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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  10-11 settembre 2008     #TOP


IN EVIDENZA

Scuola senz’anima  di Giuseppe De Rita (Il Corriere della Sera 10-9-2008)

 

Chi a diverso titolo guarda ai problemi della formazione e della scuola prova la spiacevole sensazione di non riuscire a contenerli in una interpretazione ben focalizzata, cosicché tutto gli appare scontornato, fluido, sfuggente. Ne parliamo e ne scriviamo tutti, ma non riusciamo almeno a mettere ordine su una crisi ormai profonda, anche perché ha almeno tre grandi motori di spinta. Il primo è dato dalle incertezze sull'assetto strutturale del sistema: ne sono prova le polemiche sulla fruibilità della scuola materna; sulle scelte dei docenti nella scuola elementare (maestro unico e no); sull'incapacità di creare nel periodo dell'obbligo quello «zoccolo di competenze di base» di cui ragioniamo da Lisbona in poi; sullo squilibrato andamento delle scelte fra licei classici ed istituti tecnici; sulla interminabile vicenda della riforma della secondaria superiore; sul fallimento della riforma 3+2 nell' università, ecc..

Le tante parole spese su questi temi non rendono meno confuso il quadro, che vede in azione un secondo motore di crisi: la disaffezione soggettiva. Sia quella degli allievi, con episodi e logiche di pericolosa decostruzione sociale (si ricordino il bullismo, gli abbandoni entro gli anni dell'obbligo, ecc.); sia quella di una parte del corpo insegnante con episodi e logiche (di impiegatizzazione e di segmentazione corporativa) di pericoloso impatto sulla qualità del rapporto educativo. Senza contare in terzo luogo che la scuola soffre moltissimo al suo esterno l'evoluzione delle altre agenzie formative: la crisi di funzione educativa della famiglia; la crescita di importanza delle nuove tecnologie di comunicazione che fanno apparire inadeguati ed obsoleti i percorsi scolastici; l'impatto della televisione e degli eventi collettivi sulle emozioni, sugli atteggiamenti culturali, sull'identità dei giovani. Aver messo in elenco le tre grandi componenti della crisi della scuola permette di dimostrare quanto essa sia profonda e sfuggente, non più padroneggiabile da vecchi canoni di interpretazione e di azione. Per questo si mostrano ogni giorno più irrilevanti i nobili richiami degli opinionisti e dei politici, le tabelle statistiche e i rapporti di enti nazionali ed internazionali, le raffiche delle tante proposte di riforma, le pressioni sindacali e le lotte del precariato.

La crisi della scuola italiana è profonda perché è in crisi di ruolo e di anima: di ruolo perché non è più attuale la sua originaria funzione di formazione collettiva a una cultura, una lingua, una coscienza nazionale; e d'anima, perché non sappiamo più quali fondamenti valoriali di base la scuola è tenuta - ed è capace - di dare alle giovani generazioni. Se così complessa è la crisi, per affrontarla bisogna avere una strategia del dove si comincia, altrimenti si resta nell'indistinto in cui oggi ci perdiamo. Può apparire una indebita semplificazione, ma l'ipotesi che sembra più viabile è quella di «cominciare dal basso». Dobbiamo far sì che i nostri figli o nipoti non restino prigionieri della successione delle tante emozioni ma siano aiutati a condensarle in una progressiva hillmaniana «educazione dei sentimenti»; non restino prigionieri del disordinato accavallarsi dei messaggi a loro indirizzati ma siano educati a saperli ordinare e sintetizzare; non restino a galleggiare sulla eterodiretta confusione intellettuale di cui tutti noi soffriamo,ma siano aiutati a sviluppare un po' di progressivo senso di responsabilità; non restino spersi nel vuoto spinto tipico della attuale cultura di massa, ma siano aiutati ad apprezzare la piccola virtù della serietà.

Se vogliamo far questo dobbiamo ricominciare dal basso, dalle fondamenta del sistema: da una buona scuola dell'infanzia, naturalmente rinforzata per diffusione territoriale e per qualità delle persone; e da una scuola elementare profondamente ricentrata sulla sua primordiale funzione di formazione dei sentimenti, della sintesi personale, del senso della responsabilità, della serietà del comportamento. Il ritorno all'insegnante unico non deve in questa luce scandalizzare, ha un senso profondo, anzi andrebbe gestito con maggiore concentrato coraggio: solo una personalizzazione forte e continuata del processo formativo iniziale può garantire ai giovani di possedere un solido «tondino di ferro» su cui agglomerare i successivi input formativi. Cominciare dal basso e rifare le fondamenta del sistema. Immagino che si tratti di un'opzione troppo drastica per una politica scolastica attraversata da centinaia di altre idee, proposte, interessi, poteri. Ma se non si fa questa scelta si rischia che si accentui la confusione ai piani superiori del sistema; e che la scuola ci sfugga sempre di più, come componente del nostro vivere insieme.

10 settembre 2008



Report "Scuola"

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Scuola (69)


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Sezione principale: Scuola

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

L'affondo leghista irrita il premier "non mi faccio dettare l'agenda da voi" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il primo sarà la riforma della giustizia. E il secondo la riforma organica della Scuola. Che il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, dovrebbe presentare nei prossimi giorni. "Ma - fa sapere il Cavaliere - non voglio più le punzecchiature di questi giorni".

Quanto ci piace l'apocalisse - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bossi, Carfagna e Gelmini, i piatti da lavare, il mal di testa e le partite di calcio. E che il resto si vedrà. Di sicuro non ci può essere nuovo mondo senza fine del mondo. Anche gli Stati Uniti nacquero per scappare dalla guerra tra Cristo e antiCristo che in Europa annunziava appunto la fine del mondo.

Tempo pieno a rischio per 5 mila classi - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma Tempo pieno a rischio per 5 mila classi Scuola, rivolta contro la Gelmini: "Drappi neri sui muri delle elementari" Il comitato: sit-in a Montecitorio Veltroni: "Così il ministro inganna le famiglie" TEA MAISTO Quasi cinquemila classi di tempo pieno a rischio, a Roma e nel resto del Lazio, a partire dal prossimo anno scolastico.

Il caso visconti finisce in parlamento il pd: il ministro mandi gli ispettori - viola giannoli ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perché il ministro Gelmini non invia gli ispettori al Visconti?". "Sono amareggiato - commenta Salamone - dalla lettera di questo genitore. Capisco la sua delusione, ma non accetto le accuse rivolte alla scuola". è uno, in particolare, il passaggio della lettera che non va giù al dirigente scolastico: "Non è vero che la nostra scuola è "selettiva,

Precari in corteo "tagli distruttivi" - giusi spica ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Chiedono l'immediata revoca del decreto legge che reintroduce il maestro unico, il ritiro dei tagli al personale docente, che in Sicilia significano 15 mila posti in meno in tre anni, e la completa revisione dei criteri di gestione delle assegnazioni provvisorie, penalizzanti - dicono - per i docenti precari.

Tagli, rivolta in lombardia "chiuderanno 200 scuole" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: VANNI Parte da Milano la protesta del Pd contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Volantinaggi, dibattiti e presidi contro i tagli che, secondo il Partito democratico, porteranno alla chiusura di 232 scuole in Lombardia, quasi un quarto in città. E farebbero anche sparire 5.677 posti da insegnante solo a Milano. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio comunale,

Nelle elementari senza grembiule "è una spesa in più per le famiglie" - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i grembiuli auspicati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Nessuna novità quindi per l'anno scolastico che avrebbe potuto cominciare all'insegna del nuovo look: nelle elementari del centro come in quelle della periferia, per il vestiario le abitudini non sono cambiate.SEGUE A PAGINA II.

Contrastate il governo senza paura ( da "Unita, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Via la Gelmini, non sa di cosa si parla". Nel messaggio di un'insegnante si legge: "La scuola è diventata lo specchietto per le allodole per far credere che si voglia investire in cultura". Molto sentite sono poi le questioni della sicurezza ("L'esercito è roba da fascisti", "La sicurezza è solo una scusa per tornare alla repressione fascista"

Il leader Pd attacca la Gelmini: Inganna gli italiani, non ci sarà più il tempo pieno Non c'è alcuna idea educativa dietro ai tagli ( da "Unita, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il leader Pd attacca la Gelmini: "Inganna gli italiani, non ci sarà più il tempo pieno" "Non c'è alcuna idea educativa dietro ai tagli".

Parte la campagna d'autunno del Pd Veltroni: I precari della scuola nel turismo? Siamo alla corrida . Mobilitazione anche su prezzi e salari ( da "Unita, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha avuto parole dure sulla rivoluzione del ministro Gelmini. "Dietro ai tagli non c'è alcuna idea educativa, ma solo una grande improvvisazione, che avrà conseguenze drammatiche". "Siamo alla corrida - dice il leader del Pd - se si pensa che i precari della scuola debbano essere riconvertiti al turismo.

Casta canta ( da "Unita, L'" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli esami calabresi della Gelmini, i bagni giannutresi di Fini, le marchette degli scalatori Alitalia e il ripristino berlusconiano degli aerei di Stato à gogò: nulla è cambiato, anzi molto è peggiorato. Ma il padrone della tv, con i Johnny Raiotta, i Mazza, i Fede, i Mimun al seguito, se le canta e se le suona.

Treni lumaca, è rivolta il pd contro il governo - antonio di giacomo ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: conto la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. "Stavolta Berlusconi deve avere il buon gusto - conclude Boccia - di risparmiarci l'umiliazione di un inutile show e delle solite favole sul Sud. Il premier ha tagliato i fondi per l'Adsl, per il dissesto di Taranto, per la ricostruzione del terremoto a Foggia e nel Molise, per la costruzione di collegi universitari a Bari,

Gli studenti contro i tagli "sos dalla scuola pubblica" ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestare contro i tagli del governo Berlusconi e del ministro Gelmini. All'entrata di scuola, alle 8, hanno distribuito materiale informativo e hanno discusso su come evitare che la riforma sulla scuola smantelli il sistema pugliese. "C'erano molti più ragazzi di quanti ce ne aspettassimo - ha detto Daniele Dimitri, uno dei rappresentanti dell'Uds - ed è stata una bella sorpresa.

Scuola, il pd contro la gelmini tre giorni di presìdi in tutta italia - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Scuola, il Pd contro la Gelmini tre giorni di presìdi in tutta Italia Iniziative anche sul carovita, e Cgil in lotta. Di Pietro: era ora. Roma, scuole a lutto MARIO REGGIO ROMA - Il Partito Democratico apre l'offensiva contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini.

L'ocse ci boccia, insegnanti pagati troppo poco ( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sotto osservazione - dopo l'annuncio del ministro Gelmini di voler tornare al maestro unico - i dati sulle elementari: le classi hanno un numero di alunni inferiore a quelle degli altri Paesi (18,4 studenti per aula), mentre il "tempo netto" di insegnamento è di 735 ore l'anno per maestro contro la media Ocse di 812 ore.

Federalismo, Pdl ancora diviso ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il dietrofront di Bossi sulla Gelmini è frutto anche delle rassicurazioni del Cavaliere al Senatur (i due si sono sentiti telefonicamente). Finora la strategia dell'elastico ha funzionato. DIETROFRONT SULLA SCUOLA Il leader leghista ritira le critiche alla Gelmini: "Meglio tanti insegnanti, ma costa troppo.

Spesa di qualità, scuola migliore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: apparente rigidità messa in campo dal ministro Gelmini. Oltre 800mila docenti sono tanti, forse troppi. Ma sono anche la conseguenza di un intreccio tra politica e sindacato che ha cogestito (gestisce ancora?) l'istruzione. Un asse che ha trasformato in oltre 150mila assunzioni i tagli di volta in volta annunciati negli ultimi dieci anni.

<Ecco perché da noi fatica a nascere una classe dirigente> ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini la vorrebbe abbracciare. A lei e all'Ocse "La sua riforma è lodevole, non c'è dubbio. Già da qualche anno ci si è mossi nella direzione giusta. Padoa Schioppa aveva tagliato 25 mila cattedre, ora Tremonti darà un'altra sforbiciata". Tanto i precari li mandiamo tutti a Ponte Vecchio o al Colosseo,

La protesta: in classe listati a lutto ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini La protesta: in classe listati a lutto ROMA - Quaranta scuole di Roma si vestono a lutto contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini (foto sopra). I docenti degli istituti, la maggior parte elementari, hanno raccolto l'invito dei sindacati di categoria a presentarsi il 15 settembre, primo giorno di scuola nella capitale,

L'Ocse: Italia peggio del Cile Poche lauree e prof malpagati ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ha apprezzato le parole di Bossi. Pace fatta nella maggioranza, ma contro i tagli si preparano a scendere in campo opposizione e sindacati. Il Pd prevede la chiusura di 4000 scuole, di cui mille in Padania. E Walter Veltroni annuncia una mobilitazione per il 26, 27 e 29 settembre, che culminerà con un'iniziativa che coinvolgerà cento città.

L'opposizione tra dialogo e prove di forza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Umberto Bossi e il ministro Gelmini: "La Lega sta capendo che la riforma della scuola comporterà la chiusura di tanti plessi, soprattutto nei piccoli comuni del Nord: in Lombardia, ad esempio, saranno interessate 232 scuole. è chiaro che la Lega è preoccupata. Ma c'è anche un problema più generale, cioè, sta iniziando ad emergere una autentica difficoltà del Governo su tanti temi,

<Che finiscano le esternazioni> ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 09-10 num: - pag: 10 categoria: BREVI "Che finiscano le esternazioni" 4 Due giorni fa il caso dello scontro tra Umberto Bossi e la Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi che interviene per non alzare il livello dello scontro. Poi lo sfogo: "Spero solo che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni".

Presto le nuove linee guida ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini annuncia la riforma di ordinamenti e classi di concorso Luigi Illiano ROMA "Dobbiamo investire nella qualità della scuola. Non è aumentando il numero delle ore o le risorse che si migliora la qualità. Puntiamo su una valorizzazione dei docenti e sull'avere un minor numero di ore di lezione, ma con un maggiore peso specifico"

Maestro unico, 40 scuole in lutto ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il nome dei bambini non fa rima con Gelmini"). Marconi, Trilussa, Gandhi, Giulio Cesare, Maria Grazia Cutuli, De Curtis, Fenoglio: sono solo alcune delle elementari mobilitate. Ma anche la media Salvo D'Acquisto, il comitato genitori di via Rugantino e i ragazzi di due superiori (Hertz e Artusi) avvieranno forme di lotta.

Gelmini bocciata da 40 scuole In lutto contro il maestro unico ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Protesta Nel mirino ci sono anche il grembiule per tutti e il voto in condotta Gelmini bocciata da 40 scuole In lutto contro il maestro unico Attacco alla riforma da lunedì prossimo nelle elementari Simonetta Salacone, preside della scuola elementare Iqbal Masih di via Ferraironi: "Occuperemo le aule, e molti ci dormiranno pure.

Veltroni porta in piazza il Pd Di Pietro applaude: era ora ( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impianto educativo del ministro Gelmini: "Il maestro unico riduce l'offerta formativa". Ma l'obiettivo sono le "contraddizioni " del governo, "diviso" (Pdl contro Lega) su temi importanti come federalismo e sicurezza. E lancia la sua "campagna d'autunno", con mobilitazioni in tutta Italia che culmineranno nella manifestazione del 25 ottobre a Roma,

Federalismo, domani la riforma in Consiglio ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fa dietrofront sulla Gelmini. Cota: "E' sbagliato considerarci un pericolo" Roma - "La questione va chiusa al più presto". Non ha dubbi Silvio Berlusconi e nelle sue tante telefonate della giornata lo ripete a più di un interlocutore. Che la Lega stia premendo sull'acceleratore per provare a dettare i tempi del federalismo fiscale è una cosa che non lo mette certo di buon umore (

Radio-governo sul web ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: esordio con la riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini e una campagna antipedofilia. La "radio" online è la versione audio dell'aggiornamento che finora veniva inviato soltanto in formato scritto agli 80mila iscritti alla newsletter. Il servizio sarà curato dalla redazione di 7 persone che si occupa del sito, visitato ogni mese da oltre 20 milioni di navigatori.

Spese folli, meno laureati del Cile L'Ocse boccia l'Università italiana ( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dati che per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini confermano l'analisi da lei fatta qualche giorno fa, in occasione della presentazione della sua riforma scolastica, e che la spingono a dire: "Dobbiamo investire nella qualità della scuola, ma non è aumentando il numero delle ore o di risorse che si migliora la qualità".

Roma, 13:21 - SCUOLA: GELMINI, IN ARRIVO CARTA ORO PER INSEGNANTI ( da "Repubblica.it" del 10-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

All'università per imparare come s'insegna la lingua italiana ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. E' il corso in didattica dell'italiano promosso dall'Università della Valle d'Aosta e dalla Sovrintendenza agli Studi per gli insegnanti. La frequenza dell'intero percorso prevede infatti il rilascio di un attestato che certifica il conseguimento di 15 crediti formativi universitari e l'attribuzione di 1 punto per le graduatorie permanenti dei docenti.

Pier Paolo Cervone ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sarà un anno scolastico tormentato. Soprattutto per la "restaurazione" voluta dal ministro Gelmini. Il ritorno al "maestro unico" nelle scuole elementari sta scatendando un putiferio. Ci saranno nelle prossime settimane agitazioni e scioperi. Sì, la scuola è partita.

Roma, la gelmini fischiata al liceo - anna maria liguori ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma in che Paese ci troviamo se ai fischi di qualche contestatore al ministro Gelmini si risponde con l'intervento delle forze di polizia?". Sulla stessa linea l'Unione degli Studenti che ha annunciato assemblee e cortei nei prossimi giorni. Ma il ministro Gelmini non si ferma: "Cambierò la scuola media. C'è un deficit di formazione.

Meno ore e solo 4 anni la commissione fantasma studia le nuove superiori - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Solo chiacchiere di corridoio oppure è vero che il ministro Gelmini, assieme a Tremonti, intende mettere a dieta anche le scuole della secondaria superiore? Il ministero della Pubblica Istruzione smentisce: "Si tratta di un tema non all'ordine del giorno e che non è presente nelle proposte che il Ministero presenterà al Parlamento".

Liceo visconti gli studenti si dividono sulla didattica - viola giannoli ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annuncia una lettera al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Con tutti i programmi da affrontare e le problematiche dei giovani - dichiara De Luca - chiedo al ministro se il tema proposto al Visconti, "il valore rivoluzionario della gentilezza", sia adatto a un ginnasio e sia inerente alla formazione di uno studente".

Maestro unico sit in a montecitorio - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini incontrerà famiglie e docenti delle scuole anti-maestro unico del coordinamento capitolino "Non rubateci il futuro". "Ho invitato il ministro a un incontro che organizzeremo nel VI municipio dove il coordinamento è in mobilitazione - spiega l'assessore comunale alla Scuola Laura Marsilio - per parlare della riforma con le famiglie,

Sostegno, via ai risarcimenti ufficiali giudiziari nelle scuole - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non si ferma la mobilitazione dei precari napoletani finiti sotto la tagliola del ministro Gelmini. I posti di lavoro sono diminuiti di quasi 5 mila unità. Un dato che equivale a un'emergenza. Mentre per i piccoli disabili delle nostre scuole l'anno inizia con il risarcimento, a cui hanno diritto, per aver usufruito dell'insegnante di sostegno in ritardo o per meno ore del dovuto.

Il progetto gelmini per la restaurazione - franco buccino ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napoli IL PROGETTO GELMINI PER LA RESTAURAZIONE FRANCO BUCCINO l ministro Gelmini ha fatto conoscere in queste settimane ad ampi strati della popolazione concetti come compresenze, tempo pieno, organico funzionale, rete scolastica. Elementi importanti della nostra idea di scuola, e che noi non siamo riusciti a socializzare con molti.

"ingiusti i tagli degli insegnanti" - massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lastri attacca Gelmini: "Il 76% dei genitori chiede il tempo pieno" "Molti dei servizi che garantiamo alle famiglie rischiano di essere cancellati" La novità sono i menu che educano alla cucina vegetariana MASSIMO VANNI "Siamo preoccupati per un anno scolastico che inizia sotto il segno dei tagli annunciati dal ministro Gelmini.

Scuola, fumata nera all'incontro tra sindacati e ufficio scolastico ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivolta contro la riforma varata dal ministro Gelmini Scuola, fumata nera all'incontro tra sindacati e ufficio scolastico Quattordici sezioni delle materne non hanno maestri per garantire il pomeriggio Nessun accordo tra i sindacati della scuola e l'ufficio scolastico provinciale, le proteste contro i tagli vanno avanti e lunedì resta in agenda il sit-in convocato per le 15 in via de'

Scuola, tagliati 1400 prof dimezzati i corsi di lingua - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non sono i tagli del governo Berlusconi a destare preoccupazione e né quelli del ministro Gelmini a sollevare polemiche. "Le cattedre di lingua che sono state dimezzate - spiega Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - non sono altro che l'effetto dei tagli della finanziaria di Prodi, 1400 unità in meno nel giro di pochi mesi".

Napolitano difende la ricerca. E la Gelmini? ( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il primo settembre il Presidente della Repubblica ha inviato una lettera al ministro Gelmini per sollecitarle attenzione nei riguardi della ricerca scientifica. La lettera accompagnava un breve ma intenso documento elaborato nell'ambito della comunità di riferimento, risultato anche di appelli sottoscritti da migliaia di scienziati italiani (www.

Fischi per la Gelmini. E subito interviene la polizia La ministra contestata in una scuola romana. Gli agenti in borghese identificano chi protesta ( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, nell'occhio del ciclone da giorni che, impavida e sicura di sè, affronta una platea che già è scritto che, almeno in parte, le riserverà un'accoglienza non proprio amichevole. D'altronde se viene messo in discussione un posto di lavoro, anche se precario, non è che ci sia proprio da aspettarsi un'accoglienza amichevole.

Tea maisto ( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini". E sul fronte del maestro unico, una novità potrebbe venire dal Comune: "Si sta ragionando sulla possibilità di collocare gli insegnanti in esubero presso l'assessorato alla Scuola, nei servizi educativi e nelle iniziative sulla dispersione scolastica - spiega l'assessore Marsilio - ma è una possibilità da verificare in merito alla disponibilità di bilancio e anche perché

La crisi del turismo, le colpe degli operatori ( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforme nella scuola di Mariastella Gelmini; penso al lavoro di altri ministri, da Maurizio Sacconi a Giulio Tremonti, passando per Sandro Bondi. Tutto questo, sinceramente, al Turismo non è avvenuto. E - pur senza infierire sulla Brambilla, a cui spesso abbiamo riconosciuto alcuni indubbi meriti - certo non è bellissimo che gli interventi più significativi firmati nel mese di agosto (

RITORNA LA PAURA DEI MONTI DESERTI ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei paesi delle vallate e chiede un incontro con il ministro Gelmini, c'è una mostra fotografica in dieci luoghi di Aosta che interpreta, appunto, che cosa possa essere inteso per deserto montano. Quello delle guerre, dell'anima, dell'abbandono. A tutto ciò si aggiunge la crisi del turismo, i costi spaventosi per mantenere gli impianti di sci, le riserve d'acqua per l'innevamento.

Bondi: <Il Pdl vera sfida politica Non si ceda a logiche diverse> ( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Guardi, la direzione intrapresa dal ministro Gelmini è quella giusta: credo che il suo sia il tentativo più deciso di eliminare definitivamente la cultura sessantottina tornando al criterio della meritocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Nella scuola più che i fondi manca la concorrenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, finalmente va nella direzione giusta: meno insegnanti ma pagati meglio. Un suggerimento: anche differenze retributive in funzione del costo della vita locale. Il divario nel costo della vita tra Milano e la Calabria supera il 30%. Questo significa che lo stesso salario nominale è, in termini reali,

Amato e la commissione: un'ossessione ridicola ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Amato approfitta di un accenno alla possibilità di dialogare col ministro Maria Stella Gelmini per lanciare il suo messaggio: "Dialogare vuol dire parlare civilmente, non trovarsi sempre d'accordo perché non si può parlare solo con chi la pensa come noi". Amato fa riferimento alla storia italiana: "Gli ultimi quindici anni di vita parlamentare hanno cancellato la civiltà.

Fischiano la Gelmini gli agenti li identificano Il Pd: un'intimidazione ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Scuola Test di Odontoiatria: c'era una domanda errata Fischiano la Gelmini gli agenti li identificano Il Pd: un'intimidazione Il ministro rilancia: cambierò le Medie Un piccolo gruppo di precari ha urlato "Vergogna" al titolare dell'Istruzione durante la presentazione di un libro in un liceo di Roma. Poi l'intervento degli agenti in borghese.

Le idee ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini: una scelta molto contestata, ma che "risponde ad un'esigenza pedagogica. Il bambino nei primi anni della scuola ha bisogno di avere nel maestro un punto di riferimento- ha dichiarato il ministro -. La scuola non è uno stipendificio, il maestro unico alle elementari oltre ad avere una motivazione pedagogica serve anche a eliminare gli sprechi e a ridurre gli organici"

Nelle scuole più che i fondi manca la concorrenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'opposizione dovrebbe aiutare Gelmini in questo tentativo, anche se finora è stato illustrato solo a parole (a cui si spera seguano i fatti). Invece il Pd, tramite il suo leader Walter Veltroni, si è chiuso in una critica vecchia e stantia sulla riduzione degli stanziamenti per la scuola.

<Rom in aula, coinvolgeremo i genitori> ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore nell'incontro con la ministra Gelmini (fischiata) Dario Nanni (Pd): "L'assessore fa la portavoce del ministro. Ma intanto alcune scuole di periferia rischiano di non aprire" Una campagna informativa per dimostrare che la scuola non è in lutto. Iniziative sulla mobilità che valorizzino le competenze degli insegnanti.

Odontoiatria, test di accesso con errore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostiene il dicastero di Mariastella Gelmini, "non incide sulla par condicio dei concorrenti, rimanendo identica la loro posizione ai fini dell'attribuzione del punteggio ". Per il resto risultati senza anomalie. Per Odontoiatria in tutta Italia solo tre studenti hanno superato quota 70 (il primo classificato di Bologna e i primi due di Napoli Federico II).

Ughi per Roma ( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione però è la Gelmini, che ha parlato di grembiuli alle elementari ma non di musica. "Come dice il Vangelo, bussate e vi sarà aperto. L'importante è non desistere". Lei è intervenuto spesso sull'acustica delle sale italiana: si sente poco e male. Come trova quella del Parco della Musica?

Gelmini: Cambierò le medie ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che esegue". Ma quello sulla scuola media non è l'unico annuncio fatto ieri da Gelmini. Il ministro ha parlato di una "carta oro" per gli insegnanti che garantisca "agevolazioni per l'accesso ai servizi culturali ". Per il progetto Gelmini auspica il contributo dei privati: "Fanno bene aziende e banchea sponsorizzare le squadre di calcio ma diano una mano anche alla scuola"

Protesta anti-Gelmini Ieri Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola hanno messo a punto un piano di assemblee ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

A chi fa comodo il disastro della scuola ( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da quello che sento in giro dai miei amici professori, a Mariastella Gelmini non andrà di lusso come sembrava sulle prime in tutte le (belle) interviste e copertine che la ragazza di Brescia s'è meritata. Voti, condotta, maestro unico. Tutte cose sacrosante. Per questo il comitato antifascista prepara grandi festeggiamenti.

Bondi: "Il Pdl vera sfida politica. Non si ceda a logiche diverse" ( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Guardi, la direzione intrapresa dal ministro Gelmini è quella giusta: credo che il suo sia il tentativo più deciso di eliminare definitivamente la cultura sessantottina tornando al criterio della meritocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

"Più rigore, chi rompe paga" ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E i mezzi voti? "Sì nelle valutazioni in itinere, no ovviamente in pagella. E no comunque ai + e -". Quanto al comportamento, anche nelle fasce più basse di età i presidi sono favorevoli al rigore. I casi di infrazione ricorrente? Dice Montobbio: "Uso del cellulare, dimenticanze di libri, diverbi tra compagni".

Nell'Astigiano rischia un maestro su tre ( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Più che semplici timori per gli addetti ai lavori critici verso il ministro Maria Stella Gelmini con tagli e riforme annunciate che sembrano destinate ad alimentare un "autunno caldo". Maestro unico alle elementari, riduzione complessiva del tempo scolastico alle Medie e nelle Superiori gli interventi che avranno una pesante incidenza sulla scuola nell'Astigiano.


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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (27 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni fabio: L'intervento di Silvia mi pare chiarisca bene la questione. Chi nella scuola ci vive e lavora sa bene di... Alberto Taliani: per Costantino: è vero,i politici, non solo in Italia, tengono conto dei sondaggi ma fino a un... Filippo: Marco dice: "Per non parlare del fatto che le scuole cercano di attirare iscritti sbandierando le alte... costantino: Considerato che Berlusconi dà molta importanza ai sondaggi credo sia necessario oltre che opportuno che... silvia: Scuola a Tempo Pieno ,non e' solo questione di posti di lavoro!!! E' ora di smetterla di pensare... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Air France: "Siamo interessati a una quota minoritaria in Alitalia"Cheney: la Georgia nella Nato. Mosca: basi in Ossezia e AbkhaziaScuola, allarme Ocse: l'Italia paga poco i prof Meno laureati del CileSalerno, ordigno bellico: 5mila sfollati per 6 giorniBrunetta: nel 2007 consulenze per 1,35 miliardiFrana in Cina: 34 morti e centinaia di dispersiSu "Facebook" vince Obama ma McCain è in testa nei sondaggiCassazione: in carcere chi insegue auto con telepass per non pagareDa domenica addio estate Temperature giù di dieci gradiLa procura russa blocca South Park Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (2) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'affondo leghista irrita il premier "non mi faccio dettare l'agenda da voi" - claudio tito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

L'affondo leghista irrita il premier "Non mi faccio dettare l'agenda da voi" Rinviato il vertice. "Umberto capirà, si va avanti ma con calma" Ici, Irpef e servizi essenziali i punti del testo Calderoli che non convincono il Pdl CLAUDIO TITO ROMA - "Il federalismo si farà, ma con calma". Silvio Berlusconi è più infastidito che irritato. Gli "strappi" della Lega, infatti, lo indispettiscono. A suo giudizio rappresentano "un colpo" alla coesione della maggioranza. Vuole allora risolvere la "grana federalista" spendendosi in "prima persona": "parlerò io con Umberto, e risolviamo tutto. Altrimenti va a finire che domenica prossima chi sa che succede". Quando cioè si chiuderà la tradizionale manifestazione leghista sul Po. Dietro il braccio di ferro sulla riforma più cara a Bossi, però, c'è qualcosa di più di un semplice tira e molla tra alleati. è in gioco lo spazio politico del Pdl e del Carroccio nei prossimi due anni. Il periodo, ossia, che porterà alla competizione europea del prossimo anno e alle regionali del 2010 (il Senatur punta alle presidenze di Lombardia e Veneto). Non a caso nella scaletta temporale che i lumbard hanno sottoposto al premier, il riferimento alle prossime scadenze elettorali è chiarissimo: approvazione entro dicembre della legge delega sul federalismo fiscale e varo dei decreti attuativi all'inizio dell'anno prossimo. Ossia alla vigilia della consultazione per Strasburgo. Un percorso a tappe serrate che ieri mattina il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, ha ribadito al Cavaliere nel viaggio in aereo tra Milano e Roma. Un'ora trascorsa - presente anche Giulio Tremonti - a parlare quasi esclusivamente delle richieste leghiste. Un'insistenza, però, che Berlusconi non ha gradito. Non per niente il vertice fissato per ieri sera è slittato a stasera. "Non mi faccio dettare i tempi e l'agenda", ha spiegato a tutti coloro con i quali ha parlato ieri pomeriggio. Vuole prendere tempo. Rallentare, anche se di poco, i ritmi imposti da Bossi. E soprattutto evitare che a maggio la campagna elettorale europea venga concentrata sul federalismo. Un'ipotesi che metterebbe in difficoltà il neonato Pdl, in particolare nelle regioni meridionali. Per Berlusconi, la coalizione sarebbe troppo "concentrata" sulla Lega. Senza contare che il programma di Palazzo Chigi per i prossimi sei mesi potrebbe "creare qualche difficoltà di calendario al federalismo". "Avremo tante cose da fare", ripete il capo del governo. Basti pensare che la riforma della giustizia, all'ordine del giorno del consiglio dei ministri di domani, avrà un percorso lungo. Un modo, insomma, per dire che le istanze bossiane potrebbero non essere esaudite entro la primavera. "Il federalismo si farà, ma con calma". Nello stesso tempo esistono dei nodi piuttosto intricati sul merito del provvedimento. Gli esperti del Pdl, infatti, si sono concentrati su quattro punti che a loro giudizio necessitano di una "verifica" perché rischiano di compromettere le regioni meridionali. La "perequazione" tra regioni deve essere verticale e non orizzontale: ossia deve essere lo Stato a garantirla . La regionalizzazione dell'Irpef e l'assenza nel testo Calderoli di una indicazione precisa sui livelli essenziali dei servizi. E infine l'Ici. L'attribuzione della soglia di tassazione ai comuni rischia di essere un sinonimo dell'imposta sugli immobili: "questo punto - ha avvertito anche Berlusconi - va assolutamente cancellato". Una "verifica di merito", dunque, che probabilmente impedirà all'articolato di essere approvato al consiglio dei ministri di domani. "Però - è la linea di Berlusconi - non voglio che il confronto degeneri. Farò in modo che non si trasformi in uno scontro. Ho già avuto assicurazioni da Bossi su questo". La paura di Palazzo Chigi è concentrata sulla manifestazione "padana" che inizierà venerdì e finirà domenica a Venezia. Il premier sta cercando soprattutto di non offrire il pretesto a Bossi di "esplodere" nel comizio sulla laguna. Ieri, allora, oltre all'incontro con Calderoli e Tremonti, il Cavaliere ha parlato al telefono direttamente con il ministro delle riforme. E stasera lo riceverà a Palazzo Grazioli al suo rientro da Londra. Il presidente del consiglio riferirà le perplessità di buona parte del Pdl ma assicurerà che lo slittamento non sarà eccessivo. E comunque gli offrirà una sponda da utilizzare, appunto, a Venezia: il provvedimento verrà discusso alla riunione di governo di domattina. Riceverà un avallo di massima che il segretario leghista potrà sventolare alla manifestazione sul Po. Una sorta di armistizio che con ogni probabilità dovrà affrontare subito due test. Il primo sarà la riforma della giustizia. E il secondo la riforma organica della Scuola. Che il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, dovrebbe presentare nei prossimi giorni. "Ma - fa sapere il Cavaliere - non voglio più le punzecchiature di questi giorni".

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Quanto ci piace l'apocalisse - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

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Commenti QUANTO CI PIACE L'APOCALISSE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono infatti loro che in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, stanno sottoponendo il pianeta all'accanimento epistemologico, vale a dire alla verifica del big bang. Secondo informazioni di primissima mano sappiamo che sulla terra che è scappata dalla terra mancherebbero soltanto i mutui e gli affitti da pagare, Bossi, Carfagna e Gelmini, i piatti da lavare, il mal di testa e le partite di calcio. E che il resto si vedrà. Di sicuro non ci può essere nuovo mondo senza fine del mondo. Anche gli Stati Uniti nacquero per scappare dalla guerra tra Cristo e antiCristo che in Europa annunziava appunto la fine del mondo. L'America fu il buco nero dei padri pellegrini, la rigenerazione dell'umanità. Comunque sia, voi che state leggendo questo articolo, per favore, non dimenticate il cielo. Ogni tanto alzate gli occhi per vedere se lassù, senza chiasso, il sole non si stia spegnendo o al contrario non si stia espandendo. Non è infatti detto che il big bang venga avvertito con un rumore, potrebbe trattarsi di uno scuotimento convulsivo silenzioso. E dunque la fine del mondo potrebbe anche essere piacevole, come un nirvana, un'interruzione di coscienza appena percettibile, un sogno. Se invece foste morti e non poteste leggerci, se domani non sarà insomma un altro giorno, ebbene allora sarebbe stata un'eutanasia o meglio una 'autanasia', non un suicidio per mettere fine alla sofferenza, ma un suicidio per gioco scientifico, per un'esplosione che non serve a nulla se non a provare un'ipotesi cosmologica. Non è la prima volta che viene annunziata la fine del mondo. Anzi, si può dire che la storia del mondo è piena di fini del mondo, ma certo questa sarebbe la prima fine del mondo tutta umana, una fine del mondo laica e secolare, senza sacre scritture, senza Dio e senza religioni, innescata in laboratorio, senza paradisi inferni e purgatori, senza giudizio universale in ordine alfabetico, ma anche senza l'angoscia delle processioni dell'ultimo giorno e delle utopie millenaristiche, senza esegesi bibliche o riscoperte di testi aramaici. Convinti che ci sia un rapporto stretto tra la scienza e le convinzioni più bizzarre, tra i miti e le scoperte scientifiche, tra, per esempio, l'eliocentrismo copernicano e l'eliocentrismo precristiano..., convinti insomma che l'oscurantismo sia alla base del sistema solare o, se volete, che il sistema solare legittimi i miti oscurantisti, siamo tutti qui ad aspettarla davvero questa fine del mondo da 'Large hadron collider' che un gruppo di scienziati ha messo in moto e che un altro gruppo di scienziati vanamente ha cercato di fermare. Entrambi sono ossessionati dalla fine e dal cominciamento, proprio come lo erano gli antichi movimenti spiritualistici e millenaristici. Gli scienziati insomma hanno sostituito l'atomo alla preghiera. Sono loro i nostri stregoni, credono nella fine del mondo un po' come Keplero che, grande scopritore dell'orba ellittica del pianeta, era, in realtà, un mistico del numero. Credeva nella perfetta geometria di Dio, descriveva i demoni e i mostri lunari ma proprio la sua passione oscurantista per la geometria gli fece prefigurare lo studio dei cristalli. Notò infatti che "ogni volta che smette di nevicare i primi fiocchi di neve prendono la forma di un asterisco a sei angoli. Perché non a cinque e neppure a sette angoli?". E si sa che Voltaire decapitava lumache e che Spallanzani passò la vita ad amputare rospi. E se il fisico Charles Wilson non fosse stato un fanatico delle nuvole al punto di cercare di fabbricarle in laboratorio mai avrebbe messo a punto, senza volerlo, quel sistema per trattenere le particelle elementari che gli fruttò il Nobel. Ecco: se non fossero fanatici della fine del mondo, "alla ricerca della particella di Dio" come ha appunto dichiarato James Gillies, il portavoce del Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra, i nostri scienziati non avrebbero creato l'appuntamento odierno con l'Apocalisse. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", ha affermato il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University. Insomma oggi 10 settembre 2008 abbiamo la prova finale che la scienza è il prodotto del suo contrario e che il progresso scientifico è fatto più di buio che di luce. Come sosteneva Leo Szilard, uno dei padri della bomba atomica, grande amico di Fermi e di Einstein. Nel 1963 Szilard abbandonò la scienza e cercò di convincere un miliardario americano a finanziare con trenta milioni di dollari all'anno una Fondazione per riunire i più grandi scienziati della Terra. Divisi in dieci comitati di dodici sapienti, essi avrebbero dovuto usare la scienza per fermare la scienza o quanto meno per ritardarla, ritardando così il ritorno delle tenebre e la nostra fine. E dunque, se l'anello gemello all'altro capo del buco nero fosse solo una balla, oggi nessuno di noi potrebbe testimoniare che il povero Szilard aveva ragione. Bang.

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Tempo pieno a rischio per 5 mila classi - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Tempo pieno a rischio per 5 mila classi Scuola, rivolta contro la Gelmini: "Drappi neri sui muri delle elementari" Il comitato: sit-in a Montecitorio Veltroni: "Così il ministro inganna le famiglie" TEA MAISTO Quasi cinquemila classi di tempo pieno a rischio, a Roma e nel resto del Lazio, a partire dal prossimo anno scolastico. A lanciare l'allarme è l'assessore regionale all'Istruzione Silvia Costa: "Nel Lazio le classi elementari a tempo pieno sono 4.962. Tutte queste saranno messe in discussione il prossimo anno con l'introduzione del maestro unico previsto dal decreto del governo. In 30 anni nessun ministro si è mai sognato di cambiare un regolamento con un articolo di legge. Tra l'altro la scuola elementare era l'unica che non doveva essere destabilizzata". Ma anche se il provvedimento del ministro non andasse a toccare il tempo pieno, dalla Regione avvertono che i problemi non sono finiti. "Prendo atto delle rassicurazioni del ministro Gelmini sul fatto che non saranno toccate le classi a tempo pieno. Resta comunque il fatto che nelle oltre tremila classi elementari a tempo modulare esistenti nel territorio del Lazio, il taglio di un insegnante ogni due classi (oggi ci sono tre insegnanti per due classi, ndr) produrrà estremi disagi, una riduzione molto forte del tempo scuola e, soprattutto, un impoverimento dell'articolazione dell'offerta educativa rivolta ai bambini". Intanto insegnanti e famiglie sono sul piede di guerra già da alcuni giorni. Il comitato "Non rubiamo il futuro ai nostri figli" a cui hanno già aderito 40 elementari della Capitale, per protesta propone per il primo giorno di scuola, lunedì prossimo, di esporre drappi neri all'entrata degli istituti e far indossare fasce nere al braccio delle sue maestre. Capofila della protesta è la Iqbal Masih (il bimbo pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile), l'istituto primario della Casilina che proprio a partire dal 15 settembre porterà avanti anche un'altra iniziativa: l'occupazione dell'istituto per una settimana con docenti e genitori. Lezioni garantite al mattino, incontro sulla riforma nei pomeriggi. Inoltre il comitato sta organizzando per domani un sit in davanti a Montecitorio. Ma non è finita: altre scuole stanno già avviando una raccolta di firme da mandare al ministero. La richiesta: bloccare la riforma. E il tema scuola sarà al centro di altre proteste durante l'anno scolastico. "Sarà un tema centrale della manifestazione del 25 ottobre. Ma già il 26-27 e 29 settembre saremo impegnati davanti alle scuole di tutta Italia per incontri con le famiglie e gli insegnanti", ha annunciato Walter Veltroni, segretario del Pd ed ex sindaco di Roma. "Non c'è nessuna visione strategica dietro una politica dei tagli che avrà conseguenze". Aggiunge Veltroni: "Io preferisco un ministro che dice "ho preso queste decisioni, ma ci saranno questi problemi" a una che dice "non succederà nulla". Così la Gelmini inganna le famiglie". E il segretario del Pd spiega anche come: "Per prima cosa - osserva - ci sarà la sostanziale conclusione o almeno la forte riduzione dell'esperienza del tempo pieno. Perché, a parte le promesse del ministro, quel che avverrà sarà che i bambini dovranno uscire di classe a mezzogiorno e mezzo. E a pagare il prezzo di questo saranno in primis le donne, come sa ogni donna che lavora e ha dei figli. Sono sempre loro le prime a pagare la riduzione dei servizi".

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Il caso visconti finisce in parlamento il pd: il ministro mandi gli ispettori - viola giannoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Mentre preside e professori replicano alla lettera della madre di un'allieva: "Non siamo selettivi" Il caso Visconti finisce in Parlamento Il Pd: il ministro mandi gli ispettori VIOLA GIANNOLI Scoppia la polemica al liceo Visconti. Dopo la lettera pubblicata da "Repubblica" in cui Rita Rossi, madre di una studentessa del liceo romano, accusava gli insegnanti di essere "privi di qualunque slancio pedagogico", arrivano le repliche. Il preside Rosario Salamone fa quadrato attorno ai docenti e respinge ogni critica. Mentre il Pd, con Roberto Giachetti, attacca: "Perché il ministro Gelmini non invia gli ispettori al Visconti?". "Sono amareggiato - commenta Salamone - dalla lettera di questo genitore. Capisco la sua delusione, ma non accetto le accuse rivolte alla scuola". è uno, in particolare, il passaggio della lettera che non va giù al dirigente scolastico: "Non è vero che la nostra scuola è "selettiva, quasi inarrivabile" per avere maggior prestigio. Abbiamo organizzato molti corsi di recupero, per un totale di 1200 ore. E da parte nostra c'è sempre stata la volontà di aiutare gli studenti. Il Visconti rientra nella media nazionale: su 157 rimandati a settembre, solo 7 sono stati bocciati per evidenti lacune non colmate durante le vacanze". Anzi, proprio la riforma Fioroni, che ha reintrodotto la sospensione del giudizio al posto dei debiti formativi, è per Salamone un indice di serietà. "Il liceo - prosegue il preside - deve valutare le competenze degli studenti. E con il nuovo metodo scolastico emergono le difficoltà di coloro che non riescono a reggere il ritmo di un corso di studi impegnativo come il liceo classico". Rincara la dose la vicepreside Marina Michesi che non accetta chi "fa carte false per entrare in un istituto prestigioso e poi getta fango quando i risultati non corrispondono alle aspettative". Taglia corto il preside Salamone anche sul tema proposto ai ragazzi che nella lettera veniva definito "complesso e pretenzioso": "è un titolo bellissimo "il valore rivoluzionario della gentilezza"". Quanto alla "gentilezza nell'insegnamento" Salamone replica: "Si basa sull'affetto l'insegnamento didattico? Non siamo noi che dobbiamo sostituirci ai genitori. Anzi, spesso le carriere degli studenti sono condizionate da scelte sbagliate da parte delle famiglie che non si accorgono dei limiti dei propri figli". Non la pensano così i diretti interessati. Rita Rossi come tanti altri che per ora preferiscono non esporsi, ma parlano di "severità fine a sé stessa", "inumanità", "dittatura dei professori". E plaudono all'iniziativa del deputato Pd Roberto Giachetti che in un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini chiede un'ispezione al Visconti. "Siamo - dice Giachetti - di fronte al fallimento della missione educativa e formativa dell'istituzione scolastica. Una scuola che abbandona gli studenti costringendoli a lezioni private, ha dimenticato il significato della parola insegnamento".

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Precari in corteo "tagli distruttivi" - giusi spica (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo La protesta Precari in corteo "Tagli distruttivi" GIUSI SPICA Sono scesi in piazza per dire no a quello che definiscono "lo smantellamento del sistema della scuola pubblica statale". Più di 500 precari, tra docenti e personale Ata, hanno sfilato dal Giardino Inglese alla prefettura protestando contro i provvedimenti del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Chiedono l'immediata revoca del decreto legge che reintroduce il maestro unico, il ritiro dei tagli al personale docente, che in Sicilia significano 15 mila posti in meno in tre anni, e la completa revisione dei criteri di gestione delle assegnazioni provvisorie, penalizzanti - dicono - per i docenti precari. La manifestazione è stata organizzata dal coordinamento provinciale del Forum precari scuola e ha raccolto l'adesione dei sindacati di base. In alternativa al "progetto distruttore", i manifestanti offrono la loro formula per salvare dal collasso la scuola statale. Una serie di iniziative a difesa non solo della categoria ma anche delle finanze pubbliche, raccolte in un documento articolato in sei punti. Tra le proposte, la possibilità per gli insegnanti rimasti senza incarico di offrire servizio di accoglienza, doposcuola e altre attività, finora affidate a specialisti esterni mediante i cosiddetti Pof (Piani di offerta formativa) che strappano ogni anno risorse per sei miliardi di euro. "Veri e propri progettifici", accusa Rosalinda Gianguzzi, una delle promotrici del corteo. In prima fila gli insegnanti della scuola elementare. "Il modello gentiliano del maestro unico è anacronistico e anti-pedagogico - dice Venere Anzaldi, rappresentante dei Cobas scuola - è solo un meschino escamotage per ridurre le spese, non un modo per riqualificare la scuola". Gli insegnanti denunciano inoltre che la riduzione del personale docente e Ata comporterà la formazione di classi con più di 35 alunni, la scomparsa del tempo pieno alle elementari e la chiusura di migliaia di scuole di frontiera. Sono agguerriti i "precari di professione", con alle spalle anche quindici anni di gavetta. "Le proposte del ministro rispondono solo a logiche economiche e danneggiano la qualità della formazione", punta il dito Leonardo Alagna, "precario doc", come ama definirsi dopo dieci anni di instabilità e corsi di specializzazione. A sostegno dei precari sono scesi in piazza anche i genitori degli studenti disabili, che in seguito alla drastica riduzione degli insegnanti di sostegno rischiano di non ricevere nemmeno l'assistenza di base, dopo che già l'anno scorso si erano visti decurtare le ore speciali da diciotto a nove. Per mercoledì 17, primo giorno di scuola, i sindacati annunciano una manifestazione alle 10 davanti all'ufficio scolastico regionale, in via Praga.

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Tagli, rivolta in lombardia "chiuderanno 200 scuole" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

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Pagina VI - Milano Tagli, rivolta in Lombardia "Chiuderanno 200 scuole" Il Pd: "Il settore pubblico verso lo sfacelo" FRANCO VANNI Parte da Milano la protesta del Pd contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Volantinaggi, dibattiti e presidi contro i tagli che, secondo il Partito democratico, porteranno alla chiusura di 232 scuole in Lombardia, quasi un quarto in città. E farebbero anche sparire 5.677 posti da insegnante solo a Milano. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio comunale, annuncia: "Già dalla prossima settimana saremo davanti alle scuole per informare studenti e genitori dello sfacelo che sta subendo la scuola pubblica". La campagna milanese è un anticipo degli "Scuola day", i quattro giorni di protesta organizzati dal Pd in tutta Italia, dal 26 al 29 settembre. Una mobilitazione lanciata dal segretario Walter Veltroni, che questa sera sarà alla Festa democratica al Palasharp. "La protesta comincia qui perché la nostra città soffre da tempo della cattiva gestione della scuola da parte del centrodestra - dice Majorino - e lo dimostra il fatto che gli asili comunali abbiano cominciato le lezioni con una settimana di ritardo". La decisione di partire da Milano è stata presa dai vertici locali del Pd lunedì sera, dopo un incontro alla festa Democratica con Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione. Ad agitare il mondo della scuola milanese, due giorni dopo l'inizio delle lezioni, non sono però solo le proteste del Pd. Mentre prosegue fra i genitori delle elementari la raccolta di firme contro il ritorno del maestro unico e in difesa del tempo pieno (scelto dal 94% delle famiglie milanesi), esplode anche la polemica contro il grembiule, "consigliato" dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: Rifondazione comunista da lunedì distribuisce davanti alle scuole volantini che ritraggono un balilla in divisa. E oggi un gruppo di maestri alle elementari Riccardo Massa in via Brocchi, zona Gallaratese, si presenterà a lezione con grembiule e cravattino. Giovanni Del Genio, l'insegnante che ha lanciato la protesta, ne fa una questione di simboli: "La divisa è emblema di costrizione - dice - nel nostro istituto non l'abbiamo mai imposta, e non lo faremo certo adesso". Una polemica spinta anche da Cgil Scuola, che in questi giorni distribuisce un volantino in cui il grembiule è definito "un nostalgico spot di facile consenso".

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Nelle elementari senza grembiule "è una spesa in più per le famiglie" - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Nelle elementari senza grembiule "è una spesa in più per le famiglie" LAURA BELLOMI Suona la campanella e i bambini si precipitano fuori dalle classi. Calzoncini, qualche pantalone lungo per i più grandicelli di quarta e quinta e le immancabili magliette colorate. Pochi, pochissimi, i grembiuli auspicati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Nessuna novità quindi per l'anno scolastico che avrebbe potuto cominciare all'insegna del nuovo look: nelle elementari del centro come in quelle della periferia, per il vestiario le abitudini non sono cambiate.SEGUE A PAGINA II.

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Contrastate il governo senza paura (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Contrastate il governo senza paura" Alla fine della Festa di Firenze è rimasto un muro zeppo di bigliettini. Pizzeria "Democratica e cotta a legna", volontari di Sesto Fiorentino. Quel piccolo tazebao chiamato "PDicci la tua..." è un memorandum con le opinioni della gente sul Pd e su scuola, sicurezza, pensioni, magistratura, primarie. Uno strumento prezioso per un partito dove i dirigenti, come ha detto Walter Veltroni, devono darsi da fare, discutendo di meno e stando di più tra la gente. Il messaggio che arriva dalla base è chiaro: "Smettiamo di litigare per le poltrone. Questo era il vecchio partito", recita un messaggio. E ancora: "Le poltrone vanno messe in discussione". Chiedono vicinanza della politica: "Basta battibecchi. Non chiudiamoci nei Palazzi, ma usciamo a parlare con la gente": "È necessario radicarsi sul territorio"; "Evitiamo cappe che garantiscano vecchi apparati". Il tema dell'unità è tra quelli più sentiti: "Speriamo di costruire un partito unito e non dare la precedenza alle associazioni/correnti", mentre un tale che si firma "l'ultimo compagno" è laconico: "Bisogna essere tutti come D'Alema". Poi ci sono i temi nazionali. A partire dalla scuola. "La falsa soluzione: grembiulini e voto in condotta; la vera soluzione: più risorse alla scuola pubblica". "Via la Gelmini, non sa di cosa si parla". Nel messaggio di un'insegnante si legge: "La scuola è diventata lo specchietto per le allodole per far credere che si voglia investire in cultura". Molto sentite sono poi le questioni della sicurezza ("L'esercito è roba da fascisti", "La sicurezza è solo una scusa per tornare alla repressione fascista") e delle pensioni ("Devono essere rivalutate, anche quelle medie"). L'azione del governo preoccupa, la gente vuole un'opposizione "vigile", "dura" e "senza paura". "Diciamo la nostra con energia" scrive Antonio. E se non mancano le critiche (un gruppo di "militanti di Piegaro" esorta Veltroni: "stai portando i vecchi Ds ad allontanarsi dal voto e dalle sezioni e da fortemente politicizzati a qualunquisti") c'è anche chi condivide la linea del segretario: "Caro Veltroni, togliti dalle scatole tutta la zavorra e vai avanti per la tua strada. Non ti curare di loro: guarda e passa".Francesca Padula.

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Il leader Pd attacca la Gelmini: Inganna gli italiani, non ci sarà più il tempo pieno Non c'è alcuna idea educativa dietro ai tagli (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il leader Pd attacca la Gelmini: "Inganna gli italiani, non ci sarà più il tempo pieno" "Non c'è alcuna idea educativa dietro ai tagli".

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Parte la campagna d'autunno del Pd Veltroni: I precari della scuola nel turismo? Siamo alla corrida . Mobilitazione anche su prezzi e salari (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Parte la campagna d'autunno del Pd Veltroni: "I precari della scuola nel turismo? Siamo alla corrida". Mobilitazione anche su prezzi e salari di Bruno Miserendino/ Roma SI PARTE con lo scuola-day, alla fine di settembre, che chiuderà tre giorni di iniziative in tutta Italia, il 26, 27 e 29, con sit in, assemblee e manifestazioni. Ma poi, a ottobre, toccherà alle altre emergenze del paese, prezzi, salari, mezzogiorno. Eccola la campagna d'autunno del Pd. Veltroni aveva suonato la carica a Firenze, ("meno autoanalisi, più lavoro tra la gente per spiegare le magagne del governo Berlusconi"), ieri il coordinamento ha formalizzato le tappe della mobilitazione, che vedrà impegnato tutto il partito in vista della manifestazione del 25 ottobre. "Big compresi", assicura Fioroni. Insomma, ci saranno tutti, davanti a supermercati, fabbriche, scuole, luoghi di lavoro, per spiegare che a parte gli annunci il governo sta facendo molto poco oppure, come nel caso della scuola, danni gravi. Veltroni è convinto: "Lo scenario politico è in evoluzione, e dietro ai litigi nella maggioranza ci sono assetti di potere importanti...". Nessuno nel Pd prevede divisioni clamorose nella maggioranza, ma le tensioni di questi giorni su federalismo, Ici, scuola, sicurezza, indicano problemi reali. "Loro fanno spot, ma governare è diverso da fare annunci, non basta far girare gli elicotteri...". Veltroni attacca su vari fronti, compresa la vicenda del braccialetto elettronico in cui vede "un vero indulto mascherato". L'affermazione provoca l'aspra reazione della Destra, (e il primo plauso di Di Pietro da diversi mesi). Ma il segretario attacca soprattutto sul tema scuola, il primo "disastro" che i cittadini stanno già toccando con mano. Ieri il segretario, prima di andare a Spoleto e Terni a chiudere due feste democratiche, in cui ha attaccato sia il governo che Di Pietro ("fa l'opposizione che piace a Berlusconi"), ha avuto parole dure sulla rivoluzione del ministro Gelmini. "Dietro ai tagli non c'è alcuna idea educativa, ma solo una grande improvvisazione, che avrà conseguenze drammatiche". "Siamo alla corrida - dice il leader del Pd - se si pensa che i precari della scuola debbano essere riconvertiti al turismo...". Il succo è che per il Pd la cura Tremonti-Brunetta-Gelmini porterà alla sostanziale fine del tempo pieno (con problemi angosciosi e costosi per le famiglie), alla chiusura di scuole in molti piccoli centri, (ed è questo che al nord preoccupa la Lega ndr), a un aumento dei costi di trasporto per gli enti locali, a un probabile aumento dell'abbandono scolastico. Le donne, insegnanti e madri, subiranno i danni più gravi di questi tagli, chiosano in una conferenza stampa il segretario, Beppe Fioroni, Maria Pia Garavaglia, Pina Picierno e Maria Coscia. Per non parlare del danno formativo: "Col maestro unico si accaniscono sul frammento che funziona meglio, e si taglia nel comparto da cui dipende il futuro del paese, nell'unico luogo in cui due bambini di diversa estrazione sociale possono avere le stesse opportunità. È vero - dice Veltroni - che la scuola non è un ammortizzatore sociale, però un valore sociale lo è...". Il leader del Pd attacca direttamente il ministro: "Lei è l'ultima che può parlare di merito, visto che ha scelto di fare l'esame dove era più facile, e sta ingannando i cittadini, dicendo che non cambierà nulla". Conclusione: tagliare la spesa è necessario, ma partire dalla scuola, in questo modo, è la cosa più sbagliata visto che oltretutto la spesa è nella media Ue ("hanno fornito dati falsi", dicono al Pd). Insomma l'allarme è pesante: "Attenzione - dice Maria Pia Garavaglia - bisogna capire cosa sta accadendo, non ci sarà la più la scuola di tutti, ma la scuola classista di Berlusconi". Il problema principale del Pd, al momento è sempre lo stesso: "farlo capire", bucare il muro di consenso di cui gode il governo grazie anche, sono convinti i democratici, alla compiacenza dei media. L'idea è che quando si andrà a parlare davvero con la gente, dei temi veri, la nebbia si diraderà. Per Fioroni, che ha fatto il punto del tesseramento ieri alla riunione del coordinamento il partito c'è, e si ritroverà unito in questa campagna d'autunno. Il tesseramento procede, sono già state consegnate alle strutture del Pd le prime 500mila tessere, le altre 500mila sono in corso di stampa. Il calendario della mobilitazione è in gran parte stabilito: si comincia con la scuola, il 26 e 27 settembre, con una manifestazione cui parteciperà il segretario, il 29 a Roma. Poi sarà la volta del caro vita, davanti a mercati e supermercati, dal 3 al 6 ottobre. Chiusura da definire, sempre affidata al segretario, in un capoluogo del nord. Si passa poi ai salari, dal 10 al 13 ottobre, davanti a fabbriche e luoghi di lavoro. Il segretario toccherà il tema in un appuntamento a Milano il 13 ottobre. Ultimo appuntamento, prima del 25, dedicato al tesseramento con un occhio ai giovani dal 16 al 18 ottobre. Resta in agenda, ancora da definire, anche una manifestazione per il sud a Napoli. La tregua interna sembra reggere. Indicativa la risposta di Fioroni a una domanda: "Parisi vuole creare una lista dell'Ulivo? Ma quale Ulivo, nemmeno un bonsai può creare".

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Casta canta (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Marco Travaglio Ha ragione Simone Collini quando paragona il battage anti-Casta di un anno fa al silenzio di oggi. Ma Stella& Rizzo, o Beppe Grillo, non c'entrano: denunciavano allora, denunciano oggi. Gli esami calabresi della Gelmini, i bagni giannutresi di Fini, le marchette degli scalatori Alitalia e il ripristino berlusconiano degli aerei di Stato à gogò: nulla è cambiato, anzi molto è peggiorato. Ma il padrone della tv, con i Johnny Raiotta, i Mazza, i Fede, i Mimun al seguito, se le canta e se le suona. E chi non ha risolto il suo conflitto d'interessi, anziché piagnucolare, dovrebbe fare mea culpa. Anche perché finora, della Casta, si è sottolineato l'aspetto più superficiale, cioè i superstipendi, gli sprechi e gli status symbol. E non, invece, il tratto più profondo: la convinzione dei mandarini di appartenere a un club esclusivo, di essere diversi dagli altri, di non essere sottoposti alle leggi e alle regole. Che, com'è noto, valgono solo per gli altri. Le parole di Ottaviano Del Turco, intervistato da Repubblica, illustrano bene il fenomeno. La legge vigente affida al gip il compito di arrestare gli indagati che minaccino di ripetere il reato, e poi di interrogarli nell'"incidente probatorio" (che ha valore di prova al dibattimento). Ma ciò che vale per tutti i comuni mortali è, per Del Turco, inaccettabile. Infatti ha ricusato il gip, accusandolo di essere "prevenuto" contro di lui. La prova? Il gip ha espresso "giudizi di colpevolezza" nell' ordine di custodia. Oh bella: se il gip fosse convinto della sua innocenza, non l'avrebbe arrestato. Se l'ha arrestato è perché ­ come prevede la legge ­ ha ritenuto fondati i "gravi indizi di colpevolezza" addotti dai pm. Ogni giorno i gip esprimono giudizi di colpevolezza su migliaia di arrestati e poi li interrogano. Ma Del Turco è speciale: pretende un gip nuovo di pacca, magari convinto della sua innocenza. Perché? "Il gip De Maria ha sostenuto che il sottoscritto, dopo essersi dimesso da tutto, sarebbe ancora in grado di reiterare il reato e dunque deve continuare a esser privato della libertà" con gli arresti domiciliari. Ma dove sta scritto che le dimissioni dalla carica cancellano il pericolo di nuovi reati? Del Turco ammette poi, con la massima naturalezza, di aver chiesto udienza al Comando generale della Guardia di Finanza quando partirono le indagini sulla sua giunta: "Certo che volevo lamentarmi", perché gli inquirenti indagavano anche su "denunce anonime",mentre "io gli anonimi li ho sempre cestinati". Ma se un investigatore riceve un anonimo che fa i nomi di qualche assassino o di qualche tangentaro, perché non dovrebbe verificare se dice il vero o no? E quale cittadino comune potrebbe andare al Comando generale della Gdf per lamentarsi delle indagini a suo carico? Giusto Del Turco, che un comune cittadino non era, anche perché era stato ministro delle Finanze. L'ultima "prova" della prevenzione del gip citata da Del Turco è spettacolare: "Avevo chiesto di trascorrere due settimane in Sardegna con mia moglie. Mi è stato detto che era possibile, a patto che fossi sorvegliato giorno e notte". Ora, immaginiamo che sarebbe accaduto se un gip avesse concesso i domiciliari in Costa Smeralda a un normale detenuto accusato di aver rubato 6 milioni, con l'unica restrizione di qualche agente alle calcagna. Avremmo i giornali e i politici che strillano per il lassismo delle toghe rosse, che consentono la bella vita ai ladri. Se invece la stessa cosa accade per un mandarino della casta, accusato di aver rubato 6 milioni alla sanità pubblica, allora i giudici sono prevenuti. Da ricusare. Ora d'aria.

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Treni lumaca, è rivolta il pd contro il governo - antonio di giacomo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Bari Treni lumaca, è rivolta il Pd contro il governo "Puglia declassata": il caso in Parlamento Vico chiama il ministro, Bellanova parla di attentato, Boccia accusa Berlusconi ANTONIO DI GIACOMO è guerra contro gli Eurostar lumaca. Una battaglia che dal caso Trenitalia si spinge ad affrontare il nodo delle politiche del governo per la Puglia e il Sud. A dichiararla sono i parlamentari pugliesi del Partito democratico che hanno presentato ieri una interrogazione urgente al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, "chiedendo quali iniziative intenda adottare in relazione all'annunciato declassamento delle tratte ferroviarie" dalla Puglia verso Milano. "Con il ministro - sottolinea il deputato tarantino Ludovico Vico, primo firmatario dell'interrogazione - vogliamo discutere di quella che ci sembra una chiusura netta e inequivocabile verso le ambizioni di crescita un territorio con grandi opportunità di sviluppo ma che viene tagliato fuori dai programmi di investimento di Alitalia e Trenitalia". E gli fa eco l'onorevole Teresa Bellanova: "Ho già sottolineato quanto Trenitalia ci riservi ormai da troppo tempo un trattamento che non meriterebbero nemmeno i paesi sottosviluppati. L'azienda smetta quindi di parlare di un semplice cambio di nome dei treni. I cosiddetti Eurostar City non sono nient'altro che vecchi treni degli anni Ottanta ormai dismessi dalle tratte del Centro-Nord. L'interrogazione è un primo atto dovuto per fermare quello che appare un attentato alle possibilità di sviluppo della Puglia e del Salento". Al centro della querelle soprattutto le problematiche legate al trasporto su rotaie. "Quello che è accaduto la scorsa domenica sull'Eurostar Lecce-Milano - insiste l'onorevole Vico - ha del Terzo mondo. La sostituzione dell'Eurostar Etr 500 con i ribattezzati Eurostar City implica una rilettura dei piani nazionali verso questo territorio. è fin troppo evidente che nessun'altra interpretazione può apparire verosimile. Senza parlare del piano della nuova Alitalia che ulteriormente esclude e penalizza la Puglia e il Mezzogiorno". E per l'onorevole Francesco Boccia è ormai emergenza Sud: "I tagli al Mezzogiorno, ad oggi, ammontano a 3,6 miliardi di euro. Questi per il momento sono i fatti che vengono fuori dalle leggi che hanno approvato in parlamento. Tutto il resto rientra nella categoria della fantasia a buon mercato". Da qui l'appello a partecipare sabato alla manifestazione di dissenso contro il governo e conto la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. "Stavolta Berlusconi deve avere il buon gusto - conclude Boccia - di risparmiarci l'umiliazione di un inutile show e delle solite favole sul Sud. Il premier ha tagliato i fondi per l'Adsl, per il dissesto di Taranto, per la ricostruzione del terremoto a Foggia e nel Molise, per la costruzione di collegi universitari a Bari, Benevento, Catanzaro ed Enna. Per non parlare della Fiera del Levante che inaugurerà sabato, vittima di tagli insieme a quella di Foggia, mentre ha allo stesso tempo incrementato i fondi destinati invece alla Fiera di Verona".

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Gli studenti contro i tagli "sos dalla scuola pubblica" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari La manifestazione ieri mattina davanti al liceo Flacco Gli studenti contro i tagli "Sos dalla scuola pubblica" Uno striscione e una sola frase: non tagli ma finanziamenti. Ieri, alla prima manifestazione dell'unione degli studenti contro la riforma sulla scuola, ci saranno stati trecento studenti. L'unione degli studenti di Bari ha incontrato i ragazzi davanti al liceo classico Flacco per manifestare contro i tagli del governo Berlusconi e del ministro Gelmini. All'entrata di scuola, alle 8, hanno distribuito materiale informativo e hanno discusso su come evitare che la riforma sulla scuola smantelli il sistema pugliese. "C'erano molti più ragazzi di quanti ce ne aspettassimo - ha detto Daniele Dimitri, uno dei rappresentanti dell'Uds - ed è stata una bella sorpresa. Siamo rimasti per una mezz'oretta, fino al suono della campanella. Tutti i ragazzi che abbiamo incontrato erano uniti soprattutto contro il voto in condotta". Non è un provvedimento che combatte il bullismo, hanno detto. "Ci vogliono solo far diventare dei numeri" dicono dall'Uds. Sui gradini del liceo Flacco, che solo lunedì erano tempestati di uova, si è discusso anche dell'eventuale uso dei militari davanti alle scuole. Non c'entra con i tagli del ministro Gelmini ma l'unione degli studenti non nasconde una sottile polemica. "I militari o le pattuglie davanti alle scuole? - ha continuato Daniele - Anche in questo caso, noi abbiamo un altro concetto di sicurezza. Ed è quella scolastica: il 44 per cento delle scuole di Bari non ha il certificato di agibilità, per esempio". Il riferimento è esplicito ed è per il liceo classico Socrate, dove quest'inverno, in una sede succursale, è crollato il tetto. Il prossimo passo è quindi una grossa mobilitazione per manifestare contro le lungaggini burocratiche che costringono, ancora adesso, i ragazzi della succursale del Socrate a studiare nel pomeriggio. Senza dimenticare il grande progetto di metà ottobre: uno sciopero nazionale che coinvolga famiglie, insegnanti, ragazzi e sindacati. (ca. po.).

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Scuola, il pd contro la gelmini tre giorni di presìdi in tutta italia - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Scuola, il Pd contro la Gelmini tre giorni di presìdi in tutta Italia Iniziative anche sul carovita, e Cgil in lotta. Di Pietro: era ora. Roma, scuole a lutto MARIO REGGIO ROMA - Il Partito Democratico apre l'offensiva contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Dal 26 al 29 settembre tre giorni di mobilitazione in tutte le città per "salvare la scuola pubblica". Dal 3 al 6 ottobre la campagna proseguirà sul carovita e dal 10 al 13 ottobre di nuovo in piazza sull'emergenza salari. L'offensiva d'autunno è stata illustrata ieri dal segretario del Pd Walter Veltroni. "La politica scolastica disegnata dal governo - ha detto - è solo la conseguenza dei tagli, caratterizzata da un'improvvisazione totale ed avrà conseguenze drammatiche". Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha commentato: "Era ora. Il Pd batte un colpo. Nella piazza, con la quale vuole riconciliarsi, troverà l'Idv ad aspettarlo". Secondo il segretario del Pd gli effetti dei provvedimenti presi dal governo saranno drammatici. "Ci sarà la sostanziale conclusione del tempo pieno, con un aggravio sulle famiglie che già non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese - ha affermato Veltroni -. Le misure annunciate dal ministro Gelmini porteranno alla chiusura di tante scuole soprattutto nei piccoli centri e a un aumento dei bambini nelle classi, la crescita dell'abbandono scolastico e la riduzione degli insegnanti di sostegno". Chi pagherà i prezzi più alti? "Soprattutto le donne, molte della quali sono insegnanti e madri. Che senso ha affermare che il personale precario della scuola andrà riciclato nel turismo? è la dimostrazione di un'improvvisazione totale - ha concluso il segretario del Pd - è nella scuola che si gioca il futuro dell'Italia ed è proprio lì che il governo opera i tagli maggiori, ma senza una visione strategica". Intanto il ministro Mariastella Gelmini tira dritto per la sua strada. "Qualcuno dice che sarà un autunno caldo, alcuni sindacati hanno proclamato scioperi e altri ancora minacciano di occupare le scuole, mi chiedo - ha affermato il ministro, al congresso della Uil scuola a Fiuggi - se la contrapposizione tra sindacato e governo possa portare a un miglioramento della scuola. Francamente non credo". Il ministro Gelmini non sembra disposta a recedere dai suoi propositi. "Bisogna razionalizzare, cambiare le modalità di spesa se si vuole premiare il merito, investire nell'innovazione e nell'edilizia scolastica. Non è possibile moltiplicare le risorse tout court. Per questo non siamo ancora attrezzati". La Gelmini si è detta consapevole che il cambiamento costa anche in termini di consenso, ma "preferisco essere impopolare che antipopolare". S'avvicina la riapertura delle scuole e a Roma i docenti di 40 scuole hanno deciso di presentarsi in classe con un nastro nero legato al braccio e l'esposizione di drappi dello stesso colore dalle finestre degli istituti, in segno di lutto per la "fine del nostro sistema scolastico". La Cgil annuncia: "Ci si sta avviando verso lo sciopero generale della scuola". E proclama la mobilitazione anche su salari. I Cobas confermano l'assemblea nazionale dei precari, il 27 settembre a Roma, e lo sciopero generale il 14 ottobre.

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L'ocse ci boccia, insegnanti pagati troppo poco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Nel suo rapporto annuale sull'istruzione, presentato ieri, l'organizzazione internazionale assegna la maglia nera al nostro sistema universitario L'Ocse ci boccia, insegnanti pagati troppo poco ROMA - Molti insegnanti, ma stipendi bassi nella scuola secondaria. Il difetto principale dell'Italia non sono i fondi ma come vengono distribuiti. Per quanto riguarda l'università, invece, il nostro Paese ha la maglia nera. Gli indici di spesa per studente sono un quarto della media Ocse e non sono mai stati sanati i problemi storici degli atenei, come conferma il tasso di abbandono: solo il 45% degli iscritti arriva a discutere la tesi. Questo è il quadro del rapporto annuale sull'istruzione elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e presentato a Parigi. "Per quanto riguarda la scuola primaria l'Italia investe più risorse della media Ocse, 6.835 dollari per alunno contro 6.252, mentre per la secondaria è in linea con la spesa Ocse", ha commentato Andreas Schleicher, responsabile delle ricerche sull'istruzione. I professori hanno stipendi sotto la media dei paesi Ocse e tra il 1996 e il 2006 sono cresciuti dell'11% contro un aumento medio del 15%. Sotto osservazione - dopo l'annuncio del ministro Gelmini di voler tornare al maestro unico - i dati sulle elementari: le classi hanno un numero di alunni inferiore a quelle degli altri Paesi (18,4 studenti per aula), mentre il "tempo netto" di insegnamento è di 735 ore l'anno per maestro contro la media Ocse di 812 ore. Un dato che contribuisce ad aumentare il livello di spesa dovuto anche al numero di studenti nelle classi e all'elevato numero di ore annuali di istruzione (990 per gli alunni dai 7 agli 8 anni).

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Federalismo, Pdl ancora diviso (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-10 - pag: 16 autore: Riforme. Pressing del Senatur perché domani il Consiglio dei ministri dia il primo sì al testo: "Altrimenti sarà secessione" Federalismo, Pdl ancora diviso Rinviato a stasera il vertice Berlusconi-Bossi - An frena: necessari approfondimenti Barbara Fiammeri ROMA. è la strategia dell'elastico, quella che piace di più a Umberto Bossi. All'indomani delle critiche al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, immediatamente difesa dal premier, il Senatur corregge il tiro e plaude alle misure decise dalla ministra: "Sarebbe meglio avere tanti insegnanti ma costa troppo, quindi sono d'accordo che ora bisogna fare il maestro unico". Allo stesso tempo però rievoca la secessione, avvertendo Berlusconi e gli alleati del Pdl che il federalismo è l'unica "mediazione" possibile. Il Carroccio fa pressione. I distinguo sul testo messo a punto da Roberto Calderoli sono visti con sospetto. La cena tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, in programma ieri sera, è slittata ad oggi (appena il premier sarà rientrato da Londra) ed è probabile che venga allargata anche ad An, trasformandosi così in un vero e proprio vertice, cui potrebbe spianare la strada il precedente incontro tra Calderoli e i capigruppo della maggioranza. I punti da chiarire sono sempre gli stessi: la tassazione sulla casa, la compartecipazione a Irpef e Iva, la quantificazione della spesa standard per i servizi essenziali e anche i trasferimenti del personale. An e una parte significativa di Fi (capitanata dal ministro per le Regioni Raffaele Fitto) chiede garanzie, precisazioni rispetto a un testo che al momento pare troppo "aperto" alle interpretazioni. Italo Bocchino (An), vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera, è stato esplicito: "Serve maggiore collegialità ". An teme un ritorno dell'Ici e vuole che nel testo sia esplicito che sulla prima casa non ci sarà alcuna imposizione. Insomma, prendendo a prestito le parole pronunciate ieri da un avversario come Massimo D'Alema: "Sul federalismo è arrivato il momento di uscire dalla discussione ideologica, di vedere i conti e capire in concreto di che cosa si tratta". Bossi però non è disposto a concedere rinvii. Il Senatur nel fine settimana sarà a Venezia per celebrare il rito dell'ampolla con il popolo padano e non vuole presentarsi a mani vuote. Il Ddl non è all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani ma – come concede lo stesso Fitto – non è escluso che quella sia l'occasione per fare un primo giro di orizzonte sul testo di Calderoli. Nessuno, neppure la Lega, punta all'approvazione. Anche perché serve il parere preventivo delle Regioni. Il ministro per la Semplificazione sempre domani incontrerà i Governatori per saggiarne l'umore in vista della conferenza unificata della settimana dopo. L'obiettivo vero del Carroccio è di arrivare all'approvazione nel Consiglio dei ministri che varerà la Finanziaria a cui il Ddl è collegato: dunque entro settembre. Per raggiungerlo però è bene – ragionano a via Bellerio – muoversi per tempo, evitando di rimanere intrappolati nel temporeggiamento degli alleati. Fi e An sono alle prese con la nascita del Pdl. Ieri si è riunita la commissione per lo Statuto del partito dove erano presenti solo esponenti dei due partiti che hanno deciso di lasciar fuori i "nanetti" del centro-destra durante questa fase preparatoria. La bozza di Statuto prevede che al vertice del partito ci sarà solo un presidente (Berlusconi), coadiuvato da una direzione snella (massimo 15 persone) in cui saranno presenti le varie anime del Pdl. Si ipotizza poi lo stop a qualsiasi forma di tesseramento. Il varo ufficiale del partito avverrà a febbraio, durante la campagna elettorale per le europee. Un appuntamento al quale il Pdl non vuole presentarsi lasciando a Bossi la bandiera del federalismo, vista la concorrenza del Carroccio al Nord che si fa sentire anche rivendicando la presidenza di Regioni come Lombardia e Veneto. Berlusconi però non vuole frizioni con la Lega. Il dietrofront di Bossi sulla Gelmini è frutto anche delle rassicurazioni del Cavaliere al Senatur (i due si sono sentiti telefonicamente). Finora la strategia dell'elastico ha funzionato. DIETROFRONT SULLA SCUOLA Il leader leghista ritira le critiche alla Gelmini: "Meglio tanti insegnanti, ma costa troppo. Concordo che ora si passi al maestro unico" IL 18 IL NUOVO STATUTO Per il partito unico Fi-An un presidente affiancato da una dirigenza L'ipotesi di evitare qualsiasi forma di tesseramento.

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Spesa di qualità, scuola migliore (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-10 - pag: 14 autore: ... DOSSIER OCSE Spesa di qualità, scuola migliore L' Italia non spende poco per l'istruzione, ma spende male. Non solo: i docenti sono molti e pagati poco. Le conclusioni che arrivano dal dossier Ocse presentato ieri non sono novità assolute: giungono puntuali da molti anni, proprio dalle ricerche internazionali. Ma fare scelte di qualitàe rigore con un bilancio che per il 97% viene speso per pagare gli stipendi è difficile.Da qui l'apparente rigidità messa in campo dal ministro Gelmini. Oltre 800mila docenti sono tanti, forse troppi. Ma sono anche la conseguenza di un intreccio tra politica e sindacato che ha cogestito (gestisce ancora?) l'istruzione. Un asse che ha trasformato in oltre 150mila assunzioni i tagli di volta in volta annunciati negli ultimi dieci anni. Dai Governi di destra e di sinistra. E che, di fatto, ha bloccato i concorsi: l'ultimo è datato 2000. Poi solo graduatorie da scalare per anzianità e non per merito. Fermare questa degenerazione è necessario. Anche se farlo in appena tre anni, come previsto dalla "manovra d'estate", rischia di essere la cura da cavallo che stronca anche l'ammalato.E,forse,i meno colpevoli sono proprio loro, gli insegnanti.

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<Ecco perché da noi fatica a nascere una classe dirigente> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'intervista Attilio Oliva: costi elevati e poca produttività "Ecco perché da noi fatica a nascere una classe dirigente" L'ad della Luiss: i prof? Nessuno li valuta "Quello della scuola è un mondo non trasparente, del quale non si sa niente, come nell'Urss degli anni 50" MILANO - In fondo non è così male: andiamo sotto con il Messico ma surclassiamo la Slovacchia. "Questi dati dell'Ocse si somigliano sempre, e in Italia sono stati ignorati per almeno vent'anni. Nessuno aveva interesse a guardarli, per preservare lo stato delle cose. Qualche anno fa la mia associazione ha cominciato a farli girare, ma non è che fossero in molti a stracciarsi le vesti". Poca voglia di scherzare. Quando si parla di scuola Attilio Oliva - tra le altre cose vicepresidente e amministratore delegato Luiss, presidente dell'Associazione TreeLLLe "per una società dell'apprendimento continuo", ex responsabile Confindustria del settore - si arrabbia subito, anzi al volo. "Non c'è davvero da stare allegri. La scuola italiana non è europea. Costa molto e produce poco in termini di qualità è risultati". Tra gli scarsi risultati va compresa anche la difficoltà a formare un nuovo ceto dirigente? "Chi si stupisce dell'assenza di una classe dirigente all'altezza, e di un ricambio adeguato, dovrebbe cominciare a occuparsi di scuola, e farsi qualche domanda. In fondo l'Ocse si limita a certificare quel che già sappiamo ". Sta per caso dicendo che l'Ocse ha scoperto l'acqua calda? "Più o meno. La scuola italiana ha la spesa per studente più alta d'Europa? Lo sapevamo già. Le elementari costano il 20 per cento in più dei corrispettivi europei perché hanno un numero folle di insegnanti?". Lo sapevamo già… "Esatto. Negli ultimi dieci anni gli studenti diminuivano e i docenti aumentavano. Il frutto di una politica assistenziale che porta a non avere soldi per i professori bravi e per rendere decenti le strutture scolastiche". Il ministro Gelmini la vorrebbe abbracciare. A lei e all'Ocse "La sua riforma è lodevole, non c'è dubbio. Già da qualche anno ci si è mossi nella direzione giusta. Padoa Schioppa aveva tagliato 25 mila cattedre, ora Tremonti darà un'altra sforbiciata". Tanto i precari li mandiamo tutti a Ponte Vecchio o al Colosseo, a fare le guide turistiche. "Quella è una boutade difficilmente realizzabile. Ma se ragioniamo concentrandoci sugli insegnanti e non sugli studenti, non andiamo da nessuna parte". I tagli però riguardano gli insegnanti. "Sono un esercito che nessuno gestisce. Non viene valutato nella sua qualità, che lavori o meno non cambia nulla. La nostra scuola è il sistema pubblico più privato della Terra. Un mondo non trasparente, del quale non si sa niente". L'Ocse sembra ben informata, lo dice anche lei. "Quel che sappiamo della scuola proviene solo da ricerche internazionali. Come nell'Urss degli anni Cinquanta. Le sembra possibile? Si danno stipendi da fame, non si valuta il lavoro, ci vogliono vent'anni a trovare un posto fisso. Un disastro. Colpa della politica, maggioranza e opposizione. Tutti uguali. Hanno pensato solo ad assumere persone e sbatterle in trincea senza alcuna formazione, per assicurarsi voti e consenso". Sono proprio le ricerche internazionali a dire che le nostre Elementari non sono poi così male. "D'accordo, ma è sempre stato così. Anche con il maestro unico ci mettevano nei primi sei posti. Si sono inventati una pedagogia unica in Europa per giustificare la pratica assistenzialista delle assunzioni a getto continuo". Ovviamente l'Ocse ne ha anche per la nostra università. "Abbiamo solo la laurea. Nessuna offerta alternativa, scarse possibilità di specializzazione. Il contrario degli altri Paesi europei. Ma ripeto, è l'intero sistema scuola che non funziona. Manca qualunque forma di governo di un sistema complesso. E' stata privilegiata la quantità, di ore in classe, di professori, di discipline. Ora abbiamo bisogno di qualità". I precari ventennali forse era meglio avvertirli prima. "è una tragedia, e anche un'ingiustizia, me ne rendo conto. Ma non ho una soluzione a portata di mano". Marco Imarisio.

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La protesta: in classe listati a lutto (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-10 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Gli anti-Gelmini La protesta: in classe listati a lutto ROMA - Quaranta scuole di Roma si vestono a lutto contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini (foto sopra). I docenti degli istituti, la maggior parte elementari, hanno raccolto l'invito dei sindacati di categoria a presentarsi il 15 settembre, primo giorno di scuola nella capitale, con un nastro nero legato al braccio e di esporre drappi in segno di lutto per "la fine del nostro sistema scolastico". Il coordinamento genitori-insegnanti in difesa della pluralità docente si è riunito per la prima volta nella scuola elementare Iqbal Masih. Tra le elementari romane, quelle colpite direttamente dalla decisione di reintrodurre il maestro unico, hanno dato la propria adesione 25 istituti, circa il 13 per cento del totale, tra cui la Gandhi e la Marconi. Ma la partecipazione non è mancata nemmeno tra le scuole medie, sia inferiori (la D'Acquisto) che superiori (L'Itis Hertz e l'Ipssar Artusi), tra gli istituti comprensivi e, da fuori provincia, dagli istituti di Fiumicino e Latina.

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L'Ocse: Italia peggio del Cile Poche lauree e prof malpagati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'Ocse: Italia peggio del Cile Poche lauree e prof malpagati Nuovo dossier sulla scuola. Ma l'80% dei genitori è soddisfatto Le nostre maestre fanno 735 ore l'anno contro le 812 delle straniere. E in Europa si laureano il doppio dei ragazzi ROMA - Surplus di investimenti alle elementari e drammatica scarsità di investimenti all'università. Che proprio non va. Quanto a produzione di laureati, missione principale degli atenei insieme alla ricerca, siamo messi peggio del Cile. è l'immagine del nostro sistema formativo che emerge dall'ultimo rapporto Ocse, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il tema scuola, intanto, diventa sempre più caldo, nonostante la fine della polemica tra il ministro dell'Istruzione e il leader leghista, che aveva criticato il passaggio dal team al singolo docente. "Bisognava fare un maestro unico, io sono d'accordo ", ha precisato il ministro per le Riforme. E poi ha ribadito: "Certo con un maestro unico sbagliato si rischia di rovinare i ragazzi e quindi è meglio avere tanti insegnanti ma costa troppo". La Gelmini ha apprezzato le parole di Bossi. Pace fatta nella maggioranza, ma contro i tagli si preparano a scendere in campo opposizione e sindacati. Il Pd prevede la chiusura di 4000 scuole, di cui mille in Padania. E Walter Veltroni annuncia una mobilitazione per il 26, 27 e 29 settembre, che culminerà con un'iniziativa che coinvolgerà cento città. Il leader della Cgil, Enrico Panini, non esclude lo sciopero generale. La scuola elementare italiana, però, è tra le migliori del mondo secondo l'Ocse. Si attesta tra l'ottavo e il quinto posto. Ma l'indagine appena pubblicata non tiene conto dei risultati dei bambini. Analizza l'organizzazione, la sua razionalità. E scopre delle contraddizioni. Secondo il dossier, i salari delle nostre maestre si collocano al sesto posto nella graduatoria dei 30 Stati dell'Ocse. Non sono certo i più alti. In cambio, però, le nostre maestre assicurano 735 ore di lezione all'anno contro le 812 delle colleghe straniere. Meno ore, meno costi? No, perché abbiamo tante classi e quindi tanti docenti. Le classi delle elementari sono composte mediamente da 18,4 bambini, contro i 21,5 della media Ocse. I nostri alunni, inoltre, devono restare più tempo nelle aule: 990 ore l'anno contro le 796 ore della media Ocse. Anche per questo occorrono più docenti. Il risultato: nelle elementari l'Italia spende 6.835 dollari l'anno a studente, contro una media di 6.252. Per gli esperti dell'Ocse i conti non tornano. Il costo per studente diminuisce man mano che si sale nei gradi dell'istruzione. Alle medie il nostro sistema d'istruzione costa 7.648 dollari l'anno contro i 7.804 della media Ocse. Diminuisce ancora al liceo. All'università emerge il divario più consistente: spendiamo 8.026 dollari per studente contro gli 11.512 della media Ocse. Difficile dire se dipenda solo dal minor investimento, ma la produttività del nostro sistema è decisamente tra le peggiori. In fatto di laureati e specializzati siamo superati da Cile e Messico. Occupiamo un posto in fondo alla classifica, in compagnia di Brasile, Turchia, Repubblica Ceca e Slovacchia. In Italia solo il 17 per cento della popolazione tra i 24 e i 34 anni ha conseguito una laurea, percentuale che scende al 9 se si prende in considerazione la fascia di età tra i 55 e i 64 anni. Siamo sotto la media Ocse: 33 per cento di laureati - quasi il doppio - tra i giovani tra i 25 e i 34 anni e 19 per cento - oltre il doppio - tra i più anziani. Le classi elementari In Italia spendiamo 6.835 dollari a studente, contro una media Ocse di 6.252 dollari Giulio Benedetti.

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L'opposizione tra dialogo e prove di forza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-10 - pag: 16 autore: L'opposizione tra dialogo e prove di forza. Scuola day e mobilitazioni contro il caro vita fino al corteo conclusivo del 25 ottobre E il Pd lancia la campagna d'autunno in piazza Lina Palmerini ROMA Ritrovata una compattezza, almeno nelle forme, il Partito democratico si attrezza a un'opposizione d'autunno all'attacco. Il calcolo è riuscire a lavorare sulle contraddizioni della maggioranza, in particolare tra Lega e Pdl, che già si vedono sul federalismo fiscale. Se però su questo fronte si giocherà di tattica – aspettando che il Governo scopra le carte sulla riforma – sulla scuola e sulla questione salariale si proverà subito il test della piazza. E del resto il ricorso alla mobilitazione è coerente con un partito che torna ad avere la vocazione al radicamento e al territorio perché la piazza è uno dei rituali classici per rinsaldare il senso di appartenenza. Si comincia con la scuola –tema appunto molto sentito a livello locale – con tre appuntamenti: 26, 27e 29 settembre che culmineranno con un'iniziativa in cento città mentre a Roma ci sarà Walter Veltroni. "Ci sono tante aree della spesa pubblica in cui sarebbe necessario fare tagli drastici ma non credo che una di queste sia la scuola. Il futuro del nostro Paese si gioca sulla formazione, l'università e la ricerca. Inoltre questi tagli sono stati fatti prima di presentare una politica scolastica, non c'è nessuna ispirazione strategica, nessun disegno compiuto dietro interventi che avranno conseguenze drammatiche". Su queste sponde – sulla scuola come sul federalismo (domani c'è una riunione Pd per discutere la bozza Chiamparino e Bersani) – il Pd cerca di trovare non solo la spinta per sè ma anche quella per mettere in difficoltà la maggioranza. Lo diceva ieri Veltroni parlando delle frizioni tra Umberto Bossi e il ministro Gelmini: "La Lega sta capendo che la riforma della scuola comporterà la chiusura di tanti plessi, soprattutto nei piccoli comuni del Nord: in Lombardia, ad esempio, saranno interessate 232 scuole. è chiaro che la Lega è preoccupata. Ma c'è anche un problema più generale, cioè, sta iniziando ad emergere una autentica difficoltà del Governo su tanti temi, come sulla giustizia e sull'Ici. Per Veltroni "il quadro sta cambiando" e allora a "scaldare" il clima politico e nel Paese si prova a usare la piazza con la manifestazione del 25 ottobre sul caro vita e sulla questione salariale. Di questa prova muscolare è felice Antonio Di Pietro che assicura l'adesione dell'Idv anche se Veltroni lo scarica: "La sua opposizione è quella che infastidisce meno Berlusconi ". Certo, le prove popolari servono a compattare un partito anche se gli ultimi colpi di Massimo D'Alema e Arturo Parisi vengono liquidati ormai con ironia da Beppe Fioroni, ex Ppi, a capo dell'organizzazione del partito: "Parisi se ne va dal Pd per dar vita a un nuovo Ulivo per le europee? Ma non creerà neanche un bonsai...". è sicuro invece della partecipazione di D'Alema anche se non vede nuovi incarichi per lui nel partito: "Tutti i big daranno una mano e lui non ha bisogno di una coccarda per avere un ruolo nel Pd". Ma c'è un'altra polemica che attraversa il Pd: quella delle dichiarazioni di Gianni Alemanno sul fascismo che vengono messe in relazione con il ruolo di Giuliano Amato nella cosiddetta commissione Attali di Roma. I più stretti collaboratori di Veltroni assicurano che non c'è alcun pressing del segretario affinché Amato lasci la presidenza della commissione anche se quelle dichiarazioni del sindaco di Roma lasciano perplessi. "Ci eravamo astenuti dal definirlo un sindaco fascista ma ora lo fa lui. Detto questo Amato sa da solo cosa fare ", dicevano nell'entourage del leader Pd. Certo è che prima Goffredo Bettini, poi Luigi Zanda e ancora Franco Monaco, non hanno risparmiato critiche alla permanenza dell'ex ministro dell'Interno nella commissione romana. E le stesse parole pronunciate ieri sera da Veltroni sono state molto nette nella condanna di Alemanno: "Ha elogiato il fascismo affermando che non è stato il male assoluto, anche se le leggi razziali non sono state un atto positivo. Ma ha dimenticato cosa ha rappresentato il fascismo prima di quelle leggi: gli omicidi di Gramsci, Gobetti e Matteotti; i roghi ai giornali di partito, alle cooperative popolari e la presa in ostaggio della libertà di opinione. E questo accadeva in particolare nella Capitale. Perciò non possiamo tollerare l'avallo al fascismo del primo cittadino di Roma ". Nel Pd, in serata, si diceva anche che Amato starebbe ripensando alla sua permanenza nella commissione. BOZZA ALTERNATIVA Domani il partito discuterà la contro-proposta sul federalismo fiscale messa a punto da Bersani e Chiamparino LE PRESSIONI SU AMATO Bettini, Zanda e Monaco: l'ex premier abbandoni la commissione su Roma dopo le parole di Alemanno sul fascismo.

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<Che finiscano le esternazioni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-10 num: - pag: 10 categoria: BREVI "Che finiscano le esternazioni" 4 Due giorni fa il caso dello scontro tra Umberto Bossi e la Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi che interviene per non alzare il livello dello scontro. Poi lo sfogo: "Spero solo che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni".

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Presto le nuove linee guida (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2008-09-10 - pag: 29 autore: "Presto le nuove linee guida" Il ministro Gelmini annuncia la riforma di ordinamenti e classi di concorso Luigi Illiano ROMA "Dobbiamo investire nella qualità della scuola. Non è aumentando il numero delle ore o le risorse che si migliora la qualità. Puntiamo su una valorizzazione dei docenti e sull'avere un minor numero di ore di lezione, ma con un maggiore peso specifico", ha avuto buon gioco il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel commentare i dati Ocse diffusi ieri. Cifre e percentuali che il ministro avrà accolto come una conferma per le scelte finora adottate e per quelle annunciate. Soprattutto sul versante dei docenti. Il riferimento all'alto numero e alla scarsa remunerazione degli insegnanti italiani, in confronto a quanto avviene negli altri Paesi Ocse, sarà apparso come un lasciapassare verso la propria azione. Perché, secondo quanto previsto dalla "manovra d'estate", Gelmini dovrà cancellare 87mila cattedre nel periodo 2009/ 2011. Stretta imposta dall'Economia. Negli ultimi giorni sul versante dell'istruzione sono molti i punti di scontro tra ministro, opposizione e sindacati ma è proprio sulla vicenda legata ai tagli che si concentra il fuoco delle polemiche. L'ultima offensiva in ordine di tempo è stata lanciata direttamente dal leader del Pd, Walter Veltroni, che ha annunciato la mobilitazione dello "Scuola day", dal 26 al 29 settembre in tutta Italia. "La politica scolastica disegnata dal Governo – ha affermato Veltroni – è solo una conseguenza dei tagli. Non c'è un'ispirazione strategica nè una visione educativa e si tratta di interventi che avranno conseguenze drammatiche la sostanziale conclusione del tempo pieno e la chiusura di scuole nei piccoli comuni, nelle isole minori e nelle comunità montane con un aumento dei costi per gli Enti locali e un aumento dell'abbandono scolastico". Critiche alle quali ha già replicato lo stesso ministro nei giorni scorsi affermando, ad esempio, che il tempo pieno non sparirà, anzi, sarà rafforzato. Gelmini ieri, intervenendo alla settima conferenza di organizzazione della Uil Scuola a Fiuggi, ha anche descritto le sue prossime mosse. A cominciare dalla riforma degli ordinamenti e delle classi di concorso. Prevede anche questo il piano programmatico per la scuola che il ministro si prepara a presentare ai sindacati ( entro il 20 settembre). "Il piano contiene una ambiziosa sfida: coniugare la razionalizzazione della spesa con il miglioramento della qualità e la valorizzazione del corpo docente. Interverrà – ha spiegato il ministro – su alcuni aspetti: la riforma degli ordinamenti, perché non è vero che la scuola migliore è quella con il maggior numero di ore di lezione, la rivisitazione delle classi di concorso, la trasformazione di alcune scuole, laddove non ci siano i numeri, in plessi senza dirigenti. Non ho nessuna intenzione – ha ribadito ancora una volta il ministro – di chiudere le scuole di montagna però i margini per razionalizzare la spesa e produrre risparmi ci sono. è uno sforzo che va fatto". SCADENZE Il progetto sarà presentato entro il 20 settembre Obiettivo: coniugare la razionalizzazione delle spese con la qualità INFOPHOTO Il ministro. Mariastella Gelmini.

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Maestro unico, 40 scuole in lutto (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-10 num: - pag: 1 autore: di FABRIZIO CACCIA categoria: REDAZIONALE Scuola Insegnanti e genitori con la fascia al braccio contro la riforma Maestro unico, 40 scuole in lutto Maestre, genitori e alunni si presenteranno ai cancelli col lutto al braccio e striscioni eloquenti ("Non rubateci il futuro", "Il nome dei bambini non fa rima con Gelmini"). Marconi, Trilussa, Gandhi, Giulio Cesare, Maria Grazia Cutuli, De Curtis, Fenoglio: sono solo alcune delle elementari mobilitate. Ma anche la media Salvo D'Acquisto, il comitato genitori di via Rugantino e i ragazzi di due superiori (Hertz e Artusi) avvieranno forme di lotta. Il giorno della protesta è già fissato: lunedì prossimo, contro la riforma del ministro Gelmini. CONTINUA A PAGINA 6.

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Gelmini bocciata da 40 scuole In lutto contro il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-10 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Protesta Nel mirino ci sono anche il grembiule per tutti e il voto in condotta Gelmini bocciata da 40 scuole In lutto contro il maestro unico Attacco alla riforma da lunedì prossimo nelle elementari Simonetta Salacone, preside della scuola elementare Iqbal Masih di via Ferraironi: "Occuperemo le aule, e molti ci dormiranno pure..." SEGUE DALLA PRIMA A guardar bene, la professoressa Simonetta Salacone e il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini si somigliano. Tutt'e due sognano per la scuola un futuro radioso: oggi, però, si trovano l'una contro l'altra armate. "Lunedì prossimo - annuncia la professoressa Salacone - molti genitori occuperanno insieme a noi la scuola, da martedì parecchi di loro ci dormiranno pure. Sia chiaro: senza disturbare il tempo pieno dei nostri alunni...". Saranno quaranta le scuole mobilitate, ma il numero è destinato ad aumentare perchè il tam-tam ormai è partito e i siti web dedicati (www.soscuola.com; www.scuola126. it) ribollono di partecipazione. Lunedì prossimo, quando nella maggior parte degli istituti romani risuonerà la campanella dopo la pausa estiva, la professoressa Salacone, preside della scuola elementare Iqbal Masih di via Ferraironi (Casilino 23), 41 anni d'onorato insegnamento alle spalle, lancerà dunque contro la riforma Gelmini (maestro unico, grembiulini per tutti e 5 in condotta ai bulli) la protesta del lutto al braccio ("Non è ancora deciso - frena l'insegnante - Magari ai bambini metteremo fiocchetti colorati, quella del lutto è solo una proposta..."). Già consigliere comunale del Pd, la preside Salacone è passata ora a Sinistra democratica (Mussi, Salvi, Occhetto). In fatto di proteste, se ne intende: finì sui giornali anche all'epoca della rivolta di studenti e professori contro Letizia Moratti. La scuola di via Ferraironi, poi, è una scuola problematica: 40 alunni sono rom dei vicini campi di Casilino e Gordiani. Lei però si porta nel cuore l'esperienza di don Milani e dunque, davanti agli ostacoli, non ha l'abitudine di arretrare. "La mia più grande soddisfazione - confessa - è aver recuperato tanti ragazzi difficili, ragazzi con problemi, ragazzi autistici. Un ex allievo, un giovane rom, oggi è il vicecuoco della nostra mensa. Si è creato una famiglia, ha moglie e figli e vive una vita normale". Insomma - ragiona la preside non è col 5 in condotta, coi grembiulini tutti uguali e soprattutto coi tagli mostruosi al bilancio della Pubblica istruzione ("Vi rendete conto? Otto miliardi di euro di tagli non è una cura, è un'amputazione... "), non è così che si fa del bene agli alunni delle elementari. "A quell'età - conclude la prof con una punta di commozione - i bimbi sono i più felici, perchè sono disponibilissimi ad apprendere. Così, il tempo pieno, le 40 ore con due maestre per classe, è l'unico modo per venire incontro alla loro fame di conoscenza. Se invece tagliamo e mettiamo il maestro unico per 24 ore settimanali, torniamo indietro agli anni Sessanta, al doposcuola che si teneva solo per i figli dei poveracci. E allora non basterà un grembiule per fare gli alunni uguali. E col 5 in condotta, badate, un bullo non si recupera. Anzi, si perde e basta". Fabrizio Caccia.

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Veltroni porta in piazza il Pd Di Pietro applaude: era ora (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE "Campagna d'autunno" Il segretario lancia le iniziative su scuola, salari e carovita Veltroni porta in piazza il Pd Di Pietro applaude: era ora Fioroni contro Parisi: "Ha una personalità bipolare" Annunciata la presenza dei big pd nelle giornate di mobilitazione a ottobre D'Alema: non dobbiamo essere delusi ma incazzati ROMA - Un Pd d'attacco. Walter Veltroni, rincuorato dalla chiusura della prima Festa Democratica, cambia strategia e lancia un'offensiva di piazza contro il Pdl. Incassando l'applauso di Di Pietro. Ma restano ancora aperte le ferite interne. Prima di tutto quella di Arturo Parisi, criticato aspramente da Giuseppe Fioroni. Il segretario del Pd tiene una conferenza stampa sulla scuola, criticando a tutto campo l'impianto educativo del ministro Gelmini: "Il maestro unico riduce l'offerta formativa". Ma l'obiettivo sono le "contraddizioni " del governo, "diviso" (Pdl contro Lega) su temi importanti come federalismo e sicurezza. E lancia la sua "campagna d'autunno", con mobilitazioni in tutta Italia che culmineranno nella manifestazione del 25 ottobre a Roma, per la quale sta già raccogliendo da tempo le firme con lo slogan "Salva l'Italia". La strategia viene messa a punto dal coordinamento del partito, che si vede in mattinata e che rinvia alla direzione di fine mese la soluzione alle molteplici fibrillazioni interne. In questa sede Veltroni decide di far precedere il 25 ottobre da tre prove generali di mobilitazione sui temi "che più possono parlare agli italiani": "la scuola" (26-29 settembre), il "carovita" (3-6 ottobre), e "l'emergenza salari " (10-13 ottobre). Giornate di mobilitazione "tra la gente", cioè nei mercati, nei centri cittadini e davanti alle fabbriche. Con la promessa che "tutti i big" scenderanno in campo. E a spronare il partito ad uscire dalle secche dell'incertezza è, con paroli forti, Massimo D'Alema: "Non c'è motivo di essere delusi. C'è invece motivo di essere incazzati: questo stato d'animo diffuso va trasformato in energia, voglia di reagire, voglia di farcela". L'inasprimento della lotta, annunciato da Veltroni, fa gioire Antonio Di Pietro: "Era ora! Finalmente si capisce che occorre una forte opposizione di denuncia. E nella piazza, con la quale il Pd vuole riconciliarsi, troverà noi pronti ad aspettarlo ". Un applauso che è legato anche alla condanna espressa da Veltroni sul braccialetto elettronico ai detenuti, assai simile a quella dell'Idv: "è un indulto mascherato". Ma sulle critiche, severissime, di Arturo Parisi alla linea del partito ("è meglio Berlusconi ") continuano ad intervenire i big del Pd. Ieri il coordinatore Giuseppe Fioroni lo ha definito "personalità bipolare" (e subito ha dovuto precisare che non intendeva dirlo "in senso psichiatrico ", ma nel senso del bipolarismo). E rispetto all'insistenza sul voler rifare l'Ulivo ha commentato: "Macché, semmai farà un bonsai". Però Parisi è convinto che sia Veltroni il problema. Tanto che sul Riformista di oggi dice: "Se io sono uno scioglipartiti, mi viene da rispondere che questo è un terreno sul quale Veltroni mi batte: in pochi mesi ha sciolto il governo, la coalizione, la sinistra". Il rinvio Il vertice tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (insieme nella foto), allargato ai ministri Calderoli e Tremonti per dare il sì definitivo al testo sul federalismo ieri sera non c'è stato. Si terrà stasera R. Zuc.

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Federalismo, domani la riforma in Consiglio (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 216 del 2008-09-10 pagina 0 Federalismo, domani la riforma in Consiglio di Adalberto Signore Il tersto sarà sottoposto al vaglio dei ministri, ma non votato. Resistenze da An. Berlusconi media: "La questione va chiusa al più presto". E il Senatur fa dietrofront sulla Gelmini. Cota: "E' sbagliato considerarci un pericolo" Roma - "La questione va chiusa al più presto". Non ha dubbi Silvio Berlusconi e nelle sue tante telefonate della giornata lo ripete a più di un interlocutore. Che la Lega stia premendo sull'acceleratore per provare a dettare i tempi del federalismo fiscale è una cosa che non lo mette certo di buon umore ("c'è troppo protagonismo", ha confidato ai suoi collaboratori), ma molto peggio sarebbe andare incontro a giorni di logoramento che inevitabilmente culminerebbero nella manifestazione del Carroccio in programma domenica a Venezia. L'invito Così, nonostante gli appuntamenti internazionali, il premier ha iniziato a dedicarsi alla pratica federalismo con una certa assiduità. Perché - lo ha detto per telefono anche a Umberto Bossi - "se ci sediamo a un tavolo io e te una soluzione la troviamo". E l'incontro - salvo imprevisti, visto che a pranzo il Cavaliere è atteso a Londra per un faccia a faccia con Gordon Brown - dovrebbe essere già stasera a Palazzo Grazioli. Solo allora si saprà davvero come si chiuderà la querelle sul federalismo fiscale, che è ormai diventata più una questione di tempi che di merito (anche perché trattandosi di un disegno di legge delega il testo resta ancora piuttosto fumoso). La Lega, infatti, vuole che sia discusso in Consiglio dei ministri già domani, così da sperare di ottenere il via libera ai decreti delegati per l'inizio del 2009, giusto in tempo per le elezioni europee e per le amministrative. Meriti condivisi Gli alleati - soprattutto Alleanza nazionale - continuano però a frenare, perché - spiega uno dei colonnelli di via della Scrofa - "la riforma deve essere un merito di tutto il governo e non una bandierina che Bossi può sventolare a piacimento in campagna elettorale per svuotare il Pdl al Nord". Così, almeno a breve termine, il punto di mediazione più probabile è quello di portare sì il testo all'esame del Consiglio dei ministri (circostanza che infatti il ministro Raffaele Fitto non esclude) ma senza approvarlo. Bossi avrebbe un risultato da presentare ai leghisti riuniti in laguna ma senza che la maggioranza si sia fatta dettare l'agenda dal Carroccio. Strada in discesa Insomma, nonostante gli attriti degli ultimi giorni la strada sembra in discesa già da ieri mattina, quando della questione hanno parlato a lungo in aereo Berlusconi, Roberto Calderoli e Giulio Tremonti. Tanto che ancora ieri sera Bossi è tornato sulla querelle con Mariastella Gelmini con toni a dir poco concilianti ("sul maestro unico sono d'accordo"). I problemi veri, però, arriveranno quando si andrà a discutere la riforma nel merito. E allora sì che le fibrillazioni degli alleati - di An in particolare - si faranno sentire. Perché a via della Scrofa - ma la perplessità la condividono anche in Forza Italia - non c'è un colonnello che non tema le ripercussioni elettorali della riforma. Che ha ancora molti punti oscuri, per non dire critici. Primi fra tutti la possibilità per i Comuni di tassare la casa (che sarebbe vista dall'elettorato come un via libera del governo a reintrodurre l'Ici), la perequazione verticale e non orizzontale e la regionalizzazione dell'Irpef. Accordo politico Anche per questo il Cavaliere punta a chiudere al più presto un accordo politico. Perché è vero che con il disegno di legge delega le commissioni parlamentari hanno solo potere consultivo sui decreti delegati, ma è pur vero che se An decidesse di mettersi di traverso e allungare i tempi avrebbe dalla sua Gianfranco Fini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Radio-governo sul web (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 216 del 2008-09-10 pagina 12 Radio-governo sul web di Redazione Cosa sta facendo il governo? Da ieri è possibile ascoltarlo direttamente dal sito www.governo.it, con un clic sulla nuova newsletter audio. L'ultima frontiera della comunicazione è infatti la voce di due speaker che leggeranno ogni settimana, il martedì, i provvedimenti adottati e tutte le ultime novità da Palazzo Chigi. Ieri l'esordio con la riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini e una campagna antipedofilia. La "radio" online è la versione audio dell'aggiornamento che finora veniva inviato soltanto in formato scritto agli 80mila iscritti alla newsletter. Il servizio sarà curato dalla redazione di 7 persone che si occupa del sito, visitato ogni mese da oltre 20 milioni di navigatori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Spese folli, meno laureati del Cile L'Ocse boccia l'Università italiana (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 216 del 2008-09-10 pagina 17 Spese folli, meno laureati del Cile L'Ocse boccia l'Università italiana di Redazione Drammatici i numeri sull'abbandono degli atenei: soltanto il 45% discute la tesi. "Troppi insegnanti, ma pagati poco" da Roma Il tasso di abbandono scolastico è il più alto fra i trenta Paesi membri, la percentuale dei laureati più bassa che in Cile, gli insegnanti numerosi e mal pagati. Il rapporto annuale sull'istruzione elaborato dall'Ocse è impietoso nei confronti della scuola italiana e salva solamente gli investimenti negli asili e nelle scuole elementari. Dati che per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini confermano l'analisi da lei fatta qualche giorno fa, in occasione della presentazione della sua riforma scolastica, e che la spingono a dire: "Dobbiamo investire nella qualità della scuola, ma non è aumentando il numero delle ore o di risorse che si migliora la qualità". I problemi della scuola italiana, insomma, sono passati sotto la lente d'ingrandimento dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico. I laureati sono pochissimi per ogni fascia d'età: 17% per la fascia 25-34 contro il 33% della media Ocse, 9% per quella 55-64 anni contro il 19%. Poi l'altra questione: "Nel settore dell'istruzione secondaria l'Italia spende molto denaro. Paga però molti professori dando loro uno stipendio molto basso", ha detto Andreas Schleicher, responsabile delle ricerche sull'istruzione dell'Ocse. Per ogni alunno il nostro Paese spende 6.835 dollari contro i 6.252 di media. Situazione ben diversa invece all'università, dove in media i paesi Ocse spendono 11.512 dollari per ogni studente mentre l'Italia ne investe solo 8.026. E se oggi, da un lato, solo il 19% dei 25-34enni italiani possono vantare un diploma di laurea - dato ben distante dal 33% della media Ocse - dall'altro il tasso di laurea dei nuovi studenti è passato dal 17% del 2000 al 39% del 2006. Un risultato importante legato alla possibilità di scegliere la laurea breve e concludere gli studi in tre anni. Ben pochi però arrivano a discutere la tesi: solo il 45% degli iscritti - a fronte di una media Ocse del 69%. Scarsa la capacità di attrarre studenti stranieri: se gli Stati Uniti si confermano il Paese che più attrae con il 20% delle preferenze - seguiti da Gran Bretagna, 11,3%, Germania, 8,9%, Francia, 8,5% e Australia, 6,3% - l'Italia si deve accontentare dell'1,7%. Come la Spagna. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Roma, 13:21 - SCUOLA: GELMINI, IN ARRIVO CARTA ORO PER INSEGNANTI (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 10-09-2008)

Argomenti: Scuola

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All'università per imparare come s'insegna la lingua italiana (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

AOSTA. CORSO PER I DOCENTI All'università per imparare come s'insegna la lingua italiana [FIRMA]LAURA SECCI AOSTA Un'occasione per specializzarsi e sopravvivere ai "tagli" promessi dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. E' il corso in didattica dell'italiano promosso dall'Università della Valle d'Aosta e dalla Sovrintendenza agli Studi per gli insegnanti. La frequenza dell'intero percorso prevede infatti il rilascio di un attestato che certifica il conseguimento di 15 crediti formativi universitari e l'attribuzione di 1 punto per le graduatorie permanenti dei docenti. Il corso si rivolge agli insegnanti e da ottobre 2008 a giugno 2009 si struttura in due segmenti: un laboratorio di base (80 ore) e un corso avanzato (100 ore) articolato in lezioni teoriche e in attività pratiche. Le lezioni teoriche seguono il modello dell'e-learning integrato: ore di didattica in classe e altre on line. "Inseriti in uno sfondo psico-socio-pedagogico - si legge nella presentazione del corso - i fondamenti di linguistica e didattica costituiscono i temi centrali del percorso, che prevede l'integrazione tra momenti di formazione teorica, spazi di riflessione metodologica e occasioni di riflessione e ricerca sulle pratiche didattiche". Possono iscriversi chi è in possesso di diploma di laurea triennale o quadriennale o di un titolo universitario corrispondente conseguito in un Paese dell'Unione Europea. La frequenza delle attività in presenza è obbligatoria. Sarà tollerato un numero massimo di assenze pari a 1/3 delle ore previste. La partecipazione alle attività di didattica in classe e la frequenza continuativa delle altre forme di studio guidato e di didattica interattiva, verificate attraverso la rilevazione degli interventi on line e in classe, daranno luogo al rilascio di un attestato di frequenza. Il costo del corso è di 900 euro. La domanda di partecipazione al corso dovrà essere presentata all'Ufficio Segreterie Studenti dell'Università della Valle d'Aosta, strada Cappuccini ad Aosta, entro le 14 di venerdì 26 settembre. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.univda.it.

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Pier Paolo Cervone (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Commento Pier Paolo Cervone SOLITO INIZIO CON PROBLEMI E POLEMICHE Quando suona la prima campanella ci sono ancora tante questioni da risolvere. La scuola non si smentisce. Comincia l'anno scolastico e si "scoprono" i problemi. Mancano le aule, mancano i docenti oppure i supplenti. Imperia si distingue per il caso mense. Lunedì partono le lezioni, ma la società di servizio che gestisce il settore non è ancora operativa. Il presidente, appena designato dal Comune, si scopre che è in ferie. Ma come? L'inizio dell'anno scolastico è alle porte e il dottor Gianluca Lisa è in ferie? E perchè non si mettono in ferie anche gli insegnanti? Oppure i genitori? Tanto le loro creature non potranno pranzare a scuola. Meglio essere a casa e poter preparare il pasto ai pargoletti. Questa società "Seris" (bel nome presago) non pare affatto seria. Già al momento della costituzione le polemiche si sono sprecate. Il Comune, coinvolto in prima persona, deve già correre ai ripari. E il buon assessore Fossati (bontà sua) si scusa con le famiglie interessate per i disagi arrecati. Ma poffarbacco! Non potevano pensarci prima? Sarà un anno scolastico tormentato. Soprattutto per la "restaurazione" voluta dal ministro Gelmini. Il ritorno al "maestro unico" nelle scuole elementari sta scatendando un putiferio. Ci saranno nelle prossime settimane agitazioni e scioperi. Sì, la scuola è partita.

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Roma, la gelmini fischiata al liceo - anna maria liguori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Urla e slogan al Newton Roma, la Gelmini fischiata al liceo Precari e studenti contro il ministro. La polizia identifica i contestatori, è polemica Il Pd: assurdo l'intervento degli agenti in borghese per un pacifico atto di dissenso "Ma io non mi fermo. Anzi, adesso cambierò anche la scuola media" ANNA MARIA LIGUORI ROMA - Prima la contestazione al grido di "vergogna" poi sono partiti i fischi, tanto forti da riuscire a zittirla: per il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, lunghi momenti di tensione davanti all'affollata platea riunita nell'aula magna del liceo scientifico romano Isacco Newton per la presentazione del libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti" presente l'ex ministro dell'Interno Giuliano Amato. Protesta che ha avuto un sorprendente risvolto: alcuni agenti in borghese hanno immediatamente individuato e identificato chi fischiava invitandoli poi cortesemente ad allontanarsi. "Quando è arrivata la Gelmini ero con altri colleghi, le ho detto "vergogna", "fateci lavorare". Subito dopo due agenti in borghese, gentili, ci hanno chiesto i documenti e glieli abbiamo dati - racconta E. W., insegnante precario aderente ai Cobas - Colleghi che conosco mi hanno raccontato che, in sala, anche a loro sono stati chiesti i documenti dopo che avevano interrotto l'intervento del ministro per esprimere il proprio dissenso. Mi pare un'esagerazione". Eppure alla guida della pacifica contestazione c'erano gli insegnanti precari presenti in aula, tutti appartenenti ai coordinamenti sorti in questi giorni per fermare i tagli di cattedre varati dal ministro Berlusconi. Per la Gelmini un attacco frontale che lei ha subito respinto: "Non voglio essere corresponsabile sul numero dei precari, denuncio una situazione che non ho creato io perché sono qua da tre mesi. La situazione è grave, occorre un intervento deciso". Ma durante l'incontro al Newton la Gelmini ha fatto anche un annuncio a favore degli insegnati, per loro una sorta di "Carta oro" che offre, gratis o quasi, cultura, dall'ingresso ai musei e allo sconto sui libri. Rimproverando a Floris di averle rubato l'idea (la Carta per i prof è una delle proposte avanzate dal conduttore di Ballarò nel libro), Gelmini ha anche precisato, sfidando le critiche ("so già di suscitare uno scandalo") che per finanziarla intende chiedere aiuto anche ai privati: "Fanno bene aziende e banche a sponsorizzare le squadre di calcio ma diano una mano anche alla scuola". E se l'annuncio dell'arrivo della Carta Oro ha strappato l'applauso, i fischi e le proteste hanno accolto i passaggi del ministro sul maestro unico e sul piano programmatico per il settore. Ma la Gelmini ha ribattuto punto per punto, citando a conferma della bontà delle sue scelte, i dati Ocse diffusi l'altro ieri. "Le brutte pagine dei giornali che sbattono l'Italia in fondo alle classifiche internazionali devono fare da sprone. Il Paese ce la può fare ad avere una scuola migliore". Al Pd il ministro rimprovera poca coerenza: "Bisogna fare una scelta: non si può essere riformisti, un partito che guarda al futuro e ai giovani, e poi semplicemente scegliere la mobilitazione senza avanzare proposte". Immediate le reazioni all'intervento degli agenti in borghese sui contestatori. Il ministro delle Politiche giovanili del governo ombra del Pd Pina Picierno stigmatizza quanto è avvenuto: "Ma in che Paese ci troviamo se ai fischi di qualche contestatore al ministro Gelmini si risponde con l'intervento delle forze di polizia?". Sulla stessa linea l'Unione degli Studenti che ha annunciato assemblee e cortei nei prossimi giorni. Ma il ministro Gelmini non si ferma: "Cambierò la scuola media. C'è un deficit di formazione. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto".

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Meno ore e solo 4 anni la commissione fantasma studia le nuove superiori - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca I punti del progetto Indiscrezioni sul piano del governo. Il ministero: ma non è all'ordine del giorno Meno ore e solo 4 anni la commissione fantasma studia le nuove superiori I tradizionali 5 anni resterebbero solo nei licei. Un taglio di 15 mila cattedre MARIO REGGIO ROMA - Scuole superiori che passano da quattro a cinque anni. Maturità a 18 anni. Meno orario e meno professori. Un quinto anno solo per chi andrà poi all'università. Per gli studenti dei tecnici e professionali, la stragrande maggioranza, si aprirebbe la strada della ricerca di un lavoro. Solo chiacchiere di corridoio oppure è vero che il ministro Gelmini, assieme a Tremonti, intende mettere a dieta anche le scuole della secondaria superiore? Il ministero della Pubblica Istruzione smentisce: "Si tratta di un tema non all'ordine del giorno e che non è presente nelle proposte che il Ministero presenterà al Parlamento". Una replica lapidaria, ma il giallo resta. D'altro canto, il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che intende cambiare presto anche la scuola media: "Servono più italiano, matematica e inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio fare presto". Secondo le solite indiscrezioni, una commissione mista Tesoro-Istruzione, sta studiando come ripartire i tagli delle 110 mila cattedre e dei 44 mila nella prossima Finanziaria. Fino ad ora si è parlato solo e soltanto del maestro unico alle elementari. Ma i tagli, spalmati nei prossimi tre anni, dovranno coinvolgere anche le medie e le superiori. Il punto interrogativo è stabilire come. Sempre secondo le solite indiscrezioni la commissione fantasma sulla riforma avrebbe in programma di portare a 30 il monte ore settimanale nei licei, l'unica strada per approdare all'università. Per tutti gli altri istituti superiori gli anni di corso si ridurrebbero a quattro con la possibilità di passare ad un percorso formativo successivo per prepararsi al lavoro. Quale lavoro, vista la situazione dell'economia italiana, resta alquanto nebuloso. E sempre il mercato del lavoro dovrebbe assorbire più di 200 mila precari della scuola che ormai hanno pochissime speranze di diventare insegnanti di ruolo. Per i tecnici e professionali il tetto massimo di ore dovrebbe scendere a 32 settimanali. Un'ulteriore sforbiciata dopo la riduzione già operata dall'ex ministro Giuseppe Fioroni da 40 a 36 ore. Solo l'intervento sugli orari di insegnamento dovrebbe portare ad un taglio di 15 mila cattedre. Ma non basta. Tra le misure allo studio sarebbe prevista la riduzione degli indirizzi e delle sperimentazioni che oggi sfiorano quota 900. Comunque la riduzione di un anno del corso di studi non è una novità. Luigi Berlinguer ci provò puntando con l'accorpamento tra elementari e medie a sette anni, ma alla fine dovette arrendersi. Stessa sorte toccò a Letizia Moratti quando annunciò l'intenzione di ridurre a quattro anni la scuola superiore. Oltre a non essere un'idea nuova è stata di nuovo proposta al Forum di Cernobbio, lo scorso 7 settembre, alla presenza del ministro e frutto di una ricerca Siemens-European House Ambrosetti. Tra le proposte, che porterebbero ad un risparmio di 6 miliardi di euro l'anno: scuola superiore di quattro anni e cancellazione dell'esame di maturità. Esame sostituito da una prova gestita da un ente terzo. Un sistema di valutazione con un ente terzo che controlli i rendimenti di istituti, insegnanti e studenti, nonché l'eliminazione dei concorsi pubblici per diventare insegnanti. Concorsi sostituiti da un test che include anche l'attitudine psicologica all'insegnamento. In attesa che le vere intenzioni del governo vengano alla luce in Parlamento il Partito Democratico alla Camera ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità al decreto Gelmini sulla scuola.

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Liceo visconti gli studenti si dividono sulla didattica - viola giannoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Il caso Liceo Visconti Gli studenti si dividono sulla didattica VIOLA GIANNOLI Non si placa la polemica al liceo Visconti. Dopo la lettera di denuncia di Rita Rossi, madre di una studentessa, le repliche del preside Rosario Salamone e l'invio di ispettori chiesto dal deputato del Pd Roberto Giachetti, il consigliere comunale Athos De Luca (Pd) annuncia una lettera al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Con tutti i programmi da affrontare e le problematiche dei giovani - dichiara De Luca - chiedo al ministro se il tema proposto al Visconti, "il valore rivoluzionario della gentilezza", sia adatto a un ginnasio e sia inerente alla formazione di uno studente". Dello stesso parere Rita Rossi che precisa: "Non voglio personalizzare la vicenda, la mia è una battaglia in difesa della scuola pubblica". Intanto il fronte degli studenti si spacca tra accusa e difesa. Francesca Marocco e Elena Franceschetti della I B non hanno dubbi: "Il rapporto con i professori è buono. E spesso i genitori spingono i figli a scelte scolastiche sbagliate". Di parere simile anche Giulio, II B: "Il livello dei docenti è molto alto e la severità è funzionale all'insegnamento. Simpatie dei professori verso alcuni studenti esistono, ma non ci sono "cocchi"". E sulla reintroduzione degli esami a settembre, aggiunge: "Finalmente c'è più meritocrazia". Critico, invece, Tommaso Matone, rappresentante degli studenti al consiglio d'istituto: "Aiutare i ragazzi carenti in alcune materie attraverso i corsi di recupero è giusto in linea di principio, ma i mezzi per istituirli sono insufficienti". Quanto alla severità eccessiva di giudizio nel liceo aggiunge: "Alcuni docenti pretendono molto. La scuola è "crudele", non ti aspetta, e in parte è anche giusto. Ma se la rigidità diventa fine a sé stessa allora si tratta di sadismo".

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Maestro unico sit in a montecitorio - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Scuola Maestro unico sit in a Montecitorio TEA MAISTO Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini incontrerà famiglie e docenti delle scuole anti-maestro unico del coordinamento capitolino "Non rubateci il futuro". "Ho invitato il ministro a un incontro che organizzeremo nel VI municipio dove il coordinamento è in mobilitazione - spiega l'assessore comunale alla Scuola Laura Marsilio - per parlare della riforma con le famiglie, gli insegnanti e gli studenti, per informarli sul piano programmatico del ministro". La data dell'incontro potrebbe essere fissata per la fine del mese. SEGUE A PAGINA XIX.

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Sostegno, via ai risarcimenti ufficiali giudiziari nelle scuole - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Napoli I sindacati I precari Mentre si intensificano le proteste contro i tagli, il Tar condanna gli istituti a pagare i danni ai disabili Sostegno, via ai risarcimenti ufficiali giudiziari nelle scuole Vogliamo mobilitare a difesa dell'istruzione pubblica anche le famiglie e le associazioni Sbloccate subito i 400 posti di lavoro annunciati dall'assessorato regionale BIANCA DE FAZIO Non si ferma la mobilitazione dei precari napoletani finiti sotto la tagliola del ministro Gelmini. I posti di lavoro sono diminuiti di quasi 5 mila unità. Un dato che equivale a un'emergenza. Mentre per i piccoli disabili delle nostre scuole l'anno inizia con il risarcimento, a cui hanno diritto, per aver usufruito dell'insegnante di sostegno in ritardo o per meno ore del dovuto. Sono questi i due fronti della protesta del mondo della scuola che ieri, ancora una volta, hanno portato le loro istanze in piazza. Rispettivamente con un'assemblea (i precari) e una manifestazione (i genitori degli studenti handicappati). Questi ultimi, coordinati dall'associazione "Tutti a scuola", si sono dati appuntamento in piazza Carità per annunciare che sin da oggi nelle scuole a cui il Tar ha imposto il risarcimento per i bambini disabili giungeranno gli ufficiali giudiziari che pignoreranno i beni degli istituti, se i dirigenti non si decideranno a firmare gli assegni dovuti alle famiglie: sono 12 le scuole che già da luglio avrebbero dovuto "pagare" per rimborsare altrettanti ragazzini che hanno chiesto al Tar - e hanno ottenuto - un congruo numero di ore di sostegno, mentre gliene erano state assegnate appena una manciata. Si va dalla Cimarosa - che dovrà sborsare ben 3.683 euro - alla D'Avino (dove i piccoli Giuseppe e Lucia hanno diritto a più di 1.900 euro ciascuno), dal professionale De Sanctis alla media Capasso, dalla Villanova al 12esimo circolo didattico, e via elencando. "Questi risarcimenti sono solo i primi a essere attivati - aggiunge Toni Nocchetti, portavoce dell'associazione - ne giungeranno almeno altri 100, visto che per lo scorso anno scolastico i piccoli disabili hanno vinto tutti e 120 i ricorsi presentati al Tar contro lo scarso numero di ore di sostegno". Ore dimezzate, nel caso di Antonio, un ragazzino di Torre del Greco che l'anno scorso ne aveva 18 e ora ne ha solo 9. Così mentre il ministero della Gelmini, per il tramite delle scuole, si prepara a staccare gli assegni di risarcimento (pena il pignoramento dei beni), i sindacati preannunciano una "battaglia forte e capillare contro i tagli". Cgil Cisl e Uil hanno convocato una conferenza stampa, ieri, per esporre le tappe della mobilitazione. Ma l'appuntamento si è trasformato in un'assemblea: centinaia i precari intervenuti, decine quelli che hanno preso la parola per raccontare la loro disperazione di docenti rimasti senza cattedra e senza stipendio. E se i precari stessi si ritroveranno oggi alle 15.30 all'Isabella d'Este (l'assemblea è convocata dalla Cgil scuola), i sindacati hanno in cantiere il coinvolgimento della cosiddetta "società civile". "Vogliamo mobilitare in difesa della scuola pubblica anche i genitori, le associazioni, le istituzioni. Oltre, ovviamente, ai parlamentari locali" spiega Giuseppe Vassallo, segretario regionale Flc Cgil. La prima iniziativa programmata vedrà un sit-in, lunedì mattina (il primo giorno dell'anno scolastico), dinanzi alla prefettura, con l'ennesima richiesta di un incontro col prefetto. Poi sarà la volta del volantinaggio nelle scuole, per spiegare le conseguenze drastiche della politica del governo non solo sul fronte occupazionale, ma anche sulla qualità dell'istruzione e del diritto allo studio. E ancora assemblee regionali delle rappresentanze sindacali delle scuole, collegi dei docenti su questi temi e richieste all'ufficio scolastico regionale di sbloccare, subito, i 400 posti di lavoro annunciati dall'assessorato regionale all'Istruzione.

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Il progetto gelmini per la restaurazione - franco buccino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Napoli IL PROGETTO GELMINI PER LA RESTAURAZIONE FRANCO BUCCINO l ministro Gelmini ha fatto conoscere in queste settimane ad ampi strati della popolazione concetti come compresenze, tempo pieno, organico funzionale, rete scolastica. Elementi importanti della nostra idea di scuola, e che noi non siamo riusciti a socializzare con molti. Peccato che il ministro li riprenda con l'intenzione di archiviarli o di stravolgerli. A cominciare dalla compresenza, che è il cardine del rinnovamento della scuola di questi ultimi decenni, in particolare della scuola di base, ma che in modo sempre meno episodico si diffonde anche nella secondaria. La compresenza, pur riguardando una piccola parte dell'orario scolastico, favorisce l'idea e la pratica della interdisciplinarietà, un approccio meno unilaterale alle problematiche e agli argomenti di studio. Permette, attraverso la contemporaneità della presenza degli insegnanti in classe o la divisione della classe in gruppi, recuperi e individualizzazione di alcuni interventi. E soprattutto costringe gli insegnanti a uscire dall'isolamento, a confrontarsi su metodi, programmi e valutazioni. Il confronto sugli alunni, ad esempio, li porta a esprimere giudizi anziché voti numerici. La compresenza quindi esalta la professionalità docente. Dagli anni Settanta il "tempo pieno" è il modello di scuola che incarna questi principi, utilizza competenze, specializzazioni, vocazioni e creatività degli insegnanti. Ma il "tempo pieno" richiede sforzi economici e politiche scolastiche non indifferenti da parte dei Comuni: ecco perché si è diffuso solo in alcune aree del Paese, tutte del centro nord. Solo il ministro Gelmini, avendo derubricato il tempo pieno a un tempo allungato su cui insistono maestri che non comunicano tra loro, può prometterne l'espansione. Anche perché eliminerà "i moduli" in tutte le altre classi. Dagli anni Novanta, infatti, si è attuata una riforma della scuola elementare che ha recuperato e generalizzato la cultura del tempo pieno con i cosiddetti moduli: due insegnanti su tre classi, ai quali si affiancano per breve tempo altre figure, come l'insegnante specialista di lingua straniera. Allo stesso modo nella scuola media si è diffuso il tempo prolungato, che vede all'interno dell'orario cattedra dello stesso insegnante attività curricolari, extracurricolari e compresenze. Anche nelle scuole superiori sperimentazioni, progetti, attività laboratoriali, alternanza scuola lavoro, portano gruppi di lavoro, compresenze, interdisciplinarietà. E però, per onestà, occorre dire che negli ultimi anni tutti i governi si sono convinti di spendere troppo e male per l'istruzione e della necessità di ridurre la spesa. Un obiettivo che hanno perseguito in modo contraddittorio: senza un programma chiaro, hanno tagliato in modo casuale e scoordinato, producendo grossi danni, senza neppure ottenere i vantaggi sperati. La Moratti riducendo il tempo scuola ha lasciato inizialmente lo stesso organico illudendo le scuole che avrebbero fatto meno scuola con più insegnanti, ma poi è uscita allo scoperto e sono continuati i tagli del personale. Fioroni ha innalzato l'obbligo, è intervenuto generosamente sull'organico di fatto, per poi riprendere i tagli con più determinazione, perfino sul sostegno. Ma rischiano di passare per dilettanti rispetto al ministro Gelmini, che aggredendo contemporaneamente tempo scuola e organico, avvia un processo di restaurazione della scuola italiana. Il ministro è caduta in un tragico equivoco: ritenendo che tutto l'orario di un insegnante è orario frontale e che non c'è spazio e necessità per compresenze e programmazione, ritiene che basti un maestro unico per il tempo normale, due maestri unici per il tempo pieno; stesso discorso per il tempo prolungato alle medie; alle superiori già è pronto il piano per una sostanziosa riduzione d'orario e quindi di docenti. La rete scolastica da un sistema innervato nel territorio, soprattutto nei punti critici e deboli, diviene una rete commerciale che deve seguire le leggi del mercato. La riduzione di almeno il venti per cento delle scuole, circa duemila, della rete scolastica, eliminerà altre sacche di inefficienza e improduttività, e abbasserà il numero degli addetti. E nonostante tutto ciò assisteremo alla quadratura del cerchio: meno docenti e più tempo scuola, come ripete continuamente la Gelmini, non so con quanta convinzione. Le maestre precarie vestite a lutto piangono per sé e per i loro alunni. Si sta creando un vasto movimento di protesta contro i provvedimenti del ministro ed è probabile oltre che auspicabile che sia costretta a fare marcia indietro. Semmai i provvedimenti o alcuni di essi andassero avanti, sarebbe opportuno che le quote di tempo pieno fossero ripartite equamente sull'intero territorio nazionale, meglio ancora bisognerebbe riproporre ex novo la ripartizione dell'organico tra tutte le regioni secondo la logica dell'organico funzionale. L'ultimo concetto che la Gelmini ripropone nelle sue esternazioni: una sfida che a mio avviso bisognerebbe accettare. Un organico funzionale per ogni scuola, funzionale al numero degli alunni, ai tempi scuola richiesti o necessari per le caratteristiche socioambientali del territorio. Un organico funzionale sul quale si eserciti l'autonomia della singola istituzione scolastica per raggiungere gli obiettivi definiti. Che è l'unico modo di salvare oggi la scuola pubblica dalle idee restauratrici della Gelmini, ma anche dal tracollo finanziario.

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"ingiusti i tagli degli insegnanti" - massimo vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze Lunedì la prima campanella, già martedì funzioneranno le mense. Con una novità: gli "assaggiatori" del cibo saranno i bambini "Ingiusti i tagli degli insegnanti" Lastri attacca Gelmini: "Il 76% dei genitori chiede il tempo pieno" "Molti dei servizi che garantiamo alle famiglie rischiano di essere cancellati" La novità sono i menu che educano alla cucina vegetariana MASSIMO VANNI "Siamo preoccupati per un anno scolastico che inizia sotto il segno dei tagli annunciati dal ministro Gelmini. Sono il frutto di una visione arretrata della scuola, non solo ingiusto. E molti dei servizi che anche quest'anno siamo in grado di offrire alle famiglie rischiano di essere in futuro cancellati". L'assessore all'istruzione Daniela Lastri presenta le novità del nuovo anno che scatterà da lunedì 15 prossimo, prima fra tutte quella di far testare e giudicare il cibo della mensa dagli stessi consumatori, cioè gli alunni, e se la prende con i tagli annunciati dal governo Berlusconi. "Il più grave di tutti è il ritorno ad un insegnante unico. Un vero e proprio passo indietro, perché così facendo si tolgono insegnanti proprio nel momento in cui aumentano sia la popolazione scolastica sia la richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie, che a Firenze ha raggiunto ormai la quota del 76 per cento", punta il dito l'assessore. Convinta che anche "il voto in condotta certo non risolve i problemi del bullismo mentre l'idea del grembiule è solo fumo negli occhi". L'esatto opposto insomma di quello che è stato a Firenze negli ultimi dieci anni, dove nonostante le difficoltà dice Lastri, "abbiamo investito oltre 100 milioni di euro". Tranne la scuola d'infanzia Don Minzoni (zona Castello) e le scuole secondarie di primo grado Verdi (San Jacopino) e Pieraccini (viale Lavagnini), in tutte le altre scuole si comincia lunedì. Un avvio che coinvolgerà un totale di 32.291 alunni dai 3 ai 14 anni, 400 in più rispetto l'anno scorso: 2.558 nelle scuole d'infanzia del Comune, 4.364 in quelle statali, 12.394 nelle scuole primarie (le elementari), 7.821 in quelle secondarie di primo grado (le medie inferiori) e 4.854 delle scuole paritarie. I ragazzi stranieri iscritti alle scuole pubbliche passano da 3.681 (il 13,5 per cento) a 3.977 (il 14,5 per cento). E primo giorno di scuola a orario ridotto a parte, le mense apriranno già da martedì, assicura Lastri. E proprio sulle mense, che garantiranno il pasto a 24.785 alunni, si concentrano alcune delle novità. Da una parte con un progetto di educazione alimentare rivolto alla cucina vegetariana, etnica, tradizionale fiorentina e dietetica. Dall'altra con il progetto di controllo sulla qualità del cibo che, con la collaborazione dell'università, coinvolgerà direttamente gli alunni: ad un campione casuale delle terze, quarte e quinte della scuola primarie e della scuola media sarà sottoposto un questionario con l'obiettivo di misurare qualità, quantità e gradimento. Confermato anche il servizio di pre e post-scuola in tutte le scuole primarie (un'ora prima delle lezioni, dalle 7.30 alle 8.30 e un'ira dopo nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 17.30). Saranno quasi 3mila le famiglie che ne usufruiranno. Gli alunni che si avvarranno del servizio di trasporto scolastico, per chi abita a più di 1 chilometro di distanza dalla scuola, invece sono 1.132. I disabili sono 66, di cui 25 non deambulanti. E ai disabili verrà anche assicurato, sostiene l'assessore Lastri, "un qualificato servizio di assistenza". E nonostante il passaggio di competenze alla Provincia, tiene a dire la responsabile dell'istruzione, Palazzo Vecchio continuerà anche per questo anno scolastico a prendersi cura dei disabili che frequentano la scuola media superiore. Quasi un migliaio, 150 in più dell'anno scorso, i bambini stranieri iscritti ai centri di alfabetizzazione dove si studiano i rudimenti della lingua italiana: "Un servizio che nessun'altra città italiana ha messo in piedi", dice l'assessore Lastri. E in totale, i costi sostenuti dall'amministrazione comunale per la fornitura dei servizi di supporto alla scuola ammontano a 22 milioni e mezzo di euro. Da sola la refezione ne assorbe 14, mentre per l'inserimento degli alunni diversamente abili si spendono circa 3 milioni e mezzo. A questi, conclude Lastri, vanno però aggiunti gli investimenti effettuati sui plessi scolastici: proprio per quest'anno sono state completamente rinnovate due scuole dell'infanzia, Villa Ramberg e Giotto. Mentre per la scuola dell'obbligo è stata riallestita la Don Minzoni e sono stati sostituiti tavole e sedie dei refettori Duca D'Aosta e Manzoni. SEGUE A PAGINA V.

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Scuola, fumata nera all'incontro tra sindacati e ufficio scolastico (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bologna La rivolta contro la riforma varata dal ministro Gelmini Scuola, fumata nera all'incontro tra sindacati e ufficio scolastico Quattordici sezioni delle materne non hanno maestri per garantire il pomeriggio Nessun accordo tra i sindacati della scuola e l'ufficio scolastico provinciale, le proteste contro i tagli vanno avanti e lunedì resta in agenda il sit-in convocato per le 15 in via de' Castagnoli, sotto la sede dell'Usp, per denunciare "la gravissima situazione degli organici all'apertura dell'anno scolastico". Mentre oggi si incontrano alle scuole Guido Reni, in vicolo Bolognetti 10, genitori e insegnanti che protestano contro il decreto che istituisce la figura del maestro unico e minaccia il tempo pieno alle elementari, l'assessore provinciale Paolo Rebaudengo mette in fila tutti i numeri dell'emergenza. "L'incontro convocato in prefettura a seguito della dichiarazione dello stato di agitazione dei sindacati si è concluso con un ennesimo rinvio, ormai mancano pochi giorni, i numeri non fanno ben sperare - commenta l'assessore Provinciale - sembra assodato che la risposta in termini di supplenti sarà più bassa della richiesta, che non avremo tutti e 144 i professori di cui la scuola bolognese ha bisogno per ricominciare l'anno scolastico. C'è da augurarsi che con le nomine non si vada oltre sabato, ultimo giorno utile prima dell'inizio delle lezioni, e che comunque la risposta sia il più completa possibile, anche se solo parziale". Dall'Ufficio scolastico del dirigente Vincenzo Aiello intanto arrivano rassicurazioni, sia sulla copertura degli insegnamenti curricolari che sui 22 posti ancora vacanti delle Aldini, la scuola che da quest'anno passa allo Stato e dove lunedì alle 12 si inaugurerà ufficialmente l'anno scolastico in Emilia Romagna. Secondo le stime della Provincia, a tutt'oggi la carenza degli insegnanti rimane comunque grave: 14 sezioni della scuola dell'infanzia non hanno maestri per il pomeriggio, 2 sono del tutto scoperte, mancano 120 insegnanti di inglese alle elementari, 52 professori alle medie e 35 alle superiori, soprattutto per le lingue straniere. Non sono state assegnate neanche le 8 cattedre per la scuola dei bambini in ospedale e i 7 insegnanti che servono per i corsi in carcere. A rischio anche le scuole serali degli adulti, con otto cattedre mancanti. Di fronte alla situazione, le organizzazioni sindacali Flc-Cgil, Cisl Scuola e Snals hanno diffuso una secca nota in cui si lamenta di essere ancora a livello di "assicurazioni" quando mancano solo pochi giorni all'inizio delle lezioni. "Poiché le organizzazioni sindacali sono abituate a valutare fatti precisi - dice la nota - confermano sia lo stato di agitazione che il presidio dei lavoratori della scuola bolognese lunedì alle 15". (eleonora capelli).

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Scuola, tagliati 1400 prof dimezzati i corsi di lingua - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Bari Scuola, tagliati 1400 prof dimezzati i corsi di lingua Molte classi hanno perso anche il tempo prolungato e continuando così la Puglia rischia di essere messa sempre più ai margini CAMILLA POVIA E' un anno nero per la scuola pugliese. Tra grembiulini e voti in condotta, si cominciano a vedere anche gli effetti dei tagli dei 1400 posti di lavoro inseriti nella finanziaria dello scorso anno. Diminuiscono, così, anche le cattedre della seconda lingua, il francese, lo spagnolo e il tedesco. Il dato è emerso ieri al liceo Euclide di Bari durante le nomine per le insegnanti supplenti della scuola media e superiore. Sono 101 le cattedre assegnate per l'insegnamento del francese, contro le 142 dello scorso anno. Undici le supplenze assegnate per la lingua spagnola, contro le 22 del 2007. E solo tre quelle per il tedesco, a fronte delle sei dello scorso anno. Per la prima volta in un mese, non sono i tagli del governo Berlusconi a destare preoccupazione e né quelli del ministro Gelmini a sollevare polemiche. "Le cattedre di lingua che sono state dimezzate - spiega Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - non sono altro che l'effetto dei tagli della finanziaria di Prodi, 1400 unità in meno nel giro di pochi mesi". La scuola media Ungaretti di Bari, per esempio, ha perso una cattedra di tedesco. Stessa situazione a Polignano, nella scuola media Volta e nella scuola media di Palo del Colle. "Dai dati si può notare come l'insegnamento del tedesco stia scomparendo - ha continuato la Gissi - ci hanno dimezzato le cattedre di una lingua importante. E questo è solo l'inizio". E pensare che i tagli di 1400 posti di lavoro, in un primo momento, potevano anche essere molti di più. "L'intervento sindacale ha ridotto un po' il numero - ha detto Claudio Menga, segretario generale Flc Cgil - all'inizio c'era stata una previsione peggiore ma abbiamo scioperato e ci siamo battuti per limitare il danno. Ma io mi chiedo, se già adesso la scuola pugliese è così in ginocchio, come sarà dopo i tagli del ministro Gelmini?". Oggi i precari in tutta la Puglia sono 18.730. Sono tutti quei docenti che non hanno un lavoro, che sono in graduatoria da diversi anni e che aspettano invano di essere chiamati a insegnare. Quello che possono fare, è sperare nella malattia di un collega o nella maternità di un altro. Possono, anche, incrociare le dita per qualche pensionamento. E l'anno prossimo sarà ancora peggio. I tagli triplicheranno e il divario tra alunni e docenti sarà sempre maggiore. "La Puglia è la regione con più ragazzi per classe - ha continuato Menga - al nord abbiamo un docente ogni 8 alunni, qui da noi uno ogni 12". Gli iscritti si moltiplicano e i professori vengono tagliati. E' la beffa della scuola pugliese. "Con i tagli di 1400 posti di lavoro, molte classi hanno perso anche il tempo prolungato - ha aggiunto Menga - e continuando così, la scuola pugliese rischia di essere messa sempre più ai margini". Intanto continuano le nomine per i supplenti: oggi è il turno dei maestri di scuola elementare. Poi toccherà ancora alle scuole superiori, soprattutto per le discipline giuridiche e per scienze. Non è escluso che qualche supplenza venga assegnata durante il corso dell'anno. Quello che è certo è che sarà una delle ultime. Perché i tagli del nuovo governo sono già in arrivo.

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Napolitano difende la ricerca. E la Gelmini? (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Rino Falcone* Giulio Peruzzi** Il primo settembre il Presidente della Repubblica ha inviato una lettera al ministro Gelmini per sollecitarle attenzione nei riguardi della ricerca scientifica. La lettera accompagnava un breve ma intenso documento elaborato nell'ambito della comunità di riferimento, risultato anche di appelli sottoscritti da migliaia di scienziati italiani (www.osservatorio-ricerca.it). Questo atto del Quirinale è conseguenza di una sensibilità mostrata da Giorgio Napolitano fin dall'insediamento alla Presidenza della Repubblica e arriva al termine di un confronto con una parte della comunità scientifica (che ha visto la salita al Quirinale lo scorso 9 luglio di una delegazione guidata da Rita Levi Montalcini) che da anni denuncia un clima di disinteresse se non d'ostilità nei confronti di un settore che traina il carro delle società moderne verso il progresso economico, sociale e civile. Il Presidente raccoglie così le preoccupazioni e le speranze che vengono da questo mondo e le porge, con l'autorevolezza della sua posizione istituzionale, all'attenzione del mondo politico e del Governo, mostrando una determinazione del tutto coerente con una situazione allarmante testimoniata da vari fatti. 1) Le risorse umane e finanziarie investite in ricerca e università sono inadeguate rispetto al potenziale della nostra economia. Il confronto con gli altri Paesi (europei e non) è impietoso: percentuale di Pil investito, quantità di finanziamento pubblico e privato, numero di ricercatori, export di alta tecnologia, qualificazione personale nelle aziende, etc., sono tutti indicatori che ci vedono clamorosamente indietro. I governi europei riuniti a Lisbona nel 2000 stilarono un accordo che prevedeva l'accrescimento di investimenti in ricerca e alta formazione (obiettivo: 3% di media europea nel 2010). L'Italia ha fino ad oggi marcatamente disatteso quell'accordo. L'ultimo atto, il decreto Tremonti dello scorso giugno, prevede la riduzione di risorse (in 4 anni condurrà a circa 450 milioni di euro in meno il fondo ordinario delle università) e la riduzione del turn-over (80%) fino al 2011 anche per università e ricerca. Ossia mentre l'agenda Lisbona (e la logica di sviluppo) prevede una crescita del personale qualificato, si decide per i prossimi 3 anni (tempo enorme alle attuali velocità) di ridurlo sensibilmente: 10 vanno in pensione, 2 saranno assunti. 2) Le università italiane, anche se tra molte contraddizioni ed alcune evidenti storture e malcostumi (primo fra tutti: un reclutamento non sempre basato sul merito), hanno garantito al Paese un livello alto, qualificato e aperto di ricerca e formazione. Ebbene il decreto Tremonti prevede la possibilità della loro trasformazione in fondazioni private. Sono evidenti i rischi per l'autonomia degli atenei e dei docenti oltre che per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano economico. Si rischia di trasformare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione debole e con accessi differenziati in base al censo. 3) L'erogazione dei finanziamenti pubblici avviene spesso attraverso metodi diversi dalle valutazioni di merito. È necessario fare in modo che gli investimenti pubblici siano sottoposti a una procedura di verifica del merito come avviene in ambito internazionale attraverso il consolidato metodo della verifica tra pari (peer review). 4) L'Italia contribuisce con politiche e finanziamenti inadeguati allo sviluppo dello Spazio Europeo della Ricerca. I parametri di valutazione dell'attività di ricerca, i meccanismi di reclutamento e di sviluppo di carriera e le risorse economiche minime da destinare alla ricerca di base dovrebbero costantemente essere riferiti a quelli fissati nell'ambito dell'Unione Europea. Alcuni segnali recenti, in primis il blocco della roadmap nazionale per le grandi infrastrutture di ricerca, sembrano aggravare la situazione. Giorgio Napolitano non ha avuto dubbi sulla rilevanza delle questioni citate. Ha preso carta e penna e ha richiamato le autorità di Governo alle loro responsabilità. L'importanza di questo gesto va ben oltre le conseguenze che l'atto stesso potrà immediatamente produrre. L'Italia avrà la forza di restare nel nuovo orizzonte della società della conoscenza se farà crescere e diffondere i saperi. Se aggiornerà il proprio patrimonio infrastrutturale di conoscenze, servizi e produzione, se accrescerà la qualificazione del personale lavorativo, se valorizzerà i metodi per la partecipazione attiva alla cittadinanza, se avanzerà il proprio sviluppo tecnologico, se migliorerà la qualità e la disponibilità dei servizi e così via. Ma l'ottenimento di questi risultati ha bisogno di un traino culturale che può affermarsi solo attraverso scelte politico-strategiche che sono anche il frutto di affermazioni culturali simboliche. Il gesto del Presidente va esattamente in questa direzione e ci indica una svolta cui guardiamo con rinnovata speranza. * Istc-Cnr e Osservatorio sulla Ricerca ** Università di Padova e Osservatorio sulla Ricerca.

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Fischi per la Gelmini. E subito interviene la polizia La ministra contestata in una scuola romana. Gli agenti in borghese identificano chi protesta (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

/ Roma NON C'È difesa per lo studente che prenderà 5 in condotta. Bocciato. Per il ministro titolare della riforma c'è invece un modo per bloccare fischi e contestazioni: fa- re identificare dalle forze dell'ordine chi ha osato dimostrare, anche in modo vivace, di non essere d'accordo con le nuove norme che disegnano la scuola del futuro guardando al passato. Aula magna del liceo "Newton". Gremita. Gran caldo e ospiti illustri. Per la presentazione del libro di Giovanni Floris, La fabbrica degli ignoranti, non hanno mancato l'appuntamento il presidente Giuliano Amato, nonostante la questione della presidenza della commissione Attali in versione capitolina. Ma anche il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nell'occhio del ciclone da giorni che, impavida e sicura di sè, affronta una platea che già è scritto che, almeno in parte, le riserverà un'accoglienza non proprio amichevole. D'altronde se viene messo in discussione un posto di lavoro, anche se precario, non è che ci sia proprio da aspettarsi un'accoglienza amichevole. Ed è andata proprio così. Il ministro compare e il fischio parte. "State portando la scuola allo sfascio" grida una ragazza. "Vergogna" arriva da un'altra parte. "Così non si migliora niente". "Fateci lavorare". Solerti ma discreti agenti in borghese intervengono. Chiedono i documenti, annotano i nomi, allontanano i contestatori. Alla fine sul registro dei cattivi ci finiranno in otto. Mentre il dibattito sui modi di intendere una scuola migliore prosegue, presente l'autore, moderato da Ferderico Geremicca, anche per evitare il prolungarsi della "disfatta" a cui il sottotitolo di Floris fa riferimento, si può assistere ad una imprevista lezione di tenuta dell'ordine pubblico che rischia di scivolare nell'intimidazione. Peccato che in altre occasioni, certamente più pericolose, non ci sia stata la stessa capacità di intervento. Di questi tempi sono evidentemente più pericolosi i precari degli ultras camorristi. Giusto per fare l'esempio più recente. Il ministro difende la sua riforma "che non guarda al passato" ed "il governo responsabile" di cui fa parte che deve, per necessità, "rivedere le modalità di spesa". L'imperativo è uno: tagliare. A cominciare dai posti di lavoro, ed è una certezza, in cambio di ipotetiche promesse su tempo pieno, migliori remunerazioni e "carte oro" che aprirebbero la via dell'aggiornamento attraverso l'accesso libero a musei, cinema, teatri e tutto quanto fa cultura. Il ministro in cattedra fa anche la lezione al Pd rimproverandolo di avere poca coerenza. "Bisogna fare una scelta: non si può essere riformisti, un partito che guarda al futuro e ai giovani, e poi semplicemente scegliere la mobilitazione senza avanzare proposte". Anzi, contestando chi "protestano contro il piano programmatico senza conoscerlo visto che non l'ho ancora presentato". Giuliano Amato, professore, non ci sta: "Lo lasci dire a uno di lunga esperienza, il Pd è un partito che le proposte le farà. Non può pensare che sia solo una battaglia contro di lei". E'accorato Amato quando deve riconoscere che "la scuola non riesce ad essere una priorità per nessuno, anzi è una priorità conclamata e non realizzata". Cita Gramsci, la necessità di allargare sempre più la platea fornendo strumenti a tutti, indipendentemente dalle possibilità delle famiglie in cui sono nati e, a proposito dei tagli, ammonisce "non si può dire: voi ve ne andate e basta". Il dialogo prosegue. Il ministro non accenna a fermarsi. Viene preanunciata anche una riforma della scuola media. Il presidente Amato auspica la ripresa del dialogo. Un esercizio che, in questi ultimi quindici anni, condizionato dal berlusconismo e dall'antiberlusconismo ha perso la sua principale capacità che è quella del confronto "senza necessariamente doversi trovare sempre d'accordo". Insomma c'è "un limite oltre il quale la partigianeria politica diventa ottusa e lontana dai problemi del Paese". Vale per la scuola. Ma anche per l'Attali?.

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Tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XXV - Roma TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Intanto, le 40 scuole del comitato hanno organizzato per oggi a mezzogiorno un sit in davanti a Montecitorio con tanto di striscione: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E sul fronte del maestro unico, una novità potrebbe venire dal Comune: "Si sta ragionando sulla possibilità di collocare gli insegnanti in esubero presso l'assessorato alla Scuola, nei servizi educativi e nelle iniziative sulla dispersione scolastica - spiega l'assessore Marsilio - ma è una possibilità da verificare in merito alla disponibilità di bilancio e anche perché fonti ministeriali ci dicono che non dovrebbero esserci esuberi grazie ai pensionamenti e al potenziamento del tempo pieno".

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La crisi del turismo, le colpe degli operatori (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 217 del 2008-09-11 pagina 4 La crisi del turismo, le colpe degli operatori di Massimiliano Lussana (...) non ha fatto sfracelli nel settore turistico, affidato al sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. Occorre essere onesti intellettualmente e dire che, in pochi mesi, i miracoli non li fa nessuno e quindi sarebbe fuori luogo aspettarseli da MVB. Però è vero che, altrove, i miracoli in pochi mesi sono avvenuti e che Berlusconi li ha fatti: penso alla sicurezza; penso alla diminuzione del 40 per cento delle assenze nel pubblico impiego, grazie all'ottimo lavoro del ministro Renato Brunetta; penso al ritorno del nucleare voluto da Claudio Scajola; penso, soprattutto, al miracolo napoletano del sottosegretario Guido Bertolaso che ha ripulito la città in meno di due mesi; penso all'Alitalia; penso al corpus di riforme nella scuola di Mariastella Gelmini; penso al lavoro di altri ministri, da Maurizio Sacconi a Giulio Tremonti, passando per Sandro Bondi. Tutto questo, sinceramente, al Turismo non è avvenuto. E - pur senza infierire sulla Brambilla, a cui spesso abbiamo riconosciuto alcuni indubbi meriti - certo non è bellissimo che gli interventi più significativi firmati nel mese di agosto (nel mese di agosto!) da colei che dovrebbe occuparsi della miniera d'oro italiana, il turismo, siano stati un'intervista a Repubblica per definire "incomprensibile" l'operato del custode veneziano che ha respinto la donna velata e una nota per dire che "nella crisi georgiana l'operato del ministro degli Esteri Frattini merita 10 e lode". Ora, al di là del merito dell'intervento, forse MVB era l'unica che avrebbe fatto meglio a tacere, visto che la polemica su Frattini riguardava la sua mancata presenza a un vertice internazionale sulla Georgia, visto che il titolare della Farnesina era in vacanza. Alle Maldive, però, non alle nostre latitudini. Ma, per l'appunto, non si può demolire chi è al governo da pochi mesi. E il giudizio è sospeso, anche perchè nel frattempo la Brambilla si sta riscattando con un piano per le riforme, come ad esempio quelle che sta elaborando per la scuola insieme alla Gelmini. Insomma: giudizio rimandato ad ottobre. Chi si può demolire, però, sono la giunta Burlando e il suo assessore Margherita Bozzano. Perchè, nonostante reiterate promesse e annunci, in questi anni non è stato partorito da parte dei politici regionali - che dopo l'abolizione del ministero hanno i veri poteri in campo turistico - lo straccio di un'idea vera per rilanciare Riviere e Entroterra. Non c'è marketing territoriale, non ci sono iniziative, non c'è sviluppo. Niente di niente. E grazie al cielo che ci sono le Cinque Terre, Portovenere, Santa e Portofino, il Tigullio e il Paradiso, Varigotti e la costa Savonese e la straordinaria pista ciclabile di Area 24 nell'imperiese e i borghi dell'interno. E grazie al cielo che c'è la Liguria, con la sua impagabile bellezza. Il resto, lo fanno gli operatori. E anche qui non mi dilungo. Perchè, purtroppo, l'esosità, la tendenza a trattare il turista come un pollo da spennare, la freddezza quando non la maleducazione nei confronti dei turisti, un certo modo di fare per il quale tutto è dovuto e i clienti sono fondamentalmente "utenti" di un monopolista della bellezza della costa, sono elementi che non scopriamo oggi. Il problema è che - tutti gli anni - siamo qui a denunciare le stesse cose e gli stessi problemi. Ma che, nonostante la crisi, molti operatori continuano a ragionare allo stesso modo, non facendo nulla per venire incontro ai turisti. E mi scuso con tutti quelli, e sono tanti, spesso anche tanti amici, che non ragionano così e che non solo rispettano il cliente, ma quasi lo coccolano. Ecco, se sono d'accordo, la loro battaglia è anche la nostra. Ma proteggere chi si approfitta dei turisti è il miglior modo per essere messi nel calderone e per dare testi ai cabarettisti della torta di riso che è finita. Ripeto: mi scuso con i tanti che lavorano bene e soprattutto con gli amici personali che lavorano bene. Ma basta passare il confine, andare solo a Serravalle Scrivia da un lato, a Cap Martin dall'altro e a Viareggio dall'altro ancora per trovare un'altra accoglienza turistica. Non è un'opinione, è un fatto, purtroppo è un fatto. Se si vuole essere credibili, gli operatori che lavorano bene (e sono tanti) devono essere i primi a condannare gli operatori che non lavorano bene (e non sono pochi). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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RITORNA LA PAURA DEI MONTI DESERTI (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Giro d'Alpe Enrico Martinet RITORNA LA PAURA DEI MONTI DESERTI Bisognerebbe tirare una linea di demarcazione. Sotto si vive, sopra il deserto. Provocazione? E perché no? Il deserto oramai è parola abusata per sottolineare il rischio che corre la montagna e non soltanto per gli effetti del clima. Si sa che il cataclisma è annunciato: fra cent'anni le montagne valdostane sormonteranno senza un pizzico di ghiaccio pietraie rossastre. Lo spopolamento, che anni fa era tragica premessa di una montagna senza l'uomo, si riaffaccia. C'è l'Uncem che grida al pericolo della chiusura delle scuole dei paesi delle vallate e chiede un incontro con il ministro Gelmini, c'è una mostra fotografica in dieci luoghi di Aosta che interpreta, appunto, che cosa possa essere inteso per deserto montano. Quello delle guerre, dell'anima, dell'abbandono. A tutto ciò si aggiunge la crisi del turismo, i costi spaventosi per mantenere gli impianti di sci, le riserve d'acqua per l'innevamento. Un'altra crisi profonda è l'allevamento d'alta quota, gli alpeggi, insomma. E allora tanto varrebbe tirare fuori dettagliate carte geografiche su cui tirar linee e immaginare che cosa fare. Dove abitare, fin dove spingere le attività umane, come conciliarle. Non è affatto da marziani pensare a una zona desertica, nel senso di evitare attività umane. Il problema di fatto è economico da un lato e dall'altro della gestione del territorio. Le mappe aspettano.

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Bondi: <Il Pdl vera sfida politica Non si ceda a logiche diverse> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 217 del 2008-09-11 pagina 4 Bondi: "Il Pdl vera sfida politica Non si ceda a logiche diverse" di Vincenzo La Manna Entro dicembre vareremo le grandi riforme e sarà avviato il piano del ritorno al nucleare da Roma Gubbio, sei anni dopo. Ministro Sandro Bondi, oggi prende il via la tre giorni di seminario con i giovani di Forza Italia. Qual è il suo bilancio sulla scuola di formazione? "Gubbio è stato per anni il luogo dell'incontro, della riflessione, del confronto, dell'appartenenza. Sta a Forza Italia, e spero al Pdl, come Vallombrosa e Camaldoli stavano alla Democrazia cristiana. E nei precedenti seminari - lo dico con orgoglio - sono state poste le basi per la nascita del partito unitario del centrodestra. Fin dal 2003, attraverso un dibattito libero, fecondo, a volte anche aspro, che ha illuminato molti di noi sull'utilità storica della prospettiva indicata dal presidente Berlusconi". "Il Pdl e l'Italia che cambia" è il titolo di quest'anno. Ma nonostante il Popolo della libertà voli nei sondaggi, sembra avvertirsi un rallentamento tra Fi e An sul processo unitario. "L'azione del governo è efficace e riceve il consenso dei cittadini. E sono convinto che la sfida politica del nuovo soggetto unitario sia altrettanto importante. A patto, però, che i partiti non si lascino risucchiare da logiche diverse da quelle del cambiamento e del rinnovamento. Anche a questo serve Gubbio". Intanto, però, si dice che a volere lo slittamento della festa del Pdl sia stato proprio Berlusconi, che a malincuore avvertirebbe difficoltà maggiori rispetto alle previsioni. "No, tutto questo nasce da ricostruzioni giornalistiche avide di trovare qualche elemento di negatività. Io credo invece che Berlusconi guardi con attenzione e con interesse agli sforzi che vengono compiuti per amalgamare e integrare tutte le forze politiche e le tradizioni culturali in un nuovo partito dei moderati, casa per i laici e per i credenti". A Gubbio, stando a quanto si legge nel programma, si stilerà l'agenda d'autunno: quali sono le priorità? "Giustizia, federalismo fiscale e legge elettorale per le europee sono i punti cardine dell'azione di governo, da ora a dicembre. Si tratta di riforme che l'Italia attende da anni, ed è possibile affrontarle speditamente grazie a un governo coeso e a una maggioranza politicamente omogenea. Ma l'autunno vedrà anche il concreto avvio del ritorno al nucleare". Fi e An insieme. Valori condivisi. Nessun problema a convivere con chi magari non rinnega del tutto il fascismo o rivendica in parte il sacrificio degli uomini della Repubblica di Salò? "Il nostro Paese è purtroppo sfiancato da ricorrenti polemiche e divisioni, anche sulla memoria che abbiamo del nostro passato. Finché non ci libereremo da questa maledizione l'Italia stenterà a diventare un Paese normale". E nello specifico? "Sulla condanna del fascismo, ritengo faccia fede il giudizio di Fini, che lo ha definito "male assoluto". E la comprensione rispetto alla scelta che fecero i ragazzi di Salò, che è arrivata negli anni scorsi anche da alcuni importanti leader del centrosinistra, non potrà mai oscurare il fatto che si trattò di una scelta in buona fede, ispirata anche da un sincero amore per l'Italia. Ma tremendamente e drammaticamente sbagliata, foriera di tanti ulteriori lutti e tragedie per l'Italia e gli italiani. Gli ultimi quindici anni hanno dimostrato, comunque, che la destra italiana, con la svolta di Fiuggi, ha fatto per intero i conti con la sua storia. E sui valori fondamentali c'è una perfetta coincidenza di vedute all'interno del Pdl". Si sente, secondo lei, l'assenza di Gianfranco Fini a via della Scrofa e della sua leadership? "Fini sta svolgendo in modo impeccabile il suo lavoro di presidente della Camera. È uno statista, un uomo delle istituzioni e resta uno dei leader più autorevoli del nuovo partito". Questione allargamento Pdl. Sembra allontanarsi, per ora, il ritorno dell'Udc. "Un partito che fa parte della famiglia dei Popolari europei sarà portato, necessariamente, a guardare con interesse a una forza politica come il Pdl, che si riconosce negli stessi valori fondanti. La questione non è però all'ordine del giorno, nel momento in cui il Pdl si trova nella sua delicata fase costitutiva. Ma lo sarà subito dopo, e credo che Casini, da leader qual è, sappia che una riflessione in questo senso andrà aperta anche da parte del suo partito". Sull'ingresso della Destra, intanto, Denis Verdini è favorevole, Fabrizio Cicchitto contrario: qual è la sua posizione? "Bisogna prendere atto che ci sono sensibilità diverse tra Storace e la Santanchè, e guardare con rispetto all'evoluzione di quel confronto interno. Ma se si consoliderà il processo verso il bipartitismo, credo che le decisioni saranno conseguenti e inevitabili". Negli ultimi giorni si assiste ad una continua fibrillazione con il Carroccio sul federalismo fiscale. Normale dialettica? "Con la Lega non esistono problemi e il federalismo resta una priorità anche del Pdl. L'obiettivo fondamentale che ci poniamo è l'avvicinamento quanto più forte possibile tra ciò che si amministra e ciò che si tassa. Gli amici della Lega devono capire che una riforma così importante e strutturale, destinata a cambiare il volto dell'Italia, sulla quale il buon lavoro di Calderoli ha avuto tanti riscontri positivi, ha bisogno anche di essere conosciuta e discussa approfonditamente". Chiudiamo con la scuola. Anche qui polemiche. "Guardi, la direzione intrapresa dal ministro Gelmini è quella giusta: credo che il suo sia il tentativo più deciso di eliminare definitivamente la cultura sessantottina tornando al criterio della meritocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nella scuola più che i fondi manca la concorrenza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-09-11 - pag: 1 autore: RIFORME Nella scuola più che i fondi manca la concorrenza di Alberto Alesina I ministri dell'istruzione e dell'università che si sono succeduti in Italia negli ultimi governi, sia di destra sia di sinistra, sono sempre stati caratterizzati da uno zelo riformatore straordinario. Peccato che tutte le riforme siano state inutili. Un frullio di cambiamenti che permettesse ad ogni ministro di mettere il suo nome su una riforma della scuola o dell'università senza colpo ferire, senza licenziare un incapace o migliorare la qualità dell'educazione nel nostro Paese. Via i voti a scuola, poi il ritorno da quest'anno;un esame di maturità diverso, poi di nuovo cambiato. Programmi nuovi per questo o quell'anno del percorso scolastico, decisi a tavolino da qualche burocrate ministeriale e non da insegnanti sul campo, che ci capirebbero molto di più. Concorsi universitari nazionali, poi locali poi nazionali ancora. Il 3 più 2 (con vaghi riferimenti calcistici) al posto della laurea unica. I moduli (sfugge cosa siano esattamente) invece dei sacrosanti esami. Tutto ciò senza toccare minimamente i cardini del problema: il decadimento della meritocrazia, frutto dell'onda lunga del '68, la mancanza di controllo dei cittadini sulla qualità della scuola, bravissimi insegnanti demoralizzati da salari troppo bassi (soprattutto nel Nord, dove la vita è più cara che al Sud) e docenti mediocri e assenteisti premiati da un sistema di concorsi in bancarotta intellettuale. Si parla tanto di insegnanti multipli o unici nelle scuole. Parliamoci chiaro: gli insegnanti sono diventati multipli non perché si sia capito che questo migliorava la qualità dell'insegnamento, ma semplicemente perché sono nati sempre meno bambini in Italia e non si poteva licenziare nessun docente, anzi le assunzioni dovevano continuare a ritmi elevati. La scuola, insomma, come welfare per giovani laureati. Il nuovo ministro dell'Istruzione,Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, finalmente va nella direzione giusta: meno insegnanti ma pagati meglio. Un suggerimento: anche differenze retributive in funzione del costo della vita locale. Il divario nel costo della vita tra Milano e la Calabria supera il 30%. Questo significa che lo stesso salario nominale è, in termini reali, più alto del 30% in Calabria che a Milano. Continua u pagina 12 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Amato e la commissione: un'ossessione ridicola (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il caso La "Attali" romana congelata. Il sindaco chiama: vediamoci la prossima settimana Amato e la commissione: un'ossessione ridicola Ma l'ex premier difende il dialogo: basta ostruzionismo Il sindaco auspica che "lo stand by duri il minor tempo possibile e riprenda il progetto della Attali" ROMA - E alla fine, stanco del pressing del Pd per farlo dimettere e delle accuse di "collaborazionismo " col nemico, anche il "dottor Sottile" sbottò. Succede davanti al liceo Newton, dove Giuliano Amato stava entrando per la presentazione del libro di Giovanni Floris sulla scuola "La fabbrica degli ignoranti". Alla domanda di un cronista, sul futuro della contestata commissione bipartisan per lo sviluppo di Roma, l'ex ministro dell'Interno risponde stizzito: "Uffa, che pizza! Questa commissione è diventata una ridicola ossessione". Vorrebbe parlare d'altro, Amato. Vorrebbe, soprattutto, che calasse il sipario sulla bufera che ha fatto finire in soffitta la "Attali alla romana ". E parlando agli studenti, Amato approfitta di un accenno alla possibilità di dialogare col ministro Maria Stella Gelmini per lanciare il suo messaggio: "Dialogare vuol dire parlare civilmente, non trovarsi sempre d'accordo perché non si può parlare solo con chi la pensa come noi". Amato fa riferimento alla storia italiana: "Gli ultimi quindici anni di vita parlamentare hanno cancellato la civiltà. Ma per cinquant'anni, il Pci ha apprezzato la Dc non più di quanto non faccia ora il Pd fa con Berlusconi. Ma poi la Dc dialogava con il Pci in parlamento. Nell'ultimo periodo, invece, se parlano loro noi diciamo no perché "Berlusconi ha troppe televisioni" e se parliamo noi loro dicono no perché pensano "a sinistra ci sono solo comunisti e quando vedo rosso..." Questo si chiama ostruzionismo". E il dialogo che cos'è? "Ripristinare regole di civiltà. Come usare coltello e forchetta a tavola per mangiare il pollo, anziché prenderlo con le mani e addentarlo. C'è un livello oltre il quale la partigianeria politica diventa ottusa e lontana dai problemi del paese". All'uscita, Amato puntualizza. Nel discorso del dialogo si riferiva solo alla scuola o anche alle questioni che lo riguardano? "Il dialogo serve sempre, in tutte le situazioni... Ma io queste cose le ho già dette, anche alla festa del Pd di Firenze". E se Alemanno auspica che "lo stand by duri il minor tempo possibile, che riprenda il progetto della Attali e che il futuro di Roma non venga catturato dal passato perché il bene dei cittadini viene prima delle polemiche", nel pomeriggio si è svolta la prima seduta della commissione dei giuristi che elaborerà la riforme per Roma Capitale da presentare al governo entro fine del mese: un tavolo di lavoro nato come indipendente, poi inglobato nella Attali romana. Alla riunione in Campidoglio c'era anche Amato. Il sindaco lo ha chiamato per fargli "in bocca al lupo" per l'inizio dei lavori e gli ha detto che si incontreranno a breve. Sperando che, piano piano, anche le polemiche si plachino. Ernesto Menicucci.

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Fischiano la Gelmini gli agenti li identificano Il Pd: un'intimidazione (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-11 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Scuola Test di Odontoiatria: c'era una domanda errata Fischiano la Gelmini gli agenti li identificano Il Pd: un'intimidazione Il ministro rilancia: cambierò le Medie Un piccolo gruppo di precari ha urlato "Vergogna" al titolare dell'Istruzione durante la presentazione di un libro in un liceo di Roma. Poi l'intervento degli agenti in borghese. Capezzone: dal Pd campagna di aggressione, sarà un boomerang ROMA - Dal gruppetto di professori precari partono dei fischi e qualche invettiva: "vergogna", diretti alla Gelmini. Arrivano alcuni poliziotti in borghese. Prima li invitano a desistere. Poi li identificano. L'opposizione insorge e chiama in causa il ministro dell'Interno. Sono i segni premonitori dell'autunno caldo della scuola. Il primo assaggio per il ministro ieri mattina, nel liceo romano "Newton", durante la presentazione del libro di Giovanni Floris: "La fabbrica degli ignoranti". C'erano nella platea alcuni docenti a tempo determinato, quelli assunti e licenziati ogni anno. Il ministro fornisce subito un'occasione per dissentire. Lo fa rispondendo al Pd che ha annunciato una serie di proteste per la fine del mese contro i tagli nella scuola. "Fate le vostre scelte - dice la Gelmini -. Non si può essere riformisti e scegliere la mobilitazione senza fare proposte. Spero che sarà un autunno di responsabilità. Sono aperta al dialogo, ma non defletto". I precari, sette otto in tutto, fischiano. Gridano. Altri, tra i presenti, applaudono. La scena si ripeterà più volte, fino alla conclusione dell'incontro. Niente di insolito e di sconvolgente. Se non fosse per l'intervento delle forze dell'ordine che di lì a poco scatenerà le proteste dell'opposizione. "Quanto avvenuto questa mattina è inquietante", dice Pina Picierno, ministro delle Politiche giovanili del governo ombra. "Ma in che Paese ci troviamo se ai fischi di qualche contestatore al ministro Gelmini si risponde con l'intervento delle forze di polizia? - si chiede l'esponente del Pd -. Si tratta di un gesto intimidatorio di cui chiediamo conto allo stesso ministro degli Interni". "Da quando in qua in Italia, che se non sbaglio è ancora un Paese libero e democratico - afferma Silvana Mura, deputata di Italia dei Valori -, è vietato esprimere il proprio dissenso fischiando ". Sul fronte opposto Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: "Se il Pd procede in questa campagna aggressiva e immotivata contro il ministro Gelmini, questa scelta si rivelerà un boomerang per il centrosinistra". Le polemiche non sembrano però fare effetto sul ministro che tiene ferma la sua linea. Appellandosi ai severi dati Ocse sulla qualità della scuola italiana, ribadisce l'urgenza di riforme nell'organizzazione delle scuole elementari e annuncia altre novità: "cambierò la scuola media. C'è un deficit di formazione. Servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto". E anche dall'università arrivano altre polemiche: il ministro è stato costretto ad annullare uno degli 80 quesiti dei test di ammissione ad odontoiatria perché tra le opzioni di risposta mancava quella corretta. Giulio Benedetti In cattedra Maria Stella Gelmini, 35 anni, titolare del ministero dell'Istruzione.

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Le idee (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-11 num: - pag: 23 categoria: BREVI Le idee Le proposte della riforma Da Viale Trastevere L'educazione civica, il voto in condotta, il ripristino del voto al posto del giudizio. E, soprattutto, il maestro unico. Sono le principali innovazioni che la scuola italiana dovrebbe affrontare per il ministro Maria Stella Gelmini: una scelta molto contestata, ma che "risponde ad un'esigenza pedagogica. Il bambino nei primi anni della scuola ha bisogno di avere nel maestro un punto di riferimento- ha dichiarato il ministro -. La scuola non è uno stipendificio, il maestro unico alle elementari oltre ad avere una motivazione pedagogica serve anche a eliminare gli sprechi e a ridurre gli organici".

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Nelle scuole più che i fondi manca la concorrenza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-11 - pag: 12 autore: DALLA PRIMA Nelle scuole più che i fondi manca la concorrenza Un altro elemento fondamentale è la valutazione delle scuole e dei loro risultati. Ma attenzione: a queste valutazioni devono seguire conseguenze, premi per i migliori e penalizzazioni per i peggiori. Altrimenti a che servono? Non solo, ma se le scuole sono valutate, premiate e penalizzate devono avere abbastanza autonomia per scegliere i migliori insegnanti e le migliori didattiche. Come si fa a giudicare chi non ha facoltà di scelta? E allora via i concorsi pubblici e più autonomia ai presidi di assumere gli insegnanti migliori. Insomma meritocrazia sia per gli studenti (ben venga il ritorno dei voti, compreso quello di condotta) sia per gli insegnanti. Le famiglie andrebbero poi informate nel modo migliore possibile sulla qualità delle diverse scuole, perché possano scegliere. Ecco che, allora, il meccanismo della domanda crescente per le scuole migliori, e decrescente per quelle peggiori, aiuterebbe il funzionamento di un sistema meritocratico. Per quanto riguarda i presidi, se assumono insegnanti incapaci verrebbero anch'essi puniti dal crollo della domanda per le loro scuole, proprio come la legge della domanda e offerta sul mercato dei prodotti premia quelli migliori. L'opposizione dovrebbe aiutare Gelmini in questo tentativo, anche se finora è stato illustrato solo a parole (a cui si spera seguano i fatti). Invece il Pd, tramite il suo leader Walter Veltroni, si è chiuso in una critica vecchia e stantia sulla riduzione degli stanziamenti per la scuola. Il problema fondamentale della scuola e dell'università italiana non è la mancanza di fondi, ma la mancanza di meritocrazia e concorrenza. Per quanto riguarda l'università, il lavoro fondamentale di Roberto Perotti (Il Sole 24 Ore del 30 novembre 2006) lo ha dimostrato in modo incon-trovertibile: la spesa per gli atenei italiani, che sia misurata in rapporto ai docenti o agli studenti, è uguale a quella per l'università inglese. Ma quest'ultima è forse la migliore in Europa, mentre quella italiana è tra le peggiori, come produzione di ricerca e qualità dell'insegnamento. Ovviamente si parla in termini di medie e i centri di eccellenza ci sono certamente anche in Italia. Ma proprio per questo i problemi dell'università non si risolvono con più finanziamenti a tappeto, ma con più soldi ben mirati per i migliori. Anche su questo il ministro Gelmini deva impegnarsi, e lo sta facendo, combattendo contro i burocrati dei ministeri che non credono alla concorrenza meritocratica. Alberto Alesina aalesina@harvard.edu.

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<Rom in aula, coinvolgeremo i genitori> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Scuola Il piano prevede più integrazione dei piccoli nomadi e un progetto per gli insegnanti precari "Rom in aula, coinvolgeremo i genitori" Le proposte dell'assessore nell'incontro con la ministra Gelmini (fischiata) Dario Nanni (Pd): "L'assessore fa la portavoce del ministro. Ma intanto alcune scuole di periferia rischiano di non aprire" Una campagna informativa per dimostrare che la scuola non è in lutto. Iniziative sulla mobilità che valorizzino le competenze degli insegnanti. Appoggio al piano ministeriale di scolarizzazione dei rom. E una riforma della concessione dei buoni libro. Di queste proposte l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, ha parlato con il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, ospite - fischiato e contestato da una platea composta per lo più da insegnanti, molti dei quali precari che dopo aver manifestato il loro disaccordo sono stati anche identificati - del liceo scientifico Newton per la presentazione del libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana". "Ho espresso il mio sostegno alla Gelmini per il piano di scolarizzazione dei rom". Un piano che l'assessore ritiene rivoluzionario "perché prevede una prescolarizzazione, in cui ai bambini viene insegnato l'italiano e in cui vengono coinvolte anche le famiglie. Che finora facevano tutt'altro che spronare i figli ad andare a scuola". Il Comune, insieme ai dirigenti scolastici, sta inoltre mettendo a punto un progetto per monitorare la frequenza delle lezioni da parte degli allievi rom. Ma sulla questione interviene l'opposizione: "Scopriamo con stupore - insorge il consigliere del Pd, Dario Nanni - che la Marsilio è diventata la portavoce del ministro. Pensavo che l'assessore, in un momento difficile in cui alcune scuole di periferia rischiano di non aprire i battenti, fosse impegnata in altro". Entro l'inizio del prossimo mese, il Campidoglio ha intenzione di organizzare una campagna informativa per studenti e genitori per spiegare i punti cruciali della riforma della scuola. "Gli incontri si terranno in alcune scuole del VI municipio, dove è partita la protesta del primo giorno di scuola con il lutto al braccio". Ma la Marsilio ha tirato fuori dal paniere anche altre proposte. "Per gli insegnanti in mobilità, gli enti locali devono fare la loro parte e presentare delle proposte al Governo perché vengano sfruttate le professionalità di questi docenti". E auspica di poterli coinvolgere nella consulenza di progetti comunali. Senza però dimenticare gli studenti meno abbienti. "Con la commissione tecnica di studio vorremmo lavorare per riformare la concessione dei buoni libro alla famiglie - conclude la Marsilio - I fondi potrebbero essere redistribuiti, in base al reddito e al merito, per tutti gli alunni di ogni ordine e classe". Clarida Salvatori Cordialità La stretta di mano tra il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e l'assessore comunale alla Scuola, Laura Marsilio, nell'aula magna del liceo scientifico Isacco Newton, dove ieri c'è stata la presentazione del nuovo libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana".

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Odontoiatria, test di accesso con errore (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-11 - pag: 33 autore: MEDICINA AL TRAGUARDO Odontoiatria, test di accesso con errore Una domanda con più opzioni di risposta: nessuna, però, era quella giusta. La svista era annidata tra gli 80 quesiti del test di ammissione al corso di laurea in Odontoiatria che si è svolto il 4 settembre in 33 sedi universitarie e i cui risultati, insieme a quelli di Medicina, sono stati diffusi ieri. Il ministero dell'Istruzione è corso ai ripari e ha deciso di attribuire il punteggio solo sulle 79 domande corrette. Un "ritocco" in corso d'opera che, sostiene il dicastero di Mariastella Gelmini, "non incide sulla par condicio dei concorrenti, rimanendo identica la loro posizione ai fini dell'attribuzione del punteggio ". Per il resto risultati senza anomalie. Per Odontoiatria in tutta Italia solo tre studenti hanno superato quota 70 (il primo classificato di Bologna e i primi due di Napoli Federico II). I punteggi più bassi del primo classificato si registrano a L'Aquila (59), Pavia (59,75) e Roma Tor Vergata (59,75). A Medicina, invece, i punteggi vanno dai 73,75 di Bologna al minimo del primo classificato dell'università del Molise che ha ottenuto 59,00. http://www.accesso programmato.miur.it I risutati delle prove.

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Ughi per Roma (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-11 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Ughi per Roma Il violinista ritorna con il suo Festival: "Comunicatori della musica si diventa" è un Uto Ughi più sereno (o disincantato) del solito nella sua fama di polemista, che esprime con chiarezza il suo pensiero, che non è prigioniero delle ideologie ma resta ai fatti e su quelli giudica; un battitore libero, per questo dà fastidio o viene visto con sufficienza da certi intellettuali, lui, il violinista romantico del grande repertorio. E Ughi gira il mondo, suonerà in Israele per la visita ufficiale del presidente Napolitano, al palazzo di vetro dell'Onu, in tour tra Giappone e Sudamerica e a Roma gratis per i giovani. Il Festival che porta il suo nome, "Uto Ughi per Roma", dodici concerti rivolti anzitutto ai giovani. Maestro è la decima edizione: lei ha sempre detto che la sua rassegna è una goccia nel mare dell'indifferenza alla musica. Siamo a dieci gocce? "Qualche risultato rispetto alla diffusione è stato raggiunto, se penso anche ai miei recenti programmi alla Rai, alla radio e sulla prima rete dove ho avuto il 10-12 per cento di share, in genere la classica fa molto meno. Alla radio presentavo in modo divulgativo i pezzi di violino più celebri, la Kreutzer e la Primavera di Beethoven, la Ciaccona di Bach, certe cose di Vivaldi. Pillole di una decina di minuti senno' la gente chiude, ormai all'ascolto prolungato non si è più abituati". Quando ha scoperto il fascino del comunicatore? "A poco a poco. Ho sentito l'esigenza di comunicare anche attraverso la parola, un po' come faceva Bernstein spiegando gli strumenti dell'orchestra, non proprio delle lezioni-concerto ma un metodo d'ascolto, purtroppo in questi anni di diseducazione nelle scuole e nei media si è persa la tradizione della musica". Ha anche impersonato un violinista ebreo nel film Il ritorno di Giorgio Treves. "è una cosa vecchia. Quello che mi è dispiaciuto è di aver perso un'occasione artistica quando Luigi Comencini mi chiese di far l'interprete della Sonata a Kreutzer. Non me la sentii per timidezza". Ci si riempie la bocca sui giovani: ma come si pongono rispetto a una musica che non conoscono? "Alcuni ne restano affascinati, altri un po' sconcertati. Ma tutti sono interessati. E assorbono come spugne. Non avendo preparazione bisogna cominciare dalle cose più semplici. Hanno bisogno di un contatto immediato". Lei ha offerto la sua esperienza ai governi di entrambi gli schieramenti. "Cerco di rendermi utile alla società, al servizio di qualsiasi bandiera, a rischio di passare per qualunquista. Invece non è così, la cultura appartiene a tutti, i tesori dell'arte sono al di sopra dell'ideologia politica. Farò delle proposte culturali al ministro Bondi, mi auguro di essere, se non considerato, ascoltato". Il ministro dell'Istruzione però è la Gelmini, che ha parlato di grembiuli alle elementari ma non di musica. "Come dice il Vangelo, bussate e vi sarà aperto. L'importante è non desistere". Lei è intervenuto spesso sull'acustica delle sale italiana: si sente poco e male. Come trova quella del Parco della Musica? "Non era partita tanto bene, però la Sala Sinopoli dopo gli accorgimenti funziona, mentre la sala grande ha problemi seri, forze non ci sono le proporzioni giuste, certi settori dell'Orchestra non si sentono bene. Mi dicono che verrà restaurata l'acustica del San Carlo di Napoli e mi si drizzano i capelli sul capo". A Roma darà il premio alla carriera a Wolfgang Sawallisch. "Un musicista eclettico che non ha mai cercato il divismo, ricordo quando a Londra provava il Tristano al pomeriggio e alla sera incidevamo Beethoven". Alcuni concerti romani si terranno in chiesa. Il Vaticano con la musica va a fasi alterne. "E certe chiese che officiano con le chitarre elettriche sembrano discoteche di periferia. La musica è strumento di meditazione e contemplazione". Papa Ratzinger è pianista..."Per i suoi 70 anni proprio Sawallisch, che fu suo compagno di studi universitari, mi chiese di suonare per lui, all'epoca cardinale. Lo trovo di grande profondità e coraggio". Valerio Cappelli Uto Ughi aprirà il 22 settembre; accanto, Wolfgang Sawallisch (premio alla carriera) e, sotto, Fabio Volo, voce recitante.

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Gelmini: Cambierò le medie (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-11 - pag: 33 autore: Istruzione. Il ministro: "Deficit di formazione, una commissione studia la riforma" - "Carta oro" per i professori Gelmini: "Cambierò le medie" "Nuovi criteri sul numero chiuso" - Contestatori identificati: è polemica Riccardo Ferrazza ROMA Dopo il maestro unico alle elementari, novità in arrivo anche per la scuola media. L'annuncio è arrivato direttamente dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. Che ha fatto smentire, invece, l'ipotesi di un accorciamento delle scuole superiori, da cinque a quattro anni. "Un tema non all'ordine del giorno" ha precisato il dicastero di Viale Trastevere riferendosi ad alcune notizie di stampa. Le polemiche per le novità sulle scuole elementari sono ancora inpieno fermento ma il ministro pensa già alle medie: "C'è un deficit di formazione –ha detto in un'intervista al settimanale "Gioia" nel numero oggi in edicola –. Servono più italiano, più matematica, più inglese. Ho insediato una commissione che studia la riforma. Voglio farla presto". Le polemiche innescate dal maestro unico non sembrano, quindi, preoccupare Gelmini. "Non mi faccio fermare dal primo sciopero: spero che sarà un autunno di responsabilità. Sono aperta al dialogo, ma non defletto". Nonostante gli auspici del ministro i prossimi mesi si annunciano molto agitati per la scuola: i confederali preparano una campagna di mobilitazione; la Gilda ha proclamato per il 16 ottobre una manifestazione davanti a Montecitorio; i Cobas hanno indetto uno sciopero per il giorno successivo e lunedì 40 istituti di Roma stenderanno drappi neri all'entrata, mentre le maestre indosseranno fasce nere al braccio. Un'anticipazione delle proteste si è vista ieri al liceo scientifico romano "Isacco Newton", dove era in programma un dibattito sul libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana" (Rizzoli), cui ha preso parte il ministro dell'Istruzione, insieme all'ex premier Giuliano Amato. Gelmini aveva appena parlato di maestro unico alle elementari e piano programmatico per il settore, quando dalla platea sono partiti fischi e proteste. "Vergogna ", "è lo sfascio della cultura ", "fateci lavorare", "siete distruttivi ": sono state le accuse lanciate a gran voce da persone presenti nel pubblico. La contestazione ha avuto strascichi polemici. I protagonisti sono stati subito avvicinati da agenti in borghese che hanno prima tentato di zittirli e poi hanno chiesto loro i documenti. Sette od otto le persone identificate: si tratterebbe di insegnanti precari. L'intervento delle forze dell'ordine non è piaciuto all'opposizione. "Siamo all'assurdo" ha denunciato il ministro delle Politiche giovanili del governo ombra del Pd, Pina Picierno. Ma dal Partito democratico è partito anche un attacco del leader Walter Veltroni per i tagli operati dal Governo: "Il vero ministro della Pubblica istruzione è Tremonti, è lui che decide e la Gelmini che esegue". Ma quello sulla scuola media non è l'unico annuncio fatto ieri da Gelmini. Il ministro ha parlato di una "carta oro" per gli insegnanti che garantisca "agevolazioni per l'accesso ai servizi culturali ". Per il progetto Gelmini auspica il contributo dei privati: "Fanno bene aziende e banchea sponsorizzare le squadre di calcio ma diano una mano anche alla scuola". Infine l'università: entro il 30 novembre una commissione voluta dal ministro presenterà le proposte "per cambiare completamente" i criteri di ammissione alle facoltà a numero chiuso.

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Protesta anti-Gelmini Ieri Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola hanno messo a punto un piano di assemblee (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

Che, spiega Teresa Olivieri (Cisl Torino), "copre a tappeto tutte le scuole della provincia. La richiesta di informazione da parte del personale sulla sostanza dei provvedimenti del governo è fortissima, tant'è che negli ultimi giorni sono già state fatte affollate assemblee". All'attenzione "maestro unico, tempo pieno, tagli del personale: la qualità della scuola". Da lunedì, volantinaggi davanti alle scuole e iniziative di sensibilizzazione delle famiglie. In vista, poi, una manifestazione regionale e il coinvolgimento dei politici locali. Il 17 alle 20,45 alla Gam, assemblea pubblica del Manifesto dei 500 e Coordinamento Genitori.

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A chi fa comodo il disastro della scuola (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 217 del 2008-09-11 pagina 0 A chi fa comodo il disastro della scuola di Luigi Amicone Potete scommetterci. Da quello che sento in giro dai miei amici professori, a Mariastella Gelmini non andrà di lusso come sembrava sulle prime in tutte le (belle) interviste e copertine che la ragazza di Brescia s'è meritata. Voti, condotta, maestro unico. Tutte cose sacrosante. Per questo il comitato antifascista prepara grandi festeggiamenti. Già il 27 settembre la Cgil tornerà in piazza. Già i primi consigli dei professori scaldano i muscoli sognando di rivivere le barricate dei loro anni di giovinezza. Stanno preparando il film, la sceneggiatura è già scritta. Ma Mariastella non deve mollare. E sapete perché? Per il bene dei nostri figli. Volete che vi dica la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Tenetevi forte. Negli anni '70, a scuola, almeno scorreva sangue. Almeno giravano bastardi come il mio amico Marco Barbone (amico dall'81, prima mi avrebbe sparato, amico per incontro fortuito, amico dopo la galera, il pentimento, la conversione cristiana, la vergogna di aver sbagliato tutto, e assassinato una persona per bene, Walter Tobagi). Marco che aveva diciassette anni allora e portava la sua luccicante P38 a scuola (e non in una delle scuole professionali di borgata, ma al prestigioso, aristocratico, à la page, liceo classico Berchet di Milano). Marco che maneggiava la sua bella pistola e spaccava la testa ai suoi compagni di classe. Con i professori che gli dicevano: "Bravo!". E "non hai fatto i compiti in classe? Non hai un voto in tutto il quadrimestre? Tranquillo, copia quelli dei deficienti tuoi compagni ciellini, che a promuoverti poi ci pensiamo noi" (non ci credete? Fatevelo raccontare da chi stava in classe con lui, per esempio dall'ex figicciotto e poi ex segretario della Casa della Cultura di Milano, ora direttore relazioni esterne Fastweb, Sergio Scalpelli). Almeno allora scorreva sangue. Tutti sapevano che la scuola di massa era una panzana, la democrazia tra le aule e nelle assemblee scolastiche un vecchio arnese che nemmeno il terzo celere riusciva a garantire. Ma nessuno si sarebbe mai sognato di fare finta di niente, piagnucolare, posturarsi a vittima di un ministro dell'istruzione. Certi prof sfigati di oggi sono come quei maestrini delle quaranta scuole romane che si sono messi a lutto, esibendo per la bella stampa da Truman Show le loro fascette nere per protestare contro Mariastella, che con i suoi provvedimenti avrebbe, pensate un po', "distrutto il nostro sistema scolastico". Prima almeno, fino alla metà degli anni '80, dopo il sangue ci fu un poco di riflusso, di mestizia, di vergogna a ripetere slogan falsi e assassini. Almeno per qualche anno di plastica, dopo quelli di piombo, non c'era quasi più nessuno in giro a credere che se uno come me, figlio di veri proletari, era stato iscritto alla prima sezione T (ripeto: T, diciotto prime classi!) e si era diplomato alla sezione quinta G (ripeto: G, da diciotto che erano, erano diventate otto!), tutto ciò era frutto della "selezione di classe". Altro che "no alla scuola di classe, no alla selezione, non diventeremo i servi del padrone". Schiavi eravamo diventati, della droga, delle pistole, dell'alienazione demente che aveva abolito Dante e Manzoni (e la Coca Cola, poiché "ogni coca cola che berrai è una pallottola all'amerikano che darai, e se l'amerikano non fallisce è un compagno vietnamita che perisce") per sostituirla con i diari di Che Guevara e di padre Camillo Torres. Eravamo trentasei figli di proletari in quella prima T. Al diploma arrivammo in dieci. Gli altri? In galera o morti di eroina. Da allora ho imparato che tutto il resto sarebbe stato facile. Io me ne andai a studiare alla Cattolica. Ma per le generazioni successive, nei licei fu polvere e morte burocratica. Infatti, dopo qualche anno di plastica, dopo che il compagno Enrico Berlinguer e la sua musa scalfariana inchiavardata con i veri poterazzi della finanza (i piduitsi erano dei dilettanti al confronto dei compagni-azionisti-demitiani dell'epoca) diede l'ordine di ricominciare a orchestrare un po' di casino, scuola e università ridivennero i grandi contenitori di carne fresca e fantaccini da buttare per strada all'ordine della catena di comando che partiva dal Pci (in combutta con certi cari reporter di grandi giornaloni). Così, a metà degli '80, ricominciò il rito delle manifestazioni e delle occupazioni. Lo battezzarono "il movimento della pantera". Roba da ridere, naturalmente. Niente a che vedere col sangue buono dei '70, tutta roba preconfezionata e muffita (il mio vate di riferimento, Lodovico Festa, editorialista di questo giornale e all'epoca uomo di marmo del Pci, aveva già inventato la camicia di forza del Centro insegnanti democratici, giusto per mettere i più scalmanati e settari della famiglia comunista in condizione di non nuocere alla linea decisa dal partito a Roma). Insomma, dall'85 in avanti, fatta qualche eccezione per quando governarono loro, gli ottimati postcomunisti e prodiani, gli insegnanti "democratici" ricominciarono la contestazione da burletta e, all'uopo, a usare gli studenti (e il giornalismo collegato alla mamma "progressista" e "de sinistra") come massa di manovra in piazza. Non c'era niente da fare. La scuola doveva restare come le poste, un'impresa sbracata, un buco nero nei conti dello Stato, un posteggio e una caserma per le giovani generazioni. Cosa ci guadagnava la collettività? Niente. Ma quel milione di voti di prof e bidelli allocati con stipendio mediocre ma posto sicuro, dopolavoro di donne con mariti in carriera e sacco nero per gli emigranti dal sud con laurea, faceva gola a tutti. è andata così. E va avanti così. Da vent'anni. I democristiani non si sono mai azzardati a muovere foglia che la Cgil non volesse e, intanto che si succedevano ministri e sottosegretari cattolici che fungevano da utili idioti, le sinistre Pci-Pds-Ds cementificavano l'istruzione e la chiudevano sotto doppia mandata. Da una parte di greppia per finanziare le migliaia di associazioni, ong, fasulli centri di aggiornamento per gli insegnanti, insomma l'industria per cui il sindacato oggi si ritrova un capitale di immobili e di finanze (non soggette all'articolo 18 e alla trasparenza dei bilanci). Dall'altra di formidabile fortino ideologico dove allevare come polli in batteria, nella trasmissione di saperi tarlati dalla menzogna (non è un caso che i Nobel come Solgenitsin ancora oggi non si leggano nelle scuole, per non parlare della letteratura che non ha il timbro antifascista) e, soprattutto, strumentali alla creazione del consenso nel famoso comparto pubblico (leggi: voti). L'insegnante tipo è quello che ha sotto il braccio Repubblica, ti ammorba coi romanzi del Pennac (adesso saranno i "saggi" dell'Odifreddi) e per punizione ti fa scrivere cento volte alla lavagna "viva i comitati antimafia". Con Mariastella, una outsider con le palle d'acciaio, la musica è cambiata. Ma ci potete scommettere, se la politica non avrà il coraggio di andare alla radice del marcio che c'è nella scuola, anche Thatcher Gelmini rischia di perdere il suo braccio di ferro con le Union dei secondini di quella galera sudamericana, dove tutti fanno apparentemente ciò che gli pare, ma sempre in una galera stanno, anche se le mafie interne garantiscono una certa giocosa, furba, assembleare routine, che è la scuola italiana. Un esempio? Tanto per accontentare l'Umberto che ha detto che se non hai fatto l'insegnante è difficile che tu possa capire i problemi che ha la scuola, ne faccio uno, il mio. Prima di fare questo lavoro, il sottoscritto ha insegnato per un lustro nella scuola statale e per un altro mezzo in quella privata. Non ci sono confronti possibili. Nella scuola privata venuta su col sudore di una cooperativa di genitori assistiti da un paio di imprenditori illuminati tutto si svolgeva in un clima di avventura, autorevolezza, libertà piena. Non è che non ci fossero litigi e conflitti. Era che anche le difficoltà erano affrontate non con i timbri della burocrazia, le assemblee deficienti e i ricorsi sindacali. Ma con il buon senso e la parola data tra uomini liberi. Era il liceo don Gnocchi di Carate, che non a caso è passato da zero a seicento alunni in dieci anni (ma ne potrei citare decine di queste scuole e migliaia di famiglie che si tolgono il pane di bocca per pagare le rette, ma se lo Stato sindacalizzato dice che queste scuole non dovrebbero neanche esistere, che alternativa hai alla falsa scuola pubblica statale?). Nel liceo statale, invece (che non citerò, per carità di patria, ma se qualcuno obbietta sono pronto a un confronto pubblico, dove e quando volete), o ti rassegni alla mafia "democratica", cioè a quella dozzina di kapò, maestri di sindacalese, burocrazia e sollevazione della scolaresca. O rischi l'esaurimento nervoso (io, no, ho avuto la fortuna di avere buoni attributi, il rispetto dei ragazzi, addirittura la stima del leader degli autonomi e quindi è toccato ad altri colleghi – ho saputo poi da quel mio amico studente autonomo – consolarsi con qualche orgetta con gli scolari e stare muto quando nei consigli dei prof davo loro dei cretini, merdacce, addetti al lavaggio dei cervelli). Perché ho fatto questo esempio, e concludo? Perché il voto in condotta, il ristabilimento del maestro unico (che soppianta l'idea che i bambini ne debbano avere tre o trentatré non per il bene della loro istruzione e crescita, ma per il bene dell'assistenzialismo e il potere del sindacato), l'introduzione di qualche minimo criterio meritocratico, un po' di ordine e pulizia in quella discarica senza fondo che è il sistema pubblico dell'istruzione, era il minimo che ci si potesse attendere da un governo stravoluto e oggi ancora strasostenuto dai cittadini italiani. Visto che siamo messi peggio del Cile? Visto che siamo il fanalino di coda dell'Europa? E allora cosa dovremmo difendere, la scuola dei maestrini che giocano ancora al '68, del bullismo, di YouTube, dello sballo? è un inizio. Un buon inizio, quello della ragazza con gli attributi del tondino bresciano. Ma attenzione, cara Mariastella, se non proverai a metterci mano davvero alla radice del declino scolastico italiano; se non considererai con attenzione riforme come quella proposta dal presidente della commissione Cultura, onorevole Valentina Aprea, riforme che prevedono la parità scolastica (che c'è anche nei migliori Stati africani) e la chiamata degli insegnanti (non solo per graduatoria statale, ma per libertà, merito, autonomia di chi dirige le scuole), non solo potresti uscire sconfitta dal braccio di ferro con le piazze che verranno. Ma rischierai anche tu, come quei tanti (la maggioranza) ex colleghi costretti a subire i diktat della Cgil, di prenderti un bell'esaurimento nervoso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bondi: "Il Pdl vera sfida politica. Non si ceda a logiche diverse" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 217 del 2008-09-11 pagina 0 Bondi: "Il Pdl vera sfida politica. Non si ceda a logiche diverse" di Vincenzo La Manna Il ministro della Cultura: "Entro dicembre vareremo le grandi riforme e sarà avviato il piano del ritorno al nucleare" Roma - Gubbio, sei anni dopo. Ministro Sandro Bondi, oggi prende il via la tre giorni di seminario con i giovani di Forza Italia. Qual è il suo bilancio sulla scuola di formazione? "Gubbio è stato per anni il luogo dell'incontro, della riflessione, del confronto, dell'appartenenza. Sta a Forza Italia, e spero al Pdl, come Vallombrosa e Camaldoli stavano alla Democrazia cristiana. E nei precedenti seminari - lo dico con orgoglio - sono state poste le basi per la nascita del partito unitario del centrodestra. Fin dal 2003, attraverso un dibattito libero, fecondo, a volte anche aspro, che ha illuminato molti di noi sull'utilità storica della prospettiva indicata dal presidente Berlusconi". "Il Pdl e l'Italia che cambia" è il titolo di quest'anno. Ma nonostante il Popolo della libertà voli nei sondaggi, sembra avvertirsi un rallentamento tra Fi e An sul processo unitario. "L'azione del governo è efficace e riceve il consenso dei cittadini. E sono convinto che la sfida politica del nuovo soggetto unitario sia altrettanto importante. A patto, però, che i partiti non si lascino risucchiare da logiche diverse da quelle del cambiamento e del rinnovamento. Anche a questo serve Gubbio". Intanto, però, si dice che a volere lo slittamento della festa del Pdl sia stato proprio Berlusconi, che a malincuore avvertirebbe difficoltà maggiori rispetto alle previsioni. "No, tutto questo nasce da ricostruzioni giornalistiche avide di trovare qualche elemento di negatività. Io credo invece che Berlusconi guardi con attenzione e con interesse agli sforzi che vengono compiuti per amalgamare e integrare tutte le forze politiche e le tradizioni culturali in un nuovo partito dei moderati, casa per i laici e per i credenti". A Gubbio, stando a quanto si legge nel programma, si stilerà l'agenda d'autunno: quali sono le priorità? "Giustizia, federalismo fiscale e legge elettorale per le europee sono i punti cardine dell'azione di governo, da ora a dicembre. Si tratta di riforme che l'Italia attende da anni, ed è possibile affrontarle speditamente grazie a un governo coeso e a una maggioranza politicamente omogenea. Ma l'autunno vedrà anche il concreto avvio del ritorno al nucleare". Fi e An insieme. Valori condivisi. Nessun problema a convivere con chi magari non rinnega del tutto il fascismo o rivendica in parte il sacrificio degli uomini della Repubblica di Salò? "Il nostro Paese è purtroppo sfiancato da ricorrenti polemiche e divisioni, anche sulla memoria che abbiamo del nostro passato. Finché non ci libereremo da questa maledizione l'Italia stenterà a diventare un Paese normale". E nello specifico? "Sulla condanna del fascismo, ritengo faccia fede il giudizio di Fini, che lo ha definito “male assoluto”. E la comprensione rispetto alla scelta che fecero i ragazzi di Salò, che è arrivata negli anni scorsi anche da alcuni importanti leader del centrosinistra, non potrà mai oscurare il fatto che si trattò di una scelta in buona fede, ispirata anche da un sincero amore per l'Italia. Ma tremendamente e drammaticamente sbagliata, foriera di tanti ulteriori lutti e tragedie per l'Italia e gli italiani. Gli ultimi quindici anni hanno dimostrato, comunque, che la destra italiana, con la svolta di Fiuggi, ha fatto per intero i conti con la sua storia. E sui valori fondamentali c'è una perfetta coincidenza di vedute all'interno del Pdl". Si sente, secondo lei, l'assenza di Gianfranco Fini a via della Scrofa e della sua leadership? "Fini sta svolgendo in modo impeccabile il suo lavoro di presidente della Camera. è uno statista, un uomo delle istituzioni e resta uno dei leader più autorevoli del nuovo partito". Questione allargamento Pdl. Sembra allontanarsi, per ora, il ritorno dell'Udc. "Un partito che fa parte della famiglia dei Popolari europei sarà portato, necessariamente, a guardare con interesse a una forza politica come il Pdl, che si riconosce negli stessi valori fondanti. La questione non è però all'ordine del giorno, nel momento in cui il Pdl si trova nella sua delicata fase costitutiva. Ma lo sarà subito dopo, e credo che Casini, da leader qual è, sappia che una riflessione in questo senso andrà aperta anche da parte del suo partito". Sull'ingresso della Destra, intanto, Denis Verdini è favorevole, Fabrizio Cicchitto contrario: qual è la sua posizione? "Bisogna prendere atto che ci sono sensibilità diverse tra Storace e la Santanchè, e guardare con rispetto all'evoluzione di quel confronto interno. Ma se si consoliderà il processo verso il bipartitismo, credo che le decisioni saranno conseguenti e inevitabili". Negli ultimi giorni si assiste ad una continua fibrillazione con il Carroccio sul federalismo fiscale. Normale dialettica? "Con la Lega non esistono problemi e il federalismo resta una priorità anche del Pdl. L'obiettivo fondamentale che ci poniamo è l'avvicinamento quanto più forte possibile tra ciò che si amministra e ciò che si tassa. Gli amici della Lega devono capire che una riforma così importante e strutturale, destinata a cambiare il volto dell'Italia, sulla quale il buon lavoro di Calderoli ha avuto tanti riscontri positivi, ha bisogno anche di essere conosciuta e discussa approfonditamente". Chiudiamo con la scuola. Anche qui polemiche. "Guardi, la direzione intrapresa dal ministro Gelmini è quella giusta: credo che il suo sia il tentativo più deciso di eliminare definitivamente la cultura sessantottina tornando al criterio della meritocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Più rigore, chi rompe paga" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Non sono né spaventati né impreparati presidi e insegnanti in merito alle novità in vigore da questo anno scolastico (il ritorno al maestro unico alle elementari invece si avrà dal prossimo). Per lo più, infatti, si tratta di formalizzare una sostanza già in atto. Le innovazioni si sintetizzano sostanzialmente nel richiamo al rigore, con sanzioni precise nei casi in cui il rispetto alle regole venga meno. I punti salienti: voto in condotta da 1 a 10: con il 5 si è bocciati indipendentemente dal profitto; "patto educativo di corresponsabilità"; reintroduzione, ad elementari e medie, dei voti al posto dei giudizi. Come ci si regola nei vari istituti? Abbiamo sentito alcuni dirigenti. Maria Luisa Rapetti, del Fermi di Alessandria e Acqui: "Il ''patto'' c'era già, ora sarà sottoscritto dalle famiglie. Casi in cui è prevista la maggiore severità? Le manomissioni nel laboratorio di informatica; le protezioni ci sono, ma se qualcuno le aggira rischia il 5 in condotta e la bocciatura. Fino a ora non si è mai verificato; le infrazioni più ricorrenti sono invece l'abuso del cellulare che è la ''terza mano'' dei ragazzi, mancate giustificazioni per le assenze, offese o comportamenti che compromettono la sicurezza". Valeria Limardi, vicepreside ai Licei Balbo di Casale: "Abbiamo puntualizzato il ''patto'' che avevamo già. Per la condotta, c'è una tabella con gli indicatori per l'erogazione del voto che non è mai scomparso, ma non aveva valore amministrativo. Lo scorso anno, ad esempio, avevamo dato 7 di condotta a due ragazzi che, col telefonino, avevano filmato scene in palestra, poi trasmesse in internet: questo, però, non influì sulla promozione". Neva Cellerino, al Galilei di Alessandria: "Il voto in condotta ora avrà un peso diverso. Quanto al ''patto'' era già stato adottato, con relative sanzioni: una è la sospensione che siamo orientati a trasferire, dove è possibile, su una attività educativa". Esempio? "In un paio di casi, nei giorni di sospensione i ragazzi hanno riparato il danno fatto". Atteggiamento condiviso anche all'Itis Volta di Alessandria dal preside Roberto Cresta: "In una classe erano state deturpate le pareti. Ebbene? Gli studenti le hanno ridipinte. Qui - spiega - casi di bullismo vero e proprio (ovvero il comportamento che si configura come reato) non ce ne sono stati, ma la regola corrente è che chi rompe paga". Idem al Sobrero di Casale. Dice il preside Mauro Bosco: "Uno dei marchi che contraddistingue la nostra scuola è la severità e la coerenza nel pretenderla. Abituati al rigore tutti i giorni, i nostri studenti sanno come regolarsi. Sì, ci sono stati casi di imbrattamento: abbiamo messo in mano ai ragazzi smalto e pennello". Nelle elementari e medie c'è, in più, il ritorno ai voti che esprimono il profitto al posto dei giudizi. Al Comprensivo Negri di Casale, dice Titti Palazzetti: "Abbiamo concordato alcuni accorgimenti per non spaventare i bambini nel caso di risultato negativo: una prova sarà valutata con diversi punteggi, attribuiti a ogni esercizio; dalla sommatoria e dall'analisi dei vari punteggi, scaturirà il voto complessivo, così l'allievo potrà capire da quali lacune emerge il risultato finale". Alla Manzoni di Alessandria, Patrizia Montobbio afferma che "gli insegnanti non avranno nessun problema a esprimere i voti che consentono di graduare meglio eccellenze e insufficienze". Alla Pascoli di Valenza, Maurizio Carandini afferma: "Nessun problema a passare dalle parole ai numeri, anzi c'è più trasparenza e utilizzeremo tutta la scala da 1 a 10, ovviamente con buon senso". E i mezzi voti? "Sì nelle valutazioni in itinere, no ovviamente in pagella. E no comunque ai + e -". Quanto al comportamento, anche nelle fasce più basse di età i presidi sono favorevoli al rigore. I casi di infrazione ricorrente? Dice Montobbio: "Uso del cellulare, dimenticanze di libri, diverbi tra compagni". La tendenza è quella di applicare una sanzione educativa. Esempi? Dice Carandini: "Erano comparse scritte sui muri. Con l'aiuto dei vigili abbiamo individuato i responsabili, che hanno ripulito. Sono le stesse famiglie che si aspettano questo dalla scuola".

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Nell'Astigiano rischia un maestro su tre (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-09-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA SCUOLA.I TIMORI DEI SINDACATI Convocate assemblee con docenti e genitori Oggi e domani è tempo di nomine Nell'Astigiano rischia un maestro su tre Tagli negli organici anche per le Medie e le Superiori [FIRMA]ROBERTO GONELLA ASTI Minaccia di piovere sul bagnato. Bocciata dall'Ocse, l'organizzazione cui aderiscono i trenta Paesi più sviluppati del pianeta, nel futuro della scuola italiana incombono inquietanti nuvoloni. Più che semplici timori per gli addetti ai lavori critici verso il ministro Maria Stella Gelmini con tagli e riforme annunciate che sembrano destinate ad alimentare un "autunno caldo". Maestro unico alle elementari, riduzione complessiva del tempo scolastico alle Medie e nelle Superiori gli interventi che avranno una pesante incidenza sulla scuola nell'Astigiano. La discussione su questi temi è stata abbozzata già in questi giorni. In alcune scuole i sindacati stanno convocando assemblee con docenti e genitori. E se ne è parlato anche ieri all'ex Provveditorato nella riunione preparatorie alla nomina dei docenti. Oggi toccherà a quelli della Media, domani a elementari e materne. Preoccupazioni condivise dalle tre organizzazioni confederali. Non piace, ad esempio, il ritorno al maestro unico a partire dal prossimo anno: "Attualmente - spiega Giuseppe Nosenzo, leader Cisl scuola - ci sono tre insegnanti su due classi, nel rispetto delle moderne regole pedagogiche"."E' un cambiamento anacronistico - sostiene Luciana Moiso, segretaria Uil scuola - avrà ricadute occupazionali e sulla qualità dell'insegnamento". "Eppure - condivide Monica Iviglia, responsabile di categoria della Cgil - le Elementari sono tra le migliori in Europa. Così si peggiora, senza contare che incombe anche il rischio di un aumento del numero di alunni per ciascuna classe". Qualità a rischio dunque, così come il numero di posti: "Rischia il 30%" spiegano i sindacati. Secondo dati forniti dall'ex Provveditorato i docenti di ruolo nell'Astigiano sono 769 con 198 supplenti a fronte di circa 9 mila alunni. Senza considerare le ansie quello che sarà il futuro del tempo pieno: "Qui le cose non sono ancora ben definite, ma non sarà certamente più quello attuale nonostante ci sia da parte delle famiglie un forte bisogno di rinforzarlo" spiega Monica Iviglia. Anche alle Medie il futuro inquieta: i docenti nell'Astigiano sono 539, con un centinaio di supplenti. "Qui le ore settimanali passeranno da 32 a 29 - sostiene Nosenzo - Una riduzione che andrà a vantaggio di chi potrà rivolgersi a un'offerta formativa privata". Sparirà l'ex Educazione tecnica, oggi Tecnologia, assorbita da Matematica. Riforma anche per l'assegnazione delle classi ai docenti di Lettere: "Ci sarà una contrazione dell'organico pare a un terzo" precisa la segretaria Cgil. Infine le Superiori, dove gli interventi sono meno radicali: "Anche se non mancavano le cose da rivedere" dicono i sindacati. Si scenderà a 30 ore contro la forbice attuale tra 32 e 38, a seconda dell'indirizzo di studi, con l'accorpamento di alcune materie. Insomma, c'è il rischio che un aforisma di Ennio Flaiano si trasformi in slogan: "Tutto quello che non so l'ho imparato a scuola" sosteneva.

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