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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   1-2  maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Lott: gestione dilettantesca ( da "Alto Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo i reiterati dinieghi del ministro Gelmini, ha avviato la consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico che hanno ratificato la designazione della Provincia. Tutto ciò andava fatto prima». Lott conclude: «Sarebbe utile chiudere questa vicenda, gestita con molta presunzione e una buona dose di dilettantismo dei vari assessori provinciali.

Il Consorzio cambia nome ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: si sta predisponendo un documento da approvare nella prossima seduta del Consorzio, a tutela della presenza delle scuole attualmente in funzione nel territorio e che sono a rischio di chiusura secondo il decreto Tremonti-Gelmini. L'obiettivo è di approvare questo documento entro il 15 giugno per presentarlo alla Conferenza dei Servizi.

Monchio, salviamo la scuola ( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha detto il sindaco - non è una presa di posizione contraria al decreto Gelmini. Occorre solidarietà verso le scuole di montagna, va garantita una formazione adeguata ai ragazzi. Se chiude l'istituto di Monchio "18 marzo 1944" avremo difficoltà nei trasporti (dovremo acquistare due pulmini), dovremo allargare la scuola del capoluogo;

Scuola, Marone perde il round ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: applicazione ai recenti indirizzi dettati dal ministro Mariastella Gelmini per il restyling del sistema della pubblica istruzione. Una questione di campanile Il caso, nel quale si riflettono anche antiche rivalità di campanile, non necessariamente connesse all'oggetto della contesa scolastico-territoriale, è stato al centro dell'udienza, in camera di consiglio, dello scorso mercoledì.

Mille iniziative targate Bs ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: offerto dalla Ditta Gelmini Onorino di Braone. La protezione civile di Piancogno Si è concluso invece, domenica scorsa, il primo viaggio in Abruzzo della Colonna Mobile del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Piancogno. Otto volontari, partiti a bordo di tre automezzi, hanno raggiunto la zona terremotata per consegnare alimenti e generi di prima necessità nel campo di Paganica 4,

La scuola privatanon è da condannare(ma nemmenoda esaltare) ( da "Secolo XIX, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che non stanno minimamente in piedi sulle capacità economiche di chi manda i figli nelle scuole private. Chi usa le scuole private fa un favore allo Stato. Il costo di un allievo delle scuole elementari per le casse pubbliche era pari a 6116 euro nel 2003 secondo i dati Ocse, ora sarà sicuramente aumentato, la retta di una scuola privata è decisamente inferiore, in media la metà.

Quindici classi in meno per le superiori ( da "Libertà" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini docet, il ministro ha infatti rimandato a settembre 2010 l'avvio delle novità) ma i tagli no. Come già preannunciato dalle indiscrezioni fuoriuscite dalla riunione all'ex Provveditorato di Piacenza di una settimana fa con i dirigenti delle superiori, l'incontro (informativo) di ieri dell'Ufficio scolastico provinciale coi sindacati ha confermato il taglio di 28 posti di docenti

Scuola, incontro con i candidati sindaci ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cambiamenti che seguono alla riforma Gelmini. Per questo hanno organizzato un incontro con i candidati sindaci. Se non ci saranno cambiamenti la data è giovedì 21 maggio alle 21, nella sala San Martino di Tour in corso Garibaldi. Sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza, per spronare i candidati a riflettere sul tema scuola e a portare i loro progetti e le proposte per Pavia.

Garlasco, la scuola si indebolisce ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla riforma Gelmini non fa sconti il vicesindaco Santino Marchiselli, che rispetto al circolo di Garlasco ha una preoccupazione su tutte: «Perdere un insegnante di sostegno significa una cosa sola - dice -: a essere penalizzati saranno studenti che partono già svantaggiati rispetto agli altri, questo è l'aspetto più grave al di là dei tagli alle attività extradidattiche,

A VILLA MAZZOTTI LA VETRINA DEL COMMERCIO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Trasporto offerto dal braonese Onorino Gelmini. ERBUSCO S.GOTTARDO ENTRA NEL VIVO COL MOTORADUNO Entra nel vivo oggi la sagra di S.Gottardo a Erbusco. Alle 10, a villa Longhi il motoraduno, in oratorio alle 18,30 esibizione di balli caraibici.

salvate le scuole cattoliche ( da "Nuova Venezia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fondamentale delle scuole paritarie le associazioni cattoliche del mondo della scuola che non esitano a ad affermare che «è un obbligo morale dei politici e degli amministratori quello di rispondere alle richieste della conferenza episcopale. Rilevano come Parlamento e Governo in questo momento di crisi economica «invece di agevolare e sostenere le istituzioni scolastiche paritarie,

I genitori in rete per difendere la scuola e garantire educazione ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche dalla riforma del ministro Gelmini, che ha contribuito «a spingere i genitori a interessarsi dei problemi». Presidente è stato eletto Pier Sante Pruccoli, vicepresidente Simone Giacobbi e segretario Giancarlo Santoni. Dell'associazione fanno parte i genitori di bambini della scuola materna e primaria leonine, realtà che da anni funziona con due pluriclassi,

dirigenti scolastici incatenati il senso di una lenta ribellione - franco buccino ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è il segno della ribellione, come ha ben inteso la Gelmini. Parta questa ribellione dai dirigenti e si estenda a tutti i docenti e al personale della scuola, precari e di ruolo, agli studenti e alle famiglie. E dalla scuola passi alle università e agli enti di ricerca.

scuola, tutti i tagli delle elementari - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti i tagli delle elementari Tempo pieno e inglese: i numeri in base alla riforma Gelmini FRANCO VANNI Niente più uscite didattiche, meno personale per sorvegliare gli studenti all´intervallo e maestre costrette a insegnare in più classi per tappare i buchi d´orario. Questi gli effetti dei tagli sul numero degli insegnanti nelle scuole elementari.

le elementari perdono 246 maestre - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini aveva garantito che non avrebbe toccato il tempo pieno, invece almeno 150 classi in tutta la provincia avranno assegnato un solo insegnante al posto dei due previsti». Per arrivare a coprire le quaranta ore settimanali, quindi, sarà necessario turnare le maestre, «ma sarà un caos organizzativo,

scuole a rischio a chianni e lajatico ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del decreto Gelmini fa paura. Alle medie non va meglio, con un numero di studenti chiannerini che non supera le 39 unità, mentre i "colleghi" dell'alta Valdera sono addirittura meno, 34. Un occhio alle carte governative, i numeri non giocano troppo a favore degli istituti comprensivi di Lari e di Capannoli ed il rischio di una chiusura delle scuole spaventa insegnanti e genitori.

Medie, Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese potenziato ( da "Unita, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese «potenziato» MARISTELLA IERVASI L'inglese pigliatutto della Gelmini è stato bocciato dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva ai fini del riesame presentata da quasi 300 professori di seconda lingua comunitaria di tutt'Italia,

popoli, ritorno a scuola con polemiche ( da "Centro, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «Non lo abbiamo fatto per dare un forte segnale di ripresa e di ritorno alla normalità», afferma l'assessore comunale ai Lavori pubblici con delega alle scuole, Concezio Galli, «il terremoto ha sconvolto abitudini e programmi della nostra comunità, ma stiamo lavorando per superare i problemi e far sì che da settembre tutti gli studenti abbiamo una sistemazione adeguata»

"tempo pieno, senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche" ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Il tempo pieno - denuncia Flc - si trasformerà in un semplice tempo scuola, privo di contenuto educativo: le famiglie hanno bocciato il modello Gelmini delle 24 ore, ma il governo non ha stanziato le risorse necessarie a garantire un tempo pieno di qualità». (g.r.)

perito aeronautico, un corso da salvare ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini l'indirizzo in costruzioni aeronautiche confluirà infatti nell'indirizzo più ampio denominato Trasporti e logistica. Sulla carta c'è quindi il rischio che la specificità dei periti aeronautici venga meno, ma come ha tenuto a ribadire l'ispettore del ministero Pasquale Russo, presente al convegno,

tre liste civiche appoggeranno zuliani ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che dovrà essere in grado di resistere anche alle ristrettezze della riforma Gelmini e di dare sempre servizi di alto livello ai ragazzi e alle loro famiglie. Uniti per il Comune traccia poi le priorità future tra cui la realizzazione delle opere previste dal piano urbano del traffico per rendere i centri vivibili e sicuri.

elementari, alla ricerca di una soluzione ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le disposizioni del ministro Maria Stella Gelmini e i pesanti tagli alle scuole pubbliche, prospettata ai genitori dalla dirigente dell'Istituto comprensivo di Cuglieri, Giovannina Cocco. La prima classe nel plesso di Tresnuraghes infatti non raggiunge gli assurdi numeri minimi stabiliti dal ministero, indiscriminatamente per grandi città del nord e piccoli centri di sud e isole.

istituto comprensivo rivolta contro i tagli della gelmini - giovanni melis ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: comprensivo rivolta contro i tagli della Gelmini GIOVANNI MELIS DESULO. No ai tagli all'istituto comprensivo di Desulo. La posizione è netta e non ammette repliche. Una cinquantina di persone hanno discusso il problema dei tagli alle due scuole elementari di Desulo e di riflesso anche a quelle di Aritzo, Belvì e Gadoni, che formano un unico istituto comprensivo della Barbagia di Belvì.

Raccolta fondi L'Eco-Caritas Oltre 9.000 euro dalle parrocchie ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: concordato personalmente con il ministro Maria Stella Gelmini e i suoi funzionari la tipologia del materiale necessario», e ha fatto partire dalla nostra provincia migliaia di diari scolastici, album da disegno, raccoglitori e ricambi. La raccolta Eco-Caritas intanto prosegue: per chi volesse aderire, è possibile effettuare un bonifico bancario a favore della Caritas diocesana bergamasca,

Lott: ( da "Corriere Alto Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, ha avviato ex post la consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico (sindacati, consiglio scolastico, Consulte genitori e studenti) che hanno ratificato la designazione della Provincia: «Tutto ciò andava fatto prima e mettendo a disposizione ogni elemento utile per poter scegliere liberamente e con piena cognizione di causa dice Lott,

Da cassiera ad insegnante ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini del maestro unico molti insegnanti comuni, per paura di perdere il posto, hanno chiesto di entrare nelle liste del sostegno, quelle di cui faccio parte. Potrei slittare di molte posizioni in graduatoria e non essere più chiamata, oppure rischio di fare supplenze brevi senza nessuna garanzia» ha detto preoccupata.

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo.

CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di st... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo.

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimenti prossimi del decreto legge Gelmini, siamo convinti che per una buona riforma siano necessarie condivisione e responsabilità da ambo le parti », ha subito dichiarato la Ghizzoni, definendo il nuovo disegno legge: «vorrei ma non posso». «Le attese erano altissime - ha proseguito - ma leggendo le bozze del decreto già in circolazione (che verrà ufficializzato a maggio,

grave atto di censura a scuola ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Iti assesta alla scuola statale un colpo anche più grave della stessa sottrazione di risorse da destinare al finanziamento delle scuole private. Tuttavia il prossimo anno scolastico riproporremo alle scuole della provincia il progetto sulla Palestina al quale, se vorranno, gli insegnanti potranno liberamente aderire, ma questa volta con la determinazione di difendere la libertà d'

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le giovani donne che sono diventate ministro di prima nomina nel governo Berlusconi, come Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni: all'inizio erano ingiustamente criticate da molti». E poi, cosa è successo? «Poi hanno dimostrato con i fatti di saperci fare, hanno contribuito con il loro talento e la loro sensibilità di donne a realizzare riforme e leggi significative.

Affaritaliani.it dà le pagelle a Obama">Quando gli amici diventano nemici Affaritaliani.it dà le pagelle a Obama ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tempo di pagelle: il 29 aprile sono passati 100 giorni dalla elezione di Barak Obama e, come è tradizione in America dai tempi di F.D. Roosevelt (che similarmente si trovò suo malgrado a gestire la Grande Depressione del '29), è il momento in cui stampa, analisti politici ed opinione pubblica assegnano i primi voti al neo-presidente.

Saglia: ( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: subito dopo aver affiancato il suo nome a quelli del ministro alla Pubblica istruzione Maristella Gelmini e del sottosegretario all'Economia Daniele Molgora, con il quale avrà rapporti frequenti, considerati i temi in gioco. «Il primo obiettivo del Governo, del ministero e mio personale è aiutare il Paese a uscire dalla crisi - ha rivelato Saglia -.

Paritarie ( da "Avvenire" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha firmato il decreto, che ora dev'essere controfirmato da Tremonti, passare al varo della Corte dei Conti, e subito dopo andrà anch'esso in pagamento». «Non si può essere che soddisfatti riconosce monsignor Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la scuola e l'università della Cei ,

"La scuola è sull'orlo del collasso" ( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché quella della Gelmini non può considerarsi tale. Così si distruggono conoscenza e sviluppo del senso critico. Andiamo a rovinare la scuola primaria italiana, che è tra le prime al mondo. Il peggio lo vedremo tra qualche tempo, mi preoccupo di quelli che saranno i dati di iscrizioni alle superiori ed all'università il prossimo anno.

MARIA PAOLA MILANESIO ROMA. UN POSTO DA MINISTRO MICHELA VITTORIA BRAMBILLA SE LO ASPETTAVA FIN D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro le attuali 4 (Meloni, Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini). Se la nuova composizione dell'esecutivo è causa di fibrillazione nella maggioranza (Brambilla non riscuote consensi unanimi), è la data del referendum elettorale, ma soprattutto il dopo-consultazione, a dividere - anche al loro interno - maggioranza e opposizione.

GIANLUCA SOLLAZZO TAGLI, DOCENTI TITOLARI SOVRANNUMERARI, PRECARI SUL PIEDE DI GUERRA CON L'UNICA... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prima delle insidie è rappresentata dal piano tagli imposto dalla manovra del ministro dell'istruzione Gelmini. Nell'anno scolastico ormai agli sgoccioli a Salerno e provincia si è registrato una diminuzione di ben 875 cattedre e ad essere più colpita dalla mannaia dei tagli governativi è stata senza ombra di dubbio la scuola primaria che ha fatto registrare un calo di 400 posti.

Vicenza in prima linea contro la pedofilia ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il presidente della Camera Gianfranco Fini, i ministri Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Giorgia Meloni, rispettivamente per Istruzione, Pari Opportunità e Gioventù, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Paolo Concia, deputato Pd della commissione Giustizia.

( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fra cui i 952 docenti che a causa della Gelmini non hanno più futuro. La crisi che attraversa trasversalmente tutti i settori, non risparmia il settore delle costruzioni dove si registra nel 2008 una contrazione delle gare d'appalto del 33% rispetto all'anno precedente. Sia il piccolo commercio che la grande distribuzione, per effetto del calo dei consumi sono in grave difficoltà.

La strategiadel ( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A pochi mesi dalla riforma Gelmini che ha reintrodotto il «cinque» in condotta, nostra carrellata sugli istituti scolastici siciliani. Nella scuola catanese che uno degli alunni-bulli aveva trasformato in base logistica per organizzare le sue «imprese». Nell'istituto di Castrofilippo (Agrigento) che accoglie tra i suoi alunni una cinquantina di «caminanti»

L'avventura educativa ( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma neanche il tre in condotta nella pagella ha smosso le famiglie. Figurarsi gli studenti. E allora che si fa? La risposta più facile è rassegnarsi a espellere dalla scuola i ribelli. Ma questo, alla lunga, porta i prof a tirare i remi in barca. Nel nostro viaggio nelle scuole siciliane abbiamo trovato, però, anche insegnanti che non hanno gettato la spugna,

Ecco le Eurocandidate per il Pdl: Matera, Comi e Ronzulli. In corsa per Strasburgo ( da "Panorama.it" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bocconi ed è stata assistente di Mariastella Gelmini e coordinatrice di Forza Italia giovani in Lombardia. Altrettanto corposo il corriculum di Licia Ronzulli, classe 1975, caposala e assistente di sala operatoria all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Del resto, la presenza femminile e di nuovi volti, che il Pdl vuole dare è evidente: "Nelle nostre liste è rappresentato il 40%


Articoli

Lott: gestione dilettantesca (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

LA NOMINA Lott: gestione dilettantesca Sovrintendenza, lo sfogo di uno degli aspiranti BOLZANO. Tullio Lott è stato in silenzio per mesi, adesso si fa avanti per raccontare la sua versione da «candidato ombra» per la sovrintendenza scolastica e non risparmia schiaffi a chi ha gestito la vicenda («dilettantismo dei vari assessori provinciali»). Il dirigente dell'istituto comprensivo di Brunico parla di «tre errori». Si è confusa, è la critica, «la discrezionalità con l'arbitrio: se non si procede in modo trasparente alla comparazione del curricolo, dell'esperienza professionale, dei risultati ottenuti, della personalità dei candidati e si impone un solo nome in via preventiva il risultato è arbitrario». Secondo, «si considera erroneamente che l'intesa sia un visto dovuto e non un atto negoziale di condivisione con il ministero». E infine, accusa Lott, «fa comodo confondere la figura del sovrintendente con un qualsiasi capo ripartizione al servizio dell'assessore provinciale di turno. Per contro il sovrintendente è utile che continui ad essere una figura tecnica, di alta amministrazione, il cui ruolo di garanzia è riconosciuto da tutta la comunità». Ora si è giunti alla situazione «in cui il presidente della giunta, dopo i reiterati dinieghi del ministro Gelmini, ha avviato la consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico che hanno ratificato la designazione della Provincia. Tutto ciò andava fatto prima». Lott conclude: «Sarebbe utile chiudere questa vicenda, gestita con molta presunzione e una buona dose di dilettantismo dei vari assessori provinciali. L'auspicio è che la Provincia e il governo vogliano condividere una nomina che garantisca funzionalità e decoro alla scuola».

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Il Consorzio cambia nome (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Il Consorzio cambia nome Pieve, potrà accogliere anche altri comuni dell'Oltrepò PIEVE DI CORIANO. Il Consorzio dei Comuni del Destra Secchia ora si chiama Consorzio dell'Oltrepò mantovano e potrà accogliere anche altri Comuni, oltre ai 17 'storici'. Il nuovo nome è una novità introdotta dal nuovo statuto, che è stato approvato ieri dai sindaci. «Ci fa piacere che tutti i consigli comunali abbiano deliberato il sì» dice il presidente del Consorzio Alessandro Pastacci. «Sono occorsi alcuni mesi ma ci siamo arrivati e questo è importante, perché il nuovo statuto guarda con ampio respiro e con prospettiva al futuro dei nostri comuni». Giancarlo Ghidini, sindaco di Schivenoglia, il Comune che ha incontrato le maggiori difficoltà ha ricordato che, in sede di consiglio comunale, le opposizioni, mettendo in minoranza il sindaco e la giunta, avevano approvato una modifica al testo dello statuto che il Consorzio chiedeva di approvare, di fatto bloccando la procedura in corso per tutti i 16 comuni. «Con i chiarimenti avuti dal presidente Pastacci in seguito si sono accorti che il loro atto non era corretto; la delibera da loro approvata è stata revocata, quindi il consiglio ha approvato lo statuto come era stato chiesto dal Consorzio». Prima del sì definitiva di tutti i sindaci, all'unanimità, il presidente ha ringraziato il consiglio provinciale per aver votato lo statuto all'unanimità. L'assemblea dei sindaci ha poi approvato il protocollo d'intesa per lo sviluppo di un Progetto Integrato d'Area (Pia) dell'Oltrepò, che passerà al vaglio anche della Provincia, della Curia Vescovile e del Sistema Parchi dell'Oltrepò Mantovano e che farà capo alle risorse messe a disposizione dall'Asse IV del Po Competitività 2007-13 della Regione Lombardia per il territorio dell'Oltrepò Mantovano. Il Protocollo riconosce il ruolo di capofila e coordinamento al Consorzio. Infine, come ha spiegato il sindaco di Pieve Andrea Bassoli, si sta predisponendo un documento da approvare nella prossima seduta del Consorzio, a tutela della presenza delle scuole attualmente in funzione nel territorio e che sono a rischio di chiusura secondo il decreto Tremonti-Gelmini. L'obiettivo è di approvare questo documento entro il 15 giugno per presentarlo alla Conferenza dei Servizi.

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Monchio, salviamo la scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Palagano. Appello del Consiglio per mantenere attiva l'elementare con una trentina di alunni «Monchio, salviamo la scuola» Il sindaco: «La chiusura creerebbe gravi disagi» di Marilena Buganza PALAGANO. L'approvazione del rendiconto di gestione 2008 e il rischio di chiusura per la scuola elementare di Monchio: questi i punti salienti trattai durante l'ultimo consiglio comunale a Palagano. Erano in discussione il rinnovo della convenzione, in tandem con Montefiorino e Prignano, con la Comunità Montana Appennino Ovest per l'esercizio in forma associata di parte della funzione pianificatoria in materia urbanistica. La delibera è passata all'unanimità così come quella che delega all'ufficio tecnico del Comune l'individuazione delle aree fragili sul territorio comunale per accedere ai finanziamenti per la rivitalizzazione del tessuto commerciale. Per il capoluogo e Monchio c'è la complicazione di individuare entro il 30 giugno porzioni di territorio ad hoc con meno di 500 e almeno 50 abitanti. Unanimità anche sullo statuto dell'Unione dei Comuni "Valli d'oro Dragone e Secchia", ma l'opposizione raccomanda che il segretario sia nominato da una conferenza dei sindaci e reclama una clausola che faccia salva la centralità dei consigli comunali. Quinto punto all'odg era l'esame del rendiconto finanziario di gestione 2008. «L'avanzo di 11.263 euro - ha detto il sindaco - in tale momento di difficoltà economica rappresenta un traguardo importante, raggiunto grazie alle regole di buona amministrazione osservate e senza effettuare operazioni ad alto rischio». L'opposizione si è astenuta. La discussione si è poi incentrata sul rischio paventato di chiusura dell'istituto scolastico di Monchio che ha materna (16 bimbi) ed elementare (una trentina). «Il mio è un ragionamento serio col dirigente scolastico e l'assessore all'istruzione - ha detto il sindaco - non è una presa di posizione contraria al decreto Gelmini. Occorre solidarietà verso le scuole di montagna, va garantita una formazione adeguata ai ragazzi. Se chiude l'istituto di Monchio "18 marzo 1944" avremo difficoltà nei trasporti (dovremo acquistare due pulmini), dovremo allargare la scuola del capoluogo; dov'è il risparmio? Tutto ciò per tagliare 8 o 10 ore di scuola e un insegnante? Questo ho detto al dirigente scolastico e in sede istituzionale faremo un incontro con lui e la popolazione di Monchio. Monchio è in posizione strategica, non ci sono altri plessi scolastici, è una frazione con 500 abitanti, la mia lotta è per la centralità di questa scuola. Sono contrario anche alla chiusura della paritaria ecclesiastica». Il capogruppo dell'opposizione Luigi Marcucci ha chiesto di mettere ai voti nel prossimo consiglio un ordine del giorno congiunto sulla questione.

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Scuola, Marone perde il round (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Scuola, Marone perde il round Bocciata la richiesta del Comune di bloccare lo spostamento della sede direzionale scolastica del Medio Sebino. L'istituto comprensivo si sposta così a Sale Marasino il primo dei due Comuni (nella foto una veduta) sconfitto al Tar" title="Contesa fra Marone e Sale Marasino sul «governo» delle scuole: il primo dei due Comuni (nella foto una veduta) sconfitto al Tar" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090501/foto/full_brescia_294.jpg',600,317)"> Contesa fra Marone e Sale Marasino sul «governo» delle scuole: il primo dei due Comuni (nella foto una veduta) sconfitto al Tar MARONEMarone perde il governo delle scuole del Medio Sebino bresciano. Il quartier generale che decide e organizza l'attività dei diversi istituti della scuola statale dell'obbligo si trasferisce infatti a Sale Marasino, come ha deciso la Regione con la delibera della Giunta sul riordino dei poli scolastici e come ha confermato il Tar di Brescia che ha respinto l'istanza cautelare del ricorso del Comune di Marone contro la decisione regionale, la quale, peraltro, dà applicazione ai recenti indirizzi dettati dal ministro Mariastella Gelmini per il restyling del sistema della pubblica istruzione. Una questione di campanile Il caso, nel quale si riflettono anche antiche rivalità di campanile, non necessariamente connesse all'oggetto della contesa scolastico-territoriale, è stato al centro dell'udienza, in camera di consiglio, dello scorso mercoledì. Della decisione dei giudici amministrativi - che più in là nel tempo verrà approfondita nella fase cosiddetta di merito delle tesi contrapposte, al momento si conosce il solo conciso dispositivo: istanza respinta. In altre parole è stata bocciata la richiesta fatta dal Comune di Marone di sospendere immediatamente l'efficacia della delibera di Palazzo Pirelli in modo da bloccare lo spostamento della sede direzionale degli uffici scolastici. Ma perché si è deciso di trasferire l'«Istituto comprensivo» (così è burocraticamente definita la somma delle direzioni scolastiche locali) da Marone a Sale Marasino? Alcuni dei motivi che potrebbero avere pesato nella decisione del Tribunale amministrativo sono stati illustrati nel contraddittorio d'udienza dall'avvocato Innocenzo Gorlani che assiste il Comune di Sale Marasino, parte resistente con la Regione nel ricorso promosso da Marone. La posizione territoriale Principalmente, ha precisato Gorlani, a vantaggio della scelta caduta su Sale Marasino è stata la posizione territoriale, epicentrica rispetto ai Comuni serviti e cioè oltre a Sale Marasino, che vanta un maggior numero di abitanti e un più ampio bacino d'utenza, i Comuni di Zone, Sulzano, Montisola e lo stesso Marone. Ma non solo questo. Nel confronto dei paesi interessati quasi tutti gli indici depongono, infatti, a favore di Sale Marasino. Ad esempio il numero degli iscritti alle scuole medie, elementari e alla scuola materna statale (l'asilo a Marone è privato); il numero dei residenti; la migliore accessibilità rispetto alla sede di Marone; una maggiore presenza di riferimenti e attività necessari per una efficace ed efficiente gestione del servizio scolastico oltre ad una sede strutturalmente adeguata al funzionamento degli uffici ed all'accoglienza del personale docente e del personale amministrativo. Infine ha contato il gradimento espresso da Zone, Sulzano, naturalmente da Sale Marasino e dall'Amministrazione provinciale. Contrario, si capisce, Marone, mentre il Comune di Montisola non si è dichiarato in modo netto. Via libera alla delibera regionale Il Tar ha così dato via libera alla delibera della Regione. La questione, va precisato, potrebbe comunque avere un seguito perché l'ordinanza dei giudici di via Malta potrebbe essere appellata al Consiglio di Stato e modificata dalla futura sentenza di merito. Ma questa, allo stato delle carte e degli atti compiuti, appare una eventualità molto remota, se non altro perché non si potrà non tenere conto che, dopo il passaggio delle consegne oggi autorizzato dal Tar, i tempi di cui Sale Marasino dispone per organizzare il nuovo quartier generale delle scuole del Medio Sebino Bresciano sono molto stretti. Infatti forma e contenuti della nuova gestione scolastica dovranno essere necessariamente disegnati prima dell'inizio delle prossime vacanze estive. In sostanza, come abbiamo ricordato, la contesa fra i due Comuni ha un oggetto valore di «battaglia» di campanile, ma accanto al comprensibile interesse di bandiera vi è anche un primato da difendere sotto il profilo dei servizi. La nuova sede dell'istituto comprensivo sarà ospitata nella scuola media di Sale Marasino. esseci

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Mille iniziative targate Bs (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Mille iniziative targate «Bs» Continua la gara di generosità per le popolazioni dell'Abruzzo. In campo volontari e istituzioni Il gruppo dei volontari della Protezione Civile di Piancogno al campo di Paganica 4, dove opera l'associazione Arnica di Berzo Demo BRESCIANon solo la generosa sottoscrizione dei nostri lettori testimonia la grande partecipazione dei bresciani nella gara di solidarietà per portare sollievo alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. I vigili in partenza per L'Aquila Tutta una serie di iniziative targate «Bs» continua, infatti a susseguirsi. Quattro agenti delle polizie municipali gardesane partiranno lunedì prossimo da Desenzano e Salò alla volta dell'Aquila. Lo conferma Carlalberto Presicci comandante della Polizia municipale di Desenzano e presidente dell'Associazione provinciale dei vigili urbani bresciani. Il progetto dell'Anci infatti prevede l'impiego di agenti delle polizie municipali dei comuni fino ad ottobre. I sindacati camuni Un'ora di lavoro per ogni dipendente e dieci euro per ogni pensionato. È quanto invece propongono e chiedono i sindacati Cgil e Cisl di Vallecamonica-Sebino e la Uil di Brescia e Bergamo per assumere un'iniziativa unitaria e raccogliere fondi in aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Le tre sigle hanno così aperto un conto corrente (n. 19999, iban IT71L0324454441000000019999) presso la filiale di Darfo della Banca di Vallecamonica, sul quale fare confluire i fondi raccolti. La sottoscrizione è volontaria: per i lavoratori la trattenuta sarà fatta in busta paga con la mensilità del mese di aprile-maggio, mentre i datori di lavoro potranno assumere analoga iniziativa insieme alle rispettive maestranze. Gli Alpini di Terzano Ieri 30 Aprile 2009, dalla sede del Gruppo Alpini di Terzano, è partito il carico di 70,00 q.li di viveri raccolti per i Terremotati. L'operazione è stata possibile grazie all'impegno dei Gruppi di Terzano ed Angone nonché di alcuni Amici della Franciacorta. La destinazione è il Campo Globo di Coppito ed il trasporto è offerto dalla Ditta Gelmini Onorino di Braone. La protezione civile di Piancogno Si è concluso invece, domenica scorsa, il primo viaggio in Abruzzo della Colonna Mobile del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Piancogno. Otto volontari, partiti a bordo di tre automezzi, hanno raggiunto la zona terremotata per consegnare alimenti e generi di prima necessità nel campo di Paganica 4, dove si trovano già ad operare i Volontari de L'Arnica di Berzo Demo impegnati nella gestione della mensa. Per continuare ad aiutare, la Protezione Civile di Piancogno, promuove una raccolta fondi che si terrà da oggi al 3 maggio presso la Fiera dei Fiori di Piancogno e tutto il ricavato sarà devoluto per l'acquisto di materiale e consegnato direttamente dai Volontari di Piancogno. I comuni di Roncadelle e Pisogne D'accordo con l'Associazione Comuni Bresciani e la Provincia di Brescia, è stata promossa a Roncadelle una raccolta-fondi che poi verrà gestita di concerto con la Protezione Civile provinciale. Chi è interessato può effettuare un versamento sul conto corrente Banco di Brescia (filiale 29 di via Cefalonia 62 a Brescia), iban IT93 B 03500 11235 000000010235, causale: «Fondo per le zone terremotate della regione Abruzzo». Il Comune ha stanziato 10mila euro. Il Consiglio Comunale di Pisogne ha deliberato invece di destinare 50mila euro alla ricostruzione di un edificio di pubblica utilità a beneficio di uno dei piccoli comuni colpiti dal sisma.

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La scuola privatanon è da condannare(ma nemmenoda esaltare) (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

La scuola privatanon è da condannare(ma nemmenoda esaltare) Le autorità tributarie non hanno proprio più alcun ritegno e per dimostrarlo hanno pensato bene di andare a incolpare di evasione fiscale coloro che mandano i figli in scuole private. Se ti puoi permettere la scuola privata allora sei un ricco e se sei un ricco devi pagare le imposte perché sicuramente sei un evasore, non perché lo sei veramente ma perché l'ho deciso io. Se si abbassano a certe elucubrazioni mentali, e perdere tempo all'inseguimento di fantasmi, vuol proprio dire che l'evasione fiscale non esiste al contrario di quello che si pensa in giro. Chiunque abbia un minimo di buon senso prima di inerpicarsi in operazioni al limite dell'impossibile si preoccuperebbe di iniziare a svolgere i compiti più semplici. Ci sono centinaia di miliardi di euro di redditi evasi che si possono recuperare in maniera semplicissima e questi vanno a costruirsi congetture che non stanno minimamente in piedi sulle capacità economiche di chi manda i figli nelle scuole private. Chi usa le scuole private fa un favore allo Stato. Il costo di un allievo delle scuole elementari per le casse pubbliche era pari a 6116 euro nel 2003 secondo i dati Ocse, ora sarà sicuramente aumentato, la retta di una scuola privata è decisamente inferiore, in media la metà. Allo Stato converrebbe chiudere tutte le scuole pubbliche e pagare la retta a tutte le famiglie italiane, risparmierebbe un sacco di soldi e introdurrebbe quella meritocrazia tra il personale docente che nella scuola statale è sempre stata tenuta fuori dalle aule. Enrico Venerato E-MAIL 01/05/2009 Rispondo a questa lettera anche se nel frattempo le cose sono un po' cambiate: l'Agenzia delle Entrate ha precisato che il nuovo redditometro non intende equiparare le scuole private a un "genere di lusso". Rispondo perché in essa ci sono alcuni pregiudizi a mio avviso perniciosi. Uno è che il redditometro non "incolpa" di evasione fiscale: è uno strumento che serve a scandagliare redditi dichiarati che sembrano troppo bassi in rapporto al tenore di vita (e mandare i figli a una scuola privata costa, spesso molto). Un altro è che la scuola pubblica sia comunque peggiore di quella privata: non è vero, ce ne sono ottime fra le prime e pessime fra le seconde (ce ne sono alcune che funzionano come diplomifici, non esattamente un complimento). Un terzo è che solo nella scuole private esiste la meritocrazia: detto che è un criterio abbondantemente assente dalle scuole italiane di ogni ordine e grado, va aggiunto che anche nelle private si trova di tutto. Parlo per esperienza diretta. Dalle elementari al liceo ho frequentato istituti parificati di eccellente livello. Ne sono molto contento. Ma accanto a professori molto preparati, ho incrociato anche diversi mediocri esponenti della categoria. 01/05/2009

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Quindici classi in meno per le superiori (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Quindici classi in meno per le superiori L'Usp conferma ai sindacati il taglio di 28 posti. Tribi: a rischio diritto allo studio Alle superiori la riforma può attendere (Gelmini docet, il ministro ha infatti rimandato a settembre 2010 l'avvio delle novità) ma i tagli no. Come già preannunciato dalle indiscrezioni fuoriuscite dalla riunione all'ex Provveditorato di Piacenza di una settimana fa con i dirigenti delle superiori, l'incontro (informativo) di ieri dell'Ufficio scolastico provinciale coi sindacati ha confermato il taglio di 28 posti di docenti alle scuole superiori, che equivarranno alla mancata formazione di circa 15 classi a settembre rispetto alle 485 richieste dai presidi. Tagli in prevalenza concentrati sulle prime classi, undici quelle che rimarranno soltanto nel cassetto dei desideri, e 4 per le intermedie, e distribuiti in maniera piuttosto omogenea in tutti gli istituti di città e provincia. Il giudizio che arriva dal sindacato è preoccupato, sia da parte della Flc Cgil, all'incontro con Raffaella Morsia, che della Cisl Scuola rappresentata da Stefano Vantadori. Morsia, in particolare, rilancia con una sfida: «La situazione è drammatica, è necessaria una presa di posizione forte delle istituzioni e della politica», ponendo l'accento, riguardo alle ricadute più immediate dei tagli, «sull'aumento di alunni per classe, che andranno ben oltre i 30 studenti. E questo va tenuto presente ancora di più per le scuole dove c'è un numero elevato di studenti diversamente abili - sostiene la sindacalista - ai quali la norma garantisce l'inserimento in classi fino a 20 studenti o di 25 studenti nei casi meno gravi. Questo, per loro, da settembre potrà non essere più garantito». In bilico anche la qualità dell'offerta nei casi di licei artistici o istituti tecnici, «quelli con più attività laboratoriali». E Stefano Vantadori (Cisl Scuola) rilancia: «Con questa proposta dell'Usp vengono confermati i tagli e così disattesa la richiesta di 11 nuove classi più un ulteriore taglio di altre 4 classi. Dalla lettura dei numeri emerge una maggiore sofferenza che andrà a colpire gli istituti tecnico-professionali. La situazione è di forte preoccupazione - conclude Vantadori - . Da domani si dovrà verificare l'effettiva ricaduta dei tagli sui posti dei docenti per materia, mentre resta aperta la partita degli organici di fatto». «Nella prossima settimana - ha dichiarato ieri l'assessore della Provincia Fernando Tribi, richiesto di un parere sull'argomento - chiederemo uno specifico incontro all'Ufficio scolastico provinciale per capire gli orientamenti circa gli organici delle scuole superiori, ma già ora ribadisco che non intendiamo restare passivi di fronte ad ipotesi di nuovi tagli. Nelle superiori la popolazione studentesca crescerà di centinaia di nuovi alunni e quindi ci attendiamo che vengano messe a disposizione degli istituti tutte le risorse professionali occorrenti. Non possiamo correre il rischio - incalza Tribi - che il buon risultato ottenuto nella lotta alla dispersione scolastica, 0,4%, il 4° miglior risultato in Italia, sia compromesso da una inadeguata disponibilità di personale docente e tecnico. Inoltre sicuramente non accetteremo che vengano penalizzate situazioni sulle quali l'Amministrazione provinciale ha investito in questi anni per dotare il territorio di indirizzi di studio, laboratori, nuove opportunità formative. Così come gli investimenti in edilizia scolastica, che hanno avuto il merito non solo di creare nuove scuole ma anche di mettere in sicurezza il patrimonio di aule e locali, non devono essere vanificati da politiche che, pur di risparmiare qualche classe, sfondano i limiti di accoglienza e capacità di studenti mettendone in pericolo le condizioni di studio e di frequenza». Simona Segalini 01/05/2009

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Scuola, incontro con i candidati sindaci (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

IL COMITATO GENITORI-INSEGNANTI Scuola, incontro con i candidati sindaci PAVIA. Il comitato genitori e insegnanti per la scuola continua la mobilitazione. Impegnati a mantenere vivo l'interesse nei confronti della scuola e dei cambiamenti che seguono alla riforma Gelmini. Per questo hanno organizzato un incontro con i candidati sindaci. Se non ci saranno cambiamenti la data è giovedì 21 maggio alle 21, nella sala San Martino di Tour in corso Garibaldi. Sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza, per spronare i candidati a riflettere sul tema scuola e a portare i loro progetti e le proposte per Pavia. Il comitato nato nei giorni dell'Onda, per dare forza al «no» alla riforma Gelmini, unendo la voce dei genitori e quella degli insegnanti, si è allargato e ha coinvolto un numero crescente di famiglie. Un comitato che ha mosso i primi passi via Internet, con il blog (genitoriperlascuola.blogspot.com), con il passaparola, e con i banchetti in piazza per la raccolta di firme, un'iniziativa che si è estesa a tutte le scuole di Pavia. Fino alle riunioni e all'organizzazione di incontri, come quello con il pedagogista Frabboni. (ma.br.)

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Garlasco, la scuola si indebolisce (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Garlasco, la scuola si indebolisce Le elementari perdono quattro insegnanti Per effetto dei tagli a rischio i laboratori GARLASCO. Informatica, teatro, laboratori e uscite extra a rischio nelle scuole primarie che fanno capo alla direzione didattica Poma di via Toledo. Oltre 930 alunni tra gli istituti di Garlasco, Gropello, Dorno, Alagna, Borgo San Siro, Zerbolò e un corpo docente che con settembre perderà 4 insegnanti (da 73 a 69 unità, inclusi i supplenti annuali). Gli specialisti di lingua inglese scendono a 3 contro i 5 in servizio oggi, e i 6 di sostegno si riducono a cinque. Ma è l'eliminazione delle compresenze dei docenti a mettere a repentaglio le attività messe in campo anni fa dalla scuola per arricchire l'offerta didattico-formativa. A spiegarlo è Rita Motta, insegnante e referente del plesso di via Toledo, cui per altro fa riferimento anche la scuola dell'infanzia. «Il dirigente sta lavorando per mantenere inalterata la qualità del servizio - premette - a partire dall'orario». Oggi è previsto il tempo pieno tre giorni alla settimana, con lezioni fino alle 16.30 ogni lunedì, martedì e giovedì. Il mantenimento del pomeriggio non sembra in discussione, a differenza invece dell'extradidattica, come l'informatica, il teatro, la corsa campestre e le iniziative di promozione al movimento fisico che comportano le mezze giornate fuori aula, per fare esempi concreti. «Quelle è probabile che salteranno - riprende Motta -. Da parte nostra un po' di rammarico c'è, inutile negarlo, perché da tempo puntiamo a valorizzare la qualità dell'offerta inserendo i cosiddetti "progetti"». Le gite «dovremmo riuscire a mantenerle». Giorni, questi, in cui la dirigenza di Ottaviano Grassi sta mettendo a punto l'adeguamento ai tagli del personale conseguenti alla riforma, organizzando risorse e programmi in vista del prossimo anno scolastico. Classi più numerose sicuramente a Borgo San Siro e Zerbolò, dove le attuali quattro saranno ridotte a tre. Per gli altri istituti invece il numero di classi resta invariato: 19 a Garlasco, 10 a Dorno e Gropello, 2 ad Alagna. Alla riforma Gelmini non fa sconti il vicesindaco Santino Marchiselli, che rispetto al circolo di Garlasco ha una preoccupazione su tutte: «Perdere un insegnante di sostegno significa una cosa sola - dice -: a essere penalizzati saranno studenti che partono già svantaggiati rispetto agli altri, questo è l'aspetto più grave al di là dei tagli alle attività extradidattiche, pure importanti». Dal maestro unico in poi «la riforma non mi piace, si pone l'obiettivo di fare cassa - sottolinea poi Marchiselli -, ho il timore che invece di dare nuove opportunità ai ragazzi gliene togliamo». Simona Bombonato

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A VILLA MAZZOTTI LA VETRINA DEL COMMERCIO (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 01 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 17 Brevi CHIARI A VILLA MAZZOTTI LA VETRINA DEL COMMERCIO Apre oggi a Villa Mazzotti a Chiari la Vetrina del commercio. Inaugurazione alle 10. La rassegna sarà visitabile fino a domenica sera. PISTE DA SCI TANTI BRESCIANI AL TROFEO TRIVENA La Val Canevaza a due passi dalla provincia bresciana ospiterà domenica l'ottava edizione del Trofeo Trivena. Massiccia sarà la presenza bresciana all'appuntamento che vedrà gli appassionati fronteggiarsi nel gigante e nello snowboard. Si inizia alle 8.30. SIRMIONE «GOLOSISSIMA» I DOLCI VANNO IN PIAZZA Da oggi a domenica in piazza J. Lennon, Colombare di Sirmione mostra mercato «Golosissima» con cioccolato e dolciumi. MARCHENO DUE GIORNATE CON GLI ALPINI DI BROZZO Quest'anno tocca al gruppo alpini di Brozzo ospitare da domani sera la festa «Tutti insieme» che si aprirà nella palestra, con la proiezione di diapositive «Gli alpini, la nostra gente». Domenica, dalla sede di Brozzo, sfilata con la banda di Lodrino. ANGOLO TERME UN CARICO DI AIUTI PER L'ABRUZZO Nella serata di ieri, da Terzano di Angolo è partito un carico di 70 quintali di viveri per l'Abruzzo raccolti dal volontariato del paese e di Angone e da un gruppo di amici della Franciacorta. I viveri andranno al Campo Globo di Coppito. Trasporto offerto dal braonese Onorino Gelmini. ERBUSCO S.GOTTARDO ENTRA NEL VIVO COL MOTORADUNO Entra nel vivo oggi la sagra di S.Gottardo a Erbusco. Alle 10, a villa Longhi il motoraduno, in oratorio alle 18,30 esibizione di balli caraibici.  

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salvate le scuole cattoliche (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

La richiesta ai politici della Conferenza episcopale del Triveneto «Salvate le scuole cattoliche» «Necessario trasformare i nostri istituti in fondazioni regionali» Convegno a Padova sulla parità scolastica e formativa, l'autonomia e il federalismo Che - sottolinea Mattiazzo attraverso le parole del suo vicario monsignor Franco Costa- «provocherebbe l'impoverimento non solo della Chiesa, ma della società civile, delle famiglie e del bene comune a seguito della progressiva chiusura delle scuole paritarie dell'infanzia». Per questo Mattiazzo ha chiesto e sollecitato a eminenti giuristi uno studio ad hoc, per un'eventuale proposta di legge regionale: ieri mattina durante il dibattito che ha chiuso la conferenza sulla scuola sono state illustrate le linee guida di un progetto che attende di essere definito in termini più appropriati. Il succo della proposta è la trasformazione delle scuole d'infanzia paritarie in fondazioni regionali. Una soluzione per accedere direttamente ai contributi messi a disposizione da Palazzo Balbi. Monsignor Costa delinea i contorni del provvedimento: «Con il riconoscimento di scuole o centri dell'infanzia regionali le Fondazioni potranno presentare istanza e divenire destinatarie dirette dei bonus regolati dalla legislazione regionale». I buoni famiglia andrebbero a beneficio di ogni alunno evitando il passaggio attraverso i Comuni che, secondo Costa, sarebbero sollevati da una notevole mole di adempimenti, in una situazione economica tutt'altro che propizia. Un bonus che secondo la proposta di Mattiazzo sarebbe più o meno consistente a seconda del reddito della famiglia. E i parametri? E' presto detto, potrebbero ricalcare il modello del ticket sanitario. A sostenere il ruolo fondamentale delle scuole paritarie le associazioni cattoliche del mondo della scuola che non esitano a ad affermare che «è un obbligo morale dei politici e degli amministratori quello di rispondere alle richieste della conferenza episcopale. Rilevano come Parlamento e Governo in questo momento di crisi economica «invece di agevolare e sostenere le istituzioni scolastiche paritarie, che fanno risparmiare denaro pubblico, ne riducono i già esigui finanziamenti, portando al collasso le scuole non statali». Si chiedono poi dove i Comuni, le Province e lo Stato potrebbero reperire risorse per rimpiazzare le scuole paritarie costrette a chiudere quando in Veneto l'84 per cento del fabbisogno nel settore educativo infantile è coperto dalle scuole Fism (federazione italiana scuole materne). Anche Claudio Piron, assessore alle Politiche scolastiche, lancia una proposta a fronte di quelle che non esita a definire «amputazioni» alla scuola. Conti alla mano analizza la situazione delle scuole d'infanzia nel Comune di Padova: 45 paritarie, 11 statali ed altrettante comunali. «Paritarie e comunali unite avrebbero un peso importante, in grado di fare la differenza dal momento che rappresentano il 90 per cento del totale. Uniamoci per contare di più». Piron dà risposte a chi nel corso del convegno si è chiesto quali siano gli interlocutori cui rivolgersi per far fronte al proprio disagio: «E' la politica a dover soccorrere la scuola. La riforma in atto si basa su criteri finanziari e non pedagogici. I danni che stiamo subendo ora diventeranno macroscopici tra qualche anno. Dobbiamo correre ai ripari fin d'ora unendo le nostre forze contro chi alla scuola non fa altro che togliere». (Fabiana Pesci) PADOVA. Aiutateci a non morire. L'appello per salvare le scuole paritarie giunge dalla Conferenza episcopale triveneta. «Il problema delle scuole paritarie in alcune aree del Triveneto resta problematico e per le scuole dell'infanzia è particolarmente acuto. Tante realtà locali continuano a soffrire la carenza di fondi sicuri, ma non ancora erogati ed incerti». Lo sottolinea a chiare lettere Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza e delegato per la scuola della Cet. Ed il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, indica la strada per la soluzione di un problema.

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I genitori in rete per difendere la scuola e garantire educazione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 20 I genitori in rete per difendere la scuola e garantire educazione SAN LEO NASCE UN'ASSOCIAZIONE ATTENTA AI DELICATISSIMI PROBLEMI DELL'ISTRUZIONE SAN LEO, i genitori fanno «rete» per difendere la scuola e «garantire la qualità dell'educazione e della crescita dei propri figli». È nata l'associazione Genitori Scuola San Leo, ed è una novità per il territorio, in parte «favorita» anche dalla riforma del ministro Gelmini, che ha contribuito «a spingere i genitori a interessarsi dei problemi». Presidente è stato eletto Pier Sante Pruccoli, vicepresidente Simone Giacobbi e segretario Giancarlo Santoni. Dell'associazione fanno parte i genitori di bambini della scuola materna e primaria leonine, realtà che da anni funziona con due pluriclassi, bambini di età diversa nella stessa aula con lo stesso insegnante. Perché questa associazione a San Leo, dove il 6 giugno si vota per le amministrative? No al taglio del presidio scolastico, no - rilancia Pruccoli - «alla politica che elegge la ragioneria come metodo esclusivo di governo». L'intenzione di «Genitori Scuola» è di mettersi in rete con altre realtà, cercando soluzioni e collaborazione con Amministrazione Scolastica e Istituzioni: «le situazioni virtuose non mancano» fa sfoggio di ottimismo il presidente. m. c.

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dirigenti scolastici incatenati il senso di una lenta ribellione - franco buccino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Napoli DIRIGENTI SCOLASTICI INCATENATI IL SENSO DI UNA LENTA RIBELLIONE FRANCO BUCCINO ono giunti anche dalla Campania i dirigenti scolastici che la settimana scorsa si sono incatenati davanti al ministero della Pubblica istruzione di viale Trastevere. Sono colleghi seri e stimati, che mai avrebbero partecipato a cuor leggero alla clamorosa iniziativa. Che cosa li ha costretti con gli altri a questa insolita performance? In verità, di questi tempi sono incatenate e schiavizzate le scuole. Impossibilitate a svolgere la loro missione dal governo, che per risparmiare non esita a colpire istruzione e ricerca con tagli insostenibili di risorse umane e finanziarie. Sono bloccate e incatenate le scuole nella loro marcia verso un´autonomia piena, l´autonomia di rispondere alle esigenze e alle domande dei ragazzi e dei territori in cui vivono. Ma di tutto questo parliamo, scriviamo e protestiamo tutti i giorni. La gente è rimasta colpita dal fatto che si sono incatenati i dirigenti scolastici. Si sarebbe aspettata che lo facessero altri. I precari, che ormai si rassegnano a non lavorare senza neanche poter contare su ammortizzatori sociali seri. I docenti, che mortificati nella loro professionalità si apprestano a coprire le ore delle classi: senza progetto collegialmente elaborato e gestito, come in una scuola senz´anima. Gli studenti, che avvertono sulla loro pelle l´impoverimento qualitativo della scuola e temono un futuro ancora più incerto. Le famiglie, che vedono le loro richieste di tempi scuola potenziati e progetti didattici arricchiti puntualmente respinte. Invece no, si sono incatenati i dirigenti. Quelli che la gente chiama ancora "signor preside", come chiama "eccellenza" i prefetti, i generali e i presidenti dei tribunali. Quelli che nelle scuole rappresentano lo Stato, o meglio i provveditori, il direttore regionale, il ministro, delle cui disposizioni sono i fedeli esecutori ("la solita, puntuale collaborazione" la chiamano). Quelli che in certi momenti nella scuola diventano controparte di tutti: degli studenti, dei docenti e del restante personale. Chi si è incatenato davanti al ministero ha un´altra idea del dirigente scolastico. Idea che trae fondamento e si incardina nella scuola autonoma, la scuola della repubblica. Con una bella espressione, mutuata dal linguaggio sindacale, il suo ruolo si definisce "confederale", perché si deve spendere a far rispettare nella sua scuola i diritti della collettività e quelli dei singoli. Purtroppo non la pensano così tutti i dirigenti. Ancora troppi prendono le distanze dalle loro scuole. Si accontenterebbero di stare a scuola in nome e per conto dell´amministrazione. Si sentono ringalluzziti da alcuni provvedimenti del ministro che sembrano ridare alla scuola l´antica serietà. E pensano di recuperare per decreto quell´autorevolezza che gli può venire solo per riconoscimento delle componenti scolastiche. Sperano di ottenere per la loro fedeltà l´equiparazione economica alle altre dirigenze. Ma negli ultimi tempi anche loro stanno entrando in crisi nonostante il sostegno e il controllo di associazioni corporative e filogovernative. Neanche loro hanno un euro per i supplenti, le visite fiscali, le spese di funzionamento. E, se pure tardivamente, cominciano a pentirsi. Allora il gesto di incatenarsi dei dirigenti scolastici assume una grande valenza politica. è il segno della ribellione, come ha ben inteso la Gelmini. Parta questa ribellione dai dirigenti e si estenda a tutti i docenti e al personale della scuola, precari e di ruolo, agli studenti e alle famiglie. E dalla scuola passi alle università e agli enti di ricerca.

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scuola, tutti i tagli delle elementari - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano I dati ufficiali del Provveditorato per il prossimo anno, i direttori didattici dovranno rinunciare a 246 maestre Scuola, tutti i tagli delle elementari Tempo pieno e inglese: i numeri in base alla riforma Gelmini FRANCO VANNI Niente più uscite didattiche, meno personale per sorvegliare gli studenti all´intervallo e maestre costrette a insegnare in più classi per tappare i buchi d´orario. Questi gli effetti dei tagli sul numero degli insegnanti nelle scuole elementari. Fra Milano e provincia l´anno prossimo ci saranno in cattedra 246 maestri in meno, nonostante il numero degli studenti sia cresciuto e sia aumentata anche la richiesta per il tempo pieno, scelto in città dal 99 per cento delle famiglie. Un ridimensionamento della scuola pubblica milanese, imposto dall´ultima Finanziaria, che i sindacati definiscono «drammatico e senza precedenti». SEGUE A PAGINA III

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le elementari perdono 246 maestre - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Le elementari perdono 246 maestre Tempo pieno e inglese, la mappa dei tagli in arrivo nel milanese I sindacati: via 700 insegnanti alle medie e 400 alle superiori Gli specialisti di lingua per i più piccoli calano da 218 a 48 Il preside: "Addio uscite didattiche: dovremo tenere i bambini sempre in classe" A rischio i laboratori FRANCO VANNI (segue dalla prima di Milano) Il provveditorato ha diffuso una tabella in cui indica gli effetti dei tagli alle elementari, scuola per scuola. I due istituti con più insegnanti persi sono in città: 8 posti in meno per ciascuno. Il primo è la scuola Cadorna, con sedi in via Dolci e piazza Maria Nascente. Per il prossimo anno scolastico sono state fatte classi più numerose, in modo da passare dalle 86 maestre dell´anno in corso alle 78 in cattedra dal prossimo settembre. «Il vero problema - dice il preside, Giovanni Del Bene - è che non avremo più la possibilità di fare uscite. Per portare fuori le classi servono due insegnanti a disposizione contemporaneamente, e i numeri non lo consentono». La legge prevede infatti che per andare al parco o in visita ai musei ci debba essere un maestro ogni 15 bambini. Un rapporto che con i tagli non sarà più garantito. «Per non rinchiudere a scuola gli studenti tutto il tempo - continua il preside - avremo bisogno di chiedere educatori al Comune». Stessa situazione alla Sandro Pertini, che ha sedi in via Salerno, via San Colombano e via Crivelli. Nonostante gli studenti saranno più o meno gli stessi di quest´anno (720 contro 731), a settembre si passerà da 76 maestre a 68. «Saremo sotto organico e questo renderà difficile l´organizzazione dei laboratori e delle attività - spiegano in segreteria - il risparmio ha riguardato anche il numero di bidelli, con il risultato che durante l´intervallo i ragazzini saranno meno sorvegliati, e questo ci costringerà a doverli tenere più spesso nelle classi». Il maggior numero di insegnanti persi, su scala provinciale, si ha nelle lingue. Gli specialisti di inglese, che quest´anno sono 218 distribuiti sulle 313 scuole di città e hinterland, passano ad appena 48. Quindi saranno i maestri "normali" a dover provvedere. Per Rita Frigerio, segretario provinciale di Cisl scuola, «a risentire dei tagli è anzitutto la qualità dell´insegnamento. Il ministro Gelmini aveva garantito che non avrebbe toccato il tempo pieno, invece almeno 150 classi in tutta la provincia avranno assegnato un solo insegnante al posto dei due previsti». Per arrivare a coprire le quaranta ore settimanali, quindi, sarà necessario turnare le maestre, «ma sarà un caos organizzativo, e i bambini avranno di fronte anche cinque o sei insegnanti diversi ogni settimana», conclude Frigerio. Per avere una mappa completa degli organici del personale nelle scuole milanesi si attende fine maggio. Ma i sindacati già parlano di «disastro annunciato». Alle medie, secondo le bozze diffuse dal ministero dell´Istruzione, i tagli saranno ancor più consistenti rispetto alle elementari: andranno persi circa 700 posti. A questi si sommano almeno 400 insegnanti in meno alle superiori. Per Attilio Paparazzo, segretario provinciale di Flc-Cgil, «nonostante le mille rassicurazioni fatte in questi mesi, i risparmi del governo si abbattono sulla scuola milanese come una mannaia. Non si riusciranno più a fare le attività di sostegno, l´assistenza agli stranieri e i laboratori». Dal sito internet Retescuole. net, che riunisce insegnanti e genitori «in difesa della scuola pubblica», parte la proposta di una nuova forma di protesta: appendere alle facciate delle scuole il numero di insegnanti in meno. Un istituto, l´elementare di via Martinengo, ha già esposto il cartello con scritto « - 1», per dare l´esempio. «Se il mondo della scuola si muoverà in modo compatto - dice Alberto Ciullini, uno dei coordinatori di Retescuole - forse il ministero capirà che così non si può andare avanti». SEGUE A PAGINA V

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scuole a rischio a chianni e lajatico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Empoli Scuole a rischio a Chianni e Lajatico Iscrizioni in calo: allarme tra genitori, insegnanti e amministratori CHIANNI. Otto bambini nella futura prima elementare di Chianni. Una decina in quella di Lajatico. Il trend delle iscrizioni cala e la falce del decreto Gelmini fa paura. Alle medie non va meglio, con un numero di studenti chiannerini che non supera le 39 unità, mentre i "colleghi" dell'alta Valdera sono addirittura meno, 34. Un occhio alle carte governative, i numeri non giocano troppo a favore degli istituti comprensivi di Lari e di Capannoli ed il rischio di una chiusura delle scuole spaventa insegnanti e genitori. «La riforma prevede l'accorpamento dei plessi con un numero di alunni inferiore ai 45 alle medie e di 50 alle elementari, quindi la nostra media in questa ottica potrebbe essere soppressa, sicuramente non il prossimo anno scolastico grazie alla deroga. Le grosse incertezze sono per il futuro, tra 2 anni», si fa interprete dell'agitazione complessiva di famiglie e docenti Fedora Fabbri, della Rsu dell'istituto di Chianni. Nei mesi scorsi, sono stati tanti gli incontri tra gli insegnanti, il Comune e il comitato dei genitori sull'argomento. Un modo per sviscerare le reali possibilità o meno di soppressione della scuola secondaria (monosezione), con tre classi che vanno dalla prima alla terza. «Nella riorganizzazione del governo - continua la sindacalista - si parla di accorpamenti. Nel nostro caso, i ragazzi sarebbero costretti a ripiegare su Casciana Terme con un immancabile sovraffollamento delle classi, con tutti i problemi e connessi alla sicurezza. Le scuole si ritroverebbero a dover ampliare le aule, per garantire gli spazi che spettano per legge ad ogni studente». Non manca di fare una riflessione sull'eventuale taglio di insegnanti, come conseguenza del cambiamento. «Diminuendo le ore delle varie materie (per quanto riguarda lettere, ad esempio, si passerebbe da 11 a 9), è inevitabile che alcuni posti finirebbero per saltare». Secondo le stime sindacali, sarebbero circa 200 le cattedre a rischio in tutta la provincia (108 per le primarie e 70 per le secondarie). In pratica, tutti gli incarichi annuali potrebbero essere spazzati via in un sol colpo. In questo marasma di proroghe, novità e rinvii, il preside dell'istituto comprensivo di Lari, Maurizio Dario, è ottimista. «Parlare di accorpamenti mi sembra alquanto prematuro - dice -. Anche perché non abbiamo ancora nessun atto ufficiale. Tengo a sottolineare quanto i nostri ragazzi siano preparati e lo dimostrano ogni anno, sia a livello regionale che nazionale, vincendo premi e concorsi». Il dirigente seguirà gli sviluppi della questione insieme al Comune di Chianni. Anche il municipio è in prima linea per difendere la didattica della sua piccola comunità. «Le scuole sono il cuore di un paese, luogo di aggregazione e socializzazione - ribadisce il sindaco Francesca Mancini - e faremo il possibile e l'impossibile per mantenere i nostri istituti. Abbiamo posto il problema all'interno della Consulta provinciale dei piccoli comuni». Stesso spirito battagliero arriva dalla presidenza dell'istituto comprensivo di Capannoli, che comprende le altre scuole a rischio di Lajatico. «Direi che i genitori al momento possono stare tranquilli - rassicurano -. Abbiamo già coinvolto il sindaco e il Provveditorato». Francesca Suggi

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Medie, Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese potenziato (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Medie, Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese «potenziato» MARISTELLA IERVASI L'inglese pigliatutto della Gelmini è stato bocciato dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva ai fini del riesame presentata da quasi 300 professori di seconda lingua comunitaria di tutt'Italia, dicendo chiaro e tondo al ministro dell'Istruzione che è sicuramente «illegittimo» che una scuola pubblica faccia only english, impedendo anche ad una sola famiglia di far studiare al figlio la lingua di Stendhal, Goethe o Cervantes. Come si ricorderà, Gelmini maestra unica con la circolare sulle iscrizioni, la n.4 del 15 gennaio scorso, ha deciso che la scuola media deve «parlare» solo inglese. Il troppo stroppia Viale Trastevere ha proposto così, delegando alle famiglie la scelta, la messa in liquidazione dall'istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria. La Gelmini punta infatti all'inglese «monopolio» linquistico con 5 ore settimanali invece che le attuali 3, lasciando facoltative le 2 ore di altre lingue straniere purché vi sia «organico disponibile» e non si crei «esubero» dei docenti di francese, spagnolo e tedesco. Ma c'è di più. Il provvedimento in questione è stato anticipato in assenza del decreto della Presidenza della Repubblica che a tutt'oggi non è stato emanato. Un modus operandi che l'amministrazione Gelmini ha adottato anche per il decreto interministeriale sugli organici che non è definitivo, idem per le nuove norme sul voto in condotta, la circolare sulle iscrizioni nonché per i libri di testo. La prossima settima potrebbero esserci quindi altre sorprese di stop per la maestra unica. Giovedì 7 maggio il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso della Flc-Cgil sugli organici che il sindacato della Conoscenza ha impugnato chiedendo la sospensiva. Ed è atteso un pronunciamento anche sul ricorso ricorso presentato da un gruppo di prof milanesi per quanto riguarda i libri di testo. Soddisfatti i docenti di seconda lingua comunitaria, dopo la motivazione dell'ordinanza n.1590/09 del Tar. Che precisano: «Non siamo contrari all'inglese potenziato - spiegano Filippo Perini, docente a Firenze e Giacomo Bartoletti di Montecatini. Entrambi insegnano spagnolo - purchè però questa scelta non ricada a discapito di altre discipline». Anche perché 5 ore settimanali di inglese (e neppure con lo stesso insegnante) non possono avere lo stesso peso di 5 ore di Lettere o di Matematica e Scienze. E via dicendo. Confusione Nelle scuole la confusione regna sovrana. Anzi, dopo il pronunciamento del Tar sulla seconda lingua comunitaria tutti i disagi dei presidi stanno venendo al pettine. Gli uffici scolastici infatti stanno fornendo agli istituti la dotazione organica e nelle tabelle figurano anche i numeri delle classi prime alle medie che si avvalgono dell'inglese potenziato. Ci sono scuole ad esempio, come in provincia di Pistoia e Montecatini, che hanno deciso formare solo classi di inglese, lasciando fuori le altre lingue. Cosa accade adesso? Di certo il ministero dell'Istruzione è chiamato a correre ai ripari. Dovrà quantomeno riesaminare la situazione e vigilare su come saranno formati gli organici. Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil: «Le scelte della Gelmini sulla seconda lingua comunitaria vanno contro l'Europa. È una scelta anacronistica. La mobilitazione non è vero che non serve a nulla. Le improvvisazioni della Gelmini danneggiano la scuola pubblica. Non non sono conforme alle leggi. Non si può con un regolamento mettere in discussione un impianto legislativo». La Gelmini scivola sull'inglese potenziato: fermata dal Tar del Lazio. Ha reso obbligatorio una misura in assenza di un decreto del Presidente della Repubblica. In arrivo uno stop anche sugli organici dei docenti alle scuole?

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popoli, ritorno a scuola con polemiche (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'assessore Galli: «Così cerchiamo di tornare alla normalità dopo il sisma, siamo al lavoro per superare i problemi» Popoli, ritorno a scuola con polemiche Disagi per i mille studenti, ospitati in spazi spesso inadeguati POPOLI. Il popolo dei mille studenti di Popoli e del circondario è tornato tra i banchi dopo la pausa e i disagi causati dal terremoto. Ma lo ha fatto tra mille polemiche. La paura è ancora tanta, ma sono gli spazi inadeguati e le lezioni con orari e in sedi "speciali" a creare le maggiori difficoltà. Le tre classi della scuola dell'infanzia di via Buozzi sono state sistemate nell'oratorio parrocchiale della chiesa Santa Maria della Pace, nella zona Peep, e seguono le lezioni dalle ore 8.30 alle 13, senza il servizio di refezione. Stessi orari e nessuna mensa per i bambini della scuola dell'infanzia di via Tiburtina, che però sono rimasti nella loro sede, ritenuta in parte agibile. Le dieci classi delle elementari «Giuseppe Paolini», invece, vanno a scuola di pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 18.30 e sono così distribuite: 1ªA e 1ªB, 3ªA e 3ªB nella scuola di via Tiburtina; 2ªA e 2ªB nell'oratorio del Peep. Le quarte e le quinte, invece, ospiti del liceo scientifico, dopo le polemiche sollevate da alcuni genitori, saranno spostate nella scuola di via Tiburtina con orario mattutino. Le sette classi delle medie, stanno invece seguendo lezioni pomeridiane al liceo scientifico. Infine, le scuole superiori «Amedeo Di Savoia», Ipsia e liceo scientifico, vista l'inagibilità totale dell'istituto professionale, sono entrambe ospitate nelle struttura liceale. Insomma una situazione di piena emergenza che gli amministratori comunali hanno voluto affrontare, pur nella consapevolezza di poter chiudere l'anno scolastico già dal 6 aprile, come consentito dal decreto Gelmini. «Non lo abbiamo fatto per dare un forte segnale di ripresa e di ritorno alla normalità», afferma l'assessore comunale ai Lavori pubblici con delega alle scuole, Concezio Galli, «il terremoto ha sconvolto abitudini e programmi della nostra comunità, ma stiamo lavorando per superare i problemi e far sì che da settembre tutti gli studenti abbiamo una sistemazione adeguata». è in arrivo anche una tensostruttura che sarà istallata dalla Protezione civile nel parcheggio della piscina comunale, dove da settembre saranno sistemate le elementari per permettere la ristrutturazione e la messa in sicurezza dello storico edificio scolastico Paolini, ritenuto in parte agibile. Quella parte, che comprende scuole medie e materne di via Buozzi, ospiterà anche i seggi delle prossime elezioni. Tanti disagi, ma anche qualche piccolo vantaggio per gli studenti e le loro famiglie: tutti i ragazzi che avevano acquistato l'abbonamento per il mese di aprile saranno esentati dal pagamento dello scuolabus e la retta dell'asilo sarà ridotta del 50 per cento. Silvia Lattanzio

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"tempo pieno, senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Firenze La Flc-Cgil "Tempo pieno, senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche" L´annuncio lo aveva dato alcuni giorni fa il direttore dell´ufficio scolastico regionale Cesare Angotti: tutte le richieste per il tempo pieno, nelle scuole elementari toscane, saranno accolte. Ma i problemi, per la Flc-Cgil, non sono finiti: con un aumento di 1.800 alunni previsto per il prossimo anno scolastico a fronte di una riduzione di 445 insegnanti (364 posti tagliati più 48 «recuperati» dall´innalzamento del numero di alunni per classe) per la scuola primaria significherà la fine delle compresenze, ovvero la presenza contemporanea di due insegnanti per 4 ore alla settimana, indispensabile secondo il sindacato per svolgere laboratori, materie alternative alla religione cattolica (richieste dal 30 al 50 per cento delle famiglie) e altre attività, come le gite scolastiche. «Il tempo pieno - denuncia Flc - si trasformerà in un semplice tempo scuola, privo di contenuto educativo: le famiglie hanno bocciato il modello Gelmini delle 24 ore, ma il governo non ha stanziato le risorse necessarie a garantire un tempo pieno di qualità». (g.r.)

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perito aeronautico, un corso da salvare (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Si sta lavorando a una bozza da consegnare al ministero. Esibizioni ridotte dopo l'intervento delle forze dell'ordine Perito aeronautico, un corso da salvare L'obiettivo del Malignani che ha riunito a Campoformido molte scuole italiane Salvare e, anzi, rafforzare il corso di perito aeronautico negli istituti tecnici. Consentendo agli studenti di ottenere al termine dei cinque anni di studio la Licenza di manutentore aeronautico con un solo anno di pratica in azienda. Questo l'obiettivo del Malignani che ieri, al Parco del volo di Campoformido, ha riunito quasi tutti i dirigenti scolastici degli Istituti tecnici in costruzioni aeronautiche presenti sul territorio italiano nel corso di un convegno con l'obiettivo di arrivare alla stesura di una bozza condivisa che sarà consegnata alla commissione ministeriale per la riforma scolastica. Con la riforma Gelmini l'indirizzo in costruzioni aeronautiche confluirà infatti nell'indirizzo più ampio denominato Trasporti e logistica. Sulla carta c'è quindi il rischio che la specificità dei periti aeronautici venga meno, ma come ha tenuto a ribadire l'ispettore del ministero Pasquale Russo, presente al convegno, la riforma consente ai singoli istituti tecnici di mantenere le specificità dei vari indirizzi di studio. L'autonomia si scontra però con le effettive possibilità economiche che i dirigenti scolastici si ritrovano a gestire all'interno dei propri istituti. Tenuto conto del fatto che nei prossimi dieci anni gli istituti stimano una domanda di circa 10mila manutentori tra Frecce Tricolori, Aeronautica militare e aeroporti civili, le scuole non intendono però rinunciare a questo corso. «Per quanto ci riguarda - ha sottolineato il dirigente scolastico del Malignani, Arturo Campanella - questo corso è di fondamentale importanza e sarà potenziato. E come me la pensano anche i dirigenti degli istituti che sono arrivati da Taranto, Alessandria, Brindisi e Varese. All'iniziativa hanno infatti partecipato 15 su 17 istituti, all'appello mancavano solo Salerno ed Eboli, ma sono sicuro che tutte le scuole condivideranno la necessità di potenziare il corso manutentori». Ieri, a causa della diffida presentata dal presidente dall'Aeroclub friulano, Arduino Conti secondo il quale l'Aeroclub far east non potrebbe effettuare attività di volo senza l'autorizzazione dell'Aeroclub friulano e del conseguente intervento delle forze dell'ordine, gli organizzatori del meeting hanno deciso di rinunciare a una parte delle esibizioni in programma. Ma i circa cinquanta studenti intervenuti hanno comunque potuto assistere a dimostrazioni di volo in aliante con il campione del mondo Giorgio Galetto e hanno fatto lezioni e dimostrazioni di volo virtuale. Cristian Rigo

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tre liste civiche appoggeranno zuliani (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Udine Tre liste civiche appoggeranno Zuliani Campoformido CAMPOFORMIDO. Una terza lista civica scende in campo a sostegno della candidatura del sindaco Andrea Zuliani per le elezioni del 7 e 8 giugno. Dopo "Comunità" e l'indipendente "Per Campoformido", torna a schierarsi a fianco del primo cittadino "Uniti per il Comune", la civica di centro-sinistra che nell'amministrazione uscente è stato il maggior gruppo consiliare con 5 consiglieri e 2 assessori (Pascolat e Fontanini). «Siamo convinti - afferma il portavoce della lista Andrea Simone Lerussi - che il sindaco e la giunta uscente, grazie al nostro importante contributo, abbiano lavorato bene e dunque sia giusto chiedere ai cittadini di Campoformido la fiducia per portare a termine il progetto condiviso e intrapreso in questi 5 anni». Fondamentali, secondo "Uniti per il Comune", le opere pubbliche realizzate: la nuova elementare di Campoformido, la piazza della Chiesa di Bressa, la rotonda di via Verdi a Basaldella, la pista ciclabile di Villa Primavera, il centro civico di San Sebastiano, il parcheggio di Basaldella con il parco, la prossima apertura di via Bonazzi e la caserma dei Carabinieri. «Se è finalmente partita la gara per l'interramento della tangenziale ovest a Basaldella, noi - aggiunge Lerussi - non abbiamo mai smesso di impegnarci nella battaglia per la tangenziale sud, nonostante i gravissimi ostacoli presenti. Nel frattempo non siamo rimasti in attesa ed abbiamo riprogettato il volto dei nostri centri storici nel rispetto della loro tradizione prevedendo l'individuazione di parcheggi, piste ciclabili, l'allargamento di marciapiedi e la creazione di isole pedonali oltre che di rotonde (interventi per i quali abbiamo già fondi a bilancio). Non vanno dimenticati - continua il portavoce Lerussi - tutti gli altri interventi: la rivoluzione della raccolta differenziata, la realizzazione del centro sanitario con la possibilità di trasporto a domicilio, la realizzazione dell'università senza età, le politiche per i giovani con la creazione del centro di aggregazione giovanile, le politiche per gli anziani grazie al nuovo centro civico di Campoformido ed il sostegno costante all'associazionismo della nostra comunità. Infine va ricordato il sostegno economico ed organizzativo al nostro fiore all'occhiello: la scuola integrata, che dovrà essere in grado di resistere anche alle ristrettezze della riforma Gelmini e di dare sempre servizi di alto livello ai ragazzi e alle loro famiglie. Uniti per il Comune traccia poi le priorità future tra cui la realizzazione delle opere previste dal piano urbano del traffico per rendere i centri vivibili e sicuri. Alfredo Longo

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elementari, alla ricerca di una soluzione (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

TRESNURAGHES Elementari, alla ricerca di una soluzione Nella classe prima manca il numero stabilito dal ministero TRESNURAGHES. La soluzione proposta è una sorta di pluriclasse parziale per prima e seconda elementare ma i genitori intendono ancora dare battaglia. Mentre però dirigente, insegnanti, genitori e amministratori affilano le armi in difesa dei piccoli allievi la Cisl Scuola rivela che l'Ufficio scolastico provinciale non ha utilizzato tutti i posti assegnati da Cagliari il prossimo anno. Con una vera e propria ecatombe di insegnanti: «Potremo garantire solo lezioni separate per le discipline principali (ad esempio italiano e matematica) mentre i bambini starebbero insieme nelle altre materie». Questa la soluzione, complici le disposizioni del ministro Maria Stella Gelmini e i pesanti tagli alle scuole pubbliche, prospettata ai genitori dalla dirigente dell'Istituto comprensivo di Cuglieri, Giovannina Cocco. La prima classe nel plesso di Tresnuraghes infatti non raggiunge gli assurdi numeri minimi stabiliti dal ministero, indiscriminatamente per grandi città del nord e piccoli centri di sud e isole. «Disposizioni sicuramente incostituzionali.», dicono i genitori, pronti a intraprende un confronto con amministratori e politici di tutti i livelli perché l'Ufficio scolastico regionale intervenga sulla questione. Trovando sponda subito nel vicesindaco di Tresnuraghes Pastorella Crisponi. Mentre scuola e famiglia sono alle prese con i tagli del Governo centrale arriva però un'altra notizia che ha dell'incredibile. Il responsabile della Cisl-sScuola, Pino Ciulu, traccia infatti uno scenario da brivido per il delicato settore dell'istruzione: «Il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale aveva assegnato a Oristano 594 posti, mentre quello provinciale ne ha utilizzato 555: 39 posti in meno, "risparmiati" evidentemente a beneficio di altri». La cosa però non si fermerebbe qui, perché il numero meno toccherebbe addirittura quota 83, il 13% dell'organico complessivo, contando che dal prossimo anno anche le scuole di Bosa faranno capo a Oristano: «Una vera ecatombe per l'intera provincia.», denuncia insomma sindacato. (al.fa.)

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istituto comprensivo rivolta contro i tagli della gelmini - giovanni melis (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

DESULO Istituto comprensivo rivolta contro i tagli della Gelmini GIOVANNI MELIS DESULO. No ai tagli all'istituto comprensivo di Desulo. La posizione è netta e non ammette repliche. Una cinquantina di persone hanno discusso il problema dei tagli alle due scuole elementari di Desulo e di riflesso anche a quelle di Aritzo, Belvì e Gadoni, che formano un unico istituto comprensivo della Barbagia di Belvì. La tematica è stata affrontata ieri in un affollato incontro al comune di Desulo, al quale ne seguirà un altro lunedì al centro culturale di Aritzo, dove parteciperà anche l'assessore provinciale alla cultura Tonino Ladu. Genitori, docenti e politici si sono trovati di fronte ad una situazione drammatica. I tagli voluti dal ministro Gelmini comporteranno la perdita di 12 posti di lavoro, accorpamenti tra classi e problematiche di vario tipo. Una situazione che ha provocato l'ira delle popolazioni. «Non si possono affrontare questi tagli in maniera passiva - dice Gigi Littarru, ex assessore comunale e componente del comitato genitori - anche perché in gioco c'è il diritto allo studio per i nostri figli. Non serve cercare responsabili, ma soluzioni». A Desulo il problema è serio: esistono infatti due caseggiati scolastici con circa trecento alunni, tra infanzia materne e medie. Senza dodici docenti e con le riduzioni di personale ata si rischia il collasso e di non poter assicurare didattiche e servizi soddisfacenti. «Parlando da genitrice - ha aggiunto Sabina Fais - devo constatare che il ministero ha un'ottica aziendale di gestire le scuole. Ma dovrebbe venire da queste parti, vedere i nostri centri e capire che la scuola è tutto e non può essere smantellata». Il sindaco Peppino Zanda ha promesso uno specifico impegno: un primo intervento sarà quello di discutere in consiglio comunale di un aumento delle risorse da destinare al tempo pieno. Zanda poi incontrerà sia l'assessore regionale alla pubblica istruzione Lorettu che quello alla sanità Antonello Liori. L'obiettivo principale, assieme agli altri sindaci Paolo Fontana, Rinaldo Arangino e Antonello Secci, sarà di sensibilizzare anche il provveditore regionale agli studi Armando Pietrella per rivalutare la situazione. In prima linea con genitori ed amministratori ci saranno anche i sindacati. Maria Domenica di Patre del sindacato di base degli insegnanti Gilda ha già iniziato lo studio della situazione e collaborerà con i comuni. Stessa questione per la Cgil e la Uil scuola che nei prossimi giorni interverranno nelle sede istituzionali per chiedere una revisione di quanto stabilito dal ministero.

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Raccolta fondi L'Eco-Caritas Oltre 9.000 euro dalle parrocchie (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Raccolta fondi L'Eco-Caritas Oltre 9.000 euro dalle parrocchie --> Venerdì 01 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 22 e-mail print Continuano le manifestazioni di solidarietà da Bergamo verso le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. Più di ventimila euro sono arrivati negli ultimi due giorni nel salvadanaio della sottoscrizione promossa da L'Eco di Bergamo e dalla Caritas diocesana. Sempre alta la partecipazione delle parrocchie: tra mercoledì e ieri sono arrivate le donazioni raccolte tra i parrocchiani delle comunità di Rigosa, Santa Rosita-Algua, Ambriola, Presezzo, Sabbio di Dalmine, San Giuseppe al Villaggio degli Sposi e San Colombano a Valtesse, per un totale di poco più di novemila euro. La somma di 1.330 euro è stata raggiunta complessivamente da altri donatori. In campo anche lo studio di commercialisti Pedroli-Venier e Associati, che ha organizzato una raccolta fondi tra dipendenti e associati ed eseguito un doppio bonifico per un totale di diecimila euro. Pensano invece agli studenti le Cartiere Pigna di Alzano: il presidente Giorgio Jannone, parlamentare Pdl, spiega di aver «concordato personalmente con il ministro Maria Stella Gelmini e i suoi funzionari la tipologia del materiale necessario», e ha fatto partire dalla nostra provincia migliaia di diari scolastici, album da disegno, raccoglitori e ricambi. La raccolta Eco-Caritas intanto prosegue: per chi volesse aderire, è possibile effettuare un bonifico bancario a favore della Caritas diocesana bergamasca, via del Conventino, 8 - 24125 Bergamo. Credito Bergamasco-filiale di Bergamo-Malpensata; codice Iban IT40O0333611105 000000006330. Causale «Terremoto Abruzzo». Conto corrente postale: n. 11662244, intestato a Caritas diocesana bergamasca, via del Conventino, 8 - 24125 Bergamo. Causale «Terremoto Abruzzo». Chi vuole usufruire della detraibilità fiscale per l'offerta può effettuare ordine di bonifico bancario a favore dell'Associazione Diakonia Onlus - via del Conventino, 8 - 24125 Bergamo, presso Ubi-Banca Popolare di Bergamo, sede di Piazza Vittorio Veneto, 8-Bergamo. Codice Iban IT81V 0542811101000000099169. Causale: «Terremoto Abruzzo». Le donazioni possono anche essere consegnate all'ufficio amministrativo della Caritas in via del Conventino 8, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18, o a L'Eco di Bergamo all'Ufficio abbonamenti, in viale Papa Giovanni, 124. 01/05/2009 nascosto-->

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Lott: (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 01/05/2009 - pag: 4 La nomina Lott: «Sovrintendente, troppi errori in passato Occorre condivisione» BOLZANO «Il blocco nella nomina del nuovo sovrintendente scolastico? È avvenuta per tre errori fondamentali di procedura e di sostanza». Il parere, molto competente, arriva dal dirigente scolastico Tullio Lott, nome che nella vicenda era stato anche più volte evocato. «Bisogna ricordare che la nomina avviene su indicazione discrezionale della Provincia autonoma e che tale designazione si perfeziona raggiungendo l'intesa con il ministero dell'istruzione premette Lott, che poi passa a quelli che sarebbero stati gli errori primo, si confonde la discrezionalità con l'arbitrio: se non si procede in modo trasparente alla comparazione del curricolo, dell'esperienza professionale, dei risultati ottenuti, della personalità dei candidati e si impone un solo nome in via preventiva il risultato è appunto arbitrario. Secondo, si considera erroneamente che l'intesa sia un visto dovuto, una ratifica burocratica e non invece un atto negoziale di condivisione. Terzo, fa comodo confondere la figura del sovrintendente scolastico con un qualsiasi capo ripartizione al servizio dell'assessore provinciale di turno. Per contro il sovrintendente è utile che continui ad essere una figura tecnica, di alta amministrazione, il cui ruolo di garanzia è riconosciuto da tutti. Il modo con il quale si arriva alla nomina è un elemento che sostanzia la figura super partes». Ora ricorda Lott si è giunti alla situazione in cui il presidente della giunta, dopo i reiterati dinieghi del ministro Gelmini, ha avviato ex post la consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico (sindacati, consiglio scolastico, Consulte genitori e studenti) che hanno ratificato la designazione della Provincia: «Tutto ciò andava fatto prima e mettendo a disposizione ogni elemento utile per poter scegliere liberamente e con piena cognizione di causa dice Lott, che parla di 'presunzione e buona dose di dilettantismo dei vari assessori provinciali' ora bisogna chiudere la vicenda riconoscendo gli errori e avendo ben chiaro che l'autonomia della provincia non si esalta con l'arroganza o negando le competenze costituzionali di altri organi dello stato. L'auspicio è che Provincia e governo vogliano condividere una nomina che garantisca funzionalità e decoro alla scuola italiana in Alto Adige e restituisca alla figura e all'ufficio del sovrintendente scolastico la necessaria credibilità e prestigio». Esperto Il dirigente scolastico Tullio Lott dell'Istituto di Brunico

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Da cassiera ad insegnante (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO PRIMO PIANO pag. 3 Da cassiera ad insegnante «Ora mi ritrovo precaria» Ecco la storia (disperata) di una giovane mamma AVEVA un lavoro sicuro: un posto a tempo indeterminato in un ipermercato pesarese. Erano ormai 15 anni che lavorava lì, prima nell'ufficio amministrativo e negli ultimi tre anni alle vendite, come cassiera. Sposata con una figlia piccola, A.C. decise di riscriversi all'università per prendere una seconda laurea dopo quella in lingue. «Il mio sogno era lavorare nel mondo della scuola, così ho deciso di provarci» racconta. Di giorno il lavoro da cassiera e di notte sui libri, tutto fino al 2007 quando diventò finalmente dottoressa in Scienze della Formazione. «Ho avuto subito la nomina dall'Ufficio scolastico per insegnare nella primaria, non potevo crederci. Mi sono licenziata dall'ipermercato e a settembre del 2007 ero in cattedra» prosegue. Un posto a 24 ore, riconfermato anche l'anno seguente ma ora le cose stanno per cambiare. La mamma rischia infatti di non essere riconfermata a settembre, non resta che aspettare le nomine di fine agosto. «Con la riforma Gelmini del maestro unico molti insegnanti comuni, per paura di perdere il posto, hanno chiesto di entrare nelle liste del sostegno, quelle di cui faccio parte. Potrei slittare di molte posizioni in graduatoria e non essere più chiamata, oppure rischio di fare supplenze brevi senza nessuna garanzia» ha detto preoccupata. Insomma dopo tanti sacrifici, due lauree e la rinuncia a un posto sicuro A.C si ritrova precaria: «Una situazione avvilente: ho una figlia da mantenere, un mutuo sulle spalle e non so quale sarà il mio futuro. Ho fatto corsi di specializzazione pagati migliaia di euro tutti di tasca mia pur di salire un po' in graduatoria. Non so se serviranno a qualcosa». La storia A.C è emblematica di quali saranno le conseguenze dei tagli in organico per il personale della scuola. «A Pesaro avremo un taglio di 191 docenti e 90 Ata, di cui 63 collaboratori scolastici ha ricordato la segretaria Uil provinciale Antonella Roselli il tutto a fronte di un significativo aumento del numero di alunni». Le proposte del sindacato, discusse nelle scorse settimane con l'assessore regionale all'Istruzione Stefania Benatti riguardano la tutela del reddito e della professionalità dei lavoratori precari. «Chiediamo nuove immissioni in ruolo ha detto ancora Antonella Roselli , incentivi ai pensionamenti per favorire il turn-over e la possibilità di utilizzare il personale nell'ambito di progetti regionali di formazione». Ilaria Traditi Image: 20090501/foto/7067.jpg

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 «Ecco cosa farò per i Flavio Delbono a tu per tu col CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di stati d'animo, di speranze, di desideri. Un colloquio sereno, un po' più discosti dalle polemiche, dal batti e ribatti quotidiano, da trappole e trappolette. Parliamo di cose, Professore? «Certo. Ho un'idea e un progetto in testa e approfitto del Carlino per lanciare l'una e l'altro. Posso?». Prego. «Ecco, vorrei chiedere ai più piccoli, ai bambini, ai ragazzi, a quelli che sono il nostro futuro e che non possono esprimerlo altrimenti di dirmi la loro idea della città». Perchè i bambini che non votano? «Attribuisco alla qualità della vita dell'infanzia una rilevanza ampia, strategica. Ho pensato di fare qualcosa». Cosa? «Chiedo ai ragazzi di scrivermi. Ecco l'indirizzo postale: Comitato Delbono - Piazza XX Settembre, 6 - 40121 Bologna. E quello di posta elettronica: flavio@flaviodelbono.it. Mi impegno a leggerli tutti, a raccoglierli e pubblicarli. Anche sul Carlino, se lo riterrà opportuno». Perchè no, Professore. E ora ci dica il progetto. «Ecco, questo è di più ampio respiro: penso sempre all'infanzia, ai nostri ragazzi delle elementari e alle loro famiglie. Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo. Io no. Penso a un tempo pieno comunale per i ragazzi delle elementari, che il sindaco potrà organizzare per l'anno scolastico 2010-2011». E perchè non subito? «Intanto perchè dobbiamo verificare con le scuole, che hanno una loro autonomia, le reali ricadute della riforma Gelmini. Poi perchè ci vuole un tempo tecnico di organizzazione. Ma una cosa è sicura: il sindaco troverà le risorse finanziarie necessarie e attiverà le collaborazioni necessarie. Penso alle associazioni che già si occupano dei più piccoli, le polisportive, i tirocinanti in scienze dell'educazione, le Fondazioni bancarie, il terzo settore, quello del volontariato, il mondo delle cooperative, la società civile in genere». Insomma, una baby sitter comunale? «No, assolutamente. Avrà un contenuto comunque pedagogico per occupare il tempo pomeridiano dei bambini con attività culturali, artistiche, sportive, anche ricreative. Un catalogo di attività diversificate e soprattutto di grande attenzione per l'infanzia, ma anche di sostegno alle famiglie bolognesi, che da sempre sono abituate al tempo pieno dai tre ai 15 anni». Insomma, dalla protesta alla proposta? «Contrastiamo politicamente la Gelmini, ma abbiamo anche il dovere di attenuare gli effetti negativi della riforma». Campagna elettorale molto lunga. E' stanco, Professore? «In effetti è lunga. Avendo fatto anche le primarie, poi, sono in giro da ottobre. Sta uscendo fuori una relazione più profonda, più ampia con la città e nell'arco di sette mesi, finora, ho potuto verificare il cambiamento della percezione dei problemi da parte dei cittadini. Ad esempio. «La percezione del problema della sicurezza è identica, l'insicurezza economica è un fatto nuovo. D'altronde, siamo passati da un tasso di disoccupazione dal 2,5 al 3,5-4 per cento. Questo preoccupa e mi spiace che sia un tema ignorato dai miei competitor». Quali sensazioni o incoraggiamenti trae dal colloquio con i cittadini? «Per me, questa è la prima vera campagna elettorale, perchè più piena, coinvolgente. Entusiasmante. Mi consente di vedere come ci siano molti bolognesi, non solo i più maturi, che hanno voglia di fidarsi. Meglio: di affidarsi a qualcuno che merita fiducia. Per la tua esperienza, ma anche per un certo spirito di appartenenza. Nei più giovani c'è altro: il vincolo dei fatti, della concretezza». Premia più la politica o la civicità? «E che significa? C'è un certo abuso della parola civico, al punto che è ormai diventata ambigua. Il civismo è il rapporto con la città, la capacità di ascoltare, di migliorare o almeno di mitigare i problemi. Non è un compromesso se ha anche la tessera di partito o se non l'ha mai avuta». Perchè in campagna elettorale si parte per parlare di programmi e si finisce per battibeccare? «Direi che anche l'informazione preferisce il battibecco. Sono impressionato dal vedere candidati che dicono solo no. Chi fa proposte si espone, ma non si può rispondere con i no, con le minacce di stracciare contratti, di buttare a mare il Civis o il People Mover. Non mi impicco a una proposta, ma bisogna ascoltare, discutere». Oggi è il Primo Maggio ed è l'occasione di parlare di quel lavoro difficile che cominciamo a perdere. Cosa si aspetta? «A Bologna il problema del lavoro era soprattutto qualitativo. Oggi, per la prima volta dal dopoguerra, è anche di quantità e consegna al sindaco una priorità che prima non era in agenda. Sono pronto a impegnare ogni energia, ogni sforzo per superare una autentica emergenza. Spero che oggi si parli concretamente di questo e degli interventi immediati e di prospettiva». Facciamo un po' di teatrino: che ne pensa della campagna dei suoi due principali competitor? «Bologna merita di più di questa quotidiana zuffa su sondaggi o battute da bar». L'emozione più bella, finora? «Il gesto che mi ha toccato il cuore è accaduto a Borgo Panigale, al primo incontro nei quartieri. Una signora ha anticipato la dialisi per venire ad ascoltarmi. Lo considero un atto d'amore, per la città». E' andato a trovarla? «No, ma ci andrò. Dopo le elezioni».

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CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di st... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-05-2009)

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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3 CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di st... CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di stati d'animo, di speranze, di desideri. Un colloquio sereno, un po' più discosti dalle polemiche, dal batti e ribatti quotidiano, da trappole e trappolette. Parliamo di cose, Professore? «Certo. Ho un'idea e un progetto in testa e approfitto del Carlino per lanciare l'una e l'altro. Posso?». Prego. «Ecco, vorrei chiedere ai più piccoli, ai bambini, ai ragazzi, a quelli che sono il nostro futuro e che non possono esprimerlo altrimenti di dirmi la loro idea della città». Perchè i bambini che non votano? «Attribuisco alla qualità della vita dell'infanzia una rilevanza ampia, strategica. Ho pensato di fare qualcosa». Cosa? «Chiedo ai ragazzi di scrivermi. Ecco l'indirizzo postale: Comitato Delbono - Piazza XX Settembre, 6 - 40121 Bologna. E quello di posta elettronica: flavio@flaviodelbono.it. Mi impegno a leggerli tutti, a raccoglierli e pubblicarli. Anche sul Carlino, se lo riterrà opportuno». Perchè no, Professore. E ora ci dica il progetto. «Ecco, questo è di più ampio respiro: penso sempre all'infanzia, ai nostri ragazzi delle elementari e alle loro famiglie. Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo. Io no. Penso a un tempo pieno comunale per i ragazzi delle elementari, che il sindaco potrà organizzare per l'anno scolastico 2010-2011». E perchè non subito? «Intanto perchè dobbiamo verificare con le scuole, che hanno una loro autonomia, le reali ricadute della riforma Gelmini. Poi perchè ci vuole un tempo tecnico di organizzazione. Ma una cosa è sicura: il sindaco troverà le risorse finanziarie necessarie e attiverà le collaborazioni necessarie. Penso alle associazioni che già si occupano dei più piccoli, le polisportive, i tirocinanti in scienze dell'educazione, le Fondazioni bancarie, il terzo settore, quello del volontariato, il mondo delle cooperative, la società civile in genere». Insomma, una baby sitter comunale? «No, assolutamente. Avrà un contenuto comunque pedagogico per occupare il tempo pomeridiano dei bambini con attività culturali, artistiche, sportive, anche ricreative. Un catalogo di attività diversificate e soprattutto di grande attenzione per l'infanzia, ma anche di sostegno alle famiglie bolognesi, che da sempre sono abituate al tempo pieno dai tre ai 15 anni». Insomma, dalla protesta alla proposta? «Contrastiamo politicamente la Gelmini, ma abbiamo anche il dovere di attenuare gli effetti negativi della riforma». Campagna elettorale molto lunga. E' stanco, Professore? «In effetti è lunga. Avendo fatto anche le primarie, poi, sono in giro da ottobre. Sta uscendo fuori una relazione più profonda, più ampia con la città e nell'arco di sette mesi, finora, ho potuto verificare il cambiamento della percezione dei problemi da parte dei cittadini. Ad esempio. «La percezione del problema della sicurezza è identica, l'insicurezza economica è un fatto nuovo. D'altronde, siamo passati da un tasso di disoccupazione dal 2,5 al 3,5-4 per cento. Questo preoccupa e mi spiace che sia un tema ignorato dai miei competitor». Quali sensazioni o incoraggiamenti trae dal colloquio con i cittadini? «Per me, questa è la prima vera campagna elettorale, perchè più piena, coinvolgente. Entusiasmante. Mi consente di vedere come ci siano molti bolognesi, non solo i più maturi, che hanno voglia di fidarsi. Meglio: di affidarsi a qualcuno che merita fiducia. Per la tua esperienza, ma anche per un certo spirito di appartenenza. Nei più giovani c'è altro: il vincolo dei fatti, della concretezza». Premia più la politica o la civicità? «E che significa? C'è un certo abuso della parola civico, al punto che è ormai diventata ambigua. Il civismo è il rapporto con la città, la capacità di ascoltare, di migliorare o almeno di mitigare i problemi. Non è un compromesso se ha anche la tessera di partito o se non l'ha mai avuta». Perchè in campagna elettorale si parte per parlare di programmi e si finisce per battibeccare? «Direi che anche l'informazione preferisce il battibecco. Sono impressionato dal vedere candidati che dicono solo no. Chi fa proposte si espone, ma non si può rispondere con i no, con le minacce di stracciare contratti, di buttare a mare il Civis o il People Mover. Non mi impicco a una proposta, ma bisogna ascoltare, discutere». Oggi è il Primo Maggio ed è l'occasione di parlare di quel lavoro difficile che cominciamo a perdere. Cosa si aspetta? «A Bologna il problema del lavoro era soprattutto qualitativo. Oggi, per la prima volta dal dopoguerra, è anche di quantità e consegna al sindaco una priorità che prima non era in agenda. Sono pronto a impegnare ogni energia, ogni sforzo per superare una autentica emergenza. Spero che oggi si parli concretamente di questo e degli interventi immediati e di prospettiva». Facciamo un po' di teatrino: che ne pensa della campagna dei suoi due principali competitor? «Bologna merita di più di questa quotidiana zuffa su sondaggi o battute da bar». L'emozione più bella, finora? «Il gesto che mi ha toccato il cuore è accaduto a Borgo Panigale, al primo incontro nei quartieri. Una signora ha anticipato la dialisi per venire ad ascoltarmi. Lo considero un atto d'amore, per la città». E' andato a trovarla? «No, ma ci andrò. Dopo le elezioni».

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( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 01-05-2009 INCONTRO L'ONOREVOLE GHIZZONI (PD) «Atenei, meno norme e più autonomia» Mariacristina Maggi II «La ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un paese». Le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono stati al centro del dibattito che si è svolto nei giorni scorsi all'Hotel Toscanini con l'onorevole e capogruppo Pd in Commissione cultura, scienza e istruzione, Manuela Ghizzoni: un Forum aperto sull'Università organizzato dal Partito Democratico di Parma e presentato dal responsabile dell'esecutivo provinciale del Pd, Pietro Baga. Diversi i temi in questione: autonomia e responsabilità, diritto allo studio e offerta formativa, merito e valutazione, risorse, responsabilità finanziaria e reclutamento docenti. «Alla luce dei provvedimenti prossimi del decreto legge Gelmini, siamo convinti che per una buona riforma siano necessarie condivisione e responsabilità da ambo le parti », ha subito dichiarato la Ghizzoni, definendo il nuovo disegno legge: «vorrei ma non posso». «Le attese erano altissime - ha proseguito - ma leggendo le bozze del decreto già in circolazione (che verrà ufficializzato a maggio, ndr) ci si perde in un'ecces - siva pervasività che male si adatterà ai nostri atenei: noi chiediamo meno norme e più autonomia ». Qual è - secondo l'onorevole - l'aspetto più allarmante della legge Gelmini? «Naturalmente i tagli al mondo della ricerca per sostenere l'abolizione dell'Ici: verranno sottratti dai fondi universitari ben 475 milioni di euro». Sulla futura mancanza di fondi si sono confrontati molti ricercatori della nostra Università. In seguito, ancora polemica sui tagli, sul precariato e sulle privatizzazioni. E su queste ultime si è soffermata l'onorevole Albertina Soliani: «La ricerca deve rimanere pubblica. Altrimenti le nostre università andranno alla deriva». Capogruppo Pd Manuela Ghizzoni.

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grave atto di censura a scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pistoia Grave atto di censura a scuola Nel febbraio di quest'anno, il Centro studi per la scuola pubblica di Pistoia (Cesp) ha inviato a tutti i dirigenti scolastici della provincia un invito in cui si richiedeva l'adesione al progetto "I giovani e la questione palestinese: storia e attualità", promosso dal Cesp con la collaborazione dell'Associazione di amicizia italo-palestinese Onlus. Molti i docenti delle varie istituzioni scolastiche che hanno aderito al progetto consistente nella presentazione di diapositive sulla storia della Palestina commentate da un esponente dell'Associazione di amicizia italo-palestinese. Anche all'Iti nove docenti avevano dato l'adesione al progetto e già erano stati programmati gli incontri per i mesi di aprile e maggio. A questo punto il preside professor Angelo Borchi sospendeva l'iniziativa affermando che era necessaria l'approvazione del consiglio d'istituto perché il tema era piuttosto delicato e così, dopo la delibera del consiglio d'istituto che a maggioranza decideva di non dare il nulla osta, il progetto veniva definitivamente bloccato. Un atto censorio gravissimo, fuori dalle norme costituzionali, quello assunto dal dirigente dell'Iti (infatti il Consiglio d'istituto è stato impropriamente consultato, in quanto questo organismo non ha alcun potere deliberante sulle questioni didattiche) pesantemente lesivo della libertà d'insegnamento e della professionalità dei docenti. La scuola non è un ufficio, ma un luogo di formazione. Non può essere considerata un pezzo qualsiasi della pubblica amministrazione, né tanto meno un'azienda, che vende cultura, formazione, competenze. Per questo al suo interno l'insegnante ha l'anomala condizione lavorativa di dipendente non subordinato: ha la libertà di esercizio della sua funzione al pari di un giudice. Quanto accaduto all'Iti assesta alla scuola statale un colpo anche più grave della stessa sottrazione di risorse da destinare al finanziamento delle scuole private. Tuttavia il prossimo anno scolastico riproporremo alle scuole della provincia il progetto sulla Palestina al quale, se vorranno, gli insegnanti potranno liberamente aderire, ma questa volta con la determinazione di difendere la libertà d'insegnamento in tutte le sedi, anche legali, che si renderanno necessarie. Cesp Centro Studi per la Scuola Pubblica Comitato per la Palestina

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(sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

n. 104 del 2009-05-01 pagina 11 «Datemi un anno, dimostrerò quanto valgo» di Vincenzo La Manna La candidata Pdl al Sud respinge le critiche: «Ridicolo tanto interesse su di me, lascio ad altri il gossip e certe insinuazioni volgari. Inutile essere ipocriti, un volto noto in tv è avvantaggiato nelle campagne elettorali» RomaTogliamoci subito un dente. Chi è Barbara Matera, al di là del curriculum che conoscono ormai pure i sassi? «Che dire? Sono una ragazza pugliese di 27 anni che ha deciso, all'età di 19, come moltissime mie coetanee, di andare via dal paese natale e dagli affetti più cari per andare a Roma e cercare un lavoro che le permettesse di frequentare l'università. Sono una ragazza comune, orgogliosa di aver avuto sempre la testa sulle spalle, di essere sempre stata coerente con i propri valori morali e familiari, e che si è sempre guadagnata tutto con il lavoro e con i sacrifici». Come si vive per una settimana nell'occhio del ciclone, al centro di un caso che ha catalizzato l'attenzione di tutti? «Ho continuato come sempre a lavorare e a studiare. Lei mi dice che sono il caso della settimana. Mi sembra ridicolo tanto interesse su Barbara Matera, soprattutto in un momento come questo, con il terremoto in Abruzzo, con la nuova influenza dal Messico, con le esondazioni dei fiumi nel Nord Italia. E mi sembra incredibile che si possano diffondere tante notizie lontane dal vero». Ha resistito. Ma non le è mai passato di mente di mollare? «Ho affrontato e vissuto questa attenzione mediatica con assoluta serenità. So quanto valgo, sono consapevole della mia preparazione e della mia passione per l'attività politica. Sono cosciente della strada difficile che ho intrapreso e delle responsabilità che dovrò, se eletta, affrontare. Mi si passi la presunzione, ma mi sento pronta e serena. Spero che gli elettori mi diano la possibilità di dimostrare la mia serietà e la mia capacità, a prescindere dalle tante "fandonie" circolate in questi giorni». Intanto, avrà avuto l'appoggio della sua famiglia. «Per quanto riguarda la mia famiglia, a cui sono molto legata, le posso dire che mi ha sostenuto come sempre, lasciandomi fare liberamente le mie scelte, consapevole e sicura del fatto che mi sarei sempre comportata come loro mi hanno insegnato a fare». Tra le nuove candidate del Pdl alle Europee, lei è l'unica che proviene dal mondo della tv. Sente di avere una marcia in più o crede che le altre colleghe siano state in qualche modo danneggiate dalle continue polemiche? «Non credo di avere una marcia in più. Quanto alla televisione, è inutile essere ipocriti: il nostro tempo è dominato dalla tv, e un volto noto è avvantaggiato nelle campagne elettorali, a patto che sia credibile e sappia infondere fiducia. La politica non è una fiction, me ne rendo ben conto, ma sono sicura che gli elettori sappiano scegliere». Il caso veline, poi sgonfiatosi nei fatti, ha prodotto anche un duro affondo da parte di Veronica Lario, moglie del premier, che ha denunciato un «ciarpame senza pudore». Cosa ha provato leggendo questa dichiarazione? «Tra moglie e marito, non mettere il dito. L'ha detto anche Franceschini e Berlusconi, non a caso, ha commentato che è l'unica cosa giusta che lui abbia detto da quando è segretario del Partito democratico». Condivide il metodo adottato: e-mail all'Ansa? «Ribadisco che non voglio intromettermi nelle vicende private di chicchessia. Lascio ad altri il gossip e le insinuazioni volgari». Insomma, per milioni di persone lei è al momento solo «bellissima». Ma l'aspetto fisico non basta. E difficilmente Silvio Berlusconi rischia di fare una figuraccia. Cosa ha intuito, intravisto in lei, che gli italiani magari ancora non sanno? «Mi consente un pizzico di presunzione? Ho pensato che il Popolo della libertà, con la mia candidatura e con la mia auspicata elezione a Bruxelles, non farà una brutta figura. In fondo, non sono solo io a dire che anche l'occhio vuole la sua parte... E nel mio caso, spero di unire esteriorità e contenuti». Vi è stata una strumentalizzazione montata ad arte per danneggiarla, giudicandola senza conoscere le altre sue qualità? «Sembra che le gazzette della sinistra non sappiano fare di meglio. Ma il successo del Popolo della libertà, il 6 e 7 giugno, trasformerà le strumentalizzazioni dei "media" e della sinistra in altrettanti boomerang. E spero di metterci del mio». Dalla tv ai comizi con il Cavaliere. Un bel salto, che dovrà fare insieme a Lara Comi, che loda la sua umiltà, e Licia Ronzulli. Tranquilla, emozionata? Si sta preparando? «Oltre alla preparazione sui temi generali, abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza delle istituzioni europee, dal Parlamento alla Commissione, grazie ad un corso universitario quasi annuale. Una cosa seria, che nessun altro partito ha proposto ai suoi giovani. Il Pdl l'ha fatto. E io sono orgogliosa di aver seguito anche le lezioni di ministri come Brunetta, Frattini, La Russa e molti altri bravissimi parlamentari». Parliamo di politica. Quando è scattata la passione? «La politica è una passione che ho da sempre. L'Europa è l'orizzonte giusto per una giovane che desidera dare il suo contributo all'affermazione dei valori di libertà, di eguaglianza e di giustizia in cui ho sempre creduto, da liberaldemocratica». Quali saranno i punti chiave che affronterà in campagna elettorale? «I miei saranno quelli del presidente Berlusconi e del Popolo della libertà. Vogliamo portare in Europa un'Italia che conti di più sul piano politico, per fare meglio gli interessi del nostro popolo e del nostro Paese. Oggi in Europa contiamo, ma non abbastanza: se diventeremo, come Pdl, il gruppo più numeroso all'interno del Partito popolare europeo, che sarà ancora il partito più grande del Parlamento europeo, questo obiettivo sarà più facile da raggiungere». Qualche suggerimento per aggiornare il programma del Pdl? «Non sono ovviamente così presuntuosa da pensare a modifiche del programma del nostro partito. Se sarò eletta, come spero, sarò grata ai deputati europei con maggiore esperienza che vorranno starmi vicino e darmi dei consigli. I miei modelli sono le giovani donne che sono diventate ministro di prima nomina nel governo Berlusconi, come Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni: all'inizio erano ingiustamente criticate da molti». E poi, cosa è successo? «Poi hanno dimostrato con i fatti di saperci fare, hanno contribuito con il loro talento e la loro sensibilità di donne a realizzare riforme e leggi significative. E anche i loro critici si sono ricreduti. Spero di poter fare altrettanto. Se crede, ci possiamo reincontrare tra un anno». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Affaritaliani.it dà le pagelle a Obama">Quando gli amici diventano nemici Affaritaliani.it dà le pagelle a Obama (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-05-2009)

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Obama, quando gli amici diventano nemici Venerdí 01.05.2009 08:00 E' tempo di pagelle: il 29 aprile sono passati 100 giorni dalla elezione di Barak Obama e, come è tradizione in America dai tempi di F.D. Roosevelt (che similarmente si trovò suo malgrado a gestire la Grande Depressione del '29), è il momento in cui stampa, analisti politici ed opinione pubblica assegnano i primi voti al neo-presidente. La mole di problemi che la nuova Amministrazione si è trovata ad affrontare in questo trimestre è inaspettata e certamente superiore alle più fosche previsioni. Obama aveva già dichiarato, all'indomani della sua incoronazione, che non sarebbe bastato a risolverli "neanche un anno o un intero mandato", in fondo come disse molto prima di lui J.F. Kennedy: "Non avremo finito nei primi cento giorni, né avremo finito nei primi mille giorni". Il Presidente però passa questo primo scrutinio a pieni voti, portando a casa un 64% di consenso, secondo solo a quello di Jimmy Carter, che nei primi 100 giorni ottenne un lusinghiero 69% nel lontano '77. Il paragone deve però imporre una riflessione, poiché Carter, dopo gli entusiasmi dei primi giorni, è oggi ricordato in USA come uno dei peggiori presidenti. Per ora comunque e per la prima volta dopo molti anni dai tempi di Reagan, la maggior parte degli americani ritiene che il paese stia andando nella direzione giusta e Obama beneficia di un consenso simile a quello che fu accordato a quel presidente così diverso, al quale però lo accomuna la capacità comunicare con efficacia e di innovare e "svegliare" la politica di Washington. I 100 giorni dell'Amministrazione Obama in immagini GUARDA LA GALLERY pagina successiva >>

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Saglia: (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Saglia: «Crisi, Caffaro e A2A subito in agenda» LA NOMINA. Il deputato bresciano del Pdl nominato sottosegretario allo Sviluppo economico dal Consiglio dei ministri «La priorità? Il sostegno alle Pmi. E per l'azienda chimica cerchiamo soluzioni su bonifica e occupazione» 01/05/2009 rss e-mail print Letta si congratula con Saglia, il presidente Berlusconi applaude ANSA Stefano Saglia è il nuovo sottosegretario allo Sviluppo economico del Governo Berlusconi. La nomina era nell'aria da tempo ed è diventata ufficiale ieri mattina a Roma, al termine del Consiglio dei ministri che ha programmato per la prossima settimana l'allargamento dell'esecutivo con la nomina a ministro per il Turismo di Maria Vittoria Brambilla e la «promozione» a viceministri di tre attuali sottosegretari, Roberto Castelli, Adolfo Urso e Paolo Romani, uno per ogni «anima» della maggioranza. Il deputato bresciano del Pdl (ex An) rimpiazza Ugo Martinat, recentemente scomparso, ed è stato «investito» del nuovo ruolo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, con la benedizione (e il plastico applauso) del presidente Silvio Berlusconi. Comprensibilmente felice Saglia: «Sono emozionato, soddisfatto e molto riconoscente a chi ha voluto propormi per questo incarico - ha dichiarato a Bresciaoggi -: su tutti, ringrazio il ministro Ignazio La Russa, che mi ha sempre sostenuto, e il ministro Claudio Scajola, che ha ripetutamente detto al presidente Berlusconi di aver bisogno di una persona esperta in alcune materie». In tempi di polemica sulle veline prestate alla politica, dunque, Saglia, 38 anni, ex giornalista, è entrato nel Governo per meriti acquisiti sul campo, la competenza in materia economica e delle politiche energetiche che gli avversari politici sono i primi a riconoscergli. «Per Brescia sarà importante avere un ulteriore punto di riferimento nel Governo», ha detto Saglia, subito dopo aver affiancato il suo nome a quelli del ministro alla Pubblica istruzione Maristella Gelmini e del sottosegretario all'Economia Daniele Molgora, con il quale avrà rapporti frequenti, considerati i temi in gioco. «Il primo obiettivo del Governo, del ministero e mio personale è aiutare il Paese a uscire dalla crisi - ha rivelato Saglia -. Il mio pensiero va in particolare alle piccole e medie imprese, così diffuse in provincia di Brescia, per le quali è intelligente l'idea di Molgora di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti come volano della ripresa, a garanzia del credito. Un ulteriore strumento, in questo senso, sarà attivato dal ministero dello Sviluppo economico attraverso il Consorzi fidi». Ma nell'agenda fresca di stampa del nuovo sottosegretario ci sono anche altre due voci bresciane: «La prima emergenza si chiama Caffaro - ha rivelato Saglia -. Già da martedì, insieme al ministero dell'Ambiente studieremo un piano riguardante sia la bonifica sia la questione occupazionale del sito bresciano, così da poter proporre più soluzioni all'udienza del 7 maggio davanti al tribunale di Udine». L'altra grande partita riguarda il futuro di A2A: «Visto che mi occuperò di materie energetiche - ha ricordato Saglia - non potrò non avere un occhio di riguardo per un gruppo nazionale di tale importanza, che ha solo bisogno di internazionalizzarsi. Aiuterò A2A a essere competitiva anche oltrefrontiera e a non rimanere fuori dalla partita del nucleare. Le tensioni in corso? Non entro nel merito delle nomine, perché competono all'azionista, quindi al sindaco. L'importante è che l'azienda trovi al più presto la giusta stabilità». Marco Bencivenga Marco Bencivenga

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Paritarie (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 01-05-2009 LIBERTÀ EDUCAZIONE Confronto tra le realtà scolastiche del Nordest Nosiglia: è un'offerta formativa aperta a tutti Paritarie «Fondi in arrivo» Rassicurazioni dal ministero Le scuole: ma restano i tagli futuri DA PADOVA FRANCESCO DAL MAS A i mille operatori scolastici di area cattolica del Nordest, radunati al Centro Congressi 'Papa Luciani' di Padova, arriva l'assicurazione sui fondi per le paritarie. «Nei prossimi giorni garantisce Giuseppe Cosentino, capo dipartimento Istruzione presso il ministero sarà in pagamento da parte delle Regioni direttamente alle scuole la prima tranche dei fondi: i 401 milioni di euro stanziati in Finanziaria. Per la seconda, cioè i 120 milioni di euro recuperati (ne mancano, per la verità, 11), il ministro Gelmini ha firmato il decreto, che ora dev'essere controfirmato da Tremonti, passare al varo della Corte dei Conti, e subito dopo andrà anch'esso in pagamento». «Non si può essere che soddisfatti riconosce monsignor Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la scuola e l'università della Cei , ma non si dimentichi che è stato reintegrato quello che ci davano nel 2001. E l'avanzamento dov'è? L'anno prossimo dovranno reintegrare altri 130 milioni, 240 fra due anni. Noi vorremmo prospettive politiche più rassicuranti sulla scuola. Non facciamo una questione tanto di soldi, quanto di problematica educativa». Ed è stato proprio questo lo spirito del convegno voluto dalla Conferenza episcopale del Nordest, che era presente con monsignor Cesare Nosiglia, delegato per la cultura, i vescovi Mattiazzo di Padova e Andrich di Belluno, delegazioni di tutte le associazioni cattoliche che operano nel mondo della scuola, i rappresentanti di Regioni (gli assessori Valdegamberi del Veneto, Molinaro del Friuli Venezia Giulia, Pentenero del Piemonte), Province, Comuni, dirigenti scolastici, capi d'istituto, genitori, studenti. Valutata con interesse anche la mozione presentata in Parlamento in questi giorni che, fra l'altro, «impegna il Governo ad adottare iniziative per ripristinare per il 2009 il finanziamento di 240 milioni di euro per il sistema istruzione e formazione, recuperando i 440 milioni di euro relativi ai due precedenti anni». «Ma quello che più ci unisce e preoccupa ha dichiarato monsignor Nosiglia e soprattutto che ci stimola, ad un impegno sempre maggiore, è la condizione della scuola che sta vivendo un momento di passaggio importante per rinnovarne l'assetto istituzionale e il progetto formativo. Resta determinante il fatto di porre al centro di ogni rinnovamento ed ogni scelta la crescita armonica della persona dell'alunno, ragione stessa dell'esistenza della scuola». La parità, da questo punto di vista, «non è un di più e un privilegio per pochi eletti, ma un'offerta formativa rivolta a tutti quelli che intendono usufruirne, con gli stessi doveri e diritti di ogni altra scuola. La scuola paritaria, pertanto, non si pone 'contro' o 'in alternativa' alla scuola statale perché ha spiegato ancora monsignor Nosiglia garantisce il diritto all'istruzione e alla formazione di ciascuno e di tutti, arricchendo la qualità dell'offerta formativa. Non si chiedono risorse aggiuntive rispetto a quelle stabilite dallo Stato per ogni scuola e per ogni bambino o alunno che la frequenta». L'assessore Valdegamberi ha assicurato, al riguardo, che «i soldi ci sono, anche da parte delle Regioni, ma non ce li fanno spendere per il patto di stabilità». Lo si superi, ha commentato Nosiglia, perché la scuola è un bene primario, fondamentale. Come hanno cercato di dimostrare Giancandido De Martin dell'Università Luiss di Roma ed Enrico Minnei dell'Università di Padova, il federalismo e una maggiore autonomia attribuita alle realtà locali possono offrire un'opportunità per valorizzare e consolidare la qualità della presenza delle scuole paritarie, dalle materne in su. Le associazioni scolastiche del settore hanno presentato un documento in cui si richiamano politici ed amministratori ad esercitare fino in fondo le loro responsabilità specifiche e concrete.

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"La scuola è sull'orlo del collasso" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'ex ministro Fioroni "La scuola è sull'orlo del collasso" Nutrito pubblico, mercoledì sera alla sala Angeli custodi di S.Elpidio a Mare, per l'incontro sulla scuola che ha visto la speciale partecipazione dell'ex ministro dell'istruzione e responsabile del dipartimento educazione del Partito democratico Giuseppe Fioroni. Non sono mancati i vertici del Pd locale, tra cui il sindaco Mezzanotte, il candidato alla guida della provincia Fabrizio Cesetti con i candidati locali Offidani e Catini, il sindacalista Vaglieco, il consigliere regionale Ortenzi. Agli interventi di questi ultimi una sintesi dei numeri che deriveranno dalla riforma. "Avremo 927 docenti in meno nelle Marche, 293 in provincia di Ascoli, 97 solo per la scuola primaria, 400 unità tagliate per il personale Ata" ha ricordato Rosalba Ortenzi. "La scuola viene devastata da una Finanziaria ha attaccato Fioroni non parliamo di riforma, perché quella della Gelmini non può considerarsi tale. Così si distruggono conoscenza e sviluppo del senso critico. Andiamo a rovinare la scuola primaria italiana, che è tra le prime al mondo. Il peggio lo vedremo tra qualche tempo, mi preoccupo di quelli che saranno i dati di iscrizioni alle superiori ed all'università il prossimo anno. Siamo uno strano paese, che piange per mesi se 3.000 dipendenti Alitalia rischiano il posto e non spende una parola se 225.000 insegnanti se ne vanno a casa". Da Cesetti un invito ai cittadini "ad essere i veri protagonisti di questa campagna elettorale. Nella Costituzione c'è il nostro programma di governo per questa Provincia, un'istituzione che ha grandi competenze in materia scolastica perché, avendo pari dignità rispetto allo Stato, alle regioni, alle città metropolitane ed ai comuni, deve lavorare per rimuovere le disuguaglianze". PIERPAOLO PIERLEONI,

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MARIA PAOLA MILANESIO ROMA. UN POSTO DA MINISTRO MICHELA VITTORIA BRAMBILLA SE LO ASPETTAVA FIN D... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Un posto da ministro Michela Vittoria Brambilla se lo aspettava fin dal maggio scorso, quando il governo Berlusconi giurò al Quirinale. Ma ora la presidente dei Circoli della Libertà ce l'avrebbe fatta: la sua promozione da sottosegretario al Turismo a ministro sarebbe stata annunciata dal premier Silvio Berlusconi in persona, durante la riunione di ieri a Palazzo Chigi. Avanzamento in carriera anche per i sottosegretari Adolfo Urso (Sviluppo economico), Roberto Castelli (Infrastrutture) e Paolo Romani (Sviluppo economico), pronti per ricoprire il ruolo di viceministri forse già nell'arco della prossima settimana. Più lunga l'attesa per Brambilla, tanto che si prospetta che il suo passaggio al rango di ministro possa avvenire solo dopo le Europee. Nomina e giuramento ieri, invece, per Stefano Saglia, nuovo sottosegretario allo Sviluppo economico in sostituzione di Ugo Martinat, scomparso qualche settimana fa. Era da mesi che si annunciava un ritocco alla squadra di governo, ma le voci raccolte ieri dopo il consiglio dei ministri hanno finito per alimentare polemiche e creare qualche malcontento, tanto che c'è chi non esclude sorprese dell'ultima ora. Si vedrà. Palazzo Chigi, però, è dovuto correre ai ripari per evitare che il caso Brambilla diventasse motivo di attrito con il Quirinale, a cui - così la Costituzione - spetta la nomina dei ministri, su proposta del capo di governo. «Il presidente Berlusconi chiederà un appuntamento al capo dello Stato per parlare con lui della struttura di governo, ministri e viceministri», dichiara il sottosegretario Gianni Letta, volendo così evidenziare che saranno rispettate le prerogative del Colle. Se venissero confermate le indicazioni di ieri, la squadra dei ministri passerebbe da 21 a 22, di cui cinque donne, contro le attuali 4 (Meloni, Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini). Se la nuova composizione dell'esecutivo è causa di fibrillazione nella maggioranza (Brambilla non riscuote consensi unanimi), è la data del referendum elettorale, ma soprattutto il dopo-consultazione, a dividere - anche al loro interno - maggioranza e opposizione. Ieri il consiglio dei ministri ha ufficializzato che il 21 giugno gli elettori si pronunceranno sui tre quesiti che puntano a modificare l'attuale legge elettorale (stop alle candidature multiple e premio di maggioranza alla lista, non più alla coalizione). Una data scelta dopo una lunga e tormentata trattativa con la Lega, già pronta a «trarre le conseguenze» qualora vincesse il sì, sostenuto dallo stesso Berlusconi. Il Pdl, al di là della posizione espressa dal premier, lascia libertà di coscienza, scelta dettata soprattutto dalla necessità di non indispettire troppo l'alleato leghista. «Al referendum non c'è vincolo di coalizione», precisa Ignazio La Russa, soddisfatto però dalla scelta del premier. Il Pdl su un punto è netto: se vinceranno i sì, la legge che ne risulterà non avrà bisogno di ulteriori correzioni in Parlamento. È uno stop alle intenzioni di chi, come Massimo D'Alema, vede aprirsi la possibilità di ridiscutere l'intero sistema di voto, con un ritorno al sistema elettorale tedesco (proporzionale con sbarramento). «Il Pdl non consentirà mai che venga smontato il bipolarismo», avverte Fabrizio Cicchitto. «La volontà degli elettori andrà rispettata, senza successivi pasticci in Parlamento», aggiunge Daniele Capezzone. Per D'Alema, però, «ci vuole una nuova legge», magari sul modello tedesco, gradito anche alla Lega: «Berlusconi dovrebbe confrontarsi con una potenziale maggioranza in Parlamento». Sì al referendum anche da Antonio di Pietro, Idv («Questa porcata va cambiata»), mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini parla di «un imbroglio» e si augura che il quorum non venga raggiunto: «Il Pd, annunciando di votare sì, fa un'opposizione di comodo a Berlusconi». Irati per la scelta del 21 giugno i promotori del referendum: «È un errore di cui la Lega si deve assumere la responsabilità», accusa Giovanni Guzzetta. Per Mario Segni «la classe politica teme il risultato del referendum».

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GIANLUCA SOLLAZZO TAGLI, DOCENTI TITOLARI SOVRANNUMERARI, PRECARI SUL PIEDE DI GUERRA CON L'UNICA... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

GIANLUCA SOLLAZZO Tagli, docenti titolari sovrannumerari, precari sul piede di guerra con l'unica arma della mobilitazione, ricercatori universitari a scadenza di contratto. E prospettive lavorative che non lasciano intravedere nulla di buono. Un "1 maggio" così il mondo della scuola e della ricerca salernitana non l'aveva mai vissuto. Difficilmente s'è dovuto scontrare con tante difficoltà. E a pagare il tributo più pesante sull'altare della crisi che non lascia ossigeno sono proprio i docenti di ogni ordine scolastico per quanto concerne il settore dell'istruzione. Andando per ordine, la prima delle insidie è rappresentata dal piano tagli imposto dalla manovra del ministro dell'istruzione Gelmini. Nell'anno scolastico ormai agli sgoccioli a Salerno e provincia si è registrato una diminuzione di ben 875 cattedre e ad essere più colpita dalla mannaia dei tagli governativi è stata senza ombra di dubbio la scuola primaria che ha fatto registrare un calo di 400 posti. A seguire troviamo la scuola secondaria di primo e secondo grado con circa 375 cattedre in meno rispetto all'anno scolastico 2007/2008. Meno grave il quadro della scuola materna salernitana con un centinaio di posti cancellati. Un situazione desolante che mortifica il corpo docente non solo precario ma anche ordinario: alla vigilia dell'anno che sta per chiudere i battenti ben 82 insegnanti sono stati costretti a fare i conti con una condizione di sovrannumerarietà e a sobbarcarsi un anno di peregrinazioni in provincia. Ma il quadro rischia di aggravarsi anche l'anno prossimo. Su 6000 tagli di cattedre che si conteranno a livello regionale più di 1300 riguarderanno la nostra provincia. Lo scorso 18 aprile circa 236 insegnanti di scuola primaria si sono ritrovati senza cattedra di riferimento e hanno dovuto formalizzare richiesta di trasferimento in altra sede poiché in sovrannumero: conseguenza inevitabile dell'introduzione del maestro unico prevalente che, insieme all'introduzione del tempo scuola compreso tra le 24 e le 30 ore settimanali e alla riduzione delle compresenza, rappresenterà una delle novità del nuovo anno scolastico. Tagli previsti anche per il personale Ata: a Salerno si prevedono infatti ben 360 posti in meno. Non sta messo di certo meglio il mondo universitario salernitano: 224 ricercatori dell'Ateneo di Fisciano dalla prossima estate non saranno più riconfermati nei rispettivi settori in cui operano e non vedranno rinnovato il loro contratto cocopro che scade a luglio.

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Vicenza in prima linea contro la pedofilia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

Vicenza in prima linea contro la pedofilia Venerdì 1 Maggio 2009, Alla Giornata nazionale contro la pedofilia Vicenza sarà una delle poche realtà invitate presenti attraverso S.o.s Infanzia Onlus e il suo presidente, Graziano Guerra. L'evento, organizzato dalla Fondazione Luca Barbareschi, si svolgerà a Roma martedì prossimo 5 maggio. L'obiettivo è quello di sensibilizare l'opinione pubblica su un problema tanto grave quanto sottovalutato e portare ai soggetti partecipanti - famiglie, genitori, docenti e soprattutto bambini - la testimonianza di istituzioni e associazioni in merito al lavoro che quotidianamente viene svolto sia nel campo della prevenzione che in quello della cura e del trattamento dei bambini abusati. Ogni anno il 5 maggio sarà l'occasione per fare un bilancio per valutare i passi avanti fatti nella lotta contro la pedofilia, per prevenire e garantire ai bambini italiani un futuro più sereno. Alla Giornata parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Camera Gianfranco Fini, i ministri Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Giorgia Meloni, rispettivamente per Istruzione, Pari Opportunità e Gioventù, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Paolo Concia, deputato Pd della commissione Giustizia. Nel pomeriggio della stessa giornata avrà luogo una riunione a porte chiuse riservata ai soli rappresentanti delle associazioni convocate presso sala Tatarella, a palazzo dei Gruppi di Montecitorio, con l'on. Angela Napoli, relatrice della proposta di legge unificata sulla pedofilia. Proposta di legge che, tra altri articoli, prevede per i reati di violenza sessuale commessi nei confronti dei minori degli anni diciotto, che il termine di prescrizione cominci a decorrere dal giorno in cui la persona offesa ha compiuto il diciottesimo anno di età. «Ci rallegriamo per questo importante passo avanti che - commenta Graziano Guerra, presidente vicentino di S.o.s Infanzia - qualora venisse approvata la proposta di legge, preannuncia la possibilità per le numerose vittime di violenza di minore età di vedersi riconosciuto il diritto di agire in prima persona al compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei loro aguzzini».

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

«Subito un piano industriale per il futuro di Numonyx» Rossella Jannello Poca enfasi e molto realismo nelle dichiarazioni dei segretari generali dei sindacati su questo Primo maggio del tempo della crisi. Per Angelo Mattone, segretario provinciale Uil, c'è poco da festeggiare a Catania. «Alla crisi internazionale, infatti - dice - si somma un processo di deindustrializzazione del territorio etneo che la Uil segnala ormai da tempo. La somma dei dati del secondo semestre 2008 e del primo trimestre 2009 indicano un preoccupante boom delle richieste di ammortizzatori sociali nel settore metalmeccanico in linea con il trend nazionale (+ 400 per cento) per un tracollo rappresentato plasticamente dalla vertenza-simbolo della Stm/Numonyx. Inoltre, nel comparto della scuola si sono persi a Catania e provincia 952 posti in nove mesi e oltre 600 nella grande distribuzione commerciale con una rilevante incidenza a carico di quei precari che sono ormai i nuovi schiavi. Non va meglio in edilizia dove il calo occupazionale è stato del 30 per cento nel monte ore e, quindi, di 2 mila addetti che in quota rilevante potrebbero avere ulteriormente gonfiato la sacca del lavoro nero. Nel «buco nero» anche i minori impiegati clandestinamente da micro-aziende, di ogni comparto, spesso sconosciute al sindacato e alle istituzioni». Un quadro a tinte fosche, dunque, ma la Uil «pensa positivo». «Ribadiamo la richiesta di un Patto per lo sviluppo - dice Mattone - sollecitando il definitivo varo della task-force lavoro della Provincia. Dai Governi regionale e nazionale, poi, continuiamo ad aspettare risposte in materia di politiche di sostegno al reddito e all'occupazione, mentre nello specifico chiediamo al presidente Raffaele Lombardo un autentico ripensamento di ruolo e operatività delle Aziende di sviluppo industriale». Per Francesco Battiato, segretario generale della Cgil etnea, «Il 1° Maggio è una occasione per riflettere ancora una volta sulle conseguenze che la grave crisi che stiamo attraversando, ha sul mondo del lavoro. I dati sulla disoccupazione e sulla Cig rappresentano un forte campanello d'allarme, che soprattutto nel settore industriale. Ma esistono altri settori privi dell'ombrello degli ammortizzatori sociali, dove si passa direttamente dal lavoro alla disoccupazione talvolta senza alcun sostegno al reddito. Penso alle centinaia di precari con contratti a termine fra cui i 952 docenti che a causa della Gelmini non hanno più futuro. La crisi che attraversa trasversalmente tutti i settori, non risparmia il settore delle costruzioni dove si registra nel 2008 una contrazione delle gare d'appalto del 33% rispetto all'anno precedente. Sia il piccolo commercio che la grande distribuzione, per effetto del calo dei consumi sono in grave difficoltà. Il fatto che nuovi centri commerciali continuano ad essere aperti non significa nulla, poichè quelli storici aperti da tempo hanno subito un forte calo del fatturato ed alcuni di questi stanno programmando la chiusura o la cessione di attività. Persino il settore agricolo ed agrumicolo in particolare che dovrebbe essere considerato al riparo dagli effetti della crisi, a causa della calamità dovuta alle gelate ed alle forti precipitazioni atmosferiche dell'anno scorso ha subito un crollo delle giornate lavorative. «Ancora una volta - osserva il segretario generale della Ugl catanese - festeggeremo il 1° maggio. Ma sarà sempre un rituale fatto di corteo, bandiere e megaconcerti? Oppure sarà occasione di riflessione e quindi di impegno per un confronto sociale e rivendicativo? In piena crisi economica globale persino la parola festa mi sembra alquanto stonata a fronte di una realtà fatta di difficoltà e recessione, dove nei posti di lavoro cessa la certezza e vacilla la speranza! Ci sono tanti lavoratori che hanno perso il lavoro e altri che temono di perderlo. La cassa integrazione è cresciuta nell'ultimo anno del 700% e malgrado qualche timido segnale di ripresa, non si vede ancora la fine del tunnel delle incertezze. Occorre allora innanzitutto - argomenta Mazzeo - non disperdere il patrimonio umano collegato al lavoro. Occorre soprattutto che l'azienda non tagli il cordone che lega il lavoratori al proprio lavoro, in modo che questi non perda il senso di appartenenza all'azienda. Quindi bisogna che l'eventuale crisi e la conseguente cassa integrazione siano l'anticamera della ripresa al lavoro e non l'inizio della fine con la mobilità. Come Ugl, non ci stancheremo mai di ricercare occasioni di confronto con tutte le parti sociali». Alfio Giulio, segretario generale Ust Cisl Catania non ha dubbi: «Il miglior modo per celebrare la ricorrenza del Primo Maggio, nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, è dare seguito ai nostri appelli perché si proceda subito alla "concertazione operativa" con le istituzioni. Basta con le parole, o con tavoli annunciati e, se avviati, mai davvero operativi. Occorre “fare” presto e bene sulle tre direttrici che la Cisl ha indicato da tempo: sostegno ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese. Ricorrendo a tutti gli ammortizzatori sociali, alla costruzione di un welfare con l'aiuto degli Enti locali e con forme di premialità alle imprese che raggiungano obiettivi di qualità e legalità del lavoro». «Credo che mai come quest'anno - conclude Rosario Pappalardo, segretario della Fim-Cisl - la giornata dedicata alla Festa dei Lavoratori assume un rilievo così importante, così carico di preoccupazioni. E' una giornata all'insegna della crisi e, quindi, della Cassa Integrazione e delle mobilità. Ma anche all'insegna di speranze per il futuro. Il sindacato ha il dovere di dare voce ai bisogni di tanta gente ed agli effetti della crisi, che qui assumono proporzioni ancora più imponenti rispetto al resto del Paese».

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La strategiadel (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

nostra inchiesta la scuola in sicilia La strategia del «cinque» A pochi mesi dalla riforma Gelmini che ha reintrodotto il «cinque» in condotta, nostra carrellata sugli istituti scolastici siciliani. Nella scuola catanese che uno degli alunni-bulli aveva trasformato in base logistica per organizzare le sue «imprese». Nell'istituto di Castrofilippo (Agrigento) che accoglie tra i suoi alunni una cinquantina di «caminanti», zingari di etnia italiana. Nelle scuole di Ballarò, il quartiere di Palermo dove i genitori degli alunni sospesi li riportano a scuola «perché a casa non li vogliamo», nella scuola di Gela dove la strategia è invertita: si premiano i più buoni con computer e I-pod. annolino, concia, goldini, a. lodato 8

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L'avventura educativa (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

L'avventura educativa Scrive Daniel Pennac nel suo "Diario di scuola": «Gli insegnanti che mi hanno salvato - e che hanno fatto di me un insegnante - non si sono preoccupati delle origini della mia infermità scolastica. Non hanno perso tempo a cercarne le cause e tanto meno a farmi la predica. Erano adulti di fronte ad adolescenti in pericolo. Hanno capito che occorreva agire tempestivamente. Si sono buttati. Non ce l'hanno fatta. Si sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, ancora e ancora... Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri con me. Ci hanno letteralmente ripescati. Dobbiamo loro la vita». Quanti prof nelle scuole siciliane ancora oggi si "buttano e poi si ributtano" per "salvare" i loro alunni! Perché, è bene ribadirlo, neanche il 5 in condotta - presentato spesso come il toccasana per i casi di bullismo che imperversano nelle scuole - serve a correggere uno studente ribelle o svogliato. Occorrono docenti disposti a rischiare un'avventura educativa. Abbiamo usato il termine "avventura" di proposito. Perché educare è un cammino imprevedibile: non basta attuare il programma, o inserire il navigatore satellitare, occorre rimodulare ogni giorno il rapporto con l'alunno, e comunicare - con forme sempre nuove e appropriate - la passione per la vita e per lo studio. Lo studente «ribelle» non è, anzitutto, un «disturbo» per la classe o un rompiscatole da eliminare; spesso è, invece, il portatore di una domanda che chiede di essere ascoltata, di una insoddisfazione verso il conformismo dominante. Insegnare non è facile, soprattutto oggi. Il prof non ha più dalla propria parte le famiglie (che esercitano stabilmente il ruolo di sindacato dei figli), né la società. Basta citare un caso: Gela, scuola media San Francesco. Qui si sono verificati - come documentiamo - episodi gravi di bullismo, perfino l'incendio di un'aula. Ma neanche il tre in condotta nella pagella ha smosso le famiglie. Figurarsi gli studenti. E allora che si fa? La risposta più facile è rassegnarsi a espellere dalla scuola i ribelli. Ma questo, alla lunga, porta i prof a tirare i remi in barca. Nel nostro viaggio nelle scuole siciliane abbiamo trovato, però, anche insegnanti che non hanno gettato la spugna, e che - a costo di gravi sacrifici personali - continuano a educare e a punire ove occorra, ma che considerano un fallimento della propria opera giudicare un ragazzo irrecuperabile. Per questo le provano tutte per "salvare" i loro studenti, certi che un alunno espulso dalla scuola, risulterà - soprattutto nelle nostre zone - facile preda del crimine organizzato. Sì, accade anche questo in Sicilia. Il 5 in condotta sarà pure un "paletto" necessario, ma finora non risulta che sia servito a recuperare un solo ragazzo.

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Ecco le Eurocandidate per il Pdl: Matera, Comi e Ronzulli. In corsa per Strasburgo (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 01-05-2009)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Ecco le Eurocandidate per il Pdl: Matera, Comi e Ronzulli. In corsa per Strasburgo Posted By redazione On 30/4/2009 @ 13:17 In Headlines | 1 Comment E alla fine ne rimase solo una: [1] Barbara Matera. Sarà lei l'unica candidata del Pdl, proveniente dal mondo dello spettacolo. Delle altre paventate veline, neanche l'ombra. E i vertici del Pdl negano con forza che nella scelta dei nomi abbia pesato [2] lo sfogo di Veronica Lario che ha attaccato senza mezzi termini le indiscrezioni di questi giorni definendo alcune candidature "ciarpame senza pudore". L'ex annunciatrice Rai è candidata alle elezioni del 6 e 7 giugno al Sud (è all'ottavo posto della lista). Nella stessa circoscrizione ci sarà anche il leader dell'Udeur [3] Clemente Mastella (che sta proprio davanti a lei, alla settima posizione). Subito dopo il capolista Silvio Berlusconi c'è anche l'eurodeputato Salvatore Tatarella (in quota An). Seguiti da Raffaele Baldassarre, Giuseppe Gargani e Franco Malvano. Nella circoscrizione elettorale nord-occidentale, dopo il Cavaliere capolista è Ignazio La Russa l'unico ministro del Pdl in corsa per le europee. In tutto sono 19 nomi. Subito dopo il coordinatore del Pdl, al terzo posto c'è l'attuale vicepresidente del Parlamento Ue Mario Walter Mauro. In testa di lista anche Cristiana Muscardini (quota An) e l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. Seguono Valentina Aprea, Fabrizio Bertot, Vito Bonsignore, Elena Centemero. Al decimo posto c'è Maristella Cipriani, poi la giovanissima Lara Comi classe '83 (stimatissima dal Cavaliere, ex bocconiana e per un soffio non eletta alla Camera lo corso aprile), Roberta Della Vecchia, Isabella De Martini, Carlo Fidanza (An), Giuseppe Menardi, Nicola Orsi. Al 17esimo posto figura Laura Ravetto, responsabile del settore nazionale del Pdl propaganda-immagine-comunicazione, Licia Ronzulli e Iva Zanicchi (euroeputata uscente). "La Matera ha fatto la presentatrice in Rai, non mi pare un titolo per l'esclusione dalle liste elettorali. Certo, non è bella come Sassoli, non è un velino come lui", dice Ignazio La Russa, presentando le liste e non risparmiando una "stoccata" al Pd, che ha candidato per le europee [4] il celebre mezzobusto del Tg1, a proposito della [5] polemica sulle candidate del Pdl. E poi via alla lettura dei curricula delle donne in corsa per l'europarlamento, con il coordinatore del Pdl che si sofferman anche sui nomi finiti al centro delle cronache: "Laura Comi si è diplomata con il massimo dei voti ed ha una laurea con lode. E qualcuno si è azzardato a dire che è una velina", ha spiegato La Russa. "Mi scuso se non abbiamo potuto dare materiale per il gossip, lo dico ai giornali scandalistici" ha detto La Russa "Ai giornali che si occupano di politica chiedo di mettere la parola fine sul gossip di questi giorni". Nel presentare alla stampa i candidati, anche gli altri due coordinatori del Pdl hanno decisamente negato che fosse necessario depennare qualche nome, sulla scia delle parole della signora Berlusconi: "C'è stata una campagna di disinformazione, farcita di falsità palesi" e "si sono fatte polemiche sull'inserimento delle cosiddette veline: è tutto falso", ha attaccato [6] Sandro Bondi. In qualche modo, però, La Russa riconosce che alcuni dei nomi usciti nei giorni passati non erano del tutto inventati: "Quando si preparano le liste si raccoglie tutto e il contrario di tutto", ha detto, bollando come "spocchioso razzismo" l'idea di scartare chiunque a priori in ragione del lavoro che fa. In ogni caso, ha aggiunto il ministro della Difesa, "i curricula delle candidate" dimostrano che nulla di quanto scritto alla fine sia arrivato: per questo, ha aggiunto, "chiedo alla stampa di mettere fine a questo gossip". E così, in conclusione, l'unica del mondo dello spettacolo a trovare posto nelle liste (ottava nella circoscrizione 'sud') è stata proprio la Matera. Nata a Lucera (Foggia), classe '81, la bionda ex annunciatrice della Rai ha avuto anche dei ruoli in alcuni film, ma è comunque laureata in scienze della formazione primaria. Tutt'altra formazione per altre due giovani candidate: Lara Comi e Licia Ronzulli. La prima, nonostante la giovane età, ha già una discreta esperienza. Nata nell'83 a Garbagnate, è laureata in economia delle imprese alla Cattolica di Milano, con una specializzazione alla Bocconi ed è stata assistente di Mariastella Gelmini e coordinatrice di Forza Italia giovani in Lombardia. Altrettanto corposo il corriculum di Licia Ronzulli, classe 1975, caposala e assistente di sala operatoria all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Del resto, la presenza femminile e di nuovi volti, che il Pdl vuole dare è evidente: "Nelle nostre liste è rappresentato il 40% di donne. Su 72 candidati, 33 hanno tra i 25 e i 50 anni. Abbiamo dovuto dire tantissimi no ma abbiamo lavorato bene", ha sottolineato il terzo coordinatore, Denis Verdini ."Abbiamo esaminato oltre 400 richieste di candidatura" spiega Verdini "perciò non riusciamo a capire lo svilimento di queste ore che ci fa soffrire. Abbiamo lavorato con attenzione". Per il resto le liste non presentano grandi novità, a parte la decisione di far correre [7] Ignazio La Russa, unico [8] membro del governo (Berlusconi a parte) a candidarsi: lo farò senza togliere spazio al lavoro di ministro ma congelando semmai il lavoro di coordinatore del partito, ha assicurato. È confermata poi l'esclusione di Paolo Cirino Pomicino e conseguente arrabbiatura dei piccoli partiti del Pdl che lo avevano sponsorizzato (Gianfranco Rotondi ha parlato di fatto "gravissimo"). Fra le curiosità: la presenza di [9] Giacomo Mancini, classe '72 e nipote dell'ex ministro socialista, e di [10] Nino Strano, il senatore di An non ricandidato dopo aver sfoderato champagne e mortadella in aula il giorno della caduta del governo Prodi. Moltissimi gli eurodeputati riconfermati, mentre si è snellita la pattuglia delle deputate nazionali che dovranno scegliere se volare o meno in Europa. Con questa squadra: "Il Popolo della libertà punta a ottenere 35 eurodeputati", sottolinea ancora La Russa spiegato anche che non ci sono liste bloccate visto che "su 72 candidati, quelli incompatibili sono 16. Ci sarà competizione".

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