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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Lott: gestione
dilettantesca ( da "Alto Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo i reiterati dinieghi del ministro Gelmini, ha avviato la
consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico che
hanno ratificato la designazione della Provincia. Tutto ciò andava fatto
prima». Lott conclude: «Sarebbe utile chiudere questa vicenda, gestita con
molta presunzione e una buona dose di dilettantismo dei vari assessori
provinciali.
Il Consorzio
cambia nome ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: si sta predisponendo un documento da approvare nella prossima seduta
del Consorzio, a tutela della presenza delle scuole attualmente in funzione nel
territorio e che sono a rischio di chiusura secondo il decreto
Tremonti-Gelmini. L'obiettivo è di approvare questo documento entro il 15
giugno per presentarlo alla Conferenza dei Servizi.
Monchio, salviamo
la scuola ( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha detto il sindaco - non è una presa di posizione contraria al
decreto Gelmini. Occorre solidarietà verso le scuole di montagna, va garantita
una formazione adeguata ai ragazzi. Se chiude l'istituto di Monchio "18
marzo 1944" avremo difficoltà nei trasporti (dovremo acquistare due
pulmini), dovremo allargare la scuola del capoluogo;
Scuola, Marone
perde il round ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione ai recenti indirizzi dettati dal ministro Mariastella
Gelmini per il restyling del sistema della pubblica istruzione. Una questione
di campanile Il caso, nel quale si riflettono anche antiche rivalità di
campanile, non necessariamente connesse all'oggetto della contesa
scolastico-territoriale, è stato al centro dell'udienza, in camera di
consiglio, dello scorso mercoledì.
Mille iniziative
targate Bs ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: offerto dalla Ditta Gelmini Onorino di Braone. La protezione civile di
Piancogno Si è concluso invece, domenica scorsa, il primo viaggio in Abruzzo
della Colonna Mobile del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Piancogno.
Otto volontari, partiti a bordo di tre automezzi, hanno raggiunto la zona
terremotata per consegnare alimenti e generi di prima necessità nel campo di
Paganica 4,
La scuola
privatanon è da condannare(ma nemmenoda esaltare)
( da "Secolo XIX, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che non stanno minimamente in piedi sulle capacità economiche di chi
manda i figli nelle scuole private. Chi usa le scuole private fa un favore allo
Stato. Il costo di un allievo delle scuole elementari per le casse pubbliche
era pari a 6116 euro nel 2003 secondo i dati Ocse, ora sarà sicuramente
aumentato, la retta di una scuola privata è decisamente inferiore, in media la
metà.
Quindici classi in
meno per le superiori ( da "Libertà" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini docet, il ministro ha infatti rimandato a settembre
Scuola, incontro
con i candidati sindaci ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cambiamenti che seguono alla riforma Gelmini. Per questo hanno
organizzato un incontro con i candidati sindaci. Se non ci saranno cambiamenti
la data è giovedì 21 maggio alle 21, nella sala San Martino di Tour in corso
Garibaldi. Sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza, per spronare i
candidati a riflettere sul tema scuola e a portare i loro progetti e le
proposte per Pavia.
Garlasco, la
scuola si indebolisce ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla riforma Gelmini non fa sconti il vicesindaco Santino Marchiselli,
che rispetto al circolo di Garlasco ha una preoccupazione su tutte: «Perdere un
insegnante di sostegno significa una cosa sola - dice -: a essere penalizzati
saranno studenti che partono già svantaggiati rispetto agli altri, questo è
l'aspetto più grave al di là dei tagli alle attività extradidattiche,
A VILLA MAZZOTTI
LA VETRINA DEL COMMERCIO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Trasporto offerto dal braonese Onorino Gelmini. ERBUSCO S.GOTTARDO
ENTRA NEL VIVO COL MOTORADUNO Entra nel vivo oggi la sagra di S.Gottardo a
Erbusco. Alle
salvate le scuole
cattoliche ( da "Nuova Venezia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fondamentale delle scuole paritarie le associazioni cattoliche del
mondo della scuola che non esitano a ad affermare che «è un obbligo morale dei
politici e degli amministratori quello di rispondere alle richieste della
conferenza episcopale. Rilevano come Parlamento e Governo in questo momento di
crisi economica «invece di agevolare e sostenere le istituzioni scolastiche
paritarie,
I genitori in rete
per difendere la scuola e garantire educazione
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche dalla riforma del ministro Gelmini, che ha contribuito «a
spingere i genitori a interessarsi dei problemi». Presidente è stato eletto
Pier Sante Pruccoli, vicepresidente Simone Giacobbi e segretario Giancarlo
Santoni. Dell'associazione fanno parte i genitori di bambini della scuola
materna e primaria leonine, realtà che da anni funziona con due pluriclassi,
dirigenti
scolastici incatenati il senso di una lenta ribellione - franco buccino
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è il segno della ribellione, come ha ben inteso la Gelmini. Parta
questa ribellione dai dirigenti e si estenda a tutti i docenti e al personale
della scuola, precari e di ruolo, agli studenti e alle famiglie. E dalla scuola
passi alle università e agli enti di ricerca.
scuola, tutti i
tagli delle elementari - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti i tagli delle elementari Tempo pieno e inglese: i numeri in base
alla riforma Gelmini FRANCO VANNI Niente più uscite didattiche, meno personale
per sorvegliare gli studenti all´intervallo e maestre costrette a insegnare in
più classi per tappare i buchi d´orario. Questi gli effetti dei tagli sul
numero degli insegnanti nelle scuole elementari.
le elementari
perdono 246 maestre - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini aveva garantito che non avrebbe toccato il tempo
pieno, invece almeno 150 classi in tutta la provincia avranno assegnato un solo
insegnante al posto dei due previsti». Per arrivare a coprire le quaranta ore
settimanali, quindi, sarà necessario turnare le maestre, «ma sarà un caos
organizzativo,
scuole a rischio a
chianni e lajatico ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del decreto Gelmini fa paura. Alle medie non va meglio, con un numero
di studenti chiannerini che non supera le 39 unità, mentre i
"colleghi" dell'alta Valdera sono addirittura meno, 34. Un occhio
alle carte governative, i numeri non giocano troppo a favore degli istituti
comprensivi di Lari e di Capannoli ed il rischio di una chiusura delle scuole
spaventa insegnanti e genitori.
Medie, Gelmini
bocciata dal Tar sull'inglese potenziato
( da "Unita, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese «potenziato» MARISTELLA IERVASI
L'inglese pigliatutto della Gelmini è stato bocciato dal Tar del Lazio. I
giudici amministrativi hanno accolto la richiesta di sospensiva ai fini del
riesame presentata da quasi 300 professori di seconda lingua comunitaria di
tutt'Italia,
popoli, ritorno a
scuola con polemiche ( da "Centro, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «Non lo abbiamo fatto per dare un forte segnale di ripresa e
di ritorno alla normalità», afferma l'assessore comunale ai Lavori pubblici con
delega alle scuole, Concezio Galli, «il terremoto ha sconvolto abitudini e
programmi della nostra comunità, ma stiamo lavorando per superare i problemi e
far sì che da settembre tutti gli studenti abbiamo una sistemazione adeguata»
"tempo pieno,
senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche"
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Il tempo pieno - denuncia Flc - si trasformerà in un semplice tempo
scuola, privo di contenuto educativo: le famiglie hanno bocciato il modello
Gelmini delle 24 ore, ma il governo non ha stanziato le risorse necessarie a
garantire un tempo pieno di qualità». (g.r.)
perito
aeronautico, un corso da salvare
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini l'indirizzo in costruzioni aeronautiche
confluirà infatti nell'indirizzo più ampio denominato Trasporti e logistica.
Sulla carta c'è quindi il rischio che la specificità dei periti aeronautici
venga meno, ma come ha tenuto a ribadire l'ispettore del ministero Pasquale
Russo, presente al convegno,
tre liste civiche
appoggeranno zuliani ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che dovrà essere in grado di resistere anche alle ristrettezze della
riforma Gelmini e di dare sempre servizi di alto livello ai ragazzi e alle loro
famiglie. Uniti per il Comune traccia poi le priorità future tra cui la
realizzazione delle opere previste dal piano urbano del traffico per rendere i
centri vivibili e sicuri.
elementari, alla
ricerca di una soluzione ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le disposizioni del ministro Maria Stella Gelmini e i pesanti tagli
alle scuole pubbliche, prospettata ai genitori dalla dirigente dell'Istituto
comprensivo di Cuglieri, Giovannina Cocco. La prima classe nel plesso di
Tresnuraghes infatti non raggiunge gli assurdi numeri minimi stabiliti dal
ministero, indiscriminatamente per grandi città del nord e piccoli centri di
sud e isole.
istituto
comprensivo rivolta contro i tagli della gelmini - giovanni melis
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: comprensivo rivolta contro i tagli della Gelmini GIOVANNI MELIS
DESULO. No ai tagli all'istituto comprensivo di Desulo. La posizione è netta e
non ammette repliche. Una cinquantina di persone hanno discusso il problema dei
tagli alle due scuole elementari di Desulo e di riflesso anche a quelle di
Aritzo, Belvì e Gadoni, che formano un unico istituto comprensivo della
Barbagia di Belvì.
Raccolta fondi
L'Eco-Caritas Oltre 9.000 euro dalle parrocchie
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: concordato personalmente con il ministro Maria Stella Gelmini e i suoi
funzionari la tipologia del materiale necessario», e ha fatto partire dalla
nostra provincia migliaia di diari scolastici, album da disegno, raccoglitori e
ricambi. La raccolta Eco-Caritas intanto prosegue: per chi volesse aderire, è
possibile effettuare un bonifico bancario a favore della Caritas diocesana
bergamasca,
Lott:
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini, ha avviato ex post la consultazione di figure
apicali della rappresentanza del mondo scolastico (sindacati, consiglio
scolastico, Consulte genitori e studenti) che hanno ratificato la designazione
della Provincia: «Tutto ciò andava fatto prima e mettendo a disposizione ogni
elemento utile per poter scegliere liberamente e con piena cognizione di causa
dice Lott,
Da cassiera ad
insegnante
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini del maestro unico molti insegnanti comuni, per
paura di perdere il posto, hanno chiesto di entrare nelle liste del sostegno,
quelle di cui faccio parte. Potrei slittare di molte posizioni in graduatoria e
non essere più chiamata, oppure rischio di fare supplenze brevi senza nessuna
garanzia» ha detto preoccupata.
Argomenti: Scuola
Abstract: Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie
avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi
meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola.
Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo.
CON Flavio
Delbono, sul divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di st...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie
avranno problemi per il tempo pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi
meraviglio che questo tema sia assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola.
Forse perchè è meglio tacere quello che fanno Berlusconi e il suo governo.
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti prossimi del decreto legge Gelmini, siamo convinti che
per una buona riforma siano necessarie condivisione e responsabilità da ambo le
parti », ha subito dichiarato la Ghizzoni, definendo il nuovo disegno legge:
«vorrei ma non posso». «Le attese erano altissime - ha proseguito - ma leggendo
le bozze del decreto già in circolazione (che verrà ufficializzato a maggio,
grave atto di
censura a scuola ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Iti assesta alla scuola statale un colpo anche più grave della stessa
sottrazione di risorse da destinare al finanziamento delle scuole private.
Tuttavia il prossimo anno scolastico riproporremo alle scuole della provincia
il progetto sulla Palestina al quale, se vorranno, gli insegnanti potranno
liberamente aderire, ma questa volta con la determinazione di difendere la
libertà d'
Argomenti: Scuola
Abstract: le giovani donne che sono diventate ministro di prima nomina nel
governo Berlusconi, come Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni:
all'inizio erano ingiustamente criticate da molti». E poi, cosa è successo?
«Poi hanno dimostrato con i fatti di saperci fare, hanno contribuito con il
loro talento e la loro sensibilità di donne a realizzare riforme e leggi
significative.
Affaritaliani.it
dà le pagelle a Obama">Quando gli amici diventano nemici
Affaritaliani.it dà le pagelle a Obama
( da "Affari Italiani (Online)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tempo di pagelle: il 29 aprile sono passati 100 giorni dalla elezione
di Barak Obama e, come è tradizione in America dai tempi di F.D. Roosevelt (che
similarmente si trovò suo malgrado a gestire la Grande Depressione del '29), è
il momento in cui stampa, analisti politici ed opinione pubblica assegnano i
primi voti al neo-presidente.
Saglia:
Argomenti: Scuola
Abstract: subito dopo aver affiancato il suo nome a quelli del ministro alla
Pubblica istruzione Maristella Gelmini e del sottosegretario all'Economia
Daniele Molgora, con il quale avrà rapporti frequenti, considerati i temi in
gioco. «Il primo obiettivo del Governo, del ministero e mio personale è aiutare
il Paese a uscire dalla crisi - ha rivelato Saglia -.
Paritarie
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini ha firmato il decreto, che ora dev'essere
controfirmato da Tremonti, passare al varo della Corte dei Conti, e subito dopo
andrà anch'esso in pagamento». «Non si può essere che soddisfatti riconosce
monsignor Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la
scuola e l'università della Cei ,
"La scuola è
sull'orlo del collasso"
( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché quella della Gelmini non può considerarsi tale. Così si
distruggono conoscenza e sviluppo del senso critico. Andiamo a rovinare la
scuola primaria italiana, che è tra le prime al mondo. Il peggio lo vedremo tra
qualche tempo, mi preoccupo di quelli che saranno i dati di iscrizioni alle
superiori ed all'università il prossimo anno.
MARIA PAOLA
MILANESIO ROMA. UN POSTO DA MINISTRO MICHELA VITTORIA BRAMBILLA SE LO ASPETTAVA
FIN D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro le attuali 4 (Meloni, Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini). Se la
nuova composizione dell'esecutivo è causa di fibrillazione nella maggioranza
(Brambilla non riscuote consensi unanimi), è la data del referendum elettorale,
ma soprattutto il dopo-consultazione, a dividere - anche al loro interno -
maggioranza e opposizione.
GIANLUCA SOLLAZZO
TAGLI, DOCENTI TITOLARI SOVRANNUMERARI, PRECARI SUL PIEDE DI GUERRA CON
L'UNICA... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: prima delle insidie è rappresentata dal piano tagli imposto dalla
manovra del ministro dell'istruzione Gelmini. Nell'anno scolastico ormai agli
sgoccioli a Salerno e provincia si è registrato una diminuzione di ben 875
cattedre e ad essere più colpita dalla mannaia dei tagli governativi è stata
senza ombra di dubbio la scuola primaria che ha fatto registrare un calo di 400
posti.
Vicenza in prima
linea contro la pedofilia ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il presidente della Camera Gianfranco Fini, i ministri Maria Stella
Gelmini, Mara Carfagna e Giorgia Meloni, rispettivamente per Istruzione, Pari
Opportunità e Gioventù, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il
sindaco di Roma Gianni Alemanno e Paolo Concia, deputato Pd della commissione
Giustizia.
Argomenti: Scuola
Abstract: fra cui i 952 docenti che a causa della Gelmini non hanno più futuro.
La crisi che attraversa trasversalmente tutti i settori, non risparmia il
settore delle costruzioni dove si registra nel 2008 una contrazione delle gare
d'appalto del 33% rispetto all'anno precedente. Sia il piccolo commercio che la
grande distribuzione, per effetto del calo dei consumi sono in grave
difficoltà.
La strategiadel
Argomenti: Scuola
Abstract: A pochi mesi dalla riforma Gelmini che ha reintrodotto il «cinque» in
condotta, nostra carrellata sugli istituti scolastici siciliani. Nella scuola
catanese che uno degli alunni-bulli aveva trasformato in base logistica per
organizzare le sue «imprese». Nell'istituto di Castrofilippo (Agrigento) che
accoglie tra i suoi alunni una cinquantina di «caminanti»
L'avventura
educativa ( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma neanche il tre in condotta nella pagella ha smosso le famiglie.
Figurarsi gli studenti. E allora che si fa? La risposta più facile è
rassegnarsi a espellere dalla scuola i ribelli. Ma questo, alla lunga, porta i
prof a tirare i remi in barca. Nel nostro viaggio nelle scuole siciliane
abbiamo trovato, però, anche insegnanti che non hanno gettato la spugna,
Ecco le
Eurocandidate per il Pdl: Matera, Comi e Ronzulli. In corsa per Strasburgo
( da "Panorama.it" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bocconi ed è stata assistente di Mariastella Gelmini e coordinatrice
di Forza Italia giovani in Lombardia. Altrettanto corposo il corriculum di
Licia Ronzulli, classe 1975, caposala e assistente di sala operatoria
all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Del resto, la presenza femminile e
di nuovi volti, che il Pdl vuole dare è evidente: "Nelle nostre liste è
rappresentato il 40%
( da "Alto Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
LA NOMINA Lott: gestione dilettantesca Sovrintendenza, lo
sfogo di uno degli aspiranti BOLZANO. Tullio Lott è stato in silenzio per mesi,
adesso si fa avanti per raccontare la sua versione da «candidato ombra» per la
sovrintendenza scolastica e non risparmia schiaffi a chi ha gestito la vicenda
(«dilettantismo dei vari assessori provinciali»). Il dirigente dell'istituto
comprensivo di Brunico parla di «tre errori». Si è confusa, è la critica, «la
discrezionalità con l'arbitrio: se non si procede in modo trasparente alla
comparazione del curricolo, dell'esperienza professionale, dei risultati
ottenuti, della personalità dei candidati e si impone un solo nome in via
preventiva il risultato è arbitrario». Secondo, «si considera erroneamente che
l'intesa sia un visto dovuto e non un atto negoziale di condivisione con il
ministero». E infine, accusa Lott, «fa comodo confondere la figura del
sovrintendente con un qualsiasi capo ripartizione al servizio dell'assessore provinciale
di turno. Per contro il sovrintendente è utile che continui ad essere una
figura tecnica, di alta amministrazione, il cui ruolo di garanzia è
riconosciuto da tutta la comunità». Ora si è giunti alla situazione «in cui il
presidente della giunta, dopo i reiterati dinieghi del
ministro Gelmini, ha
avviato la consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo
scolastico che hanno ratificato la designazione della Provincia. Tutto ciò
andava fatto prima». Lott conclude: «Sarebbe utile chiudere questa vicenda,
gestita con molta presunzione e una buona dose di dilettantismo dei vari
assessori provinciali. L'auspicio è che la Provincia e il governo
vogliano condividere una nomina che garantisca funzionalità e decoro alla
scuola».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Consorzio cambia nome Pieve, potrà accogliere anche
altri comuni dell'Oltrepò PIEVE DI CORIANO. Il Consorzio dei Comuni del Destra
Secchia ora si chiama Consorzio dell'Oltrepò mantovano e potrà accogliere anche
altri Comuni, oltre ai 17 'storici'. Il nuovo nome è una novità introdotta dal
nuovo statuto, che è stato approvato ieri dai sindaci. «Ci fa piacere che tutti
i consigli comunali abbiano deliberato il sì» dice il presidente del Consorzio
Alessandro Pastacci. «Sono occorsi alcuni mesi ma ci siamo arrivati e questo è
importante, perché il nuovo statuto guarda con ampio respiro e con prospettiva
al futuro dei nostri comuni». Giancarlo Ghidini, sindaco di Schivenoglia, il
Comune che ha incontrato le maggiori difficoltà ha ricordato che, in sede di
consiglio comunale, le opposizioni, mettendo in minoranza il sindaco e la
giunta, avevano approvato una modifica al testo dello statuto che il Consorzio
chiedeva di approvare, di fatto bloccando la procedura in corso per tutti i 16
comuni. «Con i chiarimenti avuti dal presidente Pastacci in seguito si sono
accorti che il loro atto non era corretto; la delibera da loro approvata è
stata revocata, quindi il consiglio ha approvato lo statuto come era stato
chiesto dal Consorzio». Prima del sì definitiva di tutti i sindaci,
all'unanimità, il presidente ha ringraziato il consiglio provinciale per aver
votato lo statuto all'unanimità. L'assemblea dei sindaci ha poi approvato il
protocollo d'intesa per lo sviluppo di un Progetto Integrato d'Area (Pia)
dell'Oltrepò, che passerà al vaglio anche della Provincia, della Curia
Vescovile e del Sistema Parchi dell'Oltrepò Mantovano e che farà capo alle
risorse messe a disposizione dall'Asse IV del Po Competitività 2007-13 della
Regione Lombardia per il territorio dell'Oltrepò Mantovano. Il Protocollo
riconosce il ruolo di capofila e coordinamento al Consorzio. Infine, come ha
spiegato il sindaco di Pieve Andrea Bassoli, si sta
predisponendo un documento da approvare nella prossima seduta del Consorzio, a
tutela della presenza delle scuole attualmente in funzione nel territorio e che
sono a rischio di chiusura secondo il decreto Tremonti-Gelmini. L'obiettivo è di approvare
questo documento entro il 15 giugno per presentarlo alla Conferenza dei
Servizi.
( da "Gazzetta di Modena,La" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Palagano. Appello del Consiglio per mantenere attiva
l'elementare con una trentina di alunni «Monchio, salviamo la scuola» Il
sindaco: «La chiusura creerebbe gravi disagi» di Marilena Buganza PALAGANO.
L'approvazione del rendiconto di gestione 2008 e il rischio di chiusura per la
scuola elementare di Monchio: questi i punti salienti trattai durante l'ultimo
consiglio comunale a Palagano. Erano in discussione il rinnovo della convenzione,
in tandem con Montefiorino e Prignano, con la Comunità Montana Appennino Ovest
per l'esercizio in forma associata di parte della funzione pianificatoria in
materia urbanistica. La delibera è passata all'unanimità così come quella che
delega all'ufficio tecnico del Comune l'individuazione delle aree fragili sul
territorio comunale per accedere ai finanziamenti per la rivitalizzazione del
tessuto commerciale. Per il capoluogo e Monchio c'è la complicazione di
individuare entro il 30 giugno porzioni di territorio ad hoc con meno di 500 e
almeno 50 abitanti. Unanimità anche sullo statuto dell'Unione dei Comuni
"Valli d'oro Dragone e Secchia", ma l'opposizione raccomanda che il
segretario sia nominato da una conferenza dei sindaci e reclama una clausola
che faccia salva la centralità dei consigli comunali. Quinto punto all'odg era
l'esame del rendiconto finanziario di gestione 2008. «L'avanzo di 11.263 euro -
ha detto il sindaco - in tale momento di difficoltà economica rappresenta un
traguardo importante, raggiunto grazie alle regole di buona amministrazione
osservate e senza effettuare operazioni ad alto rischio». L'opposizione si è
astenuta. La discussione si è poi incentrata sul rischio paventato di chiusura
dell'istituto scolastico di Monchio che ha materna (16 bimbi) ed elementare
(una trentina). «Il mio è un ragionamento serio col dirigente scolastico e
l'assessore all'istruzione - ha detto il sindaco - non è
una presa di posizione contraria al decreto Gelmini. Occorre solidarietà verso le scuole di montagna, va garantita
una formazione adeguata ai ragazzi. Se chiude l'istituto di Monchio "18
marzo 1944" avremo difficoltà nei trasporti (dovremo acquistare due
pulmini), dovremo allargare la scuola del capoluogo; dov'è il risparmio?
Tutto ciò per tagliare 8 o 10 ore di scuola e un insegnante? Questo ho detto al
dirigente scolastico e in sede istituzionale faremo un incontro con lui e la
popolazione di Monchio. Monchio è in posizione strategica, non ci sono altri
plessi scolastici, è una frazione con 500 abitanti, la mia lotta è per la
centralità di questa scuola. Sono contrario anche alla chiusura della paritaria
ecclesiastica». Il capogruppo dell'opposizione Luigi Marcucci ha chiesto di
mettere ai voti nel prossimo consiglio un ordine del giorno congiunto sulla
questione.
( da "Giornale di Brescia" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:la provincia Scuola, Marone perde il round Bocciata la richiesta del
Comune di bloccare lo spostamento della sede direzionale scolastica del Medio
Sebino. L'istituto comprensivo si sposta così a Sale Marasino il primo dei due
Comuni (nella foto una veduta) sconfitto al Tar" title="Contesa fra
Marone e Sale Marasino sul «governo» delle scuole: il primo dei due Comuni
(nella foto una veduta) sconfitto al Tar" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090501/foto/full_brescia_294.jpg',600,317)">
Contesa fra Marone e Sale Marasino sul «governo» delle scuole: il primo dei due
Comuni (nella foto una veduta) sconfitto al Tar MARONEMarone perde il governo
delle scuole del Medio Sebino bresciano. Il quartier generale che decide e
organizza l'attività dei diversi istituti della scuola statale dell'obbligo si
trasferisce infatti a Sale Marasino, come ha deciso la Regione con la delibera
della Giunta sul riordino dei poli scolastici e come ha confermato il Tar di
Brescia che ha respinto l'istanza cautelare del ricorso del Comune di Marone
contro la decisione regionale, la quale, peraltro, dà applicazione
ai recenti indirizzi dettati dal ministro Mariastella Gelmini per il restyling del sistema della pubblica istruzione. Una
questione di campanile Il caso, nel quale si riflettono anche antiche rivalità
di campanile, non necessariamente connesse all'oggetto della contesa
scolastico-territoriale, è stato al centro dell'udienza, in camera di
consiglio, dello scorso mercoledì. Della decisione dei giudici
amministrativi - che più in là nel tempo verrà approfondita nella fase
cosiddetta di merito delle tesi contrapposte, al momento si conosce il solo
conciso dispositivo: istanza respinta. In altre parole è stata bocciata la
richiesta fatta dal Comune di Marone di sospendere immediatamente l'efficacia
della delibera di Palazzo Pirelli in modo da bloccare lo spostamento della sede
direzionale degli uffici scolastici. Ma perché si è deciso di trasferire
l'«Istituto comprensivo» (così è burocraticamente definita la somma delle
direzioni scolastiche locali) da Marone a Sale Marasino? Alcuni dei motivi che
potrebbero avere pesato nella decisione del Tribunale amministrativo sono stati
illustrati nel contraddittorio d'udienza dall'avvocato Innocenzo Gorlani che
assiste il Comune di Sale Marasino, parte resistente con la Regione nel ricorso
promosso da Marone. La posizione territoriale Principalmente, ha precisato
Gorlani, a vantaggio della scelta caduta su Sale Marasino è stata la posizione
territoriale, epicentrica rispetto ai Comuni serviti e cioè oltre a Sale
Marasino, che vanta un maggior numero di abitanti e un più ampio bacino
d'utenza, i Comuni di Zone, Sulzano, Montisola e lo stesso Marone. Ma non solo
questo. Nel confronto dei paesi interessati quasi tutti gli indici depongono,
infatti, a favore di Sale Marasino. Ad esempio il numero degli iscritti alle
scuole medie, elementari e alla scuola materna statale (l'asilo a Marone è
privato); il numero dei residenti; la migliore accessibilità rispetto alla sede
di Marone; una maggiore presenza di riferimenti e attività necessari per una
efficace ed efficiente gestione del servizio scolastico oltre ad una sede
strutturalmente adeguata al funzionamento degli uffici ed all'accoglienza del
personale docente e del personale amministrativo. Infine ha contato il
gradimento espresso da Zone, Sulzano, naturalmente da Sale Marasino e
dall'Amministrazione provinciale. Contrario, si capisce, Marone, mentre il Comune
di Montisola non si è dichiarato in modo netto. Via libera alla delibera
regionale Il Tar ha così dato via libera alla delibera della Regione. La
questione, va precisato, potrebbe comunque avere un seguito perché l'ordinanza
dei giudici di via Malta potrebbe essere appellata al Consiglio di Stato e
modificata dalla futura sentenza di merito. Ma questa, allo stato delle carte e
degli atti compiuti, appare una eventualità molto remota, se non altro perché
non si potrà non tenere conto che, dopo il passaggio delle consegne oggi
autorizzato dal Tar, i tempi di cui Sale Marasino dispone per organizzare il
nuovo quartier generale delle scuole del Medio Sebino Bresciano sono molto
stretti. Infatti forma e contenuti della nuova gestione scolastica dovranno
essere necessariamente disegnati prima dell'inizio delle prossime vacanze
estive. In sostanza, come abbiamo ricordato, la contesa fra i due Comuni ha un
oggetto valore di «battaglia» di campanile, ma accanto al comprensibile
interesse di bandiera vi è anche un primato da difendere sotto il profilo dei
servizi. La nuova sede dell'istituto comprensivo sarà ospitata nella scuola
media di Sale Marasino. esseci
( da "Giornale di Brescia" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:in primo piano Mille iniziative targate «Bs» Continua la gara di
generosità per le popolazioni dell'Abruzzo. In campo volontari e istituzioni Il
gruppo dei volontari della Protezione Civile di Piancogno al campo di Paganica
4, dove opera l'associazione Arnica di Berzo Demo BRESCIANon solo la generosa
sottoscrizione dei nostri lettori testimonia la grande partecipazione dei bresciani
nella gara di solidarietà per portare sollievo alle popolazioni abruzzesi
colpite dal terremoto. I vigili in partenza per L'Aquila Tutta una serie di
iniziative targate «Bs» continua, infatti a susseguirsi. Quattro agenti delle
polizie municipali gardesane partiranno lunedì prossimo da Desenzano e Salò
alla volta dell'Aquila. Lo conferma Carlalberto Presicci comandante della
Polizia municipale di Desenzano e presidente dell'Associazione provinciale dei
vigili urbani bresciani. Il progetto dell'Anci infatti prevede l'impiego di
agenti delle polizie municipali dei comuni fino ad ottobre. I sindacati camuni
Un'ora di lavoro per ogni dipendente e dieci euro per ogni pensionato. È quanto
invece propongono e chiedono i sindacati Cgil e Cisl di Vallecamonica-Sebino e
la Uil di Brescia e Bergamo per assumere un'iniziativa unitaria e raccogliere
fondi in aiuto delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Le tre sigle
hanno così aperto un conto corrente (n. 19999, iban
IT71L0324454441000000019999) presso la filiale di Darfo della Banca di
Vallecamonica, sul quale fare confluire i fondi raccolti. La sottoscrizione è
volontaria: per i lavoratori la trattenuta sarà fatta in busta paga con la
mensilità del mese di aprile-maggio, mentre i datori di lavoro potranno
assumere analoga iniziativa insieme alle rispettive maestranze. Gli Alpini di
Terzano Ieri 30 Aprile 2009, dalla sede del Gruppo Alpini di Terzano, è partito
il carico di 70,00 q.li di viveri raccolti per i Terremotati. L'operazione è
stata possibile grazie all'impegno dei Gruppi di Terzano ed Angone nonché di
alcuni Amici della Franciacorta. La destinazione è il Campo Globo di Coppito ed
il trasporto è offerto dalla Ditta Gelmini Onorino di Braone. La protezione
civile di Piancogno Si è concluso invece, domenica scorsa, il primo viaggio in
Abruzzo della Colonna Mobile del Gruppo Comunale di Protezione Civile di
Piancogno. Otto volontari, partiti a bordo di tre automezzi, hanno raggiunto la
zona terremotata per consegnare alimenti e generi di prima necessità nel campo
di Paganica 4, dove si trovano già ad operare i Volontari de L'Arnica di
Berzo Demo impegnati nella gestione della mensa. Per continuare ad aiutare, la
Protezione Civile di Piancogno, promuove una raccolta fondi che si terrà da
oggi al 3 maggio presso la Fiera dei Fiori di Piancogno e tutto il ricavato
sarà devoluto per l'acquisto di materiale e consegnato direttamente dai
Volontari di Piancogno. I comuni di Roncadelle e Pisogne D'accordo con
l'Associazione Comuni Bresciani e la Provincia di Brescia, è stata promossa a
Roncadelle una raccolta-fondi che poi verrà gestita di concerto con la
Protezione Civile provinciale. Chi è interessato può effettuare un versamento
sul conto corrente Banco di Brescia (filiale 29 di via Cefalonia
( da "Secolo XIX, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
La scuola privatanon è da
condannare(ma nemmenoda esaltare) Le autorità tributarie non hanno proprio più
alcun ritegno e per dimostrarlo hanno pensato bene di andare a incolpare di
evasione fiscale coloro che mandano i figli in scuole private. Se ti puoi
permettere la scuola privata allora sei un ricco e se
sei un ricco devi pagare le imposte perché sicuramente sei un evasore, non
perché lo sei veramente ma perché l'ho deciso io. Se si abbassano a certe
elucubrazioni mentali, e perdere tempo all'inseguimento di fantasmi, vuol
proprio dire che l'evasione fiscale non esiste al contrario di quello che si
pensa in giro. Chiunque abbia un minimo di buon senso prima di inerpicarsi in
operazioni al limite dell'impossibile si preoccuperebbe di iniziare a svolgere
i compiti più semplici. Ci sono centinaia di miliardi di euro di redditi evasi
che si possono recuperare in maniera semplicissima e questi vanno a costruirsi
congetture che non stanno minimamente in piedi sulle
capacità economiche di chi manda i figli nelle scuole private. Chi usa le
scuole private fa un favore allo Stato. Il costo di un allievo delle scuole
elementari per le casse pubbliche era pari a 6116 euro nel 2003 secondo i dati
Ocse, ora sarà sicuramente aumentato, la retta di una scuola
privata è decisamente inferiore, in media la metà.
Allo Stato converrebbe chiudere tutte le scuole pubbliche e pagare la retta a
tutte le famiglie italiane, risparmierebbe un sacco di soldi e introdurrebbe
quella meritocrazia tra il personale docente che nella scuola
statale è sempre stata tenuta fuori dalle aule. Enrico Venerato E-MAIL
01/05/2009 Rispondo a questa lettera anche se nel frattempo le cose sono un po'
cambiate: l'Agenzia delle Entrate ha precisato che il nuovo redditometro non
intende equiparare le scuole private a un "genere di lusso". Rispondo
perché in essa ci sono alcuni pregiudizi a mio avviso perniciosi. Uno è che il
redditometro non "incolpa" di evasione fiscale: è uno strumento che
serve a scandagliare redditi dichiarati che sembrano troppo bassi in rapporto
al tenore di vita (e mandare i figli a una scuola privata
costa, spesso molto). Un altro è che la scuola pubblica
sia comunque peggiore di quella privata: non è vero,
ce ne sono ottime fra le prime e pessime fra le seconde (ce ne sono alcune che
funzionano come diplomifici, non esattamente un complimento). Un terzo è che
solo nella scuole private esiste la meritocrazia: detto che è un criterio
abbondantemente assente dalle scuole italiane di ogni ordine e grado, va
aggiunto che anche nelle private si trova di tutto. Parlo per esperienza
diretta. Dalle elementari al liceo ho frequentato istituti parificati di
eccellente livello. Ne sono molto contento. Ma accanto a professori molto
preparati, ho incrociato anche diversi mediocri esponenti della categoria.
01/05/2009
( da "Libertà" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Quindici classi in meno per le superiori L'Usp conferma ai
sindacati il taglio di 28 posti. Tribi: a rischio diritto allo studio Alle
superiori la riforma può attendere (Gelmini docet, il ministro ha infatti rimandato a settembre
( da "Provincia Pavese, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
IL COMITATO GENITORI-INSEGNANTI Scuola, incontro con i
candidati sindaci PAVIA. Il comitato genitori e insegnanti per la scuola
continua la mobilitazione. Impegnati a mantenere vivo l'interesse nei confronti
della scuola e dei cambiamenti che seguono alla riforma Gelmini. Per questo hanno organizzato un
incontro con i candidati sindaci. Se non ci saranno cambiamenti la data è
giovedì 21 maggio alle 21, nella sala San Martino di Tour in corso Garibaldi.
Sarà un incontro aperto a tutta la cittadinanza, per spronare i candidati a
riflettere sul tema scuola e a portare i loro progetti e le proposte per Pavia.
Il comitato nato nei giorni dell'Onda, per dare forza al «no» alla riforma Gelmini, unendo la voce dei genitori e quella degli
insegnanti, si è allargato e ha coinvolto un numero crescente di famiglie. Un
comitato che ha mosso i primi passi via Internet, con il blog
(genitoriperlascuola.blogspot.com), con il passaparola, e con i banchetti in
piazza per la raccolta di firme, un'iniziativa che si è estesa a tutte le
scuole di Pavia. Fino alle riunioni e all'organizzazione di incontri, come
quello con il pedagogista Frabboni. (ma.br.)
( da "Provincia Pavese, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Garlasco, la scuola si indebolisce Le elementari perdono
quattro insegnanti Per effetto dei tagli a rischio i laboratori GARLASCO.
Informatica, teatro, laboratori e uscite extra a rischio nelle scuole primarie
che fanno capo alla direzione didattica Poma di via Toledo. Oltre 930 alunni
tra gli istituti di Garlasco, Gropello, Dorno, Alagna, Borgo San Siro, Zerbolò
e un corpo docente che con settembre perderà 4 insegnanti (da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 01 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 17 Brevi CHIARI A
VILLA MAZZOTTI LA VETRINA DEL COMMERCIO Apre oggi a Villa Mazzotti a Chiari la
Vetrina del commercio. Inaugurazione alle 10. La rassegna sarà visitabile fino
a domenica sera. PISTE DA SCI TANTI BRESCIANI AL TROFEO TRIVENA La Val Canevaza
a due passi dalla provincia bresciana ospiterà domenica l'ottava edizione del
Trofeo Trivena. Massiccia sarà la presenza bresciana all'appuntamento che vedrà
gli appassionati fronteggiarsi nel gigante e nello snowboard. Si inizia alle
8.30. SIRMIONE «GOLOSISSIMA» I DOLCI VANNO IN PIAZZA Da oggi a domenica in
piazza J. Lennon, Colombare di Sirmione mostra mercato «Golosissima» con
cioccolato e dolciumi. MARCHENO DUE GIORNATE CON GLI ALPINI DI BROZZO
Quest'anno tocca al gruppo alpini di Brozzo ospitare da domani sera la festa
«Tutti insieme» che si aprirà nella palestra, con la proiezione di diapositive
«Gli alpini, la nostra gente». Domenica, dalla sede di Brozzo, sfilata con la
banda di Lodrino. ANGOLO TERME UN CARICO DI AIUTI PER L'ABRUZZO Nella serata di
ieri, da Terzano di Angolo è partito un carico di 70 quintali di viveri per
l'Abruzzo raccolti dal volontariato del paese e di Angone e da un gruppo di
amici della Franciacorta. I viveri andranno al Campo Globo di Coppito. Trasporto offerto dal braonese Onorino Gelmini. ERBUSCO S.GOTTARDO ENTRA NEL VIVO COL MOTORADUNO Entra nel vivo
oggi la sagra di S.Gottardo a Erbusco. Alle
( da "Nuova Venezia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
La richiesta ai politici della Conferenza episcopale del
Triveneto «Salvate le scuole cattoliche» «Necessario trasformare i nostri
istituti in fondazioni regionali» Convegno a Padova sulla parità scolastica e
formativa, l'autonomia e il federalismo Che - sottolinea Mattiazzo attraverso
le parole del suo vicario monsignor Franco Costa- «provocherebbe
l'impoverimento non solo della Chiesa, ma della società civile, delle famiglie
e del bene comune a seguito della progressiva chiusura delle scuole paritarie dell'infanzia».
Per questo Mattiazzo ha chiesto e sollecitato a eminenti giuristi uno studio ad
hoc, per un'eventuale proposta di legge regionale: ieri mattina durante il
dibattito che ha chiuso la conferenza sulla scuola
sono state illustrate le linee guida di un progetto che attende di essere
definito in termini più appropriati. Il succo della proposta è la
trasformazione delle scuole d'infanzia paritarie in fondazioni regionali. Una
soluzione per accedere direttamente ai contributi messi a disposizione da Palazzo
Balbi. Monsignor Costa delinea i contorni del provvedimento: «Con il
riconoscimento di scuole o centri dell'infanzia regionali le Fondazioni
potranno presentare istanza e divenire destinatarie dirette dei bonus regolati
dalla legislazione regionale». I buoni famiglia andrebbero a beneficio di ogni
alunno evitando il passaggio attraverso i Comuni che, secondo Costa, sarebbero
sollevati da una notevole mole di adempimenti, in una situazione economica
tutt'altro che propizia. Un bonus che secondo la proposta di Mattiazzo sarebbe
più o meno consistente a seconda del reddito della famiglia. E i parametri? E'
presto detto, potrebbero ricalcare il modello del ticket sanitario. A sostenere
il ruolo fondamentale delle scuole paritarie le
associazioni cattoliche del mondo della scuola che non esitano a ad affermare che «è un obbligo morale dei
politici e degli amministratori quello di rispondere alle richieste della
conferenza episcopale. Rilevano come Parlamento e Governo in questo momento di
crisi economica «invece di agevolare e sostenere le istituzioni scolastiche
paritarie, che fanno risparmiare denaro pubblico, ne riducono i già
esigui finanziamenti, portando al collasso le scuole non statali». Si chiedono
poi dove i Comuni, le Province e lo Stato potrebbero reperire risorse per
rimpiazzare le scuole paritarie costrette a chiudere quando in Veneto l'84 per
cento del fabbisogno nel settore educativo infantile è coperto dalle scuole
Fism (federazione italiana scuole materne). Anche Claudio Piron, assessore alle
Politiche scolastiche, lancia una proposta a fronte di quelle che non esita a
definire «amputazioni» alla scuola. Conti alla mano
analizza la situazione delle scuole d'infanzia nel Comune di Padova: 45
paritarie, 11 statali ed altrettante comunali. «Paritarie e comunali unite
avrebbero un peso importante, in grado di fare la differenza dal momento che
rappresentano il 90 per cento del totale. Uniamoci per contare di più». Piron
dà risposte a chi nel corso del convegno si è chiesto quali siano gli interlocutori
cui rivolgersi per far fronte al proprio disagio: «E' la politica a dover
soccorrere la scuola. La riforma in atto si basa su
criteri finanziari e non pedagogici. I danni che stiamo subendo ora
diventeranno macroscopici tra qualche anno. Dobbiamo correre ai ripari fin
d'ora unendo le nostre forze contro chi alla scuola
non fa altro che togliere». (Fabiana Pesci) PADOVA. Aiutateci a non morire.
L'appello per salvare le scuole paritarie giunge dalla Conferenza episcopale
triveneta. «Il problema delle scuole paritarie in alcune aree del Triveneto
resta problematico e per le scuole dell'infanzia è particolarmente acuto. Tante
realtà locali continuano a soffrire la carenza di fondi sicuri, ma non ancora
erogati ed incerti». Lo sottolinea a chiare lettere Cesare Nosiglia, vescovo di
Vicenza e delegato per la scuola della Cet. Ed il
vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, indica la strada per la soluzione di un
problema.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 20 I genitori in rete per
difendere la scuola e garantire educazione SAN LEO NASCE UN'ASSOCIAZIONE
ATTENTA AI DELICATISSIMI PROBLEMI DELL'ISTRUZIONE SAN LEO, i genitori fanno
«rete» per difendere la scuola e «garantire la qualità dell'educazione e della
crescita dei propri figli». È nata l'associazione Genitori Scuola San Leo, ed è
una novità per il territorio, in parte «favorita» anche
dalla riforma del ministro Gelmini, che ha contribuito «a spingere i genitori a interessarsi dei
problemi». Presidente è stato eletto Pier Sante Pruccoli, vicepresidente Simone
Giacobbi e segretario Giancarlo Santoni. Dell'associazione fanno parte i
genitori di bambini della scuola materna e primaria leonine, realtà che da anni
funziona con due pluriclassi, bambini di età diversa nella stessa aula
con lo stesso insegnante. Perché questa associazione a San Leo, dove il 6
giugno si vota per le amministrative? No al taglio del presidio scolastico, no
- rilancia Pruccoli - «alla politica che elegge la ragioneria come metodo
esclusivo di governo». L'intenzione di «Genitori Scuola» è di mettersi in rete
con altre realtà, cercando soluzioni e collaborazione con Amministrazione
Scolastica e Istituzioni: «le situazioni virtuose non mancano» fa sfoggio di ottimismo
il presidente. m. c.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Napoli DIRIGENTI SCOLASTICI INCATENATI IL
SENSO DI UNA LENTA RIBELLIONE FRANCO BUCCINO ono giunti anche dalla Campania i
dirigenti scolastici che la settimana scorsa si sono incatenati davanti al
ministero della Pubblica istruzione di viale Trastevere. Sono colleghi seri e
stimati, che mai avrebbero partecipato a cuor leggero alla clamorosa
iniziativa. Che cosa li ha costretti con gli altri a questa insolita
performance? In verità, di questi tempi sono incatenate e schiavizzate le
scuole. Impossibilitate a svolgere la loro missione dal governo, che per
risparmiare non esita a colpire istruzione e ricerca con tagli insostenibili di
risorse umane e finanziarie. Sono bloccate e incatenate le scuole nella loro
marcia verso un´autonomia piena, l´autonomia di rispondere alle esigenze e alle
domande dei ragazzi e dei territori in cui vivono. Ma di tutto questo parliamo,
scriviamo e protestiamo tutti i giorni. La gente è rimasta colpita dal fatto
che si sono incatenati i dirigenti scolastici. Si sarebbe aspettata che lo
facessero altri. I precari, che ormai si rassegnano a non lavorare senza
neanche poter contare su ammortizzatori sociali seri. I docenti, che
mortificati nella loro professionalità si apprestano a coprire le ore delle
classi: senza progetto collegialmente elaborato e gestito, come in una scuola
senz´anima. Gli studenti, che avvertono sulla loro pelle l´impoverimento
qualitativo della scuola e temono un futuro ancora più incerto. Le famiglie,
che vedono le loro richieste di tempi scuola potenziati e progetti didattici
arricchiti puntualmente respinte. Invece no, si sono incatenati i dirigenti.
Quelli che la gente chiama ancora "signor preside", come chiama
"eccellenza" i prefetti, i generali e i presidenti dei tribunali.
Quelli che nelle scuole rappresentano lo Stato, o meglio i provveditori, il
direttore regionale, il ministro, delle cui disposizioni sono i fedeli
esecutori ("la solita, puntuale collaborazione" la chiamano). Quelli
che in certi momenti nella scuola diventano controparte di tutti: degli
studenti, dei docenti e del restante personale. Chi si è incatenato davanti al
ministero ha un´altra idea del dirigente scolastico. Idea che trae fondamento e
si incardina nella scuola autonoma, la scuola della repubblica. Con una bella
espressione, mutuata dal linguaggio sindacale, il suo ruolo si definisce
"confederale", perché si deve spendere a far rispettare nella sua
scuola i diritti della collettività e quelli dei singoli. Purtroppo non la
pensano così tutti i dirigenti. Ancora troppi prendono le distanze dalle loro
scuole. Si accontenterebbero di stare a scuola in nome e per conto
dell´amministrazione. Si sentono ringalluzziti da alcuni provvedimenti del
ministro che sembrano ridare alla scuola l´antica serietà. E pensano di
recuperare per decreto quell´autorevolezza che gli può venire solo per
riconoscimento delle componenti scolastiche. Sperano di ottenere per la loro
fedeltà l´equiparazione economica alle altre dirigenze. Ma negli ultimi tempi
anche loro stanno entrando in crisi nonostante il sostegno e il controllo di
associazioni corporative e filogovernative. Neanche loro hanno un euro per i
supplenti, le visite fiscali, le spese di funzionamento. E, se pure
tardivamente, cominciano a pentirsi. Allora il gesto di incatenarsi dei dirigenti
scolastici assume una grande valenza politica. è il segno
della ribellione, come ha ben inteso la Gelmini. Parta questa ribellione dai dirigenti e si estenda a tutti i
docenti e al personale della scuola, precari e di ruolo, agli studenti e alle
famiglie. E dalla scuola passi alle università e agli enti di ricerca.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Milano I dati ufficiali del Provveditorato
per il prossimo anno, i direttori didattici dovranno rinunciare a 246 maestre
Scuola, tutti i tagli delle elementari Tempo pieno e
inglese: i numeri in base alla riforma Gelmini FRANCO VANNI Niente più uscite didattiche, meno personale per
sorvegliare gli studenti all´intervallo e maestre costrette a insegnare in più
classi per tappare i buchi d´orario. Questi gli effetti dei tagli sul numero
degli insegnanti nelle scuole elementari. Fra Milano e provincia l´anno
prossimo ci saranno in cattedra 246 maestri in meno, nonostante il numero degli
studenti sia cresciuto e sia aumentata anche la richiesta per il tempo pieno,
scelto in città dal 99 per cento delle famiglie. Un ridimensionamento della
scuola pubblica milanese, imposto dall´ultima Finanziaria, che i sindacati
definiscono «drammatico e senza precedenti». SEGUE A PAGINA III
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano Le elementari perdono 246 maestre Tempo
pieno e inglese, la mappa dei tagli in arrivo nel milanese I sindacati: via 700
insegnanti alle medie e 400 alle superiori Gli specialisti di lingua per i più
piccoli calano da
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Empoli Scuole a rischio a Chianni e Lajatico
Iscrizioni in calo: allarme tra genitori, insegnanti e amministratori CHIANNI.
Otto bambini nella futura prima elementare di Chianni. Una decina in quella di
Lajatico. Il trend delle iscrizioni cala e la falce del
decreto Gelmini fa paura.
Alle medie non va meglio, con un numero di studenti chiannerini che non supera
le 39 unità, mentre i "colleghi" dell'alta Valdera sono addirittura
meno, 34. Un occhio alle carte governative, i numeri non giocano troppo a
favore degli istituti comprensivi di Lari e di Capannoli ed il rischio di una
chiusura delle scuole spaventa insegnanti e genitori. «La riforma
prevede l'accorpamento dei plessi con un numero di alunni inferiore ai 45 alle
medie e di 50 alle elementari, quindi la nostra media in questa ottica potrebbe
essere soppressa, sicuramente non il prossimo anno scolastico grazie alla
deroga. Le grosse incertezze sono per il futuro, tra 2 anni», si fa interprete
dell'agitazione complessiva di famiglie e docenti Fedora Fabbri, della Rsu
dell'istituto di Chianni. Nei mesi scorsi, sono stati tanti gli incontri tra
gli insegnanti, il Comune e il comitato dei genitori sull'argomento. Un modo
per sviscerare le reali possibilità o meno di soppressione della scuola
secondaria (monosezione), con tre classi che vanno dalla prima alla terza.
«Nella riorganizzazione del governo - continua la sindacalista - si parla di
accorpamenti. Nel nostro caso, i ragazzi sarebbero costretti a ripiegare su
Casciana Terme con un immancabile sovraffollamento delle classi, con tutti i
problemi e connessi alla sicurezza. Le scuole si ritroverebbero a dover
ampliare le aule, per garantire gli spazi che spettano per legge ad ogni
studente». Non manca di fare una riflessione sull'eventuale taglio di
insegnanti, come conseguenza del cambiamento. «Diminuendo le ore delle varie
materie (per quanto riguarda lettere, ad esempio, si passerebbe da
( da "Unita, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Medie, Gelmini bocciata dal Tar sull'inglese «potenziato» MARISTELLA IERVASI
L'inglese pigliatutto della Gelmini è stato bocciato dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi
hanno accolto la richiesta di sospensiva ai fini del riesame presentata da quasi
300 professori di seconda lingua comunitaria di tutt'Italia, dicendo
chiaro e tondo al ministro dell'Istruzione che è sicuramente «illegittimo» che
una scuola pubblica faccia only english, impedendo anche ad una sola famiglia
di far studiare al figlio la lingua di Stendhal, Goethe o Cervantes. Come si
ricorderà, Gelmini maestra unica con la circolare
sulle iscrizioni, la n.4 del 15 gennaio scorso, ha deciso che la scuola media
deve «parlare» solo inglese. Il troppo stroppia Viale Trastevere ha proposto
così, delegando alle famiglie la scelta, la messa in liquidazione
dall'istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria. La Gelmini punta infatti all'inglese «monopolio» linquistico
con 5 ore settimanali invece che le attuali 3, lasciando facoltative le 2 ore
di altre lingue straniere purché vi sia «organico disponibile» e non si crei
«esubero» dei docenti di francese, spagnolo e tedesco. Ma c'è di più. Il
provvedimento in questione è stato anticipato in assenza del decreto della
Presidenza della Repubblica che a tutt'oggi non è stato emanato. Un modus
operandi che l'amministrazione Gelmini ha adottato
anche per il decreto interministeriale sugli organici che non è definitivo,
idem per le nuove norme sul voto in condotta, la
circolare sulle iscrizioni nonché per i libri di testo. La prossima settima
potrebbero esserci quindi altre sorprese di stop per la maestra unica. Giovedì
7 maggio il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso della Flc-Cgil sugli
organici che il sindacato della Conoscenza ha impugnato chiedendo la
sospensiva. Ed è atteso un pronunciamento anche sul ricorso ricorso presentato
da un gruppo di prof milanesi per quanto riguarda i libri di testo. Soddisfatti
i docenti di seconda lingua comunitaria, dopo la motivazione dell'ordinanza
n.1590/09 del Tar. Che precisano: «Non siamo contrari all'inglese potenziato -
spiegano Filippo Perini, docente a Firenze e Giacomo Bartoletti di Montecatini.
Entrambi insegnano spagnolo - purchè però questa scelta non ricada a discapito
di altre discipline». Anche perché 5 ore settimanali di inglese (e neppure con
lo stesso insegnante) non possono avere lo stesso peso di 5 ore di Lettere o di
Matematica e Scienze. E via dicendo. Confusione Nelle scuole la confusione
regna sovrana. Anzi, dopo il pronunciamento del Tar sulla seconda lingua
comunitaria tutti i disagi dei presidi stanno venendo al pettine. Gli uffici
scolastici infatti stanno fornendo agli istituti la dotazione organica e nelle
tabelle figurano anche i numeri delle classi prime alle medie che si avvalgono
dell'inglese potenziato. Ci sono scuole ad esempio, come in provincia di
Pistoia e Montecatini, che hanno deciso formare solo classi di inglese,
lasciando fuori le altre lingue. Cosa accade adesso? Di certo il ministero
dell'Istruzione è chiamato a correre ai ripari. Dovrà quantomeno riesaminare la
situazione e vigilare su come saranno formati gli organici. Mimmo Pantaleo,
segretario della Flc-Cgil: «Le scelte della Gelmini
sulla seconda lingua comunitaria vanno contro l'Europa. È una scelta anacronistica.
La mobilitazione non è vero che non serve a nulla. Le improvvisazioni della Gelmini danneggiano la scuola pubblica. Non non sono
conforme alle leggi. Non si può con un regolamento mettere in discussione un
impianto legislativo». La Gelmini scivola sull'inglese
potenziato: fermata dal Tar del Lazio. Ha reso obbligatorio una misura in
assenza di un decreto del Presidente della Repubblica. In arrivo uno stop anche
sugli organici dei docenti alle scuole?
( da "Centro, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'assessore Galli: «Così cerchiamo di tornare alla
normalità dopo il sisma, siamo al lavoro per superare i problemi» Popoli,
ritorno a scuola con polemiche Disagi per i mille studenti, ospitati in spazi
spesso inadeguati POPOLI. Il popolo dei mille studenti di Popoli e del
circondario è tornato tra i banchi dopo la pausa e i disagi causati dal
terremoto. Ma lo ha fatto tra mille polemiche. La paura è ancora tanta, ma sono
gli spazi inadeguati e le lezioni con orari e in sedi "speciali" a
creare le maggiori difficoltà. Le tre classi della scuola dell'infanzia di via
Buozzi sono state sistemate nell'oratorio parrocchiale della chiesa Santa Maria
della Pace, nella zona Peep, e seguono le lezioni dalle ore 8.30 alle 13, senza
il servizio di refezione. Stessi orari e nessuna mensa per i bambini della
scuola dell'infanzia di via Tiburtina, che però sono rimasti nella loro sede, ritenuta
in parte agibile. Le dieci classi delle elementari «Giuseppe Paolini», invece,
vanno a scuola di pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 18.30 e sono così
distribuite: 1ªA e 1ªB, 3ªA e 3ªB nella scuola di via Tiburtina; 2ªA e 2ªB
nell'oratorio del Peep. Le quarte e le quinte, invece, ospiti del liceo
scientifico, dopo le polemiche sollevate da alcuni genitori, saranno spostate
nella scuola di via Tiburtina con orario mattutino. Le sette classi delle
medie, stanno invece seguendo lezioni pomeridiane al liceo scientifico. Infine,
le scuole superiori «Amedeo Di Savoia», Ipsia e liceo scientifico, vista
l'inagibilità totale dell'istituto professionale, sono entrambe ospitate nelle
struttura liceale. Insomma una situazione di piena emergenza che gli amministratori
comunali hanno voluto affrontare, pur nella consapevolezza di poter chiudere
l'anno scolastico già dal 6 aprile, come consentito dal decreto Gelmini. «Non lo abbiamo fatto per dare
un forte segnale di ripresa e di ritorno alla normalità», afferma l'assessore
comunale ai Lavori pubblici con delega alle scuole, Concezio Galli, «il
terremoto ha sconvolto abitudini e programmi della nostra comunità, ma stiamo
lavorando per superare i problemi e far sì che da settembre tutti gli studenti
abbiamo una sistemazione adeguata». è in arrivo anche una tensostruttura
che sarà istallata dalla Protezione civile nel parcheggio della piscina
comunale, dove da settembre saranno sistemate le elementari per permettere la
ristrutturazione e la messa in sicurezza dello storico edificio scolastico
Paolini, ritenuto in parte agibile. Quella parte, che comprende scuole medie e
materne di via Buozzi, ospiterà anche i seggi delle prossime elezioni. Tanti
disagi, ma anche qualche piccolo vantaggio per gli studenti e le loro famiglie:
tutti i ragazzi che avevano acquistato l'abbonamento per il mese di aprile
saranno esentati dal pagamento dello scuolabus e la retta dell'asilo sarà
ridotta del 50 per cento. Silvia Lattanzio
( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Firenze La Flc-Cgil "Tempo pieno, senza
le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche" L´annuncio lo
aveva dato alcuni giorni fa il direttore dell´ufficio scolastico regionale
Cesare Angotti: tutte le richieste per il tempo pieno, nelle scuole elementari
toscane, saranno accolte. Ma i problemi, per la Flc-Cgil, non sono finiti: con
un aumento di 1.800 alunni previsto per il prossimo anno scolastico a fronte di
una riduzione di 445 insegnanti (364 posti tagliati più 48 «recuperati»
dall´innalzamento del numero di alunni per classe) per la scuola primaria
significherà la fine delle compresenze, ovvero la presenza contemporanea di due
insegnanti per 4 ore alla settimana, indispensabile secondo il sindacato per
svolgere laboratori, materie alternative alla religione cattolica (richieste
dal 30 al 50 per cento delle famiglie) e altre attività, come le gite
scolastiche. «Il tempo pieno - denuncia Flc - si
trasformerà in un semplice tempo scuola, privo di contenuto educativo: le
famiglie hanno bocciato il modello Gelmini delle 24 ore, ma il governo non ha stanziato le risorse
necessarie a garantire un tempo pieno di qualità». (g.r.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Si sta lavorando a una bozza da consegnare al ministero.
Esibizioni ridotte dopo l'intervento delle forze dell'ordine Perito
aeronautico, un corso da salvare L'obiettivo del Malignani che ha riunito a
Campoformido molte scuole italiane Salvare e, anzi, rafforzare il corso di
perito aeronautico negli istituti tecnici. Consentendo agli studenti di
ottenere al termine dei cinque anni di studio la Licenza di manutentore
aeronautico con un solo anno di pratica in azienda. Questo l'obiettivo del
Malignani che ieri, al Parco del volo di Campoformido, ha riunito quasi tutti i
dirigenti scolastici degli Istituti tecnici in costruzioni aeronautiche
presenti sul territorio italiano nel corso di un convegno con l'obiettivo di
arrivare alla stesura di una bozza condivisa che sarà consegnata alla
commissione ministeriale per la riforma scolastica. Con la
riforma Gelmini l'indirizzo
in costruzioni aeronautiche confluirà infatti nell'indirizzo più ampio
denominato Trasporti e logistica. Sulla carta c'è quindi il rischio che la
specificità dei periti aeronautici venga meno, ma come ha tenuto a ribadire
l'ispettore del ministero Pasquale Russo, presente al convegno, la
riforma consente ai singoli istituti tecnici di mantenere le specificità dei
vari indirizzi di studio. L'autonomia si scontra però con le effettive
possibilità economiche che i dirigenti scolastici si ritrovano a gestire
all'interno dei propri istituti. Tenuto conto del fatto che nei prossimi dieci
anni gli istituti stimano una domanda di circa 10mila manutentori tra Frecce
Tricolori, Aeronautica militare e aeroporti civili, le scuole non intendono
però rinunciare a questo corso. «Per quanto ci riguarda - ha sottolineato il
dirigente scolastico del Malignani, Arturo Campanella - questo corso è di
fondamentale importanza e sarà potenziato. E come me la pensano anche i
dirigenti degli istituti che sono arrivati da Taranto, Alessandria, Brindisi e
Varese. All'iniziativa hanno infatti partecipato 15 su 17 istituti, all'appello
mancavano solo Salerno ed Eboli, ma sono sicuro che tutte le scuole
condivideranno la necessità di potenziare il corso manutentori». Ieri, a causa
della diffida presentata dal presidente dall'Aeroclub friulano, Arduino Conti
secondo il quale l'Aeroclub far east non potrebbe effettuare attività di volo
senza l'autorizzazione dell'Aeroclub friulano e del conseguente intervento
delle forze dell'ordine, gli organizzatori del meeting hanno deciso di
rinunciare a una parte delle esibizioni in programma. Ma i circa cinquanta
studenti intervenuti hanno comunque potuto assistere a dimostrazioni di volo in
aliante con il campione del mondo Giorgio Galetto e hanno fatto lezioni e
dimostrazioni di volo virtuale. Cristian Rigo
( da "Messaggero Veneto, Il" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Udine Tre liste civiche appoggeranno Zuliani
Campoformido CAMPOFORMIDO. Una terza lista civica scende in campo a sostegno
della candidatura del sindaco Andrea Zuliani per le elezioni del 7 e 8 giugno.
Dopo "Comunità" e l'indipendente "Per Campoformido", torna
a schierarsi a fianco del primo cittadino "Uniti per il Comune", la
civica di centro-sinistra che nell'amministrazione uscente è stato il maggior
gruppo consiliare con 5 consiglieri e 2 assessori (Pascolat e Fontanini). «Siamo
convinti - afferma il portavoce della lista Andrea Simone Lerussi - che il
sindaco e la giunta uscente, grazie al nostro importante contributo, abbiano
lavorato bene e dunque sia giusto chiedere ai cittadini di Campoformido la
fiducia per portare a termine il progetto condiviso e intrapreso in questi 5
anni». Fondamentali, secondo "Uniti per il Comune", le opere
pubbliche realizzate: la nuova elementare di Campoformido, la piazza della
Chiesa di Bressa, la rotonda di via Verdi a Basaldella, la pista ciclabile di
Villa Primavera, il centro civico di San Sebastiano, il parcheggio di
Basaldella con il parco, la prossima apertura di via Bonazzi e la caserma dei
Carabinieri. «Se è finalmente partita la gara per l'interramento della
tangenziale ovest a Basaldella, noi - aggiunge Lerussi - non abbiamo mai smesso
di impegnarci nella battaglia per la tangenziale sud, nonostante i gravissimi
ostacoli presenti. Nel frattempo non siamo rimasti in attesa ed abbiamo
riprogettato il volto dei nostri centri storici nel rispetto della loro
tradizione prevedendo l'individuazione di parcheggi, piste ciclabili,
l'allargamento di marciapiedi e la creazione di isole pedonali oltre che di
rotonde (interventi per i quali abbiamo già fondi a bilancio). Non vanno
dimenticati - continua il portavoce Lerussi - tutti gli altri interventi: la
rivoluzione della raccolta differenziata, la realizzazione del centro sanitario
con la possibilità di trasporto a domicilio, la realizzazione dell'università
senza età, le politiche per i giovani con la creazione del centro di
aggregazione giovanile, le politiche per gli anziani grazie al nuovo centro
civico di Campoformido ed il sostegno costante all'associazionismo della nostra
comunità. Infine va ricordato il sostegno economico ed organizzativo al nostro
fiore all'occhiello: la scuola integrata, che dovrà essere
in grado di resistere anche alle ristrettezze della riforma Gelmini e di dare sempre servizi di alto
livello ai ragazzi e alle loro famiglie. Uniti per il Comune traccia poi le
priorità future tra cui la realizzazione delle opere previste dal piano urbano
del traffico per rendere i centri vivibili e sicuri. Alfredo Longo
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
TRESNURAGHES Elementari, alla ricerca di una soluzione
Nella classe prima manca il numero stabilito dal ministero TRESNURAGHES. La
soluzione proposta è una sorta di pluriclasse parziale per prima e seconda
elementare ma i genitori intendono ancora dare battaglia. Mentre però
dirigente, insegnanti, genitori e amministratori affilano le armi in difesa dei
piccoli allievi la Cisl Scuola rivela che l'Ufficio scolastico provinciale non
ha utilizzato tutti i posti assegnati da Cagliari il prossimo anno. Con una
vera e propria ecatombe di insegnanti: «Potremo garantire solo lezioni separate
per le discipline principali (ad esempio italiano e matematica) mentre i
bambini starebbero insieme nelle altre materie». Questa la soluzione, complici le disposizioni del ministro Maria Stella Gelmini e i pesanti tagli alle scuole
pubbliche, prospettata ai genitori dalla dirigente dell'Istituto comprensivo di
Cuglieri, Giovannina Cocco. La prima classe nel plesso di Tresnuraghes infatti
non raggiunge gli assurdi numeri minimi stabiliti dal ministero,
indiscriminatamente per grandi città del nord e piccoli centri di sud e isole.
«Disposizioni sicuramente incostituzionali.», dicono i genitori, pronti a
intraprende un confronto con amministratori e politici di tutti i livelli
perché l'Ufficio scolastico regionale intervenga sulla questione. Trovando
sponda subito nel vicesindaco di Tresnuraghes Pastorella Crisponi. Mentre
scuola e famiglia sono alle prese con i tagli del Governo centrale arriva però
un'altra notizia che ha dell'incredibile. Il responsabile della Cisl-sScuola,
Pino Ciulu, traccia infatti uno scenario da brivido per il delicato settore
dell'istruzione: «Il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale aveva
assegnato a Oristano 594 posti, mentre quello provinciale ne ha utilizzato 555:
39 posti in meno, "risparmiati" evidentemente a beneficio di altri».
La cosa però non si fermerebbe qui, perché il numero meno toccherebbe
addirittura quota 83, il 13% dell'organico complessivo, contando che dal
prossimo anno anche le scuole di Bosa faranno capo a Oristano: «Una vera
ecatombe per l'intera provincia.», denuncia insomma sindacato. (al.fa.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
DESULO Istituto comprensivo rivolta
contro i tagli della Gelmini GIOVANNI MELIS DESULO. No ai tagli all'istituto comprensivo di
Desulo. La posizione è netta e non ammette repliche. Una cinquantina di persone
hanno discusso il problema dei tagli alle due scuole elementari di Desulo e di
riflesso anche a quelle di Aritzo, Belvì e Gadoni, che formano un unico
istituto comprensivo della Barbagia di Belvì. La tematica è stata
affrontata ieri in un affollato incontro al comune di Desulo, al quale ne
seguirà un altro lunedì al centro culturale di Aritzo, dove parteciperà anche
l'assessore provinciale alla cultura Tonino Ladu. Genitori, docenti e politici
si sono trovati di fronte ad una situazione drammatica. I tagli voluti dal
ministro Gelmini comporteranno la perdita di 12 posti
di lavoro, accorpamenti tra classi e problematiche di vario tipo. Una
situazione che ha provocato l'ira delle popolazioni. «Non si possono affrontare
questi tagli in maniera passiva - dice Gigi Littarru, ex assessore comunale e
componente del comitato genitori - anche perché in gioco c'è il diritto allo
studio per i nostri figli. Non serve cercare responsabili, ma soluzioni». A
Desulo il problema è serio: esistono infatti due caseggiati scolastici con
circa trecento alunni, tra infanzia materne e medie. Senza dodici docenti e con
le riduzioni di personale ata si rischia il collasso e di non poter assicurare
didattiche e servizi soddisfacenti. «Parlando da genitrice - ha aggiunto Sabina
Fais - devo constatare che il ministero ha un'ottica aziendale di gestire le
scuole. Ma dovrebbe venire da queste parti, vedere i nostri centri e capire che
la scuola è tutto e non può essere smantellata». Il sindaco Peppino Zanda ha
promesso uno specifico impegno: un primo intervento sarà quello di discutere in
consiglio comunale di un aumento delle risorse da destinare al tempo pieno.
Zanda poi incontrerà sia l'assessore regionale alla pubblica istruzione Lorettu
che quello alla sanità Antonello Liori. L'obiettivo principale, assieme agli
altri sindaci Paolo Fontana, Rinaldo Arangino e Antonello Secci, sarà di
sensibilizzare anche il provveditore regionale agli studi Armando Pietrella per
rivalutare la situazione. In prima linea con genitori ed amministratori ci
saranno anche i sindacati. Maria Domenica di Patre del sindacato di base degli
insegnanti Gilda ha già iniziato lo studio della situazione e collaborerà con i
comuni. Stessa questione per la Cgil e la Uil scuola che nei prossimi giorni
interverranno nelle sede istituzionali per chiedere una revisione di quanto
stabilito dal ministero.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Raccolta fondi L'Eco-Caritas Oltre 9.000 euro dalle
parrocchie --> Venerdì 01 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 22 e-mail print
Continuano le manifestazioni di solidarietà da Bergamo verso le popolazioni
abruzzesi colpite dal terremoto. Più di ventimila euro sono arrivati negli
ultimi due giorni nel salvadanaio della sottoscrizione promossa da L'Eco di
Bergamo e dalla Caritas diocesana. Sempre alta la partecipazione delle
parrocchie: tra mercoledì e ieri sono arrivate le donazioni raccolte tra i
parrocchiani delle comunità di Rigosa, Santa Rosita-Algua, Ambriola, Presezzo,
Sabbio di Dalmine, San Giuseppe al Villaggio degli Sposi e San Colombano a
Valtesse, per un totale di poco più di novemila euro. La somma di 1.330 euro è
stata raggiunta complessivamente da altri donatori. In campo anche lo studio di
commercialisti Pedroli-Venier e Associati, che ha organizzato una raccolta
fondi tra dipendenti e associati ed eseguito un doppio bonifico per un totale
di diecimila euro. Pensano invece agli studenti le Cartiere Pigna di Alzano: il
presidente Giorgio Jannone, parlamentare Pdl, spiega di aver «concordato personalmente con il ministro Maria Stella Gelmini e i suoi funzionari la tipologia
del materiale necessario», e ha fatto partire dalla nostra provincia migliaia
di diari scolastici, album da disegno, raccoglitori e ricambi. La raccolta
Eco-Caritas intanto prosegue: per chi volesse aderire, è possibile effettuare
un bonifico bancario a favore della Caritas diocesana bergamasca, via
del Conventino, 8 - 24125 Bergamo. Credito Bergamasco-filiale di
Bergamo-Malpensata; codice Iban IT40O0333611105 000000006330. Causale
«Terremoto Abruzzo». Conto corrente postale: n. 11662244, intestato a Caritas
diocesana bergamasca, via del Conventino, 8 - 24125 Bergamo. Causale «Terremoto
Abruzzo». Chi vuole usufruire della detraibilità fiscale per l'offerta può
effettuare ordine di bonifico bancario a favore dell'Associazione Diakonia
Onlus - via del Conventino, 8 - 24125 Bergamo, presso Ubi-Banca Popolare di
Bergamo, sede di Piazza Vittorio Veneto, 8-Bergamo. Codice Iban IT81V
0542811101000000099169. Causale: «Terremoto Abruzzo». Le donazioni possono
anche essere consegnate all'ufficio amministrativo della Caritas in via del
Conventino 8, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,
o a L'Eco di Bergamo all'Ufficio abbonamenti, in viale Papa Giovanni, 124.
01/05/2009 nascosto-->
( da "Corriere Alto Adige" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data:
01/05/2009 - pag: 4 La nomina Lott: «Sovrintendente, troppi errori in passato
Occorre condivisione» BOLZANO «Il blocco nella nomina del nuovo sovrintendente
scolastico? È avvenuta per tre errori fondamentali di procedura e di sostanza».
Il parere, molto competente, arriva dal dirigente scolastico Tullio Lott, nome
che nella vicenda era stato anche più volte evocato. «Bisogna ricordare che la
nomina avviene su indicazione discrezionale della Provincia autonoma e che tale
designazione si perfeziona raggiungendo l'intesa con il ministero
dell'istruzione premette Lott, che poi passa a quelli che sarebbero stati gli
errori primo, si confonde la discrezionalità con l'arbitrio: se non si procede
in modo trasparente alla comparazione del curricolo, dell'esperienza
professionale, dei risultati ottenuti, della personalità dei candidati e si
impone un solo nome in via preventiva il risultato è appunto arbitrario.
Secondo, si considera erroneamente che l'intesa sia un visto dovuto, una
ratifica burocratica e non invece un atto negoziale di condivisione. Terzo, fa
comodo confondere la figura del sovrintendente scolastico con un qualsiasi capo
ripartizione al servizio dell'assessore provinciale di turno. Per contro il
sovrintendente è utile che continui ad essere una figura tecnica, di alta
amministrazione, il cui ruolo di garanzia è riconosciuto da tutti. Il modo con
il quale si arriva alla nomina è un elemento che sostanzia la figura super
partes». Ora ricorda Lott si è giunti alla situazione in cui il presidente della
giunta, dopo i reiterati dinieghi del ministro Gelmini, ha avviato ex post la
consultazione di figure apicali della rappresentanza del mondo scolastico
(sindacati, consiglio scolastico, Consulte genitori e studenti) che hanno
ratificato la designazione della Provincia: «Tutto ciò andava fatto prima e
mettendo a disposizione ogni elemento utile per poter scegliere liberamente e
con piena cognizione di causa dice Lott, che parla di 'presunzione e
buona dose di dilettantismo dei vari assessori provinciali' ora bisogna
chiudere la vicenda riconoscendo gli errori e avendo ben chiaro che l'autonomia
della provincia non si esalta con l'arroganza o negando le competenze
costituzionali di altri organi dello stato. L'auspicio è che Provincia e
governo vogliano condividere una nomina che garantisca funzionalità e decoro
alla scuola italiana in Alto Adige e restituisca alla figura e all'ufficio del
sovrintendente scolastico la necessaria credibilità e prestigio». Esperto Il
dirigente scolastico Tullio Lott dell'Istituto di Brunico
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO PRIMO PIANO pag. 3 Da cassiera ad insegnante «Ora
mi ritrovo precaria» Ecco la storia (disperata) di una giovane mamma AVEVA un
lavoro sicuro: un posto a tempo indeterminato in un ipermercato pesarese. Erano
ormai 15 anni che lavorava lì, prima nell'ufficio amministrativo e negli ultimi
tre anni alle vendite, come cassiera. Sposata con una figlia piccola, A.C.
decise di riscriversi all'università per prendere una seconda laurea dopo
quella in lingue. «Il mio sogno era lavorare nel mondo della scuola, così ho
deciso di provarci» racconta. Di giorno il lavoro da cassiera e di notte sui
libri, tutto fino al 2007 quando diventò finalmente dottoressa in Scienze della
Formazione. «Ho avuto subito la nomina dall'Ufficio scolastico per insegnare
nella primaria, non potevo crederci. Mi sono licenziata dall'ipermercato e a
settembre del 2007 ero in cattedra» prosegue. Un posto a 24 ore, riconfermato
anche l'anno seguente ma ora le cose stanno per cambiare. La mamma rischia
infatti di non essere riconfermata a settembre, non resta che aspettare le
nomine di fine agosto. «Con la riforma Gelmini del maestro unico molti
insegnanti comuni, per paura di perdere il posto, hanno chiesto di entrare
nelle liste del sostegno, quelle di cui faccio parte. Potrei slittare di molte
posizioni in graduatoria e non essere più chiamata, oppure rischio di fare
supplenze brevi senza nessuna garanzia» ha detto preoccupata. Insomma
dopo tanti sacrifici, due lauree e la rinuncia a un posto sicuro A.C si ritrova
precaria: «Una situazione avvilente: ho una figlia da mantenere, un mutuo sulle
spalle e non so quale sarà il mio futuro. Ho fatto corsi di specializzazione
pagati migliaia di euro tutti di tasca mia pur di salire un po' in graduatoria.
Non so se serviranno a qualcosa». La storia A.C è emblematica di quali saranno
le conseguenze dei tagli in organico per il personale della scuola. «A Pesaro
avremo un taglio di 191 docenti e 90 Ata, di cui 63 collaboratori scolastici ha
ricordato la segretaria Uil provinciale Antonella Roselli il tutto a fronte di
un significativo aumento del numero di alunni». Le proposte del sindacato,
discusse nelle scorse settimane con l'assessore regionale all'Istruzione
Stefania Benatti riguardano la tutela del reddito e della professionalità dei
lavoratori precari. «Chiediamo nuove immissioni in ruolo ha detto ancora
Antonella Roselli , incentivi ai pensionamenti per favorire il turn-over e la
possibilità di utilizzare il personale nell'ambito di progetti regionali di
formazione». Ilaria Traditi Image: 20090501/foto/7067.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 «Ecco cosa farò per i Flavio
Delbono a tu per tu col CON Flavio Delbono, sul divano del direttore del
Carlino. Per parlare anche di stati d'animo, di speranze, di desideri. Un
colloquio sereno, un po' più discosti dalle polemiche, dal batti e ribatti
quotidiano, da trappole e trappolette. Parliamo di cose, Professore? «Certo. Ho
un'idea e un progetto in testa e approfitto del Carlino per lanciare l'una e
l'altro. Posso?». Prego. «Ecco, vorrei chiedere ai più piccoli, ai bambini, ai
ragazzi, a quelli che sono il nostro futuro e che non possono esprimerlo
altrimenti di dirmi la loro idea della città». Perchè i bambini che non votano?
«Attribuisco alla qualità della vita dell'infanzia una rilevanza ampia,
strategica. Ho pensato di fare qualcosa». Cosa? «Chiedo ai ragazzi di
scrivermi. Ecco l'indirizzo postale: Comitato Delbono - Piazza XX Settembre, 6
- 40121 Bologna. E quello di posta elettronica: flavio@flaviodelbono.it. Mi
impegno a leggerli tutti, a raccoglierli e pubblicarli. Anche sul Carlino, se
lo riterrà opportuno». Perchè no, Professore. E ora ci dica il progetto. «Ecco,
questo è di più ampio respiro: penso sempre all'infanzia, ai nostri ragazzi
delle elementari e alle loro famiglie. Perchè con la
riforma Gelmini anche a
Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo pieno. Molti
insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia assolutamente
ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere quello che fanno
Berlusconi e il suo governo. Io no. Penso a un tempo pieno comunale per
i ragazzi delle elementari, che il sindaco potrà organizzare per l'anno
scolastico 2010-2011». E perchè non subito? «Intanto perchè dobbiamo verificare
con le scuole, che hanno una loro autonomia, le reali ricadute della riforma Gelmini. Poi perchè ci vuole un tempo tecnico di
organizzazione. Ma una cosa è sicura: il sindaco troverà le risorse finanziarie
necessarie e attiverà le collaborazioni necessarie. Penso alle associazioni che
già si occupano dei più piccoli, le polisportive, i tirocinanti in scienze
dell'educazione, le Fondazioni bancarie, il terzo settore, quello del
volontariato, il mondo delle cooperative, la società civile in genere».
Insomma, una baby sitter comunale? «No, assolutamente. Avrà un contenuto comunque
pedagogico per occupare il tempo pomeridiano dei bambini con attività
culturali, artistiche, sportive, anche ricreative. Un catalogo di attività
diversificate e soprattutto di grande attenzione per l'infanzia, ma anche di
sostegno alle famiglie bolognesi, che da sempre sono abituate al tempo pieno
dai tre ai 15 anni». Insomma, dalla protesta alla proposta? «Contrastiamo
politicamente la Gelmini, ma abbiamo anche il dovere
di attenuare gli effetti negativi della riforma». Campagna elettorale molto lunga.
E' stanco, Professore? «In effetti è lunga. Avendo fatto anche le primarie,
poi, sono in giro da ottobre. Sta uscendo fuori una relazione più profonda, più
ampia con la città e nell'arco di sette mesi, finora, ho potuto verificare il
cambiamento della percezione dei problemi da parte dei cittadini. Ad esempio.
«La percezione del problema della sicurezza è identica, l'insicurezza economica
è un fatto nuovo. D'altronde, siamo passati da un tasso di disoccupazione dal
2,5 al 3,5-4 per cento. Questo preoccupa e mi spiace che sia un tema ignorato
dai miei competitor». Quali sensazioni o incoraggiamenti trae dal colloquio con
i cittadini? «Per me, questa è la prima vera campagna elettorale, perchè più
piena, coinvolgente. Entusiasmante. Mi consente di vedere come ci siano molti
bolognesi, non solo i più maturi, che hanno voglia di fidarsi. Meglio: di
affidarsi a qualcuno che merita fiducia. Per la tua esperienza, ma anche per un
certo spirito di appartenenza. Nei più giovani c'è altro: il vincolo dei fatti,
della concretezza». Premia più la politica o la civicità? «E che significa? C'è
un certo abuso della parola civico, al punto che è ormai diventata ambigua. Il
civismo è il rapporto con la città, la capacità di ascoltare, di migliorare o
almeno di mitigare i problemi. Non è un compromesso se ha anche la tessera di
partito o se non l'ha mai avuta». Perchè in campagna elettorale si parte per
parlare di programmi e si finisce per battibeccare? «Direi che anche
l'informazione preferisce il battibecco. Sono impressionato dal vedere
candidati che dicono solo no. Chi fa proposte si espone, ma non si può
rispondere con i no, con le minacce di stracciare contratti, di buttare a mare
il Civis o il People Mover. Non mi impicco a una proposta, ma bisogna
ascoltare, discutere». Oggi è il Primo Maggio ed è l'occasione di parlare di
quel lavoro difficile che cominciamo a perdere. Cosa si aspetta? «A Bologna il
problema del lavoro era soprattutto qualitativo. Oggi, per la prima volta dal
dopoguerra, è anche di quantità e consegna al sindaco una priorità che prima
non era in agenda. Sono pronto a impegnare ogni energia, ogni sforzo per
superare una autentica emergenza. Spero che oggi si parli concretamente di
questo e degli interventi immediati e di prospettiva». Facciamo un po' di
teatrino: che ne pensa della campagna dei suoi due principali competitor?
«Bologna merita di più di questa quotidiana zuffa su sondaggi o battute da
bar». L'emozione più bella, finora? «Il gesto che mi ha toccato il cuore è
accaduto a Borgo Panigale, al primo incontro nei quartieri. Una signora ha
anticipato la dialisi per venire ad ascoltarmi. Lo considero un atto d'amore,
per la città». E' andato a trovarla? «No, ma ci andrò. Dopo le elezioni».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3 CON Flavio Delbono, sul divano
del direttore del Carlino. Per parlare anche di st... CON Flavio Delbono, sul
divano del direttore del Carlino. Per parlare anche di stati d'animo, di
speranze, di desideri. Un colloquio sereno, un po' più discosti dalle
polemiche, dal batti e ribatti quotidiano, da trappole e trappolette. Parliamo
di cose, Professore? «Certo. Ho un'idea e un progetto in testa e approfitto del
Carlino per lanciare l'una e l'altro. Posso?». Prego. «Ecco, vorrei chiedere ai
più piccoli, ai bambini, ai ragazzi, a quelli che sono il nostro futuro e che
non possono esprimerlo altrimenti di dirmi la loro idea della città». Perchè i
bambini che non votano? «Attribuisco alla qualità della vita dell'infanzia una
rilevanza ampia, strategica. Ho pensato di fare qualcosa». Cosa? «Chiedo ai
ragazzi di scrivermi. Ecco l'indirizzo postale: Comitato Delbono - Piazza XX
Settembre, 6 - 40121 Bologna. E quello di posta elettronica:
flavio@flaviodelbono.it. Mi impegno a leggerli tutti, a raccoglierli e
pubblicarli. Anche sul Carlino, se lo riterrà opportuno». Perchè no,
Professore. E ora ci dica il progetto. «Ecco, questo è di più ampio respiro:
penso sempre all'infanzia, ai nostri ragazzi delle elementari e alle loro
famiglie. Perchè con la riforma Gelmini anche a Bologna bambini e famiglie avranno problemi per il tempo
pieno. Molti insegnanti saranno tagliati. E mi meraviglio che questo tema sia
assolutamente ignorato da Guazzaloca e Cazzola. Forse perchè è meglio tacere
quello che fanno Berlusconi e il suo governo. Io no. Penso a un tempo
pieno comunale per i ragazzi delle elementari, che il sindaco potrà organizzare
per l'anno scolastico 2010-2011». E perchè non subito? «Intanto perchè dobbiamo
verificare con le scuole, che hanno una loro autonomia, le reali ricadute della
riforma Gelmini. Poi perchè ci vuole un tempo tecnico
di organizzazione. Ma una cosa è sicura: il sindaco troverà le risorse
finanziarie necessarie e attiverà le collaborazioni necessarie. Penso alle
associazioni che già si occupano dei più piccoli, le polisportive, i
tirocinanti in scienze dell'educazione, le Fondazioni bancarie, il terzo
settore, quello del volontariato, il mondo delle cooperative, la società civile
in genere». Insomma, una baby sitter comunale? «No, assolutamente. Avrà un
contenuto comunque pedagogico per occupare il tempo pomeridiano dei bambini con
attività culturali, artistiche, sportive, anche ricreative. Un catalogo di
attività diversificate e soprattutto di grande attenzione per l'infanzia, ma
anche di sostegno alle famiglie bolognesi, che da sempre sono abituate al tempo
pieno dai tre ai 15 anni». Insomma, dalla protesta alla proposta? «Contrastiamo
politicamente la Gelmini, ma abbiamo anche il dovere
di attenuare gli effetti negativi della riforma». Campagna elettorale molto
lunga. E' stanco, Professore? «In effetti è lunga. Avendo fatto anche le
primarie, poi, sono in giro da ottobre. Sta uscendo fuori una relazione più
profonda, più ampia con la città e nell'arco di sette mesi, finora, ho potuto
verificare il cambiamento della percezione dei problemi da parte dei cittadini.
Ad esempio. «La percezione del problema della sicurezza è identica,
l'insicurezza economica è un fatto nuovo. D'altronde, siamo passati da un tasso
di disoccupazione dal 2,5 al 3,5-4 per cento. Questo preoccupa e mi spiace che
sia un tema ignorato dai miei competitor». Quali sensazioni o incoraggiamenti
trae dal colloquio con i cittadini? «Per me, questa è la prima vera campagna
elettorale, perchè più piena, coinvolgente. Entusiasmante. Mi consente di
vedere come ci siano molti bolognesi, non solo i più maturi, che hanno voglia
di fidarsi. Meglio: di affidarsi a qualcuno che merita fiducia. Per la tua
esperienza, ma anche per un certo spirito di appartenenza. Nei più giovani c'è
altro: il vincolo dei fatti, della concretezza». Premia più la politica o la
civicità? «E che significa? C'è un certo abuso della parola civico, al punto
che è ormai diventata ambigua. Il civismo è il rapporto con la città, la
capacità di ascoltare, di migliorare o almeno di mitigare i problemi. Non è un
compromesso se ha anche la tessera di partito o se non l'ha mai avuta». Perchè
in campagna elettorale si parte per parlare di programmi e si finisce per
battibeccare? «Direi che anche l'informazione preferisce il battibecco. Sono
impressionato dal vedere candidati che dicono solo no. Chi fa proposte si
espone, ma non si può rispondere con i no, con le minacce di stracciare
contratti, di buttare a mare il Civis o il People Mover. Non mi impicco a una
proposta, ma bisogna ascoltare, discutere». Oggi è il Primo Maggio ed è
l'occasione di parlare di quel lavoro difficile che cominciamo a perdere. Cosa
si aspetta? «A Bologna il problema del lavoro era soprattutto qualitativo.
Oggi, per la prima volta dal dopoguerra, è anche di quantità e consegna al
sindaco una priorità che prima non era in agenda. Sono pronto a impegnare ogni
energia, ogni sforzo per superare una autentica emergenza. Spero che oggi si
parli concretamente di questo e degli interventi immediati e di prospettiva». Facciamo
un po' di teatrino: che ne pensa della campagna dei suoi due principali
competitor? «Bologna merita di più di questa quotidiana zuffa su sondaggi o
battute da bar». L'emozione più bella, finora? «Il gesto che mi ha toccato il
cuore è accaduto a Borgo Panigale, al primo incontro nei quartieri. Una signora
ha anticipato la dialisi per venire ad ascoltarmi. Lo considero un atto
d'amore, per la città». E' andato a trovarla? «No, ma ci andrò. Dopo le
elezioni».
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 01-05-2009 INCONTRO L'ONOREVOLE GHIZZONI (PD)
«Atenei, meno norme e più autonomia» Mariacristina Maggi II «La ricerca e
l'Università sono alla base dello sviluppo di un paese». Le parole del
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono stati al centro del
dibattito che si è svolto nei giorni scorsi all'Hotel Toscanini con l'onorevole
e capogruppo Pd in Commissione cultura, scienza e istruzione, Manuela Ghizzoni:
un Forum aperto sull'Università organizzato dal Partito Democratico di Parma e
presentato dal responsabile dell'esecutivo provinciale del Pd, Pietro Baga.
Diversi i temi in questione: autonomia e responsabilità, diritto allo studio e
offerta formativa, merito e valutazione, risorse, responsabilità finanziaria e
reclutamento docenti. «Alla luce dei provvedimenti prossimi
del decreto legge Gelmini,
siamo convinti che per una buona riforma siano necessarie condivisione e responsabilità
da ambo le parti », ha subito dichiarato la Ghizzoni, definendo il nuovo
disegno legge: «vorrei ma non posso». «Le attese erano altissime - ha
proseguito - ma leggendo le bozze del decreto già in circolazione (che verrà
ufficializzato a maggio, ndr) ci si perde in un'ecces - siva pervasività
che male si adatterà ai nostri atenei: noi chiediamo meno norme e più autonomia
». Qual è - secondo l'onorevole - l'aspetto più allarmante della legge Gelmini? «Naturalmente i tagli al mondo della ricerca per
sostenere l'abolizione dell'Ici: verranno sottratti dai fondi universitari ben
475 milioni di euro». Sulla futura mancanza di fondi si sono confrontati molti
ricercatori della nostra Università. In seguito, ancora polemica sui tagli, sul
precariato e sulle privatizzazioni. E su queste ultime si è soffermata
l'onorevole Albertina Soliani: «La ricerca deve rimanere pubblica. Altrimenti
le nostre università andranno alla deriva». Capogruppo Pd Manuela Ghizzoni.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pistoia Grave atto di censura a scuola Nel febbraio di quest'anno, il Centro studi per la scuola pubblica di Pistoia (Cesp) ha inviato a tutti i
dirigenti scolastici della provincia un invito in cui si richiedeva l'adesione
al progetto "I giovani e la questione palestinese: storia e
attualità", promosso dal Cesp con la collaborazione dell'Associazione di amicizia
italo-palestinese Onlus. Molti i docenti delle varie istituzioni scolastiche
che hanno aderito al progetto consistente nella presentazione di diapositive
sulla storia della Palestina commentate da un esponente dell'Associazione di
amicizia italo-palestinese. Anche all'Iti nove docenti avevano dato l'adesione
al progetto e già erano stati programmati gli incontri per i mesi di aprile e
maggio. A questo punto il preside professor Angelo Borchi sospendeva
l'iniziativa affermando che era necessaria l'approvazione del consiglio
d'istituto perché il tema era piuttosto delicato e così, dopo la delibera del
consiglio d'istituto che a maggioranza decideva di non dare il nulla osta, il
progetto veniva definitivamente bloccato. Un atto censorio gravissimo, fuori
dalle norme costituzionali, quello assunto dal dirigente dell'Iti (infatti il
Consiglio d'istituto è stato impropriamente consultato, in quanto questo
organismo non ha alcun potere deliberante sulle questioni didattiche)
pesantemente lesivo della libertà d'insegnamento e della professionalità dei
docenti. La scuola non è un ufficio, ma un luogo di
formazione. Non può essere considerata un pezzo qualsiasi della pubblica amministrazione, né tanto meno un'azienda, che
vende cultura, formazione, competenze. Per questo al suo interno l'insegnante
ha l'anomala condizione lavorativa di dipendente non subordinato: ha la libertà
di esercizio della sua funzione al pari di un giudice. Quanto accaduto all'Iti assesta alla scuola statale un colpo anche più grave della stessa sottrazione di
risorse da destinare al finanziamento delle scuole private. Tuttavia il
prossimo anno scolastico riproporremo alle scuole della provincia il progetto
sulla Palestina al quale, se vorranno, gli insegnanti potranno liberamente
aderire, ma questa volta con la determinazione di difendere la libertà d'insegnamento
in tutte le sedi, anche legali, che si renderanno necessarie. Cesp Centro Studi
per la Scuola Pubblica Comitato per la Palestina
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
n. 104 del 2009-05-01 pagina 11 «Datemi un anno,
dimostrerò quanto valgo» di Vincenzo La Manna La candidata Pdl al Sud respinge
le critiche: «Ridicolo tanto interesse su di me, lascio ad altri il gossip e
certe insinuazioni volgari. Inutile essere ipocriti, un volto noto in tv è
avvantaggiato nelle campagne elettorali» RomaTogliamoci subito un dente. Chi è
Barbara Matera, al di là del curriculum che conoscono ormai pure i sassi? «Che
dire? Sono una ragazza pugliese di 27 anni che ha deciso, all'età di 19, come
moltissime mie coetanee, di andare via dal paese natale e dagli affetti più
cari per andare a Roma e cercare un lavoro che le permettesse di frequentare l'università.
Sono una ragazza comune, orgogliosa di aver avuto sempre la testa sulle spalle,
di essere sempre stata coerente con i propri valori morali e familiari, e che
si è sempre guadagnata tutto con il lavoro e con i sacrifici». Come si vive per
una settimana nell'occhio del ciclone, al centro di un caso che ha catalizzato
l'attenzione di tutti? «Ho continuato come sempre a lavorare e a studiare. Lei
mi dice che sono il caso della settimana. Mi sembra ridicolo tanto interesse su
Barbara Matera, soprattutto in un momento come questo, con il terremoto in
Abruzzo, con la nuova influenza dal Messico, con le esondazioni dei fiumi nel
Nord Italia. E mi sembra incredibile che si possano diffondere tante notizie
lontane dal vero». Ha resistito. Ma non le è mai passato di mente di mollare?
«Ho affrontato e vissuto questa attenzione mediatica con assoluta serenità. So
quanto valgo, sono consapevole della mia preparazione e della mia passione per
l'attività politica. Sono cosciente della strada difficile che ho intrapreso e
delle responsabilità che dovrò, se eletta, affrontare. Mi si passi la
presunzione, ma mi sento pronta e serena. Spero che gli elettori mi diano la
possibilità di dimostrare la mia serietà e la mia capacità, a prescindere dalle
tante "fandonie" circolate in questi giorni». Intanto, avrà avuto
l'appoggio della sua famiglia. «Per quanto riguarda la mia famiglia, a cui sono
molto legata, le posso dire che mi ha sostenuto come sempre, lasciandomi fare
liberamente le mie scelte, consapevole e sicura del fatto che mi sarei sempre
comportata come loro mi hanno insegnato a fare». Tra le nuove candidate del Pdl
alle Europee, lei è l'unica che proviene dal mondo della tv. Sente di avere una
marcia in più o crede che le altre colleghe siano state in qualche modo danneggiate
dalle continue polemiche? «Non credo di avere una marcia in più. Quanto alla
televisione, è inutile essere ipocriti: il nostro tempo è dominato dalla tv, e
un volto noto è avvantaggiato nelle campagne elettorali, a patto che sia
credibile e sappia infondere fiducia. La politica non è una fiction, me ne
rendo ben conto, ma sono sicura che gli elettori sappiano scegliere». Il caso
veline, poi sgonfiatosi nei fatti, ha prodotto anche un duro affondo da parte
di Veronica Lario, moglie del premier, che ha denunciato un «ciarpame senza
pudore». Cosa ha provato leggendo questa dichiarazione? «Tra moglie e marito,
non mettere il dito. L'ha detto anche Franceschini e Berlusconi, non a caso, ha
commentato che è l'unica cosa giusta che lui abbia detto da quando è segretario
del Partito democratico». Condivide il metodo adottato: e-mail all'Ansa?
«Ribadisco che non voglio intromettermi nelle vicende private di chicchessia.
Lascio ad altri il gossip e le insinuazioni volgari». Insomma, per milioni di
persone lei è al momento solo «bellissima». Ma l'aspetto fisico non basta. E
difficilmente Silvio Berlusconi rischia di fare una figuraccia. Cosa ha
intuito, intravisto in lei, che gli italiani magari ancora non sanno? «Mi
consente un pizzico di presunzione? Ho pensato che il Popolo della libertà, con
la mia candidatura e con la mia auspicata elezione a Bruxelles, non farà una
brutta figura. In fondo, non sono solo io a dire che anche l'occhio vuole la
sua parte... E nel mio caso, spero di unire esteriorità e contenuti». Vi è
stata una strumentalizzazione montata ad arte per danneggiarla, giudicandola
senza conoscere le altre sue qualità? «Sembra che le gazzette della sinistra
non sappiano fare di meglio. Ma il successo del Popolo della libertà, il 6 e 7
giugno, trasformerà le strumentalizzazioni dei "media" e della
sinistra in altrettanti boomerang. E spero di metterci del mio». Dalla tv ai
comizi con il Cavaliere. Un bel salto, che dovrà fare insieme a Lara Comi, che
loda la sua umiltà, e Licia Ronzulli. Tranquilla, emozionata? Si sta
preparando? «Oltre alla preparazione sui temi generali, abbiamo avuto modo di
approfondire la nostra conoscenza delle istituzioni europee, dal Parlamento
alla Commissione, grazie ad un corso universitario quasi annuale. Una cosa
seria, che nessun altro partito ha proposto ai suoi giovani. Il Pdl l'ha fatto.
E io sono orgogliosa di aver seguito anche le lezioni di ministri come
Brunetta, Frattini, La Russa e molti altri bravissimi parlamentari». Parliamo
di politica. Quando è scattata la passione? «La politica è una passione che ho
da sempre. L'Europa è l'orizzonte giusto per una giovane che desidera dare il
suo contributo all'affermazione dei valori di libertà, di eguaglianza e di
giustizia in cui ho sempre creduto, da liberaldemocratica». Quali saranno i
punti chiave che affronterà in campagna elettorale? «I miei saranno quelli del
presidente Berlusconi e del Popolo della libertà. Vogliamo portare in Europa
un'Italia che conti di più sul piano politico, per fare meglio gli interessi
del nostro popolo e del nostro Paese. Oggi in Europa contiamo, ma non
abbastanza: se diventeremo, come Pdl, il gruppo più numeroso all'interno del
Partito popolare europeo, che sarà ancora il partito più grande del Parlamento
europeo, questo obiettivo sarà più facile da raggiungere». Qualche suggerimento
per aggiornare il programma del Pdl? «Non sono ovviamente così presuntuosa da
pensare a modifiche del programma del nostro partito. Se sarò eletta, come
spero, sarò grata ai deputati europei con maggiore esperienza che vorranno
starmi vicino e darmi dei consigli. I miei modelli sono le
giovani donne che sono diventate ministro di prima nomina nel governo
Berlusconi, come Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni: all'inizio erano ingiustamente criticate da
molti». E poi, cosa è successo? «Poi hanno dimostrato con i fatti di saperci
fare, hanno contribuito con il loro talento e la loro sensibilità di donne a
realizzare riforme e leggi significative. E anche i loro critici si sono
ricreduti. Spero di poter fare altrettanto. Se crede, ci possiamo reincontrare
tra un anno». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Affari Italiani (Online)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Obama, quando gli amici diventano nemici Venerdí
01.05.2009 08:00 E' tempo di pagelle: il 29 aprile sono
passati 100 giorni dalla elezione di Barak Obama e, come è tradizione in
America dai tempi di F.D. Roosevelt (che similarmente si trovò suo malgrado a
gestire la Grande Depressione del '29), è il momento in cui stampa, analisti
politici ed opinione pubblica assegnano i primi voti al neo-presidente.
La mole di problemi che la nuova Amministrazione si è trovata ad affrontare in
questo trimestre è inaspettata e certamente superiore alle più fosche
previsioni. Obama aveva già dichiarato, all'indomani della sua incoronazione,
che non sarebbe bastato a risolverli "neanche un anno o un intero
mandato", in fondo come disse molto prima di lui J.F. Kennedy: "Non
avremo finito nei primi cento giorni, né avremo finito nei primi mille giorni".
Il Presidente però passa questo primo scrutinio a pieni voti, portando a casa
un 64% di consenso, secondo solo a quello di Jimmy Carter, che nei primi 100
giorni ottenne un lusinghiero 69% nel lontano '77. Il paragone deve però
imporre una riflessione, poiché Carter, dopo gli entusiasmi dei primi giorni, è
oggi ricordato in USA come uno dei peggiori presidenti. Per ora comunque e per
la prima volta dopo molti anni dai tempi di Reagan, la maggior parte degli
americani ritiene che il paese stia andando nella direzione giusta e Obama
beneficia di un consenso simile a quello che fu accordato a quel presidente
così diverso, al quale però lo accomuna la capacità comunicare con efficacia e
di innovare e "svegliare" la politica di Washington. I 100 giorni dell'Amministrazione
Obama in immagini GUARDA LA GALLERY pagina successiva >>
( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Saglia: «Crisi, Caffaro e A2A subito in agenda» LA NOMINA.
Il deputato bresciano del Pdl nominato sottosegretario allo Sviluppo economico
dal Consiglio dei ministri «La priorità? Il sostegno alle Pmi. E per l'azienda
chimica cerchiamo soluzioni su bonifica e occupazione» 01/05/2009 rss e-mail
print Letta si congratula con Saglia, il presidente Berlusconi applaude ANSA
Stefano Saglia è il nuovo sottosegretario allo Sviluppo economico del Governo
Berlusconi. La nomina era nell'aria da tempo ed è diventata ufficiale ieri
mattina a Roma, al termine del Consiglio dei ministri che ha programmato per la
prossima settimana l'allargamento dell'esecutivo con la nomina a ministro per
il Turismo di Maria Vittoria Brambilla e la «promozione» a viceministri di tre
attuali sottosegretari, Roberto Castelli, Adolfo Urso e Paolo Romani, uno per
ogni «anima» della maggioranza. Il deputato bresciano del Pdl (ex An) rimpiazza
Ugo Martinat, recentemente scomparso, ed è stato «investito» del nuovo ruolo
dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, con la
benedizione (e il plastico applauso) del presidente Silvio Berlusconi.
Comprensibilmente felice Saglia: «Sono emozionato, soddisfatto e molto
riconoscente a chi ha voluto propormi per questo incarico - ha dichiarato a
Bresciaoggi -: su tutti, ringrazio il ministro Ignazio La Russa, che mi ha
sempre sostenuto, e il ministro Claudio Scajola, che ha ripetutamente detto al
presidente Berlusconi di aver bisogno di una persona esperta in alcune
materie». In tempi di polemica sulle veline prestate alla politica, dunque,
Saglia, 38 anni, ex giornalista, è entrato nel Governo per meriti acquisiti sul
campo, la competenza in materia economica e delle politiche energetiche che gli
avversari politici sono i primi a riconoscergli. «Per Brescia sarà importante
avere un ulteriore punto di riferimento nel Governo», ha detto Saglia, subito dopo aver affiancato il suo nome a quelli del ministro
alla Pubblica istruzione Maristella Gelmini e del sottosegretario all'Economia Daniele Molgora, con il quale
avrà rapporti frequenti, considerati i temi in gioco. «Il primo obiettivo del
Governo, del ministero e mio personale è aiutare il Paese a uscire dalla crisi
- ha rivelato Saglia -. Il mio pensiero va in particolare alle piccole e
medie imprese, così diffuse in provincia di Brescia, per le quali è
intelligente l'idea di Molgora di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti come
volano della ripresa, a garanzia del credito. Un ulteriore strumento, in questo
senso, sarà attivato dal ministero dello Sviluppo economico attraverso il
Consorzi fidi». Ma nell'agenda fresca di stampa del nuovo sottosegretario ci
sono anche altre due voci bresciane: «La prima emergenza si chiama Caffaro - ha
rivelato Saglia -. Già da martedì, insieme al ministero dell'Ambiente
studieremo un piano riguardante sia la bonifica sia la questione occupazionale
del sito bresciano, così da poter proporre più soluzioni all'udienza del 7
maggio davanti al tribunale di Udine». L'altra grande partita riguarda il
futuro di A2A: «Visto che mi occuperò di materie energetiche - ha ricordato
Saglia - non potrò non avere un occhio di riguardo per un gruppo nazionale di
tale importanza, che ha solo bisogno di internazionalizzarsi. Aiuterò A2A a
essere competitiva anche oltrefrontiera e a non rimanere fuori dalla partita
del nucleare. Le tensioni in corso? Non entro nel merito delle nomine, perché
competono all'azionista, quindi al sindaco. L'importante è che l'azienda trovi
al più presto la giusta stabilità». Marco Bencivenga Marco Bencivenga
( da "Avvenire" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 01-05-2009 LIBERTÀ EDUCAZIONE Confronto tra le
realtà scolastiche del Nordest Nosiglia: è un'offerta formativa aperta a tutti
Paritarie «Fondi in arrivo» Rassicurazioni dal ministero Le scuole: ma restano
i tagli futuri DA PADOVA FRANCESCO DAL MAS A i mille operatori scolastici di
area cattolica del Nordest, radunati al Centro Congressi 'Papa Luciani' di
Padova, arriva l'assicurazione sui fondi per le paritarie. «Nei prossimi giorni
garantisce Giuseppe Cosentino, capo dipartimento Istruzione presso il ministero
sarà in pagamento da parte delle Regioni direttamente alle scuole la prima
tranche dei fondi: i 401 milioni di euro stanziati in Finanziaria. Per la
seconda, cioè i 120 milioni di euro recuperati (ne mancano, per la verità, 11),
il ministro Gelmini ha firmato il decreto, che ora dev'essere controfirmato da
Tremonti, passare al varo della Corte dei Conti, e subito dopo andrà anch'esso
in pagamento». «Non si può essere che soddisfatti riconosce monsignor Bruno
Stenco, direttore dell'Ufficio Nazionale per l'educazione, la scuola e
l'università della Cei , ma non si dimentichi che è stato reintegrato
quello che ci davano nel 2001. E l'avanzamento dov'è? L'anno prossimo dovranno
reintegrare altri 130 milioni, 240 fra due anni. Noi vorremmo prospettive
politiche più rassicuranti sulla scuola. Non facciamo una questione tanto di
soldi, quanto di problematica educativa». Ed è stato proprio questo lo spirito
del convegno voluto dalla Conferenza episcopale del Nordest, che era presente
con monsignor Cesare Nosiglia, delegato per la cultura, i vescovi Mattiazzo di
Padova e Andrich di Belluno, delegazioni di tutte le associazioni cattoliche
che operano nel mondo della scuola, i rappresentanti di Regioni (gli assessori
Valdegamberi del Veneto, Molinaro del Friuli Venezia Giulia, Pentenero del
Piemonte), Province, Comuni, dirigenti scolastici, capi d'istituto, genitori,
studenti. Valutata con interesse anche la mozione presentata in Parlamento in
questi giorni che, fra l'altro, «impegna il Governo ad adottare iniziative per
ripristinare per il 2009 il finanziamento di 240 milioni di euro per il sistema
istruzione e formazione, recuperando i 440 milioni di euro relativi ai due
precedenti anni». «Ma quello che più ci unisce e preoccupa ha dichiarato
monsignor Nosiglia e soprattutto che ci stimola, ad un impegno sempre maggiore,
è la condizione della scuola che sta vivendo un momento di passaggio importante
per rinnovarne l'assetto istituzionale e il progetto formativo. Resta
determinante il fatto di porre al centro di ogni rinnovamento ed ogni scelta la
crescita armonica della persona dell'alunno, ragione stessa dell'esistenza
della scuola». La parità, da questo punto di vista, «non è un di più e un
privilegio per pochi eletti, ma un'offerta formativa rivolta a tutti quelli che
intendono usufruirne, con gli stessi doveri e diritti di ogni altra scuola. La
scuola paritaria, pertanto, non si pone 'contro' o 'in alternativa' alla scuola
statale perché ha spiegato ancora monsignor Nosiglia garantisce il diritto
all'istruzione e alla formazione di ciascuno e di tutti, arricchendo la qualità
dell'offerta formativa. Non si chiedono risorse aggiuntive rispetto a quelle
stabilite dallo Stato per ogni scuola e per ogni bambino o alunno che la
frequenta». L'assessore Valdegamberi ha assicurato, al riguardo, che «i soldi
ci sono, anche da parte delle Regioni, ma non ce li fanno spendere per il patto
di stabilità». Lo si superi, ha commentato Nosiglia, perché la scuola è un bene
primario, fondamentale. Come hanno cercato di dimostrare Giancandido De Martin
dell'Università Luiss di Roma ed Enrico Minnei dell'Università di Padova, il
federalismo e una maggiore autonomia attribuita alle realtà locali possono
offrire un'opportunità per valorizzare e consolidare la qualità della presenza delle
scuole paritarie, dalle materne in su. Le associazioni scolastiche del settore
hanno presentato un documento in cui si richiamano politici ed amministratori
ad esercitare fino in fondo le loro responsabilità specifiche e concrete.
( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'ex ministro Fioroni "La scuola è sull'orlo del
collasso" Nutrito pubblico, mercoledì sera alla sala Angeli custodi di
S.Elpidio a Mare, per l'incontro sulla scuola che ha visto la speciale
partecipazione dell'ex ministro dell'istruzione e responsabile del dipartimento
educazione del Partito democratico Giuseppe Fioroni. Non sono mancati i vertici
del Pd locale, tra cui il sindaco Mezzanotte, il candidato alla guida della
provincia Fabrizio Cesetti con i candidati locali Offidani e Catini, il
sindacalista Vaglieco, il consigliere regionale Ortenzi. Agli interventi di
questi ultimi una sintesi dei numeri che deriveranno dalla riforma.
"Avremo 927 docenti in meno nelle Marche,
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Un posto da ministro Michela
Vittoria Brambilla se lo aspettava fin dal maggio scorso, quando il governo
Berlusconi giurò al Quirinale. Ma ora la presidente dei Circoli della Libertà
ce l'avrebbe fatta: la sua promozione da sottosegretario al Turismo a ministro
sarebbe stata annunciata dal premier Silvio Berlusconi in persona, durante la
riunione di ieri a Palazzo Chigi. Avanzamento in carriera anche per i
sottosegretari Adolfo Urso (Sviluppo economico), Roberto Castelli (Infrastrutture)
e Paolo Romani (Sviluppo economico), pronti per ricoprire il ruolo di
viceministri forse già nell'arco della prossima settimana. Più lunga l'attesa
per Brambilla, tanto che si prospetta che il suo passaggio al rango di ministro
possa avvenire solo dopo le Europee. Nomina e giuramento ieri, invece, per
Stefano Saglia, nuovo sottosegretario allo Sviluppo economico in sostituzione
di Ugo Martinat, scomparso qualche settimana fa. Era da mesi che si annunciava
un ritocco alla squadra di governo, ma le voci raccolte ieri dopo il consiglio
dei ministri hanno finito per alimentare polemiche e creare qualche
malcontento, tanto che c'è chi non esclude sorprese dell'ultima ora. Si vedrà.
Palazzo Chigi, però, è dovuto correre ai ripari per evitare che il caso Brambilla
diventasse motivo di attrito con il Quirinale, a cui - così la Costituzione -
spetta la nomina dei ministri, su proposta del capo di governo. «Il presidente
Berlusconi chiederà un appuntamento al capo dello Stato per parlare con lui
della struttura di governo, ministri e viceministri», dichiara il
sottosegretario Gianni Letta, volendo così evidenziare che saranno rispettate
le prerogative del Colle. Se venissero confermate le indicazioni di ieri, la
squadra dei ministri passerebbe da
( da "Mattino, Il (Salerno)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
GIANLUCA SOLLAZZO Tagli, docenti titolari sovrannumerari,
precari sul piede di guerra con l'unica arma della mobilitazione, ricercatori
universitari a scadenza di contratto. E prospettive lavorative che non lasciano
intravedere nulla di buono. Un "1 maggio" così il mondo della scuola
e della ricerca salernitana non l'aveva mai vissuto. Difficilmente s'è dovuto
scontrare con tante difficoltà. E a pagare il tributo più pesante sull'altare
della crisi che non lascia ossigeno sono proprio i docenti di ogni ordine
scolastico per quanto concerne il settore dell'istruzione. Andando per ordine,
la prima delle insidie è rappresentata dal piano tagli
imposto dalla manovra del ministro dell'istruzione Gelmini. Nell'anno scolastico ormai agli sgoccioli a Salerno e provincia
si è registrato una diminuzione di ben 875 cattedre e ad essere più colpita
dalla mannaia dei tagli governativi è stata senza ombra di dubbio la scuola
primaria che ha fatto registrare un calo di 400 posti. A seguire
troviamo la scuola secondaria di primo e secondo grado con circa 375 cattedre
in meno rispetto all'anno scolastico 2007/2008. Meno grave il quadro della
scuola materna salernitana con un centinaio di posti cancellati. Un situazione
desolante che mortifica il corpo docente non solo precario ma anche ordinario:
alla vigilia dell'anno che sta per chiudere i battenti ben 82 insegnanti sono
stati costretti a fare i conti con una condizione di sovrannumerarietà e a
sobbarcarsi un anno di peregrinazioni in provincia. Ma il quadro rischia di
aggravarsi anche l'anno prossimo. Su 6000 tagli di cattedre che si conteranno a
livello regionale più di 1300 riguarderanno la nostra provincia. Lo scorso 18
aprile circa 236 insegnanti di scuola primaria si sono ritrovati senza cattedra
di riferimento e hanno dovuto formalizzare richiesta di trasferimento in altra
sede poiché in sovrannumero: conseguenza inevitabile dell'introduzione del
maestro unico prevalente che, insieme all'introduzione del tempo scuola
compreso tra le 24 e le 30 ore settimanali e alla riduzione delle compresenza,
rappresenterà una delle novità del nuovo anno scolastico. Tagli previsti anche
per il personale Ata: a Salerno si prevedono infatti ben 360 posti in meno. Non
sta messo di certo meglio il mondo universitario salernitano: 224 ricercatori
dell'Ateneo di Fisciano dalla prossima estate non saranno più riconfermati nei
rispettivi settori in cui operano e non vedranno rinnovato il loro contratto
cocopro che scade a luglio.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del
01-05-2009)
Argomenti: Scuola
Vicenza in prima linea contro la pedofilia Venerdì 1
Maggio 2009, Alla Giornata nazionale contro la pedofilia Vicenza sarà una delle
poche realtà invitate presenti attraverso S.o.s Infanzia Onlus e il suo
presidente, Graziano Guerra. L'evento, organizzato dalla Fondazione Luca
Barbareschi, si svolgerà a Roma martedì prossimo 5 maggio. L'obiettivo è quello
di sensibilizare l'opinione pubblica su un problema tanto grave quanto
sottovalutato e portare ai soggetti partecipanti - famiglie, genitori, docenti
e soprattutto bambini - la testimonianza di istituzioni e associazioni in
merito al lavoro che quotidianamente viene svolto sia nel campo della
prevenzione che in quello della cura e del trattamento dei bambini abusati.
Ogni anno il 5 maggio sarà l'occasione per fare un bilancio per valutare i
passi avanti fatti nella lotta contro la pedofilia, per prevenire e garantire
ai bambini italiani un futuro più sereno. Alla Giornata parteciperanno, tra gli
altri, il presidente della Camera Gianfranco Fini, i
ministri Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Giorgia Meloni, rispettivamente per Istruzione,
Pari Opportunità e Gioventù, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo,
il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Paolo Concia, deputato Pd della
commissione Giustizia. Nel pomeriggio della stessa giornata avrà luogo
una riunione a porte chiuse riservata ai soli rappresentanti delle associazioni
convocate presso sala Tatarella, a palazzo dei Gruppi di Montecitorio, con
l'on. Angela Napoli, relatrice della proposta di legge unificata sulla
pedofilia. Proposta di legge che, tra altri articoli, prevede per i reati di
violenza sessuale commessi nei confronti dei minori degli anni diciotto, che il
termine di prescrizione cominci a decorrere dal giorno in cui la persona offesa
ha compiuto il diciottesimo anno di età. «Ci rallegriamo per questo importante
passo avanti che - commenta Graziano Guerra, presidente vicentino di S.o.s
Infanzia - qualora venisse approvata la proposta di legge, preannuncia la
possibilità per le numerose vittime di violenza di minore età di vedersi
riconosciuto il diritto di agire in prima persona al compimento del diciottesimo
anno di età nei confronti dei loro aguzzini».
( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
«Subito un piano industriale per il futuro di Numonyx»
Rossella Jannello Poca enfasi e molto realismo nelle dichiarazioni dei
segretari generali dei sindacati su questo Primo maggio del tempo della crisi.
Per Angelo Mattone, segretario provinciale Uil, c'è poco da festeggiare a
Catania. «Alla crisi internazionale, infatti - dice - si somma un processo di
deindustrializzazione del territorio etneo che la Uil segnala ormai da tempo.
La somma dei dati del secondo semestre 2008 e del primo trimestre 2009 indicano
un preoccupante boom delle richieste di ammortizzatori sociali nel settore
metalmeccanico in linea con il trend nazionale (+ 400 per cento) per un
tracollo rappresentato plasticamente dalla vertenza-simbolo della Stm/Numonyx.
Inoltre, nel comparto della scuola si sono persi a Catania e provincia 952
posti in nove mesi e oltre 600 nella grande distribuzione commerciale con una
rilevante incidenza a carico di quei precari che sono ormai i nuovi schiavi.
Non va meglio in edilizia dove il calo occupazionale è stato del 30 per cento
nel monte ore e, quindi, di 2 mila addetti che in quota rilevante potrebbero
avere ulteriormente gonfiato la sacca del lavoro nero. Nel «buco nero» anche i
minori impiegati clandestinamente da micro-aziende, di ogni comparto, spesso
sconosciute al sindacato e alle istituzioni». Un quadro a tinte fosche, dunque,
ma la Uil «pensa positivo». «Ribadiamo la richiesta di un Patto per lo sviluppo
- dice Mattone - sollecitando il definitivo varo della task-force lavoro della
Provincia. Dai Governi regionale e nazionale, poi, continuiamo ad aspettare
risposte in materia di politiche di sostegno al reddito e all'occupazione,
mentre nello specifico chiediamo al presidente Raffaele Lombardo un autentico
ripensamento di ruolo e operatività delle Aziende di sviluppo industriale». Per
Francesco Battiato, segretario generale della Cgil etnea, «Il 1° Maggio è una
occasione per riflettere ancora una volta sulle conseguenze che la grave crisi
che stiamo attraversando, ha sul mondo del lavoro. I dati sulla disoccupazione
e sulla Cig rappresentano un forte campanello d'allarme, che soprattutto nel
settore industriale. Ma esistono altri settori privi dell'ombrello degli
ammortizzatori sociali, dove si passa direttamente dal lavoro alla
disoccupazione talvolta senza alcun sostegno al reddito. Penso alle centinaia
di precari con contratti a termine fra cui i 952 docenti
che a causa della Gelmini
non hanno più futuro. La crisi che attraversa trasversalmente tutti i settori,
non risparmia il settore delle costruzioni dove si registra nel 2008 una
contrazione delle gare d'appalto del 33% rispetto all'anno precedente. Sia il
piccolo commercio che la grande distribuzione, per effetto del calo dei consumi
sono in grave difficoltà. Il fatto che nuovi centri commerciali
continuano ad essere aperti non significa nulla, poichè quelli storici aperti
da tempo hanno subito un forte calo del fatturato ed alcuni di questi stanno
programmando la chiusura o la cessione di attività. Persino il settore agricolo
ed agrumicolo in particolare che dovrebbe essere considerato al riparo dagli
effetti della crisi, a causa della calamità dovuta alle gelate ed alle forti
precipitazioni atmosferiche dell'anno scorso ha subito un crollo delle giornate
lavorative. «Ancora una volta - osserva il segretario generale della Ugl
catanese - festeggeremo il 1° maggio. Ma sarà sempre un rituale fatto di
corteo, bandiere e megaconcerti? Oppure sarà occasione di riflessione e quindi
di impegno per un confronto sociale e rivendicativo? In piena crisi economica
globale persino la parola festa mi sembra alquanto stonata a fronte di una
realtà fatta di difficoltà e recessione, dove nei posti di lavoro cessa la
certezza e vacilla la speranza! Ci sono tanti lavoratori che hanno perso il
lavoro e altri che temono di perderlo. La cassa integrazione è cresciuta
nell'ultimo anno del 700% e malgrado qualche timido segnale di ripresa, non si
vede ancora la fine del tunnel delle incertezze. Occorre allora innanzitutto -
argomenta Mazzeo - non disperdere il patrimonio umano collegato al lavoro.
Occorre soprattutto che l'azienda non tagli il cordone che lega il lavoratori
al proprio lavoro, in modo che questi non perda il senso di appartenenza
all'azienda. Quindi bisogna che l'eventuale crisi e la conseguente cassa integrazione
siano l'anticamera della ripresa al lavoro e non l'inizio della fine con la
mobilità. Come Ugl, non ci stancheremo mai di ricercare occasioni di confronto
con tutte le parti sociali». Alfio Giulio, segretario generale Ust Cisl Catania
non ha dubbi: «Il miglior modo per celebrare la ricorrenza del Primo Maggio,
nel difficilissimo momento che stiamo attraversando, è dare seguito ai nostri
appelli perché si proceda subito alla "concertazione operativa" con
le istituzioni. Basta con le parole, o con tavoli annunciati e, se avviati, mai
davvero operativi. Occorre fare
presto e bene sulle tre direttrici che la Cisl ha indicato da tempo: sostegno
ai lavoratori, alle famiglie e alle imprese. Ricorrendo a tutti gli
ammortizzatori sociali, alla costruzione di un welfare con l'aiuto degli Enti locali e con forme di premialità
alle imprese che raggiungano obiettivi di qualità e legalità del lavoro».
«Credo che mai come quest'anno - conclude Rosario Pappalardo, segretario della
Fim-Cisl - la giornata dedicata alla Festa dei Lavoratori assume un rilievo
così importante, così carico di preoccupazioni. E' una giornata all'insegna
della crisi e, quindi, della Cassa Integrazione e delle mobilità. Ma anche
all'insegna di speranze per il futuro. Il sindacato ha il dovere di dare voce
ai bisogni di tanta gente ed agli effetti della crisi, che qui assumono
proporzioni ancora più imponenti rispetto al resto del Paese».
( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
nostra inchiesta la scuola in sicilia La strategia del
«cinque» A pochi mesi dalla riforma Gelmini che ha reintrodotto il «cinque»
in condotta, nostra carrellata sugli istituti scolastici siciliani. Nella
scuola catanese che uno degli alunni-bulli aveva trasformato in base logistica
per organizzare le sue «imprese». Nell'istituto di Castrofilippo (Agrigento)
che accoglie tra i suoi alunni una cinquantina di «caminanti», zingari
di etnia italiana. Nelle scuole di Ballarò, il quartiere di Palermo dove i
genitori degli alunni sospesi li riportano a scuola «perché a casa non li
vogliamo», nella scuola di Gela dove la strategia è invertita: si premiano i
più buoni con computer e I-pod. annolino, concia, goldini, a. lodato 8
( da "Sicilia, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'avventura educativa Scrive Daniel Pennac nel suo
"Diario di scuola": «Gli insegnanti che mi hanno salvato - e che
hanno fatto di me un insegnante - non si sono preoccupati delle origini della
mia infermità scolastica. Non hanno perso tempo a cercarne le cause e tanto
meno a farmi la predica. Erano adulti di fronte ad adolescenti in pericolo.
Hanno capito che occorreva agire tempestivamente. Si sono buttati. Non ce
l'hanno fatta. Si sono buttati di nuovo, giorno dopo giorno, ancora e ancora...
Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri con me. Ci hanno letteralmente
ripescati. Dobbiamo loro la vita». Quanti prof nelle scuole siciliane ancora
oggi si "buttano e poi si ributtano" per "salvare" i loro
alunni! Perché, è bene ribadirlo, neanche il
( da "Panorama.it" del 01-05-2009)
Argomenti: Scuola
- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Ecco le
Eurocandidate per il Pdl: Matera, Comi e Ronzulli. In corsa per Strasburgo
Posted By redazione On 30/4/2009 @ 13:17 In Headlines | 1 Comment E alla fine
ne rimase solo una: [1] Barbara Matera. Sarà lei l'unica candidata del Pdl,
proveniente dal mondo dello spettacolo. Delle altre paventate veline, neanche
l'ombra. E i vertici del Pdl negano con forza che nella scelta dei nomi abbia
pesato [2] lo sfogo di Veronica Lario che ha attaccato senza mezzi termini le
indiscrezioni di questi giorni definendo alcune candidature "ciarpame
senza pudore". L'ex annunciatrice Rai è candidata alle elezioni del 6 e 7
giugno al Sud (è all'ottavo posto della lista). Nella stessa circoscrizione ci
sarà anche il leader dell'Udeur [3] Clemente Mastella (che sta proprio davanti
a lei, alla settima posizione). Subito dopo il capolista Silvio Berlusconi c'è
anche l'eurodeputato Salvatore Tatarella (in quota An). Seguiti da Raffaele
Baldassarre, Giuseppe Gargani e Franco Malvano. Nella circoscrizione elettorale
nord-occidentale, dopo il Cavaliere capolista è Ignazio La Russa l'unico
ministro del Pdl in corsa per le europee. In tutto sono 19 nomi. Subito dopo il
coordinatore del Pdl, al terzo posto c'è l'attuale vicepresidente del
Parlamento Ue Mario Walter Mauro. In testa di lista anche Cristiana Muscardini
(quota An) e l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. Seguono Valentina
Aprea, Fabrizio Bertot, Vito Bonsignore, Elena Centemero. Al decimo posto c'è
Maristella Cipriani, poi la giovanissima Lara Comi classe '83 (stimatissima dal
Cavaliere, ex bocconiana e per un soffio non eletta alla Camera lo corso
aprile), Roberta Della Vecchia, Isabella De Martini, Carlo Fidanza (An),
Giuseppe Menardi, Nicola Orsi. Al 17esimo posto figura Laura Ravetto,
responsabile del settore nazionale del Pdl propaganda-immagine-comunicazione,
Licia Ronzulli e Iva Zanicchi (euroeputata uscente). "La Matera ha fatto
la presentatrice in Rai, non mi pare un titolo per l'esclusione dalle liste
elettorali. Certo, non è bella come Sassoli, non è un velino come lui",
dice Ignazio La Russa, presentando le liste e non risparmiando una
"stoccata" al Pd, che ha candidato per le europee [4] il celebre
mezzobusto del Tg1, a proposito della [5] polemica sulle candidate del Pdl. E
poi via alla lettura dei curricula delle donne in corsa per l'europarlamento,
con il coordinatore del Pdl che si sofferman anche sui nomi finiti al centro
delle cronache: "Laura Comi si è diplomata con il massimo dei voti ed ha
una laurea con lode. E qualcuno si è azzardato a dire che è una velina",
ha spiegato La Russa. "Mi scuso se non abbiamo potuto dare materiale per
il gossip, lo dico ai giornali scandalistici" ha detto La Russa "Ai
giornali che si occupano di politica chiedo di mettere la parola fine sul
gossip di questi giorni". Nel presentare alla stampa i candidati, anche
gli altri due coordinatori del Pdl hanno decisamente negato che fosse
necessario depennare qualche nome, sulla scia delle parole della signora
Berlusconi: "C'è stata una campagna di disinformazione, farcita di falsità
palesi" e "si sono fatte polemiche sull'inserimento delle cosiddette
veline: è tutto falso", ha attaccato [6] Sandro Bondi. In qualche modo,
però, La Russa riconosce che alcuni dei nomi usciti nei giorni passati non
erano del tutto inventati: "Quando si preparano le liste si raccoglie
tutto e il contrario di tutto", ha detto, bollando come "spocchioso
razzismo" l'idea di scartare chiunque a priori in ragione del lavoro che
fa. In ogni caso, ha aggiunto il ministro della Difesa, "i curricula delle
candidate" dimostrano che nulla di quanto scritto alla fine sia arrivato:
per questo, ha aggiunto, "chiedo alla stampa di mettere fine a questo
gossip". E così, in conclusione, l'unica del mondo dello spettacolo a
trovare posto nelle liste (ottava nella circoscrizione 'sud') è stata proprio la
Matera. Nata a Lucera (Foggia), classe '81, la bionda ex annunciatrice della
Rai ha avuto anche dei ruoli in alcuni film, ma è comunque laureata in scienze
della formazione primaria. Tutt'altra formazione per altre due giovani
candidate: Lara Comi e Licia Ronzulli. La prima, nonostante la giovane età, ha
già una discreta esperienza. Nata nell'