospendete lo sciopero
dell´università" appello della Gelmini,
la Cgil dice no Cisl e Uil aspettano Brunetta. L´Onda prepara il corteo del 14
Il sindacato guidato da Epifani conferma la protesta di venerdì prossimo MARIO
REGGIO ROMA - Università, ricerca, sciopero nazionale di venerdì 14 novembre. L´incontro del
ministro Mariastella Gelmini con Cgil, Cisl e Uil si è
concluso ieri sera in un´atmosfera kafkiana. Il ministro: «Chiedo ai sindacati
di revocare lo sciopero del 14 novembre. Il decreto sulle misure urgenti per
l´università e la ricerca è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale,
mentre la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca ed il contratto
nazionale della categoria e dei non docenti dell´università - afferma - sono un
problema che riguarda il ministro Brunetta. Infine sui tagli all´università
decisi nella finanziaria la competenza è del ministro Tremonti. Cercherò con
loro di trovare una soluzione. Ma le decisioni finali spettano al governo». La
Cgil ha confermato lo sciopero del 14 febbraio. Cisl e Uil non nascondono che
si tratta di una «missione impossibile», ma hanno dato tempo al ministro
Brunetta fino a giovedì mattina prima di prendere una decisione definitiva. Intanto,
ieri, il Senato ha approvato l´emendamento che blocca il taglio delle scuole
con meno di 50 studenti. Intanto gli universitari si stanno organizzando: con
pullman, treni e viaggi ?fai da te´. Venerdì, a prescindere dalla decisione che
prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare
alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le
riforme ipotizzate dal ministro Gelmini. Una protesta,
quella dell´Onda che è restata in piedi nonostante il decreto legge «tecnico»
varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e pubblicato ieri in Gazzetta
Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi, alleggerisce il blocco del turn
over, destina risorse per gli atenei migliori, ma senza investimenti aggiuntivi,
e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. «Ho proposto di
rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le
linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento
dei problemi» ha dichiarato Mariastella Gelmini.
Chiusura da parte della Cgil: «Sono del tutto insufficienti le proposte del
Ministro» ha commentato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che
ha confermato sciopero e manifestazione del 14. «Pur apprezzando alcune dichiarazioni
di buona volontà del ministro ad affrontare alcune criticità relative al
problema del precariato e dei contratti - ha spiegato - complessivamente
vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l´impianto del decreto
Brunetta». Intanto le iniziative di protesta degli studenti sono proseguite
anche ieri. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni per protesta.
Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria gli universitari anche
ieri hanno raccolto le adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per
racimolare i soldi necessari a pagare l´affitto degli autobus per raggiungere
Roma. Altri pullman sono previsti dall´Abruzzo e una delegazione partirà dalla
Sardegna dove venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in
programma un corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella
Capitale da Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle
altre regioni.
( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Cgil
conferma lo sciopero di venerdì Negativo l'incontro con la Gelmini. Cisl e Uil invece non rompono
Gli studenti preparano la manifestazione nazionale a Roma in concomitanza con
l'iniziativa sindacale ROMA. Il ministro Mariastella Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati ieri pomeriggio al ministero
dell'Istruzione, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per
venerdì per l'università e la ricerca. La Cgil ha già risposto no,
mentre Cisl e Uil di categoria stanno valutando se le rassicurazioni date dal
ministro - in particolare per quanto riguarda stabilizzazione dei precari e
risorse per i rinnovi contrattuali - sono sufficienti a fare dietrofront.
Questioni che continueranno a essere approfondite al ministero e che saranno
riprese domani in una riunione alla quale parteciperà anche il ministro della
Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Intanto gli universitari si stanno
organizzando: con pullman, treni e viaggi "fai da te": venerdì, a
prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da
tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i
tagli dei finanziamenti e le riforme ipotizzate dal ministro Gelmini.
Una protesta, quella dell'Onda, che è restata in piedi nonostante il decreto
legge «tecnico» varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e già
pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi,
alleggerisce il blocco del turn over, stanzia più risorse per gli atenei
migliori e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. Un fronte
di protesta che potrebbe dunque soltanto perdere un pezzo, anche se
politicamente importante, se i sindacati, o parte di essi, decidessero di
revocare lo sciopero. «Ho proposto di rinviare lo sciopero di venerdì,
programmato prima che il governo approvasse le linee guida e il decreto, e di
continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi» ha dichiarato
Mariastella Gelmini che ha invitato i sindacati a «non
avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del governo di
individuare le migliori soluzioni». Chiusura da parte della Cgil: «Sono del
tutto insufficienti le proposte del ministro» ha commentato il segretario
generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che ha confermato sciopero e manifestazione
del 14. «Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del ministro ad
affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti
- ha spiegato - complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla
legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Intanto, le iniziative degli
studenti sono proseguite. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni
per protesta. Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria (dove
continuano lezioni all'aperto e assemblee) gli universitari hanno raccolto le
adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per racimolare i soldi
necessari a pagare l'affitto degli autobus per raggiungere Roma. Altri pullman
sono previsti dall'Abruzzo e una delegazione partirà dalla Sardegna dove
venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in programma un
corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella capitale da
Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle altre regioni.
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
REGIONE
DIBATTITO IN CONSIGLIO: I LICEI DI CARCARE E FINALE MANTENGONO L'AUTONOMIA
Fusione tra scuole a Imperia quasi terremoto per Albisola [FIRMA]MIRIANA
REBAUDO GENOVA La Media Boine di Porto Maurizio darà vita ad un istituto
comprensivo insieme alle elementari e alle materne di Piani e Dolcedo, mentre
le Medie Sauro, Novaro e Natta comporranno un altro istituto. Il Consiglio
regionale, chiamato ieri mattina a votare il nuovo piano di dimensionamento
scolastico, ha approvato l'emendamento presentato da Franco Bonello (Unione a
sinistra) e bocciato quello di Alessio Saso (An), per il quale gli accorpamenti
stabiliti sono «poco meditati e forzati: si poteva aspettare un anno e arrivare
così a 500 studenti, risolvendo tutti i problemi; un mese di discussione in più
questa maggioranza poteva concederlo e invece si è arroccata». In pratica, Saso
chiedeva una proroga al 2010. Ora nell'Imperiese partono le proteste. Ieri sera
nell'istituto di Piani si sono riuniti genitori e insegnanti, che hanno saputo
soltanto venerdì sera della proposta di Bonello. Già un anno fa l'unione era
stata evitata dopo una sollevazione delle famiglie: questa volta le proteste,
comprese quelle dell'amministrazione comunale che a sua volta caldeggiava una
proroga, sono arrivate fuori tempo massimo. Proteste anche in provincia di
Savona, dove al mantenimento dello «status quo» per i Licei scientifici di
Finale e Carcare (benché sottodimensionati mantengono la loro autonomia) si
contrappone la mezza rivoluzione di Albisola dove i due istituti comprensivi
fin qui esistenti sono stati divisi (con la primaria di Albisola Capo inserita
nell'ambito di Albisola Marina). «I sindaci delle due località hanno chiesto di
mantenere l'attuale situazione, anche per non andare a toccare la continuità
didattica», aveva detto Matteo Marcenaro (Moderati per il Pdl) in sede di
dibattito, presentando poi un ordine del giorno approvato all'unanimità per
garantire al nuovo istituto comprensivo di Albisola Marina l'autonomia
necessaria, senza escludere eventuali finanziamenti. Il piano è stato invece
approvato con 23 voti a favore e 10 contrari (il centrodestra) e va a
riorganizzare le varie realtà prevedendo istituti con un numero di studenti tra
500 e 900. Per arrivare a questo è stato necessario provvedere per
accorpamenti, soprattutto in verticale (gli istituti comprensivi dalle materne
alle superiori), ma il vicepresidente della giunta ed assessore all'Istruzione
Massimiliano Costa ci tiene a sottolineare che «nessuna scuola in Liguria dovrà
chiudere, né quelle dei piccoli Comuni montani, né gli istituti d'arte». Erano
una novantina in Liguria i plessi a rischio perché con un numero di allievi
sotto il limite. «Oggi stabilizziamo e rafforziamo le scuole della Liguria per
i prossimi anni, mettendole al riparo dalle ipotesi di
riorganizzazione prospettate dal ministro Gelmini», commenta Costa, ricordando che «ovunque si mantiene il
servizio agli studenti e alle famiglie» e che con questo piano si rafforzano le
scuole deboli e si salvaguardano gli istituti secondari superiori, anche se
piccoli, che hanno una specificità regionale. Aggiunge:
«L'amministrazione provinciale d'Imperia non ha operato con attenzione,
tralasciando le numerose sollecitazioni della Regione per intervenire sulla
Media Boine, sottodimensionata». Il Piano stabilisce invece la deroga per
l'Istituto d'arte di Imperia, per l'Alberghiero di Taggia e l'Agrario di
Sanremo, come previsto per i poli specialistici. Aumenta così il numero degli
istituti comprensivi nell'intento di garantire la continuità didattica ed
educativa richiesta dagli indirizzi pedagogici più moderni. Il provvedimento,
vigente dall'anno scolastico 2009-10, è il risultato di un percorso di due anni
portato avanti di concerto con le Province, che hanno presentato i piani di
dimensionamento.
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
BASKET
TRA LE FEMMINE L'AMATORI SAVONA DEBUTTA VINCENDO A PIETRA Il Pool 2000 Loano
società-guida ma volano anche "Scuola" e Albenga Nei campionati di
pallacanestro riflettori innanzi tutto sull'Under 19 Open dove conserva il
comando, pur avendo osservato un turno di riposo, il Basket Pool 2000 Loano con
otto punti. Stasera i ragazzi del presidente Stefano Della Casa saranno
impegnati alle 19,30 sul parquet dell'Alcione Rapallo, nono in classifica e che
nell'ultimo turno ha ceduto di misura a un' Amatori Savona (74-72) che ha
registrato il seguente tabellino: La Rocca 15, Bartolozzi 18, Frisina, De Nino
2, Saltarelli, Lahbichi 11, De Marzi 20, Manunta 6, Arrigoni 2. Ma il Pool
Loano 2000 guida anche l'Under 17 dopo la vittoria (57-48) contro il Pegli.
Ecco il tabellino dei ponentini allenati da Spedaliere con «secondo»
Costagliola: Damonte 2,Ugo Gambetta 11, Tassara 11, Manni
4, Gelmini 8, Delfini,
Bianchi 2, Scala 6, Cascone 2, Rotolo 2, Morana 8. Nell'Under 15 maschile la
Scuola Basket Team '
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA'.PULLMAN
PER ROMA E DIBATTITI ALLA PERRONE Studenti spaccati sulla riforma I sindacati
preparano il corteo [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Anche da
Novara pullman per la manifestazione anti-Gelmini di venerdì a Roma. Ieri mattina all'università si sono riuniti
in assemblea i dipendenti amministrativi che promettono battaglia. Molto più
cauti gli stutenti: qualcuno organizza dibattiti con i prof, altri si dicono
disinteressati o proprio contrari alla protesta. Ieri i sindacati hanno
convocato un'assemblea sulla manifestazione: «Stiamo andando verso
un'università inaccessibile - commenta Rino Lamonaca, segretario generale della
della Flc Cgil -. La nuova legge prevede la trasformazione in fondazioni:
volontaria però quasi obbligata con il taglio dei fondi. Questo comporta che
possano essere fissate liberamente le tasse che invece adesso sono calmierate.
Far studiare i figli diventerà impossibile per molte famiglie». I ragazzi non
ne sono così sicuri. «La riforma Gelmini è giusta: ci
sono troppe università e corsi assurdi, bisogna razionalizzare. Anche i tagli
di personale non sono sbagliati: si pensi a quanti bidelli poco utili ci sono
nelle scuole» commenta Alessandro, studente di Economia. «Ho fiducia in quel
che sta facendo il Governo: ci voleva qualcuno che mettesse mano all'università
- commenta Iuri, anche lui iscritto ad Economia -. Ho sentito che ci sono
incentivi per i più bravi e questo mi piace». Sul fronte opposto Ilaria: «Sono
una cattiva cittadina perchè non scendo in piazza a protestare. Questa riforma
non si può appoggiare: si dovrebbe tagliare altrove, ad esempio del spese della
politica, e non nelle università e nella scuola. Ci saranno un effetto placebo
sul bilancio dello Stato e danni a lungo termine». Gianluca si limita a dire:
«Non sono informato, ho avuto da studiare». Non è l'unico. E così università e
studenti hanno organizzato dibattiti. Il primo si terrà venerdì alle
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.RIFORMA GELMINI I presidi delle superiori chiedono di sospendere
l'attività di orientamento [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA «Il ridimensionamento
scolastico e i tagli alle scuole di montagna non sono definitivamente scongiurati,
ma solo rinviati di un anno. Tra dodici mesi saremo punto e a capo».
Così Lilliana Graziobelli, assessore provinciale all'Istruzione, frena gli
entusiasmi sull'emendamento alla riforma Gelmini che
ha posticipato al 2009/2010 gli interventi sulle sedi con meno di 50 allievi e
annullato l'ipotesi di commissariamento per le Regioni che non avessero
completato il ridimensionamento entro il 30 novembre. Se la Regione parla di
«marcia indietro del Governo, che ammette in qualche modo l'invasione di campo
riguardo alle competenze istituzionali sulla scuola», Graziobelli fa presente
la richiesta ricevuta da parte di undici dirigenti di istituti superiori del
Vco, ossia sospendere tutte le attività di orientamento indirizzate agli alunni
di terza media, «vista l'incertezza degli assetti che la scuola superiore
assumerà dal prossimo anno scolastico». Ai ragazzi, insomma, non si sa che
consigli dare, tanto che oggi alle 12 è previsto un incontro in Provincia tra
Graziobelli e i presidi per stilare un documento condiviso «da spedire agli
organi competenti per sollecitare indirizzi precisi». Per quanto riguarda
l'immediato futuro, poi, l'assessore fa notare che in primavera «ci sarà
un'importante tornata elettorale amministrativa che coinvolgerà centinaia di Province
e Comuni, per cui i tagli alla scuola, messi momentaneamente nel cassetto
grazie alla protesta di operatori, famiglie, studenti, parlamentari ed enti
locali, potrebbero tornare alla ribalta a settembre, ad urne chiuse». La
protesta contro la riforma Gelmini, nel frattempo, non
si è fermata e sul sito di studenti, genitori e insegnanti del Vco
www.scuolapertutti.net continua la raccolta di firme e la diffusione di
informazioni e dati sugli effetti della riorganizzazione.
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
DA OGGI
LEZIONI ALTERNATIVE SI PARLERA' ANCHE DI MAERSK E MARGONARA Liceo Grassi, parte
la cogestione Cogestione: la protesta di parte di studenti e insegnanti del
liceo Grassi comincerà questa mattina alle 8,15 e proseguirà fino a sabato. La
decisione è stata ufficializzata ieri mattina al termine dell'assemblea di
istituto. Sul fronte della mobilitazione contro la riforma Gelmini,
da segnalare anche l'incontro di ieri pomeriggio al Campus di Legino fra gli
studenti di Scienze della comunicazione e il presidente della Spes (società di
promozione degli enti savonesi per l'Università), Alessandro Schiesaro, nominato
di recente capo della segreteria tecnica per l'università e la ricerca del
ministero, nello staff della Gelmini, che ha risposto a molte preoccupazioni e dubbi espressi dai
giovani. Proiezioni di film, dibattiti sul progetto Margonara e sulla
piattaforma di Vado, contraddittorio sulla legge Gelmini con intervento del senatore Franco Orsi (FI), politici di
opposizione e sindacalisti contrari alla riforma: questi e altri gli argomenti
alternativi al programma didattico che saranno proposti in questi giorni
al Liceo scientifico, utilizzando classi, l'aula magna, la biblioteca e il
cortile dell'Istituto. «Su mille iscritti, ci auguriamo che almeno la metà
aderisca alla cogestione - dicono alcuni rappresentanti degli studenti - non
protestiamo per saltare la scuola ma per approfondire argomenti che riguardano
il presente il nostro futuro». Tra gli insegnanti almeno una decina avrebbero
già assicurato il proprio sostegno. Dopo l'appello i ragazzi, a loro scelta,
potranno seguire una delle lezioni alternative. Passando a Legino, il
presidente della Spes, Schiesaro, ha fornito importanti garanzie: «Il Campus di
Savona ha una sua dignità e ragione di esistere». Sembrano diradarsi le ombre e
le preoccupazioni di tagli sul Campus locale che la Spes continuerà a supportare
e che ospita corsi non presenti all'ateneo genovese, «ragion per cui non può
essere considerato solo un distaccamento». Schiesaro ha poi ribadito la
necessità di razionalizzare le spese, di individuare con attenzione i «rami
secchi» del mondo accademico e di investire con criterio sui giovani
ricercatori, ribadendo la necessità di una legge che indichi le linee guida per
la trasformazione degli atenei in fondazioni. «I tagli non minacciano il 2009 e
abbiamo sei mesi di tempo per salvare il 2010 degli atenei italiani,
concordando con il ministero del Tesoro alcune misure per massimizzare le
potenzialità del sistema universitario», ha concluso.\ ALTRO SERVIZIO A P
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.STAMANE
PROTESTA ANTI-GELMINI Cascina Cauda I ragazzi del Penna
scendono in piazza ma per fare lezione Sopralluogo di Ebarnabo e Imerito La
classe si trasferisce in piazza e la lezione diventa «aperta». L'iniziativa è
partita dall'istituto Agrario «Penna» di Asti, scuola forse troppo spesso
dimenticata, e adesso messa a serio rischio dalle recenti riforme del ministro Gelmini. Un po' per protestare e
un po' per dire «ci siamo anche noi», questa mattina, dalle
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO
PROVINCIALE. RIFORMA GELMINI "Non toccate le nostre
scuole" [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO «Le scuole di montagna non si
toccano»: tutti d'accordo in Consiglio provinciale, poi ognuno (maggioranza e
opposizione) vota il proprio ordine del giorno sulla legge Gelmini. Vivace discussione, l'altro
giorno, per due documenti, uno del leghista, Guido Brignone, l'altro di 10
consiglieri di minoranza. Nell'illustrare il proprio ordine del giorno,
Brignone ha sottolineato anche gli aspetti positivi del decreto Gelmini, come la destinazione del 30% delle economie di
spesa per i contratti e la durata quinquennale dei libri di testo. «Il
dimensionamento delle scuole - ha ribadito Brignone -, non vada, però, a danno
delle aree svantaggiate, specie montane, con il conseguente aggravio di spesa
per il trasporto alunni per i piccoli comuni». Più o meno sulla stessa
lunghezza d'onda anche l'ordine del giorno delle opposizioni, illustrato da
Andrea Cane (Pd): «La Provincia si attivi affinché il Governo, d'intesa con le
Regioni e le autonomie locali, competenti in materia di soppressione e
aggregazione delle scuole, riveda la normativa già approvata alla Camera». Nel
dibattito sono, però, emerse le sfumature politiche dei vari schieramenti. «Le
premesse del decreto Gelmini - ha detto Franco Guida,
gruppo misto -, stanno nel libro bianco sulla scuola del Governo Prodi».
«Quello che vogliono fare il Governo e la Gelmini - ha
replicato Giulio Ambroggio, Pd, vicepresidente del Consiglio provinciale -, non
è una riforma, ma sono tagli indiscriminati». «Nel libro bianco elaborato dal
Governo Prodi si prestava attenzione ai precari - ha sottolineato Ivan Di
Giambattista (Rifondazione Comunista) -, che ora invece vengono lasciati a
casa». Si è anche cercato un'intesa per un voto all'unanimità sui due
documenti. Brignone ha accettato di cancellare anche la richiesta di reclutare
i professori a livello regionale. Gianfranco Dogliani, capogruppo Fi, ha, però,
frenato sulla convergenza dei voti: «L'ordine del giorno della minoranza è un
processo alle intenzioni, così non lo possiamo votare». Entrambi i documenti
sono stati, comunque, approvati: il primo con 15 sì e 8 astenuti; il secondo
con 8 sì, 14 astenuti, un voto contrario. La seduta si era aperta con la commemorazione
da parte del senatore Giuseppe Fassino di Antonio Turbiglio, monregalese,
assessore regionale, morto nel 1988. Sempre in apertura Giuseppe Lauria,
(gruppo misto), ha protestato, lasciando l'aula, per una delibera sulla
proposta di apertura della succursale del liceo scientifico di Alba a Canale.
Proposta che, secondo lui, non è stata discussa in commissione.
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
IMPERIA
L'INIZIATIVA DEL COMUNE ILLUSTRATA DALL'ASSESSORE FOSSATI Scuola, parte il
progetto stranieri [FIRMA]ANDREA POMATI IMPERIA Dei traduttori in madre lingua
per favorire il contatto fra gli insegnanti e i genitori degli studenti
stranieri che frequentano le lezioni nelle scuole cittadine: questa, in
sintesi, l'iniziativa promossa dall'Amministrazione comunale di Imperia, proprio in un periodo in cui divampano le polemiche sulle classi
differenziate previsti dalla legge Gelmini. Spiega l'assessore all'Istruzione, Giuseppe Fossati: «Ci siamo
resi conto che per quanto riguarda l'integrazione degli studenti stranieri
nelle nostre scuole, le difficoltà maggiori, soprattutto inizialmente,
riguardano il dialogo con le famiglie. Per questo motivo abbiamo pensato
di istituire la figura del "mediatore linguistico culturale". Si
tratta di persone di madrelingua che affiancheranno il personale delle scuole
per favorire l'approccio con i genitori dei giovani immigrati». Al momento, in
sinergia con i dirigenti scolastici del capoluogo, il Comune ha stretto accordi
con mediatori tunisini, turchi, arabi, spagnoli e rumeni. In futuro il
programma prevede anche il coinvolgimento di esperti di altre lingue e culture
come quelle albanese e cinese. Aggiunge Fossati: «Per ora è stata avviata una
fase sperimentale. L'Amministrazione ha stanziato fondi per garantire alle
diverse scuole la copertura totale di 200 ore nell'arco dell'anno scolastico.
Ogni scuola sarà libera di gestire gli orari di impiego dei mediatori
linguistici culturali come meglio riterrà opportuno. Una volta sperimentata
l'iniziativa, potremo valutarne un eventuale incremento». Non si tratta
comunque della prima e unica iniziativa di integrazione per gli stranieri
avviata dal Comune nelle scuole. Un progetto simile esisteva lo scorso anno.
Spiega l'assessore: «Questo progetto si può considerare complementare a quello
avviato lo scorso anno nel Primo circolo didattico imperiese e che
riproporremo. Avevamo infatti istituito delle classi di affiancamento con delle
educatrici comunali. In questo modo i maestri possono inviare in queste classi
i bambini che ritengono abbiamo dei problemi di alfabetizzazione, dovuti alla
mancanza di comprensione della lingua italiana. Molte maestre, infatti, ci
hanno evidenziato che sono tanti i bambini che non conoscono per nulla
l'italiano». Conclude Fossati: «Per questo torneremo a riproporre anche questo
progetto. Non si tratta di relegare i giovani immigrati in classi
differenziate, ma semmai di metterli in condizione di proseguire il loro
cammino di apprendimento scolastico con le stesse opportunità dei giovani
italiani. Entrambi i progetti hanno trovato grande apprezzamento da parte di
insegnanti, dirigenti scolastici e anche delle famiglie più direttamente
interessate. Queste ultime hanno infatti compreso che si tratta di
un'attenzione particolare nei confronti dei loro figli e non certo della
volontà di ghettizzarli».
( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
CORTEO
SCUOLA Litigio in aula fra Caviglia Giusto e Parino Vivace polemica in
Consiglio fra il vicesindaco Caviglia, il consigliere della Lega Nord Renato
Giusto e quello di An Parino. Giusto aveva presentato un'interpellanza sulla partecipazione del vicesindaco con la fascia tricolore al
corteo contro il ministro Gelmini. Dopo uno scambio di battute sopra le righe, nella polemica si è
inserito anche il consigliere di An Alessandro Parino che ha ostentatamente
voltato le spalle al vicesindaco che stava parlando. A quel punto la polemica è
divampata con più consiglieri che gridavano contemporaneamente. Alla
fine il presidente Pozzo ha riportato la calma. \
( da "Repubblica.it" del 12-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il
ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, se non fosse ministro, scenderebbe in
piazza assieme al movimento studentesco. A patto - spiega - che "si
manifesti contro qualcosa: contro la realtà della casta, dei privilegi e delle
baronie". Giorgia Meloni risponde in diretta per un'ora alle domande degli
spettatori di Repubblica Tv. A scrivere sono molti studenti, e nel videofoum si
affronta dunque subito il tema dell'Onda, delle proteste nelle scuole e nelle
università. "Io da studentessa impegnata in politica in passato sono scesa
in piazza - ricorda Giorgia Meloni - anche contro governi della mia parte, ad
esempio contro il ministro dell'Istruzione d'Onofrio. Ma nelle manifestazioni
studentesche di questi giorni riscontro delle strane saldature tra baroni e
studenti, anche perché la riforma dell'università, va detto, va incontro agli
studenti e mette a freno le baronie. Nelle proteste di piazza non sono riuscita
a carpire una proposta alternativa a quelle del governo. Si dice solo no e
basta". GUARDA L'INTERVISTA SU REPUBBLICA TV Il governo secondo lei ha
sbagliato a non ascoltare i giovani? "No, il governo non ha sbagliato
particolarmente. Certo, bisogna confrontarsi con le rappresentanze giovanili,
ma ripeto, non sono riuscita a vedere una loro proposta alternativa. Dire no alla Gelmini, e chiedere di ritirare il decreto è solo uno slogan che
funziona. E mi è sembrato strano - aggiunge il ministro - che dopo
l'approvazione, la scorsa settimana, del decreto sull'università che prevede
borse di studio ai meritevoli, fondi per le residenze e uno sblocco parziale
del turn over, e che dunque va incontro agli studenti, nessuno ha detto
che il provvedimento va in quella direzione". Cosa pensa dell'irruzione
dei giovani di estrema destra nella sede Rai di Via Teulada? "Ho seguito
la vicenda di Chi l'ha visto, sono contenta che sia stato chiesto scusa, ma mi
ha fatto riflettere il fatto che in quella trasmissione siano stati usati video
con facce di minorenni. Sia chiaro, non giustifico quella iniziativa, ma mi chiedo
se sia normale che un programma televisivo faccia quel genere di servizio. Non
credo che sia di sua competenza e non mi è mai capitato di assistere ad una
trasmissione che in merito a questi episodi ricercasse i volti delle
persone". Giorgia Meloni ha 31 anni ed è il più giovane ministro della
storia della Repubblica italiana ed è deputato da quando ne aveva 29. Come
descritto dall'inchiesta di oggi su Repubblica, l'età media del potere in
Italia è 70 anni. Non sarebbe meglio avere un premier più giovane di
Berlusconi, ad esempio Fini? "Fini sarebbe un ottimo leader, ma il Popolo
della libertà ha una leadership molto forte che è quella di Silvio Berlusconi e
per ora andiamo bene così. Comunque il problema della gerontocrazia è reale,
siamo un paese bloccato. Dove i giovani non hanno sbocchi. E la politica non
gliene da. Il mio è un caso isolato". Cosa pensa della battuta di
Berlusconi su Barack Obama abbronzato? "Sarebbe stato meglio se se la
fosse risparmiata. Ma sarebbero tante le cose da risparmiare nella politica
italiana e non solo: con la stessa attenzione con cui torniamo su queste
vicende, dovremmo occuparci delle cose che tanti quotidiani stranieri dicono di
noi. La battuta di Berlusconi può essere stata vista come una gaffe, ma poi è
stata esagerata per farne un caso politico. Mi pare che la risposta migliore
l'abbia data Obama con una telefonata al presidente Berlusconi ripresa in tutto
il mondo. Comunque il caso è stato un po' forzato". Nel Consiglio dei
ministri è possibile dissentire dal premier? "Certo. Il nostro cdm non
deve essere disegnato come quello di Ceausescu. Siamo un sistema democratico,
c'è un Consiglio dei ministri, ci sono le forze politiche e si può dibattere di
tutto". Cosa pensa delle classi differenziate proposte dalla Lega?
"E' un provvedimento ancora da studiare nel dettaglio. Può essere comunque
uno strumento utile per integrare i giovani stranieri, altro che razzismo o
apartheid. Chi viene in Italia deve fare una scelta chiara e consapevole sulla
patria in cui vuole vivere. Perché la patria è una scelta. Ma poi vi chiedo: è
davvero solidarietà far entrare in Italia tutti questi immigrati per poi
metterli a lavare i vetri ai semafori?". (11 novembre 2008